Source: http://isolapulita.over-blog.it/article-il-caso-genchi-pellerito-termovalorizzat-52041669.html
Timestamp: 2017-07-28 08:57:17+00:00
Document Index: 63377826

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 34', 'art. 594', 'art. 595', 'sentenza ']

IL CASO GENCHI PELLERITO termovalorizzatori e........ - Comitato Cittadino Isola Pulita
<< Belice Ambiente si dimette...
IL CASO GENCHI PELLERITO termovalorizzatori... >>
*La manovra
finanziaria " Lacrime e sangue"
*Italcementi, non condanniamo
la torre alta 120 metri
*I Beni Comuni
nello spezzatino del Federalismo
*Libertà di
*TRASFERIMENTO DEFINITIVO ALL’ATO PA1 DI ALCUNI DIPENDENTI Delibera impegno riassunnzione da parte dei
Comuni*Mi Illumino di Incenso
*SINDACO: Punito
perchè virtuoso
* Fotoreporter italiano ucciso a Bangkok. Fabio
Polenghi * E' Morto Edoardo
Sanguinetti Isola delle Femmine:*Isola
SiciliaMafiopoli:*IL CASO GENCHI PELLERITO
termovalorizzatori e........
*Isola delle Femmine Consiglio
Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010
*Arrestato Il Sindaco è accusato
di peculato, falso, abuso d'ufficio, truffa aggravata e violazioni al Testo unico in materia edilizia
Lettera al direttore. Genchi: "Precisazione sulle tasse governative"
27 maggio 2010 13:28
Egr. Direttore, con riferimento all'articolo che riguarda me ed il collega chimico dott. Alessandro Pellerito circa la sentenza della Procura della Corte dei Conti che ci imputa di non avere
fatto pagare la presunta tassa di concessione governativa di 180,76 euro per le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera rilasciate tra il 2004 e gennaio 2007, mi permetta delle semplici
precisazioni: premesso che le sentenze non si commentano ma si appellano (come stiamo facendo)
e nel rispetto di quanto deciso in prima istanza dalla Corte, faccio solo presente e lascio alla considerazione di chi legge che
1) la voce di tassa in questione (generica e residuale), mai riferita in tutto il territorio nazionale e regionale alle emissioni in atmosfera (basta una semplice ricerca su internet), è
stata soppressa come tale dal 01/01/1996 (!!!),
2) l'invocata sussistenza nella nostra regione sarebbe suffragata da una circolare (!!!) dell'Ass.to al Bilancio e da pareri che affermano trattarsi di un rinvio cosiddetto "statico" e non
"dinamico" della legge regionale a quella statale (per dirla in altre parole, cambia la legge statale ma quella regionale resta ancorata al testo statale precedente), e questo anche se la
stessa legge regionale, richiamando quella statale, recita "...e successive modificazioni",
3) nell'impugnativa del Commissario dello Stato alla recente Finanziaria regionale, proprio in materia di tasse di concessione governativa, si citano ben 15 (!!!) sentenze della Corte
Costituzionale che vietano ogni ingerenza regionale (anche della Regione Siciliana) circa modifiche, istituzione, ecc. su tributi dello Stato anche se devoluti come gettito alla regione
(con buona pace della "staticità"),
4) eventualmente, non c'è neppure il mancato introito perchè le somme sono state nel frattempo incamerate. E allora? Prendo atto, paradossalmente senza sorpresa, e lascio, come dicevo alle
considerazioni altrui, che in Sicilia, chi non è "malleabile" e fa semplicemente il proprio dovere senza sottostare a "condizionamenti" può essere perseguito e "subire ben altro" anche per
ciò che non esiste. Le faccio presente che sia io che il collega Alessandro Pellerito siamo ancora Dirigenti regionali e non ex. Le allego, ad esclusiva consultazione sua e della redazione,
i documenti di riferimento che ho citato.
dott.chim. Gioacchino Genchi
REGIONE. CASO GENCHI E PELLERITO. FP CGIL SICILIA: FIDUCIA NELLA CORRETTEZZA DEI DUE DIRIGENTI E NEL
RIBALTAMENTO DELLA SENTENZA IN APPELLO.
