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Timestamp: 2018-06-22 05:56:19+00:00
Document Index: 27963322

Matched Legal Cases: ['art. 92', 'art. 94', 'art 93', 'art 95', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 94', 'art. 87', 'art. 48', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 72', 'art. 20', 'art. 73', 'art. 16', 'art. 72', 'art. 73', 'art. 21', 'art. 88', 'art.48', 'art. 88', 'art. 89', 'art. 90', 'art. 88', 'art. 88', 'art. 89', 'art. 92', 'art. 89', 'art. 89']

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Risposta ABI alla consultazione circa il Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio
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1 Risposta ABI alla consultazione circa il Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio Agosto 2014
2 PREMESSA L ABI apprezza l opportunità di partecipare alla pubblica consultazione al fine di fornire propri contributi alla formulazione del nuovo Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio diretti a coniugare i vincoli imposti dalla normativa comunitaria in recepimento con i margini di discrezionalità a disposizione della normativa nazionale. Il raggiungimento di tale obiettivo non è affatto agevole tenuto conto della scelta adottata dal nostro legislatore in occasione del recepimento della direttiva sui gestori dei fondi alternativi (AIFMD) di mantenere ferma l impostazione unitaria della disciplina degli OICR italiani e del relativo depositario e di estendere le norme introdotte dalla AIFMD anche ai fondi armonizzati (OICVM) e ai relativi depositari. Ciò comporta un anticipato recepimento in Italia della nuova direttiva UCITS (UCITS V) appena approvata e che dovrà essere recepita, peraltro con talune differenze rispetto alla AIFMD, a inizio Tale scelta ha reso molto complessa la riformulazione della disciplina italiana, la cui impostazione risente, da un lato, della impossibilità di riprodurre le norme del Regolamento UE n. 231/2013 di attuazione della AIFMD e, dall altro lato, della difficoltà di valutazione nell indentificare ciò che può ritenersi da subito valevole per tutti gli OICR e i relativi depositari e ciò che è, invece, giustificato procrastinare limitatamente agli OICVM e ai relativi depositari. Sulla base degli approfondimenti condotti con le banche associate che svolgono l attività di depositario operanti in Italia, tale complessa riformulazione del Regolamento solleva rilevanti criticità, le quali rischiano di determinare restrizioni eccessive all assetto organizzativo e contrattuale di tali depositari (e, di riflesso, degli OICR italiani e relativi gestori). In particolare: non viene valorizzato l attuale modello organizzativo adottato dai depositari in virtù delle vigenti disposizioni di vigilanza (che impone una puntuale verifica delle diverse componenti del calcolo del valore della quota e, dunque, garantisce il controllo sulle procedure dei gestori) e neppure data chiara indicazione della possibilità di ricorrere a modelli organizzativi alternativi; sono proposte norme di dettaglio, assenti nella AIFMD e nella UCITS V, che implicano modifiche di rilievo alle procedure in uso presso i depositari operanti ed impediscono agli stessi di cogliere le opportunità offerte dal nuovo quadro normativo europeo in via di definizione. Rilevano in proposito soprattutto le disposizioni poste in consultazione in materia di valutatore esterno ed esperti indipendenti (e, in tale ambito, quelle relative all attività di calcolo del NAV ed Pagina 2 di 34
3 all attività di valutazione dei beni dell OICR, considerate tra loro inscindibili), nonché quelle in materia di delega delle funzioni di custodia. Le peculiarità del prospettato quadro normativo nazionale rispetto a quello europeo comportano un significativo impatto per i depositari operanti in Italia. In base ad una valutazione effettuata dalle banche direttamente interessate, è possibile infatti stimare, per il solo settore dei fondi alternativi (FIA), un aumento dei costi sostenuti dai medesimi depositari per le attività tipiche oscillante tra il 20% ed il 30%, al quale si accompagnerebbe, per quei depositari che svolgono anche attività di calcolo del NAV in regime di outsourcing, un ulteriore aumento del medesimo tenore. Di seguito sono pertanto illustrate le predette criticità, unitamente alle specifiche proposte di riformulazione del testo regolamentare (queste ultime sono evidenziate in appositi box in colore grigio). INDICE Sommario 1. CONDIZIONI PER IL RILASCIO DELL AUTORIZZAZIONE ALL ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI DEPOSITARIO E OBBLIGHI GENERALI NELLE FUNZIONI DI SORVEGLIANZA E ALTRI OBBLIGHI VALUTAZIONE D IMPATTO CATEGORIE DI OICR DA INDICARE NELLA DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE DEPOSITARIO SUCCURSALE DI BANCA COMUNITARIA NORME APPLICABILI AL DEPOSITARIO DEI FONDI PENSIONE CRITERI E MODALITÀ DI VALUTAZIONE DEI BENI IN CUI È INVESTITO IL PATRIMONIO DEL FONDO VALUTATORE ESTERNO ED ESPERTI INDIPENDENTI PROCEDURE DI VALUTAZIONE DEGLI ASSETS DEGLI OICVM COMPITI DEL DEPOSITARIO RISPETTO ALLA LIQUIDITÀ OBBLIGHI DI CUSTODIA E DI VERIFICA DELLA PROPRIETÀ DELEGA DELLE FUNZIONI DI CUSTODIA DEI BENI DELL OICR DELEGA DELL ATTIVITA DI CUSTODIA E SUB-DEPOSITO RAPPORTO CON CSD/ICSD SEGNALAZIONI DELLE VIOLAZIONI DEI LIMITI E DIVIETI ALLE ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO E DEGLI ERRORI NEL CALCOLO DEL VALORE DELLA QUOTA TEMPISTICA DELLE SEGNALAZIONI SOGLIA DI IRRILEVANZA DELL ERRORE RAPPORTI TRA IL GESTORE E IL DEPOSITARIO Pagina 3 di 34
