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Timestamp: 2016-10-28 21:31:03+00:00
Document Index: 89610268

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 26', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 46', 'art. 74', 'art. 80', 'art. 84', 'art. 180', 'art. 180', 'art. 180', 'art. 190', 'art. 202', 'art. 209', 'art. 216', 'art. 223', 'art. 236', 'art. 249', 'art. 271', 'art. 290', 'art. 62']

Valutazione dei Rischi sul Lavoro - Tuttottica
VALUTAZIONE DEI RISCHI Redatto ai sensi dell'art. 28 D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81 TUTTOTTICA di Marcuzzo Bruno Via Conciliazione 20 - 30020 Fossalta di Piave (VE)
Via Roma 137 - 31056 Roncade (TV)
Il presente aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi rientra nella "politica della sicurezza" perseguita dall' azienda ed ha come scopo quello di verificare lo stato di attuazione degli interventi previsti per il miglioramento della sicurezza attraverso un processo di controllo e riduzione dei rischi individuati all'atto della stesura del documento e di programmare le misure opportune per garantire il miglioramento,nel tempo dei livelli di sicurezza. L'aggiornamento si rende inoltre necessario in quanto in data 15 maggio 2008 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 "attuazione dell'art. l della legge 3 agosto 2007,n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro" . Il decreto ha sostanzialmente sostituito gran parte della legislazione precedente in materia di igiene e sicurezza del lavoro ed ha introdotto nuovi adempimenti specifici per le aziende. Il presente documento è stato elaborato sulla base delle indicazioni del nuovo decreto e tenendo in evidenza le norme tecniche e legislative precedenti che non sono state abrogate e tuttora in vigore. Tutti i riferimenti relativi agli articoli, riportati nella seguente relazione si intendono riferiti al D.Lgs 81/200 salvo diversa indicazione.
RIFERIMENTI NORMATIVI E CRITERI ADOTTATI
Per l'analisi corretta delle situazioni presenti nell'azienda, per la individuazione dei pericoli e la valutazione dei rischi viene fatto riferimento alla normativa in vigore in materia di prevenzione infortuni e sicurezza dei luoghi di lavoro e a Normative tecniche nazionali e internazionali come UNI EN 1050:1998, OHSAS 18001:1999 e alla più recente BS 8800:2004. Inoltre si fa riferimento alle Norme CEI e ISO, a Linee guida Regionali, Linee Guida ISPESL, Linee Guida CEE e INAIL, alla letteratura più autorevole e in particolare alle "Linee guida per la valutazione dell'organizzazione aziendale della sicurezza - Linea SGS" della Regione Veneto e alle linee guida INAIL per una gestione SGSL. Particolari criteri di valutazione eventualmente adottati in relazione a un determinato rischio sono riportati in intestazione alla scheda di valutazione del rischio medesimo. Indice
1 LA VALUTAZIONE DEI RISCHI - Le definizioni, L'obbiettivo e il metodo
1.1 Valutazione dei rischi
1.2 I rischi lavorativi
1.2.1 Rischi per la sicurezza
1.2.2 Rischi per la salute
1.2.3 Rischi per la sicurezza e la salute
1.3 Il significato, l'obiettivo e gli elementi fondamentali della valutazione dei rischi
2 LA MAGNITUDO - Matrice di valutazione del rischio
3 LE PRINCIPALI VALUTAZIONI
LA VALUTAZIONE DEI RISCHI - Le definizioni, L'obbiettivo e il metodo
La "valutazione del rischio" così come è prevista dall'Art. 28 del D.L.vo 81/2008, va intesa come l'insieme di tutte quelle operazioni che vengono svolte per pervenire ad una "Stima del Rischio di esposizione ai fattori di pericolo per la sicurezza e la salute del personale", in relazione allo svolgimento delle lavorazioni. Ciò al fine di programmare gli eventuali interventi di prevenzione e di protezione, per conseguire l'obiettivo della eliminazione o della riduzione del rischio secondo quanto previsto dall' Art. 15 dello stesso D.L.vo. Le operazioni, successive e fra loro conseguenti che vengono svolte, si basano sulle seguenti definizioni: "pericolo": proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore (come materiali, macchine attrezzature e/o metodi di lavoro) possiedono e che hanno la capacità potenziale di provocare danni; "rischio": probabilità che venga raggiunto il limite potenziale di danno nelle condizioni di impiego e/o di esposizione di un determinato fattore ; "valutazione del rischio": procedimento di valutazione della possibile entità del danno, quale conseguenza del rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori nell'espletamento delle loro mansioni, derivante dal verificarsi di un pericolo sul luogo di lavoro. Tali operazioni comportano l' individuazione dei seguenti elementi: "identificazione dei pericoli" ( o delle così dette sorgenti di rischio) presenti nel ciclo lavorativo; "individuazione dei conseguenti potenziali rischi di esposizione" in relazione allo svolgimento delle lavorazioni, sia per quanto attiene ai rischi per la sicurezza che ai rischi per la salute; "stima della entità dei rischi" di esposizione connessi con le situazioni di interesse prevenzionistico individuate.
