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Timestamp: 2018-10-21 01:37:14+00:00
Document Index: 30409679

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 27', 'art. 29', 'art. 11', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 34', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 35', 'art. 37', 'art. 27', 'art. 31', 'art. 35', 'art. 11', 'art. 37', 'art. 22', 'art. 34', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 52', 'art. 26', 'art. 44', 'art. 24', 'art. 80', 'art. 53', 'art. 82', 'art. 82', 'art. 85', 'art. 90', 'art. 91', 'art. 96', 'art. 83', 'art. 1', 'art. 38']

﻿ : R d’ applicazione della L della scuola - 19 maggio 1992
della legge della scuola[1]
–l’art. 4 della legge concernente le competenze organizzative del Consiglio di Stato e dei suoi dipartimenti del 25 giugno 1928;[2]
Art. 1[4]1Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (di seguito Dipartimento) è competente per l’applicazione della legge della scuola del 1° febbraio 1990 (di seguito legge) e del presente regolamento.
a)con il termine Divisioni: la Divisione della scuola e la Divisione della formazione professionale;
b)con il termine sezioni dell’insegnamento e della formazione: la Sezione delle scuole comunali, la Sezione dell’insegnamento medio, la Sezione della pedagogia speciale, la Sezione dell’insegnamento medio superiore, la Sezione della formazione industriale, agraria, artigianale e artistica, la Sezione della formazione commerciale e dei servizi, la Sezione della formazione sanitaria e sociale e l’Ufficio della formazione continua e dell’innovazione.[5]
Competenze decisionali in materia finanziaria[6]
Art. 1a[7]Le competenze decisionali in materia di spesa a gestione corrente sono attribuite come segue:
a)al caposezione o al responsabile CRB fino a fr. 10’000.–;[8]
b)al capodivisione per importi superiori a fr. 10’000.- e fino a fr. 30’000.–;
c)al direttore del Dipartimento per importi superiori a fr. 30’000.– e fino a fr. 100’000.–;
Obbligo scolastico[9]
Art. 1b[10]Le disposizioni particolari concernenti la frequenza delle scuole obbligatorie sono stabilite nelle leggi speciali e nei rispettivi regolamenti di applicazione.
a) condizioni del domicilio[11]
Art. 1c[12]1Nelle scuole cantonali sono ammessi gli allievi domiciliati in Ticino; nel dubbio, è richiesta l’attestazione del Comune di domicilio.
b) tasse (art. 7 cpv. 4 Lsc)[13]
Art. 1d[14]1Per l’ammissione dei non domiciliati è prelevata la tassa annua seguente:
a)scuola media fr. 7’500.–;
b)scuole medie superiori e scuole professionali di base a tempo pieno fr. 15’000.–;
c)scuole speciali fr. 44’000.–;
d)scuole dell’infanzia ed elementari: la tassa è decisa dal Municipio.
Art. 1e[15]Il Dipartimento può sottoscrivere convenzioni che prevedono collaborazioni tra scuole ticinesi e scuole di altri Cantoni o estere quando esse sono nell’interesse degli allievi e del sistema scolastico.
Art. 1f[16]L’approvazioni di programmi e piani di studio delle scuole professionali, per quanto non previsto da norme federali, compete al Dipartimento.
Art. 2[17]1Oltre al Dipartimento, agli organi scolastici cantonali e agli organi degli istituti, possono proporre sperimentazioni e innovazioni le associazioni magistrali, le associazioni di docenti di determinati ordini di scuola o di materia e i gruppi di docenti appositamente costituiti.
2Per lo studio delle proposte il Dipartimento può allestire gruppi di lavoro con riferimento ai disposti del regolamento concernente le commissioni, i gruppi di lavoro e le rappresentanze presso enti di nomina del Consiglio di Stato del 6 maggio 2008.[18]
Art. 3[19]1Le proposte di innovazione e di sperimentazione sono da presentare agli organi competenti designati dalla legge (Consiglio di Stato, Dipartimento, organi scolastici cantonali), i quali le esaminano, prendono posizione in merito e, se del caso, elaborano o fanno elaborare il relativo progetto.
Art. 41Le proposte devono indicare:
a)i motivi che stanno alla base del progetto;
b)la descrizione del progetto e i suoi obiettivi;
c)i destinatari;
d)i modi e le tecniche di attuazione;
e)i tempi di realizzazione;
f)le eventuali deroghe a disposizioni di leggi o di atti esecutivi;
g)il numero delle ore-lezione necessarie per la sua realizzazione;
h)le forme di assistenza richieste;
i)le modalità di verifica e di valutazione;
l)le prospettive di estensione o di generalizzazione;
m)le eventuali spese per apparecchiature, materiali, trasferte, ecc.;
n)il nominativo dei responsabili.
Art. 5Annualmente i responsabili di ogni sperimentazione presentano un rapporto descrittivo e valutativo all’autorità o all’organo che l’ha autorizzata.
Art. 6Un’eventuale revoca avviene, di regola, al termine dell’anno scolastico.
Art. 6a[20]La concessione della deroga temporanea prevista dall’art. 13 cpv. 3 lett. b) della legge spetta alle Divisioni.
Art. 6b[21]La concessione delle eccezioni previste dall’art. 15 cpv. 6 della legge spetta alle rispettive sezioni dell’insegnamento e della formazione; è data facoltà di reclamo alla sezione che ha concesso l’eccezione.
Art. 6c[22]La definizione dei comprensori di frequenza prevista dall’art. 16 della legge spetta al Dipartimento; è data facoltà di reclamo allo stesso Dipartimento.
Art. 7…[23]
Art. 8[24]La composizione della direzione di istituto è quella stabilita dall’art. 27 cpv. 1 della legge.
