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Timestamp: 2016-05-02 01:24:29+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.2', 'art.1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art.2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 98', 'art. 3', 'art.3', 'art. 56', 'art. 3', 'art. 3', 'art.4', 'art.5', 'art.110', 'art.6', 'art.4', 'art.5', 'art. 5', 'art. 5', 'art.6', 'art. 1']

Legge di DEPENALIZZAZIONE 689-1981 Commentata, Appunti di Diritto Amministrativo	{{ user.username }}
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Diritto Amministrativo I, Diritto Amministrativo II, Diritto Amministrativo Dello Sport, Diritto Pubblico, Diritto, Giurisprudenza	Descrizione: Legge di depenalizzazione 689-1981 illeciti amministrativi	Mostro le pagine	1
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Principio di legalità(art. 1)nessuno può essere assoggettato a sanzioni amm.ve se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazioneL’illecito e la sanzione non possono dunque essere introdotti da norme secondarie.Sono ammissibili solo norme secondarie integratriciIl principio dell’art. 1 ha il rango di principio generale dell’ordinamentoL’illegittimità per violazione dell’art. 1 è rilevabile d’ufficioLa regola tempus regit actumPrincipio della capacità d’intendere e volere (art.2): Non può essere assoggettato a sanzione amministrativa chi, al momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i diciotto anni o non aveva,la capacità di intendere e di volere, salvo che lo stato di incapacità non derivi da sua colpa o sia stato da lui preordinatoLa legge 689/81La legge 689/91 enuncia i suoi principi generali negli artt. da 1 a 9 . In larga parte, si tratta di principi di chiara derivazione penalistica e civilistica1:1.principio di legalità( art.1): nessuno può essere assoggettato a sanzioni amm.ve se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione. Le leggi che prevedono sanzioni amministrative si applicano soltanto nei casi e per i tempi in esse considerati . Ciò impedisce che l’illecito amministrativo e la relativa sanzione siano introdotti direttamente da fonti secondarie (Cass.Civ.,sentenza nr. 9584 del 26-04-2006) 2. Sono ammissibili solo norme secondarie integrative del precetto contenuto nella norma primaria. E’ comunque inibito alle fonti primarie di demandare a quelle secondarie la determinazione della sanzione (Cass. civ., sez. I, 18 gennaio 2005, n. 936).Alla disposizione dettata dall’art. 1 della legge 689/81 va riconosciuto il rango di “principio generale dell’ordinamento”, il che comporta l’estensione delle riserva di legge anche alle sanzioni previste da leggi regionali (Cass. civ., sez. I, 27 gennaio 2005, n. 01696). L&apos;illegittimità di un provvedimento opposto per violazione del principio di legalità di cui all&apos;articolo 1 della medesima legge n. 689 del 1981, è rilevabile d’ufficio (Cass. civ., sez. II, 25 giugno 2008, n. 17403).Inoltre, l’adozione dei principi di irretroattività, di legalità, e di divieto di applicazione dell&apos;analogia, comporta l&apos;assoggettamento della condotta considerata alla legge del tempo del suo verificarsi, con conseguente inapplicabilità della disciplina posteriore, anche se eventualmente più favorevole (Cass. civ., sez. II, 28 gennaio 2008 n. 1789, Cass. civ., sez. II, 15 ottobre 2007 n. 21584, Cass. civ., sez. I, 27 giugno 2006 n. 14828, Cass. civ., sez. lav., 26 settembre 2005 n. 18761, Cass. civ., sez. I, 12 gennaio 2005 n. 00414)2.principio della capacità d’intendere e volere (art.2): Non può essere assoggettato a sanzione amministrativa chi, al momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i diciotto anni o non aveva, in base ai criteri indicati nel codice penale, la capacità di intendere e di volere, salvo che lo stato di Esegui il login o registrati per scaricare il documento	Della violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza dell&apos;incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fattoPrincipio della responsabilità per dolo o colpa (art. 3): Nelle violazioni cui è applicabile una sanzione amministrativa ciascuno è responsabile della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposaNon è punibile il tentativo di illecito amm.voL&apos;esimente della buona fede, intesa come errore sulla liceità del fatto, assume rilievo solo in presenza di elementi positivi idonei ad ingenerare, nell&apos;autore della violazione, il convincimento della liceità del suo operato, purché tale errore sia incolpevole ed inevitabileNon è mai incolpevole l’incertezza del dato normativoTuttavia, il principio generale di cui all&apos;art. 3 della L. n. 689/81 va coordinato con l’altro, di tipicitàincapacità non derivi da sua colpa o sia stato da lui preordinato.Della violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza dell&apos;incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto3 (a differenza della responsabilità penale, dunque, gli infradiciottenni non sono mai assoggettabili a sanzione amministrativa, mentre per l’art. 98 del c.p. la responsabilità dei minori di età compresa tra 14 e 18 anni va accertata caso per caso). 