Source: http://www.aipdbari.it/associazione/lo-statuto/
Timestamp: 2020-02-28 17:12:40+00:00
Document Index: 99837367

Matched Legal Cases: ['art.14', 'art. 24', 'art.24', 'art.21', 'art.2403', 'art.10']

Lo statuto – AIPD BARI
“AIPD Associazione Italiana Persone Down – sezione di Bari”
In forma abbreviata “AIPD – sez. di Bari”
Iscritta nell’albo delle associazioni di promozione sociale al n. 340/BA
L’Associazione, costituita ai sensi dell’art.14 e seguenti del Codice Civile il 10 marzo 1984 con atto del Notaio Alfredo Polito rep. n.121106, ha la denominazione “AIPD – ASSOCIAZIONE ITALIANA PERSONE DOWN – Sezione di Bari”.
Una volta iscritta all’anagrafe delle ONLUS, l’associazione utilizzerà, nella denominazione e in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, la locuzione “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” o l’acronimo “ONLUS”.
L’Associazione è sezione autonoma dell’AIPD – Associazione Italiana Persone Down, con sede in Roma, Viale delle Milizie n.106, riconosciuta con Decreto del Presidente della Repubblica n.118 del 18 marzo 1983 ed iscritta nel Registro delle Persone Giuridiche del Tribunale di Roma al n.318 dell’otto giugno 1983 e che verrà qua di seguito denominata per brevità “AIPD Nazionale”.
L’Associazione ha sede in Bari.
Il trasferimento di sede nell’ambito dello stesso Comune è deciso dai soci in assemblea ordinaria.
L’Associazione ha durata illimitata, il suo scioglimento può essere deliberato solo dall’Assemblea Straordinaria dei Soci ai sensi degli articoli 7, 8, 9 e 11 o dal Consiglio di Amministrazione dell’AIPD Nazionale con propria delibera, nei soli casi in cui:
1) la Sezione non operi più in armonia con le finalità statutarie ed operative dell’AIPD Nazionale;
2) per gravi irregolarità statutarie e amministrative comprese le norme del Regolamento delle Sezioni.
L’Associazione ha lo scopo, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà e di utilità sociale, di operare a favore delle persone Down e delle loro famiglie, indipendentemente dalla loro iscrizione a socio, in armonia con le finalità statutarie ed operative dell’AIPD Nazionale, nonché di contribuire allo studio della Sindrome di Down (trisomia 21), ad un’aggiornata informazione sulla stessa, all’inserimento ed integrazione scolastica, lavorativa e sociale a tutti i livelli della persona Down, accompagnando le stesse nel loro percorso di vita dall’infanzia all’età adulta.
a) intervenire per dare ai familiari – fino dalla prima fase più critica del processo di accettazione del trisomico – sostegno psicologico, informazioni estese e corrette, appoggi pratici, occasioni di incontro e di scambio di informazioni ed esperienze;
b) facilitare l’indispensabile e proficuo inserimento di bambini e ragazzi con Sindrome di Down nelle scuole di ogni ordine e grado;
c) promuovere ed organizzare ogni attività atta a favorire l’inserimento di tutte le persone con Sindrome di Down nella società e nel mondo del lavoro e la loro accettazione a tutti i livelli, anche con l’organizzazione e la gestione di progetti per lo sviluppo dell’autonomia personale ed esterna e di corsi di formazione professionale con la partecipazione del mondo imprenditoriale e produttivo;
d) promuovere la realizzazione di strutture e servizi adeguati per rispondere alle esigenze, anche residenziali, dell’età adulta come previsto dalle norme vigenti, assumendosene, se necessario, la gestione diretta;
e) raccogliere, per un’ampia divulgazione al più vasto pubblico e con i più vari mezzi, ogni informazione sulla natura della Sindrome di Down, nonché sulle circostanze che sembrano favorire l’insorgere e sulle misure preventive rese disponibili dalla scienza; promuovere ricerche, anche attraverso l’istituzione di borse di studio, per il reperimento di ulteriori e migliori informazioni sia per la prevenzione che per la messa a punto del programma più idoneo per lo sviluppo delle potenzialità fisiche, mentali ed espressive delle persone Down; favorire la diffusione delle informazioni e delle conoscenze anche attraverso proprie pubblicazioni;
f) creare una rete di consulenti formata da medici, operatori sanitari, scolastici e sociali sensibili ed interessati ai problemi della Sindrome Down, al fine di conseguire una migliore assistenza generale; favorire con ogni mezzo la formazione e l’aggiornamento di operatori sanitari, scolastici e sociali, anche organizzando direttamente convegni e corsi per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado e per gli operatori sociosanitari;
g) diffondere la conoscenza degli strumenti operativi, legislativi e previdenziali di cui possono usufruire tutte le persone con Sindrome Down;
h) offrire agli organi legislativi e di governo della Regione e degli altri Enti locali, una responsabile collaborazione nell’applicazione delle norme vigenti, nella formulazione di piani e programmi, nello studio di nuovi provvedimenti, esplicando, dove occorra, opera di persuasione, stimolo e pressione;
i) tenere i contatti con tutte le associazioni che si occupano dei problemi delle persone handicappate e dell’infanzia in generale per coordinare con loro le attività di rivendicazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica e scambiare con loro le informazioni utili relative alle attività svolte nelle singole associazioni;
l) tutelare la dignità della persona trisomica e gli altri suoi diritti sanciti dalla Costituzione Italiana e dalla Dichiarazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite sui diritti degli handicappati;
m) patrocinare, promuovere, curare qualsiasi iniziativa o attività che sia ritenuta dal Consiglio di Amministrazione opportuna per reperire i mezzi occorrenti o comunque perseguire lo scopo anzidetto.
L’associazione, per il raggiungimento dei suoi scopi, potrà assumere partecipazioni ed interessenza in altre associazioni, cooperative, enti ed organismi in genere che abbiano scopi analoghi o connessi al proprio.
L’associazione non può svolgere attività diverse da quelle menzionate, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.
ART. 3 – SOCI: categorie.
L’Associazione è composta dai Soci:
a) ORDINARI: genitori, anche adottivi, fratelli, sorelle e tutori di persone con Sindrome di Down (anche nel caso di decesso della persona Down) nonché le persone Down emancipate che si impegnino nei limiti delle singole possibilità e competenze, a prestare volontariamente e gratuitamente con spirito di solidarietà la propria opera e collaborazione per l’attuazione ed il perseguimento dello scopo dell’Associazione. Può essere socio ordinario soltanto chi sia anche socio ordinario dell’AIPD Nazionale.
b) COLLABORATORI: le persone, che non rientrando nella categoria precedente, pur non direttamente coinvolte nel problema, condividono gli scopi e le attività dell’Associazione, e, per spirito di solidarietà, si impegnano con continuità a prestare la propria opera volontaria e gratuita al servizio dell’AIPD.
c) BENEMERITI: le persone fisiche e giuridiche, gli enti e le associazioni che, non rientrando nelle categorie precedenti, abbiano contribuito in maniera incisiva e determinante, al perseguimento delle finalità dell’Associazione, acquisendo particolari meriti.
E’ garantita l’effettività del rapporto associativo tramite una disciplina uniforme dello stesso e delle modalità associative. E’ esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.
ART. 4 – SOCI: ammissione, recesso, esclusione.
Il socio è ammesso a domanda dell’interessato. Con la presentazione della domanda di ammissione il socio esplicitamente accetta sia lo statuto della Sezione che quello dell’AIPD Nazionale. La presentazione della domanda di iscrizione all’AIPD Nazionale e il relativo versamento della quota al nazionale possono essere effettuati anche tramite la Sezione che ne curerà l’invio.
Il Consiglio di Amministrazione constata la dovuta presentazione contemporanea di iscrizione all’AIPD Nazionale, nonché l’avvenuto versamento delle rispettive quote annuali, con delibera, accetta la domanda a Socio.
