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Timestamp: 2020-06-01 12:36:29+00:00
Document Index: 68647687

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2953', 'art. 24', 'art. 3', 'art. 2953', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 24932 del 20/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24932 del 20/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 20/10/2017, (ud. 21/09/2017, dep.20/10/2017), n. 24932
sul ricorso 21155/2016 proposto da:
legale rappresentante, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DI
GROTTA PERFETTA 130, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE
OLIVERIO, rappresentata e difesa dall’avvocato GIUSEPPE FIERTLER;
rappresentato e difeso dagli avvocati ANTONINO SGROI, ESTER ADA VITA
SCIPLINO, GIUSEPPE MATANO, EMANUELE DE ROSE, LELIO MARITATO, CARLA
PIANETA VERDE SOCIETA’ COOPERATIVAS A RL;
avverso la sentenza n. 93/2016 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,
depositata l’08/03/2016;
1. La società Pianeta Verde ha proposto opposizione presso il Tribunale di Cosenza contro la cartella esattoriale n. (OMISSIS), previa acquisizione, presso Equitalia Servizi di Riscossione S.p.a., di un estratto di ruolo, emesso dall’ente concessionario in data 21.11.2013.
2. Il Tribunale di Cosenza ha accolto l’opposizione e ha dichiarato non dovute le somme portate dalla cartella esattoriale, per il compimento del termine quinquennale di prescrizione, iniziato a decorrere dal 23.05.2008, cioè dalla data di notifica della cartella indicata dall’estratto di ruolo.
3. Equitalia ha impugnato la sentenza di primo grado dinanzi alla Corte d’Appello di Catanzaro, sostenendo, con l’adesione di INPS, la tesi che il termine di prescrizione non è di cinque ma è di dieci anni, ai sensi dell’art. 2953 c.c..
Pianeta Verde società cooperativa a r.l. si è costituita in giudizio chiedendo il rigetto del gravame.
4. Equitalia Servizi di Riscossione S.p.a. ha proposto ricorso per Cassazione.
Le altre parti non hanno svolto attività difensive.
Con tale decisione, si è affermato: “la scadenza del termine – pacificamente perentorio – per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui del D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 24, comma 5, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche la cd. conversione del termine di prescrizione breve (nella specie, quinquennale, secondo la L. n. 335 del 1995, art. 3, commi 9 e 10) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell’art. 2953 c.c.. Tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la suddetta cartella, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell’attitudine ad acquistare efficacia di giudicato. Lo stesso vale per l’avviso di addebito dell’INPS, che, dall’1 gennaio 2011, ha sostituito la cartella di pagamento per i crediti di natura previdenziale di detto Istituto (del D.L. n. 78 del 2010, art. 30, conv., con modif., dalla L. n. 122 del 2010).
2. Dovendosi dare seguito a tale condivisibile orientamento, che ha riallineato le disarmonie della giurisprudenza (si vedano le sentenze 4338/2014; 11749/2015 e 5060/2016, di segno opposto rispetto alla citata sentenza delle SSUU 23397/2016), la soluzione adottata dalla Corte d’Appello di Firenze risulta corretta e conforme a diritto.
4. Sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17.