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Timestamp: 2018-08-18 13:23:39+00:00
Document Index: 61659989

Matched Legal Cases: ['art. 178', 'art. 39', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 39', 'art. 212', 'art. 212', 'art.183']

Il servizio ZeroZerotoner : cos è e come funziona. Il problema Aziendale del Trattamento dei Residui Esausti di Stampa. MINGAtech - PDF
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1 Il problema Aziendale del Trattamento dei Residui Esausti di Stampa Il servizio ZeroZerotoner : cos è e come funziona. MINGAtech INGAtech di Rota Basoni Cristina Via F. de Pinedo Ciampino (RM) Tel Sito internet:
2 IL PROBLEMA DEI RESIDUI ESAUSTI DI STAMPA. L OPPORTUNITA UNICA DI ZEROZEROTONER Sommario 1) OBIETTIVI DI QUESTO DOCUMENTO...3 2) LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI...3 3) LA LEGGE...4 4) I RESPONSABILI E LE RESPONSABILITA...4 5) LE SANZIONI...5 6) IL MODULO F.I.R ) L ONEROSA GESTIONE DEI MODULI F.I.R ) IL SERVIZIO ZEROZEROTONER VI LIBERA DAL F.I.R ) L OPPORTUNITA DEL SERVIZIO ZEROZEROTONER ) ATTENZIONE ALLE SOLUZIONI CHE SEMBRANO FACILI ) CHI PUO OFFRIRE ZEROZEROTONER...8/9 12) IL CONTRATTO ) I BOX ECOLOGICI: GLI 00BOX ) I VANTAGGI DI ZEROZEROTONER...11 MINGAtech INGAtech di Rota Basoni Cristina Via F. de Pinedo Ciampino (RM) Tel Sito internet:
3 IL PROBLEMA DEI RESIDUI ESAUSTI DI STAMPA. L OPPORTUNITA UNICA DI ZEROZEROTONER 1) OBIETTIVI DI QUESTO DOCUMENTO Questo documento ha un duplice obiettivo: il primo è di riassumere le informazioni riguardanti l obbligo per tutte le Aziende (tutte le Partite IVA) di smaltire propriamente i residui esausti di stampa (toner, cartucce inkjet, tamburi, etc ); il secondo è di descrivere la migliore soluzione oggi esistente sul mercato. 2) LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI Tutti i rifiuti sono classificati in due grandi categorie : 1. Rifiuti Urbani: Sono i rifiuti prodotti da utenze urbane (i cittadini, le famiglie). A seconda della loro natura i rifiuti urbani possono essere smaltiti attraverso la normale raccolta differenziata oppure usufruendo delle discariche comunali o, per talune tipologie come ad esempio i rifiuti di apparati Elettronici, dei servizi messi a disposizione dai negozi della grande distribuzione. 2. Rifiuti Speciali: Sono i rifiuti prodotti dalle Aziende, cioè da ogni singola partita IVA. In nessun modo le Aziende possono utilizzare gli stessi canali delle utenze urbane private. Esse, o meglio i loro amministratori, hanno l obbligo di smaltire ogni tipologia di rifiuto secondo la rispettiva normativa e tenendo debita traccia dei processi seguiti. A loro volta sia i rifiuti Urbani che quelli Speciali possono essere distinti in Rifiuti Pericolosi e Rifiuti Non Pericolosi a seconda che contengano o meno sostanze classificate come pericolose. a) I RIFIUTI ESAUSTI DI STAMPA Inkjet, nastri, cartucce laser, oppure anche i soli contenitori di toner possono essere classificati come pericolosi a seconda delle polveri che contengono ma l unico modo per determinarne la natura è quello di effettuare complesse analisi chimiche ( v. punti 4 e 6 ). b) I CODICI C.E.R. I residui esausti di stampa : Sono rifiuti come Cartucce Inkjet o Laser, Nastri, Contenitori di toner e sono identificati dai Codici Europei Rifiuti (CER) : : materiali di stampa esausti, non pericolosi * : materiali di stampa esauriti, contenenti sostanze pericolose MINGAtech INGAtech di Rota Basoni Cristina Via F. de Pinedo Ciampino (RM) Tel Sito internet:
4 IL PROBLEMA DEI RESIDUI ESAUSTI DI STAMPA. L OPPORTUNITA UNICA DI ZEROZEROTONER 3) LA LEGGE Le norme Europee in materia di gestione rifiuti sono in costante evoluzione per cui è abbastanza complesso seguire propriamente tutti gli aggiornamenti per i non addetti ai lavori. In ogni caso le leggi che raccolgono tutte queste le norme sono le seguenti: Direttive CEE, 91/156, 91/689, 94/62. D.Lgs152/06, ex D.Lgs22/97 e successive modifiche. 4) I RESPONSABILI E LE RESPONSABILITA Uno dei punti fondamentali della legislazione stabilisce che il responsabile della produzione del rifiuto è il soggetto (personale o giuridico) che lo genera ossia, per i Rifiuti Speciali, l Azienda che stampa che, nella stragrande maggioranza dei casi, ha anche acquistato i consumabili. Ne soli casi in cui l azienda ha sottoscritto un cosiddetto contratto ALL-INCLUSIVE o COSTO-COPIA, che include anche inconsumabili, la responsabilità dello smaltimento è del soggetto giuridico che ha acquistato il consumabile stesso. La legge afferma inoltre che il produttore iniziale o altro detentore conserva la responsabilità per l intera catena di trattamento che include : a) Identificare se si tratta di un rifiuto pericoloso oppure non pericoloso (v. punto 2), il che può essere fatto unicamente attraverso costose analisi chimiche, per poter attribuire al rifiuto stesso il corretto codice C.E.R. b) il suo corretto trasporto, che va affidato ad operatori attrezzati ed autorizzati; non basta insomma che qualcuno si presenti all Azienda assicurando di poter ritirare i Toner esausti; occorre che l Azienda si accerti che l autorizzazione sia valida e veritiera. c) il suo recupero o smaltimento, che deve essere effettuato secondo rigorose norme a tutela dell Ambiente; anche l azienda che recupera deve essere nota e verificata dal produttore del rifiuto, ossia da chi stampa. d) la corretta compilazione e la conservazione per almeno 5 anni dei moduli F.I.R (Formulario Identificativo del Rifiuto), i documenti che, in due copie distinte per il ritiro e per il trattamento, devono essere generati per ogni gestione di rifiuti e che comprova che la stessa è stata svolta secondo la legge. Della complessità di questo documento viene trattato al prossimo punto 6. e) gestire l asporto dei rifiuti almeno una volta l anno, a prescindere dalla quantità prodotta MINGAtech INGAtech di Rota Basoni Cristina Via F. de Pinedo Ciampino (RM) Tel Sito internet:
5 IL PROBLEMA DEI RESIDUI ESAUSTI DI STAMPA. L OPPORTUNITA UNICA DI ZEROZEROTONER 5) LE SANZIONI In tema di smaltimento i controlli per il rispetto delle leggi in vigore si stanno significativamente intensificando e sono particolarmente rilevanti le sanzioni nei confronti delle Aziende che infrangono la normativa. In termini economici esse partono da multe minime di EUR fino a EUR. Considerata la delicatezza dell impatto sull Ambiente dette sanzioni non si fermano a formule esclusivamente pecuniarie ma possono arrivare sino al coinvolgimento penale degli amministratori. 6) IL MODULO F.I.R. Per ogni attività di trattamento rifiuti (non solo di toner ma di qualsiasi altro tipo) la legge prevede che il produttore del rifiuto (nel nostro caso l Azienda che stampa) abbia la responsabilità di gestirlo e di dimostrare che esso è stato trattato a norma. Questo avviene producendo e conservando il documento F.I.R (Formulario Identificativo del Rifiuto). Il produttore del rifiuto deve assicurarsi della correttezza della compilazione dei seguenti campi principali: Livello difficoltà ( 0-5 ) PRODUTTORE, cioè l Azienda stessa che stampa 0 DESTINATARIO, cioè l Azienda specializzata che a fine filiera tratterà il rifiuto Occorre conoscerla a priori, ed essere certi che abbia tutte le certificazioni del ministero dell Ambiente TRASPORTATORE, cioè l Azienda specializzata a cui si affida il rifiuto per il trasporto. Occorre accertarsi che l Azienda a cui si consegna il rifiuto (che deve essere espressamente indicata sul modulo) abbia tutte le Autorizzazioni per poterlo trasportare CARATTERISTICHE DEL RIFIUTO, ossia il corretto codice C.E.R. (v. punto 2b) Occorre che sia riportato il giusto codice C.E.R., la cui corretta determinazione dipende dal contenuto di sostanze più o meno pericolose Per poter stabilire la presenza di dette sostanze l unica via è l effettuazione di costose analisi chimiche, che vanno aggiornate ogni 6 mesi ed allegate al F.I.R MINGAtech INGAtech di Rota Basoni Cristina Via F. de Pinedo Ciampino (RM) Tel Sito internet:
