Source: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00665158&part=doc_dc-allegatob_ab&parse=no
Timestamp: 2013-05-18 14:43:20+00:00
Document Index: 107369993

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 144', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 14']

Sono in congedo i senatori: Barbolini, Cagnin, Chiti, Ciampi, Ciarrapico, Colombo, Dell'Utri, Fleres, Garavaglia Massimo, Messina, Mugnai, Oliva, Pera, Poli Bortone, Rossi Paolo, Saia, Soliani, Spadoni Urbani e Thaler Ausserhofer.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Marcenaro, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Ferrante e Lannutti, per partecipare a una conferenza internazionale; Dini, Gamba e Malan, per partecipare ad un seminario della NATO.
In data 14 giugno 2012, è stata trasmessa alla Presidenza una risoluzione della 3a Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione), approvata nella seduta del 12 giugno 2012, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento:
sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo (COM(2011) 840 definitivo);
sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce uno strumento di partenariato per la cooperazione con i Paesi terzi (COM(2011) 843 definitivo);
sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce uno strumento per la stabilità (COM(2011) 845 definitivo) (Doc. XVIII, n. 164).
In data 18 giugno 2012, a nome della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, il senatore Follini ha presentato la relazione sulla domanda di autorizzazione all'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall'Ufficio del Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma nei confronti del senatore Luigi Lusi (Doc. IV, n. 19-A).
Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione (2156-B)
(presentato in data 15/6/2012 );
S.2156 approvato dal Senato della Repubblica (assorbe S.2044, S.2164, S.2168, S.2174, S.2340, S.2346); C.4434 approvato con modificazioni dalla Camera dei Deputati (assorbe C.3380, C.3850, C.4382, C.4501, C.4516, C.4906).
Senatori Bastico Mariangela, Adamo Marilena, Amati Silvana, Barbolini Giuliano, Bassoli Fiorenza, Bertuzzi Maria Teresa, Blazina Tamara, Carloni Anna Maria, De Angelis Candido, De Luca Cristina, Digilio Egidio, Fleres Salvo, Franco Vittoria, Giaretta Paolo, Legnini Giovanni, Mercatali Vidmer, Mongiello Colomba, Nerozzi Paolo, Pardi Francesco, Pignedoli Leana, Poli Bortone Adriana, Procacci Giovanni, Rusconi Antonio, Sbarbati Luciana, Serafini Anna Maria, Soliani Albertina, Viespoli Pasquale, Vita Vincenzo Maria, Vitali Walter
Modifica dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di requisiti di accesso al trattamento pensionistico del personale scolastico (3361)
(presentato in data 14/6/2012 );
senatori Esposito Giuseppe, Passoni Achille, Quagliariello Gaetano, Rutelli Francesco, Belisario Felice
Modifiche alla legge 3 agosto 2007, n. 124, concernente il "Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto di Stato" (3362)
senatori Bricolo Federico, Garavaglia Massimo, Franco Paolo, Aderenti Irene, Boldi Rossana, Cagnin Luciano, Calderoli Roberto, Castelli Roberto, Davico Michelino, Divina Sergio, Leoni Giuseppe, Maraventano Angela, Mazzatorta Sandro, Montani Enrico, Monti Cesarino, Mura Roberto, Pittoni Mario, Rizzi Fabio, Torri Giovanni, Vaccari Gianvittore, Vallardi Gianpaolo, Valli Armando
Disposizioni in materia di applicazione della imposta municipale propria (3363)
senatori Bianchi Dorina, Rizzi Fabio, Di Giacomo Ulisse, Butti Alessio, Lannutti Elio, Mascitelli Alfonso, Coronella Gennaro, De Sena Luigi, Musso Enrico, Izzo Cosimo, Fosson Antonio, Garavaglia Mariapia, Thaler Ausserhofer Helga, Zanoletti Tomaso
Disposizioni per il recepimento della direttiva 2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro, nonché modifiche all'articolo 47 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e del divieto di discriminazione in materia di benefici previdenziali per i lavoratori esposti all'amianto (3364)
(presentato in data 15/6/2012 ).
La Presidenza del Consiglio dei Ministri, con lettera in data 18 maggio 2012 ha inviato, ai sensi dell'articolo 8-ter del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 23 settembre 2002, n. 250, un decreto concernente l'autorizzazione all'utilizzo delle economie di spesa sul contributo assegnato con la ripartizione della quota dell'otto per mille dell'IRPEF, per l'anno 2007, per il restauro dell'abside e cappelle laterali della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Caponapoli (NA). Il predetto documento è stato trasmesso, per opportuna conoscenza, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Atto n. 853).
GIOVANARDI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:
a Modena, nei pressi del casello autostradale nord della A1, è stato messo a disposizione gratuitamente per i terremotati da Fincosit grandi lavori un villaggio composto da 15 strutture per un totale di 110 posti letto, utilizzati sino a qualche mese fa dalle maestranze del cantiere della TAV;
la proprietà ha fissato come termine per l'accettazione dell'offerta il fine settimana del 16-17 giugno 2012 perché, in caso di mancato utilizzo, il villaggio verrà demolito e ricondotto a terreno agricolo;
benché più volte sollecitato, nessun responsabile del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri si è ancora presentato per verificare l'utilizzo eventuale delle strutture;
nel frattempo centinaia di sfollati sono ospitati in strutture fuori provincia,
si chiede di sapere quali iniziative immediate il Presidente del Consiglio dei ministri intenda assumere perché opportunità di questo genere possano essere tempestivamente valutate.
LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dello sviluppo economico e della giustizia - Premesso che:
in data 19 dicembre 2011, il Consigliere di Stato Roberto Chieppa ha assunto le funzioni di Segretario generale dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con decreto del ministro Passera su proposta del neo Presidente dell'Autorità Pitruzzella;
secondo l'art. 11, comma 5, della legge n. 287 del 1990 istitutiva dell'Autorità, il Segretario generale sovraintende al funzionamento dei servizi e degli uffici dell'Autorità, rispondendone al Presidente;
la legge istitutiva dell'Autorità prevede espressamente severe incompatibilità a carico di chiunque vi operi;
in particolare, quanto a Presidente e componenti, l'art. 10, comma, 3, stabilisce che "Essi non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, né possono essere amministratori o dipendenti di enti pubblici o privati, né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura. I dipendenti statali sono collocati fuori ruolo per l'intera durata del mandato";
quanto al personale, l'art. 11, comma 3, stabilisce che "Al personale in servizio presso l'Autorità è in ogni caso fatto divieto di assumere altro impiego o incarico o esercitare attività professionali, commerciali e industriali";
il Segretario generale è soggetto, al pari del Presidente, dei componenti, dei consulenti e del personale tutto, alle disposizioni del codice etico dell'Autorità in materia di comportamento, imparzialità, conflitto di interessi, obblighi di dichiarazione e di astensione eccetera (si vedano artt. 4, 5, 6, 7, 9 e 11). Per l'applicazione delle suddette disposizioni, Segretario generale, Presidente e componenti intrattengono i necessari rapporti direttamente con il soggetto incaricato della vigilanza sull'applicazione del codice (ovvero una persona di notoria indipendenza, da individuarsi tra coloro che esercitino, o abbiano esercitato, le funzioni di magistrato ordinario, amministrativo o contabile, che vigila sulla corretta applicazione del codice anche ai fini della risoluzione di casi concreti, avvalendosi della collaborazione della Direzione amministrazione e personale (si veda l'art. 6));
si tratta di norme di legge poste a garanzia dell'indipendenza e dell'autonomia dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato;
secondo le informazioni presenti sul sito ufficiale del competente organo della giustizia amministrativa, il consigliere Roberto Chieppa il 19 dicembre 2011 è diventato il Segretario generale dell'Autorità continuando a svolgere le sue funzioni di magistrato presso il Consiglio di Stato;
a quanto risulta all'interpellante, il vice segretario generale dottoressa Ombretta Main sarebbe stata delegata a sottoscrivere atti di competenza del Segretario generale nei casi in cui quest'ultimo fosse impossibilitato ad esercitare le proprie funzioni, anche per concomitanti attività presso il Consiglio di Stato;
il Segretario generale dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, dalla data di assunzione delle funzioni ad oggi, versa a giudizio dell'interpellante in situazione di incompatibilità assoluta e conflitto di interessi;
una situazione gravissima per l'interpellante, in palese violazione delle norme di legge in materia di incompatibilità e di conflitto di interessi cui è soggetto tutto il personale dell'Autorità;
a parere dell'interpellante non è chiaro con quale credibilità il collegio dell'Antitrust voglia fare l'arbitro del mercato per difendere i consumatori e le imprese oneste, che faticano ad andare avanti, quando non riesce ad assicurare il rispetto delle richiamate disposizioni normative;
senza riguardo per la trasparenza, sul sito dell'Autorità non vi è alcun riferimento agli emolumenti al Segretario generale visto, sempre che lo stesso non eserciti le proprie funzioni gratuitamente, in virtù del suo contemporaneo impegno presso il Consiglio di Stato, né agli emolumenti spettanti al Consigliere giuridico avvocato dello Stato Filippo Arena né al Capo di gabinetto dottor Vincenzo Valentini;
occorrerebbero iniziative volte a correggere la situazione di incompatibilità evidenziata, al fine di rafforzare la credibilità e la serietà dell'istituzione;
il Presidente dell'Autorità dovrebbe chiarire se il consigliere Chieppa abbia dichiarato al momento dell'assunzione delle funzioni la situazione di incompatibilità in cui versava e se il Collegio abbia provveduto comunque a verificare la sussistenza o meno di situazione di incompatibilità;
andrebbe compreso per quale motivo il Presidente ed il collegio non abbiano dichiarato l'incompatibilità nemmeno dopo la diffusione all'interno dell'Autorità della richiamata delega di firma anche in caso di assenza del Segretario generale per impegni relativi all'attività svolta per il Consiglio di Stato;
nel caso in cui il collegio avesse effettuato all'epoca le verifiche opportune, occorrerebbe comunque che l'Autorità rendesse noti gli atti con i quali il Presidente e i componenti dell'Autorità hanno effettuato le dovute valutazioni in merito alla situazione di incompatibilità del consigliere Chieppa al momento dell'assunzione delle funzioni di Segretario generale, e rendesse note le valutazioni eventualmente effettuate al riguardo dal garante del codice etico;
occorrerebbe rimuovere la situazione illegittima prodotta in cui versa il Segretario generale Chieppa, all'epoca della nomina ben nota;
andrebbe chiarita quale sia la sorte degli atti firmati dal Consigliere nel periodo di cumulo delle due funzioni ed in particolare quali siano le conseguenze dell'incompatibilità assoluta sulla validità degli atti da lui firmati in qualità di Segretario generale dell'Autorità (come promozioni, trasferimenti, ordini di servizio, verbali delle riunioni dell'Autorità, provvedimenti e sanzioni contro le imprese),
se al Ministro in indirizzo, che ha nominato il nuovo Segretario generale dell'Autorità, risulti che lo stesso si trovi in una situazione di conflitto di competenza;
come i fatti avvenuti si concilino con l'azione del Governo che ha ritenuto centrale il ruolo dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato per favorire le liberalizzazioni e tutelare i consumatori e le piccole imprese, aumentandone i poteri, le competenze, l'organico e la stabilità finanziaria;
all'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) ci sarebbe stato un intero terremoto: il Governo, in piena emergenza Emilia, devastata dal sisma, avrebbe sostituito il direttore dell'INGV per collocarvi un professore di ginnastica, perché compaesano del Ministro pro tempore dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in una spartizione devastante;
