Source: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=5490
Timestamp: 2020-01-19 21:29:56+00:00
Document Index: 169754525

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Allo Studio tecnico
Ing. Armando Centioni
All’ Università Cattolica del Sacro Cuore
AG 29/13
Oggetto: istanza di parere giuridico acquisita al prot. gen. AVCP n. 27591 del 12/03/2013 – Qualificazione giuridica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Natura di organismo di diritto pubblico – Conflitto di giurisdizione – Ricorso pendente presso la Corte di Cassazione – Innammissibilità
Con nota acquisita al protocollo n. 0027591, in data 12 marzo 2013, l’Ingegnere Armando Centioni (di seguito anche l’istante) ha sottoposto a questa Autorità una richiesta di parere in merito alla natura giuridica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (UCSC), ai fini dell’applicazione della disciplina del Codice dei Contratti pubblici. In particolare, con l’istanza in oggetto, si richiedeva di chiarire se l’UCSC fosse annoverabile tra i c.d. organismi di diritto pubblico di cui all’art. 3, comma 26 d.lgs. 163/2006 ovvero se, nell’affidamento di contratti di lavori, servizi e forniture, agisse iure privatorum.
L’istante riferiva di aver sottoscritto, in data 21 febbraio 2009, con l’UCSC un contratto di affidamento di incarico professionale per la redazione di un progetto preliminare/definitivo e della Direzione dei lavori e, successivamente, nel dicembre 2012, a servizio non ancora realizzato, di aver ricevuto da quest’ultima una comunicazione che riteneva il suddetto affidamento nullo, per essere stato sottoscritto in mancanza di una preventiva procedura a evidenza pubblica di cui al Codice dei Contratti. Alla luce di queste premesse, l’ing. Centioni riteneva di rivolgere richiesta di parere a questa Autorità onde chiarire la natura giuridica dell’UCSC. L’istante allegava, all’uopo, lo Statuto dell’UCSC e copia del contratto di incarico professionale, nonché una copia di Verbale di riunione presso gli Uffici della UCSC avente ad oggetto il Programma generale di messa a norma e adeguamento degli edifici della sede di Roma e prodromico all’affidamento de quo.
Ritenuto il quesito rilevante e meritevole di approfondimento, al fine di consentire all’Autorità l’espletamento dell’attività istruttoria per la definizione della pratica, l’Università è stata invitata – con nota 2 aprile 2013, n. 33369 - a produrre, eventuali documenti, memorie e osservazioni ritenuti utili.
Con nota acquisita al protocollo 26 aprile 2013, n. 40609, l’UCSC – Policlinico Gemelli ha prodotto una succinta memoria difensiva, con allegati la copia del Regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità; i pareri MIUR n. 1320 del 27/11/2009 (regolamento originario) e n. 1211 dell’11/09/2012 (ultime modifiche), la copia delle vigenti disposizioni operative relative al Titolo VI “attività negoziale”; nonché, copia del ricorso in cassazione dispiegato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore avverso le sentenze del Consiglio di Stato n. 5522/2012 e n. 841/2010.
Da ultimo, con nota prot. 17 maggio 2013 n. 004965, l’Ing. Centioni ha presentato ulteriore memoria con rinnovate deduzioni difensive, contenenti considerazioni aggiuntive, ma sostanzialmente analoghe al quesito iniziale.
Alla luce delle integrazioni documentali pervenute l’Autorità ritiene di rivalutare l’avvenuto avvio del procedimento.
Dalle deduzioni allegate da parte dell’UCSC si evince, infatti, che, nei riguardi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, è pendente un contenzioso giurisdizionale tra i due plessi del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione. In particolare, il Consiglio di Stato, con sentenza 26 gennaio 2010, n. 841 ha accolto l’appello avverso la sentenza del TAR Lazio 19 novembre 1004, n. 13574, la quale – su una materia analoga a quella in oggetto - aveva dichiarato inammissibile il ricorso per difetto di giurisdizione e, per l’effetto, aveva dichiarato la giurisdizione amministrativa affermando che l’Università cattolica del Sacro Cuore riveste la qualità di amministrazione aggiudicatrice ed è pertanto obbligata all’osservanza delle norme di evidenza pubblica in materia di appalti di servizi, rinviando altresì gli atti al TAR, la cui III sezione, con sentenza 30 dicembre 2010, n. 39150, richiamando le argomentazioni del Consiglio di Stato, ha statuito definitivamente per l’applicabilità al caso di specie del d.lgs 157/1995, ritenendo dunque illegittima la trattativa privata.
In relazione a tale sentenza, l’Università Cattolica ha impugnato dinanzi alla Corte di Cassazione, con ricorso per definire la giurisdizione, la sentenza del Consiglio di Stato 841/2010 e, dinanzi al Consiglio di Stato, la sentenza del TAR Lazio n. 39150/2010, che ha deciso la causa nel merito. Le SS.UU. della Corte di Cassazione, con sentenza 13 giugno 2012, n. 9588 hanno dichiarato inammissibile il ricorso fino alla definizione della causa nel merito, rinviando il ricorrente ad una eventuale riproposizione per gli stessi motivi al caso di soccombenza nel merito, in appello presso la giurisdizione amministrativa. Avvenuta tale soccombenza nel merito con sentenza del Consiglio di Stato 5 ottobre 2012, n. 5522, che respingeva l’appello avverso la sentenza del TAR Lazio 30 dicembre 2010, n. 29150, il Consiglio di Stato ha confermato la propria giurisdizione e ha definito il giudizio in senso sfavorevole all’Università Cattolica. Avverso questa sentenza e avverso la sentenza 841/2010, risulta allo stato pendente un ricorso presso la Corte di Cassazione per acclarare la giurisdizione e, implicitamente in quanto preliminare ad ogni decisione sulla giurisdizione, per l’accertamento della natura giuridica da attribuirsi all’UCSC.
Alla luce di queste premesse, ravvisato il contrasto tra i due plessi supremi della giurisdizione ordinaria e amministrativa, nonché un giudizio pendente presso la Corte di Cassazione, per accertare la natura giuridica dell’Ente in questione e dunque poter decidere della giurisdizione, il Consiglio nella seduta del 30 luglio 2013 ha ritenuto inammissibile il quesito per sopravvenuta conoscenza della pendenza di giudizio relativamente alla medesima questione.