6 IL PROBLEMA DEI RESIDUI ESAUSTI DI STAMPA. L OPPORTUNITA UNICA DI ZEROZEROTONER 7) L ONEROSA GESTIONE DEI MODULI F.I.R. La prima verifica da effettuare da parte dell Azienda che stampa riguarda dunque le corrette autorizzazioni di chi trasporta e di chi smaltisce i rifiuti ma non basta; avere interlocutori autorizzati ad effettuare le attività non risolve tutti i problemi perché l Azienda rimane responsabile in solido di tutti gli oneri di controllo e gestione dei moduli F.I.R. nonché della loro conservazione. Per l Azienda che decide di trattare direttamente i rifiuti di stampa, restandone quindi responsabile, i passi obbligatori per una corretta gestione dei moduli F.I.R sono i seguenti : a) ACQUISTO E VIDIMAZIONE DEL REGISTRO I moduli FIR sono relativi ad ogni evento di ritiro e smaltimento. Essi devono essere conservati in un registro che va acquistato e fatto vidimare dalla Camera di Commercio. b) CONTROLLO DEI CODICI C.E.R. Come indicato al punto 6 per la corretta compilazione del F.I.R. è necessario sapere esattamente la natura del rifiuto ed il relativo codice C.E.R. Come abbiamo descritto precedentemente esso cambia in relazione alla pericolosità del suo contenuto e l unico modo di accertarla è effettuare analisi chimiche, la cui validità per legge è di massimo 6 mesi. c) CONTROLLO DELLE AUTORIZZAZIONI Non tutti i trasportatori e i successivi smaltitori sono Autorizzati a gestire tutti i codici C.E.R per cui l Azienda produttrice del rifiuto e del F.I.R. è tenuta ad accertarsi di queste autorizzazioni e ne rimane responsabile. d) ACQUISIZIONE DELLE 2 COPIE (1.ma e 4.ta) Il trasportatore inizia la compilazione del formulario in 4 copie, rilascia la prima copia all Azienda, porta i materiali a destino ove deve essere completato il formulario con il timbro e la firma della quarta copia che va infine restituita all Azienda produttrice del rifiuto; quest ultima si deve assicurare che ad ogni evento siano infine associate entrambe le copie, la prima e la quarta del F.I.R. correttamente compilato da tutti. e) IMPEGNO ANNUALE PER IL MUD Ogni anno entro la fine del mese di Aprile, l Azienda produttrice del rifiuto e gestore dei F.I.R deve compilare il MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale) e presentarlo presso la Camera di Commercio di competenza f) CONSERVAZIONE L Azienda produttrice del rifiuto deve conservare tutti i moduli F.I.R., perfettamente compilati, per 5 anni. MINGAtech INGAtech di Rota Basoni Cristina Via F. de Pinedo Ciampino (RM) Tel Sito internet:
7 IL PROBLEMA DEI RESIDUI ESAUSTI DI STAMPA. L OPPORTUNITA UNICA DI ZEROZEROTONER 8) IL SERVIZIO ZEROZEROTONER VI LIBERA DAL F.I.R. Come vedremo nei prossimi punti, grazie alle modalità con cui è offerto il servizio zerozerotoner, l Azienda che stampa trasferisce ad uno Smaltitore Autorizzato non solo i toner esausti ma soprattutto il proprio connotato di Produttore del rifiuto e quindi si sgrava completamente da ogni responsabilità, inclusa in primis quella di gestire e di conservare il complesso modulo F.I.R. Questo è il concetto chiave da considerare, il più importante di tutto questo documento. 9) L OPPORTUNITA DEL SERVIZIO ZEROZEROTONER Riassumendo : tutte le Aziende che stampano hanno l obbligo di smaltire i residui esausti che producono (cartucce, toner, nastri, ecc..) seguendo norme particolarmente complesse e burocratiche e rischiando, oltre alla significativa perdita di tempo, di commettere errori che possono condurre a sanzioni amministrative e addirittura penali. Sul mercato è disponibile un servizio in abbonamento che toglie alle Aziende tutti questi oneri, chiamato zerozerotoner. In una modalità in qualche modo paragonabile alla sostituzione dell olio esausto della vostra auto (l olio vecchio rimane in carico all autofficina che lo sostituisce ) l abbonamento è gestito e garantito dalla BERG PHI SRL (BERG), una società regolarmente iscritta all albo Gestori Ambientali che ha brevettato il metodo e le apparecchiature per lo smaltimento dei materiali esausti di stampa e a cui vengono interamente trasferiti tutti gli obblighi burocratici e le relative responsabilità amministrative e penali. Per la parte piu delicata dello smaltimento vero e proprio, BERG ha ideato, progettato, costruito e brevettato un impianto ad oggi unico in Europa, per il recupero in MPS (Materie Prime Seconde) dei consumabili esausti da stampa informatica, i quali vengono prima separati in alluminio, acciaio, ferro, plastica, rame e polveri e poi riciclati al 100%. Nell ambito dell abbonamento BERG si fa altresì carico della fornitura di BOX ecologici (gli 00BOX) per la raccolta dei consumabili esausti e del loro ritiro. Abbonandosi al servizio zerozerotoner, oltre a risolvere completamente la problematica descritta, l Azienda contribuisce in modo attivo ad un futuro migliore per l ambiente. MINGAtech INGAtech di Rota Basoni Cristina Via F. de Pinedo Ciampino (RM) Tel Sito internet:
8 IL PROBLEMA DEI RESIDUI ESAUSTI DI STAMPA. L OPPORTUNITA UNICA DI ZEROZEROTONER 10) ATTENZIONE ALLE SOLUZIONI CHE SEMBRANO FACILI Diffidate fortemente dalle soluzioni che possono apparire più facili e magari gratuite. L intermediazione dei rifiuti è severamente vietata; solo gli operatori autorizzati al loro trattamento li possono gestire ed affidarli a chi non è in regola può causare problemi. Il gratis è ingannevole perché lascia all Azienda tutti i costi degli oneri burocratici, della conservazione documentale e dei riscontri dell attività svolta (v. punto 7). C è molto lavoro e molta burocrazia da sbrigare che con il gratis non viene gestita, esponendo l azienda a rischi severi. Rispettare la legge ha dei costi e solo con zerozerotoner l Azienda ne è sollevata, perché c è un soggetto autorizzato (la società BERG) che prende in carico tutte le vostre incombenze. Zerozerotoner è la soluzione più semplice ed efficace che non può essere paragonata a nessun altra modalità di smaltimento poiché l azienda che la eroga (BERG) è l unica ad assicurare la piena attuazione dell art. 178 bis del nuovo Testo Unico Ambientale sulla responsabilità estesa nella filiera di tutto ciò che produce un rifiuto, sgravando l Azienda dall essere identificata quale produttore del rifiuto stesso. 11) CHI PUO OFFRIRE ZEROZEROTONER. Il servizio di abbonamento zerozerotoner viene offerto alle Aziende Clienti, attraverso una rete di Rivenditori Autorizzati, certificati da BERG. 12) IL CONTRATTO Per attivare l abbonamento al servizio zerozerotoner è necessario che l Azienda Cliente sigli con la società BERG un contratto diretto; esso viene venduto e fatturato all Azienda dal Rivenditore. Autorizzato di fiducia. Per propria scelta operativa BERG non vende mai direttamente alle Aziende. Il contratto è configurato come CONTRATTO DI FORNITURA DEL SERVIZIO DI MANUTENZIONE CON ESPRESSO RIFERIMENTO ALLA GESTIONE DEL CONSUMABILE IN USO ALLA STAMPA INFORMATICA E CONSEGUENTE SMALTIMENTO. a) COSA COMPRENDE IL SERVIZIO Il servizio è configurato su misura per le esigenze di ogni specifica Azienda, dalla piu piccola (come gli studi professionali o i piccoli uffici commerciali) alla piu strutturata. Vengono così stimati i volumi di stampa e, per ogni sede operativa, vengono definiti: il numero di eco BOX (00BOX) necessari per ogni anno il numero di ritiri per ogni anno Il prezzo annuale è funzione di questi due parametri ed è comunque trascurabile rispetto ai benefici che il servizio comporta. MINGAtech INGAtech di Rota Basoni Cristina Via F. de Pinedo Ciampino (RM) Tel Sito internet:
9 IL PROBLEMA DEI RESIDUI ESAUSTI DI STAMPA. L OPPORTUNITA UNICA DI ZEROZEROTONER Il servizio zerozerotoner espressamente comprende : la consegna degli 00BOX nuovi il ritiro di quelli pieni presso le sedi dell Azienda Cliente il trasporto lo smaltimento dei toner esausti il trasferimento a BERG di tutte le responsabilità della produzione dei rifiuti e l assunzione di tutti gli obblighi conseguenti al loro smaltimento secondo norma. b) COSA NON COMPRENDE IL SERVIZIO Il servizio zerozerotoner espressamente non comprende : la vendita di consumabili la vendita di stampanti la manutenzione delle stampanti c) CHI SONO GLI INTESTATARI DEL CONTRATTO Al fine di consentire il pieno trasferimento della proprietà del rifiuto di stampa dall Azienda che lo produce alla società BERG che lo smaltisce, il contratto deve sempre essere intestato esclusivamente tra queste due entità legali. In questo modo non sarà più necessario che l Azienda si accolli onerose pratiche burocratiche tra cui la richiesta e la conservazione dei moduli F.I.R. (v. punto 4c) Il Rivenditore Autorizzato di fiducia del Cliente effettuerà la vendita e la fatturazione del contratto e dei relativi eventuali rinnovi ma non apparirà nel testo dello stesso. In caso di contratti di tipo ALL-INCLUSIVE o COSTO-COPIA, ove anche i consumabili di stampa sono di proprietà del Rivenditore, il contratto andrà intestato tra BERG e lo stesso Rivenditore, con espresso riferimento alle sedi dell Azienda Cliente per le attività operative di consegna e ritiro dei Box Ecologici. d) LA DURATA DEL CONTRATTO Il contratto tra l Azienda Cliente e la società BERG ha validità iniziale di anni uno, durante quali il prezzo concordato rimane bloccato e senza essere tacitamente rinnovabile. MINGAtech INGAtech di Rota Basoni Cristina Via F. de Pinedo Ciampino (RM) Tel Sito internet:
