Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150226
Timestamp: 2019-10-22 11:35:40+00:00
Document Index: 76508013

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

Resoconto della seduta n.226 del 29/03/2017
Seduta n.226 del 29/03/2017
CCXXVI Seduta
FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 16 marzo 2017 (222), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Ugo Cappellacci ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 29 marzo 2017.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 sono stati presentati degli emendamenti. Gli emendamenti numero: 259 uguale al 401, 260 uguale al 402, 261 uguale al 403, 262 uguale al 404, 263 uguale al 405, 264 uguale al 406, 265 uguale al 408, 161 uguale al 266 uguale al 409, 267 uguale al 410, 268 uguale al 411, 269 uguale al 412, 270 uguale al 413, 271 uguale al 414, 272 uguale al 415, 273 uguale al 416, 274 uguale al 417, 275, 276, 277, 278 uguale al 418, 279, 280, 281, 282, 283 uguale al 419, 284 uguale al 420, 285 uguale al 421, 286 uguale al 422, 287 uguale al 423, 288 uguale al 424, 5 con l'emendamento all'emendamento 651, 142, 135, 6, 66, 389 con l'emendamento all'emendamento 647, 7, 21, 45, 571 è ritirato, 572 con l'emendamento aggiuntivo che proviene dall'articolo 5 636, 185 con l'emendamento all'emendamento 614, 586, 2, 587, 73, 74, 90, 76, 573, 210, 46, 9, 89, 3, 15 con l'emendamento all'emendamento 616, 479, 14 con l'emendamento all'emendamento 650, 26, 47, 91, 92, 95, 143, 162, 443, 486 con l'emendamento all'emendamento 643, 492, 496, 498, 509, 521, 522, 524, 525, 526, 527, 528, 529, 534, 562, 94, 491, 507. Provenienti dagli altri articoli abbiamo gli emendamenti numero: 28 con gli emendamenti all'emendamento 632 e 633, 595 con l'emendamento all'emendamento 635.
7. Una quota di euro 1.000.000 delle somme rivenienti dalla gestione liquidatoria della partecipata Fase 1 è destinata all'Azienda ospedaliera "G. Brotzu" per sostenere nel biennio 2017-2018 l'avvio di una Unità operativa per la ricerca clinica (missione 13 - programma 07 - titolo 1 - capitolo SC08.6872).
8. Le giacenze di cassa delle gestioni liquidatorie delle disciolte unità sanitarie locali confluiscono in un unico conto corrente presso una gestione separata in capo al direttore generale dell'ATS che provvede alla ricognizione straordinaria dello stato di debito e di credito e procede, ove occorra, al pagamento dei debiti facenti capo alle gestioni pregresse delle ex unità sanitarie locali. Al maturare di crediti, vantati nei confronti delle gestioni liquidatorie delle ex unità sanitarie locali, il direttore generale dell'ATS procede al pagamento delle somme dovute in ordine cronologico. In caso di incapienza dei fondi sussistenti, il direttore generale dell'ATS informa il Presidente della Regione che pone in essere tempestivamente gli atti necessari al reintegro delle somme, previo prelevamento dal fondo di cui all'articolo 48 del decreto legislativo n. 118 del 2011.
9. È autorizzata, per l'anno 2017, l'ulteriore spesa di euro 700.000 a favore dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna (missione 13 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SC05.0350).
10. Il contributo concesso a favore del Soccorso alpino e speleologico della Sardegna, servizio regionale del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico ai sensi dell'articolo 15, comma 11, della legge regionale n. 2 del 2007, è determinato, per l'anno 2017, in misura non inferiore a euro 500.000 (missione 13 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SC04.0417).
11. Nel comma 19 dell'articolo 6 della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016), le parole: "alla ASL n. 1 di Sassari" sono sostituite dalle parole: "all'Azienda per la tutela della salute (ATS)" e le parole: "31 dicembre 2016" sono sostituite dalle parole: "30 giugno 2018".
12. Una quota pari a euro 1.150.000 delle risorse iscritte, per l'anno 2017, nella missione 12 - programma 02 - capitolo SC05.0656, è destinata, in aggiunta alle risorse spettanti per l'anno in corso, ai Comuni di Alà dei Sardi, Chiaramonti, Collinas, Lula, San Basilio, Santa Maria Coghinas, Sassari, Selargius, Siliqua, Sindia, Sorso, Uras, Usellus e Ussaramanna, che nell'anno 2015 hanno ricevuto, per gli interventi rivolti a persone affette da particolari patologie, assegnazioni inferiori rispetto a quelle dovute a causa dell'errata modalità di definizione dell'impegno pluriennale assunto nel 2014.
13. A decorrere dall'anno 2017, nei limiti delle disponibilità iscritte annualmente in conto alla missione 12 - programma 02 - capitolo SC05.0666, il rimborso previsto dall'articolo 18, comma 3, della legge regionale 30 giugno 2011, n. 12 (Disposizioni nei vari settori di intervento), è esteso ai trapiantati di polmone residenti in Sardegna.
14. Allo scopo di favorire la gestione associata dei servizi alla persona negli ambiti del Piano locale unitario dei servizi alla persona (PLUS) e realizzare appieno lo spirito della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona. Abrogazione della legge regionale n. 4 del 1988 (Riordino delle funzioni socio-assistenziali)), in una logica di programmazione triennale dei servizi e degli interventi, è autorizzata la spesa complessiva di euro 60.000.000 a valere sul Fondo regionale per il sistema integrato dei servizi alla persona, istituito dall'articolo 26 della legge regionale n. 23 del 2005, in ragione di euro 20.000.000 per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019. Il maggiore stanziamento è destinato a soddisfare il fabbisogno manifestato dagli ambiti PLUS per la gestione associata dei servizi e il funzionamento degli uffici di piano, oltre che per il finanziamento di azioni innovative-sperimentali e di progetti di interesse regionale definiti con deliberazione della Giunta regionale (missione 12 - programma 07 - titolo 1 - capitolo SC05.0668).
15. Per l'implementazione dei servizi del PLUS e il funzionamento dell'Ufficio di piano è autorizzata la spesa di euro 1.030.887,38 a favore del Comune di Mogoro, ente gestore dell'ambito PLUS Ales-Terralba e dell'Unione dei comuni del terralbese, soggetto attuatore del sub ambito del terralbese del PLUS Ales-Terralba, secondo la seguente ripartizione temporale:
16. Il Fondo regionale per la non autosufficienza di cui all'articolo 34 della legge regionale n. 2 del 2007, alla cui dotazione finanziaria concorrono le risorse europee, statali e regionali iscritte in conto della missione 12 - programmi 02, 04 e 07, e per l'accesso ai benefici del quale si fa in ogni caso riferimento all'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), è destinato all'attuazione dei seguenti interventi, nei limiti delle risorse stanziate:
Il Fondo regionale per la non autosufficienza è assegnato e trasferito annualmente agli enti locali per la gestione dei suddetti interventi, secondo criteri definiti dalla Giunta regionale che garantiscano l'appropriatezza e la celerità della spesa. L'attuazione degli interventi è in capo agli enti locali che gestiscono direttamente le procedure operative ed erogano i relativi finanziamenti nei limiti delle risorse assegnate. Gli enti locali assicurano la restituzione dei dati riferiti all'implementazione degli interventi attraverso i sistemi di monitoraggio attivati dall'Amministrazione regionale. Nelle more dell'adozione della deliberazione suddetta, l'erogazione delle risorse del Fondo regionale per non autosufficienza segue le linee guida vigenti per i singoli interventi.
17. È autorizzata la spesa di euro 2.000.000 per il potenziamento dei Punti unici di accesso e delle Unità di valutazione territoriale ai fini della valutazione multidimensionale dei bisogni e della gestione degli interventi per la non autosufficienza in ambito PLUS. Il finanziamento è assegnato per euro 1.000.000 all'Azienda per la tutela della salute (ATS), in favore delle otto aree socio-sanitarie, e per euro 1.000.000 agli enti gestori degli ambiti PLUS. La ripartizione avviene in ragione della popolazione residente. L'intervento si intende a integrazione degli altri finanziamenti finalizzati al potenziamento dei Punti unici di accesso e delle Unità di valutazione territoriale (missione 12 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SC08.6708).
18. È autorizzata, per l'anno 2017, la spesa di euro 200.000 a favore delle associazioni di volontariato iscritte all'albo regionale che operano per contrastare il fenomeno del randagismo, quale contributo per l'apertura di nuovi centri di ricovero per cani randagi e per i costi di gestione degli stessi. Le modalità e i criteri di erogazione del contributo sono approvati dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di sanità (missione 13 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SC05.0440).
19. Al fine di consentire la realizzazione di attività straordinarie e di emergenza in attuazione del piano 2017 per l'accoglienza dei flussi migratori non programmati, con particolare riferimento alle attività di accoglienza in porto, alla protezione dei minori stranieri non accompagnati ed alle attività urgenti di primo rifugio ed integrazione, è autorizzato nell'anno 2017 lo stanziamento di euro 320.000. Il Piano è approvato dalla Giunta regionale entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge (missione 11 - programma 01 - titolo 1 - capitoli SC08.6881 e SC08.6880).
20. È autorizzata, per l'anno 2017, la spesa di euro 1.000.000 a favore della Caritas Sardegna per essere ripartita nella misura di euro 100.000 a favore di ciascuna Caritas diocesana per l'espletamento delle attività di assistenza e di sostegno alle persone povere e disagiate. Il contributo di cui al periodo precedente può essere utilizzato anche per l'acquisto di beni mobili e per gli interventi di manutenzione su beni immobili strumentali alle finalità di cui al presente comma (missione 12 - programma 04).
21. Ai fini dell'erogazione di servizi sanitari e socio-sanitari a cittadini comunitari non residenti in stato di indigenza è autorizzata la spesa annua di euro 200.000 (missione 13 - programma 07 - titolo 1).
22. È autorizzata, per l'anno 2017, la spesa di euro 14.000.000 per il finanziamento di un programma di distribuzione gratuita di formaggi ovini DOP prodotti in Sardegna a favore di soggetti a rischio povertà ed esclusione sociale presenti nel territorio regionale. Il programma degli interventi e le relative modalità attuative, sentite le organizzazioni interprofessionali riconosciute, sono approvati con deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta degli Assessori competenti in materia di politiche sociali e di agricoltura, entro quindici giorni dall'entrata in vigore della presente legge. Le organizzazioni interprofessionali riconosciute concorrono al coordinamento e monitoraggio del rispetto dei termini e delle condizioni di attuazione del programma. L'attuazione del programma o di parti di esso può essere affidata, con stipula di apposita convenzione, ad AGEA (missione 12 - programma 04 - titolo 1).)
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è negativo per gli emendamenti numero: 259 uguale al 401, 260 uguale al 402, 261 uguale al 403, 262 uguale al 404, 263 uguale al 405, 264 uguale al 406, 265 uguale al 408, 266, 409, 267 uguale al 410, 268 uguale al 411, 269 uguale al 412, 270 uguale al 413, 271 uguale al 414, 272 uguale al 415, 273 uguale al 416, 274 uguale al 417, 275, 276, 277, 278 uguale al 418, 279, 280, 281, 282, 283 uguale al 419, 284 uguale al 420, 285 uguale al 421, 286 uguale al 422, 287 uguale al 423, 288 uguale al 424, 142, 135, 6, 66, 7, 45, 185 con l'emendamento all'emendamento 614, 90, 46, 89, 47, 92, 95, 143, 94.
Si invita al ritiro per gli emendamenti numero: 161, 21, 586, 2, 587, 73, 74, 76, 210, 9, 3, 443, 492, 496, 498, 509, 521, 522, 524, 525, 526, 527, 528, 529, 534, 562, 491, 507.
Il parere è positivo per gli emendamenti numero: 5 con l'emendamento all'emendamento 651, 389 con l'emendamento all'emendamento 647, 572 con l'emendamento all'emendamento 636, 573, 15 con l'emendamento all'emendamento 616, 479, 14, 26, 91, 162, 486 con l'emendamento all'emendamento 643.
Mi rimetto all'Aula per l'emendamento numero: 650.
PRESIDENTE. Era stato già espresso parere favorevole per gli emendamenti numero: 28 con gli emendamenti all'emendamento 632 e 633. Invito al ritiro per l'emendamento numero 595.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme al parere della Commissione, però siccome c'è molto, mi permetto, se poi dovessi accorgermi che qualche emendamento all'emendamento, di intervenire e dare delle spiegazioni. Allo stato attuale il parere è conforme a quello della Commissione.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Annamaria Busia. Ne ha facoltà.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Questo articolo è molto importante anche per una serie di indicazioni che verranno date nel corso della discussione con gli emendamenti che sono stati presentati. Io mi riferisco, in questa fase, particolarmente a tutte le questioni che verranno poste e a tutti gli interventi che vengono chiesti, per quanto riguarda i centri antiviolenza, i centri che dovrebbero assistere i minori, vittime assistite, e i centri si dovrebbero occupare anche dei maschi maltrattanti. Io avrei evitato volentieri il riferimento a questioni attuali se solo le vicende ultime di questi giorni, di ieri, un altro femminicidio tentato soltanto ieri, sei a marzo, uno dei quali in Sardegna. Questione che ben conosciamo. Quindi, anche dall'ultimo cenno all'argomento, che è stato fatto in occasione dell'otto marzo, ancora tante vittime. Un bollettino di guerra. Su questo ripeto io non sarei voluta intervenire ma diventa, a questo punto, inevitabile. L'attenzione che si deve prestare a questo argomento richiede l'impegno da parte di tutti ed è per questa ragione che è stato presentato un emendamento a prima firma onorevole Rossella Pinna, cui ha seguito, ho notato con grande piacere, la firma di diversi componenti di quest'Assemblea, ed è stato disposto un incremento da parte della Giunta, così come era stato sollecitato anche da parte di un nostro emendamento, dei fondi a disposizione di questi centri antiviolenza, che vivono in una situazione di grandissima difficoltà finanziaria ed economica e che necessitano, proprio per queste ragioni, le ragioni che ho detto in premessa. Cioè una violenza inaudita che continua nonostante tutto. Allora posto che si tratta di… chiederei un po' di attenzione da parte dei colleghi di genere maschile, soprattutto visto che la questione riguarda noi purtroppo, ma riguarda i signori uomini, autori di questi reati e per i quali, evidentemente, siamo costrette a chiedere questi finanziamenti. Quindi chiederei attenzione su questo punto. Dicevo, necessita di un'attenzione particolare. La nostra Regione - bene ha detto il Presidente della Repubblica, bene ha detto la presidente Boldrini, ma bene ha detto anche il Presidente del Consiglio l'8 marzo, quando ha incontrato le componenti della commissione di parità - è all'avanguardia perché da qui nasce una proposta di legge che prevede la tutela completa, e che completa il quadro e il sistema di tutele, nelle ipotesi di maltrattamenti domestici, di crimini domestici e di femminicidio. E proprio in virtù di questo abbiamo previsto un emendamento che riguarda un sistema di accoglienza che deve riguardare soltanto i minori che sono vittime di crimini domestici. Purtroppo sul nostro territorio, mi risulta anche da altre parti, esistono soltanto strutture per i minori abbandonati, i minori devianti, non esistono strutture per i minori che sono vittime assistite; ecco che diventa importante vista la situazione determinatasi che ci siano anche strutture che vengano finanziate, strutture di questo tipo. Abbiamo previsto uno stanziamento, un finanziamento che certo non è di grande rilievo, sono soltanto 100.000 euro ma credo che possano bastare anche perché contiamo e siamo fiduciosi del fatto che a breve passerà in Senato, perché così è accaduto alla Camera all'unanimità, la proposta di legge proprio sulla tutela delle vittime dei crimini domestici che nasce in Sardegna. Quindi questo contributo della Regione Sardegna, la prima che prevede delle strutture di questo tipo, completerà il finanziamento che lo Stato prevede per queste vittime.
