Source: https://www.laleggepertutti.it/156829_celiachia-diritti-e-agevolazioni-per-celiaci
Timestamp: 2019-03-22 17:20:19+00:00
Document Index: 182218766

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 14', 'art.  7', 'art. 4', 'art.   1', 'art. 1', 'art. 7', 'art.  2']

30 Agosto 2018 | Autore: Maura Corrado
I tuoi problemi intestinali hanno finalmente un nome: celiachia. Purtroppo i prodotti senza glutine sono molto più costosi di quelli che si trovano in commercio. Spesso sei costretto a recarti in farmacia o in negozio biologici che commerciano tali particolari cibi. Ti chiedi dunque se esistono, oltre alle normali detrazioni fiscali sui farmaci che acquisti per curarti, delle agevolazioni per il resto della spesa. Insomma, vuoi sapere in caso di celiachia, i diritti e le agevolazioni per celiaci previsti dalla legge. Di tanto parleremo nel seguente articolo.
2 Celiachia: erogazione gratuita di alimenti senza glutine
3 La lista dei prodotti senza glutine gratuiti
4 Come avere il bonus per celiaci
5 Celiachia: come ottenere l’erogazione gratuita degli alimenti?
6 Celiachia: quali diritti a scuola e negli ospedali?
7 Celiachia: visite gratuite?
8 Celiachia: spettano i benefici della 104?
9 Celiachia: vantaggi sul lavoro?
La celiachia è una malattia permanente su base infiammatoria dell’intestino tenue caratterizzata dalla distruzione della mucosa di questo tratto intestinale. La causa è una reazione autoimmune al glutine, una sostanza che si trova in alcuni cereali quali grano, orzo, segale, e – di conseguenza – negli alimenti che li contegono, tra i più diffusi pane, pizza, pasta, biscotti. I sintomi con cui la celiachia si manifesta (può farlo a qualsiasi età, anche avanzata) possono essere molteplici, a carico di diversi organi e sistemi dell’organismo umano. Solitamente, nei bambini si tratta di episodi di diarrea maleodorante (per presenza di grassi nelle feci), meteorismo (addome gonfio), con dolori addominali sotto forma di crampi. Negli adulti, invece, può aversi:
La prima agevolazione riguarda il problema principale dei soggetti affetti da questa patologia che, in sostanza, ruota intorno alla impossibilità di mangiare pasti in cui è presente il glutine: pane, pasta, biscotti, cereali, ecc.
Proprio di recente è stato approvato un bonus mensile -differenziato per sesso ed età – fino a un massimo di 124 euro, per gli affetti da celiachia.
In particolare il celiaco ha diritto ad approvvigionarsi gratuitamente di alimenti, pane e pasta su tutti, riportanti in etichetta la dizione «senza glutine, specificatamente formulati per celiaci», oppure l’indicazione «senza glutine, specificatamente formulati per persone intolleranti al glutine». A breve vedremo di quali prodotti si tratta.
Il costo di tali prodotti è a carico del Servizio sanitario nazionale. Ma gli acquisti non potranno essere illimitati. Diritto alla gratuità e limiti di spesa vengono, infatti, disposti da un decreto del ministero della salute, datato 10 agosto 2018 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 199 del 28 agosto scorso (che puoi leggere qui sotto nel box “La legge”).
Il contributo mensile più elevato è di 124 euro. E viene concesso ai ragazzi tra 14 e 17 anni; per i maschi adulti, invece, il tetto di spesa scende a 110 euro.
Per le donne il bonus è più basso, seppure non di molto. In ogni caso, i tetti di spesa saranno aggiornati di continuo dal ministero.
La lista dei prodotti senza glutine gratuiti
Il decreto ministeriale contiene una lista stringata di prodotti (e affini), che gli affetti da celiachia potranno acquistare gratuitamente nei negozi. Si tratta di:
pane e prodotti da forno salati;
pasta, pizza e piatti pronti a base di pasta;
preparati e basi pronte per dolci, pane, pasta, pizza;
Come avere il bonus per celiaci
Per beneficiare del bonus d’acquisto, gli alimenti per celiaci dovranno essere schedati in un registro nazionale, istituito presso la direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti del ministero della salute. Di conseguenza, gli operatori alimentari, che intendono offrire ai consumatori alimenti in grado di beneficiare del contributo del sistema sanitario nazionale dovranno notificare allo stesso dicastero questi prodotti, affinché siano inclusi nel registro.
