Source: http://docplayer.it/1156773-Premessa-4-quadro-normativo-4-descrizione-del-progetto-sottoposto-a-via-5-costruzione-di-due-capannoni-5.html
Timestamp: 2017-11-24 20:43:09+00:00
Document Index: 68054810

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 24', 'art. 25', 'art.3', 'art. 22', 'art. 22']

Premessa...4. Quadro normativo...4. Descrizione del progetto sottoposto a VIA...5. Costruzione di due capannoni PDF
Premessa...4. Quadro normativo...4. Descrizione del progetto sottoposto a VIA...5. Costruzione di due capannoni...5
Download "Premessa...4. Quadro normativo...4. Descrizione del progetto sottoposto a VIA...5. Costruzione di due capannoni...5"
Aurelia Valentina Carlucci
2 Indice Studio Agronomico Forestale dott. Baldo Gabriele Premessa...4 Quadro normativo...4 Descrizione del progetto sottoposto a VIA...5 Costruzione di due capannoni...5 Impianto di disinfezione degli automezzi...8 Sistemazione interna del bagno/spogliatoio del capannone esistente...8 Piantumazione di una siepe...8 Gestione del cantiere e durata dei lavori...8 Gestione dell'allevamento e processi produttivi...12 Accasamento dei capi...12 Fase di ingrasso...13 Fase di carico dei capi...14 Rimozione della pollina...14 Pulizia e disinfezione delle strutture di allevamento...15 Produzione e stoccaggio dei rifiuti in azienda...16 Trattamenti contro gli insetti...17 Descrizione dell'ambiente di riferimento...23 Ubicazione e analisi della pianificazione dell'area inserire mappe...23 Geologia e idrogeologia...30 Flora e fauna...30 Analisi climatica...32 Impatti ambientali...36 DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 2 di 51
3 Salute umana...38 Biosfera (flora e fauna)...41 Suolo/sottosuolo...41 Ambiente idrico (acqua superficiale e sotterranea)...42 Atmosfera (aria ed emissioni)...43 Ambiente fisico (rumori, vibrazioni, inquinamento luminoso e radiazioni)...43 Paesaggio...44 Patrimonio culturale...44 Tipologia di stabulazione e alternative progettuali Sistema di riferimento Ricoveri a ventilazione naturale Ricoveri a ventilazione forzata...46 Mitigazione impatti...49 Barriera verde...49 Alimentazione per fasi...50 CONCLUSIONI...51 DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 3 di 51
4 Premessa Il sottoscritto Gabriele Baldo, nato a Soave (VR) il 12 dicembre 1978 eresidente a Arcole (VR) via Molinazzo 64/A, iscritto all Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della provincia di Verona al n 410, ha ricevuto da Rossini Stefano, rappresentante legale della Società RossiniStefanoeGiorgio,consedelegalenelcomunediBonavigo(VR)loc.SanPietro16, l incarico di predisporre lo Studio d'impatto Ambientale relativo al progetto per l'ampliamento del centro zootecnico. Quadro normativo La Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è uno strumento di supporto per l'autorità decisionale finalizzato ad individuare, descrivere e valutare gli effetti dell'attuazione o meno di un determinato progetto. Consiste in una procedura di tipo tecnico- amministrativo, svolta dalla Pubblica Amministrazione, basandosi sia su informazioni fornite dal proponente un determinato progetto, sia sulla consulenza data da altre strutture della Pubblica Amministrazione, nonché dalla partecipazione di gruppi sociali appartenenti alla comunità. La valutazione di impatto ambientale è stata prevista dalle Direttiva CEE n. 337 del 27/06/85, che successivamente è stata integrata e modificata dalle Direttive 97/11/CE e 2003/35/CE. A livellonazionaleèstatarecepitadaldecretolegislativon.152del3aprile2006,cheèstato successivamente modificato ed integrato dal Decreto Legislativo n. 4 del 16 gennaio La Legge Regionale n. 10 del 26 marzo 1999 aveva recepito a livello regionaleil Decreto del Presidente della Repubblica del 12 aprile 1996, il quale attualmente è stato abrogato e sostituito dal D.Lgs. 152/06. Per la stesura della relazione sono state utilizzate le Linee guida del Ministero dell'ambiente e della Tutela del Territorio del 18 luglio 2001 e la Delibera della Giunta Regionale del Veneto n del 11 maggio L'impianto sotto-descritto è soggetto a Valutazione di Impatto Ambientale in quanto ricadente nel punto ac dell'allegato III del D.Lgs. 152/06, essendo in progetto un impianto di allevamento intensivo di polli con più di capi/ciclo. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 4 di 51
5 Descrizione del progetto sottoposto a VIA Oggetto di procedura è l'ampliamento dello stabilimento(codice ASL 009VR073) che alleva polli da carne con sistema di allevamento a terra. Attualmente la ditta ha un capannone nel quale non vengono superati i capi/ciclo, mentre in seguito ai lavori verranno realizzati altri due capannoni, con potenzialità finale che comporterà il superamento della soglia di AIA ( capi per ciclo) e della soglia di VIA ( capi/ciclo di polli da carne). Attualmente il nucleo aziendale, situato in località San Pietro 16 a Bonavigo, è composto da uncapannoneavicolodelledimensionidi14,0mx148,0mconzonaperstoccaggiorifiutie disinfettanti, cella frigo e casa di abitazione a circa 100 metri di distanza. L intervento oggetto della verifica verrà realizzato adiacente al capannone esistente nel foglio 6mappali 152,163,165e176,del catastoterrenidel comunedibonavigo,occupandouna superficie pari a mq. Il progetto prevederà: la costruzione di due capannoni avicoli installazione di un impianto di disinfezione degli automezzi in entrata all'azienda, con arco di disinfezione e relativa piazzola cementata; sistemazione interna del bagno/spogliatoio del capannone esistente piantumazione di una siepe arborea. Costruzione di due capannoni Entrambi i capannoni di progetto presenteranno altezza in gronda di 2,6 mt, al colmo di 4,8 mt, con copertura a doppia falda a pendenza regolare del 30 %, realizzata con pannelli termoisolanti del tipo sandwich. La struttura portante sarà costituita da colonne e travature in acciaio zincato, il basamento e le fondazioni saranno in cemento armato gettato in opera. Il tamponamento esterno sarà realizzato con lastre del tipo sandwich che oltre a proteggere dalle intemperie fungerà da isolante termico. Nelle precamere interne, denominate locale tecnico, verranno poste tutte le attrezzature per il normale funzionamento dei capannoni come il DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 5 di 51
6 quadro di controllo, sistemi di chiusura, apertura finestre, controllo luci, sistema di riscaldamento, centrale di comando e le vasche per effettuare i trattamenti sanitari agli animali mediante l'acqua di abbeveraggio. Nel deposito presente nel capannone 2 verranno riposti tutti i rifiuti aziendali come medicinali, imballaggi e attrezzature zootecniche. Per entrambi i capannoni si potrà accedere all'ambiente di stabulazione tramite i due portoni previsti nelle testatenordesuddelledimensionidi3,50mdilarghezzae3,00mdialtezza.levaschedi raccolta delle acque di lavaggio verranno poste ai lati dei capannoni con i relativi sistemi di canalizzazione e convogliamento. Capannone n 2 di progetto Si realizzerà un capannone avicolo delle seguenti dimensioni esterne: lunghezza di 147,20 m, larghezzadi15,20mperunasuperficieallevabilenettadi2.116,0mq,alnettodeldepositoda 13,50 mq e del locale tecnico da 13,50 mq. A servizio del capannone 2 sono previste n 6 vasche circolari costituite da anelli prefabbricati in C.A. completamente ermetici e posti sotto il piano di campagna dotati di coperchio rimovibile (per effettuare le operazioni di svuotamento delle stesse) con diametro di 1,5 m, profondità di 2,00 m per una capacità complessiva di 21,20 mc. Capannone n 3 di progetto A fianco del capannone n 2 di progetto se ne realizzerà un secondo delle stesse dimensioni (lunghezza di 147,20 m e larghezza di 15,20 m) che presenterà una superficie allevabile netta di 2.129,5 al netto del solo locale tecnico da 13,50 mq. A servizio del capannone n 3 saranno previste n 6 vasche circolari costituite da anelli prefabbricati in C.A. completamente ermetici e posti sotto il piano di campagna dotati di coperchio rimovibile (per effettuare le operazioni di svuotamento delle stesse) di cui n 5 vasche con diametro di 1,5 m profondità di 2,00 m ed una vasca circolare ermetica con diametro di 1,5 m e profondità di 2,5 m, per una capacità complessiva di 22,08 mc. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 6 di 51
7 Impianto di raffrescamento, ventilazione e riscaldamento In entrambi i capannoni verrà realizzato un impianto di raffrescamento di tipo cooling system per una lunghezza di 18,00 m su ambo i lati dei capannoni, in prossimità delle finestre poste all'ingresso del fabbricato. Il sistemasaràcompostodapannellidi cartoneanidod ape attraversati dall'acqua. L'aria calda entra in contatto con l'acqua e ne cede il calore, raffrescandosi. L acqua, non evaporata per il passaggio di calore e che quindi non viene consumata nel processo di raffrescamento, viene fatta circolare nuovamente nel pannello grazie al sistema di ricircolo a pompe, limitandone così gli sprechi. Sul fondo di entrambi i capannoni saranno posizionati n 12 ventilatori per la ventilazione forzata negativa. VENTILAZIONE FORZATA Capannone Tipo ventilazione Numero ventilatori Portata massima unitaria (mc aria/ora) Sistemi di controllo ventilatori Tipo apertura Sistema di controllo aperture 1 esistente Forzata 4 trasversali + 6 longitudinali Automatico con sonde e centralina controllo temperatura Finestre a nastro automatico 2 progetto Forzata 12 longitudinali Automatico con sonde e centralina controllo temperatura Finestre a nastro automatico 3 progetto Forzata 12 longitudinali Automatico con sonde e centralina controllo temperatura Finestre a nastro automatico Ogni capannone nuovo verrà riscaldato nel periodo invernale attraverso 6 generatori di aria calda, con potenza calorifica di 65,9 kw ciascuno, collegati ad un impianto a GPL. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 7 di 51
8 Impianto di disinfezione degli automezzi All'ingresso dell'azienda verrà installato un impianto di disinfezione degli automezzi. Tale impianto sarà costituito da un arco con ugelli per la nebulizzazione del prodotto disinfettante, sotto al quale passano i camion, e da un piazzale cementato. Il piazzale, con apposita pendenza, convoglierà le acque di lavaggio dei mezzi in un apposito pozzetto coperto. Tali acque verranno smaltite come rifiuto tramite una ditta specializzata che provvederà alla periodica rimozione e smaltimento. Sistemazione interna del bagno/spogliatoio del capannone esistente Nel capannone esistente n 1 si prevede la realizzazione dei servizi igienici all'interno di una precamera utilizzando il lavandino già presente e installando il piatto doccia, water e relativo spogliatoio. Piantumazione di una siepe Una volta costruiti i capannoni, l'azienda è intenzionata a realizzare una siepe arborea che circonderà l'allevamento su tre lati: sud, ovest ed nord. La siepe sarà costituita da esemplari di Populus spp e sarà piantata dove attualmente sono presenti seminativi. Sul lato est, dove non è in progetto la siepe, il capannone 1 confina con coltivazioni arboree da frutto, di proprietà dei soci dell'azienda: per questo motivo la siepe non può essere realizzata. Gestione del cantiere e durata dei lavori La realizzazione dei due capannoni avverrà per stralci: al rilascio della concessione edilizia nell'arco di 6 mesi verrà realizzato il capannone n 2 e, ottenuta l'agibilità, si procederà all'accasamento dei capi. Una volta avviato l'allevamento nel capannone n 2 si inizierà la costruzione del capannone n 3 che si concluderà sempre nell'arco di 6 mesi dall'avvio dei lavori. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 8 di 51
9 I lavori verranno effettuati da un'impresa specializzata che dispone di operai qualificati ed addestrati per effettuare tali interventi. Durante questo periodo non verranno occupate aree di terzi, ne sarà necessario disporre particolari alloggi per i lavoratori. Il materiale per la realizzazione dei nuovi capannoni verrà trasportato su camion e scaricato nel piazzale antistante il capannone e sul terreno adibito per la costruzione. Tutto il materiale che dovesse risultare di scarto alla fine dell'opera verrà portato in discarica e smaltito secondo i termini della legge vigente. In questa fase il traffico veicolare, da e per l'allevamento, sarà tale da non creare problemi alla viabilità già esistente in zona. Il rispetto di tutte le norme di sicurezza in cantiere garantirà il corretto e sicuro svolgimento dei lavori di ampliamento. I fabbricati avicoli e le relative pertinenze verranno utilizzati continuamente per più cicli di allevamento degli animali. Tra un ciclo e l'altro, di durata variabile a seconda della specie, l'azienda effettuerà dei vuoti sanitari di circa 14 giorni per la disinfezione degli ambienti di stabulazione e per compiere tutte le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria. La vita media dei fabbricati viene stimata intorno ai 45 anni, al termine dei quali è necessario predisporre interventi straordinari, come il rifacimento delle coperture, della pavimentazione interna, ecc. Partendo dal presupposto che non è prevista nel breve e lungo periodo una cessione di produzione, nell'eventualità che non fosse più conveniente questa tipologia di allevamento, si procederà al riutilizzo per altri scopi dei fabbricati(ad esempio stoccaggio di prodotti agricoli, allevamenti di altri avicoli, ecc.). Qualsiasi sarà la destinazione d'uso dell'impianto, si provvederà ovviamente ad ottenere tutte le autorizzazioni previste dalla normativa vigente al momento della conversione. Qualora non fosse possibile il riutilizzo, si procederà al ripristino e bonifica dell'area. Gli interventi di eliminazione dei fabbricati prevederanno: DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 9 di 51
10 smontaggio di tutti gli impianti con il recupero del materiale riciclabile(ad esempio il rame degli impianti elettrici, il materiale ferroso dei ventilatori, ecc.); relativamente al materiale non recuperabile si conferirà a ditte specializzate per il suo smaltimento; smontaggio della copertura e dei tamponamenti, sempre presso ditte specializzate per lo smaltimento; asportazione della pavimentazione e delle fondazioni, che verranno smaltite presso discariche o recuperate per altri cantieri come materiale di sottofondo. Si dovrà poi passare alla valutazione dello stato del terreno per il cambio di destinazione d'uso in base ai piani di sviluppo previsti per quell'area dall'amministrazione pubblica; si presume comunque di ripristinare l'attività agricola. Il Testo Unico Ambientale (D.Lgs. n.152 del 03/04/2006) sancisce, nella quarta parte, le normeinmateriadigestionedeirifiutiedibonificadeisitiinquinati.inparticolareiltitolov riporta tutto quanto legiferato in materia di bonifica. Il T.U. dà quindi la definizione di sito potenzialmente inquinato descrivendolo come segue: un sito nel quale uno o più valori di concentrazione delle sostanze inquinanti rilevati nelle matrici ambientali risultino superiori ai valori di concentrazione soglia di contaminazione (CSC), in attesa di espletare le operazioni di caratterizzazione e di analisi di rischio sanitario e ambientale sito specifica, che ne permettano di determinare lo stato o meno di contaminazione sulla base delle concentrazioni soglia di rischio (CSR). Primo passo per questa valutazione risulta quindi essere le determinazione della concentrazione di contaminazione. Considerando la complessità e la specializzazione richiesta delle operazioni, si farà ricorso alla consulenza di ditte qualificate, facilmente reperibili sul mercato. Si prevederà quindi la raccolta di campioni e carotaggi per le successive analisi chimiche. Qualora si riscontrasse il superamento dei valori soglia la ditta incaricata si occuperà di predisporrelefasi di bonificapiùadatte edi mantenereirapporti conitecnici dell'autorità competente fino al raggiungimento della certificazione di avvenuta bonifica. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 10 di 51
11 Vista l'attività di allevamento, che non utilizza sostanze pericolose, e i materiali edilizi utilizzati per la costruzione del sito zootecnico, non sorgeranno problematiche relative che richiederanno particolari interventi di bonifica. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 11 di 51
12 Gestione dell'allevamento e processi produttivi L'azienda alleva polli da carne su lettiera permanente Di seguito si riporta un diagramma di flusso che schematizza i diversi processi produttivi. 1) Accasamento capi (età di 1 giorno). 2) Allevamento: Fase di ingrasso 3) Carico capi per macello o altro allevamento (sfoltimento) 4) Rimozione pollina e vendita 5) Pulizia e Disinfezione Si analizzano i singoli processi di produzione e si analizzano le tecniche produttive. Accasamento dei capi L'allevamento dei polli da carne(broilers) sarà del tipo con cicli tutto-pieno, tutto-vuoto, con vuotisanitaridicirca14giorni,chepossonoanchearrivarea7secondolemisuredipolizia veterinaria (Ordinanza del Ministero della Salute del 3 dicembre 2010). Gli animali accasati verranno allevati a stabulazione libera su lettiera (trucioli di legno e/o pagliee/ololladiriso).glianimaliverrannoinseritiadun'etàdi1giorno(pesovivodi30-35 gr) e rimarranno per circa 50 giorni. Potenzialità massima allevabile DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 12 di 51
13 L'azienda disporrà di 3 capannoni avicoli, per una superficie utile pari a: 6.247,1 metri quadrati. Applicando le indicazioni della Provincia di Verona, nota n del 29/04/2013, con l'accasamento di sole femmine da 1,5 kg, nel rispetto del benessere animale dei 33 kg/mq, si ottengono, per metro quadrato: 33kg 1,5kg 22 capi. La potenzialità massima, quindi, risulta di: 6.247,1 x 22 = capi/ciclo. Nel caso di applicazione della deroga al benessere animale per poter accasare fino a 39 kg/mq, la capacità di accasamento non verrà variata in quanto verranno aumentati solo i pesi finali degli animali. Nell'allegato A26 di questa autorizzazione si riportano in forma tabellare i dati tecnici degli accasamenti con e senza deroga, determinando il numero di capi che verranno accasati, la presenza media, il peso vivo allevato e il peso medio per singolo ciclo. Tutti gli esemplari provengono da incubatoi specializzati e vengono trasportati su camion fino all'impianto. In questa fase non ci sono particolari problematiche ambientali e anche nelle linee guida delle MTD non sono state riportate indicazioni. Fase di ingrasso In questa fase i capi verranno alimentati con apposito mangime perfezionato alle esigenze nutrizionali dei capi. Visto l'innalzamento del prezzo dei componenti proteici l'azienda cercherà di ridurre al minimo il contenuto dei componenti azotati e la quantità di mangime impiegata. La dieta aziendale sarà seguita da tecnici specializzati della ditta soccidante per ridurre l'emissione di azoto, massimizzare gli indici di conversione e abbassare il costo alimentare. La tecnica mangimistica prevede mangimi a diversi tenori di principi nutritivi a DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 13 di 51
