Source: https://www.analisideirischinformatici.it/servizi/rimuovere-dati-personali-sessuali/
Timestamp: 2020-06-03 19:34:56+00:00
Document Index: 26880215

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 29', 'art. 2', 'art. 2059', 'art. 10', 'art 96', 'art 167', 'art.4', 'art.13', 'art.7', 'art.97', 'art. 10', 'art. 96', 'art. 6', 'art. 660', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Rimuovere dati personali sessuali : immagini di nudo, video sessuali espliciti e video porno
Rimozione dati personali sessuali : immagini di nudo, video sessuali espliciti e video porno
Grazie al nostro servizio è possibile rimuovere velocemente un’immagine o un video sessuale che ti ritrae nudo sul web e se necessario invieremo anche una diffida legale internazionale per tutelare la tua immagine.
Come funziona il servizio di rimozione video e immagini sessuali
L’importanza della protezione dei dati personali e della privacy online in europa
Cosa prevede la legge italiana per la diffusione di immagini di nudo o video espliciti senza consenso ?
Cosa prevedono le leggi extra europee per la diffusione di immagini di nudo o video espliciti senza consenso
Norme specifiche per i minori e la diffusione di immagini e video di nudo ?
Hanno diffuso una mia immagine di nudo o un mio video senza veli tramite whatsapp. come faccio per tutelarmi ?
Ci hanno ripreso mentre facevamo sesso in luogo pubblico : possono pubblicarlo?
Sono minorenne ed ho condiviso la foto di nudo di una mia compagna ad altri amici : ho commesso un reato ?
Il mio ex mi sta minacciando di pubblicare miei video o foto di nudo : come posso fermarlo ?
Sono vittima di un ricatto sessuale dopo videochat : come blocco l’estorsore ?
Sono vittima di revenge porn o porno vendetta : come posso rimuovere presto questi contenuti ?
Il mio ex o la mia ex ha pubblicato sui social una foto di nostro figlio neonato o nostra figlia neonata mentre e’ senza vestiti o comunque si vendono le parti intime : posso farla rimuovere ?
Faccio il porno attore o la porno attrice e’ ho verificato la presenza non autorizzata di un mio video su un sito internet
Sono vittima di deepfake : come rimuovere il video falso e garantire la reputazione
Modulo rimozione immagini e video sessuali da internet
Ecco come si svolgerà il nostro lavoro, nella massima serietà e riservatezza :
Riceviamo la richiesta di rimuovere determinati contenuti con url precisi ( indirizzi web ) già dichiarati dal cliente o individuati tramite ricerca completa sul web ( analisi della reputazione ) o tramite una ricerca inversa con immagini o video consegnati dal cliente per individuarne le copie su internet identificando i siti che le pubblicano.
La persona ritratta nelle immagini o nel video ci conferisce il mandato legale per richiedere a suo nome la rimozione dei contenuti a sfondo sessuale tramite un nostro modulo online con firma digitale di facile compilazione.
Prima di procedere con il contatto per la rimozione effettueremo la copia autentica dei contenuti compromettenti. Per informazioni sulla copia autentica pagina web [ click qui ]. La Copia autentica ci offre molti vantaggi. In primis la possibilità di rivendicare la presenza in modo non contestabile di foto ed immagini del nostro cliente anche se queste venissero rimosse. In secondo luogo ci permette di fornire alle autorità un documento con valore legale necessario per intraprendere azioni internazionali. Infine e non ultimo, conferire una maggiore serietà alle nostre richieste di rimozione rendendo molto più credibile le intenzioni di procedere legalmente qualora non si riceva la dovuta collaborazione.
