Source: https://www.laleggepertutti.it/10897_come-diventare-gestore-di-un-portale-di-crowdfunding
Timestamp: 2019-06-25 04:42:14+00:00
Document Index: 9443705

Matched Legal Cases: ['art.50', 'art.50', 'art.8', 'sentenza ', 'art. 9', 'art.8', 'art.9', 'art.22']

Il Regolamento della Consob dà le regole per diventare gestore di un portale, tutelando investitori ed emittenti.
Il crowdfunding prende sempre più piede nel nostro Paese, ecco la guida che ti permette non solo di sapere come finanziare la tua idea, ma anche di sapere quali sono i requisiti per attivare un portale in grado di supportare le idee di tanti altri. Partiamo con una definizione.
2 Chi sono i gestori dei portali di crowdfunding?
3 La normativa di settore: il Regolamento della Consob si affianca al TUF
4 Chi può diventare gestore di un portale di crowdfunding?
5 Crowdfunding: i requisiti soggettivi individuati nel Regolamento Consob
6 Crowdfunding: requisiti di onorabilità di chi detiene il controllo
7 Crowdfunding: quali requisiti richiesti ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo?
8 Crowdfunding: ulteriori prescrizioni e limiti di condotta per il gestore
9 Crowdfunding: entro quanto tempo si riesce a portare a termine l’iscrizione?
10 Crowdfunding: quando decade l’autorizzazione allo svolgimento dell’attività di gestore ?
11 Crowdfunding: quando la Consob può sanzionare il gestore?
12 Crowdfunding: obblighi di natura informativa
Rappresenta uno dei metodi di finanziamento più innovativi dell’era digitale. Dall’inglese crowd = folla e Funding = finanziamento, questo innovativo strumento riprende un principio antico: il processo collaborativo di più persone che decidono di sostenere uno sforzo comune per la realizzazione di un progetto. Di fronte alla difficoltà di ottenere finanziamenti tramite gli intermediari tradizionali, il crowdfunding permette, tramite l’utilizzo del web, di raccogliere fondi e capitale da gruppi di persone con interessi comuni, o che più semplicemente credono in un progetto al punto di investirci. Si basa quindi su uno scambio di informazioni, idee, progetti, in cambio di capitale, su una piattaforma, quella web, che gode di una platea di utenti pressoché infinita.
Nel nostro ordinamento il crowdfunding ha fatto ingresso tramite il Decreto crescita 2.0 ma l’entrata in vigore della L.n.33 del 24 marzo 2015 ne ha permesso l’uso alle piccole e medie imprese innovative, agli organismi collettivi del risparmio e alle società di capitali che investono prevalentemente in start-up. Una grossa opportunità, quindi, per privati e imprese, nonché un nuovo modo di entrare nel sistema dell’intermediazione, se visto dalla prospettiva della gestione dei portali.
Chi sono i gestori dei portali di crowdfunding?
Proprio la figura del gestore del portale merita un’analisi più approfondita, poichè, di fatto, questo rappresenta un nuovo intermediario, quale punto di contatto tra emittente e investitore.
Secondo quanto disciplinato dall’art.50-quinquies del TUF, è gestore di portali il soggetto che esercita “professionalmente”il servizio di gestione di portali per la raccolta di capitale per le start-up innovative, per le PMI innovative, per gli organismi di investimento collettivo del risparmio e per le società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative e in PMI innovative.
La normativa di settore: il Regolamento della Consob si affianca al TUF
La centralità della figura, l’importanza del ruolo, nonchè i rischi che potrebbero derivare da una cattiva gestione del portale, ha spinto la Consob a regolamentare la materia. Il 26 giugno 2013 si emanava il Regolamento Consob n.18592. Per avere un’idea completa della normativa sul tema, tuttavia, occorre considerare tale regolamento in combinato disposto con le previsioni contenute nel TUF.
Chi può diventare gestore di un portale di crowdfunding?
L’attività di gestione del portale di crowdfunding è riservata alle imprese di investimento ed alle banche autorizzate ai servizi di investimento, nonché a tutti i soggetti iscritti nel registro della Gestione di portali per la raccolta di capitali per le start-up innovative e le PMI innovative,tenuto dalla Consob.
