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Timestamp: 2019-01-24 13:21:50+00:00
Document Index: 168181912

Matched Legal Cases: ['art. 82', 'sentenza ', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 101', 'DTF ', 'art. 89', 'DTF ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 89', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 95', 'DTF ', 'art. 42', 'art. 106', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 42', 'art. 314', 'art. 140', 'in fine', 'art. 50', 'DTF ', 'art. 151', 'art. 16', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 5', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', '§ 6', '§ 24', 'DTF ', '§ 4', 'DTF ']

2C_1105/2016 - 2018-02-20 - Grundrecht - legge tributaria del 21 giugno 1994
2C 1105/2016, 2C 1109/2016, 2C 1113/2016, 2C 1114/2016, 2C 1115/2016, 2C 1116/2016, 2C 1117/2016, 2C 1119/2016, 2C 1120/2016, 2C 1121/2016, 2C 1122/2016, 2C 1123/2016, 2C 1124/2016, 2C 1125/2016, 2C 1126/2016, 2C 1137/2016, 2C 1138/2016, 2C 1145/2016, 2C 1146/2016
2C 1105/2016
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1.1. Il ricorso in materia di diritto pubblico è direttamente proponibile contro atti normativi dei Cantoni quando, come nel caso in esame, non sono disponibili rimedi giuridici cantonali che ne permettano il controllo astratto (art. 82 lett. b e 87 cpv. 1 LTF; sentenza 2C 169/2010 del 17 novembre 2011 consid. 1.1 non pubblicato in DTF 138 II 70; sentenza 2C 750/2008 del 2 giugno 2009 consid. 1.1, RtiD I-2010 n. 30 pag. 137 segg.). Le impugnative sono tempestive, poiché sono state presentate entro 30 giorni dalla pubblicazione secondo il diritto cantonale (art. 101 LTF), ovvero dalla pubblicazione nel Bollettino ufficiale che ha concluso l'iter legislativo (DTF 133 I 286 consid. 1 pag. 288).
1.2.1. Secondo l'art. 89 cpv. 2 lett. c LTF, i Comuni e gli altri enti di diritto pubblico hanno diritto di ricorrere se fanno valere la violazione di garanzie loro conferite dalla Costituzione cantonale o da quella federale. In questo contesto, hanno in particolare il diritto di lamentare la lesione della propria autonomia, come viene fatto nella fattispecie (DTF 135 II 156 consid. 3.1 pag. 157 seg.; sentenza 2C 226/2012 del 10 giugno 2013 consid. 2.2). Per permettere l'entrata in materia sulla base di questa disposizione non è necessario che il Comune sia realmente autonomo; basta che faccia valere in maniera plausibile una violazione dell'autonomia comunale e che sia toccato dall'atto cantonale quale detentore del pubblico imperio. Sapere se, nell'ambito litigioso, il Comune è davvero autonomo e se la sua autonomia è stata lesa è questione di merito (sentenza 2C 880/2015 del 6 marzo 2017 consid. 2.3 non pubblicato in DTF 143 II 120; DTF 136 I 404 consid. 1.1.3 pag. 407; 135 I 43 consid. 1.2 pag. 45; sentenza 2C 949/2013 del 24 marzo 2014 consid. 2.2.1 con ulteriori rinvii).
Quando è stata riconosciuta la legittimazione a ricorrere di un ente pubblico che faceva valere interessi di natura finanziaria, il Tribunale federale doveva di regola esprimersi riguardo a un conflitto tra differenti enti pubblici non subordinati uno all'altro o a un conflitto in cui un ente pubblico era il destinatario di una decisione di un altro ente pubblico, segnatamente in caso di dispute tra un Cantone e un Comune o tra due Comuni (DTF 138 II 506 consid. 2.1.2 pag. 509 seg.). Anche in simili fattispecie, il Comune è legittimato a ricorrere giusta l'art. 89 cpv. 1 LTF solo se è toccato in interessi pubblici di natura specifica e qualificata (DTF 140 I 90 consid. 1.2.2 pag. 93 seg.). Così è, in via di principio, in relazione a prestazioni in materia di assistenza sociale (DTF 140 V 328 consid. 6 pag. 333 segg.), in ambito di perequazione finanziaria intercomunale (DTF 140 I 90 consid. 1.2.2 pag. 93 seg.; 135 I 43 consid. 1.3 pag. 47; 135 II 156 consid. 3.3 pag. 160), o nel caso in cui le prestazioni finanziarie in discussione raggiungono un ammontare considerevole e la risposta alla questione litigiosa travalica la fattispecie specifica, assumendo un valore pregiudiziale (DTF 141 II 167 consid. 2.3 pag. 166 con ulteriori
rinvii).
