Source: http://reteimpianti.it/collablogazione/
Timestamp: 2017-06-24 17:22:43+00:00
Document Index: 162466531

Matched Legal Cases: ['art. 216', 'art. 216', 'sentenza ', 'art. 216', 'art. 216', 'art. 217', 'art. 217', 'sentenza ']

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Posted on 06/11/2012 by RETEimpianti	Acqua, aria, odori, rifiuti, energia, discarica, albo gestori, rifiuti come risorsa, ……. sono solo alcune delle “parole chiave” dei Convegni di ECOMONDO 2012 che abbiamo selezionato, rispetto al programma generale al 5 novembre 2012, che trovate QUI, con il relativo dettaglio, obiettivi e partecipanti.
ATTENZIONE – E’ UN PROGRAMMA IN EVOLUZIONE, verificare anche last minute sedi ed orari!
Tags: associazioni di categoria, convegni, gestione dei rifiuti industriali, gestione sostenibile, innovazione, rifiuti liquidi
Posted on 10/09/2012 by RETEimpianti	Il nuovo programma di gestione dei rifiuti industriali e urbani (PRGR) della Regione Lombardia: il 14 marzo 2012 – con la convocazione della 1^ conferenza di valutazione – è iniziata la fase “attiva” della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), con lo scopo di acquisire tutti gli elementi informativi per:
costruire un quadro conoscitivo condiviso, sui limiti e condizioni per uno sviluppo sostenibile
acquisire i pareri, opinioni, suggerimenti, indicazioni dei soggetti interessati al procedimento.
La modifica della parte IV del D.lgs. 152/2006 che ha recepito la Direttiva CE 98/2008 ha stabilito che le Regioni approvino o adeguino il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti entro il 12 dicembre 2013 e provvedano, sentite le Province, a valutare la necessità di aggiornare il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ogni sei anni.
La Regione Lombardia, il cui Piano Regionale è stato approvato nel 2005, ha ritenuto opportuno redigerlo ex novo; con DGR n.1587 del 20 aprile 2011 la Giunta ha infatti deliberato l’avvio di procedimento per l’approvazione, comprensiva della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), di un NUOVO Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti.
Il documento – Atto di indirizzi in materia di rifiuti e bonifiche - detta gli obiettivi della pianificazione regionale in tema di rifiuti fino al 2020, e contiene importanti e innovative novità. Perché ci interessa?
La prima conferenza di valutazione del 14 marzo scorso si è svolta al mattino nell’ambito degli “enti” e nel pomeriggio del “pubblico”, quindi anche con diversi gestori di impianti di trattamento rifiuti in A.I.A. e di imprese del settore: leggi QUI un estratto del verbale, con l'introduzione della dott.a Nadia PADOVAN e il nostro intervento.
La Regione ha illustrato e reso disponibili i seguenti documenti INIZIALI:
Documento di scoping del PRGR
Proposta di indice del PRGR Atto di indirizzi in materia di rifiuti e bonifiche.
Per offrire una indicazione della materia che si sta affrontando, riportiamo uno stralcio della proposta di indice, relativo alla Sezione 2 – Rifiuti Speciali:
12 Analisi dello stato di fatto
12.1 Il sistema produttivo locale
12.1.1 Imprese sul territorio
12.2 Produzione e gestione
12.2.1 Trend storici
12.2.2 Produzione, flussi e gestione
12.3 Impiantistica
12.3.1 Impianti autorizzati in procedura ordinaria e AIA
12.3.2 Impianti autorizzati in procedura semplificata
12.3.3 Impianti/progetti sperimentali
12.4 Valutazione delle possibilità di riduzione dei quantitativi e riduzione della pericolosità
13 “Quadro dei fabbisogni”
14 Focus su particolari categorie di rifiuti: analisi produzione e linee guida per il recupero e lo smaltimento
E’ UNA “PRIMA VOLTA”: tutti i “SOGGETTI INTERESSATI” (enti pubblici, imprese ed imprenditori, associazioni, cittadini, ecc.) possono contribuire da subito e IN PRIMA PERSONA o tramite la propria associazione di categoria ad un processo decisionale che li riguarda direttamente e li coinvolgerà condizionandone scelte personali, strategia di impresa e piani di investimento fino all’orizzonte temporale del 2020.
