Source: https://www.exeo.it/free/cartolarizzazione-immobili-pubblici
Timestamp: 2018-05-28 10:02:11+00:00
Document Index: 110253451

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 27', 'art. 3', 'art. 27', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 32', 'art. 100', 'art. 23', 'art. 117', 'art. 66', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3']

Il trasferimento alla Società di cartolarizzazione (S.C.I.P.), procedimento destinato a culminare nella rivendita a terzi degli immobili (art.3 D.L.351/2001), presuppone l’adozione da parte dell’Agenzia del demanio di appositi decreti di individuazione dei beni da alienare.
Ai fini della determinazione del prezzo da offrire al conduttore dell'immobile ai fini dell'esercizio del diritto di prelazione, l'Agenzia del Territorio deve considerare la superficie commerciale lorda dell'immobile e non quella interna.
In materia di alienazione del patrimonio immobiliare degli enti pubblici, la nozione di "degrado" recepita dal'art. 3, comma 13, del decreto legge n. 351/2001, non s'identifica con la sola assenza di ordinari interventi manutentivi dell'assetto del fabbricato, secondo le regole di buona amministrazione del patrimonio immobiliare, ma al contrario implica una situazione oggettiva del bene sì da renderlo inidoneo all'originaria destinazione ad uso abitativo per condizioni d'igienicità, sicurezza ed assetto strutturale, con ogni ovvia conseguenza in ordine all'agibilità (e, quindi, all'inabitabilità ed all'immediato sgombero) dell'unità immobiliare.
La cartolarizzazione è stata disposta per uno specifico scopo di pubblico interesse di rilevante importanza, consistente in una generale manovra di privatizzazione destinata a c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...efficacemente ad un rapido risanamento dei conti pubblici; le norme che regolano la «rivendita», di fonte primaria e secondaria, sebbene non rinviino alle disposizioni della contabilità dello Stato, delineano comunque un procedimento sostanzialmente di «evidenza pubblica» per la scelta dell'acquirente degli immobili non abitativi.
Per ottenere l'applicazione del particolare regime di cui all'art. 3, co. 20, d.l. 351/2001 non basta che il conduttore abbiano dichiarato di voler acquistare il bene, dal momento che non è configurabile una sorta di diritto di opzione ex lege: se si fosse in presenza di un meccanismo simile, infatti, non avrebbe alcun senso distinguere tra la presenza o meno di un invit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e da parte dell'ente proprietario, cricostanza invece che assume un peso dirimente nell'interpretazione della norma in esame.
L'art. 3, co. 112, legge 662/1996 richiede, ai fini della regolarità della procedura di dismissione, l'inserimento del bene in un elenco trasfuso in un DPCM.
È infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 27 d.l. 201/2011 conv. in legge 214/2011, posto che il ruolo attribuito all'Agenzia de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ppare in linea con l'articolata gamma di interventi che alla stessa sono stati via via riservati per conseguire un obiettivo di razionalizzazione e valorizzazione della gestione del patrimonio immobiliare e con gli obiettivi di coordinamento della finanza pubblica e di riduzione delle spese di cui agli obblighi interni e comunitari ed è comunque garantita la partecipazione degli enti territoriali proprietari dei beni coinvolti nel processo di valorizzazione.
L'art. 3-ter d.l. 351/2011 - introdotto dall'art. 27, co. 2, d.l. 201/2011 - si colloca su un livello eccedente quello della semplice gestione del patrimonio immobiliare, cosicché trascende (e assorbe) una semplice visione "localistica" del governo del territorio, per inserirsi, invece, in un disegno complessivo di razionalizzazione e valorizzazione economico-finanziaria degli immobili come una tra le più consistenti "risorse" pubbliche.
Qualora le delibere che definiscono i parametri per l'alienazione dei beni immobili del patrimonio disponibile dispongano che la vendita avvenga a corpo, l'erronea determinazione della superficie dell'immobile determina l'ille... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; della determinazione del prezzo di vendita, posto che metri quadri dell'immobile sono determinanti per la stima del relativo valore, utile a definire il prezzo di vendita.