4 1. CONDIZIONI PER IL RILASCIO DELL AUTORIZZAZIONE ALL ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI DEPOSITARIO E OBBLIGHI GENERALI NELLE FUNZIONI DI SORVEGLIANZA E ALTRI OBBLIGHI Le condizioni previste per il rilascio dell autorizzazione all esercizio delle funzioni di banca depositaria previste dalla Circolare n. 263/2006 oggi in vigore sono state trasfuse nel Titolo VIII, Cap. I, Sezione II, della bozza di nuovo Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio posta in consultazione. In detta sede non hanno trovato richiamo alcuno le disposizioni di cui all art. 92 del Regolamento (UE) n. 231/2013, articolo che viene citato unicamente al Titolo VIII, Capitolo III, Sezione IV della predetta bozza di Regolamento. L articolo in questione prevede che il depositario valuti i rischi insiti nella natura, scala e complessità delle strategie del FIA e dell organizzazione del GEFIA, al fine di definire procedure di sorveglianza adeguate al FIA ed alle attività in cui investe (applicazione del cosiddetto risk based approach ). Ad avviso di ABI risulta necessario un maggiore coordinamento tra quanto previsto al Titolo VIII, Cap. I, Sezione II con quanto previsto al Titolo VIII, Capitolo III, Sezione IV; ciò in considerazione del fatto che: nel Titolo VIII, Cap. I, Sezione II vengono mantenuti stretti vincoli normativi la cui imposizione appare più restrittiva della AIFMD; nel Titolo VIII, Capitolo III, Sezione IV, si consente che il depositario, con particolare riferimento alle funzioni relative alla valutazione delle quote e azioni di OICR, definisca procedure di sorveglianza nei confronti del gestore, eventualmente differenziate per tipologia di OICR e sulla base della specifica suddivisione dei compiti tra gestore e depositario. In particolare risulta contrastare con l applicazione del risk based approach introdotto dalla normativa comunitaria l insieme delle disposizioni previste dal Titolo VIII, Cap. I, Sezione II, in base alle quali si richiede al depositario per la generalità degli OICR e, dunque, senza tenere conto delle differenze significative esistenti tra OICVM e le diverse tipologie di FIA: di far sì che lo scambio di flussi informativi con il gestore avvenga con elevato grado di automazione ; di dotarsi obbligatoriamente di procedure di acquisizione ed elaborazione dei dati necessari alla verifica del calcolo della quota ; di dotarsi di strutture e procedure adeguate per la determinazione del pricing (omissis) dei beni immobili con cui riscontrare la congruità dei valori e delle procedure di valutazione utilizzate anche dall esperto indipendente. Pagina 4 di 34
5 Con riferimento alla verifica delle valutazioni dei beni immobili in cui è investito il patrimonio dei fondi, gli obblighi posti a carico del depositario appaiono troppo ampi e generici, implicando altresì un estensione degli obblighi di controllo sull operato degli esperti indipendenti che, oltre ad andare ben oltre il dettato normativo comunitario, sembrano discostarsi sensibilmente da quanto sinora posto in essere dalle banche depositarie dei fondi immobiliari su richiesta dell Organo di Vigilanza. Anche nell ottica di raggiungere un level playing field a livello comunitario, si suggerisce, pertanto, di riformulare le previsioni contenute in materia nel Titolo VIII, Cap. I, Sezione II, in coerenza con il dettato dell art. 94 del Regolamento (UE) n. 231/ e con quanto sinora richiesto alle banche depositarie, stabilendo che il depositario verifichi: che la nomina degli esperti sia avvenuta nel rispetto di quanto previsto dalla normativa; che i criteri di valutazione utilizzati dagli esperti siano coerenti con quelli ammessi dalla normativa; che siano supportate da adeguate motivazioni le variazioni dei criteri di valutazione nel corso del tempo, nonché gli scostamenti di valore tra la relazione di stima prodotta dagli esperti indipendenti e la valutazione adottata dalla SGR. Inoltre, con riferimento all estensione di quanto riportato al Titolo VIII, Capitolo III, Sezione IV anche ai depositari di OICVM, oltre a sottolineare nuovamente come tale rimando possa mettere in discussione un corretto level playing field nei confronti dei depositari insediati in differenti giurisdizioni (ci risulta che solo in Lussemburgo l attività del depositario sia già stata rivista anche per quanto riguarda gli OICVM prevedendo che i depositari si adeguino entro il 31 dicembre 2015), si richiede esplicitamente di espungere dal generico riferimento agli articoli del Regolamento (UE) n. 231/2013 i seguenti punti, rimandando eventuali integrazioni al momento del recepimento della direttiva UCITS V: art 93.2 in riferimento alla verifica della conformità alla legislazione nazionale applicabile ed al regolamento delle procedure di vendita, emissione, riacquisto, rimborso e annullamento delle quote o azioni; art 95.a) per quanto attiene al riferimento generico ai documenti costitutivi e alle previsioni sulla leva finanziaria fissate nella documentazione promozionale. Ad oggi, in ossequio a quanto previsto dal TUF i depositari sono normativamente tenuti a verificare il rispetto dei limiti agli investimenti previsti all interno del solo Regolamento di gestione. 1 Detto articolo, al paragrafo 4, prevede in particolare che, laddove è nominato un valutatore esterno, il depositario verifichi che il gestore abbia nominato il valutatore in conformità a quanto previsto dalla normativa. Pagina 5 di 34
6 Conseguentemente si propone di riformulare: il Titolo VIII, Capitolo I, Sezione I, paragrafo 1, come di seguito indicato: Le presenti disposizioni di vigilanza disciplinano: le condizioni per il rilascio dell autorizzazione all esercizio delle funzioni di depositario di OICR (Sezione II); le condizioni per il rilascio dell autorizzazione allo svolgimento dell incarico di calcolare il valore delle quote di OICVM (Sezione IV ); la valutazione della permanenza dei requisiti di idoneità del depositario (Sezione V). La Sezione III disciplina l assunzione delle funzioni di depositario e di calcolo del valore delle relative quote 2 di fondi pensione. Con riferimento alle condizioni per il rilascio dell autorizzazione all esercizio delle funzioni di depositario rileva altresì quanto previsto al Titolo VIII, Capitolo III, Sez. IV. il Titolo VIII, Capitolo I, Sezione II, paragrafo 1, come di seguito indicato: Condizioni per il rilascio dell autorizzazione all esercizio delle funzioni di depositario Ferme restando le valutazioni di carattere generale riguardanti la situazione tecnica del soggetto che intende svolgere la funzione di depositario, il rilascio dell autorizzazione da parte della Banca d Italia per l esercizio delle funzioni di depositario è subordinato al rispetto delle seguenti condizioni: omissis 7. ha un assetto organizzativo idoneo a garantire l efficiente e corretto adempimento dei compiti a essa affidati, avute anche presenti le caratteristiche dei portafogli degli OICR per i quali intende svolgere la funzione di depositario. In particolare: i. la funzione di depositario è svolta da una struttura dedicata, dotata di risorse (umane, tecnologiche e organizzative) adeguate in termini quali- quantitativi; ii. gli schemi organizzativi e i sistemi di controllo adottati assicurano l autonomia della funzione di depositario, tenuto conto dell obbligo del depositario di agire in modo 2 In merito al depositario di fondi pensioni si veda anche il paragrafo 4. Pagina 6 di 34