A seguito della diagnosi del medico specialista, il celiaco, quindi, ha diritto ai prodotti dietetici senza glutine, indispensabili per la sua dieta che dovrà essere rigorosa e portata avanti per tutta la vita. Può, quindi, ritirare prodotti nelle farmacie, pubbliche e private, nei supermercati e negozi specializzati, fino al raggiungimento di un tetto di spesa mensile.
Da precisare, però che i tetti di spesa effettivamente riconosciuti, così come la tipologia dei punti vendita in cui sono disponibili i prodotti senza glutine distribuiti in regime di erogazione gratuita, possono essere differenti a seconda della regione di residenza e della Asl di appartenenza. Pertanto, ogni dettagliata informazione deve essere richiesta all’Associazione Italiana Celiachia della regione di residenza.
Limiti massimi di spesa per l'erogazione dei prodotti senza  glutine,
di cui all'articolo 4, commi 1 e 2, della legge  4  luglio  2005,  n.
123, recante:  «Norme  per  la  protezione  dei  soggetti  malati  di
celiachia». (18A05590)
(GU n.199 del 28-8-2018)
Visto il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 111, di attuazione
della  direttiva  89/398/CEE,  concernente  i   prodotti   alimentari
destinati ad  una  alimentazione  particolare,  per  quanto  previsto
dall'art. 7 sulla commercializzazione dei prodotti;
Visto  il decreto  ministeriale 8   giugno   2001   sull'assistenza
sanitaria  integrativa  relativa  ai  prodotti   destinati   ad   una
alimentazione particolare;
Vista la legge  4  luglio  2005,  n.  123  recante  «Norme  per  la
protezione dei soggetti malati di celiachia»;
Visto il decreto ministeriale 4 maggio 2006 sui limiti  massimi  di
spesa per l'erogazione dei prodotti senza glutine, di cui all'art. 4,
commi 1 e 2, della legge 4 luglio 2005, n. 123, recante «Norme per la
protezione dei soggetti malati di celiachia», in particolare l'art. 3
sui tetti di spesa;
Visto il regolamento (UE) 1155/2013  che  modifica  il  regolamento
(UE) 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio  relativo  alla
fornitura di informazioni sugli alimenti ai  consumatori  per  quanto
riguarda le informazioni sull'assenza di glutine o sulla sua presenza
in misura ridotta negli alimenti;
Visto il  regolamento  (UE)  828/2014  relativo  alle  prescrizioni
riguardanti l'informazione dei consumatori sull'assenza di glutine  o
sulla sua presenza in misura ridotta negli alimenti;
Visto  il decreto  ministeriale 17  maggio  2016  sulla  assistenza
sanitaria  integrativa  per  i  prodotti   inclusi   nel   campo   di
applicazione  del  regolamento  (UE)  609/2013  e  per   i   prodotti
alimentari destinati ai celiaci e modifiche al decreto 8 giugno 2001;
gennaio 2017 sulla definizione e aggiornamento dei livelli essenziali
di assistenza, di cui all'art. 1, comma 7, del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, in particolare l'art. 14;
Considerato che e'  opportuno  rendere  uniformi  le  modalita'  di
erogazione degli alimenti senza glutine specificamente formulati  per
celiaci al fine di garantire i livelli essenziali  di  assistenza  su
tutto il territorio nazionale e di contenere i costi per il  Servizio
Considerato  che  il  celiaco  deve  seguire  una  dieta  varia  ed
equilibrata con un  apporto  energetico  giornaliero  da  carboidrati
stimabile in almeno il 55%,  che  deve  derivare  anche  da  alimenti
naturalmente privi di glutine provenienti da  riso,  mais,  patate  e
legumi come fonte di carboidrati  complessi,  per  cui  la  quota  da
soddisfare con alimenti senza glutine di base (pane, pasta e  farina)
e' stimabile nel 35% dell'apporto energetico totale;
Ritenuto di revisionare le  categorie  di  alimenti  senza  glutine
incluse  nel  registro  nazionale  di  cui  all'art.  7   del decreto
ministeriale 8 giugno 2001 per mantenervi, ai fini dell'erogabilita',
solo quelle  relative  ai  sostituti  degli  alimenti  caratterizzati
