Source: http://www.irpiniajob.it/prt_news.asp?id=612
Timestamp: 2018-04-19 23:25:47+00:00
Document Index: 28579993

Matched Legal Cases: ['art.22', 'art.34', 'art.70', 'art.71', 'art.70', 'art.34']

Irpinia Job - LAVORO AUTONOMO ACCESSORIO: CHIARIMENTI PER STUDENTI E ATTIVITA' STAGIONALI AGRICOLE
LAVORO AUTONOMO ACCESSORIO: CHIARIMENTI PER STUDENTI E ATTIVITA' STAGIONALI AGRICOLE
L'art.22 della Legge 133/08 ha apportato innovazioni alla disciplina del lavoro accessorio
Mediante lo schema contrattuale introdotto dalla Legge 30/03 possono essere svolte prestazioni di lavoro occasionale retribuente mediante buoni prepagati, che il lavoratore riceve dal datore di lavoro e, successivamente, riscuote presso un concessionario del servizio.
L'utilizzo del contratto era limitato, nella disciplina originaria della Legge 30/03, ad alcuni soggetti a rischio di esclusione sociale o, comunque, non ancora entrati nel mercato del lavoro; la Legge 133/08 modifica tale impostazione, eliminando, salvo eccezioni, la limitazione soggettiva dei lavoratori che possono utilizzare il contratto, e prevedendo che lo stesso possa essere stipulato da chiunque, a condizione che sia finalizzato allo svolgimento di attività lavorative rese nell'ambito delle seguenti attività:
manifestazioni sportive, culturali o caritatevoli o di lavori di emergenza o di solidarietà;
periodi di vacanza da parte di giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l'Università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado;
attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati e da giovani di cui alla lettera e) ovvero attività agricole svolge in favore di soggetti di cui all'art.34, comma 6, del D.P.R 633/72;
impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del Codice Civile, limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi;
Adempimenti propedeutici allo svolgimento delle prestazioni accessorie
Nella disciplina originaria, si potevano svolgere prestazioni con il contratto di lavoro accessorio solo dopo aver comunicato la propria disponibilità ai competenti Centri per l'Impiego, ricevendo, a proprie spese, una tessere magnetica dalla quale risultava la propria condizione. Con la Legge 133/08 questo adempimento è stato abrogato.
Una rilevante peculiarità del contratto consiste nella modalità con cui le prestazioni debbono essere retribuite. Infatti è previsto un sistema che prevede la consegna da parte del comittente di "buoni" di valore predeterminato che dovranno essere riscossi autonomamente dal lavoratore. Ciascun committente deve acquistare presso le rivendite autorizzate un carnet di buoni. Il valore nominale di questi buoni è fissato con Decreto del Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali, tenendo conto della media delle retribuzioni rilevate per l'attività affini a quelle oggetto del lavoro accessorio, nonchè del costo di gestione del servizio. Il lavoratore accessorio, una volta ricevuti in pagamento i buoni, deve recarsi dal concessionario dl servizio che provvede al loro pagamento. Tale compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio. Il concessionario trattiene una quota del buono, con la quale effettuata il versamento per conto del lavoratore dei contributi per fini previdenziali all'Inps, alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della Legge 335/95, e per fini assicurativi contro gli infortuni all'Inail; il medesimo trattiene una ulteriore percentuale a titolo di rimborso spese.
In caso di prestazioni rese nell'ambito dell'impresa familiare, trova applicazione la normale disciplina contributiva e assicurativa del lavoro subordinato. La Legge 133/08 demanda al Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali il compito di individuare, con proprio Decreto, il concessionario del servizio e regolamenta i criteri e le modalità per il versamento dei contributi di cui al comma 4 e delle relative coperture assicurative e previdenziali.
In attesa del Decreto ministeriale i concessionari del servizio sono individuati nell'Inps e nella Agenzie per il lavoro, cioè le Agenzie autorizzate allo svolgimento delle attività di somministrazione e intermediazione di manodopera.
L'utilizzo del contratto è limitato sotto il profilo della durata e del compenso complessivo.
Secondo l'art.70 del D.Lgs. 276/03, le attività lavorative svolte con il lavoro accessorio, anche se rese in favore di più beneficiari, configurano rapporti di natura meramente occasionale e accessoria, a condizione che non diano complessivamente luogo, con riferimento a ciascun committente, a compensi superiori a € 5.000,00 nel corso di un anno solare.
Le imprese familiari possono utilizzare prestazioni di lavoro accessorio per un importo complessivo non superiore, nel corso di ciascun anno fiscale, a € 10.000,00
Studenti durante le vacanze
La legge 133/08 abbandona l'impostazione originaria della Legge 30/03 la quale, all'art.71, oggi abrogato, elencava quali soggetti potevano utilizzare il lavoro accessorio. Questa lista includeva tutta una serie di figure che, per motivi diversi, avevano una presenza marginale nel mercato del lavoro.
Nella nuova impostazione, chiunque può svolgere prestazioni di lavoro accessorio, in quanto viene meno la lista anzidetta. Tuttavia la limitazione soggettiva sopravvive con riferimento ad alcune fattispecie.
In particolare, per quanto riguarda l'esecuzione di prestazioni di lavoro accessorio durante i periodi di vacanza, la legge prevede che le medesime prestazioni possono essere rese esclusivamente da parte di giovani conmeno di 25 anni di età, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l'Università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado. In questa ipotesi, quindi, il requisito soggettivo per l'accesso al lavoro accessorio è duplice:
iscrizione regolare ad un ciclo di studi universitari o secondari;
non aver compiuto ancora i 25 anni di età.
Va chiarito cosa si intende per "periodo di vacanza". La legge utilizza questa espressione senza fornire ulteriori indicazioni sui periodi dell'anno che rientrano nella nozione, tuttavia va considerato che i soggetti che possono stipulare il contratto devono, necessariamente, essere studenti, è pertanto logico ritenere che debba intendersi come "periodi di vacanza" ogni periodo nel quale siano sospese le attività scolastiche e universitarie.
Il nuovo testo dell'art.70 della Legge 133/08 prevede che il contratto possa essere utlizzato per lo svolgimento di "attività agricole di carattere stagionale" o, comunque, per lo svolgimento di attività agricole in favore di piccoli produttori rientranti nei limiti previsti dall'art.34, comma 6, del D.P.R 633/72, nel caso in cui le medesime attività siano svolte dai seguenti soggetti:
giovani con meno di 25 anni di età regolarmente iscriiti ad un ciclo presso l'Università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado.
Con riferimento a questa ipotesi la verifica propedeutica all'utilizzo del contratto sarà duplice. Da un lato dovrà essere verificato il carattere stagionale dell'attività (ad esempio, la vendemmia) oppure il possesso da parte del produttore delle caratteristice individuate dal D.P.R 633/72 per potersi definire piccolo produttore agricolo. Dall'altro, occorrerà verificare che il lavoratore sia titolare di un trattamento pensionistico, sia di vecchiaia che di anzianità, oppure che abbia un'età inferiore ai 25 anni e sia iscritto ad un ciclo universitario o scolastico