Source: http://www.corecomlombardia.it/opencms/download/pdf/deliberazioni/deliberazione_22_2014.html
Timestamp: 2019-02-22 03:02:05+00:00
Document Index: 13843897

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 4', 'art. 67', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 12']

ATTI 1.21.1 – 2012/4879/GU14
Deliberazione n. 22 del 21 luglio 2014
VISTA la deliberazione A.G.Com. 173/07/CONS, Regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti;
VISTA l’istanza presentata in data 3 ottobre 2012, con cui la società XXX ha chiesto l’intervento del Co.Re.Com. Lombardia per la definizione della controversia in essere con la società BT Italia XXX ai sensi degli artt. 14 e ss. del Regolamento;
VISTE le note del 3 ottobre 2012 e del 17 maggio 2013, con le quali il funzionario responsabile del procedimento ha comunicato alle parti, ai sensi degli artt. 15 e 16 del Regolamento, l’avvio di un procedimento istruttorio finalizzato alla definizione della deferita controversia, e ha invitato le parti a presentarsi all’udienza per la discussione della stessa fissata per il 6 giugno 2013;
Con l’istanza presentata in data 03.10.2012 la società XXX ha chiesto la definizione della controversia in essere con l’operatore BT Italia XXX ai sensi degli art. 14 e ss. Del. A.G.Com. 173/07/CONS, Regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti, avente ad oggetto contestazioni relative a servizi di telefonia fissa e internet di tipo business per interruzione\sospensione del servizio e mancata portabilità\migrazione.
Nell’istanza di definizione l’utente lamenta la mancata\ritardata lavorazione della disdetta, l’indebita fatturazione successiva alla disdetta, la sospensione per 4 mesi della linea telefonica e la mancata risposta ai reclami.
L’utente ha introdotto il contenzioso con l’istanza del 03.10.2012 in cui :
- precisava di aver sottoscritto un contratto con BT Italia XXX in data 09.04.2010 per trasferire le seguenti linee telefoniche XXX e XXX da Fastweb verso BT Italia XXX;
- specificava di aver comunicato all’operatore BT Italia XXX il proprio ripensamento attraverso una raccomandata a\r datata 26.04.2010 e spedita il 28.04.2012;
- sottolineava di aver annullato l’appuntamento con il tecnico BT Italia adibito alla consegna e all’istallazione degli apparati BT Italia;
- evidenziava che in data 24.05.2010 le linee smettevano di funzionare;
- precisava che, per recuperare le numerazioni, aveva dovuto rivolgersi a Telecom Italia
XXX e conseguentemente la società era rimasta senza servizio telefonico e internet dal 24.05.2010 al 20.09.2010.
- allegava il reclamo del 05.07.2010 inviato tramite raccomandata a\r ricevuta da BT Italia il 07.07.2010 e la risposta inviata da BT Italia XXX datata 04.08.2010.
- precisava che BT Italia forniva riscontro al reclamo ammettendo l’errore e
comunicando lo storno delle fatture emesse;
- evidenziava che nonostante la risposta positiva di BT Italia, le fatture continuavano ad essere inviate unitamente a lettere di società di recupero crediti;
- richiedeva un indennizzo per la mancata risposta ai reclami, un indennizzo per la sospensione della linea e per l’attivazione dei servizi non richiesti e il rimborso delle spese di procedura.
In data 04.10.2012 BT inviava la propria memoria difensiva (prot. 18138) comunicando quanto segue:
- precisava che il contratto a cui aveva aderito l’utente rientrava nella tipologia dei
contratti a distanza ed era stato concluso con registrazione vocale;
- specificava che la lettera di recesso dell’utente era pervenuta nella tempistica prevista
per il recesso anticipato;
- chiariva che nonostante la ricezione della disdetta il processo di migrazione non poteva essere bloccato;
- puntualizzava di aver comunicato il codice di migrazione olo in data 21.06.2010 e che in data 22.10.2010 aveva ricevuto la notifica di migrazione delle linee.
