Source: http://amministrativo.unipv.it/materiali/Cons_St_3_agosto_2007-4326.htm
Timestamp: 2017-06-28 20:44:56+00:00
Document Index: 36241524

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 4', 'sentenza ']

N. 4326/2007 Reg.Dec.
N. 9706 Reg.Ric.
sul ricorso in appello n. 9706/2006 proposto da COSTRUZIONI NAVALI SANTA MARGHERITA LIGURE S.R.L. , ASIA INVESTIMENTI S.R.L. rappresentati ed difesi dall’Avv. Angelo CLARIZIA, dall’Avv. Angelo PIETROSANTI, dall’Avv. Luca Maria PIETROSANTI e dall’Avv. Mario Lauro PIETROSANTI con domicilio eletto in Roma, Via Principessa Clotilde, 2 presso Angelo CLARIZIA
COMUNE DI SANTA MARGHERITA LIGURE rappresentato e difeso dall’Avv. Alessandro GHIBELLINI e dall’Avv. Ludovico VILLANI con domicilio eletto in Roma Via Asiago n. 8 presso Ludovico VILLANI;
REGIONE LIGURIA, non costituito;
PROVINCIA DI GENOVA rappresentata e difesa dall’Avv. Gabriele PAFUNDI e dall’Avv. Roberto GIOVANNETTI con domicilio eletto in Roma Viale Giulio Cesare n. 14 A/4 presso Gabriele PAFUNDI;
BAGNI ROSA DI VACCARO MATTEO & C.S.N.C. , non costituito;
della sentenza del TAR LIGURIA-GENOVA: Sezione I n. 1378/2005, resa tra le parti, concernente PIANO DI UTILIZZO DI AREE DEMANIALI MARITTIME;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di: COMUNE DI SANTA MARGHERITA LIGURE, PROVINCIA DI GENOVA ;
Alla pubblica udienza del 30 marzo 2007, relatore il Consigliere Francesco Caringella ed uditi altresì, l’avv. Clarizia, l’avv. Villani e l’avv. Pagundi;
ritenuto e considerato in fatto in diritto quanto segue:
Con la sentenza appellata i Primi Giudici hanno dichiarato in parte inammissibile e, in parte, irricevibile il ricorso proposto in primo grado avverso gli atti del procedimento culminato nell’approvazione di una variante al P.R.G. di Santa Margherita Ligure che ha modificato la pregressa destinazione dell’area di pertinenza della parte ricorrente, prima classificata “zona ZCN Cantiere Navale” imprimendo la nuova destinazione “zona FC2 Fascia Costiera”.
L’appellante Cantieri Navali Santa Margherita Ligure S.r.l. cessionaria dell’Azienda Cantieristica originariamente di pertinenza di Asia Investimenti, contesta gli argomenti posti a fondamento del decisum.
Resistono le amministrazioni intimate.
Le parti hanno affidato al deposito di apposita memoria l’ulteriore illustrazione delle rispettive tesi difensive.
All’udienza del 30 marzo 2007 la causa è stata trattenuta per la decisione.
E’ fondato in primo luogo il motivo di appello con cui si contesta la declaratoria, operata dal Primo Giudice, della tardività del ricorso proposto con un secondo atto di motivi aggiunti, avverso l’approvazione della suddetta variante al P.R.G., in relazione alla pubblicazione della delibera sul Bollettino Ufficiale della Regione Liguria il 20 settembre 2004 ed all’albo pretorio del Comune dal 24 settembre al 25 ottobre 2004.
Soccorre infatti il pacifico orientamento della Sezione a tenore del quale la decorrenza del termine dalla pubblicazione non è opponibile ove venga in rilievo una variante di piano che non riguardi una sistemazione globale, ancorché territorialmente definita, di un’area, ma incida in concreto su di un determinato immobile. Detta situazione viene in rilevo nel caso di specie, che interessa una variante specifica e puntuale avente ad oggetto la sola area del Cantiere Navale, di Via Milite Ignoto, in fascia costiera.
Segnatamente, l’analisi puntuale degli atti procedimentali rende edotti della specifica finalizzazione della variante alla previsione di un’apposita e puntuale normativa in relazione alla struttura del Cantiere Navale, considerata foriera di pregiudizi anche sul piano paesaggistico-ambientale.
Dalla tempestività del secondo atto di motivi aggiunti discende l’ammissibilità, sotto il profilo dell’interesse, del ricorso avverso la delibera di approvazione della variante.