10 IL PROBLEMA DEI RESIDUI ESAUSTI DI STAMPA. L OPPORTUNITA UNICA DI ZEROZEROTONER 13) I BOX ECOLOGICI: GLI 00BOX a) IL FORMATO DEGLI 00BOX Gli 00BOX standard hanno una base di 35 x 35 cm ed un altezza di 70 cm. Si tratta di strutture auto-montanti con chiusura di sicurezza e interno in PVC per non disperdere le polveri. b) QUANTI TONER STANNO IN UNO 00BOX? Ogni 00BOX puo contenere all incirca dai 12 ai 15 toner o decine di cartucce inkjet. c) COME SI RICHIEDE IL RITIRO DI UNO 00BOX Quando uno 00Box è pieno l Azienda intestataria del contratto con BERG puo richiederne il ritiro via Internet: e fornendo alcune informazioni tra cui, indispensabile, il numero del contratto. Alternativamente l Azienda puo sempre contattare il proprio Rivenditore per richiedere ogni tipo di supporto, tra cui l attivazione dei ritiri previsti a contratto e di quelli straordinari. d) E SE NON BASTANO GLI 00BOX PREVISTI? Nel caso in cui gli 00BOX previsti a contratto si rivelassero insufficienti, l Azienda avrà la possibilità di ordinare al proprio Rivenditore Autorizzato di fiducia degli 00BOX aggiuntivi che saranno consegnati e successivamente ritirati da BERG. e) TEMPI DI CONSEGNA E RITIRO Normalmente i tempi di consegna degli Ecobox sono nell ordine delle due settimane dalla data di attivazione del contratto da parte del Rivenditore. I tempi del ritiro invece sono tipicamente di 3 settimane dalla data della richiesta, che può essere effettuata direttamente dall Azienda Cliente, come indicato al punto 13c. MINGAtech INGAtech di Rota Basoni Cristina Via F. de Pinedo Ciampino (RM) Tel Sito internet:
11 IL PROBLEMA DEI RESIDUI ESAUSTI DI STAMPA. L OPPORTUNITA UNICA DI ZEROZEROTONER 14) I VANTAGGI DI ZEROZEROTONER Abbiamo visto che la problematica dello smaltimento dei residui esausti di stampa è di estrema attualità ed investe indistintamente tutte le Aziende, di qualsiasi natura o dimensione. Inoltre la legislazione è articolata e le sanzioni in caso di omissioni sono particolarmente gravose. I nemici di una gestione diretta del problema sono dunque il tempo da dedicarci, la burocrazia ma anche i possibili errori. Affidarsi ad un servizio come zerozerotoner è dunque per ogni Azienda una grande opportunità, poiché zerozerotoner è sinonimo di: LEGALITA : Vi consente di rispettare la normativa vigente per la gestione dei rifiuti di stampa informatica (toner, cartucce e nastri esausti) trasferendo ad aziende specializzate tutti gli obblighi amministrativi e burocratici ma soprattutto le responsabilità penali che la legge prevede, evitando così inutili rischi di sanzioni per banali errori nei quali potresti cadere nel caso di una gestione diretta. Per uno smaltimento innovativo, pulito ed ecosostenibile. COMODITA : Vi permette di dedicarvi esclusivamente alla vostra attività, senza dover perdere tempo prezioso per aggiornarvi sui correttivi che sovente vengono introdotti nelle leggi e nelle sanzioni in materia di rifiuti speciali (come ad esempio il SISTRI). RISPARMIO: Vi garantisce un costo certo e bloccato e l importo del contratto è deducibile dai redditi anche per lavoratori autonomi e professionisti. Gestire in maniera autonoma i rifiuti speciali da stampa informatica ha molti costi nascosti come l acquisto dei Formulari, il costo dell analisi della pericolosità, di chiamata del trasportatore, del ritiro del rifiuto al Kg, del tempo impiegato per gestirlo, della possibile iscrizione al nuovo SISTRI, e del continuo aggiornamento in materia. ECOSOSTENIBILITA : Rispetta l ambiente perché, per mezzo dell impianto ideato, brevettato e costruito da BERG, trasforma il 100% del rifiuto da stampa informatica esausto in esso introdotto in materie prime seconde, attraverso un avanzato processo di lavorazione innovativo e pulito. MINGAtech INGAtech di Rota Basoni Cristina Via F. de Pinedo Ciampino (RM) Tel Sito internet:
12 Berg Phi S.r.l. Sede Legale: Via Manzoni, Montano Lucino (CO) Sedi commerciali ed operative Via Sant Elia, Villa Guardia (CO) Via Dell artigianato, 8/B Origgio (VA) Tel fax Ufficio commerciale di Roma per il Centro Sud Tel./Fax PEC: P.IVA e CF: R.E.A.: CO VA Ognuno di noi è chiamato a decidere se essere parte del problema o della soluzione. Berg Phi ha scelto! E voi? L esperto risponde
13 Berg Phi S.r.l. INDICE 1. PRESENTAZIONE del progetto ZEROZEROTONER 1.1 Riferimenti normativi 1.2 Soggetti destinatari 1.3 Codici CER a specchio 1.4 Obblighi per Soggetti con P.IVA 2. ZEROZEROTONER? L ALTERNATIVA! 2.1 Unicità della soluzione 2.2 Competitor 2.3 Formulazione di un offerta 3. Il MERCATO 3.1 Come è affrontato il problema PANORAMICA SUL MERCATO di RIFERIMENTO 3.2 Obiettivi di Berg Phi S.r.l. con ZEROZEROTONER L esperto risponde
14 Berg Phi S.r.l. 1. PRESENTAZIONE del progetto ZEROZEROTONER Berg Phi S.r.l. con il progetto zerozerotoner inizia e chiude l intero percorso per una corretta gestione dei rifiuti speciali da stampa informatica esausti così come stabilito dal D.Lgs 152/06 ex D.Lgs 22/97 (Decreto Ronchi) In quale modo? Disponendo innanzi tutto delle autorizzazioni necessarie per potersi configurare come gestore quindi, dell iscrizione all Albo Nazionale Gestori Rifiuti oltre che presso l Amministrazione Provinciale e la Regione, di competenza territoriale, come impianto di stoccaggio e trattamento. Avendo brevettato il metodo e l apparecchiatura per il recupero di materiali da cartucce contenenti toner, inchiostro e simili, proponendo il Contratto di fornitura del servizio di manutenzione con espresso riferimento alla gestione del consumabile in uso alla stampa informatica e conseguente Smaltimento, che, con riferimento all articolo 266, comma 4, consente di assumere la paternità del rifiuto, oggetto del contratto, solleva il cliente che lo sottoscrive da qualsiasi responsabilità amministrativa e o penale assumendosi interamente gli oneri del produttore. Avendo progettato, brevettato e realizzato un impianto industriale che trasforma il 100% del rifiuto introdotto in materie prime seconde, attraverso un avanzato processo di lavorazione innovativo e pulito e che a seguito di ciò dispone, azienda unica in Italia, dei requisiti necessari per dare attuazione al Decreto Correttivo del 22 ottobre Semplificazione degli adempimenti amministrativi di cui all articolo 195, comma 2, lettera s-bis del Decreto legislativo n. 152/2006, in materia di raccolta e trasporto di specifiche tipologie di rifiuti che, in deroga alla normativa vigente, consente di dare incarico anche ad un corriere ordinario di ritirare gli 00box contenenti il rifiuto purché successivamente conferiti presso l impianto industriale di proprietà per il successivo trattamento, peculiarità quest ultima, che rende il servizio di micro raccolta veloce, flessibile ed adeguato alle esigenze anche di quei produttori che difficilmente si sarebbero rivolti a servizi ordinari di raccolta rifiuti. Alluminio Acciaio Ferro Plastica Toner L esperto risponde
15 Berg Phi S.r.l. 1.1 RIFERIMENTI NORMATIVI I consumabili per la stampa dismessi da attività economiche, esercitata da un impresa, da un ente o da un libero professionista, quindi per i possessori di P.IVA, giuridicamente si qualificano come rifiuti speciali e devono essere avviati al recupero o allo smaltimento ad onere del produttore degli scarti. Non si tratta quindi di rifiuti speciali assimilabili agli urbani, in quanto sono tali, quindi recuperabili o smaltibili in impianti originariamente progettati per i rifiuti urbani, esclusivamente i rifiuti elencati nella delibera del comitato interministeriale sui rifiuti 27 luglio 1984, elencazione che, a seguito dell abrogazione dell art. 39 legge n 146/1994, non comprende i consumabili per l informatica. Questo significa che le cartucce esauste provenienti da un impresa, un ente o un professionista non possono essere prese in carico dal servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani perché in nessun caso il regolamento comunale può disporre l assimilazione, ossia la trasformazione da rifiuto speciale in urbano, di ciò che per legge non è assimilabile. In passato i Comuni avevano la possibilità di istituire servizi integrativi di raccolta di rifiuti diversi da quelli urbani e assimilati e perciò nel caso li avessero formalmente istituiti avrebbero potuto ritirare le cartucce esauste a fronte di una specifica convenzione e richiedendo un corrispettivo per il servizio prestato. Dall entrata in vigore del D.Lgs. 4/2008, che ha modificato la parte IV del Testo Unico Ambientale D.Lgs. 152/2006 questa possibilità non è più contemplata nella legislazione di riferimento. 1.2 Soggetti destinatari: Chi sono i soggetti tenuti a smaltire i rifiuti secondo quanto stabilito dal D.Lgs. 152/06? Coloro che rientrano nelle categorie indicate nell elenco dell art. 184 comma 3, di fatto tutte le Partite IVA. 1.3 CER codici a specchio? Sono tutti quei rifiuti per i quali esiste un codice CER di rifiuto speciale non pericoloso ed un codice CER di rifiuto speciale pericoloso ed i toner rientrano in questa categoria toner per stampa esauriti, diversi da quelli di cui alla voce * * toner per stampa esauriti, contenenti sostanze pericolose L esperto risponde
