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Timestamp: 2017-12-18 15:52:13+00:00
Document Index: 105168591

Matched Legal Cases: ['art. 268', 'art. 268', 'art. 268', 'art. 268', 'art. 13', 'art. 33', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 294', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 299', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 89', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2']

IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO. Art. 20 co. 1 D.Lgs. 139 del - PDF
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1 IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO OMISSIONE NORMA VIOLATA NORMA PENALE SANZIONE Omessa richiesta di rilascio o rinnovo di certificato di prevenzione incendi Art. 20 co. 1 D.Lgs. 139 del Art. 20 co. 1 D.Lgs. 139 del Arresto fino ad 1 anno o ammenda da 258 a D.Lgs. 139 del Art Sanzioni penali e sospensione dell'attività 1. Chiunque, in qualità di titolare di una delle attività soggette al rilascio del certificato di prevenzione incendi, ometta di richiedere il rilascio o il rinnovo del certificato medesimo è punito con l'arresto sino ad un anno o con l'ammenda da 258 euro a euro, quando si tratta di attività che comportano la detenzione e l'impiego di prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti, da cui derivano in caso di incendio gravi pericoli per l'incolumità della vita e dei beni, da individuare con il decreto del Presidente della Repubblica previsto dall'articolo 16, comma 1. Falsa attestazione in certificazioni e dichiarazioni rese per il rilascio o il rinnovo di certificato di prevenzione incendi. Falsificazione di certificazioni e dichiarazioni rese per il rilascio o il rinnovo di certificato di prevenzione incendi. Art. 20 co. 2, D.Lgs. 139 del Art. 20, co. 2, D.Lgs. 139 del Reclusione da 3 mesi a 3 anni e multa da 103 a 516 D.Lgs. 139 del Art Sanzioni penali e sospensione dell'attività 2.Chiunque, nelle certificazioni e dichiarazioni rese ai fini del rilascio o del rinnovo del certificato di prevenzione incendi, attesti fatti non rispondenti al vero è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da 103 euro a 516 euro. La stessa pena si applica a chi falsifica o altera le certificazioni e dichiarazioni medesime. Omessa valutazione dei rischi con particolare riferimento ai rischi di incendio Art. 17, co. 1, lett. a Art. 55 co.1, lett. a (*) - È previsto l arresto da 6 mesi ad un anno e 6 mesi nei seguenti casi: Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a (*) a) nelle aziende industriali di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modifi cazioni, soggette all'obbligo di notifi ca o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto; b) nelle centrali termoelettriche; c) negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modifi cazioni; d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni; e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori; f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori; g) nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori. Inoltre: Nelle aziende dove i lavoratori sono esposti a rischi biologici (art. 268, da atmosfere esplosive, cancerogeni e mutageni, da amianto. D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro non delegabili 1. Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività: a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall'articolo 28; b) la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi. Incompleta redazione della valutazione dei rischi. Valutazione dei rischi priva di: - criteri adottati per la valutazione della stessa; - indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati; - individuazione delle procedure per l attuazione delle misure da realizzare nonché dei ruoli dell organizzazione aziendale che vi debbono provvedere. A tali ruoli devono essere assegnati soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; - individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale. Art. 28, co. 2, lett. a, b, d, f Art. 55 co.1, lett. a (*) - È previsto l arresto da 6 mesi ad un anno e 6 mesi nei seguenti casi: Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a (*) a) nelle aziende industriali di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni, soggette all'obbligo di notifica o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto; b) nelle centrali termoelettriche; c) negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni; d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni; e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori; f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori; g) nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori. Inoltre: Nelle aziende dove i lavoratori sono esposti a rischi biologici (art. 268, da atmosfere esplosive, cancerogeni e mutageni, da amianto. 10
2 IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO A rticoli tecnici D.Lgs. 81 del Art Oggetto della valutazione dei rischi 1. La valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all'età, alla provenienza da altri Paesi. 2. Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione, deve avere data certa e contenere: a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; b) l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a); c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; d) l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; e) l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; f) l'individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. 3. Il contenuto del documento di cui al comma 2 deve altresì rispettare le indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi contenute nei successivi titoli del presente decreto. Omessa adozione di provvedimenti a tutela della popolazione e dell ambiente. Omessa adozione di appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l ambiente esterno. Omessa verifica della perdurante assenza di rischio. Art. 18, co. 1, lett. q. Art. 55 co.1, lett. a (*) - È previsto l arresto da 6 mesi ad un anno e 6 mesi nei seguenti casi: Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a (*) a) nelle aziende industriali di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modifi cazioni, soggette all'obbligo di notifi ca o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto; b) nelle centrali termoelettriche; c) negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modifi cazioni; d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni; e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori; f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori; g) nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori. Inoltre: Nelle aziende dove i lavoratori sono esposti a rischi biologici (art. 268, da atmosfere esplosive, cancerogeni e mutageni, da amianto. D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all'articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: q) prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l'ambiente esterno verificando periodicamente la perdurante assenza di rischio; Omesso aggiornamento delle misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro Art. 18, co. 1, lett. z. Art. 55 co.1, lett. a (*) - È previsto l arresto da 6 mesi ad un anno e 6 mesi nei seguenti casi: Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a (*) a) nelle aziende industriali di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modifi cazioni, soggette all'obbligo di notifi ca o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto; b) nelle centrali termoelettriche; c) negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modifi cazioni; d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni; e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori; f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori; g) nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori. Inoltre: Nelle aziende dove i lavoratori sono esposti a rischi biologici (art. 268, da atmosfere esplosive, cancerogeni e mutageni, da amianto. 11
