Source: http://www.uliss-e.it/ULISS-ePSG/Procamm/paproc01.aspx?pro_codice=37&idSessione=5ps3f1upyticuxnssouipsnl&men_id=00.01.00.02
Timestamp: 2019-11-14 12:01:47+00:00
Document Index: 172796312

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 2135', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 19']

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AGR01 - Agriturismo
Descrizione Per attività agrituristiche si intendono le attività di ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli ai sensi dell'articolo 2135 del codice civile, anche nella forma di società di capitali o di persone, oppure associati fra loro, attraverso l'utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione con le attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento di animali.
Possono essere addetti allo svolgimento dell'attività agrituristica l'imprenditore agricolo e i suoi familiari ai sensi dell'articolo 230-bis del codice civile, nonché i lavoratori dipendenti a tempo determinato, indeterminato e parziale.
a.	dare ospitalità in alloggi o in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori;
b.	somministrare pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di aziende agricole della zona, ivi compresi i prodotti a carattere alcoolico e superalcoolico, con preferenza per i prodotti tipici e caratterizzati dai marchi DOP, IGP, IGT, DOC e DOCG o compresi nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, secondo le modalità indicate nell'articolo 4, comma 4, della legge 96/2006;
c.	organizzare degustazioni di prodotti aziendali, ivi inclusa la mescita di vini, alla quale si applica la legge 27 luglio 1999, n. 268;
d.	organizzare, anche all'esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell'impresa, attività ricreative, culturali, didattiche, di pratica sportiva, nonché escursionistiche e di ippoturismo, anche per mezzo di convenzioni con gli enti locali, finalizzate alla valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale.
Possono avvalersi del titolo di operatore agrituristico, utilizzando le denominazioni ''agriturismo'' e ''agrituristico'', solo gli imprenditori agricoli singoli o associati iscritti nell'elenco regionale di cui all'articolo 9 della L.R. 3/2002 (vedi requisiti art. 11 del Regolamento regionale n. 3/2004) e in possesso dell'autorizzazione (ora S.C.I.A.) di cui all'articolo 10 della medesima legge regionale.
Le attività agrituristiche devono risultare in rapporto di connessione e complementarità con l'attività agricola (artt. 1 e 2 Regolamento regionale n. 3/2004), che deve comunque rimanere principale. L’attività agricola si considera prevalente quando le attività di ricezione e di somministrazione di pasti e bevande interessano un numero non superiore a dieci ospiti.
Pertanto i requisiti da possedere per la presentazione della richiesta, sono:
1.	essere imprenditore agricoli di cui all’art. 2135 del Codice Civile;
2.	essere iscritti all’elenco regionale degli operatori agrituristici;
3.	l’attività agrituristica deve risultare in rapporto di connessione e complementarità con l’attività agricola, che deve comunque rimanere principale
•	coloro che hanno riportato nell'ultimo triennio, con sentenza passata in giudicato, condanna per uno dei delitti previsti dagli articoli 442, 444, 513, 515 e 517 del codice penale, o per uno dei delitti in materia di igiene e di sanità o di frode nella preparazione degli alimenti previsti da leggi speciali;
•	coloro che sono sottoposti a misure di prevenzione ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, e successive modificazioni, o sono stati dichiarati delinquenti abituali.
L'attività agrituristica può essere svolta tutto l'anno oppure, previa comunicazione al comune, secondo periodi stabiliti dall'imprenditore agricolo. S'intende per attività agrituristica stagionale quella riferita alla durata del soggiorno dei singoli ospiti che non può essere superiore ai tre mesi consecutivi.
Le attività agrituristiche che esercitano anche l'attività di somministrazione di pasti e bevande sono tenuti al rispetto di quanto previsto dall’art. 3 del Regolamento regionale n. 3/2004.
Alle attività agrituristiche è consentita, ai sensi dell’art. 10 della legge 96/2006, la vendita dei prodotti propri, tal quali o comunque trasformati, nonché dei prodotti tipici. In tal caso si applicano le disposizioni di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 (esercizio di attività di vendita da parte di imprenditori agricoli).
Sono considerati di propria produzione i cibi e le bevande prodotti, lavorati e trasformati nell'azienda agricola nonché quelli ricavati da materie prime dell'azienda agricola e ottenuti attraverso lavorazioni esterne.
Le aziende agricole che svolgono attività agrituristica devono osservare le norme igienico-sanitarie di cui allegato n. 3 del Regolamento regionale n. 3/2004.
La capacità ricettiva delle aziende agricole che svolgono attività agrituristiche non deve essere superiore:
a) per ospitalità in alloggi: a trentacinque posti letto. È consentito raggiungere il limite di cinquanta posti letto esclusivamente alle aziende ricadenti nelle aree di montagna e svantaggiate definite ai sensi della normativa comunitaria e statale vigente, nonché nelle aree comprese nei parchi regionali e nazionali e in quelle sottoposte a vincoli di tutela integrale dal piano paesistico ambientale regionale;
b) per la sosta in spazi aperti: a venti piazzole. In questo caso l'azienda agricola deve avere una superficie minima di almeno tre ettari;
c) per la somministrazione di pasti e bevande sul posto: a settanta posti a tavola. Tale limite è elevabile a novanta posti in caso di somministrazione di prodotti provenienti per non meno del 50 per cento dalla propria azienda. Il numero massimo di pasti che l'azienda può somministrare nel corso dell'anno è quello consentito dal rispetto del rapporto di connessione e complementarità.
