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Timestamp: 2019-03-25 23:52:54+00:00
Document Index: 116168107

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 26', 'art. 36', 'art. 34', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 35']

Elevazione dei limiti temporali di fruibilità del congedo parentale: i chiarimenti dall’Inps – FSI-USAE Home page
Con la circolare n. 139 del 17 luglio 2015, l’Inps detta chiarimenti in merito all’elevazione dei limiti temporali di fruibilità del congedo parentale da 8 a 12 anni ed all’elevazione dei limiti temporali di indennizzo a prescindere dalle condizioni di reddito da 3 a 6 anni.
Ricordiamo che con decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015, attuativo dell’art. 1, commi 8 e 9, della legge delega 10 dicembre 2014, n. 183 (c.d. Jobs Act), il Governo ha previsto una serie di modifiche al T.U. maternità/paternità (decreto legislativo n. 151 del 26 marzo 2001). La riforma interessa in particolare alcune disposizioni in materia di congedo di maternità e paternità, e di congedo parentale.
L’art. 26 del decreto legislativo n. 80/2015 prevede che le nuove riforme si applichino in via sperimentale per il solo anno 2015 e per le sole giornate di astensione riconosciute nell’anno 2015. Quindi, tenuto conto che il citato decreto è entrato in vigore il 25 giugno 2015 (giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 2015 serie generale n. 144, supplemento ordinario n 34), le nuove disposizioni trovano applicazione per le giornate di astensione fruite dal 25 giugno al 31 dicembre 2015.
Per gli anni successivi, il riconoscimento dei benefici previsti dalle riforme in questione potrà avvenire previa adozione di appositi decreti legislativi che individuino adeguata copertura finanziaria.
La novella trova applicazione anche per i casi di adozione, nazionale e internazionale, e di affidamento. Pertanto, per l’anno 2015, il congedo parentale può essere fruito dai genitori adottivi e affidatari, qualunque sia l’età del minore, entro 12 anni (e non più 8 anni) dall’ingresso del minore in famiglia. Rimane fermo che il congedo non può essere fruito oltre il raggiungimento della maggiore età del minore (art. 36 del T.U. maternità/paternità novellato).
Caso 1 – il figlio compie gli 8 anni dopo il 10 gennaio 2016 – il periodo, in presenza dei requisiti di legge, è fruibile interamente (su tale domanda infatti è ininfluente l’estensione del limite fino a 12 anni).
Caso 2 – il figlio, alla data del 20 dicembre 2015 ha già compiuto 8 anni – il periodo, in presenza dei requisiti di legge, è fruibile in parte, per il periodo dal 20 al 31 dicembre 2015 (la riforma infatti trova applicazione, al momento, per i periodi di congedo fruiti entro il 31 dicembre 2015).
L’art. 34 del T.U. maternità/paternità prevede, a seguito della riforma, che “per i periodi di congedo parentale di cui all’art. 32 alle lavoratrici e ai lavoratori è dovuta fino al 6° anno di vita del bambino (e non più fino al 3° anno di vita del bambino), un’indennità pari al 30 per cento della retribuzione, per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi (…)”.
Quindi, rispetto alla disciplina precedente – che prevedeva l’indennizzo del 30% per un periodo complessivo di sei mesi di congedo parentale fruito fino a 3 anni di vita del bambino, oppure fino a 3 anni dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato – l’attuale disciplina comporta che anche i periodi di congedo parentale fruiti dai 3 a 6 anni siano indennizzati a prescindere dal reddito del genitore richiedente.
Rispetto alla disciplina previgente – che individuava negli 8 anni di vita del bambino, oppure negli 8 anni dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato, il limite temporale oltre il quale non era più possibile fruire del congedo parentale – l’attuale disciplina estende l’arco temporale di fruibilità del congedo dagli 8 ai 12 anni.
Esempio 1: genitore “solo” di un figlio che ha già 11 anni di vita, per il quale residuino ancora 10 mesi di congedo parentale. Il congedo è fruibile fino ai 12 anni di vita ma non è indennizzabile.
Contribuzione figurativa dei periodi di congedo parentale fruiti in corso di rapporto di lavoro. Riscatto dei periodi corrispondenti al congedo parentale caduti fuori dal rapporto di lavoro
In forza del combinato disposto degli artt. 35, 34 e 32 del D.Lgs. n. 151/2001, e dei limiti temporali ai quali è sottoposta la riforma, la fruizione del congedo parentale tra il 25 giugno 2015 e il 31 dicembre 2015 è coperta da contribuzione figurativa fino al 12° anno di vita del bambino ovvero fino al 12° anno di ingresso del minore in caso di adozione o affidamento.
Per la valorizzazione del periodo di congedo parentale fruito dal settimo anno di vita in poi si applica il comma 2 dell’art. 35 del D.Lgs. n. 151/2001 (retribuzione convenzionale, integrabilità con riscatto o versamenti volontari).
Nei limiti temporali ai quali è sottoposta la riforma in oggetto, l’allungamento della fruibilità del congedo parentale si applica anche al beneficio di cui al comma 5 dell’art. 35 del D.Lgs. n. 151/2001 (riscatto dei periodi corrispondenti al congedo parentale fuori dal rapporto di lavoro).
Presentazione della domanda e periodo transitorio
Le modalità di presentazione della domanda nel periodo transitorio, necessario per l’adeguamento della procedura di domanda telematica, sono state esplicitate con messaggio n. 4576 del 6 luglio 2015.