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Timestamp: 2019-08-20 14:41:45+00:00
Document Index: 155569999

Matched Legal Cases: ['art.28', 'art.19', 'art.22', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 22', 'art. 2', 'art.28']

IL SINDACATO RICORRENTE
1) La CUB TRASPORTI - sindacato nato dalla fusione di FLTU (Federazione Lavoratori Trasporti Uniti), R.d.B. (Rappresentanze di Base) Trasporti e CUB Trasporto Aereo -, sindacato che sicuramente possiede i requisiti della nazionalità (come meglio si illustrerà ai punti che seguono) censura, sotto il profitto della antisindacalità, i comportamenti tenuti dalla società convenuta che verranno successivamente descritti.
2) La CUB Trasporti di Milano e Provincia si è costituita con atto del 7.9.2004 (doc.1 atto costitutivo di associazione), nominando quale suo rappresentante legale ad interim, in attesa del primo congresso, il sig.Pellegatta Alessandro.
Il sindacato esponente aderisce alla CUB TRASPORTI Italiana, costituita dalla fusione di RdB-Trasporti, FLTU-CUB e CUB Trasporto Aereo, con atto in data 12.2.2004 (doc.2 Atto costitutivo e Statuto), con sede nazionale a Milano.
I tre sindacati danti vita alla CUB trasporti erano stati, a loro volta, costituiti: la FLTU Italiana con atto in data 22.12.1993 (doc.3 Atto costitutivo e Statuto); la RdB Trasporti il 2.3.1993 (doc. 4 Atto cost. e Statuto), la CUB Trasporto Aereo il 2.11.2001 (doc. 5 Atto cost. e Statuto).
3) La CUB Trasporti è una organizzazione nazionale che si ripropone di organizzare, rappresentare e tutelare i lavoratori dipendenti da aziende del settore Trasporti e affini (v. Statuto).
4) Alla data del gennaio 2006 la CUB Trasporti, a livello nazionale, contava 56.800 iscritti (dato registrato al Ministero del Lavoro), distribuiti su tutto il territorio nazionale, avendo ereditato sedi, iscritti e patrimonio delle tre OOSS danti causa. Gli iscritti sono peraltro in continuo aumento.
5) In particolare (come si evince anche dalla documentazione allegata), l’esponente sindacato è presente – avendo ereditato le strutture delle OOSS danti causa - nelle seguenti regioni: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna.
Risultano costituite, ad oggi, strutture provinciali, con proprie sedi a: Venezia, Treviso, Vicenza, Padova, Trieste, Gorizia, Udine, Milano, Varese, Pavia, Torino, Cuneo, Genova, Savona, Imperia, La Spezia, Bologna, Reggio Emilia, Firenze, Livorno, Pistoia, Roma, Latina, Napoli, Caserta, Avellino, Benevento, Ancona, Pescara, Bari, Foggia, Brindisi, Taranto, Siracusa, Agrigento, Caltanisetta, Palermo e Cagliari.
Molte realtà provinciale sono tuttora in fase di costituzione, essendo il sindacato ricorrente in forte espansione.
6) Presso ciascuna delle sedi sopracitate è costituita una corrispondente struttura territoriale - provinciale dell’esponente sindacato.
Alcune delle sedi provinciali sopra indicate, come ad esempio quella di Venezia, non hanno formalizzato la costituzione con atto costitutivo, ma sono esistenti e operanti, come risulta nella amplia documentazione che si allega in separato faldone, che costituisce solo parte della documentazione attestante l’attività passata delle tre sigle separate e presente del sindacato ricorrente.
7) Inoltre, la Cub Trasporti è presente e svolge attività sindacale anche dove non è presente con una propria sede, a tal fine utilizzando le strutture e le sedi della CUB (Confederazione Unitaria di Base), alla quale aderisce.
8) La giurisprudenza ha ormai in modo costante e pacifico riconosciuto il requisito della diffusione nazionale in capo all’esponente sindacato, ai fini della legittimazione ad agire ex art.28 L.300/70..
