Source: http://www.serviziolegale.it/formulario-legale/notizie-giuridiche/famiglia/disconoscimento-di-paternita-negoziazione-inammissibilita
Timestamp: 2018-04-20 18:17:59+00:00
Document Index: 5902164

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 139', 'art. 1283', 'art.4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 60', 'art. 16', 'art. 60', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 22', 'art. 570', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 2051', 'sentenza ', 'art. 126', 'art. 126']

Dott. GIANCOLA Maria Cristina - Presidente
Dott. GENOVESE Francesco Antonio - Consigliere
Dott. FALABELLA Massimo - Consigliere
sul ricorso 4174/2015 proposto da:
_________, elettivamente domiciliata in _________, presso l'avvocato _________, che la rappresenta e difende unitamente all'avvocato _________, giusta procura a margine del ricorso;
_________, _________, elettivamente domiciliati in _________, presso l'avvocato _________, rappresentati e difesi dagli avvocati _________, _________, giusta procura in calce al controricorso;
avverso la sentenza n. 996/2014 della CORTE D'APPELLO di FIRENZE, depositata il 12/06/2014;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 17/11/2016 dal Consigliere Dott. FRANCESCO ANTONIO GENOVESE;
udito, per la ricorrente, l'Avvocato _________, anche per conto dell'avv. _________, che ha chiesto l'accoglimento del ricorso;
udito, per i controricorrenti, l'Avvocato _________ che ha chiesto l'inammissibilita' o il rigetto del ricorso;
udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. ZENO Immacolata, che ha concluso per l'inammissibilita' o in subordine per il rigetto del ricorso.
1. La Corte d'appello di Firenze ha respinto il gravame proposto dalla signora _________ contro la sentenza del Tribunale di Pistoia che, in accoglimento della domanda dei signori _________ e _________, genitori del defunto _________, coniuge della _________, aveva disconosciuto la paternita' del loro figlio riguardo al minore _________, costituito in giudizio a mezzo del curatore speciale.
2. Secondo la Corte territoriale, l'impugnazione non poteva essere accolta in quanto i genitori del premorto _________ non erano decaduti dal termine per proporre la domanda giudiziale perche', dovendosi computare i termini per la proposizione dell'azione dalla data di conoscenza dell'adulterio da parte del defunto marito, alla luce degli articoli 244 e 246 c.c. e della sentenza della Corte costituzionale n. 134 del 1985, nella specie, alla stregua del compendio probatorio ammissibile, l'originario legittimato aveva ignorato la relazione adulterina.
2.1. Infatti, le allegazioni della appellante (secondo cui Ella, nel 2003, aveva confidato al marito una sua relazione adulterina con un fantino) erano restate prive di prova atteso che il mezzo testimoniale richiesto (la deposizione della sorella _________) era inammissibile, come correttamente disposto dal primo giudice, in quanto capitoli erano "del tutto generici" e privi delle precise e necessarie indicazioni "del tempo, del luogo e del contesto in cui la rivelazione sarebbe avvenuta, comportando una compromissione del diritto alla controprova".
3. Inoltre, era priva di pregio la censura alla presunta errata valutazione degli elementi istruttori raccolti ai fini della prova dell'insussistenza della paternita' del defunto figlio nei riguardi del piccolo _________.
3.1. Sebbene andasse ridimensionata l'ammissione della _________ (riducibile a quella di aver intrattenuto una relazione con altra persona nel periodo di concepimento del figlio) la medesima assumeva un piu' pregnante significato se valutato unitamente agli altri elementi raccolti ed al contegno tenuto dalle parti: particolarmente, il rifiuto immotivato espresso dal minore, attraverso il suo curatore speciale, di sottoporsi a prelievo ematologico per l'esecuzione della prova scientifica.
4. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione la signora _________, con cinque mezzi di impugnazione.