2.1. Con il ricorso in materia di diritto pubblico è possibile tra l'altro lamentare la violazione del diritto federale (art. 95 lett. a LTF), nozione che comprende i diritti costituzionali dei cittadini (DTF 133 III 446 consid. 3.1 pag. 447 seg.). Le esigenze in materia di motivazione previste dall'art. 42 cpv. 2 LTF e quelle - accresciute - prescritte dall'art. 106 cpv. 2 LTF valgono anche per ricorsi contro atti normativi cantonali (sentenza 2C 169/2010 del 17 novembre 2011 consid. 2.1, non pubblicato in DTF 138 II 70).
2.2. Le critiche di natura costituzionale che vengono formulate dagli insorgenti nei loro ricorsi rispettano i requisiti di motivazione previsti dagli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF solo in parte. Nella misura in cui li disattendono, esse sfuggono a un esame del Tribunale federale. D'entrata, occorre inoltre rilevare che l'abrogazione dell'art. 314d LT/TI non è oggetto di nessuna critica specifica. Riguardo alla conclusione con il quale viene chiesto l'annullamento di tale disposto, che senza l'art. 140 LT/TI non pare comunque avere portata propria (messaggio del Consiglio di Stato n. 7184 del 20 aprile 2016 relativo al pacchetto di misure per il riequilibrio delle finanze cantonali, p.to 9 in fine), l'impugnativa è quindi inammissibile (sentenze 2C 116/2014 del 16 agosto 2016 consid. 3.3 e 2C 770/2012 del 9 maggio 2013 consid. 1.5.3).
3.1. Nell'ambito di un controllo astratto di una legge, la giurisprudenza permette il richiamo all'art. 50 cpv. 1 Cost., che garantisce l'autonomia comunale nella misura prevista dal diritto cantonale, soltanto per sostenere che la modifica legislativa criticata priva indebitamente i Comuni di una competenza legislativa o di un ambito d'autonomia che vengono garantiti loro dalla Costituzione cantonale (DTF 133 I 128 consid. 3.3; sentenze 2C 116/2014 del 16 agosto 2016 consid. 12.3.2 e 1C 409/2012 del 20 dicembre 2013 consid. 3.2). Che questo sia il caso anche nella fattispecie, le impugnative, che contengono un solo rinvio all'art. 151 segg. LOC/TI, non invece a una norma costituzionale specifica, tuttavia non lo sostengono.
Anche una violazione dell'art. 16 cpv. 1 Cost./TI, che garantisce l'esistenza del Comune quale ente di diritto pubblico, va pertanto a priori esclusa (DTF 110 Ia 50 consid. 4b pag. 51; sentenze 2P.204/2006 del 21 maggio 2007 consid. 9; 1C 287/2014 del 25 agosto 2015 consid. 4.1, in cui viene per altro indicato che la garanzia in questione concerne l'istituto comunale come tale, non il singolo Comune).
Simili considerazioni - che fanno per altro astrazione dal fatto che la modifica legislativa è stata presentata insieme ad altre misure (messaggio governativo del 20 aprile 2016, p.ti 5 e 9) - hanno infatti un carattere sostanzialmente politico, e non dimostrano pertanto, nemmeno esse, una violazione dell'autonomia comunale. Se è vero che il prelievo dell'imposta sugli utili immobiliari ha (anche) una funzione compensativa in relazione all'aumento di valore dei fondi imputabile all'ente pubblico (sentenza 2C 176/2016 dell'8 dicembre 2016 consid. 5.1; FELIX RICHNER/WALTER FREI/STEFAN KAUFMANN/HANS ULRICH MEUTER, Kommentar zum harmonisierten Zürcher Steuergesetz, 3a ed., 2013, pag. 1796 n. 11), resta inoltre il fatto - decisivo - che il prelievo dell'imposta in questione è di competenza del Cantone, il quale ha quindi pure la facoltà di determinare un'eventuale ripartizione dei proventi che ne derivano (precedente consid. 3.2.3).
4.1. Per giurisprudenza, vi è retroattività in senso stretto quando un nuovo regime legale viene applicato a fatti accaduti nel passato e completamente conclusi al momento dell'entrata in vigore del nuovo diritto. Alla luce degli art. 5 , 8 cpv. 1 e 9 Cost., una tale retroattività (propria), è permessa solo in presenza di particolari presupposti (DTF 126 V 134 consid. 4a pag. 135 seg.; 125 I 182 consid. 2b/cc pag. 186 seg.; 119 Ia 154 consid. 4b pag. 160, 254 consid. 3b pag. 258).
