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Timestamp: 2018-01-21 23:02:52+00:00
Document Index: 149505425

Matched Legal Cases: ['art. 66', 'art. 24', 'art. 184', 'art. 186', 'art. 185', 'art 183', 'art.183', 'art. 7', 'art 190', 'art 193', 'art 189', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 190', 'art 193']

Università degli Studi di Catania IL RETTORE - PDF
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1 REP. DECRETI N Università degli Studi di Catania IL RETTORE Vista la legge 9 maggio 1989, n. 168; Visto lo Statuto dell Università degli Studi di Catania, emanato con D.R. 6 maggio 1996, n. 1885, e successive modifiche ed integrazioni; Visto il Regolamento Generale d'ateneo, emanato con D.R. 24 ottobre 1996 n. 4455, e successive modifiche ed integrazioni; Visto il d.p.r. 15 luglio 2003, n. 254; Visto il d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni; Considerato che il Senato accademico ed il Consiglio di amministrazione, nelle rispettive adunanze del 3 e 6 novembre 2009, hanno approvato il regolamento interno per la gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi e dei rifiuti sanitari prodotti dall Università degli Studi di Catania unitamente all allegato manuale di procedura; DECRETA Art. 1 Ai sensi dell art. 66, comma 1, dello Statuto dell Università degli Studi di Catania, è emanato il Regolamento interno per la gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi e dei rifiuti sanitari prodotti dall Università degli Studi di Catania unitamente all allegato manuale di procedura, il cui testo si allega al presente provvedimento, del quale costituisce parte integrante. Art. 2 Il presente provvedimento sarà affisso all albo dell Ateneo ed entrerà in vigore il giorno successivo alla sua affissione. Esso sarà, altresì, pubblicato sul sito internet di questa Università. Catania, IL RETTORE (A. Recca)
2 Università degli Studi di Catania SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI REGOLAMENTO INTERNO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI E NON PERICOLOSI E DEI RIFIUTI SANITARI PRODOTTI DALL UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CATANIA
3 Art. 1 - Finalità Il presente Regolamento è emanato in applicazione del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152, Testo Unico in materia Ambientale e successive modifiche ed integrazioni, in relazione alla produzione, alla raccolta, al deposito ed allo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi e dei rifiuti speciali sanitari di cui al D.P.R. del 15 luglio 2003 n. 254, Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell art. 24 della legge 31 luglio 2002, n. 179 e successive modifiche ed integrazioni, prodotti dall Università degli Studi di Catania. Art. 2 - Definizioni Ai sensi del presente regolamento, in conformità al D.Lgs. 152/06, si intende per: a. rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell allegato A alla parte quarta del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l obbligo di disfarsi. I rifiuti sono classificati, secondo l origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, in base alle caratteristiche di pericolosità, in pericolosi e non pericolosi. b. rifiuto speciale: sono rifiuti speciali, ai sensi dell art. 184 del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152, quelli derivanti dalle seguenti attività: rifiuti derivanti da attività agricole e agro-industriali; rifiuti derivanti da attività di demolizione, costruzione e rifiuti derivanti da attività di scavo (fermo restando quanto previsto dall art. 186); rifiuti derivanti da lavorazioni industriali (fatto salvo quanto previsto nell art. 185, comma 1, lettera i); rifiuti derivanti da lavorazioni artigianali; rifiuti derivanti da attività commerciali; rifiuti derivanti da attività di servizio; rifiuti derivanti da attività di recupero e smaltimento dei rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi; rifiuti derivanti da attività sanitarie (per i quali si applica il D.P.R. del 15 luglio 2003 n. 254 e successive modifiche ed integrazioni); macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti; veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti; combustibile derivato da rifiuti; rifiuti derivati dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani;
