Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-23702-del-22-11-2016
Timestamp: 2020-05-26 00:37:42+00:00
Document Index: 168874107

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 115', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 366', 'art. 36', 'art. 447', 'sentenza ', 'art. 1453', 'art. 366', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 23702 del 22/11/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23702 del 22/11/2016
Cassazione civile sez. III, 22/11/2016, (ud. 20/05/2016, dep. 22/11/2016), n.23702
sul ricorso 2181/2014 proposto da:
D.M.N., (OMISSIS), in proprio e nella qualità di Presidente
della ONLUS DON ONORIO ROCCA ED ELEONORA CRAWFORD, elettivamente
domiciliato in ROMA, PIAZZALE CLODIO 8, presso lo studio
dell’avvocato SERGIO FALCONE, rappresentato e difeso dall’avvocato
PIERFRANCESCO RINA giusta procura speciale in calce al ricorso;
A.E., A.V., elettivamente domiciliati in ROMA,
rappresentati e difesi dall’avvocato CARMINE AIELLO giusta procura
QUICAM SRL, in persona del suo legale rappresentante p.t.
Q.C., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA LUDOVISI 35, presso lo
studio dell’avvocato MASSIMO LAURO, rappresentata e difesa
dall’avvocato MASSIMO ESPOSITO giusta procura speciale a margine del
avverso la sentenza n. 2533/2013 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
Con sentenza del 17/7/2013 la Corte d’Appello di Napoli ha respinto il gravame interposto dal sig. D.M.N., in proprio e nella qualità di Presidente della Onlus Don Onorio Rocca ed Eleonora Crawford, nei confronti dei sigg. A.V. ed E. e della società Qui.Cam. s.r.l. in relazione alla pronunzia Trib. Torre Annunziata n. 130/2010, di accoglimento della domanda da questi ultimi nei loro confronti proposta di risoluzione del contratto di locazione del (OMISSIS) avente ad oggetto immobile ad uso commerciale sito in (OMISSIS) intercorrente tra gli A. e la società Qui.Cam. s.r.l., la quale ultima aveva ceduto la propria azienda e il contratto di locazione al D.M., che li aveva quindi donati alla Onlus di cui era Presidente; con condanna della società Qui.Cam. s.r.l. e della Onlus al pagamento dei canoni dal dicembre 2007 al maggio 2008.
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito il D.M., in proprio e nella qualità, e la Onlus Don Onorio Rocca ed Eleonora Crawford propongono ora ricorso per cassazione, affidato a 5 motivi.
La società Qui.Cam. s.r.l. ha presentato controricorso per aderire al ricorso proposto dal D.M., in proprio e nella qualità.
Con il 1 motivo i ricorrenti denunziano “violazione e falsa applicazione” dell’art. 115 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 2 motivo denunziano “violazione e falsa applicazione degli artt. 1175, 1373 c.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; nonchè “omessa motivazione su punto decisivo della controversia, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 3 motivo denunziano “violazione e falsa applicazione” degli artt. 1218, 1227 c.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 4 motivo denunziano “violazione e falsa applicazione degli artt. 1453, 1455 c.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; nonchè “omessa motivazione su punto decisivo della controversia, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 5 motivo denunziano “violazione e falsa applicazione” degli artt. 1182 e 1277 c.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Va anzitutto osservato che esso risulta formulato in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, atteso che ricorrenti fanno riferimento ad atti e documenti del giudizio di merito (es., al contrato dell’1.06.2006″, all’atto notarile del 03.12.2007″, alla “raccomandata con ricevuta di ritorno ai sensi della L. 27 luglio 1978, n. 392, art. 36”, al “primo canone relativo al mese di dicembre 2007 a mezzo vaglia postali in data 31.1.08, 12.02,08 e 07.3.08 per i fitti dei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2008”, alla “raccomandata R.R., inviata al procuratore dei locatori e ricevuta in data 26.04.2008”, al “ricorso ex art. 447 bis c.p.c., alla sentenza del giudice di prime cure, all’atto di appello, alle “prove testimoniali”) limitandosi a meramente richiamarli, senza invero debitamente – per la parte d’interesse in questa sede – riprodurli nel ricorso ovvero, laddove riprodotti, senza nè fornire indicazione alcuna in ordine all’effettuato relativo deposito nel giudizio di merito, la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
Va per altro verso posto in rilievo che non risulta dagli odierni ricorrenti censurata la ratio decidendi secondo cui “non può prescindersi dal constatare che, in primo grado, la Onlus “don Onorio Ricca ed Eleonora Crawford” rimase contumace, tanto che il giudice lo dichiarò espressamente decaduto dalle prove… Dunque, delle deduzioni svolte in questo grado dal D.M. e dalla Onlus, circa le ragioni che avrebbero provocato il ritardo nel pagamento, non v’è prova alcuna (non potendosi nemmeno prendere in considerazione i documenti citati dagli appellanti); nè potevano essere ammesse le prove richieste in primo grado e reiterate in questo grado. Risulta, allora, soltanto che il D.M. ha effettuato in corso di causa due offerte reali, rifiutate dai creditori: ma ciò è del tutto giustificato dalla precedente proposizione della domanda di risoluzione, ai sensi dell’art. 1453 c.c., comma 3, che impedisce l’adempimento una volta che sia stata invocata la risoluzione del contratto.
Del pari inammissibile è il ricorso incidentale adesivo spiegato dalla società Qui.Cam. s.r.l., che risulta formulato in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 6, recando un’esposizione dei fatti di causa che rende inammissibilmente necessario esaminare altri atti per individuare gli elementi indispensabili ai fini di una immediata e precisa cognizione dei medesimi e inammissibilmente non contemplando nemmeno argomentazioni a relativo sostegno, bensì un mero apodittico rinvio ai motivi del ricorso principale.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, come modif. dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 13, comma 1-quater, va dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte dei ricorrenti, in via principale e incidentale adesiva, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.
La Corte dichiara il ricorso principale e quello incidentale adesivo inammissibili. Condanna i ricorrenti e la ricorrente incidentale adesiva società Qui.Cam. s.r.l. al pagamento, in solido, delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 2.200,00, di cui Euro 2.000,00 per onorari, oltre spese a generali ed accessori come per legge.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, come modif. dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte dei ricorrenti, in via principale e incidentale adesiva, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.