Source: http://osservatorio.urbanit.it/la-pianificazione-strategica-e-lagenda-urbana-della-citta-metropolitana-di-cagliari/
Timestamp: 2017-06-24 06:58:21+00:00
Document Index: 40824941

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 3']

La Pianificazione strategica e l’agenda urbana della Città metropolitana di Cagliari – Osservatorio Urban@it
La Pianificazione strategica e l’agenda urbana della Città metropolitana di Cagliari
La Pianificazione strategica e l’agenda urbana della Città metropolitana di CagliariStatuto della Città metropolitana di CagliariSTATUTO CITTÀ METROPOLITANA DI CAGLIARI:
Articoli dello Statuto relativi alla pianificazione strategica: Artt. 1, 3, 4, 5, 13
ORGANI COMPETENZE Sindaco metropolitano
Sottopone al Consiglio le proposte di adozione, revisione e adeguamento del Psm (art. 3, commi secondo e sesto)
Adotta e aggiorna annualmente il Psm (Art. 3, comma secondo e sesto e art. 13, comma terzo)
Esprime parere obbligatorio sul Psm con i voti che rappresentino almeno un terzo dei Comuni e la maggioranza dei residenti nel territorio metropolitano (art. 3 comma secondo e art. 15, comma terzo)
Sintesi della normativa statutaria relativa al Piano strategicoIl Piano Strategico del territorio e della comunità metropolitana viene definito dall’art. 3 dello Statuto come l’atto fondamentale di indirizzo e azione per la Città Metropolitana e per l’esercizio delle funzioni dei Comuni che ne fanno parte. In particolare, il comma quarto dell’art. 3 stabilisce che nel piano strategico “si definiscono gli indirizzi di programmazione, gli obiettivi generali, settoriali e trasversali di sviluppo nel medio e lungo periodo per l’area metropolitana, individuando le priorità di intervento, le risorse necessarie al loro perseguimento, i tempi e il metodo di attuazione, modalità e strumenti di monitoraggio”. Già a livello statutario, il Psm è connotato da una precisa vocazione: “realizzare le migliori condizioni per lo sviluppo economico, ambientale e sociale del proprio territorio e della Regione, in una ottica di equità, economicità, efficacia, efficienza ed etica e con particolare riferimento alla qualità dei servizi” (art. 3, comma terzo).
Quanto alla fase di elaborazione del piano, il comma 12 dell’art. 1 prevede l’adozione di un apposito regolamento volto a definire le “particolari forme di confronto collaborativo”, che ex art. 5 si ispirano “al principio di trasparenza e al metodo della partecipazione, prevedendo processi di sussidiarietà e co-pianificazione con i Comuni e gli altri Enti interessati e modalità di coinvolgimento delle forze economiche e sociali”.
Il Piano strategico costituisce il quadro generale di riferimento per tutte le forme di pianificazione e programmazione della Città metropolitana. In particolare, l’art. 4, comma secondo, stabilisce che il Piano Territoriale di Coordinamento Metropolitano venga redatto in coerenza con gli indirizzi e obiettivi del Piano Strategico Metropolitano.
Benché nulla sia espressamente disposto in relazione alla fase di monitoraggio e valutazione dei risultati, la loro necessaria previsione può essere ricavata dal sesto comma dell’art. 3 ove si dispone che “in relazione ai cambiamenti intervenuti e ai risultati conseguiti, il/la sindaco/a metropolitano/a, acquisito il parere obbligatorio della Conferenza metropolitana, sottopone annualmente al Consiglio metropolitano le proposte di revisione e adeguamento del Piano strategico”.
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