PALERMO, 27 MAGGIO 2010. La FP
CGIL esprime incondizionata fiducia nella correttezza lavorativa di Gioacchino Genchi ed
Alessandro Pellerito e nel ribaltamento in appello, della sentenza della
Corte dei Conti. “Nell'impugnativa del Commissario dello Stato alla recente finanziaria regionale proprio in materia di tasse governative – dice il segretario generale Michele Palazzotto - si
citano 15 sentenze della Corte costituzionale che vietano ogni ingerenza regionale circa
modifiche e sostituzione di tributi dello Stato anche se devoluti come gettito alla Regione.
Nel caso specifico i due dirigenti sono accusati di non aver fatto pagare tra il 2004 e il 2007 una tassa mai connessa alle emissioni in atmosfera, per giunta soppressa come
tale in Italia dal gennaio del 96”. La Fp CGIL
nel premettere che le sentenze non si commentano ma si appellano e nel rispetto di quanto deciso in prima
istanza dalla Corte, non può esimersi dal rilevare la lunga “scia” di fatti inquietanti e concatenati che da oltre 3 anni e mezzo hanno investito la sfera lavorativa e personale dei due
dirigenti che si sono esposti su questioni delicate come gli inceneritori e la vicenda della distilleria Bertolino. 90145 Palermo – Via A. Casella, 7 – tel. 091.6810719 – fax 091.6813152 – E-mail: fp.sicilia@mail.cgil.it
l’assessore al territorio e ambiente Di Mauro ha posto in essere l’ennesimo atto di protervia ed arroganza, in
perfetta linea con il suo predecessore Sorbello, rifiutandosi di ricevere il segretario generale regionale della FP CGIL, peraltro dopo avere confermato un incontro richiesto formalmente
dalla FP CGIL sulla vicenda del compagno Ino Genchi, motivando il rifiuto per la presenza di Ino Genchi.
La FP CGIL è determinata a porre fine a questa vicenda che vede un dirigente regionale, reo solo di avere svolto bene
il suo dovere di dipendente pubblico, per le note vicende che conosciamo, ed ha indetto per mercoledì 19 Maggio alle ore 10 un sit-in di protesta davanti all’assessorato regionale al
territorio e ambiente in via Ugo La Malfa.
E’ necessario assicurare la massima partecipazione all’iniziativa. I compagni del comparto dei regionali componenti
gli organismi statutari possono utilizzare, per partecipare all’iniziativa, i permessi sindacali da richiedere preventivamente alla FP Palermo.
E’ superfluo sottolineare l’importanza dell’iniziativa che deve essere pubblicizzata e partecipata nel miglior modo
La Giunta di Governo, con deliberazioni n. 116 e n. 117 del 03/04/2009, rimaste tuttavia prive dei successivi atti di esternalizzazione, ai sensi
dell’art. 10, comma 4, l.r. 10/2000, inibiva i dirigenti chim. dott.ri Gioacchino Genchi e Alessandro Pellerito, dal ricoprire, rispettivamente per anni 4 ed anni 2 a far data dal 08/06/2007, incarichi dirigenziali equivalenti a quelli ricoperti in
precedenza, in applicazione dell’art. 10, comma 4, l.r. 10/2000;
Le deliberazioni venivano adottate sulla base della relazione presentata dall’Assessore pro tempore al Territorio e Ambiente Giuseppe Sorbello, n. 1405 del 02/04/2009; al riguardo si evidenzia che la relazione era
pervenuta alla Giunta nella stessa mattina della seduta e non risultava neppure inserita tra gli argomenti all’ordine del giorno;
L’Assessore Sorbello supportava la sua relazione con la nota n. 75 del 31/01/2008 a firma
del DG pro tempore del Dipartimento Territorio e Ambiente arch. Pietro Tolomeo, la quale, in larga parte, altro non era che il condensato di due denunce
presentate il 02/02/2007 e 03/05/2007 dal DG alla Procura della Repubblica di Palermo contro il dott. Genchi;