I rischi lavorativi I rischi lavorativi presenti negli ambienti di lavoro, in conseguenza dello svolgimento delle attività lavorative, possono essere divisi in tre grandi categorie: Rischi per la sicurezza; Rischi per la salute; Rischi per la sicurezza e la salute o rischi di tipo trasversale. Il D.L.vo 81/2008 ha inoltre evidenziato i rischi collegati a stress lavoro-correlato, quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza. Rischi per la sicurezza
I rischi per la sicurezza o rischi di natura infortunistica sono quelli responsabili del potenziale verificarsi di incidenti od infortuni, ovvero di danni o menomazioni fisiche subite dalle persone addette alle varie attività lavorative, in conseguenza di un impatto fisico con conseguenze traumatiche di diversa natura (meccanica, elettrica, chimica, termica ecc.). Le cause di tali rischi sono da ricercare, almeno nella maggioranza dei casi, in un assetto non idoneo delle caratteristiche di sicurezza proprie dell'ambiente di lavoro, nelle macchine e/o apparecchiature utilizzate, modalità operative, organizzazione del lavoro ecc. Lo studio delle cause e dei relativi interventi di prevenzione e/o protezione nei confronti di tali tipi di rischi mira alla ricerca di un idoneo equilibrio bio-meccanico tra uomo-struttura-macchina-impianto sulla base dei più moderni concetti ergonomici. I rischi per la sicurezza possono essere suddivisi nei seguenti principali gruppi:
1.1 Rischi derivanti da carenze strutturali dell'ambiente di lavoro; 1.2 Rischi derivanti da carenza di protezione su macchine e apparecchiature;
1.3 Rischi derivanti da manipolazioni di sostanze pericolose; 1.4 Rischi derivanti da insufficiente protezione elettrica; 1.5 Rischi derivanti da incendio od esplosione; Rischi per la salute I rischi per la salute, o rischi igienico-ambientali, sono quelli responsabili della potenziale compromissione dell'equilibrio biologico del personale addetto ad operazioni od a lavorazioni che comportano l'emissione nell' ambiente di "fattori ambientali di rischio" di natura chimica, fisica, biologica conseguenti alla esposizione del personale addetto. Le cause di tali rischi sono da ricercare nella insorgenza di condizioni igienico ambientali non idonee dovute alla presenza di fattori ambientali di rischio generati dalle lavorazioni ( tipiche del processo e/o delle apparecchiature) e da modalità operative. Lo studio delle cause e dei relativi interventi di prevenzione e/o di protezione nei confronti di tali tipi di rischio mira alla ricerca di un "idoneo equilibrio bio-ambientale tra uomo ed ambiente di lavoro". I rischi per la salute possono essere così raggruppati:
2.1 Rischi derivanti da agenti chimici ; 2.2 Rischi derivanti da agenti fisici ; 2.3 Rischi derivanti da agenti biologici ; Rischi per la sicurezza e la salute I rischi per la sicurezza e la salute - rischi trasversali - sono individuabili all'interno della complessa articolazione che caratterizza il rapporto tra l'operatore e l'organizzazione del lavoro in cui lo stesso è inserito. Tale rapporto è a sua volta immerso in un quadro di compatibilità ed interazioni che è contemporaneamente di tipo ergonomico, psicologico ed organizzativo. La coerenza di tale quadro pertanto può essere analizzata anche all'interno di possibili trasversalità tra i rischi per la sicurezza ed i rischi per la salute. I rischi per la sicurezza e la salute sono essenzialmente dovuti a:
3.1 Organizzazione del lavoro; 3.2 Fattori psicologici; 3.3 Fattori ergonomici; 3.4 Condizioni di lavoro difficili.
Il significato, l'obiettivo e gli elementi fondamentali della valutazione dei rischi In generale il Datore di Lavoro ha il dovere di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori in ciascun posto di lavoro, per tutte le attività e mansioni da essi svolte. Per "valutazione dei rischi" si intende quindi, come già anticipato in premessa, " la stima dei rischi da esposizione del personale professionalmente esposto ai fattori di rischio presenti nel posto o nell'ambiente di lavoro in esame e conseguenti allo svolgimento della attività lavorativa". La valutazione dovrà consentire al datore di lavoro di prendere i provvedimenti che sono effettivamente necessari per salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori. Questi provvedimenti comprendono: la prevenzione dei rischi professionali;
l'informazione dei lavoratori; la formazione professionale dei lavoratori; l'organizzazione ed i mezzi per porre in atto i provvedimenti di prevenzione e protezione; il controllo della efficacia e l'eventuale aggiornamento di quanto predisposto. Anche se l'obiettivo primario della valutazione dei rischi dovrà essere la prevenzione, ciò non è spesso realizzabile in pratica. Nei casi in cui non è possibile eliminare i rischi, essi vengono diminuiti nella misura del possibile mentre si dovranno valutare attentamente e tenere sotto controllo i rischi residui. In una fase successiva i rischi residui saranno nuovamente valutati e verrà di nuovo esaminata la possibilità di eliminarli o ridurli ulteriormente alla luce delle nuove conoscenze acquisite. La valutazione dei rischi viene pertanto strutturata ed attuata in modo da aiutare gli addetti a fare quanto segue: identificare i pericoli che sussistono nei luoghi di lavoro e dovuti all'uso di attrezzature di lavoro di ogni tipo, a prodotti utilizzati nei cicli produttivi o alla organizzazione del lavoro. Questa fase viene avviata mediante la consultazione e la partecipazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti che esprimeranno le proprie valutazione dei pericoli e dei loro effetti dannosi e mediante l'esame sistematico di ogni aspetto dell'attività lavorativa. Si terrà quindi conto di ciò che succede sul luogo di lavoro durante l'attività lavorativa esaminando per esempio le nuove lavorazioni e i nuovi impianti, l'avviamento e l'arresto delle lavorazioni, le manutenzioni e le pulizie oltre alle prevedibili emergenze. Poi verranno esaminate le operazioni che esulano dalla routine e che hanno carattere intermittente come carico, scarico campionature, modifiche nei cicli di produzione ed eventuali probabili interruzioni di lavoro. Il concetto di pericolo viene applicato in modo assai ampio così da tener conto anche del modo in cui i dipendenti interagiscono fra di loro durante l'esecuzione delle proprie mansioni. identificare le persone che possono essere esposte ai pericoli così individuati compresi i gruppi di persone esposte a rischi particolari quali addetti ai servizi ausiliari (pulizia e manutenzione, lavoratori temporanei), subappaltatori, indipendenti, studenti, tirocinanti, visitatori, donne incinta, portatori di handicap ecc. valutare i rischi conto della affidabilità e della adeguatezza delle misure esistenti. In questa operazione si prendono in considerazione le dimensioni possibili del danno derivante da un determinato rischio quali in ordine crescente: danno lieve ferite di modesta entità ferite gravi incidente mortale e la probabilità dei possibili danni quali: improbabile possibile (ma non molto probabile)
probabile inevitabile ( nel tempo). determinare i provvedimenti di prevenzione e/o protezione da adottare per ridurre sia i pericoli che le probabilità dei rischi. Obiettivo di questa fase è quello di fornire ai lavoratori la protezione richiesta dalla normativa. Le misure da adottare verranno individuate secondo le priorità consigliate dalla gravità dei rischi dalla probabilità di accadimento, dal numero di persone potenzialmente coinvolte e dal tempo necessario per porle in atto. programmare l'eventuale approfondimento delle indagini sulle misure da programmare.
