Source: https://flpdifesa.org/2016/11/incontro-in-funzione-pubblica-sul-rinnovo-dei-contratti-il-governo-folgorato-sulla-via-del-referendum-parla-di-85-e-di-incremento-a-regime-ma-non-modifica-le-previsioni-del-ddl-bilancio-riunione/
Timestamp: 2018-03-24 21:25:08+00:00
Document Index: 40589859

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'sentenza ', 'art. 52', 'art. 52', 'sentenza ', 'art. 11']

Incontro in Funzione Pubblica sul rinnovo dei contratti. Il Governo folgorato sulla via del referendum, parla di 85 € di incremento a regime, ma non modifica le previsioni del DDL bilancio. Solo fumo e niente arrosto, nessuna risposta alle questioni di ordine economico e normativo poste da CSE FLP | Flp Difesa
Problematiche buste paga: tassazione previdenziale degli arretrati corrisposti con la busta paga di novembre 2017 relativi ai passaggi economici 2016 e altre questioni inerenti la mancanza di dettagli sulle competenze accreditate. Lettera di FLP DIFESA al Direttore Generale (10778)
Rinnovo contrattuale - art. 35, permessi per visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici. Nell'ipotesi di CCNL per il comparto "Ricerca e istruzione", non previste analoghe regole per i docenti e i sindacati della scuola fanno festa.... Qualcosa non quadra, nota di FLP al riguardo. Il voto del 4 marzo si avvicina, e gli arretrati stanno per arrivare.... (3315)
I contenuti della parte economica dell'Ipotesi di CCNL del comparto Funzioni Centrali. Il danno e la beffa! Regalati sei mesi di arretrati per il 2015; per il 2016 e 2017 meno di dieci euro netti pro capite e, ma solo da marzo 2018, gli aumenti contrattuali che comunque si attestano ben al di sotto degli 85 € lordi. E il Governo ci chiede pure la solidarietà.....…. (2637)
Firmato il "contratto" del personale militare delle Forze Armate. Soddisfazione della Ministra Pinotti e del Governo, ma davvero tanti i malumori tra le Rappresentanze, che denunciano le forzature e le accelerazioni in vista della campagna elettorale e del voto del 4 marzo. Forte dissenso dei COCER di Aeronautica e Marina, che non firmano. Dunque, un'operazione elettorale, ma al contrario pare proprio.... (2517)
CCNL del comparto Funzioni Centrali 2018 2016 - Pubblichiamo la tabella predisposta da FLP DIFESA che reca tutti gli importi relativi agli arretrati dal 1 gennaio 2016 al 28 febbraio 2018 e agli incrementi retributivi dal 1 marzo 2018, distinti per area e fascia retributiva e con le somme al lordo e al netto. Emanata da PERSOCIV la circolare applicativa del CCNL (2516)
Pubblichiamo il testo del CCNL 2016-2018 del comparto FF.CC. con le firme delle OO.SS. che lo hanno sottoscritto (CGIL, CISL, UIL, CONFSAL e anche CONFINTESA, dopo non aver sottoscritto la preintesa). Il CCNL non è stato invece firmato da USB e da FLP, che giudica questo contratto "pessimo, povero" e anche antidemocratico a fronte della sentenza n, 231/2013 della Corte Costituzionale. (1865)
Messaggi di condoglianze e solidarietà
Paul McCartney a marcia NY contro armi 24 marzo 2018
Ricorda John Lennon, 'Uno dei miei migliori amici è morto qui'
Incontro in Funzione Pubblica sul rinnovo dei contratti. Il Governo folgorato sulla via del referendum, parla di 85 € di incremento a regime, ma non modifica le previsioni del DDL bilancio. Solo fumo e niente arrosto, nessuna risposta alle questioni di ordine economico e normativo poste da CSE FLP
Notiziario n. 137 del 29.11.2016 –
La Ministra Madia ad un incontro con le OO.SS. in Funzione Pubblica
Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa” della Confederazione relativo ai contenuti e alle risultanze dell’incontro di ieri in Funzione Pubblica che ha avuto per oggetto le problematiche legate al rinnovo dei contratti del P.I. per il periodo 2016-2018, entrate finalmente nell’agenda politica a seguito del pronunciamento di luglio 2015 della Corte Costituzionale in merito al ricorso proposto dalla FLP.
“La Confederazione CSE è stata convocata dal Ministro della Pubblica Amministrazione sulle tematiche riguardanti il rinnovo dei contratti pubblici. L’incontro si è svolto oggi in tarda mattinata ed è stato sostanzialmente deludente.
L’intendimento del Governo, a quanto si è potuto capire, è la stipula di un accordo politico prodromico all’apertura delle contrattazioni vere e proprie e per questo ha chiesto ai sindacati di illustrare le proprie richieste.
