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Timestamp: 2020-07-10 09:37:49+00:00
Document Index: 87695481

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 23', 'art. 31', 'art. 33', 'art. 34', 'art. 358', 'art. 372', 'art. 374', 'art. 21', 'art. 9', 'art. 56', 'art. 32', 'art. 33', 'art. 426', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 18', 'art. 23', 'art 27']

Lawbrary | PPMin - Legge federale di diritto processuale penale minorile
Oggetto e principi(1 - 5)
Autorità penali minorili(6 - 8)
Norme procedurali generali(9 - 17)
Parti e difesa
Parti(18 - 22)
Difesa(23 - 25)
Provvedimenti coercitivi, misure protettive e misure d'osservazione(26 - 29)
Istruzione(30 - 31)
Procedura del decreto d'accusa(32 - 32)
Promozione dell'accusa(33 - 33)
Dibattimento(34 - 37)
Mezzi di ricorso(38 - 41)
Esecuzione delle sanzioni(42 - 43)
Spese(44 - 45)
Modifica del diritto vigente(46 - 46)
Disposizioni transitorie(47 - 53)
Referendum ed entrata in vigore(54 - 54)
La pre­sen­te leg­ge di­sci­pli­na il per­se­gui­men­to e il giu­di­zio dei rea­ti pre­vi­sti dal di­rit­to fe­de­ra­le com­mes­si da mi­no­ri ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 3 ca­po­ver­so 1 del­la leg­ge del 20 giu­gno 20031 sul di­rit­to pe­na­le mi­no­ri­le (DP­Min), non­ché l'ese­cu­zio­ne del­le re­la­ti­ve san­zio­ni.
I Can­to­ni han­no la com­pe­ten­za esclu­si­va per il per­se­gui­men­to e il giu­di­zio dei rea­ti, non­ché per l'ese­cu­zio­ne del­le re­la­ti­ve san­zio­ni.
1In quan­to la pre­sen­te leg­ge non con­ten­ga una re­go­la­men­ta­zio­ne spe­ci­fi­ca, so­no ap­pli­ca­bi­li le di­spo­si­zio­ni del Co­di­ce di pro­ce­du­ra pe­na­le del 5 ot­to­bre 20071 (CPP).
2Non so­no ap­pli­ca­bi­li le di­spo­si­zio­ni del CPP con­cer­nen­ti:
le au­to­ri­tà pe­na­li del­le con­trav­ven­zio­ni e la pro­ce­du­ra pe­na­le in ma­te­ria di con­trav­ven­zio­ni (art. 17 e 357);
la giu­ri­sdi­zio­ne fe­de­ra­le (art. 23-28);
il fo­ro (art. 31 e 32) e i fo­ri spe­cia­li in ca­so di con­cor­so di più per­so­ne (art. 33) e in ca­so di con­cor­so di rea­ti com­mes­si in luo­ghi di­ver­si (art. 34);
la pro­ce­du­ra ab­bre­via­ta (art. 358-362);
la pro­ce­du­ra in ma­te­ria di cau­zio­ne pre­ven­ti­va (art. 372 e 373);
la pro­ce­du­ra ap­pli­ca­bi­le agli im­pu­ta­ti pe­nal­men­te in­ca­pa­ci (art. 374 e 375).
3In quan­to sia ap­pli­ca­bi­le il CPP, le sue di­spo­si­zio­ni van­no in­ter­pre­ta­te nel sen­so dei prin­ci­pi di cui all'ar­ti­co­lo 4 del­la pre­sen­te leg­ge.
1La pre­sen­te leg­ge s'im­pron­ta al­la pro­te­zio­ne e all'edu­ca­zio­ne del mi­no­re. L'età e il gra­do di svi­lup­po del mi­no­re van­no con­si­de­ra­ti ade­gua­ta­men­te.
2In ogni fa­se del pro­ce­di­men­to le au­to­ri­tà pe­na­li ri­spet­ta­no i di­rit­ti del­la per­so­na­li­tà del mi­no­re e gli per­met­to­no di par­te­ci­pa­re at­ti­va­men­te al pro­ce­di­men­to. Fat­te sal­ve nor­me spe­cia­li di pro­ce­du­ra, il mi­no­re è sen­ti­to per­so­nal­men­te.
3Le au­to­ri­tà pe­na­li prov­ve­do­no af­fin­ché il pro­ce­di­men­to non in­ter­fe­ri­sca più del ne­ces­sa­rio nel­la vi­ta pri­va­ta del mi­no­re e nel­la sfe­ra d'in­fluen­za dei suoi rap­pre­sen­tan­ti le­ga­li.
4Qua­lo­ra ap­pa­ia op­por­tu­no, coin­vol­go­no i rap­pre­sen­tan­ti le­ga­li e l'au­to­ri­tà ci­vi­le.
1L'au­to­ri­tà in­qui­ren­te, il pub­bli­co mi­ni­ste­ro mi­no­ri­le e l'au­to­ri­tà giu­di­can­te pre­scin­do­no dal pro­ce­di­men­to pe­na­le se:
sus­si­sto­no le con­di­zio­ni per l'im­pu­ni­tà di cui all'ar­ti­co­lo 21 DP­Min1 e, inol­tre, o non so­no ne­ces­sa­rie mi­su­re pro­tet­ti­ve o l'au­to­ri­tà ci­vi­le ha già di­spo­sto prov­ve­di­men­ti ade­gua­ti; op­pu­re
si è svol­ta con suc­ces­so una con­ci­lia­zio­ne o una me­dia­zio­ne.
2Per il ri­ma­nen­te si ap­pli­ca l'ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­si 2-4 CPP2.
1So­no au­to­ri­tà di per­se­gui­men­to pe­na­le:
la po­li­zia;
l'au­to­ri­tà in­qui­ren­te;
il pub­bli­co mi­ni­ste­ro mi­no­ri­le, qua­lo­ra il Can­to­ne deb­ba pre­ve­de­re una ta­le au­to­ri­tà (art. 21).
