Source: http://www.federica.unina.it/economia/tecnologia-dei-processi-produttivi/normativa-sicurezza-lavoro-italia/
Timestamp: 2017-04-28 08:12:27+00:00
Document Index: 59016731

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 41', 'art. 2087', 'art. 437', 'art. 451', 'art. 589', 'art. 590', 'art.9', 'art.34']

Normativa di riferimento sul sistema sicurezza sul lavoro in Italia, Immacolata Niola « Tecnologia dei Processi Produttivi e Sicurezza nell’Ambiente di Lavoro « Economia « Federica e-Learning
Immacolata Niola » 12.Normativa di riferimento sul sistema sicurezza sul lavoro in Italia
Normativa essenziale sul lavoro
Art. 32 Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”;
art. 35 Costituzione: “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori”;
art. 41 Costituzione: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”;
art. 2087 Codice Civile: “L’imprenditore è tenuto ad adottare … le misure che … sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori d’opera”;
art. 437 Codice Penale: “Chiunque omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se dal fatto deriva un disastro o un infortunio, la pena è della reclusione da tre a dieci anni”;
art. 451 Codice Penale: “Chiunque, per colpa, omette di collocare, ovvero rimuove o rende inservibili apparecchi o altri mezzi destinati all’estinzione di un incendio, o al salvataggio o al soccorso contro disastri o infortuni sul lavoro, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire duecentomila a un milione”;
art. 589 Codice Penale (omicidio colposo): “Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da uno a cinque anni…”.
Normativa essenziale sul lavoro (segue)
art. 590 Codice Penale (lesioni personali colpose): prevede pene più severe se le lesioni sono commesse con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro;
D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124: Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
art.9 – L. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori): “I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica”;
decreto 02/05/2001 (Ministero del lavoro e della previdenza sociale): Criteri per l’individuazione e l’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI);
D. Lgs. 81/2008 integrato e modificato dal D. Lgs. 106/2009: Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro.
Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (TUSL)
Il TUSL è lo strumento con il quale è stato riordinato e coordinato in un unico testo l’intero corpus normativo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, precedentemente disperso in una nutrita serie di leggi e regolamenti, sviluppati nell’arco di quasi sessanta anni.
Si identifica con l’insieme di disposizioni contenute nel D. Lgs. 81/2008, emanato in attuazione della legge delega n. 123 del 2007, integrato e modificato dal D.Lgs. 106/2009. Con esso vengono abrogate (per cancellazione o incorporazione) numerose norme pregresse, tra cui la L.626/94.
Si compone di 306 articoli e 51 allegati tecnici.
Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (TUSL) (segue)
Tra gli aspetti più caratterizzanti del TUSL vi sono:
il contrasto al lavoro sommerso e irregolare, nonché alle gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
l’uniformità della tutela dei lavoratori su tutto il territorio nazionale, senza differenza di genere, età, tipologia contrattuale, settore di attività, status di immigrato ecc.;
la considerazione dei “nuovi rischi” collegati, in particolare, all’organizzazione del lavoro, compreso lo stress lavoro-correlato;
l’obbligo della valutazione di rischi particolari per determinati gruppi di lavoratori, tra cui quelli legati a differenze di genere, età e provenienza da altri Paesi;
la semplificazione, per le imprese, degli adempimenti burocratici in materia di sicurezza;
Punti qualificanti (segue)
la valorizzazione della formazione come importante strumento di prevenzione e protezione dal rischio;
la revisione del sistema delle sanzioni, che vengono commisurate alla gravità delle violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza;
il rafforzamento delle rappresentanze dei lavoratori: istituzione del RLS di sito e conferimento di maggiori diritti al RLS, anche territoriale;
una modifica delle modalità di attuazione della sorveglianza sanitaria e un ampliamento delle funzioni del medico competente;
l’istituzione di un Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione (SINP) nei luoghi di lavoro per la circolazione di dati sugli infortuni e sulle attività in materia di salute e sicurezza.
Contenuti principali di alcuni articoli
Art. 14 – Disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori: l’impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, nonché l’accertamento di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro possono far scattare provvedimenti di sospensione in relazione alla parte dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni.
Condizioni per la revoca dei provvedimenti sono:
la regolarizzazione dei lavoratori;
il ripristino delle regolari condizioni di lavoro;
il pagamento di una somma aggiuntiva rispetto alle sanzioni civili ed amministrative.
Art. 15 – Misure generali di tutela. Comprendono, tra l’altro:
l’eliminazione di tutti i rischi e, in caso di impossibilità, la loro riduzione al minimo;
la limitazione al minimo del numero di lavoratori esposti al rischio;
l’informazione/formazione/consultazione dei lavoratori;
la programmazione di misure volte al miglioramento dei livelli di sicurezza;
l’attuazione di misure di emergenza;
la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature ed impianti.
Artt. 17 e 18 – Obblighi del datore di lavoro e del dirigente
valutare tutti i rischi ed elaborare il relativo documento: obbligo non delegabile da parte del datore di lavoro;
designare il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi: obbligo non delegabile da parte del datore di lavoro;
designare i lavoratori addetti alla prevenzione e gestione del’emergenza;
fornire ai lavoratori idonei DPI;
inviare i lavoratori alle visite mediche secondo il programma di sorveglianza sanitaria previsto;
adottare le misure di controllo del rischio in caso di emergenza;
informare/formare/addestrare i lavoratori;
consegnare tempestivamente al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questo, copia del Documento di Valutazione del Rischio;
comunicare telematicamente all’INAIL e all’IPSEMA (Istituto di Previdenza per il SEttore Marittimo) le informazioni sugli infortuni sul lavoro, ai fini statistici ed assicurativi.
