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Timestamp: 2017-09-22 02:40:54+00:00
Document Index: 8665293

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 19', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 18']

Il trattamento dei dati sensibili relativi alle vaccinazioni obbligatorie per l'accesso ai servizi educativi e scolastici
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I dati vaccinali sono dati di natura sensibile attenendo allo stato sanitario dei soggetti. Il decreto legge 73 2017 ha regolamentato l'obbligatorietà dei vaccini per i frequentanti i percorsi di educazione e di istruzione. Per comprendere come debba essere gestito il trattamento di tali dati da parte delle istituzioni scolastiche, occorre riprendere brevemente la disciplina generale sul trattamento dei dati sensibili.
Il legislatore, dopo aver disciplinato al Capo I le regole comuni al trattamento dei dati effettuato su qualunque soggetto, pubblico o privato, al Capo II detta le “regole ulteriori per i soggetti pubblici”. Si è cercato così di risistemare le numerose discipline di settore che regolano le funzioni pubbliche.
Il Capo II si struttura nel seguente modo:
·disposizioni applicabili a tutti i trattamenti effettuati da soggetti pubblici (art. 18);
·principi applicabili al trattamento dei soli dati personali, che non siano dati giudiziari (art. 19);
·principi applicabili al trattamento di dati sensibili (artt. 20 e 22);
·principi applicabili al trattamento di dati giudiziari (artt. 21 e 22).
Le disposizioni sul trattamento dei dati personali e sensibili da parte di soggetti pubblici non si limitano a questa parte del Codice (artt. 18-22), poiché nei primi 17 articoli sono contenute disposizioni applicabili a tutti i soggetti, sia pubblici che privati. In particolare troviamo:
artt. 1-3 = previsioni generali e programmatiche
artt. 4-5 = definizioni;
artt. 7-10 = disciplina diritti, modalità del loro esercizio e di tutela e riscontro;
art. 11= disciplina la qualità del trattamento;
art. 12 = previsione della redazione di codici di deontologia e buona condotta;
art. 13 = previsione dell’obbligo di informativa e casi di esclusione per i soggetti pubblici;
art. 14 = divieto di basare atti giuridici valutativi sul trattamento automatico di dati;
art. 15 = previsione della responsabilità civile per danni causati da trattamento di dati illecito;
1rt. 16 = previsione degli obblighi derivanti dalla cessazione del trattamento;
art. 17 = previsione del trattamento di dati con regole specifiche per i diritti e le libertà fondamentali per i quali occorre una specifica cautela nel trattamento.
Per quanto riguarda la natura dei dati sensibili, si tratta di elementi conoscitivi relativi a persone identificate o identificabili per i quali il legislatore, al fine di evitare qualsiasi possibilità di incertezza, ha voluto procedere con una tecnica di elencazione analitica, individuando singolarmente ed espressamente le singole fattispecie.
Alla loro riservatezza si è voluta garantire una maggiore protezione rispetto a quella accordata in genere ai dati personali, attraverso una disciplina più severa del loro trattamento. Si può dire in definitiva che l’autonoma rilevanza attribuita ai dati sensibili risponde all’obiettivo generale di garantire in maniera efficace la persona relativamente a quelle informazioni ricollegabili agli aspetti più profondi e delicati della sua identità.
Su queste premesse, ai sensi dell’art. 20 del Codice, il trattamento dei dati sensibili da parte di soggetti pubblici è consentito:
·in maniera diretta, quando vi sia una espressa disposizione di legge che specifichi la tipologia dei dati trattabili, le operazioni eseguibili e le finalità perseguite;
·se la legge invece non indica né la tipologia né le operazioni eseguibili, il trattamento dei dati può avvenire solo previa emanazione, a cura dei soggetti che effettuano il trattamento, di un atto regolamentare, da adottare in conformità del parere reso al riguardo dal Garante, che identifichi i tipi di dati e di operazioni;
·nel caso in cui manchi del tutto una previsione legislativa, i soggetti pubblici possono chiedere al Garante di individuare le attività di loro competenza per le quali è autorizzato il trattamento dei dati sensibili. Ottenuta l’autorizzazione, il soggetto pubblico è comunque tenuto ad emanare un atto di natura regolamentare che identifichi il tipo di dati e le operazioni eseguibili.
Il trattamento dei dati vaccinali
A decorrere dall'anno scolastico 2019/2020, il decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73 introduce misure di semplificazione per gli adempienti vaccinali in funzione dell'iscrizione al sistema di istruzione. A regime, dunque, i dirigenti scolatici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione, i responsabili dei servizi educativi per l'infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non parificate, trasmettono "alle aziende sanitarie locali territorialmente competenti, entro il 10 marzo, l'elenco degli iscritti per l'anno scolastico", e tali elenchi sono restituiti dalle aziende sanitarie alle scuole "con l'indicazione dei soggetti che risultano non in regola con gli obblighi vaccinali, che non ricadono nelle condizioni di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni in relazione a quanto previsto dall'articolo 1, commi 2 e 3, e che non abbiano presentato formale richiesta di vaccinazione all'azienda sanitaria locale competente". Successivamente a tali adempimenti, i genitori, i tutori o i soggetti affidatari dei minori indicati negli elenchi saranno convocati dalla scuola e invitati a depositare "la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni ovvero l'esonero, l'omissione o il differimento delle stesse, in relazione a quanto previsto dall'art. 1, commi 2 e 3 o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all'azienda sanitaria locale territorialmente competente". La documentazione così prodotta o l'eventuale mancato deposito nel termine previsto saranno comunicati dalla scuola all'azienda sanitaria locale, per gli adempimenti previsti, anche di tipo sanzionatorio (art. 3 bis).
Al fine di consentire l'applicazione delle nuove disposizioni a partire dall'anno scolastico 2017/2018, il medesimo decreto ha previsto una disciplina transitoria per l'anno 2017/2018, secondo la quale la documentazione prevista dall'art. 3, comma 1, deve essere presentata dai genitori dei minori alle scadenze previste (10 settembre 2017, per i servizi educativi e le scuole per l'infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie; 31 ottobre 2017 per tutti gli altri gradi di istruzione). In particolare, "la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie può essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; in tale caso, la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie deve essere presentata entro il 10 marzo 2018" (art. 5).
Con le circolari del 16 agosto 2017, sopra richiamate, il Ministero della Salute ed il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) hanno fornito le prime indicazioni relative all'applicazione della disciplina transitoria prevista dall'art. 5 del decreto. Al riguardo, per l'anno 2017/2018, nel caso di effettuata vaccinazione, è stato precisato che, per agevolare i genitori/tutori/soggetti affidatari e dare loro il tempo necessario a recuperare la copia del libretto vaccinale, il certificato vaccinale o l'attestazione della ASL, tale documentazione può essere sostituita da c.d. autodichiarazione, resa ai sensi del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445; in tale caso, la documentazione idonea comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie dovrà essere presentata entro il 10 marzo 2018.
Il Garante alla privacy si è espresso con un provvedimento, vincolante per tutte le regioni e gli enti locali, sulla richiesta della regione Toscana, riconoscendo legittimo il flusso comunicativo proposto:
Si tratta di “comunicazione” di dati personali, non aventi natura sensibile o giudiziaria; anche se non prevista da una norma di legge o di regolamento (il legislatore ha, infatti, introdotto i predetti flussi informativi diretti tra scuole e aziende sanitarie solo a decorrere dall'anno scolastico 2019/2020), è riconosciuta necessaria per lo svolgimento di funzioni istituzionali dell'amministrazione richiedente, verificando che tali finalità non possano essere altrimenti perseguite senza l'utilizzo dei dati oggetto della richiesta (artt. 18, comma, 2, 19, comma 2, e 39, del Codice).
Il provvedimento del Garante non prevede la possibilità per le famiglie di “autorizzare” preventivamente le scuole/servizi educativi ad acquisire direttamente dalle ASL la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie che deve essere presentata entro il 10 marzo 2018. Ciò, in quanto trattasi di comunicazione di dati personali di natura sensibile tra soggetti pubblici, previsto solo a partire dal 2019.
Al riguardo, il Garante ha ricordato che se il trattamento di dati sensibili non è espressamente previsto da una disposizione di legge i soggetti pubblici possono richiedere al Garante di esprimersi in tal senso solo dopo aver adottato una norma regolamentare - con parere conforme dell'Autorità - che specifichi i tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei principi indicati del Codice della privacy.
Le scuole si troveranno, comunque, a trattare i dati vaccinali forniti dalle famiglie. Il consenso al trattamento da parte delle famiglie va prestato all'ASL sulla base della norma specifica del codice che lo prevede . In particolare all'art. 18 (che riguarda i soggetti pubblici) è affermato che "Salvo quanto previsto nella Parte II per gli esercenti le professioni sanitarie e gli organismi sanitari pubblici, i soggetti pubblici non devono richiedere il consenso dell'interessato". Nessun consenso, pertanto, deve essere conferito dalle famiglie alle istituzioni scolastiche.
Non pare altresì applicabile al caso in esame quanto stabilito dal Garante con l'autorizzazione n. 2/2016 Autorizzazione al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale - 15 dicembre 2016 .
L'autorizzazione riguarda i seguenti soggetti:
I soggetti pubblici sono ricompresi nella lett. c) per la stessa finalità della lett. d) (salvaguardia della vita o dell'incolumità fisica di un terzo) per cui si tratta di ulteriori soggetti autorizzati. Inoltre, la stessa Autorità rinvia, per l'informativa e, ove previsto, per il consenso alle disposizioni di cui agli articoli 13, 23, 26 e da 75 a 82 del Codice (nessuna delle norme riguardano in modo generalizzato i soggetti pubblici, ma i soggetti privati e gli enti pubblici economici).