Source: http://www.studiocavallari.it/dvr-valutazione-rischi.html
Timestamp: 2018-07-21 09:30:02+00:00
Document Index: 105463568

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art.29', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 2704', 'art. 8', 'art. 29', 'art 29']

Scadenza Valutazione dei rischi DVR
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Scadenza Valutazione dei rischi - DVR
Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2012 – Suppl. Ordinario n. 212 - la Legge 24 dicembre 2012, n. 228 recante 'Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013)' con la quale viene fissato al 30 giugno 2013 il termine del 31 dicembre 2012 previsto nell’art. 29, comma 5 del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. La legge entra in vigore il 1° gennaio 2013.
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DELEGA DI FUNZIONI : FORMA SCRITTA – PUBBLICITA’ – ATTO NOTARILE
d.lgs 81/2008, con relativo commento, la data certa è sufficiente e tra le modalità per conferirla c’è anche, ma non esclusivamente, l’atto notarile.
La “data certa”.
La lett. a) del comma 1 dell’art. 16, richiede anche che l’atto scritto in cui è racchiusa la delega rechi “data certa”. Si vuole in questo modo assicurare l’apposizione sul documento di “una data che non sia falsificabile da soggetti terzi compiacenti”85. Come conseguenza, però, anche nei casi in cui le funzioni siano state effettivamente assunte dal delegato in un momento anteriore a quello in cui il conferimento risulti in modo incontrovertibile per iscritto, solo da questa data la delega potrebbe acquisire efficacia in sede penale nei riguardi del delegante.
Le modalità idonee a soddisfare quest’ulteriore pretesa formale hanno generato subito forti dubbi nella prassi operativa.
Per sciogliere tale incertezza può rivelarsi utile uno sguardo alle delucidazioni fornite dal Garante per la Privacy86 in ordine all’analogo requisito richiesto per l’atto disciplinato dall’art. 1 della l. 3 novembre 2000, n. 32587. Il Garante, al riguardo, osservò che il requisito della “data certa” “si collega con la comune disciplina civilistica in materia di prove documentali e, in particolare, con quanto previsto dagli artt. 2702-2704 del codice civile, i quali recano un’elencazione non esaustiva degli strumenti per attribuire data certa ai documenti, consentendo di provare tale data anche in riferimento a ogni «fatto che stabilisca in modo egualmente certo l’anteriorità della formazione del documento» (art. 2704, terzo comma, cod. civ.)”. Il provvedimento in questione fornì anche indicazioni sulle principali modalità per assicurare la certezza della data, le quali paiono esaustive anche ai fini della delega di funzioni prevenzionistiche: l’atto pubblico (normalmente utilizzato nelle imprese di medie e grandi dimensioni) e la scrittura privata autenticata da un notaio o da un altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato, ma anche altri fatti che consentano di stabilire in modo ugualmente sicuro la collocazione temporale del documento come: la c.d. “autoprestazione” presso uffici postali, con apposizione del timbro direttamente sul documento avente corpo unico, anziché sull’involucro che lo contiene (art. 8 del d.lgs. 22 luglio 1999, n. 261)88; l’apposizione della c.d. marca temporale sui documenti informatici (v. ora d.P.C.M. 30 marzo 2009, n. 38840); l’uso della posta elettronica certificata ai sensi del d.P.R. 11 febbraio 2005 n. 68; con specifico riferimento alle amministrazioni pubbliche, l’adozione di un atto deliberativo di cui sia certa la data in base alla disciplina della formazione, numerazione e pubblicazione dell’atto; e così via.
Va notato, infine, che la “data certa” non è espressamente richiesta per l’accettazione del delegato. Ciò sembra frutto di una mera svista legislativa, colmabile in via interpretativa, a pena di un insanabile contrasto con la pretesa legislativa di una formalizzazione del momento del trapasso delle responsabilità. Stante la struttura bilaterale della delega, è il momento dell’accettazione ad assumere rilievo ai fini dell’individuazione delle responsabilità penali delle due parti dell’atto.
Gentili Clienti, si rammenta che in base al disposto all’art. 29 comma 5 del TU il 31 dicembre 2012 scade la possibilità, per i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori, di autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi: quindi dal prossimo 1° gennaio 2013 tutte le aziende dovranno redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) anche quelle con meno di 10 dipendenti e anche in assenza delle procedure standardizzate (Cfr art 29 c.5: i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi ....sulla base delle procedure standardizzate di cui all`articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all`articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l`effettuazione della valutazione dei rischi") .
Con Decreto Interministeriale deI 30 novembre 2012, sono state recepite le procedure standardizzate per effettuare la valutazione dei rischi di cui al D.Lgs. 81/2008, che possono essere utilizzate dalle aziende cheoccupano fino a 10 lavoratori. Le procedure forniscono un modello di riferimento sulla base del quale effettuare la valutazione dei rischi e il suo aggiornamento, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il modello può essere utilizzato anche dalle imprese fino a 50 lavoratori, fatta eccezione per: aziende a rischio incidente rilevante; centrali termoelettriche; impianti nucleari; aziende e deposito polveri, esplosivi e munizioni; aziende con rischi, biologici, atmosfere esplosive, cancerogeni, mutageni, connessi all’esposizione dell’amianto.
Il modello è composto dei seguenti quattro “passi” che devono essere seguiti dai datori interessati ad adottare la procedura standard per la valutazione dei rischi:
1. descrizione dell’azienda, del ciclo lavorativo/attività e delle mansioni;
2. individuazione dei pericoli presenti in azienda;
3. valutazione dei rischi associati ai pericoli individuati e identificazione delle misure di prevenzione e protezione attuate;
4. definizione del programma di miglioramento.