Source: https://danielemajori.com/2014/12/18/utilizzo-di-google-earth-ai-fini-dellassolvimento-dellonere-della-prova-in-ordine-allepoca-di-realizzazione-di-un-abuso-edilizio/
Timestamp: 2020-07-02 12:44:32+00:00
Document Index: 48291449

Matched Legal Cases: ['art. 63', 'art. 64', 'art. 63', 'art. 64', 'art. 38', 'art. 126']

Utilizzo di Google Earth ai fini dell’assolvimento dell’onere della prova, gravante sul privato, in ordine all’epoca di realizzazione di un abuso edilizio: i relativi rilevamenti non costituiscono, di per sé, documenti idonei a detto scopo, qualora vi siano incertezze in merito all’epoca di risalenza delle immagini visualizzate e le informazioni relative ai metodi di esecuzione degli stessi rilevamenti siano generiche (nella fattispecie, il Tar Campania ha peraltro osservato che le immagini depositate in giudizio risultavano essere tratte dalla versione “base” del software e non da quelle più evolute predisposte per scopi commerciali). | Avvocato Daniele Majori
Archiviato in abuso edilizio, art. 63 comma 1 c.p.a., art. 64 comma 1 c.p.a., circostanze che rientrano nella piena disponibilità del ricorrente, codice del processo amministrativo, elementi probatori, epoca di realizzazione, genericità delle informazioni, Google Earth, incertezze in merito all’epoca di risalenza delle immagini visualizzate, metodi di esecuzione del rilevamento, onere della prova, versione a pagamento, versione base
(Tar Campania, Napoli, sez. II, 27 novembre 2014, n. 6118)
«Si osserva, in primo luogo, che la difesa della ricorrente non ha fornito alcun elemento idoneo a comprovare l’avvenuta esecuzione dell’intervento in epoca successiva all’entrata in vigore della l.r. n. 19 del 2009.
4.2. Occorre chiarire, infatti, che, come evidenziato dalla consolidata giurisprudenza, l’onere di fornire la prova dell’epoca di realizzazione di un abuso edilizio incombe sull’interessato, e non sull’amministrazione, la quale, in presenza di un’opera edilizia non assistita da un titolo che la legittimi, ha solo il potere-dovere di sanzionarla ai sensi di legge e di adottare, ove ricorrano i presupposti, il provvedimento di demolizione (Cons. St., sez. IV, 14 febbraio 2012, n. 703; T.A.R. Campania Napoli, sez. VIII, 02 luglio 2010, n. 16569).
4.3. Si sottolinea, sul punto, che, ai sensi dell’art. 63, comma 1 e dell’art. 64, comma 1 c.p.a. spetta al ricorrente, l’onere della prova in relazione a circostanze che rientrano nella sua piena disponibilità (cfr. Consiglio di Stato sez. IV 10/01/2014 n. 46. Consiglio di Stato sez. III 13/09/2013 n. 4546). Nello specifico, la prova circa il tempo di ultimazione delle opere edilizie è stato sempre posto sul privato, e non sull’Amministrazione, dato che solo l’interessato può fornire gli inconfutabili atti, documenti o gli elementi probatori che siano in grado di radicare la ragionevole certezza dell’epoca di realizzazione di un manufatto (cfr. infra multa Consiglio di Stato Sez. VI 20 dicembre 2013 n. 6159; Consiglio di Stato sez. V 20 agosto 2013 n. 4182; Consiglio di Stato sez. V 15 luglio 2013 n. 3834; Consiglio di Stato Sez. VI 01 febbraio 2013 n. 631).
4.4. Nella fattispecie, non è possibile affermare che la ricorrente abbia assolto l’onere probatorio su essa gravante.
4.5. L’attestazione, contenuta nel verbale di sequestro del 28 gennaio 2011, che i lavori erano in corso di esecuzione non si presta ad un apprezzamento positivo al fine di comprovare l’esecuzione dell’intervento successivamente alla data di entrata in vigore della legge regionale in esame, in quanto dal medesimo verbale risultano dettagliatamente individuate le opere abusive oggetto della domanda di sanatoria, le quali, dunque, erano all’epoca già esistenti.
4.6. Del pari, il Collegio non ritiene che i rilevamenti tratti da Google Earth prodotti in giudizio possano costituire, di per sé ed in assenza di più circostanziati elementi che la ricorrente non ha fornito, documenti idonei al prefato scopo e ciò, in particolare, in considerazione della provenienza del suddetto rilevamento, delle incertezze in merito all’epoca di risalenza delle immagini visualizzate (come emerge dallo stesso sito – alla pagina: https://support.google.com/earth/answer/21417?hl=it – per impostazione predefinita il software “visualizza le immagini di qualità migliore disponibili per una determinata località”, con la precisazione che “a volte potrebbero essere visualizzate immagini meno recenti se sono più nitide rispetto a quelle più recenti”), della genericità delle informazioni relative ai metodi di esecuzione del rilevamento medesimo (a tale riguardo si osserva, peraltro, che le immagini depositate in giudizio risultano essere tratte dalla versione “base” del software e non da quelle più evolute predisposte per scopi commerciali) […]».
« La dimostrazione dell’effettiva e completa dissociazione dai fatti illeciti ascritti al soggetto cessato, ai sensi dell’art. 38, co. 1, lett. c) d.lgs. n. 163/2006, può essere fornita anche attraverso la semplice produzione di un verbale dell’assemblea della società concorrente in cui sia chiaramente indicata la volontà di dissociazione; e ciò anche se la società abbia anche meramente dichiarato la intenzione di riservarsi la possibilità di intentare una causa civile di responsabilità nei confronti del soggetto cessato e non anche dimostrato di averla concretamente iniziata.
Patente a punti: poiché ad ogni violazione del Codice della strada deve seguire una specifica ed autonoma comunicazione della relativa decurtazione di punteggio al contravventore (art. 126-bis, co. 3, Codice della Strada), così da renderlo edotto della progressiva diminuzione del punteggio complessivo e da consentirgli di riparare alla violazione commessa frequentando gli appositi corsi, è illegittimo il provvedimento di sospensione a tempo indeterminato della patente di guida per esaurimento del punteggio di 20 punti, ove non preceduto dalle suddette comunicazioni da parte del Dipartimento dei trasporti terrestri. »