Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/30910-il-reato-di-vilipendio.asp
Timestamp: 2019-07-20 13:40:24+00:00
Document Index: 83507677

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 278', 'art. 290', 'art. 291', 'art. 292', 'art. 299', 'art. 403', 'art. 408', 'art. 410']

Significato, nascita ed evoluzione del reato di vilipendio, oggetti materiali e giuridici, dolo generico, relazione con l'art. 21 Cost. e fattispecie penali
di Annamaria Villafrate - Il reato di vilipendio, nelle sue varie configurazioni, tutela figure istituzionali, istituzioni, simboli politici, fedi religiose, tombe e cadaveri. Introdotto nel lontano 1889 il reato di vilipendio è stato mantenuto all'interno del Codice penale vigente. Nel tempo è evoluto per stare al passo con il mutamento socio culturale del paese. Punire chi commette il reato di vilipendio non significa disconoscerne la libertà di manifestazione del pensiero, ma solo punirne la modalità di espressione, se questa offende o denigra valori e sentimenti collettivamente condivisi. Varie sono le figure di vilipendio previste dal codice penale, alcune punite con la multa, altre con la detenzione.
Cos'è il vilipendio
Nascita e evoluzione del reato di vilipendio
Quando è integrato il vilipendio
Il dolo generico del reato di vilipendio
Vilipendio e libertà di manifestazione del pensiero
I reati di vilipendio previsti dal codice penale
Vilipendio deriva da "vilipendere" ovvero offendere, che a sua volta proviene da "vilis" ovvero vile, di basso prezzo. Quando si vilipende qualcosa o qualcuno gli si attribuisce quindi poco valore.
Introdotto nell'ordinamento italiano nel 1889, il vilipendio tutelava la libertà di espressione religiosa individuale e collettiva, qualunque fosse il culto. Il reato era perseguibile su querela di parte e si configurava se c'era stata la volontà di offendere la fede della persona offesa.
Il Codice Penale del 1930, ancora in vigore, introduce un trattamento di favore per la religione cattolica, rispetto agli altri culti e la protezione è prevista non solo nel momento di manifestazione esteriore della fede, ma della fede religiosa come istituzione. Per la configurazione del reato è sufficiente il dolo generico, senza che rilevi il proposito di offendere.
Al reato di vilipendio religioso si affianca quello politico, anch'esso previsto dal Codice Zanardelli del 1889 e dal Codice Rocco del 1930, che lo include tra i reati contro la personalità dello Stato.
L'avvento della Repubblica porta a considerare i reati il vilipendio come illeciti contro la libertà di manifestazione del pensiero ma, nonostante svariati tentativi di abrogazione, la Corte Costituzionale difende le istituzioni, conservandone le varie fattispecie penali. La riforma dei reati di opinioni del 2006, per alcune tipologie di vilipendio, sostituisce le pene precedenti con la multa.
Il reato di vilipendio consiste in un'offesa, una denigrazione, indirizzata a precisi oggetti materiali: figure istituzionali di rilievo (Presidente della Republblica), istituzioni (Repubblica e Nazione) simboli politici (emblemi o bandiera italiana o estera), fedi religiose, tombe e cadaveri.
Gli oggetti giuridici del reato di vilipendio, ovvero gli interessi o i beni tutelati dalla norma penale sono quindi la personalità dello stato, il sentimento religioso e quello di pietà per i defunti.
Come per tutti i reati o quasi, le norme che puniscono il reato di vilipendio in tutte le sue forme, mirano a tutelare in generale beni o interessi costituzionalmente rilevanti.
Il dolo generico è definito anche "tipico" perché consiste nella volontà e nella rappresentazione del fatto caratteristico del reato, senza che il soggetto agente voglia ottenere, per mezzo della sua condotta illecita, uno scopo ulteriore. Nel caso del vilipendio quindi è sufficiente la coscienza e volontà di offendere.
Come precisato esaustivamente dalla sentenza n. 28730/2013, che nel caso specifico si è pronunciata su un caso di vilipendio alla nazione: "il reato di vilipendio (…) non è in contrasto con i principi della Costituzione della Repubblica e, in particolare, non si pone in contraddizione con l'art. 21 Cost., perché il diritto di manifestare il proprio pensiero in qualsiasi modo, sancito in tale articolo, non può trascendere in offese grossolane e brutali prive di alcuna correlazione con una critica obiettiva".
Nel codice penale italiano il reato di vilipendio nella sue varie manifestazioni è previsto e disciplinato all'interno del titolo I, capo I, libro II dedicato ai "Delitti contro la personalità dello Stato e dal titolo IV, capo I, libro II che si occupa "Dei delitti contro il sentimento religioso e contro la pietà dei defunti. Nello specifico il vilipendio può essere commesso nei confronti delle seguenti figure e simboli istituzionali e religiosi:
Presidente della Repubblica (art. 278 c.p.);
Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate (art. 290 c.p);
nazione italiana (art. 291 c.p);
bandiera italiana (art. 292 c.p);
bandiera o emblema di Stato estero (art. 299 c.p);
religione (art. 403-404 c.p);
tombe (art. 408 c.p);
cadaveri (art. 410 c.p).