Source: https://avvocatoreatistradali.it/cosa-succede-guida-sotto-effetto-stupefacenti-droghe/
Timestamp: 2020-08-15 08:49:39+00:00
Document Index: 127277719

Matched Legal Cases: ['art. 187', 'art. 187', 'art. 187', 'sentenza ', 'art. 187', 'art. 187', 'art. 187', 'art. 187', 'art. 116', 'art. 75', 'art. 187', 'art. 187', 'art. 187', 'art. 187', 'art. 187', 'art. 321', 'art. 213', 'sentenza ']

Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti - Avvocato guida in stato di ebbrezza
Cosa prevede l’art. 187 del Codice della Strada
Quando contestare il reato di guida in stato di alterazione psico-fisica
Cosa succede quando si viene fermati mentre si è alla guida in stato alterato
Guida in vigenza di sospensione della patente
Che succede quando ci si rifiuta di sottoporsi agli accertamenti dello stato di alterazione
Pene per chi si rifiuta di sottoporsi agli accertamenti dello stato di alterazione
Cosa succede all’autovettura dopo la contestazione della guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di droga
La fattispecie è disciplinata dall’art. 187 del Codice della Strada, rubricato “Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti”. La norma punisce – con una pesante sanzione penale – chiunque si ponga alla guida di un mezzo di trasporto (compresa la bicicletta) in stato di alterazione psicofisica in seguito all’assunzione sostanze stupefacenti o psicotrope, a prescindere dal verificarsi di un evento dannoso.
Il divieto è motivato dal fatto che l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope (che agiscono sul sistema nervoso centrale) rende molto pericolosa la guida, poiché tali sostanze alterano pesantemente le funzioni cognitive, percettive, reattive e comportamentali in grado di influenzare attenzione, concentrazione e adeguatezza di riflessi agli stimoli esterni, indispensabili alla sicurezza della circolazione.
La condotta tipica del reato previsto dall’art. 187 C.d.S. non è quella di chi guida dopo aver assunto delle droghe, bensì quella di chi guida in stato di alterazione psico-fisica, causato da tale assunzione: è necessario, infatti, accertare lo stato di alterazione psicofisica della persona al momento della guida e non la semplice assunzione delle sostanze stupefacenti o psicotrope.
Il reato in questione si può contestare soltanto quando lo stato psico-fisico del conducente risulta alterato da una sostanza stupefacente mentre un soggetto si trova alla guida di un mezzo di trasporto, e quindi pericoloso per l’incolumità propria e altrui (v. sentenza Cassazione penale n. 3623 del 14.01.2016), essendo rilevanti gli effetti che l’assunzione di quelle sostanze può provocare in concreto in una persona.
In altri termini, ai fini dell’integrazione del reato, non sono consentite valutazioni quantitative con valore presuntivo, infatti, la norma non vieta la guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti ma solo in caso di alterazione psico-fisica correlata con l’uso delle dette sostanze – secondo una politica di valutazione delle conseguenze.
Si evidenzia che il reato previsto dall’art. 187 C.d.S. è commesso non solo se l’alterazione è causata dall’assunzione di sostanze stupefacenti cioè dalla droga, ma anche se il conducente ha assunto sostanze psicotrope diverse, contenute per esempio in medicinali che possono provocare effetti allucinogeni o di alterazione mentale.
Anche lo stato di astinenza è considerata un’alterazione psicofisica correlata all’uso di sostanze stupefacenti, che, perciò, risulta ugualmente punibile ai sensi dell’art. 187 C.d.S..
Quando gli agenti operanti hanno ragionevole motivo di ritenere che il conducente di un veicolo si trovi sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope o quando gli accertamenti preliminari eseguiti con apparecchi portatili hanno fornito esito positivo, oppure in occasione di incidente stradale, accompagnano il conducente presso strutture sanitarie fisse o mobili collegate agli organi di polizia stradale, strutture sanitarie pubbliche o private accreditate, in vista del prelievo di campioni di liquidi biologici che verranno esaminati per accertare la presenza di sostanze stupefacenti o psicotrope e per la relativa visita medica che attesti uno stato di alterazione psico-fisica, riconducibile all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope.
L’art. 187 C.d.S. prevede che sui soggetti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti a cure mediche presso una struttura sanitaria sia possibile effettuare nella stessa struttura, su richiesta scritta degli organi di polizia, gli esami utili ad accertare la presenza di dette sostanze, oltre -eventualmente- al tasso alcolemico.
A differenza della guida in stato di ebbrezza alcolica, non è consentito l’accertamento di guida sotto l’influenza di stupefacenti basandosi solo su rilievi sintomatici quali stato di euforia, di forte eccitazione, depressione, delirio, eccessiva loquacità, pupille dilatate, anomala sudorazione, occhi lucidi, ma all’agente accertatore è lasciata la valutazione delle circostanze che possono consigliare l’accompagnamento del conducente presso le strutture sanitarie di cui sopra, per l’esecuzione degli esami di accertamento dello stato di alterazione.
Si deve comunque escludere la possibilità di presumere la sussistenza del reato sulla base dei soli elementi sintomatici esterni, in quanto l’accertamento previsto per legge richiede conoscenze tecniche specialistiche, volte ad individuare e quantificare le sostanze che risultano aver interagito con l’organismo e provocato lo stato di alterazione.
