Source: https://www.consigliodistrettuale.it/ancona/?page_id=117
Timestamp: 2020-02-17 10:05:18+00:00
Document Index: 119819618

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 58', 'art. 16', 'art.37', 'art. 58', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 4', 'art. 1']

Reg. CNF 21/02/2014 n. 2- Reg. Disciplinare | Consiglio Distrettuale di Disciplina di Ancona
La Consigliera Segretaria Avv. Rosa Capria Roma, 19 aprile 2019
N. 2-C-2019 Ill.mi Signori Avvocati
– PRESIDENTI DEI CONSIGLI DELL’ ORDINE DEGLI AVVOCATI
– PRESIDENTI DELLE UNIONI REGIONALI FORENSI
– PRESIDENTI DEI CONSIGLI DISTRETTUALI DI DISCIPLINA
OGGETTO:REGOLAMENTO CNF n. 2/2014 SUL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE
– MODIFICA ART. 32, comma 1, “Sospensione cautelare”
a) una misura cautelare detentiva o interdittiva irrogata in sede penale e non impugnata o confermata in sede di riesame o di appello; 2 b) la pena accessoria della sospensione dall’esercizio di una professione o di un’arte ai sensi dell’art. 35 del codice penale anche se con la sentenza penale di primo grado sia stata disposta la sospensione condizionale della pena;
REGOLAMENTO 21 febbraio 2014, n. 2 1.
1 Le modifiche al presente regolamento approvate con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017, entrano in vigore il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione sul sito web istituzionale del Consiglio nazionale forense, avvenuta il 7 aprile 2017, e pertanto il 7 maggio 2017. Le modifiche approvate, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 febbraio 2018, entrano in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul sito web istituzionale del Consiglio nazionale forense, avvenuta il 28 marzo 2018. Le modifiche approvate, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa dell’11 aprile 2019, entrano in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul sito web istituzionale del Consiglio nazionale forense, avvenuta il 19 aprile 2019.
(ai sensi dell’art. 50, co. 5, legge 31 dicembre 2012, n. 247)
Funzionamento del Consiglio distrettuale di disciplina
2. Esso nell’attività disciplinare opera attraverso sezioni, composte da cinque componenti titolari e tre supplenti, che vengono costituite, seguendo l’elenco dei consiglieri in ordine alfabetico. I primi cinque nominativi assumono il ruolo di componenti titolari e i successivi tre quello di componenti supplenti, con un massimo di due membri provenienti dallo stesso COA, ove non ostino ragioni di composizione numerica. Per la costituzione della seconda sezione, si segue il medesimo criterio di designazione, seguendo sempre l’ordine alfabetico e individuando i componenti titolari partendo dal nominativo del primo supplente componente della prima sezione e così procedendo sino a raggiungere il numero di otto. Gli ultimi consiglieri in ordine alfabetico che per numero non rientrano nell’ultima sezione, comporranno un’ulteriore sezione integrata, di volta in volta, dal primo consigliere in ordine alfabetico e successivamente dagli ulteriori consiglieri in successione alfabetica con il criterio della turnazione. La sezione delibera con la partecipazione necessaria di cinque componenti. In caso di parità di voto e nella sola ipotesi di cui agli artt. 16 e 18 del presente regolamento, si applica la soluzione più favorevole all’incolpato 2.
