Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2007/12/novita-fiscali-del-31-dicembre-2007-in-evidenza-modelli-aa79-aa98-solo-dal-712008-saranno-disponibili-le-nuove.html
Timestamp: 2018-05-28 09:51:50+00:00
Document Index: 102855034

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 37', 'art. 14', 'art. 37', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 81', 'art. 38']

1) Invio telematico dei modelli AA7/9, AA9/8: Solo dal 7/1/2008 saranno disponibili le nuove versioni dei software, mentre le vecchie verranno accettate entro il 31/12/2007
2) Non residenti: Pubblicato in G.U. il modello ANR/2 per l’identificazione diretta ai fini IVA
3) Pubblicato in G.U. il Decreto sulle comunicazioni obbligatorie telematiche
4) Liguria: Nuove aliquote per l’addizionale regionale
5) Fondi immobiliari: Tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi
6) Regione Puglia: Pubblicate in G.U. le aliquote delle addizionali regionali
7) Regione Veneto: Pubblicate in G.U. le aliquote delle addizionali regionali
8) Comunicato Istat di Novembre per la disciplina delle locazioni di immobili urbani
9) Anche i fondi d’investimento immobiliare soggetti alla direttiva “risparmio”
10) Consiglio dei Ministri: Ritorna la rottamazione auto
11) Catasto: Aggiornato l’elenco dei fabbricati non dichiarati
12) Contratti di borsa: Imposte di registro e bollo per i trasferimenti di quote sociali
13) Contratto di leasing: Rimborso infrannuale IVA per acquisto beni ammortizzabili
14) Contratti di scrittura: Quando si applica l’aliquota agevolata
15) IVA: Aliquota applicabile sulla costruzione della sede del Corpo di Polizia Municipale
16) Modello F24: Individuati i codici tributo per i quali sarà richiesta l’indicazione del mese di riferimento
Si profila un vuoto di sei giorni, per coloro che devono chiedere, variare o cessare la partita IVA.
Una nota apparsa sul sistema Entratel (Sogei/Agenzia Entrate), avente per oggetto l’invio telematico dei modelli AA7/9, AA9/8 (dichiarazioni di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini IVA) e ANR/2 (dichiarazioni di variazione e cessazione attività di soggetti direttamente identificati), ha comunicato che il giorno 7 gennaio 2008 saranno resi disponibili i pacchetti software predisposti dall’Agenzia delle Entrate per la compilazione, il controllo e l’invio dei file telematici dei modelli AA7/9 e AA9/8 (dichiarazioni di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini IVA) e ANR/2 (dichiarazioni di variazione e cessazione attività di soggetti direttamente identificati), le cui specifiche tecniche sono state approvate con provvedimenti dell’11 dicembre 2007 del Direttore dell’Agenzia delle entrate.
Le nuove versioni saranno adeguate alla classificazione delle attività economiche approvata con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 16/11/2007, pubblicata dall’ISTAT, in vigore dal 1 gennaio 2008, la quale prevede codici a sei cifre.
Sarà possibile inviare i suddetti modelli in via telematica, utilizzando le precedenti specifiche tecniche, fino alle ore 24,00 del 31 dicembre 2007.
La stessa nota ha poi precisato che gli invii effettuati dopo i termini temporali indicati saranno scartati all’atto dell’invio con il messaggio “Il file è stato rifiutato in quanto in formato diverso da quello previsto per la trasmissione”. La data e l’ora dell’invio sono desumibili dai primi 12 caratteri del protocollo telematico secondo il formato AAMMGG per la data e HHMMSS per l’ora.
L’invio delle suddette dichiarazioni verrà ripristinato il giorno 7 gennaio 2008 dopo la pubblicazione dei nuovi pacchetti software.
A partire da tale data i file dovranno essere inviati esclusivamente secondo le nuove specifiche tecniche.
(Nota Entratel del 27/12/2007)
E’ stato pubblicato in G.U. 27/12/2007, n. 299, S.O. n. 284, il Provvedimento 11/12/2007, con il quale l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello ANR/2 che i soggetti non residenti in Italia devono presentare per le dichiarazioni di identificazione diretta ai fini dell’I.V.A., di variazione dati o cessazione attività.
