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Timestamp: 2019-08-25 07:28:42+00:00
Document Index: 55286421

Matched Legal Cases: ['art. 188', 'art. 190', 'art. 258', 'art. 190', 'art. 212', 'art. 190', 'art. 190', 'art. 190', 'art. 190', 'art. 2215', 'art. 2219', 'art. 2429', 'art. 190', 'art. 212']

[TOP] Registro di carico e scarico - Pagina 2
[TOP] Registro di carico e scarico
Cristina Cadamuro il Ven Giu 17, 2011 9:38 pm
COS’È IL REGISTRO DI CARICO E SCARICO?
Si tratta di uno dei documenti principali per quanto riguarda la tematica dei rifiuti e contiene le informazioni sulle caratteristiche quali/quantitative dei rifiuti prodotti e/o gestiti.
Il registro di carico e scarico, congiuntamente al formulario, costituisce prova della tracciabilità dei rifiuti, della loro produzione e del loro invio a recupero o smaltimento. Consente inoltre l’effettuazione dei controlli da parte delle autorità preposte.
La normativa vigente, relativa al registro, è la seguente:
-art. 188-bis del d.lgs. 152/2006 (controllo della tracciabilità dei rifiuti)
-art. 190 del d.lgs. 152/2006 (registro di carico e scarico)
-art. 258 del d.lgs. 152/2006 (violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari)
-DM Ambiente 1° aprile 1998, n. 148 (approvazione del modello dei registri di carico e scarico dei rifiuti)
-Circolare Ambiente/Industria 4 agosto 1998, n. GAB/DEC/812/98 (esplicativa sulla compilazione dei registri di carico scarico dei rifiuti e dei formulari di accompagnamento dei rifiuti)
SOGGETTI OBBLIGATI E SOGGETTI ESCLUSI ALLA TENUTA DEL REGISTRO
Il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti SISTRI sostituisce, per i soggetti obbligati al suo utilizzo:
-Con la compilazione dell’Area “registro cronologico”, il registro di carico e scarico, previsto dall’originario articolo 190 del d.lgs. 152/2006
-Con la compilazione dell’Area “movimentazione”, il formulario di identificazione per il trasporto, di cui all’originario articolo 193
La sostituzione dei citati due articoli del d.lgs. 152/2006 con i due nuovi articoli 190 e 193 modificati dal d.lgs. 205/2010, decorre dal giorno di entrata in piena operatività del Sistri (i termini di ‘inizio piena operatività’ attualmente sono contenuti nel DM 26 maggio 2011). Fino alle date indicate nel DM 26 maggio 2011, anche per i soggetti obbligati al Sistri, rimangono obbligatorie le compilazioni del registro di carico e scarico e del formulario di trasporto.
Dalla data in cui il SISTRI diviene completamente sostitutivo del sistema precedente, invece, solo per alcuni soggetti – salvo adesione volontaria al Sistri – permane l’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico e l’obbligo di compilazione del formulario di trasporto secondo le modalità previste dai nuovi articoli 190 e 193.
L’obbligo della tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti previsto è disciplinato dall’art. 190 del d.lgs. 152/2006, come sostituito dal d.lgs. 205/2010, ed è previsto per i seguenti soggetti (salvo abbiano aderito volontariamente al SISTRI):
-Produttori di rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali e artigianali o costituiti da fanghi di trattamento di acque e di emissioni, che abbiano fino a 10 dipendenti
-Produttori che trasportano i propri rifiuti non pericolosi come attività integrante ed accessoria dell’organizzazione dell’impresa e quindi iscritti all’Albo gestori ambientali ai sensi dell’art. 212, comma 8, del d.lgs. 152/2006
I produttori di rifiuti pericolosi non qualificabili come enti o imprese (es. liberi professionisti), devono adempiere all’obbligo di tenuta del registro conservando in ordine cronologico le copie cartacee delle schede Sistri consegnate al momento dell’inizio del trasporto dal conducente e ricevute con l’accettazione del destinatario (art. 190, comma 8 ).