3 IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: z) aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione; Omessa nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione Art. 17, co. 1, lett. b. Art. 55 co.1, lett. b Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro non delegabili 1. Il datore di lavoro non puo delegare le seguenti attività: a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall articolo 28; b) la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi. Omessa designazione degli addetti all emergenza Omessa designazione dei lavoratori incaricati delle misure di lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di gestione dell emergenza Art. 18, co. 1, lett. b. Art. 43, co. 1, lett. b. Art. 55 co.4, lett. a Art. 55 co.4, lett. a Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 800 a Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 800 a D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: b) designare preventivamente i lavoratori incaricati dell attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell emergenza; D.Lgs. 81 del Art Disposizioni generali 1. Ai fini degli adempimenti di cui all articolo 18, comma 1, lettera t), il datore di lavoro: a) organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell emergenza; b) designa preventivamente i lavoratori di cui all articolo 18, comma 1, lettera b); Omessa adozione di appropriate misure per consentire l accesso nelle zone a rischio specifico dei soli lavoratori istruiti ed addestrati Art. 18, co. 1, lett. e. Art. 55 co.4, lett. a Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 800 a D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: e) prendere le misure appropriate affinchè soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; Omessa informazione, sui pericoli in essere, ai lavoratori esposti al rischio in merito alle disposizioni prese o da prendere in materia di protezione Art. 18, co. 1, lett. i. Art. 55 co.4, lett. a Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 800 a D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: i) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; 12
4 IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO Omessa informazione, sui pericoli in essere, ai lavoratori esposti al rischio in merito alle misure predisposte ed ai comportamenti da adottare Art. 43, co. 1, lett. c Art. 55 co.4, lett. a Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 800 a D.Lgs. 81 del Art Disposizioni generali 1. Ai fini degli adempimenti di cui all articolo 18, comma 1, lettera t), il datore di lavoro: c) informa tutti i lavoratori che possono essere esposti a un pericolo grave e immediato circa le misure predisposte e i comportamenti da adottare; Richiesta ai lavoratori in merito alla ripresa dell attività lavorativa in situazioni di pericolo immediato Art. 18, co. 1, lett. m. Art. 43, co. 4, D.Lgs. 81 Art. 55 co.4, lett. a Art. 55 co.4, lett. e Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 800 a Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: m) astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato; D.Lgs. 81 del Art Disposizioni generali 4. Il datore di lavoro deve, salvo eccezioni debitamente motivate, astenersi dal chiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato. Omessa formazione del datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione, di prevenzione incendi e di evacuazione. Art. 34, co. 2, D.Lgs. 81 Art. 55 co.4, lett. d Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a D.Lgs. 81 del Art Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi 1. Salvo che nei casi di cui all articolo 31, comma 6, il datore di lavoro puo svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, di primo soccorso, nonché di prevenzione incendi e di evacuazione, nelle ipotesi previste nell allegato 2 dandone preventiva informazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed alle condizioni di cui ai commi successivi. 2. Il datore di lavoro che intende svolgere i compiti di cui al comma 1, deve frequentare corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative, nel rispetto dei contenuti e delle articolazioni definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il termine di dodici mesi dall entrata in vigore del presente decreto legislativo. Fino alla pubblicazione dell accordo di cui al periodo precedente, conserva validità la formazione effettuata ai sensi dell articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997, il cui contenuto è riconosciuto dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in sede di definizione dell accordo di cui al periodo precedente. 3. Il datore di lavoro che svolge i compiti di cui al comma 1 è altresì tenuto a frequentare corsi di aggiornamento nel rispetto di quanto previsto nell accordo di cui al precedente comma. L obbligo di cui al precedente periodo si applica anche a coloro che abbiano frequentato i corsi di cui all articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997 e agli esonerati dalla frequenza dei corsi, ai sensi dell articolo 95 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n Omesso aggiornamento della formazione del datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione, di prevenzione incendi e di evacuazione. Art. 34, co. 3, D.Lgs. 81 Art. 55 co.4, lett. a Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 800 a D.Lgs. 81 del Art Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi 1. Salvo che nei casi di cui all articolo 31, comma 6, il datore di lavoro puo svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, di primo soccorso, nonché di prevenzione incendi e di evacuazione, nelle ipotesi previste nell allegato 2 dandone preventiva informazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed alle condizioni di cui ai commi successivi. 14
5 IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO 2. Il datore di lavoro che intende svolgere i compiti di cui al comma 1, deve frequentare corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative, nel rispetto dei contenuti e delle articolazioni definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il termine di dodici mesi dall entrata in vigore del presente decreto legislativo. Fino alla pubblicazione dell accordo di cui al periodo precedente, conserva validità la formazione effettuata ai sensi dell articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997, il cui contenuto è riconosciuto dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in sede di definizione dell accordo di cui al periodo precedente. 3. Il datore di lavoro che svolge i compiti di cui al comma 1 è altresì tenuto a frequentare corsi di aggiornamento nel rispetto di quanto previsto nell accordo di cui al precedente comma. L obbligo di cui al precedente periodo si applica anche a coloro che abbiano frequentato i corsi di cui all articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997 e agli esonerati dalla frequenza dei corsi, ai sensi dell articolo 95 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n Omessa informazione sulle procedure di emergenza Omessa informazione, da rivolgersi a tutti i lavoratori, sui rischi per la salute e la sicurezza dell attività sulle procedure di primo soccorso, lotta antincendio, evacuazione dei luoghi di lavoro Art. 36, co. 1 D.Lgs. 81 Art. 18 co. 1 lett. l Art. 55 co.4, lett. a Art. 55 co.4, lett. e Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 800 a Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a D.Lgs. 81 del Art Informazione ai lavoratori 1. Il datore di lavoro provvede affinchè ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione: a) sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attività della impresa in generale; b) sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l evacuazione dei luoghi di lavoro; c) sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 45 e 46. d) sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione, e del medico competente. D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37; Omessa formazione degli addetti antincendio Art. 18 co. 1 lett. l Art. 55 co.4, lett. e Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a Art. 37 co. 9, D.Lgs. 81 D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37; D.Lgs. 81 del Art. 37, co. 9. I lavoratori incaricati dell attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell emergenza devono ricevere un adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; in attesa dell emanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell articolo 46, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell interno in data 10 marzo 1998, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998, attuativo dell articolo 13 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n Omessa formazione dei lavoratori sui rischi specifici dell attività lavorativa. Art. 18 co. 1 lett. l Art. 55 co.4, lett. e Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a Art. 37, co. 1, lett. a e b, D.Lgs. 81 del 16
6 IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37; D.Lgs. 81 del Art Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti 1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a: a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza; b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell azienda. Omessa informazione ai lavoratori sui rischi e sulle misure di prevenzione Omessa informazione, da rivolgersi a tutti i lavoratori, - sui rischi e sulle disposizioni aziendali in materia - sui pericoli connessi con l uso delle sostanze pericolose - sulle misure di prevenzione adottate Art. 36, co. 2, D.Lgs. 81 Art. 55 co.4, lett. a Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 800 a D.Lgs. 81 del Art Informazione ai lavoratori 2. Il datore di lavoro provvede altresì affinchè ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione: a) sui rischi specifici cui è esposto in relazione all attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia; b) sui pericoli connessi all uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica; c) sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate. Omessa predisposizione del piano di emergenza ed evacuazione. Omessa adozione di misure per il controllo delle situazioni di emergenza ed istruzioni ai lavoratori per l abbandono del luogo di lavoro Art. 18, co. 1 lett h Art. 43, co. 1 lett d Art. 55 co.4, lett. b Art. 55, co. 4, lett. b da a da a D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinchè i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; D.Lgs. 81 del Art Disposizioni generali 1. Ai fini degli adempimenti di cui all articolo 18, comma 1, lettera t), il datore di lavoro: d) programma gli interventi, prende i provvedimenti e dà istruzioni affinchè i lavoratori, in caso di pericolo grave e immediato che non puo essere evitato, possano cessare la loro attività, o mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro; Omessa adozione di misure di prevenzione incendi e per la tutela dell incolumità dei lavoratori, per la mancata effettuazione annuale della prova di evacuazione nelle aziende soggette a certificato di prevenzione incendi o con più di 10 addetti Art. 46, co. 2 D.Lgs. 81 Punto 7.4 allegato D.M Art. 55 co.4, lett. b da a
7 IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO A rticoli tecnici D.Lgs. 81 del Art Prevenzione incendi 1. La prevenzione incendi è la funzione di preminente interesse pubblico, di esclusiva competenza statuale, diretta a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell ambiente. 2. Nei luoghi di lavoro soggetti al presente decreto legislativo devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l incolumità dei lavoratori. D.M Art Misure preventive, protettive e precauzionali di esercizio 1. All esito della valutazione dei rischi di incendio, il datore di lavoro adotta le misure finalizzate a: a) ridurre la probabilità di insorgenza di un incendio secondo i criteri di cui all allegato II; b) realizzare le vie e le uscite di emergenza previste dall art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, di seguito denominato decreto del Presidente della Repubblica n. 547/1955, così come modificato dall art. 33 del decreto legislativo n. 626/1994, per garantire l esodo delle persone in sicurezza in caso di incendio, in conformità ai requisiti di cui all allegato III; c) realizzare le misure per una rapida segnalazione dell incendio al fine di garantire l attivazione dei sistemi di allarme e delle procedure di intervento, in conformità ai criteri di cui all allegato IV; d) assicurare l estinzione di un incendio in conformità ai criteri di cui all allegato V; e) garantire l efficienza dei sistemi di protezione antincendio secondo i criteri di cui all allegato VI; f) fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui rischi di incendio secondo i criteri di cui all allegato VII. 2. Per le attività soggette al controllo da parte dei Comandi provinciali dei vigili del fuoco ai sensi dal decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, le disposizioni del presente articolo si applicano limitatamente al comma 1, lettere a), e) ed f). Art Gestione dell emergenza in caso di incendio 1. All esito della valutazione dei rischi d incendio, il datore di lavoro adotta le necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio riportandole in un piano di emergenza elaborato in conformità ai criteri di cui all allegato VIII. 2. Ad eccezione delle aziende di cui all art. 3, comma 2, del presente decreto, per i luoghi di lavoro ove sono occupati meno di 10 dipendenti, il datore di lavoro non è tenuto alla redazione del piano di emergenza, ferma restando l adozione delle necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio. Allegato D.M punto ESERCITAZIONI ANTINCENDIO Nei luoghi di lavoro ove, ai sensi dell art. 5 del presente decreto, ricorre l obbligo della redazione del piano di emergenza connesso con la valutazione dei rischi, i lavoratori devono partecipare ad esercitazioni antincendio, effettuate almeno una volta l anno, per mettere in pratica le procedure di esodo e di primo intervento. Nei luoghi di lavoro di piccole dimensioni, tale esercitazione deve semplicemente coinvolgere il personale nell attuare quanto segue: - percorrere le vie di uscita - identificare le porte resistenti al fuoco, ove esistenti; - identificare la posizione dei dispositivi di allarme; - identificare l ubicazione delle attrezzature di spegnimento. L allarme dato per esercitazione non deve essere segnalato ai vigili del fuoco. I lavoratori devono partecipare l esercitazione e qualora ritenuto opportuno, anche il pubblico. Tali esercitazioni non devono essere svolte quando siano presenti notevoli affollamenti o persone anziane od inferme. Devono essere esclusi dalle esercitazioni i lavoratori la cui presenza è essenziale alla sicurezza del luogo di lavoro. Nei luoghi di lavoro di grandi dimensioni, in genere, non dovrà essere messa in atto un evacuazione simultanea dell intero luogo di lavoro. In tali situazioni l evacuazione da ogni specifica area del luogo di lavoro deve procedere fino ad un punto che possa garantire a tutto il personale di individuare il percorso fino ad un luogo sicuro. Nei luoghi di lavoro di grandi dimensioni, occorre incaricare degli addetti, opportunamente informati, per controllare l andamento dell esercitazione e riferire al datore di lavoro su eventuali carenze. Una successiva esercitazione deve essere messa in atto non appena: - una esercitazione abbia rivelato serie carenze e dopo che sono stati presi i necessari provvedimenti; - si sia verificato un incremento del numero dei lavoratori; - siano stati effettuati lavori che abbiano comportato modifiche alle vie di esodo. Quando nello stesso edificio esistono più datori di lavoro l amministratore condominiale promuove la collaborazione tra di essi per la realizzazione delle esercitazioni antincendio. Omessa adozione di misure di prevenzione incendi e per la tutela dell incolumità dei lavoratori (prescrizione generale) Art. 46, co. 2 D.Lgs. 81 Art. 55 co.4, lett. b da a D.Lgs. 81 del Art Prevenzione incendi 1. La prevenzione incendi è la funzione di preminente interesse pubblico, di esclusiva competenza statuale, diretta a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell ambiente. 2. Nei luoghi di lavoro soggetti al presente decreto legislativo devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l incolumità dei lavoratori. 19
