Source: http://divorzio.ilcaso.it/codice_civile/2946
Timestamp: 2020-07-10 18:42:48+00:00
Document Index: 102950010

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 119', 'art. 210', 'art. 119', 'art. 119', 'art. 210', 'art. 119', 'art. 210', 'art. 50', 'art. 2925', 'art. 1772', 'art. 1772', 'art. 2946', 'art. 2946', 'art. 43', 'art. 2946']

Della prescrizione ordinaria
I. Salvi i casi in cui la legge dispone diversamente, i diritti si estinguono per prescrizione con il decorso di dieci anni.
Credito tributario – Prescrizione maturata dopo la notificazione della cartella – Eccezione del curatore in sede di ammissione al passivo – Giurisdizione del giudice ordinario – Sussistenza – Fondamento.
L'eccezione di prescrizione del credito tributario maturata successivamente alla notifica della cartella di pagamento, sollevata dal curatore in sede di ammissione al passivo fallimentare, è devoluta alla cognizione del giudice delegato (in sede di verifica dei crediti) e del tribunale (in sede di opposizione allo stato passivo e di insinuazione tardiva), e non già del giudice tributario, segnando la notifica della cartella il consolidamento della pretesa fiscale e l'esaurimento del potere impositivo. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 24 Dicembre 2019, n. 34447. Segue...
Contratti agrari - Impresa familiare coltivatrice - Riscatto forzoso, da parte del comproprietario, della quota di fondo rustico spettante a componente, non più coltivatore, della famiglia coltivatrice - Prescrizione - Termine decennale - Decorrenza.
Il diritto (ex art. 8, comma 10, legge n. 590 del 1965) del comproprietario di domandare il riscatto forzoso della quota del fondo rustico in titolarità del componente, non più coltivatore, della famiglia coltivatrice si prescrive nel termine decennale decorrente dalla scadere del quinto anno dalla cessazione della coltivazione del fondo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 04 Novembre 2019, n. 28224. Segue...
Rapporti bancari – Richiesta di documentazione ex art. 119 TUB – Richiesta in sede giudiziale – Rapporto con l’art. 210 c.p.c..
L'art. 119 T.U.B., comma 4, riconosce al cliente il diritto di ottenere copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni; la norma citata riconosce infatti al cliente della banca il diritto di ottenere la documentazione inerente a tutte le operazioni del periodo a cui il richiedente sia in concreto interessato, nel rispetto del limite di tempo decennale fissato dalla norma, essendo sufficiente che l'interessato fornisca alla banca gli elementi minimi indispensabili per consentirle l'individuazione dei documenti richiesti. Sicché il correntista ha il diritto di chiedere alla banca sia la documentazione sia il rendiconto relativi a un rapporto contrattuale la cui esistenza non sia controversia, atteso che il procedimento di rendiconto di cui agli artt. 263 s. c.p.c. è fondato sul presupposto dell'esistenza dell'obbligo legale o negoziale di una delle parti di rendere il conto all'altra, facendo conoscere il risultato della propria attività.
Va, inoltre, ricordato che nessuna inferenza interpretativa in chiave restrittiva legittima il raffronto dell'art. 119 T.U.B., comma 4, e l'art. 210 c.p.c. onde può conclusivamente convenirsi che il titolare di un rapporto di conto corrente ha sempre diritto di ottenere dalla banca il rendiconto ai sensi dell'art. 119 T.U.B. anche in sede giudiziaria, fornendo la sola prova dell'esistenza del rapporto contrattuale, non potendosi ritenere corretta una diversa soluzione sul fondamento del disposto di cui all'art. 210 c.p.c.
[Nel caso di specie, la Suprema Corte ha inoltre rilevato che costituisce accertamento di mero fatto (e perciò insindacabile in sede di legittimità) quanto affermato dalla Corte di merito in ordine alla configurazione dei due rapporti come un unicum in ragione del susseguirsi, senza reale soluzione di continuità, di un conto corrente all'altro mediante un’operazione di giroconto.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 30 Ottobre 2019, n. 27769. Segue...
Credito tributario - Eccezione di prescrizione sollevata dopo la notificazione della cartella e il sollecito di pagamento - Giurisdizione del giudice tributario - Sussistenza - Fondamento.
L'eccezione di prescrizione del credito tributario, svolta dal curatore in sede di ammissione al passivo fallimentare, successivamente alla notificazione della cartella di pagamento, costituisce un fatto estintivo dell'obbligazione che, riguardando l'"an" e il "quantum" del tributo, rientra nella cognizione del giudice tributario, a nulla rilevando l'invio al contribuente di un successivo sollecito di pagamento, non trattandosi di un atto di esecuzione forzata, la cui cognizione è demandata al giudice ordinario, bensì di un atto assimilabile all'avviso di mora ex art. 50, comma 2, del d.P.R. n. 602 del 1973, impugnabile davanti alle commissioni tributarie. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Giugno 2019, n. 15717. Segue...