14 secondo della fase di sviluppo e dei fabbisogni di crescita degli animali. La ditta impiegherà da tre a cinque tipologie di mangimi a contenuto decrescente di proteine per massimizzare l indice di conversione e limitando al massimo le perdite di azoto nelle deiezioni e quindi nell ambiente. L'alimentazione dei capi avverrà con sistemi automatizzati di distribuzione del mangime che attraverso coclee e trasporta l'alimento dal silos alle singole mangiatoie. Le mangiatoie circolari saranno disposte su file all interno di ogni capannone, agganciate al soffitto da un sistema a carrucole che permette di regolarne l altezza seguendo la crescita degli animali. Durante la fase di stabulazione gli animali verranno sottoposti (con cadenze decise dai veterinari del soccidante) a profilassi vaccinale, contro le patologie più diffuse come: Gumboro, Pseudopeste, Marek. I trattamenti vaccinali e curativi vengono somministrati nell acqua di abbeveraggio sempre sotto il controllo veterinario. Gli operai provvedono a verificare giornalmente il corretto funzionamento dei diversi impianti (distribuzione mangime, riscaldamento, ventilazione, ecc.) e allontanare i capi morti. Fase di carico dei capi Alla fine del ciclo gli animali vengono caricati su camion e trasportati al macello. Il caricamento avverrà con macchina agevolatrice e gli animali verranno sistemati nelle gabbie che vengono caricate successivamente su autotreni. Rimozione della pollina Al termine del ciclo produttivo, a seguito del carico degli animali, viene rimossa la lettiera esausta che viene denominata pollina. Tale materiale è costituito prevalentemente dai residui di lettiera (paglia o segatura) e dalle deiezioni animali. La produzione potenziale annua di pollina (secondo allegato F alla Dgr 2439 del 2007 e modifiche) viene calcolata in base alla potenzialità massima dei polli da carne e in base al DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 14 di 51
15 pesomedio/capo,dalmomentocheladirettivanitratifariferimentoadunpollodelpesodi1 kg (con possibilità di deroga al benessere animale): Polli da carne Fino a 39 kg/mq Numero capi/ciclo N cicli/anno Presenza media annua Peso medio/ capo Peso medio vivo annuo tonnellate pollina mc/anno Azoto nella pollina al campo (kg) , ,27 129, La lettiera viene asportata con il trattore con la pala e viene utilizzata sui campi in conduzione, secondo quanto riportato nella Comunicazione Nitrati(normativa DGR 2495/06, e successive integrazioni e modifiche). La società attualmente sta ultimando la concimaia con le seguenti dimensioni: larghezza di 12,25ml,lunghezzadi13,80mlperunasuperficieutiledi168,00mqecapacitàdistoccaggio pari a 367,5 mc. Pulizia e disinfezione delle strutture di allevamento In generale quasi tutti i patogeni hanno bisogno della presenza dell'ospite per sopravvivere e proliferare. In un ambiente pulito la carica microbica può drasticamente diminuire se non c'è presenza di animali o materiale organico residuo. Su questo principio si basa l'alternarsi tutto pieno tutto vuoto, durante il ciclo produttivo. L'assenza degli animali consente inoltre l'utilizzo di prodotti più aggressivi e una durata dell'intervento più prolungata. Nel corso del vuoto sanitario si susseguono quindi tutte quelle operazioni atte al risanamento degli ambienti in vista del ciclo successivo. Successivamente al carico dei capi l'allevamento effettua un vuoto sanitario di circa 14 giorni, durante il quale viene eseguita la pulizia dei capannoni. Questa consiste nell'asportazione della lettiera attraverso sistemi di raschiatura con trattrice e pala, eliminazione del materiale più fine con scopatrice meccanica e successiva pulizia con acqua. L'azienda effettua lavaggi con acqua e quindi vi è la produzione di acque reflue che rientrano nella definizione prevista dall'art. 2 della DGR 2495 del 7 agosto DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 15 di 51
16 Per la raccolta delle acque di lavaggio la ditta presenterà, a fine intervento, una capacità di stoccaggio delle acque pari a: 64,47 mc. L'azienda per il lavaggio dei capannoni utilizza idropulitrici ad alta pressione che consentono un notevole risparmio di acqua. Le quantità d'acqua stimate per il lavaggio dei capannoni sono pari a 5 litri/mq per ciclo produttivo. Quindi in un anno saranno circa 184 mc di acqua. Successivamente alla pulizia si procede alla disinfezione di tutto il fabbricato. Il prodotto disinfettante viene preparato secondo le indicazioni riportate della casa produttrice. La prima fase comporta la sua introduzione, all'interno del sistema di distribuzione del mangime e di quello di abbeveraggio, dove viene lasciato agire mentre si procede alla disinfezione delle superfici del capannone. Si passa quindi alla nebulizzazione su tutte le superfici(pavimenti, pareti, copertura) già pulite, a partire dall'alto verso il basso, con un atomizzatore. In questa fase tutte le aperture del capannone sono chiuse, per impedire l'uscita di eventuali vapori e ridurre quindi l'efficacia dell'intervento. Il prodotto viene lasciato agire fino alla completa evaporazione, in genere un paio di giorni. Si prosegue quindi con la calata degli impianti. Inquestafasenonvièlaproduzionediacquereflue,nonc'èquindiraccoltadiacquechesono venute a contatto con prodotti chimici (detergenti sanificanti ecc). Produzione e stoccaggio dei rifiuti in azienda Carcasse animali Le carcasse animali verranno raccolte giornalmente e portate nel container freezer, per poi essere conferite a ditte specializzate, che provvederanno al loro trasporto e smaltimento. La mortalità è di circa il 5%. Rifiuti pericolosi e non pericolosi Tutti i rifiuti prodotti vengono trasportati nell apposito sito di stoccaggio e rimangono per un periodo massimo di un anno. L azienda conferisce i rifiuti alla ditta specializzata che organizza la raccolta dei rifiuti aziendali agricoli ed effettua il loro smaltimento o recupero secondo i termini di legge. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 16 di 51
17 Trattamenti contro gli insetti Negli allevamenti intensivi la grande concentrazione di animali, con la conseguente produzione di deiezioni e movimentazione di grossi quantitativi di mangimi, crea un ambiente favorevole allo sviluppo dei più comuni parassiti. I parassiti maggiormente presenti negli allevamenti zootecnici, e che possono creare problematiche igenico-sanitarie e ambientali, sono: mosche, tenebrione e blatte. Verranno quindi presi in esame i fattori esterni ed interni all'allevamento che influenzano (negativamente e positivamente) la proliferazione e i metodi di lotta adottati, quanto meno per limitarne al massimo l'infestazione. Si sottolinea che, nonostante gli insetti possano essere considerati una fonte di alimentazione per l'avifauna, la loro eccessiva presenza può essere motivo di lamentele da parte del vicinato e veicolo di malattie. Mosca In questa categoria rientrano un insieme di insetti, dell'ordine dei Ditteri, costituito da circa specie. La più comune negli allevamenti è la Musca domestica, mosca domestica, seguita dalla Fannia canicularis, più piccola della precedente. La spiccata adattabilità all'ambiente, ad esclusione di quelli a clima molto freddo, la rende una specie cosmopolita. Può essere considerata un problema sotto il profilo produttivo; infatti l'irritazione continua degli animali ne impedisce la tranquilla alimentazione diminuendo il tasso di accrescimento, con conseguente riduzione di produzione di uova. Lo stesso disturbo è arrecato ai lavoratori interni all'azienda e, in caso di infestazione massive, al vicinato. La durata del ciclo è molto influenzata delle condizioni ambientali (presenta di cibo, temperatura, umidità, ecc) e può variare da circa 50 giorni, con temperature di 16 C, riducendosiacirca10seletemperaturesuperanoi30 C.Ilmassimosvilupposihatraaprilee ottobre, anche se in idonee condizioni può perdurare per tutto l'anno. Una femmina può ovideporre in momenti diversi, dopo un solo accoppiamento. Le uova vengono deposte su DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 17 di 51
18 materiale organico in decomposizione (futuro substrato alimentare delle larve), preferendo matricicaldeconumiditàsuperioreal40%.unadultoviveinmediada1acirca3mesiedè attivo in genere nelle ore diurne; è considerato un buon volatore, ma la sua distribuzione sul territorio viene notevolmente ridotta dalla presenza di vento e precipitazioni. La lotta si deve basare su un sistema a più metodi, impiegati in modo integrato, mirati a colpire i diversi stadi del ciclo biologico, peggiorando la qualità dell'ambiente di sviluppo. Una corretta igiene ambientale può ridurre i possibili focolai larvali, rendendo più sfavorevole il substrato di crescita. I reflui zootecnici consentono lo sviluppo delle mosche quando sono di consistenza pastosa: ridurne quindi l'umidità aiuta il contenimento della numerosità degli individui. La pulizia dei locali e l'eliminazione di eventuali ristagni d'acqua sono inoltre ottimi mezzi di prevenzione. Nel caso di allevamenti avicoli, la pollina rappresenta un buon materiale di sviluppo; bisogna quindi adottare tutte le tecniche possibili per ridurne al minimo l'umidità(non superare cioè il 40%). L'azienda è già dotata di un sistema di ventilazione forzata, di abbeveratoi antigoccia e di distribuzione automatizzata del mangime, per evitare accumuli, e inutili spargimenti. Il controllo della temperatura interna ai fabbricati è fondamentale per evitare la creazione di un microclima favorevole, soprattutto nel periodo invernale, dove la sola presenza degli animali ne aumenta il calore fino a creare un ambiente soddisfacente per lo sviluppo dell'insetto, se pur con ciclo rallentato. Diventano quindi in questo momento dell'anno, in cui le condizioni esterne non favoriscono lo sviluppo, rilevanti tutte le soluzioni già elencate per mantenere un alto livello igienico all'interno dell'allevamento. Si ritiene di dover considerare l'utilizzo dei prodotti chimici solo in caso di pullulazione incontrollata e con adeguate attrezzature e corretto dosaggio. Attualmente in commercio sono presenti diversi trattamenti che possono essere prescritti in caso di infestazione. Di seguito si elencano le caratteristiche di quelli utilizzati più comunemente nel settore avicolo. - NEPOREX 2 WDG:èunlarvicidachesipresentaingranuli,solubiliinacqua.Èuninibitore della crescita a base di ciromazina, principio attivo(selettivo solo contro le larve di mosca) DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 18 di 51
