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Timestamp: 2018-01-16 17:17:45+00:00
Document Index: 179019721

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 3', 'art.  13', 'art.  13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art.  25', 'art.\n13', 'art. 22', 'art. 5', 'art.  17', 'art. 13', 'art.  15', 'art. 13', 'art. 8', 'art.  17', 'art. 9', 'art.\n17', 'art. 13']

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 14 giugno 2012 | Chimici.info
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 14 giugno 2012
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 14 giugno 2012 - Approvazione dello schema di piano dei controlli, in applicazione dell'articolo 13, comma 17, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61, recante la tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini. (12A07124) - (GU n. 150 del 29-6-2012 )
Approvazione dello schema di piano  dei  controlli,  in  applicazione
dell’articolo 13, comma 17, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n.
61,  recante  la  tutela  delle  denominazioni  di  origine  e  delle
indicazioni geografiche dei vini. (12A07124)
2007,  recante  l’Organizzazione  comune  dei  mercati   agricoli   e
Visto il regolamento (CE) n. 491/2009 del Consiglio del  25  maggio
2009,  recante  la  modifica  del  regolamento  (CE)   n.   1234/2007
(regolamento unico OCM), con il quale, in  particolare,  i  contenuti
del regolamento (CE) n.  479/2008  sono  stati  inseriti  nel  citato
regolamento (CE) n. 1234/2007 a decorrere dal 1° agosto 2009;
luglio  2009  che  stabilisce  talune  regole  di  applicazione   del
regolamento del Consiglio n. 479/2008 riguardo  le  denominazioni  di
origine  protetta  e  le   indicazioni   geografiche,   le   menzioni
tradizionali, l’etichettatura e la presentazione di  taluni  prodotti
del settore vitivinicolo;
Visto il regolamento (CE) n. 401 della  Commissione  del  7  maggio
2010 che modifica e rettifica il regolamento (CE) n.  607/2009  della
Commissione recante modalita’ di applicazione del regolamento (CE) n.
479/2008 del  Consiglio  per  quanto  riguarda  le  denominazioni  di
origine protette e le indicazioni geografiche protette,  le  menzioni
tradizionali,  l’etichettatura  e  la  presentazione  di  determinati
prodotti vitivinicoli;
Visto il decreto legislativo 8  aprile  2010,  n.  61,  recante  la
Visto  il  decreto  ministeriale  2   novembre   2010   concernente
l’approvazione dello schema di piano dei controlli,  in  applicazione
dell’art. 13, comma 17, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61,
recante la tutela  delle  denominazioni  di  origine,  in  attuazione
dell’art. 15 della legge 7 luglio 2009, n. 88;
Visto  il  decreto  ministeriale  16  dicembre   2010   concernente
disposizioni applicative del decreto legislativo 8  aprile  2010,  n.
61, relativo alla tutela  delle  denominazioni  di  origine  e  delle
indicazioni geografiche dei vini, per quanto concerne  la  disciplina
dello  schedario  viticolo  e  della  rivendicazione  annuale   delle
Visto il decreto  ministeriale  16  dicembre  2010  concernente  le
Visto  il  decreto  ministeriale  19   aprile   2011   recante   le
disposizioni, le caratteristiche, le diciture  nonche’  le  modalita’
per la fabbricazione, l’uso, la distribuzione,  il  controllo  ed  il
costo dei contrassegni di Stato per i vini a denominazione di origine
controllata e garantita e per  i  vini  a  denominazione  di  origine
Visto il decreto  ministeriale  11  novembre  2011  concernente  la
disciplina degli esami chimico-fisici per i vini  DOP  e  IGP,  degli
esami   organolettici   e   dell’attivita’   delle   commissioni   di
degustazione per i vini DOP e del relativo finanziamento;
Considerata la necessita’ di adeguare il sistema di  certificazione
e di controllo dei vini DOP e IGP, e  pertanto  gli  schemi  tipo  di
piano  di  controllo,  alle  disposizioni  applicative  del   decreto
legislativo 8 aprile 2010, n. 61, emanate successivamente all’entrata
in vigore del decreto ministeriale 2 novembre 2010;
Visti  gli  esiti  della   seduta   di   Comitato   permanente   di
coordinamento in materia di agricoltura del 28 marzo 2012, nel  corso
della  quale  si  e’  ritenuto  di  dover  subordinare  l’avviso  sul