Ancora è necessario completare il sistema di tutele a favore delle donne con la previsione di centri che si occupino degli autori di questi crimini, dei soggetti maltrattanti. La legge nazionale già prevedeva la figura dell'operatore che si occupa anche di questi autori, noi non abbiamo mai provveduto ma credo che in questo momento sia assolutamente importante, un'indicazione nazionale su cui ovviamente non possiamo che conformarci e quindi abbiamo previsto anche l'istituzione di centri CAM con apposito finanziamento proprio per evitare…
TOCCO EDOARDO (FI). Grazie Presidente, anche questa finanziaria, come tutte le altre, dedica gran parte delle risorse alla sanità. Risorse che ovviamente sono in questo momento oggetto in gran parte di una spending review, alcuni tagli dei quali ovviamente non posso che dirmi contrario, ma non perché ci siano i tagli, per come vengono attuati i tagli. A mio avviso, le spiegò anche perché, io credo che perché probabilmente ci sia in questo momento un accentramento totale da parte dell'Assessorato alla ATS, alla nuova azienda con sede a Sassari, mi sembra anche così capire perché l'Assessorato così di punto in bianco abbia dato negli ultimi mesi un'accelerata dando così tutta questa disponibilità al dottor Moirano, io proprio ieri ho chiesto, mentre facevo la discussione generale con l'assessore Paci, il perché il dottor Moirano. e lo chiedo anche lei, non si sia ancora presentato nella nostra commissione, lei sa quanto può essere importante per noi discutere tecnicamente di quali sono i programmi e la pianificazione che il dottor Moirano sta attuando. Ben conscio anche del fatto che lei venga in Commissione spesso e quindi anche lei ci dà la disponibilità e i chiarimenti. Però mi sembra da commissario, da vice presidente di quella Commissione mi sembra opportuno chiedere che venga il dottor Moirano. Vado avanti dicendole che i criteri con cui vengono adottati questi tagli, con cui vengono secondo il disegno che abbiamo qui davanti, qui vengono apportati la maggior parte delle risorse nei più grandi ospedali della Sardegna, io condivido che i grandi ospedali siano dei centri di eccellenza come il Brotzu, come il Santissima Annunziata, il San Francesco probabilmente, quello di Olbia, però, Assessore, io purtroppo mi faccio anche parte in causa perché girando nel territorio mi sono reso conto che, lei dirà, sono probabilmente molto tedioso con questo argomento, però mi rendo conto che i piccoli ospedali hanno avuto ancora una zero rispetto, non hanno avuto il minimo di dignità anche in questa finanziaria. Probabilmente perché il programma è quello proprio di tagliare, di tagliare ovviamente anche con una ratio un po' particolare, ma faccio l'esempio, per esempio, del Brotzu, al Brotzu si stanno ricomponendo dei reparti, Assessore, dei dipartimenti dopo che vengono tagliati dei piccoli centri che sono stati eccellenza per anni, faccio l'esempio della chirurgia plastica lei sa bene di cosa sto parlando. Le dico chirurgia plastica per non citarle gli altri, è stato tagliato in favore del policlinico universitario; un centro che ha dato la massima disponibilità, un centro che è stato gestito per anni da persone di grande esperienza oggi praticamente non esiste più, non esiste più perché è stata fatta una scelta con il criterio non solo quale sia stato, però è stata fatta questa scelta. Allo stesso modo è il problema del centro di diabetologia, faccio l'esempio di diabetologia del Microcitemico, problema qual è, lei sa bene che il problema che è stato affrontato ultimamente era quello dell'assenza dei microinfusori, 300 famiglie che hanno avuto delle grandi difficoltà a reperire i microinfusori e che quindi si sono mobilitate. Ma, Assessore, si potrebbe parlare per ore della sanità e non voglio rubare tutto il tempo alla sanità, vorrei anche citarle qualcosa relativamente a quello che è la politica sociale, stiamo parlando del REIS, ieri allo stesso modo ho fatto cenno al REIS, il 3 agosto è stato approvato questo disegno qui in aula, dal 2 agosto non si sa più niente del REIS, se ne parla tanto, per carità, le tv, i mass media, c'è una grande aspettativa per questo fenomeno, dico fenomeno perché è una cosa che potrebbe risolvere probabilmente il problema a tanti sardi, che ci sono i servizi sociali che sono superaffollati perché, Assessore, io le chiedo di catechizzare, uso questo termine gli Uffici delle politiche sociali che sono sempre molto attenti affinché si colleghino in sinergia con gli Uffici dei servizi sociali di tutti i comuni perché purtroppo c'è un'informazione distorta e non si riesce a dare le risposte ai cittadini. Grazie.
PINNA ROSSELLA (PD). Grazie Presidente, io intervengo in questo momento su un emendamento in particolare, ripromettendomi di tornare, casomai più avanti, sulla questione che riguarda i centri antiviolenza e che molto bene meglio di me ha illustrato la collega Busia. Intervengo in particolare sull'emendamento numero 389, un emendamento che va nella direzione dell'autorizzazione alla ATS, in attuazione del comma 2 della legge regionale numero 32 del 2015 autorizza ATS a contrarre un mutuo, ad accedere ad altre formule di credito finalizzate all'acquisizione completamento del centro di riabilitazione Santa Maria Assunta di Guspini. Ora non si tratta affatto di una tematica iper locale o locale ma è una tematica che interessa tutti i sardi, credo che questo sia un emendamento che restituisce la speranza a tutti i sardi che hanno la sfortuna di doversi curare e di dover prendere un aereo, una nave nel migliore dei casi quando non invece dover rinunciare a varcare il Tirreno ed essere condannati ad uno stato di permanente disabilità. L'emendamento proposto intanto interviene in previsione dell'impatto che la modificazione della rete ospedaliera che ci stiamo accingendo ad approvare avrà sul territorio regionale, il cui prioritario obiettivo è rispondere adeguatamente ai bisogni della popolazione, ed in particolare ad una nuova domanda socio-sanitaria legata alla situazione socio-demografica ed epidemiologica. L'invecchiamento della popolazione che sta portando un forte incremento di prestazioni, provocando sia un aumento totale della domanda di servizi, sia uno spostamento verso tipologie di servizio più coerenti con il cambiamento demografico quale la riabilitazione, la lungodegenza, la geriatria. L'aumento degli incidenti stradali che rappresenta un problema di assoluta priorità per la sanità pubblica per l'alto numero di morti e invalidità permanenti e temporanee che causano, anche in Sardegna purtroppo, morti e molte persone con disabilità. Addirittura per l'organizzazione mondiale della sanità sono la nona causa di morte nel mondo tra gli adulti e la prima fra i giovani di età compresa fra i 15 e i 19 anni. I sempre più diffusi casi di patologie, come per esempio la sclerosi multipla, la SLA, di cui ancora spesso si cerca di definire la portata e le cause in termini scientifici. Le disabilità sono quindi in progressivo aumento, in particolare quelle temporanee che richiedono una maggiore capacità di intervento per garantire il recupero funzionale, l'integrazione sociale e lavorativa delle persone interessate. L'emendamento proposto individua quindi nel Centro di riabilitazione Santa Maria Assunta di Guspini, già importante centro di eccellenza e punto di riferimento nel panorama della riabilitazione, dotato di attrezzature moderne e all'avanguardia, un intervento di grande significato e di valenza regionale in linea con gli indirizzi di politica regionale sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, definita sulla base di quanto disposto dalla normativa nazionale regionale e delle conseguenti disposizioni regolamentari. Oltre a rispondere quindi alla esigenza di rendere maggiormente omogenea la presenza di centri e di presidi di riabilitazione in ambito regionale, il riavvio del centro restituirebbe un bisogno territoriale esistente, rivitalizzando un modello di eccellenza fermo da alcuni anni, restituendogli fruibilità e scongiurando il ragionevole rischio di un progressivo depauperamento del patrimonio pubblico, economico e professionale dei lavoratori. Va ricordato che il Piano di indirizzo per la riabilitazione, approvato in Conferenza Stato-Regioni nel 2011, ha stabilito che in ciascuna Regione debba essere attivata un'organizzazione capillare tale da consentire al paziente di avere un riferimento certo ed essere seguito nel percorso post ricovero, mantenendo un'osservazione e un monitoraggio dell'evoluzione del quadro clinico attraverso controlli nel tempo ed eventuali ulteriori attività riabilitative che si rendessero necessarie. L'offerta che attualmente esprime il territorio sardo purtroppo non ha ancora raggiunto le auspicate previsioni, rileva invece una situazione caratterizzata dalla presenza di centri e di presidi di riabilitazione, prevalentemente privati, estremamente disomogenee sul territorio e non sempre in grado di rispondere pienamente ai criteri di adeguatezza e di appropriatezza delle prestazioni…
LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, io so che forse il tema della spesa sanitaria ha un po' stufato questo Consiglio, e forse ha stufato anche il Presidente, l'assessore Paci, però ritengo che questa sede, parlo ovviamente di quella della discussione della Finanziaria, al di là della miriade di misure che vengono individuate in questo articolo 4, ci debba essere riportato il tema della spesa sanitaria così come viene monitorata costantemente dall'Assessorato, che ha come riferimenti i modelli CE delle stesse aziende e poi ovviamente l'aggregazione di questi dati su base regionale. Anche in questo momento in cui il tentativo è di grande rivoluzione di questo sistema, la spesa sanitaria non accenna a diminuire, segno evidente che non dico le ricette, ma gli obiettivi che vi eravate posti come Governo della Regione rispetto al tema del disavanzo della sanità non sortisce effetti. Basti guardare gli ultimi dati anche del 2016, sempre in riferimento al modello CE, ormai siamo a dati cristallizzati a 305 milioni di euro, in diminuzione è vero, in ragione delle misure utilizzate, quel famoso Piano di rientro elastico che un giorno risparmia 65 milioni, ma il giorno dopo ce ne fa perdere altri 50, e poi proiezioni al 2017 con questa previsione, che ci avviciniamo intorno ai 380 milioni. Poi vediamo sempre dati dell'Assessorato, poi vedremo nel corso dell'anno quale sarà la performance che riusciremo a raggiungere. Credo che tutto ciò che sta dentro questo tema, a incominciare dalla programmazione del sistema sanitario e di quello socio-sanitario, dovrebbe portare senza ipocrisia quest'Aula, ma in particolare le proposte del Governo regionale, a discutere dell'abrogazione degli articoli 12 e 13 della legge 10 del 2006, che trattano esclusivamente il tema della programmazione e quello, che viene un po' sbandierato, della rete ospedaliera, della rete dei servizi del territorio. Perché? Perché nel tentativo di riordinare il sistema tutti i giorni assistiamo all'azione dei dirigenti, o dei cosiddetti manager delle cinque Aziende, a veri e propri interventi, che sono caratteristici del riordino della rete ospedaliera e della rete dei servizi territoriali, attraverso esigenze di riordino e di razionalizzazione. Anche oggi la Giunta propone un emendamento in questa finanziaria che va in questa direzione, quindi è inutile che noi ci attardiamo a discutere di questi documenti di programmazione se poi il Governo regionale, attraverso le sue proposte, attraverso leggi che noi approviamo colleghi, deleghiamo la nostra funzione direttamente alla Giunta, e poi evidentemente a caduta al manager dell'Azienda unica e ai manager delle Aziende sanitarie. Quindi siamo noi che con questa legge anche oggi ci spogliamo delle nostre prerogative. Poi ovviamente questo anche al netto degli interventi sui documenti di programmazione delle aziende, che poi vanno nella stessa direzione, non rispettando queste prerogative. Quindi ci dobbiamo mettere d'accordo se è il caso di continuare a discutere di queste cose e di mantenerci queste competenze, ovvero se non sia il caso in maniera assolutamente trasparente di dire all'assessore: "Assessore, ha la fiducia di tutti, vada avanti, faccia quello che deve fare", e insomma non so se le reti di cura, o le reti ospedaliere saranno questi gli strumenti, però raggiunga gli obiettivi che per noi sono quelli di riduzione della spesa. Non lo so, però decidiamolo senza ipocrisia, senza poi stare a discuterne, perché qui noi stiamo dando questa delega. La questione delle politiche sociali, Assessore, il 23 febbraio in Conferenza delle Regioni, Patto della salute, aggiornamento dei dati, da quello che capiamo sul fondo per le politiche sociali da ripartire alle Regioni…
Apriamo sul fondo per le politiche sociali ripartire dalle regioni dal Sardegna ci perde circa 9 milioni di euro, da 11 scenderemo a due nelle ripartizioni statali fatte dal Ministero della salute, che impatto avrà sul nostro fondo per le non autosufficienze? Quale sarà l'impatto contabile sul nostro bilancio? Perché non è che il Ministro Poletti fa il gioco delle tre carte: da una parte promette 500 milioni poi ne stanzia 450.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente. Battistina, Maria Grazia, Silvia, Antonella, Federica, in ultimo ma non da ultimo Federica è la nostra amica sarda che ha subito l'ultimo femminicidio. Inizio con questo argomento perché voglio assolutamente sostenere quanto già fatto dalla nostra collega Anna Maria Busia perché veramente stiamo arrivando ad un vicolo cieco, non esistono più politiche e strumenti presenti per arginare questo fenomeno, che siamo d'accordo, Assessore, è oramai purtroppo comune a tutto il paese però noi crediamo che avendo anche una specificità e una capacità di poter gestire sanitari sociali in Sardegna credo che può essere attraverso i centri antiviolenza di cui Presidente vi chiederò di poter aggiungere la mia firma all'emendamento presentato dalla collega Pinna, ma dico che nonostante l'emendamento, nonostante ciò che c'è adesso in campo c'è tantissimo ancora da fare, è un fenomeno che purtroppo parte dal sociale, parte dalla cultura che va assolutamente rivista in questa materia, io credo che veramente valga la pena fermarci un attimo e di rivedere la politica di intervento, quindi le mission non che deve avere questa Regione sul tema della violenza, ma io dico in particolare dell'"amore malato", onde evitare che poi si debba parlare di cure e quindi come al solito è scontato dire che però è meglio prevenire piuttosto che curare. Detto questo, ovviamente credo che da parte del nostro gruppo ci sia tutta la disponibilità ad attivarci in tal senso, detto questo però voglio continuare con il sociale perché al di là delle politiche sulla violenza io credo che stiamo vivendo un periodo buio per quanto riguarda il malessere da un punto di vista ovviamente particolare ed economico che, vediamo bene, è strettamente collegato alle altre forme di malessere, o meglio può anche generare altre forme di malessere. Dicevo malessere economico Assessore sono quasi nauseata io a furia di ripeterlo però mi rendo conto che ancora oggi non abbiamo, non siamo in ordine nei pagamenti per la legge numero 20, per la legge numero 162 e per la legge "ritornare a casa", sono i programmi basilari su cui tutti noi parliamo, sui quali tra l'altro devo dire, per onestà intellettuale, non credo ci sia in quest'Aula un consigliere che non crede a queste politiche di intervento, ma dico, abbiamo stanziato i soldi, questo Consiglio regionale puntualmente, pochi perché ce ne sarebbe bisogno di più però noi li abbiamo stanziati. Perché dobbiamo far vivere nel malessere e nei ritardi nei pagamenti coloro che già tutti giorni hanno una vita difficile. Assessore guardi glielo chiedo proprio quasi come grido d'allarme, perché a questo non vorrei davvero arrivare, ma cerchiamo di stabilire un meccanismo, l'ho detto tante volte, per pagare nei termini, perché sono degli stipendi, sono delle pensioni, non avremmo mai voluto si arrivasse a questo ma oggi dobbiamo stare al passo con i tempi, questa è la realtà. Ancora, volevo osservare come hanno fatto i colleghi precedentemente i ragionamenti sul REIS, strumento anche questo importante, non possiamo consentire otto mesi di blocco, di silenzio, sono invece parole sulle quali anche lei Assessore si è espresso sempre favorevolmente e io amo dirvi con i proclami però dobbiamo stringere, o lo mettiamo in campo lo strumento, e lo dico da subito, in Sardegna occorrerebbero veramente 500 mila, 600 mila forme di REIS perché non ce la si fa più e allora quello che abbiamo deciso mettiamolo in onda, ma anche rapidamente, se credete ancora in questa misura ovviamente.
