Source: http://www.rc.camcom.gov.it/P42A0C172S300/Protesti.htm
Timestamp: 2018-08-19 08:12:26+00:00
Document Index: 129591011

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 47', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 3']

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La Camera di Commercio provvede alla pubblicazione dei protesti cambiari per mancato pagamento di pagherò cambiari, tratte accettate e assegni nel Registro Informatico dei Protesti.
I Pubblici Ufficiali abilitati all'effettuazione del protesto (notai, ufficiali giudiziari e aiutanti ufficiali giudiziari, segretari comunali) trasmettono alla Camera di Commercio, competente per territorio, il giorno successivo alla fine di ogni mese, i loro elenchi comprendenti tutti i protesti effettuati nell'arco del mese.
Presso l'Ufficio Protesti della Camera di Commercio è possibile acquisire, attraverso interrogazioni al Registro Informatico, informazioni relative a nominativi di persone o di imprese per verificare se a carico degli stessi risultino protesti cambiari, limitatamente agli ultimi cinque anni, in una qualsiasi provincia italiana.
Possono pertanto essere rilasciate, previa richiesta scritta su modulo predisposto dall'ufficio, visure e certificazioni relative alla sussistenza di protesti. La consultazione viene eseguita su scala nazionale (ai sensi dell'art. 12 del D.M. 9 Agosto 2000 n. 316) , indicando specificatamente i nominativi sui quali si intende effettuare la ricerca.
I diritti di segreteria richiesti per il rilascio di visure sono pari a Euro 2,00 per la ricerca di ciascun nominativo. Nel caso di rilascio di un certificato, viene applicata la tariffa di Euro 5,00 per ciascun nominativo oltre alla relativa imposta di bollo.
Dal 2003 è stato disposto l'obbligo di indicare sulle cambiali le generalità del debitore, come elemento essenziale dei titoli stessi (Legge 273/2002). Obiettivo: evitare il danno morale ed economico che può derivare, a causa di possibili omonimie, dal subire ingiustamente gli effetti di un protesto levato a terzi.
In attesa dei nuovi moduli, il Ministero delle Attività Produttive ha disposto che debbano essere necessariamente indicati anche sugli attuali, oltre al nome e cognome, il luogo e la data di nascita del debitore o, in alternativa, il suo codice fiscale. Senza questi dati la cambiale non è protestabile
Il debitore che esegue il pagamento di un effetto (pagherò cambiario o tratta accettata), entro 12 mesi dalla levata del protesto, può chiedere la cancellazione dal Registro Informatico dei Protesti, presentando formale domanda in bollo al Presidente della Camera di Commercio, corredata del titolo in originale pagato e quietanzato con relativo atto di protesto e liberatoria di pagamento resa come dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà ai sensi dell'art. 47 del D.P.R. 445/2000. Sull'istanza decide con determinazione il Dirigente Responsabile dell'Ufficio Protesti. Per ogni titolo per cui viene richiesta la cancellazione, sono dovuti diritti di segreteria pari a Euro 8,00 da corrispondere direttamente allo sportello o a mezzo C/C Postale n. 338897 intestato alla Camera di Commercio - Ufficio Protesti - specificando la relativa causale.
∫ Qualora il debitore non fosse ancora in possesso del titolo - cambiale o tratta accettata - restituito dal creditore, perché ad esempio ancora in fase di lavorazione nel circuito bancario, il debitore può depositare istanza di cancellazione protesti allegando:
- Certificato di avvenuto protesto da richiedere all'ufficiale levatore che ha levato il protesto;
- Dichiarazione rilasciata dalla Banca di avvenuto deposito vincolato al portatore ai sensi dell'art. 9 del D.P.R. 290/1975 dalla quale risulti che è stato pagato l'importo della cambiale, le spese di protesto, gli eventuali interessi o altri oneri dovuti.
- Certificato di ammortamento in copia conforme all'originale rilasciato dal Tribunale del luogo di residenza - Ufficio Volontaria Giurisdizione. La procedura di ammortamento va richiesta dal soggetto che ha smarrito il titolo.
- Dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà di avvenuto pagamento, firmata in originale dal creditore che ha richiesto l'ammortamento, con allegata fotocopia del documento d'identità in corso di validità del creditore stesso.
Cancellazione per avvenuto pagamento oltre 12 mesi dalla levata del protesto - cancellazione per riabilitazione
L'art. 2 della legge n. 235 del 18/08/2000 trasferisce alle Camere di Commercio la competenza in riferimento alla cancellazione dei protesti relativi agli effetti cambiari pagati entro 12 mesi dalla levata del protesto, ma nulla riferisce in merito agli effetti cambiari pagati oltre il predetto termine. Di conseguenza, il procedimento di cancellazione per avvenuto pagamento oltre il termine di 12 mesi dalla levata del protesto è rimasto di competenza del Tribunale.
Pertanto la domanda di cancellazione per protesti relativi ad effetti cambiari pagati oltre il termine di 12 mesi dalla levata del protesto, è ricevibile solo dopo la trasmissione del decreto di riabilitazione da parte del Tribunale o dal soggetto interessato all'Ufficio Protesti, che lo pubblica nel Registro Informatico per un periodo di 10 giorni (ai sensi dell'art. 17 della Legge 108 del 7/03/1996). Decorso il periodo di pubblicazione l'Ufficio Protesti effettuerà la cancellazione per intervenuta riabilitazione.
Per la cancellazione di protesti, levati su assegni sia bancari che postali, occorre essere in possesso della riabilitazione accordata dal Tribunale competente con Decreto. Tale decreto può essere richiesto dal soggetto interessato al competente Tribunale decorso il periodo di un anno dalla levata del protesto (ai sensi dell'articolo 17 comma 1 della legge 7 marzo 1996, n. 108). La cancellazione del protesto, oggetto della riabilitazione, potrà essere eseguita, solo dopo la pubblicazione del Decreto di Riabilitazione nel Registro Informatico dei Protesti per un periodo di 10 giorni (ai sensi dell'art. 17 della Legge 108 del 7/03/1996). Decorso il periodo di pubblicazione l'Ufficio Protesti effettuerà la cancellazione per intervenuta riabilitazione.
E' importante precisare che il Decreto emesso riabilita la "persona fisica/giuridica " e pertanto lo stesso deve contenere tutti i titoli protestati in riferimento al nominativo. A seguito dell'entrata in vigore del Decreto -legge cosiddetto "Salva Italia" n. 3 del 27/01/2012 contenente "Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi di sovraindebitamento", nello specifico con riferimento all'art. 1 che ha integrato con il comma 6-ter l'art. 17 della Legge 108/1996, è possibile presentare presso il Tribunale competente un'unica istanza di riabilitazione anche in riferimento a più protesti, purchè compresi nello spazio temporale di un triennio .
Nota Bene - I protesti su assegni postali vengono levati, generalmente, dalle Stanze di Compensazione di Roma e/o di Milano che iscrivono i protesti sul Registro Informatico dei Protesi delle predette province. Conseguentemente, le istanze di cancellazione, corredate dalla relativa riabilitazione accordata dal Tribunale, devono essere inoltrate alle Camere di Commercio competenti per territorio nello specifico Roma o Milano.
Cancellazione per illegittimità o erroneità del protesto
Analoga richiesta può essere presentata da chiunque dimostri di essere stato protestato illegittimamente o erroneamente. La domanda può essere presentata anche dai pubblici ufficiali abilitati alla levata dei protesti e dagli istituti di credito.
Nel caso erronea o illegittima levata è possibile presentare richiesta di cancellazione anche per il protesto di assegni bancari.
Per erroneitàsi intende: atti materiali o disguidi tecnici della più diversa natura, relativi al procedimento di protesto da parte dell'ufficiale levatore, del presentatore autorizzato o dell'istituto di credito trattario. Per quanto riguarda la prova dell'errore, occorre allegare alla domanda di cancellazione e alla documentazione standard di base, una dichiarazione dell'ufficiale levatore o del funzionario dell'istituto di credito resa ai sensi del DPR 445/2000 e ss.mm.ii. con la dicitura "consapevole delle sanzioni penali in caso di dichiarazioni mendaci e di formazione o uso di atti falsi, dichiara sotto la propria responsabilità......" esplicitando l'errore commesso e l'eventuale documentazione originale o in copia conforme all'originale attestante l'errore .
Per illegittimità si intende: tutti i casi in cui la levata del protesto non è conforme alla legge. Alla domanda di cancellazione andrà allegata documentazione a comprova dell'illegittimità.
Qualora sull'atto di protesti risultasse la dicitura "tratta non accettata" o "tratta non" , si è in presenza di una cambiale tratta contenente l'ordine di pagamento a favore del creditore nei confronti di un soggetto terzo che ha rifiutato di procedere al pagamento richiesto. Il protesto di una tratta non accettata produce effetti diversi rispetto a quelli propri dei protesti su assegni o cambiali. L'elenco dei protesti relativo alle tratte non accettate viene anch'esso inviato dagli ufficiali levatori alle competenti Camere ma unicamente ai fini statistici. Infatti le tratte non accettate non vengono pubblicate sul Registro Informatico dei Protesti e pertanto non è necessario attivare alcuna procedura di cancellazione.
Ai sensi dell'art. 4 legge 12.02.1955, n. 77 e successive modificazioni, "il debitore che provveda al pagamento oltre il predetto termine (12 mesi dalla levata del protesto) può chiederne l'annotazione sul citato registro informatico". Tale procedura è prevista per i soli protesti levati su effetti cambiari.
Trascorsi 12 mesi dalla levata del protesto la cancellazione dal Registro informatico dei Protesti può aver luogo esclusivamente previo decreto di Riabilitazione del Tribunale. La Camera di Commercio - Ufficio Protesti, su richiesta del soggetto protestato, resta comunque competente ad effettuare l'annotazione "per l'avvenuto pagamento" degli effetti cambiari sul Registro Informatico dei Protesti.
Ai sensi dell'art. 18 della Legge 108/96 (Disposizioni contro l'usura), su istanza del debitore che sia parte offesa del delitto di usura, il Presidente del Tribunale può, con decreto non impugnabile, disporre la sospensione della pubblicazione, o la cancellazione del protesto effettuato a seguito di presentazione per il pagamento di un titolo di credito da parte dell'imputato del predetto delitto, direttamente o per interposta persona, e a condizione che l'imputato sia stato rinviato a giudizio. Il decreto di sospensione o cancellazione perde effetto nel caso di assoluzione, con sentenza definitiva, dell'imputato del delitto di usura. La sospensione è un provvedimento a carattere temporaneo e non si traduce in modo automatico nella cancellazione.
Il Responsabile Dirigente dell'Ufficio Protesti decide, con determinazione, sulle istanze ricevute entro venti giorni dalla data di presentazione delle stesse. L'Ufficio Pretesti provvede alla cancellazione del protesto entro 5 giorni dalla data del provvedimento dirigenziale (art. 2 comma 3 della Legge n. 235 del 18/08/2000).
Circolare n. 3512/c - Registro informatico dei protesti. Elenco causali rifiuto pagamento assegni bancari, vaglia cambiari e tratte accettate
D.L. 18/9/1995, n.381 coordinato con la Legge di conversione 15/11/1995 n. 48 recante "Disposizioni urgenti in materia di finanziamento delle Camere di Commercio" (art. 3-bis)
Legge 7/3/1996, n.108 "Disposizioni in materia di usura" (artt. 17 e 18) - Legge 18 agosto 2000, n.235 "Nuove norme in materia di cancellazione dagli elenchi dei protesti cambiari"
Data di pubblicazione: 02/10/2012 12:32
Data di aggiornamento: 17/07/2013 17:03