Source: http://www.anolf.it/archivio/razzismo/pari_opp._28_11_05_G.U.n.286_9_12_05.htm
Timestamp: 2019-09-16 12:22:24+00:00
Document Index: 182842000

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 29', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6']

Ministero per le Pari Opportunità: Comunicato del 28/11/2005, G.U. n. 286 del 9/12/2005
Comunicato del 28 novembre 2005
Il Dipartimento per le pari opportunità emana il seguente avviso per l'analisi dei fattori, dei processi e delle buone prassi preventive connesse con le discriminazioni su base etnica e razziale, da svolgere anche attraverso studi, ricerche, percorsi ed esperienze formative pilota e sviluppo di indicatori qualitativi e quantitativi, accompagnati da una eventuale sensibilizzazione diretta delle vittime di discriminazione e da una diffusione delle buone pratiche in ambito nazionale.
Gli aspetti legati al contrasto alla discriminazione razziale costituiscono parte integrante della legislazione sull'immigrazione e rappresentano un decisivo fattore di sviluppo culturale nella prospettiva di un utile e positivo inserimento degli stranieri nella società italiana. Ne consegue che l'esigenza della integrazione sociale e culturale passa necessariamente attraverso la predisposizione di un'efficace strategia di lotta alla discriminazione razziale ed etnica.
Le azioni proposte ai sensi del presente avviso sono finalizzate a promuovere il principio della parità di trattamento su tutto il territorio nazionale per la diffusione di una cultura di pacifica convivenza fra persone di diversa origine etnica e razziale. Più specificamente, attraverso tali azioni il Dipartimento per le pari opportunità intende dare attuazione a quanto previsto dall'art. 7 del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215,
assicurandosi:
l'acquisizione degli elementi cognitivi necessari per la definizione di efficaci misure di contrasto alle discriminazioni razziali ed etniche nonché per la elaborazione di eventuali linee guida o protocolli di intesa nel settore;
la realizzazione di progetti di azioni positive dirette ad evitare o compensare le particolari situazioni di svantaggio connesse con la razza o l'origine etnica anche attraverso il rafforzamento della consapevolezza - da parte delle potenziali vittime della discriminazione - delle facoltà inerenti l'esercizio dei diritti fondamentali;
la divulgazione della massima conoscenza possibile degli strumenti di tutela dei diritti fondamentali concernenti la parità di trattamento.
In attuazione delle previsioni dell'art. 7 del decreto legislativo n. 215/2003, il Dipartimento per le pari opportunità intende promuovere la presentazione di progetti di cui in premessa
rientranti nell'ambito dei seguenti assi prioritari:
Strumenti e pratiche di contrasto alla discriminazione razziale nel mondo del lavoro pubblico e privato In questo ambito di azione saranno privilegiate le iniziative tese a monitorare il fenomeno della discriminazione razziale nell'accesso all'occupazione e nei luoghi di lavoro e a proporre modelli di intervento atti a favorire l'eliminazione o la riduzione degli atti discriminatori. In questa prospettiva, potranno essere accolte proposte pilota di informazione, formazione e sensibilizzazione finalizzate alla valorizzazione della diversità culturale nei luoghi di lavoro nonché iniziative tese alla predisposizione di reti nazionali, regionali o locali finalizzate all'emersione di casi di discriminazione, dichiarati dalle stesse vittime in occasione dei contatti con l'articolazione degli sportelli e dei punti di accoglienza già presenti sul territorio. Potranno anche essere riproposte su scala nazionale le buone prassi contro la discriminazione razziale nel mondo del lavoro gia' sperimentate con successo a livello locale.
Strumenti e pratiche di contrasto alla discriminazione nell'accesso all'assistenza sanitaria e all'alloggio In questo asse saranno privilegiate proposte sistematiche di monitoraggio delle barriere discriminatorie su base etnica e razziale nell'accesso ai servizi sanitari e all'alloggio e di relativi modelli di intervento. Nel campo abitativo potranno essere formulati progetti di valutazione della portata e dell'impatto delle discriminazioni e molestie connesse con la convivenza interetnica. Inoltre, saranno auspicabili iniziative positive di promozione dell'accesso ai servizi sanitari in chiave interculturale, di rimozione degli ostacoli all'accesso all'abitazione e di riduzione dei conflitti interetnici negli alloggi anche attraverso l'adattamento di concrete strategie gia' sperimentate a livello locale. Saranno poi valutate proposte capaci di tradurre le azioni di monitoraggio in concreti strumenti di sensibilizzazione delle istituzioni locali, dell'opinione pubblica e delle potenziali vittime di discriminazione razziale.