2I Can­to­ni de­si­gna­no co­me au­to­ri­tà in­qui­ren­ti:
uno o più giu­di­ci dei mi­no­ren­ni; op­pu­re
uno o più pro­cu­ra­to­ri pub­bli­ci dei mi­no­ren­ni.
3I giu­di­ci dei mi­no­ren­ni so­no mem­bri del tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni. Per il ri­ma­nen­te so­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni sul­la ri­cu­sa­zio­ne (art. 9 del­la pre­sen­te leg­ge e art. 56-60 CPP1).
4I pro­cu­ra­to­ri pub­bli­ci dei mi­no­ren­ni so­sten­go­no l'ac­cu­sa di­nan­zi al tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni.
1Fun­go­no da au­to­ri­tà giu­di­can­ti nel pro­ce­di­men­to pe­na­le mi­no­ri­le:
il giu­di­ce dei prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi;
il tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni;
la giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo in ma­te­ria pe­na­le mi­no­ri­le;
la giu­ri­sdi­zio­ne d'ap­pel­lo in ma­te­ria pe­na­le mi­no­ri­le.
2Il tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni è com­po­sto del pre­si­den­te e di due giu­di­ci a la­te­re.
3I Can­to­ni pos­so­no con­fe­ri­re le at­tri­bu­zio­ni del­la giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo al­la giu­ri­sdi­zio­ne d'ap­pel­lo.
1I Can­to­ni di­sci­pli­na­no la no­mi­na, la com­po­si­zio­ne, l'or­ga­niz­za­zio­ne, la sor­ve­glian­za e le at­tri­bu­zio­ni del­le au­to­ri­tà pe­na­li mi­no­ri­li, per quan­to non esau­sti­va­men­te re­go­la­te dal­la pre­sen­te leg­ge o da al­tre leg­gi fe­de­ra­li.
2I Can­to­ni pos­so­no pre­ve­de­re au­to­ri­tà pe­na­li mi­no­ri­li com­pe­ten­ti per più Can­to­ni.
3Pos­so­no pre­ve­de­re pro­cu­ra­to­ri pub­bli­ci su­pe­rio­ri o ge­ne­ra­li dei mi­no­ren­ni.
1En­tro die­ci gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne del de­cre­to d'ac­cu­sa (art. 32) o dell'at­to d'ac­cu­sa (art. 33), il mi­no­re im­pu­ta­to ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to e il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le pos­so­no esi­ge­re che il giu­di­ce dei mi­no­ren­ni che aves­se già con­dot­to l'istru­zio­ne non par­te­ci­pi al pro­ce­di­men­to prin­ci­pa­le. La ri­chie­sta di ri­cu­sa­zio­ne non ne­ces­si­ta di mo­ti­va­zio­ne.
2Nel de­cre­to d'ac­cu­sa o nell'at­to d'ac­cu­sa il mi­no­re im­pu­ta­to ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to e il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le ven­go­no re­si at­ten­ti a que­sto di­rit­to di ri­cu­sa­zio­ne.
1Per il per­se­gui­men­to pe­na­le è com­pe­ten­te l'au­to­ri­tà del luo­go in cui il mi­no­re im­pu­ta­to di­mo­ra abi­tual­men­te al mo­men­to dell'aper­tu­ra del pro­ce­di­men­to.
2Se il mi­no­re im­pu­ta­to non di­mo­ra abi­tual­men­te in Sviz­ze­ra, è com­pe­ten­te:
per i fat­ti com­mes­si in Sviz­ze­ra, l'au­to­ri­tà del luo­go in cui il fat­to è sta­to com­mes­so;
per i fat­ti com­mes­si all'este­ro, l'au­to­ri­tà del luo­go d'ori­gi­ne op­pu­re, se si trat­ta di un mi­no­re stra­nie­ro, l'au­to­ri­tà del luo­go in cui egli è sta­to fer­ma­to per la pri­ma vol­ta a cau­sa del fat­to con­te­sta­to­gli.
3Le con­trav­ven­zio­ni so­no per­se­gui­te nel luo­go in cui so­no sta­te com­mes­se. Qua­lo­ra, sul­la scor­ta di de­ter­mi­na­ti ele­men­ti, si ri­ve­li ne­ces­sa­rio or­di­na­re o mo­di­fi­ca­re mi­su­re pro­tet­ti­ve, il per­se­gui­men­to pe­na­le dev'es­se­re ri­mes­so all'au­to­ri­tà del luo­go in cui il mi­no­re di­mo­ra abi­tual­men­te.
4L'au­to­ri­tà sviz­ze­ra com­pe­ten­te può as­su­mer­si il per­se­gui­men­to pe­na­le su ri­chie­sta dell'au­to­ri­tà este­ra se:
il mi­no­re di­mo­ra abi­tual­men­te in Sviz­ze­ra o è cit­ta­di­no sviz­ze­ro;
il mi­no­re ha com­mes­so all'este­ro un fat­to pu­ni­bi­le an­che se­con­do il di­rit­to sviz­ze­ro; e
i pre­sup­po­sti per il per­se­gui­men­to pe­na­le se­con­do gli ar­ti­co­li 4-7 del Co­di­ce pe­na­le1 (CP) non so­no adem­piu­ti.
5Per il per­se­gui­men­to pe­na­le con­for­me­men­te al ca­po­ver­so 4, non­ché se­con­do gli ar­ti­co­li 4-7 CP, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te ap­pli­ca esclu­si­va­men­te il di­rit­to sviz­ze­ro.
6Per l'ese­cu­zio­ne è com­pe­ten­te l'au­to­ri­tà del luo­go del giu­di­zio; so­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni de­ro­ga­to­rie con­te­nu­te in trat­ta­ti in­ter­can­to­na­li.
