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Matched Legal Cases: ['in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine']

Legge 30 ottobre 2013, n. 125 | Edscuola
mercoledì 30 Ottobre 2013 Edscuola	1 commento
(GU Serie Generale n.255 del 30-10-2013)
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni. (13G00169)
1. Il decreto-legge 31 agosto 2013, n.  101,  recante  disposizioni
pubbliche  amministrazioni,   e'   convertito   in   legge   con   le
Data a Roma, addi' 30 ottobre 2013
D'Alia,   Ministro   per   la    pubblica
Testo  del  decreto-legge  31  agosto  2013,  n.  101,  (in  Gazzetta
Ufficiale - serie generale - n. 204 del 31 agosto  2013),  coordinato
con la legge di conversione 30  ottobre  2013,  n.  125,  (in  questa
stessa  Gazzetta  Ufficiale  alla  pag.  1),  recante:  «Disposizioni
pubbliche amministrazioni.». (13A08778)
(GU n.255 del 30-10-2013)
Vigente al: 30-10-2013
DISPOSIZIONI URGENTI PER IL PERSEGUIMENTO DI OBIETTIVI DI
RAZIONALIZZAZIONE DELLA SPESA NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI E NELLE
Disposizioni per  l'ulteriore  riduzione  della  spesa  per  auto  di
servizio e consulenze nella pubblica amministrazione
1. All'articolo 1, comma 143, della legge  24  dicembre  2012,  n.
228, le parole: «fino al 31  dicembre  2014»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «fino al 31 dicembre 2015». Per il periodo di  vigenza  del
divieto previsto dal citato articolo 1, comma 143, della legge n. 228
del 2012, il limite di spesa previsto dall'articolo 5, comma  2,  del
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, si calcola al  netto  delle  spese
sostenute per l'acquisto di autovetture.
2. Ferme restando le vigenti  disposizioni  di  contenimento  della
spesa per autovetture, e, in particolare, l'articolo 5, comma 2,  del
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, a  decorrere  dall'anno  2014,  le
amministrazioni pubbliche che non adempiono, ai fini  del  censimento
permanente   delle   autovetture   di   servizio,   all'obbligo    di
comunicazione previsto dall'articolo 5 del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri  3  agosto  2011,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 214  del  14  settembre  2011,  adottato  in  attuazione
dell'articolo 2, comma 4, del decreto-legge 6  luglio  2011,  n.  98,
non possono effettuare, fermo restando quanto previsto dal  comma  1,
spese di ammontare superiore al 50 per  cento  del  limite  di  spesa
previsto per l'anno 2013 per l'acquisto, la manutenzione, il noleggio
e l'esercizio di autovetture, nonche' per l'acquisto di  buoni  taxi.
Si applicano altresi'  le  sanzioni  previste  dall'articolo  46  del
3. Gli atti adottati in violazione delle  disposizioni  di  cui  ai
commi 1 e 2 in materia di riduzione della spesa per auto di  servizio
e  i  relativi   contratti   sono   nulli,   costituiscono   illecito
disciplinare e sono, altresi', puniti con una sanzione amministrativa
pecuniaria, a carico del responsabile della violazione,  da  mille  a
cinquemila  euro,   alla   cui   irrogazione   provvede   l'autorita'
novembre  1981,   n.   689,   salva   l'azione   di   responsabilita'
amministrativa per danno erariale.
4. Con modifiche al decreto di cui all'articolo  2,  comma  4,  del
dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono  dettati  criteri  attuativi
delle disposizioni di cui ai commi 1, 2 e  3,  al  fine  di  disporre
modalita'  e  limiti  ulteriori  di  utilizzo  delle  autovetture  di
servizio, ferme le esclusioni di cui all'articolo  5,  comma  2,  del
dalla legge 7 agosto 2012,  n.  135,  nell'ambito  delle  quali  sono
comprese le autovetture utilizzate per  le  attivita'  di  protezione
civile dalle amministrazioni di cui all'articolo  6  della  legge  24
4-bis. Nei casi in cui e' ammesso l'acquisto di nuove  autovetture,
le amministrazioni pubbliche ricorrono  a  modelli  a  basso  impatto
ambientale e a minor costo d'esercizio, salvo motivate  e  specifiche
5. La spesa annua per studi  e  incarichi  di  consulenza,  inclusa
quella relativa  a  studi  e  incarichi  di  consulenza  conferiti  a
pubblici  dipendenti,  sostenuta  dalle   amministrazioni   pubbliche
statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge  31
dicembre 2009, n. 196, nonche' dalle autorita' indipendenti  e  dalla
Commissione nazionale per le societa' e la borsa (CONSOB), escluse le
universita', gli enti e le fondazioni  di  ricerca  e  gli  organismi
equiparati, nonche' gli istituti culturali e gli incarichi di  studio
e  consulenza  connessi  ai  processi  di  privatizzazione   e   alla
regolamentazione   del   settore   finanziario,   non   puo'   essere
superiore,per l'anno 2014 all'80 per cento del limite  di  spesa  per
l'anno 2013 e, per l'anno 2015, al 75 per cento dell'anno 2014  cosi'
come determinato dall'applicazione della disposizione di cui al comma
7  dell'articolo  6  del  decreto-legge  31  maggio  2010,   n.   78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Si
applicano le  deroghe  previste  dall'articolo  6,  comma  7,  ultimo
modificazioni, nella legge 30 luglio 2010, n. 122.
5-bis.Le pubbliche amministrazioni di cui al comma  5  trasmettono,
entro il 31 dicembre 2013, i dati inerenti  alla  spesa  disaggregata
sostenuta  per  studi  e  incarichi  di  consulenza,  inclusa  quella
relativa a studi e  incarichi  di  consulenza  conferiti  a  pubblici
dipendenti,  nonche'  per  gli  incarichi  e  i  contratti  a   tempo
5-ter. La mancata trasmissione nei termini indicati dal comma 5-bis
comporta  l'applicazione  della  sanzione  di  cui  al  comma  7   al
5-quater. Entro il 31 marzo  di  ogni  anno,  il  Ministro  per  la
pubblica  amministrazione  presenta   alle   Camere   una   relazione
contenente i dati di cui al comma 5-bis.
6. Presso le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma
3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nel bilancio di previsione o
strumento contabile equipollente sono previsti specifici capitoli  di
bilancio in coerenza con la struttura di bilancio  adottata,  per  il
conferimento di incarichi di studio e consulenza, fatti eventualmente
salvi i capitoli istituiti per incarichi previsti da disposizioni  di
legge o regolamentari da articolarsi coerentemente con il  piano  dei
conti integrato di cui al titolo II del decreto legislativo 31 maggio
2011 n. 91.
7. Gli atti adottati in violazione delle  disposizioni  di  cui  al
comma 5 e i relativi contratti sono nulli. L'affidamento di incarichi
in violazione delle disposizioni di cui al medesimo comma costituisce
illecito disciplinare  ed  e',  altresi',  punito  con  una  sanzione
amministrativa  pecuniaria,   a   carico   del   responsabile   della
violazione, da mille a cinquemila euro, alla cui irrogazione provvede
l'autorita' amministrativa competente in base a quanto previsto dalla
legge 24 novembre 1981, n. 689,  salva  l'azione  di  responsabilita'
8. La Presidenza del Consiglio dei Ministri  -  Dipartimento  della
Dipartimento della ragioneria generale dello Stato dispongono  almeno
una volta all'anno visite ispettive, a cura dell'Ispettorato  per  la
funzione pubblica e dei servizi ispettivi  di  finanza  del  medesimo
Dipartimento della  ragioneria  generale  dello  Stato,  al  fine  di
verificare  il  rispetto  dei  vincoli  finanziari  in   materia   di
contenimento della spesa di cui  al  presente  articolo,  denunciando
alla Corte dei conti le irregolarita' riscontrate.
8-bis. Resta fermo per gli enti di previdenza di diritto privato di
cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994,  n.  509,  e  10  febbraio
1996, n. 103, quanto previsto  sui  risparmi  di  gestione  derivanti
dagli interventi di razionalizzazione per la  riduzione  della  spesa
dall'articolo  10-bis  del  decreto-legge  28  giugno  2013,  n.  76,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99.
9. Le disposizioni del presente  articolo  costituiscono  norme  di
diretta  attuazione  dell'articolo  97  della  Costituzione,  nonche'
principi  di  coordinamento   della   finanza   pubblica   ai   sensi
dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione.
Disposizioni in tema di accesso nelle pubbliche  amministrazioni,  di
assorbimento delle eccedenze e potenziamento della revisione  della
spesa anche in materia di personale
1.  Al  decreto-legge  6  luglio  2012,  n.  95,  convertito,   con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, sono  apportate  le
1) al  comma  11,  l'alinea  e'  sostituito  dal  seguente:  «Fermo
restando il divieto di effettuare,  nelle  qualifiche  o  nelle  aree
interessate  da  posizioni  soprannumerarie,  nuove   assunzioni   di
personale a qualsiasi titolo per tutta la durata del soprannumero, le
amministrazioni possono coprire i posti vacanti nelle altre aree,  da
computarsi al netto di un numero di posti equivalente  dal  punto  di
vista finanziario al complesso delle unita'  soprannumerarie  di  cui
alla lettera a), previa autorizzazione, secondo la normativa vigente,
e verifica, da parte della Presidenza del Consiglio  dei  ministri  -
Dipartimento della funzione pubblica e del Ministero dell'economia  e
delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale  dello  Stato,
anche  sul  piano  degli  equilibri  di   finanza   pubblica,   della
compatibilita' delle assunzioni con il piano di cui  al  comma  12  e
fermo  restando  quanto  disposto  dall'articolo  14,  comma  7,  del
presente decreto. Per le unita' di personale eventualmente risultanti
in soprannumero all'esito delle riduzioni previste dal  comma  1,  le
amministrazioni,  previo  esame  congiunto  con   le   organizzazioni
sindacali, avviano le procedure di cui all'articolo  33  del  decreto
legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  adottando,  ai  fini  di  quanto
previsto dal comma 5 dello stesso articolo 33, le seguenti  procedure
e misure in ordine di priorita':»;
2) al comma 11, lettera a), le parole: «entro il 31 dicembre  2014»
sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 dicembre 2016 »;
3) al comma 11, lettera b), le parole: «entro il 31 dicembre  2012»
sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 dicembre 2013»;
4) al comma 11, lettera  c),  le  parole:  «entro  due  anni»  sono
sostituite dalla seguenti: «entro tre anni»;
5) al comma 12 le parole: «30 giugno 2013»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «31 dicembre 2013»;
b) all'articolo 14, il comma 7 e' sostituito dal seguente:  «7.  Le
cessazioni dal servizio per processi  di  mobilita',  nonche'  quelle
disposte  a  seguito  dell'applicazione  della  disposizione  di  cui
all'articolo 2, comma 11, lettera a),  limitatamente  al  periodo  di
tempo   necessario   al   raggiungimento   dei   requisiti   previsti
dall'articolo  24  del  decreto-legge  6  dicembre   2011   n.   201,
non possono  essere  calcolate  come  risparmio  utile  per  definire
l'ammontare  delle  disponibilita'  finanziarie  da  destinare   alle
assunzioni o il numero delle unita' sostituibili  in  relazione  alle
limitazioni del turn over».
2. Gli  ordini,  i  collegi  professionali,  i  relativi  organismi
economico e finanziario sono esclusi dall'applicazione  dell'articolo
2, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 7 agosto  2012,  n.  135.  Ai  fini  delle
assunzioni, resta fermo, per i predetti  enti,  l'articolo  1,  comma
505, penultimo periodo, della legge 27 dicembre  2006,  n.  296.  Per
tali enti, fatte salve le determinazioni  delle  dotazioni  organiche
esistenti alla data di entrata in vigore della legge  di  conversione
del presente decreto, l'eventuale variazione  della  consistenza  del
ruolo dirigenziale deve essere comunicata al Ministero vigilante e al
Dipartimento della funzione pubblica. Decorsi quindici  giorni  dalla
comunicazione, la variazione si intende esecutiva.
2-bis. Gli ordini, i collegi professionali,  i  relativi  organismi
nazionali  e  gli  enti  aventi  natura   associativa,   con   propri
regolamenti, si adeguano, tenendo conto delle relative  peculiarita',
ai principi del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  ad
eccezione dell'articolo 4, del decreto legislativo 27  ottobre  2009,
n. 150, ad eccezione dell'articolo 14, nonche' delle disposizioni  di
cui al titolo III e  ai  principi  generali  di  razionalizzazione  e
contenimento della  spesa,  in  quanto  non  gravanti  sulla  finanza
3. Nei casi di dichiarazione di  eccedenza  di  personale  previsti
dall'articolo 2, comma 14, del decreto-legge 6 luglio  2012,  n.  95,
convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012,  n.  135,  le
disposizioni previste dall'articolo 2,  comma  11,  lettera  a),  del
medesimo decreto-legge,  si  applicano  a  tutte  le  amministrazioni
marzo 2001, n. 165. Le posizioni dichiarate eccedentarie non  possono
essere   ripristinate   nella   dotazione   organica   di    ciascuna
amministrazione. Si applicano le disposizioni dell'articolo 14, comma
7,  del  decreto-legge  6  luglio  2012,  n.   95,   convertito   con
modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, come modificato  dal
4. L'articolo 24, comma 3,  primo  periodo,  del  decreto  legge  6
dicembre 2011, n. 201, convertito in legge 22 dicembre 2011, n.  214,
si  interpreta  nel  senso  che  il  conseguimento  da  parte  di  un
lavoratore dipendente delle pubbliche amministrazioni di un qualsiasi
diritto   a   pensione   entro   il   31   dicembre   2011   comporta
obbligatoriamente  l'applicazione  del  regime  di  accesso  e  delle
decorrenze previgente rispetto all'entrata  in  vigore  del  predetto
5. L'articolo 24, comma 4, secondo  periodo,  del  decreto-legge  6
si interpreta  nel  senso  che  per  i  lavoratori  dipendenti  delle
pubbliche  amministrazioni  il  limite  ordinamentale,  previsto  dai
singoli  settori  di  appartenenza  per  il  collocamento  a   riposo
d'ufficio e vigente alla data di entrata in vigore del  decreto-legge
stesso, non e' modificato dall'elevazione  dei  requisiti  anagrafici
previsti per la pensione di vecchiaia e  costituisce  il  limite  non
superabile, se non per il trattenimento in servizio o per  consentire
all'interessato  di  conseguire  la  prima  decorrenza  utile   della
pensione ove essa non sia  immediata,  al  raggiungimento  del  quale
l'amministrazione deve far cessare il rapporto di lavoro o di impiego
se il lavoratore ha conseguito, a qualsiasi titolo, i  requisiti  per
5-bis. L'articolo 24, comma 14, lettera  e),  del  decreto-legge  6
dicembre 2011, n. 214, si interpreta nel senso che tra  i  lavoratori
ivi individuati  sono  da  intendersi  inclusi  anche  i  lavoratori,
degli enti strumentali, che alla data del 4 dicembre  2011  hanno  in
corso  l'istituto  dell'esonero  dal  servizio  ai  sensi  di   leggi
regionali  di  recepimento,  diretto   o   indiretto,   dell'istituto
dell'esonero dal servizio  di  cui  all'articolo  72,  comma  1,  del
5-ter. L'articolo 24, comma 14, lettera  e),  del  decreto-legge  6
dicembre 2011,  n.  214,  si  interpreta  nel  senso  che  l'istituto
dell'esonero si considera comunque in corso qualora il  provvedimento
di concessione sia stato emanato  a  seguito  di  domande  presentate
prima del 4 dicembre 2011.
6. L'articolo 2, comma 11, lett. a),  del  decreto-legge  6  luglio
2012, n. 135, si interpreta  nel  senso  che  l'amministrazione,  nei
limiti del soprannumero, procede  alla  risoluzione  unilaterale  del
rapporto di lavoro nei  confronti  dei  dipendenti  in  possesso  dei
requisiti indicati nella disposizione.
7.  Le  amministrazioni  di  cui  all'articolo  2,  comma  1,   del
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, che hanno provveduto ad effettuare
le riduzioni delle dotazioni organiche previste dallo stesso articolo
2 del citato decreto-legge, devono adottare entro il termine  massimo
del 31 dicembre  2013  i  regolamenti  di  organizzazione  secondo  i
rispettivi ordinamenti. In caso di mancata adozione  non  possono,  a
decorrere dal 1o gennaio 2014, procedere ad assunzioni di personale a
qualsiasi titolo e  con  qualsiasi  contratto.  Per  i  Ministeri  il
termine di cui al primo periodo si intende  comunque  rispettato  con
l'approvazione preliminare del Consiglio dei  ministri  degli  schemi
dei regolamenti di riordino. Il  termine  previsto  dall'articolo  2,
modificazioni, dalla legge 7 agosto  2012,  n.  135,  gia'  prorogato
dall'articolo 1, comma 406, della legge 24 dicembre 2012, n. 228,  e'
differito al 31 dicembre 2013.
