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Timestamp: 2019-03-22 16:58:06+00:00
Document Index: 74222737

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.1', 'art.1']

Regimi fiscali per avvocati: il regime c.d. dei minimi - [ Giovani avvocati e i problemi della professione ] - FORUM AVVOCATI & Praticanti Avvocati
Autore Topic: Regimi fiscali per avvocati: il regime c.d. dei minimi (Letto 27475 volte)
« il: 06 Ott 2010, 16:29 »
PER I CONTRIBUENTI MINIMI
A partire dal 1º gennaio 2008, è stato introdotto un nuovo regime fi scale agevolato per i contribuenti c.d. “minimi”, e pertanto, dal 2008, i piccoli imprenditori e i professionisti che, di fatto già rientravano nella defi nizione di contribuenti minimi, sono passati automaticamente al nuovo regime fi scale, il quale garantisce una semplifi cazione e una riduzione degli adempimenti, diminuendo i costi. Il regime dei contribuenti minimi rappresenta quindi il regime naturale per chi possiede determinati requisiti e per coloro che nel 2007 hanno applicato il regime della franchigia (art. 32 bis, D.P.R. n. 633/72). Ciò signifi ca che tali contribuenti
hanno potuto avvalersi dal 1° gennaio 2008 del nuovo regime fiscale
agevolato e iniziare automaticamente ad operare come contribuenti minimi,applicando le disposizioni proprie del regime senza dover fare alcuna comunicazione preventiva o successiva.
Invece, coloro che iniziano un’attività d’impresa, arte o professione e presumono di rispettare i requisiti previsti, devono comunicarlo nella dichiarazione di inizio attività ai fini Iva barrando la relativa casella denominata “Regime per i contribuenti minimi”.
Rientrano in tale categoria le persone fi siche esercenti attività di impresa, arti o professioni che, al contempo:
• hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati
ad anno, non superiori a 30.000 euro;
• non hanno eff ettuato cessioni all’esportazione;
• non hanno sostenuto spese per lavoratori dipendenti o collaboratori
• non hanno erogato utili di partecipazione ad associati che apportano
2. nel triennio solare precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali, anche mediante contratti di appalto e di locazione, pure fi nanziaria, per un ammontare complessivo superiore a 15.000 euro (i beni strumentali solo in parte utilizzati nell’ambito dell’attività di impresa o di lavoro autonomo esprimono un valore pari al 50 per cento dei relativi corrispettivi);
1. le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini Iva (ad
esempio, agricoltori, agenzie di viaggio e turismo, ecc.);
2. i soggetti non residenti;
3. i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edifi cabili e di mezzi di trasporto nuovi;
4. gli esercenti attività d’impresa o arti e professioni in forma individuale che contestualmente partecipano a società di persone o associazioni, ovvero a società a responsabilità limitata in regime di trasparenza fiscale.
Riguardo all’Iva, i contribuenti minimi da un lato non addebitano l’imposta a titolo di rivalsa e, dall’altro, non hanno diritto alla detrazione dell’imposta assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti (anche intracomunitari e sulle importazioni). Inoltre, per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni per le quali risultano debitori dell’imposta, devono integrare la fattura con l’indicazione
dell’aliquota e della relativa imposta, che versano entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni. L’applicazione del regime può comportare la rettifi ca dell’Iva già detratta negli anni
in cui si è applicato il regime ordinario. In particolare, l’Iva relativa a beni e ai servizi non ancora ceduti o non ancora utilizzati deve essere rettifi cata in un’unica soluzione, senza attendere il materiale impiego degli stessi, mentre l’Iva relativa ai beni ammortizzabili, compresi i beni immateriali, va rettifi cata soltanto se non siano ancora trascorsi quattro anni da quello della loro entrata in funzione, ovvero dieci anni dalla data di acquisto o di ultimazione se trattasi di fabbricati o loro porzioni
(ai sensi della Circolare n. 73/2007 che richiama nello specifi co l’art. 19-bis2, 3° comma del D.P.R.633/72). In altre parole, si tratta dei beni acquistati dal 2006 in poi e degli immobili acquistati o ultimati dal 2001 in poi12. La stessa rettifi ca si applica se il contribuente transita, anche per opzione, al regime ordinario Iva. Il versamento è effettuato in un’unica soluzione, entro il termine per il versamento a saldo Iva relativa all’anno precedente a quello di applicazione del regime dei contribuenti minimi, ovvero in cinque rate annuali di pari importo senza applicazione
degli interessi; le successive rate sono versate entro il termine per il versamento a saldo dell’Irpef. È possibile usufruire dell’istituto della compensazione. Le fatture devono essere emesse senza l´addebito dell´Iva e non si detrae l´Iva sugli acquisti: conseguentemente, l´Iva si trasforma in un costo deducibile dal reddito.
