Source: http://www.agraria.org/prodottitipici/oliodioliva-lucca.htm
Timestamp: 2018-05-21 10:48:11+00:00
Document Index: 73287032

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2']

Prodotti tipici italiani: Lucca DOP
Disciplinare di produzione - Lucca DOP
Olio di oliva extravergine Lucca DOP
La denominazione di origine protetta “Lucca” è riservata all’olio extravergine di oliva che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal regolamento (CEE) n. 2081/92 ed indicati nel presente disciplinare di produzione.
La zona di produzione della denominazione di origine protetta “Lucca” comprende i seguenti comuni: Capannori, Lucca, Montecarlo, Altopascio, Porcari, Villa Basilica per l’area della Piana di Lucca; nei comuni di Camaiore, Massarosa, Viareggio, Forte dei Marmi, Pietrasanta, Seravezza e Stazzema per l’area della Versilia; nei comuni di Bagni di Lucca, Borgo a Mozzano, Pescaglia, Barga, Coreglia Antelminelli e Minucciano per l’area della Media Valle e Garfagnana; tale territorio è così delimitato. 1) Area della Piana di Lucca. Dal punto di intersecazione della s.s. 439 Lucca-Pescia, si segue Pistoia, in prossimità di Corte Nardi, si prosegue lungo detto confine di provincia, in direzione Sud-Est, fino a raggiungere la quota 54 s.l.m.; superato di poco il Colle della Gherardesca. Da quota 54 si prosegue verso Sud-Est per la strada che passa per Colle Seghieri fino ad incrociare la strada per Montecarlo, lungo la quale si prosegue per circa 500 m, piegando poi verso Sud-Est per la snoda che, dopo la località Corte Mazzini, va ad incrociare la linea ferroviaria che segue verso Sud fino a Ponte Canneto, per poi continuare lungo la linea ferroviaria, prima verso Sud e poi verso Ovest; sino all’incrocio con il rio San Gallo, in località Badia Pozzeveri, si risale verso Nord il corso d’acqua raggiungendo la strada Altopascio-Porcari per proseguire poi lungo questa verso Ovest fino alla Corte La Pineta da dove, verso Nord. Si prosegue per la strada che costeggiando le colline giunge a Corte Di Galante. Da Corte Di Galante si segue, in direzione Nord, la strada vicinale costeggiando il corso d’acqua, affluente di sinistra del rio Leccio, passando per le quote 63, 75 e 92 s.l.m.; da quota 92 s.l.m. si prosegue verso Nord fino a raggiungere la località Cantina Carrara, a quota 38 s.l.m., quindi verso Sud-Ovest fino alla Corte Mencarini, dalla quale si prosegue verso Sud, lungo la strada che si snoda parallelamente al rio Leccio e che, costeggiando le colline, raggiunge il centro di Porcari, attraversa il paese e prosegue per rientrare a quota 20 s.l.m. sulla strada secondaria che tocca le località Palazzo Rossi, Corte Matteoni, Villa Bottini, si segue il viale di detta strada provinciale e con andamento che segue le pendici collinari, si entra per breve tratto nella strada Borgonuovo-Gragnano, seguendo poi il corso del rio Ralla fino a sotto casa Maionchi, da cui, volgendo a Ponente sotto casa Cesaretti, si raggiunge a quota 30 s.l.m. la strada 30 s.l.m. Borgonuovo-Camigliano e la segue fino a quota 55 s.l.m.; si scende verso Ponente costeggiando le colline fino a quota 39 s.l.m. e da qui segue la strada che porta a Rimortoli, proseguendo verso Nord per breve tratto lungo la carrabile Rimortoli-Segromigno, fino a quota 41 s.l.m., si raggiunge la località Fornoli, si segue la carrabile fino a quota 48 s.l.m. fino a raggiungere il centro che si attraversa, si costeggia il Parco di Villa Reale, poi si segue la carrabile che porta alla frazione di S. Gemignano passando per S. Pancrazio fino al paese di Sesto di Moriano; attraversando il fiume Serchio nei pressi del ponte ferroviario; dal paese di Sesto, scendendo verso Sud, si segue per poco la strada comunale che collega il paese di Sesto alla strada provinciale sulla destra del fiume Serchio, si attraversa Ponte a Moriano e si prosegue, fiancheggiando la collina, attraversando le frazioni di San Michele di Moriano; San Lorenzo, San Quirico di Moriano e S. Arlascio, fino alla Villa Boccella. Da questa località il confine piega a Ponente verso quota 24 s.l.m. e segue poi la strada che passa per Villa Barsanti, sotto il seminario Arcivescovile e volgendo a Sud