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Timestamp: 2019-07-16 06:35:43+00:00
Document Index: 90311196

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 158', 'sentenza ', 'art. 276', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 276', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 276', 'art. 276', 'art. 111', 'art. 276', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 276', 'sentenza ', 'art. 119', 'art. 276', 'sentenza ', 'art. 276', 'art. 158', 'sentenza ', 'art. 354', 'art. 161', 'art. 354', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 276', 'art. 158', 'sentenza ', 'art. 354', 'art. 161', 'art. 354', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 276', 'sentenza ', 'art.190', 'art. 276', 'sentenza ', 'art. 133', 'art. 190', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 276', 'art. 158', 'sentenza ', 'art.276', 'art. 174', 'art.276', 'art. 174', 'art_158', 'art_161', 'art_276', 'art_420', 'art_437', 'sentenza ']

276. (Deliberazione) - Foroeuropeo
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276. (Deliberazione)
Codice di procedura civile Libro secondo: DEL PROCESSO DI COGNIZIONE Titolo I: DEL PROCEDIMENTO DAVANTI AL TRIBUNALE Capo II: DELL'ISTRUZIONE DELLA CAUSA Capo III: DELLA DECISIONE DELLA CAUSA 276. (Deliberazione)
Art. 276. (Deliberazione)
3. La decisione è presa a maggioranza di voti. Il primo a votare è il relatore, quindi l'altro giudice e infine il presidente.
4. Se intorno a una questione si prospettano più soluzioni e non si forma la maggioranza alla prima votazione, il presidente mette ai voti due delle soluzioni per escluderne una, quindi mette ai voti la non esclusa e quella eventualmente restante, e così successivamente finchè le soluzioni siano ridotte a due, sulle quali avviene la votazione definitiva.
5.Chiusa la votazione, il presidente scrive e sottoscrive il dispositivo. La motivazione è quindi stesa dal relatore, a meno che il presidente non creda di stenderla egli stesso o affidarla all'altro giudice.
Provvedimenti del giudice civile - sentenza - deliberazione (della) - ordine delle questioni – pregiudiziali - ricorso introduttivo tardivo - integrazione del contraddittorio - necessità - esclusione – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 30100 del 21/11/2018 L'accertamento della tardività del ricorso introduttivo, impedendo al giudice di conoscere della causa, ha carattere preliminare rispetto alla verifica della necessità di integrazione del contraddittorio e, in sede di decisione, la relativa questione deve essere esaminata con priorità, in omaggio sia del principio della "ragione più liquida" che di quello dell'ordine logico delle questioni. Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 30100 del 21/11/2018 ...
Rinvio dinanzi ad altro collegio con ordinanza priva di motivazione - Vizio di costituzione del giudice - Esclusione - Fondamento. Il difetto di motivazione dell'ordinanza con la quale viene trasmessa ad un altro collegio una causa già trattenuta in decisione non comporta, ai sensi dell'art. 158 c.p.c., la nullità della sentenza per vizio di costituzione del giudice, ove sia stato rispettato l'art. 276 c.p.c., per essersi nuovamente svolta la discussione della causa dinanzi a detto collegio. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 15494 del 13/06/2018 ...
Esame prioritario rispetto al ricorso principale - Ammissibilità - Condizioni - Fondamento. Il ricorso incidentale condizionato, proposto dalla parte interamente vittoriosa su questioni pregiudiziali decise in senso ad essa sfavorevole nella precedente fase di merito, può essere esaminato e deciso con priorità, senza tenere conto della sua subordinazione all'accoglimento del ricorso principale, quando sia fondato su una ragione più liquida che consenta di modificare l'ordine delle questioni da trattare, in adesione alle esigenze di celerità del giudizio e di economia processuale di cui agli artt. 24 e 111 Cost. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 9671 del 19/04/2018 ...
