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Timestamp: 2019-08-23 05:28:51+00:00
Document Index: 70319141

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 104', 'art. 24', 'art. 21', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 21', 'art. 104', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 21', 'art. 27']

Carta dei servisi e DURC
Autore Topic: Carta dei servisi e DURC (Letto 2341 volte)
Re:Carta dei servisi e DURC
« Risposta #11 il: 08 Agosto 2016, 09:54:27 »
Citazione da: Staff Omniavis - 03 Agosto 2016, 07:57:45
Grazie per il contributo, veramente interessante.
PRECISIAMO che nella prima risposta abbiamo dato per scontato che con "mancanza di carta d'esercizio" si facesse riferimento all'ipotesi (NON AUTOMATICA) che il soggetto fosse privo della relativa autorizzazione/scia.
CONFERMATO che il titolo all'attività commerciale (autorizzazione/scia) è cosa diversa dalla CARTA DI ESERCIZIO (rilasciata dal Comune ai fini di controllo), confermiamo tuttavia che la Regione Lombardia assegna al possesso della CARTA DI ESERCIZIO un valore non soltanto di "prova documentale", ma anche di "semi-titolo" abilitativo tanto che l'art. 27 della L.R. 6/2010 distingue due fattispecie sanzionatorie:
5. Chiunque eserciti il commercio sulle aree pubbliche senza la prescritta autorizzazione o fuori dal territorio previsto dall'autorizzazione stessa, nonché senza l'autorizzazione o il permesso di cui all'articolo 21, comma 11, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.500 euro a 10.000 euro e con la confisca delle attrezzature e della merce.
7. L’operatore che risulta sprovvisto della carta di esercizio prevista dall’articolo 21, comma 10, o della relativa attestazione annuale, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 500,00 euro a 3.000,00 euro. Nel caso di mancato aggiornamento della carta di esercizio entro trenta giorni dalla modifica dei dati in essa presenti, l’operatore è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 150,00 a 1.000,00 euro.(95)
La norma è criticabile sotto vari punti di vista (ad esempio in quanto fa ricadere sull'interessato eventuali colpe da ritardo o inerzia nel rilascio della carta di esercizio a carico del Comune), tuttavia è abbastanza lineare.
Intervengo per una doverosa (a parer mio) precisazione:
l'emissione della carta di esercizio ( e della Attestazione di regolarità contributiva) non è di competenza comunale, non più almeno da quando è stata istituita la piattaforma MUTA (Modello Unico Trasmissione Atti).
Il commerciante (o suo delegato) deve compilare la Carta sul portale, indicando i dati aziendali e tutti i titoli posseduti per il commercio su aree pubbliche, comprese le concessioni per le fiere.
La piattaforma provvede ad inviare una Pec di notifica ad ogni Comune, il quale, dopo aver accertato l'esattezza dei dati, VIDIMA il titolo di sua competenza, oppure NEGA la vidimazione (cosa che genera una Pec di notifica al compilatore che provvederà a correggere).
Una volta che tutti i titoli sono stati vidimati, la piattaforma consente al commerciante di generare il PDF della Carta di Esercizio, che è dotata anche di un QR Code che consente agli operatori preposti ai controlli di verificare la validità della stessa.
Anche i comuni interessati hanno la possibilità di scaricare il Pdf da tenere in archivio.
In base ad un accordo fatto dalla Regione e dall'Anci Lombardia, i sindacati di categoria maggiormente rappresentativi in ambito regionale, sono autorizzati a compilare le carte d'esercizio senza necessità di farle vidimare.
Il sistema è (molto) perfettibile, funziona abbastanza bene ed ha alleggerito di molto i compiti dei Comuni.
Che poi non sentissimo la mancanza della versione riveduta e corretta del vetusto libretto degli ambulanti è un altro discorso, ma si sa che in Italia si invocano le liberalizzazioni perché vogliamo un paese moderno, salvo far rientrare le vecchie regole della finestra!
« Risposta #10 il: 06 Agosto 2016, 17:44:27 »
Da ricerche fatte su normattiva, la legge regionale sulla semplificazione amministrativa è la n. 51 del 3 agosto 2016; probabilmente, per un refuso, è stata erroneamente indicata la L.R. 46/2016.
http://raccoltanormativa.consiglio.regione.toscana.it/articolo?urndoc=urn:nir:regione.toscana:legge:2016-08-03;51
« Risposta #9 il: 05 Agosto 2016, 19:57:39 »
Una cosa ci tengo a dirla.
