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Timestamp: 2019-01-23 02:05:31+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 8', 'sentenza ', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'art. 17', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'art. 47', 'in fine', 'in fine', 'art. 2391']

Disegno di legge recante Misure di semplificazione degli adempimenti per i cittadini e le imprese e di riordino normativo - PDF Free Download
Disegno di legge recante Misure di semplificazione degli adempimenti per i cittadini e le imprese e di riordino normativo
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Author: Filippa Roberti
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Disegno di legge recante “Misure di semplificazione degli adempimenti per i cittadini e le imprese e di riordino normativo” Indice TITOLO I ......................................................................................................................................... 3 Riassetto normativo e Taglia oneri .................................................................................................. 3 CAPO I............................................................................................................................................. 3 RIASSETTO NORMATIVO ........................................................................................................................ 3 (Deleghe per il riassetto normativo e la codificazione) ................................................................... 3 (Delega al Governo in materia di istruzione, università e ricerca)................................................. 3 (Delega al Governo per la codificazione in materia ambientale) ................................................... 4 (Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico ) ................................................................................................... 7 (Delega al Governo in materia di beni culturali e paesaggio) ........................................................ 7 (Taglia oneri) ................................................................................................................................... 7 (Agenda per la semplificazione. Riordino della disciplina concernente la rilevazione di informazioni e la trasmissione di dati e comunicazioni. Accessibilità alle banche dati pubbliche certificanti e interoperabilità tra pubbliche amministrazioni) ........................................................ 8 TITOLO II...................................................................................................................................... 10 SEMPLIFICAZIONI PER I CITTADINI E LE IMPRESE ................................................................................. 10 CAPO I........................................................................................................................................... 10 SEMPLIFICAZIONI PER I CITTADINI ....................................................................................................... 10 (Rilascio certificazioni titoli di studio in lingua inglese) ............................................................... 10 (Adempimenti connessi al cambio della residenza) ....................................................................... 10 (Semplificazione di procedure del pubblico registro automobilistico) .......................................... 10 CAPO II ......................................................................................................................................... 11 SEMPLIFICAZIONE PER LE IMPRESE ...................................................................................................... 11 (Sorveglianza sanitaria e requisiti dei luoghi di lavoro) ............................................................... 11 (Semplificazioni in materia di certificazioni mediche di infortunio sul lavoro e di malattia professionale )........................................................................................................... 12 (Tutor d’impresa) ........................................................................................................................... 12 (Beni culturali all’estero e semplificazione degli oneri amministrativi per le imprese a seguito del passaggio delle opere cinematografiche dal formato pellicola alla copia digitale) ..................... 13 (Semplificazioni in materia di permesso di costruire e altre misure in materia di edilizia) ......... 14 (Semplificazioni in materia di appalti e allineamento alle norme europee della regolazione progettuale delle infrastrutture ferroviarie) .................................................................................. 16 (Semplificazioni in materia di privacy) .......................................................................................... 16 (Disposizioni di semplificazione in materia di VIA-VAS, AIA, bonifica e messa in sicurezza) ..... 17 (Semplificazioni in materia di procedure concernenti la gestione dei rifiuti) ............................... 21
(Semplificazioni nel settore agricolo ed agroindustriale e tenuta registro carico-scarico rifiuti cooperative agricole. Misure in materia di influenza aviaria) ...................................................... 21 CAPO III ............................................................................................................................................ 22 SEMPLIFICAZIONI IN MATERIA FISCALE ............................................................................................... 22 (Dichiarazione di successione e rimborso dei crediti d’imposta e degli interessi in conto fiscale ) ........................................................................................................................................................ 22 (Semplificazioni in materia di comunicazioni) .............................................................................. 23 (Semplificazioni in tema di richiesta di autorizzazione per effettuare operazioni intracomunitarie e ritenute su agenti)........................................................................................................................ 24 (Termini di presentazione della denuncia dei premi incassati dagli operatori esteri) .................. 25 (Disposizioni per gli agenti della riscossione) .............................................................................. 26 (Detrazione forfetaria per prestazioni di sponsorizzazione) ......................................................... 26 (Semplificazioni fiscali in materia societaria ) .............................................................................. 26 (Compensazione dei rimborsi da assistenza e compensi dei sostituti d’imposta) ......................... 26 (Spese di vitto e alloggio dei professionisti) .................................................................................. 27 (Verifica congruità canoni locazione) ........................................................................................... 27 TITOLO III ........................................................................................................................................ 28 ULTERIORI MISURE DI RAZIONALIZZAZIONE E SEMPLIFICAZIONE ........................................................ 28 CAPO I ............................................................................................................................................... 28 MISURE DI RAZIONALIZZAZIONE E SEMPLIFICAZIONE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI............... 28 (Razionalizzazione delle spese di trasferimento del personale del Ministero degli affari esteri) . 28 (Semplificazione delle procedure autorizzative per le apparecchiature a risonanza magnetica) . 29 (Norme di semplificazione e sviluppo in materia di università, ricerca e istruzione) ................... 30 (Disposizioni per la tutela degli investitori e del risparmio) ......................................................... 32 (Supporto tecnico-specialistico della Difesa Servizi s.p.a. per l’alienazione, la gestione e l’amministrazione dei beni di proprietà dello Stato) ..................................................................... 33 (Disposizioni contabili per la raccolta di erogazioni liberali in favore della tutela dei beni culturali e paesaggistici) ................................................................................................................ 33 (Organismi collegiali operanti presso il Ministero per i beni e le attività culturali) .................... 33 (Assunzioni da parte del Ministero per i beni e le attività culturali) ............................................. 34 (Disposizioni finanziarie ) .............................................................................................................. 34
Riassetto normativo e Taglia oneri CAPO I RIASSETTO NORMATIVO Art.1 (Deleghe per il riassetto normativo e la codificazione) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dall‟entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi, con i quali provvede al riassetto ed alla codificazione delle disposizioni vigenti nelle materie di cui agli articoli 2 e 3, nonché in quelle di cui: a) al testo unico delle leggi metriche, approvato con regio decreto 23 agosto 1890, n. 7088, e alle altre disposizioni vigenti in materia; b) alla legge 23 novembre 1939, n. 1966, in materia di società fiduciarie e di revisione e alle altre disposizioni vigenti in materia; c) alla legge 20 marzo 1913, n. 272, alla legge 30 maggio 1950, n. 374, in materia di borse merci, ed alle altre disposizioni vigenti in materia; d) alla legge 15 aprile 1886, n. 3818, in materia di società di mutuo soccorso ed alle altre disposizioni vigenti in materia. 2. I decreti di cui al comma 1 sono adottati nel rispetto dei principi e dei criteri direttivi di cui all‟articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, fatti comunque salvi i principi e i criteri direttivi specificatamente indicati per le singole materie di cui agli articoli 2 e 3. 3. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono emanati su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e dei Ministri competenti, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e del Consiglio di Stato, che si pronunciano rispettivamente nel termine di quarantacinque e sessanta giorni dalla data di trasmissione del provvedimento. Sono successivamente acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari e della Commissione parlamentare per la semplificazione, di cui all'articolo 14, comma 19, della legge 28 novembre 2005, n. 246, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione del provvedimento, decorso il quale i decreti legislativi possono essere comunque approvati. Se il termine previsto per il parere delle Commissioni parlamentari cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. 4. Entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascuno decreto legislativo di cui al comma 1, nel rispetto della procedura e dei principi e criteri direttivi stabiliti dal presente articolo, nonché di quelli di cui agli articoli 2 e 3, il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive dei decreti medesimi. Art. 2 (Delega al Governo in materia di istruzione, università e ricerca) 1. I decreti legislativi di cui all‟articolo 1, contenenti disposizioni anche modificative della disciplina vigente, per il riordino, l‟armonizzazione e il coordinamento delle norme legislative e regolamentari in
materia di istruzione, università e ricerca, sono adottati sulla base dei principi e criteri direttivi di cui all‟articolo 1, nonché dei seguenti: a) organizzazione delle disposizioni vigenti alla data di adozione dei decreti di cui al comma 1 per settori omogenei o per materie, secondo il contenuto precettivo di ciascuna di esse; b) coordinamento, formale e sostanziale, delle disposizioni vigenti per garantire coerenza giuridica, logica e sistematica, nonché per assicurare il riordino e la semplificazione delle strutture, ivi compresi gli organi collegiali della scuola, e dei procedimenti; c) individuazione e indicazione delle previgenti disposizioni; d) semplificazione e riordino del regime dei controlli e delle valutazioni delle attività e dell‟organizzazione delle università, ivi compresi gli organismi preposti, in conformità al principio di autonomia delle università medesime sancito dall‟articolo 33 della Costituzione, attraverso la riduzione dei controlli e delle valutazioni di tipo preventivo e l‟eliminazione di sovrapposizioni e duplicazioni di competenze, con esclusione delle norme in materia di contabilità. 2. I decreti di cui al comma 1 sono adottati con la procedura di cui all‟articolo 1, comma 3. 3. Dall'attuazione delle norme di ciascun decreto di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 3 (Delega al Governo per la codificazione in materia ambientale) 1. I decreti legislativi di cui all‟articolo 1 in materia ambientale, anche correttivi e integrativi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia di tutela ambientale, di cui almeno uno denominato “codice dell‟ambiente”, al fine del completamento del quadro normativo contenuto nel citato decreto legislativo n. 152 del 2006, sono adottati, nel rispetto dei principi costituzionali in materia di riparto di competenze legislative e amministrative tra Stato e Regioni, secondo i principi e criteri direttivi di cui all‟articolo 1, nonché dei seguenti: a) riassetto e sistemazione della disciplina in modo organico e coordinato, anche mediante inserimento delle disposizioni che regolano le materie già incluse nel decreto legislativo n. 152 del 2006 e che sono collocate all‟interno di altre fonti normative primarie vigenti, al fine di dare al testo la veste formale e sostanziale di un codice settoriale; a tale fine, ripartizione della disciplina ambientale in libri, di cui il primo, dedicato alla parte generale e gli altri contenenti le discipline settoriali omogenee; b) riassetto delle fonti primarie che regolano in particolare: 1) principi di tutela ambientale ivi compresa la disciplina dell‟accesso in materia ambientale; 2) funzioni e organizzazione del Ministero dell‟ambiente e della tutela e del territorio e del mare, degli enti e società da esso vigilati, delle commissioni e altri organismi, comunque denominati, da esso vigilati; in tale ambito si procede anche ad una ricognizione dei compiti di tutela ambientale di altri enti e organi, anche di polizia; 3) valutazione di impatto ambientale, valutazione di impatto strategica, autorizzazione integrata ambientale, autorizzazione unica ambientale; 4) bonifiche ambientali, prevenzione e risarcimento del danno ambientale; 5) rimedi stragiudiziali e giudiziali in materia ambientale; 6) parchi nazionali, riserve e aree naturali nonché marine protette, zone umide, e zone a qualunque titolo interessate da profili ambientali, tutela della biodiversità, della biosicurezza, della fauna e della flora, tutela e difesa del mare e dell'ambiente marino e costiero; 7) difesa del suolo e lotta alla desertificazione; 8) tutela delle acque dall‟inquinamento; 9) gestione delle risorse idriche; 10) gestione dei rifiuti, 4
ivi compresa la disciplina in tema di discariche e impianti di smaltimento, riciclo, recupero, nonché la gestione dei rifiuti, connessa alle situazioni emergenziali di cui all‟articolo 2, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni; 11) tutela e qualità dell‟aria e riduzione delle emissioni in atmosfera; 12) prevenzione e protezione dall'inquinamento acustico ed elettromagnetico e dai rischi industriali; 13) infrastruttura per l‟informazione territoriale (Inspire); 14) fiscalità ambientale; 15) commercio di emissioni inquinanti; 16) prevenzione e repressione delle violazioni compiute in danno dell'ambiente concentrando nel codice penale le fattispecie di delitti in materia ambientale. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 provvedono altresì alla semplificazione normativa delle materie che ne sono oggetto, nel rispetto dei seguenti ulteriori princìpi e criteri direttivi: a) indicazione, dopo la rubrica di ogni articolo, tra parentesi, degli estremi della precedente disposizione del decreto legislativo n. 152 del 2006 riassettata, o di altra previgente fonte normativa riassettata, della disposizione comunitaria, della giurisprudenza comunitaria o costituzionale attuata, in modo che sia agevolmente ricostruibile il percorso normativo previgente; in alternativa o in aggiunta, redazione di tabella di raffronto da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale in concomitanza con la pubblicazione del decreto legislativo delegato; b) coordinamento delle discipline settoriali di tutela dei singoli beni ambientali al fine di ridurre duplicazioni; c) coordinamento formale e sostanziale del testo delle disposizioni vigenti, apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa e per adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo; d) verifica del rispetto della normativa da riassettare in conformità alle direttive comunitarie in materia; e) adeguamento della normativa alla giurisprudenza costituzionale, comunitaria e delle giurisdizioni superiori; f) indicazione esplicita delle norme abrogate, fatta salva l'applicazione dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile; g) definizione dei criteri di adeguamento dell'organizzazione amministrativa alle modalità di esercizio delle relative funzioni; h) ricognizione e riassetto dei reati ambientali; i) trasformazione in delitti degli illeciti penali ambientali contravvenzionali puniti con l‟arresto pari o superiore a due anni, in via esclusiva o in aggiunta all‟ammenda; depenalizzazione degli illeciti ambientali contravvenzionali puniti con la sola pena pecuniaria, o con pena pecuniaria alternativa alla pena dell‟arresto fino a un anno, con conseguente loro trasformazione in illeciti amministrativi ad eccezione di quelli individuati dal diritto comunitario quali illeciti di natura penale; previsione di sanzioni amministrative adeguate, proporzionate, efficaci ed effettive, anche inibitorie, interdittive e riparatorie, aumentando in ogni caso fino al triplo la vigente sanzione dell‟ammenda; trasformazione in delitti degli illeciti penali ambientali contravvenzionali puniti con l‟arresto pari o superiore a due anni, in via esclusiva o in aggiunta all‟ammenda; l) per gli illeciti amministrativi, indicazione esplicita dell'autorità competente a ricevere il rapporto relativo alle sanzioni amministrative, ai sensi dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689; razionalizzazione e semplificazione degli organi competenti a irrogare le sanzioni; razionalizzazione delle vigenti destinazioni del gettito delle sanzioni pecuniarie, con destinazioni a finalità di tutela ambientale; individuazione in capo al Ministero dell‟ambiente e della tutela del territorio e del mare della competenza a vigilare e impartire direttive sull‟accertamento e repressione degli illeciti amministrativi e sulla
gestione del relativo contenzioso e a redigere una banca dati contenente gli elementi informativi sugli illeciti accertati, le sanzioni irrogate, i relativi contenziosi; m) previsione di un obbligo di comunicazione, ai soli fini statistici e di monitoraggio, da parte delle cancellerie degli organi giudiziari, al Ministero dell‟ambiente e della tutela del territorio e del mare delle condanne irrevocabili in materia ambientale, secondo un modello predefinito con decreto interministeriale; n) invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica. 3. I decreti legislativi, per quanto concerne le funzioni amministrative, fermo restando il rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza, autonomia e leale collaborazione tra i diversi soggetti istituzionali, si attengono ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a) semplificazione dei procedimenti amministrativi, e di quelli che agli stessi risultano strettamente connessi o strumentali, senza riduzione del livello di tutela ambientale vigente, e in modo da ridurre il numero delle fasi procedimentali e delle amministrazioni intervenienti, anche riordinando le competenze degli uffici, accorpando le funzioni per settori omogenei, sopprimendo gli organi che risultino superflui e costituendo centri interservizi dove ricollocare il personale degli organi soppressi e raggruppare competenze diverse ma confluenti in un'unica procedura, nel rispetto dei princìpi generali indicati e delle competenze riservate alle regioni; b) verifica dei tempi procedimentali, assicurando che gli stessi siano congruenti alla complessità oggettiva e soggettiva del procedimento e riduzione dei termini non congrui per la conclusione dei procedimenti e uniformazione dei tempi di conclusione previsti per procedimenti tra loro analoghi; c) disciplina uniforme dei procedimenti dello stesso tipo che si svolgono presso diverse amministrazioni o presso diversi uffici della medesima amministrazione; d) aggiornamento delle procedure, prevedendo l‟ampia e ottimale utilizzazione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, anche nei rapporti con i destinatari dell'azione amministrativa; e) disciplina uniforme delle procedure in cui si fa ricorso agli strumenti delle intese, degli accordi e degli atti equiparabili comunque denominati, nonché delle conferenze di servizi, previste dalle normative vigenti, in base ad uno o più schemi o modelli di riferimento nei quali, ai sensi degli articoli da 14 a 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, siano stabilite le responsabilità, le modalità di attuazione e le conseguenze degli eventuali inadempimenti; f) avvalimento di uffici e strutture tecniche e amministrative pubbliche da parte di altre pubbliche amministrazioni, sulla base di accordi conclusi ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. 4. I decreti di cui al comma 1 sono adottati con la procedura di cui all‟articolo 1, comma 3, previa consultazione pubblica e sentito il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. 5. Il Governo, nelle materie indicate nel comma 1, completa il processo di codificazione emanando, anche contestualmente al decreto legislativo correttivo e integrativo, una o più raccolte organiche delle norme regolamentari regolanti la medesima materia, adeguandole ove necessario alla nuova disciplina di livello primario e semplificandole secondo i criteri di cui al comma 3, con il procedimento previsto dalle fonti primarie vigenti per l‟adozione delle norme regolamentari con la forma del decreto del presidente della Repubblica o del decreto ministeriale o interministeriale, su proposta del Ministro dell‟ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con i Ministri competenti; sugli schemi sono acquisiti i pareri previsti dall‟articolo 1, comma 3. 6. Dall'attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Art.4 (Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico ) 1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo è delegato ad adottare disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, nel rispetto dei principi e criteri direttivi stabiliti dall‟articolo 1, comma 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190. Art. 5 (Delega al Governo in materia di beni culturali e paesaggio) 1.
Il Governo, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, recante “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137”, nel rispetto delle procedure e dei principi e criteri direttivi di cui all‟articolo 1, nonché dei princìpi e criteri direttivi di cui all‟articolo 10 della legge n. 137 del 2002. 2. Dall'attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art.6 (Taglia oneri)
1. All‟articolo 25 del decreto-legge 25 giugno del 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il comma 5 è sostituito dal seguente: “5. Sulla base degli esiti del programma per la misurazione e la riduzione dei tempi dei procedimenti amministrativi e degli oneri regolatori gravanti su imprese e cittadini di cui al comma 3-sexies dell‟articolo 3 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, il Governo è autorizzato ad adottare, entro il 31 dicembre 2015, uno o più regolamenti ai sensi dell‟articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e dei Ministri competenti, volti a semplificare e ridurre gli oneri regolatori, ivi compresi quelli amministrativi, gravanti sulle imprese e sui cittadini e a ridurre i termini di conclusione dei procedimenti nei settori di competenza statale misurati. I regolamenti di cui al presente comma sono adottati nel rispetto del principio di proporzionalità degli adempimenti amministrativi in relazione alle esigenze di tutela degli interessi pubblici coinvolti, nonché dei principi e criteri direttivi di cui all‟articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59.”.
