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Timestamp: 2018-07-22 23:58:31+00:00
Document Index: 90697254

Matched Legal Cases: ['art. 167', 'art. 167', 'art. 146', 'art. 167', 'art. 167', 'art. 12', 'sentenza ', 'art 167']

La Regione autonoma della Sardegna diffida il Comune di Carloforte: “rimuovete l’asfalto abusivo delle stradine rurali o lo facciamo noi”. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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La Regione autonoma della Sardegna diffida il Comune di Carloforte: “rimuovete l’asfalto abusivo delle stradine rurali o lo facciamo noi”.
marzo 18, 2016 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
Il Servizio Tutela del paesaggio di Cagliari della Regione autonoma della Sardegna ha diffidato (nota prot. n. 10264/TP/CA-CI del 14 marzo 2016) il Comune di Carloforte a “comunicare con la dovuta sollecitudine l’esito della” ordinanza dirigenziale n. 41/2015 del 14 dicembre 2015 con cui il Responsabile dell’Area tecnica del Comune di Carloforte arch. Domenico Mario Canu aveva disposto “la dovuta rimozione dello strato bituminoso e la rimessa in pristino dello stato dei luoghi” riguardo la bitumatura abusiva (mq. 2.040) della viabilità rurale in loc. Sabino, “significando che, in assenza di riscontri, si procederà all’attivazione delle procedure sostitutive previste dalla normativa”.
E’ il rapido esito dell’istanza rivolta (8 marzo 2016) dall’’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus per il ripristino ambientale coattivo a spese dei trasgressori (art. 167 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.). Coinvolti anche il Ministero per i Beni e Attività Culturali, alla Soprintendenza cagliaritana per le Belle Arti e il Paesaggio e, per gli aspetti di competenza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari e la Procura regionale della Corte dei conti per la Sardegna.
In contemporanea, il Servizio Tutela del paesaggio di Cagliari della Regione autonoma della Sardegna ha intimato (nota prot. n. 10269/TP/CA-CI del 14 marzo 2016) al Comune di Carloforte di provvedere in merito alla demolizione non autorizzata di parte del muro di recinzione dello Stadio comunale “Pino Solitario” in disuso: “il segnalato mancato rispetto della normativa può trovare soluzione unicamente in due modi: ripristinando lo stato dei luoghi (con ricostruzione del muro) oppure richiedendo un accertamento di compatibilità paesaggistica ai sensi dell’art. 167 e solo in quest’ultima sede l’amministrazione potrebbe illustrare le motivazioni ritenute utili a giustificare le proprie azioni”.
Carloforte, Sabino, strada bitumata (feb. 2016)
La vicenda relativa alla bitumatura stradale “abusiva” dura ormai da un anno.
Come si ricorderà, nel giugno 2015 il Servizio regionale Tutela del paesaggio di Cagliari aveva risposto (nota prot. n. 22636/TP/CA-CI del 19 maggio 2015) alla richiesta di informazioni ambientali inoltrata (29 aprile 2015) in proposito dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus: aveva reso noto trattarsi di “opere per le quali non è stata richiesta l’autorizzazione ai sensi dell’art. 146 del D. Lgs. 42 del 22.01.2004 ovvero eseguite in difformità alla stessa”, visto che sono state effettuate “in località Sabino … pavimentazione stradale in bitume, contravvenendo alla prescrizione indicata nella Determina di Autorizzazione 468 del 17/02/2014 di provvedere alla riparazione della strada esistente nei tratti ammalorati con operazioni di pulizia, chiusura delle buche e stesura di un manto stradale analogo all’esistente, costituito da calcestruzzo cementizio, in modo da non modificare di fatto il grado di compatibilità paesaggistica attuale dell’infrastruttura esistente” e, nel contempo, il Comune di Carloforte aveva ricevuto l’intimazione al ripristino ambientale: “ai sensi dell’art. 167, comma 1, del D.Lgs. 42/04, l’Amministrazione in indirizzo è tenuta, entro 90 (novanta) giorni dalla ricezione della presente, a procedere, a proprie spese, alla rimessione in pristino dei luoghi, fatta salva la possibilità di attivare, nello stesso termine, la procedura di accertamento di compatibilità paesaggistica ai sensi del comma 4. A tal fine si precisa che … nel caso dell’intervento di bitumatura, si anticipa che la proposta di questo ufficio non sarà favorevole, stante l’espressa prescrizione”.
