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Timestamp: 2018-03-20 21:20:24+00:00
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8 | dicembre | 2017 | Edscuola
Caos ex Province e tagli enti locali
venerdì 8 dicembre 2017 Edscuola	Lascia un commento
On. Nicola Fratoianni (LU- Sinistra Italiana): inaccettabile situazione di tantissime scuole al freddo in questi giorni. Caos ex Province e tagli enti locali: la propaganda Pd è una Waterloo. Governo trovi strada per evitare altri disagi.
“Scuole nel caos in Toscana, rabbia per il gelo in classe”, “Padova, scuole al freddo”, “Piemonte: l’inverno della scuola”
“Sono alcuni dei titoli che campeggiano in questi giorni sui giornali di gran parte dell’Italia.
Strutture scolastiche cadenti, manutenzione inesistente, mancanza di fondi delle ex Province: sono alcuni dei motivi per cui tantissime sedi scolastiche di un Paese del G8 si sono trasformate in queste settimane in frigoriferi, tra le proteste di studenti, professori, famiglie.”
Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, esponente della lista Liberi e Uguali.
“Il caos nelle ex province, i tagli selvaggi agli Enti Locali – prosegue il leader di SI – consegnano una situazione al limite della decenza. Ed è una vera e propria Waterloo per quella narrazione del Pd in questi anni fatta di slogan pubblicitari e chiacchere. “
“ Serve subito – conclude Fratoianni – un intervento d’urgenza da parte del governo per trovare immediate risposte ed ovviare ad una situazione davvero incredibile.”
Trasporto scolastico: legittima la revoca della gara se non c’è la copertura finanziaria da parte del Comune
Il venir meno delle risorse finanziarie costituisce una ragione valida e sufficiente per non dar corso alla stipulazione del contratto, e ciò anche nei casi in cui sia già intervenuta l’aggiudicazione definitiva della gara. È questo il principio affermato dal Tar Lazio, Roma, Sezione II bis, con la sentenza numero 11680 del 24 novembre 2017.
Nel giugno 2017 un Comune laziale aveva indetto una gara per affidamento del servizio di trasporto scolastico degli alunni delle scuole dell’infanzia primaria e secondaria di I grado e per il servizio di trasporto degli alunni disabili presso gli istituti superiori posti al di fuori del territorio comunale. Successivamente, il Comune aveva disposto l’approvazione del bilancio di previsione dell’anno 2017 non prevedendo risorse per il trasporto scolastico; a corollario, il Comune aveva disposto di annullare in autotutela la gara, tenuto conto del fatto che l’offerta della concorrente prima classificata era risultata anomala e non era ancora pervenuto il parere di congruità in relazione ai chiarimenti presentati dall’aggiudicataria.
A fonte di tale annullamento, l’impresa provvisoriamente aggiudicataria proponeva ricorso al Tar Lazio chiedendo la condanna del Comune al risarcimento dei danni nonché il riconoscimento dell’indennizzo a causa della revoca della procedura di affidamento disposta in autotutela.
Con la pronuncia in rassegna il Tar Lazio sottolinea che, in effetti, nel bilancio comunale dell’anno 2017 non erano stati stanziati i fondi necessari per il servizio del trasporto scolastico; considerato, pertanto, che non si era ancora provveduto all’aggiudicazione definitiva, la gara era stata legittimamente revocata dal Comune, essendo sopravvenuta la predetta carenza di risorse finanziarie.
Il Tar evidenzia, in particolare, che per giudicare legittimo il predetto provvedimento di revoca è sufficiente richiamare la giurisprudenza resa dalla medesima sezione del Giudice amministrativo del Lazio che, con la sentenza n. 4885 del 2017, aveva già notato come «il venir meno delle risorse finanziarie costituisca ragione valida e sufficiente per non dare corso alla stipulazione del contratto, nonostante l’aggiudicazione definitiva già intervenuta».
Nel caso di specie dedotto nella pronuncia in rassegna, peraltro, non si era neppure pervenuti alla aggiudicazione definitiva, essendo l’offerta della ricorrente ancora sottoposta alla verifica di anomalia, con la conseguenza che, a maggior ragione, il Tar Lazio ha ritenuto legittima la revoca della procedura a causa della sopravvenuta carenza di risorse finanziarie: è del tutto evidente – nota il Tribunale amministrativo – che, in difetto delle risorse, la stipulazione del contratto è oggettivamente impossibile e ciò basta a giustificare il provvedimento di revoca dell’intera procedura di gara.
