Source: https://www.ambientesicurezzaweb.it/emissioni-le-deroghe-per-i-combustibili-utilizzati-a-fini-di-ricerca/
Timestamp: 2019-01-23 18:54:36+00:00
Document Index: 79624981

Matched Legal Cases: ['art. 293', 'art. 293', 'art. 298', 'art. 298', 'art. 1', 'art. 3', 'art.\xa0 3', 'art. 3', 'art.\xa0 1', 'art.\xa0 184', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art.\n3', 'art. 3', 'art.\xa0 3', 'art.\xa0 3', 'art.\xa0 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art.\xa0 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 298', 'art.\xa0 4']

Home Ambiente & risorse Emissioni: le deroghe per i combustibili utilizzati a fini di ricerca
Il decreto del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare 26 settembre 2017 stabilisce criteri e modalità perle esenzioni dalle prescrizioni dell'allegato X alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
Ai combustibili utilizzati a fini di ricerca e sperimentazione non si applica la disciplina sulle emissioni di cui all'allegato X alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Lo stabilisce il decreto del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare 26 settembre 2017 (in Gazzetta Ufficiale del 10 ottobre 2017, n. 237) che fissa:
i requisiti dell'utilizzo dei materiali;
le procedure autorizzative;
l'istruttoria autorizzativa;
la disciplina sui controlli;
le modalità di pubblicazione dei risultati.
Nell'allegato, infine, sono riportati gli elementi da valutare in sede di relazione tecnica.
Di seguito il testo integrale del decreto del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare 26 settembre 2017, disponibile anche in pdf alla fine della pagina.
Criteri e modalita' per esentare i combustibili utilizzati a fini  di
ricerca  e  sperimentazione  dall'applicazione   delle   prescrizioni
dell'allegato X alla parte quinta del decreto  legislativo  3  aprile
2006, n. 152. (17A06759)
in Gazzetta Ufficiale del 10 ottobre 2017, n. 237
in materia ambientale» ed in particolare la parte quinta,  avente  ad
oggetto la  tutela  dell'aria  e  la  riduzione  delle  emissioni  in
Visto l'art. 293, comma 1, del decreto legislativo 3  aprile  2006,
n. 152, secondo cui,  negli  impianti  produttivi  e  negli  impianti
civili,  possono  essere  utilizzati  esclusivamente  i  combustibili
previsti per tali categorie di impianti dall'allegato  X  alla  parte
quinta dello stesso decreto, essendo soggetta alla normativa  vigente
in materia di rifiuti la combustione di altri materiali e sostanze;
Visto l'art. 293, comma 2, del decreto legislativo 3  aprile  2006,
n. 152, secondo cui, con decreto del Ministro dell'ambiente  e  della
tutela del territorio  e  del  mare,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, sono  stabiliti  i
criteri  e  le  modalita'  per   esentare   dall'applicazione   delle
prescrizioni dell'allegato X alla parte quinta dello stesso  decreto,
anche  mediante  apposite  procedure   autorizzative,   i   materiali
utilizzati come combustibili a fini di ricerca e sperimentazione;
Visto l'art. 298, comma 2-ter, del  decreto  legislativo  3  aprile
2006, n. 152, che prevede una apposita commissione  interministeriale
per  l'esame  delle  proposte  di   integrazione   ed   aggiornamento
dell'allegato X alla parte quinta  dello  stesso  decreto  presentate
dalle amministrazioni dello Stato  e  dalle  regioni,  istituita  con
del mare 31 maggio 2016;
Considerato che l'utilizzo come combustibili, a fini di  ricerca  e
sperimentazione, di materiali non conformi all'allegato X alla  parte
quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.  152,  richiede  una
disciplina che preveda apposite cautele,  sul  piano  procedurale  ed
autorizzativo, al  fine  di  evitare  qualsiasi  rischio  di  impatti
ambientali conseguenti a tale utilizzo;
Considerato che i  risultati  delle  sperimentazioni  sull'utilizzo
come combustibili di materiali non conformi all'allegato X alla parte
quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, possono  essere
considerati ai fini della presentazione di proposte alla  commissione
prevista dall'art. 298-ter di tale decreto;
1. Il presente decreto disciplina i  criteri  e  le  modalita'  per
esentare  i   combustibili   utilizzati   a   fini   di   ricerca   e
sperimentazione dall'applicazione delle prescrizioni dell'allegato  X
alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
Requisiti dell'utilizzo dei materiali
1. L'utilizzo previsto dall'art. 1 puo' avvenire negli impianti  di
combustione  ad  uso   industriale   ubicati   in   installazioni   o
stabilimenti dotati delle autorizzazioni previste dall'art. 3  e  non
puo' avere una durata superiore ad  un  anno.  L'utilizzo  non e'  in
tutti i casi ammesso presso impianti che prevedono  l'uso  simultaneo
di piu' combustibili.
