Source: http://bagheria.org/filedownload/linee%20guida.htm
Timestamp: 2017-03-23 16:22:07+00:00
Document Index: 93538646

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art.1', 'art.2', 'art.1', 'art.2', 'art.2', 'art.8', 'art.2', 'art.12', 'art. 2']

ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento
del tessuto edilizio e dei
manufatti, del contesto e del paesaggio naturale ed
antropizzato, ricadenti nella perimetrazione del
Oggetto ed Ambito d’intervento delle Linee Guida pag. 3
Obiettivi Strategici pag.
Oggetto degli interventi pag. 4 Capitolo 5
di intervento pag.
Normativa di riferimento e
Iter procedurale pag.
progettuali pag.
Allegati pag.
lavori pag.
particolari pag. 4
Raccomandazioni generali sui materiali, sugli intonaci, sulle
pitture e sui colori di cui
all’art.2 comma a), b), c), d). pag.
Norme finali pag. 35
Oggetto ed
Le presenti Linee Guida indirizzano gli interventi
di manutenzione programmata ordinaria e straordinaria, di restauro e
risanamento conservativo, del tessuto edilizio e dei manufatti, del contesto e
del paesaggio naturale ed antropizzato e si attuano nell’ambito della
perimetrazione del Centro Storico della Città di Bagheria, così come definito
Ai fini delle presenti Linee Guida si intende per manutenzione
programmata ogni sistema
o procedimento che consenta di programmare gli interventi di manutenzione sui
manufatti, sul contesto e sul paesaggio, conformemente a quanto previsto dal DLGS 22.01.04, n.42. Il
termine programmata è inteso nel concreto significato di acquisire
informazioni utili per prevedere, e quindi decidere in anticipo, quali
interventi debbano essere effettuati specificando le relative priorità. Al suo
interno comprende: a) manutenzione ordinaria con gli interventi così come definiti
dall’art. 20 comma a), L.R. 27 dicembre 1978 n.71;
b) manutenzione straordinaria con gli interventi cosi come definiti dall’art. 20 comma b), L.R. 27
dicembre 1978 n.71;
c) interventi di restauro e risanamento conservativo cosi come
definiti dall’art. 20 comma c), L.R. 27 dicembre 1978 n.71.
Ai fini delle presenti Linee Guida si intende
d) contesto (dal latino contextus, "tessuto insieme")
l'insieme degli elementi – situazione generale, circostanze particolari, ecc. –
in cui ogni evento di trasformazione e di comunicazione è inserito o deve inserirsi; e) paesaggio
determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il
cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro
interrelazioni”, (definizione della
Convenzione Europea del Paesaggio);
decoro urbano (dal latino decorum, "dignità nell’aspetto e nel
comportamento") che rappresenta fisicamente quello spazio di convivenza
collettiva che si legge attraverso l’architettura, il suo contesto e il suo
paesaggio e che occorre codificare con regole etiche ed estetiche che devono
avere origine nella cultura dell’identità e dell’appartenenza.
tessuto edilizio che è
l’insieme dei manufatti edili costituenti la città. h)
manufatto quale opera muraria,
semplice o anche complessa, costituita da edifici o complesso edilizio e parti comuni, costruita
con l’intervento manuale dell’uomo, che nasce dai valori identitari e che
proprio per questo costituisce risorsa di sviluppo sostenibile.
i) controllo e
indirizzo come insieme di procedure e attività svolte dall’Ufficio
che deve assicurare continuità, qualità, coerenza e congruità degli interventi
di manutenzione programmata, di cui
all’art.1 comma a), delle presenti Linee Guida.
Strategici L’Amministrazione intende promuovere la cultura del
decoro urbano, la tutela, la valorizzazione, il recupero e la conservazione del
tessuto edilizio e dei manufatti, nel loro contesto e nel paesaggio, attraverso
la qualità della realizzazione degli interventi di manutenzione programmata (di cui all’art.2 delle presenti Linee
Guida), la conservazione dei colori, dei materiali e delle regole dell’arte,
che costituiscono l’identità dei paesaggi culturali del centro storico, il
tutto finalizzato alla rivitalizzazione
economica e sociale e ad uno sviluppo urbano sostenibile, attività comunque
rivolta ai seguenti obiettivi strategici:
· Incoraggiamento della
collettività nei confronti dell’affermazione dei valori di appartenenza,
identità culturale, estetica, etica e decoro urbano.
· Incentivazione
alla pratica del decoro urbano; · Individuazione del
territorio e del paesaggio come “risorsa” di sviluppo sostenibile;
e valorizzazione della cultura dei materiali, dei colori, delle regole
dell’arte e delle tecniche costruttive;
· Riqualificazione
degli interventi antropici sul territorio e sul paesaggio;
· Raggiungimento
di maggiore efficacia e efficienza delle norme e delle procedure;
· Affidamento
al Comune di Bagheria dell’attività di controllo e di indirizzo sugli
interventi di manutenzione programmata e l’applicazione delle normative vigenti
in materia. Capitolo 4
Oggetto degli
interventi Oggetto degli interventi di manutenzione
programmata sono il tessuto edilizio ed i manufatti esistenti, il contesto
e il paesaggio all’interno della perimetrazione del Centro Storico di cui all’art.1
delle categorie di intervento
Per quanto attiene alle definizioni delle categorie
d’intervento, si rimanda all’art.2 commi a), b), c). Capitolo 6
riferimento e iter procedurale Sulla disciplina, l’indirizzo e il controllo degli
interventi di manutenzione programmata si richiamano, oltre gli indirizzi
contenuti nelle Linee Guida, le Leggi della Repubblica Italiana, le Leggi della
Regione Siciliana in materia, le vigenti disposizioni delle Linee Guida del
Piano Paesistico Regionale e lo Strumento Urbanistico comunale vigente. Al
Sindaco del Comune di Bagheria competono i poteri di vigilanza ed il potere di
irrogare le sanzioni nella misura determinata dal Consiglio Comunale,
attraverso le ordinanze. Art. 7
Sono richiesti a corredo dell’istanza di
autorizzazione agli interventi di cui all’art.2 delle presenti Linee Guida, i
seguenti elaborati: 1) stralcio cartografico aereofotogrammetrico in scala 1:2000 e 1:500 con
la localizzazione dell’intervento;
2) relazione descrittivo-tipologica del manufatto, con indicazione di eventuali spazi di
pertinenza e con eventuale annotazione di datazione specifica di riferimento
per l’epoca di costruzione o di principale rifacimento, restauro, ecc.;
3) insieme
di dati che consentono l'identificazione catastale (foglio di
appartenenza e mappale/i).
4) relazione illustrativa con specificate le modalità di intervento sul manufatto
e le soluzioni progettuali materiche e cromatiche, con la descrizione dei
materiali, dei sistemi di coloritura, delle tecniche costruttive secondo le
regole tradizionali dell’arte; 5) elaborati grafici dello stato di fatto del manufatto quali piante,
prospetti, sezioni, in scala 1:100; eventuali particolari costruttivi, cromatici,
decorativi rappresentati alle scale adeguate (vedi scheda);
6) elaborati grafici dello stato di fatto estesi ai fronti
quando sia ritenuto utile per la contestualizzazione dell’intervento, in scala
7) elaborati grafici esecutivi di progetto inseriti nel contesto
dei fronti limitrofi,
della vegetazione e delle essenze, quali piante, prospetti, sezioni,
rappresentati alle scale adeguate (vedi scheda);
8) modulo del colore, corredato da fotografie a colori. Nel caso di
decorazioni dipinte, o ceramiche, o musive, sono richiesti ingrandimenti del
manufatto con particolari ravvicinati; 9) modulo dei materiali, corredato da fotografie a colori. Nel caso di decorazioni
dipinte, o ceramiche, o musive, sono richiesti ingrandimenti del manufatto con
particolari ravvicinati;
10)schede tecniche di cui all’art.8 delle
presenti Linee Guida;
11)istanza, quando occorre, per l’occupazione del suolo
documentazione (così come descritta ai
punti 1-10), costituisce elemento di valutazione in relazione al rispetto degli
indirizzi contenuti nelle presenti Linee Guida e non limita eventuali altre
rappresentazioni o documentazioni che contribuiscano a chiarire meglio gli
intendimenti e le scelte dei proprietari richiedenti. Art. 8
Sono Allegati alle Linee Guida le seguenti Schede
- schede tipo:
localizzazione dell’intervento;
§ storica;
§ tecnica;
- schede tipo: § abaco
degli elementi decorativi;
§ abaco
delle specie botaniche autoctone; Le succitate schede compilate in ogni dettaglio,
sono da allegare al progetto per la realizzazione degli interventi di manutenzione programmata, di cui
all’art.2.
Edifici di civile abitazione,
esercizi commerciali, edifici pubblici Superfici verticali: Murature Superfici verticali: Intonaci, Tinteggiature Superfici verticali: Facciate cieche Superfici verticali: Partito architettonico Superfici verticali: Impianti tecnologici Superfici verticali: Pluviali Superfici verticali: Canne fumarie Superfici verticali: Colonne di scarico Superfici verticali: Serbatoi d’acqua Superfici verticali: Zoccoli,Basamenti,Modanature,Marcapiani,Cornici,Lesene,Cornicioni
Superfici verticali: Infissi Superfici verticali: Vetri, Vetrate Superfici verticali: Balconi Superfici verticali: Verande Superfici verticali: Ringhiere
Superfici verticali: Grate, Cancellate, Cancelli Superfici verticali: Lunette, etc Superfici verticali: Scale esterne Superfici verticali: Pensiline Superfici verticali: Portici Superfici verticali: Brise soleil Superfici orizzontali: Manto di copertura Superfici orizzontali: Muretti d’attico Superfici orizzontali: Soglie, Davanzali,etc. Superfici orizzontali: Lastrico solare, Terrazzi di
coperture Superfici orizzontali: Coperture a verde, Giardini
pensili Superfici orizzontali: Lucernari, Chiostrine, etc. Superfici orizzontali: Pergolati, Gazebo, etc. Superfici orizzontali: Tende, Tensostrutture Superfici orizzontali: Piscine Superfici orizzontali: Grondaie, Embrici, etc. Superfici orizzontali: Evacuatori fumo e calore,
Aeratori statici Superfici orizzontali: Recipienti e riserve d’acqua Superfici orizzontali: Antenne radio e
televisive,Antenne paraboliche, etc. Superfici orizzontali: Pannelli solari, Impianti
fotovoltaici Superfici orizzontali: Ripetitori dei servizi in
rete Superfici orizzontali: Cupole, Tunnel, etc. Superfici orizzontali: Stenditoi, etc. Superfici verticali: Murature Nei manufatti di
interesse storico ambientale, l’intervento sulle murature di conci di pietra
squadrati deve prevedere esclusivamente opere di pulitura, consolidamento e
protezione, mentre la sostituzione dei conci mancanti o gravemente deteriorati
dovrà essere limitata rigorosamente alle esigenze statico strutturali; si
raccomanda l’eliminazione di rivestimenti aggiunti e non originari, al
paramento murario (intonaci, colori, piastrelle, marmi, etc.), la pulitura
della pietra, il trattamento protettivo non costituente pellicola superficiale.