4 c. produttore: la persona la cui attività ha prodotto rifiuti, cioè il produttore iniziale e la persona che ha effettuato operazioni di pretrattamento, di miscuglio o altre operazioni che hanno mutato la natura o la composizione di detti rifiuti. Per l Università degli Studi di Catania, il produttore è il Responsabile della struttura universitaria produttrice dei rifiuti speciali (i presidi delle Facoltà; i direttori dei Dipartimenti; i presidenti dei Centri di Servizio; i responsabili degli Stabilimenti Decentrati Utilizzatori). Per l Amministrazione centrale e per tutte le aree e gli uffici ad essa afferenti il produttore è il Direttore amministrativo; d. detentore: il produttore dei rifiuti o il soggetto che li detiene. La figura del detentore dei rifiuti speciali coincide con quella del produttore, pertanto, il detentore è il Responsabile della struttura universitaria che detiene i rifiuti speciali (i presidi delle Facoltà; i direttori dei Dipartimenti; i presidenti dei Centri di Servizio; i responsabili degli Stabilimenti Decentrati Utilizzatori). Per l Amministrazione centrale dell Università e per tutte le aree e gli uffici ad essa afferenti il Detentore è il Direttore amministrativo; e. raccolta: l'operazione di prelievo, di cernita o di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto; f. deposito temporaneo: spazio idoneo dove collocare il deposito temporaneo dei rifiuti speciali alle condizioni previste dall art 183, comma 1, lettera m), del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 e nel rispetto delle indicazioni date dalla normativa vigente in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro; g. smaltimento: ogni operazione finalizzata a sottrarre definitivamente una sostanza, un materiale o un oggetto dal circuito economico e/o di raccolta e, in particolare, le operazioni previste nell'allegato B alla parte quarta del D.Lgs. 3 aprile 2006 n Art. 3 Ambito di applicazione Il presente regolamento si applica ai rifiuti speciali prodotti dall Ateneo, ad esclusione delle seguenti categorie di rifiuti: i rifiuti urbani; i rifiuti radioattivi; gli effluenti gassosi emessi nell'atmosfera di cui all art.183, comma 1, lettera z); rifiuti speciali contenenti amianto; gli scarichi idrici, esclusi i rifiuti liquidi costituiti da acque reflue.
5 Art. 4 - Titolare del sistema di gestione dei rifiuti speciali prodotti dall Università degli Studi di Catania. Ai fini degli adempimenti di legge, il Rettore, in qualità di legale rappresentante, è il Titolare del sistema di gestione dei rifiuti speciali prodotti dall Università degli Studi di Catania. Art. 5 - Obblighi del Titolare del sistema di gestione dei rifiuti speciali Il Titolare del sistema di gestione assolve i seguenti obblighi: emana le direttive e le informative ritenute necessarie ai fini della corretta gestione dei rifiuti speciali prodotti dall Ateneo, nel rispetto della normativa vigente in materia; promuove l aggiornamento tecnico-normativo dei Produttori/ Detentori; assicura, tramite affidamento a ditta specializzata, con la quale verrà stipulato apposito contratto, il servizio di ritiro, trasporto, e smaltimento finale dei rifiuti speciali prodotti; vigila sulla corretta compilazione e presentazione del Modello Unico di Dichiarazione (MUD), da parte delle singole strutture universitarie, per la denuncia annuale dei rifiuti speciali da presentare alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura (CCIAA) territorialmente competente. Per lo svolgimento degli obblighi suddetti, il Titolare del sistema di gestione dei rifiuti si avvale del responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo a cui sono affidati i compiti di vigilanza interna, di pronto intervento, di consulenza amministrativa e tecnica. In particolare, il responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo avrà il compito di: verificare la corretta applicazione del presente Regolamento e del Manuale di procedura per la gestione dei rifiuti speciali dell Ateneo, allegato al presente Regolamento di cui costituisce parte integrante; analizzare i risultati del sistema di gestione al fine di apportarne i miglioramenti necessari e darne periodicamente informazione al Titolare del sistema di gestione dei rifiuti; predisporre eventuali procedure interne di ritiro, deposito e conferimento dei rifiuti speciali per le singole strutture universitarie; formare ed informare tutti i soggetti coinvolti nel sistema di gestione dei rifiuti in merito alle suddette procedure; indire e gestire le riunioni periodiche fra tutti i soggetti coinvolti nel sistema di gestione dei rifiuti;
