Source: http://www.businessandtax.it/accertamento_sintetico_e_difesa_del_contribuente.htm
Timestamp: 2016-02-12 05:31:34+00:00
Document Index: 31950291

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'arte 31', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 16', 'art. 11', 'art. 25', 'art. 38', 'art. 32', 'art. 25', 'art. 53', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 38', 'art. 38']

Direttore: Vito D'Ambra - Direttore Responsabile: Federico Maria Giuliani L�accertamento sintetico e la difesa del contribuente di Fabrizio Romano e Francesco Lobosco SOMMARIO: 1. Premessa; 2. L’accertamento Sintetico alla luce della Circolare 49/E Del 2007; 3. La difesa del contribuente: prima, durante e dopo l’avviso di accertamento.; 4. Considerazioni conclusive
di Fabrizio Romano e Francesco Lobosco*
“ L’Ufficio…………può, in base ad elementi e circostanze di fatto certi, determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente.............” recita testualmente il comma 4 dell’art. 38 D.P.R. 600/73 disciplinando l’accertamento sintetico (il c.d. redditometro). Tale strumento, a disposizione dell’Amministrazione Finanziaria, costituisce una forma di determinazione presuntiva del reddito delle persone fisiche (i) fondata su un calcolo che deriva dall’applicazione di coefficienti su alcuni indici, individuati con il decreto del Ministro delle finanze 10 settembre 1992 e sottoposti ad aggiornamenti periodici (ii).
I coefficienti e gli importi corrispondenti sono calcolati con riferimento a beni o servizi utilizzati e/o a disposizione del contribuente (residenze, aerei, autovetture, motocicli, imbarcazioni, collaboratori familiari, assicurazioni, cavalli, ecc.) (iii) elaborati sulla base della spesa occorrente per la loro gestione e/o mantenimento (iv). Costituisce poi un parametro significativo dell’esistenza di un reddito (incoerente con quello dichiarato) e quindi di una possibile rettifica da parte dell’Agenzia delle Entrate, la c.d Spesa per incrementi patrimoniali ovvero un incremento durevole del patrimonio del contribuente (acquisto di case, azioni, obbligazioni, ecc.) disciplinato dal comma 5 del citato art. 38 (v).
Volendo analizzare il comma 4 dell’art. 38 ossia la norma cardine del redditometro, è possibile estrapolare le tre principali regole applicative di tale tipologia di accertamento:
l’ufficio può avvalersi dello strumento dell’accertamento sintetico indipendentemente dalle disposizione previste in materia dia accertamento analitico;
il reddito complessivo netto, accertabile sinteticamente, DEVE discostarsi per almeno un quarto da quello dichiarato;
è necessario, inoltre, lo scostamento fra reddito dichiarato e reddito determinabile sinteticamente si manifesti per almeno due periodi d’imposta. Riepilogando, la corretta procedura per la determinazione del reddito sintetico parte dall’individuazione dell’importo reddituale attribuito ad ogni bene indice di ricchezza. Tale valore va moltiplicato per il relativo coefficiente (come da tabella allegata al citato decreto ministeriale) e il risultato ottenuto (vi) deve essere successivamente ridotto (vii) della percentuale di partecipazione alle relative spese da parte di terzi, diversi dai familiari a carico. Fatto ciò si procede alla sommatoria degli importi determinati considerando l’importo più elevato al 100%, il secondo importo al 60%, il terzo al 50%, il quarto al 40% e tutti gli importi successivi al 20%. Il totale rappresenta il reddito netto complessivo a cui va aggiunto un importo pari ad 1/5 dell’eventuale spesa per incrementi patrimoniali che si presume sostenuta, salvo prova contraria, con redditi conseguiti, in quote costanti, nell’anno in cui è stata effettuata e nei quattro (viii) precedenti.
L’Accertamento sintetico alla luce della Circolare 49/E del 2007
Con la circolare n. 2/E del 23 gennaio 2007 l’Agenzia delle Entrate aveva già sottolineato (ix) “la rilevanza dell’attività di accertamento nei confronti di soggetti con evidenti manifestazioni di capacità contributiva, incompatibili con le posizioni reddituali (x)”, manifestando la necessità di valutare i beni facenti parte del patrimonio sia sotto l’aspetto patrimoniale (spesa per incrementi) che sotto l’aspetto gestionale (costo di gestione).
La circolare 49/E del 09 agosto 2007 pone l’accento su un ulteriore aspetto, fondamentale nella determinazione sintetica del reddito, ossia l’aspetto “familiare”. In particolare l’Agenzia sottolinea l’opportunità di “valutare la complessiva posizione reddituale dei componenti il nucleo familiare essendo evidente come……..gli elementi indicativi di capacità contributiva……..possano trovare giustificazione nei redditi degli altri componenti il nucleo familiare”. Ne consegue che è fondamentale, ai fini della corretta applicazione della normativa in esame, analizzare la posizione complessiva del contribuente con riferimento sia a precedenti periodi di imposta che ai dati contenuti in atti registrati (atti di vendita immobiliare, successioni, donazioni, ecc.) che possono giustificare, in tutto o in parte, la capacità di spesa del contribuente (xi). Un aspetto importante evidenziato dalla circolare 49/E riguarda i soggetti titolari di attività agricole nei confronti dei quali viene consigliato ai funzionari di valutare l’eventuale volume d’affari IVA dichiarato come indice di un potenziale reddito ricavabile dall’attività agricola. Dopo aver proceduto alla predisposizione, ai fini della proficuità del controllo, di linee guida specifiche per l’accertamento sintetico (xii), le istruzioni emanate dall’agenzia evidenziano la disponibilità di due specifiche elaborazioni nell’ambito dell’applicazione “Liste Interattive”: lista selettiva AU “Autovetture” e lista selettiva T “Incrementi patrimoniali”.
Con la nuova lista AU vengono segnalate le persone fisiche che, in base ai dati forniti dalla Motorizzazione, hanno immatricolato (o naturalizzato) nell’anno 2003 autovetture di potenza fiscale uguale o superiore a 21 CV e per le quali il “reddito complessivo netto convenzionale” (relativo al biennio 2002-2003) risulta NON COERENTE (xiii) con i redditi dichiarati. In relazione alla selezione per il biennio 2002-2003, la quota patrimoniale è stata calcolata sulla base del listino dei prezzi della rivista Quattroruote; la quota gestionale (riferibile all’anno 2003), invece, viene calcolata sulla base dei coefficienti presuntivi di reddito. Di notevole interesse è il c.d. “Prezzo convenzionale” cioè il prezzo di acquisto (per ciascun autoveicolo immatricolato) ricostruito sulla base dei prezzi di listino riportati sulla rivista specializzata “Quattroruote” del dicembre 2003 (ci si riferisce a giugno o eventualmente a gennaio 2003 per i modelli usciti fuori produzione nell’anno 2003); tale prezzo convenzionale costituisce all’interno della procedura il valore stimato dell’incremento patrimoniale da calcolare in quota (1/5). Nel caso delle auto c.d. “naturalizzate”, con data di immatricolazione all’estero compresa fra il 01/01/2001 e il 31/12/2002, il c.d. Prezzo convenzionale è ricostruito sulla base delle quotazioni dei veicoli usati presenti sul numero della rivista specializzata “Quattroruote” di giugno 2003. Per le auto naturalizzate con data di prima immatricolazione all’estero compresa fra il 01/01/2003 e il 31/12/2003 e per quelle non presenti nei listini dell’usato il c.d. Prezzo convenzionale corrisponde a quello individuato con i criteri suesposti relativi alle auto nuove immatricolate per la prima volta in Italia nel 2003 (xiv). La somma, quindi, della quota patrimoniale (calcolata sulla base del listino dei prezzi della rivista Quattroruote) e della quota gestionale determina il reddito complessivo netto convenzionale (xv) da confrontare con il totale dei redditi ricostruiti per ciascun soggetto (xvi).
La circolare specifica che il reddito convenzionale, per l’anno 2003, è stato calcolato rapportando il calcolo tabellare annuale (applicazione dei coefficienti presuntivi) con i mesi di possesso dell’autoveicolo, calcolati dalla data di immatricolazione di ciascun autoveicolo fino al 31 dicembre 2003 (xvii); al valore così ottenuto è stato sommata la quota pari ad 1/5 del Prezzo convenzionale; Per il 2002 è stata considerata la quota, pari ad 1/5, del Prezzo convenzionale, da confrontare con il totale dei redditi ricostruiti per l’anno 2002.