Immutabilità del giudice - Rito del lavoro - Momento rilevante - Udienza di discussione - Conseguenze. Il principio di immutabilità del giudice trova applicazione con riferimento all'inizio della discussione, sicché, anche nel rito del lavoro, la diversità di composizione, tra il collegio che ha assistito alla stessa e quello che ha deciso, determina la nullità assoluta e insanabile della pronuncia. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 18126 del 15/09/2016 ...
Provvedimenti del giudice civile - sentenza - deliberazione (della) - ordine delle questioni - in genere – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17214 del 19/08/2016
Risarcimento danni da demansionamento - Difetto di allegazioni e prova sull'entità del danno - Principio della "ragione più liquida" - Operatività - Conseguenze. Nel caso in cui sia proposta, da lavoratore subordinato, domanda di risarcimento danni da demansionamento professionale, il giudice, che ritenga evidente il difetto di allegazione e prova in ordine alla natura ed entità del danno subito, può - in applicazione del principio della cd. "ragione più liquida" - invertire l'ordine delle questioni e, in una prospettiva aderente alle esigenze di economia processuale e di celerità del giudizio valorizzate dall'art. 111 Cost., respingere la domanda sulla base di detta carenza, posto che l'accertamento sulla sussistenza dell'inadempimento, anche se logicamente preliminare, non potrebbe in ogni caso condurre ad un esito del giudizio favorevole per l'attore. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17214 del 19/08/2016 ...
Rito ordinario - Mancanza di dispositivo sottoscritto dal presidente - Nullità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 22113 del 29/10/2015 Il dispositivo redatto in camera di consiglio ex art. 276, ultimo comma, c.p.c., non ha rilevanza giuridica esterna ma solo valore interno poiché l'esistenza della sentenza civile è determinata - salvo che nelle controversie assoggettate al rito del lavoro ovvero a riti ad esso legislativamente equiparati o specialmente disciplinati - dalla sua pubblicazione mediante deposito nella cancelleria del giudice che l'ha pronunciata, sicché è valida la sentenza ancorché agli atti non risulti la presenza di un dispositivo, sottoscritto dal presidente, mancando, tanto più, la previsione di un corrispondente vizio nella citata norma. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 22113 del 29/10/2015 ...
provvedimenti del giudice civile - sentenza - contenuto - dispositivo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 39 del 03/01/2014
Predisposizione preventiva del dispositivo - Violazione del diritto di difesa delle parti - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 39 del 03/01/2014 La predisposizione della bozza del dispositivo di una decisione prima che essa sia stata assunta (nella specie, dal giudice collegiale) non determina alcuna nullità, né costituisce comportamento lesivo del diritto di difesa delle parti, ma integra, per contro, una condotta apprezzabile, anche sul piano deontologico, in quanto espressione tangibile della professionalità del giudice relatore, tenuto, in quanto tale, a formarsi un serio ed attrezzato convincimento sulla controversia oggetto di cognizione ed a fornire una meditata ipotesi di decisione da sottoporre alla discussione in camera di consiglio, ben potendo in questa sede - e sino alla sottoscrizione del dispositivo della sentenza - pervenirsi a qualsivoglia soluzione sulla controversia.Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 39 del 03/01/2014...
Sentenza sfavorevole alla parte vittoriosa limitatamente a questione preliminare o pregiudiziale - Proposizione di ricorso incidentale - Necessità - Fondamento. Sez. 6 - 2, Sentenza n. 7523 del 14/04/2015 In tema di giudizio per cassazione, qualora la sentenza impugnata con ricorso principale abbia, sia pur implicitamente, risolto in senso sfavorevole alla parte vittoriosa una questione preliminare o pregiudiziale, l'intimato, che intenda sottoporre all'esame della Corte tale questione, in considerazione della struttura del procedimento di legittimità, non può limitarsi a riproporre la stessa con il controricorso, ma ha l'onere di proporre ricorso incidentale con riferimento alla sua soccombenza teorica. Sez. 6 - 2, Sentenza n. 7523 del 14/04/2015 ...