va verso Villa Sardi, per raggiungere sopra la quota 24 s.l.m. la località Tre Cancelli.Da qui si segue per breve tratto la strada Lucca-Camaiore per deviare da questa nella via comunale pedocollinare che passa in località al Pino e che si ricongiunge alla strada Lucca-Camaiore presso Ponte del Giglio e su questa si prosegue per un tratto fino al bivio per la Fornace a quota 51 e 50 s.l.m., si toccano le località Frantoio e Villa Fonna e per la strada che conduce a Mutigliano, presso le quote 33 e 31 s.l.m., la località Villa Orsetti. Da qui si segue la strada che passa presso quote 44 e 43 s.l.m. fino ad incontrare la strada che da Monte S. Quirico conduce a S. Alessio, che si segue per breve tratto poi si risale per la strada che da questo paese segue le colline passando sotto le località Corte Pistelli, Villa Albertini, Corte Buchignani, Boscarecci, Corte Santini, Corte Lanizzi, sotto la Fornace a quota 26 s.l.m. fino alla strada che porta alla Certosa. Si costeggia quest’ultima fino a Farneta poi, verso Sud passando per le quote 57 e 41 s.l.m, si raggiunge la Corte Donatore; si attraversa la s.s. n. 439 nei pressi di Corte Puccetti, si costeggia il fosso Canabbia fino al suo attraversamento da parte della A 11/12 indi, a quota 48 s.l.m. si tocca la Corte Padrone, la quota 41 s.l.m.e, verso Est, Corte Santone, Villa Liana e verso Sud fino alla scuola di Nozzano. Dalla scuola di Nozzano si prosegue verso Ovest fino a Balbano, all’alteza della linea ferroviaria Lucca- Viareggio che si segue, verso Est, fino alla stazione di Nozzano indi, verso Sud-Est, al confine con la provincia di Pisa che si segue fino alla intersecazione di detto confine con la A-11 che si segue fino al Ponte sul Canale Ozzeri, si prosegue su detto canale fino a raggiungere la Villa Poschi, per poi prendere la strada per la località Zoppino, Vicopelago e San Michele in Escheto fino a raggiungere la s.s. n. 12 Abetone-Brennero fino a S. Lorenzo a Vaccoli, a quota 27 s.l.m da dove, verso Est passando per quota s.l.m., si segue la strada comunale che porta a San Pietro, attraversando il fosso Guappero e, andando a Nord-Est, seguendo, le quote 23, 24, 17 s.l.m. Da quota 17 s.l.m., dapprima per breve tratto, verso Est e quindi Sud-Est si percorre la strada comunale che da San Pietro porta a Vorno, fino al bivio per Badia di Cantignano per poi proseguire verso Guamo. All’altezza di Villa Politi, a quota 28 s.l.m., proseguendo per Villa Pierotti si percorre la carrabile che raggiunge il centro di Guamo e, da quest’ultimo verso Est, si segue la strada comunale che, costeggiando il Padule di Massa Macinaia, passando per S. Quirico, il rio S. Quirico e Villa Moscheni porta, all’altezza di San Leonardo in Treponzio, sulla s.s. n. 439 Sarzanese Valdera. Si segue la stessa in direzione Lucca fino a Ponte alle Luche quindi, a Nord-Est, si costeggia la collina, verso Colognora, Corte Forcone, la centrale del latte “Coop. CAPLAC di San Ginese” e verso Sud fino ad arrivare alla località Porto. Si rientra verso Ovest, in direzione Collina, fino alla stazione di San Ginese, si prosegue lungo la ex linea ferrata Lucca-Pontedera fino al confine con la provinciale di Pisa. Si segue detto confine fino alle quote 429 e 356 s.l.m. quindi la strada carrabile che da San Bucolino porta sul Monte Serra; da quest’ultima, verso Nord, costeggiando Cima Sassabodda per le quote 526 e 458 s.l.m., si oltrepassa il Rio Sassabodda, si costeggia la costa del Cipollino a quota 547 s.l.m. fino a raggiungere al rio Visona di Compito, quota 450 s.l.m., si prosegue verso Nord per quota 546 s.l.m., sulla Costa di Borgoguone alle quote 385-428 s.l.m., fino alla strada che da Vorno porta sul Monte Serra. La si segue fino al fosso di Fossaceca e, seguendo la curva di livello a quota 500 s.l.m., si raggiunge il fosso di Vorno che si segue fino ad incontrare di nuovo la curva di livello a quota 500 s.l.m., nei pressi del Monte di Carrara; indi si costeggia il Monte Le Corna, il Monte di San Pantaleone, fino a valle del Monte Pian di Conserva e quindi il confine con la provincia di Pisa che si segue passando per Villa Orsini, fino al confine fra il comune di Lucca e quello di Viareggio.
