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Timestamp: 2018-06-21 20:54:57+00:00
Document Index: 136380988

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 810', 'art. 61', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 7']

DISEGNO DI LEGGE. Norme sulla riparazione e prevenzione dei danni da attività medica. Art. 1 Responsabilità per danni da attività medica - PDF
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1 S.I.S.Di.C - Commissione Responsabilità civile Disegno di legge d iniziativa del Coordinatore Prof. M. Zana DISEGNO DI LEGGE Norme sulla riparazione e prevenzione dei danni da attività medica Art. 1 Responsabilità per danni da attività medica 1. Le aziende ospedaliere e universitarie, le aziende sanitarie locali, i policlinici universitari a gestione diretta, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico e le strutture sanitarie private accreditate, sono responsabili dei danni arrecati ai pazienti, o da questi comunque subìti nel corso dell erogazione dei servizi sanitari, a meno che non dimostrino di avere adottato tutte le misure idonee ad evitarli. 2. La responsabilità, di cui al comma precedente, riguarda tutte le prestazioni di diagnosi, cura e prevenzione, comprese quelle relative alle attività libero-professionali intramurarie, e le attività di carattere tecnico o amministrativo funzionalmente coordinate con le predette prestazioni. 3. Nel caso in cui i danni siano riconducibili all operato doloso o colposo di soggetti appartenenti al ruolo sanitario, professionale, tecnico e amministrativo, ivi compresa l area della dirigenza, a qualunque titolo operanti all interno delle strutture sanitarie indicate al comma 1, la responsabilità di detti soggetti concorre con quella delle strutture stesse. Art. 2 Obbligo di assicurazione 1. E fatto obbligo ai soggetti, di cui all art. 1, nonché agli esercenti in regime di autonomia le professioni sanitarie mediche e non mediche, di sottoscrivere idonea polizza assicurativa per la responsabilità civile nei confronti degli assistiti. 2. Per l adempimento di tale obbligo, il relativo contratto può essere stipulato con qualsiasi impresa assicurativa che abbia reso la dichiarazione prevista all art. 3, nel rispetto dei massimali minimi stabiliti annualmente, su proposta dell ISVAP, dal Ministero delle attività produttive. 1
2 3. Le strutture e gli Enti, di cui all art. 1, possono stipulare contratti integrativi per garantire più ampia copertura a reparti dove ha luogo lo svolgimento di attività medica ad elevato rischio di responsabilità civile. 4. La stipula e la vigenza della polizza sono in ogni caso condizione per l esercizio dell attività medica; l inosservanza dell obbligo di assicurazione costituisce illecito disciplinare. Art. 3 Obbligo a contrarre 1. Le imprese autorizzate all esercizio dell attività assicurativa nel territorio nazionale che intendano stipulare contratti di assicurazione della responsabilità civile per danni da attività medica, per i quali vige l obbligo dell assicurazione, devono rendere apposita dichiarazione di disponibilità al Ministero delle attività produttive entro il 31 gennaio di ogni anno. 2. La dichiarazione comporta obbligo a contrarre. 3. Nel caso in cui l impresa di assicurazione abbia opposto rifiuto alla stipulazione, i richiedenti la copertura possono ricorrere all ISVAP, che valuta la congruità dell ammontare del premio al rischio proposto, nonché dell eventuale franchigia a carico dell assicurato per attività mediche a rischio particolarmente elevato. 4. Qualora l impresa di assicurazione opponga nuovamente rifiuto alla stipulazione del contratto, l ISVAP può sospenderla dall esercizio dell attività assicurativa in ambito sanitario. Art. 4 Azione per il risarcimento dei danni 1. Quanti abbiano subìto danni da attività medica, per i quali vige l obbligo dell assicurazione, hanno azione diretta per il risarcimento nei confronti dell assicuratore entro i limiti dei massimali per i quali è stata stipulata l assicurazione. 2. La domanda di risarcimento, inviata tramite raccomandata con avviso di ricevimento, deve essere corredata da idonea documentazione medica. 3. L assicuratore, entro novanta giorni dalla domanda, deve comunicare al danneggiato la somma offerta, ovvero indicare i motivi per i quali non ritiene di fare alcuna offerta; può richiedere gli accertamenti, i controlli e le verifiche che si rendano necessari. 2
