Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-1274-del-21-01-2020
Timestamp: 2020-08-04 17:14:44+00:00
Document Index: 14862034

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 360', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 1274 del 21/01/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1274 del 21/01/2020
Cassazione civile sez. VI, 21/01/2020, (ud. 28/11/2019, dep. 21/01/2020), n.1274
sul ricorso 33230-2018 proposto da:
A.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ENNIO QUIRINO
VISCONTI, 55, presso lo studio dell’avvocato ANTONIO CIPPONE, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato ALFONSO ALEGIANI;
avverso la sentenza n. 3554/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALI del LAZIO, depositata il 29/05/2018;
partecipata del 28/ 11 /2019 dal Consigliere Relatore Dott. DELLI
Rilevato che la Commissione Tributaria Provinciale di Roma accoglieva il ricorso della parte contribuente avverso l’atto con il quale l’Agenzia del territorio di Roma aveva provveduto a rivalutare la rendita catastale di immobili siti in (OMISSIS) nella microzona 1 della città di Roma (centro storico) L. n. 311 del 2004 ex art. 1, comma 335, ritenendo tale provvedimento non sufficientemente motivato;
che la Commissione Tributaria Regionale respingeva l’appello dell’Ufficio affermando che l’atto di accertamento in esame non contiene una specifica valutazione – effettiva, attuale e reale delle condizioni edilizie ed urbanistiche dell’immobile quali: la zona limitrofa in cui è ubicato (in stato di degrado), le caratteristiche specifiche degli appartamenti e del locale C/1 (senza ascensore e senza riscaldamento), le caratteristiche degli immobili presi in comparazione;
che l’Agenzia delle entrate proponeva ricorso affidato ad un unico motivo mentre la parte contribuente si costituiva con controricorso.
Con l’unico motivo d’impugnazione, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, l’Agenzia delle entrate denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, della L. n. 241 del 1990, art. 3, nonchè del R.D.L. n. 652 del 1939, convertito in L. n. 12149 del 1939 in quanto l’accertamento sarebbe sufficientemente motivato.
Costituisce principio consolidato da questa Corte quello secondo cui è necessaria una rigorosa – e cioè completa, specifica e razionale – motivazione dell’atto di riclassamento, non solo con riferimento alla microzona ove insiste l’immobile, ma con specifico riferimento all’immobile oggetto di riclassamento. In particolare, quando si tratta di un mutamento di rendita inquadrabile nella revisione del classamento delle unità immobiliari private site in microzone comunali ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1 comma 335, la ragione giustificativa non può consistere nella mera evoluzione del mercato immobiliare, ma deve essere accertata la variazione di valore degli immobili presenti nella microzona (Cass. n. 22671 del 2019).
Ne consegue la necessità che nell’avviso di accertamento siano precisate le ragioni che hanno indotto l’Amministrazione a modificare d’ufficio il classamento originario, non essendo sufficiente il richiamo agli astratti presupposti normativi che hanno giustificato l’avvio della procedura di riclassamento. L’amministrazione comunale è tenuta pertanto ad indicare in modo dettagliato quali siano stati gli interventi e le trasformazioni urbane che hanno portato l’area alla riqualificazione risultando inidonei i richiami ad espressioni di stile del tutto avulse dalla situazione concreta (cfr. Cass. n. 4712 del 2015; n. 3156 del 2015).
Pertanto, non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento in termini sintetici e quindi generici al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento, senza specificare le fonti, i modi e i criteri con cui questi dati sono stati ricavati ed elaborati. Viceversa, l’atto deve contenere l’indicazione: a) degli elementi che hanno in concreto interessato una determinata microzona; b) di come essi incidano sul diverso classamento della singola unità immobiliare (Cass. 22671 del 2019; Cass. 23051 del 2019).
La CTR si è, in definitiva, uniformata ai predetti principi, rilevando la genericità della motivazione esposta nell’atto impugnato, affermando per un verso che per procedere al nuovo classamento occorre tenere conto sia delle caratteristiche della microzona sia di quelle specifiche dell’immobile mentre il provvedimento amministrativo ha tenuto conto solo delle caratteristiche della microzona ove insiste l’immobile e per un altro verso il provvedimento in questione non esplicita in alcun modo le caratteristiche analoghe dei fabbricati utilizzati per il raffronto che li renderebbero similari alle unità immobiliari oggetto di riClassamento.