Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-7224-del-22-03-2017
Timestamp: 2020-06-03 10:14:43+00:00
Document Index: 148037476

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Sentenza Cassazione Civile n. 7224 del 22/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7224 del 22/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 22/03/2017, (ud. 27/01/2017, dep.22/03/2017), n. 7224
sul ricorso 4122/2016 proposto da:
MILIZIE 76, presso lo studio dell’avvocato SIMONA MALVAGNA, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato MARIA GAGLIARDI;
ROMA SRL, rappresentata e difesa dall’avv. Francesca STANCATI e
domiciliata presso la Corte Suprema di Cassazione;
avverso la sentenza n. 1364/2015 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,
Rilevato che G.A. ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza n. 1364/2015 della Corte di Appello di Catanzaro depositata il 27.10.2015 in un procedimento in materia di risoluzione contrattuale e che la società Roma a r.l. resiste con controricorso;
rilevato che il ricorrente ha depositato una memoria unitamente alla relata di notifica della sentenza per via telematica;
ritenuto che sussistono le condizioni per pervenire immediatamente alla declaratoria di improcedibilità ai sensi dell’art. 369 c.p.c., perchè, come è stato ripetutamente affermato da questa Corte (v. Cass. S.U. ord. 16-4-2009, n. 9005, Cass. S.U. 16-4-2009 ord. n. 9006, Cass. 28-9-2009 n. 20795, Cass. 1-12-2009 n. 25296, Cass. 26-4-2010 n. 9928, Cass. 11-5-2010 n. 11376, Cass. 6-8-2010 n. 18416, Cass. 10-92010 n. 19271, Cass. 10-12-2010 n. 25070; più di recente, v. altresì Sez. 1, Sentenza n. 16549 del 2015 non massimata), la previsione – di cui all’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2 – dell’onere di deposito a pena di improcedibilità, entro il termine di cui al 1 comma della stessa norma, della copia della decisione impugnata con la relazione di notificazione, ove questa sia avvenuta, è funzionale al riscontro, da parte della corte di cassazione – a tutela dell’esigenza pubblicistica (e, quindi, non disponibile dalle parti) del rispetto del vincolo della cosa giudicata formale – della tempestività dell’esercizio del diritto di impugnazione, il quale, una volta avvenuta la notificazione della sentenza, è esercitabile soltanto con l’osservanza del c.d. termine breve; che pertanto, nell’ipotesi in cui il ricorrente, espressamente ed implicitamente, alleghi che la sentenza impugnata gli è stata notificata, limitandosi a produrre una copia autentica della sentenza impugnata senza la relata di notificazione, il ricorso per cassazione dev’essere dichiarato improcedibile, restando possibile evitare la declaratoria di improcedibilità soltanto attraverso la produzione separata di una copia con la relata avvenuta nel rispetto dell’art. 372 c.p.c., comma 2, applicabile estensivamente, purchè entro il termine di cui all’art. 369 c.p.c., comma 1 e dovendosi, invece, escludere ogni rilievo dell’eventuale non contestazione dell’osservanza del termine breve da parte del controricorrente ovvero del deposito da parte sua di una copia con la relata o della presenza di tale copia nel fascicolo d’ufficio, da cui emerga in ipotesi la tempestività dell’impugnazione;
considerato che, nel caso in esame, dalla consultazione del fascicolo risultano depositati nel termine di cui all’art. 369 c.p.c., il ricorso notificato, l’istanza ex art. 369 c.p.c. e i fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, ma non la copia conforme della sentenza corredata relata di notifica mentre nella memoria lo stesso difensore dà atto che al momento del deposito del ricorso mancava l’indicazione della data della notifica (2 dicembre 2015);
dichiara improcedibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che liquida in Euro 4.500,00 di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali.