Source: https://www.studiocerbone.com/faqs-sulla-nuova-sabatini/
Timestamp: 2020-01-29 17:58:25+00:00
Document Index: 173114806

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 2', 'art. 85', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2424', 'art. 2424', 'art 2424', 'art. 26', 'art. 5', 'art. 3']

FAQs sulla Nuova Sabatini - Studio Cerbone
FAQs sulla Nuova Sabatini
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Il Ministero dello Sviluppo, per fornire ulteriori chiarimenti sulla “Nuova Sabatini ha pubblicato una serie di FAQs che qui si riportano.
La domanda deve essere compilata dall’impresa in formato elettronico, secondo lo schema di cui all’allegato n. 1 della circolare, utilizzando l’ultima versione del modulo resa disponibile nella sezione “BENI STRUMENTALI (NUOVA SABATINI) – Presentazione domande”. La stessa deve essere corredata dalla marca da bollo, tranne nel caso in cui sia presentata da imprese appartenenti ai settori agricoli e della pesca. L’adempimento relativo all’imposta di bollo è assicurato mediante annullamento e conservazione in originale della marca da bollo presso la sede dell’impresa.
La domanda così compilata, unitamente all’ulteriore documentazione eventualmente necessaria (dichiarazione per informazioni antimafia, prospetto per il calcolo dei parametri dimensionali), deve essere sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa proponente o da un suo procuratore mediante firma digitale e presentata, nel periodo di apertura dello sportello, esclusivamente attraverso l’invio a mezzo posta elettronica certificata (PEC) agli indirizzi PEC delle banche/intermediari finanziari aderenti all’Addendum alla Convenzione MISE-ABI-CDP. Per ulteriori informazioni si invita a consultare la “Guida alla compilazione del modulo di domanda”. (Art. 8, comma 1 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – P.to 9 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss. mm. ii.).
1.2 Cosa si intende per data di avvio dell’investimento e quando può essere avviato l’investimento per poter accedere al finanziamento e al contributo?
(Art. 5 comma 4 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – P.to 6.5 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss. mm. ii.).
1.3 E’ necessario presentare preventivi o titoli di spesa in allegato alla domanda?
All’atto della presentazione della domanda l’impresa non deve trasmettere i preventivi né le fatture o altri titoli di spesa.
Preventivi, fatture o altri titoli di spesa non devono essere allegati nemmeno alla richiesta unica di erogazione del contributo (modulo RU), che, secondo lo schema di cui all’allegato n. 3 della circolare, deve essere corredata, tra le altre, delle dichiarazioni liberatorie rese dai fornitori (allegato n. 4), attestanti il requisito di nuovo di fabbrica ed il pagamento integrale del bene. Nel caso di investimento in leasing, alla richiesta unica di erogazione deve essere allegata la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà della società di leasing attestante l’avvenuto pagamento a saldo dei beni oggetto di investimento, corredata di analoghe dichiarazioni liberatorie dei fornitori (allegato n. 4). (Art. 10 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – P.to 13 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss. mm. ii.).
Sì, l’impresa può dare procura speciale a un soggetto terzo per la sottoscrizione con firma digitale della domanda di agevolazione. La domanda può essere trasmessa alle banche/intermediari finanziari (aderenti all’Addendum alla Convenzione MISE-ABI-CDP) dal procuratore attraverso la propria PEC. L’invio via PEC deve contenere una sola domanda. Resta inteso che l’impresa è tenuta comunque a indicare nel modulo di domanda la propria PEC, come risultante dal Registro delle imprese; qualunque comunicazione da parte del Ministero sarà inviata unicamente a tale indirizzo PEC. Pertanto, l’eventuale variazione di tale indirizzo deve essere tempestivamente comunicata al Ministero scrivendo a benistrumentali@pec.sviluppoeconomico.gov.it dalla nuova PEC. (Art. 8, comma 1 del Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – P.to 9 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss. mm. ii.).
Un’impresa può presentare più domande di agevolazione a diverse banche/intermediari finanziari purché relative a investimenti diversi e a condizione che il valore complessivo dei finanziamenti per singola impresa non superi i 4 milioni di euro. Nel rispetto del principio dell’autonomia funzionale dei beni oggetto dell’investimento e al fine di evitare comportamenti elusivi, si raccomanda alle imprese di non frazionare l’investimento su più domande. (Art. 4 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – P.to 7.3 Circolare n. 14036 del 15 febbraio 2017 e ss. mm. ii.).
Sì, ad ogni domanda Nuova Sabatini deve corrispondere un’unica sede operativa dell’impresa da indicare nel modulo di domanda. In tale sede deve essere realizzato l’investimento e devono essere ubicati i beni agevolati. (P.to 6.6 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss. mm. ii.).
Secondo le disposizioni introdotte dalla legge 27 dicembre 2013, n. 147 (“Legge di Stabilità per l’anno 2014”) a modifica del DPR 26 ottobre 1972, n. 642 che disciplina l’applicazione dell’imposta di bollo, in vigore dal 1 gennaio 2014, per le istanze e per gli atti e provvedimenti degli organi dell’Amministrazione dello Stato trasmessi per via telematica, è dovuta l’imposta di bollo nella misura forfettaria pari attualmente a euro 16,00, a prescindere dalla dimensione del documento.
Con l’espressione “annullamento dell’imposta di bollo” si fa riferimento al disposto dell’art. 12 del DPR n. 642/72, secondo il quale: “l’annullamento delle marche deve avvenire mediante perforazione o apposizione della sottoscrizione o della data o di un timbro”. Conseguentemente nel modulo di domanda va riportato il numero identificativo della marca da bollo annullata come sopra indicato.
1.9 L’impresa può inviare la domanda da una PEC diversa dalla propria?
La domanda deve essere presentata unicamente attraverso la PEC dell’impresa o di un suo procuratore speciale. Si segnala in proposito che, ai fini della data di presentazione della domanda, vale la data di invio a mezzo PEC (P.to 9 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss. mm. ii).
La procura speciale conferita dal legale rappresentante dell’impresa ad un terzo per la presentazione della istanza di accesso alle agevolazioni di cui all’art. 2 del decreto-legge n. 69/2013 può essere conferita con le formalità di cui agli articoli 21 e 38 del DPR 445/2000. Non è, pertanto, necessario che la procura sia redatta con atto pubblico, tramite notaio, purché ciò sia consentito dall’atto costitutivo e dallo statuto dell’impresa richiedente. Resta inteso che la procura conferita varrà esclusivamente per la trasmissione della domanda, a meno che non sia esplicitamente conferita procura anche per la presentazione della documentazione successiva relativa alla richiesta di erogazione del contributo. Nel modulo di domanda (allegato 1) deve essere inserita la data di conferimento della procura da parte del legale rappresentante.
Nel caso specifico l’impresa deve presentare la documentazione necessaria per l’acquisizione della certificazione antimafia (la/e dichiarazione/i in merito ai dati necessari per la richiesta delle informazioni antimafia per i soggetti sottoposti alla verifica di cui all’art. 85 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 e ss.mm.ii., resa/e utilizzando i modelli disponibili nella sezione “BENI STRUMENTALI (NUOVA SABATINI)”. (P.to 12 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss. mm. ii. – Art. 91 D.Lgs. n. 159/2011).
Le credenziali di accesso vengono inviate all’impresa a seguito della trasmissione al Ministero, da parte della banca/intermediario finanziario, della delibera di finanziamento e della relativa domanda di accesso alle agevolazioni. La trasmissione delle credenziali viene effettuata prima dell’adozione del decreto di concessione del contributo per consentire alle imprese di inviare, attraverso la sezione “Comunicazioni” della piattaforma, eventuali controdeduzioni in caso di richieste di integrazioni documentali e/o comunicazioni di motivi ostativi all’ammissibilità dell’istanza.
L’impresa non visualizza la domanda di agevolazione nella schermata principale finché non viene emesso il decreto di concessione del contributo. Attraverso la sezione ‘Comunicazioni’ della piattaforma l’impresa può visualizzare il codice identificativo assegnato alla domanda e può provvedere a trasmettere eventuali controdeduzioni in caso di richieste di integrazioni documentali e/o comunicazioni di motivi ostativi all’ammissibilità dell’istanza.
