Source: http://www.pensionilex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=26887
Timestamp: 2014-07-11 04:36:31+00:00
Document Index: 117915496

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 14', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 7', 'art. 147', 'art. 35', 'art. 13', 'sentenza ']

Sei in: Prima Pagina | Maternit� | TestoL'Istituto fornisce chiarimenti decisivi su questo tipo di situazione previdenziale
Il riscatto dei periodi di congedo parentale fuori lavoro (Informativa Inpdap 15/2003)
L’INPDAP, in data 11 marzo 2003, ha emanato l’Informativa n. 15/2003, con la quale, dopo avere fatto presente che la riserva, formulata sull’accredito della contribuzione figurativa per i periodi fuori del rapporto di lavoro corrispondenti all’astensione obbligatoria, � stata sciolta con la Informativa n. 8/2003, ha fornito chiarimenti per l’applicazione dell’art. 35, comma 5, del DLgs n. 151/2001, concernente l’esercizio della facolt� di riscattare, ai fini pensionistici, i periodi relativi ad eventi verificatisi al di fuori del rapporto di lavoro e corrispondenti ai periodi di astensione facoltativa per maternit�. Dall’Informativa n. 15/2003 emergono varie precisazioni, tra cui le seguenti.
Per effetto dell’art. 35, comma 5, del DLgs n. 151/2001, i periodi fuori dal rapporto di lavoro, non coperti da contribuzione e corrispondenti a quelli di astensione facoltativa per maternit� fruibili in costanza del rapporto di lavoro, ai fini del conseguimento del diritto e della determinazione dell’importo della pensione, possono essere riscattati nella misura massima di cinque anni, a prescindere dal fatto che temporalmente si collochino prima o dopo il 1� gennaio 1994, purch� il dipendente interessato sia in possesso di almeno 5 anni di contribuzione versata per effettiva attivit� lavorativa.
L’INPDAP si � rivolto al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per verificare se, rispetto alla normativa prevista dall’art. 35, comma 5, del DLgs n. 151/2001, abbia ancora valenza il disposto del comma 2 dell’art. 14 del DLgs n. 503/1992, secondo cui il riscatto dei periodi corrispondenti a quelli di assenza facoltativa dal lavoro per gravidanza e puerperio non � cumulabile con il riscatto del periodo del corso legale di laurea.
Quanto all’ampiezza del periodo da ammettere a riscatto: se l’evento della maternit� si � verificato tra il 4 gennaio 1951 (data di entrata in vigore della legge n. 860/1950) e il 17 dicembre 1977 (giorno precedente la data di entrata in vigore della legge n. 903/1977), il riscatto pu� essere chiesto soltanto dalla madre e per un periodo non superiore a sei mesi; se l’evento della maternit� si � verificato a partire dal 18 dicembre 1977 (data di entrata in vigore della legge n. 903/1977), il diritto al riscatto di un periodo fino a sei mesi � riconosciuto anche al padre ma alternativamente alla madre; se l’evento si � verificato dal 28 marzo 2000, data di entrata in vigore della legge n. 53/2000, per effetto dell’art. 3, comma 2, della stessa legge, il riscatto pu� essere chiesto da entrambi i genitori entro i primi otto anni di vita del bambino, negli stessi limiti complessivi, dieci o undici mesi a seconda delle situazioni, con cui la legge n. 53/2000 riconosce all’uno e all’altro dei genitori il diritto autonomo a fruire del congedo parentale (astensione facoltativa).
Ai fini della fruizione del congedo parentale da parte di un solo genitore, l’INPDAP sottolinea che la situazione di “genitore solo” � riscontrabile nei casi di morte dell’altro genitore, di abbandono del figlio da parte dell’altro genitore, di affidamento esclusivo del figlio ad un solo genitore nonch� nel caso di non riconoscimento del figlio da parte di un genitore. La situazione di “ragazza madre” o di “genitore single” non realizza di per s� la condizione di “genitore solo”, essendo necessario il non riconoscimento da parte dell’altro genitore, e cos� pure, nel caso di genitore separato, deve risultare dalla sentenza di separazione che il figlio � affidato ad un solo genitore.
