Source: https://www.olir.it/documenti/ordinanza-17-marzo-2015-n-40/
Timestamp: 2020-01-24 11:13:39+00:00
Document Index: 114395420

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 24']

Ordinanza 17 marzo 2015, n.40 - Olir
Confessioni religiose, Libertà religiosa, Rapporti Stato - Confessioni religiose
Confessioni religiose, Intese, Trattative, Uaar, Atto politico, Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, Diniego dell'avvio delle trattative, Insussistenza o meno dell'obbligo di avviare le trattative, Giurisdizione della Corte di Cassazione
E’ ammissibile, ai sensi dell’art. 37 della legge 11 marzo 1953, n. 87, il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri (in proprio e a nome del Consiglio dei Ministri) nei confronti della Corte di cassazione, sul presupposto – sostenuto dai ricorrenti richiamando gli artt. 7, 8, 92 e 95 Cost. - che quest’ultima, con la sentenza n. 16305 del 2013, avrebbe illegittimamente esercitato il suo potere giurisdizionale menomando la funzione di indirizzo politico che la Costituzione assegna al Governo in materia religiosa la quale sarebbe assolutamente libera nel fine e quindi insuscettibile di controllo da parte dei giudici comuni (nel caso di specie, in tema di avvio o meno delle trattative per la conclusione di una intesa ex art. 8, comma 3 della Costituzione).
Corte Costituzionale, ordinanza 25 febbraio – 17 marzo 2015, n. 40: "E' ammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri nei confronti della Corte di Cassazione sul tema dell'avvio delle trattative per la conclusione di un'intesa ex art. 8, comma 3, Cost".
che la Corte di cassazione, con sentenza n. 16305 del 2013, respingeva il ricorso affermando che l’accertamento preliminare relativo alla qualificazione dell’istante come confessione religiosa costituirebbe esercizio di discrezionalità tecnica da parte dell’amministrazione atteso che il soggetto che avanza l’istanza di avvio delle trattative per la conclusione dell’intesa sarebbe portatore di una pretesa costituzionalmente tutelata all’apertura delle stesse, azionabile in giudizio, di tal che il Governo avrebbe
l’obbligo giuridico di avviare le trattative ex art. 8 Cost. per il solo fatto che una qualsiasi associazione lo richieda e a prescindere dalle evenienze che si possono verificare nel prosieguo dell’iter legislativo;
b) che, a cura del ricorrente, il ricorso e la presente ordinanza siano notificati alla Corte
di cassazione, entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla comunicazione di cui al punto a), per essere successivamente depositati, con la prova dell’avvenuta notifica, nella cancelleria della Corte entro il termine perentorio di trenta giorni dalla notificazione, a norma del l’art. 24, comma 3, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.
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