Source: https://www.laleggepertutti.it/110106_multa-per-passaggio-con-il-rosso-le-telecamere-non-sono-tarate
Timestamp: 2018-05-20 09:53:56+00:00
Document Index: 71573160

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 146', 'art. 201', 'art. 384', 'art. 41', 'art. 146', 'art. 194', 'art. 201', 'art. 201', 'artt 345', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 421', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 45', 'art. 91', 'sentenza ']

Multa per passaggio con il rosso: le telecamere non sono tarate
Lo sai che? Multa per passaggio con il rosso: le telecamere non sono tarate
Obbligo di esibire il certificato di taratura con i successivi aggiornamenti e le verifiche periodiche di funzionalità.
Chi passa col rosso e viene fotografato dalla telecamera posta sopra il semaforo ha, da oggi, una possibilità in più per far annullare la multa: difatti non tutte le amministrazioni (anzi, in realtà pochissime) hanno provveduto ad adeguarsi alla sentenza dell’anno scorso della Corte Costituzionale che prescrive l’obbligo di taratura di tutti i dispositivi di controllo elettronico delle automobili.
In verità la suddetta pronuncia – che ha dichiarato parzialmente incostituzionale il codice della strada – si riferisce solo agli autovelox e agli altri dispositivi che accertano l’eccesso di velocità. Tuttavia, con una recente sentenza, il giudice di Pace di Taranto [1] ne ha esteso la portata a qualsiasi altro apparecchio elettronico, ivi compreso il Photored.
Per chi è un ligio osservante delle regole del nostro codice stradale e non ha mai sentito l’impulso di passare con il rosso, ricordiamo che il Photored è una specie di telecamera, posta vicino al semaforo, che serve a fotografare la targa di quanti passano nonostante sia acceso il rosso. La multa viene poi spedita a casa dell’automobilista, proprio come avviene con il telelaser, l’autovelox o il tutor.
L’anno scorso la Corte Costituzionale [2] ha dichiarato illegittimo il codice della strada laddove non prevede l’obbligo di una taratura periodica di tutte le macchinette elettroniche usate dalla polizia: e ciò perché tali dispositivi, utilizzati dai verbalizzanti quasi quotidianamente e quindi sottoposti a spostamenti e “tensioni” varie, sono soggetti a usura ed alterazioni. Sicché è necessario un controllo periodico per assicurare che non vengano commessi errori.
A questo punto, se il conducente propone ricorso contro la multa, può limitarsi a contestare la mancata taratura dell’apparecchio elettronico, come appunto il Photored, mentre spetta all’amministrazione residente fornire la prova contraria, producendo il certificato di taratura: non il primo, quello all’atto del collaudo, ma quello più recente. Insomma, la P.A. deve dare prova di aver sottoposto il dispositivo a verifiche periodiche di funzionalità e taratura, che hanno aggiornato il primo certificato di taratura.
Per inciso, è necessario che l’amministrazione produca in giudizio anche le fotografie scattate dall’autovelox o dal Photored: in assenza di ciò, viene a mancare la prova fondamentale della violazione contestata all’automobilista, basata proprio sui rilievi fotografici.
[1] G.d.P. Taranto, dott. Martino Giacovelli, sent. n. 4137/16 del 20.01.2016.
Il giudice di Pace di Taranto, dr. Martino Giacovelli, ha emesso la
SENTENZA n. 4137 pubblicata il 20/01/2016
nel ricorso, iscritto al n° R. G. 6755/2015, avente ad oggetto: Opposizione a verbale di contestazione per infrazioni alle norme del C.d.S. per l’importo complessivo di € 236,83, promossa da:
STEFANO, residente in San Giorgio, elettivamente domiciliato in Massafra, Piazza V. Emanuele n. 18 presso e nello studio dell’Avv. V. Miccolis RICORRENTE
Comune di F. (TA), in p. l.r.p.t., rappresentato e difeso in proprio dal funzionario delegato RESISTENTE
Conclusioni per il ricorrente:
Voglia l’ill.mo sig. Giudice di Pace adito, contrariis reiectis, così provvedere:
a) dichiarare illegittimo e per l’effetto annullare l’impugnato verbale della Polizia Locale di F. n° PH 1582 del 13.10.15 – reg. n° 2041/2015 notificato il 20.10.2015…;
b) ordinare la cancellazione dei dati immessi nel CED-SDI;
c) condannare il Comune di F., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, al pagamento di tutte le spese della presente causa, diritti ed onorari di difensore compresi, da distrarsi in favore del sottoscritto procuratore anticipatario;
d) In via gradata, nella denegata ipotesi di rigetto del presente ricorso, si chiede che sia disposto il pagamento in misura ridotta…, senza decurtazione di punti;
Conclusioni per il Comune di F.:
“come da conclusioni in atti che qui si intendono riportati.”