19 che interferisce sullo sviluppo da larva a pupa, impedendo la sintesi della cuticola epidermica chitinosa. Può essere distribuito a spaglio, tal quale, o diluito in acqua e nebulizzato o irrorato asseconda della superficie da coprire. È tossico se ingerito, inalato o assorbito attraverso la pelle. Può contaminare alimenti, bevande e corsi d'acqua. Presidio medico-chirurgico(reg. n del Ministero della Sanità). - ALFACRON PLUS 10 WP:è un insetticida in polvere bagnabile, di color bianco/ beige chiaro. Il principio attivo utilizzato è l'azamethiphos, caratterizzato da un'elevata capacità abbattente e a lungo effetto residuale. Agisce sugli adulti, sia per ingestione che per contatto. L'attrattivo naturale, il coformulante z-9-tricosene, funge da richiamo per gli individui. Le formulazione dell'insetticida permette sia l'utilizzo con i comuni nebulizzatori e/o pompe irroratrici, sia come pittura direttamente sulle superfici da trattare. Può essere impiegato anche inpresenzadianimali,marisultatossicopergliorganismiacquaticiepergliuccelli.nonè corrosivo. Presidio medico-chirurgico (reg. n del Ministero della Sanità) - TETRAPIU' MULTIPURPOSE: usato sugli adulti, è un prodotto liquido con un'alta azione abbattente e residuale, anche se non specifico solamente per le mosche. L'effetto insetticida è dato dalla combinazione di piretroidi sintetici(permetrina e tetrametrina). Venduto in flaconi pronti all'uso, va distribuito con i normali nebulizzatori secondo i quantitativi prescritti sulla scheda tecnica. Presidio medico-chirurgico (reg. n del Ministero della Sanità) Tenebrione L'Alphitobius diaperinus è un coleottero polifago della famiglia dei tenebrionidi. Il ciclo biologico, fortemente influenzato dalle condizioni climatiche, varia da 29 giorni, con temperature di circa 35 C,finoa6mesi,selatemperaturasiaggirasui20 C.Intuttigli stadi di sviluppo, l'insetto preferisce luoghi bui e lettiere calde e umide. Nonostante se ne possa riscontrare la presenza in tutti i tipi di allevamento, rappresenta un grosso problema sopratutto per quelli avicoli, poiché può essere vettore di gravi malattie, quali Marek, e trasmettere i virus di influenza aviaria, E. Coli e Salmonella. Come per le mosche, anche per il tenebrione si DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 19 di 51
20 possono avere effetti sulla produzione. Le larve inoltre tendono ad arrecare danni alle strutture nella fase di migrazione, danneggiando la coibentazione dei capannoni. La lotta si basa soprattutto sulla prevenzione, in considerazione del fatto che in ambiente artificiale sono pochi i nemici naturali. La frequente pulizia dei locali, che comprende oltre alla pavimentazione anche le pareti, e se necessario anche l'area limitrofa al fabbricato, è in genere sufficiente per limitare le pullulazioni. L'assenza di lettiera, e quindi di un substrato, ostacola inoltre lo sviluppo in qualsiasi fase. Se necessario, si può ricorre alla disinfestazione con agenti chimici che sono disponibili in commercio, come insetticidi in forma granulare, spray o polvere da spargere sulla lettiera e sulle pareti (sempre rispettando le avvertenze di utilizzo e dosaggio riportate sul prodotto). Blatte Le più importanti negli allevamenti sono tre specie: Periplaneta americana, Blattella germanica e Blatta orientalis. Nonostante tutte presentino abitudini notturne e siano praticamente onnivore, esiste una notevole differenza tra le abitudini delle diverse specie. Si tratteranno quindi separatamente la caratteristiche principali di ognuna. P. americana o blatta rossa: la più grande tra quelle trattate, può raggiungere anche i 5 centimetri di lunghezza. Sebbene più frequente negli allevamenti suini, si può trovare anche in quelli avicoli. L'adulto vive più di un anno ed è sensibile alle basse temperature; raramente vola, anche se alato. Le ooteche vengono deposte all'interno di crepe, poiché sono fotosensibili. B. germanica : è in genere la più diffusa, favorita dalle piccole dimensioni, l'elevato potenziale riproduttivo e l'adattabilità a diversi ambienti. Il ciclo biologico dura circa 7 mesi. L'adulto, che sipresentadicoloregiallastro,conunavitamediadi4-5mesi,èin grado a muoversi anche su pareti lisce, ad esclusione del vetro. Produce inoltre delle feci con feromoni per indicare i luoghi dove depositare le uova o dove sono presenti fonti di cibo. Le ooteche vengono deposte in luoghi con alta umidità e calore. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 20 di 51
21 B. orientalis o blatta comune: tipico degli insediamenti urbani, è però presente anche in quelli rurali e negli allevamenti. Predilige gli ambienti molto umidi, visto che è sensibile alla disidratazione. Inoltre questo blatoideo sopporta le basse temperature. Ha un ciclo vitale di un anno. L'adulto, in grado di nuotare(non riesce però ad arrampicarsi sulle pareti), arriva fino a 3 centimetri di lunghezza ed è di color marrone-nero lucido. Le uova vengono deposte lungo gli scarichi fognari e le intercapedini delle tubature e possono, in carenza di cibo, costituire alimento per gli adulti della stessa specie. La lotta si basa sulla continua e costante pulizia degli ambienti. Ove necessario si può provvedere alla chiusura delle fessure delle pareti e intorno a tubazioni e condotte di scarico. Si possono inoltre disporre trappole con attrattivo ormonale-appetibile. Trattamenti contro i roditori L'ordine Rodentia rappresenta tra i mammiferi quello più numeroso, suddiviso in 481 generi e 34 famiglie. Negli allevamenti avicoli l'attenzione può concentrarsi quasi esclusivamente su ratti e topi, per la possibilità di alterazione delle derrate alimentari e l'introduzione di malattie. Inoltre i muridi rappresentano gli animali che meglio si sono adattati alla vita in stretta vicinanza con l'uomo. Le loro dimensioni ridotte, la possibilità di riprodursi più volte durante l'arco dell'anno (sopratutto in presenza di fonti alimentari abbondanti) con cucciolate anche numerose, le spiccate capacità sensoriali (sopratutto l'olfatto e l'udito) e lo sfruttamento di diverse tipologie alimentari (dalle granaglie ai rifiuti) rendono questi animali abili colonizzatori di quasi tutti gli ambienti, compresi quelli agresti. Nei centri zootecnici possiamo trovare in particolare le seguenti specie: Rattus rattus, il ratto nero o comune; Rattus norvegicus, ratto delle chiaviche o grigio; Mus musculus, topolino domestico e Apodemus sylvaticus, topo selvatico. Questi animali lasciano tracce di urine e di escrementi, veicoli potenziali di malattie virali e batteriche quali la rabbia, la toxoplasmosi, la leptospirosi e la salmonellosi, trasmissibili anche all'uomo. Contribuiscono inoltre all'alterazione degli alimenti ed al loro consumo. La lotta nei confronti di questi animali infestanti deve essere sistematica, partendo da un accurato controllo dei punti potenzialmente utili per l'ingresso in azienda, le fonti di cibo ed DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 21 di 51
22 acqua presenti e i possibili nascondigli o tane. Dal punto di vista operativo la derattizzazione viene effettuata mettendo a disposizione dei roditori, nei punti dove è più facile il loro infiltrarsi, delle esche mortali a base di anticoagulanti, che per ingestione ne provocano la morte indolore. Il loro posizionamento avviene all'interno di cassette apposite atte ad evitare possibili spostamenti del prodotto, con rischi di inquinamento ambientale delle materie prime stoccate. La scelta dei punti dove porre le esche non deve pregiudicare l'attività degli operatori all'interno dell'impianto. Viene tenuto conto, quindi, delle attività svolte in modo da evitare il contatto dell'esca con operatori o animali. La verifica sull'efficacia degli interventi avviene con ispezione visiva. Nel momento in cui emerge l'inefficacia del prodotto utilizzato, si provvede alla sostituzione, con rotazione periodica di diversi ratticidi alla scopo di prevenire fenomeni di resistenza. Tutte le operazioni vengono effettuate nell'osservanza delle indicazioni riportate sulle schede di sicurezza e schede tecniche. L'azienda ha stipulato un contratto con una ditta specializzata nella derattizzazione. L'azienda ha inoltre adottato degli accorgimenti per prevenire la presenza dei roditori. Non è stata infatti progettata la realizzazione di grondaie e tubazioni di scolo delle acque meteoriche dilavate dalle coperture, in quanto possono generare ristagni idrici ed aree di rifugio. Il mangime viene stoccato in silos ermetici e l'alimento arriva alla mangiatoie attraverso un impianto automatizzato chiuso. Tutti i distributori, compresi quelli per l'acqua, sono dotati di sistemi antispreco, per evitare ristagni di acqua e accumuli di mangime all'interno dei capannoni. Lo stoccaggio dei rifiuti avviene in un locale chiuso all'interno di sacchetti plastificati, non sono quindi contemplati accumuli di materiale in ambiente aperto, nemmeno per quel che riguarda la pollina. In linea generale, le normali pratiche attuate per mantenere una corretta ed idonea pulizia degli ambienti interni ed esterni del centro zootecnico, sono sufficienti per limitare la diffusione dei roditori. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 22 di 51
23 Descrizione dell'ambiente di riferimento Ubicazione e analisi della pianificazione dell'area L'azienda agricola è situata nella parte centrale del territorio del comune di Bonavigo(VR), alla distanza di circa metri dal centro abitato che si trova in a ovest rispetto all'allevamento. La pianificazione del territorio si articola in molte fasi decisionali, coordinate da un complesso di regole da rispettare. E' principalmente composta da tre livelli gerarchici: uno regionale, con i piani territoriali, uno provinciale, con quelli sovracomunali (come i piani d'area), e uno comunale, con i piani regolatori (o i PAT/PATI se approvati). I principali documenti di pianificazione territoriale attinenti l'area in esame risultano essere: il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC); il Piano d'area delle Pianure e delle Valli Grandi Veronesi; il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP); Il Piano Regolatore Comunale (PRG) (Allegato A15) vigente; Il Piano di Assetto del Territorio (PAT). Il PTRC Il PTRC rappresenta lo strumento regionale di governo del territorio. Ai sensi dell'art. 24, c.1 della L.R. 11/04, "il piano territoriale regionale di coordinamento, in coerenza con il programma regionale di sviluppo(prs) di cui alla legge regionale 29 novembre 2001, n.35 "Nuove norme sulla programmazione", indica gli obiettivi e le linee principali di organizzazione e di assetto del territorio regionale, nonché le strategie e le azioni volte alla loro realizzazione". Il PTRC rappresenta il documento di riferimento per la tematica paesaggistica, stante quanto disposto dalla Legge Regionale 10 agosto 2006 n. 18, che gli attribuisce valenza di "piano urbanistico-territoriale con specifica considerazione dei valori paesaggistici", già attribuita DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 23 di 51
