Source: http://www.senato.it/leg/norme/regolamento/delibere/urn_nir_senato.repubblica_deliberazione_1988-11-30;nir-1988_11_30_deliberazione@originale/delibera.html
Timestamp: 2013-06-19 06:54:56+00:00
Document Index: 157192479

Matched Legal Cases: ['art. 144', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'e contrario', 'e contrario']

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Il Senato della Repubblica, nelle sedute del 17, 22, 23, 24 e 30 novembre 1988, ha adottato, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, le seguenti deliberazioni:
DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA GIUNTA PER GLI AFFARI DELLE COMUNIT� EUROPEE
1. All'inizio della legislatura il Presidente del Senato nomina, tra i Senatori designati dai Gruppi parlamentari, con riguardo alla consistenza numerica dei Gruppi stessi, i ventiquattro componenti della Giunta per gli affari delle Comunit� europee.
2. La Giunta ha competenza generale sulle materie direttamente connesse all'attivit� ed agli affari delle Comunit� europee ed alla attuazione degli accordi comunitari.
3. Si applicano alla Giunta le disposizioni relative ai poteri ed all'attivit� delle Commissioni permanenti in sede diversa da quella deliberante o redigente.
4. Spetta in particolare alla Giunta esprimere il parere - o, nei casi di cui al comma 3 dell'art. 144
articolo 34, dopo il comma 2
2-bis. Il Presidente del Senato assegna alla Giunta per gli affari delle Comunit� europee e alle Commissioni competenti per materia, secondo le rispettive competenze, gli atti previsti dagli articoli 23
:al comma 1
, sono soppresse le parole: "o di un quinto dei Senatori componenti la delegazione italiana al Parlamento europeo"
: "Consiglio dei ministri delle Comunit�"
sono sostituite dalle seguenti: "Consiglio delle Comunit� europee"
: "accordi sulle Comunit�"
sono inserite le seguenti: "o alle attivit� di queste e dei loro organi"
;il comma 2
2. In relazione alle procedure di cui al precedente comma 1
;il comma 3
3. La Giunta esamina le relazioni presentate dal Governo sulle Comunit� e redige una propria relazione per l'Assemblea. Si applicano le disposizioni di cui al precedente comma 2.
, sono aggiunte, in fine, le parole: "ovvero, quando riguardino le istituzioni comunitarie o la politica generale delle Comunit�, alla Giunta per gli affari delle Comunit� europee."
;al comma 2
, dopo le parole: "comma precedente"
, sono inserite le seguenti: "nonch� sugli affari relativi"
; sono soppresse le parole
: "se nel caso"
;� aggiunto, in fine, il seguente comma
3. La Giunta per gli affari delle Comunit� europee, se decide di aprire un dibattito sulle risoluzioni e le decisioni di cui al comma 1
Esame degli atti normativi delle Comunit� europee nonch� di altri atti di interesse comunitario
1. Al fine di esprimere in un documento il proprio avviso sulla opportunit� di possibili conseguenti iniziative da parte del Parlamento o del Governo, le Commissioni, nelle materie di loro competenza, esaminano gli atti normativi emanati dal Consiglio e dalla Commissione delle Comunit� europee o i progetti di detti atti, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale delle Comunit� o comunicati dal Governo al Senato, le relazioni informative del Governo sulle procedure comunitarie di approvazione di progetti, nonch� le relazioni del Governo sullo stato di conformit� delle norme vigenti nell'ordinamento interno alle prescrizioni contenute nelle norme comunitarie. La 3� Commissione permanente e la Giunta per gli affari delle Comunit� europee debbono essere richieste di esprimere il proprio parere, che viene allegato al documento delle Commissioni competenti.
3. Gli schemi dei decreti delegati concernenti l'applicazione dei trattati istitutivi delle Comunit� europee e successive modificazioni e integrazioni nonch� gli schemi dei decreti relativi all'attuazione di norme comunitarie, che il Governo sia tenuto a comunicare al Parlamento, sono assegnati per il parere alle Commissioni competenti per materia, alle quali la Giunta per gli affari delle Comunit� europee pu� far pervenire osservazioni e proposte. Tali osservazioni e proposte vengono allegate al parere delle Commissioni stesse.
4. � competenza della Giunta per gli affari delle Comunit� europee esaminare gli atti menzionati nei commi precedenti quando riguardino le istituzioni comunitarie o la politica generale delle Comunit�; in tal caso la 1� e la 3� Commissione permanente possono far pervenire alla Giunta osservazioni e proposte, che vengono allegate al parere di quest'ultima.
