Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1919:agroindustriale-lavorazione-prodotti-agricoli-zootecnici-coop-ccnl-22-luglio-2003&amp;catid=53&amp;Itemid=139
Timestamp: 2019-10-13 22:54:27+00:00
Document Index: 135467872

Matched Legal Cases: ['art. 46', 'art. 46', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 27', 'art. 30', 'art. 56', 'art. 57', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 21', 'art. 25', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 623', 'art. 5', 'art. 54', 'art. 7', 'art. 36', 'art. 20', 'art. 35', 'art. 64', 'art. 27', 'art. 45', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 25', 'art. 24', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 30', 'art. 30']

Agroindustriale - Lavorazione prodotti agricoli-zootecnici, COOP: CCNL 22 luglio 2003
Parti: Agci-Agricoltura, Anca-Legacoop, Federazione Nazionale Cooperative Agricole ed Agroalimentari - Confederazione Cooperative Italiane e Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil
Settori: Agroindustriale, Lavorazione-Trasformazione prodotti agricoli, COOP
• A)- Competenze del contratto collettivo nazionale di lavoro
• B)- Competenze della contrattazione aziendale
• C)- Contrattazione territoriale di comparto merceologico
• A)- Accordi aziendali
• B)- Accordi territoriali di settore o di comparto
Art. 5 - Premio per obiettivi
• Premio di produzione ex art. 46 CCNL 8/08/1991
• Erogazione sostitutiva dei premi
Art. 6 - Diritti di informazione - Confronto
• A)- Livello nazionale
• B)- Livello regionale
• C)- Livello aziendale, consortile o di gruppo
• A)- Osservatorio nazionale - Sezione di settore
• B)- Commissione territoriale dell'osservatorio nazionale
• C)- Comitati bilaterali
o 1)- Scopi e funzioni
o 2)- Struttura dei comitati
o 3)- Procedure
• D)- Commissione paritetica pari opportunità
• Mercato del lavoro ed altre modifiche legislative
Art. 8 - Ambiente di lavoro e salute
• A)- Confronto a livello aziendale
• B)- Informazioni
• C)- Ristrutturazioni per motivi ambientali
• D)- Rappresentanti di lavoratori per la sicurezza
• E)- Prevenzione e protezione dai rischi
Art. 10 - Appalti, decentramento produttivo e terziarizzazioni
• A)- Rappresentanze sindacali unitarie
o 1)- Costituzione RSU
o 2)- Composizione RSU
o 3) - Ripartizione seggi
o 4)- Numero componenti
o 5)- Durata incarico
o 6)- Elettorato passivo
o 7)- Modalità votazioni
o 8)- Commissione elettorale
o 9)- Attività stagionali
o 10)- Clausola di salvaguardia
• B)- Assemblea
• C)- Permessi sindacali
• D)- Aspettative ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire incarichi sindacali provinciali o nazionali
• E)- Affissioni
• F)- Versamento dei contributi sindacali
Art. 13 - Conciliazione delle controversie e raffreddamento del conflitto
• Procedure per la prevenzione del conflitto
o A)- Controversie economiche collettive
o B)- Controversie applicative
• C)- Controversie individuali e plurime
Art. 14 - Affissione e distribuzione del contratto ed esclusiva di stampa - Contributo servizio contrattuale
• Protocollo aggiuntivo per il settore saccarifero
Art. 17 bis - Lavoro temporaneo
Art. 19 - Riserva su assunzioni
Art. 21 - Classificazione dei lavoratori
• I)- Classificazione
o Declaratorie
• II)- Mobilità professionale
• III)- Commissione per professionalità, classificazione ed inquadramento
Art. 22 - Passaggio di livello
• A)- Per mutamento di mansioni
• B)- Prevalenza di mansioni in caso di cumulo
Art. 26 - Donne, fanciulli e adolescenti
• Nota a verbale per VV.PP.
Art. 29 - Lavoro straordinario, lavoro notturno, festivo e a turni - Maggiorazioni
Art. 30 - Riposo per i pasti
Art. 32 - Giorni festivi - Festività infrasettimanali e nazionali
Art. 33 - Interruzione del lavoro - Recuperi
Art. 34 - Occupazione e orario di lavoro
• Verbale di accordo sulle modalità di fruizione delle ferie per i dipendenti di aziende cooperative di trasformazione prodotti agricoli, zootecnici e lavorazione prodotti alimentari
Art. 37 - Servizio militare - Cooperazione internazionale - Volontariato
• A)- Servizio militare
• B)- Cooperazione internazionale
• C)- Volontariato
• 1)- Conservazione del posto
• 2)- Malattia e ferie
• 3)- Trattamento economico
• 4)- Reperibilità in caso di assenza dal lavoro per malattia o infortunio non sul lavoro
• 5)- Dichiarazione su patologie di particolare gravità e su stati di tossicodipendenza
o A)- Patologie di particolare gravità
o B)- Stati di tossicodipendenza
Art. 42 - Infortunio sul lavoro
Art. 44 - Lavoratori svantaggiati - Assunzioni obbligatorie
• A) Minimi tabellari mensili
• B)- Indennità di contingenza
• C)- Modalità di corresponsione della retribuzione
Art. 47 - Tredicesima e quattordicesima mensilità
Art. 48 - Indennità maneggio denaro - Cauzione
Art. 49 - Cottimi
Art. 50 - Indennità di disagio
Art. 51 - Regolamento aziendale - Norme speciali - Prestiti
Art. 52 - Assenze e permessi
Art. 53 - Indumenti di lavoro generi in natura - Utensili di lavoro - Spogliatoi
• Generi in natura
• Utensili • Spogliatoi
Art. 54 - Visite di inventario e visite personali di controllo
Art. 55 - Disciplina aziendale
• A)- Diritti e doveri del lavoratore
• B)- Provvedimenti disciplinari
• 1)- Ammonizione - Multa - Sospensione
• 2)- Licenziamento per cause disciplinari
Art. 58 - Cessione, trasformazione e trapasso di azienda
Art. 60 - Norme generali e inscindibilità delle disposizioni contrattuali
Art. 61 - Previdenza complementare volontaria
• A)- Congedi parentali
• B)- Congedi per la malattia del figlio
• C)- Congedi per la formazione
• D)- Congedi per gravi motivi familiari
Art. 64 - Assistenza sanitaria
Art. 65 - Fondo aiuti e solidarietà
Tabella importi congelati derivanti dall'applicazione della sola aliquota del 3% ex art. 46 del CCNL 8/08/1991
Appendice all'art. 6 della parte comune
Art. 5 - Tredicesima e quattordicesima mensilità
1)- La lettera A) Osservatorio dell'art. 7 - Relazioni industriali [Sostituita]
2)- Comitati aziendali europei di gruppo
3)- L'art. 11 - Rappresentanza sindacale unitaria – [Integrato]
4)- L'Art. 11 - lettera B) Assemblea - [Sostituito]
5)- L'Art. 11 - lettera C) Permessi sindacali - Assenze e permessi per l'esercizio di funzioni pubbliche elettive – [Sostituito]
• Permessi sindacali retribuiti
• Permessi sindacali non retribuiti
• Permessi ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive
6)- L'Art. 11 - lettera F) Versamento dei contributi sindacali – [Sostituito]
• Regolamento per il versamento dei contributi sindacali
o 1)- Deleghe
o 2)- Consegna, raccolta e validità delle "deleghe"
▪ A)- Lavoratori in servizio al 1 giugno 1995 con contratto a tempo indeterminato
▪ B)- Lavoratori assunti nel corso dell'anno
7)- L'Art. 16 - Periodo di prova – [Sostituito]
8)- L'Art. 17 - Disciplina del rapporto a tempo determinato - e l'Art. 20 - Stagionalità – [Sostituiti]
9)- Il comma 8° dell'art. 27 [Sostituito]
Trattamento festività nazionali ed infrasettimanali
- Trattamento ferie
- Preavviso e sua indennità sostitutiva
10)- L'Art. 22 - Passaggio di livello per mutamento di mansioni - [Sostituito]
Disposizioni particolari per gli operai
11)- Passaggio dalla qualifica di operaio a quella di impiegato
12)- L'Art. 27 - Orario di lavoro - L'Art. 29 - Lavoro supplementare, straordinario, lavoro notturno, festivo e a turni - Maggiorazioni – e l'art. 30 - Riposo per i pasti - [Sostituiti]
13)- L'Art. 32 - Giorni festivi - Festività infrasettimanali e nazionali - [Sostituito]
14)- L'Art. 35 - Ferie – [Sostituito]
15)- L'Art. 41 - Malattia e infortunio non sul lavoro e l'Art. 42 - Infortunio sul lavoro –[Sostituiti]
• A)- Infortuni sul lavoro
o Conservazione del posto
o Trattamento economico
• B)- Malattie ed infortuni non sul lavoro
o Conservazione del posto - Periodo di comporto
• Disposizioni comuni per la malattia e gli infortuni sul lavoro e non
• Reperibilità in caso di assenza dal lavoro per malattia o infortunio non sul lavoro
• A)- Patologie di particolare gravità
• B)- Stati di tossicodipendenza
16)- L'Art. 45 lettera C) - Modalità di corresponsione della retribuzione- [Sostituito]
• Trattamento economico - Modalità di corresponsione.
