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Timestamp: 2020-04-07 11:16:37+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 360', 'art. 384', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 3963 del 14/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3963 del 14/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 14/02/2017, (ud. 21/12/2016, dep.14/02/2017), n. 3963
sul ricorso 28726-2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 255/3/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di PERUGIA del 16/04/2015, depositata il 08/05/2015;
L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale dell’Umbria che aveva respinto il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Terni. Quest’ultima aveva accolto (tranne che per le somme riferite all’anno 2004) l’impugnazione di M.C., medico convenzionato con il SSN, avverso il silenzio rigetto sull’istanza di rimborso dell’IRAP, da lui versato per gli anni 2004 2009, per un totale di Euro 21.690,00.
Nella decisione impugnata, la CTR ha affermato che gli oneri e le spese per i servizi in comunione con gli altri medici, pro quota, sarebbero variati da Euro 380,00 a 650,00 Euro e gli strumenti di diagnosi adoperati, ancorchè complessi e costosi, sarebbero stati ricompresi nelle attrezzature usuali della professione.
Il ricorso è affidato ad un unico motivo, col quale si denuncia violazione del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 2, comma 1 e art. 3, comma 1, lett. c) ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3.
Sostiene la ricorrente che, nella specie, l’impiego di un collaboratore nell’esercizio dell’attività professionale, seppure part time, sarebbe sicuro indice della sussistenza di un’autonoma organizzazione.
Con particolare riguardo al caso di specie, giova rilevare che, in materia di imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), l’avvalersi in modo non occasionale, da parte di un medico di base, della collaborazione di terzi (nella specie di un solo dipendente “part time”) non costituisce, di per sè, fattore decisivo per determinare il riconoscimento della “autonoma organizzazione”, dovendo il giudice del merito accertare in concreto se tale prestazione lavorativa rappresenti quel valore aggiunto idoneo ad accrescere la capacità produttiva del professionista (Sez. 6 – 5, n. 26982 del 19/12/2014; conf. Sez. 6 – 5, n. 3755 del 18/02/2014).
Sennonchè, nella sua decisione, la CTR ha rilevato “nella ripartizione delle spese per servizi in comunione tra i medici, oneri di lavoro dipendente per tre o quattro) persone”.
Osserva la Corte che il numero dei dipendenti – presumibilmente sintomatico di uno studio polifunzionale – eccede in ogni caso il “minimo indispensabile” all’esercizio dell’attività professionale, indicato dalla giurisprudenza sopra citata per escludere la sussistenza di un’autonoma organizzazione.
Di conseguenza, il ricorso va accolto.
Non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, ai sensi dell’art. 384 c.p.c., la causa può essere decisa nel merito, con il rigetto del ricorso introduttivo.
I contrasti giurisprudenziali antecedenti alla sentenza Sez. U, n. 9451 del 10/05/2016 autorizzano l’integrale compensazione delle spese dell’intero giudizio.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, respinge il ricorso introduttivo proposto da M.C.. Compensa le spese del merito e dichiara irripetibili quelle del giudizio di cassazione.