Art. 91I compiti specifici del direttore sono stabiliti dall’art. 29 della legge.[25]
a)l’insegnamento, specialmente nei suoi aspetti pedagogici generali;
b)i rapporti fra le componenti dell’istituto;
c)la partecipazione alla vita dell’istituto;
d)il rispetto delle norme che disciplinano il rapporto d’impiego del personale scolastico.[26]
a)assicura contributi e verifiche all’attività dei docenti mediante assistenza a lezioni, colloqui ed esame della documentazione didattica e dei piani di lavoro annuali;
b)presta particolare assistenza ai docenti neoassunti;
c)richiede all’occorrenza l’intervento o la collaborazione degli organi scolastici cantonali previsti dall’art. 11 della legge.[27]
Art. 101Il direttore dev’essere in possesso dei titoli richiesti per l’assunzione nel grado e nell’ordine della scuola che dirige, dell’abilitazione all’insegnamento, di regola di un’esperienza d’insegnamento di almeno 4 anni e di eventuali altri requisiti, indicati nel bando di concorso, richiesti dallo specifico carattere di determinati istituti.
Art. 111L’onere d’insegnamento del direttore è di regola di almeno 4 ore-lezione settimanali.
Art. 12Il direttore che cessa o lascia la sua funzione ha il diritto di riprendere l’insegnamento nella sede se ciò è possibile tenuto conto della sua anzianità di servizio e con precedenza rispetto ai docenti entrati successivamente nell’istituto.
Art. 13Il vicedirettore collabora con il direttore nello svolgimento delle sue funzioni e, in caso di assenza o di impedimento del direttore, ne assume i compiti e le responsabilità.
Art. 141Il vicedirettore dev’essere in possesso dei titoli richiesti per l’assunzione nel grado e nell’ordine di scuola in cui opera, dell’abilitazione all’insegnamento e, di regola, di un’esperienza d’insegnamento di almeno 4 anni.
Art. 15[28]1La funzione di vicedirettore negli istituti di scuola media comporta una riduzione dell’orario settimanale d’insegnamento di 5 ore-lezione oltre a un’ora-lezione ogni 65 allievi o frazione residua di almeno metà di questo numero, ritenuto un massimo di 12 ore-lezione.
2La funzione di vicedirettore negli istituti di scuola speciale comporta una riduzione dell’orario settimanale d’insegnamento di 16 ore-lezione.
3La riduzione dell’orario settimanale d’insegnamento per i vicedirettori degli istituti del settore postobbligatorio è inserita nella dotazione oraria di direzione di questi ultimi di cui all’art. 20.
4Le modalità di rientro nell’insegnamento del vicedirettore sono quelle previste per il direttore.
d) numero dei vicedirettori[29]
Art. 16[30]1Ogni istituto di scuola media e di scuola speciale ha un vicedirettore.
2Il numero dei vicedirettori degli istituti del settore postobbligatorio dipende dalla dotazione oraria di direzione di questi ultimi di cui all’art. 20.
Membri del consiglio di direzione eletti dai docenti (art. 34 Lsc)
a) designazione[31]
Art. 17[32]1Il collegio dei docenti elegge i membri del consiglio di direzione di sua spettanza; la designazione è ratificata dal Consiglio di Stato.
b) numero dei membri[33]
Art. 18[34]1Ogni istituto di scuola media e di scuola speciale ha due membri del consiglio di direzione eletti dai docenti.
2Il numero dei membri del consiglio di direzione eletti dai docenti degli istituti del settore postobbligatorio dipende dalla dotazione oraria di direzione di questi ultimi di cui all’art. 20.
c) riduzione d’orario[35]
Art. 19[36]1La funzione di membro del consiglio di direzione eletto dai docenti negli istituti di scuola media comporta una riduzione dell’orario settimanale d’insegnamento di 2 ore-lezione oltre a un’ora-lezione ogni 68 allievi o frazione residua di almeno metà di questo numero, ritenuto un massimo di 9 ore-lezione.
2La funzione di membro del consiglio di direzione eletto dai docenti negli istituti di scuola speciale comporta una riduzione dell’orario settimanale d’insegnamento di 8 ore-lezione.
3La riduzione dell’orario settimanale per i membri del consiglio di direzione eletti dai docenti degli istituti del settore postobbligatorio è inserita nella dotazione oraria di direzione di questi ultimi di cui all’art. 20.
4Al termine del loro mandato i membri del consiglio di direzione eletti dai docenti sono reintegrati nella funzione da loro occupata all’inizio dello stesso, con precedenza rispetto ai docenti entrati successivamente nell’istituto.[37]
Dotazione di direzione negli istituti del settore postobbligatorio[38]
Art. 20[39]1Gli istituti del settore postobbligatorio dispongono di una dotazione oraria di direzione che comprende le riduzioni dell’orario settimanale d’insegnamento dei direttori, vicedirettori, dei membri del consiglio di direzione eletti dai docenti; essa considera il saldo positivo o negativo del direttore rispetto alle 4 ore-lezione di cui all’art. 11.
2La dotazione oraria di direzione è di 25 ore-lezione di base per ogni istituto; oltre alla dotazione di base il Dipartimento attribuisce ad ogni singolo istituto secondo le necessità un numero di ore pari ad un massimo complessivo di 36 ore-lezione per ogni istituto dell’intero settore postobbligatorio.
3La dotazione oraria di direzione viene definita dal Dipartimento ogni due anni, prima di iniziare la procedura per la designazione dei membri del consiglio di direzione eletti dai docenti che entreranno in carica per il nuovo quadriennio.
4Nel caso di istituti o centri professionali con esigenze particolari, il Dipartimento può derogare ai parametri indicati ai capoversi 2 e 3.
Ripartizione delle riduzioni d’orario[40]
Art. 20a [41]1Nel contesto definito dalle disposizioni precedenti, prima di iniziare la procedura per la designazione dei membri del consiglio di direzione eletti dai docenti che entreranno in carica per il nuovo biennio, i consigli di direzione degli istituti del settore postobbligatorio decidono, con l’avvallo della Divisione competente, la ripartizione delle riduzioni dell’orario settimanale d’insegnamento tra i vicedirettori e i membri del consiglio di direzione eletti dai docenti; essa considera il saldo positivo o negativo del direttore rispetto alle 4 ore-lezione di cui all’art. 11.
