Source: http://www.leggeweb.it/penale/vendita-di-oggetti-con-marchi-contraffatti-1662.html
Timestamp: 2020-07-12 11:04:14+00:00
Document Index: 150101651

Matched Legal Cases: ['art. 474', 'art. 49', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 521']

Tribunale assolve detentore di borse con marchi contraffatti | LEGGEweb
Vendita di oggetti con marchi contraffatti
Sentenza interessante quella del Tribunale di Roma (18.05.2011 n. 10117) che ha assolto un imputato dall’accusa di detenere per la vendita 20 borse con marchi contraffatti (art. 474 c.p.), avendo ritenuto sussistente la causa di non punibilità di cui all’art. 49, 2° comma, c.p. per l’inidoneità dell’azione a trarre in inganno i consumatori.
Il Giudice ha seguito quella parte di giurisprudenza secondo cui l’agevole riconoscibilità del falso risiede nella scarsità qualitativa del prodotto contraffatto, nel suo prezzo eccessivamente basso rispetto al prezzo comune di mercato o nelle altre circostanze relative alle modalità della vendita (es. vendita per strada): elementi rivelatori agli occhi di un acquirente di media esperienza del fatto che il prodotto non può provenire dalla ditta di cui reca il marchio (Cass. Sez. V, 23.2.2000 n. 2119).
Quindi, il Giudice non condivide l’altro indirizzo secondo cui si deve prescindere dalle modalità della vendita perché “l’attitudine della falsificazione ad ingenerare confusione deve essere valutata non con riferimento al momento dell’acquisto, ma in relazione alla visione degli oggetti nella loro successiva utilizzazione” (Cass. pen. Sez. II 8.11.2001 n. 39863); il bene dovrebbe essere di per sé idoneo a trarre in inganno.
Difatti, critica questa tesi perché basata “su circostanze del tutto ipotetiche ed anzi impossibili (quale la circolazione degli oggetti inibita dal sequestro) e su condotte (l’utilizzazione da parte degli acquirenti dei prodotti con marchio contraffatto) del tutto sottratte al governo dell’odierno giudicante e da collocare temporalmente oltre il tempus commissi delicti, pena la pronuncia di una sentenza nulla per violazione della necessaria correlazione fra fatto accertato in sentenza e fatto contestato” (art. 521 c.p.p.).