Source: http://briguglio.asgi.it/immigrazione-e-asilo/2008/giugno/manuale-normativa.html
Timestamp: 2018-09-23 10:57:32+00:00
Document Index: 137142187

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 117', 'art. 2', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 38', 'art. 27', 'art. 2', 'art. 70', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 70', 'art. 2', 'art. 51', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 49', 'art. 33', 'art. 4', 'art. 142', 'art. 13', 'art. 229', 'art. 29', 'art. 94', 'art. 142', 'art. 102', 'art. 32', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 39', 'art. 6', 'art. 39', 'art. 20', 'art. 380', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 26', 'art. 2', 'art. 36', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 27', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 380', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 31', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 26', 'art. 13', 'art. 42', 'art. 407', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 19', 'art. 27', 'art. 10', 'art. 22', 'art. 18', 'art. 31', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 407', 'art. 36', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 39', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 43', 'art. 44', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 71', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 32', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 25', 'art. 19', 'art. 737', 'art. 46', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 380', 'art. 381', 'art. 49', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 70', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 22']

(Sergio Briguglio 15/7/2002)
(Sergio Briguglio 9/6/2008)
PRINCIPALI ELEMENTI DELLA NORMATIVA SU IMMIGRAZIONE, ASILO E CITTADINANZA
(Aggiornamento al 30 Aprile 2008)
Nota: i testi delle leggi, dei decreti legislativi e dei regolamenti vigenti in materia di diritto dello straniero sono riportati in altro documento[1].
I. Principi generali (*)
1. Ambito di applicazione, diritti fondamentali, diritti in materia civile, rapporti con la pubblica amministrazione, tutela giurisdizionale, protezione diplomatica (*)
II. Ingresso e soggiorno (*)
2. Categorie di ingresso (*)
3. Programmazione dei flussi (*)
4. Ingresso, reingresso e uscita dall�Italia (*)
5. Permesso di soggiorno (*)
6. Iscrizione anagrafica (*)
7. Permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (*)
8. Ingresso e soggiorno per lavoro subordinato (*)
9. Ingresso e soggiorno per lavoro stagionale (*)
10. Ingresso e soggiorno per lavoro autonomo (*)
11. Formazione di lavoratori all�estero (*)
12. Ingresso e soggiorno per lavoro extra-quote o con quote specifiche (*)
13. Ingresso e soggiorno per studio, formazione o tirocinio professionale e attivita� scientifica (*)
14. Ingresso e soggiorno per volontariato (*)
15. Professioni (*)
16. Ricongiungimento familiare e soggiorno per motivi familiari (*)
17. Minori stranieri (*)
18. Protezione sociale e sicurezza pubblica (*)
III. Allontanamento, sanzioni e detenuti (*)
19. Respingimento alla frontiera (*)
20. Espulsione (*)
21. Trattenimento nei CPT (*)
22. Sanzioni a carico di terzi (*)
23. Stranieri condannati o detenuti (*)
IV. Assistenza, previdenza sociale e integrazione (*)
24. Assistenza sanitaria (*)
25. Previdenza sociale (*)
26. Assistenza sociale e misure fiscali (*)
27. Enti di patronato (*)
28. Politiche di accoglienza e accesso all�alloggio (*)
29. Discriminazione (*)
V. Asilo (*)
30. Qualifica di titolare dello status di protezione internazionale (*)
31. Procedure per riconoscimento e revoca della protezione internazionale (*)
32. Accoglienza dei richiedenti protezione internazionale (*)
33. Contenuto della protezione internazionale (*)
34. Disposizioni particolari per i minori non accompagnati (*)
35. Norme transitorie (*)
36. Protezione temporanea (*)
37. Asilo costituzionale e ulteriori forme di protezione (*)
VI. Cittadinanza (*)
38. Cittadinanza (*)
VII. Apolidia (*)
39. Apolidia (*)
VIII. Cittadini comunitari (*)
40. Norme a regime (*)
41. Neocomunitari (*)
Il Testo unico si applica, salvo che sia diversamente disposto, ai cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea e agli apolidi
Il Testo unico non si applica ai cittadini degli Stati membri dell'Unione europea, se non in quanto si tratti di norme piu' favorevoli
Principio applicato con riferimento a
o iscrizione anagrafica del genitore comunitario di minore italiano (Risposta Mininterno a quesito 16/11/2007[2])
o iscrizione al SSN dei minori rumeni e bulgari (Circ. Regione Friuli Venezia Giulia[3])
o erogazione temporanea delle prestazioni sanitarie per i cittadini neocomunitari a parita' con lo straniero illegalmente presente, a prescindere dal possesso del codice STP anteriore alla data di ingresso del paese nell'UE (Delibera Regione Toscana[4])
o erogazione delle prestazioni sanitarie urgenti o essenziali a cittadini comunitari non iscritti al SSN e privi di assicurazione sanitaria (circ. Regione Marche 4/1/2008[5] e circ. Regione Piemonte 9/1/2008, citata in circ. Minsalute 19/2/2008[6])
Nota: dovrebbe essere previsto il divieto di allontanamento nei casi in cui e' previsto il divieto di espulsione per lo straniero, e dovrebbe essere rilasciato un titolo di soggiorno in tutti i casi in cui il cittadino comunitario o il suo familiare privi di diritto di soggiorno si trovino nelle condizioni che consentono il rilascio di permesso a cittadino straniero (es.: permesso per minore eta', permesso per motivi umanitari, anche ex art. 18, permesso per assistenza del minore, permesso per motivi di cura per la donna incinta o per la puerpera o per il marito convivente)
Le disposizioni del Testo unico non si applicano qualora sia diversamente previsto dalle norme vigenti per lo stato di guerra
Il Ministero dell'interno, nell'esercizio delle proprie attribuzioni, si ispira alla Carta dei valori della cittadinanza e dell'integrazione e orienta le relazioni con le comunita' degli immigrati e religiose al comune rispetto dei principi sanciti in tale Carta, nella prospettiva dell'integrazione e della coesione sociale (Decr. Mininterno 23/4/2007[7])
Diritti del cittadino straniero
Allo straniero comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato sono garantiti i diritti fondamentali della persona previsti dalle norme di diritto interno, dalle convenzioni internazionali in vigore e dai principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti
Allo straniero e� riconosciuta parita� di trattamento con il cittadino relativamente alla tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi, nei rapporti con la pubblica amministrazione e nell'accesso ai pubblici servizi, nei limiti e nei modi previsti dalla legge
Lo straniero regolarmente soggiornante gode dei diritti in materia civile attribuiti al cittadino italiano (capacita' giuridica, diritto al nome, diritto di proprieta', etc.), salvo che le convenzioni internazionali in vigore o il Testo unico dispongano diversamente; nei casi (attualmente inesistenti) in cui Testo unico o convenzioni internazionali prevedano la condizione di reciprocita�, il MAE comunica ai responsabili del procedimento amministrativo e al Collegio notarile i dati relativi al godimento del diritto da parte dei cittadini italiani nel Paese d�origine dello straniero, con schede semestralmente aggiornate (disponibili sul sito internet del MAE); accertamento della condizione comunque non richiesto per titolari di permesso CE slp o di permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato o autonomo, per motivi familiari, umanitari o di studio, e per i relativi familiari regolarmente soggiornanti
Lo straniero regolarmente soggiornante partecipa alla vita pubblica locale; nota: art. 117 Cost.[8] riserva alla legislazione esclusiva dello Stato le materie della "condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione Europea", della "immigrazione" e della "legislazione elettorale" di Comuni, Province e Citta' metropolitane (Parere Cons. Stato 6 Luglio 2005[9]); sulla base di tale parere, annullate disposizioni dello statuto del Comune di Genova (con DPR 17/8/2005[10]) che riconosceva il diritto di elettorato attivo e passivo a livello comunale, e delibere dei Comuni di Perugia, La Spezia e Cesena (con delibera PCM 31/8/2006[11]) che riconoscevano tale diritto a livello circoscrizionale e di quartiere
Diritti del lavoratore straniero; attivita' riservate al cittadino italiano
Garantiti a tutti i lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti e alle loro famiglie parita� di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani (art. 2, co. 3 T.U.; Convenzione OIL n. 143/1975[12], ratificata con L. 158/81); la parita� si estende a tutte le attivita' non riservate all'italiano
Sono certamente riservati ai cittadini italiani
o le attivita� che comportino l�esercizio di pubblici poteri o che attengano alla tutela dell�interesse nazionale (art. 37, co. 1 D. Lgs. 29/1993[13], ora art. 38 D. Lgs. 165/2001[14])
o i posti (art. 1, DPCM 174/1994[15])
- dei livelli dirigenziali delle amministrazioni dello Stato individuati dall�art. 6 D. Lgs. 29/199313 e di quelli corrispondenti delle altre amministrazioni pubbliche
- con funzioni di vertice amministrativo delle strutture periferiche delle amministrazioni pubbliche dello Stato, degli enti pubblici non economici, delle province, dei comuni, delle Regioni e della Banca d�Italia
- dei magistrati e degli avvocati o procuratori dello Stato
- dei ruoli civili e militari della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri degli affari esteri, dell�interno, della giustizia, della difesa, delle finanze, e del Corpo forestale dello Stato, salvo quelli cui si accede in base all�art. 16 L. 56/1987[16]
o le funzioni (art. 2, DPCM 174/199415) che comportino l�elaborazione, la decisione e l�esecuzione di provvedimenti autorizzativi e coercitivi, e le funzioni di controllo di legittimita� e di merito
Orientamenti contrastanti sull'accesso al lavoro alle dipendenze della Pubblica amministrazione, per le attivita' diverse da quelle esplicitamente riservate ai cittadini italiani; in particolare,
o contro: Parere Ministero funzione pubblica 196/2004[17], parere dell'Avvocatura generale dello Stato 18/2/2004, parere Consiglio di Stato 2592/2003, Sent. TAR Veneto e TAR Toscana[18], Sent. Cass. 24170/2006[19]:
- il lavoro alle dipendenze della Pubblica amministrazione e' precluso allo straniero, salvo che nei casi esplicitamente previsti:
� l'art. 38, D. Lgs. 165/200114, che menziona esplicitamente l'accesso dei cittadini comunitari al lavoro alle dipendenze della Pubblica amministrazione, rinviando a un DPCM (DPCM 174/199415) la determinazione dei posti e delle funzioni per cui non si possa prescindere dal possesso della cittadinanza italiana
� l'art. 27, co. 1, lettera r-bis T.U., relativo agli infermieri professionali
- prevalgono infatti
� la disposizione di cui all'art. 2, DPR 487/1994[20] ("legificato" dal richiamo di cui all'art. 70, co. 13 D. Lgs. 165/200114, che impone l'aplicazione del DPR 487/199420 in materia di reclutamento da parte della Pubblica amministrazione), che prevede il requisito della cittadinanza italiana
� il fatto che l'art. 2 DPR 3/1957[21] non e' stato abrogato da art. 2 T.U.
o a favore: TAR Liguria, Sent. Corte d�Appello Firenze 2/7/02[22], Ord. Trib. Genova 21/4/2004 e 26/6/04[23], Ord. Trib. Perugia 29/9/2006[24] e 6/12/2006[25], Ord. Trib. Firenze 14/1/2006[26], Corte d'Appello Firenze 2005, Ord. Trib. Pistoia 7/5/2005[27]:
- l'art. 2 DPR 3/195721 va considerato abrogato da art. 2 T.U.
- l'art. 38, co. 1 D. Lgs. 165/200114 riproduce l'art. 2 DPR 487/199420, preesistente al T.U., ed e' quindi frutto di mancato coordinamento con questo (nota: il riferimento sembra errato; il problema lo pone piuttosto l'art. 70, co. 13 D. Lgs. 165/200114, che "legifica" l'art. 2 DPR 487/199420)
- l'art. 51 Cost.8 non puo' essere interpretato come limitante l'accesso agli uffici pubblici ai soli cittadini, dato che e' stato ritenuto compatibile (TAR Veneto) con l'accesso a quegli uffici dei comunitari (art. 37 D. Lgs. 29/1993, poi trasportato in art. 38 D. Lgs. 165/200114)
- in assenza di specifico DPCM emanato ai sensi di art. 38, co. 2 D. Lgs. 165/200114, le sole preclusioni vengono da DPCM 174/199415; l'art. 27, co. 3 T.U. preclude infatti l'accesso alle sole attivita' per le quali e' indispensabile il possesso della cittadinanza italiana
- per le attivita' non precluse, lo straniero deve soddisfare le sole condizioni applicabili al cittadino italiano (con eccezione del possesso della cittadinanza italiana, ma con la sottolineatura di una adeguata conoscenza della lingua italiana) con l'aggiunta del godimento dei diritti civili e politici anche negli Stati di appartenenza o di provenienza (nota: il mancato godimento potrebbe essere frutto di una compressione impropria dei diritti)
Accesso all'impiego alle dipendenze delle imprese di trasporto pubblico locale:
o tali imprese si configurano come soggetti di diritto privato per tutto cio' che attiene alla loro organizzazione e al loro funzionamento, compleso il reclutamento del personale (Par. UNAR 26/10/2007[28])
o il Regolamento sullo stato giuridico del personale delle ferrovie, tranvie e linee di navigazione interna in regime di concessione (all. A RD 148/1931[29]) prescrive il requisito della cittadinanza italiana (disposizione applicabile anche ai lavoratori dei servizi di trasporto pubblico urbano ed extraurbano, ex L. 628/1952)
o le disposizioni di cui all'all. A RD 148/193129 sono derogabili da parte della contrattazione collettiva nazionale (art. 1, co. 2, L. 270/1988[30]), ma fino ad oggi la contrattazione collettiva non ha intaccato il requisito di cittadinanza
o secondo Par. UNAR 26/10/200728, le disposizioni di cui all'all. A RD 148/193129
- sono state implicitamente abrogate da art. 2, co. 3 T.U.
- violano il principio di uguaglianza e ragionevolezza secondo i criteri stabiliti da sent. Corte Cost. 432/2005[31], non essendovi motivazione logica, ragionevole e proporzionata, nello stabilire l'accesso ai soli cittadini italiani alle opportunita' di impiego nelle imprese del settore del trasporto pubblico, ormai privatizzato per effetto della normativa comunitaria sulla concorrenza e dunque non piu' riservato alle imprese pubbliche o a concessionari incaricati dalla pubblica amministrazione
- violano le normativa nazionale antidiscriminazione nella parte in cui annovera fra gli ambiti di applicazione anche il settore dell'accesso al lavoro
Il titolare dello status di rifugiato e' equiparato (D. Lgs. 251/2007) al cittadino comunitario riguardo all'accesso al pubblico impiego (rectius, riguardo all'accesso all'impiego alle dipendenze della pubblica amministrazione)
Lo straniero regolarmente soggiornante puo� utilizzare le dichiarazioni sostitutive di cui all�articolo 46 DPR 445/2000[32], limitatamente agli stati, fatti e qualita� personali certificabili o attestabili da parte di soggetti pubblici o privati italiani, salvo che Testo unico o Regolamento prevedano l�esibizione o la produzione di specifici documenti
Stati, fatti e qualita� che non possano essere oggetto di dichiarazioni sostitutive sono documentati da certificati o attestazioni rilasciati dalla competente autorita� dello Stato estero, legalizzati dalle autorita�consolari italiane e corredati di traduzione in lingua italiana, di cui l�autorita� consolare italiana attesta la conformita� all'originale (salvo esonero, nei casi in cui cosi� dispongano convenzioni internazionali in vigore per l�Italia; es.: la Convenzione dell�Aja del 1961 in materia di eliminazione della legalizzazione degli atti pubblici, cui hanno aderito, tra gli altri, Turchia e Moldavia, ovvero la Convenzione di Parigi del 27/9/56 o quella di Vienna dell�8/9/76 per il caso di atti di stato civile prodotti utilizzando estratti plurimi rilasciati dalle autorita' locali); lo straniero e� informato che la produzione di atti o documenti non veritieri costituisce reato e, in caso di richiesta di visto, ne comporta l�inammissibilita� (art. 4, co. 2 T.U.)
Nota: in caso di trascrizione per riassunto di atti formati all'estero, il riassunto deve essere effettuato dall'ufficiale di stato civile, non da chi effettua la traduzione (circ. Mininterno 7/6/2007[33] e circ. MAE 24/5/2007)
In mancanza di autorita� straniera riconosciuta o in caso di presunta inaffidabilita� dei documenti, provvede l�autorita� diplomatica o consolare italiana con dichiarazione sostitutiva ex art. 49, DPR 200/1967[34], basata sulle verifiche ritenute necessarie (es.: test del DNA o della densimetria ossea, previo assenso degli interessati – dalla Relazione illustrativa del DPR 334/2004[35]; nello stesso senso, sent. Cass. n. 1656/2007[36]: esame densitometrico incluso tra quelli cui la rappresentanza puo' procedere; esiti contestabili in giudizio), effettuate a spese degli interessati
Nota: in quali casi e' ammesso l�uso (di cui all�art. 33, co. 4, DPR 445/200032) di documenti emessi dall�autorita� consolare o diplomatica del Paese dello straniero, legalizzati dalla prefettura?
Modalita' di adozione dei provvedimenti negativi
I provvedimenti di respingimento, di espulsione, di revoca o rifiuto del permesso di soggiorno, di rifiuto della conversione del permesso di soggiorno, di revoca o di rifiuto del permesso CE slp sono adottati con atto scritto e motivato contenente l�indicazione delle modalita� di impugnazione, consegnato a mano o notificato allo straniero, con modalita� tali da assicurare la riservatezza del contenuto dell'atto
Se lo straniero non comprende la lingua italiana, il provvedimento e� accompagnato da sintesi del suo contenuto in lingua comprensibile all�interessato o, se non e� possibile per indisponibilita� di personale idoneo alla traduzione del provvedimento in tale lingua, in inglese, francese o spagnolo, a scelta dello straniero; Sent. Cass. citata da Trib. Ancona[37]: il ricorso a lingua diversa da quella pienamente comprensibile allo straniero e' legittimo ove non sia possibile identificare tale lingua o si tratti di lingua rarissima; Sent. Cass. 5732/2002, 5465/2002, 879/2002, 13817/2001, 12851/2001, 9264/2001, 6978/2007[38]: il ricorso a lingua diversa va motivato; altrimenti, la nullita' non e' sanata dalla presentazione del ricorso da parte dell'interessato; Sent. Cass. 7564/2008[39]: traduzione non necessaria se lo straniero conosce l'italiano, ma tale conoscenza deve essere accertata dal giudice di pace; l'omessa traduzione del provvedimento di diniego, riguardando la sua comunicazione, non costituisce vizio di legittimita' (sent. Cons. Stato 238/2002 e 6749/2004 citate in Sent. Tar Toscana[40]), soprattutto se lo straniero mostra di aver compreso il contenuto del provvedimento presentando ricorso nei tempi prescritti (TAR Abruzzo[41]), ma puo' incidere sulla decorrenza del termine per l�impugnazione (TAR Toscana40)
Vietata l'espulsione collettiva (art. 4, Protocollo 4[42], allegato alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo[43]); Sent. Cass. 16571/2005[44]: l'espulsione plurima non si configura come espulsione collettiva, e percio' illegittima, quando consegue al vaglio individuale delle posizioni di ciascun destinatario
In caso di espulsione, lo straniero e' informato del diritto di essere assistito dal difensore di fiducia, con onorario e spese a carico dell�erario (art. 142 L, DPR 115/2002[45]; nota: art. 13, co. 8 T.U., come modificato da L. 189/02, ha ripristinato il riferimento all�ammissione al gratuito patrocinio, soppresso dall�art. 229 L del DPR 115/200245), o, in mancanza, dal difensore d'ufficio (tra quelli iscritti nella tabella di cui all'art. 29, D. Lgs. 271/89), e che le comunicazioni dei successivi provvedimenti giurisdizionali saranno effettuate con l�avviso di cancelleria al difensore di fiducia o a quello d�ufficio
Il provvedimento di trattenimento in CPT e' comunicato allo straniero, con sintesi in lingua a lui comprensibile o, se non e� possibile, in inglese, francese o spagnolo, e con informazione sul diritto di essere ammesso, se ne ricorrono le condizioni, al gratuito patrocinio a spese dello Stato e all�assistenza del difensore di fiducia (o, in mancanza, del difensore d�ufficio) in sede di convalida, come pure nell'ambito del procedimento di convalida del provvedimento di accompagnamento immediato alla frontiera
Ai fini dell'ammissione al gratuito patrocinio, in mancanza di codice fiscale, lo straniero puo' limitarsi a fornire generalita' e domicilio all'estero (Ord. Corte Cost. 144/2004[46])
Nota: ai fini del procedimento di convalida del trattenimento in CPT, di fatto difficile ottenere in tempo utile la certificazione dei requisiti di reddito, necessaria per l�accesso al gratuito patrocinio, da parte della Rappresentanza diplomatica o consolare del paese di appartenenza (art. 94, co. 2 DPR 115/200245: trascorsi inutilmente 20 gg, il giudice revoca il decreto di ammissione al gratuito patrocinio); nota: non e' chiaro se si applichino le disposizioni di cui all'art. 142 L, DPR 115/200245, che pongono a carico dell'erario, per il ricorso avverso il provvedimento di espulsione, l'onorario del difensore dello straniero
Sent. Corte Cost. 254/2007[47]: illegittimita' costituzionale di art. 102 DPR 115/200245, nella parte in cui non prevede, per lo straniero ammesso al patrocinio a spese dello Stato che non conosce la lingua italiana, la possibilita' di nominare un proprio interprete; il legislatore dovra' disciplinare la materia
Il principio di traduzione dei provvedimenti giurisdizionali si estende agli atti di indagine preliminare, inclusi l'avviso di conclusione delle indagini preliminari (Sent. Cass. 7664/2006[48]) e l'ordinanza di custodia cautelare (Trib. Bologna[49]), e alla motivazione delle sentenze di primo e secondo grado (Sent. Cass. 4929/2007[50])
Il provvedimento di allontanamento del familiare straniero di cittadino italiano o comunitario dal territorio dello Stato
o e' adottato con atto motivato (salvo che vi si oppongano ragioni di sicurezza dello Stato)
o e' tradotto, se il destinatario non comprende la lingua italiana (D. Lgs. 32/2008), in lingua a lui comprensibile ovvero, in caso di indisponibilita' di personale idoneo alla traduzione, in francese, inglese, spagnolo o tedesco, a scelta dell'interessato (nota: l'art. 32 Direttiva 2004/38/CE[51] impone che sia garantita all'interessato la possibilita' di comprendere contenuto e conseguenze del provvedimento)
o e' notificato all'interessato con l'indicazione delle modalita' di impugnazione, dei termini per lasciare l'Italia (in caso di provvedimento adottato per motivi di ordine pubblico o pubblica sicurezza) e della durata del divieto di reingresso sul territorio nazionale
Salvo gravi motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato o relativi all�amministrazione della giustizia, lo straniero presente in Italia ha diritto di prendere contatto con le autorita� del Paese di cui e� cittadino e di essere agevolato, in questo, da ogni pubblico ufficiale interessato al procedimento
L'autorita� giudiziaria e ogni altro pubblico ufficiale hanno l'obbligo di informare la rappresentanza diplomatica o consolare piu� vicina del Paese cui appartiene lo straniero in ogni caso in cui abbiano adottato provvedimenti in materia di liberta� personale, allontanamento dal territorio dello Stato, tutela dei minori, status personale, o in caso di decesso o di ricovero ospedaliero urgente; hanno anche l'obbligo di far pervenire alla rappresentanza documenti e oggetti appartenenti allo straniero che non debbano essere trattenuti per legge
La comunicazione non e' effettuata quando
o lo straniero, esplicitamente interrogato (se possibile) dall�autorita� che deve procedere, dichiari espressamente di non volersi avvalere degli interventi dell�autorita� diplomatica o consolare del Paese di cui e� cittadino; la rinuncia alla protezione consolare per minori di eta' inferiore a quattordici anni e' effettuata da chi esercita la potesta' sul minore
o lo straniero abbia presentato domanda di asilo
o allo straniero sia stato riconosciuto lo status di rifugiato (o, verosimilmente, la protezione sussidiaria)
o nei confronti dello straniero siano state adottate misure di protezione temporanea per motivi umanitari
o allo straniero o ai suoi familiari possa derivare il pericolo di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di origine nazionale, di condizioni personali o sociali
Categorie di ingresso; ordine di grandezza dei flussi
Ingresso per �diritto� e per �interesse legittimo� all�inserimento (concorrenziale o non concorrenziale); nota: classificazione mia
Ingresso per interesse all�inserimento concorrenziale: lavoro subordinato, lavoro autonomo, studio, formazione professionale
o Quote programmate con decreti (DPCM, decreto MAE su disponibilita� atenei)
o Domande di ingresso accolte fino a raggiungimento della quota, se gli altri requisiti sono soddisfatti
o Ricorso avverso i provvedimenti negativi: al TAR
o Numeri recenti:
- lavoro non stagionale: circa 25.000 per anno fino al 2005, circa 470.000 nel 2006
- lavoro stagionale: circa 50.000 per anno
Ingresso per interesse all�inserimento non concorrenziale: turismo, affari, motivi religiosi, etc.