2Analogamente a quanto previsto al cpv. 1, i consigli di direzione delle scuole medie e delle scuole speciali possono decidere, con l’avvallo della Divisione della scuola, una diversa ripartizione delle riduzioni dell’orario settimanale d’insegnamento dei vicedirettori e dei membri del consiglio di direzione eletti dai docenti.
Conversione delle risorse
Art. 20b[42]1Il consiglio di direzione può chiedere alla Divisione di convertire delle ore-lezione attribuite ai vicedirettori e ai membri del consiglio di direzione eletti dai docenti in ore lavorative del personale amministrativo con lo scopo di potenziare il lavoro di segretariato.
2La conversione non genera costi supplementari ed è stabilita a tempo determinato; per determinare il grado di assunzione del personale amministrativo di cui al cpv. 1 fa stato l’onere finanziario delle ore-lezione convertite secondo modalità definite dal Dipartimento.
3Il personale amministrativo è assunto con lo statuto d’incarico previsto dall’art. 15 della legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 15 marzo 1995.
Art. 21…[43]
Art. 22[44]Richiamato l’art. 9 del regolamento sull’onere d’insegnamento dei docenti del 23 maggio 2018, la durata effettiva dell’attività di vicedirettore, rispettivamente di membro del consiglio di direzione eletto dai docenti, si ottiene moltiplicando il numero delle ore–lezione di riduzione concesse per i coefficienti propri ad ogni grado o ordine di scuola in base a una normativa stabilita dal Dipartimento.
Art. 231I compiti del consiglio di direzione sono definiti dall’art. 35 della legge.[45]
Art. 24[46]1I docenti e le altre figure scolastiche possono essere, a pieno titolo, membri di un solo collegio; per la definizione fa stato la sede di servizio.
Art. 25[47]I compiti del collegio dei docenti sono definiti dall’art. 37 della legge. Compiti particolari possono essere previsti dal regolamento interno dell’istituto.
Art. 261Il collegio dei docenti designa all’inizio di ogni anno scolastico un presidente cui compete la direzione delle sedute; egli può essere affiancato da un vicepresidente e da un segretario.
Art. 271Il collegio dei docenti si riunisce almeno due volte all’anno.
3Di regola le riunioni hanno luogo fuori dal tempo di lezione. Riunioni in tempo di lezione sono ammesse solo a partire dalle 16.30; in casi eccezionali le sezioni dell’insegnamento e della formazione possono concedere delle deroghe.[48]
Art. 28Una rappresentanza delle altre componenti della scuola può essere invitata dal collegio a partecipare alle sedute senza diritto di voto; il numero dei rappresentanti e le modalità di partecipazione sono fissate dal regolamento interno dell’istituto.
Art. 291Il collegio dei docenti è convocato dal direttore o per propria iniziativa o per richiesta del consiglio di direzione o di almeno 1/5 dei membri del collegio, sentito il presidente.
Art. 301Il collegio può deliberare solo se è presente la maggioranza dei suoi membri.
Art. 311Le deliberazioni possono avvenire soltanto su oggetti indicati nell’elenco delle trattande; in casi urgenti, all’inizio della seduta, il collegio può inserire nuove trattande previo consenso della maggioranza assoluta dei membri presenti.
Art. 32[49]Per gli istituti di scuola speciale fanno stato le indicazioni previste dal regolamento della pedagogia speciale del 26 giugno 2012.
Art. 331La composizione della direzione degli istituti comunali e consortili spetta al municipio, rispettivamente alla delegazione scolastica consortile, sulla base delle possibilità indicate all’art. 27 cpv. 3 e 4 della legge.[50]
Art. 341I compiti specifici del direttore sono stabiliti dall’art. 31 della legge; negli istituti dove non esiste il consiglio di direzione il direttore assume anche i compiti previsti dall’art. 35 della legge.[51]
a)coordina l’organizzazione dei servizi e delle attività extrascolastiche;[52]
b)coordina l’utilizzazione delle infrastrutture scolastiche.
Art. 35L’opera di vigilanza e di consulenza pedagogico-didattica riguarda:
a)le attività educative e l’insegnamento;
b)i rapporti con gli allievi e i genitori;
c)la vita dell’istituto;
d)il rispetto delle norme che disciplinano il rapporto d’impiego del personale scolastico.[53]
Art. 36Per quanto riguarda le attività educative e l’insegnamento, il direttore:
a)collabora con l’ispettorato, assumendo i compiti pedagogico-didattici che esso gli attribuisce sulla base delle indicazioni cantonali;[54]
c)richiede, all’occorrenza, l’intervento o la collaborazione degli organi scolastici cantonali previsti dall’art. 11 della legge.[55]
Art. 371Il direttore deve essere in possesso di un titolo accademico o di un’abilitazione all’insegnamento nelle scuole elementari o nelle scuole dell’infanzia.[56]
Art. 38[57]1Il direttore può essere assunto a tempo pieno o a tempo parziale non inferiore a metà tempo.
2In caso di assunzione parziale, non può assumere la funzione di docente titolare o di materie speciali nell’istituto di cui è direttore.[58]
Art. 39Il vicedirettore collabora con il direttore nello svolgimento delle sue funzioni e, in caso di assenza o di impedimento del direttore, ne assume i compiti e le responsabilità.
Art. 401Il vicedirettore deve essere in possesso dei requisiti indicati nell’art. 37 cpv. 1 del presente regolamento.
2Il vicedirettore può essere assunto a tempo pieno, a tempo parziale oppure senza riduzione dell’onere d’insegnamento; in quest’ultimo caso egli beneficia di un compenso stabilito dall’autorità di nomina.[59]
3Valgono le disposizioni previste dall’art. 22.[60]
Art. 41Il numero dei vicedirettori di un istituto comunale o consortile è deciso dal municipio, rispettivamente dalla delegazione scolastica consortile.