In sede di asta pubblica per l'assegnazione del patrimonio immobiliare cartolarizzato, la presentazione di un documento d'identità scaduto costituice irregolarità sanabile.
Il trasferimento alla Società di cartolarizzazione ai sensi dell'articolo 3 del D.L. n. 351/2001 presuppone l'adozione da parte dell'Agenzia del demanio di appositi decreti di individuazione degli immobili da alienare.
Le considerazioni sulla facoltatività del procedimento ex art. 3 del D.L. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... si possono estenere ai commi 13, 13 bis e 13 ter dell'articolo 27 del D.L. n. 269/2003 (convertito in legge 2003 n. 326) e tali poteri di ampia libertà di valutazione sono stati anche ribaditi da disposizioni successive, compresa la legge finanziaria 2007 n. 244., agli articoli 627 e seguenti.
L'ambito di applicazione del D.L. n. 79 del 1997, art. 7, convertito con modificazioni nella L. n. 140 del 1997, non è quello relativo ad immobili non venduti ai sensi del Decreto n. 104 del 1996, art. 1, comma 3 (perché oggetto di investimento di quote di riserve a garanzia degli obblighi di prestazione dell'ente); esso, invece, prevede il possibile inserimento di tutti gli immobili non venduti ai sensi del Decreto n. 104, in un programma straordinario di dismissione, nei limiti e secondo le modalità previste dal D.L. n. 79.
Non può configurarsi un obbligo di dismettere il patrimonio immobiliare dell'ente discendente direttamente dal D.Lgs. 16 febbraio 1996, n. 104 che si... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...come una peculiare offerta pubblica imposta dal legislatore, in quanto tale prospettazione si porrebbe in insanabile contrasto con la disciplina del procedimento di alienazione e stravolgerebbe la natura giuridica degli atti di dismissione, trasformandoli in anomale e sistematiche procedure ablative.
Le norme del decreto legge sulla c.d. cartolarizzazione n. 351 del 2001, convertito nella L. n. 410 del 2001, vanno lette ed interpretate tenendo conto del quadro normativo già esistente alla data della loro emanazione e della situazione che, in forza di questo, si era venuta a determinare con riguardo ai diversi beni immobili di proprietà degli enti previdenziali contemplati dalla normativa preesistente.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> ACQUISTO ALLA MANO PRIVATA --> DA PUBBLICO A PRIVATO --> DISMISSIONE/CARTOLARIZZAZIONE --> BENI VINCOLATI
E' più che adeguata la motivazione del diniego di trasferimento di beni pubblici che dia conto dell'insussistenza dei presupposti di legge per avviare le procedure di cessione, mediante il richiamo ai precedenti dinieghi già opposti ed all'esigenza, chiaramente espressa, di salvaguardare la destinazione dei beni del demanio marittimo ed impedire in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o la legalizzazione di violazioni di carattere non solo urbanistico, ma anche paesaggistico, non inclusi nell'effetto di sanatoria disposto dall'art. 6 l. n. 177/1992, richiamato dall'art. 8, comma 1, lett. c), l. n. 579/1993.
In tema di alienazione di beni pubblici vincolati, la legge n. 662/96 non prevede alcun meccanismo di silenzio assenso: al contrario, detta legge, come modificata dall'art. 32 della legge 23.12.1998, n. 448 (legge finanziaria 1999), ribadisce l'esigenza di una pronuncia espressa da parte dell'autorità tutoria del vincolo, tenuta ad esprimere le valutazioni di interesse storico e artistico sui beni da alienare secondo le modalità e i termini stabiliti con il regolamento adottato ai sensi dell'articolo 32 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 e, nelle more della sua emanazione, per il caso di inerzia, il classico rimedio sostituivo come stabilito dall'art. 100 che così recita "Decorso tale termine senza che la valutazione sia stata effettuata vi provvede, in via sostitutiva, il Presidente del Consiglio dei ministri".
