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Timestamp: 2020-05-28 04:33:08+00:00
Document Index: 96788852

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2775', 'art. 72', 'art. 2722', 'art. 2721', 'art. 2709']

Sentenza Cassazione Civile n. 23587 del 09/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23587 del 09/10/2017
Cassazione civile, sez. I, 09/10/2017, (ud. 04/07/2017, dep.09/10/2017), n. 23587
sul ricorso 1806/2012 proposto da:
S.A., elettivamente domiciliato in Roma, Corso Vittorio
Emanuele n. 308, presso lo Studio legale Ruffolo, rappresentato e
difeso dagli avvocati Maurizio Della Costanza, Carlo Berti, giusta
Vescovio n. 21, presso lo studio dell’avvocato Manferoce Tommaso,
che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato Nicolin
Stefano, giusta procura a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 1762/2011 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,
depositata il 17/08/2011;
1. La Corte d’Appello di Venezia, confermando la pronuncia di primo grado ha respinto la domanda d’insinuazione tardiva al passivo del fallimento della s.r.l. (OMISSIS) proposta da S.A. per l’importo di complessivi Euro 225.012,32 in privilegio speciale immobiliare ex art. 2775 c.c. da porre in prededuzione e prevalenza rispetto ai crediti ipotecari gravanti sull’immobile oggetto del contratto preliminare del 23/12/97 risolto per il mancato subentro del curatore L. Fall., ex art. 72.
In fatto veniva esposto che S.A. aveva concluso in qualità di promissario acquirente nel 1996 un preliminare di compravendita di terreno edificabile con il proprietario M.M. ma il rogito era stato concluso il 23 dicembre 1997 tra il proprietario e la società fallita. Con preliminare contestuale la predetta società aveva promesso al S. la permuta di un appartamento con autorimessa in costruzione concedendo fideiussioni assicurative sostituite con assegni propri. Il promissario acquirente riferiva di aver pagato a (OMISSIS) lavori extracontratto e i aver rimborsato al M. oneri e spese di urbanizzazione e che l’immobile presentava vizi, difetti e difformità.
Intervenuto il fallimento la procedura manifestava la volontà di non subentrare nel predetto contratto preliminare.
2. A sostegno della decisione la Corte d’Appello ha affermato:
a) sulla censura di contraddittorietà e carenza di motivazione della pronuncia di primo grado in ordine all’incomprensibilità della ragione per cui il S. avrebbe dovuto acquistare il terreno dal terzo proprietario M. facendo figurare intestataria la società (OMISSIS), la Corte ha sottolineato che questo era solo uno degli argomenti della pronuncia impugnata. Veniva rilevata in primo luogo l’inesistenza materiale del precedente preliminare del giugno 1996 (è stato riferito che venne strappato al momento del rogito) tra M. e S. ed in secondo luogo l’inammissibilità delle prove orali sia per il difetto di data certa sia ex art. 2722 c.c..
c) sull’opponibilità dei preliminari perchè la certezza della data poteva desumersi da fideiussioni ed assegni integrati dalle prove orali disattese, è stato rilevato che la parte appellante propone una lettura del preliminare stipulato il 23 dicembre 1997 con la società fallita del tutto contrastante con il suo contenuto letterale e formale di promessa di vendita con prezzo quietanzato e non indicato nel suo ammontare. La parte appellante lo ritiene una permuta tra il terreno edificabile pagato al M. e l’appartamento in costruzione della s.r.l. (OMISSIS), ma la mancanza del negozio iniziale della concatenazione contrattuale (il preliminare del giugno 1996) prospettata dall’appellante si salda con il fatto che nel preliminare del 23/12/97 non vi è alcun cenno alla permuta e conduce ad escludere fondamento a tale ricostruzione. Il rilascio delle fideiussioni, infine, era previsto nel preliminare di compravendita e, conseguentemente, non era rivelatore dell’esistenza di un titolo diverso.
Le prove orali dovevano ritenersi inammissibili sia per il contrasto con l’art. 2721 c.c., dal momento che le parti hanno scelto la forma scritta, sia perchè la prova scritta non è andata perduta senza colpa. Infine l’esibizione dei libri contabili obbligatori delle società assicuratrici sarebbe stata superflua sia per la terzietà del curatore nel procedimento di accertamento del passivo rispetto al regime probatorio privilegiato ex art. 2709 e 2710 c.c. inapplicabile nella specie, sia perchè l’annotazione dei pagamenti non avrebbe provato la permuta.
4.Avverso tale pronuncia ha proposto ricorso per cassazione S.A. affidandosi a quattro motivi. Ha resistito con controricorso il Fallimento. Il Pubblico ministero ha depositato conclusioni scritte.