Source: https://www.lopossofare.it/2015/02/testo-aggiornato-della-legge-9-gennaio_26.html
Timestamp: 2019-03-19 09:51:34+00:00
Document Index: 69926485

Matched Legal Cases: ['art. 110', 'art. 10', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 1136', 'art. 1136', 'art. 905', 'art. 26', 'art. 48', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 433', 'art. 10']

Lopossofare.it : TESTO AGGIORNATO DELLA LEGGE 9 gennaio 1989, n. 13
TESTO AGGIORNATO DELLA LEGGE 9 gennaio 1989, n. 13
Il testo aggiornato qui pubblicato e' stato redatto ai sensidell'art. 110, comma 2, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10, commi 2 e 3, del medesimo testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni della legge, integrate con le modifiche apportate dalle nuove disposizioni di legge, che di quelle modificate o richiamate nella legge stessa, trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui riportati. Nel testo di detta legge, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 21 del 26 gennaio 1989, sono state, pertanto, inserite le modifiche (evidenziate con caratteri corsivi) ad essa apportate dalla legge 27 febbraio 1989, n. 62, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 48 del 27 febbraio 1989. Sul terminale le modifiche sono riportate tra i segni (( .... ))
1. I progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici, ovvero alla ristrutturazione di interi edifici, ivi compresi quelli di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata ed agevolata, presentati dopo sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge sono redatti in osservanza delle prescrizioni tecniche previste dal comma 2. 2. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, il Ministro dei lavori pubblici fissa con proprio decreto le prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilita', l'adattabilita' e la visitabilita' degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata ed agevolata. 3. La progettazione deve comunque prevedere: a) accorgimenti tecnici idonei alla installazione di meccanismi per l'accesso ai piani superiori, ivi compresi i servoscala; b) idonei accessi alle parti comuni degli edifici e alle singole unita' immobiliari; c) almeno un accesso in piano, rampe prive di gradini o idonei mezzi di sollevamento; d) l'installazione, nel caso di immobili con piu' di tre livelli fuori terra, di un ascensore per ogni scala principale raggiungibile mediante rampe prive di gradini. 4. E' fatto obbligo di allegare al progetto la dichiarazione del professionista abilitato di conformita' degli laborati alle disposizioni adottate ai sensi della presente legge.
1. Le deliberazioni che hanno per oggetto le innovazioni da attuare negli edifici privati dirette ad eliminare le barriere architettoniche di cui all'articolo 27, primo comma, della legge 30 marzo 1971, n. 118 (a), ed all'articolo 1, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384 (b), nonche' la realizzazione di percorsi attrezzati e l'installazione di dispositivi di segnalazione atti a favorire la mobilita' dei ciechi all'interno degli edifici privati, sono approvate dall'assemblea del condominio, in prima o in seconda convocazione, con le maggioranze previste dall'articolo 1136, secondo e terzo comma, del codice civile (c).
2. Nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, le deliberazioni di cui al comma 1, i portatori di (( handicap, )) ovvero chi ne esercita la tutela o la podesta' di cui al titolo IX del libro primo del codice civile (d), possono installare, a proprie spese, servoscala nonche' strutture mobili e facilmente rimovibili e possono anche modificare l'ampiezza delle porte d'accesso, al fine di rendere piu' agevole l'accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe dei (( garages. ))
(a) Il testo del primo comma dell'art. 27 della legge n. 118/1971 (Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5, e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili) e' il seguente: "Art. 27 (( Barriere architettoniche e trasporti pubblici )). Per facilitare la vita di relazione dei mutilati e invalidi civili gli edifici pubblici o aperti al pubblico e le istituzioni scolastiche, prescolastiche o di interesse sociale di nuova edificazione dovranno essere costruiti in
conformita' alla circolare del Ministero dei lavori pubblici del 15 giugno 1968 riguardante la eliminazione delle barriere architettoniche anche apportando le possibili e conformi varianti agli edifici appaltati o gia' costruiti all'entrata in vigore della presente legge; i servizi di trasporti pubblici e in particolare i tram e le metropolitane dovranno essere accessibili agli invalidi non deambulanti; in nessun luogo pubblico o aperto al pubblico puo' essere vietato l'accesso ai minorati, in tutti i luoghi dove si svolgono pubbliche manifestazioni o spettacoli, che saranno in futuro edificati, dovra' essere previsto e riservato uno spazio agli invalidi in carozzella; gli alloggi situati nei piani terreni dei caseggiati dell'edilizia economica e popolare dovranno
essere assegnati per precedenza agli invalidi che hanno difficolta' di deambulazione, qualora ne facciano richiesta".