I soggetti nelle cui unità locali si producono fino a 10 tonnellate di rifiuti non pericolosi (per i quali non sussiste l’obbligo di iscrizione al Sistri) possono delegare la compilazione del registro di carico e scarico alle associazioni imprenditoriali o alle società di servizi di diretta emanazione di dette associazioni. Per tale compilazione è consentita la cadenza mensile, mantenendo presso l’impresa copia dei dati trasmessi (art. 190, comma 3)
FORMALITÀ PER LA TENUTA DEL REGISTRO DI CARICO E SCARICO
I registri devono essere numerati e vidimati dalla camera di commercio competente per territorio.
Devono essere tenuti secondo le procedure e le modalità del registro IVA
Devono essere tenuti presso ogni impianto di produzione
Devono essere compilati entro dieci giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto e dall’avvio a smaltimento/recupero dei rifiuti oggetto di obbligo di registrazione (mentre, come recitava il “vecchio” art. 190, prima delle modifiche introdotte dal d.lgs. 205/2010, al comma 1 per i soggetti che effettuano le operazioni di recupero e di smaltimento, le annotazioni devono essere effettuate entro due giorni lavorativi dalla presa in carico dei rifiuti)
Devono essere integrati con i formulari di trasporto o con le schede Sistri
Devono essere conservati per cinque anni dalla data dell’ultima registrazione eseguita (mentre, come recitava il “vecchio” art. 190, al comma 3, “i registri relativi allo smaltimento in discarica devono essere invece conservati a tempo indeterminato ed al termine dell’attività devono essere consegnati all’autorità che ha rilasciato l’autorizzazione”)
L’articolo 190, comma 6, del d.lgs. 152/2006 rinvia al DM 148/1998 per quanto riguarda la regolamentazione di dettaglio. Tale decreto contiene il modello di registro e le relative istruzioni (modello A per le attività di produzione, recupero, smaltimento, trasporto, intermediazione e commercio con detenzione di rifiuti, modello B per le attività di intermediazione e commercio senza detenzione). Va precisato che tale decreto è applicabile tenendo conto della previsione di entrata in piena operatività del Sistri (che, per i soggetti obbligati al suo utilizzo, diverrà sostitutivo del registro). Pertanto il DM 148/1998 sarà applicabile per i soggetti per i quali rimane l’obbligo di tenuta di tale registro di carico e scarico.
REGISTRO SU STRUMENTO INFORMATICO E RELATIVA STAMPA SU CARTA
Il registro di carico e scarico può essere tenuto anche attraverso sistemi informatici, memorizzando perciò i dati a computer e stampando successivamente su carta formato A4, regolarmente numerata e vidimata e conforme agli allegati A e B al DM 148/1998.
Per quanto riguarda le regole relative alla conservazione delle scritture contabili, occorre fare riferimento al DPR 445/2000 e alle regole tecniche stabilite dalla Deliberazione CNIPA n. 11/2004 del 19 febbraio 2004. Tali regole consentono sia di eliminare il supporto cartaceo mediante un processo di trasposizione dalla carta ad altro supporto, che di memorizzare direttamente il documento informatico contenente le scritture contabili, alle seguenti condizioni:
-Siano rispettate le disposizioni del Codice civile in materia di numerazione progressiva delle pagine e ordine cronologico (art. 2215 C.c.) e in materia di ordinata tenuta della contabilità (art. 2219 C.c)
-Sia predisposto in modo da garantire la sua inalterabilità
-Sia predisposto in modo da garantire l’identificabilità dell’autore e l’integrità del documento e sarà pertanto necessaria la “firma elettronica qualificata” o la “firma digitale”
-Il documento informatico contenente le scritture contabili, prima di essere sottoscritto, sia integrato con un “riferimento temporale” contenente la data e l’ora di formazione del documento stesso
-L’adempimento della sottoscrizione elettronica sia assolto almeno una volta l’anno, al momento della redazione del bilancio d’esercizio, prima della comunicazione del bilancio al collegio sindacale (art. 2429 C.c.)
-Sia garantita la leggibilità del documento o dei documenti e la possibilità di stamparli, qualora richiesto in sede di ispezioni o verifiche.
In caso di tenuta del registro con modalità informatiche i dati, una volta registrati, rimangono potenzialmente modificabili da parte del titolare del registro: mentre l’alterazione o modifica di quanto annotato nel registro cartaceo risulterebbe evidente dal documento stesso, la variazione delle informazioni inserite a computer potrebbe invece essere attuata senza lasciare traccia della correzione apportata.