Deliberazione assunta da un collegio costituito da magistrati legittimamente preposti all'ufficio - Successiva cessazione dalle funzioni di uno di essi - Conseguenze sulla validità della sentenza - Esclusione - Ragioni. L'accertamento della sussistenza in capo al magistrato della "potestas iudicandi", che lo legittima all'adozione di un provvedimento giurisdizionale, va compiuto al momento della deliberazione della decisione, e non a quello del deposito della minuta, in quanto la decisione è "presa" quando si delibera in camera di consiglio, mentre le successive fasi dell'"iter" formativo dell'atto (e cioè la stesura della motivazione, la sua sottoscrizione e la pubblicazione) non incidono sulla sostanza della pronuncia. Pertanto, ai fini dell'esistenza, validità ed efficacia della sentenza, è irrilevante che, dopo la decisione, uno dei componenti di un organo collegiale venga collocato fuori ruolo o a riposo. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23423 del 04/11/2014 ...
Non coincidenza tra il collegio che ha disposto la rimessione della causa sul ruolo e quello che ha deciso la causa - Nullità della sentenza - Esclusione. La composizione dei collegi giudicanti è disposta dal Presidente dell'ufficio giudiziario, secondo le esigenze dell'ufficio stesso, e la circostanza che il collegio cui venga rimessa la causa per la decisione sia composto in modo diverso da quello che, in precedente occasione, aveva preso in decisione la causa rimettendola sul ruolo per adempimenti istruttori, non importa alcuna nullità della sentenza emessa, perché non vi è alcun vizio di costituzione del giudice. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23423 del 04/11/2014 ...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso incidentale - in genere - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23271 del 31/10/2014
Questioni pregiudiziali o preliminari sollevate con il ricorso incidentale non condizionato - Esame prioritario rispetto al ricorso principale - Necessità - Fondamento. Nel giudizio di cassazione, il ricorso incidentale non condizionato, con cui vengano proposte questioni pregiudiziali di rito o preliminari di merito la cui decisione, secondo l'ordine logico e giuridico, debba precedere quella del merito del ricorso principale, va esaminato con priorità rispetto a quest'ultimo, indimente dalla rilevabilità d'ufficio delle questioni proposte - profilo, questo, che riveste importanza preminente in caso di ricorso incidentale condizionato allo scopo di superare la volontà della parte di subordinare l'esame della propria impugnazione all'accoglimento del ricorso principale - poiché l'interesse all'impugnazione sorge per il solo fatto che il ricorrente incidentale è soccombente sulla questione pregiudiziale o preliminare decisa in senso a lui sfavorevole, così da rendere incerta la vittoria conseguita sul merito dalla stessa proposizione del ricorso principale e non già dalla sua eventuale fondatezza. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23271 del 31/10/2014 ...
Provvedimenti del giudice civile - sentenza - deliberazione (della) - ordine delle questioni - Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Sentenza n. 12002 del 28/05/2014
Principio della "ragione più liquida" - Operatività - Conseguenze - Deroga alla trattazione delle questioni secondo l'ordine di cui all'art. 276 cod. proc. civ. - Ammissibilità. Il principio della "ragione più liquida", imponendo un approccio interpretativo con la verifica delle soluzioni sul piano dell'impatto operativo, piuttosto che su quello della coerenza logico sistematica, consente di sostituire il profilo di evidenza a quello dell'ordine delle questioni da trattare, di cui all'art. 276 cod. proc. civ., in una prospettiva aderente alle esigenze di economia processuale e di celerità del giudizio, costituzionalizzata dall'art. 111 Cost., con la conseguenza che la causa può essere decisa sulla base della questione ritenuta di più agevole soluzione - anche se logicamente subordinata - senza che sia necessario esaminare previamente le altre. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Sentenza n. 12002 del 28/05/2014 ...
