Source: http://sauroavezza.xoom.it/virgiliowizard/alto-adige-doc.html
Timestamp: 2018-09-20 03:42:06+00:00
Document Index: 68546335

Matched Legal Cases: ['art. 118', 'art. 67', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5']

ALTO ADIGE DOC | WORLD WINES' GEOGRAPHICAL INDICATIONS Sauro Avezza
TRENTINO-ALTO ADIGE › ALTO ADIGE DOC
VIGNETI ABBAZIA DI SABIONA CHIUSA
ALTO ADIGE O DELL’ALTO ADICE
SUDTIROL O SUDTIROLER
(Il presente disciplinare è stato suddiviso in allegati per migliorarne la consultazione)
La denominazione di origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige” in lingua tedesca “Südtirol» o Südtiroler” è
riservata ai vini che corrispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
1) Tipologie relative ai vini “Alto Adige”:
bianco in lingua tedesca “weiss”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
Le seguenti “sottozone” sono descritte negli allegati al presente disciplinare di produzione,
2) “Alto Adige” sottozona “Colli di Bolzano o Bozner Leiten”;
3) “Alto Adige” sottozona “Meranese di Collina o Meranese o Meraner Hügel o Meraner”;
4) “Alto Adige” sottozona “Santa Maddalena o St. Magdalener” anche con specificazione aggiuntiva classico;
5) “Alto Adige” sottozona “Terlano» o Terlaner” anche con specificazione aggiuntiva classico;
6) “Alto Adige” sottozona “Valle Isarco o Eisacktal o Eisacktaler”:
7) “Alto Adige” sottozona “Valle Venosta o Vinschgau”:
Tuttavia la denominazione “Alto Adige” può essere utilizzata quale specificazione aggiuntiva, ai sensi dell'art. 118 del Regolamento (CE) n. 1234/2007 e dell’art. 67 del Regolamento (CE) n. 607/2009, per i vini “Lago di Caldaro o Caldaro” recanti la menzione “classico o classico superiore”, ottenuti da uve prodotte nei comuni di:
come previsto dal disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata “Caldaro o Lago di Caldaro”.
La denominazione di origine controllata di cui all'art. 1 è riservata ai vini ottenuti da uve di vigneti iscritti agli albi aventi, in ambito aziendale, la seguente composizione varietale:
2.1. “Alto Adige o dell'Alto Adige” senza sottozona di cui all'art. 1:
con la specificazione del vitigno: vigneti con almeno l'85% del corrispondente vitigno,
possono essere presenti nei vigneti, per la differenza fino al 15% altri vitigni a frutto di colore analogo e classificato idoneo alla coltivazione per la provincia autonoma di Bolzano;
con la specificazione di due vitigni (Cabernet-Merlot, Cabernet-Lagrein, Merlot-Lagrein):
vigneti che possono concorrere congiuntamente alla produzione dei mosti e dei vini,
In etichetta il vitigno preponderante precede l'altro ed entrambi sono riportati in caratteri uguali e sulla stessa riga, utilizzando il sinonimo Cabernet per il Cabernet Franc e il Cabernet Sauvignon;
spumante a fermentazione in bottiglia:
uve Pinot bianco e/o Pinot nero e/o Chardonnay, iscritti ai rispettivi albi.
Per il tipo “rosè” il Pinot nero deve essere presente per almeno il 20%;
bianco anche “passito”:
Chardonnay e/o Pinot bianco e/o Pinot grigio almeno per il 75%,
devono essere presenti almeno due di tali varietà, ma nessuna deve superare il 70% del totale,
passito con la specificazione di due vitigni:
Chardonnay e/o Pinot bianco e/o Pinot grigio e/o Müller Thurgau e/o Sauvignon e/o Riesling e/o Sylvaner e/o Traminer aromatico e/o Kerner e/o Moscato giallo
con la specificazione di due vitigni (Chardonnay-Pinot bianco, Chardonnay-Pinot grigio, Pinot bianco-Pinot grigio):
vigneti che possono concorrere congiuntamente alla produzione dei mosti e dei vini, entrambe le varietà devono essere presenti per oltre il 15% del totale.
3.1. “Alto Adige o dell'Alto Adige”:
le uve destinate alla produzione dei vini “Alto Adige” devono essere prodotte nella parte del territorio della provincia di
Bolzano idoneo alla produzione dei vini di qualità previsti nel presente disciplinare. In particolare la zona idonea comprende:
il territorio viticolo dei comuni di:
Aldino, Andriano, Appiano, Bolzano, Bronzolo, Caines, Caldaro, Cermes, Cornedo all'Isarco, Cortaccia, Cortina all'Adige, Egna, Fie', Gargazzone, Lagundo, Laives, Lana, Magre' all'Adige, Marlengo, Meltina, Merano, Montagna, Nalles, Ora, Postal, Renon, Rifiano, Salorno, San Genesio, San Pancrazio, Scena, Termeno, Terlano, Tesimo, Tirolo, Vadena;
in parte il territorio dei comuni di :
Barbiano, Bressanone, Castelrotto, Chiusa, Funes, Laion, Naz-Sciaves, Velturno, Villandro e Varna
delimitati nell'art. 3, punto 3.6 (sottozona valle Isarco);
delimitati nell'art. 3, punto 3.7 /sottozona Val Venosta);
Per le uve destinate alla produzione dei vini con denominazione d'origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige”, senza sottozona, sono da considerarsi idonei ai fini dell'iscrizione nell'albo dei vigneti, unicamente i vigneti ubicati in terreni di favorevole giacitura ed esposizione.
E’ consentita l'irrigazione di soccorso.
La produzione massima di uve ammesse per i vini “Alto Adige o dell'Alto Adige” con o senza menzione di vitigno
di cui all'art. 1, per ettaro di coltura specializzata, non deve essere superiore, e il titolo alcolometrico volumico naturale dei mosti non deve essere inferiore ai sottoelencati limiti:
Pinot bianco: 13,00 t/ha, 10,50% vol. ;
Riesling italico: 13,00 t/ha, 10,50% vol.;
Sylvaner: 13,00 t/ha, 10,00% vol.;
Traminer aromatico: 12,00 t/ha, 11,00% vol.;
Cabernet ( Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon):11,00 t/ha, 11,00% vol.;
Lagrein: 14,00 t/ha, 11,00% vol.;
Merlot e Merlot rosato: 13,00 t/ha, 10,50% vol.;
Pinot nero e Pinot nero rosato: 12,00 t/ha, 11,00% vol.;
Schiava grigia: 14,00 t/ha, 10,50% vol.
Per il secondo anno la resa massima e' quella realmente ottenuta,
con un massimo del 50% delle cifre anzidette, senza la tolleranza del 20%.
Nelle annate più favorevoli le quantità di uve destinate alla produzione dei vini “Alto Adige” devono essere riportate ai limiti massimi di cui sopra, sempre che la resa unitaria non superi per più del 20% i limiti stessi.
La provincia autonoma di Bolzano, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate, prima della vendemmia può modificare i limiti massimi di resa unitaria e il titolo alcolometrico volumico minimo naturale in conformità alle norme di legge.
E’ consentita, ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. 08/04/2010 n. 61, la scelta vendemmiale dalle denominazioni interamente
comprese nella zona di produzione della denominazione di origine controllata “Alto Adige o dell’Alto Adige” a condizione che abbiano con quest’ultima compatibilità di resa, di titolo alcolometrico naturale e di composizione ampelografica.
Per i vini “Alto Adige o dell'Alto Adige” senza sottozona di cui all'art. 1 è facoltà del Ministero per le politiche agricole, tenuto conto delle situazioni tradizionali, su richiesta delle ditte interessate, consentire che la vinificazione possa avvenire nella provincia di Trento.
E' consentita l'aggiunta di mosti e vini di colore analogo ed anche di annate diverse appartenenti alla denominazione “Alto Adige”, nel limite massimo del 15%, comprensivo delle eventuali aggiunte di uve previste nell'art. 2.
Tuttavia l'aggiunta di mosti e vini appartenenti alla denominazione “Alto Adige” con specificazione di sottozona e' consentita solo con mosti o vini di colore analogo ed anche di annate diverse appartenenti alla medesima sottozona.
I vini “Alto Adige o dell'Alto Adige” con la menzione di vitigno
Chardonnay, Pinot grigio, Pinot bianco, Pinot nero,
possono essere elaborati nella tipologia spumante, secondo le norme specifiche degli spumanti e nel rispetto delle condizioni stabilite dal presente disciplinare.
