Source: https://www.exeo.it/free/indici-prescrizioni-di-piano-e-vincoli-inedificabilita-con-decadenza-piano-urbanistico-attuativo
Timestamp: 2018-10-20 11:37:44+00:00
Document Index: 66925548

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 42', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 17', 'art.17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17']

Indici, prescrizioni di piano e vincoli di inedificabilità
Alla decadenza del piano di zona, se pure permane l’obbligo di osservare, per la parte non attuata, le previsioni dello strumento esecutivo scaduto, decadono tuttavia sia gli effetti della pubblica utilità, che quelli dei vincoli espropriativi. Non potendosi realizzare le opere di urbanizzazione primaria, anche l'edificazione residenziale risulta impossibile.
In ipotesi di decadenza del piano di zona se permane l'obbligo di osservare, per la parte non attuata, le previsioni dello strumento esecutivo scaduto, decadono, però, gli effetti della pubblica utilità delle opere previste e cioè sia i vincoli di natura espropriativa che le destinazioni urbanistiche complementari, le quali hanno l'esclusiva finalità di delineare la consistenza dell'opera pubblica prevista comprensive dei relativi indici e parametri urbanistici.
Ai sensi degli artt. 16, 17 e 28 della legge n. 1150 del 1942, l'efficacia dei PP ha un termine entro il quale le opere debbono essere e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ttavia, dove il detto piano abbia avuto attuazione, con la realizzazione di strade, piazze ed altre opere di urbanizzazione, l'edificazione residenziale è consentita secondo un criterio di armonico inserimento del nuovo nell'edificato esistente, e cioè in base alle norme del piano attuativo scaduto che mantengono la loro integrale applicabilità.
Il decorso del termine di efficacia del piano non si contrappone ed, anzi, si completa con l'espressa previsione dell'art. 17 della l. n. 1150 del 1942, secondo il quale continua a rimanere fermo a tempo indeterminato il contenuto inerente alle prescrizioni di zona, nel rispetto sia dell'interesse pubblico per l'esecuzione delle opere di urbanizzazione, sia di quello volto all'edificazione dei lotti. La norma predetta, in vero, ha l'effetto di far venir meno i vincoli espropriativi, in applicazione del principio generale della loro temporaneità, mentre lascia impregiudicata l'applicabilità delle previsioni che disciplinano l'attività edilizia privata.
La disposizione di cui all'art. 17 della L. n.1150 del 1942, che certamente non brilla per chiarezza - non può essere interpretata nel senso che una volta scaduto il termine per l'esecuzione del piano, l'a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; edificatoria diviene tendenzialmente 'libera', salvi solamente gli "obblighi di allineamento" e le "prescrizioni di zona" già stabiliti nello stesso piano ormai decaduto (o "scaduto"). Essa significa, invece, che in caso di intervenuta decadenza del piano attuativo, nell'eventualità in cui si dia comunque corso ad interventi edilizi - s'intende: nella misura e nei limiti in cui essi siano assentibili (in base alla disciplina urbanistica vigente nella zona) - gli obblighi e le prescrizioni in questione devono comunque operare e restare ('ultrattivamente') vigenti.
La scadenza del termine di efficacia del p.e.e.p., alla quale non faccia riscontro la rinnovazione del piano, fa venir meno la possibilità di procedere agli espropri ed all'edificazione residenziale per la parte di esso che non ha avuto esecuzione, ma non rende inefficaci le relative prescrizioni urbanistiche, le quali continuano a trovare applicazione, avendo il piano natura di strumento urbanistico di attuazione, le cui prescrizioni di zona sono destinate a conservare efficacia a tempo indeterminato, ai sensi della L. 17 agosto 1942, n. 1150, art. 17, comma 1, nonostante la scadenza del termine previsto per la sua attuazione.
