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Timestamp: 2019-12-09 05:01:35+00:00
Document Index: 83470790

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 41', 'art. 120', 'art. 33', 'art. 32', 'art. 120', 'art. 76', 'art. 37', 'art. 33', 'art. 97', 'art. 13']

Processo amministrativo – Rito appalti – Aggiudicazione – Impugnazione tardiva – Erronea denominazione del relativo provvedimento come aggiudicazione "provvisoria" anziché "definitiva" – Errore scusabile – Va riconosciuto. Appalti pubblici – incompetenza dell'organo che ha svolto la valutazione di anomalia dell'offerta – sussiste competenza del RUP e non della commissione di gara | AigaNapoli
Processo amministrativo – Rito appalti – Aggiudicazione – Impugnazione tardiva – Erronea denominazione del relativo provvedimento come aggiudicazione “provvisoria” anziché “definitiva” – Errore scusabile – Va riconosciuto. Appalti pubblici – incompetenza dell’organo che ha svolto la valutazione di anomalia dell’offerta – sussiste competenza del RUP e non della commissione di gara
TAR CAMPANIA, NAPOLI, SEZ. I – sentenza 11 Marzo 2019, n. 1382
Processo amministrativo – Rito appalti – Aggiudicazione – Impugnazione tardiva – Erronea denominazione del relativo provvedimento come aggiudicazione “provvisoria” anziché “definitiva” – Errore scusabile – Va riconosciuto
Appalti pubblici – incompetenza dell’organo che ha svolto la valutazione di anomalia dell’offerta – sussiste competenza del RUP e non della commissione di gara
In caso di impugnazione di aggiudicazione di una gara di appalto va rimesso in termine per errore scusabile il ricorrente che ha tardivamente impugnato l’aggiudicazione di una gara nel caso in cui la stazione appaltante, sotto la vigenza del nuovo codice appalti, abbia erroneamente denominato il relativo provvedimento come aggiudicazione “provvisoria” anziché “definitiva”
In forza del combinato disposto degli articoli 31 e 97 del nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 50/2016) la verifica dell’anomalia dell’offerta rientra nella competenza del R.U.P..
01382/2019 REG.PROV.COLL.
04687/2018 REG.RIC.
…………..s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato ………….., con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Comune di ………….., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato ………….., con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Napoli, via ………….., …………..;
Centrale Unica di Committenza ………….., in persona del legale rappresentante p.t., non costituito in giudizio;
………….. s.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., non costituito in giudizio;
– della determinazione del Sindaco – Responsabile dell’Area Tecnica del Comune di ………….. n. 272/511 del 13 ottobre 2018, con cui è stata disposta l’esclusione dell’offerta presentata dalla ricorrente nella procedura di gara per l’affidamento dei lavori di sistemazione finale, ripristino ambientale e messa in sicurezza definitiva e permanente della discarica comunale alla località …………..;
– ove occorra, di tutti gli atti istruttori ivi richiamati, ed in particolare della determinazione n. 471 del 3 ottobre 2018, con cui il Sindaco – Responsabile dell’Area Tecnica ha deciso di chiedere un parere legale, e del parere legale acquisito;
– di ogni altro atto a cui siano riferibili le censure contenute nei motivi di ricorso;
– della determina del Comune di …………..n. 544 del 30 ottobre 2018 recante aggiudicazione in favore della società …………..s.r.l..
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di …………..;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 20 febbraio 2019 il dott. Gianluca Di Vita e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
La …………..s.r.l. ha partecipato alla procedura indetta dalla Centrale Unica di Committenza …………..per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva, coordinamento della sicurezza e direzione dei lavori per la “sistemazione finale, ripristino ambientale e messa in sicurezza definitiva e permanente della discarica comunale alla località Monte Cappella – Chiaia” nel Comune di ………….., con importo a base d’asta di € 1.112.821,74 oltre oneri di sicurezza.
1) incompetenza e violazione degli artt. 31 e 97 del D.Lgs. n. 50/2016: l’atto sarebbe stato adottato da soggetto incompetente (Sindaco del Comune di …………..in qualità di responsabile dell’area tecnica) e non dal R.U.P., soggetto al quale le rubricate previsioni del Codice degli appalti pubblici ed il bando di gara attribuiscono il compito di provvedere alla verifica di congruità delle offerte con il supporto della commissione giudicatrice;
Si è costituito in giudizio il Comune di …………..che eccepisce l’improcedibilità del gravame per omessa impugnazione del provvedimento di aggiudicazione dell’appalto in favore della società …………..s.r.l. adottato con determina n. 544 del 30 ottobre 2018 e l’inammissibilità per mancata notifica alla predetta società controinteressata ai sensi dell’art. 41 c.p.a..
Avverso detta aggiudicazione la società ricorrente propone motivi aggiunti notificati anche alla …………..s.r.l., articolando censure di illegittimità derivata.
Il Comune di …………..oppone poi l’irricevibilità dei motivi aggiunti, in quanto tardivamente notificati il 6.12.2018, oltre il termine di cui all’art. 120, comma 5, del c.p.a., evidenziando che il provvedimento di aggiudicazione è stato trasmesso a tutti i partecipanti con nota prot. n. 5325 del 30.10.2018.
Quanto alla dedotta improcedibilità ed inammissibilità del ricorso introduttivo, va rilevato che la …………..s.r.l. vi ha posto rimedio mediante impugnazione del provvedimento di aggiudicazione (determina n. 544/2018) con motivi aggiunti affidati a profili di illegittimità derivata e ritualmente notificati, oltre che all’amministrazione appaltante, anche alla società controinteressata.
