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Timestamp: 2017-06-24 19:02:56+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', '§\n1', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 8', '§\n1', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', '§ 3', '§ 4', 'art. 5', 'art. 5', '§ 1', '§ 4', 'art. 3', 'art. 3', '§ 1', 'art. 13', 'art. 6', '§ 1', 'art. 6', 'art. 6']

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 05/02/2013Diritti Europa
Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 07/07/2016
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Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Rassegna sulla Corte Europea
5 febbraio 2013	Martedì 05 Febbraio 2013
Questo Martedì la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha accertato violazioni della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo in 13 casi dei 15 esaminati.
Fra i paesi condannati anche l’Italia, per episodi di violazione del diritto di proprietà che la Corte di Strasburgo esamina velocemente: sono classificati infatti come “Ripetitive Cases”, ossia casi molto simili ad altri, per il quali la Corte adotta sempre una stessa soluzione, rendendo il giudizio semplice e quasi di routine.
Molto interessante è caso Zokhidov v. Russia, dove lo stato russo si espone a responsabilità internazionale per aver disatteso una sentenza CEDU del 2010 e così gli impegni assunti col Trattato CEDU firmato a Roma nel 1950: infatti gli stati che aderiscono al sistema di giustizia CEDU e accettano di farsi giudicare dalla Corte di Strasburgo, devono rispettarne le sentenze, piacciano o meno! Quindi un problema molto pratico sulla giurisdizione CEDU, che fa riflettere: se essere giudicati (e condannati) non piace a nessuno, cosa induce gli Stati del Consiglio d’Europa a farsi giudicare da un tribunale straniero e infine a conformarsi al contenuto delle sentenze con cui vengono bacchettati?
Infine, nei casi Andrey Gorbunov v. Russia,Bubnov v. Russia,Gurenko v. Russia,Mkhitaryan v. Russia, viene posto sotto torchio il sistema detentivo russo per le cure mediche, del tutto inadeguate, che somministra ai suoi detenuti: si passa dal caso del detenuto cardiopatico che non ha mai visto un cardiologo (Gurenko v. Russia) , a quello del detenuto che, non potendo accedere alle cure dell’ospedale perché recluso, ha rischiato di morire (Bubnov v. Russia). Forse che non ricevere cure mediche adeguate sia parte della pena alla quale si condannano i delinquenti?!
Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 05 Febbraio 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Martirosyan v.
23341/06
Vahagn Martirosyan, cittadino armeno, è condannato per crimina economici, come falsificazione di documenti e
appropriazione indebita, commessi mentre ricopriva il ruolo di manager nella filiale locale di una banca armena. Lamenta che l’indeterminatezza delle
norme del nuovo codice penale avrebbero reso troppo difficile distinguere comportamenti leciti da quelli illeciti.
(nessuna pena senza legge)
Nessuna violazione dell’Articolo 7 – Nessuna pena senza legge (art. 7-1 – nullum
crimen sine lege; Retroattività)
Pashov
and Others v. Bulgaria
20875/07
Pavel Pashov, Elena Lazova e Konstantin Nikolov, cittadini
bulgari, partecipano nel 1997 ad un comizio politico trasceso in violenze e scontri con la polizia; lì sarebbero stati picchiati brutalmente dalle forze
dell’ordine, con i manganelli in dotazione. Oggi lamentano delle indagini insufficienti nel far luce sulle violenze di quel giorno, la lentezza della giustizia bulgara e la mancata esecuzione dei provvedimenti emessi in loro
Articolo 6 §
1 (diritto ad un equo processo entro un termine ragionevole)
del protocollo N ° 1 (protezione della proprietà)
Violazione dell’Articolo 6
– Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo 6-1 – l’accesso alla giustizia; Termine ragionevole)
Violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo 1, comma
1 del Protocollo n ° 1 – Pacifico godimento dei beni)
v. Republic of Moldova
55408/07
Gheorghe Ipati, cittadino moldavo, è accusato di furto: afferma che la polizia investigativa lo ha maltrattato durante un
interrogatorio, al fine di estorcergli una confessione, e che le condizioni in cui è stato trattenuto in carcere erano insostenibili, soprattutto per il sovraffollamento; infine che i rapporti col suo avvocato siano stati controllati e censurati – nella corrispondenza – dall’Autorità.
(divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti)
(diritto di rispetto della vita privata e familiare e della corrispondenza)
Violazione dell’Articolo 3
– Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante; Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo
3 – Divieto della tortura (art. 3 –
L’effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
trattamento degradante Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 – Rispetto per la corrispondenza)
Gorbunov v. Russia
43174/10
Andrey Gorbunov, cittadino russo, cardiopatico, è condannato per traffico di sostanze stupefacenti e detenuto nel carcere di Kurgan.
Qui non avrebbe ricevuto cure mediche adeguate alle sue patologie cardiache: in un episodio, avrebbe anche rischiato la vita a causa del rifiuto dell’Autorità carcerarie di trasferirlo in un ospedale specializzato in
malattie cardiache.
Articolo 3 (divieto di tortura e di trattamenti inumani
o degradanti)
Bakoyev v.
30225/11
Bafokul Bakoyev, cittadino uzbeco, è truffatore internazionale. A Mosca è catturato e detenuto. Prima il Kyrgyzstan, poi l’Uzbekistan, ne chiedono l’estradizione per processarlo davanti ai propri giudici, ma Bafokul si oppone: in entrambi i paesi rischierebbe maltrattamenti e processi iniqui; quindi chiede alla Russia di concedergli lo status di rifugiato, ma la sua istanza è rigettata. Oggi si oppone a quel rifiuto e lamenta l’illegittimità
e l’eccessiva durata della detenzione subita in attesa dell’estradizione.
Articolo 5 §
1 (f) (diritto alla libertà e alla sicurezza)
Violazione dell’Articolo 5
– Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 – regolare stato di arresto o di detenzione)
Nessuna violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla
libertà e alla sicurezza (art. 5-1 – regolare stato di arresto o di
detenzione)
libertà e alla sicurezza (Articolo 5-1-f – Espulsione)
Nessuna violazione dell’Articolo 3 – Divieto
della tortura (art. 3 – Espulsione) (condizionale) (Uzbekistan)
Bubnov v.
76317/11
Vasiliy Bubnov, cittadino russo, condannato per omicidio e tentato omicidio, è detenuto nella colonia correzionale della regione di Kaliningrad. Vasiliy è malato di HIV ed epatite e in carcere le
sue condizioni peggiorano. Lamenta un trattamento sanitario inadeguato per le sue condizioni e contesta la scelta dell’autorità carceraria di non liberarlo
nonostante il suo precario stato di salute.
(divieto di tortura e di inumani o degradanti
trattamento)
Nessuna violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – trattamento
degradante; Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Gurenko v.
41828/10
Georgiy Gurenko, cittadino russo, è stato condannato per omicidio e quindi detenuto. Accusa gravi problemi cardiaci, ma né durante la detenzione preventiva a Kursk, né durante l’internamento nella
colonia correzionale della regione di Kursk, è stato sottoposto ad adeguate cure: afferma che negli anni di detenzione non è mai stato visitato da un cardiologo.
– Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Mkhitaryan v.
46108/11
Telman Mkhitaryan, cittadino russo, cardiopatico, è accusato di associazione a delinquere ed estorsione: catturato in Armenia, è stato estradato in Russia e lì detenuto prima in un carcere di St.Pietroburgo, poi in una struttura sanitaria interna al carcere.
Lamenta cure inadeguate che gli hanno portato, oltre a molte sofferenze, anche un grave peggioramento della suo stato di salute; inoltre contesta la
legittimità e la durata della detenzione cautelare, nonché la lentezza del procedimento avverso a tale misura.
Articolo 3 (divieto di tortura e di trattamenti
inumani o degradanti)
Articolo 5 § 3 (diritto alla libertà e alla
sicurezza)Articolo 5 § 4 (diritto che sulla legittimità
del trattenimento decida un giudice entro un breve termine)
libertà e alla sicurezza (art. 5-3 – Lunghezza della custodia cautelare)
Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-4 – rapidità della recensione)
Zokhidov v.
67286/10
Rustam Zokhidov, cittadino uzbeko, è condannato e detenuto in Russia, ma l’Uzbekistan ne richiede l’estradizione: sarebbe infatti accusato dal proprio paese di essere membro dell’organizzazione religiosa Hizb ut-Tahrir, illegale in Uzbekistan perché eversiva dell’ordine costituzionale vigente. Nonostante un provvedimento
della Corte EDU che sospendeva l’estradizione, Rustam è costretto a tornare sul territorio uzbeco, dove ora è detenuto. Lamenta un’estradizione contraria
agli obblighi derivanti dalla normativa internazionale, che lo ha esposto al rischio di maltrattamenti e che non era in alcun modo impugnabile, nonché l’illegittimità
della sua detenzione in Russia per un certo periodo di tempo. Articolo 3 (divieto di tortura e di
trattamenti inumani o degradanti)
Articolo 5 § 1 (diritto alla libertà e alla
sicurezza)
Articolo 5 § 4 (diritto che sulla legittimità
Articolo 13 (diritto a un ricorso effettivo)
Articolo 34 (diritto di individuale petizione)
– Divieto della tortura (art. 3 – Espulsione) (Uzbekistan)
5 – Diritto alla libertà e alla
sicurezza (Articolo 5-1-f – Espulsione)
Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (5-2 Articolo – Informazioni Richiesta)
Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (5-4 Articolo – Recensioni su legalità della detenzione)
34 – Ricorsi individuali (Articolo
34 – ostacolare l’esercizio del diritto di petizione)
Danno morale – aggiudicato
Otašević
v. Serbia
32198/07
Radojica Otašević, cittadino serbo, attivista animalista, tenta di liberare alcuni cani randagi presso il canile di Sombor ma rimane coinvolto in uno scontro con la polizia: lamenta di essere stato picchiato dagli agenti e di aver denunciato il fatto senza che l’autorità svolgesse poi adeguate investigazioni.
Nessuna violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – L’effettivo
accertamento) (aspetto procedurale)
Bashikarova
53988/07
§ 1 (diritto ad un processo equo entro un termine ragionevole)
Articolo 13 (diritto ad un efficace
rimedio)
Violazione dell’Articolo 13
– Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 – ricorso effettivo)
6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo 6-1 – Termine ragionevole)
Rubortone
I ricorrenti lamentano l’illegittimità delle espropriazioni subite, e i tempi eccessivi dei procedimenti.
Articolo 6 § 1 (diritto ad un equo
udienza entro un termine ragionevole)
Articolo 1 del Protocollo n ° 1 (protezione
della proprietà)
Violazione dell’Articolo 1
del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo 1, comma
and Caruso v. Italy
24892/03
Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo 6-1 – Termine ragionevole)
Casi di eccessiva durata di
v. Romania
4998/02
– Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo 6-1 – Termine ragionevole)
a. s. v. Slovakia
27082/09
v. Slovakia
12583/09
Tutte le sentenze	2013-02-05
Tagged with: Tutte le sentenze
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About Marco Occhipinti Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.	Related Articles
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Diritti d'Europa è un supplemento di Generazione Zero, testata giornalistica registrata il 15 aprile 2011 presso il Tribunale di Ragusa n.05/2011	Scroll To Top