Da segnalare che quando l’esito degli accertamenti ospedalieri non sia immediatamente disponibile e comunque il pretest eseguito in precedenza abbia dato esito positivo, se ricorrono fondati motivi per ritenere che il conducente si trovi in stato di alterazione psico-fisica, gli organi di polizia stradale possono disporre il ritiro della patente di guida fino all’esito degli accertamenti e, comunque, per un periodo non superiore a dieci giorni.
La patente ritirata è depositata presso l’ufficio o il comando da cui dipende l’organo accertatore (art. 187 comma 5bis C.d.S.). Mettersi alla guida in vigenza di tale sospensione della patente comporta, in caso di controllo, la sanzione amministrativa prevista per la guida senza patente (art. 116 comma 15 C.d.S.), ovverosia l’ammenda da 2.257 euro a 9.032 euro.
La patente in ogni caso non viene ritirata quando si sta conducendo un veicolo per la guida del quale la patente non è necessaria.
Le strutture sanitarie, una volta eseguiti gli esami necessari rilasciano agli organi di polizia stradale (senza che occorra richiesta dall’autorità giudiziaria) la relativa certificazione (che, nel caso di conducenti sottoposti a cure mediche, comprende anche la prognosi delle eventuali lesioni accertate) nel rispetto della riservatezza dei dati.
Copia del referto sanitario positivo va subito trasmessa, a cura dell’organo accertatore, al prefetto del luogo della violazione per gli eventuali provvedimenti di competenza, compresi quelli di cui all’art. 75 D.P.R. n. 309/90, Testo unico sugli stupefancenti.
Il comma 8 dell’art. 187 C.d.S., prevede specifiche ipotesi di reato per chi rifiuta di sottoporsi agli accertamenti per rilevare un eventuale stato di alterazione.
I comportamenti sanzionati sono:
Il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti qualitativi preliminari a semplice richiesta degli organi di polizia.
Il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti clinico-tossicologici e strumentali ovvero analitici su campioni di mucosa – o di fluido – del cavo orale prelevati a cura di personale sanitario ausiliario delle forze di polizia.
Il rifiuto di farsi accompagnare presso le strutture sanitarie e/o di sottoporsi al prelievo di campioni di liquidi biologici, che venga opposto sia agli organi di polizia che al sanitario incaricato.
Il rifiuto di sottoporsi all’accertamento da effettuarsi in caso di incidente stradale a carico dei conducenti sottoposti alle cure mediche.
Nel momento in cui gli operatori di polizia invitano il conducente a seguirli presso una struttura sanitaria per sottoporsi ai prelievi di campioni di liquidi biologici ed accertare la presenza di sostanze stupefacenti o psicotrope, il consiglio è di non rifiutarsi.
La norma dell’art. 187 C.d.S., è vero, non consente l’accompagnamento coattivo, ma la persona che si dovesse opporre commetterà, in ogni caso, un atto penalmente rilevante.
Il rifiuto di sottoporsi ad accertamenti relativi allo stato di alterazione costituisce un reato, previsto dall’art. 187 comma 8 C.d.S., che viene punito molto severamente: la norma prevede la pena dell’ammenda da € 1.500 ad € 6.000 e l’arresto da sei mesi ad un anno, oltre alla decurtazione di dieci punti sulla patente.
La condanna per il reato in questione comporta altresì la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da sei mesi a due anni e della confisca del veicolo, fatto salvo che il veicolo appartenga a persona estranea al reato.
Comunque la giurisprudenza ha ritenuto che il reato in questione non è configurabile nel caso in cui un soggetto rifiuti un tipo di prelievo (come quello del sangue) ed acconsenta invece ad un diverso tipo di prelievo (ad esempio quello delle urine) che sia comunque utile, a dimostrare l’eventuale assunzione della sostanza stupefacente.
La norma penale in questione intende punire, infatti, il soggetto che intende volontariamente rendere difficile o evitare l’accertamento di una condotta penalmente rilevante, quale la guida in stato di alterazione.
Secondo la giurisprudenza, ove il soggetto non voglia sottoporsi ad un accertamento, chiedendone però uno diverso, non si configura nemmeno un rifiuto parziale che possa integrare il reato di cui all’art. 187 comma 8 C.d.S..
Questo perchè il fine dell’accertamento è solo quello di dimostrare l’eventuale assunzione della sostanza stupefacente e il conseguente stato di alterazione si può verificare attraverso un qualunque esame di materiale biologico (ad esempio, con l’esame delle urine o della mucosa) previsto dall’art. 187 C.d.S., unitamente alla valutazione dei dati sintomatici che siano stati eventualmente rilevati dagli operanti al momento del fatto.
Una volta che gli agenti operanti contestano la guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, il mezzo di trasporto utilizzato dal trasgressore – sia esso autovettura, motocicletta o ciclomotore – deve essere sottoposto a sequestro preventivo ai sensi dell’art. 321 del Codice di procedura penale con affidamento del mezzo al proprietario o al conducente secondo le prescrizioni dell’art. 213 C.d.S..
Mediante la sentenza penale di condanna è sempre disposta la misura di sicurezza della confisca del veicolo, salvo che appartenga a persona estranea al reato.