E' dal 1982 (tralasciando la stagione a tempo determinato del 1981) che lavoro nella polizia municipale. Ho partecipato a convegni, forum, incontri, dibattiti,...
Ma devo dire che l'esperienza maturata all'interno di questo forum è davvero singolare.
Non tanto perché non esistano altre occasioni di confronto professionale ma, laddove esistono, queste sono anche il frutto di un prodotto associativo.
Qui siamo inseriti all'interno di un forum "commerciale", dove gli esperti non fanno della loro conoscenza un prodotto economico da tenere riservata a momenti particolari.
Credo che si palesi, invece, una generosità culturale tutta particolare che è il valore aggiunto alle autorevoli risposte o proposte che vengono formulate.
Poco far ben poco, se non esprimere un mio sincero senso di gratitudine e cercare di pubblicizzare al massimo questo forum e, visto i risultati che garantisce, anche il "prodotto commerciale" al quale è sicuramente collegato.
« Risposta #8 il: 05 Agosto 2016, 09:17:11 »
Attività economiche in Toscana - semplificazione amministrativa LR 26/7/16
LEGGE REGIONALE N. 46/2016
(Atti del Consiglio)
Misure in materia di semplificazione amministrativa per il sostegno di attività
economiche. Modifiche alle leggi regionali 28/2005, 31/2005, 55/2008, 40/2009.
Approvata dal Consiglio regionale nella
Art. 1 - Distribuzione di carburanti eco compatibili. Modifiche all’articolo 54 della l.r. 28/2005
Art. 2 - Commercio elettronico. Inserimento dell’articolo 66 bis nella l.r. 28/2005
Art. 3 - Tutela dell’affidamento e della buona fede. Inserimento dell’articolo 1 bis nella l.r. 31/2005
Art. 4 - Qualità della normazione in materia di micro, piccola e media impresa. Inserimento dell’articolo 4 bis nella l.r. 55/2008
Art. 5 - Sessione per la semplificazione. Inserimento dell’articolo 1 bis nella l.r. 40/2009
Art. 6 - Riordino di organi collegiali. Inserimento dell’articolo 2.1 nella l.r. 40/2009
Art. 7 - Banca dati dei pareri regionali. Inserimento dell’articolo 14 ter nella l.r. 40/2009
Art. 8 - Riduzione di termini. Modifiche all’articolo 15 della l.r. 40/2009
Art. 9 - Controlli sulle imprese. Inserimento del capo IV bis del titolo II della l.r. 40/2009
Art. 10 - Agenda regionale dei controlli sulle imprese. Inserimento dell’articolo 48 bis nella l.r. 40/2009
Art. 11 - Sistema degli sportelli unici per le attività produttive. Sostituzione dell’articolo 72 della l.r. 40/2009
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=35514.0
« Risposta #7 il: 04 Agosto 2016, 19:20:26 »
« Risposta #6 il: 03 Agosto 2016, 14:33:02 »
Citazione da: Giovanni Fontana - 03 Agosto 2016, 08:39:36
Condivido sul punto che non possa ricadere sull'utenza, l'inadempimento della P.A.
Mi si permetta una chiosa: quindi, l'autorizzazione/scia, rilasciata in Lombardia (come, direi, in qualsiasi regione), è, di per se, titolo sufficiente a legittimare il commercio itinerante in Toscana.
Invece, per quanto riguarda le modifiche alla L.R. 28, ci sono novità? Ho letto di iniziative della G.R.
L'intenzione è di approvare il Nuovo Codice entro la fine del 2016
http://www.toscana-notizie.it/-/commercio-approvato-il-documento-preliminare-del-nuovo-codice
Ovviamente molto dipenderà anche dall'esito del referendum costituzionale ... diciamo che realisticamente l'approvazione potrebbe arrivare per pasqua 2017 (anche per consentire l'inserimento di norme in materia di commercio su AAPP
« Risposta #5 il: 03 Agosto 2016, 08:39:36 »
« Risposta #4 il: 03 Agosto 2016, 07:57:45 »
« Risposta #3 il: 02 Agosto 2016, 16:50:20 »
Un sentito ringraziamento a Codesto autorevole Staff.
Peraltro, trattandosi comunque di una traccia operativa cui farò, comunque, necessario e concreto riferimento, mi pare di aver compreso che l'assenza della "carta d'esercizio", perché mai rilasciata, viene considerata da Codesto Staff alla stregua della mancanza dell'autorizzazione e quindi, il soggetto è assoggettabile alla saznione amministrativa prevista dal Codice del Commercio per l'esercizio del commercio itinerante in assenza di titolo (ex art. 104, comma 1 Cod. Comm.).
