Source: http://moorestephenssicilia.it/en/perdite-su-crediti-concorsuali-e-periodo-di-deducibilita.html
Timestamp: 2019-11-18 19:53:43+00:00
Document Index: 76235983

Matched Legal Cases: ['art. 101', 'art. 186', 'art. 80', 'art. 87', 'art. 33', 'art. 104']

L’individuazione del periodo d’imposta, secondo i suddetti criteri, consegue l’effetto di attribuire rilevanza fiscale alle valutazioni civilistiche dell’impresa, fondate sulla stima del valore presumibile di realizzo. La previsione in parola deve, tuttavia, essere periodicamente aggiornata, coerentemente con l’evoluzione della procedura concorsuale alla quale è stato assoggettato il debitore: considerato che l’art. 101, co. 5, del D.P.R. n. 917/1986 non dispone regole particolari, è applicabile il principio di derivazione dal bilancio: con l’effetto che, in presenza di una delle suddette procedure concorsuali, la perdita su crediti è deducibile per un ammontare pari a quello imputato a conto economico. In altri termini, è fiscalmente riconosciuta la perdita corrispondente a quella stimata dal redattore del bilancio, enon necessariamente all’intero importo del credito, purchè ciò non derivi da un procedimento arbitrario, bensì risponda ad un razionale e documentato processo di valutazione, conforme ai criteri dettati dai principi contabili adottati. Il riconoscimento di una perdita integrale del credito potrebbe, infatti, risultare improprio nel contesto di quelle procedure, contemplate dalla norma, che sono dirette alla prosecuzione dell’attività dell’impresa del soggetto in crisi – come il concordato preventivo in continuità aziendale (art. 186-bis del R.D. n. 267/1942) – o che addirittura sono poste in essere permotivi differenti dall’insolvenza del debitore, come nel caso della liquidazione coatta amministrativa disposta per irregolare funzionamento, a norma dell’art. 80 del D.Lgs. n. 385/1993. Al ricorrere di tali ipotesi, può essere ragionevole presumere la riscossione, almeno in parte, del credito.
· l’inventario dei beni del fallimento, predisposto dal curatore, con l’assistenza del cancelliere addetto del tribunale (art. 87 del R.D. n. 267/1942). Sul punto, si osservi, tuttavia, che tale documentocomprende soltanto una parte dell’attivo della procedura, che risulta, invece, costituito anche da altri elementi realizzabili, come i crediti e le azioni legali da esperire (responsabilità, revocatorie, ecc.): a ciò si aggiunga che, ai fini della valutazione della perdita, il creditore necessita di conoscere la consistenza dei debiti della procedura, esposti nello stato passivo esecutivo del fallimento. Tali elementi sono, generalmente, desumibili dal rapporto riepilogativo semestrale di cui all’art. 33, ultimo co., L.F., che il curatore provvede a depositare anche presso il registro delle imprese;
Qualora, dopo la rilevazione iniziale della perdita su crediti, dovessero emergere nuovi elementi idonei a dimostrare che la stessa è maggiore di quella inizialmente rilevata e dedotta, la C.M. n. 26/E/2013ammette la possibilità di operare, in un successivo periodo d’imposta, un’ulteriore deduzione, purchè rilevata in bilancio e corredata da adeguata documentazione: è il caso, ad esempio, del credito vantato nei confronti di un imprenditore commerciale ammesso al concordato preventivo e per il quale viene poidichiarato il fallimento, oppure nell’ipotesi stessa del fallimento, interessato da una modifica del programma di liquidazione a causa di esigenze sopravvenute nel corso della procedura (art. 104-ter, co. 5, del R.D. n. 267/1942).