Source: https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3104477
Timestamp: 2019-03-26 04:47:06+00:00
Document Index: 99636541

Matched Legal Cases: ['art. 149', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 168', 'art. 149', 'art. 30', 'art. 157', 'art. 170', 'art. 157', 'art. 164']

Provvedimento del 13 febbraio 2014 [3104477] - Garante Privacy
[doc. web n. 3104477]
n. 75 del 13 febbraio 2014
VISTO il ricorso pervenuto il 6 novembre 2013, presentato da XY, rappresentato e difeso dall´avv. Marco Barberio, nei confronti di KW in qualità di amministratore del Condominio di XX, in Taranto, con il quale il ricorrente, nel lamentare l´illecita installazione di alcune apparecchiature per la videosorveglianza orientate "in varie direzioni sulle aree comuni di cui la scala R è circondata", ha ribadito le istanze precedentemente avanzate ai sensi degli artt. 7 e 8 del Codice in materia di protezione dei dati personali, con le quali aveva chiesto di avere conferma dell´esistenza di dati personali che lo riguardano e di ottenere la loro comunicazione in forma intellegibile, di conoscerne l´origine, le finalità, le modalità e la logica del loro trattamento e gli estremi identificativi del titolare e del responsabile del trattamento nonché dei soggetti ai quali i dati medesimi possono essere comunicati; visto che il ricorrente si è altresì opposto all´ulteriore trattamento per motivi legittimi, chiedendo anche la cancellazione dei dati eventualmente trattati in violazione di legge (con relativa attestazione che tale operazione sia stata portata a conoscenza di coloro ai quali i dati siano stati comunicati o diffusi), nonché la liquidazione in proprio favore delle spese sostenute per il procedimento;
VISTI gli ulteriori atti d´ufficio e, in particolare, la nota del 21 novembre 2013, con la quale questa Autorità, ai sensi dell´art. 149 del d.lg. n. 196/2003, ha invitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dell´interessato, nonché la successiva nota del 3 gennaio 2014, con la quale è stata disposta la proroga del termine per la decisione sul ricorso;
VISTA la nota pervenuta via e-mail il 15 gennaio 2014, con la quale il condominio resistente, nella persona dell´amministratore KW, ha affermato che in conformità a quanto deliberato dall´assemblea condominiale in data 30 luglio 2013 è stato realizzato un impianto di videosorveglianza che "al momento, dispone di una videocamera posta all´esterno del fabbricato e che controlla la zona del citofono e di una videocamera posta all´interno dell´androne di ingresso, che controlla l´accesso al livello del piano terra"; nella medesima nota la parte resistente, oltre a precisare che l´impianto di videosorveglianza - come risulta dal verbale della predetta assemblea condominiale - "dovrà rispettare le vigenti normative sulla privacy sia con riguardo alle aree sottoposte a sorveglianza sia con riferimento alla cancellazione automatica dei dati registrati ad ogni 48 ore al fine di assicurare che l´impianto abbia una funzione di esclusiva vigilanza dei beni e delle parti comuni dell´edificio", ha anche dichiarato che "l´amministrazione condominiale non dispone, né ha mai disposto, di alcun dato personale riferibile alla videoregistrazione effettuata dall´impianto in discorso, giacché per espressa volontà dell´assemblea è stato delegato il condomino Sig. (…) al controllo periodico ed al corretto utilizzo dell´impianto da realizzarsi", aggiungendo peraltro di restare a disposizione qualora "invece il ricorrente intendesse accedere ad altri dati personali quali l´anagrafe dei condomini";
VISTA la nota pervenuta via e-mail il 27 gennaio 2014 con la quale il ricorrente, nel ribadire integralmente le istanze formulate con il ricorso, ha evidenziato come "l´indeterminata sistematica cessione dei dati operata dal Condominio titolare del trattamento in favore del condomino Sig. (…)", anche se autorizzata dalla maggioranza dell´assemblea dei condomini, rappresenti una "indebita gratuita interferenza con le vite private dei vicini, controllati ben due volte e persino nel passaggio all´interno dell´androne condominiale diretto verso le proprie abitazioni";
VISTA la nota pervenuta via e-mail il 7 febbraio 2014 con la quale il titolare del trattamento, nell´affermare che "l´impianto di videosorveglianza in questione non consente di monitorare in tempo reale l´accesso ed il transito dei condomini", ha precisato che "le due telecamere sono collegate a due masterizzatori, uno posto all´interno dell´androne di ingresso dello stabile ed uno posto all´interno dell´abitazione di proprietà del condomino Sig. (…). Tale secondo masterizzatore ha il solo scopo di evitare che qualcuno possa, sottraendo l´apparato installato presso l´androne di ingresso – vanificare l´attività di videosorveglianza";
