Source: http://astrea.it/dif_civ_/redc00.htm
Timestamp: 2018-08-22 05:44:17+00:00
Document Index: 160764329

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 90', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 86', 'art. 15', 'sentenza ', 'art.24', 'art. 63', 'art. 2', 'art.16']

relazione Difensore Civico 2000
Per l’anno 2000
COMPETENZE E RUOLO DEL DIFENSORE CIVICO
Da una valutazione sintetica dell’attività svolta si è potuto constatare che, pur essendo sufficientemente diffusa tra i cittadini la conoscenza dell’istituto del Difensore Civico, di un ufficio cioè a disposizione dei cittadini al quale possono rivolgersi gratuitamente e senza formalità per un qualsiasi problema sorto nei loro rapporti con il Comune di Novara e sue Aziende Speciali, non tutti però hanno una precisa conoscenza dei compiti, del ruolo, dei poteri e dell’efficacia dei suoi possibili interventi nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Alcuni confondono il Difensore Civico: con il Giudice di Pace e chiedono un suo intervento per dirimere una controversia insorta con un altro cittadino privato; con l’avvocato messo gratuitamente a loro disposizione e chiedono un’assistenza in sede giudiziaria o una consulenza legale sempre in materia di rapporti di natura privata; con un’associazione che tutela i consumatori ed allora lamentano un contratto di fornitura contenente clausole sibilline e pregiudizievoli; con il patronato sindacale e chiedono la definizione della pratica di pensione; con l’amministratore del condominio e chiedono di far rispettare dagli altri condomini il regolamento interno di condominio e così via.
Ritengo perciò necessaria ed opportuna un’opera di sensibilizzazione dei cittadini per far sì che la percezione che essi hanno della figura del Difensore Civico migliori, avendo una più concreta conoscenza dei suoi compiti e dell’efficacia dei suoi possibili interventi.
L’istituto del Difensore Civico comunale trae origine dall’art. 8 comma 1 della legge n. 142/90, il quale ha stabilito la facoltà per i Comuni di prevedere nei propri Statuti l’istituto del Difensore Civico con il compito di svolgere un ruolo di garante dell’imparzialità e del buon andamento della Pubblica Amministrazione comunale segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell’Amministrazione nei confronti dei cittadini.
Il Comune di Novara ha previsto con il suo primo Statuto l’istituto del Difensore Civico, definendo i suoi compiti e poteri, che non sono stati sostanzialmente modificati con la nuova elaborazione dello Statuto approvato con la deliberazione consiliare n. 37 del 20.04.2000.
L’art. 90 dello Statuto del Comune stabilisce che il Difensore Civico, a richiesta di chi vi abbia interesse (singoli cittadini, associazioni, enti ecc.), ovvero anche d’ufficio, interviene presso l’Amministrazione comunale, nonché preso le Istituzioni ed Aziende Speciali del Comune, per assicurare che l’azione amministrativa abbia regolare corso.
A tal fine il Difensore Civico ha il potere di:
accedere in qualsiasi momento negli uffici comunali per prendere visione di pratiche o di atti, o per avere chiarimenti diretti da parte degli Amministratori e dei Funzionari del Comune;
chiedere chiarimenti scritti, sull’andamento di singole o più pratiche, al Sindaco o all’Assessore competente, al Segretario Generale, al Dirigente del servizio, o al Funzionario responsabile del procedimento;
sentire il Funzionario responsabile del procedimento, per acquisire spiegazioni relative al procedimento, dandone altresì notizia al Sindaco e al Segretario Generale;
esaminare atti e documenti amministrativi nella disponibilità dell’Amministrazione comunale, senza possibilità per le autorità comunali di differirne l’accesso;
Ogni impiegato o Funzionario del Comune è tenuto a prestare piena collaborazione al Difensore Civico e a dare piena e immediata esecuzione alle sue richieste di chiarimenti, e di copia di atti o di documenti.
Lo Statuto del Comune di Novara ha previsto inoltre la facoltà per il Difensore Civico di estendere i suoi interventi presso gli altri uffici pubblici e servizi al pubblico operanti a Novara per segnalare anomalie, disfunzioni e ritardi.
L’art. 17 comma 39 della legge Bassanini n. 127/97 ha conferito al Difensore Civico, su richiesta di un determinato numero di Consiglieri (almeno un quarto nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti), il controllo entro ben precisi limiti, delle deliberazioni riguardanti appalti ed affidamento di servizi e forniture di importo superiore alla soglia di rilievo comunitario, e piante organiche ed assunzione di personale.
