Source: http://de-luca.blogautore.repubblica.it/2013/05/14/dalla-180-alle-181-serve-una-nuova-legge-basaglia/
Timestamp: 2019-08-22 03:41:58+00:00
Document Index: 184348358

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.3', 'art.4', 'art.5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art.10', 'art. 11', 'art.12', 'art. 15', 'art. 17', 'art.16', 'art. 13']

Dalla 180 alla 181, serve una nuova legge Basaglia? - Family Life - Blog - Repubblica.it
Non c'è bisogno di ripercorrere i 35 anni che ci separano dall'entrata in vigore della legge 180 che decretò nel 1978 la chiusura dei manicomi, per constatare ogni giorno quanto quella legge sia stata importante e rivoluzionaria. Nonostante tutto. Nonostante l'enorme incompiutezza dello straordinario progetto dello psichiatra veneto Franco Basaglia, che consisteva fondamentalmente nel restituire dignità e far uscire dalla segregazione i pazienti psichiatrici. Trentacinque anni dopo però l'emergenza incredibilmente taciuta dalle istituzioni della malattia mentale, è più forte che mai. I "matti" sono lasciati soli, spesso non curati, unicamente sedati farmacologicamente, le famiglie che li accudiscono totalmente isolate in condizioni pericolose. I trattamenti sanitari obbligatori (spesso necessari) sono diventati la quotidianità di un servizio sanitario che sa gestire soltanto l'emergenza. E tolti alcuni luminosi esempi a Trieste, in Emilia Romagna, il sogno di Franco Basaglia delle "case autogestite", dell'autonomia sociale degli ex degenti, si è infranto contro gli scogli del disinteresse, della burocrazia, della paura. Ma fatta salva la rivoluzione dell'antipsichiatria di Basaglia, in molti oggi cominciano a parlare di legge 181, ossia una revisione della legge del 1978. Ne hanno parlato gli psichiatri della Sip (Società italiana di psichiatria) , mentre l'associazione trentina "Le parole ritrovate", ha lanciato una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare per la riforma della 180, la 181, appunto. L'idea è quella di recuperare le parti incompiute della legge Basaglia, e arricchirle con le esperienze maturate in questi oltre 30 anni, soprattutto sul fronte scientifico. Immediate le reazioni dei "puristi" della 180, che vedono in questa revisione il tentativo di snaturare la 180, e magari di riaprire i manicomi. E il dibattito, così come è accaduto dal 1978 ad oggi rischia di nuovo di incagliarsi in una disputa ideologica. Invece la domanda è: abbiamo davvero bisogno di una nuova (l'ennesima) legge, o basterebbe applicare con coraggio e risorse la legge Basaglia, la vera grande rivoluzione della psichiatria italiana?
valentina 14 giugno 2013 alle 20:20
La proposta di legge 181 non e' un alternativa alla 180 ma una sua figlia. La 181 offre un modello operativo pragmatico, coerente e facilmente attuabile a livello nazionale.
In particolare la 181:
1) considera la Fiducia e la Speranza come diritti imprescindibili degli utenti dei servizi di salute mentale e dei loro famigliari che vanno tutelati, garantiti e misurati (art.2)
2) propone di migliorare l' ambiente fisico dei Centri di Salute Mentale, rendendoli luoghi esteticamente gradevoli e non anonimi e ambulatoriali (art.3)
3) valorizza l' esperienza di utenti e famigliari e garantisce che gli UFE (Utenti e Famigliari Esperti) che prestano servizio presso i Dipartimenti di Salute Mentale (fornendo le loro testimonianze e il loro supporto) siano giustamente riconosciuti e retribuiti ( art.4)
4) impegna i Dipartimenti di Salute Mentale ad attivarsi concretamente per combattere lo stigma sociale attraverso attivita' di sensibilizzazione dell' opinione pubblica (art.5)
5) promuove l' uso di percorsi di cura condivisi, ovvero stimola il coinvolgimento attivo degli utenti e dei loro famigliari oltre che degli operatori, nelle decisioni sul percorso di cura da seguire e prevede la presenza di un garante esterno che ne favorisca la condivisione (art. 6)
6) fornisce indicazioni sui tempi e modi per la gestione delle crisi (art. 7)
7) impegna i dipartimenti di salute mentale a fornire un concreto sostegno alle famiglie (art. 8)
8) impegna i dipartimenti a offrire un' accoglienza calda e sorridente (art. 9)
9) impegna i dipartimenti a utilizzare sistemi di gestione dati efficienti e sicuri (art.10)
10) impegna i dipartimenti ad attivarsi concretamente in iniziative che promuovono il re- inserimento sociale degli utenti e quindi a impegnarsi attivamente nell' individuare soluzioni abitative, lavorative e sociali adeguate (art. 11)
11) delinea l' organizzazione del Dipartimento di Salute Mentale, il suo ruolo, obbiettivi e finanziamento (art.12, 14, 18)
12) delinea il numero e ruoli del personale per ogni dipartimento (art. 15) e prevede la formazione continua dello stesso (art. 17)
13) impegna i dipartimenti a un continuo monitoraggio della qualita' dei servizi offerti attraverso strumenti validati (art.16)
14) istituisce una consulta locale e nazionale con la partecipazione paritaria di utenti e famigliari, operatori ed enti e associazioni (art. 13 e 19)
Il testo integrale della proposta e' disponibile su http://www.leparoleritrovate.com
La risposta quindi e' no, non serve una nuova legge Basaglia. Serve un metodo operativo chiaro e perseguibile nel nostro tempo.
