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Timestamp: 2019-11-17 21:03:22+00:00
Document Index: 164077428

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 17', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 256']

Art. 256 codice penale: Procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato | La Legge per tutti
Art. 256 codice penale: Procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato
Chiunque si procura notizie che, nell’interesse della sicurezza dello Stato [268] o, comunque, nell’interesse politico, interno o internazionale, dello Stato, debbono rimanere segrete è punito con la reclusione da tre a dieci anni.
Agli effetti delle disposizioni di questo titolo, fra le notizie che debbono rimanere segrete (1) nell’interesse politico dello Stato sono comprese quelle contenute in atti del Governo, da esso non pubblicati per ragioni d’ordine politico, interno o internazionale.
Si applica la pena dell’ergastolo (2) se il fatto ha compromesso la preparazione o la efficienza bellica dello Stato, ovvero le operazioni militari [259-262] (3) (4).
Notizie segrete: sono (—) quelle che lo Stato ha interesse a non divulgare, per non recare pregiudizio ad alcuni beni giuridici fondamentali della comunità statale. Sono tali le notizie che attengono alla sicurezza esterna dello Stato (relativa alla tutela della indipendenza ed integrità del territorio) nonché a quella interna (relativa alla difesa delle istituzioni democratiche previste dalla Costituzione).
La Corte cost. con sentenza n. 86 del 1977 ha precisato che un segreto di Stato può essere giustificato solo nei limiti della tutela di esigenze superiori ed in particolare quelle della sicurezza dello Stato.
Notizie di cui è vietata la divulgazione: sono le cd. notizie riservate, cioè quelle che pur essendo conosciute da un numero determinato di persone, non possono essere divulgate ad altri per espresso divieto dell’Autorità. La valutazione dell’Autorità è discrezionale, per cui è escluso su di essa il sindacato dell’Autorità giudiziaria ordinaria.
(1) V. artt. 39-42, l. 3-8-2007, n. 124.
(2) Il testo originario comminava la pena di morte: v. nota (2) sub art. 17.
(3) Trattasi di circostanza aggravante speciale.
(4) Sussiste il reato di cui all’art. 256, ad esempio, nell’ipotesi in cui dei giornalisti vengano colti, in possesso di macchine fotografiche e cineprese, nelle vicinanze di una base missilistica, mentre si apprestano a raccogliere materiale per un documentario sulla caduta, nei pressi della base, di un aereo militare straniero.
Il reato di cui all'art. 256 c.p. (procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato) può essere commesso anche da chi sia già detentore della documentazione sottoposta a segreto, quando tale detenzione, originariamente legittima in virtù dell'incarico di cui era investito il soggetto attivo, sia divenuta illegittima per avere quest'ultimo volontariamente omesso, di consegnare la documentazione medesima a chi gli era subentrato nell'incarico.
Cassazione penale sez. I 20 novembre 1996 n. 11160
Per la sussistenza del delitto di cui all'art. 256 c.p. (procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato) le notizie debbono concernere la sicurezza o altro interesse politico, interno o internazionale dello Stato, onde non ogni notizia, la cui divulgazione sia vietata dall'autorità competente può venire in considerazione ai fini dell'ipotesi delittuosa, ma solo quelle vietate al fine anzidetto. (Fattispecie di sussistenza di reato relativa al cifrario facente parte del codice per comunicazioni radiotelegrafiche I.O. R.5, classificato " segretissimo " dal comando generale della guardia di finanza, perché predisposto per la lotta al contrabbando e per la trasmissione via radio di messaggi concernenti i compiti istituzionali del corpo).
Cassazione penale sez. I 04 luglio 1985
Il concetto di " segreto ", in senso giuridico, comporta una relazione materiale o personale ed indichi il limite posto, da una volontà giuridicamente competente, alla conoscibilità di un fatto, di un atto o di una cosa, destinata a rimanere occulta ad ogni persona diversa da quelle che legittimamente conoscano il fatto, l'atto o la cosa, mentre il concetto di notizie " riservate " implica quello di notizie di cui l'autorità competente ha vietato la divulgazione: esse, ancorché non segrete, ma conoscibili soltanto in un determinato luogo o entro una determinata cerchia di persone, costituiscono pur sempre notizie per le quali lo Stato non ha rinunziato alla potestà di circoscrivere la pubblicità al minimo inevitabile. (Fattispecie relativa al reato di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato).
Oggetto della tutela penale del delitto di cui all'art. 256 c.p. (procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato) è l'interesse relativo alla personalità internazionale o interna dello Stato, in quanto è opportuno evitare che notizie riservate o segrete, concernenti la sicurezza o altro interesse politico, interno o internazionale dello Stato, vengano a cognizione di persone non autorizzate, di tal che il bene giuridico protetto viene leso quando l'azione è causalmente adeguata a produrre la lesione di quel bene.
Per la sussistenza del reato previsto dall'art. 256 c.p., le notizie che l'agente si è procurato devono concernere la sicurezza o altro interesse politico, interno o internazionale dello Stato, onde se è vero che non ogni notizia la cui divulgazione sia vietata può venire in considerazione ai fini della configurabilità del menzionato reato, è anche vero che il divieto posto dall'autorità competente nell'anzidetto interesse, fa sì che ricorra l'infrazione del divieto stesso con conseguente configurabilità del reato previsto dal citato art. 256 c.p. (Fattispecie relativa alla detenzione del codice per le comunicazioni radiotelegrafiche, classificato "segretissimo" dal comando generale della guardia di finanza).