Con atto depositato in data 19.11.2015 il ricorrente impugnava il verbale di contestazione di violazione n. PH l’effetto annullare l’impugnato verbale della Polizia Locale di F. n° PH 1582 del 13.10.15-reg. n° 2041/2015, notificato al ricorrente a mezzo del servizio postale in data 20.10.2015, per presunta violazione dell’art. 146-3 ° comma e 3 bis del C.d.S. rilevata, a mezzo di apparecchiatura a posto fisso “Photored F17D in data 20.08.2015 alle ore 23,42 elevato dalla Polizia Municipale di F., sulla intersezione S.P.105 con la S.P. n. 110.
In particolare nel suddetto verbale é detto che in base al disposto dell’art. 201 del D. L.vo 285/92 e dell’art. 384 del D.P.R. 495/92, in seguito alle risultanze fornite dalla doppia documentazione fotografica prodotta dall’apparecchiatura a postazione fissa per il rilevamento automatico delle infrazioni a semaforo rosso PHOTORED F17A, omologata dal Ministero dei LL.PP. con Decreto n° 47017 del 11.05.2009 esteso con Decreto n° 5316 del 24.09.2012, nella disponibilità di questa polizia locale e verificata per quanto attiene il corretto funzionamento dal produttore ITALTRAFF s.r.l. ed installata presso l’impianto semaforico sito nel territorio di questo comune sulla intersezione S.P. 105 – S.P. 110, ha accertato che il conducente del veicolo Alfa tg. BY…RL, di proprietà di A. Stefano, il giorno 220.06.2015, alle ore 23,42, ha violato l’art. 41 in relazione all’art. 146 co. III del C.d.S., superando la linea di arresto sulla via semaforizzata e proseguiva la marcia nonostante la lanterna semaforica proiettasse luce rossa. L’accertamento è stato anche a norma degli artt. 13 e 14 della L. 689/81, richiamata dall’art. 194 del D. L.vo 285/92, dal sottoscritto agente di P.M. incaricato della visione e dell’esame delle due foto prodotte dall’apparecchiatura di cui sopra a conferma dell’avvenuta infrazione e visibili, in relazione al disposto della l. 675/96, presso la sede della P.M… L’infrazione non è stata immediatamente contestata ai sensi dell’art. 201 co. I bis lett. b ed art. 201 co. I ter del C.d.S.
Il suddetto verbale comporterebbe il pagamento della somma di € 171,63 in misura ridotta a titolo di sanzione pecuniaria e la decurtazione di n. 6 punti di validità dalla patente di guida.
Eccepiva il ricorrente la nullità e la illegittimità del suddetto verbale per molti motivi, tra cui: violazione degli artt 345 e 383 D.P.R. n° 495 del 16 dicembre 1992; OMESSA taratura;, nonché violazione e falsa applicazione del decreto dirigenziale n° 1130 del 18.03.2004 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; omessa contestazione immediata; Illegittimità ed incompletezza della verifica di perfetta funzionalità; Violazione dell’art. 10 della L. 675/96; Violazione e falsa applicazione dell’art. 4 comma I del decreto legge n° 121 del 20.06.2002, recante disposizioni urgenti per garantire la sicurezza nella circolazione stradale; Violazione e/o falsa applicazione relativamente alla apposizione dell’apparecchiatura di rilevamento elettronico.
Disposta la comparizione delle parti , il Comune di F. si costituiva in data 21.12.2015, depositando in cancelleria comparsa di risposta, chiedendo il rigetto del ricorso.