In questo senso e per limitarsi alla Corte d’appello di Milano, possono citarsi Corte Appello Milano 15.1.2004 (in causa FLTU c. Azienda Varesina Trasporti Spa) e Corte App.Milano 29.1.2004 n.76 (in causa CUB Trasporti c. Sea Spa), in D&L, 2004, 59, che si allegano.
9) Fin d’ora si chiede, in caso di contestazione, di essere ammessi a provare le circostanze indicate sub 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 che precedono, indicandosi come teste il Coordinatore nazionale della CUB Trasporti sig.Antonini Giampiero e il sig.Walter Montagnoli, segretario aggiunto.
LE ELEZIONI RSU DI LINATE
10) All’interno della Sea Handling SpA, nell’unità produttiva dell’aeroporto di Milano Linate, non risulta costituita alcuna Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU), ma solo le RSA delle maggiori OOSS.
Nel 1995 le OO.SS. allora presenti elessero una RSU in base all’Accodo Interconfederale del 20.12.1993, ma, alla scadenza delle stessa, non procedettero più alla rielezione, preferendo dotarsi, ciascuna, della propria RSA ex art.19 L.300/70.
11) La Cub Trasporti con lettera del segretario provinciale in data 4.5.2006 ha comunicato a Sea Handling SpA, nonché a tutte le OOSS presenti in azienda (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Sult, Sinpa), la sua decisione di indire le elezioni della RSU di Linate, in conformità alle previsioni dell’Accordo Interconfederale 20.12.1993. Con la stessa la Cub Trasporti ha comunicato il proprio rappresentante nella commissione elettorale (sig.Crotti Palmiro), invitando tutte le altre OO.SS. interessate alla partecipazione alle elezioni a nominare i propri membri della commissione elettorale e a presentare le liste entro il termine del 26.5.06.
Nella stessa lettera inoltre l’O.S. esponente ha allegato copia conforme di documenti contenenti le firme di 72 lavoratori dipendenti della convenuta (oltre il 5% del totale dei dipendenti di quella unità produttiva) che appoggiavano la presentazione della lista Cub Trasporti, dichiarando che la copia dell’Atto Costitutivo e dello Statuto del sindacato erano già stati consegnati al membro della commissione elettorale.
12) Con lettera 19.5.06 la Commissione Elettorale ha invitato la società a concordare la data e il luogo delle elezioni e a ottemperare a quanto previsto dall’art.22 Accordo Interconfederale 20.12.1993.
13) Alla comunicazione di apertura della procedura elettorale hanno dato risposta tutte le altre OO.SS. con lettera del 26.5.2006, con la quale hanno invitato la Cub Trasporti a una riunione congiunta per il giorno 30.6.2006 alle ore 10,00 per la definizione di un regolamento per le elezioni delle RSU da valersi per tutte le aziende del trasporto aereo regionale.
14) La Cub Trasporti con lettera 7.6.06, pur ribadendo la regolarità della procedura elettorale già avviata, ha accettato di sospendere la stessa aderendo all’invito per le riunione del 30.6.06, condividendo il fine unitario dell’iniziativa.
15) Il 29.6.06 il rappresentante sindacale della Filt-Cgil sig.Franco Brioschi ha comunicato al rappresentante della CUB sig.Walter Montagnoli che la riunione doveva considerarsi annullata senza fissazione di nuove date.
16) A questo punto, con lettera trasmessa il 5.7.06, il sindacato ricorrente ha riattivato la procedura elettorale, ribadendo alla società l’invito a ottemperare agli obblighi sulla stessa gravanti ai sensi dell’accordo interconfederale 20.12.1993.
Con lettera in data 13.7.2006, trasmessa per conoscenza anche a tutte le altre OOSS, l’avv.Lorenzo Franceschinis, per conto del sindacato esponente, ha effettuato un ulteriore sollecito nei confronti della società convenuta affinchè questa mettesse a disposizione della Commissione elettorale l’elenco degli aventi diritto al voto e un locale idoneo alle votazioni, così come previsto dall’art. 22 dell’A.I. 20/12/93, ma anche tale sollecito è rimasto senza riscontro.