Da essa va distinta la retroattività in senso improprio, ovvero l'applicazione del nuovo diritto a situazioni che hanno avuto origine sotto il regime precedente, ma perdurano ancora dopo la modifica legislativa. A meno che non vada ad intaccare dei diritti acquisiti, dal profilo costituzionale questo secondo tipo di retroattività è di massima ammissibile (DTF 138 I 189 consid. 3.4 pag. 193 seg.; 137 II 371 consid. 4.2 pag. 373 seg.; 126 V 134 consid. 4a pag. 135 seg.; 124 III 271 consid. 4e pag. 271 seg.; 122 II 113 consid. 3b/dd pag. 124). D'altra parte, una legge non è retroattiva se si applica solo a fatti posteriori alla sua entrata in vigore ma impone di tener conto di elementi di fatto antecedenti al momento della sua applicazione, anche se essi sono anteriori all'entrata in vigore della novella legislativa (cosiddetta "Rückanknüpfung", che rientra tra i casi di retroattività impropria; DTF 119 V 200 consid. 5 c/dd pag. 206; 104 Ib 205 consid. 6 pag. 219 seg.; 102 Ia 31 consid. 3a pag. 32 seg.; JACQUES DUBEY/JEAN-BAPTISTE ZUFFEREY, Droit administratif général, 2014, § 6 n. 376 segg.; ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 7a ed. 2016, n. 268 segg.; ERNST BLUMENSTEIN/PETER LOCHER, System des
schweizerischen Steuerrechts, 7a ed. 2016, pag. 193; PIERRE TSCHANNEN/ULRICH ZIMMERLI/MARKUS MÜLLER, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed. 2014, § 24 n. 21 segg.; THIERRY TANQUEREL, Manuel de droit administratif, 2011, n. 417 segg.).
Va infine sottolineato che, almeno in via di principio, l'interesse pubblico impone che una modifica legislativa entri in vigore senza ritardi; al riguardo, il legislatore beneficia di un ampio margine di apprezzamento e nel giudicare incostituzionale l'assenza di disposizioni transitorie il Tribunale federale dà quindi prova di riserbo (DTF 122 V 405 consid. 3b/bb pag. 409; sentenze 2C 84/2015 del 3 febbraio 2016 consid. 5.1 e 2C 750/2008 del 2 giugno 2009 consid. 7.2 con ulteriori rinvii).
4.2. Nel diritto tributario, ambito al quale i ricorrenti più volte si richiamano in relazione alle argomentazioni esposte, una retroattività propria è in particolare data quando una nuova normativa fa dipendere l'obbligo fiscale da un complesso di fatti che si sono prodotti e conclusi prima dell'entrata in vigore della legge la cui applicazione è concretamente in discussione (sentenze 2C 477/2013 del 16 dicembre 2013 consid. 2.4 e 2C 797/2009 del 20 luglio 2010 consid. 4.1; Ernst Blumenstein/Peter Locher, System des schweizerischen Steuerrechts, 7aed. 2016, pag. 193; ULRICH HÄFELIN, GEORG MÜLLER, FELIX UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 7a ed. 2016, n. 268; MARKUS REICH, Steuerrecht, 2a ed. 2012, § 4 n. 108 segg.; MARKUS WEIDMANN, Das intertemporale Steuerrecht in der Rechtsprechung, ASA 76, pag. 633 segg., in particolare 638 segg.).
4.5.4. Certo, tenuto conto del fatto che il riparto in discussione ha una lunga "tradizione" (risposta del Consiglio di Stato ticinese, pag. 3, p.to 3.1 b) e che - di regola - esso aveva per i Comuni ticinesi delle implicazioni economiche rilevanti, ci si potrebbe chiedere se la modifica legislativa non dovesse essere accompagnata da un disciplinamento transitorio specifico (sull'argomento, cfr. in particolare le sentenze 2C 83/2016 del 23 maggio 2016 consid. 4.2.2; 2C 763/2013 del 28 marzo 2014 consid. 4.4; 2C 347/2012 del 23 marzo 2013 consid. 8.2 non pubblicato in DTF 139 II 285 e 2C 158/2012 del 20 aprile 2012 consid. 3; 2C 694/2011 del 19 dicembre 2011 consid. 4.9.2 con ulteriori rinvii a giurisprudenza e dottrina).