Source: http://biblus.acca.it/wp-content/uploads/2019/01/news_596.htm
Timestamp: 2019-03-22 18:59:57+00:00
Document Index: 181808931

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.5', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16']

Newsletter n. 596 del 10 gennaio 2019
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Con la legge di Bilancio 2019 viene ampliata ai liberi professionisti la possibilità di beneficiare dei finanziamenti, fino ad un massimo di 50.000 euro di cui il 35% a fondo perduto, del piano “Resto al sud”
La legge n. 145/2018 (legge di Bilancio 2019) all’art. 1 comma 601 prevede modifiche alla legge n. 123/2017 (decreto mezzogiorno): viene ampliata la platea dei possibili beneficiari dei finanziamenti previsti dal piano “Resto al sud“.
comma 601 a – l’innalzamento dell’età massima degli aventi diritto da 35 anni a 45 anni
comma 601 b – per le attività libero-professionali è richiesto esclusivamente che i soggetti presentanti le istanze non risultino, nei dodici mesi precedenti la presentazione della domanda di agevolazione, titolari di partita IVA per l’esercizio di un’attività analoga a quella proposta
Oltre al vincolo di avere un’eta inferiore ai 46 anni, e risiedere nelle suddette regioni, i liberi professionisti che intendono accedere all’incentivo non dovranno, nei dodici mesi che precedono la richiesta di agevolazione, essere titolari di partita Iva per un’attività analoga a quella proposta per il finanziamento.
il 35% dell’investimento complessivo sarà a fondo perduto
Con la sentenza n. 1577/2018 il Tar Puglia ribadisce che costituisce variazione essenziale, facendo così decadere il permesso di costruire, anche la traslazione di pochi metri di un edificio in costruzione rispetto al progetto approvato.
I proprietari di un fabbricato in costruzione chiedevano l’annullamento del provvedimento a firma del Responsabile dell’Area Sviluppo Urbanistico del Comune, notificato nel 2017 ed avente ad oggetto: “Ordinanza sospensione lavori per la realizzazione di una casa rurale nell’ambito del suolo agricolo”.
Deve essere premesso che nel 2014 il Comune rilasciava regolare permesso di costruire e, di conseguenza, assentiva la realizzazione di una casa rurale come da progetto presentato. Detti suoli erano caratterizzati da una pendenza naturale del 6,5% lungo la direttrice nord-sud e dell’8% lungo la direttrice ovest-est ed erano posizionati ad una quota superiore di circa 15 m rispetto alla strada di accesso agli stessi.
A seguito di un sopralluogo dei tecnici comunali nel 2017, veniva riscontrato che:
l’immobile in corso di costruzione nell’ambito del suolo agricolo è risultato plano-altimetricamente difforme da quanto assentito. […[ il fabbricato, assentito con il precitato permesso di costruire ed essenzialmente costituito da un piano interrato e sovrastante piano terra, si presentava, previo ampio sbancamento roccioso, con la costruzione dell’interrato posizionato a mezza costa rispetto all’originaria giacitura del terreno con consequenziali ampie zone e volumi fuori terra. Si accertava altresì, che l’intero manufatto risulta traslato e parzialmente ruotato con lo spigolo est del fabbricato tangente all’originario confine del fondo.
Il Comune sospendeva, quindi, i lavori:
preso atto che nell’eseguire le necessarie verifiche planimetriche, altimetriche e dimensionali dell’opera ed avendo riscontrato una presunta violazione urbanistico-edilizia dell’opera in oggetto. […] l’immobile assentito è stato realizzato in totale difformità dal titolo edilizio rilasciato ed in contrasto con le norme disposte dal vigente P.R.G. e dal Regolamento Edilizio comunale.
Il Tar Puglia nel respingere il ricorso precisava che:
il manufatto in questione risulta traslato ad oriente di circa 10 metri, ovvero la distanza che in origine sussisteva tra lo spigolo est del manufatto ed il confine con la limitrofa particella […] siffatta traslazione comporta non solo una diversa localizzazione dell’edificio nell’area di pertinenza, ma anche un’estensione di quest’ultima alla particella limitrofa che in origine non era nemmeno interessata dalla trasformazione edilizia.
