Source: http://vaccinarsi.blogspot.com/2015/02/italia-scienza-in-tribunale.html
Timestamp: 2018-05-22 13:50:27+00:00
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Vaccinar...SI !: Italia: Scienza in tribunale
I genitori vengono aizzati in modo sistematico contro i medici che, seguendo le linee guida internazionali, raccomandano le vaccinazioni e qualora venga diagnosticata qualche patologia dopo la somministrazione di un vaccino, viene consigliato loro di rivolgersi a cosiddetti “avvocati esperti in danni da vaccino” che lavorano – mano nella mano – con medici che non nascondono la propria opinione critica verso i vaccini. Non di rado sono proprio questi avvocati che, per esempio su social network come Facebook, vanno a caccia di nuovi clienti a cui offrire i propri servizi.
Negli ultimi anni in Italia sono state intentate diverse cause da parte di genitori di bambini autistici al fine di ottenere l’ indennizzo per un presunto danno da vaccino. Ad alcuni di questi genitori i giudici hanno dato ragione.
Ad esempio, lo scorso novembre è stata resa pubblica la sentenza del 23 settembre 2014 del tribunale di Milano, in cui il Ministero della Salute è stato condannato al pagamento dell’indennizzo a favore di un bambino autistico. Il Ministero della Salute ha fatto ricorso.In questo caso, secondo il giudice, ad aver causato i sintomi dell’autismo è stato l’esavalente (Infanrix Hexa), che in Italia è raccomandato nel terzo, quinto e undicesimo mese. Nella sentenza vengono citati alcuni stralci della perizia che mettono in evidenza le fondamenta antiscientifiche su cui si basa la decisione del giudice.
I punti principali del perito sono:
1) Che i rischi del vaccino sono sottostimati (cit)“per l’esistenza, come recentemente confermata dall’autorità sanitaria australiana, di lotti del vaccino contenenti un disinfettante a base di mercurio (ndr = il timerosal), oggi ufficialmente bandito per via della comprovata neurotossicità, in concentrazioni tali da eccedere largamente i livelli massimi raccomandati per lattanti del peso di pochi chilogrammi.”
In realtà, ad oggi l’Infanrix Hexa non contiene timerosal (nemmeno in tracce). Anche nel 2006, l’anno in cui il bambino è stato vaccinato, il timerosal non era contenuto come conservante, ma in quel periodo erano ancora presenti delle minuscole tracce di 10 ppb (ppb = parti per miliardo) come residuo del processo produttivo. Questi valori sono molto lontani dai valori massimi consentiti e non hanno alcun significato per la salute.
Inoltre, anche nella quantità usata come conservante, il timerosal non causava problemi significativi alla salute e non è nemmeno responsabile per l’autismo: questa presunta correlazione è stata smentita anni fa da numerosi studi. Nonostante la rimozione del timerosal dai vaccini, avvenuta nel 1999/2000, il numero di diagnosi di autismo ha continuato a crescere con lo stesso ritmo degli anni precedenti.
Riguardo l’informazione che le autorità sanitarie australiane avrebbero confermato di recente che il tiomersal è contenuto in concentrazioni che superano di gran lunga il limite massimo consentito, non si trova traccia sul loro sito web ufficiale. Dalla sentenza non si evince a che cosa si riferisce il perito (perché ci sono solo alcune brevi citazioni della perizia) ma si può senz’altro supporre che si tratti di uno studio australiano del 2010 che viene spesso citato dai movimenti antivaccinali:
Mercury in vaccines from the Australian childhood immunization programschedule.
Austin DW et al.
In tale studio sono stati esaminati lotti di vaccini prodotti prima che il tiomersal fosse rimosso dal processo produttivo. In Australia l’Infanrix Hexa è libero dal tiomersal dall’agosto 2009. Prima di tale anno il tiomersal era contenuto in minuscole tracce ed è proprio ciò che ha confermato questo studio: 10 ppb.
