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Timestamp: 2020-06-06 05:25:48+00:00
Document Index: 126562048

Matched Legal Cases: ['art. 159', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 6', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ']

VULNERABILITÀ E VITTIME DI CORPORATE VIOLENCE NEL PROCESSO PENALE - Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in campo sanitario
Autori: Ichino Giovanna
Titolo: VULNERABILITÀ E VITTIME DI CORPORATE VIOLENCE NEL PROCESSO PENALE
Pagine: pp. 1097-1110
Keywords: vittime di reato, Direttiva 2012/29/UE, reati di impresa implicanti offese alla vita, all’integrità fisica o alla salute delle persone, processo penale, diritti e tutele per le vittime nel procedimento penale
Traendo spunto dall’esperienza maturata nel pluridecennale contatto con vittime di reato in sede di procedimento penale, il contributo propone una serie di indicazioni e suggerimenti per gli operatori del diritto – in particolare magistrati giudicanti e requirenti, ma anche avvocati – che si trovino a dover interagire con vittime vulnerabili ai sensi della recente Direttiva 2012/29/UE, e più specificamente con vittime di reati di impresa implicanti offese alla vita, all’integrità fisica o alla salute delle persone.
VULNERABILITÀ E VITTIME DI CORPORATE VIOLENCE NEL PROCESSO PENALE
1) Per usare una espressione di F. Palazzo, Una giustizia penale in bilico, tra vittima e autore, lectio magistralis , nella relazione tenuta al convegno organizzato dalla Rete Dafne in occasione della Giornata Europea delle vittime di reato, 2 anni di Rete a Firenze (Firenze, 22 febbraio 2019).
2) Direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e che sostituisce la decisione quadro 2001/220/GAI. Per esigenze di sintesi e in ragione della natura e struttura del presente Focus, in relazione ai temi qui trattati si rinvierà in maniera prevalente ai materiali del progetto europeo Victims and Corporations. Implementation of Directive 2012/29/EU for Victims of Corporate Crimes and Corporate Violence, co-finanziato dal programma Giustizia della Commissione Europea e realizzato tra il 2016 e il 2018. Cfr. anche https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-victims-and-corporations.
3) V. C. Mazzucato, Victims of Corporate Violence in the European Union: Challenges for Criminal Justice and Potentials for European Policy, in G. Forti - C. Mazzucato - A. Visconti - S. Giavazzi (eds.), Victims and Corporations. Legal Challenges and Empirical Findings, Wolters Kluwer - CEDAM, Milano, 2018, pp. 22 ss., nonché, per una presentazione pratico-divulgativa, A. Visconti, La Direttiva 2012/29/UE che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione alle vittime di reato, in Ead. (a cura di), Implementazione della Direttiva 2012/29/UE per le vittime di corporate crime e corporate violence. Linee guida nazionali per la polizia giudiziaria, le Procure della Repubblica e i magistrati giudicanti, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2017, pp. 13-16, disponibile su: https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni.
4) Il considerando 20 della Direttiva ricorda a ciascuno Stato che, indipendentemente dal sistema nazionale adottato con riguardo al processo penale, ha il dovere di determinare la portata effettiva dei diritti previsti dalla Direttiva stessa.
5) Cfr. M. Venturoli, La vittima nel sistema penale: dall’oblio al protagonismo?, Jovene, Napoli, 2015.
6) CGUE, sez. IV, 15 settembre 2011, C483/09 - C1/10, procedimenti penali riuniti contro Magatte Gueye e Valentín Salmerón Sánchez.
7) Corte EDU, Gr. Ch., 12 novembre 2013, ric. n. 5786/08, caso Söderman v. Sweden.
8) Corte EDU, sez. I, 2 marzo 2017, ric. n. 41237/14, caso Talpis v. Italy.
