Source: https://www.edises.it/concorsi-enti-locali-faq
Timestamp: 2019-12-14 15:41:15+00:00
Document Index: 73191686

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35']

Lavorare negli enti locali: procedure di assunzione e profili professionali
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Nella serie concorsi della Gazzetta ufficiale esiste una specifica sezione dedicata ai concorsi banditi dagli enti locali, nella quale sono riportate le procedure selettive dei Comuni, delle Province, delle Città metropolitane, delle Regioni e di altri enti come le Unioni di Comuni e le Comunità montane.
Solitamente si tratta di concorsi non particolarmente “eclatanti” per il numero di posti da ricoprire (in genere limitati a poche unità), con l’eccezione dei Comuni più grandi che talvolta bandiscono procedure per centinaia di posti.
I vantaggi, rispetto alle grandi procedure selettive nazionali, sono quelli di avere la certezza di concorrere per una posizione in un ente vicino alla propria residenza e i tempi di svolgimento, normalmente molto più brevi rispetto ai bandi nazionali.
Scorrendo la Gazzetta ufficiale si potrebbe rimanere un po’ perplessi per quanto riguarda il profilo professionale effettivamente ricercato dall’ente. Spesso, infatti, la stessa figura è indicata in modi diversi.
Si pensi all’Agente di polizia municipale, che qualche Comune continua ad indicare come Vigile urbano mentre altri ricercano un “Istruttore di vigilanza” oppure “Agente di polizia locale”. Tanti nomi diversi ma una sola certezza: si tratta di un dipendente da inquadrare nella categoria “C”, posizione economica “C1” dell’area vigilanza.
Tutti i dettagli sono riportati nella nostra guida Come diventare Agente di Polizia Municipale.
Ma cosa sono le categorie e le posizioni economiche? Per chiarirlo occorre esaminare i contratti collettivi degli enti locali del 1999 e del 2018.
Tutte le informazioni in questa guida pratica al concorsi negli enti locali: le categorie, le posizioni economiche e i profili professionali.
Per tutti i concorsi in atto consulta il nostro blog
Le categorie, le posizioni economiche e i profili professionali degli enti locali
Il sistema di classificazione professionale, nell’ambito del quale viene inquadrato il personale assunto presso gli enti locali, è stato delineato dal Contratto collettivo nazionale sottoscritto il 31 marzo 1999 e ancora oggi vigente.
Il CCNL comparto Funzioni locali del 2018 ha, infatti apportato diverse modifiche e stabilito alcune disapplicazioni, ma ha sostanzialmente confermato, con l’art. 12, il sistema di classificazione del 1999, pur prevedendo l’istituzione di un’apposita Com­missione finalizzata a proporre una revisione complessiva.
Per espressa disposizione dell’art. 1 CCNL 1999, dal contratto medesimo viene disciplinato il sistema di classificazione professionale del personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e determinato, escluso quello con qualifica dirigenziale, dipendente dalle amministrazioni locali: sono inclusi anche i dipendenti delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB) individuate dalle Regioni che svolgono prevalente attività assistenziale.
Il Contratto del 1999 ha classificato il personale, suddividendolo in quattro categorie, individuate, rispettivamente, con le lettere dell’alfabeto A, B, C e D; per ognuna di esse vi è l’indicazione dei requisiti professionali necessari per lo svolgimento delle pertinenti man­sioni.
Nell’ambito della categoria il contratto opera una ripartizione in diverse posizioni economiche (il numero differisce da una categoria all’altra) che indica il diverso livello di retribuzione spettante ai dipendenti. Salvo casi particolari l’accesso avviene sempre nella posizione economica iniziale della categoria (C1, D1).
I profili professionali descrivono e specificano il conte­nuto delle attribuzioni proprie della categoria; ad esempio nella categoria “C” rientra sia il profilo dell’Agente di Polizia municipale che quello dell’Istruttore amministrativo. Le diverse denominazioni che concretamente assumono nei bandi sono da ricollegare al fatto che spetta agli enti, in piena autonomia e in relazione al proprio modello organizzativo, identificare i profili profes­sionali loro occorrenti e a collocarli nelle corrispondenti categorie, nel rispetto delle relative declaratorie.
