Source: http://www.fiab-onlus.it/new/cs8.htm
Timestamp: 2018-01-17 23:40:10+00:00
Document Index: 28164251

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 208', 'art. 28', 'art. 10', 'art. 208', 'art. 6']

Bari, 15 dicembre 1998
Al Presidente della Commissione Bilancio al Senato
Ai Componenti la Commissione Bilancio al Senato
Ai Deputati e ai Senatori
e, p.c. Al Presidente ANCI
Al Presidente Associazione Italiana Città Ciclabili
Al Coordinatore Assessori comunali allAmbiente
AllAssociazione Giornalisti Italiani Cicloambientalisti
NO AI TAGLI ALLA LEGGE SU TRASPORTO
E TURISMO IN BICICLETTA
SI ALLUTILIZZO DI UNA PARTE DEI PROVENTI DELLE MULTE PER LA MOBILITA CICLISTICA
Dagli organi di informazione apprendiamo che la neonata legge sul finanziamento alla mobilità ciclistica, n. 366 del 19 ottobre 1998 pubblicata su G.U. n. 248 del 23/10/98 (neanche due mesi fa!) rischia di non decollare più in quanto, relativamente alla finanziaria 99, la Commissione Bilancio del Senato ha abrogato il comma 3 dellart. 10 della legge n. 366/98 che prevedeva lobbligo da parte degli Enti locali di destinare agli interventi a favore dello sviluppo e della sicurezza del traffico ciclistico una quota non inferiore al 20% dei proventi delle contravvenzioni al codice della strada.
Il timore dei Comuni italiani di vedersi obbligati a sottrarre una parte consistente di tali preziose entrate altrimenti utilizzabili, risulta infondato in quanto già lart. 208 del D. Lgsl. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) dispone che i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni alle norme sulla circolazione stradale siano devoluti allEnte alle cui dipendenze operano i funzionari che hanno provveduto ad accertare le contravvenzioni e destinati al miglioramento della circolazione stradale, al potenziamento e al miglioramento della segnaletica stradale, alla redazione dei Piani Urbani del Traffico, alla fornitura di mezzi tecnici necessari per i servizi di polizia stradale di loro competenza, nella misura determinata annualmente con delibera di Giunta municipale.
Quindi larticolo 10 comma 3 della legge n. 366/98, non fa altro che fissare la quota da dedicare al trasporto in bicicletta, in ossequio a quanto il codice della strada già prevede da anni. Inoltre, la legge sulla mobilità ciclistica, tanto attesa non solo per le implicazioni ambientali, trasportistiche e turistiche ma soprattutto economico-occupazionali dirette e indirette (basti visitare Austria, Svizzera, Olanda e Danimarca per avere unidea di come il turismo in bici, che muove flusso rilevanti di presenze anche straniere in periodi estivi più brevi di quelli italiani, sia un fattore importante per sviluppo e la volorizzazione del territorio) non si limita a finanziare soltanto la realizzazione di piste ciclabili ma, come recita lart., lett.a  l, anche di: infrastrutture utili alla sicurezza negli incroci con il traffico motorizzato, cicloparcheggi attrezzati liberi e custoditi, noleggio bici, segnaletica specializzata per il traffico ciclistico, intermodalità tra biciclette e mezzi di trasporto pubblico, cartografia specializzata, servizi di informazione ai turisti in bicicletta, attività culturali e promozionali, educazione nelle scuole, trasporto delle bici sui treni, recupero delle aree di sedime delle ferrovie dismesse, progettazione e realizzazione di itinerari ciclabili e cicloturistici e qualsiasi altro intervento finalizzato allo sviluppo e alla sicurezza del traffico ciclistico. Sono quindi finanziabili anche interventi per la moderazione del traffico cittadino che, tutelando e incentivando la "mobilità non motorizzata" (corrispondente alle categorie meno forti di utenti della strada quali pedoni, disabili, anziani, bambini e ciclisti), danno una mano a realizzare tutte quelle misure antismog per una mobilità sostenibile nelle aree urbane in ossequio agli accordi di Kyoto, al fine di combattere effetto serra e benzene.
Inoltre si fa presente che la già modesta dotazione finanziaria della legge in questione (soltanto 100 miliardi complessivi a fronte della richiesta iniziale - il testo base della proposta di legge sulla mobilità ciclistica fu elaborato dalla FIAB - di una quota annuale pari al 3% degli stanziamenti previsti per le opere stradali, che avrebbero garantito alla circolazione in bicicletta circa 250 miliardi annui) non riuscirà a coprire le richieste di Comuni, Province, Comunità montane, Enti Parco che devono essere trasmesse alle Regioni e da queste al Ministero dei Trasporti che entro il 31 marzo prossimo dovrà approvare il piano di riparto, generando confusione ed incertezze.
Pertanto la Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus chiede:
la soppressione del comma 17 dellart. 28 del provvedimento collegato alla finanziaria;
in subordine, che si riproponga il soppresso comma 3 dellart. 10 della legge n. 366/98, con la modifica che i proventi da destinare alla mobilità ciclistica e alla sua sicurezza, in misura non inferiore al 20% siano calcolati non sulla totalità degli stessi ma sulla quota annualmente destinata dalla Giunta dellEnte al miglioramento della circolazione e sicurezza stradale, come già fissato dal citato art. 208 del codice della strada.
E infine il caso di ricordare che se mancano finanziamenti propri sarà molto difficile fare ricorso al cofinanziamento comunitario come previsto dallart. 6, punto g) della legge n. 366/98, sempre su proposta della FIAB.