2.3 I finanziamenti devono avere tra le caratteristiche durata massima 5 anni. Non è quindi possibile, se l’importo del bene lo richiede, stipulare un’operazione di durata superiore ai 5 anni e beneficiare del contributo solo sui primi 5?
2.8 Secondo quanto previsto dall’art. 4 comma 1, lett. e) del Decreto interministeriale 25 gennaio 2016, il finanziamento deve “essere erogato in un’unica soluzione, entro trenta giorni dalla stipula del contratto di finanziamento ovvero, nel caso di leasing finanziario, entro trenta giorni dalla data di consegna del bene. Qualora la fornitura in leasing finanziario riguardi una pluralità di beni, l’erogazione avviene in più soluzioni, entro trenta giorni dalla data di consegna di ciascun bene”. Tanto premesso, qualora i beni in leasing finanziario presentino una data di collaudo successiva alla data del verbale di consegna, occorre far riferimento alla data di collaudo, fermo restando il termine previsto all’art. 5 del decreto in base al quale gli investimenti devono essere conclusi entro dodici mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento?
Si conferma l’interpretazione e si precisa che, come termine entro il quale deve essere erogato il finanziamento in leasing, va presa in considerazione l’ultima tra la data di consegna del bene e la data di collaudo. (Art. 4, comma 1, Decreto interministeriale 25 gennaio 2016).
2.9 Una banca/intermediario finanziario può deliberare e stipulare un contratto di finanziamento/di locazione finanziaria di importo superiore rispetto all’importo dell’investimento indicato dall’impresa cliente nel modulo di domanda?
No, atteso che, in linea con quanto disposto dall’art. 4, comma 1, lettera a) del Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 e con quanto previsto al punto 5.2, lettera a) della circolare 15 febbraio 2017 n. 14036, il finanziamento deve essere deliberato per un importo massimo pari al 100% degli investimenti.
2.10 Il contratto di leasing finanziario è a copertura del 100% dell’investimento, per un importo pari al prezzo di vendita del bene. Nell’ambito dei contratti di leasing, la società richiedente dopo aver presentato la domanda di agevolazione, versa un acconto al fornitore per bloccare il bene. L’importo di tale acconto è ricompreso nell’importo del contratto di leasing finanziario. A conferma che tale prassi sia riconducibile ad un’unica operazione di finanziamento, il fornitore emette nei confronti della società di leasing un’unica fattura corrispondente al 100% del valore del bene finanziato in leasing contenente anche il maxicanone. Tale procedura è ammissibile?
Si conferma l’ammissibilità alla misura “ Beni Strumentali – Nuova Sabatini” dell’operazione descritta, a condizione che gli importi corrisposti risultino in un’unica fattura, emessa dal fornitore del bene nei confronti della società di leasing, pari all’intero importo del bene e la relativa spesa risulti completamente tracciabile. Tale assunto ha delle conseguenze dirette sulla corretta compilazione dei documenti allegati alla richiesta unica di erogazione del contributo ovvero:
Possono, inoltre, presentare domanda di agevolazione le imprese estere, con sede in uno Stato Membro e che non hanno una sede operativa in Italia. In tal caso, le imprese proponenti, pena la revoca delle agevolazioni concesse, devono provvedere all’apertura della predetta sede operativa entro il termine massimo consentito per l’ultimazione dell’investimento ed attestarne l’avvenuta attivazione, nonché la conseguente iscrizione al Registro delle imprese di riferimento, in sede di trasmissione della dichiarazione di ultimazione dell’investimento. (Art. 3 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – p.to 4 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036). Al riguardo si precisa che l’investimento, oggetto dell’agevolazione Nuova Sabatini, deve essere destinato a strutture produttive già esistenti o da impiantare, localizzate tassativamente sul territorio nazionale. (Art. 5 co. 1 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016)
3.2 E’ possibile accedere al contributo del Ministero senza aver richiesto un finanziamento bancario?
Si, è sufficiente che l’impresa abbia una sede operativa in Italia ovvero le imprese estere con sede in uno Stato Membro secondo le modalità previste nella FAQ n.3.1.