Con determinazione n. 544 del 30.10.2018 il Comune di …………..ha approvato i verbali della commissione di gara e, dopo aver preso atto del provvedimento di esclusione della …………..s.r.l. (oggetto del ricorso introduttivo) per anomalia dell’offerta, ha aggiudicato l’appalto “in via provvisoria” alla seconda classificata ………….. s.r.l. subordinando l’aggiudicazione definitiva “alla verifica antimafia di cui alla premessa non ancora pervenuta a questo ente, nonché alla approvazione del progetto migliorativo proposto dall’impresa da parte degli organi competenti (in sede di conferenza dei servizi)”.
Ebbene, la scelta praticata dall’amministrazione di disporre l’aggiudicazione provvisoria dell’appalto, riservando quella definitiva alla verifica antimafia e all’approvazione del progetto migliorativo proposto dall’aggiudicataria, si discosta dal vigente quadro normativo delineato dal D.Lgs. n. 50/2016 che, come noto, non prevede più la dicotomia “aggiudicazione provvisoria/definitiva” ma dispone che l’individuazione dell’aggiudicatario debba essere evidenziata nella proposta di aggiudicazione alla quale seguirà poi il provvedimento di aggiudicazione vero e proprio. In altri termini, con l’entrata in vigore del nuovo codice, non vi è più l’individuazione di un aggiudicatario in via provvisoria ma la stazione appaltante provvede all’aggiudicazione, previa verifica ed approvazione della proposta di aggiudicazione ai sensi dell’art. 33 del D.Lgs 50/2016 (cfr. art. 32, comma 5).
Ebbene, in via generale è noto che il termine per l’impugnativa del provvedimento di aggiudicazione ai sensi dell’art. 120, comma 5, del c.p.a. decorre dalla ricezione da parte del concorrente della comunicazione di cui all’articolo 79 del previgente codice degli appalti (menzionato dalla norma processuale) che corrisponde nella sua parte essenziale all’art. 76 del vigente D.Lgs. n. 50/2016.
Tuttavia, alla predetta conclusione in rito ostano due considerazioni che, in accoglimento della espressa richiesta formulata dalla difesa di parte ricorrente con l’ultima memoria di replica, consentono di accordare il beneficio della rimessione in termini per errore scusabile ai sensi dell’art. 37 c.p.a. (secondo cui “Il giudice può disporre, anche d’ufficio, la rimessione in termini per errore scusabile in presenza di oggettive ragioni di incertezza su questioni di diritto o di gravi impedimenti di fatto”) e, quindi, di propendere per la ritualità e tempestività dei motivi aggiunti.
In base alla richiamata disposizione del Codice degli appalti pubblici, la predetta comunicazione – che deve essere inviata d’ufficio immediatamente, e comunque non oltre 5 giorni ad opera della stazione appaltante – si riferisce all’ “aggiudicazione” (non ulteriormente qualificata), da intendersi come atto conseguente all’approvazione dell’organo competente e non alla “proposta di aggiudicazione” (di cui all’art. 33) o alla “aggiudicazione provvisoria” secondo la terminologia del codice previgente.
Nel caso specifico tale idoneità deve invece essere negata dal momento che, con la nota prot. n. 5325 del 30.10.2018, la centrale di committenza ha comunicato ai partecipanti che risultava “disposta l’aggiudicazione provvisoria”, non risultando quindi manifestata una definitiva e formalizzata volontà dell’amministrazione di aggiudicare l’appalto alla …………..s.r.l..
Venendo alla fattispecie in trattazione, dall’esame del provvedimento di esclusione si evince che la valutazione finale in ordine all’anomalia dell’offerta della …………..s.r.l. è stata adottata dal Responsabile del Servizio che, nella sostanza, ha condiviso le valutazioni del professionista esterno al quale l’amministrazione aveva deciso di affidare l’esame dei profili di criticità dell’offerta. Di contro, non risulta che il R.U.P. abbia mai espresso la propria valutazione conclusiva, essendosi limitato a rilevare l’esistenza di profili di criticità dell’offerta della Teknimond nonché a richiedere all’operatore le giustificazioni di cui all’art. 97 del Codice degli appalti, chiarimenti in ordine a specifici profili e, infine, ulteriori integrazioni (note n. 3617/2018, n. 3945/2018, n. 4286/2018).
La peculiare natura delle questioni esaminate e la difformità della valutazione sommaria svolta in fase cautelare rispetto alla decisione assunta all’esito dell’udienza pubblica giustificano la integrale compensazione delle spese processuali, fermo restando il diritto della società ricorrente al rimborso dei contributi unificati eventualmente versati per il ricorso introduttivo e i motivi aggiunti da parte dell’amministrazione soccombente ai sensi dell’art. 13, comma 6 bis.1 del D.P.R. n. 112/2002 (secondo cui “L’onere relativo al pagamento dei suddetti contributi è dovuto in ogni caso dalla parte soccombente, anche nel caso di compensazione giudiziale delle spese e anche se essa non si è costituita in giudizio”).
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Prima), definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso introduttivo e i motivi aggiunti proposti dalla società …………..s.r.l. e, per l’effetto, annulla gli atti impugnati.
Condanna il Comune di ………….. al rimborso dei contributi unificati eventualmente versati dalla società ricorrente in relazione al gravame introduttivo e ai motivi aggiunti.
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 20 febbraio 2019 con l’intervento dei magistrati:
Francesco Gargiulo2019-04-30T15:19:12+02:00