Il nuovo modello ANR/2, utilizzato dai soggetti non residenti che intendono assolvere direttamente gli obblighi e esercitare i diritti in materia di IVA, deve essere presentato per via telematica:
– Direttamente o tramite gli intermediari abilitati;
a decorrere dal 1° gennaio 2008.
(Agenzia delle Entrate, Provvedimento 11/12/2007, in G.U. 27/12/2007, n. 299, S.O. n. 284)
Nella G.U. n. 299 del 27/12/2007 è stato pubblicato il Decreto del Ministero del Lavoro del 30/10/2007, sulle comunicazioni obbligatorie telematiche dovute dai datori di lavoro pubblici e privati ai servizi competenti, in vigore dal 11/1/2008.
Da tale data e fino al 29/2/2008 ai datori di lavoro viene consentito di utilizzare ancora la comunicazione cartacea, predendo i moduli allegati alla circolare del Ministero del Lavoro n. 8371 del 21/12/2007.
Soltanto i datori di lavoro domestico potranno trasmettere i moduli su carta anche dopo il 28/2/2008.
Per l’invio telematico si dovrà utilizzare il sistema predisposto dalla Regione, se rispondente agli standard tecnici allegati al decreto ministeriale del 30/10/2007, oppure il sistema predisposto dal Ministero del Lavoro.
A partire dall’11/1/2008, in caso di utilizzo del nuovo sistema telematico, le comunicazioni saranno efficaci anche ai fini Inail, Inps, Enpals e per la Prefettura.
(Decreto del Ministero del Lavoro 30/10/2007, in G.U. 27/12/2007, n. 299)
Sulla G.U. n. 299 del 27/12/2007, è stata pubblicata la Legge regionale 14/12/2007, n. 43, con la quale la Liguria ha reso nota la propria manovra finanziaria per l’anno 2008, recante modifiche anche alle aliquote delle addizionali regionali all’imposta sul reddito.
A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 1/1/2007, l’aliquota dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito per i soggetti con un reddito imponibile al fini dell’addizionale regionale non superiore ad Euro 20.000,00 viene fissata nella misura dello 0,90%.
(Legge regionale 14/12/2007, n. 43, in G.U. 27/12/2007, n. 299)
I redditi corrisposti dai fondi immobiliari italiani, aventi le caratteristiche elencate dalla Direttiva CEE, sono considerati come “interessi” a tali fini.
E’ questa la principale precisazione contenuta nella Circolare n. 74/E del 27/12/2007 dell’Agenzia delle Entrate.
Con tale circolare sono stati forniti gli ulteriori chiarimenti sulla Direttiva 2003/48/CEE del 3 giugno 2003 in materia di tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi (Decreto legislativo 18 aprile 2005, n. 84).
Infatti, con decorrenza dal 1 luglio 2005, per i pagamenti di interessi all’interno degli Stati membri dell’Unione Europea, si applica la Direttiva 2003/48/CE concernente la tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi, recepita in Italia dal citato D.Lgs. n. 84/2005.
Disposizioni analoghe a quelle della Direttiva sono contenute in Accordi stipulati dall’Unione Europea con i cosiddetti “Paesi terzi chiave”, ossia aventi un ruolo importante nella tassazione dei redditi da risparmio (Andorra, Liechtenstein, Principato di Monaco, San Marino e Svizzera), e dai singoli Stati membri con i territori dipendenti o associati degli Stati membri (Isole Anglonormanne, Isola di Man, nonche’ nei territori dipendenti
o associati dei Caraibi).
Le disposizioni contenute nella Direttiva e nella normativa nazionale di recepimento sono già state chiarite con la circolare n. 55/E del 30.12.2005. Adesso l’Agenzia delle Entrate, con la nuova circolare, ha dato ulteriori chiarimenti in merito.
In particolare, ha specificato che il paragrafo 6 dell’art. 6 della Direttiva 2003/48/CEE prevede la facoltà per gli Stati membri di escludere dalla definizione di nozione di “interessi” i proventi distribuiti da organismi (fondi immobiliari) che non investano, direttamente o indirettamente (cioé attraverso il possesso di quote di altri organismi), più del 15% del proprio attivo in crediti.
Tale decisione viene rimessa allo Stato membro in cui l’organismo di investimento è stabilito ed é vincolante nei riguardi degli altri Stati (cosiddetta regola “de minimis”).
L’Italia non ha usufruito di tale opzione.
