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Timestamp: 2017-11-23 22:07:28+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 7']

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Osservazioni conclusive del CERD – Comitato per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale
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Considerazioni del Comitato ONU
1.	Il Comitato prende in considerazione il XIV e il XV rapporto periodico presentato dall’Italia come documento unico (CERD/C/ITA/15), nelle sue 1851° e 1852° riunioni (CERD/C/SR 1851 e CERD/C/SR 1852), tenutesi il 20 e 21 febbraio 2008. Alle sue 1867° e 1868° riunioni (CERD/C/SR. 1867 e CERD/C/SR. 1868), tenutesi il 3 e 4 marzo 2008, ha adottato le seguenti osservazioni conclusive.
2.	Il Comitato accoglie con favore la presentazione della XIV e della XV relazione periodica dell’Italia, che è stata elaborata conformemente alle guide linea dei rapporti, ed esprime apprezzamento per il franco dialogo che ha avuto luogo con la delegazione e per le complete e approfondite repliche scritte alla serie di questioni, fornite in maniera tempestiva prima della sessione. Apprezza inoltre la presenza di una delegazione composta da esperti provenienti da vari ministeri e organismi ministeriali, tra cui l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, e riconosce il loro sforzo nel rispondere alle domande orali del Comitato.
3.	Il Comitato accoglie con favore l’adozione del Decreto Legge 215 del luglio 2003 che recepisce la direttiva del Consiglio d’Europa 2000/43/EC, la quale contiene il principio di eguale trattamento delle persone senza riguardo alla loro razza o origine etnica.
4.	Il Comitato accoglie con favore la convocazione della Conferenza Europea sulla Popolazione Rom tenutasi a Roma nel gennaio 2008, allo scopo di identificare possibili soluzioni ai problemi affrontati dai Rom.
5.	Il Comitato accoglie con favore l’entrata in vigore nel gennaio 2008 del Decreto Legge 249/07 che garantisce agli immigrati una migliore protezione contro misure riguardanti l’espulsione.
6.	Il Comitato accoglie con favore il memorandum del Protocollo d’intesa per la tutela dei minori zingari, nomadi e viaggianti, firmato da Opera Nomadi e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel giugno 2005.
7.	Il Comitato accoglie con favore la fondazione nel novembre 2004, sotto il Ministero delle Pari opportunità, di un Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica.
8.	Il Comitato accoglie con favore l’informazione fornita dallo Stato membro, secondo la quale la Corte di Cassazione ha deliberato che ogni atto giudiziale concernente un imputato, dovrebbe essere dichiarato nullo e non valido se non è stato tradotto nella lingua madre dell’imputato. Il Comitato inoltre accoglie con favore l’istituzione di mediatori culturali e linguistici che forniscano informazioni, consigli e aiuti ai detenuti stranieri durante i procedimenti giudiziari.
9.	Il Comitato prende nota con soddisfazione dell’emanazione, il 22 giugno 2007, della legge che prevede sanzioni penali contro coloro che danno lavoro a migranti senza documenti, allo scopo di combattere lo sfruttamento sul posto di lavoro.
10.	Il Comitato accoglie con favore l’adozione del Decreto Legge 162/2005 che prevede nuove misure allo scopo di prevenire e sanzionare atti di violenza a sfondo razziale motivi razziali durante eventi sportivi, e che prevede inoltre l’istituzione di un Osservatorio Nazionale Eventi Sportivi.
C.	Preoccupazioni e raccomandazioni
11.	Mentre prende nota delle spiegazioni fornite dalla delegazione – secondo la quale la legislazione dello Stato membro non consente censimenti che registrino dati relativi all’etnia e non fa distinzioni tra i cittadini in base all’origine etnica, linguistica o religiosa -, il Comitato esprime preoccupazione riguardo alla scarsità di dati statistici nel rapporto dello Stato membro sulla composizione etnica della sua popolazione.
12.	Mentre prende nota delle promesse fatte dalla delegazione sul fatto che lo Stato membro riprenderà in considerazione il riconoscimento di Rom e Sinti come minoranza ufficiale in base alla legge nazionale, su un piano di parità con le minoranze storico-linguistiche protette dalla Legge n. 482/1999, il Comitato si preoccupa del fatto che non è stata adottata alcuna politica o legge nazionale complessiva indirizzata agli specifici bisogni di Rom e Sinti. (art.2)
13.	Il Comitato prende nota che lo Stato membro non ha ancora costituito un ufficio nazionale indipendente per i diritti umani. Prende anche nota dell’impegno a costituire una istituzione nazionale per i diritti umani preso durante l’elezione del Consiglio per i Diritti Umani e l’approvazione il 4 aprile 2007, da parte della Camera dei Deputati, di una mozione nell’ottica di costituire la suddetta istituzione in accordo coi Principi di Parigi 1991 (Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Risoluzione n. A/RES/48/134 del 20 dicembre 1993). (art. 2)
14.	Mentre accoglie con favore la nuova politica per combattere la marginalizzazione di Rom e Sinti in materia di alloggio e per facilitare la loro inclusione sociale, il Comitato è preoccupato per il fatto che Rom e Sinti ancora vivono in condizione di segregazione de facto in campi privi dei servizi minimi. (art. 3 e art. 5 (e)(iii)).
15.	Il Comitato, mentre prende nota delle iniziative adottate dallo Stato membro per combattere la discriminazione razziale e l’intolleranza, è preoccupato per episodi riferiti che riguardano discorsi di incitamento all’odio, comprese dichiarazioni che hanno per bersaglio i cittadini stranieri in Italia e i Rom, attribuiti a esponenti politici. (art. 4)
16.	Il Comitato è profondamente preoccupato per gli atteggiamenti e gli stereotipi prevalentemente negativi nei confronti dei Rom diffusi tra le amministrazioni comunali e l’opinione pubblica, che trovano il loro esiti in ordinanze discriminatorie, cartelli stradali e altre misure adottate dalle autorità municipali che prendono di mira le popolazioni nomadi. (art. 5 e art. 7)
17.	Il Comitato esprime preoccupazione per i dati riguardanti la situazione dei lavoratori migranti senza documenti provenienti da varie parti del mondo, in particolare Africa, Europa dell’Est e Asia, e sottolinea le violazioni dei diritti umani che essi subiscono, in particolare per quanto riguarda i loro diritti economici, sociali e culturali, tra cui ci sono: dichiarati maltrattamenti, bassi salari ricevuti con considerevole ritardo, orario di lavoro più lunghi del dovuto, le situazioni di lavoro «vincolato» nel quale parte del salario viene trattenuto dal padrone come pagamento per la sistemazione in un alloggio sovraffollato senza elettricità o acqua corrente. (art. 5)
18.	Il Comitato è preoccupato per le affermazioni secondo cui gli stranieri tenuti nel Centro di Permanenza Temporanea e Assistenza (CPTA) di Lampedusa non sono stati opportunamente informati dei loro diritti, non hanno accesso a un avvocato e subiscono espulsioni collettive. È inoltre preoccupato per i rapporti che indicano come le condizioni di detenzione in questo centro siano insoddisfacenti in termini di sovraffollamento, igiene, cibo, cure mediche, e che alcuni immigrati hanno subito maltrattamenti. (art. 5)
19.	Il Comitato è preoccupato per i rapporti che riferiscono maltrattamenti verso i Rom, in particolare verso i Rom di origine rumena, eseguiti da agenti delle forze di polizia durante i raid nei campi Rom, tanto più in seguito all’emanazione del decreto Decreto Legge 181/07 del novembre 2007 riguardante l’espulsione degli stranieri. (art. 5(b))
20.	Mentre si accoglie con favore l’iniziativa presa dal Ministro della Pubblica Istruzione, a entrambi i livelli, locale e centrale, per garantire l’integrazione e l’effettiva scolarizzazione dei bambini Rom e anche per combattere fallimento e abbandono scolastico, il Comitato resta molto preoccupato per la bassa frequenza scolastica dei bambini Rom. (art. 5(e)(v))
21.	Il Comitato prende nota del piccolo numero di processi per discriminazione razziale nello Stato membro.
22.	Il Comitato è preoccupato del fatto che i mass media continuano ad avere un ruolo nel rappresentare con una immagine negativa le comunità Rom e Sinti e che lo Stato membro adotta misure insufficienti per porre rimedio a questa situazione. (art. 7).
