Source: https://www.assoprev.it/news/governo-e-parti-sociali-non-si-interrompe-la-sorveglianza-sanitaria/
Timestamp: 2020-04-02 06:34:59+00:00
Document Index: 107432854

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 176', 'art. 15', 'art. 41', 'art. 15', 'art. 2']

GOVERNO E PARTI SOCIALI: NON SI INTERROMPE LA SORVEGLIANZA SANITARIA! - Assoprev
14 Marzo 2020 by G. Frigeri 30 commenti
Nessuna sospensione della sorveglianza sanitaria dei lavoratori durante l’emergenza coronaviru. Al contrario, va effettuate con maggiore intensità ed efficacia. E’ quanto afferma il Protocollo sottoscritto da Governo e Parti Sociali oggi, 14 Marzo 2020.
Rimandando al testo integrale per il dettaglio, riportiamo il passo significativo:
“la sorveglianza sanitaria periodica non va interrotta, perché rappresenta una ulteriore misura di prevenzione di carattere generale: sia perché può intercettare possibili casi e sintomi sospetti del contagio, sia per l’informazione e la formazione che il medico competente può fornire ai lavoratori per evitare la diffusione del contagio”
E’ con soddisfazione che vediamo accolta pienamente la posizione sostenuta da Assoprev fin dall’inizio dell’Emergenza Coronavirus”, in coerenza col dettato legislativo e con l’etica professionale del Medico Competente, messa a repentaglio da chi, di fronte all’emergenza ed alle difficoltà di aziende e lavoratori, aveva invece indicato ai Medici Competenti la via della fuga ingloriosa dalle proprie responsabilità.
Presidente Assoprev.
Claudio Maria Gattuso dice
c’è da chiedersi se tale misura sia applicabile in toto anche alle aziende che già adottano da giorni lo smart working e che di fatto hanno personale prevalentemente amministrativo già a casa senza contatti con i colleghi, fornitori, clienti e quindi in regime auto-imposto di semi quarantena.
Tale misura espone i lavoratori a dover uscire di casa esponendosi al rischio di contagio ed espone anche il medico a numerosi contatti in più che di fatto rappresentano un rischio sia per lui che per i lavoratori, a fronte di un vantaggio che vedo poco significativo per questa tipologia di mansione.
G. Frigeri dice
14 Marzo 2020 alle 22:24
Convengo che nel caso dello smartworking straordinario (perchè c’è anche chi lo faceva e lo fa indipendentemente dal coronavirus) uno slittamento della periodicità in assenza di una richiesta specifica del lavoratore ci può stare. Del resto è facoltà del Medico Competente (art. 41, c.2 lett. b e art. 176, c.3 ) variare la frequenza per comprovate ragioni: è questo il modo corretto di gestire la cosa, non quello di “sospendere” le visite in modo generalizzato e senza motivo (per me i motivi addotti non hanno alcuna consistenza se non quella della “fuga”).
Gentilissimo dr Frigerio Le chiederei di farsi un giro presso le aziende e vedere presso quali locali viene messo il medico competente a visitare e La sfido oggi a trovare quelli idonei o meglio quelli che consentano al medico competente di lavorare in sicurezza . Non credo posticipare la periodicità delle visite rechi grave danno all’azienda/ economia, danno ancor più grave creerebbe UN contagio, se magari riflettessimo e rispettassimo tutte le persone morte nonché quelle che ci stanno intorno, nonni, figli, i colleghi che lavorano negli ospedali ecc… tali proposte non sarebbero neanche da pensare.
E Bravo! Provi un po’ a leggere, su questo sito, le nostre proposte di modifica del D.Lgs. 81/08 e vedrà che noi proponiamo da anni che le visite vengano effettuate in ambulatori veri, e non in locali adattati alla meglio! Oppure utilizzando Unità Mobili di Medicina del Lavoro immatricolati come ambulatori mobili e con autorizzazione sanitaria. La Struttura di cui sono titolare non ha mai visitato lavoratori in locali che non siano ambulatori (anche aziendali, ma ambulatori veri, con bagno, lavandino, lettino ecc. ecc.) e nei contratti che facciamo mettiamo nero su bianco che le visite, per chi non ha un ambulatorio aziendale, si svolgono presso i nostri ambulatori o sulle nostre Unità Mobili. Però quando le abbiamo presentate non pochi Colleghi e anche qualche Associazione ha storto il naso, gli stessi che ora dicono che non si possono effettuare le visite perché i locali non sarebbero idonei!