I vini “Alto Adige spumante” senza menzione di vitigno devono essere elaborati esclusivamente nella tipologia spumante a fermentazione in bottiglia (metodo classico)
e immessi al consumo non prima di 20 mesi dal 1° ottobre dell'anno di raccolta della partita più recente.
Le operazioni di spumantizzazione del vino “Alto Adige” a fermentazione in bottiglia senza indicazione di vitigno devono avvenire all'interno della provincia di Bolzano.
I vini “Alto Adige bianco” e i vini a denominazione di origine controllata “Alto Adige” con o senza sottozona ottenuti dalle uve delle varietà di vite:
Pinot bianco o Chardonnay o Pinot grigio o Riesling o Sauvignon o Traminer aromatico o Moscato
giallo o Müller Thurgau o Sylvaner o Kerner o Veltliner o Moscato rosa
I vini “Alto Adige» passito” con la specificazione di due vitigni e i vini a denominazione di origine controllata “Alto Adige” con o senza sottozona ottenuti delle uva delle varietà di cui sopra con la specificazione “passito” devono essere elaborati nel rispetto delle norme vigenti per tale tipologia, con parziale appassimento delle uve sulla pianta oppure dopo la raccolta fino al raggiungimento di un
titolo alcolometrico non inferiore al 16,00% vol.
e a condizione che la resa dell'uva in vino pronto per il consumo
non ecceda i 40,00 ettolitri/ettaro.
1° giugno dell'anno successivo la vendemmia.
I vini “Alto Adige bianco”, “Alto Adige Moscato rosa” e i vini “Alto Adige” monovarietali a bacca bianca possono essere
ottenuti da uve raccolte dopo parziale appassimento sulla pianta che assicuri
In tal caso è esclusa qualsiasi correzione del titolo alcolometrico ed e' consentita la designazione del vino come “vendemmia tardiva”.
Qualora la resa superi i limiti suddetti, ma non il 80%, l'eccedenza non ha diritto alla denominazione d'origine controllata, ma può essere presa in carico, se ne ha i requisiti, come vino. Oltre questi ultimi limiti decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutta la partita.
“Alto Adige Lagrein”,
“Alto Adige Merlot”,
“Alto Adige Pinot nero”,
“Alto Adige Cabernet”,
“Alto Adige Cabernet-Merlot”,
“Alto Adige Cabernet-Lagrein”
“Alto Adige Merlot-Lagrein”,
I vini bianchi “Alto Adige” con o senza sottozona e con o senza menzione di vitigno possono essere destinati a “riserva” con un periodo di invecchiamento di almeno
purché presentino un
titolo alcolometrico naturale non inferiore a 11,50% vol.
Il vino spumante a fermentazione in bottiglia “Alto Adige spumante” senza indicazione di vitigno ad eccezione del spumante “Alto Adige rosè” può essere destinato a “riserva” se sottoposto ad un periodo di affinamento in bottiglia di almeno
e immesso al consumo non prima di
dal 1° ottobre dell'anno della vendemmia della partita più recente.
I vini a denominazione d'origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige” di cui all'art. 1 del presente disciplinare di
produzione, all'atto dell'immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Alto Adige spumante”:
colore: giallo paglierino più o meno intenso con eventuali riflessi verdolini o dorati;
“Alto Adige spumante rose':
profumo: bouquet proprio della fermentazione in bottiglia, gentile, fine, ampio e composito;
con menzione di vitigno Chardonnay o Pinot grigio o Pinot nero o Pinot bianco:
gradazione minima alla produzione: 10,50 vol.;
“Alto Adige vendemmia tardiva” con menzione di vitigno:
“Alto Adige bianco passito”,
“Alto Adige passito” con menzione del vitigno:
titolo alcolometrico volumico svolto minimo:7,00% vol.;
“Alto Adige bianco”:
“Alto Adige Moscato giallo”:
“Alto Adige Müller Thurgau”
“Alto Adige Pinot bianco”:
“Alto Adige Pinot grigio”:
“Alto Adige Riesling”:
“Alto Adige Riesling italico”:
“Alto Adige Sauvignon”:
“Alto Adige Sylvaner”:
“Alto Adige Traminer aromatico”:
“Alto Adige Chardonnay - Pinot bianco”:
“Alto Adige Chardonnay - Pinot grigio”:
“Alto Adige Pinot bianco – Pinot grigio”:
“Alto Adige Cabernet Sauvignon o Cabernet franc o Cabernet”:
“Alto Adige Lagrein:
profumo: asciutto, gradevole tipico della varietà;
“Alto Adige Lagrein rosato”:
sapore: asciutto, non molto di corpo, armonico, elegante, fresco;
“Alto Adige Malvasia”:
“Alto Adige Merlot”:
“Alto Adige Merlot rosato o Merlot rose'”:
“Alto Adige Moscato rosa”:
“Alto Adige Moscato rosa passito”:
“Alto Adige Pinot nero”:
sapore: asciutto morbido o pieno con retrogusto amarognolo, armonico;
“Alto Adige Pinot nero rosato o Pinot nero rose'”:
“Alto Adige Schiava”:
sapore: asciutto, morbido, gradevole;
“Alto Adige Schiava grigia”:
“Alto Adige Cabernet – Lagrein”:
“Alto Adige Cabernet – Merlot”:
“Alto Adige Merlot-Lagrein”:
E' facoltà del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali modificare i limiti sopra indicati per l'acidità totale e
l'estratto non riduttore minimo.
Alla denominazione di origine controllata “Alto Adige” è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare, compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, vecchio e similari.
significato laudativo e non siano suscettibili di trarre in inganno il consumatore.
“Alto Adige Cabernet (Franc e/o Sauvignon)”,
“ Alto Adige Cabernet-Merlot”,
“Alto Adige Cabernet-Lagrein”,
i vini bianchi "Alto Adige" con o senza sottozone e con o senza menzione di vitigno,
e “l'Alto Adige spumante bianco” senza indicazione di vitigno, possono portare in etichetta la
menzione “riserva” alle condizioni di cui all'art. 5, paragrafo 5.3 e 5.5.
E' consentito l'uso di indicazioni geografiche e toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento a unità amministrative, frazioni, aree più ristrette specificatamente delimitate, dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato e' stato ottenuto, alle condizioni previste dai decreti ministeriali 22 aprile 1992.
Per i vini “Alto Adige Lagrein” e “Alto Adige Lagrein rosato” (o rosè), ottenuti con uve provenienti da vigneti siti nel comune di Bolzano,
e' consentito indicare in etichetta la specificazione “Lagrein di Gries”, in lingua tedesca “Grieser Lagrein o Lagrein aus Gries”.
La menzione tradizionale “denominazione d'origine controllata” deve essere riportata in etichetta immediatamente al di sotto del nome di origine “Alto Adige o dell'Alto Adige” accompagnato o no dal nome di vitigno o di sottozona o al di sotto del nome d'origine “Alto Adige” e della sottozona di cui all'art. 1.
Il nome del vitigno, se del caso, può precedere o accompagnare nell'etichetta il nome geografico d'origine per i vini “Alto Adige o dell'Alto Adige”.
Fatta eccezione per i vini spumanti senza l’indicazione del millesimo, per tutte le altre tipologie di vini, è obbligatoria
l’indicazione in etichetta dell’annata di produzione delle uve.
In etichetta può essere utilizzato il riferimento a una microzona di produzione (vigna), purché lo stesso termine “vigna” sia seguito dal corrispondente toponimo e in conformità alle norme vigenti
I vini “Alto Adige Schiava grigia”, “Alto Adige bianco”, “Alto Adige Santa Maddalena” e i vini “Alto Adige” accompagnati dalla menzione “passito o vendemmia tardiva o riserva” o dalla specificazione “classico” devono essere immessi al consumo esclusivamente in bottiglie di capacità nominale da 0,375 litri e da 0,750 litri e rispettivi multipli.
VIGNETI CARDANO COLLI DI BOLZANO
La denominazione di origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige” in lingua tedesca “Südtirol» o Südtiroler” accompagnata dal nome della sottozona “Colli di Bolzano” in lingua tedesca “Bozner Leiten” è riservata ai vini che corrispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente allegato al disciplinare di produzione “Alto Adige”..
“Alto Adige Colli di Bolzano”, vigneti con almeno:
vitigni Schiave minimo 85%,
per la differenza fino al 15% è consentita la presenza di altri vitigni a frutto di colore analogo e idonei alla coltivazione per la provincia autonoma di Bolzano.