7 indipendente e nell interesse dei partecipanti agli OICR (art. 48, comma 1, del TUF) (5) ed i potenziali conflitti di interesse sono opportunamente individuati, gestiti e monitorati; iii. i sistemi informativo-contabili sono adeguati allo svolgimento della funzione. L adeguatezza va valutata conformemente a quanto previsto al Capitolo III, Sezione IV; In particolare, il sistema informativo consente lo scambio di flussi informativi con la SGR, con la SICAV o la SICAF, con elevato grado di automazione e in via continuativa; in quest ambito, rilevano tra l altro: i) l adeguatezza delle procedure di acquisizione ed elaborazione dei dati necessari alla verifica del calcolo della quota, ivi compresi quelli forniti da provider esterni; ii) il livello d integrazione che verrà assicurato tra archivi e sistemi della banca e quelli della SGR o della SICAV o SICAF, al fine di garantire l allineamento e il raccordo tra le basi dati (in particolare, tra le anagrafiche titoli); iii) una compiuta definizione in termini di contenuto, modalità di scambio e tempistica dei flussi informativi da e verso la SGR, la SICAV o la SICAF; iv. per lo svolgimento dei controlli in merito alla correttezza del calcolo del valore delle parti dell OICR da parte della SGR, della SICAV o SICAF, il depositario si avvale di strutture e procedure adeguate per la valutazione determinazione del pricing di strumenti finanziari non quotati ovvero caratterizzati da elevata complessità e per le verifiche afferenti l investimento in beni immobili (4) nonché dei beni immobili; v. sono fissati elevati standard di sicurezza, volti a tutelare l integrità, la segregazione e la riservatezza dei dati e delle informazioni acquisite nell espletamento dell incarico; vi. la continuità operativa del servizio di depositario è esplicitamente considerata nell ambito del piano aziendale di continuità operativa. vii. gli schemi organizzativi e i sistemi di controllo adottati assicurano l autonomia della funzione di depositario, tenuto conto dell obbligo del depositario di agire in modo indipendente e nell interesse dei partecipanti agli OICR (art. 48, comma 1, del TUF) (4) Le verifiche afferenti l investimento in beni immobili si estrinsecano ne: (i) l accertamento che le metodologie di valutazione utilizzate dagli esperti indipendenti siano tra quelle menzionate dal presente regolamento, (ii) la verifica della costanza del loro utilizzo e (iii) l accertamento del rispetto del processo di variazione dei criteri di valutazione. Si applica altresì quanto previsto dall art. 94 del Regolamento delegato (UE) n. 231/2013 ed in particolare il relativo comma 4. Per i beni immobili il depositario riscontra la congruità dei valori e delle procedure di valutazione utilizzate anche dall esperto indipendente (cfr. Titolo V, Capitolo IV, par. 4 e Comunicazione congiunta della Banca d Italia e della Consob del 29.luglio 2010 in materia di processo di valutazione dei beni immobili dei fondi comuni di investimento). (5) Un intermediario che agisce in qualità di prime broker per un fondo non può assumere Pagina 7 di 34
8 l incarico di depositario per detto fondo, a condizione a meno che abbia separato, sotto il profilo funzionale e gerarchico, lo svolgimento delle sue funzioni di depositario dai suoi compiti di prime broker e i potenziali conflitti di interesse non siano stati opportunamente individuati, gestiti, monitorati e comunicati agli investitori del FIA. il Titolo VIII, Capitolo III, Sez. IV, come di seguito indicato: ALTRI OBBLIGHI Nello svolgimento degli obblighi di sorveglianza nonché delle funzioni relative alle sottoscrizioni e ai rimborsi, alla valutazione delle parti di OICR, all esecuzione delle istruzioni del gestore, al regolamento delle operazioni e alla distribuzione dei redditi dell OICR, i depositari di FIA si attengono a quanto previsto dall art. 87 e dagli artt del Regolamento delegato (UE) n. 231/2013. Tale disciplina si applica anche ai depositari di OICVM. (20). Si applicano anche ai depositari di OICVM gli artt. 87, 92, 93 commi 1 e 3, 94, 95 (con esclusione della previsione afferente il rispetto delle restrizioni all investimento e i limiti di leva fissati nella documentazione promozionale), 96 e 97. Il depositario può definire procedure di sorveglianza nei confronti del gestore differenziate per tipologia di OICR e, con particolare riferimento alle attività di calcolo e di valutazione delle quote o azioni di OICR, sulla base della specifica suddivisione dei compiti tra gestore e depositario. I processi e le procedure adottate dal gestore, o dal terzo nominato, per l esecuzione delle funzioni relative alle sottoscrizioni e ai rimborsi, alla valutazione delle parti di OICR, all esecuzione delle istruzioni del gestore, al regolamento delle operazioni e alla distribuzione dei redditi dell OICR possono essere verificate dal depositario tramite l utilizzo da parte di quest ultimo di sistemi informativi in grado di elaborare e riscontrare le informazioni trasmesse dal gestore o dal terzo nominato. (20) Con particolare riferimento alle funzioni relative alla valutazione delle quote e azioni di OICR, il depositario definisce le procedure di sorveglianza nei confronti del gestore, eventualmente differenziate per tipologia di OICR e sulla base della specifica suddivisione dei compiti tra gestore e depositario. 1.2 VALUTAZIONE D IMPATTO In riferimento a quanto sopra rappresentato si sottolinea come, qualora le richieste dell Associazione non fossero accolte, si ingenererebbero notevoli impatti organizzativi nell industria delle banche depositarie attive in Italia. Pagina 8 di 34
9 Le banche depositarie, che nel corso degli anni hanno implementato un set up organizzativo/tecnologico e sviluppato competenze professionali tali da consentire l efficace perseguimento delle finalità di tutela degli interessi dei sottoscrittori attraverso una serie di presidi di controllo/verifica puntuali, si troverebbero nella condizione di rivedere sensibilmente l attuale set up. In particolare, sarebbe necessario fare evolvere la struttura verso un approccio simile a quanto attualmente svolto dalle società di revisione esterna, con conseguente necessità di radicali modifiche ai sistemi informatici utilizzati ed inevitabile sviluppo di differenti competenze da parte del personale delle banche depositarie stesse. Ove imposto dalla normativa, tale cambiamento sarebbe sicuramente dirompente, di difficile implementazione in un breve lasso temporale e necessiterebbe di un congruo periodo al fine di raggiungere livelli di efficacia comparabili con gli attuali. Le singole banche depositarie, in un ottica evolutiva della prassi attuale e sulla base di valutazioni interne, valuteranno in ogni caso, singolarmente e secondo le tempistiche autonomamente definite, la possibilità di impostare procedure di sorveglianza ispirate ad una differente implementazione di controlli ex post e verifiche dei processi e delle procedure di competenza del GEFIA/FIA/terzo nominato (con riferimento alla frequenza, tempistica e profondità delle verifiche medesime). 2. CATEGORIE DI OICR DA INDICARE NELLA DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE Il Titolo VIII, Cap. I, Sez. II, punto 2.2 (pag. VIII.1.7) della bozza di Regolamento posta in consultazione prevede che la domanda di autorizzazione del depositario indichi le categorie di OICR OICR aperti, OICR chiusi mobiliari, OICR chiusi immobiliari, OICR riservati che fanno ricorso alla leva finanziaria in modo sostanziale per i quali il soggetto intende svolgere le funzioni di depositario. Al riguardo, si evidenzia la necessità: di coordinare le nuove categorie di OICR con quelle attualmente previste dalla Circolare n. 263/2006, prevedendo per le attuali banche depositarie in possesso delle licenze modalità di passaggio automatico alle nuove categorie; di riformulare le categorie di OICR da indicare nella domanda di autorizzazione in modo oggettivo facendo riferimento a categorie di OICR normativamente definite, al fine di evitare elementi di incertezza. Pagina 9 di 34
10 In particolare, anche alla luce della necessità di provvedere alla pubblicazione dell elenco dei soggetti autorizzati (Titolo VIII, Cap. I, Sez. II, punto 2.4), ABI propone di semplificare le categorie di OICR agli OICVM ed ai FIA in linea con quanto richiesto alle SGR nella procedura di autorizzazione (Titolo II, Cap. I, Sez. II, par. IV, punto 1). Tabella di raccordo tra le categorie previste dalla Circolare n. 263/2006 e le nuove categorie: Circolare n. 263 Fondi Aperti/SICAV Fondi Chiusi Fondi immobiliari Fondi speculativi Nuova Categoria OICVM e FIA FIA FIA FIA Pertanto si propone di riformulare il Titolo VIII, Cap. I, Sez. II, par. 2.2 come di seguito indicato: Domanda di autorizzazione L intermediario che intende svolgere le funzioni di depositario presenta alla Banca d Italia domanda di autorizzazione (7). La domanda indica le categorie di OICR OICR aperti, OICR chiusi mobiliari, OICR chiusi immobiliari, OICR riservati che fanno ricorso alla leva finanziaria in modo sostanziale OICVM, FIA per i quali il soggetto intende svolgere le funzioni di depositario nonché ogni elemento utile per valutare l idoneità del soggetto medesimo a svolgere tale incarico e la sussistenza delle condizioni previste dalla disciplina vigente. 3. DEPOSITARIO SUCCURSALE DI BANCA COMUNITARIA In riferimento a quanto prescritto dal paragrafo in oggetto si vuole sottolineare come siano da tenere in considerazione: le dimensioni europee dei principali player di mercato che svolgono l attività in differenti giurisdizioni e conseguentemente, al fine di sostenere economicamente gli ingenti investimenti sia informatici che in termini di risorse umane necessarie allo svolgimento dell incarico, Pagina 10 di 34
11 sviluppano modelli operativi articolati contemperando esigenze di centralizzazione di attività comuni e specificità delle singole normative nazionali; in ottica evolutiva, il futuro processo di passaporto europeo per le banche depositarie che porterà allo sviluppo di centri di eccellenza per le attività di banca depositaria. Conseguentemente, la definizione dell assetto organizzativo delle banche depositarie, che tramite la succursale italiana svolgono l attività di banca depositaria in favore di OICR di diritto italiano, pur nel rispetto delle norme europee ed italiane, deve essere lasciato alla libertà gestionale delle stesse. In considerazione del fatto che, nel caso di succursali e relativa casa madre, si è in presenza di un unico soggetto giuridico, fermi restando gli obblighi e le responsabilità del depositario stesso in riferimento all assetto organizzativo definito, si ritiene giuridicamente non corretto l espresso ed esplicito richiamo alla disciplina dell esternalizzazione di funzioni da parte del depositario stesso. L assetto organizzativo dei singoli depositari è descritto all interno dell autovalutazione di idoneità annuale prescritta dalla normativa italiana, sottoposta al vaglio degli organi di controllo, portata a conoscenza degli organi aziendali e sottoposta all Autorità di Vigilanza. In particolare, si sottolinea come, all interno del documento di autovalutazione, si faccia esplicito riferimento all esistenza di presidi (normalmente documenti tecnici ) volti alla formalizzazione della suddivisione delle attività in caso di delocalizzazione di attività e relativi presidi di controllo. Pertanto, si propone di riformulare i passaggi rilevanti di pag. VIII.1.5 come di seguito indicato: 2. è una succursale in Italia di banca comunitaria. In tale caso, ferma restando la facoltà per il depositario di avvalersi di sub-depositari, secondo quanto stabilito nella vigente disciplina, le funzioni di depositario sono esercitate direttamente dalla attraverso la succursale italiana; (2) Si considerano pertanto esternalizzate Qualora le attività operative e di controllo siano svolte dalla casa madre europea in favore della succursale e strumentali all esercizio delle funzioni di depositario, le stesse devono essere descritte all interno di apposite norme interne di comportamento. 4. NORME APPLICABILI AL DEPOSITARIO DEI FONDI PENSIONE Pagina 11 di 34
