Source: http://docplayer.it/105817626-Modello-di-organizzazione-gestione-e-controllo-ex-decreto-legislativo-8-giugno-2001-n-231.html
Timestamp: 2019-01-22 17:48:42+00:00
Document Index: 166483753

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 27', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 10', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art.2', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art 9', 'art. 45', 'art. 23', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 6', 'art. 316', 'art. 316', 'art. 640', 'art. 640', 'art. 640', 'art. 615', 'art. 491', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 635', 'art. 635', 'art. 416', 'art. 322', 'art. 319', 'art. 319', 'art.2627', 'art. 2638', 'art. 589', 'art. 590', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 171', 'art. 377', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25']

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N PDF
Download "MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. 231"
1 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. 231 [DELIBERA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 31 MARZO 2017] Capitale Sociale ,00 interamente versato. Iscrizione al registro delle imprese di Roma, C.F. e P. IVA Tel Fax
2 INDICE 1 IL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/2001 E LA NORMATIVA RILEVANTE Fattispecie di reato previste dal Decreto Reati commessi all estero Responsabilità, sanzioni e condizioni di esenzione ADOZIONE DEL MODELLO DA PARTE DI NOVARES Ruolo e attività di Novares SpA Sistema di Governance e assetto organizzativo Motivazioni nell adozione del Modello di Organizzazione Gestione e Controllo da parte di Novares Spa Attuazione del Modello Destinatari Elementi fondamentali del Modello Codice Etico e Modello Percorso Metodologico di definizione del Modello: mappatura delle attività a rischio-reato, processi sensibili e protocolli Sistema di Controllo Interno Regole comportamentali di carattere generale L ORGANISMO DI VIGILANZA (ODV) Identificazione e requisiti Nomina, revoca e cause di decadenza Funzioni e Poteri Flussi informativi verso l OdV Trasmissione e valutazione dei Flussi informativi Reporting dell OdV verso il Vertice Aziendale Raccolta e conservazione delle informazioni FORMAZIONE E COMUNICAZIONE Impegni e comunicazione nei confronti del personale Formazione Impegni per i membri degli Organi Sociali Informativa a collaboratori e interlocutori SISTEMA DISCIPLINARE Principi generali Tipologia e criteri di applicazione delle sanzioni Misure sanzionatorie Personale dipendente Pag. 2 a 50
3 5.3.2 Dirigenti Misure nei confronti degli Amministratori Misure nei confronti dei prestatori di lavoro temporaneo Soggetti aventi rapporti contrattuali con Novares SpA Misure nei confronti di collaboratori esterni e lavoratori parasubordinati AGGIORNAMENTO DEL MODELLO ALLEGATO 1 - SCHEDA EVIDENZA RISCHIO REATI EX D.LGS. N. 231/ ALLEGATO 2 - SEGNALAZIONE DI VIOLAZIONE O SOSPETTO DI VIOLAZIONE DEL MODELLO E/O DEL CODICE ETICO ALLEGATO 3 - DICHIARAZIONE DI ASSENZA DI CONFLITTI DI INTERESSE ALLEGATO 4 DICHIARAZIONE E CLAUSOLA RISOLUTIVA ALLEGATO 5 - ELENCO DEI REATI PRESUPPOSTO ALLEGATO 6 - FATTISPECIE DI REATO POTENZIALMENTE REALIZZABILI IN NOVARES SPA Pag. 3 a 50
4 DEFINIZIONI Aree a Rischio Aree di attività aziendale nel cui ambito risulta profilarsi, in termini più concreti, il rischio di commissione dei reati contemplati dal D.Lgs. n. 231/2001. CCNL Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicabile ai Dipendenti. Codice Etico Codice Etico adottato da NOVARES, con delibera del Consiglio di amministrazione. Collaboratori Coloro che agiscono in nome e/o per conto di NOVARES sulla base di apposito mandato o di altro vincolo contrattuale. Decreto D.Lgs. n. 231/2001, e successive modifiche ed integrazioni. Destinatari Tutti i soggetti destinatari del Modello come qualificati nell ambito del presente documento (cfr. par. 2.5). Dipendenti Tutti i lavoratori subordinati della Società (compresi i dirigenti); Enti Enti, Società, associazioni, consorzi, ecc., rilevanti ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001. Interlocutori Ad esclusione dei Collaboratori, tutte le controparti contrattuali di NOVARES SpA, indifferentemente persone fisiche o giuridiche, quali fornitori, clienti ed in generale tutti i soggetti verso o da parte dei quali la Società eroghi o riceva una qualunque prestazione contrattuale. Linee Guida Le Linee Guida per la costruzione dei Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo secondo il Decreto. Modello o Modelli Modelli o il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo previsti dal Decreto. Organi Sociali Assemblea dei Soci, Consiglio di amministrazione o Amministratore Unico e Collegio Sindacale di NOVARES SpA. Organismo di Vigilanza L Organismo di Vigilanza ai sensi del Decreto. o Organismo o ODV P.A. Qualsiasi Pubblica Amministrazione, inclusi i relativi esponenti nella loro veste di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio anche di fatto, nonché i membri degli Organi delle Comunità Europee e i funzionari delle Comunità Europee e di Stati esteri. Protocolli 231 Documenti definiti per ogniprocesso sensibile per la migliore focalizzazionedelle aree di presidio rischioreato. Reati o Reato I reati rilevanti a norma del Decreto. Pag. 4 a 50
5 1 IL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/2001 E LA NORMATIVA RILEVANTE Con il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante la Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell art. 