o 1°) Composizione della retribuzione
o 2°) Minimi tabellari contrattuali
o 3°) Modalità di corresponsione della retribuzione
o 4°) Danni e trattenute per risarcimento
17)- L'Art. 46 - Aumenti periodici di anzianità – [Sostituito]
18)- L'Art. 47 - Tredicesima e quattordicesima mensilità – [Sostituito]
19)- L'Art. 5 - Premio per obiettivi – [Sostituito]
20)- L'Art. 48 - Indennità maneggio denaro - Cauzione – [Sostituito]
21)- L'Art. 39 - Trasferte - [Sostituito]
22)- L'Art. 40 - Trasferimenti - [Sostituito]
23)- L'Art. 8 - Ambiente di lavoro - [Sostituito]
• 1)- Rappresentante per la sicurezza
• 2)- Modalità e procedure per l'elezione o designazione del rappresentante per la sicurezza
• 3)- Permessi
• 4) (Rinvio)
24)- L'art. 56 - Preavviso di licenziamento e di dimissioni – [Sostituito]
25)- L'art. 57 - Trattamento di fine rapporto – [Sostituito]
26)- La lettera d) dell'art. 11 - Diritti sindacali - Aspettative ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire incarichi sindacali provinciali o nazionali – [Sostituita]
27)- Gratifica venticinquennale
28)- Maggiorazioni di zona
29)- Assicurazione contro i rischi del lavoro
30)- Alloggi di servizio
31)- Professionalità dei lavoratori
32)- Quadri
33)- Mense aziendali
• Periodo di intercampagna
• Periodo di campagna
Allegato "A" Accordo 28 gennaio 1969 relativo all'industria saccarifera
Allegato "B" Accordo integrativo per il settore saccarifero
• 1)- Cassa di previdenza aziendale
• 2)- Premio di produzione
• 3)- Mense aziendali
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti da aziende cooperative di trasformazione di prodotti agricoli e zootecnici e lavorazione prodotti alimentari
Il giorno 22 luglio 2003 in Roma tra Agci - Agricoltura […], Anca (Associazione Nazionale Cooperative Agroalimentari) - Legacoop […], Federazione Nazionale Cooperative Agricole ed Agroalimentari - Confederazione Cooperative Italiane […] e la Fai-Cisl […], la Flai-Cgil […], la Uila-Uil […] si è concordato di rinnovare il CCNL 5 luglio 1999 per i lavoratori dipendenti da aziende cooperative di trasformazione di prodotti agricoli e zootecnici e lavorazione prodotti alimentari scaduto il 31 maggio 2003.
- conserviero animale, dolciario, lattiero- caseario, degli alimenti zootecnici, delle lavorazioni specie avicole, delle centrali del latte, dei vini, spumanti, vermut, aperitivi a base di vino, liquori, delle distillerie di 2° grado, delle acque bevande gassate, idrominerali, birra e malto, conserve vegetali, risiero, alimentari vari, pastai e mugnai, conserve ittiche, saccarifero, oleario.
In particolare il presente contratto si applica alle imprese cooperative dei settori di cui sopra, che eventualmente applichino ai propri dipendenti, anche di fatto, il trattamento contrattuale dell'industria alimentare non cooperativa.
Al fine di garantire certezza di applicazione dei criteri e delle norme di cui al presente articolo nonché per esaminare ogni questione inerente la sfera di applicazione del CCNL è costituita dalle parti stipulanti una apposita Commissione Paritetica.
La Commissione paritetica di cui all'art. 1 verificherà in modo dinamico lo stato di applicazione del presente CCNL, anche sulla base delle risultanze del relativo censimento.
Ciascuna delle parti si impegna tuttavia a non promuovere ed a non favorire, nell'arco di vigenza del presente CCNL, azioni intese a portare all'applicazione di altro CCNL di riferimento, anche nell'ambito delle singole cooperative.
In caso di fusione di cooperative applicanti differenti CCNL, tale stato di cose verrà esaminato tra tutte le parti interessate competenti per le eventuali intese del caso, fatte salve l'inscindibilità delle norme dei singoli contratti nazionali e la non cumulabilità dei rispettivi trattamenti.
Al fine di risolvere comunque ogni contenzioso che dovesse verificarsi relativamente alla sfera di applicazione del CCNL convengono che la predetta Commissione si incontrerà con analoga Commissione paritetica all'uopo definita dalle parti stipulanti l'altro contratto esistente nel settore della cooperazione agro- alimentare su richiesta anche di una sola delle parti stesse.
A)- Competenze del contratto collettivo nazionale di lavoro
1) sistema di informazione;
2) diritti sindacali;
3) sistema di inquadramento dei lavoratori;
4) orario di lavoro.
Il contratto nazionale definisce per il secondo livello di contrattazione le materie ed i soggetti abilitati, prevedendo altresì opportune garanzie procedurali di prevenzione del conflitto.
B)- Competenze della contrattazione aziendale
Nel rispetto del principio secondo cui tale contrattazione non può avere ad oggetto materie già definite in altri livelli negoziali, il secondo livello di contrattazione ha inoltre competenza sulle sole seguenti materie:
2) eventuale elevazione del numero degli RLS da 3 a 4 nelle cooperative o unità produttive con più di 450 dipendenti (art. 8, lettera d), 2° comma);
3) eventuali controversie nell'applicazione dell'inquadramento del personale, così come l'inquadramento del personale derivante da innovazioni tecnologiche e/o nell'organizzazione del lavoro che comportino modifiche di mansioni (art. 21, I) classificazione, 2° comma);
4) definizione di norme sul diritto, i criteri e le modalità di accesso dei giovani con contratto di formazione e lavoro alle erogazioni retributive derivanti dall'istituzione del Premio per obiettivi (art. 25, 2° comma);
5) i seguenti aspetti relativi alla distribuzione dell'orario di lavoro (art. 27):
6) modalità applicative relative all'utilizzo delle riduzioni di orario, nella realizzazione della flessibilità degli orari (art. 28, 6° comma);
7) verifica delle esigenze di ipotesi di lavoro oltre le 40 ore settimanali al di là dei casi previsti dal 4° comma, dello stesso articolo (art. 29, 6° comma integrato dall'ultima nota a verbale dello stesso articolo);
Sono titolari della negoziazione in sede aziendale negli ambiti, per le materie e con le procedure stabilite dal presente contratto le RSU costituite ai sensi dell'accordo interconfederale del 13/09/1994 e dell'art. 11 e le strutture territoriali delle organizzazioni sindacali stipulanti.
Il presente punto recepisce la normativa in materia di contrattazione aziendale concordata tra le parti col protocollo sottoscritto il 7 febbraio 1994 (all. n. 8).
C)- Contrattazione territoriale di comparto merceologico
Le materie di competenza di tale livello sono omologhe a quelle previste per la contrattazione aziendale come analoghi sono criteri e parametri di riferimento.
La contrattazione a livello territoriale di settore o di comparto definirà pertanto erogazioni retributive rapportate ai risultati aziendali nell'ambito dei succitati criteri e parametri di riferimento.
Le parti, ferma restando la piena autonomia di poteri decisionali e di responsabilità gestionali delle cooperative e le rispettive distinte responsabilità delle Associazioni Cooperative e delle OOSS dei lavoratori, concordano il seguente sistema di informazione.
Al fine di consentire alle OOSS firmatarie del presente CCNL una adeguata conoscenza delle problematiche relative a rilevanti fenomeni collegati ai processi di sviluppo e di ristrutturazione ed alle relative innovazioni tecnico-organizzative, nonché ai loro riflessi sulla organizzazione del lavoro e sui livelli occupazionali e professionali, saranno fornite le informazioni stabilite ai diversi livelli di competenza come sotto specificato.
A)- Livello nazionale
Il confronto terrà conto della specificità dell'impresa cooperativa fondata sul conferimento delle materie prime da parte dei suoi soci produttori agricoli.
n) programmi relativi al superamento delle barriere architettoniche.
B)- Livello regionale
Le parti, su richiesta di una di esse, in presenza di un'estesa articolazione produttiva territoriale nella cooperazione agro-alimentare, potranno attivare livelli regionali di informazione e confronto con particolare riferimento ai programmi di sviluppo e di investimento ed ai processi di ristrutturazione e riorganizzazione che abbiano riflessi sulla struttura occupazione dell'insieme delle imprese cooperative nel settore.
C)- Livello aziendale, consortile o di gruppo
A livello di cooperativa, di consorzio o di gruppo (previa definizione tra le parti), in incontri da svolgersi di norma nel primo quadrimestre di ogni anno, i rappresentanti delle aziende stesse informeranno le RSU e le OOSS territoriali competenti sulla situazione a consuntivo dell'impresa, sui programmi produttivi e sulle previsioni degli investimenti (ammodernamenti tecnologici e organizzativi, modifica dell'ambiente di lavoro, diversificazioni produttive, ristrutturazioni ed ampliamenti) e dei riflessi sull'organizzazione del lavoro, dei livelli di occupazione, delle dinamiche professionali e del conferimento dei prodotti agricoli da parte dei soci.
2) situazione e programmi occupazionali prevedendo incontri periodici con la RSU per l'esame della evoluzione della struttura della occupazione per qualifica e per sesso;
9) Operazioni di decentramento di attività e lavorazioni date a commessa. La cooperativa fornirà alle RSU, nel rispetto della Legge 675/96 e successive modificazioni e integrazioni, gli elementi di valutazione qualitativa e quantitativa (natura, personale impiegato, presenza media dei lavoratori, prezzo pattuito, nonché le clausole previste dall'art. 10) circa le operazioni date in appalto all'interno dell'azienda.
11) assunzioni per sesso, per livelli di inquadramento e flussi occupazionali, per categorie sociali (lavoro protetto, immigrati, etc.);
12) attivazione di azioni positive per quanto concerne l'accesso al lavoro, gli sviluppi professionali di carriera e la valorizzazione del lavoro femminile, anche in relazione alle disposizioni europee e alla normativa di legge;
14) eventuali interventi per il superamento delle barriere architettoniche in relazione alle norme di legge vigenti.
- su eventuali casi di scorporo di attività del proprio ciclo produttivo che abbiano rilevanti riflessi sull'occupazione complessiva; ciò per consentire alle OSL la conoscenza delle conseguenze sui livelli occupazionali, nonché, a consuntivo, il dato medio del numero dei lavoratori delle ditte appaltatrici che hanno prestato la propria attività all'interno delle unità produttive.
Resta inteso tra le parti che le informazioni ed il confronto di cui al presente titolo saranno riferiti a progetti assunti dall'impresa in modo da consentire alla RSU un effettivo confronto sui medesimi in materia di organizzazione del lavoro funzionale all'investimento, della distribuzione degli orari, della composizione degli organici e della professionalità.
A)- Osservatorio nazionale - Sezione di settore
Al fine di raccogliere, elaborare ed utilizzare gli elementi di conoscenza necessari ad un confronto sistematico sui temi di rilevante interesse reciproco sotto indicati, le parti si impegnano a realizzare entro il periodo di validità del CCNL, nell'ambito dell'Osservatorio nazionale sulla cooperazione di cui al punto 5 del Protocollo interconfederale del 5/04/1990 una sezione apposita riguardante la cooperazione del settore con lo scopo precipuo di ricerca, informazione, analisi su temi di supporto al confronto quali:
r) i patti territoriali e i contratti d'area, eventualmente stipulati, nonché le iniziative specifiche per la definizione di contratti di riallineamento in sede provinciale concernenti l'industria alimentare;
s) in raccordo con la Consulta delle Parti fondatrici, le varie fasi di crescita ed affermazione di Filcoop nel settore, con particolare riferimento alla raccolta delle adesioni ed alle eventuali azioni da intraprendere per favorire la capillare diffusione dell'iniziativa tra tutti i lavoratori;
t) le linee direttrici della contrattazione aziendale di cui all'art. 6 del presente contratto, nonché l'andamento consuntivo della stessa.
Le Parti nel comune convincimento del ruolo fondamentale che la formazione riveste come investimento strategico per il miglioramento della qualità del lavoro, dei processi e dei prodotti, convengono, anche alla luce di quanto affermato nel Patto sociale del 1 febbraio 1999, che nella sezione di settore saranno condotti approfondimenti nell'impegno costante della diffusione della "cultura della formazione".
Verrà costituita una specifica articolazione della sezione dell'Osservatorio, alla quale sono attribuiti i seguenti compiti:
Questo impegno che punta alla centralità dell'impresa per la qualificazione del sistema formativo si colloca in uno scenario di più ampio respiro che sarà attentamente seguito e monitorato dal gruppo:
- europeizzazione della formazione e della concertazione tra le Parti sociali;
- valutazione e miglioramento della qualità dei sistemi formativi, con particolare riferimento all'esigenza di promuovere e valorizzare una adeguata professionalità dei lavoratori in relazione sia al tipo di attività svolta che alla fascia di età a fronte dell'evoluzione tecnologica ed organizzativa;
- ricerca di adeguati strumenti di coinvolgimento dei giovani nei processi formativi per l'acquisizione delle necessarie professionalità e per la loro preparazione all'inserimento in azienda;
- crescita della competitività delle imprese attraverso la qualificazione delle risorse umane;
- crescita della qualità delle infrastrutture dei sistemi di offerta di formazione nelle aree deboli.