Tutela dei diritti fondamentali e contrasto alla discriminazione delle comunità Rom e Sinti Saranno auspicabili iniziative a favore di Rom e Sinti che affrontino il problema delle discriminazioni subite da queste comunità in particolare nell'accesso al lavoro, alla sanità, all'istruzione e all'alloggio. Le proposte potranno comprendere indagini pilota sui casi di discriminazione subiti, accompagnate da azioni, proposte e strumenti per una rimozione delle barriere all'inclusione sociale delle suddette comunità e per una loro positiva accettazione da parte della comunità più ampia. Saranno auspicabili, inoltre, iniziative realizzate direttamente o in stretto rapporto con le comunità Rom e Sinti e con le relative associazioni, anche al fine di divulgare la massima conoscenza degli strumenti di tutela di diritti fondamentali quali l'istruzione e la salute.
Pratiche per l'effettività degli strumenti di tutela delle vittime di discriminazione nell'accesso al sistema di giustizia In questo asse saranno privilegiate iniziative che contribuiscano ad implementare, a livello locale, l'utilizzo degli strumenti normativi di tutela delle vittime di discriminazione su base etnica e razziale al fine di realizzare un maggiore raccordo con il mondo dell'associazionismo. A tal fine sarà data rilevanza a proposte di cooperazione tra associazioni ed organismi non governativi per un rafforzamento delle competenze normative e giuridiche degli operatori e per un più efficace sostegno alle vittime di discriminazione razziale in procedimenti giurisdizionali ed amministrativi. Saranno inoltre auspicabili scambi di informazioni, esperienze e buone prassi per la raccolta delle denuncie e la tutela dei diritti delle vittime di discriminazione, anche attraverso la costituzione o il rafforzamento di reti informali di cooperazione tra associazionismo, studi legali, istituzioni locali e forze dell'ordine, nel rispetto delle prerogative e delle funzioni dell'autorità giudiziaria.
4. Risorse programmate e modalità di erogazione del finanziamento.
L'ammontare delle risorse destinate ai progetti di cui al presente avviso per l'anno 2005 è di 500.000,00 euro a valere sulle risorse assegnate al Dipartimento per le pari opportunità ai sensi dell'art. 29, comma 2, della legge 1° marzo 2002, n. 39.
Il contributo finanziario del Dipartimento per le pari opportunità non potrà eccedere l'80% del totale dei costi del progetto, così come individuati nell'apposito allegato B del presente avviso. Tale contributo non potrà comunque superare la somma di 50.000 euro per ogni singolo progetto.
Almeno il 20% del totale dei costi dovrà pertanto essere sostenuto dalle associazioni o fondazioni promotrici dei progetti nonché da altri enti pubblici o privati che intervengono in qualità di partner.
Il finanziamento verrà erogato in base alle seguenti modalità:
30% al ricevimento della comunicazione di avvio dell'attività progettuale inviata dal Dipartimento per le pari opportunità - Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (UNAR);
40% decorsi sei mesi dall'inizio del progetto previa presentazione del Rapporto intermedio di cui al successivo paragrafo 9 corredato dall'attestazione delle spese impegnate e dei costi sostenuti nel semestre di riferimento;
il rimanente 30% a conclusione delle attività progettuali,dietro presentazione della Relazione finale, di cui al successivo paragrafo 9.
Saranno finanziati i progetti che otterranno il massimo punteggio nella graduatoria stilata secondo i criteri di valutazione di cui al successivo paragrafo 8 e fino all'esaurimento delle risorse programmate.
5. Soggetti proponenti e partner.
Per proponente si intende il soggetto, associazione o fondazione senza fine di lucro, che presenta il progetto e lo realizza almeno per la maggior parte delle attività programmate.
Il proponente è responsabile esclusivo della rendicontazione del progetto presentato.
In qualità di partner potranno partecipare anche associazioni senza fini di lucro, centri di ricerca, università ed Enti pubblici e privati.
Ogni associazione o fondazione capofila potrà partecipare con un solo progetto alla presente iniziativa e non saranno ammesse ulteriori partecipazioni in qualità di partner nell'ambito del presente avviso.
Ai fini del presente avviso saranno ammessi alla valutazione progetti della durata massima di un anno, che abbiano un ambito di attuazione nazionale o interregionale.
La presentazione dei progetti, accompagnata dalla domanda di partecipazione di cui all'allegato A del presente avviso (disponibile sul sito internet del Dipartimento pari opportunità) compilata in ogni sua voce, deve essere corredata dai documenti di seguito elencati:
a) una relazione esplicativa concernente la tipologia e la natura del progetto che individui: gli obiettivi generali e specifici; un programma di attività chiaro e articolato in fasi operative; una metodologia precisa; la tempistica e forme di verifica in itinere e finale;
b) una analisi costi-benefici relativa alle finalizzazioni da perseguire specificando analiticamente la tipologia di costo, coerentemente con le apposite voci individuate nell'allegato B del presente avviso (disponibile sul sito internet del Dipartimento pari opportunità);
c) una scheda contenente tutte le informazioni relative alla natura, alle caratteristiche e alle esperienze del soggetto proponente e degli eventuali partners;
d) il formulario di cui all'allegato B del presente avviso compilato in ogni sua parte e sottoscritto dal legale rappresentante del soggetto proponente;
e) una dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante del soggetto proponente dalla quale emerga in maniera espressa ed inequivoca la provenienza delle diverse quote di cofinanziamento del progetto presentato distinte tra: il finanziamento oggetto del bando; il contributo dei soggetti proponenti; l'eventuale compartecipazione dei partner, risultante da allegate certificazioni rilasciate dai relativi rappresentanti;
f) una dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante del soggetto proponente, dalla quale emerga in maniera espressa ed inequivoca che il progetto presentato non sia stato già finanziato da enti pubblici e privati se non nel caso di riproposizione su scala nazionale o interregionale di significative esperienze maturate in ambito locale;
g) qualora il soggetto proponente sia iscritto al Registro nazionale istituito presso il Dipartimento per le pari opportunità di cui all'art. 6 del decreto legislativo n. 215/2003, una dichiarazione, in forma di autocertificazione ai sensi dell'art. 2 della legge 15 maggio 1997, n. 127, che attesti l'avvenuta iscrizione al suddetto registro;
h) copia dell'Atto costitutivo e dello Statuto del soggetto proponente.
8.1. Ammissibilità dei progetti e criteri di priorità.
L'ammissibilità dei progetti viene riscontrata preventivamente alla valutazione. Non sono ammessi i progetti:
inviati o consegnati all'UNAR oltre i termini previsti dal presente avviso;
privi della domanda di cui all'allegato A del presente avviso firmata dal legale rappresentante del soggetto proponente;
privi del formulario di cui all'allegato B del presente avviso;
privi della dichiarazione di cui al paragrafo 7, lettera e);
privi della dichiarazione di cui al paragrafo 7, lettera f).
Per l'ammissione al finanziamento saranno considerati con priorità i progetti:
presentati da associazioni o fondazioni iscritte al Registro nazionale istituito presso il Dipartimento per le pari opportunità di cui all'art. 6 del decreto legislativo n. 215/2003;
idonei a produrre risultati positivi su tutto il territorio nazionale;
innovativi, in termini di idoneità a fornire all'amministrazione proponente gli elementi cognitivi necessari per la elaborazione di linee guida o protocolli di intesa in materia di lotta alle discriminazioni razziali;
che vedano la partecipazione di almeno due associazioni o enti iscritti al citato Registro;
che prevedano il coinvolgimento diretto e la partecipazione attiva degli utenti finali delle iniziative;
inseriti all'interno di più ampie proposte supportate da enti locali o istituzioni europee ed internazionali;
che contemplino lo studio e l'analisi dei fenomeni di discriminazione in un'ottica di genere al fine di esaminare il differente impatto delle condotte discriminatorie su donne e uomini.