Art.7 (Agenda per la semplificazione. Riordino della disciplina concernente la rilevazione di informazioni e la trasmissione di dati e comunicazioni. Accessibilità alle banche dati pubbliche certificanti e interoperabilità tra pubbliche amministrazioni) 1. Il Governo promuove la sottoscrizione di accordi e intese ai sensi dell‟articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e dell‟articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, al fine di coordinare le iniziative e le attività delle Amministrazioni interessate alla realizzazione di obiettivi di semplificazione amministrativa e di proseguire l‟attività in corso per l‟attuazione condivisa delle misure contenute nel decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35. A tal fine, mediante gli accordi e le intese di cui al presente comma, è istituito, presso la Conferenza Unificata di cui all‟art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, un apposito tavolo interistituzionale. 2. Entro il 31 dicembre di ogni anno il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e del Ministro dello sviluppo economico, previa intesa con la Conferenza Unificata di cui all‟art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, approva l‟Agenda per la semplificazione concernente le linee di indirizzo condivise tra Stato, Regioni, Province autonome e autonomie locali e il crono programma per la loro attuazione. 3. Dall‟attuazione dei commi 1 e 2 non devono derivare nuovi o maggiori oneri finanziari a carico delle amministrazioni pubbliche. 4. Il Governo, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, del Ministro dell‟interno e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all‟articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, è autorizzato ad adottare, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un regolamento ai sensi dell‟articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, per il riordino della disciplina concernente la rilevazione di informazioni e la trasmissione di dati e comunicazioni a carico dei Comuni verso altre pubbliche amministrazioni, autorità ed istituzioni di controllo nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) ricognizione e coordinamento delle disposizioni che prevedono a carico degli enti locali obblighi di invio di dati ed informazioni a soggetti esterni; b) razionalizzazione, anche mediante revisione e integrazione della disciplina vigente, degli obblighi di invio dei dati e informazioni al fine di evitare duplicazioni di adempimenti in capo ai Comuni, prevedendo la comunicazione ad un unico soggetto e garantendo l‟accessibilità delle informazioni agli altri soggetti interessati; c) eliminazione degli obblighi di comunicazione di dati che siano accessibili e estraibili in automatico ove necessario ai fini di successive elaborazioni direttamente sui siti web dei Comuni; d) semplificazione delle procedure di invio di dati ed informazioni; e) individuazione di tempi certi e congrui entro i quali le rilevazioni debbono concludersi; f) previsione di forme di integrazione, secondo criteri omogenei, delle varie rilevazioni, al fine di evitare duplicazioni; g) previsione che le informazioni e dati riguardanti medesime materie o settori di materie siano raccolte in un‟unica banca dati e resi disponibili agli enti locali, all‟ANCI e all‟UPI. 8
5. Al fine di garantire la piena fruibilità dei dati e delle informazioni certificati dalle pubbliche amministrazioni, mediante gli accordi e le intese di cui al comma 1, Governo, Regioni e Province autonome e autonomie locali promuovono la tempestiva predisposizione delle convenzioni di cui all‟articolo 58 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. 6. La cabina di regia per l'attuazione dell'agenda digitale italiana di cui all‟articolo 13 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, coordina le attività volte all‟attuazione del comma 7. 7. A decorrere dall‟anno 2014, la predisposizione da parte delle Amministrazioni titolari di banche dati certificanti delle convenzioni di cui al comma 5, ovvero l‟adesione da parte delle pubbliche amministrazioni interessate costituiscono elemento di valutazione della virtuosità delle stesse ai sensi dell‟articolo 20, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. 8. Ai sensi dell‟articolo 58, comma 3, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, l‟Agenzia per l‟Italia digitale provvede al monitoraggio dell‟attuazione del presente articolo, informando semestralmente la cabina di regia per l'attuazione dell'agenda digitale italiana di cui all‟articolo 13 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69. 9. Entro il 31 dicembre 2014, le Amministrazioni titolari di banche dati certificanti garantiscono l‟accesso per via telematica alle stesse da parte delle Amministrazioni procedenti, nel rispetto delle vigenti norme in materia di protezione dei dati personali e accesso telematico ai dati delle pubbliche amministrazioni. In caso di mancato adempimento si applicano le disposizioni di cui all‟articolo 58, comma 3-bis, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. In ogni caso, le attività volte a garantire l‟accesso telematico alle banche dati certificanti costituiscono parametro di valutazione della performance dirigenziale ai sensi dell‟articolo 11, comma 9, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. 10. Ai fini del presente articolo, si intende per: a) “dati e informazioni certificati dalle pubbliche amministrazioni” i dati e le informazioni contenute negli archivi di cui è titolare un‟amministrazione certificante ai sensi dell‟articolo 1, lettera p), del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; b) “banche dati certificanti” qualsiasi complesso organizzato di dati e informazioni, ripartito in una o più unità dislocate in uno o più siti, accessibili mediante mezzi elettronici, di cui è responsabile un‟Amministrazione certificante. 11. Ai fini dell‟espletamento dei controlli di cui all‟articolo 71 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, da parte delle Amministrazioni procedenti, l‟Amministrazione certificante garantisce la veridicità e la validità dei dati e delle informazioni contenute nelle banche dati certificanti di cui è titolare. In caso di violazione, trova applicazione l‟articolo 72, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
TITOLO II SEMPLIFICAZIONI PER I CITTADINI E LE IMPRESE
CAPO I SEMPLIFICAZIONI PER I CITTADINI Art.8 (Rilascio certificazioni titoli di studio in lingua inglese) 1. Le certificazioni relative ai titoli di studio e agli esami sostenuti sono rilasciate dalle università, dagli istituti equiparati e dagli istituti di istruzione secondaria superiore, su richiesta dell'interessato, anche in lingua inglese. 2. All'attuazione del comma 1 si provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
Art.9 (Adempimenti connessi al cambio della residenza) 1. All'articolo 14, comma 22, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dopo la lettera e) è aggiunta la seguente: «e-bis) le modalità con le quali, contestualmente alla dichiarazione di cambio della residenza del contribuente, vengono acquisite le dichiarazioni di iscrizione, variazione o cessazione relative al tributo, con riferimento alle unità abitative coinvolte dalla variazione anagrafica». Art.10 (Semplificazione di procedure del pubblico registro automobilistico) 1. Le richieste per lo svolgimento delle formalità d‟ufficio di cui all‟articolo 15 del decreto del Ministro delle finanze 2 ottobre 1992, n. 514, sono inoltrate al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) da parte delle pubbliche amministrazioni o dell‟autorità giudiziaria competente, esclusivamente mediante posta elettronica certificata o, senza oneri e costi a carico delle medesime, attraverso l‟utilizzo di apposita procedura telematica predisposta dall‟Automobil Club d‟Italia (ACI), quale Ente gestore del PRA. Analogamente si procede per l‟invio in formato digitale al PRA della copia conforme al provvedimento amministrativo, della sentenza o di altro provvedimento giudiziario a supporto della richiesta. A decorrere dal 1° luglio 2014, non sono più eseguite le richieste di aggiornamento degli archivi del PRA trasmesse con modalità diverse da quelle indicate nel presente comma. 2. Gli uffici del PRA provvedono alla conservazione sostitutiva in formato digitale, per il periodo minimo previsto dalla legge, dei documenti di cui al comma 1 in sostituzione del documento originale cartaceo. Tali documenti costituiscono prova legale al pari degli originali cartacei. 3. Nelle more dell‟attuazione dell‟articolo 2 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, i comuni trasmettono agli uffici del PRA, in via telematica o su supporto magnetico, i dati relativi all‟avvenuto trasferimento di residenza dei 10
proprietari di veicoli iscritti nel PRA, nel termine di un mese decorrente dalla data di registrazione della variazione anagrafica. I predetti dati possono essere acquisiti dal PRA mediante idonee soluzioni di interoperabilità delle banche dati sulla base di un accordo sancito in sede di Conferenza Stato-città, di cui all‟articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. 4. L‟annotazione nel PRA della perdita di possesso del veicolo per furto e del relativo rientro in possesso, per gli effetti di cui alla legge 28 febbraio 1983, n. 53, è curata d‟ufficio dall‟Autorità che ha ricevuto la denuncia secondo le modalità definite congiuntamente dal Ministero dell‟interno e dall‟ACI. 5. Il PRA comunica con posta elettronica o con altra modalità telematica ai soggetti che ne facciano preventiva richiesta e senza oneri a carico degli stessi, le informazioni relative agli aggiornamenti della situazione giuridico-patrimoniale dei veicoli loro intestati. 6. Le dichiarazioni unilaterali di vendita del veicolo previste dal regio decreto 29 luglio 1927, n. 1814, sono sostituite da atti bilaterali recanti la sottoscrizione autenticata del venditore e dell‟acquirente. 7. Le copie su supporto informatico di qualsiasi tipologia di documento analogico originale presentato al PRA formate ai sensi dell‟articolo 22 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e nel rispetto delle regole tecniche di cui all‟articolo 71 del medesimo decreto legislativo sono conservate con valore sostituivo dell‟originale cartaceo. 8. Per tutti gli atti presentati al PRA, il pagamento dell‟imposta di bollo è assolto esclusivamente con modalità virtuali ai sensi dell‟articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642. 9. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. CAPO II SEMPLIFICAZIONE PER LE IMPRESE Art.11 (Sorveglianza sanitaria e requisiti dei luoghi di lavoro) 1. Al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all‟articolo 41, comma 2, lettera e-ter), è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “La visita medica precedente alla ripresa del lavoro va effettuata qualora, sulla base della conoscenza della patologia specifica che ha comportato l‟assenza, sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali”; b) all‟Allegato IV (“Requisiti dei luoghi di lavoro”), al punto 1.1.1., in fine, sono inserite le seguenti parole: «Per le costruzioni si seguono le indicazioni del decreto ministeriale 14 gennaio 2008». 2. All‟articolo 5, comma 2, della legge 12 marzo 1999, n. 68, la parola «cento» è sostituita con la seguente «mille».
Art.12 (Semplificazioni in materia di certificazioni mediche di infortunio sul lavoro e di malattia professionale ) 1. A decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge: a) il certificato medico di infortunio sul lavoro e di malattia professionale, di cui all'articolo 53, commi primo e quinto, del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, come da ultimo modificato dal presente comma, è trasmesso all'INAIL e al datore di lavoro, per via telematica, direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria competente al rilascio, contestualmente alla sua compilazione; b) all'articolo 53 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 1) al primo comma, secondo periodo, le parole «e deve essere corredata da certificato medico» sono soppresse; 2) al quarto comma, primo periodo, dopo le parole: «certificato medico» sono inserite le seguenti: «, trasmesso all'INAIL e al datore di lavoro, per via telematica, direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria competente al rilascio, nel rispetto delle relative disposizioni, utilizzando il sistema di trasmissione delle certificazioni di malattia, di cui al decreto del Ministro della salute 26 febbraio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2010»; 3) al quinto comma, le parole: «corredata da certificato medico» sono sostituite dalle seguenti: «corredata dei riferimenti al certificato medico già trasmesso per via telematica»; 4) al settimo comma, le parole: «, che deve corredare la denuncia di infortunio,» sono soppresse e la parola: «rilasciato» è sostituita dalle seguenti: «trasmesso all'INAIL, per via telematica, nel rispetto delle relative disposizioni, utilizzando il sistema di trasmissione delle certificazioni di malattia, di cui al decreto del Ministro della salute 26 febbraio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2010,». 2. Con la trasmissione del certificato di malattia professionale ai sensi dell'articolo 53, quinto comma, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, come da ultimo modificato dal presente articolo, si intende assolto, per le malattie professionali indicate nell'elenco di cui all'articolo 139 del medesimo testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 1965, e successive modificazioni, l'obbligo di trasmissione della denuncia di cui allo stesso articolo 139 ai fini dell'inserimento nel registro nazionale delle malattie causate dal lavoro ovvero ad esso correlate di cui al comma 5 dell'articolo 10 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38. Art.13 (Tutor d’impresa) 1. Al fine di migliorare i servizi amministrativi riguardanti le imprese e assicurare l‟efficienza dell‟attività amministrativa, presso gli sportelli unici per le attività produttive è individuato un tutor 12
d‟impresa per i procedimenti che, secondo la normativa vigente, sono conclusi con provvedimento espresso. 2. Il tutor assiste le imprese dall‟avvio alla conclusione dei procedimenti, curando le informazioni concernenti la normativa applicabile e gli adempimenti richiesti per l‟esercizio di attività produttive. Nello svolgimento dei suoi compiti, il tutor d‟impresa assicura l‟osservanza delle migliori prassi amministrative e delle disposizioni in materia di semplificazione. 3. Per le finalità di cui al comma 2, il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e il Ministro dello sviluppo economico curano ogni anno, in collaborazione con le Regioni, l‟ANCI, Unioncamere e le associazioni di imprese, la pubblicazione delle migliori prassi amministrative sul portale www.impresainungiorno.it. 4. Il tutor d‟impresa è individuato nella persona del responsabile dello sportello unico per le attività produttive o in un suo delegato. 5. All‟articolo 23 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 2, dopo le parole «anche attraverso le province» sono inserite le seguenti: «e i tutor d‟impresa presso gli sportelli unici per le attività produttive»; b) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: «2-bis. Nel caso in cui il Comune non assicuri la funzione del tutor d‟impresa, l‟impresa può rivolgersi alla Regione competente affinché quest‟ultima, anche con il supporto di tutor d‟impresa di altri sportelli unici ubicati nel proprio territorio, assicuri servizi di assistenza e informazione.». 6. Ai sensi dell‟articolo 117, secondo comma, lettere e), m), p) e r), della Costituzione, le disposizioni del presente articolo introducono, anche attraverso il coordinamento informativo statistico e informatico dei dati delle amministrazioni, misure per assicurare, nel rispetto delle libertà fondamentali, l‟efficienza del mercato, la libera concorrenza e i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. 7. Dall‟attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 14 (Beni culturali all’estero e semplificazione degli oneri amministrativi per le imprese a seguito del passaggio delle opere cinematografiche dal formato pellicola alla copia digitale) 1. All‟articolo 67, comma 1, del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, dopo la lettera d), è aggiunta la seguente: “d-bis) si tratti di cose o beni, non esposti alla pubblica fruizione in Italia, e la loro uscita sia richiesta, dietro pagamento, nei casi di beni in consegna allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, di un corrispettivo, in attuazione di accordi culturali con istituzioni museali straniere, che ne garantiscano la corretta e adeguata conservazione e protezione e si impegnino ad esporli alla pubblica fruizione, in appositi spazi espositivi dedicati alla cultura italiana, per la durata stabilita negli accordi medesimi, che non può essere superiore a dieci anni, rinnovabili una sola volta.”.
