Source: http://www.inpsinpdap.it/indennita-disoccupazione-naspi/
Timestamp: 2019-06-26 01:42:50+00:00
Document Index: 163601265

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.13', 'art.13', 'art.13', 'art.21', 'art.9', 'art.7', 'art.1', 'art.6']

Indennità di disoccupazione NASpI | INPS
Cos’è l’ndennità di disoccupazione NASpI
La nuova assicurazione sociale per l’impiego (NASpI) è una indennità mensile di disoccupazione, istituita dall’art.1 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n.22, che sostituisce le precedenti prestazioni di disoccupazione ASpI e MiniASpI in relazione agli eventi di disoccupazione involontaria che si sono verificati a decorrere dal 1 maggio 2015. La NASpI è erogata su domanda dell’interessato.
Chi intende avviare un’attività lavorativa autonoma o d’ impresa individuale o vuole sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa, nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la pestazione di attività lavorativa da parte del socio, può richiedere la liquidazione anticipata ed in un’unica soluzione della NASpI.
Come funziona l’indennità di disoccupazione NASpI
dall’ottavo giorno successivo al licenziamento per giusta causa, se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se viene presentata oltre l’ottavo giorno successivo al licenziamento, ma entro i termini di legge.
L’eventuale rioccupazione nel corso degli otto giorni che seguono la cessazione non dà luogo alla sospensione della prestazione (articolo 9 del decreto legislativo 22/2015).
La NASpI è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settiamane contributive presenti negli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi che hanno già dato luogo ad erogazione di prestazioni di disoccupazione. Analogamente non è computata la contribuzione che ha prodotto prestazioni fruite in unica soluzione in forma anticipata.
Non avendo prodotto alcuna prestazione, i periodi di contribuzione relativi al rapporto o ai rapporti di lavoro successivi all’ultima prestazione di disoccupazione, sono sempre utili per la determinazione della durata di una nuova NASpI.
Se la durata della NASpI è inferiore a sei mesi, per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali ed in relazione ai soli eventi di disoccupazione verificatisi tra il 1 maggio 2015 ed il 31 dicembre 2015, si considerano utili anche i periodi contributivi che hanno già prodotto prestazioni di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti e Mini-ASpI 2012. La durata della NASpI, così calcolata, non può in ogni caso superare i sei mesi (articolo 43, comma 4, decreto legislativo n. 148 del 2015).
La misura della prestazione è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, se la retribuzione è inferiore ad un importo stabilito annualmente dalla legge (1.195 euro per il 2015 e per il 2016), rivalutata ogni anno sulla base della variazione dell’indice ISTAT. È, invece, pari al 75% dell’importo stabilito dalla legge (1.195 euro per il 2015 e per il 2016) sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e il suddetto importo stabilito dalla legge, se la retribuzione media è superiore al predetto importo di 1.195 euro. In ogni caso l’importo dell’indennità non può superare un limite massimo individuato annualmente con legge (pari per il 2015 e epr il 2016 a 1.300 euro). A partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione, all’indennità si applica una riduzione del 3% per ciascun mese.
Dal 1 maggio 2015, per i soci lavoratori delle cooperative (decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 602) e per il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato, la misura della NASpI è allineata a quella della generalità dei lavoratori.
