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Timestamp: 2019-06-24 14:18:45+00:00
Document Index: 100140526

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 230', 'art. 29', 'art. 2059', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

COME PUOI OTTENERE danno-gravissimo-da-incidente-risarcimento-avvocato-esperto-alessandria-bologna-vicenza-treviso
Home DANNO GRAVISSIMO DA INCIDENTE RISARCIMENTO AVVOCATO ESPERTO ALESSANDRIA BOLOGNA VICENZA TREVISO
Armaroli Senza categoria 4 Luglio 2016	 11 Ottobre 2017
ebbe errato perché ha liquidato il danno biologico con criteri diversi da quelli elaborati dal Tribunale di Milano, e generalmente applicati dai giudici di merito: criteri che, secondo la giurisprudenza di legittimità, devono invece essere necessariamente applicati, al fine di garantire la parità di trattamento a parità di danni.
Il c.d. ‘danno psicologico’ non è che una particolare ipotesi di lesione (permanente o transeunte) della salute psichica. In quanto tale, di esso si deve tenere conto nella determinazione del grado di invalidità permanente. Non si dirà, ad esempio, che Tizio ha una invalidità biologica del 25% ed un danno psichico del 10%, ma si dirà che Tizio ha postumi permanenti nella misura del 35%. La stessa espressione ‘danno psichico’, a ben vedere, non ha concettualmente alcuna ragion d’essere, a meno di non volere creare una categoria di danno per ogni distretto corporeo attinto dalle lesioni: e dunque danno ortopedico, danno craniofacciale, danno osteoarticolare, e via dicendo.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE – SENTENZA 7 novembre 2014, n.23778 – Pres. Russo – est. Rossetti
Quanto alla seconda, essa rasenta la temerarietà e forse l’oltrepassa: a pag. 50 del ricorso incidentale proposto dalla Unipol SAI si legge infatti che quest’ultima società conferisce agli avvocati Tommaso Spinelli Giordano e Riccardo Mollame la procura ad essere difesa nel giudizio ‘promosso con ricorso notificato il 22.12.2008, a richiesta dell’avv. Guido Pottino, avverso la sentenza della Corte d’appello di Bologna n. 1325/08 del 24.6.2008’.
http://avvocatiabologna.it/wp-content/uploads/2014/08/123-foto-incidente-22.jpg
LA CASALINGA DEVE ESSERE RISARCITA LO DICE LA CASSAZIONE
AVVOCATO SERGIO ARMAROLI PER GRAVI INCIDENTI STRADALI IN TUTTA ITALIA.
L’AVVOCATO SERGIO ARMAROLI HA UNICO STUDIO A BOLOGNA IN VIA SOLFERINO 30
sentenza 20324/05 del 20/10/2005
L’IMPORTANZA DELLA CASALINGA ATTIVITA’ SUSCETTIBILE DI VALUTAZIONE ECONOMICA
Riepilogando i progressi ai quali finora è giunta la giurisprudenza di legittimità, si deve allora affermare che chi svolge attività domestica (attività tradizionalmente attribuita alla “casalinga”), benché non percepisca reddito monetizzato, svolge tuttavia un’attività suscettibile di valutazione economica; sicché quello subito in conseguenza della riduzione della propria capacità lavorativa, se provato, va legittimamente inquadrato nella categoria del danno patrimoniale (come tale risarcibile, autonomamente rispetto al danno biologico , nelle componenti del danno emergente ed, eventualmente, anche del lucro cessante). Il fondamento di tale diritto – che compete a chi svolge lavori domestici sia nell’ambito di un nucleo familiare (legittimo o basato su una stabile convivenza), sia soltanto in favore di sé stesso – è difatti pur sempre di natura costituzionale, ma, a differenza dal danno biologico , che si fonda sul principio dalla tutela della salute (art. 32 Cost.), riposa sui principi di cui agli artt. 4, 36 e 37 Cost. (che tutelano, rispettivamente, la scelta di qualsiasi forma di lavoro ed i diritti del lavoratore e della donna lavoratrice). Sul tema, cfr. Cassazione 15580/2000, nonché, più diffusamente, Cassazione 4657/2005, la quale ultima pone in evidenza: la configurabilità, in generale, di siffatto danno patrimoniale solo in relazione ai lavori domestici che il danneggiato svolge in suo stesso favore (fatte salve le eccezioni come quella ipotizzata nell’impresa familiare ex art. 230-bis c.c.), posto che, nel caso in cui detti lavori siano svolti gratuitamente in favore di altri, soggetti danneggiati possono essere considerati solo questi ultimi; la necessità che sia provata la sussistenza delle due componenti del danno patrimoniale; l’impossibilità, in via generale, di ravvisare un danno patrimoniale (salve le eventuali eccezioni) nel caso in cui il soggetto danneggiato già prima dell’incidente non svolgesse lavori domestici (espressione da intendersi in senso ampio e quindi comprensivo anche di quell’attività di coordinamento, in senso lato, della vita familiare – Cassazione 10923/1997) perché questi erano integralmente devoluti a collaboratori o per altre ragioni.