16 Berg Phi S.r.l. 1.4 Obblighi per Soggetti con P.IVA Quali sono gli obblighi per il produttore iniziale di rifiuti, nello specifico i consumabili esausti da stampa informatica, per certificare loro il corretto smaltimento, considerando che tali rifiuti rientrano nell elenco dei cosiddetti codici a specchio? Deve presentare, un'analisi chimica effettuata da un laboratorio specializzato ed accreditato, sostenendone il costo, la cui validità è di 6 mesi, per stabilire se si tratta di rifiuto speciale non pericoloso ( ) o pericoloso ( *) ed allegarne copia al FIR per l'impianto ricevente. (Art. 184 comma 4 D.Lgs. 152/06 Comma 6 allegato A della direttiva del Ministero dell Ambiente del 9 Aprile 2002). Se non tenuto all iscrizione obbligatoria al SISTRI oppure ad altro sistema di tracciabilità che verrà introdotto dal legislatore e che entrerà in vigore da giugno 2013 e ciò sarà bene verificarlo con l ausilio di un consulente ambientale iscritto all Albo o con l associazione di categoria di appartenenza, deve ad oggi controllare la validità farsene dare copia: delle autorizzazioni del trasportatore e dell impianto ricevente, compilare correttamente il F.I.R. (Formulario Identificativo Rifiuto 4 copie copiative) consegnare il rifiuto al trasportatore autorizzato, trattenere la 1^ copia ed attendere che gli venga rispedita la IV^ copia firmata dall impianto ricevente, quindi conservarle per 5 anni. Se invece è tenuto all iscrizione obbligatoria al SISTRI, oppure ad altro sistema di tracciabilità che verrà introdotto dal legislatore e che entrerà in vigore da giugno 2013, deve pagare ogni anno la tassa di iscrizione, che varia a seconda della tipologia dell azienda, dal numero di dipendenti, dal numero delle sedi operative, richiedere i dispositivi USB alle CCIAA di competenza territoriali, compilare i F.I.R. elettronici poi trasferirli telematicamente in tempo reale agli organi preposti al controllo Chi è il responsabile della gestione dei rifiuti? (Art. 184 comma 1 D.Lgs Responsabilità della gestione dei rifiuti) Dal D.Lgs. 152/06..omissis. il produttore iniziale o altro detentore conserva la responsabilità per l intera catena di trattamento, restando inteso che qualora il produttore iniziale o il detentore trasferisca i rifiuti per il trattamento preliminare a uno dei soggetti consegnatari di cui al presente comma, tale responsabilità, di regola, comunque sussiste. L esperto risponde
17 Berg Phi S.r.l. 2. ZEROZEROTONER? L ALTERNATVA! 2.1 Perché quindi continuare ad inseguire norme che cambiano in continuazione quando con Zerozerotoner avete etica e legalità unite nel rispetto per l ambiente, con un effettivo risparmio economico? Zerozerotoner oggi è la soluzione più semplice ed efficace che non può essere paragonata ad altre modalità di smaltimento offerte dal mercato poiché l azienda che la eroga, Bergh Phi S.r.l., è identificata quale produttore, ma soprattutto è l unica che possiede l impianto per il trattamento. Rispettare la legge ha dei costi e dei tempi ben precisi e solo con Zerozerotoner se ne è sollevati, perché c è un soggetto che prende in carico le incombenze e le espleta al posto vostro, ma non le elude o le nasconde! 2.2 ZEROZEROTONER NON HA COMPETITOR E L UNICA CHE POSSIEDE L IMPIANTO 2.3 COME VIENE FORMULATA L OFFERTA Grazie al proprio sistema informativo sviluppato ad hoc ed in continua evoluzione, Berg Phi S.r.l. è in grado di offrire ai propri clienti un servizio personalizzato sulle specifiche esigenze. Al fine di formulare l offerta più adeguata, il cliente dovrà semplicemente comunicare il numero delle periferiche da stampa in suo possesso ( fotocopiatrici, stampanti laser, ink-jet, aghi e fax) ed una stima annuale dei consumi, il sistema elaborerà sulla base dei dati forniti la quantità degli 00box, degli asporti ed il prezzo. Zerozerotoner è oggi l unico servizio chiavi in mano per la gestione dei consumabili da stampa. L esperto risponde
18 Berg Phi S.r.l. 3. Il MERCATO 3.1 Come è affrontato il problema PANORAMICA SUL MERCATO di RIFERIMENTO Il problema della gestione del trattamento e del recupero delle materie prime dei consumabili esausti (codici CER, , ) sta suscitando crescente attenzione in tutta Europa. In Italia non sono disponibili dati statistici ufficiali, ma una stima di massima costruita sugli aggregati di vendita delle stampanti, indicano un numero pari ad almeno 200 milioni di pezzi di consumabile esausto da smaltire ogni anno, che in peso corrispondono a circa / tonnellate di rifiuti prodotti. A questi vanno inoltre sommate le giacenze di tutto il consumabile esausto attualmente stoccato ed in attesa di collocazione. Non sempre viene individuata la migliore soluzione per il loro trattamento: I produttori generalmente non hanno un interesse economico diretto al recupero dei consumabili, ed in ogni caso non è una attività che rientra di norma nel proprio core business. In ogni caso delegano a trasportatori e impianti dislocati sul territorio. Il mercato della rigenerazione (che fino a poco tempo fa ne assorbiva una parte) attraversa una profonda crisi a causa della riduzione dei prezzi dei prodotti compatibili provenienti dall estremo oriente. Inoltre, sempre più spesso i Vendor ( HP, EPSON, SAMSUNG ecc..) promuovono offerte promozionali legate alle stampanti. I rivenditori di solito non possono e non vogliono farsi carico dell onere del ritiro, certamente non conoscono la normativa e non hanno le autorizzazioni per operare. L utilizzatore, impresa e privato, non sa come comportarsi esattamente, perché lo smaltimento del consumabile esausto non è regolamentato da norme esplicite, difficili da applicare e da monitorare attentamente poiché i correttivi sono frequenti Il consumabile non è considerato imballaggio e di conseguenza esula dalla competenza del CONAI, non rientra nella definizione di RAEE, non avendo una presa per la corrente. L esperto risponde
19 Berg Phi S.r.l. 3.2 Obiettivi di Berg Phi S.r.l. con ZEROZEROTONER L obbiettivo che Berg Phi S.r.l. si è posta è quello di concretizzare lo sviluppo sostenibile, RECUPERARE TUTTO, pertanto abbiamo concentrato ogni attenzione allo studio di un modello di gestione e di trattamento industriale che fosse risolutivo ad un problema. Nel mondo esistono quattro brevetti di impianto per la sola triturazione del rifiuto, ma senza separazione e recupero delle materie prime ricavate. L iniziativa Berg Phi S.r.l. per il trattamento del consumabile esausto permette di: facilitare il raggiungimento degli obiettivi di recupero di materie prime secondarie. eliminare ingenti volumi di rifiuti speciali smaltiti spesso impropriamente garantire l utilizzatore del prodotto sul corretto trattamento del proprio rifiuto tracciare il percorso dei flussi di rifiuti proporre un modello gestionale corrispondente agli obiettivi delle legislazione nazionale e conforme alle regole comunitarie Berg Phi S.r.l. si è strutturata per offrire un servizio capillare, su tutto il territorio Nazionale, un servizio di micro-raccolta che, veicolato dai dealer, è indirizzato agli utenti finali, ad esercizi commerciali, piccole e medie imprese, piazzole comunali di raccolta, anche laddove i quantitativi esigui rendono più difficile l attuazione dei previsti adempimenti burocratici, si propone come partner per collaborazioni con tutte le realtà coinvolte da queste problematiche, quali altre società di gestione di servizi ambientali, produttori, consorzi obbligatori e società per la logistica diretta/ inversa. Zerozerotoner è marchio registrato Berg Phi S.r.l. L esperto risponde
