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Timestamp: 2017-11-17 20:59:11+00:00
Document Index: 131969312

Matched Legal Cases: ['art. 82', 'art.  8', 'art.\n28', 'art.  31', 'art. 1', 'art.  2', 'art. 45', 'art. 46', 'art. 52', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 17']

DECRETO LEGISLATIVO 25 gennaio 2010, n. 8 - Attuazione della direttiva 2008/43/CE, relativa all'istituzione, a norma della direttiva 93/15/CEE, di un sistema di identificazione e tracciabilita' degli esplosivi per uso civile. (10G0022) (GU n. 33 del 10-2-2010 | Architetto.info
DECRETO LEGISLATIVO 25 gennaio 2010, n. 8 – Attuazione della direttiva 2008/43/CE, relativa all’istituzione, a norma della direttiva 93/15/CEE, di un sistema di identificazione e tracciabilita’ degli esplosivi per uso civile. (10G0022) (GU n. 33 del 10-2-2010
DECRETO LEGISLATIVO 25 gennaio 2010, n. 8 - Attuazione della direttiva 2008/43/CE, relativa all'istituzione, a norma della direttiva 93/15/CEE, di un sistema di identificazione e tracciabilita' degli esplosivi per uso civile. (10G0022) (GU n. 33 del 10-2-2010 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/02/2010
Attuazione della direttiva 2008/43/CE,  relativa  all’istituzione,  a
norma della direttiva 93/15/CEE, di un sistema di  identificazione  e
tracciabilita’ degli esplosivi per uso civile. (10G0022)
Vista la legge 7 luglio 2009, n. 88 – legge comunitaria 2008, ed in
particolare, gli articoli 1, 2 e 30;
Vista la direttiva 2008/43/CE della Commissione, del 4 aprile 2008,
relativa all’istituzione, a norma della direttiva  93/15/CEE,  di  un
sistema di identificazione e tracciabilita’ degli esplosivi  per  uso
Visto il decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 7,  di  recepimento
della  direttiva   93/15/CEE,   relativa   all’armonizzazione   delle
disposizioni in materia di immissione sul mercato e  controllo  degli
con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773;
modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155;
dell’interno, del Ministro della difesa e del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con i  Ministri  degli  affari  esteri,  della
identificazione univoca e di tracciabilita’ degli esplosivi  per  uso
2. Ai fini del presente decreto si intendono per  «esplosivi»:  gli
oggetti esplodenti elencati nell’allegato I al decreto legislativo  2
gennaio 1997, n. 7, e  per  «testo  unico  delle  leggi  di  pubblica
sicurezza»: il regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, recante il testo
a) agli esplosivi e alle munizioni destinati ad  essere  utilizzati
dalle Forze armate e di polizia, compresi quelli destinati ad  essere
direttamente  utilizzati  dagli  stabilimenti  militari  dell’Agenzia
industrie difesa (A.I.D.) per finalita’ militari, ferme  restando  le
disposizioni in materia di riconoscimento e classificazione  di  tali
prodotti previste dall’articolo 53 del testo  unico  delle  leggi  di
pubblica sicurezza e dalle relative norme di attuazione;
b) agli articoli  pirotecnici,  ovvero  ai  manufatti  classificati
nella IV e V categoria dell’allegato A al regolamento  di  esecuzione
del testo unico delle leggi  di  pubblica  sicurezza,  approvato  con
regio decreto 6 maggio 1940,  n.  635,  e  successive  modificazioni,
qualificati come  tali  dall’allegato  I  alla  direttiva  2004/57/CE
ovvero in attuazione dell’allegato II alla medesima direttiva;
c) alle munizioni per uso civile;
d) agli esplosivi  trasportati  e  consegnati  alla  rinfusa  o  in
autopompe,  sempre  che   siano   destinati   ad   essere   scaricati
direttamente nel fornello di mina;
e) agli esplosivi fabbricati nel sito destinato al loro brillamento
e posti a dimora immediatamente dopo la produzione.
4. Per gli esplosivi di cui alle lettere d), ed  e)  del  comma  3,
continuano ad applicarsi le disposizioni di cui  all’articolo  8  del
dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e quelle adottate  in  attuazione
del medesimo articolo, fermo restando il divieto  di  immissione  sul
territorio nazionale ed impiego  da  parte  di  soggetti  diversi  da
quelli individuati dalle predette disposizioni.
– L’allegato I del citato  decreto  legislativo  2  gennaio
1997, n. 7, cosi’ recita:
– Per il regio decreto 18 giugno  1931,  n.  773,  si  veda
– L’allegato A del regio decreto 6  maggio  1940,  n.  635,
pubblicato  nel  supplemento  alla  Gazzetta  Ufficiale  26
giugno 1940, n. 149, cosi’ recita:
[1] Secondo la denominazione TULPS si tratta di cartocci  a
proietto  metallico  per  artiglieria  carichi   ma   senza
cannello o altrimenti protetti da paracapsule o da imballo.
[2] V/E se per armi in libera vendita.
[3] Munizioni a caricamento speciale.
[4] Rientrano fra i proiettili «a caricamento speciale».
[5] IV se si tratta di flash bomb  o  da  fucile  I  se  di
mortaio o d’aereo.
[6] Quando comuni capsule per cartucce.
[7] Se da cannone. Se artificio IV.
[8] Se proiettili, nella I nonostante la classifica 1.1 D.
[9] Proiettili o colpi completi d’artiglieria.
[10] A seconda che si tratti di bombe da mortaio o a mano.
[11] V qualora non d’artiglieria.
[12] Anche se altamente insensibile.
[13]  Il  fuoco  classificato  1.4  S  e’   un   giocattolo
blisterato o un artificio di V cat. D/E.
[14] qualora inneschi per bossoli per armi portatili.
[15]  Solo  se  combustibile  come  i  due   che   seguono,
altrimenti V/A.
[16] Se a bossolo combustibile.
[**] La classificazione in una delle  cinque  categorie  di
cui all’art. 82 del regolamento a testo unico  delle  leggi
di   pubblica   sicurezza,    dipende    dalla    tipologia
dell’esplosivo.».
La direttiva 2004/57/CE e’ pubblicata  G.U.U.E.  29  aprile
2004, n. L 127.
L’art.  8  del  decreto-legge  27  luglio  2005,  n.   144,
convertito dalla  legge  31  luglio  2005,  n.  155,  cosi’
«Art. 8 (Contributi figurativi).  –  Ai  fini  del  calcolo
della   retribuzione   annua   pensionabile,   il    valore
retributivo da attribuire per ciascuna settimana ai periodi
riconosciuti figurativamente per gli eventi previsti  dalle
disposizioni in vigore e’  determinato  sulla  media  delle
retribuzioni settimanali percepite in  costanza  di  lavoro
nell’anno solare in cui si collocano i predetti periodi  o,
nell’anno  di  decorrenza  della  pensione,   nel   periodo
compreso  sino  alla  data  di  decorrenza  della  pensione
stessa. Dal calcolo suddetto sono escluse  le  retribuzioni
settimanali percepite  in  misura  ridotta  per  uno  degli
eventi  che,  in  base  alle  disposizioni  vigenti,  danno
diritto all’accredito di contribuzione figurativa o  per  i
Nei casi in cui nell’anno solare non risultino retribuzioni
effettive, il valore retributivo da attribuire  ai  periodi
riconosciuti figurativamente e’ determinato con riferimento
all’anno  solare  immediatamente   precedente   nel   quale
risultino percepite retribuzioni in costanza di lavoro. Per
i  periodi  anteriori   all’iscrizione   nell’assicurazione
generale obbligatoria il valore retributivo  da  attribuire
e’ determinato con riferimento alla retribuzione  percepita
nell’anno solare in cui ha inizio l’assicurazione.
Qualora in corrispondenza degli  eventi  di  cui  al  primo
comma  sia  richiesto  il  riconoscimento   figurativo   ad
integrazione  della  retribuzione,  la  media   retributiva
dell’anno solare e’ determinata escludendo le  retribuzioni
settimanali percepite in misura ridotta.  In  tale  ipotesi
ciascuna settimana  a  retribuzione  ridotta  e’  integrata
figurativamente fino a concorrenza del  valore  retributivo
riconoscibile, in caso di totale mancanza di  retribuzione,
ai sensi dei precedenti commi.
I  periodi  di  sospensione,  per  i   quali   e’   ammessa
l’integrazione salariale, sono riconosciuti utili d’ufficio
per  il  conseguimento  del  diritto  alla   pensione   per
l’invalidita’, la  vecchiaia  ed  i  superstiti  e  per  la
determinazione della  sua  misura.  Per  detti  periodi  il
contributo  figurativo  e’  calcolato  sulla   base   della
retribuzione cui e’ riferita l’integrazione salariale.
