Source: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2020/06/16/parchi-naturali-miopia-e-autolesionismo/
Timestamp: 2020-07-10 16:19:40+00:00
Document Index: 43772501

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 16', 'art. 22', 'art. 25', 'art. 1']

Parchi naturali, miopìa e autolesionismo. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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giugno 16, 2020 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
L’amministrazione comunale di Pula vuol ridurre la quota di territorio comunale conferita all’area naturale protetta da 5.654 ettari a 4.013 ettari.
Più di 1.600 ettari da sottrarre al regime di salvaguardia ambientale e corretta gestione del territorio che un parco naturale deve conseguire.
Quali sarebbero le motivazioni di questa scelta decisamente anti-ecologica e in prospettiva autolesionistica?
Lavori pubblici per cui l’assessore comunale ai lavori pubblici non ha evidentemente avuto modo di risolver qualcosa.
giugno 16, 2020 alle 8:24 am
siete incorreggibili: ancora con quella vignetta chi fai morri…
(…) “A seguito di approfondite valutazioni svolte mediante il coinvolgimento di varie categorie di cittadini, è emerso che l’attuale configurazione del parco limita, oltre ogni normale esigenza di tutela dell’area protetta, la possibilità di libero transito lungo la strada di accesso e di delimitazione del parco, alle persone”
Questa è la motivazione dell’amministrazione comunale che vuol “ ridurre la quota di territorio comunale conferita all’area naturale protetta da 5.654 ettari a 4.013 ettari.”
Questa la risposta del GRIG:
(…) “L’art. 5 del regolamento provvisorio di gestione del parco (deliberazione assembleare n. 2 del 17 gennaio 2020) afferma testualmente che “l’accesso al parco è libero” ( riscrivo perché sia più chiaro, usando la maiuscola: L’ACCESSO AL PARCO E’ LIBERO), così come sono consentiti trekking, passeggiate a cavallo e in mountain bike (art. 6), le riprese fotografiche e video (art. 13), la raccolta dei frutti del sottobosco (art. 17) e dei funghi (art. 18).
Sono naturalmente garantiti i diritti di uso civico (art. 8), mentre – com’è ovvio – a titolo d’esempio, sono vietati l’abbandono dei rifiuti (art. 10), il disturbo della quiete e dell’ambiente naturale (art. 16) e la caccia (art. 22)”.
Quel che segue nel post è… non aggiungo altro; leggendolo, capirete qual è l’aggettivo o nome del predicato che ho evitato di scrivere.
🦋🐦🌲🌲🌼
giugno 16, 2020 alle 9:25 am
I fondi comunitari li usano per distruggere altrimenti li lasciano lì, non sono capaci di fare altro
giugno 16, 2020 alle 10:29 am
e intero Gruppo GriG.
Non è certo da oggi che, in Sardegna, soffia il vento della restaurazione e dell’aggressione alla tutela ambientale.
Ne sono sintomi allarmanti le proposte RAS di erosione dei limiti imposti dalle leggi urbanistiche cha tanto fastidio danno alla lobby del cemento, ma non fanno certo meno danno immagini come quella postata nel sito di Forestas in cui compare un addetto con un asinello grigio dell’Asinara in braccio.
I disciplinari del parco vietano questa dannosa pratica di umanizzazione degli animali.
Tutte le maggiori testate hanno ripreso l’immagine.
Per cui la foto è la palese dimostrazione di cosa non si dovrebbe fare oltre che la documentazione di un illecito.
Ho coinvolto l’Ente Parco con una nota di protesta.
Nella pagina fb degli affetti dal mal d’asinara che gestisco abbiamo prodotte due fotografie di asinello bianco e asinello grigio, ottenute con modalità corrette sia nel trattamento dei selvatici che nello scatto,
Siamo in attesa delle decisioni del Parco dell’Asinara che dovrebbe compiere azioni a tutela dell’ambiente e ne daremo conto.
Nel frattempo chiediamo al GriG l’appoggio necessario per la nostra azione.
giugno 16, 2020 alle 12:19 pm
da Cagliari online, 15 giugno 2020
La denuncia del Grig: “Il Comune di Pula vuole ridurre l’area protetta del parco di Gutturu Mannu”.
Ridurre l’area protetta di Gutturu Mannu? Per il Grig si tratta di una scelta “anti-ecologica e autolesionistica”: https://www.castedduonline.it/la-denuncia-del-grig-il-comune-di-pula-vuole-ridurre-larea-protetta-del-parco-di-gutturu-mannu/
da Buongiorno Alghero, 15 giugno 2020
GUTTURU MANNU DEVE “DIMAGRIRE” – MENO TERRITORIO AL PARCO: https://www.buongiornoalghero.it/contenuto/0/11/165256/gutturu-mannu-deve-dimagrire-meno-territorio-al-parco
giugno 16, 2020 alle 1:05 pm
Mi spiace, ma qua state sbagliando battaglia
1) E se vi dicessi che l’area del Parco di Gutturu Mannu è completamente ricompresa all’interno del Parco Geominearrio?
2) E se vi dicessi che la vita di questo parco dipende completamente dai bilanci comunali, fatta eccezione per un contributo regionale iniziale da 150.000 €?
3) E se vi dicessi che il regolamento che avete citato è in contrasto con la Legge istitutiva del Parco stesso?
Una sola cosa avete azzeccato ed la questione degli interessi per l’attività venatoria: attraversare un parco armati non si può.
Per quanto riguarda la sottrazione di tutele è quanto di più lontano dalla realtà, in quanto è già un’area di riserva faunistica, vi sono poi due importanti aree SIC e un’oasi WWF, e forse sto dimenticando qualcos’altro.
Di fatto questo parco serve solo ed esclusivamente a mantenere calda qualche poltrona e niente più.
Risorse ed energie che potevano essere impegnate in maniera più proficua, e perchè no, far funzionare finalmente il Parco Geominerario.
giugno 16, 2020 alle 5:55 pm
…è una sua idea, non nostra 🙂
1) sì, lo sappiamo. E quindi?
2) non è così, riceve un contributo regionale annuale (art. 25 della legge regionale n. 20/1994), recentemente ha anche ottenuto un milione di euro di fondi comunitari (http://www.regione.sardegna.it/j/v/2568?s=400998&v=2&c=392&t=1);
3) non risulta.
Noi, invece, riteniamo che l’istituzione del parco naturale regionale di Gutturu Mannu possa consentire una migliore salvaguardia ambientale e, in particolare, la promozione delle aree interessate sul piano di una corretta fruizione turistica. Forse la mancanza di una poltrona è proprio una delle motivazioni di questa assurda proposta di “amputazione” del parco.
Infine, il parco geominerario ha finalità ben diverse, quelle della tutela e valorizzazione del grande patrimonio di archeologia mineraria sardo.
giugno 16, 2020 alle 11:07 pm
Perciò secondo voi è meglio abbondare, mah, ho i miei dubbi. Anche perchè si distraggono risorse importanti.
Poi non sono per niente d’accordo sul fatto che il Geoparco abbia finalità diverse, ricordo un semplice passo del suo statuto:
” Art. 2 – Finalità e attività del Parco
1. Il Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna, nel rispetto degli impegni che gli enti locali hanno assunto con la sottoscrizione della “Carta di Cagliari”, persegue la finalità di assicurare la conservazione e la valorizzazione del patrimonio tecnico-scientifico, storico-culturale ed ambientale dei siti e dei beni ricompresi nel territorio di cui al precedente art. 1 ove le popolazioni locali hanno svolto nel tempo un’intensa attività estrattiva e di utilizzo delle risorse geologiche e minerarie, e di garantire uno sviluppo economico e sociale dei territori interessati in un’ottica di sviluppo sostenibile.