È opinione condivisa da più parti che l’allarmismo creatosi con la pubblicazione di questa circolare sia del tutto infondato (xviii). L’amministrazione ha soltanto specificato alcune linee guida in merito all’accertamento sintetico ponendo una certa enfasi sia sull’analisi della situazione familiare del contribuente, sia su di una corretta selezione, in termini di proficuità, dei soggetti da sottoporre al controllo. Per il resto, a parte la nuova lista selettiva del tutto sperimentale (Lista AU), le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate non fanno altro che ribadire quanto stabilito dal legislatore (art. 38 comma 4 e seguenti) in tema di determinazione sintetica del reddito. La difesa del contribuente: prima, durante e dopo l’avviso di accertamento.
La difesa del contribuente non solo viene garantita in ogni fase e grado di giudizio successivo alla notifica dell’atto impositivo, ma e soprattutto nella prima fase istruttoria degli uffici finanziari.
Il contribuente può difendersi dall’accertamento – art. 38 co. 6 DPR 600/73 – dimostrando, nella fase precedente alla notifica oltre che nella successiva fase dell’accertamento con adesione, che il maggior reddito imputatogli trova giusta copertura in specifici disinvestimenti patrimoniali e/o importi non dichiarati in quanto esenti o già assoggettati a ritenute a titolo d’imposta (redditi di capitale).
La C.M. n. 49/E/2007 ha ribadito, quanto già prima stabilito in precedenti interventi dell’Amministrazione Finanziaria (Circolare n. 7 parte 31 del 30.04.1977, Circolare 27/7/2648 del 14.08.1981, C.M. 101/E – 80566 del 30.04.1999), che la difesa del contribuente può basarsi anche su ulteriori giustificazioni, eventualmente riferibili ai componenti il nucleo familiare e debitamente documentate. Tra le ulteriori giustificazioni si possono annoverare:
Utilizzo di specifici finanziamenti;
Utilizzo di denaro proveniente, ad esempio, da eredità, donazioni vincite od altro;
Utilizzo di redditi conseguiti a fronte di importi fiscali convenzionali – quali redditi tassati su base catastale;
Utilizzo di somme riscosse a titolo di risarcimento patrimoniale e fuori dall’esercizio dell’impresa.
La citata circolare ha anche previsto, quale momento centrale dell’attività di accertamento, la notifica al contribuente di una “comunicazione informativa” attraverso la quale l’Amministrazione Finanziaria, rendendo noti gli elementi presuntivi (fatti-indice) di capacità contributiva in suo possesso, invita il soggetto selezionato al controllo fiscale ad avvalersi della facoltà di dimostrare – anche mediante un “contraddittorio preventivo” -, fornendo prove giuridicamente ammissibili, che il reddito determinato sinteticamente non sia lui imputabile. La ricerca di un confronto preventivo tra le parti diventa una priorità da perseguire, in quanto consentirebbe al Fisco di orientare la propria attività accertatrice su indici ed elementi di effettivo interesse ed al Contribuente di scongiurare – attraverso una difesa preventiva – un’eventuale gravosa lite fiscale. Non può essere trascurato che un’azione preventiva di confronto e dialogo con le parti in gioco si scontra con una situazione di affannoso carico di lavoro cui l’amministrazione finanziaria da diversi anni si trova a dover gestire tale da dover ottimizzare – a scapito di un migliore rapporto qualitativo - anche le più semplici fasi dell’iter procedurale posto alla base di ogni atto amministrativo-tributario. Del pari non può essere affatto trascurato il più recente orientamento della Corte di Cassazione (Cass.Sez.Trib.,Setenza 20.6.2007 n. 14367) che a seguito, secondo taluni, di lacune od incertezze della norma, rimane ancora contraria all’individuazione del contraddittorio preventivo quale momento indispensabile dell’intero procedimento di accertamento. (xix) I giudici di legittimità, sull’argomento, hanno statuito che il DPR 600/73 non prevede in se, quale presupposto o momento necessario ed indefettibile della serie procedimentale, l’invio del questionario di cui all’art. 32 co. 4. Sicché il mancato invio del medesimo non inficia la perfezione e la validità del procedimento in rettifica. Ciò nonostante l’Amministrazione Finanziaria, in un’ottica garantista e di efficiente ed efficace comportamento rivolto a supportare con successo un probabile contenzioso con il contribuente, è sempre protesa ad un tentativo di costituirsi, prima della notifica dell’eventuale avviso di accertamento tutti gli elementi validi ed utili ad un atto impositivo che sia il meno possibile inattaccabile. Prima dell’emissione dell’atto impositivo, quindi, l’Amministrazione Finanziaria ai sensi dell’art. 32 D.P.R.. 29/9/73 n. 600 può inviare ai contribuenti questionari (noto come modello 55) relativi a dati e notizie di carattere specifico rilevanti ai fini del’accertamento nei loro confronti e non solo, con invito a restituirli compilati e firmati. L’invito a restituire i questionari compilati e firmati, nella generalità dei casi, si tramuta in un obbligo sanzionabile ex art. 16 del D.lgs. 472/97,con Sanzione Amministrativa prevista dall’art. 11 comma 1 lettera b), del D.lgs. 18.12.1997 n. 471. Senza con ciò escludere una serie di effetti tra i quali in primis la difficoltà se non addirittura, secondo l’amministrazione finanziaria, un comportamento, quello del contribuente inadempiente, di ostacolo all’attività di accertamento che comporterebbe secondo dell’art. 25 della Legge 18/2/99 n. 28 spiacevoli conseguenze. Infatti a norma di tale articolo le notizie e i dati non addotti, gli atti i documenti, i libri ed i registri non esibiti o non trasmessi in risposta all’invito dell’Ufficio non possono essere presi in considerazione a favore del contribuente ai fini dell’accertamento in sede amministrativa e contenziosa.