Le somme  occorrenti  alla  copertura  della  contribuzione
figurativa relativamente ai periodi  di  sospensione  e  di
riduzione d’orario, per i quali e’  ammessa  l’integrazione
salariale, sono versate, a carico della Cassa  integrazione
guadagni, al Fondo pensioni lavoratori dipendenti.
Il datore di lavoro e’ tenuto a fornire  i  dati  necessari
per il calcolo dei valori retributivi di cui ai  precedenti
commi secondo criteri e modalita’ stabiliti  dal  consiglio
di amministrazione dell’Istituto nazionale della previdenza
Per  gli  operai  agricoli  dipendenti,   ai   fini   della
determinazione dei requisiti contributivi per il diritto  a
pensione  e  per  il  calcolo  della   retribuzione   annua
pensionabile ciascuna settimana di contribuzione figurativa
e’ pari a sei giornate. La retribuzione  da  calcolare  per
ciascuna giornata e’ quella determinata ai sensi  dell’art.
28 del decreto del Presidente della  Repubblica  27  aprile
1968, n. 488, per l’anno  solare  in  cui  si  collocano  i
periodi riconosciuti figurativamente.
In deroga a quanto previsto dal primo  comma  del  presente
articolo ai lavoratori collocati in  aspettativa  ai  sensi
dell’art.  31  della  legge  20  maggio  1970,  n.  300,  e
successive modificazioni, le retribuzioni da riconoscere ai
fini del calcolo  della  pensione  sono  commisurate  della
retribuzione  della  categoria  e  qualifica  professionale
posseduta dall’interessato al momento del  collocamento  in
aspettativa e di volta in volta adeguate in relazione  alla
dinamica salariale e di carriera della stessa  categoria  e
qualifica. Per i lavoratori collocati  in  aspettativa  che
non abbiano regolato mediante specifiche normative  interne
o contrattuali il trattamento economico del  personale,  si
prendono in considerazione ai fini predetti le retribuzioni
fissate dai contratti nazionali collettivi  di  lavoro  per
Restano ferme in materia le disposizioni dell’art. 1  della
legge 15 febbraio 1974, n. 36, e della legge 10 marzo 1955,
n. 96, e successive modificazioni e integrazioni.
Le disposizioni di cui al presente  articolo  si  applicano
anche per il trasferimento  dei  contributi  figurativi  ad
altri  enti  previdenziali  per  richieste  presentate  dai
lavoratori dopo l’entrata in vigore della presente legge.».
– Gli articoli 1, 2 e 30 della legge 7 luglio 2009,  n.
161 S.O. cosi’ recitano:
g) quando si verifichino sovrapposizioni di  competenze
tra amministrazioni diverse o comunque siano  coinvolte  le
h) quando non siano d’ostacolo  i  diversi  termini  di
«Art. 30 (Delega  al  Governo  per  l’attuazione  della
direttiva  2008/43/CE  relativa  all’istituzione,  a  norma
della direttiva 93/15/CEE, di un sistema di identificazione
e tracciabilita’ degli esplosivi  per  uso  civile).  –  1.
l’attuazione della direttiva 2008/43/CE della  Commissione,
del 4 aprile 2008, relativa all’istituzione, a norma  della
direttiva  93/15/CEE  del  Consiglio,  di  un  sistema   di
identificazione e tracciabilita’ degli  esplosivi  per  uso
civile, il Governo e’ tenuto a seguire, oltre ai principi e
criteri direttivi di  cui  all’art.  2,  anche  i  seguenti
a)  prevedere  che  il  sistema   per   assicurare   la
trattazione dei procedimenti e la  conservazione  dei  dati
concernenti le licenze di pubblica sicurezza relativi  alla
fabbricazione,   importazione,   esportazione,    transito,
trasferimento   comunitario,   trasporto,    tracciabilita’
amministrativa ed identificazione univoca degli  esplosivi,
e quelli relativi ai titolari delle stesse, sia  assicurato
dal  Ministero  dell’interno,   con   le   risorse   umane,
vigente, e dai titolari delle  licenze  mediante  procedure
automatizzate;
b) prevedere, per gli  esplosivi  ammessi  nel  mercato
civile, modalita’ di etichettature atte  a  distinguere  la
destinazione, rispetto a quelle riservate ad uso militare o
c) prevedere l’introduzione  di  sanzioni  penali,  nei
limiti di pena di cui alla legge 2 ottobre  1967,  n.  895,
per  le  violazioni  al  divieto   di   detenzione   e   di
introduzione nel territorio nazionale degli  esplodenti  di
cui al decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 7, sprovvisti
dei sistemi armonizzati di  identificazione  univoca  e  di
tracciabilita’;  prevedere,  inoltre,   l’introduzione   di
sanzioni, anche di natura penale, per le  altre  infrazioni
alla legislazione  nazionale  di  attuazione  della  citata
direttiva 2008/43/CE.