2. Al fine di adeguare alle mutate prassi del settore cinematografico, con particolare riferimento alle innovazioni di mercato e tecnologiche, gli oneri procedimentali e amministrativi previsti per le imprese interessate, nonché di ridurre e snellire gli adempimenti a carico degli uffici dell‟amministrazione competente, al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, e successive modificazioni, recante riforma della disciplina in materia di attività cinematografiche, sono apportate le seguenti modificazioni: 1) all‟articolo 11, comma 1, all‟ultimo periodo, dopo la parola “negativa” sono inserite le seguenti “o digitale”; 2) all‟articolo 24, i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: “1. Ai fini dell‟ammissione ai benefici del presente decreto, l‟impresa di produzione, ad ultimazione del film, salvi gli oneri di cui all‟articolo 11, comma 1, ultimo periodo, deposita presso la cineteca nazionale una copia positiva nuova conforme al negativo del film o una copia digitale, che non abbia effettuato passaggi in sale cinematografiche. Il mancato deposito rende priva di efficacia l‟iscrizione al pubblico registro per le opere cinematografiche tenuto dalla SIAE. 2. Per i film riconosciuti di interesse culturale, l‟impresa di produzione consegna alla cineteca nazionale una copia negativa o digitale del film. La mancata consegna rende priva di efficacia l‟iscrizione al pubblico registro per le opere cinematografiche tenuto dalla SIAE.”; 3. Dal comma 2 del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per della finanza pubblica.
Art. 15 (Semplificazioni in materia di permesso di costruire e altre misure in materia di edilizia) 1. Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all‟articolo 20, il comma 7 è sostituito dal seguente: “7. I termini di cui ai commi 3 e 5 sono raddoppiati nei soli casi di progetti particolarmente complessi da realizzare nei comuni con più di 100.000 abitanti, secondo la motivata risoluzione del responsabile del procedimento.”; b) all‟articolo 93, dopo il comma 7, è aggiunto il seguente:“7-bis. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle opere costruite per conto dello Stato, delle regioni, delle province e dei comuni, aventi un Ufficio tecnico con a capo un ingegnere.”. 2. Sono realizzabili mediante segnalazione certificata di inizio attività le varianti a permessi di costruire che non configurino una variazione essenziale, ai sensi della normativa statale e regionale, che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie vigenti e siano attuate, dopo l‟acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa in materia di tutela dell‟ambiente e dell‟ecosistema, dalle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e dalle altre norme di settore aventi incidenza sulla disciplina dell‟attività edilizia e in particolare delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie e di quelle relative all‟efficienza energetica. Tali segnalazioni costituiscono parte integrante del procedimento relativo al permesso di costruire dell‟intervento principale e possono essere presentate prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori.
3. Ai fini dell‟attività di vigilanza urbanistica ed edilizia, l‟accertamento delle varianti in corso d‟opera di cui al comma 1, realizzate in ossequio a quanto disposto al medesimo comma, non dà luogo alla sospensione dei lavori prevista dall‟articolo 27 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. Art. 16 (Semplificazioni in materia di appalti e allineamento alle norme europee della regolazione progettuale delle infrastrutture ferroviarie) 1. Al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all‟articolo 3, comma 34, la parola: “appalti” è sostituita dalla seguente: “contratti”; b) all‟articolo 33: 1) la rubrica è sostituita dalla seguente: “Contratti pubblici stipulati da centrali di committenza”; 2) dopo il comma 3-bis è inserito il seguente: “3-ter. Le amministrazioni aggiudicatrici possono affidare, sulla base di apposite convenzioni, le funzioni relative all‟affidamento di concessioni di lavori o di altro contratto di partenariato pubblico privato al Provveditorato interregionale per le opere pubbliche ovvero all‟amministrazione regionale ovvero a centrale di committenza regionale, competenti per territorio. Sono, altresì, consentite, sempre sulla base di apposite convenzioni, forme ulteriori di centralizzazione delle funzioni su base nazionale.”; c) all‟articolo 159: 1) al comma 1-bis è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Il termine non può comunque essere inferiore a centoventi giorni, prorogabile su richiesta motivata degli enti finanziatori di ulteriori sessanta giorni.”; 2) il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. Le parti nel contratto possono fissare criteri e modalità di attuazione del subentro, che ne garantiscano l‟esercizio nel rispetto delle previsioni di cui ai commi 1 e 1-bis. A tal fine possono stipulare accordi diretti con il finanziatore che costituiscono parte integrante del contratto.”; d) all‟articolo 253, il comma 26-bis è abrogato. 2. All‟articolo 12 del decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente: “3-bis. Le modifiche di cui al comma 2 non possono prescrivere livelli di sicurezza superiori a quelli minimi definiti dai CST, a meno che non siano accompagnate da una stima dei sovraccosti necessari e da una analisi di sostenibilità economica e finanziaria per il gestore dell‟infrastruttura e per le imprese ferroviarie, corredata da stime ragionevoli anche in termini di relativi tempi di attuazione.”. Art.17 (Semplificazioni in materia di privacy) 1. Al codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 5, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: «3-bis. Ai fini dell‟applicazione del presente codice l‟imprenditore è considerato persona giuridica relativamente ai dati concernenti l‟esercizio dell‟attività di impresa.”; 16
b) l'articolo 36 è sostituito dal seguente: «Art. 36. – (Adeguamento). – 1. Il disciplinare tecnico di cui all'allegato B), relativo alle misure minime di cui al presente capo, è aggiornato periodicamente con decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, previo parere del Garante, ai sensi dell'articolo 154, comma 5, e sentite le associazioni rappresentative a livello nazionale delle categorie economiche coinvolte, in relazione all'evoluzione tecnica e all'esperienza maturata nel settore, anche individuando modalità semplificate di adozione delle misure minime in caso di trattamenti effettuati in particolare presso piccole e medie imprese, liberi professionisti e artigiani.»; c) All‟articolo 121, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: “1-bis. Le disposizioni di cui al presente Titolo si applicano anche al trattamento dei dati delle persone giuridiche, quali contraenti o utenti di fornitura di servizi di comunicazione elettronica.». Art.18 (Disposizioni di semplificazione in materia di VIA-VAS, AIA, bonifica e messa in sicurezza) 1. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 7, il comma 5 è sostituito dal seguente: «5. In sede statale, l'autorità competente è il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Il provvedimento di VIA e il parere motivato in sede di VAS sono espressi dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, che collabora alla relativa attività istruttoria. Il provvedimento di AIA è rilasciato dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il Ministero dell‟interno per gli impianti assoggettati al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334.»; b) all‟articolo 12, il comma 5 è sostituito dal seguente: “5. Il risultato della verifica di assoggettabilità, comprese le motivazioni, è pubblicato integralmente sul sito web dell‟autorità competente.”; c) all‟art. 17, il comma 1 è sostituito dal seguente: “1. La decisione finale deve essere pubblicata sui siti web delle autorità interessate indicando la sede ove si possa prendere visione del piano o programma adottato e di tutta la documentazione oggetto dell'istruttoria. Sono inoltre resi pubblici, attraverso la pubblicazione sui siti web della autorità interessate: a) il parere motivato espresso dall'autorità competente; b) una dichiarazione di sintesi in cui si illustra in che modo le considerazioni ambientali sono state integrate nel piano o programma e come si e' tenuto conto del rapporto ambientale e degli esiti delle consultazioni, nonché le ragioni per le quali e' stato scelto il piano o il programma adottato, alla luce delle alternative possibili che erano state individuate; c) le misure adottate in merito al monitoraggio di cui all'articolo 18.”; d) all‟articolo 20: 1) il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. Dell'avvenuta trasmissione e' dato sintetico avviso a mezzo stampa e sul sito web dell'autorità competente. Tali forme di pubblicità' tengono luogo delle comunicazioni di cui all'articolo 7 e all‟articolo 8, commi 3 e 4, della legge 7 agosto 1990 n. 241. Le pubblicazioni a mezzo stampa vanno eseguite a cura e spese del proponente. Nel caso di 17
progetti di competenza statale, la pubblicazione va eseguita su un quotidiano a diffusione nazionale e su un quotidiano a diffusione regionale. Nel caso di progetti di competenza delle Regioni e Province autonome, si provvede con la pubblicazione su un quotidiano a diffusione regionale o provinciale. Nell'avviso sono indicati il proponente, l'oggetto e la localizzazione prevista per il progetto, il luogo ove possono essere consultati gli atti nella loro interezza ed i tempi entro i quali e' possibile presentare osservazioni. La documentazione é depositata su supporto informatico ovvero, nei casi di particolare difficoltà di ordine tecnico, anche su supporto cartaceo, presso i Comuni ove il progetto e' localizzato e, nel caso di progetti di competenza statale, anche presso la sede delle Regioni e delle Province. I principali elaborati del progetto preliminare e lo studio preliminare ambientale, sono pubblicati sul sito web dell'autorità competente.”. 2) il comma 7 è sostituito dal seguente: “7. Il provvedimento di assoggettabilità, comprese le motivazioni, è pubblicato integralmente sul sito web dell‟autorità competente. Dalla data di pubblicazione nel sito web dell‟autorità competente decorrono i termini per eventuali impugnazioni in sede giurisdizionale da parte di soggetti interessati”; all'articolo 27: 1) il comma 1 è abrogato; 2) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: «2-bis. Dalla data di pubblicazione nel sito web dell'autorità competente effettuata ai sensi del comma 2 decorrono i termini per eventuali impugnazioni in sede giurisdizionale da parte di soggetti interessati.»; all'articolo 29-ter, al comma 1, dopo la lettera l) è aggiunta la seguente: «l-bis) l'elenco delle autorizzazioni ambientali necessarie per l'attivazione dell'impianto.»; all'articolo 29-quater, comma 3, il primo periodo è sostituito dal seguente: «L'autorità competente, ai sensi dell'articolo 2, comma 6, della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, verificata la completezza della domanda e della documentazione allegata ai sensi dell'articolo 29-ter, comma 4, del presente decreto, comunica al gestore l'avvio del procedimento e la sede degli uffici di cui al comma 2.”; all'articolo 104, dopo il comma 8 è aggiunto il seguente: «8-bis. Per gli interventi assoggettati a valutazione di impatto ambientale, nazionale o regionale, le autorizzazioni di cui ai commi 5 e 7 sono istruite e rilasciate dalla stessa autorità competente per il provvedimento che conclude motivatamente il procedimento di valutazione di impatto ambientale.»; all'articolo 109: 1) al comma 5, il secondo periodo è soppresso; 2) dopo il comma 5, è aggiunto il seguente: «5-bis. Per gli interventi assoggettati a valutazione di impatto ambientale, nazionale o regionale, le autorizzazioni di cui ai commi 2 e 5 sono istruite e rilasciate dalla stessa autorità competente per il provvedimento che conclude motivatamente il procedimento di valutazione di impatto ambientale.»;
