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Timestamp: 2013-05-19 22:45:33+00:00
Document Index: 75349765

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 30', 'art. 21', 'art. 139']

Sono in congedo i senatori: Alberti Casellati, Caliendo, Ciampi, Mantica, Mantovani, Martinat, Palma, Rossi Nicola e Viespoli.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Asciutti, per attività della 7a Commissione permanente; Allegrini, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'OSCE; Incostante e Maraventano, per partecipare a una conferenza internazionale.
In data 1° luglio 2008 è stata presentata la seguente proposta di modificazione del Regolamento d'iniziativa dei senatori:
Gasparri e Quagliariello. - "Modifiche agli articoli 14, 15, 19, 43, 48, 53, 54, 55, 56, 57, 63, 100, 102, 130 e 151-bis del Regolamento del Senato" (Doc. II, n. 6).
In data 1° luglio 2008, le Commissioni riunite 7a e 9a sono state autorizzate a svolgere, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, un'indagine conoscitiva sugli organismi geneticamente modificati (OGM) utilizzabili nel settore agricolo italiano per le produzioni vegetali, con particolare riferimento ai profili economico-produttivi dell'agroalimentare, nonché alla ricerca scientifica.
In data 1° luglio 2008, la 8a Commissione permanente è stata autorizzata a svolgere, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, un'indagine conoscitiva sul sistema delle concessioni nei settori dei trasporti e dei lavori pubblici.
Con ordinanza in data 22 giugno 2008, pervenuta il successivo 1° luglio, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Palermo ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 68, terzo comma, della Costituzione, nonché dell'articolo 6 della legge 20 giugno 2003, n. 140, una richiesta di autorizzazione all'utilizzo di una conversazione telefonica cui ha preso parte il senatore Marcello Dell'Utri a seguito di una intercettazione effettuata su utenza di terzi, nei confronti dei quali risulta pendente il procedimento penale n. 16424/01 R.G.N.R. - n. 4764/02 R.G. Gip (Doc. IV, n. 2).
La richiesta è stata deferita, in data odierna, alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, ai sensi degli articoli 34, comma primo, e 135 del Regolamento
(presentato in data 02/7/2008 );
C.1185 approvato dalla Camera dei Deputati;
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 maggio 2008, n. 95, recante disposizioni urgenti relative al termine per il riordino del ruolo e delle funzioni della magistratura onoraria (867)
C.1212 approvato dalla Camera dei Deputati.
Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatore Compagna Luigi
Modifiche degli articoli 87 e 97 e del Titolo IV della Costituzione: nuovi criteri di nomina dei vertici della Magistratura e modifica della composizione del Consiglio superiore della magistratura (855)
(presentato in data 27/6/2008 );
senatori Mongiello Colomba, Franco Vittoria, Adragna Benedetto, Amati Silvana, Barbolini Giuliano, Bastico Mariangela, Bertuzzi Maria Teresa, Biondelli Franca, Blazina Tamara, Baio Emanuela, Carloni Anna Maria, Carofiglio Gianrico, Casson Felice, Chiaromonte Franca, De Sena Luigi, Della Monica Silvia, Della Seta Roberto, Donaggio Franca, Filippi Marco, Fontana Cinzia Maria, Garraffa Costantino, Ghedini Rita, Granaiola Manuela, Incostante Maria Fortuna, Legnini Giovanni, Livi Bacci Massimo, Marinaro Francesca Maria, Maritati Alberto, Micheloni Claudio, Negri Magda, Papania Antonino, Pegorer Carlo, Randazzo Nino, Roilo Giorgio, Soliani Albertina, Vita Vincenzo Maria
Norme per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori da molestie morali e psicologiche nel mondo del lavoro (856)
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese relativo all'attuazione di una gestione unificata del Tunnel di Tenda e alla costruzione di un nuovo Tunnel, fatto a Parigi il 12 marzo 2007 (857)
(presentato in data 30/6/2008 );
Ratifica ed esecuzione del secondo Protocollo alla Convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari stabilito in base all'articolo K3 del Trattato sull'Unione europea del 26 luglio 1995, fatto a Bruxelles il 19 giugno 1997 (858)
senatori Giaretta Paolo, Rossi Paolo, Bosone Daniele, Soliani Albertina
Nuove norme per la sepoltura delle vittime civili di guerra (860)
(presentato in data 01/7/2008 );
Norme per la repressione del fenomeno dell'interferenza molesta nella vita pubblica e privata altrui (stalking) (861)
Delega al Governo per l'emanazione di un testo unico delle disposizioni in materia di contrasto patrimoniale della criminalità di tipo mafioso, recante il riordino della disciplina in materia di gestione, destinazione e trattamento tributario delle attività e dei beni sequestrati o confiscati a organizzazioni criminali (862)
senatori Gasparri Maurizio, Tomassini Antonio
Disposizioni normative in materia di medicinali ad uso umano e di riordino dell'esercizio farmaceutico (863)
senatore Mugnai Franco
Modifiche al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, in materia di assicurazioni (864)
Senatore Bricolo Federico
Modifiche all'articolo 12 della Costituzione sul riconoscimento dei simboli identitari di ciascuna Regione (865)
(presentato in data 02/7/2008 ).
Misure contro le molestie e violenze alle donne, ai diversamente abili e per motivi connessi all'orientamento sessuale (451)
previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 10° (Industria, commercio, turismo), 11° (Lavoro, previdenza sociale), 12° (Igiene e sanita'), Commissione parlamentare questioni regionali
Poichè il disegno di legge è stato fatto proprio dal Gruppo PD in data 18-06-2008 ai sensi dell'articolo 79, comma 1 del Regolamento, la Commissione dovrà iniziarne l'esame entro un mese dall'assegnazione.
Già assegnato, in sede referente, alla 2ª Commissione permanente(Giustizia)
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 30 giugno 2008, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 1, commi 3 e 4, e 25, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62 - lo schema di decreto legislativo concernente: «Ulteriori modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture» (n. 12).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 30 giugno 2008 - alla 8ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 9 agosto 2008. Le Commissioni 1ª, 2ª, 10ª, 13ª e 14ª potranno formulare osservazioni alla 8ª Commissione entro il 30 luglio 2008. L'atto è altresì deferito - per le conseguenze di carattere finanziario - alla 5ª Commissione, che esprimerà il parere entro il medesimo termine del 9 agosto 2008.
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 27 giugno 2008, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 507, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 - lo schema di decreto ministeriale concernente le variazioni degli accantonamenti operati sulle dotazioni delle unità previsionali di base iscritte nel bilancio dello Stato per l'anno 2008 (n. 13).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 1° luglio 2008 - alla 5a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 21 luglio 2008.
Il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, con lettera in data 26 giugno 2008, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 32, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 - lo schema di decreto ministeriale recante ripartizione dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa dell'ex Ministero della salute, relativo a contributi in favore di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, per l'anno 2008 (n. 14).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 1° luglio 2008 - alla 12ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 21 luglio 2008.
Il Ministro degli affari esteri, con lettera in data 27 giugno 2008, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 6 febbraio 1992, n. 180 - lo schema di decreto ministeriale di individuazione delle organizzazioni e degli enti di rilievo internazionale destinatari dei contributi di cui alla legge 6 febbraio 1992, n. 180, recante partecipazione dell'Italia alle iniziative di pace ed umanitarie in sede internazionale (n. 15).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 3a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 22 luglio 2008.
Il Ministro dello sviluppo economico, con lettera in data 30 giugno 2008, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 3 della legge 11 maggio 1999, n. 140 - il programma di utilizzo per l'anno 2008 dell'autorizzazione di spesa relativa a studi e ricerche per la politica industriale (n. 16).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, l'atto è deferito alla 10ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 22 luglio 2008.
Il Ministro per i beni e le attività culturali, con lettera in data 19 giugno 2008, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo 18 novembre 1997, n. 426, come modificato dall'articolo 6 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 32 - le seguenti proposte di nomina:
del professor Francesco Alberoni a Presidente della Fondazione Centro sperimentale di cinematografia (n. 4);
del signor Giuseppe Avati (n. 5), del professor Dario Edoardo Viganò (n. 6) e del signor Giancarlo Giannini (n. 7) a componenti del consiglio di amministrazione della predetta Fondazione.
Ai sensi della citata disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, le proposte di nomina sono state deferite - in data 27 giugno 2008 - alla 7a Commissione permanente, che esprimerà il parere, su ciascuna di esse, entro il 17 luglio 2008.
Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con lettera in data 27 giugno 2008, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la proposta di nomina dell'ingegner Cristoforo Canavese a Presidente dell'Autorità portuale di Savona (n. 8).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, la proposta di nomina è deferita alla 8a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 22 luglio 2008.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 1° luglio 2008, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni - l'allegato infrastrutture al Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2009-2013 (Doc. LVII, n. 1-Allegato/I), predisposto dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Ad integrazione dell'assegnazione del citato Documento, la presente relazione è stata trasmessa alla 5a Commissione permanente e a tutte le altre Commissioni permanenti nonché, per eventuali osservazioni, alla Commissione parlamentare per le questioni regionali.
