Source: http://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari%202014/circ230.htm
Timestamp: 2017-11-18 06:33:53+00:00
Document Index: 176609632

Matched Legal Cases: ['art.18', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Circolare n.230/2014
Circolare n. 230/2014
Oggetto: Lavoro – Approvazione del Jobs Act – Legge 10.12.2014, n. 183, su G.U. n. 290 del 15.12.2014.
Il Jobs Act è legge al termine di un iter non semplice segnato in particolare dallo sciopero generale del 12 dicembre di CGIL e UIL e dal ricorso al voto di fiducia. Il Jobs Act è un pezzo fondamentale della manovra del Governo Renzi per cercare di dare una scossa al mercato del lavoro andandosi ad aggiungere, da un lato, agli interventi già realizzati su contratti a termine e apprendistato (legge n. 78/2014) e, dall’altro lato, agli sgravi contributivi triennali sulle nuove assunzioni previsti dal disegno di legge di stabilità in corso di approvazione.
Sotto il profilo formale il nuovo provvedimento, che dalla fine degli anni novanta ad oggi rappresenta la quarta riforma del mercato del lavoro dopo il pacchetto Treu (legge n. 196/97), la legge Biagi (D.lgvo n. 276/2003) e la legge Fornero (legge n. 92/2012), non contiene disposizioni immediatamente efficaci trattandosi di una legge delega al Governo a intervenire entro 6 mesi su alcune materie sulla base di determinati criteri direttivi. Una valutazione definitiva sulla reale portata del Jobs Act potrà pertanto essere effettuata solo una volta emanati i decreti delegati già in corso di elaborazione.
Sul piano dei contenuti il Jobs Act spazia dall’art.18 dello Statuto dei Lavoratori (legge n.300/70), che rappresenta indubbiamente il punto più discusso e di maggiore impatto dell’intera legge, agli ammortizzatori sociali, dai servizi per l’impiego alle semplificazioni, dai controlli a distanza alla disciplina sui mansionamenti, dal riordino delle tipologie contrattuali alla maternità.
Questi nel dettaglio i criteri di delega sulle principali materie.
Licenziamenti (art. 1, comma 7, lettere b e c) – Per le assunzioni che saranno effettuate con il nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, che in prospettiva dovrebbe rappresentare la forma comune di contratto di lavoro, in caso di licenziamento illegittimo intimato da aziende con oltre 15 dipendenti verranno meno per i lavoratori le tradizionali tutele previste dal già citato art. 18. In particolare per i licenziamenti per motivi economici e per quelli disciplinari (fatte salve per quest’ultimi alcune casistiche da stabilirsi in sede di attuazione della delega) non troverà più applicazione la sanzione del reintegro del lavoratore, bensì un indennizzo economico di importo crescente con l’anzianità di servizio. La sanzione del reintegro rimarrà, oltre che per limitate ipotesi di licenziamenti disciplinari, per i licenziamenti nulli e discriminatori come già avviene attualmente. Nulla cambierà per i lavoratori attualmente in forza per i quali in caso di licenziamenti ingiustificati continuerà ad applicarsi l’art. 18 senza alcuna attenuazione.
Ammortizzatori sociali (art. 1, commi 1 e 2) – I criteri direttivi che dovranno essere attuati dal Governo sono volti in particolare ad estendere il campo di applicazione dell’ASPI (Assicurazione Sociale per l’Impiego) ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, a escludere l’intervento della cassa integrazione in caso di cessazione definitiva dell’attività aziendale o di un ramo di essa e a consentirne l’utilizzo solo dopo aver esaurito le possibilità contrattuali di riduzione dell’orario di lavoro, a ridurre gli oneri contributivi per la cassa integrazione rimodulandoli tra i settori in funzione dell’effettivo utilizzo, a semplificare le procedure di accesso alla stessa e a rivedere la disciplina dei contratti di solidarietà.
Servizi per l’impiego (art. 1, commi 3 e 4) – Allo scopo di rafforzare le capacità di incontro tra domanda e offerta di lavoro, il Governo è delegato ad efficientare il sistema dei servizi per l’impiego attraverso l’istituzione di un’Agenzia nazionale per l’occupazione che dovrebbe riunificare le competenze attualmente ripartite tra più uffici del Ministero del Lavoro, il rafforzamento delle sinergie tra servizi pubblici e privati, la razionalizzazione degli incentivi all’assunzione e il potenziamento del sistema informativo per la gestione del mercato del lavoro.
Semplificazioni (art. 1, commi 5 e 6) –Nel tentativo di rendere il mercato del lavoro meno ingessato il Governo è stato delegato a semplificare e a razionalizzare procedure e adempimenti a carico di imprese e lavoratori in materia sia di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro che di igiene e sicurezza.
Contratti (art. 1, comma 7) – Il Governo è stato delegato ad elaborare un Codice semplificato del lavoro, ad analizzare la contrattualistica esistente in funzione di un suo possibile riordino, a promuovere il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti già in precedenza richiamato, a flessibilizzare la disciplina dell’assegna­zione delle mansioni al lavoratore per consentire modifiche anche in peius nei casi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale, a rivedere la disciplina dei controlli a distanza sugli impianti e sugli strumenti di lavoro, a introdurre nei settori non regolati da contratti collettivi il compenso orario minimo sia per i lavoratori dipendenti che per i collaboratori.
Maternità (art. 1, commi 8 e 9) – L’ultima delega riguarda la disciplina della maternità e più in generale della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. In tale contesto l’intervento del Governo dovrà in particolare essere finalizzato ad estendere l’indennità di maternità a tutte le lavoratrici anche autonome, a incentivare gli accordi collettivi che favoriscano la flessibilità dell’orario di lavoro per le lavoratrici madri e a riconoscere la possibilità per i lavoratori di cedere giorni di ferie ai colleghi con figli minori bisognosi di cure.
Si fa riserva di tornare sull’argomento in occasione dell’emanazione dei decreti attuativi del Jobs Act.
Per riferimenti confronta circ.ri conf.li nn. 100/2014 e 78/2014
GU n.290 del 15-12-2014
in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e
dell'attivita' ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze
di cura, di vita e di lavoro.
1. Allo scopo di assicurare, in caso di disoccupazione
riducendo gli oneri non salariali del lavoro, il Governo e' delegato
ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
2. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1 il Governo si
a) con riferimento agli strumenti di tutela in costanza di
1) impossibilita' di autorizzare le integrazioni salariali in
caso di cessazione definitiva di attivita' aziendale o di un ramo di
2) semplificazione delle procedure burocratiche attraverso
l'incentivazione di strumenti telematici e digitali, considerando
anche la possibilita' di introdurre meccanismi standardizzati a
3) necessita' di regolare l'accesso alla cassa integrazione
guadagni solo a seguito di esaurimento delle possibilita'
contrattuali di riduzione dell'orario di lavoro, eventualmente
4) revisione dei limiti di durata da rapportare al numero
massimo di ore ordinarie lavorabili nel periodo di intervento della
cassa integrazione guadagni ordinaria e della cassa integrazione
guadagni straordinaria e individuazione dei meccanismi di
5) previsione di una maggiore compartecipazione da parte delle
6) riduzione degli oneri contributivi ordinari e rimodulazione
7) revisione dell'ambito di applicazione della cassa
integrazione guadagni ordinaria e straordinaria e dei fondi di
fissando un termine certo per l'avvio dei fondi medesimi, anche
attraverso l'introduzione di meccanismi standardizzati di
concessione, e previsione della possibilita' di destinare gli
eventuali risparmi di spesa derivanti dall'attuazione delle
disposizioni di cui alla presente lettera al finanziamento delle
8) revisione dell'ambito di applicazione e delle regole di
funzionamento dei contratti di solidarieta', con particolare
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863,
nonche' alla messa a regime dei contratti di solidarieta' di cui
b) con riferimento agli strumenti di sostegno in caso di
1) rimodulazione dell'Assicurazione sociale per l'impiego
ordinari e ai trattamenti brevi, rapportando la durata dei
3) universalizzazione del campo di applicazione dell'ASpI, con
continuativa, fino al suo superamento, e con l'esclusione degli
amministratori e sindaci, mediante l'abrogazione degli attuali
strumenti di sostegno del reddito, l'eventuale modifica delle
modalita' di accreditamento dei contributi e l'automaticita' delle
prestazioni, e prevedendo, prima dell'entrata a regime, un periodo
4) introduzione di massimali in relazione alla contribuzione
5) eventuale introduzione, dopo la fruizione dell'ASpI, di una
lavoratori, in disoccupazione involontaria, che presentino valori
ridotti dell'indicatore della situazione economica equivalente, con
