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Timestamp: 2020-07-11 08:32:40+00:00
Document Index: 163087610

Matched Legal Cases: ['art. 809', 'art. 1050', 'art. 769', 'art. 1236', 'art. 809', 'art. 809', 'art. 1237', 'art. 809']

La donazione «liberatoria»
SKU: 7419146190
Clarizia Oriana
9788849540833
Sporadici e meramente descrittivi – benché il tema non fosse sconosciuto alla tradizione – i riferimenti dedicati dalla dottrina e dalla giurisprudenza recenti ai punti di intersezione tra la liberazione da un debito, effettuata animo donandi, e il fenomeno delle liberalità ampiamente inteso. Il tema induce ad interrogarsi sull’ammissibilità della donazione c.d. liberatoria. Non sempre la remissione – diversamente da quanto sostenuto dalla dottrina tradizionale – identifica una liberalità non donativa ex art. 809 c.c.: tale risultato è prospettabile qualora il negozio remissorio sia frammento di operazioni complesse, realizzate dal collegamento di piú negozi orientati ad un effetto indiretto di liberalità. Di là da tale ipotesi, la considerazione della remissione come fattispecie e come vicenda, la valorizzazione delle differenze, sul piano strutturale e funzionale, tra remissione e rinuncia al credito nonché una maggiore sensibilità per l’elasticità dello schema donativo consentono di configurare, in presenza dei relativi presupposti, la liberazione del debitore animo donandi quale effetto di un contratto di donazione. Il percorso ricostruttivo accede, sulla base delle rinnovate acquisizioni in tema di causa in concreto e alla luce di una moderna rilettura dello spirito di liberalità e dell’arricchimento, ad una nuova considerazione dello schema contrattuale donativo, piegato a funzioni non soltanto traslative oppure obbligatorie, bensí anche liberatorie ed estintive dell’obbligazione. Non mancano conseguenze sul piano applicativo, in particolare in tema di individuazione dell’oggetto della collazione, tutela dei legittimari e regime formale. Un ampio ventaglio di questioni: un incontro tra liberazione e remissione che, nel tempo presente, trova l’occasione scientifica per porsi all’attenzione della dottrina civilistica e costituire oggetto di studio secondo una prospettiva sistematica.
Oriana Clarizia è professore associato di Diritto privato presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ha pubblicato le monografie Indennizzo diretto e prestazione assicurativa, Napoli 2009 e Sopravvenienze non patrimoniali e inesigibilità nelle obbligazioni, Napoli 2012. È autrice, altresí, di saggi, commenti alla giurisprudenza e scritti minori.
1. Il problema della donazione c.d. liberatoria. Note introduttive e percorso di indagine.
LA DONAZIONE C.D. LIBERATORIA NELLE LETTURE DELLA DOTTRINA
2. La donazione liberatoria nel codice civile del 1865 e nei lavori preparatori al vigente codice. Ricognizione delle diverse letture della dottrina tese a rilevare l’incompatibilità tra la donazione liberatoria e la fattispecie estintiva remissoria.
3. Segue. Inammissibilità della donazione liberatoria sulla base dell’astratta comparazione della vicenda estintiva remissoria con il tipo legale delineato dall’art. 1050 del codice civile del 1865 e con quello sancito dall’art. 769 c.c. del codice civile del 1942. Critiche e rinvio.
4. Segue. Inammissibilità della donazione liberatoria in ragione dell’(erronea) identità funzionale e strutturale tra rinuncia e remissione, entrambe rigidamente costruite come negozi unilaterali con funzione abdicativa.
5. Ulteriori proposte dottrinali finalizzate ad assimilare oppure a distinguere la funzione abdicativa da quella liberale e relative conseguenze sul piano strutturale. Critiche.
6. Necessità di individuare la distinzione tra rinuncia e remissione sulla base del criterio discretivo funzionale. La rinunzia c.d. traslativa quale attività non rinunciativa. Riconduzione della rinuncia abdicativa nel novero delle liberalità indirette. Esempi giurisprudenziali: la rinuncia ai diritti reali minori e alla quota di comproprietà.
7. Segue. Impossibilità di individuare nella liberazione del debitore, effettuata animo donandi, il risultato di una donazione liberatoria in ragione della mera diversità strutturale tra la donazione e la remissione quale negozio unilaterale. Critiche. Valore non decisivo dell’argomento strutturale. Natura non imperativa dell’art. 1236 c.c.