12 Il Titolo VIII, Cap. I, Sez. III della bozza di Regolamento posta in consultazione elenca tra le norme applicabili al depositario dei fondi pensione anche quelle di cui alla Sez. IV, inerente al calcolo in affido del valore della quota, che in base all art. 48 del TUF è invece applicabile solo agli OICVM e che, in base al comma 3 dell art. 7 del d. lgs. n. 252/2005 così come modificato dall art. 8 del D. Lgs. n. 44/2014, non è applicabile al depositario dei fondi pensione. Conseguentemente si propone di riformulare, oltre a quanto già precedentemente indicato per il Titolo VIII, Capitolo I, Sezione I, paragrafo 1, la pag. VIII.1.9 come di seguito indicato: Agli intermediari che intendono svolgere le funzioni di depositario di fondi pensione si applicano le disposizioni previste nelle Sezioni II, IV e V, in quanto compatibili. I riferimenti agli OICR, diversi dagli OICVM, alle categorie di OICR e alle SGR vanno intesi come riferiti anche ai fondi pensione e alle società che istituiscono tali fondi. 5. CRITERI E MODALITÀ DI VALUTAZIONE DEI BENI IN CUI È INVESTITO IL PATRIMONIO DEL FONDO 5.1 VALUTATORE ESTERNO ED ESPERTI INDIPENDENTI In riferimento al primo capoverso del paragrafo 1.3 del Titolo V, Cap. IV, Sez. II (pag. V.4.3), si sottopongono alle Autorità le seguenti considerazioni: i principi generali in tema di esternalizzazione, applicabili quindi anche alla delega da parte delle SGR del calcolo del valore delle quote, sono riportati all interno del Titolo V in materia di esternalizzazione del Regolamento Congiunto Banca d Italia Consob; l equiparazione, per quanto attiene all applicazione della disciplina in materia di delega, delle attività consistenti nella valutazione dei beni rientranti nei patrimoni dei fondi e nel calcolo del valore delle quote, non appare coerente con quanto previsto dall AIFMD e dal Regolamento (UE) n. 231/2013. L art. 19 dell AIFMD, infatti, distingue in modo chiaro gli obblighi dei gestori relativi alla valutazione corretta e indipendente delle attività del FIA (cfr. par. 1), alla delega della funzione di valutazione e alla connessa figura del valutatore esterno (cfr. parr. 4-9) da quelli inerenti al mero calcolo del valore netto della quota (cfr. par. 3, primo comma). Analogamente, le previsioni del Regolamento delegato (UE) 231/2013 sono distintamente dedicate ai profili relativi all esercizio Pagina 12 di 34
13 della funzione di valutazione (artt e 73) e al calcolo del NAV (art. 72). Inoltre, rileva, in particolar modo, quanto previsto dal considerando 80 del Regolamento (UE) n. 231/2013, ai sensi del quale il GEFIA stesso può calcolare il valore patrimoniale netto per quota o azione nell ambito delle sue funzioni di amministrazione del FIA; in alternativa, l amministrazione, compreso il calcolo del valore patrimoniale netto, può essere affidata a un terzo. Il terzo che procede al calcolo del valore patrimoniale netto del FIA non deve essere considerato un valutatore esterno ai fini della direttiva 2011/61/UE se non fornisce valutazioni di singole attività, comprese quelle che comportano un giudizio soggettivo, ma si limita a inglobare nel calcolo i valori ottenuti dal GEFIA, da fonti di prezzi o da un valutatore esterno 3. Alla luce di quanto precede, si ritiene che l attività di valutazione e quella di calcolo del NAV debbano essere considerate fra loro indipendenti e disgiunte anche ai fini dell applicazione della disciplina in materia di delega. Ciò dovrebbe comportare, in particolare, che: - l attività di valutazione e di calcolo del NAV dovrebbero essere delegabili, anche singolarmente e disgiuntamente, a soggetti terzi da parte delle SGR; - ferma restando l applicazione in entrambe le ipotesi delle disposizioni in materia di esternalizzazione di funzioni, i più rigorosi presidi previsti dalla Direttiva per le ipotesi di delega della funzione di valutazione non dovrebbero trovare applicazione nell ipotesi in cui la delega interessi unicamente le attività di mero calcolo del NAV; - conformemente a quanto precisato nel precedente alinea, la procedura autorizzativa di cui al par. 2 del Titolo V, Capitolo IV, Sezione I, dovrebbe trovare applicazione soltanto in ipotesi di affidamento a terzi dell incarico di valutazione dei beni (con esclusione dei casi di delega delle attività di mero calcolo del valore delle quote, cui si applicherebbe quanto previsto dal Regolamento congiunto Banca d Italia Consob per l applicazione dell art. 20 della AIFMD); 3 È utile ricordare, peraltro, che nel Final Report sulle misure di secondo livello dell AIFMD l AESFEM, rispondendo ad alcune osservazioni critiche pervenute durante la fase di consultazione, ha confermato l orientamento successivamente trasfuso nel considerando 80 del Regolamento 231/2013, osservando come lo stesso risulta allineato con quanto previsto dalle disposizioni della Direttiva (cfr. ESMA/2011/379, pag. 410). Pagina 13 di 34
14 in base quanto previsto a pag. V.4.3 attualmente in consultazione, la SGR può delegare a soggetti terzi l incarico di valutare i beni del fondo a condizione, tra l altro, che detti soggetti soddisfino quanto previsto dal nuovo DM recentemente posto in consultazione ed in corso di emanazione (D.M.). In considerazione: - della potenziale alternatività nella scelta da parte della singola SGR nell avvalersi di esperti indipendenti o valutatori esterni (cfr. Par. 4 di pag. V.4.12); - della potenziale differente natura dei beni oggetto di valutazione da parte dei medesimi soggetti; - di quanto previso dall art. 73 del Regolamento Delegato n. 231/2013 espressamente richiamato dalla nota 2 di pag V.4.3 (non sono previsti, fra gli altri, gli obblighi di registrazione ad un albo, l espressa previsione nell oggetto sociale dell attività di valutazione, il termine massimo della durata dell incarico); si richiede di mantenere lo stretto legame con quanto previsto dal D.M. unicamente nel caso di valutazione dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari in cui è investito il patrimonio del fondo nonché delle partecipazioni in società immobiliari non quotate. In riferimento a quanto sopra rappresentato (separazione tra calcolo del valore della quota e valutazione dei beni, nonché previsione dell iscrizione ad un albo professionale solo per la valutazione di beni immobili) si sottolinea come, qualora le richieste dell Associazione non fossero accolte, si potrebbero ingenerare notevoli impatti organizzativi nell industria del risparmio gestito italiano. Ad oggi, ove non ricorrano all istituto dell affidamento del calcolo del NAV alla banca depositaria (peraltro espressamente non previsto per i fondi alternativi), numerose SGR (principalmente ma non esclusivamente gestrici di fondi alternativi) hanno delegato in regime di outsourcing il calcolo del NAV dei fondi (unitamente ad altre attività quali ad esempio il reporting alle autorità, la gestione del registro dei partecipanti) a soggetti terzi (banche depositarie o società di servizi specializzate) mantenendo al proprio interno l attività e la responsabilità della valorizzazione dei beni e valori (strumenti finanziari e non) presenti nell attivo dei singoli fondi. Qualora la valorizzazione dell attivo dei fondi dovesse normativamente essere inscindibile rispetto all attività di calcolo del NAV si potrebbe verificare con elevato grado di probabilità l eventualità che i soggetti terzi cui oggi è delegata l attività di calcolo decidano di risolvere i contratti principalmente a seguito di considerazioni afferenti: Pagina 14 di 34