2. Il deposito e il trasporto dei materiali ai  fini  dell'utilizzo
previsto dal comma 1  puo'  avvenire  solo  a  seguito  del  rilascio
dell'autorizzazione  prevista  dall'art.  3  e  per  un  quantitativo
complessivo non eccedente quello indicato da tale autorizzazione.
3. I materiali destinati all'utilizzo previsto  dal  comma  1  sono
depositati  e  trasportati,  presso   le   sedi   dei   fornitori   e
dell'impianto di combustione, in  modo  separato  rispetto  ad  altri
materiali. Ai relativi documenti di accompagnamento e'  allegata  una
copia dell'autorizzazione prevista dall'art. 3, messa a  disposizione
dal gestore dell'impianto di combustione.
4. Le partite di materiali per cui siano violate le prescrizioni di
cui al comma 3 non possono essere  utilizzate  presso  l'impianto  di
5. Per i materiali destinati all'utilizzo previsto  dall'art.  1  e
ricadenti nel campo di applicazione  dell'art.  184-bis  del  decreto
legislativo n. 152/2006 il requisito della legalita' dell'utilizzo si
considera soddisfatto, ferma restando la  dimostrazione  degli  altri
requisiti previsti da tale articolo.
6. L'utilizzo previsto dall'art. 1 non  e'  ammesso,  su  materiali
corrispondenti,  per  tipologia  e  caratteristiche,  a  quelli  gia'
oggetto di tale utilizzo a fini di ricerca e  sperimentazione.  nello
stesso o in altro impianto.
1. L'utilizzo previsto dall'art. 1, in installazioni o stabilimenti
dotati di autorizzazione integrata ambientale,  autorizzazione  unica
ambientale o autorizzazione alle emissioni, costituisce una  modifica
sostanziale da autorizzare come tale. E' fatto salvo il caso  in  cui
sia necessaria una nuova  autorizzazione  per  effetto  dell'allegato
VIII, lettera A,  alla  parte  seconda  del  decreto  legislativo  n.
2. I tempi previsti dalla vigente normativa per il  rilascio  delle
autorizzazioni previste dal comma 1 sono ridotti della meta'.
3. Le autorizzazioni previste dal comma 1, corredate dalla  domanda
autorizzativa, sono inviate dalle autorita' competenti  al  Ministero
dell'ambiente ed al  Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'  e
della ricerca ai fini previsti dall'art. 6.
1. Ai fini dell'istruttoria delle autorizzazioni previste dall'art.
3,  la  domanda  autorizzativa  deve  contenere,  in  aggiunta   alle
informazioni richieste dalle vigenti normative  di  riferimento,  una
relazione tecnica che,  sulla  base  degli  elementi  di  valutazione
dell'allegato I e degli ulteriori elementi di valutazione  pertinenti
al caso specifico, descrive il programma di utilizzo, le finalita' di
ricerca e sperimentazione e la convenienza della sperimentazione.  La
relazione descrive anche i rifiuti derivanti dalla combustione.
2.  Nella  individuazione  dei  valori  limite  di   emissione   in
atmosfera, degli obblighi di monitoraggio di competenza del gestore e
delle  altre   prescrizioni   di   esercizio   degli   impianti,   le
autorizzazioni previste dall'art. 3 devono valutare, in  aggiunta  ai
requisiti richiesti  dalle  vigenti  normative  di  riferimento,  gli
elementi di valutazione dell'allegato 1. L'autorita' competente  puo'
altresi' imporre al gestore, in sede di istruttoria autorizzativa, di
fornire,  in  relazione  alla  specificita'  del  caso,  elementi  di
valutazione ulteriori rispetto a quelli utilizzati per  la  relazione
3.  Le  autorizzazioni  previste  dall'art.  3,  in  aggiunta  alle
prescrizioni  richieste  dalla  vigente  normativa  di   riferimento,
contengono il programma di utilizzo ed individuano i  quantitativi  e
la provenienza dei materiali da utilizzare.