Non sono più dovute Irpef, e addizionali regionali e comunali e Irap. Il nuovo regime comporta l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 20 per cento sul reddito, calcolato come differenza tra ricavi o compensi e spese sostenute, comprese le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all’impresa o alla professione.Il reddito si determina applicando il principio di cassa, il che comporta un’immediata e integrale rilevanza dei costi, anche quelli inerenti i beni strumentali per la quota deducibile (circostanza molto incentivante soprattutto in fase di avvio dell’attività produttiva). Dal reddito si possono dedurre per intero i contributi previdenziali, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell´impresa familiare fiscalmente a carico e quelli versati per i collaboratori non a carico ma per i quali il titolare non ha esercitato il diritto di rivalsa. Le perdite fiscali possono essere portate in diminuzione dagli altri redditi di qualsiasi natura nell’esercizio di formazione; l’eventuale eccedenza non può essere utilizzata negli anni successivi (si veda la circolare n. 73/E del 21 dicembre 2007).
Al fine di elencare tutte le possibili agevolazioni legate a questo particolare regime fiscale, si precisa quanto segue:
è costituito dalla diff erenza tra l’ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel periodo di imposta e quello delle spese sostenute nel periodo
• concorrono alla formazione del reddito le plusvalenze e le minusvalenze
dei beni relativi all’impresa o all’esercizio di arti o professioni;
• i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di
legge si deducono dal reddito;
• per le modalità di versamento valgono le disposizioni in materia di
versamento dell’imposta sui redditi delle persone fisiche;
• i componenti positivi e negativi di reddito riferiti a esercizi precedenti
a quello di applicazione del regime, la cui tassazione o deduzione
del reddito dell’esercizio precedente a quello di efficacia del predetto regime, solo per l’importo della somma algebrica delle predette
quote eccedente l’ammontare di 5.000 euro (in caso di importo non
eccedente il predetto ammontare di 5.000 euro, le quote non assumono
rilevanza nella determinazione del reddito; in caso di importo
negativo della somma algebrica lo stesso concorre integralmente
alla formazione del predetto reddito);
• le perdite fi scali generatesi nei periodi d’imposta anteriori a quello
da cui decorre il regime e quelle generatesi nel corso del predetto
regime possono essere computate in diminuzione del reddito secondo
le ordinarie regole precedentemente indicate;
Ai fini del calcolo Irpef dovuto per l’anno in cui avviene il passaggio dal regime ordinario di tassazione a quello previsto per i contribuenti minimi, non si tiene conto delle disposizioni che regolano il regime agevolato.
Fermo restando l’obbligo di conservare i documenti ricevuti ed emessi, i contribuenti minimi:
• sono esonerati dal versamento dell’Iva e da tutti gli altri obblighi previsti dal decreto Iva, ad eccezione degli obblighi di numerazione e di conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali e di certifi cazione dei corrispettivi.
• esonero dagli obblighi di liquidazione e versamento dell’Iva
e da tutti gli altri obblighi previsti dal D.P.R. n. 633/1972 (registrazione
delle fatture emesse e di acquisto, dichiarazione e
comunicazione annuale, eccetera);
• esonero dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture
contabili ai fi ni delle imposte sul reddito;
• esonero dagli studi di settore, compresa la presentazione
• numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle
• emissione delle fatture con l’indicazione che trattasi di “operazione
eff ettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 100, della legge
fi nanziaria per il 2008”;
• integrazione della fattura per gli acquisti intracomunitari e per
le altre operazioni8 per le quali risultano debitori dell’imposta;
• versamento dell’imposta di cui al punto precedente entro il giorno
16 del mese successivo a quello di eff ettuazione delle operazioni;
• presentazione degli elenchi Intrastat agli uffi ci doganali.
I soggetti che rientrano nel regime dei contribuenti minimi
possono comunque optare per l’applicazione dell’Iva e delle
imposte sul reddito nei modi ordinari. L’opzione, valida per almeno un triennio, va comunicata con la prima dichiarazione annuale Iva da presentare successivamente alla scelta operata.
Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l’opzione
resta valida per ciascun anno successivo, fi no a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.
L’opzione esercitata per il periodo d’imposta 2008 può essere revocata con effetto dal successivo periodo d’imposta; la revoca va comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata.
Il regime dei contribuenti minimi cessa di avere applicazione dall’anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni di applicazione dello stesso. Tuttavia, se in un anno i ricavi o i compensi percepiti superano di oltre il 50% il limite di 30.000 euro, il regime cessa di avere applicazione dall’anno stesso e per i successivi tre anni l’interessato sarà obbligato ad adottare il regime ordinario.
Per l’anno in cui cessa il regime sarà dovuta l’Iva sui corrispettivi delle operazioni imponibili effettuate nell’intero anno solare che, per la frazione d’anno antecedente al superamento del limite, sarà determinata mediante scorporo dai corrispettivi, salvo il diritto alla detrazione dell’imposta sugli acquisti relativi al medesimo periodo.