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300 (di seguito il Decreto ), si è inteso adeguare la normativa interna in materia di responsabilità delle persone giuridiche alle convenzioni internazionali cui l Italia ha già da tempo aderito, quali: la Convenzione di Bruxelles della Comunità Europea del 26 luglio 1995 sulla tutela degli interessi finanziari; la Convenzione di Bruxelles del 26 maggio 1997 sulla lotta alla corruzione; la Convenzione OCSE del 17 dicembre 1997 sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche e internazionali. Il Decreto ha introdotto nell ordinamento italiano un regime di responsabilità amministrativa (riferibile sostanzialmente alla responsabilità penale) a carico degli enti (da intendersi come società, associazioni, consorzi, ecc., di seguito denominati Enti ) per alcune fattispecie di reato commesse, nell interesse oppure a vantaggio degli stessi Enti, da: persone fisiche che rivestano funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione degli Enti stessi o di una loro unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale; persone fisiche che esercitino, anche di fatto, la gestione e il controllo degli Enti medesimi; persone fisiche sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti sopra indicati. Tale responsabilità si aggiunge a quella (penale) della persona fisica che ha realizzato materialmente il reato. Quanto ai reati societari sanzionati dal Decreto, è sufficiente che vi sia l elemento dell interesse, a nulla rilevando che la società abbia tratto un profitto dalla commissione dell illecito. Prima dell entrata in vigore del Decreto, il principio di personalità della responsabilità penale posto dall art. 27 Cost. precludeva la possibilità di giudicare ed eventualmente condannare in sede penale gli Enti in relazione a reati commessi nel loro interesse, potendo sussistere soltanto una responsabilità solidale in sede civile per il danno eventualmente cagionato dal proprio dipendente ovvero per l obbligazione civile derivante dalla condanna al pagamento della multa o dell ammenda del dipendente in caso di sua insolvibilità (artt. 196 e 197 c.p.p.). 1.1 Fattispecie di reato previste dal Decreto L Ente può essere chiamato a rispondere solo in relazione a determinati reati (c.d. reati presupposto), individuati dal Decreto, nonché dalle leggi che espressamente richiamano la disciplina del Decreto. Attualmente, i reati presupposto sono riconducibili alle seguenti categorie: A. Reati contro la P.A. (artt. 24 e 25 del Decreto); B. Reati di criminalità informatica e trattamento illecito di dati introdotti nel Decreto dalla Legge n. 48/2008 (art. 24-bis); C. Reati di criminalità organizzata introdotti nel Decreto dalla Legge n. 94/2009 (art. 24-ter); D. Reati in materia di falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento, introdotti nel Decreto dalla Legge n. 409/2001 e modificati con la Legge n. 99/2009 (art. 25- bis); E. Delitti contro l industria e il commercio, introdotti nel Decreto dalla Legge n. 99/2009 (art. 25-bis 1); F. Reati societari, introdotti nel Decreto dal D.Lgs.n. 61/2002 e modificati dalla Legge n. 262/2005, dalla Legge n. 190/2012 e dalla Legge n. 69/2015(art. 25-ter); Pag. 5 a 50
6 G. Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico, introdotti nel Decreto dalla Legge n. 7/2003 (art. 25-quater); H. Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili, introdotti nel Decreto dalla Legge n. 7/2006 (art. 25- quater 1); I. Delitti contro la personalità individuale introdotti nel Decreto dalla Legge n. 228/2003 e modificati con la Legge n. 38/2006 (art. 25-quinquies); J. Abusi di mercato, introdotti nel Decreto dalla Legge n. 62/2005 e modificati dalla Legge n. 262/2005 (art. 25- sexies); K. Reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme infortunistiche e sulla tutela dell igiene e della salute sul lavoro introdotti nel Decreto dalla Legge n. 123/2007 (art. 25-septies); L. Reati transnazionali richiamati dall art. 10 della Legge n. 146/2006, recante Ratifica ed esecuzione della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, adottati dall Assemblea generale il 15 novembre 2000 ed il 31 maggio 2001 ; M. Reati in materia di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, nonché autoriciclaggio introdotti nel Decreto dal D.Lgs. n. 231/2007 e modificati con la Legge n. 186/2014 (art. 25- octies); N. Delitti in materia di violazione del diritto d autore, introdotti nel Decreto dalla Legge n. 99/2009 (art. 25- novies); O. Reato di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria introdotto nel Decreto dalla Legge n. 116/2009 (art. 25-decies); P. Reati in materia di tutela dell ambiente, introdotti nel Decreto dal D.Lgs.n. 121/2011, art.2, commi 2 e seguenti, e modificati con la Legge n. 68/2015 (art. 25-undecies); Q. Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, introdotto nel Decreto dal D.Lgs. n. 109/2012 (art. 25-duodecies). Un elenco completo e dettagliato dei reati presupposto è contenuto nell Allegato 5 del presente Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo. 1.2 Reati commessi all estero La responsabilità prevista dal Decreto si configura anche in relazione a reati commessi all estero, a condizione che per gli stessi non proceda lo Stato del luogo in cui è stato commesso il reato e che: il reato sia stato commesso all estero da un soggetto funzionalmente legato all Ente; la legge preveda che il colpevole sia punito a richiesta del Ministro della Giustizia, sempre che la richiesta sia stata formulata anche nei confronti dell Ente. 1.3 Responsabilità, sanzioni e condizioni di esenzione Secondo il dettato del Decreto, l Ente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio: da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell Ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso (c.d. soggetti in posizione apicale, art. 5, comma 1, lett. a) del Decreto); Pag. 6 a 50
7 da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di soggetti in posizione apicale (c.d. soggetti sottoposti all altrui direzione, art. 5, comma 1, lett. b) del Decreto). Per espressa previsione legislativa (art. 5, comma 2, del Decreto) l Ente non risponde se le persone indicate hanno agito nell interesse esclusivo proprio o di terzi. In caso di reato commesso da un soggetto in posizione apicale e/o subordinato, l Ente non risponde se prova che (art. 6, comma 1, del Decreto): a) l organo dirigente abbia adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, Modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quelli verificatisi; b) di aver affidato a un Organismo interno, dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, il compito di vigilare sul funzionamento e l osservanza del Modello, nonché di curarne l aggiornamento; c) le persone fisiche abbiano commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione; d) non vi sia stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell organismo di cui alla precedente lettera b). Ne deriva che l Ente non sarà, dunque, assoggettato a sanzioni, se le misure organizzative adottate con l approvazione del Modello siano: idonee, vale a dire tali da garantire che le attività sociali vengano svolte nel rispetto della legge, nonché in grado di monitorare ed eliminare tempestivamente situazioni di rischio; efficaci, cioè proporzionate rispetto alle finalità normative e periodicamente revisionate in