attività svolta in forma autonoma che genera un reddito che corrisponde ad un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art.13 del T.U.I.R. (D.P.R. n.917 del 1986) e cioè pari ad euro 4.800. L’indennità viene ridotta dell’80% dei redditi presunti, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine dell’indennità, o la fine dell’anno se antecedente. Il soggetto beneficiario deve informare l’INPS – utilizzando il modulo NASpI-com – entro un mese dall’inizio dell’attività, o dalla domanda di NASpI se l’attività preesisteva, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. La mancata comunicazione del reddito presunto – anche se pari a zero – entro il predetto termine comporta decadenza dalla NASpI;
nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato o parasubordinato che genera un reddito che corrisponde ad un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art.13 del T.U.I.R. (D.P.R. n.917 del 1986) e cioè pari ad 8.000 euro. L’indennità viene ridotta dell’80% dei redditi previsti, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine dell’indennità, o la fine dell’anno se antecedente, a condizione che il percettore comunichi all’INPS il reddito annuo presunto entro un mese dall’inizio dell’attività, o dalla domanda di NASpI se antecedente, e che il datore di lavoro o l’utilizzatore (nel caso di contratto di somministrazione) siano diversi dal datore di lavoro o dall’utilizzatore per i quali il soggetto ha prestato la propria attività lavorativa e che non presentino rispetto ad essi rapporti di collegamento/controllo ovvero assetti proprietari coincidenti;
se il titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale cessa da uno dei rapporti con diritto alla indennità di disoccupazione e se il reddito percepito corrisponde ad un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art.13 del T.U.I.R. (D.P.R. n.917 del 1986) e cioè pari ad 8.000 euro. In questo caso la NASpI è ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine dell’indennità, o la fine dell’anno se antecedente, a condizione che il percettore comunichi all’INPS entro un mese il reddito annuo presunto che prevede di trarre dal o dai rapporti rimasti in essere, anche se pari a zero;
se il soggetto percettore dell’indennità svolge attività di lavoro accessorio con reddito annuo previsto tra 3.000 e 7.000 euro. L’indennità viene ridotta dell’80% dei redditi previsti, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine dell’indennità, o la fine dell’anno se antecedente. Per evitare la decadenza dalla prestazione, si deve comunicare all’INPS il reddito annuo presunto – anche se pari a zero – derivante dall’attività entro un mese dall’inizio del lavoro accessorio o, se l’attività preesisteva, dalla data di presentazione della domanda di NASpI;
rioccupazione con contratto di lavoro intermittente, con o senza obbligo di risposta alla chiamata, se il reddito prodotto permette il mantenimento dello stato di disoccupazione. In questo caso l’importo della NASpI è ridotto all’80% del reddito.
rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi. L’indennità è sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro sulla base delle comunicazioni obbligatorie. Per calcolare il periodo di sospensione si considera la durata del rapporto di lavoro e non le giornate effettivamente lavorate. Dopo un periodo di sospensione di massimo sei mesi, l’indennità riprende per il periodo residuo (circolare 12 maggio 2015 n.94);
non comunica, entro un mese dalla domanda della NASpI, il reddito che deriva da un altro rapporto di lavoro part time quando cessa almeno uno tra vari rapporti di lavoro a tempo parziale che ha dato diritto alla NASpI;
nei casi previsti dall’art.21, comma 7, del decreto legislativo n.150 del 2015 non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento predisposte dai Centri per l’Impiego.
L’articolo 21 del decreto legislativo 14 settembre 2015 n. 150 rafforza i meccanismi di condizionalità per la fruizione delle prestazioni di disoccupazione, integrando e specificando le disposizioni dell’articolo 7 del decreto legislativo n. 22 del 2015, sugli obblighi di partecipazione alle misure di politica attiva del disoccupato. Secondo l’articolo 21, l’inosservanza degli obblighi comporta sanzioni proporzionali, che vanno dalla decurtazione di una frazione o di un’intera mensilità della prestazione, fino alla decadenza della NASpI o dello stato di disoccupazione.
la NASpI può essere esportata se chi riceve l’indennità va in cerca di occupazione in un paese che applica la normativa comunitaria esportando la prestazione. Il soggetto deve iscriversi come persona in cerca di lavoro nello Stato ospitante e, una volta occupato, decade dal diritto alla NASpI (articoli 7, 63 e 64 del regolamento UE 883/2004);
la NASpI può essere esportata se il percettore si reca in cerca di occupazione in uno Stato non comunitario convenzionato con l’Italia in materia di disoccupazione con previsione dell’esportabilità della prestazione. Il soggetto deve iscriversi come persona in cerca di lavoro nello Stato ospitante e, una volta occupato, decade dal diritto alla NASpI.
la NASpI viene sospesa per un massimo di sei mesi, se il percettore va in un paese non comunitario e convenzionato con l’Italia in materia di disoccupazione con previsione dell’esportabilità della prestazione con un contratto di lavoro già stipulato in quel paese.
