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Timestamp: 2019-04-22 01:02:13+00:00
Document Index: 4324064

Matched Legal Cases: ['art.21', 'art.14', 'art. 21', 'art. 25', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 134']

revoca | Sentenzeappalti.it
Revoca dell’aggiudicazione nel nuovo Codice dei contratti pubblici – Presupposti
Consiglio di Stato, sez. III, 29.11.2016 n. 5026
4.2- In via generale, la revoca dei provvedimenti amministrativi, disciplinata dall’art.21-quinquies della legge n. 241 del 1990 (e introdotta dall’art.14 della legge n.15 del 2005), si configura come lo strumento dell’autotutela decisoria preordinato alla rimozione, con efficacia ex nunc (e, quindi, non retroattiva), di un atto ad efficacia durevole, in esito a una nuova (e diversa) valutazione dell’interesse pubblico alla conservazione della sua efficacia.
I presupposti del valido esercizio dello ius poenitendi sono definiti dall’art. 21-quinquies (per come modificato dall’art. 25, comma 1, lett. b-ter, d.l. n. 133 del 2014) con formule lessicali (volutamente) generiche e consistono nella sopravvenienza di motivi di interesse pubblico, nel mutamento della situazione di fatto (imprevedibile al momento dell’adozione del provvedimento) e in una rinnovata (e diversa) valutazione dell’interesse pubblico originario (tranne che per i provvedimenti autorizzatori o attributivi di vantaggi economici).
A differenza del potere di annullamento d’ufficio, che postula l’illegittimità dell’atto rimosso d’ufficio, quello di revoca esige, infatti, solo una valutazione di opportunità, seppur ancorata alle condizioni legittimanti dettagliate all’art. 21-quinquies l. cit. (e che, nondimeno, sono descritte con clausole di ampia latitudine semantica), sicchè il valido esercizio dello stesso resta, comunque, rimesso a un apprezzamento ampiamente discrezionale dell’Amministrazione procedente.
Il ritiro di un’aggiudicazione legittima postula, in particolare, la sopravvenienza di ragioni di interesse pubblico (o una rinnovata valutazione di quelle originarie) particolarmente consistenti e preminenti sulle esigenze di tutela del legittimo affidamento ingenerato nell’impresa che ha diligentemente partecipato alla gara, rispettandone le regole e organizzandosi in modo da vincerla, ed esige, quindi, una motivazione particolarmente convincente circa i contenuti e l’esito della necessaria valutazione comparativa dei predetti interessi (cfr. Cons. St., sez. V, 19 maggio 2016, n. 2095).
Resta da chiarire che i canoni di condotta appena precisati restano validi anche per le procedure di aggiudicazione soggette alla disciplina del d.lgs. n. 50 del 2016, nella misura in cui il paradigma legale di riferimento resta, anche per queste ultime, l’art. 21-quinquies l. n. 241 del 1990, e non anche la disciplina speciale dei contratti, che si occupa, infatti, di regolare il recesso e la risoluzione del contratto, e non anche la revoca dell’aggiudicazione degli appalti (ma solo delle concessioni).
Aggiudicazione provvisoria – Revoca – Responsabilità della Stazione appaltante da contatto qualificato – Nel caso di criticità e ritardi registrati durante la gara – Sussiste – Quantificazione
TAR Napoli, 14.09.2016 n. 4300
Il vulnus alla posizione del consorzio stabile Egeco scarl è piuttosto riconducibile alla colpevole condotta assunta dalla stazione appaltante nel corso della gestione del procedimento di gara, alla fine risoltosi in un inutile coinvolgimento della società ricorrente in una vicenda ed in un rapporto pervenuto ad un punto di sostanziale ed irreversibile arresto, senza alcuna possibilità di soluzione, con evidente lesione del legittimo affidamento di chi invece era titolare di una legittima aspettativa rispetto alla stipulazione di un contratto pubblico.
aggiudicazione provvisoriarevocarisarcimento danno
Revoca dell’aggiudicazione provvisoria: è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento da parte della stazione appaltante?
25.09.2016 Redazione
Revoca dell’aggiudicazione provvisoria: è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento da parte della stazione appaltante? Al quesito va fornita risposta negativa. L’aggiudicazione provvisoria, infatti, al pari di ogni altra manifestazione provvedimentale di volontà dell’amministrazione, è comunque suscettibile di revoca, ancorché si tratti di provvedimento ad effetti interinali: la revoca incide infatti sull’atto, nel senso del suo ritiro, e non già sugli effetti con esso prodottisi. Pertanto, anche in base alla pacifica giurisprudenza del Consiglio di Stato, il carattere meramente interinale e non conclusivo del procedimento di gara dell’aggiudicazione provvisoria comporta la non applicabilità delle garanzie partecipative tipiche del potere di autotutela di cui alla legge n. 241 del 1990 (tra le più recenti pronunce in tal senso: Consiglio di Stato, sez. V, 31.08.2016 n. 3746, Sez. III, 27.11.2014, n. 5877, 24.05.2013, n. 2838, 11.07.2012, n. 4116; Sez. V, 23.10.2014, n. 5266, 28.12.2011, n. 6951, 20.04.2012, n. 2338).