L’Assessore Sorbello, pur a conoscenza da mesi degli esiti giudiziari delle
denunce, non riferiva alla Giunta che le accuse dell’arch. Tolomeo in
realtà erano già state
definite dalla Procura della Repubblica “fatti infondati, attività in
concreto non verificatesi” ed erano state archiviate
il 16/12/2008 dal GIP del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, in quanto “accuse inadeguate, incerte e contraddittorie”. Anzi, l’Assessore Sorbello rappresentava le accuse, da lui già sapute false, come “sussistenti”, e che esse “integravano i presupposti stabiliti dal comma
4 dell’art. 10 della L.R. 10/2000”;
L’Assessore Sorbello riferiva alla Giunta,
falsamente, che i dott.ri Genchi e Pellerito avevano riportato una valutazione “negativa” per l’attività svolta nel corso dell’anno 2006, motivo per cui chiedeva l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 10, comma 4, l.r. 10/2000. In realtà, i punteggi di 58.01 e 66.97 (peraltro fasulli, come si vedrà appresso) assegnati ai due dirigenti
corrispondono nei “Criteri di valutazione della dirigenza regionale per gli esercizi2004-2006” (pag. 13) a “valutazione senza demerito”, ma quel che più
rileva in termini di gravità per i provvedimenti erroneamente adottati
è che, sempre per i citati Criteri, solo “al
di sotto del su cennato punteggio di 50 punti l’attività del dirigente va attentamente analizzata
con riferimento a quanto previsto … dall’art. 10 della L.R.
10/2000”. Ne consegue che la Giunta, se correttamente informata, non avrebbe disposto alcuna misura
inibitoria nei confronti dei dott.ri Genchi e Pellerito poichè mancava ogni presupposto per
dell’art. 10;
L’Assessore Sorbello, pur consapevole della palese incompatibilità dell’arch. Tolomeo a trattare il procedimento nei confronti dei
due dirigenti, per via delle reciproche denunce presentate alla Procura della Repubblica di Palermo, ne negava l’obbligo di astensione previsto per la conduzione del giusto procedimento e per il principio di imparzialità, anzi, riferiva in maniera non veritiera alla
Giunta che l’arch. Tolomeo non si era occupato del procedimento;
L’Assessore Sorbello non riferiva alla
Giunta che la valutazione dei due dirigenti era avvenuta in violazione dell’art. 34, comma 5, del CCRL area della dirigenza, di cui al D.P.Reg. 22/06/2001 n. 10, e degli
stessi “Criteri generali di valutazione dei dirigenti del Dipartimento Territorio
e Ambiente per gli esercizi 2004-2006”, paragrafo 3.1, punto 5”. Agli stessi non era stata fornita alcuna informazione sulla loro valutazione, con essi non era avvenuto alcun contraddittorio e le schede, che riportavano peraltro
pesature di obiettivi mai concordate e sconosciute ai due dirigenti, risultavano ovviamente prive della loro firma.
L’Assessore Sorbello non aveva verificato e quindi
non aveva riferito alla Giunta che nel merito della valutazione i dott.ri Genchi e Pellerito erano stati
destinatari di contestazioni ed addebiti privi di qualsiasi fondamento e di veridicità, come sarebbe stato facile accertare con la semplice lettura delle norme di riferimento presuntivamente violate, dalla documentazione reperibile finanche sullo
stesso sito web dell’Assessorato, nonchè
su quello del Servizio di Documentazione Economica e Tributaria del Ministero delle Finanze;
A conferma dell’infondatezza e del travisamento della realtà dei fatti descritti nella citata nota n. 75 del 31/01/2008 a firma dell’arch. Tolomeo e fatta propria dall’Assessore Sorbello,
la Procura della Repubblica di Palermo, rinviava a giudizio l’arch.
