Source: https://shop.barbieri-italiani.it/privacy-it
Timestamp: 2019-05-27 06:43:27+00:00
Document Index: 2033940

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 23', 'art. 161', 'art. 162']

Privacy policy di Barbieri Italiani
Il D. lgs 30.6.2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali, detto codice sulla privacy), che, a far data dal 1.1.2004, ha sostituito la legge n. 675/96 e molte altre disposizioni di legge e di regolamento in materia, definisce dati personali qualsiasi informazione relativa a persona fisica, giuridica, ente o associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale.
a. identità del fornitore e, in caso di contratti che prevedono il pagamento anticipato, l'indirizzo del fornitore;
b. caratteristiche essenziali del bene o del servizio;
c. prezzo del bene o del servizio, comprese tutte le tasse o le imposte;
d. spese di consegna;
e. modalità del pagamento, della consegna del bene o della prestazione del servizio e di ogni altra forma di esecuzione del contratto;
f. esistenza del diritto di recesso o di esclusione dello stesso ai sensi dell'articolo 5, co. 3;
g. modalità e tempi di restituzione o di ritiro del bene in caso di esercizio del diritto di recesso;
h. costo dell'utilizzo della tecnica di comunicazione a distanza, quando è calcolato su una base diversa dalla tariffa di base;
i. durata della validità dell'offerta e del prezzo;
j. durata minima del contratto in caso di contratti per la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi ad esecuzione continuata o periodica.
a. un'informazione sulle condizioni e le modalità di esercizio del diritto di recesso ai sensi dell'art. 5, inclusi i casi di cui all'art. 5, co. 2;
b. l'indirizzo geografico della sede del fornitore a cui il consumatore può presentare reclami;
c. le informazioni sui servizi di assistenza e sulle garanzie commerciali esistenti;
d. le condizioni di recesso dal contratto in caso di durata indeterminata o superiore ad un anno.
a. per i beni, dal giorno del loro ricevimento da parte del consumatore ove siano stati soddisfatti gli obblighi di cui all'art. 4 o dal giorno in cui questi ultimi siano stati soddisfatti, qualora ciò avvenga dopo la conclusione del contratto purché non oltre il termine di tre mesi dalla conclusione stessa;
b. per i servizi, dal giorno della conclusione del contratto o dal giorno in cui siano stati soddisfatti gli obblighi di cui all'art. 4, qualora ciò avvenga dopo la conclusione del contratto purché non oltre il termine di tre mesi dalla conclusione stessa.
a. per i beni, dal giorno del loro ricevimento da parte del consumatore;
b. per i servizi, dal giorno della conclusione del contratto.
Applicazione del D.lgs. n. 185 del 1999 in materia di Contratti Stipulati a Distanza e successive modifiche
L'utilizzo della piattaforma e dei servizi online è dunque un oceano di complessi negozi giuridici che l'utente compie molto spesso senza conoscerne le cause e gli effetti.
Allo stesso tempo, il medesimo titolare del sito web necessita di prestare attenzione all'utilizzo dei servizi che offrirà ai propri utenti dovendo dare massima cura al contraente più debole che potrà ledere anche non volontariamente.
Il Diritto E-Commerce è dunque da inquadrare ad oggi come una delle materie più complesse previste dal nostro ordinamento.
Le sfaccettature e le tematiche che lo rappresentano fanno si che le attività debbano essere poste in essere con la massima attenzione.
La normativa italiana, di chiara ispirazione comunitaria, da sempre pone in primo piano la tutela del "consumatore online", dal punto di vista della finalizzazione del processo di acquisto e del diritto di recesso nonché dell'acquisizione del consenso al trattamento dei dati personali, anche per finalità di marketing.
Per quanto concerne in particolare la tutela dei profili privacy nelle transazioni commerciali on line, il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto sul tema nel luglio 2013, emanando, sul sostrato della legge n. 196/2003 (Codice Privacy) e dei provvedimenti sanzionatori emessi sino a quel momento dalla medesima autorità, le linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam.
Trattasi di un vero e proprio vademecum per tutti i player della comunicazione commerciale via web che intendono acquisire dati dei propri utenti per successive finalità di marketing diretto e/o di terzi soggetti nonché di profilazione, cioè volte a definire il profilo o la personalità dell'interessato, o ad analizzare abitudini o scelte di consumo, ovvero a monitorare l'utilizzo di servizi di comunicazione elettronica.
Al punto 2.6 delle Linee Guida, il Garante ribadisce quelli che devono essere i requisiti del consenso dell'utente al trattamento dei dati personali per finalità di marketing e/o comunque finalità ulteriori rispetto a quelle funzionali alla gestione ed erogazione del servizio.
Nello specifico, tale consenso deve essere:
(i) libero, ovvero non preimpostato (nel senso che non può essere già "flaggata" la casella del consenso), e non deve risultare obbligatorio per poter fruire di un servizio o del prodotto fornito dal titolare del trattamento;
(ii) informato, cioè accompagnato da idonea informativa circa la finalità del trattamento che il titolare intende eseguire sui dati di cui si chiede l'acquisizione;
(iii) specifico, per ciascuna finalità perseguita e per ciascun eventuale trattamento effettuato, come nel caso della comunicazione a terzi dei dati sempre per l'invio di comunicazioni promozionali ovvero nel caso di trattamento dei dati per finalità di profilazione;
(iv) documentato per iscritto.
Tuttavia, a distanza di quasi due anni dalla pubblicazione delle linee guida, non sono mancati interventi del Garante volti a sanzionare condotte ritenute contrarie alla vigente normativa, con riferimento ai temi dell'informativa da fornire agli utenti ai sensi dell'art. 13 del Codice Privacy e dell'acquisizione del consenso da parte dell'interessato nel caso di diverse finalità di trattamento dei propri dati personali.
In particolare, in due distinte pronunce del dicembre 2014 (provvedimenti nn. 612 e 613), il Garante ha sanzionato due società che nell'ambito della registrazione degli utenti al rispettivo sito web, finalizzata al completamento dell'ordine di acquisto di un prodotto/servizio, richiedevano altresì il consenso per finalità ulteriori rispetto a quelle funzionali alla gestione ed erogazione del servizio, ovvero l'invio di informazioni promozionali, l'esecuzione di analisi statistiche e sondaggi di opinione, sia da parte delle stesse società venditrici sia da parte di terzi.
Nei casi esaminati, il consenso per tali ulteriori finalità, pur se facoltativo, era acquisito mediante un apposito "flag" che risultava pre-impostato in corrispondenza della dicitura "Accetto".
Con una ulteriore pronuncia del novembre 2014 (provvedimento n. 532), il Garante ha rilevato l'illiceità dell'acquisizione e del trattamento di dati personali da parte di una società di intermediazione nel settore finanziario, proprietaria di un sito web attraverso il quale emetteva, a favore degli utenti che ne facessero richiesta, preventivi di finanziamenti.
Nel caso specifico, in sede di richiesta dei dati personali dei propri utenti, la società acquisiva un unico consenso, pre-selezionato, per l'attività promozionale propria e per quella di comunicazione dei dati raccolti a soggetti terzi, consenso tra l'altro non deselezionabile posto che la relativa formula di acquisizione del consenso era inserita in un file pdf non modificabile che l'utente avrebbe dovuto completare con i propri dati, sottoscrivere ed inviare nuovamente al titolare del trattamento.
Secondo il Garante, nei casi esaminati, in riferimento alla richiesta di consenso degli interessati al trattamento dei propri dati personali, "le modalità della sua acquisizione non sono conformi a quanto disposto dall'art. 23 del Codice, non essendo riconosciuta agli utenti la possibilità di esprimere un consenso libero e (oltre che riferito ad un trattamento chiaramente individuato) eventualmente differenziato rispetto alle varie finalità del trattamento, nonché manifestato con una volontà espressa con formula "in positivo", anziché mediante espressioni "in negativo" che lasciano all'interessato una mera facoltà di eventuale diniego".
Dalle citate linee guida nonché dai provvedimenti sopra riportati emerge pertanto la necessità per i soggetti che intendono acquisire i dati dei propri utenti/clienti per finalità ulteriori rispetto a quelle funzionali alla gestione ed erogazione del servizio, di predisporre un modulo di acquisizione del consenso al trattamento dei dati per finalità di marketing che sia specifico ed autonomo rispetto all'informativa generale presente in sede di finalizzazione dell'ordine di acquisto e che tale modulo non sia pre-impostato con il "flag" di accettazione dell'utente.
Ciò anche al fine di non incorrere nelle sanzioni previste sul punto dal Codice Privacy e, in particolare, dall'art. 161 (da euro 6.000,00 a euro 36.000,00) per il caso di mancata o errata informativa, e dall'art. 162, comma 2-bis (da euro 10.000,00 a euro 120.000,00) per il caso di non osservanza delle norme che disciplinano le modalità di acquisizione del consenso dell'utente.
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