Coglie nel segno anche il motivo di appello con il quale si contesta il capo della sentenza di primo grado con cui è stata dichiarata l’improcedibilità del primo atto di motivi aggiunti avente ad oggetto l’impugnazione della delibera del Consiglio Comunale del Comune di Santa Margherita Ligure , in relazione al difetto di interesse rivelato dalla mancata presentazione, da parte della ricorrente, di domanda di concessione. E’ sufficiente osservare, in punto di fatto, che, alla data di pubblicazione della sentenza non risultava scaduta la concessione in essere e che, in data 29/11/2006, l’appellante ha presentato ulteriore istanza di rinnovo, cui ha fatto seguito il successivo diniego oggetto di impugnazione giurisdizionale.
L’appello è fondato anche nel merito nei sensi che seguono. Giova premettere in punto di fatto che la scelta pianificatoria ha inciso in modo pregiudizievole sull’affidamento della ricorrente, ingenerato da una pluralità di atti e comportamenti concludenti dell’amministrazione, alla prosecuzione di un’attività cantieristica in essere addirittura dalla fine dell’800.
Si deve aggiungere che le norme del piano territoriale di coordinamento, ex art. 5 L.R. n. 39/1984, prevede il mantenimento di siffatta destinazione a cantiere navale della zona, facendo riferimento alle possibili soluzioni della ristrutturazione ovvero dello spostamento (rectius ricollocazione) in altra area dell’attività cantieristica in esame.
Poste tali premesse, osserva il Collegio che una scelta pianificatoria volta allo sradicamento di un’attività economica consolidata, vieppiù in deroga alle prescrizioni dettate dal PTC (deroga pure ammessa ai sensi dell’art. 4 delle norme di attivazione), avrebbe necessitato di un’apposita istruttoria e di una congrua cornice motivazionale nella specie assenti.
Tali carenze sono partitamente scrutinabili con riferimento alle singole argomentazioni addotte a sostegno della decisione di variante:
in ordine all’esigenza di recuperare aree destinate ad uso turistico balneare, manca ogni valutazione in merito all’ampiezza della domanda balneare suscettibile di soddisfacimento con il recupero dello spazio occupato dal cantiere, segnatamente in una logica di comparazione con l’interesse alla conservazione di una realtà produttiva vitale da oltre un secolo;
la paventata riduzione dell’importanza economico-sociale del cantiere navale e delle relative ricadute occupazionali non è supportata dalla necessaria indagine in ordine alla produttività ed efficienza della struttura, anche alla luce dei progetti di ristrutturazione e rilancio proposti dalla società concessionaria nelle more del procedimento (vedi, tra le altre, l’istanza del 17/10/2003);
le problematiche edilizie, acustiche ed ambientali sollevate dall’attività cantieristica sono dedotte senza la valutazione degli effetti potenzialmente positivi sottesi sotto tali specifici profili ai programmati interventi innovativi e riqualificativi;
non risulta supportata da apposita e adeguata istruttoria, nel corso del procedimento culminato nella determinazione finale, l’asserita impossibilità di reperire altra area idonea allo svolgimento dell’attività in esame;
più in generale non risulta concretamente esaminata la possibilità di attuare la ristrutturazione dell’area considerata dalle norme del PTCC quale soluzione capace in via prioritaria di assicurare il contemperamento tra la conservazione della realtà produttiva ed il soddisfacimento degli interessi pubblici sul versante ambientale, paesaggistico ed edilizio.
In definitiva, alla stregua delle considerazioni che precedono, si deve concludere che le amministrazioni non hanno fatto un corretto uso del potere discrezionale nella misura in cui, a fronte di una situazione di affidamento circa la conservazione di una realtà produttiva consolidata e di prescrizioni del PTCC che confermano e tutelano l’attività cantieristica auspicando interventi di ristrutturazione o delocalizzazione, non hanno svolto l’istruttoria necessaria e offerto una motivazione adeguata al fine di pervenire alla conclusione della praticabilità di soluzioni capaci, in chiave comparativa, di perseguire l’interesse pubblico senza incidere, o incidendo nel modo meno significativo possibile, sull’interesse contrapposto alla prosecuzione dell’attività cantieristica;
5 L’appello deve pertanto essere accolto con salvezza degli ulteriori provvedimenti.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, accoglie il ricorso in appello indicato in epigrafe e, in riforma della sentenza appellata accoglie il ricorso di primo grado e annulla i provvedimenti impugnati nei sensi in motivazione specificati. Spese compensate.
Così deciso in Roma, il 30/3/2007 dal Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale - Sez.VI - nella Camera di Consiglio, con l'intervento dei Signori:
Francesco Caringella Consigliere est.
Bruno Rosario Polito Consigliere Presidente
FRANCESCO CARINGELLA GIOVANNI CECI DEPOSITATA IN SEGRETERIA il...03/08/2007
Per Il Direttore della Sezione (MARIA RITA OLIVA)
N.R.G. 9706/2006 PV