8 IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del (prescrizione generale) Art. 64 co. 1 lett. a, Art. 63, co. 1, D.Lgs. 81 del D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro 1. Il datore di lavoro provvede affinchè: a) i luoghi di lavoro siano conformi ai requisiti di cui all articolo 63, commi 1, 2 e 3; D.Lgs. 81 del Art Requisiti di salute e di sicurezza 1. I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell allegato IV. Omessa predisposizione di idonei presidi antincendio, ivi compresi gli estintori portatili. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del D.Lgs. 81 del. Art. 64, co. 1, lett. a, Allegato IV, punto Art. 68 co.1 lett b D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro 1. Il datore di lavoro provvede affinchè: a) i luoghi di lavoro siano conformi ai requisiti di cui all articolo 63, commi 1, 2 e 3; D.Lgs. 81 del Art Requisiti di salute e di sicurezza 1. I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell allegato IV. D.Lgs. 81 del Allegato IV devono essere predisposti mezzi ed impianti di estinzione idonei in rapporto alle particolari condizioni in cui possono essere usati, in essi compresi gli apparecchi estintori portatili o carrellati di primo intervento. Detti mezzi ed impianti devono essere mantenuti in efficienza e controllati almeno una volta ogni sei mesi da personale esperto; Omessa manutenzione periodica di idonei presidi antincendio, ivi compresi gli estintori portatili. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del D.Lgs. 81 del. Art. 64, co. 1, lett. a, Allegato IV, punto D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro 1. Il datore di lavoro provvede affinchè: a) i luoghi di lavoro siano conformi ai requisiti di cui all articolo 63, commi 1, 2 e 3; D.Lgs. 81 del Art Requisiti di salute e di sicurezza 1. I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell allegato IV. Art. 68 co.1 lett b D.Lgs. 81 del Allegato IV devono essere predisposti mezzi ed impianti di estinzione idonei in rapporto alle particolari condizioni in cui possono essere usati, in essi compresi gli apparecchi estintori portatili o carrellati di primo intervento. Detti mezzi ed impianti devono essere mantenuti in efficienza e controllati almeno una volta ogni sei mesi da personale esperto; Omesso mantenimento in sicurezza, sgombre e libere da ostacoli, di vie di esodo e uscite di emergenza Art. 64 co. 1 lett. b, Art. 68 co.1 lett b D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro 1. Il datore di lavoro provvede affinchè: a) i luoghi di lavoro siano conformi ai requisiti di cui all articolo 63, commi 1, 2 e 3; b) le vie di circolazione interne o all aperto che conducono a uscite o ad uscite di emergenza e le uscite di emergenza siano sgombre allo scopo di consentirne l utilizzazione in ogni evenienza; c) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare manutenzione tecnica e vengano eliminati, quanto più rapidamente possibile, i difetti rilevati che possano pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori; d) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate; e) gli impianti e i dispositivi di sicurezza, destinati alla prevenzione o all eliminazione dei pericoli, vengano sottoposti a regolare manutenzione e al controllo del loro funzionamento. 20
9 IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO A rticoli tecnici Omessa predisposizione di idonee vie di esodo e uscite di emergenza rapportate alla tipologia dei luoghi di lavoro ed al numero di persone presenti. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del D.Lgs. 81. Art. 64 co. 1 lett. a, Allegato IV, punto Art. 68 co.1 lett b D.Lgs. 81 del All. IV- Punto Il numero, la distribuzione e le dimensioni delle vie e delle uscite di emergenza devono essere adeguate alle dimensioni dei luoghi di lavoro, alla loro ubicazione, alla loro destinazione d uso, alle attrezzature in essi installate, nonché al numero massimo di persone che possono essere presenti in detti luoghi. Omessa predisposizione di uscite di emergenza di altezza pari a m 2,00 e larghezza minima conforme alla vigente normativa antincendio. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del D.Lgs. 81 del. Art. 64 co. 1 lett. a, Allegato IV, punto Art. 68 co.1 lett b D.Lgs. 81 del All. IV- Punto Le vie e le uscite di emergenza devono avere altezza minima di m 2,0 e larghezza minima conforme alla normativa vigente in materia antincendio. Omessa predisposizione di uscite di emergenza apribili nel verso dell esodo. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del. Art. 64 co. 1 lett. a, Allegato IV, punto Art. 68 co.1 lett b D.Lgs. 81 del All. IV- Punto Qualora le uscite di emergenza siano dotate di porte, queste devono essere apribili nel verso dell esodo e, qualora siano chiuse, devono poter essere aperte facilmente ed immediatamente da parte di qualsiasi persona che abbia bisogno di utilizzarle in caso di emergenza. L apertura delle porte delle uscite di emergenza nel verso dell esodo non è richiesta quando possa determinare pericoli per passaggio di mezzi o per altre cause, fatta salva l adozione di altri accorgimenti adeguati specificamente autorizzati dal Comando provinciale dei vigili del fuoco competente per territorio. Utilizzo, quale uscita di emergenza, di saracinesche a rullo, porte scorrevoli verticalmente e porte girevoli su asse centrale. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del. Art. 64 co. 1 lett. a, Allegato IV, punto Art. 68 co.1 lett b D.Lgs. 81 del All. IV- Punto Nei locali di lavoro e in quelli destinati a deposito è vietato adibire, quali porte delle uscite di emergenza, le saracinesche a rullo, le porte scorrevoli verticalmente e quelle girevoli su asse centrale. Omessa installazione di segnaletica a servizio delle vie di esodo. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del. Art. 64 co. 1 lett. a, Allegato IV, punto Art. 68 co.1 lett b D.Lgs. 81 del All. IV- Punto Le vie e le uscite di emergenza devono essere evidenziate da apposita segnaletica, conforme alle disposizioni vigenti, durevole e collocata in luoghi appropriati. Omessa installazione di illuminazione di emergenza a servizio delle vie di esodo. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del. Art. 64 co. 1 lett. a, Allegato IV, punto Art. 68 co.1 lett b D.Lgs. 81 del All. IV- Punto Le vie e le uscite di emergenza che richiedono un illuminazione devono essere dotate di un illuminazione di sicurezza di intensità sufficiente, che entri in funzione in caso di guasto dell impianto elettrico. Omessa predisposizione di illuminazione di emergenza necessaria ad evitare situazioni di pericolo. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del D.Lgs. 81 del. Art. 64 co. 1 lett. a, Allegato IV, punto Art. 68 co.1 lett b 21
10 IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO D.Lgs. 81 del All. IV- Punto Quando siano presenti più di 100 lavoratori e la loro uscita all aperto in condizioni di oscurità non sia sicura ed agevole; quando l abbandono imprevedibile ed immediato del governo delle macchine o degli apparecchi sia di pregiudizio per la sicurezza delle persone o degli impianti; quando si lavorino o siano depositate materie esplodenti o infiammabili, l illuminazione sussidiaria deve essere fornita con mezzi di sicurezza atti ad entrare immediatamente in funzione in caso di necessità e a garantire una illuminazione sufficiente per intensità, durata, per numero e distribuzione delle sorgenti luminose, nei luoghi nei quali la mancanza di illuminazione costituirebbe pericolo. Se detti mezzi non sono costruiti in modo da entrare automaticamente in funzione, i dispositivi di accensione devono essere a facile portata di mano e le istruzioni sull uso dei mezzi stessi devono essere rese manifeste al personale mediante appositi avvisi. Omessa manutenzione e ripristino in sicurezza di luoghi di lavoro, impianti e dispositivi Art. 64 co. 1 lett. c, Art. 64 co. 1 lett. e, Art. 68 co.1 lett b D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro 1. Il datore di lavoro provvede affinchè: a) i luoghi di lavoro siano conformi ai requisiti di cui all articolo 63, commi 1, 2 e 3; b) le vie di circolazione interne o all aperto che conducono a uscite o ad uscite di emergenza e le uscite di emergenza siano sgombre allo scopo di consentirne l utilizzazione in ogni evenienza; c) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare manutenzione tecnica e vengano eliminati, quanto più rapidamente possibile, i difetti rilevati che possano pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori; d) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate; e) gli impianti e i dispositivi di sicurezza, destinati alla prevenzione o all eliminazione dei pericoli, vengano sottoposti a regolare manutenzione e al controllo del loro funzionamento. PROGETTISTI E INSTALLATORI Omesso rispetto, da parte del progettista, dei principi generali di prevenzione in materia di sicurezza. Scelta di attrezzature, componenti e dispositivi di protezione non rispondenti alle disposizioni legislative Art. 22 D.Lgs. 81 del Art. 57 co. 1, D.Lgs. 81 Arresto fino ad 1 mese o ammenda da 600 a D.Lgs. 81 del Art Obblighi dei progettisti 1. I progettisti dei luoghi e dei posti di lavoro e degli impianti rispettano i principi generali di prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro al momento delle scelte progettuali e tecniche e scelgono attrezzature, componenti e dispositivi di protezione rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari in materia. Vendita, noleggio, concessione in uso di attrezzature, dispositivi di protezione individuali ed impianti non rispondenti alle disposizioni legislative da parte di fabbricanti o fornitori Art. 23 D.Lgs. 81 del Art. 57 co. 2, D.Lgs. 81 Arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da a D.Lgs. 81 del Art Obblighi dei fabbricanti e dei fornitori 1. Sono vietati la fabbricazione, la vendita, il noleggio e la concessione in uso di attrezzature di lavoro, dispositivi di protezione individuali ed impianti non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro. 2. In caso di locazione finanziaria di beni assoggettati a procedure di attestazione alla conformità, gli stessi debbono essere accompagnati, a cura del concedente, dalla relativa documentazione. Omessa installazione, da parte dell installatore, di impianti, attrezzature di lavoro o altri mezzi tecnici in conformità alle norme di sicurezza ed alle istruzioni del fabbricante. Art. 24 D.Lgs. 81 del Art. 57 co. 3, D.Lgs. 81 Arresto fino a 3 mesi o ammenda da a D.Lgs. 81 del Art Obblighi degli installatori 1. Gli installatori e montatori di impianti, attrezzature di lavoro o altri mezzi tecnici, per la parte di loro competenza, devono attenersi alle norme di salute e sicurezza sul lavoro, nonché alle istruzioni fornite dai rispettivi fabbricanti. SEGNALETICA DI SICUREZZA Omessa installazione di segnaletica di sicurezza conforme agli allegati da XXIV a XXXII del Art. 163 D.Lgs. 81 del Art. 165 D.Lgs