6. A conclusione dell'esame delle materie di cui ai commi precedenti, le Commissioni e la Giunta per gli affari delle Comunit� europee possono votare risoluzioni volte ad indicare i principi e le linee che debbono caratterizzare la politica italiana nei confronti dell'attivit�, preparatoria all'emanazione di atti comunitari, esprimendosi sugli indirizzi generali manifestati dal Governo su ciascuna politica comunitaria, sui gruppi di atti normativi in via di emanazione riguardanti la stessa materia, oppure sui singoli atti normativi di particolare rilievo di politica generale.
Decorrenza delle prerogative e dei diritti inerenti alla funzione di Senatore - Doveri dei Senatori
articolo 5, dopo il comma 2
2-bis. Ciascuno dei Gruppi costituiti con autorizzazione del Consiglio di Presidenza a norma del comma 5 dell'articolo 14
, nonch� il Gruppo misto, possono richiedere che si proceda all'elezione di altri Segretari.
2-ter. Sulle richieste formulate ai sensi del comma precedente
delibera il Consiglio di Presidenza. Il numero degli ulteriori Segretari non pu� in ogni caso essere superiore a due. Il Presidente del Senato stabilisce la data della votazione. Ciascun Senatore pu� scrivere sulla propria scheda un solo nominativo. Sono eletti coloro che, essendo iscritti ai Gruppi la cui richiesta sia stata accolta dal Consiglio di Presidenza, ottengono il maggior numero di voti.
articolo 19, al comma 1
, la parola: "ventuno"
� sostituita dalla seguente: "ventitre"
:il comma 2
2. Gli Uffici di Presidenza delle Commissioni, integrati dai rappresentanti dei Gruppi, predispongono il programma e il calendario dei lavori di ciascuna Commissione, che sono stabiliti in modo da assicurare l'esame in via prioritaria dei disegni di legge e degli altri argomenti compresi nel programma e nel calendario dell'Assemblea. Quando la discussione di un determinato argomento, anche non compreso nel programma, sia richiesta da almeno un quinto dei componenti della Commissione, l'inserimento nell'ordine del giorno in tempi brevi � rimesso all'Ufficio di Presidenza della Commissione stessa.
;il comma 6
� soppresso.
, � aggiunto, in fine, il seguente comma:
5. Nei casi di sedute in sede deliberante e redigente, la pubblicit� dei lavori � assicurata anche attraverso impianti audiovisivi collocati in separati locali, a disposizione del pubblico e della stampa.
:dopo il comma 3
3-bis. Sono assegnati alla 2� Commissione permanente, per il parere, i disegni di legge deferiti ad altre Commissioni che contengano disposizioni recanti sanzioni penali o amministrative.
;il comma 4
4. Quando la 5� Commissione permanente esprime parere scritto contrario all'approvazione di un disegno di legge che importi nuove o maggiori spese o diminuzione di entrate e che sia stato assegnato in sede deliberante o redigente ad altra Commissione, motivando la sua opposizione con la insufficienza delle corrispettive quantificazioni o della copertura finanziaria, secondo le prescrizioni dell'
6. Fatte salve le disposizioni contenute nel comma 9
;sono aggiunti, in fine, i seguenti commi
7. La verifica della idoneit� della copertura finanziaria, ai fini dell'espressione del parere di cui al comma 4
8. I disegni di legge, che contengano disposizioni nelle materie indicate dall'
9. Ai fini della espressione del parere da parte della 5� Commissione permanente, tutti i termini stabiliti nel precedente articolo 39
10. Ove siano trasmessi per il parere alla 5� Commissione permanente disegni di legge ed emendamenti che prevedano l'utilizzo di stanziamenti di bilancio, ivi inclusi gli accantonamenti iscritti nei fondi speciali, per finalit� difformi da quelle stabilite nella legge di bilancio annuale e pluriennale e nella legge finanziaria, � facolt� della medesima 5� Commissione permanente chiedere, alle Commissioni competenti nella materia di cui allo stanziamento di bilancio o all'accantonamento, un parere in ordine al richiamato utilizzo difforme.
11. Le Commissioni competenti per materia sono tenute ad inviare alla 5� Commissione permanente, in ordine ai disegni di legge ed agli emendamenti sui quali � richiesto il parere di questa, tutti gli elementi da esse acquisiti, utili alla verifica della quantificazione degli oneri, ivi inclusa la relazione tecnica di cui al successivo articolo 76-bis, comma 3
articolo 41, il comma 5
5. Gli emendamenti implicanti maggiori spese o diminuzione di entrate, quelli che presentino aspetti rilevanti in materia costituzionale o che attengano alla organizzazione della pubblica Amministrazione, nonch� quelli che contengano disposizioni recanti sanzioni penali o amministrative, devono essere presentati prima dell'inizio della discussione e non possono essere votati se non siano stati preventivamente inviati per il parere, rispettivamente, alla 5�, alla 1� e alla 2� Commissione permanente. Il termine per il parere � di otto giorni a decorrere dalla data dell'invio. Per quanto concerne i pareri della 1� e della 5� Commissione permanente si applicano le disposizioni dei commi 4 e 5 dell'articolo 40
:al comma 2
, � aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Ciascuna Commissione, al fine di conoscere lo stato di attuazione di leggi gi� in vigore nelle materie di sua competenza, pu� nominare uno o pi� relatori che, acquisiti gli elementi conoscitivi, riferiscano alla Commissione entro il termine loro assegnato."