Nel caso di passaggio da un periodo di imposta soggetto al regime agevolato a un periodo di imposta soggetto a regime ordinario, al fi ne di evitare salti o duplicazioni di imposizione, i ricavi, i compensi e le spese sostenute che, in base alle regole del regime agevolato, hanno già concorso a formare il reddito non assumono rilevanza nella determinazione del reddito dei periodi di imposta successivi anche se di competenza di tali periodi. Viceversa, quelli che, seppure di competenza del periodo soggetto al regime agevolato, non hanno concorso a formare il reddito imponibile del periodo, assumono rilevanza nei periodi di
imposta successivi nel corso dei quali si verifi cano i presupposti previsti dal regime agevolato. Corrispondenti criteri si applicano per l’ipotesi inversa di passaggio dal regime ordinario di tassazione a quello agevolato.
In caso di infedele indicazione, da parte dei contribuenti minimi, dei dati attestanti i requisiti e le condizioni per accedere al regime agevolato che determinano la cessazione del regime stesso, le misure delle sanzioni minime e massime applicabili sono aumentate del 10% se il maggior reddito accertato supera del 10% quello dichiarato.
« Risposta #1 il: 06 Ott 2010, 23:49 »
« Risposta #2 il: 06 Ott 2010, 23:51 »
E' uno spot promozionale del Ministero dell'Economia
« Risposta #3 il: 06 Ott 2010, 23:53 »
Con anni di ritardo....
« Risposta #4 il: 06 Ott 2010, 23:59 »
nulla.Allorquando qualche collega avrà qualche dubbio sul regime dei minimi si troverà questa discussione nella quale potrà reperire molte utili informazioni dal contributo che ho riportato
« Risposta #5 il: 07 Ott 2010, 00:04 »
allora per la par condicio devi postare anche gli altri regimi
« Risposta #6 il: 07 Ott 2010, 00:09 »
lo stavo per fare,ma siccome bisogna sistemare rigo per rigo un infinità di pagine alla fine ho desistito.Ho postato solo il regime più semplice,che peraltro è il mio,per cui se ho bisogno di una ripassatina so dove ritrovare le informazioni
« Risposta #7 il: 13 Ott 2010, 13:56 »
nelle parcelle indicate "Iva esente ex comma 100 art. 1 legge finanziaria 2008" ?
« Risposta #8 il: 13 Ott 2010, 14:28 »
A me risultava "Operazione senza addebito IVA ai sensi del C. 100, art. 1, L. 244/2007". E' cambiato qualcosa con la nuova finanziaria?
« Risposta #9 il: 13 Ott 2010, 14:40 »
Non ho verificato ciò che mi è stato riferito,ma sembrerebbe che il regime dei c.d. "minimi" nasca come regime transitorio che necessita di essere prorogato finanziaria per finanziaria.In ogni caso la legge 244/07 dovrebbe essere la "finanziaria 2008"
http://www.studioriccimaurizio.it/i_nuovi_minimi.html
« Risposta #10 il: 13 Ott 2010, 15:02 »
Hai ragione. Nella fretta non so per quale motivo avevo letto art. 1 comma 96 e quindi i conti non mi tornavano.
Ricorda che la fattura sconta € 1,81 di bollo per importi superiori a € 77,47.
Domanda stupida da pausa postprandiale: questi € 1,81 si possono esporre in fattura tra le esenti?
« Risposta #11 il: 13 Ott 2010, 18:15 »
Io metto sempre in fattura tra le esenti... Trannne clienti affezionati dove appiccico ma non cito...
« Risposta #12 il: 29 Ott 2010, 19:25 »
non so dalle vostre parti,ma dalle mie la marca da 1,81 è vista come un optional...
« Risposta #13 il: 29 Ott 2010, 20:04 »
Ma sto benedetto € 1,81 di bollo va messo su tutte le fatture o solo sulle fatture di quei professionisti aderenti a specifici regimi fiscali?
Io nn ho mai messo alcunchè sulle fatture. mi potreste indicare gli estremi della norma che impone il bollo
« Risposta #14 il: 29 Ott 2010, 20:13 »
Solo nel caso in cui il tuo regime fiscale ti esenti dall'assoggettarti all'iva.
Cioè nel caso dei c.d. minimi
« Risposta #15 il: 30 Ott 2010, 00:56 »
in un'altra discussione era emerso che il balzello andava pagato anche dai contribuenti minimi
« Risposta #16 il: 31 Ott 2010, 18:41 »
Regime dei minimi: novità in manovra finanziaria 2011
« Risposta #17 il: 25 Lug 2011, 15:41 »
Riporto (copio e incollo) quanto trovato in rete circa l'introduzione alle modifiche apportate con la manovra finanziaria 2011 in tema di regimi fiscali agevolati (Regime dei minimi e nuove attività produttive).