9) Cfr. C. Mazzucato, Sostegno e assistenza al di fuori del procedimento penale, in E.M. Mancuso (a cura di), Implementazione della Diretiva 2012/29/UE per le vittime di corporate crime e corporate violence. Linee guida nazionali per gli avvocati, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2017, pp. 116 ss., in part. p. 125, disponibile su: https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni. L’Autrice precisa tra l’altro che ciò espone l’Italia alla procedura d’infrazione e rischia di scaricare sulla giustizia penale compiti sociali che non le competono.
10) Così C. Mazzucato, Vulnerabilità e protezione, in E.M. Mancuso, Linee guida nazionali per gli avvocati, cit., pp. 54 s., la quale parla di vulnerabilità « tipica » e « atipica », a seconda che sia desumibile dall’appartenenza a una delle categorie prese in considerazione, o sia accertata in concreto.
11) Cfr. A. Visconti, Linee guida per la valutazione individuale dei bisogni delle vittime di corporate violence, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2017, pp. 15-17, disponibile su: https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni.
12) Con tale espressione « si intendono i reati commessi da società commerciali nel corso della loro attività legittima e implicanti offese alla vita, all’integrità fisica o alla salute delle persone »: A. Visconti, op. cit., p. 18. Si fa rinvio a tale scritto (in part. pp. 18 ss.) per un esame sintetico dei profili problematici della vittimizzazione da corporate violence e della valutazione individuale dei bisogni di protezione; per maggiori dettagli cfr. Ead., Corporate Violence: Harmful Consequences and Victims’ Needs. An Overview, in G. Forti - C. Mazzucato - A. Visconti - S. Giavazzi, Victims and Corporations, cit., pp. 149 ss.
13) V. anche C. Mazzucato, Vulnerabilità e protezione, in E.M. Mancuso, Linee guida nazionali per gli avvocati, cit., pp. 54 ss.
14) Cfr. specificamente C. Mazzucato, Vulnerabilità e protezione, in A. Visconti, Linee guida nazionali per la polizia giudiziaria, le Procure della Repubblica e i magistrati giudicanti, cit., pp. 53 ss.
15) Cfr. specificamente C. Mazzucato, Vulnerabilità e protezione, in Ead. (a cura di), Implementazione della Direttiva 2012/29/UE per le vittime di corporate crime e corporate violence. Linee guida nazionali per i servizi sociali, le organizzazioni che offrono assistenza alle vittime e i centri di giustizia riparativa, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2017, pp. 80 ss., disponibile su: https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni.
16) Cfr. in generale A. Visconti (ed.), Needs of Victims of Corporate Violence: Empirical Findings, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2017, e in relazione alla sola situazione italiana AA.VV., I bisogni delle vittime di corporate violence: risultati della ricerca empirica in Italia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2017, entrambi disponibili su: https://asgp.unicatt.it/asgp-ricerca-e-pubblicazioni-pubblicazioni.
17) Vedi in part. S. Giavazzi, Partecipazione al procedimento penale, in A. Visconti, Linee guida nazionali per la polizia giudiziaria, le Procure della Repubblica e i magistrati giudicanti, cit., pp. 82 ss., nonché Ead., Victims of Corporate Violence and the Corporate Justice System: Needs, Expectations, and Relationships with Corporations, in G. Forti - C. Mazzucato - A. Visconti - S. Giavazzi, op. cit., pp. 179 ss.
18) S. Giavazzi, Partecipazione al procedimento penale, cit., p. 82.
19) A partire dal 1° gennaio 2020 – salvo modifiche dell’ultim’ora - entrerà in vigore la recente modifica dell’art. 159, co. 2, c.p., secondo cui « il corso della prescrizione rimane altresì sospeso dalla pronunzia della sentenza di primo grado o del decreto di condanna fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o dell’irrevocabilità del decreto di condanna ».
20) In tema, in questo Focus, v. anche D. Petrini, La prospettiva dell’avvocato nell’approccio alle vittime di corporate violence.