Invieremo successivamente le richiesta di rimozione al sito in oggetto ove è presente il materiale da rimuovere tramite diversi canali : indirizzo email indicato sul sito / modulo preposto sul sito / servizio di segnalazione indicato / referente per la privacy nominato …
Se il punto precedente non ottiene risultati effettuiamo la ricerca del proprietario del dominio sui registri internazionali e lo contattiamo inviandogli una diffida legale in inglese e mettendo in copia il provider del sito che lo ospita e ricordano a quest’ultimo che se non interviene per la rimozione verrà considerato corresponsabile del danno subito e coinvolto per la richiesta di risarcimento danni in una eventuale causa legale.
Se non abbiamo risposte nè dal proprietario del sito nè dal provider avviamo una procedura di segnalazione alle autorità di gestione internazionale dei domini internet e alle autorità preposte alla tutela della privacy, proprie del paese ove il dominio è stato registrato ( National Data Protection Authorities ). L’autorità nazionale italiana per la protezione dei dati, ad esempio, a seguito di un’indagine darà risposta entro 3 mesi. Potremo anche decidere di intentare direttamente una causa per vie legali contro il sito in questione e richiedere un risarcimento se vi sono stati arrecati danni materiali, come una perdita in termini economici come ad esempio il licenziamento dal lavoro, o danni immateriali, come un disagio psicologico.
Una volta che le immagini o i video saranno state rimossi proseguiremo con la richiesta di rimozione contenuti obsoleti da google per eliminare subito eventuali riferimenti anche dagli indici del motore di ricerca.
L’IMPORTANZA DELLA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI (COME VIDEO E IMMAGINI) E DELLA PRIVACY ONLINE IN EUROPA
Le norme dell’UE in vigore grazie al GDPR garantiscono la protezione dei dati personali ogni volta che vengono utilizzati. Il formato dei dati è irrilevante, che sia online su un sistema informatico o sulla carta in un file strutturato, ogni volta che delle informazioni che ti identificano direttamente o indirettamente vengono conservate o trattate, vanno rispettati i tuoi diritti in materia di protezione dei dati e questo vale quindi anche per le immagini o i video che ti ritraggono. Quindi a meno che tu non sia un pornoattore o una pornoattrice professionista ( e ne parliamo più sotto nella pagina ) e abbia quindi sottoscritto un contratto commerciale che autorizza il consenso alla diffusione di materiale video, i tuoi diritti devono essere rispettati sempre e comunque.
Un ulteriore punto importante che pochi conoscono è che la revoca del consenso alla pubblicazione è un diritto che può essere esercitato in qualsiasi momento. Significativo il caso di una coppia che abbia scelto di pubblicare in modo congiunto immagini o video su internet. Una delle due parti può revocare il consenso in qualsiasi momento e chiedere al compagno o alla compagna di eliminare subito il video a cui magari soltanto lui o lei ha accesso. Se la domanda non viene accolta si può inviare una diffida legale online [ click qui ] Se pensi che non siano stati rispettati i tuoi diritti di protezione dei dati e la diffida non ha avuto esito, puoi presentare una denuncia direttamente all’autorità nazionale per la protezione dei dati che svolgerà un’indagine e ti darà risposta entro 3 mesi. Puoi anche decidere di intentare direttamente una causa per vie legali anziché rivolgerti prima all’autorità nazionale per la protezione dei dati. Potresti avere diritto ad un risarcimento se ti sono stati arrecati danni materiali, come una perdita in termini economici, o danni immateriali, come un disagio psicologico.
L’illecita pubblicazione dell’immagine altrui obbliga al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali. I danni patrimoniali consistono nel pregiudizio economico di cui la persona danneggiata abbia risentito per effetto della predetta pubblicazione e di cui abbia fornito la prova ( ecco perchè occorre una copia autentica che potete richiedere qui ). Con particolare riferimento invece al danno non patrimoniale, la Cassazione (n. 12433/2008) ha affermato come sia obbligato a tale risarcimento l’autore che abbia illecitamente pubblicato l’immagine altrui “sia ai sensi dell’art. 10 c.c., sia in virtù dell’art. 29 della L. n. 675/1996, ove la fattispecie configuri anche violazione del diritto alla riservatezza, nonché per effetto della protezione costituzionale dei diritti inviolabili della persona, come previsto dall’art. 2 della Costituzione, che, di per sé, integra una ipotesi legale (al suo massimo livello di espressione) di risarcibilità dei danni ai sensi dell’art. 2059 c.c.”.
