Source: https://www.sentenzeappalti.it/2020/06/12/gara-telematica-mepa-impossibilita-di-caricare-i-files-dellofferta-dimostrazione-avviso-di-malfunzionamento-o-rilascio-di-una-certificazione-del-gestore-necessita-art-58-art-83-d-lgs/
Timestamp: 2020-08-03 20:34:30+00:00
Document Index: 36520150

Matched Legal Cases: ['art. 58', 'art. 83', 'art. 58', 'art. 83', 'art. 2697', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 31', 'art. 77', 'art. 97', 'art. 89']

Gara telematica – MEPA – Impossibilità di caricare i files dell’offerta – Dimostrazione – Avviso di malfunzionamento o rilascio di una certificazione del gestore – Necessità (art. 58 , art. 83 d.lgs. n. 50/2016) | Sentenzeappalti.it
Gara telematica – MEPA – Impossibilità di caricare i files dell’offerta – Dimostrazione – Avviso di malfunzionamento o rilascio di una certificazione del gestore – Necessità (art. 58 , art. 83 d.lgs. n. 50/2016)
12.06.2020 Redazione
TAR Bari, 10.06.2020 n. 835
Parte ricorrente evidenzia che, nel caso di specie, l’esclusione operata dalla Stazione Appaltante sia stata illegittima, evidenziando di essersi trovata nell’impossibilità oggettiva di caricare i files dei documenti amministrativi di partecipazione alla gara sulla piattaforma M.E.P.A. e cionondimeno di avervi ottemperato – sia pure infruttuosamente, tramite un link di Google Drive – secondo le istruzioni fornite dallo stesso RUP.
Tale motivo di doglianza non può essere condiviso.
Invero, sul piano del fatto, non è stata fornita prova alcuna di qualsivoglia effettivo malfunzionamento informatico della piattaforma M.E.P.A. che si sia verificato in specifica correlazione con la procedura di gara in esame.
La piattaforma in questione consentiva a tutti i concorrenti invitati a partecipare alla gara di caricare, nella Sezione “Documentazione gara”, la documentazione amministrativa richiesta dal disciplinare di gara e non risulta che nessun altro concorrente abbia riscontrato problematiche simili a quelle lamentate dal ricorrente.
Ove tali problematiche si fossero concretamente verificate, occorreva che delle medesime fosse fornita evidenza formale ad es. con la produzione in giudizio di un avviso di malfunzionamento o il rilascio di una certificazione fornita dal gestore dell’infrastruttura informatica che detto malfunzionamento attestasse, in rigorosa applicazione di noti e quieti principi in materia di onere probatorio ex art. 2697 c.c.
Anche tale contestazione non può essere condivisa.
Come è noto, il dovere di soccorso istruttorio è sancito, nell’ambito della disciplina generale del procedimento amministrativo, dall’art. 6, comma 1, lett. b) della legge n. 241 del 1990 in base al quale il responsabile del procedimento è tenuto a chiedere “il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete”, sollecitando il privato a porre rimedio ad eventuali dimenticanze o errori. Ciò tiene conto, tra l’altro, del principio, enunciato dall’art. 7 della legge 7 agosto 1990 n. 241, di collaborazione, efficacia ed economicità dell’azione dell’Amministrazione pubblica.
Il c.d. soccorso istruttorio, è un istituto procedimentale non adottabile tutte le volte in cui si configurino in capo al partecipante obblighi di correttezza e oneri minimi di cooperazione, quali il dovere di fornire informazioni non reticenti e complete, di compilare moduli, di presentare documenti.
Tale interpretazione rigorosa viene giustificata in nome del principio di autoresponsabilità in capo ai concorrenti, per il quale ciascuno di essi deve assumere le conseguenze di eventuali errori commessi nella formulazione dell’offerta e nella presentazione della documentazione. Il soccorso istruttorio consente di completare o chiarire dichiarazioni o documenti già presentati, ma non di introdurre documenti nuovi, né tantomeno che la norma possa essere utilizzata per supplire alla violazione di adempimenti procedimentali o all’omessa allegazione dei documenti richiesti a pena di esclusione.
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