Relativamente alla fruizione del congedo parentale in caso di adozione e affidamento di minori, alla domanda di riscatto: se inerente ad una adozione o ad un affidamento nazionale, debbono essere allegate una copia del provvedimento di adozione o di affidamento e una copia del documento rilasciata dall’Autorit� competente da cui risulti la data di effettivo ingresso del bambino in famiglia; se inerente ad una adozione o ad un affidamento preadottivo internazionale, deve essere allegato il certificato da cui risultino l’adozione o l’affidamento da parte del giudice straniero, l’avvio del procedimento di convalida presso il giudice italiano e la data di inserimento del minore presso i coniugi affidatari o i genitori adottivi.
In caso di parto gemellare o plurigemellare, ciascun genitore, ai sensi dell’art. 32 del DLgs n. 151/2001, ha diritto al congedo parentale “per ogni bambino” nei suoi primi otto anni di vita, per cui ogni genitore ha diritto a fruire per ogni nato di un congedo pari a sei mesi per la madre, e di un congedo fino a sette mesi per il padre, nel limite complessivo, per entrambi i genitori, di dieci o undici mesi secondo le situazioni ipotizzate dalla norma. Tale disposizione, inoltre, si applica ai casi di adozioni e affidamenti di minori, anche non fratelli, il cui ingresso in famiglia sia avvenuto nella stessa data.
La domanda di riscatto da parte degli iscritti alla Gestione subentrata alla ex Casse pensioni (CPDEL, CPS, CPI, CPUG), ai sensi dell’art. 7 della legge n. 274/1991, deve essere presentata dall’iscritto entro il termine perentorio di 90 giorni dalla data di cessazione dal servizio. In base alla stessa disposizione, in caso di morte dell’iscritto, che si verifichi in attivit� di servizio o entro i 90 giorni dalla data della cessazione dal servizio, la domanda pu� essere presentata dai superstiti aventi diritto a pensione entro il termine di 90 giorni dalla data di decesso dell’iscritto.
Qualora gli interessati siano dipendenti statali, si applica l’art. 147 del TU di cui al DPR n. 1092/1973, in base al quale la domanda va presentata in attivit� di servizio almeno due anni prima del raggiungimento dell’et� prevista per la pensione di vecchiaia (65 anni), a pena di decadenza. Se la cessazione dal servizio si verifichi prima dell’inizio di tale biennio, la domanda di riscatto deve essere presentata, a pena di decadenza, entro 90 giorni dalla comunicazione del provvedimento di cassazione dal servizio.
L’INPDAP ha infine precisato che per “contribuzione versata in costanza di effettiva attivit� lavorativa” si intende la contribuzione relativa ad effettiva attivit� lavorativa - senza tenere conto n� della contribuzione figurativa, volontaria o proveniente da riscatto di corsi legali di studi n� dei periodi di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro - che possa essere fatta valere sia presso lo stesso INPDAP, sia presso l’AGO o presso alcuno dei Fondi di previdenza sostitutivi ed esclusivi dell’AGO.
INPDAP - Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica. Informativa n. 15 - Roma l� 11.03.2003. OGGETTO: Riscatto dei periodi corrispondenti al congedo parentale collocati temporalmente al di fuori del rapporto di lavoro (articolo 35, comma 5, decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151).
Questo Istituto ha sciolto la riserva in merito all’accredito figurativo inerente i periodi corrispondenti all’astensione obbligatoria per maternit� al di fuori del rapporto di lavoro di cui all’ articolo 25, comma 2, del DLgs 26 marzo 2001, n. 151 (cfr. Informativa INPDAP n. 8 del 28 febbraio 2003 diramata dalla Direzione Centrale delle Entrate).
Con la presente si intendono ora illustrare, per quanto di competenza, le modalit� applicative inerenti la facolt� di riscatto dei periodi di congedo parentale al di fuori del rapporto di lavoro di cui all’ articolo 35, comma 5, del DLgs 26 marzo 2001, n. 151.