La mancata conclusione del procedimento di verifica entro il termine prescritto di 120 gg a partire dalla comunicazione di avvio del procedimento, alla stregua del D.P.R. n. 283 del 7.9.2000 (ora... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...costituisce mero "silenzio-inadempimento" e non ha il valore di accertamento negativo dell'interesse del bene, in quanto tale normativa non prevede il meccanismo di semplificazione procedimentale in parola.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> ACQUISTO ALLA MANO PRIVATA --> DA PUBBLICO A PRIVATO --> DISMISSIONE/CARTOLARIZZAZIONE --> COMPLESSITÀ DELLE CLAUSOLE
In sede di alienazione di beni pubblici, è legittima la norma regolamentare (nella specie contenuta nel D.P.R. 90/2010) che, pur recando indicazioni di non immediata percezione, non appare di complessità superiore a quelle di una normale dichiarazione dei redditi Irpef, né tanto meno alle più complesse indicazioni e dichiarazioni contenute in un rogito di compravendita immobiliare, per le quali gli stipulanti si affidano alla competenza professionale di un notaio.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> ACQUISTO ALLA MANO PRIVATA --> DA PUBBLICO A PRIVATO --> DISMISSIONE/CARTOLARIZZAZIONE --> CONTROLLI
Il procedimento di formazione della volontà contrattuale dell'Amministrazione si svolge articolandosi attraverso due serie di atti: la c.d. serie negoziale, che consta di atti privatis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...c.d. serie procedimentale, che consta di atti amministrativi, quali la deliberazione a contrarre, l'approvazione o il diniego o la revoca dell'approvazione, la registrazione e il visto, ovvero il diniego degli stessi; quest'ultimi sono rivolti a conferire esecutività al contratto, sulla base di un controllo preventivo susseguente di mera legittimità.
La reiterazione della stessa tipologia di diniego di alienazione sulla base di un diniego di visto della Corte di Conti, a distanza di anni e dopo ripetute e piuttosto esplicite pronunce giurisprudenziali, nonché in assenza di specifiche e più volte sollecitate motivazioni, non può che essere interpretata come totale assenza di ragioni per "aderire" ai rilievi della Corte dei Conti nonché come volontà tacita di sottrarsi alle proprie responsabilità, con evidente illegittimità per totale arbitrarietà dell'ulteriore diniego.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> ACQUISTO ALLA MANO PRIVATA --> DA PUBBLICO A PRIVATO --> DISMISSIONE/CARTOLARIZZAZIONE --> CRITERI DI PREFERENZA
Il diritto di prelazione dei conduttori di immobili appartenenti ad enti previdenziali riconosciuto dal D.Lgs. 104/1996 è e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... esclusivamente quando l'ente abbia validamente ed adeguatamente manifestato la specifica volontà di porre in vendita gli immobili, in attuazione del dettato normativo, attraverso una specifica proposta di alienazione, consistente in una determinazione negoziale dell'Ente di cedere l'immobile. Ne consegue che non può configurarsi un obbligo di dismettere il patrimonio immobiliare di tali enti discendente direttamente dalla legge che si configuri come una peculiare offerta pubblica imposta dal legislatore, in quanto tale prospettazione si porrebbe in insanabile contrasto con la disciplina del procedimento di alienazione e stravolgerebbe la natura giuridica degli atti di dismissione, trasformandoli in anomale e sistematiche procedure ablative.
E' valido il contratto con cui il Comune cede ad un privato un proprio bene, laddove l'opzione di acquisto è attribuita da una deliberazione illegittima, ma l'acquirente ha comunque titolo ad esercitare la medesima opzione in forza di altra (e valida) deliberazione.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> ACQUISTO ALLA MANO PRIVATA --> DA PUBBLICO A PRIVATO --> DISMISSIONE/CARTOLARIZZAZIONE --> DESTINAZIONE DEI PROVENTI
L'art. 23-ter d.l. 95/2012, che stabil... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... totalità delle risorse, risultanti dalla valorizzazione ed alienazione degli immobili di proprietà delle Regioni e degli enti locali trasferiti ai fondi comuni di investimento immobiliare (di cui alla medesima disposizione), debba essere destinata alla riduzione del debito dell'ente e, solo in assenza di questo, o, comunque, per la parte eventualmente eccedente, a spese di investimento non lede l'autonomia delle Regioni e pertanto la sua questione di legittimità costituzionale sollevata in riferimetno all'art. 117, co. 3 e 4, Cost. è infondata.
L'art. 66 d.l. 1/2012 prevede che i proventi della dismissione dei terreni demaniali agricoli e a vocazione agricola di proprietà delle Regioni, delle Province e dei Comuni debbano essere destinati alla riduzione dei rispettivi debiti e, in assenza del debito o per la parte eventualmente eccedente, al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato: esso è incostituzionale in quest'ultima parte, giacché si risolve in una disciplina che, non essendo finalizzata ad assicurare l'esigenza del risanamento del debito degli enti territoriali e, quindi, non essendo correlata alla realizzazione dell'equilibrio della finanza pubblica, si risolve in una indebita ingerenza nell'autonomia d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> ACQUISTO ALLA MANO PRIVATA --> DA PUBBLICO A PRIVATO --> DISMISSIONE/CARTOLARIZZAZIONE --> ESECUZIONE
Il Comune ha l'onere di eccepire tempestivamente l'eventuale carattere abusivo del manufatto che osti alla vendita di un terreno demaniale, non potendo rimettere in discussione, successivamente alla formazione del giudicato, tutto l'operato del commissario ad acta che a tale giudicato abbia dato puntuale e scrupolosa attuazione.
Nulla vieta il trasferimento al legittimo acquirente del possesso del bene pubblico alienato, pur in presenza di un detentore, sebbene "qualificato" dell'immobile, quale è il conduttore.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> ACQUISTO ALLA MANO PRIVATA --> DA PUBBLICO A PRIVATO --> DISMISSIONE/CARTOLARIZZAZIONE --> FACOLTATIVITÀ
L'articolo 3 del D.L. n. 351/2001 configura il trasferimento degli immobili alla SCIP per l'alienazione quale facoltà e non obbligo per il Ministero dell'economia.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> ACQUISTO ALLA MANO PRIVATA --> DA PUBBLICO A PRIVATO --> DISMISSIONE/CARTOLARIZZAZIONE --> FUNZIONE
Le u... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ità in presenza delle quali è consentita la cessione di beni immobili demaniali e patrimoniali dello Stato, ai sensi della legge n. 579 del 1993, sono date dalla realizzazione di opere pubbliche o di pubblico interesse.
Non possono essere positivamente riscontrate le procedure di trasferimento di beni pubblici ai privati ai sensi della l. n. 579/1993 se non sono finalizzate dall'esigenza di stimolare l'amministrazione civica a promuovere la realizzazione sui beni demaniali di opere di interesse collettivo, al fine di conseguire la sanatoria abusi commessi, oggetto dal parallelo contenzioso tra le parti in causa, ma solo ed esclusivamente per conseguire il beneficio in questione, senza alcuna "contropartita" per la collettività.
La procedura di cui all'art. 3, commi 112-113, legge nr. 662 del 1996 è palesemente ispirata dall'esigenza di accelerare il processo di dismissione degli immobili, in funzione della finalità del più rapido perseguimento degli interessi economico-finanziari dell'Amministrazione.
Quando l'amministrazione agisce iure privatorum, essa non si trova nella stessa posizione del privato che può disporre liberamente del suo patrimonio, ma deve rispettare le regole del diri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o, in quanto la qualificazione pubblicistica di un ente comporta l'assoggettamento ad uno speciale regime giuridico della sua attività che abbia connessione o riferimento con un interesse pubblico.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> ACQUISTO ALLA MANO PRIVATA --> DA PUBBLICO A PRIVATO --> DISMISSIONE/CARTOLARIZZAZIONE --> IMMOBILI DI PREGIO
Al fine di escludere la caratteristica del pregio connesso alla collocazione in centro storico degli immobili da dismettere è necessaria la compresenza di due elementi, costituiti dallo stato di degrado e dalla necessità di interventi di restauro, risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia, con la conseguenza che non vale ad integrare il presupposto per la riduzione del prezzo la sola situazione di vetustà o anche di fatiscenza in cui può versare un immobile.