2 Comma così modificato, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017. Il testo precedente così recitava: «2. Esso nell’attività disciplinare opera attraverso sezioni, composte da cinque membri titolari e da tre membri supplenti, ove numericamente possibile, che vengono costituite, nelle ipotesi di cui all’art. 58, commi 2 e 3, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, con le modalità che seguono. Le sezioni composte da 5 membri titolari e 3 supplenti vengono formate dal Presidente del Consiglio distrettuale di disciplina o dal Vice Presidente, attingendo all’elenco in ordine alfabetico, formato con tutti i componenti del Consiglio distrettuale di disciplina secondo il criterio della successione alfabetica, con l’esclusione dei componenti iscritti al medesimo ordine dell’incolpato. I primi 5 nominativi assumono il ruolo di membri titolari ed i successivi tre quello di membri supplenti all’interno della sezione. Per la costituzione delle ulteriori sezioni si segue il medesimo criterio di designazione secondo l’ordine alfabetico individuando i membri titolari partendo dal nominativo del primo supplente componente della precedente sezione e così procedendo sino a raggiungere il numero di otto. I componenti del Consiglio distrettuale di disciplina possono ricoprire il ruolo di membri titolari e di membri supplenti contemporaneamente all’interno di più sezioni. La sezione delibera con la partecipazione necessaria di 5 membri. In caso di parità di voto, e nella sola ipotesi di cui agli art. 16 e 18, del presente regolamento si applica la soluzione più favorevole all’incolpato.».
3 Comma così modificato, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017. Il testo precedente così recitava: «Non possono fare parte delle sezioni gli appartenenti al medesimo ordine cui è iscritto il professionista nei confronti del quale si procede. Tenuto conto del carico di lavoro del Consiglio distrettuale di disciplina, ferme restando le incompatibilità previste dalla legge, nel rispetto di una paritaria suddivisione dei procedimenti tra tutte le sezioni e tra tutti i componenti del Consiglio distrettuale di disciplina e della eguale distribuzione del ruolo di relatore tra i componenti, ad ogni sezione possono essere assegnati sino ad un massimo di dieci procedimenti. Tale numero dovrà essere determinato in via anticipata per ogni anno solare con apposita delibera del plenum del Consiglio distrettuale di disciplina, da assumersi entro il mese di dicembre dell’anno precedente». Il medesimo comma era stato già oggetto di modifica con delibera immediatamente esecutiva, nella seduta amministrativa del 26 giugno 2015. Il testo originario così recitava: «Non possono fare parte delle sezioni gli appartenenti al medesimo ordine cui è iscritto il professionista nei confronti del quale si procede».
4 Comma aggiunto, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017.
5 Comma così modificato, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017. Il testo precedente così recitava: «4. Le funzioni di presidente della sezione sono assunte dal componente con maggiore anzianità d’iscrizione all’albo e quelle di segretario dal componente con minore anzianità d’iscrizione all’albo. In caso di parità di iscrizione all’albo, le funzioni sono assunte rispettivamente dal più anziano e dal più giovane per età anagrafica. Il Presidente di sezione e il Segretario permangono nelle cariche anche in caso di subentro come titolare, per qualsiasi ragione, di un membro supplente avente maggiore anzianità di iscrizione all’albo».
6 Comma aggiunto, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017.
3. All’inizio di ogni consiliatura, con delibera motivata, l’Adunanza plenaria, su proposta del Presidente, compone le Sezioni secondo i criteri di cui al comma 2 e indica i criteri di assegnazione dei fascicoli secondo quanto previsto dai successivi commi 4 e 5 nonché i criteri di nomina, per ciascun fascicolo, dell’istruttore e delle attribuzioni delle funzioni di Presidente e Segretario della sezione giudicante. La delibera assunta dovrà essere immediatamente inviata al CNF al fine di consentire l’espletamento dei poteri di controllo di cui all’art.37 3.
3-bis. La delibera di cui al precedente comma deve essere adottata nella prima adunanza plenaria successiva all’approvazione da parte del CNF delle presenti modifiche regolamentari. E’ lasciata facoltà di provvedere alla riassegnazione dei fascicoli pendenti avanti alle sezioni, secondo i nuovi criteri approvati 4.
4. Il Presidente del CDD, attingendo dall’elenco delle sezioni seguendo l’ordine numerico progressivo delle stesse come approvato, assegnerà otto fascicoli alla volta secondo il criterio cronologico di iscrizione nel registro riservato e fermi i criteri di incompatibilità previsti dall’art. 58, comma 2, L. n. 247/2012, nominerà l’istruttore, i membri effettivi e i membri supplenti e attribuirà le funzioni di Presidente e di Segretario 5.
