Source: http://ilmiodiritto.blogspot.com/2012/04/sostituisce-la-foto-sulla-carta.html
Timestamp: 2018-07-23 15:15:32+00:00
Document Index: 145394008

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 521', 'sentenza ', 'art. 477', 'sentenza ', 'art. 521']

Sostituisce la foto sulla carta d’identità per far sostenere l’esame all’amico? è reato di falsità materiale!
Forse, frequentando l’università, vi sarà venuta voglia di mandare un amico a sostenere l’esame al posto vostro. Bene, uno studente toscano metteva in pratica questo pensiero malsano e, a tal fine, contraffaceva la propria carta d’identità, sostituendo la fotografia con quella di un’altra persona, mantenendo inalterati i dati anagrafici. Nemmeno a dirlo, lo studente veniva “pizzicato” ancor prima di ottenere il risultato sperato.
La Corte d’Appello, riformando in parte la decisione di primo grado, dichiarava il ragazzo colpevole, in concorso con persona rimasta non identificata, del reato di falsità materiale ex artt. 110, 477 e 482 c.p. e lo condannava alla pena, condizionalmente sospesa, di anni uno e mesi due di reclusione.
La difesa dell’imputato ricorreva in Cassazione, sostenendo che la condotta consistita nella sostituzione della fotografia apposta sul documento d’identità, lasciando inalterati i dati anagrafici, integrerebbe gli estremi non già della contraffazione, bensì dell’alterazione, di talché delle due l’una: o il fatto ritenuto in sentenza era da ritenere diverso rispetto all’originaria imputazione, con conseguente violazione del principio di contestazione, ai sensi dell’art. 521 c.p.p.; ovvero l’imputato avrebbe dovuto essere assolto dall’addebito, così riqualificato, con formula dell’insussistenza del fatto.
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 9604 del 13 marzo 2012, rigettanto il ricorso dell'imputato, ha ribadito che la sostituzione della fotografia della carta di identità, lasciando inalterati i dati anagrafici e gli altri elementi identificativi, integra gli estremi della falsità materiale in certificato amministrativo, punibile, se commessa da privato, ai sensi del combinato disposto degli artt. 477 e 482 c.p.
La norma di cui all’art. 477 c.p., infatti, punisce, indifferentemente, la condotta della contraffazione od alterazione del documento, donde l’irrilevanza della corretta qualificazione della fattispecie in esame in termini dell’una o dell’’altra ipotesi.
Corte di Cassazione,Sezione Quinta Penale, 13 marzo 2012, n. 9604
1. - Con unico, articolato, motivo d’impugnazione parte ricorrente denuncia violazione di legge, inosservanza od erronea applicazione della legge penale; mancanza o manifesta illogicità di motivazione; inosservanza di norme processuali. Sostiene, al riguardo, che la condotta consiste nella sostituzione della fotografia apposta sul documento d’identità, lasciando inalterati i dati anagrafici, integrerebbe gli estremi non già della contraffazione, bensì dell’alterazione, di talché delle due l’una: o il fatto ritenuto in sentenza era da ritenere diverso rispetto all’originaria imputazione, con conseguente violazione del principio di contestazione, ai sensi dell’art. 521 c.p.p.; ovvero l’imputato avrebbe dovuto essere assolto dall’addebito, così riqualificato, con formula dell’insussistenza del fatto.
2. - La censura è destituita di fondamento. Ed invero, è indiscusso insegnamento di questa Corte regolatrice che la sostituzione della fotografia della carta di identità, lasciando inalterati i dati anagrafici e gli altri elementi identificativi, integra gli estremi della falsità materiale in certificato amministrativo, punibile, se commessa da privato, ai sensi del combinato disposto degli artt. 477 e 482 c.p. (cfr., tra le altre, Cass. sez. 5.20.1.1982. n. 4715, rv, 153579, id. Sez. 5, 14.3.1978, n. 9427 rv. 139700).
Pertanto, pur al di là del rilievo che il giudice a quo ha comunque confermato la qualificazione giuridica in termini di contraffazione, nessuna violazione del principio di correlazione avrebbe potuto ravvisarsi nella fattispecie, tanto più che l’imputato - a tutto concedere - ha avuto ampia possibilità di difesa in ordine all’oggetto dell’addebito a suo carico, puntualmente descritto nei suoi elementi essenziali.
2. - Per quanto precede, il ricorso - complessivamente considerato - deve essere rigettato, con le consequenziali statuizioni espresse in dispositivo.
Pubblicato da Il mio diritto alle 14:21