Art. 3. Varietà di olive
La denominazione di origine protetta “Lucca” è riservata all’olio extravergine di oliva ottenuto dalle olive prodotte nella zona delimitata dall’art. 2 appartenenti alle seguenti varietà:
1) Frantoio o Frantoiano o Frantoiana - fino al 90%;
2) Leccino - fino al 30%;
3) Altre -fino al 15%.
Le condizioni pedoclimaiche e di coltura negli oliveti destinati alla produzione dell’olio a denominazione di origine protetta di cui all’art. 2 debbono essere quelle specifiche delle zone di produzione atte a conferire alle olive ed all’olio le tradizionali caratteristiche qualitative.
A) Tecniche Colturali:
1) potatura: periodicità almeno biennale in primavera;
2) concimazioni: organiche e minerali;
3) gestione del suolo: inerbimento: lavorazioni superficiali del terreno: il diserbo chimico è ammesso solo nelle situazioni di coltivazione (terrazze, declività eccessive) che precludano l’impiego di macchine operatrici per le periodiche sfalciature, trinciature o lavorazioni superficiali del terreno. Su dette superfici sono consentiti trattamenti con erbicidi di contatto in unica o più applicazioni operando con microdosi su infestanti nei primi stadi di sviluppo;
4) difesa fitosanitaria: definizione trattamenti, con particolare riguardo al Bactrocera Oleae, con applicazione dei programmi di lotta guidata stabiliti dal consorzio nell’ambito delle normative regionali.
Le olive debbono essere raccolte dalla pianta preferibilmente con il metodo della “brucatura manuale”: in nessun nodo dovranno essere utilizzate olive raccolte a terra. La fase di raccolta delle olive dovrà comunque essere conclusa entro il termine massimo del 31 dicembre di ogni anno. Le live raccolte e lavorate oltre questa data non potranno essere idonee alla produzione di olio a Dop	“Lucca”.
La produzione massima di olive per ettaro, per campagna di produzione degli oliveti destinati alla produzione dell’olio di cui all’art. 2, deve essere la seguente:
q.li olive/Ha 70 per oliveti in coltura specializzata, ed intensiva;
Kg 20 di olive per pianta negli altri casi.
Le operazioni di oleificazione della Dop “Lucca” debbono essere effettuate nell’ambito dei territori dei comuni di cui all’art. 2. L’oleificazione avverrà con il metodo tradizionale a pressione o in frantoi moderni a ciclo continuo o semicontinuo purché rispondenti a caratteristiche di validità operative riconosciute dal competente organismo di controllo. Debbono essere rispettate le indicazioni riguardanti il tempo massimo e la temperatura di gramolazione, fissati rispettivamente in 50 minuti e 28 gradi centigradi. In caso di olive molto asciutte, può essere utilizzata acqua di diluizione a temperatura non superiore a 20 gradi centigradi.
Gli oli di cui all’art. 1 all’atto dell’immissione al consumo debbono rispondere alle seguenti caratteristiche:
olio di colore giallo con toni di verde più o meno intensi;
fruttato di oliva da leggero a medio, fondamentalmente dolce e con sensazioni di piccante e di amaro legate all’intensità del fruttato rilevato;
punteggio minimo al panel test: uguale o maggiore a 7.
acidità massima in acido oleico 0,5%;
numero di perossidi max 12;
acido palmitico 9-14%;
acido palmitoleico 0,4-1,2%;
acido stearico 0,5-3%;
acido oleico > 72;
acido linoleico 5-9%;
acido linolenico < 0,9%;
polifenoli totali non inferiori a 100 mg/litro;
tocoferoli totali non inferiori a 90 mg/litro.
