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Timestamp: 2020-08-12 19:08:49+00:00
Document Index: 2170612

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 91', 'sentenza ', 'art. 132', 'art. 360', 'art. 375', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 11439 del 10/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11439 del 10/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/05/2017, (ud. 23/03/2017, dep.10/05/2017), n. 11439
sul ricorso 25750-2015 proposto da:
L.P., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLE
ACACIE 13, presso lo studio dell’avvocato GIANCARLO DI GENIO (centro
CAF), rappresentata e difesa dall’avvocato FELICE AMATO giusta
unitamente e disgiuntamente dagli avvocati VINCENZO STUMPO,
ANTONIETTA CORETTI e VINCENZO TRIOLO giusta procura a margine del
avverso la sentenza n. 1180/2014 della CORTE D’APPELLO di SALERNO,
– L.P., premesso di aver lavorato alle dipendenze dell’azienda agricola ” C.D.” nell’anno 2007 per 151 gg., conveniva l’I.N.P.S. dinanzi al Giudice del lavoro di Salerno e chiedeva la reiscrizione del proprio nominativo negli elenchi dei braccianti agricoli del Comune di residenza per tale anno. Il Tribunale accoglieva la domanda, compensava per un terzo le spese processuali e poneva la residua quota a carico dell’I.N.P.S. (spese liquidate, per intero, in Euro 1.063,13). Avverso tale decisione proponevano impugnazione principale la L. (solo in punto di governo delle spese) e incidentale l’I.N.P.S. (egualmente solo in punto di governo delle spese). La Corte di appello di Salerno respingeva l’appello incidentale e, in solo parziale accoglimento dell’appello principale rideterminava le spese, per intero del giudizio di primo grado, in Euro 2.068,00 di cui Euro 1.096,00 per diritti ed Euro 972,00 per onorari, oltre rimborso spese generali ed IVA e CPA come per legge; compensava tra le parti le spese del giudizio di secondo grado;
– propone ricorso per cassazione L.P. affidato a due motivi;
– con il primo motivo la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c., della L. n. 794 del 1942, della L. n. 1051 del 1957, art. unico, della tariffa adottata con Delib. Consiglio nazionale forense 20 febbraio 2002 e approvata con D.M. n. 127 del 2004 e violazione dei minimi previsti dalla stessa, nullità della sentenza per mancata motivazione per violazione dell’art. 132 c.p.c., comma 4, per non avere la Corte territoriale erratamente ritenuto di ridurre la nota spese, per quanto riguarda i diritti e l’onorario senza dare una (sia pur) minima motivazione di ciò;
– il motivo è manifestamente fondato e determina l’assorbimento del secondo motivo (con il quale la ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione degli artt. 91 e 92 c.p.c., nel testo vecchio e nuovo, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, lamentando il malgoverno del regime delle spese processuali del secondo grado, compensate per intero dal giudice del gravame senza tener conto del fatto che vi era comunque stato il riconoscimento di una ulteriore somma di Euro 353,33 rispetto a quella liquidata dal Tribunale);
– nel caso in esame la Corte territoriale, a fronte di una nota spese indicante Euro 1.578,00 per diritti ed Euro 1.110,00 per onorari ha liquidato la somma di Euro 1.096,00 per diritti ed Euro 972,00 per onorari senza alcuna motivazione circa l’eliminazione ovvero la riduzione di determinate voci;
-ricorre con ogni evidenza il presupposto dell’art. 375 c.p.c., n. 5, per la definizione camerale del processo;
– in conclusione la proposta non va condivisa e va accolto il primo motivo (assorbito il secondo); la sentenza impugnata va cassata in relazione ai motivi accolti con rinvio alla Corte di appello di Napoli che provvederà a nuova determinazione delle spese del giudizio di primo grado e conseguentemente ad una nuova regolamentazione di quelle di appello, oltre che alla regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso (assorbito il secondo);
cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia anche per le spese alla Corte di appello di Napoli.