Source: https://www.laleggepertutti.it/110934_annullamento-testamento-testatore-incapace-di-intendere-e-volere
Timestamp: 2018-04-26 15:32:00+00:00
Document Index: 47999539

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Annullamento testamento: testatore incapace di intendere e volere
Lo sai che? Annullamento testamento: testatore incapace di intendere e volere
Annullabilità del testamento olografo per incapacità del testatore: solo nel caso di incapacità assoluta la prova spetta a chi si vuol valere della scheda.
Per annullare il testamento a causa dell’incapacità del de cuius non è sufficiente che questi presenti una semplice alterazione delle proprie facoltà psichiche ed intellettive, né è necessario, dall’altro lato, che tale infermità sia per forza permanente (potendo anche essere transitoria). Tutto ciò che richiede la legge è che, a causa di detta incapacità, il soggetto sia privo, in modo assoluto, al momento della redazione delle ultime volontà, della coscienza dei propri atti o della capacità di autodeterminarsi. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].
Poiché lo stato di capacità costituisce la regola (e, quindi, si presume sempre), mentre quello di incapacità è l’eccezione, spetta a chi impugna il testamento dimostrare l’incapacità naturale del testatore.
Se però il de cuius era affetto da incapacità totale e permanente, spetta a chi vuol avvalersi del testamento provare la redazione delle ultime volontà in un intervallo di piena lucidità da parte del testatore. Si pensi al caso del soggetto interdetto o inabilitato, nel qual caso l’incapacità legale è già essa stessa fonte di nullità del testamento, salvo prova contraria.
Le modalità di impugnazione del testamento olografo
In ultimo la Corte ricorda che, per impugnare il testamento olografo, non è sufficiente la semplice contestazione della scrittura, ma è necessario un apposito giudizio rivolto all’accertamento della sua autenticità. Di tanto la stessa Corte aveva dato già ulteriore chiarimento in una sentenza della settimana scorsa (leggi “Testamento olografo: come contestarne l’autenticità”), peraltro aderendo a un orientamento già varato, di recente, dalle Sezioni Unite [2].
[1] Cass. sent. n. 2239/16 del 4.02.2016.
[2] Cass. sent. n. 12307/2015.
Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 24 novembre 2015 – 4 febbraio 2016, n. 2239
1. C.L. conveniva lavanti al Tribunale di Firenze B.C. e M.M. , quest’ultima quale esercente la potestà sul figlio minore B.S. , per sentire dichiarare la nullità del testamento olografo redatto il 26 febbraio 2004 di B.P. , che aveva istituito eredi le controparti revocando il precedente testamento olografo del 3 aprile 2002 a favore di essa attrice. A sostegno dell’azione, questa deduceva la nullità della seconda scheda testamentaria, per mancanza di data e di autografia e comunque per incapacità naturale del testatore.
2. Il secondo motivo denuncia la violazione dell’art. 591 cod. civ., posto che la norma richiede, in tema di annullamento del testamento, la rigorosa prova dell’incapacità di intendere e di volere tanto più nel caso de quo in cui il testatore non era stato mai dichiarato formalmente incapace, prova che nella specie l’attrice non aveva fornito.
3. Il terzo motivo denuncia che erroneamente la sentenza non aveva ritenuto di applicare le norme di cui agli artt. 214 e 216 cod.proc. civ. al testamento olografo, nonostante il diverso orientamento della giurisprudenza di legittimità : in tal modo la sentenza era incorsa in un duplice errore, ritenendo che non era stata proposta l’azione diretta a fare valere la non autenticità del testamento ma soltanto l’eccezione di disconoscimento; aveva considerato valido un testamento disconosciuto.
2. Il secondo motivo, lamentando insufficiente e contraddittoria motivazione su un fatto decisivo della controversia, denuncia il mancato accoglimento della richiesta di sentire in controprova ai capitoli dell’attrice i testi dr. F. e B.V. che era stata chiesta con la memoria di replica del 10-11-2005 : tale richiesta era stata ribadita nelle conclusioni di primo grado, con l’appello e la comparsa conclusionale, essendo stata evidenziata la necessità di tale deposizione su circostanze determinanti in considerazione della competenza specifica del dr. F. , medico curante del de cuius, tanto più che la sentenza del tribunale aveva dato rilievo alla testimonianza della infermiera P.E. ; la Corte di appello non aveva in alcun modo motivato la decisione di non accogliere tale richiesta.
4. Il quarto motivo censura la sentenza che, in violazione dell’art. 591 cod. civ., aveva accolto la domanda di nullità del testamento del 2004 senza che la attrice avesse assolto l’onere probatorio, particolarmente rigoroso, ad essa incombente di dimostrare che il testatore fosse stato nel pomeriggio del 26-2-2004 incapace e costantemente disorientato, tanto più che nella specie il testatore non era stato mai dichiarato formalmente incapace di intendere e di volere.
5. Il quinto motivo denuncia il duplice errore della sentenza impugnata laddove aveva ritenuto non proposta l’azione diretta a fare valere la nullità del testamento e aveva posto a base della decisione un testamento – quello del 2002 – che era stato disconosciuto senza che si fosse proceduto alla verificazione, tenuto conto dell’applicabilità al testamento olografo delle norme di cui agli art. 214 e ss..
6. Il sesto motivo denuncia che, in violazione dell’art. 184 (nel testo anteriore alla novella del 1990) e 360 co. primo n. 3 cod. proc. civ., illegittimamente la Corte non aveva sentito i testi indicati a controprova di quella articolata dall’attrice non avendo il giudice il potere di escludere un teste, atteso che il diritto alla controprova costituisce espressione del diritto di difesa, tanto più nella specie in cui uni dei testi era particolarmente qualificato per essere sentito sulle circostanze capitolate.
A. Vanno esaminati congiuntamente il quinto motivo del ricorso M. e il terzo del ricorso B. che pongono la medesima questione che, investendo in sostanza la legittimazione ad agire dell’attrice sulla base del (precedente) testamento del 2002 disconosciuto dai convenuti.
Occorre ricordare che in tema di annullamento del testamento, l’incapacità naturale del testatore postula la esistenza non già di una semplice anomalia o alterazione delle facoltà psichiche ed intellettive del “de cuius”, bensì la prova che, a cagione di una infermità transitoria o permanente, ovvero di altra causa perturbatrice, il soggetto sia stato privo in modo assoluto, al momento della redazione dell’atto di ultima volontà, della coscienza dei propri atti o della capacità di autodeterminarsi; peraltro, poiché lo stato di capacità costituisce la regola e quello di incapacità l’eccezione, spetta a chi impugni il testamento dimostrare la dedotta incapacità, salvo che il testatore non risulti affetto da incapacità totale e permanente, nel qual caso grava, invece, su chi voglia avvalersene provarne la corrispondente redazione in un momento di lucido intervallo.