tradizionalmente dalla presenza di cereali contenenti  glutine,  alla
luce della possibilita' intervenuta per  gli  alimenti  destinati  al
consumo generale di  riportare  la  dicitura  «senza  glutine»,  come
informazione accessoria, quando composti da ingredienti  naturalmente
Rivalutati i limiti massimi di spesa,  distinti  per  sesso  e  per
fasce di eta', secondo i fabbisogni energetici  totali  definiti  dai
Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed  energia  (LARN)
2014 al secondo livello di attivita' fisica incrementati del 30%  per
tener conto di particolari  esigenze  nutrizionali,  sulla  base  dei
prezzi medi di mercato del canale di distribuzione prevalente che  e'
quello delle farmacie;
Acquisito  il  parere  della  Conferenza  Stato-Regioni,  ai  sensi
dell'art. 4, commi 1 e 2 della legge 4 luglio 2005, n. 123 (Atti  CSR
repertorio n. 106 del 10 maggio 2018);
Diritto all'erogazione
1. Ai soggetti affetti da celiachia,  compresa  la  variante  della
dermatite erpetiforme,  e'  riconosciuto  il  diritto  all'erogazione
gratuita degli alimenti con dicitura «senza glutine, specificatamente
formulati per celiaci» o «senza glutine,  specificatamente  formulati
per  persone  intolleranti  al  glutine»,  ai   sensi   dell'art.   1
del decreto ministeriale 17 maggio 2016.
Categorie  erogabili  di  alimenti   senza   glutine   specificamente
formulati per celiaci
1.  Ai  fini  dell'erogazione  a  carico  del  Servizio   sanitario
nazionale sono inclusi nel registro nazionale,  istituito  presso  la
Direzione generale per l'igiene, la sicurezza  degli  alimenti  e  la
nutrizione del Ministero della salute, gli alimenti di cui all'art. 1
c) preparati e basi  pronte  per  dolci,  pane,  pasta,  pizza  e
2. Ai fini dell'inclusione nel registro  nazionale,  gli  operatori
del  settore  alimentare  devono  notificare  tali  alimenti  con  le
modalita' di cui all'art. 7 del decreto legislativo 27 gennaio  1992,
3. Il Ministero della salute pubblica  sul  proprio  sito  internet
aggiornamenti periodici del registro nazionale.
1. I limiti  massimi  di  spesa  per  l'erogazione  gratuita  degli
alimenti senza glutine  specificamente  formulati  per  celiaci  sono
riportati nell'allegato 1 del presente decreto.
2. I limiti massimi di spesa di cui  all'allegato  sono  aggiornati
periodicamente dal Ministero della salute considerando la  variazione
dei prezzi medi al consumo  degli  alimenti  senza  glutine  di  base
specificamente formulati per celiaci (pane e pasta).
decreto viene pubblicato il registro nazionale privo  degli  alimenti
senza glutine che non rientrano nelle categorie di  cui  all'art.  2,
2. Entro tre mesi dalla pubblicazione del registro nazionale di cui
al comma  1  le  regioni  provvedono  ad  adeguare  le  modalita'  di
erogazione  degli  alimenti  senza  glutine  conformemente  a  quanto
1. Alle  disposizioni  recate  dal  presente  decreto  si  provvede
nell'ambito  delle  risorse  disponibili  a  legislazione  vigente  e
comunque  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
Il presente decreto abroga il decreto ministeriale 4 maggio 2006.
|             |   Limite mensile    |Limite mensile |
| 6 mesi - 5  |                                     |
|    anni     |                    56               |
| 6 - 9 anni  |                    70               |
|10 - 13 anni |         100         |       90      |
|14 - 17 anni |         124         |       99      |
|18 - 59 anni |         110         |       90      |
|  ≥ 60 anni  |         89          |       75      |
01/09/2018 @ 09:43
Per la precisione la celiachia non è una intolleranza ma una malattia autoimmune.
12/09/2018 @ 16:51
Non capisco la riduzione COSI’ DRASTICA dell’importo erogato che mi è passato dai140€. ai 110€ (30€ in meno) sono tanti dal momento che i prodotti costano parecchio, cerchiamo quindi di far abbassare il prezzo dei prodotti.