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Timestamp: 2018-07-22 20:36:53+00:00
Document Index: 26335238

Matched Legal Cases: ['art. 200', 'art. 41', 'art. 76', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 2932', 'art. 15', 'art. 464', 'art. 586', 'art. 408', 'art. 559', 'art. 317']

La Sezione Sesta, decidendo su una fattispecie di perquisizione e sequestro di computer di giornalista, ha affermato:
- che deve ritenersi violato il principio di proporzionalità ed adeguatezza, applicabile anche ai vincoli reali, nel caso di sequestro indiscriminato di un sistema informatico a fini probatori che conduca, senza che ve ne sia specifica ragione, all’apprensione dell’intero contenuto di informazioni;
- che le disposizioni introdotte dalla legge 48/2008 riconoscono al dato informatico, in quanto tale, la caratteristica di oggetto del sequestro, di modo che il trattenimento di copia dei dati sequestrati, con restituzione all’avente diritto del loro supporto fisico originale di memoria, non fa cessare il sequestro;
- che il diritto all’anonimato sulle fonti del giornalista, quale previsto dall’art. 200 cod. proc. pen., non consente il ricorso a perquisizione e sequestro per acquisire il nominativo della fonte, salvo che non ricorrano, ex ante, le condizioni per la non operatività del diritto al segreto.
Presidente: N. Milo
Relatore: P. Di Stefano
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Sentenza n. 24617 ud. 24/02/2015 - deposito del 10/06/2015
Etichette: Sezione sesta penale
La prima sezione, decidendo su un reclamo contro la proroga del regime di cui all’art. 41-bis ord. pen., ha affermato che è irrilevante la circostanza che il condannato, detenuto in virtù di un cumulo comprensivo di pene per reati legittimanti l'applicazione del regime detentivo speciale e per altri reati, abbia ottenuto la “sospensione” della parte di pena relativa ai primi reati in ragione della pendenza di giudizio di revisione, tenuto conto non solo del principio di unicità della pena di cui all'art. 76, comma primo, cod. pen., ma anche delle specifiche finalità di ordine e sicurezza del regime differenziato.
Presidente: A. Cortese
Relatore: F. Casa
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Sentenza n. 25832 ud. 05/02/2015 - deposito del 18/06/2015
Etichette: Sezione prima penale
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, dirimendo un contrasto in merito, hanno affermato che l’'omesso avviso dell'udienza al difensore di fiducia tempestivamente nominato dall'imputato o dal condannato integra una nullità assoluta ai sensi degli artt. 178, comma 1 lett. c) e 179, comma 1 cod.proc.pen.
Presidente: G. Santacroce
Relatore: M. Cassano
24630_06_2015 (1316 Kb)
Sentenza n. 24630 ud. 26/03/2015 - deposito del 10/06/2015
Etichette: Sezioni unite penali
Le Sezioni Unite, componendo il relativo contrasto, hanno affermato il principio secondo il quale, ove la parte contesti l'autenticità del testamento olografo, la stessa è tenuta a proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura e, quindi, secondo i principi generali dettati in tema di accertamento negativo, su di essa grava l’onere della relativa prova.
Presidente: L.A. Rovelli
Relatore: G. Travaglino
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Sentenza n. 12307 del 15/06/2015
Etichette: Sezioni unite civili
Le Sezioni Unite, componendo il relativo contrasto, hanno affermato che la modificazione della domanda ammessa ex art. 183 cod. proc. civ. può riguardare anche uno o entrambi gli elementi oggettivi della stessa (“petitum” e “causa petendi”), sempre che la domanda così modificata risulti comunque connessa alla vicenda sostanziale dedotta in giudizio e senza che, perciò solo, si determini la compromissione delle potenzialità difensive della controparte, ovvero l’allungamento dei tempi processuali. Ne consegue l’ammissibilità della modifica, nella memoria ex art. 183 cod. proc. civ., dell’originaria domanda formulata ex art. 2932 cod. civ. con quella di accertamento dell’avvenuto effetto traslativo.
Presidente: L. A. Rovelli
Relatore: C. Di Iasi
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Sentenza n. 12310 del 15/06/2015
La Corte di Cassazione ha, in sede cautelare, ritenuta esistente nella città di Roma una associazione per delinquere di stampo mafioso che, in virtù della capacità intimidatoria già collaudata in altri settori criminali “tradizionali“, esercitava, attraverso contiguità politiche ed elettorali e con l’uso di prevaricazioni e di una sistematica attività corruttiva, condizionamenti diffusi nell’assegnazione degli appalti, nel rilascio di concessioni e nel controllo di settori di attività di enti pubblici, determinando in tal modo un sostanziale annullamento della concorrenza.