8.  Le  amministrazioni  di  cui  all'articolo  2,  comma  1,   del
dalla legge 7 agosto 2012, n.  135,  all'esito  degli  interventi  di
riorganizzazione di cui al comma 7, provvedono al conferimento  degli
incarichi dirigenziali per le  strutture  riorganizzate  seguendo  le
modalita', le procedure ed i criteri previsti  dall'articolo  19  del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Sono  salvaguardati,  fino
alla scadenza dei relativi contratti, i rapporti di lavoro in  essere
alla data di entrata in vigore del decreto-legge 6  luglio  2012,  n.
95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.  135
mediante conferimento di incarico dirigenziale secondo la  disciplina
del presente comma. Per  un  numero  corrispondente  alle  unita'  di
personale risultante in soprannumero  all'esito  delle  procedure  di
conferimento degli incarichi  dirigenziali,  e'  costituito,  in  via
transitoria e non oltre  il  31  dicembre  2014,  un  contingente  ad
esaurimento  di  incarichi  dirigenziali  da   conferire   ai   sensi
dell'articolo 19, comma 10, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, fermo restando l'obbligo di rispettare le  percentuali  previste
dall'articolo 19, commi 5-bis e 6, del decreto legislativo n. 165 del
2001, calcolate sulla dotazione organica ridotta. Il  contingente  di
tali incarichi, che non  puo'  superare  il  valore  degli  effettivi
soprannumeri, si riduce con le cessazioni dal servizio per  qualsiasi
causa dei dirigenti di ruolo, comprese le cessazioni in  applicazione
dell'articolo 2, comma 11, lettera a),  del  decreto-legge  6  luglio
2012, n. 135, nonche' con la scadenza  degli  incarichi  dirigenziali
non rinnovati del personale non appartenente  ai  ruoli  dirigenziali
dell'amministrazione. Per le amministrazioni di cui al presente comma
e' fatta salva la possibilita', per esigenze funzionali  strettamente
necessarie e adeguatamente  motivate,  di  proseguire  gli  incarichi
conferiti a  dirigenti  di  seconda  fascia  ai  sensi  del  comma  4
dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  fino
alla data di adozione dei regolamenti organizzativi  e  comunque  non
oltre  il  31   dicembre   2013.   Nelle   more   dei   processi   di
riorganizzazione, per il conferimento degli incarichi dirigenziali di
cui all'articolo 19, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo  2001,
n. 165, qualora l'applicazione percentuale per gli incarichi previsti
dal comma 6 del medesimo articolo  19  determini  come  risultato  un
numero con  decimali,  si  procedera'  all'arrotondamento  all'unita'
8-bis. Nelle more del completamento del processo di  riforma  delle
province, nel rispetto  del  patto  di  stabilita'  interno  e  della
vigente normativa di contenimento  della  spesa  di  personale,  sono
fatti salvi fino al 30  giugno  2014,  salva  proroga  motivata,  gli
incarichi dirigenziali conferiti dalle province stesse ai  sensi  del
comma 6 dell'articolo 19 del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.
165, gia' in atto  alla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto,  tenuto  conto  del  loro  fabbisogno  e  dell'esigenza   di
assicurare la prestazione dei  servizi  essenziali.  Il  differimento
della data di scadenza del contratto non costituisce nuovo  incarico,
della definizione delle  procedure  di  riordino  delle  province,  i
comandi in atto del personale non dirigenziale delle province  presso
altre amministrazioni possono essere prorogati  anche  in  deroga  ai
limiti temporali di cui all'articolo 30, comma 2-sexies, del  decreto
8-ter. All'articolo 19 del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.
165, il comma 5-bis e' sostituito dal seguente:
«5-bis.  Ferma  restando  la  dotazione   effettiva   di   ciascuna
amministrazione, gli incarichi di cui ai  commi  da  1  a  5  possono
essere conferiti, da ciascuna amministrazione, anche a dirigenti  non
appartenenti ai ruoli di  cui  all'articolo  23,  purche'  dipendenti
delle amministrazioni di cui  all'articolo  1,  comma  2,  ovvero  di
organi costituzionali, previo collocamento fuori  ruolo,  aspettativa
non retribuita, comando o analogo provvedimento secondo i  rispettivi
conferiti entro il limite del 15 per cento della  dotazione  organica
dei dirigenti appartenenti alla prima fascia  dei  ruoli  di  cui  al
medesimo articolo 23 e del 10 per cento della dotazione  organica  di
quelli  appartenenti  alla  seconda   fascia.   I   suddetti   limiti
percentuali possono essere aumentati,  rispettivamente,  fino  ad  un
massimo del 25 e del 18 per cento, con contestuale diminuzione  delle
corrispondenti percentuali fissate dal comma 6».
8-quater. All'articolo 19, comma  6,  del  decreto  legislativo  30
marzo 2001, n. 165, e' aggiunto, in fine, il  seguente  periodo:  «La
inferiore al possesso della laurea specialistica o magistrale  ovvero
del diploma di  laurea  conseguito  secondo  l'ordinamento  didattico
previgente  al  regolamento  di   cui   al   decreto   del   Ministro
1999, n. 509».
8-quinquies. All'articolo 2, comma 1-octies, del  decreto-legge  29
febbraio 2011, n. 10, le parole: «31 dicembre 2013»  sono  sostituite
dalle seguenti: «31 dicembre 2015».
9. Il comma 2 dell'articolo 9-bis del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 303 si interpreta nel senso che i posti di funzione relativi
ai Capi dei Dipartimenti e degli  Uffici  autonomi,  concorrono  alla
determinazione della complessiva dotazione organica dei dirigenti  di
prima fascia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e al computo
del rispetto  dei  limiti  percentuali  di  incarichi  conferibili  a
soggetti esterni  ai  ruoli  dei  dirigenti  di  prima  fascia  della
Presidenza, senza incremento degli incarichi attribuibili  alla  data
a dirigenti non appartenenti ai ruoli medesimi.
9-bis. Il comma 10 dell'articolo 23-bis del decreto legislativo  30
marzo 2001, n. 165, e' abrogato.
10. A decorrere dal  1o  gennaio  2014,  tutte  le  amministrazioni
pubbliche censite dall'ISTAT ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della
legge  31  dicembre  2009,  n.  196,  con  esclusione  degli   organi
costituzionali,   sono   soggette   alle    disposizioni    contenute
nell'articolo 60 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
11. A decorrere dal 1o gennaio 2014, l'articolo 60,  comma  3,  del
«3. Gli enti pubblici economici, le aziende che  producono  servizi
di  pubblica  utilita',   le   societa'   non   quotate   partecipate
direttamente o indirettamente, a qualunque  titolo,  dalle  pubbliche
amministrazioni di cui  all'articolo  1,  comma  3,  della  legge  31
dicembre  2009,  n.  196,  diverse  da  quelle  emittenti   strumenti
finanziari quotati in mercati regolamentati e  dalle  societa'  dalle
stesse controllate, nonche' gli enti e le aziende di cui all'articolo
70, comma 4, e  la  societa'  concessionaria  del  servizio  pubblico
generale radiotelevisivo, relativamente ai singoli rapporti di lavoro
dipendente o autonomo sono tenuti a comunicare  alla  Presidenza  del
Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione  pubblica  e  al
Ministero dell'economia e delle finanze, il costo annuo del personale
comunque utilizzato,  in  conformita'  alle  procedure  definite  dal
Ministero dell'economia e delle finanze,  d'intesa  con  il  predetto
11-bis. All'articolo 60, comma 2, del decreto legislativo 30  marzo
a) dopo  le  parole:  «alla  Corte  dei  conti»  sono  inserite  le
seguenti:  «e  alla  Presidenza  del   Consiglio   dei   Ministri   -
Dipartimento della funzione pubblica»;
b) le parole: «ed inviandone copia alla  Presidenza  del  Consiglio
dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica» sono soppresse.
12. Al Ministero  dei  beni  e  delle  attivita'  culturali  e  del
turismo, in deroga all'articolo 2,  comma  11,  del  decreto-legge  6
agosto 2012, n. 135, fermo restando il divieto  di  effettuare  nelle
qualifiche o nelle  aree  interessate  da  posizioni  soprannumerarie
assunzioni di personale, continuano ad applicarsi per l'anno  2013  e
per l'anno 2014 le disposizioni di cui all'articolo 30, comma 8,  del
decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con  modificazioni,
13. Al fine di consentire all'organismo pagatore  dell'Agenzia  per
le erogazioni in agricoltura (AGEA) la gestione delle misure relative
al Fondo europeo  agricolo  per  lo  sviluppo  rurale  (FEASR)  e  il
rafforzamento della  struttura  preposta  alla  attuazione  operativa
delle misure previste dalla riforma della  politica  agricola  comune
(PAC) per il periodo 2014-2020, l'AGEA e' autorizzata ad  assumere  3
unita' dirigenziali nell'ambito  della  attuale  dotazione  organica,
anche attingendo all'ultima graduatoria approvata. Al relativo onere,
pari ad euro 137.000,00, per l'anno  2013  e  ad  euro  410.000,00  a
regime,  si  provvede   mediante   corrispondente   riduzione   della
autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1-quinquies, comma 2, del
decreto-legge   9   settembre   2005,   n.   182,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 11 novembre 2005, n. 231.
13-bis. All'articolo 21, comma 4, del decreto-legge 22 giugno 2012,
134,  le  parole  da:  «su  proposta  del  Ministro  dello   sviluppo
economico» fino a: «con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,»
sono  sostituite  dalle  seguenti:  «sentito  il  Dipartimento  della
funzione pubblica,».
13-ter. All'articolo 97, comma 1, del codice delle leggi  antimafia
e delle misure di  prevenzione,  di  cui  al  decreto  legislativo  6
settembre 2011, n. 159, e' aggiunta, in fine, la seguente lettera:
«c-bis) l'Autorita' per la  vigilanza  sui  contratti  pubblici  di
lavori, servizi e forniture, per le  finalita'  di  cui  all'articolo
6-bis del codice di cui al decreto legislativo  12  aprile  2006,  n.
163».
13-quater. I contratti in essere alla data  di  entrata  in  vigore
della  legge  di  conversione   del   presente   decreto,   stipulati
dall'Agenzia italiana del  farmaco  per  l'attribuzione  di  funzioni
24  novembre  2003,  n.  326,  anche  eccedenti  la  quota   di   cui
all'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.
165,  possono  essere  prorogati,  in  mancanza  di  professionalita'
interne comunque non oltre il 31  ottobre  2014,  anche  in  sede  di
riorganizzazione realizzata ai sensi dell'articolo 2, comma  10,  del
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, nel limite dei  posti  disponibili
in pianta organica. Dall'attuazione del  presente  comma  non  devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e  la
relativa spesa e' finanziata con le risorse  derivanti  dall'articolo
13-quinquies. All'articolo 53, comma 6, del decreto legislativo  30
marzo 2001, n. 165, e successive  modificazioni,  sono  apportate  le
a) all'alinea, dopo il primo periodo e' inserito il seguente: «Sono
nulli  tutti  gli   atti   e   provvedimenti   comunque   denominati,
regolamentari e amministrativi,  adottati  dalle  amministrazioni  di
appartenenza in contrasto con il presente comma»;
b) alla lettera f-bis) sono aggiunte, in fine, le seguenti  parole:
«nonche' di docenza e di ricerca scientifica».
13-sexies. All'articolo 6-bis,  comma  1,  del  codice  di  cui  al
decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163,  le  parole:  «acquisita
presso» sono sostituite  dalle  seguenti:  «acquisita  esclusivamente
attraverso».
13-septies. L'articolo 49-ter del decreto-legge 21 giugno 2013,  n.
Misure urgenti in materia di mobilita' nel pubblico impiego  e  nelle
1. Fermo restando quanto  previsto  dall'articolo  33  del  decreto
legislativo n. 165 del 2001 in materia di  trasferimento  unilaterale
del personale eccedentario,  per  sopperire  alle  gravi  carenze  di
personale degli uffici giudiziari, al personale  dirigenziale  e  non
dirigenziale delle amministrazioni pubbliche di cui  all'articolo  2,
modificazioni, dalla legge 7 agosto  2012,  n.  135,  che  presentano
situazioni di soprannumerarieta' o di eccedenza  rispetto  alle  loro
dotazioni organiche ridotte, e' consentito, sino al 31 dicembre 2015,
il passaggio diretto a domanda presso il  Ministero  della  giustizia
per ricoprire i posti vacanti del personale  amministrativo  operante
presso i predetti uffici giudiziari con inquadramento nella qualifica
corrispondente. Il passaggio avviene mediante cessione del  contratto
di lavoro e previa selezione secondo criteri prefissati dallo  stesso
Ministero della giustizia in apposito bando. Al personale  trasferito
si applica l'articolo 2, comma 11, lettera d), terzo e quarto periodo
del predetto decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95.
7-bis. Nella regolamentazione del rapporto di lavoro dei dirigenti,
le societa' controllate direttamente o indirettamente dalle pubbliche
legislativo n. 165 del 2001, o dai suoi enti strumentali, anche al di
fuori delle ipotesi previste dall'articolo 31  del  medesimo  decreto
legislativo n. 165  del  2001,  ad  esclusione  di  quelle  emittenti
strumenti  finanziari  quotati  nei  mercati  regolamentati  e  delle
societa' dalle stesse controllate, non possono inserire,  in  assenza
di preventiva autorizzazione dei  medesimi  enti  o  amministrazioni,
clausole contrattuali che al momento della  cessazione  del  rapporto
prevedano per i soggetti di cui sopra benefici economici superiori  a
quelli derivanti ordinariamente dal contratto  collettivo  di  lavoro
applicato. Dette clausole, inserite nei  contratti  in  essere,  sono
nulle qualora  siano  state  sottoscritte,  per  conto  delle  stesse
societa', in difetto dei prescritti poteri o deleghe in materia.
7-ter.  I  dirigenti  delle  societa'  controllate  direttamente  o
indirettamente da amministrazioni o enti pubblici, ad  esclusione  di
decreto risultino titolari di trattamento pensionistico di  vecchiaia
ovvero di anzianita', la cui  erogazione  sia  stata  gia'  disposta,
cessano  il  proprio  rapporto  di  lavoro  improrogabilmente  al  31
dicembre 2013, qualora le stesse  societa'  abbiano  chiuso  l'ultimo
esercizio in perdita. Alle societa'  medesime  e'  fatto  divieto  di
coprire, mediante nuove assunzioni, le posizioni  resesi  disponibili
in organico con la cessazione  dei  rapporti  di  lavoro  di  cui  al
periodo precedente. In caso di societa' con esercizio in  avanzo,  ai
dirigenti titolari di trattamento pensionistico  di  vecchiaia  o  di
anzianita', il trattamento medesimo e' sospeso per  tutta  la  durata
dell'incarico dirigenziale .
1. Le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2,  del  decreto
legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  al  fine  di  assicurare  il
contenimento  della  spesa,  degli  oneri  a  carico   del   bilancio
consolidato e il migliore svolgimento delle funzioni  amministrative,
possono provvedere  alla  revisione  con  riduzione  del  prezzo  dei
contratti di servizio stipulati con le  societa',  ad  esclusione  di
quelle   emittenti   strumenti   finanziari   quotati   nei   mercati
regolamentati e delle societa' dalle stesse controllate, e  gli  enti
direttamente o indirettamente controllati, con conseguente  riduzione
degli oneri contrattuali a carico della pubblica amministrazione.  In
tale ipotesi le societa' e gli enti controllati  procedono,  entro  i
successivi  novanta  giorni,  alla   rinegoziazione   dei   contratti
aziendali   relativi   al    personale    impiegato    nell'attivita'
istituti di salario accessorio e dei relativi costi.
Disposizioni urgenti in tema di immissione in servizio  di  idonei  e
vincitori  di  concorsi,  nonche'  di  limitazioni  a  proroghe  di
contratti e all'uso del lavoro flessibile nel pubblico impiego
1. All'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
a) al comma 2, le parole: «Per rispondere ad esigenze temporanee ed
eccezionali» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «Per  rispondere  ad
esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale»  e  le
parole «di cui alla lettera d),  del  comma  1,  dell'articolo»  sono
sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo»;
a-bis) al medesimo comma  2  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente
periodo: "Per prevenire fenomeni di  precariato,  le  amministrazioni
pubbliche, nel rispetto delle  disposizioni  del  presente  articolo,
sottoscrivono contratti a tempo determinato con  i  vincitori  e  gli
idonei delle proprie graduatorie  vigenti  per  concorsi  pubblici  a
tempo indeterminato. E' consentita  l'applicazione  dell'articolo  3,
comma 61, terzo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350,  ferma
restando la salvaguardia della posizione occupata  nella  graduatoria
dai vincitori e dagli idonei per le assunzioni a tempo indeterminato;
b) dopo il  comma  5-bis  sono  aggiunti  i  seguenti:  «5-ter.  Le
disposizioni previste dal decreto legislativo 6  settembre  2001,  n.
c) al comma 3 e' soppresso il secondo periodo.
