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Timestamp: 2020-08-07 13:21:48+00:00
Document Index: 157059380

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 28', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 2943', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 106', 'art. 91']

Sentenza Cassazione Civile n. 25788 del 14/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25788 del 14/12/2016
Cassazione civile, sez. II, 14/12/2016, (ud. 29/09/2016, dep.14/12/2016), n. 25788
sul ricorso 11570-2015 proposto da:
MTL SRL, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ANTON GIULIO BARRILI
49, presso lo studio dell’avvocato DANIEL DE VITO, rappresentata e
difesa dall’avvocato VALERIO FREDA;
MTL SRL;
avverso la sentenza n. 3919/2014 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
1. La M.T.L. s.r.l. proponeva opposizione davanti al Tribunale di Ariano Irpino avverso l’ordinanza ingiunzione n. 74983, notificata il 9 febbraio 2010, con la quale il Ministero dell’Economia e delle Finanze le aveva ingiunto il pagamento della somma di Euro 20.759,00 per avere effettuato transazioni finanziarie in contanti, senza il tramite di intermediari abilitati, in violazione del D.L. n. 143 del 1991, art. 1 conv. in L. n. 197 del 1991.
All’esito del giudizio di primo grado, il Tribunale di Ariano Irpino con la sentenza n. 557/2010 del 16 dicembre 2010, accoglieva l’opposizione, ritenendo estinta la sanzione ai sensi della L. n. 689 del 1981, art. 14 per l’omessa notifica del verbale di accertamento e contestazione dell’illecito e conseguente prescrizione L. n. 689 del 1981, ex art. 28.
Si costituiva la M.T.L. s.r.l. che insisteva per la conferma della sentenza appellata, proponendo, a sua volta, appello incidentale, in ordine alla insussistenza delle violazioni ed alla rideterminazione della misura delle sanzioni.
La Corte d’Appello di Napoli con la sentenza n. 3919 del 3 ottobre 2014, accoglieva l’appello principale, rigettando l’opposizione proposta dalla M.T.L. s.r.l. e respingeva l’appello incidentale. I giudici del gravame, tra l’altro, superavano l’eccezione di violazione della L. n. 689 del 1981, art. 6 (essendosi proceduto nei confronti della società, coobbligata in solido con l’autore materiale dell’infrazione, pur non essendosi, in realtà, irrogato sanzione a quest’ultimo per intervenuta decadenza).
Per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso M.T.L. s.r.l., articolandolo su otto motivi. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha resistito con controricorso e proposto ricorso incidentale articolato in due motivi.
ILI1 primo motivo del ricorso principale denuncia omesso esame circa un fatto decisivo, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, quanto alla motivazione resa dalla Corte d’Appello per l’accoglimento dell’appello del Ministero in ordine alla notificazione del verbale di contestazione del 25 gennaio 2005.
Il secondo motivo di ricorso della M.T.L. s.r.l. denuncia violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, con riferimento all’art. 2943 c.c., con riguardo alla parte della decisione della Corte d’Appello di Napoli che ha riconosciuto efficacia interruttiva del decorso della prescrizione quinquennale alla lettera di convocazione del 22 settembre 2009 indirizzata a tale M.A..
Il terzo motivo di ricorso denuncia violazione della L. n. 689 del 1981, artt. 6, 7 e 14. Vi si assume che, essendosi estinta la sanzione per intervenuta decadenza nei confronti di Ludovico Miele, suo autore materiale, in ragione del principio di personalità della sanzione stessa, non potesse risponderne la sola società coobbligata, a differenza di quanto affermato dalla Corte di merito.
Con il quarto motivo di ricorso si denunzia l’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio ed oggetto di discussione tre le parti ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, quanto al profilo di opposizione concernente la prova delle violazioni accertate dalla Guardia di Finanza.
Il quinto motivo del ricorso principale denunzia la violazione del D.L. n. 143 del 1991, art. 1, comma 1, art. 4, commi 1 e 2, e art. 6 commi 1 e 4 bis in relazione al disposto di cui all’art. 106 TUB, circa la configurabilità del contestato illecito.
Il sesto motivo attiene all’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione tra le parti, in relazione al mancato riconoscimento della carenza dell’elemento soggettivo ovvero della sussistenza di un errore scusabile.
Con l’ottavo motivo si lamenta l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione tra le parti, in quanto la ricorrente, con un motivo di appello incidentale, aveva reiterato la richiesta di riduzione della sanzione per l’ipotesi di accoglimento dell’appello.
Il secondo motivo del ricorso incidentale deduce la violazione o falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c., nella parte in cui la Corte d’Appello di Napoli ha ravvisato sufficienti motivi per giustificare l’integrale compensazione tra le parti delle spese di entrambi i gradi del giudizio.
3. Il terzo motivo del ricorso principale, pertanto, pone la questione se, essendo intervenuta l’estinzione della sanzione amministrativa per intervenuta decadenza nei confronti di Mi.Lu., suo autore materiale, di essa potesse comunque risponderne la sola società coobbligata.
Sulla questione di diritto dell’autonomia e della distinzione delle posizioni del trasgressore e dell’obbligato solidale, agli effetti della L. n. 689 del 1981, artt. 6 e 14 ovvero dell’ammissibilità che l’obbligo della persona giuridica permanga anche senza che più sussista l’obbligo dell’autore materiale della violazione, risultano precedenti decisioni in senso difforme di questa Corte.