Source: http://www.comune.venezia.it/it/archivio/46789
Timestamp: 2018-06-21 12:19:12+00:00
Document Index: 151283053

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 2059', 'art. 185', 'sentenza ']

Glossario del mobbing e delle pari opportunità | Comune di Venezia
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Corrispettivo del mobbing in spagnolo.
Corrispettivo del mobbing in portoghese-brasiliano.
BOSSING (spadroneggiare, comandare)
Mobbing compiuto dalla stessa azienda o dalla direzione del personale. In italiano è anche detto mobbing di tipo verticale, che può essere mobbing pianificato quando corrisponde ad una strategia aziendale di riduzione, ringiovanimento o razionalizzazione degli organici.
BULLYING (tiranneggiare)
Molto diffuso in Inghilterra, indica i comportamenti vessatori di un singolo capo verso un suo sottoposto. Anche il bullying rientra nel mobbing di tipo verticale.
È quella condizione in cui si ha un esaurimento emotivo, una depersonalizzazione e senso di ridotta realizzazione personale che si può sviluppare in persone che per professione aiutano la gente. E' una reazione alla tensione emotiva cronica creata dal contatto con altri esseri umani, in particolare quando questi hanno problemi o motivi di sofferenza.
COLLABORATORE NELL'IMPRESA FAMILIARE
Un membro della famiglia che lavora in un'impresa a conduzione familiare quale ad esempio un'azienda agricola, un negozio, una piccola impresa o un'attività di libero professionista.
Il concetto di coping, che può essere tradotto con "fronteggiamento", "gestione attiva", "risposta efficace", "capacità di risolvere i problemi", indica l'insieme di strategie mentali e comportamentali che sono messe in atto per fronteggiare una certa situazione.
È un termine derivato da una circolare dell'INAIL del 2003 e raccoglie tutti quegli eventi produttivi di tensione che possono produrre danno, come la marginalizzazione dell'attività lavorativa, o l'eccessivo carico di lavoro.
Un concetto ampio che concerne l'erogazione di servizi di natura pubblica, privata, individuale o collettiva onde soddisfare I bisogni dei bambini e dei genitori (raccomandazione del Consiglio 92/241/CEE del 31/03/92, GU L 123).
Si tratta della lesione dell'interesse, costituzionalmente garantito (ex art. 32 Cost.), all'integrità psichica e fisica della persona, purché "suscettibile di accertamento medico-legale", come definito in base alla specifica normativa vigente in materia (art. 13 D. Lgs. n. 38/2000 di riassetto dell'INAIL, art. 5 L. n. 57/2000 recante la tabella degli importi risarcitori del danno biologico di lieve entità).
È il vulnus modi vivendi derivante dalla lesione di interessi (diversi da quello della salute) di rango o rilevanza costituzionale inerenti alla persona: ricomprende tutte quelle ipotesi in cui l'atto illecito del terzo, pur non incidendo sulla salute, né sul patrimonio della vittima, comporti per il soggetto leso una preclusione dello svolgimento di attività non remunerative ma abituali e gratificanti; come conseguenza, si determina una forzosa rinunzia a situazioni che sono comunque fonte di compiacimento o benessere per l'individuo.
DANNO MORALE (soggettivo)
Il danno esistenziale prescinde dalla sussistenza di una lesione personale - nel senso di malattia o altra lesione psicofisica della persona - e riconosce un risarcimento all'individuo che, a cagione del comportamento altrui, abbia a subire un'inquietudine, un disturbo della sua quiete o della normale esistenza di vita in tutte le possibili forme in cui questa può esplicarsi, compatibilmente con il sistema di vita sociale proprio dell'uomo. (P. Cendon).
Nell'ambito delle fattispecie che integrano il danno "non patrimoniale" ai sensi dell'art. 2059 cod. civ., il danno morale soggettivo (c.d. pretium doloris o patema d'animo) è inteso come sofferenza interiore di carattere temporaneo o transeunte e/o come turbamento dello stato d'animo della vittima, di cui si riconosce la risarcibilità indipendentemente dal collegamento con fatti o atti che abbiano rilevanza penale (art. 185 cod. pen.).
Il concetto per cui la società è composta pariteticamente di donne e uomini, ragion per cui il loro pieno e equo godimento della cittadinanza è legato alla loro equa rappresentanza ai livelli decisionali in ambito politico. La partecipazione bilanciata o equivalente delle donne e degli uomini con una loro rappresentazione che vada dal 40 al 60% costituisce un principio della democrazia in un contesto democratico pieno.
Quando , a parità di situazione, una persona è trattata meno favorevolmente di un'altra a causa della propria origine razziale o etnica, della religione o della professione di fede, di una invalidità, dell'età o del proprio orientamento sessuale.