3.principio della responsabilità per dolo o colpa (art. 3): Nelle violazioni cui è applicabile una sanzione amministrativa ciascuno è responsabile della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa.Nel caso in cui la violazione è commessa per errore sul fatto, l&apos;agente non è responsabile quando l&apos;errore non è determinato da sua colpa. E’ pertanto indifferente, come nelle contravvenzioni, che la condotta sia dolosa o colposa, ma è necessaria almeno la colpa. In materia di errore,poi, è previsto (art.3 comma 2°) che l’errore sul fatto esclude la responsabilità dell’agente quando non sia colposo (l’errore sul precetto è invece irrilevante)4 Non è punibile il tentativo di illecito amministrativo, poiché non vi è nella legge 24 novembre 1981, n. 689, una disposizione analoga all&apos;art. 56 c.p ( cfr. Cass. civ., sez. I, 16 febbraio 2005, n. 3125) Il principio posto dall&apos;art. 3 della legge n. 689 del 1981 postula pertanto una presunzione di colpa in ordine al fatto vietato a carico di colui che lo abbia commesso. L&apos;esimente della buona fede, intesa come errore sulla liceità del fatto, assume rilievo solo in presenza di elementi positivi idonei ad ingenerare, nell&apos;autore della violazione, il convincimento della liceità del suo operato, purché tale errore sia incolpevole ed inevitabile, siccome determinato da un elemento positivo, idoneo ad indurlo in errore ed estraneo alla sua condotta, non ovviabile con ordinaria diligenza o prudenza (Cass. civ., sez. I, 12 maggio 2006, n. 11012)5 Ad esempio, non è mai ritenuta incolpevole l’asserita incertezza del dettato normativo, trattandosi di condizione sempre superabile, anche mediante una richiesta di informazioni alla P.A. (Cass. civ., sez. II, 11 ottobre 2006, n. 21779)6 Tuttavia, il principio generale di cui all&apos;art. 3 della L. n. 689/81 va coordinato con l’altro, anch&apos;esso fondamentale, di tipicità, con la conseguenza che se la fattispecie prevista dalla norma sanzionatrice configura un&apos;azione od omissione Esegui il login o registrati per scaricare il documento	principio delle cause di giustificazione (art.4): non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell&apos;adempimento di un dovere o nell&apos;esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa.principio del concorso di persone (art.5 e art.110 c.p.)quando più persone concorrono in una violazione amministrativa, ciascuna di esse soggiace alla sanzione per questa disposta, salvo che sia diversamente stabilito dalla leggeIl contributo concorsuale assume rilevanza non solo quando abbia efficacia causale ma anche quando assuma la forma di un contributo agevolatorePrincipio della solidarietà (art.6): il proprietario della cosa che servì o fu destinata a commettere la violazione o, in sua vece, l&apos;usufruttuario o, se trattasi di bene immobile, il titolare di un diritto personale di godimento, è obbligato in solido con l&apos;autore della violazione se non prova che la cosa è stata utilizzata contro la sua volontà che implichi necessariamente l&apos;intenzionalità lesiva, nella quale si sostanzia il dolo, risulta inapplicabile la regola dettata dalla predetta disposizione (Cass. civ., sez. II, 19 gennaio 2006, n. 981);4.principio delle cause di giustificazione (art.4): non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell&apos;adempimento di un dovere o nell&apos;esercizio di una facoltà legittima7 ovvero in stato di necessità8 o di legittima difesa.Se la violazione è commessa per ordine dell&apos;autorità, della stessa risponde il pubblico ufficiale che ha dato l&apos;ordine (a differenza del c.p., non sono quindi menzionate, tra le esimenti,l’uso legittimo delle armi ed il consenso dell’avente diritto)5.principio del concorso di persone (art.5 e artt.110 e ss. c.p.): Quando più persone concorrono in una violazione amministrativa, ciascuna di esse soggiace alla sanzione per questa disposta, salvo che sia diversamente stabilito dalla legge 9. L’art. 5 recepisce i principi fissati in materia dal c.p., rendendo così applicabile la pena pecuniaria non soltanto all&apos;autore o ai coautori dell&apos;infrazione, ma anche a coloro che abbiano comunque dato un contributo causale, pure se esclusivamente sul piano psichico. (Cass. civ., sez. I, 22 settembre 2006, n. 20696) Secondo, poi, Cass. civ., sez. I, 13 luglio 2006, n. 15929, ai fini della configurabilità della fattispecie del concorso di persone nell&apos;illecito amministrativo, a norma dell&apos;art. 5 della legge 24 novembre 1981, n. 689, il contributo concorsuale assume rilevanza non solo quando abbia efficacia causale, ponendosi come condizione indefettibile della violazione, ma anche quando assuma la forma di un contributo agevolatore, e cioè quando l&apos;illecito, senza la condotta di agevolazione, sarebbe egualmente commesso, ma con maggiori incertezze di riuscita o difficoltà 6.principio della solidarietà (art.6): il proprietario della cosa che servì o fu destinata a commettere la violazione10 o, in sua vece, l&apos;usufruttuario o, se trattasi di bene immobile, il titolare di un diritto personale di godimento11., è obbligato in solido con l&apos;autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta se non prova che la cosa è stata utilizzata contro la sua volontà.
