Source: https://psc-law.it/trascrizione-matrimonio-coppie-gay/
Timestamp: 2018-05-22 13:39:51+00:00
Document Index: 107126244

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 107', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 12']

matrimonio coppie gay
La legge italiana, a differenza di altre legislazioni, non prevede il matrimonio gay. Accade, tuttavia, che cittadini italiani si rechino all’estero per sposarsi.
Cosa succede in questi casi? E’ possibile che il matrimonio celebrato all’estero tra persone dello stesso sesso sia riconosciuto in Italia?
– essendo “… il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso celebrato all’estero non (è) inesistente per lo Stato italiano (Cass. n. 4184/12) e non (è) contrario all’ordine pubblico …” (il corsivo è d’obbligo contenendo il provvedimento il richiamo e l’interpretazione della sentenza Cassazione n. 4182 del 4 novembre 2011 – 15 marzo 2012 emessa in identica materia);
– non contenendo la normativa italiana (artt. 84 e 88 c.c.) alcun riferimento alla diversità di sesso quale condizione per contrarre matrimonio;
– sussistendo la validità formale di quel matrimonio in quanto celebrato secondo le forme previste dalla legge straniera;
– non avendo la trascrizione natura costitutiva ma soltanto di pubblicità di un atto già valido di per sé e, per questo motivo, in grado di spiegare effetti nello Stato in cui è stato celebrato.
Il futuro delle coppie omosessuali
Certo è che i Giudici grossetani hanno, con la loro decisione, aperto un varco al riconoscimento dei matrimoni di coppie gay; riconoscimento sino ad oggi sempre negato.
La stessa sentenza della Corte di Cassazione n. 4184 del 2012, che ha spianato in modo innovativo la strada alla tutela giuridica della vita familiare per le coppie omossessuali, aveva escluso categoricamente e in modo articolato la trascrivibilità nel nostro Stato dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, mancando in queste situazioni il requisito essenziale della diversità di sesso tra i coniugi.
Si legge, infatti, nella motivazione della sentenza richiamata: “… L’ordinamento giuridico italiano … ha conosciuto finora e conosce attualmente un’unica fattispecie integrante il matrimonio come atto: il consenso che, nelle forme stabilite per la celebrazione del matrimonio, due persone di sesso diverso si scambiano dichiarando che “si vogliono prendere rispettivamente in marito e in moglie” (art. 107 primo comma cod. civ.). La diversità di sesso dei nubendi è, dunque, richiesta dalla legge per la stessa identificabilità giuridica dell’atto di matrimonio …”.
Così hanno fatto i Giudici di Grosseto che, proprio da quella sentenza e dall’esame in essa contenuto delle norme Costituzionali (artt. 2 e 29 Cost.), della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (art. 16) e della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (art. 12), sono partiti per fondare il loro convincimento.
Posted on 13 febbraio 2015 in Relazioni di coppia, Tutela della persona