Source: http://www.museiresina.it/regolamento/
Timestamp: 2019-03-21 01:40:17+00:00
Document Index: 110145520

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 27', 'art. 150', 'art. 21', 'art. 8']

Regolamento del Sistema RESINA
Art. 1 – Istituzione del Sistema
1. Il Sistema Museale Naturalistico del Lazio RESINA è istituito ai sensi dell’art. 22 della L.R. 42/97 e relativi piani settoriali.
2. È articolato in due aree sistemiche tra loro collegate:
– Area Museale Scientifica Costitutiva. Comprende i musei scientifico-naturalistici e di prevalente interesse naturalistico di ente locale e di aziende ed enti regionali inseriti nell’Organizzazione Museale Regionale, che abbiano presentato espressa richiesta di adesione al Sistema e che rispondano ai requisiti elencati all’art. 8.1.
– Area Museale Interpretativa. Comprende i musei interpretativi scientifico-naturalistici e di significativo interesse naturalistico di ente locale, di aziende ed enti regionali e di interesse locale inseriti nell’Organizzazione Museale Regionale, o comunque equivalenti sotto il profilo espositivo-interpretativo, che abbiano presentato espressa richiesta di adesione al Sistema e che rispondano ai requisiti elencati all’art. 8.2.
3. Il Sistema si pone in stretto rapporto con la rete delle aree protette regionali, dei centri visita e delle strutture espositive delle stesse aree protette attraverso l’Agenzia Regionale Parchi del Lazio (istituita con L.R. 21/93 – art. 27). Stabilisce rapporti privilegiati con i musei tecnico-scientifici e medico-farmaceutici di competenza regionale e dialoga con gli altri sistemi museali, con gli enti di ricerca e con le amministrazioni competenti al fine di promuovere progettualità coerenti con la propria missione, con particolare riferimento ai compiti di conservazione, ricerca, educazione e rapporti con il territorio.
4. Il Sistema è coordinato dalla Regione Lazio con competenza diretta dell’Ufficio Musei e Archivi Storici dell’Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport, che si avvale del supporto del Comitato scientifico del Sistema, delle Amministrazioni provinciali e, ove necessario, di una qualificata consulenza nell’ambito della museologia naturalistica cui affidare anche eventuali compiti di coordinamento operativo.
RESINA sostiene lo sviluppo dei musei scientifico-naturalistici al fine di promuovere la conoscenza della natura in tutte le articolazioni culturali, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico regionale e l’educazione scientifico-naturalistica e ambientale, per una riflessione consapevole sulla complessità delle dinamiche naturali e culturali.
Riconosce il ruolo dei musei quali catalizzatori di processi e relazioni sociali che contribuiscono alla crescita democratica delle comunità e al miglioramento della qualità della vita, consolidando identità e solidarietà, generando affinità e interessi condivisi e stimolando progettualità locali, nell’ottica di una valorizzazione sociale, culturale ed economica del territorio, per un futuro sostenibile su un piano sociale e ambientale.
Art. 3 – Normativa e standard di riferimento
Il presente regolamento è strutturato in riferimento alla normativa e agli standard di seguito riportati:
– Legge Regionale n. 42 del 1997 “Norme in materia di Beni e servizi culturali del Lazio”.
– Decreto Ministeriale del 10 maggio 2001 “Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di sviluppo e funzionamento dei musei” (art. 150, comma6, del D.Les. n. 112 del 1998).
– Decreto Legislativo n. 42 del 2004 “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137” e successive disposizioni correttive.
– “Carta Nazionale delle Professioni Museali”. Conferenza Permanente delle Associazioni Museali Italiane, Milano 2005.
– “ICOM Code of ethics for museums”. International Council of Museum, 2006.
Inoltre si attiene a tutte le normative comunitarie, nazionali e locali relative alle specifiche materie di settore.
Art. 4 – Definizioni di “museo”
1. Il Sistema fa propria la definizione di “Museo” dell’ICOM, nel rispetto dell’art. 21 della L.R. 42/97 e dell’Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di sviluppo e funzionamento dei musei, nonché dei criteri di cooperazione fra lo Stato e le Regioni in materia di valorizzazione e fruizione dei beni culturali stabiliti nel Codice dei beni culturali e del paesaggio. La definizione, così come è stata aggiornata nella XXI Assemblea Generale di ICOM tenutasi a Seul nel 2004, è la seguente: “Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell’umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto”.
2. Ai fini del presente regolamento sono identificati come “Musei Interpretativi” le strutture di tipo permanente senza scopo di lucro, aperte al pubblico, anche se non dotate di collezioni scientifiche, che svolgono funzioni di interpretazione e comunicazione di tematiche scientifico-naturalistiche e ambientali attraverso esposizioni permanenti di rilievo e la programmazione di attività e di eventi.
Il Sistema RESINA promuove la conoscenza, la salvaguardia, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio museale scientifico-naturalistico e ambientale di competenza regionale e si pone come mediatore di istanze nazionali in materia di ricerca, di diffusione della cultura scientifica, di educazione scientifico-naturalistica, di promozione di una cultura della sostenibilità sociale e ambientale.