Nell'ambito dei lavori della sopraccitata sezione di settore si porrà attenzione alla ricerca di strumenti per accedere alle forme di finanziamento specificamente previste a livello comunitario, nazionale e regionale, al fine di promuoverne una corretta informazione all'interno del sistema imprenditoriale, in particolare delle piccole e medie imprese, e di valutare l'utilizzazione di tali finanziamenti per gli eventuali progetti che si convenisse di definire sul piano settoriale.
Per il raggiungimento degli obiettivi sopra descritti si realizzeranno gli opportuni collegamenti con l'Organismo Bilaterale Nazionale per la Formazione "Coopform" e con i relativi Organismi Bilaterali Regionali nonché con Fon.Coop Fondo per la formazione continua delle imprese cooperative.
Inoltre al fine di pervenire ad una definitiva valorizzazione dell'Osservatorio di Settore quale strumento privilegiato e fondamentale di relazioni industriali condivise, le Parti convengono quanto segue:
- Entro il 31/12/2003 la sezione di settore, si riunirà per individuare priorità di analisi istruttorie della Sezione dell'Osservatorio medesimo ed eventuali interventi delle Parti nei confronti di Istituzioni, Amministrazioni ed Organizzazioni in ordine alle problematiche di interesse del settore ed alle possibili soluzioni.
- Altro argomento al quale verrà dedicata particolare attenzione è quello relativo all'andamento degli appalti, del decentramento produttivo e delle terziarizzazioni, con riferimento alle conseguenze ed implicazioni riguardanti l'occupazione e le condizioni di lavoro, nel comune intento della salvaguardia delle normative di tutela del lavoro.
- A decorrere dalla data di entrata in vigore del CCNL, il tema della responsabilità sociale dell'impresa sarà inserito tra gli argomenti di possibile analisi da parte della Sezione di settore.
- Le Parti stipulanti potranno costituire in via sperimentale, d'intesa con le Associazioni territoriali competenti, articolazioni di carattere territoriale raccordate a quello nazionale di settore.
In tale contesto e con riferimento all'attività svolta dalla sezione dell'Osservatorio di settore, al fine di fornire un supporto alle Parti stipulanti il CCNL, potrà essere esaminato, in particolare, il fenomeno degli appalti, del decentramento produttivo e delle terziarizzazioni con riferimento alle conseguenze ed implicazioni riguardanti l'occupazione e le condizioni di lavoro, nel comune intento della salvaguardia delle normative di tutela del lavoro.
- Sempre previa istruttoria della sezione di settore da compiersi entro il 31/12/2003, potranno essere realizzate specifiche articolazioni di comparto merceologico, raccordate a quello nazionale di settore, per l'analisi, per quanto di rispettiva competenza, delle medesime tematiche previste per la sezione di settore stessa.
Entro il 31/12/2003 le Parti si incontreranno per valutare la opportunità di una più stabile strutturazione/strumentazione della sezione dell'Osservatorio o di parti di esso.
B)- Commissione territoriale dell'osservatorio nazionale
C)- Comitati bilaterali
Nelle cooperative o consorzi con più di 150 addetti, con riferimento alle informazioni di maggiore interesse inerenti i più significativi piani di sviluppo e/o ristrutturazione, nonché le conseguenti innovazioni tecniche e organizzative, le parti potranno costituire Comitati paritetici bilaterali a livello di azienda, di consorzio o di gruppo, nel rispetto delle norme vigenti in materia di segreto industriale (art. 623 C.P.).
1)- Scopi e funzioni
- strategie e/o piani di sviluppo che comportino significativi investimenti- innovazioni;
- esame dei risultati efficienza- efficacia per quanto attiene a occupazione, miglioramento delle condizioni economiche e di lavoro dei lavoratori con particolare riferimento alla definizione dei programmi di incremento di produttività, di qualità, di redditività ecc. di cui al primo comma dell'art. 5 "Premio per obiettivi" e come previsto dal 3° comma dello stesso articolo.
2)- Struttura dei comitati
I Comitati saranno di norma composti da tre membri nominati in rappresentanza della RSU e tre membri dell'azienda. In caso di aziende strutturate su più unità produttive il numero dei membri non potrà superare i 6 per parte.
Esaurito il proprio compito, i Comitati si sciolgono.
D)- Commissione paritetica pari opportunità
Le parti convengono sull'opportunità di realizzare nel quadro dei programmi dell'osservatorio previsto dal presente CCNL - in armonia con quanto previsto dalla Raccomandazione CEE n. 635/1984 e dalle disposizioni legislative in vigore in tema di parità uomo- donna attività di studio e di ricerca finalizzate alla promozione di azioni positive e alla individuazione di eventuali ostacoli che non consentano una effettiva parità di opportunità uomo- donna nel lavoro.
g) studiare iniziative idonee a prevenire forme di molestie sessuali nei luoghi di lavoro anche attraverso ricerche sulla diffusione e le caratteristiche del fenomeno. Le Parti si impegnano ad adeguare la normativa contrattuale in caso di emanazione di un provvedimento legislativo che demandi alla contrattazione nazionale modalità applicative e/o norme attuative, nei termini eventualmente fissati dalla legislazione di rinvio.
h) esaminare eventuali fenomeni di mobbing e di molestie sessuali.
La Commissione, presieduta a turno da un componente di parte imprenditoriale e da un componente di parte sindacale si riunirà a scadenza trimestrale e invierà annualmente alle parti stipulanti un rapporto sulla attività svolta.
A)- Confronto a livello aziendale
Alla rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza espressa secondo le modalità previste dal D.Lgs. 626/1994 e dall'accordo interconfederale 5/10/1995 (all. n. 10), nell'ambito di tale confronto con la direzione aziendale, sono demandati i compiti previsti dalle norme di legge e dall'accordo stesso in materia di consultazione, riunioni periodiche, accesso alla documentazione ed ai luoghi di lavoro, informazione.
I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza hanno diritto di partecipare ai corsi di formazione per essi previsti dall'accordo 5/10/1995, all'interno dei quali dovranno trovare equilibrato, consensuale soddisfacimento le esigenze sia della formazione di base che di quella specifica.
I piani di formazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza saranno oggetto di esame tra le parti.
L'attività di formazione sarà a carico delle imprese cooperative.
Compete ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, anche nel quadro delle prerogative di cui al D.Lgs. 626/94 riguardanti la valutazione del rischio, confrontarsi con la Direzione o con i responsabili aziendali della salute e sicurezza per:
B)- Informazioni
Nel quadro dell'impegno di partecipazione e collaborazione cui si ispira il D.Lgs. 626/1994, le aziende porteranno a conoscenza della rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza (RLS) che potranno offrire un contributo propositivo:
- informazioni attinenti gli eventuali rischi cui sono esposti i lavoratori connessi con le sostanze impiegate nel ciclo produttivo;
- programmi di investimento concernenti il miglioramento dell'ambiente di lavoro e la sicurezza;
- informazioni sui piani di emergenza, l'attrezzatura di sicurezza, i sistemi di allarme ed i mezzi di intervento esistenti negli ambienti di lavoro in caso di incidenti rilevanti;
- informazioni sull'attività preventiva per la sorveglianza dei Fattori di rischio.
C)- Ristrutturazioni per motivi ambientali
I programmi concernenti il risanamento e/o la ristrutturazione per ragioni ambientali e di sicurezza, comportanti l'adozione di sostanziali modifiche agli impianti o la fermata totale o parziale degli stessi con conseguenti ricadute sui livelli occupazionali, formeranno oggetto di esame tra Direzione aziendale ed RSU.
