Source: https://laboratoriopoliziademocratica.blogspot.com/2012/12/corte-dappello-infortunio-in-itinere.html
Timestamp: 2019-12-09 22:29:14+00:00
Document Index: 152165249

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 378', 'art. 416', 'art. 366', 'art. 2', 'art. 444', 'sentenza ', 'art. 444', 'sentenza ', 'sentenza ']

lpd: Corte d'Appello: Infortunio in itinere - Ipotesi di truffa
La Corte d'Appello di Perugia, con la sentenza n. 680 depositata il 14 aprile 2007, rigettava l'appello proposto da (Lpd) nei confronti dell'INAIL, avverso la sentenza emessa tra le parti dal Tribunale di Perugia.
Il (Lpd) aveva adito il Tribunale esponendo di aver subito in data 18 giugno 1991 un infortunio sul lavoro, a seguito del quale aveva riportato, oltre un periodo di invalidità temporanea, postumi invalidanti permanenti.
2.1. In quel giorno si stava recando dalla propria officina meccanica ai cantieri della società (Lpd) srl per eseguire riparazioni meccaniche, ed era trasportato dal proprio fratello, (Lpd), a bordo del furgone Fiat Daily tg (...), allorché, giunto in località (Lpd) era rimasto coinvolto in un sinistro stradale con una autovettura Alfa Romeo 164, tg. (...), condotta dal proprietario (Lpd).
2.2. Tanto premesso, il (Lpd) chiedeva la costituzione della rendita in proprio favore con corresponsione dei ratei arretrati, oltre interessi e rivalutazione e con la condanna dell'INAIL al risarcimento dei danni non patrimoniali conseguenti alle gravi accuse di truffa.
3. Costituitosi, tardivamente, l'INAIL, contestava la domanda del (Lpd), e rilevava che il processo penale si era concluso con sentenza di patteggiamento.
4. Il Tribunale di Perugia aveva rigettato il ricorso del (Lpd).
5. La Corte d'Appello, precisava che il procedimento penale per truffa nei confronti del (Lpd), iniziato su querela dell'INAIL per avere l'assistito tratto in inganno l'Istituto falsamente circa il fatto che l'infortunio doveva considerarsi sul lavoro in itinere, si era concluso con assoluzione perché "il fatto non sussiste".
Affermava, quindi, di dover accertare se l'infortunio del 16 giugno 1991 era stato o meno infortunio sul lavoro, in itinere; a fronte di risultanze processuali discordanti, la mera risultanza che il (Lpd) fosse stato assolto dall'imputazione di truffa comportava solo che era stato accertato con autorità di giudicato che truffa non vi era stata, ma ciò non significava che l'infortunio avesse dovuto considerarsi commesso in occasione di lavoro.
Riteneva la Corte d'Appello che nella fattispecie in esame, premesso che era rimasto accertato che il (Lpd) viaggiava, trasportato, a bordo del furgone del fratello, per recarsi a svolgere un lavoro presso la suddetta società, erano intervenuti una serie di fatti, non collegati all'attività lavorativa, che avevano interrotto il nesso di causalità.
Emergeva, infatti, che i conducenti dei due autoveicoli si erano avvistati ben prima dell'incidente e lo scontro era stato cercato. La circostanza che il (Lpd) patteggiava l'accusa, tra l'altro, di danneggiamento, pur non costituendo ammissione di responsabilità, era un fatto che poteva essere valutato in senso a lui sfavorevole. Né, affermava la Corte d'Appello, valeva obiettare che il ricorrente era semplicemente un trasportato sull'autovettura del fratello. La condotta posta in essere aveva interrotto il nesso causale fra occasione di lavoro e sinistro, né il ricorrente aveva dimostrato, ma neppure allegato, di avere contrastato e semplicemente non condiviso la condotta del fratello.
Per la cassazione della suddetta sentenza ricorre il (Lpd), prospettando due motivi di ricorso, assistiti dal prescritto quesito di diritto.
Entrambe le parti hanno depositato memoria ai sensi dell'art. 378 cp(Lpd)
Espone il (Lpd) che la Corte d'Appello non avrebbe neppure esaminato il motivo d'impugnazione, proposto da esso ricorrente, relativo alla tardività della produzione documentale dell'INAIL, la quale non poteva essere utilizzata né dal Tribunale, né dal giudice d'appello per formare il proprio convincimento. Ed infatti, la costituzione in giudizio dell'lNAIL avveniva ben oltre il termine di cui all'art. 416 cpc, con la conseguenza decadenza di ogni produzione e richiesta.
L'onere della indicazione specifica dei motivi di impugnazione, imposto a pena di inammissibilità del ricorso per cassazione dall'art. 366, primo comma, n. 4 cod. pro(Lpd) civ.), qualunque sia il tipo di errore ("in procedendo" o "in iudicando") per cui è proposto, non può essere assolto "per relationem" con il generico rinvio ad atti del giudizio di appello, senza la esplicazione del loro contenuto, essendovi il preciso onere di indicare, in modo puntuale, gli atti processuali ed i documenti sui quali il ricorso si fonda, nonché le circostanze di fatto che potevano condurre, se adeguatamente considerate, ad una diversa decisione e dovendo il ricorso medesimo contenere, in sé, tutti gli elementi che diano al giudice di legittimità la possibilità di provvedere al diretto controllo della decisività dei punti controversi e della correttezza e sufficienza della motivazione della decisione impugnata (Cass., n. 11984 del 2011).
2. Con il secondo motivo di ricorso è prospettata violazione e falsa applicazione dell'arti e dell'art. 2 del dPR n. 1124 del 1965, nonché dell'art. 444 cpp e degli artt. 115 e 116 cp(Lpd) Omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio.
Deduce il ricorrente che la sentenza di patteggiamento pronunciata ai sensi dell'art. 444 cpp non poteva assumere rilievo ai fini della definizione di un processo civile e ricorda l'intervenuta assoluzione con formula piena dall'imputazione di truffa. Prospetta che era onere dell'INAIL dimostrare che il (Lpd) aveva condiviso o incentivato la condotta del fratello che guidava l'automezzo, concorrendo alla causazione dell'incidente, la cui ricostruzione non poteva condividersi tenuto conto che lo stesso si verificava per colpa concorrente dei rispettivi conducenti dei veicoli.
La sentenza impugnata dà atto che il (Lpd) era stato assolto, per non avere commesso il fatto, dall'imputazione di truffa (per avere tratto in inganno l'Istituto circa il fatto che falsamente l'infortunio doveva considerarsi sul lavoro in itinere).
La Corte di appello ha ritenuto di poter ravvisare nella fattispecie gli estremi del (Lpd)d. rischio elettivo - nel senso sopra precisato - affermando che la condotta dell'attuale ricorrente aveva interrotto il nesso causale. La decisione si fonda sulla ricostruzione degli eventi relativi alla dinamica dell'incidente, compiuta sulla base delle deposizioni dei testi (Lpd) e M.: peraltro queste risultanze non forniscono alcun elemento in ordine alla condotta di (Lpd), che era trasportato sull'autoveicolo guidato dal fratello M..
In accoglimento del secondo motivo di ricorso, la sentenza deve essere quindi cassata con rinvio al giudice designato come in dispositivo, affinché accerti, sulla base delle risultanze acquisite al giudizio, e tenendo conto dei principi di diritto sopra enunciati, se nella specie la condotta del sig. (Lpd), contribuendo al verificarsi del sinistro, abbia determinato l'interruzione del nesso eziologico tra prestazione ed attività assicurata.