L’art.50-quinquies del TUF stabilisce che l’iscrizione in tale registro è subordinata al ricorrere di alcuni requisiti.
I soggetti richiedenti devono avere forma di società per le azioni, di società in accomandita per azioni, di società a responsabilità limitata o di cooperativa;
La sede legale e amministrativa deve essere in Italia; nel caso di soggetti comunitari deve comunque esservi una stabile organizzazione sul territorio
L’oggetto sociale deve essere conforme a quanto previsto dal comma 1
Coloro i quali detengono la quota di controllo della società, nonché coloro i quali svolgono funzione di amministrazione, direzione e controllo devono essere in possesso di requisiti di onorabilità stabiliti dalla Consob e di professionalità.
Crowdfunding: i requisiti soggettivi individuati nel Regolamento Consob
Questi i requisiti richiesti dal Tuf, ai quali si aggiungono quelli individuati dalla Consob nel proprio regolamento: delle regole di condotta che delineano in modo specifico l’importanza e il ruolo della figura del gestore.
L’autorità di controllo dimostra di attribuire un’importanza fondamentale alla fase iniziale, all’ingresso nel mercato del crowdfunding, richiedendo dei parametri e criteri di selezione particolarmente rigidi, non solo rispetto alla società in quanto persona giuridica, ma anche e soprattutto rispetto ai soggetti che detengono il controllo nella società, e a coloro che andranno a ricoprire determinate cariche di amministrazione. Si richiedono pertanto in modo preciso una serie di requisiti
Crowdfunding: requisiti di onorabilità di chi detiene il controllo
In primo luogo si guarda all’onorabilità di chi detiene il controllo, per valutare al meglio le capacità del gestore di operare in modo efficace, sicuro, ma soprattutto trasparente. L’art.8 stabilisce che per l’iscrizione nel registro, i soggetti che detengono il controllo non devono trovarsi in condizione di inabilitazione, interdizione dai pubblici uffici o condanne che comportino la stessa anche per periodi brevi; di non esser stati condannati con una sentenza irrevocabile né in Italia né all’estero; di non esser sottoposto a misure di prevenzione disposte dall’autorità giudiziaria.
Tali requisiti devono sussistere secondo quanto espresso dalla Consob, in capo a chi detiene il controllo della società richiedente, ma nel caso in cui non vi fosse un socio maggioritario, tali requisiti devono esser posseduti da tutti i soggetti che detengono una quota pari ad ameno il 20 % del capitale della società.
Crowdfunding: quali requisiti richiesti ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo?
L’art. 9 del Regolamento Consob prescrive che i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione direzione e controllo dovranno possedere gli stessi requisiti di onorabilità dell’art.8, ma aggiunge che tali soggetti devon esser scelti secondo “criteri di professionalità e competenza tra le persone che hanno maturato un’ esperienza di almeno un biennio nell’esercizio di :
Attività professionali in materie attinenti al settore creditizio, finanziario, mobiliare, assicurativo;
Funzioni amministrative o dirigenziali presso enti privati, enti pubblici o pubbliche amministrazioni aventi attinenza con il settore creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo ovvero presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni che non hanno attinenza con i predetti settori purché le funzioni comportino la gestione di risorse economico finanziarie
Inoltre si specifica che posson far parte dell’organo che svolge funzioni di amministrazione anche soggetti, in ruoli non esecutivi, che abbiano maturato una comprovata esperienza lavorativa di almeno un biennio nei settori industriale, informatico o tecnicoscientifico, ad elevato contenuto innovativo, o di insegnamento o ricerca nei medesimi settori, a condizione però che la maggioranza dell’organo di amministrazione possieda i requisiti di cui sopra.