17) La società non ha risposto a nessuna comunicazione inviatale, neppure per motivare il proprio rifiuto.
Il sindacato ricorrente chiede quindi che venga dichiarata l’antisindacalità della condotta aziendale consistita nella mancata ottemperanza agli obblighi previsti dall’accordo interconfederale 20.12.1993 in relazione alla elezione della Rsu di Linate, per i seguenti motivi in
Il comportamento posto in essere dalla convenuta, che ha di fatto impedito al sindacato esponente di procedere all’elezione della RSU presso l’unità produttiva di Milano Linate, deve essere qualificato come antisindacale, essendo tale comportamento in contrasto con quanto previsto dall’A.I. 20/12/93 – applicabile alla fattispecie in virtù dell’adesione della convenuta alla associazione sindacale datoriale della Confindustria - e ledendo lo stesso gravemente i diritti e l’immagine del sindacato esponente.
A tale riguardo si deve, in primo luogo, ribadire che la procedura per l’elezione della Rsu è stata scrupolosamente seguita dal sindacato esponente.
In particolare, del tutto legittimo risulta il fatto che l’iniziativa elettorale sia stata presa da un unico sindacato, posto che nessuna disposizione prevede che l’iniziativa elettorale sia presa congiuntamente da tutti gli aventi diritto.
Come è noto, la costituzione delle Rsu è disciplinata, per il comparto industriale, dall'A.I. 20/12/93.
Ebbene, il citato A.I. attribuisce il diritto di costituire Rsu, presso le unità produttive che occupino più di 15 dipendenti, alle associazioni sindacali firmatarie del protocollo 23/7/93, alle OO. SS firmatarie del CCNL applicato nell'unità produttiva (art. 1 c. 1 e 2, parte I), nonché alle associazioni sindacali, formalmente costituite con proprio statuto e atto costitutivo, che abbiano espressamente accettato il citato A.I. e che presentino una lista sottoscritta da un numero di lavoratori pari ad almeno il 5% degli aventi diritto al voto (art. 1 c. 1 parte I e art. 4 lettera b parte II). Tali organizzazioni possono provvedere alla costituzione delle Rsu sia congiuntamente, che disgiuntamente (art. 1 c. 3 parte I). Infatti, il punto 1, parte prima, del citato A.I. così dispone:
“Rappresentanze sindacali unitarie possono essere costituite nelle unità produttive nelle quali l’azienda occupi più di 15 dipendenti ad iniziativa delle associazioni firmatarie del Protocollo 23 luglio 1993.
Hanno potere di iniziativa anche le associazioni sindacali firmatarie del Ccnl applicato nell’unità produttiva ovvero le associazioni sindacali abilitate alla presentazione delle liste elettorali ai sensi del punto 4 parte seconda, a condizione che abbiano comunque espresso adesione formale al contenuto del presente accordo.
L’iniziativa di cui al primo comma deve essere esercitata congiuntamente o disgiuntamente da parte delle associazioni sindacali come sopra individuate, entro tre mesi dalla stipula del presente accordo…”.
La norma contrattuale sopra citata non lascia dubbi in ordine al fatto che non è assolutamente necessaria, per la nomina o il rinnovo della RSU, l’iniziativa di tutte le OO.SS. abilitate alla presentazione di liste, ben potendo tale iniziativa essere esercitata anche disgiuntamente, purché ciò sia fatto da parte di OO.SS. dotate dei requisiti previsti dalla norma stessa.
Per quanto riguarda poi la procedura da seguire, le elezioni devono essere indette, da uno dei soggetti sopra indicati, mediante avviso da affiggere in azienda. Le liste possono essere presentate dagli stessi sindacati che hanno il potere di indire le elezioni (art. 4 parte II).
Per l'ordinato svolgimento delle elezioni, l'A.I. istituisce anche una Commissione elettorale (v. artt. 5 e 6 parte II). Più precisamente, ogni organizzazione sindacale abilitata alla presentazione di liste designa i propri componenti della Commissione elettorale, tra i dipendenti non candidati. La Commissione, tra l'altro, ha il compito di ricevere le liste presentate, di verificarne la validità, di presiedere alle operazioni di voto, di scrutinio dei voti, di proclamare gli eletti. E’ sempre alla Commissione elettorale che il datore di lavoro deve fornire l’elenco dei dipendenti aventi diritto al voto e “quanto necessario a consentire il corretto svolgimento delle operazioni elettorali” (art. 22).
Peraltro, è evidente che ogni sindacato ha la facoltà e non certo l’obbligo, di nominare i propri rappresentanti nella commissione elettorale; dunque, tale commissione è validamente costituita anche nel caso in cui un O.S., pur legittimata a presentare una propria lista, non provveda a tale nomina, e ciò a maggior ragione nel caso in cui la stessa decida di non presentare neppure la lista. Il che è esattamente quanto accaduto nel caso di specie; infatti, le OO.SS. diverse dall’esponente non hanno ritenuto di aderire all’iniziativa elettorale in oggetto (avendo le stesse provveduto già da tempo a nominare proprie rsa invece che eleggere la Rsu), e dunque non hanno nominato alcun rappresentante nella Commissione elettorale e neppure hanno presentato una propria lista, senza che ciò possa però in alcun modo inficiare la validità della procedura promossa dal sindacato esponente.
Del resto, se così non fosse, ovvero se per essere validamente costituita una commissione dovesse prevedere la presenza di rappresentanti di tutte le OO.SS. genericamente legittimate alla presenza di liste elettorali, la gran parte delle RSU elette in tutta Italia non risulterebbe legittimamente eletta, posto che alla nomina delle stesse non hanno spesso partecipato (per una propria scelta) le OO.SS. aderenti alla CUB (e anche ad altre OO.SS.), pur essendo le stesse astrattamente legittimate a farlo.
Come si vede, la normativa sopra brevemente descritta introduce precisi diritti e doveri: in particolare, le OO. SS. hanno il diritto di indire l'elezione delle Rsu e di istituire questo organismo di rappresentanza dei lavoratori a livello aziendale; il datore di lavoro ha il dovere di consentire che le elezioni si svolgano, fornendo tutto quanto sia necessario a tale fine.
Nel caso di specie, tutti i passaggi procedurali di pertinenza sindacale sono stati rispettati: le elezioni sono state regolarmente indette da un soggetto legittimato ai sensi dell'art. 1 parte I A.I.; nel termine indicato dall'art. 1 parte II il sindacato CUB TRASPORTI (che possiede i requisiti richiesti dall'art. 4 lettera b parte II) ha presentato la propria lista, nominando il proprio componente nella Commissione elettorale ex art. 5 parte II; nello stesso termine, nessun altro sindacato ha presentato una propria lista. Pertanto, poiché le elezioni sono state legittimamente indette, la società aveva il dovere di consentire lo svolgimento delle stesse, ed in particolare di porre in essere i comportamenti previsti dall’art. 22 dell’A.I., cosa che invece non è avvenuta. Ne consegue che, illegittimamente, la società ha reso impossibile ai lavoratori di procedere alla nomina della propria rappresentanza unitaria, ponendo dunque in essere un comportamento che deve sicuramente essere qualificato come antisindacale.
I precedenti giurisprudenziali ed il carattere antisindacale della condotta denunciata
La possibilità di un’attivazione disgiunta della procedura elettorale è già stata riconosciuta dalla giurisprudenza:
"[…] si deve rilevare che gli accordi che hanno dato vita (alle) e regolato le Rsu sono stati gli A.I. del 1/7/93 e del 20/12/93.
