Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-158-del-25072003.html
Timestamp: 2016-10-24 20:02:12+00:00
Document Index: 128020053

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art.16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 23', 'art. 16']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 158 del 25.07.2003
IRPEF - Art. 2 legge 27 dicembre 2002, n. 289 - Somme corrisposte agli eredi
Con la nota in riferimento codesto Istituto ha chiesto di conoscere il
trattamento tributario, da riservare, ai fini dell'IRPEF, alle somme corrisposte agli eredi dei pensionati deceduti. Tali somme possono avere
diversa natura: può trattarsi della parte di retribuzione maturata nella
mensilità in cui è avvenuto il decesso ovvero di ulteriori spettanze riconosciute con decreti adottati dopo la morte del de
Il quesito è originato dalla circostanza che
l'art. 2 della legge n. 289 del dicembre 2002, che ha introdotto il primo modulo della riforma
dell'IRPEF, prevedendo tra l'altro l'aumento dell'aliquota applicabile al primo scaglione di reddito, stabilisce, al comma 10, che gli aumenti di
aliquota non si applicano agli arretrati di lavoro dipendente, di cui all'art.16, comma 1, lettera b), del TUIR, corrisposti entro il 31 dicembre
Con circolare n.15/E del 5 marzo 2003 è stato precisato che tale
disposizione deve essere applicata anche con riferimento agli emolumenti arretrati di lavoro dipendente e a quelli ad essi assimilati corrisposti
agli eredi degli aventi diritto.
Alla luce della richiamata disposizione e dei criteri interpretativi
forniti con la menzionata circolare, codesto istituto chiede di sapere se la norma che prevede la sospensione delle nuove aliquote IRPEF si rende
applicabile agli emolumenti derivanti da rapporti di lavoro dipendente o di pensione corrisposti agli eredi degli aventi diritto anche qualora tali
somme non costituiscano "arretrati" ai sensi dell'art. 16, lett. b) del Tuir e
cioè qualora non siano riferibili ad anni precedenti.
In relazione al quesito posto si precisa che ai sensi del richiamato
articolo 2 della legge n. 289 del 2002 i nuovi scaglioni e le nuove aliquote si applicano con riferimento ai redditi che secondo la disciplina delle
singole categorie di reddito sono imputabili al periodo d'imposta che inizia il 1 gennaio 2003, con la sola esclusione degli emolumenti arretrati di cui
all'articolo 16, comma 1, lettera b), del TUIR. Per questi ultimi, infatti, assoggettabili a tassazione separata, il comma 10 dello stesso articolo 2
stabilisce che la revisione delle aliquote e degli scaglioni di reddito ha effetto per i periodi d'imposta che iniziano dopo il 31 dicembre 2004 e,
quindi, dal 1 gennaio 2005.
La richiamata circolare n. 15 ha inteso precisare che, ai fini
dell'applicazione della norma agevolativa di cui al richiamato articolo 2, comma 10, le somme percepite dall'erede del dipendente deceduto mantengono
la qualificazione fiscale che avrebbero rivestito qualora fossero state percepite dall'avente diritto.
Ciò nel presupposto che la morte dell'avente diritto non modifica, sotto il profilo oggettivo, i caratteri che ai sensi
dell'art. 16, lett. b) connotano gli arretrati di lavoro dipendente o di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.
Le somme che il lavoratore dipendente avrebbe percepito in riferimento
ad anni precedenti per effetto di leggi, contratti collettivi, di sentenze o di atti amministrativi sopravvenuti o per altre cause non dipendenti dalla
volontà delle parti, qualificate fiscalmente arretrati, ai sensi dell'art. 16, comma 1, lett. b), del
Tuir, ai fini della norma agevolativa in esame, devono essere considerate tali anche in capo all'erede. Tali somme,
configurate quali arretrati di lavoro dipendente, percepite dall'erede entro il 31 dicembre 2004 sono, pertanto, assoggettate a tassazione con le
aliquote applicabili per il periodo d'imposta 2002.
La disposizione di cui all'art. 7, comma 3, del
Tuir, la quale stabilisce che, "In caso di morte dell'avente diritto i redditi che secondo
le disposizioni relative alla categoria di appartenenza sono imputabili al periodo d'imposta in cui sono percepiti, determinati a norma delle
disposizioni stesse, sono tassati separatamente a norma degli articoli 17 e 18, salvo il disposto del comma 3 dell'art. 16, anche se non rientrano tra i
redditi indicati nello stesso art. 16, nei confronti degli eredi e dei legatari che li hanno percepiti", individua nella tassazione separata il
criterio di applicazione dell'IRPEF alle erogazioni corrisposte agli eredi dell'avente diritto, ma non consente di estendere la definizione di
"arretrati", prevista dall'art. 16 lett. b), a tutte le somme percepite per effetto della successione ereditaria.
Per quanto concerne l'effettuazione delle ritenute, l'art. 23, comma
2, lett. e) del Dpr n. 600 del 1973 stabilisce che il sostituto d'imposta è tenuto ad applicare l' aliquota stabilita per il primo scaglione di reddito
in relazione alle somme e i valori di cui all'articolo 48 del Tuir, diversi dalle
indennità di fine rapporto e dalle indennità equipollenti di cui all'art. 16, comma 1, lett. a), dello stesso Tuir corrisposte agli eredi del
In considerazione di tale disposizione il sostituto
dovrà operare la ritenuta applicando l'aliquota del 18 per cento, stabilita per il primo
scaglione di reddito nell'anno 2002, per gli arretrati di lavoro dipendente (corrisposti entro il periodo d'imposta 2004) e l'aliquota del 23 per cento,
stabilita per il primo scaglione di reddito a partire dall'anno 2003 per le somme che non avrebbero costituito "arretrati"in capo all'avente diritto.
- Gaeta, 8 ore fa	Recesso del socio di SRL con accrescimento delle partecipazioni dei soci rimasti (“procedura semplificata senza intervento del notaio”)
- Civitanova Marche, 10 ore fa	Recesso del socio di SRL con accrescimento delle partecipazioni dei soci rimasti (“procedura semplificata senza intervento del notaio”)