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Timestamp: 2019-03-20 16:38:44+00:00
Document Index: 50445942

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 4']

ANCE Brescia – Collegio Costruttori Edili » Blog Archive CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI - D.LGS. 19/08/2005 n. 192 - COMMENTO E TESTO - ANCE Brescia - Collegio Costruttori Edili
CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI – D.LGS. 19/08/2005 n. 192 – COMMENTO E TESTO
CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI – D CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI – D.LGS. 19/08/2005 n. 192 -COMMENTO E TESTO
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 222 del 23 settembre u.s. è stato pubblicato il Decreto Legislativo 19 agosto 2005 n. 192, concernente l’Attuazione della Direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia.
Il provvedimento si pone l’obiettivo di migliorare le prestazioni energetiche degli edifici attraverso lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili e la diversificazione energetica e di conseguire gli obiettivi nazionali di limitazione delle emissioni di gas ad effetto serra previsti dal Protocollo di Kyoto.
Ambito di intervento (art. 3)
Il decreto si applica sia agli edifici di nuova costruzione che agli edifici esistenti con superficie utile superiore a 1000 m2, oggetto di ristrutturazione integrale o di demolizione e ricostruzione.
E’ prevista inoltre un’applicazione limitata al solo ampliamento dell’edificio quando questo superi il 20% dell’intero edificio stesso. Nel caso di interventi limitati all’involucro edilizio ed agli impianti di edifici esistenti è previsto il rispetto di specifici parametri.
Sono esclusi gli edifici storico-culturali, taluni casi di fabbricati industriali e agricoli non residenziali ed i fabbricati isolati con superficie utile totale inferiore a 50 m2 .
Criteri di calcolo e prestazioni. (art. 4)
La definizione dei criteri generali tecnico-costruttivi di edifici e impianti è demandata a successivi decreti interministeriali da emanarsi entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento in discorso.
Certificazione energetica (art. 6)
Il decreto prevede che gli edifici di nuova costruzione e quelli esistenti, nel caso di ristrutturazione integrale e demolizione e ricostruzione, siano dotati, al termine della costruzione medesima ed a cura del costruttore, entro un anno dall’entrata in vigore del decreto in esame, di un attestato di certificazione energetica, i cui criteri generali di prestazione energetica saranno definiti con apposito decreto del Presidente della Repubblica.
Sono previste sanzioni per i progettisti (art. 15), che rilasciano relazioni tecniche o attestati di certificazione energetica non veritiere o non conformi alle prescrizioni di contenimento energetico previste dal decreto.
Anche il Direttore dei Lavori (art. 15) è sanzionato nel caso di mancata presentazione al comune dell’asseverazione di conformità delle opere realizzate o se la suddetta asseverazione attesti falsamente la conformità delle opere realizzate rispetto al progetto.
Relativamente all’esercizio ed alla manutenzione degli impianti termici degli edifici, il decreto legislativo prende in considerazione anche la climatizzazione estiva (art. 7).
Viene quindi introdotta la valutazione dell’efficienza del sistema di condizionamento d’aria che, congiuntamente ad una manutenzione regolare degli impianti stessi, contribuisca a garantire il corretto funzionamento ed un rendimento ottimale sotto il profilo ambientale, energetico e della sicurezza.
Altro rilevante aspetto del provvedimento (Allegato D) è la predisposizione degli edifici per l’integrazione di impianti solari termici e fotovoltaici e per l’allaccio alle reti di teleriscaldamento.
Le norme del decreto entrano in vigore l’8 ottobre 2005, e si applicano nelle Regioni e Province autonome che già non abbiano ancora proceduto autonomamente al recepimento dei contenuti della direttiva europea da cui deriva il decreto medesimo.
Periodo transitorio (art. 4)
In attesa dei decreti previsti dall’articolo 4, per i requisiti della prestazione energetica degli edifici nella climatizzazione invernale si applica quanto previsto dalla Legge 10/91 modificata dall’allegato I al Decreto Legislativo in discorso.
