Source: https://www.danea.it/blog/esterometro/
Timestamp: 2020-04-09 02:15:19+00:00
Document Index: 179873738

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 11']

Esterometro 2019: cos'è, cosa comunicare, scadenze e soggetti esclusi
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Esterometro 2019: cos’è e come funziona, le scadenze, i soggetti obbligati e i dati da comunicare
A seguito dell’introduzione della fatturazione elettronica subentra la necessità per l’Agenzia delle entrate di monitorare “le fatture estere”. Vediamo come.
Tempo di lettura: 6 mins 27 secs
Tra i nuovi adempimenti fiscali previsti a carico dei contribuenti residenti titolari di partita iva l’art. 1 co. 909 della Legge di Bilancio 2018 ha introdotto quello che viene comunemente chiamato Esterometro (o spesometro estero), ovvero la comunicazione dei dati relativi alle operazioni effettuate e ricevute con soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.
L’introduzione di questo nuovo obbligo è diretta conseguenza dell’entrata in vigore dal primo gennaio 2019 della fatturazione elettronica, obbligo però limitato solo alle operazioni di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato.
Pertanto dato che:
per tutte le operazioni con controparti non residenti non è previsto l’obbligo della fatturazione elettronica;
a decorrere da quest’anno è stato anche abrogato lo “spesometro” ovvero la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, ecco la necessità per l’Agenzia delle entrate di monitorare “le fatture estere” ovvero le operazioni che hanno come controparti soggetti non stabiliti in Italia.
In particolare l’art. 1 al nuovo comma 3-bis del D.Lgs127/2015, così come introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 prevede che:
“i soggetti passivi di cui al comma 3 trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le modalità indicate nel comma 3. La trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione”.
Definito quindi l’ambito normativo del nuovo adempimento facciamo il punto della situazione in questi primi mesi dalla sua entrata in vigore anche sulla base delle indicazioni fornite dal Provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 30.04.2018 e dai chiarimenti forniti dalla stessa Agenzia nel corso degli ultimi mesi.
1 1. Ambito soggettivo, ovvero: i soggetti obbligati e quelli esonerati dall’esterometro
2 2. Ambito oggettivo, ovvero: le operazioni incluse ed escluse dall’esterometro
3 3. Dati da trasmettere nell’Esterometro
4 4. Termini di presentazione dell’Esterometro
5 5. Esterometro: le sanzioni previste
1. Ambito soggettivo, ovvero: i soggetti obbligati e quelli esonerati dall’esterometro
Sono obbligati alla comunicazione tutti i soggetti Iva residenti o stabiliti in Italia, ovvero coloro che esercitano attività di cessione di beni e prestazione di servizi nel territorio dello Stato e soggetti all’obbligo di emissione della fattura elettronica.
I soggetti esonerati sono quindi:
i contribuenti che applicano il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile (contribuenti “minimi”);
i contribuenti che applicano il regime forfettario;
le associazioni sportive dilettantistiche ed enti non commerciali che hanno optato per il regime di cui alla legge n. 398/1991 se hanno conseguito nel periodo d’imposta precedente proventi per un importo non superiore ad euro 65.000;
produttori agricoli in regime di esonero ai sensi dell’art. 34 co. 6 del D.p.r. 633/1972.
2. Ambito oggettivo, ovvero: le operazioni incluse ed escluse dall’esterometro
Come detto, la norma prevede che la comunicazione abbia a oggetto le operazioni poste in essere nei confronti di soggetti non residenti o operazioni ricevute da soggetti non stabiliti in Italia.
Ai sensi del comma 3-bis dell’art. 1 del D.Lgs 127/2015 sono escluse le operazioni:
per le quali è stata emessa una bolletta doganale;
per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche mediante il sistema di Interscambio (Sdi).
Dato che parliamo essenzialmente di operazioni con soggetti esteri è necessario precisare fin da subito che è irrilevante la circostanza che alcune delle operazioni che sono soggette a “esterometro” siano anche ricomprese nei modelli INTRASTAT.
Infatti, come precisato anche dalla stessa Agenzia delle entrate nelle FAQ pubblicate nel proprio sito internet, il soggetto che per le cessioni UE predispone e trasmette il relativo modello Intra non è esonerato dalla comunicazione dello spesometro estero; è ammessa tuttavia la possibilità di esonero dell’adempimento nel caso in cui il soggetto si avvalga della possibilità di trasmettere allo Sdi la fattura in formato elettronico, indicando quale codice destinatario un codice con 7 X “XXXXXXX”.
È possibile escludere invece dalla comunicazione in esame le cessioni all’esportazione (art. 8 co. 1 lett. a) e b) del D.p.r. 633/1972 in quanto operazioni documentate da bolletta doganale.
Per quanto riguarda invece le operazioni passive andranno sicuramente ricomprese nella comunicazione gli acquisti intracomunitari di beni e gli acquisti di servizi da soggetti non residenti e non stabiliti in Italia, mentre saranno da escludere le importazioni di beni in quanto documentate da bolletta doganale.
Dopo aver definito l’ambito normativo, i soggetti obbligati ed esonerati, la tipologia di operazioni che devono essere comunicate, analizziamo da un punto di vista operativo quali sono i dati da trasmettere, i termini di presentazione ed infine un cenno a quelli che sono gli aspetti sanzionatori in caso di errore o di mancata comunicazione dei dati.
3. Dati da trasmettere nell’Esterometro
Secondo le indicazioni fornite nel Provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 30.04.2018 oggetto della comunicazione sono le operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato. In particolare gli operatori Iva residenti devono trasmettere, utilizzando il tracciato e le regole di compilazione previste dalle specifiche tecniche allegate allo stesso provvedimento:
l’aliquota Iva applicata;
l’imposta ovvero, nel caso in cui l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.
Per quanto riguarda i campi “tipologia di documento” e “natura dell’operazione” è possibile mutuare le indicazione a suo tempo fornite dall’Agenzia delle entrate con riferimento al precedente adempimento dello spesometro:
NB: Come già abbiamo avuto modo di mettere in evidenza la comunicazione in esame è facoltativa per tutte le operazioni per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche.
4. Termini di presentazione dell’Esterometro
Il Provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 30.04.2018 prevede che la trasmissione telematica dei dati debba essere effettuata entro:
l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero;
l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione, dove per data di ricezione si intende la data di registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione dell’IVA.
Si riepilogano pertanto le scadenze previste per il periodo d’imposta 2019, tenendo conto che per le operazioni relative ai mesi di gennaio e febbraio è stata disposta la proroga al 30.04.2019:
5. Esterometro: le sanzioni previste
Ai sensi dell’art. 11 co. 2-quater del D.Lgs n. 471/1997 in caso di omessa o di errata comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere, la sanzione amministrativa applicabile è pari a:
2 Euro per ciascuna fattura omessa o errata nel limite di 1.000 euro per ciascun trimestre;
1 Euro per ciascuna fattura omessa o errata, nel limite di 500 euro (quindi sanzione ridotta alla metà) nel caso in cui la trasmissione venga effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza, ovvero se nello stesso termine è effettuata la trasmissione corretta dei dati.
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