Le pene previste invece per la diffamazione a mezzo internet, qualora la pubblicazione si presti anche a questo reato, sono la reclusione da sei mesi a tre anni o la multa non inferiore ad euro 516 .
COSA DICE LA LEGGE SULL’UTILIZZO DI IMMAGINI ALTRUI :
L’art. 10 del codice civile prevede che l’interessato possa chiedere la rimozione di un’immagine che leda la propria dignità nonché un risarcimento danni.
Anche l’art 96 della c.d. legge sul diritto d’autore (L. 633/1941) prevede che il ritratto di una persona non può essere esposto senza il consenso di quest’ultima.
È importante, inoltre, ricordare che l’immagine fotografica rappresenta un dato personale, come tale tutelato dalla normativa privacy anche con sanzioni penali (art 167 D.Lgs. 196/2003).
Ciò significa che, quando le foto pubblicate sui social network foto ritraggono anche altre persone, il consenso degli interessati è sempre necessario, non solo se si tratta di minori.
Chi pubblica sul proprio (o sull’altrui) profilo social la foto di un soggetto senza aver prima ottenuto da questi l’autorizzazione commette un reato. L’immagine di un soggetto deve essere considerata come un dato personale, così come previsto dall’art.4 della Legge 196/2003 sulla tutela della privacy e, ai sensi dell’art.13 dello stesso codice, il titolare del trattamento dei dati ha l’obbligo di informare preventivamente l’interessato che il suo dato (immagine fotografica) potrà formare oggetto di trattamento, dando la possibilità all’interessato di esercitare in qualsiasi momento i diritti previsti dallart.7 della L.196/2003, tra cui la cancellazione. Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell’articolo seguente . Non occorre il consenso se la persona è nota e neanche se è fotografata in virtù di qualche ufficio pubblico che ricopre, o per ragioni di giustizia o di polizia, oppure per scopi scientifici, didattici, culturali, oppure perchè la riproduzione è legata a fatti, avvenimenti, cerimonie di pubblico interesse o che comunque si sono svolte in pubblico ( art.97). Anche nei casi di esclusione, sopra esposti è necessario, comunque il consenso dell’interessato laddove l’esposizione o la messa in commercio possa arrecare danno alla reputazione ed al decoro della persona ritratta (comma 2 – articolo 97).
Ottenere la cessazione della condotta abusiva della pubblicazione di immagini senza il consenso è previsto sia dalle disposizioni normative a tutela del diritto all’immagine (art. 10 c.c. e art. 96 legge 633/1941) sia da quelle a tutela del diritto alla riservatezza (art. 6 Regolamento UE 2016/679), poiché l’altrui pubblicazione di una propria immagine fotografica costituisce, in ogni caso un reato perseguibile, essendovi un trattamento illecito di un dato personale.
COSA PREVEDONO LE LEGGI EXTRA EUROPEE PER LA DIFFUSIONE DI IMMAGINI DI NUDO O VIDEO ESPLICITI SENZA CONSENSO ED IN PARTICOLARE PER DOMINI CON ESTENSIONE NON EUROPEA O CON SERVER POSIZIONATI FUORI DALL’EUROPA ?