MAURIZIO CANNAROZZO dice
Peccato che il glorioso medico competente, specie se coordinato, non abbia nessuna capacità decisionale nello stabilire se interrompere o continuare a fare le stupidaggini che protocolli e linee guida spesso incoerenti lo obbligano a fare.
Frigeri la realtà è diversa da quella che vivi nel tuo mondo ideale .
Cannarozzo, io non vivo in un “mondo ideale”, io sono in trincea tutti i giorni, e quello che dico e scrivo lo vivo e lo pratico tutti i giorni personalmente.
Concordo che dovrebbe essere così ma fa anni non è più così.
Quando le società di servizio che vincono i grossi appalti interrompono la relazione diretta tra il medico e il datore di lavoro, la prima conseguenza è la perdita di autonomia e autorevolezza del professionista.
Posso fare numerosi esempi di ciò.
Varrebbe la prima convocare gli stati generali della medicina del lavoro per ristabilire la professionalità e garantire l’autonomia che la famosa competenza comporta. Altrimenti meglio perdere la competenza e riprendere a fare il medico. Quello ippocratico intendo. Attento alla persona e alla relazione.
Mah, evidentemente lei parla in base ad una esperienza personale negativa: esistono Strutture, nostre associate e non, che le chiama “Società di Servizi”,
in cui le assicuro che il legame non solo no si è rotto, ma si è rafforzato, perché il Datore di Lavoro non ha un rapporto diretto solo con una persona (il Medico Competente) ma anche con una Organizzazione, un team in cui il Medico Competente opera e del quale egli stesso si può avvalere, in linea con quanto, peraltro, raccomanda il Codice ICOH.
Scusate lo sfogo e la provocazione ma cosa dire quando 2 primarie imprese del settore energetico nazionale hanno comportamenti e indicazioni divergenti sul tema del sospendere o continuare, su cosa sospendere o come continuare l’attività sanitaria in periodi di crisi come questo. Ma la schizofrenia è presente anche in tempi normali. I protocolli sanitari stabiliti da esimi professori sono completamente diversi per figure professionali analoghe delle due società.
Quasi verrebbe voglia di fare il medico di stato perché la libera professione non è più tale
Caro Collega, bastava tenere la barra dritta: la sorveglianza sanitaria è un obbligo di legge, ed una delle misure generali di tutela di cui all’art. 15 del D.Lgs. 81/08 che, ricordo, si occupa anche di rischio biologico. Chi ha “sparato” la sospensione della sorveglianza sanitaria, che sia una Associazione o qualche sciagurato SPISAL, ha invitato a violare la legge. Un obbligo di legge può essere derogato solo mediante la promulgazione di un atto avente forza di legge, e questo vale per tutti, compresi gli SPISAL e gli Assessorati Regionali, che non possono disapplicare una legge dello Stato. Ergo: in assenza di in atto avente forza di legge, l’obbligo rimane. Oggi lo dice anche il Protocollo, ma era chiaro già prima, salvo che per alcuni “creativi”. Poi se vogliamo affrontare la questione sul piano professionale ed etico, come ho già scritto per me la sorveglianza sanitaria in questa situazione va intensificata, che non significa fare più visite, ma in ogni caso non farne meno e quelle che si fanno mirarle in modo particolare alla situazione contingente.
Giusi Sajeva dice
PSAL 19 HA RETTIFICATO
Le confesso: era giunta anche a me la prima mail, ho risposto informandoli del protocollo, e dopo una ventina di minuti è arrivata la seconda.
Michele Tommasini dice
Nessuna ingloriosa fuga dalle responsabilità, ma differire per alcune settimane visite non urgenti legate a rigidi dettami normativi é prendersi responsabilità . Plaudo quindi agli organi di vigilanza che, con coraggio, hanno saputo dare più libertà a datori di lavoro e medici competenti. In questa emergenza assoluta il sanitario e il datore di lavoro devono potersi liberare da banali vincoli normativi. Peraltro molte persone sono a casa, altre in ferie forzate, altre hanno timore di venire in ambulatorio, molte realtà sono chiuse
e tante chiuderanno. Certamente il medico del lavoro continuerà a fare le visite urgenti ma si dovrá concentrare
a supportare aziende e lavoratori sul campo, organizzare il lavoro in sicurezza, fornire informazioni, fare chiarezza sulle molte questioni critiche (pensiamo alla gestione dei soggetti deboli) dare conforto alle molte chiamate dei lavoratori e dei datori di lavoro, accertarsi sul corretto utilizzo dei dpi (quante persone stiamo vedendo nel comparto sanitario indossare i dpi con la barba lunga!)