15 la complessità ed onerosità della procedura di autorizzazione ad essere qualificati quali valutatori esterni ; la mancanza delle competenze necessarie per le valutazioni in oggetto (principalmente nel caso di fondi di private equity, immobiliari e fondi di fondi hedge); i conseguenti profili di responsabilità in riferimento alle valutazioni in oggetto. Le SGR coinvolte nel processo in discussione si troverebbero quindi necessitate a re-internalizzare l attività di calcolo del valore quota dei fondi con evidenti impatti sul proprio modello organizzativo ed appesantimento di costi da sopportare, soprattutto per le entità di medie/piccole dimensioni. Al riguardo, si ribadisce che l assoggettamento ad un unica disciplina della delega della funzione di valutazione e delle attività di mero calcolo del NAV costituirebbe una significativa deviazione del nostro ordinamento rispetto a quanto previsto dalla normativa europea e pertanto determinerebbe una disparità di trattamento tra i diversi operatori comunitari. Pertanto si propone di riformulare i paragrafi 1.3 e 4 come di seguito indicato: 1.3 Delega a terzi della valutazione dei beni e del calcolo del valore delle quote La SGR ai sensi della disciplina dell esternalizzazione di funzioni operative essenziali o importanti e ferma restando la propria responsabilità circa la corretta valutazione delle attività del fondo, il calcolo del valore della quota e la pubblicazione del relativo valore - può delegare a soggetti terzi l incarico di valutare i beni del fondo o di calcolare il valore delle quote oppure entrambi. Il soggetto delegato svolge il proprio compito in modo imparziale, con la competenza, la cura e la diligenza necessaria per assicurare ila corretto svolgimento dell incarico ricevuto. La SGR può delegare l incarico di valutare i beni del fondo a un soggetto che: i) sia una persona fisica o giuridica indipendente dal gestore e da qualsiasi altro soggetto che abbia stretti legami con il gestore (3); ii) offra adeguate garanzie professionali per poter esercitare in modo efficace la pertinente funzione di valutazione (2); iii) soddisfi le condizioni indicate nell art. 16XXX del DM qualora l incarico di valutare i beni attenga le fattispecie previste dal successivo paragrafo 4. Al soggetto incaricato si applicano anche i commi X, X, X e X del medesimo articolo (3) Il soggetto delegato svolge il proprio compito in modo imparziale, con la Pagina 15 di 34
16 competenza, la cura e la diligenza necessaria per assicurare la corretta e il calcolo accurato del valore delle quote. Ferma restando la responsabilità della SGR di cui al primo capoverso, e indipendentemente da qualsiasi clausola contrattuale che stabilisca altrimenti, il valutatore esterno è responsabile - in conseguenza della propria negligenza o della volontaria mancata esecuzione dei suoi compiti - nei confronti della SGR per ogni perdita da questa subita. Il soggetto delegato alla valutazione dei beni del fondo non può a sua volta delegare a terzi compiti inerenti all incarico ricevuto; è ammesso che il soggetto delegato, per talune tipologie di beni di difficile valutazione, ricorra a consulenze di terzi esperti. La SGR, entro 10 giorni dalla sottoscrizione del contratto con il soggetto delegato alla valutazione dei beni del fondo, comunica alla Banca d Italia la nomina di tale soggetto. La Banca d Italia, entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione, può vietare la delega se non sono soddisfatte le condizione previste nel presente paragrafo. Il soggetto delegato alla valutazione dei beni del fondo, nell espletamento dell incarico, si attiene, mutatis mutandis, agli artt. 67, 68, 69, 70, 71 del Regolamento delegato (UE) n. 231/2013. Il soggetto delegato al calcolo del valore delle quote del fondo, nell espletamento dell incarico si attiene, mutatis mutandis, Si applica inoltre all art. 72 del medesimo Regolamento. (2) Le caratteristiche delle garanzie professionali sono disciplinate dall art. 73 del Regolamento delegato (UE) n. 231/2013. L applicazione di tale disposizioni comunitaria viene estesa anche ai valutatori esterni di OICVM. (3) Al depositario di un OICR non può essere affidato l incarico di valutatore, a meno che il depositario non abbia separato, sotto il profilo funzionale e gerarchico, lo svolgimento delle funzioni di depositario dai compiti di valutazione dei beni del fondo e i potenziali conflitti di interessi non siano stati opportunamente individuati, gestiti, monitorati e comunicati agli investitori. 4. Esperti indipendenti Per la valutazione dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari in cui è investito il patrimonio del fondo nonché delle partecipazioni in società immobiliari non quotate, la SGR, che non ha delegato a terzi il compito di valutare i beni del fondo e di calcolare il valore della quota ai sensi del par. 1.3, si avvale di esperti indipendenti aventi i requisiti stabiliti dal D.M. (18). Gli esperti provvedono, entro 30 giorni dalla data di riferimento della Pagina 16 di 34
17 valutazione del patrimonio del fondo, a presentare alla SGR una relazione di stima del valore dei suddetti cespiti, nella quale vanno indicati la consistenza, la destinazione urbanistica, l'uso e la redditività dei beni immobili facenti parte del patrimonio del fondo nonché di quelli posseduti dalle società immobiliari controllate dal FIA. Nell'indicazione della redditività gli esperti tengono conto di eventuali elementi straordinari che la determinano, dei soggetti che conducono le unità immobiliari, delle eventuali garanzie per i redditi immobiliari, del loro tipo e della loro durata, nonché dei soggetti che le hanno rilasciate. Per gli immobili non produttivi di reddito, gli esperti indicano la redditività ordinariamente desumibile da quella di immobili similari per caratteristiche e destinazione. La SGR, qualora intenda discostarsi dalle stime effettuate dagli esperti, ne comunica le ragioni agli esperti stessi. La SGR inoltre richiede agli esperti indipendenti un giudizio di congruità del valore di ogni bene immobile che intende vendere nella gestione del FIA. Il giudizio di congruità è corredato di una relazione analitica contenente i criteri seguiti e la loro rispondenza a quelli previsti dalle presenti disposizioni. (18) La SGR comunica tempestivamente alla Banca d'italia i nominativi degli esperti indipendenti designati nonché la revoca dell'incarico e la sostituzione degli stessi. In aggiunta a quanto precede, si propone di modificare la previsione di cui al par. 2 del Titolo V, Capitolo IV, Sezione I, in modo da prevedere l applicazione del procedimento autorizzativo ivi previsto soltanto in ipotesi di delega a terzi dell incarico di valutazione dei beni. 2. Procedimento Si indicano di seguito i procedimenti amministrativi di cui al presente capitolo: -divieto di affidamento delega a terzi dell incarico di valutazione dei beni e del calcolo del valore delle quote 5.2 PROCEDURE DI VALUTAZIONE DEGLI ASSETS DEGLI OICVM In considerazione della differente natura/complessità degli strumenti finanziari oggetto di investimento da parte dei fondi OICVM rispetto ai FIA, si richiede inoltre di eliminare il generico riferimento anche per gli OICVM agli articoli del Regolamento 231/2013 previsto all interno del paragrafo 1.1. di pag. V.4.2 demandando il dettaglio delle previsioni in Pagina 17 di 34