Art. 42L’istituzione del consiglio di direzione spetta al municipio, rispettivamente alla delegazione scolastica consortile.
Art. 431Il collegio dei docenti elegge i membri del consiglio di direzione di sua spettanza; la designazione è ratificata dall’autorità di nomina.
Art. 44[61]Il numero dei membri eletti dai docenti è stabilito dall’autorità di nomina, riservate le disposizioni dell’art. 34 cpv. 1 della legge.
Art. 451La funzione di membro del consiglio di direzione comporta:
a)una riduzione settimanale dell’onere d’insegnamento, oppure[62]
b)nel caso di un docente assunto a tempo parziale, un incarico aggiuntivo.[63]
3Valgono le disposizioni previste dall’art. 22.[64]
Art. 461Per la sostituzione dei docenti titolari e contitolari eletti nel consiglio di direzione che beneficiano di una riduzione dell’onere d’insegnamento, l’autorità di nomina procede mediante incarico annuale, previo concorso.
2…[65]
Art. 47…[66]
Art. 48Valgono le disposizioni previste dall’art. 23 del presente regolamento.
Art. 49Valgono le disposizioni previste dagli art. da 24 a 31 del presente regolamento.
Art. 50…[67]
Art. 51[68]Nelle scuole cantonali i docenti che insegnano le materie obbligatorie nella stessa classe formano il consiglio di classe.
Art. 52Il consiglio di classe ha i seguenti compiti:
a)assicura l’informazione reciproca fra i docenti e promuove iniziative di coordinamento degli insegnamenti e di programmazione di attività della classe;
b)esamina i risultati conseguiti dagli allievi alla fine di ogni periodo scolastico e discute il bilancio del lavoro della classe e di ogni allievo; comunica alle famiglie, agli allievi e ai datori di lavoro, secondo il caso, i risultati conseguiti al termine di ogni periodo;
c)esamina le difficoltà che gli allievi incontrano nella vita scolastica e propone i possibili rimedi;
d)esamina i casi personali e collettivi che gli vengono sottoposti;
e)prende, presieduto dal direttore, le opportune decisioni a fine anno sul passaggio degli allievi da una classe a quella successiva e sul rilascio degli attestati finali; sono riservate le disposizioni particolari per le scuole postobbligatorie.[69]
Art. 531Il consiglio di classe si riunisce:
a)all’inizio dell’anno scolastico;
b)alla fine di ogni periodo scolastico;
c)alla fine dell’anno scolastico.
3Di regola le riunioni hanno luogo fuori dal tempo di lezione. Riunioni in tempo di lezione sono ammesse solo a partire dalle 16.30; in casi eccezionali le sezioni dell’insegnamento e della formazione possono concedere delle deroghe.[70]
Art. 541La partecipazione alle riunioni del consiglio di classe è obbligatoria per i docenti delle materie obbligatorie.
2La partecipazione dei docenti delle materie opzionali e facoltative e degli operatori scolastici specializzati è definita nei regolamenti delle leggi speciali.[71]
Art. 55La convocazione del consiglio di classe deve avvenire almeno 10 giorni prima della seduta, salvo in casi di urgenza; la convocazione è accompagnata dall’elenco delle trattande.
Art. 561Nel caso di decisioni sulla promozione degli allievi il consiglio di classe può deliberare solo se sono presenti tutti i suoi membri.
2Qualora per motivi di forza maggiore si verifichino assenze, le deliberazioni avranno luogo solo nel caso in cui, a giudizio della direzione di istituto, sussistano le condizioni per una decisione corretta.[72]
Art. 57[73]1A ogni classe delle scuole medie e delle scuole postobbligatorie è assegnato un docente di classe.
Art. 58I compiti del docente di classe sono:
a)riunire e presiedere il consiglio di classe tranne nel caso di cui all’art. 52 lett. e) del presente regolamento;
b)curare il buon andamento della classe e assicurare i contatti con le famiglie e, nelle scuole per apprendisti, con i maestri di tirocinio;
c)verificare il carico complessivo di lavoro degli allievi, segnatamente per quanto attiene alle verifiche in classe e ai compiti a domicilio;
d)valutare i problemi scolastici dei singoli allievi e mettersi a loro disposizione per aiutarli a risolverli;
e)curare la redazione dei rapporti periodici di valutazione scolastica degli allievi;
f)collaborare con l’orientatore scolastico e professionale, con il Servizio di sostegno pedagogico e con altri servizi.
Art. 591A partire dalla scuola media i docenti formano dei gruppi per ogni materia d’insegnamento o per materie affini. Di regola la costituzione avviene per istituto.
Art. 60[74]1A partire dal secondo biennio della scuola media gli allievi si costituiscono in assemblea.
Art. 61L’assemblea degli allievi è disciplinata da un regolamento adottato dall’assemblea stessa; esso è approvato dal consiglio di direzione.
Art. 621Gli allievi di una classe o di più classi possono essere riuniti per esaminare e discutere i problemi scolastici e parascolastici della classe o delle classi stesse.
Art. 63[75]1I genitori degli allievi si costituiscono in assemblea.
Art. 641L’assemblea dei genitori è disciplinata da un regolamento adottato dall’assemblea stessa; esso è approvato:
a)dal consiglio di direzione per gli istituti cantonali;[76]
b)dagli ispettorati per gli altri istituti comunali e per le scuole speciali.[77]
Art. 651Il consiglio d’istituto è istituito quando vi sia il consenso degli organi seguenti:
a)nelle scuole cantonali; del consiglio di direzione, del collegio dei docenti, dell’assemblea dei genitori e dell’assemblea degli allievi;[78]
b)nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole elementari: del collegio dei docenti, dell’assemblea dei genitori, del municipio o della delegazione scolastica consortile e, a seconda dei casi, del consiglio di direzione o della direzione di istituto.[79]
Art. 66[80]I compiti assegnati al consiglio d’istituto sono definiti dall’art. 26 della legge.
Art. 67I rappresentanti dei docenti, dei genitori e degli allievi sono eletti per un anno scolastico dalle rispettive assemblee entro le prime sei settimane di scuola e sono sempre rieleggibili.
