Source: http://www.privacy.it/archivio/garantesanz200911122.html
Timestamp: 2018-10-19 11:52:37+00:00
Document Index: 94791363

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 29', 'art. 38', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 154']

No a raccolte indiscriminate sull'Hiv negli studi medici - 12 novembre 2009
No a raccolte indiscriminate sull'Hiv negli studi medici
PROVVEDIMENTO DEL 12 NOVEMBRE 2009
Vista la segnalazione presentata dall'Associazione NPS Italia onlus (Network persone sieropositive) in data 20 maggio 2009 nei confronti dello studio dentistico odontoiatrico "La Rete" di Brescia;
Vista la legge 5 giugno 1990, n. 135 (Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l'AIDS) e il decreto del Ministro della Sanit� del 28 settembre 1990 (Norme di protezione dal contagio professionale da HIV nelle strutture sanitarie ed assistenziali pubbliche e private);
L'Associazione NPS Italia onlus (Network persone sieropositive) ha segnalato al Garante che nello studio dentistico odontoiatrico "La Rete" di Brescia, all'atto dell'accettazione dei pazienti � distribuito un questionario denominato "Questionario per anamnesi odontoiatrica", la cui compilazione costituirebbe una condizione indispensabile per accedere ai servizi dentistici offerti dallo studio. Nel suddetto questionario si chiede al paziente di evidenziare il proprio stato di salute ed, in particolare, se si � affetti da "infezione da HIV (AIDS)".
Lo studio dentistico odontoiatrico "La Rete", nel dare riscontro ad una richiesta di informazioni dell'Ufficio, ha sostenuto che la compilazione del suddetto questionario � finalizzata a conoscere la storia clinica del paziente, al fine di impostare un "piano di trattamento personalizzato". La conoscenza dello stato di sieropositivit� del paziente non sarebbe acquisita -secondo quanto affermato dal suddetto studio medico- per scongiurare il rischio di un possibile contagio dell'operatore sanitario, bens� solo per raccogliere informazioni utili a comprendere "come la cura proposta possa influire sulla salute del paziente".
Gli esercenti le professioni sanitarie, previa acquisizione del consenso informato del paziente, possono trattare i dati sanitari dello stesso per finalit� di tutela della sua salute o incolumit� fisica, fermi restando i casi di prestazioni d'urgenza per i quali si pu� prescindere dal consenso dell'interessato (artt. 75 e ss. del Codice).
Prima ancora di procedere all'attivit� di cura dell'interessato, infatti, l'esercente la professione sanitaria deve fornire allo stesso una completa informativa sul trattamento dei dati personali che intende effettuare, nonch� acquisire il suo consenso anche oralmente. In tal caso il consenso � documentato con annotazione scritta da parte dell'esercente la professione sanitaria (artt. 13 e 81 del Codice).
Sia nell'informativa da rendere all'interessato che nell'ambito dei colloqui con il medico curante, quest'ultimo deve rendere edotto il paziente in merito all'importanza di ricostruire un quadro il pi� possibile completo delle informazioni sanitarie che lo riguardano, al fine di potergli offrire un migliore percorso di cura. In tale contesto, si inserisce il dovere del medico di illustrare al paziente le scelte diagnostiche o terapeutiche che intende perseguire e le relative prevedibili conseguenze; ci�, al fine di consentire allo stesso di aderire o meno alle proposte diagnostico-terapeutiche avanzate dal medico (cfr. art. 33 del Codice di deontologia medica del 16 dicembre 2006).
Con riferimento alla raccolta di informazioni relative all'eventuale stato di sieropositivit�, �, dunque, compito del medico curante illustrare al paziente l'importanza di conoscere anche tale informazione in relazione al tipo di intervento o al piano terapeutico da eseguire. Qualora ritenga, infatti, che la conoscenza dello stato di sieropositivit� sia indispensabile in relazione al trattamento sanitario o terapeutico che intende porre in essere, � suo compito illustrare al paziente le conseguenze che la mancata conoscenza di tale informazione potrebbe determinare.
Fermo restando, pertanto, che il medico � tenuto a raccogliere un'anamnesi dettagliata del paziente ed a illustrare a quest'ultimo l'importanza di tale raccolta di dati personali, l'interessato � comunque libero di scegliere, in modo informato -e quindi consapevole - di non comunicare al medico alcune informazioni sanitarie che lo riguardano, ivi compresa la sua eventuale sieropositivit�, senza per ci� subire alcun pregiudizio sulla possibilit� di usufruire delle prestazioni sanitarie richieste (cfr. Linee guida in tema di Fascicolo sanitario elettronico (Fse) e di dossier sanitario del 16 luglio 2009 , par. n. 3, con particolare riferimento al diritto riconosciuto all'interessato di non comunicare ad un medico informazioni sanitarie che lo riguardano; cfr. altres� Documento di lavoro sul trattamento dei dati personali relativi alla salute contenuti nelle cartelle cliniche elettroniche (Cce) adottato il 15 febbraio 2007 dal Gruppo di lavoro per la tutela dei dati personali previsto dall'art. 29 della direttiva 95/46/CE, in particolare par. III, n. 1).