L’art. 35, comma 5, del decreto legislativo n. 151 del 2001, dispone che " per i soggetti iscritti al fondo pensioni lavoratori dipendenti e alle forme di previdenza sostitutive ed esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidit�, la vecchiaia e i superstiti, i periodi non coperti da assicurazione e corrispondenti a quelli che danno luogo al congedo parentale, collocati temporalmente al di fuori del rapporto di lavoro, possono essere riscattati, nella misura massima di cinque anni, con le modalit� di cui all’art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338 [1], e successive modificazioni, a condizione che i richiedenti possano far valere, all’atto della domanda, complessivamente almeno cinque anni di contribuzione versata in costanza di effettiva attivit� lavorativa".
Tale disposizione non pone pi� alcun limite in merito alla collocazione temporale dell’evento da riconoscere ed estende la copertura previdenziale anche agli eventi antecedenti il 1� gennaio 1994, essendo stato abrogato l’ articolo 14, comma 1, del DLgs n. 503/1992.
Ci� consente di ammettere a riscatto i periodi corrispondenti al congedo parentale verificatisi al di fuori di un rapporto di lavoro, indipendentemente dalla data in cui si � verificato l’evento, a condizione che all’atto della domanda il richiedente possa far valere complessivamente almeno 5 anni di contribuzione versata in costanza di effettiva attivit� lavorativa.
Si fa presente che il comma 2 dell’articolo 14 del DLgs n. 503/1992 prevede che la facolt� di riscatto dei periodi corrispondenti a quelli di assenza facoltativa del lavoro per gravidanza e puerperio "non � cumulabile con il riscatto del periodo del corso legale di laurea", indipendentemente dall’entit� dei periodi riscattabili e ancorch� gli stessi non si sovrappongano cronologicamente.
Questo Istituto ha ritenuto opportuno formulare in merito apposito parere al Ministero del Welfare per verificare l’attuale valenza di tale norma alla luce delle nuove disposizioni dettate dal gi� citato articolo 35, comma 5, del DLgs 151/2001.
Al fine di determinare il periodo da ammettere a riscatto occorre individuare il periodo temporale in cui si colloca la maternit�.
Per i periodi corrispondenti all’astensione facoltativa relativi all’evento maternit� avvenuto tra il 4 gennaio 1951 (data di entrata in vigore della legge n. 860/1950) ed il 17 dicembre 1977 (giorno precedente l’entrata in vigore della legge n. 903/1977) si potr� ammettere a riscatto, esclusivamente in favore della madre [2], un periodo comunque non eccedente la durata di sei mesi (successivi ai tre di assenza obbligatoria post-partum) per ciascuna maternit�, collocabili temporalmente entro il primo anno di vita del bambino, nel limite massimo di cinque anni.
Qualora l’evento maternit� si sia verificato a partire dal 18 dicembre 1977 (data di entrata in vigore della legge n. 903/1977), il diritto di assentarsi facoltativamente dal lavoro per sei mesi entro l’anno di vita del bambino � stato riconosciuto (articolo 7, comma 1) anche al padre, ma solo in alternativa alla madre [3].
L’ articolo 3, comma 2 della legge n. 53/2000 modifica la durata complessiva dell’astensione facoltativa, fissando termini pi� ampi e diverse modalit� per la sua fruizione.
In particolare, per gli eventi collocati nell’ambito di applicazione della legge n. 53/2000 (dal 28 marzo 2000), � possibile il riscatto dei periodi corrispondenti all’astensione facoltativa con gli stessi limiti temporali e nei confronti degli stessi soggetti individuati dalla predetta norma per le maternit� intervenute nel corso di un rapporto di lavoro. A tale proposito si precisa che la legge n. 53/2000 ha riconosciuto ad entrambi i genitori il diritto autonomo a fruire dell’astensione facoltativa che pu� essere esercitato entro i primi otto anni di vita del bambino per un periodo massimo complessivo non eccedente i dieci mesi.