Il Servizio regionale Tutela del paesaggio di Cagliari aveva, inoltre, provveduto a informare la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari delle opere abusive riscontrate.
Carloforte, lavori di asfaltatura in loc. Sabino (aprile 2015)
Con ordinanza dirigenziale n. 41/2015 del 14 dicembre 2015 il Responsabile dell’Area tecnica del Comune di Carloforte arch. Domenico Mario Canu aveva disposto “la dovuta rimozione dello strato bituminoso e la rimessa in pristino dello stato dei luoghi”.
Obbligata a effettuare le operazioni la società romana Professionisti del Paesaggio s.r.l., individuata quale autrice dei lavori realizzati in insanabile contrasto con i pareri e le autorizzazioni paesaggistiche emanate dalla Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio di Cagliari (nota prot. 1643 del 30 gennaio 2014) e dal Servizio regionale Tutela paesaggistica di Cagliari (determinazione n.469/TP CA-CI del 17 febbraio 2014).
Secondo il provvedimento comunale, i lavori inerenti il “Progetto di manutenzione, messa in sicurezza e valorizzazione delle strade comunali extra urbane – strada comunale loc. Sabino” “risultano essere stati eseguiti in assenza di progetto e direzione lavori” e preventivamente “avrebbero dovuto essere valutate anche dal Savi in quanto ricadenti in area SIC”. Non solo: “l’intervento attuato sulla viabilità in località Sabino non è stato realizzato a seguito di ordinanza sindacali per motivi di urgenza, indifferibilità, sicurezza e pubblica incolumità”.
In poche parole, la società romana, titolare di altri lavori pubblici nella zona urbana di Carloforte, avrebbe eseguito i lavori senza alcun incarico formale “per la messa in sicurezza della strada a motivo della rilevata presenza di diverse buche esistenti ed in seguito altresì a numerosi solleciti da parte dei cittadini che la percorrevano quotidianamente … stante l’indisponibilità ad eseguirli da parte di altre ditte locali”, come scritto nella determinazione dirigenziale della medesima Area tecnica del Comune di Carloforte n. 528/2015 del 24 luglio 2015, con cui si affida (importo complessivo euro 1.903,20) “il servizio per la redazione della perizia tecnica inerente i lavori di manutenzione straordinaria sul manto stradale della strada extraurbana in località Sabino all’Ing Antonio Tiragallo”.
Ciò nonostante, con determinazione di liquidazione del Responsabile dell’Area servizi del Comune di Carloforte n. 124/2016 del 24 febbraio 2016 è stato liquidato l’importo complessivo di euro 35.014,75 in favore della Professionisti del paesaggio s.r.l. per i lavori di bitumazione stradale abusivi e oggetto del provvedimento di ripristino ambientale a spese del trasgressore.
Analogamente, era risultata non autorizzata la parziale demolizione del muro di recinzione dello Stadio comunale in disuso “Pino Solitario” [1] per realizzarvi un area spettacoli:
Constatata finora l’assenza di volontà da parte dell’Amministrazione comunale carlofortina, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica che in tempi brevi siano le Amministrazioni statali e regionali preposte alla tutela del paesaggio a effettuare il prescritto ripristino ambientale (art. 167 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) a spese di chi ha realizzato le opere abusive, così come siano la Magistratura ordinaria e la Magistratura erariale a far chiarezza sulle responsabilità di quanto accaduto.
[1] per lo Stadio comunale ormai dismesso, la cui iniziale realizzazione risale agli anni ’30 del secolo scorso a cui sono seguito diversi rimaneggiamenti nel corso del tempo, il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva chiesto l’avvio della procedura di verifica dell’interesse culturale (art. 12 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.). Erano seguite repliche piccate quanto poco consone da parte dell’Amministrazione comunale carlofortina.