2. Dall’attuazione della  delega  di  cui  al  presente
– La direttiva 2008/43/CE e’ pubblicata nella  G.U.U.E.
5 aprile 2008, n. L 94.
– La direttiva 93/15/CEE e’ pubblicata  nella  G.U.C.E.
15 maggio 1993, n. L 121.
– Il decreto legislativo  2  gennaio  1997,  n.  7,  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28 gennaio 1997, n. 22.
–  Il  regio  decreto  18  giugno  1931,  n.  773,   e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 giugno 1931, n. 146.
–  Il  decreto-legge  27  luglio  2005,  n.   144,   e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 27 luglio 2005, n. 173,
e convertito, con modificazioni,  dalla  legge,  31  luglio
2005, n. 155, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 1° agosto
Capo II   DISPOSIZIONI PARTICOLARI RIGUARDANTI
L’IDENTIFICAZIONE DEL PRODOTTO
1. Le imprese operanti nel  settore  degli  esplosivi,  di  seguito
denominate: «imprese», che fabbricano o  importano  esplosivi  oppure
assemblano detonatori, procedono alla marcatura degli esplosivi e  di
ogni  confezione  elementare  mediante  un’identificazione   univoca.
L’identificazione univoca, conforme al modello di cui all’allegato 1,
si compone inderogabilmente degli elementi in questo descritti ed  e’
apposta stabilmente sul prodotto in forma indelebile ed in modo  tale
che risulti chiaramente leggibile.
2. Il titolare di una delle licenze di cui agli articoli  46  e  47
del testo unico  delle  leggi  di  pubblica  sicurezza,  che  intenda
immettere  nel  territorio  nazionale  esplosivi   civili   prodotti,
trasferiti da altro paese dell’Unione europea o altrimenti importati,
ovvero intenda trasferire in altro Paese dell’Unione  europea  ovvero
esportare gli stessi prodotti,  deve  richiedere  preventivamente  al
Ministero dell’interno l’attribuzione  di  un  codice  identificativo
dello stabilimento e notificare gli estremi di  quelli  dei  predetti
prodotti, secondo  le  modalita’  definite  con  il  decreto  di  cui
3. La disposizione di cui al comma 1 non  si  applica  in  caso  di
esplosivo fabbricato nel territorio nazionale a fini di  esportazione
verso Paesi non aderenti all’Unione europea,  quando  l’esplosivo  e’
contrassegnato con un identificativo conforme alle  prescrizioni  del
Paese importatore, che  ne  consente  ugualmente  la  tracciabilita’,
fermo restando in ogni caso l’obbligo di etichettatura, di  cui  alle
disposizioni impartite dal Ministero dell’interno, in  attuazione  di
quanto previsto dall’articolo 53  del  testo  unico  delle  leggi  di
pubblica sicurezza, ovvero in attuazione della direttiva  2004/57/CE,
anche al fine di  garantire  la  sicurezza  e  la  prevenzione  degli
incidenti nei depositi ed il controllo della filiera commerciale  sul
4. Nel caso in cui l’esplosivo e’ sottoposto a successivi  processi
di fabbricazione, il fabbricante che utilizza un esplosivo fabbricato
da terzi e’ esentato dalla marcatura mediante  nuova  identificazione
univoca, salvo che quella  originale,  per  deterioramento  od  altra
causa, abbia perso una delle caratteristiche delle diverse  tipologie
di  etichette  di  cui  al  comma  1,  ovvero  la  stessa,   per   le
caratteristiche  del  nuovo  manufatto,  non  risulti  piu’  visibile
all’esterno del prodotto finito.
5. Il Ministero dell’interno, quale autorita’ nazionale competente,
assegna ad ogni sito di fabbricazione, italiano o di nazionalita’  di
uno Stato membro che insista sul territorio nazionale per diritto  di
stabilimento,  un  apposito  codice  identificativo  di  tre   cifre.
