Source: http://paperzz.com/doc/5273144/aliquota-tari-e-piano-finanziario-2014
Timestamp: 2017-01-22 22:35:08+00:00
Document Index: 161562856

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 53', 'art. 134', 'art. 49', 'art. 238', 'art. 49', 'art. 238', 'art. 1', 'art. 14', 'art.1', 'art.\n14', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 19']

Aliquota TARI e Piano Finanziario 2014
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N. 16 del 03-07-2014
APPROVAZIONE PIANO FINANZIARIO E TARIFFE DELLA
COMPONENTE TARI (TRIBUTO SERVIZIO RIFIUTI) ANNO
L’anno duemilaquattordici, il giorno tre del mese di luglio, alle ore 18:15, nella sala delle adunanze consiliari, a
seguito di invito diramato dal Sindaco, si &egrave; riunito il CONSIGLIO COMUNALE in sessione Ordinaria ed in
seduta Pubblica .
Procedutosi all’appello nominale, risultano presenti:
DI MATTEO ANGELANTONIO
MAZZACANE CONCETTA
CUNTI GIACOMO
Partecipa alla seduta il Segretario Comunale Dott.ssa Valeria Baraldi, incaricato della redazione del
Presiede l’adunanza il d.ssa ANNA FILOMENA DE SIMONE, nella sua qualit&agrave; di SINDACO, il
quale, constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta l’adunanza.
OGGETTO: APPROVAZIONE PIANO FINANZIARIO E TARIFFE DELLA COMPONENTE TARI (TRIBUTO
SERVIZIO RIFIUTI) ANNO 2014
Invita il Consiglio comunale ad approvare la seguente proposta di deliberazione sulla quale sono stati espressi i
pareri anch’essi sotto riportati Visto il Decreto Legislativo n. 267 del 18/08/2000 e successive modificazioni ed integrazioni;
Visto lo Statuto Comunale, il Bilancio per l’esercizio in corso ed il Regolamento dei Servizi e degli Uffici;
Visti i Decreti Sindacali con i quali si &egrave; provveduto ad individuare i responsabili dei servizi, abilitati
ad assumere atti di gestione;
- che la Legge di Stabilit&agrave; 2014 ha istituito l’Imposta Unica Comunale (IUC), con
decorrenza dal 1 gennaio 2014, basata su due presupposti impositivi :
-&shy;‐ uno costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore
-&shy;‐ l’altro collegato all’erogazione e alla fruizione di servizi comunali.
- che la IUC (Imposta Unica Comunale) &egrave; composta da :
-&shy;‐ IMU (imposta municipale propria) componente patrimoniale, dovuta dal possessore
-&shy;‐ TASI (tributo servizi indivisibili) componente servizi, a carico sia del
possessore che dell’utilizzatore dell’immobile, per servizi indivisibili comunali
-&shy;‐ TARI (tributo servizio rifiuti) componente servizi destinata a finanziare i costi
del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore;;
VISTO l’art. 27, comma 8&deg;, della L. n. 448/2001 il quale dispone che: “Il comma 16 dell’art. 53 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, &egrave; sostituito dal seguente: “16. Il termine per deliberare le aliquote e le tariffe dei tributi locali, compresa
l’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF di cui all’articolo 1, comma 3, del
decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360, recante istituzione di una
addizionale comunale all’IRPEF, e successive modificazioni, e le tariffe dei servizi pubblici locali, nonch&eacute; per approvare i regolamenti relativi alle entrate
degli enti locali, &egrave; stabilito entro la data fissata da norme statali per la
approvati successivamente all’inizio dell’esercizio purch&eacute; entro il termine di cui sopra, hanno effetto dal 1&deg; gennaio dell’anno di riferimento”.
VISTO il Decreto del Ministro dell’Interno del 13 febbraio 2014, il quale stabilisce che, per l’anno 2014 &egrave; differito al 30 aprile 2014 il termine per la deliberazione del bilancio di previsione degli enti locali di cui all’articolo 151 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 ;
Terminata la lettura della proposta il Presidente apre la discussione.
Il SINDACO invita il Responsabile dell’Area Finanziaria ad illustrare il piano finanziario.
