Source: https://libranorimbergaitaliana.wordpress.com/2014/09/12/la-denuncia-in-pillole-5/
Timestamp: 2017-06-22 14:10:19+00:00
Document Index: 50188429

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 77', 'art. 61']

La denuncia in pillole #5 | Norimberga Italiana
#fermiamoladittaturaI miei Cinguettii	Posted on 12 settembre 201415 ottobre 2014
La denuncia in pillole #5	Gli interrogatori che Libra ha chiesto al GIP nell’atto di opposizione depositato il 12 maggio 2014 per rispondere alla richiesta di archiviazione lampo della PM del procedimento aperto 7 mesi fa alla Procura di Roma
Non rispondono ai cittadini né ai giornalisti, lo facciano davanti ai Giudici
Si chiede di acquisire e chiedere conferma, motivazioni, nonché dettagli, delle seguenti dichiarazioni rese dal Pres. Renzi e su di lui.
“Dal punto di vista giuridico e tecnico la trovo sorprendente. La Corte dice che il Parlamento può approvare una nuova legge elettorale? Beh, grazie di cuore per la cortese concessione. Meno male che ce l’hanno detto i giudici. O hanno il senso dell’umorismo, o non so cosa pensare. Non avevamo bisogno di una sentenza della Consulta per superare il Porcellum”. E assicura che il Pd ”la legge la farà”, ripartendo ”dalla Camera.” (il Mattino, 5 dicembre 2013)
(Durante la trasmissione Otto e mezzo, 3 aprile 2014; citato in: Il Fatto Quotidiano, 4 aprile 2014)
“Ma guardiamo la realtà: la popolarità del governo [Letta] è ai minimi, non ci sono più le
￼￼￼￼larghe intese, né l’emergenza finanziaria. Se uno mi chiede cosa ho fatto da sindaco in questi undici mesi, so cosa rispondere: piazze, asili, pedonalizzazioni. Se mi chiedono cos’ha fatto il governo in questi undici mesi faccio più fatica a rispondere. Per questo motivo bisogna cambiare passo.”
Dal discorso di vittoria delle primarie del PD 2013; citato in Ansa, 9 dicembre 2013.
l’On. Alfredo D’Attore intervistato da Il Fatto Quotidiano il 26 Marzo 2014 sostiene che la riforma delle Province “elimina solo 3.000 eletti, ma gli enti restano” ed il personale potrà anche essere ricollocato nelle Regioni, addirittura con un aggravio di costi.
Occorre in particolare accertare i seguenti elementi:
• Perché il Presidente Renzi non abbia rassegnato le dimissioni dopo la sentenza n. 1/2014, ma anzi al quotidiano Il Mattino ha ironizzato sulla “cortese concessione” della Corte Costituzionale nel lasciare in vita il Parlamento in regime di prorogatio e nel precisare nel comunicato stampa che era possibile votare una nuova legge elettorale;
• Perché dal momento che il 5 dicembre dichiarava che la legge si sarebbe fatta non è stata ancora approvata, ma anzi, nonostante sia una legge ordinaria, viene posticipata a quando saranno completate complesse e lunghe riforme costituzionali.
• Se ritiene che il Parlamento che ha dato la fiducia al suo governo, alla luce della sentenza della Consulta, fosse legittimato ad esprimere un nuovo governo e lo sia ora a fare riforme della Costituzione.
• Perché abbia pubblicamente fatto accordi con Silvio Berlusconi, espulso dal Parlamento, perché pregiudicato, per elaborare la riforma elettorale a fine gennaio 2014 e se concorda che il progetto di legge risultatone, cd. Italicum, presenti gli stessi gravi vizi costituzionali rilevati nella sentenza n. 1/2014, (si acquisiscano, in tal senso anche i pareri espresso dal Prof. Gaetano Azzariti, docente di diritto costituzionale alla Sapienza, nonché dal giudice Ferdinando Imposimato) ossia: non ripristina il voto diretto e continua a presentare un premio “abnorme” senza soglia minima, -­‐ caratteristiche trasferite al secondo turno, che rendono il primo turno inutile, dal momento che i primi due partiti, anche se non raggiungono la soglia minima, vanno al ballottaggio che, appunto, non presenta alcuna soglia -­‐.
• Si chieda, inoltre, conferma che l’Italicum viene nuovamente definito un proporzionale corretto e di spiegare tecnicamente, in particolare, come è stato conciliato nei dettagli il proporzionale con il bipolarismo, concetti entrambi invocati dal suo partito per descrivere il sistema.
• Sarebbe utile capire qual è la straordinaria necessità ed urgenza (art. 77, co. 2 Cost.) delle riforme costituzionali proposte, che sola autorizza, secondo la maggioritaria dottrina pubblicistica, le Camere in regime di prorogatio a legiferare oltre l’ordinaria amministrazione (art. 61, co. 2 Cost.).
• Se è vero, relativamente alle riforme in programma, che, come sostenuto anche dal suo compagno di partito On. D’Attore, il cd. ddl. Del Rio, sull’abolizione delle Province, anteposto alla riforma elettorale dall’agenda proposta dal suo Governo, non assicura affatto una sostanziale riduzione della spesa pubblica.
• Se conferma i calcoli de Il Sole 24 Ore secondo i quali il contributo di 80 euro da lui promesso, potrebbe ridursi a circa 53 euro e soprattutto se può illustrare tecnicamente tramite dati macroeconomici, come pensa che tale contributo possa risollevare le famiglie e l’economia, come sostiene, o cosa intende che nel dire che questa misura è un’”iniezione di fiducia”.
• Se è vero che ha dichiarato alle Camere che il limite del 3% nel rapporto deficit/pil imposto dal Trattato di Maastricht è un “paradosso anacronistico”, se è a conoscenza che comunque l’Italia con l’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione, votato anche dal suo partito, non può superare non il 3, ma lo 0% e cosa pensa del parere dell’On. Pierluigi Bersani espresso alla Camera dei Deputati l’11 settembre 2011, quando il Governo Berlusconi presentò la riforma subito dopo la lettera di Draghi e Trichet. Riforma che poi fu completata durante il governo Monti, grazie soprattutto ai voti del suo partito, facendo dell’Italia l’unico Paese aderente al cd. Fiscal compact che ha dato seguito alla mera raccomandazione contenuta nel Trattato di inserire a livello costituzionale tale obbligo.
“Per favore, non parliamo di cose che non esistono in nessun posto al mondo, pareggio di bilancio in Costituzione. Non è che intendiamo nei secoli castrarci di ogni possibile politica economica”.
Gli altri principali politici che Libra chiede d’interrogare:
Pierluigi Bersani Pietro Grasso
denuncia indagini preliminari La denuncia in pillole
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