A parere di chi scrive, invece, la "carta d'esercizio" non sostituisce l'autorizzazione (ex art. 24, comma 1, L.R. 6/2010 Lombardia), ma viene rilasciata, al solo fine di "...agevolare le operazioni di controllo dell'attività...", contenendo, quest'ultima "...gli elementi di identificazione personale degli operatori e i titoli autorizzatori utilizzati per lo svolgimento dell'attività [...] in forma itinerante...". Tra l'altro, il rilascio di questa "carta d'esercizio" è atto dovuto del comune e quindi, mi sembra di comprendere che il suo mancato rilascio non corrisponde ad un inadempimento del commerciante, ma del comune stesso (ex art. 21, comma 10 L.R. 6/2010).
Tant'è, che con riferimento alla mancata ostensibilità della carta d'esercizio - ancorché rilasciata - mentre la Regione Lombardia ne prevede specifica sanzione (ex art. 27, comma 7 L.R. 6/2010); nel caso in cui la carta d'esercizio non è ostensibile, perché mai rilasciata, l'ipotesi sanzionatoria che ne cosengue deve, necessaramente, riferirsi al mancato rilascio dell'autorizzazione amministratva (ex art. 27, comma 5 L.R. 6/2010) ch'è da considerarsi attività prodromica al rilascio della "carta d'esercizio" stessa. Ma se il soggetto fosse titolare di autorizzazione per il commercio itinerante, per quale motivo il Comune non gli avrebbe rilasciato la "carta d'esercizio" che, per quanto mostrato, ha la sola funzione di facilitare le attività di controllo e non anche legittimare l'esercizio del commercio?
Mutuando, invece, l'ipotesi che sembra essere stata prospettata da Codesto Staff e cioè quella della perseguibilità - a titolo di "commercio itinerante abusivo" - del commerciante lombardo che in Toscana opera in carenza di "carta d'esercizio", perché mai rilasciata, è ben evidente, che tale situazione è da ricondurre (se non ho male interpretato la risposta) ad altra ipotesi che cerco di ricostruire, allo stato della legislazione vigente.
In tal senso, quando il citato art. 21, comma 10 della L.R. 10/2006, descrive la "carta d'esercizio" e quindi, ne delimita i relativi poteri funzionali, stabilisce, inoltre, che le modalità di rilascio della stessa, sono definite dalla Giunta Regionale. A corredo di queste mie considerazioni sommarie, non ho avuto la possibilità di acquisire, quale fonte di cognizione, la verosimile deliberazione di G.R., mediante la quale si stabiliscono tali modalità e quindi, per provare a conformarmi alla ipotesi che sembra essere stata prospettata da Codesto Staff, potrebbe significare che la "carta d'esercizio" non possa essere rilasciata a chi non ha i requisiti necessari per poter esercitare, in concreto, il commercio. E quindi, al di la del tenore letterale e del valore formale della legge regionale di riferimento, chi non ha la carta d'esercizio, perché mai rilasciata, non può esercitare il commercio, in quanto non autorizzato.
Dunque, tornando al caso di specie (commerciante lombardo munito di Scia utinerante, ma non di carta d'esercizio, perché mai rilasciata, che opera in Toscana), si possono profilare due diverse ipotesi, relativamente alle quali auspico il massimo e costruttivo confronto:
A. a parere di chi scrive ed allo stato delle fonti di cognizione in suo possesso, l'itinerante può esercitare il commercio, in forza dell'autorizzazione rilasciata dal Comune lombardo ove egli ha inteso iniziare l'attività e la mancanza della carta d'esercizio, è circostanza che l'organo accertatore (toscano) è tenuto a segnalare al Comune che ha rilasciato l'autorizzazione;
B. mutuando quella che sembra essere Codesta autorevole interpretazione, il mancato rilascio della carta d'esercizio lombarda, sottende la mancanza dei requisiti necessari per l'esercizio del commercio (sulla base di quanto stabilito dalla Giunta Regionale) e dunque, colui che esercita il commercio sul solo presupposto del possesso dell'autorizzazione commerciale, ma risulta sprovvisto della relativa carta d'esercizio, perché mai rilasciata, è assoggettabile alla sanzione prevista dall'art. 104, comma 1 del Codice del Commercio. In tal senso, copia del verbale di accertamento va trasmesso al competente comunque di rilascio, per gli adempimenti di competenza.
