Source: http://amministrativo.unipv.it/materiali/tar%20Lazio%202008-5648.html
Timestamp: 2017-08-18 12:45:05+00:00
Document Index: 177273308

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'art. 21', 'art. 26', 'art. 22', 'art. 53', 'art. 22', 'art. 53', 'art. 22', 'art.53', 'art. 53', 'art. 22']

sul ricorso n. 4103/2008, proposto dalla TEXOIL s.r.l., corrente in Pagani (SA), in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Alfonso VUOLO ed elettivamente domiciliata in Roma, alla via Taranto n. 6, presso lo studio dell’avv. BRANCACCIO;
l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato – AAMS, in persona del Direttore pro tempore, rappresentata e difesa ope legis dall'Avvocatura generale dello Stato, presso i cui uffici si domicilia in Roma, alla via dei Portoghesi n. 12
del sig. Roberto STANZIONE, controinteressato, non costituito nel presente giudizio;
A) – della nota prot. n. 930 del 29 febbraio 2008, con cui il Direttore dell' Ufficio regionale AAMS per la Campania, sez. stacc. di Salerno ha respinto l’istanza attorea intesa ad ottenere l’istituzione d’una rivendita speciale di generi di monopolio all’interno della stazione di servizio gestita dalla Società ricorrente; B) – della nota prot. n. 14206 del 27 novembre 2007, con la quale il responsabile del procedimento ha preannunciato, a’sensi dell’ art. 10-bis della l. 241/1990, il rigetto della predetta istanza; C) – ove occorra, delle circolari del Ministero dell’economia e delle finanza n. 4/ 63406 del 25 settembre 2001 e n. 4/64713 del 28 novembre 2001, nella parte in cui e se prevedono la distanza di m 500 della rivendita speciale dalla rivendita più vicina; D) – nonché d’ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale e, in particolare, ove occorra, della nota del Direttore regionale prot. n. 1765 dell’8 maggio 2007.
Visto l’atto di costituzione in giudizio della P.A. intimata;
Relatore all’udienza camerale del 21 maggio 2008 il Cons. Silvestro Maria RUSSO e uditi altresì, per le parti costituite, il solo avv. VUOLO;
La TEXOIL s.r.l., corrente in Pagani (SA), dichiara di gestire colà, alla via Mangioni n. 1, una stazione di servizio automobilistica con un piazzale di superficie superiore a mq 1000, dotata di bar e di servizi igienici.
Detta Società rende altresì noto d’aver proposto alla Direzione regionale AAMS per la Campania (sez. stacc. di Salerno), in data 9 febbraio 2007, un’istanza intesa ad ottenere l’istituzione d’una rivendita speciale di generi di monopolio presso tale stazione di servizio. Sebbene, a detta di tale Società, l’area circostante via Mangioni in Pagani abbia la duplice vocazione agricola ed industriale, con nota prot. 14206 del 27 novembre 2007, l’AAMS le ha comunicato, a‘sensi dell’art. 10-bis della l. 7 agosto 1990 n. 241, l’esito negativo dell’istruttoria, preannunciando il rigetto dell’ istanza de qua ed invitandola a formulare osservazioni. Tanto nella considerazione che «… la Riv. n. 15 dista dal distributore carburanti m. 400, pertanto ai sensi della circ. n. 04/63406 del 25/9/2001 manca il requisito della distanza per la nuova istituzione della rivendita speciale…».
Nonostante il nuovo calcolo della distanza tra la rivendita ordinaria n. 15 e la stazione di servizio (pari a m 494) ed un parere pro veritate in ordine alla corretta interpretazione da dare alla citata circolare ed alla successiva n. 4/64713 del 28 novembre 2001, il Direttore regionale AAMS per la Campania, con nota prot. n. 930 del 29 febbraio 2008, ha definitivamente respinto l’istanza in argomento.
Sicché detta Società si grava innanzi a questo Giudice, con il ricorso in epigrafe, impugnando siffatta nota e gli altri atti collegati e meglio indicati in premessa. Al riguardo, la Società ricorrente deduce in punto di diritto cinque articolati motivi d’impugnazione, facendo riferimento anche ad arresti, conformi alla sua tesi, a suo tempo resi dalla Sezione. Resiste nel presente giudizio solo l’intimata AAMS, che conclude per l’infondatezza della pretesa attorea.