L’assegnazione del codice identificativo per il sito di fabbricazione
e’ richiesta altresi’ dal fabbricante stabilitosi  in  Italia,  anche
nel caso in cui il sito di fabbricazione  sia  ubicato  al  di  fuori
dell’Unione europea, ovvero dall’importatore  nel  caso  di  siti  di
fabbricazione e di  fabbricanti  ubicati  o  stabiliti  al  di  fuori
dell’Unione europea, fermo restando quanto previsto dagli articoli 46
e 47 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
6. Fermo restando quanto previsto dal  comma  2,  l’identificazione
univoca di cui al comma 1, e’ costituita:
a) per gli esplosivi in  cartuccia  e  per  quelli  in  sacchi,  da
un’etichetta  adesiva,  ovvero  da  una   stampigliatura   effettuata
direttamente su ogni singola cartuccia o singolo sacco.  Su  ciascuna
confezione di cartucce  e’  sempre  apposta  un’etichetta  parallela,
contenente  tutti  gli  elementi  che  realizzano   l’identificazione
univoca.  Le  imprese  possono  altresi’  utilizzare  una   piastrina
elettronica di  materiale  inerte  e  passivo,  da  apporre  su  ogni
cartuccia o sacco e, per uniformita’ a quanto disposto in precedenza,
una targhetta elettronica parallela da applicare su  ogni  confezione
di cartucce;
b) per gli esplosivi bicomponenti, limitati  ad  uso  militare,  da
un’etichetta  adesiva  oppure,  da  una   stampigliatura   effettuata
direttamente  su  ogni  confezione  elementare   contenente   i   due
componenti,  fermo  restando  quanto  previsto  dall’articolo  8  del
dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e dalle disposizioni adottate  in
attuazione del medesimo articolo;
c) per i  detonatori  comuni  a  fuoco  o  micce,  da  un’etichetta
adesiva, oppure da una  stampigliatura  effettuata  direttamente  sul
bossoletto di contenimento. Un’etichetta parallela e’ sempre  apposta
su ciascuna confezione di detonatori  o  micce.  Le  imprese  possono
altresi’ utilizzare una piastrina elettronica di materiale  inerte  e
passivo, da apporre su ogni detonatore, nonche’ una analoga targhetta
elettronica che  replichi  riassuntivamente  i  dati  dei  detonatori
contenuti nell’unita’ di vendita, da applicare su ogni confezione  di
d) per i detonatori elettrici, non  elettrici  ed  elettronici,  da
un’etichetta  adesiva  apposta  sui  fili  o  sul  tubo   oppure   da
un’etichetta adesiva o da un’indicazione a  stampa  o  stampigliatura
apposte direttamente sul  bossoletto  di  contenimento.  Un’etichetta
parallela e’ apposta su ciascuna confezione di detonatori. Le imprese
possono altresi’ utilizzare una piastrina  elettronica  di  materiale
inerte e passivo da  apporre  su  ogni  detonatore  e  una  targhetta
elettronica parallela da applicare su ogni confezione di  detonatori.
Per i detonatori a bassa e media intensita’, riservati all’uso  delle
Forze  armate  e  di  polizia  dello  Stato,  ovvero   dei   soggetti
autorizzati ai sensi dall’articolo  8  del  decreto-legge  27  luglio
2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla  legge  31  luglio
2005, n.  155,  e  dalle  disposizioni  adottate  in  attuazione  del
medesimo  articolo,  resta  fermo  quanto  previsto  dalle   predette
disposizioni in materia di speciale etichettatura;
e) per gli inneschi primer e le cariche  di  rinforzo  booster,  da
un’etichetta adesiva oppure dalla stampa direttamente su ogni innesco
o carica di rinforzo. Un’etichetta parallela e’ apposta  su  ciascuna
confezione di inneschi o cariche  di  rinforzo.  Le  imprese  possono
passivo da apporre su  ogni  innesco  o  carica  di  rinforzo  e  una
targhetta elettronica parallela da applicare su  ogni  confezione  di
inneschi o cariche di rinforzo;
f) per le micce detonanti e micce  di  sicurezza,  da  un’etichetta
adesiva  oppure  dalla  stampa  apposta  direttamente  sulla  bobina.