5. Nell’ambito dei criteri di assegnazione generali approvati dall’Adunanza plenaria di cui al comma 3, potranno essere stabiliti criteri particolari di assegnazione in relazione alla sussistenza di ragioni di connessione oggettiva e/o soggettiva 6.
6. Il Consiglio distrettuale di disciplina e le singole sezioni svolgono, di norma, la propria attività nei locali del Consiglio dell’Ordine distrettuale. Con delibera motivata, e per particolari esigenze, il Presidente del Consiglio distrettuale di disciplina può autorizzare che singole attività di una sezione, ad esclusione di quelle della fase dibattimentale, possano essere tenute anche presso la sede dei Consigli degli Ordini circondariali, dovendosi privilegiare criteri di prossimità dei componenti della sezione ai fini di contenimento dei costi. Le riunioni delle sezioni, ove consentito dal regolamento interno del Consiglio distrettuale di disciplina e tecnicamente possibile, potranno avvenire anche a mezzo di tele o video-conferenza 7.
7 Comma così modificato, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017. Il testo precedente così recitava: «5. Il Consiglio distrettuale di disciplina e le singole sezioni svolgono la propria attività nei locali del Consiglio dell’Ordine distrettuale. Con delibera motivata, e per particolari esigenze, il Presidente del Consiglio distrettuale di disciplina può autorizzare che tutte, ovvero singole attività di una sezione, compresa la seduta per la celebrazione del dibattimento, possano essere tenute anche presso la sede dei Consigli degli Ordini circondariali, dovendosi privilegiare criteri di prossimità dei componenti della sezione ai fini di contenimento dei costi. Le riunioni delle sezioni, ove consentito dal regolamento interno del Consiglio distrettuale di disciplina e tecnicamente possibile, potranno avvenire anche a mezzo videoconferenza». Il medesimo comma era stato già oggetto di modifica con delibera immediatamente esecutiva nella seduta amministrativa del 26 giugno 2015. Il testo originario così recitava: «5. Il Consiglio distrettuale di disciplina e le singole sezioni svolgono la propria attività nei locali del Consiglio dell’Ordine distrettuale. Con delibera motivata e per particolari esigenze, il Presidente del Consiglio distrettuale di disciplina può autorizzare che singole attività di una sezione vengano svolte presso i locali di un Consiglio dell’Ordine circondariale».
8 Comma così modificato, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017. Il testo precedente così recitava: «3. Il Presidente del Consiglio dell’Ordine distrettuale, di concerto con i Presidenti degli Ordini circondariali, determina entro il 30 novembre di ogni anno la somma necessaria per le spese di gestione del Consiglio distrettuale di disciplina e quella proporzionalmente dovuta da ciascun Ordine, calcolata secondo quanto stabilito dai commi precedenti ».
3. Il Presidente del Consiglio dell’Ordine distrettuale, di concerto con i Presidenti degli Ordini circondariali e con il Presidente del Consiglio distrettuale di disciplina, determina entro il 30 novembre di ogni anno la somma necessaria per le spese di gestione del Consiglio distrettuale di disciplina e quella proporzionalmente dovuta da ciascun Ordine, calcolata secondo quanto stabilito dai commi precedenti 8.
2. La competenza è attribuita al Consiglio di disciplina del distretto ove è iscritto l’avvocato, o il praticante, o a quello del distretto nel quale è avvenuto il fatto per cui si procede.
3. In ogni caso si applica il principio della prevenzione con riguardo al momento dell’iscrizione della notizia nel registro di cui all’art. 12 del presente regolamento.
5. La competenza disciplinare nei confronti dei componenti del Consiglio distrettuale di disciplina e nei confronti dei componenti dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati del distretto è attribuita al Consiglio distrettuale di disciplina individuato ai sensi del comma precedente 9.