provvedimento ad un ulteriore approfondimento tecnico, da tenersi  in
sede interregionale;
Visti   gli   esiti   favorevoli   dell’ulteriore    incontro    di
approfondimento, tenutosi il 16 aprile  2012  con  le  regioni  e  le
province autonome, le associazioni di categoria e  le  organizzazioni
interprofessionali operanti nel settore vitivinicolo;
Considerato che nel corso della  Conferenza  Stato-regioni  del  10
maggio 2012 nonostante il  parere  favorevole  del  comitato  tecnico
permanente di coordinamento in materia di agricoltura reso in data  3
maggio 2012 non e’ stata raggiunta l’intesa;
Visto l’art. 3, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, concernente la definizione  ed  ampliamento  delle  attribuzioni
le province autonome di Trento e  Bolzano  ed  unificazione,  per  le
materie ed  i  compiti  di  interesse  comune  delle  regioni,  delle
province e dei comuni, con la Conferenza  Stato-citta’  ed  autonomie
riunione del 7 giugno 2012 resa ai sensi del citato art. 3, comma  3,
a) «Ministero», il Ministero delle politiche agricole alimentari  e
b) «ICQRF», il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della  tutela
della qualita’ e della repressione frodi dei prodotti  agroalimentari
del Ministero  –  Direzione  generale  per  il  riconoscimento  degli
organismi di controllo e certificazione e tutela del consumatore;
c) «categorie» della filiera vitivinicola, i soggetti  immessi  nel
sistema di  controllo:  viticoltori,  vinificatori,  imbottigliatori,
intermediari, ossia aziende non classificabili tra le  precedenti  ed
operanti l’acquisto e la vendita di uve, prodotti a monte del vino  e
vini destinati alla DO e/o alla IG nonche’ vini a DO e/o IG, che  non
effettuano alcuna trasformazione e/o imbottigliamento dei prodotti;
d) «filiera vitivinicola rappresentativa» ai  sensi  dell’art.  13,
e) «struttura di controllo», le autorita’ pubbliche designate e gli
organismi di  controllo  autorizzati  dall’ICQRF  alla  verifica  del
disciplinare dei vini DOCG. e/o DOC;
f) «gruppo tecnico di valutazione», l’organo di  cui  all’art.  13,
comma 1, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61;
g) «decreto», il presente decreto;
h) «decreto legislativo», il decreto legislativo 8 aprile 2010,  n.
i) «DO», denominazioni di origine, comprendente le DOCG e le DOC;
l) «DOCG», denominazione di origine controllata e garantita;
m) «DOC», denominazione di origine controllata;
n) «DOP», denominazione di origine protetta;
o) «IG», indicazione geografica  tipica  o  indicazione  geografica
p) «IGT», indicazione geografica tipica;
q) «IGP», indicazione geografica protetta;
r) «fascetta», contrassegno di Stato per i vini DOCG e DOC.
1. L’attivita’ di controllo per i vini  a  DO  e  IG  di  cui  agli
articoli 118-sexdecies  e  118-septdecies  del  regolamento  (CE)  n.
1234/2007, indicato nelle premesse,  e’  svolta  dalle  strutture  di
controllo secondo i criteri ed i contenuti dei  rispettivi  piani  di
controllo e prospetti tariffari approvati, sentito il gruppo  tecnico
di valutazione di cui all’art. 13, comma 1, del decreto legislativo.
2. L’immissione nel sistema di controllo e’  condizione  necessaria
per la certificazione  e  la  rivendicazione  delle  D.O.  e  per  la
rivendicazione delle I.G.
3. Ciascuna produzione D.O.  o  I.G.,  ivi  comprese  le  eventuali
sottozone e tipologie previste dal  disciplinare  di  produzione,  e’
soggetta al controllo di una sola struttura di controllo.
4. Ciascuna struttura di controllo puo’ effettuare  l’attivita’  di
controllo di cui al comma 1 per una o piu’ produzioni D.O. e I.G.
5. Lo schema di piano dei controlli relativo  alla  produzione  dei
vini a denominazione di  origine  e  ad  indicazione  geografica,  le
relative istruzioni ed il prospetto tariffario di cui  agli  allegati
da 1 a 5, costituiscono parte integrante del presente decreto.
Istituzione del sistema di controllo
1. Le strutture  di  controllo  sono  iscritte  nell’«Elenco  delle
strutture di controllo per le denominazioni di origine protette e per
le  indicazioni  geografiche  protette  del  settore   vitivinicolo»,
istituito presso l’ICQRF, distinto in due sezioni  per  le  autorita’
pubbliche designate e gli organismi di controllo autorizzati, e  reso
disponibile sul portale SIAN.
