Source: http://aiutoimpresaitalia.eu/tutti%20i%20nostri%20prodotti%20e%20servizi/anatocismo%2C%20usura%20bancaria%20e%20dintorni..html
Timestamp: 2018-03-17 14:05:19+00:00
Document Index: 89729129

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 2935', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 3']

La Cassazione a Sezioni Unite aveva stabilito, con la sentenza n° 24418 del 2010, il diritto dei correntisti ad ottenere il rimborso delle somme addebitate illegittimamente dalle banche sul conto corrente, con la capitalizzazione trimestrale degli interessi (ritenuta quindi una pratica non legittima).
La Suprema Corte, condividendo la precedente pronuncia delle Sezioni Unite n° 21095/04, aveva precisato che la prescrizione del diritto di ottenere la restituzione delle somme decorreva dalla chiusura del rapporto e non dalla data della singola annotazione a debito sul conto.
In senso opposto a tale pronunzia è stato però l’art. 2, co 61, della L. n° 10 del 2011, di conversione del D.L. 29 dicembre 2010, n° 225, (c.d. “Milleproroghe”), secondo cui:“in ordine alle operazioni bancarie regolate in conto corrente l'art. 2935 del codice civile si interpreta nel senso che la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall'annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell'annotazione stessa. In ogni caso non si fa luogo alla restituzione di importi già versati alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge”. Pertanto, è stato introdotto un nuovo sistema di calcolo per i tempi di prescrizione: i dieci anni decorrono non dalla chiusura del conto corrente, ma dalla singola operazione bancaria. Le conseguenze di questa norma “salva banche” sono sfavorevoli al cittadino, il cui diritto al ricorso in tal modo si prescrive molto prima.
Fortunatamente La Corte Costituzionale con la sentenza del 2 aprile 2012 n° 78 ha dichiarato l’incostituzionalità dell’articolo citato nel paragrafo precedente, relativo alla capitalizzazione trimestrale dell’interesse, in quanto esso violava l’art. 3 Cost. In effetti, la norma censurata, facendo retroagire la disciplina prevista, non rispetta il canone generale di eguaglianza e ragionevolezza delle norme (art. 3 Cost.). Pertanto la prescrizione di 10 anni scatta dalla chiusura del rapporto di conto corrente e non dalla data di applicazione del'interesse anatocistico.
Come si vede la materia è complessa, ma sostanzialmente si può affermare con dertezza il diritto riconosciuto al cittadino o all'impresa di vedersi restituite le somme di denaro indebitamente pagate alla banca o all'istituto finanziario.
Per potere valutare e quantificare la presenza di interessi anatocistici e di altri comportamenti lesivi dei diritti del correntista o del fruitore di un finanziamento/mutuo occore prima di tutto effettuare un'accurata perizia tecnico/contabile certificata analizzando tutti gli estratti conto, i contratti di sottoscrizione del conto corrente/del finanziamento, le eventuali modifiche apportate in seguito. Qui nasce un primo probema, dal momento che non sempre la potenziale vittima (cittadino o impresa) ha conservato diligentemente tale documentazione (che come abbiamo visto può andare indietro nel tempo in maniera considerevole). A questo proposito informiamo che le banche/i soggetti finanziatori sono obbligati su richiesta del cliente a fornire nuovamente tale documentazione.
Una volta prodotta la perizia e ricalcolati gli interessi si chiede quindi alla banca/soggetto
finanziatore la restituzione del "maltolto" per via bonaria, proponendo al limite una transazione. Se si ottiene un rifiuto, non resta che utilizzare la via giudiziale portando in giudizio la controparte.
I delicati passaggi sopra elencati comportano un certo costo per chi decida di far valere i propri interessi (dovendo far interagire diversi professionisti come revisori contabili e avvocati). Per questo motivo la nostra offerta contrattuale prevede come primo step una perizia preliminare (del costo di soli € 200,00 + Iva per rapporto analizzato) che ha proprio lo scopo di valutare indicativamente la situazione, in modo che il cliente possa poi decidere in autonomia la convenienza o meno di proseguire.