Le differenze in materia di valori, atteggiamenti, prospettive culturali, credenze, radici etniche, orientamento sessuale, abilità, conoscenze ed esperienze di vita di ciascun individuo riscontrabili in un gruppo di persone. La divisione del lavoro retribuito e non retribuito tra le donne e gli uomini nella vita privata e in quella pubblica.
Attività economiche non retribuite che vanno a diretto vantaggio del nucleo familiare o di nuclei familiari di amici e parenti su base reciproca, compreso il lavoro domestico quotidiano e tutta una serie di attività di autosostentamento e/o attività professionali quale occupazione unica o secondaria, esercitate a fini di lucro e in forma non occasionale, ai limiti o al di fuori degli obblighi legali, normativi o contrattuali, ad esclusione però delle attività informali che rientrano nell'economia del crimine.
Termine inglese che nella traduzione italiana corrisponde ad abuso di potere, indica quell'insieme di comportamenti attuati da un superiore al di la delle proprie prerogative a danno di un sottoposto.
GLASS CEILING (SOFFITTO DI CRISTALLO, SOFFITO DI VETRO)
in inglese harassement in the workplace, psychological terror, work abuse, victimization at work, contestualizzano al mondo del lavoro il fenomeno del mobbing
corrispettivo del mobbing in lingua francese
LAVORO NON RETRIBUITO/ NON REMUNERATO
Lavoro remunerato in denaroo in natura.
MOBBING DEFINIZIONI IN DOTTRINA E GIURISPRUDENZA:
Una situazione lavorativa di conflittualità sistematica, persistente ed in costante progresso in cui una o più persone vengono fatte oggetto di azioni ad alto contenuto persecutorio da parte di uno o più aggressori in posizione superiore, inferiore o di parità, con lo scopo di causare alla vittima danni di vario tipo e gravità. (H. Ege)
Condizione di turbamento della sfera psichica del lavoratore.
Una forma di terrorismo psicologico che implica un atteggiamento ostile e non etico posto in essere in forma sistematica da uno o più soggetti, di solito nei confronti di un unico individuo che, a causa di tale persecuzione, si viene a trovare in una condizione indifesa e diventa oggetto di continue attività vessatorie e persecutorie, che ricorrono con una frequenza sistematica e nell'arco di un periodo di tempo non breve, causandogli considerevoli sofferenze mentali, psicosomatiche e sociali. (H. Leymann)
Il Mobbing è una guerra sul lavoro in cui, tramite violenza psicologica, fisica e/o morale, una o più vittime vengono costrette ad esaudire la volontà di uno o più aggressori. Questa violenza si esprime attraverso attacchi frequenti e duraturi che hanno lo scopo di danneggiare la salute, i canali di comunicazione, il flusso di informazioni, la reputazione e/o la professionalità della vittima. Le conseguenze psico-fisiche di un tale comportamento aggressivo risultano inevitabili per il mobbizzato. (H. Ege)
Una forma di terrore psicologico sul posto di lavoro, esercitata attraverso comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti, da parte dei colleghi o superiori, attuati in modo ripetitivo e protratti nel tempo per un periodo di almeno sei mesi. La vittima di queste vere e proprie persecuzioni si vede emarginata, calunniata, criticata: gli vengono affidati compiti dequalificanti, o viene spostata da un ufficio all'altro, o viene sistematicamente messa in ridicolo di fronte a clienti o superiori. Nei casi più gravi si arriva anche al sabotaggio del lavoro e ad azioni illegali. Lo scopo di tali azioni può essere vario, ma sempre distruttivo: eliminare una persona divenuta in qualche modo "scomoda", inducendola alle dimissioni volontarie o provocandone un motivato licenziamento. (H. Ege)
Pratica vessatoria, persecutoria o, più in generale, di violenza psicologica perpetrata dal datore di lavoro (mobber) o da colleghi (mobbers o side-mobbers) nei confronti di un lavoratore (mobbizzato) per costringerlo alle dimissioni o comunque ad abbandonare l'ambito lavorativo. (Cass. Civ. Sez. Lav. n. 6326 - 23.3.2005)
Sussiste un'ipotesi di mobbing allorché il dipendente è oggetto di soprusi da parte dei superiori e in particolare vengono poste in essere nei suoi confronti pratiche dirette ad isolarlo dall'ambiente di lavoro e nei casi più gravi ad espellerlo; pratiche il cui effetto è di intaccare gravemente l'equilibrio psichico del prestatore. (Trib. Torino Sez. Lav. - 16.11.1999)
È quel fenomeno che indica l'aggredire la sfera psichica altrui. (Cass. Civ. Sez. Lav. n. 143 - 8.1.2000).