Il medico �, infatti, tenuto ad agire nel rispetto della libert� e della autonomia decisionale del paziente (art. 38 del richiamato codice di deontologia medica).
La raccolta di informazioni relative all'eventuale stato di sieropositivit� di ogni singolo paziente da parte dello studio dentistico odontoiatrico "La Rete" deve avvenire, pertanto, in conformit� al quadro normativo sopra delineato ed ai princ�pi di pertinenza e non eccedenza dei dati rispetto alle finalit� del trattamento riconducibili alle specifiche attivit� di cura dell'interessato (art. 11, comma 1, lett. a) del Codice).
La raccolta di informazioni relative all'eventuale stato di sieropositivit� di ogni paziente che si rivolge per la prima volta allo studio dentistico odontoiatrico "La Rete" effettuata in fase di accettazione, indipendentemente dal tipo di intervento clinico o dal piano terapeutico che lo stesso deve eseguire (es. trattamento di igiene orale professionale, ablazione del tartaro, rx ortopanoramica), appare in contrasto con i suddetti principi di pertinenza e non eccedenza dei dati. In tale quadro, accertata l'illiceit� del trattamento effettuato, si ritiene necessario vietare al predetto studio di raccogliere in fase di accettazione di ogni paziente che si rivolge a questi per la prima volta -e a prescindere dal tipo di intervento clinico o dal piano terapeutico da eseguire- informazioni relative alla presenza di un eventuale stato di sieropositivit�.
Lo studio dentistico odontoiatrico "La Rete", previo consenso informato del paziente, pu� raccogliere l'informazione relativa all'eventuale presenza di un infezione da HIV qualora tale dato anamnestico sia ritenuto dal medico curante necessario in funzione del tipo di intervento sanitario o di piano terapeutico da eseguire sull'interessato, resta fermo che quest'ultimo rimane libero di decidere in modo consapevole (e quindi informato) e responsabile di non comunicare al medico alcuni eventi sanitari che lo riguardano.
In ogni caso, il medico che viene a conoscenza di un caso di AIDS, ovvero di un caso di infezione da HIV, oltre a essere sottoposto a specifici doveri deontologici di segretezza e non discriminazione del paziente, � tenuto anche ad adottare ogni misura o accorgimento occorrente per la tutela dei diritti, delle libert� fondamentali e della dignit� dello stesso, nonch� le misure di sicurezza individuate dal Codice (art. 5, legge n. 135/1990, artt. 3, 10, 11, 20 del predetto codice di deontologia medica, artt. 33 e ss. del Codice e Disciplinare tecnico allegato B) al Codice).
L'esigenza di raccogliere informazioni in merito all'eventuale infezione da HIV in fase di accettazione del paziente non pu�, nemmeno, ricondursi alla necessit� di attivare specifiche misure di protezione per il personale sanitario, in quanto la normativa di settore prevede che, stante l'impossibilit� di avere certezza sullo stato di sieropositivit� del paziente, le misure di protezione devono essere adottate nei confronti di ogni singolo assistito.
Si ricorda, infatti, che la normativa in materia protezione del contagio professionale da HIV nelle strutture sanitarie ed assistenziali pubbliche e private (l.135/1990 e decreto del Ministro della sanit� del 28 settembre 1990), nel considerare impossibile "identificare con certezza tutti i pazienti con infezione da HIV", ha previsto che le "precauzioni finalizzate alla protezione dal contagio" debbano essere prestate "nei confronti della generalit� delle persone assistite" (cfr. premesse del citato decreto). In particolare, le specifiche precauzioni previste per gli operatori odontoiatrici devono essere adottate nei confronti di "ogni singolo paziente" (cfr. art. 4 del citato decreto nonch� il paragrafo sulle "Precauzioni per gli odontoiatri" contenuti nelle Linee guida di comportamento per gli operatori sanitari per il controllo delle infezioni da HIV del 6 settembre 1989 emanate dalla Commissione nazionale per la lotta contro l'AIDS).
accertata l'illiceit� del trattamento effettuato, ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. d) del Codice, vieta allo studio dentistico odontoiatrico "La Rete" di Brescia di raccogliere l'informazione circa l'eventuale stato di sieropositivit� in fase di accettazione di ogni paziente che si rivolge a questi per la prima volta, e a prescindere dal tipo di intervento clinico o dal piano terapeutico da eseguire, fermo restando che tale dato anamnestico pu� essere legittimamente raccolto, previo consenso informato dell'interessato, da parte del medico curante nell'ambito del processo di cura, in relazione a specifici interventi clinici ove ci� sia ritenuto necessario.