relazione alle esigenze che venissero appalesate per eventuali violazioni delle prescrizioni, ovvero in caso di mutamenti nell organizzazione o nelle attività sociali; condizione essenziale di efficacia è l introduzione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure organizzative. Il Modello deve contenere protocolli specifici e concreti. Il Decreto delinea altresì il contenuto dei Modelli, prevedendo che gli stessi debbano rispondere - in relazione all estensione dei poteri delegati ed al rischio di commissione dei reati - alle seguenti esigenze: 1. definizione dei principi etici (il Codice Etico è parte integrante del presente Modello); 2. individuazione delle attività cosiddette sensibili, nel cui ambito, in linea di principio, potrebbero verificarsi le condizioni e/o i mezzi per la commissione dei reati ricompresi nel Decreto (c.d. Matrice dei processi sensibili). La predetta matrice esplicita la ripartizione delle responsabilità ex D.Lgs. n. 231/2001 anche per le attività svolte per conto di NOVARES da altre società del Gruppo FIT (es. contratti di servizio con Arianna 2001 SpA e società collegate); 3. predisposizione di specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l attuazione delle decisioni dell Ente in relazione ai reati da prevenire; 4. individuazione delle modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati; 5. prescrizione degli obblighi di informazione nei confronti dell Organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l osservanza del Modello organizzativo; 6. introduzione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello organizzativo. In base all art 9 del D.Lgs.n. 231/2001, le sanzioni previste per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato sono: sanzioni pecuniarie; sanzioni interdittive; confisca; Pag. 7 a 50
8 pubblicazione della sentenza. In particolare, le sanzioni interdittive hanno ad oggetto la specifica attività alla quale si riferisce l illecito dell Ente e sono costituite da: l interdizione dall esercizio dell attività; il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione; la sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell illecito; l esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi, e/o la revoca di quelli eventualmente già concessi; il divieto di pubblicizzare beni o servizi. Le sanzioni interdittive sono applicate nelle ipotesi tassativamente indicate dal Decreto, solo se ricorre almeno una delle seguenti condizioni: 1) l Ente ha tratto dal reato un profitto di rilevante entità ed il reato è stato commesso: da soggetti in posizione apicale, ovvero, da soggetti sottoposti all altrui direzione e vigilanza quando la commissione del reato è stata determinata o agevolata da gravi carenze organizzative; 2) in caso di reiterazione degli illeciti. Il tipo e la durata delle sanzioni interdittive sono stabiliti dal giudice tenendo conto della gravità del fatto, del grado di responsabilità dell Ente e dell attività svolta dall Ente per eliminare o attenuare le conseguenze del fatto e per prevenire la commissione di ulteriori illeciti. In luogo dell applicazione della sanzione, il giudice può disporre la prosecuzione dell attività dell Ente da parte di un commissario giudiziale. Le sanzioni interdittive possono essere applicate all Ente in via cautelare quando sussistano gravi indizi in ordine all esistenza della responsabilità dell Ente nella commissione del reato e vi sono fondati e specifici elementi che fanno ritenere concreto il pericolo che vengano commessi illeciti della stessa natura di quello per cui si procede (art. 45). Anche in tale ipotesi, in luogo della misura cautelare interdittiva, il giudice può nominare un commissario giudiziale. L inosservanza delle sanzioni interdittive determina un ulteriore ipotesi di responsabilità amministrativa dell Ente (art. 23). Le sanzioni dell interdizione dall esercizio dell attività, del divieto di contrattare con la P.A. e del divieto di pubblicizzare beni o servizi possono essere applicate nei casi più gravi in via definitiva. Come misura cautelare, può essere disposto anche il sequestro del prezzo e/o del profitto del reato. Le sanzioni pecuniarie, applicabili a tutti gli illeciti, sono determinate attraverso un sistema basato su quote in numero non inferiore a cento e non superiore a mille e di importo variabile (da un minimo di Euro 258 ad un massimo di Euro 1.549) fino ad Euro ,00. Il giudice determina il numero delle quote tenendo conto della gravità del fatto, del grado della responsabilità dell Ente nonché dell attività svolta per eliminare od attenuare le conseguenze del fatto e per prevenire la commissione di ulteriori illeciti. L importo della quota è fissato sulla base delle condizioni economiche e patrimoniali dell Ente, allo scopo di assicurare l efficacia della sanzione (art. 11 del Decreto). Oltre alle predette sanzioni, il Decreto prevede che venga sempre disposta la confisca del prezzo o del profitto del reato, anche per equivalente, e quindi può avere ad oggetto anche beni o altre utilità di valore equivalente, nonché la pubblicazione della sentenza di condanna in presenza di una sanzione interdittiva. Poiché la responsabilità amministrativa della persona giuridica si aggiunge a quella (penale) della persona fisica, che ha materialmente commesso il reato, sono entrambe oggetto di accertamento nel corso del medesimo procedimento innanzi al giudice penale. Pag. 8 a 50
9 L accertamento della responsabilità dell Ente, attribuito al giudice penale, avviene mediante: la verifica della sussistenza del reato presupposto per la responsabilità dell Ente; l accertamento in ordine alla sussistenza dell interesse o vantaggio dell Ente alla commissione del reato da parte del suo dipendente o apicale; il sindacato di idoneità sul Modello. Il giudizio circa l astratta idoneità del Modello organizzativo a prevenire i reati di cui al Decreto è condotto secondo il criterio della c.d. prognosi postuma. Tale giudizio di idoneità è, cioè, formulato secondo un criterio sostanzialmente ex ante, per cui il giudice si colloca, idealmente, nella realtà aziendale nel momento in cui si è verificato l illecito, per saggiare la congruenza del Modello adottato. All esito del processo ci sarà una sentenza: di esclusione della responsabilità dell Ente (se l illecito non sussiste od è insufficiente o contraddittoria la prova); di condanna (con applicazione della sanzione pecuniaria e/o interdittiva). Presso il Casellario Giudiziale Centrale è istituita l Anagrafe Nazionale delle Sanzioni Amministrative presso cui sono iscritte le sentenze e/o i decreti divenuti irrevocabili. 2 ADOZIONE DEL MODELLO DA PARTE DI NOVARES 2.1 Ruolo e attività di Novares SpA La società Novares SpA (già Serti S.p.A. ) è stata costituita il , e ha come attuale oggetto sociale la gestione (liquidazione - accertamento e riscossione) in concessione secondo qualsiasi forma o modalità di legge nel rispetto delle prescrizioni del D.Lgs. 15 dicembre 1997 n. 446 e della Legge n. 248/2005 e della preventiva iscrizione all'albo Nazionale dei soggetti abilitati ad effettuare attività di liquidazione e accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle province e dei comuni presso il Ministero dell Economia e Finanza, di: Tutte le entrate tributarie comunali, provinciali, regionali, comprese quelle derivanti dalle gestioni cimiteriali; Tutte le entrate e/o attività dei consorzi, società o aziende consortili; Tutte le entrate patrimoniali comunali, provinciali, regionali nonché di aziende consortili e delle Aziende Sanitarie Locali compresa la gestione e la riscossione dei ticket sanitari e dei parcheggi auto; Tutti i diritti, canoni, tariffe e sanzioni amministrative di competenza degli enti sopracitati; Tutte le entrate derivanti dalla gestione della rete gas, idrica ed elettrica, ivi compreso il censimento utenze acqua, luce, gas, letture contatori, telerilevamento dei consumi, bollettazione e/o fatturazione, stampa, raccolta, distribuzione, spedizione e/o recapito bollette e fatture, gestione dei versamenti effettuati e delle morosità; Postalizzazione delle sanzioni amministrative, comprese quelle relative alla violazione del codice della strada. La Società potrà progettare ed erogare, anche in forma integrata, a favore di Enti pubblici o di soggetti privati ogni tipologia di Servizi di supporto anche relativamente a quanto concerne la gestione di tutte le Entrate comunali tributarie ed extratributarie. A titolo meramente esemplificativo e non esaustivo: Pianificazione strategica; pianificazione economico-finanziaria; razionalizzazione e/o contenimento della spesa; Piani di performance e elaborazioni di sistemi di misurazione e valutazione delle performance; analisi organizzativa dei processi interni; formazione ed aggiornamento del Personale; ricognizione, gestione e valorizzazione dei beni patrimoniali; gestione e manutenzione di parcheggi a pagamento; progettazione, realizzazione e gestione di piani di impiantistica pubblicitaria. Per conseguire gli obbiettivi di cui sopra la società potrà stipulare qualsivoglia contratto, acquistare e vendere beni mobili e immobili. Pag. 9 a 50
10 La società potrà effettuare, autonomamente e/o disgiuntamente dal rapporto di concessione, per conto degli Enti Pubblici e per e/terzi, i censimenti tributari e patrimoniali, l'aggiornamento ed il controllo dei ruoli inerenti le imposte, tasse, tributi, diritti, canoni patrimoniali, canoni ricognitori, canoni non ricognitori; ticket sanitari, tariffe e quant'altro può formare oggetto di entrate a favore degli enti stessi. La Società potrà esercitare attività di recupero crediti stragiudiziale per la quale occorre la licenza della Questura; La società potrà svolgere tutti i servizi di perizia sui crediti ed attività di "due diligence" ai fini di una gestione razionale di realizzo dei crediti, secondo criteri di economicità e prudenza, che si sostanzia in: a) Esame e ricostruzione della documentazione contabile e contrattuale, al fine di verificarne la regolarità formale e la completezza; b) Raccolta ed analisi di dati ed informazioni di carattere economico, finanziario e patrimoniale sui soggetti debitori e loro esponenti; c) Attività di rintraccio del debitore eventualmente irreperibile; d) Valutazione delle reali prospettive di realizzo e i margini eventuali delle soluzioni transattive. La società potrà compiere qualsiasi operazione commerciale, industriale, immobiliare, mobiliare e finanziaria (quest'ultima non in materia prevalente), atta al raggiungimento dello scopo sociale, compresa la facoltà di rilasciare avalli, fideiussioni, ipoteche ed in genere garanzie reali e personali. La società può costituire uno o più patrimoni destinati, ciascuno, ad uno specifico affare, con deliberazione dell'organo Amministrativo e secondo la disciplina stabilita dal Codice Civile. L'Organo Amministrativo può, altresì, stipulare uno o più contratti relativi al finanziamento di specifici affari, secondo la disciplina stabilita dal Codice Civile. 2.2 Sistema di Governance e assetto organizzativo Novares SpA ha adottato il modello di governance tradizionale. La società, ai sensi dell art. 14 dello Statuto, è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un numero di membri anche non soci, compreso tra due e undici o da un Amministratore unico anche non socio. Gli amministratori restano in carica per il periodo che sarà determinato di volta in volta dall' Assemblea, con il limite massimo di tre esercizi, e sono rieleggibili. Il Consiglio di Amministrazione o l Amministratore Unico e le Direzioni/Funzioni, per quanto di rispettiva competenza, definiscono la struttura funzionale del sistema dei controlli interni, verificano periodicamente la sua efficacia ed efficienza al fine di correggerne eventuali disfunzioni e promuovono lo sviluppo di una cultura che valorizzi la funzione del controllo. Il Collegio Sindacale vigila sull osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull adeguatezza dell assetto organizzativo e amministrativo adottato dalla società. Il controllo contabile è esercitato, giusto affidamento triennale ex D.L.vo n. 39 /2010, da una società di revisione iscritta nel registro presso il Ministero dell Economia e Finanza. Novares SpA ha adottato una struttura organizzativa articolata in base ad un modello particolarmente snello composto da due Aree, Gare e Affari Legali e Business Operations, che fanno capo all Amministratore Delegato (come da vigenti Organigramma e Comunicazione Organizzativa aziendale). Inoltre, all Amministratore Delegato riporta il Responsabile Amministrazione, Finanza e Controllo. L amministratore delegato assicura, nell ambito delle linee di indirizzo fissate dal CdA, l attuazione delle strategie aziendali, le relazioni istituzionali e la direzione delle risorse umane. Garantisce, attraverso contratti di servizio con la capogruppo Arianna 2001 SpA e le società collegate, la realizzazione delle attività inerenti la gestione e l amministrazione del personale, l ICT e i servizi generali. Di seguito, la descrizione dei principali ambiti di responsabilità: - Gare e Affari Legali assicura lo svolgimento di tutte le attività finalizzate a consentire la partecipazione dell'azienda a gare e confronti competitivi, studiandone le peculiarità dei vari elementi (Bando, Disciplinare, Capitolato, etc.) Pag. 10 a 50
11 garantendo la predisposizione, sia dal punto di vista formale sia da quello sostanziale, dell'offerta e della relativa documentazione, coerentemente con quanto richiesto dai bandi di gara. Assicura all'area Business Operations il supporto necessario a fornire elementi di valutazione utili alla selezione delle gare e dei contesti competitivi ai quali far partecipare la Società. Segnala le anomalie dei contesti di gara che possono rendere opportuna l'adozione, anche in chiave preventiva, di iniziative di tutela giuridica della posizione della Società. Assicura il presidio delle tematiche legali e societarie, connesse con la gestione ed il business aziendale. Cura gli adempimenti e quanto necessario all'attività degli Organi Societari (Presidenza, Consiglio di Amministrazione, Collegio Sindacale, Organismo di Vigilanza). - Business Operations promuove la diffusione della conoscenza dell azienda e delle sue peculiarità presso Enti, Istituzioni, Aziende e soggetti a vario titolo interessati, anche potenzialmente, al business aziendale. Assicura il monitoraggio dei bandi di gara pubblicati dalle stazioni appaltanti, selezionando, in coordinamento con l Area Gare e Affari Legali, quelli ai quali la partecipazione della Società, singolarmente o in associazione con altri soggetti, possa essere utilmente intrapresa, tenendo presente non soltanto la valenza economica, ma anche le potenziali prospettive di coinvolgimento del contesto associativo di Gruppo. Contribuisce a definire le strategie di gara in termini di messa a punto dell'offerta, sia dal punto di vista tecnico, sia da quello economico, valorizzando le peculiarità aziendali che possano costituire fattore di successo in ambito competitivo. Indirizza e coordina le attività dei referenti territoriali incaricati di promuovere - nel rispetto della normativa sugli affidamenti, concessioni e appalti pubblici - l Azienda presso le stazioni appaltanti potenzialmente interessate alla ricerca di un nuovo interlocutore per la gestione delle Entrate. Assicura l'operatività e l equilibrio economico delle commesse in portafoglio e di quelle acquisite, organizzando e gestendo i seguenti processi caratteristici: acquisizione e normalizzazione dati, accertamento, riscossione coattiva e contenzioso tributario. Assicura il funzionamento efficiente delle agenzie territoriali/locali attraverso il coordinamento delle risorse, la valutazione dei fabbisogni e l uniformità delle attività delle Agenzie nell applicazione delle direttive e procedure standard previste. Fornisce tutti gli elementi utili a consentire il corretto monitoraggio e controllo delle attività. - Amministrazione, Finanza e Controllo definisce e dirige il sistema di governo economico, fiscale e finanziario della Società e garantisce, attraverso contratti di servizio con la Capogruppo Arianna 2001 SpA, la supervisione delle attività inerenti la contabilità generale e il bilancio consolidato. 2.3 Motivazioni nell adozione del Modello di Organizzazione Gestione e Controllo da parte di Novares Spa Novares SpA, sensibile all esigenza di assicurare condizioni di correttezza e trasparenza nella conduzione degli affari e delle attività aziendali, a tutela della posizione ed immagine della Società, delle aspettative degli azionisti e del lavoro dei dipendenti, ha svolto un attività di analisi degli strumenti organizzativi, di gestione e di controllo, volto a verificare la corrispondenza dei principi comportamentali alle finalità previste dal Decreto e, se necessario, ad adeguarli al fine di renderli conformi alle citate finalità. Tale iniziativa è stata assunta nella convinzione che l adozione di un Modello coerente con le prescrizioni del Decreto possa costituire, oltre che un valido strumento di sensibilizzazione di tutti coloro che operano per conto della Società, affinché tengano comportamenti conformi alle norme interne ed esterne nell espletamento delle proprie attività, anche un imprescindibile mezzo di prevenzione contro il rischio di commissione dei reati previsti dal Decreto stesso. Pag. 11 a 50
12 In questo quadro, attraverso l adozione del Modello, Novares SpA, consapevole che talune sue attività sono esposte al rischio di alcuni dei reati che possono determinare la responsabilità amministrativa della società, intende adottare tutte le misure che appaiono necessarie alla prevenzione di tali reati. Per l insieme di motivazioni qui appena esposte Novares Spa ha ritenuto opportuno procedere all attuazione del Modello previsto dal Decreto che, integrato con l apparato sanzionatorio, dà concretezza all affermazione di principi deontologici espressi nel Codice Etico della Società. 2.4 Attuazione del Modello Il Modello adottato da Novares è preordinato a configurare un sistema articolato ed organico di procedure ed attività di controllo volto a prevenire la commissione di reati. L individuazione delle Aree a Rischio e dei processi aziendali coinvolti e la proceduralizzazione delle attività relative, nonché la messa a punto di un efficace sistema di controlli, concorrono a: rendere tutti coloro che operano in nome e per conto di Novares pienamente consapevoli delle sanzioni cui andrebbe incontro la Società in caso di commissione di reati; consentire a Novares di adottare tempestivamente i provvedimenti e le cautele più opportuni per prevenire od impedire la commissione di reati. Tra le finalità del Modello vi è, quindi, quella di radicare negli Organi Sociali e nei componenti degli stessi, nei Dipendenti e nei prestatori di lavoro temporaneo, nei Consulenti e nei Collaboratori a qualsiasi titolo, nonché in qualsiasi altro soggetto che possa agire in nome e per conto di Novares SpA: il rispetto dei principi etici, dei ruoli, delle modalità operative, delle procedure e, in termini generali, del Modello medesimo; la consapevolezza del valore sociale del Modello al fine di prevenire il rischio di commissione di reati; la consapevolezza che la violazione delle prescrizioni contenute nel Modello comporta l applicazione di apposite sanzioni che possono arrivare alla risoluzione del rapporto contrattuale. 2.5 Destinatari Le disposizioni del presente Modello sono vincolanti per gli amministratori e per tutti coloro che rivestono, in Novares, funzioni di rappresentanza, amministrazione e direzione ovvero gestione e controllo, anche di fatto, per i dipendenti (ivi inclusi i dirigenti) e per i collaboratori sottoposti a direzione o vigilanza delle figure apicali della Società (di seguito i Destinatari ). 2.6 Elementi fondamentali del Modello Gli elementi fondamentali sviluppati da Novares nella definizione del Modello, possono essere così riassunti: la mappatura delle attività cosiddette sensibili, nel cui ambito, in linea di principio, potrebbero verificarsi le condizioni e/o i mezzi per la commissione dei reati ricompresi nel Decreto; la previsione di specifici protocolli a presidio dei processi sensibili ritenuti esposti al rischio potenziale di commissione di reati; l istituzione di un Organismo di Vigilanza, con attribuzione di specifici compiti di vigilanza sull efficace attuazione ed effettiva applicazione del Modello; Pag. 12 a 50
13 l adozione di un sistema sanzionatorio volto a garantire l efficace attuazione del Modello e contenente le misure disciplinari applicabili in caso di violazione delle prescrizioni contenute nel Modello stesso; lo svolgimento di un attività di informazione e formazione sui contenuti del presente Modello. 2.7 Codice Etico e Modello Novares SpA, determinata a improntare lo svolgimento delle attività aziendali al rispetto della legalità e dei principi, anche della capogruppo e società collegate, ha adottato il proprio Codice Etico (di seguito, alternativamente il Codice o il Codice Etico ), che sancisce una serie di regole di deontologia aziendale che la Società riconosce come proprie e delle quali esige l osservanza da parte dei propri organi sociali e dipendenti. Il Modello, le cui previsioni sono in ogni caso coerenti e conformi ai principi del Codice Etico, risponde più specificamente alle esigenze espresse dal Decreto ed è, pertanto, finalizzato a prevenire la commissione delle fattispecie di reato ricomprese nell ambito di operatività del D.lgs. n. 231/2001. Il Codice Etico di Novares afferma comunque principi idonei anche a prevenire i comportamenti illeciti di cui al D.lgs. n. 231/2001, acquisendo pertanto rilevanza anche ai fini del Modello e costituendo un elemento ad esso complementare. 2.8 Percorso Metodologico di definizione del Modello: mappatura delle attività a rischio-reato, processi sensibili e protocolli Il D.Lgs. n. 231/2001 prevede espressamente, al relativo art. 6, comma 2, lett. a), che il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo dell Ente individui le attività aziendali, nel cui ambito possano essere potenzialmente commessi i reati inclusi nel Decreto. La Società ha proceduto ad una approfondita analisi delle proprie attività aziendali. Nell ambito di tale attività, la Società ha, in primo luogo, analizzato la propria struttura organizzativa, rappresentata nell organigramma aziendale, evidenziandone ruoli e linee gerarchiche. Successivamente, Novares ha proceduto all analisi delle proprie attività sulla base delle informazioni raccolte dai referenti aziendali che, in ragione del ruolo ricoperto, risultano provvisti della più ampia e profonda conoscenza dell operatività del settore aziendale di relativa competenza. I risultati dell attività sopra descritta sono stati raccolti in una scheda descrittiva (c.d. Matrice dei processi sensibili), che illustra in dettaglio i profili di rischio di commissione dei reati richiamati dal D.lgs. n.231/2001, nell ambito delle attività proprie di Novares. In particolare, nella Matrice dei processi sensibili vengono rappresentatele aree e i processi aziendali a rischio di possibile commissione dei reati previsti dal D.lgs. n. 231/2001, i relativi responsabili, i reati associabili e gli attori interni coinvolti. Processi sensibili Nello specifico, è stato riscontrato il rischio di potenziale commissione dei reati previsti dal D.lgs. n. 231/2001 nelle seguenti aree e processi aziendali per la migliore focalizzazione del presidio del rischio reato, che vengono di seguito riportati: A. Negoziazione/stipulazione e/o esecuzione di contratti/convenzioni/affidamenti di servizi con enti locali, cui si perviene attraverso procedure negoziate o ad evidenza pubblica; Pag. 13 a 50
14 A.1. Partecipazione a gare pubbliche o in service e affidamenti ad evidenza pubblica per erogazione di servizi di accertamento, riscossione e liquidazione tributi; A.2. Selezione di partner commerciali e gestione dei relativi rapporti (es. ATI per partecipare a gare); A.3. Gestione dei contratti con i Comuni e negoziazione di modifiche contrattuali (rinnovi/estensioni); A.4. Rendicontazione ai Comuni; A.5. Rilascio polizza fideiussorie in favore del Comune; B. Gestione dei rapporti con soggetti pubblici per l ottenimento di autorizzazioni e licenze; B.1. Gestione rapporti MEF per mantenimento iscrizione all Albo dei soggetti abilitati all accertamento e riscossione e i tributi; C. Cartellazione e Notifica; C.1. Emissione cartelle esattoriali ed avvisi di pagamento; C.2. Gestione notifica; C.3. Gestione notifica interna; C.4. Gestione notifica tramite PEC; C.5. Gestione archiviazione ottica e cartacea; D. Riscossione D.1. Gestione incassi (es. bonifici bancari, e altri canali Sisal/Web/Lottomatica, etc.); E. Provvedimenti modificativi del carico; E.1. Gestione sgravi; E.2. Gestione rateazioni; E.3. Gestione sospensioni; E.4. Gestione comunicazioni autotutela; F. Contenzioso Esattoriale/Tributario; G. Morosità Rilevante; G.1. Gestione morosità di importo rilevante; H. Procedure cautelari; H.1. Gestione fermo amministrativo; H.2. Gestione ipoteca; I. Procedure esecutive; I.1. Gestione procedure immobiliari; I.2. Gestione procedure mobiliari; I.3. Gestione procedure presso terzi; J. Rimborsi; J.1. Gestione rimborsi da sgravio; J.1. Gestione rimborsi da eccedenze; K. Inesigibilità; K.1. Gestione inesigibilità; L. Processi corporate; L.1. Selezione/Assunzione del Personale; L.2. Acquisti; L. 3. Amministrazione e Finanza; L. 4. Affari societari; Pag. 14 a 50