Quel comportamento, reiterato nel tempo, da parte di una o più persone - colleghi o superiori della vittima - teso a respingere dal contesto lavorativo il soggetto mobbizzato che, a causa di tale comportamento, in un certo arco di tempo subisce conseguenze negative anche di ordine fisico da tale situazione (Trib. Forlì - 15.3.2001).
MOBBING SOGGETTI
- Il mobbizzato, o vittima
Vale a dire la persona che subisce il mobbing;
- Il mobber, o aggressore
Colui che mette in atto le azioni persecutorie;
- I side-mobbers
Coloro che aiutano concretamente il mobber, partecipando attivamente alle azioni di mobbing;
Coloro che, pur non partecipando in prima persona, permettono le azioni mobbizzanti con un atteggiamento di non intervento;
- Gli oppositori
Coloro che cercano di aiutare la vittima o che non accettano il clima di tensione e di conflitto, tentando di trovare una soluzione
MOBBING TIPOLOGIE
- Mobbing verticale (bossing)
II mobbing verticale, o bossing, è una forma di terrorismo psicologico che viene programmato e messo in atto come strategia distruttiva dall'azienda o dai vertici dirigenziali come vera e propria azione aziendale di riduzione, ringiovanimento o razionalizzazione del personale, oppure di semplice eliminazione di una persona indesiderata. Esso viene compiuto prevalentemente dai quadri o dai dirigenti dell'azienda con lo scopo preciso di indurre il dipendente divenuto "scomodo" alle dimissioni, al riparo da qualsiasi problema di tipo sindacale.
- Mobbing orizzontale
Si verifica quando l'azione vessatoria di mobbing viene messa in atto tra pari. Un certo numero di colleghi, di pari grado gerarchico, emarginano qualcuno che, per qualche motivo, il gruppo non vuole.
- Mobbing dal basso verso l'alto
Noto anche come mobbing verticale ascendente, si ha quando un gruppo compatto di dipendenti subalterni boicotta o vittimizza il superiore mettendo in discussione l'autorità e la leadership e agendo con comportamenti vessatori o di superamento e scavalcamento dell'autorità stessa.
- Mobbing aziendale
L'azione di mobbing viene iniziata dal capo, ma si estende rapidamente a tutto il gruppo con i pari contro un singolo soggetto.
- Mobbing strategico (organizzativo)
Di recente utilizzo, indica una serie di azioni usate dalle imprese per promuovere l'esclusione del lavoratore per finalità inerenti a situazioni aziendali: razionalizzazioni, fusioni, riduzione del personale, svecchiamento, etc. Tale allontanamento dal lavoro di persone scomode non tiene conto dei costi personali e sociali e i diversi sistemi o atteggiamenti utilizzati possono essere: l'isolamento, l'affidamento di mansioni non conformi alle competenze del soggetto, la dequalificazione, le scadenze irraggiungibili, gli attacchi alla reputazione, etc.
- Doppio Mobbing
Indica la situazione in cui la vittima si viene a trovare, bersagliata sul posto di lavoro e per di più privata della comprensione e dell'aiuto della famiglia. Il Mobbing a cui è sottoposto è raddoppiato: ora non è solo presente in ufficio, ma continua, con altre modalità, anche dopo, a casa. Si tratta di un fenomeno riscontrato di frequente in Italia, legato al ruolo particolare che la famiglia ricopre nella società italiana.
NEUTRO RISPETTO AL GENERE/ SESSO
La persona che intenta un'azione legale è tenuta, in linea di principio, a dimostrare di essere stata vittima di una discriminazione. Nel contesto della parità di trattamento tra gli uomini e le donne una direttiva, basata sulla giurisprudenza della Corte di giustizia europea, sposta l'onere della prova tra le parti (parte convenuta e parte attrice). Laddove una persona si ritenga lesa dalla mancata applicazione del principio di pari trattamento e laddove vi sia una fondata presunzione di discriminazione spetta alla parte convenuta provare l'insussistenza della violazione di tale principio (sentenza del 17.10.89, causa C 109/88, Danfoss, [1989] Raccolta della giurisprudenza della Corte 3199, paragrafo 16; direttiva del Consiglio del 15.12.97 riguardante l'onere della prova nei casi di discriminazione basata sul sesso).
Insieme di atteggiamenti con il loro tradizionale corredo di pregiudizi, norme e valori che impediscono il conferimento di responsabilità/la piena partecipazione alla società (per le donne).
Analizzando il concetto, il termine opportunità si riferisce a una potenzialità messa a disposizione, piuttosto che a un risultato da garantire. In altre parole, con il termine pari opportunità si intende valorizzare un'eguaglianza tipicamente liberale dei punti di "partenza": secondo cui è fondamentale che siano comuni le regole del gioco e che chiunque sia messo nella condizione di potervi partecipare.