Tolomeo, il 16/06/2009 proc. pen. n. 253/08 ed il 06/08/2009 proc. pen. n. 348, per il reato di cui all’art. 594 commi 1 e 4 c.p. nei confronti dei dott.ri Genchi e Pellerito; i processi, con i due
dirigenti parte offesa e costituitisi parte civile, hanno avuto inizio a novembre e dicembre 2009 e sono in corso;
Il Presidente della Regione, a distanza di quasi 4 mesi dalle Delibere di Giunta, rimaste, come già detto, prive dei successivi atti di esternalizzazione, accoglieva i ricorsi straordinari dei dott.ri Genchi e Pellerito, con i
D.P.Reg. n. 280 e n. 281 del 26/07/2009, ed annullava i decreti con cui l’arch. Tolomeo aveva revocato i loro
incarichi dirigenziali, conferendo contestuale, esplicito mandato al Dipartimento Territorio e Ambiente per l’esecuzione dei provvedimenti. In ordine all’esito dei D.P.Reg. venivano superati di fatto gli effetti
delle Delibere di Giunta. Si rileva che a tutt’oggi il Dipartimento Territorio e
Ambiente ha omissivamente disatteso di eseguire il dettato dei due D.P.Reg.;
A seguito delle numerose istanze corredate da dettagliata documentazione, inviate dal dott. Genchi al DG del Dipartimento
Territorio e Ambiente, all’Assessore pro tempore del Territorio e Ambiente, agli Assessori pro tempore succedutisi
all’Assessorato alla Presidenza ed al DG del Dipartimento del Personale dell’Assessorato alla Presidenza, e probabilmente anche in relazione all’intervento informativo di quest’ultimo Dipartimento con la nota
n. 75/Ris del 05/11/2009, il DG del Dipartimento Territorio e Ambiente nominava, con disposizione DTA n. 85141 del 17/11/2009, una Commissione d’indagine interna per l’accertamento della regolarità del procedimento di valutazione, anno 2006, del dott. Genchi;
La Commissione d’indagine, con relazioni n. 89747 del 04/12/2009 e n. 1607 del
13/01/2010, riferiva di avere accertato le irregolarità segnalate dai dott.ri Genchi e Pellerito e dalla dott.ssa Candido “Conclusivamente il procedimento di valutazione anno
2006 non si era completato perché mancante della notifica
all’interessato della valutazione contenente le esplicite motivazioni e del
confronto con lo stesso ai fini della sua partecipazione al percorso di valutazione…Per quanto sopra riportato, questa Commisione ha chiarezza circa i mancati adempimenti nella
regolarità della procedura di valutazione
dell’anno 2006 come sopra evidenziato e riportato nella nota
riservata prot. n. 89747 del 04/12/2009 ”;
Il subentrato DG del Dipartimento Territorio e Ambiente, dott. Sergio Gelardi, con nota D.R.A. n. 89 del 03/02/2010, sovvertendo ogni acclarata evidenza e le
stesse risultanze della Commissione d’indagine, nonché stravolgendo persino l’operato del precedente DG, avv. Rossana
Interlandi, definito “irrituale e inopportuno”
riguardo l’avvio dell’indagine interna (!), comunicava al dott. Genchi di non volere dare corso “ad una rinnovazione del
giudizio di valutazione” come da sua originaria richiesta ai sensi della l.r.
10/91. Per stigmatizzare la “consistenza” delle
affermazioni del dott. Gelardi basterebbe solo rilevare la tesi, a dir poco singolare, secondo la quale il contraddittorio sulla valutazione del dott. Genchi si sarebbe svolto circa 3 mesi prima della presentazione della sua relazione sulle attività 2006
Alla luce dei fatti esposti (accuse false e montate ad arte, dichiarazioni mendaci, valutazioni illegittime e fasulle, negazione
di accertamenti d’indagini, ecc.), la cui gravità dovrebbe quantomeno suscitare riflessione ed interrogativi sui perché, sui fini e sugli autori della vicenda, non sarebbe un preciso compito
dell’Amministrazione l’attivazione di ogni opportuna iniziativa per l’accertamento delle responsabilità ed il ripristino delle condizioni di trasparenza e legalità così impunemente violate e
calpestate (iniziando, magari, dal ritiro delle citate Delibere di Giunta per mancanza assoluta dei presupposti di legge) ? Sarebbe un segnale ed una dimostrazione di coerenza e di
discontinuità rispetto a tristi metodi di passata e recente memoria.