2. La scelta della struttura di  controllo  e’  effettuata  con  le
modalita’ di cui all’art. 13, commi 8 e 9, del decreto legislativo.
3. Entro  trenta  giorni  dalla  data  di  pubblicazione  sul  sito
internet del Ministero del documento  unico  e  del  disciplinare  di
produzione, il soggetto individuato per il controllo della  specifica
DO o IG trasmette all’ICQRF ed alla competente  regione  o  provincia
autonoma il piano dei controlli e il  relativo  prospetto  tariffario
redatti secondo lo schema allegato al presente  decreto,  nonche’  la
documentazione di cui all’art. 13, comma 11, del decreto legislativo,
ivi compreso l’elenco dei membri dell’organo decidente i ricorsi.
4.  Entro  sessanta  giorni  successivi  alla  presentazione  della
documentazione  di   cui   al   comma   3   l’ICQRF,   esaminata   la
documentazione,  acquisito  il   parere   del   gruppo   tecnico   di
valutazione, nonche’ della filiera rappresentativa, emana il  decreto
di autorizzazione o di designazione.
5. L’autorizzazione e la designazione di cui al precedente comma ha
validita’ triennale ed e’ rinnovabile, alla scadenza del triennio, su
richiesta dei soggetti legittimati.
6. Tuttavia, prima  della  scadenza  del  triennio,  a  seguito  di
ordinanza di ingiunzione emessa a carico della struttura di controllo
per le violazioni di cui all’art.  25  del  decreto  legislativo,  la
filiera vitivinicola rappresentativa  puo’  comunicare  all’ICQRF  la
volonta’  di  avvalersi  dell’attivita’  di  un’altra  struttura   di
controllo tra quelle iscritte all’elenco di cui al comma 1.  In  caso
di passaggio ad altra struttura di  controllo  decade  ogni  impegno,
vincolo e condizione  intercorrente  tra  i  soggetti  della  filiera
vitivinicola e la precedente struttura di controllo.
7. L’ICQRF, accertate le violazioni di  cui  al  comma  6,  ne  da’
comunicazione alla filiera rappresentativa per le finalita’  previste
dallo stesso comma.
8. L’autorizzazione e la designazione di cui al comma 4 puo’ essere
sospesa o revocata nel caso sussistano le condizioni di cui  all’art.
13, comma 4, del decreto legislativo, sentito il parere della regione
o provincia autonoma interessata ed il gruppo tecnico di valutazione.
9. Il Ministero pubblica sul sito  internet  istituzionale  i  dati
relativi ai prospetti  tariffari  approvati  nonche’  l’elenco  delle
strutture di controllo autorizzate o designate  in  riferimento  alle
singole DO o IG.
Adempimenti delle strutture di controllo
1. La struttura di  controllo  non  puo’  modificare  il  piano  di
controllo ed il sistema  tariffario,  la  denominazione  sociale,  il
proprio statuto, i propri  organi  di  rappresentanza,  il  personale
ispettivo,  la  composizione  del  comitato   di   certificazione   e
dell’organo decidente i ricorsi,  cosi’  come  depositati  presso  il
Ministero, senza il preventivo assenso del Ministero stesso.
2. Ogni modifica del piano dei controlli e del prospetto tariffario
deve  comunque  essere  preventivamente   comunicata   alla   filiera
3. Nella prima seduta il gruppo tecnico di valutazione  approva  il
regolamento contenente, tra l’altro, i criteri per la valutazione del
personale in carico alle  strutture  di  controllo  e  dei  prospetti
riepilogativi dei costi inseriti nello schema di  tariffario  di  cui
agli allegati 3 e 5 del presente decreto.
4. La struttura di controllo deve garantire, per ciascuna DO o  IG,
la tracciabilita’ documentale ed informatica  delle  azioni  e  delle
attivita’ previste dal piano dei controlli approvato.