Il Decreto Legge n. 98 del 6 Luglio 2011 ha apportato importanti modifiche al “Regime dei Minimi” (Legge 244/2007, art.1, commi da 96 a 117). Al fine di favorire la costituzione di nuove imprese, gli attuali regimi forfettari sono stati riformulati ad hoc. Tali modifiche saranno applicate a partire dal 1 gennaio 2012.
I requisiti richiesti per poter usufruire delle nuove agevolazioni (in attesa di ulteriori specificazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate):
- essere in possesso dei requisiti oggettivi e soggettivi di cui alla Legge 244/2007, art.1, commi 96 e 99;
- iniziare o proseguire un’attività di impresa o di lavoro intrapresa successivamente al 31.12.2007;
- non aver esercitato attività artistica, professionale ovvero di impresa (anche in forma associata o familiare) nel triennio precedente l’inizio attività;
- che l’attività da esercitare non costituisca mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (ad esclusione dei casi in cui l’attività precedente sia riconducibile al periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni);
- che l’ammontare di eventuali ricavi, derivanti dalla prosecuzione di un’attività svolta in precedenza da altro soggetto e prodotti nel periodo d’imposta precedente a quello di adesione al regime, siano inferiori ad euro 30.000,00.
Riassumendo, dal 1 gennaio 2012, solamente le persone fisiche che rispettano tali requisiti, potranno avvalersi del Nuovo Regime dei Minimi, godendo della nuova imposta sostitutiva ridotta del 5%, della non applicazione dei redditi all’IVA, IRAP ed agli Studi di Settore e dell’esonero dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili. Il regime, ha tuttavia dei limiti temporali, ovvero si applica solamente nel periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro anni successivi.
Si riporta l'articolo tratto dal Decreto Legge n. 98 del 06/07/2011 coordinato con la legge di conversione in vigore dal 17/07/2011.
1. Per favorire la costituzione di nuove imprese da parte di giovani ovvero di coloro che perdono il lavoro e, inoltre, per favorire la costituzione di nuove imprese, gli attuali regimi forfettari sono riformati e concentrati in funzione di questi obiettivi. Conseguentemente, a partire dal 1 gennaio 2012, il regime di cui all'articolo 1, commi da 96 a 117, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si applica, per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi, esclusivamente alle persone fisiche:
b) che l'hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007. L'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali prevista dal comma 105 dell'articolo 1 della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 è ridotta al 5 per cento. Il regime di cui ai periodi precedenti è applicabile anche oltre il quarto periodo di imposta successivo a quello di inizio dell'attività ma non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età.
3. Coloro che, per effetto delle disposizioni di cui al comma 1, pur avendo le caratteristiche di cui ai commi 96 e 99 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, non possono beneficiare del regime semplificato per i contribuenti minimi ovvero ne fuoriescono, fermi restando l'obbligo di conservare, ai sensi dell'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, i documenti ricevuti ed emessi e, se prescritti, gli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi, sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell'IVA previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100.
I soggetti di cui al periodo precedente sono altresì esenti dall'imposta regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
4. Il regime di cui al comma 3 cessa di avere applicazione dall'anno successivo a quello in cui viene meno una della condizioni di cui al comma 96 ovvero si 46 comma 99 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
7. Il primo e il secondo periodo del comma 117 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono soppressi. Al terzo periodo le parole: «Ai fini dell'applicazione delle disposizioni del periodo precedente,» sono soppresse.
« Risposta #18 il: 28 Set 2011, 11:39 »
5% di imposta sostitutiva sui redditi prodotti nel 2011 o nel 2012? non ho capito
« Risposta #19 il: 28 Set 2011, 11:44 »
ciao harty, vecchio marpione.
« Risposta #20 il: 28 Set 2011, 11:46 »
Ciao Nigri.Marpione si, vecchio no
Re: Regime dei minimi: novità in manovra finanziaria 2011
« Risposta #21 il: 28 Set 2011, 12:00 »
Riassumendo, dal 1 gennaio 2012
« Risposta #22 il: 28 Set 2011, 12:49 »
Per chi è già nel regime dei minimi vecchio (imposte al 20% senza applicazione IVA) mi pare di capire che rimane tutto com'è...o sbaglio?
« Risposta #23 il: 28 Set 2011, 12:53 »
Leggi meglio la normativa sopra richiamata.
Quel regime, dal 1/1/12 (quantomeno nella sua esatta formulazione attuale) non esisterà più.
« Risposta #24 il: 28 Set 2011, 13:15 »
E mi sia concesso (essendo io una p.iva ante 31.12.07) di aggiungere: ma p o r c a p u t t a n a!
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