Il PRGR, che comprende anche il Piano di Bonifica dei siti contaminati, che gestirà gli interventi di bonifica, le priorità e le risorse, persegue i seguenti obiettivi:
garantire la gestione integrata dei rifiuti nel rispetto di ambiente e salute umana
garantire l'autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani e dei rifiuti derivanti dal loro trattamento
ridurre alla "fonte" i rifiuti
massimizzare il recupero di materia dalle raccolte differenziate
valorizzare energeticamente i rifiuti residuali.
Se ti interessa leggere i documenti citati e i verbali di riunione del 14 marzo scorso, SCARICALI DA QUI.
Di seguito riportiamo gli indirizzi ufficiali a cui trasmettere pareri, osservazioni e consigli, differenti per enti e privati:
per gli enti della pubblica amministrazione territorio@pec.regione.lombardia.it
per i privati: consultazione_prgr@regione.lombardia.it
D La mia impresa non è ubicata in Regione Lombardia, quindi non mi riguarda…
R Non è proprio così, ricordati che già in passato la Regione Lombardia ha sviluppato esperienze che sono state riprese e proposte o adottate anche da altri enti, regionali e provinciali!
D Non serve a nulla partecipare, è una perdita di tempo… Altri hanno già deciso!
R Con questa idea in testa avrai sempre e solo la possibilità di lamentarti (dopo); ma ora hai a disposizione, direttamente o con la tua associazione di categoria, questo indirizzo: consultazione_prgr@regione.lombardia.it
D Perché devo fin da ora impegnare il mio tempo? Sono già così occupato a “star dietro” alle cose quotidiane…
R Hai o lavori in un’impresa, pubblica o privata, che svolge un servizio di utilità per tutti: parteciperai al tuo futuro o lasci decidere ad altri? Hai altre domande, vuoi commentare questo articolo? Più sotto c’è uno spazio per te. Vorresti saperne di più? Per aggiornamenti seguici su https://twitter.com/reteimpianti
Tags: associazioni di categoria, gestione dei rifiuti industriali, gestione sostenibile, innovazione, professional network
Posted on 06/08/2012 by RETEimpianti	Quando abbiamo necessità di occuparci di un’azienda che tratta rifiuti allo stato liquido, con una certa capacità produttiva e dimensione, viene naturale pensare all’Autorizzazione Integrata Ambientale, come primo documento “di riferimento e valutazione”. E’ certamente vero che questo è un documento “principe” con cui possiamo conoscere ed inquadrare l’attività svolta da quell’impresa, che viene descritta in un “volume” con un numero di pagine che può variare da un minimo di 20-25 fino a qualche centinaio.
Vi sono però molte autorizzazioni che l’AIA non sostituisce, e fra queste citiamo quelle relative alle normative:
• Industrie a Rischio di Incidente Rilevante – R.I.R. (cd. “Seveso”)
• Emissioni di gas serra (cd. “Emission trading”).
Ancora, ed è l’oggetto di questa breve nota, dobbiamo ricordare la CLASSIFICAZIONE come AZIENDA INSALUBRE", definita dalle norme:
Regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 “Testo unico delle leggi sanitarie”, ove all’art. 216 specifica che: “Le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute de gli abitanti sono indicate in un elenco diviso in due classi.”
D.M. 5 settembre 1994 “Elenco delle industrie insalubri di cui all'art. 216 del testo unico delle leggi sanitarie” che indica le attività “rifiuti” fra le insalubri di I classe, con i seguenti riferimenti:
• 100. Rifiuti solidi e liquami – depositi ed impianti di depurazione, trattamento
• 101. Rifiuti tossici e nocivi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, ed alla deliberazione del Comitato interministeriale del 27 luglio 1984 e successive modificazioni – trattamento, lavorazione, deposito.
Questo è lo “stato dell’arte”, invariato dal 1994 ad oggi … Ma il mondo reale va avanti e come spesso accade dalla norma si passa ai pronunciamenti di T.A.R. e Consiglio di Stato.