Nel caso in cui il ricorso alle procedure di cui agli articoli 46
DISPOSIZIONI SULLA PROGRAMMAZIONE DEI LAVORI
2. Di norma quattro settimane della sessione sono riservate alle sedute delle Commissioni permanenti e speciali, nonch� all'attivit� delle Commissioni bicamerali, per le quali sono riservati tempi specifici e adeguati, previe le opportune intese con il Presidente della Camera dei deputati; tre settimane sono dedicate all'attivit� dell'Assemblea; una settimana � destinata all'attivit� dei Gruppi parlamentari e dei singoli Senatori.
3. Il programma dei lavori viene predisposto ogni due mesi dal Presidente del Senato, prendendo gli opportuni contatti con il Presidente della Camera dei deputati, con i Presidenti delle Commissioni permanenti e speciali e con il Governo, ed � sottoposto all'approvazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che si riunisce con la presenza dei Vice presidenti del Senato e l'intervento del rappresentante del Governo. Il programma � redatto tenendo conto delle priorit� indicate dal Governo e delle proposte avanzate dai Gruppi parlamentari nonch� da singoli Senatori, anche per quanto attiene alle funzioni di ispezione e di controllo, per le quali sono riservati tempi specifici ed adeguati. Ogni semestre, nei programmi dei lavori dell'Assemblea, sono inseriti disegni di legge indicati dai Gruppi parlamentari in rapporto alla loro consistenza.
4. Il programma, se approvato all'unanimit�, diviene definitivo dopo la comunicazione all'Assemblea. Se all'atto della comunicazione un Senatore o il rappresentante del Governo chiedono di discuterne, nella discussione pu� intervenire, oltre al richiedente, un oratore per Gruppo, per non pi� di dieci minuti.
6. Ai fini dell'attuazione del programma, il Presidente convoca i Presidenti delle Commissioni permanenti e speciali, con l'intervento del rappresentante del Governo, per stabilire le modalit� ed i tempi dei lavori delle Commissioni stesse, in coordinamento con l'attivit� dell'Assemblea.
1. Al fine di stabilire le modalit� di applicazione del programma definitivo, il Presidente predispone un calendario dei lavori e lo sottopone all'approvazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, cui partecipa il Governo con un proprio rappresentante.
3. Il calendario, se adottato all'unanimit� ha carattere definitivo e viene comunicato all'Assemblea. In caso contrario, sulle proposte di modifica decide l'Assemblea con votazione per alzata di mano, dopo l'intervento di non pi� di un oratore per Gruppo e per non oltre dieci minuti ciascuno. Il calendario definitivo � pubblicato e distribuito.
5. Per la organizzazione della discussione dei singoli argomenti iscritti nel calendario, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari determina di norma il tempo complessivo da riservare a ciascun Gruppo, stabilendo altres� la data entro cui gli argomenti iscritti nel calendario debbono essere posti in votazione.
6. Il calendario pu� essere modificato dal Presidente del Senato soltanto per inserirvi argomenti che, per disposizione della Costituzione o del Regolamento, debbono essere discussi e votati in una data ricadente nel periodo considerato dal calendario stesso.
7. L'Assemblea, al termine di ogni seduta, pu� deliberare, su proposta del Presidente o su domanda del governo o di otto Senatori, in relazione a situazioni soppravvenute ed urgenti, di inserire nel calendario argomenti anche non compresi nel programma, purch� non ne rendano impossibile l'esecuzione, stabilendo, se del caso, di tenere le sedute supplementari necessarie per la loro trattazione. Con le stesse modalit� l'Assemblea pu� invertire l'ordine degli argomenti fissato nel calendario. Le anzidette deliberazioni sono adottate con votazione per alzata di mano dopo l'intervento di non pi� di un oratore per Gruppo e per non oltre dieci minuti ciascuno.
articolo 62, il comma 1
1. Un Senatore pu� mancare alle sedute dopo aver chiesto per iscritto congedo al Presidente, il quale, in principio di ogni seduta, d� comunicazione dei congedi all'Assemblea.
� aggiunto, in fine, il seguente comma:
3. Le competenti Commissioni debbono iniziare l'esame dei disegni di legge di iniziativa popolare ad esse assegnati entro e non oltre un mese dal deferimento. � consentita l'audizione di un rappresentante dei proponenti designato dai primi dieci firmatari del disegno di legge.