18 riferimento alle procedure di valutazione degli assets degli OICVM a quanto sarà previsto dalla direttiva UCITS V e relativi Regolamenti attuativi. Conseguentemente si propone di eliminare la nota (6) a pag. V.4.3 e di riformulare il passaggio rilevante di pag. V.4.2 come di seguito indicato: Le SGR che gestiscono FIA rispettano le norme previste in materia dagli artt. 67, 68, 69, 70, 71 del Regolamento delegato (UE) n. 231/2013. Tali disposizioni si applicano anche alle SGR che gestiscono OICVM. 6. COMPITI DEL DEPOSITARIO RISPETTO ALLA LIQUIDITÀ La disciplina proposta dal Titolo VIII, Cap. III, Sez. II, penultimo periodo della bozza di Regolamento posta in consultazione introduce un divieto di utilizzo della liquidita degli OICR. Preme sottolineare come tale previsione, priva di diretto riscontro nella normativa comunitaria 4, ove riferita alla generalità dei depositari bancari operanti in Italia, risulta disallineata rispetto al quadro giuridico nazionale di riferimento per l operatività bancaria, in base al quale il denaro depositato dal cliente attraverso il meccanismo del deposito irregolare tipico del rapporto di conto corrente diventa di proprietà della banca e per contro viene riconosciuto un debito verso la clientela da riportare nel passivo delle voci di bilancio. Così concepita, infatti, tale previsione comporterebbe un cambiamento radicale nella gestione della liquidità da parte dei depositari (soprattutto se intermediario bancario), che non solo dovrebbero modificare la propria struttura contabile riferita ai conti accesi dei clienti, ma si troverebbero anche impossibilitati ad utilizzare tale liquidità per operazioni di tesoreria. In tale situazione la liquidità non potrebbe pertanto confluire in conti correnti ordinari fruttiferi, bensì dovrebbe essere segregata in appositi conti presumibilmente privi di remunerazione per gli OICR intestatari 5. Conseguentemente si propone di riformulare la norma come di seguito indicato: 4 L ultimo periodo dell articolo 21, comma 10, della AIFMD fa, infatti, riferimento alle attività del fondo affidate in custodia, per le quali è specificato che non sono riutilizzate dal depositario se non previo consenso del FIA o del GEFIA ; detto concetto è quindi ripreso dal Regolamento (UE) n. 231/2013 in tema di elementi contrattuali, all articolo 83, comma 1, lettera h). 5 Detta fattispecie di conti è allo stato inesistente nell operatività delle banche italiane. Pagina 18 di 34
19 Il soggetto presso il quale sono detenute le disponibilità liquide deve istituire e conservate apposite evidenze della liquidità degli OICR. Tali evidenze devono essere relative a ciascun OICR (o ciascun comparto) e devono essere aggiornate in via continuativa e con tempestività, in modo tale da poter ricostruire in qualsiasi momento con certezza la posizione di ciascun OICR (o comparto). La liquidità non può essere utilizzata dai soggetti presso i quali è depositata, nell interesse proprio o di terzi. 7. OBBLIGHI DI CUSTODIA E DI VERIFICA DELLA PROPRIETÀ Al fine di consentire l applicazione diretta dei chiarimenti diffusi tempo per tempo da parte dell ESMA in materia di depositari, si ritiene necessario che la disciplina proposta dal Titolo VIII, Cap. III, Sez. III, della bozza di Regolamento posta in consultazione venga rivista per: replicare quanto più fedelmente possibile l art. 21, comma 8, della AIFMD; operare un mero rinvio agli articoli rilevanti del Regolamento UE n. 231/2013, indicando l estensione della loro applicazione anche agli OICVM. Così facendo si renderebbe quindi immediatamente applicabile il chiarimento fornito dall ESMA con la risposta alla domanda n. 6 contenuta nella Section VI: Depositaries del documento Questions & Answers Application of the AIFMD, in base al quale risulta confermato che le parti di OICR oggetto di investimento sono tenute in custodia a meno che non risultino, in conformità con quanto previsto dal diritto nazionale applicabile, direttamente registrate presso l emittente o il suo agente a nome del FIA o del GEFIA che agisce per conto del FIA (in tal caso, si applicano unicamente le disposizioni dell art. 88, comma 2, del Regolamento UE n. 231/2013 e, quindi, gli obblighi di verifica della proprietà e registrazione). Pare opportuno in questa sede specificare che tali strumenti finanziari sono registrati presso l emittente o il suo agente in conformità con quanto previsto dal diritto nazionale applicabile quando: il diritto nazionale del paese dell emittente prescrive che la registrazione presso quest ultimo o il suo agente sia effettuata direttamente a nome del FIA (o del GEFIA); oppure il diritto nazionale del paese dell emittente non proibisce che la registrazione presso quest ultimo o il suo agente sia effettuata direttamente a nome del FIA (o del GEFIA), ed il depositario ed il FIA (o il GEFIA) convengono pertanto che la registrazione sia effettuata Pagina 19 di 34