7I con­flit­ti di com­pe­ten­za tra Can­to­ni so­no de­ci­si dal Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le.
1I pro­ce­di­men­ti con­tro adul­ti e mi­no­ri so­no svol­ti se­pa­ra­ta­men­te.
2Si può ec­ce­zio­nal­men­te pre­scin­de­re dal­la di­sgiun­zio­ne dei pro­ce­di­men­ti se l'istru­zio­ne ne ri­sul­te­reb­be no­te­vol­men­te osta­co­la­ta.
1Il rap­pre­sen­tan­te le­ga­le e l'au­to­ri­tà ci­vi­le de­vo­no col­la­bo­ra­re al pro­ce­di­men­to se l'au­to­ri­tà pe­na­le mi­no­ri­le lo di­spo­ne.
2In ca­so d'inos­ser­van­za, l'au­to­ri­tà in­qui­ren­te o il tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni pos­so­no am­mo­ni­re il rap­pre­sen­tan­te le­ga­le, de­nun­ciar­lo all'au­to­ri­tà ci­vi­le o in­flig­ger­gli una mul­ta di­sci­pli­na­re fi­no a 1000 fran­chi. La mul­ta può es­se­re im­pu­gna­ta di­nan­zi al­la giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo.
Il mi­no­re im­pu­ta­to può far ca­po a una per­so­na di fi­du­cia in tut­te le fa­si del pro­ce­di­men­to, sem­pre che ciò non con­tra­sti con gli in­te­res­si dell'istru­zio­ne o con in­te­res­si pri­va­ti pre­pon­de­ran­ti.
1Il pro­ce­di­men­to pe­na­le si svol­ge a por­te chiu­se. L'au­to­ri­tà in­qui­ren­te e le au­to­ri­tà giu­di­can­ti pos­so­no in­for­ma­re ade­gua­ta­men­te l'opi­nio­ne pub­bli­ca in me­ri­to al­lo sta­to del pro­ce­di­men­to.
2Il tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni e la giu­ri­sdi­zio­ne d'ap­pel­lo pos­so­no di­spor­re che l'udien­za sia pub­bli­ca se:
il mi­no­re im­pu­ta­to ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to o il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le lo ri­chie­de o l'in­te­res­se pub­bli­co lo esi­ge; e
que­sto non con­tra­sta con gli in­te­res­si del mi­no­re im­pu­ta­to.
1L'ac­ces­so a in­for­ma­zio­ni ri­guar­dan­ti la si­tua­zio­ne per­so­na­le del mi­no­re im­pu­ta­to può nel suo in­te­res­se ve­nir li­mi­ta­to nei con­fron­ti:
del mi­no­re stes­so;
del rap­pre­sen­tan­te le­ga­le;
dell'ac­cu­sa­to­re pri­va­to;
dell'au­to­ri­tà ci­vi­le.
2Il di­fen­so­re e il pub­bli­co mi­ni­ste­ro mi­no­ri­le pos­so­no esa­mi­na­re la to­ta­li­tà de­gli at­ti. Non pos­so­no ri­ve­la­re il con­te­nu­to dei do­cu­men­ti il cui esa­me è li­mi­ta­to.
L'au­to­ri­tà in­qui­ren­te e il tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni pos­so­no ten­ta­re di:
ad­di­ve­ni­re a una con­ci­lia­zio­ne tra il dan­neg­gia­to e il mi­no­re im­pu­ta­to se i rea­ti og­get­to del pro­ce­di­men­to so­no per­se­gui­ti a que­re­la di par­te; op­pu­re
ot­te­ne­re una ri­pa­ra­zio­ne se en­tra in con­si­de­ra­zio­ne l'im­pu­ni­tà di cui all'ar­ti­co­lo 21 ca­po­ver­so 1 let­te­ra c DP­Min1.
1L'au­to­ri­tà in­qui­ren­te e le au­to­ri­tà giu­di­can­ti pos­so­no so­spen­de­re in ogni tem­po il pro­ce­di­men­to e af­fi­da­re l'in­ca­ri­co di svol­ge­re una pro­ce­du­ra di me­dia­zio­ne a un'or­ga­niz­za­zio­ne o per­so­na ido­nea se:
non so­no ne­ces­sa­rie mi­su­re pro­tet­ti­ve o l'au­to­ri­tà ci­vi­le ha già di­spo­sto prov­ve­di­men­ti ade­gua­ti;
non sus­si­sto­no le con­di­zio­ni di cui all'ar­ti­co­lo 21 ca­po­ver­so 1 DP­Min1.
2Se la me­dia­zio­ne ha suc­ces­so, il pro­ce­di­men­to vie­ne ab­ban­do­na­to.
So­no par­ti:
il mi­no­re im­pu­ta­to;
il rap­pre­sen­tan­te le­ga­le del mi­no­re im­pu­ta­to;
l'ac­cu­sa­to­re pri­va­to;
nel pro­ce­di­men­to prin­ci­pa­le e ri­cor­sua­le, il pro­cu­ra­to­re pub­bli­co dei mi­no­ren­ni o il pub­bli­co mi­ni­ste­ro mi­no­ri­le.
1Il mi­no­re im­pu­ta­to agi­sce per il tra­mi­te del suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le.
2Il mi­no­re im­pu­ta­to ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to può eser­ci­ta­re au­to­no­ma­men­te i pro­pri di­rit­ti di par­te.
3In con­si­de­ra­zio­ne dell'età del mi­no­re e al fi­ne di non tur­bar­ne lo svi­lup­po, l'au­to­ri­tà può li­mi­ta­re il di­rit­to del mi­no­re im­pu­ta­to di par­te­ci­pa­re a de­ter­mi­na­ti at­ti pro­ce­du­ra­li. Ta­li li­mi­ta­zio­ni non si ap­pli­ca­no al di­fen­so­re.
