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Timestamp: 2019-04-24 20:43:29+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 13', 'art.2', 'art. 5', 'art.2', 'art. 5', 'art. 71']

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Ravvedimento operoso Ici 2011
Pubblicato da Mirko - 02/03/11 alle 01:03:13 am
Dal 1° febbraio 2011 è cambiata l’entità delle sanzioni previste in caso di ravvedimento operoso. La Legge di stabilità 2011 (in precedenza definita Legge Finanziaria), cioè la Legge n. 220 del 13 dicembre 2010 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2010), al comma 20 modifica il decreto legislativo n. 472 del 18 dicembre 1997 per quanto riguarda la misura delle sanzioni, con decorrenza 1° febbraio 2011.
Pertanto, risulta cambiato l’ammontare delle sanzioni previsto dall’art. 16, comma 5, del decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008 (cosiddetto “Decreto anti-crisi”), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2 del 28 gennaio 2009.
da 1/12 a 1/10 del minimo la misura della sanzione applicabile in caso di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di 30 giorni dalla data della sua commissione;
da 1/10 a 1/8 la sanzione prevista per la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, se essa avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione, entro un anno dall’omissione o dall’errore;
da 1/12 a 1/10 del minimo la sanzione prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a 90 giorni.
Il Ravvedimento operoso, regolato dall’art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, è un istituto giuridico indirizzato al ripristino della legalità violata in campo amministrativo tributario da parte del contribuente che ha la possibilità di rimediare la sua posizione di difetto nei confronti del fisco.
Mediante lo strumento del ravvedimento il contribuente può naturalmente disciplinare errori o illeciti fiscali, versando entro il termine prescritto, il tributo non pagato, una sanzione fissata in misura diminuita e gli interessi, che vengono computati giorno per giorno sul tributo non versato al tasso legale, che a partire dal 1° gennaio 2011 all’1,5% in ragione d’anno. L’ammontare della sanzione cambia secondo la tempestività mediante la quale il contribuente ricorre a tale rimedio ma anche secondo la natura della violazione che è stata commessa. Bisogna anche dire che vi è una tipologia di ravvedimento breve che prevede che se il contribuente esegue il versamento con un ritardo non maggiore dei 30 giorni, questi, sarà tenuto a pagare una sanzione del2,5% dell’importo dell’imposta che forma oggetto del ravvedimento, oltre agli interessi computati che fanno riferimento al tasso legale che è in vigore. Per le infrazioni compiute dopo il 1° febbraio 2011, la Legge Finanziaria per il 2011 ha fissato che la sanzione vada su di 1/10 del minimo (ossia al 3%).Oltre ad un ravvedimento breve, vi è anche un ravvedimento lungo. I versamenti eseguiti con ritardo maggiore di trenta giorni, ma in ogni modo entro i termini di presentazione della dichiarazione che riguarda il periodo nel quale ha avuto luogo l’infrazione commessa da parte del contribuente inadempiente.
Per le infrazioni compiute dopo il 1° febbraio 2011, la Legge Finanziaria per il 2011 ha fissato che la sanzione vada su di 1/8 del minimo (vale a dire al 3,75%).
Categorie: Ici 2010, Ravvedimento ICI, Terminologia Ici
Tags: aliquote irap
Ici Bari 2010: aliquote Ici 2009 valide per il 2010
Pubblicato da Giacomo - 19/10/10 alle 03:10:37 pm
Bari. Foto:anyairportcarhire.com
ALIQUOTE 2009
Per l’annualità 2009 sono confermate le aliquote previste dalla deliberazione del Consiglio Comunale n.44 del 12/05/2008:
– 7 per mille, quale aliquota ordinaria;
– 7 per mille per aree fabbricabili;
– 3 per mille per l’abitazione locata tramite il cosiddetto canale contrattato o convenzionato (art.2 commi 3-4 della Legge 09/12/98, n. 431 e successive modifiche ed integrazioni) a soggetto che la utilizza come dimora abituale;
– 3 per mille per l’abitazione locata a studenti, iscritti ad un corso di laurea presso l’Università degli Studi di Bari o il Politecnico di Bari ed ivi non residenti, con contratto registrato di locazione di natura transitoria (art. 5, comma 2, della Legge 09/12/98, n. 431 e successive modifiche ed integrazioni);
– 9 per mille per gli alloggi per i quali non risultino essere stati registrati contratti di locazione da almeno due anni;
– 4,25 per mille e detrazione di € 103,29 per gli immobili costituenti abitazione principale e non rientranti nelle ipotesi di esenzione di cui al D.L. 27 maggio 2008 n. 93.
Per le abitazioni locate tramite il cosiddetto canale contrattato o convenzionato (art.2 commi 3-4 della Legge 09/12/98, n. 431 e successive modifiche ed integrazioni), alla richiesta del soggetto interessato dovrà essere allegata apposita autocertificazione, con cui il conduttore dichiari di utilizzare l’alloggio come dimora abituale, in merito alla quale l’Amministrazione si riserva di effettuare gli opportuni controlli e verifiche.
Per le abitazioni locate a studenti universitari (art. 5 comma 2 della legge 09/12/98, n. 431), alla richiesta del soggetto interessato dovranno essere altresì allegate apposite autocertificazioni, con cui gli studenti dichiarino di essere iscritti ad un corso di laurea presso l’Università degli Studi di Bari o il Politecnico di Bari e di non essere residenti nella Città di Bari, in merito alle quali l’Amministrazione si riserva di effettuare gli opportuni controlli e verifiche.
Le suddette richieste – autocertificazioni dei soggetti interessati, con gli eventuali allegati, dovranno essere inviate tramite raccomandata, ovvero consegnate a mano, a pena di decadenza, entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi dell’ anno di competenza. Ai sensi del D.P.R. n. 445 del 28/12/2000 le istanze e le dichiarazioni saranno sottoscritte dall’interessato in presenza del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore.
Le suddette richieste-autocertificazioni, qualora siano state tempestivamente presentate con riferimento a precedenti annualità d’imposta , avranno validità anche per gli anni successivi, sempreché non si verifichino modificazioni dei dati od elementi precedentemente dichiarati.
L’Amministrazione si riserva di richiedere documentazione integrativa, comprovante quanto dichiarato, nonché di effettuare gli opportuni controlli e verifiche, ai sensi dell’art. 71 del D.P.R. n. 445/00 e successive modificazioni ed integrazioni.
In caso di dichiarazione infedele, verrà dato corso alle procedure di rito e all’applicazione delle sanzioni, ai sensi delle vigenti leggi.
Categorie: Aliquote, Ici 2009, Ici 2010
Tags: bari, comune di bari, comuni italiani, ici, Ici calcolo comuni, Italia
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