Fallimento - apertura (dichiarazione) di fallimento - procedimento - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8593 del 11/04/2014
Procedimento per la dichiarazione di fallimento - Principio di immutabilità del giudice - Applicabilità alla sola fase di decisione - Conseguenze - Giudice delegato all'audizione delle parti - Relazione finale a collegio diverso da quello delegante - Violazione del principio - Esclusione. Il principio di immutabilità del giudice, di cui all'art. 276 cod. proc. civ., è applicabile solo dal momento in cui inizia la discussione e non si riferisce alle eventuali precedenti fasi interlocutorie. Ne consegue che, nel procedimento per la dichiarazione di fallimento, il quale (nella disciplina anteriore al d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5) è strutturalmente articolato in due fasi - la prima destinata alla raccolta di informazioni, nonché all'ascolto dei creditori e del debitore, e la seconda alla decisione -, tale principio opera con esclusivo riferimento alla seconda fase, per cui non sussiste violazione ove il giudice delegato all'audizione delle parti abbia poi riferito a collegio diverso da quello che lo aveva delegato. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8593 del 11/04/2014 ...
Predisposizione preventiva del dispositivo - Violazione del diritto di difesa delle parti - Esclusione - Fondamento. La predisposizione della bozza del dispositivo di una decisione prima che essa sia stata assunta (nella specie, dal giudice collegiale) non determina alcuna nullità, né costituisce comportamento lesivo del diritto di difesa delle parti, ma integra, per contro, una condotta apprezzabile, anche sul piano deontologico, in quanto espressione tangibile della professionalità del giudice relatore, tenuto, in quanto tale, a formarsi un serio ed attrezzato convincimento sulla controversia oggetto di cognizione ed a fornire una meditata ipotesi di decisione da sottoporre alla discussione in camera di consiglio, ben potendo in questa sede - e sino alla sottoscrizione del dispositivo della sentenza - pervenirsi a qualsivoglia soluzione sulla controversia. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 39 del 03/01/2014 ...
Provvedimenti del giudice civile - sentenza - contenuto - sottoscrizione – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 16843 del 05/07/2013
Presunzione di coincidenza delle figure del relatore e dell'estensore della sentenza - Superamento - Sostituzione, nella posizione di estensore, del relatore con il presidente (o con altro giudice) - Dimostrazione in base alla documentale formulazione della sentenza - Necessità. L'art. 276, comma quinto, cod. proc. civ., il quale prevede che la motivazione della sentenza è stesa dal relatore, a meno che il presidente non creda di stenderla egli stesso o affidarla all'altro giudice, pone una presunzione - ribadita dall'art. 119, secondo comma, disp. att. cod. proc. civ., che indica come sottoscrittori il presidente ed il relatore - di coincidenza delle figure del relatore e dell'estensore della sentenza. Tale presunzione può essere vinta solo dalla dimostrazione, in base alla documentale formulazione della stessa sentenza, dell'avvenuta sostituzione, nella posizione di estensore, del giudice autore della relazione con il presidente o con l'altro giudice. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 16843 del 05/07/2013 ...
Fallimento - apertura (dichiarazione) di fallimento - procedimento - in genere - Procedimento per la dichiarazione di Fallimento– Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 15863 del 25/06/2013
Principio di immutabilità del giudice - Applicabilità alla sola fase di decisione - Conseguenze - Giudice delegato all'audizione delle parti - Estraneità al collegio deliberante la dichiarazione di Fallimento - Violazione del principio - Esclusione. Nel procedimento diretto alla dichiarazione del fallimento non può dirsi violato il principio della immutabilità del giudice, sancito dall'art. 276 cod. proc. civ., ancorché il giudice delegato che ha proceduto all'audizione del debitore sia rimasto estraneo al collegio che ha deliberato la dichiarazione di fallimento, atteso che il predetto principio è applicabile solo dal momento in cui inizia la discussione - la quale non può essere identificata con l'audizione del debitore - e non si riferisce a precedenti fasi interlocutorie, come quelle destinate, nel procedimento prefallimentare, alla raccolta di informazioni e all'ascolto dei creditori e del debitore. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 15863 del 25/06/2013 ...
