Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=280&amp;Itemid=6
Timestamp: 2019-04-26 16:31:51+00:00
Document Index: 7588235

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 2121', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 22', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 23', 'art. 18', 'art. 27', 'sentenza ', 'sentenza ']

Visite: 29727
Legge 20 maggio 1970, n. 300 - Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento. (STATUTO DEI LAVORATORI)
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 131 del 27 maggio 1970
Giurisprudenza Collegata: Cass. Pen. 12738/2008; Cass. Pen. 16134/2010; Cass. Civ. 20566/2010; Cass. Pen. 9917/2011; Cass. Civ. 17726/2011; Cass. Civ. 19180/2011; Tribunale di Torino, Seconda Corte di Assise, 14 novembre 2011; Cass. Civ. 18927/2012; Tribunale di Firenze, Sez. Lav., 2795/2013; Cass. Civ. 24775/2013; Cass. Pen. 1754/2015; Cass. Civ. 17511/2015; Cass. Civ. 6775/2016; Cass. Civ. 9062/2016; Cass. Civ. 11976/2016; Corte di Appello di Messina 1117/2016; Trib. Torino 778/2018; Cass. Civ. 8580/2019; Cass. Civ. 8911/2019;
(Libertà di opinione).
(Guardie giurate).
Il datore di lavoro può impiegare le guardie particolari giurate, di cui agli articoli 133 e seguenti del testo unico approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, soltanto per scopi di tutela del patrimonio aziendale.
é fatto divieto al datore di lavoro di adibire alla vigilanza sull'attività lavorativa le guardie di cui al primo comma, le quali non possono accedere nei locali dove si svolge tale attività, durante lo svolgimento della stessa, se non eccezionalmente per specifiche e motivate esigenze attinenti ai compiti di cui al primo comma.
(Personale di vigilanza).
Giurisprudenza Collegata: Cass. Civ. 10018/2011;
(Impianti audiovisivi).
é vietato l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori.
Giurisprudenza collegata: Cass. Civ. 12445/2006 ; Cass. Civ. 4331/2014; Cass. Pen. 38882/2018; Cass. Pen. 38884/2018;
(Accertamenti sanitari).
Sono vietati accertamenti da parte del datore di lavoro sull'idoneità e sull'infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente.
Il datore di lavoro ha facoltà di far controllare l'idoneità fisica del lavoratore da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico.
Giurisprudenza Collegata: Corte Cost. 420/1998; Cass. Civ. 27480/2008; Cass. Civ. 23068/2013; Cass. Civ. 19089/2017;
(Visite personali di controllo).
Le visite personali di controllo sul lavoratore sono vietate fuorchè nei casi in cui siano indispensabili ai fini della tutela del patrimonio aziendale, in relazione alla qualità degli strumenti di lavoro o delle materie prime o dei prodotti.
Le ipotesi nelle quali possono essere disposte le visite personali, nonchè, ferme restando le condizioni di cui al secondo comma del presente articolo, le relative modalità debbono essere concordate dal datore di lavoro con le rappresentanze sindacali aziendali oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l'Ispettorato del lavoro.
(Sanzioni disciplinari).
Le norme disciplinari relative alle sanzioni, alle infrazioni in relazione alle quali ciascuna di esse può essere applicata ed alle procedure di contestazione delle stesse, devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti. Esse devono applicare quanto in materia è stabilito da accordi di lavoro ove esistano.
Giurisprudenza collegata: Tribunale di Trento 7/2/2006; Cass. Civ. 8921/2009; Cass. Civ. 459/2011; Cass. Civ. 17095/2011; Cass. Civ. 2711/2012; Cass. Civ. 15353/2012; Cass. Civ.14206/2012; Cass. Civ. 1471/2013; Cass. Civ. 2033/2013; Trib. di Milano, 20 novembre 2012; Cass. Civ. 18615/2013; Cass. Civ. 13959/2014; Cass. Civ. 9900/2015; Cass. Civ. 22721/2015; Cass. Civ. 23862/2016; Cass. Pen. 51591/2016; Cass. Civ. 3630/2017; Cass. Civ. 9152/2017; Cass. Civ. 7338/2017; Cass. Civ. 29960/2017; Cass. Civ. 138/2019; Cass. Civ. 1197/2019;
(Divieto di indagini sulle opinioni).
é fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell'assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonchè su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell'attitudine professionale del lavoratore.
(Tutela della salute e dell'integrità fisica).
Giurisprudenza collegata: Cass. Civ. 9808/1997; Trib. Pisa 354/2003; Cass. Civ. 12445/2006 ; Corte Cost. 74/1981; Corte Cost. 399/96; Cass. Pen. 32204/2009; Cass. Pen. 14495/2010;Cass. Pen. 9917/2011; Tribunale di Torino, Seconda Corte di Assise, 14 novembre 2011; Cass. Pen. 37334/2012; Cass. Pen. 27162/2015; Cass. Pen. 27183/2015; Cass. Civ. 17511/2015; Cass Pen. 27295/2017; Cass. Civ. 32714/2018;
(Lavoratori studenti).
(Attività culturali, ricreative e assistenziali).
(Istituti di patronato).
(Mansioni del lavoratore).
Giurisprudenza Collegata: Cass. Civ. 24718/2011; Cass. Civ. 7963/2012; Cass. Civ. 17511/2015;
(Diritto di associazione e di attività sindacale).
(Atti discriminatori).
é nullo qualsiasi patto od atto diretto a:
a ) subordinare l'occupazione di un lavoratore alla condizione che aderisca o non aderisca ad una associazione sindacale ovvero cessi di farne parte;
b ) licenziare un lavoratore, discriminarlo nella assegnazione di qualifiche o mansioni, nei trasferimenti, nei provvedimenti disciplinari, o recargli altrimenti pregiudizio a causa della sua affiliazione o attività sindacale ovvero della sua partecipazione ad uno sciopero.
Giurisprudenza Collegata: Cass. Civ. 22893/2008; Corte di Appello di Bologna, 22 febbraio 2010; Cass. Civ. 20230/2014;
(Trattamenti economici collettivi discriminatori).
é vietata la concessione di trattamenti economici di maggior favore aventi carattere discriminatorio a mente dell'art. 15.
(Sindacati di comodo).
é fatto divieto ai datori di lavoro e alle associazioni di datori di lavoro di costituire o sostenere, con mezzi finanziari o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori.
(Reintegrazione nel posto di lavoro).
Il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno subìto per il licenziamento di cui sia stata accertata la inefficacia o l'invalidità a norma del comma precedente. In ogni caso, la misura del risarcimento non potrà essere inferiore a cinque mensilità di retribuzione, determinata secondo i criteri di cui all'art. 2121 del codice civile. Il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza di cui al comma precedente è tenuto inoltre a corrispondere al lavoratore le retribuzioni dovutegli in virtù del rapporto di lavoro dalla data della sentenza stessa fino a quella della reintegrazione. Se il lavoratore entro trenta giorni dal ricevimento dell'invito del datore di lavoro non abbia ripreso servizio, il rapporto si intende risolto.
Nell'ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all'art. 22, il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza di cui al primo comma ovvero all'ordinanza di cui al quarto comma, non impugnata o confermata dal giudice che l'ha pronunciata, è tenuto anche, per ogni giorno di ritardo, al pagamento a favore del Fondo adeguamento pensioni di una somma pari all'importo della retribuzione dovuta al lavoratore.
Giurisprudenza collegata: Corte Cost. 420/1998; Cass. civ. 19965/2006; Trib. Roma 16203/2009; Cass. Civ. 459/2011; Cass. Civ. 4656/2011; Corte di Appello di Milano, 20 dicembre 2010, n. 1044; Cass. Civ. 16195/2011; Trib. di Milano, 20 novembre 2012; Trib. Milano. 24 maggio 2012; Tribunale di Bologna, 24 aprile 2012; Cass. Civ. 2033/2013; Cass. Civ. 4207/2013; Cass. Civ. 10553/2013; Cass. Civ. 14643/2013; Cass. Civ. 18093/2013; Cass. Civ. 22606/2013; Cass. Civ. 22538/2013; Cass. Civ. 25072/2013; Trib. Bergamo 972/2013; Cass. Pen. 12241/2015; Cass. Civ. 13667/2015; Cass. Civ. 14492/2015; Trib. Milano 7309/2015; Cass. Civ. 22823/2015; Cass. Civ. 13511/2016; Cass. Civ. 17110/2016; Cass. Civ. 11153/2017; Trib. Nola 1193/2017; Cass. Civ. 15972/2017; Trib. Milano 15954/2017; Cass. Civ. 16387/2017; Cass. Civ. 20080/2018; Cass. Civ. 22684/2018; Cass. Civ. 195/2019; Cass. Civ. 8580/2019; Cass. Civ. 8911/2019; Trib. Novara, 2125/2018; Cass. Civ. 11114/2019;
(Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali).
