Source: http://biblus.acca.it/mutamento-destinazione-duso-non-autorizzato-gli-impianti-comprovano-labuso-edilizio/
Timestamp: 2019-11-21 13:43:49+00:00
Document Index: 128815973

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 31', 'sentenza ']

La realizzazione degli impianti è sufficiente a comprovare l'abuso edilizio | BibLus-net
Il proprietario di un sottotetto aveva realizzato un’unità immobiliare destinata a civile abitazione in totale difformità dalla concessione edilizia.
In particolare la nuova unità abitativa, a seguito di accertamento della polizia municipale, risultava:
priva dell’altezza minima prevista per l’abitabilità
indipendente rispetto alle sottostanti unità abitative
accessibile tramite scala esterna
dotata di aperture finestrate, non previste in progetto, che avevano determinato modifica dei prospetti
Il tribunale di primo grado aveva condannato il privato cittadino al reato di cui all’art. 44 lett. b) dpr n. 380/2001 ed alla pena di un mese di arresto ed euro 10.000,00 di ammenda con ordine di demolizione delle opere abusive.
La Corte d’Appello confermava la sentenza di primo grado e di conseguenza il proprietario dell’immobile ricorreva in Cassazione.
Mutamento destinazione d’uso: la sentenza di Cassazione
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 49840/2016 si esprime sul ricorso presentato in tema di mutamento della destinazione d’uso di un immobile, da locale sottotetto a civile abitazione.
Ai sensi dell’art. 31, comma 1, dpr 380/2001, si considerano interventi eseguiti in totale difformità dal permesso di costruire quelli che:
comportano la realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche o di utilizzazione da quello oggetto del permesso stesso, ovvero l’esecuzione di volumi edilizi oltre i limiti indicati nel progetto e tali da costituire un organismo edilizio o parte di esso con specifica rilevanza ed autonomamente utilizzabile
La costruzione in totale difformità del permesso di costruire può derivare da:
consistenti aumenti di volumetria
rilevanti modificazioni della struttura esterna dell’immobile
dalla esecuzione di interventi all’interno di un fabbricato che determinino la modificazione di parte dell’edificio
Nel caso in esame, il mutamento della destinazione d’uso è attestato attraverso l’esecuzione di lavori che conferiscono al locale differenti caratteristiche di utilizzazione.
Nella fattispecie la realizzazione, in corso d’opera, dei soli impianti interni (idrico, elettrico e fognario) in ambienti non destinati a civile abitazione è l’inequivocabile dimostrazione della presunzione di abuso edilizio.
Pertanto la Cassazione conferma la condanna prevista nei primi 2 gradi di giudizio.
Clicca qui per scaricare la sentenza di Cassazione n. 49840/2016
Tags: cambio destinazione d'uso, Cassazione, Newsletter 496
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