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Timestamp: 2019-02-17 07:27:22+00:00
Document Index: 129645349

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 38', 'art. 49', 'art. 88', 'art. 60', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 39', 'art. 38', 'sentenza ']

CDS 2609/2015 art. 38, comma 2-bis
LAVORI PUBBLICI - 213
Consiglio di Stato, sezione V, 26 maggio 2015, n. 2609 (conferma T.A.R. Puglia, Lecce, n. 265 del 2015)
La non modificabilità delle medie e delle soglie di anomalia in caso di variazioni successive alla fase di ammissione, regolarizzazione o esclusione, introdotta dall'art. 38, comma 2-bis, del d.lgs. n. 163 del 2006, ha portata generale.
E' applicabile anche a fatti dipendenti da motivazioni diverse dal citato articolo 38, comma 1.
Il divieto di riformulazione della graduatoria inibisce sia il subentro nell'aggiudicazione che l'alternativo risarcimento per equivalente.
sul ricorso numero di registro generale 641 del 2015, proposto dalla Gica Costruzioni del Geom. Giuseppe Catapano, rappresentato e difeso dall'avvocato Nicolò Mastropasqua, con domicilio eletto presso l’avvocato Piero Lorusso in Roma, largo Messico, n. 7;
la Ditta Pandone Marcello, rappresentato e difeso dall'avvocato Santo Palmisano, con domicilio eletto presso il sig. Giuseppe Pecorilla in Roma, via della Scrofa, n. 64;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della Provincia di Lecce e della Ditta Pandone Marcello;
1. La ditta GICA Costruzioni del Geom. Giuseppe Catapano:
- ha preso parte con esito sfavorevole alla gara indetta dalla Provincia di Lecce per l'appalto di lavori di ristrutturazione e adeguamento normativo del corpo laboratori dell'I.P.S.I.A. "Marconi" di Lecce, conclusasi con aggiudicazione definitiva alla ditta Pandone Marcello mediante determinazione n. 112 del 13 novembre 2014 del servizio Appalti ed Espropri della Provincia;
- con ricorso al T.A.R. per la Puglia impugnava, oltre l’aggiudicazione, l’ammissione alla procedura della concorrente Abilo s.r.l., deducendo la nullità del contratto di avvalimento stipulato dalla medesima con la s.r.l. Socev, e impugnava, altresì, la valutazione dell'offerta presentata dalla stessa soc. Abilo e la graduatoria finale di gara.
La ricorrente deduceva a fondamento del ricorso che la concorrente s.r.l. Abilo sarebbe dovuta essere esclusa dalla procedura, per violazione dell'art. 49, comma 2, lett. a), c), d) ed f) del d.lgs. n. 163/2006 e dell'art. 88, comma 1, lett. a) e c) del d.P.R. n. 207/2010, poiché l'oggetto del contratto di avvalimento da questa concluso non sarebbe stato determinato, e, inoltre, poiché tale contratto non sarebbe stato riprodotto nella dichiarazione resa dall'ausiliaria alla Stazione appaltante.
L’esclusione della soc. Abilo avrebbe comportato il ricalcolo della soglia di anomalia e la conseguente aggiudicazione definitiva in favore di essa ricorrente.
Resistevano all’impugnativa la Provincia di Lecce e l’aggiudicataria ditta Pandone Marcello.
2. Il Tribunale adìto, trattenuta la causa in decisione alla camera di consiglio del 15 gennaio 2015 ai sensi dell’art. 60 C.P.A., con la sentenza n. 265/2015 in epigrafe respingeva il ricorso.
3. Seguiva contro tale decisione la proposizione del presente appello alla Sezione da parte della soccombente, che riproponeva le proprie censure di legittimità e contestava le argomentazioni con cui queste erano state disattese dal primo Giudice.
4. L’appello deve essere respinto, in quanto la sentenza impugnata va confermata con diversa motivazione.
5. Il bando con il quale è stata indetta la procedura oggetto di controversia è stato pubblicato il 1° agosto del 2014.
La relativa gara è perciò soggetta ratione temporis alla disciplina innovativa introdotta dall’art. 39, commi 1 e 2, del d.l. 24 giugno 2014, n. 90, convertito con legge 11 agosto 2014, n. 114, dal momento che il comma 3 dello stesso articolo dispone, appunto, che «Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano alle procedure di affidamento indette successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto» .
6. Va sottolineato che il caso in esame ricade appieno nella fattispecie astratta delineata dalla disposizione appena trascritta.
Come si è già esposto, la ricorrente contesta la legittimità dell’ammissione della concorrente Abilo alla gara, domandandone l’esclusione, al solo scopo di ottenere, con l’espunzione della sua offerta, un ricalcolo della soglia di anomalia grazie al quale l’aggiudicazione non spetterebbe più alla ditta Pandone Marcello, ma ad essa GICA Costruzioni.
Orbene, questa articolata deduzione è preclusa dalla norma in esame, che comporta appunto che la «variazione» che la ricorrente persegue - contestando la legittimità dell’ammissione alla gara della soc. Abilo - non potrebbe portare in alcun modo ad una rideterminazione della soglia di anomalia che ha condotto ad aggiudicare la gara alla ditta Pandone, e quindi non potrebbe porre in discussione la validità dell’aggiudicazione che costituisce l’oggetto principale del gravame.
7. La novità disposta dal citato comma 2-bis induce però la Sezione ad intrattenersi specificamente sull’ampiezza del suo campo di applicazione.
Pertanto, pur se l’attuale ricorrente ha dedotto che la soc. Abilo è stata ammessa illegittimamente per violazione del principio di determinatezza dell’oggetto dell’avvalimento (e non per la violazione delle regole sostanziali contenute nell’art. 38 cit.), va affermata in questa sede l’applicabilità al caso concreto della previsione di chiusura del nuovo comma 2-bis.
9. Per le ragioni ora esposte, neppure può ritenersi, come sostenuto in udienza dalla difesa dell’appellante, che la norma in questione esaurisca la sua funzione con l’escludere che ricorsi aventi impostazione simile a quello in esame possano far conseguire a chi li propone l’aggiudicazione, lasciando però intatta la possibilità di accedere negli stessi casi ad una tutela risarcitoria per equivalente.
In altri termini, la nuova norma disconosce in radice qualunque forma di protezione giuridica per l’interesse sostanziale dell’impresa che prospetti la necessità della rinnovazione di una fase del procedimento, in quanto il legislatore ha posto la regola della irrilevanza di alcune sopravvenienze, per rendere più stabili gli esiti finali del procedimento ed evitare che – anche ipoteticamente - possano esservi iniziative distorsive della leale concorrenza tra le imprese.
10. Per le ragioni esposte l’appello deve essere respinto, mentre la sentenza impugnata va confermata con la diversa motivazione che precede.
11. Il carattere recente dell’innovazione legislativa rivelatasi decisiva per le sorti della causa induce alla compensazione tra le parti delle spese processuali del doppio grado di giudizio.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull'appello in epigrafe n. 741 del 2005, lo respinge.
Così deciso in Roma nella Camera di consiglio del giorno 16 aprile 2015 con l'intervento dei magistrati: