Source: http://www.rivistagiuridica.it/articoli/da_giu_19032001_04.htm
Timestamp: 2020-01-18 03:32:49+00:00
Document Index: 135862429

Matched Legal Cases: ['§ 1', 'art. 1', 'art. 1', '§ 2', 'art. 5', 'art. 28', 'art. 5', '§ 3', '§ 4', '§ 5', '§ 6', 'art. 21']

E inammissibile l’istanza di registrazione di un periodico telematico
(Tribunale di Salerno, decreto del 18.1.01, Giudice delegato Dott. DeStefano)
IL GIUDICE DELEGATO al registro della stampa periodica
Letta la richiesta di iscrizione – dep. in data 7.12.00 - nel Registro della Stampa Periodica della Pubblicazione telematica “www.oltresalerno.it”, avanzata da Fiore Rossella e Sica Salvatore, nonché le note dai medesimi depositate in data 10.1.01 a seguito di precedente decreto di questo giudice dep. in data 14.12.00, osserva quanto segue.
§ 1. Come già indicato nel richiamato ultimo decreto di questo giudice delegato, ai sensi dell’art. 1 della L. 8.2.48 n. 47, per stampa o stampato deve intendersi qualunque riproduzione tipografica o comunque ottenuta con mezzi meccanici o fisico-chimici, in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione. In primo luogo, un “giornale telematico” – e comunque, per la precisione, un giornale esclusivamente telematico (potendosi giungere a conclusioni del tutto diverse per i siti telematici di giornali tradizionali) - del tipo di quello per il quale si chiede l’iscrizione, non è ottenuto con alcuno di quei mezzi particolarmente indicati dall’art. 1 della L. cit.; per questo è stato in primo luogo necessario acquisire, tramite invito ai ricorrenti, informazioni sulle modalità tecniche di riproduzione e diffusione e particolareggiatamente, nonché indicazioni sull’intenzione di ottenere il periodico con il riversamento sull’hard disk di un computer collegato alla rete WWW (World Wide Web) di files tra loro coordinati (ed eventualmente con una o più pagine WEB e presumibilmente in formato HTML), nonché sulle modalità con le quali il pubblico possa accedervi (se, ad esempio, per il tramite di una intranet - o rete riservata -, ovvero di un accesso a pagamento o con altre modalità di restrizione - ad es. password a pagamento o meno -, o ancora senza limitazione).
§ 2. La giurisprudenza non risulta essersi occupata ex professo dell’assimilazione dei periodici via Internet a quelli diffusi a mezzo stampa, se non altro ai fini dell’applicabilità della normativa di cu all’art. 5 L. stampa, se non in poche occasioni. In una prima fattispecie si è stabilito (Trib. Napoli, dec. 18.3.97, in Dir. E giur. 1997, p. 186) che la legge 8 febbraio 1948 n. 47 (legge sulla stampa) è direttamente applicabile soltanto alle pubblicazioni realizzate su supporto cartaceo, e non anche a quelle effettuate tramite le moderne tecniche telematiche cui può essere estesa solo in via analogica; con la precisazione che il luogo della pubblicazione dei “siti” Internet, in base al quale determinare la competenza ratione loci dell’Autorità Giudiziaria, dovrebbe essere quello dal quale viene immesso nella rete il dato destinato ad essere conosciuto mercé interrogazione. Dal canto suo, il Tribunale di Roma (dec. 6.11.97, in Dir. Inform. 1998, 75, riportato peraltro integralmente proprio dai ricorrenti) ha ritenuto che:
- per l’accesso ad Internet occorre avere una linea telefonica commutata o diretta, un computer, una scheda elettronica denominata modem (modulatore/ demodulatore, il quale consente di convertire i segnali digitali del computer in impulsi analogici compatibili con la linea telefonica e viceversa, per accedere al servizio desiderato) e naturalmente abbonarsi al servizio con una delle tante sopracitate società di service provider;
- altro argomento si dovrebbe rinvenire nella nota del Ministero di G. e G. – dir. Gen. Affari civili e libere professioni – uff. VII – prot. n. 7/38002/8094 del 26 ottobre 1995, secondo la quale i cosiddetti giornali telematici (videotel, televideo, audiotel, etc.) non rientrano nella previsione di cui all’art. 28 della Legge n. 69 del 3.2.63 (che consente a coloro che non esercitano la professione di giornalista di essere iscritti nell’elenco speciale quali direttori responsabili di periodici a carattere tecnico, professionale e scientifico) e, pertanto, oltre ad essere sottoposti all’obbligo della registrazione di cui all’art. 5 L. 8.2.48 n. 47, devono essere diretti esclusivamente da un giornalista iscritto all’Albo (professionista o pubblicista).
