Source: http://avvertenze.aduc.it/rimborsowindows/articolo/rimborso+windows+storia+della+prima+causa+vinta_17008.php
Timestamp: 2016-12-10 22:15:23+00:00
Document Index: 54039480

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1375', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

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Rimborso Windows: la storia della prima causa vinta in Italia Articolo di Marco Pieraccioli
aggiornato al 12/09/2014
Con una sentenza limpida e lineare il Giudice di Pace di Firenze ha deciso di accogliere in toto le nostre pretese, riconoscendo assolutamente vincolante per il produttore di hardware la licenza del software in esso contenuta, benche' disconosciuta da quest'ultimo poiche' (a suo avviso) sarebbe stata predisposta unilateralmente dalla Microsoft. Il Giudice ha quindi detto: "non appare credibile che il testo delle condizioni del contratto (EULA) non sia stato conosciuto dalla HP essendo verosimile piuttosto che esso sia il frutto di accordi commerciali intercorsi tra le due societa' (HP e Microsoft). In ogni caso deve ritenersi da HP accettato e fatto proprio, nel momento stesso in cui lo ha installato sul suo hardware offrendo poi in vendita il prodotto finale"
Il Giudice si e' anche espresso sulle modalità della restituzione del prodotto rifiutato e del relativo rimborso, dicendo che: "Le clausole contrattuali vanno eseguite secondo buona fede e perciò astenendosi da condotte vessatorie ed ostruzionistiche, come stabilisce l'art. 1375 cc."
La sentenza e' stata impugnata davanti al Tribunale di Firenze in qualita' di giudice d'appello e, dopo due anni e' finalmente andata in decisione. In data 18 dicembre si e' provveduto a depositare l'ultima memoria che si puo' leggere qui.
La sentenza di Appello c'e' poi stata ed e' a noi favorevole.
Ma soprattutto, nel 2014 c'e' stata una sentenza di Cassazione, a cui Microsoft aveva fatto ricorso dopo la sconfitta anche in Appello. E la Cassazione ci ha dato ragione
La sentenza vittoriosa purtroppo non ha conseguenze immediate e dirette sul comportamento dei produttori di PC e della Microsoft, ma e' senz'altro un ottimo precedente, quindi non resta che continuare a fare causa a chi non si comporta "secondo buona fede" nel tentativo di dissuadere il consumatore ad ottenere il giusto rimborso.
Il nostro consiglio, per coloro i quali non intendano utilizzare il sistema operativo preinstallato, e' quello di non accettare le condizioni del contratto che appaiono a monitor (o meglio ancora di formattare il PC e installare ciò che si vuole) e comunque non utilizzare tale software, contattare prontamente l'assistenza del produttore del PC per ottenere le informazioni relative alla procedura del rimborso. Nel caso in cui queste non esistano o siano palesemente inaccettabili bisogna mandare la raccomandata con il nostro modulo per la richiesta di rimborso. Se ancora il produttore non volesse soddisfare le vostre richieste non resta che valutare la possibilità di ricorrere al Giudice di Pace, come abbiamo fatto noi. E' chiaro che fino a quando le denunce dei consumatori non raggiungeranno un costo significativo per i produttori, le cose non cambieranno, ma se i numeri dovessero diventare importanti e' probabile che potremmo ottenere un cambio di rotta sulla strada di un rimborso possibile e facile.
Attenzione: può accadere di trovare sul computer la licenza di Windows già attivata prima dell'acquisto: ciò non ha alcuna importanza ma e' fondamentale NON USARE Windows. L'uso del software vale come accettazione della licenza e non sarà più possibile richiederne il rimborso. A scanso di equivoci, la cosa migliore e' formattare il computer senza nemmeno vedere cosa c'è sopra.
Vorremmo qui pubblicamente ringraziare:
l'avv. Carlo Piana della Free Software Foundation il cui appoggio esterno è stato per noi come un faro nelle notti di tempesta;
l'avv. Claudio Cerza e l'avv. Marco Ciurcina che hanno patrocinato il ricorso presso la Corte di Cassazione;
l'avv. Anna Maria Fasulo e l'avv. Claudia Moretti, che hanno seguito e vinto il primo ed il secondo grado di giudizio.
Per ulteriori informazioni o consigli, scriveteci.
Mandateci anche le vostre testimonianze che verranno raccolte per le nostre future azioni. Grazie.
L'azione legale collettiva è operativa dal 1 gennaio 2010 per chi ha acquistato un PC dopo il 16 agosto 2009. Stiamo raccogliendo le adesioni fra tutti quelli che non hanno ancora avviato la causa individuale. Qui il modulo per lasciare i propri dati per una preiscrizione informale.
La class action non e' stata possibile perche' rigettata a novembre 2011 dal Tribunale di Milano