Source: http://www.tribunale.forli.giustizia.it/index.asp?act=viewpost&categ=9_7&id_txt=218
Timestamp: 2019-10-20 04:09:44+00:00
Document Index: 101890764

Matched Legal Cases: ['art. 131', 'art. 1', 'art. 349', 'art. 131', 'art. 1', 'art. 529', 'art. 131']

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Sussiste la non punibilità per tenuità del fatto prevista dall’art. 131 bis c.p. (introdotta dall’art. 1 del d.lg.vo n. 28/2015) per il reato di cui all’art. 349 (violazione di sigilli), nel caso di parziale scollatura, senza pregiudizio dell’integrità dei sigilli, e a fronte di accesso all’immobile, sottoposto a vincolo di non utilizzo per mancanza dei requisiti di agibilità, del tutto occasionale ed estemporaneo.
Con decreto di citazione regolarmente notificato Omissis veniva tratta a giudizio per rispondere del reato di cui in epigrafe.
Presente l’imputata, l'istruzione dibattimentale avveniva mediante esame testimoniale, produzione documentale nonché esame dell’imputata.
All'esito le parti concludevano come in atti.
Dall'indagine svolta nel corso del dibattimento è risultata la non punibilità dell’imputata per tenuità del fatto.
Incontestata la soggezione dell’immobile di proprietà dell’imputata a divieto di utilizzo (per mancanza dei requisiti di agibilità) imposto con ordinanza emessa dal Comune di Forlì in data 16/11/2011, in virtù della quale erano stati anche posti i sigilli sulle porte dello stesso immobile, i testi Omissis e Omissis riferivano che nel corso del sopralluogo effettuato in data 12/2/2013 fu constatata la presenza dell’imputata all’interno dell’immobile nonché la parziale scollatura del sigillo posto in corrispondenza della porta d’ingresso dell’immobile (scollatura visibile nelle fotografie prodotte in atti).
Nel corso dell’esame dibattimentale l’imputata, premesso di non aver mai abitato l’immobile in questione in costanza del divieto di utilizzo impostole, riconosceva peraltro di esservi entrata il giorno 12/2/2013 – in spregio ai sigilli apposti – al solo fine di prelevare alcuni indumenti da portare all’anziana madre ricoverata in ospedale.
Tali le risultanze, indiscussa la violazione dei sigilli da parte dell’imputata, va tuttavia osservato che il dedotto carattere episodico della condotta, obiettivato dalla rimozione solo parziale dei sigilli – rimasti sostanzialmente idonei per il successivo ripristino previa incollatura – dall’integrità dei sigilli apposti nella porta del garage (anch’essi visibili nelle fotografie prodotte in atti) e dal mancato riscontro di un’utilizzazione dell’immobile prolungata nel tempo (in sostanziale aderenza con il divieto di utilizzo), consente di ricondurre il fatto nell’alveo della nuova causa di non punibilità per tenuità del fatto prevista dall’art. 131 bis c.p. nella formulazione introdotta dall’art. 1 del dlg.vo n. 28/2015, derivandone così ex art. 529 c.p.p. declaratoria di non doversi procedere per non punibilità dell’imputata ex art. 131 bis c.p.
dichiara non punibile l’imputata per particolare tenuità del fatto.
Forlì, 9/4/2015
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