20 RIFIUTI E BONIFICHE Articolo l Rifiuti. Il D.M. 22 ottobre 2008 semplifica il trasporto agli impianti di recupero Cartucce per stampanti: come gestire il fine vita tra legislazione e cautele Con la pubblicazione del decreto del Ministero dell Ambiente 22 ottobre 2008 è divenuto più semplice, per gli operatori, trasportare le cartucce per stampanti esauste agli impianti di recupero. Tuttavia, la corretta gestione di questi rifiuti, in apparenza banali, richiede alcune cautele, da affrontare alla luce di un quadro legislativo estremamente chiaro, a partire dall esatto inquadramento nel quadro dei rifiuti. l di Paolo Pipere, Coordinatore Master in Diritto e Gestione dell Ambiente de Il Sole 24 ORE 27gennaio2009 N.2 Le cartucce di toner per le stampanti laser, quelle per le stampanti a getto d inchiostro (inkjet) e le cartucce di nastri per stampanti ad aghi da molti anni sono entrate a far parte delle comuni esperienze quotidiane di acquisto e di consumo. Se inizialmente questi prodotti si utilizzavano prevalentemente in contesti professionali, più recentemente il loro impiego si è esteso all ambito domestico. Si presta attenzione a caratteristiche quali la definizione delle stampe che si potranno ottenere da un appropriata combinazione di stampante e cartucce, si valuta la durata dei diversi modelli e, in considerazione della varietà e dell articolazione dell offerta, spesso si stima il costo unitario della copia sulla base del prezzo di acquisto e delle dichiarazioni del produttore in merito alla durata del prodotto. In qualche caso, infine, considerando gli aspetti ambientali di questo genere di materiali di consumo (green procurement) si considera la possibilità di acquistare cartucce a lunga durata, che consentono di limitare la necessità di sostituzione, o di prodotti rigenerati. Sono ancora relativamente poco note, invece, le procedure da seguire per garantire il corretto recupero o lo smaltimento sicuro delle cartucce esauste. Cartucce esauste: inquadramento Le cartucce esauste non sono beni usati e, tantomeno, beni con residuo di funzionalità, ma nemmeno apparecchi da sottoporre a riparazione. Sebbene in passato siano state avanzate interpretazioni di questo tipo, anche da parte di enti locali o di autorità con funzioni di controllo in campo ambientale, da molti anni queste indicazioni sono state riconosciute in netto contrasto con le norme comunitarie e nazionali poste a tutela dell ambiente e della salute. Questi materiali di consumo, quando esauriscono il loro ciclo di vita utile, divengono rifiuti (anche se l estensione e i confini della nozione giuridica di rifiuto sono alquanto problematici) e comportano la necessità di mettere in atto comportamenti diversi in relazione al contesto in cui lo scarto si è generato. Le cartucce utilizzate in famiglia al termine del 39 ILSOLE24ORE
21 RIFIUTI E BONIFICHE Articolo l D.Lgs. n. 152/2006, art. 184, comma 2 Sono rifiuti urbani: a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione. loro ciclo d uso sono definite come «rifiuti urbani provenienti dai nuclei domestici». Dal punto di vista giuridico questi scarti, mai classificati come pericolosi, devono essere separati dalle altre tipologie di scarti e consegnati al centro comunale di raccolta(cosiddetta isola ecologica, riciclerai o piazzola ). Il trasporto dei propri rifiuti domestici può essere realizzato conunveicolointestatoaprivati,nonaun impresa, e non è richiesto alcun documento di accompagnamento. Tipologia di rifiuto I consumabili per la stampa dismessi da un attività economica esercitata da un impresa, da unenteodaunliberoprofessionista giuridicamente si qualificano come rifiuti speciali e devono essere avviati alla rigenerazione, al recupero o allo smaltimento a cura e onere del produttore degli scarti. È opportuno, però, liberare il campo da alcuni frequenti errori interpretativi. Non si tratta di rifiuti speciali assimilabili agli urbani, in quanto oggi sono tali (quindi recuperabili o smaltibili in impianti originariamente progettati per i rifiuti urbani) esclusivamente i rifiuti elencati nella deliberazione del comitato interministeriale sui rifiuti 27 luglio 1984, elencazione che a seguito dell abrogazione dell art. 39, legge n. 146/ 1994 [1] non comprende più i consumabili per l informatica. Questo significa che le cartucce esauste provenienti da un impresa, un ente o un professionista non possono essere prese in carico dal servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani perché, in nessun caso, il regolamento comunale può disporre l assimilazione (la trasformazione del rifiuto speciale in urbano)diciòcheperleggenonèassimilabile. In passato, il Comune aveva la possibilità di istituire servizi integrativi di raccolta di rifiuti (diversi da quelli urbani e assimilati agli urbani) e, perciò, nel caso li avesse formalmente istituiti, avrebbe potuto ritirare le cartucce esauste a fronte di una specifica convenzione e richiedendo un corrispettivo per il servizio prestato. Dall entrata in vigore del D.Lgs. n. 4/ 2008,chehamodificatolaParteIVdel cosiddetto Codice dell ambiente (D.Lgs. n. 152/ 2006), questa possibilità non è però più contemplata nella legislazione di riferimento. Le cartucce esauste non sono rifiuti di imballaggio, in quanto questa interpretazione è fondata su un argomentazione erronea legata al fatto che: l gli imballaggi servono a contenere e a trasportare qualcosa(in realtà una merce destinataalmercato)e l le cartucce, pur essendo dispositivi che necessitano di energia elettrica o termica o cinetica per poter svolgere la loro funzione primaria, contengono toner o inchiostro e ne consentono il trasferimento, Da ciò, teoricamente, conseguirebbe l assimilazione delle cartucce a imballaggi e di quelle esauste a rifiuti di imballaggio. Questa interpretazione risulta, comunque, poco convincente, se si pensa che, seguendo questa argomentazione, un autoarticolato potrebbe diventare un grande imballaggio e un autoarticolato da rottamare diverrebbe un enorme rifiuto di imballaggio. I consumabili da avviare al recupero o allo smaltimento non sono neppure«rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche» (RAEE), tranne nel caso in cui si trovino nell apparecchiochevienedismessonelmomentoincuiil detentore decide di disfarsene. Le disposizioni sui RAEE, infatti, si applicano unicamente ai prodotti finiti elencati nelle dieci categorie riportate nell allegato 1A alla direttiva 2002/ 96/CE (e nell analogo elenco del D.Lgs. n. 151/2005) [2] e divenuti rifiuti, mentre le cartucce non rispondono alla definizione di pro 1) «Disposizioni per l adempimento di obblighi derivanti dall appartenenza dell Italia alle Comunità europee legge comunitaria 1993»(in S.O. alla Gazzetta Ufficiale del 4 marzo 1994, n. 52). 2) «Attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti»(in S.O. n. 135 alla Gazzetta Ufficiale del 29 luglio 2005, n. 175). ILSOLE24ORE gennaio 2009 N. 2
22 RIFIUTI E BONIFICHE Articolo l Caratteristiche delle cartucce dismesse Le cartucce dismesse da un attività economica: l non sono rifiuti speciali assimilabili agli urbani; l non possono diventare rifiuti speciali assimilati agli urbani; l non sono rifiuti di imballaggio; l non sono rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche(raee). dotto elettrico o elettronico finito, ma, piuttosto, a quella di componente. È importante rilevare, infine, che i rifiuti costituiti da cartucce di toner per stampanti laser, perstampanti inkjetelecartuccedinastriper stampanti ad aghi utilizzati per le normali applicazioni d ufficio non sono, di norma, da classificare come pericolosi, in quanto le sostanze pericolose eventualmente presenti non superano i valori di soglia stabiliti dalla direttiva 1967/548/CE. In ogni caso è opportuno ricorrere alle schede di sicurezza dei prodotti e, se insorgono dubbi, ad analisi di laboratorio. Le cartucce esauste dismesse dalle attività economiche sono, quindi, nella maggior parte dei casi, da definire come«rifiuti speciali non pericolosi» ai quali deve essere attribuito il codice identificativo toner per stampa esauriti, diversi da quelli di cui alla voce (diversi da quelli contenenti sostanze pericolose). Chiarito l aspetto della classificazione giuridica, essenziale per comprendere l insieme di regole applicabili, è possibile ora verificare come debbano essere gestiti questi materiali di consumo a fine vita. Le modalità di gestione e i limiti della semplificazione I toner e le cartucce, come ogni tipo di rifiuto speciale, devono essere affidati esclusivamente a soggetti specificamente autorizzati a trasportarli, recuperarli e smaltirli. In primo luogo, quindi, è necessario acquisire dai fornitori di servizi i titoli abilitativi all esercizio di queste attività e controllarli accuratamente. Nel caso del trasporto, l impresa che offre il servizio deve essere dotata dell iscrizione all Albo nazionale gestori ambientali, nelle due categorie adeguate (la seconda o la quarta, per i rifiuti non pericolosi, la quinta per i pericolosi), mentre nel caso dell impianto di recupero o di smaltimento le autorizzazioni sono rilasciate dalla regione o dalla provincia. Quando l impianto di recupero è autorizzato secondoleproceduresemplificate [3] permezzo di una comunicazione d inizio attività inviata alla Provincia, i trasportatori di cartucce esauste classificate come rifiuti non pericolosi possono essere iscritti alla seconda categoria dell Albo gestori ambientali; negli altri casi, le categorie d iscrizione dovranno essere