Interviene il CONSIGLIERE RUSSO osservando che, dall’analisi dei costi, appaiono costi eccessivamente elevati. Dalla lettura del contratto sarebbe interessante
capire tutti i costi realmente sostenuti dalla societ&agrave; che poi si riverberebbero
sul Comune e conseguentemente sull’utenza. Il risparmio deve essere per il cittadino e non per la ditta appaltatrice. Bisognerebbe controllare i costi che la
ditta appaltatrice attribuisce all’Ente. L’Optinum sarebbe la gestione dei servizi
tramite Cooperative. Inoltre compare un costo di pulizia e spazzamento molto alto e
l’Ente, quanto meno, dovrebbe attivarsi per fare in modo che questa pulizia venga fatta frequentemente e non solo in occasione di eventi.
IL SINDACO risponde che nel costo del servizio di raccolta e trasporto sono incluse
le spese di scarico nei siti appositi alla Regione. Parte di queste somme, dunque,
vanno alla Regione,non tutto alla ditta. La legge prescrive per il servizio di
spazzamento e pulizia delle certificazioni particolari, dunque,non sarebbe
possibile l’affidamento di tali servizi alle Cooperative. Il Sindaco invita i presenti a fare delle proposte reali, concrete ed attuabili ai fini di un effettivo
risparmio di spesa. Se le proposte non sono concrete si rivelano solo aleatorie.
puntualizzando che esiste l’istituto dell’avvalimento, pertanto le Cooperative potrebbero partecipare e dunque, la sua, non sembra una proposta insensata.
Interviene il CONSIGLIERE LOMBARDO dichiarando quanto fedelmente contenuto
nell’allegato che si riporta sotto la lettera B).
IL SINDACO risponde che le superfici su cui sono calcolati i costi non sono state
considerate per approssimazione in quanto ci si &egrave; fondati su dati reperiti dal
piano finanziario dell’anno scorso. Se &egrave; presente sul territorio una categoria qualificabile come ristorazione, la si deve inserire nella ristorazione. Si &egrave;
proceduto ad identificare le attivit&agrave; produttive in base alla documentazione
presente negli uffici comunali. Per tali attivit&agrave; si &egrave; dovuta fare molta attenzione
affinch&egrave; per qualcuno di esse i costi non fossero triplicati. Nulla osta ad
effettuare nuovamente dei controlli sulle superfici quadrate e, se dovessimo venire
a conoscenza che, ad esempio, nei Club si svolgono
attivit&agrave; diverse da quelle
attinenti alla rispettiva categoria, si proceder&agrave; alle dovute denunce. Nel fare
proiezioni si &egrave; provato anche ad applicare il coefficiente medio all’attivit&agrave; produttiva con il risultato dell’ottenimento di cifre da pagare esorbitanti. Invero, la somma che il Comune introita dalle attivit&agrave; produttive ammonta
all’incirca a 31.000,00 Euro, con l’applicazione del coefficiente minimo, che non sembra in verit&agrave;, di poco conto.
Interviene il CONSIGLIERE LOMBARDO il quale dubita che per il distributore di
benzina la superficie accertata sia pari a 802 metri.
IL SINDACO risponde affermando di concordare nel verificare nuovamente le
superfici. Tuttavia, si puntualizza che questi dati si desumono anche dal ruolo
dell’anno scorso, pertanto i cittadini che si fossero visti attribuire dei metri in eccesso sarebbero venuti certamente a reclamare. In questa sede si garantisce che
il lavoro svolto &egrave; stato fatto con ponderazione e con la finalit&agrave; di rendere meno
gravoso il costo per i cittadini. Per quanto riguarda le utenze non domestiche la
scelta di applicare il coefficiente minimo &egrave; stata fatta sulla base di una
valutazione del peso sul costo complessivo sulle strutture esistenti, cercando di
non penalizzarle considerato che, pur essendo attivit&agrave; private, restano comunque
strutture che forniscono servizio al territorio. Pur tuttavia, se il Consiglio
vuole applicare un coefficiente diverso il Sindaco accondiscende poich&eacute; il
Consiglio &egrave; sovrano.
Entra il Consigliere Cunti ore 21,50.