L’art. 15 della legge 24.11.2000 n. 340 prevede un’altra competenza del Difensore Civico, che può interessare più da vicino i cittadini.
Tale norma introduce un nuovo mezzo di tutela avverso le ipotesi di inerzia, di rifiuto e di differimento di richiesta di accesso agli atti amministrativi, di cui agli artt. 22 e seguenti della legge n. 241/90.
Oltre al ricorso al TAR, da proporre entro 30 giorni, l’interessato potrà presentare entro lo stesso termine richiesta di riesame al Difensore Civico il quale, se ritiene illegittimo il rifiuto opposto, lo comunica all’Ufficio che ha adottato il provvedimento.
Se l’Amministrazione non conferma con provvedimento motivato la propria determinazione entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione del Difensore Civico, l’accesso al documento richiesto dal cittadino si intende accolto
Nel caso invece in cui l’Ufficio confermi in modo motivato entro il citato termine la sua determinazione negativa, l’interessato potrà ricorrere al TAR entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento dell’Amministrazione.
Dall’analisi delle norme che disciplinano le competenze del Difensore Civico, emerge in modo evidente come lo stesso abbia un potere di rilevante portata per quanto riguarda la possibilità di approfondire in modo puntuale le situazioni che vengono sottoposte al suo esame da parte dei cittadini.
Può prendere visione e chiedere le pratiche d’ufficio, chiedere chiarimenti ai Funzionari ed agli Amministratori, fare delle osservazioni motivate a tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini, può far proposte di mediazione su un determinato provvedimento.
Non può però emettere decisioni che vincolano gli organi dell’Amministrazione comunale, ai quali spetta di adottare i provvedimenti di competenza, e di attuare le scelte che ritengono più opportune.
La collaborazione offerta al cittadino dal Difensore Civico si esplica quindi su un piano completamente diverso da quello tipico dei tradizionali rimedi amministrativi e giurisdizionali, nel senso che il Difensore Civico riceve le doglianze del cittadino relative all’attività amministrativa e, verificata la fondatezza, può solamente far proposte per porre rimedio a casi di cattiva amministrazione, di ritardi, di ingiustificate lungaggini burocratiche.
Il Difensore Civico non può invece:
intervenire nei confronti di un ufficio prima che il cittadino l’abbia già fatto direttamente;
prendere decisioni al posto di un ufficio od annullare decisioni che esso ha preso;
intervenire in rapporti e controversie tra privati (questioni condominiali, rapporti di buon vicinato, controversie di tipo commerciale ecc.)
Da quanto detto risulta evidente che l’efficacia dell’intervento del Difensore Civico dipenda in gran parte dalla sensibilità degli Amministratori e dei Funzionari dell’apparato burocratico nell’accogliere la sua azione di sollecitazione, di stimolo e di proposta, per cui si ritiene di dovere sottolineare l’opportunità di una modifica delle norme che disciplinano l’attività del Difensore Civico stabilendo, quanto meno, che il mancato accoglimento da parte dell’Amministrazione o da parte dell’apparato burocratico, a seconda delle competenze, di una sua richiesta o proposta debba essere adeguatamente motivato.
Pur con le limitazioni rilevate da un punto di vista teorico nell’efficacia degli interventi del Difensore Civico, da un punto di vista concreto ho potuto riscontrare una piena disponibilità da parte degli Amministratori e dei Funzionari del Comune di Novara per i casi dei cittadini sottoposti alla loro attenzione.
Concludendo su questo punto si può affermare che, pur con le carenze normative rilevate, il Difensore Civico svolge comunque un’azione che contribuisce ad accrescere la qualità democratica del rapporto tra cittadini ed Istituzioni, perché attraverso il suo intervento si riduce la differenza che c’è tra il cittadino e gli apparati burocratici sotto l’aspetto delle conoscenze delle norme, delle procedure e dei meccanismi, favorendo l’instaurarsi di un rapporto effettivamente paritario.
ATTIVITA’ NELL’ANNO 2000
I casi trattati durante l’anno 2000 sono stati in totale n. 335, che hanno comportato n. 318 contatti con l’utenza, in quanto alcuni di questi hanno riguardato più problematiche che hanno interessato servizi diversi.
E’ stata predisposta una tabella riepilogativa ed un elenco cronologico dei casi trattati con l’indicazione sintetica degli oggetti, allegati in calce alla presente.