Con riferimento a quanto affermato in ordine al possesso del DURC, condivido appieno.
Ringrazio e resto in attesa del seguito sul quale sarò ben lieto di confrontarmi, con spirito accademico ma, non da meno, per gli evidenti risvolti sul piano dei controlli che ne conseguiranno.
Colgo l'occasione per chiedere se si prevede quando andrà in discussione il nuovo Codice del Commercio della Regione Toscana e se esiste una bozza del testo che sarà presentato al Consiglio Regionale.
« Ultima modifica: 02 Agosto 2016, 18:04:24 da Staff Omniavis »
« Risposta #2 il: 02 Agosto 2016, 11:26:36 »
1) il DURC (Italia) o documento equipollente (UE) deve essere posseduto dall'interessato che opera in Toscana
2) la mancanza soggiace alle sanzioni della legge regionale Toscana
3) l'accertamento è di competenza del Comune toscano
a) un itinerante LOMBARDO che operasse in Toscana senza carta di esercizio commetterebbe in Toscana un illecito, accertabile dagli organi di vigilanza toscani, MA NON con riferimento alla legge regionale della Lombardia (NON APPLICABILE), ma con riferimento a quella nazionale e toscana. Opererebbe cioè SENZA TITOLO.
b) caso diverso è quello dell'operatore che HA LA CARTA DI ESERCIZIO o dichiara di averla ma NON LA ESIBISCE. In questo caso non vi sono sanzioni "toscane" ed il Comune deve segnalare il fatto al Comune della LOMBARDIA. Se il Comune conferma che il titolo esiste allora OK (eventualmente tale Comune applicherà la sanzione per la mancata esibizione) ... altrimenti scrive e il Comune toscano farà sanzione per mancanza del titolo
« Risposta #1 il: 01 Agosto 2016, 19:25:42 »
Come risaputo, l'art. 40-bis, comma 6 del cod. commercio Toscana, al comma 5, prevede che "... le imprese abilitate all’esercizio di attività di commercio su aree pubbliche in forma itinerante sono tenute, nell’esercizio di detta attività, a disporre del documento unico di regolarità contributiva (DURC) o della documentazione sostitutiva di cui all'articolo 40 ter, da esibire a richiesta agli organi di controllo. Tale obbligo deve essere assicurato anche dagli operatori spuntisti in mercati e fiere della Regione...".
La documentazione di cui all'art. 40 ter, comma 2, del citato Codice, fa riferimento alla impresa comunitaria e quindi, mi domando se per impresa comunitaria debba intendersi anche quella appartenente ad una regione italiana, che non sia la Toscana.
In particolare, nel ns. territorio, abbiamo un itinerante lombardo, relativamente al quale, il comune lombardo di rilascio dell'autorizzazione, ci chiede di verificare se ha al seguito la carta d'esercizio di cui all'art. 21, comma 10 della L.R. Lombardia 6/2010 e, in caso negativo, di comunicare gli esiti del controllo per l'applicazione della relativa sanzione.
Ciò premesso, non comprendo come io possa accertare, in Toscana, un illecito previsto da una legge regionale di un'altra regione, quando nella Regione dove opero, è previsto che il contribuente produca comunque il DURC.
Quindi, a mio modo di vedere, il cittadino che opera con autorizzazione lombarda (come di qualsiasi altra regione), in Toscana, deve comunque avere con se il DURC, giacché l'unica deroga che prevede il Codice del Commercio, è che si tratti di impresa comunitaria munita di idonea documentazione, attestante la regolarità contributiva.
Nel caso specifico, la c.d. carta d'esercizio della Regione Lombardia, non mi pare abbia funzione di verifica della regolarità contributiva dell'itinerante, quanto, piuttosto, di facilitazione delle operazioni di controllo dell'identità e dei titoli amministrativi richiesti.
In buona sostanza e a parere di chi scrive, l'itinerante lombardo che opera in Toscana, ha l'obbligo di documentare la regolarità contributiva della propria azienda, mediante esibizione del DURC, in conformità a quanto previsto dal Codice del Commercio.
Peraltro, l'itinerante lombardo ha comunque l'obbligo di ottenere, preliminarmente, la carta d'esercizio e quindi, laddove questi ne sia sprovvisto, l'organo di controllo - ancorché toscano - ne segnala l'inadempimento al competente Comune di rilascio, che, valutati gli atti d'ufficio, applica la sanzione prevista dall'art. 27, comma 7, della L.R. Lombardia n. 6/2010.
E' gradito un parere nel merito.