4. Le autorizzazioni previste dall'art.  3  possono  stabilire,  in
funzione  dei  possibili  rischi  che  risultino  dagli  elementi  di
valutazione previsti dai commi 1 e 2,  valori  limite  di  emissione,
obblighi di monitoraggio di competenza del gestore e prescrizioni  di
esercizio piu' severi di quelli imponibili  ai  sensi  delle  vigenti
1. L'autorita' competente per i controlli esegue, in relazione agli
impianti in cui si  effettua  l'utilizzo  previsto  dall'art.  1,  un
controllo quantomeno ogni tre mesi di esercizio al fine di verificare
il rispetto delle autorizzazioni previste dall'art. 3.  I  costi  dei
controlli  sono  posti  a  carico  del   gestore   dell'impianto   di
combustione  sulla  base  delle  vigenti  tariffe  delle  prestazioni
attinenti ai controlli ambientali.
2. In caso di reiterazione  di  violazioni  dei  valori  limite  di
emissione, anche individuate attraverso il monitoraggio di competenza
del  gestore,  o  di  altre  prescrizioni  date  dell'autorizzazione,
l'autorita'  competente  dispone,   con   ordinanza,   l'interruzione
dell'utilizzo previsto dall'art. 1. L'ordinanza e'  comunicata  anche
al  Ministero  dell'ambiente   ed   al   Ministero   dell'istruzione,
3. L'ordinanza di interruzione dell'utilizzo previsto  dall'art.  1
e' adottata anche nel caso in cui  sia  volato  il  divieto  previsto
dall'art. 2, comma 4.
Pubblicita' dei risultati
1. Entro 30 giorni dalla conclusione di ciascun  utilizzo  previsto
dall'art. 1, il gestore dell'impianto interessato, invia al Ministero
della  ricerca   una   relazione   contenente   i   risultati   della
sperimentazione,  che  include  i  valori  di  emissione  oggetto  di
2. Il  Ministero  dell'ambiente  e  il  Ministero  dell'istruzione,
dell'universita'  e  della  ricerca  rendono  disponibili  tutte   le
relazioni previste dal comma 1 sul proprio sito  internet,  anche  ai
fini  della  presentazione  di  proposte  alla  commissione  prevista
dall'art. 298-ter del decreto legislativo n. 152/2006.
1. Ai fini  della  relazione  tecnica  prevista  dall'art.  4  si
considerano quantomeno i seguenti elementi di valutazione:
indagine bibliografica, volta all'acquisizione di dati per  una
valutazione comparativa delle problematiche  connesse  con  l'impiego
dei  combustibili  sia  in  termini  di  impatto  ambientale  che  di
sicurezza;  essa  include  una  raccolta  di  Norme  riguardanti   le
caratteristiche  chimico-fisiche  dei  combustibili  coinvolti  nella
sperimentazione, includendo la Normativa tecnica di  riferimento  sui
requisiti  minimi  di  qualita'  dei   combustibili   oggetto   della
specificita' del materiale utilizzato rispetto ai  combustibili
ammessi dalla vigente normativa;
eterogeneita' e variabilita' della composizione  del  materiale
presenza di sostanze classificate come pericolose nel materiale
durata dell'utilizzo e quantitativo  di  materiale  utilizzato,
eventuali effetti prodotti nell'utilizzo prolungato;
i costi e il rischio per la  salute  umana  relativamente  alle
diverse   fasi   di   utilizzo   del   combustibile   oggetto   della
esistenza di  valutazioni  specifiche  circa  le  emissioni  in
atmosfera associabili  alla  combustione  del  materiale  utilizzato,
anche sulla base di precedenti sperimentazioni in ambienti  confinati
o in altri Paesi;
esistenza di prove relative  all'utilizzo  del  materiale  come
combustibile presso specifiche tipologie di impianti in  altri  Paesi
comparazione  dei  dati  sperimentali   ottenuti   con   quanto
disponibile in Letteratura sulla base  degli  inventari  nazionali  e
internazionali   delle   emissioni    e    stima    del    contributo
all'inquinamento atmosferico complessivo e della sua ripartizione tra
i diversi combustibili. L'attenzione del relatore dovra' essere posta
sull'esame  dei  fattori  di  emissione,  calcolati  sulla  base  dei
risultati    delle    misure    eseguite    sui    diversi    sistemi
combustibile-impianto,  in  laboratorio  e  in   campo;   i   fattori
sperimentali di emissione cosi' determinati, dovranno poi  costituire
la  base  per  un   confronto   con   quelli   emersi   dall'indagine
Emissioni: nuove regole per la verifica dei dati e l’accreditamento dei verificatori