o Ingressi non limitati numericamente
o Ingressi per soggiorni di breve o lunga durata
o Requisiti: non gravare sull�assistenza pubblica (mezzi di sostentamento, alloggio, viaggio di ritorno)
o Numeri:
- turismo: circa 400.000 per anno
- affari: circa 130.000 per anno
o Nota: requisiti meno stringenti => numeri alti => possibile interferenza con controllo immigrazione (overstayers)
Ingresso per diritto: asilo e protezione sussidiaria, unita� familiare (ricongiungimento)
o Ingressi non limitati numericamente (possibile riflesso, pero�, degli ingressi per protezione temporanea e ricongiungimento su quote per lavoro)
o Requisiti principali dipendenti dalla condizione soggettiva, non da un progetto dell'individuo: condizione di persecuzione, rapporto di parentela
o Requisiti aggiuntivi: assenza di condizioni di esclusione (asilo), reddito e alloggio del familiare (ricongiungimento), etc.
o Ricorso avverso i provvedimenti negativi: al Tribunale ordinario
- ricongiungimento: circa 50.000 per anno fino al 2005, circa 100.000 nel 2006
- richiesta asilo: circa 10.000 (riconoscimenti o permessi umanitari: circa 1000)
o Nota: l�ammissione al riconoscimento del diritto d�asilo prescinde da un ingresso formalmente legale; possibile abuso; interferenza con controllo immigrazione
Controesempio: ingresso per volontariato, sottoposto a quote fissate con decreto del Ministro della solidarieta' sociale (D. Lgs. 154/2007), benche' si tratti di ingresso finalizzato alla tutela di un interesse legittimo all�inserimento non concorrenziale
Documento programmatico; decreti di programmazione dei flussi
Documento programmatico triennale (DPR; sentiti CNEL, associazioni, Conferenza unificata, parere Commissioni parlamentari): linee di politica dell�immigrazione; criteri per i flussi
Possibilita� di emanazione del documento programmatico con cadenza piu� breve dei tre anni, se necessario
Uno o piu� decreti annuali flussi (DPCM; sentite Commissioni parlamentari, la Conferenza unificata Stato-Regioni-Citta� e il Comitato per il coordinamento e il monitoraggio delle disposizioni del Testo unico) sulla base dei criteri definiti dal documento programmatico; emanazione entro il 30 novembre dell�anno precedente
In mancanza di decreto, possibile emanazione di un DPCM entro quote anno precedente (utilizzato nel 2002, 2003, 2004, 2005); possibile lo sforamento delle quote dell'anno precedente per gli ingressi per lavoro stagionale in agricoltura e turismo (L. 80/2005)
Quote per lavoro subordinato a tempo determinato e indeterminato, lavoro stagionale, lavoro autonomo
Decreto predisposto sulla base dei dati sulla effettiva domanda di lavoro, suddivisa per regioni e per bacini provinciali di utenza, elaborati dall�anagrafe informatizzata
Le quote per le professioni sanitarie sono stabilite, sentite le Regioni, sulla base delle valutazioni, effettuate dal Minsalute, in sede di rilevazione del fabbisogno di personale sanitario, ai sensi dell�art. 6 ter, D. Lgs. 502/1992[52]
Le Regioni possono trasmettere un rapporto annuale sulle condizioni dei lavoratori stranieri nel territorio e sui flussi sostenibili per i tre anni successivi (art. 21, co. 4 ter T.U.)
Possibili quote privilegiate per paesi con accordi di riammissione; le domande per lavoratori provenienti da paesi con quote privilegiate possono concorrere solo all'interno della relativa quota (F.A.Q. sul sito del Mininterno[53])
Possibili quote privilegiate per cittadini di origine italiana entro il terzo grado in linea ascendente per parte di almeno un genitore iscritti in apposite liste tenute presso tutte le rappresentanze diplomatiche o consolari italiane e trasmesse al Minlavoro (facolta�, per gli iscritti, di chiedere al Minlavoro la propria posizione in graduatoria)
Quote per lavoro subordinato non stagionale, definite anche in base ai rapporti sui flussi sostenibili eventualmente presentati dalle Regioni, e assegnate a livello regionale tenendo conto dei programmi di formazione approvati, sono riservate agli iscritti nelle liste di stranieri con titoli di prelazione; i residui non utilizzati entro 9 mesi dall�entrata in vigore del decreto confluiscono nella quota generale; il decreto-flussi puo� prevedere l�estensione automatica della quota riservata in caso di ulteriori richieste
Quota per lavoro autonomo, assegnata a livello nazionale, riservata ai partecipanti ai corsi di formazione inseriti in appositi elenchi
Possibili le restrizioni sugli ingressi da paesi che non collaborano al contrasto dell�immigrazione clandestina e alla riammissione degli espulsi
Prassi e decisioni particolari
Adottate quote specifiche per situazioni particolari (2001: somali) e quote complessive per stagionali per paesi candidati per l�ingresso nella UE e per altri paesi
Adottate (contra legem) anticipazioni con decreto del Ministro del lavoro (2000-2002: lavoro stagionale, a scapito degli ingressi per soggiorno lungo; 2002: lavoro autonomo)
Adottate ripartizioni delle quote per Regioni (poi suddivise tra le province dalle Direzioni regionali del lavoro), con accantonamento di quote di riserva (nel 2000, Circolare Ministero del lavoro 20/3/00, Circolare Ministero del lavoro 39/2000[54]); quote di riserva utilizzate per ulteriori assegnazioni a regioni con richiesta pressante (Circolare Ministero del lavoro 69/2000[55], Lettere circolari del Ministero del lavoro 6/11/2000[56] e 8/11/2000[57]); coerente con lo spirito delle disposizioni che prevedono un possibile rapporto annuale delle Regioni sui flussi sostenibili
La Regione Friuli, con successive delibere 28/1/2005[58], 3/8/2005[59] e 2006[60], ha riservato una parte della quota assegnata, in applicazione del decreto-flussi, alla Regione stessa a minori stranieri non accompagnati che compiano i 18 anni nell'anno di riferimento e che abbiano concluso o concludano un corso di formazione erogato da enti accreditati dalla Regione o un contratto di apprendistato (verosimilmente si tratta di quote riservate a ingressi dall'estero di minori privi dei requisiti per la conversione ai 18 anni; altrimenti, provvedimento inutile); ha riservato anche, per l'anno 200558, una parte della quota a badanti richieste per l'assistenza di persone totalmente invalide
Stabilito (nel decreto-flussi 2000) il possibile aggiustamento (trascorsi 140 gg. dall�entrata in vigore) della suddivisione per motivi di ingresso; adottato (contra legem) un aggiustamento gia� con Lettera circolare del Ministero del lavoro 11/4/00 (quota di 6.000 ingressi destinata a paesi che stipulino accordi, per meta� destinata a ingressi stagionali da ogni paese); possibilita' di aggiustamento stabilita anche in seguito
Adottate (contra legem) limitazioni sulla convertibilita� ex art. 39, co. 7 Regolamento (ora soppressa) di altro permesso in permesso per lavoro autonomo (Circolare Minlavoro 23/2002[61], annullata da TAR Veneto[62], e DPCM 6/6/2003[63]), e, su quella ex art. 6 T.U. di permesso per studio in permesso per lavoro autonomo (DPCM 15/10/2002[64] e DPCM 19/12/2003[65]); nota: la conversione studio-lavoro entro quote non puo' essere preclusa allo studente straniero solo perche' il decreto flussi di riferimento la prevede esplicitamente solo per stranieri provenienti da paesi diversi da quelli cui sono assegnate quote privilegiate (TAR Veneto[66])
Contenuto dei decreti dal 1998
Decreti 1998-2008:
o 1998:
- anticipazione (20.000 stagionali);
- DPCM: albanesi (3.000), tunisini (1.500), marocchini (1.500) o regolarizzazione (totale 38.000)
o 1999:
- direttiva Presidente del Consiglio dei Ministri 4/8/1999[67]: lavoro subordinato anche stagionale (54.500), lavoro autonomo (3.500)
o 2000:
- anticipazione: Circ. Ministero del lavoro 11/00: stagionali (10.000);
- DPCM 8/2/2000[68]: lavoro subordinato, anche stagionale (28.000, meno 10.000 anticipati), lavoro autonomo (2.000), sponsorizzazione (15.000), Albania (6.000), Marocco (3.000), Tunisia (3.000), altri paesi con accordi (6.000: 2.500 poi destinati a Romania, 3.000 a stagionali di ogni nazionalita�, 500 a lavoro autonomo);
- ulteriore anticipazione stagionali[69] (20.000)
o 2001:
- DPCM[70]: stagionali (33.000), lavoro subordinato (12.000), lavoro autonomo (3.000), infermieri (autonomo o subordinato, 2.000), informatici (autonomo o subordinato, 3.000), sponsorizzazione (15.000), Albania (6.000), Marocco (3.000), Tunisia (1.500), Somalia (500), altri paesi con accordi di riammissione (4.000)
o 2002:
- Decreto Ministro del lavoro 4/2/02[71] (antipazioni): stagionali (33.000) da paesi con accordi (Tunisia e Albania) o candidati all�ingresso nell�UE (Slovenia, Polonia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania e Bulgaria);
- Decreto Ministro del lavoro 12/3/02[72] (antipazioni): stagionali da stessi paesi o con diritto di precedenza (6.400), autonomi (3.000; la Circolare Minlavoro 23/200261, poi annullata dal TAR Veneto62, limitava la possibilita� di conversione ex art. 39, co. 7 Regolamento – ora soppressa – ai soli stranieri che avessero fatto ingresso prima della data di pubblicazione del decreto);
- Decreto Ministro del lavoro 22/5/02[73] (antipazioni): stagionali da stessi paesi o con diritto di precedenza (6.600);
- Decreto Ministro del lavoro 16/7/02[74] (antipazioni): stagionali da stessi paesi o con diritto di precedenza (10.000);
- DPCM 15/10/200264 (programmazione transitoria): subordinati, stagionali o autonomi oriundi italiani residenti in Argentina (4.000); subordinati o stagionali albanesi (3.000), tunisini (2.000), marocchini (2.000), egiziani (1.000), nigeriani (500), moldavi (500) cingalesi (1.000); autonomi (ricercatori; imprenditori che svolgono attivita' di interesse per l'economia nazionale; liberi professionisti; collaboratori coordinati e continuativi; soci e amministratori di societa' non cooperative; artisti di chiara fama) da altri paesi (2000; non utilizzabili per conversioni studio-lavoro autonomo); dirigenti da altri paesi (500); stagionali (4.000)
o 2003:
- DPCM 20/12/2002[75]: proroga DPCM 15/10/200264 fino al 31/3/2003 (esclusi i 4.000 stagionali);
- DPCM 20/12/2002[76] (programmazione transitoria): stagionali (60.000) che hanno avuto un permesso per lavoro stagionale nel 2001 o nel 2002, o da paesi accettati nella UE (Slovenia, Polonia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia) ovvero da Serbia, Croazia, Montenegro, Bulgaria e Romania, o da paesi con accordi (Tunisia, Albania, Marocco, Nigeria, Moldavia, Sri Lanka ed Egitto; da circ. Minlavoro 3/2003[77])
- DPCM 6/6/200363 (programmazione transitoria): stagionali (8.500) che hanno avuto un permesso per lavoro stagionale nel 2001 o nel 2002, o dai paesi di cui al DPCM 20/12/200276; autonomi (800): ricercatori, imprenditori, liberi professionisti, soci e amministratori di societa' non cooperative, artisti di chiara fama internazionale (ammesse le conversioni da studio a lavoro autonomo); subordinati, stagionali o autonomi oriundi italiani residenti in Argentina (200); subordinati (10.000, di cui 500 dirigenti o altamente qualificati, 1.000 albanesi, 600 tunisini, 500 marocchini, 300 egiziani, 200 nigeriani, 200 moldavi, 500 cingalesi, 300 del Bangladesh)
- Decreto Ministro Beni culturali (citato in Redattore sociale[78]): 1850 sportivi professionisti
o 2004:
- DPCM 19/12/2003[79] (programmazione transitoria): stagionali (50.000) che hanno avuto un permesso per lavoro stagionale nel 2002 o nel 2003, o da paesi accettati nella UE (Slovenia, Polonia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia) ovvero da Serbia-Montenegro, Croazia, Bulgaria e Romania, o da paesi con accordi stipulati o imminenti (Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto); rinvio a un possibile nuovo decreto, da adottarsi dopo il 30/6/2004, per ulteriore fabbisogno (nota: necessario un DPCM �standard�, perche� la programmazione transitoria non puo� eccedere la quota complessiva di ingressi nell�anno solare precedente)
- DPCM 19/12/200365 (programmazione transitoria): 17500 lavoratori subordinati da paesi con accordi stipulati o imminenti (Tunisia: 3.000, Albania: 3.000, Marocco: 2.500, Moldavia: 1.500, Egitto: 1.500, Nigeria: 2.000 - 1.400 di questi riassegnati con circ. Minlavoro 44/2004[80] ad Albania, Marocco e Moldavia -, Sri Lanka: 1.500, Bangladesh: 1.500, Pakistan: 1.000) e 2500 da altri paesi con cui l'Italia dovesse stipulare accordi - riassegnati con circ. Minlavoro 44/200480 ad ingressi di lavoratori agricoli, con preferenza per Romania e Bulgaria, e di badanti, con preferenza per Filippine, Ucraina e Romania -; 6100 lavoratori subordinati (da qualunque paese; �altro paese�, da Circ. Minlavoro 5/2004[81]); 500 dirigenti o lavoratori altamente qualificati, con contratto di lavoro subordinato (da qualunque paese); 2500 lavoratori autonomi (ricercatori; imprenditori che svolgono attivita' di interesse per l'economia nazionale; liberi professionisti; soci e amministratori di societa' non cooperative; artisti di chiara fama; conversioni da studio o formazione in lavoro autonomo entro il limite di 1250); 400 lavoratori (subordinati o autonomi) Argentini, Uruguayani o Venezuelani, di origine italiana; riserva, nella ripartizione per regioni, destinata alle assunzioni per le �Grandi opere� (in parte rimessa a disposizione per le assunzioni ordinarie, con parziale riserva per tunisini, marocchini, egiziani, moldavi; da circ. Minlavoro 37/2004[82])
- DPCM 20/4/2004[83] (per neocomunitari): 20.000 lavoratori subordinati dai Paesi neocomunitari con restrizioni transitorie (Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Slovacca, Slovenia e Ungheria)
- DPCM 8/10/2004[84] (per neocomunitari): 16.000 lavoratori stagionali dai Paesi neocomunitari con restrizioni transitorie (con precedenza per il lavoro agricolo)
- Decreto Ministro Beni culturali (citato in Redattore sociale78): 1691 sportivi professionisti
o 2005:
- DPCM 17/12/2004[85] (programmazione transitoria): 79.500, di cui 15.000 colf o badanti da qualunque paese, 15.000 lavoratori subordinati non stagionali da qualunque paese, 2.500 lavoratori autonomi - ricercatori, imprenditori che svolgono attivita' di interesse per l'economia nazionale, liberi professionisti, soci e amministratori di societa' non cooperative, artisti di chiara fama internazionale e di alta qualificazione professionale ingaggiati da enti pubblici e privati -, 200 lavoratori subordinati non stagionali o autonomi di origine italiana residenti in Argentina, Uruguay o Venezuela, 1.000 dirigenti, 20.800 lavoratori subordinati non stagionali da paesi con accordi sottoscritti o imminenti - 3.000 albanesi, 3.000 tunisini, 2.500 marocchini, 2.000 egiziani, 2.000 nigeriani, 2.000 moldavi, 1.500 cingalesi, 1.500 bengalesi, 1.500 filippini, 1.000 pakistani, 100 somali, 700 da paesi con nuovi accordi -, 25.000 lavoratori stagionali - da Serbia-Montenegro, Croazia, Bosnia e Herzegovina, Macedonia, Bulgaria e Romania, Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto e titolari di permesso di soggiorno per lavoro stagionale nel 2003 o 2004 -; consentite 1.200 conversioni da studio a lavoro autonomo per le categorie indicate; possibili ridistribuzioni di quote non utilizzate dopo 120 gg.
- DPCM 17/12/2004[86] (per neocomunitari): 79.500 lavoratori subordinati dai Paesi neocomunitari con restrizioni transitorie (Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Slovacca, Slovenia e Ungheria)
- Ordinanza PCM 22/04/2005, n. 3426[87] (in eccesso rispetto alle quote dell'anno precedente, contra legem; sanata dalla L. 80/2005): 20.000 stagionali da Serbia-Montenegro, Croazia, Bosnia Erzegovina, Macedonia, Bulgaria, Romania, Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto, e da Paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione in materia migratoria, ovvero titolari di permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale nell'anno 2003 o 2004
- Circ. Minlavoro 31/2005[88]: Ridistribuzione di quote: invece che 500 nigeriani, 700 cittadini provenienti da paesi che stipulino nuovi accordi, 3050 riservati a Grandi opere, Torino 2006 e formazione e selezione all'estero, si hanno 350 albanesi, 250 tunisini, 300 marocchini, 80 egiziani, 800 moldavi, 270 srilankesi, 200 bengalesi, 300 filippini e 1300 da altri paesei per colf e badanti, 400 da altri paesi per edilizia; riesame delle richieste di autorizzazione al lavoro considerate non ammissibili a causa della mancata sottoscrizione del contratto da parte del lavoratore straniero
- Circ. Minlavoro 39/2005[89]: Ridistribuzione di quote: 972 ingressi riservati alle "nazionalita' privilegiate" (priorit� per domande inevase di lavoro domestico e assistenza alla persona): 50 albanesi, 72 tunisini, 100 marocchini, 209 egiziani 230 filippini, 281 moldavi, 30 srilankesi; 268 ingressi per le "altre nazionalit�" (50 per lavoro domestico e assistenza alla persona, 149 per edilizia e 69 per altri settori); 200 ingressi per lavoratori stagionali
o 2006:
- DPCM 15/2/2006[90]: 170.000, di cui 38.000 lavoratori subordinati non stagionali da paesi con accordi sottoscritti o imminenti - 4.500 albanesi, 3.500 tunisini, 4.000 marocchini, 7.000 egiziani, 1.500 nigeriani, 5.000 moldavi, 3.000 cingalesi, 3.000 bengalesi, 3.000 filippini, 1.000 pakistani, 100 somali, 1.000 ghanesi, 1.400 da paesi con nuovi accordi -, 78.500 lavoratori subordinati non stagionali da qualunque paese, di cui 45.000 per lavoro domestico o di assistenza alla persona (possono concorrere anche i moldavi), 2.500 per il settore della pesca marittima, 1000 dirigenti o personale altamente qualificato, 2.000 per la conversione studio-lavoro e 2.000 per la conversione tirocinio-lavoro, 2.000 formati all'estero (incrementabile in caso di esaurimento), 3.000 lavoratori autonomi - ricercatori, imprenditori che svolgono attivita' di interesse per l'economia nazionale, liberi professionisti, soci e amministratori di societa' non cooperative, artisti di chiara fama internazionale e di alta qualificazione professionale ingaggiati da enti pubblici e privati (in questo ambito: 1.500 conversioni studio o formazione - lavoro- autonomo; nota: riservate?) -, 500 lavoratori subordinati non stagionali o autonomi di origine italiana residenti in Argentina, Uruguay o Venezuela, 50.000 lavoratori stagionali - da Serbia-Montenegro, Croazia, Bosnia e Herzegovina, Macedonia, Bulgaria e Romania, Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto e titolari di permesso di soggiorno per lavoro stagionale nel 2003, 2004 o 2005 -; consentite 1.200 conversioni da studio a lavoro autonomo per le categorie indicate; possibili ridistribuzioni di quote non utilizzate dopo 60 gg.
