Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-14131-del-07-06-2017
Timestamp: 2020-04-04 21:40:01+00:00
Document Index: 141028040

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 300']

Sentenza Cassazione Civile n. 14131 del 07/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14131 del 07/06/2017
Cassazione civile, sez. trib., 07/06/2017, (ud. 25/05/2017, dep.07/06/2017), n. 14131
sul ricorso 20364/2012 proposto da:
domiciliato in ROMA VIA CESARE BECCARIA presso lo studio
dell’avvocato GIUSEPPE FIORENTINO, che lo rappresenta e difende;
COMUNE DI GIULIANOVA, elettivamente domiciliato in ROMA VIA TRIONFALE
5637, presso lo studio dell’avvocato FERDINANDO D’AMARIO, che lo
avverso la sentenza n. 16/2012 della COMM. TRIB. REG. di L’AQUILA,
25/05/2017 dal Consigliere Dott. LIANA MARIA TERESA ZOSO;
1. L’Ente Nazionale di Assistenza Magistrale (ENAM) impugnava l’avviso di accertamento Ici relativo all’anno 2006 notificato dal Comune di Giulianova. La commissione tributaria provinciale di Teramo accoglieva il ricorso. Proponeva appello il Comune di Giulianova e la commissione tributaria regionale dell’Abruzzo lo accoglieva osservando che la notifica dell’appello era tempestiva e rituale in quanto effettuata nel domicilio eletto in primo grado e che all’ente non spettava l’esenzione di cui al D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1.
2. Avverso la sentenza della CTR propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) quale successore ex lege dell’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica (INPDAP), a sua volta succeduta all’ENAM. Si è costituito con controricorso il Comune di Giulianova.
3. Con l’unico motivo il ricorrente deduce violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione agli artt. 101, 328, 330, 291 c.p.c. e art. 111 Cost.. Sostiene che la notifica dell’atto di appello era stata effettuata nei confronti dell’ENAM quando tale ente era già stato soppresso e ad esso era succeduto l’INPDAP, prima che tale ente fosse soppresso sua volta. Dunque la CTR ha errato nel non dichiarare improcedibile o comunque inammissibile l’appello, dato che la soppressione ex lege di un ente pubblico con trasferimento delle sue funzioni in capo ad altro ente costituisce, al pari della morte della persona fisica, causa di interruzione del processo.
La terza eccezione, con cui il Comune sostiene che il ricorrente non ha impugnato la ragione autonoma della decisione con cui la CTR ha affermato che la notifica è stata effettuata al “domicilio eletto in primo grado” è parimenti infondata in quanto il ricorso è incentrato sul fatto che la notifica avrebbe dovuto essere effettuata nelle forme di legge non all’ente ricorrente in primo grado, posto che esso era estinto, ma all’ente che gli era succeduto.
2. In ordine al motivo di ricorso, si osserva che esso è infondato. Le Sezioni Unite della Corte di legittimità, con la sentenza n. 15295 del 4 luglio 2014 (cui hanno fatto seguito Cass. n. 126495 del 17.12.2014; Cass. n. 5855 del 24 marzo 2015; Cass. n. 710 del 18/01/2016) hanno affermato che “in caso di morte o perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, l’omessa dichiarazione o notificazione del relativo evento ad opera di quest’ultimo comporta, giusta la regola dell’ultrattività del mandato alla lite, che il difensore continui a rappresentare la parte come se l’evento stesso non si fosse verificato, risultando così stabilizzata la posizione giuridica della parte rappresentata (rispetto alle altre parti ed al giudice) nella fase attiva del rapporto processuale, nonchè in quelle successive di sua quiescenza od eventuale riattivazione dovuta alla proposizione dell’impugnazione. Tale posizione è suscettibile di modificazione qualora, nella fase di impugnazione, si costituiscano gli eredi della parte defunta o il rappresentante legale di quella divenuta incapace, ovvero se il suo procuratore, già munito di procura alla lite valida anche per gli ulteriori gradi del processo, dichiari in udienza, o notifichi alle altre parti, l’evento, o se, rimasta la medesima parte contumace, esso sia documentato dall’altra parte o notificato o certificato dall’ufficiale giudiziario ex art. 300 c.p.c., comma 4”. Dal principio di diritto discende la validità della notifica dell’appello effettuata l’8 aprile 2011 all’Enam presso il procuratore Dott. M.M. il quale, in forza della procura conferita dall’ENAM in calce al ricorso di primo grado, continuava a rappresentare la parte come se l’evento non si fosse verificato.
3. Il ricorso va, dunque, rigettato e le spese processuali, liquidate come da dispositivo,
seguono la soccombenza.