a ) delle associazioni aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale;
b ) delle associazioni sindacali, non affiliate alle predette confederazioni, che siano firmatarie di contratti collettivi nazionali o provinciali di lavoro applicati nell'unità produttiva.
Giurisprudenza Collegata: Cass. Civ. 9808/1997; Cass. Pen. 9917/2011; Cass. Civ. 17726/2011; Cass Pen. 27295/2017;
(Assemblea).
I lavoratori hanno diritto di riunirsi, nella unità produttiva in cui prestano la loro opera, fuori dell'orario di lavoro, nonchè durante l'orario di lavoro, nei limiti di dieci ore annue, per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione. Migliori condizioni possono essere stabilite dalla contrattazione collettiva.
Le riunioni -- che possono riguardare la generalità dei lavoratori o gruppi di essi -- sono indette, singolarmente o congiuntamente, dalle rappresentanze sindacali aziendali nell'unità produttiva, con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro e secondo l'ordine di precedenza delle convocazioni, comunicate al datore di lavoro.
Il datore di lavoro deve consentire nell'ambito aziendale lo svolgimento, fuori dell'orario di lavoro, di referendum , sia generali che per categoria, su materie inerenti all'attività sindacale, indetti da tutte le rappresentanze sindacali aziendali tra i lavoratori, con diritto di partecipazione di tutti i lavoratori appartenenti all'unità produttiva e alla categoria particolarmente interessata.
Il trasferimento dall'unità produttiva dei dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali di cui al precedente art. 19, dei candidati e dei membri di commissione interna può essere disposto solo previo nulla osta delle associazioni sindacali di appartenenza.
(Permessi retribuiti).
a ) un dirigente per ciascuna rappresentanza sindacale aziendale nelle unità produttive che occupano fino a 200 dipendenti della categoria per cui la stessa è organizzata.
b ) un dirigente ogni 300 o frazione di 300 dipendenti per ciascuna rappresentanza sindacale aziendale nelle unità produttive che occupano fino a 3.000 dipendenti della categoria per cui la stessa è organizzata;
c ) un dirigente ogni 500 o frazione di 500 dipendenti della categoria per cui è organizzata la rappresentanza sindacale aziendale nelle unità produttive di maggiori dimensioni, in aggiunta al numero minimo di cui alla precedente lettera b ).
I permessi retribuiti di cui al presente articolo non potranno essere inferiori a otto ore mensili nelle aziende di cui alle lettere b ) e c ) del comma precedente; nelle aziende di cui alla lettera a ) i permessi retribuiti non potranno essere inferiori ad un'ora all'anno per ciascun dipendente.
(Permessi non retribuiti).
I lavoratori che intendano esercitare il diritto di cui al comma precedente devono darne comunicazione scritta al datore di lavoro di regola tre giorni prima tramite le rappresentanze sindacali aziendali.
(Diritto di affissione).
(Contributi sindacali).
Giurisprudenza Collegata: Trib. Brescia, 642/2013;
(Locali delle rappresentanze sindacali aziendali).
(Repressione della condotta antisindacale).
Qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti ad impedire o limitare l'esercizio della libertà e dell'attività sindacale nonchè del diritto di sciopero, su ricorso degli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse, il pretore del luogo ove è posto in essere il comportamento denunziato, nei due giorni successivi, convocate le parti ed assunte sommarie informazioni, qualora ritenga sussistente la violazione di cui al presente comma, ordina al datore di lavoro, con decreto motivato ed immediatamente esecutivo, la cessazione del comportamento illegittimo e la rimozione degli effetti.
