Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_civile/337-bis
Timestamp: 2018-05-26 15:54:00+00:00
Document Index: 32159074

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 337', 'art. 30', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 337', 'art. 337']

Della responsabilità genitoriale e dei diritti e doveri del figlio (1)
(1) Intitolazione sostituita dall'art. 7, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154. La intitolazione sostituita era «Della potestà dei genitorie dei diritti e doveri del figlio».
Esercizio della responsabilità genitoriale a seguitodi separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento,nullità del matrimonio ovvero all'esito di procedimenti relativi ai figlinati fuori del matrimonio (1)
(1) Capo inserito dall'art. 7, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154.
I. In caso di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio e nei procedimenti relativi ai figli nati fuori del matrimonio si applicano le disposizioni del presente capo.
Matrimonio celebrato all’estero e non trascritto in Italia - Proposizione di ricorso ex art. 337 bis c.c. da uno dei coniugi onde ottenere la regolamentazione completa dei rapporti genitori/figli - Inammissibilità.
E’ inammissibile il ricorso proposto ai sensi degli artt. 337-bis e segg, c.c. da soggetto unitosi in matrimonio all’estero con il quale si chieda la regolamentazione completa dei rapporti genitori/figli finché permanga il vincolo del matrimonio, a nulla rilevando che il matrimonio non sia stato trascritto in Italia, atteso che tale formalità non ha natura costitutiva ma meramente certificativa e scopo di pubblicità di un atto già di per sè valido (anche per il nostro ordinamento) sulla base del principio locus regit actum. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 14 Novembre 2017. Segue...
Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Collocamento dei minori - Abitazione diversa dalla casa famigliare - Ammissibile .
E' possibile collocare i minori con la madre presso una abitazione diversa dalla casa familiare quando quest'ultima, insieme ai minori, ha già lasciato la casa familiare. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Luglio 2015. Segue...
Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Provvedimenti cautelari penali di limitazione alla possibilità di rapporto del padre con i figli - Diritto di visita del padre - Non sussiste.
Non sussiste il potere del giudice civile di prevedere il diritto di visita del padre quando il giudice penale, adottando provvedimenti cautelari, ha posto al padre limitazioni alla possibilità di rapporti con i propri figli. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Luglio 2015. Segue...
Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Quantificazione assegno di mantenimento - Redditi fiscalmente dichiarati - Incompatibilità con gli oneri economici sostenuti dall'obbligato.
Vanno disattesi i redditi fiscalmente dichiarati dall'obbligato all'assegno di mantenimento nel caso in cui gli oneri economici sostenuti dallo stesso durante la convivenza more uxorio siano incompatibili con tali redditi. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Luglio 2015. Segue...
Trasferimento del genitore all’estero – Unitamente alla prole – Esclusione – Ammissibilità – Sussiste – Balancing tra interesse del minore e interesse del genitore – Precisazione .
La ratio della normativa interna (art. 30 Cost., artt. 337-bis c.c. e ss), doverosamente intesa in senso pure aderente alle regole sovranazionali anche europee (art. 3 Conv. New York 1989 sui diritti dei fanciulli; artt. 24 comma II e 52 Trattato di Nizza, art. 8 CEDU) induce a dare preminenza al superiore interesse del minore in funzione del quale, se necessario, l’esercizio dei diritti e delle libertà di ciascuno dei genitori, garantiti anche dalla Costituzione, può subire temporanee e proporzionate limitazioni. In particolare, il diritto del genitore all’allontanamento dalla sede di residenza (nel caso di specie per recarsi all’estero, nel Regno Unito, per rientrare nel Paese d’origine) può essere legittimamente oggetto di compressione al fine di valorizzare il preminente interesse del minore all’evoluzione positiva della sua personalità psico-fisica, previa enucleazione delle ragioni di rischio di pregiudizio di essa, connesse all’eventuale attuazione dell’iniziativa genitoriale di espatrio; ragioni che possono essere plausibilmente desunte, pur nella vigenza del regime di affido condiviso, dall’alta conflittualità trai genitori, dalla tenera età del minore, dalla personalità del genitore che chiede il trasferimento. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Settembre 2014, n. 19694. Segue...
Residenza abituale dei figli – Genitori separati – Conflitto dei genitori in merito alla scelta della residenza – Istanza di uno dei genitori di trasferirsi con i figli – Cd. Rilocazione a distanza dei figli – Soluzione del conflitto – Criteri giudiziali.
