Source: http://gurs.regione.sicilia.it/Pareri/P030009.HTM
Timestamp: 2020-04-03 20:25:02+00:00
Document Index: 174302197

Matched Legal Cases: ['art.125', 'art.8', 'art.14', 'art.1', 'art.8', 'art.8', 'art.92', 'art. 125', 'art. 8', 'art.8', 'art.2', 'art.1', 'art.125', 'sentenza ', 'art.32', 'sentenza ']

Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana - Parere 9 del 2003
Pos. Prot. N. /9.03.11
Oggetto: Articoli dal 14 bis al 14 sexies della legge regionale 3 giugno 1975, n.27, come modificata dalla legge regionale 23 luglio 1977, n.66 - Attuale vigenza -
1. Con la lettera in riferimento codesto Assessorato pone all'Ufficio il quesito se le norme regionali in oggetto - che disciplinano l'eventuale ricovero a carico della Regione, in casi eccezionali, presso luoghi di cura altamente specializzati e non convenzionati con il servizio sanitario nazionale - siano state implicitamente abrogate dall'art.125 della l.r. 26 marzo 2002, n.2, che dispone, sulla scia dell'art.8 septies del D.lgs.30 dicembre 1992, n.502 e successive modifiche e integrazioni, l'abolizione, entro il termine ivi stabilito, dell'assistenza sanitaria in forma indiretta.
Nessun orientamento viene espresso al riguardo nella predetta richiesta di parere.
2. L'art.14 bis della l.r. n.27/1975 così dispone: "L'Asses-sore regionale per la sanità, in casi eccezionali, per comprovate esigenze diagnostico - terapeutiche che non potrebbero altrimenti essere soddisfatte in modo o tempo adeguati nei luoghi di cura convenzionati ubicati nel territorio nazionale, può assumere, a carico del Fondo regionale ospedaliero, la spesa necessaria per il ricovero presso istituti di cura esistenti all'Estero o presso luoghi di cura non convenzionati, altamente specializzati, in atto esistenti nel territorio nazionale, di cittadini residenti in Sicilia, comunque aventi diritto all'assistenza ospedaliera gestita dalla Regione, e semprechè non abbiano altrimenti titolo, sulla base della normativa vigente, a fruire in forma diretta di prestazioni ospedaliere presso luoghi di cura ubicati all'Estero."
I successivi articoli - dal 14-ter al 14-sexies - della stessa l.r. n.27/1975 disciplinano in dettaglio le modalità per la fruizione dell'anzidetto beneficio.
Tutte le disposizioni citate,in forza dell'art.1, primo comma della l.r. 5 gennaio 1991, n.3, "non si applicano in caso di fruizione di prestazioni sanitarie presso istituti sanitari e luoghi di cura comunque denominati ubicati all'estero".
In tema di assistenza indiretta, l'art.8-septies del D.Lgs. n.502/1992 - inserito dal D.Lgs. 19 giugno 1999, n.229 e modificato dal D.Lgs. 28 luglio 2000, n.254 - testualmente recita: "I rimborsi relativi alle prestazioni erogate in forma indiretta sono definiti dalle regioni e dalle province autonome in misura non superiore al cinquanta per cento delle corrispondenti tariffe regionali determinate ai sensi dell'art.8-sexies. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.229, è abolita l'assistenza in forma indiretta per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e in regime di degenza. Resta ferma la normativa vigente in materia di assistenza sanitaria all'estero".
Va infine ricordato che il termine stabilito da quest'ultima norma è stato prorogato al 31 dicembre 2001 dall'art.92, sedicesimo comma della legge 23 dicembre 2000, n.388, e, in Sicilia, ulteriormente prorogato - come si è detto - al 30 giugno 2002 dall'art. 125 della l.r. n. 2/2002.
3. Il quesito in esame sottende il problema se il beneficio istituito dagli articoli 14-bis e seg. della l.r. n.27/1975 rientri a pieno titolo nel concetto di assistenza indiretta; nel qual caso è ovvio che lo stesso non sfuggirebbe all'abolizione di tale forma di assistenza, disposta con formula inequivoca dall'art. 8-septies del D.Lgs. n. 502/1992. E questo dubbio appare fondato, se non altro atteso che le norme in questione vennero aggiunte dal legislatore, con la l.r. n.66/1977, agli articoli 12 e 14 della stessa l.r. n.27/1975, che già regolavano, fra l'altro, in via generale, l'istituto in parola.
Il fatto è - secondo quest'Ufficio - che mentre l'assisten-za definita "indiretta" sembra prescindere, nel sistema della predetta legge regionale, dai requisiti dell'urgenza e della forza maggiore, ed implicare la scelta, da parte dell'utente, tra strutture convenzionate e non convenzionate, gli articoli 14-bis e seg. aggiunti alla medesima legge garantiscono prestazioni sanitarie urgenti non dispensate, in Sicilia, dal servizio sanitario nazionale; sicchè l'ipotesi dell'assistenza indiretta sembra ricorrere qui solo formalmente.
Va a questo punto chiarito che l'abolizione, legislativamente prescritta, dell'assistenza indiretta consegue all'avvento del sistema dell'accreditamento, che dovrebbe escluderne la necessità, essendo volto - com'è noto - ad una drastica riduzione dell'attività sanitaria veramente privata, cioè sganciata dal servizio sanitario pubblico. Ma da ciò, ovviamente, non discende che il predetto sistema - per altro ancora in fase transitoria - abbia rimosso, in particolare nella nostra Regione, i presupposti dell'eventuale ricorso al beneficio di cui trattasi.
Del resto, non è superfluo ricordare che l'art.8-septies, sopra citato, del D.Lgs. n.502/1992 fa salva "la normativa vigente in materia di assistenza sanitaria all'estero", la cui funzione corrisponde in sostanza, nello Stato, a quella svolta in Sicilia, nei confronti del territorio nazionale, dalle disposizioni in discussione (cfr. art.2, primo comma D.M. sanità 3 novembre 1989).
Si è pertanto dell'avviso che queste ultime, ponendosi come norme speciali nel campo dell'assistenza indiretta, non debbano ritenersi abrogate - fermo restando il disposto del già citato art.1, primo comma della l.r. n.3/1991 - dall'art.125 della l.r. n.2/2002.
Conforme a questa tesi è la sentenza del T.A.R. Lazio, sez. I, 30 novembre 2000, n.10728, secondo cui la sospensione dell'assistenza indiretta può valere "unicamente per quei soggetti che non necessitano di cure urgenti e che preferiscono per motivi vari di convenienza non rivolgersi alle strutture pubbliche. Per coloro che invece versano in imminente pericolo di vita e non possono ottenere tempestivamente le cure necessarie presso le strutture pubbliche occorre comunque garantire l'effettiva tutela della salute ex art.32 cost.".
Pertanto - prosegue la stessa sentenza - il diritto alla salute deve ritenersi salvaguardato da quelle disposizioni di legge "che legittimano il ricorso a forme di assistenza indiretta nelle ipotesi in cui le strutture del Servizio sanitario nazionale (convenzionate o accreditate) non siano in grado di assicurare un sollecito intervento sanitario, reso indifferibile dalle condizioni di salute della persona bisognosa di cure mediche".
E conclude che in tale ipotesi di estrema gravità e urgenza "non può essere del tutto negato neppure con un atto legislativo (statale o regionale) il diritto al rimborso delle spese sostenute per un intervento del genere in assistenza ospedaliera indiretta e a maggior ragione ciò non può avvenire sulla base di un provvedimento amministrativo" (nello stesso senso cfr.Corte cost., sent.17 luglio 1998, n.267).