P.S. : Ad ulteriore conferma dei fatti sopra riferiti, con Ordinanza del 26/02/2010 il GIP del Tribunale di Palermo,
Donatella Consiglio, in accoglimento della richiesta della Procura della Repubblica di Palermo, ha disposto l’archiviazione delle accuse formulate dall’arch. Tolomeo nei confronti dei dott.ri
Genchi e Pellerito per il reato di cui all’art. 595 c.p. “giacchè le esaurienti e complete indagini preliminari portano alla esclusione della sussistenza della prova univoca del reato”. E’ l’ennesima riprova dell’attività calunniosa posta in essere in questi anni
dall’arch. Tolomeo ai danni dei dott.ri Genchi e Pellerito.
Prot. n. 8739 Palermo, 18 febbraio
OGGETTO: Irregolarità verificatesi nel processo di valutazione, anno 2006, di n. 3 dirigenti del Dipartimento
Territorio Ambiente.
La scrivente FP CGIL chiede un incontro per conoscere quali iniziative di pertinenza dell’Assessore regionale delle
Autonomie Locali e della Funzione Pubblica possono essere intraprese per pervenire a una risoluzione definitiva delle irregolarità verificatesi nella gestione della valutazione, per l’anno
2006, di n. 3 dirigenti del Dipartimento Regionale Territorio Ambiente.
A tale fine la scrivente Organizzazione Sindacale ricorda che il Dipartimento del Personale si è già interessato della
problematica in oggetto con nota prot. n. 81/Ris del 20/11/2009 (all. 1).
Successivamente, malgrado una apposita Commissione di indagine abbia accertato che si sono verificate delle
irregolarità nel procedimento in oggetto, il Dipartimento Regionale dell’ Ambiente ha comunicato agli interessati di non volerne tenere conto e di ritenere di non dare corso ad una
rinnovazione del giudizio di valutazione (all. 2: nota D.R.A. prot. n. 89 del 3/2/2010).
Ci si trova innanzi una conclusione palesemente inaccettabile che impone una immediata riconsiderazione anche al fine
di evitare ulteriori contenziosi tra i dipendenti e l’Amministrazione regionale.
FUNZIONE PUBBLICA SICILIA Ordine del Giorno Direttivo Regionale 21/04/2010
Le dichiarazioni all’ARS del Presidente Lombardo, nei passaggi riguardanti l’illecita gestione dei rifiuti in
Sicilia, con riferimento all’affare della costruzione dei 4 mega inceneritori,
a quello dello smaltimento dei fanghi di risulta industriale operato da aziende tramite l’inglobamento in
materiali laterizi, a quello degli impianti eolici, non possono che confermare e rafforzare le
denunce presentate da tempo dalla CGIL FP e strettamente
connesse alla situazione dei 3 dirigenti dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, Gioacchino Genchi, Alessandro Pellerito ed Assunta Candido, i quali da oltre 3 anni sono stati e
sono ancora oggetto di gravissimi abusi e di discriminazioni sul posto di lavoro, proprio per le stesse questioni sollevate soltanto ora dal Presidente della Regione.
Ciò che Lombardo denuncia nel 2010 è da anni il terreno di scontro che ha visto protagonisti i 3
dirigenti come vittime-bersaglio di ostracismi e vessazioni di ogni tipo in episodi
assurti anche alla cronaca della stampa nazionale televisiva e della rete.
Genchi e Pellerito (entrambi chimici) e
Candido (biologa) dal 2007 sono privati dei loro incarichi dirigenziali e tenuti senza alcun carico di lavoro in una sorta di tentativo di annientamento del loro bagaglio
professionale e della dignità personale, sottoposti ad accuse tanto fantasiose quanto fasulle, tali rivelatesi sia in sede giudiziaria che amministrativa, come da
ultimo confermato persino da una Commissione d’indagine interna da loro stessi ripetutamente richiesta
ed infine ottenuta.