Ne riportiamo di seguito i principali riferimenti di possibile utilità pratica:
La più recente, sentenza Consiglio di Stato 2 settembre 2011, n. 4952:
Industrie insalubri o pericolose, la ''distanza di sicurezza'' non basta: in sede di applicazione sinergica della norma igienico-sanitaria di cui all'art. 216, R.D. n. 1265 del 1934 e della norma urbanistica demandata al Comune, ciò che rileva è la dimostrazione da parte dell'imprenditore che l'esercizio dell'industria insalubre, per l'introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, non arrechi nocumento alla salute del vicinato e non tanto la formale osservanza di una determinata distanza imposta dalla medesima norma urbanistica. (fonte del commento: IPSOA)
Altre sentenze di interesse, dalla più recente:
T.A.R. Marche, Sezione I, 20 aprile 2010
(La disposizione contenuta nell’art. 216 T.U.L.S., riguardo alle industrie insalubri, va “storicizzata”, visto che la stessa è stata adottata in epoca antecedente l’entrata in vigore della legge urbanistica fondamentale, quando non esisteva il concetto di zonizzazione del territorio comunale)
T.A.R. Lombardia Milano, Sezione I, 29 luglio 2009
(Compete alla giunta municipale l’emanazione dei provvedimenti di classificazione delle industrie insalubri)
T.A.R. Puglia Lecce, Sezione I, 7 luglio 2009
([A] Sui poteri di controllo e ordinanza che spettano al Sindaco riguardo alle industrie insalubri ai sensi degli artt. 216 e 217 T.U. 27 luglio 1934 n. 1265. [B]. Sul modello di “governance ambientale” e sulla “legittimazione” di un comitato a chiedere l’attivazione dei poteri sindacali di cui all’art. 217)
Consiglio di Stato, Sezione IV, 23 aprile 2009
(Sulle condizioni che devono sussistere affinché la localizzazione di un’industria insalubre possa permanere nel centro abitato)
T.A.R. Campania Napoli, Sezione III, 9 agosto 2007
([A] Sul provvedimento mediante il quale il Sindaco, allo scopo di indurre un’industria insalubre di prima classe a presentare entro setto giorni un piano di delocalizzazione, dispone l’interruzione cautelativa dell’attività conciaria. [B] La delocalizzazione di industrie insalubri di prima classe è un evento che non può avverarsi dall’oggi al domani mediante imposizioni che piovano dall’alto)
T.A.R. Lombardia Brescia, Sezione I, 1 giugno 2007
(Sulla legittimità o meno della modifica introdotta al regolamento di igiene comunale che vieta in assoluto gli insediamenti di allevamenti di suini nel centro abitato in quanto industrie insalubri)
T.A.R. Piemonte, Sezione I, 19 aprile 2006
(Sulla distanza delle industrie insalubri dalle abitazioni e sulla motivazione che l'Amministrazione deve assumere per il loro insediamento)
Consiglio di Stato, Sezione V, 24 marzo 2006
(Sulle industrie insalubri di prima classe)
T.A.R. Toscana, Sezione II, 13 settembre 2005, n. 4417
(Le industrie insalubri possono essere realizzate soltanto nelle parti del territorio classificate dal P.R.G., in sede di zonizzazione, quali aree omogenee destinate ad impianti industriali)
T.A.R. Friuli Venezia Giulia, 18 dicembre 2004, n. 719
(Sulla corretta interpretazione dell’art. 217 del Testo Unico delle leggi sanitarie in materia di industrie insalubri)
T.A.R. Umbria, Sezione I, 13 ottobre 2004, n. 589
(Industrie insalubri: la pericolosità per la salute di talune attività produttive, ivi comprese le industrie insalubri di prima classe, non costituisce ragione sufficiente per bandirle in assoluto dal territorio)
Il dettaglio delle sentenze citate? In qualche caso è consultabile con libero accesso, in siti e blog specializzati, a volte richiede la registrazione a pagamento, in qualche caso parte della sentenza è citata in articoli sulla materia. Prova a trovarle inserendo gli estremi in un motore di ricerca…
Ne conosci altre? Vuoi aggiungere altre notizie o una tua esperienza?
Tags: aia, azienda, blog, gestione dei rifiuti industriali, rifiuti liquidi
Posted on 08/01/2012 by RETEimpianti	In GU del 29 dicembre 2011 era stato pubblicato il D.lgs 216/2011 recante "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative", che prevedeva fra l’altro lo slittamento al 2 aprile 2012 del Sistri: ma con la legge 24 febbraio 2012 n.14 (GU n. 48 del 27 febbraio 2012) , la operatività del SISTRI è di nuovo prorogata, al 30 giugno 2012, salvo ulteriori nuovi rinvii. A chi giova questo continuo balletto di date? Alle imprese? Alla criminalità organizzata? A tutti e/o a nessuno?
