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Timestamp: 2019-05-23 05:05:56+00:00
Document Index: 109728365

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.11', 'sentenza ', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 5', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 117', 'sentenza ', 'art.13']

LA CASSAZIONE A SEZIONI UNITE AMPLIA L'AMBITO DELL'AZIONE DI INDEBITO ARRICCHIMENTO
Ai danni "riflessi" e "mediati". Si potrebbero aprire nuove opportunità per il rimborso di spese mediche o di prestazioni rese dai soggetti accreditati extra budget: Cass24772indebitoarricchimento.pdf
Il C.G.A. abbandona la tesi della c.d. pregiudizialità amministrativa. D'ora in poi è possibile chiedere il risarcimento del danno da provvedimenti illegittimi anche dopo il decorso del termine per l'impugnazione degli atti purchè entro il termine di prescrizione di cinque anni.
CGA_200800762_SE.doc
Con una sentenza che si può definire storica la Cassazione apre le porte alla deroga alle norme sulla giurisdizione per ragioni di connessione: "il principio di concentrazione delle tutele insito nellart.11 Cost. impone di ritenere che il giudice amministrativo avente giurisdizione sulla domanda principale possa e debba conoscere di tutte le pretese originate dalla situazionededotta".
Si pensi ad esempio ad un caso di "mobbing" nel pubblico impiego che viene attuato con molteplici azioni, ma principalmente con la soppressione o il declassamento (illegittimi) dellufficio di un dirigente.
Il dirigente, impugnando latto di organizzazione innanzi al T.A.R., potrebbe in quella sede chiedere il risarcimento non solo dei danni patrimoniali derivanti dalla diminuzione della retribuzione, ma anche dei danni non patrimoniali.
CORTE COSTITUZIONALE - sentenza 24 ottobre 2007 n. 349 - Pres. Bile, Red. Tesauro
La Corte Costituzionale dichiara l'illegittimità della quantificazione della indennità di espropriazione:
1. L'art. 117, primo comma, Cost., novellato a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione, nel prevedere la necessità di armonizzare il diritto interno con "i vincoli derivanti [] dagli obblighi internazionali", comporta l'obbligo del legislatore ordinario di rispettare le norme contenute in accordi internazionali; con tale norma costituzionale si è quindi realizzato un rinvio mobile alla norma convenzionale di volta in volta conferente, la quale dà vita e contenuto a quegli obblighi internazionali genericamente evocati e, con essi, al parametro, tanto da essere comunemente qualificata "norma interposta", che è soggetta a sua volta ad una verifica di compatibilità con le norme della Costituzione. Conseguentemente, la norma nazionale incompatibile con la norma della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e dunque con gli "obblighi internazionali" di cui all'art. 117, primo comma, viola per ciò stesso tale parametro costituzionale.
2. Ai sensi dell'art. 117, primo comma, Cost., al giudice comune spetta interpretare la norma interna in modo conforme alla disposizione internazionale, entro i limiti nei quali ciò sia permesso dai testi delle norme. Qualora ciò non sia possibile, ovvero dubiti della compatibilità della norma interna con la disposizione convenzionale "interposta", egli deve investire la Corte costituzionale della relativa questione facendo riferimento al parametro dell'art. 117, primo comma, Cost.
3. Va dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 5-bis, comma 7-bis, del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333 (Misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica), convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359, introdotto dall'art. 3, comma 65, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica) il quale stabilisce: "In caso di occupazioni illegittime di suoli per causa di pubblica utilità, intervenute anteriormente al 30 settembre 1996, si applicano, per la liquidazione del danno, i criteri di determinazione dell'indennità di cui al comma 1, con esclusione della riduzione del 40 per cento. In tal caso l'importo del risarcimento è altresì aumentato del 10 per cento. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche ai procedimenti in corso non definiti con sentenza passata in giudicato". Tale norma, non prevedendo un ristoro integrale del danno subito per effetto dell'occupazione acquisitiva da parte della pubblica amministrazione, corrispondente al valore di mercato del bene occupato, è in contrasto con gli obblighi internazionali sanciti dall'art. 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali firmata a Roma il 4 novembre 1950 (CEDU), e per ciò stesso viola l'art. 117, primo comma, della Costituzione
Con questa sentenza la Corte Costituzionale ha ritenuto infondata la questione di legittimità costituzionale delart.13 D.LGs. 38/2000 nella parte in cui non consente lapplicazione della nuova disciplina dellindennizzo INAIL per danno biologico agli eventi occorsi prima del 25 luglio 2000.
La disparità di trattamento tra diversi soggetti è evidente e tuttavia la Corte ritiene di non poter entrare nel merito delle scelte discrezionali del legislatore; in particolare ritiene che la scelta del discrimine temporale per lapplicabilità della nuova disciplina non sia censurabile sotto il profilo della ragionevolezza ed uguaglianza di trattamento (sul che ci sarebbe molto da dire).