l) all'articolo 239, comma 1: 1) 2)
le parole « ripristino ambientale» sono sostituite dalle parole «riqualificazione ambientale»; sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, al fine di prevenire, eliminare e ridurre i rischi sanitari causati dalla diffusione della contaminazione nelle matrici ambientali. 18
Resta fermo l'obbligo di provvedere alla riparazione del danno ambientale a carico del responsabile della contaminazione, ai sensi e per gli effetti della parte sesta.»; m) all'articolo 240, comma 1: 1)
alla lettera n), le parole: «con attività in esercizio» sono sostituite dalle seguenti «, ad esclusione di quelli con destinazione urbanistica ad uso residenziale, verde pubblico, agricolo e terziario,»; alla lettera o), dopo le parole: «in modo definitivo le fonti inquinanti» sono inserite le seguenti: «, ivi compresi rifiuti stoccati,», dopo le parole: «per le persone e per l'ambiente» sono inserite le seguenti: «, qualora si dimostri che, nonostante l'applicazione delle migliori tecnologie disponibili a costi sopportabili e a ridotto impatto ambientale, non sia possibile la rimozione delle fonti» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nel caso in cui la fonte inquinante sia costituita da rifiuti si applicano le norme tecniche, finanziarie e amministrative e le garanzie previste dalla normativa vigente per il controllo e per la gestione delle discariche dopo la chiusura.»; la lettera l) è soppressa; alla lettera q), le parole «ripristino ambientale» sono sostituite dalle seguenti «riqualificazione ambientale»;
n) all'articolo 242: 1)
dopo il comma 7 è inserito il seguente: «7-bis. I progetti di messa in sicurezza operativa, di messa in sicurezza permanente e di bonifica devono essere presentati completi di tutti gli elaborati progettuali relativi alle opere e alle attività previste dagli stessi. Al fine di accelerare le procedure di approvazione degli interventi disciplinati dal presente titolo, l'analisi di rischio e i progetti di messa in sicurezza operativa, di messa in sicurezza permanente e di bonifica possono essere presentati, con le modalità di cui al periodo precedente, congiuntamente alla presentazione dei risultati della caratterizzazione e in coerenza con la stessa; nell‟ambito del procedimento è acquisita anche la valutazione di impatto ambientale da parte delle amministrazioni competenti, se necessaria.»;
al comma 9, il terzo periodo è soppresso;
dopo il comma 13 è aggiunto il seguente: «13-bis. Nei siti contaminati, in attesa degli interventi di bonifica e di riparazione del danno ambientale, possono essere effettuati tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di infrastrutturazione primaria e secondaria, nonché quelli richiesti dalla necessità di adeguamento a norme di sicurezza e, più in generale, tutti gli altri interventi di gestione degli impianti e del sito funzionali e utili all'operatività degli impianti produttivi e allo sviluppo della produzione. La realizzazione di tali interventi deve essere preventivamente comunicata all'autorità titolare del procedimento di bonifica al fine di verificare che tali interventi non pregiudichino in alcun modo gli obiettivi di tutela sanitaria e di riparazione delle matrici ambientali; a tal fine detta autorità definisce le condizioni e le attività di messa in sicurezza, bonifica e monitoraggio alle quali è subordinata la realizzazione di detti interventi.»;
o) dopo l'articolo 242 è inserito il seguente:
«Art. 242-bis. – (Procedura semplificata per le operazioni di bonifica o di messa in sicurezza dei suoli). – 1. L'operatore interessato a effettuare, a proprie spese, interventi di bonifica del suolo, con eliminazione delle eventuali fonti di contaminazione e riduzione della contaminazione a un livello uguale o inferiore ai valori di concentrazioni di soglia di contaminazione, può, di sua iniziativa, presentare all'amministrazione competente il progetto completo degli interventi programmati e dei relativi elaborati tecnici esecutivi, corredato della necessaria documentazione, comprensiva del piano di caratterizzazione del suolo e della falda e dei dati risultanti dall'esecuzione dello stesso, del cronoprogramma di svolgimento dei lavori, delle opere e delle attività necessarie e della documentazione tecnica dalla quale risulti la non interferenza del progetto di riutilizzo dell'area con gli eventuali interventi di bonifica della falda. L'operatore è responsabile della veridicità dei dati e delle informazioni forniti ai sensi e per gli effetti dell'articolo 21 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. 2. Entro 90 giorni dalla presentazione, l‟amministrazione competente autorizza le opere e le attività necessarie per l‟esecuzione del progetto di cui al comma 1 con eventuali prescrizioni operative, acquisendo in sede di conferenza di servizi i pareri, nulla osta e autorizzazioni delle amministrazioni competenti. Trascorso tale termine, ove non sia intervenuto il rigetto motivato dell'istanza, dette opere e attività possono essere avviate nel rispetto della normativa vigente applicabile. L'operatore informa l'autorità competente della data di avvio dei lavori e della loro esecuzione nei termini e nei modi indicati nel cronoprogramma di cui al citato comma 1, al fine di consentire i controlli in corso di esecuzione. 3. L‟operatore comunica l'ultimazione degli interventi e trasmette un piano di caratterizzazione all‟amministrazione competente. Il piano è approvato con eventuali integrazioni e prescrizioni entro 90 giorni dalla data di ricevimento. A seguito dell‟approvazione o comunque decorso detto termine l‟operatore esegue a proprie cura e spese il piano di caratterizzazione dandone preventiva comunicazione all'ARPA territorialmente competente al fine delle necessarie verifiche e controlli. L'ARPA procede alla validazione dei dati della caratterizzazione entro quarantacinque giorni dalla ricezione degli stessi e dà comunicazione dei risultati all'amministrazione competente. Ove i risultati della caratterizzazione confermino la riduzione della contaminazione del suolo alle concentrazioni soglia di contaminazione, in conformità al progetto approvato, la comunicazione dei risultati stessi all‟Arpa e alla Provincia territorialmente competenti comporta la certificazione dell'avvenuta bonifica dei suoli per gli usi legittimi. Trascorso inutilmente il termine di quarantacinque giorni, l'impresa, sotto la propria responsabilità, può autocertificare l'avvenuta bonifica, dandone comunicazione a dette amministrazioni e può utilizzare l‟area interessata per gli usi legittimi. Ove dai risultati della caratterizzazione si riscontri che non sono stati conseguiti gli obiettivi di bonifica di cui al comma 1, l'ARPA notifica le difformità riscontrate all'operatore interessato. Questi, entro i successivi quarantacinque giorni, deve presentare le necessarie integrazioni al progetto di bonifica, in conformità ai risultati della caratterizzazione, al fine di conseguire gli obiettivi di cui al comma 1; in tal caso il progetto è istruito nel rispetto delle procedure ordinarie. 4. Resta fermo l‟eventuale obbligo di messa in sicurezza e bonifica della falda indirettamente o direttamente contaminata dalle sostanze inquinanti presenti nei suoli nonchè l‟obbligo di eliminare i rischi sanitari eventualmente derivanti sul suolo a causa della contaminazione delle acque sotterranee. ». 2. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere b), c) e d) si applicano anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore delle medesime, fatta eccezione per quelle di cui alla lettera d) n. 1, le quali non si applicano ai procedimenti in corso alla medesima data, per i quali gli avvisi sono stati effettuati ai sensi della normativa previgente. 20
Art.19 (Semplificazioni in materia di procedure concernenti la gestione dei rifiuti) 1. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: a) l‟articolo 6, comma 14, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente: “14. Per gli impianti di smaltimento o di recupero dei rifiuti ricompresi in un‟installazione di cui al comma 13, l‟autorizzazione integrata ambientale costituisce anche autorizzazione alla realizzazione o alla modifica e pertanto produce anche gli effetti di cui all‟articolo 208, comma 6, secondo periodo. A tal fine: a) la partecipazione alla conferenza di servizi di cui all‟articolo 29-quater, comma 5, è estesa ai partecipanti alla conferenza di servizi di cui all‟articolo 208, comma 3; b) la Regione, o l‟autorità da essa delegata, specifica in conferenza di servizi le garanzie finanziarie da richiedere ai sensi dell‟articolo 208, comma 11, lettera g), da prestare a favore della Regione, o dell‟autorità da essa delegata alla gestione della materia; c) i contenuti dell‟AIA sono integrati con gli elementi di cui all‟articolo 208, comma 11.”; b) all‟articolo 318 è aggiunto, in fine, il seguente comma: “4-bis. Le garanzie finanziarie o assicurative prescritte nel presente decreto e in particolare agli articoli 151, 194, 185, sono ridotte del 50 per cento per le imprese registrate ai sensi del Regolamento (CE) n. 761/2001, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2011, e del 40 per cento nel caso di imprese in possesso della certificazione ambientale ai sensi della norma Uni En Iso 14001. La riduzione è applicata direttamente dalle amministrazioni che richiedono le garanzie agli operatori che documentano il possesso delle certificazioni per le attività soggette alle garanzie stesse.”; c) all‟articolo 212, comma 15, dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: «Il decreto di cui al presente comma assicura la massima semplificazione dei requisiti richiesti agli operatori e delle procedure amministrative, che devono essere allineati al rispetto degli obblighi comunitari.». Art.20 (Semplificazioni nel settore agricolo ed agroindustriale e tenuta registro carico-scarico rifiuti cooperative agricole. Misure in materia di influenza aviaria) 1. I trasporti di rifiuti pericolosi e non pericolosi di propria produzione, effettuati direttamente dagli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile, nei limiti e verso i centri di cui all'articolo 39, comma 9, del decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205, e successive modificazioni, non sono considerati effettuati a titolo professionale e le imprese che li effettuano non necessitano di iscrizione all'Albo di cui all'articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni. Le spese di funzionamento per l'Albo sono ridotte in misura corrispondente alle minori entrate che derivano dal presente comma. 2. All'articolo 31 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti: «3-bis. Le imprese agricole appartenenti allo stesso gruppo di cui al comma 1, ovvero riconducibili allo stesso proprietario o a soggetti legati tra loro da un vincolo di parentela o di affinità entro il terzo grado o collegate con contratto di rete ai sensi dell'articolo 3, comma 4-ter, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e successive modificazioni, possono procedere congiuntamente all'assunzione di lavoratori dipendenti per lo svolgimento di prestazioni lavorative presso le relative aziende. 21