Possono essere utilizzati per attività agrituristiche gli edifici o parte di essi già esistenti nel fondo. I locali utilizzati ad uso agrituristico sono assimilabili ad ogni effetto alle abitazioni rurali.
Le attività agrituristiche possono essere esercitate anche nei nuclei e borghi rurali, così come individuati dagli strumenti urbanistici comunali, in locali nella disponibilità dell'imprenditore agricolo.
Possono altresì essere utilizzati gli immobili destinati a propria abitazione dall'imprenditore agricolo che non disponga di fabbricati e strutture nel fondo coltivato ma sempre nello stesso comune o in comune contiguo.
Gli edifici utilizzati per l'attività agrituristica mantengono la loro destinazione di uso agricolo.
Le aziende agrituristiche devono possedere, riguardo agli aspetti di abitabilità e agibilità, i requisiti strutturali ed igienico-sanitari previsti dai regolamenti edilizi comunali e di igiene per i locali di civile abitazione, tenuto conto delle loro particolari caratteristiche di ruralità.
La Regione concede contributi in conto capitale agli imprenditori agricoli singoli o associati che siano iscritti nell'elenco regionale degli operatori agrituristici. Le opere e gli allestimenti finanziati ai sensi dell'articolo 16 della L.R. 3/2002 sono vincolati alla loro specifica destinazione a decorrere dalla data della liquidazione finale dei contributi per la durata di anni dieci.
Lo svolgimento dell'attività agrituristica nel rispetto delle disposizioni previste dalle regioni in materia, comporta la conseguente applicazione delle disposizioni fiscali di cui all'articolo 5 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, nonché di ogni altra normativa previdenziale o comunque settoriale, riconducibile all'attività agrituristica. In difetto di specifiche disposizioni, si applicano le norme previste per il settore agricolo.
Ai sensi dell’art. 12 della legge 96/2006 sono assimilate alle attività agrituristiche e sono ad esse applicabili le norme della presente legge, quelle svolte dai pescatori relativamente all'ospitalità, alla somministrazione dei pasti costituiti prevalentemente da prodotti derivanti dall'attività di pesca, nonché le attività connesse ai sensi del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 226, e successive modificazioni, ivi compresa la pesca-turismo.
Modalità di presentazione L'esercizio dell'attività agrituristica è subordinato alla presentazione di una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), ai sensi dell’art. 19 della L. 241/90, al Comune e all'iscrizione nell'elenco regionale degli operatori agrituristici, presso la competente struttura regionale.
L’attività oggetto della segnalazione può essere iniziata dalla data della presentazione della SCIA al Comune competente. La SCIA dovrà essere compilata sull’apposito modello riportato in calce e presentata insieme alla documentazione richiesta.
Il titolare dell'attività agrituristica è tenuto, entro quindici giorni, a comunicare al comune qualsiasi variazione delle attività in precedenza autorizzate, confermando, sotto propria responsabilità, la sussistenza dei requisiti e degli adempimenti di legge.
Disciplina sanzionatoria L'autorizzazione è sospesa con provvedimento motivato per un periodo compreso tra i dieci e i trenta giorni, qualora venga accertato che l'operatore agrituristico abbia violato gli obblighi stabiliti dalla legge.
L'autorizzazione è revocata con provvedimento motivato qualora si accerti che l'operatore agrituristico:
a) non abbia intrapreso l'attività entro un anno dalla data della presentazione della SCIA, ovvero abbia sospeso l'attività da almeno un anno;
b) abbia contravvenuto agli obblighi di cui all'articolo 11 della L.R. 3/2002;
c) abbia subito, nel corso dell'anno solare, più di due sospensioni;
d) non abbia rispettato i vincoli previsti a norma dell'articolo 17 della L.R. 3/2002 per la destinazione d'uso degli immobili beneficiari di contributi regionali.
Per le violazioni delle disposizioni di cui all'articolo 4 della L.R. 3/2002 si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.000.
Chi opera senza l'autorizzazione comunale di cui all'articolo 10 è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.500 a euro 7.750, nonché alla chiusura dell'esercizio aperto senza l'autorizzazione, che non può essere nuovamente rilasciata prima che sia decorso un anno dal provvedimento di chiusura.
Il titolare di impresa agricola che esercita l'attività agrituristica che utilizza i locali e gli spazi destinati ad alloggiare gli ospiti per un numero di posti superiore a quello autorizzato è soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da cinque a dieci volte il prezzo praticato per il servizio per ciascun ospite riscontrato in esubero.
È applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 500 nei casi di:
a) attribuzione al proprio esercizio con scritti, stampati ovvero pubblicazioni con qualsiasi altro mezzo, di un'attrezzatura non conforme a quella esistente o di una denominazione diversa da quella autorizzata;
Nel caso in cui venga commessa la stessa infrazione entro i due anni successivi, le sanzioni pecuniarie previste dai commi precedenti sono raddoppiate; viene altresì disposta la chiusura dell'esercizio da tre a trenta giorni. In caso di reiterate violazioni, il comune può procedere alla revoca dell'autorizzazione.
Normativa di riferimento L.R. 3/04/2002 n. 3
Regolamento Regionale 13/05/2004 n. 3
Legge 20/02/2006 n. 96
Art. 4 D.Lgs. 18/05/2001 n. 228
Art. 2135 codice civile
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