Nella tabella riepilogativa sono evidenziati i modi attraverso i quali è avvenuto il contatto dell’ufficio con gli interessati (verbale, telefonico, su appuntamento, con lettera/esposto), i casi che non rientrano nella competenza funzionale del Difensore Civico, i servizi comunali interessati, la definizione delle pratiche (conclusa, non conclusa o abbandonata dal cittadino) e il suo esito (positivo, solo in parte positivo, negativo), ed altri elementi utili per una analisi delle richieste dell’utenza.
Per quanto riguarda l’indicazione delle pratiche concluse (n. 194) e di quelle non ancora concluse (n. 25), con esclusione quindi delle pratiche non rientranti nella sua competenza, è opportuno precisare che se le richieste riguardavano un’informazione, un consiglio/parere, le stesse si sono ritenute concluse nel momento in cui il cittadino ha avuto l’informazione o il parere, contestualmente alla richiesta o successivamente; nei casi invece di segnalazione di problematiche varie o di richiesta di intervento, le pratiche sono state ritenute concluse quando, in base all’argomento segnalato ed alle verifiche successive, la segnalazione o la richiesta d’intervento si è risolta positivamente o solo in parte (è stata in pratica totalmente o solo parzialmente accolta), o negativamente in quanto non è stata considerata meritevole d’intervento.
Le richieste indicate come “Varie” si riferiscono prevalentemente a questioni di natura privata, in prevalenza di natura condominiale, per le quali i cittadini sono stati consigliati di rivolgersi, a secondo del caso, alle associazioni-proprietari o ai sindacati-inquilini, di cui sono stati forniti gli indirizzi, oppure ad un legale di loro fiducia per le questioni più importanti per le quali si prospettava la necessità dell’esperimento di un’azione giudiziaria.
Dall’esame dei dati contenuti nella scheda si può rilevare come l’istituto del Difensore Civico sia abbastanza noto ai cittadini, anche se non tutti hanno conoscenza dei compiti ad esso attribuiti.
Infatti i casi sottoposti che non rientrano nella sua competenza funzionale rappresentano il 28 % ca. del totale.
Si è potuto notare che i cittadini preferiscono esporre verbalmente di persona o telefonicamente le loro questioni, tanto è vero che i casi prospettati con lettere scritte sono pochissimi rispetto al numero totale; il cittadino non gradisce le formalità, ma il contatto diretto durante il quale ritiene di poter esporre con maggiore libertà e con maggiore naturalezza le proprie questioni.
Anche l’ufficio ha privilegiato la comunicazione diretta o telefonica con i cittadini, prendendo le opportune annotazioni su apposite schede predisposte per ogni caso trattato.
Il cittadino apprezza la tempestività di una risposta in merito alla segnalazione che ha fatto, e spesse volte, anche se la stessa non è positiva rispetto alle sue aspettative, se viene fornita una semplice, ma esauriente, motivazione circa l’impossibilità dell’accoglimento della richiesta, manifesta la propria soddisfazione.
Questo dimostra che ciò che inasprisce di più il cittadino, rendendo tesi i suoi rapporti con la Pubblica Amministrazione, è il silenzio da parte di questa rispetto ad una sua istanza, ad una sua lettera.
In questi casi il cittadino si sente trascurato, distante dalla Pubblica Amministrazione, che viene vista più come controparte, che come struttura al suo servizio.
I casi trattati riguardano quasi tutti i servizi del Comune, con prevalenza per i servizi dei Tributi, della Vigilanza Urbana, dell’Ambiente, delle Strade, dell’Edilizia Privata e della Casa.
I casi più semplici sono stati trattati telefonicamente con i Dirigenti dei vari servizi, che hanno sempre manifestato la massima disponibilità per l’esame del problema, e per una soluzione positiva delle richieste dei privati quando ciò è stato oggettivamente possibile.
Per i casi più complessi, in cui erano interessati anche diversi servizi, sono state fatte delle riunioni con i Dirigenti responsabili per un esame congiunto e più approfondito delle questioni prospettate.
In conformità a quanto stabilito dallo Statuto comunale, che all’art. 86 stabilisce che il Difensore Civico ha facoltà di ricercare iniziative presso altri uffici e servizi al pubblico, diversi ovviamente da quelli del Comune di Novara e delle sue Aziende Speciali, sono stati trattati n. 50 casi, in maggior parte con uffici pubblici ubicati a Novara, i quali mi hanno fornito tutti i chiarimenti e le delucidazioni richieste che hanno consentito ai cittadini interessati di risolvere le loro questioni o, quanto meno, di averne una cognizione più chiara.