9 Comma così modificato, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017. Il testo precedente così recitava: «5. La competenza disciplinare nei confronti dei componenti del Consiglio distrettuale di disciplina è attribuita al Consiglio distrettuale di disciplina individuato ai sensi del comma precedente».
1. Il Consiglio nazionale forense si pronuncia sui conflitti di competenza fra i Consigli distrettuali di disciplina per quanto concerne l’esercizio del potere disciplinare.
3. L’impugnazione proposta avverso la decisione del Consiglio nazionale forense non sospende il corso del procedimento disciplinare.
3. I componenti delle sezioni del Consiglio distrettuale di disciplina devono astenersi quando vi sia un motivo di ricusazione da essi conosciuto, anche se non proposto. La dichiarazione di astensione deve essere valutata dal Presidente del Consiglio distrettuale di disciplina, il quale decide in merito. In caso di accoglimento dell’istanza di astensione il Presidente procede all’immediata sostituzione del componente astenuto con il primo dei supplenti.
2. Il relativo ricorso, contenente l’indicazione delle prove, è presentato negli uffici di segreteria del Consiglio distrettuale di disciplina, deve essere sottoscritto dall’interessato, o da un suo procuratore speciale, e deve contenere, a pena di inammissibilità, i motivi sui quali la ricusazione si fonda.
1. Quando la ricusazione è stata proposta da chi non ne aveva il diritto o senza l’osservanza dei termini o delle forme previsti dall’articolo 7, ovvero quando i motivi addotti sono manifestamente infondati, la sezione designata, senza ritardo, la dichiara inammissibile con ordinanza impugnabile davanti al Consiglio nazionale forense nel termine di trenta giorni dalla sua comunicazione.
a) darne informazione all’iscritto invitandolo a presentare le sue deduzioni al Consiglio distrettuale di disciplina nel termine di venti giorni;
b) trasmettere gli atti al Consiglio distrettuale di disciplina unitamente a una scheda riassuntiva dei provvedimenti disciplinari a carico dell’iscritto.
a) viene esercitata l’azione penale;
b) viene disposta, revocata o annullata l’applicazione di misure cautelari;
1. Dal giorno dell’invio degli atti al Consiglio distrettuale di disciplina e fino alla definizione del procedimento disciplinare non può essere deliberata la cancellazione dell’iscritto dall’albo, dall’elenco o dal registro.
1. Il Presidente del Consiglio distrettuale di disciplina, valutati gli atti trasmessi dal Consiglio dell’Ordine e le deduzioni presentate dall’iscritto ai sensi dell’art. 11, può richiedere al Consiglio distrettuale di disciplina, all’uopo convocato, l’archiviazione senza formalità per manifesta infondatezza della notizia di illecito disciplinare o per intervenuta prescrizione dell’azione disciplinare 10.
10 Comma così modificato, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017. Il testo precedente così recitava: «1. Il Presidente del Consiglio distrettuale di disciplina, valutati gli atti trasmessi dal Consiglio dell’Ordine e le deduzioni presentate dall’iscritto ai sensi dell’art. 11, può richiedere al Consiglio distrettuale di disciplina, all’uopo convocato, l’archiviazione senza formalità per manifesta infondatezza della notizia di illecito disciplinare».
11 Comma così modificato, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017. Il testo precedente così recitava: «2. In ipotesi di archiviazione il Consiglio distrettuale di disciplina trasmette comunque all’iscritto interessato copia degli atti relativi all’esposto oggetto di iscrizione nel registro di cui all’art. 12, unitamente a copia del provvedimento di archiviazione ».
12 Comma aggiunto, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017.
13 Comma così modificato, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017. Il testo precedente così recitava: «4. Qualora non venga disposta l’archiviazione immediata, il Presidente del Consiglio distrettuale di disciplina costituisce la sezione competente per il procedimento secondo le modalità di cui all’art. 2 del presente regolamento e designa tra i componenti della sezione il Consigliere Istruttore».
