Source: https://www.unijuris.it/node/4818
Timestamp: 2020-06-06 07:15:08+00:00
Document Index: 164580855

Matched Legal Cases: ['art 186', 'art. 182', 'art 186', 'art. 182', 'art. 186', 'art. 169', 'art. 168', 'art. 184', 'art. 2740', 'art. 186', 'art. 2741', 'art 186', 'art. 2741']

Corte d'Appello di Venezia – Concordato con continuità pura: possibile previsione, nel rispetto del disposto dell'art 186 bis, secondo comma, L.F. della falcidiabilità di un credito tributario ex art. 182 ter L.F. | Unijuris 2.0 - Osservatorio sulla Giurisprudenza Fallimentare
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Al fine di stabilire se ed entro quali limiti il debitore che abbia formulato una proposta di ammissione ad un concordato con continuità pura, ad omologazione avvenuta, possa decidere come destinare i flussi che gli derivino dalla prosecuzione dell'attività, bisogna fare riferimento al disposto dell'art. 186 bis, secondo comma, lettera b) che pone quale condizione per essere ammessi a tale procedura che la stessa sia funzionale alla miglior soddisfazione dei creditori rispetto all'ipotesi liquidatoria ed individuare quale sia il patrimonio da vagliare a tale fine. Alla luce del disposto degli artt. 45 e 55 L.F., come richiamati dall'art. 169 L.F., nonché dell'art. 168, primo comma, L.F., che pongono quale momento di cristallizzazione del patrimonio del debitore la data di presentazione della domanda di concordato, nonché dell'art. 184 L.F., che ne stabilisce l'obbligatorietà per tutti i creditori anteriori alla sua pubblicazione nel registro delle imprese, si deve ritenere che si debba fare riferimento al patrimonio esistente appunto nel momento in cui viene presentata la domanda di concordato, e che, pertanto, ai fini del raffrontro tra l'ipotesi in continuità e quella liquidatoria, non possa venire in rilievo il "patrimonio futuro"del debitore, atteso che in caso di fallimento non sarebbero acquisibili alla procedura concorsuale i benefici generabili dalla prosecuzione dell'attività attraverso la procedura di concordato preventivo, se non quelli prodotti nella, limitata e finalizzata alla liquidazione, prosecuzione dell'attività economica in sede di esercizio provvisorio. Pertanto, ai sensi del disposto del secondo comma dell'art. 2740 c.c., che consente nei soli casi stabiliti dalla legge limitazioni della responsabilità patrimoniale del debitore, si deve ritenere che nell'ipotesi del concordato in continuità sia consentito, alla luce della previsione dell'art. 186 bis L.F., che i flussi derivanti dalla prosecuzione della di lui attività aziendale permangano nella disponibilità del debitore una volta decurtati di quanto percentualmente destinato, nel dovuto rispetto del disposto dell'art. 2741 c.c., ai creditori concordatari e ciò in funzione, come preferibilmente auspicato dal legislatore, dell'esercizio e della prosecuzione dell'attività d'impresa, oltre che del raggiungimento di un equilibrio economico finanziario [nello specifico, pertanto, la Corte territoriale, dissattendendo le conclusioni cui era giunto il Tribunale, ha ritenuto che fosse astrattamente possibile, in ipotesi di concordato in continuità, prevedere in sede di proposta la falcidia, ex artt. 160, secondo comma, e 182 ter L.F., di parte dei crediti privilegiati, a condizione che la proposta risultasse rispettosa, come da congrua conforme relazione del professionista attestatore, del disposto dell'art 186 bis L. F., secondo comma, lettera b) in particolare, come anche del disposto dell'art. 2741 c.c.]. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)
http://www.fallimentiesocieta.it/sites/default/files/1.%20Corte%20d%E2%80%99Appello%20di%20Venezia%2C%20Sent.%2027%20giugno%202019%20.pdf
http://www.fallimentiesocieta.it/sites/default/files/2.%20Corte%20d%E
[cfr. in questa rivista: decisione di primo grado del Tribunale di Padova, Sez. I civ., 24 gennaio 2019 https://www.unijuris.it/node/4814]
Art. 154 - Crediti pecuniari.
(09/03/2020) Corte di Cassazione (6508/2020) – Fallimento: riconoscimento del privilegio nei confronti del credito del Fondo di Garanzia delle PMI in ipotesi di escussione della garanzia dallo stesso prestata da parte della banca finanziatrice.
(17/02/2020) Tribunale di Roma – Concordato preventivo: ammissibilità della rinuncia alla prelazione, nei venti giorni successivi all’adunanza, da parte dei creditori privilegiati, con conseguente loro possibile ammissione al voto.