la quarta (non pericolosi) o la quinta(pericolosi). Le recenti disposizioni di semplificazione introdotte dal decreto del Ministero dell Ambiente 22 ottobre 2008 [4] comportano, tuttavia, la possibilità, esclusivamente nel caso in cui il trasporto avvenga dall unità locale dell utilizzatore delle cartucce(quindi dal luogo di produzione del rifiuto) all impianto autorizzato a sottoporreirifiutiaoperazionidirecupero [5],di affidare il trasporto a «imprese che esercitano attività di trasporto conto terzi, quali corrieri e vettori ordinari di consegna» iscritti all Albo gestori ambientali, secondo le modalità semplificate individuate dall art. 212, comma 8, decreto legislativo 3 aprile 2006, n I corrieri o i vettori che possono beneficiare di questo tipo di iscrizione, che è possibile ottenere con una comunicazione d inizio attività indirizzata alla sezione regionale dell Albo, sono soloquelliperiqualiiltrasportodeirifiutinon costituisce l attività principale dell impresa e che intendono trasportare non più di trenta chilogrammi al giorno di cartucce esauste. Questa limitazione, riferendosi all insieme delle attivitàmessoinattodaun impresaditrasportosu 3) Secondogliarticoli214e216,D.Lgs.n.152/ ) «Semplificazione degli adempimenti amministrativi di cui all articolo 195, comma 2, lettera s-bis) del decreto legislativo n. 152/2006, in materia di raccolta e trasporto di specifiche tipologie di rifiuti»(in Gazzetta Ufficiale del 12 novembre 2008, n. 265). Si veda il commento di A. Righetti su Ambiente&Sicurezza n. 1/ ) Si tratta delle operazioni individuate dalle voci R2, R3, R4, R5, R6 e R9 dell Allegato C alla Parte IV, decreto legislativo 3aprile2006,n gennaio2009 N ILSOLE24ORE
23 RIFIUTI E BONIFICHE Articolo l Principali riferimenti normativi l Decretolegislativo3aprile2006,n.152-ParteIV; l D.M. 22 ottobre semplificazioni per la gestione di cartucce esauste; l D.M. 5 febbraio norme per il recupero di rifiuti non pericolosi in procedura semplificata; l D.M. n. 145/1998- formulario di identificazione dei rifiuti; l D.M. n. 406/1998- disciplina Albo gestori ambientali. tutto il territorio nazionale, rende la semplificazione difficilmente applicabile e la relega ad ambiti del tutto marginali. Allo stesso modo, la prescrizione che impone il trasporto diretto delle cartucce dall unità locale all impianto che effettua il recupero fa sì che la semplificazione non sia applicabile se l impianto di destinazione è autorizzato esclusivamente a esercitare un attività di stoccaggio provvisorio del rifiuto(giuridicamente definita come «messa in riserva» R13). Infine, il trasporto delle cartucce esauste può giovarsi del regime semplificato solo a condizione che i rifiuti siano confezionati in appositi contenitori, definiti eco box. Oltre alle semplificazioni legate alla modalità di autorizzazione del trasportatore, il decreto ministeriale citato prevede anche, se il trasporto avviene nel rispetto di tutte le condizioni in precedenza indicate, la possibilità di non emettere il formulario identificativo del rifiuto e di sostituirloconildocumentoditrasporto [6] abitualmente utilizzato per le merci. Questa facoltà si applica anchealcasoincuil impresachehaprodottoil rifiuto previa iscrizione semplificata all Albo gestori ambientali secondo le disposizioni dell art. 212, comma 8, del D.Lgs. n. 152/2006 decida di trasportare le cartucce esauste con un mezzo aziendale all impianto di recupero. Gli adempimenti per la gestione Verificata la limitata portata delle semplificazioni introdotte, che non sono applicabili alla maggior parte delle operazioni di trasporto di questo genere di rifiuti, è opportuno precisare gli adempimenti documentali prescritti all utilizzatore di cartucce che intende dismetterle. La produzione di rifiuti costituiti da cartucce di toner e classificati come non pericolosi comporta la necessità di affrontare un insieme di adempimenti ridotto rispetto a quello previsto per altre tipologie di rifiuti speciali. È sufficiente, infatti, la verifica dei titoli abilitativi del trasportatoreedelgestoredelprimoimpiantoalquale vengono conferiti i rifiuti e l emissione del formulario identificativo del rifiuto (la prima e la quarta copia del medesimo devono essere conservate per cinque anni), mentre non sono richiesti né l istituzione e la movimentazione del registro di carico e scarico dei rifiuti speciali né l inserimento di questa tipologia di rifiuti nel modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) [7]. Tutti gli adempimenti citati, infine, sono invece prescritti nel caso in cui le cartucce siano classificate come rifiuti pericolosi. I rifiuti costituiti da cartucce esauste, come ogni altro rifiuto speciale, possono essere posti in deposito temporaneo presso il luogo di produzione del rifiuto senza necessità di autorizzazione, a condizione che vengano rispettati i limiti quantitativi (20 metri cubi per i rifiuti non pericolosi e 10 per i pericolosi) oppure che si assicuri l avvio al recupero o allo smaltimento con frequenza almeno trimestrale. In ogni caso, a prescindere dal criterio quantitativo o temporale prescelto, i rifiuti devono necessariamente essere asportati almeno annualmente. A questo proposito, deve essere precisato che, a differenza di quanto sostenuto da alcuni commentatori, il decreto del Ministero dell Ambiente 22 ottobre 2008 non vieta in alcun modo l esercizio del deposito temporaneo quando dispone che per usufruire delle agevolazioni i rifiuti debbano essere«conferiti direttamente dagli utenti finali dei beni che originano i rifiuti ad impianti autorizzati alle operazioni di recupero», in quanto, con la locuzione «direttamente» si è voluto semplicemente puntualizzare che non è possibile recapitarli a impianti di messa in riserva (R13), erroneamente definiti nel decreto come«depositi temporanei intermedi». l 6) Disciplinato dal decreto del Presidente della Repubblica 14 agosto 1996, n ) Con l unica eccezione costituita dal caso in cui le cartucce esauste possono essere qualificate come rifiuti da lavorazione artigianale, cioè siano state utilizzate da un grafico iscritto all Albo artigiani nell ambito della sua attività. ILSOLE24ORE gennaio 2009 N. 2
24 (1) Articolo così modificato dal Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n. 4. ART. 266 (disposizioni finali) ( 1 ) 1. Nelle attrezzature sanitarie di cui all'articolo 4, comma 2, lettera g), della legge 29 settembre 194, n. 847, sono ricomprese le opere, le costruzioni e gli impianti destinati allo smaltimento, al riciclaggio o alla distruzione dei rifiuti urbani, speciali, pericolosi, solidi e liquidi, alla bonifica di aree inquinate. 2. Dall'attuazione delle disposizioni di cui alla parte quarta del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri o minori entrate a carico dello Stato. 3. Le spese per l'indennità e per il trattamento economico del personale di cui all'articolo 9 del decreto-legge 9 settembre 1988, n. 397, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 1988, n. 475, restano a carico del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, salvo quanto previsto dal periodo seguente. Il trattamento economico resta a carico delle istituzioni di appartenenza, previa intesa con le medesime, nel caso in cui il personale svolga attività di comune interesse. 4. I rifiuti provenienti da attività di manutenzione o assistenza sanitaria si considerano prodotti presso la sede o il domicilio del soggetto che svolge tali attività. 5. Le disposizioni di cui agli articoli 189, 190, 193 e 212 non si applicano alle attività di raccolta e trasporto di rifiuti effettuate dai soggetti abilitati allo svolgimento delle attività medesime in forma ambulante, limitatamente ai rifiuti che formano oggetto del loro commercio. 6. Fatti salvi gli effetti dei provvedimenti sanzionatori adottati con atti definitivi, dalla data di pubblicazione del presente decreto non trovano applicazione le disposizioni recanti gli obblighi di cui agli articoli 48, comma 2, e 51, comma -ter, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, nonché le disposizioni sanzionatorie previste dal medesimo articolo 51, commi -bis, -ter e -quinquies, anche con riferimento a fattispecie verificatesi dopo il 31 marzo Con successivo decreto, adottato dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio di concerto con i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, delle attività produttive e della salute, è dettata la disciplina per la semplificazione amministrativa delle procedure relative ai materiali, ivi incluse le terre e le rocce da scavo, provenienti da cantieri di piccole dimensioni la cui produzione non superi i seimila metri cubi di materiale nel rispetto delle disposizioni comunitarie in materia. (1) Articolo così modificato dal Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n. 4. PARTE QUINTA NORME IN MATERIA DI TUTELA DELL'ARIA E DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA
25 RIFIUTI E BONIFICHE Articolo l Rifiuti. Gli errori nella classificazione spesso alla base di possibili contestazioni Assegnazione del codice CER: analisi delle regole e criticità Difficoltà operative per il conferimento, difetti di valutazione tecnica e interpretazione normativa sono spesso alla base di incongruenze e disomogeneità nella classificazione dei rifiuti speciali. Il codice CER di appartenenza, previsto dal Legislatore per la corretta identificazione da parte del produttore/detentore, è assegnato sulla base di una procedura precisa focalizzata sul processo produttivo che genera lo scarto. Rifiuti identici dal punto di vista chimico fisico possono avere codici CER differenti qualora derivanti da diversi processi. Non sempre, tuttavia, è possibile individuare l attività di produzione e il codice varia in funzione del tecnico incaricato. Può anche verificarsi che la classificazione sia in funzione dei rifiuti che il trasportatore è autorizzato a gestire, trascurando le caratteristiche chimico fisiche o assegnando indicazioni di pericolo non rappresentative. L ambiguità dei processi determina il timore dei produttori nei confronti di possibili contestazioni degli enti di controllo. l di Laura Saviano e Antonello Dimiccoli, consulenti ambientali, Studio Kemis La prima operazione per una corretta gestione operativa e amministrativa dei rifiuti è la loro corretta e accurata classificazione, indispensabile anche in tutte le fasi successive, dall archiviazione dei documenti amministrativi (registri di carico/scarico e formulari) al controllo del deposito, del trasporto e dello smaltimento. È in quest ottica che si inserisce il codice CER, poiché il primo presupposto per la classificazione dei rifiuti è proprio la sua corretta identificazione e questo adempimento di legge è tra i compiti obbligatori del produttore/detentore. Il ragionamento per cui«se un materiale si trova nell elenco CER allora è un rifiuto», a volte ancora applicato, non è corretto e deve, piuttosto, esserecambiatoin«seunmaterialeèunrifiuto allora deve essere codificato con un codice CER adeguato». Questo implica che il primo passo sia verificare che la sostanza prodotta o gestita sia configurabile come rifiuto secondo le definizionidicuiall art.183,comma1,letteraa),d.lgs. n.152/2006«normeinmateriaambientale» [1], ovverochesiaunasostanzaounoggettodicui ildetentoresidisfioabbiadecisooabbial obbligo di disfarsi e che rientri nelle categorie dell Allegato A, Parte IV del decreto citato. La valutazione è di fondamentale importanza in quanto ai rifiuti deve essere applicato il CER. L inclusione di un prodotto nell elenco dei codici CER non significa, tuttavia, che questo materiale sia un rifiuto in ogni circostanza. La normativa di riferimento e le criticità applicative Dal un punto di vista operativo, il Legislatore ha introdotto uno specifico elenco CER(catalogo europeo rifiuti), ai sensi della decisione 1) InS.O.n.96allaGazzettaUfficialedel14aprile2006,n.88(èilcosiddettoTestounicoambientale,TUA). 25novembre2008 N ILSOLE24ORE
26 RIFIUTI E BONIFICHE Articolo 2000/532/CE e successive modifiche [2], all interno del quale, in base alla tipologia di attività, ogni rifiuto trova una sua precisa collocazione. L elenco dei codici identificativi è riportato nell Allegato D, Parte IV al D.Lgs. n. 152/2006 ed è articolato in 20 classi ognuna delle quali raggruppa rifiuti che derivano da uno stesso ciclo produttivo. La procedura di assegnazione del CER, solo apparentemente banale, da un lato non è sempre convincente sotto il profilo tecnico e interpretativo, dall altro lato si presta, talvolta, a molteplici interpretazioni. L elencocer2002hailmeritodifornireun maggior numero di informazioni associate al rifiuto, poiché ogni descrizione è accompagnata anche dalle indicazioni relative al processo dal quale viene generato. Questo significachescartiidenticidalpuntodivistachimico fisico possono avere codici CER differenti, qualora derivino da diversi processi produttivi. I rifiuti in plastica, ad esempio, possono essere classificati con il codice , se derivano da demolizioni e costruzioni, con il codice , se si tratta di imballaggi, oppure con il , se originati dai trattamenti meccanici operati sui rifiuti. Il problema è che non sempre risulta immediato identificare l attività produttiva da cui si genera il rifiuto o individuare la sua esatta descrizione. Il codice, di conseguenza, non sempre risulta certo e preciso. In altri casi, invece, non si riesce a individuare uncodicecerchesiaunivocoperlaspecifica tipologia di rifiuto con la conseguenza di avere rifiuti identici con codici CER che cambiano in funzione del tecnico incaricato che li assegna. Talvolta, poi, nella pratica si verifica che il codice CER, assegnato dal produttore, si riveli un impedimento al conferimento del rifiuto a un trasportatore prescelto, perché quest ultimo non è autorizzato a gestire il codice assegnato o non lo è l impianto destinatario. In questi casi, si verifica spesso un procedimento contrario, purtroppo errato così riassumibile piuttosto che associare il codice in funzione dell origine del rifiuto, lo si attribuisce sulla base dei codici che il trasportatore è autorizzato a gestire, trascurandone le caratteristiche chimico fisiche o assegnando indicazioni di pericolo ineccessooindifetto,inognicasononrappresentative. La procedura di assegnazione A dispetto delle prassi comuni, per assegnare correttamente i codici CER, esiste una procedura precisa che deve essere sempre applicata con molta attenzione, rispettando la sequenza operativa prevista e individuata dal D.Lgs. n. 152/2006. Secondo quanto previsto dal catalogo europeo rifiuti(cer), aggiornato nel 2002, ogni rifiuto è identificato da un codice numerico di 6 cifre, dove ciascuna coppia di numeri identifica la classe, la sottoclasse e la categoria. Per individuare il codice adeguato è necessario: l individuare la fonte da cui si origina il rifiuto: in questo modo si identifica la prima coppia di cifre(classe); l individuare la specifica fase di lavorazione dell attività produttiva da cui si origina il rifiuto: da questa si identifica la seconda coppia di numeri(sottoclasse); l caratterizzare il rifiuto, individuando la sua descrizione specifica e identificando così le ultime due cifre(categoria). I quattro passi da seguire nell insieme delle 20classi,anormadell AllegatoDalD.Lgs.n. 152/2006,sono(sivedaancheloschemain figura 1): l identificare la fonte che genera il rifiuto consultandoititolideicapitolida01a12o da 17 a 20 per risalire al codice a sei cifre riferito al rifiuto in questione, ad eccezione dei codici dei suddetti capitoli che terminanoconlecifre99 [3] ; l se nessuno dei codici dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 si presta per la classificazione di un determinato rifiuto, occorre esaminareicapitoli13,14e15peridentificare il codice corretto; l se nessuno di questi codici risulta adeguato, occorre definire il rifiuto utilizzando i codicidicuialcapitolo16; 2) In particolare, la decisione 2001/118/CE; decisione 2001/119/CE e decisione 2001/573/CE recepita dalla direttiva del Ministero dell Ambiente 9 aprile 2002 (in S.O. n. 102 allagazzettaufficiale del 10 maggio 2002, n. 108; si veda anche il Supplemento n. 2/2002 di Ambiente&Sicurezza). 3) I rifiuti di imballaggio oggetto di raccolta differenziata (comprese combinazioni di diversi materiali di imballaggio) vanno classificati alla voce e non alla voce ILSOLE24ORE novembre 2008 N. 22