(b) Il testo del primo comma dell'art. 1, del D.P.R. n. 384/1978 (Regolamento di attuazione dell'art. 27 della legge 30 marzo 1971, n. 118, a favore dei mutilati e invalidi civili, in materia di barriere architettoniche e trasporti pubblici) e' il seguente:
"Art. 1. - Le norme del presente regolamento sono volte ad eliminare gli impedimenti fisici comunemente definiti "barriere architettoniche" che sono di ostacolo alla vita di relazione dei minorati". (c) Il testo del secondo e terzo comma dell'art. 1136 del codice civile e' il seguente:
"Art. 1136 (( Costituzione dell'assemblea e validita' delle deliberazioni )) Omissis. Sono valide le deliberazioni approvate con numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la meta' del valore dell'edificio. Se l'assemblea non puo' deliberare per mancanza di numero l'assemblea di seconda convocazione delibera in un giorno successivo a quello della prima, e in ogni caso, non oltre dieci giorni dalla medesima; la deliberazione e' valida se riporta un numero di voti che rappresenti il terzo dei partecipanti al condominio e almeno un terzo del valore dell'edificio".
(d) Il titolo IX del libro primo del codice civile reca
norme "Della potesta' dei genitori".
(e) Il testo degli articoli 1120 e 1121 del codice civile
"Art. 1120 (( Innovazioni )). - I condomini, con la
maggioranza indicata dal quinto comma dell'art. 1136,
possono disporre tutte le innovazioni dirette al
miglioramento o all'uso piu' comodo o al maggior rendimento
Sono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio
alla stabilita' o alla sicurezza del fabbricato, che ne
alterino il decoro architettonico o che rendano talune
parti comuni dell'edificio inservibili all'uso o al
godimento anche di un solo condomino".
"Art. 1121 (( Innovazioni gravose o voluttuarie )). -
Qualora l'innovazione importi una spesa molto gravosa o
abbia carattere voluttuario rispetto alle particolari
condizioni e all'importanza dell'edificio, e consista in
opere, impianti o manufatti suscettibili di utilizzazione
separata, i condomini che non intendono trarne vantaggio
sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa.
Se l'utilizzazione separata non e' possibile, l'innovazione
non e' consentita, salvo che la maggioranza dei condomini
che l'ha deliberata o accettata intenda sopportare
integralmente la spesa.
Nel caso previsto dal primo comma i condomini e i loro
eredi o aventi causa possono tuttavia, in qualunque tempo,
partecipare ai vantaggi dell'innovazione, contribuendo
nelle spese di esecuzione e di mantenimento dell'opera".
1.(( Le opere di cui all'articolo 2 possono essere realizzate in deroga alle norme sulle distanze previste dai regolamenti edilizi, anche per i cortili e le chiostrine interni ai fabbricati o comuni o di uso comune a piu' fabbricati. ))
2. E' fatto salvo l'obbligo di rispetto dalle distanze di cui agli articoli 873 e 907 del codice civile (a) nell'ipotesi in cui tra le opere da realizzare e i fabbricati alieni non sia interposto alcuno spazio o alcuna area di proprieta' o di uso comune.
(a) Il testo degli articoli 873 e 907 del codice civile e'
"Art. 873 (( Distanze nelle costruzioni )) . - Le
costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o
aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre
metri. Nei regolamenti locali puo' essere stabilita una
distanza maggiore".
"Art. 907 (( Distanza delle costruzioni dalle vedute )). -
Quando si e' acquistato il diritto di aver vedute dirette
verso il fondo vicino, il proprietario di questo non puo'
fabbricare a distanza minore di tre metri, misurata a norma
dell'art. 905.
