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Timestamp: 2020-03-29 00:35:51+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 53', 'art. 360', 'art. 53', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 21886 del 07/09/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21886 del 07/09/2018
Cassazione civile sez. VI, 07/09/2018, (ud. 05/07/2018, dep. 07/09/2018), n.21886
sul ricorso 20845/2017 proposto da:
PORTIGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la
C.L., in proprio nonchè in qualità di legale rappresentante
della società l’APPRODO S.R.L., nonchè C.F., e
C.V., elettivamente domiciliati in ROMA, VIA TOMMASO CAMPANELLA
n. 23, presso lo studio dell’avvocato ANTONELLO COPPOLA, che li
rappresenta e difende unitamente all’avvocato MICHELE AlDINIO;
avverso la sentenza n. 136/1/2017 della COMMISSONE TRIBUTARIA
REGIONALE, di POTENZA, depositata il 22/02/2017;
Con ricorso in Cassazione affidato a un motivo, nei cui confronti la società contribuente ha resistito con controricorso, l’Agenzia delle Entrate impugnava la sentenza della CIR della Basilicata, relativa all’accertamento di un maggior reddito per il 2007 di un’impresa a ristretta base azionaria, dove si è fatta questione della specificità dei motivi d’appello articolati dall’ufficio.
L’ufficio ricorrente ha denunciato il vizio di violazione di legge, in particolare, del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto, erroneamente i giudici d’appello, avevano ritenuto la genericità e il difetto di specificità dei motivi, solo perchè erano state riproposte in appello le stesse argomentazioni “spese” nel corso del primo grado di giudizio, che erano state ritenute dall’ufficio appellante idonee al conseguimento della pretesa impositiva.
I due motivi, che possono essere oggetto di un esame congiunto, perchè connessi, sono fondati.
Secondo l’insegnamento di questa Corte, “Nel processo tributario, ove l’Amministrazione finanziaria si limiti a ribadire e riproporre in appello le stesse ragioni ed argomentazioni poste a sostegno della legittimità del proprio operato, come già dedotto in primo grado, in quanto considerate dalla stessa idonee a sostenere la legittimità dell’avviso di accertamento annullato, è da ritenersi assolto l’onere d’impugnazione specifica previsto dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53” (Cass. ord. n. 7369/17, v. anche: Cass. ord. n. 1200/16, 14908/14, 2814/16, 18307/15, secondo Cass. ord. n. 1461/17per integrare il requisito della specificità è richiesto un minimo riferimento alle statuizioni di cui è chiesta la riforma che attraverso una censura espressa e motivata miri a contestare il percorso logico-giuridico della sentenza impugnata, v. anche Cass. sez. un. 27199/17).
Nel caso di specie, dalla lettura dei motivi d’appello, riportati dall’Agenzia in ricorso (pp. 10 e ss.) ai fini dell’autosufficienza, si rileva come la CTR abbia “malgovernato” i principi regolatori della materia, trattandosi di censure espresse e motivate che mirano a contestare il percorso logico-giuridico della decisione impugnata.
In accoglimento del ricorso, la sentenza va cassata e la causa va rinviata alla Commissione tributaria regionale della Basilicata, affinchè, alla luce dei principi sopra esposti, riesamini il merito della controversia.
Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Commissione tributaria regionale della Basilicata, in diversa composizione.