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Timestamp: 2020-07-04 18:13:19+00:00
Document Index: 93738457

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Sentenza Cassazione Civile n. 1349 del 19/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1349 del 19/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 19/01/2017, (ud. 17/11/2016, dep.19/01/2017), n. 1349
sul ricorso 29468/2014 proposto da:
Q.S., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DARDANELLI
31, presso lo studio dell’avvocato OTTAVIO RICCARDI, rappresentato e
difeso dall’avvocato FURIO ARTONI giusta delega a margine del
FALLIMENTO (OMISSIS) S.R.L., C.F. (OMISSIS), in persona del Curatore
fallimentare, elettivamente domiciliato in ROMA, VIALI PARIOLI 49/H,
dall’avvocato SERGIO GRANATA giusta procura speciale allegata in
Q.A., D.N.G., QU.SA.,
R.P.A., D.N.C.;
avverso l’ordinanza della CORTE D’APPELI,0 di MILANO, emessa il
23/09/2014 e depositata l’1/10/2014;
p.1. Q.S. ha proposto ricorso per cassazione contro il Fallimento (OMISSIS) s.r.l., Q.A., D.N.G., Qu.Sa., R.P.A. e D.N.C., sia avverso l’ordinanza del 1 ottobre 2014, con cui, ai sensi dell’art. 348 bis c.p.c., la Corte di Appello di Milano ha dichiarato inammissibile l’appello da esso ricorrente proposto avverso la sentenza resa in primo grado inter partes dal Tribunale di Varese del 5 settembre 2013.
p.2. Ha resistito al ricorso con controricorso il Fallimento (OMISSIS) s.r.l., mentre gli altri intimati non hanno svolto attività difensiva.
p.3. Essendosi ravvisate le condizioni per la trattazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., applicabile al ricorso nel testo anteriore alle modifiche apportate dalla L. n. 197 del 2016, di conversione, con modificazioni, del D.L. n. 168 del 2016, è stata redatta relazione ai sensi di detta norma e ne è stata fatta notificazione agli avvocati delle parti costituite unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza della Corte.
p.4. Parte ricorrente ha inviato memoria a mezzo PEC, ma, non essendo prevista tale forma di deposito nel processo di cassazione, il deposito è irrituale ed il contenuto della memoria non può essere considerato.
“(…) p.3. Il ricorso, affidato a cinque motivi, può essere deciso in camera di consiglio ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., in quanto appare manifestamente inammissibile.
p.4. Il ricorso è stato notificato l’8 dicembre del 2014 ed il ricorrente non ha allegato se l’ordinanza ex art. 348 bis, gli sia stata comunicata e quando.
Tuttavia, a seguito di richiesta formulata dalla cancelleria di questa Corte a quella della Corte di Appello di Milano, quest’ultima ha precisato con un messaggio di posta elettronica che l’ordinanza venne comunicata alle parti costituite ed in particolare al ricorrente il 1 ottobre 2014 ed ha trasmesso le attestazioni telematiche delle avvenute notificazioni, dalle quali la circostanza effettivamente si riscontra.
Ne segue che, essendo stata effettuata al ricorrente la comunicazione del deposito dell’ordinanza ai sensi dell’art. 348 bis c.p.c., il ricorso avrebbe dovuto notificarsi entro i sessanta giorni da detta comunicazione e, dunque, entro il 30 novembre 2014. Poichè quel giorno cadeva di domenica, il termine risultava prorogato al successivo lunedì 1 dicembre 2014.
Ne segue l’evidenza della tardiva proposizione del ricorso”.
Le spese del giudizio di cassazione seguono la soccombenza e si liquidano in dispositivo, ai sensi del D.M. n. 55 del 2014. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si deve dare atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del citato art. 13, comma 1 bis.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna parte ricorrente alla rifusione al resistente delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro cinquemilaottocento, di cui duecento per esborsi, oltre spese generali ed accessori come per legge. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del citato art. 13, comma 1 bis.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Sesta – 3 Civile, il 17 novembre 2016.