Terlano, S. Genesio, Bolzano, Renon, Fié e Cornedo,
partendo dall'incrocio della strada statale del Brennero n. 12 con il confine comunale di Laives, in prossimità del km 427,700, il limite segue in direzione ovest il confine comunale di Laives, fino ad arrivare al fiume Adige.
Volge quindi a nord, sempre lungo il confine comunale di Laives, e poi lungo quello di Bolzano nella stessa direzione,
identificandosi, salvo brevi tratti con il fiume Adige, fino a raggiungere la località Pié di Castello del comune di Bolzano.
Prosegue in direzione nord-ovest lungo la sponda sinistra dell'Adige fino a incrociare il confine comunale di Terlano a nordovest di Vilpiano, segue quindi, verso nord-est prima e sud-est poi il confine di Terlano sino al Kaltenbrunen Bach. Dal punto di incrocio con il corso d'acqua segue una retta verso est passante per le quote 829, 786 e 742 (Masi Schmalz, Egger, Moar e Trattoria Colonna) quest'ultima sul confine comunale di Bolzano.
Il limite segue quindi il confine di Bolzano sino a incrociare il rio S. Genesio che risale fino alla quota 788 da dove prosegue per una retta in direzione nord passando per le quote 942, 878 (Moro Le Fosse) e 889. Da quota 889 segue una retta verso sud-est sino a raggiungere al km 4 la strada provinciale della Valle del Sarentino.
Prosegue verso nord per tale strada fino al km 6 da dove segue una retta verso est sino a raggiungere la quota
872 per piegare poi verso sud lungo una retta che passa per le quote 763 (Lorno), 856 (Masi Alti) e raggiungere quota 780(Nop).
Da quota 847 prosegue verso nord-est per una retta spezzata passante per le quote 743 (Castelpietra), 998 (Siffiano), 981, 982 (Belvedere), 642, 805 (Molin del Buco) e 868. Da 868 il limite segue una retta verso sud passante per le quote 734, 376 e attraversato il fiume Isarco raggiunge la quota 822 (Selva di Platzhammer) da dove prosegue per la rotabile che in direzione sud raggiunge il centro abitato di Fié allo Scillar, prosegue per la strada che porta a Fié di sopra, l'attraversa e quindi per la rotabile, in direzione sud-est e poi sud-ovest, raggiunge Molino dopo aver toccato le quote 923, 910 e 842.
Da Molino prosegue verso ovest lungo il corso d'acqua sino a incrociare la provinciale per Fié, segue questa verso ovest fino al km 5.500 circa, dove per la rotabile verso sud raggiunge Presule (quota 878), da qui in direzione sud-ovest segue una retta spezzata passante per le quote 865, 979, 833, 727, 481, 722 e 823, quest'ultima quota nel centro abitato di Collepietra.
Da Collepietra segue la rotabile che prima verso sud e poi verso ovest raggiunge quota 706 poco prima di Mortner.
Da quota 706 segue il sentiero verso sud-ovest fino a raggiungere Maso Wienden da dove segue una retta spezzata verso ovest che passa per Maso Brunner (quota 802), taglia la strada statale n. 241 della Val d'Ega a quota 448, tocca Maso Roll (quota 944) e S. Isidoro (quota 928).
Il limite prosegue lungo la rotabile che porta al Colle dei Contadini (quota 1.136) e, quindi, verso sud segue il sentiero
che, conduce al rifugio Prati di Kohl.
Da qui il limite segue in direzione sud il confine comunale di Bolzano e poi nella stessa direzione quello di Laives fino ad arrivare al punto di partenza della descrizione.
All'interno della zona di cui sopra sono da escludersi tutti i territori appartenenti alla zona di produzione del vino “Santa Maddalena” di cui all'art. 3 del disciplinare di produzione annesso al decreto del Presidente della Repubblica 11 agosto 1971, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 245 del 28 settembre 1971.
Per le uve destinate alla produzione dei vini con denominazione d'origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige” accompagnata dal nome della sottozona “Colli di Bolzano”, sono da considerarsi idonei ai fini dell'iscrizione nell'albo dei vigneti, unicamente i vigneti ubicati in terreni di favorevole giacitura ed esposizione.
La produzione massima di uve ammesse per i vini “Alto Adige o dell'Alto Adige” con la menzione della sottozona “Colli di Bolzano” di cui all'art. 1, per ettaro di coltura specializzata, non deve essere superiore, e il titolo
alcolometrico volumico naturale dei mosti non deve essere inferiore ai sottoelencati limiti:
“Alto Adige Colli di Bolzano”: 13,00 t/ha, 10,00% vol.
Per il secondo anno la resa massima e' quella realmente ottenuta, con un massimo del 50% delle cifre anzidette, senza la tolleranza del 20%.
Nelle annate più favorevoli le quantità di uve destinate alla produzione dei vini “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Colli di Bolzano” devono essere riportate ai limiti massimi di cui sopra, sempre che la resa unitaria non superi per più del 20% i limiti stessi.
comprese nella zona di produzione della denominazione di origine controllata “Alto Adige” o “dell’Alto Adige” a condizione che abbiano con quest’ultima compatibilità di resa, di titolo alcolometrico naturale e di composizione ampelografica.
L'aggiunta di mosti e vini appartenenti alla denominazione “Alto Adige” con specificazione di sottozona é consentita solo con mosti o vini di colore analogo ed anche di annate diverse appartenenti alla medesima sottozona.
Qualora la resa superi il limite suddetto, ma non il 80%, l'eccedenza non ha diritto alla denominazione d'origine controllata, ma può essere presa in carico, se ne ha i requisiti, come vino.
I vini a denominazione d'origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige” con la menzione della sottozona “Colli di Bolzano” di cui all'art. 1 del presente disciplinare di produzione, all'atto dell'immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Alto Adige Colli di Bolzano”:
Il vino di cui al presente articolo, può presentare il caratteristico sapore di legno se invecchiato in botti di legno.
Alla denominazione di origine controllata “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Colli di Bolzano” è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare, compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, vecchio e similari.
La menzione tradizionale “denominazione d'origine controllata” deve essere riportata in etichetta immediatamente al di sotto del nome di origine “Alto Adige o dell'Alto Adige” accompagnato dalla menzione della sottozona “Colli di Bolzano”.
I vini della DOC “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Colli di Bolzano”è obbligatoria l’indicazione in etichetta dell’annata di produzione delle uve.
In etichetta può essere utilizzato il riferimento a una microzona di produzione (vigna), purché lo stesso termine “vigna” sia seguito dal corrispondente toponimo e in conformità alle norme vigenti.
VIGNETI SANTA MADDALENA
La denominazione di origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige” in lingua tedesca “Südtirol» o Südtiroler” accompagnata dal nome della sottozona “Santa Maddalena” in lingua tedesca “St. Magdalener” è riservata ai vini che corrispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente allegato al disciplinare di produzione “Alto Adige” nelle seguenti tipologie:
“Alto Adige Santa Maddalena”,
“Alto Adige Santa Maddalena classico”.
“Alto Adige Santa Maddalena”, vigneti con almeno:
la zona di produzione del vino a DOC “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Santa Maddalena” comprende in tutto o in parte i territori delle frazioni e sottofrazioni di:
Santa Maddalena, Santa Giustina, Laitago (Coste), San Pietro, Guncina, S. Giorgio, Rena (Sabbia), Santa Giustina di Sopra, Laitago di Sopra, Signato, Laste Basse, Cardano in comune di Cornedo,
Campiglio, Virgolo, Aslago, Rencio e S. Maurizio in comune di Bolzano,
Settequerce in comune di S. Genesio,
i masi Reiter, Diem, Raindl, Ebnicher e Plattner in comune di Renon.
Tale zona è così delimitata: partendo in località Bagni di zolfo (km 222,5 della strada statale n. 38 Bolzano-Merano) la linea di delimitazione segue, in direzione di Terlano, la statale n. 38 fino a raggiungere il rio Margherita che risale fino a quota 500.
Devia verso est seguendo la linea di quota 500 raggiunge la località Guncina, dopo aver attraversato i torrenti Petroso e S. Maurizio.
Da questo punto la linea di delimitazione si sposta alla sinistra del fiume Isarco per includere il maso Hochklausenhof e proseguire, prima in direzione sud e poi ovest lungo la strada statale n. 12 fino al km 444. Dal km 444 volge a sud per raggiungere la linea di quota 500; prosegue, verso ovest, per detta linea di quota e dopo aver attraversato l'abitato di Cornedo.
Sale per la carrareccia che conduce a quota 551 e passando a sud del maso Bischof, che resta incluso, oltrepassa in linea retta la valle del rio d'Ega, per raggiungere, sul versante sinistro, la linea di quota 500, che segue fino alla località S. Geltrude, passando per Cardano, Campegno, Campiglio, Virgolo e Aslago.
