Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-14652-del-13-06-2017
Timestamp: 2020-03-28 09:55:07+00:00
Document Index: 173690388

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 117', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 133', 'art. 380', 'art. 133']

Sentenza Cassazione Civile n. 14652 del 13/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14652 del 13/06/2017
Cassazione civile, sez. un., 13/06/2017, (ud. 06/06/2016, dep.13/06/2017), n. 14652
ASJA AMBIENTE ITALIA s.p.a., in persona del legale rappresentante pro
tempore, rappresentata e difesa dagli Avvocati Francesco Saverio
Marini ed Ernesto Sticchi Damiani, con domicilio eletto nello studio
del primo in Roma, via di Villa Sacchetti, n. 9;
generale dello Stato, e presso gli Uffici di questa domiciliati in
innanzi al Tribunale ordinario di Roma, sez. 2, R.G. n. 42900 del
Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 6
giugno 2017 dal Consigliere Dott. Giusti Alberto;
1. – Con atto di citazione notificato il 24 giugno 2015, la s.p.a. Asja Ambiente Italia ha convenuto in giudizio dinanzi al Tribunale ordinario di Roma il Gestore dei Servizi Energetici s.p.a. (d’ora in poi, anche G.S.E.), il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonchè l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, per ivi sentire, per ciascuno degli impianti fotovoltaici di sua proprietà: (a) accertare il diritto all’adeguamento annuale delle tariffe incentivanti in base agli indici ISTAT, secondo quanto stabilito dal D.M. 28 luglio 2005, e dalle convenzioni stipulate con il G.S.E. – in via principale – previo accertamento dell’intervenuto annullamento, ad opera del giudice amministrativo (sentenza del TAR Lombardia n. 2125 del 2006, confermata dal Consiglio di Stato con sentenza n. 1435 del 2008), del D.M. 6 febbraio 2006, art. 8, e – in via subordinata – previa disapplicazione dello stesso D.M. 6 febbraio 2006, artt. 4.1. e 8; (b) in via ulteriormente subordinata, riconoscere e dichiarare il diritto all’adeguamento annuale delle tariffe incentivanti agli indici ISTAT a far data dal 1 gennaio 2013 (giorno di decorrenza dell’abrogazione del D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387, art. 7) e fino a tutto il residuo periodo di incentivazione risultante dalle convenzioni stipulate con il G.S.E.; (c) in via ulteriormente gradata, sospendere il giudizio e rimettere alla Corte costituzionale la questione di legittimità costituzionale del D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387, art. 7, comma 2, lett. b), per violazione degli artt. 3, 41 Cost. e art. 117 Cost., comma 1, nonchè delle direttive 2001/77/CE, 2003/30/CE, 2009/28/CE; (d) in via di ulteriore subordine, accertare il diritto a percepire la tariffa in base all’ultimo aggiornamento ISTAT effettuato dal G.S.E. per l’anno 2012.
In particolare, la società Asja Ambiente Italia ha esposto di essere titolare di impianti fotovoltaici ammessi a beneficiare delle tariffe incentivanti previste del D.Lgs. n. 387 del 2003, art. 7, e dal D.M. 28 luglio 2005, (c.d. Primo conto energia), e di avere a tal fine stipulato le convenzioni con il G.S.E., ed ha premesso che l’art. 6, comma 6, del citato D.M. prevedeva l’aggiornamento annuale della tariffa dal primo gennaio di ogni anno sulla base del tasso di variazione annuo, riferito ai dodici mesi precedenti.
La Asja Ambiente Italia ha lamentato che il sopravvenuto D.M. 6 febbraio 2006, – sostituendo il citato art. 6, comma 6, con l’art. 4, comma 1, in combinato disposto con l’art. 8, comma 1 – avrebbe illegittimamente innovato la disciplina dell’adeguamento ISTAT originariamente prevista ed in senso peggiorativo per la posizione di essa attrice, in particolare escludendo l’adeguamento annuale ISTAT per tutta la durata ventennale della convenzione.
L’attrice si è doluta del fatto che, nonostante l’intervenuto annullamento, da parte del TAR Lombardia, con sentenza confermata dal Consiglio di Stato, del richiamato dal D.M. 6 febbraio 2006, art. 8, il G.S.E. – a seguito della sentenza dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato 4 maggio 2012, n. 9, che ha invece affermato la legittimità delle disposizioni normative introdotte dal D.M. 6 febbraio 2006, e l’esclusione di qualsiasi violazione del principio di irretroattività e del legittimo affidamento dei soggetti che avevano presentato le domande di ammissione agli incentivi negli anni 2005 e 2006 – abbia cessato di adeguare agli indici ISTAT le tariffe incentivanti riconosciute agli impianti di sua proprietà.
3.1. – Il ricorrente ritiene che sussista la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 133 c.p.a., lett. o), che affida a tale giurisdizione “le controversie, incluse quelle risarcitorie, attinenti alle procedure e ai provvedimenti della pubblica amministrazione concernenti la produzione di energia”. Ad avviso del Gestore, essendovi un rapporto di necessaria strumentalità tra l’incentivo e la produzione, rientrerebbero nelle procedure contemplate dalla citata disposizione l’ammissione all’incentivazione, la determinazione del suo ammontare, compreso il calcolo o meno dell’incentivo ISTAT, e il procedimento che dispone il recupero. Il titolo per la corresponsione delle tariffe incentivanti sarebbe rappresentato dai provvedimenti amministrativi con i quali il Gestore ha ammesso gli impianti di proprietà dell’attrice agli incentivi del Primo Conto Energia, all’esito di un procedimento amministrativo regolato da fonti attributive del potere di rango primario e secondario e dal medesimo D.M. 28 luglio 2005. Gli atti con i quali il Gestore provvede alla rideterminazione delle tariffe incentivanti sarebbero anch’essi provvedimenti amministrativi, adottati dal medesimo Gestore all’esito di specifici procedimenti amministrativi nell’esercizio dei poteri di autotutela conseguenti alle specifiche normative intervenute sul decreto ministeriale fonte dell’incentivazione.
4. – La Asja Ambiente Italia s.p.a. non ha resistito con controricorso, ma ha depositato un atto di costituzione, chiedendo il rigetto del ricorso per inammissibilità e infondatezza dei rilievi in esso contenuti.
6. – L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico non ha svolto attività difensiva in questa sede.
7. – Il regolamento di giurisdizione è stato avviato alla trattazione camerale sulla base delle conclusioni scritte del pubblico ministero, ai sensi dell’art. 380 ter c.p.c., con cui si chiede dichiararsi la giurisdizione del giudice ordinario.
In prossimità dell’adunanza in Camera di consiglio il Gestore ha depositato una memoria per replicare alle conclusioni del pubblico ministero.
Come già statuito da queste Sezioni Unite (ordinanze 27 aprile 2017, nn. 10409, 10410 e 10411), la causa rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 133 c.p.a., comma 1, lett. o), che contempla “le controversie, incluse quelle risarcitorie, attinenti alle procedure e ai provvedimenti della pubblica amministrazione concernenti la produzione di energia, i rigassificatori, i gasdotti di importazione, le centrali termoelettriche e quelle relative ad infrastrutture di trasporto ricomprese o da ricomprendere nella rete di trasmissione nazionale o rete nazionale di gasdotti”. Infatti, la domanda attiene ad un provvedimento riguardante criteri per l’incentivazione della produzione di energia elettrica dalla fonte solare: concerne, quindi, la “produzione di energia”, essendo la previsione di incentivi tariffari un efficace strumento di indirizzo della produzione energetica nazionale.