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Timestamp: 2019-01-24 02:02:11+00:00
Document Index: 43795844

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 36', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 2']

N. 01104/2017 AFFARE
Numero 02771/2018 e data 26/11/2018 Spedizione
NUMERO AFFARE 01104/2017
Ministero dell'interno - Dipartimento per le libertà civili.
Richiesta di riconoscimento della personalità giuridica della “Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme”, con sede in Gallinaro, via Oliva Snc, ai sensi della legge 24 giugno 1929, n. 1159 e del r.d. 28 febbraio 1930, n.289, rappresentata dal signor Nello Migliaccio, nato a Napoli il 4 marzo 1973 e residente a Gallinaro.
Vista la nota prot. n. 1133 del 13 giugno 2017 di trasmissione della relazione con la quale il Ministero dell'interno - Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione - ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull'affare consultivo in oggetto;
vista l’istanza pervenuta tramite la prefettura di Frosinone con nota 246/Area IV del 9 marzo 2016;
visto il proprio parere interlocutorio n. 1972 del 14 settembre 2017;
visto il proprio parere interlocutorio n. 13 del 2 gennaio 2018;
visto il proprio parere interlocutorio n. 1137 del 17 maggio 2018;
vista la nota n. 1974 del 18 settembre 2018 del Ministero dell’interno;
L’ente di culto denominato “Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme”, con istanza del primo marzo 2016, ha chiesto il riconoscimento della personalità giuridica ai sensi dell’art. 2 legge 24 giugno 1929, n. 1159 e del r.d. 28 febbraio 1930, n.289.
L’ente si è costituito con atto pubblico del 4 ottobre 2015, a rogito del notaio Domenico Pallottino, repertorio n.102. E’ dotato di statuto approvato dall’assemblea l’11 giugno 2016.
Persegue, ai sensi dell’art. 4 dello statuto, la promozione e la pratica dei principi religiosi del vecchio e Nuovo testamento, la formazione spirituale, la promozione e il sostegno della dignità dell’uomo e della donna, l’assistenza, l’accoglienza e il sostegno spirituale a tutti coloro che desiderano intraprendere “il pellegrinaggio verso la Nuova Gerusalemme”.
L’organo di governo centrale è costituito da un Consiglio Spirituale.
Per effetto degli accertamenti eseguiti, risulta che l’ente ha rappresentanza in sedici Province e che all’ente di culto aderiscono, complessivamente, circa 2400 fedeli.
Dalla relazione allegata all’istanza di riconoscimento si rileva che nel 2001 è stata costituita una ONLUS, denominata “Associazione Casa Serena del Bambino Gesù”, che ha curato l’accoglienza dei fedeli in previsione della nascita della “Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme”.
Inoltre, è previsto che, successivamente al riconoscimento della personalità giuridica da parte dell’ente di culto, la ONLUS confluisca nell’indicato Ente.
1. Il Ministero riferente, con una prima relazione del 16 giugno 2017, nel prospettare un giudizio sostanzialmente positivo, ha manifestato talune perplessità. In particolare, ha evidenziato che:
- alcuni dei responsabili delle comunità di tre città (Terni, Trasacco, Vico Equense), sono stati coinvolti in vicende giudiziarie, conclusesi con sentenza di condanna, sebbene non riconducibili “neppure in senso lato, alla sfera religiosa”;
- nella relazione allegata all’istanza di riconoscimento della personalità giuridica si fa riferimento alla confluenza della ONLUS nell’Ente ecclesiastico ma lo statuto non considera espressamente tale passaggio;
- sussistono forti perplessità in ordine a taluni precetti dettati dallo statuto che incidono fortemente sulla personalità dell’individuo in aperto contrasto con i principi generali dell’ordinamento giuridico relativi alla tutela della capacità di intendere e di volere nonché sul libero dispiegarsi della personalità umana;
- l’ente dispone di sufficienti mezzi economici finanziari utilizzati, però, in misura minima. La forte disponibilità di liquidità finanziarie sul conto bancario costituisce una “evidente anomalia per un ente di culto”;
- la contabilizzazione delle spese, ancorché modeste, è stata effettuata in modo tale da non poter distinguere le spese sostenute per attività amministrative da quelle effettuate per fini religiosi e di culto.