3 4. La violazione degli obblighi, di cui al comma precedente, comporta per l assicuratore una maggiorazione percentuale dell entità del risarcimento, da stabilirsi nell interesse del danneggiato nella sentenza che accolga la domanda. 5. In caso di postumi non ancora consolidati, la richiesta e l offerta potranno avere carattere provvisorio. L offerta definitiva deve essere comunicata entro novanta giorni dalla data in cui il danneggiato rende all assicuratore documentata dichiarazione circa il consolidamento dei postumi. 6. Se il danneggiato dichiara di accettare la somma offertagli, l assicuratore deve provvedere al pagamento entro venti giorni dal ricevimento per iscritto dell accettazione. 7. Qualora la somma offerta sia inferiore a quella richiesta e il danneggiato non si dichiari soddisfatto del risarcimento, l assicuratore deve comunque corrispondere tale somma, che verrà imputata alla liquidazione definitiva del danno. 8. L azione giudiziale per il risarcimento del danno può essere proposta solo dopo che siano trascorsi novanta giorni decorrenti dal momento della presentazione all assicuratore della domanda, di cui al comma 2. Art. 5 Gestione dei rischi clinici 1. Le Regioni e le Province autonome assicurano l attivazione presso ogni struttura sanitaria pubblica o privata di un sistema per la gestione dei rischi clinici per la sicurezza dei pazienti, incluso il rischio di infezioni nosocomiali, prevedendo la costituzione, ove non ancora esistente, di una Unità Operativa specificamente dedicata a tale scopo; ne definiscono le modalità di costituzione, di funzionamento, nonché i criteri di adeguamento delle Unità eventualmente già esistenti. 2. Alle Unità Operative costituite presso le aziende sanitarie locali sono affidati compiti di controllo e coordinamento dell attività svolta nelle struttura di propria competenza. 3. Presso il Ministero della salute è costituito l Ispettorato per il controllo e coordinamento della gestione dei rischi clinici, con il compito di garantire sul territorio nazionale uniformità nell individuazione e nell attuazione di idonee misure di tutela dei pazienti. 4. I singoli eventi del rischio clinico e i dati successivamente elaborati sono trattati in forma completamente anonima. 3
4 Art. 6 Servizio di ingegneria clinica 1. Le Regioni e le Province autonome assicurano in ogni struttura sanitaria pubblica o privata l attivazione e il corretto funzionamento di un servizio di ingegneria clinica. 2. Il servizio garantisce l uso sicuro, efficiente ed economico dei dispositivi medici costituiti da apparecchi e impianti, le procedure di accettazione, ivi compreso il collaudo, la manutenzione preventiva e correttiva, le verifiche periodiche di sicurezza, funzionalità e qualità secondo lo stato dell arte. 3. Il servizio contribuisce alla programmazione delle nuove acquisizioni e alla formazione del personale sull uso delle tecnologie. Art. 7 Commissioni di conciliazione 1. Presso ciascuna struttura sanitaria pubblica o privata e presso le aziende sanitarie locali, sono costituite, ove non già esistenti, Commissioni paritetiche di conciliazione alle quali le parti di comune accordo possono ricorrere per comporre le controversie relative al risarcimento dei danni da attività medica, per i quali vige l obbligo dell assicurazione. 2. Le Commissioni sono costituite da giuristi di comprovata competenza nel settore sanitario, da rappresentanti delle professioni sanitarie mediche e non mediche, delle imprese di assicurazione, e delle associazioni per la tutela dei diritti dei pazienti più rappresentative sul territorio nazionale. I locali Consigli dell Ordine degli Avvocati propongono una terna di nominativi, tra i quali i componenti delle Commissioni eleggono il Presidente. 