Source: http://www.giordanoarreda.it/garanzia/
Timestamp: 2019-02-17 00:55:18+00:00
Document Index: 106237063

Matched Legal Cases: ['art. 1519', 'art. 1519', 'art.10', 'art. 76', 'art.1', 'art. 14']

Garanzia - Giordano Arreda
L’ Onestà
L’onestà e la trasparenza sono principi che applichiamo dal 1947 ed a rafforzare questo sentimento qui sotto abbiamo inserito il testo completo che regola le norme della garanzia dei nostri mobili.
( 550 . dlgs 2/2/2002 N 24)
La Giordano Arreda applica rigorosamente le seguenti norme di legge:“il venditore è responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene (art . 1519 – quatert C.C.)
“il venditore è responsabile , quando il difetto di conformità si manifesta entro il termine di due anni dalla consegna del bene” (art .1519 – sexies . C.C)
Qui di seguito il testo liberamente tratto dalla pagina Pubblicata sul sito del Parlamento Italiano al solo scopo di facilitare il visitatore del sito nel reperire le informazioni relative alle leggi e regoli vigenti e pertanto la Giordano Arreda non è in alcun modo responsabile del contenuto.
La Fonte del testo è a reperibile a questo Link “Decreto Legislativo 2 febbraio 2002, n. 24”
Pubblicato su: S.O. n. 40/L alla G.U. n. 57, 08/03/2002
Testo in vigore dal 23 marzo 2002.
Vista la legge del 29 dicembre 2000, n. 422 (legge comunitaria 2000), ed in particolare l’articolo 1, commi 1 e 3, e
Vista la direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, su taluni aspetti della vendita e
delle garanzie dei beni di consumo;
Vista l’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n.400;
Sulla proposta dei Ministri per le politiche comunitarie e delle attività produttive, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, della giustizia, dell’economia e delle finanze;
Art. 1 – Disciplina della vendita dei beni di consumo
Dopo il paragrafo 1 della sezione II del capo I del titolo III del libro IV del codice civile è inserito il seguente paragrafo:
«1-bis. Della vendita dei beni di consumo
1519-bis. (Ambito di applicazione e definizioni)
Le disposizioni del presente paragrafo si applicano alla vendita di beni di consumo usati, tenuto conto del tempo del pregresso utilizzo, limitatamente ai difetti non derivanti dall’uso normale della cosa.
1519-ter (Conformità al contratto)
Si presume che i beni di consumo siano conformi al contratto se, ove pertinenti, coesistano le seguenti circostanze:
In caso di difetto di conformità, il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, a norma dei commi terzo, quarto, quinto e sesto, ovvero ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto, conformemente ai commi settimo, ottavo e nono.
b) il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione del bene entro il termine congruo di cui al commasesto;
a) qualora il consumatore abbia già richiesto uno specifico rimedio, il venditore resta obbligato ad attuarlo, con le necessarie conseguenze in ordine alla decorrenza del termine congruo di cui al comma sesto, salvo accettazione da parte del consumatore del rimedio alternativo proposto
1519- sexies (Termini)
Il venditore è responsabile, a norma dell’articolo 1519-quater, quando il difetto di conformità si manifesta entro il termine di due anni dalla consegna del bene.
Il consumatore decade dai diritti previsti dall’articolo 1519-quater, comma secondo, se non denuncia al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto. La denuncia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del difetto o l’ha occultato.
L’azione diretta a far valere i difetti non dolosamente occultati dal venditore si prescrive, in ogni caso, nel termine di ventisei mesi dalla consegna del bene; il consumatore, che sia convenuto per l’esecuzione del contratto, può tuttavia far valere sempre i diritti di cui all’art. 1519-quater, comma secondo, purché il difetto di conformità sia stato denunciato entro due mesi dalla scoperta e prima della scadenza del termine di cui al periodo precedente.
La garanzia convenzionale vincola chi la offre secondo le modalità indicate nella dichiarazione di garanzia medesima onella relativa pubblicità.
Una garanzia non rispondente ai requisiti di cui ai commi secondo, terzo e quarto rimane comunque valida e il consumatore può continuare ad avvalersene ed esigerne l’applicazione.
1519- octies (Carattere imperativo delle disposizioni).
Nel caso di beni usati, le parti possono limitare la durata della responsabilità di cui all’art. 1519-sexies, comma primo, ad un periodo di tempo in ogni caso non inferiore ad un anno.
Le disposizioni del presente paragrafo non escludono né limitano i diritti che sono attribuiti al consumatore da altrenorme dell’ordinamento giuridico».