In argomento la giurisprudenza di legittimità ha recentemente compiuto significativi progressi, i quali consentono di affermare che il riconoscimento dei “diritti della famiglia” (art. 29, comma 1, Cost.) va inteso non, restrittivamente, come tutela delle estrinsecazioni della persona nell’ambito esclusivo di quel nucleo, con una proiezione di carattere meramente interno, ma nel più ampio senso di modalità di realizzazione della vita stessa dell’individuo, alla stregua dei valori e dei sentimenti che il rapporto personale ispira, sia generando bisogni e doveri, sia dando luogo a gratificazioni, supporti, affrancazioni e significati. Allorché il fatto lesivo abbia profondamente alterato quel complessivo assetto, provocando una rimarchevole dilatazione dei bisogni e dei doveri ed una determinante riduzione, se non annullamento, delle positività che dal rapporto parentale derivano, il danno non patrimoniale consistente nello sconvolgimento delle abitudini di vita del coniuge in relazione all’esigenza di provvedere agli straordinari bisogni dell’altro coniuge, sopravvissuto a lesioni seriamente invalidanti, deve senz’altro trovare ristoro nell’ambito della tutela apprestata dall’art. 2059 c.c. in caso di lesione di un interesse della persona costituzionalmente protetto. Tale danno, siccome privo della caratteristica della patrimonialità, non può essere liquidato che in via equitativa, fermo restando il dovere del giudice di dar conto delle circostanza di fatto da lui considerate nel compimento della valutazione equitativa e dell’iter logico che lo ha condotto a quel determinato risultato (Cassazione 8827/2003, con riferimento al danno non patrimoniale da sconvolgimento delle abitudini di vita subito dai genitori del minore sopravvissuto a lesioni seriamente invalidanti e bisognoso di continua assistenza).
La D.C. ed il suo coniuge C. convennero in giudizio il F., il C. e l’Assimoco Ass.ni (conducente, proprietario ed assicuratrice di una vettura che aveva investito la donna cagionandole gravi lesioni alla persona) per il risarcimento del danno. Il Tribunale di Verona condannò i convenuti al risarcimento in favore della D.C. dei danni biologico, morale e patrimoniale; respinse, invece, la domanda proposta dal C., ritenendo che questo non aveva provato la verificazione di un danno biologico a suo carico, né il nesso causale tra la sua decisione di porsi in pensione e l’incidente subito da sua moglie. L’appello proposto sia dalla D.C., sia dal C. fu respinto dalla Corte d’appello di Venezia.
Entrambi propongono ora ricorso per cassazione. Risponde con controricorso la Assimoco Ass.ni.
Il ricorso censura la violazione o la falsa applicazione degli artt. 1223, 2043, 2056 e 2059 c.c., 2, 3, 4, 32, 37 Cost., r.d. 1043/1922, nonché i vizi della motivazione, ed è ripartito in un primo profilo riguardante la persona della D.C. ed un secondo profilo attinente alla persona del C.
I. – Il profilo relativo alla D.C. è a sua volta suddiviso in una prima parte, che può essere subito dichiarata inammissibile, in quanto contenente una serie di conteggi e di considerazioni in fatto (già affrontati, peraltro, dal giudice dell’appello che ha in proposito fornito una logica ed esauriente motivazione), attraverso i quali si pretende che la Corte di legittimità desuma determinate circostanze attinenti al merito della causa ed, in definitiva, pervenga ad una diversa liquidazione del danno biologico .
Ammissibile e fondata è, invece, la censura relativa al mancato riconoscimento in favore della D.C. di un danno specifico derivante – nei sensi prospettati dalla ricorrente stessa – dal fatto di non potere ella più svolgere l’attività di casalinga. Sul punto la sentenza non fornisce alcuna risposta, limitandosi ad affermare che la D.C. pretende l’attribuzione “di un non meglio precisato danno specifico, non correlato ad alcun motivo d’impugnazione”. È, invece, possibile riscontrare che il menzionato danno era stato specificamente richiesto nell’atto d’appello.
