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Timestamp: 2020-08-06 19:31:53+00:00
Document Index: 4366793

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 380', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 38', 'art. 329', 'art. 30', 'art. 38', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 26092 del 16/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26092 del 16/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 16/12/2016, (ud. 29/09/2016, dep.16/12/2016), n. 26092
sul ricorso 20998/2014 proposto da:
C.B., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA OTTAVIANO
66, presso lo studio dell’avvocato ANDREA VIEL, rappresentato e
difeso dagli avvocati ALBERTO MALTONI, ANDREA MALTONI, giusta
avverso la sentenza n. 361/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di MILANO del 13/11/2013, depositata il 23/01/2014;
29/09/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ENRICO MANZON.
La Corte, costituito il contraddittorio camerate sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c., osserva quanto segue.
Con sentenza in data 13 novembre 2013 la Commissione tributaria regionale della Lombardia respingeva l’appello proposto da C.B. avverso la sentenza n. 54/17/13 della Commissione tributaria provinciale di Milano che ne aveva dichiarato inammissibile il ricorso contro il silenzio-rifiuto sulle sue istanze di rimborso IRAP per gli anni 1998, 1999, 2000. La CTR osservava in particolare che, pur convenendo sull’assenza di una preclusione derivante da “giudicato esterno”, dato che il primo giudizio instaurato sulle istanze di rimborso di detta imposta per le annualità de quibus si era estinto per la mancata riassunzione avanti al giudice di appello in seguito a cassazione con rinvio, confermava la valutazione di carenza probatoria della presentazione delle istanze medesime nel termine di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 30 (recte, D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38).
Con il primo motivo il ricorrente lamenta la violazione dell’art. 329 c.p.c., posto che la CTR ha fondato la propria pronuncia sulla circostanza di fatto – dichiaratamente diversa da quella basante la decisione della CTP – che non risulta provato agli atti la presentazione di un’istanza di rimborso rispettosa del termine di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 30 (recte, D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38).
Su tale circostanza infatti deve affermarsi la formazione di un “giudicato interno”, trattandosi all’evidenza di un presupposto fattuale implicitamente affermato dalla pronuncia di primo grado e non essendo tale questione stata oggetto di appello incidentale da parte dell’Agenzia fiscale, sicchè la questione stessa non poteva perciò essere più rilevata dal giudice di appello, in quanto preclusa.
La fondatezza del primo motivo è assorbente degli altri due.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Lombardia anche per le spese del presente giudizio.