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Timestamp: 2020-07-04 21:15:11+00:00
Document Index: 36778897

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 3', 'art. 65', 'art. 27', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 41', 'art. 22', 'art. 52', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 51', 'art. 22', 'art. 63', 'art. 64']

>> D.G.R. 17 luglio 2017 - n. X/6894 “Modulistica edilizia unificata e standardizzata: adeguamento alle normative specifiche e di settore di Regione Lombardia dei contenuti informativi dei moduli nazionali per la presentazione delle segnalazioni, comunicazioni e istanze in materia di attività edilizia”
>> Circolare regionale 20 luglio 2017 - n. 10 "Modulistica edilizia unificata e profili applicativi della disciplina edilizia" (file pdf)
Sul BURL del 24 luglio 2017 è stata pubblicata la Circolare regionale 20 luglio 2017 n. 10 “Modulistica edilizia unificata e profili applicativi della disciplina edilizia”, con la quale Regione Lombardia intende adempiere all’adeguamento regionale invocato dall’art. 6, comma 2, del D. Lgs. 25 novembre 2016, n. 222 (il cosiddetto decreto SCIA-2): “Le regioni e gli enti locali si adeguano alle disposizioni del presente decreto entro il 30 giugno 2017”.
Si rileva innanzitutto che Regione Lombardia ha optato per un generale richiamo al “principio di cedevolezza”, lasciando allo Stato – in forza di una giurisprudenza costituzionale consolidata – la definizione delle diverse categorie di interventi edilizi. Conseguentemente, le rinnovate definizioni nazionali di cui all’art. 3 del DPR 380/2001 (modificato da ultimo dall’art. 65 bis del DL 50/2017, convertito con la legge 21 giugno 2017 n. 96) sono da considerarsi vigenti a pieno titolo anche in Lombardia, essendo in sostanza superata (laddove discordante) la disciplina regionale dettata all’art. 27 della LR 12/2005.
Dunque, Regione Lombardia osserva che, ad oggi, ai fini della realizzazione degli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia, le fattispecie possibili sono le seguenti:
- attività edilizia libera senza titolo abilitativo e CIL (interventi di cui all’art. 6, comma 1, del DPR 380/2001);
- Comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA);
- Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA);
- Permesso di costruire (obbligatorio nei casi di cui all’art. 10, comma 1, del DPR 380/2001, nonché in quelli espressamente previsti dalla LR 12/2005);
- permesso di costruire convenzionato (ai sensi dell’articolo 28-bis del DPR 380/2001);
- SCIA alternativa al permesso di costruire (nei soli casi di cui all’articolo 23, comma 01, del DPR 380/2001).
Regione Lombardia è dunque chiara nell’affermare che nel territorio regionale la DIA alternativa al permesso di costruire (disciplinata agli articoli 41, comma 1, e 42 della LR 12/2005) non è più attivabile.
Inoltre, la comunicazione di eseguita attività di cui al comma 2 dello stesso art. 41 LR 12/2005 è da intendersi sostituita con la fattispecie di SCIA contemplata all’art. 22, comma 2, del DPR 380/2001 (come modificato dal d.lgs. n. 222/2016).
Perde di significato anche quanto affermato all’art. 52, comma 1, della LR 12/2005 in merito ai mutamenti di destinazione d’uso, dal momento che ai sensi dell’art. 3, comma 1, del DPR 380/2001, la modifica della destinazione d’uso rileva ai fini della qualificazione dell’intervento edilizio.
Non trova invece applicazione l’art. 23-ter del DPR 380/2001 (Mutamento d'uso urbanisticamente rilevante), essendo vigente in Lombardia l’art. 51 della LR 12/2005.
Infine, relativamente alla disciplina dettata in materia di sottotetti, il regime giuridico applicabile andrà individuato di volta in volta sulla base degli elementi progettuali:
- Qualora si configuri la ristrutturazione leggera, si ricorrerà alla SCIA o al permesso di costruire (art. 22, comma 7);
- In caso di ristrutturazione pesante, si parlerà di permesso di costruire o di SCIA ad esso alternativa.
Ai fini del conseguimento dell’agibilità, il silenzio-assenso (di cui all’art. 63, comma 4, e all’art. 64, comma 10, LR 12/2005) non risulta più applicabile.
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