Source: http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6738
Timestamp: 2013-05-23 09:01:58+00:00
Document Index: 119268017

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 184', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 193', 'art. 190', 'art. 212']

Libera - SISMA EMILIA - Smaltimento macerie, l'illegale diventa legale. Per decreto
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FINALE EMILIA - Terremoto che vai, usanze che trovi. L'Aquila e L'Emilia, una ricetta con gli stessi ingredienti: dichiarazione dello stato di emergenza, potere di ordinanza, di deroga, allentamento dei controlli. Finora, per quanto riguarda lo smalitmento dei rifiuti e delle macerie, con il sisma in Emilia queste pratiche si sono gi� spinte oltre - molto oltre - in un tessuto produttivo di gran lunga pi� delicato di quello aquilano. Un numero impressionante di capannoni - come ad esempio quelli del polo biomedicale - crollati, abbattuti o demoliti con all'interno prodotti e materie prime di ogni tipo. Tutto da smaltire indistintamente con le macerie ed equiparato "ai rifiuti urbani".
Quella intrapresa in Emilia � una china pericolosa. Il 6 giugno scorso � stato varato il Decreto-legge n.74 (GU n. 131 del 7-6-2012), da convertire in legge entro 60 giorni: gli emiliani farebbero bene ad alzare le antenne e prestare da subito molta attenzione a ci� che sta accadendo nel dopoterremoto.Il decreto 74 prevede, all'art. 17, la "trasfigurazione" delle macerie da rifiuti speciali in rifiuti urbani. Ma cosa ancora peggiore � che il comma 7 prevede che il trasporto venga effettuato "direttamente" dalle aziende che gestiscono il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, o anche "indirettamente" a mezzo di imprese di trasporto anche "non iscritte all'albo" e senza la "tracciabilit� dei rifiuti". Ad essere eliminati, in sostanza, sono anche il FIR e il Registro di carico dei rifiuti.Proviamo a chiarire meglio di cosa si tratta e quali effetti devastanti pu� produrre sul territorio.Intanto, � da notare che il decreto 74 punta a cancellare la tracciabilit� non tanto delle macerie giacenti sulle vie e gli spazi pubblici, ma soprattutto di quelle giacenti nei luoghi privati e dei rifiuti derivanti da demolizioni. Le macerie giacenti sulle pubbliche vie, infatti, anche senza l'emanazione di questo decreto erano gi� equiparate ai rifiuti urbani. Infatti l'art. 184, comma 2, lett. d, del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. (il Testo Unico Ambientale) definisce come rifiuti urbani "i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sullerive dei corsi d'acqua".Diverso � invece il discorso per le macerie che si trovano all'inerno di aree private, tipo i capannoni crollati. Ancor pi� se parliamo di rifiuti da demolizione di edifici privati, o di capannoni privati. Infatti, tutti i rifiuti dall'attivit� di demolizione sono sempre considerati "rifiuti speciali", come specificato nel Testo unico ambientale.E' evidente, quindi, che l'estensore del comma 1, nel prevedere la trasfigurazione delle macerie in "rifiuti urbani", � proprio a quelli su aree private che rivolge la maggiore attenzione. Infatti, sempre l'art. 17, al comma 1 fa riferimento, oltre ai "materiali derivanti dal crollo parziale o totale degli edifici pubblici e privati causati dagli eventi sismici del 20 maggio 2012 e dei giorni seguenti", cita pure "quelli derivanti dalle attivit� di demolizione e abbattimento degli edifici pericolanti".Occorre prestare molta attenzione alla sintassi usata dal legislatore, quando scrive: "...quelli derivanti dalle attivit� di demolizione e abbattimento degli edifici pericolanti, disposti dai Comuni interessati dagli eventi sismici...". Se il "disposti dai Comuni interessati ..." lo si intende riferito sia alle attivit� di demolizione che alle attivit� di abbattimento, allora vorr� dire che, comunque, il particolare regime disposto per questi rifiuti (che da speciali vengono trasfigurati in urbani) � subordinato ad un provvedimento amministrativo (che dispone la demolizione o l'abbattimento) senza il quale la detta trasfigurazione non sar� possibile. Se, invece lo si intenda riferito alle sole attivit� di abbattimento - il che sarebbe pi� logico, perch� la demolizione, di solito, � un'attivit� edilizia che avviene su input del privato, mentre l'abbattimento, � la stessa identica attivit�, ma disposta da un'autorit� pubblica - allora ne consegue che tutte le attivit� di demolizione disposte dai privati non sarebbero soggette ad un filtro amministrativo di autorizzazione/disposizione, per cui, la deregulation sarebbe totale.Come gi� si � avuto modo di vedere nel precedente sisma di L'Aquila, la trasfigurazione da "rifiuti speciali" a "rifiuti urbani" sottende la volont� di eliminare limiti, vincoli e soprattutto la tracciabilit� e i controlli sui flussi dei rifiuti.Nel caso del sisma in Emilia, questa volont� si � spinta anche oltre. Infatti, leggendo il comma 7 dell'art. 17, ci si accorge che, come a L'Aquila, viene espressamente abolita la tracciabilit�, poich� � prevista la deroga alla norma che impone i FIR (art. 193 del D.Lgs. 152/2006) e al registro di carico e scarico (art. 190 del D.Lgs. 152/2006). Ma viene introdotta una ulteriore innovazione peggiorativa: viene addirittura prevista la deroga all'obbligo di iscrizione all'albo gestori ambientali (art. 212 D.Lgs. 152/2006). In particolare � previsto che il trasporto delle macerie (giacenti in pubbliche vie ed in aree private) - e dei rifiuti da demolizione e abbattimento di edifici (pubblici e privati) - possa avvenire ad opera di soggetti che svolgono (gi�) il servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani. E possono farlo "direttamente", ma anche "indirettamente". Cio� "attraverso imprese di trasporto da essi incaricati previa comunicazione della targa del trasportatore ai gestori degli impianti individuati al punto 4 e pubblicazione all'albo pretorio dell'elenco delle targhe dei trasportatori individuati."Per finire, il penultimo periodo del comma 7, contiene una norma che espressamente prevede che "Le predette attivit� di trasporto, sono effettuate senza lo svolgimento di analisi preventive". Quindi i rifiuti da demolizione - soprattutto se provenienti dalla demolizione o abbattimento di un capannone industriale (a meno che non contengano amianto) - non sono soggetti ad analisi chimiche. Significa che tali rifiuti, anche se dovessero contenere sostanze particolarmente inquinanti e/o pericolose, vengono caricati e trasportati come se fossero innocue pietre triturate.Angelo Venti sul sito www.site.it Menu di sezione