Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25397-del-09-10-2019
Timestamp: 2020-04-01 03:04:49+00:00
Document Index: 83823854

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 380', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 1', 'art. 44', 'art. 2']

Sentenza Cassazione Civile n. 25397 del 09/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25397 del 09/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 09/10/2019, (ud. 08/05/2019, dep. 09/10/2019), n.25397
sul ricorso 28619-2017 proposto da:
avvocati CARLA D’ALOISIO, EMANUELE DE ROSE, LELIO MARITATO, ESTER
ADA VITA SCIPLINO, ANTONINO SGROI, GIUSEPPE MATANO;
G.I., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA BARBERINI 47,
avverso la sentenza n. 628/2017 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
depositata il 30/05/2017;
partecipata dell’08/05/2019 dal Consigliere Relatore Dott. DE FELICE
la Corte d’appello di Bologna, a conferma della pronuncia del Tribunale di Ferrara ha dichiarato insussistente l’obbligo di G.I. di iscriversi e versare i contributi presso la Gestione separata degli esercenti attività commerciali tenuta dall’INPS in relazione all’attività svolta di produttore diretto o libero di assicurazioni per conto di una società assicurativa;
avverso tale pronuncia propone ricorso per cassazione l’INPS, sulla base di un unico motivo, cui resiste con controricorso G.I.;
è stata depositata proposta ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., ritualmente comunicata alle parti unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio;
parte controricorrente ha depositato memoria in prossimità dell’Adunanza camerale.
con l’unico motivo l’INPS denuncia violazione e falsa applicazione del contratto collettivo corporativo 25.5.1939 per la disciplina dei rapporti tra le agenzie, le sub-agenzie e i produttori di assicurazioni e del D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2 (conv. con L. n. 326 del 2003), in relazione alla L. n. 613 del 1966, art. 1, alla L. n. 160 del 1975, art. 29, e alla L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 202, per avere la Corte di merito ritenuto che l’obbligo di iscrizione presso la Gestione commercianti sussisterebbe soltanto per i produttori il cui rapporto si sia instaurato con un’agenzia di assicurazioni e non anche per coloro che svolgono l’attività in virtù di un rapporto costituito direttamente con la compagnia di assicurazioni;
il motivo è manifestamente infondato, dovendosi dare continuità al principio secondo cui l’obbligo di iscrizione di cui al D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2, cit., non include la posizione dei produttori di assicurazione che svolgono la loro attività direttamente per conto delle imprese assicurative, ma solo quella dei produttori collegati ad agenti o subagenti, in quanto il richiamo della norma al contratto collettivo corporativo intercorrente tra produttori ed agenzie e sub-agenzie e la qualità dei soggetti collettivi contraenti è, per la precisione del rinvio, un elemento significativo utilizzato dal legislatore per strutturare la disposizione, che porta ad escludere la correttezza di interpretazioni analogiche (Cass. n. 1768 del 2018);
il superiore principio è stato ribadito anche a fronte delle perplessità sollevate da questa Sesta sezione con ordinanza interlocutoria n. 13049 del 2018, essendosi precisato che, ai fini dell’inquadramento previdenziale dei produttori assicurativi diretti, rilevano le concrete modalità di esercizio dell’attività di ricerca del cliente assicurativo, con la conseguenza che l’iscrizione va effettuata presso la Gestione commercianti ordinaria ove tale attività sia svolta dal produttore in forma di impresa e presso la Gestione separata di cui alla L. n. 335 del 1995, art. 2, comma 26, ove l’attività in questione sia esercitata mediante apporto personale, coordinato e continuativo, privo di carattere imprenditoriale, o in forma autonoma occasionale da cui derivi un reddito annuo superiore ad Euro 5.000,00 (Cass. n. 30554 del 2018);
il ricorso, pertanto, va rigettato, compensandosi nondimeno le spese del giudizio di legittimità in considerazione del contrasto esistente nella giurisprudenza di merito al tempo della proposizione del ricorso per cassazione (cfr. Cass. n. 30554 del 2018, cit.);
in considerazione del rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.
Così deciso in Roma, all’Adunanza camerale, il 8 maggio 2019.