Stipulazione del contratto d’appalto – Revoca dell’aggiudicazione – Inammissibilità – Occorre recesso (Art. 134)
Consiglio di Stato, sez. V, 22.03.2016 n. 1174
L’Adunanza plenaria ha quindi affermato il seguente principio di diritto: “Nel procedimento di affidamento di lavori pubblici le pubbliche amministrazioni se, stipulato il contratto di appalto, rinvengano sopravvenute ragioni di inopportunità della prosecuzione del rapporto negoziale, non possono utilizzare lo strumento pubblicistico della revoca dell’aggiudicazione ma devono esercitare il diritto potestativo regolato dall’art. 134 del d.lgs. n. 163 del 2006”. La decisione della A.P. è condivisa pienamente dal collegio ed esclude incontrovertibilmente la fondatezza della sostanziale censura di merito formulata con l’atto d’appello, che deve essere conseguentemente sul punto respinto.
recessorevoca
La Stazione Appaltante può decidere di “auto-produrre” un servizio e di revocare la relativa gara di affidamento?
La Stazione Appaltante può decidere di “auto-produrre” un servizio e di revocare la relativa gara di affidamento? La giurisprudenza ha da tempo valorizzato la facoltà dell’amministrazione di ripensare le modalità tecniche di erogazione e gestione di un determinato servizio e la volontà di provvedere in autoproduzione come plausibili giustificazioni della revoca degli atti di gara e degli atti successivi, e concludono per la sindacabilità di tali scelte solo in presenza di palesi e manifesti indici di irragionevolezza. La revoca, in consonanza con i limiti che incontra l’esercizio del generale potere di autotutela amministrativa, deve essere adeguatamente motivata e supportata da idonea istruttoria circa la sussistenza dei presupposti di opportunità per svolgere l’attività mediante le strutture interne dell’ente: presupposti che ben possono essere individuati nella possibilità di conseguire forti risparmi di spesa attraverso la riorganizzazione e la internalizzazione o reinternalizzazione del servizio (per tutte, cfr. Cons. Stato, sez. VI, 6 maggio 2013, n. 2418; id., sez. V, 6 maggio 2011, n. 2713; id., sez. VI, 17 marzo 2010, n. 1554). (…)
Nel momento in cui la revoca cade su di una procedura di affidamento già indetta, la sopravvenuta valutazione di maggior convenienza economica dell’autoproduzione si giustifica se riferita non a un valore presunto, ma al costo effettivo dell’appalto oggetto del riesame, e questo è un dato conoscibile solo con l’apertura delle offerte economiche. Solo a partire da questo valore l’amministrazione può legittimamente proporre eventuali correttivi in aumento dovuti a fattori o esigenze emersi dopo l’indizione della gara.
Il principio di segretezza delle offerte impedisce, certo, che l’apertura delle buste contenenti le offerte economiche avvenga al di fuori della procedura di gara, ma la revoca, nella misura in cui è basata sulla non convenienza economica dell’affidamento, non può prescindere dalla conoscenza del costo effettivo dell’affidamento stesso (cfr. Cons. Stato, sez. III, 24 maggio 2013, n. 2838; id., 16 ottobre 2012, n. 5282).
L’apertura delle buste contenenti le offerte economiche ed anche l’eventuale formazione di una graduatoria provvisoria dei concorrenti non costituiscono atti idonei a ingenerare affidamenti tutelabili in capo a questi ultimi, ma un’aspettativa di mero fatto alla positiva conclusione del procedimento. Aspettativa di fatto, che, com’è noto, resta tale anche per l’ipotesi in cui dovesse procedersi all’aggiudicazione provvisoria, parimenti inidonea ad attribuire il bene della vita ambito dai concorrenti e, pertanto, sempre revocabile o annullabile dalla stazione appaltante, la quale conserva intatta la possibilità di non procedere affatto all’aggiudicazione definitiva e di ritirare in autotutela l’intera procedura di affidamento (per tutte, da ultimo cfr. Cons. Stato, sez. IV, 12 gennaio 2016, n. 67).
(TAR Toscana sez. I 15/3/2016 n. 467)
Revoca della gara non più rispondente all’interesse pubblico – Potere della Stazione appaltante – Sussiste fino alla stipulazione del contratto – Tutela risarcitoria – Limiti
01.11.2015 Redazione
Consiglio di Stato, sez. V, 28.10.2015 n. 4934
“Lo ius poenitendi è istituto riconosciuto dall’ordinamento giuridico in via generale, salve le conseguenze di natura risarcitoria o indennitarie ove l’esercizio di tale potere incida su situazioni giuridiche tutelate.
In base a tale potere, quindi, la pubblica amministrazione fino alla stipula del contratto può revocare l’affidamento dell’incarico e l’intera procedura di gara ove l’affidamento come previsto dalla procedura di gara non sia più rispondente all’interesse pubblico che costituisce il parametro cui si ispira l’operato della pubblica amministrazione. A fronte dell’esercizio di tale potere non è dato ravvisare in testa ai partecipanti alla gara un interesse qualificato e meritevole di tutela alla conclusione della procedura di gara e all’affidamento dell’incarico ma in limine la tutela della chance (sul punto, cfr. Cons. Stato, sez. V, 20 aprile 2012, n. 2338)”.
revocarisarcimento danno
R.t.i. – Interdittiva antimafia – Revoca o recesso dal contratto – Attività vincolata per la Stazione appaltante – Possibilità di proseguire l’esecuzione del contratto con le altre imprese costituenti il r.t.i. – Presupposti (Artt. 37, 38)
01.10.2015 Redazione
interdittiva antimafiaraggruppamenti temporanei impreserecessorequisiti di ordine generalerevoca
Violazione dei protocolli di legalità o dei patti di integrità: casi in cui comporta l’esclusione – Revoca dell’aggiudicazione provvisoria: modalità e limiti (Art. 46)
02.09.2015 Redazione
aggiudicazione provvisoriaautotutelacause esclusionepatti di integritàprotocolli di legalitàrevocatassatività
Revoca della dichiarazione di pubblico interesse nel project financing e diritto all’indennizzo (Art. 153)
02.07.2015 Redazione
dichiarazione pubblico interesseproject financigrevoca