11 IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO A rticoli tecnici D.Lgs. 81 del Art Obblighi del datore di lavoro 1. Quando, anche a seguito della valutazione effettuata in conformità all articolo 28, risultano rischi che non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure, metodi, ovvero sistemi di organizzazione del lavoro, o con mezzi tecnici di protezione collettiva, il datore di lavoro fa ricorso alla segnaletica di sicurezza, conformemente alle prescrizioni di cui agli allegati da XXIV a XXXII. 2. Qualora sia necessario fornire mediante la segnaletica di sicurezza indicazioni relative a situazioni di rischio non considerate negli allegati da XXIV a XXXII, il datore di lavoro, anche in riferimento alle norme di buona tecnica, adotta le misure necessarie, secondo le particolarità del lavoro, l esperienza e la tecnica. Omessa formazione ai lavoratori, sotto forma di istruzioni precise, in merito al significato della segnaletica di sicurezza, ed ai comportamenti da seguire. Art. 164 co. 1 lett. b Art. 165 D.Lgs. 81 del D.Lgs. 81 del Art Informazione e formazione 1. Il datore di lavoro provvede affinchè: a) il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e i lavoratori siano informati di tutte le misure da adottare riguardo alla segnaletica di sicurezza impiegata all interno dell impresa ovvero dell unità produttiva; b) i lavoratori ricevano una formazione adeguata, in particolare sotto forma di istruzioni precise, che deve avere per oggetto specialmente il significato della segnaletica di sicurezza, soprattutto quando questa implica l uso di gesti o di parole, nonché i comportamenti generali e specifici da seguire. Omessa informazione al RLS e ai lavoratori in merito alle misure da adottare in materia di segnaletica di sicurezza nell attività produttiva. Art. 164 co. 1 lett. a Art. 165 D.Lgs. 81 del Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da a D.Lgs. 81 del Art Informazione e formazione 1. Il datore di lavoro provvede affinchè: a) il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e i lavoratori siano informati di tutte le misure da adottare riguardo alla segnaletica di sicurezza impiegata all interno dell impresa ovvero dell unità produttiva; b) i lavoratori ricevano una formazione adeguata, in particolare sotto forma di istruzioni precise, che deve avere per oggetto specialmente il significato della segnaletica di sicurezza, soprattutto quando questa implica l uso di gesti o di parole, nonché i comportamenti generali e specifici da seguire. VASCHE, CANALIZZAZIONI, TUBAZIONI, SILOS, ECC. Omessa verifica di assenza di atmosfere pericolose preventivamente all ingresso dei lavoratori in vasche, serbatoi e simili. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del. Allegato IV, punto D.Lgs. 81 del Allegato IV Punto Prima di disporre l entrata di lavoratori nei luoghi di cui al punto precedente, chi sovraintende ai lavori deve assicurarsi che nell interno non esistano gas o vapori nocivi o una temperatura dannosa e deve, qualora vi sia pericolo, disporre efficienti lavaggi, ventilazione o altre misure idonee. Omessa chiusura di valvole e condotti di adduzione di sostanze pericolose e omessa segnalazione del divieto di riapertura preventivamente all ingresso dei lavoratori in vasche, serbatoi e simili. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del. Allegato IV, punto D.Lgs. 81 del Allegato IV Punto Colui che sovraintende deve, inoltre, provvedere a far chiudere e bloccare le valvole e gli altri dispositivi dei condotti in comunicazione col recipiente, e a fare intercettare i tratti di tubazione mediante flange cieche o con altri mezzi equivalenti ed a far applicare, sui dispositivi di chiusura o di isolamento, un avviso con l indicazione del divieto di manovrarli. 23
12 IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO Omessa presenza, nelle operazioni che comportano ingresso dei lavoratori in vasche, serbatoi e simili, di altro lavoratore con funzione di assistenza. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del. Allegato IV, punto D.Lgs. 81 del Allegato IV Punto I lavoratori che prestano la loro opera all interno dei luoghi predetti devono essere assistiti da altro lavoratore, situato all esterno presso l apertura di accesso. Omessa adozione di cautele atte ad evitare il rischio di incendio e/o di esplosione in vasche, serbatoi e simili relativamente all ingresso dei lavoratori. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del. Allegato IV, punto 3.3. D.Lgs. 81 del Allegato IV Punto 3.3. Qualora nei luoghi di cui al punto 3.1. non possa escludersi la presenza anche di gas, vapori o polveri infiammabili od esplosivi, oltre alle misure indicate nell articolo precedente, si devono adottare cautele atte ad evitare il pericolo di incendio o di esplosione, quali la esclusione di fiamme libere, di corpi incandescenti, di attrezzi di materiale ferroso e di calzature con chiodi. Qualora sia necessario l impiego di lampade, queste devono essere di sicurezza. Omessa corretta collocazione di tubazioni e canalizzazioni al fine di evitare danno ai lavoratori in caso di perdite di liquidi o fughe di gas. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del D.Lgs. 81 del. Allegato IV, punto , D.Lgs. 81 del Allegato IV Punti e Le tubazioni e le canalizzazioni e le relative apparecchiature accessorie ed ausiliarie devono essere costruite e collocate in modo che: in caso di perdite di liquidi o fughe di gas, o di rotture di elementi dell impianto, non ne derivi danno ai lavoratori; Omessa segnalazione, da attuarsi tramite differente colorazione, di tubazioni e/o canalizzazioni contenenti liquidi o gas nocivi di diversa natura. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del D.Lgs. 81. Allegato IV, punto D.Lgs. 81 del Allegato IV Punto Quando esistono più tubazioni o canalizzazioni contenenti liquidi o gas nocivi o pericolosi di diversa natura, esse e le relative apparecchiature devono essere contrassegnate, anche ad opportuni intervalli se si tratta di reti estese, con distinta colorazione, il cui significato deve essere reso noto ai lavoratori mediante tabella esplicativa. Omessa informazione ai lavoratori, mediante tabella esplicativa, in merito alla diversa colorazione di tubazioni e/o canalizzazioni contenenti liquidi o gas nocivi di diversa natura. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del D.Lgs. 81 del. Allegato IV, punto D.Lgs. 81 del Allegato IV Punto Quando esistono più tubazioni o canalizzazioni contenenti liquidi o gas nocivi o pericolosi di diversa natura, esse e le relative apparecchiature devono essere contrassegnate, anche ad opportuni intervalli se si tratta di reti estese, con distinta colorazione, il cui significato deve essere reso noto ai lavoratori mediante tabella esplicativa. 24