Vengono, quindi, considerati “interessi”:
1) gli interessi su crediti di qualunque natura tra cui i redditi dei titoli del debito pubblico e i redditi prodotti dalle obbligazioni;
2) gli interessi maturati alla cessione, al rimborso o al riscatto dei suddetti crediti;
3) i redditi distribuiti da organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) autorizzati ai sensi della Direttiva 85/611/CEE (cosiddetti “armonizzati”), da organismi di investimento collettivo stabiliti fuori del territorio dell’Unione Europea e da altri soggetti denominati “entità residuali”(oggetto di successiva trattazione);
4) i redditi realizzati alla cessione, al rimborso o al riscatto di partecipazioni o quote dei predetti organismi ed entità qualora investano oltre il 40 % del loro attivo nei crediti oggetto della Direttiva.
I fondi immobiliari entità residuali
I fondi immobiliari italiani, rientrando nell’ambito della Direttiva, data la natura dei loro investimenti, devono essere annoverati tra le c.d. entità residuali di cui all’art. 4, paragrafo 2, della Direttiva.
Peraltro, sono definite entità residuali quelle che non possiedono almeno uno dei seguenti requisiti:
1) Personalità giuridica;
2) tassazione secondo i criteri di determinazione del reddito di impresa;
3) natura di organismo di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) armonizzati.
Poiché i fondi d’investimento immobiliare italiani, non possedono nessuna di tali caratteristiche vanno considerati come entità residuali ai sensi del predetto art. 4 della Direttiva.
Per conseguenza gli interessi pagati a dette entità sono oggetto di comunicazione secondo le particolari modalità indicate dal paragrafo 2 dell’art. 4 della Direttiva.
Inoltre, rimane ferma la facoltà per il fondo immobiliare di essere trattato ai fini della Direttiva come un OICVM armonizzato ai sensi della Direttiva 85/611/CEE.
In tal modo l’obbligo di comunicazione ricade sull’agente pagatore, vale a dire sull’operatore economico incaricato dal debitore o dal beneficiario degli interessi di pagare gli stessi o di attribuirne il pagamento.
Generalmente l’agente pagatore può essere identificato nell’intermediario più vicino all’investitore.
A tal fine, il fondo immobiliare deve presentare l’istanza prevista dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 8/7/2005 con le previste modalità.
Il certificato rilasciato dalla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate produce effetti per un periodo di cinque anni, generalmente a decorrere dalla data del rilascio.
Tuttavia, tenuto conto che i fondi immobiliari presenteranno l’istanza solo successivamente alla pubblicazione della presente circolare, limitatamente al periodo fiscale in corso, si può fare decorrere la validità dell’autorizzazione dell’Amministrazione fiscale italiana dalla data in cui viene presentata la relativa richiesta.
Tale disposizione transitoria si applica esclusivamente alle istanze presentate dai fondi immobiliari fino al 31 marzo 2008.
Ciò per agevolare l’espletamento degli adempimenti connessi con l’attribuzione ai predetti fondi della qualifica di “entità residuali”, in special modo per gli investimenti in corso presso intermediari esteri.
Nei predetti casi in cui al certificato può essere attribuita la decorrenza dal momento di presentazione dell’istanza, gli uffici emittenti riportano nel secondo capoverso dell’autorizzazione, in luogo delle parole “dalla data in cui e’ stato rilasciato”, la parola “dal” seguita dalla data in cui é stata presentata l’istanza per il rilascio.
Analogamente, negli stessi casi, nel testo inglese le parole “the date in which it has been issued” sono sostituite con la data di presentazione dell’istanza espressa secondo le modalità della lingua inglese.
Regime dei fondi immobiliari
La relazione di accompagnamento del suddetto D.Lgs. n. 84/2005 ha affermato che “non rientrano nell’ambito soggettivo di applicazione della normativa in esame i fondi di investimento immobiliari ed i fondi pensione: i primi in considerazione della loro struttura configurativa che li porta allo svolgimento di una politica di investimento sostanzialmente di natura diversa da quella presa in considerazione dalla direttiva 2003/48/CE; i secondi, invece, in quanto il campo attuativo della normativa comunitaria esclude le tematiche relative alla tassazione delle prestazioni pensionistiche e assicurative”.
In particolare, viene chiarito che: “Non sono considerati, invece, entita’ residuali i fondi pensione e le forme assicurative (cfr. 13 considerando della Direttiva) e i fondi immobiliari (cfr. relazione al Decreto)”.
