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Timestamp: 2020-07-04 15:57:21+00:00
Document Index: 1210099

Matched Legal Cases: ['art. 696', 'art. 696', 'art. 696', 'sentenza ', 'art. 91', 'art. 13']

Spese di lite del terzo: chi paga se la chiamata è infondata?
Ordinanza collegiale 20 febbraio 2020
N. R.G. 6497/2019
CONDOMINIO OMISSIS (avv. MANENTI NICOLA) RECLAMANTE
Y.. SOCIETÀ COOPERATIVA (avv. ONETTI SARA) CONVENUTA
P. C. (avv.. Giovanni Orlandi) CONVENUTO
P. C. (avv.. Giorgio Barbieri) CONVENUTO
S. L. (avv. Stefano Ravelli) TERZO CHIAMATO
S. D. (avv. Massimo Zanoni) TERZO CHIAMATO
- rilevato che, oggetto di causa è il reclamo proposto dal Condominio OMISSIS avverso l’ordinanza 11/12/2019, con la quale il Tribunale in funzione monocratica ha rigettato il ricorso per accertamento tecnico preventivo ex art. 696 bis c.p.c. proposto dallo stesso Condominio nei confronti di Y. s.c., P. C. e X. Sandro, e con la successiva chiamata in giudizio di L. S. e D. S. da parte di Y. s.c.
Resistono i convenuti Y., P. e X., nonché i terzi chiamati L. S. e D. S., in via preliminare deducendo l’inammissibilità del gravame, e comunque nel merito l’infondatezza del gravame;
- ritenuto che, va innanzitutto evidenziato che la domanda proposta dal Condominio è relativa ad un accertamento tecnico preventivo ai fini della composizione della lite ex art. 696 bis c.p.c., e non già ad un ricorso per ATP ex art. 696 c.p.c.
- considerato che, accertato che la domanda del Condominio riguarda una consulenza tecnica preventiva ex articolo 696 bis c.p.c. ai fini della composizione della lite, il presente reclamo deve essere dichiarato inammissibile in base alla pacifica giurisprudenza dell’Ufficio.
- considerato che, in ragione di quanto sopra, il reclamo va dichiarato inammissibile, non essendo previsto dall’ordinamento e non potendosi farlo discendere dalla sentenza di Corte costituzionale n. 144/2008, con assorbimento di tutte le ulteriori argomentazioni difensive di rito e di merito sollevate dalle convenute.
Nel rapporto tra l’attore reclamante ed i tre reclamati originari convenuti Y., P. e X., non vi sono motivi per derogare ai principi generali codificati dall’art. 91 c.p.c. in tema di spese di lite, che, liquidate come da dispositivo con riferimento al D.M. n. 55/2014, sono quindi poste per il presente giudizio (nessuna statuizione sulle spese può infatti essere effettuata in relazione alla fase monocratica, proprio per l’inammissibilità del reclamo) a carico della soccombente parte reclamante ed a favore di ciascuna delle tre vittoriose parti reclamate, tenendo a mente il valore minimo per ciascuna delle tre fasi di studio, di introduzione e decisoria, non essendosi invece svolta la fase istruttoria, nell’ambito dello scaglione entro il quale è racchiuso il decisum di causa.
Diverse considerazioni devono invece essere svolte relativamente a S. D. e S. L., terzi evocati in giudizio dalla convenuta Y..
Nel caso che qui occupa, Y. ha negato di essere costruttrice dell’immobile oggetto di causa, ed ha chiamato in giudizio i signori S., quali soci illimitatamente responsabili di una società cessata, indicandoli quali reali e unici costruttori dell’opera.
Ciò posto, la chiamata in giudizio dei signori S. non risponde ad alcuna logica difensiva della chiamante Y., atteso che la stessa non ha svolto una chiamata in garanzia cosiddetta propria od impropria, chiedendo manleva in ipotesi di condanna, ma ha svolto una mera chiamata cosiddetta di responsabilità, indicando il terzo come unico soggetto tenuto alla prestazione richiesta dall’attore. Ciò posto, è del tutto evidente che parte convenuta ben avrebbe potuto difendersi escludendo la propria responsabilità ed addebitando la responsabilità dell’evento al terzo, senza per questo convenire il terzo in giudizio o potere dallo stesso essere garantito in ipotesi di propria condanna per fatto a sé addebitabile; al più, sarebbe stato l’attore ad avere interesse alla chiamata del terzo a seguito delle difese della convenuta, ma l’attore non ha invece ritenuto di chiamare i terzi, e non è ragionevole quindi addossare all’attore la responsabilità di tale chiamata.
Consegue che Y. deve sopportare le spese di lite dei terzi chiamati.
- dichiara inammissibile il reclamo;
- condanna Condominio OMISSIS a rifondere a Y. s.c. le spese di lite del presente grado di giudizio, che liquida in € 4.000 per compensi, oltre IVA, CPA e rimborso spese forfettarie;
- condanna Condominio OMISSIS a rifondere a X. Sandro le spese di lite del presente grado di giudizio, che liquida in € 4.000 per compensi, oltre IVA, CPA e rimborso spese forfettarie;
- condanna Condominio OMISSIS a rifondere a P. C. le spese di lite del presente grado di giudizio, che liquida in € 4.000 per compensi, oltre IVA, CPA e rimborso spese forfettarie;
- condanna Co. Edil s.c. a rifondere a S. L. le spese di lite del presente grado di giudizio, che liquida in € 4.000 per compensi, oltre IVA, CPA e rimborso spese forfettarie;
- condanna Co. Edil s.c. a rifondere a S. D. le spese di lite del presente grado di giudizio, che liquida in € 4.000 per compensi, oltre IVA, CPA e rimborso spese forfettarie;
- dà atto che sussistono i presupposti di cui all’art. 13 comma 1 quater DPR n. 115/2002, perché la reclamante versi un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione.