Source: http://www.earmi.it/diritto/leggi/Riabilitazione4.html
Timestamp: 2017-10-17 20:10:24+00:00
Document Index: 125280349

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 43', 'sentenza ', 'art. 43', 'sentenza ', 'art. 43', 'sentenza ', 'art. 57', 'art. 43', 'art. 43', 'sentenza ', 'art. 131']

Condanne penali e licenze - Circolare 557/PAS/U/012843/10100.A(1) del 31/08/2017
OGGETTO: Motivi ostativi al rilascio ed obbligo di revoca della licenza di porto d’armi ex art. 43 T.U.L.P.S. - Problematiche applicative.
L’art. 11 - che definisce in via generale i requisiti morali richiesti per il conseguimento delle licenze di polizia - consente, in presenza degli altri presupposti, di rilasciare la licenza di polizia anche ai soggetti che abbiano riportato condanna non superiore a tre anni di reclusione, per delitti non colposi, qualora sia intervenuta la sentenza di riabilitazione.
3. L’interpretazione “evolutiva" dell'art. 43 TULPS.
a) Tari. 11 TULPS - in quanto norma comune a tutte le autorizzazioni di polizia, ivi comprese
quelle in materia di armi e munizioni - esprimerebbe un principio generale secondo cui ai fini
effetti della sentenza di riabilitazione - sebbene considerati solo nella prima delle due
disposizioni - troverebbero applicazione anche per le situazioni ostative individuate dal primo
Questo contrasto ha trovato soluzione in una serie di pronunce dello scorso anno, rese dal Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale e consultiva, i cui contenuti - come detto supra - sono stati diffusi alle SS.LL. con la circolare indicata a seguito sub b).
Tale regola, tuttavia, non trova applicazione per i reati considerati dall’art. 43, primo comma, TULPS, per i quali - in assenza di un’espressa previsione di legge - il sopravvenire della riabilitazione è inidoneo a rimuovere le conseguenze negative derivanti dalla condanna per le categorie di reati ivi indicate che quindi conserva la sua natura di situazione automaticamente ostativa.
Di contro - come si è già detto - la sentenza di riabilitazione non implica la necessità di fare luogo ad ulteriori valutazioni nel caso in cui essa si riferisca a condanne a pena detentiva per i delitti di cui all’art. 43, primo comma, TULPS.
In tali ipotesi - indipendentemente dal fatto che sia intervenuta o meno la sentenza di riabilitazione - assume, infatti, rilievo la previsione di cui al citato art. 57, terzo comma, della citata legge n. 689, secondo cui la pena pecuniaria, ancorché sostitutiva di quella restrittiva della libertà personale, si considera sempre come tale a tutti gli effetti.
Piuttosto - come indica la regala iuris enunciata dal Consiglio di Stato - deve valutare - unitamente alle altre circostanze emergenti dal compendio istruttorio - se le circostanze oggetto della pronuncia di condanna siano indicative dell’assenza della buona condotta e della capacità di abusare delle armi, situazioni che giustificano, ai sensi delTart. 43, seconda comma, TULPS il rigetto della richiesta della licenza di porto d’armi (Cons. Stato, Sez. VI, 23 luglio 2008, n. 3654 e Cons. Stato, Sez. Ili, 3 maggio 2016, n. 1698 e n. 1696).
Ad un’analoga valutazione, occorrerà procedere anche nel caso in cui sia stata pronunciata, per uno dei reati di cui al ricordato art. 43, primo comma, TULPS, la sentenza con cui il Giudice - a termini deH’art. 131 -bis c.p. - dichiara l’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto.
8. Riabilitazione riguardante l'applicazione di misure di prevenzione personale.
9. Autorizzazioni rilasciate in difformità dall'orientamento interpretativo formulato dal Consiglio
Il Ministero dovrebbe anche affrontare il problema di quel gran numero di Questori, vero branco di asini pazzi, che utilizzano ogni minima denunzia o condanna del passato per negare licenze, spesso senza alcuna valutazione concreta sulla affidabilità del richiedenti.
Sicuramente la soluzione migliore sarebbe una modifica legislativa che indichi chiaramente i parametri per valutare l'affidabilità di un soggetto, che stabilisca il giusto pesos da dare ai precedenti penali, che impedisca ai questori e prefetti di adottare procedure arbitrerie e contrarie ai principi costituzionali.
Ottima occasione per provvedere è rappresentata dalla prossima legge di recepimento della Direttiva Europea.