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Timestamp: 2020-01-28 13:24:02+00:00
Document Index: 138807

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 630', 'art. 673', 'art. 666', 'art. 7']

Il traguardo definitivo raggiunto con la sentenza «Mannino bis» delle Sezioni Unite - Tesionline
Concorso esterno in associazione mafiosa e principio di legalità convenzionale: il problematico adeguamento dell’ordinamento italiano alla sentenza della Corte Europea Dei Diritti Dell’Uomo sul caso Contrada c. Italia
EVOLUZIONE GIURISPRUDENZIALE DELLA FIGURA DEL
1. Premessa. 2. Il concorso eventuale nei reati associativi: la situazione
antecedente l’intervento delle Sezioni Unite del 1994. 3. La sentenza «Demitry»
e l’affermazione della c.d. teoria della fibrillazione. 4. Il superamento del
«modello emergenziale» con l’ulteriore intervento delle Sezioni Unite nel 2003.
5. Il traguardo definitivo raggiunto con la sentenza «Mannino bis» delle Sezioni
Unite. 6. Le critiche alla sentenza Mannino del 2005 e la giurisprudenza
successiva. 7. Verso la tipizzazione legislativa del concorso esterno in
associazione mafiosa: un cantiere ancora aperto.
Il dibattito sulla configurabilità del concorso eventuale (c.d. esterno)
nel reato associativo di tipo mafioso nasce storicamente, da un lato,
dall’esigenza - repressiva - di non lasciare impunite quelle condotte di
contiguità alla mafia caratterizzate da forme di sostegno al sodalizio
difficilmente punibili mediante il ricorso alla fattispecie associativa, in
quanto realizzate da soggetti che non ne fanno parte
, e, dall’altro,
Dal punto di vista criminologico si evidenzia, infatti, come il vero ‘capitale sociale’
delle mafie sia costituito dai legami intessuti dall’organizzazione strictu sensu intesa con
soggetti estranei alla stessa, appartenenti al mondo dell’imprenditoria, della politica o,
più genericamente, delle Istituzioni (es. Forze dell’ordine, Magistratura). In tale contesto,
al concetto di «area grigia», da tempo impiegato con riferimento a quelle persone che non
sono affiliate al sodalizio mafioso ma comunque in rapporto di stretta collaborazione con
questo, si è affiancato quello di «sistema criminale», che esprime la diffusione di
soggettività criminali complesse, cioè composte da molteplici figure non tutte provenienti
dal mondo gangsteristico ma ugualmente disponibili a stringere patti illeciti di reciproco
scambio. Cfr. sul punto R. SCARPINATO, Sistemi criminali, in A. DINO - L. PEPINO
(a cura di), Sistemi criminali e metodo mafioso, Milano, 2008, p. 166 e ss.; già similmente,
S. BOEMI, (intervista a), L’Unità, 5 agosto 2007, ove l’ex procuratore della DDA reggina
così affermava: «Si tratta di un modello integrato di capacità criminali individuali e
collettive, una sorta di tavolo di lavoro dove siedono figure diverse, non tutte
necessariamente mafiose».
Docente/Relatore: Francesco Jacinto
Istituito da: Università Mediterranea di Reggio Calabria
cass. pen., sez. i, 6 luglio 2017, n. 43112
c. eur. dir. uomo, sez. iv, sent. 14 aprile 2015
art. 630 c.p.p., art. 673 c.p.p., art. 666 c.p.p.
art. 7 cedu, irretroattività della legge penale
bruno contrada, giudicato europeo,
contrada c.italia, fratelli minori di bruno contr
sentenze demitry, carnevale, mannino bis