Source: https://fiscomania.com/conferimento-di-partecipazioni-realizzo-controllato/?amp
Timestamp: 2020-08-07 14:55:37+00:00
Document Index: 54545891

Matched Legal Cases: ['art. 175', 'art. 177', 'art. 177', 'art. 87', 'art. 55', 'art. 87', 'art. 177', 'art. 178', 'art. 179', 'art. 175', 'art. 177', 'art. 175', 'art. 2359', 'art. 177', 'art. 73', 'art. 175', 'art. 177', 'art. 175', 'art. 177', 'art. 175', 'art. 177', 'art. 73', 'art. 175', 'art. 177']

Il conferimento di partecipazioni a realizzo controllato per partecipazioni di controllo e collegamento ex art. 175 e 177 del TUIR. Ambito applicativo della disposizione.
Realizzo controllato anche per lo scambio di partecipazioni non di controllo
Presenza di partecipazioni da conferire in una holding
Test della demoltiplicazione alle società operative
La residenza delle società conferita e della conferitaria
Conferimento di partecipazioni a realizzo controllato – articolo 175 o 177 del TUIR: quale scegliere?
Quale norma scegliere quindi nei casi di sovrapposizione normativa?
Il comma 11-bis del D.L. n. 58/2019 ha esteso l’applicazione del comma 2 dell’art. 177 del TUIR (conferimento o permuta di partecipazioni di controllo a realizzo controllato) alle operazioni di conferimento (o permuta) di partecipazioni nelle quali si realizzino congiuntamente le seguenti condizioni:
Le partecipazioni conferite rappresentino una percentuale di diritti di voto in assemblea superiore al 20%, ovvero una partecipazione al capitale o al patrimonio superiore al 25%. Le percentuali che si riducono rispettivamente al 2% e al 5% nel caso di titoli negoziati in mercati regolamentati;
Le partecipazioni siano conferite in società esistenti o di nuova costituzione che siano interamente partecipate dal conferente (es il caso di una holding personale).
Questa disposizione, di cui al comma 2-bis dell’art. 177 del TUIR estende il realizzo controllato anche ad ipotesi di partecipazioni di collegamento. Questo a patto che:
La società conferitaria sia interamente partecipata dal soggetto conferente (anche persona fisica);
Il cosiddetto “holding period PEX” in caso di realizzo di plusvalenze (art. 87, comma 1, lettera a), TUIR) sia verificato in capo alla società conferente trascorsi sessanta mesi dal conferimento in luogo dei dodici mesi ordinariamente previsti dalla norma.
Nel caso in cui il conferimento abbia ad oggetto partecipazioni detenute da holding, le percentuali definite nella lettera a) del comma 2-bis (partecipazioni di collegamento ex 2359 c.c.) devono fare riferimento a tutte le società indirettamente partecipate che esercitino un’impresa commerciale (ex art. 55 del TUIR). Tali percentuali devono essere determinate tenendo conto dell’effetto demoltiplicatore prodotto dalla catena partecipativa.
Per questo motivo possiamo dire che il conferimento di una partecipazione qualificata in una holding è decisamente penalizzato da questa disposizione. Infatti, a prescindere dallo svolgimento da parte della stessa di un’attività effettiva nei confronti delle partecipate (holding dinamica) la mera detenzione di una sola partecipazione in una società operativa “sotto soglia” ne preclude la fruizione.
Al fine di limitare l’effetto discriminatorio (che non riguarda la holding quotata che, in analogia con quanto previsto per il requisito della commercialità ai fini della Pex dall’art. 87, comma 4 del TUIR, dovrebbe considerarsi esercente attività commerciale) nel caso di conferimento sotto “soglia” di una holding non quotata che detenga (anche tramite sub-holding) una partecipazione “qualificata” in una società operativa quotata, la demoltiplicazione della catena partecipativa dovrebbe essere verificata avendo riguardo solo alla percentuale del 2-5% della società quotata.
Lo stesso tenore letterale della norma, che riferisce il test della demoltiplicazione alle sole società operative (senza considerare holding o subholding), conduce al medesimo risultato interpretativo. La demoltiplicazione non dovrebbe applicarsi, infine, alle società operative di secondo livello perché detenute da società a loro volta esercenti attività commerciali.
Nel caso in cui le azioni conferite riguardino una “holding”, le percentuali minime sopra indicate devono essere verificate anche sulle partecipazioni indirette e si calcolano tenendo conto dell’effetto demoltiplicativo.