Pertanto, l’impresa che tiene il registro con modalità informatiche ha le seguenti alternative:
-Se il registro di carico e scarico informatico è tenuto nel rispetto di modalità informatiche che permettono la prova dell’inalterabilità e l’integrità del documento e perfetta identificabilità temporale (marca temporale) la loro conservazione potrà essere solo informatica, e il registro dovrà essere stampato su richiesta delle autorità di controllo.
-Se le scritture contabili dell’esercizio, seppure tenute con il computer, non rispondono alle nuove modalità informatiche, allora dovranno essere stampate secondo le cadenze* imposte dall’articolo 190 e, comunque, in sede di verifica da parte delle autorità di controllo
* corrispondono alla tempistica per le annotazioni.
Nell'attuale versione dell'art. 190:
Si rinvia alla discussione top “vidimazione”
COMPILAZIONE DELLA PAGINA INIZIALE DEL REGISTRO MODELLO “A”
Prima della vidimazione, è necessario compilare la pagina iniziale (o ‘frontespizio’) del registro inserendo i dati relativi alla ditta, alla residenza e al codice fiscale. L’ubicazione dell’esercizio può invece essere indicata anche dopo la vidimazione ma deve, comunque, precedere l’annotazione della prima operazione (riferimento: Circolare Ambiente/Industria 4 agosto 1998, punto 2, lettera a)
Dati da inserire nella pagina iniziale
1.DITTA: Ragione Sociale della ditta
Residenza o domicilio: Indicare la sede legale della ditta
Codice fiscale: Indicare il codice fiscale (che può essere diverso dalla partita IVA)
Ubicazione dell’esercizio: inserire i dati relativi al luogo di produzione dei rifiuti
2. ATTIVITÀ SVOLTA: barrare l’attività che interessa (con l’entrata in operatività del Sistri sarà unicamente “Produzione”)
3. TIPO DI ATTIVITÀ: Campo da compilare in caso di imprese che effettuano operazioni di recupero o di smaltimento
4. REGISTRAZIONE: il numero e la data della prima operazione e il numero e la data dell’ultima registrazione effettuate all’interno del registro (naturalmente questi dati verranno inseriti quando si conosceranno, pertanto non al momento della vidimazione; in particolare la data dell’ultima registrazione sarà inserita una volta ultimato il registro)
5. CARATTERISTICHE DEL RIFIUTO: Sono elencate tutte le possibili caratteristiche proprie dei rifiuti (stato fisico e, solo in caso di rifiuti pericolosi, la classe di pericolosità). L’elenco non deve essere barrato o completato, poiché costituisce una sorta di legenda cui ricorrere in sede di annotazione delle operazioni di carico o scarico sul registro per individuare le caratteristiche proprie del rifiuto cui quella specifica annotazione si riferisce
PAGINE INTERNE DEL REGISTRO – Modello “A”
Dopo il frontespizio, le pagine del registro sono tutte uguali.
NOTA: Ogni annotazione in carico e scarico deve essere riferita ad un singolo CER e a un singolo formulario
Le pagine interne del registro sono suddivise in cinque colonne
Prima colonna del registro
Nella prima colonna del registro di carico e scarico deve essere contrassegnata l’operazione (carico o scarico) alla quale si riferisce la registrazione che si sta effettuando.
Scarico-Carico: barrare la casella di Carico in caso si intenda registrare la produzione del rifiuto, oppure la casella di Scarico qualora si intenda registrare la consegna del rifiuto al trasportatore
Del: inserire la data dell’operazione di Carico o di Scarico; in caso di operazione di scarico, inserire la data di inizio trasporto
N: inserire il numero dell’operazione
NOTA: La numerazione delle operazioni è progressiva. Ogni singola operazione, sia di Carico che di Scarico, deve essere registrata con un proprio numero e ogni anno si ricomincia da 1. Se nel corso dell’anno si utilizzano più registri, il primo numero del nuovo registro sarà numericamente successivo rispetto all’ultimo numero del precedente registro e così via.
Formulario n. (da compilare solo in caso di operazioni di scarico): inserire il numero identificativo del formulario (codice composto da lettere e numeri, prestampato sul formulario, in genere posizionato in alto a destra dello stampato) e la data di emissione del formulario (quella in alto a destra). Quando e nei casi in cui il formulario sarà completamente sostituito dalla scheda SISTRI, andranno indicati gli estremi di tale scheda (numero identificativo XXXXXX).
