Source: http://www.ordineavvocatisulmona.it/difese_dufficio/legge.htm
Timestamp: 2017-11-24 03:49:23+00:00
Document Index: 145065674

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 10', 'art. 386', 'art. 97', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 13']

Legge 6 marzo 2001 n.60
La legge 6 marzo 2001 n.60 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 21.03.2001 n. 67 ha modificato la disciplina della difesa d’ufficio al fine di qualificare e rendere effettiva la difesa, ed eliminare la possibilità di scelta del difensore da parte dell’Autorità Giudiziaria e della Polizia Giudiziaria.
Gli elenchi vengono infatti predisposti dai Consigli circondariali e confluiscono al Consiglio distrettuale presso il quale dovrebbe essere istituito un ufficio centralizzato sempre accessibile che comunica ed indica all’Autorità Giudiziaria di tutto il distretto i nominativi dei difensori con criteri di rotazione ed assegnazione automatici.
Vengono redatti due elenchi:
A) un elenco in ordine alfabetico con tutti i difensori da nominare senza necessità di immediata reperibilità (nomine per 415 bis, per interrogatori, per convalide di sequestri, per richieste di rinvio a giudizio, decreto di citazione, decreti penali …).
Tutti i Pubblici Ministeri, Giudici o uffici di Polizia Giudiziaria dovranno attenersi a quegli elenchi fino a quando non verrà sostituito con altro aggiornato: e gli incarichi dovranno essere assegnati con criterio di rotazione automatico (art. 29, 4°comma sostituito dall’art. 10 della legge 06.03.2001 n. 60).
Si potrà ad esempio seguire nelle nomine l’ordine alfabetico e quando l’elenco verrà sostituito per l’aggiornamento si dovranno assegnare le nomine partendo dal difensore che nell’ordine alfabetico segue l’ultimo difensore precedentemente nominato.
B) un altro elenco indicherà difensori immediatamente reperibili.
Il Consiglio dell’Ordine di Sulmona ha ritenuto di indicare per ogni giornata 2 difensori.
Questi difensori dovranno essere nominati solo quando occorre reperire un difensore immediatamente (è il caso tipico dell’arresto quando occorre avvertire "immediatamente" ai sensi dell’art. 386 2°comma il difensore).
I turni verranno predeterminati dal Consiglio salvo che per il periodo feriale, quando si terrà conto delle disponibilità dei difensori.
Qualora per giustificato motivo il difensore presuma di non poter essere reperibile nel giorno indicato dovrà contattare tempestivamente la segreteria del Consiglio indicando se possibile il collega che lo potrà sostituire.
Il Consiglio provvederà ad avvertire l’ufficio centralizzato e l’Autorità Giudiziaria.
Agli elenchi dei difensori di reperibilità dovranno far riferimento anche i Giudici nel caso in cui il difensore di fiducia o quello d’ufficio nominato a norma dei commi 2 e 3 dell’art. 97 non sia reperibile.
Ricordiamo che il difensore nominato d’ufficio assume l’incarico per tutto il procedimento fino a revoca e permane anche quando non reperito per lo svolgimento di un incombente difensivo venga sostituito.
Ricordiamo anche che il difensore d’ufficio non potrà chiedere di essere esentato dai turni di reperibilità se non per periodi limitati e per giustificato motivo.
L’art. 29 al comma 1 bis, aggiunto dalla legge 60/01 prevede che per l’iscrizione nell’elenco sia necessaria una speciale idoneità conseguibile mediante la frequentazione di corsi di aggiornamento professionale organizzati dai Consigli dell’ordine o dalle camere penali, oppure provata "dimostrando di aver esercitato la professione in sede penale per almeno due anni, mediante la produzione di idonea documentazione".
La norma fa riferimento genericamente alla figura del "difensore" senza precisare se possono essere iscritti anche i praticanti.
L’interpretazione che il Consiglio Nazionale Forense, e il Consiglio degli ordini forensi d'Abruzzo e l’Unione Camere Penali hanno dato alla norma, è di ritenere che i praticanti non possano essere iscritti negli elenchi dei difensori d’ufficio.
Lo spirito della legge è infatti quello di qualificare il difensore d’ufficio: il praticante comunque avrebbe potuto accedere agli elenchi solo dopo tre anni dall’iscrizione considerando che il patrocinio può essere concesso solo dopo il primo anno e che occorrono due anni di esercizio della professione.
La nuova disciplina delle difese d’ufficio impone al difensore una particolare diligenza nello svolgimento dell’incarico e l’obbligo di essere effettivamente prontamente reperibile (art. 29, 7°comma modificato dall’art. 13 legge 60/01).
Eventuali assenze o indisponibilità non potranno essere ignorate e saranno oggetto di rigorosa valutazione disciplinare.
L’Autorità Giudiziaria dovrà comunicare eventuali mancanze, assenze o disfunzioni.
Il difensore dovrà anche tempestivamente comunicare all’Autorità Giudiziaria l’eventuale rinuncia al mandato per consentire la nomina tempestiva di un difensore d’ufficio e conseguentemente evitare al difensore nominato di dover richiedere i termini a difesa con il conseguente differimento dell’udienza.
La rinuncia al mandato inviata tardivamente senza un giustificato motivo (che potrà essere comunicato solo al C.O.F., non anche al Giudice) potrà essere valutata disciplinarmente come comportamento non conforme ai principi deontologici del dovere di correttezza e dei doveri di difesa.
Qualora l’idoneità venga comprovata dalla partecipazione ad un corso di aggiornamento qualificato, organizzato da un Ordine Forense o dalla Camera Penale, dovrà essere allegato il programma con indicate le ore di lezione ed i nomi dei relatori.
L’esercizio professionale per almeno due anni potrà essere documentato con una relazione dell’attività svolta e con l’indicazione degli incarichi svolti nei due anni precedenti.
Anche in virtù del deliberato del C.O.F.A. potranno sicuramente essere ritenuti idonei gli avvocati che abbiano patrocinato ad almeno 15 procedimenti nei due anni.
Il Consiglio si riserva di valutare anche diversamente l’idoneità qualora l’avvocato dimostri di aver acquisito l’esperienza sufficiente per garantire l’affidabilità della difesa.