Source: https://www.giurisprudenzadelleimprese.it/esclusione-del-rimedio-ex-art-2191-c-c-con-riferimento-a-iscrizioni-aventi-effetto-non-solo-costitutivo-ma-anche-sanante-o-conservativo/
Timestamp: 2018-08-16 16:47:57+00:00
Document Index: 123514894

Matched Legal Cases: ['art. 2191', 'art. 2191', 'art. 2332', 'art. 2191', 'art. 2191', 'art. 2191']

Esclusione del rimedio ex art. 2191 c.c. con riferimento a iscrizioni aventi effetto non solo costitutivo, ma anche sanante o conservativo | Giurisprudenza delle imprese
La cancellazione dal Registro delle Imprese ex art. 2191 c.c. non può essere disposta con riferimento all’iscrizione di atto costitutivo di società di capitali, tenuto conto della disciplina in materia, ricavabile dal complessivo tenore degli artt. 2330, 2331, 2332 c.c., la quale disegna un sistema imperniato: a) sull’efficacia costitutiva dell’iscrizione nel registro, in particolar modo quanto all’acquisto della personalità giuridica in capo all’ente; b) sulla contemporanea efficacia sanante dell’iscrizione rispetto ad ogni fattispecie di invalidità della società, ad eccezione delle sole ipotesi di nullità previste dal primo comma dell’art. 2332 c.c. (nullità il cui accertamento non ha comunque efficacia ex tunc, ma, più limitatamente, avvia la società allo scioglimento tramite la nomina del liquidatore).
Il rimedio ex art. 2191 c.c., pur essendo previsto in via generale per la cancellazione di iscrizioni nel Registro Imprese avvenute in assenza delle condizioni di legge, recede necessariamente di fronte alle specifiche previsioni di c.d. pubblicità sanante, nelle quali è comunque impedita o limitata ogni riqualificazione ex post della fattispecie negoziale sottostante all’iscrizione, risultando pertanto impedito anche il c.d. controllo qualificatorio sotteso al rimedio ex art. 2191 c.c., controllo il cui esercizio verrebbe a scontrarsi con le esigenze di certezza e di tutela dei terzi sottese appunto alla disciplina in tema di pubblicità sanante.
Ai fini dell’applicazione del rimedio ex art. 2191 c.c. non può essere invocata l’inesistenza dell’atto iscritto, posto che tale categoria, di per sé non considerata dal legislatore e di incerti confini nell’elaborazione giurisprudenziale, si risolve in una negazione delle esigenze di certezza dei rapporti e di tutela dei terzi sottese alla disciplina normativa, ricavabile dal complessivo tenore degli artt. 2330, 2331, 2332 c.c..
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