programmare l'attuazione delle misure di tutela da adottare. verificare ed accertare se i provvedimenti attuati sono adeguati e tali da consentire un miglioramento del livello di protezione dei lavoratori. La valutazione parte quindi dalla premessa e giunge alla conclusione che è stato preso in esame tutto quanto possibile in modo che i provvedimenti presi risultino i migliori. Nella valutazione inoltre si tiene sempre presente che: i rischi non devono essere né "spostati", cioè che l'eliminazione di un rischio non ne deve fare sorgere un altro, né "trasferiti", cioè la eliminazione di un rischio in un'area non ne deve creare uno analogo in un'altra. La valutazione tiene anche conto: delle usuali condizioni in cui si svolge il lavoro; del fatto che non deve essere ripetuta per situazioni analoghe o paragonabili; della possibilità di essere rivista con l'introduzione di variazioni significative (nuove macchine, variazione dei rischi lavorativi); della presenza di altri lavoratori dipendenti da altre aziende; della possibile circostanza che il lavoro da svolgere può avvenire presso altre aziende; di eventuali visitatori. In altri termini la valutazione dei rischi si presenta come un esame sistematico di tutti gli aspetti del lavoro per definire quali siano le cause probabili di lesioni o di danno, sia che risulti possibile eliminare il pericolo sia che non risulti possibile e si debbano quindi definire le misure protettive del caso oppure ancora se sia possibile controllare i rischi fino a ridurli ad un livello accettabile. LA MAGNITUDO - Matrice di valutazione del rischio
Per una valutazione oggettiva - comunque di natura qualitativa - del rischio si fa riferimento ad una correlazione tra la probabilità di accadimento e la gravità del danno nel modo che segue. Per definire la probabilità di accadimento ci si avvale della cosiddetta scala delle probabilità. La definizione della scala delle probabilità fa riferimento principalmente all'esistenza di una correlazione più o meno diretta tra la carenza riscontrata e il danno ipotizzato, in secondo luogo all'esistenza di dati statistici inerenti le attività sia a livello di comparto di attività, sia a livello di azienda. Infine un criterio di notevole importanza è quello del giudizio soggettivo di chi è direttamente coinvolto nella realtà lavorativa, che spesso costituisce l'unica fonte di tipo qualitativo possibile. Tale giudizio può essere misurato in modo indiretto attraverso il livello di sorpresa che l'evento provocherebbe. La scala di gravità del danno chiama invece in causa la competenza di tipo sanitario e fa riferimento principalmente alla reversibilità o meno del danno, distinguendo tra infortunio ed esposizione acuta o cromca. Scala delle Probabilità: "P"
ValoreLivelloDefinizione / Criteri
4Altamente Probabile- Esiste una correlazione diretta tra la mancanza rilevata e il verificarsi del danno ipotizzato per i lavoratori.
- Si sono verificati danni per la stessa mancanza rilevata nella stessa azienda o in aziende simili o in situazioni operative simili. - Il verificarsi del danno conseguente la mancanza rilevata non susciterebbe alcun stupore in azienda.