Sulla proposta di procedere nuovamente alla verifica e misurazione delle aree il
Consiglio procede a votazione:
All’esito della votazione espressa per alzata di mano il cui risultato viene proclamato dal Presidente come segue:
• Consiglieri votanti n. 11 ;;
• Voti favorevoli n.11 , voti contrari n. 0 , astenuti n. 0;;
Sulla proposta di riformulare i coefficienti riferiti alla ristorazione il
Consiglio si esprime con il seguente esito:
• Voti favorevoli n.1 (LOMBARDO) , voti contrari n. 10 , astenuti n. 0;
Si procede alla votazione in ordine all’approvazione della presente proposta di deliberazione riguardante l’approvazione del Piano Finanziario:
All’esito della votazione espressa per alzata di mano il cui risultato viene
proclamato dal Presidente come segue:
• Voti favorevoli n.8 , voti contrari n. 3 ( CUNTI;; LOMBARDO;; RUSSO) , astenuti n. 0;
DI DARE ATTO che le premesse sono parte integrate e sostanziale del dispositivo del
DI APPROVARE l’allegato Piano Finanziario della componente TARI (Tributo servizio gestione rifiuti) anno 2014.
DI APPROVARE le Tariffe componente TARI anno 2014
rifiuti), come risultanti dall'allegato prospetto.
DI INVIARE la presente deliberazione al Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento delle Finanze, entro il termine di cui all’articolo 52, comma 2, del
decreto legislativo n. 446 del 1997, e comunque entro trenta giorni dalla data di
DI PROCEDERE, infine, considerata l’urgenza, con separata votazione dal seguente
Voti favorevoli n. 8 , voti contrari n. 3 (CUNTI; LOMBARDO; RUSSO), astenuti n. 0
a dichiarare la presente deliberazione immediatamente esecutiva ai sensi dell’art. 134, comma 4, D.Lgs. 18.08.2000, n. 267 – TU delle leggi sull’ordinamento degli
ALFONSO PERRETTA
PARERI EX ART. 49 D.Lgs. 267/2000
Ai sensi del D.Lgs. 267/2000 art. 49 - sulla proposta di deliberazione sopra riportata i sottoscritti esprimono il parere di cui al seguente
Per quanto concerne la regolarit&agrave; tecnica esprime parere: FAVOREVOLE
Roccaromana, 03-07-2014
f.to ALFONSO PERRETTA
Roccaromana , 03-07-2014
IL RESPONSABILE DEI SS.FF.
Premessa e riferimenti normativi.
Al fine di disciplinare la tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, il legislatore ha emanato
Senza andare molto indietro nel tempo si ricorda il D. L.vo 15 novembre 1993, n. 507 con il quale &egrave; stato
rafforzato il legame tra la sua corresponsione e la prestazione del servizio di raccolta e smaltimento dei
La prima sostanziale modifica a detto decreto legislativo si &egrave; avuto con l’emanazione del cosiddetto decreto
Ronchi (D.L.vo 5 febbraio 1997, n. 22) che prevedeva, seppure con gradualit&agrave;, la soppressione della tassa
per lo smaltimento dei rifiuti e la sua sostituzione con la tariffa per la gestione del servizio di raccolta e
Quest’ultimo provvedimento prescriveva, inoltre, che la tariffa fosse determinata con riferimento ad un piano
finanziario rapportato al costo degli interventi relativi al servizio.
Con l’emanazione, poi, del D.P.R. 27 aprile 1999, n. 158, venivano definite nel dettaglio le modalit&agrave; di
determinazione e di applicazione della tariffa.
Il contenuto del decreto Ronchi, causa le ripetute proroghe, non &egrave; mai diventato obbligatorio per i Comuni e,
da ultimo, &egrave; stato abrogato con l’introduzione a favore della cosiddetta Tariffa Integrata Ambientale (TIA2)
prevista all’art. 238 del D.L.vo 152/2006 (Codice Ambientale).
Semplificando, sino al 31/12/2012 il finanziamento del servizio rifiuti poteva essere attuato tre diverse
tipologie di prelievo:
- Tassa smaltimento R.S.U. (TARSU), disciplinata dal D.L.vo 507/1993;
- Tariffa gestione dei rifiuti urbani, denominata anche tariffa igiene ambientale (TIA1), disciplinata
dall’art. 49 D. L.vo 22/1997 e dal D.P.R. 158/1999;
- Tariffa gestione dei rifiuti urbani, denominata anche tariffa integrata ambientale (TIA2), disciplinata
dal D.L.vo 152/2006 – art. 238.
Con il D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 (decreto salva Italia), convertito nella legge 22/12/2011, n.214,
successivamente modificato dal comma 387 dell’art. 1 della legge 24/12/2012, n. 228, &egrave; stato istituito il
Nuovo Tributo Comunale sui Rifiuti e sui Servizi (TARES), a copertura dei costi relativi al servizio di
igiene urbana e di altri servizi ad esso connessi, che a partire dal 1&deg; gennaio 2013, ha sostituito
integralmente la T.A.R.S.U. e le T.I.A.
