Source: https://forema.it/coronavirus-decreto-legge-2-marzo-2020-n-9-i-primi-interventi-a-sostegno-delle-famiglie-lavoratori-e-imprese/
Timestamp: 2020-06-02 11:57:58+00:00
Document Index: 34429108

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 11', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 33', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 23', 'art. 29']

Coronavirus - Decreto Legge 2 marzo 2020, n. 9: i primi interventi a sostegno delle famiglie, lavoratori e imprese - Fòrema
Per fronteggiare la situazione venutasi a creare a seguito dell’emergenza Coronavirus, il Governo è intervenuto con il decreto legge 2 marzo 2020, n. 9 (in allegato il testo integrale) che contiene alcune misure urgenti per famiglie, lavoratori e imprese.
MISURE PER LAVORO E PREVIDENZA
Sospensione dei termini per il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria (art. 5)
Si stabilisce la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali, nonché dei premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 30 aprile 2020, nei Comuni della cd. Zona Rossa (per il territorio veneto esclusivamente il Comune di Vò).
Tali adempimenti e pagamenti saranno dunque effettuati a far data dal 1° maggio 2020, anche attraverso una rateizzazione nella formula massima di cinque rate mensili di pari importo.
Sospensione di versamenti, ritenute, contributi e premi per il settore turistico-alberghiero (art. 8)
Prevede la sospensione, per le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e turismo e i tour operator, con sede legale, ovvero sede operativa o domicilio fiscale, sul territorio nazionale, dal 2 marzo 2020 e fino al 30 aprile 2020, dei termini relativi ai versamenti delle ritenute alla fonte, ed in particolare delle ritenute per i redditi di lavoro dipendente e assimilati o su compensi e altri redditi corrisposti dallo Stato, nonché la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.
Tali versamenti saranno dunque effettuati in un’unica soluzione, entro il 31 maggio 2020.
Norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario (art. 13)
I datori di lavoro che:
– hanno unità produttive comprese nei Comuni della cd. Zona Rossa (per il territorio veneto esclusivamente il Comune di Vò) oppure che
– pur non avendo sedi nei Comuni della cd. Zona Rossa, occupano lavoratori ivi residenti o domiciliati che sono impossibilitati a prestare attività lavorativa
possono presentare domanda di concessione per il trattamento ordinario di integrazione salariale senza che venga esperita la procedura di consultazione sindacale prevista dall’art. 14 del D.lgs. n. 148/2015, senza che debbano essere rispettati i termini per la presentazione della domanda (non prima di 30 giorni e non oltre 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa) e senza che debba essere sottoscritto l’accordo, ove previsto.
La domanda può essere presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello del periodo di sospensione e può riferirsi ad un periodo comunque non superiore a 3 mesi. I lavoratori destinatari di tale trattamento, inoltre, dovranno risultare in forza alla data del 23 febbraio 2020.
I periodi di trattamento ordinario di integrazione salariale ai sensi di questo articolo non sono conteggiati ai fini delle durate massime complessive previste dal D.lgs. n. 148/2015 (i più rilevanti: 24 mesi in un quinquennio mobile tra c.i.g.o. e c.i.g.s.; 52 settimane di c.i.g.o. nel biennio).
I fondi stanziati a tal fine ammontano a € 5.8 milioni per l’anno 2020.
L’assegno di cui al presente articolo è concesso anche alle aziende iscritte al fondo di Integrazione Salariale che occupino mediamente più di 5 dipendenti.
Trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano già in cassa integrazione straordinaria (art. 14)
Le aziende che hanno unità produttive comprese nei Comuni della cd. Zona Rossa (per il territorio veneto esclusivamente il Comune di Vò) e che abbiano in corso, alla data del 23 febbraio 2020, un trattamento di c.i.g.s., possono presentare comunque domanda per il riconoscimento del trattamento di cui all’art. 13, ferme restando le limitazioni di durata previste dal medesimo articolo. La concessione di tale trattamento è comunque subordinata all’interruzione degli effetti della c.i.g.s., disposta per mezzo di apposito decreto da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Cassa integrazione in deroga per i Comuni della Zona Rossa (art. 15)
Si prevede la possibilità di presentare domanda di Cassa integrazione salariale in deroga, per i datori di lavoro del settore privato (compreso il settore agricolo ma esclusi i datori di lavoro domestici) che abbiano unità produttive comprese nei Comuni della cd. Zona Rossa (per il territorio veneto esclusivamente il Comune di Vo’), e altresì per i datori di lavoro che, pur non avendo sedi nei Comuni interessati, occupino lavoratori ivi residenti o domiciliati non interessati dalle tutele previste in tema di sospensione o riduzione di orario di lavoro e limitatamente a quelli in forza al 23 febbraio 2020.
