Source: http://nonprofitonline.it/default.asp?id=466&id_n=8060
Timestamp: 2019-04-23 16:47:12+00:00
Document Index: 122809741

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 56', 'art. 360', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 360', 'sentenza ']

(04/02/2019) Cancellazione dall'Anagrafe Unica delle ONLUS anche senza il parere dell’Agenzia delle Onlus
Corte di Cassazione, Sentenza 18 gennaio 2019 n. 1305
Ai fini della cancellazione dall'Anagrafe delle Onlus, l’Amministrazione finanziaria ha facoltà di procedere preventivamente con la cancellazione anche nel caso in cui sopraggiunga tardivamente il parere dell’Agenzia delle Onlus in ordine alla mancanza dei requisiti previsti dall'articolo 10 del Dlgs. 460/1997 ai fini del mantenimento dell’iscrizione nella corrispondente anagrafe.
Così ha stabilito la Sentenza 18 gennaio 2019 n. 1305 della Corte di Cassazione, che accoglie il ricorso proposto dall'Agenzia delle Entrate per la cassazione della sentenza n. 67/02/10, depositata dalla Commissione Tributaria Regionale dell'Emilia Romagna il 5 luglio 2010.
La controversia trae origine dall'atto di cancellazione dall'Anagrafe Unica delle ONLUS, ai sensi dell'art. 11 del d.lgs. n. 460 del 1997, della Casa di Riposo don L.T., con sede in Migliaro (FE), emesso dalla Direzione Regionale delle Entrate di Bologna il 30 novembre 2006 per carenza dei requisiti previsti dall'art. 10 del medesimo decreto legislativo.
La cancellazione, con decorrenza dal 24 gennaio 1998, era stata contestata dall'ente, che adiva la Commissione Tributaria Provinciale di Bologna per il suo annullamento. Si lamentava in particolare un vizio dell'atto di annullamento, emesso prima della preventiva acquisizione del parere dell'Agenzia per le Onlus, previsto dall'art. 4 del DPCM n. 329/2001; ci si doleva inoltre della carenza dei presupposti soggettivi ed oggettivi prescritti dall'art. 10 del d.lgs. n. 460 cit.
L'Agenzia delle Entrate censura la sentenza con cinque motivi.
Con il primo per violazione e falsa applicazione dell'art. 56 del d.lgs. n. 546 del 1992 e degli artt. 112 e 346 c.p.c., in relazione all'art. 360, co. 1, n. 4 c.p.c., per aver esaminato erroneamente l'appello incidentale subordinato proposto dalla Casa di Riposo.
Con il secondo per violazione e falsa applicazione dell'art. 5 del D.M. n. 266 del 2003, dell'art. 4 del dpcm n. 329 del 2001, dell'art. 16 della I. n. 241 del 1990, in relazione all'art. 360 co. 1, n. 3 c.p.c., per aver ritenuto viziato l'iter procedimentale esitato nell'atto di cancellazione.
Con il terzo, in subordine al secondo, per insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, in relazione all'art. 360 co. 1, n. 5 c.p.c., per non aver comunque riconosciuto la regolarità del procedimento istruito, ai sensi dell'art. 4 del dpcm citato.
Con il quarto per violazione o falsa applicazione dell'art. 10 del d.lgs. n. 460 del 1997 e della disciplina civilistica in materia di fondazioni, di cui agli artt. 14 e ss. del c.c. e degli artt. 1, 3 e 4 del d.P.R. n. 361 del 2000, in relazione all'art. 360 co. 1, n. 3 c.p.c., per aver erroneamente qualificato l'ente come fondazione non riconosciuta, figura inesistente nell'ordinamento.
Potete leggere la sentenza n. 1305/2019 nella sezione Giurisprudenza di Nonprofitonline.
http://www.tcnotiziario.it