Abbiamo immaginato qualche riflessione in merito; per esempio OGGI possiamo scegliere, se:
andare negli uffici del nostro agente assicurativo a pagare con un assegno bancario la polizza RC della vettura OPPURE costruire la nostra polizza su misura on line e spendere quasi la metà,
recarci in banca, in orario di apertura degli sportelli, prelevare del contante e poi spenderlo per le nostre esigenze OPPURE usare bancomat e carta di credito (spesso senza più nemmeno la commissione per acquisto carburante…),
acquistare il servizio Telepass e percorrere le corsie autostradali riservate OPPURE se fermarci ogni volta, a prendere il biglietto e poi a pagare con gli spiccioli,
incassare lo stipendio in contanti OPPURE trovarcelo accreditato sul nostro conto corrente,
operare solo con un conto corrente on line OPPURE impiegare un conto corrente tradizionale, ricco di addebiti per spese di bonifico, di commissioni varie, di spese di invio estratto conto, di gestione, ecc.,
fare un telegramma alzando il telefono e dettandolo OPPURE andare all’ufficio postale, compilare un modulo, pagare.
Potete aggiungere di seguito tutte le altre situazioni che vi vengono in mente:
_ _ _ _ _ _ _ OPPURE _ _ _ _ _ _ _
Bene, per quanto riguarda il SISTRI, che opportunità di scelta ci viene offerta? NESSUNA, ma le logiche degli “opposti estremismi” e del “muro contro muro” NON hanno in genere alcuna utilità nel risolvere i problemi reali, e neppure quelli che vengono dichiarati tali: chi ancora può affermare che il SISTRI “semplifica le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestisce in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell'illegalità”, come dichiarato in home page – ancora oggi – nell’omonimo sito ufficiale?
Sarà invece solo con il tempo – e con l’effettivo utilizzo, magari con un periodo di doppio regime, cartaceo ed informatico – che potremo capire che cosa sarà davvero cambiato in meglio (crediamo che il progresso continui, nonostante tutto …), per le imprese e per l’ambiente (il termine “e” pensiamo sia necessario e ineludibile).
Che contributo portare con questo sito e nel blog, sul tema del SISTRI? In realtà, dopo quasi 2 anni, la montagna ha davvero partorito il topolino: nel 2012 tratteremo di SISTRI il meno possibile, dando per scontato che sia ormai “presente fra noi”.
Cercheremo invece di riportare al centro dell’attenzione le conseguenze che hanno e avranno sulle nostre imprese – nella operatività quotidiana così come nelle scelte strategiche – l’importante mutamento ed adeguamento normativo intercorso nel biennio 2010 – 2011, mentre giocavamo tutti con le chiavette usb con Firefox, con le password illeggibili, con un software che nessun ragazzino smanettone avrebbe mai scaricato dal web – nemmeno se lo avessero pagato per farlo – sul proprio pc (o smartphone, o tablet? Il SISTRI sarà mai in grado di girare su dispositivi mobili?!!).
In un prossimo articolo – senza pretesa di completezza – passeremo in rassegna le norme che possono essere ritenute significative, nel biennio appena trascorso, per l’attività degli impianti di trattamento dei rifiuti industriali.
Posted on 24/11/2011 by RETEimpianti	Click day Story: SISTRI CLICK DAY – 11 MAGGIO 2011Giornata PRE-click day SISTRI: esito negativoClick day SISTRI - senza parole!SISTRI CLICK DAY AFTER: prime conclusioniSISTRI: vita quotidiana di un’azienda TEST
Riceviamo e pubblichiamo, senza cambiare una virgola:
La nostra azienda è gestore di un impianto AIA di trattamento rifiuti liquidi da 100.000 t/anno, quindi con circa 4-5.000 mov./anno, ha svolto con ESITO NEGATIVO i diversi click day del passato e ha quindi chiesto ed ottenuto, con l’aiuto di Confindustria Alto Milanese, di essere AZIENDA TEST; di seguito i primi risultati, siamo riusciti a effettuare un movimento completo con SISTRI nella giornata di ieri e uno questa mattina; abbiamo anche sentito il call center per avere alcune spiegazioni in merito al funzionamento di alcuni passaggi. Ad esempio:
· dobbiamo stampare ancora le schede cartacee al termine del movimento e se sì, vanno firmate? La risposta è stata NO, non vanno più stampate (dopo una lunga consultazione tra colleghi del call center);
· mettendo il flag su “in attesa verifica analitica” non abbiamo più la possibilità di indicare il peso a destino, visualizzando quindi la scheda compare unicamente nella parte del destinatario il campo “sezione compilata da…. “ e “data/ora compilazione…, data/ora ingr. rifiuto…”, non viene stampato più nulla, nemmeno che è in corso la verifica analitica. Il ns. dubbio quindi è relativo al fatto che in questa fase non risulta da nessuna parte se il conferimento è stato scaricato per intero o parzialmente (!!??);
· il sistema prevede ancora l’invio delle e-mail per avvisare che è in corso un movimento? Noi non abbiamo ricevuto nulla tranne 1 e-mail questa mattina relativa al fatto che ieri abbiamo messo il flag su “in attesa verifica analitica su un movimento”. · Nella sezione “compila schede” abbiamo visto e apprezzato alcune variazioni (es. finalmente compare il nome del produttore…) ma la data che compare è relativa alla data di inserimento della scheda e non al giorno previsto di conferimento. La segnalazione è relativa al ns. caso, come impianto di destinazione sarebbe sicuramente più comodo poterle consultare avendo la data di conferimento che per noi è un dato oggettivo, come possiamo sapere in che data un produttore inserisce una scheda?