Da S. Geltrude piega, a ovest, lungo la via Castel Flavon, alla periferia della città, segue in direzione nord la
ferrovia fino al fiume Isarco, quindi la sponda sinistra dello stesso fino alla località Pronzegg (quota 267), attraversa il fiume e in direzione nord-ovest raggiunge e costeggia la ferrovia fino alla stazione di valle della funivia del Renon.
Oltrepassato il ponte, prosegue sulla linea altimetrica di m 300, a pié di monte e a nord della città, passa per le località Fago e Guncina.
All'altezza della quota 325, lascia la quota altimetrica predetta per seguire via Cologna e raggiungere la vecchia strada Gries-Merano, continuando lungo quest'ultima fino alla località Bagni di zolfo, punto di partenza della delimitazione.
Per i vini “Alto Adige Santa Maddalena” prodotti da uve ottenute da vigneti siti nella zona d'origine più antica, già indicata dal decreto ministeriale del 23 ottobre 1931 (in Gazzetta Ufficiale n. 290 del 17 dicembre 1931) concernente la delimitazione del territorio di produzione del vino tipico “Santa Maddalena”:
le frazioni di Santa Maddalena, S. Pietro, S. Giustina, Leitago e parte di Rencio,
è consentito l'uso della specificazione aggiuntiva “classico”.
Per le uve destinate alla produzione dei vini con denominazione d'origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige”, con la menzione della sottozona “Santa Maddalena”, sono da considerarsi idonei ai fini dell'iscrizione nell'albo dei vigneti, unicamente i vigneti ubicati in terreni di favorevole giacitura ed esposizione.
La produzione massima di uve ammesse per i vini “Alto Adige o dell'Alto Adige” con la menzione della sottozona “Santa Maddalena” di cui all'art. 1, per ettaro di coltura specializzata, non deve essere superiore, e il titolo
“Alto Adige Santa Maddalena”: 12,50 t/ha, 10,50% vol.
Nelle annate più favorevoli le quantità di uve destinate alla produzione dei vini “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Santa Maddalena” devono essere riportate ai limiti massimi di cui sopra, sempre che la resa unitaria non superi per più del 20% i limiti stessi.
Tuttavia l'aggiunta di mosti e vini appartenenti alla denominazione “Alto Adige” con specificazione di sottozona “ Santa Maddalena”e' consentita solo con mosti o vini di colore analogo ed anche di annate diverse appartenenti alla medesima sottozona.
I vini a denominazione d'origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige” con la menzione della sottozona “Santa Maddalena” di cui all'art. 1 del presente allegato al disciplinare di produzione, all'atto dell'immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Alto Adige anta Maddalena”:
colore: rosso rubino a granata intenso;
profumo: vinoso, caratteristico, ricorda il profumo delle viole, etereo dopo breve invecchiamento;
sapore: asciutto, pieno, vellutato, leggermente mandorlato, sapido;
Alla denominazione di origine controllata “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Santa Maddalena” è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare, compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, vecchio e similari.
Per il vino a DOC “Alto Adige Santa Maddalena” tra le indicazioni di località sono consentite soltanto le seguenti: Santa Giustina (St. Justina),
Leitago (Leitach),
San Pietro (St. Peter),
Guncina (Guntschna),
San Giorgio (St. Georgen),
Rencio (Rentsch)
Per i vini “Alto Adige Santa Maddalena” prodotti da uve ottenute da vigneti siti nella zona d'origine più antica, già indicata dal decreto ministeriale del 23 ottobre 1931 (in Gazzetta Ufficiale n. 290 del 17 dicembre 1931) e' consentito l'uso della specificazione aggiuntiva “classico”.
La menzione tradizionale “denominazione d'origine controllata” deve essere riportata in etichetta immediatamente al di sotto del nome di origine “Alto Adige o dell'Alto Adige” accompagnato dalla menzione della sottozona “Santa Maddalena”.
Per i vini a DOC “Alto Adige Santa Maddalena” è obbligatoria l’indicazione in etichetta dell’annata di produzione delle uve.
I vini a DOC “Alto Adige Santa Maddalena” accompagnata dalla specificazione “classico” devono essere immessi al consumo esclusivamente in bottiglie di capacità nominale da 0,375 litri e da 0,750 litri e rispettivi multipli.
VIGNETI CASTELLO DI TIROLO
La denominazione di origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige” in lingua tedesca “Südtirol» o Südtiroler” accompagnata dal nome della sottozona “Meranese di Collina o Meranese” in lingua tedesca “Meraner Hügel o Meraner” è riservata ai vini che corrispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente allegato al disciplinare di produzione “Alto Adige” nelle seguenti tipologie:
“Alto Adige Meranese i Collina o Meranese”
“Alto Adige Meranese di Collina o Meranese del Burgraviato” in lingua tedesca “Burggräfler”
“Alto Adige Meranese di Collina o Meranese”, vigneti con almeno:
le uve destinate alla produzione del vino “Meranese di Collina o Meranese” devono essere prodotte nelle zone appresso indicate e comprendenti in tutto o in parte i comuni di
Le zone sono cosiì delimitate:
partendo a sud del centro abitato di Gargazzone, la linea di delimitazione corre in direzione nord lungo il limite del bosco, attraverso i comuni di Gargazzone, Postal, Merano; toccando le quote 392 (ponte sul rio Gargazzone), 282, 455, 345, 530 Wiesler e Kofler in comune di Postal e in comune di Merano: la quota 563, Platt, le quote 523, 525, 575 e 583, le cave (quota 568 - Montefranco) la sorgente a sud dell'Alb. Lastabianca, il Maso, Spessa, la Cava di Argilla, la croce isolata posta a quota 647 sulla mulattiera per maso Kiendl.
Il maso Kiendl, tocca lasciando il limite di bosco, il limite altimetrico di 650 metri nel comune di Scena passa quindi in prossimita' di S. Giorgio e maso Loth per arrivare al Riopetroso.
Taglia in questo punto il fiume Passirio dopo aver toccato le quote 634 e 522 e seguendo la linea di confluenza fra pendio e fondovalle, si dirige verso nord, toccando la quota 490, il km 6 della strada statale n. 44, la località di Collina del comune di Rifiano. segue quindi la carrareccia che porta nei pressi di Aica.
Dal suddetto punto la linea di delimitazione piega verso sud-ovest e comprendendo la località di S. Maria, segue il bosco non oltrepassando comunque il limite altimetrico di 650 m, tocca la quota 575 in comune di Rifiano quindi la quota 595 in comune di Caines, aggira, includendolo, Fabiato di Caines ed escludendola, la località Finele. tocca la quota 632 passa a sud del collegio «Johanneum».
La delimitazione segue la carrareccia che porta a Tirolo e da Tirolo lungo la strada verso nord, fino alla segheria e, proseguendo lungo la linea altimetrica di 650 metri, si congiunge al Castel Tirolo (quota 647).
Segue nuovamente il limite naturale formato dal bosco passa a nord dell'abitato di S. Pietro, delle case a quota 628 all'altezza di Collecorona piega verso sud e quindi verso ovest tocca Pozza oltrepassata la quale risale verso nord e in prossimità delle case poste a quota 671 ritorna verso ovest.
Sempre lungo il limite di bosco tocca la quota 600, passa a nord dell'abitato di Plars di Sopra fino a incontrare la strada che conduce a Plars.
Segue verso est l'Adige fino al ponte della strada statale n. 38 (prossimità di Riomolino) e continua lungo questa, in direzione sud, fino al punto di partenza, a sud del centro abitato di Gargazzone.
partendo a sud di Castel Leone la linea di delimitazione segue verso nord la curva di livello di 300 metri fino a giungere al castello di Brandis includendo i vigneti annessi al suddetto castello. verso nord la strada che porta a Lana di Sopra, passando per l'Assunzione il cimitero di Lana, costeggia Lanegg e si congiunge con la strada statale n. 238 che segue fino a incontrare il fiume Adige (ponte a quota 299 in comune di Marlengo).
Il limite di zona sempre verso sud e lungo il bosco, aggira includendolo, il castello Monteleone, le quote 545, 587 e 581 in comune di Cermes, le quote 524, 468, 590 e 619 in comune di Lana quindi il confine si congiunge con Punterhof.
La zona di produzione comprende anche i vigneti posti al di sotto dei 650 metri s.l.m. dei masi Eggman, Forsthof e Sottovia in comune di S. Pancrazio, all'imbocco della Val d'Ultimo.