Il Ministro per le politiche europee, con lettere in data 13, 17, 20, 24 e 27 giugno 2008, ha trasmesso - ai sensi degli articoli 3 e 19 della legge 4 febbraio 2005, n. 11 - progetti di atti comunitari e dell'Unione europea.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha inviato, ai sensi dell'articolo 154, comma 1, lettera f), del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, una segnalazione sulla videosorveglianza nei condomini (Atto n. 12).
Il Presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con lettera in data 12 giugno 2008, ha inviato la relazione sull'attività svolta dal Consiglio nazionale degli utenti, istituito presso l'Autorità stessa, nel periodo marzo 2006 - aprile 2008 (Atto n. 14).
Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a e alla 8a Commissione permanente
Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 20 e 23 giugno 2008, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha inviato le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria:
dell'Ente nazionale di previdenza ed assistenza medici ed odontoiatri (ENPAM), per gli esercizi 2005 e 2006 (Doc. XV, n. 13). Il predetto documento è stato deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 12a Commissione permanente;
dell'EUR S.p.a., per l'esercizio 2006 (Doc. XV, n. 14). Il predetto documento è stato deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 1a e alla 5a Commissione permanente;
Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 26 giugno 2008, ha inviato la decisione e relazione della Corte dei conti sul Rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2007, deliberata dalle Sezioni riunite della Corte stessa ai sensi degli articoli 40 e 41 del regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214 (Doc. XIV, n. 1).
Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a Commissione permanente.
Il Presidente del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), con lettera in data 11 giugno 2008, ha trasmesso un testo di osservazioni e proposte di orientamento per l'elaborazione del Documento di programmazione economico-finanziaria 2009-2013 (Atto n. 11).
La predetta documentazione è stata inviata alla 5a Commissione permanente.
Il Presidente dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni ha inviato, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il rapporto trimestrale - aggiornato al mese di aprile 2008 - sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti (Atto n. 13).
Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente.
Nel periodo dal 13 al 30 giugno 2008 la Commissione europea ha inviato atti e documenti di interesse comunitario.
COSSIGA - Al Ministro della giustizia - Si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga che il Procuratore aggiunto di Palermo dottor Ingroia, già membro del pool a suo tempo costituito per la persecuzione giudiziaria del senatore Giulio Andreotti, dopo aver partecipato e preso la parola all'Assemblea nazionale della Sinistra Democratica ed essersi scagliato con violenza e volgarità contro il Presidente del Consiglio dei ministri, possa essere considerato un magistrato indipendente e credibile
(2-00017)
VICECONTE, LATRONICO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico - Premesso che:
il territorio della Basilicata è interessato per migliaia di ettari dalle attività di estrazione di idrocarburi;
la maggior parte della produzione nazionale di greggio deriva dai campi della Basilicata, regione che contribuisce, con le estrazioni insistenti sul suo territorio, per il 15 per cento all'intera produzione energetica nazionale;
il 7 ottobre 1998 il Governo e la Regione hanno sottoscritto il Protocollo d'intesa relativo ai piani di intervento per accelerare lo sviluppo socio-economico delle aree della Basilicata interessate dall'estrazione di idrocarburi;
nel Protocollo d'intesa suddetto si è affermata la necessità di conseguire, nelle aree interessate all'estrazione di idrocarburi, "uno sviluppo economico e sociale duraturo, equilibrato e rispettoso delle tradizioni e delle vocazioni del territorio" e di completare il processo di reindustrializzazione della Val Basento;
il Governo, a tal fine, si è impegnato a realizzare una serie di interventi infrastrutturali e viari ed ha attribuito alla Regione Basilicata delle royalty di competenza statale rinvenienti dalle attività estrattive per il finanziamento di progetti e di strumenti di promozione economica e territoriale;
il Protocollo d'intesa ha previsto, altresì, la costituzione di un Comitato paritetico amministrazione centrale-Regione Basilicata per il controllo e la verifica della puntuale e tempestiva attuazione degli impegni assunti dal Governo e dalla Regione;
il 18 novembre 1998 la Regione Basilicata ha sottoscritto con la concessionaria Eni S.p.A. un protocollo di intenti nel quale si costituisce un Osservatorio ambientale, al fine di poter adeguatamente garantire un'efficace azione di tutela e valorizzazione e monitoraggio ambientale oltre alla promozione dello sviluppo sostenibile nell'aree interessate dalle attività estrattive;
nel suddetto protocollo di intenti si prevede inoltre la costituzione di una società energetica regionale con l'obiettivo di rendere disponibile energia elettrica a basso costo al fine di rendere fruibile per le attività produttive e le utenze eligibili del territorio circostante il vantaggio economico determinato dalla disponibilità in loco di risorse energetiche;
tale accordo concluso tra la Regione Basilicata e l'Eni S.p.A. realizza poi azioni di promozione dello sviluppo economico ed occupazionale, con la previsione di borse di studio, borse di dottorato e post dottorato e corsi di specializzazione sui temi dell'ambiente, dell'energia, del management delle risorse e dell'innovazione tecnologica;
il protocollo, infine, prevede la stipula di atti integrativi nell'ipotesi in cui la produzione di greggio superi i 104.000 barili al giorno e l'istituzione in Basilicata di una sede della Fondazione Mattei quale centro di eccellenza nel settore dell'economia, dell'ambiente e dell'energia;
la Basilicata presenta un apparato produttivo fragile e afflitto da crisi diffuse, aggravato dalla generalizzata carenza infrastrutturale e dall'aumento del flusso migratorio;
l'abbattimento delle accise sui prodotti petroliferi (con il conseguente ribasso del prezzo della benzina, del gasolio e del metano) così come era previsto nel disegno di legge di iniziativa dei senatori Viceconte e Taddei recante "Modifiche all'art. 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, in materia di accisa sui prodotti petroliferi venduti nella Regione Basilicata" porterebbe un aiuto concreto ai lucani ed agli operatori economici trasformando la ricchezza del sottosuolo in opportunità di risparmio immediato per le famiglie lucane e in un'occasione di crescita e di sviluppo per le imprese,
quale sia lo stato di attuazione del Protocollo d'intesa sottoscritto dal Governo e dalla Regione finalizzato a varare piani di intervento per lo sviluppo sociale ed economico della Basilicata, a partire dai territori interessati dallo sfruttamento minerario, e, nell'ipotesi di mancato adempimento degli interventi in esso previsti, quali azioni il Governo intenda porre in essere per dar corso agli obblighi assunti dalle parti;
altresì, quale sia lo stato di attuazione del protocollo di intenti Regione Basilicata ed Eni S.p.A;
se i Ministri in indirizzo non ritengano, infine, doveroso riconoscere ai cittadini residenti in Basilicata un beneficio diretto dallo sfruttamento delle risorse petrolifere, anche attraverso l'abolizione delle accise sui prodotti petroliferi venduti in Basilicata, così come era previsto nel disegno di legge di iniziativa dei senatori Viceconte e Taddei recante "Modifiche all'art. 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, in materia di accisa sui prodotti petroliferi venduti nella Regione Basilicata".
STRADIOTTO, DONAGGIO, FISTAROL, GARAVAGLIA Mariapia, GIARETTA, NEROZZI - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
la disciplina relativa al riconoscimento dei benefici di legge nei riguardi dei lavoratori esposti all'amianto a causa della propria attività lavorativa è oggetto di controversie interpretative in sede amministrativa e giurisprudenziale;
in particolare, l'articolo 13, comma 8, della legge n. 257 del 1992 ha previsto il beneficio, ai fini pensionistici, della rivalutazione dei periodi lavorativi attraverso l'applicazione di un moltiplicatore (pari a 1,5) agli "interi" periodi di esposizione ad inalazione di fibre di amianto, limitatamente ai "lavoratori che siano stati esposti all'amianto per un periodo superiore a 10 anni";
numerosi dubbi interpretativi sono emersi nel corso degli anni per individuare la platea dei beneficiari delle disposizioni citate; molto controversa infatti è la questione se spetti o meno la maggiorazione per coloro che, essendo stati esposti all'amianto antecedentemente all'entrata in vigore della legge n. 257 del 1992, possedessero all'epoca non più la qualità di lavoratori "attivi" ma quella di "pensionati" di anzianità o vecchiaia, cioè a dire si trovassero già in stato di quiescenza;
sul punto si è espressa anche l'INPDAP di Venezia, secondo la quale i lavoratori pensionati che abbiano maturato i requisiti pensionistici anche senza la prevista maggiorazione, non raggiungendo la maggior prestazione conseguibile, non potrebbero ottenere un'integrazione dei trattamenti percepiti, in quanto - secondo l'interpretazione dell'ente - la finalità perseguita dalla disciplina di cui alla legge n. 257 del 1992 sarebbe unicamente quella di favorire l'esodo anticipato dal lavoro di soggetti esposti all'amianto e non già di rivalutarne i trattamenti previdenziali;
tale tesi ha trovato recentemente avallo in due pronunce della Terza Sezione giurisdizionale della Corte dei conti (sentenza n. 693 del 2005 del 17 novembre 2005 e n. 4 del 2006 del 4 gennaio 2006) che hanno stabilito che l'istanza di maggiorazione dell'anzianità contributiva ai fini pensionistici deve essere presentata prima del collocamento a riposo;
tale interpretazione si pone in stridente contrasto con quanto sostenuto dalla Corte di cassazione secondo cui il beneficio previdenziale deve essere riconosciuto - ove ricorrano i requisiti prescritti dal citato articolo 13, comma 8, della legge n. 257 del 1992 - ai lavoratori collocati in quiescenza con decorrenza successiva alla data di entrata in vigore della legge n. 257 del 1992, ancorché abbiano maturato prima di tale data i requisiti di contribuzione necessari per il conseguimento della pensione di anzianità o di vecchiaia;
l'interpretazione dell'INPDAP è stata costantemente disattesa anche dalla Prima Sezione giurisprudenziale centrale di appello della Corte dei conti unicamente orientata nel senso di ritenere che il titolare di pensione di anzianità liquidata dopo l'entrata in vigore della legge richiamata ha diritto al ricalcolo della pensione con applicazione dei benefici previsti dalla citata normativa;
considerato inoltre che la limitazione dell'esclusione dal beneficio ai soli soggetti già titolari di pensione alla data di entrata in vigore della legge n. 257 del 1992 dovrebbe ritenersi confermata anche dall'articolo 80, comma 25, della legge finanziaria per l'anno 2001 che, operando una sorta di interpretazione autentica, pone come elemento discriminate per l'attribuzione del diritto la non cessazione dell'attività lavorativa alla data del 27 aprile 1992,
se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuna, alla luce dei fatti esposti, l'adozione di un chiaro indirizzo interpretativo circa la disciplina dei benefici previdenziali applicabili ai lavoratori esposti all'amianto;
in particolare, se non ritenga opportuno adottare le opportune iniziative affinché e le disposizioni di cui all'articolo 13, comma 8, della legge n. 257 del 1992 siano interpretate nel senso che le maggiorazioni previste per i lavoratori esposti all'amianto per un periodo superiore a dieci anni competono anche ai soggetti che già fruiscono, anche senza la prevista maggiorazione, del trattamento pensionistico o abbiano già maturato il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia e anzianità ovvero di inabilità con decorrenza successiva all'entrata in vigore della legge n. 257 del 1992, non raggiungendo la maggior prestazione conseguibile, i quali si possono pertanto giovare del beneficio di legge per migliorare la prestazione pensionistica, previa comunicazione all'ente previdenziale dell'avvenuta esposizione all'amianto alle condizioni previste dalla legge.