L’identificazione univoca e’ apposta tramite marcatura  a  intervalli
di cinque metri sull’involucro esterno della miccia  detonante  o  di
sicurezza  o  sullo  strato  interno  estruso   in   plastica   posto
immediatamente al di sotto della fibra esterna della miccia detonante
o  di  sicurezza.  Un’etichetta  parallela  e’  apposta  su  ciascuna
confezione di micce detonanti o  di  sicurezza.  Le  imprese  possono
passivo  da  inserire  all’interno  della  miccia  e  una   targhetta
elettronica parallela  da  applicare  su  ogni  confezione  di  micce
detonanti o di sicurezza;
g) per i bidoni ed i fusti contenenti esplosivi,  l’identificazione
univoca e’ costituita da  un’etichetta  adesiva  oppure  e’  stampata
direttamente sul bidone o sul fusto contenente esplosivi. Le  imprese
inerte e passivo da applicare su ogni bidone e fusto.
7.  Le  imprese,  possono  altresi’  apporre  sulle  confezioni  di
esplosivi destinati ai rivenditori, ad uso dei clienti, copie adesive
rimovibili dell’etichetta originale, riferibile all’unita’ minima  di
vendita.  Per  prevenire  abusi,   dette   copie   devono   riportare
chiaramente l’indicazione che si tratta  di  copie  dell’originale  e
devono  possedere  caratteristiche   tali   da   non   poter   essere
ulteriormente utilizzate dopo la prima apposizione.
8. Il Ministero dell’interno adotta, senza nuovi o  maggiori  oneri
per il bilancio dello Stato, tutti i provvedimenti, anche  con  mezzi
adeguati di pubblicita’,  necessari  a  richiamare  l’attenzione  dei
distributori che riconfezionano gli esplosivi  e  degli  utilizzatori
sulla necessita’ che l’esplosivo e le confezioni  elementari  rechino
sempre l’identificazione univoca di cui al comma 1.
Gli articoli 46 e 47 e 53 del citato testo unico  delle
leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18
giugno 1931, n. 773, cosi’ recitano:
«Art. 46 (art. 45 testo unico 1926).  –  Senza  licenza
del Ministro dell’interno e’ vietato fabbricare, tenere  in
deposito, vendere o trasportare dinamite e prodotti  affini
negli  effetti  esplosivi,  fulminati,  picrati,   artifici
contenenti miscele  detonanti,  ovvero  elementi  solidi  e
liquidi  destinati  alla  composizione  di  esplosivi   nel
momento dell’impiego. E’ vietato  altresi’,  senza  licenza
del Ministro dell’interno,  fabbricare  polveri  contenenti
nitrocellulosa o nitroglicerina.».
«Art. 47 (art. 46 testo unico 1926).  –  Senza  licenza
del Prefetto e’ vietato  fabbricare,  tenere  in  deposito,
vendere o trasportare polveri  piriche  o  qualsiasi  altro
esplosivo  diverso   da   quelli   indicati   nell’articolo
precedente, compresi i  fuochi  artificiali  e  i  prodotti
affini, ovvero materie e sostanze atte alla composizione  o
fabbricazione di prodotti esplodenti.
E’ vietato altresi’, senza licenza del Prefetto, tenere
in deposito, vendere o trasportare  polveri  senza  fumo  a
base di nitrocellulosa o nitroglicerina.».
«Art. 53 (art. 52  testo  unico  1926).  –  E’  vietato
fabbricare,  tenere  in  casa  o  altrove,  trasportare   o
vendere, anche negli stabilimenti, laboratori,  depositi  o
spacci autorizzati, prodotti esplodenti che non siano stati
riconosciuti  e  classificati  dal  Ministro  dell’interno,
sentito il parere di una commissione tecnica.
Nel regolamento saranno classificate tutte  le  materie
esplosive,  secondo  la  loro   natura,   composizione   ed
efficacia esplosiva.
L’iscrizione dei prodotti nelle  singole  categorie  ha
luogo con provvedimento, avente carattere  definitivo,  del
– Per la  direttiva  2004/57/CE,  si  veda  nelle  note
–  Per  il  decreto-legge  27  luglio  2005,  n.   144,
convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio  2005,
n. 155, e l’art. 8, si veda nelle note all’art. 1.
Capo III   DISPOSIZIONI RIGUARDANTI LA RACCOLTA  E
Sistema informatico di raccolta dei dati
1. Entro sei mesi dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto, le imprese sono tenute ad utilizzare, per gli esplosivi  per
uso civile, il sistema informatico di raccolta dei dati del Ministero
dell’interno, di seguito denominato: «G.E.A.», che consente  la  loro
identificazione univoca, di cui alle disposizioni dei capi I e II,  e
la loro tracciabilita’  lungo  tutta  la  catena  della  fornitura  e
durante l’intero ciclo di vita dell’esplosivo, con la possibilita’ di
pronta ed affidabile identificazione di coloro che ne hanno avuto  il
2. In alternativa all’utilizzo del sistema di cui al comma 1,  ogni
impresa, entro  il  termine  previsto  dal  medesimo  comma  1,  puo’
consorziarsi con altre imprese al fine di istituire e condividere  un
sistema di raccolta automatizzato dei dati relativi  alle  operazioni
di carico e di  scarico  degli  esplosivi  che,  fermo  l’obbligo  di
immediata trascrizione sul  supporto  cartaceo  delle  movimentazioni
stesse,  consenta  la  loro  pronta  tracciabilita’,  secondo  quanto
previsto dal medesimo comma 1, e la trasmissione, in tempo reale,  al
sistema G.E.A. del Ministero dell’interno, dei dati  trasmessi  dalle
aziende stesse. Agli oneri per  il  collegamento  al  sistema  G.E.A.
provvedono le imprese consorziate.
3. Il sistema G.E.A. e’ realizzato  con  modalita’  che  assicurano
alle imprese la possibilita’ di riversare, anche  mediante  i  propri
sistemi informatici, i dati necessari  per  consentire  al  Ministero
dell’interno di rintracciare in modo affidabile ed in tempo reale gli
esplosivi civili dalle stesse imprese comunque detenuti o immessi sul
mercato, identificandone i detentori primari ed  i  successivi  senza
soluzione di continuita’, sino ai detentori in atto.
4. Le imprese che utilizzano il sistema G.E.A., ai sensi del  comma
1, assumono a loro carico le spese di funzionamento  del  sistema  in
proporzione all’entita’ dell’effettivo utilizzo del servizio  offerto
dal medesimo sistema. La ripartizione dei  conseguenti  oneri  verra’
definita nel decreto di cui all’articolo 5.
5. I dati riversati in tempo reale  nel  sistema  G.E.A.,  compresi
quelli relativi all’identificazione univoca, di cui alle disposizioni
dei Capi I e II,  sono  comunque  conservati  dalle  imprese  per  un
periodo minimo di 10 anni, decorrenti dal giorno in cui e’ effettuata
la consegna o dalla fine del ciclo di  vita  dell’esplosivo,  qualora
nota, anche nel caso in cui sia cessata l’attivita’ d’impresa.
6. E’ fatto obbligo alle imprese di provvedere alla  tenuta  di  un
registro, anche in modalita’  informatizzata,  relativo  a  tutte  le
movimentazioni degli  esplosivi  di  cui  al  comma  2.  Il  registro
cartaceo, in bollo e  vidimato  in  ciascuna  pagina  dalla  questura
competente per territorio, e’ conforme al modello  unico  predisposto
dal Ministero dell’interno ed e’ tenuto secondo le modalita’  di  cui
7. Nel caso di cessazione di attivita’, le imprese  sono  tenute  a
consegnare tutti i registri alla questura  competente,  per  la  loro
8.   Relativamente   agli   esplosivi   fabbricati   o    importati
anteriormente alla data del 5 aprile 2012, le  imprese  conservano  i
registri secondo le disposizioni previste dalla normativa  vigente  e
secondo le modalita’ previste dal decreto di cui all’articolo 5.
9. Fermo restando quanto  previsto  dai  commi  1  e  2,  e’  fatto
altresi’ obbligo alle imprese di comunicare al Ministero dell’interno
ed alle questure che ne facciano  richiesta,  tutte  le  informazioni
commerciali relative alla provenienza e alla localizzazione  di  ogni
esplosivo durante il suo intero ciclo di vita e lungo tutta la catena
della fornitura. A tale fine esse forniscono alle predette autorita’,
anche attraverso l’utilizzo del sistema G.E.A., il nominativo  ed  il
recapito di una persona  che  possa  rilasciare  le  informazioni  di
interesse al di fuori del normale orario di lavoro.
