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Timestamp: 2018-11-17 14:32:21+00:00
Document Index: 130026723

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.34', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 34', 'sentenza ', 'art.34', 'art.20', 'art 20', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.34', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 87']

1 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente N.1909/2007 Reg.Dec. N Reg.Ric. ANNO 2002 DECISIONE sul ricorso in appello n del 2002 proposto da Leprotti Cristiana, rappresentata e difesa dall'avv. Giancarlo Tonetto e dall avv. Paolo Vaiano ed elettivamente domiciliato presso lo studio di quest ultimo in Roma, Lungotevere Marzio, n.3; contro il Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca, in persona del Ministro pro tempore, l'università degli Studi di Padova in persona del Rettore pro tempore, rappresentati e difesi dall'avvocatura generale dello Stato, domiciliatari per legge nella sua sede in Roma, via dei Portoghesi n.12; per l'annullamento, previa sospensione dell'esecuzione, della sentenza del TAR per il Veneto n.538/02 in data 12 febbraio 2002, resa tra le aparti; visto il ricorso con i relativi allegati; visto l'atto di costituzione in giudizio delle Amministrazioni appellate; alla pubblica udienza del 6 marzo 2007, relatore il Consigliere di Stato Domenico Cafini, udito l avv. dello Stato Tidore; FF
2 2 ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO e DIRITTO 1. Con il ricorso di primo grado la dott.ssa Cristiana Leprotti - in possesso della laurea in medicina e chirurgia ed abilitata all esercizio della professione di medico nonché in possesso del diploma di specializzazione in medicina interna - impugnava il provvedimento dell'università di Padova n con il quale era stata respinta, ai sensi dell art.34, comma 4, D.Lgs. n.268/1999, la sua domanda per potere partecipare alla prove di ammissione alla scuola di specializzazione in cardiologia (II scuola) per l'a.a. 2001/2002. A sostegno del gravame la ricorrente deduceva, essenzialmente, l illegittimità costituzionale della citata disposizione, determinando essa un irragionevole limitazione al diritto di studio e al relativo principio di rango costituzionale Con la sentenza in epigrafe specificata, resa in forma semplificata ai sensi dell art. 26 della L n. 1034, così come integrato dall art. 9 della L n. 205, l adito TAR respingeva il ricorso, dopo avere considerato che la pretesa della ricorrente, così come statuito precedentemente dallo stesso Tribunale con sentenza n. 3251/01, era infondata, essendo preclusa dall'art. 34, comma 4, D. Lgs. sopra citato Avverso tale sentenza la sig.ra Leprotti ha interposto l attuale appello, sostenendo che la stessa era nulla per difetto di motivazione e rilevando, in particolare, che era erroneo il richiamo al precedente giurisprudenziale dello stesso TAR, citato dai primi giudici, e riferito in
3 3 effetti ad altra fattispecie. Ha comunque ribadito l appellante che la mancata sua partecipazione al corso in questione avrebbe di certo violato precetti anche di ordine costituzionale. Nell attuale fase di giudizio l Amministrazione appellata si è costituita col solo foglio di resistenza. Alla camera di consiglio fissata per l esame dell istanza cautelare, l istanza stessa è stata accolta con ordinanza n.3365/ La causa, infine, è stata spedita in decisione alla pubblica udienza del 6 marzo Prima di passare all esame nel merito del ricorso odierno, giova premettere che il motivo centrale posto alla base dell impugnativa originaria della sig.ra Leprotti ha riguardato la pretesa violazione dell art.34, comma 4, del D.Lgs , n.368, secondo cui l accesso alla formazione specialistica non è consentita ai titolari di specializzazione conseguita ai sensi dell art.20 o diploma di formazione specifica in medicina generale, assumendo la ricorrente che la ratio di detta previsione sarebbe stata quella di stabilire il divieto generale di cumulo di borse di studio, sicché i titolari di specializzazione conseguita ex art 20 dello stesso D.Lgs. o di diploma di formazione specifica in medicina generale avrebbero potuto ottenere l immatricolazione alle scuole di specializzazione previste dal citato decreto legislativo semplicemente rinunciando alla borsa di studio collegata alla frequenza della scuola stessa. Siffatta tesi è stata contestata nel giudizio di primo grado dall Avvocatura dello Stato, che nella richiamata norma ha ritenuto che
4 4 invece emergesse la volontà da parte del Legislatore di non consentire l accesso alla formazione specialistica delle due categorie sopra indicate Tale essendo sostanzialmente l oggetto della controversia, il Collegio deve rilevare, innanzitutto, che la Sezione, pronunciandosi favorevolmente sull istanza di sospensione della sentenza impugnata con l ordinanza , n.3365, ha avuto già occasione di fare cenno alla giurisprudenza della Corte Costituzionale resa sulla questione di cui trattasi. Nella presente sede di merito, non può, dunque, che ribadirsi quanto affermato della citata ordinanza, richiamando le statuizioni della sentenza della Corte Costituzionale , n.219, con le quali è stato dichiarato che l art.34, comma 4, D.L.vo n.368 è incostituzionale con riferimento agli artt. 34 e 35 Cost., nella parte in cui, nei confronti di coloro che siano già in possesso di una specializzazione medica o di diploma di formazione specifica in medicina generale, prevede il divieto assoluto di accesso ad un nuovo curriculum formativo e ad una nuova specializzazione introducendosi una irragionevole limitazione al diritto di studio ed un arbitrario impedimento irrevocabile al mutamento delle scelte lavorative e professionale dei medici. Il ricorso in esame deve essere, pertanto, accolto e, per l effetto, deve essere annullata la sentenza impugnata, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato in prime cure. Concorrono peraltro giusti motivi per disporre, tra le parti, l integrale compensazione delle spese del giudizio; P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta,
5 5 definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo accoglie e, per l effetto, annulla la sentenza di primo grado. Compensa tra le parti le spese del giudizio. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Roma, il 6 marzo 2007 dal Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale - Sez.VI - nella Camera di Consiglio, con l'intervento dei Signori: Gaetano TROTTA Paolo BUONVINO Domenico CAFINI Aldo SCOLA Francesco CARINGELLA Presidente Consigliere. Consigliere est Consigliere Consigliere Presidente GAETANO TROTTA Consigliere DOMENICO CAFINI Segretario VITTORIO ZOFFOLI DEPOSITATA IN SEGRETERIA il...02/05/2007 (Art. 55, L.27/4/1982, n.186) Per il Direttore della Sezione GIOVANNI CECI CONSIGLIO DI STATO In Sede Giurisdizionale (Sezione Sesta) Addì...copia conforme alla presente è stata trasmessa al Ministero... a norma dell'art. 87 del Regolamento di Procedura 17 agosto 1907 n.642 Il Direttore della Segreteria
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente N. 5239/06 Reg.Dec. N.1368-1507 Reg.Ric. ANNO 2002 DECISIONE 1)