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Timestamp: 2018-12-12 10:14:12+00:00
Document Index: 70130248

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 40', 'art.15', 'art. 49', 'art. 61', 'art. 18']

Il regolamento CLP sulla classificazione ed etichettatura delle sostanze pericolose Debora Romoli - PDF
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1 Il regolamento CLP sulla classificazione ed etichettatura delle sostanze pericolose Debora Romoli ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
2 Regolamento CLP Il Parlamento europeo e il Consiglio della UE hanno adottato il Regolamento (CE) n. 1272/2008 relativo alla classificazione, all etichettatura e all imballaggio delle sostanze e delle miscele (CLP) il 16 dicembre 2008 Entrato in vigore il 20 gennaio 2009 Allineamento della normativa europea al Sistema Globale Armonizzato per la classificazione e l etichettatura dei prodotti chimici (GHS) delle Nazioni Unite
3 Regolamento CLP: scopo e ambito di applicazione (art. 1) Scopo: garantire un elevato livello di protezione della salute dell uomo e dell ambiente e la libera circolazione delle sostanze e delle miscele Ambito di applicazione: sostanze e miscele inclusi i prodotti fitosanitari e i biocidi Non si applica a: sostanze e miscele radioattive sostanze e miscele assoggettate a controllo doganale intermedi non isolati sostanze e miscele usati a scopo di ricerca e sviluppo rifiuti medicinali dispositivi medici prodotti cosmetici alimenti e mangimi trasporto
4 Struttura Regolamento Il corpo del Regolamento contiene le regole generali e i principi Titolo I Questioni generali Titolo II Classificazioni dei pericoli Capo 1 Identificazione ed esame delle informazioni Capo 2 Valutazione delle informazioni sui pericoli e decisione sulla classificazione Titolo III Comunicazione dei pericoli per mezzo dell etichettatura Capo 1 Contenuto dell etichetta Capo 2 Apposizione delle etichette Titolo IV Titolo V Imballaggio Armonizzazione della C&L delle sostanze e inventario delle C&L Capo 1 Classificazione ed etichettatura armonizzate delle sostanze Capo 2 Inventario delle classificazioni e delle etichettature Titolo VI Titolo VII Autorità competenti e attuazione Disposizioni comuni e finali 4
5 Allegati tecnici: Struttura Regolamento Allegato I Disposizioni relative alla classificazione e all etichettatura delle sostanze e delle miscele pericolose Allegato II Disposizioni particolari relative all etichettatura e all imballaggio Allegato III Elenco delle indicazioni di pericolo Allegato IV Elenco dei consigli di prudenza Allegato V Pittogrammi di pericolo Allegato VI Elenco delle classificazioni e delle etichettature armonizzate di sostanze pericolose Allegato VII Tabella di conversione per la classificazione 5
6 Regolamento CLP: building block approach Riprende tutte le classi di pericolo del GHS Sono escluse alcune categorie del GHS che non sono presenti nel vecchio sistema di classificazione UE: Liquidi infiammabili categoria 4 Tossicità acuta categoria 5 Corrosione/irritazione della pelle categoria 3 Gravi lesioni oculari/irritazione oculare categoria 2B Pericolo in caso di aspirazione categoria 2 Tossicità acuta per l ambiente acquatico categorie 2 e 3
7 Responsabilità e obblighi fornitori Classificare prima dell immissione sul mercato (art. 4) Assicurare una appropriata etichettatura e imballaggio prima dell immissione sul mercato (art. 4) Notificare all ECHA la classificazione e l etichettatura (Inventario delle classificazioni e delle etichettature) (art. 40) Aggiornare la classificazione e l etichettatura in caso di nuove informazioni (art.15 e 30) Raccogliere e rendere disponibili le informazioni (art. 49)
8 Transizione al CLP 1 Dicembre Giugno 2015 Sostanze e miscele: DSD e DPD: vincolanti CLP: opzionale Etichet. e imbal.: CLP se si usa l opzione DSD: Dangerous Substance Directive (Dir. 67/548/CEE) DPD: Dangerous Preparations Directive (Dir. 1999/45/CE) Sostanze: CLP: obbligatorio* SDS devono contenere classif. DSD e CLP Miscele: DPD: vincolante CLP: opzionale Etichet. e imbal.: CLP se si usa l opzione *deroga su etich. e imbal. per sostanze già immesse sul mercato: 1/12/2012 Sostanze e miscele: CLP: obbligatorio** DSD e DPD abrogate **deroga su etich. e imbal. per miscele già immesse sul mercato: 1/6/2017