Giurisprudenza collegata: Tribunale di Taranto 7/3/2002, n. 742 ; Trib. Pisa 354/2003; T.A.R. Lazio-Roma 6299/2012; Trib. Firenze 4516/2013; Trib. Nola 1193/2017; Tribunale di Milano 18720/2017; Trib. Venezia 760/2017;
(Fusione delle rappresentanze sindacali aziendali).
Quando le rappresentanze sindacali aziendali di cui all'art. 19 si siano costituite nell'ambito di due o più delle associazioni di cui alle lettere a ) e b ) del primo comma dell'articolo predetto, nonchè nella ipotesi di fusione di più rappresentanze sindacali, i limiti numerici stabiliti dall'articolo 23, secondo comma, si intendono riferiti a ciascuna delle associazioni sindacali unitariamnte rappresentate nella unità produttiva.
Quando la formazione di rappresentanze sindacali unitarie consegua alla fusione delle associazioni di cui alle lettere a ) e b ) del primo comma dell'art. 19, i limiti numerici della tutela accordata ai dirigenti di rappresentanze sindacali aziendali, stabiliti in applicazione dell'art. 23, secondo comma, ovvero del primo comma del presente articolo restano immutati.
(Permessi per i dirigenti provinciali e nazionali).
Contratti e relazioni sindacali collegati: Accordo integrativo Poste italiane 16/9/2003 ;
I periodi di aspettativa di cui ai precedenti commi sono considerati utili, a richiesta dell'interessato, ai fini del riconoscimento del diritto e della determinazione della misura della pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria di cui al regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n. 1827, e successive modifiche ed integrazioni, nonchè a carico di enti, fondi, casse e gestioni per forme obbligatorie di previdenza sostitutive della assicurazione predetta, o che ne comportino comunque l'esonero.
Giurisprudenza Collegata: Cass. Civ. 21499/2015;
(Permessi ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive).
(Collocamento).
Nei casi di motivata urgenza, l'avviamento è provvisoriamente autorizzato dalla sezione di collocamento e deve essere convalidato dalla commissione di cui al primo comma del presente articolo entro dieci giorni. Dei dinieghi di avviamento al lavoro per richiesta nominativa deve essere data motivazione scritta su apposito verbale in duplice copia, una da tenere presso la sezione di collocamento e l'altra presso il direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro. Tale motivazione scritta deve essere immediatamente trasmessa al datore di lavoro richiedente.
(Richieste nominative di manodopera).
Per le imprese industriali e commerciali, le disposizioni dell'art. 18 e del titolo III, ad eccezione del primo comma dell'art. 27, della presente legge si applicano a ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo che occupa più di quindici dipendenti. Le stesse disposizioni si applicano alle imprese agricole che occupano più di cinque dipendenti.
(Obblighi dei titolari di benefici accordati dallo Stato e degli appaltatori di opere pubbliche).
Ogni infrazione al suddetto obbligo che sia accertata dall'Ispettorato del lavoro viene comunicata immediatamente ai Ministri nella cui amministrazione sia stata disposta la concessione del beneficio o dell'appalto. Questi adotteranno le opportune determinazioni, fino alla revoca del benefico, e nei casi più gravi o nel caso di recidiva potranno decidere l'esclusione del responsabile, per un tempo fino a cinque anni, da qualsiasi ulteriore concessione di agevolazioni finanziarie o creditizie ovvero da qualsiasi appalto.
(Applicazione ai dipendenti da enti pubblici).
(Disposizioni penali).
Le violazioni degli articoli 2, 4, 5, 6, 8 e 15, primo comma, lettera a ), sono punite, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, con l'ammenda da lire 100.000 a lire un milione o con l'arresto da 15 giorni ad un anno.
Giurisprudenza Collegata: Cass. Civ. 4331/2014; Cass. Pen. 38882/2018; Cass. Pen. 38884/2018;
(Versamento delle ammende al Fondo adeguamento pensioni).
(Abrogazione delle disposizioni contrastanti).
(Esenzioni fiscali).
