Source: https://uninetlex-web.com/2018/09/17/i-principi-affermati-dal-tar-salerno-in-materia-di-incompatibilita-fra-stazione-appaltante-e-societa-pubblica-partecipante-alla-gara-sono-applicabili-al-settore-della-distribuzione-del-gas/
Timestamp: 2020-03-31 06:46:14+00:00
Document Index: 118460711

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 42', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 14']

I principi affermati dal TAR Salerno in materia di incompatibilità fra stazione appaltante e società pubblica partecipante alla gara sono applicabili al settore della distribuzione del gas? – Perno & Cremonese | Radice & Cereda
– la prima per il fatto che tale sentenza risulta essere il frutto di un’interpretazione del tutto errata dell’art. 42 del D.lgs. 50/2016. Tale prescrizione prevede infatti che non possa partecipare alla gara l’impresa che abbia un rapporto (economico, di parentela, ecc.) con il personale di una stazione appaltante o di un prestatore di servizi che si occupa della procedura (es: dirigente che predispone gli atti di gara, il RUP, il commissario di gara, il tecnico che ha predisposto il progetto a base di gara). La norma però si ferma a prescrivere solo quanto espresso e da nessuna parte, né in questa previsione, né nel resto del Codice, è previsto che un’impresa non possa prendere parte a una gara se questa è partecipata dalla stazione appaltante che la bandisce. Dunque la sentenza del TAR Salerno, per quanto si possa comprendere in astratto il timore che una stazione appaltante non sia imparziale nel caso in cui partecipi alla procedura una sua controllata, non trova alcun riscontro nella normativa, tanto che i giudici campani – in mancanza di appigli normativi – cercano di “utilizzare” (stravolgendola) una norma che però riguarda una fattispecie del tutto diversa, cioè il rapporto dell’impresa partecipante con il “personale amministrativo” che si occupa della gara e non l’eventuale rapporto societario con la stazione appaltante intesa come persona giuridica.
– la seconda ragione concerne il fatto che l’indirizzo interpretativo espresso dai giudici campani risulta essere minoritario (per non dire isolato) in quanto a tale sentenza fa da contraltare una giurisprudenza copiosa e granitica nell’affermare il diritto delle imprese pubbliche di partecipare anche alle gare indette dalle stazioni appaltanti che le controllano (Cfr. ex multis CDS 3401/2018; TAR Puglia n. 801/2013; TAR Lombardia 458/2012; CDS 3499/2008; CDS 6325/2004). È vero che si tratta, per la maggior parte, di giurisprudenza risalente al vecchio codice degli appalti, tuttavia il nuovo Codice ha mantenuto la medesima impostazione del precedente, non contenendo (anch’esso) alcun divieto espresso a carico delle società a partecipazione pubblica (e, come noto, le cause di esclusione sono da ritenersi tassative e applicabili solo ai casi espressamente previsti). Dunque la citata giurisprudenza maggioritaria è da ritenersi attuale, anche all’indomani dell’entrata in vigore del nuovo codice.
L’art. 14 c. 5 del D.Lgs. 164/2000 (cd. Decreto Letta) prevede infatti espressamente che alle gare del gas possano prendere parte le società a partecipazione pubblica (“Alle gare di cui al comma 1 sono ammesse, senza limitazioni territoriali, società per azioni o a responsabilità limitata, anche a partecipazione pubblica, e società cooperative a responsabilità limitata, sulla base di requisiti oggettivi, proporzionati e non discriminatori …”). Data tale prescrizione dunque, la normativa sul gas non solo non prevede alcun divieto di partecipazione da parte delle società pubbliche (come del resto anche la disciplina degli appalti), ma anzi addirittura prevede espressamente la loro possibilità di partecipazione.
Tale previsione risulterebbe di per sé sufficiente a escludere ogni possibilità di applicare il ragionamento del TAR Salerno alle gare indette per il servizio di concessione di distribuzione del gas naturale, ma c’è un’altra importante considerazione che va a confermare l’inapplicabilità di tale sentenza al settore del gas. In tale settore infatti il timore del TAR Salerno (ossia che una stazione appaltante possa “favorire” l’impresa controllata, quando predispone gli atti di gara o giudica le offerte) è da ritenersi scongiurato principalmente per due motivi:
In sintesi dunque, quanto affermato dal TAR Salerno – oltre a non essere condivisibile in linea generale poiché contrastante sia con il quadro normativo sia con la giurisprudenza maggioritaria in materia d’appalti – non è da ritenere comunque applicabile al settore del gas, che invece ammette espressamente e senza alcuna limitazione la partecipazione delle società pubbliche alle gare d’ATEM (art. 14 comma 5 del Decreto Letta).