Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-21913-del-30-08-2019
Timestamp: 2020-08-14 20:40:37+00:00
Document Index: 176321501

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 54', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 117']

Sentenza Cassazione Civile n. 21913 del 30/08/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21913 del 30/08/2019
Cassazione civile sez. II, 30/08/2019, (ud. 22/05/2019, dep. 30/08/2019), n.21913
sul ricorso 3552/2018 proposto da:
presso gli uffici dell’AVVOCATURA GENERALE dello STATO, che lo
avverso il decreto 3752/2017 della CORTE d’APPELLO di PERUGIA,
depositato l’8 giugno 2017.
La Corte d’appello di Perugia, con il decreto qui impugnato, ha dichiarato improponibile il ricorso proposto nel 2012 da S.S. – ricorso volto ad ottenere l’equa riparazione per la irragionevole durata di un giudizio amministrativo di secondo grado iniziato nel 2004 ed ancora pendente in appello alla data di proposizione della domanda rilevando che nel giudizio amministrativo presupposto non era stata presentata istanza di prelievo ma solo un’istanza di fissazione.
Per la cassazione di tale decisione S.S. ha proposto ricorso, sulla base di cinque motivi, illustrati da memorie; l’intimato Ministero ha proposto controricorso per resistere all’avversa pretesa.
1.2. – Deve, infatti, prendersi atto che nelle more del presente giudizio è intervenuta la sentenza della Corte Costituzionale n. 34 del 6 marzo 2019, che ha dichiarato incostituzionale il D.L. n. 112 del 2008, art. 54, comma, 2 e successive modifiche, qui rilevante, trattandosi nella specie di procedimento per il quale non risulta applicabile la previsione di cui alla L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 1, come novellato dalla L. n. 208 del 2015 (attesa la specifica norma transitoria di cui alla stessa L. n. 89 del 2001, art. 6, comma 2 bis, in quanto il processo presupposto alla data del 31 ottobre 2016 avrebbe già superato i termini di durata ragionevole).
2. – La sopravvenuta declaratoria di incostituzionalità della norma che subordina la proponibilità della domanda di equo indennizzo alla necessaria presentazione dell’istanza di prelievo per contrasto con i parametri convenzionali della CEDU (art. 6 par. 1), la cui violazione comporta, appunto, per interposizione, quella dell’art. 117 Cost., comma 1, impone quindi la cassazione del decreto impugnato con rinvio per nuovo esame alla Corte d’Appello di Perugia, in diversa composizione, la quale dovrà in ogni caso considerare, come ribadito dalla Consulta nella menzionata sentenza, che la mancata presentazione dell’istanza di prelievo può costituire elemento indiziante di una sopravvenuta carenza, o di non serietà, dell’interesse della parte alla decisione del ricorso, potendo quindi assumere rilievo ai fini della quantificazione dell’indennizzo ex lege n. 89 del 2001, ma non potendo viceversa condizionare la stessa proponibilità della correlativa domanda.