ha scritto per prima Caterina Perniconi per "Il Fatto Quotidiano" del 15 giugno 2012: «Su Twitter l'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha più di 70 mila follower. Un profilo da rockstar per un ente pubblico che in tempo reale segnala ai cittadini le scosse sismiche registrate dai ricercatori. In piena emergenza terremoto le redini operative dell'Istituto saranno affidate a un nuovo direttore generale, Massimo Ghilardi. Una nomina in nome del merito e della trasparenza invocati a grandi lettere anche sul sito Internet dell'Ente? A leggere il curriculum sorgono dei dubbi: Ghilardi, 45 anni, è carabiniere di leva, laureato in Scienze motorie alla Cattolica di Brescia e anche in Sociologia politica a Urbino, iscritto all'Albo dei promotori finanziari e consigliere comunale del Pdl a Chiari, piccolo comune lombardo. Nella sua biografia vanta però l'appartenenza al "clan dei bresciani" voluti a Roma dall'ex ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. È stata lei, infatti, a nominare, con chiamata diretta, Ghilardi a capo della direzione generale della Ricerca del Miur (stipendio base 106.628 euro) per "comprovate e qualificate esperienze professionali". Quali? Difficile dirlo. Di sicuro il nuovo direttore generale dell'Ingv ci sa fare con i conti: ha ricoperto lui l'incarico di tesoriere della corrente-Fondazione pidiellina "Liberamente" (...) L'Anpri (associazione nazionale professionale per la ricerca) ha annunciato in un comunicato la nomina di Ghilardi: "L'attuale dirigente ministeriale al Miur, ivi chiamato dalla sua conterranea Mariastella Gelmini, sarà il prossimo Direttore generale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il Cda, pur non all'unanimità, ha evidentemente trovato interessante tale curriculum forse perché porterà all'Ente nuove competenze finora mancanti", hanno scritto ironicamente i ricercatori. Anche se il Consiglio di amministrazione non vota questo tipo di nomine, come spiega al Fatto il presidente dell'ente, Stefano Gresta, assumendosi la responsabilità della scelta: "Il direttore generale viene designato dal presidente, domani (oggi, ndr) troverete il verbale della riunione su Internet". Ghilardi andrà a sostituire Tullio Pepe, all'Ingv dal 1980 (quando era ancora Ing), dove arrivò come responsabile dell'ufficio Contabilità. Le voci di corridoio parlano di una "promozione-rimozione", ovvero il ministro "tecnico" Francesco Profumo avrebbe preferito la soluzione Ingv per Ghilardi purché non restasse direttore generale al Miur. Quella nomina era stata anche oggetto di un'interrogazione parlamentare del vicepresidente dei deputati Pd, Alessandro Maran, che un anno fa chiese spiegazioni sulle reali competenze professionali di Massimo Ghilardi che, tra le altre cose, è anche responsabile dell'ufficio di vigilanza e finanziamento degli enti di ricerca del ministero e gestisce un portafoglio da 915 milioni di euro. Dal Miur targato Gelmini mai nessuna risposta. Anzi. Pochi mesi fa Ghilardi veniva dato in corsa per la direzione generale del Cnr, e lui, nonostante le critiche, non disdegnava: "Il presidente deve essere uno scienziato - spiegava allora Ghilardi - ma questo presupposto non vale per il direttore che invece deve avere capacità manageriali, quali io reputo di avere". In realtà il ruolo manageriale è quello in mano a un direttore amministrativo. Il direttore generale dovrebbe garantire l'operatività dell'ente a tutti i livelli. Nel Cda dell'Ingv è rientrato anche Domenico Giardini, l'ex presidente, professore al Politecnico di Zurigo, che aveva lasciato l'incarico dopo 5 mesi dichiarando pubblicamente che l'indennità di 115 mila euro era bassa e che "in Italia si guadagna troppo poco»;
Elena Dusi, su "la Repubblica" del 16 giugno 2012, in un articolo dal titolo: "Ingv, polemica per il direttore, è laureato in scienze motorie", racconta la rivolta dei ricercatori su un "nominato" che non sa nulla di terremoti. A meno che non si confondano le scienze motorie per quelle sussultorie;
nell'articolo appena citato si legge: «Non bastava il terremoto in Emilia Romagna. A scuotere l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) arriva ora la nomina del nuovo direttore generale. Massimo Ghilardi, 49 anni, è infatti laureato in Scienze motorie e Sociologia. E sulla sua designazione ai vertici gestionali dell'ente incaricato della prevenzione sismica nel nostro tremolante paese il primo a scatenarsi è stato Twitter. "In caso di terremoto il prof di ginnastica saprà correre veloce" o "Che c'è di male. Porterà nuove competenze». Non ha resistito alla tentazione dell'ironia lo storico ex presidente dell'Ingv, Enzo Boschi: «Mens sana in corpore sano. Ai ricercatori farà bene alzarsi ogni tanto dal computer e fare di corsa il giro dell'istituto". Trafitta pesantemente da Twitter per la gaffe del tunnel dei neutrini era stata d'altra parte anche la madrina politica di Ghilardi, l'ex ministro dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, che nel 2009 lo strappò dal suo lavoro di promotore finanziario presso la Banca San Paolo di Brescia per regalargli un'investitura da dirigente del Ministero. Ironia a parte, ha ragione Stefano Gresta, che dell'Ingv è presidente, a far notare che il ruolo di direttore generale non richiede competenze sismologiche bensì gestionali. Il problema è che la stessa designazione di Gresta, a fine marzo, provocò scossoni nell'Istituto. Fra i ricercatori dell'ente non passò infatti inosservata quella frase nel decreto di nomina firmato dal ministro dell'Università e della Ricerca Francesco Profumo che citava una "carriera universitaria a medio livello". Formula ovattata e in burocratese. Ma che non lascia certo trasparire stima, e che provocò parecchio malumore fra i ricercatori oltre a un'interrogazione parlamentare. Ma i guai dell'ente non finiscono qui. La stessa nomina di Gresta infatti può essere considerata una scossa di assestamento del sisma più grande che stava flagellando l'Ingv dall'agosto del 2011. All'epoca il ministro Gelmini scelse come presidente dell'Istituto Domenico Giardini. Ma il sismologo dell'università di Zurigo restò a lungo perplesso sulla congruità dei 115mila euro di indennità. E nella speranza di ottenere nel frattempo anche una cattedra alla Sapienza di Roma diede vita a un tira e molla di dimissioni durato fino alla fine di marzo, lasciando l'Ingv senza guida per 7 mesi. Sfumata (per il momento) la cattedra, Giardini ha nel frattempo ottenuto una poltrona nel Cda dell'Istituto di geofisica e un posto da coordinatore del settore rischio sismico della Protezione Civile. Lo stesso che una settimana fa azzardò la previsione di nuovi forti scosse tra Finale Emilia e Ferrara. Se consideriamo che anche Ghilardi passerà dai 106mila euro percepiti al Ministero (fonte: il suo curriculum vitae) ai 149mila dell'Ingv (fonte: Corte dei Conti), potrà sembrare che tutti, in questa storia, siano felici e contenti. Resta solo da capire come mai le mappe di pericolosità sismica elaborate dall'Ingv classificassero l'Emilia Romagna come "medio- bassa" e indicassero, in caso di sisma, uno scuotimento massimo pari a 0,15 volte la forza di gravità. Mentre il terremoto ha raggiunto un'accelerazione esattamente doppia»,
se risponda al vero che il ministro Profumo abbia nominato Ghilardi, 45 anni, carabiniere di leva, laureato in Scienze motorie alla Cattolica di Brescia e anche in Sociologia politica a Urbino, iscritto all'Albo dei promotori finanziari e consigliere comunale del Pdl a Chiari, piccolo comune lombardo, senza preparazione specifica in materia di terremoti, ma che vanta l'appartenenza al "clan dei bresciani" voluti a Roma dal Ministro dell'istruzione pro tempore, Mariastella Gelmini, che nominò con chiamata diretta, Ghilardi a capo della direzione generale della Ricerca del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;
se tale nomina non risponda a criteri spartitori che il Governo "tecnico" aveva affermato di voler combattere, anche per i danni causati spesso dagli incapaci designati in incarichi di grande responsabilità e che possono rappresentare un pericolo per loro stessi e per i cittadini;
se risponda al vero che le mappe di pericolosità sismica elaborate dall'Ingv classificassero l'Emilia Romagna come "medio- bassa" e indicassero, in caso di sisma, uno scuotimento massimo pari a 0,15 volte la forza di gravità, mentre, al contrario, il terremoto ha raggiunto un'accelerazione esattamente doppia.
MARCENARO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Considerato che:
in numerose zone del Messico, le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di stupefacenti e quello di esseri umani controllano il territorio e operano di fatto come un anti-Stato. In particolare, nella zona di Oaxaca, esiste, secondo numerose organizzazioni internazionali indipendenti, tra cui l'associazione "Libera international", un cartello che opera in collusione e in contatto anche con le mafie italiane;
in Messico, decine di migliaia di migranti irregolari, principalmente centroamericani in viaggio verso gli Usa, sono a rischio di rapimento, stupro, reclutamento forzato o uccisione da parte di quelle bande criminali, che spesso agiscono in collusione con pubblici ufficiali;
a febbraio 2011, la Commissione nazionale dei diritti umani del Messico (Comisión nacional de derechos humanos, Cndh) ha riportato che nell'arco di sei mesi erano stati rapiti 11.000 migranti;
un rapporto 2012 di Amnesty international segnala che centinaia di cadaveri, alcuni dei quali identificati come migranti rapiti, sono stati scoperti in fosse comuni; i difensori dei diritti dei migranti sono al centro di attacchi senza precedenti, specie tra coloro che operano per la rete di protezione degli aiuti umanitari ai migranti;
il Governo del Messico, secondo molte organizzazioni che tutelano i diritti fondamentali, non avrebbe adottato misure efficaci per impedire le diffuse violazioni dei diritti umani commesse dai militari e dalla polizia, tra cui sparizioni forzate, esecuzioni extragiudiziali, tortura e arresti arbitrari, omettendo, inoltre, di fornire risposte concrete alle richieste di informazioni sulle indagini relative a questi casi;
le misure approntate dalle autorità federali e statali per prevenire e punire gli abusi e per assicurare l'accesso alla giustizia sono inadeguate e, malgrado gli interventi per individuare i funzionari corrotti, vengono segnalati numerosi casi di maltrattamenti da parte delle autorità dell'immigrazione, spesso in accordo con le bande criminali;
la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato il 5 giugno 2012, in un incontro informale, ha ascoltato padre Alejandro Solalinde Guerra, coordinatore del Centro pastorale cattolico di cura per i migranti nel sud ovest del Messico (Pastoral de movilidad humana Pacífico sur) e direttore del rifugio per migranti "Fratelli nel cammino" nella municipalità di Ixtepec, Stato di Oaxaca: la struttura offre aiuto umanitario e legale ai migranti che attraversano il territorio messicano;
padre Solalinde ha illustrato la drammatica situazione del Messico e dei migranti, delle torture, delle sparizioni, delle violenza, dei sequestri. Ha ricordato come molti migranti vengano rapiti con la complicità delle autorità locali e ha spiegato che spesso il riscatto viene chiesto alle famiglie che vivono negli Stati Uniti;
a causa del suo lavoro, del suo impegno per la giustizia e delle sue costanti denunce verso chi sequestra, sfrutta, maltratta, violenta i migranti, padre Solalinde ha subito numerosi attacchi e molte minacce e per questo, il 23 aprile 2010, la Commissione interamericana dei diritti umani ha fornito misure di sicurezza a padre Solalinde e ai suoi colleghi (MC250-09), esigendo che lo Stato messicano garantisca la sua sicurezza e incolumità;
nonostante la protezione, due episodi molto gravi si sono avuti comunque il 31 marzo e il 15 aprile 2012, documentate dall'azione urgente di Amnesty international (UA: 108/12 Index: AMR 41/024/2012 Mexico date: 18 april 2012);
in seguito a queste gravi minacce, padre Solalinde è stato "invitato" dalle autorità statali a lasciare il Messico "temporaneamente";
padre Solalinde è fermamente deciso a riprendere il suo lavoro a Ciudad de Ixtepec il prossimo 3 luglio,
se esistano forme di cooperazione e di collaborazione tra Italia e Messico per combattere efficacemente le organizzazioni criminali che controllano il traffico di stupefacenti e di esseri umani;
se il Governo non ritenga che su questo problema, come su quello della tutela e della protezione dei difensori dei diritti umani, sia utile sollecitare un confronto nella comunità internazionale a partire dallo stesso vertice G20 previsto in Messico il 18 e 19 giugno 2012.
(3-02935)
BOLDRINI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
la Direzione centrale delle prestazioni dell'Inps, con circolare del 2 febbraio 2012, n.10, ha indicato gli importi previsionali e i limiti di reddito relativi alle provvidenze economiche a favore degli invalidi civili, dei ciechi civili e dei sordipreiguali per l'anno 2012;
dalla suddetta circolae si evince infatti che gli aumenti sono stati applicati nella misura prevista per le pensioni minime e di invalidità civile, mentre le indennità di accompagno sono state aumentate solo dell'1,15 per cento (da 487,39 euro a 492,97),
(3-02936)
ARMATO, MERCATALI, PASSONI, MARITATI, CARLONI, CHIAROMONTE, DE LUCA Vincenzo, INCOSTANTE, CHIURAZZI, MAZZUCONI, DONAGGIO, RUSSO, ASTORE, GRANAIOLA, RIZZOTTI, GARAVAGLIA Mariapia, MAGISTRELLI, AMATI, VITA, DE SENA, PINOTTI, MUSSO - Ai Ministri per gli affari europei e per gli affari regionali, il turismo e lo sport - Premesso che:
il settore turistico balneare è un settore in cui sono impegnate oltre 30.000 imprese che, con un indotto di 300.000 addetti, costituiscono un asse portante dell'apparato produttivo italiano e un settore strategico per il turismo;
dal 2008, la Commissione europea ha avviato una procedura d'infrazione, la procedura n. 2008/4908 (per il mancato rispetto della direttiva Bolkestein, direttiva 2006/123/CE), nei confronti dell'Italia ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a causa delle criticità sollevate in relazione al meccanismo del rinnovo automatico delle stesse e alla preferenza accordata al concessionario uscente;
tale procedura d'infrazione è stata archiviata con l'approvazione della legge comunitaria 2010 (legge n. 217 del 2011) e in particolare con la previsione di cui all'art. 11. Tale norma infatti, oltre a dettare disposizioni necessarie a sanare la procedura di infrazione sulle concessioni demaniali marittime, prevede una delega al Governo per l'adozione, entro 15 mesi dalla data di entrata in vigore di un decreto legislativo di riordino della materia;
il 23 febbraio a Roma si è tenuto un incontro tra gli operatori del settore e i Ministri in indirizzo, per l'esclusione delle imprese balneari dalla normativa comunitaria che vincola il rinnovo dei titoli concessori alle procedure di evidenza pubblica;
il 15 marzo 2012 le 4 associazioni maggiormente rappresentative del settore, Fiba, Assobalneari, Coordinamento e SIB, hanno inviato un telegramma ai Ministri in indirizzo, con il quale, sottolineando la fiducia per gli obiettivi decisi insieme nell'incontro del 23 febbraio, chiedevano di conoscere gli esiti dell'incontro del ministro Moavero con l'Unione europea in ordine alla regolamentazione delle concessioni turistico-ricreative. Inoltre, con la stessa missiva, si chiedeva un tavolo tecnico tra Stato, Regioni e organizzazioni per definire una legge quadro di regolamentazione del settore;
il 30 marzo, il ministro Gnudi, evidenziando come sarebbe stata difficile una deroga alla direttiva Bolkestein, ha dichiarato, come si legge ad esempio in un articolo de "Il Secolo XIX" dello stesso giorno: ''Che l'Unione europea abbia chiuso la procedura di infrazione relativa alle concessioni balneari è un fatto positivo. Adesso occorre non spargere terrore ma tenere conto che il turismo balneare è uno dei grandi asset del nostro Paese e che dobbiamo lavorare insieme agli operatori del settore per trovare soluzioni in linea con gli impegni che abbiamo preso con Bruxelles'';
di recente diversi Consigli regionali hanno approvato un ordine del giorno di contenuto analogo a salvaguardia del settore perché si possano considerare condizioni differenti rispetto a quelle previste dalla stessa direttiva Servizi. In particolare si è evidenziata la necessità di un'azione comune Stato-Regioni per ottenere una deroga in sede europea della stessa direttiva. Inoltre, con gli ordini del giorno si esorta il Governo all'emanazione di una legge quadro nazionale che contenga misure che regolamentino in maniera chiara e definitiva il settore;
il 4 aprile 2012 una delegazione di parlamentari del PD (composta in particolare dai senatori Teresa Armato, Manuela Granaiola, Giovanni Legnini, Vidmer Mercatali e Salvatore Tomaselli) hanno incontrato i Ministri in indirizzo per affrontare e risolvere alcuni nodi della questione delle concessioni balneari, avanzando una duplice richiesta. In primo luogo è stata sottolineata la necessità di un confronto con la Unione europea, per chiedere una modulazione diversa dell'attuazione della direttiva comunitaria nell'ambito del settore turistico balneare, riconosciuto dallo stesso Parlamento europeo come una specificità del nostro Paese;
la seconda istanza avanzata attiene all'elaborazione, in tempi stretti, di un disegno di legge delega nel quale recepire i contenuti delle mozioni e degli ordini del giorno approvati all'unanimità, sia al Senato che alla Camera, diretti a tutelare gli investimenti e l'equa remunerazione del capitale investito, individuando, altresì, i criteri per l'equo indennizzo dei concessionari uscenti, anche in considerazione del valore venale dell'azienda e dell'avviamento commerciale,
se il Governo non ritenga opportuno convocare al più presto un tavolo con la partecipazione delle organizzazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale, le Regioni e le istituzioni per affrontare l'emergenza legata alle concessioni demaniali marittime;
se non ritenga di dover avviare un confronto, anche con il coinvolgimento delle Regioni, con l'Unione europea per chiedere una diversa applicazione della "direttiva Servizi" nell'ambito del settore turistico balneare;
se non ritenga di dover predisporre in tempi rapidi un disegno di legge quadro nazionale in grado di regolamentare in modo organico, chiaro e definitivo la materia delle concessioni demaniali marittime, di tutelare gli investimenti, individuando, altresì, i criteri per l'equo indennizzo dei concessionari uscenti, anche in considerazione del valore venale dell'azienda e dell'avviamento commerciale della stessa.
(3-02940)
VITA, VALDITARA - Al Ministro della salute - Premesso che:
la signora A. C. P., di 61 anni, di cittadinanza italiana, è stata operata tre anni fa al seno destro per un carcinoma maligno;
il 6 giugno 2012, dopo una visita oncologica specialistica, la dottoressa Carla Narduzzi del reparto oncologico dell'Ospedale Sandro Pertini di Roma ha consigliato alla paziente di sottoporsi quanto prima ad una mammografia bilaterale e ad un'ecografia mammaria bilaterale, avendo riscontrato una probabile diffusione del carcinoma al seno sinistro;
la signora P. recatasi alla ASL competente, che rientra nel CUP del citato ospedale, ha richiesto un appuntamento che le è stato fissato solo in data 23 maggio 2013;
un'attesa così lunga in un simile caso potrebbe rivelarsi fatale per la paziente;
casi del genere rappresentano purtroppo la normalità nella gestione della sanità pubblica,
se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno fare delle verifiche in merito a ciò che è successo nella struttura sanitaria del Sandro Pertini;
quali iniziative intenda adottare per evitare tali tempi di attesa nella sanità pubblica, non degni di un Paese civile.
(4-07732)
VALDITARA - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
la circolare 3/DF del Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze, denominata "Come si applica l'IMU per il 2012" (consultabile all'indirizzo Internet del Ministero) nella sezione "casi pratici" all'esplicita domanda "se due coniugi risiedono in due immobili diversi situati in diversi comuni in che modo possono usufruire delle agevolazioni per l'abitazione principale?", il Ministero risponde "nel caso in questione gli immobili sono situati in comuni diversi e, pertanto, entrambi i coniugi possono usufruire dell'aliquota ridotta e della detrazione prevista per l'abitazione principale";
al termine "coniuge" si assegna il significato di "ciascuna delle due persone unite in matrimonio" e l'art. 144 del codice civile recita "i coniugi concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa. A ciascuno dei coniugi spetta il potere di attuare l'indirizzo concordato",
si chiede di sapere quale sia l'autentica interpretazione della norma in questione, al fine di dirimere il contrasto tra la definizione di abitazione principale ("l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente") e la risposta citata nel sito del Ministero.
(4-07735)
LATRONICO, VICECONTE, MAZZARACCHIO, SANTINI, BALDINI, SERAFINI Giancarlo, ALICATA, GALLO, PICHETTO FRATIN - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:
in forza della legge sull'editoria n. 416 del 5 agosto 1981 i giornali italiani all'estero ottengono da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri un modesto contributo di circa 2 milioni di euro da suddividere tra 200 testate periodiche;
il pur esiguo contributo è tuttavia indispensabile per garantire la sopravvivenza della maggior parte dei giornali italiani all'estero;
la crisi economica globale che attanaglia tutti i Paesi d'emigrazione ha messo ancor più a rischio l'incomparabile impegno di tanti piccoli editori di mantenere un presidio d'italianità nel mondo;
le scarse risorse destinate allo scopo risultano accantonate nell'ambito del bilancio dello Stato,
quali siano i motivi per cui i contributi attinenti all'anno 2010 non siano stati ancora pagati;
se il Governo sia consapevole del danno che tale ritardo comporta alla stampa italiana all'estero e di riflesso alla cultura e alle esportazioni italiane;
quando avranno inizio i pagamenti per i giornali italiani all'estero e quando saranno ultimati.
