Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-2022-del-27-01-2011
Timestamp: 2020-05-30 11:39:14+00:00
Document Index: 149843636

Matched Legal Cases: ['art. 700', 'art. 111', 'Cass. Sez. ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 700', 'art. 111', 'art. 41', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 111', 'art. 669', 'art. 669']

Sentenza Cassazione Civile n. 2022 del 27/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2022 del 27/01/2011
Cassazione civile sez. VI, 27/01/2011, (ud. 16/12/2010, dep. 27/01/2011), n.2022
sul ricorso 13290-2010 proposto da:
O.A. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in
ROMA, VIA MUZIO CLEMENTI 18, presso lo studio dell’avvocato GROLLINO
FIORENZO, che lo rappresenta e difende, giusta delega in calce al
UNICREDIT BANCA DI ROMA SPA in persona del Presidente del Consiglio
di Amministrazione ed inoltre UNICREDIT CORPORATE BANKING SPA in
persona del dirigente e del quadro direttivo, società entrambe
appartenenti al Gruppo Bancario Unicredit, elettivamente domiciliate
CARBONETTI FRANCESCO, che le rappresenta e difende, giuste procure
alle liti a margine della prima e della seconda pagina del
avverso il provvedimento R.G. 411509 del TRIBUNALE di FROSINONE,
depositata il 09/03/2010;
16/12/2010 dal Consigliere Relatore Dott. MAURIZIO MASSERA.
E ‘ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. LIBERTINO
La Corte Letti gli atti depositati:
1 – Il fatto che ha originato la controversia è il seguente:
O.A., titolare di un conto corrente presso l’Agenzia di Anagni di Unicredit Banca di Roma S.p.A., aveva ripetutamente e inutilmente chiesto la vendita di titoli depositati a proprio nome con accredito su tale conto. Con ordinanza depositata in data 9 marzo 2010 il Tribunale di Frosinone, accogliendo il reclamo degli intimati, ha revocato l’ordinanza del giudice unico della sezione distaccata di Anagni che, pronunciando sul ricorso ex art. 700 c.p.c. dell’ O., aveva ordinato agli istituti di credito di procedere all’immediato trasferimento dei titoli.
Alla Corte di Cassazione è stata devoluta la seguente questione di diritto: se sia ammissibile proporre ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. avverso ordinanza pronunciata in esito a procedimento cautelare.
2 – Il relatore propone la trattazione del ricorso in camera di consiglio ai sensi degli artt. 375, 376 e 380 bis c.p.c..
3. Il ricorrente ha dato per scontata l’ammissibilità del ricorso ed ha formulato sei motivi, nessuno dei quali tratta il tema indicato.
Non vi sono, pertanto, ragioni perchè la Corte modifichi l’orientamento, ormai consolidato, secondo cui (Cass. Sez. Un. n. 27187 del 2007) anche nel sistema processuale delineatosi, in tema di procedimenti cautelari, a seguito delle modifiche di cui al D.L. n. 35 del 2005, art. 2, comma 3, lett. e bis, convertito, con modificazioni, nella L. n. 80 del 2005, contro i provvedimenti urgenti anticipatoli degli effetti della sentenza di merito, emessi “ante causano” ai sensi dell’art. 700 c.p.c., non è proponibile il ricorso straordinario per cassazione, ai sensi dell’art. 111 Cost., in quanto detti provvedimenti sono privi di stabilità e inidonei al giudicato, ancorchè nessuna delle parti del procedimento cautelare abbia interesse ad iniziare l’azione di merito; tale ricorso non può valutarsi neppure come istanza di regolamento preventivo di giurisdizione ai sensi dell’art. 41 c.p.c., da qualificare anch’essa inammissibile finchè l’istante non abbia iniziato il giudizio di merito per il quale sorge l’oggetto del procedimento, unitamente all’interesse concreto e attuale a conoscere il giudice dinanzi al quale lo stesso deve eventualmente proseguire (nello stesso senso Cass. Sez. Un. n. 27537 del 2008).
Recentemente questa stessa sezione ha ribadito (Cass. Sez. 3^, n. 5779 del 2010) che il ricorso straordinario per cassazione, ai sensi dell’art. 111 Cost., è proponibile avverso provvedimenti giurisdizionali emessi in forma di ordinanza o di decreto solo quando essi siano definitivi e abbiano carattere decisorio, cioè siano in grado di incidere, con efficacia di giudicato, su situazioni soggettive di natura sostanziale. Nella specie, l’impugnazione con tale mezzo è stata proposta avverso l’ordinanza adottata dal Tribunale in sede di reclamo, ai sensi dell’art. 669 terdecies c.p.c., avverso, cioè, un provvedimento di natura cautelare.
L’impugnazione è inammissibile, poichè si tratta di decisione a carattere strumentale e interinale, operante per il limitato tempo del giudizio di merito, e fino all’adozione delle determinazioni definitive all’esito di esso; come tale inidonea a conseguire efficacia di giudicato, sia dal punto di vista formale, sia da quello sostanziale.
Non rileverebbe in contrario neppure la condanna alle spese del giudizio (nella specie il Tribunale le ha compensate), disponendo la parte al riguardo del rimedio di cui all’art. 669 septies c.p.c. (S.U. 23.1.2004 n. 1245; Cass. 7.3.2005 n. 4879; Cass. 24.1.2006 n. 1332; S.U., ord. 8.3.2006 n. 4915). nella seconda fase del procedimento (v. S.U. 8.6.2007 n. 13396; Cass. 31.8.2005 n. 17561; in particolare per il sequestro Cass. 30.3.2004 n. 682).
4.- La relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata ai difensori delle parti;
Il ricorrente ha formulato istanza di differimento che non può essere accolta non essendo stata indicata la data degli interventi operatori; La resistente ha presentato memoria insistendo par l’inammissibilità del ricorso; nessuna delle parti ha chiesto d’essere ascoltata in camera di consiglio.
che pertanto il ricorso va rigettato per manifesta infondatezza;