In particolare le finalità del Sistema riguardano:
– la conservazione, l’incremento e la valorizzazione dei beni scientifico-naturalistici di proprietà dei musei afferenti al Sistema; lo sviluppo di politiche di acquisizione su scala regionale anche come supporto ad attività di monitoraggio ambientale; la realizzazione di studi e di ricerche di Sistema anche in collaborazione con le aree protette regionali e con gli enti di ricerca del territorio; la diffusione di standard di gestione; la documentazione, la catalogazione e l’accesso alle collezioni per un pubblico diversificato;
– le funzioni di presidio territoriale dei musei anche in raccordo con le aree di pregio e protette regionali, gli organi preposti alla tutela dei beni culturali e ambientali e le associazioni di settore, ai fini della conservazione, della valorizzazione e della promozione turistica del patrimonio naturalistico-ambientale e paesaggistico;
– la promozione di studi e ricerche che contribuiscano ad arricchire le conoscenze sulle collezioni, sui musei e le loro progettualità operative, sul territorio di riferimento, nonché sull’audience reale e potenziale delle strutture museali;
– la programmazione e l’attuazione di azioni riguardanti il ruolo comunicativo del museo mediante attività culturali da svolgersi in forma coordinata, anche in collaborazione con le aree protette regionali e attraverso l’apporto di soggetti esterni;
– il ruolo educativo e didattico dei musei attraverso la programmazione di attività formative di sistema finalizzate all’educazione permanente e rivolte anche alle scuole di ogni ordine e grado, nonché alle figure professionali coinvolte nei settori dell’educazione scolastica e della museologia;
– la promozione dell’accessibilità fisica, comunicativa, culturale ed economica dei musei da parte di pubblici diversi, attraverso una progettazione museale adeguata, l’integrazione sociale e il dialogo tra le diverse culture;
– l’incremento della rilevanza sociale e culturale, nonché delle relative ricadute economiche dei musei del Sistema sul territorio, anche sostenendo il loro coinvolgimento rispetto alle politiche di programmazione locale, regionale e nazionale; lo sviluppo di strategie di marketing; la produzione di documentazione di supporto; la razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse e degli investimenti; la ricerca di collaborazioni organizzative e finanziarie;
– lo sviluppo e la diffusione di pratiche di qualità attraverso lo studio di casi, la collaborazione e lo scambio di esperienze tra i musei, nonché la qualificazione e l’aggiornamento delle professionalità museali, ai fini di un complessivo miglioramento dell’offerta museale regionale;
– la creazione di un sistema informativo tra i musei del Sistema per l’aggiornamento in materia di museologia scientifico-naturalistica, standard, normative, bandi e finanziamenti, nonché per lo scambio dei dati riguardanti le attività dei musei, i risultati di ricerca e di studio, il coordinamento delle attività culturali, didattiche ed educative;
– la creazione di un sito web configurato come centro di informazione e condivisione dei saperi, finalizzato alla comunicazione, all’educazione e alla valorizzazione e promozione dei musei, delle collezioni e dei territori di pertinenza;
– il collegamento con gli altri sistemi museali (territoriali e tematici) della Regione Lazio, con i musei e i sistemi museali naturalistici presenti a livello nazionale e internazionale, con le associazioni museali di settore, con i network nazionali e europei pertinenti l’attività scientifiche dei musei.
Art. 6 – Coordinamento e gestione
Il Rappresentante ufficiale e Coordinatore del Sistema è il referente dell’Ufficio Musei e Archivi Storici della Regione Lazio.
L’organo di indirizzo del Sistema è rappresentato da un Comitato Scientifico costituito:
– dai direttori dell’Area Museale Costitutiva assunti in pianta organica nel comune proprietario del museo o comunque aventi incarico direttivo scientifico-museale di natura continuativa e che assicuri presenza continuativa al museo, o da un loro delegato;
– da un rappresentante dell’Ufficio Musei e Archivi Storici e da un rappresentante dell’Agenzia Regionale Parchi, in rappresentanza del sistema delle aree protette regionali.
– Il Comitato Scientifico elabora le linee culturali e programma le attività identificando annualmente eventuali referenti per le diverse aree scientifiche.
Nomina una figura di coordinamento operativo dell’attività di Sistema tra i membri del Comitato o avvalendosi di una consulenza esterna qualificata nell’ambito della museologia naturalistica.
Il Comitato Scientifico assume un modello non gerarchico di gestione e si riunisce con cadenza almeno semestrale presso la sede della Regione Lazio – Ufficio Musei e Archivi Storici, ovvero in una sede concordata in base alle necessità progettuali. Le riunioni sono convocate dall’Ufficio Musei con almeno 15 giorni di preavviso dalla data prevista, sulla base di un ordine del giorno proposto dai membri del Comitato. Le decisioni vengono assunte a maggioranza semplice dei presenti tramite l’espressione di voto da parte dei membri del Comitato o di un loro delegato, con l’astensione dei rappresentati dell’ARP e dell’Ufficio Musei .
L’elaborazione delle linee programmatiche è oggetto di confronto con i referenti dell’Area Museale Interpretativa. A tale scopo il Comitato Scientifico provvede annualmente a recepire gli indirizzi del territorio attraverso opportuna indagine presso le singole realtà e mediante l’organizzazione di una giornata di riflessione e dibattito.
Alle riunioni del Comitato Scientifico possono essere invitati, a livello consultivo, un rappresentante del direttivo dell’ANMS (Associazione Nazionale Musei Scientifici), un rappresentante dei musei della sovraintendenza comunale di Roma e dei musei delle università degli studi del Lazio.
Art. 7 – Organizzazione amministrativa
Il Sistema RESINA si avvale per la gestione finanziaria di uno o più centri amministrativi individuati, di volta in volta, tra le amministrazioni dei musei dell’Area Museale Costitutiva dotati di direttore in pianta organica nell’amministrazione comunale e/o dell’Agenzia Regionale Parchi.
Art. 8 – Requisiti per l’ammissione
Possono aderire al Sistema, nelle sue due aree museali, i musei scientifico-naturalistici e di significativo interesse scientifico-naturalistico di pertinenza regionale, rispondenti all’articolazione strategico-culturale del Sistema RESINA e in possesso dei requisiti minimi così come di seguito indicati:
1. Area Museale Scientifica Costitutiva
L’Area Museale Scientifica comprende musei aventi forte vocazione, chiare competenze e adeguate risorse per la ricerca scientifico-naturalistica e/o finalizzate all’educazione. Tali poli hanno carattere di eccellenza e concorrono, anche attraverso la struttura di Sistema, ad assumere i ruoli e le funzioni complesse proprie del “museo”.
Svolgono attività di ricerca e comunicazione nei diversi ambiti delle scienze naturali e rappresentano uno strumento primario per la conservazione e lo studio dei beni museali e per l’interpretazione e la valorizzazione delle valenze naturali del territorio. Sviluppano azioni di monitoraggio, documentazione e tutela della biodiversità garantendo la conservazione, la catalogazione e l’accesso ai reperti naturalistici museali. Costituiscono, anche in virtù della loro dislocazione geografica, poli territoriali di riferimento regionale per l’educazione negli ambiti della biologia e delle scienze naturali e ambientali.
Possono fare domanda di inserimento nell’Area Museale Scientifica i musei scientifico-naturalistici degli enti locali e di aziende o enti regionali inseriti nell’O.M.R., dotati di direttori con curriculum comprovante competenza specialistica in museologia e nelle discipline attinenti le specificità del museo così come espresso nella Carta delle professioni museali, nonché rispondenti alle esigenze di pianificazione strategica regionale in termini di complementarità tematico-disciplinare, programmazione scientifico-educativa e collocazione geografica.
Per aderire al Sistema, ciascun museo deve possedere i requisiti minimi di cui al Piano Settoriale in vigore e, in particolare, essere dotato di un direttore scientifico con a) laurea specialistica o laurea del vecchio ordinamento nelle discipline attinenti la specificità del museo; b) esperienza pluriennale in ambito museale scientifico pubblico o privato, o in istituti affini; c) conoscenza almeno della lingua inglese.
Formano parte costituente dell’Area Museale Costitutiva il Museo Civico di Zoologia di Roma, il Museo del Fiore di Acquapendente (VT), il Museo del Fiume – Polo Scientifico Museale di Nazzano (RM) e il Museo Geofisico di Rocca di Papa (RM) in quanto dotati di direzione strutturale e continuativa.
2. Area Museale Interpretativa
L’Area Museale Interpretativa comprende musei interpretativi a vocazione comunicativa su tematiche scientifico-naturalistiche riferite, in particolare, al territorio. Tali strutture concorrono, anche attraverso la struttura del Sistema, all’interpretazione tematica integrata degli aspetti naturalistici del Lazio e promuovono la conoscenza, la tutela e la valorizzazione delle emergenze naturalistiche del territorio attraverso attività di comunicazione e di promozione.
Possono fare domanda di inserimento nell’Area Museale Interpretativa i musei interpretativi scientifico-naturalistici e di significativo interesse scientifico-naturalistico di ente locale, di aziende o enti regionali e di interesse locale.
Per potere fare parte del Sistema, ciascun museo deve essere dotato di un direttore scientifico o, in assenza di figura direttiva, garantire la presenza di una qualificata figura museale alternativa.
Art. 9 – Procedure per l’ammissione
Le domande di adesione al Sistema devono essere inoltrate dalle figure giuridiche o fisiche proprietarie degli istituti museali. Il Comitato Scientifico esprime opinione in merito all’accoglimento dell’istanza sulla base dei parametri definiti all’art. 8 e elabora annualmente l’elenco delle strutture da inserire nel RESINA per il necessario accreditamento da parte della Regione.
Art. 10 – Verifica del Regolamento
Il presente regolamento sarà oggetto di verifica triennale da parte del Comitato Scientifico museale del Sistema RESINA, con il coordinamento dell’Ufficio Musei e Archivi Storici.
Allegati:Regolamento Sistema Resina