Source: http://www.rietivirtuosa.it/2013/01/24/biomasse-c-v-d-come-volevasi-dimostrare-e-il-far-west/
Timestamp: 2017-06-27 00:19:04+00:00
Document Index: 88529749

Matched Legal Cases: ['art.125', 'art. 216', 'art. 21', 'art.125', 'art.1', 'art.125', 'art. 216']

Biomasse C.V.D. - Come volevasi dimostrare: è il far west - Rieti Virtuosa | Rieti Virtuosa
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24 gennaio 2013 | Come volevasi dimostrare è accaduto quello che scriviamo e dichiariamo praticamente con cadenza mensile da circa due anni: se non viene modificato l’articolo 125 del Regolamento di Igiene e Sanità Pubblica del Comune di Rieti (del 1958), che già fissa per la costruzione di industrie insalubri una distanza minima di rispetto da obiettivi sensibili pari a 200 metri, non sarà possibile arginare in alcun modo il proliferare “stile Far West” di inceneritori a biomassa o di rifiuti nel territorio comunale, come dimostrato dalla notizia di queste ore della pubblicazione all’albo pretorio della Provincia di Rieti dell’autorizzazione unica per la costruzione dell’impianto di produzione di energia elettrica e termica alimentato dalla combustione di biomasse che sorgerà a Vazia che verrà realizzato da un’azienda con sede legale a Verona.
Se a questa carenza aggiungiamo che la Provincia di Rieti continua a rilasciare Autorizzazioni senza interpellare, come prevede la legge, i cittadini residenti e i Comuni confinanti, resta ovviamente impossibile persino entrare nel merito delle proposte progettuali.
In questa occasione il Comune di Cittaducale, che se fosse stato invitato guarda caso si sarebbe potuto opporre in conferenza dei servizi proprio in base alla recente modifica del suo Regolamento, ci auguriamo faccia immediata richiesta di accesso agli atti per valutare se ci sono gli estremi per il ricorso al TAR che, ovviamente, siamo pronti a sostenere soprattutto se il teleriscaldamento inserito nel progetto non dovesse decollare.
Ricordiamo inoltre che le zona di Vazia, di Santa Rufina e dell’ospedale sono già interessate dalla presenza di un altro impianto a biomasse funzionante, localizzato nella frazione di Santa Rufina di Cittaducale, al confine con il comune di Rieti.
Nel frattempo, come da lettera (sotto riportata) del 22 luglio 2012 indirizzata al Sindaco Petrangeli (oltre che nei numerosi comunicati stampa visibili sul sito www.rietivirtuosa.it), insistiamo nel chiedere a tutte le forze politiche che fino ad oggi hanno taciuto di sostenere la nostra indicazione di implementazione all’art.125 del Regolamento di Igiene e Sanità Pubblica del Comune di Rieti, da quanto ci risulta ferma in commissione ambiente:
<<Al fine di evitare un peggioramento della qualità dell’aria (come disposto dal D.Lgs. 155/2010 in recepimento della Direttiva Europea n.50 del 21/08/2008) e, dunque, delle condizioni di salubrità del territorio comunale, nel quale già insistono industrie classificate insalubri (All. D.M. 05/09/94 elenco di cui all’art. 216 del Testo unico delle leggi sanitarie n.1265/34) e la cui specifica topografia e orografia crea condizioni aggravanti per le abitazioni e gli insediamenti sensibili presenti: “Le distanze minime di rispetto per la costruzione di inceneritori e di centrali termoelettriche (comprese quelle a biomassa e biogas) dovrà essere di 500 m da edifici singoli (residenziali o di pubblico servizio) e 1,5 Km dai centri abitati (dal limite esterno)”>>.
Lettera del 22/07/2012
All’att.ne Sindaco di Rieti
Simone Petrangeli A seguito del colloquio del 12.07.2012 inviamo la seguente documentazione:
Parere della AUSL di Rieti relativo alla conferenza dei servizi per l’impianto a biomasse di Cittaducale (confinante con il Comune di Rieti), che ribadisce che le Centrali a biomassa, essendo centrali termoelettriche, rientrano nella I° categoria delle Industrie insalubri di cui all’elenco del D.M. 5/9/94 in recepimento del T.U. delle leggi Sanitarie.
Deliberazione del Consiglio comunale di Cittaducale n.12/2012 che introduce all’art. 21 del proprio Regolamento di Igiene e Sanità Pubblica prescrizioni (distanza dalle abitazioni) specifiche per gli impianti a biomassa e biogas.
Osservazioni dell’Ass. Sabina Futura da noi condivise avverso l’impianto della CONVERT, in iter autorizzativo e localizzato a Passo Corese. Da queste si evince la nostra linea di opposizione a questa tipologia di impianto, in base a studi scientifici sul peggioramento della qualità dell’aria e sul rischio per la salute associato.
Parere negativo del Sindaco di Pontinia in Conferenza dei Servizi su impianto a biomassa lignea.
Relazione Dr. Federico Valerio sulle problematiche sanitarie correlate in base alla quale è stato espresso il suddetto parere negativo.
Preso atto che l’art.125 del Regolamento di Igiene e Sanità Pubblica del Comune di Rieti (del 1958) già richiama proprio alcuni riferimenti normativi appena citati (artt. 216 e 217 del T.U.LL.SS. n. 1265/34), fissando per la costruzione di industrie insalubri una distanza minima di rispetto da obiettivi sensibili pari a 200 m;
Dato che la più recente normativa nazionale, Dlgs 155/2010 di recepimento della direttiva europea n. 50 del 21/8/2008, all’art.1 fissa i principi a cui si devono attenere tutti gli Stati membri ed in particolare: <<d) mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove buona, e migliorarla negli altri casi;>>;
La nostra indicazione, in base a quanto appena esposto e condiviso con i nostri consulenti ingegneri ambientali e medici, è la seguente implementazione all’art.125 del Regolamento di Igiene e Sanità Pubblica del Comune di Rieti:
<<Al fine di evitare un peggioramento della qualità dell’aria (come disposto dal D.Lgs. 155/2010 in recepimento della Direttiva Europea n.50 del 21/08/2008) e, dunque, delle condizioni di salubrità del territorio comunale, nel quale già insistono industrie classificate insalubri (All. D.M. 05/09/94 elenco di cui all’art. 216 del Testo unico delle leggi sanitarie n.1265/34) e la cui specifica topografia e orografia crea condizioni aggravanti per le abitazioni e gli insediamenti sensibili presenti: “Le distanze minime di rispetto per la costruzione di inceneritori e di centrali termoelettriche (comprese quelle a biomassa e biogas) dovrà essere di 500 m da edifici singoli (residenziali o di pubblico servizio) e 1,5 Km dai centri abitati (dal limite esterno)”>>
Rimaniamo in attesa di un vostro cortese riscontro e di ulteriori confronti sul tema in oggetto anche con i nostri consulenti.
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