Nelle murature in materiale incoerente si raccomandano interventi conservativi
e di pulitura degli intonaci esistenti, rimuovendo eventuali rivestimenti
incongrui; le riprese, effettuate con intonaci coerenti agli esistenti, saranno
chiaramente evidenziate e semplicemente accostate alle parti originali;
dovranno comunque lasciarsi a faccia vista quelle parti costituite da conci di
pietra squadrate se questi non erano originariamente intonacati. Le riprese dei
partiti decorativi delle murature dovranno seguire analoghi criteri, curando
comunque, ove necessario, il consolidamento delle murature. Nei manufatti nuovi
si prescrive l’utilizzo di tecniche e materiali che costituiscono l’espressione
della tradizione costruttiva dell’ambito. Superfici verticali: Intonaci, Tinteggiature Gli strati
dell’intonaco storico, così come le coloriture, devono essere conservati nella
loro autenticità e nella loro stratificazione, opportunamente integrati con
chiara evidenziazione delle aggiunte. Nel caso di intonaci degradati ed
irrecuperabili, quando si tratta di intonaco recente o a base di prodotti
cementizi o plastici, allora se ne prescrive l’eliminazione, sostituendolo con
intonaco della tradizione costruttiva locale. Gli intonaci, laddove necessario,
saranno sostituiti e/o rifatti con tecniche, materiali e cromie della
tradizione locale e coerenti con la parte storicizzata. Nella realtà
costruttiva che assumono tali soluzioni tecniche come caratteristica
dell’ambito, sarà possibile lasciare parzialmente in vista la muratura in
pietra o precedenti andamenti strutturali (archi, portali, finestre tamponature
successive, architravi, ecc.). I lavori dovranno inoltre salvaguardare o
mettere in risalto gli eventuali elementi caratteristici di finitura e di
arredo (decorazioni, stemmi, targhe, epigrafi, ecc.). Un manufatto con
prospetti architettonicamente unitari deve essere tinteggiato in modo omogeneo,
rispettando le caratteristiche cromatiche proprie dello stile (differenziazione
per paraste, marcapiani, campi e sottolineature varie), anche se suddiviso in
diverse proprietà; l'omogeneità va mantenuta anche se gli interventi di
tinteggiatura avvengono in tempi diversi per le parti. Per i manufatti nuovi si
raccomanda l’utilizzo di tecniche e materiali che costituiscono l’espressione
della tradizione costruttiva dell’ambito. Superfici verticali: Facciate cieche Le facciate cieche
non fanno parte dei fronti su strada bensì dei prospetti laterali o addirittura
dei retri, e spesso sono il risultato di demolizioni di edifici contigui. Se ne
dovrà, di conseguenza, prevedere l’intervento conservativo, qualora presentino
connotati materici cromatici e tecnico costruttivi apprezzabili, o interventi
alternativi di riqualificazione. Fra questi saranno privilegiate ipotesi di
coerenza con materiali colori e tecniche presenti nei fronti principali
Superfici verticali: Partito architettonico Per
i manufatti di interesse storico ambientale si prescrive la ripresa, dove
necessario, di sagome, moduli, elementi decorativi esistenti, secondo l’originaria
grammatica compositiva dei prospetti e la loro differenziazione cromatica,
provvedendo alla conservazione degli elementi esistenti, con particolare riguardo
alle modanature in pietra, mentre le sostituzioni e/o integrazioni saranno ammesse
soltanto per le parti eventualmente mancanti o in avanzata fase di degrado. Per
i manufatti nuovi si raccomandano scelte formali basate sulla geometria
distributiva dei vuoti e dei pieni e sulle diverse parti caratterizzanti i
prospetti. Tali scelte dovranno riflettere i modi costruttivi della tradizione
locale. Superfici verticali: Impianti tecnologici Dovrà essere privilegiata la
soluzione di canalizzazioni al di sotto della pavimentazione stradale, dove
fare passare i cavi per le diverse tipologie di linee, creando opportuni
pozzetti ed attacchi ai vari servizi, predisponendo a ciò un adeguato piano per
l’ottimizzazione degli interi servizi a rete. Ove osti, si raccomanda l’uso di
coni fascettati posti in corrispondenza di cornici o sottomensole dei balconi e
raggruppando le linee in punti idonei evitando l’indiscriminato impegno di
intere facciate di edifici civili. L’apposizione di campanelli, citofoni e
videocitofoni, cassette postali, deve avvenire preferibilmente negli sguinci
del vano porta, ovvero ai fianchi dell’ingresso, in modo da non alterare e
coprire gli elementi architettonici. L’installazione, in manufatti di interesse
storico ambientale, dei cavi relativi agli impianti di riscaldamento e di condizionamento dovrà ispirarsi
rigidamente ai criteri di un restauro conservativo. Per tali manufatti dovrà
essere attentamente calibrata la collocazione degli impianti sui prospetti
esterni, adottando comunque le soluzioni tecniche di minore impatto percettivo
e privilegiando ubicazioni all’interno degli infissi nei piani terra e
all’interno di balconi nei piani successivi. Le prese d’aria delle caldaie
autonome e le apparecchiature per la ricezione TV satellitare devono essere
poste esclusivamente sulla copertura, evitando per quanto possibile le aree che
ricadono nelle visuali paesaggistiche. Ove è possibile tali impianti possono
essere collocati in terrazze esistenti nelle coperture, ovvero dovranno essere
opportunamente protetti dal contatto diretto con l'esterno, mascherati con
quinta o involucro adeguati al carattere ambientale; dovranno integrarsi il più
possibile con la struttura, prevedendo oltre ad una loro posizione defilata ed
in continuità con i tracciati regolatori dei prospetti, anche una loro mimesi
cromatica con il contesto. Tutti
gli interventi sui manufatti devono prevedere una revisione dei fili esterni di
conduzione degli impianti telefonici, elettrici e delle condotte di acque
bianche. In attesa dell’intervento di rimozione, tutti i fili devono passare in
verticale lungo le linee di perimetro ed in orizzontale lungo le linee di
marcapiano delle unità edilizie. Le condotte delle acque bianche devono essere
incassate nella muratura o passate sotto la quota stradale.
Superfici verticali: Pluviali Per
i manufatti di interesse storico ambientale si raccomanda un intervento
conservativo e di integrazione delle parti mancanti o irreparabilmente danneggiate.
Per i manufatti nuovi si raccomanda la scelta di elementi in cotto, in lamiera
zincata o in rame, di sezione circolare e ove necessario con la parte inferiore
in ghisa verniciata; non è consentito l’utilizzo delle materie plastiche. Se
tipologicamente l’unità edilizia presenta il cornicione aggettante e non
prevede grondaia, deve essere recuperata la tradizione costruttiva locale non facendo
uso di nessuna grondaia o pluviale. Superfici verticali: Canne fumarie Le
canne fumarie non debbono interessare prospetti su strada pubblica, devono
essere realizzate negli spazi di pertinenza interni alle unità edilizie
(chiostrine, cortili ecc..), adottando materiali e soluzioni costruttive della
tradizione locale; dovranno comunque essere incassate e mai in vista rispetto
alle facciate prospicienti o visibili da spazi pubblici. Le canne fumarie
devono terminare ove possibile in comignoli raggruppati e/o studiati nella soluzione
estetica e architettonica.
Superfici verticali: Colonne di scarico Per
Nei manufatti nuovi, l’inserimento di un nuovo impianto potrà realizzarsi negli
spazi di pertinenza interni alle unità edilizie (chiostrine, cortili ecc..)
adottando materiali e soluzioni che appartengono alla tradizione costruttiva
Superfici verticali: Serbatoi d’acqua I
serbatoi dell’acqua vanno collocati in modo da non essere visibili dal fronte
strada, e in ogni caso all’interno dei volumi degli edifici, nei sottotetti o
sui terrazzi in modo che non superino la quota del relativo parapetto in
muratura; nel caso di visuali percettive pubbliche che inglobino l’osservazione
di tali terrazze, dovranno prevedersi soluzioni tecniche che consentano una
loro opportuna mimetizzazione. Tali indirizzi e raccomandazioni divengono
tassative per l’edificato monumentale e, in tal senso, queste operazioni devono
essere preventivamente inserite in specifici progetti di restauro o di conservazione
dei prospetti esterni. Superfici
Zoccoli, Basamenti, Risalti, Modanature, Marcapiani, Cornici, Lesene, Cornicioni,
Decorazioni a calce Le
fasce basamentali devono essere trattate con zoccolature di protezione
realizzate in rivestimenti in pietra locale utilizzando tecniche costruttive e materiali della tradizione
dell’ambito. Non è consentito l’uso di lambrì, zoccolature in marmo lucido,
mattoni pressati, ceramiche, etc. estranei al contesto. Dovranno essere
mantenute o restaurate le cornici, le lesene e i cornicioni realizzati in
materiale lapideo, ivi comprese le cornici di coronamento realizzate con
materiale locale; devono essere eliminati tutti i rivestimenti o intonaci che
coprono i basamenti, ricostruendo le parti mancanti con lo stesso materiale e
tecnica costruttiva originaria, rispettando le regole dell’arte.
Superfici verticali: Infissi Per i manufatti di interesse storico ambientale si
raccomanda un intervento conservativo e l’integrazione delle parti mancanti o
irreparabilmente danneggiate utilizzando materiali e tecniche uguali o comunque
coerenti agli esistenti. Nei manufatti nuovi gli infissi devono essere
realizzati con vetrate persiane, vetrate e scuri, di legno naturale, verde
scuro o marrone. Non sono consentite le serrande avvolgibili e l’uso di
alluminio anodizzato di colore argento e oro, ed altresì non sono ammesse le
verande e le doppie vetrate con telaio di alluminio anodizzato. Gli infissi di
piano terra dovranno essere realizzati con portoni ad una o due ante secondo le
partiture esistenti, in legno naturale, di essenze della tradizione locale o di
colore marrone scuro o verde scuro o grigio, preferendo ove possibile il
recupero degli originari infissi. I vani di ingresso ai magazzini o garage
dovranno avere dimensioni contenute, con infissi a portelloni, che dovranno essere
realizzati sempre in legno e con analoghe caratteristiche.
Superfici verticali: Vetri, Vetrate Tutti
i vetri e le vetrate coevi al disegno e alla compagine originaria dei manufatti
saranno di preferenza da conservare se riflettono caratteri e modi costruttivi
della tradizione locale. Per le nuove realizzazioni o per le eventuali
sostituzioni che si ritenessero necessarie sono ammissibili tutti i tipi di
vetri e vetrate, purché trasparenti e con telai realizzati con materie e
tecniche della tradizione costruttiva locale, mentre non è ammesso l’utilizzo
di vetri smerigliati o a disegno all'interno di pasta trasparente.
Superfici verticali: Balconi Per i manufatti di
interesse storico ambientale, si deve prevedere esclusivamente un’opera di
manutenzione o di integrazione di parti mancanti o fatiscenti, limitando
l’intervento alle esigenze statico strutturali e di rispetto o adeguamento alle
norme di sicurezza. Per i manufatti nuovi, i balconi avranno una configurazione
con sporto regolare evitando le balconate continue e le soluzioni con balconi
angolari, assumendo forme e ritmi caratterizzanti l’ambito. Si raccomandano le
soluzioni con lastre di marmo e mensole in ferro o con l’uso di ferri a doppio
T sagomati, nei casi più semplici e secondo le partiture originarie. Non è consentito l’uso di alluminio anodizzato
di colore argento e oro.
Superfici verticali: Verande L'installazione
di una veranda, fatta salva la legittimità della realizzazione, deve essere
rigorosamente motivata da esigenze tecniche di protezione dagli agenti
atmosferici o da evidenti necessità di miglioramento delle condizioni igieniche
dei locali; dovrà rigorosamente limitarsi a prospetti interni e comunque non
dovrà intercettare quadri paesaggistici o monumentali. La spazialità così
ottenuta, con la chiusura parziale o totale di un balcone, terrazzo o di una
loggia esistenti appartenenti ad un'unità immobiliare, non dovrà determinare la
demolizione dei muri perimetrali, non dovrà utilizzare profilati strutturali in
alluminio anodizzato argento ed oro, e dovrà preferire materiali forme e
tecniche costruttive coerenti con la tradizione; sarà auspicabile ed
incentivato l’utilizzo di strutture assolutamente reversibili che prevedano
l’utilizzo abbinato di piante verdi ornamentali.
Superfici verticali: Ringhiere
i manufatti di interesse storico ambientale si deve prevedere un intervento
conservativo e l’integrazione delle parti mancanti o irreparabilmente
danneggiate utilizzando materiali e tecniche uguali o comunque coerenti agli
esistenti. Per i manufatti nuovi le
ringhiere dei balconi dovranno essere realizzate in ferro battuto, assecondando
o interpretando le partiture della tradizione. Dovranno essere esclusi
inserimenti di vetri o di muratura, ed eventuali parapetti pieni. Il colore
delle ringhiere dovrà essere nero grafite opaco, o di una cromia
caratterizzante la tradizione costruttiva locale. Comunque non è consentito
l’uso di alluminio anodizzato di colore argento e oro.
Superfici verticali: Grate, Cancellate, Cancelli Nei manufatti di
interesse storico ambientale le grate, le cancellate e i cancelli in ghisa, o
comunque di elevata qualità formale, vanno categoricamente conservati; è vietata
la rimozione di elementi tradizionali quali piccoli elementi d’arredo come
ferma imposte, anelli, stendardi, ecc. per i quali è consentita la sola
manutenzione, o in caso di documentato degrado e per specifiche necessità, la
sostituzione con altri manufatti realizzati con gli stessi materiali e analoghe
forme e cromie. I manufatti nuovi dovranno essere realizzati con i materiali
della tradizione locale e nei colori riconducibili a criteri di semplicità e
coerenza con l’ambiente, al fine di garantire il loro inserimento armonico nel
paesaggio; nel caso di negozi è consentita l’installazione di grate o cancelli
di ferro di tipo monacale, o saracinesche a maglia aperta. Particolari
soluzioni formali, innovative per materiali e partiture, potranno essere compatibili
se verrà valutata l’alta qualità estetica frutto di un meditato rapporto con i
quadri paesaggistici in cui si collocano. Comunque, non è consentito l’uso di
alluminio anodizzato di colore argento e oro.
Superfici verticali: Lunette Le lunette e i sopraluce degli androni pedonali o di
eventuali esercizi commerciali, se rappresentano espressioni di qualità della
tradizione costruttiva locale, non potranno in nessun caso essere murati,
schermati o nascosti dalle insegne. Potrà prevedersi la chiusura con lastre in
materiale trasparente e incolore (possibilmente vetro), poste sul filo interno
dell'apertura. In caso di nuove realizzazioni, queste proporranno scelte
formali e utilizzi di materiali che saranno il frutto di una coerenza o interpretazione
innovativa della tradizione costruttiva locale. Superfici verticali: Scale esterne Per
i manufatti di interesse storico ambientale, deve essere mantenuta la struttura
originaria in materiale lapideo, con parapetto in materiale metallico, ligneo o
litico, e dovranno esaudirsi specifiche esigenze statico-strutturali, se ciò
non comporterà comunque vistose alterazioni materiche e formali. Per le nuove
realizzazioni si raccomandano soluzioni formali e volumetriche, scelte
materiche e cromatiche che tramandino la tradizione costruttiva locale o ne
propongano interpretazioni rigorosamente coerenti.