Conformemente alla previsione d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...imo comma dell'articolo 17 della legge urbanistica del 1942 - deve ritenersi che il decorso del termine decennale previsto per l'esecuzione del piano particolareggiato non rileva ai soli fini della dichiarazione di pubblica utilità delle opere incluse ma comporta la radicale inefficacia delle previsioni del piano stesso – per la parte rimasta inattuata -, restando fermo soltanto l'obbligo di osservare nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti "gli allineamenti e le prescrizioni di zona previsti dal piano stesso".
La disposizione di cui all'articolo 17 della l. 1150 del 1942 (cui deve essere assimilata la previsione di cui all'articolo 37 della L.R. Puglia n. 56 del 1980), deve essere intesa nel senso che, scaduto il termine di efficacia stabilito per l'esecuzione del piano particolareggiato, nella parte in cui esso è rimasto inattuato, non è più possibile eseguire i previsti espropri, preordinati alla realizzazione delle opere pubbliche e delle opere di urbanizzazione primaria. Però, nel caso in cui il detto piano ha avuto attuazione, con la realizzazione di strade, piazze ed altre opere di urbanizzazione, l'edificazione residenziale si deve considerare consentita secondo un criteri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...co inserimento del nuovo nell'edificato esistente, e cioè in base alle norme del piano attuativo scaduto, che mantengono la loro integrale applicabilità.
Non può essere condivisa la tesi secondo cui scaduto il termine decennale di efficacia stabilito per l'esecuzione del piano particolareggiato, nondimeno il piano di lottizzazione (rimasto inattuato), resterebbe comunque efficace in relazione alla normativa urbanistica e edilizia di zona, la quale resterebbe in tal modo "ultrattiva a tempo indeterminato".
La decadenza dei piani di zona, se certamente comporta la caducazione delle dichiarazioni di pubblica utilità ex lege e dei vincoli espropriativi che ne derivano ai sensi dell'art. 9 della legge 18 aprile 1962, nr. 167, fa salvo però il vincolo conformativo derivante dalle destinazioni di zona che il Piano, in quanto strumento attuativo del P.R.G., ha posto.
Una volta cessata l'efficacia del Piano di zona, senza che l'Amministrazione si sia avvalsa dei propri poteri ablatori per realizzare gli interventi di più diretto interesse pubblicistico, lo jus aedificandi del proprietario non può essere compresso al di là di quanto necessario per il rispetto delle generiche destinazioni d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ettere un vincolo di conformazione che giunga ad imporre al privato proprietario anche la realizzazione delle opere pubbliche che la p.a. si era inizialmente riservata, e che non ha eseguito nei termini di legge, è opzione ermeneutica di quanto meno dubbia compatibilità con lo statuto costituzionale della proprietà ex art. 42 Cost.
Dalla cessazione dell'efficacia del Piano di zona, senza che l'Amministrazione si sia avvalsa dei propri poteri ablatori per realizzare gli interventi di più diretto interesse pubblicistico, discende l'impossibilità che il Comune possa seguitare a pretendere dal privato quella "progettazione partecipata" la cui previsione era funzionale proprio ai vincoli pubblicistici imposti dal Piano, ma che perde senso una volta che si riespande la facoltà del privato di edificare in proprio (sia pure nel rispetto delle prescrizioni conformative che restano pienamente vigenti ed efficaci).
Poiché, ai sensi dell'art. 9, comma 1, L. n. 167/1962, i Piani di Zona per l'Edilizia Economico e Popolare hanno "valore di Piani Particolareggiati" ex art. 16 L. n. 1150/1942, dopo la scadenza di efficacia di tali strumenti urbanistici, ai sensi dell'art. 17, comma 1, L. n. 1150/1942, devono continua... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e osservate e/o applicate a tempo indeterminato le prescrizioni di zona prescritte dal PEEP scaduto.
Scaduto il termine di efficacia del PEEP, nella parte in cui lo stesso ha avuto attuazione, con la realizzazione di strade ed altre opere di urbanizzazione, l'edificazione residenziale è consentita secondo un criterio di armonico inserimento dei nuovi fabbricati nell'edificato esistente e in base alle norme del piano attuativo scaduto, che mantengono la loro integrale applicabilità, in quanto le previsioni del PEEP (anche se scaduto) hanno comunque stabilmente determinato l'assetto definitivo e di dettaglio della parte del territorio interessato anche con riferimento alla localizzazione degli edifici da costruire.
La scadenza dei termini di efficacia del piano attuativo non comporta la decadenza di ogni disciplina urbanistica dell'area, dovendosi comunque ritenere ultrattive quelle disposizioni del piano scaduto che disciplinino l'edificazione.
L'azzeramento della disciplina urbanistica territoriale non si produce in caso di scadenza di disposizioni vincolistiche contenute in piani di rango attuativo, perché in tal caso il decorso del termine decennale di efficacia del piano fa venire meno solo i vincoli fin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'espropriazione e le altre limitazioni della proprietà privata imposti dallo strumento attuativo, ma non anche la disciplina urbanistico- edilizia da esso dettata, che continua a trovare applicazione fino all'approvazione di un nuovo piano attuativo o di un nuovo P.R.G.
L'art. 17 della legge 17 agosto 1942 n. 1150 va inteso nel senso che, qualora il piano particolareggiato abbia avuto attuazione, con la realizzazione di strade, piazze ed altre opere di urbanizzazione, l'edificazione residenziale è consentita secondo un criterio di armonico inserimento del nuovo nell'edificato esistente (seconda parte del primo comma), e cioè in base alle norme del piano attuativo scaduto che mantengono la loro integrale applicabilità.
Deve escludersi che il decorso del decennio privi di efficacia l'intera normativa del piano attuativo, visto che, per espressa previsione del citato art.17 della Legge n.1150/1942, continua a rimanere fermo a tempo indeterminato il contenuto inerente le prescrizioni di zona, nel rispetto sia dell'interesse pubblico per l'esecuzione delle opere di urbanizzazione, sia di quello volto alla edificazione dei lotti. La norma in parola, invero, ha l'effetto di far venir meno i vincoli espropriativi, in applicazion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ipio generale della loro temporaneità, mentre lascia impregiudicata l'applicabilità delle previsioni che disciplinano l'attività edilizia privata.
L'art. 17, comma 1, della L. n. 1150/1942 con riferimento ai piani particolareggiati di iniziativa pubblica, cui sono equiparati i piani di lottizzazione, tiene distinta la valenza urbanistica del piano attuativo dall'efficacia della convenzione; ciò comporta che con il decorso del termine di dieci anni diventano inefficaci le previsioni del piano di lottizzazione che non hanno avuto concreta attuazione, nel senso che non è più consentita la sua ulteriore esecuzione, salva la possibilità di ulteriori costruzioni coerenti con le vigenti previsioni del piano regolatore generale e con le prescrizioni del piano attuativo, che per questa parte ha efficacia ultrattiva.
Occorre distinguere, nell'ambito del contenuto (complesso) del P.I.P., tra norme che, conformemente ai vincoli preordinati all'esproprio previsti nel P.R.G., dispongono la pubblica utilità indifferibilità ed urgenza di opere pubbliche o di pubblica utilità e norme di conformazione del territorio; la circostanza della decadenza dei vincoli di localizzazione preordinati all'espro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a dichiarazione di pubblica utilità (trascorso i termine decennale dall'approvazione dei PIP), se esclude che la suddetta area, allo stato, possa essere occupata o espropriata, non fa venir meno il vincolo di conformazione derivante dalla zonizzazione unitamente alla restante disciplina di Piano.
Il decorso del termine decennale non comporta la totale cessazione degli effetti del piano particolareggiato, perché esso continua a valere a tempo indeterminato per quanto riguarda le prescrizioni urbanistico-edilizie.