Presidente: A. Agrò
Relatore: G. De Amicis
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Sentenza n. 24535 ud. 10/04/2015 - deposito del 12/06/2015
TRIBUTI - INTERMEDIARI FINANZIARI - FINANZIAMENTI A MEDIO LUNGO TERMINE - AGEVOLAZIONE EX ART. 15 DEL D.P.R. N. 601 DEL 1973 - INAPPLICABILITA' - QUESTIONE DI LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE
Non è manifestamente infondata, in riferimento agli artt. 3 e 41, primo comma, Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 15 del d.P.R. n. 601 del 1973, nella parte in cui esclude l’applicabilità dell’agevolazione fiscale, prevista per i finanziamenti a medio o lungo termine effettuati dalle banche, anche ai medesimi finanziamenti posti in essere da intermediari finanziari.
Presidente: F. Roselli
Relatore: A. Cappabianca
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Ordinanza interlocutoria n. 11373 del 03/06/2015
REATO - ESTINZIONE (CAUSE DI) - IN GENERE - SOSPENSIONE CON MESSA ALLA PROVA – ORDINANZA DI RIGETTO – AUTONOMA RICORRIBILITÀ PER CASSAZIONE - SUSSISTENZA.
La Quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato il principio secondo cui in tema di sospensione del processo per messa alla prova, l’ordinanza di rigetto dell’istanza è autonomamente impugnabile dall’imputato con ricorso per cassazione, in quanto il tenore letterale dell’art. 464-quater, comma 7, cod. proc. pen., che include nella disciplina dell’autonoma ricorribilità qualsiasi provvedimento decisorio, sia esso ammissivo o reiettivo della richiesta in questione, sottrae questo alla previsione generale di cui all’art. 586 cod. proc. pen..
Presidente: A. Bevere
Relatore: A. Caputo
24011_06_2015 (441 Kb)
Sentenza n. 24011 ud. 23/02/2015 - deposito del 04/06/2015
Etichette: Sezione quinta penale
INDAGINI PRELIMINARI - CHIUSURA DELLE INDAGINI - ARCHIVIAZIONE - RICHIESTA DEL PUBBLICO MINISTERO - NOTIFICA ALLA PERSONA OFFESA - DELITTI COMMESSI CON VIOLENZA CONTRO LA PERSONA - AVVISO DELLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE ALLA PERSONA OFFESA – NECESSITÀ - PROCEDIMENTO DAVANTI AL GIUDICE DI PACE – APPLICABILITÀ.
La S.C. ha affermato che l’art. 408, comma 3-bis, cod. proc. pen., secondo il quale per i delitti commessi con violenza contro la persona l’avviso della richiesta di archiviazione è in ogni caso notificato alla persona offesa a cura del P.M., è applicabile anche nel procedimento davanti al giudice di pace.
Presidente: G. Lapalorcia
Relatore: F. Lignola
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Sentenza n. 22991 ud. 02/03/2015 - deposito del 28/05/2015
MISURE CAUTELARI REALI - SEQUESTRO CONSERVATIVO SU BENI IMMOBILI - IMPUGNABILITA' DEI PROVVEDIMENTI RELATIVI ALLA NOMINA DEL CUSTODE - SUSSISTENZA - RAGIONI
In materia di sequestro conservativo di beni immobili, la Corte di Cassazione ha affermato che sono impugnabili i provvedimenti relativi alla nomina ed alla sostituzione del custode in quanto, in sede penale, non opera la limitazione contenuta nell’art. 559, ultimo comma, cod.proc.civ., attenendo il richiamo alle norme civilistiche, operato dall’art. 317, terzo comma cod.proc.pen., esclusivamente alla modalità esecutiva del sequestro.
Presidente: A. Franco
Relatore: A. Scarcella
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Sentenza n. 24372 ud. 14/05/2015 - deposito del 09/06/2015
Etichette: Sezione terza penale
STUPEFACENTI - IN GENERE - CORTE COST., SENT. N. 32 DEL 2014 - REVIVISCENZA DELL'ORIGINARIO TRATTAMENTO SANZIONATORIO - DROGHE COSIDDETTE "LEGGERE" - REGIME SANZIONATORIO DI MAGGIOR FAVORE PER IL REO - CONFIGURABILITÀ - PENA INFLITTA A TITOLO DI CONTINUAZIONE - PRONUNCIA DI INCOSTITUZIONALITÀ - INCIDENZA - ANNULLAMENTO CON RINVIO LIMITATAMENTE ALLA DETERMINAZIONE DELL'AUMENTO DI PENA - NECESSITÀ.