(3-00110)
VICARI - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:
la legge 24 dicembre 2007, n. 244, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)", all'articolo 2, comma 135, reca interventi in favore delle aziende siciliane per far fronte ai danni e al mancato reddito dovuti agli attacchi della malattia fungina plasmopara viticola, avvenuti nel 2007 in conseguenza dell'anomalo andamento stagionale;
il medesimo comma specifica che dette condizioni sono da considerarsi come avversità atmosferiche assimilabili ad una calamità naturale, «ai sensi della definizione recata dal numero 8) dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 1857/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese attive nella produzione di prodotti agricoli e recante modifica del regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, e in tal senso da poter consentire la concessione di aiuti compatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del Trattato istitutivo della Comunità europea e non essere soggetti all'obbligo di notifica di cui all'articolo 88, paragrafo 3, del medesimo Trattato, secondo quanto previsto dall'articolo 11 del citato regolamento (CE) n. 1857/2006»;
ai fini di cui sopra, è stata autorizzata, per l'anno 2008, la spesa di 50 milioni di euro a valere sul Fondo per le aree sottolutilizzate di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni;
l'approvazione del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, recante "Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie, prevede la riduzione delle autorizzazioni di spesa indicate nell'elenco allegato al decreto medesimo;
tale riduzione produce un grave danno all'economia agricola siciliana, con particolare nocumento per le aziende viticole,
l'interrogante chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per fronteggiare la crisi delle aziende agricole siciliane e, in particolare, di quelle viticole, colpite dalla malattia fungina plasmopara viticola.
(3-00111)
GHEDINI, FIORONI, SANGALLI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e l'innovazione - Premesso che:
in Italia il fenomeno del ritardo nei pagamenti dovuti dalle pubbliche amministrazioni alle imprese fornitrici di beni e servizi ha assunto dimensioni ragguardevoli, coinvolgendo numerosi settori industriali ed assumendo connotati critici in particolari aree del Paese;
la situazione italiana di ritardo nei pagamenti e di disconoscimento del diritto agli interessi, legali e di mora, non ha eguali nel resto d'Europa; infatti, secondo una recente elaborazione, in Italia i pagamenti avvengono con un ritardo medio di 158 giorni, quasi doppio rispetto alla media europea, pari a 68 giorni; ciò costituisce una delle principali ragioni di indebolimento della capacità competitiva delle imprese italiane, e non solo per quelle di minori dimensioni;
come è evidente, tale situazione penalizza in particolare le imprese più serie e corrette nell'adempimento degli obblighi contributivi e fiscali, mettendone a rischio una parte significativa, falsa la concorrenza, rende di fatto più costosi i servizi erogati o ne riduce la qualità ed infine rende più opachi i rapporti tra le pubbliche amministrazioni e le imprese;
i ritardi nei pagamenti determinano inoltre forti esposizioni bancarie, difficoltà nella programmazione finanziaria dell'azienda e un peggioramento complessivo per le aziende in termini di competitività; in altri termini, le imprese italiane, per operare sul mercato, devono allocare maggiori risorse finanziarie rispetto ai propri concorrenti, ponendosi rispetto a questi in una situazione di handicap strutturale con effetti negativi dal punto di vista sia occupazionale sia di investimenti in ricerca e sviluppo;
la progressiva dilatazione dei tempi di pagamento da parte degli enti pubblici ha spinto recentemente l'Unione europea ad avviare un'inchiesta tra le imprese di tutta Europa, per conoscere proporzioni, caratteristiche e gravità del fenomeno;
l'iniziativa della UE è stata sollecitata anche dall'Osservatorio su imprese e pubbliche amministrazioni (Oipa), che ha effettuato a sua volta nei mesi scorsi una serie di inchieste sul fenomeno, cui ha fatto seguito - nel mese di febbraio 2008 - una petizione depositata alla Commissione europea e sottoscritta da molte associazioni imprenditoriali ed imprese, in rappresentanza di oltre 30.000 aziende;
con l'entrata in vigore del nuovo accordo di Basilea sul capitale di vigilanza delle banche (comunemente detto "Basilea 2"), l'elevato indebitamento rappresenta un elemento penalizzante per le imprese in quanto può incidere in modo significativo sul rating attribuito dalle banche alle imprese stesse, con conseguenti effetti negativi sul costo e la disponibilità di credito;
l'accordo "Basilea 2" stabilisce che i debiti scaduti da oltre 90 giorni sono considerati in default, prevedendo solo per l'Italia un periodo transitorio di cinque anni dall'entrata in vigore dell'Accordo (1° gennaio 2007), periodo durante il quale sono considerati in default i debiti scaduti da oltre 180 giorni;
le norme introdotte negli ultimi anni a tutela del fornitore-creditore non hanno dunque raggiunto l'obiettivo di evitare le eccessive dilazioni di pagamento e di ridurre i ritardi rispetto ai termini negoziati tra imprese fornitrici e pubblica amministrazione;
infatti, nonostante l'osservanza degli obblighi contrattuali e il pagamento della mora in caso di ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali siano previsti dalla direttiva europea 2000/35/CE, recepita con decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, questa risulta poco efficace in quanto può essere a giudizio degli interroganti facilmente elusa,
se i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive prerogative e competenze, non ritengano opportuno adottare con urgenza ogni provvedimento idoneo a risolvere, in via strutturale, il problema del pesante e inaccettabile ritardo con cui sistematicamente la pubblica amministrazione paga le imprese fornitrici di beni e servizi;
in particolare, se non ritengano opportuno avviare un tavolo tecnico che identifichi le strategie più idonee a ridurre progressivamente questo fenomeno;
in definitiva, se il Governo non consideri indispensabile intervenire sollecitamente e in via strutturale sul fenomeno segnalato, anche al fine di salvaguardare i posti di lavoro nelle imprese interessate e garantire alle stesse la possibilità di rimanere sul mercato in condizioni non distorsive di concorrenza, con ciò concorrendo a contrastare il malcostume e gli interessi criminali che, come noto, proliferano nelle situazioni di maggior disagio ed opacità.