La CSE, pur riconoscendo la necessità di un accordo che disciplini, oltre agli stanziamenti per il rinnovo dei contratti, anche le possibili e indispensabili modifiche legislative, ha posto alcune questioni irrinunciabili:
Dopo sette anni di blocco contrattuale, condizione imprescindibile è l’aumento cospicuo degli stipendi tabellari. Le notizie circolate in questi giorni che vorrebbero gli aumenti concentrati sui salari di produttività o esclusivamente sui salari più bassi sarebbero, se confermate, inaccettabili. Per i redditi più bassi, inoltre, nessuno pensi ad un effetto di sostituzione tra gli aumenti contrattuali e la decontribuzione fiscale degli “80 euro”. Nessun sindacato degno di questo nome potrebbe firmare un contratto che sterilizza l’aumento contrattuale sottraendo tutti o parte degli 80 euro che devono invece essere mantenuti. La CSE ha chiesto inoltre alla delegazione governativa se le cifre lette in questi giorni sono reali e dove sarebbero “appostate”, cioè in quali provvedimenti normativi e per quali anni;
La CSE ha chiesto il superamento delle rigidità della Legge Brunetta: in primis, il superamento delle fasce di premialità così come sono state concepite nel Decreto Legislativo 150/2009; in secundis, il superamento del vincolo di copertura dei posti in organico esclusivamente mediante concorsi esterni e la possibilità di supplire attraverso l’esperienza professionale alla mancanza del titolo di studio richiesto per l’accesso dall’esterno;
Infine, la CSE ha chiesto un ripensamento del rapporto tra legge e contratto, che vede oggi la prima prevalere in modo netto sul secondo. La CSE ha ricordato al Governo che con il rinnovo contrattuale entrerebbero in vigore ulteriori norme contenute nella Legge Brunetta che sottrarrebbero alla contrattazione altre materie, rendendo di fatto i contratti assolutamente residuali proprio sul rapporto di lavoro, che risulterebbe regolato in via esclusiva dalla legge. Allo stesso modo, non è possibile la continua incursione delle Leggi di Bilancio sui fondi di salario accessorio del pubblico impiego, continuamente decurtati. Per la CSE è imprescindibile il ristoro dei tagli effettuati daivari Governi proprio sui fondi di quella produttività che anche questo Governo afferma di voler valorizzare. Su questa materia, infine, la delegazione CSE ha avvertito il Governo di non essere disponibile a trattare un accordo che vale solo per alcuni pezzi della pubblica amministrazione. In particolare, non è possibile immaginare accordi contrattuali che si applicassero a tutti i comparti tranne che a quello dell’Istruzione della Ricerca, normati invece dalla Legge cosiddetta della buona scuola.
Al di là delle richieste elencate, la CSE ha ben chiarito al Governo di non essere disponibile a strumentalizzazioni in vista del referendum di domenica prossima e che pertanto, qualora dovesse emergere che quelle di questi giorni fossero riunioni ai soli fini mediatico-elettorali, la risposta non potrà che essere durissima.
Rispetto alle richieste puntuali poste, la delegazione governativa non è andata oltre una generica disponibilità a rivedere parti della Legge Brunetta. Nessuna risposta sulla quantità degli stanziamenti, nessuna risposta sulla veridicità degli 85 euro di aumento che sono circolati sui giornali e nelle dichiarazioni attribuite al Ministro Madia, nessuna indicazione sulle modalità di prosieguo degli incontri sindacali.
A questo punto la CSE, pur dichiarandosi disponibile a continuare il confronto, non può che ritenere l’incontro odierno più ancora che deludente, altamente inconcludente “
Come si evince chiaramente dal comunicato di CSE, sorge il sospetto che l’iniziativa del Governo nei fatti sia tutta fumo e niente arrosto, e che sia banalmente finalizzata solo ad ammorbidire i lavoratori pubblici alla vigilia dell’appuntamento elettorale di domenica prossima.
Ci chiediamo: ma il Governo che oggi lascia intendere di voler offrire 85 € di aumento contrattuale (medio, però!!!!) a regime è lo stesso che, solo un mese fa, adottava il DDL di bilancio 2017 prevedendo, all’art. 52, un “fondo per il pubblico impiego” che di fatto destinava ai contratti circa 700 milioni di €, comprensivi peraltro dei 300 già previsti dalla legge di stabilità 2016, che avrebbero prodotto aumenti contrattuali medi di 15/20 € ? Ed è lo stesso Governo che, a legge non ancora licenziata in via definitiva dal Parlamento (oggi il maxiemendamento è stato votato dalla Camera, manca ancora il passaggio al Senato), esprime alle OO.SS. i propri intendimenti di accrescere le risorse destinate ai rinnovi contrattuali ma non modifica neanche di una sola cifra le previsioni contenute nello stesso art. 52 con riferimento agli stanziamenti per il P.I. per l’anno 2018?
Si, è proprio lo stesso Governo, quello del duo delle meraviglie Renzi-Madia. E, se è così, non resta allora altro da pensare che lo stesso Governo, al pari di Paolo di Tarso, sia stato improvvisamente folgorato sulla via che porta a Damasco (pardon, sulla via che porta al referendum).
Ne seguiremo gli sviluppi, e come al solito ne riferiremo puntualmente ai lavoratori.
Tags:aumento 85 € contratto statali confederazione CSE CSE Ministra Madia rinnovo contrattuale pubblico impiego
← La Corte Costituzionale blocca la c.d riforma Madia della P.A. Con la sentenza n. 251 depositata il 25 novembre, dichiarato illegittimo l’art. 11 che detta principi di delega per la riforma della Dirigenza. Governo Renzi, forse siamo proprio alla frutta…..
Approvato dalla Camera il maxiemendamento sul bilancio 2017. Non passano i tre emendamenti sollecitati da FLP DIFESA, parere negativo del Governo e sostegno zero da parte di A.D. Ma c’è una novità interessante per lo storico problema dell’area 1^… →
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