Source: http://www.gadit.it/articolo/4360
Timestamp: 2019-06-20 09:14:38+00:00
Document Index: 84881470

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 253', 'art. 1227', 'art. 116', 'art. 91', 'art. 360', 'art. 360', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sez. III, Sentenza 28 Settembre 2010 , n. 20346 La locazione 6 Ottobre 2010 * Appartamento umido, il locatore paga i danni anche all’inquilino moroso – Gadit
Corte di Cassazione, sez. III, Sentenza 28 Settembre 2010 , n. 20346 La locazione 6 Ottobre 2010 * Appartamento umido, il locatore paga i danni anche all’inquilino moroso
Antonella Gargiulo intimava sfratto per morosità a Corrado Di Lorenzo per essersi quest’ultimo autoridotto, nel mese di ottobre 1999, il canone pattuito (da lire 600.000 a lire 400.000) e per avere omesso completamente il pagamento dei canoni nei successivi mesi di novembre e dicembre. Con il medesimo atto la Gargiulo citava il Di Lorenzo davanti al Tribunale di Perugia per sentir convalidare lo sfratto ed ottenere l’emissione di un decreto ingiuntivo per il pagamento dei canoni arretrati, per complessive lire 1.400.000.
La Gargiulo chiamava in giudizio l’Immobiliare Pastorelli (che aveva realizzato l’immobile) chiedendone la condanna al risarcimento dei danni per il difetto strutturale riscontrato nell’appartamento e per essere dalla stessa tenuta indenne in caso di sua condanna al risarcimento dei danni in favore del Di Lorenzo.
Il Tribunale pronunciava la risoluzione del contratto per inadempimento del Di Lorenzo e gli ordinava il rilascio dell’immobile; dichiarava inammissibile la domanda di risarcimento danni proposta in via riconvenzionale dall’attrice; rigettava la domanda di risarcimento danni proposta in via riconvenzionale dal convenuto.
Avverso la sentenza proponeva appello il Di Lorenzo.
Resistevano la Gargiulo e l’Immobiliare Pastorelli.
La Corte d’Appello dichiarava inammissibile la domanda di risoluzione del contratto di locazione proposta soltanto in appello dal Di Lorenzo; condannava la Gargiulo al pagamento della somma onnicomprensiva di euro 2.500,00 in favore del Di Lorenzo.
Proponeva ricorso per cassazione Antonella Gargiulo.
Resisteva con controricorso e proponeva ricorso incidentale la Immobiliare Pastorelli s.r.l.
Non svolgeva attività difensiva Corrado Di Lorenzo.
Lamenta in particolare la Gargiulo che la Corte d’Appello ha violato l’art. 253 c.p.c. per aver ammesso una prova per testimoni «valutativa», accogliendo come dimostrazione del rapporto eziologico fra condizioni ambientali e danni i meri convincimenti personali dei medesimi testi. In altri termini, secondo la ricorrente, i testimoni non hanno provato né che i danni lamentati erano conseguenza dell’esposizione delle suppellettili all’umidità, né che le stesse fossero state a lungo esposte a tale fenomeno.
Il motivo non è autosufficiente: esso infatti non riproduce né i capitoli di prova né le risposte formulate dai testimoni e non consente perciò a questa Corte di valutare se la prova testimoniale contenesse o no un’interpretazione del tutto soggettiva dei fatti di causa, così come affermato dalla stessa Gargiulo.
Sostiene in particolare la Gargiulo: a) che il Di Lorenzo teneva il riscaldamento a temperatura troppo elevata, così favorendo la condensa; b) che tale comportamento integra quanto meno la previsione dell’art. 1227, 2° comma, c.c.; c) che si è tenuto conto delle deposizioni testimoniali di parenti, amici e conoscenti del Di Lorenzo, ma non della deposizione testimoniale resa da Massimo Moretti, medico di famiglia; d) che non si sono indicate le ragioni di tale scelta.
L’art. 116, primo comma, cod. proc. civ. consacra infatti il principio del libero convincimento del giudice, al cui prudente apprezzamento – salvo alcune specifiche ipotesi di prova legale – è pertanto rimessa la valutazione globale delle risultanze processuali, ben potendo egli disattendere taluni elementi ritenuti incompatibili con la decisione adottata (Cass., 13.7.2004, n. 12912).
Con il primo motivo del ricorso incidentale la Immobiliare Pastorelli s.r.l. denuncia «Violazione e/o falsa applicazione degli art. 91, co. 1, 92, co. 2, 97 c.p.c. in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c. per illegittima pronuncia sulle spese in difformità del principio di soccombenza – motivazione erronea, illogica, contraddittoria e insufficiente in relazione all’art. 360 n. 5 c.p.c.».
Sostiene la ricorrente incidentale che l’impugnata sentenza è palesemente errata per violazione e/o falsa applicazione degli artt. 91, comma 1, 92 comma 2 e 97 c.p.c. nonché per erroneità dei presupposti su cui si fonda la pronuncia sulle spese. In particolare afferma l’Immobiliare Pastorelli che, non avendo impostato le sue difese in termini di mera adesione alle posizioni della Gargiulo, essa merita un’autonoma valutazione in ordine alla condanna alle spese e l’intera refusione delle stesse in suo favore.
Autore AdminPubblicato il 20 Giugno 2019 Categorie Giurisprudenza