9 Differenze rispetto alla DSD/DPD Terminologia (miscela, hazardous, ) Numero totale delle classi di pericolo è aumentato Criteri di classificazione (esplosività, tossicità acuta, ) Classificazione miscele (principi ponte, metodi di calcolo) Elementi di etichettatura (indicazioni di pericolo, consigli di prudenza, pittogrammi, avvertenze)
10 Classificazione Criteri di classificazione basati sul pericolo (hazard) e non sul rischio (risk): classi di pericolo e categorie di pericolo Tipo dei pericoli: fisici, per la salute e per l ambiente Classificazione armonizzata Autoclassificazione 10
11 Classificazione armonizzata Allegato VI
12 Autoclassificazione Sostanze: va effettuata per i pericoli per i quali non esistono classificazioni armonizzate Miscele: sempre 4 fasi Raccolta delle informazioni disponibili Valutazione dell adeguatezza e dell attendibilità delle informazioni Esame delle informazioni rispetto ai criteri di classificazione Decisione sulla classificazione
13 Tabella di conversione Allegato VII Per sostanze e miscele classificate secondo DSD/DPD prima del 1/12/2010 e 1/6/2015 (art. 61) e dati non disponibili Pericoli fisici: la conversione diretta non è possibile per molte classi Pericoli per la salute: la conversione diretta è possibile per molte classi, quando non lo è si usa una classificazione minima Pericoli per l ambiente: la conversione diretta è possibile
14 Pericoli fisici 1. Esplosivi (esplosivi instabili, divisioni 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5 e 1.6) 2. Gas infiammabili (categorie 1 e 2) 3. Aerosol infiammabili (categorie 1 e 2) 4. Gas comburenti (categoria 1) 5. Gas sotto pressione (gas compressi, liquefatti, refrigerati, disciolti) 6. Liquidi infiammabili (categorie 1, 2 e 3) 7. Solidi infiammabili (categorie 1 e 2) 8. Sostanze e miscele autoreattive (tipi A, B, C, D, E, F e G) 9. Liquidi piroforici (categoria 1) 10. Solidi piroforici (categoria 1) 11. Sostanze e miscele autoriscaldanti (categorie 1 e 2) 12. Sostanze e miscele che, a contatto con acqua, sviluppano gas infiammabili (categorie 1, 2 e 3) 13. Liquidi comburenti (categorie 1, 2 e 3) 14. Solidi comburenti (categorie 1, 2 e 3) 15. Perossidi organici (tipi A, B, C, D, E, F e G) 16. Corrosivi per i metalli (categoria 1) La classificazione è basata sulla sperimentazione
15 Liquidi infiammabili Confronto DSD e CLP DSD CLP/GHS Cat. 4 Non è nel CLP Punto di infiammabilità ( C) R10 F; R11 Cat. 3 Cat. 1 Cat. 2 0 F+; R12 35 > > 35 Temperatura di ebollizione ( C) 15
16 Differenze rispetto alla DSD Nuove classi: aerosol infiammabili, gas sotto pressione, sostanze e miscele autoreattive, sostanze e miscele autoriscaldanti, corrosivi per i metalli Esplosivi e perossidi organici: differenti criteri di classificazione e più prove sperimentali sulla sostanza nell imballaggio Due categorie di pericolo per i gas infiammabili in funzione dei limiti di infiammabilità e per i solidi infiammabili in funzione della velocità di combustione, tre categorie per sostanze e miscele che a contatto con l'acqua sviluppano gas infiammabili in funzione della velocità di sviluppo del gas, tre categorie per i solidi comburenti in funzione della velocità di combustione e tre categorie per i liquidi comburenti in funzione della tempo di innalzamento della pressione Cambiano i valori limite del punto di infiammabilità per i liquidi infiammabili Restano invariati i criteri per gas comburenti, liquidi e solidi piroforici
17 Pericoli per la salute 1. Tossicità acuta (categorie 1, 2, 3 e 4) 2. Corrosione/irritazione della pelle (categorie 1A, 1B, 1C e 2) 3. Gravi lesioni oculari/irritazione oculare (categorie 1 e 2) 4. Sensibilizzazione delle vie respiratorie o della pelle (categoria 1) 5. Mutagenicità sulle cellule germinali (categorie 1A, 1B e 2) 6. Cancerogenicità (categorie 1A, 1B e 2) 7. Tossicità per la riproduzione (categorie 1A, 1B e 2) 8. Tossicità specifica per organi bersaglio - esposizione singola (categorie 1, 2 e 3) 9. Tossicità specifica per organi bersaglio - esposizione ripetuta (categorie 1 e 2) 10. Pericolo in caso di aspirazione (categoria 1) La classificazione si basa su dati epidemiologici sull'uomo, saggi in vitro, saggi su animali, metodi alternativi (QSAR, categorie, read-across)
18 Tossicità acuta orale Confronto DSD e CLP/GHS DSD Molto tossico 25 Tossico > Nocivo > DL 50 [mg/kg] CLP GHS Cat. 1 5 Cat. 2 > 5-50 Cat. 3 > Cat. 4 > Cat. 5 > DL 50 [mg/kg] Non è nel CLP 18