Ancora, Assessore, passiamo al discorso sanitario, lei lo sa, io stima nei suoi confronti perché credo che raccolga la doppia figura di medico e di assessore però, ad oggi, tutto ciò che avete fatto non è andato assolutamente nella direzione voluta, sperata e dovuta, quindi le ricordo che dal 2009 proponete riforme sulla sanità ma ad oggi sostanzialmente, non voglio tediarla ripetendo le stesse cose sulle case della salute, i dipartimenti, sugli ospedali di periferia e quant'altro, però andiamo ad oggi: abbiamo un aumento della spesa sanitaria, non siamo in grado ancora di monitorare realmente e concretamente la diminuzione dei costi fine razionalizzazione che occorre, allora dico quanto dobbiamo aspettare ancora per la rete ospedaliera? Io sono un consigliere regionale.
SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto). Presidente, io sono uno di quei consiglieri che, a differenza di molti in quei mesi precedenti al voto per la ATS, ha deciso di astenersi perché ritengo che il fumus della legge sia giusto, cioè quello di voler risparmiare facendo economia anche su larga scala. Ovviamente oggi non vado, nel bilancio di previsione, rispettati questi auspici che sono stati fatti al momento della costituzione dell'azienda infatti stiamo ad un previsionale di 3 miliardi e 318 milioni, contro un previsionale, al quale ovviamente andavano aggiunti i fuori bilancio di 3 milioni e 280, quindi si prevede un aumento di spesa rispetto all'anno scorso, sono anche uno che è andato a La Maddalena che fa parte del mio bacino elettorale, in piazza davanti a 1000 persone ho difeso la scelta di non tenere aperto il centro nascite, questo contro tutti gli altri che urlavano e facevano sentire alla gente quello che volevano sentire, però è un discorso di razionalizzazione, io su questo ci sto, sono d'accordo, però bisogna fare una razionalizzazione unitaria perché se a La Maddalena è giusto chiudere il centro nascite che fa 35 o 38 nascite all'anno, questo tipo di interventi, quindi la razionalizzazione, va fatta su tutto il territorio nazionale. Io ritengo che questo venga fatto, e qui le faccio un piccolo cenno di cui nessuno parla, né di destra né di sinistra, parliamo di Nuoro Assessore: la ASL di Nuoro ha 163 mila abitanti, mentre l'utenza di Olbia è di 160 mila, quindi 3000 in meno, nonostante tutto Nuoro a 40 milioni in più di Olbia che durante il prefestivo Olbia raggiunto anche 500 mila abitanti, questo gap penso che sarà finalmente, quando sarà colmato con le convenzioni del San Raffaele o Mater Olbia però ancora non lo vediamo io dico che se Olbia ha potuto fare l'economia e stiamo ancora chiedendo di farle sulla Maddalena perché non le potrebbero fare gli altri? Allora abbiamo una porcheria che si chiama Project, difesa dalla destra e dalla sinistra, per ragioni di opportunità dove ancora caro Assessore non avete preso le misure mostrando sentenze ed indicazioni date da chi dice che c'erano anticorruzione, nonostante tutto si continua a lavorare e abbiamo i dipendenti che devono essere sicuramente tutelati tutti anche se sappiamo come sono stati assunti e perché sono stati assunti ma vanno tutelai e va tutelato anche il loro stipendio, mentre sappiamo benissimo che sono sottopagati, non sappiamo chi intasca, a chi continua ad andare nonostante le sentenze e le indagini della magistratura i maggiori guadagni della ASL di Nuoro relativamente al Project.
Poi una piccola cosa sulla terapia del dolore. A Cagliari abbiamo un reparto di terapia del dolore che è situato presso l'ospedale Binaghi dove soltanto una volta la settimana per 5 ore viene erogato il servizio ai pazienti, è stata fatta richiesta di poter ampliare, a costo zero, questo servizio, mentre invece nella ASL, nella ATS riescono a dare delle risposte. Penso che anche questo sia un servizio, ci sono delle liste d'attesa per un servizio che, ripeto, viene erogato per 5 ore la settimana quando potrebbe essere fatto per più ore soddisfacendo i pazienti a costo zero perché ci sono dei medici che sono già pagati dalla ASL, e potrebbero quindi essere integrati i servizi.
Un'altra cosa, aspettiamo con ansia il piano ospedaliero, sperando, ripeto, che sia in linea con la volontà della legge di formazione della ATS, affinché questo piano sia economizzato e uniforme per tutta la regione.
Sono d'accordo anche sul servizio dell'elisoccorso, perché l'anno scorso ho assistito ad un incidente stradale in seguito al quale un ragazzo è arrivato all'ospedale di Sassari, penso che avesse un cucchiaino di sangue nelle vene e si è salvato grazie all'intervento dell'elisoccorso. Quindi, quando molte volte si cerca di tutelare anche i Pronto soccorso nelle zone più sperdute è giusto che ci siano, però magari avendo qualche Pronto soccorso in meno e un elisoccorso più efficace, sono d'accordo con lei, credo che si possono salvare delle vite. Ripeto, spero che la (…) dell'ATS porti i risultati che non si vedono in bilancio, me lo auguro e spero che l'Assessore sappia, insieme al nuovo manager, fare del suo meglio perché tutto questo avvenga.
OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Intervengo sul settore della sanità perché rimanga una traccia ufficiale del fatto che avevamo visto e capito già da tempo che la situazione in cui versa la sanità sarda è allo stremo, con uno sfascio, una disorganizzazione ed un fallimento dietro l'altro, come mai si era visto negli ultimi decenni. Non esiste un solo operatore, medico, infermiere o utente, che non lamenti condizioni invivibili; i costi non sono diminuiti e i servizi sono peggiorati, le liste d'attesa più lunghe e l'offerta sanitaria più scadente. Si è ritenuto utile accentrare tutto nelle mani delle burocrazie, noi pensiamo che l'Assessore dovrebbe invece evidenziare maggiore autorevolezza nelle scelte, senza interferenze. Quello che manca è proprio la visione politica, si rincorrono le emergenze, si piega una seria programmazione nel lungo periodo a esigenze di bottega, a nomine farlocche, ad emendamenti marchetta; non solo, si aggiunge a questo disordine di riforme che non riformano e di aggiustamenti che non aggiustano, una retorica insopportabile che ripete ai nostri organi di stampa, davvero distratti, che la sanità sarda gode buona salute. Accade così, Assessore, che quando qualche giorno fa è andato in "visita pastorale" al Comune di Cagliari, non so per quale motivo si è spinto sino ad annunciare con squilli di trombe che Cagliari avrebbe avuto un nuovo ospedale - un Children per adoperare un termine inglese che è molto caro a lei -, sennonché quel progetto e una deliberazione della Giunta regionale, la numero 42/45 del 16 ottobre 2013, rubricata "Programma per la costituzione del Polo pediatrico della città di Cagliari - realizzazione del nuovo ospedale pediatrico Microcitemico, ospedale del bambino", lei, con una sua velina, ha detto che avrebbe previsto però un nuovo modello di assistenza pediatrica, basato sull'accorpamento dei servizi ospedalieri, sulla ottimizzazione e umanizzazione dell'assistenza pediatrica: tradotto, "fuffa". Quel progetto esisteva, era della Giunta Cappellacci, e lei ha deciso di intestarselo senza un motivo.
Qualche giorno fa ho depositato con altri colleghi un'interpellanza per avere qualche notizia sulla macchina per la radioterapia oncologica Electa Versa HD, che è stata acquistata dalla ASL di Nuoro, per la quale i medici sono stati regolarmente formati ed aggiornati e per la quale paghiamo un salato canone di assistenza, la macchina però non è in funzione perché manca un certificato clinico, che, mi dicono, dovrebbe essere rilasciato da una commissione da lei nominata. Io ho qui la mia interpellanza, non ha ricevuto risposta (accade spesso che non si diano le risposte) e quindi sono costretto a chiederlo, forse non sarà così. A questo riguardo, Assessore, credo che sia doveroso fare un passaggio sulle liste d'attesa per le patologie più gravi, che hanno adesso raggiunto dei livelli insostenibili. Non mi pare di aver visto in finanziaria un solo pensiero per risolvere una volta per tutte la drammatica situazione di chi attende sperando di avere salva la vita.
Sempre allo scopo di salvare la vita al prossimo, vorrei lumi sulla vicenda dell'Areus, l'Azienda per l'emergenza-urgenza istituita con la legge n. 23, che mai è entrata in attività e anzi è stata uccisa sul nascere con la deliberazione 56/31 del 18 ottobre 2016 con cui avete approvato il programma di riqualificazione del sistema di emergenza-urgenza. Ad oggi però la Sardegna, contrariamente a quanto avviene in altre Regioni italiane, non ha posto in essere alcun programma, nemmeno sperimentale, che avesse come obiettivo finale la riduzione degli accessi inappropriati al Pronto soccorso, anzi la chiusura di alcuni Pronto soccorso ha solo congestionato le strutture di Cagliari, Sassari, Olbia e Oristano. Assessore, lei in diversi interventi ha definito l'Areus un elemento portante della riforma sanitaria, ma a distanza di tre anni dalla sua istituzione l'Areus è una chimera, motivo di contrasti in seno alla maggioranza.
La legge regionale istitutiva della ASL unica prevedeva la nomina del direttore generale, come lei sa bene, entro il 31 dicembre 2016, invece il termine è scaduto, nessuna nomina è stata fatta e non c'è stata nessuna conseguenza: se un cittadino tarda di un solo giorno ad adempiere ad un termine viene sanzionato.
L'intera Sardegna è essa stessa un'emergenza, ma si annunciano accordi improbabili con la Lombardia per un nuovo modello di emergenza-urgenza. Noi abbiamo chiuso lo ricordo bene otto centrali ma stiamo parlando di una Regione che ha cinque postazioni di elisoccorso, tre centrali di risposta e dispone di 300 medici formati all'emergenza territoriale: è come paragonare le aquile agli storni, come diceva il compianto Eusebio Baghino. La deliberazione dell'ottobre 2016 espropria il direttore dell'Areus di importanti competenze, tanto da creare una situazione che ne limiterà l'autonomia organizzativa e gestionale: un ennesimo pasticcio.
Voglio ribadire la vergognosa questione del Mater Olbia - un po' ospedale, un po' ambulatorio per la riabilitazione, un po' diagnostica, forse più foresteria e albergo -, ma si può sapere che cosa dovrebbero fare? Anzi, questo Mater (…) esiste davvero? La fondazione del Qatar cosa fa? Sono vere le notizie di stampa che parlano di una volontà di abbandono? Ormai ci stanno prendendo per il naso da anni - rinvii su rinvii, cambi di programma su cambi di programma, manco la domanda per l'accreditamento - e i proponenti, non avendo giustificazioni, accusano la Regione mentre voi subite in silenzio. Del resto, Assessore, è evidente che anche lei sia contrario. Dei previsti circa 56 milioni per anno non c'è traccia, assessore Paci, e se fosse vero che devono aprire a giugno avreste previsto almeno il 50 per cento, e non ci sono, ma se come pensiamo Mater Olbia non aprirà mai dobbiamo urgentemente dirlo e correggere il Piano di razionalizzazione della rete ospedaliera recuperando i posti letto attribuiti all'ospedale fantasma.
Presidente, Assessore, concludo dicendo che la sanità non è mai stata ad un livello così basso, mai abbiamo avuto…
PRESIDENTE. Grazie, onorevoli Oppi, il tempo a sua disposizione è terminato.
USULA EMILIO (Gruppo Misto). A me hanno dato occasione di parlare gli interventi appassionati di Anna Maria Busia e della stessa consigliera Zedda, voglio anche io dire qualche cosa a proposito dei Centri antiviolenza, e voglio preannunciare - per questo sto intervenendo adesso - che ho presentato un emendamento alla legge di bilancio che prevede un finanziamento adeguato ai Centri antiviolenza.
Recentemente a Nuoro c'è stato un convegno organizzato dai Rossomori con la partecipazione di tutti i Centri antiviolenza della Sardegna ed è stato un grido di dolore, prima di tutto per il compito gravosissimo che tutti i giorni queste donne si trovano ad affrontare, accogliendo situazioni di disperazione, situazione marginali, situazioni assolutamente indicibili, e lo fanno con grandissima professionalità e anche con grandissima disponibilità personale, volontaristica, lo fanno purtroppo con pochissime disponibilità economiche. Quello che hanno chiesto e quello che chiedono non è nulla di trascendentale, hanno chiesto semplicemente un finanziamento adeguato alle funzioni, un finanziamento in linea con i finanziamenti addirittura del 2007. È per questo che pur apprezzando pienamente e sottoscrivendo l'emendamento proposto da Rossella Pinna, io non lo sottoscrivo idealmente e non lo sottoscrivo di fatto perché chiedo a Rossella e spero anche che in concerto con l'Assessore si arrivi a un finanziamento più importante rispetto a quanto previsto nell'emendamento di Rossella Pinna, si chiede semplicemente un finanziamento almeno simile adeguato al 2007. È vero, ci potrebbero essere delle cifre che arrivano da stanziamenti per le politiche sociali ma non sono cifre certamente dedicate a questo, quindi intanto diamo certezza alla possibilità di questi centri di ridare speranza, ridare dignità alle donne che in qualche modo si rivolgono a questi centri e alle case di accoglienza.
Sono voluto intervenire semplicemente per annunciare questa cosa. Per quanto riguarda, se ho ancora mezzo minuto, i temi del riordino della rete ospedaliera e del sistema sanitario in generale, io sono contrario a micro emendamenti che portano risposta a situazioni particolari, da questa patologia a quel piccolo centro, a quel determinato servizio. Io credo che sia compito dell'Assessore insieme al lavoro della Commissione, individuare una risposta complessiva e non lasciare al micro emendamento del singolo consigliere la risposta a problemi che non possono non essere visti nella loro globalità e nella loro completezza.