Purtroppo la tutela nei confronti di pubblicazioni di video ed immagini di nudo o a sfondo sessuale in territori fuori dall’unione europea non è così efficace. Ad esempio, in america, la prima linea di difesa addotta da un sito che pubblica materiale sessuale o pornografico riguarda la Sezione 230 del Communications Decency Act, una legge federale americana che garantisce l’immunità (protezione dall’azione penale) ai siti Web per contenuti pubblicati da terzi. Ovvero accade che se un sito è un semplice canale della pubblicazione non sarà ritenuto responsabile per ciò che gli utenti pubblicano. Ma quell’immunità scompare se il sito Web o il webmaster va oltre l’essere un canale passivo e si impegna nella pubblicazione del contenuto, come editore o co-sviluppatore o permette la pubblicazione di commenti che possono diffamare chi è ritratto o richiede un compenso per eliminare i contenuti pubblicati. Ad esempio, un sito in cui il design esorta terze parti tramite banner a presentare informazioni che alla fine costituiscono la base per il reclamo legale della vittima può essere considerato un co-sviluppatore e candidarsi per una causa.
Vi sono tuttavia delle eccezioni. Ad esempio, se un sito internet registrato in nazioni che sono extra europee, ma i cui visitatori nella maggioranza ( e lo si può determinare grazie a dati statistici offerti tramite la consultazione di siti dedicati a questo argomento anche se non sempre è facile documentarlo ) sono persone fisiche appartenenti all’UE deve sottostare allo stesso regolamento delle nazioni europee.
Per quanto concerne il reato di diffamazione invece poco importa se il sito si trova fuori dall’europa :
a) se il dominio viene registrato in una nazione extra europea ma la server farm ove è ospitato è italiana
b) se il danno patrimoniale o morale è comunque determinabile come avvenuto nella nostra nazione
a) In merito al primo punto, quello che conta è la posizione del server che se è in territorio italiano significa che ogni contenuto è soggetto alle leggi italiane. Nel caso di diffamazione a mezzo Internet è territorialmente competente il giudice civile dove si trova il “server” sul quale sono caricate le pagine contenenti le dichiarazioni o le immagini o i video diffamanti.
b) In merito al secondo punto, si ricorda che in assenza della determinazione del luogo, come ad esempio il caso nel quale non si riesca a risalire all’autore del caricamento del video o dell’immagine su server extra europeo, il luogo in cui è sorta la responsabilità è quello in cui il danno, patrimoniale o morale si è verificato. Indipendentemente dalla territorialità, sussiste infatti la potestà punitiva dello stato italiano. L’articolo 6 del codice penale, al comma 2, stabilisce che il reato si considera commesso nel territorio dello Stato quando su di esso si sia verificata, in tutto, ma anche in parte, l’azione o l’omissione, ovvero l’evento che ne sia conseguenza. La cosiddetta “teoria dell’ubiquità”, dunque, consente al giudice italiano di conoscere del fatto-reato, tanto nel caso in cui si sia verificata la condotta, quanto in quello in cui su di esso si sia verificato l’evento. Pertanto, nel caso di un iter criminis iniziato all’estero e conclusosi nel nostro paese, sussiste la potestà punitiva dello Stato italiano ed il luogo coincide con il luogo in cui il soggetto offeso ha il proprio domicilio, atteso che, essendo il domicilio la sede principale degli affari e degli interessi, esso rappresenta il luogo in cui si realizzano le ricadute negative dell’offesa alla reputazione (Cass. civ., Sez.III, 08/05/2002, n. 6591).
Sebbene la condivisione di foto di adulti nudi senza la loro autorizzazione non sia necessariamente illegale, la condivisione di immagini di nudo o di minori di età inferiore ai 18 anni è considerata pornografia infantile. Le persone che condividono tali immagini possono aspettarsi di essere processate, condannate a lunghe pene detentive e registrate come autori di reati sessuali.
La distribuzione non consensuale di immagini intime (compresi i video) può verificarsi in varie situazioni che coinvolgono adulti e minori, tra cui la rottura delle relazioni e il cyberbullismo. Durante la relazione, i partner possono scambiarsi o scattare foto intime di se stessi per il loro uso personale, ma quando la relazione si interrompe, uno dei precedenti partner può fornire / distribuire le immagini intime alla famiglia, agli amici, ai datori di lavoro degli altri partner, ecc. o possono pubblicare tali immagini su Internet, al fine di cercare vendetta sul loro ex partner.