Per cui, la circolare n. 55/E del 2005 aveva escluso dall’ambito oggettivo di applicazione della Direttiva i fondi immobiliari e i fondi pensione, rinviando a quanto precisato dalla citata relazione.
Peraltro, l’espressione “fondi immobiliari”, nell’ordinamento interno italiano, indica i fondi comuni di investimento immobiliare istituiti ai sensi dell’art. 37 del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (c.d. “TUF”) e dell’art. 14-bis della legge n. 86/1994.
Inoltre, i fondi immobiliari sono definiti dall’art. 37 del TUF quali fondi che investono il proprio patrimonio esclusivamente o prevalentemente in beni immobili, in diritti reali immobiliari e in partecipazioni in società immobiliari.
A tal fine, l’art. 12-bis del Decreto del 24/5/1999, n. 228 definisce la percentuale di investimenti immobiliari, affinché il fondo possa definirsi tale, quantificando la prevalenza degli investimenti in attività immobiliari nella misura non inferiore ai 2/3 del valore complessivo del fondo.
Tale percentuale viene ridotta nella misura del 51% qualora il patrimonio del fondo sia investito, in misura non inferiore al 20% del suo valore, in strumenti finanziari rappresentativi di operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto beni immobili, diritti reali immobiliari o crediti garantiti da ipoteca immobiliare.
Pertanto, in virtù dell’art. 12-bis del D.M. n. 228/1999, il patrimonio dei fondi immobiliari può essere investito in attività diverse dai beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari fino ad 1/3 del valore complessivo del fondo.
Tale percentuale sale al 49% per quei fondi il cui patrimonio viene investito, in misura non inferiore al 20% del suo valore, in strumenti finanziari rappresentativi di operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto beni immobili, diritti reali immobiliari o crediti garantiti da ipoteca immobiliare.
Quindi, i fondi immobiliari, almeno potenzialmente, possono investire percentuali non trascurabili del loro patrimonio in titoli produttivi di interessi o in altre attività finanziarie i cui proventi siano compresi nell’ambito applicativo della Direttiva.
(Agenzia delle Entrate, Circolare 27/12/2007, n. 74/E)
E stata pubblicata nella G.U. n. 298 del 24/12/2007 la misura dell’aliquota dell’addizionale regionale in Puglia.
In particolare, questa di seguito è la delibera:
Al fine di assicurare la copertura dei disavanzi di gestione in materia di spesa sanitaria, a decorrere dal 1/1/2008, l’addizionale regionale Irpef va determinata applicando al reddito complessivo, al netto degli oneri deducibili, le seguenti aliquote:
– Per i redditi compresi nel primo scaglione (fino a Euro 15.000): 0,90%;
– per i redditi compresi nel secondo scaglione (oltre Euro 15.000 fino a Euro 28.000): 0,90%;
– per i redditi compresi nel terzo scaglione (oltre Euro 28.000 fino a Euro 55.000): 1,40 %;
– per i redditi compresi nel quarto scaglione (oltre Euro 55.000 fino a Euro 75.000): 1,40%;
– per i redditi compresi nel quinto scaglione (oltre Euro 75.000): 1,40 %.
(Deliberazione n. 2204, in G.U. 24/12/2007, n. 298)
Determinata anche l’aliquota dell’addizionale regionale all’IRPEF nella Regione Veneto.
Per gli anni 2008 e 2009 l’aliquota dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche viene determinata per i soggetti con un reddito imponibile ai fini dell’addizionale regionale IRPEF superiore ad euro 29.500,00 nella misura dell’1,4%.
Per gli anni 2008 e 2009, per i soggetti con un reddito imponibile ai fini dell’addizionale regionale IRPEF non superiore a euro 29.500,00, l’aliquota dell’addizionale regionale IRPEF viene fissata nella misura dello 0,9%.
(Legge regionale 17/12/2007, n. 36, in GU 24/12/2007, n. 298)
Il tasso Istat per il mese di novembre 2007 è stato del 2,3%.
Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, pubblicate ai sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani), (Comunicato in G.U. 27/12/2007, n. 299)
Anche i fondi immobiliari rientrano nell’ambito d’applicazione della Direttiva europea del 2003 in materia di tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti d’interessi e pertanto saranno soggetti allo scambio automatico di informazioni tra gli Stati membri relative ai pagamenti di interessi eseguiti da operatori economici, a favore di beneficiari effettivi che siano persone fisiche residenti ai fini fiscali in un altro Stato membro.