Crowdfunding: ulteriori prescrizioni e limiti di condotta per il gestore
Con l’obiettivo di garantire la massima trasparenza e correttezza nell’attività di gestione, il quarto comma dell’art.9 del Regolamento introduce un limite per coloro i quali hanno già cariche analoghe presso società concorrenti. Si vuole evitare con queste prescrizioni che eventuali conflitti di interesse che potrebbero insorgere nello svolgimento dell’attività di gestione di portali incidano negativamente sugli interessi degli investitori e degli emittenti, assicurando la parità di trattamento dei destinatari delle offerte.
Crowdfunding: entro quanto tempo si riesce a portare a termine l’iscrizione?
La procedura di iscrizione al registro prevede dunque una attenta fase di screening, una valutazione delle dichiarazioni rese in conformità al regolamento e l’esame di una relazione sull’attività di impresa e sulla sua struttura organizzativa.
L’Art.7 del Regolamento dispone che entro sette giorni lavorativi dal ricevimento, la Consob verifica la regolarità e la completezza della domanda e comunica alla società richiedente la documentazione eventualmente mancante, che dovrà esser inoltrata alla Consob entro trenta giorni lavorativi dal ricevimento della comunicazione, a pena di improcedibilità.
Nel corso dell’istruttoria la Consob potrà poi chiedere ulteriori elementi informativi alla società richiedente; a coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso la società richiedente; a coloro che detengono il controllo della società richiedente e a qualunque altro soggetto, anche estero.
In realtà il procedimento di autorizzazione si conclude in termini molto brevi. Infatti entro 60 giorni l’interessato saprà se la sua richiesta è stata accettata o meno.
Crowdfunding: quando decade l’autorizzazione allo svolgimento dell’attività di gestore ?
Sono previste due ipotesi di decadenza dell’autorizzazione sono due:
La perdita dei requisiti di onorabilità e la mancata riacquisizione degli stessi entro due mesi. Durante questi due mesi il gestore non potrà in ogni caso proporre nuove offerte, mentre quelle già in corso decadranno nello stesso termine.
In caso di mancato inizio dell’attività entro il termine di sei mesi dall’autorizzazione o dall’interruzione dell’attività.
Crowdfunding: quando la Consob può sanzionare il gestore?
Naturalmente, da organo di controllo e vigilanza quale è, la Consob manterrà poteri sanzionatori e cautelari anche durante il periodo di svolgimento dell’attività del gestore, oltre che al suo ingresso. L’art.22 prevede infatti che “in caso di necessità e urgenza, può disporre in via cautelare la sospensione dell’attività del gestore per un periodo non superiore a novanta giorni qualora sussistano fondati elementi che facciano presumere l’esistenza di gravi violazione di legge ovvero di disposizioni generali o particolari impartite dalla Consob atte a dar luogo alla radiazione dal registro”. Un potere sanzionatorio che può essere esercitato a fronte di fondati motivi: per una maggiore tutela dell’investitore si è lasciato un margine ampio di valutazione caso per caso, mancando un vero e proprio elenco delle possibili violazioni e sanzioni rispettive
Crowdfunding: obblighi di natura informativa
E’ fondamentale, una volta ottenuta l’iscrizione, che il gestore adempia obblighi di natura informativa sia rispetto al portale, sia rispetto all’oggetto dell’investimento ed alle caratteristiche dell’offerta. Naturalmente il regime degli obblighi in questione varia a seconda della tipologia di investitore e dell’emittente. Un investitore istituzionali non avrà la stessa consapevolezza dell’utente medio, e rientrerà negli obblighi del gestore informare ciascuno nel modo più adeguato, nel tentativo di tutelarlo il più possibile. Si dovrà inoltre consentire all’investitore di rescindere e di non dar seguito all’impegno inizialmente assunto, ottenendo la liquidazione del proprio investimento.
Il sistema del crowdfunding, insomma, è decisamente sicuro, godendo delle tutele e dei controlli dei gestori tanto “in entrata” quanto durante lo svolgimento dell’attività. Proprio come avviene negli altri ambiti finanziari, si affiancano una fase di screening iniziale ed una fase di monitoring durante l’attività, per garantire una perfetta gestione a tutela dell’investitore e dell’emittente dell’offerta.
26 Mar 2016 | di Lorenzo Mari
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