3-ter. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono definite le modalità con le quali si procede alle assunzioni congiunte di cui al comma 3-bis. 3-quater. I datori di lavoro rispondono in solido delle obbligazioni contrattuali, previdenziali e di legge che scaturiscono dal rapporto di lavoro instaurato con le modalità disciplinate dai commi 3-bis e 3-ter». 3. Le funzioni di ufficiale rogante degli atti di competenza dei consorzi di bonifica per i quali sia richiesta la forma pubblica amministrativa possono essere conferite, con atto formale dell'amministrazione consortile, a funzionari appartenenti all'area amministrativa in servizio presso i consorzi medesimi e in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza. L'ufficiale rogante è tenuto all'osservanza delle norme prescritte per gli atti notarili. 4. All'articolo 190 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo il comma 3 è inserito il seguente: «3-bis. Gli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile, qualora siano obbligati alla tenuta del registro di carico e scarico, possono delegare alla sua tenuta la cooperativa agricola di cui sono soci e che ha messo a loro disposizione un sito per il deposito temporaneo. In tale caso la cooperativa può adottare un registro unico in cui sono annotati il nome e la ragione sociale del socio produttore nonché la quantità e la qualità del rifiuto prodotto da ciascun socio». 5. All'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 9, le parole “e alle aziende avicole a carattere non commerciale che allevano fino ad un numero massimo di 250 capi” sono sostituite dalle seguenti “e alle aziende avicole a carattere non commerciale con capacità strutturale superiore a 250 capi.”. CAPO III Semplificazioni in materia fiscale Art.21 (Dichiarazione di successione e rimborso dei crediti d’imposta e degli interessi in conto fiscale ) 1. Al Testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni approvato con decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, sono apportate le seguenti modifiche: a) all‟articolo 28, comma 7, le parole “a lire cinquanta milioni” sono sostituite dalle seguenti: “a euro settantacinquemila”; b) all‟articolo 30, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente: “3-bis. “I documenti di cui alle lettere c), d), g), h) e i) possono essere sostituiti anche da copie non autentiche con la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di cui all‟art. 47 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante che le stesse costituiscono copie degli originali. Resta salva la facoltà dell‟Agenzia delle entrate di richiedere i documenti in originale o in copia autentica.” 2. All‟articolo 78, comma 33, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, la lettera a) è sostituita dalla seguente: 22
“a) l‟erogazione del rimborso è effettuata entro sessanta giorni sulla base di apposita richiesta, sottoscritta dal contribuente ed attestante il diritto al rimborso, ovvero entro 20 giorni dalla ricezione di apposita comunicazione dell'ufficio competente e contestualmente all‟erogazione del rimborso sono liquidati ed erogati gli interessi nella misura determinata dalle specifiche leggi in materia;”. 3. La disposizione di cui al comma 2 si applica ai rimborsi erogati a partire dal 1° gennaio 2014. Art.22 (Semplificazioni in materia di comunicazioni) 1. All‟articolo 1, comma 1, lettera c), del decreto-legge 29 dicembre 1983, n. 746, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1984, n. 17, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: “consegnata o spedita al fornitore o prestatore, ovvero presentata in dogana” sono sostituite dalle seguenti: “trasmessa telematicamente all‟Agenzia delle Entrate, che rilascia apposita ricevuta telematica. La dichiarazione, unitamente alla ricevuta di presentazione rilasciata dall‟Agenzia delle entrate, è consegnata al fornitore o prestatore, ovvero in dogana”; b) l‟ultimo periodo è sostituito dal seguente: “Nella prima ipotesi, il cedente o prestatore riepiloga nella dichiarazione IVA annuale i dati contenuti nelle dichiarazioni d‟intento ricevute.” 2. All‟articolo 7 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, il comma 4-bis è sostituito dal seguente: “4-bis E‟ punito con la sanzione prevista nel comma 3 il cedente o prestatore che effettua le cessioni o le prestazioni, di cui all‟articolo 8, comma 1, lettera c) del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, prima di aver ricevuto da parte del cessionario o committente la dichiarazione, corredata della ricevuta di presentazione all‟Agenzia delle entrate, prevista dall‟articolo 1, comma 1, lett. c), del decreto-legge 29 dicembre 1983, n. 746, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1984, n. 17.”. 3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano alle dichiarazioni d‟intento relative ad operazioni senza applicazione dell‟imposta da effettuare a partire dal 1° gennaio 2014. 4. Al Testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all‟articolo 115, comma 4, le parole: “entro il primo dei tre esercizi sociali predetti secondo le modalità indicate in un provvedimento del Direttore dell‟Agenzia delle entrate” sono sostituite dalle seguenti: “con la dichiarazione presentata nel periodo d‟imposta a decorrere dal quale si intende esercitare l‟opzione”; b) all‟articolo 119, comma 1, lettera d), le parole: “entro il sedicesimo giorno del sesto mese successivo alla chiusura del periodo d‟imposta precedente al primo esercizio cui si riferisce l‟esercizio dell‟opzione stessa secondo le modalità previste dal decreto di cui all‟articolo 129” sono sostituite dalle seguenti: “con la dichiarazione presentata nel periodo d‟imposta a decorrere dal quale si intende esercitare l‟opzione”; c) all‟articolo 155, comma 1, primo periodo, le parole: “entro tre mesi dall‟inizio del periodo d‟imposta a partire dal quale intende fruirne con le modalità di cui al decreto previsto dall‟articolo 161” sono sostituite dalle seguenti: “con la dichiarazione presentata nel periodo d‟imposta a decorrere dal quale si intende esercitare l‟opzione”. 5. All‟articolo 5-bis, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, le parole: “le modalità e nei termini stabiliti con provvedimento del direttore dell‟Agenzia delle entrate da emanare entro il 31 marzo 2008.”, sono sostituite dalle seguenti: “con la dichiarazione presentata nel periodo d‟imposta a decorrere dal quale si intende esercitare l‟opzione.”. 6. Le disposizioni di cui ai commi 4 e 5 si applicano a decorrere dal periodo d‟imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013. 23
7. All‟articolo 1, comma 1, del decreto legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: “comunicano telematicamente all'Agenzia delle entrate” sono sostituite dalle seguenti: “comunicano annualmente per via telematica all'Agenzia delle entrate”; b) le parole “euro 500” sono sostituite dalle seguenti: “euro 1.000”. 8. Le modifiche di cui al comma 7 si applicano alle operazioni indicate all‟articolo 1, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, poste in essere nell‟anno solare in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. 9. All‟articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 222, l‟ultimo periodo è sostituito dal seguente: “Con provvedimento del Direttore dell‟Agenzia del demanio, di intesa con il Direttore del tesoro ed il Ragioniere generale dello Stato, sono stabilite le modalità con cui devono essere obbligatoriamente fornite dalle Amministrazioni dello Stato le comunicazioni e le trasmissioni di cui al presente comma, nonché quelle di cui ai commi 222 bis e 222 ter.”; b) al comma 222-bis, 1) il quarto periodo è soppresso; 2) dopo il sesto periodo è aggiunto il seguente: “Al fine di pervenire ad ulteriori risparmi di spesa, le Amministrazioni dello Stato di cui al precedente comma 222, comunicano all‟Agenzia del demanio, secondo le modalità ed i termini determinati con provvedimento del Direttore della medesima Agenzia, i dati e le informazioni relativi ai costi per l‟uso degli edifici di proprietà dello Stato e di terzi dalle stesse utilizzati”. Art.23 (Semplificazioni in tema di richiesta di autorizzazione per effettuare operazioni intracomunitarie e ritenute su agenti) 1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all‟articolo 19-bis, lettera h), le parole “lire cinquantamila” sono sostituite da “euro cinquanta”. b) all‟articolo 35: 1) il comma 7-bis è sostituito dal seguente: “7-bis. Per i soggetti che hanno effettuato l‟opzione di cui al comma 2, lettera e bis) entro 15 giorni dalla data di attribuzione della partita IVA o della manifestazione della volontà di effettuare operazioni intracomunitarie, l'Ufficio può emettere provvedimento di diniego dell'autorizzazione a effettuare le operazioni di cui al Titolo II, Capo II del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427.”; 2) il comma 15-quater è sostituito dal seguente: “15-quater. Ai fini del contrasto alle frodi sull'IVA intracomunitaria, con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabiliti i criteri e le modalità di inclusione o di revoca delle partite IVA nella banca dati dei soggetti passivi che effettuano operazioni intracomunitarie, ai sensi del Regolamento (UE) n. 904/2010 del Consiglio, del 7 ottobre 2010. In applicazione del citato 24
Regolamento, l'Agenzia delle entrate presume che un soggetto passivo non intende più effettuare operazioni intracomunitarie qualora non abbia presentato alcun elenco riepilogativo per quattro trimestri consecutivi, successivi alla data di inclusione nella suddetta banca dati. A tal fine l‟Agenzia delle Entrate comunica agli stessi che provvederà alla revoca d'ufficio. Il contribuente che rilevi eventuali elementi non considerati o valutati erroneamente può fornire i chiarimenti necessari all'Agenzia delle entrate, entro trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione.”; c) all‟articolo 36, terzo comma, il sesto periodo è sostituito dal seguente: “Le disposizioni del presente comma si applicano anche ai soggetti che effettuano sia locazioni o cessioni di immobili esenti da imposta, che comportano la riduzione della percentuale di detrazione a norma dell'articolo 19, comma 5, e dell'articolo 19-bis, sia locazioni o cessioni di immobili imponibili.” . 2. All‟articolo 104, comma 4, secondo periodo, del Testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole “con decreto del Ministro dell‟economia e delle finanze” sono soppresse. 3. All‟articolo 25-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, il comma 7 è sostituito dal seguente: “7. Con decreto del Ministro dell‟economia e delle finanze sono determinati i criteri, i termini e le modalità per la presentazione della dichiarazione indicata nel secondo comma. Tali modalità devono prevedere la trasmissione anche tramite posta elettronica certificata della predetta dichiarazione. La dichiarazione non potrà avere limiti di tempo e sarà valida fino a revoca ovvero fino alla perdita dei requisiti da parte del contribuente. In caso di dichiarazione non veritiera o in caso di omessa dichiarazione della variazione delle condizioni indicate nel secondo comma si applicano le sanzioni previste dall'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e successive modificazioni”. Art.24 (Termini di presentazione della denuncia dei premi incassati dagli operatori esteri) 1. All‟articolo 4-bis della legge 29 ottobre 1961, n. 1216, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 5 è sostituito dal seguente: “5. Il rappresentante fiscale deve presentare entro il 31 maggio di ciascun anno, con le modalità stabilite con provvedimento del direttore dell‟Agenzia delle entrate, la denuncia dei premi ed accessori incassati nell‟anno solare precedente, distinguendo i premi stessi per categoria e per aliquota applicabile. Si applicano al rappresentante fiscale le disposizioni dell‟articolo 9.”; b) al comma 6-bis sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: “Le imprese assicuratrici che operano nel territorio dello Stato in regime di libera prestazione di servizi, ove non si avvalgano di un rappresentante fiscale, presentano entro il 31 maggio di ciascun anno, con le modalità stabilite con provvedimento del direttore dell‟Agenzia delle entrate, la denuncia dei premi ed accessori incassati nell‟anno solare precedente, distinguendo i premi stessi per categoria e per aliquota applicabile. Si applicano le disposizioni dell‟articolo 9.”.
Art.25 (Disposizioni per gli agenti della riscossione) 1. Le disposizioni di cui all‟articolo 14, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, si applicano anche agli agenti della riscossione.
Art.26 (Detrazione forfetaria per prestazioni di sponsorizzazione) 1. All‟articolo 74, sesto comma, terzo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le parole “in misura pari a un decimo per le operazioni di sponsorizzazione ed” sono soppresse.
Art.27 (Semplificazioni fiscali in materia societaria ) 1. All‟articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, il comma 2 è abrogato. 2. All‟articolo 1, comma l, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni, le parole: “relativamente ai soggetti di cui all‟articolo 2, comma 2,” sono soppresse. 3. All‟articolo 17, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, e successive modificazioni, il primo periodo è sostituito dal seguente: “1. Il versamento del saldo dovuto con riferimento alla dichiarazione dei redditi ed a quella dell'imposta regionale sulle attività produttive da parte delle persone fisiche e delle società o associazioni di cui all‟articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, compresa quella unificata, è effettuato entro il 16 giugno dell'anno di presentazione della dichiarazione stessa; le società o associazioni di cui all'articolo 5 del citato testo unico delle imposte sui redditi nelle ipotesi di cui agli articoli 5 e 5-bis del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, effettuano i predetti versamenti entro il giorno 16 del mese successivo a quello di scadenza del termine di presentazione della dichiarazione.”. 4. Alle società costituite ai sensi dell‟articolo 10 della legge 12 novembre 2011, n. 183, indipendentemente dalla forma giuridica, si applica, anche ai fini dell‟imposta regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, il regime fiscale delle associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche per l‟esercizio in forma associata di arti e professioni di cui all‟articolo 5, comma 3, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
Art.28 (Compensazione dei rimborsi da assistenza e compensi dei sostituti d’imposta) 26
1. Al fine di favorire la trasparenza e semplificare le operazioni poste in essere dai sostituti d‟imposta, a decorrere dall‟assistenza fiscale prestata nell‟anno 2014: a) le somme rimborsate ai percipienti sulla base dei prospetti di liquidazione delle dichiarazioni dei redditi e dei risultati contabili trasmessi dai Caf e dai professionisti abilitati sono compensate dai sostituti d‟imposta esclusivamente con le modalità di cui all‟articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nel mese successivo a quello in cui è stato effettuato il rimborso, nei limiti previsti dall‟articolo 37, comma 4, dello stesso decreto legislativo n. 241 del 1997. Dette somme non concorrono alla determinazione del limite di cui all‟articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388; b) i compensi per l‟assistenza fiscale prestata dai sostituti d‟imposta sono corrisposti mediante il riconoscimento di un credito utilizzabile in compensazione esclusivamente con le modalità di cui all‟articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a partire dal mese successivo a quello in cui la dichiarazione è stata elaborata e trasmessa. Dette somme non concorrono alla determinazione del limite di cui all‟articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
Art.29 (Spese di vitto e alloggio dei professionisti) 1. All‟articolo 54, comma 5, del Testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il secondo periodo è sostituito dal seguente: "Le prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande acquistate direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista.". La disposizione di cui al periodo precedente si applica a decorrere dal periodo d‟imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. Art.30 (Verifica congruità canoni locazione) 1. All‟articolo 3, comma 10, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, le parole “dalla competente Commissione di congruità dell'Agenzia del demanio di cui all'articolo 1, comma 479, della legge 23 dicembre 2005, n. 266” sono sostituite dalle seguenti: “dall'Agenzia del demanio”.
TITOLO III Ulteriori misure di razionalizzazione e semplificazione CAPO I Misure di razionalizzazione e semplificazione delle pubbliche amministrazioni
Art.31 (Razionalizzazione delle spese di trasferimento del personale del Ministero degli affari esteri)
A decorrere dal 1° gennaio 2014 l‟articolo 199 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, è sostituito dal seguente:
“Art. 199. Per i viaggi di trasferimento di cui all‟articolo 190, per consentire di far fronte alle spese aggiuntive necessarie per il trasporto degli effetti, comprensivi di bagaglio, mobili e masserizie, spetta al personale un contributo fisso onnicomprensivo. La misura di tale contributo è rapportata all‟indennità spettante a norma dell‟articolo 175 del presente decreto per il personale trasferito da Roma ad una sede estera e da una ad altra sede estera, ovvero a norma dell‟articolo 176 del presente decreto per il personale in servizio all‟estero che è richiamato in Italia. Tale misura è pari ad una percentuale compresa fra il 30 e il 100 per cento di dette indennità a seconda della distanza intercorrente fra la sede di servizio e quella di destinazione, ed è stabilita secondo la seguente parametrazione: - per distanze non maggiori di 500 kilometri: trenta per cento; - per distanze maggiori di kilometri 500 e non maggiori di kilometri 1500: cinquanta per cento; - per distanze maggiori di kilometri 1500 e non maggiori di kilometri 3500: settantacinque per cento; - per distanze maggiori di kilometri 3500: cento per cento. La parametrazione di cui al comma primo può essere modificata, senza introdurre maggiori oneri, con decreto del Ministro degli affari esteri di concerto con il Ministro dell‟economia e delle finanze. Il contributo fisso onnicomprensivo di cui al comma primo è corrisposto nella misura del settantacinque per cento all'atto dell‟assunzione di servizio presso una sede all‟estero o presso il Ministero; il residuo venticinque per cento del contributo spettante è corrisposto entro novanta giorni dalla data di presentazione al Ministero, da parte del dipendente trasferito, di idonea attestazione, rilasciata dalla sede all‟estero presso la quale il dipendente è trasferito, che egli abbia effettivamente ricevuto i propri mobili e le proprie masserizie. In caso di rientro presso l‟Amministrazione centrale, tale attestazione è sostituita da un‟attestazione che le masserizie sono state effettivamente spedite resa dalla sede dalla quale il dipendente è trasferito. La sede all‟estero rilascia l‟attestazione su richiesta del dipendente trasferito, sulla base degli atti in suo possesso oppure a seguito di opportune verifiche effettuate in loco. Qualora, entro sei mesi dalla data di assunzione di servizio, il dipendente trasferito non produca al Ministero per causa a lui imputabile l‟attestazione rilasciata dalla sede all‟estero, lo stesso perde il diritto alla 28
corresponsione del contributo fisso di cui al comma primo e la quota già pagata all‟atto dell‟assunzione di servizio è recuperata a cura dell‟Amministrazione. Qualora dipendenti fra loro coniugati vengano trasferiti allo stesso ufficio all‟estero o ad uffici ubicati nella stessa città, e sempre che il divario fra le date di assunzione di servizio nella sede sia inferiore a centottanta giorni, il contributo di cui al comma primo spetta soltanto al dipendente che ne ha diritto nella misura più elevata, con gli aumenti che spetterebbero se il coniuge fosse a carico. Con decreto del Ministro degli affari esteri di concerto con il Ministro dell‟economia e delle finanze, da emanarsi entro il 30 settembre 2013 e da rivedere con cadenza annuale, sono individuate le sedi all‟estero caratterizzate da particolari situazioni abitative, con specifico riferimento alla disponibilità di alloggi parzialmente o totalmente arredati, e logistiche, da condizioni eccezionali sotto il profilo della sicurezza e del disagio del personale, oppure da particolari livelli delle indennità di base per le quali il contributo di cui al comma primo può essere corrisposto in misura diversa rispetto alla parametrazione stabilita al medesimo comma. Dall‟applicazione di tale decreto non possono derivare maggiori oneri.” 2. A decorrere dal 1° gennaio 2014 è abrogato l‟articolo 200 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18. 3. A decorrere dal 1° gennaio 2014, all‟articolo 201 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, le parole “nonché per i trasporti di cui all‟articolo 199” sono soppresse. 4. A decorrere dal 1° gennaio 2014, al secondo comma dell‟articolo 202 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, le parole “ed eventualmente alle spese di spedizione degli effetti” sono soppresse. 5. Dal presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Art.32 (Semplificazione delle procedure autorizzative per le apparecchiature a risonanza magnetica) 1. Le apparecchiature a risonanza magnetica (RM), con valore di campo statico di induzione magnetica non superiore a 4 tesla, sono soggette ad autorizzazione all‟installazione da parte della regione o della provincia autonoma. 2. Le apparecchiature a RM con valore di campo statico di induzione magnetica superiore a 4 tesla sono soggette ad autorizzazione all‟installazione e all‟uso da parte del Ministero della salute, sentiti il Consiglio superiore di sanità, l‟Istituto superiore di sanità e l‟Istituto nazionale per l‟assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. La collocazione di apparecchiature a RM con valore di campo statico di induzione magnetica superiore a 4 tesla è consentita presso grandi complessi di ricerca e studio ad alto livello scientifico (università ed enti di ricerca, policlinici, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico), ai fini della validazione clinica di metodologie di RM innovative. La domanda di autorizzazione deve essere corredata della documentazione relativa al progetto di ricerca scientifica o clinica programmata, da cui risultino le motivazioni che rendono necessario l‟uso di campi magnetici superiori a 4 tesla. L‟autorizzazione ha validità di cinque anni e può essere rinnovata. 3. Il Ministro della salute, con regolamento adottato ai sensi dell‟articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto delle disposizioni previste dal decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 46, di attuazione della direttiva 93/42/CEE del 29
Consiglio, del 14 giugno 1993, disciplina le modalità per l‟installazione, l‟utilizzo e la gestione delle apparecchiature a RM da parte delle strutture sanitarie, assicurando l‟adeguamento allo sviluppo tecnologico e all‟evoluzione delle conoscenze scientifiche, con particolare riferimento alla sicurezza d‟uso e alle indicazioni cliniche dei dispositivi medici in relazione all‟intensità del campo magnetico statico espressa in tesla. 4. Dall‟attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono all‟adempimento dei compiti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 5. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogati l‟articolo 4, comma 2, l‟articolo 5, comma 1 e l‟articolo 6, commi 1, 2, lettera a), 3, lettera f), e 4, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 1994, n. 542.
Art.33 (Norme di semplificazione e sviluppo in materia di università, ricerca e istruzione)
1. Al fine di semplificare la procedura per il conferimento del titolo di professore emerito, ai professori ordinari, che siano stati collocati a riposo o dei quali siano state accettate le dimissioni, può essere conferito il titolo di professore emerito o di professore onorario, qualora abbiano prestato complessivamente almeno, rispettivamente, venti o quindici anni di servizio in qualità di professori di prima fascia presso atenei italiani o stranieri. Il titolo è conferito dal rettore, previa deliberazione favorevole dei professori ordinari del Dipartimento, assunta con la maggioranza dei due terzi degli aventi diritto, attestante il valore della produzione scientifica e dell‟attività accademica. Ai professori emeriti o onorari non compete alcuna prerogativa accademica. L‟elenco dei professori emeriti e onorari è pubblicato sul sito internet dell‟ateneo. Conseguentemente l‟articolo 111 del regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592, è abrogato. 2. All‟articolo 6, comma 12, quarto periodo, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, dopo le parole «soggetti privati», sono aggiunte le seguenti «nonché di soggetti pubblici destinati ad attività di ricerca». 3. Al decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all‟articolo 1, comma 3, le parole “indicati nel PNR e nei suoi aggiornamenti per il raggiungimento degli obiettivi generali” sono sostituite dalle seguenti “coerenti con il PNR e i suoi aggiornamenti”; b) all‟articolo 2, comma 1, lettera b), dopo le parole “aggiornamenti annuali,” sono inserite le seguenti “previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia”; c) all‟articolo 7, comma 2, il primo periodo è sostituito dal seguente: “Il Fondo di cui al comma 1 è ripartito annualmente tra gli enti e le istituzioni finanziati dal MIUR con decreti di natura non regolamentare del Ministro, comprensivi di indicazioni per i due anni successivi.”. 4. Al decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all‟articolo 4, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: “2-bis. A decorrere dall‟anno 2013, la determinazione della quota di cui al comma 2 è calcolata al netto del contributo destinato all‟Agenzia Spaziale Italiana, in quanto contributo destinato, nella quasi totalità, a trasferimenti vincolati ad altri soggetti nazionali, comunitari e internazionali per speciali 30
programmi e progetti di ricerca, con il decreto di ripartizione del fondo per gli enti di ricerca finanziati dal Ministero, di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, ai sensi del comma 1.”; all‟articolo 5, comma 3, il secondo periodo è soppresso; all‟articolo 7, comma 1, la parola “Ministro” è sostituita dalla seguente “Ministero”; all‟articolo 7, il comma 3 è sostituito dal seguente: “3. L‟approvazione da parte del Ministero degli statuti e regolamenti avviene entro sessanta giorni dalla ricezione dei medesimi. Decorso tale termine in assenza di formali osservazioni, gli statuti ed i regolamenti si intendono approvati e divengono efficaci. Lo stesso procedimento si applica anche per le successive modificazioni.”; all‟articolo 8, il comma 2 è sostituito dai seguenti: “2. Il consiglio di amministrazione, compreso il presidente, è nominato con decreto del Ministro e dura in carica quattro anni. I componenti del consiglio possono essere confermati una sola volta. 2-bis. In fase di prima applicazione del presente articolo i componenti del Consiglio di amministrazione eventualmente nominati con scadenze diverse durano in carica sino alla scadenza del mandato dell‟ultimo componente nominato.”; all‟articolo 10, il comma 2 è sostituito dal seguente: “Ciascun consiglio di cui al comma 1 è nominato dal consiglio di amministrazione ed è formato da un numero massimo di sette componenti, ivi compreso il presidente dell‟ente in funzione di presidente del consiglio stesso, due dei quali sono individuati dal Comitato nazionale dei garanti della ricerca (CNGR), di cui all'articolo 21 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e i restanti previo esperimento di forme di consultazione della comunità scientifica ed economica, appositamente previste dagli statuti.”;
5. All‟articolo 1, comma 3, della legge 28 marzo 1991, n. 113, e successive modificazioni, le parole “e acquisito il parere delle competenti commissioni parlamentari” sono soppresse. 6. All‟articolo 1, comma 873, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole “decreto adottato ai sensi dell‟articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400” sono sostituite dalle seguenti “proprio decreto”. 7. Al decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all‟articolo 31-bis: 1) al comma 2, le parole “e opera” sono sostituite dalle seguenti: “che opera, con la propria struttura,”; 2) al comma 4, il primo periodo è sostituito dal seguente: “Il piano strategico, lo statuto e i regolamenti della scuola sono elaborati nel corso del triennio di sperimentazione 20132015 da un comitato ordinatore e approvati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze entro giugno 2015.”; 3) al comma 5 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: “Il trasferimento dello stanziamento annuale a favore dell„INFN è disposto dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, previa positiva valutazione di un Piano annuale di attività elaborato dal comitato ordinatore, in un'unica soluzione anticipata entro il mese di gennaio di ciascun esercizio. Le eventuali economie di gestione del contributo annuale sono vincolate al programma triennale di sperimentazione della scuola. L‟INFN, nell‟ambito del proprio bilancio, adotta specifica contabilità per la gestione del contributo finalizzato all‟intervento della presente norma. Non concorrono alla determinazione del fabbisogno finanziario dell‟INFN i pagamenti relativi alla 31
contribuzione annuale dovuta alla Scuola sperimentale di dottorato internazionale Gran Sasso Science Institute.”; 4) il comma 6 è sostituito dal seguente: “6. Allo scadere del triennio l‟INFN sottopone al Ministro dell‟istruzione, dell'università e della ricerca una dettagliata relazione illustrativa, elaborata dal comitato ordinatore, sui risultati raggiunti dalla scuola. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, acquisita la valutazione dei risultati da parte dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, propone al Governo un apposito provvedimento legislativo per il finanziamento stabile della scuola ed emana specifico decreto di riconoscimento.”; b) all‟articolo 32, il comma 3 è sostituito dal seguente: “3. Gli oneri per gli esperti e per le commissioni tecnico scientifiche o professionali di valutazione e controllo dei programmi e progetti di ricerca gravano sulle risorse impegnate per gli stessi progetti e programmi, a valere sui fondi stanziati nel bilancio del Ministero dell‟istruzione, dell‟università e della ricerca, senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica.”. 8. All‟articolo 19 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 5 la parola “Alle” è sostituita da “Nell‟anno scolastico 2012/2013 alle”; b) al comma 5-bis le parole “A decorrere dall‟” sono sostituite da “Nell‟”; c) dopo il comma 5-bis è aggiunto il seguente: “5-ter. A decorrere dall‟anno scolastico 2013/2014 i criteri per l‟individuazione delle istituzioni scolastiche ed educative sede di dirigenza scolastica e di direttore dei servizi generali e amministrativi sono definiti con accordo tra il Ministero dell‟istruzione, dell‟università e della ricerca, il Ministero dell‟economia e delle finanze e gli enti territoriali sancito in sede di Conferenza unificata di cui all‟articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, fermi restando gli obiettivi finanziari di cui ai commi 5 e 5-bis, come modificati dalla legge n. 183 del 2011.”. 9. Dall‟applicazione del comma 8 del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art.34 (Disposizioni per la tutela degli investitori e del risparmio)
1. Al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, sono apportate le seguenti modificazioni: a)
dopo l‟articolo 4-ter, è inserito il seguente :
“4-quater (Poteri della Consob) - 1. Fermi restando i poteri previsti da specifiche disposizioni, la Consob esercita nei confronti di chiunque possa essere informato su fatti oggetto di specifici procedimenti di vigilanza di propria competenza i poteri previsti dall'articolo 187-octies.”. b) dopo l‟articolo 192-ter, è inserito il seguente: “Art. 192-quater (Operazioni con parti correlate) - 1. I componenti degli organi di amministrazione che commettono, nell‟adempimento dei doveri previsti dall‟art. 2391-bis del codice civile e dalle disposizioni di attuazione emanate dalla Consob, gravi irregolarità che possono arrecare danno alla società, ai soci o al mercato, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro venticinquemila a euro duemilioni cinquecentomila.”. Art.35 32
(Supporto tecnico-specialistico della Difesa Servizi s.p.a. per l’alienazione, la gestione e l’amministrazione dei beni di proprietà dello Stato) 1. All‟articolo 33, comma 8-quater, nono periodo, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, le parole: «di valorizzazione rientrano nella disponibilità dell‟Agenzia del demanio per la gestione e l‟amministrazione secondo le norme vigenti» sono sostituite dalle seguenti: «di conferimento ai fondi di cui al presente comma o agli strumenti previsti dall‟articolo 33-bis, rientrano nella disponibilità dell'Agenzia del demanio per le attività di alienazione, di gestione e amministrazione secondo le norme vigenti, che può avvalersi, a tali fini, del supporto tecnico specialistico della società Difesa Servizi s.p.a, sulla base di apposita convenzione a titolo gratuito sottoscritta con la citata società, alla quale si applicano comunque le disposizioni di cui all' articolo 4 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, limitatamente ai commi 4, 5, 9, 10, 11, 12 e 14.» Art. 36 (Disposizioni contabili per la raccolta di erogazioni liberali in favore della tutela dei beni culturali e paesaggistici) 1. Per finanziare specifiche iniziative di tutela dei beni culturali o paesaggistici, da parte di privati cittadini italiani e stranieri, imprese, società, enti od organismi anche di diritto internazionale o di carattere sovranazionale, possono essere effettuate donazioni o contribuzioni di scopo finalizzate a specifiche iniziative, su un conto corrente postale di transito intestato al Ministero per i beni e le attività culturali. Le disponibilità giacenti sul conto corrente postale di transito sono versate con cadenza mensile all‟entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al “Fondo per la raccolta presso il pubblico di contributi di scopo” istituito nello stato di previsione della spesa del Ministero per i beni e le attività culturali. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell‟economia e delle finanze, da adottarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di utilizzazione delle somme affluite sul Fondo di bilancio sopra indicato, le modalità di gestione degli interventi da parte dei soggetti attuatori e le modalità di vigilanza e della resa del conto delle opere realizzate. 2. Alle erogazioni liberali in denaro effettuate ai sensi del comma 1 si applicano i benefici fiscali di cui all‟articolo 15, comma 1, lettera h), e di cui all‟articolo 100, comma 2, lettera m), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.”. Art.37 (Organismi collegiali operanti presso il Ministero per i beni e le attività culturali) 1. Le disposizioni dell‟articolo 68, comma 2, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e dell‟articolo 12, comma 20, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, non si applicano nei confronti degli organismi operanti nei settori della tutela e della valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e delle attività culturali. I predetti organismi sono ricostituiti anche ove siano cessati per effetto delle predette disposizioni. In occasione della ricostituzione o del primo rinnovo successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, gli organismi assumono nuovamente la durata prevista dalle disposizioni che ne prevedono l‟istituzione e ne regolano il funzionamento.
2. Gli organismi di cui al comma 1 operano senza oneri a carico della finanza pubblica, salvo il solo rimborso delle eventuali spese di missione, ove previsto. Ai componenti dei suddetti organismi collegiali non spetta alcun emolumento o indennità.
Art.38 (Assunzioni da parte del Ministero per i beni e le attività culturali) 1. Al fine di assicurare l‟espletamento delle funzioni di tutela, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale statale secondo i principi di efficienza, razionalità ed economicità e di far fronte alle richieste di una crescente domanda culturale nell‟ottica di uno sviluppo del settore tale da renderlo più competitivo ed in grado di generare ricadute positive sul turismo e sull‟economia del Paese, in deroga all‟articolo 2, comma 11, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, al Ministero per i beni e le attività culturali continuano ad applicarsi per l‟anno 2013 e per l‟anno 2014 le disposizioni di cui all‟articolo 30, comma 8, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.
Art.39 (Disposizioni finanziarie ) 1. Dall'attuazione delle disposizioni del presente provvedimento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni provvedono agli adempimenti previsti nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
Report "Disegno di legge recante Misure di semplificazione degli adempimenti per i cittadini e le imprese e di riordino normativo"