L’Agenzia delle Entrate, allineandosi agli altri Paesi europei, cambia rotta rispetto a quanto affermato dalla circolare 55/E del 2005 che escludeva, in linea con il Decreto legislativo 84 del 2005, i fondi immobiliari dall’ambito oggettivo d’applicazione della Direttiva.
I fondi immobiliari vengono quindi considerati, secondo i criteri espressi nella Direttiva, “entità residuali” e pertanto devono presentare istanza all’Agenzia delle Entrate per il rilascio del certificato che attesta la volontà del fondo di essere trattato come un organismo di investimento collettivo.
In sede di prima applicazione viene stabilito che per le istanze presentate entro il 31 marzo 2008 l’attestazione rilasciata dall’Agenzia ha validità dalla data di presentazione della richiesta, mentre a regime l’attestazione, valida per 5 anni, decorre dalla data del rilascio dell’autorizzazione.
(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa 27/12/2007)
Ritorna la rottamazione di auto e moto anche per il 2008. Con il decreto di fine anno varato dal Consiglio dei ministri il 28/12/2007, è arrivata la proroga della rottamazione, che aveva tentato più volte senza successo l’ingresso in Finanziaria.
La proroga arriva con alcune novità: per incentivare ulteriormente lo svecchiamento del parco auto italiano ci sarà anche la possibilità di rottamare veicoli Euro 2, se immatricolati prima del 1° gennaio 1999.
Arriva inoltre la norma da supermercato dell’auto: con il 2 per 1, in pratica si potranno rottamare 2 vetture e acquistarne una nuova, con un aumento del bonus a 1.200 euro. Possibilità di ottenere uno sconto per chi rottama l’auto senza riacquisto e aderisce al car sharing.
Previste anche tessere gratuite al trasporto pubblico locale per chi lascia definitivamente la vecchia auto.
Sì anche alla proroga dell’incentivo per l’acquisto di motocicli non inquinanti.
Per il 2008 via libera anche gli ecoincentivi per l’acquisto di veicoli e piccoli autocarri previsti dalla Finanziaria per il 2007.
Le novità per la rottamazione delle vetture
Spetta un incentivo di 700 euro a chi decide di sostituire una autovettura o un autoveicolo Euro 0, Euro 1 o Euro 2 (immatricolata prima del 1° gennaio 1999) con autovetture Euro 4 o Euro 5, che emettono non oltre 140 grammi di CO2 per chilometro o non oltre 130 grammi se diesel. A questi si aggiunge l’esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche per una annualità, estesa a due annualità solo per chi rottama una Euro 0. Spettano cento euro in più di incentivo, dunque 800 euro in tutto, se i veicoli che si acquistano emettono non oltre 120 grammi di CO2 per chilometro o in caso di vetture nuove alimentate con sistemi ibridi, a emissioni zero di anidride carbonica nell’alimentazione ecologica. Milleduecento euro, invece, per chi sceglie il due per uno: se ne rottamano due e se acquista una.
Per la rottamazione con riacquisto di Euro 4 di autoveicoli a trasporto promiscuo, autocarri, autoveicoli per trasporti specifici, autoveicoli a uso speciale e autocaravan di massa massima fino a 3.500 chilogrammi Euro 0, Euro 1 o Euro 2 (immatricolati prima del 1° gennaio 1999) il contributo è vincolato alla cilindrata: 1.500 euro se il veicolo è di massa massima inferiore a 3mila chilogrammi, di 2.500 euro se è fra 3mila e 3.500 chilogrammi. Le novità riguardano i contratti di acquisto di veicoli stipulati fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2008, con possibilità di immatricolare i veicoli fino al 31 marzo 2009. Necessario il rispetto della disciplina de minimis.
Non spetta il contributo per l’acquisto di veicoli al cui scambio o produzione è diretta l’attività di impresa.
Concessione del bonus anche nel caso in cui il veicolo demolito sia intestato a un familiare convivente, che risulti dallo stato di famiglia.
Infine, previsti anche incentivi per l’installazione sui veicoli di impianti a Gpl e a metano, rispettivamente di 350 e 500 euro.
