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Timestamp: 2016-12-05 00:27:45+00:00
Document Index: 170498787

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 12', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 185', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 264', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'sentenza ']

Art. 13 cod. proc. penale: Connessione di procedimenti di competenza di giudici ordinari e speciali
Codice proc. penale agg. al 13 Apr 2015
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	1. Se alcuni dei procedimenti connessi appartengono alla competenza di un giudice ordinario e altri a quella della Corte costituzionale, è competente per tutti quest’ultima.
2. Fra reati comuni e reati militari, la connessione di procedimenti opera soltanto quando il reato comune è più grave di quello militare, avuto riguardo ai criteri previsti dall’articolo 16 comma 3. In tale caso, la competenza per tutti i reati è del giudice ordinario.
Giurisprudenza annotataCompetenza penale
La connessione tra procedimenti appartenenti alla giurisdizione ordinaria ed altri pertinenti alla
giurisdizione militare, che ai sensi dell'art. 13, comma 2, c.p.p., determina la competenza del g.o.
anche per il reato militare quando questo sia meno grave di quello comune, opera soltanto nei casi
stabiliti dal precedente art. 12, tra i quali non rientrano le ipotesi di identità delle persone offese
o di c.d. "connessione probatoria" o di esistenza di un'unica "notitia criminis" relativa a più reati.
Rigetta, App. Mil. Roma, 26 settembre 2008
Cassazione penale sez. I 01 dicembre 2009 n. 1110
La connessione tra procedimenti di competenza del giudice ordinario e di competenza del giudice
militare determina, ex art. 13, comma 2, c.p.p., l'attrazione di questi ultimi nella giurisdizione
ordinaria solo se, trattandosi di procedimenti per reati diversi, il reato comune è più grave di quello
militare; negli altri casi, invece, le sfere di giurisdizione, ordinaria e militare, rimangono separate e
pertanto, se la connessione concerne procedimenti relativi ad uno stesso reato militare commesso
da militari in concorso con civili, il giudice militare mantiene integra nei confronti dei militari la
giurisdizione ed il giudice ordinario esercita la giurisdizione nei confronti dei concorrenti civili.
(Facendo applicazione di tale principio, la Corte ha rigettato il ricorso avverso la sentenza di merito
che aveva ritenuto che la giurisdizione militare in ordine al reato di cui all'art. 185 c.p. mil. g. non
potesse essere esclusa per effetto dell'asserita partecipazione di civili alla realizzazione della strage
di Sant'Anna di Stazzema).
Cassazione penale sez. I 08 novembre 2007 n. 4060
In tema di reato militare commesso in concorso da civili e da militari, il giudice ordinario esercita
la giurisdizione nei confronti dei soli concorrenti civili, sussistendo per i secondi la giurisdizione
del giudice militare, poiché l'attrazione dei reati militari verso la giurisdizione ordinaria opera solo
nell'ipotesi di connessione disciplinata dall'art. 13, comma 2, c.p.p. in cui il reato comune è più
grave di quello militare (nella specie, la Corte ha confermato la sentenza di merito, nella parte in cui
aveva rigettato l'eccezione di difetto di giurisdizione militare in riferimento alla strage di Sant'Anna
di Stazzema, alla cui perpetrazione da parte delle truppe naziste avrebbero cooperato civili italiani).
La disposizione contenuta nell'art. 13 c.p.p. disciplina l'intera materia della connessione dei
procedimenti di competenza di giudici ordinari e di giudici speciali e ha conseguentemente
determinato l'abrogazione dell'art. 264 c.p.m.p., che nel vigore del precedente c.p.p. aveva la
medesima funzione. Non è condivisibile la tesi che le due disposizioni sopra indicate si integrino
o si sommino tra di loro. Detta tesi contrasta con la formulazione dell'art. 13 c.p.p. e non tiene
conto del fatto che il nuovo c.p.p., nel riconoscere una rilevanza limitata alla connessione, ha inteso
salvaguardare la giurisdizione penale militare specializzata, anche per la particolare composizione
collegiale che la caratterizza. Quando esiste connessione tra procedimenti di competenza del
giudice ordinario e procedimenti di competenza del giudice militare, la giurisdizione spetta per tutti
al giudice ordinario, a norma dell'art. 13, comma 2, c.p.p., soltanto se, trattandosi di procedimenti
per reati diversi, il reato comune è più grave di quello militare, mentre in tutti gli altri casi
rimangono separate le rispettive sfere di giurisdizione. Pertanto, nel caso in cui nel reato militare
concorrano civili insieme con i militari, nonostante la connessione tra i procedimenti, le sfere di
giurisdizione rimangono separate e il giudice militare mantiene integra nei confronti dei concorrenti
militari la propria giurisdizione.
Cassazione penale sez. un. 25 ottobre 2005 n. 5135
Il concorso di civili nel reato militare dà luogo ad un'ipotesi di connessione di procedimenti che
non rileva, ex art. 13, comma 2, c.p.p., per lo spostamento di giurisdizione in favore del giudice
ordinario, sicché i procedimenti rimangono separati ed il giudice militare conserva la giurisdizione
nei confronti dei concorrenti militari.
Quando esiste connessione tra procedimenti di competenza del giudice ordinario e procedimenti
di competenza del giudice militare, la giurisdizione spetta per tutti al giudice ordinario, a norma
dell’art. 13, comma 2, c.p.p., soltanto, se trattandosi di procedimenti per reati diversi, il reato
comune e più grave di quello militare, mentre in tutti gli altri casi rimangono separate le rispettive
sfere di giurisdizione.
La connessione tra procedimenti di competenza del giudice ordinario e procedimenti di competenza
del giudice militare determina, ex art. 13 comma 2 c.p.p., l'attrazione di questi ultimi nella
giurisidzione ordinaria solo se, trattandosi di procedimenti per reati diversi, il reato comune è
più grave di quello militare; negli altri casi invece le sfere di giurisidizione, ordinaria e militare,
rimangono separate e pertanto, se la connessione concerne procedimenti relativi ad uno stesso
reato militare commesso da militari in concorso con civili, il giudice militare mantiene integra
nei confronti dei militari la giurisdizione ed il giudice ordinario esercita la giurisidizione nei soli
confronti dei concorrenti civili.
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