(4-07737)
BIONDELLI, DE SENA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
la discussione sull'adozione di prime misure per il riordino e la razionalizzazione delle circoscrizioni giudiziarie può generare nell'opinione pubblica, in generale, e negli addetti ai lavori, in particolare, sentimenti di preoccupazione, se non di allarme, qualora non fosse supportata da motivazioni chiare, razionali ed oggettive;
tale "confusione" viene alimentata anche dalla circolazione di ipotesi riorganizzative, alcune delle quali presentano i caratteri dell'incomprensibilità logica; altre, invece, determinano profonde riflessioni, preoccupate, da parte di coloro che vivono quotidianamente il "sistema giustizia" e temono eventuali ripercussioni negative su un settore che è, dovrebbe essere e dovrebbe rimanere uno dei cardini della convivenza civile;
per quanto riguarda il Piemonte in questi giorni circola con insistenza un'ipotesi che prevede la creazione di tre o quattro grandi macro aree (Torino, Cuneo, Novara e Alessandria), e l'assorbimento, da parte di Novara, di uno o più tribunali limitrofi, individuati sulla base di criteri di distanza, di collegamenti, eccetera;
altra ipotesi, ovviamente alternativa, prevedrebbe un intervento in due tempi: dapprima, l'accorpamento di tutti i tribunali sub provinciali in capo al tribunale del capoluogo di provincia (ad esempio: Casale, Tortona, Acqui Terme in capo ad Alessandria; Alba, Mondovì e Saluzzo in capo a Cuneo e così via). Novara, non avendo tribunali sub- provinciali ma solo una sezione distaccata, Borgomanero, sarebbe destinata a rimanere nell'attuale condizione;
successivamente, si penserebbe ad ulteriori accorpamenti tra tribunali di medie dimensioni, citando come esempio l'unificazione di Biella e Vercelli;
se tale dovesse essere lo scenario futuro, indubbiamente il tribunale di Novara, per il quale sono stati compiuti investimenti di notevole entità economica ed addirittura a suo tempo era stata avanzata richiesta di riconoscimento di sede di Corte d'appello, verrebbe a delinearsi come l'entità più piccola a livello regionale con il conseguente rischio di ulteriore depauperamento;
attenti e sensibili operatori della giustizia evidenziano il timore che tale soluzione sia inadeguata, non solo rispetto alla realtà della provincia di Novara e della città, ma soprattutto in rapporto alla realtà del numero di affari trattati, all'importanza dei fenomeni delinquenziali e criminali che si manifestano nel territorio e che negli ultimi anni hanno registrato episodi e manifestazioni di particolare allarme ed in numero crescente;
la particolare posizione geografica di Novara e del suo territorio e la presenza di realtà "familiari" (già manifestatesi in passato e tornate ora di attualità), che aggrediscono il tessuto sociale ed imprenditoriale sano e ritengono di poter condizionare taluni aspetti della vita della collettività, non dovrebbero consentire in alcun modo di trasformare uffici giudiziari, che, pur con molte difficoltà, "tengono il passo e la posizione", in poco più che presidi, se confrontati con quelle che potrebbero essere le prossime realtà organizzative della regione;
la marginalizzazione degli apparati di risposta (considerato che, a quel punto, un dimensionamento del tribunale e della procura potrebbe recare, come conseguenza, anche una seria contrazione delle forze di polizia e della loro composizione) verrebbe percepita anche dalla criminalità e lascerebbe tutta una realtà produttiva di imprese professionali e la collettività esposte alla possibile virulenza dei fenomeni criminali ed illegali; già oggi, infatti, si verificano casi non sporadici di "turismo criminale" dalle vicine zone della Lombardia,
se il Ministro in indirizzo abbia contezza delle ipotesi di riordino e razionalizzazione quali quelle sopra rappresentate;
se rispondano - nel merito - a verità le ipotesi sopra illustrate, soprattutto quella che prevedrebbe un forte ridimensionamento del ruolo e della presenza del tribunale di Novara;
quali iniziative intenda adottare al fine di garantire, nel rispetto e nel perseguimento degli obiettivi della spending review, la tutela di un territorio, quale quello di Novara, che potrebbe vedersi esposto in futuro - più che nel presente - ad una sempre maggiore presenza della criminalità a tutto discapito di una realtà produttiva, sociale ed economica che, seppur con difficoltà, presenta i caratteri di una sana vivibilità.
(4-07738)
ADERENTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'economia e delle finanze - Visto il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 1° giugno 2012;
visto il decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, in corso di esame in Parlamento;
ai 34 Comuni della provincia di Mantova già indicati nel decreto 1° giugno 2012, si aggiungono altri 7 Comuni;
molti edifici scolastici mantovani sono inagibili o necessitano di lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza, così come per tutti gli edifici scolastici di ogni ordine e grado si rende necessaria la verifica di staticità sismica su un territorio che era stato classificato a basso rischio sismico. Evidentemente, non potendosi prevedere l'andamento e la fine dei fenomeni sismici sul territorio mantovano, l'inizio del prossimo anno scolastico potrebbe registrare ancora disagi per la popolazione scolastica interessata;
la deroga al patto di stabilità (art. 7 del decreto-legge n. 74 del 2012) prevede la possibilità per i Comuni di effettuare spese per investimenti a valere su risorse proprie, senza effetti sul patto di stabilità interno, calcolando effetti negativi sull'indebitamento netto per un importo complessivo di 5 milioni di euro per i Comuni della Lombardia. Si prevede l'emanazione di un decreto ministeriale entro il 30 giugno per stabilire il miglioramento degli obiettivi;
nella provincia di Mantova, ad oggi, i danni quantificati solo per gli edifici scolastici ammontano a 6 milioni di euro escludendo quindi tutti gli altri edifici pubblici, ecclesiastici, i beni architettonici e culturali della Provincia, non da ultimo gli edifici privati e quelli afferenti alle attività produttive che sono stati rasi al suolo o danneggiati dal sisma. La copertura degli interventi di cui all'articolo 4 del decreto-legge n. 74 del 2012, che prevede i finanziamenti per la ricostruzione degli edifici pubblici, è a carico del Fondo di cui all'articolo 2, comma 1;
ai sensi dell'articolo 31, comma 7, della legge n. 183 del 2011, le risorse provenienti dallo Stato e le relative spese di parte corrente e in conto capitale sostenute dalle Province e dai Comuni per l'attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza non sono considerate ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno e, pertanto, anche se non risulta chiaro nel decreto-legge n. 74 del 2012, i finanziamenti per la ricostruzione degli edifici pubblici a carico del Fondo di cui all'articolo 2 dello stesso decreto-legge dovrebbero essere esclusi dal patto di stabilità interno;
il decreto-legge non esclude dal patto di stabilità interno le spese per la ricostruzione a valere su risorse proprie delle Province, ed in particolare della Provincia di Mantova, che anche esse sono assoggettate al patto di stabilità interno come i Comuni al di sopra di 5.000 abitanti;
il vincolo del patto di stabilità non riguarda i Comuni al di sotto di 5.000 abitanti. Pertanto si fa presente che nel decreto-legge n. 74 del 2012 non si fa menzione circa le modalità di attribuzione ed erogazione dei finanziamenti stanziati ai fini di un'esclusione dalla determinazione dell'obiettivo di saldo finanziario nei comuni con meno di 5.000 abitanti;
