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Timestamp: 2019-07-18 19:09:54+00:00
Document Index: 3828

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 144', 'art. 3', 'art. 211', 'art. 134', 'art. 134', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 3', 'art. 38', 'art. 3', 'art. 38', 'art. 211', 'sentenza ']

CORTE COSTITUZIONALE - sentenza n. 179/88 - Medicina Sociale
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SENTENZA N.179 – ANNO 1988
l.-Le questioni sollevate con le ordinanze di rimessione sono in parte identiche, in parte connesse, in quanto riguardano la normativa, desumibile da alcune disposizioni del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle leggi sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali) riflettente principi e concernente aspetti essenziali dell’assicurazione contro le malattie professionali. Pertanto i relativi giudizi possono essere riuniti e definiti con un’unica sentenza.
2. – Le disposizioni in parola sono:
a) l’art. 3, comma primo, del d.P.R. n. 1124 con il quale é stabilito che l’assicurazione contro le malattie professionali nell’industria riguarda le (sole) malattie indicate nella tabella allegata n. 4, che siano contratte nell’esercizio e a causa delle lavorazioni specificate nella tabella stessa: la norma racchiusa in tale disposizione é particolarmente espressiva del carattere saliente del sistema tabellare – la tassatività, di cui si dirà appresso-ed é impugnata da un considerevole numero delle ordinanze in epigrafe;
b) l’art. 144 dello stesso d.P.R. n. 1124 (Capo VIII del titolo I, concernente disposizioni speciali per la silicosi e l’asbestosi in materia di assicurazione contro le malattie professionali nell’industria) prevede che fra le malattie contemplate dall’art. 3 é compresa l’asbestosi, contratta nell’esercizio delle lavorazioni specificate nella tabella allegata n. 8: la norma é espressiva, per un settore delle malattie professionali nell’industria, dello stesso principio suindicato ed é impugnata dall’ordinanza R.O. n. 670 del 1982;
c) l’art. 211 dello stesso d.P.R. n. 1124, con il quale é stabilito che l’assicurazione contro le malattie professionali nell’agricoltura riguarda le (sole) malattie indicate nella tabella allegata n. 5, che siano contratte nell’esercizio e a causa delle lavorazioni specificate nella tabella stessa: la norma racchiusa in tale disposizione e espressiva per l’assicurazione contro le malattie professionali nell’agricoltura del suindicato principio della tassatività ed é impugnata implicitamente, ma univocamente, dall’ordinanza R.O. n. 793 del 1981 con il riferirsi alla tabella allegata n. 5, destinata a specificare le lavorazioni nell’esercizio e a causa delle quali sono contratte le dette malattie;
d) l’art. 134, comma primo, dello stesso d.P.R. n. 1124, con il quale, per le malattie professionali nell’industria, é stabilito che le prestazioni previdenziali sono dovute anche nel caso che l’assicurato abbia cessato di prendere parte alle suindicate lavorazioni morbigene (solo) se l’inabilita o la morte si verifichi entro il periodo di tempo indicato per ciascuna malattia nella tabella allegata n. 4: la norma racchiusa nell’art. 134, comma primo, é espressiva per le malattie professionali nell’industria del principio della tassatività sotto l’aspetto temporale ed é impugnata dal maggior numero delle ordinanze di rimessione.
a) nella predeterminazione, mediante elenchi tassativi, di malattie <tipiche>, cioé ritenute, allo stato delle conoscenze scientifiche e dei dati di esperienza statisticamente rilevati, eziologicamente derivanti da un dato agente patogeno o di malattie <causate da> un dato agente patogeno, agente patogeno costituente in entrambi i casi il fulcro della tassatività, con l’indicazione, del pari tassativa, delle lavorazioni morbigene, cioé ritenute pregiudizievolmente espositive del lavoratore al detto agente patogeno, indicazione specificativa dell’eziologia professionale delle malattie;
In particolare, qualora le tabelle contengano l’indicazione di malattie tipiche, e delle lavorazioni morbigene, sono presunti sia il carattere professionale della data malattia astrattamente considerata (l’eziologia fra un dato tipo di malattia e un certo agente patogeno tramite date lavorazioni), sia il carattere professionale della malattia concreta il cui portatore sia stato addetto a quelle lavorazioni; mentre, qualora le tabelle contengano l’elencazione di malattie indicate come <malattie causate da> un dato agente patogeno e delle lavorazioni morbigene, é comunque presunto il carattere professionale della malattia concreta, il cui portatore sia stato addetto a quelle lavorazioni.
Dimodochè da un lato gli assicurati fruiscono del beneficio che tale indennizzabilità é resa estremamente agevole attraverso le cennate presunzioni. Ma dall’altro essi scontano le conseguenze della tassatività, nel senso che non e loro consentito provare secondo le regole ordinarie il carattere professionale di malattie non tipiche, o non riconducibili a un certo agente patogeno tramite lavorazioni specificamente indicate, malattie che sono pertanto non tutelate anche se in ipotesi derivanti da causa professionale.
Per le malattie come sopra indennizzabili che si manifestino nei termini massimi di tempo indicati per ciascuna di esse, il carattere professionale é presunto, anche se esse non si manifestino immediatamente. Per converso non é consentito provare secondo le regole ordinarie l’eziologia professionale delle malattie che, anche se comprese negli elenchi, si manifestino oltre quel termine.
