Source: http://fideiussioninulle.it/2019/10/07/ipotesi-di-ricostruzione-sistematica-della-nullita-antitrust-in-tema-di-fideiussioni-schema-abi/
Timestamp: 2020-04-01 01:02:41+00:00
Document Index: 110294597

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 345', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 1419', 'art. 2']

IPOTESI DI RICOSTRUZIONE SISTEMATICA DELLA NULLITÀ ANTITRUST IN TEMA DI FIDEIUSSIONI - Fideiussioni nulle
i) da un lato si evince la conferma del fatto che si è di fronte ad una eccezione di nullità del contratto – quella per la violazione della norma di ordine pubblico di cui all’art. 2 della legge 287/1990 – rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio, e dunque non preclusa al Garante nella relativa formulazione neppure in appello, come dispone l’art. 345, comma secondo c.p.c.;
Nella decisione del 2005 le Sezioni Unite della Cassazione partono per vero dal presupposto che, posto che il contratto a valle è lo strumento con cui si chiude e si attua l’intesa a monte (e ciò alla luce della corretta interpretazione che va fornita all’art. 2 della legge antitrust e per cui contano tutti i comportamenti che concretamente hanno l’effetto di distorcere il mercato), “a detto strumento [il contratto a valle] non si può attribuire un rilievo giuridico diverso da quello della intesa [a monte] che va a strutturare, giacché il suo collegamento funzionale con la volontà anticompetitiva a monte lo rende rispetto ad essa non scindibile”.
Inoltre, e sempre dalla lettura integrale della sentenza delle Sezioni Unite 2207/2005, se pur si evince che l’utente finale che ha concluso un contratto a valle ha diritto ad ottenere il risarcimento del danno causato da una contrattazione a monte illecita per quanto sopra premesso, ad ogni modo emerge altresì che il presupposto imprescindibile per l’attuazione di detto diritto (che potrebbe anche non essere riconosciuto in giudizio) è costituito proprio dal riconoscimento della sua legittimazione a richiedere la declaratoria della nullità, sempre ex art. 33 legge 287/1990, della intesa (oltre che a monte anche) a valle. E ciò in quanto si tratta, sempre per quanto si desume dal ragionamento seguito nel suo complesso dalle Sezioni Unite del 2005 e che ne pervade l’intera pronuncia, di una unica complessiva operazione (costituita dall’accordo a monte e l’accordo a valle che attua l’accordo a monte illecito) che va sanzionata (da “sopra a sotto”, e senza “né un prima o un dopo”), in forza di quanto previsto dalla disposizione di cui all’art. 2, ultimo comma della legge 287/1990 (le intese sono nulle ad ogni effetto), da interpretarsi conformemente ai principi espressi in ambito comunitario e al fine in questo modo di prevenire e reprimere ogni effetto e forma di distorsione sul mercato. In questo senso dunque solo passando per la nullità si può neutralizzare gli effetti della intesa vietata e discutere di risarcimento del danno.
Cass. n. 3640 del 2009: giudica una controversia in cui si poneva in dubbio (ancora) la competenza del giudice ordinario in tema di accertamento dell’intesa anticoncorrenziale.
Cass. n. 13468 del 2011: si pronuncia in materia di accordo sui prezzi delle polizze RC auto. La premessa in questo caso era l’accertamento dell’autorità amministrativa, la quale aveva riconosciuto l’esistenza di un cartello tra compagnie assicuratrici e altresì aveva accertato l’esistenza di un danno economico a carico degli utenti.
In primo luogo, va rilevato, e ponendoci sempre dal presupposto di partenza che la Cassazione fa proprio (non esclusione e non incompatibilità delle norme sulla nullità dei contratti previsti dal nostro codice) che se è vero come è vero che l’art. 1419 c.c. detta, come regola generale del nostro ordinamento, quella di conservazione del contratto, prevedendo che la nullità che colpisca singole clausole non comporta immediatamente la nullità del contratto nel suo complesso, fin tanto che non risulti che le parti non avrebbero concluso il contratto senza quelle clausole, è pur sempre vero che se le clausole colpite da nullità, nella specie per contrarietà a norme imperative di ordine pubblico, quale è l’art. 2 della legge 287/1990 e dunque per illiceità, sono quelle che fondano esse stesse la causa del contratto, in questo caso il contratto ne verrebbe integralmente travolto.
Cass. 24044 26.9.2019
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