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Timestamp: 2018-11-15 23:21:20+00:00
Document Index: 126189694

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 75', 'art. 76', 'art. 75']

Pubblicato il 24/10/2018N. 00386/2018 REG.RIC.
N. 01544/2018 REG.PROV.COLL.
N. 00386/2018 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 386 del 2018, proposto da
Candita Tommaso, rappresentato e difeso dall'Avvocato Euprepio Curto, con domicilio digitale come da P.E.C. da Registri di Giustizia;
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Ufficio dei Monopoli per la Puglia, la Basilicata e il Molise - Sezione Operativa Territoriale di Brindisi, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata ex lege in Lecce, Piazza S. Oronzo;
- del provvedimento n. 24 del 7 febbraio 2018 dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Ufficio dei Monopoli per la Puglia, la Basilicata e il Molise - Sezione Operativa Territoriale di Brindisi;
Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Ufficio dei Monopoli per la Puglia, la Basilicata e il Molise - Sezione Operativa Territoriale di Brindisi;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 3 luglio 2018 la dott.ssa Maria Luisa Rotondano e uditi per le parti l'Avvocato E. Curto e l'Avvocato dello Stato G. Marzo.
1. - Con l’atto introduttivo del presente giudizio, ritualmente notificato il 28 marzo 2018 e depositato il 12 aprile 2018, il ricorrente - già titolare di patentino per la vendita di generi di monopolio, nell’esercizio bar ubicato in Francavilla Fontana alla via Oria, n. 99 - ha impugnato, domandandone l’annullamento:
1) il provvedimento n. 24 del 7 febbraio 2018, con cui l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Ufficio dei Monopoli per la Puglia, la Basilicata e il Molise - Sezione Operativa Territoriale di Brindisi, in riscontro all’istanza del 1° dicembre 2017 per il rinnovo biennale del citato patentino:
<<Atteso che il Consiglio di Stato nella sentenza n. 2028/15 ha motivato: “Il rinnovo non è altro, in relazione alla durata biennale del titolo, che un rinnovato rilascio, onde devono logicamente ritenersi necessari a tal fini anche i presupposti normativi richiesti per quest'ultimo alla data in cui il rinnovo è richiesto”;
Visto l’ormai consolidato orientamento della giustizia amministrativa e da ultimo il T.A.R. Lecce, con sentenza n. 2466/15, secondo cui il rinnovo del patentino non è ancorato al solo profilo della verifica del reddito, ma costituisce un nuovo momento di valutazione di tutti i requisiti di legittimità ed opportunità del punto vendita;
Vista la documentazione allegata all’istanza e valutati i dati riportati nella dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa dall’istante che dichiarava, tra l’altro, “di non avere pendenze fiscali e/o morosità verso l’Erario o verso il Concessionario della riscossione definitivamente accertate o risultanti da sentenze non impugnabili”;
Vista la nota P.E.C. prot. n. 88059 del 18.12.2017 con la quale si chiedeva all’Agenzia delle Entrate -Riscossione, se il Sig. Candita Tommaso “..... avesse pendenze fiscali e/o morosità verso l’Erario o verso il Concessionario della Riscossione definitivamente accertate o risultanti da sentenze non impugnabili....” come dichiarato dallo stesso ai sensi dell’art. 11 del D.P.R. 20 ottobre 1998, n. 403;
Vista la nota P.E.C. pervenuta da Agenzia Entrate - Riscossione in data 20.12.2017, assunta al prot. n. 88865>>, con la quale la stessa comunicava l’esistenza, a carico del ricorrente, di talune cartelle di pagamento;
“Viste le osservazioni pervenute in data 15.01.2018” (da cui risulta, per talune cartelle l’avvenuta presentazione della domanda di definizione agevolata, per altra cartella la proposizione di ricorso, e per altre ancora l’intenzione di presentare - “sarà presentata” - domanda di definizione agevolata) e “…. Considerato che la succitata documentazione non ha fornito elementi nuovi, tali da consentire una rivalutazione della decisione presa;
Considerato quanto emerso dal controllo della veridicità presso l’Agente della riscossione in merito a quanto dichiarato nell’atto notorio presentato ovvero la presenza di pendenze verso il Concessionario;
Considerato che nell’atto notorio la presenza di tali situazioni debitorie non regolarizzate non erano state segnalate al punto 7) dello stesso;
Considerato, pertanto, che il Titolare dell’autorizzazione è incorso in quanto previsto dall’art. 76 del D.P.R. 445/2000 in merito ad una dichiarazione risultata non veritiera”;
ha determinato la reiezione dell’istanza di rinnovo del patentino (di cui in premessa) e la contestuale soppressione del patentino n. 200094/BR di che trattasi ;
2) ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale.
1) difetto e carenza di motivazione, violazione e falsa applicazione dell’art. 76 del D.P.R. n. 445/2000;
2) eccesso di potere sotto il profilo del travisamento dei fatti e illogicità manifesta;
3) violazione del principio di ragionevolezza e proporzionalità.
Si è costituita in giudizio, per il tramite dell’Avvocatura Distrettuale Erariale, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Ufficio dei Monopoli per la Puglia, la Basilicata e il Molise - Sezione Operativa Territoriale di Brindisi, contestando in toto le avverse pretese e chiedendo la reiezione del gravame.
Con “memoria conclusionale” depositata agli atti del giudizio in data 29 maggio 2018, parte ricorrente ha prospettato dubbi di costituzionalità in ordine all’art. 75 del D.P.R. n. 445/2000, chiedendo che l’adito Tribunale voglia, “in qualsiasi caso, in relazione alla natura e agli effetti dell’art. 76 D.P.R. 445/2000, e, più complessivamente, all’intera normativa applicata, dichiarare esistenti profili di dubbia costituzionalità”.
2. - Rileva, innanzitutto, il Collegio che l’impugnato diniego risulta motivato dalla P.A. resistente sulla scorta dell’omessa dichiarazione, da parte dell’istante, di taluni debiti verso l’Erario (e cioè, la preesistenza di talune cartelle di pagamento, come risultante dalla nota P.E.C. pervenuta dall’Agenzia delle Entrate - Riscossione in data 20 dicembre 2017 e viste le osservazioni ricevute in data 15 gennaio 2018, da cui risulta, per talune cartelle l’avvenuta presentazione della domanda di definizione agevolata, per altra cartella la proposizione di ricorso, e per altre ancora l’intenzione di presentare domanda di definizione agevolata, omettendo qualsiasi valutazione sull’entità - minima o meno - dei relativi importi e, quindi, in maniera del tutto automatica), ai sensi, sostanzialmente (a ben vedere), dell’art. 75 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445.