previsione di obblighi di partecipazione alle iniziative di
6) eliminazione dello stato di disoccupazione come requisito
c) attivazione del soggetto beneficiario degli ammortizzatori
sociali di cui alle lettere a) e b) con meccanismi e interventi che
beneficiario dei trattamenti di cui alle lettere a) e b) possa
consistere anche nello svolgimento di attivita' a beneficio delle
comunita' locali, con modalita' che non determinino aspettative di
e) adeguamento delle sanzioni e delle relative modalita' di
applicazione, in funzione della migliore effettivita', secondo
criteri oggettivi e uniformi, nei confronti del lavoratore
beneficiario di sostegno al reddito che non si rende disponibile ad
una nuova occupazione, a programmi di formazione o alle attivita' a
3. Allo scopo di garantire la fruizione dei servizi essenziali in
funzioni amministrative, il Governo e' delegato ad adottare, entro
sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su
concerto, per i profili di rispettiva competenza, con il Ministro
semplificazione e la pubblica amministrazione, previa intesa in sede
province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 3
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, uno o piu' decreti
legislativi finalizzati al riordino della normativa in materia di
servizi per il lavoro e di politiche attive. In mancanza dell'intesa
nel termine di cui all'articolo 3 del citato decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, il Consiglio dei ministri provvede con
disposizioni del presente comma e quelle dei decreti legislativi
emanati in attuazione dello stesso si applicano nelle province
autonome di Trento e di Bolzano in conformita' a quanto previsto
dallo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige e dalle relative
norme di attuazione nonche' dal decreto legislativo 21 settembre
4. Nell'esercizio della delega di cui al comma 3 il Governo si
collegare alle caratteristiche osservabili per le quali l'analisi
b) razionalizzazione degli incentivi per l'autoimpiego e
l'autoimprenditorialita', anche nella forma dell'acquisizione delle
imprese in crisi da parte dei dipendenti, con la previsione di una
cornice giuridica nazionale volta a costituire il punto di
riferimento anche per gli interventi posti in essere da regioni e
c) istituzione, anche ai sensi dell'articolo 8 del decreto
carico della finanza pubblica, di un'Agenzia nazionale per
regioni e province autonome, vigilata dal Ministero del lavoro e
delle politiche sociali, al cui funzionamento si provvede con le
risorse umane, finanziarie e strumentali gia' disponibili a
d) coinvolgimento delle parti sociali nella definizione delle
e) attribuzione all'Agenzia di competenze gestionali in materia
f) razionalizzazione degli enti strumentali e degli uffici del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali allo scopo di
aumentare l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa,
mediante l'utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie
g) razionalizzazione e revisione delle procedure e degli
adempimenti in materia di inserimento mirato delle persone con
disabilita' di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68, e degli altri
soggetti aventi diritto al collocamento obbligatorio, al fine di
favorirne l'inclusione sociale, l'inserimento e l'integrazione nel
mercato del lavoro, avendo cura di valorizzare le competenze delle
h) possibilita' di far confluire, in via prioritaria, nei ruoli
delle amministrazioni vigilanti o dell'Agenzia il personale
proveniente dalle amministrazioni o uffici soppressi o riorganizzati
i) individuazione del comparto contrattuale del personale
dell'Agenzia con modalita' tali da garantire l'invarianza di oneri
l) determinazione della dotazione organica di fatto dell'Agenzia
pianta organica di fatto delle amministrazioni di provenienza del
m) rafforzamento delle funzioni di monitoraggio e valutazione
n) valorizzazione delle sinergie tra servizi pubblici e privati
nonche' operatori del terzo settore, dell'istruzione secondaria,
professionale e universitaria, anche mediante lo scambio di
informazioni sul profilo curriculare dei soggetti inoccupati o
disoccupati, al fine di rafforzare le capacita' d'incontro tra
domanda e offerta di lavoro, prevedendo, a tal fine, la definizione
dei criteri per l'accreditamento e l'autorizzazione dei soggetti che
operano sul mercato del lavoro e la definizione dei livelli
o) valorizzazione della bilateralita' attraverso il riordino
della disciplina vigente in materia, nel rispetto dei principi di
un sistema di monitoraggio e controllo sui risultati dei servizi di
