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Timestamp: 2019-10-14 21:57:25+00:00
Document Index: 19654003

Matched Legal Cases: ['art. 2697', 'art.109', 'art. 109', 'art. 109', 'art. 39', 'art 53']

Il principio di inerenza allargata esistenza, competenza, congruita' dei costi ed onere della prova
Giovedì 03/10/2013 Il principio di inerenza "allargata" esistenza, competenza, congruita' dei costi ed onere della prova
Secondo i principi generali del diritto (ex art. 2697 cod. civ.) l'onere della prova di un fatto costitutivo incombe su chi quel diritto lo vuole far valere.
Poiché il costo corrisponde ad un diritto di deduzione, grava sul contribuente l'onere della prova di tutti quei fatti, quali: effettività, inerenza, competenza e/o congruità (art.109 TUIR) che comportino una riduzione del carico fiscale in uno o più periodi d'imposta.
1. EFFETTIVITA' ED ESISTENZA
L'art. 109 del TUIR al comma 2 stabilisce che la deducibilità' di un componente negativo si realizza nell'esercizio di competenza quando l'ammontare del costo e' obiettivamente determinabile da parte del contribuente e ne sia certa l'esistenza1.
L'esistenza del costo è dimostrata dalla fattura e dall'annotazione nelle scritture contabili. Ovvero, anche con mezzi diversi purché costituenti elementi certi e precisi2 ( ad esempio: i mezzi di pagamento, il trasporto, i contratti, le fatture di rivendita della merce, ecc.)
2. INERENZA
L'inerenza del costo è disciplinata dall'art. 109 co.5 del Tuir. Tale norma però, non contiene alcuna indicazione o criterio per distinguere le spese personali da quelle imprenditoriali.
Pertanto, l'inerenza del costo è una variabile che dipendente dall'oggetto e dalle caratteristiche della singola impresa, esso non attiene alla quantificazione del costo ma alla qualità delle componenti reddituali che il contribuente intende dedurre in bilancio.
Non superano la prova dell'inerenza le spese sostenute che non provengano da elementi certi e precisi ma sono desumibili in via meramente ipotetica, senza che il contribuente abbia fornito gli elementi utili alla specifica delle prestazioni genericamente esposte in fattura4 o fornito documentazione a supporto dalla quale possa ricavarsi l'importo e la ragione5.
I principi che riassumono l'orientamento dell'inerenza "allargata" sono stati esplicitati dai giudici della Suprema Corte nelle Sent. n. 3440/2013, n. 9554/2013 e n. 6548/2012 che così si sono espresse:
se vengono dimostrate le potenziali utilità che si possono ricavare per la propria attività commerciale o i futuri vantaggi conseguibili il costo è inerente all'attività d'impresa e dunque deducibile anche se sostenuto in favore di un terzo;
Il principio espresso dalla Cass. nella sent. 15250/2012 è il seguente: poiché nei poteri dell'Amministrazione Finanziaria (di seguito A.F.) in sede di accertamento rientra la valutazione della congruità dei costi e dei ricavi esposti nel bilancio e nelle dichiarazioni, con negazione della deducibilità di parte di un costo quando lo stesso appaia sproporzionato ai ricavi o all'oggetto dell'impresa, l'onere della prova dell'inerenza dei costi, gravante sul contribuente, ha ad oggetto anche la congruità dei costi medesimi10.
Secondo la dottrina maggioritaria invece, la divergenza di un costo dal valore normale e' solo una circostanza da cui partire per presumere, insieme ad altri fatti indiziari la mendacità dei dati dichiarati dal contribuente (ex art. 39 co.1, lett. d, DPR 600/73). Dello stesso parere è stata la Cassazione nell' Ord. N. 1972/2012 ed anche l'A.F. nella circ. N. 18/2010 (sui valori OMI).
Pertanto si ritiene che il requisito di inerenza di un costo prescinda dalla congruità dello stesso.
l'A.F. ha sempre il dovere di eseguire una diligente istruttoria e di garantire la partecipazione del contribuente allo scopo di accertare la ricchezza effettiva, ergo la sua capacità contributiva ex art 53 cost.
12 Cass. Sent. n. 6548.2012