Decreto Legislativo 19/08/ 2005, n. 192
energetico nell’edilizia
1. Il presente decreto stabilisce i criteri, le condizioni e le modalità per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici al fine di favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili e la diversificazione energetica, contribuire a conseguire gli obiettivi nazionali di limitazione delle emissioni di gas a effetto serra posti dal protocollo di Kyoto, promuovere la competitività dei comparti più avanzati attraverso lo sviluppo tecnologico.
b) sorveglianza dell’attuazione delle norme, anche attraverso la raccolta e l’elaborazione di informazioni e di dati;
d) promozione dell’uso razionale dell’energia e delle fonti rinnovabili, anche attraverso la sensibilizzazione e l’informazione degli utenti finali.
c) «prestazione energetica, efficienza energetica ovvero rendimento di un edificio» è la quantità annua di energia effettivamente consumata o che si prevede possa essere necessaria per soddisfare i vari bisogni connessi ad un uso standard dell’edificio, compresi la climatizzazione invernale e estiva, la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari, la ventilazione e l’illuminazione. Tale quantità viene espressa da uno o più descrittori che tengono conto della coibentazione, delle caratteristiche tecniche e di installazione, della progettazione e della posizione in relazione agli aspetti climatici, dell’esposizione al sole e dell’influenza delle strutture adiacenti, dell’esistenza di sistemi di trasformazione propria di energia e degli altri fattori, compreso il clima degli ambienti interni, che influenzano il fabbisogno energetico;
d) «attestato di certificazione energetica o di rendimento energetico dell’edificio» è il documento redatto nel rispetto delle norme contenute nel presente decreto, attestante la prestazione energetica ed eventualmente alcuni parametri energetici caratteristici dell’edificio;
e) «cogenerazione» è la produzione e l’utilizzo simultanei di energia meccanica o elettrica e di energia termica a partire dai combustibili primari, nel rispetto di determinati criteri qualitativi di efficienza energetica;
f) «sistema di condizionamento d’aria» è il complesso di tutti i componenti necessari per un sistema di trattamento dell’aria, attraverso il quale la temperatura è controllata o può essere abbassata, eventualmente in combinazione con il controllo della ventilazione, dell’umidità e della purezza dell’aria;
h) «potenza termica utile di un generatore di calore» è la quantità di calore trasferita nell’unita’ di tempo al fluido termovettore; l’unità di misura utilizzata è il kW;
2. Nel caso di ristrutturazione di edifici esistenti, e per quanto riguarda i requisiti minimi prestazionali di cui all’articolo 4, è prevista un’applicazione graduale in relazione al tipo di intervento.
b) una applicazione limitata al solo ampliamento dell’edificio nel caso che lo stesso ampliamento risulti volumetricamente superiore al 20 per cento dell’intero edificio esistente;
1) ristrutturazioni totali o parziali e manutenzione straordinaria dell’involucro edilizio all’infuori di quanto già previsto alla lettera a), numero 1;
a) gli immobili ricadenti nell’ambito della disciplina della parte seconda e dell’articolo 136, comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio;
a) i criteri generali, le metodologie di calcolo e i requisiti minimi finalizzati al contenimento dei consumi di energia e al raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 1, tenendo conto di quanto riportato nell’allegato «B» e della destinazione d’uso degli edifici. Questi decreti disciplinano la progettazione, l’installazione, l’esercizio, la manutenzione e l’ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici, per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari e, limitatamente al settore terziario, per l’illuminazione artificiale degli edifici;
b) i criteri generali di prestazione energetica per l’edilizia sovvenzionata e convenzionata, nonché per l’edilizia pubblica e privata, anche riguardo alla ristrutturazione degli edifici esistenti e sono indicate le metodologie di calcolo e i requisiti minimi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 1, tenendo conto di quanto riportato nell’allegato «B» e della destinazione d’uso degli edifici;
2. I decreti di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, acquisita 1’intesa con la Conferenza unificata, sentiti il Consiglio nazionale delle ricerche, di seguito denominato CNR, l’Ente per le nuove tecnologie l’energia e l’ambiente, di seguito denominato ENEA, il Consiglio nazionale consumatori e utenti, di seguito denominato CNCU.
1. Il Ministro delle attività produttive, di concerto con i Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e delle infrastrutture e dei trasporti, acquisita l’intesa con la Conferenza unificata, promuove, senza nuovi o ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato, iniziative di raccordo, concertazione e cooperazione per l’attuazione dei decreti di cui all’articolo 4, comma 1, anche con il supporto dell’ENEA e del CNR, finalizzati a:
a) favorire l’integrazione della questione energetico ambientale nelle diverse politiche di settore;
c) favorire la realizzazione di un sistema di ispezione degli impianti all’interno degli edifici, minimizzando l’impatto e i costi di queste attività sugli utenti finali;
d) sviluppare un sistema per un’applicazione integrata ed omogenea su tutto il territorio nazionale della normativa; e) predispone progetti mirati, atti a favorire la qualificazione professionale e l’occupazione.