Rifer. operazioni di carico (da compilare solo in caso di operazioni di scarico): richiamare il numero del registro riferito all’operazione di Carico dello stesso rifiuto. Naturalmente possono essere presenti più operazioni di Carico per un unico Scarico.
Seconda colonna del registro
CER: scrivere il CER del rifiuto oggetto del carico o dello scarico; l’attribuzione del CER spetta al produttore; è buona prassi attribuirlo all’inizio del rapporto con il destinatario e con il trasportatore del rifiuto, verificando inoltre che entrambi i soggetti siano autorizzati per quel determinato CER. L’elenco dei CER si trova nell’allegato D alla parte IV del d.lgs. 152/2006.
Descrizione: scrivere la descrizione del rifiuto avendo cura di riportare l’aspetto esteriore dei rifiuti, per consentire di identificare il rifiuto “con il massimo grado di accuratezza”, tenendo conto del fatto che la descrizione del CER non è sempre esaustiva
Stato fisico: indicare il numero dello stato fisico del rifiuto (1. Solido pulverulento; 2. Solido non pulverulento; 3. Fangoso palabile; 4. Liquido)
Classe di pericolosità: indicare la Classe di pericolosità (H) corrispondente al rifiuto (Solo per i rifiuti pericolosi)
Rifiuto destinato a (da compilare solo in caso di operazioni di scarico): Va barrato il campo dello smaltimento o del recupero e inserendo il codice D o R rispettivamente, a seconda dell’effettiva destinazione del rifiuto. L’elenco dei codici D (operazioni di smaltimento) si trova all’allegato B alla parte IV del d.lgs. 152/2006; l’elenco dei codici R (operazioni di recupero) si trova all’allegato C alla parte IV del d.lgs. 152/2006
Nella terza colonna deve essere riportata la quantità del rifiuto oggetto di registrazione, sia in caso di carichi che in caso di scarichi. Nel caso degli scarichi, qualora l’invio a terzi sia effettuato indicando nel formulario (o nella scheda SISTRI) che il peso sarà verificato a destino, anche nel registro andrà indicato un peso stimato. Se si tratta di uno Scarico riferito a più operazioni di Carico va riportata la somma dei quantitativi di ogni singola operazione di Carico)
Quarta colonna:
La compilazione del luogo di produzione e dell’attività di provenienza del rifiuto va indicata da parte dei soggetti che effettuano attività di manutenzione delle infrastrutture. Qualora le operazioni di gestione dei rifiuti siano effettuate tramite un soggetto terzo che abbia svolto un’attività di intermediazione, si devono riportare i suoi dati, precisando la denominazione/ragione sociale, il codice fiscale, la sede, il numero di iscrizione all’albo (questo dato va indicato dal momento in cui è pienamente operativo l’obbligo di iscrizione per i commercianti ed intermediari ai sensi dell’art. 212 del d.lgs. 152/2006)
Annotazioni: segnalare eventuali informazioni aggiuntive che si ritengano utili. Per esempio, nel caso di operazioni di scarico, può essere utile riportare in questo spazio il “peso verificato a destino” nei casi in cui, per i rifiuti conferiti a terzi, si sia optato per l’indicazione nel formulario (o scheda SISTRI) di un peso stimato.
In attesa di completare ed aggiornare la discussione
Ultima modifica di Cristina Cadamuro il Mar Giu 21, 2011 9:03 am, modificato 1 volta
Re: [TOP] Registro di carico e scarico
CROCIDOLITE il Mer Feb 08, 2012 4:54 pm
isamonfroni ha scritto: Ciao Luanap, non so da dove scrivi......
questa baggianata del "un registro/un rifiuto" era una leggenda metropolitana che gironzolava fino ad una quindicina di anni fa.........soprattutto in alcune zone geografiche.
E che poteva anche avere una logica per facilitare le somme......(i primi Mud della mia esistenza io li ho fatti facendo le somme a mano con la calcolatrice).
Comunque rimango sempre un po' depressa di fronte a coloro che vorrebbero trovare articoli e codicilli normativi per ogni minimo batter d'ali........ma non ce ne è abbastanza di quel che c'è?