24 dalla Legge Regionale 11 marzo 1986 n. 9 e successivamente confermata dalla Legge Regionale 23 aprile 2004 n. 11. Tale attribuzione fa sì che nell'ambito del PTRC siano assunti i contenuti e ottemperati gli adempimenti di pianificazione paesaggistica previsti dall'articolo 135 del Decreto Legislativo 42/04 e successive modifiche e integrazioni. Condeliberazionen.2587del 7agosto2007laGiuntaRegionale del Venetohaadottatoil Documento Preliminare del PTRC come previsto dall'art. 25, comma 1, della L.R. 11/2004. Il Documento Preliminare contiene gli obiettivi generali che s'intendono perseguire con il piano e le scelte strategiche di assetto del territorio, nonché le indicazioni per lo sviluppo sostenibile e durevole del territorio (art.3 c.5 della L.R. 11/04). Si inserisce l'estratto del PTRC adottato relativo all'alta Pianura Veronese: tavola 09 del urbanistica viene svolta perseguendo le seguenti finalità: Sistema del Territorio rurale e della rete ecologica. Come si può vedere l'allevamento in oggetto ricade nell'area ad elevata utilizzazione agricola (linee orizzontali). Nell ambito delle aree ad elevata utilizzazione agricola la pianificazione territoriale ed a) il mantenimento e lo sviluppo del settore agricolo anche attraverso la conservazione della continuità e dell estensione delle aree ad elevata utilizzazione agricola limitando la penetrazione in tali aree di attività in contrasto con gli obiettivi di conservazione delle attività agricole e del paesaggio agrario; b) la valorizzazione delle aree ad elevata utilizzazione agricola attraverso la promozione della multifunzionalità dell agricoltura e il sostegno al mantenimento della rete infrastrutturale territoriale locale, anche irrigua; c) la conservazione e il miglioramento della biodiversità anche attraverso la diversificazione degli ordinamenti produttivi e la realizzazione e il mantenimento di siepi e di formazioni arboree, lineari o boscate, salvaguardando anche la continuità eco sistemica; DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 24 di 51
25 d) garantire l eventuale espansione della residenza anche attraverso l esercizio non conflittuale delle attività agricole zootecniche; e) limitare la trasformazione delle zone agricole in zone con altra destinazione al fine di garantire la conservazione e lo sviluppo dell agricoltura e della zootecnia, nonché il mantenimento delle diverse componenti del paesaggio agrario in esse presenti; f) prevedere se possibile, nelle aree sotto il livello del mare, la realizzazione di nuovi ambienti umidi e di spazi acquei e lagunari interni, funzionali al riequilibrio ecologico, alla messa in sicurezza ed alla mitigazione idraulica, nonché alle attività ricreative e turistiche, nel rispetto della struttura insediativa della bonifica integrale, ai sistemi d acqua esistenti e alle tracce del preesistente sistema idrografico. Il Piano d'area: Pianure e Valli Grandi Veronesi Esaminando la carta delle Fragilità si può vedere che l'allevamento non ricade all'interno di nessun ambito: né fragilità di origine naturale, né fragilità di origine antropica. Il Piano d'area è considerato come pianificazione di livello superiore al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) e quindi viene recepita all'interno dei quest'ultimo. Il PTCP Il Nuovo Piano Territoriale Coordinamento Provinciale è stato adottato con deliberazione di Consiglio Provinciale n. 52 del 27 giugno La legge regionale (L.R. 11/2004) definisce puntualmente il P.T.C.P. come lo strumento di pianificazione che"delinea gli obiettivi e gli elementi fondamentali dell'assetto del territorio provinciale in coerenza con gli indirizzi per lo sviluppo socio-economico provinciale con riguardo alle prevalenti vocazioni, alle sue caratteristiche geologiche, geomorfologiche paesaggistiche ed ambientali." Il P.T.C.P. è uno strumento di pianificazione di area vasta(si colloca a livello intermedio tra il livello pianificatorio regionale e quello comunale); in linea generale, si tratta di uno strumento di pianificazione di secondo livello che indirizza, prevalentemente attraverso direttive, le scelte dei piani sotto ordinati. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 25 di 51
26 Si riportano di seguito le tavole estratte dal PTCP adottato il 27 giugno 2013: Carta dei Vincoli e della Pianificazione Territoriale: IlPTCPcensisceeriportai vincoli previsti dalle specifiche normative di tutela ed assicura il coordinamento di tutte le politiche di gestione del territorio mediante il recepimento degli atti di pianificazione sovraordinata. L'allevamento ricade all'interno del vincolo paesaggistico dei corsi d'acqua, che interessa una fascia di 150 metri dalle sponde dei corsi d'acqua. Carta delle Fragilità: Il PTCP, in applicazione dell art. 22, comma 1, lett. c) della L.R. 11/2004, promuove ed assicura la difesa del suolo individuando le condizioni di fragilità del territorio provinciale con riferimento al rischio geologico, idraulico e idrogeologico e disponendo apposita normativa di tutela dal rischio. L'allevamento non ricade in nessuna area soggetta a dissesto idrogeologico. L'elemento di fragilità ambientale più vicino all'allevamento è dato da un depuratore pubblico (quadratino azzurro) che si trova a circa 250 metri a sud. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 26 di 51
27 Sistema Ambientale: Il PTCP, in applicazione dell art. 22, comma 1, lettera i) della L.R. 11/04, salvaguarda le risorse ambientali del territorio provinciale tutelando, integrando e ampliando il patrimonio ambientale e naturalistico presente in ciascuna area e connettendo tra loro le zone ecologico-funzionali per favorire le biocenosi e la salvaguardia delle biodiversità. Il PTCP identifica la rete ecologica provinciale composta dai biotopi, dalle aree naturali, dai fiumi, dalle aree di risorgiva, dai percorsi a valenza culturale e fruitiva(greenways) e dagli altri elementi naturali che caratterizzano il territorio provinciale. Il sito dove è ubicato l'allevamento non rientra in nessuna area particolare. Sistema Insediativo infrastrutturale: il PTCP, con riferimento allo sviluppo ed alla pianificazione degli insediamenti produttivi, persegue il riordino e la qualificazione morfologica della costruzione insediativa. Non vi sono infrasrtutture importanti nei dell'allevamento. pressi DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 27 di 51
28 Sistema del Paesaggio: La tavola 5 del PTCP individua per categorie i segni fisici che rendono unico il territorio per quadri paesaggistici. Questi ultimi sono originati da diversi elementi ed ambiti combinati fra loro e in rapporto alla morfologia ed ai tessuti territoriali. L'allevamento ricade all'interno dell'ambito paesaggistico della Bassa Pianura tra i Colli e l'adige e nell'ambito naturale del frutteto. Il PRG La pianificazione comunale alla quale si fa riferimento attualmente è quella del vigente Piano Regolatore Generale (PRG). Il PRG individua l'area oggetto dell'intervento come zona agricolae2 ruraledimediogradoditutela-checomprendeleareediprimariaimportanza per la funzione agricolo-produttiva e l'elevato valore delle colture (allegato A 15). Il PAT Il PAT è stato adottato con Delibera del Consiglio Comunale n 34/2010, ma non risulta ancora approvato. Nell'imposizione dei vincoli, però, si decide di utilizzare la pianificazione più restrittiva che, tra PRG e PAT, in questo caso è il PAT. Le novità importanti, rispetto al PRG, nelle quali ricade l'allevamento, risultano essere: DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 28 di 51
29 1. la fascia di vincolo paesaggistico dei corsi d'acqua nella quale ricade l'allevamento (linea con asterischi blu); 2. l'ambito di natura paesaggistica e l'area ad elevata utilizzazione agricola (carta delle invarianti): trattasi di aree ad elevata utilizzazione agricola in presenza di agricoltura consolidata e caratterizzate da contesti figurativi di valore dal punto di vista paesaggistico e dell identità locale, come individuate dal PTRC 2009 ai sensi degli artt. 7 e 10 dello relative Norme Tecniche. 3. l'ambito di tutela agricola della campagna di Bonavigo(carta della trasformabilità): Si tratta di zone a prevalente destinazione agricola, caratterizzate da un paesaggio che presenta elementi tradizionali eterogenei ad alta integrità ecologico-paesaggistica. Tali aree sono costituite da matrici naturali primarie in grado di costituire sorgenti di diffusione di elementi di interesse ai fini della biodiversità, da fasce di appoggio alle matrici naturali e dalle aree per il rispetto dell ambiente naturale della flora e della fauna. In tale contesto assumono particolare rilievo, quali elementi funzionali alla coerenza della rete ecologica: a) Le aree verdi di maggiore estensione e con notevole differenziazione degli habitat; b) Corsi d acqua naturali e artificiali e la rispettiva vegetazione ripariale; c) Siepi e filari. 4. l'area idonea per l'edificabilità con vulnerabilità idrogeologica e la zona idrografica di tutela(carta delle fragilità): il territorio presenta vulnerabilità idrogeologica alta. Dal punto di vista della normativa generale vigente, è obbligatorio realizzare studi geologici-geotecnici propedeutici alla progettazione di nuovi fabbricati e di interventi sul patrimonio edilizio esistente. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 29 di 51
30 Geologia e idrogeologia Si rimanda alla relazione geologica del Dott. Geol. Davide dal Degan, allegata alla domanda di VIA. Flora e fauna L'attività agricola ha comportato il depauperamento e l'impoverimento della flora e della fauna caratteristiche della Pianura Padana. La vegetazione attualmente presente è quindi il risultato della lunga presenza antropica ed è attualmente caratterizzata da colture agrarie, piantagioni di specie arboree ed allevamenti zootecnici. La tipologia forestale potenziale sarebbe il Querco-carpineto-planiziale, formazione boschiva costituita da Rovere, Farnia, Carpino bianco, Acero campestre, Frassino e Olmo con la presenzadisalicieontaniepioppilungoicorsid'acqua.questatipologiaèstataridottain piccoli lembi o sostituita dalla colture agrarie; residui di questo ecosistema si possono ancora trovare in provincia di Venezia e Treviso. Notevoli alterazioni le hanno portate anche le opere di bonifica del territorio che hanno modificato il bilancio idrico favorevole alle piante: anche le paludi, che una volta contraddistinguevano questi ambienti, sono quasi scomparse. Di notevole valenza risultano anche i filari e le siepi, ancora presenti nella maggior parte delle aziende agricole. Le rive e i corsi d'acqua, anche se in gran parte snaturati nel loro aspetto vegetazionale, conservano ancora qua e la elementi floristici degni di interesse. Nelle vicinanze dell'allevamento non sono presenti residui vegetazionali di copertura arborea. La biodiversità del territorio, in termini di flora e di fauna, è quindi legata essenzialmente all'attività antropica. Di seguito elenchiamo le specie animali più comuni di cui è stata documentata la presenza con osservazioni indirette delle tracce lasciate, integrate da materiale bibliografico. Tra i mammiferi sono presenti, quindi, animali come il riccio(erinaceus europaeus), la talpa (Talpa europea), innumerevoli arvicole tra cui l'arvicola campestre (Microtus arvalis), vari topi quali l'apodemus agrarius, il ratto della chiaviche (Rattus norvegicus), la donnola (Mustela nivalis), la faina (Mertes foina), la lepre (Lepus eurpopaeus) la volpe (Vulpes DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 30 di 51
31 Vulpes), il tasso (Meles meles) e i chirotteri; mancano praticamente del tutto i grandi mammiferi. Per quel che riguarda l'avifauna la sua distribuzione risulta molto influenzata dalle vaste zone agricole e dalla scarsa presenza di alberi. Maggiore è la diversificazione degli ambienti più complesse risultano essere la comunità di uccelli. Si tratta però in genere di specie migratrici estive (passeriformi) e svernanti (anatidi, rapaci e laridi). Le specie più comuni osservate, quindi, sono: la poiana (Buteo buteo), il gheppio (Falco tinnunculus), lo sparviere(accipiter nisus), l'allocco(strix aluco), il barbagianni(tyto alba), la civetta (Athene noctua - foto), il passero (Passer domesticus), il fringuello (Fringilla coelebs), varie cince, l'airone cinerino (Ardea cinerea), il fagiano (Phasianus colchicus), la tortora (Streptopelia turtur). La presenza dell'airone cinerino(ardea cinerea) viene indicata come saltuaria ed è dovuta al fatto che questo uccello, presente nell'area fluviale del vicino Adige, è attirato dai campi aperti quali fonte di cibo alternativa. I micro-mammiferi, infatti, in particolare le arvicole, integrano la sua dieta prima dell'inverno. La sua presenza, che risulta legata indissolubilmente all'acqua, non viene dunque ostacolata dalla presenza dell'attività agricola, a meno che questa non alteri in modo radicale l'habitat acquatico, cosa che non succederà con questo progetto. C'è inoltre da sottolineare che per alcune delle specie elencate è consentita la caccia, ovviamente secondo il calendario venatorio approvato dal Piano Faunistico Venatorio Regionale. Gli anfibi e rettili comuni comprendono la raganella italiana (Hyla arborea), la Rana dalmatina, la rana di lataste (Rana latastei), le rane verdi, il rospo comune (Bufo bufo), il biacco (Hierophis viridiflavus), varie biscie e colubri, la lucertola campestre, l orbettino (Anguis fragilis), il ramarro (Lacerta bilineata). I pesci sono quelli segnalati nel fiume Adige: il barbo(barbus plebejus), il cobite(orthrias barbatulus), il ghiozzo padano (Cyprinus carpio), la lampreda padana (Lethenteron zanandeai), lo spinarello (Gasterosteus aculeatus). DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 31 di 51
32 Non si è riscontrata la presenza di animali tutelati, riportati cioè nell'elenco del formulario standarddelsicpiùvicino(it fiumeadigetraveronaestebadiapolesine),che risulta a m di distanza. Per quanto riguarda la flora si è proceduto con un rilievo floristico nelle aree circostanti l'allevamento e ad una ricerca bibliogafica. Le specie della flora presentano peculiarità legate ai corsi d acqua e alle aree antropizzate vicine ai bordi dei campi coltivati. Sono state quindi individuate le seguenti specie erbacee: Malva sylvestris, Chenopodium album (Farinello comune), Amaranthus retroflexus (Amaranto comune), Convolvolus arvensis(villucchio comune), Linaria Vulgaris, Sonchus asper(grespino spinoso), Solanum nigrum (Morella comune), Solanum dulcamara (Morella rampicante), Portulaca oleracea, Urtica dioica, Typha latifolia, Phragmites communis(cannuccia di palude), Humulus lupulus (Luppolo), Echinochloa crus-galli, Taraxacum officinale, Potentilla repens, Rumex obtusifolius, Ranunculus fluitans, Lythrum salicaria, Phleum pratense (Coda di topo), Aristolochia clematitis, Plantago lanceolata (Piantaggine), Trifolium pratense, Achillea millefolium, Equisetum arvense, Galium odoratum (Asperula odorata) e Abutilon theophrasti (infestante del mais). Tra le specie arbustive e arboree si segnalano: Sambucus nigra (Sambuco), Robinia pseudoacacia(robinia), Ulmus minor, Morus spp (Gelsi), Cornus sanguinea(sanguinella), Rubus fruticosus (Rovo), Populus nigra, Polulus alba. Analisi climatica Per l'analisi climatica della zona interessata dall'intervento sono stati usati i dati meteorologici della stazione di Villafranca di Verona (VR), che sono i più completi sul territorio provinciale. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 32 di 51
33 La stazione meteorologica di Verona Villafranca è la stazione meteorologica di riferimento per il Servizio Meteorologico dell'aeronautica Militare e per l'organizzazione Mondiale della Meteorologia, relativa alla città di Verona. L'area di studio si localizza in una zona pianeggiante della pianura padana, caratterizzata da un clima temperato umido. Il clima si configura come umido in quanto non è possibile distinguere chiaramente una stagione secca ed una stagione delle piogge. I dati meteorologici utilizzati si riferiscono all'annosolare2012ecomesipuònotarenelletabelleriportateinseguito,ilmesedimarzo risulta essere stato il più secco (2,80 mm), mentre il più piovoso è stato settembre (175,20 mm). Dalla tabella delle precipitazioni cumulate si può ricavare che in estate si ha avuto un minimo di precipitazioni(39,80 mm), mentre in autunno si ha avuto il picco massimo(407,60 mm). DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 33 di 51
34 L area in questione rientra nel più generale clima temperato che caratterizza buona parte del continente europeo e dell Italia settentrionale. I valori delle temperature minima, massima e media, distinte per mese e stagione vengono indicati in tabella. Si evidenzia che, come per le precipitazioni, non si riscontrano differenze significative tra il valori medi del periodo primaverile ed autunnale. I valori massimi corrispondono, nell'anno considerato, ai mesi di giugno, luglio e agosto(36,8 C); i minimi ai mesi di gennaio (-4,9 C), febbraio (-9,5 C) e dicembre (-5,20 C). Per quel che riguarda la distribuzione dei venti, l'area presa in esame è prevalentemente soggettaadunventocondirezioneest.ilsettorecorrispondenteèinfattitraisettoriincuisi registra la massima velocità e frequenza di accadimento. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 34 di 51
35 Tabella A1: velocità prevalente per settore angolare di provenienza Tabella A2: valori massimi di velocità per settore angolare di provenienza In rosso sono indicati i valori massimi. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 35 di 51
36 Impatti ambientali Il D.Lgs 152/2006 definisce impatto ambientale come alterazione qualitativa e/o quantitativa dell'ambiente, inteso come sistema di relazioni fra i fattori antropici, fisici, chimici, naturalistici, climatici, paesaggistici, architettonici, culturali ed economici, in conseguenza dell'attuazione sul territorio di piani o programmi o della realizzazione di progetti relativi a particolari impianti, opere o interventi pubblici o privati, nonché della messa in esercizio delle relative attività. La valutazione degli impatti ambientali, derivanti dall'adeguamento dell'allevamento, si rende necessaria per quantificare le interazioni che il progetto ha con l'ambiente circostante. Il presente paragrafo ha lo scopo di illustrare quali siano gli impatti ambientali cagionati dalla gestione dell'allevamento zootecnico della ditta. Si ricorda infatti che il progetto prevede unicamente la riorganizzazione degli edifici già presenti, senza la realizzazione di nuove strutture. Per valutare gli impatti ambientali si è scelto di utilizzare una matrice bidimensionale simile a quella proposta da Leopold (1971). Questo permette non solo di individuare gli impatti ma anche di organizzare i fattori coinvolti in modo immediatamente comprensibile. In verticale viene riportata la lista delle componenti(ambientali e antropiche/sociali) che viene messa in relazione con la lista delle attività(costruzione e gestione dell'impianto) posta in orizzontale. La matrice rappresenta quindi le relazioni causa-effetto tra le attività e i fattori potenzialmente suscettibili di variazioni. Grazie a questa metodologia è quindi possibile, per ogni interazione tra gli elementi delle due liste considerate, verificare l'effettiva presenza di un impatto e darne una valutazione. Nel caso preso in esame si è optato per una valutazione qualitativa degli effetti, indicando i casi rilevanti con una scala di colori(verde, arancio, rosso e bianco) in base all'entità dell'impatto (positivo o negativo, presente o non presente). La seguente tabella riassume quindi gli effetti diretti, attuali e futuri, che il progetto avrà sulla fauna e flora, il suolo, l'aria, l'acqua, il paesaggio e sulla popolazione e le sue attività, nelle immediate vicinanze del centro zootecnico. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 36 di 51
