Source: http://www.giurcost.org/decisioni/2019/0140o-19.html
Timestamp: 2019-06-26 18:18:39+00:00
Document Index: 16977309

Matched Legal Cases: ['art. 81', 'art. 81', 'art. 75', 'art. 81', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 81']

Consulta OnLine - Ordinanza n. 140 del 2019
nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 81, commi da 16 a 18, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, promosso dalla Commissione tributaria regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia, nel procedimento vertente tra l’Agenzia delle entrate - Direzione provinciale di Brescia e la Brixia Finanziaria srl, con ordinanza del 13 gennaio 2014, iscritta al n. 110 del registro ordinanze 2018 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 35, prima serie speciale, dell’anno 2018.
udito nella camera di consiglio del 17 aprile 2019 il Giudice relatore Luca Antonini.
Ritenuto che la Commissione tributaria regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia, con ordinanza del 13 gennaio 2014, trasmessa alla cancelleria di questa Corte il 26 aprile 2018, ha sollevato – in riferimento agli artt. 3 e 53 della Costituzione – questioni di legittimità costituzionale dell’art. 81, commi da 16 a 18, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133;
che il giudice rimettente denuncia tale disposizione nella parte in cui ­– dopo aver previsto, al primo periodo del comma 16, un prelievo aggiuntivo, cosiddetto Robin Hood tax, qualificato «addizionale» all’imposta sul reddito delle società (IRES) di cui all’art. 75 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi), e successive modificazioni, da applicarsi nella misura del 6,5 per cento alle società operanti nel settore della ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi (lettera a), della raffinazione del petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, gas di petrolio liquefatto e gas naturale (lettera b), della produzione o commercializzazione di energia elettrica (lettera c), che, nel precedente periodo di imposta, abbiano conseguito un volume di ricavi superiore a 25 milioni di euro – stabilisce, al secondo periodo del medesimo comma 16, che «[n]el caso di soggetti operanti anche in settori diversi da quelli di cui alle lettere a), b) e c), la disposizione del primo periodo si applica qualora i ricavi relativi ad attività riconducibili ai predetti settori siano prevalenti rispetto all’ammontare complessivo dei ricavi conseguiti»;
che in base a tali premesse il giudice a quo ritiene che la norma censurata víoli gli artt. 3 e 53 Cost., perché manifestamente irragionevole e lesiva del principio di capacità contributiva, «sotto un profilo che si aggiunge a quello – più generale – già sollevato con l’ordinanza 26/3/2011 n. 9 – sez. IV della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia (non ancora esaminata dalla Corte costituzionale)»;
Considerato che la Commissione tributaria regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia, con ordinanza del 13 gennaio 2014, trasmessa alla cancelleria di questa Corte il 26 aprile 2018, dubita – in riferimento agli artt. 3 e 53 della Costituzione – della legittimità costituzionale dell’art. 81, commi da 16 a 18, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, nella parte in cui – dopo aver disciplinato, al primo periodo del comma 16, un’addizionale nella misura del 6,5 per cento sull’aliquota dell’imposta sul reddito delle società (IRES) operanti nel settore della ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi (lettera a), della raffinazione del petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, gas di petrolio liquefatto e gas naturale (lettera b), della produzione o commercializzazione di energia elettrica (lettera c), che nel precedente periodo di imposta abbiano conseguito un volume di ricavi superiore a 25 milioni di euro – stabilisce, al secondo periodo del comma 16, il cosiddetto criterio di prevalenza, per cui «[n]el caso di soggetti operanti anche in settori diversi da quelli di cui alle lettere a), b) e c), la disposizione del primo periodo si applica qualora i ricavi relativi ad attività riconducibili ai predetti settori siano prevalenti rispetto all’ammontare complessivo dei ricavi conseguiti»;
che, secondo il rimettente, la disposizione censurata víola gli artt. 3 e 53 Cost., perché manifestamente irragionevole e lesiva del principio di capacità contributiva, «sotto un profilo che si aggiunge a quello – più generale – già sollevato con l’ordinanza 26/3/2011 n. 9 – sez. IV della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia (non ancora esaminata dalla Corte costituzionale)»;
che, dunque, la suddetta dichiarazione di incostituzionalità, sopravvenuta rispetto all’odierna ordinanza di rimessione, comporta che le questioni sollevate con quest’ultima debbano essere dichiarate manifestamente inammissibili, non già per carenza dell’oggetto – poiché la norma è stata espunta dall’ordinamento solo pro futuro –, ma perché ormai definitivamente decise nei termini temporali prima ricordati, necessitati dall’esigenza di garantire la Costituzione «come un tutto unitario» e «contemperare tutti i principi e i diritti in gioco» (sentenza n. 10 del 2015);
che le odierne questioni sono dunque inammissibili, essendo il loro esame precluso dalla sentenza n. 10 del 2015.
dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 81, commi da 16 a 18, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133, sollevate dalla Commissione tributaria regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia, in riferimento agli artt. 3 e 53 della Costituzione, con l’ordinanza indicata in epigrafe.