In tali casi, in costanza di rapporto di lavoro, i datori possono presentare domanda per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per massimo 3 mesi a decorrere dal 23 febbraio 2020.
Le domande devono essere presentate alla Regione che le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione. Il trattamento può essere concesso esclusivamente mediante pagamento diretto da parte dell’INPS.
I fondi stanziati sono pari a 7,3 milioni di euro.
Cassa integrazione in deroga per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna (art. 17)
In via residuale rispetto alle ipotesi previste all’art. 15, viene offertala possibilità per le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna di riconoscere trattamenti di Cassa integrazione salariale in deroga, per i datori di lavoro del settore privato (compreso il settore agricolo ma esclusi i datori di lavoro domestici) che abbiano unità produttive comprese nelle succitate, e altresì per i datori di lavoro che, pur non avendo sedi in tali Regioni, occupino lavoratori ivi residenti o domiciliati non interessati dalle tutele previste in tema di sospensione o riduzione di orario di lavoro.
La norma riconosce tale trattamento “limitatamente ai casi di accertato pregiudizio, in conseguenza delle ordinanze emanate dal Ministero della Salute, d’intesa con le Regioni, nell’ambito dei provvedimenti assunti con il d.l. 23 febbraio 2020 n. 6.”
La richiesta è subordinata all’accordo con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative e si estenderà per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a 1 mese e fino a un importo massimo pari a 40 milioni di euro per la Regione Veneto per l’anno 2020. Le domande devono essere presentate alla Regione che le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione. Il trattamento può essere concesso esclusivamente mediante pagamento diretto da parte dell’INPS.
Viene riconosciuta l’erogazione di un’indennità mensile pari a 500 € (che non concorre alla formazione del reddito) parametrata all’effettivo periodo di sospensione dell’attività e comunque per massimo 3 mesi.
Tale trattamento è rivolto a co.co.co., agenti e rappresentati commerciali, lavoratori autonomi o professionisti, compresi i titolari di attività di impresa iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle relative forme sostitutive nonché alla gestione separata INPS, e che svolgono la loro attività lavorativa alla data del 23 febbraio 2020 nei Comuni della Zona Rossa o che siano ivi residenti o domiciliati alla stessa data.
Le domande devono essere presentate alla Regione che le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione. I fondi stanziati sono pari a 5,8 milioni di euro per il 2020.
Servizio Sindacale – Segreteria 0422 294213
Caterina Baldi Guarinoni – 0422 294271, cbaldi@assindustriavenetocentro.it
Davide Mosca – 0422 294251, dmosca@assindustriavenetocentro.it
Enrico Bedon – 049 8227155, ebedon@assindustriavenetocentro.it
Riccardo Bizzotto – 049 8227401, rbizzotto@assindustriavenetocentro.it
MISURE PER CREDITO E FINANZA
Sospensione mutui concessi da Invitalia (Art. 6)
Nei territori dei Comuni della cd. Zona Rossa (per il territorio veneto esclusivamente il Comune di Vò) le aziende che godono di un mutuo agevolato concesso da Invitalia possono chiedere la sospensione per 12 mesi delle rate con scadenza non successiva al 31 dicembre 2020, con pari allungamento della durata del piano di ammortamento originario.
La richiesta deve essere presentata entro 60 giorni dall’entrata in vigore del DL 9/2020.
