Source: http://mobile.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/108/R108*16
Timestamp: 2019-04-22 22:33:49+00:00
Document Index: 45797953

Matched Legal Cases: ['art. 107', 'art. 108', 'art. 108', 'art. 95', 'art. 108', 'art. 108', 'art. 108', 'art. 108', 'art. 586']

Notevole sproporzione tra il prezzo offerto e il giusto prezzo
Il fatto che, successivamente al deposito della documentazione relativa al procedimento di vendita competitiva, che si sia svolto nel rispetto dei principi fissati dall’art. 107 legge fall., venga formulata una offerta del dieci per cento superiore al prezzo di aggiudicazione non significa che il bene sia stato aggiudicato a prezzo notevolmente inferiore a quello giusto ai sensi dell’art. 108 legge fall. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 19 Aprile 2018. Segue...
Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Modalità - Aggiudicazione - Prezzo notevolmente inferiore a quello giusto - Sospensione della vendita - Potere discrezionale del giudice
L’art. 108 l.f. richiede, quale presupposto sostanziale per l’esercizio del potere di impedimento del perfezionamento della vendita, la rilevante inferiorità del prezzo offerto rispetto a quello giusto tenuto conto delle condizioni del mercato; al riguardo la mera presenza di una offerta successiva migliorativa non può essere considerata da sola un requisito sufficiente da cui inferire la notevole inferiorità del prezzo. (Fiorenza Chiara Villa) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 02 Febbraio 2016. Segue...
Articolo 108, comma 3, legge fallimentare nel testo vigente anteriormente alla modifica introdotta dall’art. 95 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5 (entrata in vigore il 16 luglio 2006) – Liquidazione dell’attivo fallimentare – Potere discrezionale del Giudice di disporre la sospensione della vendita di beni immobili qualora sussista una notevole sproporzione tra il prezzo offerto e quello giusto – Possibilità di esercizio anche in assenza di una nuova offerta
In tema di liquidazione dell’attivo fallimentare, al Giudice delegato è attribuito, ai sensi dell’art. 108, comma 3, legge fallimentare (nel testo “ratione temporis” applicabile), il potere discrezionale di disporre la sospensione della vendita di un bene immobile, anche senza incanto, anche ad aggiudicazione avvenuta e prima che sia emesso il decreto di trasferimento, qualora sussista una notevole sproporzione tra il prezzo offerto e quello giusto, secondo la determinazione affidata al prudente apprezzamento del Giudice; né occorre una nuova offerta, atteso che il potere del Giudice delegato di sospendere la vendita di immobili, ai sensi dell’art. 108, comma 3, legge fallimentare deve essere riconosciuto non solo nel caso in cui venga effettuata una nuova offerta dalla quale sia ravvisabile una notevole sproporzione tra il prezzo di aggiudicazione e quello in realtà ottenibile, bensì anche nel caso in cui sia stata acquisita una nuova valutazione tecnica, tale da offrire, secondo la regola del prudente apprezzamento del Giudice, la possibilità di seriamente ritenere che il prezzo di aggiudicazione (o, comunque, il prezzo fino a quel momento stabilito) sia notevolmente inferiore a quello giusto. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 05 Aprile 2013. Segue...
Così come la presenza di una nuova offerta (anche tardiva) può indurre il giudice a riscontrare l'ingiustizia del prezzo di aggiudicazione ai sensi dell'articolo 108 L.F., allo stesso modo la mancanza assoluta di offerte più alte (anche tardive) può indurre lo stesso giudice a ritenere che il prezzo di aggiudicazione sia effettivamente quello congruo, in quanto determinato dalle "condizioni di mercato". È, infatti, opportuno precisare che la eventuale notevole differenza tra il prezzo determinato in base alle condizioni di mercato e quello astratto quantificato nelle perizie di stima non può assurgere a valido parametro di riferimento per l'esercizio del potere di sospensione della vendita riconosciuto al giudice delegato dal citato articolo 108. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ivrea, 11 Ottobre 2012. Segue...
In tema di liquidazione dell'attivo fallimentare, al giudice delegato è attribuito, ai sensi dell'art. 108, comma 3, legge fall. (nel testo "ratione temporis" applicabile), il potere discrezionale di disporre la sospensione della vendita anche ad aggiudicazione avvenuta, purchè sia esplicitato un coerente criterio idoneo a sorreggere l'esercizio di tale potere, con riguardo alle finalità cui la sua attribuzione risponde - la realizzazione del massimo valore pecuniario in vista del massimo risultato utile per la massa dei creditori - risolvendosi il suo difetto in una violazione di legge; il giudizio deve pertanto riguardare la inadeguatezza del prezzo offerto in sede di aggiudicazione rispetto a quello ritenuto giusto, per essere il primo notevolmente inferiore al secondo, ciò implicando non una mera comparazione tra prezzo offerto e ipotetico astratto valore del bene (nella specie, desunto solo da una nuova perizia), bensì la constatata esistenza di elementi idonei a far seriamente ritenere il prezzo di aggiudicazione notevolmente inferiore a quello giusto (quali nuove offerte di acquisto, indebite interferenze, modalità di attuazione della vendita precedente). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ivrea, 11 Ottobre 2012. Segue...
Fallimento - Vendita di immobili - Vendita senza incanto - Avvenuta aggiudicazione - Sospensione della vendita - Potere del giudice delegato - Condizioni - Prezzo notevolmente inferiore a quello giusto - Fattispecie
In tema di liquidazione dell'attivo fallimentare, al giudice delegato è attribuito, ai sensi dell'art. 108, comma 3, legge fall. (nel testo "ratione temporis" applicabile), il potere discrezionale di disporre la sospensione della vendita - anche senza incanto, anche ad aggiudicazione avvenuta e prima che sia emesso il decreto di trasferimento, qualora sussista una notevole sproporzione tra il prezzo offerto e quello giusto, secondo la determinazione affidata al prudente apprezzamento del giudice. (Principio affermato dalla S.C. con riguardo alla presentazione di un'offerta in aumento rispetto al prezzo di aggiudicazione, inferiore a quello di stima). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Luglio 2010. Segue...
Esecuzione forzata - Prezzo e valore - Prezzo "notevolmente inferiore a quello giusto" - Sospensione della vendita ex art. 586 cod. proc. civ. - Legittimità - Condizioni - Nozione di "giusto prezzo" - Individuazione - Criteri.
Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Modalità - Aggiudicazione - Prezzo notevolmente inferiore a quello giusto - Sospensione della vendita - Condizioni - Inadeguatezza del prezzo rispetto al valore di stima - Sufficienza - Esclusione - Ulteriori criteri di valutazione - Necessità.
Esecuzione forzata - Immobiliare - Vendita - Con incanto - Ordinanza di trasferimento del bene - Opposizione agli atti esecutivi - Prezzo di aggiudicazione ritenuto notevolmente inferiore a quello giusto - Richiesta di sospensione - Condizioni per l'accoglimento della relativa istanza - Contrasto con possibili interferenze illegittime nella procedura di vendita - Criterio concorrente con quello economico - Configurabilità - Fondamento
Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Sospensione della vendita in caso di prezzo offerto notevolmente inferiore a quello giusto - Anche quando sia già intervenuta l'aggiudicazione e sino all'emissione del decreto di trasferimento - Potere del giudice delegato - Sussistenza - Giusto prezzo - Nozione
Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Vendita - Sospensione - Ammissibilità - Condizioni - Notevole sproporzione tra prezzo di aggiudicazione e prezzo contenuto in una nuova offerta o determinabile attraverso nuova valutazione tecnica - Rilevanza