- DPCM 14/2/2006[91] (per neocomunitari): 170.000 lavoratori subordinati dai Paesi neocomunitari con restrizioni transitorie (Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Slovacca, Slovenia e Ungheria)
- DPCM 14/7/2006[92]: 30.000 lavoratori stagionali - da Serbia-Montenegro, Croazia, Bosnia e Herzegovina, Macedonia, Bulgaria e Romania, Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto e titolari di permesso di soggiorno per lavoro stagionale nel 2003, 2004 o 2005
- DPCM 25/10/2006[93]: 350.000 ingressi, sulla base di domande di nulla-osta al presentate dai datori di lavoro entro il 21/7/2006
- Circ. Minsolidarieta' 29/12/2006[94]: ridistribuzione di quote non utilizzate del DPCM 15/2/200690 (3.500 per grandi opere; 2.300 per pesca marittima; 1.500 per formazione all'estero; 1.400 per futuri accordi; 100 per nazionalita' privilegiate); nuova attribuzione: 1600 tra le nazionalita' privilegiate; 7.200 per altre nazionalita' (4.000 lavoro domestico e assistenza alla persona; 500 edilizia; 2.650 altri settori produttivi; 50 conversioni studio-lavoro); quote liberate da rumeni e bulgari utilizzabili per domande presentate entro il 21/7/2006 (nota: incomprensibile, alla luce di DPCM 25/10/200693)
o 2007:
- DPCM 9/1/2007[95] (programmazione transitoria): 80.000 lavoratori stagionali - da Serbia, Montenegro, Bosnia-Herzegovina, Macedonia, Croazia, India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Ucraina, Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto e titolari di permesso di soggiorno per lavoro stagionale negli anni 2004, 2005 o 2006; 2.000 lavoratori subordinati non stagionali formati all'estero
- DPCM 30/10/2007[96] (programmazione transitoria): 170.000, di cui 47.100 lavoratori subordinati non stagionali da paesi con accordi sottoscritti o imminenti - 4.500 albanesi, 1.000 algerini, 3.000 bengalesi, 8.000 egiziani, 5.000 filippini, 1.000 ghanesi, 4.500 marocchini, 6.500 moldavi, 1.500 nigeriani, 1.000 pakistani, 1.000 senegalesi, 100 somali, 3.500 cingalesi, 4.000 tunisini, 2.500 da paesi con nuovi accordi -; 110.900 lavoratori subordinati non stagionali da qualunque paese, di cui 65.000 per lavoro domestico o di assistenza alla persona, 14.200 edili, 1.000 dirigenti o personale altamente qualificato, 500 conducenti con patente europea per autotrasporto o movimentazione merci, 200 per il settore della pesca marittima, 30.000 per altri settori; 3.000 per la conversione studio-lavoro subordinato, 2.500 per la conversione tirocinio-lavoro subordinato, 1.500 per la conversione stagionale-lavoro suordinato (a tempo determinato o indeterminato, da circ. Minsolidarieta' 18/1/2008[97]); 1.500 formati all'estero (incrementabile in caso di esaurimento); 3.000 lavoratori autonomi - ricercatori, imprenditori che svolgono attivita' di interesse per l'economia nazionale, liberi professionisti, soci e amministratori di societa' non cooperative, artisti di chiara fama internazionale e di alta qualificazione professionale ingaggiati da enti pubblici e privati (in questo ambito: 1.500 conversioni studio o formazione - lavoro- autonomo) -; 500 lavoratori subordinati non stagionali o autonomi di origine italiana residenti in Argentina, Uruguay o Venezuela; consentite 1.200 conversioni da studio a lavoro autonomo per le categorie indicate; domande presentabili, entro 6 mesi dalla pubblicazione, a partire da date distinte per categoria; possibili ridistribuzioni di quote non utilizzate dopo 60 gg.
o 2008:
- DPCM 8/11/2007[98] (programmazione transitoria): 80.000 lavoratori stagionali - da Serbia, Montenegro, Bosnia-Herzegovina, Macedonia, Croazia, India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Ucraina, Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto e titolari di permesso di soggiorno per lavoro stagionale negli anni 2005, 2006 o 2007
o programmazione dei flussi = definizione di tetti massimi
o limitazione attiva solo se piu� restrittiva dei criteri
o restrittivita� dei criteri allentata dall�aggiramento (rapporti nati illegalmente)
o programmazione gia� prevista dalla legge Martelli (criteri restrittivi; tetti infiniti, ma non sempre)
o casi interessanti: Tunisia 1998 e Sri Lanka 2003 (quote privilegiate non usate); Albania 2000 (liste per chiamata, usate per autosponsorizzazione)
o programmazione transitoria: meno burocratica, ma con quote limitate superiormente da quelle stabilite per l�anno precedente
Visto di ingresso: obbligo ed esonero
Visto di ingresso rilasciato dalla Rappresentanza diplomatica o consolare italiana
In generale, il visto di ingresso e' richiesto in caso di
o ingresso (da qualunque paese) per soggiorni di durata superiore a 90 gg.
o ingresso (per soggiorni di qualunque durata) da determinati paesi (elenco definito e aggiornato con decreto del Ministro degli affari esteri)
Per soggiorni di durata inferiore a 90 gg. validi anche visti rilasciati da Paesi Schengen (Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Islanda e Norvegia)
Esonero, per soggiorni di durata < 90 gg., per cittadini di Andorra, Argentina, Australia, Bolivia, Brasile, Brunei, Bulgaria, Canada, Cile, Corea del sud, Costa Rica, Croazia, Darussalam, El Salvador, Giappone, Guatemala, Honduras, Israele, Malesia, Messico, Monaco, Nicaragua, Nuova Zelanda, Panama, Paraguay, Romania, San Marino, Stato del Vaticano, Singapore, Stati Uniti, Uruguay, Venezuela, Hong Kong, Macao
Visto non richiesto in caso di titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro o di suoi familiari in possesso di un valido permesso rilasciato dallo Stato membro di provenienza e che dimostrino, verosimilmente, di aver risieduto in quello Stato membro in qualita' di familiari dello straniero titolare del permesso CE slp (da D. Lgs. 3/2007)
Visto non richiesto in caso di straniero titolare di un titolo di soggiorno per studio rilasciato da altro Stato membro (esclusi, verosimilmente, Regno Unito, Irlanda e Danimarca, che non partecipano all'adozione della Direttiva 2004/114/CE[99]), in quanto iscritto ad un corso universitario o ad un istituto di insegnamento superiore, che, a certe condizioni, si trasferisca in Italia per proseguire gli studi iniziati nell'altro Stato membro o per integrarli con un programma di studio ad essi connesso (D. Lgs. 154/207)
Visto non richiesto in caso di presentazione di domanda di protezione internazionale o di applicazione del regime di protezione temporanea
Lo straniero privo di visto richiesto (salvo il caso di domanda di protezione internazionale o di regime di protezione temporanea) e� respinto; di norma non e� neanche ammesso a bordo del vettore (tenuto a controllare)
Libera circolazione in Area Schengen per soggiorni di durata complessiva non superiore a tre mesi in un periodo di sei mesi a partire dal primo ingresso in tale Area per gli stranieri non soggetti all'obbligo di visto che soddisfino i requisiti per l'ingresso (art. 20, Conv. Appl. Accordo Schengen[100]); per "primo ingresso" si intende (Sent. Corte Giust. C-241-05[101]), oltre al primissimo, ogni primo ingresso successivo alla conclusione di un periodo di sei mesi calcolato a decorrere dalla data del precedente "primo ingresso" (possibile, nei fatti, un soggiorno quasi ininterrotto di sei mesi)
Visti Schengen Uniformi (VSU): tipo A, B, C
o tipo A: transito aeroportuale; valido solo nelle zone internazionali di transito degli aeroporti (validita� territoriale limitata)
o tipo B: transito, validita� massima 5 gg.
o tipo C: per affari, cure mediche, gara sportiva, invito, lavoro autonomo, lavoro subordinato, missione, motivi religiosi, studio, trasporto, turismo (validi al massimo 90 gg.)
Visti Nazionali (VN): tipo D
o tipo D: per adozione, cure mediche, diplomatico, per familiare al seguito, lavoro autonomo, lavoro subordinato, missione, volontariato (in base a D. Lgs. 154/2007; circ. Mininterno 21/2/2008[102]: transitoriamente, rilasciato per "missione/V"), motivi religiosi, reingresso, residenza elettiva, ricongiungimento familiare, studio, vacanze-lavoro (visti di lunga durata)
o passaporto valido (o documento equivalente); stranieri provenienti dal Kossovo possono essere considerati in possesso della cittadinanza serbo-montenegrina, a prescindere dal possesso o meno del relativo passaporto (circ. Mininterno 11/1/2005[103]); nota: documenti equivalenti:
o documentazione su
- finalita� del viaggio
- mezzi di trasporto utilizzati
- disponibilita� mezzi sufficienti (ai sensi della Direttiva del Ministro dell�interno 1/3/2000, G.U. 17/3/00[104]; nota: non definiti per lavoro subordinato) per viaggio (anche di ritorno, salvo che per ingressi per lavoro e, verosimilmente, sulla base di quanto stabilito dal DPR 334/2004, per motivi familiari) e soggiorno
- condizioni di alloggio
- assicurazione sanitaria (con copertura fino a 30.000 euro), per soggiorni di breve durata (Decisione del Consiglio europeo 9/1/2004, Telex MAE 28/5/2004, Telegramma Mininterno 1/6/2004[105])
o documentazione relativa ai requisiti specifici per il tipo di visto richiesto, secondo quanto indicato dal Decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con altri ministri competenti, periodicamente aggiornato; in vigore: Decreto Ministro Affari esteri 12/7/2000[106] sulla �Definizione delle tipologie dei visti d�ingresso e dei requisiti per il loro ottenimento�, G.U. n. 178, 1 Agosto 2000 (nota: mai aggiornato)
La disponibilita� di mezzi di sostentamento e� dimostrabile (Direttiva del Ministro dell�interno 1/3/2000, G.U. 17/3/00104) con esibizione di valuta, fideiussione, polizza fideiussoria, titoli di credito o titoli di servizio prepagati, altri mezzi comprovanti la disponibilita� in Italia di fonti di reddito
Motivi di diniego
Diniego del visto in caso di
o mancanza dei requisiti previsti
o pericolo per ordine pubblico e sicurezza dello Stato (anche per paesi Schengen; salvo ragioni umanitarie o obblighi costituzionali o internazionali)
o per ingresso per motivi diversi dal ricongiungimento familiare (e, verosimilmente, dall'ingresso al seguito; da D. Lgs. 5/2007), esistenza di condanne (anche in primo grado o in seguito a patteggiamento) per reati art. 380, co. 1 e 2, c.p.p.[107], o per reati riguardanti stupefacenti, liberta� sessuale, favoreggiamento di migrazione clandestina, reclutamento di minori da impiegare in attivita' illecite o di persone da destinare a prostituzione o a sfruttamento di prostituzione; nota: per condanne in seguito a patteggiamento con sentenza emessa prima dell'entrata in vigore della L. 189/2002, la preclusione non e' automatica e l'Amministrazione deve comunque tenere conto della effettiva pericolosita' sociale (Sent. Corte Cost. 414/2006[108]); nota: irrilevante, ai fini del diniego, il fatto che nella sentenza di condanna sia stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena (TAR Abruzzo[109])
o pendenza di divieto di reingresso in seguito a espulsione; nota: il divieto non si applica allo straniero espulso per ingresso o soggiorno illegali per il quale sia rilasciato il nulla-osta al ricongiungimento (da D. Lgs. 5/2007)
o esistenza di motivi che richiederebbero l�espulsione
o esistenza di segnalazioni per la non ammissione in Area Schengen (T.U.: per soli motivi di ordine pubblico e sicurezza degli Stati e di tutela delle relazioni internazionali; DPR 394/1999: qualunque motivo – incluso, quindi, allontanamento con divieto di reingresso; motivi diversi da pericolo per ordine pubblico e sicurezza degli Stati esclusi certamente per lo straniero che chieda il visto per ricongiungimento); nota: si tratta, piu' propriamente, di un motivi di divieto di ingresso, cui consegue il respingimento, ma, verosimilmente, e' anche motivo di diniego del visto
Nota: il D. Lgs. 30/2007 dispone che e' possibile limitare (in presenza degli altri requisiti) il diritto di ingresso e/o di soggiorno del familiare straniero di cittadino comunitario o italiano per motivi di ordine pubblico o di sicurezza pubblica, non esigendo che siano tali da mettere a repentaglio la sicurezza dello Stato (tale condizione e' invece richiesta esplicitamente in altri casi); in base ad art. 1, co. 2 T.U. (applicabilita' ai cittadini italiani o comunitari delle disposizioni del T.U., se piu' favorevoli), dovrebbe valere la limitazione dei motivi ostativi al solo caso di pericolo per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato o di altro Stato dell'Area Schengen
Modalita' di adozione del provvedimento; impugnazione
Rilascio o diniego del visto entro 90 gg., salvo diversa previsione del T.U. o del Regolamento:
o lavoro subordinato: 30 gg
o lavoro autonomo: 30 gg (art. 39, co. 7 Regolamento; in contrasto, art. 26, co. 7, T.U. prevede 120 gg)
o ricongiungimento familiare: 30 gg
Provvedimento di diniego del visto: comunicato, in lingua comprensibile o in inglese, francese, spagnolo o arabo (verosimilmente, in forma scritta, da art. 2, co. 6, T.U.: ai fini della comunicazione del provvedimento l'atto deve essere tradotto in lingua comprensibile o, in mancanza, in inglese, francese o spagnolo)
Salvo il caso di visti per motivi familiari (ricongiungimento e ingresso al seguito), di lavoro, di cura e di studio, deroga all�obbligo di motivare il diniego del visto, quando questo sia motivato da esigenze di sicurezza o di ordine pubblico; note:
o il MAE interpreta la disposizione relativa all'omessa motivazione nel senso di considerare la deroga come motivata da ragioni di ordine pubblico e sicurezza dello Stato ed estesa a tutti i casi di diniego, a prescindere dal motivo di diniego (risposta del 12/7/2004[110] ad un quesito posto da un avvocato); l'interpretazione e' illogica:
� se i motivi sussistessero permanentemente, dovrebbero essere certi, e dovrebbe essere usata diversa congiunzione: "sicurezza e ordine pubblico";
� se non si tratta dei motivi di diniego, ma di motivi per la deroga, si dovrebbe prevedere solo la possibilita' di questa: "per motivi di sicurezza o di ordine pubblico il diniego puo' non essere motivato" (anziche' "per motivi di sicurezza o di ordine pubblico il diniego non deve essere motivato ")
o resta impregiudicato il potere del giudice di verificare la legittimita' del diniego; l'Amministrazione non puo' esimersi da fornirgli spiegazioni in merito alla motivazione del diniego (TAR Lazio[111])
Ricorso contro il diniego di visto (e' ancora vero, a dispetto della formale soppressione dell'obbligo di forma scritta): al TAR del Lazio (salvo che sia azionabile il ricorso davanti al giudice ordinario; ad esempio, per motivi familiari) entro 60 gg. (art. 36 R.D. 642/1907[112]; artt. 21 e segg. L. 1034/1971[113])
Comunicazione scritta allo straniero cui e� rilasciato il visto, in lingua comprensibile o, in mancanza, in inglese, francese, spagnolo o arabo, su principali diritti e doveri relativi a ingresso e soggiorno in Italia
Ingresso consentito solo dai valichi autorizzati, salvo casi di forza maggiore (sbarco autorizzato dal comandante del porto o dal direttore dell�aeroporto, previa comunicazione al questore; controlli di frontiera eseguiti dall�ufficio di polizia del posto)
Ammissione dello straniero (possibilmente) condizionata a ulteriori controlli in frontiera:
o possesso del passaporto valido (o documento equivalente) e del visto, se richiesto
o possesso dei requisiti generalmente previsti per il rilascio del visto (finalita� del viaggio, mezzi per viaggio e soggiorno, condizioni di alloggio; eventuali altri requisiti per lo specifico visto, ove richiesto)
o assenza di motivi ostativi all�ingresso (pericolo per la sicurezza dello Stato o di altro Stato Schengen, segnalazioni per la non ammissione in Area Schengen e, in caso di ingresso per motivi diversi dal ricongiungimento familiare - da D. Lgs. 5/2007 -, condanne ostative e divieti di reingresso pendenti)
o rispetto norme doganali e valutarie, e requisiti sanitari previsti dalla normativa vigente in materia di profilassi internazionale
Nota: la possibilita' di respingimento a seguito di controlli sanitari comporta, sotto il profilo logico, la possibilita' di diniego di rilascio o rinnovo del permesso e di revoca dello stesso (e, indirettamente, la possibilita' di espulsione); su queste disposizioni prevale pero' l'obbligo di prestare le cure mediche (sia in caso di straniero presente sul territorio sia in caso di straniero che si presenti alla frontiera)
Obbligo, per la polizia di frontiera, di apposizione del timbro a data in ingresso sul passaporto
Controlli di frontiera (con apposizione del timbro a data sul passaporto) anche per lo straniero in uscita dall�Italia verso Paese non Schengen
o spetta allo straniero (da Sent. Cass. 7668/2004[114]) l'onere della prova della data di ingresso ai fini della dimostrazione del rispetto dei termini per la richiesta del permesso; tale data e' certificabile mediante il timbro a data sul passaporto (di fatto difficile da ottenere in caso di attraversamento di una frontiera interna all'Area Schengen)
o l'esibizione del passaporto con il timbro a data apposto dalla polizia di frontiera italiana in caso di ingresso da paese non appartenente all'Area Schengen, ovvero dalla polizia del paese Schengen (unitamente a copia della dichiarazione di presenza) in caso di ingresso da tale paese puo' essere richiesta da ufficiali ed agenti della P.S. per verificare la regolarita' del soggiorno di durata < 3 mesi per turismo, affari, visite o studio (L. 68/2007, decr. Mininterno 26/7/2007[115], circ. Mininterno 7/8/2007[116])
o art. 11, co. 2 Reg. CE/562/2006[117] stabilisce che, ove lo straniero privo di timbro a data sul passaporto sia in grado di fornire in altro modo prove del fatto che il suo ingresso in Area Schengen non sia illegittimamente remoto, l'autorita' di Pubblica sicurezza indichi sul passaporto data e luogo di attraversamento della frontiera esterna dell'Area Schengen o consegni allo straniero un modulo recante le stesse informazioni)
o la mancanza di timbro a data sul passaporto non prova che l'ingresso sia avvenuto con elusione dei controlli di frontiera ove lo straniero sia in possesso di regolare documentazione per l'ingresso (Sent. Cass. 6590/2007[118])
Il termine di 8 gg. per la richiesta del permesso di soggiorno per il turista che, entrato in Italia, ne esca e vi rientri fruendo del diritto alla libera circolazione decorre dalla data di ciascun successivo ingresso, non da quella del primo ingresso (Sent. Cass. 11323/2005[119])
Uscita e reingresso; limite alla durata delle assenze
Reingresso in esenzione dall�obbligo di visto (sufficiente comunicazione preventiva alla polizia di frontiera) per stranieri in possesso di carta di soggiorno o di permesso valido (salvo che per richiesta di asilo, cure mediche o motivi di giustizia; da Istruzione consolare C2005/326/01[120]), ovvero in seguito, ad assenze dovute a obblighi militari;
Obbligo di munirsi di visto di reingresso in caso di smarrimento o sottrazione del titolo di soggiorno, o di possesso di permesso scaduto da meno di 60 gg. (a condizione che sia stato chiesto il rinnovo del permesso nei termini di legge; nota: in base alla Direttiva Mininterno 5/8/2006[121], equivale a dire "a condizione che sia stato gia' chiesto il rinnovo"), o di possesso di permesso scaduto da meno di 6 mesi in presenza di gravi e comprovati motivi di salute dello straniero, dei suoi parenti di I grado o del coniuge, a condizione di sussistenza dei requisiti previsti per il rinnovo (nota: chi la verifica?)
Se uscita e reingresso avvengono con attraversamento di un unico valico di frontiera esterna, e' consentito il reingresso in esonero dall�obbligo di visto (sufficiente comunicazione preventiva alla polizia di frontiera) per lo straniero che abbia chiesto il rinnovo del permesso entro i 60 gg. successivi alla scadenza o del permesso CE slp (circ. Mininterno 16/6/2007[122]), e che esibisca, oltre al documento di viaggio valido, il permesso scaduto e la ricevuta (postale o cedolino; da com. Mininterno 5/4/2007[123] e circ. Mininterno 16/6/2007122) attestante l'avvenuta presentazione dell'istanza completa della documentazione prescritta (Direttiva Mininterno 5/8/2006121); la polizia di frontiera deve timbrare sia il passaporto sia la ricevuta (com. Mininterno 5/4/2007123); in caso di minori iscritti sul titolo di soggiorno in scadenza o in fase di aggiornamento del genitore, la questura rilascia un permesso cartaceo provvisorio, della durata necessaria, sul quale viene iscritto il minore, in modo da consentire (transitoriamente o a regime?) uscita e reingresso (circ. Mininterno 27/6/2007[124])
Consentito (transitoriamente o a regime?) il reingresso in esonero dall�obbligo di visto, a condizione che uscita e reingresso avvengano con attraversamento di un unico valico di frontiera esterna, anche per lo straniero che abbia chiesto il rilascio del primo permesso per lavoro subordinato o autonomo o per ricongiungimento familiare (verosimilmente, anche per ingresso al seguito), e che esibisca, oltre al documento di viaggio valido, il visto da cui si evinca il motivo del soggiorno e la ricevuta (circ. Mininterno 7/8/2007[125] e circ. Mininterno 12/12/2007[126]) attestante l'avvenuta presentazione dell'istanza; la polizia di frontiera deve timbrare sia il passaporto sia la ricevuta (circ. Mininterno 7/8/2007125 e circ. Mininterno 12/12/2007126)
Ai fini dell'attraversamento delle frontiere di paesi Schengen in uscita o reingresso, la ricevuta di Poste italiane della richiesta di rinnovo, se esibita con passaporto valido e permesso scaduto, e' da considerarsi equipollente al permesso di soggiorno fino al 30/10/2007 (GUCE 18/8/2007[127]); attraversamento consentito solo per valichi aeroportuali e, limitatamente a Francia, Spagna e Malta, per quelli marittimi (circ. Mininterno 7/8/2007125); disposizioni confermate per il periodo 14/12/2007-31/3/2008, con estensione ai valichi di qualunque tipo (circ. Mininterno 12/12/2007126)
Possibile il rientro dello straniero parte offesa o sottoposto a procedimento penale, per il tempo strettamente necessario all�esercizio del diritto di difesa, al solo fine di partecipare al giudizio o al compimento di atti per i quali e� necessaria la sua presenza; autorizzazione rilasciata, su richiesta dell�interessato o del difensore, dal questore, anche tramite la rappresentanza diplomatica o consolare italiana
Rinnovo del permesso non consentito allo straniero che si assenti per piu� di sei mesi continuativi (se il permesso e� di durata < 2 anni) o per piu� di meta� della durata (se il permesso e� di durata > 2 anni), salvo gravi motivi o adempimento obblighi militari
Reclusione da uno a 6 anni per la contraffazione di un visto di ingresso o reingresso o di documenti necessari per ottenerlo; reclusione da 3 a 10 anni per la contraffazione di atti che facciano fede fino a querela di falso; pena aumentata se il fatto e� commesso da pubblico ufficiale
Richiesta del permesso
Richiesta del permesso, al questore, entro 8 gg. lavorativi dall�ingresso; note:
o l'onere della prova della data di ingresso (certificabile mediante il timbro a data sul passaporto) spetta allo straniero (Sent. Cass. 7668/2004114; di fatto difficile da ottenere in caso di attraversamento di una frontiera interna all'Area Schengen)
o art. 11, co. 2 Reg. CE/562/2006117 stabilisce che, ove lo straniero privo di timbro a data sul passaporto sia in grado di fornire in altro modo prove del fatto che il suo ingresso in Area Schengen non sia illegittimamente remoto, l'autorita' di Pubblica sicurezza indichi sul passaporto data e luogo di attraversamento della frontiera esterna dell'Area Schengen o consegni allo straniero un modulo recante le stesse informazioni)
Il termine di 8 gg. per la richiesta del permesso di soggiorno per il turista che, entrato in Italia, ne esca e vi rientri fruendo del diritto alla libera circolazione decorre dalla data di ciascun successivo ingresso, non da quella del primo ingresso (da Sent. Cass. 11323/2005119)
Obbligo di richiesta anche per il lavoratore transfrontaliero, anche quando non trascorra mai piu' di 8 gg. continuativi in Italia (Sent. Cass. 14098/2004[128])
La richiesta di permesso per motivi umanitari, in caso di protezione sociale, puo� essere presentata dall�ente convenzionato che assiste lo straniero
Modalita� di richiesta particolari (con scadenza diversa dagli 8 gg. dall�ingresso) sono disciplinate con decreto interministeriale di attuazione del Regolamento (CE) n. 1030/02[129]
Per soggiorni di durata < 90 giorni di minori accolti nell�ambito di progetti approvati dal Comitato per i minori stranieri, la richiesta del permesso puo� essere presentata anche dal legale rappresentante dell�ente proponente il progetto, con esibizione dei passaporti dei minori; nota: non e' chiaro se in questo caso permane l'obbligo di richiesta di permesso o solo quello di dichiarazione di presenza
Esonero dall'obbligo di richiesta del permesso
Per soggiorni di durata < 3 mesi, per turismo, visite, affari o studio, non e' richiesto il permesso di soggiorno (L. 68/2007); il soggiorno e' consentito per il periodo indicato dal visto di ingresso o, se questo non e' richiesto, per 3 mesi
Lo straniero e' tenuto, in questi casi, a dichiarare la propria presenza
o all'autorita' di frontiera, al momento dell'ingresso, se questo e' effettuato da un paese non appartenente all'Area Schengen; l'adempimento e' attestato dal timbro a data posto sul passaporto (decr. Mininterno 26/7/2007115)
o al questore della provincia in cui si trova, entro 8 gg. dell'ingresso, se questo e' effettuato da un paese appartenente all'Area Schengen; la dichiarazione e' effettuata su apposito modulo (sottoscritto, per i minori, da chi esercita la potesta' genitoriale o tutoria o dall'affidatario; da allegato decr. Mininterno 26/7/2007[130]) o, se lo straniero e' alloggiato, in struttura alberghiera o analoga, mediante la dichiarazione cui e' tenuta la struttura (decr. Mininterno 26/7/2007115); l'adempimento e' attestato con rilascio di copia della dichiarazione, da esibirsi a richiesta di ufficiali ed agenti della P.S. (decr. Mininterno 26/7/2007115) unitamente al passaporto con il timbro a data apposto dall'autorita' del paese Schengen (circ. Mininterno 7/8/2007116)
I titolari di permessi rilasciati da altri Paesi UE possono soggiornare in Italia fino a 90 gg. (nell'arco di un semestre); obbligo di dichiarazione di soggiorno entro 8 gg. lavorativi (sanzioni pecuniarie in caso di trasgressione; espulsione trascorsi 60 gg., salvo che in caso di titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro o di suoi familiari in possesso di un valido permesso rilasciato dallo Stato membro di provenienza e che dimostrino, verosimilmente, di aver risieduto in quello Stato membro in qualita' di familiari dello straniero titolare del permesso CE slp, da D. Lgs. 3/2007)
Il titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro e i suoi familiari in possesso di un valido permesso rilasciato dallo Stato membro di provenienza (e che dimostrino, verosimilmente, di aver risieduto in quello Stato membro in qualita' di familiari dello straniero titolare del permesso CE slp) sono tenuti a chiedere il permesso di soggiorno solo per soggiorni di durata > 3 mesi (da D. Lgs. 3/2007; verosimilmente non oltre 8 gg. lavorativi dopo la scadenza dei 3 mesi)
Ai fini del soggiorno del minore straniero adottato da cittadino italiano o in affidamento pre-adottivo a tale cittadino non e' richiesto il permesso di soggiorno (Direttiva Min. Interno e Famiglia 21/2/2007[131]; nota: la limitazione al caso di adottante italiano si ricava dalle premesse della Direttiva e da com. Mininterno 28/2/2007[132]); nota: non dovrebbe essere richiesto titolo di soggiorno neanche in caso di minore straniero figlio di cittadino italiano (il caso di minore straniero convivente con genitore italiano si puo' avere, ad esempio, in caso di mancata convivenza stabile ed effettiva del minore col genitore al momento dell�acquisto o del riacquisto da parte di questi della cittadinanza italiana; da art. 12 DPR 572/93, Regolamento L. 91/92)
Rilevamento delle impronte digitali ai fini del rilascio
Rilevamento delle impronte digitali per lo straniero che chieda il rilascio del permesso di soggiorno (esclusi i casi di soggiorno di durata < 3 mesi per motivi diversi da lavoro, studio e familiari, i casi di soggiorno per motivi di cura di qualsiasi durata e i casi di soggiorno per lavoro stagionale di durata < 30 gg.)