La linea di delimitazione risale quindi verso nord-est correndo parallela alla strada Lana di Sopra-S. Pancrazio, fino all'altezza della quota 619 da dove, in direzione est, corre parallelamente e a nord del rio Valsura, tocca la quota 403, attraversa il rio stesso alla quota 332 e piega in direzione sud lungo il limite di bosco toccando le quote 488, 504, 527 e 367 fino a intersecare la strada statale n. 238 km 30.
Da tale punto il limite si sposta alla sinistra della suddetta strada statale e corre parallelamente alla stessa sempre verso sud, fino al punto di partenza, a sud di Castel Leone.
In tale zona vanno inclusi pure i vigneti sottostanti il castello S. Erasmo in comune di Tesimo;
Per i vini ottenuti da uve provenienti da vigneti siti nel territorio dell'ex contea (castello) di Tirolo è consentito indicare in etichetta
“del Burgraviato” o in lingua tedesca “Burggräfler”.
Per le uve destinate alla produzione dei vini con denominazione d'origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige”, con la menzione della sottozona “Meranese di Collina o Meranese”, sono da considerarsi idonei ai fini dell'iscrizione nell'albo dei vigneti, unicamente i vigneti ubicati in terreni di favorevole giacitura ed esposizione.
La produzione massima di uve ammesse per i vini “Alto Adige o dell'Alto Adige” con la menzione della sottozona “Meranese di Collina o Meranese” di cui all'art. 1, per ettaro di coltura specializzata, non deve essere superiore, e il titolo alcolometrico volumico naturale dei mosti non deve essere inferiore ai sottoelencati limiti:
“Alto Adige Meranese di Collina o Meranese”: 12,50 t/ha, 10,00% vol.
Nelle annate più favorevoli le quantità di uve destinate alla produzione dei vini “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Meranese di Collina o Meranese” devono essere riportate ai limiti massimi di cui sopra, sempre che la resa unitaria non superi per più del 20% i limiti stessi.
E' consentita l'aggiunta di mosti e vini di colore analogo ed anche di annate diverse appartenenti alla denominazione “Alto Adige Meranese di Collina o Meranese”, nel limite massimo del 15%, comprensivo delle eventuali aggiunte di uve previste nell'art. 2.
Tuttavia l'aggiunta di mosti e vini appartenenti alla denominazione “Alto Adige” con specificazione della sottozona “Meranese di Collina o Meranese” è consentita solo con mosti o vini di colore analogo ed anche di annate diverse appartenenti alla medesima sottozona.
I vini a denominazione d'origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige” con la menzione della sottozona “Meranese di Collina o Meranese” di cui all'art. 1 del presente allegato al disciplinare di produzione, all'atto dell'immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Alto Adige Meranese» o Alto Adige Meranese di Collina”:
sapore: asciutto, armonico, sapido;
Alla denominazione di origine controllata “Alto Adige” CON LA MENZIONE DELLA SOTTOZONA “Meranese di Collina o Meranese”è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare, compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, vecchio e similari.
Per il vino a DOC “Alto Adige Meranese di Collina” sono consentite le seguenti indicazioni di localita':
Küchelberg,
Gneid,
Labers;
e per i vini ottenuti da uve provenienti da vigneti siti nel territorio dell'ex contea (castello) di Tirolo e' consentito indicare in etichetta “del Burgraviato” o in lingua tedesca “Burggräfler”.
La menzione tradizionale “denominazione d'origine controllata” deve essere riportata in etichetta immediatamente al di sotto del nome di origine “Alto Adige o dell'Alto Adige” accompagnato dalla menzione della sottozona “Meranese di Collina o Meranese”.
Per il vino a DOC “Alto Adige o dell’Alto Adige” con la menzione della sottozona “Meranese di Collina o Meranese”è obbligatoria l’indicazione in etichetta dell’annata di produzione delle uve.
VIGNETI TERLANO
La denominazione di origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige” in lingua tedesca “Südtirol» o Südtiroler” accompagnata dal nome della sottozona “Terlano” in lingua tedesca “Terlaner” anche con specificazione aggiuntiva “classico” è riservata ai vini che corrispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente allegato al disciplinare di produzione “Alto Adige” nelle seguenti tipologie:
“Alto Adige Terlano” anche passito o riserva;
“Alto Adige Terlano Chardonnay”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Müller Thurgau”, anche passito o vendemmia tardiva;
“Alto Adige Pinot bianco”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Pinot grigio”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Riesling”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Riesling italico”, anche vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Sauvignon”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Sylvaner”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
con specificazione di vitigno:
vigneti costituiti per almeno l'85% dai vitigni della varietà specificata
(Pinot bianco, Chardonnay, Riesling italico, Riesling, Sauvignon, Sylvaner, Müller Thurgau, Pinot grigio).
senza specificazione di vitigno:
che possono concorrere alla produzione dei mosti e dei vini,
è ammessa la presenza di altri vitigni a frutto di colore analogo e idonei alla coltivazione per la provincia autonoma di Bolzano, nella misura massima del 15%;
la zona di produzione dei vini “Terlano”, in lingua tedesca “Terlaner”, comprende:
il territorio del comune di Terlano, salvo la parte non idonea a produzioni vinicole con le caratteristiche previste da presente disciplinare
S. Genesio, Meltina, Tesimo, Nalles, Andriano, Appiano, Caldaro,
Terlano e Meltina:
Tesimo, Nalles, Andriano, Appiano e Caldaro:
Più precisamente la delimitazione inizia in località monte del Cambio (quota 1.772) e si dirige verso sud, seguendo il confine comunale. Prosegue, quindi, lungo il confine comunale di Appiano che e' anche confine provinciale.
Raggiunge il confine comunale di Caldaro e si dirige, sempre a sud, lungo il confine comunale e provinciale, fino alla località «Cerva» o «Col di Sopra» (quota 1.856), volge quindi a est, lungo il confine comunale di Caldaro, fino a
incrociare la strada provinciale Caldaro-Termeno (strada del vino) al km 10,700 circa (quota 220).
Di qui il limite prosegue lungo il sentiero che porta a quota 238 e quindi, sempre verso nord, lungo la strada comunale che inizialmente passa per le quote 346 e 359 per arrivare fino alla chiesa di S. Maria nell'ambito di Caldaro. Volge quindi a est lungo la strada comunale che porta in centro al paese di Caldaro, fino a toccare la strada provinciale per Termeno.
Segue quest'ultima in direzione sud fino al km 6,100 (quota 348 bivio) per identificarsi poi con la strada che porta alla località Klughammer.
Prima in direzione ovest poi a sud il limite della zona segue la ferrovia fino alla località Crocevia, ove interseca la provinciale Appiano-Caldaro al km 1 (quota 405).
Lungo quest'ultima il limite ritorna a nord fino alla frazione S. Michele.
Di qui segue la strada che porta a Missiano passando per le quote 447, 450.
Prima del centro abitato di Missiano, il limite volge a sud-est lungo la strada che da Missiano porta a S. Paolo, fino al bivio con la strada che da S. Paolo conduce a Riva di Sotto.
Segue quest'ultima in direzione nord, oltrepassa la frazione di Riva di Sotto e prosegue lungo la vecchia strada Riva di Sotto-Andriano passando per le quote 255, 244 fino a intersecare il confine comunale di Andriano. Lungo tale confine volge quindi a nord-est fino a raggiungere la fossa d'Adige.
Segue per breve tratto la fossa fino a toccare al km 2 la strada provinciale Terlano-Andriano. Prosegue lungo la carrareccia che corre parallela a ovest della fossa (quota 250), si identifica quindi il nuovo con il confine comunale di Andriano fino all'incrocio con la vecchia strada Andriano-Nalles (quota 250).
Seguendo il corso d'acqua tocca le quote 938, 983, 1.216, prosegue poi lungo il sentiero che passa per quota 1.337 per giungere infine al confine comunale di Tesimo in località monte del Cambio (quota 1.772) punto di partenza della descrizione.
Per i vini “Alto Adige Terlano” prodotti da uve ottenute da vigneti siti nella zona di origine più antica, costituita dai comuni di
Per le uve destinate alla produzione dei vini con denominazione d'origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige”, con la menzione della sottozona “Terlano” sono da considerarsi idonei ai fini dell'iscrizione nell'albo dei vigneti, unicamente i vigneti ubicati in terreni di favorevole giacitura ed esposizione.
