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Timestamp: 2020-01-18 08:18:44+00:00
Document Index: 159725709

Matched Legal Cases: ['art.243', 'art. 243', 'art. 194', 'art. 194', 'art. 194', 'art. 194', 'art. 243', 'art. 194']

Il pagamento dei debiti fuori bilancio negli enti in riequilibrio finanziario | Commercialista Telematico
Il pagamento dei debiti fuori bilancio negli enti in riequilibrio finanziario
negli enti locali quello del pagamento dei debiti fuori bilancio è un tasto eternamente dolente, soprattutto quando l’ente è in fase di riequilibrio finanziario
Per quanto la giurisprudenza contabile hanno ben chiarito l’obbligatorio riconoscimento dei debiti fuori bilancio prima del loro possibile pagamento, si pone oggi un problema se le citate condizioni siano valide anche per gli enti che abbiano fatto ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario ai sensi dell’art.243-bis TUEL. La Corte dei conti, Sezione di controllo per la Regione Siciliana, nella deliberazione n.177, depositata in data 13/05/2015, tenta di fare chiarezza sulla nuova questione prospettata da un Comune.
LE INDICAZIONI DELLA SEZIONE DELLE AUTONOMIE
Il Collegio contabile siciliano, evidenzia come in merito alla tematica in esame, va sottolineato che l’art. 243-bis TUEL attribuisce notevole rilievo proprio alla ricognizione dei debiti fuori bilancio, su cui peraltro la Sezione delle Autonomie si è soffermata nelle Linee guida contenute nella deliberazione 16/SEZAUT/2012/INPR. Nello schema allegato, in particolare, sono indicate alcune valutazioni necessarie che la Corte deve compiere relativamente ai debiti fuori bilancio nel piano di riequilibrio:
9.4 Verificare se l’Ente abbia acquisito, da tutti i responsabili dei servizi, ciascuno per le spese di sua competenza, un’attestazione sull’esistenza o meno di debiti fuori bilancio non riconosciuti, per i quali devono essere ancora assunti provvedimenti di riconoscimento sussistendone i presupposti di legge.
9.4.a Laddove venga attestata l’esistenza di debiti fuori bilancio non riconosciuti è necessario che l’Ente indichi: motivazioni per le quali il debito è sorto, con la specificazione del capitolo di spesa di competenza al quale si riferisce; l’utilità e l’arricchimento per l’Ente; se sono stati individuati i mezzi di finanziamento precisando quali; la sussistenza di tutti i requisiti per il riconoscimento ai sensi di legge.
9.5 Verificare se nel corso di eventuali verifiche a campione, fino alla data della delibera per l’accesso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, sia stata riscontrata la presenza di spese che, pur avendo la natura di debiti fuori bilancio, sono state imputate agli stanziamenti correnti senza aver operato il riconoscimento, da parte del Consiglio, previsto dall’art. 194 del TUEL.
9.6 Passività potenziali – Indicare se siano state identificate e valutate eventuali sopravvenienze o insussistenze passive probabili, specificandone la natura, l’entità e la provenienza.
LE CONCLUSIONI DEL COLLEGIO CONTABILE
Date le citate indicazioni, il Collegio contabile siciliano, rileva che la deliberazione del piano di riequilibrio non equivale al riconoscimento dei debiti fuori bilancio ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 194 TUEL; a tal proposito, va rimarcato che il comma 7 dell’articolo 243-bis TUEL distingue chiaramente tra la ricognizione dei debiti, contenuta nel piano di riequilibrio, e l’effettivo riconoscimento ai sensi dell’art. 194 TUEL; il citato comma 7 dell’articolo 243-bis TUEL, infatti, prevede che: “Ai fini della predisposizione del piano, l’ente è tenuto ad effettuare una ricognizione di tutti i debiti fuori bilancio riconoscibili ai sensi dell’articolo 194. Per il finanziamento dei debiti fuori bilancio l’ente può provvedere anche mediante un piano di rateizzazione, della durata massima pari agli anni del piano di riequilibrio, compreso quello in corso, convenuto con i creditori”.
La formulazione letterale implica che la ricognizione, per quanto indispensabile ai fini del piano di riequilibrio, non equivale alla deliberazione ex art. 194 TUEL, tant’è che il testo normativo si riferisce a “debiti riconoscibili”, lasciando intendere che il riconoscimento è atto successivo alla ricognizione. Se il legislatore avesse inteso equiparare ricognizione ex art. 243-bis TUEL e riconoscimento ex art. 194 TUEL, la disposizione avrebbe avuto un tenore letterale diverso. Va poi aggiunto che la ricognizione non comporta di per sé la copertura finanziaria della spesa connessa al debito fuori…