Bene, è solo l’inizio…. Scusandomi per la lunghezza, Vi terrò aggiornati solo nell’eventualità vi fossero notizie di rilievo, di interesse generale.
Resta il fatto che – impiegando un riferimento per analogia – non ci era mai capitato di “acquistare” un software aziendale di contabilità così “malconcio” e pieno di “bug”: in tal caso avremmo rescisso il contratto di fornitura… Segnala su:
Tags: associazioni di categoria, sistri
SISTRI ABROGATO… ma ripescato!
Posted on 25/08/2011 by RETEimpianti	La storia (in)finita: abrogazione del SISTRI: SISTRI ABROGATO: idee per andare avantiSISTRI abrogazione, annullato, cancellato ma ....SISTRI ABROGATO... ma ripescato! 13 agosto 2011, Gazzetta ufficiale n. 188: all'articolo 6, commi 2 e 3, del decreto-legge 13 agosto 2011 n. 138, abrogazione di tutte le norme di legge relative all'istituzione del SISTRI e delle disposizioni che ne disciplinano il funzionamento,
23 agosto 2011, in sede di conversione in legge, la Commissione Ambiente del Senato ha condizionato il proprio parere favorevole al totale ripristino del SISTRI, a far data dal 1° gennaio 2012, con alcune considerazioni; leggi di seguito il
Che cosa ne pensi? Siamo sulla buona strada?
Davvero il 1 gennaio 2012 TUTTO funzionerà secondo le esigenze delle parti interessate?
Scritto in SISTRI I love YOU!	|
Posted on 14/08/2011 by RETEimpianti	La storia (in)finita: abrogazione del SISTRI: SISTRI ABROGATO: idee per andare avantiSISTRI abrogazione, annullato, cancellato ma ....SISTRI ABROGATO... ma ripescato! Ancora increduli (ma è tutto vero..), riportiamo di seguito una “prima scelta”, alcuni dei contributi ferragostani già presenti nel web:
Il Sole24 ore – Alessandro Galimberti e Paola Ficco, la nota contiene un’accurata e completa trattazione della materia, che invitiamo a leggere con attenzione, concludendo che:
01 | L'ABROGAZIONE La manovra correttiva contenuta nel decreto legge del 12 agosto, tuttora in via di promulgazione, prevede l'abrogazione complessiva e totale del sistema di tracciamento digitale dei rifiuti Sistri. Il Dl ripristina tutte le vecchie procedure cartacee, peraltro ancora in vigore nel regime transitorio
02 | SANZIONI SOSPESE Come primo effetto dell'abrogazione, perde valore e significato l'entrata in vigore, martedì 16 agosto, del decreto sulle sanzioni amministrative per i reati ambientali. A seguire non entrerà in vigore il calendario di ingresso progressivo nel Sistri per oltre 300mila imprese di ogni tipologia
Il portale degli autoriparatori ABOLITO IL SISTRI con il Decreto Legge 13 agosto 2011 n. 138; Il provvedimento entra in vigore da sabato 13 agosto 2011
Bernieri Consulting a che titolo trattenuti i contribuiti, premiati i ritardatari? MA, CHE COSA È ACCADUTO?
