Source: https://www.leggioggi.it/2019/05/25/incarichi-dirigenziali-criticita-dello-schema-di-direttiva-della-presidenza-del-consiglio-dei-ministri/
Timestamp: 2019-12-07 01:52:13+00:00
Document Index: 61484214

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art 97', 'art. 97', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 19']

Incarichi dirigenziali: criticità dello schema di Direttiva della Presidenza del Consiglio dei ministri | LeggiOggi
Home Pubblica Amministrazione Incarichi dirigenziali: criticità dello schema di Direttiva della Presidenza del Consiglio dei...
Da Pietro Paolo Boiano
A cura dell’Avv. Enrica Guerriero
E’ principio fondamentale ed inderogabile dell’ordinamento giuridico, essendo riflesso di diritti costituzionalmente garantiti, che l’accesso alla Dirigenza pubblica avvenga tramite il concorso pubblico.
Il principio è stato affermato dalla Corte Costituzionale fin dalla sentenza n. 1/1999 secondo cui esiste “una relazione tra l’art 97 e gli artt. 51 e 98 della Costituzione” e “In un ordinamento democratico – che affida all’azione dell’amministrazione, separata nettamente da quella di governo (politica per definizione), il perseguimento delle finalità pubbliche obiettivate dall’ordinamento – il concorso pubblico, quale meccanismo di selezione tecnica e neutrale dei più capaci, resta il metodo migliore per la provvista di organi chiamati ad esercitare le proprie funzioni in condizioni d’imparzialità ed al servizio esclusivo della Nazione. Valore, quest’ultimo, in relazione al quale il principio posto dall’art. 97 Cost. impone che l’esame del merito sia indipendente da ogni considerazione connessa alle condizioni personali dei vari concorrenti”.
Di conseguenza, l’accesso alla Dirigenza pubblica deve avvenire tramite il concorso pubblico e, pertanto, il ricorso allo strumento degli incarichi dirigenziali è legittimo soltanto se ed in quanto rispetti realmente i limiti della provvisorietà in funzione di temporanee esigenze dell’Amministrazione.
a) dell’intero articolo 4-biscon l’articolo 77 della Costituzione, ove sono stabiliti i casi e termini del ricorso, da parte del Governo, del potere di decretazione d’urgenza, e dal quale discendono i conseguenti limiti al potere del Parlamento di innovare il tenore del decreto legge in sede di conversione;
b) del comma 2 dello stesso articolo 4-biscon gli articoli 3, 51 e 97 della Costituzione, in quanto la previsione normativa censurata ha stabilito la copertura di posti di dirigente senza il ricorso all’ordinaria modalità del concorso pubblico aperto, bensì mediante un meccanismo che prevede il conferimento di incarichi ad interima dirigenti dell’Amministrazione e il contemporaneo “svuotamento” di tali incarichi, attuato con la delega necessaria a funzionari della stessa Amministrazione di tutte le attribuzioni non riservate ai dirigenti, per un periodo peraltro prorogato più volte nel corso del giudizio, spostando il termine finale di tale conferimento dal 31 dicembre 2016 fino al 31 dicembre 2018;
c) del comma 2 dell’articolo 4-biscon l’articolo 136 della Costituzione, in quanto la previsione censurata appare elusiva del giudicato costituzionale costituito dalla sentenza n. 37 del 2015 della Corte costituzionale.
L’istituto degli incarichi dirigenziali è previsto e disciplinato dall’art. 19 del D.lgs. n. 165/2001 (T.U. PUBBLICO IMPIEGO), ai sensi del quale, individuati l’oggetto dell’incarico e gli obiettivi da conseguire, con riferimento alle priorità, ai piani e ai programmi definiti dall’organo di vertice nei propri atti di indirizzo e alle eventuali modifiche degli stessi che intervengano nel corso del rapporto, nonché la durata dell’incarico, sono conferiti incarichi di funzione dirigenziale “entro il limite del 10 per cento della dotazione organica dei dirigenti appartenenti alla prima fascia dei ruoli di cui all’articolo 23 e dell’8 per cento della dotazione organica di quelli appartenenti alla seconda fascia, a tempo determinato ai soggetti indicati dal presente comma” e per una durata limitata, (per gli incarichi di funzione dirigenziale di cui ai commi 3 e 4, il termine di tre anni, e, per gli altri incarichi di funzione dirigenziale il termine di cinque anni), salvo a fornire esplicita motivazione qualora l’incarico venga conferito a soggetti con professionalità non rinvenibili nel ruolo dell’Amministrazione
Dunque, i presupposti perché le Amministrazioni procedano al conferimento degli incarichi dirigenziali, ai sensi dell’art. 19 cit., sono la temporaneità degli incarichi e l’eccezionalità delle esigenze delle stesse in relazione all’oggetto dell’incarico e agli obiettivi da conseguire e sopperire, in ossequio ai principi di efficienza e di efficacia della P.A., alle carenze di personale affidando, in via del tutto eccezionale e temporanea, l’esercizio delle funzioni dirigenziali a soggetti qualificati, interni o, ricorrendone i presupposti, esterni alla P.A. .