2. In ipotesi di archiviazione il Consiglio distrettuale di disciplina comunica all’esponente, all’iscritto interessato e al Consiglio dell’Ordine di appartenenza copia del provvedimento di archiviazione 11.
2-bis. Qualora non ritenga di chiedere al consiglio distrettuale riunito in sede plenaria l’archiviazione del procedimento ai sensi del comma 1, il Presidente, nel caso di infrazioni lievi e scusabili, può proporre all’assemblea l’applicazione del richiamo verbale nei confronti del segnalato ai sensi dell’art. 28 del presente regolamento 12.
4. Qualora non venga disposta l’archiviazione immediata o non venga deliberato il richiamo verbale, il Presidente del Consiglio distrettuale di disciplina assegna il fascicolo alla sezione competente secondo le modalità previste dall’art. 2 del presente regolamento 13.
4-bis. In ogni caso, in ipotesi di infrazioni lievi e scusabili la sezione designata, su proposta del consigliere istruttore, senza necessità di convocare l’iscritto per gli adempimenti di cui all’art. 15, può deliberare il richiamo verbale che deve essere formalizzato con lettera del Presidente del Consiglio distrettuale di disciplina. Il richiamo verbale deve essere immediatamente comunicato via pec o con raccomandata riservata all’incolpato, al Consiglio dell’Ordine di appartenenza ed eventualmente a quello che abbia inviato la segnalazione iniziale. L’iscritto, nel termine di 30 giorni dal ricevimento della predetta comunicazione, potrà opporsi alla definizione del procedimento attraverso il richiamo verbale formulato e chiedere che si proceda all’istruttoria preliminare ai sensi degli articoli 15 e seguenti del presente regolamento14.
14 Comma aggiunto, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 26 giugno 2015 e così modificato, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017. Il testo precedente così recitava: «4-bis. In ipotesi di infrazioni lievi e scusabili la sezione designata, senza necessità di convocare gli iscritti per gli adempimenti di cui all’art. 15, può deliberare il richiamo verbale che deve essere formalizzato con lettera del Presidente del Consiglio distrettuale di disciplina. Il richiamo verbale deve essere immediatamente comunicato via pec o con raccomandata riservata all’incolpato, al Consiglio dell’Ordine di appartenenza ed eventualmente a quello che abbia inviato la segnalazione iniziale. L’iscritto, nel termine di 30 giorni dal ricevimento della predetta comunicazione, potrà opporsi alla definizione del procedimento attraverso il richiamo verbale formulato e chiedere che si proceda all’istruttoria preliminare ai sensi degli articoli 15 e seguenti del presente regolamento.»
15 Il periodo «salva l’ipotesi di preventiva elezione di domicilio presso un difensore» è stato aggiunto, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017.
16 Comma così modificato, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017. Il testo precedente così recitava: «2. Il Consigliere Istruttore può assumere informazioni e testimonianze, acquisire atti ed invitare l’incolpato a rendere dichiarazioni con l’assistenza del proprio difensore».
1. Il Consigliere Istruttore comunica senza ritardo all’iscritto l’avvio della fase istruttoria preliminare a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento da inviarsi al domicilio professionale o a mezzo pec, salva l’ipotesi di preventiva elezione di domicilio presso un difensore 15. In tale comunicazione deve fornire all’incolpato ogni elemento utile, invitandolo a formulare per iscritto le proprie osservazioni e deduzioni, anche istruttorie, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione ed avvertendolo che, in mancanza di elezione di domicilio presso il difensore, le comunicazioni, relative al procedimento, verranno inviate a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento al suo domicilio professionale o al suo indirizzo pec.
2. Il Consigliere Istruttore può assumere informazioni e dichiarazioni da persone informate sui fatti, acquisire atti ed invitare l’iscritto a rendere dichiarazioni con l’assistenza del proprio difensore 16.
1. Qualora la sezione approvi il capo d’incolpazione ne dà comunicazione all’incolpato, al Consiglio dell’Ordine di appartenenza e al Pubblico Ministero presso il Tribunale ove ha sede il Consiglio distrettuale di disciplina a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento ovvero a mezzo pec.
