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Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 102', 'art. 10']

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Mense scolastiche biologiche: modificato il Decreto di ripartizione del “Fondo”
by Redazione | 01/10/2019 13:38
È stato pubblicato in G.U. n. 223 del 23 settembre 2019 il Decreto del Ministero per le Politiche agricole, alimentari, forestali e del Turismo 17 giugno 2019, che modifica il Decreto 22 febbraio 2018, n. 2026, concernente la “Definizione dei criteri e delle modalità di ripartizione tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del ‘Fondo per le mense scolastiche biologiche’” ed in particolare l’art. 3, riferito ai “Criteri generali al riparto”.
La ripartizione del “Fondo annuale” viene stabilita tramite Decreto del Mpaaft, in compartecipazione con il Miur, previa intesa in sede delle Conferenza unificata tra Regioni e le Province Autonome entro il 30 giugno di ogni anno.
La ripartizione avviene per l’86% sulla base del numero dei beneficiari del Servizio di “Mensa scolastica biologica”, risultanti dalle registrazioni effettuate al 31 marzo di ogni anno, negli elenchi delle stazioni appaltanti e dei soggetti eroganti il Servizio di “Mensa scolastica biologica”, così come disciplinato dall’art. 3 del Decreto 18 dicembre 2017, n. 14771, che istituisce il Servizio delle “Mense scolastiche biologiche”.
Il Mpaaft predispone lo schema sul proprio sito istituzionale, che ciascuna Regione, oltre alle Province autonome di Trento e Bolzano aderenti, è tenuta a compilare e trasmettere entro il 31 luglio di ogni anno al Ministero stesso, evidenziando i risultati di abbattimento delle tariffe in capo ai beneficiari del servizio di mensa scolastica biologica.
Ad ogni Regione viene concessa una quota non superiore al 14% del totale del “Fondo”, fatto salvo per l’Emilia-Romagna che, avendo già un livello di informazione e promozione già ottimale, la ripartizione delle quote del “Fondo” avviene sulla base della popolazione scolastica per ciascun anno scolastico accertata dal Miur, da fonti Istat.
Le risorse così ottenute dovranno essere utilizzate per fini di divulgazione in materia di educazione alimentare, attraverso campagne informative sull’agricoltura biologica e per ridurre i costi delle tariffe del Servizio di “Mensa scolastica biologica”. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sempre entro il 31 luglio di ogni anno, invieranno al Dicastero una relazione illustrativa dei progetti e delle iniziative intraprese nelle Scuole, tenuto conto del numero degli utenti coinvolti nelle iniziative di informazione e promozione.
Il Decreto in esame modifica anche l’art. 4, del citato Decreto 22 febbraio 2018, n. 2026, riferito alle “Assegnazione e condizioni di spesa”, disciplinando il trasferimento delle quote del “Fondo” dalle Regioni e dalle Province autonome ai soggetti iscritti nell’Elenco ex art. 3 del Decreto 18 dicembre 2017, n. 14771, ovvero le stazioni appaltanti e i gestori del Servizio, al fine di ridurre i costi a carico dei beneficiari del Servizio di “Mensa biologica”.
Trasferimento che è successivo alla verifica documentale prodotta dalle stazioni appaltanti e dai gestori iscritti all’Elenco di cui sopra, che rispondono ai requisiti di cui all’art. 102 del Dlgs. n. 50/2016. Le somme ricevute pertanto dovranno essere utilizzate direttamente dalle Regioni e Province autonome o trasferite ai Comuni per la realizzazione di iniziative di informazione e di promozione nelle scuole oltre che per l’agevolazione tariffaria ai fruitori del Servizio di “Refezione scolastica”.
La campagna di divulgazione sull’alimentazione biologica dovrà vertere principalmente sui seguenti punti:
a) consumare prodotti biologici e sostenibili per l’ambiente nell’ambito dei servizi di refezione scolastica negli asili nido, nelle Scuole dell’infanzia, nelle scuole primarie e nelle Scuole secondarie di primo e di secondo grado;
b) favorire una corretta informazione alle alunne e agli alunni, alle studentesse e agli studenti, in età scolare, sui principi della sostenibilità dell’agricoltura biologica, dell’educazione alimentare, della conoscenza del territorio, nonché del rispetto del cibo, con riferimento all’art. 10 della Legge n. 166/2016, relativamente alle misure volte a ridurre gli sprechi nella somministrazione degli alimenti.
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