All’udienza camerale del 21 maggio 2008, sussistendo i presupposti ex art. 21, X c. della l. 6 dicembre 1971 n. 1034 e su conforme richiesta delle parti, il ricorso in epigrafe è assunto in decisione dal Collegio nelle forme di cui al successivo art. 26, V c.
La TEXOIL s.r.l., corrente in Pagani (SA) e gestrice colà, alla via Mangioni n. 1, d’una stazione di servizio automobilistica, si grava in questa sede contro il rigetto della sua istanza per l’istituzione, da parte dell’ AAMS, d’una rivendita speciale di generi di monopolio in tale stazione.
Al riguardo, dichiara la Società ricorrente che quest’ultima, collocata in un importante asse viario —di raccordo anche tra i due caselli delle autostrade A3 e A30 e posto a ridosso dell’entrata del Mercato ortofrutticolo di Pagani - Nocera—, possiede un piazzale di superficie superiore a mq 1000 ed è dotata di bar e di servizi igienici. Consta altresì che l’impugnato rigetto prende le mosse, sulla base di due circolari ministeriali del 2001, dall’assenza del requisito della distanza minima con la rivendita ordinaria n. 15, concessa al sig. Roberto STANZIONE.
Ciò posto, il ricorso in epigrafe s’appalesa fondato e, come tale, è meritevole d’accoglimento per le ragioni qui di seguito indicate.
Ora, è noto che, in virtù dell’art. 22 della l. 22 dicembre 1957 n. 1293, «… le rivendite speciali sono istituite per soddisfare particolari esigenze del pubblico servizio anche di carattere temporaneo quando, a giudizio dell'Amministrazione, mancano le condizioni per procedere alla istituzione di una rivendita ordinaria, ovvero al rilascio di un patentino…». Il dato testuale non fornisce alcun elemento utile per fondare il parametro della distanza quale unico e basilare elemento di giudizio della P.A. intimata in ordine alla valutazione dell’istituzione di tali rivendite. Dal canto suo, l’ art. 53, I c. del DPR 14 ottobre 1958 n. 1074 chiarisce come queste ultime possano esser istituite «… nelle stazioni ferroviarie, marittime, tranviarie, automobilistiche, delle aviolinee e di servizio automobilistico, nelle caserme e nelle case di pena, nonché ovunque siano riconosciute necessità di servizio alle quali non possa sopperirsi mediante rivendita ordinaria o patentino…». Non è allora chi non veda, pur nella lata discrezionalità dell'AAMS in ordine all’istituzione delle rivendite speciali stesse, come né l’ art. 22 della l. 1293/1957, né la fonte regolamentare pongano il criterio della distanza tra esercizi a guisa di dato di per sé solo assolutamente ostativo a tale istituzione. La ragione va cercata appunto nel peculiare scopo cui sono ex lege preordinate le rivendite speciali, le quali sono rivolte a soddisfare la domanda di generi di monopolio, non altrimenti gestibile con le rivendite ordinarie o con i patentini, della clientela che opera nelle o entra in contatto con le strutture indicate dal citato art. 53, I c. per le loro istituzione ed ubicazione.
Soccorre a tal proposito il jus receptum (cfr., per tutti, Cons. St., IV, 22 marzo 2005 n. 1180), secondo cui l’istituzione o il trasferimento d’una rivendita speciale non postula necessariamente il rispetto di requisiti minimi di distanza previsti invece per quelle ordinarie, potendo tal aspetto rilevare solo nell’apprezzamento discrezionale dell'intera vicenda, ossia nel caso in cui di per sé la distanza minima renda inconciliabile o inutile, secondo la regola ex art. 22 della l. 1293/1957, la rivendita speciale.