10.  Resta  fermo  l’obbligo,  prima  della  chiusura   giornaliera
dell’attivita’,   di   stampare   le   operazioni   effettuate    per
1. Salvo che  il  fatto  costituisca  piu’  grave  reato,  chiunque
introduce nel territorio nazionale ovvero detiene oggetti  esplodenti
di cui al decreto legislativo 2  gennaio  1997,  n.  7,  senza  avere
provveduto agli adempimenti  preliminari  di  etichettatura  previsti
dalle leggi e  dai  regolamenti  per  l’identificazione  univoca,  la
tracciabilita’ e la sicurezza dei depositi e del trasporto, e’ punito
con l’arresto da venti giorni a tre mesi e con l’ammenda da 20.000  a
2. All’articolo 53, primo comma, del testo  unico  delle  leggi  di
pubblica  sicurezza,  dopo  le  parole:  «commissione  tecnica»  sono
aggiunte le seguenti: «, nonche’ oggetti esplodenti di cui al decreto
legislativo 2 gennaio 1997, n. 7, privi, in tutto  o  in  parte,  dei
sistemi   per   garantire   la   completa   identificazione   e    la
tracciabilita’, oltre che la sicurezza dei depositi,  previsti  dalla
vigente normativa».
3. Si applica la sanzione  amministrativa  da  euro  2.000  a  euro
10.000 per le seguenti violazioni:
a) incompleta etichettatura di cui all’articolo 2;
b) mancata trasmissione in tempo reale dei dati nel sistema  G.E.A.
del Ministero dell’interno, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, ovvero
mancata attivazione del sistema informatico di cui  al  comma  2  del
c) mancata verifica periodica trimestrale del  sistema  informatico
d) omessa o incompleta comunicazione,  a  richiesta  del  Ministero
dell’interno,  dei  dati  necessari   per   l’identificazione   degli
esplosivi, dei siti di produzione  e  deposito  degli  stessi,  delle
persone che  ne  vengono  in  possesso,  del  loro  tracciamento,  in
relazione agli acquisiti ed  alle  vendite  effettuate,  comprese  le
informazioni commerciali connesse alle operazioni;
e) mancata indicazione ed aggiornamento dei recapiti delle  persone
tenute,  al  di  fuori  del  normale  orario  di  lavoro,  ad  essere
reperibili per comunicare le informazioni relative  alla  provenienza
ed alla localizzazione degli esplosivi  commercializzati  o  comunque
detenuti, limitatamente al soggetto cedente ed al cessionario.
4. Nei casi piu’ gravi o in caso di recidiva  delle  violazioni  di
cui al comma 3, puo’  essere,  altresi’,  disposta  la  revoca  o  la
sospensione dell’autorizzazione di polizia, ai sensi dell’articolo 10
1. Fermo restando quanto previsto dal testo unico  delle  leggi  di
pubblica sicurezza, dall’articolo 8 del decreto-legge 27 luglio 2005,
155,  e  dalle  disposizioni  adottate  in  attuazione  del  medesimo
articolo, con decreto del Ministro dell’interno, di concerto  con  il
Ministro dell’economia e  delle  finanze  e  con  il  Ministro  dello
sviluppo economico, adottato, ai sensi  dell’articolo  17,  comma  3,
di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  sono   emanate   le
disposizioni  attuative  del  presente  decreto,  anche  al  fine  di
garantire la sicurezza dei depositi,  l’univoca  identificazione  dei
titolari delle licenze di importazione, produzione e  deposito  degli
esplosivi e della sorveglianza del mercato, la verifica periodica del
sistema  di  raccolta  e  trasmissione  dei  dati   per   assicurarne
l’efficacia, la qualita’ e la protezione dal danneggiamento  e  dalla
distruzione accidentale o dolosa dei dati registrati e la loro sicura
conservazione   nonche’   al   fine   di   definire   le    modalita’
dell’assunzione, da parte delle imprese, delle spese di funzionamento
del sistema G.E.A., ai sensi dell’articolo 3, comma 4.
– L’art. 17, comma 3, della legge 23  agosto  1988,  n.
400, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988,
finanziarie disponibili legislazione vigente.
DECRETO LEGISLATIVO 25 gennaio 2010, n. 8 – Attuazione della direttiva 2008/43/CE, relativa all’istituzione, a norma della direttiva 93/15/CEE, di un sistema di identificazione e tracciabilita’ degli esplosivi per uso civile. (10G0022) (GU n. 33 del 10-2-2010 redazione redazione 2015-05-05T18:52:03+00:00