5. I genitori del defunto coniuge resistono con controricorso e memoria illustrativa.
1. Con il primo motivo di ricorso (violazione e falsa applicazione degli articoli 233, 244 e 246 c.c.) la ricorrente, in relazione alla eccepita decadenza dall'azione di disconoscimento dei genitori del defunto coniuge, lamenta che la Corte d'appello abbia disatteso le proprie istanze istruttorie di cui reitera il contenuto testuale.
2. on il secondo (violazione e falsa applicazione dell'articolo 244 c.p.c.) la ricorrente denuncia l'errore commesso dal giudice distrettuale il quale avrebbe escluso l'ammissibilita' di prove testimoniali decisive e rilevanti considerando come generici capitoli che tali non erano, anche in considerazione della precisazione del tempo dei fatti da far accertare, espressamente enunciato in alcuni di essi ma riferibili anche agli altri.
3. on il terzo mezzo (violazione e falsa applicazione dell'articolo 116 c.p.c.) la ricorrente denuncia, a proposito del rifiuto della prova ematologica, la mancata considerazione della prevalenza degli interessi del minore.
4. on il quarto (violazione e falsa applicazione dell'articolo 240 c.p.c.) si denuncia la mancata ammissione delle prove intese a dimostrare la conoscenza, da parte del defunto, della relazione intrattenuta con altra persona, in precedenza, e, percio', della sua rinuncia a proporre l'azione di disconoscimento della paternita'.
5.Con il quinto (violazione e falsa applicazione dell'articolo 240 c.p.c. e articolo 246 c.c.) si denuncia la mancata considerazione del previo consenso del marito unitamente alla considerazione del prevalente interesse del minore.
6. I primi due mezzi di cassazione vanno esaminati congiuntamente in quanto contengono la medesima censura, proposta con riferimento alla affermata decadenza dall'azione di disconoscimento della paternita' del minore, e si sostanziano nell'affermazione del denegato diritto alla prova, con particolare riferimento a quella testimoniale.
6.1. La doglianza, diretta alla richiesta di un riesame delle ragioni (che si assumono infondate) del diniego di ammissione del mezzo istruttorio, deve essere accolta con riferimento al principio di diritto gia' affermato da questa Corte (Sez. 1, Sentenza n. 1512 del 2000) a riguardo di tale tipologia di giudizi e al quale deve essere data piena continuita' nel caso esaminato.
6.2. Infatti, deve ancora una volta ribadirsi che:
in tema di azione di disconoscimento di paternita', il termine previsto dall'articolo 244 cod. civ., di natura decadenziale, afferisce a materia sottratta alla disponibilita' delle parti, cosi' che il giudice, a norma dell'articolo 2969 cod. civ., deve accertarne "ex officio" il rispetto, dovendo correlativamente l'attore fornire la prova che l'azione sia stata proposta entro il termine previsto, senza neppure che possa spiegare rilievo, in proposito, la circostanza che nessuna delle parti abbia eccepito l'eventuale decorso del termine stesso.
6.3. La reiezione della prova testimoniale da parte dei giudici della fase di merito appare ingiustificata: non solo e non tanto perche' in essa erano (contrariamente a quanto affermato nella motivazione negatrice della richiesta adoperata dalla Corte territoriale) specificate le circostanze di tempo (tutte riferibili all'estate del 2003) dei fatti oggetto di prova, riguardanti circostanze nient'affatto generiche (cfr. i capp 3/5: il "defunto.. dichiaro' di non voler effettuare il test del DNA in quanto in ogni caso voleva tenere quel figlio come proprio figlio"), ma soprattutto perche', in ossequio alla regola dell'accertamento ufficioso della decadenza, di cui si e' richiamato il valore e la portata, era specifico compito del giudice della causa compiere l'indagine e valutare con attenzione ogni risultanza addotta o adducibile al suo vaglio.
7. Il ricorso e', pertanto, fondato e, in relazione a tale doglianza, deve essere accolto, con il conseguente assorbimento dei restanti motivi, riguardanti questioni che presuppongono l'accertamento (ufficioso), o meno, della eccepita decadenza.