19 Differenze rispetto alla DSP Cambiano i valori limite per tossicità acuta orale, cutanea e inalatoria Le sostanze corrosive R35 e R34 sono diventate 3 categorie in funzione della durata di esposizione e del periodo di osservazione Irritanti cutanei/oculari: sono cambiati i valori dei punteggi Per i CMR non cambiano i criteri ma la categoria 1 diventa cat. 1A, la categoria 2 diventa cat. 1B e la categoria 3 diventa cat. 2 Restano invariati i criteri per sensibilizzanti delle vie respiratorie e della pelle Tossicità specifica per organi bersaglio (esposizione singola e ripetuta): cambiano i valori guida per concentrazioni/dosi che provocano effetti Pericolo in caso di aspirazione: cambia il valore limite della viscosità cinematica
20 Pericoli per l ambiente 1. Pericoloso per l ambiente acquatico tossicità acuta (categoria 1) tossicità cronica (categorie 1, 2, 3 e 4) 2. Pericoloso per lo strato di ozono La classificazione si basa sulla sperimentazione e su QSAR
21 Pericolosi per l ambiente acquatico Confronto DSD e CLP log K ow 3 log K ow 4 BCF 100 BCF 500 Restano invariati i valori di riferimento di tossicità acuta C(E)L 50 e i criteri per la degradazione Uso dei dati NOEC > 1 mg/l per non classificare in categoria 2, 3 e 4 tossicità cronica
22 Criteri di classificazione per le miscele Pericoli per la salute e per l ambiente Usare i dati sperimentali sulla miscela in quanto tale, se disponibili altrimenti Usare i principi ponte, se applicabili altrimenti Usare i dati disponibili sui pericoli dei componenti noti (somma dei componenti classificati, formula di additività, limiti di concentrazione generici)
23 Classificazione miscele: cosa cambia Principi ponte Metodi di calcolo Limiti di concentrazione generici: non applicabili per tossicità acuta, si abbassano per alcune classi (corrosione/irritazione e tossicità riproduttiva)
24 Miscele non classificate a norma DPD che sono classificate a norma CLP Non classificate DPD Classificate CLP 1-5% C;R34 Irritante pelle cat % Xi;R38 Irritante pelle cat.2 1-3% Xi;R41 o C;R34 Irritante occhi cat.2 3-5% Xi;R41 o C;R34 Gravi lesioni occhi cat % Xi;R36 Irritante occhi cat.2 0,3-0,5% Repr. cat.1/2;r60 o R61 Repr. cat. 1A/1B 3-5% Repr. cat.3; R62 o R63 Repr. cat. 2
25 Pittogramma/i di pericolo Etichette Avvertenza (Pericolo o Attenzione) Indicazione/i di pericolo (H224, H400, ) Consiglio/i di prudenza (P210, P403,...) Identificatori del prodotto Identificazione del fornitore Informazioni supplementari (indicazioni di pericolo supplementari, elementi derivanti dalle disposizioni previste in altri atti comunitari, altre informazioni)
26 Pittogrammi Corrosivo Corrosivo Esplosivo Gas sotto pressione Infiammabile Comburente Tossicità acuta Gravi effetti per la salute Effetti più lievi per la salute Pericoloso per l ambiente acquatico
27 Esempio etichetta Pittogrammi Avvertenza Identificatori prodotto Identificazione fornitore Indicazioni di pericolo e consigli di prudenza
28 Esempio etichetta con informazioni supplementari Tipo di azione del prodotto, tipo di preparazione, secondo quanto previsto dalla normativa relativa ai prodotti fitosanitari Istruzioni per usi specifici secondo quanto di norma previsto dalla normativa relativa ai prodotti fitosanitari Per i prodotti fitosanitari sono sempre elencati i componenti attivi. Può anche trattarsi dell'identificazione del prodotto di cui all art. 18, paragrafo 3 del regolamento CLP Pittogrammi Identificazione fornitore Pittogrammi sicurezza d uso e fasce di colore secondo orientamenti FAO Avvertenza, indicazioni di pericolo consigli di precauzione previsti dal regolamento CLP
29 Modifiche CLP Pubblicato il 5 settembre 2009 il Regolamento (CE) n. 790/2009 (1 ATP) per includere il 30 e il 31 ATP alla DSD (modifica l allegato VI). Le modifiche si applicano dal 1 dicembre ATP per recepire Rev. 3 GHS
30 Documenti di orientamento Guide tecniche ECHA: Guida introduttiva al Regolamento CLP Guida all applicazione dei criteri del Regolamento CLP Guida alla registrazione Guida per gli utilizzatori a valle Guida alle prescrizioni in materia di sostanze contenute negli articoli Guida alle prescrizioni in materia di informazioni e alla valutazione della sicurezza chimica Guida alla condivisione dei dati Siti internet: