Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-586-codice-civile-acquisto-dei-beni-da-parte-dello-stato
Timestamp: 2019-07-17 22:12:41+00:00
Document Index: 24337615

Matched Legal Cases: ['art. 586', 'art. 587', 'art. 511', 'art. 565', 'art. 586', 'art. 586', 'art. 586', 'art. 586', 'art. 827', 'art. 67', 'art. 827', 'art. 586', 'art. 110', 'sentenza ', 'art. 2697', 'art. 586']

Art. 586 codice civile: Acquisto dei beni da parte dello Stato | La Legge per tutti
In mancanza di altri successibili (1), l’eredità è devoluta allo Stato. L’acquisto si opera di diritto senza bisogno di accettazione e non può farsi luogo a rinunzia.
Lo Stato non risponde dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni acquistati (2).
(1) Ci si riferisce sia all’ipotesi in cui questi non esistono, sia all’ipotesi in cui esistono, ma non possono (indegnità) o non vogliono accettare l’eredità.
Nel primo caso l’acquisto avviene al momento dell’apertura della successione ma non si consolida finché il diritto di accettare l’eredità non si sia prescritto; nel secondo caso l’acquisto si verifica solo una volta che i precedenti chiamati abbiano perso il diritto di accettare.
(2) Il beneficio della responsabilità limitata è accordato a prescindere dalla compilazione di un inventario.
Decorso il termine per l'accettazione dell'eredità, parificabile alla mancanza di eredi successibili di cui all'art. 586 c.c., si verifica "ope legis" l'acquisto automatico e retroattivo in capo allo Stato italiano, erede necessario, dei beni relitti.
Ai sensi dell'art. 587 comma 1 c.c., il testatore può validamente escludere dall'eredità, in modo implicito o esplicito, un erede legittimo, purché non legittimario, a condizione però che la scheda testamentaria contenga anche disposizioni positive, rivolte cioè ad attribuire beni ereditari ad altri soggetti, nella forma dell'istituzione di erede o del legato. È, quindi, nullo per illiceità della causa il testamento con il quale il "de cuius" diseredi tutti i suoi parenti (non legittimari) di ogni ordine e grado, qualora dall'interpretazione della scheda testamentaria non risulti che il testatore, nel manifestare espressamente la volontà di diseredare i suoi successibili, abbia inteso - anche implicitamente - attribuire, nel contempo, le proprie sostanze allo Stato.
Corte appello Catania 28 maggio 2003
In mancanza di testamento, le spese di inventario, che l'art. 511 c.c. prevede essere a carico dell'eredità, devono essere addebitate alle persone indicate dall'art. 565 c.c., sulla successione legittima, ed, in mancanza di altri successibili, allo Stato, nei limiti di cui all'art. 586 c.c.
Cassazione civile sez. II 24 luglio 2000 n. 9648
È valida come disposizione testamentaria, raccolta in testamento per atto di notaio, la volontà puramente discredativa, da cui consegna la successione dello Stato ai sensi dell'art. 586 c.c.
Tribunale Catania 28 marzo 2000
La limitazione all'attivo della responsabilità dello Stato disposta dall'art. 586 c.c. vale esclusivamente in relazione ai debiti ereditari pregressi, mentre non può valere a sottrarre lo Stato alle spese di manutenzione rese necessarie dal cattivo stato di conservazione di beni di cui è per successione divenuto proprietario.
Consiglio di Stato sez. IV 20 marzo 2000 n. 1472
Il disposto dell'art. 586 c.c., ove è previsto l'acquisto dell'eredità da parte dello Stato in caso di assenza di successibili, configura un'ipotesi di acquisto "iure successionis" a titolo derivativo. Detta norma non è pertanto una specificazione del fenomeno di acquisto a titolo originario contemplato all'art. 827 c.c. in materia di beni immobili vacanti ma configura una fattispecie di natura diversa. L'art. 67 comma 2 dello statuto speciale delle regione Trentino Alto Adige ha derogato, per i beni immobili posti nel territorio della regione, all'art. 827 c.c., ma non ha modificato la portata dell'art. 586 c.c. che è tuttora in vigore anche nel territorio della regione stessa.
Cassazione civile sez. II 11 marzo 1995 n. 2862
Qualora la parte costituita sia morta nel corso del giudizio, il ricorrente per cassazione ha l'onere di provare la legittimazione passiva processuale dei soggetti ai quali l'impugnazione è stata notificata, a meno che tale legittimazione non sia riconosciuta dagli interessati, perché la successione nel processo ai sensi dell'art. 110 c.p.c. di altri soggetti alla parte originaria, è un fatto costitutivo del diritto processuale ad impugnare la sentenza nei loro confronti, che deve essere provato ai sensi dell'art. 2697 c.c. dalla parte che lo esercita. (Nella specie il ricorso per cassazione era stato notificato al Ministero delle finanze sul presupposto che la controparte deceduta nel corso del giudizio non avesse lasciato eredi per cui le sarebbe subentrato lo Stato ai sensi dell'art. 586 c.c. La S. C. ha dichiarato inammissibile il ricorso in quanto non era stata fornita la prova della inesistenza di altri successibili entro il sesto grado).
Cassazione civile sez. II 30 gennaio 1998 n. 944