Art. 681Quando un istituto accoglie allievi provenienti da uno fino a tre comuni la designazione dei 3 rappresentanti comunali nel consiglio d’istituto è fatta dai rispettivi municipi, Ogni comune, indipendentemente dal numero degli allievi che frequentano l’istituto, deve essere rappresentato da almeno un membro.
Art. 691Nella prima seduta dell’anno scolastico il consiglio d’istituto elegge fra i suoi membri il presidente e il segretario; essi rimangono in carica per un anno e sono rieleggibili.
Art. 701Il consiglio d’istituto è convocato dal presidente per iniziativa:
a)del presidente stesso;
b)del consiglio di direzione;
c)di un terzo dei suoi membri;
d)del Dipartimento.
Art. 71[81]1Le disposizioni comuni indicate all’art. 44 della legge valgono per i seguenti organi:
a)assemblea degli allievi;
b)assemblea dei genitori;
c)consiglio d’istituto.
Art. 71a…[82]
Regolamento interno (art. 24 cpv. 7 Lsc)
Art. 72[83]Entro un anno dalla sua costituzione, ogni istituto deve darsi un regolamento interno, preventivamente sottoposto in consultazione alle sue componenti, la cui approvazione spetta al Dipartimento per le scuole cantonali e ai municipi, rispettivamente alle delegazioni scolastiche consortili, per le scuole comunali e consortili, su preavviso degli ispettorati.
Art. 731La deroga prevista dall’art. 80 cpv. 2 della legge è concessa dal Dipartimento solo nel caso di famiglie che risiedono temporaneamente e per un massimo di sei anni nel Cantone.[84]
2Durante tale periodo agli allievi in età d’obbligo scolastico l’insegnamento deve essere impartito, almeno nella misura di 1/5 dell’orario settimanale, in lingua italiana.[85]
3Dopo i sei anni la famiglia deve iscrivere i propri figli in età d'obbligo scolastico in una scuola pubblica o privata in cui l'insegnamento sia impartito interamente in lingua italiana.[86]
4È riservata l’applicazione degli art. 53 cpv. 2 e 54 della legge.[87]
Art. 73a[88]1L’autorizzazione all’apertura e all’esercizio di scuole private deve essere richiesta al Dipartimento presentando un’istanza motivata.
(art. 82, 83 e 96 Lsc)[89]
Art. 74[90]1Nell’ambito della vigilanza generale e didattica delle scuole dell’infanzia, elementari e medie private parificate, il Dipartimento accerta che i requisiti necessari al riconoscimento siano costantemente soddisfatti.
e medie private non parificate (art. 82 e 85 Lsc)[91]
Art. 75[92]1Nell’ambito della vigilanza generale sulle scuole dell’infanzia, elementari e medie private non parificate, il Dipartimento accerta che i requisiti necessari all’apertura e all’esercizio siano costantemente soddisfatti.
e medie[93]
Art. 76[94]Il Dipartimento pubblica annualmente l’elenco delle scuole private dell’infanzia, elementari e medie parificate e non parificate.
Art. 77…[95]
Art. 78…[96]
Art. 79…[97]
o private parificate (art. 85 cpv. 2 Lsc)[98]
Art. 80[99]1Il passaggio di allievi dalle scuole dell’infanzia, elementari e medie non parificate alle scuole obbligatorie pubbliche o private parificate è subordinato al superamento di una prova di accertamento.
2…[100]
Art. 811Il passaggio di allievi dalle scuole medie non parificate e dalle scuole medie superiori private alle scuole medie superiori pubbliche è subordinato al superamento di esami d’ammissione.[101]
Art. 81a[102] La concessione dell’autorizzazione di cui all’art. 90 della legge spetta alla Divisione della scuola; è data facoltà di reclamo alla stessa Divisione.
Banca dati scolastica[103]
Art. 81b[104] 1Il Centro di competenze GAGI (di seguito centro GAGI) è l’organo responsabile della banca dati GAGI di cui agli art. 91a e segg. della legge. Esso decide le modalità di elaborazione dei dati, decide e gestisce i diritti di accesso tenendo conto in particolare delle necessità degli utenti per l’esecuzione di specifici compiti legali, assicura il controllo dell’uso da parte degli utenti autorizzati e garantisce la sicurezza dei dati adottando le opportune misure tecniche.
2Il Dipartimento è l’autorità di vigilanza sull’attività del centro GAGI.
Immissione e catalogo dei dati
Art. 81c[105] 1Tutti gli istituti scolastici della scuola pubblica aggiornano costantemente i dati dei loro allievi nella banca dati GAGI.
2Gli istituti privati possono chiedere di usare la banca dati GAGI presentando un’istanza al centro GAGI, che decide positivamente se sono garantiti gli standard validi per gli istituti della scuola pubblica.
3I dati sono di proprietà del Cantone.
4La registrazione inerente ad ogni allievo contiene i seguenti dati:
b)data di nascita;
c)sesso;
d)numero AVS;
e)nazionalità;
f)attinenza;
g)luogo e indirizzo di domicilio;
h)lingua madre e altre lingue conosciute;
i)madre (cognome, nome, data di nascita, professione);
j)padre (cognome, nome, data di nascita, professione);
k)autorità parentale;
l)datore di lavoro e contratto se apprendista;
m)numero fratelli/sorelle;
n)paese e luogo di nascita se nato/a all’estero;
o)data di entrata in Svizzera se straniero/a;
p)permesso se straniero/a (tipo, data di rilascio, data scadenza);
q)identificativo per le statistiche federali della formazione;
r)fotografia;
s)codice SBT;
t)tutti i dati scolastici, segnatamente inerenti ad iscrizioni, ammissioni, orientamento scolastico e professionale, stage, servizi attivati, dispense, esoneri, percorso scolastico, assenze, giudizi, pagelle, promozioni, titoli, trasporti, sanzioni scolastiche, eventuali dati medici per accesso alle scuole sanitarie.