23.	Il Comitato invita lo Stato membro a considerare la ratifica della Convenzione Internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie del 1990 (adottata dall’Assemblea Generale il 18 dicembre 1990, Risoluzione A/RES/45/158)
24.	Il Comitato raccomanda che lo Stato membro prenda in considerazione le parti fondamentali della Dichiarazione e Programma di Azione di Durban, adottata nel settembre 2001 dalla Conferenza mondiale contro il Razzismo, la Discriminazione razziale, la Xenofobia e le altre forme di Intolleranza (A/CONF.189/12, cap. I), nell’implementare la Convenzione all’interno della sua legislazione nazionale, con particolare attenzione verso gli articoli 2 e 7 della convenzione. Il Comitato inoltre sollecita lo Stato membro a includere nel suo prossimo rapporto periodico informazioni specifiche sui piani d’azione e sulle misure prese per implementare la Dichiarazione e Programma d’Azione di Durban a livello nazionale. Il Comitato invita ancora lo Stato membro a partecipare attivamente al Comitato Preparatorio della Conferenza di Revisione di Durban e anche alla Conferenza di Revisione di Durban nel 2009.
25.	Il Comitato raccomanda che lo Stato membro ratifichi l’emendamento all’articolo 8, paragrafo 6, della Convenzione, adottato il 15 gennaio 1992 al quattordicesimo incontro degli Stati membri della Convenzione e ratificato dall’Assemblea Generale del 16 dicembre 1992 (risoluzione A/RES/47/111). Legato a questo, il Comitato ricorda la risoluzione dell’Assembla Generale del 19 dicembre 2006 (A/RES/61/148), in cui l’Assemblea invita caldamente gli Stati membri ad accelerare le loro procedure interne di ratificazione con particolare riguardo agli emendamenti, e a notificare rapidamente per scritto al Segretario Generale la loro adesione all’emendamento.
26.	Il Comitato raccomanda che i rapporti dello Stato membro siano resi prontamente accessibili al pubblico al momento della loro presentazione, e che le osservazioni del Comitato in meriti ai rapporti vengano ugualmente rese pubbliche nella lingua nazionale (e in tutte le eventuali lingue ufficiali).
27.	Il Comitato raccomanda che lo Stato membro si consulti in modo approfondito con le organizzazioni della società civile che lavorano nel campo della tutela dei diritti umani, soprattutto in quello della lotta alla discriminazione razziale, nella circostanza della preparazione del prossimo rapporto periodico.
28.	Lo Stato membro dovrebbe, entro un anno, fornire informazioni sul modo in cui ha seguito le raccomandazioni del Comitato contenute nei paragrafi 13, 18 e 22 delle presenti osservazioni conclusive, in conformità al paragrafo 1 della norma 65 del regolamento di procedura del Comitato.
29.	Il Comitato invita lo Stato membro ad aggiornare il suo documento fondamentale in secondo con le linee guida armonizzate relative ai rapporti nel quadro dei trattati in materia di diritti umani, in particolare quelle relative al Common Core Document, come adottato dal quinto incontro tra i Comitati emanazione dei trattati sui rapporti umani, che ha avuto luogo nel giugno 2006 (HRI/GEN/2/Rev.4).
30.	Il Comitato raccomanda allo Stato membro di presentare in un unico rapporto i suoi rapporti periodici dal XVI al XVIII, con consegna prevista per il 18 febbraio 2011, prendendo in considerazione le linee guida per i documenti del CERD adottate dal Comitato nella sua 71° sessione (CERD/C/2007/1). Questo rapporto dovrebbe essere un documento aggiornato e indicare i rimedi adottati in merito alle questioni sollevate nelle presenti osservazioni conclusive.
Favaro Veneto ancora polemiche
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