Il DECRETO-LEGGE 13 agosto 2011, n. 138 Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. (GU n. 188 del 13-8-2011), entrato in vigore il 13/08/2011 (avete letto bene, il giorno stesso della pubblicazione), ha disposto quanto segue, all’articolo 6, di cui ci interessa il comma 2:
Art. 6 – Liberalizzazione in materia di segnalazione certificata di inizio attività, denuncia e dichiarazione di inizio attività. Ulteriori semplificazioni 1. …omissis…
a) il comma 1116, dell'articolo 1, della legge 27 dicembre 2006,n. 296; b) l'articolo 14-bis del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78,convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102; c) il comma 2, lettera a), dell'articolo 188-bis, e l'articolo 188-ter, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni; d) l'articolo 260-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 e successive modificazioni; e) il comma 1, lettera b), dell'articolo 16 del decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205; f) l'articolo 36, del decreto legislativo 3 dicembre 2010, n.205, limitatamente al capoverso «articolo 260-bis»; g) il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in data 17 dicembre 2009 e successive modificazioni; h) il decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, 18 febbraio 2011 n. 52. 3. Resta ferma l'applicabilità delle altre norme in materia di gestione dei rifiuti; in particolare, ai sensi dell'articolo 188-bis,comma 2, lettera b), del decreto legislativo n. 152 del 2006, i relativi adempimenti possono essere effettuati nel rispetto degli obblighi relativi alla tenuta dei registri di carico e scarico nonchè del formulario di identificazione di cui agli articoli 190 e 193 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modificazioni.
Che cosa vuol dire? SISTRI non viene mai citato.. ma nel linguaggio giuridico (andate a leggere i riferimenti, ad esempio su RETEAMBIENTE) significa che tutto il corpus normativo in questione cessa di avere effetti.
IDEE ED INDICAZIONI PRATICHE
Le prime che ci vengono in mente, altri spunti in un nostro precedente post:
L’abrogazione della norma è fissata per decreto, già in vigore ma soggetto a conversione in legge entro i 60 giorni successivi: l’agenda degli impegni del governo, guidata-costretta anche da altre istituzioni europee prevede una accelerazione dei tempi, vedremo come sarà modificata la norma abrogrativa, e se ciò avverrà prima o dopo il prossimo 1 settembre…
Dal 1 settembre, NON mandiamo quindi in soffitta formulari e registri, manteniamo comunque un doppio binario (carta e SISTRI) e consentiamo agli enti di controllo la completa ricostruibilità e rintracciabilità dei nostri movimenti, sia in ingresso che in uscita.
Informiamo il nostro personale, a tutti i livelli, della nuova situazione – chiediamo pazienza e sopportazione per i disagi – ma NON molliamo la presa sull’attenzione e precisione che deve contraddistinguere la gestione aziendale nel campo dei rifiuti.
Procuriamoci un parere di natura legale, in relazione al “novello combinato normativo” e alle sue prossime ed imminenti variazioni, in sede di conversione in legge del decreto, facendo riferimento a professionisti e società di consulenza realmente preparati nella materia, in grado di esporre un parere formale scritto,“mettendoci la faccia”.
Sospendiamo – con raccomandata AR – ogni impegno di natura contrattuale, a motivo del decreto succitato, relativo alla fornitura di beni e/o servizi assunto in precedenza con i nostri fornitori, riservandoci la sua revoca, modifica o integrazione in attesa dello sviluppo della situazione.
Hai altre idee e spunti, non sei d’accordo? Porta il tuo contributo!
Dal gennaio 2010, quante spese ha sostenuto per l’implementazione del SISTRI la nostra società, sia essa un impianto, un trasportatore, un produttore di rifiuti?
Vogliamo davvero abbandonare tutto e perdere un’opportunità?
A questo punto – ricordiamo che quello della tracciabilità dei rifiuti è un obbligo che discende da norme europee – pensiamo sia meglio andare avanti, con alcune proposte concrete, che già erano da tempo sul terreno:
Promuovere ed ottenere un consenso condiviso di tutte le parti sociali, imprenditori, associazioni, enti, ecc. dell’utilità del SISTRI (nato per semplificare, morto per semplificare…).
Dal 1 settembre fino al giugno del 2012 mantenere un “doppio binario”, cartaceo e digitale.
Rendere davvero il SISTRI praticabile per tutte le realtà di piccole dimensioni e non strutturate, microimprese, artigiani, ecc..
Attivare ed effettuare una concreta e approfondita fase di test con operatori rappresentativi di tutta la filiera della gestione dei rifiuti, apportando tutti i correttivi necessari.
Identificare in tempi brevi le criticità esterne al sistema (per esempio, chi può dire di disporre di una connessione web affidabile e dimensionata in modo adeguato, se le infrastrutture sono carenti?).