5Oltre ai dati elencati al cpv. 4, per l’adempimento dei loro compiti legali, gli istituti, il Servizio dell’educazione precoce speciale e il Servizio di sostegno pedagogico possono raccogliere anche i seguenti dati dell’allievo:
a)rappresentante legale (tutore, curatore);
b)ente di accoglienza;
c)malattie, allergie e/o disabilità;
d)medico/i da allertare se necessario, altri operatori o professionisti significativi;
e)assicurazioni e/o cassa malattia;
f)riconoscimenti o prestazioni dell’assicurazione invalidità;
g)tappe dello sviluppo;
h)anamnesi, diagnosi, piano terapeutico;
i)medicamenti e eventuali ospedalizzazione;
j)disturbi comportamentali, di autoregolazione, di adattamento, dello sviluppo o di apprendimento, disfunzioni cognitive e altre tipologie di difficoltà o disturbo;
k)svantaggi socio-economico-culturali;
l)problematiche inerenti ai genitori;
m)scolarizzazione pregressa irregolare o insufficiente.
6Nel singolo caso possono essere elaborati altri dati personali, se ciò è necessario per l’adempimento di specifici compiti legali.
Diritti di immissione e di richiamo
Art. 81d[106] 1Il centro GAGI gestisce l’elenco delle persone che per funzione hanno un diritto personale all’immissione dei dati nella banca dati GAGI, dei dati che queste persone possono inserire o modificare, rispettivamente delle persone che hanno un diritto a richiamare dei dati e a vederli. L’autorità di vigilanza è regolarmente informata.
2Su istanza il centro GAGI può eccezionalmente estrarre per conto terzi dei dati dalla banca dati GAGI nella misura in cui:
a)la richiesta avviene a seguito di un compito stabilito dalla legge o per scopi scientifici;
b)la richiesta è limitata ai dati necessari a svolgere o adempiere allo scopo;
3L’istanza di cui al cpv. 2 deve contenere:
a)le indicazioni sul richiedente;
c)la prova dell’esistenza di una base legale o di un compito legale o di un interesse legittimo;
d)lo scopo per il quale i dati vengono utilizzati.
Art. 81e[107] I genitori dell’allievo minorenne e l’allievo maggiorenne hanno il diritto di ottenere dall’autorità di vigilanza su semplice richiesta scritta qualsiasi informazione, dichiarazione o estratto che concerne i dati personali dell’allievo.
Procedura di ricorso in materia di valutazioni scolastiche[108]
Art. 821Le norme concernenti la procedura di ricorso in materia di valutazioni scolastiche si applicano sia alle scuole pubbliche sia alle scuole parificate.
a)all’ispettorato per le valutazioni nelle scuole dell’infanzia ed elementare;[109]
b)alla direzione di istituto, in tutti gli altri casi;[110]
c)al Consiglio di Stato contro le decisioni delle due precedenti istanze.[111]
(art. 96 cpv. 2 Lsc)[112]
Art. 831Hanno facoltà di ricorso gli allievi e le allieve personalmente interessate se hanno compiuto il diciottesimo anno d’età, altrimenti i loro genitori o tutori, o i loro rappresentanti legali.
2…[113]
3…[114]
Art. 841I ricorsi che non adempiono ai requisiti di cui all’art. 83 sono rinviati al ricorrente per completazione sotto comminatoria di irricevibilità una volta trascorso il nuovo termine assegnato.
Art. 85[115]1I ricorsi sono trasmessi d’ufficio per decisione all’autorità competente secondo la legge (ispettorato o direzione di istituto).[116]
2L’ispettorato o la direzione di istituto decidono dopo avere accertato i fatti rilevanti e avere dato la possibilità al ricorrente e ai docenti di essere sentiti, per iscritto od oralmente.[117]
4La decisione deve essere motivata, indicare il termine di ricorso al Consiglio di Stato ed essere comunicata al ricorrente per lettera raccomandata.[118]
Art. 86...[119]
Art. 87...[120]
Art. 88…[121]
Art. 89…[122]
TITOLO VI[123]
Art. 90…[124]
Art. 911Il presente regolamento è pubblicato nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi ed entra in vigore a partire dall’anno scolastico 1992/1993 e si applica pertanto, laddove è il caso, anche alle attività organizzative che ne costituiscono la preparazione.
Pubblicato nel BU 1992, 177.
Le tasse di cui all’art. 1b si applicano per coloro che richiedono di frequentare per la prima volta queste scuole a partire dall’anno scolastico 2009/10; per coloro che già frequentano nel 2008/09 queste scuole si applicano - fino alla conclusione degli studi presso le scuole interessate - le tasse precedentemente previste.
Tasse precedenti:
a)scuola mediafr. 4000.--
b)scuole medie superiori e scuole specialida fr. 5000.-- a fr. 7000.--
c)scuole professionalida fr. 3000.-- a fr. 7000.--
BU 2009, 179.
[1] Titolo modificato dal R 11.11.2003; in vigore dal 25.11.2003 - BU 2003, 369.
[2] Ingresso modificato dal R 23.12.2014; in vigore dal 30.12.2014 - BU 2014, 594.
[3] Nota marginale modificata dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[4] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[5] Lett. modificata dal R 13.12.2017; in vigore dal 1.1.2018 - BU 2017, 462.
[6] Nota marginale modificata dal R 23.12.2014; in vigore dal 30.12.2014 - BU 2014, 594; precedente modifica: BU 2014, 340.
[7] Art. modificato dal R 23.12.2014; in vigore dal 30.12.2014 - BU 2014, 594; precedenti modifiche: BU 1994, 607; BU 2014, 340.
[8] Lett. modificata dal R 13.12.2017; in vigore dal 1.1.2018 - BU 2017, 462.
[9] Nota marginale modificata dal R 23.12.2014; in vigore dal 30.12.2014 - BU 2014, 594; precedente modifica: BU 2014, 340.
