Source: http://ilfallimentarista.it/rubriche/casi-e-sentenze-di-merito?classificazione=4647
Timestamp: 2020-02-18 07:01:15+00:00
Document Index: 111715187

Matched Legal Cases: ['art. 147', 'art. 38', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 147']

Casi e sentenze di merito su Fallimento in estensione
08 Novembre 2019 | di La Redazione
L’imprenditore dichiarato fallito ha legittimazione di fare accertare, in caso di società irregolare, che l’attività economica era riferibile non ad un imprenditore individuale, ma bensì ad ente collettivo, chiedendo l'estensione del fallimento ai soci illimitatamente responsabili, ai sensi dell’art. 147, comma 4 l. fall.
03 Gennaio 2019 | di La Redazione
L’estensione del fallimento al soggetto corresponsabile ex art. 38 c.c. trova il suo fondamento nell’art. 147 l.fall., che prevede appunto l’estensione ai soci del fallimento della società con soci illimitatamente responsabili. Una volta stabilito...
05 Ottobre 2018 | di La Redazione
La dichiarazione di fallimento dell’accomandatario di fatto (occulto) di una S.a.s. non costituisce una nuova ed autonoma dichiarazione di fallimento, ma una dichiarazione di fallimento “in estensione” ai sensi dell’art. 147 l.fall. e non richiede, pertanto, l’accertamento né dello stato di insolvenza, né dell’avvenuto superamento delle soglie di fallibilità perché tali presupposti sono gli stessi già valutati ed individuati con riguardo alla società dichiarata fallita.
18 Maggio 2018 | di La Redazione
In caso di fallimento di una società in nome collettivo e dei soci illimitatamente responsabile deve effettuarsi un’unica liquidazione del compenso finale per il curatore, calcolata sull’attivo complessivamente realizzato e sul passivo complessivamente accertato nelle masse relative alla società e ai due soci...
Fallimento in estensione: necessaria l’autorizzazione del G.D.
01 Agosto 2017 | di La Redazione
Il tema di fallimento in estensione, l’ autorizzazione del Giudice Delegato al ricorso è necessaria in quanto, stante l’abrogazione del fallimento d’ufficio, il procedimento di estensione del fallimento assume carattere..
Estensione del fallimento a soggetti legati al fallito da rapporti di parentela
Anche se l’affectio familiaris non è condizione sufficiente a connotare l’affectio societatis nei confronti dei terzi, dal contesto probatorio può trarsi il ragionevole convincimento dell’esistenza di una società di fatto e l'assoggettabilità al fallimento in estensione anche dei familiari che: abbiano prestato plurime garanzie personali e reali per le obbligazioni aziendali, stipulato numerosi contratti di mutuo e finanziamento al fine di garantire liquidità all’impresa dichiarata fallita, gestito alcuni affari dell’impresa fallita, usufruito dei ricavi aziendali su propri conti bancari, partecipato agli utili e alle perdite dell’impresa fallita e, infine, costituito, col fallito, una società a responsabilità limitata con il medesimo oggetto sociale dell’impresa fallita, facendola subentrare nei contratti di locazione e attivandola pochi mesi prima della cessazione dell’attività dell’impresa individuale, rendendo il sodalizio altresì acquirente delle attrezzature e delle merci riconducibili all'impresa individuale in decozione.
Niente fallimento in estensione se la partecipata è una società di mero fatto
L’art. 147, comma 5, l. fall. non può applicarsi anche all’ipotesi della previa declaratoria del fallimento di un soggetto collettivo, che si accertasse essere socio illimitatamente responsabile di una società di fatto. Questo in quanto non è possibile, secondo la disciplina codicistica (2631, comma 2), per una società di capitali, la partecipazione ad una società esercitata in via di mero fatto ovvero in forma occulta: la mancata formalizzazione della partecipazione attraverso la necessaria delibera assembleare, infatti, inibisce la venuta ad esistenza del legame societario.
Fallimento in estensione: società di capitali fallita, partecipazione in società di persone, imprenditore occulto
Qualora una società di capitali, dichiarata fallita, sia socia di una società di persone di fatto, non risulta applicabile l’art. 147, comma 5 l. fall.
Per l’estensione del fallimento di una s.r.l. alla sottostante società di fatto anche quest’ultima deve essere dichiarata insolvente
27 Febbraio 2014 | di La Redazione
In ipotesi di fallimento di una società di capitali che sia socia di una società di fatto, per l’estensione del fallimento a quest’ultima non si può prescindere dalla dichiarazione di insolvenza della società di persone di fatto e, quindi, dalla valutazione dei presupposti di fallibilità. L’art. 147 l. fall. detta, infatti, una unidirezionalità del fallimento dalla società al socio illimitatamente responsabile, che impedisce di operare in via ascendente dal fallimento del socio al fallimento della società.
Fallimento in estensione della società di fatto di cui la società fallita è socia
In presenza di indizi gravi, precisi e concordanti dai quali emerge la gestione di un’unica attività imprenditoriale e commerciale e l’esistenza di una affectio societatis, è possibile dichiarare il fallimento in estensione, ex art. 147, comma 5, l. fall., della società di fatto tra la società fallita e un’altra s.n.c., nonché dei soci illimitatamente responsabili di quest’ultima.