Esegui il login o registrati per scaricare il documento	Se la violazione è commessa da persona capace di intendere e di volere ma soggetta all&apos;altrui autorità, direzione o vigilanza, la persona rivestita dell&apos;autorità o incaricata della direzione o della vigilanza è obbligata in solido con l&apos;autore della violazioneSe la violazione è commessa dal rappresentante o dal dipendente di una persona giuridica o di un ente privo di personalità giuridica o, comunque, di un imprenditore, nell&apos;esercizio delle proprie funzioni o incombenze la persona giuridica o l&apos;ente o l&apos;imprenditore è obbligato in solido con l&apos;autore della violazioneIl vincolo intercorrente tra l&apos;autore materiale della violazione e il responsabile solidale assume rilevanza nel solo caso in cui l&apos;Amministrazione se ne avvalga in concreto e non quando la contestazione risulti mossa nei confronti del solo autore materialeA quest&apos;ultimo, pertanto, non è riconosciuto alcun interesse a rappresentare, in sede di opposizione all&apos;ordinanza ingiunzione, la mancata contestazione (anche) al co-obbligato solidaleLegittimato passivo nel giudizio di opposizione è esclusivamente il destinatario dell&apos;ingiunzioneE’ privo, poi, di legittimazione a proporre opposizione all&apos;ordinanza-ingiunzione il conducente di un veicolo, se la sanzione è stata emessa soltanto a carico del suo proprietario, responsabile in solido della violazioneSe la violazione è commessa da persona capace di intendere e di volere ma soggetta all&apos;altrui autorità, direzione o vigilanza, la persona rivestita dell&apos;autorità o incaricata della direzione o della vigilanza è obbligata in solido con l&apos;autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto. 12Se la violazione è commessa dal rappresentante o dal dipendente di una persona giuridica o di un ente privo di personalità giuridica o, comunque, di un imprenditore, nell&apos;esercizio delle proprie funzioni o incombenze13, la persona giuridica o l&apos;ente o l&apos;imprenditore è obbligato in solido con l&apos;autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta. 14Nei casi previsti dai commi precedenti chi ha pagato ha diritto di regresso per l&apos;intero nei confronti dell&apos;autore della violazione.Va ricordato, in proposito, che secondo la Cassazione l&apos;istituto della «solidarietà» va rigorosamente circoscritto e delimitato, non tollerando la sua disciplina interpretazioni che, estendendo l&apos;ambito della fattispecie, comportino il mancato rispetto del principio della «riserva di legge» fissato nell&apos;art. 1 della L. n. 689/81, ( Cass. civ. 8 agosto 2003, n. 11954) e che inoltre il vincolo intercorrente tra l&apos;autore materiale della violazione e il responsabile solidale assume rilevanza nel solo caso in cui l&apos;Amministrazione se ne avvalga in concreto (comminando la sanzione anche al corresponsabile in solido) e non quando la contestazione risulti mossa nei confronti del solo autore materiale. A quest&apos;ultimo, pertanto, non è riconosciuto alcun interesse a rappresentare, in sede di opposizione all&apos;ordinanza ingiunzione, la mancata contestazione (anche) al co-obbligato solidale.(Cass. civ., sez. II, 27 luglio 2007, n. 16661); a sua volta, qualora nei confronti dell’obbligato solidale non sia stato, in concreto, emesso alcun provvedimento, tale soggetto non è legittimato a proporre l&apos;opposizione. (Cass. civ., sez. II, 28 febbraio 2006, n. 4506 e Cass. civ., sez. I, 3 ottobre 2005, n. 19284) Principio ribadito da Cass. civ., sez. lav., 19 giugno 2006, n. 14098, secondo la quale legittimato passivo nel giudizio di opposizione ad ordinanza-ingiunzione emanata ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689, è - anche in caso di eventuale responsabilità sanzionatoria con vincolo di solidarietà - esclusivamente il destinatario dell&apos;ingiunzione al quale viene addebitata la violazione amministrativa.E’ privo, poi, di legittimazione a proporre opposizione all&apos;ordinanza-
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