PIZZUTO LUCA (SDP). Intanto per rinnovare la richiesta che il nostro gruppo ha fatto ieri all'Assessore della sanità di riferire nelle maglie dell'intervento che farà oggi sulla situazione di AIAS perché abbiamo in questo momento in corso un presidio con uno sciopero della fame da parte dei dipendenti che credo riguardi e richiami le nostre coscienze su una situazione complessa dove abbiamo lavoratori che non recepiscono stipendi da molti mesi. Sul tema posto dalle colleghe che ringrazio, il tema della violenza di genere, io credo, lo dico da uomo, che vada fatto un lavoro anche un po' avanzato, diverso rispetto al solito, è importantissimo finanziari i centri antiviolenza, ma se noi non mettiamo in discussione la matrice culturale della nostra società dove il genere maschile viene visto come il genere di dominio, di prepotenza e in cui la donna è anche nel sistema mediatico un oggetto al servizio del piacere dell'uomo, noi non risolveremo mai il problema. Quindi io spero anche che dalla Giunta, dagli Assessorati preposti a questo ci possa essere un intervento atto a lavorare sulla cultura maschile e sul modo di intendere l'essere uomini in questa società. Poi alcune riflessioni doverose sul REIS rispetto ad alcune considerazioni che ha fatto l'opposizione. Ringrazio l'opposizione per le riflessioni che ha fatto nel senso che giustamente critica una lentezza che può avere la Regione di cui dirò qualcosa a breve, ma mi fa molto piacere devo dire che non si metta in discussione l'avanzamento che noi abbiamo fatto dal punto di vista culturale su questa legge e non mette in discussione la validità di questa. Poi è vero, ci sono degli elementi oggettivi, non è vero che non si è lavorato in questi mesi e che non ci si è occupati di REIS, lo si è fatto, si è fatta una delibera che non andava bene e si sono proprio ieri apportate delle modifiche che consentono di correggere grazie anche all'importante contributo che ha dato l'ANCI. Però mi preme dire in quest'aula che vedo all'esterno un'azione culturale molto forte contro questa legge che tende a voler mettere in discussione i cardini filosofici e pratici di questa legge per consentire di ritornare a su connottu e si parla delle povertà estreme come di un grande strumento che aiutava chi era povero a stare meglio, a stare bene, a venire fuori dalle situazioni di povertà. Per dovere di verità è bene spiegare di che cosa stiamo parlando. Circa il 70 per cento delle persone che venivano aiutate dalla povertà estrema avevano un'erogazione monetaria mediamente di 50-80 euro al mese, nel migliore dei casi quel 30 per cento residuo vi era un cantiere sociale per 2-3 mesi a 350 euro al mese. Quindi un aiuto medio di un centinaio di euro al mese che ha tenuto per decenni e per generazioni le situazioni in povertà.
Io vedo che c'è un'azione anche mediatica contro il REIS, e così maliziosamente mi viene da pensare che forse c'è qualcuno che vuole continuare a tenere gli ultimi della nostra terra in uno stato di oppressione e di dipendenza rispetto ad un sistema culturale e politico e di aiuto economico e credo però che ci debba essere anche uno scatto di volontà della nostra parte politica nel cercare di emanciparci dal concetto che ci diedero anni fa gli spagnoli: pocos, locos y mal unidos. Noi abbiamo la possibilità di spendere più di 40 milioni di euro di fondi europei da indirizzare sul REIS, per fare questo però dobbiamo cambiare l'approccio culturale e di lavoro che abbiamo, non è pensabile che ogni comune faccia da sé, bisogna lavorare in sinergia, bisogna lavorare in squadra integrando intelligenze, prospettive e possibilità anche perché la stragrande maggioranza dei nostri comuni ha un'assistente sociale a disposizione che si dovrebbe far carico dei piani individualizzati oltre che di tutto il lavoro che è previsto normalmente nei servizi sociali comunali. Quindi io cerco di fare questo appello a quest'Aula e a chi sta fuori da quest'Aula, la legge nell'applicazione sicuramente merita delle attenzioni, merita dei correttivi, l'Assessorato sta dedicando energie e non solo l'Assessorato, anche la Presidenza e ringrazio per questo, ma non si può mettere in discussione il passo avanti che abbiamo fatto fare alla nostra Regione con questa legge. Si è creato uno spartiacque profondo, chi difende il passato si mette dalla parte degli oppressori, chi invece vuole difendere il futuro e un sistema di libertà e di emancipazione nella nostra Regione si pone invece dalla parte degli oppressi e per quel che mi riguarda e per quel che ci riguarda noi sapremo sempre da che parte stare. Voglio anche ricordare che questa legge non è merito solo di una parte o di uno, è una legge condivisa e costruita anche con ampi aiuti dell'opposizione, credo che sia una legge che possa anche dare riscatto a una classe politica di cui si parla molto male e che invece ha fatto una grande cosa, e ci ha posto in avanzamento rispetto a molte realtà sociali europee.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io innanzitutto vorrei dire che se dovessi misurare a spanne quello che è il valore di questa finanziaria legandolo a quello che è il report dei giornali sardi, direi che è abbastanza mediocre salvo che non ci siano altre spiegazioni che qui non mi accingo ancora raccontare se non in altra circostanza. Qui habet aures audiendi audiat, tanto per capirci. Quindi il problema è che è difficile intervenire in un contesto in cui effettivamente non c'è neanche contezza delle difficoltà oggettive che vive il popolo sardo che non si risveglia neanche l'interesse del popolo sardo attraverso i mass media che non si fa dibattito serio all'interno non solo di questo consesso che dovrebbe essere il più alto della Sardegna, ma neanche nei territori e ancor meno nei comuni dove c'è una schizofrenica posizione tra chi fa populismo tanto per farlo e chi invece ormai della politica taglia corto, non gliene può fregare di meno, passatemi il termine poco educato. Sta di fatto che se io dovessi scendere nel dettaglio si capisce il perché, se mi sono permesso di uscire fuori nella stampa a parlare di sanità e mi sono sempre astenuto essendo il Presidente di quella Commissione come mi asterrò anche oggi da alcuni particolari, l'ho fatto perché quella Commissione sono certo e sicuro nell'intenzione dell'onorevole Deriu era quella di cercare di correggere le storture attraverso la politica non affidandoci ai giudici di qualunque categoria, cioè uno scatto da parte della politica nei confronti di se stessa per ricercare l'essenza dell'equità, della giustizia, della prontezza in quelli che sono momenti significativi di un vivere comune. E la sanità, che io spesso ho detto non ha colore, non ha partiti, ha solo gente che soffre e che ha bisogno di essere curata, è un interesse legittimo che dovrebbe accomunare tutto il Consiglio al di là delle parti, ma che ancora si utilizzino iniettori automatici per risonanze magnetiche e Tac, che nell'azienda Brotzu costa 7 euro e nell'altra ASL 17 euro, cioè 1 milione all'anno, è possibile? Ve lo chiedo in coscienza, è possibile? E quando per esempio al CIM di Sassari si inventano delle strutture complesse per aiutare chissà chi, e se ne creano due in più di quella che esisteva, o se io dovessi entrare in quello che è il bailamme che esiste all'interno delle diatribe della gestione della ASL di Nuoro, per non parlare di Oristano a cui è collegata, e così le altre ASL, avrei forse paura o timore di essere un politico che fa il proprio dovere e che denunzia all'interno del sistema politico le cose che vanno male. Io voglio ricordarvi che c'è la magistratura già che sta indagando per altri aspetti, addirittura l'ha dichiarato. Ma siamo veramente coscienti che se fossimo uomini che fanno uno scatto un attimino con attenzione, con doverosa attenzione a quelli che sono i problemi più forti della sanità, saremmo più tranquilli nelle coscienze e daremmo anche qualche risposta a chi ha bisogno di risposte? Anche l'altro giorno su facebook c'era una signora che si lamentava di quattro ore di attesa a un pronto soccorso, poveraccia, non sa che c'è gente che ha aspettato anche 12 ore, e le cose le abbiamo scritte. Questo non vuol dire che voglio ammazzare l'Assessore della sanità o dire che la sanità è tutta una porcheria, perché ci sono anche le eccellenze. Bisogna andare a trovare veramente quelli che sono i gangli della malasanità, estirpare sistemi collaudati di clientele, di interessi personali che nulla hanno a che fare con quella che è la salute pubblica. Questo io vorrei che avvenisse. Noi ci dobbiamo sostituire alla magistratura, essere magistrati di noi stessi e correggere gli errori della politica da parte della politica, questo è quello che grido e vorrei che fosse il piglio di tutto il Consiglio regionale della Sardegna.
ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Anche io sono un membro disarmato della Commissione d'inchiesta sulla sanità presieduta dall'onorevole Dedoni, che con il vicepresidente, l'onorevole Deriu, hanno già manifestato il disappunto per non essere stati messi in condizione di avere dati sufficienti per le nostre analisi e indagini, non perché noi avessimo un compito da inquisitori, ma di analizzatori di un sistema che vorremmo conoscere meglio per identificarne le storture. Il mio intervento adesso si richiama in qualche modo in maniera speculare al ruolo del Consiglio regionale e della Giunta nei confronti dello Stato quando si rivendica il riconoscimento dell'insularità e del disagio profondo che l'isola Sardegna rappresenta nel contesto nazionale, e io lo faccio in questo consesso parlando delle isole minori della Sardegna, che non possono essere discriminate rispetto al contesto del nostro territorio regionale, richiamando i distretti sanitari delle isole minori di Carloforte, San Pietro e La Maddalena, che sono state riconosciute nell'approvazione della riforma delle ASL, quando noi abbiamo approvato l'azienda per la tutela della salute abbiamo altresì approvato il riconoscimento dei distretti sanitari insulari, delle nostre isole minori. Ma io vorrei sapere a che punto siamo, perché se questi distretti sono soltanto un'enunciazione teorica che rimane sulla carta, e non vengono riempiti di contenuti, noi non possiamo che prenderne atto e rinunciare a quella che è stata invece un'azione che abbiamo condotto con il collega Pizzuto perché questo riconoscimento fosse un elemento forte, a garanzia di quelle comunità. Ma se, come accade a La Maddalena, vengono sottratti i servizi, non è che si compensa Carloforte che purtroppo non ha i servizi di La Maddalena, io vorrei che Carloforte raggiungesse almeno quei servizi che ha La Maddalena, e che i servizi che ha La Maddalena fossero potenziati in un sistema di razionalizzazione che prevede quindi una compensazione anche per Carloforte, che oggi è in sofferenza rispetto a La Maddalena. Da La Maddalena è partita la cosiddetta protesta delle pance o dei pancioni, che ha fatto il giro d'Italia, e sulla quale forse torneremo nel ragionamento che ci vedrà impegnati nell'esame degli emendamenti, di cui un emendamento, il numero 6, è stato già in qualche modo aggiuntivo cassato, ma sul quale potremmo tornare a rappresentare alcuni dei motivi per i quali oggi una comunità protesta e vede in prima fila protestare le donne perché vorrebbero riconosciuto un diritto fondamentale, quello di poter far nascere i propri bambini a casa loro, nel proprio territorio, nel proprio presidio ospedaliero. Ecco, un argomento sul quale ci cimenteremo più avanti e che non vuol essere affrontato con note polemiche, ma che mi permette di fare alcune considerazioni e richiami che io ho già fatto all'Assessore, all'assessore Arru, rimproverandogli di non aver assunto un'azione pedagogica e di informazione nei confronti di quelle comunità alle quali noi stiamo sottraendo servizi in nome della sicurezza. Ecco, quella sicurezza oggi noi dobbiamo garantirla invece, e io credo, Assessore, che l'entrata in funzione, come lei ha annunciato, dell'elisoccorso, di un servizio fondamentale, possa rappresentare un elemento che garantisce di poter nascere a La Maddalena. Quello è un servizio sul quale noi possiamo fare ragionamenti che possano vederci in breve tempo anche vedere nuovamente le donne di quell'isola, della mia isola, partorire nuovamente in quel presidio ospedaliero. Ecco, su questo vorrei cimentarmi con lei e capire se esiste questa possibilità, in considerazione del fatto che quel servizio, così come è stato annunciato e rappresentato, è fondamentale per la sicurezza e la salvezza di molte vite del nostro territorio. Credo che possa essere questo un percorso che ci vede assieme alla rotazione dell'équipe, la cosiddetta équipe circolante, poter pensare anche di far nascere nuovamente i bambini nel presidio ospedaliero di La Maddalena. Ci torneremo dopo su questo argomento, così come torneremo anche su altre considerazioni che riguardano la possibilità che noi abbiamo di favorire l'aumento demografico, non possiamo piangerci addosso dicendo che la Sardegna cala con le nascite, che c'è il rischio pesante di uno spopolamento dovuto ad un calo demografico nettamente incisivo sulle nostre prospettive di società sarda che rischia soltanto di invecchiare, e questi sono elementi che possono favorire invece anche l'aumento demografico della nostra Regione. Grazie.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Qualche giorno fa ho avuto l'onore di partecipare ad un incontro nei locali della Provincia di Nuoro, convocato dalle forze sociali, che hanno lanciato un grido d'allarme sullo stato della sanità nel nuorese, sul depotenziamento dei servizi e su tutto ciò che riguarda quell'ambito geografico-territoriale. Sullo stesso tema sono intervenute anche le Conferenze dei sindaci, i sindaci dei territori, che hanno rafforzato il grido d'allarme. Il problema è il seguente: ci si chiede qual è l'idea complessiva della sanità, soprattutto della sanità nel nuorese, quale è l'idea che sta alla base di interventi, anche emendativi, che vedremo poi nel corso della discussione, che consegnano il potere di accorpare, che consegnano il potere di riorganizzare i servizi, senza una preventiva intesa politica, in quali luoghi si sta maturando l'idea dei servizi sanitari in un'area marginale come quella del nuorese, quale sarà nella geografia territoriale regionale della sanità sarda il ruolo che assumerà l'Ospedale San Francesco, lo Zonchello, e tutti i servizi territoriali, quali possono essere le occasioni di interlocuzione dei territori, dei sindaci delle comunità rispetto alla tessitura di un sistema sanitario regionale, ed in questo caso nuorese in particolare. Noi non lo vediamo, non vediamo una preventiva condivisione, vediamo anzi un pericoloso incedere verso una dimensione organizzativa, che se non condivisa potrebbe creare delle difficoltà. Sappiamo anche, mi piace dirlo a voce alta, che il dottor Moirano, successivamente all'incontro avuto nei locali della Provincia, ha preso contatti con le Conferenze dei sindaci, promettendo un incontro e promettendo un coinvolgimento, ma il tema è: è un coinvolgimento occasionale? E' un coinvolgimento metodico? E' un coinvolgimento, quello dei territori, basato sull'impeto della protesta del momento, sulla minaccia di uno sciopero generale, oppure vi è un qualcosa che risponde ad una logica riorganizzativa ben precisa? Ecco, io pongo questi temi, che sono temi connessi poi con l'articolato, anzi, i commi dell'articolo 4 per quanto riguarda la dislocazione delle risorse, poi magari affronteremo il tema sui singoli commi, però mi sento di portare questo messaggio perché rientra nel mandato politico che quell'assemblea territoriale ha consegnato a me e agli altri colleghi consiglieri regionali che erano presenti il giorno della manifestazione, che ci hanno proprio chiesto di farci gli attori di questo messaggio, e cioè partecipare costruttivamente alla scrittura, alla tessitura della rete sanitaria nel nostro territorio. Grazie.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 259, che è uguale al 401. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 260, che è uguale al 402. Parere contrario della Commissione.
Metto in votazione l'emendamento numero 261, che è uguale al 403. Parere contrario della Commissione.
Metto in votazione l'emendamento numero 262, che è uguale al 404. Parere contrario della Commissione.
Metto in votazione l'emendamento numero 263, che è uguale al 405. Parere contrario della Commissione.
Metto in votazione l'emendamento numero 264, che è uguale al 406.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis . Ne ha facoltà.
PITTALIS PIETRO (FI). Sull'ordine dei lavori, Presidente, perché approfitto della presenza dell'Assessore della sanità perché si sta verificando un fatto, che per la verità non riguarda l'Assessorato della sanità soltanto, ma in genere la pubblicazione delle delibere che vengono adottate in Giunta, vengono inserite nel sito, qualcuno va a cliccare, e il contenuto di queste delibere non viene reso pubblico. Io ho allora incaricato i funzionari del Gruppo di accertare presso l'Assessorato che cosa stesse succedendo, la risposta sa qual è stata? Testé, su una delibera del 21 marzo 2017, la numero 1509, che non sono autorizzati a dare copie neppure ai consiglieri regionali. Allora, Assessore, io la prego di intervenire presso il suo direttore generale, perché se le cose stanno così, c'è un problema di collegamento e anche di limite all'esercizio delle prerogative dei consiglieri regionali. Io questo glielo dico senza spirito di polemica, perché se c'è qualche problema da risolvere da questo punto di vista, Presidente Ganau, io mi rivolgo anche a lei, insomma, dai banchi non solo dell'opposizione, ma penso di interpretare un'esigenza di tutti i consiglieri regionali, perché se una delibera viene inserita sul sito della Regione, si possa avere la possibilità in tempo reale di poterla cliccare, perché non devo rivolgermi né al consiglieri di maggioranza, né sottobanco all'Assessore per chiedere la cortesia. È un mio diritto, e in quanto tale voglio che io possa esercitarlo appieno.