Non possono essere definiti degradati, ai fini della dimissione del patrimonio immobiliare, gli immobili che necessitano di interventi di riparazione, rinnovamento o sostituzione delle finiture esterne, riconducibili al concetto di manutenzione ordinaria, ovvero che abbisognano di modifiche necessarie per rinnovare o sostituire parti anche strutturali dell'edificio o reali... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egrare i servizi igienici e tecnologici, senza alterazione dei volumi e delle superfici delle singole unità abitative, da far rientrare nel concetto di manutenzione straordinaria.
Il concetto di centro storico, rilevante ai fini della qualificazione degli immobili di pregio ex art. 3 d.l. 351/2001, deve ricavarsi in base alla perimetrazione del Piano regolatore generale, come peraltro desumibile dallo stesso testo di legge, laddove esso fa riferimento al potere individuativo dell'Osservatorio di concerto con l'Agenzia del territorio.
La nozione di immobile degradato a cui non applicare la qualifica di immobile di pregio ex art. 3 d.l. 351/2001 deve essere interpretata relativisticamente, dovendosi far riferimento al complesso di beni cui essa si riferisce, e con riguardo allo stato di conservazione che è lecito attendersi, tenuto conto delle endemiche caratteristiche del bene da valutare.
La vetustà di un immobile, implicando giocoforza che il suo normale stato di conservazione possa determinare la necessità di procedere ad opere manutentive o di rifacimento, non per questo solo lo fa classificare come 'degradato' ex art. 3 d.l. 351/2001, dovendosi desumere, in caso contrario, che la maggioranza dei beni in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i centri storici italiani dovrebbero qualificarsi in tal modo, con la conseguenza che la disposizione di cui al citato art. 3, comma 13, verrebbe ad essere svuotata di ogni pratico significato.
Ai fini del d.l. 351/2001, per escludere la caratteristica del pregio connesso alla collocazione in centro storico degli immobili da dismettere, è richiesta la compresenza di due elementi, costituiti dallo stato di degrado e dalla necessità di interventi di restauro, risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia.
Ai fini del d.l. 351/2001, non vale ad integrare il presupposto per la riduzione del prezzo la sola situazione di vetustà o anche di fatiscenza in cui può versare l'immobile, che, secondo l'id quod plerumque accidit, può richiedere più o meno urgenti interventi di adeguamento degli impianti, di rifacimento degli intonaci interni e delle facciate ecc., non riconducibili alla tipologia più radicale degli interventi edilizi di restauro, risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia, che non precludono una sicura e dignitosa abitazione.
E' legittima l'individuazione degli immobili di pregio ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 del decreto legge 351 del 2001 svolta in co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e non soltanto della loro ubicazione nel centro storico, ma anche della circostanza che gli stessi non sono stati ritenuti degradati in base a valutazioni tecniche.
Il riferimento al degrado contenuto nell'art. 3 comma 13 d.l. 351 del 2001 non si identifica con la sola assenza di ordinari interventi manutentivi dell'assetto del fabbricato secondo le regole di buona amministrazione del patrimonio immobiliare, ma implica una situazione del bene che lo renda obiettivamente inidoneo all'originaria destinazione ad uso abitativo per condizioni di igienicità, sicurezza ed assetto strutturale.
Ai fini dell'art. 3 del d.l. 351/2011, il degrado deve essere tale da escludere non il pregio, ma le stesse "condizioni di abitabilità" dell'immobile, al di là e oltre alle condizioni di vetustà inevitabili per la maggioranza delle abitazioni insistenti nei centri storici delle città.
Il D.L. 351/01 non conferisce ai conduttori un incondizionato diritto di opzione e/o di prelazione, ma prevede che l'unità abitativa locata debba essere loro venduta, se ed in quanto oggetto di un programma di dismissione, al prezzo e alle condizioni determinati in base alla normativa vigente alla data della manifestazione di volon... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i acquisto, purché intervenuta entro il 31 ottobre 2001, con le modalità ivi previste, e non riferita ad immobili di pregio.
In sede di sindacato della procedura di dismissione degli immobili di pregio, il giudice ordinario non può ripetere, nel merito, il giudizio sul pregio dell'immobile, trattasi di delibazione non consentita.