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Timestamp: 2018-04-25 18:33:05+00:00
Document Index: 98879460

Matched Legal Cases: ['art. 474', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 26']

Emersione 2012, il reato di introduzione e commercio di prodotti falsi non è ostativo | Studio Legale Avv. Michele Spadaro - Il Blog
michelespadaro / 21 aprile 2015
TAR Liguria, sezione seconda, sent. n. 495/2014 del 06/03/2014
Il ricorrente fa presente che il diniego di regolarizzazione è dipeso dalla condanna per il reato di cui all’art. 474 cod. pen. inflittagli dal Tribunale di Genova il 18 ottobre 2012, che secondo l’amministrazione “sebbene nello specifico non ancora definitiva, è stata già indicata dal legislatore quale sintomo di pericolosità sociale, essendo una condizione ostativa per il rilascio o rinnovo del titolo di soggiorno”.
E’ al riguardo condivisibile ed assorbente la censura di omessa valutazione in concreto della pericolosità sociale del ricorrente, sicuramente necessaria in presenza condanna non definitiva per reato in sé non ostativo ai fini del rilascio di permesso di soggiorno per lavoro subordinato.
Dal provvedimento impugnato, infatti, non si ricava alcun elemento di giudizio ulteriore rispetto alla mera sussistenza della sentenza di condanna ed all’erroneo richiamo di una pretesa condizione ostativa dalla stessa derivante, che invece la legge prevede solo per il rilascio di permesso di soggiorno per lavoro autonomo.
sul ricorso numero di registro generale 874 del 2013, proposto da:
Mor Talla Fall, rappresentato e difeso dall’avv. Paola Turarolo, con domicilio eletto presso lo studio di questi in Genova, via Luccoli, 30/8;
Ufficio Territoriale del Governo – Prefettura di Savona, in persona del Prefetto pro tempore;
del decreto del Dirigente dello Sportello unico per l’immigrazione di Savona prot. P-SV/L/N/2012/100916 del 15 maggio 2013, di rigetto della dichiarazione di emersione da lavoro irregolare presentata l’1 ottobre 2012, ai sensi dell’art. 5 del D.Lg.vo n. 109/2012, dal sig. Aldo Bagnasco a favore del ricorrente;
Vista l’ordinanza di questa Sezione n. 333 del 22 agosto 2013, di accoglimento della domanda di sospensione cautelare dell’esecuzione del provvedimento impugnato;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 6 marzo 2014 il dott. Giuseppe Caruso e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Con atto notificato il 19 luglio 2013 e depositato il 6 agosto 2013 il sig. Fall Mor Talla – cittadino senegalese – impugna il decreto del Dirigente dello Sportello unico per l’immigrazione di Savona prot. P-SV/L/N/2012/100916 del 15 maggio 2013, di rigetto della dichiarazione di emersione da lavoro irregolare presentata a suo favore l’1 ottobre 2012, ai sensi dell’art. 5 del D.Lg.vo n. 109/2012, dal sig. Aldo Bagnasco.
Il ricorrente sostiene che mancherebbe la dovuta valutazione di pericolosità sociale in concreto e che essa sarebbe di competenza del Ministero dell’interno in sede di adozione del provvedimento di espulsione e non della Questura in sede di rilascio del permesso di soggiorno.
Per l’amministrazione intimata si è costituita in giudizio l’Avvocatura dello Stato, chiedendo la reiezione del ricorso.
La causa è stata assunta in decisione nella pubblica udienza del 6 marzo 2014.
Dal provvedimento impugnato, infatti, non si ricava alcun elemento di giudizio ulteriore rispetto alla mera sussistenza della sentenza di condanna ed all’erroneo richiamo di una pretesa condizione ostativa dalla stessa derivante, che invece la legge prevede solo per il rilascio di permesso di soggiorno per lavoro autonomo (v. art. 26, comma 7 bis, della legge n. 286/1998).
Il gravame va pertanto accolto, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato
Così deciso in Genova nella camera di consiglio del giorno 6 marzo 2014 con l’intervento dei magistrati:
21 aprile 2015 in Sentenze. Tag:emersione, ostativo, permesso di soggiorno, prodotti falsi, reato
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