L’invito, però, alla restituzione del questionario debitamente compilato ai fini di un possibile avviso di accertamento sintetico non dovrebbe comportare, se disatteso dal contribuente, alcuna sanzione. L’art. 38 co. 6 del DPR 600/73 recita:” il contribuente ha facoltà di dimostrare, anche prima della notificazione dell’accertamento, che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta. L’entità di tali redditi e la durata del loro possesso devono risultare da idonea documentazione.”. Si evince, dunque, che trattasi di mera facoltà concessa al soggetto posto sotto osservazione più che un vero e proprio dispiegamento dei poteri di controllo attribuito agli Uffici Finanziari. (xx) Ne deriva che detta comunicazione del contribuente a mezzo modello 55, non essendo annoverabile negli inviti e richieste di cui all’art. 32 DPR 600/73 e nemmeno qualificabile come comunicazione prescritta dalla legge tributaria potrebbe essere ignorata dal contribuente. Ovviamente una tale inadempienza potrebbe essere vista dall’Amministrazione Finanziaria come un ostacolo all’attività di accertamento con la conseguente applicazione dell’art. 25 della Legge 18/2/99 n. 28. Una norma più volte contestata e per taluni in odore di incostituzionalità. La norma, infatti, nel disporre che le notizie e i dati non addotti, gli atti i documenti, i libri ed i registri non esibiti o non trasmessi in risposta all’invito dell’Ufficio non possono essere presi in considerazione a favore del contribuente ai fini dell’accertamento in sede amministrativa e contenziosa – impedirebbe l’accertamento in giudizio della reale posizione fiscale dell’interessato e, pertanto, in violazione del parametro costituzionale dell’art. 53. In proposito, la Corte Costituzionale con Ordinanza del 07.06.2007 n.181, ha ribadito che tale norma ha la funzione di impedire di rimettere in discussione i risultati già acquisiti nella precedente fase del procedimento amministrativo ed è, pertanto, coerente con la ratio di garantire, mediante preclusioni per ciascuna delle fasi intermedie, l’ordine ed il celere raggiungimento dell’esito finale, tipica delle norme regolatrici dei procedimenti (amministrativi o tributari) preordinati all’adozione di un “provvedimento finale”.
Allo stato, l’applicazione delle presunzioni stabilite ai fini dell’accertamento sintetico dev’essere coniugata con l’Istituto dell’Accertamento con Adesione, in forza del quale le presunzioni medesime – che da sole sono in grado di fornire appena un’”ipotesi” relativa alla maggiore capacità reddituale del soggetto sottoposto a controllo – dovranno essere oggetto di ragionevole apprezzamento. (xxi) La migliore difesa, infatti, da un avviso di accertamento non ha inizio con l’eventuale ricorso presso la Commissione Tributaria bensì, antecedentemente all’avvio della fase contenziosa mediante il procedimento dell’accertamento con adesione.
Il procedimento da accertamento con adesione risponde ai dettami del procedimento disciplinato, in termini di trasparenza, dalla legge 241/90. Tanto e vero che gli Uffici Finanziari devono documentare i contraddittori svolti attraverso la redazione di Processi Verbali controfirmati e protocollati, nei quali, sia pure sinteticamente, deve essere dato atto delle argomentazioni fornite dal contribuente, nonché dei relativi documenti prodotti (C.M. n. 65/E/2001).