La giurisprudenza amministrativa, peraltro, è stata da sempre granitica nell’affermare il predetto principio: si veda, al riguardo, la recente pronuncia del Tar Lazio numero 10465 del 2016, nella quale è stato affermato che, ai sensi dell’articolo 21-quinquies della legge numero 241 del 1990, è pienamente legittima la revoca di un provvedimento di aggiudicazione definitiva di appalto pubblico, ove si tratti di revoca motivata da ragioni di sopravvenienze fattuali o giuridiche. Nello stesso senso, è stato sempre costante l’orientamento dei Tribunali amministrativi in forza del quale le sopravvenute difficoltà finanziarie della stazione appaltante oppure la carenza ab origine della necessaria copertura finanziaria, costituiscono una valida ragione per disporre la revoca di un affidamento di servizi, e ciò addirittura dopo l’avvenuta stipulazione del contratto; a fortiori, pertanto, tali principi debbono trovare applicazione nei casi in cui il contratto non è stato ancora stipulato, posto che neanche l’aggiudicazione definitiva equivale ad accettazione dell’offerta.
Nel caso deciso con la pronuncia in rassegna, l’impresa ricorrente aveva eccepito l’irragionevolezza della revoca in quanto il servizio oggetto di affidamento sarebbe stato talmente essenziale da impedire la sussistenza di qualsiasi motivo di interesse pubblico a non effettuare lo stesso; la rinuncia al servizio di trasporto degli alunni disabili presso gli istituti superiori posti al di fuori del territorio comunale, in particolare, si porrebbe in contrasto con l’articolo 38 della Costituzione, così come confermato dalla pronuncia della Corte costituzionale n. 275 del 2016 nella quale è stata ribadita la natura fondamentale del diritto all’istruzione dei disabili, tutelato anche a livello internazionale dall’articolo 24 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
Il Tar ha tuttavia ritenuta infondata anche tale censura, evidenziando che, nel caso di specie, la gara era in espletamento per l’affidamento del servizio di trasporto degli alunni nelle scuole del Comune e, solo marginalmente, per il trasporto dei disabili anche presso istituti collocati fuori dal Comune: il valore della gara, infatti, era stimato in una base d’asta di oltre tre milioni di euro e, di questa somma, solo una parte marginale sarebbe stata destinata al servizio di trasporto dei disabili.
Il Giudice amministrativo sottolinea che, in ogni caso, la predetta sentenza n. 275 del 2016 della Corte costituzionale (che mira a delimitare la discrezionalità del legislatore regionale che non può trascurare la regolamentazione del servizio di trasporto degli alunni disabili), non può comunque essere interpretata nel senso di obbligare qualsiasi amministrazione comunale a garantire il servizio indipendentemente dalle risorse finanziarie disponibili, in quanto tutti i servizi alla persona richiedono comunque un impegno finanziario e, pertanto, risultano inevitabilmente condizionati dalla situazione finanziaria dell’Ente erogante. Con ciò – prosegue il Tar Lazio – non si vuol negare che il diritto all’istruzione degli alunni disabili, per essere efficacemente garantito, richieda l’adempimento di un adeguato servizio di trasporto; nella fattispecie concreta, peraltro, la grave situazione finanziaria dell’Ente comunale, affetto da uno squilibrio di bilancio stimato in quattro milioni di euro per ciascuna annualità, ha richiesto innanzitutto il commissariamento del Comune e, successivamente, l’adozione di gravi decisioni da parte del Commissario straordinario che hanno comportato la cancellazione dal bilancio annuale dei fondi per il servizio di trasporto scolastico.
In conclusione, la pronuncia in rassegna evidenzia che l’azzeramento dei fondi per il servizio di trasporto scolastico non può essere automaticamente considerato come una violazione del diritto costituzionale all’istruzione degli alunni disabili, posto che, nel caso concreto, l’amministrazione comunale, pur nella ristrettezza finanziaria in cui si è trovata ad operare, era comunque riuscita a garantire, almeno fino alla fine dell’anno 2017, il servizio di trasporto per gli alunni disabili, impegnando le residue e le sia pur scarse disponibilità finanziarie a tal fine reperite.
https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=MWQOCIP2FAXWOYTLPC2XMSLAN4&q=
Oltre 1.300 studenti-atleti coinvolti in programmi che conciliano studio e agonismo, con la supervisione di quasi 600 tutor scolastici e più di 720 tutor sportivi. Sono i numeri forniti dal Miur in occasione della presentazione della nuova edizione di “Studenti-atleti”, il programma di sperimentazione didattica introdotto dalla legge sulla Buona Scuola – e realizzato in collaborazione con Coni, Lega Serie A e Comitato Italiano Paralimpico (Cip) – che permette ai giovani impegnati nello sport agonistico di non rimanere indietro negli studi.
Nell’anno scolastico 2017/2018 le attività coinvolgono 1.309 studenti-atleti (+191% rispetto al 2016/2017) iscritti in 356 scuole di 18 Regioni. I ragazzi provengono soprattutto dai licei scientifici (44% del totale delle scuole partecipanti), seguiti dagli istituti tecnici (21%), dai licei sportivi (18%), e dagli istituti professionali (3%). In totale quest’anno, spiega il Miur, le scuole partecipanti sono il 90% in più rispetto all’anno scorso. Il 30% dei giovani sportivi frequenta il programma in modalità avanzata, il 70% in modalità base, seguiti da 596 tutor scolastici e 721 tutor sportivi. Tra le oltre 70 discipline sportive praticate dagli studenti atleti le più rappresentate sono il calcio (22% dei giovani), sport acquatici (14%), atletica e basket (tutte e due all’8%). Grazie ad un approccio didattico «altamente innovativo», spiega il Miur, che unisce il digitale alle lezioni frontali e ad attività di formazione dei docenti, le scuole che aderiscono al progetto riescono a garantire ai ragazzi che praticano sport ad alto livello la possibilità di proseguire il loro percorso formativo senza rinunciare all’agonismo.
La sperimentazione per l’anno scolastico 2017/2018 coinvolgerà atleti coinvolti nella preparazione dei Giochi Olimpici e Paraolimpici estivi ed invernali, anche giovanili nel Quadriennio 2017-2020, gli studenti riconosciuti “atleti di interesse nazionale” dalla federazione o lega professionista di riferimento, atleti nei primi 24 posti della classifica nazionale di categoria, giocatori di calcio (serie A, B, C; Primavera e Berretti serie A,B,C, Under 17 serie A e B), pallacanestro (serie A1, A2, B under 20, Eccellenza, Under 18 Eccellenza), sempre con attestazione rilasciata dalla federazione e, infine, atleti di sport non professionistici di squadra che partecipano a campionati di Serie A e B maschile e A1, A2 e B1 femminile.
Così come ha fatto per la primaria e la secondaria di I grado, l’Invalsi ha pubblicato un documento che fornisce alcune informazioni pratico-organizzative sulle prove d’Italiano e Matematica computer based (CBT), previste per le classi II della scuola secondaria di II grado.
Niente vaccini ancora per migliaia di bambini, Lorenzin: situazione pericolosa
La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, lancia l’allarme: in Italia, nonostante il decreto vaccini approvato, ancora ci sarebbero migliaia di bambini che non hanno effettuato alcun vaccino
“Situazione pericolosa per loro e la comunità”
“Abbiamo scoperto a seguito del decreto vaccini, spiega la ministra della Salute su Rai Isoradio, che migliaia e migliaia di bambini di sei-sette-otto anni non sono mai stati vaccinati per nulla, neanche per l’antitetanica. Quindi con una situazione di pericolosità veramente grande per loro e per la collettività dovuta all’ignoranza. Ed è questo uno degli aspetti che fanno più paura in questo momento”.
Studenti fanno il vaccino contro l’influenza per proteggere il compagno malato di cancro
La ministra, nel corso del suo intervento, ha speso parole d’elogio per il caso di Novi Ligure, dove in una classe, la V E del Liceo linguistico Amaldi, gli studenti hanno deciso di vaccinarsi contro l’influenza per proteggere il compagno, a rischio in questo momento, perchè malato di cancro: “E’ una bellissima storia e quando andrò a Novi Ligure passerò a trovarli, ed è una storia che ci fa capire quanto ancora abbiamo bisogno di lavorare molto sul tema della scienza, dell’informazione scientifica, ed è stato poi il tema vero del decreto vaccini”.
Lorenzin, sottolinea appunto l’importanza dell’aspetto divulgativo, preso alla lettera dagli studenti in questione in quanto, oltre a vaccinarsi, hanno hanno avviato una serie di iniziative proprio a favore dei vaccini, grazie alla collaborazione dell’insegnante di scienze, discutendone con i compagni di classe, parlando di cultura scientifica e anche di biologia, di chimica: “È stata una bellissima esperienza e ci dà anche uno spaccato sui giovani: tendiamo sempre a parlare di ragazzi e ragazze vedendo i fenomeni negativi, la droga, l’alcol, le situazioni di violenza e bullismo, invece questa è la realtà: la realtà del 99% dei nostri ragazzi, che hanno un grande cuore e che vanno solo stimolati alla riflessione”, scrive l’Ansa.
Obbligo vaccinale: in Gazzetta Ufficiale la legge che prevede la procedura semplificata
Nel frattempo, come riportato in precedenza, è approdata in Gazzetta Ufficiale la legge che prevede la procedura semplificata dei vaccini, che riporta la tempistica delle operazioni:
Entro il 20 luglio i dirigenti scolastici trasmettono la documentazione pervenuta, ovvero ne comunicano l’eventuale mancato deposito, alla azienda sanitaria locale che, qualora la medesima o altra azienda sanitaria non si sia già attivata in ordine alla violazione del medesimo obbligo vaccinale, provvede agli adempimenti di competenza
Sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino ad un massimo di tre mesi
Si applica nel caso previsto dall’art. 55-sexies, comma 1, del DLgs 165/01, ovvero: “la violazione di obblighi concernenti la prestazione lavorativa, che abbia determinato la condanna dell’amministrazione al risarcimento del danno, in proporzione all’entità del risarcimento, salvo che ricorrano i presupposti per l’applicazione di una più grave sanzione disciplinare”.