In realtà, i 3 dirigenti pagano per la loro non malleabilità nel lavoro quotidiano d’ufficio e per avere
assunto, giusto su rilevanti pratiche da loro trattate (Distilleria Bertolino,
inceneritori, impianti ad energia eolica), valutazioni di ordine tecnico di non asservimento alle posizioni dominanti della politica governativa e dei vertici burocratici
Basta solo ricordare che per alcune di tali questioni gli affari in gioco riguardavano e riguardano una
movimentazione di denaro stimabile in svariati miliardi di euro, con i tutti i risvolti e gli appetiti di carattere politico-burocratico-affaristico-mafioso che un vorticoso giro di interessi di questa consistenza può comportare nella nostra Regione,
come adesso è costretto tardivamente ad ammettere lo stesso
Allora, se Lombardo vuole dare un segnale ritiri con effetto immediato le Delibere di Giunta, architettate e
fondate persino su attestazioni e documenti falsi e travisati, con le quali sono state irrogate le ingiuste ed illegittime sanzioni nei confronti dei
dirigenti Genchi e Pellerito.
Lombardo faccia applicare i suoi stessi Decreti con i quali ha accolto i ricorsi di Genchi e Pellerito contro la
revoca dei loro contratti d’incarico, che da oltre 9 mesi sono omissivamente ed
inspiegabilmente disattesi dai vertici del Dipartimento Territorio e Ambiente.
CGIL FP si tratta di fatti gravi e non più tollerabili, addirittura paradossali se si considera che un Ufficio dell’Amministrazione si permette di non ottemperare
impunemente ad un
giudicato del Presidente della Regione.
La CGIL FP chiede la risoluzione definitiva delle irregolarità operate a danno dei 3
dirigenti, un danno che per qualcuno di loro ha assunto anche caratteri
ed ha comportato l’insorgenza di una grave patologia invalidante.
La CGIL FP chiede l’immediato reintegro dei dirigenti Genchi, Pellerito e Candido nei
loro incarichi, nonchè l’accertamento delle responsabilità e dei responsabili coinvolti a tutti i livelli nella vicenda.
La Guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Palermo che ha aperto un'inchiesta su presunte infiltrazioni mafiose nell'affare dei termovalorizzatori in Sicilia, ha eseguito ieri
alcune perquisizioni nelle sedi di tutte le associazioni temporanee di impresa, delle società consortili e delle agenzie pubbliche interessate alla costruzione degli inceneritori. Le
perquisizioni sono state effettuate a Milano, Roma, Palermo, Cagliari, Caltanissetta, Enna e Agrigento. Gli inquirenti avrebbero già riscontrato alcune anomalie nell'ambito degli ingenti
flussi finanziari attorno all'operazione dei termovalorizzatori e adesso stanno indagando per verificare non solo l'esistenza di infiltrazioni della mafia ma anche di eventuali episodi di
corruzione e altre irregolarità.La Procura di Palermo sta indagando sul bando di gara per la realizzazione di quattro termovalorizzatori - uno a Bellolampo (Palermo), uno a
Casteltermini (Agrigento), Paternò (Catania) e Augusta (Siracusa) - mentre nei giorni scorsi il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo aveva denunciato più volte,
attraverso la stampa, che dietro ai termovalorizzatori c'erano anche ingenti interessi delle cosche mafiose e per questo aveva consegnato una memoria alla Procura. "Quello dei
termovalorizzatori è l'affare del secolo, il più grande che in Sicilia si sia concepito [...] La mafia si è infilata in un sistema che le avrebbe consentito [...] un affare che
avrebbe fruttato, chi dice cinque, chi dice sette miliardi di euro, e una rendita annua di centinaia di milioni di euro per i prossimi 20-30 anni", aveva denunciato Lombardo parlando
all'Ars un mese fa della sua vicenda giudiziaria (LEGGI).
Tra le aziende perquisite la Falck, che capeggiava tre dei quattro raggruppamenti di impresa assegnatari dell'appalto, la Daneco Gestione Impianti e l'ente appaltante:
l'Arra, l'Agenzia Regionale Rifiuti ed Acque. Perquisita anche la Altacoen, ditta ennese, ammessa alla gara anche se priva di certificato antimafia, della quale il Governatore
aveva parlato particolarmente, un'impresa indicata come vicina al boss Nitto Santapaola che avrebbe dovuto realizzare il termovalorizzatore di Paternò.
