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Timestamp: 2018-03-21 05:13:52+00:00
Document Index: 76905892

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 204', 'sentenza ', 'art. 204', 'sentenza ', 'art. 120', 'art. 120', 'art. 204', 'art. 32', 'art. 43', 'art. 36', 'art. 104', 'art. 39', 'art. 32', 'art. 70']

Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia sezione I sentenza n. 1367 depositata il 7 dicembre 2016 - Nuovo rito appalti – impugnazione congiunta dell’ammissione di un concorrente e dell’aggiudicazione – impugnazioni soggette a riti diversi – rito applicabile – sospensione feriale – applicabilità (art. 204 d.lgs. n. 50/2016) - Studio Cerbone
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Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia sezione I sentenza n. 1367 depositata il 7 dicembre 2016
RTI L. s.p.a. – P. s.r.l., L. s.p.a., P. s.r.l., rappresentati e difesi dagli avvocati Alessandra Ciocia C.F. xxxxxxxxxxx, Vito Aurelio Pappalepore C.F. xxxxxxxxxxx, con domicilio eletto in Bari, via Pizzoli, 8;
Comune di Valenzano, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Giovanni Vittorio Nardelli C.F. xxxxxxxxxxx, con domicilio eletto presso il suo studio in Bari, via Melo Da Bari, 166;
Capital s.r.l. in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato Giovanni Lucio Smaldone C.F. xxxxxxxxxxx, con domicilio eletto presso il suo studio in Bari, p.zza L. Di Savoia, 5;
– di ogni atto presupposto, connesso e consequenziale, ivi compreso il provvedimento di ammissione alla gara della Capital s.r.l. (di cui al verbale del 26 luglio 2016), dei verbali di gara, di tutti gli atti relativi al sub-procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta e di verifica del possesso dei requisiti richiesti dalla lex specialis, nonché del provvedimento (anche implicito) con il quale il Comune di Valenzano ha mantenuto ferma l’aggiudicazione nonostante il preannuncio di ricorso in data 12 settembre 2016;
– in forma specifica, ai sensi degli artt. 121 e 122 c.p.a., attraverso l’aggiudicazione della procedura di gara al costituendo raggruppamento di imprese capeggiato da L. s.p.a., con eventuale annullamento e/o caducazione ovvero declaratoria di inefficacia del contratto stipulato;
– e in ogni caso, per equivalente economico, anche in considerazione della perdita di chance e delle spese di partecipazione alla gara;
2.1 All’udienza in Camera di Consiglio del 23 novembre 2016, già fissata con ordinanza cautelare n. 490 del 20 ottobre 2016 ai sensi dell’art. 120, comma 6 bis c.p.a, la difesa dell’Ente resistente ha perseverato nella richiesta di declaratoria di inammissibilità del gravame, avendo la ricorrente impugnato uno actu provvedimenti assoggettati a riti differenti dall’art. 120 c.p.a., commi 6 e 6 bis (così come introdotto dall’art. 204, comma 1, lett. d), d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recante Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture – in Gazz. Uff., S.O., 19 aprile 2016, n. 91).
– l’art. 32, comma 1 c.p.a., a mente del quale “È sempre possibile nello stesso giudizio il cumulo di domande connesse proposte in via principale o incidentale. Se le azioni sono soggette a riti diversi, si applica quello ordinario, salvo quanto previsto dal Titolo V del Libro IV”;
– l’art. 43 c.p.a., che stabilisce, tra l’altro, che “1. I ricorrenti, principale e incidentale, possono introdurre con motivi aggiunti nuove ragioni a sostegno delle domande già proposte, ovvero domande nuove purché connesse a quelle già proposte. (……). 3. Se la domanda nuova di cui al comma 1 è stata proposta con ricorso separato davanti allo stesso tribunale, il giudice provvede alla riunione dei ricorsi ai sensi dell’articolo 70”.
II) dal richiamo al principio di parità delle parti che suggerisce di ritenere estesa anche al ricorrente, la facoltà – per quanto esposto riconosciuta al controinteressato – di ampliare il thema decidendum attraverso l’impugnativa di ulteriori e successivi provvedimenti (in primis il provvedimento di aggiudicazione, in uno alla presupposta graduatoria) benché ciò comporti il cumulo di domande assoggettate a diversa disciplina e termini processuali.
4. Posto, dunque, che il ricorso, alla luce delle esaminate questioni preliminari di rito, risulta tempestivamente e ritualmente proposto, il Collegio intende anche chiarire le ragioni per cui non ritiene di procedere né ad una definizione solo parziale delle domande proposte dalla ricorrente, ex art. 36, comma 2, c.p.a., né ad una separazione delle azioni, pur in astratto praticabile in forza degli artt. 103, comma 2, richiamato dal comma 2 dell’art. 104, e 279, comma 2, n. 5, c.p.c., (applicabili per effetto del rinvio esterno operato al codice di procedura civile dall’art. 39 c.p.a.), posto che, una volta intervenuta l’aggiudicazione definitiva, questa assorbe in sé i vizi del presupposto provvedimento di ammissione che siano stati ritualmente e tempestivamente dedotti, delineando un complesso e unitario thema decidendum, che (se è discutibile che imponga) quantomeno suggerisce la trattazione unitaria.
5. Resta, dunque, al Collegio il compito di individuare quale sia il rito applicabile all’odierna controversia, posto che gli atti gravati, in forza della recentissima introduzione nella materia degli appalti di un ulteriore rito speciale, cd“superaccelerato”, risultano assoggettati a regole e termini processuali diversificati che necessitano, pertanto, di essere portati ad unità in forza del chiaro disposto dell’art. 32, co. 1, c.p.a. secondo cui, se le azioni presenti all’interno del medesimo giudizio (perché proposte ab origine in un unico contesto, ovvero a seguito della proposizione di motivi aggiunti, o perché riunite dal giudice in ragione del vincolo della connessione ex art. 70, co. 1, c.p.a.), “(..) sono soggette a riti diversi, si applica quello ordinario, salvo quanto previsto dal Titolo V del Libro IV”.
Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 23 novembre 2016 con l’intervento dei magistrati:
Maria Grazia D’Alterio Angelo Scafuri