Formato del permesso
Il permesso di soggiorno per soggiorni di durata non superiore a 3 mesi, ovvero rilasciato per motivi di giustizia, richiesta asilo, richiesta riconoscimento status di apolidia, cure mediche, minore eta', attesa adozione (di minore con eta' inferiore a 14 anni), nonche' nei casi in cui non e' consentito rilevare le impronte, e' in formato cartaceo; negli altri casi, e' in formato elettronico (tessera magnetica, con microchip e banda a memoria ottica che contengono i dati anagrafici, la fotografia e le impronte del titolare in formato digitale; il permesso puo' contenere i soli dati biometrici individuati dalla normativa)
Nota: attualmente il permesso in formato elettronico non riporta i motivi del permesso; nelle more della correzione del problema, e' rilasciato, su espressa richiesta, un certificato che li attesta (circ. Mininterno 13/12/2007[133])
In casi di urgenza provata dagli interessati, nelle more della produzione del permesso in formato elettronico da parte dell'Istituto poligrafico, puo' essere rilasciato un permesso di validita' temporanea in formato cartaceo
Requisiti e documentazione necessaria per il rilascio del permesso
Requisito per il rilascio (di norma): possesso dei requisiti per l'ingresso
Documentazione necessaria in generale:
o passaporto valido (o documento equivalente) con visto (se richiesto), da cui risulti nazionalita�, anno e luogo di nascita del richiedente
o disponibilita� di mezzi per le spese di rimpatrio (escluso soggiorno per lavoro e per motivi familiari)
Documentazione eventualmente richiesta per lo specifico permesso:
o esigenza di soggiorno per il tempo richiesto
o disponibilita� di mezzi di sostentamento (indicati dalla Direttiva del Ministro dell�interno 1/3/2000, G.U. 17/3/00104; nota: non definiti per lavoro subordinato) rapportati al numero di persone a carico
o disponibilita� di ulteriori risorse
o disponibilita� di alloggio
Il documento di viaggio e la documentazione relativa a mezzi per il rimpatrio, mezzi di sostentamento e alloggio non sono richiesti per permessi ex artt. 18 e 20, T.U., ne' per i permessi per motivi umanitari ex art. 5, co. 6, T.U. (circ. Mininterno 24/2/2003[134]: il permesso puo� essere rilasciato e rinnovato anche in assenza di documento di viaggio; in questo caso e� rilasciato titolo di viaggio per stranieri, di copertina verde, previsto da circ. MAE 48/1961[135]), ne� per richiedenti protezione internazionale o per stranieri (gia� regolarmente soggiornanti) che chiedono il permesso per acquisto cittadinanza o per riconoscimento dello status di apolide
Richieste foto tessera in 4 copie e indicazione di generalita� complete, anche per eventuali figli minori da iscrivere nel permesso, e di motivi e luogo del soggiorno
Condizione per rilascio permesso: assolvimento obblighi in materia sanitaria (nota: non e' chiaro in che modo questa disposizione sia applicata in caso di presentazione della richiesta tramite uffici postali autorizzati):
o iscrizione al SSN, previa esibizione ricevuta, per certi permessi
o iscrizione al SSN, previa esibizione ricevuta, o assicurazione privata per altri permessi di durata > 3 mesi
o assicurazione privata per soggiorni di durata < 3 mesi
Il rilascio del permesso di soggiorno al titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro per motivi diversi da lavoro subordinato o autonomo o studio e formazione e' condizionato anche alla dimostrazione di disponibilita' di un'assicurazione sanitaria per il periodo di soggiorno (nota: anche tramite iscrizione al SSN?) e di mezzi di sostentamento non occasionali (nota: significa "commisurati alla durata del soggiorno"?) di importo non inferiore al doppio della soglia per l'esenzione dal ticket (da D. Lgs. 3/2007)
Modalita' di presentazione della richiesta di rilascio
Modalita' di presentazione della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno (circ. Mininterno 7/12/2006[136]):
o richiesta presentata tramite gli uffici postali abilitati nei casi di permesso per adozione, affidamento, attesa occupazione, attesa riacquisto cittadinanza, lavoro (autonomo, subordinato, stagionale ed ex art. 27), missione, motivi familiari (salvo che in caso di permesso rilasciato allo straniero non espellibile ex art. 19 T.U.), motivi religiosi, residenza elettiva, ricerca scientifica, studio, tirocinio/formazione professionale, turismo
o richiesta presentata in questura nei casi di permesso per affari, asilo politico, cure mediche, gara sportiva, giustizia, integrazione minore, invito, minore eta�, motivi familiari (in caso di permesso rilasciato allo straniero non espellibile ex art. 19 T.U.), motivi umanitari, status apolidia, vacanze lavoro, e in ogni altro caso non esplicitamente menzionato
o assistenza gratuita da parte di Comuni e patronati per la predisposizione delle istanze
o in caso di ingresso per lavoro subordinato o per ricongiungimento familiare, l'istanza di rilascio del primo permesso e' predisposa dallo Sportello Unico
o si utilizza un apposito kit giallo-verde reperibile, gratuitamente, presso tutti gli uffici postali presenti sul territorio nazionale, contenente il Modello 209, modulo 1 (per la richiesta) e modulo 2 (per l'attestazione del reddito)
o la richiesta va spedita dall'interessato in busta (presentata aperta; da com. Mininterno 11/12/2006[137]) contenente tutta la documentazione necessaria e, in caso di richiesta relativa al permesso in formato elettronico, la ricevuta di un versamento di � 27.50 (Decr. Ministero dell'economia e delle finanze 4/4/2006[138]; bollettino in distribuzione presso gli uffici postali abilitati alla ricezione delle domande); ulteriori costi: marca da bollo da � 14.62, � 30 alle Poste (da Decr. Mininterno 12/10/2005[139])
o l'impiegato postale verifica che nella busta sia presente tutta la documentazione specificamente richiesta (da com. Mininterno 11/12/2006137) e, identificato lo straniero, gli rilascia ricevuta che, esibita con il passaporto o documento equipollente, dimostra la legittimita' del soggiorno
o moduli analizzati dal Centro Servizi amministrativi delle Poste e spediti alle questure competenti; dati elettronici inviati al centro informativo del Mininterno, che controlla i precedenti penali del richiedente (da com. Mininterno 11/12/2006137)
o la questura controlla l'adeguatezza della documentazione; in caso di carenze, puo' chiedere all'interessato un'integrazione della documentazione (da com. Mininterno 11/12/2006137)
o lo straniero e' convocato in questura, mediante raccomandata, per la rilevazione delle impronte digitali (da com. Mininterno 11/12/2006137); nota: verosimilmente, solo per i soggiorni per cui e' prevista tale rilevazione
o in questura, lo straniero consegna 4 foto tessera su sfondo bianco, e gli viene notificata la data di una seconda convocazione per la consegna del permesso o la notificazione del diniego (da com. Mininterno 11/12/2006137)
o ai figli minori di 14 anni, iscritti o da iscrivere sul permesso di soggiorno elettronico di uno dei genitori e' rilasciata una tessera complementare ("carta minore"), che costituisce un allegato del titolo del familiare (non e' assimilabile a documento di viaggio o di riconoscimento, e non costituisce, singolarmente, un titolo valido per il soggiorno in Italia, ne' per l'attraversamento delle frontiere; la mancata esibizione all'atto del reingresso in Italia non e' motivo di respingimento
o lo straniero puo' controllare per via telematica lo stato di avanzamento della pratica
La richiesta di rilascio del permesso per motivi umanitari, in caso di protezione sociale, puo� essere presentata dall�ente convenzionato che assiste lo straniero
Le richieste di rilascio di permesso per stranieri ospitati presso istituti religiosi, ovvero detenuti in istituti penitenziari, devono essere (circ. Mininterno 17/7/2007[140])
o corredate, nel caso di stranieri detenuti, di idonea documentazione attestante lo stato di detenzione
o depositate esclusivamente presso l�ufficio postale ubicato in prossimita� della struttura stessa
o presentate da personale appositamente individuato dall'esercente la struttura ricettiva o da chi presiede gli istituti religiosi e gli istituti di detenzione, che provvede anche al ritiro e alla consegna all'interessato della ricevuta rilascita dalle Poste e del permesso di soggiorno (art. 10, co. 4 DPR 394/1999)
Le richieste di rilascio di permesso per stranieri ricoverati in ospedale pososno essere presentate, in questura (circ. Mininterno 17/7/2007140), da chi presiede l'ospedale, che provvede anche al ritiro e alla consegna all'interessato della ricevuta rilascita dalle Poste e del permesso di soggiorno (art. 10, co. 4 DPR 394/1999)
Sperimentazione in alcuni comuni nell'ambito di un accordo tra Mininterno, ANCI e Poste: possibile richiedere presso i Comuni che partecipano alla sperimentazione la compilazione elettronica della domanda di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno; il Comune compila online il modulo per la richiesta e rinnovo del permesso di soggiorno, lo spedisce per via telematica alle poste e ne rilascia copia cartacea allo straniero, che provvede comunque a spedirla da un ufficio postale abilitato
Presentazione delle istanze di rilascio o rinnovo dei permessi e rilevamento delle impronte per studenti e docenti stranieri della Sapienza presso il Commissariato di PS interno all'Universita' anziche' presso la questura (com. Mininterno 7/11/2006[141]); nota: e' ancora vero, dopo l'entrata in vigore della procedura per l'inoltro delle istanze per via postale?
Durata del permesso rilasciato in corrispondenza a un visto di ingresso
Durata del permesso (al rilascio): pari a quella del visto, se previsto, ma comunque
o lavoro subordinato con contratto a tempo indeterminato: < 2 anni
o lavoro subordinato con contratto a tempo determinato: pari a durata del rapporto, ma comunque < 1 anno
o lavoro autonomo: < 2 anni
o studio e formazione: < 1 anno
o familiari: come per il familiare (o affidatario) titolare del diritto al ricongiungimento, ma comunque < 2 anni; affidamento (minore affidato a comunita� familiare o istituto di assistenza, ex art. 2 L. 184/1983[142]): fino al compimento dei 18 anni (?)
o lavoro stagionale: < 9 mesi (a prescindere dal settore lavorativo); dopo due anni di lavoro stagionale, possibilita� di permesso per 3 annualita� per lavoro stagionale (visto rilasciato ogni anno; durata per ciascun anno pari a quella dell�ultimo dei due anni precedenti), revocato in caso di abuso da parte dello straniero, ovvero in caso di mancata presentazione del titolare, al posto di frontiera esterna al termine della validita� annuale e alla data di reingresso prevista dal visto (nota: disposizione troppo rigida)
o volontariato: di norma < 1 anno (al piu', comunque, 18 mesi; D. Lgs. 154/2007)
o ricerca scientifica: pari a quella del programma di ricerca (D. Lgs. 17/2008)
o altri motivi (es.: cura): < documentate esigenze
Permessi rilasciati senza corrispondenza a un visto di ingresso
Previsto anche il rilascio di permesso di soggiorno, senza corrispondenza a un visto di ingresso
o richiesta asilo: 3 mesi, rinnovabile fino alla definizione della procedura di riconoscimento dello status di titolare di protezione internazionale da parte della Commissione territoriale; rinnovabile per 6 mesi qualora la decisione sulla domanda di asilo non venga adottata entro 6 mesi dalla presentazione e il ritardo non possa essere addebitato al richiedente asilo; rilasciabile e rinnovabile anche in caso di cessazione dello stato di ospitalita' obbligatoria in centro di accoglienza per richiedenti asilo, o di ricorso per il quale valga automaticamente o sia stata disposta la sospensione del provvedimento impugnato
o asilo: 5 anni
o protezione sussidiaria: 3 anni
o acquisto cittadinanza o dello status di apolide (per lo straniero regolarmente soggiornante ad altro titolo): durata procedimento concessione o riconoscimento
o emigrazione in altro Stato: durata procedure occorrenti
o motivi di giustizia (su richiesta dell�autorita� giudiziaria, nel caso in cui la presenza dello straniero sia indispensabile in relazione a procedimenti in corso per reati di cui all�art. 380 c.p.p.107 o all�art. 3 L. 75/1958[143]): 3 mesi, prorogabili
o per motivi umanitari, ex art. 5, co. 6, o art. 19, co. 1, T.U., previo parere della Commissione territoriale o acquisizione dall�interessato di documentazione relativa ai gravi motivi che impediscono l�allontanamento (nota: Relazione illustrativa del DPR 334/200435 e circ. Mininterno 4/3/2005[144] interpretano, illogicamente, che per il rilascio di permesso ex art. 5, co. 6 e� necessario il parere della Commissione territoriale, la certificazione prodotta dall�interessato al di fuori della procedura di asilo essendo rilevante solo se relativa a persecuzione, non se relativa a motivi diversi, quali disastri naturali)
o per residenza elettiva, in presenza di pensione percepita ("maturata", secondo la Relazione illustrativa del DPR 334/200435) in Italia; nota: e' possibile, ovviamente, anche il rilascio di permesso per residenza elettiva in seguito a ingresso per questo motivo (che richiede la dimostrazione di disponibilita' di risorse cospicue, con previsione di diverse fonti possibili)
o per assistenza minore, al familiare del minore soggiornante in Italia nei casi in cui il Tribunale per i minorenni ne autorizzi l�ingresso e/o il soggiorno per un periodo di durata determinata per gravi motivi connessi allo sviluppo psico-fisico del minore, anche in deroga alle altre disposizioni del Testo unico (art. 31, co. 3, T.U. e D. Lgs. 5/2007)
o per integrazione del minore, previo parere del Comitato minori stranieri, ai minori che si trovino nelle condizioni di cui all�art. 32, co. 1 bis e 1 ter, T.U. (verosimilmente: arrivo in Italia prima del compimento dei 15 anni, inserimento, anteriore al compimento dei 16 anni, in un progetto di integrazione sociale e civile gestito da ente pubblico o privato con rappresentanza nazionale e iscritto nel registro presso la Presidenza del Consiglio, decisione di non luogo a provvedere al rimpatrio da parte del Comitato minori stranieri – in contrasto con la condizione di assenza di decisione, di cui all�art. 32, co. 1 bis; rilevante l�inserimento di fatto in progetto idoneo, anche se non sollecitato dal Comitato?)
o per minore eta', al minore cui non possa essere rilasciato altro permesso (art. 28, co. 1, lettera a, Regolamento e Circ. Mininterno 23/12/1999[145] e circ. Mininterno 13/11/2000[146])
o per affidamento, al minore straniero affidato a comunita� di tipo familiare o istituto di assistenza ex art. 2, L. 184/1983142
o per ricerca scientifica, allo straniero soggiornante regolarmente ad altro titolo (diverso da richiesta di asilo o protezione temporanea) che abbia ottenuto il nulla-osta per ricerca scientifica ovvero allo straniero ammesso come ricercatore in altro Stato membro dell'UE che intenda proseguire la ricerca iniziata in quello Stato (D. Lgs. 17/2008)
Facolta' nelle more del rilascio di alcuni permessi
Il lavoratore che ha fatto ingresso per lavoro subordinato, nelle more del rilascio del primo permesso di soggiorno,
o puo' esercitare l'attivita' lavorativa per cui ha ottenuto il nulla-osta, con pienezza di diritti previdenziali (Mess. INPS 2226/2008[147]; incluso il diritto alle prestazioni di disoccupazione, da Mess. INPS 6449/2008[148]), a condizione che (da Direttiva Mininterno 20/2/2007[149], che rafforza circ. Mininterno 9/2/2006[150], e par. Mingiustizia[151])
� abbia richiesto il permesso allo Sportello unico entro 8 gg. dall'ingresso
� abbia sottoscritto il contratto di soggiorno
� sia in possesso di copia del modello di richiesta di permesso rilasciatagli dallo Sportello unico e di ricevuta dell'avvenuta presentazione della richiesta di permesso rilasciatagli dall'ufficio postale abilitato
o puo' ottenere l'iscrizione anagrafica a condizione che esibisca (circ. Mininterno 2/4/2007[152])
� il contratto di soggiorno stipulato presso lo Sportello unico
� ricevuta dell'avvenuta presentazione della richiesta di permesso rilasciatagli dall'ufficio postale abilitato
� domanda di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato presentata allo Sportello unico (verosimilmente, si riferisce alla copia del modello di richiesta di permesso rilasciatagli dallo Sportello unico)
o puo' iscriversi al SSN, esibendo ricevuta dell'avvenuta presentazione della richiesta di permesso per lavoro subordinato rilasciatagli dall'ufficio postale (circ. Minsalute 17/4/2007[153])
o puo' sostenere gli esami di guida e ottenere rilascio, rinnovo, duplicati e aggiornamento dei documenti di abilitazione alla guida e di circolazione, a condizione di esibizione della ricevuta dell'avvenuta presentazione della richiesta di permesso rilasciatagli dall'ufficio postale o dalla questura; a tal fine, si prescinde dal controllo relativo al rispetto dei termini per la presentazione dell'istanza di rilascio (circ. Mintrasporti 14/9/2007[154])
o puo' effettuare (transitoriamente o a regime?) il reingresso in esonero dall�obbligo di visto, a condizione che uscita e reingresso avvengano con attraversamento di un unico valico di frontiera esterna, a condizione che esibisca, oltre al documento di viaggio valido, il visto da cui si evinca il motivo del soggiorno e la ricevuta (circ. Mininterno 7/8/2007125 e circ. Mininterno 12/12/2007126) attestante l'avvenuta presentazione dell'istanza; la polizia di frontiera deve timbrare sia il passaporto sia la ricevuta (circ. Mininterno 7/8/2007125 e circ. Mininterno 12/12/2007126)
Lo straniero che ha fatto ingresso per lavoro autonomo, nelle more del rilascio del primo permesso di soggiorno, puo' effettuare (transitoriamente o a regime?) il reingresso in esonero dall�obbligo di visto, a condizione che uscita e reingresso avvengano con attraversamento di un unico valico di frontiera esterna, a condizione che esibisca, oltre al documento di viaggio valido, il visto da cui si evinca il motivo del soggiorno e la ricevuta (circ. Mininterno 7/8/2007125 e circ. Mininterno 12/12/2007126) attestante l'avvenuta presentazione dell'istanza; la polizia di frontiera deve timbrare sia il passaporto sia la ricevuta (circ. Mininterno 7/8/2007125 e circ. Mininterno 12/12/2007126)
Nota: secondo F.A.Q. sul sito del Mininterno53, l'applicabilita' della Direttiva Mininterno 20/2/2007149 (esercizio dell'attivita' lavorativa autorizzata) si estende al caso di lavoratore che ha fatto ingresso per lavoro autonomo; tuttavia, circ. Mininterno 2/4/2007152 (iscrizione anagrafica), circ. Minsalute 17/4/2007153 (iscrizione al SSN) e circ. Mintrasporti 14/9/2007154 (esami di guida e rilascio documenti correlati) menzionano solo il caso di ingresso per lavoro subordinato
Lo straniero che ha fatto ingresso per ricongiungimento familiare (e, verosimilmente, per ingresso al seguito), nelle more del rilascio del primo permesso di soggiorno,
o puo' ottenere l'iscrizione anagrafica a condizione che esibisca (circ. Mininterno 2/8/2007[155])
� visto d'ingresso
� fotocopia non autenticata del nulla-osta rilasciato dallo Sportello unico
Richiesta di rinnovo del permesso
Richiesta di rinnovo del permesso: prima della scadenza, almeno
o 90 gg. (se rilasciato per lavoro subordinato a tempo indeterminato)
o 60 gg. (se rilasciato per lavoro subordinato a tempo determinato)
o 30 gg. (se rilasciato per altri motivi)
Mancata richiesta di rinnovo insanabile (espulsione, salvo cause di forza maggiore) oltre 60 gg. dopo la scadenza (in contrasto, Sent. Cass. SS.UU. Civili n. 7892/2003[156]: in presenza di richiesta tardiva vanno comunque valutati i requisiti prima di rigettarla; la richiesta va pero' respinta se il ritardo e' stato indispensabile per rientrare in possesso di requisiti altrimenti mancanti); il fatto che lo straniero non sia stato informato del fatto che il permesso richiesto sia giacente in questura puo' integrare la causa di forza maggiore per la mancata richiesta di rinnovo nei termini (Trib. Udine[157])
Ammesso il reingresso (con visto apposito) nei 6 mesi successivi alla scadenza, in caso gravi motivi di salute dello straniero o di familiari di I grado o del coniuge, a condizione di possesso di requisiti per il rinnovo (chi li verifica?)