2. Con parere interlocutorio n. 1972 del 14 settembre 2017, la Sezione, nel condivide le perplessità prospettate dall’Amministrazione, al fine di poter emettere il richiesto parere, ha chiesto al Ministero di:
- acquisire lo statuto della ONLUS;
- verificare che la contabilizzazione delle spese avvenga nel rispetto dei principi contabili e, quindi, per categoria di costo;
- verificare la causa della modesta entità delle spese e delle ragioni delle eccessive disponibilità finanziarie sul conto bancario;
- accertare se l’attività dell’ente sia effettivamente di natura religiosa;
- sollecitare l’invio della nota richiesta al rappresentante legale finalizzata a chiarire l’effettivo utilizzo delle risorse finanziarie.
3. L’Amministrazione, con nota 2151 del 20 ottobre 2017, trasmetteva, senza alcuna valutazione, “i chiarimenti e le integrazioni inoltrate dal legale rappresentante legale della Chiesa Universale della Nuova Gerusalemme il quale, in particolare:
- allegava i certificati del casellario giudiziario di alcuni responsabili delle comunità locali di Terni, Trasacco e Vico Equense – interessati da pregresse vicende penali - al fine di provare che nessun appunto può essere mosso alla moralità delle persone;
- allegava copia dello Statuto associativo;
- chiariva che nello statuto dell’Associazione religiosa “non esiste alcun precetto che possa incidere sul libero dispiegarsi della personalità dell’individuo che sia in contrasto con i principi generali dell’ordinamento giuridico relativi alla capacità di intendere e di volere”;
- precisava che “le spese sostenute nei primi due esercizi sono state limitate in attesa del riconoscimento dell’ordinamento giuridico e della crescita graduale e costante della Chiesa che, con prudenza e gradualità, è intenzionata ad investire acquisendo anche immobili…”.
- trasmetteva il rendiconto aggiornato “redatto in ossequio ai dettami sanciti dal codice civile previsti in materia e nel rispetto delle norme di settore delle associazioni non riconosciute che svolgono attività esclusivamente istituzionali…”;
- ribadiva che la Chiesa Universale della Nuova Gerusalemme “a tutti gli effetti ha come finalità il culto”;
- i Ministri di culto sono nominati secondo i criteri stabiliti dall’art. 16 dello Statuto;
- confermava che le disponibilità finanziarie sono frutto delle “libere devoluzioni dei fedeli”;
- chiariva che le risorse finanziarie erano state utilizzate “per lo svolgimento della sola attività istituzionale”.
Poiché gli elementi acquisiti venivano ritenuti incompleti, con parere interlocutorio n. 13 del 2 gennaio 2018 la Sezione rinnovava la richiesta all’Amministrazione di accertare se l’attività dell’ente fosse effettivamente di natura religiosa invitandola, inoltre, ad esprimere, ai sensi dell’art. 36 del r.d. 21 aprile 1942 n. 444, le proprie valutazioni anche in ordine agli elementi integrativi forniti dall’istante e innanzi richiamati.
4. Con nota prot. n. 1137 del 17 maggio 2018 il Ministero dell’Interno:
- confermava le perplessità in merito “all’effettiva natura religiosa dell’ente” peraltro già evidenziate con la relazione del 16 giugno 2017, con particolare riferimento “al ridottissimo utilizzo delle risorse patrimoniali da parte dell’ente”;
- evidenziava che, dall’esame dei bilanci e dalla lettura degli elementi integrativi, “non si è in grado di accertare se l’attività concreta e prevalente della Chiesa Cristiana universale della Nuova Gerusalemme sia di natura religiosa o meno”;
- ribadiva le proprie perplessità in esito alla “confluenza della ONLUS nell’ente in questione, che dovrebbe avvenire successivamente all’approvazione della personalità giuridica del medesimo, formando così un’unica entità”,
- evidenziava che dalla sottoscrizione del modulo che ciascun aderente all’ente religioso deve compilare consegue l’obbligo di “obbedire al Sommo Pontefice della Chiesa cristiana Universale della Nuova Gerusalemme”;
- comunicava l’effettuazione di accertamenti istruttori in essere da parte delle competenti Autorità;
- si riservava di trasmettere, “appena possibile”, l’esito degli accertamenti in corso.
Con parere interlocutorio n. 1839/2018 del 13 luglio 2018 la Sezione chiedeva di conoscere l’esito degli accertamenti svolti da parte della Prefettura di Frosinone.
5. Il Ministero riferente, con nota 1974 del 18 settembre 2018, ha trasmesso le proprie valutazioni finali evidenziando di aver incaricato la Prefettura di Frosinone di “svolgere ulteriori e approfondite attività istruttorie” nonché di aver sollecitato più volte, e inutilmente, l’Istituzione a comunicare i risultati degli accertamenti,
Rappresenta, inoltre, che il legale rappresentante della Chiesa Universale della Nuova Gerusalemme ha chiesto l’accesso agli atti e la loro acquisizione. A seguito di tale accesso il rappresentante legale ha fornito ulteriori e aggiornati chiarimenti che “integrano ed approfondiscono i chiarimenti a suo tempo forniti” diffidando l’Amministrazione a “concludere e comunicare le risultanze degli accertamenti”.
Sulla base della sua responsabile valutazione, il Ministero espone che il perdurante silenzio della citata Prefettura induce a ritenere che “dall’attività istruttoria svolta non siano emersi elementi negativi in merito all’effettiva natura religiosa dell’ente” evidenziando, nel contempo, che l’attività “istruttoria in argomento non possa essere protratta sine die”.
Di qui la conclusione che le risultanze istruttorie “allo stato attuale, siano di segno positivo e favorevoli rispetto all’accertamento dell’effettiva natura religiosa dell’ente”.
6. In merito, il Collegio ritiene di richiamare alcuni principi giurisprudenziali riguardanti il riconoscimento degli enti di culto diverso da quello cattolico:
-	la Costituzione ha profondamente innovato, sul punto, l'art. 1 della L. 24 giugno 1929 n. 1159, rendendo ammissibili nell'ordinamento italiano tutte quelle confessioni che non prevedono riti contrari al buon costume (CDS, Sez. I, RG n. 1390-1986);
- la Corte costituzionale, con sentenza n. 59-1958, con riferimento all’art. 3 della legge 24 giugno 1929, n. 1159 - ma la considerazione può estendersi anche all’art. 2 della medesima legge che in questa sede viene in esame - ha ritenuto legittimo e rispondente allo spirito della Costituzione che allorquando agli atti delle associazioni con fini di culto si debbano riconoscere effetti giuridici, tali atti ricadono sotto la ricognizione ed il controllo dello Stato;
- pertanto è pienamente vigente nell’ordinamento la disciplina relativa ai c.d. “culti ammessi” contenuta nella legge n.1159/1929 e nel R.D. n.289/1930, sicché, sulla base delle relative norme inderogabili, di ordine pubblico, non può essere acquisito da un soggetto avente finalità anche religiose lo status di ente ecclesiastico senza che sia seguito il procedimento previsto dalla normativa riguardante gli enti di culto diversi da quello cattolico (CDS, Sez. VI, n. 2331-2009);
-	il provvedimento di attribuzione della personalità giuridica a un ente di culto diverso da quello cattolico ha natura concessoria ed è caratterizzato da discrezionalità amministrativa e tecnica (CDS, Sez. I, n. 2635-2016);
-	si applica la normativa di cui alla legge n. 1159/1929 – e non quella di cui al D.P.R. n. 361/2000 concernente il regolamento per la semplificazione dei procedimenti di riconoscimento di persone giuridiche private - allorché si riscontri la presenza di un fine di culto nell'organizzazione dell’associazione considerata, qualunque importanza possa questo assumere nella sua esistenza giuridica (CDS, Sez. I, n. 2331-2009);
-	la natura di un ente di culto deve essere desunta dallo statuto adottato e dalle attività effettivamente svolte (CDS, Sez. I, n. 2635-2016);
-	occorre lo scopo finalistico di carattere prevalentemente religioso dell’associazione, il consistente numero di fedeli, la disponibilità dell’immobile in cui l’associazione ha la sua sede, l’individuazione nominativa del suo effettivo rappresentante, la consistenza del patrimonio mobiliare e l’espressa previsione statutaria di devoluzione dell’intero patrimonio in caso di estinzione (Cons. St., Sez. I, 30 luglio 1986, n. 1390) (CDS, Sez. I, n. 2236-2015) (CDS Sez. I, n. 413-2016);