Carloforte, centro storico visto dal mare
Categorie:aree urbane, beni culturali, biodiversità, coste, difesa del territorio, paesaggio, pianificazione, società, sostenibilità ambientale, trasporti Tag:ambiente, aree urbane, beni culturali, biodiversità, bitumatura strade, Carloforte, difesa del territorio, Gruppo d'Intervento Giuridico, paesaggio, rimessione in pristino, Sabino, Stadio comunale dismesso "Pino Solitario", viabilità
marzo 20, 2016 alle 9:01 am
Ci auguriamo il ripristino della strada,in maniera regolare.
marzo 21, 2016 alle 10:54 am
Anche a Carloforte referendum..non ci facciamo mancare nulla.
aprile 9, 2016 alle 12:38 pm
da La Nuova Sardegna, 8 aprile 2016
Carloforte, ricorso al Tar per l’asfalto in località Sabino. Contenzioso tra l’azienda che eseguì i lavori e il Comune. (Simone Repetto) (http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2016/04/08/news/carloforte-ricorso-al-tar-per-l-asfalto-in-localita-sabino-1.13261586?ref=hfnscaec-1)
CARLOFORTE. Finisce in tribunale l’intricata vicenda dell’asfalto al Sabino. La Professionisti del Paesaggio, impresa romana che un anno fa aveva sistemato circa 2 mila metri quadri di asfalto su una strada comunale costruita in calcestruzzo e dissestata in località Sabino, ha presentato ricorso al Tar Sardegna contro l’ordinanza comunale del 14 dicembre scorso, quando il responsabile dell’area tecnica imponeva all’impresa la rimozione dello strato bituminoso ed il ripristino dello stato dei luoghi a sue spese. Motivo: aver eseguito lavori nei fatti abusivi, ovvero senza autorizzazioni, progettazione e direzione tecnica. L’allora responsabile dell’area tecnica Domenico Canu, nell’ordinanza mise in evidenza come la Soprintendenza competente, in risposta ad un quesito comunale, avesse bocciato l’uso di asfalto per tappare le buche stradali, dovendo invece usare calcestruzzo. Subito dopo la colata di bitume, i carabinieri avviarono un’inchiesta e, successivamente, il servizio regionale tutela paesaggistica diffidò il comune ad eseguire l’ordinanza, trovandosi altrimenti costretto ad avviare le “procedure sostitutive” previste dalla normativa. Ovvero esecuzione forzata del ripristino a spese di chi avrebbe dovuto farlo. Per il Comune la Professionisti del Paesaggio, ma non per l’impresa, rivoltasi perciò al Tar.
Tra le varie contraddizioni di questa vicenda, come ha fatto notare il Gruppo di Intervento Giuridico che l’ha denunciata, c’è il comportamento dello stesso ente comunale che, dopo l’esecuzione dei lavori (privi di un incarico formale), a luglio assegnò una perizia tecnica per riconoscerne la necessità (all’ingegner Antonio Tiragallo, in seguito divenuto responsabile dell’area tecnica al posto di Canu), poi emise l’ordinanza di ripristino a carico dell’impresa (considerando nei fatti quei lavori illegittimi) e, nel febbraio scorso, ritenne di dover liquidare l’impresa (per il evitare “l’indebito arricchimento dell’ente”, ovvero opera realizzata e non pagata) per circa 35 mila euro.
L’ultimo atto un mese fa, quando la giunta del sindaco Marco Simeone ha deciso di opporsi al ricorso presentato dall’impresa al Tar, ritenendo “necessario ed opportuno” farlo. Forse a fine mese, si conoscerà la prima sentenza del giudice su un caso amministrativo che promette risvolti anche in sede penale. E non è l’unico, in quanto sempre il servizio regionale di tutela paesaggistica, aveva contestato al comune l’abbattimento di parte del muro perimetrale del vecchio campo sportivo “Pino Solitario”, poiché avvenuto senza autorizzazione e rispetto della normativa vigente, intimando all’ente ricostruzione e ripristino o, in alternativa, l’accertamento di compatibilità paesaggistica.
maggio 18, 2016 alle 12:42 pm
Ora stanno pure cementando il glorioso Pino Solitario.
Ma è possibile fare tanti danni?
ottobre 29, 2016 alle 12:22 pm
perchè la soprintendenza con lettera del 26 ottobre 16 chiede al Comune di farle pervenire come già richiesto le “pratiche di accertamento compatibilità ai sensi dell’ art 167 “per le opere di bitumatura ? Non le aveva intimato di rimuoverlo ? O il ricorso al Tar lo impedisce ?
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