15 L. 5. Sicurezza; L. 6. Gestione del contenzioso (ad esclusione di quello esattoriale/tributario); In relazione ai macroprocessi e ai processi sopra riportati sono risultati potenzialmente realizzabili nel contesto aziendale di Novares Spa i seguenti reati: Art. 24: Malversazione a danno dello Stato o di altro Ente pubblico o dell Unione Europea (art. 316-bis c.p.). Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato o di altro Ente pubblico o dell Unione Europea (art. 316-ter c.p.). Truffa in danno dello Stato o di un altro Ente pubblico o dell Unione Europea (art. 640, co. 2, n. 1 c.p.). Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.). Frode informatica in danno dello Stato o di altro Ente pubblico (art. 640-ter c.p.); Art. 24-bis: Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.). Falsità in un documento informatico pubblico o privato avente efficacia probatoria (art. 491-bis c.p.). Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici (art. 615-quater c.p.). Diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art. 615-quinquies c.p.). Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635-bis c.p.). Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro Ente pubblico o comunque di pubblica utilità (art. 635-ter c.p.). Art. 24-ter: Associazione per delinquere (art. 416 c.p.) 1. Art. 25: Corruzione (artt. 318, 319, 319-bis c.p.). Istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.). Corruzione in atti giudiziari (art. 319-terc.p.). Induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319-quaterc.p.). Art. 25-ter: False comunicazioni sociali, anche in danno della società, dei soci o dei creditori (artt e 2622 cod. civ.). Impedito controllo (art cod. civ.). Illegale ripartizione di utili e riserve (art.2627 cod. civ.). Ostacolo all esercizio delle funzioni delle Autorità Pubbliche di Vigilanza (art. 2638, co. 1 e 2, cod. civ.). Corruzione tra privati (art cod. civ.). Art. 25-septies: Omicidio colposo (art. 589 c.p.). Lesioni personali colpose (art. 590 c.p.); Art. 25-octies: Riciclaggio (art. 648-bis c.p.). Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.); Art. 25-novies: Violazione dell art. 171-bis, 1 comma, della Legge 22 aprile 1941, n. 633 ( Protezione del diritto d autore e di altri diritti connessi al suo esercizio ); Art. 25-decies: Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria (art. 377-bis c.p.); Art. 25-undecies: Reati ambientali (artt. 256, 258, co. 4, 259, 260, D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152). In ragione delle attività aziendali di Novares SpA non si sono invece ravvisati profili di rischio rispetto alla commissione dei reati di cui all art. 25-bis.1(Delitti contro l industria e il commercio), art. 25-quater (Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico), art. 25-quater.1 (Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili), art. 25-quinquies (Delitti contro la personalità individuale), art. 25-sexies (Reati di abuso di mercato), art. 25-duodecies (Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare) nonché degli altri reati non espressamente menzionati sopra e ricompresi negli artt. 24-bis, 24-ter, 25-ter, 25-novies. Protocolli 1 1 Il reato di associazione per delinquere è, per sua natura, un reato a possibilità diffusa di commissione ed astrattamente associabile a diverse attività aziendali. Pag. 15 a 50
16 All esito dell avvenuta identificazione delle attività a rischio-reato, delle aree e dei processi sensibili, la Società, al fine di assicurare condizioni di correttezza e trasparenza nella conduzione degli affari e delle attività sociali e, in particolare, di prevenire la commissione di comportamenti illeciti rilevanti ai sensi del Decreto, ha deciso di integrare il corpo procedurale esistente con la definizione di alcuni Protocolli (di seguito, i Protocolli o Schemi di Controllo Interno ), a presidio delle aree di rischio individuate. Sono stati quindi definiti dei Protocolli specifici, per ogni processo sensibile a rischio reato, declinando un insieme di regole originato da una dettagliata analisi di ogni singola attività aziendale e del relativo sistema di controllo (di cui al successivo paragrafo). Per le modalità operative di maggior dettaglio, si rimanda alle procedure aziendali relative agli specifici ambiti. Ciascun protocollo contribuisce all insieme di regole di condotta aziendale, costituendo norma interna, e forma parte essenziale del presente Modello. Tali Protocolli identificano, inoltre, i flussi informativi diretti all Organismo di Vigilanza e relativi alle informazioni ritenute necessarie e/o utili per lo svolgimento, in quel determinato ambito, di una sistematica e organizzata attività di verifica da parte dell Organismo stesso. All interno di ciascun protocollo è identificato un soggetto responsabile dell invio dei suddetti flussi informativi all OdV, nonché del periodico aggiornamento e di un adeguata diffusione del protocollo stesso. Per quanto concerne l iter di approvazione dei Protocolli, si rimanda al paragrafo 6 ( Aggiornamento del Modello ). 2.9 Sistema di Controllo Interno Nella predisposizione del Modello, la Società ha tenuto conto del sistema di controllo interno esistente in azienda, al fine di verificare se esso fosse idoneo a prevenire gli specifici reati previsti dal Decreto nelle aree di attività a rischio identificate. Il sistema di controllo coinvolge ogni settore dell attività svolta dalla Società attraverso la distinzione dei compiti operativi da quelli di controllo, riducendo ragionevolmente ogni possibile conflitto di interesse. In particolare, il sistema di controllo interno di Novares si basa, oltre che sulle regole comportamentali previste nel presente Modello, anche sui seguenti elementi: il Codice Etico; i Protocolli; il sistema delle procedure aziendali; la struttura gerarchico-funzionale (organigramma aziendale); il sistema di deleghe e procure; i sistemi informativi integrati e orientati alla segregazione delle funzioni e alla protezione delle informazioni in essi contenute, con riferimento sia ai sistemi gestionali e contabili che ai sistemi utilizzati a supporto delle attività operative connesse al business; le attività periodiche di verifica dell effettiva operatività dei controlli secondo quanto definito nei piani di audit. L attuale sistema di controllo interno di Novares SpA, inteso come processo attuato dalla Società al fine di gestire e monitorare i principali rischi e consentire una conduzione aziendale corretta e sana, è in grado di garantire il raggiungimento dei seguenti obiettivi: efficacia ed efficienza nell impiego delle risorse aziendali, protezione dalle perdite e salvaguardia del patrimonio aziendale; rispetto delle leggi e dei regolamenti applicabili in tutte le operazioni ed azioni della Società; Pag. 16 a 50
