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Timestamp: 2016-10-23 14:19:09+00:00
Document Index: 9431180

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 343', 'sentenza ', 'art. 343', 'DTF ', 'art. 63', 'DTF ', 'art. 64', 'DTF ', 'art. 55', 'art. 55', 'sentenza ', 'art. 35', 'art. 357', 'art. 357', 'art. 343', 'sentenza ', 'art. 343', 'art. 343', 'DTF ', 'art. 159']

Visto il ricorso per riforma presentato il 28 dicembre 2000 dalla X.________ S.A., Cama, convenuta, patrocinata dall' avv. Luca Seg�t, Bellinzona, contro la sentenza emanata il 4 settembre 2000 dalla Camera civile del Tribunale cantonale dei Grigioni nella causa che la vede opposta ad A.________, Mesocco, attore, patrocinato dall'avv. Roberto A. Keller, Roveredo, in materia di contratto di lavoro (convenzione collettiva nazionale di lavoro, retribuzione delle ore supplementari, temerariet�);
Prevalendosi della violazione degli art. 2 e 3 CC, art. 20 CO e 321c CO in rapporto con le specifiche normative del CCNL nonch� art. 343 e 357 cpv. 1 CO, con il secondo rimedio essa postula la modifica della pronunzia impugnata nel senso di accogliere l'appello e respingere l'azione quo al pagamento delle ore supplementari.
1.- In data odierna il parallelo ricorso di diritto pubblico � stato respinto in quanto ammissibile. Nulla osta, pertanto, all'esame della presente impugnativa.
Considerato che - contrariamente a quanto asserito dalla datrice di lavoro - dalle schede di controllo non � emerso ch'egli abbia beneficiato di congedi equivalenti, la Corte cantonale ha quindi deciso di confermare la decisione del Tribunale distrettuale di riconoscere al lavoratore il diritto alla remunerazione delle ore supplementari fornite.
Rilevato, infine, che la questione delle retribuzione delle ore supplementari � stata oggetto di una controversia giudiziaria sfociata nella sentenza del Tribunale federale citata nella pronunzia di prima istanza e che, ciononostante, la datrice di lavoro � insorta riproponendo le censure gi� sollevate nel quadro della precedente vertenza, i giudici grigionesi hanno posto a suo carico i costi della procedura d'appello, di fr. 4000.-- (art. 343 cpv. 3 CO).
Nel quadro di un ricorso per riforma � per contro inammissibile criticare l'accertamento dei fatti e l'apprezzamento delle prove eseguiti in sede cantonale (DTF 126 III 59 consid. 2a pag. 65), a meno che siano state violate disposizioni federali in materia di prove, che debbano essere rettificati accertamenti di fatto derivanti da una svista manifesta (art. 63 cpv. 2 OG; DTF 115 II 399 consid. 2a) o che si renda necessario un complemento degli stessi a norma dell'art. 64 OG (DTF 119 II 353 consid. 5c/aa con rinvii). Tutte queste critiche relative ai fatti devono comunque essere debitamente specificate e indicare gli atti cui si riferiscono (art. 55 cpv. 1 lett. b e d OG); in caso contrario, gli argomenti sono considerati nuovi e quindi inammissibili (art. 55 cpv. 1 lett. c OG).
a) Discende da questi principi l'inammissibilit� del ricorso in esame nella misura in cui la convenuta poggia le sue argomentazioni su circostanze di fatto prive di riscontro nella sentenza impugnata, senza sostanziare una delle eccezioni appena citate. Ci� vale, in particolare, laddove essa sostiene che il lavoratore avrebbe compensato le ore supplementari con del tempo libero. Il giudizio impugnato nemmeno menziona questa eventualit�; la tesi secondo la quale la durata massima del tempo di lavoro non sarebbe stata superata viene quindi automaticamente a cadere.
b) L'allegato contiene poi alcune considerazioni sul fatto che al giorno d'oggi la parte che necessita protezione non sarebbe pi� il lavoratore bens� il datore di lavoro. Non viene tuttavia spiegato per quale motivo ci� dovrebbe liberare il datore di lavoro dall'obbligo di pagare al dipendente le ore supplementari prestate (art. 35 cpv. 1 CCNL). Le argomentazioni esposte a questo proposito si rivelano pertanto speciose e prive d'influsso sull'esito del procedimento.