Durante l'esame da esaurirsi, a questi fini entro 20 giorni dalla comunicazione dei programmi da parte dell'impresa, le parti opereranno astenendosi da iniziative unilaterali.
D)- Rappresentanti di lavoratori per la sicurezza
Le modalità di individuazione, designazione od elezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nelle cooperative o unità produttive delle stesse con più di 15 dipendenti sono quelle stabilite al punto 4 dell'accordo interconfederale 5/10/1995 allegato al CCNL.
E)- Prevenzione e protezione dai rischi
La sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali ed il rispetto delle relative norme di legge ed in particolare di quelle di cui al D.Lgs. 626/1994 costituiscono un preciso dovere dell'azienda e dei lavoratori.
In particolare l'azienda darà applicazione alle norme di legge (art. 54 D.Lgs. 626/94) per la protezione dai danni derivanti da un utilizzo continuativo del videoterminale, riservando particolare attenzione alle condizioni delle lavoratrici in gravidanza.
Per quanto non previsto nel presente articolo, si fa comunque riferimento al D.Lgs. 626/1994 ed all'accordo interconfederale 5/10/1995 (allegato n. 10).
In questo quadro i gruppi, i consorzi e le aziende, nel corso degli incontri rispettivamente previsti nel punto c) del sistema di informazione forniranno alla RSU informazioni, anche a consuntivo, sui programmi di formazione professionale, con particolare riferimento al numero dei lavoratori interessati suddivisi per sesso, alla durata dei corsi, alla sede, ai contenuti, agli obiettivi tecnico- professionali da conseguire, allo svolgimento dei corsi in azienda o in centri di formazione esterni, nonché all'intendimento di far ricorso a fonti di finanziamento, per i programmi stessi, esterne all'azienda.
Le RSU potranno fornire proprie valutazioni in ordine a tali programmi. Fatti salvi gli eventuali accordi aziendali vigenti in materia, a tale livello sarà valutata - anche in coerenza con gli obiettivi/progetti della specifica articolazione della Sezione dell'Osservatorio di cui all'art. 7
- l'opportunità di adottare specifiche iniziative formative rivolte:
c) al personale interessato da processi di innovazione tecnologica e/o da processi di rilevante ristrutturazione aziendale che comportino sostanziali modifiche nello svolgimento della prestazione lavorativa, per realizzare una effettiva riqualificazione delle competenze / professionalità;
- del monte ore di cui all'art. 36, se non già utilizzato per gli scopi specifici;
Sono esclusi dagli appalti i lavori svolti in azienda direttamente pertinenti le attività di trasformazione proprie dell'azienda stessa nonché quelle di manutenzione ordinaria continuativa, ad eccezione di quelle che necessariamente debbono essere svolte al di fuori dei normali turni di lavoro.
Nel caso in cui l'appalto sia affidato a società cooperativa e la prestazione di lavoro venga resa dagli stessi soci- lavoratori, le suddette clausole dovranno, in particolare, vincolare la cooperativa stessa ad assicurare ai soci un trattamento economico- normativo globalmente equivalente a quello previsto dal CCNL di riferimento - in coerenza con le norme di legge, contrattuali e del Protocollo e degli Accordi Interconfederali tra le tre Centrali Cooperative e le tre Organizzazioni Sindacali, relative al socio lavoratore.
I gruppi industriali, i consorzi e le aziende che abbiano significativa rilevanza nel comparto merceologico di appartenenza forniranno semestralmente, su richiesta, alle RSU o al Comitato esecutivo delle stesse dati aggregati :
- su eventuali casi di scorporo di attività del proprio ciclo produttivo che abbiano rilevanti riflessi sull'occupazione complessiva ciò per consentire alle Organizzazioni Sindacali la conoscenza delle conseguenze sui livelli occupazionali.
Dati aggregati sulla natura delle attività conferite in appalto saranno altresì forniti alle Organizzazioni Sindacali in occasione degli incontri di cui al primo comma dei punti 1 e 2, del predetto Sistema di informazione.
Le parti, in relazione alla norma di cui al comma 3 del presente articolo, dichiarano di voler regolamentare con tale norma unicamente la tematica delle terziarizzazioni, senza con ciò né regolamentare né precostituire soluzioni in merito allo status complessivo del socio- lavoratore, la cui materia è di competenza delle rispettive Parti Confederali e la cui definizione normativa è stata data con la Legge 142/01 e successive modificazioni e integrazioni.
B)- Assemblea
Il diritto di assemblea con le modalità di cui all'art. 20 della legge 20 maggio 1970 n. 300 sarà esercitato ad istanza delle RSU o delle OOSS.
Analogo diritto di assemblea esercitato ad istanza delle OOSS viene riconosciuto anche nelle unità produttive con almeno 10 dipendenti nel limite massimo di 6 ore annue retribuite salvo che non ricorra l'ipotesi di cui al secondo comma dell'art. 35 della citata legge 300/1970.
E)- Affissioni
B)- Controversie applicative
Per eventuali controversie relative all'applicazione del CCNL si adirà ad un primo tentativo di conciliazione tra le parti, al livello in cui insorge la controversia, da concludersi entro 15 gg. dalla data della notifica scritta. In caso di esito negativo si esperirà un secondo tentativo di conciliazione fra le parti ai livelli immediatamente superiori alle rispettive organizzazioni, entro i successivi 15 giorni.
Per tutta la durata delle procedure di conciliazione, entrambe le parti si asterranno da azioni dirette e dall'adottare decisioni unilaterali sulla materia in esame.
Per le controversie di interpretazione ed applicazione di norme contrattuali che abbiano rilevanza nazionale, il tentativo di riconciliazione sarà esperito da una Commissione paritetica costituita dalle parti a tale livello.
Al lavoratore, prima dell'assunzione, potrà essere richiesta una certificazione medica che ne attesti l'idoneità psicofisica a svolgere le mansioni che dovrebbero essergli affidate […]
E) L'azienda utilizzatrice comunica preventivamente alle RSU o, in mancanza, alle OOSS territoriali aderenti alle Associazioni Sindacali firmatarie del CCNL, il numero e i motivi del ricorso al lavoro temporaneo.
Inoltre, una volta l'anno, anche per il tramite dell'Associazione cooperativa alla quale aderisce o conferisce mandato, l'azienda utilizzatrice fornisce agli stessi destinatari di cui al presente punto il numero e i motivi dei contratti di fornitura di lavoro temporaneo conclusi, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati.
Le Parti concordano di incontrarsi entro il 31/12/2003 per individuare le mansioni il cui svolgimento può presentare maggiore pericolo per la sicurezza del prestatore di lavoro o di soggetti terzi, così come previsto dall'art. 64 della citata Legge n. 488 del 1999.
III)- Commissione per professionalità, classificazione ed inquadramento
Le Parti convengono di attivare entro il 1995 una Commissione Tecnica Paritetica avente il compito di delineare i criteri guida di una riforma del sistema classificatorio in rapporto al rinnovo del presente CCNL per la parte normativa.
L'Osservatorio e le Parti stipulanti che lo compongono, effettueranno una sessione di lavoro nel mese di novembre 1995, per individuare indirizzi anche alternativi, che tengano conto delle esperienze realizzate nel settore, sui quali dovranno basarsi i lavori della citata Commissione.