13 IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO A rticoli tecnici Omessa predisposizione di idonei sistemi di sezionamento di parti di tubazioni o canalizzazioni chiuse, contenenti liquidi o gas nocivi. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del D.Lgs. 81 del. Allegato IV, punto 3.7 D.Lgs. 81 del Allegato IV Punto 3.7. Le tubazioni e le canalizzazioni chiuse, quando costituiscono una rete estesa o comprendono ramificazioni secondarie, devono essere provviste di dispositivi, quali valvole, rubinetti, saracinesche e paratoie, atti ad effettuare l isolamento di determinati tratti in caso di necessità Omessa conservazione in luogo idoneo e separato, di recipienti adibiti al trasporto di liquidi o materie infiammabili o comunque nocive, con indicazione di pieno e/o vuoto. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del. Allegato IV, punto D.Lgs. 81 del Allegato IV: I recipienti adibiti al trasporto dei liquidi o materie infiammabili, corrosive, tossiche o comunque dannose devono essere provvisti: di idonee chiusure per impedire la fuoriuscita del contenuto; di accessori o dispositivi atti a rendere sicure ed agevoli le operazioni di riempimento e svuotamento; di accessori di presa, quali maniglie, anelli, impugnature, atti a rendere sicuro ed agevole il loro impiego, in relazione al loro uso particolare; di involucro protettivo adeguato alla natura del contenuto I recipienti di cui al punto 3.10., compresi quelli vuoti già usati, devono essere conservati in posti appositi e separati, con l indicazione di pieno o vuoto se queste condizioni non sono evidenti Quelli vuoti, non destinati ad essere reimpiegati per le stesse materie già contenute, devono, subito dopo l uso, essere resi innocui mediante appropriati lavaggi a fondo, oppure distrutti adottando le necessarie cautele In ogni caso è vietato usare recipienti che abbiano già contenuto liquidi infiammabili o suscettibili di produrre gas o vapori infiammabili, o materie corrosive o tossiche, per usi diversi da quelli originari, senza che si sia provveduto ad una preventiva completa bonifica del loro interno, con la eliminazione di ogni traccia del primitivo contenuto o dei suoi residui o prodotti secondari di trasformazione. Utilizzo di recipienti destinati a contenere sostanze infiammabili o nocive per usi differenti da quelli originari, in assenza di completa bonifica del recipiente stesso. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del. Allegato IV, punto D.Lgs. 81 del Allegato IV: I recipienti adibiti al trasporto dei liquidi o materie infiammabili, corrosive, tossiche o comunque dannose devono essere provvisti: di idonee chiusure per impedire la fuoriuscita del contenuto; di accessori o dispositivi atti a rendere sicure ed agevoli le operazioni di riempimento e svuotamento; di accessori di presa, quali maniglie, anelli, impugnature, atti a rendere sicuro ed agevole il loro impiego, in relazione al loro uso particolare; di involucro protettivo adeguato alla natura del contenuto I recipienti di cui al punto 3.10., compresi quelli vuoti già usati, devono essere conservati in posti appositi e separati, con l indicazione di pieno o vuoto se queste condizioni non sono evidenti Quelli vuoti, non destinati ad essere reimpiegati per le stesse materie già contenute, devono, subito dopo l uso, essere resi innocui mediante appropriati lavaggi a fondo, oppure distrutti adottando le necessarie cautele In ogni caso è vietato usare recipienti che abbiano già contenuto liquidi infiammabili o suscettibili di produrre gas o vapori infiammabili, o materie corrosive o tossiche, per usi diversi da quelli originari, senza che si sia provveduto ad una preventiva completa bonifica del loro interno, con la eliminazione di ogni traccia del primitivo contenuto o dei suoi residui o prodotti secondari di trasformazione. Utilizzo di utensili e meccanismi che danno luogo a riscaldamenti pericolosi o scintille in ambienti dove si utilizzano, depositano, trasportano, materiali infiammabili od esplodenti o comunque vi sia pericolo di esplosione o incendio per presenza di gas, vapori, polveri. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del D.Lgs. 81. Allegato IV, punto
14 IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO D.Lgs. 81 del Allegato IV, Punto Nella fabbricazione, manipolazione, deposito e trasporto di materie infiammabili od esplodenti e nei luoghi ove vi sia pericolo di esplosione o di incendio per la presenza di gas, vapori o polveri, esplosivi o infiammabili, gli impianti, le macchine, gli attrezzi, gli utensili ed i meccanismi in genere non devono nel loro uso dar luogo a riscaldamenti pericolosi o a produzione di scintille. Utilizzo di sistemi di riscaldamento pericolosi in luoghi con pericolo di esplosione e/o incendio. Omesso adeguamento dei luoghi di lavoro all Allegato IV del D.Lgs. 81 del. Allegato IV, punto D.Lgs. 81 del Allegato IV punto Il riscaldamento dei locali nei quali si compiono le operazioni o esistono i rischi per fabbricazione, manipolazione, deposito e trasporto di materie infiammabili od esplodenti e nei luoghi ove vi sia pericolo di esplosione o di incendio per la presenza di gas, vapori o polveri, esplosivi o infiammabili deve essere ottenuto con mezzi e sistemi tali da evitare che gli elementi generatori o trasmittenti del calore possano raggiungere temperature capaci di innescare le materie pericolose ivi esistenti. ATMOSFERE ESPLOSIVE Omessa prevenzione della accensione di atmosfere esplosive. Omessa attenuazione degli effetti pregiudizievoli di una esplosione. Art. 289, co. 2, lett. a e b, D.Lgs. 81 del Art. 297 D.Lgs. 81 del D.Lgs. 81 del Art Prevenzione e protezione contro le esplosioni 1. Ai fini della prevenzione e della protezione contro le esplosioni, sulla base della valutazione dei rischi e dei principi generali di tutela di cui all articolo 15, il datore di lavoro adotta le misure tecniche e organizzative adeguate alla natura dell attività; in particolare il datore di lavoro previene la formazione di atmosfere esplosive. 2. Se la natura dell attività non consente di prevenire la formazione di atmosfere esplosive, il datore di lavoro deve: a) evitare l accensione di atmosfere esplosive; b) attenuare gli effetti pregiudizievoli di un esplosione in modo da garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori. 3. Se necessario, le misure di cui ai commi 1 e 2 sono combinate e integrate con altre contro la propagazione delle esplosioni e sono riesaminate periodicamente e, in ogni caso, ogniqualvolta si verifichino cambiamenti rilevanti. Omessa adozione di provvedimenti necessari per lo svolgimento del lavoro in condizioni di sicurezza nei luoghi dove possono svilupparsi atmosfere esplosive Art. 291, co. 1, lett. a Art. 297 D.Lgs. 81 del D.Lgs. 81 del Art Obblighi generali 1. Al fine di salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori, e secondo i principi fondamentali della valutazione dei rischi e quelli di cui all articolo 289, il datore di lavoro prende i provvedimenti necessari affinchè: a) dove possono svilupparsi atmosfere esplosive in quantità tale da mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori o di altri, gli ambienti di lavoro siano strutturati in modo da permettere di svolgere il lavoro in condizioni di sicurezza; b) negli ambienti di lavoro in cui possono svilupparsi atmosfere esplosive in quantità tale da mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori, sia garantito un adeguato controllo durante la presenza dei lavoratori, in funzione della valutazione del rischio, mediante l utilizzo di mezzi tecnici adeguati. Omessa adozione di provvedimenti necessari, nei luoghi dove possono svilupparsi atmosfere esplosive, per garantire un adeguato controllo, in funzione della valutazione del rischio, mediante mezzi tecnici adeguati Art. 291, co. 1, lett. b Art. 297 D.Lgs. 81 del D.Lgs. 81 del Art Obblighi generali 1. Al fine di salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori, e secondo i principi fondamentali della valutazione dei rischi e quelli di cui all articolo 289, il datore di lavoro prende i provvedimenti necessari affinchè: a) dove possono svilupparsi atmosfere esplosive in quantità tale da mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori o di altri, gli ambienti di lavoro siano strutturati in modo da permettere di svolgere il lavoro in condizioni di sicurezza; b) negli ambienti di lavoro in cui possono svilupparsi atmosfere esplosive in quantità tale da mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori, sia garantito un adeguato controllo durante la presenza dei lavoratori, in funzione della valutazione del rischio, mediante l utilizzo di mezzi tecnici adeguati. 26