(3-00112)
LI GOTTI - Ai Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali e dell'istruzione, università e ricerca - Premesso che:
nel centro di cardiochirurgia del Policlinico universitario Umberto I di Roma, nell'anno 2004 - nonostante significative mancanze di personale medico, infermieristico e tecnico, dovute al trasferimento di molti operatori presso l'Ospedale S. Andrea - si sono svolti oltre 500 interventi a cuore aperto;
tale risultato rappresenta il numero minimo indicato dagli standard internazionali perché una tale attività sia economicamente vantaggiosa, in grado di poter ottenere risultati qualitativi adeguati e permetta anche una attività di ricerca valida, oltre un'adeguata formazione degli specializzandi;
numerosi sono stati, già dall'anno successivo, gli inviti, rivolti da parte del personale medico al direttore generale, affinché si soddisfacessero le esigenze dell'unità operativa (UOC) di cardiochirurgia, ovvero: l'organizzazione del centro per il raggiungimento del numero ottimale di 700 interventi annui a cuore aperto; la ristrutturazione della terapia intensiva; l'incremento dell'attività della cardiochirurgia pediatrica; il riavvio del programma trapianto di cuore;
nel giugno 2006, inoltre, i NAS disposero la chiusura dei letti della terapia intensiva postoperatoria cardiochirurgica (TIPO) ed indicarono gli interventi necessari per la messa a norma, i cui lavori dovevano essere completati in 60 giorni;
purtroppo a distanza di due anni i pazienti operati continuano ad essere allocati in quello che era il reparto di terapia semi-intensiva, in un ambiente non idoneo, con facilità di diffusione delle infezioni, pazienti infetti che non possono essere isolati, monitor obsoleti e letti mal funzionanti. Tutto ciò ha prodotto una riduzione dell'attività operatoria, mentre il reparto di TIPO, ristrutturato con 8 letti, finalmente completato all'inizio del 2008, avente apparecchiature e letti nuovi, è ancora chiuso;
sempre nel 2006 gli stessi NAS chiusero due delle tre sale operatorie della cardiochirurgia, disponendo che fossero messe a norma entro il termine di 60 giorni. Queste stesse sale erano state chiuse nel 1998 quando, per la loro messa a norma, furono stanziati 8 miliardi di lire. Purtroppo, l'amministrazione ospedaliera ha deciso di utilizzare la parte destinata alla messa a norma delle sale chiuse per l'acquisto di una seconda apparecchiatura di emodinamica nell'edificio dove quella esistente è utilizzata solo al 50 per cento. In alternativa è stata decisa una ristrutturazione radicale che richiederà diversi anni, mentre è disponibile una sola sala operatoria con un elevato rischio per i pazienti che arrivano in emergenza quando essa è occupata;
purtroppo, ad oggi, non solo nessuna delle esigenze sopra esposte ha trovato soddisfazione, ma è stata anche interrotta l'attività aggiuntiva finalizzata a ridurre la lista di attesa per gli interventi di bypass coronarico, prevista dalla normativa della Regione Lazio, su pazienti formalmente ricoverati al Policlinico ma degenti e trattati presso una struttura privata. La conseguenza di questa decisione è stata che il numero di interventi maggiori eseguiti è diminuito di circa 100 unità l'anno. Al contrario, per un confronto, al S. Camillo si eseguono oltre 300 interventi all'anno di attività aggiuntiva, che viene regolarmente svolta anche dai medici del S. Andrea e dell'Ospedale di Tor Vergata;
con la delibera n. 235 del direttore generale sulla ridefinizione dei posti letto, sono stati ridotti definitivamente gli attuali letti per il trattamento intensivo postoperatorio da 12 a 6 e sono scomparse le due camere sterili finalizzate al trapianto di cuore;
quest'ultimo provvedimento - seriamente penalizzante per la UOC di cardiochirurgia perché renderà difficilmente raggiungibili, con tali risorse, i 300 interventi a cuore aperto ed altrettanto difficilmente permetterà il riavvio del programma trapianto di cuore nella sede naturale - è paradossale, se si tiene conto del fatto che questi due reparti sono stati appena ristrutturati ed attrezzati con apparecchiature di ultima generazione con impiego di denaro pubblico e che nel Lazio gli interventi a cuore aperto, in particolare gli interventi di bypass coronarici, sono effettuati in numero ancora insufficiente a soddisfare le richieste dei residenti;
risulta la parcellizzazione delle attività della UOC di cardiochirurgia e lo svuotamento della stessa di competenze inscindibili dalla sua attività e segnatamente di quelle più significative (urgenze, trapianto di cuore, cuore artificiale, trattamento intensivo postoperatorio);
risulta ancora, dalla gara di appalto pubblicata su Internet, che nel nuovo progetto le sale operatorie sono solo due e non più tre; una di queste due sale sarà infatti destinata ad interventi ibridi, che nella disciplina si prevedono sempre più numerosi, e una sola sala sarà destinata alla chirurgia a cuore aperto;
in conseguenza di quanto sopra esposto nel 2007 la cardiochirurgia di quell'ospedale ha raggiunto il minimo storico della sua attività, con solo 329 procedure a cuore aperto (quale conseguenza del deficit delle strutture disponibili),
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto e se ritengano di dover intervenire per:
rimuovere gli ostacoli al trattamento ottimale dei pazienti;
ristabilire la legalità e la sicurezza sul lavoro negli ambienti in cui tale lavoro viene esplicato;
riportare l'UOC di cardiochirurgia dell'ospedale - in cui il professor Pietro Valdoni eseguì i primi interventi di chirurgia a cuore aperto in Italia e dove, con il contributo dell'attuale responsabile del reparto, furono realizzati i primi trapianti di cuore - almeno ai risultati degli anni precedenti il 2005, evitando che diventi l'ultimo dei centri in termini di attività, con conseguente grave disagio per i pazienti in lista di attesa della Regione;
riavviare il programma trapianto di cuore;
ristabilire il corretto ed efficace prosieguo dell'attività di formazione obbligatoria degli specializzandi, penalizzata dalla diminuzione verticale di detta attività e destinata, in assenza di intervento, ad una ulteriore diminuzione con la soppressione dell'attività aggiuntiva, ad oggi interrotta (pur essendo il Policlinico sede della scuola di specializzazione in cardiochirurgia).
(3-00113)
GRAMAZIO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
il fondatore delle Brigate Rosse, Renato Curcio, ha pubblicato l'ennesimo libro;
la scorsa settimana Curcio era a Roma, presso il centro sociale "La Strada", alla presenza dell'Assessore alle politiche del lavoro e formazione della Provincia di Roma, Smeriglio, e di un gruppo di persone vicine a Rifondazione Comunista per la presentazione di detto libro;
Curcio ha recentemente chiesto la disponibilità di una delle sale della Provincia di Ascoli Piceno per la presentazione di un suo libro;
l'interrogante ricorda che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella manifestazione al Quirinale in ricordo delle vittime del terrorismo ha sottolineato che non dovrebbe essere consentito ad alcun soggetto (e quindi anche ad enti locali, Regioni ed enti pubblici in generale) di concedere tribune da cui esibirsi agli esponenti del terrorismo che si sono macchiati di gravi reati fra i quali anche l'uccisione di appartenenti alle Forze di polizia e rappresentanti del mondo del giornalismo;
il Presidente della Repubblica ha anche richiamato alla responsabilità detti enti ricordando che sponsorizzare il terrorista o l'ex terrorista significa far danno a coloro che sono rimasti vittime delle loro azioni di fuoco,
l'interrogante, anche sulla scorta delle affermazioni del Capo dello Stato, chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda, nell'ambito della propria competenza, promuovere iniziative affinché gli enti territoriali evitino di fornire finanziamenti o supporto logistico ad iniziative che coinvolgono ex terroristi.
(4-00235)
POLI BORTONE - Ai Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione, dell'economia e delle finanze e della giustizia - Premesso che:
la Corte dei conti sta svolgendo presso la Regione Puglia accurate indagini sugli incarichi affidati ad avvocati dal 2002 ad oggi;
nella necessità di dover ridurre i costi per consulenti e personale, l'attuale Giunta regionale vorrebbe ridurre l'indennità di missione a tanti lavoratori che provengono da luoghi diversi dal capoluogo di regione;
detti lavoratori, soprannominati "missionari", non risultano essere lavoratori privilegiati, ma dipendenti che escono dalle proprie case alle ore 6,00, rientrano alle ore 23,00 e svolgono mansioni insostituibili per la funzionalità degli organi istituzionali;
per converso, grazie all'articolo 71 della legge regionale della Puglia n. 1 del 2005 ("Trattamento economico di quiescenza dei dipendenti regionali eletti Consiglieri regionali"), due dipendenti sono stati promossi da "impiegato d'ordine" a "dirigente apicale", con conseguenti ritorni retributivi e pensionistici, procurando in questo modo un danno evidente al bilancio della Regione,
se, nell'ambito delle rispettive competenze, i Ministri in indirizzo non ritengano doveroso, prima di penalizzare i lavoratori, accertare se non siano stati concessi ad esponenti politici regionali dei privilegi procurando gravi danni al bilancio della Regione e quindi ai cittadini pugliesi;
se non ritengano che l'articolo 71 della legge regionale della Puglia n. 1 del 2005 presenti elementi di dubbia costituzionalità, atteso che in nessuna amministrazione esiste, per quanto consta all'interrogante, una norma del genere predisposta dalla Regione.
(4-00236)
PORETTI, PERDUCA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
è rilevato che, nella prospettiva di evitare il dolore, la frequenza dei parti effettuati mediante taglio cesareo in Italia è in costante aumento: da una percentuale del 11,2 per cento nel 1980, all'attuale 38 per cento (con un picco del 45,4 per cento nelle regioni meridionali). Quest'ultimo, oltre ad essere il dato più alto fra i Paesi dell'Unione europea, è più di due volte superiore a quello raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità nel 1985 (pari al 15 per cento) ed è in contrasto con le stime che indicano il rischio di mortalità materna per cesareo da due a quattro volte superiore rispetto al parto vaginale;
nel corso di una seduta della Camera dei deputati del 3 marzo 2004, il Governo, tramite l'allora Sottosegretario per la salute Antonio Guidi, ha accettato due mozioni per favorire le tecniche analgesiche durante il travaglio (Magnolfi ed altri 1-00316 e Castellani ed altri 1-00332). Volontà espressa anche con un voto pressoché unanime dei parlamentari (solo 3 contrari e 11 astenuti a fronte di 435 presenti);
nel corso della XV Legislatura, la XII Commissione permanente (Affari sociali) della Camera aveva adottato un testo base sul parto, che assorbiva anche un disegno di legge governativo dove si promuoveva il parto senza dolore, con un'adesione unanime dei Gruppi politici, che tuttavia non fu possibile approvare neanche in sede referente a causa del termine anticipato della Legislatura;
in data 23 aprile 2008 è stato presentato un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) che stabilisce, all'articolo 37, comma 3, che "Il Servizio sanitario nazionale garantisce le procedure analgesiche nel corso del travaglio e del parto vaginale nelle strutture individuate dalle Regioni e all'interno di appositi programmi volti a diffondere l'utilizzo delle procedure stesse";
il 25 giugno 2008, il Ministro del lavoro, salute e politiche sociali Maurizio Sacconi, nel corso di un'audizione in XII Commissione (Affari sociali) della Camera dei deputati, ha riferito che i nuovi Lea, voluti dall'ex Ministro della salute Livia Turco, per "rimpolpare" le prestazioni offerte dal Servizio sanitario nazionale, non esistono per una ragione oggettiva: "la Corte dei Conti non li ha registrati";
osservato che fino a quando il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri non sarà emanato, saranno molte le donne che continueranno a partorire con dolore loro malgrado o a ricorrere, anche quando sarebbe evitabile, al parto cesareo, con costi per il Servizio sanitario nazionale ben più elevati rispetto all'espletamento di parti naturali con analgesia epidurale,
si chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda adottare affinché le tecniche di analgesia per l'espletamento del parto naturale vengano incluse fra le prestazioni garantite a titolo gratuito nei livelli essenziali di assistenza.
(4-00237)
esistono sul territorio del comune di Fiuggi (Frosinone), nota località termale internazionalmente conosciuta, 430 aziende commerciali, di cui 150 esercizi alberghieri, che complessivamente danno lavoro a 3.400 dipendenti assunti in parte a tempo indeterminato e in parte a tempo determinato, che generano un volume di affari annuo di oltre 300 milioni di euro e assicurano un sostanzioso gettito tributario;
attualmente l'economia cittadina è attanagliata da una crisi profonda; il già precario equilibrio socio-economico è ulteriormente peggiorato stante l'improvviso sciopero delle maestranze del parco termale (dipendenti, amministrativi e medici) che non percepiscono da oltre 10 mesi le legittime spettanze da parte della Fiuggi Terme s.r.l., società che ha in gestione, per conto del Comune di Fiuggi, il parco termale;
tale società ha generato, a giudizio dell'interrogante per scelte scellerate effettuate da improvvisati e incapaci manager, un deficit di oltre 16 milioni di euro; la stessa è attualmente posta in amministrazione straordinaria ed è soggetta all'attività di coordinamento, direzione e controllo da parte del consorzio Gaia s.p.a., a sua volta commissariato secondo le norme contenute nella cosiddetta legge Marzano (decreto-legge n. 347 del 2003, come convertito dalla legge n. 39 del 2004);
lo sciopero si è protratto dal 10 giugno a tutto il 22 giugno 2008, procurando la paralisi quasi totale dell'intera economia cittadina;
il 19 giugno, presso l'Assessorato al lavoro della Regione Lazio, si è costituito un gruppo di lavoro, formato da associazioni di categoria, sindacati, Fiuggi Terme s.r.l., Comune di Fiuggi, Provincia di Frosinone e Regione Lazio, teso a risolvere definitivamente la vertenza Fiuggi e dell'intero comprensorio Nord della provincia di Frosinone;
detto gruppo di lavoro sarà integrato da rappresentanti del Governo e terrà un primo incontro il 15 luglio presso le Terme di Fiuggi,
se i Ministri in indirizzo ritengano opportuno, nell'ambito di competenza, adottare le necessarie iniziative affinché vengano sospesi i termini per i versamenti dei tributi erariali e locali e dei contributi previdenziali e assistenziali, in scadenza dal 30 giugno 2008 a tutto il 29 giugno 2009. Tale provvedimento, ad opinione dell'interrogante, dovrebbe interessare tutte le attività imprenditoriali di qualunque natura e specie, nonché quelle professionali, aventi domicilio fiscale nel Comune di Fiuggi. Fermi restando il pagamento delle ritenute d'acconto e l'obbligo a carico dei detti contribuenti di effettuare tutti gli adempimenti dichiarativi dipendenti e conseguenziali.
(4-00238)
presso l'Ospedale civile S. Maria Goretti di Latina, struttura che fa parte dell'Azienda sanitaria locale di Latina, nei giorni scorsi sono avvenuti due decessi di pazienti precedentemente sottoposti ad intervento neurochirurgico, cui la stampa locale ha dato ampio risalto indicando anche le eventuali responsabilità;
il professor Stefano Savino, Direttore della Unità operativa complessa di neurochirurgia dell'ospedale, ha ritenuto doveroso ed opportuno precisare che i due interventi non sono stati effettuati da personale medico della struttura di cui è responsabile, bensì esclusivamente da personale medico-universitario che opera all'interno dell'Unità operativa semplice di neurotraumatologia;
oggi esiste all'interno del reparto di neurochirurgia un settore autonomo che opera a quanto costa all'interrogante al di fuori di ogni controllo: il Direttore, professor Savino, è nell'impossibilità, infatti, di vigilare o semplicemente di pianificare l'attività dei medici universitari all'interno della Unità ospedaliera semplice di neurotraumatologia;
i decessi dei due pazienti sono avvenuti, come dichiarato anche dal professor Savino alla Procura della Repubblica, al di fuori della Unità operativa complessa di neurochirurgia dell'ospedale S. Maria Goretti di Latina e pertanto non sono da imputare a carico delle strutture del Servizio sanitario nazionale,
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti sopra riportati;
in caso affermativo, se non ritenga di dover rettificare le notizie riportate dalla stampa in base alle quali i due decessi sarebbero avvenuti all'interno della struttura di neurochirurgia dell'ospedale che fa riferimento alla ASL di Latina senza che quest'ultimo abbia - attraverso la direzione generale competente - smentito ufficialmente l'accaduto;
in base a quali accordi e con quali convenzioni è consentita l'attività dei medici universitari all'interno della struttura ospedaliera senza alcuna possibilità per i dirigenti della stessa di sovrintendere e coordinare le attività di intervento in modo che le stesse corrispondano alle esigenze del Servizio sanitario regionale e nazionale.
(4-00240)
FASANO - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
l'Azienda sanitaria locale di Salerno ASL SA2 non corrisponde le spettanze ai medici ed ai pediatri da oltre due mesi;
l'episodio è solo l'ultimo in ordine di tempo: è notorio lo stato di dissesto della ASL SA2, con proteste continue dei vari operatori che lamentano i mancati pagamenti delle loro spettanze;
il Sindacato nazionale autonomo medici italiani, il Sindacato unitario medici ambulatoriali italiani e la Federazione italiana medici pediatri hanno, con una nota congiunta, proclamato lo stato di agitazione, procurando evidenti disagi agli utenti;
le organizzazioni sindacali di categoria denunziano una discriminazione sistematica e chiedono il ripristino della correttezza nella gestione della sanità, auspicando la individuazione di eventuali responsabilità;
l'inefficienza dei vertici aziendali, denunciata dai sindacati, appare ancor più grave alla luce delle ulteriori notizie che sembrerebbero mettere in discussione addirittura gli stipendi dei dipendenti,
l'interrogante chiede di sapere quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda prendere per porre rimedio alla grave situazione della sanità in Campania ed in particolare quella relativa alla ASL SA2, prima che si verifichi una situazione emergenziale ancor più grave di quella dei rifiuti.
(4-00241)
con decreto ministeriale 1° febbraio 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 54 del 4 marzo 2008, è stato determinato, ai sensi dell'art. 18 della legge n. 580 del 1993, il diritto annuale dovuto alle Camere di commercio, per l'anno 2008, dalle imprese iscritte o annotate nel Registro delle imprese;
artigiani, commercianti e titolari di piccole e medie imprese si sono accorti, a seguito delle comunicazioni delle Camere di commercio, dell'aumento dei diritti camerali introdotto con il decreto citato;
l'ultimo "regalo", misura del Governo Prodi riguardante i lavoratori autonomi, comporta un aumento dei diritti camerali che in alcuni casi è di oltre il 100 per cento: ad esempio, un'impresa iscritta nel registro nella sezione ordinaria, tenuta nel 2007 a pagare 93 euro, nel 2008 dovrà sborsare ben 200 euro;
come è facilmente desumibile da questo esempio, quello dei diritti camerali è un'ulteriore aggravamento della già pesante situazione fiscale delle piccole e medie imprese, a fronte di gestioni delle Camere di commercio non certo all'insegna del rigore e della razionalizzazione della spesa,
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per riportare i diritti camerali ad un livello più sopportabile dalle piccole e medie imprese e se non ritenga di intervenire per rendere quanto più trasparente possibile l'impiego da parte delle Camere di commercio delle risorse raccolte con il pagamento dei diritti camerali.