7.1. Tuttavia, con riferimento alla questione posta dal quarto e dal quinto mezzo, riguardante la asserita rinuncia del defunto a far valere tale azione, questa Corte non puo' non ricordare il principio di diritto (posto da questa Corte: Sez. 1, Sentenza n. 8087 del 1998), secondo cui "l'azione di disconoscimento della paternita' verte in materia di diritti indisponibili, in relazione ai quali non e' ammesso alcun tipo di negoziazione o di rinunzia".
8. La sentenza, in accoglimento del ricorso in parte qua (primo e secondo mezzo), va pertanto cassata, nei sensi sopra esposti e la causa rinviata, anche per le spese di questa fase, alla Corte d'Appello di Firenze che decidera', facendo applicazione dei richiamati principi, in una diversa composizione del collegio.
Accoglie il primo e secondo motivo del ricorso, assorbiti i restanti, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese di questa fase, davanti alla Corte d'appello di Firenze, in diversa composizione.
Dispone che, ai sensi del Decreto Legislativo n. 198 del 2003, articolo 52, siano omessi le generalita' e gli altri dati identificativi, in caso di diffusione del presente provvedimento.
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Mer 07 Giu
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Lun 20 Mar
Rottamazione cartelle esattoriali fino al 21 Aprile 2017
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Dom 16 Ott
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Sab 08 Ott
La notifica della sentenza alla pubblica amministrazione 120 giorni anche in copia conforme giudizio di ottemperanza
PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO - GIUDICATO - ESECUZIONE – GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA - STRUMENTO COATTIVO - ART. 14 L. 669/1996 L'art. 14, I comma, del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669 trova applicazione anche nel caso in cui lo strumento coattivo sia costituito dal giudizio di ottemperanza, essendo evidente l'analoga finalità di quest'ultimo. Il codice di procedura civile in ordine all'esecuzione forzata...
Mar 04 Ott
Sinistro provocato da auto pirata anche senza querela
Sinistro stradale veicolo non identificato Corte di Cassazione, Sezione 3 civile Sentenza 4 novembre 2014, n. 23434 Assicurazione obbligatoria - Fondo di garanzia per le vittime della strada - Sinistro provocato da veicolo non identificato - Domanda di risarcimento nei confronti dell'impresa designata - Obbligo di querela contro ignoti - Esclusione - Onere della prova a carico della vittima - Escl...
Sab 01 Ott
Risarcimento danno da fermo tecnico Sentenza 29 settembre 2016 n. 19294
Il fermo tecnico del veicolo avvenuto in seguito di incidente stradale non basta a generare ipso iure il ristoro del danno. La sentenza della terza sezione della Cassazione la n. 19294/2016 precisa che il danno da fermo tecnico deve essere dimostrato e allegato. La prova testimoniale, poi, non può limitarsi ad avere a oggetto la mera indisponibilità del mezzo, occorre dimostrare sostanzialmente la...
Danno da vacanza rovinata turista vittima di lesione e rapina
Corte d'Appello Campobasso, Sentenza 29 settembre 2015, n. 211 Danno da vacanza rovinata Il Turista Vittima di lesioni volontarie e rapina - Danno da vacanza rovinata - Diritto al ristoro - Sussistenza - Prova del pregiudizio - I Limiti. Il turista che sia vittima di lesioni volontarie e di una rapina in una struttura ricettiva scelta per trascorrere un periodo di riposo, ha diritto al ristoro del...
Fondo vittime della strada elenco imprese designate
Fondo vittime della strada elenco delle Imprese Designate per i sinistri accaduti sino al 30.06.2015 (provvedimento Isvap n. 2496 del 28 dicembre 2006) Impresa Regioni di competenza Indirizzo Contatto telefonico Allianz S.p.A Marche, Puglia L.go Ugo Irneri, 1 34123 TRIESTE 800.553399 (Numero verde) Generali Italia S.p.A. Basilicata, Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombar...
Ven 09 Ott
Declassamento e mala gestio compagnia di assicurazione
La mancanza di comunicazione all'assicurato e l'avvenuto pagamento del sinistro nonostante il dissenso da parte dello stesso, con conseguente applicazione di una classe di merito peggiorativa, integra una ipotesi di "mala gestio" della lite. Pur se è vero che, in virtù del patto di gestione della lite, la compagnia assicuratrice è libera di gestire la liquidazione del danno secondo i criteri riten...