Un passo fondamentale per la successiva formazione della motivazione dell’atto che ne consegue, sia in caso di esito positivo che negativo del contraddittorio. Di fondamentale importanza, anche in caso di prosecuzione dell’attività difensiva dinnanzi al giudice tributario, l’atto conclusivo del contraddittorio deve farsi portatore di un’adeguata motivazione circa le valutazioni operate dall’Ufficio che hanno determinato il mancato accoglimento: motivazione che poi dovrà essere trasfusa nel successivo avviso di accertamento che secondo la Circolare dell’Agenzia delle Entrate dovrà tener conto degli eventuali chiarimenti o prove documentali forniti dal contribuente nel corso del contraddittorio precedentemente svolto. Considerazioni finali
Da questa breve disamina emerge, l’importanza per tutti i contribuenti, in occasione di ogni spesa per investimenti o per l’intestazione di taluni beni di consumo durevole di valutare preventivamente gli eventuali riflessi che l’operazione potrebbe avere in termini di “redditometro” analizzando anche la documentazione che è opportuno tenere a disposizione dell’Amministrazione finanziaria in vista di una possibile richiesta di chiarimenti. * Le opinioni sono espresse a titolo personale e non rappresentano quelle dell’Istituzione di appartenenza
i Non soggette, appunto, all’obbligo della contabilità.
ii Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 51 del 2 marzo 2007 del provvedimento direttoriale del 14 febbraio 2007 sono in vigore dal 2 marzo 2007 i nuovi importi degli indici presuntivi di reddito o di maggior reddito. Tale provvedimento ha aggiornato, per gli anni 2006-2007, la Tabella allegata al citato decreto ministeriale sulla base del tasso ufficiale di cambio e della variazione percentuale del periodo giugno 1992 – giugno 2006 così come individuata dall’Istat. L’art. 5, comma 1 del citato decreto prevede che gli importi stabiliti nella tabella allegata sono adeguati ogni due anni sulla base delle variazioni percentuali dell’indice dei prezzi al consumo calcolato dall’istituto nazionale di statistica. Sul punto vedasi A. Bonci, Fisco sempre più redditometro, in “Italia Oggi del 5 marzo 2007, pag. 4; A. Bonci, Il redditometro alza un po’ il tiro, in “Italia Oggi del 6 marzo 2007, pag. 33; T. Morina, Il redditometro si aggiorna, in “Il Sole 24 Ore” del 3 marzo 2007; A. Buscema, Il redditometro si aggiorna Nuovi indici per il 2006 e il 2007, in il Fisco n. 11/2007, pag. 1590. iii I beni e i servizi a disposizione del contribuente e utilizzabili dall’amministrazione finanziaria per la determinazione sintetica del reddito netto complessivo sono quelli di seguito elencati:
Residenze principali e secondarie a disposizione (anche all’estero) di proprietà (o in multiproprietà) o in locazione. Non si considerano i fabbricati ad uso abitativo che non sono a disposizione, per esempio quelli dati in affitto a terzi o in comodato a soggetti diversi dai familiari a carico (per il periodo di locazione o di uso gratuito). Aerei ed elicotteri da turismo, alianti, ultra leggeri e deltaplani a motore. Motocicli con una cilindrata superiore a 250 CC. imbarcazioni da diporto a vela o a motore e navi Collaboratori familiari. Rientrano in questa voce le ore di servizio prestate dagli addetti alla casa che svolgono a pagamento servizi di lavoro domestico. Sono, invece, esclusi quelli addetti esclusivamente all’assistenza di infermi o di invalidi. Assicurazioni. Sono escluse da questa categoria quelle per responsabilità civile, incendio e furto dei veicoli, le assicurazioni sulla vita e quelle contro infortuni e malattie. Per i cavalli da equitazione si intendono quelli da concorso o da maneggio. I cavalli da corsa , invece, sono quelli che iscritti nel libro genealogico degli Enti tecnici italiani o stranieri, hanno partecipato nell’anno ad una o più corse tra quelle previste dai calendari UNIRE o FISE.