Rapporto di apertura di credito in conto corrente – Ripetizione somme non dovute per interessi eccessivi e illegittima capitalizzazione anatocistica – Natura ripristinatoria delle rimesse – Eccezione di prescrizione e prova dei fatti che ne costituiscono il fondamento.
L’eccezione di prescrizione non può considerarsi validamente proposta, allorquando non vengano allegati i fatti che ne costituiscono il fondamento, alla luce del principio che sancisce la presunzione della natura ripristinatoria delle rimesse nel contratto di apertura di credito. (Sara Rosaria Tundo) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Luglio 2018, n. 17998. Segue...
Contratti – Assicurazione – Polizza Fideiussioria – Prescrizione breve annuale 2952 – Esclusione – Prescrizione ordinaria decennale – Sussiste.
Nella polizza fideiussoria, nonostante la presenza di elementi inerenti al rapporto assicurativo, prevale la funzione di garanzia. La stessa, pertanto, è assoggettata alla relativa regolamentazione e quindi all’ordinaria prescrizione decennale e non a quella annuale ex art. 2925 c.c. concernete il pagamento delle rate di premio.(Francesco Calcagnile) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 12 Marzo 2018. Segue...
Obbligazioni - Estinzione dell'obbligazione - Rinunzia - In genere - Rinunzia tacita - Comportamento concludente - Necessità - Silenzio o inerzia - Sufficienza - Esclusione.
Contratti bancari - Deposito cointestato titoli in amministrazione - Diritto alla restituzione del residuo - Conflitto tra i cointestatari - Dies a quo del diritto alla restituzione e prescrizione - Mancanza di efficacia interruttiva delle richieste provenienti da singoli cointestatari - Efficacia interruttiva della domanda giudiziaria ex art. 1772 c.c.: applicabilità.
Laddove le clausole del contratto di deposito titoli di amministrazione prevedano che la Banca possa legittimamente rifiutare il rimborso ad uno solo dei cointestatari in presenza di opposizione anche di uno solo degli altri, l’istituto bancario può legittimamente procedere al deposito del controvalore in denaro degli stessi.
Solo la domanda giudiziaria ex art. 1772 c.c. può avere efficacia interruttiva della prescrizione del diritto alla restituzione dei titoli in deposito o del loro controvalore in denaro a nulla valendo disposizioni disgiunte dei singoli in contrasto tra loro.
Il dies a quo del diritto alla restituzione sorge nel momento in cui i depositanti abbiano reso nota al depositario la volontà di porre fine al rapporto pur essendo in contrasto sulle modalità di restituzione dei beni oggetto di deposito. (Vincenzo D'Audino) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 12 Gennaio 2017. Segue...
Contratti bancari - Contratto di mutuo ipotecario - Inadempimento del mutuatario - Notifica dell’atto di pignoramento al mutuatario - Efficacia interruttiva della prescrizione ex articolo 2946 del codice civile nei confronti del terzo divenuto acquirente dell’immobile pignorato in data anteriore alla notifica dell’atto di pignoramento - Esclusione
Contratti bancari - Contratto di mutuo ipotecario - Inadempimento del mutuatario - Intimazione di pagamento stragiudiziale rivolta al terzo acquirente del bene ipotecato - Proposta di transazione rivolta all’istituto di credito mutuante dal terzo acquirente del bene ipotecato - Valore di atto ricognitivo di debito avente efficacia interruttiva della prescrizione - Esclusione.
La notificazione al mutuatario dell’atto di pignoramento immobiliare da parte dell’istituto di credito mutuante non ha efficacia interruttiva della prescrizione nei confronti del terzo acquirente del bene immobile pignorato rimasto estraneo alla procedura esecutiva immobiliare. (Stefano Maugeri) (riproduzione riservata)
Una proposta di transazione diretta alla liberazione di un bene immobile gravato da ipoteca che venga formulata dal terzo acquirente del bene medesimo non avendo quale precipuo presupposto l’ammissione totale o parziale del credito vantato dall’istituto bancario mutuante non rappresenta riconoscimento di debito ex articolo 2944 del codice civile e non ha efficacia interruttiva della prescrizione. (Stefano Maugeri) (riproduzione riservata) Appello Catania, 12 Maggio 2015. Segue...
Capitalizzazione trimestrale degli interessi – Termine di prescrizione decennale – Natura delle ripristinatoria delle rimesse in conto – Onere della prova a carico della banca.
Una diversa finalizzazione dei singoli versamenti (o di alcuni di essi) deve essere concretamente provata da parte di chi intende far decorrere la prescrizione delle singole annotazioni delle poste relative agli interessi passivi anatocistici. (Mirko Parentini) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 21 Febbraio 2015. Segue...