1L'ac­cu­sa­to­re pri­va­to può par­te­ci­pa­re all'istru­zio­ne se que­sto non con­tra­sta con gli in­te­res­si del mi­no­re im­pu­ta­to.
2L'ac­cu­sa­to­re pri­va­to non par­te­ci­pa al di­bat­ti­men­to, sal­vo che cir­co­stan­ze par­ti­co­la­ri lo im­pon­ga­no.
Se l'istru­zio­ne è con­dot­ta da un giu­di­ce dei mi­no­ren­ni, il Can­to­ne pre­ve­de un pub­bli­co mi­ni­ste­ro mi­no­ri­le. Il pub­bli­co mi­ni­ste­ro mi­no­ri­le:
pro­muo­ve l'ac­cu­sa di­nan­zi al tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni;
può par­te­ci­pa­re al di­bat­ti­men­to di­nan­zi al tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni e al­la giu­ri­sdi­zio­ne d'ap­pel­lo; è te­nu­to a par­te­ci­par­vi nel ca­so in cui l'au­to­ri­tà giu­di­can­te lo or­di­ni;
può in­ter­por­re ap­pel­lo con­tro le sen­ten­ze del tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni;
so­stie­ne l'ac­cu­sa di­nan­zi al­la giu­ri­sdi­zio­ne d'ap­pel­lo;
adem­pie i com­pi­ti che il di­rit­to can­to­na­le gli af­fi­da.
Se il di­rit­to can­to­na­le pre­ve­de un pro­cu­ra­to­re pub­bli­co su­pe­rio­re o ge­ne­ra­le dei mi­no­ren­ni, gli ar­ti­co­li 322 ca­po­ver­so 1, 354 ca­po­ver­so 1 let­te­ra c e 381 ca­po­ver­so 2 CPP1 so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia.
Il mi­no­re im­pu­ta­to ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to e il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le pos­so­no af­fi­da­re la di­fe­sa a un av­vo­ca­to.
Il mi­no­re dev'es­se­re di­fe­so se:
ri­schia una pri­va­zio­ne del­la li­ber­tà di du­ra­ta su­pe­rio­re a un me­se o un col­lo­ca­men­to;
non è in gra­do di tu­te­la­re suf­fi­cien­te­men­te i suoi in­te­res­si pro­ces­sua­li e il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le non è in gra­do di far­lo in sua ve­ce;
la car­ce­ra­zio­ne pre­ven­ti­va o di si­cu­rez­za è du­ra­ta più di 24 ore;
è sta­to col­lo­ca­to in un isti­tu­to in via cau­te­la­re;
il pro­cu­ra­to­re pub­bli­co dei mi­no­ren­ni ri­spet­ti­va­men­te il pub­bli­co mi­ni­ste­ro mi­no­ri­le in­ter­vie­ne per­so­nal­men­te al di­bat­ti­men­to.
1In ca­so di di­fe­sa ob­bli­ga­to­ria, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te di­spo­ne una di­fe­sa d'uf­fi­cio se:
no­no­stan­te in­giun­zio­ne, il mi­no­re im­pu­ta­to o il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le non de­si­gna un di­fen­so­re di fi­du­cia;
il man­da­to è re­vo­ca­to al di­fen­so­re di fi­du­cia op­pu­re que­sti lo ri­met­te e il mi­no­re im­pu­ta­to o il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le non de­si­gna un nuo­vo di­fen­so­re en­tro il ter­mi­ne im­par­ti­to; op­pu­re
il mi­no­re im­pu­ta­to e il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le so­no sprov­vi­sti dei mez­zi ne­ces­sa­ri.
2Il di­fen­so­re d'uf­fi­cio è re­tri­bui­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 135 CPP1. Il rim­bor­so ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 135 ca­po­ver­so 4 CPP può es­se­re im­po­sto an­che ai ge­ni­to­ri en­tro i li­mi­ti del lo­ro ob­bli­go di man­te­ni­men­to.
1L'au­to­ri­tà in­qui­ren­te è com­pe­ten­te per or­di­na­re:
i prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi che pos­so­no es­se­re di­spo­sti dal pub­bli­co mi­ni­ste­ro se­con­do le di­spo­si­zio­ni del CPP1;
la car­ce­ra­zio­ne pre­ven­ti­va;
le mi­su­re pro­tet­ti­ve cau­te­la­ri di cui agli ar­ti­co­li 12-15 e 16a DP­Min3;
le mi­su­re d'os­ser­va­zio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 9 DP­Min.
2Il giu­di­ce dei prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi è com­pe­ten­te per or­di­na­re o ap­pro­va­re gli al­tri prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi.
3L'au­to­ri­tà giu­di­can­te pres­so la qua­le la cau­sa è pen­den­te è com­pe­ten­te per or­di­na­re i prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi pre­vi­sti dal­la leg­ge.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell'all. al­la LF del 13 dic. 2013 sul­lʼin­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà e sul di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 2014 2055; FF 2012 7765).
3 RS311.1
1La car­ce­ra­zio­ne pre­ven­ti­va e la car­ce­ra­zio­ne di si­cu­rez­za so­no di­spo­ste sol­tan­to in ca­si ec­ce­zio­na­li e uni­ca­men­te do­po che so­no sta­te esa­mi­na­te tut­te le pos­si­bi­li­tà di mi­su­re so­sti­tu­ti­ve.
2Se ri­tie­ne che la car­ce­ra­zio­ne pre­ven­ti­va deb­ba du­ra­re più di set­te gior­ni, en­tro il set­ti­mo gior­no l'au­to­ri­tà in­qui­ren­te pre­sen­ta una do­man­da di pro­ro­ga al giu­di­ce dei prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi. Que­st'ul­ti­mo de­ci­de sen­za in­du­gio, ma in ogni ca­so en­tro 48 ore dal ri­ce­vi­men­to del­la do­man­da. La pro­ce­du­ra è ret­ta da­gli ar­ti­co­li 225 e 226 CPP1.