Se la veduta diretta forma anche veduta obliqua, la
distanza di tre metri deve pure osservarsi dai lati della
finestra da cui la veduta obliqua si esercita.
Se si vuole appoggiare la nuova costruzione al muro in cui
sono le dette vedute dirette e oblique, essa deve
arrestarsi almeno a tre metri sotto la loro soglia".
1. Per gli interventi di cui all'articolo 2, ove l'immobile sia soggetto al vincolo di cui all'articolo 1 della legge 29 giugno 1939, n. 1497 (a), le regioni, o le autorita' da esse subdelegate, competenti al rilascio dell'autorizzazione di cui all'articolo 7 della citata legge (a), provvedono entro il termine perentorio di novanta giorni dalla presentazione della domanda, anche impartendo, ove necessario, apposite prescrizioni.
3. In caso di diniego, gli interessati possono, entro i trenta giorni successivi, richiedere l'autorizzazione al Ministero per i beni culturali e ambientali, che deve pronunciarsi entro centoventi giorni dalla data di ricevimento della richiesta.
4. L'autorizzazione puo' essere negata solo ove non sia possibile realizzare le opere senza serio pregiudizio del bene tutelato.
5. Il diniego deve essere motivato con la specificazione della natura e della serieta' del pregiudizio, della sua rilevanza in rapporto al complesso in cui l'opera si colloca e con riferimento a tutte le alternative eventualmente prospettate dall'interessato.
(a) Il testo degli articoli 1 e 7 della legge n. 1497/1939
(Protezione delle bellezze naturali) e' il seguente:
"Art. 1. - Sono soggette alla presente legge a causa del
loro notevole interesse pubblico:
1) le cose immobili che hanno cospicui carattere di
bellezza naturale o di singolarita' geologica;
2) le ville, i giardini e i parchi che, non contemplati
dalle leggi per la tutela delle cose d'interesse artistico
o storico, si distinguono per la loro non comune bellezza;
3) i complessi di cose immobili che compongono un
4) le bellezze panoramiche considerate come quadri naturali
e cosi' pure quei punti di vista o di belvedere,
accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di
quelle bellezze".
"Art. 7. - I proprietari, possessori o detentori, a
qualsiasi titolo dell'immobile, il quale sia stato oggetto
di notificata dichiarazione o sia stato compreso nei
pubblicati elenchi delle localita', non possono
distruggerlo ne' introdurvi modificazioni che rechino
pregiudizio a quel suo esteriore aspetto che e' protetto
Essi, pertanto, debbono presentare i progetti dei lavori
che vogliono intraprendere alla competente sovrintendenza e
astenersi dal mettervi mano sino a tanto che non ne abbiano
ottenuta l'autorizzazione.
E' fatto obbligo al sovraintendente, di pronunciarsi sui
detti progetti nel termine massimo di tre mesi dalla loro
1. Nel caso in cui per l'immobile sia stata effettuata la notifica ai sensi dell'articolo 2 della legge 1 giugno 1939, n. 1089 (a), sulla domanda di autorizzazione prevista dall'articolo 13 della predetta legge (a) la competente soprintendenza e' tenuta a provvedere entro centoventi giorni dalla presentazione della domanda, anche impartendo, ove necessario, apposite prescrizioni. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 4, commi 2, 4 e 5.
(a) Il testo degli articoli 2 e 13 della legge n. 1089/1939
(Tutela delle cose di interesse artistico e storico) e' il
"Art. 2. - Sono altresi' sottoposte alla presente legge le
cose immobili che, a causa del loro riferimento con la
storia politica, militare, della letteratura, dell'arte e
della cultura in genere, siano state riconosciute di
interesse particolarmente importante e come tali abbiano
formato oggetto di notificazione, in forma amministrativa,
del Ministro della pubblica istruzione.
La notifica su richiesta del Ministero, e' trascritta nei
registri delle conservatorie delle ipoteche ed ha efficacia
nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o
detentore della cosa a qualsiasi titolo".
"Art. 13. - Chi dispone e chi esegue il distacco di
affreschi, stemmi, graffiti, iscrizioni, tabernacoli ed
altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica
vista, deve ottenere l'autorizzazione del Ministero per la
pubblica istruzione, anche se non sia intervenuta la
notifica del loro interesse".
1. L'esecuzione delle opere edilizie di cui all'articolo 2, da realizzare nel rispetto delle norme antisismiche e di prevenzione degli incendi e degli infortuni, non e' soggetta all'autorizzazione di cui all'articolo 18 della legge 2 febbraio 1974, n. 64 (a).
2. Resta fermo l'obbligo del preavviso e dell'invio del progetto alle competenti autorita', a norma dell'articolo 17 della stessa legge 2 febbraio 1974, n. 64 (a).
(a) Il testo degli articoli 17 e 18 della legge n. 64/1974
(provvedimenti per le costruzioni con particolari
prescrizioni per le zone sismiche) e' il seguente:
"Art. 17 (( Denuncia dei lavori, presentazione ed esame dei
progetti )). - Nelle zone sismiche di cui all'articolo 3
della presente legge chiunque intenda procedere a
costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni, e' tenuto a
darne preavviso scritto notificato a mezzo del messo
comunale o mediante lettera raccomandata con ricevuta di
ritorno, contemporaneamente, al sindaco ed all'ufficio
tecnico della regione o all'ufficio del genio civile
secondo le competenze vigenti, indicando il proprio
domicilio, il nome e la residenza del progettista, del
direttore dei lavori e dell'appaltatore.
Alla domanda deve essere unito il progetto, in doppio
esemplare e debitamente firmato da un ingegnere,
architetto, geometra o perito edile iscritto nell'albo, nei
limiti delle rispettive competenze, nonche' dal direttore
Il progetto deve essere esauriente per planimetria, piante,
prospetti e sezioni ed accompagnato da una relazione
portanti, sia in fondazione che in elevazione, e dai
disegni dei particolari esecutivi delle strutture.
Al progetto deve inoltre essere allegata una relazione
sulla fondazione, nella quale dovranno illustrarsi i
criteri adottati nella scelta del tipo di fondazione, le
ipotesi assunte, i calcoli svolti nei riguardi del
complesso terreno-opera di fondazione.
La relazione sulla fondazione deve essere corredata da
grafici o da documentazione, in quanto necessari.
L'Azienda autonoma delle ferrovie dello Stato non e' tenuta
all'osservanza delle disposizioni di cui ai precedenti
commi, sempreche' non trattisi di manufatto per la cui
realizzazione e' richiesto il preventivo rilascio della
"Art. 18 (( Autorizzazione per l'inizio dei lavori )). -
Fermo restando l'obbligo della licenza di costruzione
prevista dalla vigente legge urbanistica, nelle localita'
sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicita'
all'uopo indicate nei decreti di cui al secondo comma del
precedente articolo 3, non si possono iniziare lavori senza
preventiva autorizzazione scritta dell'ufficio tecnico
della regione o dell'ufficio del genio civile secondo le
competenze vigenti.
Per i manufatti da realizzarsi da parte dell'Azienda
autonoma delle ferrovie dello Stato non e' richiesta
l'autorizzazione di cui al precedente comma.
L'autorizzazione viene comunicata, subito dopo il rilascio,
al comune per i provvedimenti di sua competenza.
Avverso il provvedimento relativo alla domanda di
autorizzazione e' ammesso il ricorso al presidente della
giunta regionale o al provveditore regionale alle opere
pubbliche, che decidono con provvedimento definitivo.
I lavori devono essere diretti da un ingegnere, architetto,
geometra o perito edile iscritto nell'albo, nei limiti
delle rispettive competenze".
1. L'esecuzione delle opere edilizie di cui all'articolo 2 non e' soggetta a concessione edilizia o ad autorizzazione. Per la realizzazione delle opere interne, come definite dall'articolo 26 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (a), contestualmente all'inizio dei lavori, in luogo di quella prevista dal predetto articolo 26, l'interessato presenta al sindaco apposita relazione a firma di un professionista abilitato.
2. Qualora le opere di cui al comma 1 consistano in rampe o ascensori esterni ovvero in manufatti che alterino la sagoma dell'edificio, si applicano le disposizioni relative all'autorizzazione di cui all'articolo 48 della legge 5 agosto 1978, n. 457 (b), e successive modificazioni ed integrazioni.
(a) Il testo dell'art. 26 della legge n. 47/1985 (Norme in
materia di controllo dell'attivita' urbanistico-edilizia,
sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie) e' il
"Art. 26 (( Opere interne )). - Non sono soggette a
concessione ne' ad autorizzazione le opere interne alle
costruzioni che non siano in contrasto con gli strumenti
urbanistici adottati o approvati e con i regolamenti
edilizi vigenti, non comportino modifiche della sagoma ne'
aumento delle superfici utili e del numero delle unita'
immobiliari, non modifichino la destinazione d'uso delle
costruzioni e delle singole unita' immobiliari, non rechino
pregiudizio alla statica dell'immobile e, per quanto
riguarda gli immobili compresi nelle zone indicate alla
lettera A dell'articolo 2 del decreto ministeriale 2 aprile
1968, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16
aprile 1968, rispettino le originarie caratteristiche
Nei casi di cui al comma precedente, contestualmente
all'inizio dei lavori, il proprietario dell'unita'
immobiliare deve presentare al sindaco una relazione, a
firma di un professionista abilitato alla progettazione,
che asseveri le opere da compiersi e il rispetto delle
norme di sicurezza e delle norme igienico-sanitarie
Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano
nel caso di immobili vincolati ai sensi delle leggi 1
giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno 1939, n. 1497, e
(b) Il testo dell'art. 48 della legge n. 457/1978 (Norme
per l'edilizia residenziale) e' il seguente:
"Art. 48 (( Disciplina degli interventi di manutenzione
straordinaria)). - Per gli interventi di manutenzione
straordinaria la concessione prevista dalla legge 28
gennaio 1977, n. 10, e' sostituita da una autorizzazione
del sindaco ad eseguire i lavori.
Per gli interventi di manutenzione straordinaria che non
comportano il rilascio dell'immobile da parte del
conduttore, l'istanza per l'autorizzazione di cui al comma
precedente si intende accolta qualora il sindaco non si
pronunci nel termine di novanta giorni. In tal caso il
richiedente puo' dar corso ai lavori dando comunicazione al
sindaco del loro inizio.
Per le istanze presentate prima dell'entrata in vigore
della presente legge, il termine di cui al precedente comma
decorre da tale data.
La disposizione di cui al precedente secondo comma non si
applica per gli interventi su edifici soggetti ai vincoli
previsti dalle leggi 1 giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno
1939, n. 1497".
1. Alle domande ovvero alle comunicazioni al sindaco relative alla realizzazione di interventi di cui alla presente legge, e' allegato certificato medico in carta libera attestante (( l'handicap )) e dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta', ai sensi dell'articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15 (a), dalla quale risultino l'ubicazione della propria abitazione, nonche' le difficolta' di accesso.
(a) Il testo dell'art. 4 della legge n. 15/1968 (Norme
"Art. 4 (( Dichiarazione sostituita dell'atto di notorieta'
)). - L'atto di notorieta' concernente fatti, stati o
qualita' personali che siano a diretta conoscenza
a ricevere la documentazione, o dinanzi ad un notaio,
all'autenticazione della sottoscrizione con la osservanza
1.(( Per la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento e all'eliminazione di barriere architettoniche in edifici gia' esistenti, anche se adibiti a centri o istituti residenziali per l'assistenza ai soggetti di cui al comma 3, sono concessi contributi a fondo perduto con le modalita' di cui al comma 2. Tali contributi sono cumulabili con quelli concessi a qualsiasi titolo al condominio, al centro o istituto o al portatore di handicap. ))
2. Il contributo e' concesso in misura pari alla spesa effettivamente sostenuta per costi fino a lire cinque milioni; e' aumentato del venticinque per cento della spesa effettivamente sostenuta per costi da lire cinque milioni a lire venticinque milioni, e altresi' di un ulteriore cinque per cento per costi da lire venticinque milioni a lire cento milioni.
