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Timestamp: 2020-08-14 14:43:41+00:00
Document Index: 91743889

Matched Legal Cases: ['art. 380', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14']

Sentenza Cassazione Civile n. 4134 del 18/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4134 del 18/02/2011
Cassazione civile sez. VI, 18/02/2011, (ud. 27/01/2011, dep. 18/02/2011), n.4134
sul ricorso 9528-2010 proposto da:
A.I. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA,
RUBINO ROBERTA, giusta mandato a margine del ricorso;
QUESTURA DI BARI – UFFICIO IMMIGRAZIONE, MINISTERO DELL’INTERNO;
avverso il decreto del R.G. 749/10 del GIUDICE DI PACE di BARI,
depositato il 10/02/2010;
27/01/2011 dal Consigliere Relatore Dott ANTONIO DIDONE;
è presente il Procuratore Generale in persona del Dott CARMELO
p. 1.- La relazione depositata ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. è del seguente tenore: “1.- Il cittadino del (OMISSIS) A.I. – trattenuto nelle more del procedimento di espulsione nel C.I.E. di Bari-Palese – ha proposto ricorso per cassazione – affidato a due motivi – contro il decreto in data 10.2.2 010 con il quale il Giudice di pace di Bari ha prorogato di ulteriori trenta giorni, su richiesta della Questura di Bari, il suo trattenimento nel predetto Centro, dal 10.2.2010 al 14.3.2010.
2.- Con i motivi di ricorso il ricorrente denuncia violazione di legge e lamenta la violazione del contraddittorio e del diritto di difesa perchè il decreto di proroga del suo trattenimento nel CIE è stato emesso de plano.
3.1- Il ricorso è manifestamente fondato.
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 222 del 2004, nel dichiarare l’illegittimità costituzionale del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 13, comma 5-bis, introdotto dal D.L. 4 aprile 2002, n. 51, art. 2, convertito, con modificazioni, nella L. 7 giugno 2002, n. 106, nella parte in cui non prevede che il giudizio di convalida debba svolgersi in contraddittorio prima dell’esecuzione del provvedimento di accompagnamento alla frontiera, con le garanzie della difesa, ha osservato che nel quadro normativo innanzi menzionato, “la tutela giurisdizionale non si arresta all’impugnativa del decreto di espulsione, ma si estende anche al provvedimento del questore di trattenimento in un centro di permanenza temporanea. Tale provvedimento deve essere trasmesso al giudice senza ritardo e comunque entro le quarantotto ore ed è assoggettato alla convalida “nei modi di cui agli artt. 737 e ss. c.p.c., sentito l’interessato”, con cessazione di “ogni effetto qualora non sia convalidato nelle quarantotto ore successive” (art. 14, comma 4). La convalida dell’autorità giudiziaria riguarda anche l’eventuale provvedimento di proroga del trattenimento, con possibilità di ricorso in Cassazione (art. 14, comma 6)”.
Pertanto, solo una manifestamente irragionevole interpretazione delle norme di cui all’art. 14 cit., commi 4 e 6 porterebbe ad escludere l’applicabilità del procedimento camerale di convalida in relazione alla richiesta di proroga del trattenimento; richiesta che deve essere presentata prima della scadenza dell’originario termine, in guisa da consentire al giudice di pace di provvedere nelle quarantotto ore “sentito l’interessato”. Invero, “la richiesta di proroga e gli atti che la corredano devono pervenire all’Ufficio del giudice di pace nel rispetto del termine di cui al comma 4 e cioè in tempo utile perchè, usando di detto termine per la convocazione dell’originario (o sostituito) difensore e dello stesso interessato, per la tenuta dell’udienza camerale nonchè per la redazione del decreto motivato, il giudice possa depositare il decreto di proroga entro le 48 ore dalla ricezione della richiesta (Cass. n. 9002 del 2000) ma prima della scadenza del termine ex lege assegnato a suo tempo con la convalida” (Sez. 1^, n. 4544 del 2010).