Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2249-codice-civile-tipi-di-societa
Timestamp: 2016-10-27 16:42:28+00:00
Document Index: 100061893

Matched Legal Cases: ['art. 2135', 'art. 274', 'art. 2049', 'sentenza ', 'art. 2049', 'art. 2049', 'art. 2049']

Art. 2249 codice civile: Tipi di società
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Le società che hanno per oggetto l’esercizio di una attività commerciale devono costituirsi secondo uno dei tipi regolati nei capi III e seguenti di questo titolo (1).
Le società che hanno per oggetto l’esercizio di una attività diversa (2) sono regolate dalle disposizioni sulla società semplice, a meno che i soci abbiano voluto costituire la società secondo uno degli altri tipi regolati nei capi III e seguenti di questo titolo (3).
Sono salve le disposizioni riguardanti le società cooperative e quelle delle leggi speciali che per l’esercizio di particolari categorie d’imprese prescrivono la costituzione della società secondo un determinato tipo.
CommentoAttività commerciale: [v. 2195]; Società semplice: [v. Libro V, Titolo V, Capo II].
(1) Possono esercitare un’attività commerciale (es.: un’attività industriale o prettamente commerciale, diretta cioè allo scambio dei beni, ovvero un’attività bancaria, assicurativa o di trasporto) solo le società in nome collettivo, le società in accomandita semplice, le società per azioni, le società a responsabilità limitata e le società in accomandita per azioni. Le società semplici non possono, invece, svolgere un’attività commerciale
(2) Ad esempio attività agricola ai sensi del-l’art. 2135.
(3) Una società non commerciale può adottare non solo la forma della società semplice (e ciò avverrà in tutti i casi in cui i soci non stabiliscono espressamente quale tipo di società adottare) ma anche tutte le altre forme previste dal codice.
Giurisprudenza annotataImpresa di navigazione
L'art. 274 cod. nav., nel disporre che "l'armatore è responsabile dei fatti dell'equipaggio", ha carattere speciale rispetto all'art. 2049 cod. civ., senza, peraltro, esaurire il tema della disciplina della responsabilità dell'armatore, che rimane soggetta alla normativa del codice civile per ogni ipotesi non espressamente contemplata dal codice della navigazione. (Nella specie, il giudice di merito, nel ritenere che il sinistro dovesse ascriversi a colpa esclusiva del comandante di un aliscafo, aveva escluso ogni profilo di responsabilità extracontrattuale a carico dell'armatore-vettore, omettendo di esaminare la dedotta circostanza del rapporto di dipendenza tra il comandante e la compagnia marittima proprietaria dell'imbarcazione, nonché se il vettore, ed i suoi preposti ed ausiliari, avesse diligentemente adottato le cautele necessarie ad assicurare la piena incolumità dei viaggiatori, in ispecie con riguardo all'esecuzione delle manovre della nave in fase di attracco). Cassa con rinvio, Trib. Roma, 06/02/2013
Cassazione civile sez. VI 14 novembre 2014 n. 24347 Responsabilità civile
Cassazione civile sez. III 04 novembre 2014 n. 23448 La pubblica amministrazione risponde infatti del fatto illecito dei propri dipendenti tutte le volte che tra la condotta causativa del danno e le funzioni esercitate dal dipendente esista un nesso di occasionalità necessaria, e quest'ultimo sussiste tutte le volte che il pubblico dipendente non abbia agito come semplice privato per fini esclusivamente personali e del tutto estranei all'Amministrazione, ma abbia tenuto una condotta anche solo indirettamente ricollegabile alle attribuzioni proprie dell'agente (confermato, nella specie, l'obbligo risarcitorio in capo al ministero per la condotta di un poliziotto, che aveva sparato un colpo per sedare una rissa, colpendo una persona; la Corte ha sottolineato che seppur fuori servizio, la condotta dell'agente si trovava collegata da un nesso di occasionalità necessaria con la sua attività di agente di P.S.).
Cassazione civile sez. III 10 ottobre 2014 n. 21408 La P.A. è responsabile per il fatto illecito dei propri dipendenti se sussista un nesso di occasionalità necessaria tra la condotta causativa del danno e le funzioni esercitate dal dipendente, che ricorre quando il dipendente non abbia agito quale privato per fini esclusivamente personali ed estranei all'amministrazione di appartenenza, ponendo in essere una condotta ricollegabile, anche solo indirettamente, alle attribuzioni proprie dell'agente. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di condanna della P.A. a risarcire il danno cagionato da un agente di polizia che, coinvolto in una discussione animata all'interno di un luna park e fuori dall'attività di servizio, esplodeva un colpo con la pistola di ordinanza ferendo una delle persone con le quali era intercorso il diverbio). Rigetta, App. Bologna, 05/07/2007
Cassazione civile sez. III 10 ottobre 2014 n. 21408 Qualora la vittima del fatto illecito invochi la responsabilità del datore di lavoro del danneggiante - ex art. 2049 c.c. - è suo onere dimostrare la esistenza del rapporto di dipendenza e che in tanto l'autore dell'illecito ha potuto causare il danno in quanto ha approfittato delle sue funzioni o mansioni lavorative (nesso di occasionalità necessaria). L'esistenza di tale nesso deve essere rilevata d'ufficio e non può darsi per accertata solo perché il convenuto è rimasto contumace. (Nella specie il ricorrente si doleva che il giudice del merito non avesse dichiarato la nullità della costituzione del convenuto, per difetto di mandato: in applicazione del principio che precede, la Suprema corte ha ritenuto inammissibile la doglianza, per carenza di interesse in capo al ricorrente, atteso che in ogni caso la sua domanda sarebbe stata rigettata, anche nella eventuale contumacia della parte convenuta).
Cassazione civile sez. III 06 giugno 2014 n. 12828 Ai sensi dell'art. 2049 c.c., si prevede una ipotesi di responsabilità indiretta in capo all'imprenditore appaltatore che organizza il lavoro altrui e subisce i rischi connessi ad una non buona organizzazione; non è escluso che tale responsabilità si possa estendere, in casi particolari, anche al committente, e tuttavia tale estensione costituisce una eccezione alla regola, al verificarsi di determinati presupposti che consistono nella scelta inadeguata della ditta esecutrice da parte del committente, o nell'essersi questi intromesso nella gestione dei lavori, direttamente o tramite tecnici incaricati, fino a far assumere all'appaltatore il ruolo di mero esecutore materiale.
Cassazione civile sez. III 10 aprile 2014 n. 8410 Borsa
Va ritenuta la responsabilità della banca ex art. 2049 c.c., invero in tema di intermediazione finanziaria, l’intermediario preponente risponde in solido del danno causato al risparmiatore dai promotori finanziari da lui indicati, in tutti i casi in cui sussista un nesso di occasionalità necessaria tra il fatto del promotore e le incombenze affidategli. Tale responsabilità sussiste non solo quando detto promotore sia venuto meno ai propri doveri nell’offerta dei prodotti finanziari ordinariamente negoziati dalla società preponente, ma anche in tutti i casi in cui il suo comportamento, fonte di danno per i risparmiatore, rientri comunque nel quadro delle attività funzionali all’esercizio delle incombenze affidategli.
Tribunale Salerno sez. I 02 luglio 2014 n. 3249 Art. precedente
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