Questi ultimi, al punto 1, espressamente prevedono che:
1- hanno un potere di iniziativa - per la costituzione e per il rinnovo di Rsu all'interno di unità produttive con più di 15 dipendenti - le associazioni sindacali firmatarie del protocollo 23/7/93, del CCNL applicato nell'unità produttiva e quelle abilitate alla presentazione delle liste elettorali;
2- l'iniziativa deve essere esercitata congiuntamente o disgiuntamente da parte delle associazioni sindacali di cui si è detto;
3- il termine previsto per indire le elezioni è di almeno tre mesi prima della scadenza del mandato della Rsu.
Ebbene, nel caso di specie ricorrevano tutte le condizioni previste per l'elezione delle Rsu il cui mandato era ormai scaduto.
In particolare era certamente consentito ad una sola delle componenti sindacali di cui sopra di indire le elezioni per il rinnovo delle Rsu non essendo necessario, come invece richiede la società resistente, che tutte le componenti sindacali agissero congiuntamente" (Pret. Milano 31.12.98; cfr. anche Trib. Milano 10.4.2001 tra FLMU e Telecom, nonché Trib. Milano 1421/2003).
A conclusioni analoghe è giunta la Corte d’Appello di Roma che, con una pronuncia in data 27.11.2000, ha sanzionato il rifiuto opposto da una società all’attivazione della procedura elettorale da parte dell’O.S. FLAICAUniti - Cub, ribadendo in particolare, come un simile comportamento abbia una indiscutibile portata antisindacale, incidendo sia sullo specifico diritto del sindacato di indire l’elezione della Rsu che sull’immagine del sindacato stesso e comunque rappresentando un oggettivo impedimento alla libertà sindacale.
Al fine di prevenire una censura avversaria già svolta da altre società in altri giudizi analoghi si osserva che non può certo avere rilievo la circostanza che l’elezione non si possa svolgere per la mancanza di una pluralità di liste concorrenti.
Secondo la convenuta e secondo le direttive in tal senso impartite da Confindustria infatti la mancanza di più liste in competizione tra loro determinerebbe il venir meno della possibilità che le elezioni possano regolarmente essere svolte.
Ed inoltre poiché Cub Trasporti non avrebbe i requisiti per costituire, come hanno fatto le altre OO.SS:, una propria Rsa non potrebbe da sola costituire una RSU con prerogative e diritti del tutto corrispondenti alla preclusa Rsa.
La censura sarebbe del tutto fuori bersaglio.
E non solo perché nessuna norma impone una convocazione congiunta da parte di 2 o più OO.SS. legittimate ai sensi del primo o secondo comma art. 2 A.I., ma anche perché il riferimento al pluralismo sindacale, a liste al plurale, non impone di certo quanto voluto dalla convenuta trattandosi esclusivamente di norme regolamentari per l’attribuzione di seggi qualora più liste vi siano.
Del resto non può rappresentare alcun pericolo il fatto che a libere elezioni (nessuno ha impedito alle altre OO.SS di partecipare, anzi tutte le legittimate sono state invitate a farlo) partecipi una sola lista.
In linea generale poiché la scelta di voto del lavoratore può certamente e legittimamente avvenire tra candidati anche appartenenti alla stessa lista, non si comprende perché dovrebbe essere impossibile tenere regolarmente le elezioni della RSU in una situazione nella quale tutti o quasi tutti i dipendenti siano iscritti alla stessa Organizzazione Sindacale, e le altre OO.SS. non possano partecipare alla competizione elettorale per esempio per non avere candidati per formare una propria lista.
Potrà forse sostenersi che i lavoratori di quell’azienda non possono eleggere le proprie RSU perché hanno la possibilità di scegliere solo tra i candidati di un’unica lista e perché mancherebbe una pluralità di sindacati?
Nel caso concreto, poi, la decisione delle altre OOSS di non partecipare alla elezione è stata una scelta ragionata, dettata probabilmente dalla consapevolezza che il numero dei lavoratori aderenti alla CUB avrebbe comportato un successo della lista di quel sindacato e non avrebbe consentito loro di avere la maggioranza tra le RSU nonostante il vantaggio di partenza (l’antidemocratica riserva del terzo).
Per tale motivo quelle OO.SS. hanno preferito rischiare e contare sul fatto che non si raggiunga il quorum (50% +1) necessario per la validità della elezione. In tal caso esse prevedevano di mantenere la loro presenza con una RSA per ciascuna.
In questa situazione non pare certo consentito al datore di interferire nella formazione della rappresentanza sindacale dei propri dipendenti e di “sindacare” le scelte dei lavoratori nella loro libera determinazione di chi li deve rappresentare.
Per questi motivi il sindacato ricorrente, come sopra rappresentato e difeso,
che il Tribunale di Milano, in funzione di giudice del lavoro, ai sensi dell’art.28 S.L., voglia disporre la convocazione delle parti avanti a sè per l’assunzione di sommarie informazioni, all’esito delle quali voglia accogliere le seguenti
1) Dichiarare antisindacale il comportamento di SEA HANDLING Spa descritto in narrativa e consistente nell’impedire l’elezione della RSU presso l’unità produttive di Milano Linate.
2) Ordinare alla società la cessazione di tale comportamento e conseguentemente adottare ogni più opportuno provvedimento al fine di rimuovere gli effetti della dichiarata condotta antisindacale, consentendo un regolare svolgimento delle elezioni della Rsu e in particolare:
a) ordinare alla convenuta di consegnare al comitato elettorale l’elenco dei lavoratori dell’unità produttiva di Milano Linate aventi diritto al voto;
b) ordinare alla convenuta di mettere a disposizione del comitato elettorale locali idonei allo svolgimento delle votazioni.
3) Disporre l’affissione del presente decreto nelle bacheche aziendali.
4) Ordinare alla convenuta di non reiterare i comportamenti dichiarati antisindacali.
5) Condannare la società al pagamento di spese, diritti e onorari.
6) Si indicano quali informatori sulle circostanze di fatto esposte in narrativa: Antonini Giampiero, Montagnoli Walter, Crotti Palmiro
6) Si producono i seguenti documenti:
1- Lettera 4.5.06 da Cub Trasporti a SEA e OOSS.
2- Elenco firme di appoggio alla lista.
3- Lettera 19.5.06 da Commissione Elettorale a SEA.
4- Lett. 26.5.06 da OOSS a Cub Trasporti.
5- Lett. 7.6.06 da Cub Trasporti a OOSS e Sea.
6- Lett. 5.7.06 da Cub Trasporti a OOSS e SEA.
7- Lett. 13.7.2006 da avv.Franceschinis a SEA e OOSS.
8- Accordo Interconfederale 20.12.1993.
9- Regolamento RSU Sea Linate e Malpensa del 1995..
10- Atto costitutivo Cub Trasporti Milano.
11- Atto costitutivo e statuto Cub Trasporti Italiana.
12- Atto costitutivo e statuto FLTU Italiana.
13- Atto costitutivo e statuto RdB Trasporti Italiana.
14- Atto costitutivo e statuto CUB Trasporto Aereo Italiana.
15- Atti costitutivi OS provinciali di: Taranto, Alessandria, Livorno, Cuneo, Pavia, Genova, Ragusa Agrigento Caltanisetta, Pescara, Latina, Firenze, Pistoia, Vicenza, Trieste, Padova, Varese, Napoli, Reggio Emilia, Avellino Bologna, Brindisi, Regione Puglia, Benevento, Caserta, Imperia, La Spezia, Siracusa, Milano, Regione Lazio, Regione Toscana.
16- Corte Appello Milano 15.1.2004 su nazionalità FLTU.
In separato faldone:
17- Giurisprudenza varia su CUB Trasporti, FLTU, Rdb Trasporti.
18- Materiale vario di propaganda sindacale.
19- Attività FLTU in FS Spa.
20- Rapporti con la Commissione di Garanzia.
21- Accordi sindacali vari.
Milano, 5 settembre 2006.
avv.Lorenzo Franceschinis