27 RIFIUTI E BONIFICHE Articolo Percorso per l assegnazione del codice CER Figura 1 Il rifiuto appartiene a uno dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20? Si È possibile risalire al codice di 6 cifre per il rifiuto in questione escludendo i codici XX.YY.99? Si Codice CER identificato! No No II rifiuto appartiene a uno dei capitoli da 13 a 15? Si È possibile risalire al codice di 6 cifre per il rifiuto in questione escludendo i codici XX.YY.99? Si Codice CER identificato! No No II rifiuto appartiene al capitolo 16 e c è un codice adeguato? Si Codice CER identificato! No Ripartire dal riquadro di partenza utilizzando il codice XX.YY.99 A) Se il codice è contrassegnato da asterisco, il rifiuto è pericoloso ai sensi della direttiva 91/689/CEE e ad essi si applicano le disposizioni della medesima direttiva. B) Se il codice ha una voce speculare, il rifiuto è pericoloso solo se le sostanze pericolose raggiungono determinate concentrazioni. È necessario procedere con l analisi dei parametri presumibilmente presenti. l se un determinato rifiuto non è classificabile neppure mediante i codici del capitolo 16, occorre utilizzare il codice 99 (rifiuti non altrimenti specificati) preceduto dalle cifre del capitolo che corrisponde all attività identificata. I CER 99: spesso un erronea via di fuga ICERcheterminanocon99hannoladescrizione «Rifiuti non specificati altrimenti» e hanno in comune solo l appartenenza a una particolare classe o sottoclasse, ma non sono individuati in nessuna categoria specifica. 25novembre2008 N.22 Spesso si abusa di questo codice per comodità, quando si voglia raggruppare più rifiuti sotto lo stesso nome, o per semplicità, quando non risulti immediata l individuazione di un codice CER. Al contrario, la normativa evidenzia che, mentre le categorie specifiche individuano esattamente un rifiuto con provenienza e caratteristiche univoche, le categorie 99 devono avere solo carattere residuale nella procedura di assegnazione dei codici, ovvero, vanno assegnati per ultimo e per forza. Rifiuto pericoloso o non pericoloso? Spesso si classifica un rifiuto sulla base di 89 ILSOLE24ORE
28 RIFIUTI E BONIFICHE Articolo fonti di letteratura o schede di sicurezza delle materie prime utilizzate. Questo può essere fuorviante visto che il fatto che le materie prime coinvolte in un processo produttivo possiedano caratteristiche di pericolosità non significa che il prodotto finale o i suoi scarti siano pericolosi e lo stesso vale per il caso opposto. Infatti, nel processo di produzione possono intervenire: l reazioni chimiche in grado di inertizzare il prodotto finale e quindi i suoi scarti l o, al contrario, trasformazioni che generano un rifiuto pericoloso anche se il processo d origine coinvolga materie prime non pericolose. Su come stabilire la pericolosità, la normativa indica due strade alternative: l alcune tipologie di rifiuti (quelle contrassegnate da codice CER con asterisco) sono classificate come pericolose fin dall origine ovveroèlanormativastessacheleritieneindiscutibilmente tali per la loro stessa natura, a prescindere da qualsiasi evidenza analitica (ad esempio: codice CER «oli isolanti e termoconduttori contenenti PCB»); l per altre tipologie di rifiuti è prevista una voce speculare, ossia un codice CER senza asterisco, che indica il rifiuto non pericoloso, euncodiceconasterisco,perilrifiutopericoloso.sitrattadiscartiche,inbasealprocesso di lavorazione, possono o meno contenere sostanze pericolose in quantità significative. In questo caso, il produttore deve procedere a un prelievo e a un analisi chimica di un campione rappresentativo di rifiuto per verificare se la concentrazione di sostanze pericolose in esso rilevate superi i limiti imposti dalla legge, in modo da classificare il rifiuto pericoloso e attribuire il CER con asterisco (ad esempio il codice *, specchio del , identifica«rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose». Il codice , specchio del , identifica «rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, diversidaquellidicuiallavoce »). I risvolti pratici È evidente che la classificazione di un rifiuto come pericoloso è funzione, in alcuni casi, della concentrazione delle sostanze pericolose inessopresenti,mentreinaltrisibasasulfatto che il rifiuto possieda sin dall origine una delle caratteristiche di pericolo prevista dall Allegato III alla direttiva 91/689/CEE [4]. In quest ultima circostanza, al produttore non è lasciata la possibilità di declassificare i propri rifiuti pericolosi a non pericolosi mediante analisi chimiche e accertamento della concentrazione degli inquinanti(è il caso, ad esempio, degli imballaggi contaminati CER * che sono pericolosi a prescindere dalla concentrazione delle sostanze pericolose in essi contenute).nelcasodeicodicicerconvocia specchio, invece, non è lasciata la possibilità di dichiarare la pericolosità o la non pericolosità del rifiuto senza adeguatamente dimostrarlo con evidenze analitiche. Il rischio sarebbe quello dell applicazione di sanzioni penali per traffico illecito di rifiuti. È il caso, ad esempio, di rifiuti pericolosi dichiarati non pericolosi con relativa assegnazione di codice CER senza asterisco, consentendone la gestione fraudolenta secondo procedure semplificate e con maggiori guadagni/risparmi. Inoltre, si potrebbe pensare che classificare il rifiuto come pericoloso dia la possibilità di evitare l analisi chimica per il fatto di mantenersi su un atteggiamento prudenziale. Tuttavia,varicordatoche,apartelanoncorretta procedura dal punto di vista formale e legislativo [5],ilproduttoredovrebbe,inquesto caso, sopportare oneri economici maggiori e adempiere a regole gestionali più severe. Al contrario, pianificando accuratamente i parametri chimico fisici da ricercare per la corretta classificazione, il produttore potrebbe affrontare un costo per l attività analitica irrisorio rispetto ai costi della gestione dei rifiuti pericolosi e avere la certezza, non meno importante, di aver assolto agli obblighi di legge in modo corretto oltre che economicamente sostenibile. I recettori 4) «Direttiva 91/689/CEE del Consiglio 12 dicembre 1991, relativa ai rifiuti pericolosi»(in G.U.C.E. L del 31 dicembre 1991, n.377). 5) La direttiva 9 aprile 2002 prevede infatti che se un rifiuto è identificato come pericoloso mediante riferimento specifico o generico a sostanze pericolose, esso è classificato come pericoloso solo se le sostanze raggiungono determinate concentrazioni. ILSOLE24ORE novembre 2008 N. 22
29 RIFIUTI E BONIFICHE Articolo finali del rifiuto, infine, non beneficiano dell eccesso di prudenza, occupando la propria capacità di trattamento e deposito con rifiuti che sono solo formalmente pericolosi. Conclusioni La classificazione dei rifiuti e la conseguente attribuzione del codice CER ricade nella sfera di responsabilità del produttore/detentore. Il Legislatore ha, infatti, ragionevolmente presupposto che sia lui a conoscere più di altri il processo, le trasformazioni e le materie prime che danno origine al suo rifiuto. Nella pratica, tuttavia, questo compito viene spesso affidato a soggetti terzi, come il consulente ambientale di fiducia, il trasportatore che prende in carico i rifiuti oppure l impianto destinatario. Ciascuno di essi, tuttavia, potrebbe operare con obiettivi di interesse economico diverso e con diversa propensione al rispetto dell ambiente. È, quindi, fondamentale, viste le responsabilità in capo al produttore/detentore, che questi si accerti della scrupolosità con cui viene eseguita la classificazione dei rifiuti. Un lavoro che consenta una classificazione adeguata dovrebbe includere una visita sul sito di produzione, un indagine accurata sulle modalità di formazione dello scarto e sulle materie prime utilizzate. In mancanza, potrebbe ragionevolmente nascere il dubbio sulla validità dei criteri di valutazione adottati per la classificazione e, di conseguenza, non sarebbe irrazionale il timore del produttore di sentirsi poco tutelato di fronte a eventuali contestazioni da parte degli enti di controllo. l PRIMA EDIZIONE Il prodotto è disponibile anche nelle librerie professionali. Trova quella più vicina all indirizzo Il Sole 24 ORE - UNI COME AFFRONTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI di Daniele Pernigotti Guida operativa tra gli obblighi dell'emission trading e le opportunità della ISO con sintesi del IV Rapporto IPCC (Premio Nobel 2007) Il testo affronta in modo completo il tema dei cambiamenti climatici causati dalle attività antropiche. All'interno è riportata una sintesi del IV Rapporto recentemente pubblicato dall'ipcc, il gruppo di scienziati istituito dall'onu, segue un'analisi del percorso politico degli ultimi 15 anni, dai documenti internazionali (UNFCCC) alle leggi italiane, andando a verificare quanto delle Direttive europee e delle politiche di riduzione delle emissioni di CO2 è stato recepito nel nostro paese. Il confronto tra la situazione dei vari paesi è reso possibile anche grazie a un'ampia sezione dedicata all'analisi dei dati e dei trend di emissione dei gas serra a livello internazionale, con approfondimenti rispetto alla realtà europea e a quella italiana. Diversi capitoli sono dedicati alla descrizione del contenuto e delle potenzialità della norma volontaria ISO 14064, principale riferimento a livello internazionale per un approccio volontario verso la riduzione della propria impronta climatica. Il linguaggio semplice e il taglio operativo utilizzato in tutto il testo facilitano la comprensione di un argomento decisamente complesso anche da parte dei non addetti ai lavori. Pagg ,00 Gruppo La cultura dei fatti. 25novembre2008 N ILSOLE24ORE
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