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Timestamp: 2018-05-23 17:02:47+00:00
Document Index: 20165354

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 25', 'art. 3', 'art. 36']

Cartella nulla senza nome del responsabile del procedimento
La cartella esattoriale priva dell’indicazione del responsabile del procedimento è da considerare illegittima e quindi nulla.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
L’importante principio è contenuto nella recente sentenza n. 230/1/08 depositata il 21 maggio 2008 emessa dalla Commissione tributaria regionale Lazio (Sez. 1) in cui viene affermato in modo innovativo che – in conformità a quanto statuito dalla ordinanza n. 377/07 della Corte Costituzionale -, gli atti dei concessionari della riscossione “devono tassativamente indicare, tra l’altro, il responsabile del procedimento” (1).
L’art. 7, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente) stabilisce che gli atti dell’amministrazione finanziaria e dei concessionari della riscossione devono tassativamente indicare, tra l’altro, il responsabile del procedimento. Successivamente a detta previsione normativa contenuta nello Statuto del contribuente i giudici delle leggi (2) hanno disposto la manifesta infondatezza della questione di legittimità in merito alla sollevata questione di legittimità dell’art. 7, comma 2, lettera a), legge n. 212/00, nella parte in cui prevede che gli atti dei concessionari della riscossione “devono essere tassativamente indicare, fra l’altro, il responsabile del procedimento”.
Su detta questione è intervenuto il legislatore che, uniformandosi a quanto statuito dalla Corte Costituzionale, con l’art. 4-ter del d.l. 31 dicembre 2007, n. 248 (cosiddetto Milleproroghe) legge 28 febbraio 2008, n. 31, ha previsto che a decorrere dal 1° giugno 2008 le cartelle esattoriali devono contenere, a pena di nullità, l’indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione, nonché quello di emissione e notificazione della cartella stessa.
Nella fattispecie in esame la società ha chiesto la declaratoria di nullità della cartella esattoriale emessa ai sensi dell’art. 36-bis del d.P.R. n. 600/73 e <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Commissione tributaria di primo grado ha accolto il ricorso in base alla sola considerazione della tardiva consegna dei ruoli. L’ufficio finanziario ha impugnato detta sentenza proponendo appello e la società, costituitasi in giudizio, ha eccepito la mancata indicazione del nominativo del responsabile del procedimento sulla cartella di pagamento, nonché l’illegittimità delle disposizioni introdotte dall’art. 36 comma 4-ter, legge n. 331 del 2008, in contrasto con l’art. 3 della legge n. 212 del 2000.
I giudici della Commissione tributaria regionale, nel ritenere preliminarmente che la cartella di cui trattasi è stata notificata entro i termini di cui all’art. 25 d.P.R. n. 602 del 1973, hanno seguito il seguente iter logico-giuridico. Sul tema in esame la Corte Costituzionale con ordinanza n. 377/07, nel non accogliere la questione di legittimità sollevata in merito al già citato art. 7, comma 2, legge n. 212 del 2000, ha sancito l’obbligatorietà dell’indicazione del responsabile del procedimento sugli atti emessi dai concessionari della riscossione. Il legislatore ha inteso recepire quanto espresso a più riprese dalla sentenza n. 377/07, prevedendo con l’art. 4-ter della legge 28 febbraio 2008, n. 31, che a partire dal 1° gennaio 2008 sulle cartelle è necessario indicare il nominativo del responsabile del procedimento di iscrizione, nonché quello di emissione e notificazione della cartella; la mancata indicazione dei responsabili dei procedimenti non costituisce motivo di nullità per i ruoli consegnati prima del mese di giugno 2008.
In effetti in precedenza dottrina e giurisprudenza si erano mostrati concordi nel ritenere che la cartella non poteva essere annullata per mancata sottoscrizione, atteso che l’art. 25 del d.P.R. n. 602/73 prevede che la cartella deve essere conforme al modello approvato con decreto del ministero delle Finanze, il quale non richiede la sottoscrizione come elemento essenziale dell’atto (3).
Ciò posto, i giudici di tributari nella fattispecie in esame, al fine di verificare se vi fosse eventuale contrasto tra detta recente normativa e quanto statuito dall’art. 3, comma 1, della legge n. 212 del 2000 che sancisce la irretroattività delle disposizioni tributarie, hanno ritenuto che le norme contenute nello Statuto del contribuente, anche non avendo rilevanza costituzionale, rivestono una importanza particolare nell’ambito della legislazione tributaria, considerandole di grado superiore rispetto ad altre norme vigenti in detta materia.
Per quanto precede gli stessi giudici hanno sancito la disapplicazione della norma contenuta nel citato 4-ter atteso il contrasto di quest’ultima con quella a forza privilegiata dello Statuto del contribuente ed hanno ritenuto che le disposizioni retroattive richiamate dalla legge n. 31/2008 debbano essere disattese in quanto in evidente contrasto con i principi di ragionevolezza e irretroattività, così come stabiliti dalla legge n. 212 del 2000 (Cfr. CTR Lazio, Sezione staccata di Latina, n. 720/39 del 2007).
La Commissione tributaria, uniformandosi, quindi, a quanto fissato con l’ordinanza n. 377 del 2007, ha sancito l’illegittimità della cartella in quanto priva dell’indicazione del responsabile del procedimento.
(1) Contra Cfr. CTP Bolzano, Sez. I, 31 marzo 2008, n. 73. L’obbligo per il concessionario di apporre sulla cartella il nome del responsabile del procedimento opera per i ruoli emessi a decorrere dal 1° giungo 2008, giusta quanto disposto dall’art. 36, comma 4-ter, legge n. 31/2008, che ha recepito i suggerimenti contenuti nell’ordinanza n. 377/07 della Corte Costituzionale.in conformità
(2) Corte Cost. Ord. 9 novembre 2007, n. 377. La Corte, nel rilevare che la legge n. 212 del 2000 in materia di statuto del contribuente è vigente e va applicata, ha affermato che l’obbligo imposto ai concessionari di indicare il nome del responsabile ha lo scopo di assicurare la trasparenza dell’attività amministrativa, l’informazione del cittadino e la garanzia del diritto di difesa.
(3) Cfr. Circolare Agenzia delle Entrate 6 marzo 2208, n. 16/E. Si afferma che sulla base della giurisprudenza del Tar e Consiglio di Stato gli atti privi dell’indicazione del responsabile del procedimento sono tuttora validi.