Source: https://www.invalidi-disabili.it/2019/06/sosta-in-area-destinata-a-persone-invalide-senza-esporre-il-contrassegno-cassazione-12625-2019/
Timestamp: 2019-12-16 09:51:21+00:00
Document Index: 101518725

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 158', 'sentenza ', 'art. 158', 'art. 158', 'art. 1', 'art. 13']

Sosta in area destinata a persone invalide senza esporre il contrassegno (Cassazione n.12625/2019) - Invalidi & Disabili
Con ordinanza n.12625 del 13 maggio 2019 della Corte di Cassazione è stata affermata la legittimità del verbale di accertamento e la conseguente sanzione irrogata dalla polizia municipale a carico del proprietario/conducente che aveva parcheggiato in area destinata a persone invalide senza esporre il relativo contrassegno.
Dunque, quando si sosta in un’area destinata a parcheggio disabili senza esporre il contrassegno, sia nel caso si tratti del titolare del beneficio, sia che si tratti dell’accompagnatore di persona invalida, occorre sempre dimostrare l’esistenza dell’autorizzazione in favore del soggetto accompagnato e che l’auto sia a servizio di quest’ultimo.
sul ricorso 3707-2017 proposto da:
COMUNE di LA SPEZIA;
avverso la sentenza n. 883/2016 del TRIBUNALE di LA SPEZIA,
depositata il 10/11 /2016;
partecipata del 07/11/2018 dal Consigliere Relatore Dott. MILENA
A seguito di impugnazione proposta dal D., il Tribunale della Spezia, con sentenza n. 883/2016, rigettava il gravame, confermando la sentenza di primo grado.
Orbene, è proprio il comportamento previsto dall’art. 158 C.d.S., comma 2, lett. g), che dagli atti risulta essere stato posto in essere dal ricorrente, il quale, a quanto risulta dalla sentenza impugnata, ha dichiarato di aver sostato nel parcheggio riservato alle vetture di servizio per persone invalide. Il veicolo non esponeva il contrassegno invalidi che deve essere rilasciato dal Comune affinchè l’avente diritto si avvalga del diritto di sostare in area riservata. In tali casi, come chiarito da questa Corte, non essendo possibile stabilire se il veicolo sia al servizio di un portatore di handicap, l’autorità che procede ad accertare il fatto deve contestare la violazione di cui all’art. 158 C.d.S. (cfr. Cass. n. 7729/2009; n. 8488/2007).
Lo stato di necessità presupponeva, in primis, la circostanza che il veicolo fosse a servizio della madre invalida, circostanza che nella specie non risulta, come sopra evidenziato, provata dal D., al quale, infatti, è stata contestata la violazione di cui all’art. 158 C.d.S..
Il ricorrente, dunque, al fine di evitare una statuizione di inammissibilità, avrebbe dovuto indicare, in ossequio al principio di specificità del ricorso, quale elemento di fatto decisivo ad accertare lo stato di necessità il giudice di merito avrebbe omesso di prendere in considerazione, nonchè specificare in quale atto del giudizio precedente lo abbia indicato. Nella specie, al contrario, il ricorrente si limita ad asserire genericamente l’esistenza di uno stato di necessità, senza indicare in quale sede o modo tale esimente sia stata provata, nè quale elemento di fatto non sia stato preso in considerazione dal giudice di merito.
Poichè il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è rigettato, sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), che ha aggiunto al T.U. di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, all’art. 13,il comma 1-quater – della sussistenza dell’obbligo di versamento, da parte dell’Amministrazione ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della VI-2 Sezione Civile, il 7 novembre 2018.
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