Superfici verticali: Pensiline Per i manufatti di interesse storico ambientale si raccomandano esclusivamente opere di
manutenzione programmata che non alterino le caratteristiche tipologiche,
materiche, cromatiche e le tecniche tradizionali. Le strutture portanti dei manufatti di
nuova concezione saranno realizzate in materiale metallico, ferro o ghisa, con
disegno adeguato e di calibrato inserimento con il contesto. Dovranno possedere
espressioni formali di pregio e qualità progettuale, pur conciliando esigenze
tecniche legate alla protezione dagli agenti atmosferici. Non sono consentite
intelaiature in alluminio anodizzato e pannellature di ogni tipo. Superfici verticali: Portici Per i manufatti di interesse storico ambientale si raccomandano
esclusivamente interventi di conservazione o di recupero delle parti
originarie. Le nuove progettazioni devono relazionarsi alle partiture
architettoniche del singolo edificio o della quinta architettonica interessata,
utilizzando scelte formali, tecniche costruttive e materiali coerenti con la
tradizione costruttiva locale, ed adottando le soluzioni tecniche idonee ad
eliminare le barriere architettoniche. E’ vietato l’uso di alluminio anodizzato
Superfici verticali: Brise soleil Dovranno
essere realizzati con strutture verticali ed elementi modulari mobili, nei
materiali e nei colori riconducibili a
criteri di semplicità e coerenza con il partito architettonico dell’edificio e
con il contesto. La loro realizzazione non dovrà determinare la
cancellazione o alterazione di parti significative e sarà comunque escluso
Superfici orizzontali: Manto di copertura
i tegumenti esistenti si raccomandano interventi conservativi, sostituzioni
limitate alle sole parti fatiscenti, l'eliminazione di parti incongrue di
natura superfetativa. Per la realizzazione dei nuovi tegumenti si prescrive
l’uso dei coppi, che caratterizza la tradizione costruttiva locale e riflette
la tipologia e la fase di costruzione dell’edificio; il manto, nel caso dei
tegumenti in coppi, verrà articolato con falde inclinate rispettando le pendenze originarie, riducendo al minimo
funzionale gli sbalzi e mantenendo comunque un’unica linea di gronda. La nuova
configurazione dovrà garantire la coerenza con l’assetto complessivo delle
coperture presenti nel contesto.
Superfici orizzontali: Muretti d’attico I muretti d’attico di coronamento alla quota delle
coperture dell’edificato antico già esistenti, dovranno essere conservati nelle
caratteristiche e forme proprie dell'impianto tipologico e formale
dell'edificio al quale sono riferite, e dovranno mantenersi gli originari
assetti strutturali. I nuovi muretti d’attico dovranno essere realizzati in
muratura piena, provvisti di idonea copertina, e dovranno recuperare finiture
materiche e scelte formali del contesto.
Superfici orizzontali: Soglie, Davanzali Saranno
recuperati e conservati gli elementi già esistenti e caratterizzanti la
tradizione costruttiva locale, prevedendo, ove fosse necessario per degrado del
materiale, la sostituzione con elementi di uguale disegno e materiale. Sono
vietate modifiche e stravolgimenti dei disegni originari delle pavimentazioni e
degli infissi con l'inserimento di soglie e di davanzali con materiali diversi
dalle materie e dalle tecniche della tradizione costruttiva locale.
Superfici orizzontali: Lastrico solare, Terrazzi
di copertura L’assetto
dei lastrici solari e dei terrazzi di copertura deve essere il frutto di una
progettazione complessiva che ricerchi l’equilibrio tra le esigenze funzionali
e il rispetto del quadro paesaggistico all’interno del quale si inserisce il
fabbricato. E’ vietata qualsiasi trasformazione di coperture a falda, per
evitare che questo intervenga a dequalificare o cancellare le partiture
architettoniche del tessuto urbano, percepibili da punti di vista in quota.
Lastrici solari e terrazzi di copertura, se già esistenti e non dovuti ad
eventuali interventi di alterazione degli assetti volumetrici complessivi (da
ricondurre in questi casi, all’originaria configurazione per il recupero
dell’identità costruttiva della singola comunità) devono adottare volumetrie,
caratteristiche, materiali e finiture coerenti con la tradizione costruttiva
locale e tali comunque da non contrastare con le coperture circostanti. Nelle
nuove realizzazioni al di sopra del piano del terrazzo è consentita, come di
seguito esposto, la realizzazione di pergolati non ancorati stabilmente alla
muratura e la collocazione di volumi edilizi per occultare alla vista diretta i
serbatoi dell'acqua potabile, purché progettati nel rispetto del contesto
ambientale; sono ammessi parapetti, balaustre e ringhiere connotati da
dimensioni, essenzialità formale e scelte cromatiche e materiche coerenti con
la tradizione costruttiva locale. Sono ammessi altresì camini e sfiatatoi dei
servizi igienici, parafulmini, antenne e parabole opportunamente razionalizzati
per dimensione, numero e ubicazione; sono infine ammessi l’ accesso al
terrazzo, il locale macchine ascensori ed eventuali altre sovrastrutture
destinate a servizi speciali.
Superfici orizzontali: Coperture a verde, Giardini
pensili Si può ritenere compatibile e coerente con la
salvaguardia del paesaggio la realizzazione di verde pensile. La presenza del
verde non deve assumere il valore di semplice "arredo", ma deve
divenire parte integrante della composizione architettonica e delle scelte
tipologiche e costruttive. Dovrà essere curata la coerenza con il contesto di
inserimento anche per le altre parti della progettazione tecnica e successiva
realizzazione del giardino, quali gli impianti di irrigazione, di raccolta e
scarico delle acque reflue, e l’eventuale illuminazione.
Per il progetto vegetazionale dovrà garantirsi la
coerenza coi caratteri del "climax" dell’ambito che include l’area
dell’intervento. Superfici orizzontali: Lucernari, Chiostrine Per quanto riguarda i manufatti di interesse storico ambientale, si raccomandano esclusivamente interventi
manutentivi che garantiscano il rispetto dei caratteri tipologici, materici,
cromatici e tecnologici della tradizione. Per le nuove realizzazioni
queste non saranno ammissibili per singoli edifici o quinte architettoniche di
evidente qualità formale e tecnica costruttiva; per la restante parte del
tessuto urbano è consentita l’apertura di lucernari e chiostrine che abbiano
dimensioni limitate, non emergano dalla copertura esistente o comunque
risultino non percepibili dai quadri paesaggistici, risultino coerenti con la
volumetria complessiva dell’edificio o della quinta architettonica in cui si
situano. I nuovi manufatti, pur ammettendo un aggiornamento delle soluzioni
tecnologiche, dovranno riferirsi alle tecniche costruttive tradizionali locali,
in una corretta re-interpretazione del linguaggio compositivo.
Superfici orizzontali: Pergolati, Gazebo Per i manufatti di interesse storico
ambientale sono consentite esclusivamente
opere di manutenzione che non alterino le caratteristiche tipologiche,
materiche, cromatiche e le tecniche tradizionali. Per i manufatti nuovi
si raccomandano realizzazioni con soluzioni formali, materiche e cromatiche
coerenti con la tradizione costruttiva; in alternativa potranno adottarsi
soluzioni spaziali, materiche e cromatiche innovative, se si caratterizzeranno
per essenzialità, rigore formale e corretta interpretazione della tradizione
costruttiva locale, in una rivisitazione
compositiva di evidente qualità.
Sono vietati gli occultamenti o ancor più le cancellazioni
di partiti architettonici di pregio o di visuali paesaggistiche di particolare
rilevanza storico ambientale; si privilegeranno le realizzazioni di manufatti
reversibili e che si inseriscono correttamente nel tessuto urbano.
Superfici orizzontali: Tende, Tensostrutture E’ vietato l’utilizzo in
edifici o quinte urbane di particolare pregio storico artistico; nella restante
parte di edifici il posizionamento delle tende non deve provocare
l’interruzione di modanature o di altri apparati decorativi di riconosciuta
qualità formale; il materiale impiegato, logo, marchi e scritte devono
armonizzarsi con i prospetti dove si inseriscono. Per ridurre l’impatto percettivo
sull’edificio le tende devono essere rigorosamente dimensionate secondo la luce
netta delle vetrine interessate, e devono adottare scelte formali e cromatiche
ispirate a criteri di essenzialità oltre che di coerenza con il costruito di
riferimento. Le tensostrutture si caratterizzano per leggerezza, spiccata
duttilità formale e chiara evidenziazione del dato strutturale; il loro utilizzo contribuisce quindi ad un
potenziale inserimento armonico nei singoli partiti architettonici o nelle
quinte edilizie, ottenibile se si eviterà di alterare pesantemente le partiture
architettoniche o di intercettare i quadri paesaggistici.
Superfici orizzontali: Piscine Per
le piscine già esistenti e scoperte si raccomandano interventi sui materiali
per rendere il manufatto più coerente con il contesto, e si dovranno prevedere
specifiche sistemazioni a verde con piantumazioni ad alto fusto per ridurre
l’impatto percettivo. Per le piscine coperte già esistenti si raccomandano
interventi sulle superfici esterne per conferire una migliore coerenza con il
tessuto urbano storico e con l’edificato monumentale o, in casi di estrema
gravità, la radicale ridefinizione delle parti delle superfici esterne
incongrue per materiali e scelte formali con il contesto. Sono vietate le nuove
realizzazioni se si tratta di strutture aperte. Saranno ammissibili nuove realizzazioni,
se concepite come piscine al coperto, da costruire in aree vuote dell’abitato,
e a tale proposito le indicazioni si riferiranno ai criteri sulle progettazioni
Superfici orizzontali: Grondaie Per
i manufatti di interesse storico ambientale, ove questi siano caratterizzanti
la tradizione locale, si raccomanda la sostituzione solo nel caso di manifesto
deterioramento e in tal caso dovranno essere utilizzati tecniche e materiali
che rispettino queste tradizioni costruttive locali. Per le nuove realizzazioni
si dovranno mantenere le caratteristiche geometriche quali sagome, profili,
dimensioni, disegni. Potranno essere realizzate, secondo la tradizione costruttiva
locale, in cotto, in lamiera zincata o in rame, escludendo comunque l’utilizzo
delle materie plastiche. Superfici orizzontali: Evacuatori di fumo e
calore, aeratori statici Per
ridurre l’impatto sugli ambiti del
paesaggio naturale e costruito, l’ubicazione di tali apparecchiature si dovrà
limitare alle realtà di assoluta necessità. Gli evacuatori di fumo e di calore dovranno conciliare le
caratteristiche tecniche con l’impatto percettivo, in conformità con la
normativa vigente in merito, dovranno possedere dimensioni non superiori a
quelle fornite dalle tabelle UNI, il collegamento alla struttura portante della
copertura dovrà essere solidale, e il corpo a vista dell’apparecchiatura dovrà
avere una conformazione discreta e poco vistosa rispetto alla copertura. Gli aeratori
statici utili alla produzione dell’aerazione naturale, si potranno
applicare sulle superfici di copertura a condizione che non venga stravolta la
configurazione dell’edificio ed avendo cura, nel caso di visuali
percettive privilegiate pubbliche, di adottare soluzioni tecniche che
consentano una loro opportuna mimetizzazione.
Superfici orizzontali: Recipienti e riserve
d’acqua I
recipienti dell’acqua vanno collocati in modo da non essere visibili dal fronte
strada o da altri punti di visuale pubblici, con particolare riguardo alle
vedute panoramiche dall’alto. Si raccomandano sistemazioni all’interno dei
volumi degli edifici e nei sottotetti, mentre l’inserimento in terrazzi, dove
non siano comunque possibili visuali pubbliche dall’alto, dovrà garantire che
il volume occupato non superi la quota del relativo parapetto in muratura; nel
caso, invece, di visuali percettive privilegiate pubbliche che inglobino
l’osservazione di tali terrazze, dovranno prevedersi soluzioni tecniche che
consentano una loro opportuna mimetizzazione e, contestualmente, salvaguardino
l’identità costruttiva e formale dell’ edificato nel quale si inseriscono.
Superfici orizzontali: Antenne radio, Antenne
televisive, Antenne paraboliche Dovrà valutarsi preliminarmente l’impatto sul
paesaggio e in tal senso le antenne vanno collocate in modo da non essere
visibili dal fronte strada, e in ogni caso all’interno dei volumi degli
edifici, nei sottotetti o sui terrazzi in modo che non superino la quota del
relativo parapetto in muratura. Nel caso di visuali percettive privilegiate
pubbliche che inglobino l’osservazione di tali terrazze dovranno prevedersi
soluzioni tecniche che consentano una loro opportuna mimetizzazione. Nei casi di installazione di più
apparecchi radio o televisivi con necessità di antenna, sarà obbligatoria la
posa in opera di un'unica antenna centralizzata. Non sono ammesse le discese
delle antenne mediante cavi volanti; tali cavi devono essere disposti nelle
pareti interne delle costruzioni, oppure, ove tale disposizione risulti
impossibile, ubicati sui prospetti opportunamente rivestiti e curando di non
alterare gli equilibri dei partiti architettonici o di non danneggiare elementi
formali di qualità.