La produzione massima di uve ammesse per i vini “Alto Adige o dell'Alto Adige” con la menzione della sottozona “Terlano” di cui all'art. 1 di questo allegato, per ettaro di coltura specializzata, non deve essere superiore, e il titolo
“Alto Adige Terlano”: 12,50 t/ha, 10,50% vol.;
“Alto Adige Terlano Chardonnay”: 12,50 t/ha, 10,50% vol.;
“Alto Adige Terlano Müller Thurgau”: 12,50 t/ha, 10,50% vol.;
“Alto Adige Terlano Pinot bianco”: 12,50 t/ha, 10,50% vol.;
“Alto Adige Terlano Pinot grigio”: 12,50 t/ha, 11,00% vol.;
“Alto Adige Terlano Riesling”: 12,50 t/ha, 10,50% vol.;
“Alto Adige Terlano Riesling italico”: 12,50 t/ha, 10,50% vol.;
“Alto Adige Terlano Sauvignon”: 12,50 t/ha, 11,00% vol.;
“Alto Adige Terlano Sylvaner”: 12,50 t/ha, 10,50% vol.
Nelle annate più favorevoli le quantità di uve destinate alla produzione dei vini “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Terlano” devono essere riportate ai limiti massimi di cui sopra, sempre che la resa unitaria non superi per più del 20% i limiti stessi.
Tuttavia l'aggiunta di mosti e vini appartenenti alla denominazione “Alto Adige” con specificazione della sottozona “Terlano” e' consentita solo con mosti o vini di colore analogo ed anche di annate diverse appartenenti alla medesima sottozona.
I vini “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Terlano bianco” o ottenuti dalle uve delle varietà di vite:
I vini “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Terlano” senza la menzione del vitigno o ottenuti delle uva delle varietà di cui sopra con la specificazione “passito” devono essere elaborati nel rispetto delle norme vigenti per tale tipologia, con parziale appassimento delle uve sulla pianta oppure dopo la raccolta fino al raggiungimento di un
titolo alcolometrico non inferiore al 16,00% vol.;
non ecceda i 40 ettolitri/ettaro.
I vini “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Terlano” con la specificazione del vitigno possono essere ottenuti da uve raccolte dopo parziale appassimento sulla pianta che assicuri
un titolo alcolometrico naturale non inferiore al 13,50% vol.;
In tal caso e' esclusa qualsiasi correzione del titolo alcolometrico ed è consentita la designazione del vino come “vendemmia tardiva”.
I vini bianchi “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Terlano” sena menzione del vitigno o con l’indicazione di vitigno ad esclusione del “Müller Thurgau” possono essere destinati a “riserva” con un periodo di invecchiamento di almeno due anni
I vini a denominazione d'origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige” con la menzione della sottozona “Terlano” di cui all'art. 1 del presente allegato al disciplinare di produzione, all'atto dell'immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
«Alto Adige Terlano» senza menzione di vitigno:
estratto secco netto minimo: 16,00 g/l.
“Alto Adige Terlano vendemmia tardiva” con menzione di vitigno:
“Alto Adige Terlano passito”,
“Alto Adige Terlano passito” con menzione del vitigno:
“Alto Adige Terlano Müller Thurgau”:
“Alto Adige Terlano Pinot bianco”:
Alto Adige Terlano Pinot grigio”:
“Alto Adige Terlano Riesling”:
“Alto Adige Terlano Riesling italico”:
“Alto Adige Terlano Sauvignon “:
“Alto Adige Terlano Sylvaner”:
estratto non riduttore minimo: 15,00 g/l,
I vini di cui al presente articolo, possono presentare il caratteristico sapore di legno se invecchiati in botti di legno.
Alla denominazione di origine controllata “Alto Adige” on la menzione della sottozona “Terlano”è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare, compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, vecchio e similari.
i vini bianchi "Alto Adige" con la menzione della sottozona “Terlano”e con menzione di vitigno, ad esclusione del vitigno “Müller Thurgau”o senza indicazione di vitigno, possono portare in etichetta la menzione “riserva” alle condizioni di cui all'art. 5, paragrafo 5.3 e 5.5.
Per i vini “Alto Adige Terlano” prodotti da uve ottenute da vigneti siti nella zona di origine più antica, e' consentito l'uso della specificazione aggiuntiva “classico”.
La menzione tradizionale “denominazione d'origine controllata” deve essere riportata in etichetta immediatamente al di sotto del nome di origine “Alto Adige o dell'Alto Adige” accompagnato dalla menzione della sottozona “Terlano”.
Il nome del vitigno, se del caso, può precedere o accompagnare nell'etichetta il nome geografico d'origine per i vini “Alto Adige Terlano o Terlano dell'Alto Adige”.
Per tutte le tipologie di vini della DOC “Alto Adige Terlano”, è obbligatoria l’indicazione in etichetta dell’annata di produzione delle uve.
I vini a DOC “Alto Adige Terlano” accompagnata dalla specificazione “classico e/o riserva” devono essere immessi al consumo esclusivamente in bottiglie di capacità nominale da 0,375 litri e da 0,750 litri e rispettivi multipli.
VIGNETI ABBAZIA DI NOVACELLA BRESSANONE
La denominazione di origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige” in lingua tedesca “Südtirol» o Südtiroler” accompagnata dal nome della sottozona “Valle Isarco” in lingua tedesca “Eisacktal o Eisacktaler” è riservata ai vini che corrispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente allegato al disciplinare di produzione “Alto Adige” nelle seguenti tipologie:
“Alto Adige Valle Isarco Kerner”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Valle Isarco Müller Thurgau”, anche passito o vendemmia tardiva;
“Alto Adige Valle Isarco Pinot grigio” anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Valle Isarco Riesling”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Valle Isarco Sylvaner”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Valle Isarco Traminer aromatico”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Valle Isarco Veltliner”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Valle Isarco Klausner Laitacher”;
accompagnato dal nome di una delle seguenti varietà:
e per il restante 15% massimo da altri vitigni a frutto di colore analogo e idonei alla coltivazione per la provincia autonoma di Bolzano.
Per i vini designati “Alto Adige Valle Isarco Klausner Laitacher” le uve devono provenire da vigneti costituiti dai vitigni
Schiava e/o Portoghese e/o Lagrein e/o Pinot nero al 100%,
Le uve destinate alla produzione dei vini a DOC “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Valle Isarco” devono essere prodotte nella zona che comprende in parte il territorio dei seguenti comuni:
Barbiano, Bressanone, Castelrotto, Chiusa, Fie', Funes, Laion, Naz-Sciaves, Renon, Velturno, Villandro e Varna,
Tale zona di produzione e' costituita:
la delimitazione inizia nel comune di Renon nell'abitato di Signato a quota 848 per seguire in direzione nord-est sulla curva di livello a m 900 fino a intersecare la strada provinciale alle porte dell'abitato di Auna di Sotto, passa per le quote 887 e 885, attraversa il rio degli Ospiti, passa per la quota 842 e continua in direzione nord sulla curva di livello di m 900.
Attraversa il rio del Passo per toccare la quota 858 e 888 in località Sifiano, continua per quota 784 ivi scende nel greto del rio Fosco da dove sale alla curva di livello di m 800 che segue attraversando le località Antlas e Pietra Rossa fino a quota 772, tocca il rio Rosa, passa per la quota 791 (Saubach) nel comune di Barbiano per proseguire sulla curva di livello di m 800 tagliando il rio Grande.
Poi nel comune di Barbiano sempre in direzione nord, passando per le quote 840, 830, 786, 681, costeggia il rio degli Orli salendo fino a quota 770 e attraversa il comune di Villandro, seguendo la curva di livello di m 850, passa dopo l'abitato di Villandro a livello m 800 e continua fino a quota 825 in località S. Valentino.
Penetra cosi' nel comune di Chiusa e prosegue per la quota 760, attraversa il torrente Tina salendo sul lato orografico sinistro di detto torrente fino alla cava di sabbia a quota 800 m e tocca la quota 863 (S. Giuseppe), entra quindi nel comune di Velturno e prosegue per la quota 860, 840 (localita' Pedraz), 817, 802, 800, 849 (località Gioviniano), passa per S. Croce e tocca la quota 860 (Holtzer).
Continua nel comune di Bressanone a quota 836 (località Teccelinga di Sotto), taglia il rio dell'Orso continua per le quote 778 (località Perara). 766, passa sotto la località Pinzago, raggiunge a quota 827 la località S. Cirillo, prosegue per le quote 733 (Pian di Sopra), 710, 744 (Borghetto), 728, 770 (Seminario), 788 (Castel Salerno) e 694.