Pi&ugrave; precisamente l’art. 14 – commi 8 e 9 – del citato Decreto salva Italia prevede che il nuovo tributo sia
commisurato e corrisposto a tariffa riferita all’anno solare e con riferimento alla quantit&agrave; ed alla qualit&agrave;
medie ordinarie di rifiuti prodotti per unit&agrave; di superficie ed in relazione agli usi ed alla tipologia di attivit&agrave;
svolte, usando i parametri riportati nel D.P.R. 27 APRILE 1999, n. 158 “REGOLAMENTO RECANTE
SERVIZIO DI GESTIONE DEL CICLO DEI RIFIUTI URBANI”.
La legge di stabilit&agrave; 2014 (n. 147 del 27/12/2013), al comma 704 dell’art.1, ha stabilito l’abrogazione dell’art.
14 del decreto legge 6/12/2011, n. 201 e ss.mm.ii., in parole pi&ugrave; semplici &egrave; stata abolita la TARES.
Con i commi, per&ograve;, che vanno dal 639 al 705 del gi&agrave; citato art. 1 della legge di stabilit&agrave; 2014, &egrave; stata istituita
l’Imposta Unica Comunale (I. U. C.), basata su due presupposti impositivi:
- Il primo &egrave; costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura ed al loro valore;
- Il secondo con riferimento all’erogazione ed alla fruizione di servizi comunali.
La IUC &egrave; composta da:
- Imposta municipale propria (IMU) &egrave; componente patrimoniale ed &egrave; dovuta dal possessore di
Tributo servizi indivisibili (TASI) componente con riferimento ai servizi, &egrave; dovuta sia dal
possessore che dall’utilizzatore dell’immobile;
Tributo servizio rifiuti (TARI) componente servizi, destinata esclusivamente a finanziare i costi del
servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore dell’immobile.
La TARI &egrave; disciplinata dai commi 641 - 668 del gi&agrave; citato art. 1 della legge 147/2013, in particolare il comma
651 prevede:” Il comune nella commisurazione della tariffa tiene conto dei criteri determinati con il
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158”. Il successivo comma
652 recita: “Il comune, in alternativa ai criteri di cui al comma 651 e nel rispetto del principio &laquo;chi inquina
paga&raquo;, sancito dall'articolo 14 della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19
novembre 2008, relativa ai rifiuti, puo' commisurare la tariffa alle quantita' e qualita' medie ordinarie di rifiuti
prodotti per unita' di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attivita' svolte nonche' al costo del
servizio sui rifiuti. Le tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea sono determinate dal comune
moltiplicando il costo del servizio per unita' di superficie imponibile accertata, previsto per l'anno successivo,
per uno o piu' coefficienti di produttivita' quantitativa e qualitativa di rifiuti”, rendendo, quindi, necessaria la
stesura di un Piano Finanziario conforme a quanto previsto nel D.P.R. 158 del 27 aprile 1999.
Sulla base di quanto innanzi, bisogna tener presente che il pi&ugrave; volte richiamato D.P.R.158/99:
- All’art. 1 prevede: “&Egrave; approvato il metodo normalizzato per la definizione delle componenti di costo
da coprirsi con le entrate tariffarie e per la determinazione della tariffa di riferimento relativa alla
gestione dei rifiuti urbani”;
- All’art. 2 specifica che la tariffa di riferimento &egrave;:” l’insieme dei criteri e delle condizioni che devono
essere rispettati per la determinazione della tariffa da parte degli Enti Locali in modo da coprire tutti i
costi afferenti al servizio di gestione dei rifiuti urbani”;
- All’art. 3 precisa che “la tariffa &egrave; composta da una parte fissa, determinata in relazione alle
componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e ai
relativi ammortamenti, e da una parte variabile, rapportata alle quantit&agrave; di rifiuti conferiti, al servizio
fornito e all’entit&agrave; dei costi di gestione”;
- All’art. 4, inoltre, prescrive che “la tariffa, determinata ai sensi dell’art. 3, &egrave; articolata nelle fasce di
utenza domestica e non domestica”.