Sentenza di primo grado deliberata da magistrato diverso da quello che ha assistito alla discussione - Nullità - Giudizio di appello - Rimessione della causa al primo giudice - Esclusione - Rinnovazione del giudizio di merito e della decisione - Necessità - Cassazione della sentenza d'appello - Esclusione - Fattispecie. La decisione di primo grado deliberata in camera di consiglio da un collegio diverso, in uno o più membri, da quello che ha assistito alla discussione della causa, in violazione dell'art. 276, primo comma, cod. proc. civ., è causa di nullità della sentenza, riconducibile al vizio di costituzione del giudice ai sensi dell'art. 158 cod. proc. civ. ed è soggetta al relativo regime, con la conseguenza che il giudice d'appello che rilevi anche d'ufficio detta nullità è tenuto a trattenere la causa e a deciderla nel merito, provvedendo alla rinnovazione della decisione come naturale rimedio contro la rilevazione della nullità e non deve, invece, rimettere la causa al primo giudice che ha pronunciato la sentenza affetta da nullità, in quanto non ricorre nella specie alcuna delle ipotesi di rimessione tassativamente previste dall'art. 354 cod. proc. civ., dovendosi escludere che il vizio in questione sia assimilabile al difetto assoluto di sottoscrizione della sentenza, contemplato dall'art. 161, secondo comma, del codice di rito, per il quale, invece, detta rimessione è imposta dallo stesso art. 354. (Nella specie, la causa era stata decisa in primo grado da un giudice onorario aggregato designato dal presidente del tribunale in sostituzione del magistrato dinanzi al quale erano state precisate le conclusioni e che aveva trattenuto la causa in decisione; la Corte non ha cassato la sentenza impugnata, avendo il giudice d'appello sostanzialmente rinnovato il giudizio di merito e la decisione di primo grado). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9369 del 08/06/2012 ...
Sentenza di primo grado deliberata da magistrato diverso da quello che ha assistito alla discussione - Nullità - Giudizio di appello - Rimessione della causa al primo giudice - Esclusione - Rinnovazione del giudizio di merito e della decisione - Necessità - Cassazione della sentenza d'appello - Esclusione - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9369 del 08/06/2012 La decisione di primo grado deliberata in camera di consiglio da un collegio diverso, in uno o più membri, da quello che ha assistito alla discussione della causa, in violazione dell'art. 276, primo comma, cod. proc. civ., è causa di nullità della sentenza, riconducibile al vizio di costituzione del giudice ai sensi dell'art. 158 cod. proc. civ. ed è soggetta al relativo regime, con la conseguenza che il giudice d'appello che rilevi anche d'ufficio detta nullità è tenuto a trattenere la causa e a deciderla nel merito, provvedendo alla rinnovazione della decisione come naturale rimedio contro la rilevazione della nullità e non deve, invece, rimettere la causa al primo giudice che ha pronunciato la sentenza affetta da nullità, in quanto non ricorre nella specie alcuna delle ipotesi di rimessione tassativamente previste dall'art. 354 cod. proc. civ., dovendosi escludere che il vizio in questione sia assimilabile al difetto assoluto di sottoscrizione della sentenza, contemplato dall'art. 161, secondo comma, del codice di rito, per il quale, invece, detta rimessione è imposta dallo stesso art. 354. (Nella specie, la causa era stata decisa in primo grado da un giudice onorario aggregato designato dal presidente del tribunale in sostituzione del magistrato dinanzi al quale erano state precisate le conclusioni e che aveva trattenuto la causa in decisione; la Corte non ha cassato la sentenza impugnata, avendo il giudice d'appello sostanzialmente rinnovato il giudizio di merito e la decisione di primo grado). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9369 del 08/06/2012 ...
PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE - SENTENZA - DELIBERAZIONE (DELLA) - COMPOSIZIONE DEL COLLEGIO – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.14781 del 18/06/2010
Principio di immutabilità del giudice - Art. 276 cod. proc. civ. - Portata - Applicabilità alle udienze di mero rinvio o di decisione sull'istanza di sospensione della provvisoria esecutorietà della sentenza impugnata - Esclusione. Il principio di immutabilità del giudice di cui all'art. 276 cod. proc. civ., secondo il quale alla decisione della causa possono partecipare solo i giudici che hanno assistito alla discussione, non si estende alle udienze svolte in precedenza, di mero rinvio o, nel giudizio di appello, di decisione sull'istanza di sospensione della provvisoria esecutorietà della sentenza impugnata. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.14781 del 18/06/2010 ...