[10] Art. modificato dal R 23.12.2014; in vigore dal 30.12.2014 - BU 2014, 594; precedenti modifiche: BU 1994, 607; BU 2014, 340.
[11] Nota marginale modificata dal R 23.12.2014; in vigore dal 30.12.2014 - BU 2014, 594; precedente modifica: BU 2014, 340.
[12] Art. modificato dal R 23.12.2014; in vigore dal 30.12.2014 - BU 2014, 594; precedenti modifiche: BU 1994, 607; BU 2009, 179; BU 2012, 282; BU 2014, 340.
[13] Nota marginale modificata dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[14] Art. modificato dal R 23.12.2014; in vigore dal 30.12.2014 - BU 2014, 594; precedenti modifiche: BU 2014, 53; BU 2014, 340.
[15] Art. modificato dal R 23.12.2014; in vigore dal 30.12.2014 - BU 2014, 594; precedente modifica: BU 2014, 340.
[16] Art. modificato dal R 23.12.2014; in vigore dal 30.12.2014 - BU 2014, 594; precedente modifica: BU 2014, 340.
[17] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340; precedenti modifiche: BU 2002, 195; BU 2012, 282.
[18] Cpv. introdotto dal R 5.9.2018; in vigore dal 1.9.2018 - BU 2018, 341.
[19] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[20] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340; precedente modifica: BU 2003, 369.
[21] Art. modificato dal R 13.12.2017; in vigore dal 1.1.2018 - BU 2017, 462; precedenti modifiche: BU 2003, 369; BU 2014, 340.
[22] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340; precedente modifica: BU 2003, 369.
[23] Art. abrogato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[24] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[25] Cpv. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[26] Lett. modificata dal R 12.7.2016; in vigore dal 1.8.2016 - BU 2016, 345.
[27] Lett. modificata dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[28] Art. modificato dal R 23.5.2018; in vigore dal 1.8.2018 - BU 2018, 190; precedenti modifiche: BU 2007, 695; BU 2016, 346.
[29] Nota marginale modificata dal R 23.5.2018; in vigore dal 1.8.2018 - BU 2018, 190.
[30] Art. modificato dal R 23.5.2018; in vigore dal 1.8.2018 - BU 2018, 190; precedenti modifiche: BU 2003, 369; BU 2016, 346.
[31] Nota marginale modificata dal R 23.5.2018; in vigore dal 1.8.2018 - BU 2018, 190.
[32] Art. modificato dal R 23.5.2018; in vigore dal 1.8.2018 - BU 2018, 190.
[33] Nota marginale modificata dal R 23.5.2018; in vigore dal 1.8.2018 - BU 2018, 190.
[34] Art. modificato dal R 23.5.2018; in vigore dal 1.8.2018 - BU 2018, 190.
[35] Nota marginale modificata dal R 23.5.2018; in vigore dal 1.8.2018 - BU 2018, 190.
[36] Art. modificato dal R 23.5.2018; in vigore dal 1.8.2018 - BU 2018, 190.
[37] Cpv. introdotto dal R 22.8.2018; in vigore dal 24.08.2018 - BU 2018, 329.
[38] Nota marginale modificata dal R 23.5.2018; in vigore dal 1.8.2018 - BU 2018, 190.
[39] Art. modificato dal R 23.5.2018; in vigore dal 1.8.2018 - BU 2018, 190; precedente modifica: BU 2007, 695.
[40] Nota marginale modificata dal R 23.5.2018; in vigore dal 1.8.2018 - BU 2018, 190.
[41] Art. modificato dal R 23.5.2018; in vigore dal 1.8.2018 - BU 2018, 190; precedente modifica: BU 2007, 695.
[42] Art. introdotto dal R 23.5.2018; in vigore dal 1.8.2018 - BU 2018, 190;
[43] Art. abrogato dal R 22.8.2018; in vigore dal 24.8.2018 - BU 2018, 329.
[44] Art. modificato dal R 22.8.2018; in vigore dal 24.8.2018 - BU 2018, 329.
[45] Cpv. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[46] Art. modificato dal R 12.7.2016; in vigore dal 1.8.2016 - BU 2016, 345.
[47] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[48] Cpv. modificato dal R 13.12.2017; in vigore dal 1.1.2018 - BU 2017, 462; precedenti modifiche: BU 2003, 369; BU 2014, 340.
[49] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340; precedente modifica: BU 2003, 369.
[50] Cpv. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[51] Cpv. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[52] Lett. modificata dal R 3.6.2015; in vigore dal 1.8.2015 - BU 2015, 286.
[53] Lett. modificata dal R 12.7.2016; in vigore dal 1.8.2016 - BU 2016, 345.
[54] Lett. modificata dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[55] Lett. modificata dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[56] Cpv. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340; precedente modifica: BU 2001, 370.
[57] Disposizione transitoria:
L’Ufficio delle scuole comunali può autorizzare deroghe al principio di cui all’art. 38 cpv. 2 per il solo anno scolastico 2015/2016; in vigore dal 1.8.2015 - BU 2015, 286.
[58] Cpv. introdotto dal R 3.6.2015; in vigore dal 1.8.2015 - BU 2015, 286.
[59] Cpv. modificato dal R 26.6.2012; in vigore dal 1.8.2012 - BU 2012, 282.
[60] Cpv. modificato dal R 22.8.2018; in vigore dal 24.8.2018 - BU 2018, 329.
[61] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340; precedente modifica: BU 1996, 417.
[62] Lett. modificata dal R 26.6.2012; in vigore dal 1.8.2012 - BU 2012, 282.
[63] Lett. modificata dal R 26.6.2012; in vigore dal 1.8.2012 - BU 2012, 282.
[64] Cpv. modificato dal R 22.8.2018; in vigore dal 24.8.2018 - BU 2018, 329.
[65] Cpv. abrogato dal R 6.11.2001; in vigore dal 1.7.2002 - BU 2001, 370.
[66] Art. abrogato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340; precedente modifica: BU 2012, 282.
