Source: https://www.centumcellae.it/cronaca/il-grido-daiuto-degli-ex-rsa-calamatta/
Timestamp: 2020-02-28 16:49:33+00:00
Document Index: 9758212

Matched Legal Cases: ['art.26', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 5', 'art.20', 'art. 7']

Il grido d’aiuto degli ex Rsa Calamatta | Centumcellae News
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Il grido d’aiuto degli ex Rsa Calamatta
Dal 01/08/03 subentra nella gestione della R.S.A. Calamatta, una residenza che ospita attualmente 23 pazienti con patologie oligofreniche di grado medio-alto e disabili ai sensi dell’art. del D.L.833 ex art.26, il Consorzio UNISAN ( CIR-EVRGREEN), in quanto aggiudicatario della gara d’appalto espletato dalla ASL RM/F e regolamentato da uno speciale capitolato d’appalto redatto dalla stessa ed accettato, per sottoscrizione, dalle ditte partecipanti.
L’immobile, di proprietà del Comune, è in comodato alla A.S.L. RM/F la quale detiene la Direzione Sanitaria con controllo diretto tramite il Responsabile Sanitario designato dalla stessa, accollandosi inoltre la manutenzione ordinaria e straordinaria dello stabile, degli impianti delle attrezzature e le spese di vitto, il tutto ampiamente specificato nel capitolato speciale d’appalto.
Il C.S.A. nell’art. 5 specifica con la massima chiarezza gli obblighi dell’aggiudicatario tra cui l’assorbimento del personale attualmente in servizio presso la struttura e dipendente della Cooperativa che gestisce il centro di cui trattasi e il personale dovrà mantenere i diritti contrattuali acquisiti, con l’obbligo ad attuare condizioni normative e retributive non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi di lavoro applicabili alla categoria.(all.1)
Nella mattina del 01/08/03, il personale fino all’epoca occupato, si trovava dentro la struttura sia per conoscere la nuova Cooperativa subentrante, sia per garantire la necessaria continuità assistenziale ai pazienti, sia per conoscere la nuova turnazione.
Si presentano due persone qualificandosi come dipendenti Unisan, uno psicologo l’altra
infermiera ed iniziano a gestire il personale presente, con l’aggiunta di altre figure sempre
a loro dire, dipendenti dello stesso consorzio.
Alle ore 08.00 circa fanno il loro ingresso la Sig.ra Varrone e il Dott. Capurso che, visto la folta presenza di personale, invitavano tutti a prestare loro ascolto nel cortile interno. Con un discorso, puntualizzano le loro direttive lavorative, invitavano i presenti non in turno ad accomodarsi fuori in quanto sarebbe stato loro impegno a chiamare tutti a riprendere servizio, una volta controllato i titoli.
Giunti alla data del 18/08/03, il Direttore Amministrativo della Asl RM/F, Dott. Morabito, informato da più parti del mancato assorbimento di un numero cospicuo di lavoratori non rispettando quindi il sopra citato art., sollecitava con una lettera (all.2), indirizzata sia all’UNISAN che alle OO.SS. chiedendo di ottemperare tale adempimento entro 3 (tre) giorni dalla stessa, pena l’applicazione dell’art. 7 della legge 241/1990 (ovvero revoca dell’appalto), senza ulteriore comunicazione.
Si sono poi succedute dichiarazioni e smentite sia da parte della ASL RM/F che dalle OO.SS., ed in particolare dalla UIL, nella persona del sig. Bartolomeo Perna che in data
27/9/03 rilasciava una dichiarazione alla stampa nella quale confermava il completo assorbimento del personale presso l’Istituto Calamatta da parte del Consorzio Unisan e di conseguenza conclusa la vertenza in atto.
Di fatto, alla data odierna, risultano ancora non assorbite 8 (otto) unità, che dal 01/08/03 non lavorando, non usufruiscono di alcuna indennità salariale, nonostante le continue rassicurazioni da parte delle Direzioni Sanitarie e delle OO.SS. , ed in modo particolare della Direzione Amministrativa che dopo gli ultimi incontri, ha avuto una preoccupante inversione di tendenza,(in particolare riferimento alla lettera del 18/08/03), in piena e totale contraddizione con quanto sancito dal C.S.A sia dall’art. 5 e soprattutto dell’art.20 che prevede il riferimento ad altre norme e Decreti, solamente per quanto non espressamente previsto nel capitolato stesso.
Nel frattempo, alla luce dei fatti accaduti, il Presidente della Cooperativa uscente sig. Alberto De Angelis, ha presentato un esposto-denuncia alla Procura di Civitavecchia a carico del Commissario Straordinario Dott. D. Pasta, del Direttore Sanitario Dott. G. Quintavalle e del Direttore Amministrativo Dott. P. Morabito, congiuntamte ad un ricorso al T.A. R. del Lazio.
Stremati da questa situazione nella quale sinceramente non vediamo via breve di definizione, chiediamo un incontro con le parti, senza esclusione della persona del Sindaco (fino ad ora assente) e del Direttore Amministrativo della ASL RM/F.
Fiduciosi di riportare tale vertenza nel giusto binario del dialogo democratico, dove possiamo far valere i nostri diritti di lavoratori, che fino al 31/07/03 erano in possesso di un contratto di lavoro della Sanità privata a tempo indeterminato.
Dalla stessa data, si trovano in una posizione lavorativa imprecisata, in assenza di specifiche ed ufficiali comunicazioni in merito, osservando inerti all’occupazione del proprio posto lavorativo da parte di altre figure che vantano diritti di certo non contemplati dal capitolato speciale d’appalto avente per oggetto la fornitura di assistenza diretta e di supporto, agli ospiti della R.S.A. Calamatta, il cui mancato rispetto viene regolamentato dall’art. 7 della legge 241/1990, sotto lecita sorveglianza del ASL RM/F.
I Lavoratori ex Rsa Calamatta