Alla luce dell'art. 17 della L. n. 1150/1942, il decorso il termine per l'esecuzione del piano particolareggiato, comporta la sola decadenza degli speciali poteri che la legge urbanistica attribuisce all'amministrazione per consentire la realizzazione del programma urbanistico, mentre è consentita la "ultrattività" delle disposizioni del piano scaduto disciplinanti l'edificazione e le prescrizioni di zona, affinché non sia alterato lo sviluppo urbanistico-edilizio così come programmato dallo strumento scaduto.
Anche quando vengono meno gli effetti di un piano di recupero, che prevede la realizzazione di un'opera, ben può l'amministrazione dare attuazione al piano regolatore, che... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a, sovrapponendosi la piano, ha previsto la realizzazione della medesima opera.
L'art. 17 della L. n. 1150/1942 va inteso nel senso che scaduto il termine di efficacia stabilito per l'esecuzione del piano particolareggiato, dove il piano abbia avuto attuazione, con la realizzazione di strade, piazze ed altre opere di urbanizzazione, l'edificazione residenziale è consentita secondo un criterio di armonico inserimento del nuovo nell'edificato esistente (seconda parte del primo comma), e cioè in base alle norme del piano attuativo scaduto, che mantengono la loro integrale applicabilità.
Scaduto il termine di efficacia stabilito per l'esecuzione di un piano di zona, non può l'edificazione residenziale privata sostituire l'edificazione residenziale pubblica; ciò non rappresenta l'illegittima introduzione di un vincolo d'inedificabilità a tempo indeterminato, essendo, piuttosto, la perpetuazione di un vincolo conformativo collegato alla subzonizzazione insita nel p.e.e.p..
Scaduto il termine di efficacia stabilito per l'esecuzione di un piano di zona, anche per la localizzazione degli edifici, le prescrizioni del piano esecutivo (malgrado la scadenza) continuano ad essere rileva... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oro che, non avendo ancora realizzato le costruzioni, intendano tardivamente chiedere il titolo abilitativo.
La disposizione di cui all'art. 17 comma 1 della L. n. 1150/1942, dicendo che il piano particolareggiato (o di lottizzazione) «diventa inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione», non si riferisce all'ipotesi in cui i lottizzanti abbiano sfruttato le potenzialità edificatorie loro attribuite, ma siano rimasti inadempienti rispetto agli obblighi assunti con la convenzione di lottizzazione; in tale ipotesi, sino a che non sopravvenga una diversa pianificazione urbanistica, permangono l'efficacia e validità dei vincoli d'inedificabilità, nel caso di specie per destinazione a parcheggio pubblico, previsti nel piano, da ritenersi in tale ipotesi attuato.
L'art. 17 della L. n. 1150/1942 va inteso nel senso che, scaduto il termine di efficacia stabilito per l'esecuzione del piano particolareggiato, nella parte in cui è rimasto inattuato, non possono più eseguirsi i previsti espropri, preordinati alla realizzazione delle opere pubbliche e dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...urbanizzazione primaria, in particolare (seconda parte del primo comma) e, per converso, non si può procedere all'edificazione residenziale per assenza di tale fondamentale presupposto.
Le previsioni dello strumento attuativo parzialmente attuato (anche se scaduto), stabilmente determinano l'assetto definitivo e di dettaglio della parte del territorio interessato, su cui quindi non possono incidere le previsioni del piano regolatore generale. Ne consegue che in ipotesi di piano di zona (peep), non può l'edificazione residenziale privata sostituire l'edificazione residenziale pubblica; ciò non rappresenta l'illegittima introduzione di un vincolo d'inedificabilità a tempo indeterminato,essendo, piuttosto,la perpetuazione di un vincolo conformativo collegato alla subzonizzazione insita nel p.e.e.p. scaduto.
Decaduto il termine decennale di efficacia del piano di sviluppo industriale non sopravvivono i vincoli di inedificabilità preordinati all'ablazione.
I vincoli di inedificabilità previsti dai piani di zona non sopravvivono alla decadenza di essi piani.