2. A tal fine sono poste in essere le seguenti attività:
a) recuperare e salvaguardare, per fini ambientali, scientifici, formativi, culturali e turistici, i cantieri e le strutture minerarie e i siti geologici con particolare riguardo a quelli ambientalmente più compromessi ed a quelli più rappresentativi sotto l’aspetto tecnico-scientifico e storico-culturale;
b) recuperare e salvaguardare, nel rispetto delle disposizioni definite in materia dal decreto legislativo n.42/2004 in particolari strutture museali e archivistiche il patrimonio di archeologia industriale e quello archivistico e documentale, librario e fotografico di interesse conoscitivo della storia e della cultura mineraria;
c) proteggere e salvaguardare, compatibilmente con il risanamento ambientale dei siti e le previsioni e prescrizioni del Piano paesaggistico regionale gli habitat e il paesaggio culturale generato dall’attività mineraria;
d) proteggere e salvaguardare le zone di interesse archeologico individuate ai sensi dell’articolo 142 del decreto legislativo n.42/2004 e i valori antropici delle attività umane connesse all’espletamento delle attività minerarie;
e) promuovere e sostenere attività educative, ricreative, sportive e artistico-culturali compatibili con i valori da salvaguardare e valorizzare;
f) promuovere, sostenere e sviluppare nel quadro dello sviluppo sostenibile attività di formazione e di ricerca scientifica e tecnologica nei settori delle georisorse, dei materiali innovativi, dell’ambiente, del patrimonio culturale e del paesaggio e delle fonti energetiche alternative, anche attraverso la costituzione, con altri soggetti pubblici e privati, di centri di formazione e di ricerca di eccellenza a livello internazionale;
g) collaborare con gli enti locali e con le istituzioni nazionale e internazionali competenti al fine di concorrere, con attività di promozione e di sostegno, alla creazione nel territorio del Parco di un nuovo processo integrato di sviluppo sostenibile nei settori del turismo ecologico e culturale, dell’artigianato tradizionale e innovativo locale, della trasformazione industriale delle materie prime locali, anche attraverso la realizzazione delle relative opere infrastrutturali, da realizzarsi prioritariamente attraverso il restauro delle strutture esistenti riducendo di conseguenza il consumo di ulteriore territorio;
h) curare, d’intesa con gli enti locali preposti, il coordinamento degli interventi di bonifica, di riabilitazione e di recupero dei compendi immobiliari ex-minerari di cui agli specifici piani previsti dalle norme vigenti.
i) svolgere, in riferimento alla geologia dell’intera Sardegna, attività di carattere esclusivamente scientifico e culturale anche a scopo divulgativo.
3. In ogni caso, sono fatte salve, nell’attuazione degli interventi di cui al presente articolo, le competenze autorizzato rie specificamente attribuite agli enti locali e ai sensi del D.Lgs. 42/2004 al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.”
giugno 16, 2020 alle 11:13 pm
il parco geominerario ha quale finalità fondamentale quella di salvaguardare e valorizzare i beni e le aree di archeologia mineraria, che sono una minima parte dell’area perimetrata nel parco.
Finalità ben diverse sono quelle di un parco naturale quale quello del Gutturu Mannu. Le trova nella legge regionale n. 20/1994.
Pretendere di “amputare” un parco naturale per gli interessi particolari di qualche centinaio di cacciatori è una delle cose più becere che un amministratore pubblico può fare e lo qualifica per bene.
Siamo ai limiti del comico; il Parco deve essere lasciato com’è; sappiamo come vanno queste cose; un pezzo alla volta il territorio viene sottratto per essere “riqualificato” dai soliti geni…
giugno 16, 2020 alle 1:50 pm
I Politici – (si, si usa ancora questo nobile eufemismo per definire la turba famelica di voti di scambio che si è istallata sugli scranni pubblici )- sono insofferenti e ostili alle regole costruite dalla società civile per tutelare i beni comuni. Ai cittadini sembra offensivo e persino anacronistico il fatto che esistano ancora i così detti “cacciatori” . Questi infatti si sentono investiti da supremo diritto di saccheggio : la selvaggina la considerano roba loro.
Leggo sul quotidiano locale che due escursionisti, a Cala Birìala, Baunei, si sono smarriti, immagino durante la loro visita in luoghi di incomparabile bellezza, ma dimostrando di essere stati poco prudenti. ( lo sostengo pur ignorando la loro conoscenza reale dei luoghi).
Stiamo, infatti, parlando di AMBIENTE straordinario, per la sua bellezza e per la sua specificità, ma anche di ambiente che dovrebbe essere calpestato con cura, se non addirittura lasciato alla sua tranquillità.
Mi chiedo e chiedo a chi è in grado di darmi una qualche risposta:
CHI paga per l’intervento, tra le altre cose rischiosissimo sia per i Vigili del Fuoco, coraggiosi e generosi, sia per i due escursionisti che si sono, in modo poco avveduto, occorre aggiungere, in luoghi così difficili ed impervi?
giugno 18, 2020 alle 4:40 pm
Parco geominerario…………. Stiamo parlando di clan, che hanno fatto del bene comune un feudo per far lavorare parenti e banchettare con danaro pubblico. Basta assistenzialismo mollate l’osso e andatevi a rompere il collo per vivere…. Stiamo ancora a parlare di gestione dei parchi, dopo 40 di immobilismo e disinformazione……
Le normative regionali sul c.d. piano casa non possono derogare ai piani paesaggistici. Lettera aperta al Presidente della Regione Toscana sul porto di Marina di Carrara.