Source: https://www.ratioiuris.it/erogazione-premi-ai-dirigenti-e-responsabilita-del-nucleo-di-valutazione/
Timestamp: 2018-12-13 07:30:35+00:00
Document Index: 53861651

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 11', 'art. 97', 'sentenza ', 'art. 53', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 52', 'sentenza ', 'sentenza ']

Erogazione premi ai dirigenti e responsabilità del nucleo di valutazione. - Ratio Iuris
Mag 11, 2018 | Giurisprudenza, Giustizia Contabile | 0 |
A cura di Francesco Gisotti
Corte dei Conti – Sez. Puglia Sentenza n. 185 del 5 marzo 2018
La Procura Regionale di riferimento ha pronunciato la sentenza in esame per l’essere stata notiziata dall’ispettorato del Dipartimento della Funzione Pubblica degli esiti di attività ispettiva presso un Comune, attività finalizzata alla verifica dell’osservanza delle norme in materia di pubblicità degli incarichi a seguito della quale è emersa la mancata pubblicazione di tutti gli incarichi (esterni ed interni) nella specifica sezione del sito web dell’amministrazione denominato “ Trasparenza, valutazione e merito”. Tale comportamento, come è noto, si pone in contrasto con le vigenti disposizioni in materia di trasparenza ed in particolare dell’art. 11 d.lgs. 150/2009 il quale statuisce che, in caso di mancato assolvimento degli obblighi di pubblicazione, è vietata l’erogazione dell’indennità di risultato ai Dirigenti preposti agli uffici coinvolti. Le indennità di risultato furono però regolarmente erogate anche con i positivi apprezzamenti del Nucleo di Valutazione prodromici ai provvedimenti sindacali con i quali esse sono state riconosciute.
Il collegio pone l’accento sulla ratio del d.lgs. richiamato che si sostanzia nella volontà di riformare in maniera organica il rapporto di lavoro al fine di incrementare produttività, efficienza e trasparenza delle PP.AA.
Già la L. 240/1990 individuava tra i principi guida dell’agire amministrativo quelli di trasparenza e pubblicità. Essa è stata considerata per anni l’unica fonte normativa della regola generale della trasparenza amministrativa. L’evoluzione normativa degli ultimi anni, anche sulla spinta della disciplina comunitaria, ha visto un progressivo ampliamento del principio. Con il d.lgs. 150/2009 l’accessibilità ha assunto un ruolo tale da dover essere intesa come accessibilità totale di tutte le informazioni circa ogni aspetto dell’attività delle PP.AA.
Il Collegio sottolinea l’obbligo della P.A. di dotarsi di una organizzazione effettivamente efficace e trasparente e come ciò costituisca un predicato necessario dei principi di imparzialità e buon andamento di cui all’art. 97 della Carta Costituzionale.
I componenti del Nucleo di Valutazione del Comune interessato hanno agito secondo la normativa vigente all’epoca dei fatti ed in particolare il dlgs. 286/1999 ed il regolamento comunale di riferimento, regolamento che, tra le attività dell’organo, prevedeva la valutazione delle prestazioni del personale con qualifica dirigenziale. L’attività del Nucleo che ometteva i necessari controlli prodromici alla corresponsione dell’indennità di risultato ai dirigenti si configura come caratterizzata da colpa grave.
Il Collegio sottolinea anche come il ricorso a collaborazioni esterne integri un parametro utile ai fini dell’attività di valutazione in quanto esprime la capacità del Dirigente di raggiungere in autonomia gli obiettivi assegnati.
La pronuncia mette in luce, tra gli altri aspetti, la sussistenza, in capo all’organo di valutazione, dello specifico obbligo di effettuare le verifiche sul rispetto degli obblighi di trasparenza. ( di Barbara Bellettini)
LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE PUGLIA
dott. Mauro OREFICE Presidente
dott. Marcello IACUBINO I referendario, relatore
nel giudizio di responsabilità amministrativa, iscritto al n. G33418 del registro di segreteria, promosso dal Procuratore Regionale nei confronti di:
– … omissis… ;
Uditi, all’udienza pubblica del 24.11.2017, il giudice relatore Marcello Iacubino, il P.M. nella persona del V.P.G. Pierpaolo Grasso e gli avvocati presenti per le parti costituite.
Con l’assistenza del Segretario dott. Caterina Agrusti.
Visti l’atto introduttivo del giudizio e tutti gli atti di causa;
– La Procura Regionale presso questa Sezione Giurisdizionale della Corte dei conti, con atto dell’11.4.2017, notificato tra il 19.4 e il 9.5.2017 a tutti i convenuti, ha citato i sopra indicati soggetti avanti a questa Corte, per ivi sentirli condannare al pagamento, in favore del comune di Lucera, della somma complessiva pari a € 92.983,47, ripartita come di seguito meglio indicata, oltre interessi e rivalutazione monetaria.
