Source: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_7_1.page?contentId=SCA209909&previsiousPage=mg_1_7
Timestamp: 2020-02-19 01:07:17+00:00
Document Index: 167769805

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 68', 'art. 17', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 27']

Ministero della giustizia - Sottoscrizione di intenti e Protocollo tra Amministrazione penitenziaria e Comune di PALERMO per lo svolgimento di attività lavorative di protezione ambientale e di modelli locali di gestione integrata del ciclo di raccolta dei rifiuti nelle comunità penitenziarie territoriali - 12 maggio 2018
Sottoscrizione di intenti per la promozione di lavoro di pubblica utilità
Nello spirito dell'art. 27 della Costituzione, il trattamento rieducativo dei soggetti ridotti in vinculis deve tendere “al reinserimento sociale degli stessi";
il lavoro, all'interno ed all'esterno degli istituti penitenziari, anche accompagnato da opportune iniziative di formazione e tutoring, rappresenta il fondamentale strumento di rieducazione, recupero e reinserimento sociale dei soggetti detenuti in espiazione di pena definitiva;
il D.P.R. 30 giugno 2000 n. 230, “Regolamento recante norme sull'Ordinamento Penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà", prevede:
all'art. 1 che "il trattamento rieducativo (…) è diretto a promuovere un processo di modificazione delle condizioni e degli atteggiamenti personali, nonché delle relazioni familiari e sociali che sono di ostacolo ad una costruttiva partecipazione sociale";
all'art. 27 che sia favorita una "riflessione sulle condotte antigiuridiche paste in essere, sulle motivazioni e sulle conseguenze negative delle stesse per l'interessato medesimo e sulle possibili azioni di riparazione delle conseguenze del reato, incluso il risarcimento dovuto alla persona offesa";
all'art. 68, comma 6, che le Direzioni degli istituti curino la partecipazione della comunità al reinserimento sociale dei condannati e le possibili forme di essa;
l'art. 17 della legge 26 luglio 1975, n. 354, prevede che la finalità di reinserimento sociale dei condannati e degli internati sia perseguita anche sollecitando ed organizzando la partecipazione di privati e di istituzioni o associazioni pubbliche o private all'azione rieducativa;
l'art. 21, comma 4 ter, della medesima legge stabilisce che i soggetti sottoposti a lavoro all'esterno possono prestare attività a titolo volontario e gratuito in progetti di pubblica utilità in favore della collettività, da svolgere presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, le Unioni di comuni, le Aziende sanitarie locali, o presso Enti o Organizzazioni, anche internazionali, di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato;
il Ministero della Giustizia, Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, intende promuovere ogni iniziativa tesa allo sviluppo delle attività lavorative in favore della popolazione detenuta, alfine di ridurre il rischio di recidiva e recuperare alla comunità il reo, individuando, in sinergia con gli Enti territoriali, percorsi di riabilitazione e di reinserimento sociale in favore di soggetti condannati in via definitiva che si trovano in espiazione di pena, ponendo attenzione anche alla dimensione della riparazione del danno conseguente alla commissione del reato;
lo svolgimento di attività lavorativa a beneficia della collettività può costituire anche:
una forma di riparazione che il condannato pone in essere nei confronti della collettività quale parte offesa del fatto criminoso commesso;
un'azione riparatoria concordata tra vittima e reo, quale risultato di un incontro di mediazione cui gli stessi abbiano consensualmente aderito;
un'attività di indubbia valenza per il reo, in quanto effetto e momento di un processo dinamico di reintegrazione sociale;
il Comune di Palermo ritiene che lo svolgimento di attività lavorative da parte di soggetti detenuti, a beneficio della collettività, costituisca una forma di riparazione posta in essere nei confronti della società civile, quale parte offesa dal fatto criminoso commesso. Ritiene, inoltre, che tali attività siano momento di un processo dinamico di reintegrazione sociale, assumendo il significato di atto teso a rinsaldare il "patto di cittadinanza"; ne riconosce la validità a sostegno del recupero sociale di soggetti condannati, al fine di favorirne l'inclusione sociale, agevolando l'apprendimento di materie e tecniche utili all'inserimento nel mondo del lavoro, nonché l’empowerment di questi ultimi nell'acquisizione della consapevolezza della valenza sociale del loro operato;
il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria pone grande attenzione ai temi relativi al patrimonio ambientale, sensibilizzando tutte le strutture del territorio a sviluppare spazi occupazionali nel settore perle persone ristrette;
lo sviluppo di occasioni di reinserimento occupazionale richiede il coinvolgimento sinergico delle istituzioni e dei diversi soggetti pubblici e privati presenti sui territorio;
il Comune di Palermo intende promuovere e realizzare interventi di politica attiva del lavoro a favore di soggetti appartenenti a categorie in condizioni di svantaggio e che hanno difficolta ad inserirsi nel mondo del lavoro, impiegandoli in attività di lavoro di pubblica utilità per interventi di natura straordinaria;
le attuali condizioni del fiume Oreto, nelle cui vicinanze si trova l'Istituto Penitenziario di Palermo Pagliarelli, richiedono urgenti interventi di bonifica e pulizia ordinaria e straordinaria;
la legge 8 novembre 2000, n. 328, "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" prevede, all' art. 6, che i Comuni "nell'esercizio delle loro funzioni provvedono a promuovere, nell'ambito del sistema locale dei servizi sociali a rete, risorse della collettività tramite forme innovative di collaborazione per lo sviluppo, di interventi di aiuto e per favorire la reciprocità tra cittadini nell'ambito della vita comunitaria";
il mandato istituzionale del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, anche mediante le proprie articolazioni territoriali, è informato all'attuazione del principio di matrice Costituzionale, secondo cui il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e tendere alla rieducazione del condannato, oltre che assicurare il rispetto della dignità della persona;
Di avviare una collaborazione volta a sviluppare percorsi di reintegrazione lavorativa in favore di soggetti destinatari di condanna penale definitiva.