5. La struttura di controllo provvede, per ciascuna DO o  IG,  allo
svolgimento delle attivita’ previste dal relativo piano dei controlli
approvato comunicando, per gli adempimenti di  competenza,  anche  in
via  informatica  all’ICQRF  ed  alle  regioni  e  province  autonome
a) le non conformita’ gravi,  redatte  secondo  lo  schema  di  cui
all’allegato 6 del presente decreto, entro quindici giorni lavorativi
dalla  data  di  accertamento  documentale  o  entro   venti   giorni
lavorativi    dalla    data    accertamento    ispettivo.     L’ICQRF
territorialmente competente, limitatamente ai casi di non conformita’
grave  riscontrati  a  carico  delle  produzioni  vitivinicole  a  DO
confezionate scaturenti  dalle  verifiche  di  conformita’  cui  alla
scheda 4 – Imbottigliatore del piano dei controlli entro venti giorni
lavorativi  dalla  data   accertamento   ispettivo,   stabilisce   se
intraprendere immediatamente le azioni di competenza o  se  attendere
l’esito dell’eventuale ricorso  avverso  alla  non  conformita’  che,
comunque, dovra’ essere  inoltrato  dal  soggetto  interessato  entro
trenta giorni dalla  comunicazione  e  concluso  dalla  struttura  di
controllo entro quarantacinque giorni dalla data di ricevimento;
b) le non conformita’ lievi,  redatte  secondo  lo  schema  di  cui
all’allegato 6  del  presente  decreto,  per  le  quali  il  soggetto
interessato non abbia fornito riscontro della risoluzione  della  non
conformita’ entro trenta giorni dalla comunicazione;
c) trascorsi i termini di trenta giorni di cui alla lettera b),  le
non conformita’ lievi divengono gravi a seguito  di  valutazione  del
Comitato di certificazione.
Al termine dell’iter eventualmente avviato  a  seguito  di  ricorso
avverso  il  provvedimento  di  non  conformita’,  la  struttura   di
controllo deve  inoltrare  all’ICQRF  competente  e  alla  regione  o
provincia competente la copia del  ricorso  presentato  dal  soggetto
interessato unitamente alla decisione emessa dall’organo decidente  i
La struttura di controllo deve  inoltrare,  entro  quindici  giorni
dalla conclusione dell’iter, all’ICQRF competente e  alla  regione  o
provincia  competente   la   decisione   emessa   dal   Comitato   di
certificazione unitamente alla copia dei documenti  giustificativi  o
del ricorso avverso presentati dal soggetto interessato.
6.  Fermo  restando  il  trattamento  delle  fattispecie   di   non
conformita’ di cui al comma precedente, la struttura di controllo  e’
tenuta a comunicare al soggetto interessato, alle regioni e  province
autonome e  agli  altri  enti  territorialmente  competenti,  con  le
tempistiche di cui  al  comma  7,  qualsiasi  non  conformita’  lieve
riconducibile al  mancato  aggiornamento  dei  dati  contenuti  nello
schedario viticolo, ovvero i casi di cui all’art. 22,  comma  3,  del
7. Nelle  more  dell’applicazione  delle  disposizioni  di  cui  al
decreto  ministeriale   16   dicembre   2010   recante   disposizioni
applicative del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61, per  quanto
concerne   la   disciplina   dello   schedario   viticolo   e   della
rivendicazione annuale delle produzioni, le  regioni  e  le  province
autonome o gli enti territorialmente competenti,  entro  la  data  di
rivendicazione delle  produzioni  ottenute  sulle  superfici  oggetto
delle non conformita’ di cui al comma 5, verificano l’aggiornamento e
la validita’ del dato relativo  alle  superfici  vitate  operato  dal
soggetto interessato, tenuto conto anche delle informazioni contenute
nelle comunicazioni di non conformita’.
8. Nei casi di non conformita’ di cui al comma 5, la  struttura  di
controllo deve inoltrare al soggetto interessato la comunicazione  di
non conformita’, entro quindici lavorativi dalla data di accertamento
documentale o entro venti giorni lavorativi dalla  data  accertamento
9. La documentazione risultante dal sistema di certificazione e  di
controllo, adeguatamente aggiornata, gestita ed archiviata, anche  in
modo informatizzato, per singola DO  o  IG,  e’  in  ogni  momento  a
disposizione delle Autorita’ di vigilanza. La struttura di  controllo
deve consegnare la predetta documentazione all’ICQRF o alla struttura
di  controllo  subentrante,  in  caso  di   scioglimento   o   revoca
dell’autorizzazione o della designazione.
10. La documentazione di cui al  precedente  comma  9  e’  detenuta
presso la sede della struttura di controllo o, in caso di  piu’  sedi
operative territoriali, presso ognuna di esse.
