Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-18010-del-04-07-2019
Timestamp: 2020-05-25 21:24:28+00:00
Document Index: 125595087

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 142', 'art. 111', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 54', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 92']

Sentenza Cassazione Civile n. 18010 del 04/07/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18010 del 04/07/2019
Cassazione civile sez. VI, 04/07/2019, (ud. 03/05/2019, dep. 04/07/2019), n.18010
sul ricorso 19935-2018 proposto da:
presso la CORTE DI CASSAZ1ONE, rappresentato e difeso dall’avvocato
CAPERNA ALESSIO ANDREY;
avverso la sentenza n. 13/2018 del TRIBUNALE di FROSINONE, depositata
il 04/01/2018;
partecipata del 03/05/2019 dal Consigliere Relatore Dott. CORRENTI
G.G. propone ricorso per cassazione, illustrato da memoria, contro il Comune di Ferentino, che non resiste con controricorso, avverso la sentenza del Tribunale di Frosinone del 4.1.2018, che ha respinto il suo appello e quello incidentale dell’amministrazione alla sentenza del Giudice di Pace che aveva annullato il verbale per violazione dell’art. 142 C.d.S., comma 8, con compensazione delle spese.
Per quanto ancora interessa il Tribunale, riferito che il gravame del G. riguardava solo la compensazione delle spese e che il verbale dava atto solamente del fatto che l’autovelox era stato preventivamente segnalato, ha statuito che il Giudice di pace aveva esplicitato le ragioni per le quali aveva proceduto alla compensazione, indicandole nella obiettiva controvertibilità delle questioni trattate e sul punto nulla era stato dedotto nell’atto di appello.
Parte ricorrente denunzia: 1) vizi di motivazione apparente e/o contraddittoria, violazione dell’art. 111 Cost e art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5; 2) violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c..
La controvertibilità non è stata oggetto di specifica critica in appello come rilevato dal Tribunale e vi era questione controvertibile di diritto sul valore probatorio del verbale di accertamento (Cass. 339/2012, 24461/2018, 22191/2014).
La valutazione sulla eccezionalità delle ragioni appare congrua, trattandosi di oggettiva opinabilità delle questioni affrontate (Cass. 2883/29014).
Va osservato che, a seguito della riformulazione della norma di cui all’art. 360 c.p.c., n. 5, disposta dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, è denunciabile in cassazione solo l’omesso esame del fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti (Cass. 8 ottobre 2014, n. 21257, Rv. 632914).
Il vizio motivazionale previsto dall’art. 360 c.p.c., n. 5, pertanto, presuppone che un esame della questione oggetto di doglianza vi sia pur sempre stato da parte del giudice di merito, ma che esso sia affetto dalla totale pretermissione di uno specifico fatto storico.
Sotto altro profilo, come precisato dalle Sezioni Unite, la riformulazione dell’art. 360 c.p.c., 1 comma, n. 5, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall’art. 12 preleggi, come riduzione al “minimo costituzionale” del sindacato di legittimità sulla motivazione (S.U. n. 8053/2014).
Non si ignora la consolidata giurisprudenza in tema di compensazione delle spese processuali e di limiti di impugnazione in relazione ai criteri tabellari ed alla circostanza che le stesse non possono essere poste a carico della parte vittoriosa ma, nella fattispecie, le spese di appello sono state correttamente compensate per il rigetto di entrambe le impugnazioni mentre quelle di primo grado sulla scorta della obiettiva controvertibilità delle questioni, circostanza che la sentenza assume non impugnata.
L’art. 92 c.p.c., comma 2, legittima la compensazione delle spese processuali, ove non sussista reciproca soccombenza, solo in presenza di “gravi ed eccezionali ragioni esplicitamente indicate nella motivazione”; tale disposizione costituisce “una norma elastica, quale clausola generale che il legislatore ha previsto per adeguarla ad un dato contesto storico-sociale o a speciali situazioni, non esattamente ed efficacemente determinabili a priori, ma da specificare in via interpretativa da parte del giudice del merito, con un giudizio censurabile in sede di legittimità, in quanto fondato su norme giuridiche” (cfr. Cass. n. 1222/2016; n. 2883/2014); ed ove il giudice abbia esplicitato in motivazione la ragioni della propria statuizione, è comunque necessario che non siano addotte ragioni illogiche o erronee, dovendosi ritenere in caso contrario sussistente una violazione di legge (cfr. Cass. n. 12893/2011).