[67] Art. abrogato dal R 11.11.2003; in vigore dal 25.11.2003 - BU 2003, 369.
[68] Art. modificato dal R 11.11.2003; in vigore dal 25.11.2003 - BU 2003, 369.
[69] Lett. modificata dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[70] Cpv. modificato dal R 13.12.2017; in vigore dal 1.1.2018 - BU 2017, 462; precedenti modifiche: BU 2003, 369; BU 2014, 340.
[71] Cpv. modificato dal R 12.7.2016; in vigore dal 1.8.2016 - BU 2016, 345.
[72] Cpv. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[73] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340; precedente modifica: BU 2003, 369.
[74] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[75] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[76] Lett. modificata dal R 11.11.2003; in vigore dal 25.11.2003 - BU 2003, 369.
[77] Lett. modificata dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[78] Lett. modificata dal R 11.11.2003; in vigore dal 25.11.2003 - BU 2003, 369.
[79] Lett. modificata dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[80] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[81] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[82] Art. abrogato dal R 22.1.2014; in vigore dal 24.1.2014 - BU 2014, 53; precedente modifica: BU 2003, 369.
[83] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340; precedente modifica: BU 2003, 369.
[84] Cpv. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340; precedenti modifiche: BU 2003, 369; BU 2005, 13.
[85] Cpv. modificato dal R 12.1.2005; in vigore dal 1.7.2005 - BU 2005, 13.
[86] Cpv. modificato dal R 12.1.2005; in vigore dal 1.7.2005 - BU 2005, 13; precedente modifica: BU 2003, 369.
[87] Cpv. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[88] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340; precedente modifica: BU 2003, 369.
[89] Nota marginale modificata dal R 3.6.2015; in vigore dal 1.8.2015 - BU 2015, 286.
[90] Art. modificato dal R 3.6.2015; in vigore dal 1.8.2015 - BU 2015, 286; precedenti modifiche: BU 2003, 369; BU 2012, 282.
[91] Nota marginale modificata dal R 3.6.2015; in vigore dal 1.8.2015 - BU 2015, 286.
[92] Art. modificato dal R 3.6.2015; in vigore dal 1.8.2015 - BU 2015, 286; precedente modifica: BU 2012, 282.
[93] Nota marginale modificata dal R 3.6.2015; in vigore dal 1.8.2015 - BU 2015, 286.
[94] Art. modificato dal R 3.6.2015; in vigore dal 1.8.2015 - BU 2015, 286: precedente modifica: BU 2012, 282.
[95] Art. abrogato dal R 15.4.2015; in vigore dal 1.6.2015 - BU 2015, 199; precedenti modifiche: BU 2003, 417; BU 2012, 282.
[96] Art. abrogato dal R 2.12.2003; in vigore dal 1.1.2004 - BU 2003, 417; precedente modifica: BU 1994, 77; BU 2002, 76; BU 2003, 369.
[97] Art. abrogato dal R 2.12.2003; in vigore dal 1.1.2004 - BU 2003, 417.
[98] Nota marginale modificata dal R 3.6.2015; in vigore dal 1.8.2015 - BU 2015, 286.
[99] Art. modificato dal R 3.6.2015; in vigore dal 1.8.2015 - BU 2015, 286; precedenti modifiche: BU 2003, 369; BU 2012, 282; BU 2014, 340.
[100] Cpv. abrogato dal R 14.3.2017; in vigore dal 17.3.2017 - BU 2017, 54.
[101] Cpv. modificato dal R 11.11.2003; in vigore dal 25.11.2003 - BU 2003, 369.
[102] Art. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340; precedente modifica: BU 2003, 369.
[103] Titolo modificato dal R 5.9.2018; in vigore dal 1.9.2018 - BU 2018, 341.
[104] Art. introdotto dal R 5.9.2018; in vigore dal 1.9.2018 - BU 2018, 341.
[105] Art. introdotto dal R 5.9.2018; in vigore dal 1.9.2018 - BU 2018, 341.
[106] Art. introdotto dal R 5.9.2018; in vigore dal 1.9.2018 - BU 2018, 341.
[107] Art. introdotto dal R 5.9.2018; in vigore dal 1.9.2018 - BU 2018, 341.
[108] Titolo modificato dal R 5.9.2018; in vigore dal 1.9.2018 - BU 2018, 341.
[109] Lett. modificata dal R 3.6.2015; in vigore dal 1.8.2015 - BU 2015, 286; precedenti modifiche: BU 2009, 309; BU 2012, 282; BU 2014, 340.
[110] Lett. modificata dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[111] Lett. modificata dal R 7.7.2009; in vigore dal 7.7.2009 - BU 2009, 309.
[112] Nota marginale modificata dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[113] Cpv. abrogato dal R 18.2.2014; in vigore dal 1.3.2014 - BU 2014, 118.
[114] Cpv. abrogato dal R 18.2.2014; in vigore dal 1.3.2014 - BU 2014, 118.
[115] Art. modificato dal R 7.6.1995; in vigore dal 13.6.1995 - BU 1995, 303.
[116] Cpv. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[117] Cpv. modificato dal R 1.7.2014; in vigore a partire dall’anno scolastico 2014/2015 - BU 2014, 340.
[118] Cpv. modificato dal R 7.7.2009; in vigore dal 7.7.2009 - BU 2009, 309.
[119] Art. abrogato dal R 7.6.1995; in vigore dal 13.6.1995 - BU 1995, 303.
[120] Art. abrogato dal R 7.6.1995; in vigore dal 13.6.1995 - BU 1995, 303.
[121] Art. abrogato dal R 18.2.2014; in vigore dal 1.3.2014 - BU 2014, 118; precedente modifica: BU 2009, 309.
[122] Art. abrogato dal R 18.2.2014; in vigore dal 1.3.2014 - BU 2014, 118.
[123] Titolo introdotto dal R 5.9.2018; in vigore dal 1.9.2018 - BU 2018, 341.
[124] Art. abrogato dal R 11.11.2003; in vigore dal 25.11.2003 - BU 2003, 369.