Tale principio è fermo nella giurisprudenza della Sezione (cfr., per tutti, TAR Lazio, II, 17 gennaio 2007 n. 334), da cui il Collegio non ha motivo di discostarsi, laddove s’afferma che «… uniformandosi al proprio citato precedente, in linea con la giurisprudenza in materia (Tar Emilia-Romagna, Parma, n.49 del 18/2/2004; Tar Abruzzo, Pescara, n.222 del 13/2/2004; Tar Puglia, Lecce, n.2997 dell’8/5/2003), sottolinea che l’istituzione di rivendite speciali si caratterizza per il fatto che il servizio di vendita è destinato ad essere reso a particolari categorie di persone variamente indicate e qualificate, con la conseguenza che il ricorrere dei requisiti necessari richiesti dall’art.53 del DPR n.1074/1958 costituisce una condizione necessaria perché una rivendita di generi di monopolio possa essere qualificata e concessa come speciale, mente risultano irrilevanti sia la densità di popolazione della zona che le distanze con altre rivendite di generi di monopolio…».
È appena da osservare, in linea con i precedenti della Sezione (cfr., da ultimo, TAR Lazio, II, 28 marzo 2008 n. 2661), come da tal conclusione il Collegio non possa deflettere, neppure con riguardo alla tesi per cui le rivendite speciali si pongono in rapporto di sussidiarietà-alternatività con le rivendite ordinarie, tale da determinare, quando le due tipologie non presentino una netta differenziazione di utenza (nella specie, perché la rivendita ordinaria n. 15 sarebbe viciniore al Mercato ortofrutticolo), la riespansione della facoltà di regolare la concorrenza tra operatori del mercato, propria del regime delle distanze. La tesi non convince, avendo la Sezione già chiarito che la stessa «… b) nell’ambito di un settore partitamente regolato da normazione di rango primario e secondario, consono alla natura economica dell’attività oggetto di regolazione, troverebbe la sua legittimazione esclusivamente in un discutibile accertamento di fatto, rimesso caso per caso all'amministrazione precedente, circa la sussistenza o meno di una netta differenziazione della tipologia dell’utenza; c) sconterebbe, poi, un regime (per le attività che alcuni aspetti dimensionali rendono suscettibile di collocare ad un maggior livello di potenzialità), da un lato, indefinito, e, dall’altro, tale da far dubitare della utilità della categoria di attività così individuata, perché mutuato, in uno degli elementi più qualificanti (quello appunto delle distanze), esclusivamente dalle rivendite ordinarie…».
È del pari da far presente che, se l’argomento della distanza minima recede ad uno solo dei possibili elementi di cui l’AAMS deve tener conto nell’esercizio delle sue potestà discrezionali ex art. 53 del DPR 1074/1958, ciò non implica un’assoluta libertà d’iniziativa economica nel settore delle rivendite speciali, tale da render superflue le valutazioni d’interesse pubblico rimesse all’AAMS stessa. Non va invero trascurato che l’istituzione delle rivendite speciali è comunque rimessa all’accertamento delle peculiari esigenze, richiamate dall’art. 22 della l. 1293/1957. Pertanto, la P.A. è tenuta pur sempre, quale interprete qualificato della fattispecie, ad usare le proprie funzioni discrezionali in soggetta materia senza confondere l’ accertamento dei presupposti occorrenti per l’istituzione delle rivendite speciali con la congruenza dei parametri sulla cui base tale accertamento dev’esser condotto. Questi ultimi, invero, vanno obbligatoriamente individuati in modalità che non trasmodino in quella libertà del fine che è solo della norma e non certo dell’agire amministrativo.
5. – In definitiva, il ricorso in epigrafe va accolto nei termini fin qui esaminati, ma giusti motivi suggeriscono l’integrale compensazione, tra le parti, delle spese del presente giudizio.
il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sez. 2°, accoglie il ricorso n. 4103/2008 e per l’effetto annulla, per quanto di ragione e nei sensi di cui in motivazione, la nota del Direttore dell'Ufficio regionale AAMS per la Campania, sez. stacc. di Salerno, prot. n. 930 del 29 febbraio 2008, meglio indicata in premessa, con salvezza dell’ulteriore attività di riemanazione da parte della P.A. stessa.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio del 21 maggio 2008, con l’intervento dei sigg. Magistrati:
Stefano TOSCHEI, CONSIGLIERE.
R.n. 4103/2008