Source: https://www.mo.camcom.it/tutela-del-mercato/ambiente-e-territorio/sistri-sistema-di-controllo-della-tracciabilita-dei-rifiuti
Timestamp: 2018-07-16 05:07:06+00:00
Document Index: 157256985

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 2135', 'art. 183', 'art. 184', 'art. 183', 'art. 183']

SISTRI - Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti — Camera di Commercio di Modena
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pubblicato il 17/10/2013 08:00, ultima modifica 13/03/2018 11:10
Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) è stato istituito con il Decreto 17/12/2009 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per permettere l'informatizzazione della tracciabilità dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani della Regione Campania.
In attesa della piena operabilità del SISTRI, la legge 27/12/2017 n. 205 (legge di bilancio) prevede la proroga del periodo transitorio previsto dal D.L. 101/2013 durante il quale, fino al subentro del nuovo gestore del Sistri e comunque non oltre il 31 dicembre 2018, continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi di cui agli articoli 188, 189, 190 e 193 del D.Lgs. 152/2006 nel testo previgente alle modifiche apportate dal D.Lgs. 205/2010, nonché le relative sanzioni. Viene quindi prorogato il cosiddetto "doppio binario" che prevede la tenuta dei registri cartacei (registri di carico/scarico, formulari e MUD) e, per i soggetti obbligati al SISTRI, anche con il sistema informatico SISTRI.
Durante il periodo transitorio non si applicano le sanzioni per omessa o errata tenuta del registro cronologico e della scheda SISTRI.
Chi è tenuto all'iscrizione al Sistri
L'articolo 188-ter, commi 1, 2 e 3, del D. Lgs. n. 152/2006, così come modificato dall'art. 11 del D.L. n. 101/2013, convertito con Legge n. 125/2013 e a seguito delle norme attuative del Decreto Ministeriale 24 aprile 2014 prevede l'obbligo di adesione al sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) per i seguenti soggetti:
gli enti o le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi, originati da:
- attività agricole ed agroindustriali con più di 10 dipendenti, esclusi, indipendentemente dal numero dei dipendenti, gli enti e le imprese di cui all'art. 2135 del Codice civile che conferiscono i propri rifiuti nell'ambito di circuiti organizzati di raccolta, ai sensi dell'art. 183, comma 1, lettera pp) del D. Lgs. n. 152/2006;
- attività con più di dieci dipendenti di cui all'art. 184, comma 3, lettere b), c), d), e), f) ed h), del D. Lgs. n. 152/2006;
- attività di stoccaggio di cui all'art. 183, comma 1, lettera aa), del D. Lgs. n. 152/2006;
- attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento di rifiuti urbani nella regione Campania;
- attività di pesca professionale e acquacoltura, di cui al D. Lgs. n. 4/2012, con più di dieci dipendenti, ad esclusione, indipendentemente dal numero dei dipendenti, degli enti e delle imprese iscritti alla sezione speciale "imprese agricole" del Registro Imprese che conferiscono i propri rifiuti nell'ambito di circuiti organizzati di raccolta, ai sensi dell'art. 183, comma 1, lettera pp) del D. Lgs. n. 152/2006;
gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale, compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale.
Con riferimento alle attività di trasporto dei rifiuti, la locuzione "enti o imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale", contenuta al comma 2 dell'articolo 11 del D. L. n. 101/2013, deve intendersi riferita agli enti e imprese che (raccolgono o) trasportano rifiuti speciali pericolosi prodotti da terzi;
in caso di trasporto intermodale, i soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali pericolosi in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell'impresa navale o ferroviaria o dell'impresa che effettua il successivo trasporto;
gli enti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali pericolosi.
In questo caso, diversamente dai precedenti, la norma si riferisce a tutti i rifiuti pericolosi, sia speciali che urbani;
i nuovi produttori, che trattano o producono rifiuti pericolosi.
Si tratta dei soggetti che sottopongono i rifiuti pericolosi ad attività di trattamento ed ottengono nuovi rifiuti (eventualmente, anche non pericolosi) diversi da quelli trattati, per natura o composizione, ovvero che sottopongono i rifiuti non pericolosi ad attività di trattamento ed ottengono nuovi rifiuti pericolosi; tali soggetti, nelle more delle modifiche delle procedure informatiche, sono tenuti ad iscriversi sia nella categoria gestori che in quella produttori.
Rientrano inoltre tra i soggetti obbligati ad aderire al SISTRI, ai sensi del comma 4 dell'articolo 188-ter non modificato ma richiamato dall'articolo 11, comma 3, del D. L. n. 101/2013:
Modalità di iscrizione e di cancellazione
Le modalità di iscrizione e di cancellazione sono pubblicate nel sito www.sistri.it.
Procedura di rilascio dei dispositivi USB
La consegna dei dispositivi USB rilasciati da Sistri è assicurata dalle Camere di Commercio.
A ricevimento dei dispositivi e dei dati indicati nelle domande di iscrizione inviati alla Camera da parte di Sistri, i soggetti interessati saranno contattati per posta elettronica oppure per telefax dalla Camera di Commercio.
La comunicazione indica:
data, ora e luogo dell'appuntamento per la consegna dei dispositivi USB da CONFERMARE o RIFIUTARE da parte dell'interessato;
elenco dei documenti da consegnare;
importo dei diritti di segreteria dovuti alla Camera di Commercio
Per procedere al ritiro del dispositivo è necessario presentare allo sportello tutti i documenti previsti dalla normativa. La Camera di Commercio non potrà consegnare i dispositivi in caso di documenti parzialmente errati o mancanti o in assenza del versamento dei diritti di segreteria in caso di pagamento eseguito con Telemaco o mediante conto corrente postale.
I dispositivi potranno essere rilasciati, previa identificazione, al legale rappresentante oppure a un suo delegato. In quest'ultimo caso, il soggetto delegato al ritiro deve disporre di delega del legale rappresentante firmata in carta semplice, secondo il formato disponibile sul sito SISTRI, e di documento di riconoscimento.
Pagamento dei diritti di segreteria per il ritiro dei dispositivi
Il Decreto Dirigenziale Interministeriale del 17 giugno 2010 (in vigore dal 08/07/2010) ha stabilito l'importo dei diritti di segreteria dovuti per il rilascio dei dispositivi USB per il SISTRI come segue:
€ 16,00 per il rilascio del primo dispositivo per ogni unità locale
€ 6,00 per ogni dispositivo aggiuntivo per la stessa unità locale.
I diritti di segreteria possono essere pagati con una delle seguenti modalità:
in contanti, con bancomat o carta di credito allo sportello;
tramite pagamento on line con carta di credito;
tramite Telemaco;
versamento sul conto corrente postale n. 14287411 intestato a "Camera di Commercio di Modena", causale "diritti di segreteria SISTRI cod. fiscale ...... oppure codice pratica ...... " utilizzando un bollettino a tre parti (alla Camera di Commercio dovrà essere consegnata l'attestazione).
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