§ 3. Se le richiamate pronunce di giudici di merito hanno esteso – o mediante applicazione diretta o mediante applicazione analogica – alla telematica la normativa sulla stampa, va però riscontrato che, tuttavia, la possibilità di comprendere nella nozione di stampa la telematica generalmente intesa è contestata proprio in dottrina (ad es., da Zeno Zencovich, La pretesa estensione alla telematica del regime della stampa: note critiche, in Il diritto dell’informazione e dell’infor-matica, 1998, pagg. 15-28), soprattutto in quanto tale nozione è da interpretarsi, da un punto di vista storico, in senso restrittivo. Per telematica si intende, almeno nell’uso corrente, un servizio di telecomunicazioni di massa attuate attraverso il mezzo informatico: in sostanza, si hanno grandi banche di dati che vengono rese accessibili a qualunque utente che sia collegato via cavo – o via radio – e presentate su di un videoterminale solitamente distante, ma anche siti informatici complessi, spesso interattivi, che possono equipararsi in buona sostanza a fornitori di servizi. A stretto rigore, la nozione di stampa periodica rilevante ai fini della L. 47/48 si riferisce comunque a strumenti di immediata percepibilità, mentre la telematica presuppone pur sempre il filtro di un complesso – benché, effettivamente, sempre più accessibile – mezzo elettronico. E sta probabilmente in ciò la ragione della normativa speciale, sostanzialmente ispirata a finalità di controllo, che assoggetta la “stampa periodica” ad un regime tutto particolare: l’immediata percepibilità del mezzo di diffusione delle idee e dei pensieri, per il quale bastano, in generale, i sensi umani, senza alcuna mediazione di macchine di sorta.
§ 4. Se però la ragione della normativa amministrativistica e civilistica in materia di stampa sta sostanzialmente nelle finalità di controllo sul mezzo di diffusione delle idee e del pensiero, essa non può estendersi alla Rete. Attualmente, infatti (e nonostante la non immediata percepibilità dei dati appena più sopra riscontrata), la diffusione sempre più massiccia di service provider che consentono gratuitamente l’accesso alla Rete (benché solitamente supportati dagli introiti pubblicitari che vengono comunque inseriti nelle diverse pagine WEB via via riprodotte), con sistemi di connessione autoguidati sempre più sofisticati, ed al tempo stesso con l’offerta altrettanto gratuita di spazio per costruire siti personali e caselle di posta, consente di qualificare la Rete stessa come sostanzialmente – ed istituzionalmente, almeno finora - aperta all’accesso ma anche all’utilizzo da parte di chiunque, alla sola condizione peraltro di possedere un personal computer opportunamente attrezzato: ma i programmi di navigazione in Rete sono oramai freeware, cioè acquisibili senza corrispettivo - un modem – i cui costi sono sempre più contenuti – ed una linea telefonica. In questo quadro complessivo, l’assimilazione della rete ad una sorta di “villaggio globale”, in cui tutto può essere messo a disposizione di tutti gli utenti potenziali – che si stimano in diverse decine di milioni in tutto il mondo – e in cui tutti costoro possono di fatto interagire con la costruzione di siti o pagine personali, il tutto senza formalità, rende – ad avviso di questo giudice – impossibile l’introduzione di una forma di controllo (anche se bilanciata da una corrispondente penetrante tutela) quale la registrazione nel registro della stampa periodica.
