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Timestamp: 2020-05-27 22:55:08+00:00
Document Index: 186095366

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 360', 'art. 12', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 22388 del 26/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22388 del 26/09/2017
Cassazione civile, sez. VI, 26/09/2017, (ud. 06/07/2017, dep.26/09/2017), n. 22388
sul ricorso 16747/2016 proposto da:
LAURA IMMOBILIARE S.R.L., in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA piazza Cavour presso la
Cancelleria della Corte di Cassazione, rappresentata e
difesoadall’avvocato GIUSEPPE FEVOLA;
avverso la sentenza n. 7162/40/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del LAZIO SEZIONE DISTACCATA di LATINA, depositata il
29/12/2015;
che la s.r.l. Laura Immobiliare propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio che aveva rigettato il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Latina. Quest’ultima, a sua volta, aveva respinto il ricorso della società, contro un avviso di accertamento IVA, relativo all’anno 2004;
che, nella sua decisione, la CTR ha affermato che – per ciò che ancora interessa – l’Ufficio aveva contestato un’operazione elusiva volta in modo fraudolento ad ottenere un vantaggio fiscale, senza che la parte desse riscontro all’invito a comparire: da ciò la legittimità degli atti impositivi “anticipati”.
che il ricorso è affidato ad un unico motivo, col quale la ricorrente assume la violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, giacchè la CTR avrebbe trascurato il principio per il quale l’Ufficio deve attendere il decorso del termine previsto per legge, per la formulazione delle osservazioni e richieste del contribuente, prima di chiudere il procedimento di formazione dell’atto;
che l’Agenzia delle Entrate non si è costituita con controricorso; che il motivo dedotto dalla ricorrente è fondato;
che va premesso che il thema decidendum imposto dal vizio denunciato dalla ricorrente concerne la violazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7;
che, in tal senso, in tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’Amministrazione finanziaria è gravata di un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale, la cui violazione comporta l’invalidità dell’atto purchè il contribuente abbia assolto all’onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere e non abbia proposto un’opposizione meramente pretestuosa, per i tributi “armonizzati”, come l’IVA (Sez. U, n. 24823 del 09/12/2015);
che la sentenza impugnata, avendo escluso in radice l’obbligatorietà del contraddittorio, non ha effettuato la c.d. prova di resistenza per verificare appunto la sussistenza di ragioni ostative all’accoglimento della pretesa erariale;