Il Socio può recedere od essere escluso a norma dell’art. 24 del Codice Civile. Il Socio è tenuto al versamento della quota minima della Sezione e dell’AIPD nazionale entro il 30 aprile dell’anno in corso. La qualità di socio non si perde nel caso che il versamento avvenga in ritardo purché entro l’anno solare, dopo tale data il socio viene d’ufficio considerato recedente e per essere riammesso dovrà presentare nuova domanda.
Il Socio, quando abbia cessato di appartenere all’Associazione, non può più ripetere le quote associative e gli eventuali altri contributi versati, né ha alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione; la qualità di Socio non è trasmissibile.
ART. 5 – RISORSE ECONOMICHE E PATRIMONIO
Le risorse economiche e il patrimonio dell’Associazione sono costituiti da:
h) beni immobili;
i) beni mobili in possesso dell’Associazione come da inventario.
Il patrimonio dell’Associazione si considera disponibile per le spese di funzionamento e mantenimento e di investimento per il perseguimento dello scopo della Associazione, ad eccezione di quei beni immobili che, per espressa volontà del donatore o testatore, non debbano essere alienati.
4) il Collegio di Revisori.
ART 7 – ASSEMBLEA – COSTITUZIONE
L’Assemblea è costituita da tutti i Soci aventi diritto a parteciparvi, cioè:
a) tutti i soci iscritti nel libro dei Soci alla data della convocazione, nonché quelli eventualmente iscritti successivamente prima dell’inizio dell’Assemblea, che abbiano versato la quota associativa relativa all’anno precedente se la convocazione avviene entro il 30 aprile, all’anno in corso se la data di convocazione è successiva al 30 aprile.
Hanno diritto al voto i Soci in regola con la quota associativa per l’anno in corso.
Il Socio che è nell’impossibilità di partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare da un altro socio, con delega scritta su apposito modulo intestato al socio, inviatogli con l’avviso di convocazione; il numero delle deleghe ammissibili per ogni socio è determinato dall’Assemblea e non potrà comunque essere superiore a tre. L’assemblea non può deliberare l’assegnazione di un numero di deleghe tale che il singolo socio rappresenti più del venti per cento dei soci. Il socio delegato deve consegnare alla Presidenza, prima dell’inizio dell’Assemblea la o le deleghe in suo possesso.
I membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Revisori, nelle assemblee ordinarie e straordinarie, non possono ricevere deleghe ne dare la propria.
L’Assemblea straordinaria è validamente costituita in ogni caso quando siano presenti personalmente o per delega almeno due terzi dei Soci aventi diritto al voto.
a) la determinazione della quota associativa annuale minima per i Soci;
b) la determinazione del numero e la nomina del Presidente e degli altri componenti del Consiglio di Amministrazione;
c) la nomina del Collegio dei Revisori ed il suo Presidente;
d) la determinazione del numero di deleghe ammissibili;
e) l’accettazione di donazioni, eredità, lasciti;
f) l’acquisto, la trasformazione e l’alienazione di beni immobili;
g) l’approvazione del programma delle attività e dei bilanci preventivo e consuntivo;
h) la delibera su qualsiasi altro argomento sottoposto dal Consiglio di Amministrazione;
i) l’esclusione del Socio per gravi motivi ai sensi dell’art.24 C.C..
b) lo scioglimento della Associazione nominando uno o più liquidatori e determinando le modalità di liquidazione del patrimonio e di devoluzione dei beni residui.
L’Assemblea è convocata dal Presidente, o da chi ne fa le veci, con avviso contenente l’ordine del giorno, la data, l’ora e il luogo – che può anche essere diverso da quello della sede dell’Associazione purchè in Italia da inviarsi ai soci almeno dieci giorni prima della data stabilita per l’Assemblea stessa. La comunicazione della convocazione dell’Assemblea Ordinaria e dell’Assemblea Straordinaria può avvenire anche a mezzo elettronico (e-mail) da inviare ai soci almeno dieci giorni prima dell’assemblea e con pubblicazione dell’invito sul sito dell’Associazione.