La sentenza in commento deve essere, dunque, cassata sul punto ed il giudice del rinvio, adeguandosi ai principi sopra enunciati, provvederà ad accertare l’eventuale perdita o riduzione, da parte della D.C., della capacità lavorativa domestica, liquidando, in caso di positivo accertamento, il corrispondente danno patrimoniale.
II. – Passando alle doglianze del C., deve essere respinta quella che genericamente lamenta il vizio della motivazione nel punto in cui non gli è stato riconosciuto il danno per la contrazione degli introiti da anticipato pensionamento posto in rapporto di conseguenzialità diretta con il sinistro (il ricorrente neppure si cura di rappresentare da quali elementi sarebbe desumibile quel nesso che entrambi i giudici di merito hanno considerato come non provato). Deve essere, invece, accolta la censura relativa a quel punto della sentenza che ha escluso la possibilità di configurare il danno non patrimoniale a carico del coniuge della vittima di lesioni colpose.
Anche sul punto va, dunque, cassata la sentenza impugnata ed il giudice del rinvio, adeguandosi agli enunciati principi, provvederà ad accertare se effettivamente il C. abbia subito un danno non patrimoniale nei sensi sopra descritti ed a liquidare il relativo risarcimento.
La Corte accoglie per quanto di ragione il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della Corte d’appello di Venezia, anche perché provveda sulle spese del giudizio di cassazione.
TI SVELO CINQUE SEGRETI!!!
-PRIMO PASSO : rivolgersi ad un avvocato specializzato in RISARCIMENTO DANNI ALLA PERSONA. Devi sapere che anche le agenzie che si occupano di risarcimento o le associazioni a tutela degli utenti VITTIME DI GRAVI INCIDNTI O DI MALASANITA’ si rivolgono a un avvocato quando l’assecurazione o il responsabile non paga, perché solo l’avvocato puo’ patrocinare in TRIBUNALE –
SECONDO PASSO: un avvocato specializzato in GRAVI INCIDENTI MORTALI E MALASANITA’ opera una rigorosa disamina del caso, ricevendo in studio direttamente con il medico specialista nella materia d’interesse del cliente, a seconda che si tratti dell’ambito della ginecologia/ostetricia, neurochirurgia, oncologia, cardiologia, ecc.
Sol odopo un’attenta analisi, ed esclusivamente se sarà dato parere positivo sulla responsabilità, si procederà con la quantificazione del danno ad opera del medico legale.
– Terzo:ATTENZIONE ASSOLUTA AL CLIETE, MASSIMA INFORMATIVA AL CLIENTE CHEPARLA SOLO CON L’AVVOCATO .
– QUARTO PASSO :ANALIZZAR EATTENAMENT EIL TUO DANNO CON MEDICI LEGALI
– QUINTO ESSERE TEMPESTIVI,CIOE’ INTERVENIRE SUBITO CON DECISIONE PER OTTENERE IL GIUSTO RISARCIMENTO DANNI
Ecco alcuni casi rappresentativi DI INCIDENTI STRADALI GRAVI RISOLTI DALLO STUDIO AVV ARMAROLI SERGIO
Caso C TRIBUNALE DI MILANO CON GRAVE INCIDENTE SUCCESSO A NAPOLI
Si trattava di un incidente morale di un pensionato e l’assicurazione dopo la prima udienza ha liquidato ai parenti con ottocentomilaeuro !!
Caso NAP. Tribunale di Trieste (2010)
Ragazzo con incidente stradale avvenuto in motorino con danno alla gamba liquidato con sentenza con euro 350.000,00
Danno alla mano e trauma cranico liquidato in euro 100.000,00 centomila
SIGNORA RICOVERATA IN CLINICA CADE
RISARCITA CON EURO SESSANTAMILA
ATTENZIONE: prima di intentare una causa è necessario da parte nostra accertare la reale responsabilità dell’incidente e valutarne i postumi
Queste (che sono solo una parte) e molte altre sono le domande che bisogna porsi per accertare se c’è stata responsabilità. Per raggiungere questo obiettivo è necessaria la consulenza congiunta di un avvocato specializzato in responsabilità medica (di un medico specialista se necessario) e di un medico legale.
Vogliamo però segnalare che ci occupiamo solo di casi di particolare importanza cosi da poter gestire con la dovuta attenzione ogni singola posizione in tutta Italia isole comprese
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