La sospensione viene elargita dal Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale quando la sanzione è fino a 10 giorni. Da 11 giorni a 3 mesi la sanzione viene decisa dall’Ufficio Procedimenti Disciplinari.
Sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino ad un massimo di sei mesi
Invece, tale sanzione, si ha nei seguenti casi, graduando l’entità della sanzione in relazione ai criteri di cui all’art. 16, comma 1 del CCNL 15/07/2010 per:
a) recidiva nel biennio delle mancanze previste dall’art. 16, commi 4, 5 6 e 7, del CCNL 15/07/2010, quando sia stata già comminata la sanzione massima oppure quando le infrazioni previste dai medesimi commi si caratterizzano per una particolare gravità;
e) salvo che non ricorrano le fattispecie considerate nell’art. 55- quater, comma 1 lett. b) del DLgs 165/01, assenza ingiustificata dal servizio o arbitrario abbandono dello stesso; in tali ipotesi l’entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell’assenza o dell’abbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione degli obblighi del dirigente, agli eventuali danni causati all’ente, agli utenti o ai terzi;
g) qualsiasi comportamento dal quale sia derivato grave danno all’amministrazione o a terzi, salvo quanto previsto dall’art. 16, comma 7, del CCNL 15/07/2010;
j) grave e ripetuta inosservanza dell’obbligo di provvedere entro i termini fissati per ciascun provvedimento, ai sensi di quanto previsto dall’art. 7, comma 2, della legge n. 69/2009.
A comminare la sanzione per il preside sarà il Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale quando la sanzione è fino a 10 giorni. Da 11 giorni a 6 mesi la sanzione viene decisa dall’Ufficio Procedimenti Disciplinari.
Per quanto riguarda il licenziamento con preavviso del dirigente scolastico, la sanzione viene elargita esclusivamente dall’Ufficio Procedimenti Disciplinari.
Ferma la disciplina in tema di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, la sanzione si applica
a) alle ipotesi considerate dall’art. 55-quater, comma 1, lett. b) e c) del DLgs 165/01:
Art. 55-quater, comma 1, lett. b: “assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, superiore a tre nell’arco di un biennio o comunque per più di sette giorni nel corso degli ultimi dieci anni ovvero mancata ripresa del servizio, in caso di assenza ingiustificata, entro il termine fissato dall’amministrazione”.
Art. 55-quater, comma 1, lett. c: “ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall’amministrazione per motivate esigenze di servizio”
b) recidiva plurima, in una delle mancanze previste ai commi 4, 5, 6, 7 ed 8, dell’art. 16 del CCNL 2006 – 2009, anche se di diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una mancanza che abbia già comportato l’applicazione della sanzione massima di sei mesi di sospensione dal servizio.
Anche il licenziamento senza preavviso viene elargito dall’Ufficio Procedimenti Disciplinari, in tal modo:
Ferma la disciplina in tema di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, la sanzione si applica:
a) alle ipotesi considerate nell’art. 55-quater, comma 1, lett. a), d), e) ed f) del DLgs 165/01. Art.55-quater, lett. a), d), e) f):
b) alla commissione di gravi fatti illeciti di rilevanza penale, ivi compresi quelli che possono dar luogo alla sospensione cautelare, secondo la disciplina dell’art. 18 (Sospensione cautelare in caso di procedimento penale), fatto salvo quanto previsto dall’art. 19, comma 1 (Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale);c) alla condanna, anche non passata in giudicato, per:
i delitti già indicati nell’art. 58, comma 1, lett. a), b) limitatamente all’art. 316 del codice penale, lett. c), d) ed e), e nell’art. 59, comma 1, lett. a), limitatamente ai delitti già indicati nell’art. 58, comma 1, lett. a) e all’art. 316 del codice penale, lett. b) e c), del DLgs 267/00; (4)
delitti previsti dall’art. 3, comma 1 della legge 27 marzo 2001 n. 97.
(d) alla recidiva plurima di sistematici e reiterati atti o comportamenti aggressivi, ostili e denigratori che assumano anche forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di dirigenti o altri dipendenti;
e) alla recidiva plurima di atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, lesivi della dignità della persona.
La prossima settimana pubblicheremo anche la guida alle iscrizioni alla scuola secondaria di II grado. Visita nuovamente tuttoscuola.com per rimare aggiornato e leggere l’ultima parte della guida.