Capitalizzazione anatocistica trimestrale degli interessi passivi – Illegittimità per il periodo anteriore al luglio 2000 – Illegittimità per il periodo successivo ove non ci sia eguale previsione di capitalizzazione attiva – Sanzione dell’assenza di capitalizzazione e non già di capitalizzazione annuale.
Commissione massimo scoperto – Validità solo se determinatezza o determinabilità dell’onere aggiuntivo imposto – Necessità di previsione di tasso, criteri di calcolo e periodicità – Sussiste.
Prescrizione del diritto alla ripetizione delle somme versate per anatocismo – Termine ordinario decennale ex art. 2946 c.c. – Decorrenza dalla chiusura del conto per rimesse ripristinatorie o dalla singola annotazione per rimesse solutorie.
Rapporto dare/avere a seguito di invalidità della pattuizione anatocistica – Mancata disponibilità di tutti gli estratti conto relativi al rapporto in contestazione – Onere della prova – Ricostruzione muovendo dal saldo zero nel caso la banca agisca per il pagamento ed il primo estratto conto disponibile sia a debito per il cliente – Ricostruzione sulla base delle risultanze degli estratti conto nel caso il correntista agisca in ripetizione..
Nel caso di illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi da parte della banca, poiché effettuata prima del 1/7/2000 o poiché effettuata successivamente ma senza riconoscere eguale periodicità nel calcolo degli interessi attivi, non è dovuta capitalizzazione alcuna, nemmeno annuale. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
La commissione di massimo scoperto, per essere valida, deve rivestire i requisiti della determinatezza o determinabilità dell’onere aggiuntivo che viene ad imporsi al cliente, e ciò accade quando sono previsti sia il tasso della commissione, sia i criteri di calcolo, sia la sua periodicità. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
La prescrizione del diritto a conseguire la ripetizione delle somme versate per anatocismo è quella decennale ordinario ex art. 2946 c.c., ed il termine prescrizionale decorre dalla chiusura del conto nel caso di rimesse meramente ripristinatorie della provvista, o dalla data di annotazione in conto delle singole poste nel caso di rimesse solutorie. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Ritenuta l’invalidità della pattuizione di interessi anatocistici, nel caso di mancata disponibilità di tutti gli estratti conto relativi al rapporto in contestazione, per il riparto dell’onere probatorio occorre distinguere due situazioni: laddove sia la banca ad agire per il pagamento ed il primo estratto conto sia a debito per il cliente, la ricostruzione dell’andamento del rapporto deve essere effettuata partendo dal saldo zero; nel caso invece in cui sia il correntista ad agire in ripetizione, la ricostruzione del rapporto è circoscritta al periodo in relazione al quale risultano prodotti gli estratti conto, senza potere muovere dal saldo zero in caso di un primo estratto conto a debito per il cliente. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 23 Aprile 2014. Segue...
Titoli di credito - Assegno bancario - Non trasferibile - Assegno bancario, di traenza o circolare non trasferibile - Banca negoziatrice - Responsabilità per avere consentito l'incasso a persona diversa dal beneficiario del titolo - Natura - Contrattuale - Fondamento - Conseguenze - Termine di prescrizione dell'azione di risarcimento - Termine decennale - Applicabilità.
La responsabilità della banca negoziatrice per avere consentito, in violazione delle specifiche regole poste dall'art. 43 legge assegni (r.d. 21 dicembre 1933, n. 1736), l'incasso di un assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità, a persona diversa dal beneficiario del titolo, ha - nei confronti di tutti i soggetti nel cui interesse quelle regole sono dettate e che, per la violazione di esse, abbiano sofferto un danno - natura contrattuale, avendo la banca un obbligo professionale di protezione (obbligo preesistente, specifico e volontariamente assunto), operante nei confronti di tutti i soggetti interessati al buon fine della sottostante operazione, di far sì che il titolo stesso sia introdotto nel circuito di pagamento bancario in conformità alle regole che ne presidiano la circolazione e l'incasso. Ne deriva che l'azione di risarcimento proposta dal danneggiato è soggetta all'ordinario termine di prescrizione decennale, stabilito dall'art. 2946 cod. civ. (Principio espresso in sede di risoluzione di contrasto di giurisprudenza). (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 26 Giugno 2007, n. 14712. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Organi preposti al fallimento - Curatore - Obblighi - Responsabilità - Revoca del curatore o del commissario dell'amministrazione straordinaria - Azione di responsabilità - Prescrizione decennale (ratio).
L'azione di responsabilità contro il curatore revocato (e contro il commissario dell'amministrazione straordinaria) decorre dal provvedimento di revoca e contestuale nomina del nuovo curatore e si prescrive (in ragione del fatto che non ha natura extracontrattuale) nell'ordinario termine decennale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Febbraio 2000. Segue...