21) L’art. 20, lett. d), della Direttiva stabilisce che lo Stato deve aver cura che le visite mediche siano limitate al minimo e abbiano luogo solo se strettamente necessarie ai fini del procedimento.
22) Cfr. anche E.M. Mancuso, Informazione, in A. Visconti, Linee guida nazionali per la polizia giudiziaria, le Procure della Repubblica e i magistrati giudicanti, cit., pp. 44 ss.
23) L’art. 6, co. 1, lett. b), Dir. enuncia il diritto della vittima a conoscere la data e il luogo del processo e la natura dei capi di imputazione a carico dell’autore del reato.
24) Cfr. anche E.M. Mancuso, Informazione, in Id., Linee guida nazionali per gli avvocati, cit., pp. 44 ss.
25) Cfr. anche E.M. Mancuso, Protezione della vita privata e della riservatezza, in A. Visconti, Linee guida nazionali per la polizia giudiziaria, le Procure della Repubblica e i magistrati giudicanti, cit., pp. 72 ss., e ivi anche C. Mazzucato, Vulnerabilità e protezione, cit., pp. 53 ss.
26) Il considerando 27 Dir. suggerisce che le informazioni destinate alla vittima siano fornite all’ultimo recapito postale conosciuto o alle coordinate elettroniche comunicate dalla vittima all’autorità e solo in casi eccezionali in cui vi sia un elevato numero di vittime dovrebbe esser possibile fornire le informazioni tramite stampa o apposito sito web.
27) In tal senso C. Mazzucato, Vulnerabilità e protezione, ult. cit., p.67.
28) In generale sul tema v. anche C. Mazzucato, Giustizia riparativa, in Ead., Linee guida nazionali per i servizi sociali, le organizzazioni che offrono assistenza alle vittime e i centri di giustizia riparativa, cit., pp. 123 ss., nonché I. Aertsen, Restorative Justice for Victims of Corporate Violence, in G. Forti - C. Mazzucato - A. Visconti - S. Giavazzi, Victims and Corporations, cit., pp. 235 ss.
29) Anche al fine di ovviare a tale situazione, il CSM, nel Plenum dell’11.7.2018, ha adottato specifiche Linee Guida, che prevedono tra l’altro la possibilità di nomina, da parte del Capo dell’Ufficio, di un magistrato responsabile per la comunicazione: questi , nei processi di rilievo sociale, economico o tecnico scientifico, deve curare la predisposizione di una “notizia di decisione ( abstract)” contestuale o immediatamente successiva alla delibazione/decisione, consistente nell’illustrazione sintetica ”con linguaggio semplice, chiaro e comprensibile“ delle statuizioni della decisione e delle ragioni delle stesse. Tale prassi è stata già da tempo introdotta dalla Corte Costituzionale, attraverso i Comunicati stampa immediatamente successivi all’udienza di decisione.
30) In tema cfr. anche S. Giavazzi, Partecipazione al procedimento penale, cit., pp. 87 ss.
31) In tema v. anche E.M. Mancuso, Assistenza legale, in A. Visconti, Linee guida nazionali per la polizia giudiziaria, le Procure della Repubblica e i magistrati giudicanti, cit., pp. 78 ss.
32) L’art. 13 Dir., pur affermando che gli Stati membri devono garantire alle vittime parti del procedimento l’accesso al patrocinio a spese dello Stato, riserva al diritto nazionale di regolare le condizioni di tale accesso.
33) Con riferimento al giudizio d’appello, la recente sentenza Cass. pen., SU, 28 gennaio 2019, n. 14426 ha esteso l’obbligo di rinnovazione istruttoria, nel caso di sentenza assolutoria di primo grado impugnata dal pubblico ministero, anche all’audizione di consulenti tecnici e periti, esaminati nel grado precedente e ritenuti “decisivi”.. Questo non aiuterà ad abbreviare i tempi di definizione della maggior parte dei processi di corporate violence, caratterizzati dal ricorso a perizie e consulenze tecniche complesse.