37 componenti progettuali componenti ambientali salute umana intensificazione del traffico veicolare accumulo di rifiuti pericolosi o non sviluppo di organismi indesiderati biosfera (flora/fauna) riduzione superficie agricola alterazione di habitat protetti / corridoi ecologici interferenze sulla flora / fauna circostanti diminuzione della diversità biologica dell'area suolo / sottosuolo modifiche della morfologie e litologia del suolo creazioni di accumuli di terreno impermeabilizzazione del fondo percolazione di sostane nel sottosuolo modifica dei processi di erosione e deposito ambiente idrico (acqua superficiale e sotterranea) canalizzazione delle acque piovane captazione da corpi idrici pozzo realizzazione di opere di assetto idrogeologico scarichi idrici superficiali fognature atmosfera (aria ed emissioni) diffusione di polveri diffusione di odori ambiente fisico illuminazione notturna del sito emissione di rumori molesti vibrazioni radiazioni ionizzate e non paesaggio realizzazione di strutture permanenti modifica delle viabilità esistente introduzione di ostacoli visivi perdita di paesaggi fruiti e apprezzati patrimonio culturale costruzione allestimenti e scavi realizzazione edifici impiantistica carico/scarico materiali gestione ingrasso avicoli smaltimento rifiuti / pollina mitigazioni stoccaggio in aree idonee, ventilazione forzata, trappole e trattamenti contro mosche e derattizzazione siepe perimetrale rete scolante interna wc con subirrigazione, separazione delle acque piovane dai reflui e scelta delle migliori tecniche disponibili (MTD) siepe perimetrale e scelta delle migliori tecniche disponibili (MTD) manutenzione costante dell'impiantistica e adeguamento al ciclo biologico degli animali siepe perimetrale LEGENDA effetto negativo effetto negativo presente ma trascurabile effetto non presente o non significativo effetto positivo DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 37 di 51
38 Come si può notare non è segnalato nessun effetto positivo. Questo è semplicemente dovuto alla scelta delle componenti ambientali prese in esame. Si è infatti voluto porre maggiormente l'attenzione sugli aspetti legati all'ambiente naturale, piuttosto che agli evidenti profitti produttivi, non solo per l'azienda stessa ma anche per l'indotto ad essa collegato (tecnici specializzati, trasportatori, industrie secondarie, ecc). Non sono presenti nemmeno aspetti fortemente negativi, in quanto il progetto è stato studiato per inserirsi armoniosamente nel paesaggio e nell'ambiente, senza stravolgerne le caratteristiche, sia estetiche che funzionali. Le intersezioni tra fattori ambientali e progettuali che sicuramente non danno origine a nessuna alterazione o modificazione dello stato attuale vengono invece lasciate in bianco. Si analizzeranno di seguito solo quelle combinazioni di fattori che generano un effetto, che non può essere considerato positivo visto che non lascia inalterato lo stato di fatto, ma che comunque non comporta conseguenze tali da essere definito negativo. Salute umana L'ampliamento del centro zootecnico può influire la salute umana per i seguenti aspetti: intensificazione del traffico veicolare nella fase di cantiere(temporaneamente) e nella fase di gestione; accumulo di rifiuti pericolosi e non pericolosi; sviluppo di organismi indesiderati; La realizzazione di due nuovi capannoni dovrà ovviamente comportare l'arrivo in loco di tutto il materiale necessario. Va sottolineato che l'azienda non usufruirà di spazi esterni ai terreni di proprietà. Per la realizzazione del cantiere ci sarà un aumento temporaneo del traffico veicolare da/per l'area che però non comporterà modifiche all'attuale assetto stradale. É infatti presente una viabilità comunale che permette l'accesso fino all'azienda anche di mezzi pesanti. Da sottolineare che l'aumento del traffico veicolare si concentrerà solo in questa prima fase, quindi non si può parlare di aumento prolungato e consistente del traffico veicolare. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 38 di 51
39 Durante la fase di gestione è previsto un aumento del traffico solo nella fase di carico/scarico delle materie prime e dei prodotti, legato ad un aumento dei quantitativi coinvolti nella produzione. Si riporta di seguito il calcolo del numero di viaggi che sono necessari per lo svolgimento delle attività di allevamento nella situazione ante ampliamento e post ampliamento. ANTE AMPLIAMENTO n cicli/anno sup. capannoni mq 6, ,6 BROILER > 33kg/mq per ciclo per anno capacità viaggi mezzi previsti mangime in ton ton 45 pulcini capi 11 lettiera in ton ton 13 Medicinali capi venduti in ton ton 14 carcasse in ton ton 6 pollina in ton ton 7 totale viaggi 123 Entrata Uscita POST AMPLIAMENTO n cicli/anno 5,9 sup. capannoni mq 6.247,1 BROILER > 33kg/mq per ciclo per anno capacità viaggi mezzi previsti mangime in ton ton 130 pulcini capi 32 lettiera in ton ton 37 Medicinali capi venduti in ton ton 47 carcasse in ton ton 6 pollina in ton ton 26 totale viaggi 301 Entrata Uscita Si specifica che il calcolo è considerato massimo potenziale, cioè con broilers allevati alla potenzialità e con vuoti sanitari minimi di 7 giorni. Inoltre il numero dei viaggi per i medicinali èstimatoinbaseal numerodei cicli,mapuòvariareinbasealleesigenzedegli animali, mentre il numero di viaggi per il ritiro delle carcasse è sempre almeno uno per ciclo. Si chiarisce che il numero dei viaggi cambia in base alle dimensioni e alla capacità dei camion: i dati qui riportati sono solo i mezzi più probabili che vengono utilizzati. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 39 di 51
40 La distribuzione annua dei viaggi può essere schematizzata come segue: Distribuzione del numero di viaggi 14 Distribuzione n viaggi totali n di viaggi n di viaggi febbraio gennaio 0 marzo febbraio gennaio marzo aprile giugno agosto ottobre dicembre maggio luglio settembre novembre aprile giugno agosto ottobre dicembre maggio luglio settembre novembre lettiera pulcini medicinali capi venduti carcasse viaggi totali pollina La distribuzione della pollina è stata suddivisa in due momenti, in base ai periodi di maggiore spargimento: primavera e autunno. In questo caso si ha un picco di 19 viaggi totali in 10 giorni, con una media di 2 viaggi al giorno. Si evidenzia che tale numero di viaggi non comporta un rilevante aumento dell'inquinamento locale. Primo perché tutti i mezzi, compresi gli autocarri, devono essere sottoposti ad intervalli regolari all'analisi degli scarichi e in secondo luogo perché l'area presa in esame è a vocazione agricola e quindi già presenta un traffico legato a tale attività. Per quel che riguarda la gestione dei rifiuti prodotti durante la fase di allevamento l'azienda dispone di un locale attrezzato per lo stoccaggio dei rifiuti, non accessibile da estranei, con bins antisvasamento se necessari. Non sono quindi previsti accumuli di nessun genere di rifiuti in ambiente aperto. Una volta all'anno i rifiuti verranno ritirati da ditta specializzata. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 40 di 51
41 Durante la fase di costruzione dei capannoni lo smaltimento di eventuali rifiuti prodotti sarà invece a carico della ditta che si occuperà del lavoro. La pollina prodotta verrà stoccata nell'apposita concimaia coperta, presente in fondo al capannone 1. Tutta la pollina verrà utilizzata sui campi condotti dall'azienda: nel caso che i terreni dopo l'ampliamento non fossero sufficienti l'azienda provvederà a vendere la pollina in eccesso. Lo sviluppo di animali indesiderati, come mosche e ratti, sarà controllata con il posizionamento di trappole e/o trattamenti idonei. La scelta di un sistema di allevamento con aria forzata comporterà un minor sviluppo delle mosche in quanto la pollina asciutta non è uno substrato idoneo allo sviluppo delle larve. Relativamente ad altri problemi sanitari si sottolinea che l'allevamento è adeguatamente controllato dai veterinari che monitorano lo stato sanitario degli animali e il rispetto delle prassi igieniche necessarie per evitare eventuali pandemie. Biosfera (flora e fauna) Poiché sono previste nuove strutture, si avrà la riduzione di superficie agricola, ma non vi sarà riduzione di habitat prioritari a fini della direttiva Habitat 92/43. Si sottolinea invece che la ditta provvederà alla realizzazione di una siepe dove possibile, introducendo un nuovo elemento di biodiversità. La presenza dell'alberatura favorirà la presenza sopratutto di uccelli e mitigherà le temperature estreme, sia in estate che in inverno, riducendo il consumo di energia per il mantenimento dell'ambiente idoneo all'interno delle strutture. Suolo/sottosuolo Ilprofilodelsuolocheattualmentesipuòriscontrarenellazonapresainesameèilrisultato delle lavorazioni, concimazioni, avvicendamenti colturali, ecc, dettate dalle pratiche agricole che da sempre sono presenti nel territorio della Pianura Padana. Le proporzioni quindi di frazione organica ed inorganica, di acqua e di aria, contenute nel suolo sono state modificate per favorire le colture agrarie. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 41 di 51