– L’Organo requirente evidenzia che dagli atti istruttori è emerso che nessun dirigente comunale, nei due sopra indicati anni di riferimento, abbia mai proceduto a trasmettere i dati degli incarichi affidati all’ufficio competente per la relativa pubblicazione ovvero a sollevare il problema dell’obbligo in parola, atteso che la specifica sezione del sito internet denominata “Trasparenza, valutazione e merito”, è stata istituita solo nel mese di dicembre 2013.
– con determina dirigenziale n. 151 del 20 giugno 2011, a firma del Segretario Generale p.t. Filippo Re è stata erogata la complessiva somma pari ad € 43.491,07 a seguito di tre differenti decreti sindacali aventi prot. n. 24672 del 9 giugno 2011, nei quali si attestava che “nulla osta alla materiale corresponsione della retribuzione di risultato” ai dirigenti predetti per l’anno 2010;
– con determina dirigenziale n. 149 del 6 luglio 2012, a firma del Segretario Generale p.t. Raffaele Mario Maccarone, è stata erogata la complessiva somma pari ad € 49.492,40 a seguito di tre differenti decreti sindacali aventi prot. n. 28530 del 5 luglio 2012, nei quali si attestava che “nulla osta alla materiale corresponsione della retribuzione di risultato” ai dirigenti predetti per l’anno 2011;
– Secondo il Requirente, sotto il profilo psicologico la condotta tenuta dagli odierni convenuti non può che essere qualificata come gravemente colposa, “in ragione della evidente violazione della norma, volta, fra l’altro, a tutelare la trasparenza e la legalità dell’azione amministrativa. Essi, infatti, non hanno in alcun modo preso in considerazione l’impossibilità giuridica, per mancato rispetto delle tassative norme in materia di trasparenza, di erogare l’indennità di risultato a fronte, fra l’altro, dell’inerzia tenuta dai dirigenti che hanno conferito gli incarichi esterni ed interni”.
– I rilievi in parola sono stati contestati dalla Procura Regionale con l’informativa ante causamprevista dalla legge, con la quale si procedeva a richiedere, a vario titolo e in relazione al contributo causale di ciascuno, la predetta somma a titolo di danno erariale, ai seguenti soggetti: Cardillo Raffaele, Cinquia Giuseppe, Franchino Domenica e Lucera Antonio nella loro qualità di Dirigenti pp.tt del Comune di Lucera; Vecchiarino Giuseppe, Papparella Marianna e Petito Andrea nelle loro qualità di componenti del Nucleo di Valutazione; Re Filippo nella qualità di Segretario comunale p.t., che ha liquidato la predetta indennità; Dotoli Pasquale, Sindaco che ha proceduto ad autorizzare la liquidazione delle somme a titolo di indennità di risultato.
– € 8.691,28 a carico di Filippo Re;
– € 8.691,28 a carico di Vecchiarino Giuseppe;
– € 12.373,10 a carico di Maccarone Raffale Mario;
– € 21.071,31 a carico di Dotoli Pasquale;
– € 21.071,31 a carico di Papparella Marianna;
– € 21.071,31 a carico di Petito Andrea,
– Con separati e tempestivi atti di costituzione e di risposta, si sono costituiti tutti i convenuti, i quali, in sintesi, hanno contestato, in rito:
– il dott. Maccarone e il dott. Re, come l’avv. Papparella, la nullità della citazione per mancata disamina e confutazione delle proprie controdeduzioni spiegate in fase preprocessuale. Secondo il primo (Maccarone) il vizio de quo sarebbe reso ancor più evidente dall’erroneità dell’importo contestatatogli, pari a € 49.492,40, atteso che il deducente aveva fatto rilevare in tale fase di aver liquidato solo la somma di € 37.409,23, con determinazione n. 149 del 6 luglio 2012, poiché era stata stralciata la quota spettante al dott. Cinquia. Secondo alcuni dei convenuti, poi, l’atto introduttivo del giudizio sarebbe anche nullo per genericità e indeterminatezza della domanda, avendo omesso l’attore pubblico di identificare ed indicare dettagliatamente tutta la documentazione oggetto della presunta, mancata pubblicazione da parte del comune di Lucera, in ordine alla quale dovrebbe ravvisarsi la loro responsabilità, non potendo di conseguenza apprestare una adeguata difesa. Secondo la sig.ra Papparella, inoltre, non sarebbe stato affatto controreplicato sulla dedotta inapplicabilità agli enti locali, all’epoca dei fatti contestati, del decreto legislativo n. 150/2009.