Taglia quindi la strada statale 12 al km 483,500 (quota 677) tocca le quote 696, 692 e 631, volge quindi a sud, passa per quota 624 (Rigo di Dentro), 684, taglia la strada statale della Pusteria al km 3, tocca la quota 761 passando a quota 819 sulla strada provinciale di Rasa attraversando l'abitato con inclusione del vigneto del maso Moser, giungendo a quota 804 (Rotzetzer) taglia il confine comunale e volgendo in linea retta a est raggiunge la strada
provinciale di Elvas (quota 834).
Volge quindi a nord lungo il fiume Isarco, fino al ponte della strada statale n. 49, segue questa fino al km 1, poi la comunale che porta a Novacella, quindi verso sud il fiume Isarco fino alla confluenza del rio Scaleres. In direzione nord-ovest il confine prosegue lungo il rio Scaleres, fino a incontrare la ferrovia del Brennero che segue fino che questa interseca la strada statale n. 12 al km 477.
Piega a sud lungo la strada statale 12, dal km 461 fino al km 453 (ponte coperto) volge quindi di nuovo a est e
raggiunge quota 763, piega a sud intersecando la strada comunale per Novale, tocca le quote 809 e 712, segue la curva di livello m 800 passando per le quote 812, 805, volge a est, include Fiè di Sotto, tocca la provinciale di Fiè (km 7), segue la provinciale in direzione sud fino alla quota 610.
Prosegue in linea retta verso est per giungere alla provinciale di Tires all’altezza del bivio di Presule, segue la provinciale n. 65 includendo Aica di Sopra e S. Caterina fino al torrente alla quota 868 che segna il confine comunale tra Fiè e Tires.
Quindi segue la linea del confine verso sud fino al torrente di Tires quindi segue il percorso del torrente per arrivare a incrociare la strada statale n. 12, ivi prosegue sulla strada statale in direzione nord fino al km 448 per proseguire in direzione sud-ovest a quota 618, comprende i masi Sacker (quota 506), Frommer (quota 664), Dornacher.
Piega a ovest in linea retta per toccare quota 689 sulla strada provinciale e segue la curva di livello m 700 fino a
toccare il confine comunale sulla strada per Signato, ivi prende la strada fino alla quota 623 per seguire la curva di livello m 625 in direzione verso il torrente Rivellone, piegando nella gola di detto torrente a est e raggiunge il punto di partenza della descrizione (Signato quota 848).
della frazione di Tiso nel comune di Funes, compresi entro la seguente delimitazione:
il confine, partendo a quota 604, segue in direzione est la strada provinciale della Val di Funes fino a quota 781 (Males) volge quindi a ovest, seguendo la curva di livello m 850 fino alla strada provinciale di Tiso sale lungo detta strada fino alla curva di livello m 900 per allinearsi nuovamente al di sotto del paese di Tiso al livello m 850, passa per le quote 810, 797 (S. Bartolomeo), 764 per congiungersi al punto di partenza (quota 604) sulla strada provinciale di Funes;
della frazione di Naz nel comune di Naz-Sciaves
e precisamente entro i seguenti confini: la fascia di terreno posta a sud-est dell'abitato di Naz e delimitata a est e a ovest rispettivamente dalle curve di livello di m 800 e 850 e a sud e nord della quota 826 e 891;
nel comune catastale di Millan e S. Andrea sempre in comune di Bressanone entro la seguente delimitazione:
il confine partendo da quota 570 in direzione est (vincolo S. Giuseppe) per seguire sulla curva di livello m 600 fino al rio Tramezzo, sale detto rio fino a 650 m, passa per quota 823 e 867 in località S. Andrea per ricongiungersi al rio Tramezzo scendendo fino alla curva di livello m 700 prosegue indi fino al km 4 della strada della Plose e segue il tracciato fino a quota 768.
Continua in direzione ovest scendendo il fosso che porta a quota 596 sulla strada provinciale di Sarnes, ivi piega in direzione nord seguendo la strada attraverso l'abitato di Millan per congiungersi al punto di partenza (quota 570);
della frazione di Albes del comune di Bressanone:
a nord-est dell'abitato stesso, entro i seguenti confini: a sud il rio Eores fino a quota 635, a nord-est la curva di livello di m 700, a ovest la strada comunale Sarnes-Albes fino al rio di Eores;
della frazione di Tisana nel comune di Castelrotto compresi entro la seguente delimitazione:
il confine partendo da quota 520 (confine con il comune di Ponte Gardena) segue in direzione sud la strada provinciale per Castelrotto fino alla curva di livello m 700 per scendere lungo il rio di Tisana fino alla confluenza con il fiume Isarco per congiungersi lungo la sponda sinistra di detto fiume al punto di partenza lungo il confine comunale.
Tuttavia per il vino rosso “Alto Adige Valle Isarco Klausner Laitacher” la zona di produzione delle uve è limitata al territorio delimitato precedentemente e facente parte dei
comuni di Velturno, Chiusa, Villandro e Barbiano;
norme per la coltivazione:
Per le uve destinate alla produzione dei vini con denominazione d'origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige”, con la menzione della sottozona “Valle Isarco” sono da considerarsi idonei ai fini dell'iscrizione nell'albo dei vigneti, unicamente i vigneti ubicati in terreni di favorevole giacitura ed esposizione.
La produzione massima di uve ammesse per i vini “Alto Adige o dell'Alto Adige” con la menzione della sottozona “Valle Isarco” e l’indicazione di vitigno di cui all'art. 1 del presente allegato allegato, per ettaro di coltura specializzata, non deve essere superiore, e il titolo alcolometrico volumico naturale dei mosti non deve essere inferiore ai sottoelencati limiti:
“Alto Adige Valle Isarco Kerner”: 11,00 t/ha, 10,50% vol.;
“Alto Adige Valle Isarco Müller Thurgau”: 13,00 t/ha, 10,00% vol.;
“Alto Adige Valle Isarco Pinot| grigio”: 10,00 t/ha, 11,00% vol.;
“Alto Adige Valle Isarco Riesling: 10,00 t/ha, 10,50% vol.;
“Alto Adige Valle Isarco Sylvaner”; 12,50 t/ha, 10,00% vol.;
“Alto Adige Valle Isarco Traminer aromatico”: 10,00 t/ha, 11,00% vol.;
“Alto adige Valle Isarco Veltliner”: 12,00 t/ha, 10,00% vol.;
“Alto Adige Valle Isarco Klausner Laitacher”: 12,50 t/ha, 9,50% vol.
Nelle annate più favorevoli le quantità di uve destinate alla produzione dei vini a DOC “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Valle Isarco” devono essere riportate ai limiti massimi di cui sopra, sempre che la resa unitaria non superi per più del 20% i limiti stessi.
Tuttavia l'aggiunta di mosti e vini appartenenti alla denominazione “Alto Adige” con specificazione di sottozona “Valle Isarco” è consentita solo con mosti o vini di colore analogo ed anche di annate diverse appartenenti alla medesima sottozona.
I vini “Alto Adige” con la specificazione della sottozona “Valle Isarco” ottenuti dalle uve delle varietà di vite:
Pinot grigio o Riesling o Traminer aromatico o Müller Thurgau o Sylvaner o Kerner o Veltliner
I vini a DOC “Alto Adige passito” con la menzione della sottozona “Valle Isarco” ottenuti delle uva delle varietà di cui sopra con la specificazione “passito” devono essere elaborati nel rispetto delle norme vigenti per tale tipologia, con parziale appassimento delle uve sulla pianta oppure dopo la raccolta fino al raggiungimento di
un titolo alcolometrico non inferiore al 16,00% vol.,
I vini a DOC “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Valle Isarco” monovarietali a bacca bianca possono essere ottenuti da uve raccolte dopo parziale appassimento sulla pianta che assicuri
In tal caso e' esclusa qualsiasi correzione del titolo alcolometrico ed e' consentita la designazione del vino come “vendemmia tardiva”.
I vini bianchi “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Valle Isarco” e l’indicazione di vitigno, escluso il “Müller Thurgau” possono essere destinati a “riserva” con un periodo di invecchiamento di almeno
I vini a denominazione d'origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige” con la menzione della sottozona “Valle Isarco” di cui all'art. 1 del presente allegato al disciplinare di produzione, all'atto dell'immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Alto Adige Valle Isarco vendemmia tardiva” con menzione di vitigno:
“Altoadige Valle Isarco passito” con menzione del vitigno:
“Alto Adige Valle Isarco” Pinot grigio:
“Alto Adige Valle Isarco Sylvaner”:
“Alto Adige Valle Isarco Traminer aromatico”:
“Alto Adige Valle Isarco Veltliner”:
profumo: vinoso e leggero profumo gradevole, caratteristico del vitigno;
Alla denominazione di origine controllata “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Valle Isarco” è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare, compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, vecchio e similari.
i vini bianchi "Alto Adige" con la menzione della sottozone “Valle Isarco” e l’indicazione di vitigno, possono portare in etichetta la menzione “riserva” alle condizioni di cui all'art. 5, paragrafo 5.3 e 5.5.
Per i vini “Alto Adige Valle Isarco” prodotti con uve ottenute da vigneti siti nei comuni di
compresi nel territorio delimitato dall'art. 3 del presente disciplinare per la suddetta denominazione, e consentito indicare in etichetta la specificazione di “Bressanone”, in lingua tedesca “Brixner”.
La menzione tradizionale “denominazione d'origine controllata” deve essere riportata in etichetta immediatamente al di sotto del nome di origine “Alto Adige o dell'Alto Adige” accompagnato dal nome di sottozona “Valle Isarco” e dalla tipologia di vitigno o al di sotto del nome d'origine “Alto Adige” e della sottozona di cui all'art. 1.
Per tutte le tipologie di vini a DOC “Alto Adige Valle Isarco”, è obbligatoria l’indicazione in etichetta dell’annata di produzione delle uve.
I vini a DOC “Alto Adige Valle Isarco” accompagnata dalla specificazione “riserva” devono essere immessi al consumo esclusivamente in bottiglie di capacità nominale da 0,375 litri e da 0,750 litri e rispettivi multipli.
VIGNETI E MELETI CASTELBELLO
La denominazione di origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige” in lingua tedesca “Südtirol» o Südtiroler” accompagnata dal nome della sottozona “Valle Venosta” in lingua tedesca “Vinschgau” è riservata ai vini che corrispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente allegato al disciplinare di produzione “Alto Adige” nelle seguenti tipologie:
“Alto Adige Valle Venosta Chardonnay”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Valle Venosta Kerner” anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Valle Venosta Müller Thurgau”, anche passito o vendemmia tardiva;
“Alto Adige Valle Venosta Pinot bianco”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Valle Venosta Pinot grigio”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Valle Venosta Riesling”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Valle Venosta Sauvignon”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Valle Venosta Traminer aromatico”, anche passito o vendemmia tardiva o riserva;
“Alto Adige Valle Venosta Pinot nero”, anche riserva;
“Alto Adige Valle Venosta Schiava”.
“Alto Adige Valle Venosta”:
Chardonnay, Kerner, Müller Thurgau, Pinot bianco, Pinot grigio, Riesling, Sauvignon, Traminer aromatico, Sauvignon, Pinot noir, Schiava,
Le uve destinate alla produzione del vino “Alto Adige Valle Venosta” devono essere prodotte nella zona appresso indicata, che comprende tutto o in parte le zone vocate dei comuni di
partendo dal km 163 della s.s. dello Stelvio (n. 38) nel comune di Silandro la linea di delimitazione sale in direzione nord fino a quota 900 s.l.m.
Da questo punto la linea di delimitazione prosegue in direzione est fino al rio di Senales con il quale si identifica scendendo fino all'attraversamento della s.s. dello Stelvio.
Di qui la linea segue la statale fino al km 184 per piegare in direzione nord sino quota 700 m.
Ivi piega nuovamente in direzione est seguendo la curva di livello della quota 700 e con essa raggiunge il confine comunale di Parcines nel greto del torrente Tel.
Per le uve destinate alla produzione dei vini con denominazione d'origine controllata “Alto Adige o dell'Alto Adige”, con la menzione della sottozona “Valle Venosta” sono da considerarsi idonei ai fini dell'iscrizione nell'albo dei vigneti, unicamente i vigneti ubicati in terreni di favorevole giacitura ed esposizione.
La produzione massima di uve ammesse per i vini a DOC “Alto Adige o dell'Alto Adige” con la menzione della sottozona “Valle Venosta” accompagnata dalla specificazione di vitigno di cui all'art. 1, per ettaro di coltura specializzata, non deve essere superiore, e il titolo alcolometrico volumico naturale dei mosti non deve essere inferiore ai sottoelencati limiti:
“Alto Adige Valle Venosta Chardonnay: 11,00 t/ha, 10,00% vol.;
“Alto Adige Valle Venosta Kerner: 11,00 t/ha, 10,50% vol.;
“Alto Adige Valle Venosta Müller Thurgau: 12,00 t/ha, 10,00% vol.;
“Alto Adige Valle Venosta Pinot bianco: 11,00 t/ha, 10,00% vol.;
“Alto Adige Valle Venosta Pinot grigio: 10,00 t/ha, 10,50% vol.;
“Alto Adige Valle Venosta Riesling: 10,00 t/ha, 10,00% vol.;
“Alto Adige Valle Venosta Sauvignon: 10,00 t/ha, 10,00% vol.;
“Alto Adige Valle Venosta Traminer aromatico: 9,00 t/ha, 10,50% vol.;
“Alto Adige Valle Venosta Pinot nero: 8,00 t/ha, 11,00% vol.;
“Alto Adige Valle Venosta Schiava”: 12,00 t/ha, 9,50% vol.
Tuttavia l'aggiunta di mosti e vini appartenenti alla denominazione “Alto Adige” con specificazione di sottozona “Valle Venosta” è consentita solo con mosti o vini di colore analogo ed anche di annate diverse appartenenti alla medesima sottozona.
I vini “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Valle Venosta” ottenuti dalle uve delle varietà di vite
Pinot bianco o Chardonnay o Pinot grigio o Riesling o Sauvignon o Traminer aromatico o Müller Thurgau o Kerner
I vini “Alto Adige ” con la menzione della sottozona “Valle Venosta” ottenuti delle uva delle varietà di cui sopra con la specificazione “passito” devono essere elaborati nel rispetto delle norme vigenti per tale tipologia, con parziale appassimento delle uve sulla pianta oppure dopo la raccolta fino al raggiungimento di un
I vini a DOC “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Valle Venosta” monovarietali a bacca bianca possono essere ottenuti da uve raccolte dopo parziale appassimento sulla pianta che assicuri un
titolo alcolometrico naturale non inferiore al 13,50%
I vini a DOC “Alto Adige Valle Venosta Pinot nero” possono essere destinati a “riserva” con un periodo di invecchiamento
I vini bianchi a DOC “Alto Adige” con la menzione della sottozona “Valle Venosta” e con la specificazione di vitigno ad eccezione del “Müller Thurgau” possono essere destinati a “riserva” con un periodo di invecchiamento
“Alto Adige Valle Venosta vendemmia tardiva” con menzione di vitigno:
“Altoadige Valle Venosta passito” con menzione del vitigno:
“Alto Adige Valle Venosta Kerner”:
“Alto Adige Valle Venosta Müller Thurgau”:
“Alto Adige Valle Venosta Pinot bianco”:
”Alto Adige Valle Venosta Pinot grigio”:
“Alto Adige Valle Venosta Riesling”:
“Alto Adige Valle Venosta Sauvignon”:
“Alto Adige Valle Venosta Traminer aromatico”:
titolo alcolometrico volumico, svolto minimo: 11,00% vol.;
“Alto Adige Valle Venosta Pinot nero”:
“Alto Adige Valle Venosta Schiava”:
Alla denominazione di origine controllata “Alto Adige” con la menzione della sottozona “valle Venosta” è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare, compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, vecchio e similari.
“Alto Adige Valle Venosta Pinot nero”,
e i vini bianchi "Alto Adige" con la menzione della sottozone “Valle Venosta”e l’indicazione di vitigno, eccetto il “Müller Thuirgau” possono portare in etichetta la menzione “riserva” alle condizioni di cui all'art. 5, paragrafo 5.3 e 5.5.
E' consentito l'uso di indicazioni geografiche e toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento a unità amministrative, frazioni, aree più ristrette specificatamente delimitate, dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto, alle condizioni previste dai decreti ministeriali 22 aprile 1992.
La menzione tradizionale “denominazione d'origine controllata” deve essere riportata in etichetta immediatamente al di sotto del nome di origine “Alto Adige o dell'Alto Adige” accompagnato dal nome di sottozona “Valle Venosta” e dal nome del vitigno.
Per tutte le altre tipologie di vini, è obbligatoria l’indicazione in etichetta dell’annata di produzione delle uve.
I vini a DOC “Alto Adige Valle Venosta” accompagnata dalla specificazione “riserva” devono essere immessi al consumo esclusivamente in bottiglie di capacità nominale da 0,375 litri e da 0,750 litri e rispettivi multipli.