42 Durante la fase di cantiere verranno prodotti accumuli di terreno di riporto, scavato dalle fondazioni, che verrà prontamente smaltito dall'impresa costruttrice come rifiuto. Come precedentemente scritto, l'intervento di ampliamento ridurrà la superficie permeabile con la costruzione di nuove strutture in cemento. L'impermeabilizzazione comporterà un ruscellamento da parte delle acque meteoriche sopra le strutture che ne impediscono una immediata infiltrazione. Per limitare il possibile inquinamento del suolo i piazzali esterni sono sempre puliti per evitate contaminazioni delle acque e la percolazione di sostanze nel sottosuolo. Gli effluenti zootecnici prodotti vengono stoccati in concimaia coperta, con fondo impermeabile, che non consente infiltrazioni nel sottosuolo. Ambiente idrico (acqua superficiale e sotterranea) L'acqua deve essere considerata un bene pubblico fondamentale per assicurare la vita sia dell'uomo che di tutto l'ambiente che lo circonda. Per questo motivo il suo utilizzo deve essere pianificato per garantire il massimo risparmio possibile con la tecnologia attualmente a disposizione. L approvvigionamento idrico dell allevamento per uso zootecnico è garantito tramite il pozzo. Poiché il benessere degli animali, e quindi la produttività, sono strettamente legati alla libera disponibilità di acqua durante il ciclo di allevamento, non è possibile pensare di dosare questo elemento. L'azienda ha quindi deciso di evitare tutti gli sprechi a partire dal controllo dell'impianto di distribuzione fino all'utilizzo di sistemi antigoccia di ogni singolo abbeveratoio. L'ampliamento dell'allevamento comporterà, quindi, un maggior consumo di acqua per abbeverare gli animali, direttamente proporzionale all'aumento del numero dei capi. Anche per la pulizia dei capannoni verrà utilizzata l'acqua della falda in misura di circa 5 litri/mq ad ogni fine ciclo. Inoltre anche l'impianto di raffrescamento che verrà installato consumerà acqua nel periodo estivo, prevedendo però un ricircolo interno dell'acqua utilizzata. Si stima un consumo annuo di: DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 42 di 51
43 mc acqua mc acqua mc acqua per n capi/ciclo n cicli per per lavaggio impianto totale abbeverare capannoni raffrescamento Ante intervento , Post intervento , Non si ritiene che tale aumento possa influire negativamente sulla falda sottostante. Per gli scarichi degli effluenti derivanti dai servizi igienici verrà utilizzata una vasca imhoff con pozzetto degrassatore e subirrigazione L'azienda non presenterà ulteriori scarichi diretti o indiretti su corsi d'acqua o sulla falda freatica. Atmosfera (aria ed emissioni) A seguito dell'ampliamento l'azienda subirà un aumento dell'attività produttiva. Durante la fase di stabulazione i capi genereranno anidride carbonica derivante dalla respirazione e l'emissione di ammoniaca e metano derivanti dalle deiezioni avicole. L'entità di emissioni di tali gas dipendono da svariati fattori tra i quali: tipo di capo allevato, la stabulazione, la dieta alimentare, ecc. Per un maggiore approfondimento si rimanda alla modellizzazione delle dispersioni in atmosfera allegata alla domanda di VIA. Si vuole però sottolineare che la creazione di odori e polveri è inevitabilmente legata all'attività di allevamento e che, come già sottolineato, la zona limitrofa all'impianto preso in esame viene inquadrata come zona agricola, in cui sono comunque presenti altri allevamenti di piccole e medie dimensioni. Inoltre l'azienda ha previsto la piantumazione di una siepe perimetrale e il processo produttivo scelto rispecchia le migliori tecniche disponibili per gli allevamenti di polli da carne. Ambiente fisico (rumori, vibrazioni, inquinamento luminoso e radiazioni) Le emissioni di rumori saranno presenti sicuramente ma temporaneamente durante la fase di cantiere. Nella fase di gestione saranno costituite dai macchinari utilizzati dall'azienda, sicuramente i più rumorosi saranno i ventilatori di estrazione dell'aria; anche gli animali possono in alcune circostanze emettere rumori sopratutto nelle ore diurne quando sono spaventati. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 43 di 51
44 Essendo tutta l'impiantistica elettrica, la quantità di rumore emessa sarà alquanto modesta, prova di questo è l'assenza in bibliografia di dati relativi ai rumori emessi dagli allevamenti avicoli. Inoltre eventuali malfunzionamenti saranno tempestivamente riparati per garantire il benessere degli animali. Per la valutazione sui rumori emessi si rimanda alla valutazione previsionale acustica redatta dall'ing. Zenari, allegata alla domanda di VIA. Le vibrazioni che verranno rilasciate sull'ambiente saranno impercettibili in quanto non ci sono attrezzature e impianti che ne generano. Risulta inoltre del tutto trascurabile l'inquinamento luminoso. La gestione dei processi produttivi seguirà infatti il ciclo biologico degli animali, assicurando ai capi le ore di buio in concomitanza con la notte ed evitando così l'illuminazione notturna dei capannoni. Paesaggio Dal momento che le strutture in progetto ricadono all'interno del vincolo paesaggistico, si riporta in allegato la relazione paesaggistica predisposta dall'ing. Fattori Lino. Patrimonio culturale L'Unesco definisce la cultura come l insieme degli aspetti spirituali, materiali, intellettuali ed emozionali unici nel loro genere che contraddistinguono una società o un gruppo sociale. Essa non comprende solo l arte e la letteratura, ma anche i modi di vita, i diritti fondamentali degli esseri umani, i sistemi di valori, le tradizioni e le credenze. Nella presente relazione si è più volte sottolineata la vocazione agraria del territorio in cui si trova il centro zootecnico preso in esame. L'ampliamento previsto non comporterà quindi variazioni alle abituali attività produttive che caratterizzano l'area. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 44 di 51
45 Tipologia di stabulazione e alternative progettuali L'impianto che verrà installato nei capannoni corrisponde alla tipologia descritta nelle Linee Guida delle MTD 2007, codice 4.3.2: ricoveri con ottimizzazione dell'isolamento termico e della ventilazione (anche artificiale), con lettiera integrale e abbeveratoi. Il riconoscimento come MTD (migliore tecnica disponibile) della ventilazione forzata, pur con il negativo effetto sul bilancio energetico dell allevamento, va ricondotto all esigenza di garantire condizioni di benessere per gli avicoli impossibili da ottenere nella pianura padana solo con la ventilazione naturale. La ventilazione forzata va anche ritenuta fondamentale per garantire il mantenimento di lettiera asciutta nei capannoni (da cui dipende l impatto ambientale). Le alternative strutturali prese in considerazione per l allevamento dei polli da carne sono le seguenti: Sistema di riferimento: ambiente interno non è mantenuto nelle giuste condizioni di umidità, temperatura e ventilazione. Ricoveri a ventilazione naturale con pavimento interamente ricoperto da lettiera e con abbeveratoi antispreco per ridurre i consumi eccessivi di acqua, causa di bagnamenti della lettiera(tipologia 4.3.1) Ricoveri con ottimizzazione dell isolamento termico e della ventilazione (anche artificiale), con lettiera integrale e abbeveratoi(tipologia 4.3.2) 1 - Sistema di riferimento Come descritto nelle Linee Guida regionali e in quelle nazionali il sistema di riferimento presenta un elevato livello di emissioni, e non è per questo classificato come BAT. La ventilazione artificiale è totalmente assente e non è garantita la coibentazione delle strutture, con isolamento dall'ambiente esterno. Questa situazione estrema non è certamente possibile per gli allevamenti di polli da carne nelle nostre condizioni climatiche: oltre all'aumento delle emissioni, infatti, si avrebbe un aumento della mortalità degli animali allevati. DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 45 di 51
46 2 - Ricoveri a ventilazione naturale Con l'utilizzo di abbeveratoi antispreco, giusta ventilazione e temperatura, questa tecnica viene considerata MTD. La ventilazione naturale viene considerata non solo quella delle finestre, ma anche quella di ventilatori interni che funzionano da agitatori di aria. In questo caso si ha un rimescolamento dell'aria che serve per evitare il ristagno dell'ammoniaca, causa di odori, e per aumentare il grado di essicazione della pollina. L'utilizzo dei ventilatori interni, però, crea dei flussi d'aria concentrati che possono essere mal sopportati dai pulcini. Questatecnicaèadattaperunallevamentodipollidacarnefinoadunmassimodi33kg/mq di densità (D.lgs 181/2010 benessere polli da carne ). 3 - Ricoveri a ventilazione forzata Questaèlatecnicasceltadalladittainesame.Laventilazioneè forzata inquantovisono dei ventilatori fissi installati, in questo caso, sulla testata dei capannoni. Entrando in funzione i ventilatori estraggono l'aria presente all'interno del capannone, richiamandone altra di nuova efrescadallefinestrepostedifronte.inquestomodosihaunacorrentediariasemprepulitae fresca, con un flusso continuo e non eccessivo. L'essiccazione della pollina sarà maggiore rispetto a quella ottenuta con ventilazione naturale e così anche le emissioni di ammoniaca e metano saranno in proporzione ridotte. Questatecnicaèadattaperunallevamentodipollidacarnefinoadunmassimodi39kg/mq di densità (deroga al D.lgs 181/2010 benessere polli da carne ). PerlealternativeconMTD4.3.1eMTD4.3.2èstatofattoilcalcolodellepossibiliemissioni in atmosfera con il Software ERICA (supporto di calcolo delle Emissioni, loro Riduzione Integrata e Controllo negli Allevamenti zootecnici) redatto dall'istituto di Ingegneria Agraria di Milano. Si riportano i grafici relativi alle emissioni per le due tipologie di ventilazione: DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 46 di 51
47 DITTA: ROSSINI STEFANO E GIORGIO SOCIETA' SEMPLICE 47 di 51