Quindi, per esempio, se un soggetto conferisce una partecipazione del 30% detenuta in una holding, quest’ultima deve possedere azioni o quote di altre società tutte in misura non inferiore al 66,6667%, in quanto il 30% del 66,6667% corrisponde ad una quota appena superiore alla soglia del 20%.
Ulteriore aspetto che caratterizza il comma 2-bis dell’art. 177 del TUIR in tema di conferimento a realizzo controllato in caso di partecipazioni di collegamento riguarda la residenza fiscale della società conferita e della società conferitaria.
Come previsto sia dal comma 1 del medesimo articolo in materia di permuta, sia dal comma 2 in materia di conferimento di partecipazioni di controllo, nonché come interpretato dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 43/E/2017, il tenore letterale della norma (comma 2-bis) esclude che questo regime di conferimenti coinvolga società conferite o conferitarie residenti in Stati UE.
Queste ultime, pertanto, continuano a beneficiare di un regime di neutralità solamente se consentono alla società conferitaria di acquisire una partecipazione di controllo nella società conferita ai sensi dell’art. 178, comma 1, lettera e) (le società coinvolte devono comunque risiedere in due diversi Stati UE, vedi Risoluzione 43/E/2017) e dell’art. 179 del TUIR.
In questo articolo mi sono occupato della disciplina del conferimento a realizzo controllato disciplinata dall’art. 175 del TUIR. In seconda battuta ho affrontato il comma 2-bis dell’art. 177 del TUIR che consente il realizzo controllato anche a conferimenti di partecipazioni di collegamento.
Sul punto l’art. 175 al comma 1 prevede:
“… per i conferimenti di partecipazioni di controllo o di collegamento ai sensi dell’art. 2359 del codice civile, contenente disposizioni in materia di società controllate e collegate, effettuati tra soggetti residenti in Italia nell’esercizio di imprese commerciali, si considera valore di realizzo quello attribuito alle partecipazioni, ricevute in cambio dell’oggetto conferito, nelle scritture contabili del soggetto conferente ovvero, se superiore, quello attribuito alla partecipazioni conferite nelle scritture contabili del soggetto conferitario.”
Lo stesso comma 2 dell’art. 177 del TUIR, consente comunque di effettuare il conferimento a realizzo controllato, anche a soggetti non ricompresi nell’art. 73 del TUIR (enti soggetti IRES). Per questo motivo, il conferimento a realizzo controllato può essere applicato anche da parte di soggetti conferenti persone fisiche (anche non nell’esercizio di impresa). Quindi, possiamo riassumere che tra art. 175 e 177 comma 2 del TUIR vi sia una sostanziale uguaglianza di effetti dell’operazione (non appare un regime più favorevole rispetto all’altro), se non per l’ambito soggettivo (l’art. 177, comma 2 estende anche alle persone fisiche).
Tuttavia, vi sono delle differenze tra l’art. 175 e il comma 2-bis dell’art. 177 in merito al profilo oggettivo dell’operazione (realizzo controllato di partecipazioni di collegamento). Infatti, se l’art. 175 del TUIR subordina la mancata emersione di plusvalenze fiscali alla circostanza che l’operazione di conferimento sia fatta in continuità contabile anche in capo alla società conferente e non solo alla società conferitaria, l’art. 177, comma 2-bis, d’altro canto, inasprisce l’holding period Pex, portandolo a 60 mesi.
La domanda che possiamo porci è quale norma applicare quando siamo di fronte al conferimento di partecipazioni di collegamento da parte di conferente soggetto ex art. 73 del TUIR?
Tali soggetti rientrano sia nella disciplina dell’art. 175 del TUIR, sia nella disciplina del comma 2-bis dell’art. 177 in tema di conferimenti di partecipazioni di collegamento.
Ad oggi, non vi è ad oggi una risposta univoca e probabilmente non è possibile far prevalere una disposizione normativa rispetto ad un’altra. L’unica alternativa possibile sembrerebbe essere di rimettere la scelta in capo al contribuente in sede di atto di conferimento.
In ogni caso, pur essendovi una possibile sovrapposizione normativa, è del tutto evidente che la collocazione del comma 2-bis nell’ambito dell’articolo 177 (in contrapposizione all’articolo 175) tende a favorire i conferimenti da parte di persone fisiche non imprenditori, soggetti esclusi dall’ambito applicativo dell’articolo 175 del TUIR.
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