A mio parere il registro è 1 per ogni unità locale (o 2 o 3 consecutivi se finiscono.......) per le motivazioni che ti ho già citato.
Conto come il due di picche............però se fossi il funzionario dell'ARPA gli mollo una sanzione per tenuta inesatta del registro..........
PS l'ottimo zesec ti chiarisce ancor meglio di me.
Quoto Zesec ed ISA e rilancio ricordando fior di consulenti che per farsi pagare il loro servizio 2, 3, 5, x volte propinavano 2, 3, 5, x registri.
Carachiara il Gio Feb 16, 2012 6:49 pm
beh, in un'altra regione la provincia ha fatto un verbale ad una ditta perchè in un impianto autorizzato per autodemolizione (aut. ord.)e recupero metalli (aut. sempl) non avevano 3 registri, uno per il recupero metalli, due per l'autodemolizione (peric. + non peric. su due registri distinti!!!). belle le interpretazioni, no??
isamonfroni il Gio Feb 16, 2012 7:47 pm
Carachiara ha scritto: beh, in un'altra regione la provincia ha fatto un verbale ad una ditta perchè in un impianto autorizzato per autodemolizione (aut. ord.)e recupero metalli (aut. sempl) non avevano 3 registri, uno per il recupero metalli, due per l'autodemolizione (peric. + non peric. su due registri distinti!!!). belle le interpretazioni, no??
Questa è un'interpretazione condivisibile che tengano un registro per ogni diversa attività gestionale, magari per facilitare i controlli visto che ad ognuna delle attività potranno essere conferiti CER diversi e quantitativi diversi.
Quello su cui si discuteva prima era ben altra cosa............ovvero 1 registro per ogni CER prodotto dal produttore, la cosa è completamente diversa....
Carachiara il Gio Feb 16, 2012 7:56 pm
ma la legge non prevede registri DIVERSI per rifiuti pericolosi e non pericolosi prodotti dalla medesima attività ... nè tanto meno che "per semplificare i controlli" mi facciano un verbale perchè non ho i due registri. La legge è sempre la stessa....
mapi68 il Gio Feb 16, 2012 8:06 pm
credo che dobbiate controllare la motivazione inserita nel verbale
se i registri sono relativi a diverse tipologie di unità operative allora ha senso la richiesta
se i registri sono relativi alle stesse operazioni ma è richiesto un registro separato per diverse tipologie di rifiuti è possibile contestare il verbale
Carachiara il Gio Feb 16, 2012 8:50 pm
infatti il verbale è stato contestato
eccolo il Ven Mag 04, 2012 6:18 pm
salve a tutti, sono nuovo sul forum e sono un neo assunto. :-)
l'azienda in cui lavoro produce un rifiuto liquido pericoloso, quotidianamente il rifiuto derivante da più macchinari e raccolto in più taniche viene trasferito in un unica cisterna. a cisterna piena il rifiuto viene correttamente smaltito ( vengono rispettati i limiti del deposito temporaneo) il mio dubbio è sulle annotazioni delle operazioni di carico del rifiuto.
a) in un unica soluzione prima del ritiro da parte della ditta incaricata e quindi dello scarico
b) in più soluzioni dilazionate nel tempo
c) ogni dieci giorni rispettando così il requisito richiesto per le operazioni di carico
isamonfroni il Ven Mag 04, 2012 6:28 pm
eccolo ha scritto: salve a tutti, sono nuovo sul forum e sono un neo assunto. :-)
Se il rifiuto viene prodotto quotidianamente e quotidianamente sei in grado di stimarne il volume, registralo quotidianamente.
Quando scaricherai la cisterna farai un unico movimento di scarico di peso corrispondente al contenuto della cisterna e che farà riferimento a tutti i vari movimenti di carico quotidiani con cui l'hai riempita.
Questo, a mio modo di vedere, è il modo più corretto di gestire il registro, dato che rispecchia esattamente la realtà.
PS solo una precisazione: quella dei dieci giorni non è un requisito richiesto per le operazioni di carico, ma solo una possibilità che la legge ti concede.
