Source: http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/1181.htm
Timestamp: 2018-01-16 17:15:30+00:00
Document Index: 135593948

Matched Legal Cases: ['art. 76', 'art. 76', 'art. 79', 'art. 76', 'art. 2900', 'art. 76', 'art.79', 'art. 76', 'art. 57', 'art. 57', 'art. 615', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 482']

Esecuzione esattoriale immobiliare – Limite di cui all’art. 76 DPR 602/1973 – Deducibilità in via di opposizione anche da parte di creditori surrogati - Necessaria – Carattere di impignorabilità – Sussistenza.
documento 1181/2008
Tribunale di Napoli 20 febbraio 2008, Est. Leonardo Pica.
L’agente della riscossione non ha diritto di procedere all’esecuzione esattoriale immobiliare, laddove sussista il limite di cui all’art. 76 co. 2 d.P.R. n. 602/1973 (ossia quando il valore dell’immobile determinato a norma dell’art. 79 d.P.R. n. 602/1973 e diminuito delle passività ipotecarie aventi priorità sul credito per il quale si procede, è inferiore all’importo di cui all’art. 76 co. 1 d.P.R. n. 602/1973), limite che va dedotto dal debitore con l’opposizione all’esecuzione ovvero, come nella specie, dagli altri creditori in via surrogatoria, in quanto si traduce in una sorta di impignorabilità relativa dei cespiti che siano, per così dire, incapienti. (fb)
Confermato il provvedimento di sospensiva, la causa veniva rinviata, con concessione dei termini e dei differimenti di cui agli artt. 183 e 184 c.p.c..
Acquisita la documentazione prodotta dalle parti, senza ulteriore attività istruttoria, la causa veniva rinviata per la precisazione delle conclusioni.
Mutato l’istruttore, sulle conclusioni trascritte in epigrafe, all’udienza del 27.11.2007 la causa veniva riservata in decisione, con concessione alle parti dei termini di legge per il deposito delle comparse conclusionali e delle memorie di replica.
1)In buona sostanza la MPS Gestione Crediti Banca s.p.a. si oppone all’esecuzione, deducendo di agire anche in via surrogatoria ex art. 2900 c.c., in luogo della propria debitrice, per contestare che l’agente della riscossione avrebbe intrapreso l'esecuzione esattoriale immobiliare in violazione del disposto di cui all’art. 76 co. 2 d.P.R. n.602/1973, secondo cui il concessionario non procede all’espropriazione immobiliare se il valore dell’immobile determinato a norma dell’art.79 d.P.R. n.602/1973 e diminuito delle passività ipotecarie aventi priorità sul credito per il quale si procede, è inferiore all’importo di cui all’art. 76 co. 1 d.P.R. n.602/1973 (pari ad euro 1.549,37, al momento in cui è stata intrapresa l’azione esecutiva de quo).
2)Contrariamente a quanto eccepito dalla Gest Line s.p.a., la banca deve ritenersi legittimata a proporre anche l’opposizione all’esecuzione – a tacer d’altro – surrogandosi al debitore inerte (cfr. Cass. 18.3.1960 n. 564; Cass. 29.4.1961 n. 986).
3)Né valgono nella specie i limiti posti dall’art. 57 d.P.R. n. 602/1973 all’ammissibilità del suddetto rimedio, in quanto dagli atti risulta che l’esecuzione esattoriale è stata intrapresa per il recupero di crediti (sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada) che non costituiscono carichi di natura tributaria (cfr. gli estratti di ruolo versati in atti).
In ogni caso, le doglianze dell'opponente pongono in discussione la concreta assoggettabilità dei beni immobili della esecutata al procedimento di esecuzione immobiliare esattoriale, dal momento che il limite previsto dalla legge si pone (sia pure in senso lato) come ragione di impignorabilità dei beni immobili del contribuente, tale da configurarsi, nei confronti degli atti di espropriazione forzata, come motivo di opposizione all’esecuzione, ammissibile (ex art. 57 co.1 lett. a del D.P.R. n. 602 del 1973) qualunque natura abbiano i crediti iscritti a ruolo.
4)Va premesso, dunque, che la denuncia dell'esistenza di un limite legale all'esercizio del diritto del creditore procedente di far espropriare i beni del debitore si configura come opposizione all'esecuzione, disciplinata dall'art. 615 co. 2 c.p.c., in quanto con essa si contesta il diritto del creditore di procedere ad esecuzione forzata ed è diretta ad impedire che il processo giunga alla sua naturale conclusione (e non già solo a redimere l’atto eventualmente viziato) (cfr. amplius Cass. n. 6262/1988; n. 7993/1994; n. 10259/1997; n. 5077/2001).
5)Sempre in punto di diritto, va evidenziato che effettivamente, secondo parte della dottrina, quella di cui all’art. 76 co. 2 cit. non costituirebbe una vera e propria condizione di procedibilità dell’azione esecutiva, come quella di cui al primo comma del medesimo articolo, ma sarebbe una norma diretta a regolare i rapporti tra l’agente della riscossione e gli enti impositori, attribuendo al concessionario la facoltà di non procedere in via esecutiva laddove appaia insussistente la convenienza di tale iniziativa.
Anzitutto, sotto il profilo letterale, la norma sembra contenere un precetto ancor più perentorio di quello di cui all’art. 76 co. 1, enunciando testualmente che <<il concessionario non procede all’espropriazione immobiliare>>, allorquando il valore dell’immobile è inferiore ad un determinato importo, tale da lasciar ritenere verosimile il mancato recupero delle stesse spese di riscossione.
1)accoglie l’opposizione e, per l’effetto, dichiara che EQUITALIA POLIS S.P.A. (già GEST LINE S.P.A.) non ha diritto di procedere all’esecuzione esattoriale sull’immobile sito in Napoli alla via Pontenuovo n. 24 (censito nel NCEU al foglio 11, part. 482, sub. 8) nei confronti di Franco Concetta, sulla scorta delle cartelle esattoriali poste a fondamento dell’avviso di vendita di cui è causa;
2)dichiara compensate le spese di lite.