Superfici orizzontali: Pannelli solari, Impianti
fotovoltaici La ricerca di soluzioni alternative di energia pulita
contribuisce alla salvaguardia dell’ecosistema, e in tal senso saranno
incentivate installazioni di tali impianti, preferibilmente all’interno di un
ripensamento globale delle tecniche costruttive e dell’utilizzo dei materiali,
come proposto dalla bioarchitettura. Tuttavia le soluzioni formali e
costruttive adottate dovranno salvaguardare l’identità formale e costruttiva
del contesto e in tal senso, limitatamente all’utilizzo di questi impianti, dovranno essere attentamente calibrati
e limitati alle realtà di assoluta necessità
l’ubicazione e il dimensionamento in tali aree, per ridurre l’impatto sugli ambiti del paesaggio urbano
e non intercettare le visuali preferenziali delle emergenze monumentali ed
ambientali. Dovrà essere attentamente calibrato il rapporto tra le
superfici delle coperture e quello dei pannelli per evitare lo stravolgimento
delle partiture cromatiche. E’ vietata
l’installazione sulle falde del tetto dell’edificato storico, qualora risultino
visibili dai punti di visuale pubblici, con particolare riguardo alle
percezioni complessive del paesaggio. Sono vietate le installazioni di
collettori solari con orientamenti e inclinazioni diversi da quelle della falda
orientata verso il quadrante Sud.
Superfici orizzontali: Ripetitori dei servizi in
rete Non è ammessa la loro collocazione. Superfici orizzontali: Cupole, Tunnel Per i manufatti di interesse storico ambientale, ove questi
siano caratterizzanti la tradizione locale, si raccomanda la sostituzione solo
nel caso di manifesto deterioramento e in tal caso dovranno essere utilizzati
tecniche e materiali che rispettino le tradizioni costruttive locali. Per i manufatti di nuova concezione,
concepiti per collegamenti tra manufatti o come tettoie di ingresso, si
raccomandano realizzazioni con materiali e colori riconducibili a criteri di qualità architettonica, al fine di garantire
il loro inserimento armonico nel contesto. Dovranno essere
caratterizzati da connotati di leggerezza, volumetria proporzionata al partito
architettonico dove si inseriscono, essenzialità formale, reversibilità
dell’intervento. Non è ammesso
l’uso di alluminio anodizzato di colore argento e oro, così come non è ammessa
la collocazione sui prospetti dei manufatti o tale da stravolgere pesantemente
equilibri e ritmi di quinte architettoniche di riconosciuta qualità formale.
Superfici orizzontali: Stenditoi Si raccomanda una collocazione non in vista da aree pubbliche,
privilegiando le corti interne degli edifici o l’interno dei balconi o delle
logge al di sotto della quota del parapetto in muratura, mentre è vietata la
collocazione sui prospetti. Nel caso di visuali percettive che inglobino
l’osservazione di balconi, logge o aperture dove si situano, dovranno prevedersi
schermature o altre soluzioni tecniche che consentano una loro opportuna
mimetizzazione, ed è vietata la manomissione od occultamento di partiti
decorativi di pregio.
Piante colturali
Parchi, Ville, Giardini storici
Si raccomanda la conservazione e la
valorizzazione della residua copertura vegetale antropogena del verde. Gli
interventi devono avere l’obiettivo di contribuire ad incentivare la
biodiversità, mantenere gli equilibri spaziali e cromatici dettati dai tipi di
coltura e dai rapporti tra l’orditura dei terreni coltivati, la vegetazione di
contorno e i manufatti; garantire la crescita della vegetazione e delle essenze
autoctone. Si richiede in tal senso il mantenimento degli equilibri ecologici,
basate su tecniche compatibili e sostenibili.
Si raccomanda l’incentivazione di
forme tradizionali delle pratiche agricole locali, per la conservazione e la
valorizzazione delle qualità paesaggistiche ed ambientali dell’ambito urbano.
Si raccomandano quegli interventi che
valorizzano la copertura vegetale antropogena determinata dal verde
ornamentale, per incentivare la biodiversità e il perpetuarsi della crescita
delle vegetazioni che costituiscono l’identità spaziale e cromatica dell’ambito
stesso. Si raccomandano le piantumazioni autoctone con l’obiettivo di
contribuire al mantenimento degli equilibri ecologici ed alla valorizzazione
dei quadri urbani dell’abitato storico.
non sottoposti a vincolo monumentale
Per gli impianti di interesse storico ambientale che non ricadono tra quelli interessati da
vincolo monumentale, sono ammessi interventi in conformità a quanto previsto dal DLGS 22.01.04, n.42 e conseguentemente sono da rispettare i
criteri di una rigida conservazione della vegetazione, delle recinzioni, del
sistema dei percorsi, degli arredi, dell’impiantistica riferibili nella loro
globalità all’assetto originario; così come dovranno essere apportati tutti
quegli interventi di sostituzione delle parti aggiunte incongrue e non frutto
di una corretta evoluzione progettuale, per un pieno recupero di questi beni
naturalistico-architettonici.
Per le nuove realizzazioni di spazi
verdi, si raccomandano quegli interventi riconducibili a progettazioni di
qualità, qui di seguito indicate; dovrà comunque garantirsi una piena
compatibilità di materiali e soluzioni formali con il contesto urbano storico.
Si raccomanda la promozione di interventi che incentivano la biodiversità e la
qualità paesaggistica, rifuggendo da inserimenti di specie vegetali del tutto
estranee alla cultura locale, e proponendo in loro vece vegetazioni ed essenze
che contribuiscono a ricostruire l’identità spaziale e cromatica locale.
Per quanto riguarda i manufatti di interesse storico ambientale si raccomandano esclusivamente interventi
cromatici e tecnologici della tradizione.
Per i manufatti nuovi, pur ammettendo
un aggiornamento delle soluzioni tecnologiche, si raccomanda il
riferimento alle tecniche costruttive
tradizionali, uniformandone ed interpretandone il linguaggio compositivo e impiegando
materiali, tecniche e regole dell’arte locali. In alternativa potrà ammettersi
una realizzazione del tutto diversa dai modi formali e costruttivi della
tradizione, se riconducibile ai criteri delle nuove progettazioni di qualità,
da sottoporre al giudizio della Commissione Urban.
Per quanto riguarda i manufatti di interesse storico ambientale si raccomadano esclusivamente interventi
Per i manufatti di recente
realizzazione, dovrà verificarsi la possibilità di una loro dismissione ed il
successivo ripristino dell’originaria configurazione dei luoghi; in alternativa
si raccomandano specifici interventi di mascheratura con quinte arboree ed
arbustive, realizzate con specie caratterizzanti i luoghi, con particolare
riguardo ai quadri percettivi di maggiore pregio. Non sono ammesse nuove
Sistemi di controllo dei
Si raccomanda una realizzazione in pietra locale. Ove esigenze
statiche rendessero indispensabile adottare una soluzione costruttiva in
cemento armato, in relazione alla volumetria dei terreni da stabilizzare, il
paramento esterno dovrà essere rivestito
con pietra locale adottando materiali, tecniche di lavorazione e di posa
riconducibili alla tradizione costruttiva e alle regole dell’arte
caratterizzanti l’ambito.
interventi di sostenibilità paesaggistica realizzando muri di sostegno di
ridotte dimensioni. Un adeguato progetto di rinverdimento, con la piantumazione
di vegetazione ed essenze autoctone dovrà garantire l’utilizzo di specie
tipiche del paesaggio vegetale e la mascheratura delle opere e degli elementi
più dissonanti.
Per i manufatti di interesse storico ambientale si raccomandano esclusivamente opere di
manutenzione che non alterino le caratteristiche tipologiche, materiche,
cromatiche e le tecniche tradizionali di distribuzione delle acque.
Se dovesse ravvedersi
l’impraticabilità di un loro ulteriore utilizzo, saranno comunque effettuati i
necessari interventi conservativi. Uso sacrale
Croci, Cippi
Edicole votive, Statue devozionali, Vie
Per quanto riguarda i manufatti di interesse storico ambientale si raccomandano interventi compiuti in
conformità a quanto previsto dal DLGS
22.01.04, n.42 e conseguentemente di
tipo manutentivo, che garantiscano il rispetto dei caratteri tipologici,
materici, cromatici e tecnologici della tradizione, estendendo la conservazione
alle sistemazioni delle aree di riferimento.
Per la realizzazione di nuovi
manufatti si raccomandano scelte tipologiche, materiali e cromie coerenti con
la tradizione etno-antropologica dei luoghi ed è vietata la collocazione di
opere seriali, privilegiando invece produzioni originali, artistiche o
artigianali. Edicole votive, Statue devozionali, Vie
materici, cromatici e tecnologici della tradizione, estendendo la conservazione alle sistemazioni delle aree di
riferimento e dei percorsi collegati con gli itinerari processionali. Per la realizzazione di nuovi
manufatti si raccomadano scelte tipologiche, materiali e cromie coerenti con la
tradizione etno-antropologica dei luoghi ed è vietata la collocazione di opere
seriali, privilegiando invece produzioni originali, artistiche o artigianali. Reti di trasporto materiale e
Stazioni pullman
Per i manufatti di interesse storico ambientale, di interesse monumentale o archeologico
industriale, si raccomandano esclusivamente opere di manutenzione che siano
rispettose della cultura materiale dei manufatti sia nel loro complesso,
manufatti architettonici, impianti tecnologici, aree esterne di pertinenza, che nel sistema delle
finiture. Per i nuovi interventi si raccomandano
soluzioni compositive ispirate a criteri di essenzialità e rigore formale,
ricercando un dialogo progettuale con la tradizione costruttiva caratterizzanti
l’ambito.
Tutti gli interventi di nuova progettazione dovranno connotarsi
di caratteristiche morfologiche, formali e materiche di qualità che consentano
un equilibrato inserimento in ambito urbano storico.
Per i manufatti di interesse storico ambientale e di riconosciuto valore formale si
raccomandano esclusivamente opere di manutenzione ed interventi volti ad
eliminare precedenti alterazioni dell’originario impianto costruttivo.
Per le nuove realizzazioni dovrà
valutarsi preliminarmente l’impatto del insediamento sull’edificato storico. Si
raccomandano soluzioni compositive ispirate a criteri di essenzialità e rigore
formale, ricercando un dialogo progettuale con la tradizione costruttiva
caratterizzante l’ambito.
Strutture al servizio della
fieristici Discariche
Il loro insediamento appare
incompatibile con l’ambito urbano storico di cui si tratta.
E’privilegiata l’ipotesi di punti di
raccolta con deposito e ritiro a cadenze orarie rigidamente prefissate. Se ciò
non potesse avvenire i cassonetti dovranno essere collocati in punti che non
possano intercettare o alterare quadri ormai storicizzati.
E’ privilegiata l’ipotesi di punti di
non potesse avvenire, le campane ecologiche dovranno essere collocate in punti
che non possano intercettare o alterare quadri ormai storicizzati. In
alternativa potrà essere valutata l’opportunità di una decorazione
personalizzata delle superfici esterne, frutto di campagne specifiche di
sensibilizzazione promosse da scuole, enti locali, associazioni ambientaliste.
fieristici Per le strutture fieristiche già esistenti, si
prevedono interventi conservativi ed adeguamenti tecnici, anche in situazioni
di riuso, utilizzando materiali e tecniche uguali o comunque coerenti.
I "quartieri fieristici", di nuova
progettazione non sono ritenuti ammissibili.
Murali, Graffiti art
Opere di scultura all’aperto
Sono ammissibili se non intercettano direttamente i quadri
percettivi del paesaggio urbano storico e se non determinano stravolgimenti
permanenti della morfologia ed orografia dei luoghi e della sequenza degli
strati geologici ed infine se rispondono a criteri di assoluta reversibilità.
Interpretando in tal senso lo spirito stesso delle installazioni che creano un
dialogo fisico e percettivo mutevole con il paesaggio urbano storico, vissuto
in modo dinamico e perennemente in trasformazione. Se dovesse essere ritenuta
significativa la realizzazione di opere di land art, la valutazione della loro
ammissibilità sarà affidata ad un’apposita Commissione speciale che ne
giudicherà le qualità artistiche intrinseche e il rapporto intessuto con il
contesto ambientale di riferimento, di concerto con gli Organi di tutela
preposti sul territorio. Murali, Graffiti art
Rappresenta una forma artistica che
sfugge ai principi di una realizzazione codificata per modi espressivi, spazi
di realizzazione e rispetto del contesto urbano storico di riferimento;
privilegiando invece rapporti volutamente dissonanti o in aperto conflitto con
l’ambiente in cui si colloca e le architetture con cui si confronta. Per sviluppare
in chiave positiva e valorizzare le potenzialità espressive di questa forma
d’arte l’Amministrazione locale metterà a disposizione le aree del tessuto
urbano storico segnate da forte degrado o inespressività formale, in dissonanza
con le parti urbane storiche di miglior pregio. Con l’obiettivo di accogliere
qui e incentivare la produzione creativa spontanea, costituendo in tal modo
“quadrerie urbane all’aperto” relative alle nuove forme espressive; che
aggiornano e re-interpretano i caratteri di identità e appartenenza della
comunità ai luoghi di insediamento.
Sono ammissibili se la loro realizzazione o collocazione non
determina alterazioni della morfologia ed orografia dei luoghi e della sequenza
degli strati geologici e non crea stravolgimenti o cancellazioni dei quadri percettivi
del paesaggio urbano storico. Non è ammessa la collocazione di opere realizzate
serialmente per scongiurare il rischio della banalizzazione di un segno
artistico che nelle sue scelte formali stabilisce un rapporto unico con il
contesto in cui si inserisce. I materiali di risulta derivanti dalla
collocazione dell’opera dovranno essere rapidamente rimossi e dovrà curarsi uno
specifico piano di inerbimento e piantumazioni di aree eventualmente interessate
da interventi di sbancamento.
Elementi di Arredo del
paesaggio urbano Spazi e percorsi: Pavimentazioni veicolari Spazi e percorsi: Piste ciclabili Spazi e percorsi: Pavimentazioni pedonali Spazi e percorsi: Ascensori, Scale mobili, Tapis roulant,etc Spazi e percorsi: Gradinate, Scalinate, Rampe Spazi e percorsi: Sottopassi, Sovrappassi pedonali Spazi e percorsi: Marciapiedi, Cordoli Spazi e percorsi: Caditoie, Tombini
Spazi e percorsi: Strutture per l’eliminazione delle barriere architettoniche Spazi e percorsi: Panchine e sistemi di seduta Spazi e percorsi: Fontane a stelo, a parete, a calice Spazi e percorsi: Griglie di protezione per le piante Spazi e percorsi: Fioriere Spazi e percorsi: Delimitatori, Dissuasori, Transenne, Selettori di folla Spazi e percorsi: Dissuasori di velocità
Spazi e percorsi: Parcheggi a raso attrezzati Spazi e percorsi: Colonnine per parcometri
Spazi e percorsi: Portabiciclette ed attrezzature di completamento Spazi e percorsi: Attrezzature gioco per parchi e giardini Contenitori: Cestini portarifiuti Contenitori: Cassonetti per la raccolta
differenziata Contenitori: Distributori automatici Unità di servizio: Edicole, Chioschi di vendita Unità di servizio: Padiglioni, Tensostrutture Unità di servizio: Coperture commerciali
apribili e temporanee Unità di servizio: Mercati storici stabili Unità di servizio: Coperture per percorsi
pedonali Unità di servizio: Pensiline Unità di servizio: Cabine telefoniche Unità di servizio: Panchine di fermata, Paline
di fermata, Tettoie di fermata Unità di servizio: Chioschi e punti
informazione classici ed elettronici Unità di servizio: Servizi igienici classici e
autopulenti Unità di servizio: Cassette postali, Casellari
postali Elementi di comunicazione: Insegne, Bacheche,
Vetrine, Targhe,Stemmi, Vetrofanie
Elementi di comunicazione: Orologi, Termometri,
Barometri Elementi di comunicazione: Pannelli a messaggio
variabile e sistemi informatici Elementi di comunicazione: Cartellonistica
pubblicitaria Elementi di comunicazione: Affissioni elettorali Elementi di comunicazione: Segnalatori di fermata
di mezzi pubblici Elementi di comunicazione: Segnaletica stradale Elementi di comunicazione: Segnaletica turistica Elementi di comunicazione: Toponomastica, Numeri
civici, etc Sistemi di
protezione,sicurezza,controllo,automazione: Cancelli,
Ringhiere, Balaustre, etc.
Sistemi di protezione,
sicurezza, controllo, automazione: Scale di
sicurezza Sistemi di protezione,
sicurezza, controllo, automazione: Impalcature, Trabattelli, Elevatori
sicurezza, controllo, automazione: Impianti di allarme Sistemi di protezione,
sicurezza, controllo, automazione: Impianti televisivi
etc. Sistemi di protezione, sicurezza, controllo, automazione: Centraline mobili, etc. Sistemi di protezione,
sicurezza, controllo, automazione: Semafori Servizi a rete Ponteggi
Spazi e percorsi: Pavimentazioni veicolari
essere recuperata l’originaria pavimentazione, se occultata dai nuovi manti
stradali. Per le nuove realizzazioni sarà auspicabile l’uso di una
pavimentazione stradale lastricata o basolata in pietra a faccia vista, realizzata
con basole o ciottoli, con ricorsi o guide; verranno ripresi le geometrie, i
disegni, i sistemi costruttivi e le tipologie della tradizione dell’ambito. Non
è ammesso l’uso di materiali, disegni, soluzioni bi o policromatiche estranei
alla tradizione costruttiva locale ed alle regole dell’arte.
Spazi e percorsi: Piste ciclabili
Sarà promossa da parte dell’Amministrazione
la realizzazione di piste ciclabili ad uso anche notturno, dotate di un
appropriato sistema di illuminazione, per collegare aree diverse e punti
attrattori significativi di frequentazione quotidiana e di pendolarismo e
favorire una corretta e sostenibile fruizione turistico culturale del
territorio, contribuendo così alla riduzione delle emissioni inquinanti e con
soluzioni cromatiche e materiche del fondo stradale estranee alla tradizione
costruttiva dell’ambito, privilegiando invece tecniche e materiali coerenti con
le soluzioni adottate per i contigui marciapiedi e le pavimentazioni stradali. Spazi e percorsi:
Pavimentazioni pedonali Qualora fosse accertata l’esistenza al di sotto dei
manti stradali asfaltati di precedenti pavimentazioni, queste dovranno essere
recuperate curandone le opportune integrazioni con materiali e tecniche
costruttive locali. Per le pavimentazioni già a vista sarà prioritariamente
realizzata la corretta manutenzione di quanto esistente, e le integrazioni con
materiale analogo o il rifacimento utilizzando i materiali connotativi
dell’ambito urbano storicamente consolidato. Le pavimentazioni di cortili e
androni dovranno essere conservate e recuperate; quando necessario la
sostituzione o la posa dovrà essere realizzata con le tecniche esecutive della
tradizione locale. Per le
pavimentazioni di aree pedonalizzate di nuova realizzazione è vietato
l’utilizzo di soluzioni cromatiche e materiche estranee alla tradizione
costruttiva, così come la copertura di pavimentazioni stradali tradizionali o
marciapiedi con manti cementizi o conglomerati bituminosi.
Spazi e percorsi:
Ascensori, Scale mobili, Tapis roulant L’utilizzo, contemporaneo o individuale, di questi collegamenti
meccanici in un ambito urbano storico deve essere legato alla progettazione
complessiva del sistema urbano dei percorsi pedonalizzati; l’intervento si deve
ispirare a criteri di essenzialità e rigore formale, non deve in alcun modo
determinare stravolgimenti degli assetti orografici. Spazi e percorsi:
Gradinate, Scalinate, Rampe
Per la realizzazione di nuove opere,
al fine di garantire il loro inserimento armonico nell’ambiente urbano, si
raccomandano forme, materiali e cromie della tradizione costruttiva e materica
locale; o, in alternativa, i manufatti del tutto estranei alle tradizioni
locali, ma comunque in grado di stabilire un confronto spaziale e cromatico con
il contesto, attraverso scelte formali di qualità improntate a principi di
essenzialità e rigore formale.
Non è ammessa la copertura o la rimozione di parti delle pavimentazioni tradizionali.
Sottopassi, Sovrappassi pedonali Si raccomandano le pavimentazioni litiche tipiche dell’ambito
costruttivo locale e della tradizione, intervallate da corsetti di drenaggio e
permeabilità delle acque meteoriche. Le pavimentazioni non devono coprire il sistema
radicale delle piante. Non è ammessa la copertura o la rimozione, anche di parti, delle pavimentazioni tradizionali.
Spazi e percorsi: Marciapiedi, Cordoli, etc
Si raccomanda la realizzazione con tecniche, materiali e cromie
compatibili con la tradizione costruttiva dell’ambito. Sono vietate le tonalità
cromatiche del rosso e disegni o soluzioni bi o policromatici. Spazi e percorsi:Caditoie,
Tombini, etc
Si raccomanda esclusivamente l'installazione di
manufatti interrati, purché coperti da idoneo coperchio in ghisa, dimensionato
per sopportare i normali carichi stradali. Le caditoie ed i tombini dovranno
essere costituiti da elementi semplici e di calibrato inserimento, utilizzando
materiali metallici o litici tipici dell’ambito costruttivo locale e della
tradizione e devono inserirsi nel disegno delle superfici delle pavimentazioni.
Spazi e percorsi:Strutture
per l’eliminazione delle barriere architettoniche Saranno prioritariamente rispettate
dal DPR 24 luglio 1996, n. 503 - Regolamento recante norme per l'eliminazione
delle barriere architettoniche negli edifici. Si raccomanda l’utilizzo di materiali
e tecniche costruttive coerenti con il contesto territoriale, e a tale
proposito saranno da privilegiare realizzazioni con strutture mobili o comunque
ispirate al principio della reversibilità. Spazi e percorsi:
Panchine e sistemi di seduta L’inserimento di nuovi elementi di arredo urbano dovrà essere
ispirato a forme semplici e pulite, scegliendo colori e materiali compatibili
con il contesto in cui si inseriscono.
Si raccomanda l’utilizzo di ferro battuto, ghisa, legno, pietra
lavica, arenaria, adottando tipi e disegni storicizzati o già presenti nello
stesso ambiente. Particolari soluzioni
formali, innovative per materiali e partiture potranno essere compatibili se
verrà valutata l’alta qualità estetica frutto di un meditato rapporto con il
contesto urbano in cui si collocano.
Spazi e percorsi: Fontane
a stelo, a parete, a calice Per quanto riguarda i manufatti di interesse storico ambientale si raccomandano interventi compiuti in
tipo manutentivo, e che conseguentemente garantiscano il rispetto dei caratteri
tipologici, materici, cromatici e tecnologici della tradizione. Verrà curata la
sistemazione dell’area di pertinenza, recuperando ove già esistente e poi
occultata o realizzando ex novo, la pavimentazione dell’area antistante e dei
relativi percorsi di accesso. I
nuovi manufatti, pur ammettendo un aggiornamento delle soluzioni tecnologiche,
dovranno riferirsi alle tecniche costruttive tradizionali presenti nel
territorio, uniformandone ed interpretandone il linguaggio compositivo. Si
raccomanda l’utilizzo di materiale litico, ferro battuto, ghisa, adottando tipi
e disegni storicizzati o già presenti nello stesso ambito; le fontane a stelo andranno fornite di basamento, bacinella
e griglia, rubinetto o a getto continuo o intermittente; le fontane a parete
saranno dotate di vasca e rubinetto, le fontane a calice avranno
vasca e zampillo centrale; il tipo di finitura superficiale dovrà garantire la
massima resistenza agli agenti atmosferici.
In alternativa potrà ammettersi una realizzazione del tutto
diversa dai modi formali e costruttivi della tradizione, se riconducibile ai
criteri delle nuove progettazioni di qualità. Spazi e percorsi:
Griglie di protezione per le piante Le griglie di protezione per le piante dovranno consentire il
facile posizionamento e la manutenzione; lo strato di finitura dovrà prevedersi
di materiali ad alta protezione. Si raccomandano soluzioni compositive che scelgano
come materiale la ghisa o il ferro battuto, e si adottino tipi e disegni
storicizzati o già presenti nello stesso ambito. In alternativa potrà
ammettersi una realizzazione del tutto diversa dai modi formali e costruttivi
della tradizione, se riconducibile ai criteri delle nuove progettazioni di qualità. Spazi e percorsi:
Fioriere L’inserimento di nuovi elementi di arredo urbano dovrà essere
ispirato a forme di maggiore semplicità scegliendo colori e materiali
compatibili con il contesto. Si raccomanda l’utilizzo di ferro battuto, ghisa,
legno, pietra lavica, arenaria, adottando tipi e disegni storicizzati o già
presenti nello stesso ambito.
Particolari soluzioni formali, innovative per materiali e partiture potranno
essere compatibili se verrà valutata l’alta qualità estetica frutto di un
meditato rapporto con il contesto.
Delimitatori, Dissuasori, Transenne, Selettori di folla
Per l'installazione di transenne parapedonali e dissuasori di
sosta in centro urbano, nel rispetto del vigente Codice della Strada, si opereranno
scelte spaziali, sui colori, e sui materiali compatibili con il contesto,
preferendo elementi di disegno semplice e pulito e di calibrato inserimento.
Per le realizzazioni che recuperano forme e modi storicizzati o già presenti
nello stesso ambito si raccomandano elementi in ghisa, ferro battuto, legno,
materiale lapideo. Spazi e percorsi:
Se previsti, sarà opportuna la loro realizzazione
per tutta la lunghezza della carreggiata, in corrispondenza degli
attraversamenti pedonali, ovvero per una o più corsie nel senso di marcia
interessato, con l’adozione di sistemi di rallentamento della velocità
costituiti da elementi trasversali ad effetto ottico, acustico o vibratorio,
ottenibili con opportuni mezzi di segnalamento orizzontale o trattamento della
superficie della pavimentazione. Si raccomandano le soluzioni tecniche
rimovibili, con materiali compatibili con il contesto, di disegno semplice e
pulito e calibrato inserimento.