2. All'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo  2001,
n. 165, e successive  modificazioni,  le  parole:  «Si  applicano  le
disposizioni  previste  dall'articolo  36,  comma  3,  del   presente
decreto.»  sono  sostituite  dalle   seguenti:   «Si   applicano   le
disposizioni previste dall'articolo 36, comma 3, del presente decreto
e, in caso di violazione delle disposizioni di cui al presente comma,
fermo restando il divieto di costituzione di  rapporti  di  lavoro  a
tempo indeterminato, si applica quanto previsto dal  citato  articolo
36, comma 5-quater.».
3.  Per  le  amministrazioni  dello  Stato,  anche  ad  ordinamento
autonomo, le agenzie, gli enti pubblici non economici e gli  enti  di
ricerca, l'autorizzazione all'avvio di nuove  procedure  concorsuali,
ai sensi dell'articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30  marzo
2001,  n.  165,  e  successive  modificazioni,  e'  subordinata  alla
a)   dell'avvenuta   immissione   in   servizio,    nella    stessa
temporanee necessita' organizzative adeguatamente motivate;
b) dell'assenza, nella stessa amministrazione, di idonei  collocati
nelle proprie graduatorie  vigenti  e  approvate  a  partire  dal  1°
gennaio 2007, relative alle professionalita' necessarie anche secondo
un criterio di equivalenza.
3-bis.  Per  la  copertura  dei  posti  in  organico,  e'  comunque
necessaria   la   previa   attivazione   della   procedura   prevista
dall'articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165,  e
successive modificazioni, in materia di trasferimento unilaterale del
personale eccedentario.
3-ter. Resta ferma per i vincitori e gli idonei  delle  graduatorie
di  cui  al  comma   3   del   presente   articolo   l'applicabilita'
dell'articolo 3, comma 61, terzo periodo,  della  legge  24  dicembre
3-quater.  L'assunzione  dei  vincitori  e  degli   idonei,   nelle
procedure concorsuali gia' avviate dai soggetti di cui al comma  3  e
non ancora concluse alla data di entrata in  vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto, e' subordinata  alla  verifica  del
rispetto della condizione di cui alla lettera a) del medesimo comma.
3- quinquies . A decorrere dal 1° gennaio 2014, il reclutamento dei
dirigenti  e  delle  figure   professionali   comuni   a   tutte   le
amministrazioni pubbliche  di  cui  all'articolo  35,  comma  4,  del
pubbliche amministrazioni di  cui  al  decreto  interministeriale  25
materia di assunzioni a tempo indeterminato.  Il  Dipartimento  della
funzione pubblica, nella ricognizione  del  fabbisogno,  verifica  le
vacanze riguardanti le sedi  delle  amministrazioni  ricadenti  nella
medesima regione. Ove tali vacanze risultino riferite ad una  singola
regione, il concorso unico  si  svolge  in  ambito  regionale,  ferme
restando le norme generali di partecipazione ai concorsi pubblici. Le
amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 35, comma 4, del citato
decreto legislativo n. 165 del 2001, e successive modificazioni,  nel
rispetto del regime delle assunzioni a tempo  indeterminato  previsto
dalla normativa vigente, possono assumere personale  solo  attingendo
alle nuove graduatorie di concorso predisposte presso il Dipartimento
della funzione pubblica, fino  al  loro  esaurimento,  provvedendo  a
programmare  le  quote  annuali  di  assunzioni.  Restano  ferme   le
disposizioni di cui ai commi 3 e 6 del presente articolo e quelle  in
materia   di   corso-concorso   bandito   dalla   Scuola    nazionale
dell'amministrazione ai sensi del regolamento di cui al  decreto  del
Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 70.
3- sexies. Con le modalita' di cui all'articolo 35,  comma  4,  del
comma 3- quinquies e, in caso di adesione, si obbligano ad  attingere
reclutamento e selezione.
3-septies. Per lo svolgimento delle procedure di cui  al  comma  3-
quinquies , il bando  di  concorso  puo'  fissare  un  contributo  di
ammissione ai concorsi per ciascun candidato in misura non  superiore
4.  L'efficacia  delle  graduatorie  dei  concorsi   pubblici   per
assunzioni a tempo indeterminato, vigenti alla  data  di  entrata  in
vigore del presente decreto, relative alle amministrazioni  pubbliche
5. La Presidenza del Consiglio dei ministri  -  Dipartimento  della
di fornire le informazioni richieste. I dati ottenuti a  seguito  del
monitoraggio telematico di cui al primo periodo sono resi accessibili
in un'apposita sezione  del  sito  internet  del  Dipartimento  della
funzione pubblica. Al fine di ridurre presso  le  medesime  pubbliche
amministrazioni  l'utilizzo  dei  contratti   di   lavoro   a   tempo
determinato,  favorire  l'avvio  di  nuove  procedure  concorsuali  e
l'assunzione di coloro che  sono  collocati  in  posizione  utile  in
dell'economia e delle finanze, da adottare entro il  30  marzo  2014,
nel rispetto della disciplina prevista dal  presente  articolo,  sono
definiti, per il perseguimento delle predette finalita',  criteri  di
razionale distribuzione delle risorse  finanziarie  connesse  con  le
facolta' assunzionali delle pubbliche amministrazioni.
e fino al 31 dicembre 2016, al fine di favorire una maggiore  e  piu'
pubblicazione della legge di conversione del presente  decreto  hanno
maturato, negli ultimi cinque anni, almeno tre anni di  servizio  con
contratto di lavoro subordinato a tempo determinato  alle  dipendenze
dell'amministrazione che emana il  bando,  con  esclusione,  in  ogni
caso, dei servizi prestati presso uffici  di  diretta  collaborazione
degli organi politici. Il personale non dirigenziale delle  province,
in possesso dei requisiti di cui al primo periodo,  puo'  partecipare
ad una procedura selettiva  di  cui  al  presente  comma  indetta  da
un'amministrazione avente sede nel territorio provinciale,  anche  se
non dipendente dall'amministrazione che emana il bando. Le  procedure
selettive di cui al presente comma  possono  essere  avviate  solo  a
valere sulle risorse assunzionali relative agli anni 2013, 2014, 2015
e 2016, anche complessivamente considerate, in misura  non  superiore
al 50 per cento, in alternativa a  quelle  di  cui  all'articolo  35,
comma 3-bis, del decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165.  Le
graduatorie  definite  in  esito   alle   medesime   procedure   sono
utilizzabili per assunzioni nel quadriennio 2013-2016 a valere  sulle
6-bis. All'articolo 1, comma 166, della legge 24 dicembre 2012,  n.
228, le parole: «entro  dodici  mesi  dall'entrata  in  vigore  della
presente legge» e le parole: «con riferimento alla data di entrata in
vigore della presente legge» sono sostituire dalle seguenti: «per  il
personale in effettivo servizio alla data di entrata in vigore  della
presente legge, entro i termini di cui all'articolo 4, comma  6,  del
decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101,».
6-ter. All'articolo 2,  comma  4-duodecies,  del  decreto-legge  14
maggio 2005, n. 80, le parole: «siano in  servizio»  sono  sostituite
dalle seguenti: «siano in effettivo servizio».
6-quater. Per gli anni 2013, 2014, 2015 e  2016,  le  regioni  e  i
comuni che hanno proceduto, ai  sensi  dell'articolo  1,  comma  560,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, a  indire  procedure  selettive
pubbliche per titoli ed esami possono, in via prioritaria rispetto al
reclutamento speciale di cui al comma 6 del presente  articolo  e  in
relazione al proprio effettivo fabbisogno e alle risorse  finanziarie
disponibili, fermo restando il rispetto delle  regole  del  patto  di
stabilita' interno e nel rispetto dei vincoli normativi  assunzionali
e in materia di contenimento della spesa  complessiva  di  personale,
procedere  all'assunzione  a  tempo  indeterminato,  a  domanda,  del
personale non dirigenziale assunto con contratto di  lavoro  a  tempo
determinato, sottoscritto a  conclusione  delle  procedure  selettive
precedentemente indicate, che abbia maturato, alla data di entrata in
vigore del presente decreto, almeno tre anni di servizio alle proprie
dipendenze negli ultimi cinque anni. Nelle more  delle  procedure  di
cui al presente comma, le regioni e i comuni possono  prorogare,  nel
rispetto dei limiti massimi della spesa annua sostenuta per le stesse
finalita', previsti dall'articolo 9, comma 28, del  decreto-legge  31
luglio 2010, n. 122,  e  successive  modificazioni,  i  contratti  di
lavoro a tempo determinato di cui al  periodo  precedente  fino  alla
conclusione delle  procedure  stesse  e  comunque  non  oltre  il  31
7. Per meglio realizzare le finalita' del comma  6  sono  di  norma
adottati bandi per assunzioni a tempo indeterminato con contratti  di
lavoro a tempo parziale,  salvo  diversa  motivazione,  tenuto  conto
dell'effettivo fabbisogno di personale e  delle  risorse  finanziarie
8. Al fine di  favorire  l'assunzione  a  tempo  indeterminato  dei
lavoratori di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 28
febbraio 2000, n. 81, e di cui all'articolo 3, comma 1,  del  decreto
legislativo 7 agosto 1997, n. 280, le regioni predispongono un elenco
regionale dei suddetti lavoratori secondo  criteri  che  contemperano
l'anzianita'  anagrafica,  l'anzianita'  di  servizio  e  i   carichi
familiari. A decorrere dalla data di entrata in vigore  del  presente
decreto e fino al 31 dicembre 2016, gli enti territoriali  che  hanno
vuoti in organico relativamente alle qualifiche di  cui  all'articolo
16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, e  successive  modificazioni,
nel rispetto del loro fabbisogno e nell'ambito dei vincoli finanziari
di  cui  al  comma  6,  procedono,  in  deroga  a   quanto   disposto
dall'articolo 12, comma 4, del decreto legislativo 1o dicembre  1997,
n. 468, all'assunzione a tempo indeterminato, anche con contratti  di
lavoro a tempo parziale, dei soggetti collocati nell'elenco regionale
indirizzando una specifica richiesta alla Regione competente.
9. Le amministrazioni pubbliche che nella programmazione  triennale
del fabbisogno di personale di cui all'articolo 39,  comma  1,  della
legge 27 dicembre 1997, n. 449, riferita agli anni dal 2013 al  2016,
prevedono di effettuare procedure concorsuali ai sensi  dell'articolo
35, comma 3-bis, lettera a) del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, o ai sensi del comma 6 del presente articolo, possono prorogare,
nel rispetto dei vincoli finanziari previsti dalla normativa  vigente
in materia e, in particolare, dei limiti massimi  della  spesa  annua
per  la  stipula  dei  contratti   a   tempo   determinato   previsti
dall'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n.  78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,  i
contratti di lavoro  a  tempo  determinato  dei  soggetti  che  hanno
maturato, alla data di pubblicazione della legge di  conversione  del
presente  decreto,  almeno  tre  anni  di   servizio   alle   proprie
dipendenze. La proroga puo' essere disposta, in relazione al  proprio
effettivo fabbisogno, alle risorse finanziarie disponibili e ai posti
in  dotazione  organica  vacanti,   indicati   nella   programmazione
triennale di cui al precedente periodo, fino al  completamento  delle
procedure concorsuali e comunque non oltre il 31 dicembre 2016. Fermo
restando  il  divieto  previsto  dall'articolo  16,  comma   9,   del
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, le province possono prorogare fino
al 31 dicembre 2014 i contratti di lavoro a tempo determinato per  le
strette necessita' connesse alle esigenze di continuita' dei  servizi
e nel rispetto dei vincoli finanziari di cui al presente  comma,  del
patto di stabilita' interno e della vigente normativa di contenimento
della spesa complessiva di personale. Per le proroghe  dei  contratti
di lavoro a tempo determinato del personale  degli  enti  di  ricerca
possono essere, altresi', utilizzate, in deroga al presente comma, le
risorse di cui all'articolo 1, comma 188,  della  legge  23  dicembre
2005, n. 266,  e  successive  modificazioni,  esclusivamente  per  il
personale direttamente impiegato in  specifici  progetti  di  ricerca
finanziati con le predette risorse e limitatamente  alla  durata  dei
progetti medesimi.
9-bis. Esclusivamente per le finalita' e nel rispetto dei vincoli e
dei termini di cui  al  comma  9  del  presente  articolo,  i  limiti
previsti dall'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010,
122,   e   successive   modificazioni,   possono   essere    derogati
limitatamente alla proroga dei rapporti di lavoro a tempo determinato
stipulati dalle  regioni  a  statuto  speciale,  nonche'  dagli  enti
territoriali compresi nel territorio delle  stesse,  a  valere  sulle
risorse  finanziarie  aggiuntive  appositamente   individuate   dalle
medesime regioni attraverso misure di revisione  e  razionalizzazione
della spesa certificate dagli organi di controllo interno.
9-ter. Per assicurare il mantenimento  dei  necessari  standard  di
funzionalita' dell'Amministrazione dell'interno, anche  in  relazione
ai  peculiari  compiti  in  materia  di  immigrazione,  il  Ministero
dell'interno e' autorizzato a bandire procedure concorsuali riservate
al personale individuato dalle disposizioni di cui ai  commi  4  e  5
dell'articolo 4 del decreto-legge 21 maggio 2013, n. 54,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 18 luglio 2013, n.  85,  nel  rispetto
dei requisiti soggettivi di cui al comma  6  del  presente  articolo.
Fino al completamento della procedura  assunzionale,  alla  quale  si
applica  il  limite  del  50  per  cento  delle  risorse  finanziarie
disponibili, sulla base delle facolta'  assunzionali  previste  dalla
legislazione vigente, e' autorizzata la proroga dei contratti a tempo
determinato relativi allo stesso  personale  nei  limiti  numerici  e
finanziari individuati con  decreto  del  Ministro  dell'interno,  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, entro  il  30
novembre di ciascun anno. All'onere relativo alle predette  proroghe,
nel limite massimo di 20 milioni di euro annui, si provvede  mediante
utilizzo di quota parte delle entrate di cui all'articolo  18,  comma
1, lettera a),  della  legge  23  febbraio  1999,  n.  44,  che  sono
annualmente  riassegnate  ai  pertinenti  capitoli  dello  stato   di
previsione del Ministero dell'interno .
10. Le regioni, le province autonome  e  gli  enti  locali,  tenuto
conto del loro fabbisogno, attuano i commi 6, 7, 8 e 9  nel  rispetto
dei principi e dei vincoli ivi previsti e tenuto  conto  dei  criteri
definiti con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  di
cui al comma 5. Per gli enti del Servizio sanitario nazionale, tenuto
conto dei vincoli assunzionali previsti dalla normativa  vigente,  si
procede all'attuazione dei commi 6, 7, 8 e 9, anche  con  riferimento
alle professionalita' del Servizio sanitario nazionale,  con  decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro tre mesi
dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto-legge,  su
amministrazione,  di  intesa  con  la  Conferenza  permanente  per  i
di Bolzano. Nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri  di
cui al precedente periodo saranno  previste  specifiche  disposizioni
per il personale dedicato alla ricerca in sanita', finalizzate  anche
all'individuazione, quali requisiti per l'accesso  ai  concorsi,  dei
titoli di studio di laurea e post laurea in  possesso  del  personale
precario nonche' per il personale medico in servizio presso il pronto
soccorso delle  aziende  sanitarie  locali,  con  almeno  5  anni  di
prestazione   continuativa,   ancorche'   non   in   possesso   della
specializzazione in medicina e chirurgia d'accettazione e  d'urgenza.
Resta comunque salvo quanto previsto dall'articolo 10,  comma  4-ter,
del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368.
10-bis. In considerazione dei vincoli di bilancio  e  assunzionali,
nonche' dell'autonomia organizzativa dell'INPS,  le  liste  speciali,
gia' costituite ai sensi dell'articolo 5, comma 12, del decreto-legge
12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge
11 novembre 1983, n. 638,  sono  trasformate  in  liste  speciali  ad
esaurimento, nelle quali vengono confermati i medici  inseriti  nelle
suddette liste  alla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto  e  che  risultavano  gia'  iscritti
nelle liste alla data del 31 dicembre 2007.
10-ter. Al decreto legislativo 28  settembre  2012,  n.  178,  dopo
l'articolo 1 e' inserito il seguente:
«Art. 1-bis. - (Trasformazione dei comitati locali e provinciali) .
- 1 . I comitati locali e provinciali  esistenti  alla  data  del  31
dicembre 2013, ad eccezione dei comitati delle province  autonome  di
Trento e di Bolzano, assumono alla  data  del  1°  gennaio  2014,  la
personalita' giuridica di diritto privato,  sono  disciplinati  dalle
norme del titolo II del libro primo del codice civile e sono iscritti
di diritto nei registri provinciali delle associazioni di  promozione
sociale, applicandosi ad essi, per quanto non  diversamente  disposto
dal presente decreto, la legge 7 dicembre 2000, n. 383.  Entro  venti
giorni dalla data di entrata  in  vigore  del  presente  articolo,  i
predetti comitati, con istanza motivata con riferimento a ragioni  di
carattere organizzativo, possono  chiedere  al  Presidente  nazionale
della CRI il differimento, comunque non oltre il 30 giugno 2014,  del
termine  di  assunzione  della  personalita'  giuridica  di   diritto
privato. Sulla base  delle  istanze  pervenute,  il  Presidente,  nei
successivi  dieci  giorni,  trasmette,  ai  fini   della   successiva
autorizzazione,  al  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  una
relazione da cui risulti l'assenza di oneri per la  finanza  pubblica
derivanti dal predetto differimento. Le istanze non autorizzate entro
il 20 dicembre 2013 si intendono respinte.
2. I comitati locali e provinciali, costituiti in  associazioni  di
diritto privato, subentrano in tutti i rapporti attivi e  passivi  ai
comitati locali e provinciali  esistenti  alla  data  di  entrata  in
vigore del presente articolo, ivi compresi i rapporti  relativi  alle
convenzioni stipulate dalla CRI con enti territoriali  e  organi  del
3. Il personale con rapporto di lavoro  a  tempo  indeterminato  in
servizio presso i comitati locali e provinciali esistenti  alla  data
del 31 dicembre 2013 esercita il diritto di opzione tra il  passaggio
al comitato centrale o ai comitati regionali, l'assunzione  da  parte
dei comitati locali e provinciali, ovvero il passaggio  in  mobilita'
presso altre amministrazioni pubbliche.  Resta  in  ogni  caso  fermo
quanto previsto dall'articolo 6, commi 2, 3,  4,  5,  6,  7  e  8.  I
restanti rapporti proseguono fino alla naturale scadenza. Con decreto
di natura non regolamentare del Ministro della  salute,  di  concerto
con i Ministri dell'economia  e  delle  finanze  e  per  la  pubblica
amministrazione  e  la  semplificazione  nonche',   per   quanto   di
competenza, con  il  Ministro  della  difesa,  sono  disciplinate  le
modalita' organizzative  e  funzionali  dell'Associazione  anche  con
riferimento alla sua base associativa privatizzata.
4. I comitati locali e provinciali si avvalgono, con oneri  a  loro
totale  carico,  del  personale  con  rapporto  di  lavoro  a   tempo
determinato gia' operante nell'ambito dell'espletamento di  attivita'
in regime convenzionale ovvero nell'ambito  di  attivita'  finanziate
con fondi privati, ai sensi dell'articolo 6, comma 9.".
10-quater . Al decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178,  sono
a) le parole: "1° gennaio 2014", ovunque ricorrano, sono sostituite
dalle seguenti: "1° gennaio 2015";
b)  le  parole:  «31  dicembre  2015»,  ovunque   ricorrano,   sono
sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016»;
c)  le  parole:  «31  dicembre  2013»,  ovunque   ricorrano,   sono
d) le parole: «1o gennaio 2016», ovunque ricorrano, sono sostituite
dalle seguenti: «1o gennaio 2017».
10-quinquies. All'articolo 3, comma 3, del decreto  legislativo  28
settembre 2012, n. 178, le parole: "e  2012"  sono  sostituite  dalle
seguenti: ",  2012,  2013  e  2014";  dopo  le  parole:  "dell'avanzo
accertato dell'amministrazione" sono inserite le seguenti:  "sia  del
comitato centrale  che  del  consolidato";  dopo  le  parole:  "sara'
approvato per il 2012" sono inserite le seguenti: ",  il  2013  e  il
2014"; dopo le parole: "per le esigenze del  bilancio  di  previsione
2013" sono inserite le seguenti: "e 2014".
10- sexies. All'articolo 8, comma 1,  del  decreto  legislativo  28
settembre 2012, n. 178, al terzo periodo, le parole:  "per  gli  anni
2012 e 2013" sono sostituite dalle seguenti: "per gli anni 2012, 2013
e 2014" e, al quarto periodo, le parole: "per gli  anni  2012,  2013"
sono sostituite dalle seguenti: "per gli anni 2012, 2013 e 2014".
10- septies. All'articolo 42-bis del decreto-legge 21 giugno  2013,
98, il comma 2 e' sostituito dal seguente:
«2. I certificati per l'attivita' sportiva non agonistica,  di  cui
italiano. Ai fini del rilascio di tali certificati, i predetti medici
si  avvalgono  dell'esame  clinico  e  degli  accertamenti,   incluso
l'elettrocardiogramma, secondo linee guida approvate con decreto  del
Ministro della salute, su proposta della Federazione nazionale  degli
ordini dei medici-chirurghi e degli odontoiatri, sentito il Consiglio
superiore di sanita'. Dall'attuazione del presente comma  non  devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica".
11.  All'articolo  10,  comma  4-bis,  del  decreto  legislativo  6
settembre 2001,  n.  368,  e'  aggiunto  il  seguente  periodo:  «Per
assicurare il diritto all'educazione, negli asili nidi e nelle scuole
dell'infanzia degli enti locali, le deroghe di cui al presente  comma
si applicano, nel rispetto del patto  di  stabilita'  e  dei  vincoli
finanziari che limitano per gli enti locali la spesa per il personale
e il regime delle assunzioni, anche al relativo personale educativo e
12. All'articolo 114,  comma  5-bis,  del  decreto  legislativo  18
agosto 2000, n. 267, ultimo periodo, dopo le parole  «ed  educativi,»
sono aggiunte le seguenti: «servizi scolastici e per l'infanzia,».
13. Al  fine  di  assicurare  la  continuita'  delle  attivita'  di
ricostruzione e di recupero del tessuto urbano e sociale della citta'
dell'Aquila e dei comuni del cratere, la proroga  o  il  rinnovo  dei
contratti di lavoro a tempo determinato di cui all'articolo 7,  comma
6-ter, del decreto-legge 26  aprile  2013,  n.  43,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, e' consentita anche
per gli anni 2014 e 2015, con le modalita' e avvalendosi del  sistema
derogatorio ivi previsti compatibilmente con le  risorse  finanziarie
disponibili nei rispettivi bilanci, fermo restando  il  rispetto  del
patto di stabilita' interno e della vigente normativa in  materia  di
contenimento della spesa complessiva di personale.
14. Per le finalita' di cui al comma 13, il comune dell'Aquila puo'
prorogare o rinnovare i  contratti  di  lavoro  a  tempo  determinato
previsti  dall'articolo  2,  comma  3-sexies,  del  decreto-legge  29
febbraio 2011, n. 10, avvalendosi del  sistema  derogatorio  previsto
dall'articolo 7, comma 6-ter, del decreto-legge 26  aprile  2013,  n.
anche per gli anni 2014 e 2015, nel limite  massimo  di  spesa  di  1
milione di euro per ciascun anno a  valere  sulle  disponibilita'  in
bilancio, fermo restando il rispetto del patto di stabilita'  interno
e della vigente normativa in  materia  di  contenimento  della  spesa
complessiva di personale.
15. La disposizione dell'articolo  4,  comma  45,  della  legge  12
novembre  2011  n.  183,  si  applica  anche  ai  concorsi   per   il
reclutamento del personale  di  magistratura.  Le  entrate  derivanti
dalla disposizione di  cui  al  primo  periodo  del  presente  comma,
relativamente ai  concorsi  per  il  reclutamento  del  personale  di
magistratura ordinaria, sono versate all'entrata del  bilancio  dello
Stato per essere riassegnate al pertinente capitolo  dello  stato  di
previsione del Ministero della giustizia.
16. All'articolo 35, comma 4,  del  decreto  legislativo  30  marzo
2001, n. 165, e successive modificazioni,  le  parole:  ",  gli  enti
pubblici non economici e gli enti di ricerca" sono  sostituite  dalle
seguenti: "e gli enti pubblici non economici"  e  sono  aggiunti,  in
fine, i seguenti periodi: "Per gli enti di ricerca,  l'autorizzazione
all'avvio  delle  procedure  concorsuali  e'  concessa,  in  sede  di
approvazione del piano triennale del fabbisogno del personale e della
consistenza dell'organico, secondo i rispettivi ordinamenti. Per  gli
enti  di  ricerca  di  cui  all'articolo  1,  comma  1,  del  decreto
legislativo 31 dicembre 2009, n.  213,  l'autorizzazione  di  cui  al
presente  comma  e'  concessa  in  sede  di  approvazione  dei  Piani
triennali di attivita' e del piano  di  fabbisogno  del  personale  e
della consistenza dell'organico, di cui all'articolo 5, comma 4,  del
16-bis.  All'articolo  55-septies,   comma   5-ter,   del   decreto
legislativo 30  marzo  2001,  n.  165,  sono  apportate  le  seguenti
a) le parole: «l'assenza e'  giustificata»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «il permesso e' giustificato»;
b) dopo le parole: «di attestazione» sono inserite le seguenti:  «,
anche in ordine all'orario,»;
c) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:  «  o  trasmessa  da
questi ultimi mediante posta elettronica».
16-ter. All'articolo 14, comma 5, del decreto-legge 6 luglio  2012,
135, sono aggiunti, in fine, i  seguenti  periodi:  «L'individuazione
dei limiti avviene complessivamente su base nazionale e  la  relativa
assegnazione  alle  singole  camere  di  commercio  delle  unita'  di
personale da assumere e' stabilita con decreto  del  Ministero  dello
sviluppo economico sulla base dei criteri individuati da  un'apposita
commissione, costituita senza oneri  presso  il  medesimo  Ministero,
composta da cinque componenti: due in  rappresentanza  del  Ministero
dello sviluppo economico, dei quali uno con funzione  di  presidente,
uno in rappresentanza del Ministero dell'economia  e  delle  finanze,
uno in rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei  ministri  -
Dipartimento della funzione pubblica  ed  uno  in  rappresentanza  di
Unioncamere. Dalle disposizioni del  periodo  precedente  non  devono
Modifica  all'articolo  6  del  decreto-legge  n.   216   del   2011,
riguardante profili pensionistici per la donazione di sangue  e  di
emocomponenti e per i congedi di maternita' e paternita'
1. All'articolo 6, comma 2-quater, del  decreto-legge  29  dicembre
2012, n. 14, dopo le parole: "guadagni ordinaria"  sono  aggiunte  le
seguenti: ", nonche' per la donazione di sangue e  di  emocomponenti,
come previsto dall'articolo 8, comma 1, della legge 21 ottobre  2005,
n. 219, e per i congedi parentali di maternita' e paternita' previsti
dal testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151".
a)  limitatamente  ai  benefici  riconosciuti  in  relazione   alla
donazione di sangue e di emocomponenti, e' autorizzata  la  spesa  di
0,2 milioni di euro per l'anno 2013, di 2 milioni di euro per  l'anno
2014, di 3 milioni di euro per l'anno 2015, di 4 milioni di euro  per
l'anno 2016 e di 5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno  2017;
ai relativi oneri si provvede, quanto  a  0,2  milioni  di  euro  per
l'anno 2013, a 2 milioni di euro per l'anno 2014, a  2,5  milioni  di
euro per l'anno 2015, a 3,5 milioni di euro per l'anno 2016 e  a  4,5
milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2017, mediante  riduzione
e, quanto a 500.000 euro annui a decorrere dall'anno  2015,  mediante
corrispondente riduzione delle proiezioni, per il medesimo anno 2015,
relativo al Ministero degli affari esteri;
b) limitatamente ai benefici riconosciuti in relazione  ai  congedi
parentali di maternita' e di paternita', e' autorizzata la  spesa  di
0,6 milioni di euro per l'anno 2013, 3 milioni  di  euro  per  l'anno
2014, 5 milioni di euro per l'anno 2015,  8,7  milioni  di  euro  per
l'anno 2016 e 11,4 milioni di euro a  decorrere  dall'anno  2017;  ai
relativi  oneri  si  provvede   mediante   corrispondente   riduzione
MISURE PER L’EFFICIENTAMENTO E LA RAZIONALIZZAZIONE DELLE PUBBLICHE
Disposizioni in materia di trasparenza, anticorruzione e  valutazione
3. Ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 6 novembre  2012,
n.  190,  la  Commissione  per  la  valutazione,  la  trasparenza   e
l'integrita' delle amministrazioni pubbliche assume la  denominazione
di Autorita' nazionale anticorruzione  e  per  la  valutazione  e  la
trasparenza delle pubbliche amministrazioni (A.N.AC.).
5. All'articolo 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150,
«3. L'Autorita' e' organo collegiale composto dal presidente  e  da
quattro componenti scelti tra esperti  di  elevata  professionalita',
anche estranei  all'amministrazione,  con  comprovate  competenze  in
Italia e all'estero, sia nel settore pubblico che in quello  privato,
di  notoria  indipendenza  e  comprovata  esperienza  in  materia  di
contrasto  alla  corruzione,  di  management  e   misurazione   della
performance, nonche' di gestione  e  valutazione  del  personale.  Il
presidente e i componenti sono nominati, tenuto conto  del  principio
delle pari opportunita' di genere, con decreto del  Presidente  della
Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei  ministri,  previo
parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti  espresso
a maggioranza dei due terzi dei componenti. Il presidente e' nominato
su proposta  del  Ministro  per  la  pubblica  amministrazione  e  la
semplificazione, di concerto con il Ministro  della  giustizia  e  il
Ministro dell'interno; i componenti sono  nominati  su  proposta  del
Ministro per la pubblica amministrazione  e  la  semplificazione.  Il
presidente e i componenti dell'Autorita' non  possono  essere  scelti
tra persone che rivestono incarichi pubblici elettivi  o  cariche  in
partiti  politici  o  in  organizzazioni  sindacali  o  che   abbiano
rivestito tali incarichi e cariche nei tre anni precedenti la  nomina
e, in ogni caso, non devono avere interessi di  qualsiasi  natura  in
conflitto con le funzioni dell'Autorita'. I componenti sono  nominati
per un periodo di sei anni e  non  possono  essere  confermati  nella
carica ».
6. I commi 1 e 4 dell'articolo 34-bis del decreto-legge 18  ottobre
2012, n. 221, sono abrogati.
7.  Il  Presidente  e  i  componenti  della  Commissione   di   cui
all'articolo 13  del  decreto  legislativo  n.  150  del  2009,  gia'
insediati alla data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,
restano in carica fino alla nomina del nuovo Presidente e  dei  nuovi
componenti. Le proposte di nomina del  Presidente  e  dei  componenti
devono essere formulate entro trenta giorni dalla data di entrata  in
8. Le amministrazioni  interessate  provvedono  all'attuazione  del
previste a legislazione vigente, senza oneri a carico  della  finanza
Disposizioni  in  materia   di   controllo   aeroportuale   e   sulle
1.  All'articolo  5  del  decreto-legge  18  gennaio  1992,  n.  9,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1992, n.  217,
«4-ter. Nel rispetto dei principi europei, possono essere  altresi'
affidati al gestore aeroportuale, da parte dell'ENAC:
a) il servizio di controllo  del  personale  aeroportuale  e  degli
equipaggi, compresi gli oggetti  trasportati  ed  il  possesso  delle
previste autorizzazioni, che accedono alle aree sterili attraverso le
aerostazioni passeggeri;
b) il controllo del personale aeroportuale, e  di  qualunque  altro
soggetto, compresi gli  oggetti  trasportati  ed  il  possesso  delle
previste autorizzazioni, che, attraverso  varchi  diversi  da  quelli
interni alle aerostazioni, accedono alle  aree  sterili,  nonche'  il
controllo dei veicoli  che,  muniti  delle  previste  autorizzazioni,
debbano recarsi in un'area sterile del sedime aeroportuale per il cui
accesso e' richiesta l'effettuazione di specifici controlli.
4-quater. I servizi di cui al comma 4-ter sono  svolti  secondo  le
procedure  indicate  dal  Programma  nazionale   per   la   sicurezza
dell'aviazione civile, con la supervisione  della  forza  di  polizia
prevista dal locale dispositivo di sicurezza.
4-quinquies. La supervisione sui servizi di  controllo  di  cui  al
comma 4-ter puo' essere svolta, secondo le esigenze locali e  con  le
modalita' stabilite dai Comitati di Sicurezza  Aeroportuali,  con  il
concorso delle altre forze di polizia previste dal locale dispositivo
di sicurezza.».
2. Dall'applicazione delle disposizioni di  cui  al  comma  1,  non
3. All'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio  2010,  n.
122, dopo il nono periodo  e'  inserito  il  seguente:  «Al  fine  di
assicurare   la   continuita'   dell'attivita'   di   vigilanza   sui
concessionari della rete autostradale,  ai  sensi  dell'articolo  11,
comma 5, secondo periodo, del  decreto-legge  n.  216  del  2011,  il
presente comma non si  applica  altresi',  nei  limiti  di  cinquanta
unita'  di  personale,  al  Ministero  delle  infrastrutture  e   dei
trasporti esclusivamente per lo svolgimento della predetta attivita';
alla copertura del relativo onere si provvede mediante  l'attivazione
della  procedura  per   l'individuazione   delle   risorse   di   cui
all'articolo 25, comma 2, del decreto-legge 21 giugno  2013,  n.  69,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.».
3-bis. All'articolo 25, comma 1, del decreto-legge 21 giugno  2013,
98, l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: «Per le finalita' di
cui al presente comma, la  dotazione  organica  del  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti e' incrementata:
a) per l'area funzionale di un numero di unita' pari al  numero  di
unita' di personale individuato nella predetta area dal  decreto  del
Presidente del Consiglio dei ministri di cui al primo periodo;
b)  per  l'area  dirigenziale  di  prima  e   di   seconda   fascia
rispettivamente di una e dodici unita' di personale, come individuato
dal predetto decreto».
4. All'articolo 37, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011,  n.
214, e successive modificazioni, la lettera a)  e'  sostituita  dalla
seguente: «a) agli oneri derivanti dall'istituzione dell'Autorita'  e
dal suo funzionamento, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro  per
l'anno 2013 e 2,5 milioni  di  euro  per  l'anno  2014,  si  provvede
2013-2015, nell'ambito del programma »Fondi di  riserva  e  speciali«
della missione »Fondi da ripartire« dello  stato  di  previsione  del
Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2013,  allo  scopo
affari esteri. Al fine di assicurare l'immediato avvio dell'Autorita'
di regolazione dei trasporti, l'Autorita' garante della concorrenza e
del  mercato  anticipa,  nei  limiti  di  stanziamento  del   proprio
bilancio,  le  risorse  necessarie  per  la  copertura  degli   oneri
derivanti  dall'istituzione   dell'Autorita'   di   regolazione   dei
trasporti e dal suo funzionamento, nella misura  di  1,5  milioni  di
euro per l'anno 2013 e di 2,5 milioni di euro  per  l'anno  2014.  Le
somme  anticipate  sono  restituite   all'Autorita'   garante   della
concorrenza e del mercato a valere sulle  risorse  di  cui  al  primo
periodo della presente lettera. Fino all'attivazione  del  contributo
di cui alla lettera b), l'Autorita' garante della concorrenza  e  del
mercato, nell'ambito delle predette risorse,  assicura  all'Autorita'
di  regolazione  dei  trasporti,  tramite  apposita  convenzione,  il
necessario supporto operativo-logistico, economico e finanziario  per
lo svolgimento delle attivita' strumentali all'implementazione  della
struttura   organizzativa   dell'Autorita'   di    regolazione    dei
trasporti;».
4-bis. All'articolo 11, comma 5, secondo periodo, del decreto-legge
24 febbraio 2012, n. 14, dopo le parole: «di cui al medesimo comma 5»
sono aggiunte le seguenti: «nonche' alle  altre  strutture  dell'Anas
spa che svolgono le funzioni di concedente di  cui  all'articolo  36,
comma 2, del decreto-legge 6 luglio  2011,  n.  98,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 15 luglio  2011,  n.  111,  pari  a  dieci
unita' per l'area funzionale e due per l'area dirigenziale di seconda
fascia. Conseguentemente, la dotazione organica del  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti e' incrementata di due  posizioni  per
l'area dirigenziale di seconda fascia, nonche' di un numero di  posti
corrispondente alle unita' di personale trasferito».
Disposizioni in materia di collocamento obbligatorio, di  commissioni
mediche dell'amministrazione della pubblica  sicurezza,  di  lavoro
carcerario, nonche' di interpretazione autentica.
1. All'articolo 16-ter del decreto-legge 15  gennaio  1991,  n.  8,
a) al comma 1, dopo la lettera e) e' inserita la seguente:
«e-bis) ad accedere, anche se non  piu'  sottoposti  allo  speciale
programma di protezione, a un programma di assunzione in una pubblica
amministrazione, con qualifica e funzioni corrispondenti al titolo di
studio ed alle professionalita' possedute,  fatte  salve  quelle  che
richiedono il possesso di specifici requisiti;»;
«2-bis. Alle assunzioni di cui  al  comma  1,  lettera  e-bis),  si
provvede per chiamata diretta nominativa, nell'ambito dei rapporti di
lavoro di cui all'articolo 2, commi 2 e 3, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nei limiti dei  posti
vacanti nelle piante organiche delle  Amministrazioni  interessate  e
nel rispetto delle disposizioni limitative in materia di  assunzioni,
sulla base delle intese conseguite fra il Ministero dell'interno e le
Amministrazioni interessate. A tal fine, si applica ai  testimoni  di
giustizia il diritto  al  collocamento  obbligatorio  con  precedenza
previsto dall'articolo 1, comma 2, della legge 23  novembre  1998  n.
407, in materia  di  vittime  del  terrorismo  e  della  criminalita'
organizzata. Con decreto del Ministro dell'interno, emanato ai  sensi
dell'articolo 17-bis, di concerto con il  Ministro  per  la  pubblica
amministrazione, sentita la commissione centrale di cui  all'articolo
10, comma 2, sono stabilite  le  relative  modalita'  di  attuazione,
anche al fine di garantire la sicurezza  delle  persone  interessate.
Con il medesimo decreto sono espressamente  stabiliti  i  criteri  di
riconoscimento del diritto  ai  soggetti  non  piu'  sottoposti  allo
speciale programma di protezione, anche in relazione alla qualita' ed
entita' economica dei benefici  gia'  riconosciuti  e  alle  cause  e
modalita' della revoca del programma di protezione ».
3. Al fine di assicurare la funzionalita'  e  la  razionalizzazione
della spesa nell'ambito del Comparto sicurezza e difesa, il Ministero
dell'interno e' autorizzato, ai sensi dell'articolo 1-ter,  comma  1,
del  decreto-legge  31   marzo   2005,   n.   45,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 31 maggio 2005,  n.  89,  a  stipulare,  a
condizioni di reciprocita', uno  o  piu'  convenzioni  anche  con  il
Ministero della  difesa  per  l'espletamento  delle  attivita'  delle
commissioni mediche ivi previste anche nei  confronti  del  personale
militare, ivi compreso quello del Corpo della Guardia di finanza.
4. Per le medesime finalita' di cui al comma 3, all'articolo  1-ter
del decreto-legge n. 45 del 2005, convertito dalla legge  n.  89  del
2005, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2. Per la composizione e
le per le modalita' di funzionamento  delle  commissioni  di  cui  al
comma 1, di prima e di  seconda  istanza,  si  applicano,  in  quanto
compatibili, le disposizioni di cui al decreto del  Presidente  della
Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461, nonche' quelle di cui al titolo V
del libro I del codice dell'ordinamento militare, emanato con decreto
legislativo 15 marzo 2010, n.  66,  ferme  restando  le  funzioni  di
presidente della Commissione assunte  da  un  appartenente  ai  ruoli
professionali  dei  sanitari  della  Polizia   di   Stato,   di   cui
all'articolo 43 del decreto legislativo 5 ottobre 2000,  n.  334.  Ai
fini dell'applicazione del  presente  articolo,  i  riferimenti  alle
commissioni mediche interforze e alle commissioni  mediche  contenute
nei predetti  decreti,  nonche'  nel  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 dicembre 1973, n.  1092,  si  intendono  riferiti  alle
commissioni sanitarie di cui al comma 1  del  presente  articolo.  La
competenza territoriale delle commissioni,  nonche'  l'organizzazione
delle stesse  e  le  modalita'  per  l'avvio  delle  attivita',  sono
definite con decreto del capo  della  polizia  -  direttore  generale
della pubblica sicurezza,  anche  in  relazione  ai  contenuti  delle
convenzioni di cui al comma 1.»;
b) al comma 3, le parole: «Fino all'emanazione del  regolamento  di
cui comma 2» sono sostituite dalle seguenti: «Fino all'emanazione del
decreto di cui al comma 2, ultimo periodo,».
5. All'attuazione dei commi 3 e 4  si  provvede  nell'ambito  delle
risorse  umane,  strumentali  e  finanziarie  delle   Amministrazioni
interessate, disponibili a legislazione vigente  e,  comunque,  senza
6. Le amministrazioni pubbliche procedono a rideterminare il numero
delle assunzioni obbligatorie delle  categorie  protette  sulla  base
delle quote  e  dei  criteri  di  computo  previsti  dalla  normativa
vigente, tenendo conto, ove necessario, della dotazione organica come
rideterminata  secondo  la  legislazione  vigente.  All'esito   della
rideterminazione del numero delle assunzioni di cui  sopra,  ciascuna
amministrazione e' obbligata ad assumere, a tempo  indeterminato,  un
numero  di  lavoratori  pari  alla  differenza  fra  il  numero  come
rideterminato e quello allo  stato  esistente.  La  disposizione  del
presente comma deroga ai divieti di nuove assunzioni  previsti  dalla
legislazione  vigente,  anche  nel  caso  in  cui   l'amministrazione
interessata sia in situazione di soprannumerarieta'. Per i lavoratori
delle categorie protette di cui all'articolo 1 della legge  12  marzo
1999, n. 68, assunti a tempo determinato nel  rispetto  dell'articolo
7, comma  2,  della  medesima  legge  n.  68  del  1999,  si  applica
l'articolo 5, commi 4-quater e 4-sexies, del  decreto  legislativo  6
settembre 2001, n. 368, e successive modificazioni, nei limiti  della
quota d'obbligo.
7. Il Dipartimento per la funzione  pubblica  e  il  Ministero  del
lavoro  e  delle  politiche  sociali,  per   quanto   di   rispettiva
competenza, monitorano l'adempimento dell'obbligo di cui al comma 6.
8. Il comma 1 dell'articolo 3, della legge 22 giugno 2000, n. 193 e
successive modificazioni e' sostituito dal seguente: «1. Alle imprese
che assumono, per un periodo di tempo non inferiore ai trenta giorni,
lavoratori detenuti o  internati,  anche  quelli  ammessi  al  lavoro
all'esterno ai sensi dell'articolo 21 della legge 26 luglio 1975,  n.
354,  e  successive  modificazioni,  o  che  svolgono  effettivamente
attivita' formative nei loro confronti, e'  concesso  un  credito  di
imposta mensile nella misura massima  di  settecento  euro  per  ogni
lavoratore assunto.».
9. L'articolo 1, comma 34, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, si
interpreta nel senso che le ulteriori assunzioni  di  avvocati  dello
Stato possono essere effettuate, sempre nel rispetto  dei  limiti  di
spesa  di  €.  272.000,00  e  della  vigente  dotazione  organica,  a
decorrere dall'anno 2013, mediante il conferimento della qualifica di
avvocato dello Stato ai procuratori dello  Stato  con  anzianita'  di
servizio  di  otto  anni  nella   qualifica,   previo   giudizio   di
promovibilita' e secondo l'ordine di merito.
9-bis. Al primo comma dell'articolo 83 della legge 1o aprile  1981,
n.  121,  le  parole:  «o  comunque  assoggettabili  ad  obblighi  di
servizio» sono sostituite dalle seguenti: «o in quiescenza».
9-ter. Le funzioni  di  vigilanza  sugli  enti  e  associazioni  di
promozione sociale di cui alle leggi  21  agosto  1950,  n.  698,  13
aprile 1953, n. 337, e 23 aprile 1965, n. 458,  sono  esercitate  dal
Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Dall'attuazione della
presente disposizione non devono derivare nuovi o  maggiori  oneri  a
carico  della  finanza  pubblica  e  ad  essa  si  provvede  mediante
l'utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili
9-quater. Il regolamento previsto dall'articolo 5, comma  2,  della
legge 15 dicembre 1998, n. 438, deve  essere  adottato  entro  il  30
giugno 2014. Nelle more dell'emanazione del  regolamento  di  cui  al
precedente periodo, restano salve le disposizioni di cui  alla  legge
19 novembre 1987, n. 476, e  successive  modificazioni,  nonche'  gli
atti compiuti nella sua vigenza.
9-quinquies. All'articolo 71, comma 11, del decreto  legislativo  9
aprile 2008, n. 81,  e  successive  modificazioni,  le  parole:  «nel
termine  di   quarantacinque   giorni   dalla   messa   in   servizio
dell'attrezzatura» sono sostituite dalle seguenti:  «nel  termine  di
quarantacinque giorni dalla richiesta».
9-sexies. Le disposizioni di  cui  all'articolo  6,  comma  8,  del
decreto-legge   1°   dicembre   1993,   n.   487,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n.  71,  si  interpretano
nel senso che, a decorrere dalla  data  di  trasformazione  dell'ente
"Poste Italiane" in societa' per azioni, le stesse si applicano  alla
societa' Poste italiane Spa e a tutte  le  societa'  nelle  quali  la
medesima  detiene  una  partecipazione  azionaria  di  controllo,  ad
esclusione delle societa' con licenza bancaria, di trasporto aereo  e
che svolgono attivita' di corriere espresso.
Incremento delle dotazioni organiche del Corpo nazionale  dei  vigili
1. Per garantire gli standard operativi e i livelli  di  efficienza
ed efficacia del Corpo nazionale dei vigili del fuoco,  la  dotazione
organica della qualifica di vigile del fuoco del  predetto  Corpo  e'
incrementata di 1.000 unita'.
2. Per la copertura dei posti portati in aumento nella qualifica di
vigile del fuoco ai sensi del comma 1, e' autorizzata l'assunzione di
un corrispondente numero di  unita'  mediante  il  ricorso  in  parti
uguali alle graduatorie di cui all'articolo 4-ter  del  decreto-legge
20 giugno 2012, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla  legge  7
agosto 2012, n. 131, approvate dal 1º gennaio 2008, attingendo a tali
graduatorie fino al loro esaurimento prima di procedere all'indizione
di un nuovo concorso e comunque nel rispetto dei limiti di  spesa  di
3. Gli oneri derivanti dalle disposizioni di cui ai  commi  1  e  2
sono determinati nel limite della misura massima complessiva di  euro
1.003.130 per l'anno 2013, di euro 29.848.630 per l'anno  2014  e  di
euro 40.826.681 a decorrere dall'anno  2015.  Ai  predetti  oneri  si
provvede mediante la corrispondente riduzione degli  stanziamenti  di
spesa  per  la  retribuzione  del  personale  volontario  del   Corpo
nazionale dei vigili del fuoco, iscritti nello  stato  di  previsione
del Ministero  dell'interno,  nell'ambito  della  missione  «Soccorso
4. Ai fini delle  assunzioni  di  cui  ai  commi  1  e  2  e  delle
assunzioni nella qualifica di vigile del fuoco ai sensi dell'articolo
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,  da
effettuarsi con la medesima  ripartizione  di  cui  al  comma  2,  e'
prorogata non oltre il 31 dicembre 2016 l'efficacia delle graduatorie
approvate a partire dal 1o gennaio 2008, di  cui  all'articolo  4-ter
5. L'impiego del personale volontario, ai sensi dell'articolo 9 del
dell'autorizzazione annuale di spesa,  pari  a  euro  84.105.233  per
l'anno 2014 e a euro 73.127.182 a decorrere dall'anno 2015.
6. All'articolo 24 del decreto legislativo 8 marzo  2006,  n.  139,
«6-bis. Ferme restando le funzioni spettanti al corpo nazionale del
delle province autonome in materia di soccorso  sanitario,  il  Corpo
nazionale  dei  vigili  del  fuoco,  in   contesti   di   particolare
difficolta' operativa e di pericolo per l'incolumita' delle  persone,
puo' realizzare interventi di  soccorso  pubblico  integrato  con  le
regioni e le province  autonome  utilizzando  la  propria  componente
aerea. Gli accordi per disciplinare lo svolgimento di tale  attivita'
sono stipulati tra il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso
pubblico e della  difesa  civile  del  Ministero  dell'interno  e  le
regioni e le province autonome che vi abbiano interesse.  I  relativi
oneri finanziari  sono  a  carico  delle  regioni  e  delle  province
6-ter. Agli aeromobili del Corpo nazionale  dei  vigili  del  fuoco
impiegati negli interventi di soccorso pubblico integrato di  cui  al
comma 6-bis, si applicano le disposizioni di  cui  all'articolo  744,
comma 1, e 748 del codice della navigazione.».
7. A decorrere dal 1o gennaio  2014,  le  disposizioni  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 1o agosto 2011,  n.  151,  si
applicano anche agli stabilimenti  soggetti  alla  presentazione  del
rapporto di sicurezza di cui all'articolo 8 del  decreto  legislativo
17 agosto 1999, n. 334. Entro -sessanta giorni dalla data di  entrata
in  vigore  del  presente  decreto,  sono   adeguate   le   procedure
semplificate di prevenzione incendi di cui al  decreto  del  Ministro
dell'interno 19 marzo 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 80
del 5 aprile 2001, adottato ai sensi dell'articolo 26, comma  2,  del
medesimo decreto legislativo n. 334 del 1999.
7-bis. I comuni e i consorzi di comuni, le province  e  le  regioni
possono avvalersi del Corpo nazionale dei vigili  del  fuoco  per  la
redazione dei piani di emergenza comunali  e  di  protezione  civile,
previa stipula di apposite  convenzioni  che  prevedano  il  rimborso
delle maggiori spese sostenute dal Corpo  nazionale  dei  vigili  del
fuoco per gli straordinari e le risorse strumentali necessarie.
1. Al decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, sono  apportate
a) il comma 2 dell'articolo 6-bis e' abrogato;
b) al secondo periodo del comma 1 dell'articolo 7,  le  parole  da:
«espressamente indicate» fino alla fine del periodo  sono  sostituite
dalle seguenti: «individuate ai sensi dell'articolo 13»;
1)  al  comma  2  sono  aggiunte,  in  fine,  le  seguenti  parole:
«annualmente. Il programma statistico nazionale prevede modalita'  di
raccordo e di coordinamento con i programmi statistici predisposti  a
livello regionale.»;
«3-bis. Nel programma  statistico  nazionale  sono  individuate  le
varianti che possono essere diffuse in forma disaggregata,  ove  cio'
risulti necessario per soddisfare  particolari  esigenze  conoscitive
anche di carattere internazionale o europeo.
3-ter.  Al  fine  di  attuare  i  principi  di  cui  al   comma   2
dell'articolo 1, con il decreto  di  cui  al  comma  3  del  presente
articolo  e'  approvato  l'elenco  delle  rilevazioni  comprese   nel
programma statistico nazionale rispetto alle quali sussiste l'obbligo
di risposta di cui all'articolo 7,  e  sono  definiti  i  criteri  da
utilizzare  per  individuare,  ai  fini  dell'accertamento   di   cui
all'articolo 11, comma 2, le unita' di  rilevazione  la  cui  mancata
risposta comporta l'applicazione della sanzione di  cui  al  medesimo
articolo 7»;
3) al comma 4, le  parole:  «al  comma  3»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «ai commi 3 e 3-ter»;
1) al comma 1, dopo  le  parole:  «ed  affini,»  sono  inserite  le
seguenti: «con esperienza internazionale, »;
2) al comma 2, le parole: «all'articolo 17» sono  sostituite  dalle
seguenti: «all'articolo 3 del  regolamento  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 166».
2. Nelle more  dell'entrata  in  vigore  del  Programma  statistico
nazionale  2014-2016,  e'   prorogata   l'efficacia   del   Programma
statistico nazionale  2011-2013  -  Aggiornamento  2013,  di  cui  al
decreto del Presidente del Consiglio  dei  ministri  21  marzo  2013,
nonche' l'efficacia delle  disposizioni  contenute  nel  decreto  del
Presidente della Repubblica 19 luglio 2013 relativo all'elenco  delle
rilevazioni statistiche comprese nel Programma  statistico  nazionale
per il triennio 2011-2013 - Aggiornamento 2013, per le quali sussiste
l'obbligo di risposta da parte dei soggetti privati e nel decreto del
Presidente della Repubblica 19 luglio 2013, relativo alle rilevazioni
statistiche rispetto alle quali la mancata  fornitura  dei  dati  per
l'anno 2013 configura violazione dell'obbligo di  risposta,  a  norma
dell'articolo 7 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322.
3. Entro sessanta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della
legge di conversione del presente decreto, lo  statuto  dell'Istituto
nazionale di statistica e' adeguato alle disposizioni di cui ai commi
Misure urgenti per le istituzioni scolastiche  e  culturali  italiane
1. All'articolo 14, comma 12, del decreto-legge 6 luglio  2012,  n.
«12-bis. A decorrere dall'anno scolastico 2013/2014, per specifiche
ed insopprimibili  esigenze  didattiche  o  amministrative,  che  non
trovino  gradatamente  idonea  soluzione  attraverso  il  ricorso  al
personale a contratto reclutato in loco di cui all'articolo  653  del
decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, o con  le  operazioni  di
mobilita'  del  personale  scolastico  a  tempo  indeterminato   gia'
collocato fuori ruolo all'estero, in deroga al comma 12, puo'  essere
conservato, ad invarianza di  spesa,  un  limitato  numero  di  posti
vacanti e disponibili nel contingente di  cui  all'articolo  639  del
medesimo decreto legislativo,  sui  quali  possono  essere  assegnate
unita' di personale, da individuare tra  coloro  utilmente  collocati
nella graduatorie previste dall'articolo 640 del decreto  legislativo
16 aprile 1994, n. 297, riformulate sulla  base  di  prove  selettive
antecedenti  al  6  luglio  2012,  nonche'  i  dirigenti   scolastici
individuati dalle procedure selettive anch'esse indette prima  del  6
luglio 2012, ai  sensi  dell'articolo  46  del  contratto  collettivo
nazionale  di  lavoro  per   il   quadriennio   2002-2005   dell'area
dirigenziale V. Con il provvedimento  di  cui  all'articolo  639  del
decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, il Ministro degli  affari
esteri, di concerto con il Ministro dell'economia e finanze e con  il
Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, individua
il numero di posti  di  cui  al  primo  periodo,  fermo  restando  il
raggiungimento del livello medio  annuo  dei  risparmi  scontati  nei
saldi di finanza pubblica in relazione al comma  12.  Dall'attuazione
del presente comma non devono derivare maggiori oneri per la  finanza
2-bis. Alla legge 22 dicembre  1990,  n.  401,  sono  apportate  le
a) all'articolo 7, comma 1, dopo le parole: «negli Stati nei  quali
hanno  sede»  sono  aggiunte  le  seguenti:  «e  negli  altri   Stati
individuati  con  decreto  del  competente  direttore  generale   del
Ministero,  di  concerto  con  il  Ministero  dell'economia  e  delle
b) all'articolo 13, il comma 1 e' sostituito dal seguente:
«1.  Il  personale  dell'area  della  promozione  culturale  presta
servizio presso la  direzione  generale  o  presso  gli  Istituti  di
cultura con funzioni di direttore o addetto oppure presso gli  uffici
all'estero di cui all'articolo 30 del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, con funzioni di addetto».
2-ter. Nel quadro D della tabella A di cui all'articolo 171,  comma
2, del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18,
dopo le parole: «addetto presso istituto italiano  di  cultura»  sono
inserite  le  seguenti:  «,   rappresentanza   diplomatica,   ufficio
consolare o rappresentanza permanente».
3. Dal presente articolo non devono derivare maggiori oneri per  la
finanza  pubblica.  All'attuazione  delle  disposizioni  di  cui   al
presente  articolo  si  provvede  nell'ambito  delle  risorse  umane,
Potenziamento della revisione della spesa di personale del  Ministero
1. Al decreto del Presidente della Repubblica 5  gennaio  1967,  n.
18, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 170 e' aggiunto, infine, il seguente comma:
«Se destinato all'estero ai sensi dell'articolo 34 per  un  periodo
che,   anche   per   effetto   di   eventuali   proroghe,   non   sia
complessivamente superiore ad un anno,  il  personale  ha  titolo  al
trattamento economico di cui alla presente parte,  ad  eccezione  dei
benefici di cui agli articoli 173, 175, 176, 179, 196, 197, 199,  205
e 206, nonche' al primo comma dell'articolo 200»;
b) l'articolo 199 e' sostituito dal seguente:
«Art. 199. - (Contributo per il trasporto degli effetti). - 1.  Per
i viaggi di trasferimento di cui all'articolo 190, per consentire  di
far fronte alle spese aggiuntive necessarie per  il  trasporto  degli
effetti, comprensivi di bagaglio,  mobili  e  masserizie,  spetta  al
personale un contributo fisso  onnicomprensivo.  La  misura  di  tale
contributo   e'   rapportata   all'indennita'   spettante   a   norma
dell'articolo 175 del presente decreto per il personale trasferito da
Roma ad una sede estera e da una ad altra sede estera, ovvero a norma
dell'articolo 176 del presente decreto per il personale  in  servizio
all'estero che e' richiamato in Italia. Tale misura e'  pari  ad  una
percentuale compresa fra il 30 e il 100 per cento di dette indennita'
a seconda della distanza intercorrente fra  la  sede  di  servizio  e
quella  di  destinazione,  ed  e'  stabilita  secondo   la   seguente
parametrazione:
b) per distanze maggiori  di  chilometri  500  e  non  maggiori  di
chilometri 1.500: 50 per cento;
c) per distanze maggiori di chilometri  1.500  e  non  maggiori  di
chilometri 3.500: 75 per cento;
2. La parametrazione di cui al  comma  1  puo'  essere  modificata,
senza introdurre maggiori oneri, con decreto del Ministro di concerto
3. Il contributo  fisso  onnicomprensivo  di  cui  al  comma  1  e'
corrisposto nella misura del 75 per cento all'atto dell'assunzione di
servizio presso una sede all'estero o presso il Ministero; il residuo
25 per cento del contributo spettante e'  corrisposto  entro  novanta
giorni dalla  data  di  presentazione  al  Ministero,  da  parte  del
dipendente trasferito, di idonea attestazione, rilasciata dalla  sede
all'estero presso la quale il  dipendente  e'  trasferito,  che  egli
abbia  effettivamente  ricevuto  i  propri  mobili   e   le   proprie
masserizie. In caso di  rientro  presso  l'Amministrazione  centrale,
tale attestazione e' sostituita da un'attestazione che le  masserizie
sono state effettivamente spedite, resa dalla  sede  dalla  quale  il
dipendente e' trasferito. La sede all'estero rilascia  l'attestazione
su richiesta del dipendente trasferito, sulla base degli atti in  suo
possesso oppure a seguito di opportune verifiche effettuate in  loco.
Qualora, entro sei mesi dalla data  di  assunzione  di  servizio,  il
dipendente trasferito non  produca  al  Ministero  per  causa  a  lui
imputabile l'attestazione rilasciata dalla sede all'estero, lo stesso
perde il diritto alla corresponsione del contributo fisso di  cui  al
comma 1 e la quota gia' pagata all'atto dell'assunzione  di  servizio
e' recuperata a cura dell'Amministrazione.
4. Qualora dipendenti fra  loro  coniugati  siano  trasferiti  allo
stesso ufficio all'estero o ad uffici ubicati nella stessa citta',  e
sempre che il divario fra le date di  assunzione  di  servizio  nella
sede sia inferiore a centottanta giorni,  il  contributo  di  cui  al
comma 1 spetta soltanto al dipendente che ne ha diritto nella  misura
piu' elevata, con gli aumenti che spetterebbero se il coniuge fosse a
carico.  Con  decreto  del  Ministro  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze, da rivedere con cadenza annuale,  sono
individuate  le  sedi  all'estero   caratterizzate   da   particolari
situazioni abitative, con specifico riferimento  alla  disponibilita'
di alloggi parzialmente  o  totalmente  arredati,  e  logistiche,  da
condizioni eccezionali sotto il profilo della sicurezza e del disagio
del personale, oppure da particolari livelli delle indennita' di base
per le quali il contributo di cui al comma 1 puo' essere  corrisposto
in misura diversa rispetto alla parametrazione stabilita al  medesimo
comma. Dall'applicazione di tale decreto non devono derivare maggiori
oneri a carico della finanza pubblica»;
c) l'articolo 200 e' abrogato;
d)  all'articolo  201,  dopo  la  parola:  «domestici»  le  parole:
«nonche' per i trasporti di cui all'articolo 199» sono soppresse;
e) al secondo comma dell'articolo 202, dopo la parola:  «domestici»
le parole: «ed eventualmente alle spese di spedizione degli  effetti»
2. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere b), c), d) e  e),  si
applicano a decorrere dal 1o gennaio 2014.
1. Nel quadro delle attribuzioni del Presidente del  Consiglio  dei
ministri o del Ministro delegato per la politica di coesione  di  cui
all'articolo 7, comma 26, del decreto-legge 31 maggio  2010,  n.  78,
al decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, al fine  di  assicurare
il perseguimento delle finalita'  di  cui  all'articolo  119,  quinto
comma, della Costituzione e rafforzare  l'azione  di  programmazione,
coordinamento, sorveglianza e sostegno della politica di coesione, e'
istituita  l'Agenzia  per  la  coesione  territoriale,   di   seguito
denominata «Agenzia», sottoposta alla vigilanza  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri o del Ministro delegato. Le funzioni  relative
alla politica di  coesione  sono  ripartite  tra  la  Presidenza  del
Consiglio dei ministri e l'Agenzia secondo le disposizioni di cui  ai
seguenti commi.
2. Ferme restando le competenze delle amministrazioni  titolari  di
programmi e delle relative autorita' di gestione, la  Presidenza  del
Consiglio dei ministri, in particolare:
a)   nell'attivita'   istruttoria   cura   il   raccordo   con   le
amministrazioni  statali  e  regionali  competenti  ai   fini   della
predisposizione di proposte di programmazione economica e finanziaria
e di  destinazione  territoriale  delle  risorse  della  politica  di
coesione europea e nazionale di natura finanziaria e non  finanziaria
miranti  ad  accrescere  la  coesione  territoriale,  anche  ai  fini
dell'adozione degli atti di indirizzo e  di  programmazione  relativi
all'impiego dei fondi a finalita'  strutturale  dell'Unione  Europea,
nonche' all'impiego del Fondo  per  lo  sviluppo  e  la  coesione  da
realizzare in forma integrata con le risorse europee per lo  sviluppo
b) promuove e coordina i programmi e gli interventi finanziati  dai
fondi strutturali, i programmi finanziati dal Fondo per lo sviluppo e
la coesione, nonche' le attivita' di valutazione delle  politiche  di
c) raccoglie ed elabora, in collaborazione con  le  amministrazioni
statali e regionali competenti, informazioni e  dati  sull'attuazione
dei programmi operativi dei fondi a finalita' strutturale dell'Unione
europea, nonche' sull'attuazione del  Fondo  per  lo  sviluppo  e  la
coesione, anche ai fini dell'adozione delle misure  di  accelerazione
degli interventi necessari ai sensi dell'articolo  3,  comma  3,  del
decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88;
d) supporta il Presidente o il Ministro delegato nei  rapporti  con
le istituzioni dell'Unione europea relativi alla fase di  definizione
delle politiche di  sviluppo  regionale  e  di  verifica  della  loro
realizzazione,   predisponendo,   ove   necessario,    proposte    di
e) raccoglie ed elabora informazioni, dati e analisi in materia  di
f) cura l'istruttoria relativa  all'esercizio  dei  poteri  di  cui
all'articolo 6, comma 6, del decreto legislativo n. 88 del  2011,  al
fine di assicurare l'efficace utilizzo delle risorse per la  politica
f-bis) puo' avvalersi, al fine  di  rafforzare  l'attuazione  della
politica di coesione ed assicurare il perseguimento  degli  obiettivi
di cui all'articolo 3, comma 3, del  decreto  legislativo  31  maggio
2011, n. 88, nonche' per dare esecuzione alle determinazioni  assunte
ai sensi dell'articolo 6, comma 6, del decreto legislativo n. 88  del
2011, dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo
sviluppo d'impresa Spa, anche attraverso il ricorso  alle  misure  di
accelerazione degli interventi strategici di cui all'articolo  55-bis
del  decreto-legge  24  gennaio   2012,   n.   1,   convertito,   con
f-ter) promuove il ricorso alle  modalita'  di  attuazione  di  cui
all'articolo 6 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, e  alle
misure previste dagli articoli 9 e 9-bis del decreto-legge 21  giugno
3. L'Agenzia, tenuto conto degli obiettivi definiti dagli  atti  di
indirizzo  e  programmazione  della  Presidenza  del  Consiglio   dei
Ministri relativamente ai fondi strutturali europei e al Fondo per lo
sviluppo e la coesione:
a)  opera  in  raccordo  con  le  amministrazioni   competenti   il
monitoraggio sistematico e continuo dei programmi operativi  e  degli
interventi della politica di coesione,  anche  attraverso  specifiche
attivita' di verifica, ferme restando  le  funzioni  di  controllo  e
monitoraggio attribuite alla Ragioneria generale dello Stato;
attivita' di valutazione e verifica, ferme restando  le  funzioni  di
controllo e monitoraggio attribuite alla  Ragioneria  generale  dello
b) esercita funzioni di  sostegno  e  di  assistenza  tecnica  alle
amministrazioni che gestiscono  programmi  europei  o  nazionali  con
obiettivi di rafforzamento della coesione territoriale sia attraverso
apposite iniziative di formazione del personale delle amministrazioni
interessate, che con l'intervento di specifiche strutture di sostegno
per l'accelerazione e  la  realizzazione  dei  programmi,  anche  con
riferimento alle procedure relative alla stesura e gestione di  bandi
b)  svolge  azioni  di  sostegno  e  di  assistenza  tecnica   alle
interessate, che con l'intervento di qualificati soggetti pubblici di
settore per l'accelerazione e la realizzazione dei  programmi,  anche
con riferimento alle procedure relative alla stesura  e  gestione  di
b-bis)  vigila,  nel  rispetto  delle  competenze   delle   singole
amministrazioni pubbliche,  sull'attuazione  dei  programmi  e  sulla
realizzazione dei progetti che utilizzano i fondi strutturali;
b-ter)  promuove,  nel  rispetto  delle  competenze  delle  singole
amministrazioni pubbliche, il  miglioramento  della  qualita',  della
tempestivita', dell'efficacia e della trasparenza delle attivita'  di
c) puo' assumere le funzioni dirette di autorita'  di  gestione  di
programmi  per  la  conduzione  di  specifici  progetti  a  carattere
sperimentale nonche' nelle ipotesi previste dalla lettera d);
d) da' esecuzione  alle  determinazioni  adottate  ai  sensi  degli
articoli 3 e 6, comma 6, del decreto legislativo n. 88 del 2011.
4. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su
proposta  del  Ministro  delegato,  di  concerto  con   il   Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  e  del  Ministro  per  la  pubblica
amministrazione, sentita la Conferenza permanente per i rapporti  tra
da  adottare  entro  il  1o  marzo  2014,  e'  approvato  lo  statuto
dell'Agenzia. Lo statuto disciplina l'articolazione dell'Agenzia,  la
composizione, le competenze e le modalita' di nomina degli organi  di
direzione e del collegio dei revisori, stabilisce  i  principi  e  le
modalita' di adozione dei regolamenti e degli altri atti generali che
disciplinano  l'organizzazione  e  il   funzionamento   dell'Agenzia.
L'Agenzia  dispone  di  una  dotazione  organica  di  200  unita'  di
personale e gode di autonomia organizzativa, contabile e di bilancio.
Sono  organi  dell'Agenzia:  il  direttore  generale;   il   comitato
direttivo; il collegio dei revisori dei conti. La  partecipazione  al
Comitato  direttivo  dell'Agenzia  non  comporta  alcuna   forma   di
compenso.  All'interno  del  Comitato   direttivo   dell'Agenzia   e'
assicurata  una   adeguata   rappresentanza   delle   amministrazioni
territoriali.  L'Agenzia  assicura  lo  svolgimento  delle  attivita'
strumentali  e  di  controllo  interno  nell'ambito   delle   risorse
disponibili o per il tramite della  struttura  della  Presidenza  del
Consiglio dei ministri senza oneri aggiuntivi. Il rapporto di  lavoro
presso l'Agenzia e' regolato dal contratto  collettivo  nazionale  di
lavoro  per  il  comparto  Ministeri.  Con  contestuale  decreto  del
delegato, e' nominato il direttore generale scelto  tra  personalita'
di comprovata esperienza nella materia delle politiche  di  coesione,
con trattamento economico non superiore a quello massimo previsto per
i Capi dipartimento del segretariato generale  della  Presidenza  del
Consiglio dei ministri. Per quanto non previsto dallo statuto e dalle
disposizioni del presente articolo, si applicano le previsioni di cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.
5. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su
proposta  del  Ministro  delegato,  di  concerto   con   i   Ministri
dell'economia e delle  finanze,  dello  sviluppo  economico,  per  la
pubblica  amministrazione,  sono  trasferite  alla   Presidenza   del
Consiglio dei ministri  e  all'Agenzia,  sulla  base  delle  funzioni
rispettivamente attribuite, le unita'  di  personale  di  ruolo  e  i
rapporti di lavoro a tempo determinato per la  loro  residua  durata,
nonche' le risorse finanziarie e strumentali del Dipartimento per  lo
sviluppo  e  la  coesione  economica  del  Ministero  dello  sviluppo
economico (di seguito Dipartimento), ad eccezione di quelle afferenti
alla  Direzione  generale  per   l'incentivazione   delle   attivita'
imprenditoriali. E' fatto salvo il diritto di opzione, da  esercitare
entro 30 giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto.  Con  decreto  del  Ministro  dello
sviluppo  economico  sono  conseguentemente  ridotte   le   dotazioni
organiche,  le  relative  strutture  e  le  risorse   finanziarie   e
strumentali  del  medesimo   ministero.   I   dipendenti   trasferiti
mantengono l'inquadramento previdenziale di provenienza. Al personale
dell'Agenzia e' riconosciuto  il  trattamento  economico  complessivo
gia' in godimento  alla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto, senza che da cio' derivino, sotto qualsiasi forma, ulteriori
oneri per il bilancio dello Stato. Il personale trasferito  eccedente
il contingente di cui al comma 4 e' inquadrato  in  sovrannumero  nei
ruoli dell'Agenzia  e  gradualmente  riassorbito  in  relazione  alle
cessazioni dal servizio a qualunque titolo. Al fine di consentire  il
piu' efficace svolgimento dei compiti di cui al  comma  2,  anche  in
relazione ai rapporti con le istituzioni nazionali ed europee, con il
medesimo  decreto  sono  stabilite   le   procedure   selettive   per
l'assegnazione alla Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri  di  un
numero massimo di 50 unita'  nell'ambito  del  personale  oggetto  di
trasferimento ai sensi del presente comma, e, comunque, per un  onere
non superiore ad euro 1.100.000 annuo, con conseguente aumento  della
relativa  dotazione  organica  della  Presidenza.  Le  50  unita'  di
personale assegnate alla Presidenza del Consiglio dei  ministri  sono
organizzate  in  una  struttura  dedicata   disciplinata   ai   sensi
dell'articolo 7, comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999,  n.
303.  Nelle  more  della   definizione   dell'assetto   organizzativo
dell'Agenzia  e  delle  strutture  del   Ministero   dello   sviluppo
economico, gli incarichi di livello dirigenziale conferiti  ai  sensi
dell'articolo 19 del decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,
nell'ambito  del  Dipartimento  sono  mantenuti  fino  alla  naturale
scadenza e comunque fino all'effettiva operativita'  dell'Agenzia  e,
relativamente ai contratti di cui ai commi 5-bis e 6 dell'articolo 19
del decreto legislativo 30 marzo 2001 n.  165,  anche  in  deroga  ai
contingenti indicati dalla normativa vigente, previa indisponibilita'
della medesima quota utilizzabile a valere sulla  dotazione  organica
dei dirigenti del Ministero dello sviluppo economico.
6. Agli oneri derivanti dai commi 4 e  5  pari  ad  euro  1.450.000
annui a decorrere dall'anno 2014 si provvede mediante  corrispondente
del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del programma «Fondi di
2013, allo scopo parzialmente utilizzando, quanto  a  1.450.000  euro
per l'anno 2014 l'accantonamento relativo al Ministero  degli  affari
esteri e quanto a 950.000 euro  annui  a  decorrere  dall'anno  2015,
l'accantonamento    relativo    al     Ministero     dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca e a 500.000 euro annui  a  decorrere
dall'anno 2015, l'accantonamento relativo al Ministero  degli  affari
8. Il Fondo per lo sviluppo e la coesione di cui  all'articolo  61,
comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 e le  relative  risorse
finanziarie sono trasferite allo stato di  previsione  del  Ministero
dell'economia  e  delle  finanze.  Con  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dell'economia e delle
finanze, di concerto con il Ministro  delegato  per  la  politica  di
coesione territoriale,  sono  definite  le  procedure  di  spesa,  le
modalita'  di   gestione   delle   risorse   e   la   rendicontazione
dell'utilizzo  delle  risorse  in  attuazione  dei  programmi   delle
delibere CIPE.
9. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su
proposta del Ministro delegato, si provvede alla riorganizzazione del
Nucleo tecnico di valutazione e verifica degli investimenti pubblici,
di cui all'articolo 3, comma 5, del decreto  legislativo  5  dicembre
1997, n. 430., anche ai fini di individuare le funzioni da trasferire
alla Presidenza del Consiglio dei ministri e all'Agenzia senza  nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.  I  componenti  del
Nucleo tecnico di valutazione e verifica degli investimenti  pubblici
restano in carica sino alla naturale scadenza degli stessi incarichi.
10. Fino alla effettiva operativita'  dell'Agenzia,  come  definita
dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma
4, il Capo del Dipartimento per lo sviluppo e la  coesione  economica
assicura la continuita' della  gestione  amministrativa,  nonche'  la
tempestiva ed efficace attuazione  degli  adempimenti  connessi  alla
fine  del  ciclo  di  programmazione  2007-2013  e  all'avvio   della
10-bis. Le assunzioni a tempo  determinato  per  le  competenze  in
materia di interventi cofinanziati dai Fondi strutturali europei sono
escluse   dall'applicazione   dell'articolo   9,   comma   28,    del
14-bis. In casi eccezionali, l'Agenzia nazionale  per  l'attrazione
degli investimenti e lo sviluppo d'impresa Spa,  di  cui  al  decreto
legislativo 9 gennaio 1999, n. 1, puo' assumere le  funzioni  dirette
di autorita' di gestione e di soggetto responsabile per  l'attuazione
di  programmi  ed  interventi  speciali,  a  carattere  sperimentale,
nonche' nelle ipotesi previste dalla lettera d) del comma 3.
14-ter. Con decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri,  di
concerto con  il  Ministro  delegato  per  la  politica  di  coesione
territoriale ed il Ministro dello sviluppo economico, sono definiti i
rapporti tra l'Agenzia  per  la  coesione  territoriale  e  l'Agenzia
Spa,  anche  al  fine  di  individuare  le  piu'  idonee   forme   di
collaborazione  per  l'esercizio  delle   rispettive   competenze   e
prerogative di legge.
Semplificazione e razionalizzazione del sistema  di  controllo  della
1. I commi 1, 2 e 3 dell'articolo 188-ter del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, sono sostituiti dai seguenti:
«1.  Sono  tenuti  ad  aderire  al  sistema  di   controllo   della
tracciabilita' dei rifiuti  (SISTRI)  di  cui  all'articolo  188-bis,
comma 2, lettera a), gli enti e le  imprese  produttori  iniziali  di
rifiuti speciali pericolosi e gli enti o le imprese che raccolgono  o
trasportano  rifiuti  speciali  pericolosi  a  titolo   professionale
effettuano  operazioni   di   trattamento,   recupero,   smaltimento,
commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali  pericolosi,
inclusi  i  nuovi  produttori  che  trattano  o   producono   rifiuti
base volontaria i produttori,  i  gestori  e  gli  intermediari  e  i
del territorio  e  del  mare,  sentiti  il  Ministro  dello  sviluppo
essere specificate le categorie di soggetti di cui al comma 1 e  sono
individuate, nell'ambito degli  enti  o  imprese  che  effettuano  il
trattamento dei rifiuti, ulteriori categorie di  soggetti  a  cui  e'
necessario estendere il sistema di tracciabilita' dei rifiuti di  cui
2. Per gli enti o le imprese che raccolgono o  trasportano  rifiuti
speciali pericolosi a titolo professionale compresi i vettori  esteri
che  effettuano  trasporti  di  rifiuti  all'interno  del  territorio
nazionale o trasporti transfrontalieri in partenza dal territorio,  o
che effettuano  operazioni  di  trattamento,  recupero,  smaltimento,
commercio e intermediazione di rifiuti speciali pericolosi, inclusi i
nuovi produttori, il termine iniziale di operativita' del  SISTRI  e'
fissato al 1o ottobre 2013. Con decreto del Ministro dell'ambiente  e
della tutela del territorio  e  del  mare,  adottato  entro  sessanta
presente decreto, sentiti il Ministro dello sviluppo economico  e  il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono  disciplinate  le
modalita' di una  fase  di  sperimentazione  per  l'applicazione  del
SISTRI, a decorrere dal 30 giugno  2014,  agli  enti  o  imprese  che
raccolgono  o  trasportano  rifiuti  urbani   pericolosi   a   titolo
professionale, compresi i vettori esteri che effettuano trasporti  di
rifiuti urbani pericolosi  all'interno  del  territorio  nazionale  o
trasporti  transfrontalieri  in  partenza  dal  territorio,   o   che
commercio e intermediazione di rifiuti urbani pericolosi,  a  partire
dal momento in cui detti rifiuti sono conferiti in centri di raccolta
o stazioni ecologiche comunali  o  altre  aree  di  raggruppamento  o
3. Per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi, nonche'  per  i
comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti  urbani  del  territorio
della regione Campania di cui al comma 4 dell'articolo  188-ter,  del
d.lgs. n. 152 del  2006,  il  termine  iniziale  di  operativita'  e'
3-bis. Le sanzioni relative al  SISTRI  si  applicano  a  decorrere
dalla scadenza dei novanta  giorni  successivi  alla  data  di  avvio
dell'operativita' del sistema, fermi restando  nelle  more  di  detta
scadenza gli obblighi di cui agli articoli  190  e  193  del  decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e  l'applicazione  delle  relative
sanzioni. Con il decreto di cui al comma 4 il Ministro  dell'ambiente
e della tutela del territorio e del mare provvede  alla  modifica  ed
integrazione della disciplina  delle  sanzioni  relative  al  SISTRI,
anche al fine di assicurare il coordinamento con  l'articolo  188-ter
del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,  come  modificato  dal
4. Entro il 3 marzo  2014  e'  adottato  il  decreto  del  Ministro
dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del  mare  previsto
dall'articolo  188-ter,  comma  3,  d.lgs.  n.  152  del  2006,  come
degli enti o imprese che effettuino il trattamento  dei  rifiuti,  di
cui agli articoli 23  e  35  della  direttiva  2008/98/CE,  ulteriori
categorie di soggetti a cui e' necessario  estendere  il  sistema  di
tracciabilita' dei rifiuti di cui all'articolo 188-bis del d.lgs.  n.
5. Gli enti e le imprese di cui ai commi 3  e  4  possono  comunque
utilizzare il SISTRI su base volontaria a decorrere  dal  1o  ottobre
b) l'articolo 1 del decreto  del  Ministro  dell'ambiente  e  della
tutela del territorio e del mare del 20 marzo 2013  recante  «Termini
di  riavvio  progressivo  del  SISTRI»,  pubblicato  nella   Gazzetta
«4-bis. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della  tutela  del
territorio  e  del  mare  si  procede  periodicamente,   sulla   base
dell'evoluzione tecnologica e comunque nel rispetto della  disciplina
comunitaria, alla semplificazione e all'ottimizzazione del sistema di
controllo della tracciabilita' dei rifiuti,  anche  alla  luce  delle
proposte delle  associazioni  rappresentative  degli  utenti,  ovvero
delle risultanze delle rilevazioni di soddisfazione  dell'utenza;  le
semplificazioni e  l'ottimizzazione  sono  adottate  previa  verifica
tecnica e della congruita' dei relativi costi da  parte  dell'Agenzia
per l'Italia Digitale. Le  semplificazioni  e  l'ottimizzazione  sono
finalizzate ad assicurare un'efficece tracciabilita' dei rifiuti e  a
ridurre i costi di esercizio del sistema, laddove cio'  non  intralci
la corretta tracciabilita' dei rifiuti ne'  comporti  un  aumento  di
rischio ambientale o sanitario, anche mediante integrazioni con altri
sistemi che trattano dati di logistica  e  mobilita'  delle  merci  e
delle persone ed innovazioni di processo  che  consentano  la  delega
della gestione operativa alle  associazioni  di  utenti,  debitamente
accreditate dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio
e del mare sulla base  dei  requisiti  tecnologici  ed  organizzativi
individuati con il decreto di cui al presente comma, e ad  assicurare
la  modifica,  la  sostituzione   o   l'evoluzione   degli   apparati
tecnologici, anche con riferimento ai dispositivi periferici  per  la
misura e certificazione dei dati. Al fine della riduzione dei costi e
del  miglioramento  dei  processi   produttivi   degli   utenti,   il
concessionario del sistema informativo, o altro soggetto subentrante,
puo' essere autorizzato dal Ministero dell'ambiente  e  della  tutela
del territorio e del mare, previo parere del Garante per la  privacy,
a rendere disponibile l'informazione territoriale, nell'ambito  della
integrazione dei sistemi informativi pubblici, a favore di altri enti
pubblici o societa' interamente a capitale  pubblico,  opportunamente
elaborata in conformita' alle regole tecniche recate dai  regolamenti
attuativi della direttiva 2007/2/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, anche al fine di fornire servizi aggiuntivi  agli  utenti,
senza nuovi o maggiori oneri per gli stessi. Sono comunque assicurate
la sicurezza e  l'integrita'  dei  dati  di  tracciabilita'.  Con  il
decreto di cui al presente  comma  sono,  altresi',  rideterminati  i
contributi da porre a carico degli utenti in relazione alla riduzione
dei  costi  conseguita,   con   decorrenza   dall'esercizio   fiscale
successivo a quello di  emanazione  del  decreto,  o  determinate  le
remunerazioni dei fornitori delle singole componenti dei servizi».
8.  In  sede  di  prima  applicazione,   alle   semplificazioni   e
all'ottimizzazione di cui al comma 7 si  procede  entro  il  3  marzo
2014; tale data puo' essere differita, per non oltre  sei  mesi,  con
del mare se cio' si renda necessario al fine di rendere operative  le
semplificazioni e l'ottimizzazione introdotte. Sono  fatte  salve  le
operazioni  di  collaudo,  che  hanno  per  oggetto  la  verifica  di
conformita' del SISTRI alle norme e finalita'  vigenti  anteriormente
all'emanazione  del  decreto  di  cui  al  comma  7,  e  che   devono
concludersi  entro  sessanta  giorni   lavorativi   dalla   data   di
costituzione della commissione di collaudo  e,  per  quanto  riguarda
l'operativita' del sistema, entro i sessanta giorni lavorativi  dalla
data di inizio di detta operativita'. La commissione di  collaudo  si
compone di tre membri di cui uno scelto tra i dipendenti dell'Agenzia
per l'Italia Digitale o  della  Sogei  s.p.a  e  due  tra  professori
universitari di comprovata competenza ed esperienza sulle prestazioni
oggetto del collaudo. Ai relativi oneri si provvede nell'ambito delle
risorse di cui all'articolo 14-bis del decreto-legge 1  luglio  2009,
9.    All'esito    dell'approvazione     delle     semplificazioni,
dell'ottimizzazione e delle operazioni di collaudo di cui al comma  8
e in  considerazione  delle  modifiche  legali  intervenute  e  anche
economico-finanziario sono modificati in coerenza con il comma  4-bis
decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, come rideterminati  ai  sensi  del
10. Al  fine  di  assicurare  la  funzionalita'  del  SISTRI  senza
soluzione di continuita', il Ministero dell'ambiente e  della  tutela
del territorio e del mare  provvede,  sulla  base  dell'attivita'  di
audit dei costi, eseguita da  una  societa'  specializzata  terza,  e
Digitale, al versamento alla societa' concessionaria del  SISTRI  dei
contributi   riassegnati   ai   sensi   dell'articolo   14-bis    del
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, comunque non oltre il  trenta  per
cento dei costi della produzione consuntivati sino al 30 giugno  2013
e sino alla concorrenza delle  risorse  riassegnate  sullo  stato  di
e del mare alla data di entrata in vigore della legge di  conversione
del presente decreto, al netto di quanto gia' versato  dal  Ministero
sino alla predetta data, per lo sviluppo e la gestione  del  sistema.
Il pagamento e' subordinato  alla  prestazione  di  fideiussione  che
viene svincolata all'esito positivo della verifica di conformita'  di
cui al  comma  8.  Dall'attuazione  del  presente  comma  non  devono
11. Le sanzioni per le violazioni di cui all'articolo  260-bis  del
3 quanto alle condotte  di  informazioni  incomplete  o  inesatte,  a
quelle di cui al comma 5 e a quelle di cui al comma 7 primo  periodo,
commesse fino al 31 marzo 2014 dai soggetti per i quali il SISTRI  e'
obbligatorio dal 1o ottobre 2013, e fino al  30  settembre  2014  dai
irrogate nel caso di piu' di tre violazioni nel  medesimo  rispettivo
12. All'articolo 183, comma 1, lettera f), del d.lgs.  n.  152  del
2006,  sono  aggiunte,  in  fine,  le  seguenti  parole   :   «(nuovo
12-bis. I commi 1 e 1-bis dell'articolo 190 del decreto legislativo
3 aprile 2006, n. 152, sono sostituiti dai seguenti:
"1. Sono obbligati alla  compilazione  e  tenuta  dei  registri  di
a) gli enti e le imprese produttori iniziali  di  rifiuti  speciali
pericolosi e gli enti e le imprese  produttori  iniziali  di  rifiuti
speciali non pericolosi di cui alle lettere  c)  e  d)  del  comma  3
dell'articolo  184  e  di  rifiuti   speciali   non   pericolosi   da
potabilizzazione e altri trattamenti delle acque di cui alla  lettera
b) gli altri  detentori  di  rifiuti,  quali  enti  e  imprese  che
raccolgono e trasportano  rifiuti  o  che  effettuano  operazioni  di
preparazione  per  il  riutilizzo  e  di  trattamento,   recupero   e
smaltimento, compresi i nuovi produttori  e,  in  caso  di  trasporto
intermodale, i soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali  in
attesa della presa in  carico  degli  stessi  da  parte  dell'impresa
navale o  ferroviaria  o  dell'impresa  che  effettua  il  successivo
1-bis. Sono esclusi  dall'obbligo  della  tenuta  dei  registri  di
al sistema di controllo della tracciabilita' dei rifiuti (SISTRI)  di
cui  all'articolo  188-bis,  comma  2,  lettera  a),  dalla  data  di
b) le attivita' di raccolta e trasporto di propri rifiuti  speciali
1-ter. Gli imprenditori  agricoli  di  cui  all'articolo  2135  del
codice civile produttori iniziali  di  rifiuti  pericolosi  adempiono
all'obbligo della tenuta dei registri di carico  e  scarico  con  una
a) con la conservazione progressiva per tre anni del formulario  di
identificazione  di  cui  all'articolo  193,  comma  1,  relativo  al
trasporto dei rifiuti, o della copia  della  scheda  del  sistema  di
controllo  della  tracciabilita'  dei   rifiuti   (SISTRI)   di   cui
b) con la conservazione per tre anni del documento di  conferimento
di rifiuti pericolosi prodotti da attivita' agricole, rilasciato  dal
soggetto che provvede alla raccolta di detti rifiuti nell'ambito  del
'circuito organizzato di raccolta' di cui all'articolo 183, comma  1,
1-quater. Nel registro di carico e scarico devono  essere  annotate
le informazioni sulle caratteristiche qualitative e quantitative  dei
rifiuti prodotti o soggetti alle  diverse  attivita'  di  trattamento
disciplinate dalla  presente  Parte  quarta.  Le  annotazioni  devono
a) per gli enti e  le  imprese  produttori  iniziali,  entro  dieci
b)  per  gli  enti  e  le  imprese  che  effettuano  operazioni  di
preparazione per il riutilizzo, entro dieci giorni  lavorativi  dalla
presa in carico dei rifiuti e dallo scarico dei rifiuti originati  da
c)  per  gli  enti  e  le  imprese  che  effettuano  operazioni  di
trattamento, entro due giorni lavorativi  dalla  presa  in  carico  e
d) per  gli  intermediari  e  i  commercianti,  almeno  due  giorni
lavorativi prima dell'avvio dell'operazione  ed  entro  dieci  giorni
2006, n. 152, le parole:  "I  soggetti  di  cui  al  comma  1,"  sono
12-quater. All'articolo 193, comma 1,  del  decreto  legislativo  3
aprile 2006, n. 152, l'alinea e' sostituito dal  seguente:  "Per  gli
enti e le imprese che raccolgono e trasportano  rifiuti  e  non  sono
obbligati o non aderiscono volontariamente al  sistema  di  controllo
della  tracciabilita'  dei  rifiuti  (SI-STRI)  di  cui  all'articolo
un formulario di identificazione dal quale devono risultare almeno  i
12-quinquies. All'articolo 212 del  decreto  legislativo  3  aprile
del codice civile, produttori iniziali di rifiuti, per  il  trasporto
dei propri rifiuti effettuato all'interno del territorio  provinciale
o regionale dove ha sede l'impresa ai  fini  del  conferimento  degli
stessi nell'ambito del circuito organizzato di raccolta di  cui  alla
13.  E'  abrogato  l'articolo   27   del   decreto   del   Ministro
dell'ambiente e della  tutela  del  territorio  e  del  mare  del  18
febbraio 2011, n.  52,  pubblicato  sul  supplemento  ordinario  alla
Gazzetta Ufficiale n. 95 del 26 aprile 2011, e, conseguentemente,  e'
soppresso il Comitato di vigilanza e controllo  di  cui  al  medesimo
articolo. Con decreto, di  natura  non  regolamentare,  del  Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  da  emanarsi
decreto, e' costituito, presso l'Ufficio di  Gabinetto  del  Ministro
medesimo, un Tavolo  tecnico  di  monitoraggio  e  concertazione  del
SISTRI comprendente, oltre ai soggetti gia' partecipanti al soppresso
comitato  di  vigilanza,  almeno  un  rappresentante  scelto  tra  le
associazioni  nazionali  di  tutela   ambientale   riconosciute   dal
bilancio dello Stato, che assolve alle funzioni di  monitoraggio  del
sistema di cui all'articolo 14-bis del decreto-legge 1  luglio  2009,
102. Il tavolo tecnico di monitoraggio  e  concertazione  del  SISTRI
provvede, inoltre,  ad  inviare  ogni  sei  mesi  al  Parlamento  una
133, e successive modificazioni, e' aggiunto, in  fine,  il  seguente
periodo: «La vigilanza dell'Autorita' per l'energia  elettrica  e  il
gas si svolge mediante accertamenti a  campione  e  si  esercita  nei
confronti  dei  soli  soggetti  il  cui  fatturato  e'  superiore  al
fatturato totale previsto dall'articolo 16, comma 1,  prima  ipotesi,
14-bis. Al fine di ottimizzare  l'impiego  del  personale  e  delle
strutture  del  Corpo   forestale   dello   Stato   nell'ottica   del
contrasto  al  traffico  illecito  dei  rifiuti  operato  dal   Corpo
h), della legge 6 febbraio 2004, n. 36, e dal  decreto  del  Ministro
dell'interno 28 aprile 2006, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.
193 del 21 agosto 2006,  nonche'  di  migliorare  l'efficienza  delle
operazioni inerenti la loro tracciabilita', all'articolo  108,  comma
cui al decreto legislativo 6 settembre 2011,  n.  159,  e  successive
modificazioni, al secondo  periodo  dopo  le  parole:  «articolazioni
centrali» sono inserite le seguenti: «e periferiche».  All'attuazione
del presente comma  si  provvede  avvalendosi  delle  risorse  umane,
1. Al fine di garantire l'attuazione del Piano delle misure e delle
attivita' di  tutela  ambientale  e  sanitaria  di  cui  al  comma  5
dell'articolo 1 del decreto-legge 4 giugno 2013, n.  61,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89,  necessarie  per
assicurare   il   rispetto   delle   prescrizioni    di    legge    e
dell'autorizzazione integrata ambientale rilasciata allo stabilimento
ILVA  di  Taranto,  in  considerazione  dell'urgente  necessita'   di
provvedere  e  di  evitare  ulteriori  ritardi,  e'  autorizzata   la
costruzione e la  gestione  delle  discariche  per  rifiuti  speciali
pericolosi e non pericolosi localizzate nel  perimetro  dell'impianto
produttivo  dell'ILVA  di  Taranto,  che  hanno  ottenuto  parere  di
compatibilita' ambientale, per la discarica di rifiuti non pericolosi
nel 2010, e valutazione d'impatto ambientale,  per  la  discarica  di
rifiuti pericolosi nel 1995, positivi alla data di entrata in  vigore
del  presente  decreto-legge,   da   destinarsi   esclusivamente   al
conferimento dei rifiuti prodotti dall'attivita' dell'ILVA di Taranto
e dagli interventi necessari per il risanamento ambientale.
2. Le modalita' di costruzione e di gestione  delle  discariche  di
cui al comma 1 sono definite, entro 30 giorni dalla data  di  entrata
in vigore della  legge  di  conversione  del  presente  decreto,  nel
rispetto delle normative vigenti e assicurando un'elevata  protezione
ambientale e sanitaria, con  decreto  del  Ministro  dell'ambiente  e
della  tutela  del  territorio  e  del  mare,  su  proposta  del  sub
commissario di cui al comma 1 dell'articolo 1 del decreto-legge n. 61
del 2013, sentita l'Agenzia regionale per  la  protezione  ambientale
(ARPA) della regione Puglia. Con la medesima  procedura,  sentito  il
comune di Statte e il Ministro dell'economia e  delle  finanze,  sono
definite anche le misure di compensazione ambientali.
3. Il commissario straordinario, di cui all'articolo  1,  comma  1,
del decreto-legge n. 61 del 2013, puo' sciogliersi dai contratti  con
parti correlate in corso  d'esecuzione  alla  data  del  decreto  che
dispone  il   commissariamento   dell'impresa,   ove   questi   siano
incompatibili con la predisposizione e l'attuazione dei piani di  cui
ai commi 5 e 6 del predetto  articolo.  Le  disposizioni  di  cui  al
presente comma non si applicano ai  rapporti  di  lavoro  subordinato
nonche' ai contratti di cui agli articoli 72, ottavo comma, 72-ter  e
80, primo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
4. La disciplina  della  responsabilita'  per  il  commissario,  il
sub-commissario e gli esperti del comitato, di  cui  all'articolo  1,
comma 9 del decreto-legge n. 61  del  2013,  deve  intendersi  estesa
anche ai soggetti da questi funzionalmente  delegati  che  curino  la
predisposizione e l'attuazione dei piani di cui ai commi 5  e  6  del
medesimo articolo. Tale disciplina trova applicazione dalla  data  di
5. I finanziamenti  a  favore  dell'impresa  commissariata  di  cui
all'articolo 1,  comma  1  del  decreto-legge  n.  61  del  2013,  in
qualsiasi forma effettuati, anche da parte di societa' controllanti o
sottoposte a comune  controllo,  funzionali  alla  predisposizione  e
all'attuazione dei piani di cui ai commi 5 e 6 del predetto  articolo
sono prededucibili ai  sensi  e  agli  effetti  di  cui  all'articolo
182-quater del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
5-bis. All'articolo 53 del decreto legislativo 8  giugno  2001,  n.
231, e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
«1-bis. Ove il sequestro,  eseguito  ai  fini  della  confisca  per
equivalente prevista dal comma 2 dell'articolo 19, abbia  ad  oggetto
societa', aziende ovvero beni, ivi compresi i titoli,  nonche'  quote
azionarie  o  liquidita'   anche   se   in   deposito,   il   custode
amministratore giudiziario ne consente l'utilizzo e la gestione  agli
organi societari esclusivamente al fine di garantire la continuita' e
lo  sviluppo  aziendali,  esercitando  i  poteri   di   vigilanza   e
riferendone all'autorita' giudiziaria. In caso  di  violazione  della
predetta finalita' l'autorita'  giudiziaria  adotta  i  provvedimenti
conseguenti e puo'  nominare  un  amministratore  nell'esercizio  dei
poteri  di  azionista.  Con  la  nomina  si  intendono  eseguiti  gli
adempimenti di cui all'articolo 104 delle  norme  di  attuazione,  di
decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271. In caso di  sequestro  in
danno di societa' che gestiscono stabilimenti di interesse strategico
nazionale e di loro controllate, si applicano le disposizioni di  cui
al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2013, n. 89».
5-ter. All'articolo 1, comma 3 del decreto-legge 4 giugno 2013,  n.
61, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n.  89,
dopo il secondo periodo e' inserito il seguente: «Al  commissario  e'
attribuito il potere di redigere e approvare il bilancio di esercizio
e, laddove applicabile, il bilancio consolidato dell'impresa soggetta
a commissariamento».
5-quater. L'articolo 3, comma 3, del decreto-legge 3 dicembre 2012,
n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre  2012,
n. 231, si interpreta nel senso che per beni dell'impresa  si  devono
intendere anche  le  partecipazioni  dirette  e  indirette  in  altre
imprese, nonche' i cespiti aziendali alle stesse facenti capo.
5-quinquies. L'articolo 1, comma  3,  del  decreto-legge  4  giugno
2013, n. 61, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  3  agosto
2013,  n.  89,  si  interpreta  nel  senso  che,  ferma  restando  la
legittimazione del commissario straordinario  a  gestire  e  disporre
delle linee  di  credito  e  dei  finanziamenti  ivi  richiamati,  la
titolarita' dei medesimi resta in capo all'impresa commissariata.
6. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto, il Ministro dell'ambiente  e  della
tutela del territorio e del mare, su proposta del sub-commissario  di
cui all'articolo 1 del decreto-legge n. 61 del 2013, in coerenza  con
le prescrizioni dell'autorizzazione integrata  ambientale  (AIA)  ivi
richiamate, emana un apposito decreto con cui individua le  modalita'
di gestione e smaltimento dei rifiuti del ciclo produttivo  dell'Ilva
di Taranto sentite la regione Puglia e l'ARPA della  regione  Puglia,
nonche', per quanto concerne le misure  di  compensazione  ambientale
per il Comuni interessati, il Ministro dell'economia e delle finanze.
7. Gli oneri derivanti dall'attuazione dei commi 1, 2 e 6,  sono  a
carico dell'ILVA s.p.a., senza alcun onere  a  carico  della  finanza
adeguano  il  proprio  ordinamento  alle  disposizioni  di  principio
desumibili dal presente decreto ai  sensi  dell'articolo  117,  terzo
comma, della Costituzione, dei rispettivi statuti  speciali  e  delle
2. Sono fatte salve le potesta' attribuite alle regioni  a  statuto
rispettivi statuti speciali e dalle  relative  norme  di  attuazione,
nonche' ai sensi degli articoli 2 e 10 della legge costituzionale  18
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