Source: http://www.civicasrl.it/dettaglio-normative.aspx?id=2691
Timestamp: 2018-11-20 19:37:56+00:00
Document Index: 17530320

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 9', 'art. 91', 'art. 7', 'art. 59', 'art. 14']

IMU: AGEVOLAZIONI AMPLIATE PER IL NO-PROFIT.
L'esenzione dall'imposta municipale propria (Imu) opera anche se l'immobile posseduto da un ente non commerciale è concesso in comodato a un altro ente non commerciale per lo svolgimento di una delle attività meritevoli stabilite dalla legge. Si allargano, quindi, le maglie dell'esenzione Imu.
È questo l'innovativo principio stabilito dalla Risoluzione n. 4/Df del 4/3/2013 del dipartimento Finanze del Mef, che offre una rilettura della giurisprudenza che si era consolidata in materia di Ici sulle norme di esenzione inserite nell'art. 7, comma 1, lettera i), del dlgs 30 dicembre 1992, n. 504, che viene espressamente richiamato ai fini Imu dall'art. 9, comma 8, del dlgs 14 marzo 2011, n. 23.
Questa norma, che è stata «ritoccata» dall'art. 91-bis del dl 24 gennaio 2012, n. 1, prevede l'esenzione dall'Imu per gli immobili «utilizzati» dagli enti non commerciali «destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all'articolo 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222».
Sia la Corte costituzionale che la Cassazione hanno sempre sostenuto che l'esenzione può essere riconosciuta solo se l'immobile è «posseduto» dall'ente non commerciale ed «utilizzato» direttamente dallo stesso.
Più volte la Corte di cassazione ha affermato a chiare lettere che l'art. 7, comma 1, lettera i), del dlgs n. 504 del 1992 esige la duplice condizione dell'utilizzazione diretta degli immobili da parte dell'ente possessore e dell'esclusività della loro destinazione ad attività peculiari che non siano produttive di reddito. Logica conclusione è stata che l'esenzione non poteva essere riconosciuta nel caso di utilizzazione indiretta, ancorché assistita da finalità di pubblico interesse.
È stata proprio la Corte costituzionale con le ordinanze n. 429 del 19 dicembre 2006 n. 19 del 26 gennaio 2007 a ribadire tale concetto, pur pronunciandosi sull'art. 59, comma 1, lett. c), del dlgs 15 dicembre 1997, n. 446, che non trova applicazione per l'Imu, giacché non è più espressamente richiamato dall'art. 14, comma 6, del dlgs n. 23 del 2011.
Bisogna tuttavia tener conto del fatto che la fattispecie oggetto di contenzioso costituzionale era ben diversa, poiché si riferiva ad un immobile che il soggetto passivo dava in locazione (e non in comodato) a un ente non commerciale che vi esercitava una delle attività agevolate. Detto soggetto, quindi, ritraeva un reddito dall'immobile, e questa circostanza, di fatto sintomatica di capacità contributiva, non è stata ritenuta idonea a giustificare l'attribuzione del beneficio fiscale.
Da tale assunto i tecnici del ministero arrivano ad affermare che nell'ipotesi in cui l'ente non commerciale concede l'immobile in comodato - che è essenzialmente gratuito - ad altro ente non commerciale, non ritraendo da tale concessione alcun reddito, può beneficiare dell'esenzione dall'Imu.
L'ente non commerciale concedente, in sostanza, si troverebbe nella stessa situazione in cui si sarebbe trovato se avesse utilizzato direttamente l'immobile per lo svolgimento di una delle attività meritevoli, beneficiando, quindi, dell'esenzione.
Come si legge nella risoluzione ministeriale «questa considerazione appare coerente con i principi ricavabili dalle citate pronunce sia della Corte costituzionale sia della Corte di cassazione proprio perché la concessione in comodato, che è un contratto essenzialmente gratuito, non costituisce, chiaramente, una manifestazione di ricchezza e di capacità economica che avrebbe, al contrario, giustificato un concreto apporto contributivo alla spesa pubblica e, quindi, l'imposizione ai fini Imu».
L'esenzione dall'Imu deve essere riconosciuta anche nell'ipotesi in cui l'immobile è concesso in comodato a un altro ente non commerciale appartenente alla stessa struttura dell'ente concedente, per lo svolgimento di una delle attività agevolate.
Con la nuova interpretazione che esplora un campo mai affrontato dalla giurisprudenza di legittimità si allargano sicuramente le maglie dell'esenzione Imu, anche se il campo di azione deve esser tuttavia limitato al solo svolgimento di attività meritevoli individuate dalla norma agevolativa.
Resta fermo, però, che l'ente non commerciale che utilizza l'immobile è escluso dal campo di applicazione dell'Imu poiché non è il soggetto passivo del tributo. Come adempimento a suo carico nella risoluzione viene individuato quello di fornire all'ente non commerciale che gli ha concesso l'immobile in comodato tutti gli elementi necessari per consentirgli l'esatto adempimento degli obblighi tributari.
RISOLUZIONE 4/DF