6 gestire i rapporti con la ditta che effettua la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti speciali; gestire la banca dati sui rifiuti prodotti e detenuti nell Ateneo; fornire assistenza al disbrigo dell iter amministrativo relativo alle varie fasi della gestione dei rifiuti e verificare la corretta tenuta dei documenti necessari (registri carico/scarico, formulari, MUD); verificare periodicamente l idoneità dei siti di deposito temporaneo e la relativa cartellonistica. Art. 6 - Produttori/Detentori dei rifiuti speciali dell Università degli Studi di Catania Ai fini degli adempimenti di legge, responsabili della gestione dei rifiuti speciali, in quanto produttori e detentori dei rifiuti speciali, sono i Responsabili delle singole struttura, ovvero: il Direttore amministrativo e, per esso, il responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo (per tutte le aree e gli uffici afferenti all Amministrazione centrale); i Presidi di Facoltà (limitatamente alle Presidenze di Facoltà); i Direttori di Dipartimento (limitatamente ai Dipartimenti); i Presidenti dei Centri di Servizio (limitatamente ai Centri di Servizio); i Responsabili degli Stabilimenti Decentrati Utilizzatori (limitatamente agli Stabilimenti Decentrati Utilizzatori). I Responsabili delle Strutture universitarie sopra menzionati si attengono, nella gestione dei rifiuti speciali prodotti, alle procedure e alle indicazioni contenute sia nel Manuale di procedura per la gestione dei rifiuti speciali dell Ateneo che nelle eventuali direttive emanate dal Titolare del sistema di gestione dei rifiuti speciali. Gli stessi, nell ambito della propria attività, hanno l obbligo di adottare tutte le iniziative dirette a promuovere, in via prioritaria, la prevenzione e la riduzione della produzione e della nocività dei rifiuti. Art. 7 - Obblighi dei Produttori/Detentori I compiti in materia di gestione rifiuti speciali, a carico del Produttore/Detentore, di cui all art. 7, sono:
7 predisporre gli strumenti necessari per garantire la diffusione del Regolamento all interno delle Strutture; collaborare con il responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo per la corretta applicazione delle norme interne e generali in materia di gestione dei rifiuti; collaborare con il responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo per la classificazione e codifica delle diverse tipologie di rifiuti; compilare e tenere il registro di carico e scarico, di cui all art 190 D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152; accertare periodicamente le quantità di rifiuti speciali stoccati, per verificarne la corrispondenza con i quantitativi annotati sul Registro di carico e scarico; compilare il formulario di identificazione, di cui all art 193 D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152; compilare e presentare alla CCIAA territorialmente competente annualmente il MUD di cui all art 189 D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152; gestire il deposito temporaneo dei rifiuti secondo la normativa vigente; inserire i dati riguardanti gli smaltimenti, compilazione dei registri di carico e carico e dei formulari su un apposito programma informatico predisposto in Ateneo. Art. 8 - Nomina dei Referenti locali Ai fini dell adempimento degli obblighi in materia di gestione dei rifiuti speciali, di cui all art. 7, il Produttore/Detentore potrà avvalersi di un Referente locale, dallo stesso appositamente designato per iscritto, fra il personale docente o il personale tecnico-amministrativo in servizio presso la struttura. In particolare, il Direttore amministrativo si avvarrà del responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo. Detto Referente opererà sotto le direttive e la responsabilità del Produttore/Detentore. Art. 9 - Costi di smaltimento Le spese per lo smaltimento dei rifiuti sono a carico dei Responsabili di Struttura indicati all art. 6 del presente Regolamento. Il pagamento del servizio di smaltimento avverrà secondo le modalità indicate nel Manuale di procedura per la gestione dei rifiuti speciali dell Ateneo, allegato al presente Regolamento.
8 Art. 10 Rifiuti contenenti amianto e rifiuti radioattivi Vista la particolarità dei rifiuti, nonché la legislazione che tratta i rifiuti in oggetto in maniera differente rispetto a quelli fino ad ora considerati, chi si trovi a dover trattare e/o smaltire rifiuti o apparecchiature contenenti amianto, o rifiuti radioattivi deve preventivamente contattare il responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo con il quale definirà un appropriata procedura. Art. 11 Osservanza Tutto il personale dell Università e tutti coloro i quali frequentano le strutture sono tenuti ad osservare il presente Regolamento. Il presente Regolamento potrà subire modifiche e/o integrazioni direttamente da parte dell Amministrazione universitaria nel caso in cui l evolversi della legislazione vigente o il manifestarsi di esigenze specifiche lo rendessero opportuno. Per quanto non espressamente recepito ed articolato nel presente regolamento, si rimanda alla normativa attualmente in vigore. Art. 12 Entrata in vigore Il presente Regolamento entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.