3. Nel caso di compravendita dell’intero immobile o della singola unità immobiliare, l’attestato di certificazione energetica è allegato all’atto di compravendita, in originale o copia autenticata.
4. Nel caso di locazione, l’attestato di certificazione energetica è messo a disposizione del conduttore o ad esso consegnato in copia dichiarata dal proprietario conforme all’originale in suo possesso.
5. L’attestato relativo alla certificazione energetica, rilasciato ai sensi del comma 1, ha una validità temporale massima di dieci anni a partire dal suo rilascio, ed è aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione che modifica la prestazione energetica dell’edificio o dell’impianto.
6. L’attestato di certificazione energetica comprende i dati relativi all’efficienza energetica propri dell’edificio, i valori vigenti a norma di legge e valori di riferimento, che consentono ai cittadini di valutare e confrontare la prestazione energetica dell’edificio. L’attestato è corredato da suggerimenti in merito agli interventi più significativi ed economicamente convenienti per il miglioramento della predetta prestazione.
7. Negli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico, la cui metratura utile totale supera i 1.000 metri quadrati, l’attestato di certificazione energetica è affisso nello stesso edificio a cui si riferisce in luogo facilmente visibile per il pubblico.
8. Gli edifici di proprietà pubblica che sono oggetto dei programmi di cui all’articolo 13, comma 2, dei decreti adottati dal Ministero delle attività produttive il 20 luglio 2004, sono tenuti al rispetto dei commi 5 e 6 e all’affissione dell’attestato di certificazione energetica in luogo facilmente visibile al pubblico.
9. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro delle attività produttive, di concerto con i Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio, delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con la Conferenza unificata, avvalendosi delle metodologie di calcolo definite con i decreti di cui all’articolo 4, comma 1, e tenuto conto di quanto previsto nei commi precedenti, predispone Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici, sentito il CNCU, prevedendo anche metodi semplificati che minimizzino gli oneri.
1. La documentazione progettuale di cui all’articolo 28, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, è compilata secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentita la Conferenza unificata.
2. La conformità delle opere realizzate, rispetto al progetto e alla relazione tecnica di cui al comma 1, deve essere asseverata dal direttore dei lavori, e presentata al Comune di competenza contestualmente alla dichiarazione di fine lavori. Il Comune dichiara irricevibile la dichiarazione di fine lavori se la stessa non è accompagnata dalla predetta asseverazione del direttore lavori.
3. Una copia della documentazione di cui al comma 1, è conservata dal Comune, anche ai fini degli accertamenti previsti al comma 4.
3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, allo scopo di facilitare e omogeneizzare territorialmente l’impegno degli enti o organismi preposti agli accertamenti e alle ispezioni sugli edifici e sugli impianti, nonché per adempiere in modo più efficace agli obblighi previsti al comma 2, possono promuovere la realizzazione di programmi informatici per la costituzione dei catasti degli impianti di climatizzazione presso le autorità competenti, senza nuovi o maggiori oneri per gli enti interessati. In questo caso, stabilendo contestualmente l’obbligo per i soggetti di cui all’articolo 7, comma 1, di comunicare ai Comuni le principali caratteristiche del proprio impianto e le successive modifiche significative e per i soggetti di cui all’articolo 17 del d.P.R. 22 dicembre 1999, n. 551, di comunicare le informazioni relative all’ubicazione e alla titolarità degli impianti riforniti negli ultimi dodici mesi.
1. Fino alla data di entrata in vigore dei decreti di cui all’articolo 4, comma 1, il contenimento dei consumi di energia nell’esercizio e manutenzione degli impianti termici esistenti per il riscaldamento invernale, le ispezioni periodiche, e i requisiti minimi degli organismi esterni incaricati delle ispezioni stesse sono disciplinati dagli articoli 7 e 9, dal d.P.R. del 26 agosto 1993, n. 412, e successive modificazioni, e dalle disposizioni di cui all’allegato L.
