Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1186-codice-civile-decadenza-dal-termine
Timestamp: 2019-02-18 07:25:44+00:00
Document Index: 107831885

Matched Legal Cases: ['art. 2964', 'art. 1186', 'art. 1186', 'sentenza ', 'art. 1186', 'art. 1456', 'art. 1186', 'art. 1456', 'art. 1186', 'sentenza ', 'art. 1186', 'sentenza ', 'art. 1186', 'art. 1186']

Art. 1186 codice civile: Decadenza dal termine | La Legge per tutti
Decadenza: il concetto di (—) è qui usato nel senso (atecnico e generico) di perdita di una situazione di vantaggio. Non ha, invece, a che vedere con il concetto delineato dall’art. 2964.
Insolvente: debitore che non è in grado di adempiere le proprie obbligazioni.
Normalmente, l’assegnazione di un termine al debitore per l’adempimento è stabilita per la fiducia che in questi ripone il creditore, con la conseguenza che, venuta meno tale fiducia, viene meno anche il favor debitoris.
Lo stato di insolvenza cui fa riferimento l'art. 1186 c.c. ai fini della decadenza del debitore dal beneficio del termine, non deve rivestire i caratteri di gravità e irreversibilità, potendo conseguire anche ad una situazione di difficoltà economica e patrimoniale reversibile, purché idonea ad alterare, in senso peggiorativo, le garanzie patrimoniali offerte dal debitore, e va valutato con riferimento al momento della decisione (Cass. 18 novembre 2011 n. 24330).
Tribunale Pescara 28 novembre 2014
Agli effetti dell'art. 1186 c.c., la possibilità per il creditore di esigere immediatamente la prestazione, quantunque sia stabilito un termine a favore del debitore, non postula il conseguimento di una preventiva pronuncia giudiziale né la formulazione di una espressa domanda, potendo essere il diritto al pagamento immediato virtualmente dedotto con la domanda o il ricorso per ingiunzione di pagamento del debito non ancora scaduto, in quanto la sentenza o il decreto che tale domanda accolgano devono ritenersi contenere un implicito accertamento positivo delle condizioni per l'applicabilità della norma.
L’art. 1186 c.c. “faculta” il creditore ad esigere immediatamente la prestazione quando il debitore è divenuto insolvente, ha diminuito per fatto proprio le garanzie che aveva dato, non ha dato le garanzie che aveva promesso; ciò al fine di tutelare sia il creditore contro il pericolo di perdere le garanzie patrimoniali del proprio debitore ma anche quest’ultimo contro una ingiustificata richiesta di anticipazione dell’adempimento, dato che fuori dei casi previsti, il creditore non può invocare la decadenza del termine.
Tribunale Napoli sez. lav. 11 ottobre 2013 n. 17580
In virtù di un contratto di mutuo fondiario, comportante la concessione di finanziamenti a medio e lungo termine garantito da ipoteca su immobile, è legittimo da parte della banca erogante il mutuo assicurarsi opportune garanzie come la possibilità di invocare la risoluzione del contratto ex art. 1456 c.c. ed il pagamento di tutto il credito residuo, se tali garanzie poste a monte della concessione del finanziamento dovessero venir meno. (Nella specie, la banca si è correttamente avvalsa della facoltà riconosciuta dall'art. 1186 c.c., di dichiarare il debitore decaduto da beneficio del termine, poiché le garanzie al credito sono state minate non solo dalla procedura esecutiva immobiliare intrapresa per un valore esiguo, ma anche per la ripetuta omissione di pagamento nelle rate mensili del mutuo, elementi che insieme hanno determinato la risoluzione del contratto ai sensi dell'art. 1456 c.c.).
Tribunale Teramo 12 marzo 2013 n. 221
Agli effetti dell'art. 1186 c.c., la possibilità per il creditore di esigere immediatamente la prestazione, quantunque sia stabilito un termine a favore del debitore, non postula il conseguimento di una preventiva pronuncia giudiziale, né la formulazione di un'espressa domanda, potendo essere il diritto al pagamento immediato virtualmente dedotto con la domanda o il ricorso per ingiunzione di pagamento del debito non ancora scaduto, in quanto la sentenza o il decreto che tale domanda accolgano devono ritenersi contenere un implicito accertamento positivo delle condizioni per l'applicabilità della citata norma.
Cassazione civile sez. II 18 novembre 2011 n. 24330
Lo stato di insolvenza, cui fa riferimento l'art. 1186 c.c. ai fini della decadenza del debitore dal beneficio del termine, è costituito da una situazione di dissesto economico, sia pure temporaneo, in cui il debitore venga a trovarsi, la quale renda verosimile l'impossibilità da parte di quest'ultimo di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni. Tale stato di insolvenza non deve rivestire i caratteri di gravità e irreversibilità, potendo conseguire anche ad una situazione di difficoltà economica e patrimoniale reversibile, purché idonea ad alterare, in senso peggiorativo, le garanzie patrimoniali offerte dal debitore, e va valutato con riferimento al momento della decisione. (Nella specie, la S.C., ha confermato la sentenza di merito, la quale aveva escluso la legittimità della richiesta di decadenza del debitore dal beneficio del termine, avendo valutato che il mancato versamento di alcune rate di prezzo di una compravendita, accompagnato dalla spedizione di una lettera da parte del debitore, che motivava il rifiuto di onorare le rate del debito con riferimento specifico a pretesi inadempimenti della creditrice, non costituisse, di per sé, segno rivelatore di uno stato di sbilancio economico).
Il mero inadempimento di un'obbligazione non può, di per sé, dimostrare lo stato d'insolvenza né il ritardo nel pagamento di alcune cambiali è sufficiente a giustificare la decadenza del debitore dal beneficio del termine, prevista dall'art. 1186 c.c., né, infine, il mero inadempimento di un'obbligazione dimostra una situazione di dissesto economico tale da impedire al debitore di far fronte ai propri impegni. In particolare, avuto riguardo alle ipotesi di pagamenti rateali, il mancato pagamento di alcune rate scadute non è dimostrativo di uno stato d'insolvenza rilevante ai sensi dell'art. 1186 c.c. Dimostrano, invece, uno stato d'insolvenza sia l'emissione di svariati decreti ingiuntivi a carico del debitore per importo rilevante sia la domanda da parte del debitore di essere ammesso alla procedura di amministrazione controllata.