Source: http://directio.it/multimedia/news/2017/11/22-trattamento-datore-indennita-trasfertisti-abituali.aspx
Timestamp: 2019-04-25 03:00:41+00:00
Document Index: 15031231

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 51', 'art. 48', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 51']

Indennità di trasferta: contributi ridotti al 50% indipendentemente dal carattere della trasferta | News | Directio - le strade nell'economia
La questione sulla quale le Sezioni Unite con la sentenza n. 27093 del 15 novembre 2017 si sono pronunciate è relativa al trattamento contributivo da applicare in concreto alle indennità di trasferta corrisposte da una ditta ai propri dipendenti. La Corte è stata chiamata a decidere se il datore di lavoro gode del trattamento fiscale di favore previsto per le indennità di trasferta pari al 50% dell’ammontare dell’indennità anche quando i contributi da versare siano riferiti a trasfertisti abituali e questo alla luce di quanto stabilito dall’art. 7-quinquies del d.l. 22 ottobre 2016, n. 193 (convertito dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225).
La Cassazione nella sua pronuncia a Sezioni Unite ha chiarito come debba essere intesa la nozione “anche se corrisposta con carattere di continuità” presente sia nell’art. 11 della legge 4 agosto 1984, n. 467 sia nel vigente art. 51, comma 6, del TUIR (così come nel comma 6 dell'art. 48 del TUIR, nel testo risultante dalle modifiche introdotte dal d.lgs. 2 settembre 1997, n. 314), riletta alla luce del nuovo e retroattivo art. 7-quinquies del d.l. n. 193 del 2016 e ha stabilito che per intendere tale nozione, non è sufficiente la sola interpretazione letterale, ma sono necessari criteri storici, logico sistemici e teleologici, ragion per cui ha precisato che in materia di trattamento contributivo dell’indennità di trasferta, l’espressione “anche se corrisposta con carattere di continuità” deve essere intesa, nel senso che l’eventuale continuatività della corresponsione del compenso per la trasferta non ne modifica l’assoggettabilità al regime contributivo (e fiscale) meno gravoso (di quello stabilito in via generale per la retribuzione imponibile), rispettivamente previsto dalle citate disposizioni.
In altri termini, anche il datore di lavoro che impiega trasfertisti, ovvero dipendenti che in ragione del loro impiego sono soggetti a spostarsi periodicamente, dunque in maniera abituale, usufruisce degli sgravi contributivi pari al 50% dell’ammontare dell’indennità di trasferta. Il carattere di continuità della prestazione del trasfertista abituale, non incide quindi sull’applicabilità del regime fiscale di favore; ragion per cui, anche nel caso in cui la trasferta sia continuativa, il trattamento fiscale applicabile non è quello normalmente riferito alla retribuzione, bensì quello più propizio dell’indennità di trasferta.
Ad ogni modo, come stabilito dall’art. 7-quinquies del d.l. 22 ottobre 2016, n. 193 (convertito dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225) - norma retroattiva autoqualificata di “interpretazione autentica” del comma 6 dell’art. 51 del TUIR - per godere del trattamento della riduzione del 50% dell’imponibile fiscale devono sussistere tre condizioni, ovvero: a) la mancata indicazione, nel contratto o nella lettera di assunzione, della sede di lavoro; b) lo svolgimento di un’attività lavorativa che richiede la continua mobilità del dipendente; c) la corresponsione al dipendente, in relazione allo svolgimento dell’attività lavorativa in luoghi sempre variabili e diversi, di un’indennità o maggiorazione di retribuzione “in misura fissa”, conferite indipendentemente dal fatto che il dipendente si sia effettivamente recato in trasferta e dove la stessa si è svolta, aggiungendo che, in caso di mancata contestuale esistenza delle suddette condizioni, è riconosciuto il trattamento previsto per le indennità di trasferta di cui al comma 5 del medesimo articolo 51.
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