La valutazione dei progetti è svolta dalla "Commissione di valutazione" nominata con decreto del Capo Dipartimento per le pari opportunità e composta da cinque componenti scelti nell'ambito delle professionalità presenti all'interno dell'UNAR.
La Commissione, che avrà a disposizione un punteggio massimo pari a 120 per ogni singolo progetto, provvede alla valutazione tramite apposite griglie predisposte sulla base dei seguenti indicatori e criteri di massima:
iscrizione dei soggetti proponenti, associazioni o fondazioni, al Registro nazionale istituito presso il Dipartimento per le pari opportunità di cui all'art. 6 del decreto legislativo n. 215/2003 (max punti 25);
idoneità degli interventi a produrre risultati positivi su tutto il territorio nazionale (max punti 15);
innovatività della proposta in termini di idoneità a fornire all'amministrazione proponente gli elementi cognitivi necessari per la elaborazione di linee guida o protocolli di intesa in materia di lotta alle discriminazioni razziali (max punti 15);
partecipazione di almeno due associazioni o enti iscritti al Registro nazionale istituito presso il Dipartimento per le pari opportunità di cui all'art. 6 del decreto legislativo n. 215/2003 (max punti 10);
coinvolgimento diretto e partecipazione attiva degli utenti finali delle iniziative (max punti 10);
inserimento dell'iniziativa all'interno di più ampie proposte supportate da enti locali o istituzioni europee ed internazionali (max punti 10);
studio e analisi dei fenomeni di discriminazione in un'ottica di genere al fine di esaminare il differente impatto delle condotte discriminatorie su donne e uomini (max punti 10);
ottimale rapporto costi/benefici (max punti 25).
9. Obblighi del soggetto ammesso al finanziamento e monitoraggio in itinere.
Gli obblighi del soggetto ammesso al finanziamento e le spese ammissibili saranno precisati nel disciplinare d'oneri contenuto nell'atto di concessione di finanziamento adottato dal Dipartimento per le pari opportunità.
Anche ai fini dell'erogazione delle risorse economiche di cui al precedente paragrafo 4, i soggetti ammessi al finanziamento devono presentare un Rapporto intermedio sullo stato di avanzamento del progetto il cui contenuto e modalità di presentazione verranno precisati nel suindicato disciplinare d'oneri.
Con le medesime modalità verranno fissati i contenuti e i termini per la presentazione del rapporto finale.
10. Modalità e termini di presentazione della domanda.
I soggetti interessati alla presentazione dei progetti dovranno inoltrare una domanda conforme allo schema di cui all'allegato A del presente avviso, firmata dal legale rappresentante del soggetto proponente con allegata la documentazione richiesta al paragrafo 7 secondo le modalità indicate di seguito.
Le buste contenenti le proposte (un originale più 2 copie ed eventuale cd-rom in formato compatibile Ms Word), con indicazione del riferimento in calce a: "Bando per la presentazione di progetti di analisi dei fattori, dei processi e delle buone prassi connesse con la discriminazione su base etnica e razziale", con la dicitura "non aprire", dovranno pervenire all'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali - Dipartimento per le pari opportunità -Presidenza del Consiglio dei Ministri, Largo Chigi n. 19 - 00187 Roma, entro e non oltre il sessantesimo giorno successivo alla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale.
Le domande possono essere spedite per posta con raccomandata a.r., nel qual caso farà fede il timbro postale di spedizione. La consegna a mano potrà effettuarsi dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle ore 13 presso la Segreteria dell'UNAR - Dipartimento per le pari opportunità - Presidenza del Consiglio dei Ministri, Largo Chigi n. 19 - Roma.
Per avere informazioni sul presente avviso e sulle procedure di presentazione dei progetti, i soggetti interessati potranno contattare la Segreteria dell'UNAR al tel. 06/67792267, indirizzo e-mail: progettibandoUNAR@palazzochigi.it. oppure visitare il sito internet all'indirizzo: www.pariopportunita.gov.it, dal quale si possono scaricare anche le copie informatizzate dell'avviso stesso e degli allegati A e B, selezionando la sezione dedicata all'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali. L'iniziativa si inserisce nel quadro generale di riferimento delle attività svolte dall'Ufficio, documentato in apposita nota anch'essa disponibile sul sito internet sopra indicato.
Il Capo del Dipartimento: Brattoli
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