17 affidabilità delle informazioni, da intendersi come comunicazioni tempestive ed affidabili a garanzia del corretto svolgimento di ogni processo decisionale. Alla base di detto sistema di controllo interno vi sono i seguenti principi, ripresi e declinati anche nei menzionati Protocolli: ogni operazione, transazione e azione deve essere veritiera, verificabile, coerente e documentata; nessuno deve poter gestire un intero processo in autonomia (cosiddetta segregazione dei compiti); il sistema di controllo interno deve poter documentare l effettuazione dei controlli, anche di supervisione. La responsabilità, in ordine al corretto funzionamento del sistema dei controlli interni, è rimessa a ciascuna struttura organizzativa per tutti i processi di cui essa sia responsabile. L attuale sistema dei controlli interni è caratterizzato da: controlli di linea, svolti dalle singole Direzioni/Funzioni/Unità Organizzative sui processi di cui hanno la responsabilità gestionale, finalizzati ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni; attività di monitoraggio, svolta dai Responsabili di ciascun processo e volta a verificare il corretto svolgimento delle attività sottostanti Regole comportamentali di carattere generale Di seguito si rappresentano le regole comportamentali di carattere generale che devono essere osservate al fine di prevenire il rischio di commissione dei reati rilevanti ai sensi del Decreto identificato. La violazione di dette regole comporterà l applicazione delle misure sanzionatorie previste nel paragrafo 5 ( Sistema disciplinare ). Comportamenti da tenere nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con le Autorità Amministrative Indipendenti Le seguenti regole di comportamento di carattere generale si applicano ai Destinatari del presente Modello che, a qualunque titolo, e per conto o nell interesse di Novares SpA, intrattengano rapporti con pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio o, più in generale, con rappresentanti della Pubblica Amministrazione e/o delle Autorità di Vigilanza o delle Autorità Amministrative Indipendenti, italiane o estere (di seguito, Rappresentanti della Pubblica Amministrazione ). In linea generale, è fatto divieto ai Destinatari di influenzare le decisioni dei Rappresentanti della Pubblica Amministrazione in maniera impropria e/o illecita. In particolare, è fatto loro divieto di: promettere o effettuare erogazioni in denaro a favore dei Rappresentanti della Pubblica Amministrazione per ottenere benefici in favore della Società; promettere e/o offrire e/o corrispondere ai Rappresentanti della Pubblica Amministrazione, direttamente o tramite terzi, somme di denaro o altre utilità in cambio di favori, compensi o altri vantaggi per la Società; offrire e/o corrispondere omaggi o forme di ospitalità che eccedano le normali pratiche commerciali e/o di cortesia e/o, in ogni caso, tali da compromettere l imparzialità e l indipendenza di giudizio dei Rappresentanti della Pubblica Amministrazione; effettuare pagamenti o riconoscere altre utilità a collaboratori, fornitori, consulenti, o altri soggetti terzi che operino per conto della Società, che non trovino adeguata giustificazione nel rapporto contrattuale ovvero nella prassi vigenti; Pag. 17 a 50
18 favorire, nei processi di assunzione o di acquisto, dipendenti, collaboratori, fornitori, consulenti o altri soggetti dietro specifica segnalazione dei Rappresentanti della Pubblica Amministrazione, in cambio di favori, compensi o altri vantaggi per sé e/o per la Società; tenere una condotta ingannevole che possa indurre la Pubblica Amministrazione in errori di valutazione tecnico-economica sulla documentazione presentata dalla Società; omettere informazioni dovute alla Pubblica Amministrazione al fine di orientarne a proprio favore le decisioni; presentare dichiarazioni non veritiere a organismi pubblici nazionali e/o comunitari al fine di conseguire erogazioni pubbliche, quali ad esempio contributi, finanziamenti o altre agevolazioni; destinare erogazioni, contributi o finanziamenti pubblici a scopi diversi da quelli per cui erano originariamente stati richiesti e destinati. I rapporti con la Pubblica Amministrazione e le Autorità Amministrative Indipendenti sono gestiti esclusivamente da persone munite di idonei poteri o da coloro che siano da queste formalmente delegati, e in ogni caso del rispetto delle procedure aziendali che regolano detta specifica materia. Alle riunioni con esponenti della Pubblica Amministrazione, aventi carattere negoziale che possano determinare l insorgenza di obbligazioni vincolanti a carico della Società, devono partecipare almeno due persone, di cui una redige verbale dell incontro. E fatto obbligo ai Destinatari che, per conto di Novares, intrattengano rapporti con l autorità giudiziaria (nell ambito di procedimenti di qualsiasi natura) di applicare le medesime regole comportamentali anche in detti rapporti. Comportamenti da tenere nell ambito delle attività sensibili rispetto ai reati societari I seguenti principi di comportamento di carattere generale si applicano ai Destinatari del presente Modello che, a qualunque titolo, siano coinvolti nelle attività sensibili rispetto ai reati societari di cui all art. 25-ter del D.Lgs. n. 231/2001. In via generale, a tali soggetti è richiesto di: tenere un comportamento corretto, trasparente e collaborativo, nel rispetto delle norme di legge e delle procedure aziendali interne, in tutte le attività finalizzate alla formazione del bilancio e delle altre comunicazioni sociali, al fine di fornire al socio e al pubblico un informazione veritiera e corretta sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società; osservare le norme poste dalla legge a tutela dell integrità ed effettività del capitale sociale, al fine di non ledere le garanzie dei creditori e dei terzi in genere; assicurare il regolare funzionamento della Società e degli organi sociali, garantendo ed agevolando ogni forma di controllo interno sulla gestione sociale previsto dalla legge. È fatto espresso divieto ai Destinatari di: rappresentare o trasmettere per l elaborazione e la rappresentazione in bilancio, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali, dati falsi, lacunosi o, comunque, non rispondenti al vero, ovvero predisporre comunicazioni sociali che non rappresentino in modo veritiero la situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società; omettere dati ed informazioni imposti dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società; Pag. 18 a 50