In materia di conflitto genitoriale in ordine alla residenza della prole, il giudice, per la decisione, deve attenersi a criteri oggettivi e collaudati nella letteratura di settore in materia di rilocazione dei figli.
1. Il primo criterio attiene all’analisi delle motivazioni del trasferimento del genitore prevalentemente collocatario che deve avere ‘sostanziali’ ragioni per trasferirsi altrove non determinate (solamente) da più remunerative chance lavorative ovvero da un mero ‘cambio di ambiente sociale’ che offra (all’adulto e solo all’adulto) una più generale sicurezza rispetto a quella offerta dall’ambiente in cui ha convissuto con la prole fino al momento della richiesta.
2. Il secondo aspetto da valutare riguarda i tempi e le modalità di frequentazione tra il figlio/a ed il genitore non collocatario che il genitore, che intende trasferirsi, ritiene di poter garantire e che devono presentare profili di realistica fattibilità, che non costringano il genitore a stravolgere le proprie abitudini di vita ovvero ad affrontare sforzi economici insostenibili ovvero del tutto sproporzionati ai propri redditi.
3. Il terzo criterio – che costituisce il reverse di quello appena indicato - guarda alla manifestata disponibilità del genitore non collocatario di trasferirsi per consentire di mantenere la propria funzione genitoriale; benché – di certo – il genitore non collocatario non possa essere costretto – a sua volta – a dislocarsi, una sua progettualità che tenga in vista tale opzione consente di ‘saggiare’ la sua capacità (e volontà) di cambiare – ove razionale e possibile – i propri riferimenti lavorativi e sociali per mantenere saldo il rapporto con la prole e soprattutto di accertare che la decisone del genitore collocatario di allontanarsi sensibilmente dal luogo di residenza non sia adottata al solo fine di rendere difficoltoso (quando non di danneggiare) la relazione con l’altro genitore.
4. Il quarto criterio riguarda la necessità di verificare come e con quali modalità siano salvaguardate e garantite le relazioni del minore con le altre figure chiave della propria esistenza, che, in rapporto di parentela con il genitore non collocatario, ne definiscano la sua identità familiareparentale e ne preservino la riconoscibilità (e la necessaria memoria) delle proprie origini geografiche, sociali e culturali (cfr art. 337 ter I comma).
5. Il quinto criterio richiede di valutare - anche in prospettiva - gli effetti del trasferimento sul minore comparati con il suo indispensabile bisogno di stabilità ambientale, emotiva, psicologica, di relazione, in particolare dovendo valutare se la richiesta di una importante dislocazione possa o meno essere definitiva ovvero costantemente soggetta (e quindi continuamente decisa) dalle esigenze del genitore collocatario. Tale criterio va letto, di necessità, con il primo criterio di analisi relativo alle motivazioni sottese dalla richiesta di autorizzazione al trasferimento.
6. Il sesto criterio chiama all’analisi delle caratteristiche dell’ambiente sociale e familiare in cui il genitore collocatario intende trasferirsi rispetto a quelle attuali
7. Il settimo criterio riguarda l’età dei figli. Minore è l’età e minore è la facilità (e più compromessa la probabilità) di mantenere un significativo legame con il genitore non collocatario soprattutto quando l’età della prole non abbia ancora consentito di sviluppare un legame significante con uno o con entrambi i genitori sì che l’analisi andrà focalizzata non solo sulle qualità della relazione già esistente, ma anche sulle potenzialità che - e sulla direzione verso la quale - tale relazione ha di svilupparsi.
8. L’ottavo criterio: va considerato – ove l’età lo consenta e sul punto cfr. art. 337 octies c.c. – la volontà del minore di volersi trasferire: maggiore sarà l’età e con essa maggiore il grado di maturazione e di sviluppo psicofisico del minore, maggiore rilevanza avranno, nella decisione giudiziale, il suo parere ed i suoi desideri. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 12 Agosto 2014. Segue...
Separazione – Conflittualità accesa – Espatrio – Provvedimenti del giudice della famiglia – Sussiste – Polizia di Frontiera..
In presenza di accesa conflittualità, e sussistendo il fondato timore di comportamenti di allontanamento dei minori dal luogo di residenza abituale, il giudice può stabilire l’espatrio dei figli solo in presenza del consenso scritto dei genitori, comunicando il provvedimento limitativo alla Polizia di Frontiera. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11 Luglio 2013. Segue...