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Timestamp: 2019-09-23 18:30:34+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 96', 'art. 90', 'art. 96', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 13']

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da franz il 26/08/2018, 7:52
Ecco un interessante contributo, trovato in rete
di Alessandro Morelli (Professore associato di diritto costituzionale)
«Interrogasse me, non andasse a chiedere lumi a dei funzionari, che svolgono delle direttive che il responsabile dà, cioè io. […] Se questo magistrato vuole capire qualcosa deve evitare i passaggi intermedi. Visto che c’è questo presunto sequestratore, che per qualcuno sarei io, sono disponibile a farmi interrogare domani mattina», ha dichiarato due giorni fa il Ministro Salvini in un’intervista a Rai Radio 1. Il riferimento era al Procuratore di Agrigento, che, riguardo alla vicenda del trattenimento di 150 migranti a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera, ferma ormai da diversi giorni presso il porto di Catania, ha avviato un’inchiesta contro ignoti per sequestro di persona e arresto illegale.
Colpisce la durezza della reazione e induce a chiedersi cosa rischi effettivamente Salvini qualora il procedimento andasse avanti e coinvolgesse il “responsabile” della situazione, secondo le provocatorie affermazioni dello stesso Ministro.
La Costituzione prevede che, per quanto riguarda i reati commessi nell’esercizio delle funzioni, il Presidente del Consiglio e i ministri, «anche se cessati dalla carica», sono sottoposti «alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale» (art. 96). Tale disposizione è stata modificata dalla legge costituzionale n. 1 del 1989, prima della quale anche il Presidente del Consiglio e i ministri, al pari di quanto è ancora previsto per il Presidente della Repubblica (art. 90), in caso di reati commessi nell’esercizio delle funzioni, dovevano essere messi in stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune e giudicati dalla Corte costituzionale.
Il Ministro dell’Interno, dunque, rischia, in astratto, un processo penale dinanzi alla giurisdizione ordinaria, peraltro per reati di particolare gravità.
Lo stesso art. 96 Cost. stabilisce, tuttavia, che il processo possa avere luogo previa autorizzazione parlamentare e la legge costituzionale del 1989 precisa che l’autorizzazione deve essere data dalla Camera cui appartengono le persone nei cui confronti si deve procedere, anche se il procedimento riguardi soggetti che non sono parlamentari. La competenza spetta, invece, al Senato se le persone appartengono a Camere diverse o se si deve procedere esclusivamente nei confronti di soggetti che non sono membri delle Camere (art. 5).
Il Parlamento, tuttavia, non può negare a piacimento l’autorizzazione. La normativa vigente richiede, infatti, alcune condizioni: in particolare, l’art. 9, comma 3, della legge attuativa stabilisce che la Camera competente a dare l’autorizzazione «può, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, negare l’autorizzazione a procedere ove reputi, con valutazione insindacabile, che l’inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo». Possono certo sorgere dubbi sulla natura del reato contestato, se cioè si tratti di un reato “ministeriale” o “comune” e, in passato, è stata più volte chiamata a pronunciarsi sul punto la Corte costituzionale in sede di conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato (sentenze nn. 241 del 2009, 87 e 88 del 2012).
Il Ministro dell’Interno è probabilmente convinto che, nell’ipotesi in cui l’inchiesta giudiziaria avviata dalla Procura di Agrigento finisse con il coinvolgerlo, il reato sarebbe qualificato come “ministeriale” ed egli, appellandosi al «preminente interesse pubblico», perseguito «nell’esercizio della funzione di Governo» e potendo contare sull’appoggio della maggioranza assoluta del Senato, non avrebbe molto da temere. Certo, si sa che le condizioni politiche possono mutare anche rapidamente e non è detto che le cose vadano esattamente come previsto.
Se, dunque, Salvini non sembrerebbe rischiare granché in questa vicenda (almeno per il momento), il pericolo che il Paese corre, come ha ben scritto Roberto Bin, è quello di finire con il ritenere normale che l’“interesse pubblico”, così come inteso dal Governo, possa prevalere sui principi fondamentali della Costituzione (come la garanzia della libertà personale, qualificata come «inviolabile» dall’art. 13), legittimando ogni possibile comportamento, persino un sequestro di persona. Al di là del caso specifico, l’atteggiamento di sfida del Ministro sembra esprimere proprio questa idea: che non c’è legge o Costituzione che tenga quando sussiste il superiore interesse pubblico, espresso ovviamente dal governante di turno che se ne autoproclami esclusivo e insindacabile interprete. Una logica antitetica a quella dello Stato di diritto (la stessa Corte costituzionale ha più volte ribadito che il principio «salus rei publicae suprema lex esto» non può essere invocato per sospendere le garanzie costituzionali: si vedano, ad esempio, le sentenze nn. 151 del 2012 e 89 del 2014).