Resta ferma la possibilità di ricorrere anche ad altri elementi indicativi di capacità contributiva, comunque legittimamente acquisiti ma soggetti ad incertezza circa la loro valutazione; Cfr. Gianfranco Antico-Fabio Carrirolo-Valeria Fusconi-Giuseppe Tucci-Antonio Zappi in “L’accertamento fiscale”,pag. 194 par. 3.3.7.1 - Edizioni il Sole 24 Ore – seconda edizione Aprile 2007
iv Non vanno mai considerati i beni e i servizi esclusivamente strumentali all’attività d’impresa o di lavoro autonomo.
v Il comma 5 recita testualmente: “Qualora l’Ufficio determini sinteticamente il reddito complessivo netto in relazione alla spesa per incrementi patrimoniali, la stessa si presume sostenuta, salvo prova contraria, con redditi conseguiti, in quote costanti, nell’anno in cui è stata effettuata e nei quattro precedenti”.
vi È ovvio che il valore è su base annua. Pertanto, nel caso in cui la disponibilità del bene e/o servizio è inferiore ai canonici dodici mesi, è necessario rapportare tale valore ai mesi di effettiva disponibilità.
vii Lo stesso procedimento si rende applicabile nel caso in cui il bene e/o servizio viene parzialmente utilizzato per attività d’impresa o di lavoro autonomo.
viii L’art. 2 del D.L. 30 settembre 2005, n. 203 convertito nella legge 2 dicembre 2005, n. 248, ha sostituito le parole “nei cinque precedenti”, con le parole “nei quattro precedenti”.
ix In assoluta coerenza con le indicazioni dell’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per il triennio 2007-2009.
x È di tutta evidenza il riferimento allo strumento dell’accertamento sintetico ex art. 38, comma 4 e 5 del D.P.R. 600/73.
xi L’amministrazione, inoltre, raccomanda di estendere il controllo sui componenti del nucleo familiare del contribuente nel caso in cui questi ultimi partecipano in maniera consistente alle spese di acquisto e/o gestione di beni e servizi rilevanti ai fini dell’accertamento sintetico. xii Nel dettaglio sarà necessario: Circoscrivere la selezione sulla base di “conoscibili informazioni indiziarie in ordine a manifestazioni di particolare capacità contributiva” disponibili attraverso liste selettive ed attività di intelligence; Privilegiare soggetti con “manifestazioni di ricchezza” assunte da atti registrati;
Ricercare eventuali atti di disinvestimenti (donazioni, mutui, ecc.) stipulati in anni precedenti a quello oggetto di controllo;
Valutare la situazione fiscale ed economica dei componenti il nucleo familiare
Vedasi la Circolare n. 49/E del 09 agosto 2007, pag. 6.
xiii Si rammenta che il reddito convenzionale deve essere superiore di almeno un 25% rispetto al reddito dichiarato; art. 38, comma 4, DPR 600/73.
xiv Ad ogni Prezzo convenzionale è associata una codifica specifica.
xv Circolare 49/E del 9 agosto 2007, Allegato 1, pag. 2. xvi Imponibile Irpef dichiarato + redditi dichiarati a tassazione separata sostitutiva quadro RM + eventuali redditi di lavoro dipendente a tassazione separata o emolumenti correlati al lavoro dipendente o pensione desunti dalla dichiarazione del sostituto d’imposta.
xvii Le istruzioni precisano che la regola seguita è la seguente: “in caso di immatricolazioni effettuate dal primo al quindici (compreso) di ciascun mese, il mese è stato computato per intero; nel caso di immatricolazioni effettuate dal giorno sedici di ciascun mese fino alla fine dello stesso, il mese non è stato computato”. xviii Vedasi G. Patrizi, L’accertamento sintetico del reddito – le ultime istruzioni operative dell’Agenzia delle Entrate, in Il Fisco n. 33/2007, p. 4893 e seguenti.
xix Cfr. Francesco Dipaola in “Redditometro – Rilevanza del Contraddittorio”, pag. 31 – La Settimana Fiscale n. 46 del 6 dicembre 2007 – Ediz. Il sole 24 Ore;
xx Cfr. Carlo Nocera in “Operatività e contraddittorio da Accertamento Sintetico” pag. 12 in Guida ai Controlli Fiscali n° 10/Ottobre 2007 – Rivista Mensile diretta da Bruno Frizzerea- Il Sole 24 Ore; xxi Cfr. Gianfranco Antico-Fabio Carrirolo-Valeria Fusconi-Giuseppe Tucci-Antonio Zappi in “L’accertamento fiscale”,pag. 194 par. 3.3.7. - Edizioni il Sole 24 Ore – seconda edizione Aprile 2007;