:La rubrica
� sostituita dalla seguente: "Disegni di legge d'iniziativa popolare e disegni di legge d'iniziativa dei Consigli regionali"
4. I termini previsti dal comma 3
si applicano anche ai disegni di legge presentati dai Consigli regionali ai sensi dell'
articolo 121 della Costituzione
. � consentita l'audizione di un rappresentante del Consiglio regionale proponente.
Relazione tecnica sui disegni di legge e sugli emendamenti
2. Sono improponibili gli emendamenti di iniziativa governativa che comportino nuove o maggiori spese ovvero diminuzione di entrate e non siano corredati della relazione tecnica redatta nei termini di cui al comma 1
3. Le Commissioni competenti per materia e, in ogni caso, la 5� Commissione permanente possono richiedere al Governo la relazione di cui al comma 1
4. Il Presidente del Senato richiede al Presidente della Corte dei conti, in conformit� a quanto previsto dalla legislazione vigente, le valutazioni sulle conseguenze finanziarie che deriverebbero dalla conversione di decreti-legge o dalla emanazione di decreti legislativi, quando la relativa domanda sia presentata in forma scritta da almeno un terzo dei componenti delle Commissioni competenti per materia. Per i decreti-legge la domanda non pu� essere avanzata oltre il quinto giorno dal deferimento del disegno di legge di conversione alla Commissione competente.
2. Il disegno di legge di conversione, presentato dal Governo al Senato o trasmesso dalla Camera dei deputati, � deferito alla Commissione competente, di norma, lo stesso giorno della presentazione o della trasmissione. Il Presidente, all'atto del deferimento, apprezzate le circostanze, fissa i termini relativi all'esame del disegno di legge stesso.
3. Il disegno di legge di conversione � altres� deferito, entro il termine di cui al precedente comma 2
4. Se l'Assemblea si pronunzia per la non sussistenza dei presupposti richiesti dall'
5. Il disegno di legge di conversione, presentato dal Governo al Senato, � in ogni caso iscritto all'ordine del giorno dell'Assemblea in tempo utile ad assicurare che la votazione finale avvenga non oltre il trentesimo giorno dal deferimento.
1. La durata degli interventi nella discussione generale non pu� eccedere i venti minuti. Il Presidente ha tuttavia facolt�, apprezzate le circostanze, di ampliare tale termine sino a sessanta minuti limitatamente a un oratore per ciascun Gruppo parlamentare. Il predetto termine si applica altres� alle repliche dei relatori e del rappresentante del Governo, salva sempre la facolt� del Presidente, apprezzate le circostanze, di ampliarlo fino a sessanta minuti.
2. Salvi i diversi termini previsti dal Regolamento, la durata di qualsiasi altro intervento non pu� eccedere i dieci minuti.
4. I Senatori possono, con l'autorizzazione del Presidente, dare ai resoconti, perch� siano stampati e pubblicati in allegato ai loro discorsi, tabelle ed elenchi di dati nominativi o numerici, omettendone la lettura in Assemblea.
articolo 99, al comma 1
, le parole: "al relatore"
sono sostituite dalle seguenti: "ai relatori"
; al comma 4
, le parole: "del relatore"
sono sostituite dalle seguenti: "dei relatori"
articolo 100, al comma 6
, � aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Nel caso in cui la Commissione e il Governo si avvalgano della facolt� di presentare emendamenti senza l'osservanza dei termini anzidetti, il Presidente, valutata l'importanza di tali emendamenti, ne pu� rinviare l'esame al fine di consentire la presentazione di emendamenti a detti emendamenti e di emendamenti ad essi strettamente correlati."
Effetti del parere contrario della 5� Commissione permanente
Sugli emendamenti, articoli o disegni di legge che importino nuove o maggiori spese o diminuzione di entrate per i quali la 5� Commissione permanente abbia espresso parere contrario, motivando la sua opposizione con la mancanza della copertura finanziaria prescritta dall'
, la deliberazione ha luogo mediante votazione nominale con scrutinio simultaneo.
:dopo il comma 2
2-bis. Indipendentemente dagli atti di impulso previsti dai precedenti commi 1 e 2
, quando nel testo del disegno di legge siano stati introdotti molteplici emendamenti, la votazione finale � differita alla seduta successiva, per consentire alla Commissione ed al Governo di presentare le proposte di cui agli anzidetti commi; tuttavia, in casi di particolare urgenza, il Presidente, apprezzate le circostanze, ha facolt� di rinviare la votazione stessa ad una successiva fase della medesima seduta.
3. La Commissione, nel termine fissato, presenta all'Assemblea le proprie proposte, accompagnate, se necessario, da una succinta relazione.
4. Sulle proposte di cui ai precedenti commi pu� intervenire non pi� di un oratore per ciascun Gruppo parlamentare e la votazione ha luogo per alzata di mano.
