Source: http://infodifesa.it/blocchi-contrattuali-prematuro-fare-ricorso-finche-e-aperta-la-partita-dei-rinnovi/
Timestamp: 2018-01-16 23:31:18+00:00
Document Index: 24521287

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.39', 'sentenza ', 'sentenza ']

BLOCCHI CONTRATTUALI: PREMATURO FARE RICORSO FINCHÉ È APERTA LA “PARTITA DEI RINNOVI – Infodifesa
Il blocco della contrattazione collettiva per gli stipendi statali dall’anno 2010 è stato disposto dall’art. 9 comma 17 del Decreto Legge 78/2010 convertito dall’art 1 comma 1 della Legge n. 122/2010. La sentenza della Corte Costituzionale n. 178 del 24.06.2015 ha sancito l’illegittimità costituzionale delle norme che avevano disposto il blocco della contrattazione collettiva nel pubblico impiego. Con questa sentenza la Corte Costituzionale ha stabilito che il protrarsi eccessivamente nel tempo del blocco dei contratti del pubblico impiego è illegittimo e incostituzionale. Riportiamo di seguito il parere dello Studio Legale Coronas sui ricorsi in tema di “Blocco Stipendiale”.
– ha ritenuto che “le censure formulate con riguardo all’estensione delle misure restrittive (dei trattamenti retributivi, n.d.r.) oltre i confini temporali originariamente tracciati non si dimostrano fondate, al pari di quelle che riguardavano le originarie disposizioni del d.l. n.78 del 2010”, perché “non risulta dimostrato l’irragionevole sacrificio del principio di proporzionalità della retribuzione”;
– ha giudicato fondate, invece, le questioni sollevate in relazione alla proroga del “regime di sospensione per la parte economica delle procedure contrattuali e negoziali in riferimento all’art.39, primo comma, Cost.”, in quanto determina un “protrarsi del blocco negoziale, così prolungato nel tempo da render evidente la violazione della libertà sindacale”.
Ebbene, dichiarando “impregiudicati, per il periodo già trascorso, gli effetti economici derivanti dalla disciplina esaminata”, la Corte sembra appunto aver inteso sbarrare la strada ad eventuali azioni risarcitorie o indennitarie, conseguenti alla operata declaratoria di illegittimità della proroga del blocco della contrattazione.In disparte, in questa sede, qualunque commento sulla soluzione adottata dalla sentenza n.178/2015, il contenuto e la portata dispositiva della pronuncia sono un dato con il quale occorre confrontarsi.
Detto quanto sopra “per il periodo già trascorso”, si rileva, quanto al “presente”, che gli scorsi mesi di giugno e di luglio hanno visto finalmente la convocazione dei tavoli preliminari per i rinnovi contrattuali 2016-2018. L’effetto di sblocco delle procedure negoziali derivante dall’intervento della Corte Costituzionale ha quindi cominciato a prodursi, sebbene con un ritardo che la giurisprudenza ha già avuto modo di rilevare e di stigmatizzare, sottolineando come “l’inerzia della pubblica amministrazione potrebbe vanificare, e anzi eludere, la rimozione della causa di sospensione della contrattazione collettiva compiuta per effetto della sentenza 178/2015” (v. Tribunale di Roma, Sezione III Lavoro, 16.09.2015, n.7552). .
Tags:avvocatoblocco contrattualebloco stipendicorte costituzionalecostigiudiceinsurancelawlawyerricorsospese