2. La comunicazione diretta all’incolpato contiene:
a) delle generalità dell’incolpato e del numero cronologico attribuito al procedimento;
b) dei fatti addebitati, con l’indicazione delle norme violate; se gli addebiti sono più di uno sono contraddistinti da lettere o da numeri;
c) della data della delibera di approvazione del capo d’incolpazione;
2) l’avviso che l’incolpato, nel termine di venti giorni dal ricevimento della comunicazione stessa:
– dal Consiglio distrettuale di disciplina riunito in seduta con la presenza e la maggioranza di cui all’art. 14 del presente regolamento, su richiesta del Presidente, per manifesta infondatezza della notizia di illecito disciplinare;
– dalla sezione competente per l’istruttoria disciplinare accogliendo la richiesta di archiviazione o rigettando quella di approvazione del capo d’incolpazione e di citazione a giudizio formulata dal Consigliere Istruttore;
– dalla sezione competente, in qualsiasi fase del procedimento, ove sia emersa la manifesta infondatezza dell’addebito17.
17 Comma così modificato, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 26 giugno 2015. Il testo precedente così recitava: «1. L’archiviazione può essere disposta con delibera motivata: – dal Consiglio distrettuale di disciplina riunito in seduta con la presenza e la maggioranza di cui all’art. 14 del presente regolamento, su richiesta del Presidente, per manifesta infondatezza della notizia di illecito disciplinare; – dalla sezione competente per l’istruttoria disciplinare accogliendo la richiesta di archiviazione o rigettando quella di approvazione del capo d’incolpazione e di citazione a giudizio formulata dal Consigliere Istruttore.»
1. Ove deliberata la citazione a giudizio, il Presidente del Consiglio distrettuale di disciplina fissa la data per il dibattimento da celebrarsi avanti alla medesima sezione designata per l’istruttoria, costituita in collegio giudicante di 5 componenti, della quale non può far parte il Consigliere Istruttore, che viene sostituito ai sensi dell’art. 16, comma 2.
b) l’enunciazione in forma chiara e precisa degli addebiti, con le indicazioni delle norme violate; se gli addebiti sono più di uno essi sono contraddistinti da lettere o da numeri;
c) l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della comparizione avanti alla sezione giudicante del Consiglio distrettuale di disciplina per il dibattimento, con l’avvertimento che l’incolpato può essere assistito da un difensore e che, in caso di mancata comparizione, non dovuta a legittimo impedimento o assoluta impossibilità a comparire, si procederà in sua assenza;
d) l’avviso che l’incolpato, entro il termine di sette giorni prima della data fissata per il dibattimento, ha diritto di produrre documenti e di indicare testimoni, che provvederà egli stesso a intimare, con l’enunciazione sommaria delle circostanze sulle quali essi dovranno essere sentiti;
e) l’elenco dei testimoni che la sezione giudicante intende ascoltare;
2. Nel corso del dibattimento l’incolpato ha diritto di:
c) rendere dichiarazioni e, ove lo chieda o vi acconsenta, di sottoporsi all’esame della sezione competente per il dibattimento;
b) ove reputato necessario, chiede all’incolpato di sottoporsi all’esame;
1. Nei casi di infrazioni lievi e scusabili la sezione, con la decisione che definisce il procedimento, anche nell’ipotesi di cui all’art. 14, può deliberare il richiamo verbale dell’incolpato 18.
18 Comma così modificato, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 26 giugno 2015. Il testo originario così recitava: «Nei casi di infrazioni lievi e scusabili la sezione, con la decisione che definisce il procedimento, può deliberare il richiamo verbale dell’incolpato.» Con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017, sono state soppresse le parole «comma 4-bis».
