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Timestamp: 2018-12-12 01:21:27+00:00
Document Index: 129169749

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 10', 'sentenza ']

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Quinta Sezione ANNO PDF
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1 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 6289/04REG.DEC. N REG.RIC. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Quinta Sezione ANNO 1998 ha pronunciato la seguente decisione sul ricorso in appello n. 9672/1998, proposto dalla sig.ra ***, rappresentata e difesa dall'avv. Franco Morbiducci, elettivamente domiciliata in Roma, Viale Liegi n. 7, presso l avv. Marco Claudio Ramazzotti per delega in calce; contro il comune di ****, in persona del Sindaco pro-tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Antonio Mastri e dall avv. Sergio del Vecchio ed elettivamente domiciliato presso lo studio del secondo in Roma, via dei prati fiscali n. 158; e, nei confronti della s.p.a ****, con sede in Roma, in persona del legale rappresentante pro-tempore, non costituito in giudizio per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche Ancona il data 12 febbraio 1998, n. 250/1998, che ha respinto il ricorso avverso la concessione edilizia n. *** del ****, per l'esecuzione di lavori di ristrutturazione di un fabbricato colonico, nella parte in cui il contributo riferito ad opere di urbanizzazione primaria è determinato in lire ***, quello relativo ad opere di urbanizzazione secondaria in lire *** ed il RA
2 2 Ric. N contributo riferito al costo di costruzione in lire **** e per l'accertamento del diritto alla restituzione delle somme già pagate a tali titoli e per la condanna del Comune al rimborso, in favore della ricorrente della somma di lire ****, oltre ad interessi e rivalutazione; Visto l atto di appello con i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di +++; Viste le memorie difensive; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 25 maggio 2004, relatore il Consigliere Cesare Lamberti ed udito, altresì, l avv. Lorusso per Del Vecchio. DIRITTO La sentenza in epigrafe ha respinto la domanda della sig.ra **** di annullamento della concessione edilizia rilasciata dal comune di **** per l esecuzione dei lavori di ristrutturazione di una casa colonica, nella parte in cui impone il pagamento del contributo relativo agli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e del costo di costruzione. Ha altresì respinto la pretesa della ricorrente di dichiarare il comune obbligato a restituire le somme già percepite a tale titolo. La decisione ha ritenuto che la concessione non poteva seguire il regime di gratuità previsto dall art. 9 lett. d) l. 28 gennaio 1977, n. 10 per le sole costruzioni residenziali (come risulta dall espresso riferimento agli edifici unifamiliari), ma quello della lett. a) dell art. 9 e dell art. 10 della legge citata, specifico per le case coloniche, come è quella ristrutturata dalla
3 3 Ric. N signora ***. Il regime della gratuità non poteva essere esteso al fabbricato della ricorrente, dato il carattere di stretta interpretazione delle norme che prevedono agevolazioni ed esoneri. Nell appello la ricorrente afferma che i lavori realizzati hanno permesso il recupero di una casa colonica altrimenti abbandonata ed ha richiamato la giurisprudenza della Corte costituzionale circa il particolare carattere del beneficio introdotto con l art. 9, lett. d) della legge n. 10 del Ha poi contestato la rilevanza dell art. 6, l.r. Marche n. 13/1990 che fa riferimento alle zone agricole previste dall art. art. 9 della legge n. 10/1977. Tutti gli argomenti dell appello sono infondati Secondo l art. 9, lett. d) l. n. 10/1977, il contributo per il rilascio della concessione [commisurato all'incidenza delle spese di urbanizzazione nonché al costo di costruzione] non è dovuto per gli interventi di restauro, di risanamento conservativo, di ristrutturazione e di ampliamento, in misura non superiore al 20 per cento, di edifici unifamiliari. La gratuità è quindi limitata agli interventi edilizi previsti su edifici aventi destinazione residenziale e non agricola, a prescindere dal mutamento di destinazione d uso dell immobile. Correttamente il patrocinio del Comune ha rappresentato che in materia di concessioni edilizie, la regola è quella dell onerosità, rispetto alla quale ogni deroga riveste carattere eccezionale e non è suscettibile di analogia. È pertanto insostenibile l applicabilità dell art. 9 lett. d) della legge
4 4 Ric. N n. 10/1977 in favore delle casa situate in zona agricola e la conseguente gratuità della concessione, quando il regime per le opere di risanamento di ristrutturazione nelle predette zone è demandato dalla stessa norma alla lett. a) dell art. 9 e all art. 10, l. 10/1977. Delle due disposizioni, la prima stabilisce l esenzione dal contributo di concessione in ragione della destinazione dell immobile alla conduzione del fondo e alle esigenze dell imprenditore agricolo a titolo principale, mentre la seconda assoggetta al contributo differenziale (nella misura massima corrispondente alla nuova destinazione, determinata con riferimento al momento della intervenuta variazione) le trasformazioni nella destinazione d uso intervenute nel decennio dalla ultimazione dei lavori. Nella specie, è pacifica la trasformazione dell originaria destinazione agricola a destinazione residenziale dell immobile, che apparteneva a soggetti non aventi la qualità di imprenditore agricolo a titolo principale: nel che la legittimità del comportamento del Comune che ha richiesto gli oneri ed il contributo al momento di rilasciare la concessione alla trasformazione dell uso dell immobile da agricolo a residenziale. Secondo la documentazione in atti, le stesse pertinenze degli edifici e l intero piano terra del manufatto hanno assunto, dopo la ristrutturazione, un carattere del tutto diverso da quello originario realizzando un edificio ad uso abitativo vero e proprio. Correttamente la decisione impugnata ha escluso ogni possibilità di rimborso in favore della ricorrente e
5 5 Ric. N altrettanto correttamente ha richiamato l art. 6 della l.r. Marche n. 13/1990, che permette variazione delle destinazioni d'uso degli edifici rurali esistenti in zone agricole, fermo però restando il contributo per la concessione previsto dall'ultimo comma dell'art. 10, l. n. 10/1977 a condizione che gli edifici stessi non siano più utilizzati per la conduzione del fondo e che tali variazioni non siano contrastanti con le specifiche normative degli strumenti urbanistici comunali vigenti. L appello deve essere conclusivamente respinto e va confermata la sentenza di primo grado. L appellante deve essere condannata alle spese del presente grado che si liquidano come in motivazione. P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta, respinge l appello e per l effetto, conferma la decisione impugnata. Condanna l appellante alle spese del presente giudizio, che liquida nella misura complessiva di *** (***) oltre Iva, cassa di previdenza e spese generali. Così deciso in Roma nella Camera di Consiglio del 25 maggio 2004 con l intervento dei Sigg.ri: Agostino Elefante Cesare Lamberti Claudio Marchitiello Nicolina Pullano Gabriele Carlotti Presidente Consigliere, est. Consigliere Consigliere Consigliere
6 6 Ric. N L'ESTENSORE f.to Cesare Lamberti IL PRESIDENTE f.to Agostino Elefante IL SEGRETARIO f.to Antonietta Fancello DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 27 settembre 2004 (Art. 55. L. 27/4/1982, n. 186) IL DIRIGENTE f.to Antonio Natale