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Timestamp: 2020-02-16 21:26:24+00:00
Document Index: 146296426

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 12', 'art. 43', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 12', 'art. 55']

del 4 2000
DELIBERA N. 4	Seduta del 16.03.2000
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 126 del 1.6.2000
OGGETTO:	Adozione di misure temporanee di salvaguardia finalizzate alla regolazione delle utilizzazioni idriche nel bacino del Piave in concomitanza di fenomeni siccitosi.
PREMESSO che nel periodo 1988-1990 e negli anni 1993 e 1994 si sono verificati fenomeni di sofferenza idrica nel bacino del Piave, che hanno comportato la completa mancanza d'acqua nell'alveo per lunghi tratti del fiume e conseguentemente hanno dato luogo a situazioni conflittuali in merito all'uso della risorsa idrica disponibile;
PREMESSO che l'insieme delle utenze del corso d'acqua, pur nelle priorità previste dalla legge 36 del 5 gennaio 1994, riguarda un sistema socio-economico particolarmente complesso, i cui interessi appaiono ugualmente meritevoli di tutela;
PREMESSO che tra le più significative situazioni di conflittualità, nei periodi sopra menzionati si è manifestata:
- la conflittualità degli usi idroelettrici ed irrigui nei confronti degli aspetti naturalistico ambientali, in quanto in situazioni siccitose vengono spesso a mancare i requisiti di deflusso minimo vitale in alcuni tratti del corso d'acqua, con conseguente sofferenza dell'assetto idrobiologico del corpo idrico, delle sue capacità autodepurative e della capacità di ricarica dei corpi idrici profondi utilizzati per uso idropotabile;
- la conflittualità tra l'uso idroelettrico, gli usi irrigui e gli usi ricreativi dei bacini artificiali montani; infatti tali ambiti territoriali, a notevole vocazione turistica, risultano fortemente penalizzati dallo svaso dei serbatoi nella stagione estiva;
CONSIDERATO che il Comitato Istituzionale nella seduta del 06 maggio 1998 ha adottato per il bacino nazionale del fiume Piave il progetto del piano stralcio per la gestione delle risorse idriche;
CONSIDERATO che gli artt. 11, 12, 13, 15 delle norme di attuazione contenute nella fase programmatica del suddetto progetto di piano, prevedono le azioni da intraprendere in caso di situazioni siccitose;
PRESO ATTO della relazione del Segretario Generale, circa la situazione siccitosa che si sta configurando nel bacino del Piave e che nei prossimi mesi primaverili potrebbe già comportare il manifestarsi delle situazioni conflittuali sopra descritte;
CONSIDERATA quindi la necessità di adottare con tempestività opportuni provvedimenti, finalizzati a preservare le disponibilità idriche ora presenti;
CONSIDERATO che tali provvedimenti possono essere adottati tramite misure temporanee di salvaguardia che anticipino e rendano cogenti le sopraccitate norme del progetto di piano stralcio;
VISTI gli artt. 11, 12, 13, 15 delle norme di attuazione del progetto del piano stralcio per la gestione delle risorse idriche del bacino del fiume Piave;
VISTO l'art. 17 della legge 183 del 18 maggio 1989 modificato dall'art. 12 comma 3 della legge 493 del 4 dicembre 1993, che attribuisce all'Autorità di bacino la facoltà di adottare, in attesa della approvazione del piano di bacino, tramite il Comitato Istituzionale, idonee misure di salvaguardia;
RICHIAMATI gli articoli 1, 3 comma 1 lett.(i), comma 2 lett.(b) della legge 183 del 18 maggio 1989;
RICHIAMATO per quanto occorre l'art. 43 del R.D. 11 dicembre 1933 n. 1775;
RICHIAMATI gli articoli 2, 3 - comma 3 - e 28 - comma 1 - della legge 36 del 5 gennaio 1994;
RICHIAMATO per quanto occorre il D.L.vo 11 maggio 1999 n 152;
Allo scopo di assicurare il perseguimento degli obiettivi indicati nelle premesse e tutelare le risorse idriche superficiali e sotterranee nel bacino del Piave, in conformità ai contenuti del "Progetto di Piano di Bacino" adottato da questo Comitato Istituzionale il 6 maggio 1998, nonché per stabilire aspetti non ancora compiutamente disciplinati, sono adottate norme di salvaguardia che anticipano, in parte, i contenuti riportati nella Parte IV - Fase Programmatica di detto Progetto.
Formano pertanto parte integrante della presente deliberazione le norme di cui agli artt. 11, 12, 13, 15, riportate nell'allegato, che costituiscono uno stralcio delle "norme di attuazione del piano" di cui al paragrafo 15 del progetto di piano in quanto strettamente correlate con gli articoli che seguono.
In relazione a quanto previsto dall'art. 11 delle norme di attuazione del progetto di piano, che diventano cogenti con l'adozione del presente provvedimento, é demandato al Segretario Generale dichiarare - con proprio provvedimento - lo stato di sofferenza idrica derivante dal configurarsi di una situazione siccitosa.
Al configurarsi della situazione di cui all'art. 11, le misure di salvaguardia adottate con delibera n 1 da questo Comitato Istituzionale in data 22 marzo 1999, modificate con delibera n 4 del 26 ottobre 1999 devono ritenersi temporaneamente sospese, o modulate in relazione a quanto previsto dall'art. 13 delle norme di attuazione del progetto di piano.
Ai sensi dell'art. 17 della legge 183 del 18 maggio 1989, così come modificata dall'art. 12 della legge 493 del 4 dicembre 1993, le presenti norme di salvaguardia, applicate alle risultanze del progetto di piano di bacino come sopra adottato, sono immediatamente vincolanti e restano in vigore fino al 30 settembre del presente anno.
All'osservanza delle presenti Norme di salvaguardia provvedono, gli Uffici del Genio Civile Regionale, i Nuclei Operativi del Magistrato alle Acque di Venezia, e l’Ufficio Compartimentale di Venezia del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale (Presidenza del Consiglio dei Ministri-Servizi tecnici Nazionali), secondo le rispettive competenze.
In caso di mancata attuazione o inosservanza delle presenti norme, da parte di soggetti titolari di concessione, i soggetti vigilanti nonchè l'Autorità di bacino, segnalano all'Amministrazione concedente tale mancanza ai fini dell'applicazione delle procedure previste dall'art. 55 comma 1 lett. C del R.D. 11 dicembre 1933 n. 1775 che può comportare la decadenza del diritto di derivare ed utilizzare l'acqua pubblica.
Copia della presente deliberazione, priva degli allegati, è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e nei Bollettini Ufficiali delle Regioni interessate.
Copia della stessa deliberazione, completa degli allegati, è depositata, ai fini della consultazione, presso il Ministero dei Lavori Pubblici (Magistrato alle Acque di Venezia), l'Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione (Segreteria Tecnica), nonché presso la Regione del Veneto (Giunta regionale).
(Sottosegretario di Stato
On. Prof. Gianni Mattioli)
Estratto dalle " NORME DI ATTUAZIONE DEL PROGETTO PER LA GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE DEL BACINO DEL PIAVE"
Approvato dal C.I. del 6 maggio 1998
LE SITUAZIONI SICCITOSE
Nell'ipotesi si configuri una situazione siccitosa il Segretario Generale dell'Autorità di Bacino con proprio provvedimento dichiarerà lo stato di sofferenza idrica, individuando le modalità di regolazione delle utenze e di soggetti direttamente interessati per la conseguente regolazione delle utenze. Fra questi :
-	l'ENEL, in quanto gestore degli invasi idroelettrici di Pieve di Cadore, di S. Croce e del Mis, ai quali è riconosciuta una funzione di regolazione stagionale dei deflussi;
-	il Consorzio di bonifica Pedemontano Brentella di Pederobba, in quanto titolare di concessione a derivare acque del Piave in località Fener, direttamente dall'alveo del fiume;
-	il Consorzio di bonifica Destra Piave, in quanto titolare di concessione a derivare acque del Piave in località Nervesa, direttamente dall'alveo del fiume;
-	il Consorzio di bonifica Sinistra Piave, in quanto titolare di concessione a derivare acque del Piave, mediante le opere di presa sul Meschio in località Savassa, sul Meschio in località Borgo Pianche, in destra del torrente Crevada in località Coste, in sinistra del canale Castelletto-Nervesa in località Mercatelli;
-	il Consorzio Piavesella, in quanto titolare di concessione a derivare acque del Piave in località Nervesa, direttamente dal canale della Vittoria;
-	il Consorzio di bonifica Basso Piave, in quanto titolare di concessione a derivare acque del Piave, mediante opera di presa sul canale di scarico della centrale del Livenza, località Cavolano, per l'approvvigionamento irriguo del bacino Brian.