(4-00242)
nel 1994 Rodolfo de' Spelladi, titolare di una delle più importanti librerie della città di Salerno, segnalava alcune anomalie riscontrate nel procedimento di una causa di lavoro (n. 4787 del 1988) aperto presso la Pretura del lavoro di Salerno, nella quale risultava coinvolto il proprio genitore, deceduto nel 1986;
dal procedimento risultavano, anche in difformità da quanto riportato nella stessa citazione del lavoratore, circostanze ritenute false dal de' Spelladi, tanto da indurlo a procedere ad una denuncia per falsa testimonianza;
il procedimento penale aperto presso il Tribunale di Salerno è stato archiviato per raggiunta prescrizione in data 23 novembre 2003 senza alcuna comunicazione al denunciante;
in un diverso procedimento aperto, invece, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli per la trasmissione di atti non coperti da segreto istruttorio ad un quotidiano, il signor de' Spelladi veniva rinviato a giudizio,
se non si ravvisi un atteggiamento difforme nel trattamento riservato al de'Spelladi, facendo appalesare un qualche intento persecutorio nei suoi confronti;
quali provvedimenti di competenza il Ministro in indirizzo intenda prendere per garantire, nel caso in specie, l'equità dei comportamenti dei magistrati, al fine di non continuare ad alimentare la sfiducia dei cittadini nella giustizia.
(4-00243)
il settimanale "L'Espresso", in un articolo del 27 giugno 2008, ha deciso di pubblicare nuove intercettazioni di comunicazioni telefoniche da cui emergono inquietanti rapporti tra la Rai e Mediaset;
tali intercettazioni fanno parte delle 9.000 telefonate depositate nell'inchiesta della Procura di Napoli per corruzione contro l'on. Silvio Belusconi e il direttore di Rai fiction, Agostino Saccà;
in una di queste intercettazioni si riferisce di presunte pressioni esercitate da un commissario dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Giancarlo Innocenzi, per favorire, attraverso un amico produttore cinematografico, partecipazioni in una serie televisiva prodotta dalla Rai in cambio di appoggi politici che garantissero la riuscita del "gioco grosso", ovvero "la spallata contro Romano Prodi";
l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) è un'autorità amministrativa indipendente con un ruolo di controllo dell'intero mercato delle comunicazioni;
l'Agcom deve essere garante del pluralismo promuovendo la concorrenza, la garanzia di un'informazione imparziale, completa, obiettiva e di qualità;
il principio fondamentale alla base degli enti di controllo esterni, come le Authority, è che essi siano indipendenti, soprattutto da interessi politici ed economici;
le norme che regolano i comportamenti dei membri dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni impongono di non avere rapporti di consulenza o interessi con imprese operanti nel settore di competenza,
se il Ministro in indirizzo non ritenga, indipendentemente da ogni indagine in sede giudiziaria, che i fatti di cui in premessa configurino un affievolimento delle garanzie a cui è preposta l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con particolare riferimento al carattere di terzietà e indipendenza che la Costituzione e la legge prevedono per le istituzioni di garanzia;
se non ritenga che la situazione emersa configuri un grave caso di incompatibilità, considerato l'incarico ricoperto da Giancarlo Innocenzi nell'Autorità per le garanzie delle comunicazioni ed il suo possibile coinvolgimento, come risulta dagli stralci di conversazioni telefoniche, in attività che costituirebbero violazione del codice etico dell'Agcom;
se il Governo, per quanto di sua competenza, non intenda assumere le opportune iniziative anche legislative al fine di favorire una maggiore imparzialità dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, garantendo un ruolo di vigilanza che assicuri il pieno svolgimento dei compiti istituzionali.
(4-00245)
CHIAROMONTE, CARLONI, INCOSTANTE, VILLARI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'istruzione, università e ricerca - Premesso che:
la legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per il 2008), all'art. 2, comma 436, aveva previsto a favore del centro di ricerca CEINGE-Bioteconologie avanzate di Napoli Scarl un finanziamento per il 2008 e il 2009 di 3 milioni di euro l'anno;
il CEINGE costituisce un centro di eccellenza della realtà campana e napoletana per le bioteconologie e rappresenta per tutta l'area un motore di sviluppo e di trasferimento tecnologico;
nel CEINGE trovano occupazione oltre 200 persone, la maggior parte delle quali rappresentano personale altamente qualificato;
il CEINGE svolge ricerca nel campo delle biotecnologie avanzate e delle sue applicazioni nel settore della salute e cura il trasferimento dei risultati della ricerca al settore produttivo, lo svolgimento di attività di servizio ad alta tecnologia a supporto della ricerca e la promozione di attività di formazione on the job nei settori di interesse a vari livelli di ingresso (tra le quali anche un PhD internazionale in medicina molecolare attraverso la Fondazione SEMM). Tra gli obiettivi del CEINGE c'è quello di promuovere ed attuare l'interazione tra istituti universitari, Istituti di ricerca pubblici (CNR, Stazione zoologica Anton Dohrn, eccetera) con il mondo produttivo, in modo da contribuire, attraverso ricerca finalizzata, formazione e cooperazione scientifica, allo sviluppo di know how ed alle sue applicazioni produttive (trasferimento tecnologico attraverso la creazione di linee di impresa);
il decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, prevede la revoca del finanziamento previsto nella legge finanziaria citata;
la revoca del finanziamento, intervenuta a metà dell'anno 2008, comporta la riduzione delle prospettive di sviluppo dell'ente e soprattutto difficoltà finanziarie immediate, in considerazione degli impegni assunti dall'ente stesso;
la revoca del finanziamento a metà anno in corso mette seriamente a rischio la sopravvivenza del centro stesso,
si chiede di sapere se e come i Ministri in indirizzo intendano garantire la sopravvivenza di uno dei punti di eccellenza italiani per la ricerca e l'innovazione, motore di sviluppo della realtà regionale campana e nazionale.
(4-00246)
PALMIZIO - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:
il 28 giugno 2008 usciva un lancio dell'agenzia di stampa Dire nella quale, "come fulmine a ciel sereno", si dava il resoconto di un incontro indetto dal Sovrintendente e Direttore artistico del Teatro comunale di Bologna Marco Tutino con le organizzazioni sindacali, al quale lo stesso Tutino non aveva partecipato (evidentemente la notizia era talmente drammaticamente grave da affidarla al Direttore del personale), incontro nel quale era emersa la grave crisi economico-finanziaria della Fondazione tale da non permettere il pagamento degli stipendi di luglio alle oltre trecento persone ivi occupate;
tale informazione è solo l'ultima di una ripetuta serie di segnali sulle difficoltà gestionali del Teatro Comunale di Bologna che all'aumento della perdita a 6 milioni di euro circa nell'ultimo anno, prevede un'ulteriore perdita di oltre 2 milioni di euro per l'esercizio di bilancio in corso;
paradossalmente, per il Sindaco di Bologna e Presidente della Fondazione Teatro comunale di Bologna Sergio Cofferati e per il Sovrintendente e Direttore artistico Marco Tutino il futuro della Fondazione non appare la prima preoccupazione: si registra infatti la nascita di una "Scuola dell'Opera Italiana" che ha calamitato l'interesse, le risorse e le energie del Teatro comunale di Bologna ma che pare essere una cosa completamente esterna al Teatro stesso;
il Consiglio di amministrazione della Fondazione appare silente sulle difficoltà economico-finanziarie del Teatro comunale di Bologna, arrivando a posporre nel tempo una discussione di così cogente attualità, non avendo a tutt'oggi individuato e praticato una strategia di risanamento finanziario della Fondazione;
il Sindaco di Bologna e Presidente della Fondazione Teatro comunale, a fronte delle ripetute sollecitazioni dei dipendenti del Teatro, non ha saputo fare di meglio che profondersi in generiche e non meglio precisate rassicurazioni su un ipotetico, a tutt'oggi, conferimento di immobili di proprietà comunale, che, peraltro, non avrebbe l'effetto di generare nuove risorse finanziarie per far fronte allo stato di estrema difficoltà (si pensi agli stipendi), bensì di aumentare il debito aziendale attraverso un eventuale aumento dell'esposizione bancaria,
se il Ministro in indirizzo, cui competono le funzioni di vigilanza e controllo sulle fondazioni lirico-sinfoniche abbia contezza dello stato di estrema difficoltà nel quale versa il Teatro comunale di Bologna;
quali interventi nell'ambito delle proprie competenze abbia in animo di compiere su tale istituzione di primaria importanza regionale e nazionale nell'ambito della cultura e che impiega oltre trecento persone;
se il Ministro ritenga, alla luce dei dati di bilancio consolidato e previsionale e delle manifeste difficoltà gestionali del Sovrintendente e degli organi di amministrazione, esistano le condizioni per una a giudizio dell'interrogante auspicabile nomina di un Commissario ad acta che possa intervenire con quei provvedimenti necessari e a lungo rimandati, atti a scongiurare la chiusura del più vecchio Teatro lirico italiano.