Il produttore del rifiuto, può trascrivere le operazioni di carico (e anche di scarico) sul registro al massimo entro 10 gg lavorativi dal momento in cui sono avvenuti i relativi movimenti, ma se tu vuoi/puoi registrare tutti i giorni va bene così.
eccolo il Ven Mag 04, 2012 6:48 pm
grazie per la risposta, beh la possibilità di "caricarlo" quotidianamente era anche secondo me la più corretta il problema è l'intasamento del registro con oltre 200 operazioni di carico tutte comunque di piccole entità ( pochi litri). per questo avevo messo anche l'opzione di poter sfruttare le possibilità che la normativa mi concede e quindi di fare un'operazione ogni 10 giorni, diminuirebbero comunque di 6/7 volte le operazioni.
isamonfroni il Ven Mag 04, 2012 9:30 pm
A rigoroso termine legislativo la possibilità di effettuare la registrazione entro 10 gg dalla produzione del rifiuto non significa che puoi fare ogni 10 gg una sola registrazione cumulativa di tutto quello che produci nei 10 gg precedenti, ma semplicemente il fatto che avrai le stesse 200 registrazioni giornaliere soltanto con date posticipate di 10 gg.
Nella pratica poi, se nessuno viene a controllarti, nessuno vede se il rifiuto lo produci tutti i giorni oppure solo 3 volte al mese...........
zesec il Ven Mag 04, 2012 11:00 pm
Di solito sono io che rompo le scatole con letture fastidiose della norma e Isa per fortuna ci riconduce a letture pratiche che spesso sono molto più efficaci e utili delle chiacchiere che faccio io (dice di essere una "praticona" in realtà tutti conoscono la sua preparazione tecnico-giuridica).
Questa volta sono io che sostengo che la registrazione può tranquillamente essere fatta ogni dieci giorni lavorativi e può essere unica (cumulativa) per tutti i rifiuti prodotti in quel periodo. Ovviamente stiamo parlando dello stesso rifiuto, per CER, descrizione, consistenza, classe di pericolo.
Nulla vieta, come propone Isa, di farlo ogni giorno o anche di fare più registrazioni nello stesso giorno. Ma non vedo nessun ostacolo all'uso di registrazioni cumulative.
Io ho sempre fatto (fare) così e nessuno hai mai potuto contestare nulla: né sbirri né certificatori (e li avrei abbattuti con una testata). Né mi risultano sentenze di giudici che abbiano sostenuto questa lettura più restrittiva della facoltà di registrare (anche cumulativamente) ogni 10 giorni lavorativi.
E' ovvio invece che la registrazione di scarico non possa essere cumulativa (nemmeno se si riferisce a trasporti effettuati lo stesso giorno) poiché ogni riga deve riferirsi ad un singolo formulario.
Admin il Ven Mag 04, 2012 11:17 pm
Concordo, nel senso che anch'io ho ritenuto di poter dare tale lettura della norma.
Poi, pero', come sempre, le discussioni sul Forum offrono spiragli di riflessione.
Nel caso di produzioni continue questa prassi mi sembra un modo corretto e pratico di ottemperare agli obblighi di registrazione.
Sversamenti accidentali di olio. Uno avvenuto il 1 maggio, l'altro il 10 maggio.
Li registro in un'unica annotazione? Non mi sembra il massimo della tracciabilita'.
Forse per produzioni occasionali di rifiuto e' bene tenere distinte le registrazioni, fermo restando che la norma mi consente di effettuarle, insieme, il 10 maggio.
isamonfroni il Sab Mag 05, 2012 10:06 am
Cari amici, come sempre il forum è una splendida occasione di confronto e discussione, nonchè il luogo nel quale riportare esperienze di vita vissuta.
Appare evidente che ogni caso vada valutato, come sempre, alla luce del buon senso.
Un'attività che produca quotidianamente piccoli quantitativi di rifiuti (pochi litri), che vengono raccolti in una cisterna, anche secondo me, può registrare in carico ogni 8/10 gg, quando raggiunge una certa quantità, perchè, in caso di controllo, è abbastanza facile sostenere che le eventuali differenze tra quanto fisicamente in deposito e quanto annotato sul registro corrispondono al modesto quantitativo prodottosi nei giorni precedenti. Nessun controllore (a meno che non sia maniaco) pensa di contestare differenze di 30/40 litri (ammesso che le riesca a percepire).
