Source: http://legislazionetecnica.it/48066/fonte/sent-c-cass-19-10-2000-n-13827
Timestamp: 2019-02-16 19:17:04+00:00
Document Index: 132113681

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 1117', 'art. 41', 'art. 18', 'art. 1419', 'art. 1374', 'art. 41', 'art. 18']

Sent. C. Cass. 19/10/2000, n. 13827 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : GP4872
1a. Sull'attività edilizia relativa ai parcheggi ved. Cass. 5 aprile 2000 n. 4197R (Obbligatorietà nelle nuove costruzioni della riserva di aree per parcheggi); Cass. 4 marzo 2000 n. 2473R (Vincolo pertinenziale fra abitazione e spazio di parcheggio); ed anche nota 1a. a Cass. 28 gennaio 2000 n. 982R.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Nuove costruzioni - Riserva di aree per parcheggi - Obbligatorietà.
1. La disciplina legale delle aree destinate a parcheggio, interne o circostanti ai fabbricati di nuova costruzione, impone un vincolo di destinazione, di natura pubblicistica, per il quale gli spazi in questione sono riservati all'uso diretto delle persone che stabilmente occupano le singole unità immobiliari delle quali si compone il fabbricato o che ad esse abitualmente accedono; non impone, per contro, all'originario proprietario dell'intero immobile la cessione in proprietà delle dette aree in una alla cessione a tale titolo di ciascuna unità, in quanto le finalità perseguite dal legislatore, d'interesse collettivo e non individuale dei singoli acquirenti di porzioni del fabbricato, o del complesso di essi, sono egualmente conseguite sol che il vincolo di destinazione venga rispettato con il riconoscere e garantire a costoro uno specifico diritto reale d'uso sulle aree stesse.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggio - Aree di parcheggio - Art. 26 L. 1985 n. 47 - Vincolo pertinenziale tra abitazione e spazio di parcheggio.
1. In tema di pertinenze, tra le singole unità immobiliari di proprietà esclusiva dei condomini e le relative aree di parcheggio esiste un vincolo pertinenziale ex lege previsto dall'art. 26 L. 28 febbraio 1985 n. 47 (a mente della quale "gli spazi di cui all'art. 18 della L. 6 agosto 1967 n. 765 costituiscono pertinenze delle costruzioni, ai sensi degli artt. 817, 818 e 819 Cod. civ.).
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggi - Vincolo di aree ex art. 18 L. 1967 n. 765 - Comproprietà o diritto d'uso - Condizioni - Aree in comproprietà - Nuovo condomino - Diritto all'uso di area di parcheggio.
1. Gli spazi destinati a parcheggio, previsti per le nuove costruzioni dall'art. 18 della L. 1967 n. 765 sono, in forza di un vincolo di destinazione di natura pubblicistica, riservati all'uso diretto delle persone che stabilmente occupano le singole unità immobiliari e costituiscono parti comuni dell'edificio ai sensi dell'art. 1117 Cod. civ., quando appartengono in comunione ai singoli condomini, ovvero oggetto di un diritto reale d'uso spettante a ciascun condomino, quando proprietari siano terzi o alcuni soltanto dei condomini; qualora l'originario proprietario costruttore abbia ceduto a ciascun acquirente la comproprietà in comune con gli altri delle aree destinate a parcheggio, il successivo acquisto di un'unità immobiliare e della quota di comproprietà delle parti comuni, attribuisce all'acquirente la qualità di condomino su tutte le stesse e quindi anche il paritetico diritto d'usufruire dell'area di parcheggio, a nulla rilevando l'eventuale insufficienza di questa rispetto alle complessive esigenze del condominio, la quale può dar luogo a un diritto al risarcimento del danno nei confronti del costruttore ed è regolata dalle norme sull'uso della cosa comune nei rapporti tra condomini (nella specie, il costruttore venditore aveva realizzato un superattico da un volume tecnico, destinato nel progetto a parte comune ma poi non venduto, e l'aveva quindi ceduto come unità immobiliare coi diritti sulle parti comuni dell'edificio; la S.C. in applicazione degli esposti principi ha affermato il diritto all'uso delle aree di parcheggio anche da parte della nuova condomina).
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggio - Spazi appositi - Compresi nel prezzo pattuito per la compravendita dell'appartamento.
1. In tema di vincoli di destinazione a parcheggi degli appositi spazi delle nuove costruzioni, qualora il giudice di merito con apprezzamento incensurabile abbia ritenuto automaticamente esteso anche alle quote indivise del bene pertinenziale de quo l'atto di disposizione del relativo immobile, il prezzo pattuito per la relativa compravendita deve ritenersi ricomprendere anche la parte di prezzo relativo alla quota di pertinenza, senza che l'alienante possa vantare pretese ad un'integrazione di esso.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggio - Spazi relativi - Vincolo di destinazione - Diritto reale d'uso sulle aree a parcheggio - Efficacia erga omnes. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggio - Nuove costruzioni - Riserva di spazi a parcheggio - Vincolo di destinazione - Conformità di spazi al rapporto fra superficie aree per parcheggio e volumetria fabbricato - Verifica P.A..
1. Il vincolo di destinazione impresso agli spazi per parcheggio dall'art. 41 sexies della legge 17 agosto 1942 n. 1150, secondo il testo introdotto dall'art. 18 della legge 6 agosto 1967 n. 765, norma imperativa, non può subire deroghe mediante atti privati di disposizione degli stessi spazi le cui clausole difformi sono perciò sostituite di diritto dalla norma imperativa. Il suddetto vincolo si traduce in una limitazione legale della proprietà, che può essere fatta valere, con l'assolutezza tipica dei diritti reali, nei confronti dei terzi che ne contestino l'esistenza e l'efficacia. Pertanto coloro che abbiano acquistato le singole unità immobiliari dall'originario costruttore-venditore il quale, eludendo il vincolo, abbia riservato a sé la proprietà di detti spazi, ben possono agire per il riconoscimento del loro diritto reale d'uso soltanto nei confronti dei terzi ai quali l'originario costruttore abbia alienato le medesime aree destinate a parcheggio. In tale giudizio la pronuncia di nullità delle clausole dei contratti conclusi dall'originario costruttore-venditore con gli attori, con la conseguente integrazione di quei negozi col comando della norma imperativa, ben può essere adottata in modo che essa non costituisca giudicato nei confronti dell'originario costruttore-venditore, non convenuto in giudizio e si ponga solo come momento del procedimento motivazionale imposto dal meccanismo di sostituzione di diritto richiesto dall'art. 1419 Cod. civ.. La presenza in giudizio del costruttore-venditore non s'impone nemmeno in ragione del suo diritto personale a conseguire dagli attori l'integrazione del prezzo di acquisto in conseguenza del richiesto riconoscimento del diritto d'uso, sugli spazi vincolati a parcheggio, in quanto tale diritto al conguaglio non deriva direttamente dalla stessa norma imperativa bensì, ex art. 1374 Cod. civ., dai singoli contratti di acquisto. 2. In tema di vincolo di destinazione impresso agli spazi per parcheggio dall'art. 41 della legge 17 agosto 1942 n. 1150, secondo il testo introdotto dall'art. 18 della legge 6 agosto 1967 n. 765, il rapporto tra la superficie delle aree destinate a parcheggio e la volumetria del fabbricato, così come richiesto dalla legge, è verificato dalla P.A., nel rilascio della concessione edilizia. La rimozione del vincolo a parcheggio sulle aree individuate in sede di rilascio della concessione edilizia come condizione essenziale per lo stesso rilascio, può avvenire soltanto tramite una nuova concessione in variante, al fine di trasferirlo su altre zone riconosciute idonee.