Tutte queste informazioni sono generalmente riportate in modo sintetico già nel titolo del bando di concorso. Ad esempio un Concorso pubblico, per soli esami, per la copertura di tre posti di istruttore amministrativo, categoria C1, a tempo pieno ed indeterminato, presso i servizi economici-finanziari del Comune di … riporta i seguenti dati:
l’indicazione se si tratta di un concorso pubblico oppure di una procedura di mobilità
la previsione di una selezione per soli esami o per esami e titoli (rarissime le selezioni per soli titoli, riservate a qualifiche apicali)
il numero dei posti a concorso
il profilo professionale ricercato (nell’esempio istruttore amministrativo)
la categoria e la posizione economica di inquadramento (in questo caso categoria C, posizione economica 1, la regola per i nuovi assunti)
la tipologia di contratto proposta (nell’esempio, a tempo pieno e indeterminato)
il settore dell’amministrazione comunale presso il quale è previsto lo svolgimento delle mansioni (settore servizi economici-finanziari)
Esaminiamo adesso nel dettaglio quali profili rientrano nella varie categorie.
Il collaboratore e l’operatore negli enti locali (categoria A, posizione economica da 1 a 6)
Rientrano nella categoria A quei lavoratori che negli enti locali svolgono attività caratterizzate da:
conoscenze di tipo operativo generale, la cui base teorica si sviluppa con la scuola dell’obbligo, acquisibile attraverso esperienza diretta sulla mansione;
Si tratta di personale per la cui assunzione non è richiesto lo svolgimento di concorso, venendo reclutato mediante avviamento degli iscritti ai Centri per l’impiego (modalità prevista, appunto, per quelle qualifiche e per quei profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo), così come previsto dall’art. 35, co. 1, D.Lgs. 165/2001.
È lo stesso CCNL a fornire esempi di personale rientrante in questa categoria: il lavoratore in esame provvede al trasporto di persone, alla movimentazione di merci, ivi compresa la consegna o il ritiro della documentazione amministrativa. Provvede, inoltre, all’ordinaria manutenzione dell’automezzo segnalando eventuali interventi di natura complessa e ad attività prevalentemente esecutive o di carattere tecnico manuali, comportanti anche gravosità o disagio ovvero uso e manutenzione ordinaria di strumenti ed arnesi di lavoro.
Di seguito una tabella con i profili professionali che rientrano nella categoria A
Collaboratore professionale esecutore operaio specializzato
Ausiliario socio-scolastico
Il collaboratore professionale negli enti locali (categoria B, posizione economica da 1 a 8)
Nella categoria B sono compresi i lavoratori che svolgono attività caratterizzate da:
Per il reclutamento è possibile ricorrere ad entrambe le modalità previste dall’art. 35, co. 1, D.Lgs. 165/2001: in particolare, mentre per i profili rientranti nelle posizioni economiche 1 e 2 si procede all’assunzione tramite avviamento degli iscritti ai Centri per l’impiego, per quelle afferenti alle posizioni economiche 3-8 il reclutamento è solitamente effettuato mediante concorso pubblico.
Il CCNL ha fornito un’esemplificazione dei profili. Rientra nella categoria B il lavoratore che:
nel campo amministrativo provvede alla redazione di atti e provvedimenti utilizzando il software grafico, fogli elettronici e sistemi di videoscrittura nonché alla spedizione di fax e telefax, alla gestione della posta in arrivo e in partenza;
collabora alla gestione degli archivi e degli schedari ed all’organizzazione di viaggi e riunioni;
provvede alla esecuzione di operazioni tecnico manuali di tipo specialistico quali l’installazione, conduzione e riparazione di impianti complessi o che richiedono specifica abilitazione o patente;
coordina dal punto di vista operativo altro personale addetto all’impianto;
esegue interventi di tipo risolutivo sull’intera gamma di apparecchiature degli impianti, effettuando in casi complessi diagnosi, impostazione e preparazione dei lavori.
Di seguito una tabella con i profili professionali che rientrano nella categoria B
Operaio specializzato pluriservizi
Esecutore manutentore operaio
Addetto al servizio tecnico-manutentivo lavori pubblici-manutenzioni
Conduttore di macchine complesse (scuolabus, macchine operatrici che richiedono specifiche abilitazioni o patenti)
Collaboratore professionale conducente
Magazziniere farmacia comunale
Lavoratore addetto alla cucina
Collaboratore tecnico-pratico
Area servizi sociali e socio-assistenziali
Area educativa e servizi culturali
Operatore socio-scolastico specializzato
L’istruttore negli enti locali (categoria C, posizione economica da 1 a 6)
La categoria C accorpa quei lavoratori che svolgono attività caratterizzate da:
Per il reclutamento del personale in questione, è, al contrario di quanto visto per le categorie precedenti, necessario l’espletamento di un concorso pubblico, così come previsto dall’art. 35, co. 1, D.Lgs. 165/2001.
Il CCNL ha indicato, a titolo esemplificativo, i seguenti profili. Rientrano nella categoria C, i lavoratori che:
anche coordinando altri addetti, provvede alla gestione dei rapporti con tutte le tipologie di utenza relativamente alla unità di appartenenza;
Di seguito una tabella con i profili professionali che rientrano nella categoria C
Istruttore protocollista addetto anche all'archivio
Istruttore risorse finanziarie
Istruttore amministrativo U.O.C. tributi
Istruttore amministrativo-finanziario
Insegnanti presso le scuole dell'infanzia comunali
Esperto di attività socioculturali
Istruttore policy regionali
Istruttore sistemi informativi e tecnologie
Manuale per apprendere facilmente tutte le materie oggetto delle prove concorsuali, partendo dalle discipline di base e proseguendo con quelle specialistiche dell'Area amministrativa per i profili professionali indicati.
Teoria e test per le prove dei concorsi per Istruttore e Istruttore direttivo negli enti locali.
Teoria e test su tutte le materie oggetto delle prove concorsuali, partendo dalle discipline di base e proseguendo con quelle specialistiche dell'area economico-finanziaria
L’istruttore direttivo e il funzionario negli enti locali (categoria D, posizione economica da 1 a 7)
La categoria D comprende i lavoratori aventi un grado di istruzione più elevato, essendo previsto l’accesso a chi abbia conseguito la laurea breve o il diploma di laurea. Per tale motivo, anche in tal caso, ai sensi dell’art. 35, co. 1, D.Lgs. 165/2001, per il loro reclutamento è necessario l’espletamento di una procedura concorsuale.
L’istruttore direttivo e il funzionario negli enti locali svolgono attività caratterizzate da:
elevate conoscenze pluri-specialistiche ed un grado di esperienza pluriennale, con frequente necessità di aggiornamento;
relazioni organizzative interne di natura negoziale e complessa, gestite anche tra unità organizzative diverse da quella di appartenenza, relazioni esterne (con altre istituzioni) di tipo diretto anche con rappresentanza istituzionale e relazioni con gli utenti di natura diretta, anche complesse, e negoziale.
A livello esemplificativo, fanno parte della categoria in esame i lavoratori che espletano:
attività di ricerca, studio ed elaborazione di dati in funzione della programmazione economico finanziaria e della predisposizione degli atti per l’elaborazione dei diversi documenti contabili e finanziari;
compiti di alto contenuto specialistico professionale in attività di ricerca, acquisizione, elaborazione e illustrazione di dati e norme tecniche al fine della predisposizione di progetti inerenti la realizzazione e/o manutenzione di edifici, impianti, sistemi di prevenzione, ecc.;
attività progettazione e gestione del sistema informativo, delle reti informatiche e delle banche dati dell’ente, di assistenza e consulenza specialistica agli utenti di applicazioni informatiche;
attività di istruzione, predisposizione e redazione di atti e documenti riferiti all’attività amministrativa dell’ente, comportanti un significativo grado di complessità, nonché attività di analisi, studio e ricerca con riferimento al settore di competenza.
Di seguito una tabella con i profili professionali che rientrano nella categoria D
Specialista in attività amministrative
Istruttore direttivo amministrativo/responsabile ufficio contratti
Funzionario specialista amministrativo
Specialista in attività di arbitrato e conciliazione
Istruttore direttivo servizio finanziario, tributi, personale
Istruttore direttivo per il servizio finanziario, ufficio tributi
Specialista in attività contabili
Funzionario pianificazione e controllo di gestione
Funzionario specialista contabile
Istruttore direttivo di vigilanza comandante polizia locale
Istruttore direttivo vicecommissario
Specialista in attività di vigilanza
Specialista tecnico addetto al settore pianificazione urbana e territoriale
Istruttore direttivo addetto ai servizi tecnici
Specialista in attività socio-assistenziali
Istruttori direttivi assistenti sociali
Istruttori direttivi educatori professionali
Istruttore direttivo operatore sociale
Istruttore direttivo socio-assistenziale educativo
Funzionario-specialista socio-assistenziale
Specialista pedagogico
Specialista di servizi scolastici
Segretario economo delle istituzioni scolastiche delle Province
Specialista in attività culturali
Funzionario specialista in attività culturali
Funzionario direttivo informatico
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