Source: http://www.sistemalavoro.net/2014/01/24/circolare-n-35-2013-contratto-a-termine-acausale-e-periodi-cuscinetto/
Timestamp: 2019-11-22 18:36:15+00:00
Document Index: 39951310

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5']

Circolare n. 35/2013: contratto a termine acausale e periodi “cuscinetto” - Sistema Lavoro
Tra le riforme che qui maggiormente interessano si richiama, in particolare, quella relativa al contratto a tempo determinato e di somministrazione.
Sul punto, il D.L. n. 76/2013 introduce alcune modifiche volte principalmente alla razionalizzazione dell’istituto.
In prima battuta, la circolare chiarisce che la “nuova” disciplina del contratto a termine privo di causa, c.d. “acausale”, non richiede le ragioni di carattere “tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo”:
Dal confronto con il testo previgente emerge che il legislatore del 2013 ha inteso estendere l’ambito di applicabilità del contratto a termine acausale. A riprova di ciò giova sottolineare che:
– tale tipologia contrattuale può essere prorogata, stante l’intervenuta abrogazione del comma 2 bis, dell’art. 4 del D.Lgs. n. 368/2001;
– la disciplina eventualmente introdotta dalla contrattazione collettiva in materia di contratto “acausale” va ad integrare quanto già previsto direttamente dal Legislatore (per effetto del revirement inerente ai rapporti tra contrattazione collettiva e legge).
Al fine di meglio chiarire quanto dinanzi accennato, la circolare in esame precisa che l’abrogazione del comma 2 bis, dell’art. 4 del D.Lgs. n. 368/2001, ai sensi e per effetto del D.L. n. 76/2013, consente oggi la proroga dei contratti a tempo determinato “acausali”, i quali potranno avere comunque una durata massima complessiva di dodici mesi (fermo restando il ricorso ai c.d. periodi cuscinetto). Sul punto va chiarito che la proroga può riguardare anche contratti sottoscritti (ma evidentemente non ancora scaduti) prima del 28 giugno 2013 (data dell’entrata in vigore del D.L.) e che rispetto agli stessi trovano applicazione le disposizioni di cui all’art. 4 del D.Lgs. n. 368/2001 ad eccezione del requisito relativo alla “esistenza delle ragioni che giustificano l’eventuale proroga”.
Quanto alle modifiche introdotte all’art. 5 del D.Lgs. n. 368/2001 occorre infine evidenziare come il Legislatore si sia preoccupato di chiarire che i c.d. periodi cuscinetto di cui al comma 2 dello stesso articolo – ai sensi del quale “Se il rapporto di lavoro, instaurato anche ai sensi dell’articolo 1, comma 1-bis, continua oltre il trentesimo giorno in caso di contratto di durata inferiore a sei mesi nonché decorso il periodo complessivo di cui al comma 4-bis, ovvero oltre il cinquantesimo giorno negli altri casi, il contratto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini” – trovano applicazione anche in relazione ai contratti a termine “acausali”.
Ne deriva, pertanto, che l’applicazione dei “periodi cuscinetto” anche in relazione ai contratti “acausali” comporta l’applicazione della disposizione già contenuta nel comma 1 dell’art. 5 del D.Lgs. n. 368/2001, relativa alle maggiorazioni retributive dovute al lavoratore “per ogni giorno di continuazione del rapporto pari al venti per cento fino al decimo giorno successivo”e “al quaranta per cento per ciascun giorno ulteriore”.
Va, infine, evidenziato che il D.L. n. 76/2013 abroga anche il comma 2 bis, art. 5, del D.Lgs. n. 368/2001 che aveva introdotto un obbligo di comunicazione al Centro per l’impiego – obbligo comunque sprovvisto di presidio sanzionatorio – nell’ipotesi di continuazione “di fatto” del rapporto a tempo determinato oltre il termine inizialmente stabilito.