11. Il piano dei controlli approvato ed  il  prospetto  tariffario,
per le singole  DO  o  IG,  saranno  resi  disponibili  alla  filiera
vitivinicola interessata tramite la pubblicazione sul  sito  internet
Elenchi dei soggetti della filiera vitivinicola
1. Per i soggetti della filiera che alla data di pubblicazione  del
presente decreto non siano gia’ immessi nel sistema  di  controllo  e
che intendono rivendicare una produzione vitivinicola a DO o  IG,  le
rispettive   rivendicazioni   delle   uve   e/o   le   richieste   di
certificazione e/o le comunicazioni di imbottigliamento costituiscono
a tutti gli effetti notifica di iscrizione agli elenchi dei  soggetti
partecipanti alla filiera vitivinicola per le DO  o  le  IG  di  loro
2. Salvo comunicazione di disdetta degli  interessati,  i  soggetti
immessi nel sistema di controllo della DO e IG si ritengono  iscritti
agli elenchi dei soggetti partecipanti alla  filiera  vitivinicola  e
tale iscrizione si intende tacitamente rinnovata di anno in anno.
1. La struttura di controllo svolge, a carico dei soggetti iscritti
negli elenchi di cui all’art. 5, l’attivita’ di certificazione  e  di
controllo per singola DO e l’attivita’ di controllo  per  singola  IG
sulla base degli schemi dei rispettivi piani di controllo allegati al
2. La certificazione delle produzioni di vino atto  a  divenire  DO
viene richiesta dai soggetti immessi nel sistema di certificazione  e
controllo sulla  base  del  procedimento  e  delle  disposizioni  del
decreto ministeriale 11 novembre 2011 indicato  nelle  premesse.  Nel
caso di giudizio di idoneita’ la struttura di controllo  rilascia  la
certificazione per la relativa partita, secondo  il  modello  di  cui
all’allegato 7.
3. Il controllo dei vini a DO e ad  IG  deve  garantire,  sotto  la
responsabilita’  della  struttura  di   controllo,   la   rispondenza
quantitativa sulle movimentazioni di carico e  scarico  dei  vini  ed
inoltre, per le partite imbottigliate,  la  loro  tracciabilita’.  Le
comunicazioni previste dal piano dei controlli possono essere inviate
alla struttura di controllo anche per via telematica sulla base degli
strumenti informatici gia’ in possesso  degli  operatori,  nei  tempi
previsti dal regolamento (CE) n. 436/09 per le  relative  annotazioni
sui registri. Le procedure e le  modalita’  previste  dal  piano  dei
controlli  devono  garantire,  attraverso   controlli   a   campione,
l’espletamento degli esami analitici sulle partite di vino a IG.
4. La  struttura  di  controllo  svolge  controlli  ispettivi,  per
ciascuna DO o IG e per ciascuna categoria  di  soggetti  immessi  nel
sistema  tutelato,  su  una  percentuale  fissata  negli  schemi  dei
rispettivi piani di controllo; tuttavia,  a  seguito  della  motivata
richiesta di incremento delle percentuali presentata dal Consorzio di
tutela riconosciuto ai sensi  dell’art.  17,  comma  4,  del  decreto
legislativo, o, in assenza, dalla  filiera  rappresentativa,  l’ICQRF
competente per territorio convoca la/e regione/i  e/o  la/e  province
autonome interessata/e, la struttura di  controllo  incaricata  e  lo
stesso Consorzio di tutela o, in assenza, la filiera rappresentativa,
al  fine  di  valutare  ed  eventualmente  approvare  la   variazione
5. Gli operatori da sottoporre a controllo per ogni categoria della
filiera vitivinicola devono essere estratti tramite sorteggio casuale
effettuato dalla  struttura  di  controllo,  secondo  le  percentuali
indicate negli allegati 2  e  4,  alla  presenza  di  un  funzionario
dell’Ufficio ICQRF competente per il territorio di  produzione  della
DO o della IG e, ove la  regione  o  provincia  autonoma  lo  ritenga
opportuno, di un funzionario della medesima, redigendo, a conclusione
delle operazioni, apposito  verbale.  Ogni  anno  e’  sorteggiato  un
ulteriore  numero  di  soggetti  gia’  sottoposti  a   controllo   da
riproporre a verifica che rappresentino il 2 per cento degli  stessi.
