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Timestamp: 2019-12-07 17:05:53+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1418', 'art. 1283', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1283', 'art. 1283', 'art. 1283', 'art. 2', 'art. 2041', 'art. 2', 'art. 2935', 'sentenza ']

Anatocismo bancario e prescrizione: le Sezioni Unite e la difficile applicabilità del decreto mille proroghe. Continua il match tra correntisti e banche | Studio Legale Tidona e Associati | Diritto Bancario e Finanziario
8 Marzo 2016 In Diritto bancario
Anatocismo – Nullità – Ripetizione dell’indebito – Prescrizione
Tutte le volte in cui i versamenti in conto non superino il passivo ed in particolare il limite dell’affidamento concesso al cliente si tratterà di atti ripristinatori della provvista, della quale il correntista può ancora continuare a godere, e non di pagamenti. In questi casi il termine di prescrizione decennale per il reclamo delle somme trattenute dalla banca indebitamente, a titolo di interessi su un’apertura di credito in conto corrente, decorre dalla chiusura definitiva del rapporto, trattandosi di un contratto unitario che dà luogo ad un unico rapporto giuridico, anche se articolato in una pluralità di atti esecutivi.
La decisione delle Sezioni Unite ribadisce l’assenza di qualsivoglia dubbio circa la nullità delle clausole anatocistiche, ex art. 1418, primo comma c.c., per contrarietà all’art. 1283 c.c. e conferma che il termine di prescrizione decennale per il reclamo delle somme trattenute dalla banca indebitamente, a titolo di interessi su un’apertura di credito in conto corrente, decorre dalla chiusura definitiva del rapporto, trattandosi di un contratto unitario che dà luogo ad un unico rapporto giuridico, anche se articolato in una pluralità di atti esecutivi. Per i giudici nel caso di conto assistito da apertura di credito, essendo il conto soltanto passivo ma non scoperto, il debito del correntista non è immediatamente esigibile e le rimesse non hanno, perciò, funzione solutoria.
Sommario 1. Premessa. – 2. La prescrizione e il “colpo di scena. – 3. Le prospettive del contenzioso.
I giudici delle Sezioni Unite nella sentenza che si annota confermano il precedente indirizzo delle Sezioni Unite del 2004[5] che aveva posto la parola fine sulla querelle circa la legittimità delle clausole anatocistiche trimestrali, relativamente ai contratti conclusi fino all’entrata in vigore della delibera CICR del 9 febbraio 2000[6].
Successivamente, la decisione in commento affronta il problema collegato alle conseguenze della declaratoria di nullità. Si precisa, nella motivazione della decisione, come la giurisprudenza già in passato avesse avuto occasione di affermare che il termine di prescrizione decennale per il reclamo delle somme trattenute dalla banca indebitamente[7], a titolo di interessi su un’apertura di credito in conto corrente, decorre dalla chiusura definitiva del rapporto, trattandosi di un contratto unitario che dà luogo ad un unico rapporto giuridico, anche se articolato in una pluralità di atti esecutivi.
Dunque, il termine prescrizionale in questione inizia a decorrere soltanto dalla chiusura definitiva del rapporto[10]. E’ solo in questo momento che si produce definitivamente il saldo dei crediti e debiti tra le parti, trattandosi di un rapporto giuridico di durata[11], unitario, seppur articolato in una pluralità di atti esecutivi. Trattasi di contratti funzionalmente preordinati ad assicurare ad una o entrambe le parti una utilità durevole proporzionale alla durata del rapporto, che tale utilità procurano non mediante – o, a seconda dei casi, non solo mediante – l’adempimento (continuativo o reiterato) di una obbligazione, bensì per mezzo di altri tipi di effetti giuridici o situazioni giuridiche. In questa direzione legittimamente il cliente ha il diritto di esercitare l’azione di ripetizione degli interessi indebitamente trattenuti dalla banca nell’arco di durata dell’intero rapporto, finché quest’ultimo non si sia chiuso.
Si abbandona – da parte delle Sezioni Unite – definitivamente il punto di vista di una parte della giurisprudenza di merito che aveva ritenuto che nei contratti di durata ogni singola prestazione avesse una sua autonomia[12], sicché ognuna di esse resterebbe soggetta alle regole comuni e, quindi, anche a quelle sulla decorrenza della prescrizione con la conseguenza che l’azione di ripetizione, per la restituzione delle somme illegittimamente addebitate dalla banca sul conto corrente, decorrerebbe dall’esecuzione di ogni singolo addebitamento e non dalla chiusura del conto[13].
Di fronte al definitivo chiarimento delle Sezioni Unite arriva ancora un colpo di scena o se si preferisce un tentativo di colpo di spugna. Il decreto Milleproroghe sembrerebbe annientare la posizione di vantaggio che i clienti avevano maturato nei confronti delle banche per effetto della decisione in esame. Se dunque, per le ragioni già specificate, la Cassazione aveva affermato che il termine prescrizionale di dieci anni dovesse decorrere dal giorno di chiusura del conto corrente, la versione appena licenziata prevede che la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizi a decorrere dal giorno dell’annotazione stessa[14]. Stando al dato normativo, indubbiamente più favorevole alle banche, l’azione di ripetizione degli interessi anatocistici dovrebbe essere proposta nell’arco di dieci anni tra la data di ciascun singolo accreditamento (o versamento) in favore della banca e la data di proposizione della domanda giudiziale, e, quindi, anche durante lo svolgimento del rapporto. Di conseguenza, il contenzioso giudiziario, avente ad oggetto la ripetizione degli interessi relativi ai rapporti instaurati prima della delibera CICR, sarebbe considerevolmente ridimensionato in barba all’analisi tecnico giuridica delle Sezioni Unite.
Non è possibile sovrapporre il concetto di “disponibilità” che assicura al correntista una facoltà di disposizione, all’esigibilità e non vi è dubbio che il presupposto per l’esigibilità del credito della banca è la chiusura del rapporto. Fino alla sua chiusura, il conto corrente, è un mero prospetto contabile in cui sono annotate reciproche poste di dare ed avere con la periodica trimestrale formazione di un saldo differenziale meramente fattuale, da cui deriva la facoltà del correntista di disporre in qualsiasi momento delle somme risultanti a suo credito: solo con il saldo finale – giova ribadirlo – si giungerà ad un saldo esigibile con un unico risultato solutorio. Infatti, nel corso del rapporto non si ha un pagamento in senso tecnico degli interessi e del capitale, non vi è un debitore che imputi un pagamento, ma vi è un correntista che effettua un versamento ottenendo una mera registrazione a credito sul conto priva di qualsiasi imputazione di pagamento per interessi e competenze eventualmente maturati[16].
[1] In argomento, senza alcuna pretesa di completezza, DALEFFE, Credito fondiario e anatocismo, in Dir. fall., 2008, II, 380; MALAGRIDA, La capitalizzazione degli interessi e l’anatocismo bancario: usi normativi ed usi negoziali, ivi, 2008, II, 176; R. CONTI, Anatocismo bancario e inibitoria collettiva. Una sentenza consumerista, in Corriere giur., 2006, 1275; COTTINO, Sull’anatocismo intervengono anche le Sezioni unite, in Giur. it., 2005, 68; INZITARI, Le sezioni unite e il divieto di anatocismo: l’asimmetria contrattuale esclude la formazione dell’uso normativo, in Corriere giur., 2005, 214; F.A. MAGNI, Illegittima corresponsione di interessi nel rapporto di conto corrente, anatocismo bancario e prescrizione dell’azione di ripetizione, in Corriere merito, 2005, 155; Id., Le regole sull’anatocismo, in Il mutuo e le altre operazioni di finanziamento, diretto da Cuffaro, Bologna, 2005, 137 ss.; NIVARRA, La tutela collettiva dei consumatori a l’anatocismo bancario, in Corriere giur., 2005, 1127; RAZZANTE, La Cassazione ha «tumulato» l’anatocismo?, in Giur. it., 2005, 741; SCOTTI CAMUZZI, Anatocismo: i giudici aprono la strada ai rimborsi degli interessi anteriori al 2000, in Guida dir., 2005, 28, 110; DI STASI, Anatocismo ed usura: il nuovo orientamento in tema di capitalizzazione degli interessi, in Arch. civ., 2004, 837; A. PALMIERI – R. PARDOLESI, L’anatocismo bancario e la bilancia dei Balek, in Foro it., 2004, I, 3294; POLLIO, Rapporto di conto corrente e problemi tecnici dell'”anatocismo bancario”, in Amm. e fin., 2004, 5, Ins.; PORCELLI, La disciplina degli interessi bancari tra autonomia ed eteronomia, Napoli, 2003; L. ABETA, Brevi note in tema di anatocismo bancario, in Dir. fall., 2003, I, 1473; BASTIANON, Tassi bancari ultralegali e anatocismo: il punto di vista della giurisprudenza di merito e della Cassazione, in Corriere giur., 2003, 889; CASALI e FALCONE, Delle fideiussioni prestate da più persone nell’interesse del medesimo debitore e a garanzia del medesimo debito, e dell’anatocismo annuale, in Dir. banca e mercato fin., 2003, 116; V. FARINA, Anatocismo e mutuo bancario, in Dir. fall., 2003, II, 538; Tardivo, Divieto di anatocismo e mutui bancari. Riflessi per i finanziamenti fondiari, in Vita notarile, 2003, 152; Niutta e Jovino, La giurisprudenza di merito “corregge il tiro” della cassazione… a proposito della c.d. “usurarietà sopravvenuta” dei tassi d’interesse convenzionali e di mora sui mutui a tasso fisso, applicando (solo a questi ultimi) il divieto di anatocismo ex art. 1283 c.c in Riv. dir. comm., 2002, II, 8; NIUTTA, Sul c.d. “anatocismo bancario” il Tribunale di Roma non si adegua… e riafferma la legittimità dell’annotazione trimestrale degli interessi a debito del cliente nei rapporti regolati in conto corrente bancario, in Dir. banca e mercato fin., 2002, I, 310; SINESIO, Il recente dibattito sull’anatocismo nel conto corrente bancario: profili problematici, in Dir. e giur., 2000, 245; PANGARO Anatocismo bancario: i giudici di merito contrastano la Cassazione, in Nuova giur. comm., 2001, I, 630; VACCARO BELLUSCIO e PIANA, Interessi “uso piazza”, anatocismo trimestrale e commissione di massimo scoperto, in Contr., 2002, 375; DE SINNO, L’anatocismo nei contratti bancari: profili di costituzionalità della disciplina transitoria e linee evolutive dell’interpretazione giurisprudenziale, in Rass. dir. civ., 2000, 728; DI PIETROPAOLO, Osservazioni in tema di anatocismo, in Nuova giur. comm., 2001, II, 96; FARINA, Le questioni dell’anatocismo e del conto corrente bancario nel corso dei procedimenti monitori, in Dir. banca e mercato fin., 2001, 494; P. 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Tre domande sui futuri contratti di conto corrente, in Dir. banca e mercato fin., 2000, I, 588; FAUCEGLIA, Anatocismo bancario: la consulta boccia la disposizione di sanatoria, in Dir. e prat. soc., 2000, 21, 66; GRASSO,, Concessione di mutuo, a seguito di proroga della scadenza di crediti agrari, e anatocismo praticato dalle banche anche dopo la chiusura finale del conto corrente: due questioni affrontate dalla Corte di cassazione, in Dir. e giur. agr. amb., 2000, 475; A. 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FARINA, Recenti orientamenti in tema di anatocismo, in Rass. dir. civ., 1991, 757.
[5] Cass. Civ., Sez. Unite, 4 novembre 2004, n. 21095, in Corriere Giur., 2005, 3. Per la giurisprudenza precedente contraria v., tra le altre, Trib. Napoli, 5 novembre 2001, in Banca borsa tit. cred., II, 2002, 580 ss. secondo cui “ è legittima la capitalizzazione degli interessi passivi maturati nei rapporti bancari, in virtù di un uso normativo vigente in materia e riconosciuto dall’art. 1283″; Trib. Firenze, 11 luglio 2001, in Gius, 2002, 4, 440 ss.; Trib. Catanzaro, 12 luglio 2001, in Iusletter, 2001, 9, 22, Trib. Roma, 24 gennaio 2001, in Dir. banca e mercato fin., cit., 303 ss.
[6] La disciplina del 1999 ha, per il futuro, disciplinato la capitalizzazione degli interessi, ricollegando la validità delle clausole alla delibera del Cicr. Il 22 aprile 2000 è entrata in vigore tale normativa secondaria che ha dettato le modalità e i criteri per la produzione di interessi sugli interessi scaduti; l’art. 2 (della delibera) consente alle parti di pattuire la capitalizzazione degli interessi accreditati o addebitati (vietandola solo sugli interessi prodotti sul saldo finale), purché venga stabilita la medesima periodicità nel conteggio degli interessi creditori e debitori.
[7] E’ costante l’orientamento della giurisprudenza nel ritenere che il pagamento di somme in base ad un contratto nullo si configura come indebito oggettivo: Sul punto v. Cass. 9 febbraio 1987, n. 1337, in Mass. Giust. civ ., 1987, 2; Cass. 27 dicembre 1994, n. 1177, in Rep. Foro it ., voce Indebito , n. 11; Cass. 18 novembre 1995, n. 11973, in Gius , 1995, 693 e ss.. Nello stesso senso v. MAFFEIS, Anatocismo bancario e ripetizione degli interessi da parte del cliente , in questa Contratti , 2001, 406; FARINA, Gli interessi «uso piazza», l’anatocismo e la commissione di massimo scoperto , in Squilibrio e usura nei contratti , a cura di Vettori, Padova, 2002, 416 e ss.; PORCELLI, La disciplina degli interessi bancari tra autonomia ed eteronomia , Napoli, 2003, 298. In senso contrario v. PISANI, Anatocismo bancario ed ingiustificato arricchimento in Squilibrio e usura nei contratti, a cura di Vettori, Milano, 2002, 536 e ss., il quale ritiene trattarsi di azione di ingiustificato arricchimento, ex art. 2041 c.c.
[14] L’art. 2 quinquies, comma 9 stabilisce che: “in ordine alle operazioni bancarie regolate in conto corrente l’art. 2935 del codice civile si interpreta nel senso che la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell’annotazione stessa. In ogni caso non si fa luogo alla restituzione di importi già versati alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge.
[16] TANZA, NUZZACI, Ancora un passo in avanti verso il difficile transito dal dal “diritto delle banche” al “diritto bancario”,
Nota a Corte di Cassazione – Sezioni Unite, Sentenza 2 dicembre 2010, n. 24418, in www.filodiritto.it
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