Source: https://studiolegaleramelli.it/2018/10/16/non-punibilita-per-particolare-tenuita-del-fatto-nei-reati-fiscali-omissivi-listituto-si-applica-al-contribuente-solo-per-scostamenti-minimi-dalla-soglia-di-legge/
Timestamp: 2020-05-25 00:57:45+00:00
Document Index: 178915626

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 131', 'art. 133', 'art. 131', 'art. 8', 'art. 133', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 45']

Non punibilità per particolare tenuità del fatto: nei reati fiscali omissivi l’istituto si applica al contribuente solo per scostamenti minimi dalla soglia di legge. – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Non punibilità per particolare tenuità del fatto: nei reati fiscali omissivi l’istituto si applica al contribuente solo per scostamenti minimi dalla soglia di legge.
Con la sentenza n. 46082/2018, depositata in data 11.10.2018, la Corte di Cassazione, Sez. III penale, si è pronunciata in merito alla applicabilità della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto alle fattispecie di reato previste dagli artt. 10-bis e 10-ter d.lgs. 74/2000.
Il giudice di legittimità ha riaffermato il principio per cui, ai fini dell’applicazione dell’art. 131-bis c.p., è necessario che l’omissione superi in misura minimale la soglia di punibilità fissata dalla norma, precisando, tuttavia, che il mero lieve discostamento non è sufficiente ad escludere la punibilità senza altresì valutare globalmente la condotta in imputazione, la non abitualità e l’esiguità del danno ai sensi dei criteri di cui all’art. 133 c.p..
“… quanto all’invocata applicazione della norma di cui all’art. 131-bis cod. pen., anche a volere prescindere dal principio sostenuto da Sez. 3, n. 51020 del 11/11/2015, Crisci, Rv. 265982 (secondo cui, in tema di reati tributari, non è applicabile la causa di non punibilità della “particolare tenuità del fatto” alla condotta di omesso versamento di IVA per un importo di poco superiore alla soglia di punibilità, fissata a 250.000 euro dall’art. 8 del d.lgs. n. 158 del 2015, atteso che l’eventuale particolare tenuità dell’offesa non deve essere valutata con riferimento alla sola eccedenza rispetto alla soglia di punibilità prevista dal legislatore, bensì in rapporto alla condotta nella sua interezza, avendo, dunque, riguardo all’ammontare complessivo dell’imposta non versata), è stato osservato che la causa di non punibilità potrà ritenersi sussistente solo in presenza del duplice requisito della particolare tenuità dell’offesa e della non abitualità del comportamento, dovendosi desumere la particolare tenuità dell’offesa dalle modalità della condotta e dall’esiguità del danno o del pericolo, da valutarsi sulla base dei criteri indicati dall’art. 133 cod. pen., ovvero: natura, specie, mezzi, oggetto, tempo, luogo ed ogni altra modalità dell’azione, gravità del danno o del pericolo cagionato alla persona offesa dal reato, intensità del dolo o grado della colpa (cfr. in motivazione, anche per ulteriori riferimenti, Sez. 3, n. 13218 del 20/11/2015, dep. 2016, Reggiani Viani, Rv. 266570).
In specie, trattandosi di superamento di soglia di punibilità, il grado di offensività che dà luogo a sanzione penale è già stato valutato dal legislatore nella determinazione, appunto, di detto importo; cosicché potrebbe essere ritenuta di particolare tenuità solo un’omissione di ammontare vicinissimo a tale soglia (cfr. Sez. 3, n. 13218 cit., dove in specie appunto è stato ritenuto non particolarmente tenue l’omesso versamento Iva di euro 270.000 circa). Detta vicinanza manifestamente non ricorre, così ritenendo l’insussistenza anche in astratto delle condizioni di applicabilità dell’istituto, attesi gli scostamenti – rispetto alle soglie di punibilità – rispettivamente superiori ad euro 22.000 e ad euro 15.000”.
Riferimenti normativi: art. 10-bis. d.lgs. n. 74/2000
“E’ punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta ritenute dovute sulla base della stessa dichiarazione o risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a centocinquantamila euro per ciascun periodo d’imposta”.
Art. 10-ter d.lgs. n. 74/2000
Quadro giurisprudenziale di riferimento in materia di omesso versamento di ritenute dovute o certificate:
In tema di reati tributari, il delitto di omesso versamento di ritenute dovute o certificate di cui all’ art. 10-bis del d.lgs. 10 marzo 2000 n. 74 differisce da quello previsto dall’art. 10-ter del medesimo d.lgs. per l’oggetto, che solo nel primo caso è costituito da somme già nella disponibilità del debitore; ne consegue che, in caso di carenza di liquidità di impresa, se l’omesso versamento dell’iva può astrattamente derivare dall’inadempimento altrui, l’impossibilità di adempiere all’obbligazione di versamento delle ritenute non può essere giustificata, ai sensi dell’ art. 45 cod. pen. , dalla insolvenza dei debitori, essendo di pertinenza del sostituto d’imposta la decisione di distrarre a scopi diversi le somme di denaro dovute all’erario.
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