20 direttamente a nome del fondo o del [gestore] per conto del fondo, fatti salvi gli obblighi di flussi informativi verso il depositario. Pertanto si propone la riformulazione di seguito indicata, allineata anche disposizioni del Testo Unico della Finanza (art.48): Il depositario tiene in custodia tutti gli strumenti finanziari che possono essere registrati in un conto di strumenti finanziari aperto nei libri contabili del depositario e tutti gli strumenti finanziari che possono essere fisicamente consegnati al depositario.: gli strumenti finanziari che possono essere fisicamente consegnati (16); gli strumenti finanziari per i quali è possibile la registrazione in appositi conti nei libri contabili del depositario stesso; a A tal fine, il depositario registra gli strumenti nei propri libri contabili in conti separati aperti a nome di ciascun OICR, in modo tale da poter distinguere in qualsiasi momento e senza indugio le attività detenute per conto di un OICR da quelle detenute per conto di altri soggetti e dalle attività di pertinenza del depositario stesso (17). Le funzioni di custodia relativei a tali strumenti sono disciplinate, con riguardo ai FIA, dall art. 88 e dall art. 89 del Regolamento delegato (UE) n. 231/2013 (18); tale disciplina si applica anche ai corrispondenti strumenti detenuti da OICVM. Per i beni diversi da quelli che possono essere detenuti in custodia secondo le precedenti disposizioni, il depositario verifica la proprietà da parte dell OICR di tali attività, sulla base delle informazioni e dei documenti forniti dal gestore e, se disponibili, sulla base di evidenze e riscontri esterni, e conserva registrazioni aggiornate un registro aggiornato di tali beni. Le funzioni di verifica da parte dei depositari su tali beni pertinenti a FIA sono disciplinate dall art. 90 del Regolamento delegato (UE) n. 231/2013; tale disciplina si applica anche ai beni pertinenti a OICVM (19). (16) Gli strumenti finanziari che non possono essere fisicamente consegnati rientrano comunque negli obblighi di custodia del depositario se rispettano le condizioni previste dall art. 88, par. 1, del Regolamento delegato (UE) n. 231/2013. La disciplina dell art. 88 si applica anche agli OICVM. (17) Si applica quanto previsto in materia di evidenza dei beni della clientela nel Regolamento della Banca d'italia del 4 agosto 2000 e successive modificazioni, Titolo V, Sezione II, par. 1. (18) L art. 89, par. 2, del Regolamento delegato (UE) n. 231/2013 rileva per la delega delle funzioni di custodia di cui alla Sezione V. (19) Il depositario può richiedere la stipula di un accordo tra il gestore, il depositario e l emittente o l agente dell emittente finalizzato a definire le informazioni pertinenti di cui il depositario necessita per assolvere i suoi obblighi, nonché tempi e modalità con cui fornire Pagina 20 di 34
21 al depositario tali informazioni. È fatto salvo, in ogni caso, l obbligo del GEFIA gestore di assicurare che il depositario riceva tutte le istruzioni concernenti le attività e le operazioni dei FIA dell OICR secondo quanto previsto dall art. 92, par. 2 del Regolamento n. 231/2013. Stante quanto sopra indicato, affinché si realizzi un pieno allineamento tra disciplina applicabile in materia tanto ai FIA quanto agli OICVM, si rende ovviamente necessario cancellare quanto previsto dal Titolo VIII, Cap. III, Sez. V, Paragrafo 3, della bozza di Regolamento posta in consultazione (la cui permanenza nel documento in questione si presume peraltro possa trattarsi di mero refuso): 3. Altre operazioni da parte di OICVM Nel caso di acquisto da parte degli OICVM di strumenti finanziari per i quali non sia possibile adottare le modalità di delega indicate nel par. 1 possono essere utilizzati schemi diversi, che dovranno in ogni caso prevedere appositi accordi tra la SGR, la SICAV, il depositario e i soggetti presso i quali avviene il subdeposito (24) e/o la rilevazione della titolarità degli strumenti, che prevedano l obbligo per la SGR o la SICAV di impartire disposizioni sui beni dell OICVM solo attraverso il depositario o documentando l assenso del depositario; per la modifica di tali accordi dovrà essere comunque previsto il consenso del depositario. Tali modalità non dovranno in alcun modo limitare la conoscenza da parte del depositario della composizione e del valore del patrimonio degli OICVM, né pregiudicare il corretto espletamento dei compiti del depositario medesimo. 8. DELEGA DELLE FUNZIONI DI CUSTODIA DEI BENI DELL OICR 8.1 DELEGA DELL ATTIVITA DI CUSTODIA E SUB-DEPOSITO Il Titolo VIII della bozza di Regolamento posta in consultazione non fornisce una chiara distinzione tra la fattispecie della delega dell attività di custodia e quella del sub-deposito, dal momento che: il Cap. I, Sez. II, Paragrafo 1, nel disciplinare i requisiti di autorizzazione del depositario contempla solo il sub-deposito e non la delega a terzi delle funzioni di custodia e/o di verifica della proprietà dei beni dell OICR; il Cap. III, Sez. V, Paragrafo 1, nel disciplinare i requisiti per la delega (si ritiene, delle sole funzioni di custodia) prevede (pag. VIII.1.19): Pagina 21 di 34
22 o o che In caso di delega, il depositario indica nei conti intestati all OICR, o al comparto per il quale è effettuato la delega, i beni oggetto di delega e il nome del delegato. Il che sembrerebbe escludere che la delega delle funzioni di custodia implichi anche delega delle registrazioni, come invece previsto dall art. 89 (2) del Regolamento UE n. 231/2013; alla nota n. 24 (pag. VIII.1.21) che Per sub-deposito si intende la delega delle funzioni di custodia senza trasferimento degli obblighi di registrazione adeguata degli strumenti finanziari, con ciò utilizzando l art. 89 (2) del Regolamento UE n. 231/2013 al fine di definire il sub-deposito, di fatto, quale sottoinsieme della delega. Ad avviso di ABI la differenza tra la delega delle funzioni di custodia ed il sub-deposito consiste nel fatto che: la delega delle funzioni di custodia implica un integrale trasferimento in capo ad un altro soggetto delle funzioni di custodia, sia pur sotto il monitoraggio del depositario (al pari, quindi, di ciò che accade nel caso di delega delle funzioni di record keeping). In tale fattispecie, che può assimilarsi al concetto di esternalizzazione di una funzione aziendale: o o trovano applicazione in capo al terzo delegato gli obblighi di separazione che sono ordinariamente applicabili al depositario (apertura presso il terzo di conti, intestati alla SGR/OICR, alla SICAV o alla SICAF interessata, con indicazione che si tratta di beni di terzi, tenuti separati da quelli relativi alle attività di proprietà del terzo medesimo o di altri clienti di quest ultimo); le eventuali annotazioni utilizzate dal depositario sono mere evidenze extracontabili; diversamente, il sub-deposito: o non consiste nell esternalizzazione di funzione aziendale (nessun sub-depositario si qualifica infatti quale prestatore di servizi in regime di outsourcing con riferimento alle attività di custodia ed amministrazione di strumenti finanziari dallo stesso prestati al depositario così come alla generalità dei propri clienti 6 ) e, pertanto, non è soggetto alla relativa disciplina 6 Cfr.:https://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/scpops/ecbocp68.pdf, Pagina 22 di 34