2) Il secondo punto del perito riguarda un documento “segreto” del produttore del vaccino: in tale documento si “ammetterebbe” che l’Infanrix Hexa possa causare l’autismo. In realtà non è un documento segreto ma un report che i produttori di vaccini hanno l’obbligo di inviare regolarmente alle autorità sanitarie: in questo documento sono elencati tutti gli eventi avversi che i medici hanno segnalato al produttore a partire dall’ottobre 2000, anno in cui l’Infanrix Hexa è stato immesso sul mercato. Contiene inoltre anche gli eventi avversi che sono stati osservati negli studi eseguiti dopo la commercializzazione.
Secondo questo documento, in 10 anni (dall’ottobre 2000 al novembre 2010), globalmente sono stati segnalati al produttore del vaccino Infanrix Hexa (la Glaxo Smith-Kline), 6 casi di autismo (cinque gravi e uno è stato considerato un caso lieve di sindrome autistica ) su quasi 73 milioni di dosi consegnate. Ovviamente questo numero di segnalazioni estremamente piccolo non rappresenta per gli esperti un segnale di allarme, anche in considerazione dei tanti studi che non hanno mai trovato alcuna correlazione causale tra vaccini e autismo.
Il Ministero della Salute italiano e gli esperti delle autorità sanitarie hanno comunicato la propria posizione su questa sentenza antiscientifica. Il ministro Beatrice Lorenzin l’ha definita un “attentato alla salute pubblica”.
Le più importanti società scientifiche italiane hanno pubblicato un comunicato stampa congiunto in cui criticano con decisione la sentenza.
La critica si rivolge soprattutto a certi periti che redigono perizie antiscientifiche.
Cit: “si riservano di richiedere agli Ordini dei Medici di pertinenza di valutare sotto il profilo disciplinare il comportamento di consulenti tecnici d’ufficio che non basino le proprie consulenze sull’evidenza scientifica, inducendo i giudici a emanare sentenze contrarie alla verità dei fatti.”
Di recente, il 20 gennaio 2015, c’è stata un’altra Sentenza, in cui però il giudice della Corte di Santa Maria Capua Vetere ha rigettato la richiesta di indennizzo per danno da vaccino.
In questo caso i genitori attribuivano l’insorgenza di autismo del loro bambino a una serie di vaccini, cioè quelli contro la polio, il DTP (difterite, tetano e pertosse), Haemophilus influenza B, Hepatitis B e MPR (morbillo, parotite e rosolia).
Nella sentenza, il giudice fa riferimento alla perizia del medico legale, con queste parole: “La relazione risulta condotta in maniera puntuale e rigorosa, tenendo conto della letteratura in materia e della casistica esistente e gli esiti appaiono ampiamente argomentati e suffragati dalla documentazione in atti”
Come già detto, in Italia abbiamo avuto anche altre sentenze che avevano come oggetto l’autismo come presunto danno da vaccino. Per esempio, nell’aprile 2013 in una sentenza del Tribunale di Genova, la richiesta di indennizzo è stata rigettata, mentre nel marzo 2012 il Tribunale di Rimini aveva dato ragione ai genitori di un altro bambino. Anche in questo caso il Ministero della Salute ha fatto ricorso. (edit: Nel frattempo è stato reso noto che il Ministero della Salute ha vinto in appello (vedi sentenza del 13 febbraio 2015 della Corte d'Appello di Bologna).
Ho approfondito le ultime due sentenze per cercare di far comprendere che il verdetto di un giudice non potrà mai sostituire le evidenze scientifiche. La probabilità che in una sentenza l’autismo venga riconosciuto come danno da vaccino è 50/50 e dipende in gran parte dalle conoscenze in ambito vaccinale del perito. In Italia basta avere la laurea in medicina per farsi iscrivere negli elenchi dei periti. Purtroppo, nelle cause che riguardano le vaccinazioni, non esistono liste specifiche da cui il giudice possa nominare periti esperti riconosciuti nel campo vaccinale. Così, a volte, vengono nominati come periti, medici che sanno poco del tema vaccinazioni. Di conseguenza vengono emanate alcune sentenze che riconoscono danni da vaccino ma che in realtà – secondo le conoscenze scientifiche - non sono attribuibili ai vaccini.