3Il giu­di­ce dei prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi può pro­ro­ga­re la car­ce­ra­zio­ne pre­ven­ti­va più vol­te, ma al mas­si­mo di un me­se per vol­ta. La pro­ce­du­ra è ret­ta dall'ar­ti­co­lo 227 CPP.
4Il mi­no­re im­pu­ta­to ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to e il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le pos­so­no pre­sen­ta­re in ogni tem­po do­man­da di scar­ce­ra­zio­ne all'au­to­ri­tà che ha or­di­na­to la car­ce­ra­zio­ne. La pro­ce­du­ra è ret­ta dall'ar­ti­co­lo 228 CPP.
5L'im­pu­gna­bi­li­tà del­le de­ci­sio­ni del giu­di­ce dei prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi è ret­ta dall'ar­ti­co­lo 222 CPP.
1La car­ce­ra­zio­ne pre­ven­ti­va e la car­ce­ra­zio­ne di si­cu­rez­za so­no ese­gui­te in un isti­tu­to ri­ser­va­to ai mi­no­ri o in un re­par­to spe­cia­le di uno sta­bi­li­men­to car­ce­ra­rio, do­ve i mi­no­ri so­no se­pa­ra­ti dai de­te­nu­ti adul­ti. Va ga­ran­ti­ta un'as­si­sten­za ap­pro­pria­ta.
2A sua ri­chie­sta il mi­no­re può svol­ge­re un'oc­cu­pa­zio­ne, se que­sto non pre­giu­di­ca il pro­ce­di­men­to e la strut­tu­ra dell'isti­tu­to o del­lo sta­bi­li­men­to car­ce­ra­rio lo con­sen­te.
3Per l'ese­cu­zio­ne si può far ca­po a isti­tu­ti pri­va­ti.
1Le mi­su­re pro­tet­ti­ve cau­te­la­ri e le mi­su­re d'os­ser­va­zio­ne so­no di­spo­ste per scrit­to e mo­ti­va­te.
2L'os­ser­va­zio­ne in un isti­tu­to è ade­gua­ta­men­te com­pu­ta­ta nel­la pe­na. L'ar­ti­co­lo 16 DP­Min1 è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia all'ese­cu­zio­ne.
1L'au­to­ri­tà in­qui­ren­te di­ri­ge il pro­ce­di­men­to pe­na­le e pro­ce­de a tut­ti gli at­ti istrut­to­ri ne­ces­sa­ri all'ac­cer­ta­men­to del­la ve­ri­tà.
2Du­ran­te l'istru­zio­ne l'au­to­ri­tà in­qui­ren­te ha i po­te­ri e i com­pi­ti che in vir­tù del CPP1 spet­ta­no al pub­bli­co mi­ni­ste­ro in que­sta fa­se del pro­ce­di­men­to.
1Per ac­cer­ta­re la si­tua­zio­ne per­so­na­le del mi­no­re im­pu­ta­to l'au­to­ri­tà in­qui­ren­te col­la­bo­ra con tut­te le au­to­ri­tà giu­di­zia­rie pe­na­li e ci­vi­li, con le au­to­ri­tà am­mi­ni­stra­ti­ve, con en­ti pub­bli­ci e pri­va­ti e con per­so­ne at­ti­ve nel cam­po me­di­co o so­cia­le; chie­de lo­ro le in­for­ma­zio­ni di cui ne­ces­si­ta.
2Que­sti en­ti, au­to­ri­tà e per­so­ne so­no te­nu­ti a for­ni­re le in­for­ma­zio­ni ri­chie­ste; è fat­to sal­vo il se­gre­to pro­fes­sio­na­le.
1Se il tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni non è com­pe­ten­te a giu­di­ca­re il rea­to, l'au­to­ri­tà in­qui­ren­te, ter­mi­na­ta l'istru­zio­ne, ema­na un de­cre­to d'ac­cu­sa.
2Pri­ma dell'ema­na­zio­ne del de­cre­to d'ac­cu­sa il mi­no­re im­pu­ta­to può es­se­re in­ter­ro­ga­to.
3Nel de­cre­to d'ac­cu­sa l'au­to­ri­tà in­qui­ren­te può an­che de­ci­de­re in me­ri­to a pre­te­se ci­vi­li, pur­ché es­se pos­sa­no es­se­re giu­di­ca­te sen­za svol­ge­re un'istru­zio­ne par­ti­co­la­re.
4Il de­cre­to d'ac­cu­sa è no­ti­fi­ca­to:
al mi­no­re im­pu­ta­to ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to e al suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le;
all'ac­cu­sa­to­re pri­va­to e agli al­tri par­te­ci­pan­ti al pro­ce­di­men­to, sem­pre che le lo­ro con­clu­sio­ni ven­ga­no esa­mi­na­te;
al pub­bli­co mi­ni­ste­ro mi­no­ri­le, se il di­rit­to can­to­na­le lo pre­ve­de.
5Il de­cre­to d'ac­cu­sa può es­se­re im­pu­gna­to en­tro die­ci gior­ni con op­po­si­zio­ne scrit­ta all'au­to­ri­tà in­qui­ren­te da:
il mi­no­re im­pu­ta­to ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to e il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le;
l'ac­cu­sa­to­re pri­va­to, per quan­to con­cer­ne gli aspet­ti ci­vi­li non­ché le spe­se e in­den­ni­tà;
al­tri par­te­ci­pan­ti al pro­ce­di­men­to, se il de­cre­to toc­ca i lo­ro in­te­res­si;
il pub­bli­co mi­ni­ste­ro mi­no­ri­le, se il di­rit­to can­to­na­le lo pre­ve­de.