– All’odierna udienza, il rappresentante della Procura, in una breve replica alle eccezioni di parte, ha osservato, quanto alla mancata indicazione degli atti di cui sarebbe stata omessa la pubblicazione, che i medesimi sono puntualmente indicati nel rapporto informativo della G.d.F., donde non sono stati pedissequamente ripetuti nella citazione in ossequio al principio di sinteticità degli atti processuali. Per lo stesso motivo non si è proceduto a controdedurre analiticamente alle deduzioni preprocessuali, le quali trovano comunque smentita nel contesto dell’atto, è tanto è sufficiente per la costante giurisprudenza della Corte. In ordine all’asserita pubblicazione postuma dei dati inerenti a tali incarichi, il P.M. ha evidenziato che l’indennità di risultato è erogata in riferimento alla gestione dell’anno precedente: di conseguenza reputa che l’onere di pubblicazione debba essere assolto nello stesso anno. Ha ritenuto, quindi, che l’asserita abrogazione successiva della norma in questione non possa avere effetto retroattivo e, quanto alla condotta dei vari soggetti coinvolti, ha rammentato che vi era una precisa norma di legge che prevedeva il divieto di erogazione dell’indennità di risultato. Ha aggiunto, ancora, sulla dedotta responsabilità del soggetto responsabile delle pubblicazioni, che egli non potesse autonomamente venire a conoscenza degli atti da pubblicare se non gli venivano comunicati e, in ordine ai componenti del Nucleo di valutazione, ha ricordato che la precedente sentenza di questa Sezione, n. 384/2016, ha ridotto l’addebito al soggetto condannato sulla base di una ritenuta e concorrente responsabilità anche dei membri di tale organo. Infine, ha concordato con la difesa del dott. Maccarone circa la riduzione del quantumdel danno poiché sembrerebbe che egli abbia liquidato solo la somma di € 37.409,23. Ha insistito e concluso affinché la domanda fosse accolta.
– La causa è stata, quindi, trattenuta per la decisione.
– In via preliminare, va esaminata la eccezione di nullità dell’atto di citazione – sollevata da più convenuti – per genericità della medesima e per mancata puntuale confutazione delle deduzioni preprocessuali degli incolpati.
La suddetta eccezione si palesa, pertanto, infondata, così come quella con cui talune difese contestano la indeterminatezza della citazione, il cui contenuto, al contrario di quanto dedotto, descrive in modo chiaramente percepibile la fattispecie di responsabilità amministrativa portata all’attenzione di questo giudice, la quale trae origine dalla violazione di un preciso obbligo di legge, contenuto nell’articolo 11, commi 8 e 9 del nominato decreto. Così come parimenti definiti sono il comportamento contestato ai convenuti e gli altri elementi soggettivi ed oggettivi dell’illecito loro addebitato, tra i quali ultimi peraltro ben emergono, sia pure de relato, gli atti di incarico per i quali è stata omessa la pubblicazione, trovando essi puntuale indicazione nei prospetti dal n. 5) al n. 7) contenuti negli allegati da sub 9) a sub 11B) alla denuncia della G.d.F. (la quale costituisce notizia specifica e concreta di danno erariale).
– Nel merito, respinta preliminarmente l’eccezione di prescrizione sollevata dal convenuto Re (per genericità della citazione) per le medesime ragioni espresse nel superiore paragrafo, ad avviso del collegio la domanda attorea merita accoglimento.
In caso di… mancato assolvimento degli obblighi di pubblicazione di cui ai commi 5 e 8 è fatto divieto di erogazione della retribuzione di risultato ai dirigenti preposti agli uffici coinvolti» (la disposizione in esame è rimasta in vigore sino alla sua abrogazione, intervenuta per effetto dell’art. 53, comma 1, lett. B, del D. lgs. 14.03.2013, n. 33, contestualmente sostituita, con modificazioni, dall’art. 15 dello stesso decreto).
– A tale ultimo riguardo, deve reputarsi che proprio la presenza di atti interpretativi provenienti da organi sicuramente qualificati e di riferimento per l’orientamento dell’attività degli operatori politici e amministrativi degli enti locali, vale a dire il citato documento dell’ANCI (l’Associazione nazionale dei comuni italiani) e la Circolare del DFP (indirizzata a tutte le PP.AA., ivi inclusi gli enti locali) ed emanati i concomitanza ai fatti di causa, connota in termini di grave superficialità e inescusabile noncuranza e leggerezza le condotte tenute dagli odierni prevenuti in punto di mancata osservanza degli obblighi di trasparenza sopra individuati; i quali soggetti, reputa il giudicante, per la funzione ricoperta, dovevano essere in grado di conoscere, verificare e rettamente applicare tali precetti normativi.