Se penso però ad un impianto un po' più grosso tipo una nastropressa per fanghi da chimico fisico che faccia quelle 3/4 ton al giorno (caso realmente accadutomi), vediamo che in 10 giorni salterebbero fuori anche 30/40 ton, che sono piuttosto "vistose" e che certamente influiscono sulle caratteristiche del deposito temporaneo.
Quindi, a mio parere, è sempre bene esercitare buon senso e logica, in modo da ottimizzare le attività di registrazione e ridurre il rischio di contestazioni.
@admin....certo che uno che fa uno sversamento a settimana è un po' maldestro.......
zesec il Sab Mag 05, 2012 6:46 pm
Mah, non lo so. Io non avrei nessuna remora a registrare i due sversamenti con unica scrittura dopo 10 giorni lavorativi dal primo episodio (e alla battuta di Isa aggiungo: non solo maldestro a fare un disastro a settimana, ma il primo maggio avrebbe fatto meglio ad andare in corteo invece che lavorare...).
Per me la tracciabilità vuol dire che non puoi tenere dei rifiuti a pascolare più di 10 giorni lavorativi senza dichiarare che ce li hai, e che quando vanno via devono essere annotate tutte le informazioni necessarie. Quando si annota la produzione di un rifiuto sul registro, non si dice come è stato prodotto, in che occasione, in che giorno: si attesta semplicemente che si ha un rifiuto in carico, o meglio che nei dieci giorni lavorativi precedenti si è prodotto una certa quantità e qualità di rifiuti. Non si ragiona per episodi, insomma.
E l'unico riferimento temporale che ci dà la norma è quella dei dieci giorni lavorativi. Non ci dice di registrare ogni giorno. E allora perché prendere come riferimento quello che si è prodotto in un giorno? Perché non ogni due giorni o perché non ogni ora?
Ad esempio, se l'amico di Admin invece che rovesciare le latte d'olio il 1° e il 10 maggio, rovescia la prima latta il 10 mattina e la seconda latta il 10 sera, che facciamo per garantire tracciabilità del singolo episodio? Due registrazioni dello stesso rifiuto prodotto nello stesso giorno? No, dai.
Admin il Sab Mag 05, 2012 9:18 pm
Se l'unica preoccupazione e' tutelarsi da sanzioni, la norma parla chiaro e si puo' stare relativamente tranquilli registrando tutto ogni 10 giorni.
markus75 il Lun Lug 30, 2012 3:00 pm
Una cosa non mi è chiara: come carico scrivo la quantità ipotizzata di rifiuto prodotto, nel mio caso 170605, facendo una stima relativamente ai mq. rimossi; quando dopo giorni faccio lo scarico e magari mi accorgo che ho prodotto tot kg. in più o in meno rispetto al carico, come faccio a far quadrare la cosa?
isamonfroni il Lun Lug 30, 2012 3:17 pm
markus75 ha scritto: Una cosa non mi è chiara: come carico scrivo la quantità ipotizzata di rifiuto prodotto, nel mio caso 170605, facendo una stima relativamente ai mq. rimossi; quando dopo giorni faccio lo scarico e magari mi accorgo che ho prodotto tot kg. in più o in meno rispetto al carico, come faccio a far quadrare la cosa?
Se cerchi un po' con la funzione "cerca" in alto a destra, vedrai che ci sono un bel po' di discussioni su come registrare i pesi in carico e scarico.
Comunque, visto che nel tuo caso mi pare proprio che si tratti di rifiuti prodotti in cantiere è abbastanza semplice.
Considerando che al termine del cantiere quello che hai prodotto lo avrai scaricato tutto e lì non ne resterà più, puoi fare così:
Metodo a) carichi il rifiuto sul registro stimandolo a metri cubi [(che è più facile dei chili) anche se per l'amianto è abbastanza semplice (pesa 12-15 kg/mq)] e quando ti torna il formulario con il peso a destino vai ad annotare quel peso nella terza colonna
Metobo b) carichi il rifiuto stimando il peso in Kg, quando lo scarichi scarichi i kg che hai stimato, quando ti torna indietro il FIR col peso a destino annoti nella colonna annotazioni (sia nel carico che nello scarico) "peso verificato a destino = Kg xxxx" e questo è il valore da dichiarare nel MUD (se si continuerà a farlo)
Secondo l'opinione prevalente in questo forum, questo secondo metodo è più corretto, lineare e trasparente
robsco il Ven Ott 05, 2012 12:28 pm
sono un nuovo iscritto e mi chiedevo se qualcuno potesse darmi un aiuto.