È triste vedere ancora abbinato al medico del lavoro il ruolo di colui che principalmente visita (e pergiunta secondo rigide periodicità soggetti con rischi quali quelli ipotizati per le attività a videoterminale!) anziché il ruolo di colui che cura i processi di lavoro. Ricordo che i nostri padri ci hanno sempre insegnato a mettere al centro della nostra professioni il lavoro : ” clinica del lavoro”, “la medicina del lavoro” “igiene e medicina del lavoro”. Peraltro anche il dogs 81 mette al centro il processo di valutazione e gestione dei rischi rimarcando con forza il nostro ruolo di collaboratori alla valutazione e gestione dei rischi.
Cerchiamo di essere presenti sul lavoro e spenderci per proteggere chi lavora in questa emergenza e andiamo in ambulatorio per le visite urgenti (visite su richiesta del lavoratore, rientri da malattia, preassuntive ecc. ). Nella speranza che anche le associazioni scientifiche di categoria si esprimano auguro a tutti voi buon “lavoro”.
Buonasera, condivido gran parte di quello che dice, compreso il fatto che se una visita periodica, in tempi normali, slitta di qualche giorno o settimana non succede nulla. Ma in tempi di emergenza sanitaria non farle slittare visitando (e informando: come certamente sa per il Medico Competente il momento della visita è anche il momento migliore per fare corretta informazione) rappresenta invece, a mio parere, un punto di grande valore etico e professionale. Poi, sono d’accordo, non c’è solo la visita medica, il che è però diverso dal dire “non si visita”. Buon Lavoro!
Tullio Copat dice
Intanto mi complimento per il blog, molto utile e stimolante. Io mi allineo nettamente a quanto già detto dal collega Michele Tommasini.
Ritengo che la sospensione temporanea della sorveglianza sanitaria, nei casi non urgenti, visto le urgenze attualmente sono ben altre, sia un’ottima decisione da parte del medico competente. La sospensione e il rinvio di gran parte delle visite mediche non è un segnale di debolezza, di paura, di volersi allontanare da quelle che sono, ora più che mai, responsabilità importanti e nobili della nostra professione. Il medico competente può e deve partecipare attivamente, anche in azienda e non solo dal proprio studio o in ambulatorio, alla valutazione e gestione dei rischi. L’emergenza legata al SARS COV-2 rappresenta, come ben sappiamo, un grave rischio per la salute dei lavoratori, ma anche delle famiglie, dell’intera collettività. Pertanto il medico del lavoro può essere, attraverso il suo operato, un anello forte per la salvaguardia della salute pubblica oltreché dei lavoratori. A questo proposito, al di là della scelta del professionista di effettuare o meno le visite mediche in questo momento (e riguardo a questo mi sono già espresso in modo deciso), ritengo sia ben più utile, intelligente e qualificante che egli si concentri su attività di collaborazione alla valutazione e gestione del rischio da Covid-19, senza dimenticarsi degli altri pericoli e rischi presenti nella specifica realtà aziendale. Io vedo principalmente operatori del comparto sanitario e comprendo ci sia molto da osservare, da fare, da poter suggerire, per far sì che il processo assistenziale, in questo periodo molto difficile, possa espletarsi con la maggiore sicurezza possibile per chi lavora in prima linea. Se si proteggono loro è evidente loro stessi proteggeranno altri, oltre a poter garantire cure adeguate ai malati. Il medico competente deve essere e deve comportarsi ora in modo ancor più responsabile per garantire la salute e sicurezza dei lavoratori nelle proprie aziende e deve rappresentare per le stesse un valido alleato e un punto di riferimento certo, anche se le visite mediche non vengano regolarmente garantite per finalità di maggiore spessore professionale. Auguro a tutti buon lavoro.
15 Marzo 2020 alle 11:19
Caro Collega, le cose che dici sono del tutto condivisibili. Non condivido, come sai, la scelta generalizzata di “sospendere le visite periodiche” per le ragioni che ho già esposto, che non ripeto, e che sono ribadite dal “Protocollo Governo-Parti Sociali”. Ricordo a tutti che il Medico Competente esiste ed opera perché un Decreto Legislativo (atto del Governo) ne ha istituito la figura, e che le Parti Sociali (Lavoratori e Aziende) sono i nostri assistiti, quelli per i quali esistiamo ed operiamo. Trovo sconsiderate e suicide (professionalmente parlando) le parole di chi disprezza e irride questo Protocollo: senza Governo e Parti sociali semplicemente noi non esistiamo, quindi occorrono umiltà e rispetto.