L'introduzione di regole che disciplinino la portata e l'uso del lavoro part-time volte a prevenire qualsiasi forma di discriminazione contro i lavoratori part-time, a migliorare la qualità del lavoro part-time e ad agevolare lo sviluppo del part-time in quanto opzione.
Un insieme di modelli d'azione e di comportamento inculcati rispettivamente alle donne e agli uomini e che si perpetuano secondo i meccanismi descritti alla voce "Contratto sociale in base al sesso.
SCHIKANE AM ARBEITSPLATZ, PSYCHO-KRIEG AM ARBEITSPLATZ
Corrispettivo del mobbing in tedesco
SIDE-MOBBER
Vedi spettatori
Vengono indicati con tale termine tutti coloro che assistono a comportamenti di mobbing: gli stessi anche definiti side-mobber, si possono distinguere in spettatori attivi, quando si fanno corresponsabili di azioni vessatorie affiancandosi al mobber, e spettatori passivi, nei casi in cui si pongano in una situazione di neutralità, che al di la dell'apparenza, rinforza il perpetrarsi delle vessazioni
STALKING (Stalking occupazionale)
È la "sindrome del molestatore assillante". Deriva dal linguaggio tecnico-gergale della caccia e letteralmente significa "fare la posta". Si manifesta con comportamenti ripetuti ed intrusivi di sorveglianza, alla ricerca di un contatto e di comunicazione nei confronti di una vittima che risulta infastidita e/o preoccupata da tali attenzioni o comportamenti
Con il termine Straining si intende una situazione di Stress forzato sul posto di lavoro, in cui la vittima subisce almeno una azione che ha come conseguenza un effetto negativo nell'ambiente lavorativo, azione che oltre ad essere stressante, è caratterizzata anche da una durata costante. La vittima è in persistente inferiorità rispetto alla persona che attua lo Straining (strainer). Lo Straining viene attuato appositamente contro una o più persone, ma sempre in maniera discriminante
STRESS (Stress occupazionale)
lo Stress non è altro che una situazione problematica, creata da uno stimolo negativo detto "stressor", a cui il nostro organismo e la nostra mente cercano di far fronte. Lo Stress è un evento psicosomatico che si differenzia con la sua potenza e/o durata da una certa situazione normale intraindividuale (detta omeostasi o stato di equilibrio) e viene scatenato da certe sollecitazioni esterne ed interne (stressors). (W. Janke - J. Wolffgramm) Tutto parte da uno stimolo, interno o esterno, che va a turbare lo stato di equilibrio psicologico. La mente reagisce cercando di ripristinare l'equilibrio. È importante sottolineare che lo Stress non è sempre negativo: a livelli controllati esso costituisce anzi un'utilissima possibilità. E' quello che ci permette di applicarci, di aumentare la concentrazione, di rendere di più e meglio: è in sostanza la molla che ci fa spingere sull'acceleratore delle nostre capacità.
- "Stress positivo" è detto "Eustress"
Questo "Stress positivo" è detto "Eustress" e a livello organizzativo costituisce una risorsa insostituibile. In effetti, la psicologia distingue tra Eustress e Disstress. Per Eustress (il suffisso greco "eu" significa buono, bello, curativo) si intende l'insieme di influenze positive che lo Stress può avere sul nostro comportamento (per esempio, l'aumento della concentrazione e della prestazione lavorativa);
- "Stress negativo" è detto "Disstress"
Il Disstress ("dis" = cattivo, nocivo alla salute) si riferisce invece alle conseguenze negative dello Stress, come la stanchezza, l'umore depresso, l'irritabilità, i problemi della sfera del sonno, i disturbi cardiaci e respiratori, etc. In realtà, nel linguaggio comune si usa il termine Stress in senso esclusivamente negativo, in pratica come sinonimo di Disstress. Una forma di Stress che, sviluppandosi in ambito lavorativo, è detto Stress occupazionale, non è un conflitto, nè tanto meno una persecuzione. Lo Stress occupazionale è un problema lavorativo non solo molto diffuso, ma che facilmente può essere scambiato, o percepito come Mobbing, Straining o un'altra delle forme di persecuzione sul posto di lavoro
Stimolo psichico, biologico, psicologico ed emozionale con potenzialità di indurre stress
Tutte le persone che non rientrano nella classificazione degli occupati o dei disoccupati espresse in percentuale della popolazione in età lavorativa (16-64).
Valutazione globale della probabilità e della gravità di possibili lesioni in una situazione pericolosa per scegliere le adeguate misure di sicurezza