Alla denominazione di origine protetta di cui all’art. 1 è vietata l’aggiunta di qualsiasi menzione aggiuntiva diversa da quella prevista dalla normativa vigente e dal presente disciplinare, ivi comprese le indicazioni: tipo, gusto, uso, selezionato, scelto e similari, nonché indicazioni che facciano riferimento ad unità geografiche diverse da quelle espressamente previste nel presente disciplinare. È tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento ad aziende, nomi, ragioni sociali o marchi privati purché non abbiano significato laudativo, non siano tali da trarre in inganno il consumatore e siano riportate in dimensione dimezzata rispetto al carattere con cui, in etichetta, viene trascritta la Dop. L’olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta, prodotto nella zona di cui all’art. 2, può essere commercializzato in recipienti a bottiglie di capacità non superiore a litri 5. Sui recipienti e/o sulle bottiglie contenenti l’olio extravergine di oliva, contrassegnati a Dop o sulle etichette apposte sui medesimi, devono essere riportate a caratteri chiari ed indelebili le seguenti indicazioni:
a) la Dop sotto la quale l’olio è posto in vendita seguita immediatamente al di sotto dalla dicitura	“denominazione di origine protetta”;
b) il nome e cognome del produttore o ragione sociale e sede dello stabilimento di imbottigliamento;
c) la quantità di prodotti effettivamente contenuta nel recipiente espressa in conformità alle vigenti norme metodologiche;
d) la dicitura “olio imbottigliato dal produttore all’origine” o “olio imbottigliato nella zona, di produzione” a seconda che l’imbottigliamento sia effettuato dal produttore o da terzi;
e) la campagna olearia o l’anno di produzione.
Dovrà figurare, inoltre, il simbolo grafico relativo all’immagine del logotipo specifico ed univoco da utilizzare in abbinamento inscindibile con la denominazione di origine protetta. Il simbolo grafico si presenta sotto forma di cerchio con bordi irregolari sagomato, a mo’ di timbro da ceralacca di misura reale, complessiva di cm 2 x 2 di colore Verde Scuro (Pantone 364 cvc). Al suo interno, in sovrastampa, i primi due cerchi concentrici di mm 17,1 e 17 di diametro a fare da cornice, ambedue di colore marrone (Pantone 161 cvc) all’interno dei quali è riportata la dicitura	“olio extravergine di oliva denominazione di origine protetta” su fondo di colore verde chiaro realizzato da una retinatura del 15% del colore Pantone 363 cvc, delimitata da altrettanti due cerchi concentrici, sempre in sovrastampa, del rispettivo diametro di mm 12 e 11,8 di colore marrone (Pantone 161 cvc). All’interno degli ultimi due cerchi, in posizione centrale all’interno disegno, è inserita la raffigurazione di un antico torchio per olio, stampato in colore marrone (Pantone 161 cvc) riportante la scritta “Lucca” su fondo di colore giallo chiaro (Pantone 1205 cvc). Sovrimpresso a tutti gli altri colori, in simil oro (Pantone 104 cvc) come colore di stampa finale, l’immagine dell’olio che cola dal torchio durante la spremitura. Come opzione è prevista la sostituzione del colore simil oro (Pantone 104 cvc) con l’applicazione di oro in polvere per ottenere l’effetto di un oro più vistoso, oppure l’applicazione della stessa sagoma raffigurante la colatura dell’olio realizzata con foglio d’oro a caldo, per ottenere effetto metallico, lucido e brillante. Tale marchio è da riprodursi nella misura reale di cm 2 x 2 per essere applicato successivamente a bottiglie o recipienti l’olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta “Lucca” su carta idonea all’applicazione, con colla o a supporto adesivo, oppure da riprodursi, opportunamente ingrandito, per tutti gli altri usi purché nei modi e nei termini decisi dagli Enti autorizzati dallo stesso marchio.