Source: http://www.previdenza-professionisti.it/iscrizione-Inps-soci-srl
Timestamp: 2018-06-25 04:03:00+00:00
Document Index: 63570823

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 116']

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Il problema dell'039;obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti dell'INPS dei soci di srl che siano anche amministratori, la circolare n 78 del 2013 con le indicazioni operative per gli uffici
Con la circolare n 78 del 14 maggio del 2013, l'INPS è intervenuto con alcune indicazioni di carattere teorico e generale ed altre di carattere operativo in ordine al problema dell'iscrivibilità alla Gestione Commercianti dei soci amministratori di società di capitali i quali, in relazione all'attività di amministratori, si siano iscritti ed abbiano contribuito alla Gestione Separata Inps di cui all'art. 2 comma 26 della Legge n 335 del 1995.
Ricordiamo, al riguardo, come, sulla base del D.L. n. 78 del 2010, art. 12. comma 11, convertito nella L. n. 122 del 2010 di interpretazione autentica della L. n. 662 del 1996, l'art. 1, comma 208 della L. n. 622 del 1996, le attività autonome per le quali opera il principio di assoggettamento all'assicurazione prevista per l'attività prevalente sono quelle esercitate in forma di impresa dai commercianti, dagli artigiani e dai coltivatori diretti, i quali vengono iscritti in una delle corrispondenti gestioni dell'INPS, mentre restano esclusi dall'applicazione dell'art. 1, comma 208, i rapporti di lavoro per i quali è obbligatoriamente prevista l'iscrizione alla gestione previdenziale di cui alla L. n. 335 del 1995, art. 2, comma 26.
Non opera, perciò, l'unificazione della contribuzione sulla base del parametro dell'attività prevalente, quale prevista dalla L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 208.
Pur non ricorrendo necessariamente l'assorbimento in un'unica forma previdenziale, ex art. 1 comma 208 della L. n. 662 del 1996, al fine della contemporanea iscrizione del socio di una società di capitali nella Gestione Commercianti, ai sensi dell'art. 1 L. 27.11.1960 n. 1397, come modificato dall'art. 1, comma 203, L. 662/1996, è necessaria la partecipazione personale al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza.
La partecipazione al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza rimane dunque, anche a seguito della sopra citata norma di interpretazione autentica, un prerequisito per l'insorgenza dell'obbligo di iscrizione contestuale alla Gestione Commercianti.
E' proprio su quest'ultimo requisito che si incentra la circolare n 78 del 2013 precisando come gli uffici debbano assolvere all'onere di verificare se via sia un'ulteriore attività svolta con il carattere dell'abitualità da parte di un socio amministratore di società che, per l'attività di amministratore, si sia doverosamente iscritto ed abbia contribuito alla gestione Separata.
Con la circolare, si è avuto modo, infatti, di precisare come, in relazione a tale requisito (l'abitualità della partecipazione al lavoro aziendale), in giudizio sia l'Istituto gravato dell'onere della prova con la conseguenza che avventate iscrizioni d'ufficio possono prevedibilmente condurre ad esiti sfavorevoli delle liti eventualmente incardinate dai lavoratori.
..."La prova circa la partecipazione al lavoro aziendale con i caratteri della personalità e dell’abitualità spetta all’Istituto di previdenza. Si segnala che la giurisprudenza è particolarmente attenta ai profili probatori e richiede che la verifica della presenza dei requisiti di legge ed, in particolare, dell’abitualità della prestazione, sia effettuata in modo puntuale e rigoroso. Pertanto, si ritiene indispensabile che l’onere probatorio venga compiutamente assolto ed , a tal fine, che l’attività di verifica dei requisiti non si limiti a riscontri meramente documentali, bensì si estenda, ove necessario, ad accertamenti da effettuarsi in loco."
In considerazione dei contrastanti orientamenti giurisprudenziali che hanno preceduto la disposizione normativa in parola, si ritengono ravvisabili i presupposti di cui al comma 15 lettera a) dell’art. 116 della legge 388/00, pertanto si dispone la riduzione alla misura degli interessi legali delle sanzioni civili, relative ai casi di mancato o ritardato pagamento dei contributi.
Dal 12/06/09 15530450