Source: http://legislazionetecnica.it/2377478/fonte/l-28-12-2015-n-221
Timestamp: 2018-03-23 10:42:42+00:00
Document Index: 152984835

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 60', 'art. 56', 'art. 61', 'art. 5', 'art. 56']

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1. All’articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 20
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3. Il credito d’imposta è ripartito nonché utilizzato in tre quote annuali di pari importo e indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di riconoscimento del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi di imposta successivi nei quali il credito è utilizzato. Esso non concorre alla formazion
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1. L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, al fine di garantire l’accesso universale all’acqua, assicura agli utenti domestici del servizio idrico integrato in condizioni economico-sociali disagiate l’accesso, a condizioni agevolate, alla fornitura della quantità di acqua necessaria per il soddisfacimento dei bis
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Percentuale minima in
Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell'articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88.
Attuazione della direttiva 2000/59/CE relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi ed i residui del carico.
La finalità del provvedimento, in vigore il 06.08.2003, è quella di ridurre gli scarichi in mare, in particolare quelli illeciti, dei rifiuti e dei residui del carico prodotti dalle navi che utilizzano porti situati nel territorio dello Stato, nonché di migliorare la disponibilità e l'utilizzo degli impianti portuali di raccolta per i suddetti rifiuti e residui.
Tali impianti, siano essi strutture fisse, mobili o galleggianti, devono essere adeguati in relazione alla classificazione del porto, laddove adottata, ovvero in relazione al traffico registrato nell'ultimo triennio e devono altresì essere conformi alle vigenti disposizioni in materia di sicurezza e di prevenzione incendi.
L'affidamento dei lavori per la realizzazione degli impianti portuali di raccolta deve avvenire mediante gara ad evidenza pubblica in conformità alla legislazione nazionale e comunitaria vigente.
In allegato al decreto, che abroga l'art. 19 comma 4-bis del D. Leg.vo n. 22/1997, vengono dettate le prescrizioni relative al piano di raccolta e di gestione dei rifiuti, alle informazioni da fornire agli utenti del porto sul sistema di raccolta e gestione degli stessi, ai criteri per la determinazione della tariffa di trattamento e smaltimento, e viene altresì fornito il modulo per la dichiarazione delle informazioni da notificare prima dell'entrata nel porto.
Deliberaz. G.R. Emilia Romagna 13/12/2016, n. 2218
Metodo standard della Regione Emilia-Romagna per la determinazione della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati ai sensi del D.M. Ambiente 26 maggio 2016, modifica della D.G.R. 2317/2009 e della D.G.R. 1238/2016.
Il provvedimento approva il "Metodo standard per la determinazione della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati" formulato sulla base di quanto previsto dal D. Min. Ambiente 26/05/2016 recante le "Linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani", in ottemperanza all'art. 32, comma 1, della L. n. 221/2015 ed all'art. 3, comma 6 della L.R. 16/2015.
Il provvedimento - in attuazione dell’art. 60, comma 1, della L. 221/2015 (cosiddetto “Collegato ambientale”) - definisce il quantitativo minimo di acqua vitale (50 litri/abitante/giorno) necessario al soddisfacimento dei bisogni essenziali. Inoltre, viene demandata all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico la definizione della fascia di consumo annuo agevolato per le utenze domestiche residenti (cosiddetta “tariffa agevolata”) e il “bonus H2O”, ovvero un bonus per tutti gli utenti domestici residenti di cui sono accertate le condizioni di disagio economico sociale.
Articolo 56, comma 7
In attuazione dell’art. 56, comma 7, della L. 221/2015 (cosiddetto “collegato ambientale”), con il presente provvedimento è istituito - presso il Min. dell’ambiente - il Fondo finalizzato a finanziare i costi per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica mediante rimozione e smaltimento dell’amianto e dei manufatti in cemento-amianto su edifici e strutture pubbliche presenti nel territorio nazionale, anche mediante copertura dei corrispettivi da porre a base di gara per l’affidamento di tali servizi. Il provvedimento, inoltre, disciplina le modalità di funzionamento del Fondo e i criteri di priorità dell’assegnazione del finanziamento in conto capitale a beneficio di soggetti pubblici.
In attuazione dell’art. 61, comma 1, della L. 221/2015 (cosiddetto “collegato ambientale”) il provvedimento definisce le direttive per il contenimento della morosità nel settore idrico integrato e disciplina le condizioni contrattuali che devono essere previste dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico per la regolazione del rapporto fra gestore utente. Tra le misure, vengono definite le “utenze morose disalimentabili”, ossia le situazioni in cui deve comunque essere garantito un quantitativo minimo di 50 litri di acqua al giorno per chi versa in stato di “disagio economico-sociale”.
Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro.
(Comunicato pubblicato nella G.U. del 12/10/2016, n. 239)
In attuazione dell’art. 5, commi 1 e 2, della L. 221/2015, il presente decreto approva il “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro” e definisce le modalità per la presentazione dei progetti.
Il Programma prevede il finanziamento di progetti, predisposti da uno o più enti locali e riferiti a un ambito territoriale con popolazione superiore a 100.000 abitanti, diretti a incentivare iniziative di mobilità sostenibile - incluse iniziative di piedibus, di car-pooling, di car-sharing, di bike-pooling e di bike-sharing - per favorire gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro con mezzi di trasporto sostenibili, in linea con gli obiettivi nazionali e comunitari di riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dal settore dei trasporti, ed è finalizzato a promuovere azioni da adottare in sede locale volte alla riduzione del numero di autoveicoli privati in circolazione, in modo da diminuire il traffico e l’inquinamento.
I progetti dovranno essere presentati esclusivamente per via telematica e dovranno pervenire entro le ore 24.00 del 10/01/2017 all’indirizzo di Posta Elettronica Certificata: programmasperimentale@pec.minambiente.it
Articolo 56, comma 4
In attuazione dell’art. 56, comma 4, della L. 221/2015 (cosiddetto “collegato ambientale”), il presente provvedimento individua le disposizioni applicative per l’attribuzione del credito d’imposta per interventi di bonifica dall’amianto. In particolare, possono beneficiare del credito d’imposta i soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano interventi di bonifica dall’amianto, su beni e strutture produttive ubicate nel territorio nazionale, dal 01/01/2016 al 31/12/2016.
Sono ammissibili al credito d'imposta gli interventi di rimozione e smaltimento, anche previo trattamento in impianti autorizzati, dell'amianto presente in coperture e manufatti (le spese per la rimozione e lo smaltimento di lastre di amianto, coperture in eternit, tubi, canalizzazioni e contenitori per il trasporto e lo stoccaggio di fluidi, sistemi di coibentazione), a condizione che la spesa complessiva per ciascun progetto di bonifica sia almeno pari a 20.000 euro. Sono ammesse, inoltre, le spese di consulenze professionali e perizie tecniche nei limiti del 10% delle spese complessive sostenute e comunque non oltre l'ammontare di 10.000 euro per ciascun progetto di bonifica unitariamente considerato.
Le imprese interessate possono presentare la richiesta di accesso al credito in esame a decorrere dal 16/11/2016 e sino al 31/03/2017.
In tema di lottizzazione abusiva, anche a seguito della legge 28 dicembre 2015, n. 221, la stabile collocazione, in un'area destinata a campeggio, di più manufatti di pernottamento, astrattamente mobili, può risolversi nella realizzazione, ad opera del gestore dell'area, di uno stabile insediamento abitativo, che comporta il sostanziale stravolgimento dell'originario assetto definito mediante pianificazione, e, dunque, una forma di lottizzazione abusiva.