;il comma 5
5. Le disposizioni dei commi precedenti si osservano anche per il coordinamento in Commissione del testo dei disegni di legge discussi in sede deliberante. Per quanto concerne i disegni di legge esaminati in sede redigente o in sede referente, il coordinamento avviene, di norma, nella seduta successiva a quella nella quale la Commissione ha completato l'esame degli articoli e, in ogni caso, prima della designazione del Senatore incaricato di riferire all'Assemblea.
articolo 107, il comma 2
articolo 108, il comma 2
2. I Senatori che sono assenti per incarico avuto dal Senato o in ragione della loro carica di Ministro non sono computati per fissare il numero legale. La stessa disposizione si applica ai Senatori che sono in congedo a norma dell'
, nel limite massimo di un decimo del totale dei componenti dell'Assemblea.
;al comma 4
, al secondo periodo le parole: "qualora nella stessa giornata non risulti gi� convocato per altra seduta"
sono sostituite dalle seguenti: "qualora nella stessa giornata o in quella successiva il calendario dei lavori non preveda altra seduta"
articolo 109, il comma 2
2. Fatta eccezione per i casi in cui il Regolamento prescrive la esclusione o la limitazione della discussione, un Senatore per ciascun Gruppo parlamentare ha facolt�, prima di ogni votazione, di fare una dichiarazione di voto a nome del Gruppo di appartenenza, per non pi� di dieci minuti; il Presidente, apprezzate le circostanze, pu� portare tale termine a quindici minuti. Uguale facolt� � riconosciuta ai Senatori che intendano dissociarsi dalle posizioni assunte dal loro Gruppo, purch� il loro numero sia inferiore alla met� di quello degli appartenenti al Gruppo stesso.
2. L'Assemblea vota normalmente per alzata di mano, a meno che quindici Senatori chiedano la votazione nominale e, per i casi consentiti dai commi 4 e 7
, venti chiedano quella a scrutinio segreto. La relativa richiesta, anche verbale, dev'essere presentata dopo la chiusura della discussione e prima che il Presidente abbia invitato il Senato a votare. Se il numero dei richiedenti presenti nell'Aula al momento dell'indizione della votazione � inferiore a quindici per la votazione nominale o a venti per quella a scrutinio segreto, la richiesta si intende ritirata. I Senatori richiedenti sono considerati presenti, agli effetti del numero legale, ancorch� non partecipino alla votazione.
4. A richiesta del prescritto numero di Senatori, sono inoltre effettuate a scrutinio segreto le deliberazioni relative alle norme sulle minoranze linguistiche di cui all'
articolo 6 della Costituzione
; le deliberazioni che attengono ai rapporti civili ed etico-sociali di cui agli articoli 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 24, 25, 26, 27, 29, 30, 31 e 32, comma 2, della Costituzione
; le deliberazioni che concernono le modificazioni al Regolamento del Senato.
5. Laddove venga sollevato incidente in ordine alla riferibilit� della votazione alle fattispecie indicate nel precedente comma 4
, la questione � risolta dal Presidente sentita, ove lo creda, la Giunta per il Regolamento.
6. In nessun caso � consentita la votazione a scrutinio segreto allorch� il Senato sia chiamato a deliberare sui disegni di legge finanziaria o di approvazione di bilanci e di consuntivi, su disposizioni e relativi emendamenti in materia tributaria o contributiva, nonch� su disposizioni di qualunque disegno di legge e relativi emendamenti che comportino aumenti di spesa o diminuzioni di entrate, indichino i mezzi con cui farvi fronte, o comunque approvino appostazioni di bilancio. Nel caso in cui tali disposizioni siano comprese in articoli o emendamenti attinenti alle materie di cui al precedente comma 4
, esse sono sottoposte a votazione separata a scrutinio palese.
7. Le votazioni finali sui disegni di legge avvengono, di regola, a scrutinio palese, a meno che, trattando tali disegni di legge prevalentemente le materie di cui al precedente comma 4
, non sia avanzata richiesta di votazione a scrutinio segreto. Sulla prevalenza decide il Presidente sentita, ove lo creda, la Giunta per il Regolamento.