6Per il ri­ma­nen­te, la pro­ce­du­ra è ret­ta da­gli ar­ti­co­li 352-356 CPP1.
1L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te pro­muo­ve l'ac­cu­sa di­nan­zi al tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni se ri­tie­ne che i fat­ti e la si­tua­zio­ne per­so­na­le del mi­no­re im­pu­ta­to sia­no sta­ti suf­fi­cien­te­men­te ac­cer­ta­ti e se non è sta­to ema­na­to un de­cre­to d'ac­cu­sa.
2È com­pe­ten­te a pro­muo­ve­re l'ac­cu­sa:
il pub­bli­co mi­ni­ste­ro mi­no­ri­le, se l'istru­zio­ne è sta­ta con­dot­ta da un giu­di­ce dei mi­no­ren­ni;
il pro­cu­ra­to­re pub­bli­co dei mi­no­ren­ni, se l'istru­zio­ne è sta­ta con­dot­ta da un ta­le ma­gi­stra­to.
3L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te no­ti­fi­ca l'at­to d'ac­cu­sa:
al mi­no­re im­pu­ta­to e al suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le;
all'ac­cu­sa­to­re pri­va­to;
al tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni, uni­ta­men­te al fa­sci­co­lo e agli og­get­ti e be­ni se­que­stra­ti.
1Il tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni giu­di­ca co­me au­to­ri­tà di pri­mo gra­do tut­ti i rea­ti per i qua­li en­tra in con­si­de­ra­zio­ne:
un col­lo­ca­men­to;
una mul­ta su­pe­rio­re a 1000 fran­chi;
una pri­va­zio­ne del­la li­ber­tà di du­ra­ta su­pe­rio­re ai tre me­si.
2Es­so giu­di­ca le ac­cu­se con­se­guen­ti al­le op­po­si­zio­ni for­ma­te con­tro de­cre­ti d'ac­cu­sa.
3I Can­to­ni che de­si­gna­no co­me au­to­ri­tà in­qui­ren­ti pro­cu­ra­to­ri pub­bli­ci dei mi­no­ren­ni pos­so­no pre­ve­de­re che il pre­si­den­te del tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni giu­di­ca le ac­cu­se con­se­guen­ti al­le op­po­si­zio­ni for­ma­te con­tro de­cre­ti d'ac­cu­sa con­cer­nen­ti con­trav­ven­zio­ni.
4Se ri­tie­ne che un rea­to rien­tri nel­la com­pe­ten­za dell'au­to­ri­tà in­qui­ren­te, il tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni può giu­di­car­lo es­so stes­so o ri­met­te­re la cau­sa all'au­to­ri­tà in­qui­ren­te ai fi­ni dell'ema­na­zio­ne di un de­cre­to d'ac­cu­sa.
5Se la cau­sa è pen­den­te pres­so di es­so, il tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni è com­pe­ten­te per di­spor­re i prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi pre­vi­sti dal­la leg­ge.
6Il tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni può de­ci­de­re an­che in me­ri­to a pre­te­se ci­vi­li, pur­ché es­se pos­sa­no es­se­re giu­di­ca­te sen­za svol­ge­re un'istru­zio­ne par­ti­co­la­re.
1Il mi­no­re im­pu­ta­to e il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le so­no te­nu­ti a com­pa­ri­re per­so­nal­men­te al di­bat­ti­men­to di­nan­zi al tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni e al­la giu­ri­sdi­zio­ne d'ap­pel­lo, sal­vo che ne sia­no sta­ti di­spen­sa­ti.
2Se in­te­res­si pri­va­ti o pub­bli­ci pre­pon­de­ran­ti lo giu­sti­fi­ca­no, l'au­to­ri­tà giu­di­can­te può esclu­de­re il mi­no­re, il rap­pre­sen­tan­te le­ga­le e la per­so­na di fi­du­cia da una par­te o dal­la to­ta­li­tà del di­bat­ti­men­to.
La pro­ce­du­ra con­tu­ma­cia­le è pos­si­bi­le sol­tan­to se:
il mi­no­re im­pu­ta­to non si è pre­sen­ta­to al di­bat­ti­men­to do­po due ci­ta­zio­ni in­frut­tuo­se;
il mi­no­re im­pu­ta­to è sta­to in­ter­ro­ga­to dall'au­to­ri­tà in­qui­ren­te;
la si­tua­zio­ne pro­ba­to­ria per­met­te la pro­nun­cia di una sen­ten­za an­che in as­sen­za del mi­no­re im­pu­ta­to; e
en­tra in li­nea di con­to uni­ca­men­te una pe­na.
1Per quan­to pos­si­bi­le, la sen­ten­za è co­mu­ni­ca­ta e mo­ti­va­ta oral­men­te.
2L'au­to­ri­tà giu­di­can­te con­se­gna al­le par­ti e agli al­tri par­te­ci­pan­ti al pro­ce­di­men­to il di­spo­si­ti­vo del­la sen­ten­za al­la fi­ne del di­bat­ti­men­to o lo no­ti­fi­ca lo­ro en­tro cin­que gior­ni.
3La sen­ten­za è mo­ti­va­ta per scrit­to e no­ti­fi­ca­ta:
al pro­cu­ra­to­re pub­bli­co dei mi­no­ren­ni, ri­spet­ti­va­men­te al pub­bli­co mi­ni­ste­ro mi­no­ri­le;
all'ac­cu­sa­to­re pri­va­to e agli al­tri par­te­ci­pan­ti al pro­ce­di­men­to, sem­pre che le lo­ro con­clu­sio­ni ven­ga­no esa­mi­na­te.
4L'au­to­ri­tà giu­di­can­te può ri­nun­cia­re a una mo­ti­va­zio­ne scrit­ta se:
mo­ti­va oral­men­te la sen­ten­za; e
non ha di­spo­sto né una pri­va­zio­ne del­la li­ber­tà né una mi­su­ra pro­tet­ti­va.