CARATTERI FISIONOMICI DELLE LIBERALITÀ DONATIVE E DI QUELLE ATIPICHE. COMPATIBILITÀ CON LA FUNZIONE REMISSORIA
8. Analisi dei criteri che contraddistinguono il fenomeno delle liberalità. Identificazione delle liberalità non donative, ex art. 809 c.c., con il negozio indiretto.
9. Critiche: inadeguatezza della figura del negozio indiretto nel fondare un’autonoma categoria concettuale e nel fornire una sistemazione giuridica alle liberalità c.d. indirette. Compatibilità dell’effetto di liberalità con il profilo funzionale della vicenda estintiva remissoria.
10. I requisiti dell’arricchimento e dello spirito di liberalità. Significato e limiti del concetto di arricchimento del donatario e della nozione di depauperamento del donante.
11. Lo spirito di liberalità negli orientamenti dottrinali che si sono succeduti nel tempo: dalla equiparazione al motivo individuale fino al superamento di colorazioni soggettive e all’identificazione con la causa in concreto.
12. Ricostruzione della distinzione tra liberalità donative e atipiche in ragione del distinto profilo funzionale.
LA LIBERAZIONE DEL DEBITORE PER EFFETTO DI REMISSIONE NELLE LIBERALITÀ
LIBERAZIONE DEL DEBITORE E LIBERALITÀ DONATIVE. LA DONAZIONE LIBERATORIA
13. Rilettura della liberazione derivante dalla fattispecie estintiva remissoria alla luce delle recenti acquisizioni in tema di causa concreta. Necessarie precisazioni: esigenza di non sovrapporre tale studio con le concezioni tradizionali che costruiscono la remissione come un negozio a causa variabile oppure a causa generica.
14. Riconosciuta ammissibilità della donazione c.d. liberatoria: l’intento di beneficiare il debitore, animo donandi, quale interesse giuridicamente rilevante che, direttamente, orienta il profilo causale della vicenda estintiva. La remissione non come negozio tipico bensí quale vicenda estintiva e liberatoria.
15. Eventuali obiezioni a tale costruzione: a) impossibilità di ammettere la transizione dall’uno all’altro tipo negoziale – remissione oppure donazione – sulla base di motivazioni contingenti del creditore-disponente. Replica: superamento del dogma dell’irrilevanza dei motivi quale portato dell’ormai abbandonata concezione di causa come funzione economico-sociale.
16. b) Rigida costruzione della donazione quale tipo contrattuale fondato unicamente sull’assunzione di un’obbligazione o sul trasferimento di un diritto. Replica: necessità di abbandonare l’impostazione formalisticamente ‘tipologica’ secondo la quale, alle norme definitorie del tipo legale, non si applicherebbe un’interpretazione diversa da quella letterale.
LIBERAZIONE DEL DEBITORE E LIBERALITÀ NON DONATIVE
17. La liberazione del debitore come risultato – non soltanto di donazione liberatoria ovvero di negozio gratuito bensí anche – di negozi che integrano liberalità non donative ex art. 809 c.c. Non riconducibilità alla donazione indiretta delle ipotesi, ex art. 1237 c.c., della restituzione volontaria del titolo originario del credito oppure della consegna volontaria della copia spedita in forma esecutiva.
18. La liberazione dal debito nell’àmbito del collegamento tra negozi che integrano donazioni atipiche: difficoltà di qualificazione tra collegamento negoziale, congegno simulatorio e donazione liberatoria. Esempi giurisprudenziali di fattispecie nelle quali la remissione del debito, collegata ad altri negozi, non può reputarsi costitutiva di un collegamento negoziale che integra una donazione indiretta.
19. Esemplificazioni di fattispecie nelle quali la remissione del debito può considerarsi funzionalmente collegata a molteplici negozi, tutti diretti a produrre l’effetto di liberalità ex art. 809 c.c.
20. Implicazioni sul piano applicativo. Individuazione dell’oggetto della collazione di liberalità indirette (risultanti dal collegamento tra piú negozi, tra i quali la remissione) e di donazione liberatoria con estinzione dell’obbligazione e liberazione del debitore.
21. Operatività dell’azione di riduzione nelle liberalità indirette: assenza di funzione restitutoria di beni alienati (da conseguire mediante successiva azione di restituzione, qui non configurabile) e attribuzione di una pretesa creditoria in favore del legittimario. Riferibilità di tale risultato alla donazione liberatoria, oltre che alle liberalità atipiche con remissione.
22. Le ragioni a sostegno del ricorso allo strumento contrattuale per la liberazione animo donandi da un debito. Le funzioni di tutela del rigore formale del contratto di donazione.
23. Rilievi conclusivi.