Il cosiddetto metodo normalizzato, pertanto, &egrave; costituito da un complesso di regole, metodologie e
prescrizioni per determinare, preliminarmente, i costi della gestione dell’intero servizio e, successivamente,
la struttura tariffaria da applicare alle varie utenze con l’obiettivo che il derivante gettito impositivo copra tutti i
In conclusione la metodologia tariffaria va articolata nelle seguenti fasi:
• Individuazione dei costi del servizio;
• Suddivisione dei costi in fissi e variabili;
• Ripartizione sia dei costi fissi e sia di quelli variabili in quote da imputare alle due tipologie di utenze
(domestiche e non domestiche);
• Calcolo delle voci tariffarie, fissa e variabile, da attribuire alle singole categorie di utenze, in base
alle formule ed ai coefficienti riportati nelle tabelle di cui all’Allegato del DPR 158/1999.
Semplificando la tariffa complessiva &egrave; data dalla somma di due quote tariffarie: una riferita ai costi fissi
(spazzamento strade, smaltimento rifiuti abbandonati, costi amministrativi riferiti all’accertamento ed alla
riscossione, pi&ugrave; in generale tutte le spese che concorrono al costo complessivo senza uno specifico
riferimento alla quantit&agrave; di rifiuti prodotti); la quota variabile, invece, &egrave; costituita dai costi di raccolta e traporto
dei rifiuti indifferenziati, costi di raccolta e trasporto dei rifiuti differenziati, le spese, cio&egrave;, riferibili direttamente
alla quantit&agrave; e qualit&agrave; dei rifiuti prodotti nel territorio comunale.
Dati Comune di Roccaromana
Il territorio del Comune di Roccaromana, ubicato ai piedi, sul versante Nord, della catena del
Montemaggiore” &egrave; esteso 27,71 Kmq, con altitudine media s.l.m. di 180 ml (min. 126 ml, max 959 ml) &egrave; parte
integrante della Comunit&agrave; Montana “Montemaggiore”.
La popolazione, ad oggi, &egrave; costituita da 873 unit&agrave; stabilmente residenti ed oltre che in Roccaromana
capoluogo, &egrave; dislocata fra i centri abitati “Campomaggiore”, “Pastanelle”, “S. Croce” e “Statigliano”.
Ai fini del presente piano finanziario, abbiamo:
ABITANTI RES. COMPLESSIVI
76.221 mq
85.351 mq
Per completare “la fotografia” della situazione esistente, ai fini della corretta applicazione dei coefficienti di
adattamento riportati nel DPR 158/199, si riporta la suddivisione delle utenze domestiche con riferimento al
numero dei componenti il nucleo familiare e la suddivisione delle utenze non domestiche.
TIPOLOLOGIA NUCLEO FAMILIARE Numero Famiglie Superf. Totale abitazioni Superf. media abitazioni Coefficiente Coefficiente Ka Kb 1 COMPONENTE 74 12.338 166,73 0,75 0,8 2 COMPONENTI 77 14.425 187,34 0,88 1,6 3 COMPONENTI 63 11.410 181,11 1,00 2 4 COMPONENTI 68 11.654 171,38 1,08 2,6 5 COMPONENTI 26 5.742 220,85 1,11 3,2 6 o pi&ugrave; COMPONENTI 8 1.994 249,25 1,10 3,7 Locali tenuti a dispos. 146 18.658 127,79 0,75 0,8 TOTALE 462 76.221 Ka &egrave; il coefficiente di adattamento per l’attribuzione della parte fissa dell’imposta alle utenze domestiche,
con riferimento alla superficie ed al numero dei componenti il nucleo familiare, &egrave; riportato nella Tabella 1B
del D.P.R. 27/04/1999, N. 158.(ITALIA MERIDIONALE - Comuni con popolazione minore di 5.000 abitanti).
Kb &egrave; il coefficiente di adattamento per l’attribuzione della parte variabile dell’imposta alle utenze domestiche,
con riferimento al numero dei componenti il nucleo familiare.- Tabella 2B del D.P.R. 27/04/1999, N. 158.
(ITALIA MERIDIONALE - Comuni con popolazione minore di 5.000 abitanti).
Per le utenze non occupate il presente piano finanziario contempla l’applicazione dei medesimi coefficienti
previsti per le abitazioni con un solo occupante, cos&igrave; come previsto nel regolamento. Ci&ograve; in considerazione
che le abitazioni tenute a disposizione, ma non stabilmente occupate, producono una quantit&agrave; di rifiuti
inferiori rispetto a quelle occupate
Per quanto attiene alle utenze non domestiche, complessivamente, abbiamo:
ATTIVITA' COMUNI SINO A 5.000 ABITANTI ITALIA MERIDIONALE TIPOLOGIA ATTIVITA' kc
SUPERFICIE mq min max min mx ALIMENTARI
DISTRIB. BENZINA
NEGOZI CONCIMI
RISTORAZ. - ALBERGO
TOTALE SUPERFICIE U. NON D. 9.130 Kc e Kd sono, rispettivamente, i coefficienti per l’attribuzione della parte fissa e della parte variabile della
tariffa alle utenze non domestiche. Sono riportati nelle tabelle 3b e 4b del Regolamento di cui al pi&ugrave; volte
richiamato DPR 158/1999.