RILEVATO che il ricorso verte sul trattamento di dati personali effettuato per mezzo di un impianto di videosorveglianza posto a protezione dei beni e delle parti comuni del Condominio resistente e che tale trattamento consiste nella raccolta e registrazione delle immagini relative alle persone che transitano nell´androne condominiale;
RITENUTO che, alla luce della documentazione in atti e delle dichiarazioni rese dalle parti, il trattamento dei dati personali effettuato nel caso di specie presenta profili di illiceità; ritenuto infatti che l´accesso alle immagini risulta consentito ad una persona che è stata solo genericamente individuata dall´assemblea condominiale nel verbale assembleare del 30 luglio 2013 senza un puntuale atto di designazione quale incaricato del trattamento con il quale, in particolare, sia stato individuato l´ambito del trattamento consentito nel rispetto di precise istruzioni impartite dal titolare del trattamento (art. 30 del Codice); ritenuto inoltre che rispetto al trattamento in esame non è stata prevista l´adozione di idonee e preventive misure di sicurezza che garantiscano l´accesso alle immagini alle sole persone debitamente autorizzate nel rispetto delle istruzioni ricevute (che precludano, in particolare, accessi indebiti alle stesse (cfr. v. provv. del Garante dell´8 aprile 2010 pubblicato in Gazz. Uff. n. 99 del 29 aprile 2010 e Vademecum – Il condominio e la privacy del 10 ottobre 2013);
RITENUTO quindi che la richiesta di opposizione per motivi legittimi all´ulteriore trattamento dei dati raccolti attraverso l´impianto di videosorveglianza in esame debba essere accolta e che pertanto il Condominio resistente, a decorrere dalla data di ricezione del presente provvedimento, dovrà interrompere il predetto trattamento (ad esclusione dell´eventuale accesso ai dati personali del ricorrente qualora questo intenda ribadire la propria richiesta di accesso con riferimento alle immagini ancora registrate) sino all´adozione degli atti di designazione ex art. 30 del Codice e delle misure di sicurezza idonee a garantire il rispetto delle prescrizioni impartite da questa Autorità nel provvedimento dell´8 aprile 2010 e di cui dovrà essere data comunicazione all´Autorità medesima, tenendo conto del disposto di cui all´art. 168 del Codice;
RITENUTO invece che deve essere dichiarato non luogo a provvedere, ai sensi dell´art. 149, comma 2, del Codice, in ordine alle restanti richieste, avendo il titolare del trattamento fornito un sufficiente riscontro alle richieste medesime, seppure solo nel corso del procedimento;
VISTA la determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettaria dell´ammontare delle spese da liquidare per i ricorsi; ritenuto congruo, su questa base, determinare l´ammontare delle spese inerenti l´odierno ricorso nella misura forfettaria di euro 500 considerati gli adempimenti connessi, in particolare, alla presentazione del medesimo e ritenuto di porli a carico del Condominio di XX, in Taranto, nella misura di euro 300, previa compensazione della residua parte per giusti motivi;
a) accoglie la richiesta di opposizione per motivi legittimi all´ulteriore trattamento dei dati raccolti attraverso l´impianto di videosorveglianza in esame e dispone che il Condominio resistente, a decorrere dalla data di ricezione del presente provvedimento, interrompa il predetto trattamento sino all´adozione degli atti di designazione ex art. 30 del Codice e delle misure di sicurezza idonee a garantire il rispetto delle prescrizioni impartite da questa Autorità nel provvedimento dell´8 aprile 2010, di cui dovrà essere data comunicazione all´Autorità medesima;
c) determina nella misura forfettaria di euro 500 l´ammontare delle spese e dei diritti del procedimento che vengono posti, nella misura di 300 euro, a carico del Condominio di XX, in Taranto, il quale dovrà liquidarli direttamente a favore del ricorrente; compensa tra le parti la residua porzione delle spese.
Il Garante, nel prescrivere al Condominio di XX, in Taranto, ai sensi dell´art. 157 del Codice, di dare comunicazione, entro 30 giorni dalla ricezione del provvedimento, dell´avvenuta interruzione del trattamento in atto, ricorda che l´inosservanza dei provvedimenti del Garante adottati in sede di decisione dei ricorsi è punita ai sensi dell´art. 170 del Codice in materia di protezione dei dati personali. Si ricorda che il mancato riscontro alla richiesta ex art. 157 è punito con la sanzione amministrativa di cui all´art. 164 del Codice.