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Timestamp: 2019-05-21 17:15:48+00:00
Document Index: 31239949

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INAIL - ISTITUTO NAZIONALE PER L'ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO (Omissis) in persona del Dirigente con incarico di livello generale, Direttore della Direzione Centrale Prestazioni, elettivamente domiciliato in (Omissis), presso la sede legale dell'Istituto, rappresentato e difeso dagli avvocati (Omissis), (Omissis), giusta procura speciale in calce al ricorso;
(Omissis) (Omissis), elettivamente domiciliata in (Omissis), presso lo studio dell'avvocato (Omissis), che la rappresenta e difende, giusta procura in calce al controricorso;
avverso la sentenza n. 330/2010 della CORTE D'APPELLO di BRESCIA del 10.6.2010r depositata il 10/07/2010;
è presente il Procuratore Generale in persona del Dott. MAURIZIO VELARDI
1. Con sentenza del 10.6 - 10.7.2010 la Corte d'Appello di Brescia, in accoglimento del gravame proposto da (Omissis) nei confronti dell'Inail, ha riconosciuto all'appellante il diritto all'indennizzo da malattia professionale; preliminarmente la Corte territoriale ha negato che, come affermato dal primo Giudice, nella fattispecie fosse decorso il termine di prescrizione, ritenendo che, ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 1965, articoli 111 e 112 l'effetto interruttivo della prescrizione si protrae per tutta la durata del procedimento amministrativo; avverso tale sentenza della Corte territoriale l'Inail ha proposto ricorso per cassazione fondato su un motivo; (Omissis) ha resistito con controricorso;
a seguito di relazione e previo deposito di memoria della controricorrente, la causa è stata decisa in camera di consiglio ex articolo 380 bis c.p.c.;
2. con l'unico mezzo il ricorrente denuncia violazione di norme di diritto, negando che, in base al disposto del Decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 1965, articoli 111 e 112 l'effetto interruttivo della prescrizione si protragga per tutta la durata del procedimento amministrativo;
la questione all'esame è stata già affrontata dalla giurisprudenza di questa Corte e risolta, pur in presenza di una pronuncia di diverso segno, nel senso che, a norma del Decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 1965, articoli 111 e 112 la prescrizione triennale del diritto alle prestazioni previdenziali previste in tema di infortuni e malattie professionali nel settore industriale è soggetta ad un unico periodo di sospensione della durata massima di centocinquanta giorni, collegato alla pendenza del procedimento amministrativo, indipendentemente dal momento in cui il relativo iter venga di fatto a concludersi (cfr, Cass., nn. 15343/2002; 12533/2004; 25261/2007; 14770/2008; contra, Cass., n. 15322/2007);
più in particolare è stato osservato (cfr, Cass., n. 25261/2007, cit.) che:
il passaggio motivazionale della predetta sentenza delle Sezioni Unite relativo alla sospensione della prescrizione è strumentale all'unico tema ivi trattato (ossia la natura giuridica della prescrizione in materia) e non costituisce interpretazione nomofilattica de4l Decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 1965, articolo 111;
il sistema così delineato appare coerente con il principio generale del contenzioso previdenziale, per il quale, una volta che l'assicurato abbia proposto una domanda amministrativa di prestazione, vi devono essere tempi certi per la sua definizione sia in sede amministrativa, sia in sede giudiziaria; tale principio, che corrisponde ad un interesse pubblico (cfr, Corte Cost., n. 234/1974), vale anche per i diritti previdenziali imprescrittibili, come t diritti pensionistici (cfr, Cass., nn. 11935/2004; 1481/1989);
la sentenza impugnata non si è conformata al suindicato prevalente orientamento giurisprudenziale, nè le considerazioni esposte al riguardo offrono elementi per addivenire a diverse soluzioni della questione;
3. in definitiva il ricorso deve pertanto essere accolto e la sentenza impugnata va quindi cassata;
non essendo necessari ulteriori accertamenti fattuali, la controversia può essere decisa nel merito con il rigetto della domanda; non è luogo a provvedere sulle spese dell'intero processo, stante l'avvenuta formulazione, nel ricorso introduttivo del giudizio, di dichiarazione di esonero da parte della soccombente.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta la domanda; nulla per le spese.