3. Le attività per il raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 2, lettere a) e b), sono integrate nel piano nazionale di educazione e informazione sul risparmio e sull’uso efficiente dell’energia realizzato dal Ministero delle attività produttive, di concerto con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, ai sensi dell’articolo 1, comma 119, lettera a), della legge 23 agosto 2004, n. 239, limitatamente agli anni 2005 e 2006. Gli strumenti predisposti nell’ambito di questa attività e i risultati raggiunti sono resi disponibili alle regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
1. All’attuazione del presente decreto, fatta eccezione per le misure di accompagnamento di cui all’articolo 13, comma 3, si dovrà provvedere con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
2. Agli oneri derivanti dalle misure di accompagnamento di cui all’articolo 13, comma 3, pari a euro 400.000 per ciascuno degli anni 2005 e 2006, si provvede mediante utilizzo delle risorse dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 119, lettera a), della legge 24 agosto 2004, n. 239.
1. Il progettista che rilascia la relazione di cui all’articolo 8 compilata senza il rispetto delle modalità stabilite nel decreto di cui all’articolo 8, comma 1, o un attestato di certificazione energetica senza il rispetto dei criteri e delle metodologie di cui all’articolo 4, comma 1, è punito con la sanzione amministrativa pari al 30 per cento della parcella calcolata secondo la vigente tariffa professionale.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, il progettista che rilascia la relazione di cui all’articolo 8 o un attestato di certificazione energetica non veritieri, è punito con la sanzione amministrativa pari al 70 per cento della parcella calcolata secondo la vigente tariffa professionale; in questo caso l’autorità che applica la sanzione deve darne comunicazione all’ordine o al collegio professionale competente per i provvedimenti disciplinari conseguenti.
3. Il direttore dei lavori che omette di presentare al Comune l’asseverazione di conformità delle opere, di cui all’articolo 8, comma 2, contestualmente alla dichiarazione di fine lavori, è punito con la sanzione amministrativa pari al 50 per cento della parcella calcolata secondo vigente tariffa professionale; l’autorità che applica la sanzione deve darne comunicazione all’ordine o al collegio professionale competente per i provvedimenti disciplinari conseguenti.
4. Il direttore dei lavori che presenta al Comune la asseverazione di conformità delle opere di cui all’articolo 8, comma 2, nella quale attesta falsamente la conformità delle opere realizzate rispetto al progetto ed alla relazione tecnica di cui all’articolo 28, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a 500 euro.
5. Il proprietario o il conduttore dell’unita’ immobiliare, l’amministratore del condominio, o l’eventuale terzo che se ne è assunta la responsabilità, che non ottempera a quanto stabilito dell’articolo 7, comma 1, è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non superiore a 3.000 euro.
6. L’operatore incaricato del controllo e manutenzione, che non ottempera a quanto stabilito all’articolo 7, comma 2, è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 1.000 euro e non superiore a 6.000 euro. L’autorità che applica la sanzione deve darne comunicazione alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di appartenenza per i provvedimenti disciplinari conseguenti.
7. Il costruttore che non consegna al proprietario, contestualmente all’immobile, l’originale della certificazione energetica di cui all’articolo 6, comma 1, è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 5.000 euro e non superiore a 30.000 euro.
8. In caso di violazione dell’obbligo previsto dall’articolo 6, comma 3, il contratto è nullo. La nullità può essere fatta valere solo dal compratore.
9. In caso di violazione dell’obbligo previsto dall’articolo 6, comma 4, il contratto è nullo. La nullità può essere fatta valere solo dal conduttore.
a) l’articolo 4, commi 1 e 2; l’articolo 28, commi 3 e 4; l’articolo 29; l’articolo 30; l’articolo 33, commi 1 e 2; l’articolo 34, comma 3.
2. Sono abrogate le seguenti norme del d.P.R. 26 agosto 1993, n. 412:
a) l’articolo 5, commi 1, 2 e 4; l’articolo 7, comma 7; l’articolo 8.
1. In relazione a quanto disposto dall’articolo 117, quinto comma, della Costituzione, e fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16, comma 3, della legge 4 febbraio 2005, n. 11, per le norme afferenti a materie di competenza esclusiva delle regioni e province autonome, le norme del presente decreto e dei decreti ministeriali applicativi nelle materie di legislazione concorrente si applicano per le regioni e province autonome che non abbiano ancora provveduto al recepimento della direttiva 2002/91/CE fino alla data di entrata in vigore della normativa di attuazione adottata da ciascuna regione e provincia autonoma. Nel dettare la normativa di attuazione le regioni e le province autonome sono tenute al rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dei principi fondamentali desumibili dal presente decreto e dalla stessa direttiva 2002/91/CE.