5L'au­to­ri­tà giu­di­can­te no­ti­fi­ca suc­ces­si­va­men­te al­le par­ti una sen­ten­za mo­ti­va­ta se:
una par­te lo do­man­da en­tro die­ci gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne del di­spo­si­ti­vo;
una par­te in­ter­po­ne ri­cor­so.
6Se so­lo l'ac­cu­sa­to­re pri­va­to in­ter­po­ne ri­cor­so, l'au­to­ri­tà giu­di­can­te mo­ti­va la sen­ten­za sol­tan­to nel­la mi­su­ra in cui es­sa con­cer­ne il com­por­ta­men­to pu­ni­bi­le che ha ar­re­ca­to pre­giu­di­zio all'ac­cu­sa­to­re pri­va­to o le pre­te­se ci­vi­li del­lo stes­so.
1So­no le­git­ti­ma­ti a ri­cor­re­re:
a. il mi­no­re ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to; e
b. il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le o, in sua as­sen­za, l'au­to­ri­tà ci­vi­le.
2L'au­to­ri­tà che ha so­ste­nu­to l'ac­cu­sa di­nan­zi al tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni ha di­rit­to di in­ter­por­re ap­pel­lo.
3Per il ri­ma­nen­te è ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 382 CPP1.
1L'am­mis­si­bi­li­tà del re­cla­mo e i mo­ti­vi di re­cla­mo so­no ret­ti dall'ar­ti­co­lo 393 CPP1.
2Il re­cla­mo può inol­tre es­se­re in­ter­po­sto con­tro:
la di­spo­si­zio­ne in via cau­te­la­re di mi­su­re pro­tet­ti­ve;
la di­spo­si­zio­ne di mi­su­re d'os­ser­va­zio­ne;
la de­ci­sio­ne cir­ca la li­mi­ta­zio­ne dell'esa­me de­gli at­ti;
la di­spo­si­zio­ne del­la car­ce­ra­zio­ne pre­ven­ti­va e del­la car­ce­ra­zio­ne di si­cu­rez­za;
al­tre de­ci­sio­ni or­di­na­to­rie pro­ce­du­ra­li, pur­ché com­por­ti­no un pre­giu­di­zio ir­re­pa­ra­bi­le.
3La de­ci­sio­ne sul re­cla­mo spet­ta al­la giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo; nel ca­so di re­cla­mi con­tro la di­spo­si­zio­ne del­la car­ce­ra­zio­ne pre­ven­ti­va e del­la car­ce­ra­zio­ne di si­cu­rez­za, la de­ci­sio­ne spet­ta al giu­di­ce dei prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi.
1La giu­ri­sdi­zio­ne d'ap­pel­lo de­ci­de su:
gli ap­pel­li con­tro sen­ten­ze di pri­mo gra­do del tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni;
la so­spen­sio­ne di una mi­su­ra pro­tet­ti­va di­spo­sta in via cau­te­la­re.
2 Se la cau­sa è pen­den­te pres­so di es­sa, la giu­ri­sdi­zio­ne d'ap­pel­lo è com­pe­ten­te per di­spor­re i prov­ve­di­men­ti coer­ci­ti­vi pre­vi­sti dal­la leg­ge.
Sul­le do­man­de di re­vi­sio­ne de­ci­de il tri­bu­na­le dei mi­no­ren­ni.
1Per l'ese­cu­zio­ne del­le pe­ne e del­le mi­su­re pro­tet­ti­ve è com­pe­ten­te l'au­to­ri­tà in­qui­ren­te.
2Per l'ese­cu­zio­ne si può far ca­po a en­ti pri­va­ti e pub­bli­ci, non­ché a pri­va­ti.
So­no im­pu­gna­bi­li me­dian­te re­cla­mo:
la mo­di­fi­ca del­la mi­su­ra;
il tra­sfe­ri­men­to in un al­tro isti­tu­to;
il ri­fiu­to o la re­vo­ca del­la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le;
la di­spo­si­zio­ne del­la fi­ne del­la mi­su­ra.
1Le spe­se pro­ce­du­ra­li so­no pri­ma­ria­men­te a ca­ri­co del Can­to­ne nel qua­le la sen­ten­za è sta­ta pro­nun­cia­ta.
2Per il ri­ma­nen­te si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 422-428 CPP1.
3Se so­no adem­piu­te le con­di­zio­ni per ad­dos­sa­re le spe­se al mi­no­re im­pu­ta­to (art. 426 CPP), i suoi ge­ni­to­ri pos­so­no es­se­re di­chia­ra­ti so­li­dal­men­te re­spon­sa­bi­li.
1So­no spe­se di ese­cu­zio­ne:
le spe­se di ese­cu­zio­ne del­le mi­su­re pro­tet­ti­ve e del­le pe­ne;
le spe­se de­ri­van­ti da mi­su­re di os­ser­va­zio­ne o da un col­lo­ca­men­to in via cau­te­la­re di­spo­sti nel cor­so del pro­ce­di­men­to.
2Le spe­se di ese­cu­zio­ne so­no a ca­ri­co del Can­to­ne nel qua­le il mi­no­re è do­mi­ci­lia­to al mo­men­to dell'aper­tu­ra del pro­ce­di­men­to, ad ec­ce­zio­ne del­le spe­se di ese­cu­zio­ne del­le pe­ne.
3Il Can­to­ne nel qua­le è sta­ta pro­nun­cia­ta la sen­ten­za si as­su­me:
tut­te le spe­se di ese­cu­zio­ne per i mi­no­ri non do­mi­ci­lia­ti in Sviz­ze­ra;
le spe­se di ese­cu­zio­ne del­le pe­ne.