Tutti gli atti e documenti necessari per la attuazione della presente legge e per l'esercizio dei diritti connessi, nonchè tutti gli atti e documenti relativi ai giudizi nascenti dalla sua applicazione sono esenti da bollo, imposte di registro o di qualsiasi altra specie e da tasse.
http://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8794:tribunale-di-milano-sez-lav-20-novembre-2012-licenziamento-per-giustificato-motivo-oggettivo-e-mobbing&catid=72:giurisprudenza-di-merito-civile&Itemid=60
(aggiornata al novembre 2015)
È fatto divieto al datore di lavoro di adibire alla vigilanza sull'attività lavorativa le guardie di cui al primo comma, le quali non possono accedere nei locali dove si svolge tale attività, durante lo svolgimento della stessa, se non eccezionalmente per specifiche e motivate esigenze attinenti ai compiti di cui al primo comma, in caso di inosservanza da parte di una guardia particolare giurata delle disposizioni di cui al presente articolo, l'Ispettorato del lavoro ne promuove presso il questore la sospensione dal servizio, salvo il provvedimento di revoca della licenza da parte del prefetto nei casi più gravi.
(Impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo)
1. Gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali. In alternativa, nel caso di imprese con unità produttive ubicate in diverse province della stessa regione ovvero in più regioni, tale accordo può essere stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In mancanza di accordo gli impianti e gli strumenti di cui al periodo precedente possono essere installati previa autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro o, in alternativa, nel caso di imprese con unità produttive dislocate negli ambiti di competenza di più Direzioni territoriali del lavoro, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
(Tutela della salute e dell'integrità fisica)
(Attività culturali, ricreative e assistenziali e controlli sul servizio di mensa)
Le rappresentanze sindacali aziendali, costituite a norma dell'articolo 19, hanno diritto di controllare la qualità del servizio di mensa secondo modalità stabilite dalla contrattazione collettiva.
(Tutela del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo)
Il giudice, con la sentenza con la quale dichiara la nullità del licenziamento perché discriminatorio ai sensi dell'articolo 3 della legge 11 maggio 1990, n. 108, ovvero intimato in concomitanza col matrimonio ai sensi dell'articolo 35 del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, o in violazione dei divieti di licenziamento di cui all'articolo 54, commi 1, 6, 7 e 9, del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e successive modificazioni, ovvero perché riconducibile ad altri casi di nullità previsti dalla legge o determinato da un motivo illecito determinante ai sensi dell'articolo 1345 del codice civile, ordina al datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, indipendentemente dal motivo formalmente addotto e quale che sia il numero dei dipendenti occupati dal datore di lavoro. La presente disposizione si applica anche ai dirigenti. A seguito dell'ordine di reintegrazione, il rapporto di lavoro si intende risolto quando il lavoratore non abbia ripreso servizio entro trenta giorni dall'invito del datore di lavoro, salvo il caso in cui abbia richiesto l'indennità di cui al terzo comma del presente articolo.
a) Lettera abrogata dal d.p.r. 28 luglio 1995, n. 312 a seguito di referendum popolare.
delle associazioni sindacali, che siano firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nell'unità produttiva.
Comma abrogato dal D.P.R. 28 luglio 1995, n. 313 a seguito di referendum popolare
Contro il decreto che decide sul ricorso è ammessa, entro 15 giorni dalla comunicazione del decreto alle parti, opposizione davanti al pretore in funzione di giudice del lavoro che decide con sentenza immediatamente esecutiva. Si osservano le disposizioni degli articoli 413 e seguenti del codice di procedura civile.
Comma abrogato dalla l. 11 aprile 2000, n. 83
Articolo abrogato dal d.lgs. 19 dicembre 2002, n. 297
(Obblighi dei titolari di benefici accordati dallo Stato e degli appaltatori di opere pubbliche)
Questi adotteranno le opportune determinazioni, fino alla revoca del beneficio, e nei casi più gravi o nel caso di recidiva potranno decidere l'esclusione del responsabile, per un tempo fino a cinque anni, da qualsiasi ulteriore concessione di agevolazioni finanziarie o creditizie ovvero da qualsiasi appalto.
Le violazioni degli articoli 2, 5, 6, e 15, primo comma, lettera a), sono punite, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, con l'ammenda da lire 100.000 a lire un milione o con l'arresto da 15 giorni ad un anno.
Giurisprudenza Collegata: Cass. Civ. 4211/2016;