PRESIDENTE. Concordo con lei.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Intervengo su questo emendamento in connessione con alcuni emendamenti precedenti che riguardano l'Azienda ospedaliera Brotzu, ci sono alcuni commi di questo articolo che prevedono la ricostituzione delle risorse anticipate per quanto riguarda una serie di investimenti effettuati. Per porre all'Assessore Arru un problema, che può sembrare minimale, ma che in realtà sta creando disagi a migliaia di persone, relativamente all'ospedale Businco dove è stato chiuso l'unico punto di ristoro che c'era e sta creando un disagio enorme. L'Assessore, che oltretutto è specializzato nella materia, capisce la situazione in cui si trovano migliaia di persone che vanno a fare la chemioterapia la mattina e per motivi che sono incomprensibili, perché si tratta di malati che sono già provati per conto loro, devono trascorrere ore e ore di attesa, mi risulta in assenza totale di privacy, chiusa la parentesi, senza nemmeno la possibilità di andare a mangiare una cosa calda e a bere una bevanda calda al punto di ristoro. Volevo sapere dall'Assessore, brevemente naturalmente perché la sede forse non è neanche quella propria, se si è fatto carico di questo problema e se ritiene di intervenire per trovare una soluzione emergenziale che è sicuramente possibile per risolvere questo problema piccolo in termini assoluti, ma drammatico per moltissime persone.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 264 e 406, uguali.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 265 e 408, uguali.
Metto in votazione l'emendamento numero 161. C'è un invito al ritiro.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 266 e 409, uguali.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 267 e 410, uguali.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 268 e 411, uguali.
PITTALIS PIETRO (FI). Ritiriamo la richiesta di votazione con modalità elettronica.
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 269 e 412, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 270 e 413, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 271 e 414, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 272 e 415, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 273 e 416, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 274 e 417, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 278 e 418, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 283 e 419, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 284 e 420, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 285 e 421, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 286 e 422, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 287 e 423, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 288 e 424, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 651, sostitutivo totale.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, intanto su questo emendamento, per quanto mi riguarda, voterò a favore però per dire che proprio è una piccolissima goccia perché in questa materia, lo voglio dire all'Assessore, che tra l'altro è sempre stata una materia di concerto per quanto riguarda la parte investimenti con i lavori pubblici, siamo fermi, non abbiamo assolutamente più fatto una politica importante e le voglio anche dire che i destinatari dei finanziamenti in conto gestione devono essere gli enti locali perché la gestione dei canili è comunale ma purtroppo quelli esistenti non riescano veramente con le poche risorse a disposizione a far fronte al fenomeno del randagismo. Devo dire anche di più si era intrapresa una strada quella della sterilizzazione che veniva fatta dalle aziende ASL che a nostro avviso deve essere veramente ripercorsa magari anche in accordo con gli enti locali proprio perché veramente ci risulta, ci sono dei comuni e io dico anche comuni che d'estate raddoppiano la popolazione perché sono costieri magari, che soffrono veramente di questo fenomeno e credo che non sia anche da un punto di vista civile un buon biglietto da visita. Quindi, Assessore, riprendiamo in mano tutta la partita che riguarda il fenomeno del randagismo, ripeto, non dobbiamo sottovalutare per quanto riguarda le strutture, non ne servono tante, ne servono mirate però in questo senso il rapporto può essere solo con gli enti locali.
SABATINI FRANCESCO (PD). Brevemente solo per confermare l'importanza del problema che non va sottovalutato, qui sarebbero stati necessari € 400.000, € 200.000 è un primo segnale però si fa già un passo molto importante, anziché andare nella direzione della costruzione di nuovi canili è necessario intervenire proprio su un piano sterilizzazione che è stato segnalato anche dalle associazioni quindi l'emendamento è fortemente condiviso e voluto dalle associazioni che operano in questo settore, quindi sono d'accordo con le cose che ha anzidetto la collega Zedda.
RUBIU GIANLUIGI (UDC). Anch'io per annunciare il voto favorevole a questo emendamento per quanto non risolva assolutamente i problemi, perché l'importo destinato € 200.000 è veramente una cifra simbolica, ma soprattutto mi permetto… una cifra simbolica ognuno la pensa a modo proprio, perché per questa somma, l'ho appena detto lei che servivano € 400.000, quindi una cifra simbolica anche perché… Tra l'altro chiederei al collega Sabatini di attenersi al suo tempo quando interviene e non utilizzare quello degli altri, in ogni caso le otto ASL, le otto ex ASL avevano praticamente all'incirca € 500.000, adesso stiamo riducendo a € 200.000 affidandolo alle associazioni di volontariato, ottimo intervento perché affidiamo questo servizio alle associazioni di volontariato ma in realtà stiamo sottraendo somme alla sterilizzazione, va detta questa cosa perché altrimenti raccontiamo mezze verità e quindi questo pur votando questo emendamento ovviamente io chiedo che venga destinato delle somme superiori che poi riprenderò l'argomento nell'emendamento numero 142.
TEDDE MARCO (FI). Brevissima signor Presidente, per annunciare il voto favorevole ma per sottolineare che questo è un piccolo consunto pannicello caldo. Il vero problema è quello che ha rilevato la collega Zedda, i canili comunali sono completamente sprovvisti di risorse, quanto meno quelli che conosco io, si arrangiano, debbono tenere tanti animali, devono cercare di seguirli, di coccolarli però non hanno la possibilità di farlo e stanno soffrendo e stanno soffrendo oltremodo, quello che veramente è necessario pensare ai canili comunali, va bene € 200.000 per la sterilizzazione ma ripeto è un pannicello caldo. Noi qualche tempo fa, non mi ricordo in quale occasione presentammo un emendamento abbastanza importante, proprio per dare la possibilità ai canili di lavorare, ci è stato respinto, oggi il tema ritorna di attualità ma torna di attualità dalla finestra, noi avremmo preferito che rientrasse di attualità, che ritornasse di attualità dalla porta, rientrando dalla porta così non è stato ne prendiamo atto, crediamo di dover dare comunque un piccolo aiuto a coloro che propongono questo emendamento. Ci siamo.
DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, per annunciare il voto favorevole a questo emendamento e condividendo gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto che un po' tutto stanno dicendo che sicuramente non risolveremo l'annoso problema di cui i comuni si devono far carico, però è anche vero che è la prima volta che si affronta in finanziaria questo tema e può darsi che sia l'inizio di un percorso che sicuramente le risorse che sono state destinate in questo momento sono assolutamente insufficiente ma già il fatto di iniziare a fare dei percorsi di sterilizzazione, anche perché la realizzazione di canili è molto più complessa e soprattutto molto più onerosa, e anche la gestione degli stessi, pertanto ritengo che sia opportuno… Il presidente Sabatini fa notare un messaggio dell'assessore Arru che alla ATS sono stati ripristinati € 400.000 che si sommano a questi € 200.000, quindi sono risorse importanti e dei numeri che ci consentono di affrontare con una certa importanza questo problema. Quindi esprimo soddisfazione per come ci sta approcciando a questo tema. Grazie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 651.
Decade l'emendamento numero 5. Metto in votazione l'emendamento numero 142, parere contrario della Commissione.
RUBIU GIANLUIGI (UDC). Presidente, visto che ci siamo, integriamo anche quest'emendamento in realtà vuole ancora una volta mettere in evidenza e valorizzare le associazioni di volontariato, perché riteniamo che siano veramente lo strumento indispensabile per un percorso di sterilizzazione, recupero e di controllo del randagismo in Sardegna. Quest'emendamento verte soprattutto ad un contributo queste associazioni per la gestione dei centri di ricovero, perché anche qui non ci dobbiamo nascondere che spesso gli enti locali non hanno le risorse sufficienti, quindi dare la possibilità alle associazioni di volontariato di gestire i canili in attesa di una sterilizzazione seria, in attesa di una adozione seria e soprattutto visto che li citiamo quando parliamo dei canili parliamo anche di gattili, quindi un argomento che riguarda entrambi. La gestione dei centri di ricovero richiama anche un tema che in Sardegna non è praticato che è quello delle oasi, le oasi sono delle strutture che possiamo definire canile ma hanno un numero limitato di ospiti che sotto questo numero di 30 animali per oasi o per villaggi. La Lombardia, la Toscana e tantissime Regioni d'Italia, Veneto, sono già dotate di queste strutture, il provvedimento che intendiamo proporre ha esattamente questo scopo, questo di favorire questi centri di ricovero per questi animali che in questo momento non trovano ospitalità nei canili che sono spesso saturi.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Passiamo all'emendamento numero 135.
Passiamo al testo dell'articolo 4.
Passiamo all'aggiuntivo numero 6, con parere contrario della Commissione.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, a questo emendamento noi riconnettiamo molta importanza, mi permetto di leggerlo ai colleghi perché, e vorrei che anche l'Assessore spendesse una parola su questo, autorizza la spesa di 1 milione di euro per garantire la sicurezza materna infantile a La Maddalena istituendo un servizio che opererà come Spock della hub di Olbia anche con l'eventuale rotazione delle figure professionali necessarie e la ATS Sardegna e l'azienda sociosanitaria della Gallura assicureranno l'integrazione della pianta organica dei reparti di Olbia interessati, nonché il servizio di guardia anestesiologica all'ospedale Merlo per 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno". Abbiamo tutti assistito in queste settimane, anzi questi mesi, alle polemiche che si sono sviluppate attorno alla chiusura del punto nascita di Olbia, l'Assessore ma lo stesso Ministro hanno evidenziato le difficoltà che ci sono in relazione ad un punto nascita che non raggiunge la massa critica necessaria per garantire la sicurezza delle partorienti. Ma non voglio entrare adesso su questo argomento. Noi abbiamo ipotizzato però una possibile soluzione che metta in sicurezza le partorienti in momenti in cui è oggettivamente difficile lasciare l'isola per recarsi a partorire all'ospedale di Olbia. E' successo non più tardi dell'altro ieri, ne hanno dato notizia anche gli organi di stampa, di una mamma che è arrivata praticamente pochi minuti prima del parto - Poi, Assessore, se lei ha notizie diverse sarò felice se vorrà darle! - all'ospedale di Olbia. L'obiettivo di questo emendamento è quello di risolvere questo problema, quindi ci aspettiamo non soltanto una risposta dall'Assessore, ma anche il voto favorevole di tutte quelle persone che in questi giorni hanno fatto dichiarazioni a sostegno delle mamme di La Maddalena. Grazie.
FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, da diverso tempo stiamo dibattendo sulle condizioni dell'ospedale de La Maddalena, da diverso tempo stiamo cercando di capire se è possibile riuscire a rispettare un diritto dei nostri cittadini che è quello della salute, e siamo nel 2017. Allora io da consigliere regionale, da sindaco, da cittadino, la domanda che mi faccio è: Ma è possibile che nel 2017 non si riesca a dare una risposta sulla sanità ai cittadini di un'isola, che vengono considerati cittadini non di serie B, ma di serie C? E nel far questo chiedo alla Giunta, ai colleghi consiglieri, di fare una riflessione. Lo chiedo anche a chi combatte anche più di me per quelli che sono i valori della Sardegna, noi lo facciamo costantemente col Governo nazionale, noi combattiamo costantemente col Governo nazionale per l'insularità della nostra Isola. Ma allora come potremo andare a fare le battaglie sull'insularità della nostra Isola, se non comprendiamo i disagi e non rispettiamo i diritti degli abitanti delle nostre isole minori? Questa è la riflessione che invito a fare a tutti i consiglieri, questa è la riflessione che invito a fare alla Giunta. Questa presente nell'emendamento numero 6 può essere una prima soluzione. Ma, Assessore, non molli! Non diamo la risposta che non si può fare! Non diamo la risposta che è meglio fare diversamente! Rispettiamo un diritto e un dovere dei nostri cittadini. Grazie.
ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, a me fa piacere che ci sia un'attenzione sulle problematiche della mia Isola e vorrei che ci fosse però questa attenzione anche per altri problemi, perché molte volte ci si è trovati soli a fare battaglie che riguardavano la sottrazione di servizi molto forti, importanti, o la sottrazione di prospettive dettate per quella comunità. E allora la coerenza impone di essere conseguenti sempre. Mi fa piacere, condivido, ma credo che dobbiamo esercitare con rigore ogni rivendicazione, a cominciare da questa, così come altre rivendicazioni per quel territorio ma anche per altri territori. All'onorevole Satta mi permetto di dire sommessamente che quando ha fatto riferimento dicendo io ero d'accordo e sono d'accordo, l'ho detto anche a La Maddalena con onestà intellettuale, lo ha affermato, che quel servizio così, che quel punto nascita con 37 parti non può essere tenuto aperto, io dico all'onorevole Satta che non sono d'accordo perché si potrebbe e si deve trovare un percorso, sono d'accordo invece che Buddusò sia collegata con Olbia rapidamente, che ci sia una strada importante che colleghi quel territorio che è il suo, che possa considerare unito il territorio anche per le emergenze, così come per tutti i servizi. E allora mi richiamo a quello che ho detto anche prima nel precedente intervento. Se c'è un rischio, il rischio non si elimina aumentando i disagi, perché qui stiamo aumentando i disagi, e allora bisogna vedere come eliminare quel rischio senza aumentare i disagi, i disagi di una comunità che vive condizioni particolari. Perché l'insularità è come vivere nelle zone montane disagiate, con aggiungo elementi ancor più preoccupanti dal punto di vista della condizione di isolamento che sono dettati da condizioni meteo-marine che tutti conoscono e sono ben note. Ecco perché ritorno a dire: il servizio di elisoccorso, così come c'è stato rappresentato dall'Assessore, a mio avviso può rappresentare un elemento che fa mettere in moto nuovamente quel punto nascita, in condizioni ovviamente di un percorso naturale che non presenta rischi. Io credo che questo sia un elemento possibile da valutare immediatamente per verificare questa…
TOCCO EDOARDO (FI). Presidente, a me fa piacere che tutti quanti ormai si stiano interessando del punto nascita de La Maddalena, e mi fa piacere perché credo che abbiate capito tutti, soprattutto l'Assessore, perché io diversi mesi fa mi sono interessato di andare proprio a La Maddalena perché volevo avere contezza e toccare con mano qual era la problematica di questo punto nascita, visto che ne stavamo parlando da diverso tempo in Commissione. Mi fa piacere che tutti quanti abbiano mostrato, stanno mostrando un interesse diretto, anche chi non è del territorio, chi sta mobilitandosi adesso per l'ospedale de La Maddalena, che però prima non l'ha mai fatto. E questo chiaramente non fa che rendermi orgoglioso. Io con l'Assessore ne ho parlato più spesso, non solo in Commissione ma anche personalmente, lui è stato così gentile da darmi delle delucidazioni tecnico-sanitarie che ovviamente per me sono ben lontane come conoscenze e come competenza. Però, mi rendo conto che più che mai serve, Assessore, una scelta a parte per questo ospedale, perché La Maddalena vive purtroppo una condizione sia come logistica, sia come trasporti, sia come tempi, come tutto insomma, io credo che a questo punto anche l'interesse della ministra Lorenzin che è stato un interesse sulla carta e che non ho ancora visto venire Sardegna, sia più che mai in questo momento importante. Quindi, Assessore, io credo che lei debba valutare effettivamente una deroga per questo punto nascita, perché l'interesse non è solo di un singolo, ma credo che ormai sia l'interesse di tutto il Consiglio regionale.
SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto). Soltanto per dire al collega Zanchetta che , quando io ho parlato in piazza a La Maddalena, non ho parlato senza ascoltare le donne de La Maddalena, alcune donne molto intelligenti de La Maddalena che fanno anche le infermiere, che lavorano all'ospedale de La Maddalena, hanno detto: io non farò nascere mai mio figlio all'ospedale de La Maddalena, perché non ci sono le condizioni di sicurezza, abbiamo ascoltato oggi gli interventi dell'onorevole Pinna, dell'onorevole Busia, dell'onorevole Alessandra Zedda, che difendono le donne dal femminicidio, ecco, nel momento in cui io mandassi mia moglie o un'altra donna partorire in un ospedale dove non ci sono le condizioni di sicurezza non sto sicuramente tutelando la salute né della donna né del nascituro, quindi solo per questo io ritengo che non ci siano le condizioni, ovviamente nel momento in cui l'Assessorato decidesse di creare tutte le condizioni di sicurezza per poter partorire lì allora probabilmente sarebbe il caso di tenerlo aperto perché l'eccezionalità del fatto di essere un'isola la riconosciamo tutti. L'elisoccorso può essere sempre un caso di emergenza però La Maddalena non ha 36 o 38 nascite all'anno, ne ha molte di più, quindi probabilmente molte donne hanno scelto, a prescindere dal fatto che ci sia o meno il punto nascita de La Maddalena di far nascere i loro figli in condizioni di sicurezza ad Olbia. questo è il mio punto di vista che ho detto in piazza davanti a 1000 persone che erano imbufalite contro la chiusura del punto nascita de La Maddalena, solo questo Pierfranco.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Augusto Cherchi Ne ha facoltà.
CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Io intervengo per rimarcare il fatto che comunque sia non può esistere una delega alla sicurezza, i punti nascita in Sardegna, la Sardegna è un'isola che contava oltre venti punti nascita, fino a pochi anni fa, ne sono stati chiusi diversi, anzi in verità non sono stati chiusi ma sono stati sospesi i punti nascita di Bosa, di Ghilarza, di Sorgono, per motivi legati alla sicurezza, le linee guida nazionali ed internazionali ci dicono che il numero minimo di parti che garantiscono un parto sicuro, sono non 500, noi andiamo già in deroga, dovrebbero essere 1000 parti all'anno, questo non vuol dire naturalmente che a La Maddalena non debba essere vista la particolarità della situazione, non debba essere garantita la sicurezza e l'eccezionalità dell'evento perché l'evento può verificarsi in condizioni non naturali, naturalmente la donna de La Maddalena deve poter partorire in sicurezza, ma l'evento imprevisto è garantire la trasportabilità della donna e del nascituro, io vorrei ricordare all'Assessore che in Sardegna ancora non è previsto un sistema di trasporto in emergenza del neonato, è una delle poche regioni, noi paghiamo l'elisoccorso, ma oltre all'elisoccorso che non è presente della nostra Regione non è presente lo STEN, cioè il sistema di trasporto in emergenza del neonato, anche questo deve essere un tassello si mette assieme all'elisoccorso e alla tutela de La Maddalena con la base di Olbia H24 deve essere uno di quei meccanismi che mettono in sicurezza le donne de La Maddalena. Tenderei sempre a differenziare la gravidanza dal parto, la tutela della gravidanza deve essere assoluta, naturalmente la tutela del parto altrettanto assoluta in centri assolutamente sicuri.
OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Solo per dire che abbiamo fatto un salto indietro, c'è sempre stato una posizione da parte del Ministero nei confronti delle isole minori e noi abbiamo sempre cercato di dare alle isole minori il massimo appoggio possibile, non trascuriamo per esempio che La Maddalena ha avuto dei momenti particolari, ricorderà l'amico Zanchetta una grande manifestazione quando addirittura furono assunti 50 infermieri professionali, quando si è realizzata a La Maddalena una serie di servizi fondamentali, quando si è denunciato, pur essendo previsto nel Piano sanitario regionale, che per esempio per quanto riguarda il discorso sia stato dato a loro la possibilità di ottenere delle figure professionali rilevanti, una battaglia fatta dal professor Milani per essere chiari, e devo dire anche che La Maddalena è stata sempre, così come anche Carloforte, in cui c'erano addirittura delle strutture specifiche quanto le sale operatorie, anche lì si cercava di… quindi non parliamo di elisoccorso, in questo momento dobbiamo cercare di creare le condizioni per quanto riguarda le isole minori che hanno le priorità assoluta, in senso generale addirittura a La Maddalena furono previsti persino 40 posti letto di una RSA, soprattutto nel periodo estivo praticamente i turisti quindi c'è stato un calo troppo forte: non ci sono più gli americani, non c'è più il benessere, non c'è più da un punto di vista economico la situazione che c'era prima, però io credo che la maggiore attenzione debba essere posta nei confronti della Maddalena come delle isole minori perché questo è previsto per legge, si cerchi una soluzione che ha praticamente trovi, al di là dei pericoli che ci possano essere, per mettere La maddalena nelle condizioni perché c'è un centro dialisi, peraltro dato a suo tempo alla famiglia del professor Pintus, c'è centro di riabilitazione, ci sono strutture ai vari livelli. È una struttura che può essere utilizzata per alcune cose e non per altre, ma nei limiti del possibile dobbiamo trovare soluzioni anche a questo problema.
PITTALIS (FI). Chiedo la votazione elettronica.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dall'emendamento numero 6.
Metto in votazione l'emendamento numero 66.
Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 647.
Metto in votazione l'emendamento numero 389.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). L'emendamento numero 7 si inserisce nella stessa falsariga, cioè quella di cercare di venire incontro alle esigenze delle donne delle due isole sarde, cioè Carloforte e La Maddalena, perché qui non stiamo parlando di zone montane o di altri posti più o meno disagiati, stiamo parlando di due isole dove ci sono esigenze particolari e volevo ricordare al collega Zanchetta che è la sua maggioranza che ha tolto i fondi per la tariffa unica per i residenti a Carloforte e a La Maddalena. Quindi, come dire, l'interesse per Carloforte e La Maddalena forse c'era prima, come ha detto anche il collega Oppi, di quanto non ci sia adesso, quindi è la sua stessa maggioranza che sta concorrendo in maniera significativa a ridurre i servizi che venivano erogati nelle due isole minori. L'emendamento in questione tende a garantire l'assistenza indiretta di cui all'articolo 3 della legge n. 26 del '91 alle donne residenti nei Comuni di Carloforte e La Maddalena che, durante la gravidanza, debbano sottoporsi ad accertamenti o prestazioni sanitarie fuori dal proprio comune. Non risolve neanche questo il problema, non è ovviamente la riapertura del Punto nascita però è un segno di attenzione nei confronti di donne che soffrono difficoltà che sono maggiori degli altri e che, se c'è burrasca, per tornare all'emendamento precedente, non possono, come capita ai residenti in altre zone della Sardegna, prendere una macchina e recarsi dove devono andare. Qui trattiamo un aspetto diverso della questione che però ci sembra che meriti adeguata attenzione e che dia alle donne di La Maddalena e di Carloforte quel segnale di attenzione che fino adesso mi pare che non ci sia stato.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 7, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Passiamo all'emendamento numero 21. C'è un invito al ritiro.
COCCO DANIELE (SDP). Ritiro l'emendamento però vorrei che l'Assessore ci desse garanzie su quello che chiede questo emendamento. Si tratta dei sensori che vengono utilizzati per misurare la glicemia e credo che sia indispensabile, soprattutto per i bambini e i minori, che l'ATS si faccia carico di fornire gratuitamente questi dispositivi.
ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La ringrazio onorevole Cocco, le assicuro che c'è l'impegno perché venga disciplinata rapidamente con una delibera, con la partecipazione delle associazioni dei familiari dei pazienti diabetici.
TEDDE MARCO (FI). Io avrei voluto mettere la mia firma su questo emendamento, prendo atto che è stato ritirato e prendo atto anche della dichiarazione e degli impegni dell'Assessore. Effettivamente è una questione di civiltà, ci sono già tre Regioni, Toscana, Lazio ed Emilia-Romagna, che distribuiscono gratuitamente questi sistemi di monitoraggio continui della glicemia, che consentono ai malati di diabete di avere una gestione della malattia più congeniale alla bisogna.
Io sono stato rimbrottato dall'assessore Arru perché ho presentato un'interrogazione che richiedeva questi sistemi di monitoraggio, prendo atto che l'assessore Arru retrocede rispetto al rimbrotto che mi fece allora e accoglie la richiesta dell'onorevole Cocco, che faccio anche mia. Grazie.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 21 è ritirato, passiamo all'emendamento numero 45.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Avrei voluto spendere anch'io due parole sui diabetici ma con l'assessore Arru non mancherà l'occasione, mi dispiace che si sia irritato sulla questione però ci sono tanti aspetti che dovremo esaminare in ordine al servizio erogato ai diabetici della Sardegna, ma, ripeto, avremo modo di farlo.
Questo emendamento, su cui prego i colleghi di prestare attenzione, riguarda il finanziamento di un'indagine epidemiologica sulle condizioni di salute e sui tassi di mortalità della popolazione sarda. Si tratta di un esperimento già fatto nel 2014 nella zona di Porto Torres e che noi proponiamo, nelle forme che la Regione riterrà più opportune, di estendere all'intera Sardegna e in particolare le zone dove gravano i maggiori insediamenti industriali, perché ogni volta che si deve realizzare un insediamento, oppure deve riprendere l'attività un insediamento industriale (è il caso, speriamo, di qualche insediamento nel Sulcis), scoppia la polemica tra gli ambientalisti, chi sostiene che le industrie siano contro la salute, e chi invece ritiene che debba prevalere il diritto al lavoro rispetto alle preoccupazioni per la salute. Questa iniziativa tende a capire se e in quale misura effettivamente ci sono problemi della salute, e risolvere alla radice una volta per tutte una diatriba che non ha ragion d'essere, perché è chiaro che deve essere assicurato il lavoro e deve essere anche assicurata la salute ai lavoratori e ai residenti.
Attraverso lo stanziamento di 1 milione di euro per gli anni 2017, 2018 e 2019, si autorizza la Giunta a coinvolgere l'Istituto superiore di sanità per svolgere un'indagine epidemiologica che dia finalmente dei dati statistici certi, di cui attualmente non siamo in possesso, per fare tutte le valutazioni necessarie al riguardo.
LOCCI IGNAZIO (FI). Per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento presentato dal collega Cossa e per aggiungermi ovviamente alle considerazioni fatte, perché noi utilizziamo sempre questi studi, in questo caso viene richiamato lo studio Sentieri che opera all'interno dei siti di interesse nazionale e sulle zone che vengono indicate tra le più inquinate d'Italia, che concludono sempre peraltro con formule dubitative rispetto ai rapporti eziologici tra l'inquinamento e le cause di incidenza di alcune malattie, sia croniche ma anche neoplastiche, sull'incidenza che queste hanno all'interno di quelle aree. Forse è il caso che, oltre a quello che già l'Assessore ha fatto con il Registro tumori, si provi a esplorare anche questa strada che riteniamo possa essere utile oltre che alla conoscenza anche alla costruzione poi delle reti di cura, perché rispetto alle questioni importanti che ha richiamato anche nel suo intervento l'onorevole Rossella Pinna sui dati epidemiologici certi, questi sono tutti strumenti, anche questo che propone l'onorevole Cossa, che ci aiutano a mappare bene qual è la situazione. Dichiaro quindi il voto favorevole su questo emendamento.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 45, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Passiamo all'emendamento numero 636, proveniente dall'articolo 5.
L'emendamento riguarda solo l'ultima parte dove si dice: "Gli enti locali di cui alla legge regionale n. 2 del 2016, le Aziende sanitarie di cui al comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale n. 17 del 2016 possono predisporre ed attuare i progetti di cui al comma 36 dell'articolo 29 della legge regionale n. 5 le 2015, assumendo la titolarità del progetto e dei rapporti di lavoro previo accordo con i Comuni di residenza dei lavoratori già attuatori dei progetti alla data del 31 dicembre 2016".
Questo è il testo dell'emendamento, c'è un parere favorevole della Commissione
COCCO PIETRO (PD). Per illustrare l'emendamento perché scritto così…. Di che cosa si tratta in sostanza? Stiamo parlando dei lavoratori in mobilità in deroga lunga, è un emendamento all'emendamento aggiuntivo, per cui nulla toglie al numero 572 della Giunta a cui ci agganciammo per dire queste cose. I circa 380 lavoratori cosiddetti presso i comuni, hanno la possibilità in questo caso così com'era d'altro canto prima, di poter lavorare anche presso le aziende sanitarie ovvero le aziende sanitarie possono predisporre progetti per avere a lavoro, previo accordo con i comuni di residenza, quei lavoratori. Successivamente questi a seguito del cambio della legge non erano stati potuti più essere chiamati dalle aziende sanitarie e avevano lavorato solo nei comuni, in questo modo anche le ASL possono ripresentare i progetti per poterli riavere. Sono sempre quelli i lavoratori, non c'è spesa sull'emendamento aggiuntivo e sull'altro.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 636. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 572 con la nota che è espunto "può indire specifiche selezioni". Quindi l'emendamento è tal quale con l'esclusione di "può indire specifiche selezioni". "Ai fini delle assunzioni a tempo determinato, ciascuna area socio sanitaria locale per l'espletamento delle attività strettamente collegate all'eradicazione della peste suina africana di cui alla presente legge, può utilizzare apposite graduatorie ancora in corso di validità presso l'istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna. Quindi non può indire specifiche selezioni.
Metto in votazione l'emendamento numero 572 modificato. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 614. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
L'emendamento numero 185 decade. C'è un invito al ritiro per l'emendamento numero 586.
DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Presidente, non ritiro questo emendamento, anzi vorrei portare all'attenzione dell'aula qual è il senso di questo emendamento e cioè dare la possibilità all'ATS di poter utilizzare le graduatorie vigenti anche delle aziende universitarie. Perché dico questo Presidente? Perché purtroppo come spesso ho avuto occasione di denunciare in quest'aula anche con delle interrogazioni e delle interpellanze, ancora oggi le aziende sanitarie stanno disattendendo quelli che sono i concorsi espletati negli anni precedenti, ci sono delle graduatorie vigenti, chiedo scusa ai colleghi che forse questo è un tema che riguarda, e io dico illegittimamente e soprattutto creando una disparità di trattamento e soprattutto violando quelli che sono i diritti di coloro i quali hanno vinto un concorso e una selezione, vengono sistematicamente scavalcati dalle agenzie interinali. Questo è perché si vuole mantenere uno status e si vuole continuare a far sì che la politica condizioni e soprattutto che la politica si alimenti da questo clientelismo becero al quale io personalmente mi rifiuto di accettarlo e anche perché Assessore noi abbiamo fatto, il nostro Gruppo recentemente ha fatto un'interrogazione perché all'azienda universitaria di Sassari nel mese di dicembre anche i sindacati hanno scritto che si sta procedendo a questo tipo di percorsi assolutamente non corretti, pensate che a Sassari vi è il paradosso che coloro i quali non avevano superato la fase preselettiva del concorso oggi lavorano attraverso le agenzie interinali e coloro i quali hanno invece l'idoneità in graduatoria vengono esclusi. Ecco il motivo per il quale non ritiro questo emendamento, ecco il motivo per il quale fin quando starò in questo Consiglio denuncerò questo stato delle cose e mi rifiuto categoricamente anche con il silenzio di essere corresponsabile di queste nefandezze.
