Source: https://tuteladipuntaala.org/buone-speranze-per-il-gualdo-incostituzionale-art-58-2-l-13308/
Timestamp: 2020-04-07 03:40:00+00:00
Document Index: 130363975

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Buone speranze per il Gualdo – Incostituzionale art 58.2 L. 133/08 | Associazione Tutela di Punta Ala
Buone speranze per il Gualdo – Incostituzionale art 58.2 L. 133/08
La fine dell´anno 2009 porta buone notizie. Come sapete, il 28/12 l´Associazione Tutela di Punta Ala ha depositato il ricorso straordinario al Capo dello Stato. Ebbene, il 30/12 la Corte Costituzionale con la sentenza 340/2009 ha dichiarato incostituzionale il comma 2 dell´art. 58 l. 133/2008, che sta alla base della delibera del 13 Agosto del Comune di Castiglione (che ha reso edificabile il giardino del Gualdo), con argomentazioni identiche a quelle dell´Avvocato Mario Zotta. Questa Sentenza faciliterà il percorso del ricorso. Si può pertanto affermare che vi sono buone speranze che il giardino del Gualdo sia salvaguardato.
Per chi vuole “cimentarsi” nell´esame della questione prettamente giuridica, alleghiamo i seguenti documenti:
:: Il mirabile ricorso dell´Avvocato Zotta, consta di 28 pagine.
Richiede al Presidente della Repubblica, con articolate e molteplici argomentazioni,Â l´annullamento, previa sospensione, della delibera num. 25 del 13 Agosto 2009 del Comune di Castiglione della Pescaia. (download)
:: Art. 58 legge 133/2008. Il testo della norma. Evidenziato in rosso la parte del comma 2 che è stata dichiarata incostituzionale. (download)
:: La sentenza 340/2009 della Corte costituzionale (depositata, e quindi resa pubblica, il 30 Dicembre 2009), si pronuncia sul ricorso promosso dalle Regioni Piemonte, Toscana, Veneto, Emilia Romagna. (download)
Segue Estratto:
“La questione sollevata dalle quattro ricorrenti [sul comma 2], è fondata, nei sensi di seguito indicati.
La norma censurata stabilisce che «L´inserimento degli immobili nel piano ne determina la conseguente classificazione come patrimonio disponibile e ne dispone espressamente la destinazione urbanistica; la deliberazione del consiglio comunale di approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni costituisce variante allo strumento urbanistico generale. Tale variante, in quanto relativa a singoli immobili, non necessita di verifiche di conformità agli eventuali atti di pianificazione sovraordinata di competenza delle Province e delle Regioni. La verifica di conformità è comunque richiesta e deve essere effettuata entro un termine perentorio di trenta giorni dalla data di ricevimento della richiesta, nei casi di varianti relative a terreni classificati come agricoli dallo strumento urbanistico generale vigente, ovvero nei casi che comportano variazioni volumetriche superiori al 10 per cento dei volumi previsti dal medesimo strumento urbanistico vigente».
Ancorché nella ratio dell´art. 58 siano ravvisabili anche profili attinenti al coordinamento della finanza pubblica, in quanto finalizzato alle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare degli enti, non câ€™è dubbio che, con riferimento al comma 2 qui censurato, assuma carattere prevalente la materia del governo del territorio, anch´essa rientrante nella competenza ripartita tra lo Stato e le Regioni, avuto riguardo all´effetto di variante allo strumento urbanistico generale, attribuito alla delibera che approva il piano di alienazione e valorizzazione.
Ai sensi dell´art. 117, terzo comma, ultimo periodo, Cost., in tali materie lo Stato ha soltanto il potere di fissare i principi fondamentali, spettando alle Regioni il potere di emanare la normativa di dettaglio. La relazione tra normativa di principio e normativa di dettaglio va intesa nel senso che alla prima spetta prescrivere criteri ed obiettivi, essendo riservata alla seconda l´individuazione degli strumenti concreti da utilizzare per raggiungere detti obiettivi (ex plurimis: sentenze nn. 237 e 200 del 2009).
Orbene la norma in esame, stabilendo l´effetto di variante sopra indicato ed escludendo che la variante stessa debba essere sottoposta a verifiche di conformità, con lâ€™eccezione dei casi previsti nell´ultima parte della disposizione (la quale pure contempla percentuali volumetriche e termini specifici), introduce una disciplina che non è finalizzata a prescrivere criteri ed obiettivi, ma si risolve in una normativa dettagliata che non lascia spazi d´intervento al legislatore regionale, ponendosi così in contrasto con il menzionato parametro costituzionale (sentenza n. 401 del 2007).
Alla stregua di queste considerazioni deve essere dichiarata l´illegittimità costituzionale dell´art. 58, comma 2, del d.l. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, per contrasto con l´art. 117, terzo comma, Cost., restando assorbito ogni altro profilo.
Da tale declaratoria, tuttavia, resta esclusa la proposizione iniziale del comma 2, secondo cui «L´inserimento degli immobili nel piano ne determina la conseguente classificazione come patrimonio disponibile e ne dispone espressamente la destinazione urbanistica». Infatti, in primo luogo, la suddetta disposizione non risulta oggetto di specifiche censure. In secondo luogo, mentre la classificazione degli immobili come patrimonio disponibile è un effetto legale conseguente all´accertamento che si tratta di beni non strumentali allâ€™esercizio delle funzioni istituzionali dell´ente, la destinazione urbanistica va ovviamente determinata nel rispetto delle disposizioni e delle procedure stabilite dalle norme vigenti.
dichiara l´illegittimità costituzionale dellâ€™art. 58, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, esclusa la proposizione iniziale: «L´inserimento degli immobili nel piano ne determina la conseguente classificazione come patrimonio disponibile e ne dispone espressamente la destinazione urbanistica».”
Buon anno a tutti e grazie per il sostegno!
PS: Ai molti che l´hanno richiesto, comunichiamo che è possibile partecipare alle spese processuali (attualmente non pienamente quantificabili, ma per esperienza professionale, senza dubbio non inferiori ai 20.000,00 euro), inviando un contributo al conto corrente dell´Associazione:
:: IBAN: IT94 O 01030 72219 000 000 146136 (in color rosso la lettera “O” che è il Codice CIN) – Â CAUSALE: “Contributo al ricorso straordinario”.
Sarà nostra cura tenere aggiornato sul sito l´elenco dei contributori, che potranno anche utilizzare un alias, se volessero mantenere l´anonimato (per maggiori informazioni, scrivere a: info@tuteladipuntaala.org).