Nel caso siano state riscontrate non conformita’ gravi l’1 per  cento
del  sorteggio,  deve   riguardare   i   soggetti   destinatari   del
provvedimento di non conformita’.
6. Nel caso in cui un soggetto immesso nel sistema  tutelato  delle
DO o IG sia sorteggiato per una o piu’ categorie della  stessa  DO  o
IG, la  struttura  di  controllo  deve  svolgere  contestualmente  le
attivita’ ispettive, qualora sia  in  grado  di  verificare  tutti  i
requisiti  richiesti  dagli  schemi  di  piano   di   controllo,   in
considerazione della stagionalita’ delle fasi di controllo.
7 . Le attivita’ ispettive di cui al comma 6 si intendono estese  a
tutte le categorie delle DO o IG a cui  il  soggetto  controllato  e’
iscritto ai sensi dell’art. 13, comma 12, del decreto  legislativo  e
per le quali  la  struttura  di  controllo  e’  stata  autorizzata  o
designata, eccetto  la  categoria  del  viticoltore.  Tali  attivita’
ispettive concorrono a determinare le percentuali minime previste dal
piano per le categorie e/o per le DO o IG interessate e, a tal  fine,
se ne tiene conto nelle operazioni di sorteggio.
8. Al fine di rendicontare  i  quantitativi  di  vino  a  DO  e  IG
imbottigliato, i soggetti imbottigliatori,  non  oltre  sette  giorni
lavorativi  dalla   data   di   conclusione   delle   operazioni   di
imbottigliamento e comunque almeno tre giorni lavorativi prima  della
data di  trasferimento  o  di  vendita  dei  prodotti  imbottigliati,
comunicano  alla  competente  struttura   di   controllo   tutte   le
informazioni contenute nel modello di cui all’allegato 8 del presente
decreto.   Tali   informazioni   possono   essere   trasmesse   anche
telematicamente sui  supporti  informatici  gia’  in  possesso  degli
9. Limitatamente ai casi di urgenza, relativi  al  trasferimento  o
alla vendita immediata di partite di vini,  il  soggetto  interessato
effettua comunicazione preventiva di imbottigliamento.  La  struttura
di  controllo  deve  emettere  parere  entro  le  successive  24  ore
lavorative,  previa  verifica   della   sussistenza   dei   requisiti
quantitativi della partita oggetto di imbottigliamento.  La  relativa
partita diviene trasferibile e/o vendibile allo scadere del  predetto
10. Le fascette per i vini a DOCG e a DOC interessati devono essere
richieste  alla  struttura  di  controllo  autorizzata  indicando   i
riferimenti alla certificazione di idoneita’ della partita oggetto di
11. La  struttura  di  controllo,  verificata  la  sussistenza  dei
requisiti  quantitativi,  consegna  le   fascette,   esonerando   gli
imbottigliatori dagli obblighi di cui ai commi 8 e 9.
12. Per le partite di vino atte a divenire DO i cui disciplinari di
produzione prevedono un periodo di affinamento in bottiglia,  nonche’
le partite  imbottigliate,  sotto  la  responsabilita’  del  soggetto
detentore,   antecedentemente    all’espletamento    delle    analisi
chimico-fisiche ed organolettiche di  cui  all’art.  15  del  decreto
legislativo,   il   rilascio   della    certificazione    costituisce
autorizzazione per l’immissione al consumo, salvo quanto previsto nei
commi 10 e 11 per le eventuali fascette necessarie.
13. Nel caso di immissione al consumo di partite di vini a DO o  ad
IG, ottenute esclusivamente  da  uve  rivendicate  in  proprio  o  in
qualita’ di soci di una cantina cooperativa, possono essere applicate
le seguenti disposizioni. Per le partite di vino a IG  che  non  sono
oggetto di riclassificazione, l’avvenuta  rivendicazione  costituisce
autorizzazione all’immissione in consumo. Per le partite di vino a IG
ottenute  a  seguito  di   taglio   tra   partite   rivendicate,   la
presentazione  della  relativa  comunicazione   alla   struttura   di
controllo costituisce autorizzazione all’immissione in  consumo.  Per
le partite di vino a DO, rivendicate, che non sono oggetto di taglio,
riclassificazione, declassamento, assemblaggio,  l’ottenimento  della
certificazione costituisce autorizzazione all’immissione in  consumo.