Tribunale in composizione monocratica ovvero giudice di pace - Decisione della causa - Momento temporale - Individuazione - Termini ex art.190 cod.proc.civ. - Osservanza - Riferimento al momento della decisione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6239 del 13/03/2009 Quando la decisione sia assunta dal tribunale in composizione monocratica o dal giudice di pace, difetta un momento deliberativo che assuma autonoma rilevanza, come nel caso della deliberazione collegiale disciplinata dall'art. 276 cod. proc. civ.; ne consegue che, essendo la sentenza formata solo con la pubblicazione a seguito del deposito in cancelleria, ex art. 133 cod. proc. civ., esclusivamente a tale data, e non anche a quella diversa ed anteriore eventualmente indicata in calce all'atto come data della decisione, può farsi riferimento per stabilire se la causa sia stata decisa prima o dopo la scadenza dei termini previsti dall'art. 190 cod. proc. civ. per il deposito delle comparse conclusionali e delle memorie di replica e se, dunque, vi sia stata o no violazione dei diritti della difesa. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6239 del 13/03/2009 ...
Vizio di costituzione del giudice - Collegio decidente diverso da quello presente alla discussione - Nullità della sentenza - Configurabilità - Collegio decidente diverso da quello adottante precedente provvedimenti interlocutori - Nullità della sentenza - Configurabilità - Esclusione - Fattispecie. Il principio dell'immutabilità del giudice collegiale, fissato dall'art. 276 cod.proc.civ., trova attuazione solo dal momento dell'inizio della discussione in poi e il suo rispetto va quindi valutato esclusivamente in relazione alla decisione che segue alla discussione, sicché può ritenersi colpito da nullità assoluta ai sensi dell'art. 158 cod.proc.civ., soltanto il provvedimento emesso da un giudice che non abbia partecipato alla relativa discussione. (Nella specie, la S.C. ha confermato l'insussistenza del vizio di costituzione del giudice, prospettato perchè il collegio che aveva emesso una ordinanza di rinnovazione della citazione non era lo stesso che successivamente l'aveva revocata con la sentenza che decideva la causa). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4785 del 28/02/2007 ...
Civile - giudice - sostituzione - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24783 del 24/11/2005
Immodificabilità del collegio o del giudice unico - Presupposti - Provvedimento di sostituzione dell'istruttore - Violazione del principio dell'immutabilità del giudice e di immediatezza del giudizio - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Requisiti - Forma verbale - Sufficienza - Espressa motivazione - Necessità - Esclusione. In tema di procedimento civile, mentre la norma di cui all'art.276 cod. proc. civ., applicabile anche al giudice unico, sancisce - peraltro con riferimento esclusivamente al momento in cui la causa è stata definitivamente introdotta per la decisione finale - l'immodificabilità del Collegio, il principio di immutabilità del giudice e di immediatezza del processo non è violato nel caso di sostituzione del giudice istruttore , che è espressamente prevista dall'art. 174 cod. proc. civ.;peraltro, tale provvedimento, emesso nell'esercizio di un' attività discrezionale che è insindacabile in sede di legittimità, può essere anche orale e non richiede espressa motivazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24783 del 24/11/2005 ...
giudice - sostituzione – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24783 del 24/11/2005
Immodificabilità del collegio o del giudice unico - Presupposti - Provvedimento di sostituzione dell'istruttore - Violazione del principio dell'immutabilità del giudice e di immediatezza del giudizio - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Requisiti - Forma verbale - Sufficienza - Espressa motivazione - Necessità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24783 del 24/11/2005 In tema di procedimento civile,mentre la norma di cui all'art.276 cod. proc. civ., applicabile anche al giudice unico, sancisce - peraltro con riferimento esclusivamente al momento in cui la causa è stata definitivamente introdotta per la decisione finale - l'immodificabilità del Collegio, il principio di immutabilità del giudice e di immediatezza del processo non è violato nel caso di sostituzione del giudice istruttore , che è espressamente prevista dall'art. 174 cod. proc. civ.;peraltro, tale provvedimento, emesso nell'esercizio di un' attività discrezionale che è insindacabile in sede di legittimità, può essere anche orale e non richiede espressa motivazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24783 del 24/11/2005 ...