Risulta contrario a tutti i su menzionati principi lo schema di Direttiva della Presidenza del Consiglio dei ministri DIP 018185 P-4.4.11 del 10.4.2019 sul conferimento degli incarichi dirigenziali, recante i criteri e le modalità per il conferimento degli incarichi dirigenziali, che, in vista dell’obiettivo, tra l’altro, di assicurare “l’adeguata programmazione nel conferimento degli incarichi dirigenziali volta a garantire, da un lato, la continuità dell’azione amministrativa, dall’altro, la certezza delle situazioni giuridiche”, finisce, in concreto, non soltanto per fare dell’eccezione (il conferimento degli incarichi dirigenziali) la regola, in violazione dei predetti principi costituzionali e del giudicato costituzionale, ma anche per consolidare situazioni, che dovrebbero essere eccezionali e temporanee.
2.- Detta stabilizzazione viene creata anche attraverso le successive previsioni: “L’aggiornamento dei posti dirigenziali vacanti avviene, di norma, con cadenza semestrale, con riferimento ai seguenti periodi:
-dal 1 luglio al 31 dicembre di ogni anno (di seguito secondo semestre)” (art. 4, n. 2) e “Entro il 1 settembre di ogni anno, con riferimento al primo semestre dell’anno successivo, ed entro il 1 marzo di ogni anno, con riferimento al secondo semestre dello stesso anno, il DIP richiede per iscritto – al Capo del Dipartimento o dell’Ufficio autonomo nel cui ambito è collocato il relativo posto di funzione che si renderà disponibile – di comunicare:
l’intenzione di rinnovare l’incarico in scadenza al medesimo dirigente dei ruoli della Presidenza, ricorrendo le condizioni di cui al punto 8.4;
oppure, la proposta di pubblicazione dell’interpello recante l’indicazione dei requisiti richiesti in relazione alla natura e alle caratteristiche dell’incarico da conferire, nonché, in applicazione della normativa in tema di anticorruzione, l’indicazione delle cause di inconferibiliù e incompatibilità, anche con riferimento a situazioni di conflitto di interesse, sulla base dello schema di riferimento predisposto dal DIP” (art. art. 4, n. 3).
3.- Ed ancora, è stabilito che “Al fine di valorizzare al meglio la professionalità dei dirigenti, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e la qualità delle prestazioni della amministrazione pubblica, nonché di garantire la continuità dell’attività amministrativa, anche in coerenza con i principi di buon andamento e dell’economia procedimentale, il dirigente titolare di un incarico non può partecipare all’interpello se all’atto della pubblicazione del medesimo non sono trascorsi almeno 12 mesi dalla data di decorrenza dell’incarico in corso” (art. 5, n. 3).
4.- Viene addirittura previsto che “E’ possibile proporre il rinnovo dell’incarico al dirigente dei ruoli della Presidenza, per una sola volta, senza fare ricorso alle procedure di interpello” (art. 8, n.4).
Infatti, l’unica ipotesi di eccezionalità e temporaneità, che la Direttiva prevede è quella del conferimento degli incarichi ad interim ai sensi dell’art. 10, n.1 secondo il quale “Il conferimento di un incarico ad interim ha carattere eccezionale e temporaneo e deve essere debitamente motivato dal Capo del Dipartimento o dell’Ufficio autonomo”, mentre crea un uso abusivo dell’istituto eccezionale e temporaneo di cui all’art. 19, elusivo della ratio della norma stessa e in contrasto con la Costituzione, senza far alcun cenno alla necessità di bandire i concorsi, che sono gli unici in grado di assicurare l’efficienza ed il buon andamento della P.A.
Articolo precedenteElezioni europee 2019: come si vota, orari, documenti, fac-simile scheda
Articolo successivoCome diventare insegnante di Scuola Secondaria di I e II grado, una guida completa e aggiornata
Istanze Online Miur: a cosa serve, come iscriversi, contatti utili