In questo quadro la Commissione avrà il compito di:
a) valutare la portata e le implicazioni dei processi di innovazione tecnologica e/o organizzativa;
b) svolgere attività di studio, ricerca e confronto in merito alla classificazione dei lavoratori al fine di fornire alle Parti stipulanti elementi di valutazione circa il rapporto tra professionalità e classificazione;
c) esaminare le problematiche relative all'accesso del personale femminile ad attività professionali e/o quelle riferite all'occupazione femminile in ruoli connessi alle nuove tecnologie;
d) individuare criteri di valutazione delle professionalità in relazione agli esiti degli studi ed esami di cui ai precedenti punti, nonché ipotesi di integrazione o modifica dell'attuale assetto classificatorio anche sulla base di una diversa articolazione della struttura dell'inquadramento.
In questo quadro potranno essere, ad esempio, esaminati nuovi criteri di riconoscimento della professionalità atti a rendere più attuali le vigenti declaratorie, valutando anche l'opportunità di introdurre nuovi livelli di inquadramento.
Tale Commissione completerà i propri lavori entro il giugno 1997.
Dopo tale data ed entro il giugno del 1998, l'Osservatorio e le Parti stipulanti che lo compongono determineranno la coerenza dei risultati raggiunti dalla Commissione con le varie realtà merceologiche del settore alimentare con l'obiettivo di individuare i principi ispiratori della suddetta riforma.
Ai soli fini contrattuali la durata settimanale dell'orario normale del singolo lavoratore è fissata in 40 ore.
In relazione alla esigenza di una rigorosa attuazione dell'orario contrattuale di lavoro le parti si danno atto che gli organici devono consentire il godimento delle ferie e dei riposi settimanali tenendo conto altresì dell'assenteismo medio per morbilità, infortuni ed altre assenze retribuite.
L'orario settimanale di lavoro sarà concentrato su 5 giorni; eventuali eccezioni per una distribuzione su 6 giorni saranno contrattate in sede aziendale per comprovate esigenze tecniche, organizzative, produttive, distributive.
Analogamente saranno contrattati schemi di distribuzione dell'orario su base annuale, mensile e settimanale.
Nota a verbale per VV.PP.
Nell'intento di assicurare la più razionale utilizzazione degli impianti ai fini del conseguimento di un sempre migliore livello di produttività e di salvaguardia dei livelli qualitativi di produzione nonché, comunque, delle punte di maggiore intensità produttiva e confermando l'esclusione dei periodi di attività stagionali, entro il primo trimestre di ciascun anno si svolgerà un incontro a livello aziendale nel corso del quale, previa illustrazione della Direzione aziendale alla RSU, saranno contrattati i programmi relativi ai periodi di godimento delle ferie, all'utilizzo dei riposi individuali in sostituzione delle ex festività e di quelli a titolo di riduzione d'orario, dei riposi individuali non utilizzati ai fini del raggiungimento della prestazione normale di 39 ore, ed esaminate prospettive - ragionevolmente prevedibili - di utilizzo della flessibilità degli orari, di significativi ricorsi al lavoro supplementare e straordinario, alle assunzioni dovute alla stagionalità della produzione e dei consumi. In tale occasione saranno altresì esaminate eventuali prevedibili esigenze di distribuzione dell'orario di lavoro su sei giorni, di cui al comma 3° dell'art. 27.
Laddove non si realizzi la definizione dei calendari annui, la prestazione normale dei lavoratori giornalieri non inseriti in turni e non discontinui è fissata, con decorrenza 1/01/1993, in 39 ore settimanali, a tal fine utilizzando i riposi individuali di cui ai commi 11, 15, 16 e 17 del presente articolo, con conseguente esclusione dei periodi di stagionalità e fermo restando il divisore per la retribuzione oraria di cui all'art. 45.
Qualora ragioni tecnico- organizzative e di mercato dovessero comportare il mantenimento del regime di orario in atto alla data di stipula del vigente CCNL (40 ore), le Aziende attiveranno un apposito incontro con le RSU in ordine alla programmazione e al godimento delle ore di riposi individuali - di cui ai commi 11, 15, 16 e 17 del presente articolo - non utilizzati.
Nel quadro dell'impegno per lo sviluppo del Mezzogiorno negli stabilimenti dislocati nelle aree di cui alla legge 183/1976, le RSU contratteranno con la Direzione della Cooperativa, a fronte di aumenti della occupazione, la distribuzione dell'orario normale settimanale di lavoro (40 ore), la settimana lavorativa mobile con riposo a scorrimento e la istituzione di più turni giornalieri di lavoro; per i nuovi insediamenti produttivi nelle aree di cui alla legge 183/1976 la contrattazione dovrà essere svolta tra le OOSS territorialmente competenti e le aziende cooperative.
Per far fronte ad obiettivi di produttività complessiva, anche attraverso il miglior utilizzo degli impianti e corrispondere positivamente alle esigenze connesse alla produzione, allo stoccaggio, anche con riferimento ai limiti di durabilità dei prodotti, a fluttuazioni di mercato, a caratteristiche di stagionalità, e/o alla disponibilità della materia prima, l'orario settimanale di 40 ore del singolo lavoratore può, a decorrere dal 1 luglio 2003, essere realizzato come media in un arco temporale annuo fino ad un massimo - per il superamento dell'orario settimanale medesimo - di 72 ore per anno solare o per esercizio.
Al di là dei casi previsti dal precedente 3° comma, eventuali ipotesi di lavoro straordinario saranno contrattate preventivamente tra Direzione aziendale e RSU o Comitato esecutivo della stessa, nei limiti di 80 ore annue pro- capite.
Si considera lavoro notturno ai fini legali, di cui al D.Lgs. n. 66 del 2003, quello effettivamente prestato nel periodo intercorrente fra le ore 22 e le ore 5 alle condizioni di cui al decreto medesimo, ferme restando le esclusioni di cui all'art. 11, secondo comma, del citato provvedimento (donne, dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino; la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a tre anni o, in alternativa, il lavoratore padre convivente con la stessa; la lavoratrice o il lavoratore che sia l'unico affidatario di un figlio convivente di età inferiore a dodici anni; la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni).
L'introduzione del lavoro notturno deve essere preceduta dalla consultazione delle Organizzazioni sindacali di cui al primo comma dell'art. 12 del decreto legislativo. A tali Organizzazioni va anche estesa l'informativa di cui al secondo comma della disposizione sopra citata.
Il lavoro oltre le 40 ore settimanali, festivo, notturno ed a turni dovrà essere preventivamente autorizzato dalla Direzione dell'azienda. Nessun lavoratore può rifiutarsi di effettuarlo, nei limiti di cui sopra, salvo giustificati motivi individuali di impedimento.
Per il lavoro effettuato nei modi sopra definiti sono dovute, oltre alla normale retribuzione, le maggiorazioni riportate nelle tabelle seguenti.
4ª nota a verbale
Per i lavoratori del settore macellazione e lavorazione delle specie avicole e di quello delle carni, tenuto conto delle specificità dell'attività svolta dalle aziende nonché dei vincoli veterinari e igienico- sanitari che impongono il recupero delle macellazioni quotidianamente programmate e non completate a causa di eventi accertabili non previsti e/o straordinari, le Parti convengono, ai sensi dell'art. 1, comma 3, lettera c, della legge 409/98, sulla inderogabile necessità di portare comunque a termine in giornata la macellazione dei capi presenti in azienda o il cui ritiro sia stato avviato.
Nelle aziende in cui l'orario normale di cui all'art. 27 viene effettuato in due riprese, dovrà essere concessa una adeguata sosta per la consumazione dei pasti.
Per le donne ed i minori che lavorino a squadre avvicendate dalle ore 6 alle ore 22 con orario di lavoro di 8 ore consecutive ai sensi della legge n. 653 del 26 aprile 1934, il riposo intermedio è di mezz'ora che sarà computata ai fini retributivi come lavoro effettivamente prestato.
Per gli uomini addetti alla attività aziendale che, non fruendo del riposo intermedio di mezz'ora per la consumazione del pasto, effettuano tra le ore 6 e le ore 22 lavoro tanto in turni avvicendati di 8 ore consecutive quanto in prestazioni non avvicendate ma sempre di 8 ore consecutive, sarà corrisposta una maggiorazione del 6,50 per cento sulla retribuzione.
Il riposo settimanale è disciplinato dal D.Lgs. n. 66 dell'8 aprile 2003 e coincide normalmente con la domenica, salvo le deroghe stabilite dalla legge stessa.
Per la tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri si applicano le relative norme di legge in vigore .
Le Aziende informeranno di volta in volta la RSU degli avviamenti obbligatoriamente disposti dall'Ente competente al fine di esaminare - compatibilmente con le esigenze tecnico- produttive - ogni possibilità di inserimento di tali invalidi in posti di lavoro non emarginati.
Le Aziende considereranno con la maggiore attenzione, nell'ambito delle proprie possibilità tecnico- organizzative, il problema dell'inserimento degli handicappati aventi diritto al collocamento obbligatorio ed, in quanto tali, avviati nelle proprie strutture in funzione della capacità lavorativa delle varie categorie degli stessi anche su segnalazione e partecipazione della RSU. A tal fine le Aziende comunicheranno alla RSU notizie utili per raggiungere la finalità di cui sopra anche tramite l'utilizzo di programmi di formazione professionale curati dagli Enti competenti.
Per quanto riguarda l'adeguatezza delle condizioni di lavoro alle capacità lavorative di questa speciale categoria di invalidi, le parti stipulanti, in considerazione del problema sociale che essi rappresentano, dichiarano che si adopereranno congiuntamente per la realizzazione delle iniziative e dei provvedimenti necessari per dare attuazione ai "sistemi di lavoro protetto" di cui all'art. 25 della legge 30 marzo 1971 n. 118. In tale spirito convengono di intervenire presso i competenti Ministeri del Lavoro e della Sanità affinché il problema venga considerato ed affrontato con la maggiore sensibilità.
Inoltre le aziende, che abbiano alle proprie dipendenze lavoratori con gravi handicap motori, porteranno a conoscenza della RSU e valuteranno congiuntamente ad essa i programmi di riduzione delle barriere architettoniche ai sensi dell'art. 24 della legge 104/92 e gli orientamenti per l'inserimento mirato verificando, a tal fine, la possibilità di utilizzare i finanziamenti previsti dalle leggi nazionali e regionali.
Le parti riconoscono che nelle aziende cooperative non si effettua di regola lavoro a cottimo.
Nel quadro di quanto disposto all'art. 8 "Ambiente di lavoro e salute" le parti confermano che le indennità di disagio dovranno essere superate.
Le cooperative forniranno in uso gratuito ai lavoratori, in relazione al tipo di attività svolta, indumenti di lavoro e protettivi, in funzione delle condizioni ambientali e dell'igiene del processo produttivo.
Nell'azienda dovrà essere adibito a spogliatoio un locale adatto: questo locale dovrà rimanere chiuso durante l'orario di lavoro. Le aziende, ove esigenze tecniche ed ambientali lo permettano, metteranno a disposizione dei lavoratori degli armadietti in cui gli stessi potranno conservare, chiusi con loro mezzi, gli effetti personali.
B)- Provvedimenti disciplinari
1)- Ammonizione - Multa - Sospensione
2)- Licenziamento per cause disciplinari
13) atti implicanti dolo o colpa grave con danno per la azienda;
Per quanto non previsto dalle seguenti norme sostitutive o integrative si applica la normativa del presente contratto.
Art. 2 - Struttura della contrattazione collettiva;
Art. 3 - Decorrenza e durata. Procedure di rinnovo del CCNL;
Art. 4 - Procedure di rinnovo degli accordi di 2° livello;
Art. 11 - Lettera D) Aspettativa ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire incarichi sindacali provinciali o nazionali - Lettera F) Versamento dei contributi sindacali;
Art. 13 - Conciliazione delle controversie e raffreddamento del conflitto;
Art. 14 - Affissione e distribuzione del contratto. Contributo di assistenza contrattuale;
Art. 15 - Assunzione;
Art. 16 - Periodo di prova;
Art. 17 - Disciplina del rapporto a tempo determinato;
Art. 19 - Riserva su assunzioni;
Art. 20 - Stagionalità;
Art. 21 - Classificazione dei lavoratori;
Art. 22 - Passaggio di livello;
Art. 31 - Riposo settimanale;
Art. 32 - Giorni festivi - Festività infrasettimanali e nazionali; Art. 34 - Occupazione e orario di lavoro;
Art. 35 - Ferie;
Art. 36 - (Limitatamente al comma 14 e successivi) - Lavoratori studenti;
Art. 37 - Servizio militare. Cooperazione internazionale. Volontariato;
Art. 38 - Congedo matrimoniale;
Art. 40 - Trasferimenti;
Art. 43 - Tutela delle lavoratrici madri;
Art. 45 - Trattamento economico;
Art. 46 - Aumenti periodici di anzianità;
Art. 51 - Regolamento aziendale e norme speciali. Prestiti;
Art. 54 - Visite di inventario e visite personali di controllo;
Art. 55 - Disciplina aziendale;
Art. 57 - Trattamento di fine rapporto;
Art. 58 - Cessione, trasformazione e trapasso d'azienda;
Art. 60 - Norme generali e inscindibilità delle disposizioni contrattuali;
Le aziende con più di 300 dipendenti, sempre che non debbano attuare provvedimenti di ristrutturazione con riflessi occupazionali, a richiesta dell'interessato, assumeranno ex novo, entro 90 giorni dalla data di cessazione del rapporto, l'infortunato, adibendolo alle mansioni ritenute più opportune in relazione alle esigenze tecnico- organizzative e produttive, anche per quanto concerne il luogo di prestazione del lavoro.
Qualora invece l'invalidità non raggiunga il terzo, il lavoratore dovrà iscriversi nelle liste di collocamento di cui alla legge 29 aprile 1949, n. 264.
Addì, 5 luglio 1999, in Roma tra l'Associazione Nazionale Cooperative Agroalimentari - Legacoop; la Federazione Nazionale Cooperative Agricole ed Agroalimentari - Confcooperative; l'Associazione Generale Italiana Cooperative e Consorzi Agricoli - Associazione Generale Cooperative Italiane; e Fat- Cisl, Flai- Cgil, Uila- Uil; si conviene:
Nell'ambito del Contratto unico 5 luglio 1999 per gli addetti all'industria alimentare, sono concordate le seguenti specifiche disposizioni per gli addetti all'industria saccarifera, da considerarsi peculiari al settore medesimo per le sue particolari caratteristiche tecnico- produttive e contrattuali.
I compiti tecnici dell'Osservatorio sono estesi a:
- in raccordo con la Consulta delle Parti fondatrici, le varie fasi di crescita ed affermazione di Alifond nel settore, con particolare riferimento alla raccolta delle adesioni ed alle eventuali azioni da intraprendere per favorire la capillare diffusione dell'iniziativa tra tutti i lavoratori.
Con riferimento alla Direttiva 22/09/1994, n. 94/45 del Consiglio dell'Unione Europea ed in particolare a quanto disposto al suo art. 13 circa gli accordi già in vigore o quelli che potranno essere stipulati prima del recepimento della Direttiva stessa e comunque prima dei termini per la sua applicazione operativa, i Gruppi Saccariferi interessati alla materia confermano gli accordi già formalmente sottoscritti, esprimendo la disponibilità per altri accordi di gruppo eventualmente stipulandi secondo tutto quanto previsto al citato art. 13.