Per le partite di  vino  a  DO  ottenute  a  seguito  di  taglio  e/o
assemblaggio, tra partite  rivendicate,  dopo  la  certificazione  di
idoneita’,  la  presentazione  della  relativa   comunicazione   alla
struttura di controllo costituisce autorizzazione  all’immissione  in
consumo. I soggetti interessati alle disposizioni del presente  comma
dovranno comunicare, mensilmente ed  anche  in  forma  riepilogativa,
tutte le informazioni di cui al comma 8.
1. Nel caso di riclassificazione di uva e/o vino atto a divenire DO
o declassamento di vino a DO ad  altra  denominazione  di  origine  o
indicazione geografica, i soggetti della  filiera,  entro  il  giorno
lavorativo  successivo  alla  data   di   effettuazione,   ne   danno
comunicazione, anche mediante strumenti informatici,  alla  struttura
di controllo che, a sua volta, informa entro i tre giorni  lavorativi
successivi la struttura di controllo competente  per  la  DO  e/o  IG
risultante dall’operazione mettendo a disposizione a titolo gratuito,
e senza oneri aggiuntivi a carico  dei  soggetti  della  filiera,  la
documentazione e gli atti necessari al proseguimento del procedimento
di certificazione della produzione vitivinicola.
2. Alla struttura di controllo e’ fornito l’accesso  telematico  ai
servizi SIAN per la consultazione e  l’acquisizione  dello  schedario
viticolo, delle dichiarazioni di vendemmia  e  di  produzione,  delle
dichiarazioni di giacenza dei vini e per l’inserimento  dei  dati  di
cui all’art. 13, comma 16, del decreto legislativo,  ivi  compresi  i
provvedimenti di non conformita’ lievi e/o  gravi  emerse  a  seguito
delle attivita’ previste dal piano dei controlli. Le modalita’  e  le
tempistiche per l’inserimento e la gestione dei  dati  di  cui  sopra
sono definite  d’intesa  tra  l’ICQRF,  le  regioni  e  le  provincie
autonome e gli enti gestori delle banche dati.
3. Le comunicazioni previste dallo schema di  piano  dei  controlli
allegato  potranno  essere   effettuate   mediante   telefax,   posta
ordinaria,  posta  elettronica  o  mediante  qualsiasi  altro   mezzo
telematico di comunicazione secondo le  modalita’  concordate  tra  i
4. Gli enti detentori e gestori dei dati sono obbligati a  metterli
a disposizione gratuitamente alle strutture di controllo.
5. La struttura di controllo deve fornire, alle regioni e  province
autonome ed all’ICQRF, l’accesso al sistema informatico  di  gestione
dei carichi e degli scarichi dei  prodotti  vitivinicoli  oggetto  di
certificazione e controllo.
6. Per le finalita’ di cui all’art. 8, commi 1  e  2,  del  decreto
ministeriale 16 dicembre 2010, relativo alle disposizioni generali in
materia di costituzione e riconoscimento dei consorzi di  tutela,  la
struttura di controllo deve fornire i dati relativi alla quantita’ di
prodotto DO (uva rivendicata, vino rivendicato e vino  effettivamente
imbottigliato) sottoposto al  sistema  di  controllo  nella  campagna
vendemmiale precedente a carico dei soci dei consorzi  di  tutela  di
cui all’art.  17,  comma  1,  del  decreto  legislativo.  I  medesimi
consorzi devono richiedere tali dati comunicando annualmente l’elenco
7. Per le finalita’ di cui all’art. 9, commi 1  e  2,  del  decreto
imbottigliato), sottoposto al sistema  di  controllo  nella  campagna
vendemmiale precedente, a carico di tutti i soggetti rivendicanti  la
DO anche se non appartenenti ai consorzi di tutela  di  cui  all’art.
17, comma 4, del decreto legislativo.
8. Fino all’avvio della funzionalita’ di una banca  dati  condivisa
in cui le strutture di controllo devono far confluire  tutti  i  dati
relativi all’attivita’ di controllo e certificazione svolta, ciascuna
struttura di controllo e’ tenuta a fornire alla regione  o  provincia
autonoma territorialmente competente e al consorzio di tutela, report
semestrali sullo stato di evoluzione delle singole DO e IG riportanti
anche i  dati  relativi  alle  produzioni  vitivinicole  certificate,
imbottigliate ed esportate.