Immutabilità del giudice - Momento rilevante - Udienza di discussione - Diversa precedente composizione - Irrilevanza - Mancanza di un provvedimento formale di nomina del presidente del collegio - Rilevanza - Mera irregolarità. Ai sensi degli artt. 276, 420 e 437 cod. proc. civ., il principio della immodificabilità del collegio giudicante trova applicazione anche nel rito del lavoro, ma solo dal momento in cui inizia la discussione vera e propria, sicchè solo la decisione della causa da parte di un collegio diverso da quello che ha assistito alla discussione può dare luogo a nullità della sentenza, non rilevando, invece, una diversa composizione del collegio che abbia assistito a precedenti udienze di trattazione; entro questi limiti, l'eventuale mancanza di un formale decreto di nomina del presidente del tribunale che incarichi un giudice di presiedere il collegio che decide le cause di lavoro per una particolare udienza costituisce una semplice irregolarità formale, relativa ad un atto interno, e non determina alcun vizio della sentenza, neppure se il presidente del collegio eserciti il potere di designare sé stesso quale relatore della causa ed estensore della sentenza. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.9968 del 12/05/2005 ...
Immutabilità del giudice - Momento rilevante - Udienza di discussione - Diversa precedente composizione - Irrilevanza - Mancanza di un provvedimento formale di nomina del presidente del collegio - Rilevanza - Mera irregolarità. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9968 del 12/05/2005 Ai sensi degli artt. 276, 420 e 437 cod. proc. civ., il principio della immodificabilità del collegio giudicante trova applicazione anche nel rito del lavoro, ma solo dal momento in cui inizia la discussione vera e propria, sicchè solo la decisione della causa da parte di un collegio diverso da quello che ha assistito alla discussione può dare luogo a nullità della sentenza, non rilevando, invece, una diversa composizione del collegio che abbia assistito a precedenti udienze di trattazione; entro questi limiti, l'eventuale mancanza di un formale decreto di nomina del presidente del tribunale che incarichi un giudice di presiedere il collegio che decide le cause di lavoro per una particolare udienza costituisce una semplice irregolarità formale, relativa ad un atto interno, e non determina alcun vizio della sentenza, neppure se il presidente del collegio eserciti il potere di designare sé stesso quale relatore della causa ed estensore della sentenza. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9968 del 12/05/2005 Cod_Proc_Civ_art_158, Cod_Proc_Civ_art_161, Cod_Proc_Civ_art_276, Cod_Proc_Civ_art_420, Cod_Proc_Civ_art_437...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento - deliberazione della sentenza - Dispositivo - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.9892 del 11/05/2005
Atto interno - Configurabilità - Conseguenze - Modificabilità - Controversie in materia di lavoro - Irrilevanza - Fattispecie in tema di rinnovazione della notificazione nulla. Nel procedimento davanti alla Corte di cassazione il dispositivo deliberato in camera di consiglio - anche nelle controversie in materia di lavoro e al contrario rispetto a quanto previsto per queste ultime nei giudizi di merito dove si procede alla lettura in udienza - non assume rilevanza esterna, ma è un atto avente valore meramente interno; conseguentemente, atteso che le sentenze hanno valore d'atto giurisdizionale solo con la pubblicazione, alla Corte è consentito modificare l'originario dispositivo sino a tale momento. (In applicazione di tale principio la Corte Cass. ha ritenuto legittima la rinnovazione della notificazione nulla del ricorso incidentale, disposta con dispositivo diverso rispetto ad uno precedente che aveva dichiarato l'inammissibilità dello stesso ricorso incidentale). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.9892 del 11/05/2005 ...