Per quanto attiene i cosiddetti costi fissi, va evidenziato, innanzitutto, che il Comune di Roccaromana ha
concesso in appalto alla DHI (Di Nardi Holding Industriale) spa il servizio di spazzamento, raccolta e
trasporto dei RR.SS.UU. e manutenzione verde pubblico, al prezzo annuo complessivo di € 98.890,91, oltre
IVA come per legge. A detto importo sono da sottrarre le spese riferite alla sola manutenzione del verde e
sono, invece, da aggiungere le spese per l’acquisto dei sacchetti da distribuire ai cittadini, indispensabili per
la raccolta porta a porta e le spese di notifica dei ruoli che si andr&agrave; ad emettere ( € 4,30 per ogni Racc.
Stante la vigenza del contratto di appalto per l’intero 2014 la previsione in parola sicuramente non si
discoster&agrave; da quello che sar&agrave; l’effettivo costo.
Per le spese variabili, invece, bisogna fare riferimento alla quantit&agrave; di rifiuti prodotti nel corso dell’anno 2013
e agli importi pagati per il loro conferimento nelle discariche autorizzate.
Il tutto come dalla tabella appresso riportata:
PARTE VARIABILE CONFERITA IN TONNELLATE PARTE FISSA € TIPOLOGIA DI COSTO COSTI DI PULIZIA E SPAZZAMWENTO DELLE STRADE 32.704,37 68.005,96 6.569,68 SERVIZIO RACCOLTA E TRASPORTO SPESE GENERALI ACQUISTO SACCHETTI IMMODIZIA 6.000,00 1.548,00 SPESE SPEDIZIONE RUOLI COSTO COSTO PARTE PARTE VARIABILE VARIABILE PER TONNELLATA RIFIUTI INDIFFRENZIATI RIFIUTI DIFFERENZIATI: 104,17 189,73 COSTO TOTALE 34.204,37 68.005,96 6.569,68 6.000,00 1.548,00 19.764,17 19.764,17 UMIDO 81,69 176,00 14.377,44 14.377,44 INGOMBRANTI 8,68 176,00 1.527,68 1.527,68 FRIGORIFERI 2,95 176,00 519,20 519,20 APPARECCH. ELETTRICHE 1,51 176,00 265,76 265,76 PILE ESAUSTE 0,30 1.500,00 450,00 2.432,20 450,00 10.000,00 39.336,45 161.732,26 AGEVOLAZIONI 7.567,80 TOTALI 122.395,81 199,30 Attribuzione dei costi alle utenze domestiche e non domestiche.
Come suggerito dalla circolare del Ministero dell’Ambiente n. 108 del 7/10/1999, si pu&ograve; stimare la quantit&agrave;, in
Kg, dei rifiuti prodotti dalle utenze non domestiche, moltiplicando la superficie totale di ogni categoria di
utenza per il coefficiente kd riportato nella richiamata tabella 4b allegata al DPR 158/1999.
Detta tabella riporta, per il parametro di che trattasi, un valore massimo ed un valore minimo: in
considerazione delle dimensioni demografiche del Comune di Roccaromana, con un bacino di “clienti”,
quindi, molto ridotto si ritiene opportuno utilizzare i valori minimi, la cui applicazione d&agrave; il seguente risultato:
ATTIVITA' COMUNI SINO A 5.000 ABITANTI ITALIA MERIDIONALE TIPOLOGIA ATTIVITA' kd
Quantit&agrave; RR SS UU IN Kg SUPERFICIE mq min mx ALIMENTARI
1.065,00 ATTIVITA' ARTIGIANALI
2.393,55 ATTIVITA' INDUSTRIALI
10.360,44 BAR
12.820,50 CLUB
4.090,15 DISTRIB. BENZINA
3.071,66 FARMACIA
233,48 NEGOZI CONCIMI
1.212,30 NEGOZI FIORI
180,00 RISTORAZ. – ALB.
5.381,64 PANIFICI
957,42 RISTORAZIONE
32.802,02 PARRUCCHIERA
294,55 TABACCHINO
754,32 2.271
17.918,19 UFFICI
TOTALE SUPERFICIE U. NON D. 9.130 93.535,22 STIMA RIFIUTI IN Kg PRODOTTI DALLE UTENZE NON DOMESTICHE Determinata la quantit&agrave; dei rifiuti prodotti dalle utenze non domestiche, per differenza, possiamo ricavare la
quantit&agrave; prodotta dalle utenze domestiche, secondo lo schema sotto riportato:
TOTALE RR SS UU
93.535,22
105.764,78
Per quanto innanzi le spese variabili della tariffa andranno divise nella misura del 53,07% a carico delle
utenze domestiche e per il 46,93% a carico delle utenze non domestiche.
Per la suddivisione, invece, delle spese fisse tra le utenze domestiche e non domestiche, va precisato che
non esistono norme precise per la loro ripartizione, l’art. 4 del DPR 158/1999, infatti, si limita ad indicare che
essa debba avvenire “secondo criteri razionali”.
In considerazione che un locale adibito a qualsivoglia attivit&agrave; certamente non produce, mediamente, una
quantit&agrave; di rifiuti minore rispetto ad un locale adibito a civile abitazione si ritiene opportuno e razionale
utilizzare, quale percentuale di ripartizione, il medesimo rapporto percentuale della superficie occupate dalle
utenze non domestiche (10,70%) rispetto al totale della superficie di tutte le utenze. Quanto innanzi anche al
fine di non gravare ulteriormente le attivit&agrave; produttive.
Applicando questi parametri otteniamo che l’imposizione della tariffa relativa alla quota fissa graver&agrave; per €
109.303,13 sulle utenze domestiche e per € 13.092,68 sulle utenze non domestiche.
Calcolo Tariffa Utenze Non Domestiche (TFnd)
La quota fissa della tariffa binomia per le utenze non domestiche si ottiene dal prodotto della quota unitaria
(€/m ) per la superficie dell’utenza (m ) per il coefficiente Kc, secondo l’espressione
Tfnd(ap,Sap) = Qapf*Sap(ap)*Kc(ap)
Tfnd(ap,Sap)= quota fissa per un’utenza non domestica avente una determinata tipologia di attivit&agrave; produttiva e una superficie di attivit&agrave; produttiva pari ad “Sap”; Sap= superficie in mq destinata all’attivit&agrave; produttiva; Qapf = Quota unitaria (€/m2), ottenuta dal rapporto tra i costi fissi ( € 13.092,68) attribuiti alle utenze non domestiche e la superficie totale occupata dalle utenze in parola, corretta per il coefficiente Kc: Qapf= costi fissi/Stot* Kcap Kc(ap) = Coefficiente di adattamento per quella specifica attivit&agrave; produttiva. Applicando, pertanto, la formula Qapf= costi fissi/Stot*Kcap , otteniamo il valore del prametro Qap(ap),
da applicare per il calcolo della quota fissa della TARI per le utenze non domestiche.
ATTIVITA' COMUNI SINO A 5.000 ABITANTI ITALIA MERIDIONALE kc
Qap(ap) SUPERFICIE mq min ALIMENTARI 213
0,286806 ATTIVITA' ARTIGIANALI
0,242644 ATTIVITA' INDUSTRIALI
0,037247 CLUB
0,160227 DISTRIB. BENZINA
0,159691 NEGOZI CONCIMI
0,159691 NEGOZI FIORI
0,478009 PANIFICI
0,242644 ALBERGO-RISTOR,
0,160946 RISTORAZIONE
0,029422 PARRUCCHIERA
0,209347 TABACCHINO
0,159691 2.271
0,181753 TIPOLOGIA ATTIVITA' UFFICI
0,39614 0,37442 La quota variabile della tariffa per le utenze non domestiche si ottiene dal prodotto del costo unitario (€/Kg)
per la superficie dell’utenza e per il coefficiente potenziale di produzione dei rifiuti, secondo l’espressione:
TVnd(ap, S(ap) = Cu * S(ap) * Kd(ap)
TVnd(ap, S(ap) = quota variabile della tariffa per un’utenza non domestica con una specifica attivit&agrave; produttiva ap e una superficie pari ad S(ap) Sap= superficie in mq destinata all’attivit&agrave; produttiva; Kd(ap) = Coefficiente potenziale di produzione Kg/m2 connesso alla tipologia di attivit&agrave; Cu = Costo unitario. €/mq. &Egrave; determinato dal rapporto tra i costi variabili attribuibili alle utenze non domestiche e la quantit&agrave; di rifiuti prodotta, cos&igrave; come stimata, prodotta dalle stesse utenze Cu =
€ 18.461,33
= 0,1973723 €/kg
Calcolo parte fissa
La quota fissa della tariffa per le utenze non domestiche si ottiene dal prodotto della quota unitaria ( €/m )
per la superficie dell’utenza, corretta per il coefficiente di adattamento Ka , secondo l’espressione
Tfd (n, s) = Quf * S * Ka(n)
Tfd (n, s)= Quota fissa della tari per un’utenza domestica con n componenti il nucleo familiare e una superficie dell’abitazione pari ad S. S= superficie dell’abitazione in mq. Ka(n) = Coefficiente di adattamento che tiene conto della superficie degli immobili in funzione del numero i componenti il nucleo familiare. Quf = quota unitaria ( €/mq) = Ctuf/ ∑Stot(n)*ka(n), dove Ctuf = totale costi fissi attribuibili utenze domestiche, Stot(n)= superficie totale utenze domestiche con n componenti il nucleo familiare, Ka= coefficiente di adattamento il cui valore &egrave; previsto nel DPR n. 159/1999. Effettuati calcoli sopra descritti, si ottengono i seguenti valori
TIPOLOLOGIA NUCLEO FAMILIARE Numero Famiglie Superf. Totale abitazioni Superf. media abitazioni Coefficiente Ka Quf 1 COMPONENTE 74 12.338 166,73 0,75 1,912039 2 COMPONENTI 77 14.425 187,34 0,88 1,629578 3 COMPONENTI 63 11.410 181,11 1,00 1,434029 4 COMPONENTI 68 11.654 171,38 1,08 1,327805 5 COMPONENTI 26 5.742 220,85 1,11 1,291918 6 o pi&ugrave; COMPONENTI UTENZE tenute a dispos. 8 1.994 249,25 1,10 1,303663 146 18.658 127,79 0,75 1,912039 TOTALE 462 76.221 Calcolo quota variabile
La quota variabile della tariffa per le utenze domestiche si ottiene dal prodotto della quota unitaria (€/mq) per
il coefficiente di adattamento Kb (DPR 158/1999) per, ancora, il costo unitario Cu, secondo l’espressione
TVd = Quv*Kb(n)*Cu
TVd= quota variabile per un’utenza domestica avente n componenti il nucleo familiare; Kb(n) = coefficiente che tiene conto del numero componenti il nucleo familiare; Quv= quota unitaria; &egrave; data dal rapporto tra la quantit&agrave; dei rifiuti prodotta dalle utenze domestiche e il numero totale utenze domestiche in funzione del numero i componenti il nucleo, corrette per il coefficiente Kb: Quv= Qtot/∑N(n)*Kb(n) Cu = costo unitario (€/Kg), determinato dal rapporto tra i costi variabili attribuibili alle utenze domestiche e la quantit&agrave; di rifiuti totale prodotta dalle utenze di che trattasi. I due parametri sono riportati nella sottostante tabella
TIPOLOLOGIA NUCLEO FAMILIARE Numero Famiglie Superf. Totale abitazioni Superf. media abitazioni Coefficiente Kb Quv 1 COMPONENTE 74 12.338 166,73 0,8 147,9641578 0,1973731 2 COMPONENTI 77 14.425 187,34 1,6 147,9641578 0,1973731 3 COMPONENTI 63 11.410 181,11 2 147,9641578 0,1973731 4 COMPONENTI 68 11.654 171,38 2,6 147,9641578 0,1973731 5 COMPONENTI 26 5.742 220,85 3,2 147,9641578 0,1973731 6 o pi&ugrave; COMPONENTI UTENZE tenute a dispos. 8 1.994 249,25 3,7 147,9641578 0,1973731 146 18.658 127,79 0,8 147,9641578 0,1973731 TOTALE 462 76.221 Cu All’importo totale del tributo occorre aggiungere il TRIBUTO PROVINCIALE per l’esercizio delle funzioni di
tutela, protezione ed igiene ambientale, previsto dall’art. 19 del D. L.gs 30 dicembre 1992, n. 504.
La maggiorazione della tariffa ( € 0,30 /mq) dovuta nel 2013 &egrave; stata abolita.