All’udienza del 31.12.2015 per il ricorrente compariva il proprio difensore Avv. V. Miccolis, riportandosi al ricorso e chiedendone l’accoglimento.
La causa poteva essere decisa sulla base della documentazione depositata dall’opponente e dal Comune resistente.
Dopo la discussione, la causa era immediatamente decisa, come da separato dispositivo che veniva letto in udienza, riservando la motivazione della sentenza.
In via preliminare si rileva l’ammissibilità del presente ricorso, tempestivamente presentato nei termini.
Il 2° comma dell’art. 421 c.p.c. per come modificato dal comma 4 dell’art. 2, D. Lgs. 1° settembre 2011, n. 150. prevede: “ Può altresì disporre d’ufficio in qualsiasi momento l’ammissione di ogni mezzo di prova [c.p.c. 191, 244], anche fuori dei limiti stabiliti dal codice civile, ad eccezione del giuramento decisorio…omissis”
In altre parole, al GDP è consentito in materia di opposizioni alle sanzioni amministrative un potere decisorio, che non può essere circoscritto alle richieste e deduzioni delle parti (dove il cittadino, come nel caso di specie, è stato costretto a nominare un difensore a fronte dell’articolata difesa del Comune resistente). Orbene, il giudice investito della competenza dell’opposizione alle sanzioni amministrative, deve tener presente il sistema processuale speciale nel quale opera.
Il verbale oggetto del presente ricorso e l’accertamento che esso presuppone si fondano esclusivamente sulle risultanze dell’apparecchiatura PHOTORED F /17D.
La Corte Costituzionale, con la recente sentenza n. 113 del 18 giugno 2015, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 45, co 6, del d.lgs. n. 285/1992 (Nuovo codice della strada), nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura.
Il Comune di F. ha esibito il certificato di taratura rilasciato in data 22.03.2007, omettendo di aggiornarlo con successive necessarie verifiche.
Lo stesso Comune resistente ha ritenuto opportuno di non esibire le risultanze fotografiche, per cui viene a mancare la prova fondamentale della violazione contestata al ricorrente, basata proprio sui rilievi fotografici, richiamati nello stesso verbale di accertamento.
Per quanto sopra, il verbale impugnato non può che essere annullato con tutti gli atti dallo stesso dipendenti, ritenendosi assorbiti gli altri motivi di nullità sollevati dal ricorrente.
Le spese processuali, vengono liquidate come in dispositivo ai sensi dell’art. 91 c.p.c. d’Ufficio, tenendo conto della modesta attività processuale svolta.
A tal riguardo la Corte di Cassazione con sentenza n. 698/2010, ha riconosciuto perfino la risarcibilità del danno arrecato al contribuente costretto a ricorrere avverso un atto illegittimo e, con essa, una nuova opportunità di difesa in tutti i casi in cui, nonostante l’evidenza dell’errore commesso, il contribuente è costretto a subire le spese di un giudizio per vedere riconosciuta l’illegittimità di un provvedimento che ben potrebbe essere annullato in autotutela.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. III, 19/01/2010, n. 698).
Il giudice di pace di Taranto, dr. Martino Giacovelli, definitivamente pronunciando sul ricorso, depositato il 19.11.2015 ° PH 1582 del 13.10.15-reg. n° 2041/2015, notificato al ricorrente a mezzo del servizio postale in data 20.10.2015, redatto in data 13.10.2015 dalla Polizia Municipale di F. (TA) ,così decide:
1) accoglie il ricorso avverso il verbale di contestazione di violazione impugnato;
2) annulla il verbale impugnato ed ogni atto dallo stesso dipendente;
3) Condanna il Comune di F. (Taranto), in persona del suo Sindaco, al pagamento delle spese di lite che liquida in complessivi € 243,00 di cui € 43,00 per spese vive ed € 200,00 per onorario, oltre rimborso forfettario, CAP ed IVA come per legge con distrazione a favore del difensore Avv. V. Miccolis, dichiaratosi anticipatario.
Così deciso a Taranto il giorno 20.01.2016 Il Giudice di Pace
( Dr. Martino Giacovelli)