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Timestamp: 2020-08-12 13:02:52+00:00
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Il Casinò di Campione d’Italia non ha proprio pace
Si pensava che la situazione del Casinò di Campione d’Italia, compreso il suo sito di casino online, con l’avvento del Commissario straordinario potesse andare verso la possibilità di una riapertura ed il ritorno alla normalità: ma siccome “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi” ecco una decisione improvvisa della Banca Popolare di Sondrio che “ribalta” tutto il palcoscenico e pone tutti di spettatori di fronte ad un “nuovo quadro” con una scenografia completamente diversa. Infatti, la BPS ha impugnato la sentenza che annulla la dichiarazione di fallimento del Casinò di Campione d’Italia, mettendo in essere un clamoroso intervento che renderà ancora più lastricato di ostacoli il futuro della Casa da Gioco. Per chi non ne fosse a conoscenza si ricorda che il Tribunale di Como aveva dichiarato il fallimento, per insolvenza, della società di gestione, che poi la Corte di Appello di Milano andava ad annullare per un vizio di forma. Il termine per gli eventuali ricorsi a questi provvedimenti scadevano lo scorso 10 aprile e se nulla fosse accaduto la sentenza sarebbe passata in giudicato, come anticipato in altro articolo, e quindi la società sarebbe tornata “in vita” con il conseguente passaggio di consegne dai curatori alla “vecchia” società di gestione ed al suo Amministratore Unico.
Ma così, purtroppo, non è stato: il ricorso in Cassazione da parte della Banca cambia, in effetti, la prospettiva e si ipotizza per complicare “meglio le cose” una sospensione del processo in attesa della pronuncia della Cassazione e questo “fulmine a ciel sereno” arriva proprio mentre i sindacati incontrano il Commissario straordinario per valutare le varie soluzioni o strategie da adottare in un prossimo futuro. Il motivo principale del ricorso, per non tediare chi ancora ci legge con termini, numeri e riferimenti legali, è la violazione delle norme da parte della Corte di Appello di Milano con svariati riferimenti ad altrettanto svariati articoli di legge. La Banca Popolare di Sondrio, quindi, in virtù di quanto sommariamente esposto chiede alla Corte di Cassazione di respingere la sentenza impugnata, rinviando ad altro Giudice di pari grado a quello che ha pronunciato la sentenza di cui si fa ricorso, oppure, decidendo nel merito ed accogliendo le conclusioni rassegnate avanti la Corte di Appello di Milano, ossia: “revocare la sentenza di fallimento emessa dal Tribunale di Como nei confronti di Casinò di Campione Spa ed, in via subordinata, dichiarare lo stato di insolvenza della predetta società disponendo che il Tribunale di Como provveda ai sensi dell’art.35 comma 2 del testo legislativo. Con vittoria di spese ed onorari”.
Dopo aver sciorinato queste perle legali, bisogna aggiungere il punto di vista di chi scrive che, peraltro, si è già espresso in altre occasioni, ma che non disdegna di ripetersi perché ciò che accade alla nostra Casa da Gioco tricolore di Campione d’Italia è un “accadimento epocale”, che non ha precedenti e che si spera non avrà altri simili percorsi da parte di un’altra struttura simile. Se si vuole proprio essere pignoli, bisogna sottolineare che è alquanto grave che una struttura che opera nella legalità come un Casinò terrestre italiano, gestita in parte dallo Stato, debba trovarsi in una situazione simile, sopratutto quando vengono coinvolti in questo dramma tanti dipendenti, e quindi tante famiglie, e tutta la comunità campionese che vive “di luce riflessa della Casa da Gioco” e ne trae benefici: ma in questo caso certamente no. Con il dissesto del Casinò si è trascinata anche tutta la cittadina in una sorta di gorgo che sta travolgendo come detto un poco tutti: i dipendenti della struttura ludica, i dipendenti del Comune, la cittadinanza che usufruisce dei servizi che girano attorno al Comune ed al Casinò. Tante persone assolutamente non colpevoli di alcunché, ma che vengono coinvolte loro malgrado in questo percorso legale alquanto aspro e costellato di ostacoli oggi apparentemente insormontabili, da superare.
Intanto, i tempi si allungano tra ricorsi e contro-ricorsi, gli avvocati ovviamente “ci marciano” alla grande, l’Esecutivo Giallo-Verde ha “i suoi tempi” ed anche per quanto riguarda la nomina del Commissario Straordinario ci ha messo circa dieci mesi, purtroppo tempo veramente “lungo ed assolutamente inconcepibile” quando la questione tocca una struttura ludica, lecita che rappresenta il gioco nella sua parte legale. Non ci si aspettava onestamente un tempo così lungo di intervento “nazionale”: certamente si voleva più considerazione e rapidità di decisione visto il grande numero di persone coinvolte. Ma anche in questo caso, come in tanti altri che riguardano il mondo del gioco, il Governo centrale si è reso latitante ed ha deciso quando è stato “praticamente quasi costretto a farlo” per l’intervento in massa dei Sindacati, delle associazioni di categoria, dei rappresentanti di settore, dell’opinione pubblica del “Resto d’Italia” che si è interessata alla “fine” delle famiglie coinvolte su quel territorio.
Non è stato, senza dubbio, uno spettacolo al quale si avrebbe voluto assistere: ma, ancora una volta, si è visto il gioco messo da parte, seppur toccato in una sua componente lecita. Ma, d’altra parte, quando mai questo Esecutivo Giallo-Verde è mai intervenuto a favore di una impresa di gioco? Per quel che risulta a chi scrive, sicuramente mai: gli interventi dell’Esecutivo nei confronti del gioco per il momento sono stati solo quelli relativi al Decreto Dignità, quindi a divieti, ed all’aumento delle tassazioni, sempre più vicine e sempre più “care”, assolutamente diverse da quelle che vengono “usate” in altri Stati dove il gioco viene considerato un qualsiasi comparto commerciale, o di servizi, e non certo demonizzato o colpito in modo esagerato da chi gestisce il “potere politico” sul nostro territorio. Ora, si aspetta per il Casinò di Campione d’Italia che si sviluppi anche questo nuovo ed imprevisto ricorso della Banca Popolare di Sondrio: si vedrà come si dilateranno ulteriormente le tempistiche e cosa avverrà in prosieguo. E la Casa da Gioco aspetta, continua ad aspettare gli sviluppi che la riguardano, insieme alle famiglie che vi ruotano attorno.
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Aprile 24, 2019: •