I giovani si scambiano sempre più spesso immagini intime, che in seguito potrebbero diventare fonte per umilianti attacchi di cyberbullismo, divenuti sempre più devastanti poichè queste immagini si diffondono rapidamente e spesso in modo incontrollabile. In origine i contenuti sessuali sono destinati a un individuo o solo a un piccolo numero di altre persone, ma sono poi diffuse più ampiamente di quanto l’autore abbia acconsentito o previsto. L’effetto di questa distribuzione è una violazione della privacy della persona rappresentata in relazione alle immagini / video, la cui distribuzione sarà probabilmente imbarazzante, umiliante, molesta e degradante e potrebbe danneggiare per anni la reputazione della persona coinvolta. Sebbene in molti casi i fornitori di servizi internet, i social network e altri soggetti che ricevono tali immagini li rimuovano e / o distruggano volontariamente, possono sorgere situazioni in cui è richiesta una diffida legale online o un ordine del tribunale per garantirne la rimozione.
La diffusione tramite canali privati è la più difficile da ostacolare. In un attimo un video o una immagine può essere condivisa con centinaia di persone. La prima azione è tentare di risalire alla fonte dell’invio fino all’autore originale del messaggio e allo stesso tempo inviare un contenuto di diffida preventiva a tutti coloro che sono coinvolti per non continuare la divulgazione e cancellare il contenuto ricevuto. Questa azione richiede l’aiuto di un supporto tecnico legale come il nostro per essere veramente efficace. Grazie alla diffida legale online tramite whatsapp possiamo intimare un obbligo di non divulgazione che se non osservato avrà una conseguenza più grave nelle azioni legali che seguiranno se non si trova collaborazione da parte dei destinatari. Contattaci senza impegno per un preventivo gratuito [ clic qui ]
No, la legge punisce questa azione, sia in luogo privato, considerandola come reato di cui all’art. 660 c.p. per interferenza momentanea nella vita di una persona indipendentemente dalla percezione del soggetto fotografato (che riceve una protezione soltanto riflessa), così che la tutela penale viene accordata anche senza e pur contro la volontà delle persone molestate; sia in luogo pubblico, ova la Corte di Cassazione, con una recente sentenza [Corte di Cassazione, sez. I penale, sentenza n. 9446/2018;] ha, infatti, chiarito che fotografare o riprendere una persona di nascosto, in assenza del suo consenso espresso, costituisce reato, a prescindere dal luogo in cui la stessa venga ad essere immortalata ed indipendentemente dal fatto che non si accorga dello scatto o della ripresa.
Una volta ottenuto il consenso a scattare una foto o riprendere un video, se l’autore vorrà divulgarla, dovrà richiedere alle persone che ha ripreso un ulteriore consenso ad utilizzare la loro immagine. Ove manchi questo consenso, la divulgazione delle foto, mediante esibizione ad altre persone, mediante pubblicazione su un profilo social o su un catalogo, o attraverso la messa in commercio delle stesse, costituisce sempre un illecito.
Per chiarire ulteriormente il concetto che determina il reato, l’esistenza di un’aspettativa di privacy in una particolare immagine o video dipende da due fattori: il contenuto (ovvero la nudità o l’attività sessuale esplicita) e le circostanze in cui l’immagine o video è stata fatta, se è di nascosto allora diventa simile al reato di voyeurismo. Ad esempio, una coppia si impegna in un’attività sessuale esplicita in un luogo pubblico ( e non dovrebbe ) ed uno spettatore ne fa un video e lo pubblica su internet. Abbiamo letto sopra che chi ha pubblicato tali immagini ha commesso un duplice reato, di ripresa e di pubblicazione. La legge interpreta che la coppia avrebbe un’aspettativa di privacy anche se l’atto non è avvenuto in luogo privato. In un eventuale contenzioso il giudice valuterà se le circostanze indicano che l’immagine o il video è stato presa di nascosto o meno e se vi sono prove certe del consenso di ripresa e pubblicazione.