Art. 2. (Norme transitorie)
Le disposizioni di cui all’articolo 1 non si applicano alle vendite dei beni e ai contratti equiparati per i quali la consegnaal consumatore sia avvenuta anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
Fino al 30 giugno 2002, le disposizioni di cui all’articolo 1519-septies del codice civile, introdotto dall’articolo 1 del presente decreto, non si applicano ai prodotti immessi sul mercato prima della data di entrata in vigore del presente decreto.
Visto, il Guardasigilli:CASTELLI
– Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall’amministrazione competente per materia ai sensi dell’art.10, comma 3 del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee (GUCE).
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che l’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
– La legge 29 dicembre 2000, n. 422 reca: «Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – legge comunitaria 2000». Si riporta il testo dell’art.1, commi 1 e 3 e l’allegato B della suddetta legge:
«Art.1. – 1. Il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, i decreti legislativi recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati A e B.
Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato B sono trasmessi,dopo l’acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge, alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica affinché sudi essi sia espresso, entro quaranta giorni dalla data di trasmissione, il parere delle Commissioni competenti per materia,nonché, nei casi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera g), della Commissione parlamentare per le questioni regionali; decorso tale termine, i decreti sono emanati anche in mancanza di detto parere. Qualora il termine previsto per il parere delle Commissioni scada nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini previsti ai commi 1 e 4 o successivamente, questi ultimi sono prorogati di novanta giorni».
93/104/CE: direttiva del Consiglio, del 23 novembre 1993, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro.
94/45/CE: direttiva del Consiglio, del 22 settembre 1994, riguardante l’istituzione di un comitato aziendale europeo o di una
procedura per l’informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie.
96/97/CE: direttiva del Consiglio, del 20 dicembre 1996, che modifica la direttiva 86/378/CEE relativa all’attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne nei regimi professionali di sicurezza sociale.
1999/29/CE: direttiva del Consiglio, del 22 aprile 1999, relativa alle sostanze ed ai prodotti indesiderabili nell’alimentazione degli animali.
1999/45/CE: direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 1999, concernente il ravvicinamento delle
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura dei preparati pericolosi.
1999/62/CE: direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 1999, relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l’uso di alcune infrastrutture.
1999/63/CE: direttiva del Consiglio, del 21 giugno 1999, relativa all’accordo sull’organizzazione dell’orario di lavoro della gente di mare concluso dall’Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) e dalla Federazione dei sindacati dei trasportatori dell’Unione europea (FST).
1999/70/CE: direttiva del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.
1999/79/CE: direttiva della Commissione, del 27 luglio 1999, recante modifica alla terza direttiva 72/199/CEE che fissa i metodi di analisi comunitari per i controlli degli alimenti per gli animali».
– La legge 23 agosto 1988, n. 400 reca: «Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri». L’art. 14 della suddetta legge così recita:
«Art. 14 (Decreti legislativi). –
1. I decreti legislativi adottati dal Governo ai sensi dell’articolo 76 della Costituzione sono emanati dal Presidente della Repubblica con la denominazione di «decreto legislativo» e con l’indicazione, nel preambolo, della legge di delegazione, della deliberazione del Consiglio dei ministri e degli altri adempimenti del procedimento prescrittidalla legge di delegazione.
L’emanazione del decreto legislativo deve avvenire entro il termine fissato dalla legge di delegazione; il testo del decretolegislativo adottato dal Governo è trasmesso al Presidente della Repubblica, per la emanazione, almeno venti giorni primadella scadenza.
Se la delega legislativa si riferisce ad una pluralità di oggetti distinti suscettibili di separata disciplina, il Governo puòesercitarla mediante più atti successivi per uno o più degli oggetti predetti. In relazione al termine finale stabilito dalla leggedi delegazione, il Governo informa periodicamente le Camere sui criteri che segue nell’organizzazione dell’esercizio delladelega.
In ogni caso, qualora il termine previsto per l’esercizio della delega ecceda i due anni, il Governo è tenuto a richiedere il parere delle Camere sugli schemi dei decreti delegati. Il parere è espresso dalle Commissioni permanenti delle due Camerecompetenti per materia entro sessanta giorni, indicando specificamente le eventuali disposizioni non ritenute corrispondentialle direttive della legge di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni successivi, esaminato il parere, ritrasmette, con le sueosservazioni e con eventuali modificazioni, i testi alle Commissioni per il parere definitivo che deve essere espresso entro trenta giorni».
Testo liberamente tratto dalla pagina Pubblicata sul sito del Parlamento Italiano al solo scopo di facilitare il visitatore del sito nel reperire le informazioni relative alle leggi e regoli vigenti .