15 IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO A rticoli tecnici Omesso coordinamento dell attuazione delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro con pericolo di esplosione. Omessa specifica, nel documento di protezione contro le esplosioni (previsto dall art. 294), dell obiettivo e delle modalità di attuazione del suddetto coordinamento. Art. 292, co. 2 D.Lgs. 81 Art. 297 D.Lgs. 81 del D.Lgs. 81 del Art Coordinamento 2. Fermo restando la responsabilità individuale di ciascun datore di lavoro e quanto previsto dall articolo 26, il datore di lavoro che è responsabile del luogo di lavoro, coordina l attuazione di tutte le misure riguardanti la salute e la sicurezza dei lavoratori e specifica nel documento sulla protezione contro le esplosioni, di cui all articolo 294, l obiettivo, le misure e le modalità di attuazione di detto coordinamento. Omessa ripartizione in zone delle aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive Art. 293, co. 1 D.Lgs. 81 Art. 297 D.Lgs. 81 del D.Lgs. 81 del Art Aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive 1. Il datore di lavoro ripartisce in zone, a norma dell allegato XLIX, le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive. 2. Il datore di lavoro assicura che per le aree di cui al comma 1 siano applicate le prescrizioni minime di cui all allegato L. 3. Se necessario, le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive in quantità tali da mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori sono segnalate nei punti di accesso a norma dell allegato LI. Omessa adozione delle prescrizioni minime di cui all allegato L di cui al D.Lgs. 81/2008 Art. 293, co. 2 D.Lgs. 81 Art. 297 D.Lgs. 81 del D.Lgs. 81 del Art Aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive 1. Il datore di lavoro ripartisce in zone, a norma dell allegato XLIX, le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive. 2. Il datore di lavoro assicura che per le aree di cui al comma 1 siano applicate le prescrizioni minime di cui all allegato L. 3. Se necessario, le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive in quantità tali da mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori sono segnalate nei punti di accesso a norma dell allegato LI. Omessa verifica, nelle aree in cui possono formarsi atmosfere pericolose, delle installazioni elettriche a norma dei Capi III e IV del D.P.R. 462 del Art. 296 D.Lgs. 81 del Art. 297 D.Lgs. 81 del D.Lgs. 81 del Art Verifiche 1. Il datore di lavoro provvede affinchè le installazioni elettriche nelle aree classificate come zone 0, 1, 20 o 21 ai sensi dell allegato XLIX siano sottoposte alle verifiche di cui ai capi III e IV del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n D.P.R. 462 del Capo III - Impianti in luoghi con pericolo di esplosione. Art Messa in esercizio e omologazione. 1. La messa in esercizio degli impianti in luoghi con pericolo di esplosione non puo essere effettuata prima della verifica di conformità rilasciata al datore di lavoro ai sensi del comma Tale verifica è effettuata dallo stesso installatore dell impianto, il quale rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi della normativa vigente. 3. Entro trenta giorni dalla messa in esercizio dell impianto, il datore di lavoro invia la dichiarazione di conformità all ASL o all ARPA territorialmente competenti. 4. L omologazione è effettuata dalle ASL o dall ARPA competenti per territorio, che effettuano la prima verifica sulla conformità alla normativa vigente di tutti gli impianti denunciati. 5. Nei comuni singoli o associati ove è stato attivato lo sportello unico per le attività produttive la dichiarazione di cui al comma 3 è presentata allo sportello. 6. Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro. Art Verifiche periodiche - Soggetti abilitati. 1. Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare regolari manutenzioni dell impianto, nonchè a far sottoporre lo stesso a verifica periodica 27
16 IL NUOVO QUADRO DELLE SANZIONI ANTINCENDIO ogni due anni. 2. Per l effettuazione della verifica, il datore di lavoro si rivolge all ASL o all ARPA od ad eventuali organismi individuati dal Ministero delle attività produttive, sulla base di criteri stabiliti dalla normativa tecnica europea UNI CEI. 3. Il soggetto che ha eseguito la verifica periodica rilascia il relativo verbale al datore di lavoro che deve conservarlo ed esibirlo a richiesta degli organi di vigilanza. 4. Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro. Capo IV - Disposizioni comuni ai capi precedenti. Art Verifiche straordinarie. 1. Le verifiche straordinarie sono effettuate dall ASL o dall ARPA o dagli organismi individuati dal Ministero delle attività produttive, sulla base di criteri stabiliti dalla normativa europea UNI CEI. 2. Le verifiche straordinarie sono, comunque, effettuate nei casi di: a) esito negativo della verifica periodica; b) modifica sostanziale dell impianto; c) richiesta del datore del lavoro. Art Variazioni relative agli impianti. 1. Il datore di lavoro comunica tempestivamente all ufficio competente per territorio dell ISPESL e alle ASL o alle ARPA competenti per territorio la cessazione dell esercizio, le modifiche sostanziali preponderanti e il trasferimento o spostamento degli impianti. 28
17 Articoli tecnici I principi generali sulla responsabilità del datore di lavoro di Giulio Benedetti Magistrato La delega di responsabilità nel D.Lgs. 09/04/2008 n. 81. Il nuovo testo unico sulla sicurezza del lavoro, il D.Lgs. 09/04/2008 n. 81, recepisce all art. 16 il dibattito dottrinale e giurisprudenziale sulla delega di responsabilità affermando quanto segue: La delega di funzioni da parte del datore di lavoro, ove non espressamente esclusa, è ammessa con i seguenti limiti e condizioni: a) che essa risulti da atto scritto recante data certa; b) che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate; c) che essa attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate; d) che essa attribuisca al delegato l autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate. Alla delega di cui al comma 1 deve essere data adeguata e tempestiva pubblicità. La delega di funzioni non esclude l obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. La vigilanza si esplica anche attraverso i sistemi di verifica e controllo di cui all articolo 30, comma quarto. Non sono delegabili (art. 17 del D.Lgs. n. 81/2008) le seguenti attività proprie e assolutamente tipiche del datore di lavoro: - la valutazione dei rischi e la redazione del relativo documento previsto dall articolo 28; - la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi. Contraltare al principio della delega di responsabilità è la previsione, anche essa di origine giurisprudenziale, contenuta nell art. 299 del D.Lgs. n. 81/2008, dell esercizio di fatto di poteri direttivi, per la quale le posizioni di garanzia rivestite dal datore di lavoro, dal suo delegato e dal suo preposto gravano altresì sul soggetto il quale, pur essendo sprovvisto di regolare investitura da parte del primo soggetto, ne eserciti in concreto i poteri giuridici relativi. Tale previsione è una tipica norma finalizzata ad impedire astuti e fittizi accorgimenti in tema di previsioni di responsabilità delegate che indichino quali responsabili dei reati ambientali e di sicurezza sul lavoro soggetti innocenti, ovvero le cosiddette teste di legno. I principi giurisprudenziali che regolano la ripartizione di responsabilità tra datore di lavoro delegante ed il soggetto delegato. La giurisprudenza (1) è intervenuta in materia di delega 29
18 I PRINCIPI GENERALI SULLA RESPONSABILITÀ DEL DATORE DI LAVORO di responsabilità affermando il principio generale per i quale sussiste un concorso di responsabilità fra il datore di lavoro ed il dirigente che venga designato, ai sensi dell art. 4, co. 4 lettera a), del D.Lgs. 19/09/1994 n. 626, quale responsabile del servizio di prevenzione e di protezione per l osservanza dei compiti previsti dal successivo articolo 9. Tra tali compiti rientra l obbligo di individuare i fattori di rischio e le misure di prevenzione da adottare nel caso concreto. La predetta responsabilità può essere esclusa soltanto laddove il titolare dell impresa, contestualmente alla nomina del suddetto nel predetto ruolo dirigenziale in materia di prevenzione degli infortuni attui in suo favore il trasferimento di tutti i compiti di natura tecnica. La sentenza afferma che: <<il D.P.R. n. 626 del 1994 all art. 4, nella formulazione originaria, distingueva tra gli obblighi indirizzati al solo datore di lavoro ed obblighi posti congiuntamente a carico di quest ultimo e dei dirigenti e preposti, disponendo nel comma 5, analogamente con quanto previsto dal DPR n. 547 del art. 4 che: il datore di lavoro, il dirigente e il preposto esercitano, dirigono o sovrintendono le attività indicate all art. 1 nell ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, adottando le misure necessarie per al sicurezza e la salute dei lavoratori, disposizione seguita da un nutrito elenco di ipotesi di intervento. Ma