Ho cambiato la ragione sociale della mia attività, ma la P.IVA e l'ubicazione del locale è rimasta la stessa.
La mia domanda è: devo cambiare e di conseguenza vidimare un nuovo registro? oppure posso continuare ad utilizzare lo stesso registro modificando la parte della ragione sociale visto che ubicazione e P.Iva sono rimaste le stesse? In tal caso devo fare qualche comunicazione?
isamonfroni il Ven Ott 05, 2012 2:25 pm
robsco ha scritto: Salve a tutti ,
Puoi modificare l'intestazione del vecchio regisro.
Cassa la vecchia denominazione lasciandola visibile e indica la nuova.
Tieni nel registro una copia del camerale che riporti la variazione di denominazione.
robsco il Sab Ott 06, 2012 5:54 pm
grazie...avevo pensato anche io di fare cosi
Miu il Lun Ott 08, 2012 10:40 am
qualora ricorra il caso che una società cambi ragione sociale per farne una nuova, quindi anche il cf e pi cambieranno, pur continuando nella stessa sede di uffici e magazzino, deve aprire un nuovo registro di carico e scarico e nuovi formulari?
La precedente società era iscritta anche al Sistri, può con la nuova società attendere
di iscriversi visto le recenti novità?
Nell'eventualità la vecchia società verrà a cessare quindi ci sarà un documento che attesterà tale situazione, si può chiudere il Sistri?
Grazie anticipatamente per l'attenzione e per una vs risposta al riguardo.
isamonfroni il Lun Ott 08, 2012 4:13 pm
Miu ha scritto: Buongiorno a tutti,
Se cambi ragione sociale e quindi P.Iva e C.F la società è nuova a tutti gli effetti, pertanto devi vidimare un nuovo registro e nuovi formulari intestati alla nuova ragione sociale.
Se la vecchia società chiude e cessa l'attività sicuramente si può cancellare da Sistri.
La nuova dovrebbe iscriversi al Sistri, ma nell'attuale situazione, credo convenga aspettare per vedere che succede.
Miu il Mar Ott 09, 2012 3:13 pm
Avevo anch'io pensato una volta iscritta alla Cciaa di prendere un registro e Fir.
La nuova società (impresa edile) iniziera con 10 dipendenti quindi attenderò nuove disposizione per l'iscrizione all'eventuale Sistri poiché non rientra fra le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184*, comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo n.152/2006, con più di dieci dipendenti.
Per fine anno procederò a cancellare la vecchia ditta dal Sistri e smaltirò eventuali rifiuti.
E' possibile chiederti come fare per la cancellazione?
isamonfroni il Mar Ott 09, 2012 3:39 pm
Miu ha scritto: E' possibile chiederti come fare per la cancellazione?
Chiedere è possibile.............però con il Sistri rispondere è un problema
Dato che mi pare che non rispondano più neppure al telefono
Intanto ti suggerirei di mandare una mail a supportotecnico@sistri.it (sempre se ancora funziona) e per conoscenza a tutte le mail note del sistri, dichiarando che ti vuoi disiscrivere per cessazione attività e allegando la documentazione che comprova l'avvenuta chiusura della società.
Poi restituisci la chiavetta inviandola per raccomandata A/R al Sistri c/o MATTM via C.Colombo 42/44 00147 ROMA (mettici dentro anche copia di quel che hai mandato via email).
Forse si può fare anche con la chiavetta da "gestione azienda" ma onestamente non lo so perchè sono millenni che non provo la mia.....
igle il Gio Ott 11, 2012 6:14 pm
Mi inserisco in questa discussione sul registro di carico e scarico, in particolare al fine di chiarirmi le idee (sperando che anche ad altri interessi) in merito alla compilazione del registro in casi particolari:
- recupero di rifiuti con produzione di mps: in tal caso suggerirei uno scarico fittizio indicando nelle annotazioni il lotto delle mps (o i relativi D.D.T. - documenti di trasporto)
- recupero ambientale (R10): in tal caso penso sia più che sufficiente ai fini della tracciabilità riportare solo il carico (un pò come si farebbe nella compilazione del registro di carico e scarico di una discarica).