p) introduzione di principi di politica attiva del lavoro che
prevedano la promozione di un collegamento tra misure di sostegno al
reddito della persona inoccupata o disoccupata e misure volte al suo
inserimento nel tessuto produttivo, anche attraverso la conclusione
il lavoro o altri operatori accreditati, con obbligo di presa in
carico, e la previsione di adeguati strumenti e forme di
remunerazione, proporzionate alla difficolta' di collocamento, a
fronte dell'effettivo inserimento almeno per un congruo periodo, a
carico di fondi regionali a cio' destinati, senza nuovi o maggiori
lavoro e che tengano anche conto delle buone pratiche realizzate a
r) previsione di meccanismi di raccordo e di coordinamento delle
funzioni tra l'Agenzia e l'Istituto nazionale della previdenza
fine di tendere a una maggiore integrazione delle politiche attive e
s) previsione di meccanismi di raccordo tra l'Agenzia e gli enti
che, a livello centrale e territoriale, esercitano competenze in
delle competenze in materia di verifica e controllo del rispetto dei
livelli essenziali delle prestazioni che devono essere garantite su
u) mantenimento in capo alle regioni e alle province autonome
v) attivazione del soggetto che cerca lavoro, in quanto mai
occupato, espulso dal mercato del lavoro o beneficiario di
ammortizzatori sociali, al fine di incentivarne la ricerca attiva di
formazione professionale e lavoro, anche mediante l'adozione di
strumenti di segmentazione dell'utenza basati sull'osservazione
z) valorizzazione del sistema informativo per la gestione del
attraverso l'istituzione del fascicolo elettronico unico contenente
le informazioni relative ai percorsi educativi e formativi, ai
periodi lavorativi, alla fruizione di provvidenze pubbliche ed ai
versamenti contributivi, assicurando il coordinamento con quanto
con la raccolta sistematica dei dati disponibili nel collocamento
mirato nonche' di dati relativi alle buone pratiche di inclusione
bb) semplificazione amministrativa in materia di lavoro e
politiche attive, con l'impiego delle tecnologie informatiche,
secondo le regole tecniche in materia di interoperabilita' e scambio
dei dati definite dal codice di cui al decreto legislativo 7 marzo
2005, n. 82, allo scopo di rafforzare l'azione dei servizi pubblici
nella gestione delle politiche attive e favorire la cooperazione con
i servizi privati, anche mediante la previsione di strumenti atti a
favorire il conferimento al sistema nazionale per l'impiego delle
5. Allo scopo di conseguire obiettivi di semplificazione e
razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione dei
rapporti di lavoro nonche' in materia di igiene e sicurezza sul
la semplificazione e la pubblica amministrazione, uno o piu' decreti
legislativi contenenti disposizioni di semplificazione e
razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti a carico di
6. Nell'esercizio della delega di cui al comma 5 il Governo si
a) razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli
adempimenti, anche mediante abrogazione di norme, connessi con la
ridurre drasticamente il numero di atti di gestione del medesimo
interpretativo, o abrogazione delle norme interessate da rilevanti
amministrazioni per i medesimi eventi e obbligo delle stesse
amministrazioni di trasmetterle alle altre amministrazioni
d) introduzione del divieto per le pubbliche amministrazioni di
e) rafforzamento del sistema di trasmissione delle comunicazioni
dell'eventuale natura formale della violazione, in modo da favorire
l'immediata eliminazione degli effetti della condotta illecita,
g) previsione di modalita' semplificate per garantire data certa
nonche' l'autenticita' della manifestazione di volonta' della
lavoratrice o del lavoratore in relazione alle dimissioni o alla
risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, anche tenuto conto
della necessita' di assicurare la certezza della cessazione del
rapporto nel caso di comportamento concludente in tal senso della
h) individuazione di modalita' organizzative e gestionali che
consentano di svolgere esclusivamente in via telematica tutti gli
i) revisione degli adempimenti in materia di libretto formativo
informativa di cui all'articolo 4, comma 51, della legge 28 giugno
2012, n. 92, e della banca dati delle politiche attive e passive del
l) promozione del principio di legalita' e priorita' delle
le sue forme ai sensi delle risoluzioni del Parlamento europeo del 9
ottobre 2008 sul rafforzamento della lotta al lavoro sommerso
(2008/2035(INI)) e del 14 gennaio 2014 sulle ispezioni sul lavoro
efficaci come strategia per migliorare le condizioni di lavoro in
7. Allo scopo di rafforzare le opportunita' di ingresso nel mondo
del lavoro da parte di coloro che sono in cerca di occupazione,
nonche' di riordinare i contratti di lavoro vigenti per renderli
maggiormente coerenti con le attuali esigenze del contesto
ispettiva, il Governo e' delegato ad adottare, su proposta del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro sei mesi dalla
rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi, in coerenza con
esistenti, ai fini di poterne valutare l'effettiva coerenza con il
tessuto occupazionale e con il contesto produttivo nazionale e
internazionale, in funzione di interventi di semplificazione,
b) promuovere, in coerenza con le indicazioni europee, il
contratto a tempo indeterminato come forma comune di contratto di
lavoro rendendolo piu' conveniente rispetto agli altri tipi di
c) previsione, per le nuove assunzioni, del contratto a tempo
indeterminato a tutele crescenti in relazione all'anzianita' di
servizio, escludendo per i licenziamenti economici la possibilita'
della reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, prevedendo
un indennizzo economico certo e crescente con l'anzianita' di
servizio e limitando il diritto alla reintegrazione ai licenziamenti
nulli e discriminatori e a specifiche fattispecie di licenziamento
disciplinare ingiustificato, nonche' prevedendo termini certi per
d) rafforzamento degli strumenti per favorire l'alternanza tra
di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale
individuati sulla base di parametri oggettivi, contemperando
l'interesse dell'impresa all'utile impiego del personale con
l'interesse del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della
limiti alla modifica dell'inquadramento; previsione che la
stipulata con le organizzazioni sindacali dei lavoratori
comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale a livello
interconfederale o di categoria possa individuare ulteriori ipotesi
f) revisione della disciplina dei controlli a distanza sugli
impianti e sugli strumenti di lavoro, tenendo conto dell'evoluzione
tecnologica e contemperando le esigenze produttive ed organizzative
dell'impresa con la tutela della dignita' e della riservatezza del
g) introduzione, eventualmente anche in via sperimentale, del
ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, nei settori
organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro
comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale, previa
consultazione delle parti sociali comparativamente piu'
h) previsione, tenuto conto di quanto disposto dall'articolo 70
di estendere, secondo linee coerenti con quanto disposto dalla
lettera a) del presente comma, il ricorso a prestazioni di lavoro
accessorio per le attivita' lavorative discontinue e occasionali nei
diversi settori produttivi, fatta salva la piena tracciabilita' dei
contributiva di cui all'articolo 72, comma 4, ultimo periodo, del
i) abrogazione di tutte le disposizioni che disciplinano le
singole forme contrattuali, incompatibili con le disposizioni del
testo organico semplificato, al fine di eliminare duplicazioni
l) razionalizzazione e semplificazione dell'attivita' ispettiva,
attraverso misure di coordinamento ovvero attraverso l'istituzione,
ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e
legislazione vigente, di una Agenzia unica per le ispezioni del
lavoro, tramite l'integrazione in un'unica struttura dei servizi
ispettivi del Ministero del lavoro e delle politiche sociali,
dell'INPS e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli
infortuni sul lavoro (INAIL), prevedendo strumenti e forme di
coordinamento con i servizi ispettivi delle aziende sanitarie locali
8. Allo scopo di garantire adeguato sostegno alle cure parentali,
attraverso misure volte a tutelare la maternita' delle lavoratrici e
favorire le opportunita' di conciliazione dei tempi di vita e di
lavoro per la generalita' dei lavoratori, il Governo e' delegato ad
presente legge, uno o piu' decreti legislativi per la revisione e
l'aggiornamento delle misure volte a tutelare la maternita' e le
9. Nell'esercizio della delega di cui al comma 8 il Governo si
a) ricognizione delle categorie di lavoratrici beneficiarie
dell'indennita' di maternita', nella prospettiva di estendere,
eventualmente anche in modo graduale, tale prestazione a tutte le
b) garanzia, per le lavoratrici madri parasubordinate, del
diritto alla prestazione assistenziale anche in caso di mancato
c) introduzione del tax credit, quale incentivo al lavoro
o disabili non autosufficienti e che si trovino al di sotto di una
determinata soglia di reddito individuale complessivo, e