(4-00247)
MALAN - Al Ministro della difesa - Premesso che:
il problema della stabilizzazione, ossia la conversione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro, degli ufficiali in ferma prefissata dell'Arma dei carabinieri è stato trattato e analizzato già dal 2006 con una serie di provvedimenti normativi, attraverso i quali il legislatore è intervenuto con la finalità di sanare situazioni che si protraggono da lungo tempo e che hanno disatteso il sistema di provvista di personale nelle pubbliche amministrazioni;
in particolare, la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), all'articolo 1, comma 519, prevedeva, per l'anno 2007, la stabilizzazione a domanda del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni e la legge 24 dicembre 2007, n. 244, (legge finanziaria per il 2008), all'articolo 3, comma 93, prevedeva il collocamento in soprannumero rispetto all' organico dei ruoli;
la direttiva n. 7 del 2007 del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione contemplava la possibilità per le pubbliche amministrazioni di procedere alla stabilizzazione del personale utilizzato con contratti di natura temporanea, ma con riferimento a fabbisogni permanenti dell'amministrazione e il decreto del Presidente della Repubblica del 29 dicembre 2007 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 21 febbraio 2008, n. 44, autorizzava la stabilizzazione mediante l'assunzione a tempo indeterminato di 719 unità di personale;
a fronte di tale precisa volontà parlamentare di risolvere la situazione del personale in servizio continuativo, mediante l'assunzione a tempo indeterminato, supportata, oltretutto, da cospicui stanziamenti di fondi, ancora oggi non si è giunti ad alcun concreto risultato: tale incomprensibile ritardo provoca all'Arma dei Carabinieri, com'è logico, innumerevoli disservizi e paradossi, tanto maggiori soprattutto se si considera la particolare situazione attuale che il Paese sta attraversando, in cui la popolazione invoca una sempre maggiore sicurezza;
tale questione non riguarda solo la posizione amministrativa degli ufficiali, ma anche le loro possibilità di impiego; a fronte della loro posizione di incertezza, che dura da un anno e mezzo, detti ufficiali non possono essere impiegati per ricoprire le numerose vacanze organiche presenti nei quadri direttivi dei carabinieri,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione descritta in premessa e quali provvedimenti di competenza ritenga opportuno adottare affinché si ponga fine a questa situazione di incertezza dovuta ad un ritardo di natura amministrativa posto in essere dal precedente Governo.
(4-00248)
BUGNANO - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
l'Unione nazionale cronisti italiani, insieme al gruppo Cronisti Piemonte, rende noto che due colleghi del settimanale locale "La Voce di Chivasso" sono stati condannati ad una pena detentiva con la condizionale, oltre alla pena "accessoria" della sospensione dall'esercizio della professione per sei mesi, ai sensi dell'art. 30 del Codice penale;
il giudice Claudio Passerini del Tribunale di Biella ha ritenuto di applicare la pena accessoria della sospensione dalla professione, perché ha interpretato le affermazioni dei due giornalisti come diffamatorie;
la legge 69 del 3 febbraio 1963, che disciplina la professione giornalistica, attribuisce la facoltà di comminare la sanzione della sospensione esclusivamente al Consiglio dell'Ordine dei giornalisti, mentre spetta eventualmente alla magistratura l'interdizione dai pubblici uffici;
l'interpretazione dell'articolo 30 del Codice penale a cura del giudice Passerini risulta ad avviso dell'interrogante in contrasto con i dettami della Costituzione, in particolare con l'art. 21, che tutela la libertà di stampa, che non può essere oggetto di censure,
se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno verificare, nel pieno rispetto dell'autonomia della magistratura, se l'interpretazione suddetta non possa rappresentare un vulnus per l'articolo 21 della Costituzione;
se non reputi necessario individuare il motivo per il quale il suddetto giudice ha comminato la sanzione della sospensione, compito assegnato esclusivamente al Consiglio dell'ordine dei giornalisti;
se non intenda sanare, con azioni di competenza, tale situazione per ripristinare, nel caso specifico, il principio democratico della libertà di stampa.
(4-00250)
POLI BORTONE - Al Ministro dell'istruzione, università e ricerca - Si chiede di conoscere i motivi per i quali la dottoressa Natalia Oppido, in servizio presso il Provveditorato di Como in qualità di docente fin dal 2001, non sia stata inserita in ruolo, al contrario di quanto avvenuto per colleghe più giovani per età e per anzianità di servizio.
(4-00251)
POLI BORTONE - Ai Ministri degli affari esteri e della giustizia - Premesso che:
il signor Giuseppe Ammirabile è stato arrestato il 2 novembre 2005 in Brasile insieme ad altri cinque connazionali (Vito Francesco Ferrante, Paolo Balzano, Paolo Quaranta, Salvatore Borrelli e Simone De Rossi) in seguito ad un'operazione della Polizia brasiliana denominata "Operazione Corona";
i capi d'imputazione per reati commessi nella città di Natal sono: banda armata, riciclaggio di capitali, traffico internazionale ed interno di donne, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, falso ideologico;
tutti gli italiani arrestati sono stati condannati in primo grado lo scorso 11 dicembre 2006 a pene variabili dai 56 anni e quasi dieci mesi di Ammirabile agli otto anni di Balzano;
i detenuti Ammirabile, Borrelli, Balzano e Ferrante sono stati trasferiti d'urgenza in un carcere di massima sicurezza avendo il giudice paventato il rischio di fuga;
il signor Giuseppe Ammirabile a seguito del duro regime di detenzione versa in precarie condizioni di salute,
l'interrogante chiede di sapere se e quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano intraprendere al fine di tutelare i diritti inviolabili del signor Giuseppe Ammirabile attualmente detenuto nelle carceri brasiliane in attesa del giudizio di appello.
(4-00252)
CARLINO - Ai Ministri dell'interno e del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
il 6 febbraio 2006 il signor Angelo Lini, nato a Bozzolo (Mantova) il 28 luglio 1945 in servizio nel Corpo dei Vigili del fuoco dal 10 marzo 1967 al 31 dicembre 1994 e presso il Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Piacenza dal 1985 al pensionamento, aveva rivolto istanza di riconoscimento di causa di servizio ed equo indennizzo a seguito di "mesotelioma pleurico destro";
la Commissione medico-ospedaliera dell'Ospedale militare aveva confermato con modello B n. 575 del 4 maggio 2006 l'infermità per causa di servizio (Tabella A, categoria 2, misura massima);
il signor Lini, nel corso della propria carriera lavorativa, per esigenze di servizio, era stato esposto ad amianto mediante l'utilizzo di tute, nel 1967, nell'attività di vigilanza sulle piste di Formula Uno presso l'autodromo di Monza, sia nel controllo giornaliero dell'automezzo che le trasportava e sia nei vari interventi di servizio quali quelli nelle discariche ovvero in occasione di incendi di automezzi o vetture ferroviarie;
sin dagli anni '40 è stato scientificamente dimostrato che l'amianto è una sostanza altamente nociva per la salute con effetti fortemente cancerogeni; infatti l'esposizione continuativa all'amianto, come ormai ben noto, provoca il mesotelioma pleurico, l'asbestosi, il carcinoma polmonare non solo a chi ha manipolato direttamente l'amianto, ma anche a coloro i quali vengono a contatto con esso per motivi abitativi, familiari o ambientali;
il mesotelioma è elencato fra le malattie per le quali la denuncia è obbligatoria per gli effetti dell'art. 139 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, ai sensi del quale, come è noto, il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 27 aprile 2004, n. 383, inserisce il mesotelioma pleurico nel gruppo IV, malattie dell'apparato respiratorio non comprese in altre voci, della Lista I, malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità;
il signor Lini aveva già vinto, circa dieci anni fa, una causa di servizio per ipertensione arteriosa, già riconosciuta dal Ministero dell'interno, ma mai liquidata;
il 12 maggio 2008 il signor Lini è deceduto nel reparto di oncologia dell'Ospedale di Cremona;
la particolare tipologia dell'esposizione all'amianto dei Vigili del fuoco non viene contemplata dal decreto ministeriale 27 ottobre 2004, per cui la modulistica prevista per la richiesta di accesso ai benefici previdenziali pone difficoltà interpretative sia alla compilazione del curriculum da parte dell'amministrazione d'appartenenza che all'INAIL in fase di istruttoria;
il rischio di esposizione all'amianto non è ancora riconosciuto ai Vigili del fuoco, ma purtroppo esiste; infatti è di poco tempo fa la morte di un vigile di Trieste a causa di mesotelioma pleurico asbesto correlato, patologia riconosciuta dalla Commissione medica ospedaliera di Padova e dal decreto del Ministero dell'interno n. 383, dipendente da cause correlate all'attività espletata dai Vigili del fuoco;
il problema dell'amianto ha rimarcato inoltre la grave lacuna nel sistema assistenziale dei Vigili del fuoco, sprovvisti di una qualsiasi forma di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, rimanendo l'unica categoria che operi con seri fattori di rischio ad esserne priva;
ad oggi, malgrado le ripetute interrogazioni, gli ordini del giorno e altre iniziative parlamentari, non si è dato seguito alla revisione delle tabelle di malattie professionali, istituendone una specifica per i Vigili del fuoco, inserendovi le gravi patologie tumorali derivanti dall'amianto e altre eventuali forme patologiche derivanti da tutti quei veleni, spesso degeneranti per l'organismo, che si sprigionano ad ogni incendio,
se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno promuovere un tavolo di confronto con le rappresentanze del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco al fine di raccogliere le legittime richieste del Corpo in relazione al rischio amianto;
se non intendano farsi promotori dell'iniziativa di istituire una tabella delle malattie professionali specifiche per i Vigili del fuoco, inserendovi le gravi patologie derivanti dall'esposizione all'amianto;
se il Ministro dell'interno intenda intervenire affinché venga finalmente riconosciuto quanto era già dovuto in vita al signor Lini e cioè accogliere la richiesta di riconoscimento di infermità da causa di servizio e provvedere alla relativa elargizione, ormai agli eredi, delle prestazioni economiche previste dalla disciplina della "pensionistica privilegiata ordinaria", con ascrivibilità alla I categoria della Tabella A e anche per tutto quanto era dovuto negli anni passati.
(4-00253)
ADAMO, DELLA MONICA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
in data 11 aprile 2008, la Giunta del Comune di Milano ha approvato, con propria deliberazione, gli indirizzi per l'affidamento, mediante procedura ad evidenza pubblica, del servizio di presidio del territorio e per la prevenzione di fenomeni di degrado sociale e urbano, stanziando a tal fine 1.732.000 euro;
la deliberazione in esame riconduce in particolare tale progetto all'esigenza di garantire ai cittadini maggiore sicurezza, annoverata dal Piano generale di sviluppo del Comune di Milano per gli anni 2006-2011 tra gli obiettivi fondamentali delle azioni di governo della città;
nell'ambito della suddetta deliberazione, si sottolinea come l'affidamento del servizio debba essere aggiudicato mediante gara ad evidenza pubblica, sulla base di criteri inerenti, tra l'altro, alla modalità di organizzazione del servizio e alla professionalità degli operatori, i quali devono comunque essere non armati, esperti nel trattare fenomeni di degrado urbano e microcriminalità;
all'esito della procedura ad evidenza pubblica, attivata con bando del 30 aprile 2008, sono risultate aggiudicatarie dell'appalto, tra le altre, due associazioni, la cui idoneità a svolgere tale attività solleva, ad avviso degli interroganti, talune perplessità;
in particolare, tra gli aggiudicatari figurano l'associazione "Blue Berets", la cui direzione appare essere molto vicina al partito di Azione Sociale, nonché l'Associazione Poliziotti Italiani (API), il cui presidente, Carmine Abagnale, è anche consigliere comunale eletto tra le file di Forza Italia;
a giudizio degli interroganti, la marcata connotazione politica delle associazioni aggiudicatarie - o quantomeno dei loro vertici - appare suscettibile di ostacolarne l'attività, stabilita nella medesima deliberazione in azioni di orientamento, dissuasione, gestione negoziata, mediazione e composizione dei conflitti, che, come tali, presuppongono l'assoluta terzietà e neutralità del soggetto deputato alla mediazione;
appare ragionevole ritenere che la forte caratterizzazione politica delle suddette associazioni possa contribuire, almeno in parte, alla loro delegittimazione, essendo percepite come non neutrali dalla collettività e, in particolare, dalle parti dei conflitti che le stesse dovrebbero pacificamente comporre;
i provvedimenti assunti con la deliberazione in esame esulano peraltro dalla sfera di competenza normativamente attribuita all'ente locale, nella misura in cui non si limitano alla gestione della sicurezza urbana e al presidio del territorio, incidendo invece sulla tutela dell'ordine pubblico, la cui implementazione spetta alle forze dell'ordine, all'interno del quadro normativo sancito dalla legislazione statale;
desta inoltre perplessità l'esternalizzazione dei servizi di sicurezza e la conseguente attribuzione a privati di poteri se non coercitivi tout court, comunque fortemente incidenti sulla libertà dei cittadini,
se il Ministro in indirizzo ritenga opportuna l'adozione di provvedimenti di tale natura da parte di singoli Comuni o ritenga invece di dover adottare iniziative idonee a garantire un maggiore coordinamento delle attività di presidio del territorio, rispettivamente svolte dalle forze dell'ordine e dagli enti locali;
se disponga di informazioni ulteriori circa i parametri seguiti dalla Giunta comunale e dal Sindaco di Milano nella scelta degli aggiudicatari dell'appalto in questione;
se non ravvisi delle irregolarità nelle procedure di svolgimento della gara ad evidenza pubblica in esame e, in particolare, nella fase dell'aggiudicazione, essendosi affidata l'attività di presidio del territorio da realizzarsi in forma pacifica, di orientamento e dissuasione, non a soggetti terzi, quali dovrebbero essere coloro cui spettano tali compiti, ma ad associazioni dalla marcata connotazione politica. (4-00254)
PORETTI, PERDUCA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno e del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
i lavori di costruzione per l'Ospedale del Mare a Napoli sono iniziati nel dicembre 2004 e si prevede termineranno nel marzo 2009 con un investimento di circa 190 milioni di euro per quattro edifici: un ospedale con 450 posti letto, un albergo con 50 posti letto per i familiari, una palazzina amministrativa-direzionale ed un centro commerciale per l'umanizzazione;
l'Ospedale del Mare è attualmente in costruzione nella zona est di Napoli (quartiere Ponticelli), immediatamente al confine con il Comune di Cercola, a 100 metri dalla Zona rossa (nel settore nord-occidentale del Vesuvio);
nei siti in cui sono presenti vulcani, la Protezione civile individua e delimita l'area a massima pericolosità, nominandola Zona rossa. Secondo i criteri amministrativi (cioè limiti comunali) seguiti dalla Protezione civile, i limiti della Zona rossa variano da zona a zona, da un massimo di 12 chilometri ad un minimo di 7 chilometri;
i limiti esterni della Zona rossa seguono i confini amministrativi dei Comuni presenti intorno al Vesuvio. L'Ospedale del Mare è ubicato a nord-ovest del vulcano in un'area distante fra 7 e 8 chilometri, comunque classificata come Zona gialla, cioè una zona a pericolosità differita;
nelle aree circostanti tutti i vulcani del mondo (es. Miller Dan, 1980: "Potential hazards from future eruptions in the vicinity of Mount Shasta volcano", northern California. U. S. Geol. Survey Bull., 1503; Miller Dan, 1989: "Potential hazards from future volcanic eruptions in California", U. S. Geol. Survey Bull., 1847; Newall C. G. & Hoblitt R.P., 2002: "Constructing event trees for volcanic crises", Bulletin Volcanol., 64, 3-20) la zona a massima pericolosità viene delimitata con criteri vulcanologici, considerando l'estensione massima delle aree che possono essere invase da flussi piroclastici (correnti di materiali vulcanici che scorrono ad elevatissima velocità e ad elevata temperatura lungo le pendici del vulcano);
nella storia vulcanologica del Vesuvio, i flussi hanno raggiunto distanze di oltre 10 chilometri rispetto al centro eruttivo;
alcuni professori del Dipartimento di Scienze della terra dell'Università Federico II di Napoli hanno denunciato come, sulla base della metodologia internazionale utilizzata per delimitare le zone a rischio più elevato intorno ai vulcani attivi, l'area dove è costruito l'Ospedale del Mare sarebbe da considerarsi ad elevatissimo rischio vulcanico e dovrebbe rientrare ampiamente nella cosiddetta Zona rossa. Considerati gli analoghi accadimenti avvenuti nella storia pregressa del vulcano rispetto al centro eruttivo, secondo tali professori il territorio in cui si sta costruendo l'Ospedale del Mare è in piena area a rischio. Sempre secondo gli stessi, in caso di una futura eruzione del Vesuvio risulta evidente che la struttura in costruzione, poiché ubicata a soli 100 metri dal confine della Zona rossa così come delimitata dalla Protezione civile, non avrà alcuna misura protettiva rispetto a tali eventi distruttivi;
la risposta a un precedente atto di sindacato ispettivo della prima firmataria, depositato alla Camera dei deputati nella XV Legislatura (atto Camera 4-03882), pur non escludendo e in ultima analisi confermando il rischio cui è esposto l'Ospedale del Mare in costruzione per l'Azienda sanitaria locale Napoli 1, sui punti sostanziali delle richieste rivolte risulta, ad opinione degli interroganti, lacunosa ed evasiva e pertanto non soddisfa la richiesta rivolta dall'interrogante;
Marco Pannella è stato ed è uno dei pochi politici che da più di vent'anni (dal 1984 come consigliere comunale a Napoli fino ai tempi più recenti come deputato del Parlamento europeo) interviene per sollevare il problema del rischio Vesuvio,
se il Dipartimento della Protezione civile abbia chiesto pareri di esperti vulcanologi per stabilire i confini della Zona rossa e, in caso affermativo, se tali pareri siano di dominio pubblico;
secondo quali criteri siano stati scelti gli esperti (se sono stati scelti) per i pareri;
se siano state prese in considerazione le denunce lanciate dai professori del Dipartimento di Scienze della terra dell'Università Federico II di Napoli;
se il Governo non reputi opportuno effettuare ulteriori accertamenti per evitare il prodursi di una tragedia, peraltro annunciata.
(4-00255)
3-00111, della senatrice Vicari, sui fondi per contrastare una malattia fungina delle viti in Sicilia;
12a Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale):
3-00113, del senatore Li Gotti, sul centro di Cardiochirurgia del Policlinico Umberto I di Roma.