Art. 20 – Obblighi dei lavoratori
osservare le disposizioni ed istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale;
utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e preparati pericolosi, i mezzi di trasporto, nonché i dispositivi di sicurezza e di protezione;
segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente ed al preposto eventuali deficienze relative ad attrezzature di lavoro, dispositivi di sicurezza e di protezione e qualsiasi condizione di pericolo, adoperandosi, in caso di urgenza, per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente;
astenersi dal rimuovere o modificare, senza autorizzazione, i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
astenersi dal compiere di propria iniziativa operazioni o manovre di non propria competenza ovvero che possano compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori;
partecipare ai programmi di formazione e di addestramento;
sottoporsi ai controlli sanitari previsti dalla legge o comunque disposti dal medico competente.
Art. 25 – Obblighi del medico competente
fornire informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività che comporta l’esposizione a tali agenti.
Art. 25 – Obblighi del medico competente (segue)
informare i lavoratori interessati dei risultati della sorveglianza sanitaria;
comunicare per iscritto al datore di lavoro, al Responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria;
visitare gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno o secondo una periodicità variabile a seconda dei risultati della valutazione dei rischi;
autocertificare presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali* il possesso dei titoli e requisiti previsti.
* All’epoca dell’approvazione del TUSL, il Ministero della Salute non era ancora stato istituito come dicastero autonomo.
Art. 31 – Servizio di prevenzione e protezione (SPP)
È organizzato dal datore di lavoro, che ne designa il responsabile, all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, oppure è costituito da persone o servizi esterni.
I componenti del Servizio devono:
avere capacità, titolo di studio e formazione professionale adeguati;
essere in numero sufficiente in rapporto alle caratteristiche dell’azienda;
disporre di mezzi e tempo opportuni per poter svolgere i loro compiti.
È obbligatorio istituire il Servizio all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva:
negli impianti ad alto rischio, di cui al decreto 334/99 (di recepimento della Direttiva Seveso II);
nelle industrie e depositi di esplosivi e munizioni;
individuare e valutare i rischi, individuare le misure di sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro;
elaborare le misure preventive e protettive e i loro sistemi di controllo;
proporre i programmi di informazione/formazione dei lavoratori;
partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica (almeno una volta/anno);
fornire ai lavoratori le informazioni previste dalla legge.
In alcuni casi specificati dal Testo (v. art.34), il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti propri del Servizio di prevenzione e protezione dai rischi, di primo soccorso, nonché di prevenzione incendi e di evacuazione, frequentando adeguati corsi di formazione e di aggiornamento.
Art. 47 – Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS)
In tutte le aziende, o unità produttive, è eletto o designato il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. In particolare:
nelle aziende che occupano fino a 15 lavoratori, tale Rappresentante è di norma eletto direttamente da questi al loro interno oppure è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo;
nelle aziende che occupano più di 15 lavoratori, è eletto o designato da questi nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda; in loro assenza, è eletto dai lavoratori stessi al loro interno.
Ove non si proceda all’elezione o nomina, le funzioni di Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono esercitate dal:
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo (RLS di sito), in caso di specifici contesti produttivi caratterizzati dalla compresenza di più aziende o cantieri, quali aree portuali, centri intermodali di trasporto, impianti siderurgici, cantieri con almeno 30.000 uomini-giorno ecc.
Art. 50 – Attribuzioni del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
accede ai luoghi di lavoro nel rispetto delle modalità e del termine di preavviso, tranne che in caso di infortunio grave (in tale eventualità, l’accesso avviene previa segnalazione all’organismo paritetico*);
è consultato ai fini della:
valutazione dei rischi e della verifica della prevenzione;
designazione del Responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alle attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, all’evacuazione dei luoghi di lavoro;
* Sono organismi costituiti a livello territoriale tra le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori, con funzioni di orientamento e di promozione di iniziative formative nei confronti dei lavoratori.
Art. 50 – Attribuzioni del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (segue)
riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi, alle misure di prevenzione, alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, impianti, all’organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;
viene adeguatamente formato;
formula proposte in merito all’attività di prevenzione;
può far ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro;
riceve, su sua richiesta, copia del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi).
1. Infortuni e malattie professionali2. Principali malattie professionali denunciate nel comparto industriale3. Fattori di rischio fisici: rumore - vibrazioni4. Fattori di rischio fisici: radiazioni ionizzanti- campi elettromagnetici - videoterminali5. Rischio biologico - Rischio Chimico e variabili che lo influenzano6. Agenti chimici pericolosi per la sicurezza e per la salute7. Valutazione del rischio8. Agenti cancerogeni. L'amianto9. Rischio da altri agenti cancerogeni10. Gestione dell'emergenza - impianti ad alto rischio11. Sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL)12. Normativa di riferimento sul sistema sicurezza sul lavoro in Italia13. Esempi di lavorazioni pericolose: misure di prevenzione e minimizzazione del rischio – La produzione di materie plastiche14. Esempi di lavorazioni pericolose: la produzione di pvc15. Esempi di lavorazioni pericolose: il caso del petrolchimico di Porto Marghera16. Esempi di lavorazioni pericolose: produzione e applicazione degli asfalti17. Esempi di lavorazioni pericolose: il trattamento dei rifiuti18. Esempi di lavorazioni pericolose: cokerie - industria tessile – industria della gomma I materiali di supporto della lezione Dubini R. – Molfese F., Salute e sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro, II Edizione, Napoli, Esselibri S.p.A., 2003
Speciale, Primo Maggio per la sicurezza