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Timestamp: 2017-11-21 10:15:31+00:00
Document Index: 183289715

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ']

Edilizia e urbanistica - Ambiente e territorio - Realizzazione impianti eolici - Autorizzazione unica regionale - Approvazione consiglio comunale
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Consiglio di Stato 17/2/2010 n. 919
La costruzione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, sono soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dalla regione o dalle province delegate dalla regione che costituisce variante allo strumento urbanistico. In questo caso la delibera del Consiglio Comunale sul’approvazione della costruzione di impianti eolici, si configura come un atto non vincolante per il Comune, ma solo di impulso per l’avvio del procedimento, restando necessaria l’approvazione finale dell’amministrazione regionale.
Sul ricorso numero di registro generale 8012 del 2008, proposto da:
Comune di Ugento, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall`avv. Giovanni Pascone, con domicilio eletto presso lo studio del medesimo, in Roma, via Lima n.31;
- Lopez Y Royo di Taurisano Giuseppe e Lopez Y Royo di Taurisano Diana, rappresentati e difesi dall`avv. Alfredo Codacci Pisanelli, con domicilio eletto presso lo studio del medesimo in Roma, via Claudio Monteverdi n..20;
- Tomacelli Adelchi, Casciaro Alessandro, Ciullo Stefano, Vanini Rosanna, Marzo Cosimo, Marzo Valerio, rappresentati e difesi dagli avv. Luciano Ancora e Pier Luigi Portaluri, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv.Giovanni Caputi in Roma, via di Villa Albani, n.12/A;
- Comune di Casarano, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dagli avv. Giulio Milioni e Giuseppe Mormandi, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Monica Scongiaforno in Roma, via Postumia n.3;
- Erg Cesa Eolica Spa, in persona del legale rappresentante in carica, rappresentato e difeso dagli avv. Giovanni Acquarone, Lorenzo Acquarone e Giovan Candido Di Gioia, con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo, in Roma, piazza G. Mazzini n.27;
- Provincia di Lecce, in persona del legale rappresentante in carica, rappresentato e difeso dall`avv. Maria Giovanna Capoccia, con domicilio eletto presso lo Studio Pellegrino in Roma, corso del Rinascimento, 11;
- Regione Puglia e Comune di Taurisano, in persona dei rispettivi rappresentanti legali, non costituiti in giudizio;
della sentenza del TAR PUGLIA - LECCE :Sezione I n. 1290/2008, resa tra le parti, concernente APPROVAZIONE SCHEMA CONVENZIONE PER COSTRUZIONE PARCHI EOLICI.
Relatore nell`udienza pubblica del giorno 1° dicembre 2009 il Cons. Francesco Caringella e uditi per le parti gli avvocati Prosperetti per Pascone, Codacci Pisanelli, Ancora, Portaluri, Mormandi e L. Acquarone;
La vicenda giudiziaria portata all’attenzione del Consiglio prende le mosse dalla deliberazione C.C. 17/3/2007 n. 11, con la quale il Comune di Ugento ha approvato lo schema di convenzione con la società ERG CESA per la costruzione di un parco eolico di 21 aerogeneratori alti circa 120 metri.
In detta convenzione viene individuata, come concessionaria, la società ERG CESA e, inoltre, viene localizzato il sito ove realizzare la centrale eolica.
In particolare, all’articolo 1, sotto la rubrica “Premesse”, si precisa testualmente che “Le premesse e l’allegata planimetria a) si intendono parte integrante e sostanziale della presente convenzione. Le parti di comune accordo stabiliscono che l’ubicazione del sito individuata nell’allegata planimetria perimetrata con le lettere A,B,C,D,E,F,G non potrà subire variazione diversa da quella che si rendesse eventualmente necessaria al fine di rispettare le prescrizioni di cui la regolamento regionale n.16 del 14.10.2006. Per ciò che concerne i terreni privati necessari alla realizzazione dell’impianto, qualora esistano impedimenti non superabili per la costituzione del diritto di superficie, il Comune procederà alla espropriazione delle aree strettamente necessarie previa variante al PRG e le attribuirà in concessione onerosa alla Concessionaria come per legge in merito. Gli oneri relativi alle eventuali procedure espropriative saranno a carico della Concessionaria”.
All’articolo 16, inoltre, si specifica che “L’efficacia della presente concessione è sospensivamente condizionata all’ottenimento da parte della Concessionaria di tutte le necessarie autorizzazioni previste in materia dalla normativa nazionale e regionale …”.
Dalla delibera di approvazione si evince, inoltre:
- che il Comune ha inteso subordinare la propria adesione alla convenzione, “alla positiva valutazione in sede di conferenza di servizi ai sensi della normativa nazionale e regionale vigente in materia”;
- che, in ogni caso, si è approvato lo schema di convenzione e l’allegata planimetria;
- che, in ordine alla scelta del sito, si è comunque “valutato attentamente il risvolto ambientale e si è ritenuto che la planimetria preliminare e definitiva presentata all’Amministrazione da parte di E.R.G. sia rispettosa dei vincoli ambientali previsti dalla normativa regionale, dell’eco-sistema e della naturale vocazione paesaggistica, turistica ed archeologica del territorio del Comune di Ugento”.
Con la sentenza di prime cure il Primo Giudice ha accolto i ricorsi proposti dalle parti odiernamente resistenti avverso la delibera in esame (ricorsi in relazione ai quali si era costituita con intervento ad adiuvandum la Provincia di Lecce).
Il Comune di Ugento e la Erg Eolica Sr.l hanno rispettivamente proposto appello principale e appello incidentale autonomo.
Resiste, oltre agli originari ricorrenti, la Provincia di Lecce..
All’udienza del 1° dicembre 2009 la causa è stata trattenuta per la decisione.
E’ fondato il primo motivo dell’appello principale e dell’appello incidentale autonomo con il quale si contesta l’ammissibilità del ricorso in ragione della natura meramente endoprocedimentale dell’atto gravato (la delibera del Consiglio Comunale n. 11 del 17 marzo 2007).
Osserva, in effetti, la Sezione che l’interpretazione del tenore dell’atto, in una con l’analisi del quadro normativo in cui lo stesso si iscrive, conducono a concludere che si è al cospetto di una determinazione endoprocedimentale priva di rilevanza esterna e, quindi, non idonea a produrre effetti immediatamente lesivi capaci di sorreggere l’interesse all’impugnazione.
Quanto al tenore dell’atto, si deve osservare che il dispositivo , al punto, 3, esclude expressis verbis la natura impegnativa dell’atto laddove precisa che “la presente delibera comunale non costituisce in ogni caso atto vincolante per il Comune, in quanto la reale fattibilità del progetto resta subordinata alla positiva complessiva valutazione in sede di conferenza di servizi ai sensi della normativa nazionale e regionale vigente in materia”.
Alla stessa stregua l’art. 16 dello schema allegato di convenzione stabilisce che “l’efficacia della presente convenzione è sospensivamente condizionata all’ottenimento da parte della Concessionaria di tutte le necessarie autorizzazione previste in materia dalla normativa nazionale e regionale …”.
L’esame della portata dell’atto induce allora a ritenere che l’atto sia inidoneo a produrre ex se effetti esterni immediatamente lesivi, essendo all’uopo necessaria la definizione, con esito favorevole, del procedimento per l’autorizzazione unica all’esito dell’apposta conferenza di servizi. La delibera in parola costituisce allora atto di mero impulso procedimentale che, per un verso, non vincola in modo definitivo il Comune e, per altro ed assorbente profilo, necessita, per produrre effetti esterni concretamente lesivi, della definizione di un procedimento, implicante l’intervento di altre autorità amministrative, destinato a sfociare nel provvedimento finale dell’amministrazione regionale. Giova, in particolare, rimarcare che, in forza di quanto disposto dalla delibera in esame, l’atto convenzionale non ha il carattere dell’esclusività, atteso che il Comune ha facoltà di stipulate più convenzioni e che la Regione è, per conseguenza, chiamata a valutare quale tra i progetti esecutivi presentati in uno stesso ambito territoriale sia più idoneo e conforme rispetto alla normativa vigente in materia. Detta puntualizzazione mette in luce la natura non vincolante della determinazione e, soprattutto, la sottoposizione alla sede regionale della decisione finale, anche ai fini dell’eventuale comparazione di progetti concorrenti.
Le indicazioni emergenti dalla portata letterale e sostanziale dell’atto gravato sono confortate dal quadro normativo nazionale che impone un procedimento unico destinato a culminare in un’autorizzazione unica regionale.
In particolare, l’art. 12 del d.lgs. n. 387/2003 stabilisce, al comma 3, che ”la costruzione e l`esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione, come definiti dalla normativa vigente, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all`esercizio degli impianti stessi, sono soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dalla regione o dalle province delegate dalla regione, nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell`ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico, che costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico. A tal fine la Conferenza dei servizi è convocata dalla regione entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di autorizzazione”.
Il comma 4 soggiunge che “l`autorizzazione di cui al comma 3 è rilasciata a seguito di un procedimento unico, al quale partecipano tutte le Amministrazioni interessate, svolto nel rispetto dei principi di semplificazione e con le modalità stabilite dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e integrazioni. Il rilascio dell`autorizzazione costituisce titolo a costruire ed esercire l`impianto in conformità al progetto approvato e deve contenere l`obbligo alla rimessa in pristino dello stato dei luoghi a carico del soggetto esercente a seguito della dismissione dell`impianto o, per gli impianti idroelettrici, l’obbligo alla esecuzione di misure di reinserimento e recupero ambientale”.
La stessa normativa regionale di cui al regolamento n. 16 del 4 ottobre 2006, da integrarsi con la disciplina del procedimento autorizzatorio prevista dalla DGR 31 maggio 2005 e, poi, dalla DGR n. 35/2007, considera la delibera comunale di localizzazione dell’impianto come atto di impulso necessario per l’avvio del procedimento di autorizzazione, privo di carattere vincolante per il Comune in ragione della soggezione della reale fattibilità del progetto agli esiti della procedura di VIA e dell’apposita conferenza di servizi.
Si deve allora concludere che l’atto gravato non costituisce una scelta definitiva in ordine alla localizzazione degli impianti di produzione di energia eolica di che trattasi in quanto, alla luce del quadro normativo e dello stesso tenore della determinazione, la localizzazione è oggetto di definitiva valutazione in sede di procedimento di autorizzazione regionale.
Venendo in rilievo un atto meramente endoprocedimentale, privo di effetti esterni autonomi, deve escludersi la configurabilità di un pregiudizio immediato e concreto nella sfera dei ricorrenti e, quindi, la sussistenza dell’ interesse alla proposizione del ricorso di primo grado.
Le considerazioni esposte inducono, in accoglimento degli appelli, alla riforma della sentenza gravata ed alla declaratoria di inammissibilità dei ricorsi di primo grado.
Sussistono, tuttavia, gusti motivi per disporre la compensazione delle spese dei due gradi del giudizio.
Accoglie l’appello principale e quello incidentale e, per l ’effetto, in riforma della sentenza gravata, dichiara l’inammissibilità dei ricorsi di primo grado.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 1° dicembre 2009 con l`intervento dei Signori: