Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-2678-del-01-02-2017
Timestamp: 2020-04-07 02:11:56+00:00
Document Index: 91327630

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 3']

Sentenza Cassazione Civile n. 2678 del 01/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2678 del 01/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 01/02/2017, (ud. 11/01/2017, dep.01/02/2017), n. 2678
sul ricorso 17667-2015 proposto da:
I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELIA PREVIDENZA SOCIALE, C.F.
KOLOMIETS TATIANA ALEKSANDROVNA, elettivamente domiciliato in ROMA,
PIAZZA DELL’OROLOGIO 7, presso lo studio dell’avvocato CORRADO
MARINELLI, che lo rappresenta e difende unitamente e disgiuntamente
all’avvocato DAVIDE AMBRASSA in virtù di mandato speciale a margine
avverso la sentenza n. 18/2014 del TRIBUNALI di CUNEO, emessa il
29/04/2014 e depositata il 29/04/2014;
che, con sentenza emessa in data 29.4.2014, il Tribunale di Cuneo dichiarava l’insussistenza in capo a Kolomiets Tatiana Aleksandrovna dei requisiti per l’iscrizione nella Gestione Speciale Commercianti, avendo accertato che la Immobiluno s.a.s. di T.M. &amp; C., di cui la K. era socia accomandataria, si era limitata a riscuotere i canoni di locazione di quattro immobili di proprietà, senza espletamento di alcuna attività lavorativa in detta società, tanto meno in modo abituale e prevalente;
che avverso tale sentenza – a seguito della declaratoria di inammissibilità del gravame ai sensi degli artt. 348 bis e 348 ter c.p.c., da parte della Corte di appello di Torino – l’INPS, in proprio e nella qualità epigrafata ha proposto ricorso affidato ad unico motivo, al quale ha opposto difese la K., con controricorso;
che viene denunziata violazione e/o falsa applicazione della L. 613 del 1996, art. 1, della L. n. 1397 del 1960, art. 1 così come modificato dalla L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 203 e ss. della stessa L. n. 1397 del 1960, art. 2 e degli artt. 2313, 2318, 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, assumendosi: che, contrariamente a quanto sostenuto nella impugnata sentenza, il socio accomandatario di una società in accomandita semplice è per ciò stesso, in quanto unico soggetto abilitato a compiere atti in nome della società, tenuto alla iscrizione nella Gestione Commercianti perchè l’esercizio dell’attività commerciale in modo abituale e prevalente era “in re ipsa”, ossia immediatamente e direttamente correlato all’essere socio con poteri di gestione della società; che l’attività di riscossione di canoni di locazione di immobile, rientrando in quella più ampia di gestione del patrimonio immobiliare, aveva natura commerciale; che il giudizio di prevalenza richiesto dalla L. n. 662 del 1996 è di natura endogena, ossia deve essere compiuto solo in relazione alle vicende interne della società, senza che assumano alcun rilievo altre ed ulteriori attività espletate dal socio al di fuori della attività sociale, nella specie non provate; che ritiene il Collegio si debba rigettare il ricorso;
che è stato accertato che la società in accomandita semplice di cui la K. era socia non svolgeva alcuna attività diretta all’acquisto ed alla gestione di beni immobili, essendo l’attività limitata alla riscossione del canone di locazione degli immobili di cui era proprietaria e pertanto non rileva la mancanza di prova idonea ad escludere la presunzione normativa di esercizio di attività imprenditoriale che l’INPS, in contrasto con i principi in tema di ripartizione dell’onere probatorio, collega alla circostanza che la società fosse costituita in forma diversa da quella semplice;
che questa Corte – con riferimento alle società in accomandita semplice – ha affermato il principio (Cass. n. 3835 del 26 febbraio 2016) secondo cui ai sensi della L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 203, che ha modificato la L. n. 160 del 1975, art. 29 e della L. n. 45 del 1986, art. 3 in tali società la qualità di socio accomandatario non è sufficiente a far sorgere l’obbligo di iscrizione nella gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali, essendo necessaria anche la partecipazione personale al lavoro aziendale, con carattere di abitualità e prevalenza, la cui ricorrenza deve essere provata dall’istituto, prova che, nel caso in esame, secondo i giudici di merito non è stata fornita, essendo emerso che la K. si limitava alla locazione degli immobili intestati alla società e alla riscossione dei relativi canoni;
che le spese del presente giudizio vanno regolate come da dispositivo in base al principio della soccombenza;