Rilevamento delle impronte digitali ai fini del rinnovo
Rilevamento delle impronte digitali per lo straniero che chieda il rinnovo del permesso di soggiorno (esclusi i casi di soggiorno di durata < 3 mesi per motivi diversi da lavoro, studio e familiari, e i casi di soggiorno per motivi di cura di qualsiasi durata)
Requisiti per il rinnovo del permesso
Requisiti per il rinnovo:
o permanenza dei requisiti previsti per il rilascio; di norma:
� possesso di passaporto valido o documento equivalente (salvo permesso per motivi umanitari ex art. 5, co. 6, T.U.; circ. Mininterno 24/2/2003134)
� mezzi di sostentamento (da lavoro o altra fonte lecita) per titolare e familiari conviventi a carico, quantificati come per ricongiungimento (circ. Mininterno 19/5/2001[158], che interpreta l�art. 13, co. 2 Regolamento, in contrasto, per il soggiorno per lavoro autonomo, con art. 26, co. 3 T.U.) e accertabili d�ufficio a seguito di dichiarazione temporaneamente sostitutiva; note:
- estrapolando all�indietro circ. Mininterno 19/5/2001158, si ottiene una definizione del reddito minimo da lavoro subordinato: importo dell�assegno sociale (per il 2008, 5.142 euro);
- gurisprudenza:
� la quantificazione riferita al ricongiungimento e' da considerarsi indicativa, non tassativa (TAR Emilia Romagna[159])
� rileva la disponibilita' di mezzi per il periodo successivo, per cui si chiede il rinnovo (Sent. Tar Veneto[160]); in senso contrario, TAR Marche[161]: ai fini del rinnovo del permesso per lavoro autonomo, la disponibilita' deve essere dimostrata in relazione a un periodo antecedente a quello per il quale si chiede il rinnovo
� la valutazione del possesso da parte dello straniero di adeguati mezzi di sussistenza non va riferita al momento in cui viene presentata la domanda di rinnovo, ma al momento in cui l'Autorita' amministrativa e' chiamata a pronunciarsi (Sent. Cass. n. 2417/2006[162])
� si tiene conto anche di elementi sopravvenuti, soprattutto se l'Amministrazione si pronuncia in ritardo (TAR Lazio[163])
� la possibilita' di comprovare fonti di reddito, anche in corrispondenza a sopravvenuta attivita' lavorativa, sussiste fino al momento in cui l'Amministrazione si pronuncia (TAR Veneto[164])
� anche un impegno all'assunzione condizionato al rinnovo del permesso va tenuto in considerazione (TAR Veneto[165])
� dimostrazione di mezzi non richiesta in caso di rinnovo del permesso per motivi umanitari (TAR Liguria[166])
� assolvimento obblighi in materia sanitaria; note:
- disposizioni contraddittorie:
� art. 13, co. 3 DPR 394/1999: per il mantenimento dell�iscrizione al SSN e' richiesta l�esibizione di copia della richiesta di rinnovo, con timbro datario e firma dell�addetto che la riceve (secondo circ. Minsalute 17/4/2007153, e' richiesta solo l'esibizione della ricevuta di richiesta di rinnovo rilasciata dall'ufficio postale)
� art. 42, co. 4 DPR 394/1999: l�iscrizione al SSN permane in fase di rinnovo; l�iscrizione cessa in caso di diniego di rinnovo (comunicati alla ASL dalla questura), salvo esibizione da parte dello straniero di documentazione attestante la pendenza di ricorso
� possibile interpretazione: la conferma e' richiesta solo nei casi in cui l'iscrizione non e' obbligatoria e, come tale, potrebbe essere sostituita da assicurazione privata
- non e' chiaro come si proceda, per i permessi che comportano al piu' iscrizione facoltativa al SSN, in caso di presentazione della richiesta tramite uffici postali autorizzati
� disponibilita� di alloggio (in alcuni casi)
� assenza di motivi ostativi; la condanna per uno dei reati ostativi all�ingresso non e� pero� motivo di automatico diniego del rinnovo, ma deve essere valutata unitamente a condotta, livello di inserimento sociale, condizione familiare in Italia, etc. (Messaggio telegrafico Mininterno del 9/9/2003[167]); in caso di permesso per motivi familiari, i motivi ostativi sono limitati al caso di pericolo per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato o di altro Stato dell'Area Schengen, da valutarsi tenendo conto anche di eventuali condanne per i reati di cui all'art. 407, comma 2, lettera a) c.p.p.107, ovvero per i reati di favoreggiamento della migrazione illegale (da D. Lgs. 5/2007); giurisprudenza:
- diniego non automatico in seguito a condanna: va valutata l'effettiva pericolosita' (Ord. Consiglio di Stato 27/9/2005[168]; nello stesso senso, in relazione a condanne in seguito a patteggiamento con sentenza emessa prima dell'entrata in vigore della L. 189/2002, Sent. Cons. Stato n. 3319/2006[169] e Sent. Corte Cost. 414/2006108)
- in sede di rinnovo, comunque, non deve essere riesaminata la responsabilita' dello straniero in relazione ai fatti per cui e' stato condannato, neanche in presenza di elementi non conosciuti al momento del processo (Tar Umbria[170])
- irrilevante, ai fini del diniego di rinnovo, il fatto che nella eventuale sentenza di condanna sia stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena (TAR Abruzzo109)
- la valutazione del questore non e' vincolata dalla determinazione del giudice penale o del Tribunale di sorveglianza (sent. Cons. Stato 7979/2004, TAR Emilia Romagna[171]);
- il diniego di rinnovo per pericolosita' non richiede alcun atto monitorio intermedio (TAR Veneto[172])
o eventuali requisiti specifici (es.: per studio universitario, esami superati; per lavoro subordinato, salvo periodo > 6 mesi di disoccupazione tollerata, esistenza di un contratto di soggiorno per lavoro e consegna dell'autocertificazione del datore relativa alla disponibilita� di alloggio che rientri nei parametri minimi di legge per l�edilizia popolare o, verosimilmente, che sia fornito dei requisiti di abitabilita� e idoneita� igienico-sanitaria)
Limiti al rinnovo del permesso
Non rinnovabile ne� prorogabile oltre i 90 gg. (salvo che per gravi motivi umanitari o per obblighi costituzionali o internazionali) il permesso rilasciato da Paese Schengen sulla base di visto uniforme, ne� il permesso per turismo rilasciato in esenzione di visto (art. 13, co. 1, Regolamento; nota: e il permesso per turismo rilasciato in regime di obbligo di visto?)
Non rinnovabile il permesso per volontariato (D. Lgs. 154/2007)
Non rinnovabili oltre il terzo anno fuori corso i permessi per studio universitario
Rinnovo del permesso non consentito allo straniero che si assenti per piu� di 6 mesi continuativi (se il permesso e� di durata < 2 anni) o per piu� di meta� della durata (se il permesso e� di durata > 2 anni), salvo gravi motivi o adempimento obblighi militari
Modalita' di presentazione della richiesta di rinnovo
Modalita' di presentazione della richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno (circ. Mininterno 7/12/2006136):
o richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno presentata tramite gli uffici postali abilitati nei casi di permesso per adozione, affidamento, asilo politico, attesa occupazione, attesa riacquisto cittadinanza, motivi familiari (incluso il caso di permesso rilasciato allo straniero non espellibile ex art. 19 T.U.), lavoro (autonomo, subordinato, stagionale ed ex art. 27), missione, motivi religiosi, residenza elettiva, ricerca scientifica, status apolidia, studio, tirocinio/formazione professionale
o richiesta presentata in questura in tutti i casi non esplicitamente menzionati (nota: tra questi, dovrebbero esservi i casi di permesso per cure mediche e per motivi umanitari)
o per il resto, come per la richiesta di rilascio del permesso, con le seguenti particolarita':
- nella busta va inserita copia del permesso in scadenza
- la legittimita' del soggiorno e' dimostrata con l'esibizione della ricevuta e dell'originale del permesso in scadenza
La richiesta di rinnovo del permesso per motivi umanitari, in caso di protezione sociale, puo� essere presentata dall�ente convenzionato che assiste lo straniero
Le richieste di rinnovo di permesso per stranieri ospitati presso istituti religiosi, ovvero detenuti in istituti penitenziari, devono essere (circ. Mininterno 17/7/2007140)
Le richieste di rinnovo di permesso per stranieri ricoverati in ospedale pososno essere presentate, in questura (circ. Mininterno 17/7/2007140), da chi presiede l'ospedale, che provvede anche al ritiro e alla consegna all'interessato della ricevuta rilascita dalle Poste e del permesso di soggiorno (art. 10, co. 4 DPR 394/1999)
Avviata una sperimentazione in 223 comuni (Ravenna, Ancona, Lecce, Brescia, Padova, Firenze, Prato, il consorzio di Portogruaro e i comuni della provincia di Trento) per trasferire le procedure di rinnovo del permesso dalle Poste ai Comuni (com. Mininterno 14/2/2008[173] e Direttiva Mininterno 5/2/2008[174])
Diritti e facolta' nelle more del rinnovo
Lo straniero che abbia chiesto il rinnovo del permesso entro i 60 gg. successivi alla scadenza, in possesso di ricevuta attestante l'avvenuta presentazione dell'istanza completa della documentazione prescritta e dell'originale del permesso in scadenza mantiene tutti i diritti connessi al soggiorno, che cessano solo in caso mancato rinnovo, revoca o annullamento del permesso (Direttiva Mininterno 5/8/2006121); in particolare,
o puo' ottenere il nulla-osta al ricongiungimento (circ. Mininterno 17/10/2006[175]; nota: il nulla-osta puo' anche essere richiesto dallo straniero in questa condizione?)
o gli e' consentito il reingresso in Italia in esenzione da visto di reingresso, solo da frontiera esterna, purche' esibisca, oltre al documento di viaggio valido, il permesso scaduto e la ricevuta (postale o cedolino; da com. Mininterno 5/4/2007123 e circ. Mininterno 16/6/2007122) di richiesta di rinnovo; in caso di minori iscritti sul titolo di soggiorno in scadenza o in fase di aggiornamento del genitore, la questura rilascia un permesso cartaceo provvisorio, sul quale viene iscritto il minore, in modo da consentire uscita e reingresso (circ. Mininterno 27/6/2007124); ai fini dell'attraversamento delle frontiere aeroportuali di paesi Schengen (limitatamente a Francia, Spagna e Malta, anche marittimi; da circ. Mininterno 7/8/2007125) in uscita o reingresso, la ricevuta di Poste italiane della richiesta di rinnovo, se esibita con passaporto valido e permesso scaduto, e' da considerarsi equipollente al permesso di soggiorno fino al 30/10/2007 (GUCE 18/8/2007127); disposizioni confermate per il periodo 14/12/2007-31/3/2008, con estensione ai valichi di qualunque tipo (circ. Mininterno 12/12/2007126)
o puo' sostenere gli esami di guida e ottenere rilascio, rinnovo, duplicati e aggiornamento dei documenti di abilitazione alla guida e di circolazione (circ. Mintrasporti 20/9/2006[176]); a tal fine, si prescinde dal controllo relativo al rispetto dei termini per la presentazione dell'istanza di rinnovo (circ. Mintrasporti 14/9/2007154)
o puo' ottenere l'iscrizione anagrafica (circ. Mininterno 17/11/2006[177]), nonche' il rilascio e rinnovo della carta di identita', con la sola esclusione della validita' per l'espatrio (circ. Mininterno 2/4/2007[178])
o puo' ottenere il rilascio dell'attestato di conducente da parte della DPL (circ. Minlavoro 27/11/2007[179])
o puo' presentare richiesta di assunzione di altro straniero (F.A.Q. sul sito del Mininterno53)
La prosecuzione del rapporto di lavoro nelle more dell�accoglimento della richiesta di rinnovo del permesso effettuata entro i termini (Procura di Brescia[180]: i termini in anticipo rispetto alla scadenza; Procura di Modena[181]: entro il sessantesimo giorno successivo alla scadenza del permesso; TAR Lombardia[182]: a prescindere dal rispetto dei termini per la presentazione, trattandosi, in base a giurisprudenza consolidata, di termine ordinatorio) e� consentita (circ. Minlavoro 67/2000[183] e art. 22, co. 12 T.U.), salvo orientamento contrario della Procura della Repubblica competente per territorio, consultata previamente sul punto dalle Direzioni provinciali e regionali del lavoro (circ. Minlavoro 5/12/2006[184])
Consentita, nelle more del rinnovo, anche l'instaurazione di un nuovo rapporto (Mess. INPS 27641/2006[185], in attuazione della Direttiva Mininterno 5/8/2006121)
Nelle more del rinnovo del permesso, il lavoratore conserva pienezza di diritti in ambito previdenziale (Mess. INPS 2226/2008147), incluso il diritto alle prestazioni di disoccupazione, da Mess. INPS 6449/2008148)
Durata del permesso rinnovato
Durata del permesso rinnovato < durata stabilita col rilascio iniziale
Provvedimenti negativi; impugnazione; conseguenze
Diniego di rilascio o di rinnovo del permesso quando mancano i requisiti richiesti per l�ingresso e il soggiorno nel territorio dello Stato
Diniego di rilascio o di rinnovo del permesso per motivi familiari in caso di accertamento del fatto che matrimonio o adozione abbiano avuto luogo al solo fine di consentire l'ingresso o il soggiorno dello straniero in Italia (da D. Lgs. 5/2007)
Revoca del permesso in caso di
o perdita dei requisiti (salvo disoccupazione tollerata) o mancato soddisfacimento dei requisiti per il soggiorno in altro Paese Schengen (salvo ragioni umanitarie o obblighi costituzionali o internazionali)
o condanna definitiva (successiva all�entrata in vigore della L. 189/02, da Messaggio telegrafico Mininterno del 9/9/2003167; secondo il TAR Abruzzo[186] rilevano solo le condanne per reati commessi dopo l�entrata in vigore della L. 189/02) per reati previsti dal Titolo III, Capo III, Sez. II della L. 633/1941[187], e modifiche, in materia di tutela del diritto di autore, e dagli artt. 473, 474 c.p.[188] (vendita di marchi contraffatti); nota: per il TAR Puglia[189], la revoca e' possibile solo in caso di permesso per lavoro autonomo (nello stesso senso, apparentemente, sent. Cons. Stato 11/5/2007[190])
o adozione di un provvedimento di respingimento o espulsione da parte di altro Stato membro, salvo che ricorrano le condizioni per l'applicazione del divieto di espulsione: rischio di persecuzione, minore, familiare o coniuge di italiano, donna incinta o puerpera o marito convivente di questa, titolare di carta di soggiorno (da D. Lgs. 12/2005, di attuazione della Dir. 2001/40/CE[191]); escluso anche il caso di titolare di permesso CE slp rilasciato dall'Italia che sia espulso da altro Stato membro che non costituisca pericolo per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato (da D. Lgs. 3/2007)
Revoca del permesso per motivi umanitari rilasciato per ragioni di protezione sociale ex art. 18 T.U. in caso di interruzione della partecipazione del titolare al programma di inserimento, condotta incompatibile con il programma di inserimento o cessazione delle ragioni che ne hanno motivato il rilascio (nota: da un fatto intrinsecamente positivo, anche per lo straniero, puo' conseguire l'espulsione dell'interessato)
Revoca del permesso per assistenza minore (da D. Lgs. 5/2007) rilasciato ex art. 31, co. 3, T.U. al familiare del minore soggiornante in Italia, in caso di cessazione dei motivi che ne hanno determinato il rilascio (nota: da un fatto intrinsecamente positivo, anche per lo straniero, puo' conseguire l'espulsione dell'interessato) o per comportamento del familiare incompatibile con le esigenze del minore o con la permanenza in Italia
Revoca del permesso per motivi familiari in caso di accertamento del fatto che matrimonio o adozione abbiano avuto luogo al solo fine di consentire l'ingresso o il soggiorno dello straniero in Italia (da D. Lgs. 5/2007)
Revoca del permesso per motivi familiari rilasciato allo straniero regolarmente soggiornante da almeno un anno che abbia sposato un cittadino italiano o comunitario o uno straniero regolarmente soggiornante nel caso in cui al matrimonio non e� seguita effettiva convivenza, salvo che dal matrimonio sia nata prole
In sede di diniego di rilascio o di rinnovo o revoca del permesso devono essere presi in considerazione
o nuovi elementi che consentano il rilascio o il rinnovo del permesso (art. 5, co. 5 T.U.); TAR Veneto164: la possibilita' di comprovare fonti di reddito, anche in corrispondenza a sopravvenuta attivita' lavorativa, sussiste fino al momento in cui l'Amministrazione si pronuncia (attenuato, per il lavoratore subordinato che abbia un contratto in scadenza, il danno associato al termine, lontano dalla scadenza, fissato per la richiesta di rinnovo); TAR Lazio[192]: la stipula di un contratto di lavoro nelle more dell'esame della richiesta di rinnovo costituisce un fatto nuovo
o la sanabilita� di eventuali irregolarita� amministrative (art. 5, co. 5 T.U.)
o l�esistenza di gravi motivi umanitari o obblighi costituzionali o internazionali (art. 5, co. 6 T.U.)
o l�esistenza di requisiti per altro tipo di permesso (art. 5, co. 9 T.U.; conversione: di fatto disatteso, salvo TAR Liguria[193] e TAR Lazio163)
o per lo straniero che abbia esercitato il diritto al ricongiungimento o si sia ricongiunto con familiare in Italia (verosimilmente, anche per quello che abbia ottenuto comunque un permesso per motivi familiari o che abbia familiari regolarmente soggiornanti in Italia), i vincoli familiari, l'esistenza di legami familiari e sociali col paese d'origine e, per lo straniero gia' presente sul territorio nazionale, la durata del suo soggiorno in Italia (da D. Lgs. 5/2007)
o per il titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro e per i suoi familiari in possesso di un valido permesso rilasciato dallo Stato membro di provenienza (e che dimostrino, verosimilmente, di aver risieduto in quello Stato membro in qualita' di familiari dello straniero titolare del permesso CE slp), la durata del soggiorno pregresso e delle condizioni di inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero, nei casi in cui il diniego o la revoca del permesso siano motivati dalla pericolosita' degli interessati per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato (da D. Lgs. 3/2007)
La condanna per uno dei reati ostativi all�ingresso non e� pero� motivo di automatico diniego del rinnovo (ne', verosimilmente, di automatica revoca, data la maggior gravita' di questo provvedimento), ma deve essere valutata unitamente a condotta, livello di inserimento sociale, condizione familiare in Italia, etc. (Messaggio telegrafico Mininterno del 9/9/2003167); giurisprudenza:
o diniego di rinnovo non automatico in seguito a condanna: va valutata l'effettiva pericolosita' (Ord. Consiglio di Stato 27/9/2005168; nello stesso senso, in relazione a condanne in seguito a patteggiamento con sentenza emessa prima dell'entrata in vigore della L. 189/2002, Sent. Cons. Stato n. 3319/2006169 e Sent. Corte Cost. 414/2006108)
o in sede di rinnovo, comunque, non deve essere riesaminata la responsabilita' dello straniero in relazione ai fatti per cui e' stato condannato, neanche in presenza di elementi non conosciuti al momento del processo (Tar Umbria170)
o in caso di condanna inflitta a seguito di patteggiamento, per la quale non puo' esservi misura di sicurezza aggiuntiva dell'espulsione, tale misura non puo' essere nei fatti riproposta per via amministrativa come conseguenza automatica della condanna (Dec. Cons. Stato 4714/2005[194], che pero' si riferisce all'applicazione della L. 39/90)
o irrilevante, ai fini del diniego di rinnovo, il fatto che nella eventuale sentenza di condanna sia stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena (TAR Abruzzo109)
o la valutazione del questore non e' vincolata dalla determinazione del giudice penale o del Tribunale di sorveglianza (sent. Cons. Stato 7979/2004, TAR Emilia Romagna171);
o il diniego di rinnovo per pericolosita' non richiede alcun atto monitorio intermedio (TAR Veneto172)
Ai fini del rifiuto di rinnovo o della revoca del permesso per motivi familiari, la pericolosita' dello straniero per l'ordine pubblico e la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi dell'Area Schengen e' valutata tenendo conto anche di eventuali condanne per i reati di cui all'art. 407, comma 2, lettera a) c.p.p.107, ovvero per i reati di favoreggiamento della migrazione illegale
I provvedimenti di revoca o rifiuto del permesso di soggiorno, di rifiuto della conversione del permesso di soggiorno sono adottati con atto scritto e motivato contenente l�indicazione delle modalita� di impugnazione, consegnato a mano o notificato allo straniero, con modalita� tali da assicurare la riservatezza del contenuto dell'atto
I provvedimenti sono accompagnati da sintesi in lingua comprensibile o, se non e� possibile per indisponibilita� di personale idoneo alla traduzione del provvedimento in tale lingua, in inglese, francese o spagnolo, a scelta dell�interessato; l'omessa traduzione del provvedimento di diniego, riguardando la sua comunicazione, non costituisce vizio di legittimita' (sent. Cons. Stato 238/2002 e 6749/2004 citate in Sent. Tar Toscana40), soprattutto se lo straniero mostra di aver compreso il contenuto del provvedimento presentando ricorso nei tempi prescritti (TAR Abruzzo41), ma puo' incidere sulla decorrenza del termine per l�impugnazione (TAR Toscana40)
In caso di revoca per autotutela, l'Amministrazione e' tenuta a dare previa comunicazione all'interessato dell'avvio del procedimento, onde consentirgli di parteciparvi, e ad individuare (dandone conto nel provvedimento di autotutela) l'interesse pubblico, ulteriore rispetto a quello al ripristino della legalita', che sostiene la decisione caducatoria (TAR Umbria[195])
Ricorso, in caso di revoca o diniego di rilascio o rinnovo, al TAR (entro 60 gg.: art. 36 R.D. 642/1907112; artt. 21 e segg. L. 1034/1971113) ovvero, per motivi familiari, al giudice ordinario (non soggetto a termine; esenzione da ogni imposta; TAR Trentino[196]: la giurisdizione e' del giudice ordinario qualunque sia il motivo del provvedimento negativo)
Nota: Sent. Cass. 8381/2000 (citata in Guida MD-ASGI434), 8512/2002 e 22217/2006[197] stabiliscono che in sede di ricorso contro l�espulsione non e� invocabile l�illegittimita� dell�atto amministrativo (rifiuto, revoca, etc.) che ha dato origine al provvedimento; Sent. Cass. 6370/2004[198] stabilisce che il giudice ordinario puo' decidere sul ricorso contro l'espulsione anche se e' pendente il ricorso davanti al TAR contro il provvedimento negativo sul permesso
Sent. Cons. Stato 3412/2006[199]: nell'esaminare il ricorso avverso il provvedimento negativo in relazione al permesso di soggiorno il TAR deve prendere in esame anche elementi sopravvenuti nel corso del processo (es.: abrogazione di una disposizione che poneva una condizione ostativa al rinnovo)
In caso di diniego di rilascio o rinnovo del permesso: salvo respingimento o espulsione, ingiunzione a lasciare l�Italia entro un termine < 15 gg. lavorativi fissato dal questore, a pena di espulsione; in senso contrario, Giudice di pace di Bologna[200]: legittima l'espulsione con intimazione (orientamento minoritario, pero': vedi altro Giudice di pace di Bologna200 e Giudice di pace di Roma[201]); se occorre, anche in assenza di provvedimento di espulsione, rimpatriare lo straniero, il prefetto avverte il console del paese di appartenenza e da� allo straniero un termine < 10 gg. per presentarsi al posto di frontiera indicato o ne dispone il rimpatrio con foglio di via obbligatorio, anche in collaborazione con organismi di assistenza o con organismi internazionali specializzati (art. 12, co. 3 Regolamento)
In caso di revoca: espulsione (art. 13, co. 2, lettera b, T.U.)
Reclusione da uno a 6 anni per la contraffazione di un permesso di soggiorno o di documenti necessari per ottenerlo; reclusione da 3 a 10 anni per la contraffazione di atti che facciano fede fino a querela di falso; pena aumentata se il fatto e� commesso da pubblico ufficiale
Nota: ai fini del rinnovo, la documentazione falsa e' inutilizzabile, ma il fatto di averla presentata non preclude di per se' il rinnovo (TAR Veneto 3367/2007[202] e 3450/2007[203])
Ulteriori adempimenti amministrativi
Il permesso riporta il domicilio eletto dallo straniero; le variazioni di domicilio devono essere comunicate alla questura entro 15 gg. (salvo il caso di straniero iscritto all�anagrafe, per il quale provvede l'ufficio anagrafe)
Ammenda da 160 a 1100 Euro per mancata comunicazione entro 48 ore all�autorita� di pubblica sicurezza da parte di chi da� alloggio, ospitalita� a stranieri o cede loro beni immobili posti nel territorio dello Stato
Modalita' di presentazione della richiesta di duplicato, in caso di smarrimento, e aggiornamento del permesso di soggiorno, per modifiche relative a domicilio, stato civile, figli da inserire, passaporto (circ. Mininterno 7/12/2006136):
o richiesta presentata in questura nei casi di duplicato o aggiornamento del permesso per affari, cure mediche, gara sportiva, giustizia, integrazione minore, invito, minore eta�, motivi umanitari, e vacanze lavoro
o richiesta presentata tramite gli uffici postali abilitati in tutti gli altri casi
o per il resto, come per la richiesta di rinnovo del permesso, mutatis mutandis (nota: sufficiente la ricevuta, in caso di smarrimento, per dimostrare la regolarita' del soggiorno?)
La questura comunica all'archivio anagrafico dei lavoratori stranieri le informazioni relative a rilascio e rinnovo del permesso dello straniero, ad iscrizione e variazioni anagrafiche e a variazioni del rapporto di lavoro
L�esibizione del permesso di soggiorno o della ricevuta di dichiarazione di soggiorno o della carta di soggiorno puo� essere richiesta dall�amministrazione per licenze, autorizzazioni, iscrizioni e altri provvedimenti in favore dello straniero (non per atti di stato civile, svolgimento di attivita� sportive, accesso ai pubblici servizi)
Nota: lo straniero che abbia chiesto il rinnovo del permesso entro i 60 gg. successivi alla scadenza, in possesso di ricevuta (e dell'originale del permesso in scadenza) attestante l'avvenuta presentazione dell'istanza completa della documentazione prescritta mantiene tutti i diritti connessi al soggiorno, che cessano solo in caso mancato rinnovo, revoca o annullamento del permesso (Direttiva Mininterno 5/8/2006121)
La mancata esibizione, senza giustificato motivo, del documento di identita� e del titolo di soggiorno all�autorita� di pubblica sicurezza e� punita con ammenda e arresto fino a 6 mesi (Sent. Cass. SS. UU. Pen. 45801/2003[204]: lo stato di clandestinita� non costituisce giustificato motivo per la mancata presentazione del documento di identita�)
In caso di dubbi sull�identita� dello straniero, obbligatori il rilevamento segnaletico e il rilevamento delle impronte digitali
Possibile la richiesta di prove di disponibilita� di reddito, per i controlli previsti dalla normativa
Limitazioni della liberta' di soggiorno
Limiti alla liberta� di soggiorno degli stranieri in certe localita� possono essere stabilite dal Prefetto, per ragioni attinenti alla sicurezza militare
Utilizzabilita' dei permessi di soggiorno
Utilizzabilita� dei permessi per motivi diversi da quello del rilascio:
o motivi familiari: per lavoro subordinato, lavoro autonomo (anche come socio lavoratore di cooperative), studio
o lavoro autonomo: per lavoro subordinato o studio
o lavoro subordinato: per lavoro autonomo (anche come socio lavoratore di cooperative) o studio
o motivi umanitari: per lavoro autonomo o lavoro subordinato (e studio? certamente si' in caso di permesso rilasciato su richiesta della Commissione territoriale prima dell'entrata in vigore di D. Lgs. 251/2007)
o integrazione del minore: per lavoro autonomo, lavoro subordinato o studio
o affidamento: per lavoro autonomo, lavoro subordinato o studio
o minore eta': per studio (circ. Mininterno 13/11/2000146; non per lavoro, da circ. Mininterno 13/11/2000146; nota: il contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione dovrebbe pero' rientrare nel diritto all'istruzione e formazione)
o motivi di studio o formazione: per lavoro subordinato, per un massimo di 1040 ore per anno; in caso di permesso per formazione professionale, consentiti anche rapporti – aggiuntivi? – di tirocinio funzionali al completamento del percorso di formazione); art. 39, co. 3, lettera b T.U. prevede che il Regolamento di attuazione disciplini l'esercizio di attivita' autonoma da parte degli studenti universitari: disciplina mai definita, nei fatti
o motivi umanitari per protezione sociale o sicurezza pubblica (da L. 155/05): per lavoro subordinato o studio
o asilo: per lavoro subordinato o autonomo o studio
o protezione sussidiaria: per lavoro subordinato o autonomo o studio
o richiesta di asilo: per lavoro subordinato o autonomo, in caso di proposizione di ricorso avverso la decisione della Commissione territoriale o avverso la sentenza del tribunale (verosimilmente, sempre che, in caso di ricorso avverso la sentenza del tribunale, la corte d'appello abbia ordinato la sospensione dell'esecuzione della sentenza stessa) ovvero se, trascorsi sei mesi dalla presentazione della domanda, la decisione non e' stata adottata e il ritardo non possa essere attribuito al richiedente
o attesa riacquisto cittadinanza: per lavoro subordinato e autonomo (nella prassi - da nota della DPL Modena[205]; in senso contrario, Nota Mininterno alla questura di Trento[206])
o adozione: per lavoro subordinato e autonomo (nella prassi - da nota della DPL Modena205)
o assistenza minore, per lavoro subordinato o autonomo (da D. Lgs. 5/2007)
o ricerca scientifica, per attivita' di insegnamento collegata con il programma di ricerca e compatibile con le disposizioni statutarie e regolamentari dell'istituto ospitante (D. Lgs. 17/2008)
Obbligo, per l'autorita' preposta al rilascio dell'autorizzazione allo svolgimento di attivita' autonoma e per i Centri per l'impiego che ricevono dichiarazione di diponibilita' alla ricerca di un'attivita' lavorativa, di comunicare a questura e archivio anagrafico dei lavoratori stranieri i casi in cui il permesso e� stato utilizzato per motivi diversi da quelli del rilascio (nota: non sembra incluso il caso di straniero che abbia stipulato un contratto di lavoro subordinato, comunicato solo successivamente dal datore di lavoro alla Direzione provinciale del lavoro)
Convertibilita� del permesso (sotto opportune condizioni; vedi in seguito):
o senza vincolo di quote:
� lavoro subordinato: in lavoro autonomo o residenza elettiva
� lavoro autonomo: in lavoro subordinato o residenza elettiva
� ogni permesso: in permesso per motivi familiari
� motivi familiari: in lavoro subordinato o autonomo, studio, accesso al lavoro (verosimilmente, �attesa occupazione�), esigenze sanitarie (?) o di cura, o residenza elettiva
� affidamento (di qualunque tipo, incluso l'affidamento di fatto a familiari entro il quarto grado, da sent. Corte Cost. 198/2003[207], che parifica anche i minori sottoposti a tutela; nello stesso senso, Sent. Cons. Stato n. 1681/2005[208] e, limitatamente al caso in cui vi sia un provvedimento formale di affidamento o di sottoposizione a tutela, circ. Mininterno 28/3/2008[209]; in senso contrario, TAR Piemonte: l'art. 32, co. 1 andrebbe applicato solo ai minori non accompagnati che sono stati affidati a cittadino straniero ai sensi della L. 184/1983142 e sono stati iscritti nel permesso di soggiorno dell'affidatario prima del compimento dei 14 anni): in lavoro subordinato o autonomo, accesso al lavoro (verosimilmente, �attesa occupazione�), studio, esigenze sanitarie (?) o di cura; nota: la conversione in lavoro o accesso al lavoro, prevista entro quote dall'art. 32, co. 1-quater, T.U., e' effettuata, in realta', in detrazione dalle quote per l'anno successivo (da art. 3, co. 4, DPR 100/2004)
� integrazione del minore (o anche minore eta�?): in lavoro subordinato o autonomo, studio, accesso al lavoro; nota: la conversione in lavoro o accesso al lavoro, prevista entro quote dall'art. 32, co. 1-quater, T.U., e' effettuata, in realta', in detrazione dalle quote per l'anno successivo (da art. 3, co. 4, DPR 100/2004)
� motivi umanitari per protezione sociale o sicurezza pubblica (da L. 155/05): in lavoro subordinato, lavoro autonomo (dubbio) o studio, con detrazione dalle quote fissate dal decreto-flussi per l�anno successivo
� studio in lavoro subordinato o autonomo, dopo il conseguimento della laurea in Italia, con detrazione dalle quote fissate dal decreto-flussi per l�anno successivo
� studio in motivi religiosi (TAR Emilia Romagna[210], sulla base di art. 5, co. 5, T.U., e circ. Mininterno 26/5/2005[211] per analogia con art. 14, co. 5 Regolamento)
� motivi religiosi in residenza elettiva (in luogo della carta di soggiorno, per persone che dispongano di un reddito da lavoro alle dipendenze di enti o organizzazioni del Vaticano; da circ. Mininterno 26/5/2005211)
� protezione sussidiaria (e, verosimilmente, asilo) in lavoro subordinato o autonomo (D. Lgs. 251/2007)
o entro quote (conversione consentita entro quote a prescindere dal tipo di lavoro subordinato e dal paese di provenienza dello straniero; da Circ. Minsolidarieta' n. 31/2006[212], coerente con TAR Veneto66):
� motivi di studio o formazione (anche per lo svolgimento di tirocinio formativo): in lavoro subordinato o autonomo;
� lavoro stagionale: in lavoro subordinato, dalla seconda stagione (secondo il TAR Piemonte[213], anche extra quote e dalla prima stagione)
Modalita' di presentazione della richiesta di conversione del permesso di soggiorno (circ. Mininterno 7/12/2006136):
o richiesta presentata in questura nei casi di conversione del permesso per integrazione minore, minore eta�, motivi umanitari
o per il resto, come per la richiesta di rinnovo del permesso, mutatis mutandis
Termini per l'esito delle richieste di rilascio, rinnovo e conversione
Il permesso e' rilasciato, rinnovato, convertito o negato entro 20 gg. dalla richiesta; il termine ha carattere ordinatorio; nota: in senso contrario,
Tar Veneto[214] ha accolto un ricorso contro il silenzio-inadempimento della questura, ordinando al questore di provvedere, e nominando il prefetto quale commissario ad acta affinche' provvedesse con adempimenti sostitutivi in caso di ulteriore inerzia di durata superiore a 60 gg.
Tar Umbria[215] ha dichiarato che, mentre e' legittima la prassi di considerare di fatto prorogato il permesso nelle more del rinnovo, e' illegittimo sospendere la decisione sul rinnovo in attesa di accertamenti non meglio precisati, anche in virtu' del fatto che, ove emergano elementi che avrebbero dovuto far rifiutare il rinnovo, il permesso puo' essere revocato; ha ordinato alla questura di provvedere e ha nominato lo stesso questore commissario ad acta affinche' provvedesse con adempimenti sostitutivi in caso di ulteriore inerzia di durata superiore a 30 gg.
Iscrizione anagrafica: condizioni, adempimenti
Iscrizione anagrafica (residenza legale) per lo straniero regolarmente soggiornante a parita� di condizioni con l�italiano: dimora abituale
Dimora abituale: titolarita� di un permesso di soggiorno di durata superiore a tre mesi (o rinnovabile – parere del Consiglio di Stato; requisito di permesso di un anno abrogato da disposizione della Legge 39/90[216], poi abrogata) e sistemazione alloggiativa nel Comune (anche in centro di accoglienza, > 3 mesi pregressi)
L'iscrizione e' effettuata sulla base dei dati contenuti nel passaporto o negli altri documenti rilasciati dall'autorita' estera prodotti dallo straniero; in caso di discrepanza rispetto ai dati contenuti nel permesso di soggiorno, l'ufficiale di anagrafe segnala la cosa alla questura, ai fini della correzione dei dati del permesso (da circ. Mininterno 25/7/2003[217])
La validita' della carta di identita' e' comunque quinquennale, non essendo legata alla durata del permesso di soggiorno (circ. Mininterno 10/12/1998, citata da circ. Mininterno 2/4/2007178)
Nota: ai sensi di art. 43, co. 2, c.c.[218], "la residenza e' nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale", dove l'abitualita' della dimora e' da intendersi come stabilita' della permanenza nel luogo; la residenza anagrafica non ha di per se' valore costitutivo, presumendosi, solo fino a prova contraria (iuris tantum), la coincidenza fra residenza anagrafica e residenza effettiva della persona (art. 44 c.c.218 e 31 Disposizioni di attuazione del c.c.218); e' consentito provare con ogni mezzo che l'effettiva residenza non coincide con quella anagrafica (Cass. 4705/1989, Cass. 4518/1998, Cass. 2814/2000, Cass. 6101/2006, citate in TAR Puglia[219])
La questura comunica all'archivio anagrafico dei lavoratori stranieri le informazioni relative ad iscrizione e variazioni anagrafiche
Iscrizione anagrafica nelle more del rilascio di alcuni permessi
Lo straniero che ha fatto ingresso per lavoro subordinato, nelle more del rilascio del primo permesso di soggiorno, puo' ottenere l'iscrizione anagrafica a condizione che esibisca (circ. Mininterno 2/4/2007152)
o il contratto di soggiorno stipulato presso lo Sportello unico
o ricevuta dell'avvenuta presentazione della richiesta di permesso rilasciatagli dall'ufficio postale abilitato
o domanda di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato presentata allo Sportello unico (verosimilmente, si riferisce alla copia del modello di richiesta di permesso rilasciatagli dallo Sportello unico)
Il Comune comunica alla questura che l'iscrizione e' stata effettuata ai sensi della Direttiva Mininterno 20/2/2007149, al fine della conseguente comunicazione, da parte della questura, dei dati relativi alla scadenza del permesso di soggiorno; il Comune puo' anche invitare lo straniero a dare notizia del rilascio del permesso e della data di scadenza di questo (circ. Mininterno 2/4/2007152)
Nota: secondo F.A.Q. sul sito del Mininterno53, l'applicabilita' della Direttiva Mininterno 20/2/2007149 (esercizio dell'attivita' lavorativa autorizzata) si estende al caso di lavoratore che ha fatto ingresso per lavoro autonomo; tuttavia, circ. Mininterno 2/4/2007152 menziona, ai fini dell'iscrizione anagrafica, solo il caso di ingresso per lavoro subordinato
Lo straniero che ha fatto ingresso per ricongiungimento familiare (e, verosimilmente, per ingresso al seguito), nelle more del rilascio del primo permesso di soggiorno, puo' ottenere l'iscrizione anagrafica a condizione che esibisca (circ. Mininterno 2/8/2007155)
o visto d'ingresso
o fotocopia non autenticata del nulla-osta rilasciato dallo Sportello unico
Iscrizione anagrafica nelle more del rinnovo del permesso
Lo straniero che abbia chiesto il rinnovo del permesso entro i 60 gg. successivi alla scadenza, in possesso di ricevuta attestante l'avvenuta presentazione dell'istanza completa della documentazione prescritta puo' ottenere l'iscrizione anagrafica (circ. Mininterno 17/11/2006177, sulla base di Direttiva Mininterno 5/8/2006121) nonche' il rilascio e rinnovo della carta di identita', con la sola esclusione della validita' per l'espatrio (circ. Mininterno 2/4/2007178)
Iscrizione anagrafica in casi particolari: discendente di italiano, minore, detenuto
Lo straniero discendente da cittadino italiano per nascita, in possesso della ricevuta (verosimilmente, si deve intendere, attestazione) di dichiarazione di presenza ex L. 68/2007 (ovvero, transitoriamente, della ricevuta postale della richiesta di permesso di soggiorno per turismo), puo' ottenere l'iscrizione anagrafica (circ. Mininterno 13/6/2007[220]) necessaria per l�acquisto della cittadinanza
L'iscrizione del minore nato da straniero iscritto all'anagrafe e' effettuata sulla base della dichiarazione resa dal genitore, anche prima dell'iscrizione del minore nel permesso di soggiorno del genitore (art. 7, co. 1, lettera a, DPR 223/1989[221] e circ. Mininterno 12/7/2004[222])
In mancanza di espulsione disposta al momento della condanna, lo straniero detenuto e' iscritto all'anagrafe del comune in cui ha sede l'istituto di pena, dovendo, a fine pena, richiedere un nuovo permesso di soggiorno (Nota Mininterno 19/4/2005[223])
Rinnovo della dichiarazione di dimora; cancellazione
Necessario il rinnovo della dichiarazione di dimora abituale entro 60 gg. da ogni rinnovo del permesso (o della carta) di soggiorno; lo straniero non decade dall�iscrizione in fase di rinnovo del permesso (ne�, verosimilmente, in quella di rinnovo della carta di soggiorno)
Cancellazione dalle liste della popolazione residente (con conseguente interruzione del periodo richiesto, in alcuni casi, per l'acquisto della cittadinanza) per irreperibilita� in occasione di censimento o in seguito a ripetuti controlli, ovvero in mancanza di rinnovo della dichiarazione di dimora, trascorso un anno dalla scadenza del permesso di soggiorno o della carta di soggiorno, previo avviso da parte dell�ufficio, con invito a provvedere nei successivi 30 giorni (art. 11 DPR 223/1989221); nota: la disposizione relativa alla cancellazione per mancato rinnovo della dichiarazione di dimora si applica in caso di omessa richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno o della carta, non nei casi in cui lo straniero sia in possesso di ricevuta della richiesta di rinnovo (circ. Mininterno n. 12/2005[224])
Per irreperibilita� in occasione di censimento o in seguito a ripetuti controlli, ovvero in mancanza di rinnovo della dichiarazione di dimora, trascorso un anno dalla scadenza del permesso di soggiorno o della carta di soggiorno, previo avviso da parte dell�ufficio, con invito a provvedere nei successivi 30 giorni: cancellazione dalle liste della popolazione residente (art. 11 DPR 223/1989221; nota: con conseguente interruzione del periodo richiesto, in alcuni casi, per l'acquisto della cittadinanza); nota: la disposizione relativa alla cancellazione per mancato rinnovo della dichiarazione di dimora si applica in caso di omessa richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno o della carta, non nei casi in cui lo straniero sia in possesso di ricevuta della richiesta di rinnovo (circ. Mininterno n. 12/2005224)
Iscrizione anagrafica del cittadino comunitario
In caso di cittadino comunitario che intenda soggiornare per un periodo di durata superiore a 3 mesi, si applicano le disposizioni in materia di anagrafe vigenti per i cittadini italiani (nota: significa, verosimilmente, che il cittadino puo' iscriversi all'anagrafe, alle condizioni previste per gli italiani, anche sulla base della sola intenzione di soggiornare per piu' di tre mesi)
L'iscrizione anagrafica del cittadino comunitario e' comunque dovuta quando siano trascorsi 3 mesi dall'ingresso; gli e' rilasciata un'attestazione, che riporta nome, luogo di dimora e data della richiesta di iscrizione e possibilmente la comunicazione di avvio del procedimento, ai sensi della L. 241/1990[225] (circ. Mininterno 6/4/2007[226]); l'attestato e l'istanza volta ad ottenerlo sono soggetti ad imposta di bollo (nota Agenzia delle entrate 4/10/2007[227] e circ. Mininterno 8/10/2007[228])
Oltre a quanto previsto per gli italiani, l'iscrizione anagrafica (nota: l'art. 9, co. 3 del D. Lgs. 30/2007 fa riferimento al solo caso di iscrizione obbligatoria, ma verosimilmente la disposizione si applica anche in caso di iscrizione effettuata prima del termine di tre mesi) e' condizionata alla produzione di documentazione attestante
o l'attivita' lavorativa, subordinata o autonoma, svolta (in caso di cittadino soggiornante per lavoro)
o la disponibilita' di risorse per se' e per i familiari, nella misura prevista per il ricongiungimento familiare con lo straniero, e di assicurazione sanitaria o di titolo equivalente (nei casi di cittadini soggiornanti per motivi diversi dal lavoro; nota: la quantificazione delle risorse, senza una previa valutazione della situazione personale, appare contraria al disposto della Direttiva 2004/38/CE51; lo e' certamente nel caso di cittadino comunitario soggiornante per studio o formazione, che in base alla Direttiva dovrebbe limitarsi ad assicurare che lui e i suoi familiari non diventeranno un onere per l'assistenza pubblica), nonche' di iscrizione al corso di studio o formazione professionale (nel caso di cittadino soggiornante per studio o formazione; nota: la generalizzazione della quantificazione delle risorse necessarie e quella, che segue, della possibilita' di ricorrere all'autocertificazione fanno si' che i soggiornanti per studio o formazione non godano di alcun vantaggio specifico rispetto ai soggiornanti per motivi diversi; l'onere di certificazione dell'iscrizione al corso di studi o formazione, che grava solo su chi soggiorni per studio o formazione risulta cosi' immotivato)
Il requisito di disponibilita' di risorse sufficienti deve essere soddisfatto personalmente dall'interessato, il quale deve quindi disporre di risorse economiche proprie (circ. Mininterno 18/7/2007[229]); nel calcolo delle risorse complessive si tiene conto pero' anche di eventuali ulteriori entrate da parte dei familiari conviventi (circ. Mininterno 6/4/2007226)
La disponibilita' di risorse puo' essere dimostrata mediante autocertificazione, ovvero mediante la produzione della relativa documentazione (circ. Mininterno 18/7/2007229); l'autodichiarazione deve fornire informazioni idonee ad agevolare lo svolgimento dei controlli, anche a campione, di cui all'art. 71 del citato DPR 445/200032, finalizzati a verificare la condizione di disponibilita' di risorse economiche, il cui venir meno giustifica l'allontanamento dal territorio nazionale (circ. Mininterno 18/7/2007229)
Il certificato di iscrizione anagrafica contiene il riferimento alla norma ai sensi della quale e' stato prodotto: art. 9 D. Lgs. 30/2007 (circ. Mininterno 6/4/2007226)
La documentazione attestante l'attivita' lavorativa deve essere idonea a consentire - anche con specifico riferimento al lavoro autonomo, qualora si tratti di inizio attivita' - la successiva verifica del mantenimento del diritto di soggiorno per lavoro (circ. Mininterno 18/7/2007229); e' certamente idoneo ciascuno dei seguenti documenti (circ. Mininterno 8/8/2007[230]):