3. Le Regioni e le Province autonome stabiliscono le modalità di costituzione, il numero di componenti e le regole di funzionamento delle Commissioni, nonché i criteri di adeguamento di quelle eventualmente già esistenti. 4. Gli accordi raggiunti in sede di conciliazione hanno efficacia contrattuale tra le parti, ai sensi degli artt e seguenti Cod. civ. Art. 8 Arbitrato 1. Le controversie relative al risarcimento dei danni da attività medica, per i quali vige l obbligo dell assicurazione, possono essere deferite per accordo tra le parti ad un Collegio arbitrale. 4
5 2. Il Collegio arbitrale è costituito da tre membri, dei quali due designati da ciascuna delle parti con forme e modalità, di cui all art. 810 Cod. proc. civ. La nomina del terzo arbitro, ai sensi degli artt. 809 e 810 Cod. proc. civ., deve essere effettuata tra le persone iscritte all Albo, di cui all art L incarico di arbitro o di consulente nel procedimento arbitrale può essere conferito a persona iscritta all Albo di altra Regione o Provincia autonoma. Per il conferimento di incarichi a persone non iscritte in alcun Albo le parti devono chiedere autorizzazione al Presidente del Tribunale competente, indicando i motivi della scelta. Il Presidente, se ritiene fondati i motivi, provvede con ordinanza. 3. Il procedimento, il lodo e le impugnazioni sono regolati in conformità agli artt. 816 e ssg. Cod. proc. civ. Il procedimento si conclude nel termine di centoventi giorni da quello in cui è avvenuta l ultima accettazione da parte degli arbitri, salvo che le parti concordino un termine diverso. Art. 9 Albo degli arbitri e dei consulenti tecnici d ufficio 1. Le Regioni e le Province autonome, entro centottanta giorni dall entrata in vigore della presente legge, costituiscono l Albo degli arbitri e dei consulenti tecnici d ufficio per le vertenze riguardanti la responsabilità per danni da attività medica. 2. Ogni Regione e Provincia autonoma stabilisce le modalità per la costituzione e l aggiornamento dell Albo, secondo criteri che garantiscano un idonea e qualificata rappresentanza di esperti di tutte le specializzazioni mediche e delle professioni sanitarie non mediche, anche con il coinvolgimento delle relative società scientifiche. 3. Nei giudizi ordinari la scelta del consulente tecnico d ufficio, ai sensi dell art. 61 Cod. proc. civ., viene effettuata di preferenza tra gli iscritti all Albo della Regione o della Provincia autonoma territorialmente competenti. L affidamento dell incarico a persona iscritta nell Albo di Regione o Provincia autonoma diverse deve essere adottato con provvedimento adeguatamente motivato. Art. 10 Obbligo di informazione e di documentazione 1. Quanti abbiano subìto per qualsiasi causa danni da attività medica hanno diritto di ricevere dal professionista, o dalla struttura sanitaria, non oltre il trentesimo giorno successivo alla presentazione della relativa richiesta, completa informazione scritta sulle circostanze e le cause del danno, corredata da tutta la documentazione necessaria alla valutazione del caso. 5
6 Art. 11 Prescrizione 1. Il diritto al risarcimento dei danni da attività medica, per i quali vige l obbligo dell assicurazione, si prescrive nel termine di cinque anni a decorrere dalla conoscenza del danno. 2. Al fine indicato nel comma precedente, per conoscenza del danno si intende la consapevole presa di coscienza delle conseguenze dannose, di cui all art. 1, e in ogni caso del loro consolidamento, verificatesi nella sfera fisica o psichica del paziente. 3. La prescrizione è sospesa: a) nel caso in cui siano state richieste informazioni e documentazione, ai sensi dell art. 10, per tutto il tempo, anche oltre il termine ivi previsto, occorso ad ottenerle in modo completo e dettagliato; b) nel caso di deferimento dell eventuale controversia alle Commissioni di conciliazione, di cui all art. 7, per la durata della procedura conciliativa. 6