LE AZIONI DA ATTUARE NELLA SITUAZIONE SICCITOSA
Al configurarsi della situazione di cui all'art .11 la regolazione delle utenze irrigue avverrà secondo la seguente procedura:
Le utenze irrigue del Medio Piave subiranno una riduzione della spettanza di prelievo rispetto a quanto assentito dal decreto di concessione nella misura massima percentuale dipendente dall'entità dell'evento siccitoso e precisamente:
•	per evento di grave siccità (tr= 20 anni)
-	40% per il periodo compreso tra il 1 aprile ed il 31 maggio
-	30% per il periodo compreso tra il 1 giugno ed il 15 giugno
-	20% per il periodo compreso tra il 16 giugno ed il 15 agosto;
-	30% per il periodo compreso tra il 16 agosto e il 31 agosto;
-	40% per il periodo compreso tra il 1 settembre ed il 30 settembre;
•	per evento di media siccità (tr= 10 anni)
-	30% per il periodo compreso tra il 1 aprile ed il 31 maggio
-	20% per il periodo compreso tra il 1 giugno ed il 15 giugno
-	10% per il periodo compreso tra il 16 giugno ed il 15 agosto;
-	20% per il periodo compreso tra il 16 agosto e il 31 agosto;
-	30% per il periodo compreso tra il 1 settembre ed il 30 settembre;
•	per evento di lieve siccità (tr= 5 anni)
-	20% per il periodo compreso tra il 1 aprile ed il 31 maggio
-	10% per il periodo compreso tra il 1 giugno ed il 15 giugno
-	5% per il periodo compreso tra il 16 giugno ed il 15 agosto;
-	10% per il periodo compreso tra il 16 agosto e il 31 agosto;
-	20% per il periodo compreso tra il 1 settembre ed il 30 settembre;
Nell' alveo principale del Piave dovrà essere garantita peraltro una portata di minimo deflusso costante vitale, a valle della traversa di Nervesa, di almeno:
•	3 mc/s in caso di grave siccità (tr= 20 anni);
•	5 mc/s in caso di media siccità (tr= 10 anni);
•	7 mc/s in caso di lieve siccità (tr= 5 anni)
L'ENEL, per l'intero periodo di attuazione delle misure di cui al presente articolo, garantirà il vuotamento graduale dei propri serbatoi per integrare i deflussi naturali e garantire li soddisfacimento delle utenze irrigue di pianura, tenuto conto delle riduzioni sopra riportate. Il volume accumulato in ciascun serbatoio non potrà in nessun caso essere inferiore al 20% del massimo volume utile.
MODIFICA DELLE MISURE DI SALVAGUARDIA
Qualora, in relazione ad un incremento della produzione idrologica del bacino montano, venga constatata una attenuazione dello stato di sofferenza idrica, il Segretario Generale potrà, con proprio provvedimento, anche temporalmente, modificare in senso meno restrittivo le misure di salvaguardia di cui agli articoli 11 e 12.
UTILIZZO DELLE ACQUE PER ATTIVITA' RICREATIVE
Le attività ricreative che prevedano l'utilizzo delle acque invasate a scopo idroelettrico ed irriguo sono subordinate agli usi specifici degli invasi e pertanto devono essere con gli stessi compatibili.