2. Il richiamo verbale non ha carattere di sanzione disciplinare ed è formalmente comunicato all’iscritto e al Consiglio dell’Ordine di appartenenza con lettera riservata del Presidente del Consiglio distrettuale di disciplina ovvero a mezzo pec.
b) al Consiglio dell’Ordine presso il quale l’incolpato è iscritto;
d) al Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello del distretto ove ha sede il Consiglio distrettuale di disciplina che ha emesso il provvedimento.
1. La sezione competente per il procedimento può deliberare la sospensione cautelare dall’esercizio della professione o dal tirocinio, previa audizione dell’iscritto da parte di un componente della sezione appositamente delegato dal Presidente della medesima, quando l’autorità giudiziaria abbia disposto 19:
19 Il periodo «da parte di un componente della sezione appositamente delegato dal Presidente della medesima» è stato aggiunto, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa dell’11 aprile 2019.
3. Il ricorso, contenente anche l’indirizzo pec del ricorrente o del suo difensore, deve essere presentato ovvero spedito a mezzo posta o a mezzo pec dall’incolpato o dal suo difensore munito di procura speciale, nella segreteria del Consiglio distrettuale di disciplina che ha emesso la decisione ovvero in quella del Consiglio dell’Ordine presso cui l’incolpato è iscritto che immediatamente20 lo trasmette al Consiglio distrettuale di disciplina per le ulteriori incombenze. Nel caso di spedizione a mezzo posta ai fini della tempestività del ricorso si farà riferimento alla data di spedizione. Qualora il ricorso sia stato presentato o inviato presso la segreteria del Consiglio distrettuale di disciplina, questa provvede a darne immediata comunicazione al Consiglio dell’Ordine presso il quale il ricorrente è iscritto 21.
20 Con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 febbraio 2018, il termine «senza indugio» è stato sostituito con il termine «immediatamente».
21 Periodo aggiunto, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 febbraio 2018.
Esecutività della decisione disciplinare
a) d’ufficio, ad istanza del Consiglio dell’Ordine o del Consiglio distrettuale di disciplina che, avendo inflitto la sanzione disciplinare, abbia avuto in qualsiasi modo notizia della pronuncia della sentenza penale di assoluzione perché il fatto non sussiste o perché l’incolpato non l’ha commesso;
b) ad istanza dell’interessato.
Dei poteri ispettivi e di controllo del Consiglio Nazionale Forense
Poteri ispettivi e di controllo del C.N.F. 22
22 Titolo e rubrica così modificati, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017. Il testo originario così recitava: «Poteri ispettivi del C.N.F.».
c) disporre la decadenza dei componenti dei Consigli distrettuali di disciplina. Al componente decaduto subentra il primo dei non eletti mantenendo il rispetto delle quote di genere;
d) valutare la congruità della delibera assunta dall’Adunanza plenaria del Consiglio distrettuale di disciplina prevista dall’art. 2, comma 3 del presente regolamento 23.
23 Lettera aggiunta, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017.
24 Titolo così modificato, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017. Il testo originario così recitava: «Poteri ispettivi del C.N.F.».
25 Articolo aggiunto, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 24 marzo 2017.
Disposizioni finali e transitorie 24
Disciplina transitoria per i procedimenti disciplinari pendenti alla data di insediamento del Consiglio distrettuale di disciplina 25
1. Al momento dell’insediamento del nuovo consiglio distrettuale di disciplina, il Presidente procede alla riassegnazione dei procedimenti pendenti secondo i criteri di cui all’art. 2:
a) quanto ai procedimenti per i quali è già stata assunta la delibera di incolpazione ai sensi dell’art. 18 del presente Regolamento, seguendo l’ordine cronologico di adozione della delibera partendo dalla più risalente nel tempo;
b) quanto ai procedimenti già assegnati alla sezione ove non sia stata assunta la delibera di cui all’art. 18 del presente Regolamento, seguendo l’ordine cronologico di iscrizione nel Registro Riservato partendo dal più risalente nel tempo.
ALLEGATO 1 (tabella art. 4, comma 4 del presente Regolamento, ripresa dall’art. 1 disp. att. c.p.p.) Dal distretto di… Al distretto di…