- precisava di aver stornato tutte le fatture emesse e di aver predisposto l’emissione
della relativa nota di credito.
In data 17.05.2013 veniva inviato l’avviso di convocazione per l’udienza di discussione del
(prot.10293) che si concludeva con il verbale di invio a definizione del 06.06.2013 (prot.
11883).
In data 21.05.2013 BT Italia allegava la nota di credito di euro 616,89 emessa il
21.05.2013 e con scadenza il 20.06.2013 a titolo di storno per mancata attivazione del servizio.
Le contestazioni dell’utente sono riconducibili alla mancata/ritardata lavorazione, da parte dell’operatore Bt Italia XXX del diritto di recesso esercitato dall’utente con conseguente illegittimo passaggio a Bt italia XXX delle precedenti numerazioni in uso all’istante.
1. Sulla mancata lavorazione del recesso - indebita successiva fatturazione.
L’utente ha dedotto di aver inviato disdetta datata 26.04.2010 e spedita il 28.04.2010 e BT
Italia ha confermato la ricezione di tale comunicazione nei termini di legge.
A fronte del ripensamento dell’utente BT Italia XXX non avrebbe dovuto processare la migrazione o non avrebbe dovuto proseguirla, ovvero avrebbe dovuto ripristinare la precedente configurazione (art. 4.4. allegato A, Del. A.G.Com. 4/06/CONS come modificata da Del. 274/07/CONS).
Invece la migrazione è stata portata a termine il 25.05.2010 con il rilascio della linea da
parte di Fastweb e l’acquisizione della stessa da parte di BT Italia XXX;
Sia il Codice del Consumo (art. 67) sia la Del. A.G.Com. 664/06/CONS (art. 5) prevedono, come conseguenza della mancata lavorazione del ripensamento esercitato dall’utente, che le parti siano sciolte dalle rispettive obbligazioni; che l’operatore non addebiti alcun costo all’utente e il diritto dell’utente al rimborso di quanto eventualmente dallo stesso pagato. Sotto tale ultimo profilo, BT Italia XXX ha interamente stornato le fatture emesse con la nota di credito emessa il 21.05.2013 e si è attivata in data 21.06.2010 per fornire il codice di migrazione a Telecom Italia al fine di consentire all’utente di recuperare le numerazioni. L’utente è rimasto privo di linea telefonica dal 24.05.2010 al 20.09.2010, ossia per 119 giorni conseguentemente non può configurarsi l’ipotesi di attivazione di servizi non richiesti indicata dall’utente, bensì quella di sospensione della linea.
L’utente ha diritto all’indennizzo per il disservizio relativo all’interruzione del servizio voce e del servizio internet in base all’art. 4 comma 1 e art. 12 comma 1 e 2, allegato A, Del. A.G.Com. 73/11/Cons , ossia 15,00 euro al giorno per 119 giorni, per un totale di euro
2. Sull’indennizzo per la mancata risposta ai reclami
L’utente ha allegato in atti il reclamo del 05.07.2010 inviato raccomandata a\r ricevuta da
BT Italia il 07.07.2010 e la risposta inviata da BT Italia XXX datata 04.08.2010.
Nella sua carta dei servizi BT garantisce una rapida ed esauriente valutazione dei reclami pervenuti ed una sollecita comunicazione ai clienti dell’esito degli stessi, impegnandosi a comunicare, in ogni caso, l’esito della valutazione non oltre 30 giorni dal ricevimento del reclamo.
Nel caso in specie, poiché l’operatore ha fornito risposta al reclamo nel termine indicato dalla carta servizi non può essere riconosciuto un indennizzo per la mancata o ritardata gestione del reclamo.
- che l’operatore BT Italia XXX provveda a corrispondere l’importo di euro 1785,00 per
la sospensione del servizio voce e del servizio internet;
- che l’operatore BT Italia XXX provveda a corrispondere l’importo di euro 100,00 per le
- rigettata ogni altra domanda.