PINNA ROSSELLA (PD). Intervengo su questo emendamento del collega Desini che tra l'altro condivido, per anticipare anche l'intervento sull'emendamento successivo che è il numero 2 con invito al ritiro. Condividendo anche le ragioni che ha espresso poc'anzi il collega, l'emendamento numero 2 si muove un po' nella stessa direzione perché di fatto si tratta di allineare la scadenza dell'efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici che sono stati previsti dal comma 17 articolo 16 della legge numero 17, che attualmente sono fissati alla data del 30 giugno 2017, alla scadenza invece del 31/12/2017 così come previsto dalla norma nazionale. Se noi non andiamo ad approvare questo emendamento corriamo il rischio che in Sardegna la validità delle graduatorie sia fissata per il 30 giugno mentre nel resto d'Italia le graduatorie restino valide sino a tutto il 2017.
COCCO PIETRO (PD). Presidente, per chiederle su questo tema un minuto di sospensione in aula perché bisogna un po' chiarire le cose prima di metterlo in votazione.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 56, viene ripresa alle ore 13 e 09.)
Siamo alla votazione dell'emendamento numero 586, che è mantenuto dall'onorevole Desini. Chi è favorevole?
Metto in votazione l'emendamento numero 586.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 586.
Metto in votazione l'emendamento numero 2. C'era un invito al ritiro, ma parere favorevole. Chi lo approva alzi la mano.
L'emendamento numero 587 decade.
Metto in votazione l'emendamento numero 73. C'è un invito al ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato. Anche l'emendamento numero 74, onorevole Lotto. È ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 90, parere contrario della Commissione.
TEDDE MARCO (FI). Ovviamente annuncio il voto favorevole a questo emendamento che, anche se mi vede primo firmatario, ha come ispiratore l'onorevole Giorgio Oppi, che su questa materia ha veramente la capacità di illustrare a noi consiglieri regionali ciò che avremmo potuto imparare in tanto tempo, lui ce lo illustra in due minuti. Il problema è stato già posto a dicembre dello scorso anno, a dicembre dello scorso anno abbiamo chiesto delle risorse inferiori rispetto a quelle che chiediamo oggi per riqualificare il centro residenziale per anziani. L'occasione era ghiotta perché c'erano in ballo delle risorse per il centro residenziale per anziani di Iglesias. Ebbene, allora dai banchi del Governo regionale ci fu risposto che Alghero non aveva mai chiesto risorse. Un'affermazione assolutamente lontana dalla realtà, oserei dire una bugia, perché invece il Comune di Alghero aveva chiesto 1 milione di euro. Ecco, quindi oggi con l'onorevole Oppi cerchiamo di ristabilire un minimo di giustizia, di equità, se a Iglesias sono state assicurate quelle somme crediamo che Alghero sia meritevole delle risorse che servono per consentire al centro residenziale per anziani di dare quei servizi quanto meno minimali che vengono o venivano dati quando il centro residenziale era in condizioni di efficienza. Oggi non lo è più ed è necessario intervenire. Grazie.
OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Solo per ricordare a me stesso, ma all'Assemblea, che in quella circostanza chiesi come mai si dava, non come qualcuno è andato a dire nella mia città che noi due eravamo contrari, non eravamo contrari, abbiamo detto che normalmente si dava a tutte e tre le strutture, che sono tre in Sardegna, e sono Sassari, Alghero ed Iglesias. Per Iglesias è bastata una dichiarazione, mentre invece, esattamente in data 28.9.2016, il Comune di Alghero ha avanzato una richiesta anche con tanto di progetto relativamente alla struttura di Alghero. In quella circostanza, voglio ricordare a me stesso che fu detto da qualche autorevole esponente di questo Consiglio, e voglio fare riferimento a Daniele Cocco, che, sì, non c'erano le condizioni in quel momento di poter accogliere la richiesta anche delle altre strutture delle Case Serena, ma che si sarebbe visto nella finanziaria. Siamo arrivati ad oggi e si dice: "Ritiratelo!". Quindi, evidentemente, due pesi e due misure. Credo che se certe affermazioni da parte della maggioranza sono state fatte, era per creare le condizioni di giusto equilibrio. Qui si tratta di valutare con attenzione questa situazione e verificare se esiste la possibilità o meno di essere presenti anche nelle altre due strutture, che hanno gli stessi diritti che ha la città di Iglesias.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 90, con votazione elettronica.
Metto in votazione l'emendamento numero 76, c'è un invito al ritiro. Onorevole Lotto?
Metto in votazione l'emendamento numero 573, parere favorevole della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 210, c'è un invito al ritiro.
SABATINI FRANCESCO (PD). Io mi rimetto all'Aula, non c'è nessuna contrarietà ad approvare questo emendamento.
PIZZUTO LUCA (SDP). Per spiegare il senso di questo emendamento, Presidente. I PLUS sono un pezzo straordinariamente importante dei servizi sociali, dei servizi alla persona della Regione Sardegna, che ha un funzionamento in questo momento, in questa fase storica un po' a macchia di leopardo, perché il tema è che dove il comune capofila funziona, funzionano anche i PLUS, dove invece il comune capofila non funziona, ci sono difficoltà e ci sono problemi. Questo è un emendamento che apre un'opzione, ed è da intendersi come tale, quindi non stiamo obbligando nessuno a fare nulla, mette in campo un'opzione prevista per legge, che è l'opzione consortile, cioè di consentire a quei distretti sociosanitari di evolvere la forma PLUS in forma associata e di superare una serie di problemi burocratici, amministrativi di bilancio molto importanti, tra cui per esempio il tema del personale, che oggi ha forme contrattuali di gestione molto precarie, e il tema di potenziare e migliorare la forma e la gestione associata. Quindi l'emendamento ha questa funzione, ripeto, è una funzione opzionale, che però serve a rafforzare un pezzo del sistema dei servizi alla persona nella Sardegna che ha veramente bisogno di essere aiutata e di essere rafforzata. Quindi io invito tutti i colleghi a votare a favore di questo emendamento.
ZEDDA PAOLO (SDP). Io chiedo, se è possibile, di accettare un emendamento orale che definisce, in poche parole, in maniera più precisa la necessità di svolgere in ruolo associato, in forma associata, sia le funzioni di programmazione, sia la gestione dei servizi. Ciò che chiedo è che nella quart'ultima riga, dopo la parola "funzioni", si aggiunga "e/o servizi", e nella penultima riga, dopo "la scelta della", si sostituisca "forma gestionale" con "forma gestionale associata". È una maniera perché sia più chiaro che la necessità di omogeneità e di unitarietà si riferisce sia alla programmazione, che alla gestione dei servizi. C'è scritto "la scelta della forma associativa", ed è da sostituire con "la scelta della forma gestionale associata".
OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Io sono contrario all'emendamento orale.
PRESIDENTE. L'onorevole Oppi è contrario all'emendamento, quindi l'emendamento orale non è accolto. Metto in votazione invece il testo dell'emendamento numero 210.
Metto in votazione l'emendamento numero 46. Parere contrario della Commissione.
Metto in votazione l'emendamento numero 9. C'è un invito al ritiro. E' inammissibile perché non ha copertura finanziaria.
MORICONI CESARE (PD). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 89. Parere contrario della Commissione.
L'emendamento numero 3 è stato ritirato. Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 616. Parere favorevole della Commissione.
Metto in votazione l'emendamento numero 15. Parere favorevole della Commissione.
Metto in votazione l'emendamento numero 479.
FASOLINO GIUSEPPE (FI). Volevo apporre anche la mia firma a questo emendamento.
PRESIDENTE. E' giunta la firma dell'onorevole Fasolino, anche quella dell'onorevole Pittalis, dell'onorevole Alessandra Zedda e dell'onorevole Tocco.
PINA ROSSELLA (PD). Datemi la possibilità di intervenire per esprimere anche la soddisfazione di un'Aula molto attenta, di un Consiglio regionale molto attento alle problematiche soprattutto di genere. Parliamo di violenza di genere perché, purtroppo bisogna dirlo, non se ne abbiano a male i colleghi, si tratta di un genere maschile che prevarica quello femminile. L'8 marzo abbiamo sposato, abbiamo condiviso lo slogan "non una di meno", perché per noi l'8 marzo è tutti i giorni. Ogni due giorni e mezzo un uomo uccide una donna e noi questo anche in quest'Aula non possiamo permetterlo più. Ogni 7 minuti in Italia c'è un atto di violenza nei confronti di una donna. Allora noi chiediamo di poter scegliere di non essere soggetti a un destino ineluttabile, il destino non esiste in questi casi, parliamo di persone, di donne, che all'interno delle mura domestiche subiscono la violenza da parte di chi ha promesso loro amore eterno, e sento mia questa responsabilità, sento la responsabilità di ogni donna che soffre. Allora, come quest'Aula quest'anno, in questa finanziaria, ha deciso di affrontare il problema? Intanto la buona legge, che è la legge regionale numero 8, deve essere prima di tutto adeguatamente finanziata, con un emendamento che aggiunge 600 mila euro noi portiamo lo stanziamento regionale da 300 mila a 900 mila, a cui si aggiungeranno altrettante risorse che vengono dallo Stato. Dobbiamo dare continuità ai servizi, servizi che oggi vengono portati avanti con professionalità, con passione, con competenza, con intelligenza e con cuore. Credo che dovremo lavorare anche per le vittime della violenza assistita. Allora questo emendamento si colloca nell'ambito dell'incremento delle azioni nei confronti delle donne; togliere il limite massimo di 8 centri antiviolenza porterà a coprire l'intero territorio regionale anche in quelle zone che attualmente non hanno i centri antiviolenza. Grazie.
FASOLINO GIUSEPPE (FI). Mi sento di dover intervenire perché questo è un tema veramente importante, è un problema importante della nostra società. Mi ha fatto molto piacere l'intervento, all'inizio, quando dovevamo commentare l'articolo 4, della collega Busia e adesso della collega Pinna, è un problema sociale fondamentale, ma abbiamo mai riflettuto sullo stato d'animo che può avere una donna che subisce queste violenze? Collega Pinna, secondo me non è una violenza di genere, perché un uomo che ha azioni violente nei confronti di una donna non può essere neanche considerato un uomo, quindi io non mi sento mai toccato quando si parla di quel tipo di uomo, perché non può essere considerato un uomo. Noi parliamo spesso di investimenti della società futura, di investimenti dei futuri uomini e delle future donne, immaginiamoci quei figli, che stanno in quelle famiglie dove la mamma subisce tutti i giorni violenze da parte del padre, o addirittura, in molti casi, neanche del padre. Con che stato d'animo questi bambini, che saranno i futuri uomini e le future donne della nostra società cresceranno, se non facciamo lo sforzo massimo che dobbiamo fare per il nostro ruolo politico deve svolgere. È fondamentale, io da sindaco, diverse volte, ho dovuto affrontare problematiche di questo tipo, e devo dire che il lavoro, l'azione svolta da questi centri è un lavoro fondamentale, perché tentano, e in molti casi riescono, a dare serenità a queste mamme, dare serenità a questi bambini, ma soprattutto a fargli capire che non hanno perso per niente la dignità, e questo è un obiettivo fondamentale che noi dobbiamo avere, ridare dignità a quelle donne, perché non la possono perdere per colpa di questi pseudo uomini.
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Prima di tutto per chiedere di poter apporre la firma all'emendamento numero 479 di tutto il Gruppo UDC Sardegna, e poi per rimarcare l'importanza dei centri antiviolenza, dei centri d'ascolto, è chiaro che su questo tema oggi ci preoccupiamo di apporre delle risorse ma ci dobbiamo tornare perché dobbiamo capire come dislocare questi centri antiviolenza e questi centri di ascolto, perché sulle ex Province, la Provincia Carbonia Iglesias e l'unica provincia, sottolineo l'unica Provincia che non ha mai avuto il centro di ascolto, il centro antiviolenza. Io qua leggo: "Sono dislocati in ambito provinciale o subprovinciale" quindi adesso con la ristrutturazione e la rivisitazione delle Province potrebbe non essere sufficiente, quindi il subprovinciale probabilmente è una struttura che è più vicina agli enti locali, una struttura più vicina ai territori marginali. Quindi l'approvazione e il consenso per questo emendamento, però dobbiamo rivedere soprattutto dal punto di vista geografico la collocazione dei vari centri antiviolenza in Sardegna.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, è un tema che ricorre fortemente. Ho avuto modo in più di una circostanza di osservare situazioni gravi che si sono verificate dove a pagare sono i più deboli e incontrando la Commissione pari opportunità per i generi, non per un genere, il genere più debole in queste circostanze è il genere femminile e non c'è dubbio, ma esistono anche altre situazioni che vedono purtroppo la famiglia slegata in un sistema che questa società non è capace di raddrizzare. Io qui ho preso la parola per spendere un intervento nei confronti di chi si ritrova comunque in una situazione di disagio, a volte di violenza, a volte di castigo in tutti i sensi, anche sociale, e che non trova la giusta rispondenza. Allora, io sono perché si potenzino i centri antiviolenza perché sono da tutelare in tutti i modi coloro i quali hanno ricevuto violenza, siano essi minori, siano esse donne, ma vorrei anche dire un'altra cosa perché non dobbiamo metterci le fette di bistecca sugli occhi per farci bene come bellezza, ma cercare di vedere esattamente quello che si verifica: a volte dopo un divorzio malandato anche per colpa della donna per altre circostanze, spesso e volentieri si vede qualche uomo dormire nella macchina, non potersi neanche bere una birra, non fare altro! Siccome bisogna essere onesti, corretti e arrivare fino in fondo affrontando i termini, io dico che bisogna dare giustamente alle donne l'importanza che esse hanno e che devono essere tutelate in tutti i sensi, me ne faccio carico ovunque sono stato, però io sto dicendo al Consiglio, non per questo, ma per cominciare a leggere dentro le famiglie disastrate, le famiglie divise, le famiglie che spesso non hanno tutela nel loro insieme e questo è importante perché a pagare a volte non sono solo le donne, sono i bambini, i figli che sono abbandonati dall'una e dall'altra parte e sfido chiunque a dirmi che così non è.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Io parto proprio dalle parole dell'onorevole Dedoni che lancia un appello in generale a un sistema che sta facendo acqua da tutte le parti e comprendo però, caro collega, i numeri parlano chiaro, i numeri delle donne uccise, delle donne maltrattate sono tali e di tale… no, non è superato… è su questo punto che adesso intanto stiamo discutendo, è su questo punto che stiamo intervenendo e lo stiamo facendo con una serie di azioni che completano il quadro e che vanno a riguardare le donne, vanno a riguardare gli uomini e lo vedremo nei successivi emendamenti e vanno a riguardare i minori. Io ho trovato invece assolutamente condivisibili e anzi ringrazio il collega Fasolino perché da sindaco si occupa come tutti i sindaci credo che possano testimoniare su questo punto che toccano con mano le situazione di disagio che si creano in certe situazioni e l'impotenza che ne consegue, perché anche i presidi di polizia non possono intervenire se non in determinati casi, non soltanto davanti ad una prima denuncia. Esiste un sistema, il nostro, che garantisce per lo più gli indagati, garantisce per lo più agli autori di reato per come è impostato e quindi diventa difficile, anche per coloro i quali dovrebbero tutelare invece anche le vittime, intervenire. Allora anche il presidio che è caratterizzato da un'amministrazione comunale diventa un punto importante di contatto con queste situazioni che ahimé sono molto più diffuse, più di quanto si pensi, si immagini o si faccia finta di non vedere. L'emendamento, che reca ormai tante firme, costituisce veramente un momento importantissimo in questa legislatura e soprattutto io credo, Presidente, Presidenti, Assessori, credo che ci metterà al primo posto tra le Regioni italiane che stanno rivolgendo una particolare attenzione su tutti gli aspetti di questo importante e grave fenomeno a livello italiano.
USULA EMILIO (Gruppo Misto). Sarò velocissimo, Presidente. È chiaro che chiedo anch'io di apporre la mia firma a questo emendamento, ma voglio sottolineare un piccolo problema che comunque si viene a determinare. Aumentiamo il numero dei centri antiviolenza, aumentiamo magari il numero delle case di accoglienza, nell'audizione in sesta Commissione dei centri antiviolenza è stato sottolineato con forza e con sofferenza il fatto che i finanziamenti sono assolutamente sottostimati per il fabbisogno di questi centri. Nel sostenere questo emendamento ribadisco che i finanziamenti sinora stabiliti sono assolutamente insufficienti, non lo dico io, lo dicono i centri antiviolenza. Aumentando il numero dei centri, aumentando il numero delle case, di fatto stiamo andando a chiedere altri affitti, altri psicologi, o psicologhe, meglio, altra benzina e altre bollette da pagare. Sono già in sofferenza, ricordiamoci che davvero su questo tema non possiamo essere solidali a parole e poi non finanziare adeguatamente. Ne parleremo a proposito dell'emendamento che ho presentato anche io.
PIZZUTO LUCA (SDP). Per dire che questo è un emendamento importante, non ripeto le ragioni che sono state espresse dai colleghi e dalle colleghe prima, lo dico da sulcitano perché finalmente viene data una risposta a sistema a un territorio che era escluso, tant'è che il centro antiviolenza è nato nel Sulcis Iglesiente grazie all'azione della Provincia e poi è passato in dote ai Comuni e ai PLUS e in questo momento è pagato dai Comuni del territorio che hanno deciso di avere come sede Sant'Antioco. Quindi finalmente questa norma consente di poter mettere a sistema un'azione che era stata tentata e costruita con delibere grazie all'Assessorato ma che ancora non ha portato a compimento un finanziamento a sistema di questa importante struttura. È un risultato importante per un territorio periferico e per le donne anche di questo territorio. Quindi un ringraziamento sincero alle colleghe che si sono dedicate alla costruzione di questo emendamento e penso anch'io che questo sia un atto importante per questa legislatura.
PITTALIS PIETRO (FI). Avevamo preso impegno in Commissione sanità, all'esito dell'audizione delle rappresentanti sarde dei centri antiviolenza chi ci saremmo occupati in finanziaria del problema e debbo dire che questo emendamento, che ha come prima firmataria la collega Rossella Pinna, va in questa direzione. C'è un aspetto che è un aspetto culturale, perché la violenza chi la esercita è un delinquente, se viene esercitata nei confronti di soggetti deboli o viene esercitata nei confronti delle donne è un delinquente all'ennesima potenza. Il problema che viene posto dunque deve trovare anche nelle manifestazioni quotidiane una forma di sensibilizzazione, e stiamo però attenti a non creare aree, per così dire particolari, che poi portino anche a non valutare adeguatamente la problematica. Tutto ciò che viene fatto in questa direzione dunque va sostenuto, ma ha ragione il collega Usula, ha ragione che le nozze non si fanno con i fichi secchi, se noi vogliamo dare strumenti agli operatori e alle operatrici che sono impegnati nel territorio bisogna mettere a disposizione le risorse adeguate. Se ieri avete messo a disposizione € 500.000 a favore di una non so chi sia "Fondazione Cammino di Santa Barbara" che neppure mi pare conoscano nell'ambito del parco geominerario gli addetti è lavori, poi verificheremo, approfondiremo per capire di chi si tratta, e state lesinando risorse a chi è impegnato in prima persona e con spirito di volontariato per avere le risorse adeguate sufficienti per cercare di venire incontro a quelle problematiche che giustamente hanno messo in evidenza chi mi ha preceduto. E allora io spero che quando si arriverà all'emendamento per prevedere le risorse su questo…
SABATINI FRANCESCO (PD). Grazie Presidente, solo per apporre anch'io la mia firma, ma credo che tutta l'Aula voglia apporre la firma a quest'emendamento perché lo condivido pienamente e perché ritengo che la modifica alla legge numero 8 vada nel senso giusto, opportuno nel senso che non dobbiamo limitare la costruzione e l'istituzione di nuovi centri antiviolenza adducendo la motivazione per cui mancherebbero risorse. Io credo che le strutture debbano essere diffuse nel territorio perché diffuso nel territorio è la problematica. Voglio anche ricordare che noi abbiamo portato le risorse da 300 a € 900.000 e voglio ricordare anche che c'è uno stanziamento di risorse dal Governo nazionale equivalente, quindi le risorse complessivamente sono € 1.800.000. Nei prossimi interventi sulla legge finanziaria in sede di assestamento possiamo anche, io credo che sia opportuno, trovare ulteriori risorse per sostenere questa iniziativa.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 479.
Passiamo all'emendamento numero 650 sostitutivo parziale, con parere favorevole della Commissione.
Metto in votazione l'emendamento numero 14 con parere favorevole della Commissione.
Passiamo all'emendamento numero 26, con parere favorevole della Commissione.
LEDDA GAETANO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, probabilmente con questo emendamento salviamo un settore strategico per la Sardegna dal tracollo, il settore è quello dei produttori del latte ovino che sono circa 10.000 aziende oltre 30.000 persone. Bisogna fare un po' di cronistoria di come sono andate le cose, visto che noi stiamo mettendo un rattoppo consistente alla situazione. Si è prodotto molto più pecorino di quello che si riusciva a smaltire, di quel che si riusciva a vendere non colpa dei produttori, non colpa dei pastori ma colpa dei trasformatori che sono andati un po' oltre sulla produzione e questo ha fatto sì che si sia abbassato il prezzo e quindi chi ha subito il torto, la remunerazione non compensativa sono stati gli allevatori e i produttori di latte. Con questo comma 22 con questo emendamento, ripeto, probabilmente salviamo il settore. Ci sono delle cose che volevo rimarcare che sono sia nell'emendamento che nel comma dell'articolo 4, le cose prioritarie sono: che ci sia una proporzionale ricaduta sul prezzo del latte se noi interveniamo con 14 milioni di euro nostri in più € 4.100.000 per il bando di (…) del ministero dell'agricoltura del MIPAAF e noi interveniamo pesantemente su un settore come dicevo strategico. Però le condizioni sono che questo intervento vada direttamente sui produttori. Ci sono parecchie cose da mettere a punto, abbiamo delle diverse soluzioni: una il cosiddetto pacchetto latte che ci autorizza l'Europa, la seconda soluzione è che la prima volta che si attua questa procedura che si fa un accordo collettivo e ripeto un accordo collettivo tra pastori e trasformatori in cui stabilire un prezzo minimo del latte che non deve essere inferiore ai prezzi di produzione e che ci sia possibilmente una ricaduta nell'annualità 2016-2017, perché la produzione del latte viene effettuata da novembre ai primi di dicembre fino a giugno-luglio, agosto inoltrato dell'annualità quindi 2016-2017. Quindi nell'emendamento chiedo: accordo collettivo, remunerazione del prezzo del latte adeguate ai costi di produzione, ricaduta nell'annualità, se queste sono le condizioni che poi sarà all'Assessorato dell'agricoltura col nuovo Assessore a mettere in atto tutte le procedure, se queste sono le condizioni diciamo siamo favorevoli, se queste sono le condizioni preferibilmente che questi soldi che sono assai che rimangano nelle casse della Regione.
SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, solo per dire che intanto io non ho nulla in contrario, sono state fatte delle verifiche e quindi non ho niente in contrario a dare il parere favorevole. Però volevo dire anche per la stima che ho del collega Gaetano Ledda ma anche di tutta l'Aula che questo è un provvedimento su cui nessuno può porre una bandierina, questo è un emendamento, un intervento che abbiamo discusso in Aula, che è stato voluto da tutta la maggioranza, dalla Giunta ma anche dei Gruppi di opposizione cui abbiamo dobbiamo dare atto a tutta l'Aula di aver voluto fortemente dare un segnale al settore lattiero-caseario e quindi è un emendamento di tutti, è un provvedimento, uno stanziamento voluto dal Consiglio regionale nella sua interezza in piena condivisione con la Giunta regionale. Quindi a me danno fastidio alcune esternazioni che sono inopportune, perché davvero tutti abbiamo guardato con molta attenzione ad un comparto che è in difficoltà e a cui noi dobbiamo dare risposta.
ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, oltre al formaggio i soggetti poveri, come ci viene segnalato da varie indagini sociologiche, hanno bisogno anche di denti per masticare. C'è una legge depositata da più di un anno che aspetta le risorse per dare la possibilità a chi è in difficoltà economica di ristabilire la funzione masticatoria. Perché l'edencuria e le cure odontoiatriche non rientrano nella pubblica assistenza. Penso che ci sia la sensibilità di tutti per risolvere questo problema, e mi rivolgo al presidente Pigliaru affinché trovi e metta a disposizione le risorse necessarie per il finanziamento del disegno di legge e dare dignità ai soggetti deboli di quest'Isola. Sul finanziamento di 14 milioni per l'acquisto e distribuzione del formaggio agli indigenti penso che rischia di non centrare l'obiettivo di sostenere gli allevatori di ovini. Gli allevatori di ovini hanno bisogno urgente di liquidità per pagare i mangimi e i pascoli, con questo provvedimento di finanziamento a fondo perduto, che va dai 600 ai 1500 euro per ogni singola impresa, bastano appena per pagare una bolletta Enel o una rata di Equitalia, sarebbe stato più opportuno favorire il loro accesso al credito, come pure quello dei trasformatori. Con queste misure si continua a viziare le imprese con miseri contributi che non vanno verso la crescita delle imprese ma contribuiscono a tenerle in miseria. Per riprendere la proposta di ieri di utilizzare 14 milioni per la costruzione di due logistiche che raccolgono e distribuiscano i prodotti dell'agricoltura e dell'agroalimentare, e darli in uso a società di fornitura alimentare per alberghi e comunità e grandi punti di ristoro, con il vincolo di fornire una percentuale intorno all'80 per cento dei prodotti isolani. Sicuramente la vendita del formaggio avrebbe uno sbocco locale importante e l'attività degli allevatori troverebbe un inserimento giusto nell'attività di crescita. Grazie.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Presidente, l'articolo in commento incide in maniera rilevantissima sul testo dell'articolo 4 comma 22. Ha ragione il Presidente Sabatini, l'articolo 4 comma 22 è un percorso ricercato, voluto da quest'Aula, voluto dalle commissioni, non solo la III ma anche la IV, e rappresenta un punto di equilibrio di costruzione legislativa notevolissimo che ci consente, dribblando norme di carattere sovranazionale, di non incidere su normative delicatissime come quella sugli aiuti di Stato, ma anche norme di rilevanza nazionale come la normativa antitrust, non ingeriamo sulla formazione dei prezzi, ma adoperiamo la leva finanziaria perché abbia una ricaduta virtuosa, e cioè la ricaduta sul mondo dei produttori che in questo momento più di altri soffrono. Faccio mio l'appello di quest'Aula e lo rivaluto in questa sede, in quest'occasione, perché noi tutti vogliamo che il mondo dei produttori, dei pastori, abbia quei riconoscimenti anche in termini di prezzo che spettano. Ma temo che incidere sul testo del comma 22 dell'articolo 4 con l'emendamento primo firmatario Ledda possa aprire un fronte di inapplicabilità della legge di riferimento, della norma di riferimento, di quel comma 22 del quale noi tanto ci stiamo fregiando. Allora mi attengo agli interventi di carattere politico e chiedo sugli aspetti invece di praticabilità normativa l'intervento dei suoi uffici, Presidente, con lo stesso piglio con il quale sono solerti e zelanti nel sottolinearci profili di inammissibilità dei nostri emendamenti, chiedo formalmente prima di esprimermi con le mie intenzioni di voto su questo emendamento se è stato esplicato, come io penso, un giudizio di ammissibilità su questo emendamento, ma soprattutto un giudizio di praticabilità normativa. Se la costruzione di un emendamento come questo, laddove si usa una terminologia come "qualsiasi intervento della Regione, anche quelli a carattere sociale, che abbia riflessi sul settore è subordinato alla proporzionale ricaduta sulla filiera", se una terminologia come questa può facilitarci la spendita di 14 milioni e delle risorse che stiamo mettendo in campo, oppure possa crearci delle difficoltà. Chiedo formalmente se un emendamento come questo rende il comma 22 applicabile oppure no…
SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, ma io condivido con il collega Sabatini che l'intervento che questo Consiglio all'unanimità ha fatto in un settore così fondamentale come quello agropastorale in Sardegna sia grazie alla sensibilità che tutto questo Consiglio, tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio hanno sottoscritto. Però vorrei dire che ho molte perplessità sull'emendamento numero 26, non vorrei che l'amico Ledda preso dall'entusiasmo di dare risposte immediate al mondo agropastorale finisca per danneggiare quel settore e per vanificare soprattutto quell'intervento che questo Consiglio ha fatto all'unanimità. Io non sollevo problemi di natura di applicabilità di questo comma, perché stiamo legiferando potremmo anche dire che dal punto di vista tecnico un emendamento come questo è accettabile, la mia preoccupazione è di carattere un po' più generale o politica, che rischia con un emendamento come questo, dove diciamo che qualsiasi intervento nel settore agropastorale relativo a quei 14 milioni di euro deve essere preceduto da un accordo tra pastori e industriali sul prezzo del latte. Credo che stiamo ritornando alla discussione fatta nell'occasione in cui avevamo approvato il provvedimento di 14 milioni di euro, noi non possiamo né fissare, né tantomeno costringe un mercato a stabilire prezzi, possiamo soltanto auspicare dal punto di vista politico, e credo che questo sia un compito che l'Assessore all'agricoltura e la Giunta regionale devono avere, ma fare una legge che subordiniamo un intervento di 14 milioni di euro, fondamentale per quel comparto, sul pecorino romano, credo che sia opportuno fermarsi un attimo. Per questo io chiedo all'amico Ledda di ritirare questo emendamento per evitare davvero di combinare qualche guaio, che poi rischiamo di pentircene in futuro. Grazie.
COCCO PIETRO (PD). Si, Presidente, sull'ordine dei lavori per chiedere, tenuto conto anche dell'organizzazione dei lavori, per chiedere di rinviare la votazione su questo emendamento al pomeriggio, se l'Aula è d'accordo ovviamente, in considerazione anche del fatto che arriverà l'Assessore, a cui chiederemo di esprimere anche un parere in merito, e apriremo la discussione perché è un tema importante su cui tutta l'Aula è intervenuta, per la quale questione tutti vorremmo trovare una soluzione. Sì, anche io sono iscritto ad intervenire. Se siamo d'accordo, sto chiedendo di rinviare a dopo.
OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Sì, io ho chiesto di parlare prima degli altri, era sull'ordine dei lavori. Allora è la quarta volta, anche altre volte si è verificato, lei ha dei collaboratori molto attivi e deve verificare però, non può capitare sempre a me, ma ne parleremo quando discuteremo del discorso del bilancio del Consiglio. Comunque detto questo, perché non è la prima volta, è per dire che sono d'accordo con Sabatini, ma sarei anche grato, perché noi siamo persone di parola, che si evitassero una serie di incontri sennò non chiudiamo e non manteniamo gli impegni per domani sera, verificato che questo vale sia per la minoranza, ma vale anche per la maggioranza. Non c'è la discesa e la salita! Abbiamo preso un impegno che chiudiamo il bilancio domani sera, comportiamoci coerentemente per gli impegni assunti.
PRESIDENTE. Chiedo se siamo d'accordo per il rinvio a questo pomeriggio?
Bene. Allora la seduta è tolta. Il Consiglio è convocato alle ore 16.