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Timestamp: 2020-08-06 10:47:54+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 366']

Sentenza Cassazione Civile n. 8149 del 29/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8149 del 29/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 29/03/2017, (ud. 20/12/2016, dep.29/03/2017), n. 8149
sul ricorso 3464-2016 proposto da:
PANIFICIO L. & A. S.N.C., P.I. (OMISSIS), in persona del suo
MARIANNA DIONIGI, 29, presso lo studio dell’avvocato ERNESTO
ALIBERTI, rappresentata e difesa dall’avvocato FERNANDO PASQUALE
FERRUCCI giusta procura in calce al ricorso;
B.T., B.A., quali figlie legittime e di
coeredi di Bo.An., elettivamente domiciliate in ROMA, VIA
FABIO MASSIMO 107, presso lo studio dell’avvocato FILIPPO ALAIMO,
rappresentate e difese dall’avvocato DANILO ZUCCHIATTI in virtù di
procure speciali allegate al controricorso;
avverso la sentenza n. 2297/2015 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
emessa il 27/05/2015 e depositata il 25/06/2015;
Con sentenza del 25/6/2015 la Corte d’Appello di Milano ha respinto -per quanto ancora d’interesse in questa sede – il gravame interposto dalla società Panificio M. e A. di M.C. e A.P. s.n.c. in relazione alla pronunzia Trib. Milano n. 3786 del 2014 di accoglimento della domanda nei suoi confronti proposta dal sig. Bo.An. di risoluzione, per morosità, del contratto locazione commerciale tra di loro intercorrente.
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito la società Panificio M. e A. di M.C. e A.P. s.n.c. propone ora ricorso per cassazione, affidato ad unico complesso motivo, illustrato da memoria.
Resistono con controricorso le sigg. Tiziana ed B.A., eredi del defunto sig. Bo.An..
Con unico complesso motivo la ricorrente denunzia “violazione e/o falsa applicazione” di norme di diritto, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, e “nullità del procedimento e della sentenza”, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n.; nonchè “omesso esame” di fatti decisivi per il giudizio, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Esso risulta formulato in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, atteso che la ricorrente pone a fondamento della propria censura ad atti e documenti del giudizio di merito (es., all'”atto di citazione datato 6/5/2011″, alla “lettera del 03/09/2004”, al contratto di locazione, alla “clausola n. 05 del contratto di compravendita, all. 1”, alla “memoria integrativa capo “b” istanze istruttorie, pag. 7, aine a19 e segg.”, alla “memoria integrativa autorizzata datata 07/03/2014 (leggasi fondo pag. 5)”, al “ricorso in appello (leggasi pag. 23, alinea 5 e segg.”, al “nuovo contratto di locazione (doc. 6, fase sommaria)”, alla espletata CTU) limitandosi a meramente richiamarli, senza invero debitamente – per la parte d’interesse in questa sede – riprodurli nel ricorso nè fornire puntuali indicazioni necessarie ai fini della relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta presso la Corte di Cassazione, al fine di renderne possibile l’esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche) dell’esatta collocazione nel fascicolo d’ufficio o in quello di parte, e se essi siano stati rispettivamente acquisiti o prodotti (anche) in sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239, e, da ultimo, Cass., 6/11/2012, n. 19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 7.200,00, di cui Euro 7.000,00 per onorari, oltre ad accessori come per legge.