Gli uffici pubblici ed enti gestori pubblici servizi che sono stati interessati dalle segnalazioni sono:
A.S.L. 13, Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (A.R.P.A.), Agenzia Territoriale per la Casa (A.T.C.), Anas, Azienda Ospedaliera, Consorzio Colonie Estive, Distretto Militare di Torino, Enel, Ente Nazionale Acli Istruzione Professionale (E.N.A.I.P.), Inpdap, Inps, Italgas, Motorizzazione, Poste Italiane, Provincia, Provveditorato agli Studi, Scuola Materna Negroni, Servizio Riscossione Tributi B.P.N., Società Autostrade, Telecom, U.R.A.R. TV, Ufficio del Registro, Ufficio del Territorio (ex U.T.E.).
Sulla base delle segnalazioni dei cittadini, alcune ricevute anche informalmente al di fuori dell’attività d’ufficio, si ritiene opportuno mettere in rilievo alcuni problemi che attengono alla qualità della vita nella città, che meritano una particolare attenzione da parte dell’Amministrazione comunale, tenuto anche conto della necessità di mantenere il prestigioso posto conseguito da Novara nella graduatoria elaborata da una specializzata società di ricerca e pubblicata da “Italia Oggi” in relazione ad una serie di parametri (servizi pubblici, sicurezza ecc.) per stabilire la qualità della vita delle città italiane.
PULIZIA DELLA CITTA’
La pulizia della città è uno dei problemi maggiormente sentito dalla cittadinanza.
L’obiettivo della città pulita non si raggiunge però solo attraverso la capacità dell’Azienda Speciale del Comune di pulire meglio, ma anche attraverso l’abitudine dei cittadini a sporcare di meno.
E’ necessaria un’azione combinata: da una parte l’intervento più organizzato ed efficiente del servizio pubblico, dall’altra il comportamento civico dei cittadini, i quali devono comprendere che gli spazi pubblici costituiscono la “casa” di tutti i cittadini, per cui si dovrebbe evitare di gettare rifiuti di ogni genere, a cominciare dalle cicche di sigarette, negli spazi pubblici, come non lo si fa nella propria casa.
Persiste anche il fenomeno delle discariche abusive che, a parte gli inconvenienti di natura igienica ed estetica, comportano un notevole onere economico per la collettività essendo rilevanti le spese per la loro rimozione.
E’ ciò risulta più grave se si pensa che esiste un servizio gratuito per i cittadini per il ritiro del materiale ingombrante che viene effettuato dall’Azienda Speciale Servizi Ambientali (A.S.S.A.) anche su prenotazione telefonica.
E’ indubbiamente necessario che l’Azienda pulisca meglio la città, che venga sempre meglio organizzata ed estesa la raccolta differenziata riducendo così la massa di rifiuti da smaltire e recuperando delle risorse da destinare ad una più accurata pulizia anche nelle zone periferiche, che vengano risolti, con una coordinata attività da parte degli organismi amministrativi che sotto vari aspetti hanno competenza in materia, tutti i problemi relativi alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti, ma è altrettanto necessaria una efficace azione diretta a promuovere da parte dei cittadini comportamenti sempre più coerenti con l’esigenza di poter disporre di una città sempre più pulita.
Sotto questo profilo sarebbe utile una campagna capillare per promuovere comportamenti socialmente utili da parte dei cittadini, che non sono affatto contrari all’idea di vedersi comunicare regole di buon comportamento, di collaborazione, anzi le accettano di buon grado.
Per altro verso è indubbiamente necessario anche un intervento repressivo nei confronti di coloro che violano le norme poste a tutela della pulizia e del decoro della città.
L’art. 15 del Codice della Strada stabilisce il divieto, a pena di una pesante sanzione amministrativa, di gettare o depositare nelle strade e nelle sue pertinenze rifiuti o materie di qualsiasi specie.
Analoga norma esiste nel locale regolamento di pulizia urbana, che dovrebbe però essere aggiornato essendo stato emanato nel lontano 1930, al fine di adeguarlo alle attuale esigenze inserendo in particolare norme maggiormente dettagliate a tutela del decoro e della pulizia della città.
L’inveterata abitudine da parte di alcuni cittadini, per fortuna pochi, di buttare per terra carte varie, pacchetti di sigarette vuoti, le “cicche” delle sigarette e così via, ha forse inconsapevolmente indotto negli stessi la convinzione della liceità di tali comportamenti.
La comminazione di qualche sanzione potrebbe contribuire a rimuovere tale convinzione, assumendo anche un valore educativo.