3Probabile- La mancanza rilevata può provocare un danno, anche se non in modo automatico o diretto. - E' noto qualche episodio in cui la mancanza ha fatto seguito il danno. - Il verificarsi del danno ipotizzato, susciterebbe una moderata sorpresa in azienda.
2Poco Probabile- La mancanza rilevata può provocare un danno solo in circostanze sfortunate di eventi.
- Sono noti solo rarissimi episodi già verificatisi. - Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe grande sorpresa. 1Improbabile- La mancanza rilevata può provocare un danno per la concomitanza di più eventi poco probabili indipendenti. - Non sono noti episodi già verificatisi.
- Il verificarsi del danno susciterebbe incredulità. Scala dell'entità del Danno: "D" ValoreLivelloDefinizione / Criteri
4Gravissimo- Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti letali o di invalidità totale.
- Esposizione cronica con effetti letali e/o totalmente invalidanti.
3Grave- Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di invalidità parziale.
- Esposizione cronica con effetti reversibili e/o effetti parzialmente invalidanti.
2Medio- Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità reversibile.
- Esposizione cronica con effetti reversibili. 1Lieve- Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità rapidamente reversibile.
- Esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili. MATRICE DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO Il prodotto dei valori attribuiti alla probabilità ed alla gravità, (probabilità X Entità) determina l'INDICE DI RISCHIO e quindi l'urgenza degli interventi di adeguamento secondo i seguenti criteri:
Indice di valutazione del Rischio "R" IndiceValutazioneCriterio
> 8NON AccettabileAzioni preventive necessarie indilazionabili
≤5 e ≥8TollerabileAzioni preventive necessarie da programmare nel medio periodo
≤2 e ≥4AccettabileAzioni preventive e/o migliorative da programmare nel lungo termine
= 1AccettabileNessun intervento
LE PRINCIPALI VALUTAZIONI
Si riporta, di seguito a titolo informativo, l'elenco delle principali attività di valutazione da svolgere: a) Valutazione del rischio interferenze - D.U.V.R.!.) (art. 26); b) Valutazione del rischio lavoratrici gestanti (art. 28); c) Valutazione del rischio stress lavoro-correlato (art. 28); d) Valutazione del rischio di incendio (art. 46); e) Utilizzo di attrezzature di lavoro. (Titolo III): e.1) uso di dispositivi di protezione individuale (art. 74); e.2) valutazione del rischio impianto elettrico (art. 80); e.3) valutazione del rischio protezione da fulmini (art. 84); f) Valutazione del rischio movimentazione manuale carichi (Titolo VI e AlI. XXXIII) g) Valutazione del rischio uso attrezzature munite di VDT (Titolo VII); h) Agenti fisici (Titolo VIII): h.1) valutazione del rischio esposizione a ultrasuoni e infrasuoni (art. 180); h.2) valutazione del rischio microclima (art. 180); h.3) valutazione del rischio esposizione ad atmosfere iperbariche (art. 180) h.4) valutazione del rischio esposizione al rumore (art. 190); h.5) valutazione del rischio esposizione alle vibrazioni (art. 202) h.6) valutazione del rischio esposizione campi elettromagnetici (art. 209); h.7) valutazione del rischio esposizione a radiazioni ottiche artificiali (art. 216); h.8) valutazione del rischio esposizione radiazioni ionizzanti (D.L.vo 230/1995); i) Sostanze pericolose (Titolo IX): i.1) valutazione del rischio da esposizione ad agenti chimici (art. 223);
i.2) valutazione del rischio di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni (art. 236);
i.3) valutazione del rischio di esposizione all'amianto (art. 249);
l) Valutazione del rischi di esposizione ad agenti biologici (art. 271); m) Valutazione del rischio da atmosfere esplosive (art. 290); n) Valutazione del rischio lavoratori minori (D.L.vo 345/1999 e D.L.vo 26212000); o) Valutazione dei rischi legati all'ambiente di lavoro (Titolo II art. 62 e alI. N); p) Valutazione del rischio lavoratori stranieri; q) Valutazione del rischio lavoratori disabili.
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