9 Università degli Studi di Catania MANUALE DI PROCEDURA PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI DELL ATENEO 2009
10 INDICE 1 - SCOPO CAMPO DI APPLICAZIONE NORME GENERALI COORDINAMENTO DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI PRODOTTI DALL UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CATANIA CONDIZIONI DI ACCESSO AL CONTRATTO PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SPECIALI RICHIESTA DI SMALTIMENTO COSTI E MODALITÀ DI PAGAMENTO CLASSIFICAZIONE E CODIFICA DEI RIFIUTI ADEMPIMENTI DOCUMENTALI REGISTRO DI CARICO/SCARICO FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEI RIFIUTI COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE ANNUALE DEL MODELLO UNICO DI DICHIARAZIONE AMBIENTALE (MUD) ADEMPIMENTI TECNICI RACCOLTA E CONFEZIONAMENTO TRASFERIMENTO AL DEPOSITO TEMPORANEO GESTIONE DEL DEPOSITO TEMPORANEO CONSEGNA DEI RIFIUTI GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI SANITARI ASPETTI SPECIFICI RIFERIMENTI...18 ALLEGATO 1 - COMPILAZIONE RICHIESTA DI SMALTIMENTO RIFIUTI ALLEGATO 2 - ISTRUZIONI PER LA GESTIONE E COMPILAZIONE DEL REGISTRO DI CARICO/SCARICO ALLEGATO 3 - ISTRUZIONI PER LA GESTIONE E COMPILAZIONE DEL FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEI RIFIUTI
11 1 - SCOPO Il presente manuale ha lo scopo di definire le modalità di classificazione, raccolta, registrazione e smaltimento dei rifiuti speciali prodotti presso l Ateneo, nel rispetto delle leggi e delle normative vigenti, al fine di garantire l uniforme applicazione della normativa vigente in materia in tutto l Ateneo e la tutela della salute dei lavoratori nel rispetto dell ambiente. La normativa di riferimento è il Testo Unico in materia Ambientale (D.lgs 152/2006, parte IV) e successive modifiche ed integrazioni. Tale normativa prevede la messa in essere di una serie di procedure documentali (formulari, registri di carico e scarico, MUD) e tecniche (deposito temporaneo, criteri per la raccolta, accorgimenti tecnici per la riduzione del rischio, ecc). 2 - CAMPO DI APPLICAZIONE NORME GENERALI Il presente manuale si applica a tutti i rifiuti speciali prodotti dall Ateneo nello svolgimento delle sue attività istituzionali. Le strutture universitarie producono rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, e rifiuti speciali sanitari derivanti da attività di didattica e di ricerca. Sono esclusi dalla presente procedura: 1. i rifiuti urbani; 2. i rifiuti radioattivi; 3. gli effluenti gassosi emessi nell'atmosfera; 4. rifiuti speciali contenenti amianto; 5. gli scarichi idrici, esclusi i rifiuti liquidi costituiti da acque reflue. E assolutamente vietato dalla legge eliminare rifiuti attraverso le fognature, immetterli e abbandonarli nell ambiente. Le attività di ritiro, trasporto e smaltimento devono essere effettuate, secondo le procedure riportate dalla legge, da una ditta autorizzata alla gestione dei rifiuti. A tal fine, l Università degli Studi di Catania stipula un contratto con una ditta specializzata per l affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti speciali maggiormente prodotti. Devono essere usate adeguate misure di protezione, individuali e collettive, in tutte le fasi della manipolazione del rifiuto, ad es. camici, guanti, mascherine, occhiali. È cura dei Responsabili di Struttura l attuazione delle norme sottoelencate. 3 - COORDINAMENTO DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI PRODOTTI DALL UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CATANIA Il responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi cura la gestione e lo smaltimento dei rifiuti speciali prodotti dall Ateneo che svolge, a favore delle strutture universitarie, compiti di vigilanza interna, di pronto intervento, di consulenza amministrativa e tecnica e che sovrintende