Il controllo da parte della Vigilanza Urbana dovrebbe essere più puntuale sotto questo aspetto, e tenuto conto della limitata disponibilità di organico dei Vigili Urbani, si potrebbe esaminare la possibilità di avvalersi dell’opera di guardie ecologici volontarie, e quindi senza alcun onere finanziario per il Comune, che potrebbero efficacemente affiancare l’attività della Vigilanza Urbana nell’azione di controllo, di prevenzione e, ove occorra, di repressione della violazione delle norme poste a tutela del decoro e della pulizia della città.
Per quanto concerne il problema in esame ritengo utile segnalare l’opportunità che venga rivisitato il contratto di servizio tra Comune ed A.S.S.A. per meglio disciplinare alcuni aspetti segnalati con apposita nota dall’Unità Aree Verdi Attrezzate del Comune, che riguardano la pulizia dei parchi e giardini, la raccolta delle foglie, e lo svuotamento dei cestini stradali.
E’ necessario altresì chiarire che l’A.S.S.A. non può limitarsi allo svuotamento dei cassonetti senza provvedere alla rimozione di eventuali rifiuti abbandonati nella zona circostante (fenomeno da contrastare nel modo più deciso), che costituirebbero, secondo l’affermazione di un rappresentante dell’A.S.S.A. appresa dalla stampa locale, delle discariche abusive per la cui rimozione sarebbe addirittura necessaria un’ordinanza del Sindaco.
Da notizie di stampa si è anche appreso che, a parere dell’A.S.S.A., non rientrerebbero nei compiti dell’Azienda la pulizia dei marciapiedi che sarebbe a carico dei frontisti.
Non mi risulta che esista alcuna norma regolamentare che imponga tale obbligo ai cittadini, a prescindere dal fatto che sarebbe comunque una norma di dubbia legittimità.
La pulizia dei marciapiedi e la tempestiva rimozione dei rifiuti depositati illecitamente fuori dai cassonetti non possono non rientrare, per ovvi motivi, nella normale attività dell’Azienda, per cui sarebbe opportuno eliminare ogni possibile dubbio in merito anche attraverso una modifica od integrazione del contratto di servizio stipulato tra Comune ed A.S.S.A.
Da molti cittadini viene segnalato che il fenomeno delle deiezioni canine nelle strade, nei marciapiedi e negli spazi pubblici non è diminuito, determinando delle situazioni negative dal punto di vista igienico e di disagio per la circolazione pedonale dei cittadini.
La modifica del regolamento comunale sui cani, il quale ha previsto l’obbligo per i proprietari che circolano con il cane negli spazi pubblici di essere muniti di apposita paletta e di appositi sacchetti per la raccolta delle deiezioni canine, non ha prodotto gli effetti sperati, anche perché forse non è stato effettuato un adeguato controllo sanzionando le violazioni.
Purtroppo non tutti i proprietari dei cani hanno la consapevolezza che tenere un cane comporta delle responsabilità sia nei confronti dell’animale, che nei confronti degli altri cittadini, che non devono essere costretti a passeggiare in marciapiedi deturpati dalla presenza non decorosa ed antigienica di deiezioni animali.
Al fine di poter realizzare una corretta convivenza uomo-animale si ravvisa la necessità che l’Amministrazione comunale da un lato attivi un controllo più efficace per prevenire ed eventualmente reprimere tale fenomeno, e dall’altro provveda gradualmente ad attrezzare anche ai fini della sicurezza le aree, già individuate con apposita deliberazione, dove può essere consentita la libera circolazione dei cani.
L’entrata in vigore del regolamento comunale per la realizzazione di “murales” su spazi pubblici e privati, forse anche perché solamente negli ultimi mesi del 2000 sono stati individuati gli appositi spazi da mettere a disposizione degli interessati per realizzare i loro disegni, non ha contribuito a ridurre il fenomeno del deturpamento delle facciate degli edifici pubblici e privati, che enormi danni arreca alla città sia dal punto di vista estetico che economico.
E’ necessario attivare ogni iniziativa per combattere questo fenomeno abusivo incrementando nei limiti del possibile l’attività di controllo al fine di individuare qualche responsabile al quale, oltre le sanzioni di natura amministrativa ed eventualmente penali, imporre il risarcimento del danno.
Sarebbe opportuno a tal fine esaminare la possibilità di attivare un numero verde per facilitare la collaborazione dei cittadini per l’accertamento dei responsabili di atti che non possono trovare alcuna giustificazione.