o per lavoro subordinato: ultima busta paga, ricevuta di versamenti di contributi all'INPS, contratto di lavoro contenente gli identificativi INPS e INAIL, comunicazione di assunzione al Centro per l'impiego, ricevuta di denuncia all�INPS del rapporto di lavoro o preventiva comunicazione all'INAIL dello stesso, dichiarazione della filiale italiana della casa madre (solo in caso di lavoratore distaccato; nota: accezione restrittiva di "distacco", non coincidente con quella propria del diritto del lavoro italiano, in base alla quale non e' necessario il rapporto "casa madre - filiale" tra impresa distaccante e impresa distaccataria)
o per lavoro autonomo: certificato di iscrizione alla Camera di commercio, attestazione di attribuzione di Partita IVA da parte dell'Agenzia delle entrate, dimostrazione dell'iscrizione all'albo (per svolgimento di libere professioni)
L'iscrizione anagrafica del cittadino comunitario che esercita attivita' lavorativa prescinde dalla durata del contratto di lavoro (circ. Mininterno 8/8/2007230, che fa riferimento, verosimilmente, ai lavoratori subordinati, dato che per i lavoratori autonomi la cosa e' ovvia, non essendo neanche richiesta l'esistenza di un contratto di lavoro)
L'assicurazione sanitaria richiesta nei casi di soggiorno per motivi diversi dal lavoro deve
o avere durata > 1 anno o a quella del corso di studio o formazione, se quest'ultima e' < anno (circ. Mininterno 18/7/2007229; nota: circ. Minsalute 3/8/2007[231] non contempla questa possibilita' di durata piu' limitata; non sembra, per altro, che la questione sia di competenza del Minsalute), con indicazione della decorrenza e della scadenza (circ. Minsalute 3/8/2007231)
o essere valida in Italia (circ. Minsalute 3/8/2007231)
o prevedere la copertura integrale dei rischi sanitari (circ. Minsalute 3/8/2007231)
o indicare gli eventuali familiari coperti e il grado di parentela (circ. Minsalute 3/8/2007231)
o indicare le modalita' per la richiesta di rimborso e i recapiti del referente (circ. Minsalute 3/8/2007231)
o essere ripiazzata da una nuova polizza in caso di variazione del nucleo familiare (circ. Minsalute 3/8/2007231)
o essere accompagnata, all'atto dell'iscrizione anagrafica, da una traduzione in Italiano (circ. Minsalute 3/8/2007231)
Il requisito dell'assicurazione sanitaria si considera soddisfatto per i cittadini comunitari che presentino formulari E106 (lavoratori distaccati da ditte/istituzioni estere e loro familiari, studenti, familiari di disoccupati), E120 (richiedenti la pensione estera residenti in Italia e loro familiari), E121 o E33 (titolari di pensione estera residenti in Italia e loro familiari), E109 o E37 (familiari di lavoratori residenti in altro Stato membro); non e' invece soddisfatto dal semplice possesso della tessera sanitaria europea TEAM (circ. Mininterno 18/7/2007229; nota: la TEAM, garantendo l'accesso diretto alle cure solo per soggiorni di breve durata, non equivale a una copertura assicurativa per soggiorni di lunga durata)
Casi particolari di iscrizione anagrafica del cittadino comunitario
Casi particolari di iscrizione anagrafica di cittadino comunitario:
o cittadini comunitari che soggiornano in Italia per motivi religiosi: e' richiesta la dichiarazione del responsabile della Comunita' religiosa in Italia, attestante la natura dell'incarico ricoperto, l'assunzione dell'onere del vitto e dell'alloggio, vistato dalla Curia vescovile o da equivalente autorita' religiosa presente in Italia; in luogo dell'assicurazione sanitaria puo' essere prodotta dichiarazione del responsabile della Comunita' di assunzione delle spese sanitarie (circ. Mininterno 18/7/2007229; nota: in base ad art. 1, co. 2 e art. 34, co. 3 T.U. dovrebbe essere consentita anche l'iscrizione facoltativa al SSN)
o minori comunitari non accompagnati: sono iscritti all'anagrafe sulla base della decisione dell'autorita' giudiziaria minorile che ne dispone l'affidamento o la tutela; l'iscrizione anagrafica del minore e' richiesta dal tutore o dall'affidatario, che esibisce a tal fine il provvedimento dell'autorita' giudiziaria (circ. Mininterno 18/7/2007229)
o cittadini comunitari che manifestino l'intenzione di soggiornare solo per svolgere un'attivita' lavorativa stagionale: sono iscritti nello schedario della popolazione temporanea, di cui all'art. 32 del DPR 223/1989221 (nota: questa disposizione appare illegittima, dal momento che pone i cittadini comunitari in questione in una posizione potenzialmente piu' debole, quanto meno per la necessita' di ripetere adempimenti burocratici, sulla base di una supposta diversita' del rapporto di lavoro di carattere stagionale; non si tiene conto del fatto che, in base ad art. 7, co. 3 e art. 13, co. 3 D. Lgs. 30/2007, ne' lo status di lavoratore ne' il diritto di soggiorno sono rigidamente collegati alla condizione di occupazione); l'attestazione di iscrizione anagrafica specifica che si tratta di iscrizione in tale schedario (circ. Mininterno 18/7/2007229); l'iscrizione ha validita' per un anno; entro tale termine (verosimilmente, trascorso tale termine) si procede alla cancellazione d'ufficio (circ. Mininterno 18/7/2007229); per una successiva iscrizione all'anagrafe della popolazione residente, il cittadino comunitario dovra' dimostrare di avere conservato il possesso dei requisiti che conferiscono il diritto di soggiorno per periodi di durata > 3 mesi (circ. Mininterno 18/7/2007229)
o genitore comunitario di minore italiano: ai fini dell'iscrizione anagrafica del rilascio dell'attestato di regolarita' del soggiorno (verosimilmente, il riferimento e' all'attestazione di avvenuta richiesta di iscrizione) si prescinde dalla dimostrazione dei requisiti previsti per il familiare straniero di cittadino comunitario, onde evitare disparita' di trattamento rispetto al genitore straniero di minore italiano (Risposta Mininterno a quesito 16/11/20072); nota: il riferimento implicito e' all'art. 1, co. 2 T.U.
o cittadini della Romania e della Bulgaria che svolgano attivita' di lavoro subordinato diverse da quelle dei settori immediatamente aperti (agricolo e turistico alberghiero, lavoro domestico e di assistenza alla persona, edilizio, metalmeccanico, dirigenziale e altamente qualificato, lavoro stagionale) e che non fossero gia' regolarmente soggiornanti (verosimilmente, per un motivo in corrispondenza al quale sia consentito lo svolgimento di attivita' lavorativa) in Italia al 31/12/2006 (circ. Mininterno 8/8/2007230) devono esibire anche il nullaosta rilasciato dallo Sportello Unico (circ. Mininterno 6/4/2007226)
Disposizioni transitorie per l'iscrizione anagrafica del cittadino comunitario
Disposizioni transitorie sull'iscrizione anagrafica del cittadino comunitario:
o cittadino comunitario in possesso, alla data di entrata in vigore del D. Lgs. 30/2007, della carta di soggiorno in corso di validita' e gia' iscritto all'anagrafe: non ha, fino alla scadenza della carta di soggiorno, l'obbligo di integrare l'iscrizione ai sensi del D. Lgs. 30/2007 (circ. Mininterno 6/4/2007226); nota: circ. Mininterno 6/4/2007226 recitava: "e quindi gia' iscritt[o] nei registri della popolazione residente"; in realta', al possesso della carta di soggiorno da parte del cittadino comunitario non era necessariamente associata la sua iscrizione anagrafica; verosimilmente, si deve intendere: "in virtu' di questo fatto"; a conferma di questo, e del fatto conseguente che chi e' in possesso di carta di soggiorno in corso di validita' senza essere iscritto all'anagrafe e' tenuto a richiedere l'iscrizione e' intervenuta implicitamente la circ. Mininterno 18/7/2007229; si tenga comunque presente che l'iscrizione anagrafica ha valore ricognitivo, e non costitutivo, del diritto di soggiorno (art. 25 Direttiva 2004/38/CE51 e, con formulazione piu' debole, art. 19, co. 4 D. Lgs. 30/2007)
o cittadino comunitario, gia' iscritto all'anagrafe in quanto titolare, sulla base della precedente disciplina, di un titolo di soggiorno attualmente scaduto, che non abbia ancora maturato il diritto di soggiorno permanente: e' tenuto a documentare all'Ufficio d'anagrafe il possesso dei requisiti previsti per il diritto di soggiorno (circ. Mininterno 18/7/2007229); non e' necessario accertare il requisito di dimora abituale (circ. Mininterno 8/8/2007230); il Comune rilascia direttamente l'attestato di avvenuta iscrizione (circ. Mininterno 8/8/2007230) e ritira il titolo di soggiorno scaduto, restituendolo alla Questura competente (circ. Mininterno 18/7/2007229)
o cittadino comunitario che, ancora privo di carta di soggiorno, abbia ottenuto l'iscrizione all'anagrafe in base alla circ. Mininterno 18/10/2006[232] prima della data di entrata in vigore del D. Lgs. 30/2007, o che l'abbia richiesta senza che il procedimento sia stato ancora completato: e' tenuto a integrare, di propria iniziativa, l'iscrizione anagrafica ai sensi del D. Lgs. 30/2007, mediante autodichiarazione del possesso dei requisiti ed esibizione della ricevuta di richiesta di carta di soggiorno, ovvero, nel caso di mancata richiesta della carta di soggiorno, mediante dimostrazione degli stessi requisiti (circ. Mininterno 8/8/2007230); il Comune rilascia direttamente l'attestato di avvenuta iscrizione (circ. Mininterno 8/8/2007230)
o cittadino comunitario in possesso di un titolo di soggiorno rilasciato in base alla precedente disciplina e ancora in corso di validita': ai fini dell'iscrizione anagrafica ai sensi del D. Lgs. 30/2007, il possesso dei requisiti previsti per il diritto di soggiorno si considera verificato (presunzione generosa, ma impropria, dal momento che con altre disposizioni - quelle sulla documentazione attestante l'attivita' lavorativa o la disponibilita' di risorse economiche - si tenta di rendere possibile un monitoraggio efficace del mantenimento dei requisiti previsti per il diritto di soggiorno; qui invece si da' per scontato che tali requisiti sussistano per il solo fatto che il titolo di soggiorno precedentemente rilasciato e' ancora in corso di validita'); si procede solo all'accertamento del requisito di dimora abituale (circ. Mininterno 18/7/2007229); il Comune rilascia l'attestato di iscrizione angrafica e ritira il titolo di soggiorno, restituendolo alla Questura competente (circ. Mininterno 18/7/2007229)
o cittadino comunitario cha abbia chiesto la carta di soggiorno prima dell'entrata in vigore del D. Lgs. 30/2007 e non l'abbia ancora ottenuta: e' tenuto a chiedere l'iscrizione anagrafica ai sensi del D. Lgs. 30/2007, non potendo la Questura rilasciare la carta di soggiorno oltre quella data; e' sufficiente l'esibizione della ricevuta di richiesta della carta, rilasciata dalla questura o dalle Poste, con autodichiarazione della sussistenza dei requisiti previsti dal D. Lgs. 30/2007 (circ. Mininterno 6/4/2007226); la verifica di tale sussistenza e' svolta a campione dal Comune, utilizzando la documentazione in possesso della questura (circ. Mininterno 6/4/2007226); il Comune ritira la ricevuta di richiesta della carta e la consegna alla Questura (circ. Mininterno 18/7/2007229)
Verifiche relative all'iscrizione anagrafica del cittadino comunitario
Ai fini della verifica della sussistenza e del mantenimento dei requisiti per il diritto di soggiorno di durata > 3 mesi, possono essere avviate forme di collaborazione tra Comuni, amministrazioni, enti pubblici e Forze di polizia (circ. Mininterno 18/7/2007229)
Qualora, nell'ambito del procedimento d'iscrizione anagrafica, si verifichi che non sussistono i requisiti per il diritto di soggiorno di durata > 3 mesi l'amministrazione adotta un provvedimento di rifiuto dell'iscrizione (circ. Mininterno 18/7/2007229)
Avverso il provvedimento negativo in relazione all'iscrizione anagrafica motivato da mancanza dei requisiti previsti dal D. Lgs. 30/2007 e' ammesso il ricorso davanti al tribunale ordinario in composizione monocratica, che decide, sentito l'interessato, nei modi di cui all'art. 737 c.p.c.[233]
Avverso il provvedimento di rigetto dell'istanza per la mancanza dei requisiti previsti dalla L. 1228/1954[234] e dal DPR 223/1989221 (circ. Mininterno 6/4/2007226) puo' essere presentato ricorso al Prefetto entro 30 gg. dalla comunicazione del provvedimento
Iscrizione anagrafica del familiare di cittadino comunitario o italiano
Oltre a quanto previsto per gli italiani, l'iscrizione anagrafica del familiare di cittadino italiano o comunitario che non abbia un autonomo diritto di soggiorno (nota: verosimilmente tale iscrizione e' obbligatoria nello stesso senso in cui lo e' per i cittadini italiani, e la disposizione si applica anche agli altri membri della famiglia ammessi a soggiornare, pur non essendo sancito il loro diritto di soggiorno) richiede la presentazione
o di un documento di identita' (per il familiare comunitario) o del passaporto valido e del visto, se richiesto (per il familiare straniero; nota: il possesso di visto non e' richiesto ai fini dell'iscrizione anagrafica dalla Direttiva 2004/38/CE51; in ogni caso, si dovrebbe poter derogare al requisito del possesso di visto nello stesso modo in cui si puo' derogare ai fini dell'ingresso; nello stesso senso, in precedenza, Sent. Corte Giust. C-157-03[235])
o di un documento che attesti la qualita' di familiare o, se richiesto, di familiare a carico; in caso di familiare cittadino comunitario, la condizione di carico puo' essere autodichiarata dall'interessato ai sensi dell'art. 46 del DPR 445/200032 (circ. Mininterno 6/4/2007226)
o dell'attestato di richiesta di iscrizione anagrafica da parte del cittadino comunitario; e' possibile omettere la presentazione di questo documento, quale che sia la nazionalita' del familiare, essendo gia' agli atti del Comune (circ. Mininterno 6/4/2007226)
L'amministrazione comunale comunica alla questura competente per territorio la richiesta di iscrizione anagrafica presentata dal familiare straniero di cittadino comunitario; l'iscrizione di tale familiare e' perfezionata solo dopo l'esibizione da parte dell'interessato della carta di soggiorno ed e' comunicata alla questura dall'amministrazione, ai sensi di art. 6, co. 7 D. Lgs. 286/1998 (circ. Mininterno 6/4/2007226)
In caso di altri familiari o conviventi stabili comunitari che rientrino nelle categorie, di cui all'art. 3 D. Lgs. 30/2007, per le quali lo Stato italiano agevola il soggiorno, ai fini dell'iscrizione anagrafica e' richiesta la seguente documentazione (circ. Mininterno 18/7/2007229):
o documentazione dello Stato del cittadino comunitario titolare del diritto di soggiorno, dalla quale risulti il rapporto parentale ovvero la relazione stabile, registrata nel medesimo Stato
o autodichiarazione del cittadino comunitario (verosimilmente, quello titolare di diritto di soggiorno) della qualita' di familiare a carico o convivente, ovvero della sussistenza di gravi motivi di salute che impongono l'assistenza personale da parte del comunitario titolare del diritto di soggiorno
o assicurazione sanitaria ovvero altro titolo comunque denominato idoneo a coprire tutti i rischi in materia sanitaria nel territorio nazionale
o autodichiarazione del cittadino comunitario titolare di diritto di soggiorno della disponibilita' di risorse sufficienti per se' ed il familiare o il convivente, nella misura prevista per il ricongiungimento familiare con lo straniero
Cancellazione anagrafica del cittadino comunitario o del suo familiare
Qualunque provvedimento di allontanamento a carico di un cittadino comunitario iscritto all'anagrafe e' comunicato al Comune di iscrizione (circ. Mininterno 6/4/2007226)
All'allontanamento del cittadino comunitario o del suo familiare straniero segue la cancellazione anagrafica (D. Lgs. 32/2008)
Equivalenza tra permesso CE slp e carta di soggiorno
Il D. Lgs. 3/2007, di recepimento della Direttiva 2003/109/CE[236] ha disciplinato l'istituto del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, che rimpiazza la carta di soggiorno (nel seguito, permesso CE slp)
In tutte le disposizioni del T.U. e del Regolamento che fanno riferimento alla carta di soggiorno il richiamo si intende riferito al permesso CE slp (da D. Lgs. 3/2007); nota: verosimilmente la cosa si estende a tutte le disposizioni vigenti (es.: L. 388/2000, L. 155/2005, etc.)
Agli stranieri titolari di carta di soggiorno si applicano le norme previste per i titolari di permesso CE slp
Nota: in molti punti del presente documento si e' mantenuta, per semplicita', la denominazione "carta di soggiorno"
Richiesta del permesso CE slp: beneficiari, requisiti
Il permesso CE slp puo' essere richiesto, oltre che per se' stessi, anche per ciascuno dei familiari per i quali si potrebbe chiedere il ricongiungimento (da D. Lgs. 3/2007); nota: la richiesta puo' riguardare, verosimilmente, anche il familiare che si ricongiunga con uno straniero gia' titolare di permesso CE slp, a dispetto del fatto che il D. Lgs. 3/2007 ha soppresso il riferimento esplicito a tale caso in art. 30, co. 4 T.U.; TAR Abruzzo[237]: non e' necessario che i familiari per cui si chiede il permesso CE slp siano titolari di permesso per motvi familiari
Requisiti per il rilascio:
o titolarita' di permesso in corso di validita', per motivi diversi da studio o formazione professionale (o ricerca scientifica in corrispondenza alla concessione di una borsa di addestramento alla ricerca; da D. Lgs. 17/2008), asilo, protezione sussidiaria (da D. Lgs. 3/2007, interpretato in base a Direttiva 2003/109/CE236), richiesta asilo, protezione umanitaria, motivi umanitari, quelli relativi a soggiorni di breve durata, a soggiorni per motivi diplomatici o per missioni speciali o in rappresentanza di organizzazioni internazionali (da D. Lgs. 3/2007) e a soggiorni per volontariato (D. Lgs. 154/2007); escluso anche il caso di straniero che soggiorni in Italia in attesa di una decisione sulla richiesta di permesso per protezione umanitaria o per motivi umanitari (da D. Lgs. 3/2007)
o 5 anni continuativi di possesso di permesso di soggiorno (da D. Lgs. 3/2007); non rilevano, nel computo, i periodi trascorsi per soggiorni di breve durata (verosimilmente, di durata < 3 mesi), quelli per motivi diplomatici o per missioni speciali o in rappresentanza di organizzazioni internazionali (da D. Lgs. 3/2007) e quelli per volontariato (D. Lgs. 154/2007; nota: rilevano invece i periodi trascorsi con permessi per studio o formazione professionale (o ricerca scientifica in corrispondenza alla concessione di una borsa di addestramento alla ricerca; da D. Lgs. 17/2008), asilo, motivi umanitari, protezione umanitaria e, verosimilmente, richiesta di asilo, di per se' non abilitanti alla richiesta di permesso CE slp); assenze di durata inferiore a 6 mesi consecutivi e a 10 mesi complessivi, o anche piu' lunghe se causate da gravi e comprovati motivi, inclusi motivi di salute e la necessita' di adempiere agli obblighi militari, non interrompono la durata del periodo di cinque anni di soggiorno legale richiesto, e sono incluse nel computo (da D. Lgs. 3/2007); nota: la durata minima e' ridotta a 3 anni in caso di straniero gia' titolare di permesso CE slp che ne abbia subito la revoca per assenza prolungata dall'Italia o dal territorio dell'Unione europea o per conferimento del permesso CE slp da parte di altro Stato membro (da D. Lgs. 3/2007)
o reddito non inferiore all'importo dell'assegno sociale (per il 2008, 5.142 euro), anche associato a potenziale - da Relazione illustrativa del DPR 334/200435 - trattamento pensionistico per invalidita� (da Regolamento), o, in caso di richiesta per i familiari, all'importo previsto per il ricongiungimento (da D. Lgs. 3/2007)
o disponibilita', solo in caso di richiesta per i familiari, di alloggio idoneo che rientri nei parametri minimi previsti dalle leggi regionali per l'edilizia popolare o la cui idoneita' igienico-sanitaria sia certificata dalla ASL
Motivi ostativi al rilascio
Il permesso CE slp non puo' essere rilasciato allo straniero che sia considerato un pericolo per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato, da valutare anche con riferimento all'appartenenza dello straniero a categorie cui possono essere applicate misure di prevenzione (art. 1 L. 1423/1956[238], come sostituito dall�art. 2 L. 327/88: straniero ritenuto dall�autorita� di Pubblica sicurezza, sulla base di elementi di fatto, dedito ad attivita� delittuose; art. 1 L. 575/1965[239], come sostituito dall�art. 13 L. 646/82: straniero indiziato di appartenere ad associazione mafiosa) e all'esistenza di condanne, anche non definitive, per reati di cui agli artt. 380 e 381 (limitatamente ai reati non colposi) c.p.p.107, e alla luce della durata del soggiorno pregresso e delle condizioni di inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero (da D. Lgs. 3/2007); nota
o reati di cui all�art. 380 c.p.p.107: delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la reclusione non inferiore nel minimo a 4 anni (L. 155/2005), nel massimo a 20 anni; delitti contro la personalit� dello Stato, delitto di devastazione e saccheggio, delitti contro l'incolumit� pubblica, delitto di riduzione in schiavit�, furto aggravato, rapina, delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonch� di pi� armi comuni da sparo, delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope, delitti commessi per finalit� di terrorismo o di eversione dell'ordine costituzionale, delitti di promozione, costituzione, direzione e organizzazione delle associazioni segrete e a carattere militare, delitti di partecipazione, promozione, direzione e organizzazione della associazione di tipo mafioso, delitti di promozione, direzione, costituzione e organizzazione della associazione per delinquere
o reati di cui all�art. 381 c.p.p.107, non colposi: corruzione, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, corruzione di minorenni, lesione personale, danneggiamento aggravato, truffa, appropriazione indebita, alterazione di armi e fabbricazione di esplosivi non riconosciuti
o copia passaporto o documento di identita' rilasciato dall'autorita' italiana (del richiedente ed eventualmente dei familiari) da cui risulti la nazionalita', l'anno e il luogo di nascita del titolare
o copia dichiarazione dei redditi o modello CUD (del richiedente ed eventualmente di familiari conviventi non a carico); Circ. Mininterno 23/10/2000[240]: in caso di soggetti non tenuti alla dichiarazione dei redditi (es.: colf), sufficiente documentazione equivalente (buste-paga, ricevute versamenti INPS, etc.)