9. I report di  cui  al  comma  8  devono  essere  redatti  secondo
modalita’  concordate  con  la  regione  o  la   provincia   autonoma
10. La struttura di controllo e’ tenuta a trasmettere all’ICQRF  ed
alle regioni e le province autonome competenti, entro il 1° marzo  di
ciascun  anno,  la  relazione  sull’attivita’  di  controllo   svolta
nell’anno precedente, contenente, per  ogni  tipologia  di  controllo
prevista dal piano dei controlli della singola D.O. e I.G., almeno  i
dati e gli elementi documentali di cui all’allegato  9  del  presente
Disposizioni per la commercializzazione
all’estero dei vini a D.O. e I.G. sfusi
1. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano anche ai
prodotti vitivinicoli a D.O.  e  I.G.  commercializzati  sfusi  verso
altri Stati membri dell’UE o paesi terzi importatori. In tal senso, a
carico  dei  soggetti  esportatori,  si  applicano  le  attivita’  di
controllo ed  il  prospetto  tariffario  previste  per  la  categoria
vinificatori e/o intermediari.
2. Al fine di rendicontare i quantitativi di vino  a  D.O.  e  I.G.
destinato  all’esportazione,  gli  esportatori,   entro   il   giorno
lavorativo successivo  dall’effettuazione  delle  operazioni,  devono
trasmettere alla  struttura  di  controllo  copia  del  documento  di
trasporto giustificativo della transazione commerciale, anche per via
Disposizioni per la vendita diretta al consumatore finale dei vini  a
DO e a  IG  operata  da  parte  dei  vinificatori,  intermediari  e
1. Le disposizioni di cui al presente decreto  si  applicano  anche
per i prodotti vitivinicoli certificati  a  DO  o  rivendicati  a  IG
oggetto di vendita diretta al consumatore finale. Per vendita diretta
al consumatore finale si intende la vendita di prodotti  a  DO  o  IG
allo stato sfuso in contenitori di proprieta’ dell’acquirente.
2. Per i vini di cui al presente decreto,  e’  ammessa  la  vendita
diretta al consumatore finale esclusivamente di:
a) vini  a  DO  certificati,  se  consentita  dal  disciplinare  di
b) vini ad IG rivendicati.
3.  I  soggetti  interessati  devono  comunicare  mensilmente  alla
struttura di controllo i quantitativi di  vini  a  DO  o  IG  venduti
direttamente al  consumatore  finale.  Nel  caso  di  vini  a  DO  la
comunicazione deve riportare anche i riferimenti alle  certificazioni
di idoneita’ delle relative partite.
1. Entro trenta  giorni  dalla  data  di  emanazione  del  presente
decreto  la  filiera  vitivinicola  rappresentativa  individua,   per
singola D.O. e/o I.G., la struttura  di  controllo  cui  affidare  lo
svolgimento  delle  verifiche  di  conformita’  al  disciplinare   di
produzione. In caso di assenza  dell’individuazione  da  parte  della
filiera rappresentativa, la scelta sara’ eseguita, entro i successivi
quindici giorni, dalle regioni e dalle provincie autonome  competenti
per il territorio di produzione della singola  D.O.  e/o  I.G.  Entro
trenta giorni dalla data di individuazione le strutture di  controllo
presentano all’ICQRF ed alla regione o provincia autonoma  competente
il piano di controllo ed il prospetto tariffario delle singole D.O. e
I.G. elaborati secondo lo schema allegato al presente decreto al fine
di consentire l’approvazione. L’ICQRF, sentito il gruppo  tecnico  di
valutazione di cui all’art. 13, comma  1,  del  decreto  legislativo,
provvede, entro il 31 luglio  2012,  all’emanazione  dei  decreti  di
autorizzazione e designazione allo svolgimento dei controlli previsti
dal decreto legislativo alle strutture di controllo per tutte le  DOP
2. L’efficacia dei decreti  di  autorizzazione  e  di  designazione
precedentemente emanati cessa alla data del 31 luglio 2012.
3. Gli allegati 6, 7, 8 e 9  al  presente  decreto  possono  essere
modificati con  decreto  dell’ispettore  generale  capo  dipartimento
dell’Ispettorato  centrale  della  tutela  della  qualita’  e   della
repressione frodi dei prodotti agroalimentari, sentite le  regioni  e
le provincie autonome.
4.   Il   decreto   ministeriale   2   novembre    2010    relativo
all’approvazione dello schema di piano dei controlli e’ abrogato.
Repubblica italiana ed entra in vigore dalla data di sua emanazione.
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 14 giugno 2012 redazione redazione 2015-05-19T08:59:10+00:00