Nulla di nuovo sotto il sole, dirà qualcuno. E, in effetti, è così: quante nefandezze sono state compiute, nel passato più o meno recente, in funzione della ragion di Stato e nella convinzione che comunque il fine giustificasse i mezzi?
Si tratta di una logica contro la quale, tuttavia, i Costituenti intesero porre le fondamenta di un nuovo ordinamento, quello appunto repubblicano, nel quale la persona umana fosse intesa sempre come un fine e mai come un mezzo. Siamo sicuri che, sfruttando la condizione disperata di 150 persone, non si stia tradendo nel profondo la nostra identità nazionale, che trova nei principi fondamentali e nei diritti inviolabili dell’uomo il suo «nucleo duro»? Siamo certi che l’“interesse pubblico” che deve prevalere non sia sempre e comunque la tutela della dignità umana? E quando ad essere messa in discussione dal declamato “interesse pubblico” non sarà la dignità degli altri, ma la nostra, a quali garanzie ci appelleremo?
da Robyn il 26/08/2018, 12:50
Non riesco a capire perche ci si è accaniti cosi tanto sulla diciotti.Se una nave intercetta dei migranti abbandonati su un'aliscafo a prescindere da quali acque siano internazionali,libiche o italiane ha il dovere di intervenire e mettere in salvo i migranti.Se le acque sono italiane secondo le convenzioni internazionali i migranti hanno diritto di sbarco in Italia.Adesso se i migranti presenti su un'aliscafo alla deriva sono stati abbandonati dai trafficanti di esserei umani bisogna agire con fermezza contro questi trafficanti a valle dove si trovano cioè in Libia affinche sia impedito di mettere i migranti sugli aliscafi per poi abbandonarli in mare aperto.Non è mantenendo sotto il sole ed in condizioni disumane i migranti che si risolve il problema.La linea dura non deve essere contro i migranti che al contrario devono avere sempre ristoro ma contro i trafficanti di esseri umani a valle cioè in Libia ed eventualmente di complici in Italia
da Robyn il 26/08/2018, 14:18
La storia della diciotti,cosa è successo
La nave Vos Thalassa intercetta al largo delle coste libiche dei migranti alla deriva che porta in salvo.Successivamente l'equipaggio della Vol Thalassa viene minacciato da alcuni dirottatori che impongono il dirottamento verso l'Italia.La nave Vol Thalassa chiama in soccorso la nave diciotti che fà il trasferimento dei migranti sulla sua nave e si dirige verso l'Italia.A quel punto Salvini ,ministro dell'Interno,non avrebbe dovuto impedire lo sbarco.La prima cosa era permettere lo sbarco dei migranti,e solo in un secondo momento si sarebbe dovuto procedere all'identificazione dei dirottatori.La pratica dei porti chiusi non serve a nulla bisogna agire all'origine in Libia dove ci sono i trafficanti di esseri umani.Adesso come finirà con Salvini?Andrà in centrale a rispondere al alcune domande degli agenti verrà preso per un braccio e messo a sedere sù una sedia magari gli diranno delinquente.Prendere per un braccio mettere a sedere su una sedia e dire delinquente non è reato di tortura da parte degli agenti
da pianogrande il 27/08/2018, 1:48
Intanto ha dichiarato di agire nell'interesse di 60.000.000 (diconsi sessantamilioni) di italiani.
Comincerei con l'escludere i risparmiatori, poi i redditi fissi in generale e poi quella percentuale di cattolici a cui non è restato indifferente neanche il Vaticano e poi tutti quelli che dichiarano di amare la patria e soffrono nel vederla messa in ridicolo davanti al mondo e me ne verranno in mente altri.