3. Il voto finale sui disegni di legge costituzionale e di revisione della Costituzione
, sui disegni di legge in materia elettorale, a prevalente contenuto di delegazione legislativa, di conversione di decreti-legge recanti disposizioni in materia di ordine pubblico, di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato e dei consuntivi, nonch� sui disegni di legge finanziaria e su quelli di cui all'
, � sempre effettuato mediante votazione nominale con scrutinio simultaneo, con le modalit� di cui all'
, fermo restando quanto disposto dall'
DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA SESSIONE DI BILANCIO
Assegnazione dei disegni di legge e dei documenti attinenti al bilancio dello Stato e alla programmazione economica
Alla 5� Commissione permanente sono inviati il disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato e il disegno di legge finanziaria, il documento di programmazione economico-finanziaria, il rendiconto generale dello Stato, le relazioni della Corte dei conti sugli enti sovvenzionati dallo Stato, le previsioni di cassa nonch� tutte le relazioni di carattere generale ed i documenti presentati dal Governo o dalla Corte dei conti al Parlamento attinenti alla programmazione economica ed al bilancio dello Stato, e gli altri documenti sulla situazione economica.
articolo 125- bis
1. Il documento di programmazione economico-finanziaria � deferito alla 5� Commissione permanente, per l'esame, ed alle altre Commissioni permanenti nonch� alla Giunta per gli affari delle Comunit� europee, per il parere. Il documento � altres� deferito alla Commissione parlamentare per le questioni regionali, per eventuali osservazioni. I pareri e le osservazioni sono espressi entro i termini stabiliti dal Presidente.
2. La 5� Commissione permanente riferisce con apposita relazione all'Assemblea entro venti giorni dal deferimento, salvi i pi� brevi termini stabiliti dal Presidente. � sempre ammessa la presentazione di relazioni di minoranza.
3. Prima che abbia inizio l'esame del documento, la 5� Commissione permanente pu� essere autorizzata dal Presidente del Senato a procedere, anche congiuntamente con la corrispondente Commissione permanente della Camera dei deputati, all'acquisizione di elementi informativi in ordine ai criteri di impostazione del documento stesso. A tal fine sottopone al Presidente del Senato il programma delle audizioni.
4. La discussione del documento in Assemblea � organizzata dalla conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari a norma dell'
. Essa deve comunque concludersi entro trenta giorni dal deferimento con la votazione di una proposta di risoluzione; a fronte di pi� proposte, si vota per prima quella accettata dal Governo alla quale ciascun senatore pu� proporre emendamenti.
1. Il disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato ed il disegno di legge finanziaria sono deferiti alla 5� Commissione permanente per l'esame generale congiunto. Il disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato ed il disegno di legge finanziaria sono contestualmente deferiti alle altre Commissioni permanenti, ciascuna delle quali deve esaminarli congiuntamente per le parti di sua competenza.
2. Quando il disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato � presentato dal Governo al Senato, le Commissioni permanenti, prima che abbia inizio l'esame congiunto del disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato e del disegno di legge finanziaria per le parti di rispettiva competenza, possono procedere all'esame preliminare dei singoli stati di previsione, senza effettuare votazioni, provvedendo ad acquisire i necessari elementi conoscitivi con le modalit� di cui agli articoli 46
. La 5� Commissione permanente avvia a sua volta l'esame del disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato, avvalendosi delle procedure di cui agli articoli 46
3. Quando il disegno di legge finanziaria � presentato dal Governo al Senato, il Presidente del Senato, sentito il parere della 5� Commissione permanente e del Governo, prima dell'assegnazione, accerta se esso rechi disposizioni estranee al suo oggetto come definito dalla legislazione vigente, ovvero volte a modificare norme in vigore in materia di contabilit� generale dello Stato. In tal caso il Presidente comunica all'Assemblea lo stralcio delle predette disposizioni.
4. In ogni caso, il Presidente accerta, sentito il parere della 5� Commissione permanente e del Governo, se il disegno di legge finanziaria rechi disposizioni contrastanti con le regole di copertura stabilite dalla legislazione vigente per la stessa legge finanziaria e ne d�, prima dell'assegnazione, comunicazione all'Assemblea.
6. Ciascuna Commissione, nei termini stabiliti dal successivo comma 9
, comunica il proprio rapporto scritto e gli eventuali rapporti di minoranza alla 5� Commissione permanente. Gli estensori dei rapporti delle Commissioni possono partecipare alle sedute della 5� Commissione permanente senza diritto di voto.
7. I rapporti sono allegati alla relazione generale della 5� Commissione permanente.
8. La 5� Commissione permanente, nei termini stabiliti dal successivo comma 9
, approva la relazione generale sul disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato e sul disegno di legge finanziaria, che concerne anche - in separate sezioni - gli stati di previsione della spesa sui quali � competente per materia, e la trasmette alla Presidenza del Senato unitamente alle eventuali relazioni di minoranza.
9. Quando il disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato e il disegno di legge finanziaria sono presentati dal Governo al Senato, gli adempimenti previsti dai commi 6 e 8
debbono essere espletati, rispettivamente, entro dieci giorni e entro venticinque giorni dal deferimento del disegno di legge finanziaria, e la votazione finale in Assemblea ha luogo entro i successivi quindici giorni. Quando il disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato e il disegno di legge finanziaria sono trasmessi dalla Camera dei deputati, i termini per gli adempimenti previsti dai commi 6 e 8
sono fissati dal Presidente del Senato, in modo che la votazione finale in Assemblea abbia luogo entro trentacinque giorni dalla trasmissione.
10. Ciascuna Commissione, durante l'esame congiunto, per le parti di sua competenza, del disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato e del disegno di legge finanziaria, non pu� svolgere, in nessuna sede, altra attivit�. Nel computo dei termini per la presentazione delle relazioni e per l'espressione dei pareri sugli altri disegni di legge o affari deferiti, non si tiene conto del periodo richiesto per l'esame anzidetto.
11. Dalla data del deferimento del disegno di legge finanziaria e fino alla votazione finale da parte dell'Assemblea del disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato, non possono essere iscritti all'ordine del giorno delle Commissioni permanenti e dell'Assemblea disegni di legge che comportino variazione di spese o di entrate, n� disegni di legge intesi a modificare la legislazione vigente in materia di contabilit� generale dello Stato. Rimangono conseguentemente sospesi i termini per la presentazione delle relazioni e per l'espressione dei pareri sui disegni di legge anzidetti.
12. I precedenti commi 10 e 11
non si applicano all'esame dei disegni di legge di conversione di decreti-legge e degli altri disegni di legge aventi carattere di assoluta indifferibilit� secondo le determinazioni adottate all'unanimit� dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
1. La discussione in Assemblea dei disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica, indicati nel documento di programmazione finanziaria come approvato dalla risoluzione parlamentare e presentati al Parlamento entro il termine stabilito dalla legge, � organizzata dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari a norma dell'
2. Ai predetti disegni di legge non si applicano i divieti di cui ai commi 10 e 11 dell'articolo 126
escluso quello relativo alle modifiche della legislazione vigente in materia di contabilit� generale dello Stato.
Ordini del giorno sul disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato e sul disegno di legge finanziaria
2. Quelli accolti dal Governo o approvati sono allegati, insieme ai rapporti, alla relazione generale della 5� Commissione permanente. Quelli non accolti dal Governo o respinti dalle Commissioni possono essere ripresentati in Assemblea purch� siano sottoscritti da otto Senatori.
1. Gli emendamenti, d'iniziativa sia parlamentare che governativa, relativi al disegno di legge finanziaria devono essere presentati alla 5� Commissione permanente. I senatori che non facciano parte della 5� Commissione permanente possono chiedere o essere richiesti di illustrare gli emendamenti da essi presentati.
2. Gli emendamenti, d'iniziativa sia parlamentare che governativa, al disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato devono essere presentati nelle Commissioni competenti per materia. Se queste li accolgono, vengono trasmessi, come proposte della Commissione, alla 5� Commissione permanente, la quale, nel caso di rigetto, deve farne menzione nella sua relazione.
4. � facolt� del Presidente ammettere la presentazione in Aula di nuovi emendamenti che si trovino in correlazione con modificazioni proposte dalla 5� Commissione permanente o gi� approvate dall'Assemblea.
6. Sono inammissibili gli emendamenti, d'iniziativa sia parlamentare che governativa, al disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato e al disegno di legge finanziaria che rechino disposizioni contrastanti con le regole di copertura stabilite dalla legislazione vigente per la stessa legge finanziaria o estranee all'oggetto della legge di bilancio o della legge finanziaria, come definito dalla legislazione vigente, ovvero volte a modificare le norme in vigore in materia di contabilit� generale dello Stato.
1. Sul disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato e sul disegno di legge finanziaria si svolge un'unica discussione generale, che � riservata agli interventi relativi alla impostazione globale del bilancio ed alle linee generali della politica economica, finanziaria e dell'amministrazione dello Stato. Dopo la chiusura della discussione prendono la parola i relatori ed il Presidente del Consiglio dei Ministri o uno o pi� Ministri da lui delegati. Sono poi messi ai voti gli ordini del giorno concernenti gli argomenti anzidetti.
2. Quando il disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato e il disegno di legge finanziaria sono presentati dal Governo al Senato, l'esame degli articoli del disegno di legge di approvazione dei bilanci medesimi ha la precedenza sull'esame degli articoli e sulla votazione finale del disegno di legge finanziaria. Le variazioni conseguenti all'approvazione del disegno di legge finanziaria, non appena presentate dal Governo, sono deferite immediatamente alla 5� Commissione permanente, che riferisce all'Assemblea. La nota di variazioni � quindi votata dall'Assemblea, intendendosi conseguentemente modificati gli articoli gi� approvati del disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato e le tabelle da questi richiamate. Si procede quindi alla votazione finale del disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato cos� modificato.