– Non possono essere condivise, al riguardo, le diverse eccezioni svolte dai convenuti.
A) In primo luogo, l’avvenuta pubblicazione degli atti di incarico affidati dal comune di Lucera per gli anni 2010 e 2011, a distanza di ben sei-sette anni, nella sezione “Trasparenza, valutazione e merito” del sito webdel comune di Lucera, non può certo valere ad escludere il danno erariale che occupa.
Osserva, sul punto, il collegio, che solo in ambito penale vale il principio dell’applicazione retroattiva della lex mitior (ex art. 2 c.p.), quale corollario del principio del favor rei, costituzionalmente garantito (secondo autorevole dottrina, sulla base dell’art. 3 e del principio di uguaglianza sostanziale e della parità di trattamento). In materia opera invece il principio del tempus regit actumprevisto dall’art. 11 delle disposizioni preliminari al cod. civ. (c.d. preleggi), secondo cui la legge ordinariamente dispone solo per l’avvenire, non potendo avere efficacia retroattiva se non in base ad una espressa previsione. Ciò comporta che lo ius superveniens si applichi esclusivamente (salvo il caso in cui la legge stessa, come detto, non disponga anche per il passato) alle fattispecie sorte successivamente alla sua entrata in vigore. Ne consegue che la norma preesistente continua ad essere applicata ai rapporti sorti durante il tempo in cui era vigente, anche se successivamente intervenga una nuova norma che regoli diversamente la stessa fattispecie.
–In conclusione si ravvisano in capo ai convenuti, pienamente sussistenti tutti gli elementi costitutivi della responsabilità amministrativa per il danno erariale arrecato alle finanze del comune di Lucera.
L’importo loro contestato, pari a complessivi € 92.983,47, ad essi addebitato in parti uguali in proporzione alle fattispecie alle quali hanno concorso, e così ripartito:
va, però, considerevolmente abbattuto, in misura pari al 50% dell’importo suddetto e con assorbimento della rivalutazione monetaria, in applicazione del potere riduttivo dell’addebito, ex art. 52, t.u. C.d.c., in relazione alle seguenti circostanze da valutarsi in favore dei condannati: a) la complessità del procedimento, che involgeva diversi attori, nessuno dei quali ha fatto rilevare all’altro l’omissione in parola; b) la recente introduzione della norma contestata, anche se tempestivamente chiarita con i sopra indicati orientamenti interpretativi di organi qualificati; c) il raggiungimento degli altri obiettivi assegnati da parte dei dirigenti valutati dal Nucleo di valutazione; d) il recente insediamento e avvicendamento dei segretari comunali convenuti; e) l’avvenuta pubblicazione, anche se a distanza di molti anni, dei dati in argomento.
In definitiva, concordando con la ripartizione proposta dal P.M. (come ridotta in virtù dell’applicazione del citato potere riduttivo), costoro dovranno rispondere come di seguito:
– Re Filippo per € 4.345,64;
– Vecchiarino Giuseppe per € 4.345,64;
– Maccarone Raffale Mario per € 6.186,55;
– Dotoli Pasquale per € 10.535,65;
– Papparella Marianna per € 10.535,65;
– Petito Andrea per € 10.535,65.
Per l’effetto, i convenuti vanno condannati a restituire alle finanze del comune di Lucera i predetti importi, pari all’ammontare complessivo di € 46.491,73, oltre interessi legali dalla data di pubblicazione della presente sentenza fino al soddisfo.
– La condanna alle spese del giudizio, liquidate in dispositivo, segue la soccombenza.
La Corte dei conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Puglia, definitivamente pronunciando nel giudizio di responsabilità iscritto al n. 33418 del registro di segreteria, così provvede:
1) accoglie la domanda risarcitoria proposta e, per l’effetto condanna i seguenti soggetti al risarcimento del danno, a favore del comune di Lucera, dell’importo complessivo di € 46.491,73, nelle misure di seguito indicate:
– Re Filippo, per € 4.345,64;
– Vecchiarino Giuseppe, per € 4.345,64;
– Maccarone Raffale Mario, per € 6.186,55;
– Dotoli Pasquale, per € 10.535,65;
– Papparella Marianna, per € 10.535,65;
– Petito Andrea, per € 10.535,65,
oltre interessi legali dalla data di pubblicazione della presente sentenza fino al soddisfo.
2) condanna altresì i predetti convenuti al pagamento, in parti uguali, delle spese del giudizio che, sino al deposito della presente sentenza, si liquidano in
1.528,78.
Così deciso in Bari, nella camera di consiglio del 24 novembre 2017.
(f.to Marcello Iacubino) (f.to Mauro Orefice)
Bari, 05/03/2018
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Cons. Stato, sez. IV, 11 Ottobre 2016, n. 4180