Source: http://www.iltuotributarista.it/reclamo-mediazione-dal-1-gennaio-2018-la-soglia-sale-50-000-euro/
Timestamp: 2017-10-23 11:20:44+00:00
Document Index: 93091788

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 17', 'art. 3']

Reclamo e Mediazione: Dal 1 Gennaio 2018 la soglia sale a 50.000 Euro - Il tuo tributarista
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giuseppe 7 maggio 2017	Normativa e approfondimenti Lascia un Commento 3,937 Visualizzazioni
Con l’art. 10 del D.L. n. 50/2017 (pubblicato nella GU Serie Generale n. 95 del 24-4-2017 – Supplemento Ordinario n. 20, il Decreto Legge n. 50/2017, il legislatore ha aumentato da 20.000 a 50.000 euro il valore della lite al di sotto del quale è obbligatorio il reclamo-mediazione, nell’ambito del processo tributario.
La novità si applica agli atti impugnabili notificati a decorrere dal 1° gennaio 2018 (è da ritenersi che occorre prendere in considerazione la data in cui il contribuente riceve “notifica” dell’atto e non la data di spedizione da parte dell’Amministrazione finanziaria – Circolare 9/E/2012).
Il valore della controversia va sempre determinato con riferimento a ciascun atto impugnato ed è dato dall’importo del tributo contestato dal contribuente con l’impugnazione, al netto degli interessi, delle eventuali sanzioni e di ogni altro eventuale accessorio.
Il ricorso va presentato entro 60 giorni dalla notifica dell’atto da contestare e “può” contenere una proposta di mediazione. Anche in mancanza della proposta di mediazione l’atto produce “automaticamente” gli effetti del “reclamo”.
Il ricorso non è procedibile fino alla scadenza del termine di 90 dalla data di notifica alla controparte, durante il quale l’ente (parte resistente) espleta l’attività di reclamo-mediazione.
Per cui, prima di costituirsi in giudizio (ovvero prima del deposito del ricorso in commissione tributaria), il ricorrente deve attendere il decorso dei predetti 90 giorni.
Quali controversie possono essere oggetto di Reclamo – Mediazione?
Possono essere oggetto di reclamo/mediazione, gli atti relativi ad:
provvedimenti che irrogano sanzioni;
silenzio rifiuto alla restituzione di tributi, sanzioni, interessi o altri accessori (art. 21, c. 2, del D.lgs. n. 546/1992);
fermi di beni mobili registrati (articolo 86 del Dpr n. 602/1973);
iscrizioni di ipoteche sugli immobili (articolo 77 del Dpr n. 602 del 1973);
atti emessi in materia catastale;
atti emessi da enti locali;
atti emessi da Agenzia dogane;
Quando l’istanza non è proponibile?
L’istanza è improponibile, invece, in caso di impugnazione:
di valore superiore a ventimila euro (50.000 dal 2018);
di valore indeterminabile (salvo quelle di natura catastale, concernenti il classamento degli immobili e l’attribuzione della rendita catastale);
di provvedimenti emessi ai sensi dell’art. 21 (“Sanzioni accessorie”) del D.Lgs. n. 472/1997;
riguardanti istanze di cui all’art. 22 (“Ipoteca e sequestro conservativo”) del D.Lgs. n. 472/1997.
50.000 nuovi importi Reclamo e mediazione	2017-05-07
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