d) incentivazione di accordi collettivi volti a favorire la
flessibilita' dell'orario lavorativo e dell'impiego di premi di
produttivita', al fine di favorire la conciliazione tra l'esercizio
delle responsabilita' genitoriali e dell'assistenza alle persone non
e) eventuale riconoscimento, compatibilmente con il diritto ai
riposi settimanali ed alle ferie annuali retribuite, della
possibilita' di cessione fra lavoratori dipendenti dello stesso
datore di lavoro di tutti o parte dei giorni di riposo aggiuntivi
spettanti in base al contratto collettivo nazionale in favore del
f) integrazione dell'offerta di servizi per le cure parentali
forniti dalle aziende e dai fondi o enti bilaterali nel sistema
pubblico-privato dei servizi alla persona in coordinamento con gli
promozione dell'utilizzo ottimale di tali servizi da parte dei
lavoratori e dei cittadini residenti nel territorio in cui sono
g) ricognizione delle disposizioni in materia di tutela e
sostegno della maternita' e della paternita', ai fini di poterne
valutare la revisione per garantire una maggiore flessibilita' dei
relativi congedi obbligatori e parentali, favorendo le opportunita'
di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, anche tenuto conto
h) introduzione di congedi dedicati alle donne inserite nei
percorsi di protezione relativi alla violenza di genere debitamente
i) estensione dei principi di cui al presente comma, in quanto
compatibili e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,
ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche
di fruizione dei congedi parentali in modo frazionato e alle misure
organizzative finalizzate al rafforzamento degli strumenti di
l) semplificazione e razionalizzazione degli organismi, delle
competenze e dei fondi operanti in materia di parita' e pari
opportunita' nel lavoro e riordino delle procedure connesse alla
promozione di azioni positive di competenza del Ministero del lavoro
e delle politiche sociali, ferme restando le funzioni della
Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di parita' e pari
10. I decreti legislativi di cui ai commi 1, 3, 5, 7 e 8 del
presente articolo sono adottati nel rispetto della procedura di cui
11. Gli schemi dei decreti legislativi, corredati di relazione
tecnica che dia conto della neutralita' finanziaria dei medesimi
ovvero dei nuovi o maggiori oneri da essi derivanti e dei
corrispondenti mezzi di copertura, a seguito di deliberazione
dei deputati e al Senato della Repubblica perche' su di essi siano
espressi, entro trenta giorni dalla data di trasmissione, i pareri
Decorso tale termine, i decreti sono emanati anche in mancanza dei
pareri. Qualora il termine per l'espressione dei pareri parlamentari
di cui al presente comma scada nei trenta giorni che precedono o
seguono la scadenza dei termini previsti ai commi 1, 3, 5, 7 e 8
12. Dall'attuazione delle deleghe recate dalla presente legge non
pubblica. A tale fine, per gli adempimenti dei decreti attuativi
della presente legge, le amministrazioni competenti provvedono
attraverso una diversa allocazione delle ordinarie risorse umane,
finanziarie e strumentali, allo stato in dotazione alle medesime
31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o piu' decreti attuativi
determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al
proprio interno, i decreti legislativi dai quali derivano nuovi o
maggiori oneri sono emanati solo successivamente o contestualmente
all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi, ivi compresa la
13. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti
legislativi di cui al comma 10, nel rispetto dei principi e criteri
la medesima procedura di cui ai commi 10 e 11, disposizioni
integrative e correttive dei decreti medesimi, tenuto conto delle
evidenze attuative nel frattempo emerse. Il monitoraggio permanente
degli effetti degli interventi di attuazione della presente legge,
con particolare riferimento agli effetti sull'efficienza del mercato
del lavoro, sull'occupabilita' dei cittadini e sulle modalita' di
entrata e uscita nell'impiego, anche ai fini dell'adozione dei
di monitoraggio e valutazione istituito ai sensi dell'articolo 1,
comma 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92, che vi provvede con le
14. Sono fatte salve le potesta' attribuite alle regioni a statuto
speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano dai
rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione, le
competenze delegate in materia di lavoro e quelle comunque
riconducibili all'articolo 116 della Costituzione e all'articolo 10
in vigore il giorno successivo a quello della loro pubblicazione