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Timestamp: 2019-11-21 14:33:24+00:00
Document Index: 121505496

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 33']

Lavoratore che assiste disabile non convivente ha diritto al trasferimento - Cassazione sentenza n. 28320 del 2013 - Studio Cerbone
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La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 28320 depositata il 18 dicembre 2013 intervenendo in tema di diritti dei lavoratori ha statuito che qualora il lavoratore presti assistenza continuativa al familiare disabile non convivente, lo stesso ha il diritto ad ottenere il trasferimento ad una sede di lavoro più vicina alla località in cui vive il congiunto. Infatti, la convivenza non costituisce un requisito per il godimento dell’agevolazione.
La vicenda ha riguardato un dipendente del Ministero della Giustizia con funzioni di cancelliere in servizio presso l’ufficio del Giudice di Pace che per assistere la madre, ai sensi della legge 104 del 1992 articolo 33, chiedeva il trasferimento ad una sede più vicina. La richiesta di di trasferimento veniva disattesa dal Ministero ed il lavoratore ricorreva al Tribunale, nella sua qualità di giudice del lavoro, che, però, rigettava la domanda proposta dal ricorrente. Il dipendente impugnava la pronuncia del giudice di prime cure inanzi alla Corte di Appello che riformava la sentenza di primo grado dichiarando il diritto del dipendente al trasferimento richiesto per l’assistenza della madre disabile. I giudici di appello hanno ritenuto applicabile il citato art. 33, comma 5 della legge n. 104 del 1992 non solo in sede di scelta della sede di lavoro al momento dell’assunzione, ma anche nel corso del rapporto di lavoro mediante domanda di trasferimento.
Il Ministero per la cassazione della sentenza del giudice di seconde cure propone ricorso, affidandosi ad un unico motivo di censura, alla Corte Suprema.
Gli Ermellini rigettano il ricorso del Ministero. I giudici di legittimità hanno chiarito che il diritto del familiare lavoratore, che assista con continuità un parente o un affine entro il terzo grado disabile, di scegliere, ove possibile, un posto di lavoro non lontano da dove risiede il congiunto portatore di handicap (art. 33, Legge n. 104/1992), sussiste non solo all’atto dell’assunzione, ma anche nel corso del rapporto di lavoro mediante domanda di trasferimento.