ATTIVITA’ RUMOROSE
Alcuni cittadini hanno lamentato il disturbo che viene arrecato alla loro tranquillità dalla presenza di attività produttive artigianali collocate all’interno di edifici destinati anche alla civile abitazione.
Tenuto conto dell’evoluzione tecnologica che consente anche per piccole attività l’utilizzo di macchine che possono provocare dei rumori molesti, si ravvisa l’opportunità di rivedere in sede di revisione del piano regolatore, le norme che consentono la collocazione nel contesto abitato di attività artigianali, limitandole esclusivamente a quelle che non arrecano disturbo alla quiete ed alla salute dei cittadini.
Tra le segnalazioni pervenute ritengo che meritino particolare attenzione quelle relative all’inquinamento da campi elettromagnetici, che desta particolare allarme a causa della diffusione delle fonti di emissione.
Anche se da qualcuno si sostiene che ancora non risultano dal punto di vista scientifico definitivamente chiariti gli effetti delle emissioni sulla salute umana, ed in particolare su determinate patologie, è indubbio che comunque non possono essere considerati innocui, se è vero, come è vero, che l’Unione Europea qualche anno fa ha approvato una propria raccomandazione nella quale sono indicati i parametri massimi di riferimento per le normative nazionali, allo scopo di ridurre gli effetti provocati dai campi elettromagnetici.
Questo tipo di inquinamento, senza peraltro trascurare gli altri tipi di inquinamento ambientale di cui si discute da anni, è destinato ad aumentare a causa soprattutto della richiesta di nuovi impianti per le reti di telefonia cellulare, per i trasmettitori delle emittenti radiotelevisive, per gli apparecchi radiomobili e per gli elettrodotti dell’alta tensione.
E’ necessario quindi arginare, quando si è ancora in tempo, questo fenomeno prima che raggiunga livelli tali per cui diventa sempre più difficile intervenire anche a causa delle notevoli risorse economiche che dovrebbero essere impiegate.
La nuova legge quadro in materia, recentemente emanata, nella quale sono definite in modo preciso le competenze delle Regioni, delle Province e dei Comuni, deve essere applicata in modo rigoroso e puntuale al fine di tutelare la popolazione dagli effetti dell’esposizione a determinati livelli di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.
MANUTENZIONE STRADE E STRADE PRIVATE
Il problema della manutenzione delle strade e dei marciapiedi è particolarmente sentito dalla cittadinanza, ed in particolare dalle persone anziane per le quali i marciapiedi sconnessi sono spesso causa di cadute che possono provocare anche gravi conseguenze per la loro integrità fisica.
Una corretta manutenzione degli spazi pubblici, insieme alla loro pulizia di cui si è già parlato, contribuisce anche a conferire alla città un aspetto decoroso, curato, ordinato, che la rende più vivibile migliorando la qualità della vita.
L’Amministrazione comunale ha impiegato notevoli risorse per il rifacimento del porfido in molte strade del centro cittadino, ed è in corso la realizzazione di un vasto programma di manutenzione straordinaria di numerose strade cittadine.
E’ opportuno comunque che gli interventi in tale settore siano privilegiati nell’ambito delle risorse disponibili, che purtroppo sono limitate, anche sacrificando qualche nuova iniziativa che non ha lo stesso grado di priorità rispetto alla manutenzione delle opere esistenti.
Per quanto riguarda le strade private, mi limito a fare riferimento a quanto detto nella relazione dell’anno scorso, in cui prospettavo la necessità che il problema venisse affrontato in modo organico, senza dover rincorrere di volta in volta i casi particolari che vengono sollevati dai cittadini interessati, partendo da uno studio fatto anni fa dal Servizio Urbanistica, in cui veniva esaminata la situazione di circa 300 strade allo stato considerate private.
Previo un opportuno aggiornamento di tale studio si dovrebbe arrivare ad una definizione del problema stabilendo quali strade abbiano le caratteristiche per essere classificate, sia pure gradualmente, comunali, quali vicinali, e quali debbano rimanere private.
L’incertezza della situazione giuridica di dette strade è causa di innumerevoli contenziosi tra il Comune ed i cittadini, e determina casi di disparità di trattamento, per cui per es. in certe strade private su cui esiste una servitù di pubblico passaggio, anche per decisioni contrastanti in merito a ricorsi presentati dai cittadini, alcuni pagano la tassa per i passi carrai (T.O.S.A.P.), ed altri non la pagano.
Gli uffici comunali per stabilire se una determinata strada è comunale o privata fanno riferimento all’elenco delle strade formalmente classificate come comunali.
La Corte di Cassazione - Sezione II con un’articolata sentenza in data 7.4.2000 n. 4349 ha stabilito che per determinare l’appartenenza o meno di una strada al demanio comunale non è da sola sufficiente la sua inclusione, o la sua mancata inclusione, nell’elenco delle strade comunali, stante la natura dichiarativa e non costitutiva dell’elenco anzidetto, ma che costituiscono indici di riferimento oltre l’uso pubblico, cioè l’uso da parte di un numero indeterminato di persone (il quale isolatamente considerato potrebbe indicare una servitù di pubblico passaggio), l’ubicazione della strada all’interno dei luoghi abitati, l’inclusione nella toponomastica del Comune, la posizione della numerazione civica, il comportamento della Pubblica Amministrazione nel settore dell’edilizia e dell’urbanistica.
Sulla base di tali criteri dovrebbe essere esaminata con carattere di priorità la situazione di quelle strade, previste dal P.R.G., sulle quali il Comune ha realizzato a proprie spese le opere di urbanizzazione (fognatura, pubblica illuminazione ed asfaltatura del sedime), e che rivestono una particolare importanza per la circolazione interna essendo di notevole portata il pubblico transito.
In tali strade dovrebbe in ogni caso essere verificata l’esistenza di eventuali pericoli per la pubblica circolazione in relazione al loro stato di manutenzione, e dovrebbe essere esaminato il problema della copertura assicurativa in caso di eventuali incidenti causati dal cattivo stato delle strade.
ATTUAZIONE DEI PRINCIPI SULL’AZIONE AMMINISTRATIVA
Lo Statuto del Comune di Novara stabilisce che il Difensore Civico nella sua relazione annuale riferisca anche circa l’attuazione dei principi sull’azione amministrativa (procedimento amministrativo), sul diritto d’accesso ai documenti amministrativi, sull’applicazione in sostanza della legge n. 241/90 che, insieme ai successivi provvedimenti legislativi (Leggi Bassanini, legge n. 340/00 sulla semplificazione), hanno determinato una radicale riforma della Pubblica Amministrazione diretta ad indirizzare la sua azione a principi di trasparenza, di efficienza, di semplificazione e di apertura nei confronti del cittadino.
Sotto il profilo del rapporto cittadini-P.A. assume particolare rilievo l’applicazione delle norme sull’autocertificazione, che ha raggiunto a Novara un livello che può ritenersi ottimale, con un sensibile decremento della certificazione rilasciata (circa l’88 % di certificati in meno rispetto a quelli rilasciati cinque anni fa), che vede Novara al 1° posto tra i Comuni del Piemonte ed al 3° posto in Italia.
Si ritiene di dover sottolineare in modo positivo il funzionamento dello Sportello Catastale comunale operante nell’ambito del Servizio Tributi ed Estimi Catastali del Comune di Novara, che offre un servizio importante d’informazioni in una materia complessa ai cittadini, da molti dei quali ho potuto sentire parole di convinto apprezzamento per il buon funzionamento del suddetto sportello.
E’ da augurarsi che, superate le prime difficoltà operative, possa sortire risultati positivi anche lo Sportello Unico per le Attività Produttive, da tempo istituito a Novara in applicazione del D.Lgs. n. 112/1998, il quale prevede il conferimento ai Comuni delle funzioni amministrative relative alla localizzazione, realizzazione ed ampliamento di impianti produttivi, stabilendo che tali competenze siano svolte da ogni Comune, anche in forma associata con altri Comuni ed Enti locali, mediante un’unica struttura amministrativa responsabile dell’intero procedimento con notevole semplificazione ed accelerazione delle procedure.
Per quanto riguarda l’applicazione delle norme sul diritto d’accesso ai documenti amministrativi non ho ricevuto segnalazioni da parte di cittadini ed associazioni in merito a violazioni delle relative norme da parte degli uffici comunali e delle Aziende Speciali del Comune.
Sotto tale aspetto mi limito quindi a ribadire l’opportunità che venga riesaminato il regolamento comunale per l’accesso ai documenti amministrativi per adeguarlo ai disposti della legge n. 675/96, la cosiddetta legge sulla privacy, allo scopo di conciliare il diritto di accesso dei cittadini alla documentazione amministrativa con il diritto alla riservatezza, e per meglio individuare le categorie di documenti che possono essere sottratti al diritto d’accesso per le esigenze indicate nell’art.24 della legge n. 241/90.
La chiarezza e la precisione delle norme in tale materia si ritiene necessaria sia per garantire il diritto del cittadino, sia per consentire agli uffici competenti ad autorizzare l’accesso ai documenti, in un quadro di direttive ben definite, una decisione rapida e tempestiva anche per i casi che allo stato attuale potrebbero presentare giustificate situazioni di perplessità interpretativa.
Non si possono fare le stesse annotazioni positive per quanto concerne l’applicazione delle norme sul procedimento amministrativo, in quanto non sempre vengono rispettati i termini per la sua conclusione previsti dall’apposito regolamento comunale ed in difetto dalla legge, specialmente se sono previste fasi sub-procedimentali di competenza di diversi servizi, in cui si può spesso notare la mancanza del necessario coordinamento, con la conseguenza che si allungano notevolmente i tempi per la definizione del procedimento.
E’ da ricordare che l’art. 63 comma 5° dello Statuto del Comune di Novara stabilisce che nel caso di procedimenti che coinvolgono più strutture organizzative, il responsabile del procedimento dell’unità organizzativa rispetto al quale si configuri un interesse prevalente deve comunque vigilare sullo svolgimento dell’intero procedimento, avendo quindi la responsabilità della sua conclusione entro il termine stabilito.
In merito a questo aspetto è da ricordare che l’art. 2 della legge n. 241/90 stabilisce che la Pubblica Amministrazione determini per ciascun tipo di procedimento, salvo che lo stesso sia disposto per legge, il termine entro cui esso deve concludersi, e che in difetto di tale determinazione, il termine rimane fissato in 30 giorni.
Da quanto sopra emerge evidente la necessità che venga sottoposto ad un attento riesame il regolamento comunale sui procedimenti amministrativi, prevedendo la disciplina di tutti i procedimenti di competenza del Comune, ed in particolar modo di quelli per i quali a causa delle attività istruttorie necessarie, per le concrete possibilità operative esistenti nelle strutture competenti, non è praticamente possibile rispettare il termine di 30 giorni stabilito dalla legge per la loro conclusione, con le conseguenze che ne possono derivare per i responsabili dei procedimenti stessi.
Per i procedimenti complessi, nei quali vi siano delle fasi sub-procedimentali di competenza di diverse strutture, è necessario fissare in modo preciso i termini per la conclusione di tali fasi, non essendo sufficiente la sola determinazione del termine finale per la conclusione dell’intero procedimento.
Sarebbe anche opportuno disciplinare nel regolamento lo svolgimento e la relativa tempistica dei procedimenti che non hanno rilevanza esterna in via immediata, ma che comunque attengono ad un funzionamento più efficiente degli uffici.
Ritengo di dover sottolineare un ultimo aspetto a cui i cittadini annettono una particolare importanza nel loro rapporto con le Pubbliche Istituzioni.
Molto spesso una loro istanza, una loro lettera rimane per lungo tempo senza alcuna risposta.
E’ opportuno invece che venga data evasione entro termini ristretti, e comunque entro 30 giorni, che rappresenta un termine di carattere generale in virtù di quanto stabilito sia dalla legge n. 241/90 che dall’art.16 della legge n. 86/90.
La risposta può anche avere natura interlocutoria, se le esigenze di natura istruttoria non consentono entro il suddetto termine di comunicare una decisione definitiva; intanto il cittadino ha la soddisfazione di sapere che la sua questione è all’attenzione dell’Amministrazione.
Sono anche queste piccole cose che contribuiscono a migliorare il rapporto tra Pubblica Amministrazione e cittadino; a superare la sua radicata sfiducia e diffidenza nei confronti dei pubblici uffici, che vengono ancora da molti visti come centri in cui si esercita il “potere”, e non come strumenti di produzione di servizi a favore di tutti i cittadini.
A conclusione della presente relazione debbo rivolgere un sentito ringraziamento al Sig. Sindaco, ai Sigg.ri Assessori, al Segretario Generale, al Vice Segretario Generale, ai Dirigenti ed al personale del Comune, per la massima disponibilità che ho potuto riscontrare nei rapporti avuti per lo svolgimento delle mie funzioni.
Un ringraziamento particolare alla dipendente del Comune, Sig.ra Patrizia Giraudo, per la diligenza e la competenza con cui svolge i suoi compiti di segreteria dell’ufficio del Difensore Civico, e per la cortesia con la quale sa rapportarsi con i cittadini-utenti dell’ufficio.
Novara, 22 marzo 2001
Dr. Erminio Freno
Elenco, in ordine cronologico, dei casi trattati.
Tabella Dif Civ 2000.xls