Pertanto, le persone che basano le proprie conoscenze su evidenze scientifiche non potranno in alcun modo usare le sentenze come “prove” né in un senso né nell’altro. Ci si può avvicinare alla verità solamente passo dopo passo, con studi scientifici di alta qualità, condotti con grande cura, dedizione, professionalità e che vengono pubblicati su riviste mediche riconosciute.
Inoltre poiché ogni singolo studio ha dei punti deboli, dev’essere valutato l’insieme di tutti gli studi eseguiti su una determinata questione. Infine la correttezza dei risultati può essere confermata solo eseguendo diversi studi: solo così si può testare la loro consistenza.
Grazie a questo processo scientifico è stato constatato, studio dopo studio (alcune dozzine) che le vaccinazioni non influenzano il rischio di una diagnosi di autismo. L’unica eccezione è il vaccino contro la rosolia che protegge da un tipo di sindrome autistica che si manifesta spesso nei bambini con rosolia congenita.
Infine, vorrei citare un noto esperto in vaccini, Dr. Paul Offit: “ Nei tribunali non si trovano le verità scientifiche ma servono per risolvere le controversie legali. Se si vuole sapere se i vaccini causano l’autismo non si devono guardare i tribunali ma gli studi scientifici.”
Pubblicato da Ulrike Schmidleithner a 2/20/2015 08:13:00 PM
Laura Reali 22 febbraio 2015 00:35
Ottimo articolo, chiaro, documentato, equanime, assolutamente da diffondere
Jack 11 agosto 2015 04:06
Chiedo delucidazioni riguardo a noi adulti che non veniamo contattati dalle asl di appartenenza visto che siamo a rischio di difterite in quanto sono trascorsi più di dieci anni dalle vaccinazioni fatte in età pediatrica e noi tutti sappiamo che come per il tetano e non solo bisogna fare i richiami specialmente verso questi tipi di batteri così velocemente invasivi per le persone non protette qualora ne venissero a contatto inoltre nelle strutture ospedaliere mi sembra di capire che non è subito disponibile il siero antitossina nel caso si presentasse un contaggio di una persona non vaccinata.
Ulrike Schmidleithner 11 agosto 2015 10:15
Da diversi anni, quando si va a fare il richiamo per il tetano (secondo le raccomandazioni ogni 10 anni), si riceve insieme, nello stesso vaccino, anche il richiamo per la difterite e ultimamente anche per la pertosse. Lo Stato ritiene ovviamente che gli adulti siano in grado di interessarsi della propria salute e di parlare con il medico per farsi spiegare e consigliare. Certo, anche secondo me sarebbe molto utile se gli adulti venissero ricordati di controllare di tanto in tanto il libretto vaccinale insieme al proprio medico. Quando uno fa un viaggio all'estero di solito si informa sulle vaccinazioni che eventualmente sono richieste o raccomandate in occasione di quel viaggio. Lo stesso interesse ci dovrebbe però essere anche per le vaccinazioni raccomandate nel paese in cui si vive. Oggi il vero problema non è la mancanza dell'antitossina. Visto che la malattia da noi è estremamente rara (proprio grazie alla vaccinazione) è molto difficile che venga diagnosticata in tempo utile. Spesso, quando un paziente si rivolge al medico è già trascorso molto tempo dal contagio e l'antitossina ha il maggiore effetto se viene applicato entro ore. Per esempio dopo 10 ore che la tossina è stata prodotta e diffusa nell'organismo, ha già fatto danni irreversibili. I sintomi iniziali sono aspecifici, e in assenza della malattia, non è la prima diagnosi che un medico fa, ma ci sono molte altre probabili cause per un forte mal di gola, e queste sono molto più plausibili del batterio C. diphtheriae. Quindi il maggiore problema è il ritardo nella diagnosi e questo è dovuto alla rarità della malattia. Se cerchi "il teorema di Bayes" capirai come funziona.