Poi ognuno, caso per caso, si può regolare in scienza e coscienza come ritiene giusto: se ritiene che alcune visite possano essere differite, usa gli strumenti legislativi a disposizione, in particolare l’art. 41 comma 2 lett. b) e, per chi è in smartworking. l’art., 176 comma 3. Quello che è deleterio, in queste circostanze, è la “auto-legislazione creativa” di qualche Associazione e, ahinoi, anche di qualche ASL!
Presa di posizione per nulla condivisibile ed a mio parere mossa da esclusivi interessi economici. Aumenterà inutilmente le occasioni di contagio per adempimenti facilmente rimandabili. Riguardo “l’intercettare casi di contagio” cadiamo nel ridicolo. I medici di famiglia adottano correttamente protocolli telefonici di triage a questo fine ormai da settimane.
14 Marzo 2020 alle 21:49
Ha letto male. c’è scritto “intercettazione di casi e sintomi sospetti di contagio” e c’è assai poco da ridere: nella sorveglianza sanitaria che, personalmente, ho continuato ad espletare finora ne ho “intercettati” una decina, segnalati prontamente al Dipartimento di Prevenzione che ha effettuato le opportune indagini. Ho inoltre evidenziato un certo numero di casi per i quali, in ragione della loro loro suscettibilità, ho disposto l’allontanamento temporaneo dal posto di lavoro o il cambio di mansione. Ai medici di base si rivolgono (non sempre) le persone con sintomi, mentre noi vediamo persone che, essendo sul lavoro, non hanno sintomi oppure ne hanno di assai lievi!
Non ho capito se avevano o no sintomi. È contraddittorio
Complimenti presidente per la sua lungimiranza. Lei rappresenta pienamente la nostra disciplina, schiena dritta e pedalare, non ci si ferma di fronte a niente. È in corso un’emergenza sanitaria di portata globale? Chi se ne frega, c’è il dlgs 81/08 da rispettare. Il fine ultimo, il rispetto della norma. La scadenza delle idoneità. La visita periodica, ma col rispetto delle norme igieniche. Lei sta mettendo a repentaglio la salute di centinaia di professionisti e di migliaia di lavoratori. Ciò che è stato prodotto è fuori da ogni logica, fuori da ogni contesto. The show must go on… Vero? Forse non ha idea della portata di quello che sta accadendo in Italia. Di fronte alla catastrofe si gira dall’altra parte.
Vede, ognuno ha diritto di esprimere la sua opinione, fino a che non sfocia nell’ingiuria e nelle diffamazione. Le do tempo due giorni per chiedere scusa per quello che ha scritto, trascorsi inutilmente i quali si aspetti una querela.
14 Marzo 2020 alle 23:13
Va bene, mi scusi per lo sfogo. Non intendevo diffamare nessuno, ma porre in evidenza possibili conseguenze molto rilevanti di tale decisione. Che a mio modesto parere non tiene conto dell’eccezionalita del momento che stiamo vivendo. Mi sembra alquanto riduttivo tenere la barra dritta quando infuria la tempesta. Poi sarò io eccessivamente pavido, ma sa com’è, c’è di mezzo la mia pelle e quella dei lavoratori che visito. Per me rimane una scelta sbagliata, senza voler diffamare nessuno. Cordialmente
Noemi Bruna Eisera dice
Ma lei sa cosa è la sorveglianza sanitaria? Sa che se in una azienda l’ho espletata in gennaio, fino al 2021 non devo fare nulla? E poi come si permette di attribuirci l’adesione ad una via di fuga ingloriosa? Nessuno fugge, ma si devono ridefinire i compiti, proprio per poter tutelare la salute dei lavoratori, nostro compito e dovere. E quindi consulenza, sostegno continuo per criticità emergenti, valutazione dei casi particolari eccetera. Tutte cose che non sono la sorveglianza sanitaria. Chiamiamo le cose col loro nome e valorizziamo la competenza con cui il medico competente agisce nelle aziende. Noemi Bruna Eisera, medico competente
Si da il caso che il sottoscritto faccia il Medico del Lavoro dal 1979. Dalle prime due domande che fa ne deduco che chi deve ripassare il concetto di sorveglianza sanitaria sia proprio lei, visto che la identifica tout court con le visite mediche, e che pensa che siccome ha finito il “giro” a gennaio 2020, fino al 2021 non deve fare nulla anche se il Paese è in emergenza sanitaria: complimenti! Le rammento che il controllo sanitario è una delle misure di tutela generali definite dall’art. 15 del D.Lgs. 81/08. La sorveglianza sanitaria (art. 2. c.1 lett. m, se lo rilegga!) è un concetto uno po’ più vasto. Cordiali saluti. Graziano Frigeri.