In tali limiti, il diritto all’astensione compete alla madre lavoratrice dipendente per un periodo, anche frazionato, non superiore a sei mesi. Analogo diritto, esercitabile per un periodo anche frazionato, non superiore a sei mesi, spetta al padre lavoratore dipendente.
Per il padre lavoratore che si astenga dal lavoro per un periodo, anche frazionato, non inferiore a tre mesi e che intenda fruire di un ulteriore periodo di assenza, il limite di sei mesi viene elevato a sette. In tale ipotesi il periodo complessivo di astensione dal lavoro dei genitori � elevato a undici mesi.
Per completezza di esposizione si rammenta che le nuove disposizioni in materia di congedo parentale si applicano anche alle lavoratrici madri che, in vigenza del precedente regime normativo, avevano fruito solo in parte dell’astensione facoltativa; queste potranno, ora, beneficiare del periodo residuo a condizione che il minore non abbia compiuto gli otto anni di et� al momento della fruizione del beneficio.
Nel caso in cui la madre abbia gi� goduto interamente dell’astensione facoltativa, i mesi di congedo residuo potranno essere utilizzati solo dal padre, a condizione che il minore non abbia compiuto gli otto anni di et� al momento della fruizione del beneficio.
Si rende opportuno precisare che qualora, in costanza di rapporto di lavoro, il richiedente abbia usufruito in parte del periodo di congedo parentale la facolt� di riscatto pu� essere esercitata solo per il periodo differenziale, nei limiti sopra indicati.
Qualora vi sia un solo genitore, il diritto di assentarsi dal lavoro pu� essere esercitato per un periodo continuativo o frazionato di dieci mesi sempre nei primi otto anni di et� del bambino.
La situazione di "genitore solo" � riscontrabile nei casi di morte dell’altro genitore, di abbandono del figlio, di affidamento esclusivo del figlio ad un solo genitore nonch� nel caso di non riconoscimento del figlio da parte di un genitore.
Nell’ipotesi di non riconoscimento del figlio da parte del padre, la madre richiedente il maggior periodo di congedo parentale, dovr� rilasciare apposita dichiarazione di responsabilit�; e ci�, anche qualora dalla certificazione anagrafica risulti che il cognome del bambino � quello della madre. Una analoga dichiarazione dovr� essere fornita dal padre richiedente in caso di non riconoscimento del figlio da parte della madre.
La situazione di "ragazza madre" o di "genitore single" non realizza di per s� la condizione di "genitore solo" in quanto deve risultare il non riconoscimento dell’altro genitore. Analogamente, nel caso di genitore separato, deve risultare dalla sentenza di separazione che il figlio � affidato ad uno solo dei genitori. Il riconoscimento da parte dell’altro genitore interrompe la fruizione di maggior periodo di congedo parentale concesso al genitore inizialmente considerato "solo"; conseguentemente il maggior periodo di congedo, eventualmente gi� fruito in tale qualit�, determina la riduzione del periodo di congedo spettante all’altro.
Il congedo parentale, nei termini e con le modalit� indicate al punto 2.1, spetta anche per le adozioni e gli affidamenti, ivi compresi le adozioni e gli affidamenti preadottivi internazionali.
Qualora, all’atto dell’adozione o dell’affidamento, il minore abbia un’et� compresa tra i sei e i dodici anni, il congedo parentale deve essere fruito nei primi tre anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare.
Si precisa che in tali ipotesi la domanda di riscatto dovr� essere corredata da apposita documentazione. In particolare, in caso di adozione o di affidamento nazionale, � necessario allegare copia del provvedimento di adozione o di affidamento e copia del documento rilasciato dall’Autorit� competente da cui risulti la data dell’effettivo ingresso del bambino in famiglia; in caso di adozioni o di affidamenti preadottivi internazionali, il certificato da cui risulti l’adozione o affidamento da parte del giudice straniero, l’avvio del procedimento di convalida presso il giudice italiano e la data di inserimento del minore presso i coniugi affidatari o i genitori adottivi.