Spazi e percorsi: Parcheggi
a raso attrezzati Le scelte spaziali, i colori, i materiali dovranno risultare
compatibili con il contesto e saranno comunque preferiti elementi di disegno
semplice e pulito e di calibrato inserimento. Per i manufatti connessi alla
loro realizzazione si raccomanda l’utilizzo di ferro battuto, ghisa, legno, adottando
tipi e disegni storicizzati o già presenti nello stesso ambito; in alternativa potranno essere proposti disegni di nuova
fattura ispirati al rigore formale e a scelte puramente tecnologiche. La scelta
delle aree dovrà combinare le esigenze di razionalizzazione del traffico
veicolare e quelle della salvaguarda dei contesti paesaggistici di maggiore
pregio; a tale proposito, al fine di mitigare l’inserimento nel quadro urbano
dovrà essere curata l’alberatura dell’area scegliendo piante autoctone a chioma
Spazi e percorsi: Colonnine per parcometri
Saranno promosse scelte progettuali ispirate a criteri di rigore
formale; l’installazione di colonnine per parcometri dovrà comunque garantire
la percorribilità pedonale dei marciapiedi e si dovrà evitare il posizionamento
in corrispondenza di manufatti di interesse monumentale o di quinte architettoniche
Porta-biciclette ed attrezzature di completamento Le scelte spaziali, i colori, i materiali dovranno risultare
tipi e disegni storicizzati o già presenti nello stesso ambito. In alternativa
potranno essere proposti disegni di nuova fattura ispirati al rigore formale e
a scelte puramente tecnologiche.
Attrezzature gioco per parchi e giardini I giochi e le attrezzature per i bambini, in un parco urbano,
devono essere adeguati alle diverse esigenze e contribuire a formare ed educare
gli stessi ad una cultura del rispetto del bene comune, della partecipazione e
dell’integrazione. Tali aree devono avere superfici complanari ai percorsi
pedonali, o con questi raccordati tramite dei piani inclinati con adeguata
pendenza; devono essere attentamente considerati i materiali delle pavimentazioni,
perchè abbiano solidità, antisdrucciolevolezza, realizzati possibilmente con
terre o ghiaie compattate e stabilizzate. Le aree con sabbia saranno
opportunamente recintate e diversificate dalle altre zone. Gli oggetti di arredo,
alla pari di tutti quelli previsti nelle aree verdi, non devono presentare
spigoli o sporgenze pericolose. Le aree gioco devono prevedere una
organizzazione in spazi dalle piccole dimensioni, dove i bambini possono
giocare in piccoli gruppi, e in aree dalle grandi dimensioni per giochi che
richiedono una maggiore estensione superficiale, in modo da poter essere
utilizzate per differenti tipi di attività; saranno comunque privilegiate tutte
quelle attrezzature ed elementi che per colori e materiali dovranno risultare
compatibili con il contesto e di disegno semplice e pulito e di calibrato
Contenitori: Cestini portarifiuti L’inserimento di nuovi elementi di arredo urbano dovrà prevedere
colori e materiali compatibili con il contesto, scelte progettuali di disegno
semplice e pulito e calibrato inserimento, caratterizzate da rigore formale e
soluzioni puramente tecnologiche. Potrà, in alternativa, essere perpetuata la
tradizione costruttiva attraverso l’utilizzo di ferro battuto, ghisa o legno e
adottando tipi e disegni storicizzati o già presenti nello stesso ambito.
Contenitori: Cassonetti per la raccolta differenziata Si raccomandano soluzioni
rigorosamente tecnologiche, evitando così proposte formali incompatibili. Per
mitigare l’impatto paesaggistico creato dai cassonetti e favorire il loro
inserimento nell’ambito come elementi di arredo urbano, sarà auspicabile
l’utilizzo di Isole ecologiche interrate a scomparsa che permettono il ricovero
nel sottosuolo dei cassonetti, campane e compattatori scarrabili e che, nella
normale posizione di riposo, lasciano in vista esclusivamente le torrette per
il conferimento dei rifiuti. Potranno inoltre prevedersi piani di decoro delle
superfici esterne, all’interno di un progetto urbano complessivo di
riqualificazione di aree critiche o manufatti di servizio. Contenitori: Distributori automatici Queste
apparecchiature, finalizzate alla distribuzione automatica all’utenza di merci
e\o servizi e direttamente utilizzabili da spazi pubblici, non dovranno
costituire intralcio alla circolazione, né impedire la corretta visione della
segnaletica stradale e degli impianti semaforici. Dovranno essere il più
possibile compatibili, nei materiali e
nelle forme, al contesto, per inserirsi e conformarsi a principi di
Unità di servizio: Edicole, Chioschi di vendita La
struttura portante di edicole e chioschi dovrà essere realizzata
in legno, ghisa o in profili metallici, con sezione ridotta al minimo necessario;
i colori e i materiali dovranno risultare compatibili con il contesto e saranno
comunque preferiti elementi di disegno semplice e pulito e di calibrato
inserimento; l’uso di materiali alternativi dovrà essere giustificato da
particolari motivi compositivi di qualità, con riguardo a tipologie esistenti
all'intorno. E’ vietato l’utilizzo dell’alluminio anodizzato. Dovrà essere
ancorata al suolo, con ganci ed attacchi amovibili e/o con tiranti di acciaio o
altro materiale resistente; i tamponamenti perimetrali esterni e le coperture dovranno essere
realizzati con pannelli opachi e/o trasparenti in armonia con il contesto urbano,
e dovrà comunque essere prevista la regimazione delle acque piovane con la
regolare raccolta, nonché la loro canalizzazione e deflusso. I dehors aperti, dovranno essere attrezzati con pedana,
di estensione non superiore allo spazio assentito, poggiata sul suolo e sulla
quale potranno essere posizionati ombrelloni e fioriere; la pedana dovrà essere
realizzata in legno o con altri materiali del tipo a "pavimento
galleggiante", tali da permettere il libero e rapido deflusso delle acque
meteoriche, con componenti ed ancoraggi facilmente amovibili, purchè siano
adottate rispettose soluzioni formali compatibili con il circostante contesto
urbano. Per i dehors chiusi da tamponamenti e copertura si raccomanda la
realizzazione di paratie frangivento in materiale trasparente, tralicci
metallici o lignei verniciati per rampicanti, purché abbiano altezze modeste e
volumetrie contenute nel pieno rispetto del contesto.
Unità di servizio: Padiglioni, Tensostrutture Le scelte spaziali, i colori, i materiali dovranno risultare
semplice e pulito e di calibrato inserimento. Si raccomanda l’utilizzo di ferro
battuto, ghisa, legno, adottando tipi e disegni storicizzati o già presenti nello
stesso ambito. Particolari soluzioni
contesto urbano in cui si collocano. Per quanto riguarda le tensostrutture,
queste si caratterizzano per leggerezza, spiccata duttilità formale e chiara
evidenziazione del dato strutturale; questi connotati giustificano un loro
utilizzo che consente coperture di grandi luci con strutture di sostegno
relativamente esili, a condizione che la configurazione spaziale adottata non
intercetti pesantemente i quadri paesaggistici di pregio e i contesti
significativi dell’ambito.
Unità di servizio: Coperture commerciali apribili e temporanee Si definiscono quali protezioni solari o da altri agenti
atmosferici, le coperture realizzate in materiale leggero che, per
caratteristiche costruttive e funzionali, vengono installate su area pubblica
aperta al pubblico. Questi manufatti dovranno tenere conto dell’inserimento nel
contesto architettonico e riferirsi a forme e materiali del tipo tradizionale.
Sono vietate intelaiature e pannellature in alluminio anodizzato di alcun tipo.
Sono da preferirsi strutture a copertura leggera e facilmente smontabili. Non
dovranno comunque determinarsi alterazioni volumetriche al complessivo carattere
architettonico del manufatto.
Unità di servizio: Mercati storici stabili Si
dovranno tutelare e valorizzare i mercati storici stabili esistenti, in
particolare tramite la riqualificazione ed il mantenimento di attività su aree
pubbliche nel rispetto delle caratteristiche morfologiche dell’ambito e della
tutela del patrimonio artistico e ambientale. Pertanto si raccomandano tutti
quegli interventi che comporteranno l’adozione di materiali forme e cromie legate
alle tecniche costruttive locali e della tradizione, compatibili con il
contesto e di calibrato inserimento. Dovrà inoltre essere curata la progettazione della sistemazione delle
aree destinate al traffico veicolare di merci ed al parcheggio per i visitatori,
prevedendo inoltre le opportune opere di adeguamento igienico e tecnologico
degli spazi, dei magazzini e dei singoli punti vendita. Sarà infine necessario
definire ed attuare uno specifico progetto di sistemazione a verde, per definire
mascherature delle aree a maggiore impatto ambientale, utilizzando specie autoctone
ad alto fusto e chioma folta integrate con arbusti anch’essi autoctoni.
Unità di servizio: Coperture per percorsi pedonali Per i manufatti di interesse storico ambientale si raccomandano esclusivamente opere di
cromatiche e le tecniche tradizionali. I manufatti di nuova concezione
dovranno corrispondere alle esigenze del decoro edilizio e ad una corretta ambientazione,
tenuto conto dello stato dei luoghi sia per la forma che per i materiali
impiegati; potranno essere realizzati con struttura portante stabile o
temporanea, il cui tipo, disegno, partizione e colore dovrà essere adeguato
alle dimensioni e di calibrato inserimento con il contesto. Non sono ritenute
ammissibili intelaiature e pannellature in alluminio anodizzato di alcun tipo.
Unità di servizio: Pensiline Per i manufatti di interesse storico ambientale si raccomandano esclusivamente opere di
saranno realizzate in materiale metallico, ferro o ghisa, con disegno
adeguato e di calibrato inserimento con l’ambiente circostante. Dovranno
possedere espressioni formali di pregio e qualità progettuale, pur conciliando
esigenze tecniche legate alla protezione dagli agenti atmosferici. Non sono
ritenute ammissibili intelaiature e pannellature in alluminio anodizzato di
alcun tipo. Unità di servizio: Cabine telefoniche Si dovrà definire un piano urbano complessivo di concerto con
gli Organi di tutela del territorio per evitare collocazioni nella trama urbana
storica che possano intercettare negativamente punti di visuale preferenziale
dell’ambito e delle sue quinte paesaggistiche.
Unità di servizio: Panchine di fermata,Paline
di fermata,Tettoie di fermata
Sarà opportuno definire un piano urbano complessivo
di concerto con gli Organi di tutela del territorio per conferire organicità
alle diverse soluzioni formali presenti nell’ambito. Le scelte spaziali, i
colori, i materiali dovranno risultare compatibili con il contesto e saranno
comunque preferiti elementi di disegno semplice e pulito e di calibrato inserimento.
Si raccomanda l’utilizzo di ferro battuto, ghisa, legno, adottando tipi e
disegni storicizzati o già presenti nello stesso ambito. Particolari soluzioni formali, innovative per materiali e partiture,
potranno essere compatibili, se verrà valutata l’alta qualità estetica frutto
di un meditato rapporto con il contesto urbano.
Unità di servizio: Chioschi e punti informazione classici ed
elettroni Sarà opportuno definire un piano urbano complessivo di concerto
con gli Organi di tutela nel territorio per conferire organicità alle diverse
soluzioni formali presenti nel territorio. Le scelte spaziali, i colori, i materiali
dovranno risultare compatibili con il contesto e saranno comunque preferiti
elementi di semplice disegno e di calibrato inserimento. Si raccomanda
l’utilizzo di ferro battuto, ghisa, legno, adottando tipi e disegni
storicizzati o già presenti nello stesso ambito. Particolari soluzioni formali, innovative per materiali e partiture
potranno essere compatibili se verrà valutata l’alta qualità estetica frutto di
un meditato rapporto con il contesto urbano.
Unità di servizio: Servizi igienici classici e autopulenti Per quanto riguarda i manufatti di interesse storico ambientale,
realizzati con materiali tradizionali, qualora sia comprovata la validità
architettonica e funzionale, saranno salvaguardati ed eventualmente adeguati
attraverso opportuni interventi di manutenzione programmata, anche tramite
l’ausilio di tecniche contemporanee, qualora non presentino le condizioni di
decoro richieste dal contesto urbano o non rispondano alle esigenze di
sicurezza igienica. L’inserimento di
servizi igienici di nuova concezione, sia classici che autopulenti, riguarda la
possibilità di mettere a disposizione della cittadinanza dei manufatti, completi
di sistemi automatici idonei a costituire un ambiente igienico controllato e
sicuro. Si dovrà conferire al contenitore un aspetto estetico di massima
rifinitura e di dettaglio, dalle dimensioni contenute per non alterare il
quadro urbano di riferimento, e che
dovranno consentire tuttavia di
realizzare vani di dimensioni confortevoli per l'utente, e nel rispetto delle
norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche nei servizi pubblici.
Unità di servizio: Cassette postali, Casellari postali Nel rispetto delle norme DIN 32617 su tali manufatti, al fine
del loro corretto inserimento in ambito urbano, si raccomanda l’utilizzo di
tipi e disegni storicizzati o già presenti nello stesso ambito. Nei manufatti plurifamiliari, nei
complessi formati da più manufatti e negli edificati pubblici, le cassette
delle lettere dovranno essere raggruppate in un unico punto d'accesso, pubblica
via o comunque in luogo liberamente accessibile. In questi casi si potranno
avere casellari postali con soluzioni di installazione di vario tipo
purché inserite coerentemente, per materiali, cromie e forme, nel contesto
ambientale, e rispettose del decoro urbano. Elementi di comunicazione: Insegne, Bacheche, Vetrine, Targhe,Stemmi, Vetrofanie
L’intera gamma di questi manufatti, nel caso
di nuove realizzazioni, dovrà prevedere scelte spaziali, cromatiche e materiche
coerenti con il contesto; dovranno scegliersi forme e disegni semplici e puliti
o modi formali della tradizione e del contesto, utilizzando preferibilmente
ferro battuto, ghisa, legno. Tali elementi non devono alterare o coprire gli
elementi architettonici significativi del manufatto, ma devono avere qualità
formali improntate al decoro e ad un positivo impatto visivo; devono
trasmettere in modo chiaro e non invasivo le informazioni, essere ben
conservate ed efficienti. Sarà opportuno
che vengano collocati nel contesto dei vani e porte di accesso e di eventuali
vetrine, non potranno aggettare rispetto al filo del paramento murario
dell’edificio, non saranno ammesse le collocazioni su tenda o sovrapposte al
paramento dell’edificio; le soluzioni a bandiera dovranno limitarsi al contesto
dove costituiscono elemento caratterizzante storico e adottando in tali casi
materiale e forme della tradizione locale. Per quanto riguarda i manufatti già
esistenti, se apertamente dissonanti da tali criteri, si raccomanda la
rimozione ed eventualmente la sostituzione con nuove realizzazioni che si
ispirino ai succitati criteri. Le vetrofanie storiche saranno sottoposte a
interventi di conservazione, quelle di nuova concezione saranno ammesse con
caratteristiche proprie dell'edificio o del contesto o del tipo del logo, i
colori consigliati sono: oro, nero, bianco, blu scuro, verde scuro. Per non
impedire la lettura compositiva dei fronti dei manufatti, non sono ritenute
ammissibili vetrine, a bacheche mobili o fisse, sovrapposte ai paramenti murari
delle costruzioni; i telai dovranno rispettare le linee, gli allineamenti, gli
ingombri e le forme esistenti.
Elementi di comunicazione: Orologi, Termometri, Barometri Si
raccomandano interventi di manutenzione programmata riguardanti opere di
riparazione, rinnovamento e sostituzioni necessarie atti a mantenere in efficienza
i manufatti tecnologici esistenti, riconosciuti quali storici e di pregio, e
che comunque non comportino modifiche o alterazioni. L’installazione di nuovi manufatti dovrà
privilegiare elementi di disegno semplice e pulito e di calibrato inserimento
nel contesto. Potranno essere collocati su appositi montanti o a parete ma sarà
comunque vietata qualunque collocazione impropria. Eventuali cassetti pubblicitari,
costituenti in parte, il corpo tecnico dell’elemento, potranno essere illuminati in modo diretto mediante
impianto con lampade fluorescenti a luce calda.
Elementi di comunicazione: Pannelli a messaggio variabile e sistemi informatici Le
strutture di sostegno e/o di ancoraggio devono essere calcolate e realizzate
sia globalmente che nei singoli elementi; debbono avere una sagoma regolare
che, in ogni caso, non deve generare confusione con la segnaletica stradale. Le
dimensioni devono essere proporzionate ai prospetti ed ai volumi del contesto
limitrofo, evitando comunque di occultare punti di vista storici o
paesaggistici. Potranno essere luminosi sia per luce propria che per luce
indiretta, mentre la scelta di luci intermittenti e immagini dinamiche dovrà
evitare l’abbagliamento e dovrà essere relazionata al contesto e ricondursi ad
un progetto complessivo di manufatti legati al progetto di decoro urbano.
Elementi di comunicazione: Cartellonistica pubblicitaria Dovranno risultare compatibili con il contesto, essendo comunque
preferibili elementi di disegno semplice e pulito e di calibrato inserimento.
Sarà opportuno curare un piano organico di collocazione nell’ambito urbano, evitandone
per quanto possibile l’inserimento con effetto di occultamento di punti di vista storici o paesaggistici. Si
raccomanda un loro utilizzo, nel caso dei cartelloni pubblicitari di grandi
dimensioni, per rivestire ampie facciate cieche lasciate a vista all’interno
della trama urbana, o per realizzare fondali che riqualifichino aree profondamente degradate o cortine edilizie
incompiute. La collocazione di cartellonistica pubblicitaria luminosa con
sequenze dinamiche e proiezioni di filmati sarà ammissibile, ma dovrà essere
attentamente valutata per non interferire in modo stravolgente sugli equilibri
spaziali del contesto.
Elementi di comunicazione: Affissioni elettorali Dovranno risultare compatibili con il contesto, e si privilegeranno
elementi di disegno semplice e pulito e di calibrato inserimento. Si dovrà comunque
curare un piano organico normativo di collocazione nell’ambito urbano, evitando
di occultare punti di vista paesaggistici. La loro collocazione dovrà ritenersi
tassativamente reversibile e temporanea, in rigoroso riferimento alla
tempistica delle campagne elettorali.
Elementi di comunicazione: Segnalatori di fermata di mezzi pubblici La collocazione lungo i percorsi per il trasporto pubblico dovrà essere appositamente
valutata per non pregiudicare l’apprezzamento percettivo dei quadri urbani; dovrà curarsi inoltre, per l’adeguamento al
superamento delle barriere architettoniche, la collocazione di appositi sensori
- segnalatori acustico-visivi per i diversabili.
Segnaletica stradale La segnaletica stradale dovrà essere resa razionale, uniformando
i tipi di pali. I segnali potranno essere infissi anche alle pareti dei
manufatti, esclusi quelli storici, in modo da ridurre il numero dei sostegni,
oppure composti su un unico palo tale da sorreggere altri segnali e insegne. La
scelta di forme e materiali dovrà essere coerente con la normativa del Codice
della Strada; l’altezza, le dimensioni e il formato dei cartelli dovranno
essere resi razionali, per ottimizzare la leggibilità e conferire un carattere
particolare al sito oggetto dell’intervento. Elementi di comunicazione:
Segnaletica turistica Dovrà risultare compatibile con il contesto e si
raccomandano soluzioni di disegno semplice e pulito e di calibrato inserimento.
La scelta di forme e materiali dovrà essere coerente con la normativa del
Codice della Strada e dovrà comunque ricondursi a criteri di omogeneità formale
e cromatica, curando a tale scopo la sostituzione di precedenti segnaletiche
non corrispondenti a tali criteri o caratterizzate da degradi cromatici e
materici. Il sistema dell'informazione turistica dovrà avere inoltre una
grafica di qualità, che dovrà consentire l’immediata comprensibilità e
chiarezza. La collocazione dovrà essere appositamente valutata per non
pregiudicare l’apprezzamento percettivo di monumenti, edifici o quadri storici
e paesaggistici. Nelle aree occupate da parchi e giardini il loro utilizzo è drasticamente
ridimensionato ai casi di effettiva necessità.
Elementi di comunicazione: Toponomastica, Numeri civici Per quanto concerne la toponomastica e i numeri civici, si
raccomandano i materiali tipici della tradizione locale (pietra arenaria,
ceramica dipinta, maiolica etc.), nelle dimensioni e nelle forme simili alle
Sistemi di protezione, sicurezza, controllo,
automazione: Cancelli, Ringhiere, Recinzioni, Balaustre
Si raccomanda il mantenimento dei manufatti ove questi siano gli
originali, curandone il recupero e l’integrazione degli elementi mancanti con
repliche che siano comunque identificabili, fatto salvo il rispetto delle normative sulla sicurezza. In caso di nuove opere si dovranno privilegiare manufatti del tutto
nuovi percepiti come elementi funzionali realizzati con materiali e cromie
riconducibili a criteri di semplicità e coerenza con il contesto. Particolari
soluzioni formali, innovative per materiali e partiture potranno essere
compatibili se verrà valutata l’alta qualità estetica frutto di un meditato
rapporto con il contesto urbano.
automazione: Scale di sicurezza Le scale antincendio a
struttura autoportante verranno dimensionate e realizzate con materiali
conformi alle normative di sicurezza, i disimpegni esterni avranno ringhiere e
balaustre atte a sopportare le sollecitazioni che possono derivare dal rapido e
disordinato flusso in caso di emergenza. Non potranno comunque determinarsi evidenti modifiche
o alterazioni sugli manufatti di pregio.
I nuovi progetti relativi a tali manufatti in genere dovranno corrispondere
alle esigenze del decoro urbano e di una loro corretta ambientazione, tenuto
conto dello stato nei luoghi, sia per la forma che per i materiali impiegati.
Per le realizzazioni al servizio di edifici di interesse ambientale la
progettazione di tali sistemi dovrà attenersi a configurazioni spaziali e
scelte compositive frutto della qualità e dovrà essere ispirata a criteri di
interpretazione critica dell’edificato di pregio. Sistemi di protezione,
La costituzione di strutture di tipo cantieristico, pianificata
da specifici Piani di Sicurezza, è regolata dalle norme vigenti in materia
sulla sicurezza delle aree di lavoro che si ispira alla prevenzione degli
infortuni e alla tutela della salute dei lavoratori. Saranno favorite
iniziative, autonomamente gestite dalle amministrazioni pubbliche o in sinergia
con i privati, per rivestire le impalcature con velari che riproducano in
trompe l’oeil gli edifici interessati dall’area di cantiere, o che si
riconducano alle valenze ambientali del contesto, o che in alternativa propongano
opere di arte contemporanea.
automazione: Impianti di allarme Per gli impianti di allarme già esistenti sarà prevista la loro
periodica manutenzione ed eventuali adeguamenti tecnologici. L’installazione di tale impiantistica
comporta, necessariamente l’adozione di compromessi che devono coniugare
esigenze specificatamente tecnologiche con quelle del corretto e rispettoso
inserimento nell’ambito; difatti si dovrà aver cura di non collocare
direttamente impiantistica di detto tipo su superfici architettoniche di alto
pregio. Sistemi di protezione, sicurezza, controllo,
automazione: Impianti televisivi L’installazione di sistemi televisivi a circuito chiuso, gli
impianti di videosorveglianza stabili o comunque non occasionali, che
permettono la ripresa e l’eventuale registrazione di immagini a fini di
sicurezza o di tutela del patrimonio, comporta l’adozione di compromessi che
devono coniugare esigenze specificatamente tecnologiche con quelle del corretto
e rispettoso inserimento nell’ambito. A tale proposito si dovrà aver cura di
non collocare direttamente impiantistica di detto tipo su superfici monumentali
di alto pregio e dovranno studiarsi, per materiali e forme, le compatibilità
dei manufatti e delle attrezzature correlate.
di protezione, sicurezza, controllo, automazione:
Centraline mobili Negli ultimi anni, sempre
maggiore attenzione è stata posta alle tematiche relative alla qualità
dell'aria e alle problematiche legate alla stima delle emissioni gassose
inquinanti nell’atmosfera; tali apparecchiature che si intendono quale rete di
sensori (o centraline) mobili e fissi, per il monitoraggio della qualità
dell’aria in centro urbano e dei livelli di esposizione anche elettromagnetici,
comportano la collocazione di postazioni di monitoraggio che dovranno poter
essere spostate secondo le necessità, in modo da soddisfare la richiesta di
controllo che può venire da enti o cittadini. Nel posizionare tali elementi
tecnici, di sgradevole impatto ambientale nel contesto urbano storico, si dovrà
evitare di collocare impiantistica di detto tipo direttamente o in prossimità
su superfici o edificato monumentale di alto pregio. Alcuni sensori fissi
potrebbero essere ubicati vicino a luoghi di trasporto materiale o di scambio
aree urbane ad alto traffico veicolare, stazioni radio e televisive; altri,
accanto a punti significativi per densità di utilizzo e tempi di permanenza
(come scuole o ospedali): i sensori mobili potrebbero invece essere
posti su mezzi pubblici di trasporto (autobus o tram); anche le tecniche di
biomonitoraggio possono essere utilizzate per completare ed integrare reti di
monitoraggio costituite dalle tradizionali centraline di controllo e possono
contribuire ad effettuare campagne di misura con attrezzature mobili che
riescono a dare informazioni utili su una adeguata scala spaziale e temporale.
Le finalità specifiche si possono ricondurre al controllo delle principali
sorgenti emissive individuate nell’ambito del territorio urbano, allo sviluppo
di modelli sostenibili di traffico urbano, alla riduzione dell’inquinamento
atmosferico e dei pericoli per l’ecosistema e la salute umana, pertanto occorre
individuare i giusti compromessi poiché l’installazione che tale impiantistica
comporta, richiede l’adozione di accorgimenti progettuali che devono coniugare
inserimento nel contesto.
automazione: Semafori
L’installazione di sistemi televisivi a circuito chiuso, gli
e rispettoso inserimento nel contesto storico. A tale proposito si dovrà aver
cura di non collocare direttamente impiantistica di detto tipo su superfici monumentali
dei manufatti e delle attrezzature correlate con il contesto.