-	occorre un’attività di culto nell’ambito di una particolare fede religiosa (CDS, Sez. I, n. 1534-2014) (CDS, Sez. I, n. 2635-2016) (CDS, Sez. I, n. 3417-2015) (CDS, Sez. I, n. 764-2018);
-	lo statuto deve prevedere una disposizione circa i ministri di culto, la cui presenza è essenziale per la valutazione del carattere cultuale di un organismo (CDS, Sez. I, RG n. 1659-2008);
-	occorre la congruità del patrimonio rispetto al raggiungimento degli scopi statutari in quanto una delle conseguenze più rilevanti dell'erezione in ente con personalità giuridica è quella della limitazione della responsabilità dell'ente medesimo al proprio patrimonio, con conseguente necessità di tutelare adeguatamente i terzi intreccianti rapporti giuridici col nuovo soggetto di diritti. Tale esigenza rende perfettamente compatibile coll'ordinamento costituzionale l'art. 10, secondo comma, del R.D. 28 febbraio 1930 n. 289, che impone all'istante l'onere di indicare, nella domanda di riconoscimento della personalità giuridica ad istituti delle confessioni cattoliche, i «mezzi finanziari... per il raggiungimento dei propri fini» (CDS, Sez. I, RG n. 1390-1986) (CDS, Sez. I, n. 2635-2016);
-	ulteriore elemento di valutazione è costituito dalla consistenza numerica dei fedeli e dall’ambito territoriale nel quale sono distribuiti (CDS, Sez. I, RG n. 1659-2008) (CDS, Sez. I, n. 2635-2016);
8. Con riferimento al caso specifico, dalle risultanze in atti, si ritiene che sussistano gli elementi indicati dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato per il riconoscimento della personalità giuridica ai sensi dell’art. 2 legge 24 giugno 1929, n. 1159 e del r.d. 28 febbraio 1930, n.289 della “Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme”.
Invero, è presente, secondo la responsabile valutazione dell’Amministrazione riferente, lo scopo di culto e la confessione non prevede riti contrari al buon costume.
Le risorse finanziarie disponibili sono significative e il loro mancato investimento è presumibilmente dovuto alla strategia dell’ente religioso di improntare la relativa gestione a criteri di prudenza e di investimenti graduali in attesa del formale riconoscimento della personalità giuridica.
Dalla documentazione in atti risulta, poi, che le spese sostenute nel tempo hanno riguardato solo l‘attività di esercizio del culto, e le entrate, che derivano esclusivamente dalle devoluzioni, sono frutto soltanto di libere determinazioni dei fedeli.
Non si ravvisano criticità neanche con riferimento ai rapporti tra la ONLUS e la Chiesa atteso che i due enti perseguono finalità autonome pur sussistendo la possibilità che, in futuro, la ONLUS possa confluire nella Chiesa trasferendo anche le proprie finalità.
Invero, la ONLUS a suo tempo è stata istituita per l’accoglienza dei pellegrini e la cessazione della sua attività e la conseguente eventuale fusione delle sue finalità con quelle della Chiesa non sembrano pregiudicare le finalità di culto perseguite da quest’ultima.
Infine, è stato chiarito che, in merito al contenuto della domanda di adesione dei fedeli, la modulistica prevede un “semplice richiamo all’osservanza degli articoli di fede della Chiesa, senza alcuna forma di assoggettamento alla volontà del Sommo Pontefice che è il supremo Capo spirituale della Chiesa”.
Sulla base delle considerazioni che precedono - ed alla luce delle responsabili valutazioni del Ministero - la Sezione esprime parere favorevole alla concessione della personalità giuridica ai sensi dell’art. 2 della legge 24 giugno 1929, n. 1159 e del r.d. 28 febbraio 1930, n. 289.
Saverio Capolupo Mario Luigi Torsello