L’ articolo 32 del DLgs n. 151/2001 stabilisce che ciascun genitore ha diritto al congedo parentale "per ogni bambino" nei suoi primi otto anni di vita. Di conseguenza, nel caso di parto gemellare o plurigemellare ciascun genitore ha diritto a fruire per ogni nato di un congedo pari a sei mesi per la madre, fino a sette mesi per il padre, nel limite complessivo di dieci o undici mesi per entrambi i genitori.
3. MODALIT� APPLICATIVE
In particolare, si conferma che per il personale iscritto alle Casse pensioni gestite dagli ex Istituti di previdenza la domanda di riscatto deve essere presentata dall’interessato in costanza del rapporto di impiego ovvero entro il termine perentorio di 90 giorni dalla data della cessazione definitiva dal servizio; in caso di decesso dell’iscritto, la domanda deve essere presentata dai superstiti aventi diritto a pensione, o dagli eredi, entro 90 giorni dalla data di morte ( articolo 7 legge n. 274/1991).
Anche per gli iscritti alla gestione separata dei trattamenti pensionistici del personale delle amministrazioni statali, cessati per motivi diversi dai limiti di et�, la domanda deve essere presentata in costanza di attivit� lavorativa ovvero entro il termine perentorio di 90 giorni dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro.
Qualora l’interessato cessi per limiti di et�, la domanda di riscatto deve essere presentata almeno due anni prima della risoluzione del rapporto di lavoro per raggiungimento del limite di et� previsto per la cessazione dal servizio, pena la decadenza.
In caso di decesso in servizio del dipendente, l’ufficio competente a liquidare la pensione interpella gli aventi causa, i quali possono presentare domanda entro il termine perentorio di novanta giorni dalla ricezione dell’invito dell’ufficio ( articolo 147 DPR n. 1092/1972).
L’interessato dovr� dichiarare, all’atto della domanda, il possesso del requisito dei 5 anni di contribuzione versata in costanza di effettiva attivit� lavorativa, il periodo da ammettere a riscatto in base alle diverse norme vigenti al verificarsi dell’evento maternit� e che non abbia richiesto, in alcuna gestione previdenziale, il riscatto del periodo del corso legale di laurea. Nell’ipotesi in cui l’interessato si sia avvalso di tale facolt�, si proceder� al riscatto del congedo parentale non appena sar� definita la questione in merito alla cumulabilit� con il riscatto del corso legale di laurea.
Si precisa che per "contribuzione versata in costanza di effettiva attivit� lavorativa", acquisita nella Cassa pensione nella quale l’interessato risulta iscritto al momento della domanda di riscatto, si intende la contribuzione in relazione ad effettiva attivit� lavorativa con esclusione quindi di quella figurativa, volontaria o proveniente da riscatto di corsi legali di studio o di periodi di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro, presso questo Istituto ovvero presso l’Assicurazione Generale Obbligatoria o uno dei Fondi di previdenza sostitutivi o esclusivi della medesima.
Quanto alle modalit� di calcolo dell’onere di riscatto, si applicano i criteri della riserva matematica di cui all’articolo 13 della legge n. 1338/1962 [1] e successive modificazioni ed integrazioni, qualora i periodi da riscattare si collochino temporalmente entro il 31 dicembre 1995.
Relativamente ai periodi collocati temporalmente dopo il 31 dicembre 1995, per i quali la relativa quota di pensione sar� calcolata con il sistema contributivo, in quanto l’anzianit� contributiva alla predetta data risulta inferiore a 18 anni, il corrispondente onere � determinato, per espressa previsione di legge ( DLgs n. 184/1997), non pi� in termini di riserva matematica, ma utilizzando l’aliquota contributiva obbligatoria vigente, alla data di presentazione della domanda di riscatto, nella gestione pensionistica in cui opera il riscatto stesso (cfr. Circolare INPDAP n. 12 del 24 febbraio 1999).