Come previsto dall’art. 2 comma 7 del DM 18/04/2005, per le imprese per le quali alla data di sottoscrizione della domanda di agevolazione non è stato approvato il primo bilancio ovvero, nel caso di imprese esonerate dalla tenuta della contabilità ordinaria e/o dalla redazione del bilancio, non è stata presentata la prima dichiarazione dei redditi, ai fini della determinazione della dimensione di impresa sono considerati esclusivamente il numero degli occupati ed il totale dell’attivo patrimoniale risultanti alla stessa data.
Sono quindi ammesse alle agevolazioni le imprese operanti in tutti gli altri settori. (Art. 5. Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – P.to 4 Circolare 23 marzo 2016, n. 26673).
5.2 Può presentare domanda di agevolazione un’impresa che opera nel settore trasporti?
5.3 Può presentare domanda di agevolazione un’impresa operante nel settore terziario che intende rinnovare il sistema hardware/software?
6.1 Tra le spese ammissibili rientra l’acquisto di un terreno o un fabbricato da destinare ad uso produttivo? La realizzazione di opere murarie è ammessa?
No, in quanto le spese relative a “terreni e fabbricati” incluse le opere murarie non sono classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile (Art. 5 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – P.to 6 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss. mm. ii.).
6.2. É ammissibile l’acquisto di un impianto fotovoltaico?
Ciò premesso, l’acquisto di un impianto fotovoltaico è considerata spesa ammissibile alle agevolazioni, solo laddove rientri nel concetto di “impianti”, come chiarito nelle varie risoluzioni dell’Agenzia delle entrate (cfr. circolare 19 dicembre 2013 n. 36/E; circolare 19 luglio 2007, n.46/E; circolare 11 aprile 2008, n.38/E), quindi macchinari, impianti diversi da quelli infissi al suolo, ed attrezzature varie, classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2 e B.II.3 dello schema previsto dall’art. 2424 c.c.
Sono gli investimenti funzionali allo svolgimento dell’attività d’impresa e correlati all’attività stessa.
Si configura la tipologia “ampliamento di uno stabilimento esistente” qualora attraverso l’investimento venga ampliata la capacità produttiva dell’impresa. Nel settore trasporti si configura l’ampliamento qualora attraverso l’investimento sia incrementata la capacità di trasporto dell’impresa, per esempio attraverso l’ampliamento del parco automezzi o l’acquisto di mezzi di trasporto con maggiore capacità di carico, ecc. Si precisa, inoltre, che la semplice sostituzione di mezzo obsoleto con veicolo “euro 6” non rientra nella tipologia ampliamento, ma si configura come mera sostituzione di un bene esistente, fattispecie non ammissibile come previsto al punto 7.4 della circolare 17 febbraio 2017, n. 14036.
6.5 E’ disponibile un elenco di dettaglio delle spese ammissibili?
Nei limiti e alle condizioni stabiliti nei regolamenti comunitari del settore di riferimento, sono ammissibili tutte le spese per l’acquisto o l’acquisizione in leasing di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché di hardware, software e tecnologie digitali, classificabili, nell’attivo dello stato patrimoniale, alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4, dell’articolo 2424 del codice civile e destinati a strutture produttive già esistenti o da realizzare ovunque localizzate nel territorio nazionale. L’investimento deve essere, comunque, configurabile in una delle tipologie previste dal regolamento comunitario di riferimento e non è in ogni caso ammissibile l’acquisto di beni che costituiscono mera sostituzione di beni esistenti.
(Art. 5 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – P.ti 6 e 7 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss. mm. ii.).
Sì, in quanto classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile e purché si tratti di beni strumentali ad uso produttivo, e non materiali di consumo (ad esempio tendaggi, stoviglie), correlati all’attività svolta dall’impresa ed ubicati presso l’unità locale in cui è realizzato l’investimento che deve essere, comunque, configurabile in una delle tipologie previste dal regolamento comunitario di riferimento. (Art. 5 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – P.ti 6 e 7 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss. mm. ii.).
In linea di principio rientrano tra le spese ammissibili gli impianti generici e gli impianti specifici classificabili alla voce B.II.2 “Impianti e Macchinari” del bilancio secondo l’art. 2424, come declamati nel Principio Contabile n.16 dell’OIC. Si considerano quindi ammissibili gli impianti/apparecchiature di riscaldamento e condizionamento comprese le relative opere murarie per le installazioni. L’impianto elettrico e l’impianto idraulico non sono ammissibili alle agevolazioni in quanto non hanno una loro autonoma funzionalità, ovvero non sono separabili dal bene stesso, e sono iscrivibili come adattamento locali tra “altre immobilizzazioni immateriali”. Sono ammissibili tutti i costi accessori per il funzionamento del bene, ovvero i costi che l’impresa deve sostenere affinché il bene possa essere utilizzato, purché capitalizzati sul costo del bene stesso, eccetto quelli relativi a dazi, altre tasse, costi e onorari di perizie e notarili.
6.8 Un’azienda può presentare domanda a valere sulla nuova Sabatini per il trasporto dei propri prodotti?
I mezzi mobili destinati al trasporto in conto proprio sono ammissibili, purché si tratti di beni strumentali ad uso produttivo, correlati all’attività svolta dall’impresa, afferenti una unità locale dell’impresa e l’investimento sia configurabile in una delle tipologie previste dal regolamento comunitario di riferimento.
6.9 Possono rientrare nell’agevolazione beni che il fornitore ha portato in fiera “ad uso mostra” ma che non sono ancora stati utilizzati ad uso produttivo? Possono rientrare beni già consegnati “in prova” o “conto visione” presso l’acquirente?
Sono agevolabili esclusivamente le immobilizzazioni nuove di fabbrica. Sono ammessi pertanto al contributo i beni già utilizzati esclusivamente dal fornitore prima della vendita al solo scopo dimostrativo (ad esempio i beni portati in fiera ad uso mostra). Sono invece escluse dalle agevolazioni le immobilizzazioni utilizzate per scopi diversi dalla esposizione, quali i beni consegnati “in prova” o “conto visione” presso l’acquirente.
L’impianto eolico di qualsivoglia entità non è ammissibile in quanto, ai sensi della circolare 4/T del 2006 dell’Agenzia del Territorio, deve essere iscritto nella categoria 1/D Opifici per la quale categoria si applica il coefficiente di ammortamento del 4% “Fabbricati destinati all’industria” e quindi in bilancio è ascrivibile alla voce B.II.1.
Ciò premesso, sono ammissibili alle agevolazioni gli impianti di cogenerazione, mini eolico (se non infissi al suolo) e micro-generatori non dotati di autonomia funzionale e reddituale, quindi considerati impianti da appostare nelle voci B.II.2 e B.II.3 del bilancio ai sensi dell’art 2424 del codice civile. Per la cumulabilità degli incentivi con l’agevolazione Beni Strumentali si dovrà fare riferimento ai limiti previsti all’art. 26 D.lgs. 28 del 2011 e ai regolamenti di esenzione applicabili al settore specifico.
6.12 Nel paragrafo 7 dell’Allegato 1 (Dati relativi all’investimento) compare una tabella nella quale devono essere inseriti i dati relativi alle “Spese per beni nuovi di fabbrica”. Considerato che è agevolabile anche l’acquisto di beni usati – nel caso di “acquisizione degli attivi direttamente connessi ad un’unità produttiva, nel caso in cui l’unità produttiva sia stata chiusa o sarebbe stata chiusa qualora non fosse stata acquisita” – dove possano essere inseriti i dati relativi a questo tipo di beni?
(Art. 5 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – P.to 6 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 ss. mm. ii.).
6.13 Un’azienda che svolge come attività (primaria o secondaria) il noleggio senza operatore di attrezzature, può beneficiare del finanziamento agevolato per l’acquisto delle attrezzature destinate al noleggio?
6.14 L’acquisto di serre da parte di un’azienda agricola risulta ammissibile alle agevolazioni?
Le serre sono ammissibili alle agevolazioni soltanto nel caso in cui, in ragione delle specifiche caratteristiche tecniche, costruttive ed applicative, possano essere considerate impianti e riclassificati nell’attivo dello stato Patrimoniale alle voci B.II.2 e B.II.3 dell’articolo 2424 del Codice Civile, nel rispetto del Principio Contabile n. 16 dell’OIC, ovvero serre mobili o stagionali prive di fondamenta stabili nel terreno, di struttura portanti fisse in vetro o muratura.
6.15 Una macchina completamente rigenerata e ri-targata con marcatura “CE”, accompagnata dalla dichiarazione “CE” di conformità (all. II, parte I sez. A del D.Lgs 17/10) o oggetto di revamping, può essere considerata macchina nuova di fabbrica?
No, non può essere considerata una macchina nuova di fabbrica, pur se rispondente a quanto previsto dal D.Lgs 17/10 ai fini della targatura “CE” perché, così come stabilito dall’art. 5 del Decreto interministeriale 25 gennaio 2016, sono ammissibili alla agevolazioni della misura “Nuova Sabatini” esclusivamente i macchinari, gli impianti, i beni strumentali di impresa e le attrezzature nuovi di fabbrica.
In sede di dichiarazione sostitutiva d’atto notorio di ultimazione dell’investimento, l’impresa fornisce l’elenco dei beni oggetto di agevolazione e i relativi riferimenti.
(Art. 11 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – P.to 13 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss. mm. ii.).
6.17 E’ agevolabile l’acquisto di un componente nuovo di fabbrica necessario per realizzare un impianto attraverso una commessa interna di lavorazione?
No, non è ammissibile in quanto il decreto beni strumentali finanzia l’acquisto o l’acquisizione in leasing di beni che presentano autonomia funzionale e sono esclusi i costi relativi a commesse interne (Art. 5 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – P.to 7.4 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss. mm. ii.).
6.18 Tra le spese ammissibili nella legge è espressamente inserito il software. D’altra parte nella legge stessa e nella circolare applicativa si stabilisce che le spese ammissibili sono quelle classificabili all’attivo patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3, B.II.4. I principi contabili OIC n.24 stabiliscono in tutti i casi, a prescindere dal software del sistema operativo che viene attirato dall’hardware nelle immobilizzazioni materiali, che il software è da classificare all’attivo patrimoniale alle voci B.I. in quanto attività immateriale. Se ne deve dedurre un’impostazione restrittiva per cui tutti gli applicativi software, per quanto nuovi e ad uso produttivo, non rappresentano spese ammissibili?
Il software si distingue tra software di base e software applicativo: nel primo caso il costo viene capitalizzato nell’hardware in quanto si tratta di software necessario per il funzionamento degli elaboratori elettronici e pertanto si considera parte integrante dell’hardware stesso, riconducibile alle immobilizzazioni materiali.
Per software applicativo si intende, invece, il software che mantiene una propria disciplina autonoma come bene immateriale, in quanto non strettamente necessario al funzionamento dell’hardware. I beni immateriali ammissibili alle agevolazioni sono esclusivamente quelli rientranti nell’elenco dei beni immateriali di cui all’allegato 6/B alla circolare 15 febbraio 2017, n.14036 e ss. mm. ii.
No, il contributo è calcolato su un finanziamento che è riferito all’investimento ammissibile al netto dell’IVA. (Art. 5 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – P.to 7.4 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss. mm. ii.). In caso di operazioni “esenti IVA”, i titoli di spesa devono sempre riportare il riferimento normativo che determina l’esenzione.
Ferme restando tutte le altre limitazioni all’ammissibilità previste dal decreto ministeriale 25 gennaio 2016 e dalle circolari n.14036/2017, n. 17677/2017 e n. 22504/2017, si comunica che – a titolo esemplificativo e non esaustivo – sono sempre esclusi dal contributo “Nuova Sabatini”:
Con successivo decreto legge 14 dicembre 2018, n. 135 (Decreto Semplificazioni – art. 3-quater comma 4) convertito con modificazioni dalla L. 11 febbraio 2019, n. 12, è stato stabilito che, con riferimento alle agevolazioni di cui all’iper ammortamento, il computo del costo agevolabile dei “magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica”, di cui all’allegato A annesso alla suddetta legge di bilancio 2017, comprenda anche la quota riferita alla scaffalatura asservita dagli impianti automatici di movimentazione, restando ferma la previsione normativa per il calcolo della rendita catastale.
No. Il lease back costituisce una particolare forma di locazione finanziaria che prevede la vendita di un bene strumentale all’attività d’impresa ad una società di leasing finanziario che, a sua volta, lo riconcede in leasing all’impresa venditrice con diritto d’opzione d’acquisto al termine del contratto.
Ciò premesso, le operazioni di lease back non sono ammissibili alle agevolazioni “Nuova Sabatini”, in quanto la misura finanzia l’acquisto o l’acquisizione in leasing di beni strumentali e l’impresa non può modificare il sistema di acquisizione dei beni dalla locazione finanziaria all’acquisto diretto o viceversa. (P.to 14.3 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss. mm. ii.)
No, per ottenere il contributo maggiorato al 3,575% annuo, i “Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti” di cui all’allegato 6/A, devono – senza eccezioni – essere dotati di tutte e cinque le seguenti caratteristiche:
Si ricorda inoltre, così come previsto al punto 7.6 della circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss.mm.ii., che i beni materiali dichiarati dall’impresa come investimenti in tecnologie digitali e investimenti in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti, se non rientranti negli elenchi di cui agli allegati 6/A e 6/B e non dotati di tutte le caratteristiche richieste dagli allegati stessi, non possono – in nessun caso – essere ammessi al contributo come investimenti ordinari.
Per accedere al contributo ordinario, pari al 2,75% annuo, l’impresa deve presentare nuova domanda alla banca o intermediario finanziario, fermo restando che gli investimenti devono risultare iniziati dopo la presentazione della domanda stessa.
6.A.3 Qualora un’impresa beneficiaria, con un investimento in macchinari rientranti nella prima sezione dell’allegato 6/A, abbia proceduto ai previsti interventi di interconnessione e integrazione in economia, tramite personale interno o comunque senza emissione di titoli di spesa, cosa deve indicare nell’allegato n. 8 (di cui alla circolare direttoriale 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss.mm.ii.)?
L’impresa beneficiaria, nella compilazione dell’allegato n. 8 relativo agli interventi di interconnessione e integrazione previsti per gli investimenti riconducibili alle macchine elencate di cui alla prima sezione dell’allegato 6/a alla circolare 15 febbraio 2017 n.14036 e ss. mm. ii., è tenuta a compilare tutti i campi previsti dalla tabella per l’individuazione del/dei bene/i oggetto dell’investimento, ad eccezione del campo “N. titolo di spesa” e del campo “Fornitore”. Gli interventi in economia, effettuati tramite personale interno o comunque senza emissione di titoli di spesa, non sono ammissibili al contributo.
In particolare, per ciò che attiene le spese di interconnessione e integrazione, necessarie affinché gli investimenti di cui all’allegato 6/A alla circolare 15 febbraio 2017 n. 14036 e ss. mm. ii. siano agevolati con il contributo maggiorato al 3,575% annuo, devono essere riferite, come specificato nelle FAQ 6.A.1. e 6.A.2, ai beni, oggetto del piano d’investimento, disponibili presso l’impresa beneficiaria. Inoltre, tali spese, secondo il principio contabile OIC 16, sono capitalizzate sui beni classificabili alla voce B.II.2 “Impianti e macchinari” e devono essere anch’esse sostenute successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione.
Il Foglio di calcolo del contributo “Beni strumentali – Nuova Sabatini” è disponibile nella sezione dedicata alla “Presentazione delle domande” al seguente link: https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/beni-strumentali-nuova-sabatini/presentazione-domandeindex.php/it/incentivi/impresa/beni-strumentali-nuova-sabatini/presentazione-domande.
(Art. 6 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – P.to 8 Circolare 15 febbraio 2017, n.14036 e ss. mm. ii.).
regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014 (GBER) per il settore “altro” con intensità agevolative massime del 10% per le medie imprese e 20% per le piccole imprese;
9.5 Le agevolazioni di cui al decreto interministeriale del 25 gennaio 2016 sono cumulabili con il “Credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno”?
(Art. 4 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – Art. 4 Convenzione MISE-ABI-CDP).
10.2 Quanto tempo può intercorrere tra la fase di delibera della Banca/Intermediario finanziario e la fase di erogazione del contributo da parte del Ministero all’impresa?
(Art. 10 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – P.to 13 Circolare 15 febbraio 2017 n. 14036 e ss. mm. ii.).
(Art. 10 Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 – P.to 13 Circolare 15 febbraio 2017, n. 14036 e ss. mm. ii.).
La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante l’avvenuta ultimazione dell’investimento, deve essere sottoscritta dal legale rappresentante (procuratore o titolare) dell’impresa e trasmessa al Ministero entro 60 giorni dalla data di ultimazione e, comunque, non oltre 60 giorni dal termine ultimo previsto per la conclusione dell’investimento (12 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento), pena la revoca del contributo concesso. La stessa (così come le richieste di erogazione del contributo) deve essere compilata esclusivamente in formato digitale e inoltrata al Ministero attraverso l’accesso alla piattaforma, inserendo le credenziali trasmesse via PEC dal Ministero all’indirizzo PEC dell’impresa.
10.9 Nell’elenco dei beni oggetto di agevolazione, da allegare alla dichiarazione di ultimazione, quali sono i dati da indicare per i beni acquistati in leasing?
Nell’elenco dei beni oggetto dell’agevolazione per i beni in leasing è necessario indicare gli estremi del verbale di consegna dei beni stessi rilasciato dalla società di leasing. In assenza di un numero identificativo del verbale di consegna dei beni, è possibile indicare il numero del contratto di leasing.
10.15 Con quali modalità deve essere apposta la dicitura “Spesa di euro … realizzata con il concorso delle provvidenze previste dall’articolo 2, comma 4, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69″?
Si ricorda, inoltre, che la fattura che nel corso di controlli e verifiche venga trovata sprovvista di tale dicitura, non è considerata valida e determina la revoca della quota corrispondente di agevolazione, fatta salva la possibilità di regolarizzazione da parte dell’impresa beneficiaria. (Art. 10 Decreto Interministeriale 25 gennaio 2016). Con specifico riferimento all’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, nelle more di eventuali nuove disposizioni, l’impresa\la società di leasing deve adottare un sistema che garantisca la riconducibilità della spesa sostenuta e rendicontata alla fruizione delle agevolazioni in oggetto, anche attraverso sistemi informatizzati o, in alternativa, inserendo il riferimento alla dicitura prevista dalla normativa nella causale del pagamento connesso alla fattura rendicontata. Inoltre, la fattura elettronica può essere prodotta anche mediante sistemi informatizzati che tracciano la riconducibilità dell’importo pagato all’acquisto di beni oggetto di agevolazione.
– importo investimento realizzato superiore: il contributo non potrà essere incrementato e sarà erogato secondo il piano riportato nel decreto di concessione;
– importo investimento realizzato inferiore: in sede di istruttoria della richiesta di erogazione il Ministero provvederà ad emettere il preavviso di rideterminazione del contributo a cui seguirà relativo decreto.
11.1 Quali sono i soggetti a cui rivolgere la domanda di finanziamento? E’ disponibile un elenco di tali soggetti?
Legge Sabatini: termini e modalità di presentazione
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – Circolare 19 luglio 2019, n. 295900 – Indicazioni e chiarimenti in merito alle modalità di applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 20 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, recante “modifiche alla misura Nuova Sabatini”
MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO – Decreto ministeriale 03 dicembre 2018 – Nuova Sabatini. Chiusura dello sportello presentazione delle domande per la concessione e l’erogazione dei contributi