Aumento intervento del Fondo Centrale di Garanzia a favore delle PMI (art. 25)
Nei territori dei Comuni della cd. Zona Rossa (per il territorio veneto esclusivamente il Comune di Vò) per un periodo di 12 mesi dall’entrata in vigore del DL 9/2020, le PMI nelle loro richieste di garanzia al Fondo Centrale di Garanzia, gestito da MCC, godranno di:
– Gratuità dell’intervento;
– La copertura di garanzia sarà massima all’80% del finanziamento richiesto in forma diretta e al 90% in caso di riassicurazione, purchè il Confidi non superi la percentuale massima di copertura del 80%.
Questo intervento potrà essere esteso, dopo apposito decreto del MISE e del MEF, anche ad altre zone geografiche.
La dotazione del Fondo è stata incrementata per il 2020 di 50 milioni di euro.
Estesa l’applicazione del Fondo di Solidarietà per i mutui di acquisto della prima casa (art. 26)
Ampliata la platea di misure di intervento anche ai casi di sospensione dal lavoro o riduzione di orario, in attesa dell’emanazione di provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti al sostegno del reddito.
Questa misura non è limitata geograficamente.
Ampliamento delle risorse pubbliche destinate ai progetti di internazionalizzazione (art. 27)
Il fondo pubblico di cui alla L. 394/81 utilizzato da SIMEST per alcuni dei suoi interventi agevolativi, viene incrementato di 350 milioni di euro.
Queste risorse possono essere utilizzate nelle richieste a SIMEST di finanziamenti agevolati:
– per l’inserimento nei mercati esteri;
– per la partecipazione a fiere e mostre;
– per la patrimonializzazione delle PMI;
– per programmi di assistenza tecnica e studi di fattibilità e pre-fattibilità.
Questa misura non ha limiti geografici e pertanto è valida per l’intero territorio nazionale.
Servizio Credito e Finanza – Segreteria: 049 8227117, 0422 294246
finanza@assindustriavenetocentro.it
MISURE IN MATERIA DI DIRITTO D’IMPRESA
Obblighi di segnalazione all’OCRI (Organismo di composizione della crisi d’impresa) – (art. 11)
E’ prevista la proroga al 15 febbraio 2021 delle regole dettate dal nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza per favorire l’emersione e la gestione tempestiva della crisi, con particolare riferimento agli obblighi di segnalazione all’Organismo di composizione della crisi d’impresa (“OCRI”) da parte dell’organo di controllo delle società (sindaci e/o revisori) per quanto riguarda il verificarsi di fondati indizi di crisi aziendale e da parte di Agenzia delle Entrate, INPS e Agente della riscossione (c.d. creditori pubblici qualificati) per quanto attiene il superamento di determinate soglie di esposizione debitoria nei confronti degli stessi.
Rimborso viaggi e pacchetti turistici (art. 28)
E’ introdotta una specifica disciplina per il rimborso di viaggi e pacchetti turistici di cui non si sia potuto usufruire in conseguenza della situazione emergenziale causata da Coronavirus.
In particolare, di rilevanza per le imprese, si evidenzia come l’art. 28 disponga il diritto al rimborso innanzitutto per coloro che siano impossibilitati ad usufruirne per le note restrizioni imposte a specifiche aree colpite dal contagio, ma anche per chi sia intestatario di un titolo di viaggio acquistato in Italia per destinazione verso Stati esteri nei quali sia impedito o vietato l’arrivo per effetto proprio della situazione emergenziale epidemiologica. L’elenco completo dei soggetti e delle ipotesi per le quali può venir richiesto il rimborso viene previsto al comma primo del citato art. 28.
Ai fini del rimborso, i soggetti interessati dovranno trasmettere apposita comunicazione al vettore (od agenzia di viaggio presso la quale è stato compiuto l’acquisto) dando evidenza della specifica situazione prevista dalla disposizione di legge qui considerata. In particolare, per l’ipotesi sopra considerata del titolo di viaggio, tale comunicazione va trasmessa entro i trenta giorni dalla data prevista per la partenza.
Il vettore (o agenzia di viaggio) procederà al rimborso del corrispettivo versato per il viaggio nei quindici giorni successivi. In sostituzione, potrà venir emesso apposito voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dalla sua emissione.
