Source: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_2_3_0_3.page?previsiousPage=mg_1_29_29_0_1_3
Timestamp: 2020-08-08 21:28:44+00:00
Document Index: 159211279

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 20', 'art. 71', 'art. 22', 'art. 25', 'art. 76', 'art. 77', 'art.47', 'art.47', 'art. 47', 'art. 4', 'art. 54', 'art.21']

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L'art. 15 dell’ordinamento penitenziario, legge 26 luglio 1975 n. 354, individua il lavoro come uno degli elementi del trattamento rieducativo stabilendo che, salvo casi di impossibilità, al condannato e all’internato è assicurata un’occupazione lavorativa.
L'art. 20 sostituito dal d.lgs. 124/2018 che riforma l’ordinamento penitenziario, definisce le principali caratteristiche del lavoro negli istituti penitenziari.
Il lavoro penitenziario non ha carattere afflittivo (Carattere che ricalca i contenuti dell'art. 71 delle regole minime Onu ed è confermato dell’articolo 26,1 delle regole penitenziarie europee - adottate con la raccomandazione R 2006 2 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, che considerano il lavoro elemento positivo del trattamento)
ed è remunerato. L'art. 22 sostituito dal d.lgs. 124/2018 sulla determinazione della remunerazione, stabisce che la remunerazione per ciascuna categoria di detenuti e internati che lavorano alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria è stabilita, in relazione alla quantità e qualità del lavoro prestato, in misura pari ai due terzi del trattamento economico previsto dai contratti collettivi.
L'art. 25-ter introdotto dal d.lgs. 124/2018 su assistenza per l’accesso alle prestazioni previdenziali e assistenziali prevede che l’amministrazione penitenziaria renda disponibile a favore dei detenuti e degli internati, anche attraverso apposite convenzioni non onerose con enti pubblici e privati, un servizio di assistenza all’espletamento delle pratiche per il conseguimento di prestazioni assistenziali e previdenziali e l’erogazione di servizi e misure di politica attiva del lavoro. (Sono riconosciute le medesime garanzie assicurative, contributive e previdenziali di quelle previste in un rapporto di lavoro subordinato (art. 76 reg.min.Onu e art. 77 reg. penit. eur.)
devono essere favorite in ogni modo la destinazione dei detenuti e degli internati al lavoro e la loro partecipazione a corsi di formazione professionale
possono essere organizzati e gestiti, all’interno e all’esterno dell’istituto, lavorazioni e servizi attraverso l’impiego di prestazioni lavorative dei detenuti e degli internati
possono essere istituite lavorazioni organizzate e gestite direttamente da enti pubblici o privati e corsi di formazione professionale organizzati e svolti da enti pubblici o privati
Una commissione dandone pubblicità, provvede a:
formare due elenchi, uno generico e l’altro per qualifica, per l’assegnazione al lavoro dei detenuti e degli internati, tenendo conto esclusivamente dell’anzianità di disoccupazione maturata durante lo stato di detenzione e di internamento, dei carichi familiari e delle abilità lavorative possedute, e privilegiando, a parità di condizioni, i condannati, con esclusione dei detenuti e degli internati sottoposti al regime di sorveglianza particolare di cui all'articolo 14-bis
individuare le attività lavorative o i posti di lavoro ai quali, per motivi di sicurezza, sono assegnati detenuti o internati, in deroga agli elenchi di cui alla lettera a);
stabilire criteri per l’avvicendamento nei posti di lavoro alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, nel rispetto delle direttive emanate dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Resta salvo il potere del direttore di derogare, per specifiche ragioni di sicurezza, ai criteri di assegnazione al lavoro
L’amministrazione penitenziaria stipula convenzioni di inserimento lavorativo con soggetti pubblici o privati o cooperative sociali interessati a fornire opportunità di lavoro a detenuti o internati.
Le convenzioni disciplinano l'oggetto e le condizioni di svolgimento dell'attività lavorativa, la formazione e il trattamento retributivo, senza oneri a carico della finanza pubblica.
Le direzioni degli istituti penitenziari, in deroga alle norme di contabilità generale dello Stato e di quelle di contabilità speciale e previa autorizzazione del Ministro della giustizia, possono vendere prodotti delle lavorazioni penitenziarie o rendere servizi attraverso l’impiego di prestazioni lavorative dei detenuti e degli internati a prezzo pari o anche inferiore al loro costo, tenuto conto, per quanto possibile, dei prezzi praticati per prodotti o servizi corrispondenti nella zona in cui è situato l'istituto.
I detenuti e gli internati, in considerazione delle loro attitudini, possono essere ammessi a esercitare, per proprio conto, attività artigianali, intellettuali o artistiche, nell’ambito del programma di trattamento.
È promossa l’attività di produzione di beni da destinare all’autoconsumo, anche in alternativa alla normale attività lavorativa.
Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalità di svolgimento dell’attività in autoconsumo, anche mediante l’uso di beni e servizi dell’amministrazione penitenziaria.
►PROVVEDIMENTO 11 dicembre 2019 - Elenco dei soggetti ammessi a fruire degli sgravi fiscali previsti dalla legge 193/2000 e dal decreto 148/2014 per il 2020
Lavoro alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria
La sua organizzazione e gestione è riservata dall’art.47 regolamento di esecuzione ( D.P.R.30 giugno 2000 n.230) alle direzioni degli istituti che devono uniformarsi alle linee programmatiche dei provveditorati.
i servizi d’istituto - attività di cuochi e aiuto cuochi, addetti alla lavanderia, porta vitto, magazzinieri
l'assistente alla persona, assistente di un compagno ammalato o non autosufficiente
l' addetto alla distribuzione pasti
Lavoro alle dipendenze di terzi
Le lavorazioni possono essere organizzate e gestite da imprese pubbliche e private, in particolare da cooperative sociali in locali concessi in comodato dalle direzioni (art.47 regolamento di esecuzione). I rapporti tra la direzione e le imprese sono definiti con convenzioni.
I datori di lavoro devono versare alla direzione dell’istituto la retribuzione dovuta al lavoratore, al netto delle ritenute di legge, e l’importo di eventuali assegni familiari.
L’art. 47 RE consente di stipulare convenzioni con cooperative sociali anche per servizi interni, come quello di somministrazione del vitto, di pulizia e manutenzione dei fabbricati.
Di grande rilievo, in tema di lavoro penitenziario, è stata la legge 22 giugno 2000 n. 193, c.d. Legge Smuraglia, che ha modificato la definizione di persone svantaggiate contenuta nella disciplina sulle cooperative sociali, con l’aggiunta, alle categorie già contemplate dall’art. 4 L. 8 novembre 1991 n. 381, delle "persone detenute o internate negli istituti penitenziari".
La norma prevede che si applichi, in quanto compatibile, la disciplina generale di riferimento del lavoro di pubblica utilità, di cui all’art. 54 del D.Lgs. 274/2000. Tuttavia il lavoro di pubblica utilità ha natura di sanzione sostitutiva, dunque non carceraria. Di recente sono stati sottoscritti protocolli tra il Ministero della Giustizia, l'ANCI e alcuni tribunali di sorveglianza per favorire l'applicazione dell'art.21co.4-ter.
Direzione detenuti e trattamento » Ufficio II - Trattamento e Lavoro penitenziario
Relazione sull'attuazione delle disposizioni di legge relative al lavoro dei detenuti - anno 2014