Un minore può inoltrare la foto di un altro minore nudo senza che sussista reato ? Si, se lo scatto è opera dello stesso minore ritratto che ha inviato di propria volontà il messaggio con foto o video, come nel caso di un selfie erotico. No, non può farlo e quindi commette un reato, se a scattare la foto è stato un terzo o se il selfie è stato indotto con minacce. Quindi, nel caso di selfie erotici, poiché a ritrarsi nudo è lo stesso minore e senza alcun ricatto, colui che anche lui/lei minorenne dopo aver ricevuto tale immagine la inoltra a un’altra persona (ad esempio con un messaggio su Whatsapp o con altre forme di condivisione) non risponde di pornografia minorile. Fonte : Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 18 febbraio – 21 marzo 2016, n. 11675.
Il discrimine tra autodeterminazione e costrizione è spesso di difficile accertamento e la strumentalizzazione del minore non è sempre agevole da provare. Va infatti valutato anche lo stato di «soggezione psicologica in cui versa la vittima quando decide di scattarsi le fotografie erotiche». Si tratta di un principio di diritto forte a tutela dei minori; tuttavia sono già molte le decisioni che hanno costretto i genitori a disattivare i profili Facebook dei figli o a rimuoverne le foto pubblicate nelle proprie pagine social o persino sul profilo Whatsapp. La diffusione invece via WhatsApp da parte di un maggiorenne a un solo destinatario delle fotografie pornografiche minorili, anche se originate da selfie, rientra nell’ipotesi di reato prevista dall’articolo 600-ter, comma 4, del Codice penale, che punisce con la reclusione fino a tre anni la cessione, anche a titolo gratuito, di materiale pedopornografico, a prescindere da chi abbia scattato le fotografie (Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 5522/20).
Se il tuo ex sta minacciandoti di pubblicare tue foto o video su internet puoi ricorrere alla diffida legale online. La diffida legale preventiva è una diffida che può essere inviata tramite whatsapp per intimare un obbligo di NON FARE una determinata azione ed ha valore legale. Visita la pagina diffide legali online [ click qui ] oppure Contattaci senza impegno per un preventivo gratuito [ clic qui ]
Se sei vittima di un ricatto sessuale dopo aver fatto una videochat con una persona estranea ti invitiamo a visionare la nostra pagina dedicata ai ricatti sessuali [ click qui ]
Il revenge porn o porno ricatto o porno vendetta, noto anche come pornografia non consensuale, è la distribuzione di una o più foto sessualmente esplicite di qualcun altro, senza il permesso del soggetto. La foto o video può essere quella che la vittima ha fatto da sola e condivisa ingenuamente con l’eventuale partner, una foto scattata da qualcun altro (di solito un ex fidanzato o amante) o un’immagine presa dal computer o dal dispositivo della vittima da un hacker. Le vittime sono principalmente donne ed il danno arrecato alla loro reputazione e al loro equilibrio psicologico può essere enorme.