stabilire l'azzeramento dei saldi degli enti pubblici locali, compresa la Provincia di Mantova, permetterebbe di liberare una notevole quantità di risorse economiche aggiuntive che aiuterebbero tutti i comparti pubblici e privati a ripartire in tempi brevi;
l'art. 12 del decreto-legge n. 74 del 2012 cita espressamente un fondo speciale per l'anno 2012 ai fini di una veloce ripresa economica solo per l'Emilia- Romagna. Si fa presente che anche la zona della provincia di Mantova colpita dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 è rappresentata da un buon tessuto economico che va salvaguardato e protetto;
l'art. 14 cita espressamente di disporre risorse aggiuntive da destinare al rilancio del settore agricolo ed agroindustriale a disposizione per l'Emilia-Romagna: si fa presente che anche la zona della provincia di Mantova colpita dal recente sisma rappresenta un valore aggiunto nel settore agricolo ed agroalimentare (grana padano, allevamento suini, coltivazione vitivinicola di pregio, per citare i più rappresentativi);
l'art. 4 prevede una serie di interventi di ricostruzione, di ripristino, di conservazione, di restauro e di miglioramento strutturale del patrimonio architettonico ed artistico colpito dal sisma del 20 e 29 maggio 2012. Si fa presente che palazzo Ducale, palazzo Te, palazzo della Ragione e palazzo del Governo, siti nella città di Mantova, nonché altri importanti edifici quali il teatro Bibiena, hanno subito danni di varia entità. Solo per palazzo Ducale (di proprietà del Ministero per i beni e le attività culturali) sono stati quantificati danni per 5 milioni di euro. Si ricorda altresì che Mantova, insieme a Sabbioneta sono patrimonio dell'Unesco,
se il Governo intenda estendere anche all'Ufficio scolastico regionale della Lombardia (nella fattispecie in riferimento alla provincia di Mantova) le facoltà previste per l'Emilia-Romagna, di adottare maggiore flessibilità rispetto al calendario, all'orario scolastico e della durata delle lezioni, all'articolazione e formazione delle classi o delle sezioni, prevedendo anche un potenziamento dell'organico dei docenti e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario per gli ordini di scuola che lo richiedono, a supporto del maggiore ed evidente disagio causato dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 agli studenti dei comuni mantovani;
se intenda prevedere nell'annunciato decreto da adottare entro il 30 giugno 2012 (deroga al patto di stabilità interno di cui all'art. 7 del decreto-legge n. 74 del 2012), almeno il doppio dell'importo destinato alla copertura degli effetti negativi sull'indebitamento netto per gli enti locali della Lombardia colpiti dal sisma, considerato che ad oggi solo i danni agli edifici scolastici mantovani sono quantificati in 6 milioni di euro, includendo nella deroga anche la Provincia di Mantova;
se intenda prevedere, in concomitanza o in alternativa (nell'annunciato decreto da adottare entro il 30 giugno 2012), pur nel mantenimento del limiti del patto di stabilità, l'azzeramento del saldo per i Comuni mantovani colpiti dal sisma e per la Provincia di Mantova;
se intenda prevedere un fondo speciale per l'anno 2012 a favore di interventi per la ripresa economica (art. 12 del decreto-legge n. 74 del 2012) anche per la Provincia di Mantova, oltre che per la Regione Emilia-Romagna;
se intenda prevedere risorse aggiuntive da destinare al rilancio del settore agricolo (art. 14 del decreto-legge n. 74 del 2012) ed agroindustriale anche a favore delle zone mantovane colpite dal sisma oltre che per i Comuni dell'Emilia-Romagna;
se intenda prevedere un fondo speciale finalizzato ad interventi di pieno recupero e messa in sicurezza di palazzo Ducale di Mantova;
se intenda prevedere un fondo speciale finalizzato al recupero e messa in sicurezza di tutti i beni architettonici siti a Mantova e Sabbioneta. Fondo speciale che vada ad integrarsi con risorse provenienti dagli enti locali e dalla Regione Lombardia attraverso una programmazione di interventi condivisa.
(4-07740)
il gioco d'azzardo è vietato dal codice penale, ma la progressiva legislazione in deroga da metà degli anni '90 ad oggi ha portato a una situazione a giudizio dell'interpellante paradossale. Viene punita una scommessa tra amici, mentre risultano legali gli svariati miliardi di fatturato ricavati da lotterie, slot machines, poker, scommesse e giochi d'azzardo di natura sempre più varia che in questi ultimi anni, a ritmi sempre più frenetici, sono stati immessi sul mercato;
l'industria del gioco d'azzardo è diventata una delle più importanti del Paese. Lotterie, slot machine, poker, scommesse e giochi d'azzardo di diversa natura hanno inondato il mercato a ritmi sempre più frenetici. Il risultato di questo sforzo ingente, anche in termini di marketing e pubblicità, è stata la notevole crescita dei giocatori, che coinvolge ogni gruppo sociale, compresi pensionati, casalinghe, giovani. L'Italia è il primo Paese al mondo per spesa pro capite dedicata al gioco;
la platea dei giocatori si è allargata enormemente e ormai anche giovani, casalinghe e pensionati costituiscono nuove fasce d'utenza da catturare e fidelizzare;
secondo alcune ricerche il 2,2 per cento della popolazione adulta italiana risulta essere a rischio per il gioco d'azzardo se non addirittura "vittima" di una patologia;
nell'ambito del fenomeno legato direttamente e/o indirettamente al gioco d'azzardo patologico solo nel 2010 si è prodotto un volume d'affari di 61,5 miliardi di euro, coinvolgendo 30 milioni di giocatori e impegnando 120.000 lavoratori distribuiti in quasi 20.000 aziende di produzione e servizi; i concessionari sono 1.500, di cui 10 detengono la metà del fatturato. Nel 2011 la raccolta dei primi 11 mesi (69,5 miliardi) conferma il trend positivo (26,36 per cento) rispetto al medesimo periodo 2010 (55 miliardi);
una ricerca Nomisma evidenzia come la percezione degli italiani rispetto alla disponibilità di informazioni adeguate sul gioco e le sue possibili implicazioni negative sia assolutamente carente (53 per cento), soprattutto riguardo alla possibilità di dipendenza da gioco, e che l'86 per cento degli italiani richiedono più informazioni sui rischi connessi al gioco e ritengono insufficiente l'opera di sensibilizzazione sinora attuata;
l'offerta di giochi rischia di presentare un incremento di rischi di deriva di tipo problematico o patologico: l'aumento di richieste di aiuto a servizi pubblici o privati da parte di giocatori o loro familiari, lo sviluppo di forme di auto-aiuto, il crescente allarme sociale legato a fatti di cronaca ed al crescente fenomeno dell'usura in parte imputabile al gioco ne sono una dimostrazione;
quanto ai dati relativi al ruolo che gli adolescenti acquisiscono in questo scenario, secondo l'indagine del 2009 a cura dell'Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Centro nazionale delle ricerche di Pisa questo fenomeno, che va dai gratta e vinci, alle lotterie istantanee, alle scommesse sportive, fino al lotto e superenalotto, è in crescita e interessa circa la metà degli studenti italiani, con un incremento maggiore tra le ragazze. Sarebbero 550.000 i minorenni secolarizzati a scommettere illegalmente con la speranza di arricchirsi facilmente; dal 2008 al 2009 la percentuale di studenti tra i 15 e i 19 anni che dichiarano di aver giocato in denaro almeno una volta negli ultimi 12 mesi è aumentata dal 40 al 47 per cento;
nel 2011 la spesa degli italiani per il gioco pubblico è stata di 76,6 miliardi di euro con un incremento del 24 per cento sull'anno precedente. L'erario ha incassato 9,3 miliardi;
molte inchieste della magistratura ed alcune indagini economiche tendono a evidenziare non solo che il business del gioco d'azzardo costituisce un interesse specifico di infiltrazione delle grandi organizzazioni criminali, ma che l'espansione del gioco d'azzardo legale non contiene, ma alimenta a sua volta il gioco d'azzardo illegale;
non si tratta solo di intervenire ridefinendo le multe irrisorie rispetto agli ingenti profitti che si ricavano dalla manipolazione dei singoli giochi, ma di prendere atto e trarre le dovute conseguenze del nesso tra gioco d'azzardo e usura e delle considerazioni contenute nella relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia del luglio 2011;
molti conflitti di interesse devono poter essere affrontati e regolati: a partire dallo Stato stesso che affida al Ministero dell'economia e delle finanze, che fruisce di cospicue entrate economiche provenienti dal mercato dell'azzardo, il ruolo di tutelare i cittadini dai problemi sociali e sanitari correlati alle dipendenze patologiche indotte dalla progressiva espansione del settore;
a fronte di una situazione sempre più preoccupante, istituzioni, organizzazioni di terzo settore, sindacati, gruppi di giocatori patologici in trattamento, associazioni di consumatori (Acli, Alea, Anci, Arci, Auser, Avviso Pubblico, Cgil, Cnca, Conagga, Federconsumatori, Federserd, Fict, Fitel, Gruppo Abele, InterCear, Libera, Uisp) lanciano la campagna "Mettiamoci in gioco" con l'intento di limitare la crescita forsennata del gioco d'azzardo, aumentare le tutele per la collettività e i giocatori, favorire gli interventi a favore dei giocatori "patologici",
quali iniziative intenda assumere il Governo al fine di porre un freno al modello di liberalizzazione controllata del gioco d'azzardo in Italia, che si è progressivamente trasformato in insidiosa deregulation, come testimonia l'abnorme espansione delle proposte di giochi in ogni comune di Italia, prevedendo nel frattempo una moratoria rispetto all'immissione di nuovi giochi, sia per quantità che per qualità, e la rinuncia ad ampliare ulteriormente la raccolta e i ricavi derivanti dall'azzardo, anche nel caso di nuove emergenze nazionali che richiedono l'immediato introito di risorse;
se non intenda intervenire con azioni di competenza per restituire un potere decisionale alle comunità locali che sono espropriate di ogni funzione di "governo" del fenomeno considerato che i Sindaci non possono intervenire sulle licenze, perché totalmente scavalcati dall'attuale legge dello Stato;
quali iniziative voglia intraprendere per impedire la pubblicità del gioco d'azzardo con appositi divieti, non diversamente da quanto avviene per il tabacco e se, nell'ambito della consapevolezza della normativa europea in merito, si ritenga che gli Stati nazionali debbano riaprire il confronto sull'intera questione all'interno della Commissione e nello stesso Parlamento di Strasburgo;
quali risultino essere le somme stanziate e le risorse disponibili e quelle ulteriori destinate alla prevenzione del fenomeno del gioco d'azzardo patologico e, specificatamente, per quel che concerne la prevenzione per i minori di 18 anni;
se non si intenda inserire il gioco d'azzardo patologico all'interno dei livelli essenziali di assistenza con una normativa volta ad equiparare il diritto alle cure e l'accesso gratuito e diretto ai servizi già garantiti nelle altre forme di dipendenza patologica devolvendo, al fine di rendere sostenibile i costi di tale equiparazione, l'1 per cento del fatturato complessivo sul gioco alla riparazione dei danni, direttamente o indirettamente indotti e provocati dall'espansione del fenomeno e dall'aumento delle situazioni di dipendenza;
come intenda adoperarsi per costituire un tavolo di confronto con le associazioni e i servizi impegnati nel settore, al fine di definire i criteri e le iniziative di una corretta ed efficace campagna di educazione al gioco e di prevenzione dei rischi indotti dal gioco d'azzardo.
(4-07742)
FIORONI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:
la Cooperativa Euroservice di Castiglione del Lago (Perugia), specializzata in confezionamento e imballaggio, ha rappresentato per anni un esempio di autorganizzazione nel mondo del lavoro nella zona del Trasimeno, divenendo elemento imprescindibile del tessuto economico-produttivo e sociale della zona;
il principale committente della Euroservice è stato ed è tuttora la multinazionale dolciaria Nestlé, la quale, dopo l'acquisizione della Perugina, ha esternalizzato tramite la cooperativa la fase dell'imballaggio;
da alcuni mesi ormai i lavoratori - la maggior parte dei quali sono donne - sono in stato di agitazione a difesa del posto di lavoro dopo che la Nestlé ha dichiarato di voler interrompere il rapporto di collaborazione con la medesima "Euroservice";
in passato la multinazionale dolciaria avrebbe imposto alla Euroservice una tipologia di rapporto lavorativo in esclusiva ovverosia un regime di sostanziale "monocommittenza", impedendo alla cooperativa di accettare commesse da altre aziende. Questo non sarebbe un dato secondario se si pensa che ora la cooperativa rischia di perdere proprio il suo committente unico e non ha ulteriori rapporti commerciali;
valutato altresì che il 15 giugno 2012 si è svolto un vertice tra Nestlé Italia e la cooperativa di Castiglione del Lago per discutere il futuro dell'azienda; un vertice i cui esiti non sono ancora noti nel momento in cui si scrive,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti citati in premessa e se non ritenga che il Ministero dello sviluppo economico possa e debba assumere un ruolo attivo nella vicenda predisponendo e convocando un tavolo di confronto tra la Multinazionale Nestlé, la cooperative Euroservice e le organizzazioni sindacali interessate.
(4-07743)
BONDI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che, a giudizio dell'interrogante, è evidente che, se si dovesse verificare che in alcune aree geografiche i cittadini hanno pagato regolarmente l'imposta municipale unica (Imu), mentre in altre no o con una percentuale di evasione molto alta, uno Stato serio dovrebbe concentrarsi, non a tartassare ulteriormente i contribuenti onesti, bensì a rendere effettiva la presenza dello Stato su tutto il territorio nazionale, si chiede di sapere se il Governo intenda fornire dati riguardanti il gettito dell'Imu derivante dalla scadenza della prima rata di pagamento, evidenziando la ripartizione per aree geografiche o per singole regioni.
(4-07744)
BORNACIN - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
tutti i cittadini italiani proprietari di immobili sono chiamati, in questi giorni, a versare all'erario la prima rata dell'Imposta municipale unica;
tutte le aree del Paese che sono state oggetto di eventi idrogeologici e/o sismici hanno registrato una diminuzione del valore degli immobili;
sarebbe, pertanto, auspicabile rivedere la classificazione catastale al fine di evitare un'ulteriormente penalizzazione economica in danno dei proprietari costretti a pagare somme superiori al valore reale degli immobili,
si chiede di sapere se e in quali modi il Ministro in indirizzo ritenga di dover intervenire al fine di evitare che i proprietari delle aree a grave rischio sismico e/o idrogeologico, già dalle prossime rate dell'IMU, siano costretti a pagare somme superiori al reale valore degli immobili.
(4-07747)
3-02934, dei senatori Vimercati ed altri, sul trasporto ferroviario locale;
3-02940, della senatrice Armato ed altri, sulle concessioni demaniali nel settore turistico-balneare.
È stata ritirata l'interrogazione 4-07616, della senatrice Amati ed altri.