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Timestamp: 2018-04-25 20:24:44+00:00
Document Index: 37801360

Matched Legal Cases: ['art. 175', 'art. 119', 'art. 119', 'art. 7', 'art. 182', 'art. 2700']

Il giudice individua i temi della conciliazione e invita le parti a trovare una soluzione contabile condivisa con l'aiuto dei propri consulenti
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Tribunale di Bari, ordinanza 26.2.2016
Letto 816 dal 04/04/2016
Con l’ordinanza con cui invia le parti in mediazione, il giudice individua i temi della conciliazione e sollecita le parti a collaborare attivamente verso la ricerca di un accordo.
Quando la lite involge questioni prettamente bancarie che richiedono un ausilio tecnico e le parti sono già munite di consulenti di parte, queste, sulla scorta delle valutazioni dettagliate espresse dal giudice e con l’aiuto dei propri consulenti, ben possono pervenire ad una analisi contabile condivisa, a risparmio di costi che invece sosterrebbero in giudizio con la nomina del ctu.
considerato, infatti, che nell’espletamento di detta attività ben potranno le parti prendere spunto dalle valutazioni che seguono, utili per individuare i “temi della conciliazione” perchè atte da un lato a sfrondare il thema decidendum oggetto del presente giudizio e dall’altro a fornire gli elementi tecnici per poter procedere alla rideterminazione delle eventuali competenze spettanti, in ossequio al generale potere di direzione del procedimento spettante al Giudice ex art. 175 cpc e volto al suo più “sollecito e leale svolgimento” (per il quale spetta all’AG l’individuazione delle questioni rilevanti per il processo in punto di allegazione, prova ed oggi – e alla luce delle più recenti riforme - anche di sbocco alternativo della controversia) e agli “obblighi collaborativi” gravanti sulle parti (1) ;
rilevato nella specie che dalla CTU espletata parrebbe emergere dagli atti e in riferimento a tutti i rapporti di conto corrente che: - i contratti intestati al D.E. risultano essere : a) c/c ___ divenuto ______ per il periodo 10.02.1992-31.12.2002 e 01.01.2003-31.12.2003; b) conto anticipi collegato 20224 (26.04.1994-31.12.2002) divenuto ____ (01.01.2003-31.07.2003); c) c/c _____ dal 22.07.2004 al 31.12.2009; - l’unico rapporto intestato alla P. è il c/c _____ in corso dal 30.07.2003 al 31.01.2010 (rapporto sub d) con il c/a 10998561 (rapporto sub e); - tra questi non parrebbe esservi alcuna continuità contabile, ove si considerino l’epoca di apertura e chiusura degli stessi, tenuto conto dell’unica operazione di trasferimento fondi evidenziata dal ctp degli attori, inidonea a mostrare un qualsivoglia collegamento contabile tra i conti (coesistenti per parte della loro vigenza), al di là del fatto che questo non parrebbe desumersi dalla semplice intestazione di più conti in capo allo stesso soggetto;
- il CTU non parrebbe aver rilevato alcun superamento della cd soglia anti-usura;
- parrebbe porsi un problema di prova del credito vantato con riferimento alla domanda di accertamento proposta dalla P. srl per i conti sub d) ed e) e dal D.E. per il conto anticipi sub b) avendo il CTU evidenziato per i primi due l’assenza degli estratti conto per il periodo 01.04.2009- 30.09.2009 e per il terzo per gli anni 1995-1996 ma soprattutto per il periodo 01.10.2000-31.10.2002, in relazione all’onere della prova gravante sul correntista che ha proposto la domanda di accertamento e alla possibilità che questi ha di acquisire in via stragiudiziale dalla banca ai sensi dell’art. 119 TUB (2) tutta la documentazione riferita alle operazioni compiute nel decennio anteriore alla proposizione della domanda (2011);
- in riferimento al conto sub a) l’assenza degli estratti conto dal 01.02.1995 al 31.12.1995, in rapporto all’ evidenziato onere della prova gravante sul correntista che agisca per l’accertamento del saldo, all’inoperatività a suo carico dello strumento di cui all’art. 119 tub per il periodo ultradecennale cui gli estratti conto mancanti si riferiscono e all’esigenza che la ricostruzione del rapporto bancario avvenga con la necessaria “continuità contabile” richiesta dalla natura del contratto, rende indispensabile che il ricalcolo del rapporti dare/avere avvenga con decorrenza dal 01.01.1996 (data successiva all’evidenziato vulnus contabile) e sino alla chiusura e con il primo saldo riportato all’inizio del relativo estratto conto, tenuto conto del tenore di cui all’art. 7 del contratto prodotto e della ormai copiosa giurisprudenza in punto di anatocismo trimestrale (3) e di clausole cd uso piazza (4) e del necessario e conseguente ricalcolo;
- con riguardo invece al conto sub c) oggetto di ingiunzione si osserva che dall’esame della CTU e in particolare dell’allegato H) nel quale il CTU ha rideterminato il saldo del conto emerge che il saldo attivo per il cliente di € 22.904,20 è stato rideterminato considerando quale posta a credito del cliente l’ultima operazione di + € 312.522,82 che invece dall’estratto conto relativo risulta semplice partita di giro a sofferenza del conto (tant’è che la stessa CTU porta a pag. 15 e in allegato F saldo finale “zero”), posta contabilmente denominata nell’e/c al 31.12.2009 “trasferimento del saldo a vostro debito a Crediti risolti/scaduti” e pari al proprio al debito risultante dalla somma delle ultime tre partite di debito di cui al detto e/c (5) ; - il saldo finale dovrebbe quindi essere pari secondo l’all. H in realtà a - € 289.618,82, ultimo conteggio prima dell’ “anomalo accredito” operato dal CTU che invero dovrebbe essere depurato ulteriormente delle cms, per le quali parrebbe porsi come prospettato dagli opponenti un problema di nullità delle stesse per mancanza di causa, ovvero per l’assenza di indicazioni in ordine alle modalità di determinazione delle suddette commissioni, né a quale oggetto esse afferiscano (6) ;
osservato che, se è vero che parrebbe porsi un problema di difetto di legittimazione processuale della banca in ordine alla domanda monitoria - avuto riguardo al contenuto della procura notarile del 22.01.2008 non appaiono depositati nel termine assegnato ex art. 182 cpc gli atti (delega e statuto) idonei al conferimento del potere rappresentativo al direttore generale-mandante, che il Notaio ha indicato genericamente come munito dei necessari poteri senza specificare ex art. 2700 c.civ. se ciò gli sia noto per averlo constatato personalmente previa esibizione, consegna e visione degli stessi -, tenuto conto della probabile limitata incidenza del ricalcolo relativo al conto corrente sub c) sulla cospicua debitoria a carico degli opponenti, opportuna parrebbe la definizione della pendenza connessa a tale rapporto, trattandosi peraltro di questione in rito che non precluderebbe la riproposizione di nuova azione giudiziaria da parte dell’opposta;
(5) - € 308.841,82 quale saldo iniziale al 30.09.09 - € 3.702,45 per compet. est. giro a sofferenze - € 8,55 per imposta bollo;