Source: http://www.mignolopartners.com/1/stabilita_2015_split_payment_nei_rapporti_con_la_p_a_10252376.html
Timestamp: 2018-11-15 04:01:11+00:00
Document Index: 2600598

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 30', 'art.6', 'art 17', 'art 17']

STABILITA' 2015: Split Payment nei rapporti con la P.A. | Mignolo & Partners
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STABILITA' 2015: Split Payment nei rapporti con la P.A.
La Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190/2014), pubblicata sulla G.U. n. 300 del 29 dicembre 2014, ha introdotto un nuovo meccanismo di assolvimento dell'IVA denominato "split payment" da utilizzarsi a partire dal 1° gennaio 2015 in caso di cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di Stato e enti pubblici. In particolare, viente intradotto il nuovo art. 17-ter nel DPR 633/72.
Il nuovo Art. 17-ter del DPR 633/72
«Art. 17-ter. - (Operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici).
1. Per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato, degli organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica, degli enti pubblici territoriali e dei consorzi tra essi costituiti ai sensi dell'articolo 31 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, degli istituti universitari, delle aziende sanitarie locali, degli enti ospedalieri, degli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, degli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza, per i quali i suddetti cessionari o committenti non sono debitori d'imposta ai sensi delle disposizioni in materia d'imposta sul valore aggiunto, l'imposta e' in ogni caso versata dai medesimi secondo modalità e termini fissati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito».
Nulla cambia nella redazione e l'emissione delle fatture (anche elettroniche), fatto salvo l'obbligo, per l'emittente, di indicare “scissione dei pagamenti ai sensi dell'art. 17-ter del DPR 633/72", quindi con la rivalsa dell'IVA. Quest'ultima, tuttavia, non verrà incassata dal fornitore bensì versata direttamente dall'ente pubblico. In sede di registrazione della fattura, dunque, l'IVA verrà annotata nel registro Iva vendite ma non ricadrà nella liquidazione periodica. Lo storno dell'IVA può essere effettuato con una scrittura successiva alla registrazione della fattura, ovvero con apposita scrittura che indichi contestualmente alla registrazione della fattura l'ammontare dell'IVA sia in dare sia in avere. Anche se risulta esposta nella fattura emessa dal fornitore, l'IVA non è da ritenere credito vantato da quest'ultimo in quanto è, a priori, escluso dalla possibilità di sua percezione. La PA è tenuta al versamento dell'Iva all'erario che resta quindi l'unico beneficiario.
Lo Split Payment non si applica se c'è ritenuta d'acconto in fattura
La Fondazione nazionale commercialisti con comunicato stampa del 19 gennaio 2015 ha confermato l'interpretazione secondo cui la disposizione contenuta al punto 2 del nuovo art. 17-ter del D.P.R. 633/72, che recita "le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito", è volta a escludere dall'ambito di applicazione dello split payment tutte le prestazioni di servizi soggette a ritenuta, sia a titolo di acconto che d'imposta, in quanto la parola "imposta" deve essere legata alle parole "sul reddito" e non alle parole"ritenute alla fonte a titolo di...".
DURC negativo: Il regolamento di attuazione del codice contratti appalto pubblici (D.lgs. 163/2006), prevede che le PA richiedano il Durc prima di effettuare pagamenti a favore dei propri fornitori ed in presenza di irregolarità attivino il c.d. "intervento sostitutivo", ovvero paghino l'importo dovuto direttamente all'istituto previdenziale e/o assicurativo creditore. Tale procedimento, nel caso di fatture soggette al regime dello split payment, deve essere avviato con riferimento solo alla parte di credito effettivamente vantato dal fornitore, cioè all'importo dell'imponibile della fattura, quindi escluso IVA.
Creditore pignoratizio o Debitore pignorato: Le sentenze per pignoramento dei crediti nei confronti di PA dovranno tener conto della nuova norma e pertanto stabilire il pignoramento di somme solo nel limite del debito esigibile, cioè al netto dell'Iva.
Rimborsi IVA: Le società che lavorano prevalentemente con Stato e enti pubblici, non incassando più l'IVA sulle fatture emesse nei confronti delle P.A., potranno incorrere in alcuni problemi di natura finanziaria. Tali soggetti infatti tenderanno ad avere costantemente un credito IVA di importo rilevante: a tal proposito si attende un provvedimento del Ministero dell'Economia e delle Finanze con cui saranno individuate le modalità e i termini per ottenere il rimborso IVA, che dovrebbe essere eseguito in via prioritaria, e con cui si chiarirà se tali operazioni possano rientrare tra quelle previste agli art. 30 e 38 bis del D.P.R. 633/72 per i rimborsi immediati.
Fatture emesse prima del 31/12/2014 ed incassate dopo il 01/01/2015: il comunicato stampa del MEF n. 7 del 09 gennaio 2014 chiarisce la prassi da seguire in caso di fatturazione ad enti pubblici in regime di esigibilità differita (art.6, comma 5 del DPR 633/1972). Il regime dello split payment, infatti, ha effetto dalle fatture emesse a partire dal 1°gennaio 2015, la cui esigibilità si verifica successivamente a tale data. Il testo del comma 629, secondo cui il regime fa riferimento alle operazioni esigibili a partire dal 1°gennaio 2015 viene in parte modificato. Le fatture emesse nel 2014 ma non ancora incassate al 1° gennaio 2015 seguono ancora il vecchio regime (l'IVA a debito viene incassata dal fornitore e ricade nella liquidazione periodica); è opportuno pertanto tenerle distinte da quelle emesse da parte dei fornitori nel corso del 2015 al fine dello specifico trattamento, contabile e dei pagamenti.
Differenze tra Reverse Charge e Split Payment
Entrambi gli istituti rappresentano deroghe al sistema ordinario di versamento dell'IVA. Le principali differenze sono riassunte di seguito.
Reverse charge (art 17 comma 6 DPR 633/1972)
Split payment (art 17 ter DPR 633/1972)
- Senza indicazione dell'IVA
- Con indicazione della norma di riferimento
- Con indicazione dell'IVA
Ricezione della fattura
- Integrazione documento con indicazione aliquota e ammontare IVA
Registrazione da parte del cedente
- Nel registro fatture di vendita o registro dei corrispettivi
Registrazione da parte del cessionario/committente
- Nel registro fatture di acquisto
- Nel registro fatture di vendita
Adempimenti a seguito della liquidazione IVA del cedente
- Storno dell'ammontare dell'IVA
Adempimenti a seguito della liquidazione IVA del cessionario/committente
- IVA su acquisti
- IVA su vendite
- Paga l'importo dell'IVA all'Erario, secondo le regole in corso di definizione
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