L’Assemblea è convocata entro il 15 febbraio di ciascun anno per l’approvazione del bilancio consuntivo dell’esercizio precedente e per l’approvazione del programma di attività e del bilancio preventivo. L’Assemblea viene convocata inoltre ogni qualvolta il Consiglio di Amministrazione lo ritenga opportuno o sia richiesta, previa motivazione, dal Collegio dei Revisori o da almeno un decimo dei soci aventi diritto a partecipare (determinato ai sensi dell’articolo 7) entro un mese dalla ricezione della richiesta.
L’Assemblea dei soci è presieduta dal Presidente o da chi ne fa le veci; in mancanza, da chi è designato dalla maggioranza dei Soci presenti aventi diritto al voto.
Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati (art.21 C.C.).
ART. 12 -Il PRESIDENTE
Il Presidente, o per delega un membro del Consiglio di Amministrazione, si impegna a partecipare attivamente ai lavori del Comitato Consultivo Nazionale, organo di collegamento tra sezioni e il Consiglio di Amministrazione nazionale, che si riunisce per la determinazione di eventuali variazioni dello Statuto e del Regolamento delle sezioni, del programma delle attività e dell’analisi delle risorse.
In caso di dimissioni del Presidente lo sostituisce il Vicepresidente che convoca un’Assemblea da tenersi entro sessanta giorni per le nuove elezioni.
ART. 13 – CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE – COMPOSIZIONE
Il Consiglio di Amministrazione è composto dal Presidente e da non meno di quattro a non più di otto altre persone.
I componenti del Consiglio durano in carica un triennio, salvo che la delibera di nomina determini un periodo più breve; sono rieleggibili e prestano la loro attività gratuitamente, salvo il rimborso delle spese anticipate per conto dell’Associazione nell’espletamento del loro mandato, entro i limiti fissati dal Consiglio stesso.
I componenti che, senza giustificato motivo, non partecipano a tre riunioni consecutive sono equiparati a dimissionari.
Per questo caso e se vengono a mancare per qualsiasi motivo uno o più componenti, gli altri provvedono a sostituirli tra i primi, dei non eletti, con delibera consiliare; quelli così nominati restano in carica fino alla prima Assemblea dei Soci che delibera al riguardo.
L’intero Consiglio cessa d’ufficio quando viene meno per dimissioni o per altre cause la maggioranza dei suoi componenti; gli altri suoi componenti rimangono in carica per la sola gestione ordinaria finché l’Assemblea dei Soci, convocata d’urgenza e comunque non oltre i quarantacinque giorni dalla cessazione della maggioranza, da loro o, in mancanza di tutti i Consiglieri, dal Collegio dei Revisori, abbia ricostituito il Consiglio.
Il Consiglio di amministrazione è convocato dal Presidente o, in sua assenza da chi fa le veci, mediante avviso recante l’ordine del giorno, la data, l’ora e il luogo della riunione, che può essere diverso dalla sede dell’Associazione, da spedirsi a ciascun componente del Consiglio ed ai componenti del Collegio dei Revisori almeno dieci giorni prima dell’adunanza o, nel caso di urgenza, mediante telegramma da spedire almeno quarantotto ore prima dell’adunanza.
Il Consiglio può essere convocato anche telefonicamente con l’accordo di tutti i Consiglieri ed i Revisori in carica.
Il Consiglio deve altresì essere convocato quando ne facciano richiesta scritta, indicandone l’ordine del giorno, almeno tre Consiglieri o il Collegio dei Revisori; decorsi inutilmente dieci giorni da tale richiesta, il Consiglio è convocato dal Collegio dei Revisori.