§ 5. Al tempo stesso e forse più radicalmente, l’equiparazione alla stampa della trasmissione per via telematica del pensiero osta il fatto che, a questo punto, in considerazione delle modalità tecniche di immissione dei dati in rete, qualsiasi nuova pagina Web costituirebbe una “pubblicazione”; e, se la peculiarità della normativa di tutela di cui alla L. 47/48 fosse nella periodicità programmata delle “uscite” od aggiornamenti, occorrerebbe sottoporre alla normativa stessa tutte – e, si sottolinea, tutte – le immissioni di dati, mediante creazione di pagine web, che consentano un aggiornamento successivo. Infatti, proprio per lo sviluppo del WWW, qualunque immissione di dati in rete può equipararsi ad una “pubblicazione”, nel senso cioè ad una operazione con la quale i dati stessi sono resi di dominio pubblico; e, ogniqualvolta si modifica una pagina Web, si attuerebbe – a stretto rigore – una nuova pubblicazione e quest’ultima diverrebbe periodica. L’istituzionale libertà della Rete impone quindi anche sotto questo profilo che le normative dettate specificamente per la stampa non siano estese, nemmeno analogicamente, alla telematica.
§ 6. Quale considerazione conclusiva, la diffusione esclusivamente per via telematica (potendosi invece, come già accennato, giungere a conclusioni radicalmente diverse per i siti telematici di pubblicazioni periodiche tradizionali) non è ancora protetta – e comunque nel caso di specie non viene prospettata come protetta – da accorgimenti idonei a garantire la autenticità della provenienza: in sostanza, tali forme di limitazione e di controllo, previste quali evidenti eccezioni al principio costituzionale della libertà di manifestazione del pensiero di cui all’art. 21 della Carta fondamentale, appaiono inconciliabili da un lato con la libertà di accesso e di utilizzo della Rete e, dall’altro, dalla carenza – allo stato e comunque con riferimento al caso di specie – di strumenti idonei a garantire la riferibilità di quanto vi si immette ad uno piuttosto che ad altro soggetto. Non si ignora che sussistono forme, anche sofisticate, di garanzia sull’autenticità, tanto che i recenti sviluppi legislativi hanno visto l’introduzione di meccanismi – assai complessi dal punto di vista tecnico - di firma digitale: però, nel caso del periodico telematico in esame, questi non vengono nemmeno prospettati o ipotizzati. Ne deriva che la garanzia, che dalla normativa di cui alla L. 47/48 si vorrebbe trarre, sui contenuti delle “pubblicazioni” non potrebbe materialmente operare, per il dubbio sull’imputabilità di quelli; la normativa sulla responsabilità c.d. semioggettiva in materia di stampa e comunque la possibilità di risalire all’autore della “pubblicazione” sarebbero in radice precluse. Ma la mancanza – almeno nel caso di specie – di meccanismi di garanzia va letta anche simmetricamente: proprio per la peculiarità del WWW non vi sono sufficienti garanzie per i diritti fondamentali di quell’utente che introduca o fornisca un servizio, compreso quello di somministrazione di notizie, anche periodica. A differenza che nella stampa tradizionale, la contraffazione del dato è, sulla Rete, assai più agevole. Di recente, del resto, la normativa in tema di tutela della riservatezza si è arricchita di nuovi interventi, che puntualizzano con grande rigore la serie di adempimenti necessari per tutti i soggetti che utilizzano il mezzo telematico per garantire la sicurezza dei dati maneggiati.
Il giudice delegato dal Presidente del Tribunale, visto l’articolo 5 della L. 8.2.48 n. 47, dichiara inammissibile l’istanza di previa registrazione di un periodico ottenuto esclusivamente con mezzi telematici, in quanto non prevista e non necessaria ai sensi della richiamata normativa.
Salerno, 18.1.2001 Il Giudice delegato