La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Palermo in un comunicato ha aggiunto che la vicenda dei termovalorizzatori, che ha avuto inizio con le gare d'appalto indette nel 2002
dall'allora commissario straordinario per l'emergenza rifiuti - l'allora presidente della regione Sicilia, Salvatore Cuffaro -, è "già nota alle cronache a motivo dell'annullamento,
decretato dall'Alta Corte di Giustizia Europea, poi intervenuto in esito alla mancata attuazione delle procedure europee per il bando di gara". Dopo le dimissioni dell'ex governatore
Cuffaro, il nuovo governo di Raffaele Lombardo ha deciso di sospendere il piano dei rifiuti e di annullare le gare per i termovalorizzatori.
Le due imprese che vinsero la gara d'appalto sono Actelios del gruppo Falck, che avrebbe dovuto realizzare tre impianti, e Waste, incaricata per il quarto. Non è ancora stato possibile
avere un commento di Waste mentre Actelios ha dichiarato di aver consegnato alla Guardia di Finanza la documentazione richiesta: "Actelios SpA [...] comunica, in merito a
un'indagine contro ignoti, di aver consegnato alla Guardia di Finanza tutta la documentazione inerente la partecipazione alla procedura ad evidenza pubblica del 9 agosto 2002, richiesta
nell'ambito delle attività di acquisizione dei documenti presenti all'interno delle proprie sedi".
E intanto ieri sera il governatore siciliano Raffaele Lombardo è stato sentito, come "persona informata sui fatti", dai pm di Palermo che indagano proprio sulle presunte infiltrazioni
mafiose e irregolarità nella realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia. Lombardo ha risposto alle domande dei sostituti Nino Di Matteo e Sergio De Montis e dell'aggiunto Leonardo
Agueci.
Il presidente, sentito per un paio d’ore dai magistrati, ha chiarito alcuni punti dell’esposto presentato in marzo dall’assessore all’Energia del suo governo, Pier Carmelo Russo, dove
si faceva riferimento ai costi esorbitanti della gestione commissariale dei rifiuti nell'Isola (209 milioni di euro, 40 dei quali assorbiti dalla macchina burocratica) e si ricostruiva
l'iter, iniziato nel 2002 con il Piano regionale sulla gestione dei rifiuti, che ha condotto al progetto di quattro mega termovalorizzatori.
L'INCHIESTA - La lunga storia dei termovalorizzatori siciliani, finiti sotto inchiesta prima ancora di essere realizzati, potrebbe essere scritta nell’enorme mole di documenti
sequestrati ieri dalla Guardia di Finanza. Centinaia di pagine acquisite dalle Fiamme Gialle negli archivi delle società che si aggiudicarono la gara per la costruzione - poi annullata dalla
Corte di Giustizia Europea - che potrebbero rivelare un accordo spartitorio tra imprenditori interessati ad accaparrarsi i lavori, presunte infiltrazioni mafiose e funzionari pubblici
compiacenti pronti a chiudere un occhio in cambio di tangenti. Un affare da 4 miliardi di euro stoppato da una sentenza che, nel 2007, bocciò la gara per difetto di
publicizzazione. Ma secondo i pm della Dda di Palermo ci sarebbe ben altro che vizi di forma.
La vicenda dei termovalorizzatori emerge in diverse inchieste: quella per concorso esterno in associazione mafiosa a carico dell’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro; quella sul
progetto di realizzazione dell’inceneritore di Bellolampo. Spunti investigativi messi insieme dai pm dopo la presentazione in Procura di un dossier sugli impianti da parte dell’assessore
regionale all’Energia Russo, più volte sentito dai magistrati e dopo la denuncia del Governatore. Il dossier del governo regionale, dunque, è l’ultimo campanello d’allarme che induce i pm a
disporre un’indagine generale su tutti e quattro gli impianti. E per far luce sul business incompiuto, definito da Lombardo "l’affare del secolo", la Procura ha delegato alla Finanza
la perquisizione delle sedi di tutte le associazioni temporanee di impresa vincitrici della gara, delle società consortili e dell’Arra, l’agenzia regionale dei rifiuti e delle acque che fu
l’ente appaltante.
