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Timestamp: 2020-05-31 17:21:24+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 27108 del 28/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27108 del 28/12/2016
Cassazione civile, sez. trib., 28/12/2016, (ud. 21/09/2016, dep.28/12/2016), n. 27108
sul ricorso n. 16699/12 proposto da:
T.G., elettivamente domiciliato in Roma, Via Tarvisio n.
2, presso lo Studio dell’Avv. Massimo Farsetti, rappresentato e
difeso dall’Avv. Alessandra Morcavallo, giusta delega a margine del
avverso la sentenza n. 298/01/11 della Commissione Tributaria
Regionale della Calabria, depositata il 4 luglio 2011;
CUOMO Luigi, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso
principale e il rigetto di quello incidentale.
Con l’impugnata sentenza n. 298/01/11 depositata il 4 luglio 2011 la Commissione Tributaria Regionale della Calabria respingeva l’appello del Consorzio di Bonifica Piana di Sibari e Media Valle del Crati avverso la decisione n. 4/07/09 della Commissione Tributaria Provinciale di Cosenza che aveva accolto il ricorso promosso da T.G. contro la cartella n. (OMISSIS) con la quale veniva chiesto il pagamento di oneri di bonifica.
Il Commissario Straordinario per la Gestione dei Servizi nel Comprensorio di Bonifica della Piana di Sibari e della Media Valle del Crati proponeva ricorso per cassazione affidato a sette motivi, cui il contribuente resisteva con controricorso e proponendo ricorso incidentale condizionato per un solo motivo.
2. Con il secondo motivo del ricorso principale, da esaminarsi per primo per il suo carattere preliminare, il Consorzio censurava la sentenza ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, denunciando in rubrica “Nullità del procedimento e della sentenza per violazione dell’art. 112 c.p.c. e dell’art. 111 Cost. per violazione delle regole fondamentali del giusto processo posto che il problema della carenza di motivazione non è stata mai denunciata dall’appellante nè dall’appellato”.
E questo perchè la CTR ha in narrativa dell’impugnata sentenza accertato che in atto d’appello il Consorzio aveva censurato “la parte relativa alla legittimità della cartella denunciando l’erroneità della sentenza impugnata in ordine alla dichiarata mancanza di motivazione”; l’accertamento in parola, quindi, impinge nel vizio revocatorio e lo stesso avrebbe dovuto essere impugnato con lo specifico mezzo ex art. 395 c.p.c., n. 4, (Cass. sez. 3 n. 27555 del 2011; Cass. sez. 3 n. 10066 del 2010).
3. Il primo motivo del ricorso principale veniva così rubricato: “Illogica e/o contraddittoria motivazione (ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5) sui due fatti fondamentali della causa ricostruiti dalla CTR e cioè sulla inesistenza della motivazione della cartella (affermata nella prima ratio decidendi), e sulla inesistenza della prova della pretesa (affermata nella seconda ratio decidendi), posto che la seconda ratio decidendi è incompatibile con la prima nel senso che se veramente fosse mancata la motivazione nel provvedimento impugnato sarebbero mancati in esso i presupposti di fatto e le ragioni di diritto che però ed invece la CTR ha valutato ampiamente ed ha giudicato non provati nella seconda ratio decidendi allorchè ha concluso per l’infondatezza della pretesa.
Il motivo è nella sostanza fondato.
4. Con il terzo motivo del ricorso principale rubricato “Violazione e/o errata applicazione di legge relativa alle regole sulla trascrizione (artt. 2645 e 2645 ter c.c.) e delle regole probatorie (art. 2697 c.c.) ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 non avendo la CTR applicato il principio della inversione dell’onere della prova derivante dalla esistenza di due documenti quali la trascrizione di un atto di perimetrazione del comprensorio del Consorzio effettuata il 21.10.1969, e la delibera della regione Calabria relativa alla determinazione della identità dei contributi”, il Commissario deduceva che in presenza dei suddetti documenti, che dimostravano l’inserzione dei terreni nel perimetro di contribuenza, erroneamente la CTR aveva onerato il Consorzio dell’onere di dimostrare il “vantaggio idraulico” ricevuto dai terreni del contribuente.
5. Assorbiti gli altri motivi.
6. Con l’unico motivo del ricorso incidentale condizionato rubricato “Omessa motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, inammissibilità dell’appello”, il contribuente deduceva che la CTR non aveva deciso l’eccezione di inammissibilità dell’appello del Consorzio per non aver quest’ultimo anche impugnato la statuizione con la quale la CTP aveva ritenuto illegittima la cartella per mancanza d’indicazione dell’aliquota.
Anche a prescindere dall’evidente carattere implicito del rigetto dell’eccezione d’inammissibilità dell’appello, atteso che la CTR è entrata nel merito della pretesa tributaria, ciò che appunto implicherebbe necessariamente il rigetto implicito della eccezione in parola (Cass. sez. lav. n. 1360 del 2016; Cass. sez. 3 n. 4079 del 2005), va detto però che nella sentenza della CTP non si rinviene alcuna statuizione circa la nullità della cartella per omessa indicazione dell’aliquota che ne comportasse la motivazione.
7. Alla cassazione della sentenza deve seguire il giudizio di rinvio per l’accertamento degli ulteriori fatti.
La Corte accoglie il ricorso principale nei sensi di cui in motivazione, respinge quello incidentale condizionato, cassa l’impugnata sentenza, rinvia alla Commissione Tributaria Regionale della Calabria che in altra composizione dovrà decidere la controversia uniformandosi ai superiori principi e regolare le spese di ogni fase e grado.