Source: https://www.sicurya.it/videocontrolli-iter-senza-bis/
Timestamp: 2019-06-26 00:14:29+00:00
Document Index: 96615296

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4']

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In caso di cambio della titolarità dell’impresa, non bisogna ripetere la procedura di accordo/autorizzazione per l’installazione di impianti audiovisivi o di altri strumenti per il controllo a distanza dei lavoratori. Infatti, se l’impresa è già dotata degli impianti e strumenti di videosorveglianza, installati osservando le procedure (accordo con le rr.ss. o autorizzazione) previste dall’art. 4 della legge 300/1970 (Statuto dei lavoratori), è sufficiente comunicare all’ispettorato territoriale del lavoro la modifica degli assetti proprietari. Attenzione però: una nuova procedura di autorizzazione è superflua esclusivamente nel caso in cui il subentro nell’impresa non modifica né le ragioni di installazione, né la struttura dell’impianto. Se così non fosse, sarà necessario avviare nuovamente le procedure ex art. 4 della legge 300/170. A precisarlo è stato l’Inl con la nota n. 1881 del 25 febbraio 2019, fornendo utili indicazioni operative in favore del personale ispettivo.
L’Inl si è espresso in merito alla corretta applicazione dell’art. 4 della legge 300/1970, che regola il rilascio di provvedimenti autorizzativi per l’installazione di impianti audiovisivi o strumenti dai quali possa derivare un controllo a distanza dell’attività dei lavoratori. In particolare, la questione attiene alle ipotesi in cui, per intervenuti processi di modifica degli assetti proprietari, come per esempio fusioni, cessioni, incorporazioni, affitto d’azienda o di ramo d’azienda, si verifichi un cambio di titolarità dell’impresa che ha installato “impianti audiovisivi” o “altri strumenti dei quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori”.
In altri termini è stato chiesto all’Inl se in tali fattispecie, si renda necessario rinnovare le procedure di accordo in sede sindacale o amministrativa (autorizzazione dell’Itl), o se sia invece sufficiente che la sopravvenuta modifica della proprietà venga resa formalmente nota alle competenti sedi dell’Ispettorato.
L’art. 4 della legge 300/1970, da ultimo modificato dall’art. 5, comma 2 del D.Lgs 185/2016, prevede che gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali possa anche derivare un controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere impiegati esclusivamente per tre ragioni, ossia:
esigenze collegate alla sicurezza sul lavoro;
Tali strumenti/impianti, in particolare, possono essere installati previo accordo concluso con le Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie), ovvero con le Rsa (Rappresentanze sindacali aziendali).
In alternativa, nel caso si faccia invece riferimento ad imprese con unità produttive ubicate in diverse province della stessa regione, ovvero in più regioni, tale accordo può essere stipulato con le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
L’autorizzazione Itl
Laddove non siano presenti in azienda i predetti organi, ovvero non si pervenga a un accordo con le rappresentanze sindacali, l’azienda prima dell’installazione di tali strumenti avrà l’obbligo di inoltrare l’apposita domanda alla sede dell’ispettorato territorialmente competente, la quale, dopo aver verificato le specifiche condizioni di installazione e le ragioni legittimanti sottese alla richiesta, dovrà dare la propria approvazione.
Qualora non sia stato raggiunto l’accordo in sede sindacale, alla richiesta di autorizzazione sarà necessario allegare anche la copia del verbale di mancato accordo con le rappresentanze sindacali.
Se l’impresa ha unità produttive dislocate in diversi ambiti territoriali, di competenza di diverse sedi dell’ispettorato, in tal caso la richiesta di autorizzazione potrà essere effettuata alla sede centrale dell’ispettorato stesso.
In caso di intervenuti processi di modifica degli assetti proprietari, l’Inl ha chiarito che il semplice subentro di una impresa in locali già dotati degli impianti audiovisivi o altri strumenti similari per i quali sia già stata ottenuta autorizzazione non determina profili di illegittimità, purché gli impianti/strumenti di sorveglianza siano stati installati osservando le procedure previste dalla legge. A tal proposito è necessario che il subentro non determini il mutamento, né dei presupposti legittimanti (esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale) né della modalità di funzionamento.
Tuttavia, al fine di consentire un’efficace svolgimento di eventuali iniziative ispettive, permane l’obbligo in capo all’azienda subentrante:
di comunicare all’ufficio che l’ha rilasciato, gli estremi del provvedimento di autorizzazione all’istallazione degli impianti;
di dichiarare che, con il cambio di titolarità, non sono mutati né i presupposti legittimanti il suo rilascio, né le modalità di uso dell’impianto audiovisivo o dello strumento autorizzato.
Infine, precisa l’Inl, qualora il subentro dell’azienda determini una variazione dei presupposti che consentono l’istallazione degli impianti/strumenti, sarà necessario avviare nuovamente le procedure ex art. 4 legge 300/1970, fermo restando che sono in ogni caso assolutamente vietate eventuali modalità di uso diverse da quelle per le quali la legge consente l’istallazione.