la NASpI è sospesa fino ad un massimo di sei mesi nel caso in cui il percettore si rechi in uno Stato non comunitario e non convenzionato con l’Italia in materia di disoccupazione avendo già stipulato un contratto di lavoro nel predetto Stato ospitante. Nel caso in il percettore si rechi nell’altro Stato per brevi periodi e per motivi documentati, le corrispondenti giornate sono indennizzabili a condizione che il soggetto produca idonea documentazione attestante i motivi del soggiorno;
se il titolare della NASpI stipula in Italia un contratto di lavoro subordinato da eseguire in un paese che applica la normativa comunitaria, la sospensione, la riduzione e la decadenza sono disciplinate dalle norme di cui all’art.9 del decreto legislativo n.22 del 2015 in materia di sospensione, riduzione e decadenza dalla NASpI in caso di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato.
La NASpI è riconosciuta ai lavoratori che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
1. stato di disoccupazione involontario.
Si considerano disoccupati i lavoratori privi di impiego che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che dichiarino in forma telematica al portale nazionale delle politiche del lavoro la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego. La presentazione della domanda di NASpI equivale a rilascio della predetta dichiarazione (DID). Nei 15 giorni successivi alla presentazione della domanda, il richiedente deve recarsi presso il Centro per l’Impiego per la stipula del patto di servizio personalizzato.
dimissioni per giusta causa, qualora le dimissioni non siano riconducibili alla libera scelta del lavoratore ma siano indotte da comportamenti altrui che integrano la condizione di improseguibilità del rapporto di lavoro (circolare INPS 27 settembre 2000 n. 163);
risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, purché sia intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione presso la Direzione Territoriale del Lavoro secondo le modalità di cui all’art.7 della legge 15 luglio 1966, n.604 come sostituito dall’art.1, comma 40, della legge n.92 del 2012;
licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione di cui all’art.6 del decreto legislativo n.23 del 2015;
2. requisito contributivo: sono necessarie almeno tredici settimane di contribuzione, contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Per contribuzione utile si intende anche quella dovuta, ma non versata, e sono valide tutte le settimane retribuite, purché risulti erogata o dovuta per ciascuna settimana una retribuzione non inferiore ai minimali settimanali (legge n. 638/1983 e legge n. 389/1989). La disposizione relativa alleretribuzioni di riferimento non si applica ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, agli operai agricoli e agli apprendisti, per i quali continuano a permanere le regole vigenti.
i contributi previdenziali comprensivi di quota contro ladisoccupazione versati durante il rapporto di lavoro subordinato;
i contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria (se all’inizio dell’astensione risulta già versata o dovuta contribuzione) e per i periodi di congedo parentale, se indennizzati e intervenuti in costanza di rapporto di lavoro;
Per la determinazione del quadriennio di verifica del requisito contributivo, i periodi non utili devono essere neutralizzati con conseguente ampliamento del quadriennio di riferimento .
3. requisito lavorativo: sono necessarie almeno trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione. Le giornate di effettivo lavoro sono quelle di effettiva presenza al lavoro, a prescindere dalla loro durata oraria.
Il requisito è soddisfatto quando, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione, il numero di settimane risultante dalla somma dei contributi settimanali riconosciuti per ciascun trimestre e versati dal datore di lavoro o dai datori di lavoro – se il lavoratore aveva in essere più rapporti – è pari almeno acinque.
Per le altre categorie di lavoratori, per i quali non è possibile risalire al numero di giornate lavorate (lavoratori a domicilio e lavoratori con dati contributivi derivanti da formulari esteri), il requisito è soddisfatto in presenza dicinque settimane di contribuzione utile nei dodici mesi precedenti l’evento di cessazione.
La domanda deve essere presentata all’INPS esclusivamente in via telematica ed a pena di decadenza entro 68 giorni, che decorrono:
dal trentesimo giorno dopo la data di cessazione, in caso di licenziamento per giusta causa.
La domanda deve essere presentata esclusivamente on line sul sito dell’ INPS tramite PIN o attraverso uno dei seguenti canali:
Contact Center Integrato INPS-INAIL al numero 803 156 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164164 da rete mobil.