(Consiglio dei Ministri del 28/12/2007)
L’Agenzia del Territorio ha reso noto un nuovo elenco di Comuni dove sono stati individuati edifici mai denunciati al Catasto.
Inoltre, la stessa Agenzia ha scoperto anche fabbricati che hanno perso i requisiti per il riconoscimento della ruralità a fini fiscali.
Procede anche l’operazione di aggiornamento delle rendite dei terreni, in base alle dichiarazioni presentate quest’anno per avere gli aiuti Ue all’agricoltura: è stato infatti diffuso l’elenco dei Comuni per i quali sono gli importi sono già stati corretti.
Sul sito dell’agenzia del Territorio (www.agenziaterritorio.it ) sarà possibile consultare le particelle catastali con i relativi dati censuari.
(Agenzia del Territorio, Comunicato Stampa 28/12/2007)
I contratti di borsa sono soggetti all’imposta di registro e gli atti di trasferimento delle quote sociali scontano sia l’imposta di registro che l’imposta di bollo.
E’ quanto ha chiarito la circolare n. 75/E del 28/12/2007, emessa dall’Agenzia delle Entrate, che tenendo conto degli indirizzi espressi della Corte di Cassazione, definisce i criteri per il corretto trattamento ai fini fiscali degli atti pubblici e privati autenticati che riguardano la negoziazione di quote di partecipazione in società.
Per quanto riguarda i contratti di borsa, l’Agenzia concorda con la Corte di Cassazione secondo la quale le scritture private autenticate che hanno per oggetto la negoziazione di quote di partecipazione in società di qualunque tipo sono assoggettate all’imposta di registro in misura fissa, ad esclusione soltanto degli atti connessi, come ad esempio lettere, telegrammi ed altri documenti, per i quali non vi é obbligo di registrazione.
Gli atti di trasferimento delle quote sociali, sia che vengano effettuati con atto pubblico che con scrittura privata, sono soggetti all’imposta di registro in misura fissa, e all’imposta di bollo nell’ordine di 156 euro per gli atti propri delle società e degli enti diversi dalle società e di 15 euro per gli atti di cessione di quote sociali, come previsto dal Decreto ministeriale del 22 febbraio 2007.
(Agenzia delle Entrate, Circolare 28/12/2007, n. 75/E)
Il diritto al rimborso dell’Iva sui beni ammortizzabili acquisiti mediante un contratto di leasing spetta all’impresa concedente, non a quella utilizzatrice.
Pertanto, tale rimborso non spetta alla società che, non essendo la concedente, è subentrata nel contratto di locazione finanziaria, di un bene immobile strumentale, come utilizzatore e poi non ha esercitato il diritto di riscatto, è quindi non ha acquistato la proprietà del bene.
In conclusione la società per l’IVA assolta sul corrispettivo relativo all’acquisto, come utilizzatore, del contratto di leasing avente ad oggetto un bene ammortizzabile, non ha diritto al rimborso infrannuale dell’IVA (art. 38-bis, secondo comma, D.P.R. n. 633/1972).
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 28/12/2007, n. 392/E)
Si applica l’aliquota IVA ordinaria del 20% sulle prestazioni di servizi per l’allestimento di uno spettacolo, preordinate alla realizzazione della struttura o alla fornitura di materiali.
Ciò poiché l’aliquota Iva ridotta del 10% si applica, invece, per le prestazioni oggetto dei contratti di scrittura che assumono connotazione artistica.
L’aliquota ridotta non si applica neppure per i contratti stipulati tra produttore e organizzatore.
In particolare, riguardo i contratti stipulati tra produttore e organizzatore l’Agenzia delle Entrate ha osservato che gli stessi comportano lo svolgimento, da parte del produttore, di un insieme complesso di prestazioni volte alla realizzazione dell’evento spettacolistico, non riconducibili nell’ambito di un mandato con l’artista.
Infatti, il produttore, oltre a scritturare l’artista, procura all’organizzatore le strutture ed il materiale necessari all’allestimento dell’evento (palcoscenico, impianti, scenografie), acquistando detti servizi “separatamente” dai diversi fornitori per poi successivamente “rivendere” all’organizzatore un “pacchetto unitario”.
Il produttore “stipula separati contratti aventi ad oggetto le prestazioni artistiche e tecniche connesse alla realizzazione del concerto – contratti di scrittura – per poi coordinare le suddette prestazioni e rivenderle unitariamente all’organizzatore.