3. Hanno diritto ai contributi, con le procedure determinate dagli articoli 10 e 11, i portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti, ivi compresa la cecita', ovvero quelle relative alla deambulazione e alla mobilita', coloro i quali abbiano a carico i citati soggetti ai sensi dell'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (a), nonche' i condomini ove risiedano le suddette categorie di beneficiari.
4. Nella lettera e) del comma 1 dell'articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (b), le parole "mezzi necessari per la deambulazione e la locomozione", sono sostituite dalle parole "mezzi necessari per la deambulazione, la locomozione e il sollevamento". La presente disposizione ha effetto dal 1 gennaio 1988.
(a) Il testo dell'art. 12 del D.P.R. n. 917/1987
(Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi) e'
il seguente: "Art. 12 (( Detrazioni per carichi di
famiglia )). - 1. Dall'imposta lorda si detraggono per
carichi di famiglia: a) lire 360 mila per il coniuge non
legalmente ed effettivamente separato;
b) le seguenti somme per i figli, compresi i figli naturali
riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati,
minori di eta' o permanentemente inabili al lavoro, e per
quelli d'eta' non superiore a ventisei anni dediti agli
studi o a tirocinio gratuito:
lire 48 mila per un figlio;
lire 96 mila per due figli;
lire 144 mila per tre figli;
lire 192 mila per quattro figli;
lire 240 mila per cinque figli;
lire 288 mila per sei figli;
lire 336 mila per sette figli;
lire 384 mila per otto figli;
lire 48 mila per ogni altro figlio;
c) lire 96 mila per ciascuna delle persone indicate
nell'art. 433 del codice civile, tranne quelle indicate
alla lettera b), che conviva con il contribuente o
percepisca assegni alimentari non risultanti da
provvedimenti dell'autorita' giudiziaria. 2. La detrazione
per i figli prevista alla lettera b) del comma 1 spetta in
misura doppia: a) se il contribuente e' coniugato con
l'altro genitore e ha diritto alla detrazione prevista alla
lettera a) del comma 1; b) se l'altro genitore manca e il
contribuente e' coniugato e non e' legalmente ed
effettivamente separato; c) per i figli rimasti
esclusivamente a carico del contribuente nei casi di
annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti
civili del matrimonio con l'altro genitore e di separazione
legale ed effettiva da questi; d) per i figli naturali non
riconosciuti dall'altro genitore; e) per i figli naturali
riconosciuti anche dall'altro genitore ma esclusivamente a
carico del contribuente; f) per i figli adottivi e per gli
affidati o affiliati del solo contribuente.
3. Se l'altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli
naturali e il contribuente non e' coniugato o e' legalmente
ed effettivamente separato, come pure se vi sono figli
adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e
questi non e' coniugato o e' legalmente ed effettivamente
separato, la detrazione prevista alla lettera a) del comma
primo si applica per il primo figlio e la somma detraibile
in relazione al numero dei figli, comprendendo tra questi
anche il primo, e' raddoppiata e successivamente ridotta di
lire 96 mila.
4. Le detrazioni per carichi di famiglia spettano a
condizioni che le persone alle quali si riferiscono non
abbiano redditi propri per ammontare complessivamente
superiore a 3 milioni di lire, al lordo degli oneri
deducibili, e lo attestino nella dichiarazione dei redditi
o in apposito allegato; per i figli minori, compresi quelli
adottivi e gli affidati o affiliati, l'attestazione deve
essere fatta dal contribuente. Nelle ipotesi di cui alle
lettere c) ed e) del comma 2 la detrazione per i figli
spetta in misura doppia a condizione che il contribuente
attesti che i figli sono esclusivamente a suo carico.
5. Le detrazioni per carichi di famiglia sono rapportate a
mese e competono dal mese in cui si sono verificate a
quello in cui sono cessate le condizioni richieste.
6. Ai fini del limite di reddito di cui al comma 4 si tiene
conto anche dei redditi esenti dall'imposta e di quelli
soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad
imposta sostitutiva, se di ammontare complessivamente
superiore a 2 milioni di lire. Non si tiene conto:
a) degli interessi ed altri proventi dei titoli emessi
dallo Stato; b) delle pensioni sociali; c) delle pensioni
di guerra e relative indennita' accessorie; d) delle
pensioni, indennita' e assegni erogati dal Ministero
dell'interno ai ciechi civili, ai sordomuti e agli invalidi
civili; e) dagli assegni accessori annessi alle pensioni
privilegiate di prima categoria; f) dell'assegno annesso
alla medaglia d'oro al valore militare".
(b) Il testo vigente dell'art. 10, comma 1, lettera e) del
D.P.R. n. 917/1987 e' il seguente: "Art. 10 (( Oneri
deducibili )). - Dal reddito complessivo si deducono, se
non sono deducibili nella determinazione dei singoli
redditi che concorrono a formarlo e purche' risultino da
idonea documentazione allegata alla dichiarazione dei
redditi, i seguenti oneri sostenuti dal contribuente:
e) le spese chirurgiche per prestazioni specialistiche e
per protesi dentarie e sanitarie in genere compresi i ((
mezzi necessari per la deambulazione, la locomozione e il
sollevamento )) di portatori di menomazioni funzionali
permanenti, nonche' la parte dell'ammontare complessivo
delle spese mediche e delle spese di assistenza specifica
necessarie nei casi di grave e permanente invalidita' o
menomazione che eccede il 5 per cento del reddito
complessivo dichiarato. La deduzione e' ammessa a
condizione che il contribuente, nella dichiarazione dei
redditi, indichi il domicilio o la residenza del
percipiente e dichiari che le spese sono rimaste
effettivamente a proprio carico. Si considerano rimaste a
carico del contribuente anche le spese rimborsate per
effetto di contributi o di premi di assicurazione da lui
versati e non deducibili dal suo reddito complessivo ne'
dai redditi che concorrono a formarlo, ovvero per effetto
di contributi o premi che pur essendo versati da altri
concorrono a formare il suo reddito;".
1. E' istituito presso il Ministro dei lavori pubblici il Fondo speciale per l'eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati.
2. Il Fondo e' annualmente ripartito tra le regioni richiedenti con decreto del Ministro dei lavori pubblici di concerto con i Ministri per gli affari sociali, per i problemi delle aree urbane e del tesoro, in proporzione del fabbisogno indicato dalle regioni ai sensi dell'articolo 11, comma 5. Le regioni ripartiscono le somme assegnate tra i comuni richiedenti.
3. I sindaci, entro trenta giorni dalla comunicazione delle disponibilita' attribuite ai comuni, assegnano i contributi agli interessati che ne abbiano fatto tempestiva richiesta.
4. Nell'ipotesi in cui le somme attribuite al comune non siano sufficienti a coprire l'intero fabbisogno, il sindaco le ripartisce con precedenza per le domande presentate da portatori di (( handicap )) riconosciuti invalidi totali con difficolta' di deambulazione dalle competenti unita' sanitarie locali e, in subordine, tenuto conto dell'ordine cronologico di presentazione delle domande. Le domande non soddisfatte nell'anno per insufficienza di fondi restano valide per gli anni successivi.
1. Gli interessati debbono presentare domanda al sindaco del comune in cui e' sito l'immobile con indicazione delle opere da realizzare e della spesa prevista entro il 1 marzo di ciascun anno.
2. (( Per l'anno 1989 la domanda deve essere presentata entro il 31 luglio. ))
3. Alla domanda debbono essere allegati il certificato o la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta' di cui all'articolo 8.
4. Il sindaco, nel termine di trenta giorni successivi alla scadenza del termine per la presentazione delle domande, stabilisce il fabbisogno complessivo del comune sulla base delle domande ritenute
ammissibili e le trasmette alla regione.
1. Il fondo di cui all'articolo 10 e' alimentato con lire 20 miliardi per ciascuno degli anni 1989, 1990 e 1991. Al predetto onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1989-1991, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1989 all'uopo utilizzando l'accantonamento "Concorso dello Stato nelle spese dei privati per interventi volti al superamento delle barriere architettoniche negli edifici" per lire 20 miliardi per ciascuno degli anni 1989, 1990 e 1991.