Variazione essenziale al permesso di costruire
Nella sentenza viene richiamata la definizione del dpr n. 380/2001, in base a cui:
sono interventi eseguiti in totale difformità dal permesso di costruire quelli che comportano la realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso per caratteristiche […] planovolumetriche […] da quello oggetto del permesso stesso.
costituisce variante essenziale rispetto al progetto approvato la modifica della localizzazione dell’edificio tale da comportare lo spostamento del fabbricato su un’area totalmente o pressoché totalmente diversa da quella originariamente prevista, trattandosi di modifica che comporta una nuova valutazione del progetto da parte dell’amministrazione concedente, sotto il profilo della sua compatibilità con i parametri urbanistici e con le connotazioni dell’area, mentre sono ininfluenti rispetto all’obbligo di acquisizione da parte dell’interessato di un nuovo permesso di costruire la circostanza che le altre caratteristiche dell’intervento (sagoma, volumi, altezze etc.) siano rimaste invariate rispetto all’originario permesso di costruire.
Nel caso in esame, la traslazione di ben 10 m della costruzione costituisce, ad avviso del Collegio, uno spostamento del fabbricato su un’area totalmente diversa da quella originariamente prevista e quindi integra gli estremi della variazione essenziale/difformità totale.
Sul portale dell’Agenzia delle Entrate sono stati pubblicati il modello 730/2019 e le relative istruzioni per la compilazione.
Le principali novità previste nel nuovo modello sono:
Istituito dalla legge di Bilancio 2018 il “bonus verde” consiste in una detrazione Irpef del 36%, fino ad un limite massimo di 5.000 euro per unità immobiliare, per i seguenti interventi:
Per maggiori dettagli rimandiamo all’articolo di BibLus-net sul bonus verde.
Eco-sisma bonus per condomini
Le detrazioni previste riguardano gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 finalizzati contemporaneamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica;
detrazione dell’80% per il passaggio a una classe di rischio inferiore
detrazione dell’85% se il passaggio è di due classi di rischio inferiori
Per maggiori informazioni su ecobonus e sismabonus rimandiamo al link dell’articolo sulla guida Ance.
E’ prevista una detrazione del 19% riguardante premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi stipulati per unità immobiliari ad uso abitativo.
In Gazzetta il bando ISI 2018 per migliorare la sicurezza delle imprese. Finanziamenti a fondo perduto, assegnati fino ad esaurimento delle risorse finanziarie
Pubblicato in Gazzetta ufficiale (n. 295 del 20 dicembre 2018) il bando ISI 2018, con cui l’Inail mette a disposizione circa 370 milioni di euro a fondo perduto per finanziare i progetti di investimento e per i progetti relativi all’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.
I soggetti beneficiari sono esclusivamente le imprese, anche individuali, a condizione che siano:
ubicate nel territorio nazionale
iscritte al registro delle imprese o all’albo delle imprese artigiane
in possesso dei requisiti previsti dal bando
Le risorse mese a disposizione dall’Inail hanno lo scopo di:
incentivare le microimprese e le piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli per l’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, ridurre il livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali, ciò al fine di soddisfare l’obiettivo del miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali dell’azienda agricola mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione assicurando, al contempo, un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori
I fondi messi a disposizione dall’Inail ammontano a 369.726.206 euro suddivisi, in base ai destinatari, in 5 assi di finanziamento, ossia:
asse.1.1: euro 180.308.344, per i progetti di investimento
asse 1.2: euro 2.000.000 per i progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
Asse 2 (Isi Tematica) euro 45.000.000 per i progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC)
Asse 3 (Isi Amianto) euro 97.417.862 per i progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
Asse 4 (Isi Micro e Piccole Imprese) euro 10.000.000 per i progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività (Ateco 2007 A03.1, C13, C14, C15)
asse 5.1: euro 30.000.000, per la generalità delle imprese agricole
asse 5.2: euro 5.000.000, riservato ai giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria
accesso alla procedura online e compilazione della domanda attraverso il sito inail, da effettuarsi con i tempi e le modalità indicati dall’avviso pubblico ISI 2018
invio della domanda online da effettuarsi con i tempi e le modalità indicati dall’avviso
conferma della domanda on line tramite l’invio della documentazione a completamento da effettuarsi nei tempi e con le modalità indicati dall’avviso
Ecco le riposte alle domande più frequenti sulla fatturazione elettronica e sul codice destinatario
Con il parere della commissione speciale istituita dal CdS, espresso il 3 dicembre 2018, si rispondeva ad una nota dell’Anac con cui si chiedeva un parere in merito al punto 2.2 del paragrafo 2 (Il valore stimato dell’appalto) delle proprie linee guida n. 4 del 1 marzo 2018.
La richiesta di parere da parte dell’Anac è la diretta conseguenza della segnalazione della Commissione Europea in merito ad un possibile contrasto tra quanto contenuto nel punto 2.2 delle linee guida e l’art.5 della direttiva 2014/24/UE, paventando il rischio dell’apertura di una procedura di infrazione.
Quesito ed interpretazione dell’Anac
Il parere riguarda le opere di urbanizzazione a scomputo, ossia le opere eseguite dal titolare del permesso di costruire scomputando i relativi oneri dai contributi dovuti ai Comuni per le opere di urbanizzazione.
In particolare l’Anac si riferisce alle linee guida n. 4, con oggetto:
Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici – Opere di urbanizzazione a scomputo.
Nel punto 2.2 si legge testualmente che:
Per le opere di urbanizzazione a scomputo totale o parziale del contributo previsto per il rilascio del permesso di costruire, nel calcolo del valore stimato devono essere cumulativamente considerati tutti i lavori di urbanizzazione primaria e secondaria anche se appartenenti a diversi lotti, connessi ai lavori oggetto di permesso di costruire.
Nel caso di esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria di cui all’art. 16 del dpr n. 380/2001, di importo inferiore alla soglia comunitaria, detto valore deve essere calcolato secondo i parametri stabiliti dall’articolo 5, paragrafo 8, della direttiva 2014/241 UE e dall’articolo 35 del Codice dei contratti pubblici.
In particolare il sottopunto n. 2.2 potrebbe rappresentare una previsione interpretativa che si pone in contrasto con quanto disposto dall’articolo 5, paragrafo 8, della direttiva 2014/24/UE, nella parte in cui sembra prevedere che, in caso di esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria di tipo funzionale, per importi di rilievo infracomunitario, il valore di tali opere, appaltabile in deroga alle procedure di evidenza pubblica regolate dal Codice dei contratti pubblici, possa essere determinato senza tenere conto del valore complessivo delle opere di urbanizzazione (ossia escludendo anche le restanti opere di urbanizzazione secondaria, e primaria non funzionali).
L’Anac suggerisce un’interpretazione comunitariamente orientata nel senso che lo scorporo, dal valore complessivo dell’opera, degli interventi di cui all’art. 16 , comma 2 bis, del Presidente della Repubblica n. 380/2001 sia consentito solo a condizione che il valore complessivo dell’opera stessa non raggiunga l’entità della soglia comunitaria.
Unicamente in siffatta ipotesi, il valore di tali opere potrebbe essere scorporato dalle restanti opere di urbanizzazione e, per l’effetto, affidato dal titolare del permesso di costruire senza l’adozione delle procedure di evidenza pubblica previste dal Codice dei contratti pubblici.
Parere n.361 – febbraio 2018
La Commissione rileva e premette che il parere n. 361 del CdS del 12 febbraio 2018, permetteva già di superare il dubbio sottoposto espresso dall’Anac, non si palesava quindi la necessità di prospettare una “interpretazione comunitariamente orientata” come invece è stato suggerito dall’Anac nella richiesta del nuovo parere.
In particolare il suddetto parere evidenziava:
L’esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria funzionali all’intervento di trasformazione urbanistica del territorio, è a carico del titolare del permesso di costruire e non trova applicazione il dlgs n. 163/2006, che contiene una evidente (ed eccezionale) deroga normativa all’applicazione delle disposizioni codicistiche in materia di affidamento di commesse pubbliche laddove l’esecuzione di opere di urbanizzazione primaria (purché realizzate “Nell’ambito degli strumenti attuativi e degli atti equivalenti comunque denominati nonché degli interventi in diretta attuazione dello strumento urbanistico generale, (…) funzionali all’intervento di trasformazione urbanistica del territorio, (…)”) sia attuata direttamente dal titolare dell’abilitazione a costruire e l’importo delle stesse sia inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria;
Per “opere funzionali” si intendono le opere di urbanizzazione primaria (ad es., fogne, strade e tutte gli ulteriori interventi elencati, in via esemplificativa, dall’art. 16, comma 7, d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380) la cui realizzazione è diretta in via esclusiva al servizio della lottizzazione ovvero della realizzazione dell’opera edilizia di cui al titolo abilitativo a costruire (quest’ultimo nelle varie articolazioni previste dalle leggi, anche non nazionali) e, comunque, solo quelle assegnate alla realizzazione a carico del destinatario del titolo abilitativo a costruire.