Allora venga con il sottoscritto in un camper con metratura cubica di aria limitata senza mascherina ne camice monouso ne guanti .a visitare lavoratori rivi a loro volta di mascherine.si parlera di strage.e di difffusione del contagioquesto e’ quello che mi propone il centro a Firenze per cui lavoro.grazie
vivissime per farci visitare senza dpi.dottor Francia specialista in medicina del lavoro
14 Marzo 2020 alle 22:38
Non ci vengo. Venga lei sulle nostre Unità Mobili di Medicina del Lavoro (progettate, immatricolate, ed autorizzate come ambulatori mobili) sanificate quotidianamente, con due split di ricambio d’aria, dove il medico porta guanti e mascherina e chi entra indossa la mascherina, si lava le mani con gel prima di entrare e lascia fuori il cellulare.
Roberto Napoli dice
14 Marzo 2020 alle 22:32
Brava Noemi condivido le tue riflessioni
Le visite periodiche possono essere posticipate mentre e’ necessario essere presenti per le emergenze o per le urgenze previste dal Dlgs 81/2008. Potremmo essere noi diffusori di virus se non dovessero essere rispettate tutte le regole previste ma molte aziende stanno chiudendo in questo periodo e non vogliono far sottoporre a visita periodica i propri dipendenti.Il mio Centro medico ha due Unità Mobili ma abbiamo deciso per precauzione di non usarle.
Se l’Azienda chiude nulla quaestio, ma se non chiude non si posticipa un bel nulla, anzi, se si può si anticipa! Le Unità Mobili (immagino siano immatricolate come tali e autorizzate) al contrario, se sanificate quotidianamente, con split per il ricambio d’aria, se il medico indossa la mascherina e il lavoratore pure, si lava le mani prima di entrare e lascia fuori il cellulare (sono le procedure che adottiamo noi sulle nostre Unità Mobili) sono invece un ottimo modo per non far spostare il lavoratore e per evitare si fare quello che, ahimè, troppi medici fanno: visitare i lavoratori il locali aziendali di fortuna!
La ringrazio per la risposta .mi potrebbe indicare quando un camper e’ a norma e cosa intende per split che effettuano il ricambio d’aria?e’ possibile un continuo riciclo dell’aria all’interno di un camper..lei attualmente usa mascherine ffp2 e ffp3 che sono introvabili?? Doveva essere dato il tempo ai medici competenti di organizzarsi con relativi dpi che attualmente sono introvabili..di questo non e ‘stato fatto cenno da nessuno e tutto cio’ E’ molto grave o noi medici competenti non siamo lavoratori a tutti gli effetti??.inoltre ricordo al sottoscritto che risultano completamente fermi i corsi di formazione per i lavoratori e non mi risulta che nessuno abbia avuto da ridire.
Dottor Francia medico specialista in medicina del lavoro.
15 Marzo 2020 alle 1:13
intanto non si tratta ci Camper, ma di unità Mobili di Medicina del Lavoro, progettate ed immatricolate come “ambulatorio mobile” e con autorizzazione sanitaria, provviste di impianto di climatizzazione (doppio, in quanto si tratta di due ambulatori intercomunicanti che possono essere utilizzati sia in serie che in parallelo). Le mascherine (chirurgiche, FFP3 e FFP3 noi le abbiamo sempre avute, e quindi ora non abbiamo problemi, per il momento). Le FFP2/FFP3 però l’indicazione è di usarle se si assistono persone malate o, nel caso del coronavirus, infette o sospette tali: normalmente sono sufficienti quelle chirurgiche.Sui corsi di formazione c’è un DPCM che li blocca esplicitamente, la sorveglianza sanitaria no. Sui corsi, anche specifici per la sicurezza, il Protocollo sancisce che per la durata dell’emergenza è tutto sospeso, anche gli aggiornamenti. Come ho sostenuto sempre in questi giorni, solo un atto avente forza di legge può sospendere l’efficacia di una legge, non l’estro creativo di qualche associazione o di qualche asl!