o certificato casellario giudiziale (del richiedente ed eventualmente dei familiari)
o foto tessera in 4 esemplari (del richiedente ed eventualmente dei familiari)
o eventuale documentazione che dimostri la minore eta� e/o l'esistenza dei vincoli familiari; la documentazione
- e� legalizzata dal consolato italiano, salvo che vigano convenzioni internazionali che escludano la necessita� di legalizzazione dei documenti (es.: la Convenzione dell�Aja del 1961 in materia di eliminazione della legalizzazione degli atti pubblici, cui hanno aderito, tra gli altri, Turchia e Moldavia, ovvero la Convenzione di Parigi del 27/9/56 o quella di Vienna dell�8/9/76 per il caso di atti di stato civile prodotti utilizzando estratti plurimi rilasciati dalle autorita' locali)
- rimpiazzata da dichiarazione sostitutiva ex art. 49, DPR 200/196734 da parte dell�autorita� diplomatica o consolare italiana in mancanza di autorita� straniera riconosciuta o in caso di presunta inaffidabilita� dei documenti attestanti qualita� che non possono essere oggetto di autocertificazione; la dichiarazione sostitutiva si basa, a condizione di consenso degli interessati, su test quali quello del DNA o della densimetria ossea (nello stesso senso, sent. Cass. n. 1656/200736: esame densitometrico incluso tra quelli cui la rappresentanza puo' procedere; esiti contestabili in giudizio)
- non e� richiesta per il figlio minore che abbia fatto ingresso per ricongiungimento (da DPR 334/2004; nota: dovrebbe essere esclusa in tutti i casi in cui sia stata gia' prodotta ai fini del ricongiungimento e nei casi in cui il familiare sia nato o abbia contratto matrimonio con il richiedente in Italia)
o certificazione di disponibilita' di alloggio con attestazione dell�ufficio comunale di conformita' con requisiti previsti dalle leggi regionali sull�edilizia popolare pubblica (allentamento dei requisiti nei Comuni di Modena[241], Reggio Emilia[242] e Bologna[243] e nella Regione Toscana[244]), o certificato di idoneita' igienico-sanitaria rilasciato dall�ASL (solo in caso di richiesta di permesso CE slp anche per i familiari)
La richiesta deve contenere l�indicazione dei luoghi di soggiorno negli ultimi 5 anni (o, per i familiari, nel piu� breve periodo di soggiorno in Italia; circolare Mininterno 4/4/2001[245])
La richiesta puo� essere presentata in qualunque momento successivo alla maturazione dei requisiti (non solo alla scadenza del permesso di soggiorno di cui l'interessato e' titolare; circolare Mininterno 4/4/2001245)
Rilascio in caso di collaborazione anti-terrorismo
La carta di soggiorno (permesso CE slp) puo' essere concessa, in deroga a tutti i requisiti, allo straniero la cui collaborazione abbia avuto straordinaria rilevanza per la prevenzione nel territorio dello Stato di attentati terroristici alla vita o all'incolumita' delle persone o per la concreta riduzione delle conseguenze dannose o pericolose degli attentati stessi ovvero per identificare i responsabili di atti di terrorismo (L. 155/2005)
Rilascio transitorio a familiari di cittadini comunitari o italiani
Nelle more dell'emanazione del decreto del Mininterno che definisce il modello della "carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell'Unione", e' rilasciato, alle condizioni previste per il rilascio di tale carta di soggiorno, il modello cartaceo (circ. Mininterno 10/4/2007[246]) del titolo di soggiorno previsto dalle disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore del D. Lgs. 30/2007 (un permesso CE slp, in base alle disposizioni di cui alla L. 29/2006[247] e D. Lgs. 3/2007) anche ai familiari stranieri di cittadino comunitario o italiano che abbiano diritto di soggiorno per periodi di durata superiore a 3 mesi (D. Lgs. 30/2007); la richiesta puo' essere presentata direttamente in questura o tramite le Poste, utilizzando il kit con banda gialla (circ. Mininterno 10/4/2007246)
Validita' del permesso CE slp; rinnovo quale documento di identita'
Il permesso CE slp ha durata illimitata
Il permesso CE slp vale come documento di identita� per 5 anni da rilascio e rinnovi; rinnovo, su richiesta del titolare, previo aggiornamento di dati e foto, ma senza nuova certificazione dei requisiti
Se uscita e reingresso avvengono con attraversamento di un unico valico di frontiera esterna, e' consentito il reingresso in esonero dall�obbligo di visto (sufficiente comunicazione preventiva alla polizia di frontiera) per lo straniero che abbia chiesto il rinnovo del permesso CE slp (circ. Mininterno 16/6/2007122), e che esibisca, oltre al documento di viaggio valido, il permesso scaduto e la ricevuta (postale o cedolino; da circ. Mininterno 16/6/2007122); in caso di minori iscritti sul titolo di soggiorno in scadenza o in fase di aggiornamento del genitore, la questura rilascia un permesso cartaceo provvisorio, della durata necessaria, sul quale viene iscritto il minore, in modo da consentire (transitoriamente o a regime?) uscita e reingresso (circ. Mininterno 27/6/2007124)
Formato del permesso CE slp
Il permesso CE slp e' in formato elettronico (tessera magnetica, con microchip e banda a memoria ottica che contengono i dati anagrafici, la fotografia e le impronte del titolare in formato digitale; il permesso CE slp puo' contenere i soli dati biometrici individuati dalla normativa), salvo che per i cittadini equiparati ai comunitari (cittadini di Islanda, Liechtenstein e Norvegia), gli svizzeri e i sanmarinesi, per i quali il documento e' in formato cartaceo (a tutti questi viene rilasciata, verosimilmente, una "carta di soggiorno UE", nelle more della piena attuazione del D. Lgs. 30/2007); nota: per i familiari stranieri di cittadini comunitari, il permesso CE slp, da rilasciare nelle more dell'emanazione del Decreto Mininterno che definisce il modello della carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell'Unione, dovrebbe essere in formato elettronico (ai sensi del DPR 54/2002[248], come modificato dalla L. 29/2006247, coerentemente con quanto affermato nelle "Istruzioni" delle Poste[249])
In casi di urgenza provata dagli interessati, nelle more della produzione del permesso CE slp in formato elettronico da parte dell'Istituto poligrafico, puo' essere rilasciato un permesso CE slp di validita' temporanea in formato cartaceo
Modalita' di presentazione delle richieste
Modalita' di presentazione delle richieste di rilascio, rinnovo (come documento), duplicato (in caso di smarrimento) e aggiornamento (cambio domicilio, stato civile, inserimento figli, cambio passaporto) del permesso CE slp (circ. Mininterno 7/12/2006136):
o richiesta presentata tramite gli uffici postali abilitati per gli stranieri e i loro familiari; i cittadini equiparati ai comunitari (cittadini di Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e i cittadini svizzeri e i sanmarinesi (e, verosimilmente, i familiari stranieri di cittadini comunitari, nelle more dell'emanazione del decreto Mininterno che definisce il modello della carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell'Unione) possono presentare le richieste anche presso le questure;
o richiesta presentata in questura nei casi non esplicitamente menzionati (nota: verosimilmente incluso il caso di familiare straniero di cittadino italiano, nelle more dell'emanazione del decreto Mininterno che definisce il modello della carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell'Unione)
o per il resto, come per le richieste relative agli altri permessi di soggiorno (nota: sufficiente la ricevuta, in caso di richiesta di duplicato, per dimostrare la regolarita' del soggiorno?), con le seguenti particolarita':
- per i cittadini equiparati ai comunitari (cittadini di Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e per i cittadini svizzeri e sanmarinesi si utilizza un apposito kit azzurro, contenente il modulo "carta di soggiorno UE" (nelle more della piena attuazione del D. Lgs. 30/2007); lo stesso kit si utilizza, verosimilmente, per i familiari stranieri di cittadini comunitari nelle more dell'emanazione del decreto del Mininterno che definisce il modello della carta di soggiorno di familiare straniero di un cittadino dell'Unione (secondo fonte Mininterno, anche nel caso di familiari stranieri di cittadini italiani, non trattato esplicitamente), inserendo nella busta anche la foto del familiare straniero e il certificato attestante il vincolo familiare tra questi e il cittadino comunitario (o italiano)
- se la richiesta di permesso CE slp riguarda anche i familiari, si usa un unico kit, contenente i moduli prescritti per ciascuno degli interessati; in caso di familiari stranieri di cittadino straniero, va compilato anche il modulo 2 per ciascuno di quelli, tra gli interessati, che percepiscono un reddito; in caso di familiari stranieri di cittadino comunitario (nelle more dell'emanazione del decreto del Mininterno che definisce il modello della carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell'Unione), vanno incluse anche, per ciascuno di essi, la foto e il certificato attestante il vincolo familiare con il cittadino comunitario
- costi: per i cittadini equiparati ai comunitari (cittadini di Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e per i cittadini svizzeri e sanmarinesi, � 30 alle Poste (in caso di richiesta per familiare straniero, verosimilmente, anche marca da bollo da � 14.62 e versamento di � 27.50 per il permesso CE slp in formato elettronico)
- verosimilmente, in caso di cittadini equiparati ai comunitari (cittadini di Islanda, Liechtenstein e Norvegia) o di cittadini svizzeri o sanmarinesi, il richiedente e' convocato in questura, mediante raccomandata, solo per la consegna della carta (nelle more della piena attuazione del D. Lgs. 30/2007); nell'occasione, consegna 4 fotografie, delle quali una e' apposta sulla carta di soggiorno; in caso di richiesta per familiare di cittadino straniero o, nelle more dell'emanazione del decreto del Mininterno che definisce il modello della carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell'Unione, per familiare straniero di cittadino italiano o comunitario, si procede invece, verosimilmente, ad una prima convocazione per consegna foto e per rilevamento impronte, e ad una seconda per la consegna del permesso CE slp in formato elettronico)
Reclusione da uno a 6 anni per la contraffazione di un permesso CE slp o di documenti necessari per ottenerla; reclusione da 3 a 10 anni per la contraffazione di atti che facciano fede fino a querela di falso; pena aumentata se il fatto e� commesso da pubblico ufficiale
Termini per l'esito della richiesta
Il permesso CE slp e� rilasciato o negato entro 90 gg.
Il ritardo nella trasmissione della domanda da parte delle Poste non esonera l'Amministrazione dal rispetto dei tempi fissati per il procedimento; il giudice amministrativo non puo' pero' decidere sull'istanza ai sensi di art. 2 L. 241/1990225 e art. 21 bis L. 1034/1971113, dato l'ampio margine di discrezionalita' lasciato all'Amministrazione (TAR Puglia[250])
Nota: verosimilmente, la conservazione dei diritti connessi con il possesso del permesso di soggiorno in corso di validita' nelle more dell'accoglimento della richiesta di rinnovo del permesso, sancita dalla Direttiva Mininterno 5/8/2006121, vale anche nelle more dell'accoglimento della richiesta di rilascio del permesso CE slp, in analogia con quanto esplicitamente previsto in relazione ad uscita e reingresso
Diritti e facolta' del titolare di permesso CE slp
Il titolare di permesso CE slp ha diritto, oltre a quanto previsto per il titolare di altro permesso, a
o godere delle prestazioni erogate dalla pubblica amministrazione (prestazioni di assistenza sociale e di previdenza sociale, erogazioni in materia sanitaria, scolastica, sociale, accesso a beni e servizi a disposizione del pubblico, incluso l'accesso alla procedura per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica), salvo che sia espressamente disposto il contrario; il godimento e' condizionato alla dimostrazione di effettiva residenza in Italia (da D. Lgs. 3/2007)
o svolgere qualsiasi attivita' di lavoro subordinato o autonomo non espressamente riservata all�italiano o vietata allo straniero (da D. Lgs. 3/2007); per l'instaurazione di un rapporto di lavoro non e' richiesta la stipula di un contratto di soggiorno (da D. Lgs. 3/2007, ma anche, in precedenza, circ. Mininterno 25/10/2005[251])
o le attivita� che comportino l�esercizio di pubblici poteri o che attengano alla tutela dell�interesse nazionale (art. 37, co. 1 D. Lgs. 29/199313, ora art. 38 D. Lgs. 165/200114)
o i posti (art. 1, DPCM 174/199415)
- dei ruoli civili e militari della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri degli affari esteri, dell�interno, della giustizia, della difesa, delle finanze, e del Corpo forestale dello Stato, salvo quelli cui si accede in base all�art. 16 L. 56/198716
o contro: Parere Ministero funzione pubblica 196/200417, parere dell'Avvocatura generale dello Stato 18/2/2004, parere Consiglio di Stato 2592/2003, Sent. TAR Veneto e TAR Toscana18, Sent. Cass. 24170/200619:
� la disposizione di cui all'art. 2, DPR 487/199420 ("legificato" dal richiamo di cui all'art. 70, co. 13 D. Lgs. 165/200114, che impone l'aplicazione del DPR 487/199420 in materia di reclutamento da parte della Pubblica amministrazione), che prevede il requisito della cittadinanza italiana
� il fatto che l'art. 2 DPR 3/195721 non e' stato abrogato da art. 2 T.U.
o a favore: TAR Liguria, Sent. Corte d�Appello Firenze 2/7/0222, Ord. Trib. Genova 21/4/2004 e 26/6/0423, Ord. Trib. Perugia 29/9/200624 e 6/12/200625, Ord. Trib. Firenze 14/1/200626, Corte d'Appello Firenze 2005, Ord. Trib. Pistoia 7/5/200527:
Risposte Commissione europea a interrogazioni di parlamentari europei:
o sul Comune di Verona[252]: un criterio che discrimini direttamente il titolare di permesso CE slp rispetto a quello italiano ai fini dell'assegnazione di alloggi di edilizia popolare e' in contrasto con art. 11, co. 1, lettera f) Direttiva 2003/109/CE236
o sul Comune di Romano d'Ezzelino[253]: un bonus istruzione erogato da un Comune a studenti italiani o comunitari, con esclusione dei titolari di permesso CE slp, e' in contrasto art. 11, co. 1, lettera b) Direttiva 2003/109/CE236
Espulsione del titolare di permesso CE slp
Titolare di permesso CE slp espellibile solo per gravi motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato o se sottoposto, anche in via cautelare, a una misura di prevenzione di cui all'art. 14 L. 55/1990[254], ovvero (da D. Lgs. 3/2007) per motivi di prevenzione del terrorismo (art. 3, L. 155/2005)
Nota: l'appartenenza dello straniero ad una delle categorie cui potrebbe essere applicata una misura di prevenzione e' elemento da valutare ai fini dell'eventuale diniego del permesso CE slp; l'effettiva applicazione di una misura di prevenzione e' motivo di espulsione
Nell'adottare un provvedimento di espulsione a carico del titolare di permesso CE slp si tiene conto dell'eta' dello straniero, della durata del suo soggiorno in Italia, delle conseguenze dell'espulsione per l'interessato e per i suoi familiari, dei legami sociali e familiari in Italia e dell'eventuale assenza di tali legami con il paese d'origine (da D. Lgs. 3/2007)
Il titolare di permesso CE slp rilasciato dall'Italia che sia espulso da altro Stato membro dell'Unione europea e' riammesso in Italia se non costituisce pericolo per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato (da D. Lgs. 3/2007; nota: questa disposizione si poteva gia' ricavare dal riferimento alle disposizioni sui divieti di espulsione contenuto nel D. Lgs. 12/2005, di attuazione della Dir. 2001/40/CE191 e dalle norme sull'ingresso in esenzione da visto del titolare di permesso di soggiorno in corso di validita')
Revoca del permesso CE slp
Revoca del permesso CE slp (da D. Lgs. 3/2007):
o in caso di acquisizione fraudolenta
o quando il titolare venga a rappresentare un pericolo per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato (da valutare come ai fini del rilascio del permesso CE slp)
o quando il titolare sia espulso
o in caso di assenza continuativa dal territorio dell'Unione europea di durata superiore a 12 mesi
o in caso di assenza (nota: continuativa?) dall'Italia di durata superiore a 6 anni (nota: il tentativo di conseguire il permesso CE slp in altro Stato membro mette a repentaglio la titolarita' di quello rilasciato dall'Italia; se la condizione fa riferimento ad assenza continuativa, dopo un tentativo fallito in uno Stato membro conviene rientrare temporaneamente in Italia prima di ritentare in altro Stato membro)
o in caso di conferimento del permesso CE slp da parte di altro Stato membro dell'Unione europea (previa comunicazione da parte di questo)
In caso di revoca per assenza prolungata dall'Italia o dal territorio dell'Unione europea o per conferimento del permesso CE slp da parte di altro Stato membro, il permesso CE slp puo' essere riacquistato quando lo straniero maturi nuovamente i requisiti, con riduzione a 3 anni della durata del soggiorno pregresso richiesto (da D. Lgs. 3/2007)
Allo straniero cui sia stato revocato il permesso CE slp e' rilasciato, se non si deve procedere a espulsione, altro permesso in applicazione del T.U. (da D. Lgs. 3/2007; verosimilmente, a condizione che siano soddisfatti i requisiti); nota: nei casi di assenza prolungata o di conferimento del permesso CE slp da parte di altro Stato membro dell'Unione, il permesso ad altro titolo sara' rilasciato, verosimilmente, al rientro in Italia dello straniero
Modalita' di adozione dei provvedimenti negativi; impugnazione
Provvedimenti di diniego o revoca del permesso CE slp adottati con atto scritto e motivato, consegnato a mano o notificato allo straniero, contenente l�indicazione delle modalita� di impugnazione; sintesi in lingua comprensibile o, se non e� possibile per indisponibilita� di personale idoneo alla traduzione del provvedimento in tale lingua, in inglese, francese o spagnolo, a scelta dell�interessato; l'omessa traduzione del provvedimento di diniego della carta di soggiorno, riguardando la sua comunicazione, non costituisce vizio di legittimita' (sent. Cons. Stato 238/2002 e 6749/2004 citate in Sent. Tar Toscana40), soprattutto se lo straniero mostra di aver compreso il contenuto del provvedimento presentando ricorso nei tempi prescritti (TAR Abruzzo41), ma puo' incidere sulla decorrenza del termine per l�impugnazione (TAR Toscana40)
Ricorso al TAR contro rifiuto o revoca del permesso CE slp; verosimilmente, in caso di allontanamento del familiare in seguito a rifiuto o revoca del permesso CE slp, possibile il ricorso al giudice ordinario (esenzione da ogni imposta)
Nota: Sent. Cass. 8381/2000 (citata in Guida MD-ASGI434), 8512/2002 e 22217/2006197 stabiliscono che in sede di ricorso contro l�espulsione non e� invocabile l�illegittimita� dell�atto amministrativo (rifiuto, revoca, etc.) che ha dato origine al provvedimento; Sent. Cass. 6370/2004198 stabilisce che il giudice ordinario puo' decidere sul ricorso contro l'espulsione anche se e' pendente il ricorso davanti al TAR contro il provvedimento negativo sul titolo di soggiorno
Facolta' del titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro e dei suoi familiari
Il titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro dell'Unione europea puo' chiedere di soggiornare in Italia per periodi di durata > 3 mesi per svolgere attivita' di lavoro subordinato (previa stipula del contratto di soggiorno; nota: verosimilmente entro quote, da D. Lgs. 3/2007, che fa riferimento ad art. 22 T.U.; in questo senso, circ. Mininterno 30/11/2007[255]) o autonomo (verosimilmente, entro quote, per analogia con lavoro subordinato), o per motivi di studio o formazione professionale, in base alle norme vigenti, oppure, a condizione di dimostrazione della disponibilita' di un'assicurazione sanitaria (non e' chiaro se si debba trattare di assicurazione privata o sia consentita l'iscrizione al SSN) per il periodo di soggiorno e di mezzi di sostentamento non occasionali (nota: significa "commisurati alla durata del soggiorno"?) di importo non inferiore al doppio della soglia per l'esenzione dal ticket, per altri motivi leciti (da D. Lgs. 3/2007); allo straniero e' rilasciato un permesso di soggiorno per i motivi corrispondenti (da D. Lgs. 3/2007)
Circ. Mininterno 16/2/2007[256]: queste disposizioni non si applicano in relazione a titolare di permesso CE slp rilasciato da Regno Unito, Irlanda o Danimarca, ovvero, transitoriamente, da Stati membri neocomunitari (Malta, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Slovacca, Slovenia, Ungheria, Romania e Bulgaria), dato che rileva il soggiorno di lunga durata in un paese che sia, per tutta la durata di tale soggiorno, uno Stato membro
Ai familiari del titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro che abbia ottenuto un permesso di soggiorno in Italia, e' rilasciato un permesso per motivi familiari, con i connessi diritti in materia di accesso a lavoro, collocamento, studio, formazione e assistenza, durata del permessso e tutela giurisdizionale (nota: verosimilmente anche il diritto a mantenere o riacquistare l'unita' familiare), a condizione che
o siano titolari di un permesso di soggiorno rilasciato dallo Stato membro di provenienza e dimostrino di aver risieduto in quello Stato membro in qualita' di familiari dello straniero titolare del permesso CE slp (nota: verosimilmente, il ricongiungimento con familiari che non soddisfino tali requisiti e' possibile, senza che essi pero' godano delle misure di favore previste per quelli che li soddisfano; nello stesso senso, circ. Mininterno 16/2/2007256: familiari del titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro ammessi previa semplice dimostrazione del rapporto familiare)
o siano verificati i requisiti di reddito e alloggio previsti per il ricongiungimento
Misure di favore (da D. Lgs. 3/2007) nei confronti del titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro e dei suoi familiari in possesso di un valido permesso rilasciato dallo Stato membro di provenienza (e che dimostrino, verosimilmente, di aver risieduto in quello Stato membro in qualita' di familiari dello straniero titolare del permesso CE slp):
o in caso di soggiorno di durata < 3 mesi non si applicano le disposizioni relative all'espulsione in caso di mancata dichiarazione di soggiorno entro 60 giorni dall'ingresso in Italia
o l'ingresso in Italia e' effettuato in esenzione di visto (nota: anche in vista di un soggiorno prolungato e anche se l'ingresso e' effettuato provenendo da Stato membro che non fa parte dell'Area Schengen; il permesso CE slp deve essere stato rilasciato, pero', da uno Stato membro autorizzato a farlo: esclusi Regno Unito, Irlanda o Danimarca e, transitoriamente, gli Stati membri neocomunitari, da circ. Mininterno 16/2/2007