Le modalità esecutive dei progetti saranno definite in separati accordi tra il Comune e le articolazioni territoriali dell'Amministrazione Penitenziaria, che definiranno, altresì, gli impegni di dettaglio che le parti andranno ad assumere con riferimento alle proprie specifiche funzioni.
Palermo, 12 maggio 2018
"Promozione di un programma sperimentale per lo svolgimento di attività lavorative di protezione ambientale e di modelli locali di gestione integrata del ciclo di raccolta dei rifiuti nelle comunità penitenziarie territoriali"
VISTA la legge 26 luglio 1975 n. 354, recante "Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà";
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999 n. 158, "Regolamento- recante norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani";
VISTO il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante "Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati":
VISTO il decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 20 aprile 2017, recante "Criteri per la realizzazione da parte dei comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico o di sistemi di gestione caratterizzati dall'utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio, finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati";
VISTA la Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO il Protocollo d'intesa tra il Ministero della Giustizia e l'Associazione Nazionale Comuni Italiani "Promozione di un programma sperimentale per lo svolgimento di attività lavorative extramurarie di protezione ambientale e di recupero del decoro di spazi pubblici ed aree verdi da parte dei soggetti in stato di detenzione e di modelli locali di gestione integrata del ciclo di raccolta dei rifiuti nelle comunità penitenziarie territoriali"
nel quadro degli scopi previsti dalle leggi in materia di Ordinamento Penitenziario, il Ministero della Giustizia, attraverso il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (D.A.P.), promuove l'attività lavorativa in favore delle persone ristrette negli istituti penitenziari, anche in collaborazione con strutture pubbliche e private, al fine di dare concreta attuazione al mandato di cui all'art. 27 della Costituzione;
il lavoro rappresenta uno degli elementi del trattamento penitenziario finalizzati al reinserimento sociale dei detenuti ed al conseguente abbattimento del rischio di recidiva, in conformità alle finalità degli artt. 15 e seguenti della legge 26 luglio 1975 o. 354, recante "Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà";
Il Comune di Palermo ritiene che lo svolgimento di attività lavorative da parte di soggetti detenuti, a beneficio della collettività, costituisca una forma di riparazione posta in essere nei confronti della società civile, quale parte offesa dal fatto criminoso commesso. Ritiene, inoltre, che tali attività siano momento di un processo dinamico di reintegrazione sociale, assumendo il significato di atto teso a rinsaldare il "patto di cittadinanza", ne riconosce la validità a sostegno del recupero sociale di soggetti condannati, al fine di favorirne l'inclusione sociale, agevolando l'apprendimento di materie e tecniche utili all'inserimento nel mondo del lavoro, nonché sollecitando l'empowerment di questi ultimi nell'acquisizione della consapevolezza della valenza sociale del loro operato;
i rifiuti alimentari, ivi inclusi quelli derivanti da generi alimentari potenzialmente edibili, costituiscono generalmente la principale frazione di rifiuto prodotta all'interno degli istituti penitenziari;
la copertura economica per l'introduzione di riduzioni tariffarie legate all'avvio dei progetti in esame all'interno degli istituti penitenziari deve essere assicurata attraverso risorse derivanti dalla fiscalità generale del Comune.
Di avviare una collaborazione per la creazione di un impianto di compostaggio con l'Istituto penitenziario di Palermo Pagliarelli
Le modalità esecutive delle fasi del progetto saranno definite in separati accordi tra il Comune e le articolazioni territoriali dell'Amministrazione Penitenziaria, che definiranno, altresì, gli impegni di dettaglio che le Parti andranno ad assumere con riferimento alle proprie specifiche funzioni.
Palermo 12 maggio 2018
Convenzione Mi riscatto per PALERMO - Direzione casa di reclusione Ucciardone, Comune e Magistratura di sorveglianza di Palermo per la promozione del lavoro esterno di pubblica utilità su base volontaria da parte dei detenuti ammessi - 15 novembre 2018