Certificazioni “Virus Free” per settore agroalimentare (art. 33)
Il decreto ha inoltre introdotto il divieto, in quanto considerato pratica commerciale sleale, di subordinare l’acquisto dei prodotti del settore agroalimentare a “certificazioni non obbligatorie riferite a COVID-19 né indicate in accordi di fornitura per la consegna dei prodotti su base regolare antecedenti agli accordi stessi”, pena l’applicazione di sanzione pecuniaria amministrativa da 15.000 a 60.000 euro. Autorità competente per l’irrogazione della sanzione è l’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e della repressione delle frodi dei prodotti agro alimentari, che interviene d’ufficio o su segnalazione di qualunque interessato.
Servizio Area Diritto d’Impresa – Segreteria 0422 294248
Paolo Rizzotto – 0422 294233, prizzotto@assindustriavenetocentro.it
Paola Trevisani – 049 8227107, ptrevisani@assindustriavenetocentro.it
Disposizioni riguardanti i termini relativi alla dichiarazione dei redditi precompilata 2020 (art. 1)
Tra le misure introdotte si segnalano le rilevanti novità relative alle scadenze fiscali per sostituti d’imposta e contribuenti.
Si prevede l’anticipazione al 2020 degli effetti del nuovo assetto delle scadenze fiscali per sostituti d’imposta e contribuenti, definito dal DL n. 124/2019, con particolare riferimento alla presentazione dei Modelli 730 e alle operazioni di assistenza fiscale. In questo contesto, solo per l’anno in corso, slitta dal 7 al 31 marzo il termine per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate della Certificazione Unica 2020. La scadenza di questo adempimento rimane, a regime (dal 2021), fissata al 16 marzo.
– è stato prorogato al 31 marzo il termine per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle CU 2020 rilevanti per la predisposizione della dichiarazione precompilata, mentre resta ferma la scadenza del 31 marzo per la consegna delle CU ai percettori;
– il Mod. 730/2020 potrà essere presentato entro il 30 settembre 2020;
– l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile il mod. 730/REDDITI 2020 precompilato entro il 5 maggio 2020;
– i soggetti terzi tenuti ad inviare i dati all’Agenzia delle Entrate per la predisposizione della dichiarazione precompilata (assicurazioni/ previdenza complementare/amministratori di condominio per interventi agevolati sulle parti comuni/spese funebri/asilo nido/universitarie) dovranno provvedervi entro il 31 marzo 2020.
Le citate disposizioni trovano applicazione per la generalità dei soggetti obbligati, in tutto il territorio nazionale.
Per approfondimenti, si rinvia alla notizia N 20.0314 del 04/03/2020.
Sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione (art. 2)
Per i soggetti che hanno la residenza, la sede legale o la sede operativa nei Comuni della cd. Zona Rossa (per il territorio veneto esclusivamente il Comune di Vò), sono sospesi i versamenti in scadenza nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 30 aprile 2020, relativi a:
– avvisi di addebito emessi dagli enti previdenziali ed assicurativi;
– atti di accertamento esecutivi emessi dagli enti locali sia per le entrate tributarie che per quelle patrimoniali;
– “rottamazione-ter” e “saldo e stralcio”.
I versamenti oggetto di sospensione dovranno essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione (31 maggio 2020).
Sospensione di versamenti e ritenute per il settore turistico alberghiero (art. 8)
Sono previste particolari disposizioni di natura fiscale per le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e turismo e i tour operator, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato.
In particolare, sono sospesi, dalla data di entrata in vigore del citato decreto e fino al 30 aprile 2020, i termini relativi ai versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati (art. 23 e 24 del DPR 600/1973) e sui compensi e altri redditi corrisposti dallo Stato (art. 29 del DPR 600/73), che i predetti soggetti effettuano in qualità di sostituti d’imposta.
I versamenti così sospesi saranno effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020.
La disposizione precisa che le ritenute eventualmente già versate non saranno rimborsate.
Viene, infine, specificato che per le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e turismo e i tour operator che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nei Comuni della cd. Zona Rossa (per il territorio veneto esclusivamente il Comune di Vò), restano ferme le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 3, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 24 febbraio 2020. Per approfondimenti, si rinvia alla notizia N. 20.0265 del 26/02/2020.