La 181, e' il secondo passo verso la maturazione di quegli stessi ideali. Nella stessa direzione, in modo operativo.
tiziana 28 maggio 2013 alle 14:43
E' necessaria una legge che declini in tutto il territorio italiano i principi contenuti nella legge basaglia e dia risposte più adeguate alle tante famiglie che si trovano in difficoltà quando nel proprio nucleo irrompe la malattia mentale. Il disegno di legge 181 fornisce risposte alle famiglie nel momento della crisi. uesto è veramente importante, credo che la solitudine sia la peggiore malattia.da affrontare.
Paola 27 maggio 2013 alle 13:18
Buongiorno a tutti, sono una giovane psichiatra che si è innamorata della psichiatria anche grazie agli ideali portati avanti dalla Legge 180 (ancora oggi mi chiedo se e come avrei mai potuto lavorare in strutture come quelle manicomiali...). E proprio per questo ritengo fondamentale sostenere la Legge 181! Concordo con Alfredo quando dice che chi ritiene che la 181 possa snaturare o essere in contrapposizione alla 180 è perchè non ne ha letto il testo. La Legge 181, infatti, è figlia della 180, alla quale dà naturale seguito specificando come mettere in pratica alcuni aspetti soltanto teorizzati nella 180. E' una legge che valorizza prima di tutto il ruolo centrale di utenti e familiari nel loro percorso di cura, riconoscendoli come portatori di un sapere dato dalla loro esperienza diretta "sul campo"; è una legge che vuole infondere fiducia e speranza in coloro che si ritrovano catapultati improvvisamente nello "sconosciuto" mondo del disagio mentale; è una legge che vuole combattere lo stigma e il pregiudizio, ancora purtroppo presenti; è una legge che vuole prendersi cura in toto degli utenti e dei familiari, partendo dall'attenzione per i luoghi di cura a quella per la sfera lavorativa, sociale e abitativa di chi vive un disagio che compromette in primis queste aree. E tanto ancora. Probabilmente la strada da percorrere è ancora lunga, la Legge 181 è sicuramente il secondo passo nella giusta direzione!
Matteo 19 maggio 2013 alle 16:10
Ripensare la legge 180 non vuol dire snaturarla ma valorizzare il suo contenuto e darle autorità per aiutare le persone con disagio mentale. Viva la 181 che almeno prova a smuovere l'immobile.
Dante Mondanelli 19 maggio 2013 alle 13:05
È semplicemente urgente dare una risposta alle famiglie che vivono sulla loro pelle la mancata risposta , sul territorio, alle problematiche evidenziate in questi 35 anni ! in molte parti d'Italia si è passati dalla chiusura delle strutture manicomiali ( sacrosanta ) al nulla o quasi. La 181 è uno strumento essenziale per riempire di contenuti questo bisogno di salute
Rocco 14 maggio 2013 alle 21:44
La 180 porta dietro molte vittime. Spesso come le ciliegie, a due a due. Da un lato hai il malato mentale che non viene curato, dall'altra la famiglia che è vittima abbandonata dalle istituzione e senza nessun mezzo neanche di autodifesa.
Ci sono casi in cui la libertà di cura non può essere demandata all'individuo: sulle vaccinazioni e sulla sanità mentale.
Il limite di Basaglia è quella porta aperta, quella via di fuga sempre lasciata a disposizione del malato di mente. Quello che invece ci vuole è un limite, ti lascio libero di vivere come vuoi ma non devi superare determinati limiti.
Alfredo 14 maggio 2013 alle 20:06
per forza ci vuole una legge 181 che riprenda ed aggiorni la 180 dopo 35 anni. E chi dice che la 181 tenta di snaturare la 180 vuol dire che non ha letto la proposta 181 e si è inventato, perchè??? la contestazione.
Elena 14 maggio 2013 alle 15:37
Ci vuole una legge nuova per declinare nei contenuti la 180 ecco perchè la 181