Servizi a rete Per la collocazione di ripetitori TV e di antenne della
telefonia mobile all’interno dell’ambito dovrà valutarsi preliminarmente
l’impatto di questi manufatti sul paesaggio, impedendone per quanto possibile
l’ubicazione. Ove possibile, le antenne radiotelevisive, le parabole e i
pannelli solari dovranno essere centralizzati mentre i sostegni e i cavi delle
linee elettriche, telefoniche, e in genere tutti i supporti di alimentazione di
reti tecnologiche, dovranno essere passati sottotraccia rispetto alla pavimentazione
stradale o di marciapiede, previa creazione di appositi pozzetti con coperchio
artt. 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38
Ministero del Lavoro 13/82
I ponteggi metallici, a tubi e giunti o ad elementi
prefabbricati, devono essere allestiti a regola d'arte, secondo le indicazioni
del costruttore e devono essere conservati in efficienza per l'intera durata
dei lavori. Tutti gli elementi metallici del ponteggio devono portare impresso,
a rilievo o ad incisione, il nome o il marchio del fabbricante. Possono essere
impiegati, se hanno ottenuto l'autorizzazione ministeriale, in base solo ad un
disegno esecutivo, sempre obbligatorio, firmato dal responsabile del cantiere,
· alte fino a m 20 dal piano d'appoggio delle piastre di base all'estradosso
del piano di lavoro più alto;
· conformi agli schemi-tipo riportati nell'autorizzazione;
· comprendenti un numero complessivo d'impalcati non superiore a
quello previsto dagli schemi-tipo;
· con gli ancoraggi conformi a quelli previsti nell'autorizzazione
e in ragione d'almeno uno ogni 22
· con sovraccarico complessivo non superiore a quello considerato
nella verifica di stabilità;
· con i collegamenti bloccati mediante l'attivazione dei
dispositivi di sicurezza. I ponteggi che non rispondono
anche ad una soltanto delle precedenti condizioni, non garantiscono il livello
di sicurezza presupposto nell'autorizzazione ministeriale e possono, pertanto,
essere allestiti in conformità ad una relazione di calcolo e disegno esecutivo
redatti da un ingegnere o architetto iscritto all'albo professionale da oltre
cinque anni. Nel caso di ponteggio allestito con elementi misti sovrapposti è
necessaria, oltre alla documentazione di calcolo aggiuntiva,quella dei diversi
fabbricanti. L'installazione sul ponteggio di tabelloni pubblicitari, teloni,
reti o altri elementi che offrano resistenza al vento, richiede pure la
documentazione di calcolo aggiuntiva. Le eventuali modifiche al ponteggio
devono essere riportate nella prevista documentazione. Il ponteggio dovrà avere
un piano di appoggio solido e di adeguata resistenza, mezzi di collegamento
efficaci, ancoraggi sufficienti e robusti e dovrà possedere una sicura
· Gli impalcati, realizzati con tavole di legno o con tavole
metalliche, devono essere messi in opera secondo quanto indicato nell'autorizzazione
ministeriale o secondo progetto.
· Sui ponti di servizio è vietato qualsiasi deposito, salvo quello
temporaneo dei materiali e degli attrezzi in uso, la cui presenza non deve
intralciare i movimenti e le manovre necessarie per l'andamento del lavoro ed
il cui peso deve essere sempre inferiore a quello previsto dal grado di
resistenza dell'impalcato.
· Gli impalcati di servizio devono avere un sottoponte di
sicurezza, costruito come il ponte, a distanza non superiore a m 2,50 con la
funzione di trattenere persone o materiali che possono cadere dal ponte
soprastante in caso di rottura di una tavola.
· Alla base di ogni ponteggio è opportuno esporre il cartello che
ne indichi le caratteristiche (per costruzione o per manutenzione, numero degli
impalcati previsti dall'autorizzazione o dal progetto, carichi massimi
ammissibili sugli impalcati stessi).
· Teli o reti non esonerano dall'obbligo di applicare i parasassi
in corrispondenza dei luoghi di transito o di stazionamento all'altezza del
solaio di copertura del piano terreno ed eventualmente, per ponteggi molto
alti, da ripetersi, con l'avanzare dei lavori, ogni dodici metri (ogni sei
piani di ponteggio).
o teli devono essere contenuti all'interno dei correnti o, in ogni caso, devono
essere fissati molto saldamente. Coperture provvisorie
Le superfici di copertura eventualmente esposte durante
l’esecuzione dei lavori, devono essere accuratamente protette per il tempo
delle lavorazioni e sino al completo recupero, con bandoni in lamiera ondulata
o grecata, accuratamente ammorsate alla struttura, poste alla sommità dei
ponteggi, provviste di opere provvisionali per l’allontanamento delle acque. Capitolo 10
Non è consentito realizzare gli interventi di manutenzione
programmata senza l’autorizzazione dell’Ufficio Tecnico comunale. Non è consentito realizzare interventi di manutenzione
programmata in difformità dalle prescrizioni delle presenti Linee Guida.
Nel merito degli interventi si
raccomanda ulteriormente di non:
- tinteggiare
o verniciare pietre, marmi e altri elementi decorativi, nonché quelle parti
destinate in origine a rimanere a vista;
- occultare,
cancellare o compromettere le decorazioni dipinte e a graffito, le ceramiche
musive, etc.;
pitture sintetiche per tinteggiare gli intonaci dei piani verticali ed
orizzontali del tessuto edilizio e dei manufatti;
e demolire totalmente gli intonaci, i rivestimenti e altro qualora non fosse
puntualmente previsto e giustificato dal progetto edilizio autorizzato;
tinteggiature parziali o consolidamenti di parti pericolanti nei fronti del tessuto
edilizio e dei manufatti senza procedere alla successiva ultimazione dei
lavori; - sostituire
mensole e lastre di balconi, in pietra lavorata, con altre in cemento armato;
in tutto o in parte le ringhiere dei balconi in ferro battuto con altre di
la vegetazione e le essenze autoctone e piantumare essenze estranee alla natura
Nei casi di interventi di somma urgenza o per
eliminare situazioni di pericolo sarà necessario raggiungere le opportune
intese con l’Ufficio Tecnico comunale. E’ fatta raccomandazione a tutti i proprietari che
richiedono l’autorizzazione alla esecuzione degli interventi di cui alle Linee
Guida a realizzare dei campioni degli intonaci e un abaco dei colori così come
definiti dall’art.12 e a fornire campioni dei materiali (modulo) quali pietra,
legno, marmo, ferro, rame, ghisa, vetro, cotto, etc.; essi dovranno altresì
avvisare l’Ufficio Tecnico comunale quando, nel corso degli interventi
compaiano tracce di antiche decorazioni o di elementi architettonici
preesistenti. E’ fatta raccomandazione a tutti i proprietari di
razionalizzare o eliminare gli impianti e le componenti degli stessi, quando
siano inservibili o dismessi (telefoni, tv, energia elettrica, insegne e
supporti, etc.). E’ fatta raccomandazione a tutti i proprietari a
rimuovere prontamente dai fronti dei loro edifici o dei loro manufatti le
deturpazioni grafiche. E’ fatta raccomandazione a tutti i proprietari di
mantenere in buono stato i fronti dei loro edifici o dei manufatti. I proprietari e/o i soggetti coinvolti (progettista,
direttore dei lavori, impresa, etc.) negli interventi previsti dalle Linee
Guida, sono impegnati a rispettare i contenuti del progetto autorizzato e le
eventuali ordinanze che dovessero essere emanate dall’ente locale a tutela di
difformità ed illegittimità poste in essere.
Raccomandazioni generali degli interventi sui materiali, sugli intonaci, sulle pitture
e sui colori, di cui all’art. 2 comma a), b), c), d).
La partitura dei fronti dovrà rispettare le regole
della simmetria tradizionale riprendendo le cadenze ritmiche degli edifici
tipici della tradizione locale. Sono
escluse aperture di tipo continuo e a nastro sia sugli edifici principali che
sui manufatti pertinenziali, indipendentemente dalla tecnologia edilizia impiegata.
Per quanto attiene ai materiali
lapidei si raccomandano in ordine temporale, ove necessita, tre operazioni:
pulitura attraverso
l’impiego di spazzole e idrolavaggio a pressione.
consolidamento con applicazione
di soluzioni che non alterino l’aspetto e i colori originari. protezione con
applicazione di prodotti silossanici idrorepellenti, trasparenti e traspiranti.
Per quanto attiene agli intonaci si raccomanda che,
ove non sia previsto l’impiego di materiali a faccia vista, le partiture
esterne saranno trattate ad intonaco. Dovranno essere impiegati intonaci a base
di calce idraulica, escludendosi intonaci cementizi. Si raccomanda l’uso dei seguenti
macroporoso (ove necessita);
intonaco a base di
calcarenite o arenaria macinata e calce idraulica pura, bianca, priva di
intonaco colorato a
base di calce idraulica;
intonaco tipo Li Vigni.
Le superfici a faccia a vista potranno essere
realizzate sia con “fughe” stilate che con giunti chiusi. Nel caso di fughe
stilate non è ammissibile l’utilizzazione di materiali aventi coloriture
contrastanti, preferendosi stilature moderatamente colorate in pasta, della
stessa gamma del manto principale. Salvo preesistenze di tipo diverso, le
zoccolature dovranno essere realizzate con lastre in pietra naturale non
lucidata, secondo la tradizione locale. E’ vietato l’impiego di piastrelle di
qualsiasi dimensione e/o di rivestimenti ad “opus incertum”.
Per le facciate debbono essere utilizzati pitture
aventi coloritura a finitura opaca. Le coloriture delle facciate dovranno
essere completate, ove necessita, con “velature” a finire e/o con
“stracciatura”, al fine di evitare l’uniformità della tinta. Non sono
consentiti tutti quei materiali che comportano la formazione di pellicole
superficiali continue; sono ammesse coloriture ottenute con intonaci colorati
in pasta o con materiali di finitura che lasciano trasparire la granulosità
dell’impasto sottostante. Non è consentito l’impiego di qualsiasi intonaco
plastico a finitura sia continua che granulare; non sono altresì ammesse le
finiture “spatolate”, “damascate”, “rigate”, “strollate” etc. dovendosi
impiegare unicamente materiali tirati a fratazzo sia nelle finiture “rustiche”
che “alla civile”.
Il colore bianco é ammesso unicamente per i fondi e
per singole componenti architettoniche di completamento e di limitata
dimensione, nel rispetto della tradizione locale. Il colore giallo settecento
delle terre o delle arenarie e calcareniti locali macinate è ammesso per
l’intera facciata. Sono ammesse le varianti tonali. I serramenti esterni dovranno riprendere i modelli
della tradizione locale; per le finestre e per le porte finestre si farà
riferimento ad aperture a una o a due ante, con o senza scuri e/o persiane
esterne. Portoni e portoncini saranno di norma in legno a una o a doppia anta
cieca con o senza sopraluce. Non è ritenuto opportuno l’uso di legname in
“tinta naturale”; il legno dovrà risultare convenientemente protetto con vernici
mordezzanti e/o coprenti, nelle tinte locali, marrone, verde bottiglia. Nel caso di impiego di materiali non lignei
si dovrà curare la dimensione dei singoli elementi componenti il serramento al
fine di mantenere le dimensioni tradizionali; le coloriture, in ogni caso,
dovranno rispettare i colori della tradizione locale. Si esclude l’impiego di opere in acciaio
inossidabile che, in qualsiasi modo e maniera, possano rimanere a vista. Le lattonerie dovranno essere in rame e/o in lamiera
protetta con verniciatura a colore e dovranno assumere dimensioni della
Le coperture a tetto dei manufatti dovranno essere completate con manto in
tegole-canale e/o coppi nel colore della tradizione locale; é ammesso
l’utilizzo di manti di sottocoppo. Non è ammesso l’impiego di lastre ondulate
e/o grecate di qualsiasi genere, natura e colore.
Le ringhiere e i parapetti dei balconi dovranno
essere realizzati in ferro pieno secondo la tradizione locale e dovranno essere
di colore nero grafite, utilizzando le composizioni della tradizione.
Le canne fumarie, qualunque sia il materiale
costituente devono essere inserite in cavedi e i relativi comignoli o camini
devono essere realizzati secondo la tradizione locale escludendo i
I progetti esecutivi, completati da particolari
costruttivi quindi, dovranno, con opportune integrazioni grafiche, dimostrare
l’applicazione dei criteri che sono stati posti alla base della composizione
architettonica proposta, riprendendo ed ampliando le regole già presenti nella
tradizione locale. Art.12
quanto non previsto dalle presenti Linee Guida, si fa esplicito richiamo alle
Leggi della Repubblica Italiana, alle Leggi della Regione Siciliana in materia,
alle vigenti disposizioni delle Linee Guida del Piano Paesistico Regionale e
allo Strumento Urbanistico comunale vigente alla data di applicazione delle