Purtroppo il fenomeno è in espansione e sono stati creati veri e propri siti dedicati solo al revenge porn che raccolgono le foto, pubblicate da ex coniugi o ex amanti, di persone nude in atteggiamenti sessuali, principalmente donne. Molti siti includono dettagli identificativi, come il nome completo della persona, il datore di lavoro e la città natale, nonché collegamenti a Facebook o altre pagine Web personali della persona, oltre a commenti sgradevoli. Sebbene alcuni siti porno di vendetta siano stati chiusi in risposta a cause legali e procedimenti giudiziari, nuovi siti si aprono continuamente. Le immagini possono anche essere facilmente acquisite da altri siti Web e il contenuto ampiamente distribuito su Internet è difficile da rimuovere se non si agisce velocemente. Quindi, anche se una persona riesce a rimuoverele immagini da un sito, questa può essere solo una rimozione momentanea e le stesse immagini potrebbero riapparire su un altro sito dopo poco tempo. Se si agisce invece con una diffida legale ( click qui ) nei confronti del sito in questione e soprattutto nei confronti del provider per abuso commesso dal sito che viene da lui ospitato, la diffusione viene contenuta nella maggior parte dei casi. Contattaci senza impegno per un preventivo gratuito [ clic qui ]
Il genitore che unilateralmente decide di pubblicare le foto del figlio (o della figlia) online, senza preventivamente acquisire il consenso dell’altro genitore viola le norme sull’esercizio della responsabilità genitoriale. La pubblicazione di foto di figli minori, sebbene in sé lecita, potrebbe per le modalità e l’intensità con cui viene praticata, essere considerata pregiudizievole per il minore ed in quanto tale avere rilevanza giuridica sia al fine di una eventuale decisione di rimozione, sia in termini di corretto esercizio della capacità genitoriale. Approfondiamo tutte le tematiche su Minori e foto/video pubblicati su internet a questa pagina [ click qui ]
Per poter valutare eventuali violazioni occorre fare un’analisi del contratto di lavoro che avete stipulato per comprendere le corrette modalità di tutela. Contattaci senza impegno per un preventivo gratuito [ clic qui ]
I nuovi strumenti tecnologici rendono relativamente facile la creazione di immagini e video costituiti da un’immagine montata artificialmente mettendo insieme la testa di una persona ed il corpo di un’altra (un processo noto come “deepfake”). Anche se la finalità è quella di un’azione ludica ed innocente, il metodo si presta pericolosamente alla creazione di finti video porno. In genere, il creatore prende il volto di un personaggio pubblico e lo inserisce in foto o video compromettenti; ma sempre più i sistemi di creazione dei deepfake sono talmente semplici (si pensi ad APP apposite che scaricano gratuitamente dagli store) che aumentano le realizzazioni con foto di persone meno conosciute. Potendo accedere ad un database di video compromettenti molto vasto è facile trovare un corpo che abbia una certa somiglianza con la vittima di turno e in questo modo, senza il consenso di quella persona, la pratica dei deepfake è entrata nel regno della vendetta porno o revenge porn.
Perseguire il creatore di una foto o di un video porno falso potrebbe rivelarsi problematico. A differenza del classico revenge porn, che raffigura una persona reale, la pornografia tramite deepfake non è perseguibile come tale, a meno che lo spettatore non riconosca bene il viso. Il riconoscimento del viso è la discriminante da valutare. Una volta che lo spettatore riconosce il volto, lo spettatore potrebbe presumere che l’atto raffigurato si sia effettivamente verificato. Ma senza la prova del riconoscimento dello spettatore come fatto che gli è sembrato reale, il pubblico ministero sarà privo di un elemento essenziale in un caso, ad esempio, di vendetta porno: il danno dimostrabile da parte della vittima (il proprietario del volto).
In assenza di tali prove, si agisce in base ad altre leggi penali, come molestie, condotta disdicevole, cyberstalking e/o minacce criminali. Ma anche in questo caso, l’accusa deve dimostrare almeno un danno emotivo da parte della vittima (ad esempio un senso di angoscia costante dopo aver visto il video), il che può essere impossibile se l’accusa non sa di chi sia stata sovrapposta la testa nella foto o nel video. Contattaci senza impegno per un preventivo gratuito per la rimozione di un deepfake [ clic qui ] – Per tutelare la tua reputazione visita il nostro sito dedicato alla reputazione online [ click qui ]
Rimozione dati personali sessuali
Rimozione Immagini Personali da Internet
Rimozione Recensioni : negative, offensive o comunque inappropriate
Eliminare video da YouTube caricato da te e da altri