12 all applicazione del contratto d Ateneo per lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non, e dei rifiuti speciali sanitari CONDIZIONI DI ACCESSO AL CONTRATTO PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SPECIALI Tutte le strutture universitarie sono obbligate a ricorrere alla ditta convenzionata per lo smaltimento delle tipologie di rifiuti in contratto. Per eventuali rifiuti speciali non previsti dal contratto, il Responsabile di Struttura ha l obbligo di darne comunicazione al responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo. È cura di quest ultimo predisporre quanto previsto dalla normativa ai fini del corretto smaltimento degli stessi. Per conoscere la tipologia di rifiuti speciali smaltibili, i costi e le modalità del servizio, occorre far riferimento alle specifiche circolari informative inviate dal responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi a tutte le strutture RICHIESTA DI SMALTIMENTO La richiesta di accesso al servizio di smaltimento dei rifiuti deve essere inoltrata al responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo, utilizzando l apposito modulo in allegato (All. 1), entro il mercoledì della settimana precedente a quella in cui deve avvenire lo smaltimento. Il calendario del ritiro dei rifiuti è individuato, secondo esigenze e priorità operative, dal responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo e comunicato alle singole strutture universitarie COSTI E MODALITÀ DI PAGAMENTO Il costo di smaltimento è a carico della struttura produttrice. La fattura, accompagnata dalla quarta copia dei formulari recanti le quantità e i codici CER smaltiti dalle varie strutture, verranno spedite dalla ditta aggiudicataria del servizio di ritiro, trasporto e smaltimento dei rifiuti all indirizzo del responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo, affinché lo stesso possa essere in possesso di tutti i dati necessari per effettuare conteggi e statistiche sulle produzioni e sulle spese relative alla gestione dei rifiuti in Ateneo. Sarà, quindi, cura del responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo inoltrare all area finanziaria la fattura suddetta, con una lettera di accompagnamento riportante eventuali note, affinché la stessa proceda al pagamento. Le spese relative alla gestione dei rifiuti verranno detratte dalle somme destinate alle strutture universitarie. Infine, la quarta copia dei formulari verrà inoltrata dal responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo ai Responsabili di Struttura, che provvederanno alla corretta archiviazione degli stessi, come previsto dalla normativa vigente.
13 4 - CLASSIFICAZIONE E CODIFICA DEI RIFIUTI In base alla loro origine i rifiuti sono classificati secondo l origine in urbani o speciali, e in base alle loro caratteristiche di pericolosità, quelli speciali sono classificati come pericolosi o non pericolosi, e come rifiuti sanitari. Per classificare un rifiuto speciale come "pericoloso", o "non pericoloso", o sanitario è necessario consultare l'articolo 184 del D. Lgs. 152 del 3 Aprile 2006 e l allegato D parte quarta del decreto citato, il quale riporta l'elenco dei rifiuti pericolosi. Ad ogni rifiuto è associato un codice pienamente definito da sei cifre; Per identificare il codice CER del rifiuto prodotto bisogna: 1. Identificare l attività che ha prodotto il rifiuto. Questo permette di individuare le prime due cifre del codice (vedi Tab 1) Es. 06 rifiuti dei processi chimici inorganici 2. Identificare il processo che ha prodotto il rifiuto. Questo permette di individuare le successive due cifre del codice Es rifiuti dei processi chimici inorganici produzione formulazione fornitura ed uso di prodotti contenenti zolfo.. 3. Identificare le caratteristiche del rifiuto. Questo permette di individuare le ultime due cifre del codice. Es * rifiuti dei processi chimici inorganici produzione formulazione fornitura ed uso di prodotti contenenti zolfo..- solfuri pericolosi. Nel processo di attribuzione del codice CER è possibile trovare due codici che descrivono lo stesso rifiuto. Di questi uno è completo da un asterisco e descrive i rifiuti speciali pericolosi, nei quali la concentrazione della sostanza pericolosa è superiore ai valori limite identificati dalla norma (All D Parte IV del D.lgs 152/06). Il secondo identifica i rifiuti speciali non pericolosi, cioè quelli in cui la concentrazione della sostanza pericolosa è inferiore ai valori limite. Per poter proseguire nell assegnazione del codice è necessario eseguire un analisi chimica su un campione del rifiuto, per determinare la concentrazione della sostanza pericolosa in esso contenuta. La corretta codifica del rifiuto è a carico del produttore e và verificata con il responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo e con la ditta incaricata dello smaltimento.
14 CER CLASSE 01 Rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava, nonché dal trattamento fisico o chimico di minerali 02 Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti 03 Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone 04 Rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce e dell'industria tessile 05 Rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone 06 Rifiuti dei processi chimici inorganici 07 Rifiuti dei processi chimici organici 08 Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, sigillanti, e inchiostri per stampa 09 Rifiuti dell'industria fotografica 10 Rifiuti provenienti da processi termici 11 Rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento di metalli ed altri materiali; idrometallurgia non ferrosa 12 Rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica 13 Oli esauriti e residui di combustibili liquidi (tranne oli commestibili, 05 e 12) 14 Solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto (tranne le voci 07 e 08) 15 Rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi (non specificati altrimenti) 16 Rifiuti non specificati altrimenti nell'elenco 17 Rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati) Rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario o da attività di ricerca collegate 18 (tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione che non derivino direttamente da trattamento terapeutico) Rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti, impianti di trattamento delle 19 acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell'acqua e dalla sua preparazione per uso industriale 20 Rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali nonché dalle istituzioni) inclusi i rifiuti della raccolta differenziata Tab 1: elenco delle classi di rifiuti
15 5 - ADEMPIMENTI DOCUMENTALI Ogni singola struttura, per poter smaltire correttamente i propri rifiuti speciali, si dovrà dotare degli strumenti per la gestione amministrativa degli stessi: Registro di Carico/Scarico (conforme al Decreto 1 aprile 1998, n. 148 e art. 190 del D.Lgs. 03 aprile 2006 n. 152); Formulario di Identificazione dei Rifiuti (conforme al Decreto 1 aprile 1998, n. 145 e all art 193 D.Lgs. 03 aprile 2006 n. 152). Effettuato l acquisto dei due strumenti, si dovranno compilare le pagine iniziali dei documenti, quindi si dovrà provvedere alla loro vidimazione presso la CCIAA territorialmente competente. La vidimazione del Registro di Carico/Scarico Rifiuti richiede il pagamento di diritti di segreteria da versare in contanti alla CCIAA territorialmente competente. La vidimazione del Formulario è gratuita. Essendo la normativa ambientale in continua evoluzione, prima di procedere ad effettuare operazioni di vidimazione si raccomanda di contattare gli uffici del responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo ai recapiti indicati nel successivo capitolo REGISTRO DI CARICO/SCARICO Sul Registro di Carico/Scarico dei rifiuti devono essere riportate le informazioni sulla tipologia, sulle caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti speciali prodotti. Tali informazioni verranno poi utilizzate per la compilazione della Comunicazione Annuale al Catasto Nazionale dei Rifiuti (MUD). 1. Sul Registro vi è l obbligo di riportare il carico e lo scarico dei rifiuti speciali pericolosi prodotti, ma è preferibile riportare anche il carico e lo scarico di quelli non pericolosi. Esso costituisce un utile strumento di controllo degli smaltimenti effettuati e di verifica del rispetto dei limiti del deposito temporaneo (vedi par 6.3) 2. Per i rifiuti pericolosi (codice CER con asterisco) l avvio alle operazioni di smaltimento dovrà effettuarsi al raggiungimento di 10 mc (da effettuarsi una volta l anno se non supera 10 mc) e comunque non superiore al 50% del volume del locale adibito a deposito temporaneo. 3. Per i rifiuti non pericolosi (codice CER senza asterisco) l avvio alle operazioni di smaltimento dovrà effettuarsi al raggiungimento dei 20 mc ( da effettuarsi una volta l anno se non supera 20 mc) e comunque non superiore al 50% del volume del locale adibito a deposito temporaneo. 4. L annotazione sul Registro delle operazioni di carico e scarico dei rifiuti deve essere effettuata secondo precise cadenze temporali:
16 il carico entro dieci giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto, e quindi la collocazione nel deposito temporaneo; lo scarico entro dieci giorni lavorativi dal conferimento del rifiuto alla ditta autorizzata. 5. il Registro di Carico/Scarico deve essere tenuto presso ciascun impianto di produzione. Per tale ragione le Strutture dell Università di Catania composte da più sedi ove avviene la produzione di rifiuti speciali pericolosi devono avere un Registro per ciascuna sede. 6. Il Registro deve essere firmato dal Responsabile della Struttura, vidimato e conservato per 5 anni. Tutte le informazioni utili alla compilazione del Registro Carico/Scarico sono indicate all allegato 2 del presente Manuale, predisposto in conformità alle istruzioni riportate nella seconda pagina del Registro FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEI RIFIUTI 1. Al momento del ritiro dei rifiuti da parte della ditta, deve essere compilato un Formulario per ciascun rifiuto individuato dal CER. 2. II Formulario deve essere redatto in quattro esemplari, compilato, datato e firmato dal Responsabile di Struttura, e controfirmato dal trasportatore. Una copia del Formulario deve rimanere presso il Responsabile di Struttura, e le altre tre, controfirmate e datate in arrivo dal destinatario, ossia in discarica o all inceneritore, sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore che provvede a trasmetterne una al Responsabile di Struttura. 3. La redazione e la gestione del Formulario è curato dal Responsabile della Struttura (o dal referente locale incaricato) che si assicura, anche con l eventuale ausilio dei responsabili di laboratorio, della correttezza di tutte le annotazioni apposte sul registro e sul formulario. 4. La quarta copia del Formulario verrà inviata dalla ditta incaricata dello smaltimento al responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo, per la determinazione delle statistiche sulle produzioni. Sarà, quindi, cura del responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo inoltrarla ai Responsabili di Struttura. 5. Se entro 90 giorni dalla consegna del rifiuto al trasportatore, non dovesse pervenire la quarta copia, il Responsabile della Struttura (o il referente locale incaricato) dovrà darne tempestiva informazione al responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo, che provvederà ad inviare comunicazione scritta del mancato arrivo del documento alla Provincia regionale di Catania. Adottando i provvedimenti di cui sopra, il Produttore stesso viene completamente esonerato da qualsiasi responsabilità penale e/o amministrativa derivante da illeciti eventualmente commessi da trasportatori, smaltitori o recuperatori. 6. Il Formulario deve essere firmato dal Responsabile di Struttura e, prima del suo utilizzo, deve essere vidimato.
17 7. Le copie del Formulario devono essere conservate per 5 anni, assieme al Registro di Carico/Scarico su cui sono annotate le operazioni dei trasporti relativi ai formulari in oggetto. Tutte le informazioni utili alla compilazione del Formulario sono indicate all allegato 3 del presente Manuale, predisposto in conformità alle istruzioni riportate nella seconda pagina del Formulario COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE ANNUALE DEL MODELLO UNICO DI DICHIARAZIONE AMBIENTALE (MUD) Il D.Lgs. 152/06 prevede che entro il 30 aprile di ogni anno tutti i produttori di rifiuti speciali debbano comunicare alle CCIAA territorialmente competenti, le quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti speciali prodotti. A tal fine, il Responsabile della Struttura (o il referente locale incaricato) che produce rifiuti speciali pericolosi provvedono alla predisposizione del Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD) secondo le modalità previste dalla legge. Il MUD deve essere accompagnato dall attestazione dell avvenuto pagamento dei diritti di segreteria (importo da stabilirsi, annualmente, dalla CCIAA). Sarà cura del Responsabile di Struttura (o del referente locale incaricato) inviarne copia cartacea al responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo.
18 6 - ADEMPIMENTI TECNICI Nel presente paragrafo si affronterà, in linea generale, la problematica dei rifiuti prodotti nelle strutture dell Università degli Studi di Catania, con particolare riferimento alle attività di ricerca e di didattica dei laboratori delle facoltà scientifiche RACCOLTA E CONFEZIONAMENTO 1. I rifiuti devono essere riuniti secondo le varie tipologie negli appositi contenitori di raccolta, a norma (marcato CE), in materiale adeguato, a doppia chiusura, maneggiabili e impilabili. Utilizzare il contenitore appropriato: Gli aghi e gli altri materiali taglienti e pungenti devono essere messi in appositi contenitori di plastica rigida prima di essere posti nei contenitori di cartone; I rifiuti liquidi devono essere versati in taniche di capienza max da lt 10, munite di dispositivi per la presa, così da garantire un più agevole trasporto al deposito temporaneo. È necessario, inoltre, prevedere dei bacini di contenimento, in materiale idoneo, per contenere sversamenti; I rifiuti solidi pericolosi devono essere contenuti in sacchi e successivamente sistemati in opportuni contenitori resistenti (es. di plastica) chiusi e protetti dall ingresso di acqua e umidità. 2. Etichette, sacchi e contenitori vari sono forniti dalla ditta incaricata allo smaltimento. Ogni contenitore, prima del suo utilizzo, deve riportare, oltre l etichetta consegnata dalla ditta convenzionata, una etichetta, fornita dal responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi d Ateneo, indicante molto chiaramente la tipologia, il codice CER e il laboratorio di provenienza (vd. Fig. 1). E necessario assicurarsi che le etichette con i codici CER siano compilate chiaramente e correttamente, e firmate dal responsabile del laboratorio. 3. I rifiuti chimici incompatibili (suscettibili, cioè, di reagire pericolosamente tra di loro, dando luogo alla formazione di prodotti esplosivi, infiammabili e tossici, o allo sviluppo di notevole quantità di calore), devono essere stoccati in modo che non possano venire a contatto tra di loro. 4. I rifiuti pericolosi non devono essere tenuti nei laboratori o nelle stanze più del necessario (max 20 lt). 5. E consigliabile riunire il più possibile le sostanze da eliminare rispettando le compatibilità e la tipologia CER allo scopo di ridurre al massimo il numero di contenitori, nell'ambito del laboratorio. E necessario assicurarsi di conoscere tutte le proprietà e le compatibilità delle sostanze chimiche miscelate; per verificare le eventuali incompatibilità è possibile consultare le schede di sicurezza che per legge devono essere presenti in ogni laboratorio. 6. E vietato aggiungere sostanze in un recipiente di cui non si possa risalire al contenuto, così come lasciare o mantenere in uso contenitori non contrassegnati.
19 7. E necessario tenere separati i composti alogenati da quelli non alogenati (sono considerati rifiuti alogenati quelli che contengono una concentrazione di alogeni superiore allo 0.5%). 8. I rifiuti chimici e biologici devono essere conservati lontano da fonti di calore, irraggiamento solare e quadri elettrici. Devono essere chiusi ermeticamente e non devono essere collocati in alto o comunque in posizioni di equilibrio precario. 9. È obbligatorio tenere i contenitori di rifiuti liquidi in un bacino di contenimento (in caso di rifiuti chimici sotto cappa) e di dotare il laboratorio di materiali assorbenti da utilizzare in caso di spandimenti. 10. I contenitori di solventi e/o fitofarmaci, opportunamente svuotati, devono essere lasciati aperti sotto cappa, in modo da favorire la completa evaporazione delle tracce di residuo, e poi lavati per rimuovere le eventuali tracce di sostanze residue. 11. I lavaggi vanno ripetuti più volte, i liquidi di lavaggio sono un rifiuto speciale il quale, a seconda delle caratteristiche chimiche della sostanza in soluzione, devono essere raccolti e smaltiti come rifiuti speciali pericolosi.
20 Dipartimento di CODICE CER Laboratorio di Responsabile Peso Volume Data Firma Fig. 1: Etichetta da apporre su ogni contenitore TRASFERIMENTO AL DEPOSITO TEMPORANEO Una volta riempiti, i contenitori devono essere trasportati presso il locale adibito a deposito temporaneo. L accesso al deposito temporaneo per i rifiuti speciali per tutte le operazioni di stoccaggio come sopra descritto, è consentito solo al Responsabile di Struttura (e quindi al Referente locale incaricato) ed ai responsabili di laboratorio (o loro delegati). Nel trasporto utilizzare sempre le seguenti regole: 1. Prima di trasportarli assicurarsi che i contenitori siano ben chiusi. 2. Utilizzare sempre, per ogni manipolazione, misure di protezione individuali. 3. Utilizzare carrelli a quattro ruote, dotati di recipienti di contenimento per i materiali liquidi, atti a ricevere eventuali spandimenti di materiale. Tali bacini di contenimento devono avere una capacità pari al 110% del volume del contenitore; qualora ci siano più contenitori, il bacino deve essere di capacità pari al 110% del volume complessivo. 4. I materiali di reagentario obsoleto possono essere eliminati nei loro contenitori originali purché siano in corrette condizioni; se questi ultimi non risultano idonei (es. si possono rompere, non sono muniti di adeguata chiusura, ecc.) devono essere raccolti in un altro contenitore.