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Timestamp: 2017-01-20 22:08:25+00:00
Document Index: 150938124

Matched Legal Cases: ['art. 471', 'art. 470', 'art. 489', 'art. 471', 'art. 470', 'art. 489', 'art. 471', 'art. 470', 'art. 489', 'art. 485', 'art. 489', 'art. 485', 'art. 485', 'art. 489', 'art. 485', 'art. 489', 'art. 303', 'art 460', 'art 486']

HOME Codice civile Articoli Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015 Codice civile Art. 489 codice civile: Incapaci L’AUTORE: Redazione
Cassazione civile sez. trib. 09 maggio 2014 n. 10054 Qualora il genitore esercente la potestà sul figlio minore chiamato all'eredità faccia l'accettazione prescritta dall'art. 471 c.c. da cui deriva l'acquisto da parte del minore della qualità di erede (art. 470 e 459 c.c.), ma non compia l'inventario - necessario per poter usufruire della limitazione della responsabilità - e questo non sia redatto neppure dal minore entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, l'eredità resta acquisita da quest'ultimo, che però considerato erede puro e semplice (art. 489 c.c.).
Cassazione civile sez. II 23 agosto 1999 n. 8832 Qualora il genitore esercente la potestà sul minore chiamato all'eredità faccia l'accettazione prescritta dall'art. 471 c.c., da cui deriva l'acquisto da parte del minore della qualità di erede (art. 470 e 459 c.c.), ma non compia l'inventario - necessario solo per potere usufruire della limitazione della responsabilità - e questo non sia redatto neppure dal minore entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, l'eredità resta acquisita da quest'ultimo, che va però considerato erede puro e semplice (art. 489 c.c.).
Cassazione civile sez. II 27 febbraio 1995 n. 2276 Qualora il genitore esercente la potestà sul figlio minore chiamato all'eredità faccia l'accettazione prescritta dall'art. 471 c.c., da cui deriva l'acquisto da parte del minore della qualità di erede (art. 470 e 459 c.c.), ma non compia l'inventario - necessario solo per poter usufruire della limitazione della responsabilità - e questo non sia redatto neppure dal minore entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, l'eredità resta acquisita da quest'ultimo, che va però considerato erede puro e semplice (art. 489 c.c.).
Cassazione civile sez. II 27 febbraio 1995 n. 2276 La decadenza del beneficio d'inventario conseguente alla mancata osservanza da parte del chiamato nel possesso dei beni ereditari delle disposizioni dettate dall'art. 485 c.c., non può trovare applicazione nella ipotesi in cui il successibile sia un minore, posto che la sua decadenza dal beneficio può avvenire solo in applicazione della normativa di cui all'art. 489 c.c., nel quadro della quale la verificazione di siffatta decadenza va senz'altro esclusa tutte le volte che l'accettazione beneficiata e l'inventario siano stati eseguiti prima del raggiungimento della maggiore età anche senza l'osservanza del termine di cui all'art. 485 c.c.
Cassazione civile sez. II 28 agosto 1993 n. 9142 La disposizione dell'art. 485 c.c., secondo cui il chiamato all'eredità che è a qualunque titolo nel possesso dei beni ereditari, è considerato puro e semplice, ove non ottemperi alle disposizioni circa la compilazione dell'inventario nel termine prescritto, non è applicabile (anche ai fini dell'esercizio dell'azione di riduzione dei legittimari) nell'ipotesi di eredità devolute ai minori, posto che nei confronti di tali soggetti la decadenza dal beneficio d'inventario non può avvenire, a norma dell'art. 489 c.c., se non al compimento di un anno dalla maggiore età, restando escluso che, una volta che l'inventario sia stato eseguito, sia pure nel mancato rispetto del termine di cui all'art. 485 cit., ma in costanza della minore età del chiamato, questi debba reiterare, per conservare la posizione di erede beneficiario, un inventario già compiuto, entro l'anno dal raggiungimento della maggiore età.
Cassazione civile sez. II 28 agosto 1993 n. 9142 L'art. 489 c.c. non attribuisce al minore, il cui legale rappresentante non abbia rinunciato a suo nome all'eredità, il diritto di rinunciarvi al compimento della maggiore età, ma soltanto la facoltà di redigere l'inventario nel termine di un anno dal compimento della maggiore età, in guisa da garantire la sua responsabilità intra vires hereditatis.
Cassazione civile sez. II 28 agosto 1993 n. 9142 Procedimento civile
In ipotesi di interruzione del processo per morte di una parte, l'altra parte può operare la riassunzione, entro un anno dalla morte stessa, con notifica fatta collettivamente ed impersonalmente agli eredi del defunto, nell'ultimo domicilio di questo, ai sensi dell'art. 303, comma 2, c.p.c., comprendendosi in tale ambito il chiamato all'eredità che non abbia ancora accettato, la cui legittimazione deriva sia dalla norma di carattere generale sui poteri del chiamato all'eredità prima dell'accettazione, di cui all'art 460 c.c., sia, ove si tratti di eredità devoluta a minori, dall'art 486 c.c., secondo il quale il chiamato può stare in giudizio come convenuto per rappresentare l'eredità durante i termini per fare l'inventario e per deliberare. Rigetta, App. Napoli, 08/06/2006
Cassazione civile sez. II 25 marzo 2013 n. 7464 Imposte
Cassazione civile sez. trib. 04 marzo 2011 n. 5211 Art. precedente
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