a) La questione di sapere se l'attore si sia mai espresso nel senso addotto nel gravame non necessita invero di essere ulteriormente approfondita. Giusta l'art. 357 cpv. 2 CO gli accordi stipulati fra datori di lavoro e lavoratori in deroga a disposizioni imperative del contratto collettivo sono infatti in ogni caso nulli e sostituiti da quest'ultime, a meno che si tratti di deroghe a favore del lavoratore, ci� che non � il caso in concreto. Una disposizione della convenzione collettiva che stabilisce la durata massima del lavoro settimanale concerne infatti chiaramente il contenuto del contratto di lavoro e come tale risulta imperativa (art. 357 cpv. 1 CO). In queste circostanze poco importa, dunque, che il lavoratore abbia, ad un certo momento, acconsentito a rinunciare alla remunerazione delle ore di lavoro fornite in eccesso, essendo tale accordo nullo per legge.
N� gli si pu� rimproverare di aver aspettato la fine del rapporto di lavoro per far valere tale pretesa.
b) L'impugnativa non ha miglior esito laddove viene asseverata la violazione del principio della clausola favorevole (G�nstigkeitsprinzip). La convenuta afferma che l'attore avrebbe guadagnato molto meno qualora la convenzione collettiva fosse stata applicata alla lettera. In tal caso essa avrebbe infatti corrisposto il salario minimo previsto dalla CCNL, cos� che, anche tenendo in considerazione le ore supplementari prestate, il dipendente non avrebbe raggiunto il salario pattuito contrattualmente.
5.- Infine la convenuta censura la decisione cantonale di porre a suo carico i costi della procedura - di per s� gratuita - a causa del carattere temerario dell'appello (art. 343 cpv. 3 CO).
La Camera civile � giunta a questa conclusione perch� la convenuta � insorta contro il giudizio di primo grado facendo valere gli argomenti gi� addotti - e respinti, sia dalle autorit� giudiziarie cantonali che dal Tribunale federale - nell'ambito del precedente procedimento, avente per oggetto la medesima questione, ovverosia la remunerazione delle ore supplementari.
A mente della convenuta i due procedimenti giudiziari presentano delle analogie ma non sono identici. La vertenza decisa dal Tribunale federale il 3 giugno 1997 era stata infatti esaminata - sia dalle autorit� cantonali che da quella federale - solo dal profilo dell'arbitrio, mentre che quella attuale, visto il valore litigioso, ha beneficiato di un esame pi� approfondito, ci� che non escludeva - a priori - un esito diverso. Ora, come gi� esposto nel quadro dell'esame del parallelo rimedio questa argomentazione � pretestuosa. Nella sentenza pronunciata il 3 giugno 1997 si legge infatti:
In queste circostanze la decisione dell'autorit� cantonale circa la natura temeraria dell'appello presentato dalla convenuta, che ha riproposto le censure gi� sollevate nel quadro del precedente procedimento giudiziario - analogo - nell'ambito del quale esse erano state definite prive di fondamento, appare conforme all'art. 343 cpv. 3 CO.
Giusta l'art. 343 cpv. 2 e 3 CO la procedura per controversie derivanti dal rapporto di lavoro � gratuita qualora il valore litigioso non superi fr. 20'000.--. Ci� vale anche per il procedimento dinanzi al Tribunale federale (DTF 113 Ia 107 consid. 5, 115 II 30 consid. 5a). Considerato che la convenuta ha contestato, fra l'altro, la questione della temerariet� dell'appello, il suo gravame al Tribunale federale non pu� essere qualificato temerario, sicch� non si giustifica di porre a suo carico i costi processuali di questa sede.
In quanto soccombente, essa � per contro tenuta a rifondere alla controparte un'adeguata indennit� per ripetibili (art. 159 cpv. 1e2OG).
2. Non si preleva tassa di giustizia. La convenuta rifonder� all'attore fr. 2000.-- per ripetibili della sede federale.