Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-182-codice-civile-amministrazione-affidata-ad-uno-solo-dei-coniugi
Timestamp: 2018-03-20 02:05:16+00:00
Document Index: 90365913

Matched Legal Cases: ['art. 61', 'art. 182', 'art. 183', 'art. 182', 'art. 180', 'art. 182']

Codice civile Art. 182 codice civile: Amministrazione affidata ad uno solo dei coniugi
In caso (1) di lontananza (2) o di altro impedimento di uno dei coniugi l’altro, in mancanza di procura (3) del primo risultante da atto pubblico o da scrittura privata autenticata, può compiere, previa autorizzazione del giudice e con le cautele eventualmente da questo stabilite, gli atti necessari per i quali è richiesto, a norma dell’articolo 180, il consenso di entrambi i coniugi.
Procura: [v. 1392]; Atto pubblico: [v. 2699]: Scrittura privata autenticata: [v. 2703].
(1) Art. così sostituito ex l. 19-5-1975, n. 151 (art. 61) (Riforma del diritto di famiglia).
(2) Si ritiene sufficiente un’assenza prolungata dalla residenza familiare e non anche una vera e propria irreperibilità.
(3) La procura per la realizzazione degli atti di amministrazione del patrimonio familiare può essere rilasciata non solo all’altro coniuge (procura generale), ma anche ad un terzo (procura speciale).
L’articolo prende in considerazione il caso in cui il coniuge sia nell’impossibilità di prestare il consenso, l'articolo precedente il caso in cui non si vogli prestare il consenso.
La dichiarazione di inammissibilità di una domanda giudiziale per difetto di procura (nella specie, rilasciata dal presidente di una società cooperativa senza le formalità prescritte dallo statuto) non fa sorgere alcuna responsabilità professionale dell'avvocato, per avere coltivato la domanda ignorando tale vizio, essendo onere di chi la procura conferisce informare il professionista circa l'esistenza di clausole statutarie limitative dei poteri rappresentativi degli organi sociali.
Cassazione civile sez. II 11 luglio 2012 n. 11743
L'autorizzazione prevista dall'art. 182 comma 1 c.c., presuppone un impedimento di carattere temporaneo e transeunte, mentre in caso di impedimento di carattere permanente si deve ricorrere alla esclusione del coniuge dalla amministrazione, ex art. 183 comma 1 c.c., ovvero al procedimento di interdizione, se l'impedimento è determinato da abituale capacità di intendere e di volere.
Corte appello Milano 07 marzo 2003
Ai fini dell'autorizzazione prevista dall'art. 182 c.c., l'impedimento per motivi di malattia mentale di uno dei coniugi ad amministrare i beni in comunione legale, non deve essere nè permanente, nè di assai lunga durata; in caso di malattia mentale permanente e di assai lunga durata, il consenso richiesto dall'art. 180 c.c., può essere responsabilmente espresso. in seno al giudizio diretto all'accertamento dell'incapacità, solo da un rappresentante del coniuge malato, vale a dire da un tutore provvisorio, fermo restando che, in ogni caso, nell'istanza diretta ad ottenere l'autorizzazione ex art. 182 c.c. va descritta e dimostrata la necessità, o, quanto meno, l'utilità evidente dell'atto per cui l'autorizzazione "de qua" è richiesta.
Tribunale Torino 25 ottobre 1999