Parere n. 2942 – dicembre 2018
Con un secondo quesito, del tutto nuovo rispetto alla richiesta che (a suo tempo) è stata all’origine del parere del Consiglio di Stato n. 361 del 2018, l’Anac ha chiesto conferma se l’articolo 35, comma 11, del Codice dei contratti pubblici ammetta, in coerenza con quanto stabilito dall’articolo 5, paragrafo 10 della direttiva 2014/24/UE, che uno o più lotti possano essere scorporati dai restanti lotti di cui si compone l’opera, a condizione, per i lavori, che il singolo lotto valga meno di 1 milione di euro e che la sommatoria dei lotti scorporati (e aggiudicati) meno del 20% del valore complessivo dell’opera.
La Commissione speciale ritiene che tale lettura della norma non si ponga in contrasto con il tenore letterale dell’articolo 5, paragrafo 10 della direttiva 2014/24/UE ed anzi costituisca uno strumento di “tolleranza” applicabile ogni qualvolta occorra sommare il valore di un affidamento suddiviso in più lotti.
[…] le opere di urbanizzazione a scomputo addossate al titolare del permesso di costruire deve essere considerato, agli effetti del calcolo delle soglie, come una unica “opera prevista” oggetto di un unico appalto. Si è già precisato che se la sommatoria di tale coacervo supera la soglia europea tutte le opere dovranno essere assoggettate al codice.
Acquisto casa antisismica dall’impresa di costruzione: spetta una detrazione pari al 75% o all’85% del prezzo di acquisto, relativamente alla riduzione di 1 o 2 classi di rischio
In un quesito posto da un contribuente sulla rivista telematica FiscoOggi, viene chiesto:
In cosa consiste la detrazione per l’acquisto di case antisismiche?
L’Agenzia delle Entrate prendendo spunto dalla domanda fatta, ricorda quali sono le condizioni per poter usufruire della detrazione in caso di acquisto di casa antisismica.
Per la realizzazione di interventi finalizzati all’adozione di misure antisismiche sugli edifici, i contribuenti possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi; in particolare spetta:
una detrazione del 50% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021; la detrazione va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e va ripartita in 5 quote annuali di pari importo
una detrazione è più elevata pari al 70% o 80% se dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi
dell’80% o 85% quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali
Detrazione acquisto casa antisismica
L’agenzia delle Entrate chiarisce, inoltre, quale detrazione spetta a chi acquista una casa antisismica, ossia:
chi compra un immobile in un edificio demolito e ricostruito nei Comuni in zone classificate a “rischio sismico 1”, può detrarre dalle imposte una parte consistente del prezzo di acquisto (75 o 85%, fino a un massimo di 96.000 euro).
Pertanto, i soggetti che acquistano l’immobile nell’edificio ricostruito direttamente da un’impresa di costruzione o ristrutturazione possono usufruire una detrazione pari al 75% o all’85% del prezzo di acquisto, a seconda che dai lavori derivi rispettivamente il passaggio a 1 o 2 classi di rischio inferiore, per un ammontare massimo di 96.000 euro.
Per poter beneficiare di suddetta agevolazione le imprese devono vendere l’immobile entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori.
Infine, ricorda le Entrate, in luogo della detrazione i beneficiari possono optare per la cessione del credito alle imprese che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati, ad esclusione degli istituti di credito e intermediari finanziari (art. 16, comma 1-septies, dl 63/2013).
Dal 2015 sono in vigore le nuove regole sui requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici e per la redazione dell’APE (Attestato di Prestazione Energetica): il decreto del 26 giugno 2015 (decreto requisiti minimi) indica quelle che sono le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche, le prescrizioni ed i requisiti minimi.
FAQ dicembre 2018
Al fine di agevolare l’applicazione della normativa, il Ministero dello Sviluppo Economico ha predisposto delle nuove FAQ (risposte alle domande frequenti) a beneficio degli operatori del settore.
Il documento, predisposto con il supporto tecnico di ENEA e CTI, è aggiornato a dicembre 2018 ed integra le FAQ già pubblicate ad ottobre 2015 ed agosto 2016.
In particolare, si sofferma sulle modalità di applicazione della seguente normativa:
il decreto 26 giugno 2015 (dm requisiti minimi), contenete metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche, applicazione di prescrizioni e requisiti minimi
il dlgs 28/2011 (decreto rinnovabili), recante attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili negli edifici
il dlgs 192/2005, contenete attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia
Per ogni disposizione normativa oggetto di dubbio, il documento riporta le domande più frequenti ed i relativi chiarimenti in materia di prestazioni energetiche degli edifici. Ad esempio:
Dm requisiti minimi:
Dlgs 28/2011:
Dlgs 192/2005: