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Timestamp: 2016-10-27 03:21:38+00:00
Document Index: 176533410

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 46', 'art. 54', 'art. 48', 'art. 781', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 18', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 43', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 156', 'sentenza ']

5C.270/1999 (16.03.2000)
5C.270/1999
Composizione della Corte: giudici federali Reeb, presidente, Bianchi e Nordmann.
A.- Con petizione del 15 dicembre 1982, il Comune di Morcote ha convenuto in giudizio i proprietari degli immobili situati in riva al lago, sotto i quali si trovano i portici lungo la strada cantonale. Il Comune rivendicava la propriet� dei portici - la cui larghezza varia da un minimo di 4,1 m a un massimo di 5,98 m - che danno sul lago e chiedeva la rettifica del registro fondiario. Con la propria replica, il Comune ha chiesto in via subordinata l'iscrizione di una servit� di passo pubblica gravante tutta l'area porticata. Con sentenza 25 giugno 1997 il Pretore del distretto di Lugano ha parzialmente accolto la petizione e ha riconosciuto all'attore un diritto di passo pedonale pubblico della larghezza di 1,5 m sotto tutti i portici dall'inizio alla fine. Le spese processuali e le ripetibili sono state poste a carico dell'attore.
1.- Il valore della lite, determinato secondo le conclusioni delle parti innanzi all'ultima autorit� cantonale, supera, giusta gli accertamenti di fatto di tale istanza, ampiamente fr. 8000. --, motivo per cui il gravame si avvera ricevibile dal profilo dell'art. 46 OG. Inoltrato tempestivamente (art. 54 cpv. 1 OG) contro una decisione finale emanata dal Tribunale supremo del Cantone Ticino (art. 48 cpv. 1 OG), il ricorso si rivela pertanto in linea di principio ammissibile.
2.- a) I convenuti rimproverano all'autorit� cantonale una violazione degli art. 781 e 738 CC con riferimento all'estensione della servit� per aver attribuito un'importanza decisiva a usi e interessi del tutto estranei alla funzione del diritto di passo, quali l'utilizzo della superficie in questione quale parcheggio stagionale di barche o la posa di tavolini e bancarelle. Inoltre i convenuti ritengono violato l'art. 8 CC, poich� la Corte cantonale ha presunto, senza che l'attore lo abbia provato, che prima della costruzione della strada cantonale, il traffico carrabile passasse per i portici.
b) La Corte cantonale ha indicato che l'estensione della servit� litigiosa dev'essere determinata secondo i bisogni ordinari dell'avente diritto al momento della sua acquisizione, avvenuta per prescrizione acquisitiva prima dell'entrata in vigore del CC. I giudici cantonali hanno rilevato che nel catasto censuario del 1892/93 il Comune risultava "possessore" dell'intera superficie sotto i portici, indicata come "strada". Il termine di "possessore" doveva, nel caso in esame, essere interpretato nel senso di beneficiario di una servit� e il citato documento costituisce pertanto, giusta la giurisprudenza cantonale (Rep. 1963 pag. 26 consid. 5 e rinvii) un indizio in favore di un diritto reale limitato esercitato su tutta l'area rivendicata dall'ente pubblico. Tale indizio � fra l'altro corroborato dall'accertamento secondo cui, fino alla costruzione della strada cantonale nel 1892, l'unico passaggio carrabile lungo il lago era costituito dai portici, che esistevano almeno dal 1744. Sulla base di questi elementi, i Giudici cantonali hanno statuito che il diritto di passo si estendeva, al momento in cui � intervenuta la prescrizione acquisitiva in base al diritto civile cantonale, sull'intera larghezza dei portici.
c) Giusta l'art. 17 tit. fin. CC i diritti reali acquisiti prima dell'entrata in vigore del Codice civile continuano a sussistere sotto riserva delle disposizioni sul registro fondiario (cpv. 1). In virt� del secondo capoverso del citato articolo, l'estensione della propriet� e dei diritti limitati � soggetta al diritto nuovo dopo l'entrata in vigore del Codice civile, in quanto non sia fatta da questo un'eccezione. Con il termine di "estensione" � in realt� intesa, come del resto risulta dal testo tedesco di tale capoverso, il loro contenuto determinato dalla legge, indipendentemente dalla volont� delle parti; ci� � del resto confermato dall'art. 18 cpv. 3 tit. fin. CC, secondo il quale l'estensione di un diritto reale costituito mediante atto giuridico prima dell'entrata in vigore del Codice civile � mantenuta anche sotto l'imperio della nuova legge, in quanto non sia incompatibile con la stessa (Deschenaux, Trait� de droit priv� suisse, vol. VII, Le registre foncier, 1983, pag. 30). L'estensione materiale - contrapposta al contenuto legale - di una servit� costituita prima del 1912 si determina invece in virt� del vecchio diritto (cfr. DTF 85 II 177 consid. 1, 79 II 401; sentenza 27 maggio 1982 della II Corte civile del Tribunale federale, pubblicata in ZBGR 1984 pag. 169 segg. consid. 3; Wittibschlager, Commento basilese, ZGB II, n. 12 e 18 all'art. 17 tit. fin. CC; cfr. anche sentenza 16 maggio 1960 del Tribunale di appello di Zurigo, pubblicata in ZBGR 1961, pag. 202 segg. , consid. 2b), che essendo diritto cantonale non pu� essere oggetto di un ricorso per riforma (art. 43 cpv. 1 e 55 cpv. 1 lett. c OG, sentenza 27 maggio 1982 citata, consid. 2a e 3).
Nella fattispecie la servit� litigiosa � nata prima dell'entrata in vigore del CC, sotto l'imperio del previgente diritto civile ticinese. Il contenuto, inteso quale estensione materiale, di tale servit� � stato determinato dalla Corte cantonale sulla base della situazione di fatto esistente all'epoca (cfr. sentenza citata, pubblicata in ZBGR 1961 pag. 202, consid. 2b), che non pu� essere rivista dal Tribunale federale nella giurisdizione per riforma. Pure inammissibile si rivela la pretesa violazione dell'art. 8 CC, essendo la censura in realt� diretta contro l'accertamento di fatto secondo cui fino alla costruzione dell'attuale strada cantonale non vi erano altri transiti carrai. Infine, anche i convenuti riconoscono che l'estensione della servit� in discussione dev'essere stabilita secondo i bisogni ordinari degli aventi diritto al momento della sua acquisizione. Ne segue che il modo in cui il diritto di passo � stato esercitato posteriormente alla sua acquisizione, nel XX secolo, e le censure a questo tema connesse, si rivelano senza pertinenza ai fini del presente giudizio. Infatti, nemmeno i convenuti sostengono che l'attore abbia perso ogni interesse per una parte della superficie porticata o che il modo in cui il diritto di passo � stato esercitato abbia portato a una modifica dello stesso per prescrizione acquisitiva.
3.- Da quanto precede segue che il ricorso, nella misura in cui � ammissibile, si rivela infondato e dev'essere respinto. La tassa di giustizia, che segue la soccombenza, � posta in via solidale a carico dei convenuti (art. 156 cpv. 1 e 7 OG). Non si giustifica invece assegnare ripetibili all'attore, che non � stato invitato a produrre una risposta al gravame.
1. Nella misura in cui � ammissibile, il ricorso per riforma � respinto e la sentenza impugnata � confermata.
2. La tassa di giustizia di fr. 7000. -- � posta in solido a carico dei ricorrenti.