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Timestamp: 2016-10-23 14:26:59+00:00
Document Index: 25989377

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'art. 37', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 408 del 30.10.2008
della legge 212 del 2000. Ambito dell'esenzione da ogni tassa ed imposta degli
atti del processo relativi al giudizio di opposizione avverso alle sanzioni
amministrative - articolo 23 della legge 24 novembre 1981, n. 689
Il Ministero ...- fa presente che l'articolo 23,
comma 10, della legge 24 novembre 1981, n. 689, in materia di giudizio di
opposizione a provvedimenti applicativi di sanzioni amministrative, prevede che
"gli atti del processo e la decisione sono esenti da ogni tassa e
imposta".
L'istante rappresenta, altresì, che l'articolo 26,
decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 40 ha abrogato l'ultimo comma del
predetto articolo 23 il quale, in materia di opposizione alle sanzioni
amministrative prevedeva, quale fase di gravame, la sola ricorribilità in
Cassazione della sentenza di primo grado. La modifica normativa comporta,
pertanto, l'appellabilità della sentenza di primo grado secondo la procedura
Ciò premesso, l'istante chiede, con specifico
riferimento all'imposta di registro, il parere della scrivente in merito
all'applicazione della esenzione prevista dall'articolo 23 della legge n. 689,
anche ai gradi di giudizio successivi al primo.
L'istante non prospetta alcuna soluzione
L'articolo 23 della legge 24 novembre 1981, n. 689,
che in tema di sanzioni amministrative disciplina il "giudizio di
opposizione", anteriormente alle modifiche recate dall'articolo 26 del
D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, all'ultimo comma stabiliva che "la sentenza
è inappellabile ma è ricorribile per cassazione".
A seguito dell'abrogazione di quest'ultima
disposizione, nei giudizi in esame i provvedimenti del giudice di primo grado
sono ora appellabili secondo la procedura ordinaria.
Nessuna modifica normativa, invece, è stata apportata
al comma 10 del medesimo articolo 23, il quale tuttora prevede che "gli
atti del processo e la decisione sono esenti da ogni tassa e imposta".
Ciò premesso, relativamente all'imposta di registro,
si osserva che l'art. 37 del Testo
Unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro (di seguito TUR),
approvato con DPR 26 aprile 1986, n. 131, dispone che "gli atti
anche parzialmente il giudizio, i decreti ingiuntivi esecutivi, i provvedimenti
che dichiarano esecutivi i lodi arbitrali e le sentenze che dichiarano efficaci
nello Stato sentenze straniere, sono soggetti all'imposta anche se al momento
conguaglio o rimborso in base a successiva sentenza passata in giudicato; alla
sentenza passata in giudicato sono equiparati l'atto di conciliazione giudiziale
e l'atto di transazione stragiudiziale in cui è parte l'amministrazione dello
Alla luce di tale disposizione si ritiene, pertanto,
che l'esenzione di cui al comma 10 dell'articolo 23 della legge n. 689 del 1981
rappresenta una espressa deroga al sistema di tassazione delle sentenze
ordinariamente disciplinato dal TUR.
Al fine di stabilire l'ambito applicativo della
predetta norma agevolativa, e in particolare in ordine alla possibilità di
estendere l'esenzione ivi prevista anche al giudizio di appello, occorre
considerare la peculiarità del procedimento di opposizione all'irrogazione
Al riguardo, la Corte Costituzionale con sentenza del
18 marzo 2004, n. 98, ha affermato che il procedimento in esame "...si
caratterizza per una semplicità di forme del tutto peculiare, all'evidenza
intesa a rendere il più possibile agevole l'accesso alla tutela giurisdizionale
nella specifica materia...".
Dalla medesima sentenza, si evince che la ratio della
norma agevolativa in esame è quella "...di favorire il ricorso alla tutela
giurisdizionale, nella materia delle sanzioni amministrative, nonostante il
valore generalmente modesto della controversia...".
In definitiva, tenuto conto del tenore letterale della
disposizione recata dall'articolo 23, comma 10, della legge n. 689 del 1981, e
della finalità perseguita dal legislatore, resa manifesta dalla Corte
Costituzionale, di favorire il ricorso alla tutela giurisdizionale non
aggravando i costi del procedimento, si ritiene che nel giudizio di opposizione
all'irrogazione di sanzioni amministrative l'esenzione da ogni tassa e imposta
degli atti del processo e della decisione si applica anche ai gradi del processo