Gio 08 Ott
Danno da insidia e trabocchetto l’infinita lotta tra art. 2051 e 2043 c.c.
Che fosse caro agli ermellini il tema dell’individuazione della norma applicabile alle ipotesi di responsabilità della PA per i danni subiti dall’utente della strada, è cosa nota. E tuttavia, il getto ininterrotto di pronunce sul punto potrebbe avere – o, forse, ha già– l’effetto di produrre un grande caos, anzichè una grande chiarezza, tra gli operatori del diritto che, soli, si trovano a dover s...
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice di Pace di Barra, nella persona del dott. Rosa Volpe, ha emesso la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 4347 del Ruolo generali degli affari contenziosi dell'anno 2008 e vertente TRA **************************** ATTORE CONTRO S.P.A. TELECOM ITALIA, in persona del legale rappresentante p.t., elettivamente domiciliata in Napol...
Codice della strada Il ricorso al giudice di pace dopo le modifiche introdotte dalla legge n. 120/2010
La legge 29 luglio 2010, n. 120 ha apportano sostanziali modifiche al Codice della Strada, intervenendo in modo talora radicale su molteplici aspetti sia sostanziali sia procedurali di molteplici istituti.Di particolare rilevanza sono le innovazioni riguardanti il sistema di impugnazione dei verbali di accertamento e delle ordinanze-ingiunzioni prefettizie.E’ opportuno ricordare, che la novella di...
Una recente decisione del Giudice di Pace di Teano potrebbe aprire importanti scenari, in tema di ricorsi avverso sanzioni amministrative elevate agli automobilisti con apparecchi “Tutor”. Il Giudice di Pace di Teano (sentenza datata 03.03.2009 n. 355), ha accolto l’istanza cautelare di un automobilista al quale erano stati decurtati i punti dalla patente a seguito di contestazione elevata attrave...
Autovelox e contestazione differita Cassazione civile ordinanza del 07.07.2011 n° 15042
Cassazione ribadisce propri orientamenti su autovelox e contestazione differita Cassazione civile , sez. II, ordinanza 07.07.2011 n° 15042 La Cassazione, ancora una volta, conferma alcuni principi ormai consolidati in materia di violazione del Codice della Strada, nel caso di eccesso di velocità accertato con autovelox. In particolare, l’ordinanza 7 luglio 2011, n. 15042 affronta i temi dell’omolo...
Corte di Cassazione, sezione II, ordinanza 15 novembre 2011, n. 23881
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE II CIVILE Ordinanza 24 giugno – 15 novembre 2011, n. 23881 Fatto e diritto M.D. impugna l’ordinanza del giudice di pace di Pistoia del 12 gennaio 2009, che dichiarava inammissibile il suo ricorso in opposizione avverso diversi verbali della Polizia stradale per violazioni commesse durante il percorso autostradale (omissis), violazioni accertate con sistema di co...
omessa comunicazione dei dati del conducente ex art. 126 bis
L'omessa comunicazione dei dati del conducente ex art. 126 bis C.d.S.L'esigenza di scoraggiare le infrazioni al codice della strada ha indotto il legislatore italiano ad introdurre nel 2002 la cd "patente a punti" e di conseguenza a punire alcune tra le più gravi violazioni oltre che con la classica sanzione principale di natura pecuniaria anche con quella accessoria della decurtazione dei punti d...
Impugnazione ammissibile estratto di ruolo cassazione 2015
Le Sezioni Unite, a risoluzione di contrasto, hanno dichiarato ammissibile l’impugnazione davanti al giudice tributario della cartella di pagamento ove, a causa del difetto della sua notifica, il contribuente sia venuto a conoscenza dell’iscrizione a ruolo solo attraverso l’estratto rilasciato su sua richiesta dal concessionario della riscossione. Leggi la sentenza