L’ipotesi investigativa è quella di un accordo di cartello tra le quattro Ati aggiudicatarie che, con la compiacenza di funzionari pubblici a cui sarebbero andate tangenti, si sarebbero
spartite a tavolino i lavori e poi, dopo la bocciatura europea, avrebbero fatto andare deserte le gare successive per indurre la Regione ad abbandonare la strada del bando pubblico.
Un’intesa, quella ipotizzata, che risalirebbe a prima del 2002 quando, attraverso l’Arra, la Regione bandì la gara. Della vicenda si occuparono l’ex presidente della Regione
Salvatore Cuffaro, in qualità di commissario straordinario dell’emergenza rifiuti, e il suo vice Felice Crosta. Ad aggiudicarsi l’appalto furono quattro raggruppamenti di
imprese: la Pea di cui faceva parte la Safab, poi coinvolta in un’inchiesta di corruzione, la Platani Energia Ambiente, la Tifeo e la Sicil Power. Tre
Ati erano capeggiate dal gruppo Falck e uno da Waste Italia. Diversi i punti da chiarire: dalla partecipazione alla gara di un’impresa, la Altecoen, priva di certificazione antimafia – la
ditta venne estromessa, ma la gara proseguì -, alla costituzione delle Ati in presenza dello stesso notaio. E ancora i criteri scelti per l’individuazione dei siti sui quali dovevano sorgere
i termovalorizzatori: Palermo, Casteltermini, Augusta e Paternò. Aree individuate, su previsione del bando, dalle stesse ditte che avevano presentato le offerte teoricamente al buio
senza la minima sovrapposizione territoriale. La gara fu però annullata dalla Corte di Giustizia Europea che contestò il mancato rispetto della procedura di evidenza pubblica imposta dalla
direttive europee. Le due successive bandite l’anno scorso sono andate deserte.
[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, Reuters.it,
- Termovalorizzatori siciliani: tutto da
rifare (Guidasicilia, 23/07/08)
*Candidato alle elezioni amministrative anche un nipote del
boss *Isola Pulita *Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio
Previsione 2010 6 maggio 2010 *“Sono disposta a vendere una delle mie ville per disporre dei fondi
necessari a impedire il successo delle liste avversarie da quella di Portobello Isola delle Femmine: **Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio
*Consiglio Comunale Isola delle Femmine "infiltrazioni mafiose
nella Pubblica Amministrazione" *Consiglio Comunale Isola delle Femmine 1 febbraio 2010 Rinascita Isolana: Le
Vostre collusioni con i POTERI FORTI *Isola delle Femmine 16 Gennaio 2010 Rinascita isolana
*I PACCHI DELL'AMBIENTALISTA
rosso-verde-arancione
*M.A.M.
s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
*M.A.M. s.n.c. Progetto di Variante ed
*Consiglio Comunale Su ATO rifiuti e Ripubblicizzazione Acqua Bene
*Consiglio Comunale Isola delle Femmine 6 Agosto 2009 Rinascita
Isolana: "Assessore" CUTINO dimettiti Revocate l'incarico al geom Impastato
*Minagra dr. Vincenzo Consulente ambientale
del Sindaco Portobello
*Cantiere
Lavoro all’isola ecologica
*Architetto Licata Geologo Cutino
Incaricati di……
*Consiglio Comunale 25 giugno 2009 Insediamento "Sindaco" a
Isola delle FemmineDichiarazione Rinascita Isolana
*Accesso agli Atti Dichiarazione Redditi
*Isola delle Femmine CARTA DEI VALORI
"Servire il Paese"
*Interrogazione Parlamentare su infiltrazione
mafiosa a Isola delle Femmine
*Mi si è ristretto il pene! Colpa
*C.V. Dott. Croce Antonio Responsabile Settore
Vigilanza (Polizia Municipale).
Armao, BENZENE, CEMENTIFICI, CGIL, Chinnici, cromo, GENCHI, lombardo, MAFIA, mercurio, METALLI PESANTI, PELLERITO, PETCOKE, POLVERI SOTTILI, rifiuti, SORBELLO, termovalorizzatori, VANADIO