il successivo D.Lgs. del 19/03/1996 n. 242 ha abolito la distinzione tra obblighi indirizzati al solo datore di lavoro ed obblighi posti congiuntamente a carico di quest ultimo e dei dirigenti e preposti, quasi a volere individuare nel datore di lavoro l unico destinatario di tutti i precetti indirizzati al vertice gestionale dell azienda o dell ente. Infatti, nell enunciazione specifica del contenuto dei precetti da osservare, è stato eliminato ogni riferimento al dirigente, riportando invece, sotto l art. 1, comma 4 bis, la disposizione generale, secondo cui il datore di lavoro che esercita le attività soggette alla normativa prevenzionale e, nell ambito delle rispettive attribuzioni e competenze sovrintendono le stesse attività, sono tenuti al rispetto di tutte le regole dettate dalla disciplina prevenzionale, quasi a voler evidenziare, con questa diversa collocazione della norma, il suo precipuo carattere di criterio di massima, destinato essenzialmente a riconoscere ed autorizzare la piena disponibilità della stragrande maggioranza degli obblighi prevenzionali, eccezione fatta per quel ristretto nucleo di compiti prioritari espressamente indicati nel medesimo art. 1, comma 4 ter. La dottrina, preso atto dell eliminazione dall art. 4 della distinzione contenuta nel comma 5 e del trasferimento di quest ultima disposizione, nella prima sua parte, nell art. 1, comma 4 bis, si è chiesta quale sia il significato di tale variazione in apparenza solo topografica: si è chiesta, cioè, se tale variazione sia mera questione di tecnica legislativa, senza conseguenze sostanziali, ovvero sia un cambiamento di impostazione con notevoli riflessi sul piano sia teorico che pratico. Se, in sostanza, l innovazione stia a significare l adesione del legislatore del 1996 alla teoria dell ontologi- 30
19 I PRINCIPI GENERALI SULLA RESPONSABILITÀ DEL DATORE DI LAVORO A rticoli tecnici ca inscindibilità della posizione di garanzia dalla qualifica di datore di lavoro, con la conseguenza di ritenere che, senza una valida delega di funzioni, non possa sorgere nessuna responsabilità né del dirigente, né del preposto, perché su di loro non graverebbe iure proprio alcun obbligo prevenzionale o se l innovazione stia, invece, a significare che la modifica operata sul punto abbia semplicemente ripristinato la vecchia e sperimentata formula contenuta nel DPR n. 547/1955, art. 4, e anche nel DPR n. 303 del 1956, secondo cui i collaboratori del datore di lavoro sono al pari di quest ultimo, da considerare, per il fatto stesso di essere inquadrati come dirigenti o preposti e, nell ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, destinatari iure proprio dell osservanza dei precetti antinfortunistici, indipendentemente dal conferimento di una delega ad hoc. La scelta tra le due tesi, ad avviso di questo Collegio, non può che ricadere sulla seconda di esse. Sembra, invero, potersi affermare, innanzitutto, che è la stessa formulazione della norma, negli stessi pressoché identici termini usati dal DPR n. 547 del 1955, che consente di ritenere che il legislatore abbia voluto rendere i dirigenti e i preposti destinatari delle norme antinfortunistiche iure proprio, prescindendo dalla eventuale delega. E ciò anche alla luce della storia dell applicazione delle norme antinfortunistiche, successiva all entrata in vigore del DPR n. 547 del 1955, storia che insegna che la ragionevole articolazione del potere di intervento iure proprio e, quindi, l attribuzione di questo potere ai dirigenti e ai preposti, quotidianamente presenti nel luogo di lavoro e, pertanto, a costante contatto dei lavoratori, non può, di norma, che rendere più immediata e, quindi, più incisiva ed efficace la tutela antinfortunistica. In secondo luogo, è la stessa intestazione della rubrica dell art. 4 (obblighi del datore di lavoro, del dirigente e del preposto) che può far ritenere che per questi due ultimi soggetti sia stata prevista un investitura originaria e non derivata dei doveri di sicurezza, anche se i contenuti dell art. 4, dopo le modifiche apportate dal D.Lgs. n. 242 del 1996, elenca obblighi riferibili unicamente al datore di lavoro, non dovendo, peraltro trascurarsi che, se è vero che l art. 4 parla sempre e soltanto del datore di lavoro, è pur vero che l art. 89, dedicato alle sanzioni per le contravvenzioni commesse dai datori di lavoro e dai dirigenti, prevede, nel comma 2, che anche il dirigente, oltre che il datore di lavoro, possa essere punito per la violazione dell art. 4, comma 5, lett. b), d), e), h), l), n), q), e ciò nonostante che il dirigente non sia nominato nell art. 4. Ed è sufficiente, peraltro, scorrere i contenuto di queste disposizioni per cogliere che il dirigente è investito di dettagliate responsabilità in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro.>> I principi dottrinari che giustificano la delega di responsabilità in materia di diritto ambientale e di sicurezza sul lavoro. Le norme tradizionali regolatrici i rapporti all interno dell impresa, ovvero nell esercizio di un attività organizzata finalizzata alla produzione o allo scambio di beni e servizi secondo la definizione dell articolo 2082 del codice civile, hanno un carattere sinallagmatico (ovvero con carattere di scambio reciproco di assunzione di responsabilità tra i soggetti interessati) e consistono: - nell articolo 2087 del codice civile che obbliga il datore di lavoro all adozione, nell esercizio di impresa, di tutte le misure che, secondo la 31
20 I PRINCIPI GENERALI SULLA RESPONSABILITÀ DEL DATORE DI LAVORO particolarità del lavoro, dell esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro ; - nell articolo 2086 del codice civile che attribuisce all imprenditore il potere gerarchico sui collaboratori. Ne consegue che questi ultimi sono tenuti all osservanza delle direttive del datore di lavoro il quale, a sua volta, li tutela psichicamente e fisicamente sul luogo di lavoro dove, in definitiva, avviene uno scambio tra attività lavorativa prestata ed eterodiretta a fronte del corrispettivo rappresentato dal salario e dalla tutela dell integrità psico-fisica di cui l imprenditore è garante. Aggiungasi che l articolo 2087 del codice civile impone al datore di lavoro (2) l obbligo di aggiornarsi sulle tecniche di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e non può addurre a propria scusa, in caso di inosservanza, la mancata informazione attuata da organi ispettivi o di controllo a tal fine deputati. Per un lungo periodo nel nostro ordinamento non venne determinata la definizione di datore di lavoro la quale era soltanto enucleabile dall interpretazione logica della nozione di lavoratore subordinato indicata dalle norme penali in materia di igiene e sicurezza, mentre la prima definizione venne effettuata dal D.Lgs. n. 626/1994 per il quale (art. 2) il medesimo era considerato qualsiasi persona fisica o giuridica o soggetto pubblico che è titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore ed abbia la responsabilità dell impresa, ovvero dello stabilimento. Successivamente tale definizione venne innovata dall articolo 2 del D.Lgs. n. 242/1996 per il quale è datore di lavoro: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l organizzazione dell impresa, ha la responsabilità dell impresa stessa ovvero dell unità produttiva in quanto titolare dei poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all articolo 1, comma 2, del d.l. 3 febbraio 1993 n. 29, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale. Tale definizione se permette di individuare il datore di lavoro individuale tipico delle piccole realtà societarie di persone appare del tutto insufficiente se riferito alle caratteristiche dimensionali, spesso smisurate, dell impresa moderna, la quale di sovente è strutturata in organigrammi di difficile lettura e nel quale le competenze amministrative, decisionali e manageriali non sono definite un volta per tutte con chiarezza cristallina. Una prima chiave di lettura in materia è stabilita dall articolo 1, comma 4-ter, del D.Lgs. n. 626/994 che stabilisce per il datore di lavoro i seguenti adempimenti non delegabili ad altri soggetti: - la valutazione, nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze e dei preparati chimici impiegati, dei rischi per la sicurezza per la salute dei lavoratori con particolare riguardo alla natura dell attività svolta; - l elaborazione di una relazione sulla valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza e la salute durante il lavoro, nella quale sono specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; 32