ART. 16 – CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E PRESIDENZA – COMPETENZE
Il Consiglio di Amministrazione ha tutti i poteri occorrenti per il conseguimento e l’attuazione degli scopi statutari e per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, eccettuati quelli che la legge ed il presente statuto riservano inderogabilmente all’Assemblea dei Soci.
Il Consiglio di amministrazione può nominare un comitato consultivo formato da persone Down maggiorenni perchè possa dare il proprio contributo di idee e bisogni alla programmazione e anche al fine di favorire un processo di crescita e responsabilizzazione sempre più largo tra le persone Down sulle attività e la gestione dell’Associazione.
Il Consiglio delibera, inoltre, sulle domande di ammissione dei Soci e determina i limiti per il rimborso delle spese sostenute dai propri Soci per le attività prestate.
ART. 17 – CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE – BILANCI ED AMMINISTRAZIONE
L’anno finanziario inizia il primo gennaio e termina il trentuno dicembre di ogni anno. Per ogni anno finanziario, il Consiglio presenta all’Assemblea dei Soci entro il quindici febbraio, il Bilancio consuntivo dell’anno finanziario precedente, comprendente il conto finanziario e quello patrimoniale, con allegati i riepiloghi dei residui, del conto di cassa e delle eventuali gestioni con contabilità separate e il programma annuale delle attività ed il bilancio preventivo di competenza, comprendente le somme che si prevede di riscuotere e quelle che si prevede di dover pagare nell’anno finanziario successivo.
I documenti sopra citati saranno depositati presso la sede, con cinque giorni di anticipo rispetto alla data fissata per l’Assemblea convocata al fine dell’approvazione.
Eventuali avanzi di gestione non saranno in alcun caso distribuiti, ma sempre destinati alla realizzazione delle attività istituzionali o a quelle direttamente connesse.
E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili ed avanzi di gestione nonchè fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura.
Il Collegio dei Revisori è composto di tre persone anche non Soci, nominate dall’Assemblea dei Soci che ne designa il Presidente, scelto possibilmente tra gli iscritti nel ruolo dei Revisori Contabili e negli Albi professionali dei Dottori commercialisti e dei Ragionieri, che non siano coniugi, parenti o affini entro il quarto grado dei componenti del Consiglio di Amministrazione.
Quando un Revisore viene, per qualsiasi motivo, a cessare dalla carica prima della scadenza del suo mandato, la prima Assemblea provvede a reintegrare il Collegio, ferme la scadenza di lui al termine stabilito nel precedente comma.
ART. 19 – COLLEGIO DEI REVISORI – COMPETENZA
a) il controllo della gestione finanziaria e patrimoniale, dell’ordinato andamento amministrativo, della regolare tenuta della contabilità e della rispondenza dei Bilanci alle risultanze contabili, accertando il rispetto delle norme di legge, dello Statuto, e del regolamento amministrativo-contabile;
b) la presentazione all’Assemblea dei Soci di una propria relazione con gli eventuali rilievi sull’andamento amministrativo-contabile ed economico-finanziario;
c) provvedere, occorrendo, a richiedere la convocazione dell’Assemblea dei Soci e del Consiglio di Amministrazione e, se il caso, a convocare i medesimi; a compiere quant’altro previsto dallo Statuto di competenza del Collegio medesimo e dall’art.2403 e seguenti del Codice Civile.
In ogni caso di scioglimento dell’Associazione il suo patrimonio sarà devoluto ad altre ONLUS con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, in conformità a quanto disposto dall’art.10, comma 1 (lettera f) del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n.460.
Per tutto quanto non contemplato e regolato da questo Statuto, si applicano le norme del Codice Civile e le altre disposizioni di legge in materia di Associazioni non aventi per oggetto l’esercizio di attività commerciali né fini di lucro o speculativi.
L’associazione è regolata inoltre dalle norme in materia di Associazioni di Promozione Sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000 n.383.
Firmato: Maria Gabriella De Napoli; Silvio Memeo Notaio.
NOTA: l’AIPD sez. di Bari risulta iscritta nell’anagrafe ONLUS con decorrenza 27/11/2013.