3. Quando il disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato e il disegno di legge finanziaria sono trasmessi dalla Camera dei deputati, l'Assemblea discute e delibera sugli articoli del disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati. In questa fase sono ammissibili solo emendamenti relativi a previsioni di bilancio non correlate a disposizioni del disegno di legge finanziaria. Si procede quindi all'esame ed alla votazione degli articoli nonch� alla votazione finale del disegno di legge finanziaria. Sono successivamente esaminate e votate, con le procedure di cui al comma 2
5. In sede di esame degli articoli hanno facolt� di parlare soltanto i presentatori di ordini del giorno e di emendamenti per illustrarli, nonch� il relatore ed il rappresentante del Governo per esprimere il proprio parere. Gli ordini del giorno relativi alle singole tabelle sono posti ai voti prima degli articoli che le concernono.
6. La discussione del disegno di legge di approvazione dei bilanci di previsione dello Stato e del disegno di legge finanziaria, cos� come articolata nelle sue fasi dai commi precedenti, � organizzata dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari a norma dell'
articolo 141, il comma 2
2. Delle altre petizioni le Commissioni competenti possono deliberare, previa nomina di un relatore, la presa in considerazione o l'archiviazione. Nella prima ipotesi, se non viene adottata un'iniziativa legislativa ai sensi dell'
1. In sede di formazione del calendario dei lavori, nell'ambito delle sedute che la sessione di cui all'
dedica all'attivit� dell'Assemblea, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari stabilisce le materie sulle quali potranno essere presentate interrogazioni a risposta immediata, secondo le modalit� di cui ai successivi commi, riservando al riguardo l'inizio di almeno una delle predette sedute.
3. Il Presidente sceglie, sentito il Governo, non pi� di cinque interrogazioni, in modo che, nell'ambito della materia trattata, siano diversi i Gruppi di appartenenza dei presentatori.
4. In Assemblea il Presidente d� lettura di ciascuna interrogazione, alla quale il Governo risponde per non pi� di due minuti. Il presentatore pu� replicare per non pi� di un minuto.
5. Sullo stesso argomento pu� chiedere precisazioni, per non pi� di un minuto ciascuno, un Senatore per ogni Gruppo parlamentare.
6. Quando interviene per la risposta il Presidente del Consiglio dei Ministri, o quando l'importanza degli argomenti lo richieda, il Presidente pu� disporre la trasmissione televisiva diretta.
1. I Presidenti dei Gruppi parlamentari, a nome dei rispettivi Gruppi, ed i rappresentanti delle componenti politiche del Gruppo misto, possono presentare non pi� di una interpellanza di Gruppo al mese.
2. Per le interpellanze sottoscritte da almeno un decimo dei componenti del Senato si adottano le procedure e i termini di cui al presente articolo
. Ciascun Senatore pu� sottoscrivere in un anno non pi� di sei interpellanze con procedimento abbreviato.
4. Un rappresentante del Gruppo parlamentare proponente dell'interpellanza, o uno dei Senatori che hanno sottoscritto l'interpellanza ai sensi del comma 2
, possono svolgere l'interpellanza stessa per non pi� di dieci minuti. Dopo le dichiarazioni del Governo, � consentita una replica per non pi� di cinque minuti.
3. Qualora la mozione sia sottoscritta da almeno un quinto dei componenti del Senato, essa � discussa entro e non oltre il trentesimo giorno dalla presentazione. A tal fine il Presidente si avvale della facolt� di cui all'
articolo 55, comma 6
, fissando, se necessario, una seduta supplementare. Ciascun Senatore pu� sottoscrivere in un anno non pi� di sei mozioni a procedimento abbreviato.
3. Sulle mozioni previste dal presente articolo non � consentita la presentazione di ordini del giorno n� la votazione per parti separate.
4. Sulle proposte di modificazione del Regolamento ed in generale su quanto attenga alle condizioni di funzionamento interno del Senato la questione di fiducia non pu� essere posta dal Governo.
, dopo il comma 1
1-bis. Quando una proposta di inchiesta parlamentare � sottoscritta da almeno un decimo dei componenti del Senato, � posta all'ordine del giorno della competente Commissione, che deve riunirsi entro i cinque giorni successivi al deferimento. Il Presidente del Senato assegna alla Commissione un termine inderogabile per riferire all'Assemblea. Decorso tale termine, la proposta � comunque iscritta all'ordine del giorno dell'Assemblea nella prima seduta successiva alla scadenza del termine medesimo, ovvero in una seduta supplementare da tenersi nello stesso giorno di questa o in quello successivo, per essere discussa nel testo dei proponenti. La discussione in Assemblea si svolge a norma dell'
Le modificazioni al Regolamento di cui agli articoli precedenti sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 1 Dicembre 1988 ed entrano in vigore il giorno stesso della loro pubblicazione.
Le modificazioni di cui all'
non si applicheranno ai disegni di legge di conversione di decreti-legge emanati precedentemente alla predetta data.