Non so quanti ne restino ma il complemento a sessanta milioni credo sia piuttosto elevato.
da Robyn il 27/08/2018, 3:35
Forse Matteo Salvini quando dice che vuole bloccare i fondi all'Europa parla anche a nome di Renzi.Infatti era Renzi che disse che voleva ritirare i fondi a chi non accoglieva i rifugiati.Sulla richiesta di flessibilità Renzi aveva infranto lo spirito europeo che prima non era stato mai infranto.Mario Monti disse che Renzi danneggiava lo spirito europeo anche fra i suoi elettori europeisti e Renzi rispose a muso.Non mancò la reazione di Junker il quale disse a Renzi di fare meno lo spaccone.Prima di questo momento mai nessuno aveva infranto lo spirito europeo
da franz il 27/08/2018, 9:14
Robyn ha scritto: La storia della diciotti,cosa è successo
La nave Vos Thalassa intercetta al largo delle coste libiche dei migranti alla deriva che porta in salvo.Successivamente l'equipaggio della Vol Thalassa viene minacciato da alcuni dirottatori che impongono il dirottamento verso l'Italia.La nave Vol Thalassa chiama in soccorso la nave diciotti che fà il trasferimento dei migranti sulla sua nave e si dirige verso l'Italia.
Ti confondi con l'altro caso, successo in luglio. Stessa nave (le navi italiane che pattugliano sono due).
Qui nessun dirottamento.
da franz il 27/08/2018, 10:05
Il tema originario del post era un altro (basta vedere il primo messaggio) ma è normale che gradualmete si cambi tema.
Ma visto che ci siamo, continuiamo.
Nel 2016 complessivamente 366 mila persone hanno ottenuto lo status di rifugiato in primo grado nell'UE-28, 258 mila hanno ottenuto lo status di protezione sussidiaria e 48 mila hanno ottenuto l'autorizzazione a soggiornare per motivi umanitari.
Fonte: https://ec.europa.eu/eurostat/statistic ... tistics/it
Leggete bene e capirete quanto il problema italiano sia ridotto, sulla base della popolazione.
Secondo la logica salviniana, non dovremmo "lasciare soli gli altri paesi" e dovremmo farci carico di buona parte di qui 672 mila casi 2016. Sempre che vogliano venire in Italia. Poi se trovo i dati 2017 ...
Vedere anche: https://ec.europa.eu/eurostat/statistic ... tistics/it
da Robyn il 27/08/2018, 11:34
Sull'immigrazione c'è troppa politica spettacolo e la politica spettacolo non fà bene alla democrazia perche non induce alla riflessione.L'emergenza migranti declina e finisce con Minniti.Adesso bisogna gestire l'immigrazione secondo il diritto con umanità ed intelligenza.Infatti nel tread si discuteva di economia di debito pubblico e di quali riforme fare
da Robyn il 28/08/2018, 0:02
Sul caso Salvini non mi pare che si possa contrastare l'avversario per via giudiziaria ma solo sù base politica attraverso idee e proposte alternative.L'indagine aperta su Salvini può essere solo un'atto formale che può essere benissimo archiviato.Non mi pare che il nostro paese possa andare più allo scontro politica magistratura.Sulla costituzionalità di certi atti e leggi è la corte costituzionale che vigila ed in base alla nostra costituzione il modello no way non è costituzionale e poi non ci sono numeri in parlamento.In realtà si cerca di utilizzare questa vicenda per colpire l'indipendenza della magistratura.Che cosa dice Tajani?che bisogna riformare la giustizia?Da Tajani si sapeva che non sarebbe arrivata mai nessuna novità ma solo idee di conservazione.L'indipendenza della magistratura serve ad evitare che nella giustizia ci sia chi possa riuscire a costruirsi posizioni di privilegio e le posizioni di privilegio trovano casa nei conservatori
da pianogrande il 28/08/2018, 10:04
Robyn ha scritto: Sul caso Salvini non mi pare che si possa contrastare l'avversario per via giudiziaria ma solo sù base politica attraverso idee e proposte alternative.L'indagine aperta su Salvini può essere solo un'atto formale che può essere benissimo archiviato.Non mi pare che il nostro paese possa andare più allo scontro politica magistratura.Sulla costituzionalità di certi atti e leggi è la corte costituzionale che vigila ed in base alla nostra costituzione il modello no way non è costituzionale e poi non ci sono numeri in parlamento.In realtà si cerca di utilizzare questa vicenda per colpire l'indipendenza della magistratura.Che cosa dice Tajani?che bisogna riformare la giustizia?Da Tajani si sapeva che non sarebbe arrivata mai nessuna novità ma solo idee di conservazione.L'indipendenza della magistratura serve ad evitare che nella giustizia ci sia chi possa riuscire a costruirsi posizioni di privilegio e le posizioni di privilegio trovano casa nei conservatori
Se ha commesso reati oppure no.
Quello è l'unico problema.
Se ne ha commessi va perseguito come ogni altro cittadino; ne più né meno.