Richiamati l'Accordo Interconfederale 13/09/1994 per la costituzione delle RSU, nonché quanto previsto nell'art. 11 del CCNL, sono concordate le seguenti norme specifiche integrative o sostitutive.
Detto Rappresentante affiancherà le RSU fino alla cessazione del proprio rapporto di lavoro e, durante tale periodo, potrà utilizzare i permessi attribuiti alle RSU secondo le indicazioni delle stesse.
Il diritto di assemblea con le modalità di cui all'articolo 20 della legge 20/05/1970, n. 300, sarà esercitato ad istanza della Fai- Flai- Uila o della RSU o del comitato esecutivo della stessa, con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro e secondo l'ordine di precedenza delle convocazioni comunicate alla Direzione aziendale.
Analogo diritto di assemblea, esercitato ad istanza della Fat- Flai- Uila, viene riconosciuto anche nelle unità produttive con almeno 10 dipendenti nel limite massimo di 6 ore annue retribuite, salvo che non ricorra l'ipotesi di cui al 2° comma dell'articolo 35 della citata legge n. 300.
- in 10 ore giornaliere, corrispondenti a 50 ore settimanali, o
- in 9 ore giornaliere, corrispondenti a 45 ore settimanali, o
Nelle stazioni di lavoro ricoperte da una squadra di operai, in caso di assenza di un componente della squadra, gli altri lavoratori percepiscono anche la retribuzione normale dell'operaio mancante sino alla sua sostituzione, sempre che lo sostituiscano nelle sue mansioni in aggiunta a quelle loro proprie.
12)- L'Art. 27 - Orario di lavoro - L'Art. 29 - Lavoro supplementare, straordinario, lavoro notturno, festivo e a turni - Maggiorazioni – E l'art. 30 - Riposo per i pasti - Sono sostituiti dalla normativa seguente che per l'art. 30 - Riposo per i pasti - costituisce condizione di migliore favore.
Eventuali modifiche del regime di orario settimanale aziendalmente in atto (realizzazione delle 39 ore settimanali come media plurisettimanale e passaggio dalle 40 ore alle 39 e viceversa), in relazione a ragioni tecnico- organizzative e di mercato, saranno oggetto di confronto, nel rispetto dei criteri e delle indicazioni previste dal successivo comma 25, in un apposito incontro con la RSU che l'azienda dovrà attivare in ordine a tali programmazioni ed al godimento delle ore di riposo individuali - di cui al comma 23 del presente articolo, secondo i criteri stabiliti dai commi 23 e 25 - non utilizzati.
Il ricorso al lavoro supplementare oltre le 40 ore settimanali e al lavoro straordinario deve avere carattere eccezionale. Esso deve trovare obiettiva giustificazione in necessità imprescindibili, indifferibili, di durata temporanea e tali da non ammettere correlativi dimensionamenti di organico.
Fermo restando quanto previsto dal precedente comma, il ricorso al lavoro supplementare e a quello straordinario è consentito a titolo esemplificativo nel caso di: impraticabilità delle strade; interruzioni di erogazione di energia; punte anomale di assenze dal lavoro; esigenze legate a commesse non prevedibili con vincolanti termini di consegna; necessità connesse alla manutenzione straordinaria, al mantenimento e/o al ripristino della funzionalità e sicurezza degli impianti; esigenze eccezionali connesse a imprescindibili lavori preparatori, accessori e complementari all'attività di produzione; necessità di far fronte ad impreviste esigenze connesse alla deperibilità delle materie prime con conseguenti ricadute sulla qualità delle stesse; necessità non programmabili connesse al ricevimento e/o spedizione di prodotti; necessità di far fronte ad adempimenti amministrativi o di legge concentrati in particolari momenti dell'anno (quali ad esempio bilanci, inventari). Del lavoro di cui sopra sarà data successiva comunicazione alla RSU o al comitato esecutivo della stessa.
Al di là dei casi previsti dal punto precedente, eventuali ipotesi di lavoro oltre le 40 ore settimanali saranno concordate preventivamente tra Direzione aziendale e la RSU o il comitato esecutivo della stessa, nei limiti di 80 ore annue pro- capite. Oltre tale limite non è consentito il ricorso al lavoro oltre le 40 ore settimanali.
Per far fronte ad obiettivi di produttività complessiva anche attraverso il migliore utilizzo degli impianti e corrispondere positivamente alle esigenze connesse alla produzione, allo stoccaggio, anche con riferimento ai limiti di durabilità dei prodotti, a fluttuazioni di mercato, a caratteristiche di stagionalità e/o alla disponibilità della materia prima, l'orario settimanale contrattuale può essere realizzato come media in un arco temporale annuo fino a un massimo - per il superamento dell'orario settimanale medesimo - di 56 ore per anno solare o per esercizio.
In tali casi l'Azienda informerà la RSU per esaminare preventivamente le esigenze anzidette ai fini di determinare la realizzazione per l'intera Azienda o per parte di essa, di orari comprendenti settimane con prestazioni lavorative superiori all'orario settimanale contrattuale entro i limiti dell'orario normale di legge, e settimane con prestazioni lavorative inferiori all'orario settimanale contrattuale. Gli scostamenti eventuali dalla previsione programmatica saranno tempestivamente comunicati alla RSU.
A)- Infortuni sul lavoro
Disposizioni comuni per la malattia e gli infortuni sul lavoro e non
In applicazione di quanto previsto dal Decreto legislativo n. 626 del 19 settembre 1994, dall'Accordo Interconfederale 5 ottobre 1995, le cui disposizioni si intendono integralmente richiamate, e in relazione alle competenze ivi attribuite alla contrattazione nazionale di categoria, la disciplina del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nel settore saccarifero è la seguente.
1)- Rappresentante per la sicurezza:
L'elezione/designazione del rappresentante per la sicurezza dovrà essere tempestivamente comunicata all'Azienda. L'Azienda ne darà notizia all'Associazione Territoriale cooperativa competente.
2)- Modalità e procedure per l'elezione o designazione del rappresentante per la sicurezza:
Per quanto concerne le modalità e le procedure per l'elezione o designazione del rappresentante per la sicurezza, si intendono qui richiamate le disposizioni sulla materia di cui all'Accordo Interconfederale 5 ottobre 1995; circa i tempi di elezione si escludono i periodi di campagna bieticolo- saccarifera.
3)- Permessi:
Il rappresentante per la sicurezza, per l'espletamento della sua attività, ha diritto a 40 ore annue di permessi retribuiti, senza pregiudizio delle ore spettanti alla RSU.
I permessi retribuiti per la formazione del rappresentante per la sicurezza sono fissati in 32 ore pro- capite, nelle quali dovranno trovare equilibrato, consensuale soddisfacimento le esigenze sia della formazione di base che di quella specifica.
4)- Per tutto quanto non previsto nel presente punto 23 delle "Disposizioni specifiche", si fa concorde rinvio alle norme dell'Accordo Interconfederale 5/10/1995.
Nella fase di prima applicazione, le parti concordano che un seminario formativo dei rappresentanti per la sicurezza, sarà tenuto, con onere economico a carico della parte datoriale, a livello settoriale nazionale, date le caratteristiche del comparto che rendono improponibile aspetti di formazione specifica a livello di territorio.
Detto seminario vedrà la presenza anche delle Organizzazioni Sindacali Nazionali dei lavoratori e delle Associazioni Cooperative stipulanti.