5. – E’ opportuno esaminare, prima di ogni altra, la questione, posta da tutte le ordinanze di rimessione, di legittimità delle norme di cui si tratta in riferimento all’art. 38, comma secondo, Cost.
La sentenza stessa ha tuttavia avvertito la necessità di adeguare il sistema alle esigenze della tutela in argomento. Al riguardo, dopo aver escluso che l’adeguamento sia attuabile in modo soddisfacente mediante sporadici interventi di modificazione o integrazione delle tabelle in via amministrativa ex art. 3 del detto d.P.R. n. 1124 del 1965, ha segnalato al Governo e al Parlamento l’opportunità ed urgenza dell’adozione in via legislativa di un sistema misto, che preveda, cioé, sia la formazione delle tabelle sia la possibilità, per tutti i lavoratori, di provare l’eziologia professionale di una malattia non compresa nelle medesime. Ed ha sottolineato come tale soluzione sia stata sollecitata con una raccomandazione della Commissione della Comunità europea del 23 luglio 1962 (Gazz Uff. CEE 31 agosto 1962, n. 80) e sia già stata attuata dalla Repubblica federale tedesca con legge 20 aprile 1963.
Con la successiva sentenza n. 140 del 1981, questa Corte ha nuovamente dichiarato non fondata la questione ora riproposta, argomentando da ciò, che era frattanto intervenuto il d.P.R. 9 giugno 1975, n. 482, di aggiornamento e di modificazione delle tabelle – secondo quanto previsto dall’art. 3 del d.P.R. n. 1124 del 1965-con il quale era stato aumentato il numero delle malattie tabellate e delle lavorazioni morbigene, e che le voci e sottovoci di queste erano state formulate in modo particolarmente generico, cosicchè il sistema aveva acquistato maggiore flessibilità.
6. – Il risultato della comparazione, operata da questa Corte con la sentenza n. 206 del 1974, tra vantaggi e svantaggi per i lavoratori del sistema tabellare, vale a dire la ravvisata prevalenza dei vantaggi che ha indotto allora questa Corte a ritenere non fondata la questione ora riproposta, poggia sull’individuazione di un equilibrio realizzato dal sistema stesso fra interesse all’accertamento presuntivo dell’eziologia professionale, ma ad area (ontologica e temporale) limitata, e interesse ad allargare, sia pure con i mezzi di prova ordinari, l’area medesima.
E tuttavia tale equilibrio é considerato come prossimo al punto di rottura dalla sentenza stessa che segnala al Governo e al Parlamento <l’opportunità e l’urgenza> dell’adozione di un sistema misto.
E dunque é alterato il rapporto di rilevanza fra i due interessi in gioco sopra indicati (l’interesse all’accertamento presuntivo si é attenuato, mentre ha acquistato spessore l’interesse all’allargamento dell’area della eziologia), sicchè la presunzione nascente dalle tabelle é divenuta insufficiente a compensare il divieto dell’indagine aperta sulla causa di lavoro.
Alla luce di tale situazione -della cui emersione ha mostrato di darsi carico il Governo, aggiornando e modificando le tabelle con il d.P.R. n. 482 del 1975- acquistano particolare rilievo le sollecitazioni dirette, in vari ordinamenti e a vari livelli, all’abbandono del sistema tabellare chiuso per un sistema misto con liste aperte, nonchè l’effettiva adozione di un siffatto sistema da parte di più legislazioni europee.
Va dunque dichiarata l’illegittimità costituzionale, in riferimento all’art. 38, comma secondo, Cost., dell’art. 3, comma primo, del d.P.R. 30 giugno 1965, nella parte in cui non prevede che <l’assicurazione contro le malattie professionali nell’industria é obbligatoria anche per malattie diverse da quelle comprese nelle tabelle allegate concernenti le dette malattie e da quelle causate da una lavorazione specificata o da un agente patogeno indicato nelle tabelle stesse, purchè si tratti di malattie delle quali sia comunque provata la causa di lavoro>.
dichiara l’illegittimità costituzionale, in riferimento all’art. 38, comma secondo, Cost., dell’art. 3, comma primo, del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (testo unico delle leggi sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali), nella parte in cui non prevede che <l’assicurazione contro le malattie professionali nell’industria é obbligatoria anche per malattie diverse da quelle comprese nelle tabelle allegate concernenti le dette malattie e da quelle causate da una lavorazione specificata o da un agente patogeno indicato nelle tabelle stesse, purchè si tratti di malattie delle quali sia comunque provata la causa di lavoro>;
dichiara l’illegittimità costituzionale, in riferimento all’art. 38, comma secondo, Cost., dell’art. 211, comma primo, del detto d.P.R. n. 1124 del 1965, nella parte in cui non prevede che l’assicurazione é obbligatoria anche per malattie diverse da quelle comprese nelle tabelle concernenti malattie professionali nell’agricoltura e da quelle causate da una lavorazione specificata o da un agente patogeno indicato nelle tabelle stesse, purchè si tratti di malattie delle quali sia comunque provata la causa di lavoro;
Depositata in cancelleria il 18/02/88.
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