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Timestamp: 2020-01-22 19:21:54+00:00
Document Index: 142629779

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 183', 'art. 183', 'sentenza ']

Deposito Temporaneo di Rifiuti: considerazioni e chiarimenti - Confindustria Firenze
Deposito Temporaneo di Rifiuti: considerazioni e chiarimenti
A seguito di alcune richieste di chiarimenti pervenute ai nostri uffici riportiamo un breve vademecum sul deposito temporaneo.
In base anche a quanto confermato dalla recente Corte di Cassazione con la sentenza n. 43422 del 23 ottobre 2019 ricordiamo che:
il deposito temporaneo dei rifiuti deve essere realizzato presso il luogo in cui sono stati prodotti i rifiuti
Il deposito temporaneo deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi , nel rispetto delle nome che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute;
I rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una della seguenti modalità alternative a scelta del produttore dei rifiuti:
quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi.
In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all’anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno;
Nel caso invece si tratti di terre e rocce da scavo, i quantitativi sono 4000 mc, di cui non devono essere classificati come pericolose più di 800 mc (art. 23 DPR 120/2017).
In particolare, i giudici , nell’ultima sentenza della Cassazione, hanno evidenziato come il deposito temporaneo costituisca una “deroga” al generale principio in base al quale il deposito o lo stoccaggio dei rifiuti richieda una specifica autorizzazione, in via ordinaria o semplificata. Proprio in quanto si tratta di una deroga è perciò necessario, ad avviso dei giudici, che siano osservate tutte le condizioni appositamente previste dalla legge e in particolare quelle contenute nell’art. 183, comma 1 lett. bb). del D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’ambiente).
La Corte ha inoltre sottolineato come “in tema di gestione dei rifiuti, l’onere della prova relativa alla sussistenza delle condizioni di liceità del deposito cosiddetto controllato o temporaneo, fissate dall’art. 183 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, grava sul produttore dei rifiuti, in considerazione della natura eccezionale e derogatoria di tale deposito rispetto alla disciplina ordinaria”, secondo un orientamento ormai consolidato (Corte di cassazione, Sez. 3, n. 35494 del 10/05/2016; Corte di Cassazione, sez. 3, n. 20410 del 08/02/2018).
In allegato la sentenza della Corte di Cassazione.
Corte di Cassazione n 43422 del 23_10_2019
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