4So­no fat­ti sal­vi i di­sci­pli­na­men­ti con­ve­nu­ti dai Can­to­ni in me­ri­to al­la ri­par­ti­zio­ne del­le spe­se.
5I ge­ni­to­ri con­tri­bui­sco­no al­le spe­se del­le mi­su­re pro­tet­ti­ve e di os­ser­va­zio­ne nei li­mi­ti dell'ob­bli­go di man­te­ni­men­to pre­vi­sto dal di­rit­to ci­vi­le.
6Se di­spo­ne di un red­di­to la­vo­ra­ti­vo re­go­la­re o di un pa­tri­mo­nio, il mi­no­re può es­se­re te­nu­to a con­tri­bui­re in mi­su­ra ade­gua­ta al­le spe­se di ese­cu­zio­ne.
1I pro­ce­di­men­ti pen­den­ti e le mi­su­re ese­cu­ti­ve in cor­so al mo­men­to dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge so­no con­ti­nua­ti se­con­do il nuo­vo di­rit­to, in quan­to le di­spo­si­zio­ni se­guen­ti non pre­ve­da­no al­tri­men­ti.
2Gli at­ti pro­ce­du­ra­li di­spo­sti o ese­gui­ti pri­ma dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge man­ten­go­no la lo­ro va­li­di­tà.
1I pro­ce­di­men­ti pen­den­ti e le mi­su­re ese­cu­ti­ve in cor­so al mo­men­to dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge so­no con­ti­nua­ti dal­le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti in vir­tù del nuo­vo di­rit­to, in quan­to le di­spo­si­zio­ni se­guen­ti non pre­ve­da­no al­tri­men­ti.
2I con­flit­ti di com­pe­ten­za tra au­to­ri­tà del­lo stes­so Can­to­ne so­no de­ci­si dal­la giu­ri­sdi­zio­ne di re­cla­mo in ma­te­ria pe­na­le mi­no­ri­le del Can­to­ne in­te­res­sa­to; quel­li tra au­to­ri­tà di Can­to­ni di­ver­si so­no de­ci­si dal Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le. La de­ci­sio­ne non è im­pu­gna­bi­le a ti­to­lo in­di­pen­den­te.
1Se al mo­men­to dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge il pro­ce­di­men­to è pen­den­te di­nan­zi a un tri­bu­na­le mi­no­ri­le com­pe­ten­te se­con­do il di­rit­to an­te­rio­re, il giu­di­ce dei mi­no­ren­ni può par­te­ci­pa­re al di­bat­ti­men­to sol­tan­to die­tro ap­pro­va­zio­ne espres­sa del mi­no­re.
2Se già aper­to pri­ma dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge di­nan­zi a un'au­to­ri­tà giu­di­can­te mo­no­cra­ti­ca o col­le­gia­le, il di­bat­ti­men­to è con­ti­nua­to se­con­do il di­rit­to an­te­rio­re dal­la me­de­si­ma au­to­ri­tà giu­di­can­te di pri­mo gra­do.
1Le pro­ce­du­re con­tu­ma­cia­li av­via­te pri­ma dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge so­no con­ti­nua­te se­con­do il di­rit­to an­te­rio­re.
2Se il di­rit­to can­to­na­le non pre­ve­de la pro­ce­du­ra con­tu­ma­cia­le, si ap­pli­ca il nuo­vo di­rit­to.
1Le de­ci­sio­ni ema­na­te pri­ma dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge pos­so­no es­se­re im­pu­gna­te se­con­do il di­rit­to an­te­rio­re. Que­sti ri­cor­si so­no giu­di­ca­ti se­con­do il di­rit­to an­te­rio­re dal­le au­to­ri­tà com­pe­ten­ti in vir­tù di ta­le di­rit­to.
2Se il di­rit­to an­te­rio­re non pre­ve­de pos­si­bi­li­tà di ri­cor­so con­tro una de­ci­sio­ne, l'im­pu­gna­bi­li­tà del­la stes­sa è ret­ta dal­le di­spo­si­zio­ni del nuo­vo di­rit­to.
3Per il ri­ma­nen­te si ap­pli­ca l'ar­ti­co­lo 453 ca­po­ver­so 2 CPP1.
Nei ca­si in cui do­po l'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge si ap­pli­ca il di­rit­to an­te­rio­re le au­to­ri­tà ten­go­no con­to dei prin­ci­pi del­la pre­sen­te leg­ge; es­se ve­glia­no se­gna­ta­men­te al ri­spet­to dei prin­ci­pi pro­ce­du­ra­li con­cer­nen­ti:
la ri­nun­cia al pro­ce­di­men­to pe­na­le (art. 5);
la ri­cu­sa­zio­ne (art. 9);
la col­la­bo­ra­zio­ne del rap­pre­sen­tan­te le­ga­le (art. 12);
la qua­li­tà di par­te (art. 18);
la di­fe­sa del mi­no­re (art. 23-25);
la car­ce­ra­zio­ne pre­ven­ti­va e la car­ce­ra­zio­ne di si­cu­rez­za (art 27 e 28).
1L'ese­cu­zio­ne del­le mi­su­re pro­tet­ti­ve che all'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge stan­no per con­clu­der­si può es­se­re por­ta­ta a ter­mi­ne dall'au­to­ri­tà com­pe­ten­te in vir­tù del di­rit­to an­te­rio­re. Tut­ta­via que­st'ul­ti­ma esa­mi­na in ogni ca­so l'op­por­tu­ni­tà di ri­met­ter­la all'au­to­ri­tà com­pe­ten­te in vir­tù del­la pre­sen­te leg­ge.
2L'ese­cu­zio­ne del­le mi­su­re di os­ser­va­zio­ne o di col­lo­ca­men­to in via cau­te­la­re in cor­so al mo­men­to dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge è ret­ta dal nuo­vo di­rit­to.