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Timestamp: 2018-05-23 18:55:53+00:00
Document Index: 89643965

Matched Legal Cases: ['art. 1164', 'art. 1163', 'art. 1146', 'art. 1160', 'art. 1158', 'art. 42', 'art. 45', 'art. 12', 'art. 1376', 'art. 2', 'art. 43']

L’art. 1164 c.c. stabilisce che “il tempo necessario per l’usucapione decorre dalla data in cui il titolo del possesso è stato mutato”. Il provvedimento di occupazione in forza del quale l'Amministrazione si è immessa nel possesso del bene presupponendo il riconoscimento della proprietà altrui, configura una mera detenzione, inidonea a far decorrere il termine per l’usucapione.
L’errore particolarmente esiguo nell’indicazione numerica del prezzo da pagare per esercitare il diritto potestativo di prelazione, in presenza di costante riferimento al prezzo di aggiudicazione e non a quello a base d’asta, è da qualificarsi come errore imputabile a svista e per ciò, usando terminologia civilistica, come errore ostativo facilmente riconoscibile e del tutto irrilevante (cioè non essenziale), come tale soggetto solo a correzione.
Ai fini dell'esercizio del diritto di prelazione in materia agraria, non rileva la contrapposizione tra "area edificabile" (per la quale non è ammesso tale diritto) e "area non edificabile" (con riguardo alla quale esso è consentito), bensì quella tra aree destinate ad usi "agricoli" e aree destinate, invece, ad "utilizzazione" diversa (ovvero edilizia, industriale o turistica), ancorché non edificabili, purché non suscettibili di utilizzazioni economiche per effetto dello sfruttamento agricolo.
Il codice civile identifica nell’art. 1163 c.c. le peculiari caratteristiche che deve presentare il c.d. possesso ad usucapionem, il quale deve essere acquisito in forma pacifica, pubblica e stabile (nec vi, nec clam, nec precario), oltre che esser connotato dall’elemento “psicologico” di tener la cosa come propria, ovverosia esercitare facoltà tipiche del diritto di proprietà (animus rem sibi habendi).
L’elemento psicologico ai fini dell'usucapione del diritto di proprietà di beni immobili consiste nella volontà del possessore di comportarsi e farsi considerare come proprietario del bene, ciò che si estrinseca nel compimento di atti di «…esercizio delle facoltà tipiche del diritto di proprietà», quale può essere considerata la sua alterazione radicale, atto incompatibile con la situazione di mera detenzione.
Risarcimento del danno per illegittima occupazione del bene da parte della P.A.
In ipotesi di occupazione divenuta illegittima per mancata adozione nei termini del decreto di esproprio, non può invocarsi, ad improprio sostegno dell’usucapione, una prescrizione del diritto al risarcimento, atteso che la fattispecie in esame costituisce un illecito permanente, come affermato in più occasioni dalla Corte europea dei diritti umani e, di recente, dalla giurisprudenza amministrativa.
Si ha usucapione quando il possesso sia protratto per certo periodo di tempo, che varia a seconda del tipo di bene oggetto del diritto e della caratterizzazione del possesso cioè che sia di buona o di male fede, ferma la possibilità di avvalersi della successione o della accessione (art. 1146 cc). Riguardo ad un bene immobile (nel caso di specie occupato dalla p.a.), per maturare l’usucapione è necessario il decorso di un ventennio (art. 1160 cc).
Atti di liberalità del legittimo proprietario del bene: dicatio ad patriam e donazione
La dicatio ad patriam è un comportamento del proprietario che mette volontariamente e con continuità il proprio bene a disposizione della collettività indeterminata di cittadini.
Locazione dell'immobile e diritti del proprietario
La determinazione del corrispettivo, ed in esecuzione del contratto il suo pagamento, si caratterizza come elemento essenziale per il rapporto contrattuale da costituirsi per la locazione di un immobile: pertanto, in assenza di risorse economiche per la determinazione di detto elemento, si configura del tutto ragionevole e conforme ai canoni di economicità ed efficacia la scelta dell’ Amministrazione di non profondere ulteriore impegno nella scelta del contraente.
Acquisto del titolo di proprietà e diritto di prelazione del coltivatore diretto
Dismissione di beni pubblici e diritto di prelazione degli Enti territoriali e del MIBAC
L'autonomia patrimoniale dei beni costituiti in trust
Il patrimonio destinato dal settlor alla realizzazione di uno scopo determinato, ovvero alla gestione nell’interesse di uno o più beneficiari, costituisce una massa patrimoniale separata, sottratta alla garanzia patrimoniale generica del disponente e alle azioni esecutive del generale ceto creditorio del disponente medesimo.
Acquisto e trasferimento della proprietà: l'accordo transattivo
L'atto transattivo che abbia ad oggetto beni demaniali è nullo stante l'incommerciabilità di questa categoria di beni.
Trasferimento del diritto di proprietà: uso ab immemorabili ed usucapione
Deve essere esclusa la possibilità che possano maturare acquisti a titolo originario per usucapione su beni demaniali posseduti da privati.
L'usucapione del bene pubblico da parte dei privati
Al fine di acquistare per usucapione la proprietà di un bene, è necessaria la sussistenza di tutti gli elementi costitutivi della fattispecie acquisitiva e quindi, tra l'altro, non solo del corpus, ma anche dell'animus; inteso il primo come svolgimento di una attività corrispondente all'esercizio del diritto dominicale, ed il secondo quale intento di possedere la cosa per conto e in nome proprio.
L'usucapione del bene da parte della Pubblica Amministrazione
L'adibizione a uso pubblico di un'area può avvenire con l'uso del bene da parte della collettività indifferenziata protratto nel tempo, di talchè il bene stesso viene ad assumere caratteristiche analoghe a quelle di un bene demaniale. A tal fine rileva essenzialmente il decorso di venti anni per l’acquisto della servitù di uso pubblico o della proprietà per usucapione.
Occupazione illegittima da parte della P.A. ed usucapione del bene
In ipotesi di occupazione del fondo privato non seguita dalla conclusione del procedimento, deve ritenersi che alla scadenza dei vent'anni dalla esecuzione dei lavori con radicale trasformazione del bene, in assenza di alcun fatto o atto interruttivo, maturi il periodo di tempo indicato dall'art. 1158 cod. civ. ai fini dell'usucapione.
Agevolazioni fiscali e imposte previste per l'acquisto di beni pubblici dismessi
Ai fini dell'imposta di registro, il valore di mercato del terreno del demanio civico di cui sia trasferito il diritto di utilizzazione non ha nulla in comune con il valore determinato ai fini dell'alienazione ai sensi della normativa regionale.
Il riparto di competenze comunali nell'acquisto immobiliare
L'Amministrazione può divenire proprietaria del bene o al termine del procedimento, che si conclude sul piano fisiologico con il decreto di esproprio o con la cessione del bene espropriando, oppure quando, essendovi una patologia per cui il bene è stato modificato in assenza di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, viene emesso il decreto di acquisizione al patrimonio indisponibile ai sensi dell'art. 42-bis DPR 327/2001.
L'avocazione di cave e torbiere
La procedura di avocazione prevista dall'art. 45 R.D. 1443/1927 può essere attivata esclusivamente in danno del proprietario che negligentemente non intraprenda lo sfruttamento della cava o non dia ad essa adeguato sviluppo.
Strumenti idonei all'acquisto del bene da parte della P.A.
Non può ritenersi che l’eventuale completamento nei termini dell’opera progettata possa tenere luogo del provvedimento formale atto a concludere il procedimento ablatorio.
Trasferimento di diritti immobiliari nei territori soggetti al c.d. «regime tavolare»
L'acquisto di diritti reali attraverso l'istituto dell'accessione
Una servitù di uso pubblico può costituirsi, oltre che con un regolare atto negoziale di costituzione da parte del proprietario del terreno, anche mediante altre forme ed in particolare, per l’effettivo uso pubblico dell’area di pertinenza stradale per un tempo immemorabile e, comunque, almeno pari ad un ventennio oppure mediante l’istituto della dicatio ad patriam; in tali ipotesi il titolo negoziale passa del tutto in secondo piano e può anche essere assente.
Compravendita del diritto di proprietà da parte della p.a.
Il contratto di compravendita, non preceduto dalla dichiarazione di pubblica utilità, mediante il quale il proprietario trasferisca il bene all'ente pubblico, e questo si impegni a corrispondere il prezzo della cessione volontaria L. n. 865 del 1971, ex art. 12, realizza la causa tipica del negozio, producendo l'effetto reale ex art. 1376 cod. civ. dietro pagamento di un corrispettivo determinabile ex artt. 1473 e 1474 cod. civ.
L'acquisto della proprietà a titolo derivativo e originario: la confisca e l'espropriazione per p.u.
La confisca disposta ai sensi dell'art. 2-ter legge 575/1965 rappresenta una modalità di acquisto a titolo derivativo da parte dello Stato.
Alienazione a terzi di beni pubblici comunali
Per procedere all’alienazione del proprio patrimonio immobiliare in deroga alla disciplina generale della materia, gli enti locali sono tenuti a prevedere, con apposito regolamento, quantomeno lo svolgimento di una "gara informale", che assicuri criteri di trasparenza e adeguate forme di pubblicità per acquisire e valutare concorrenti proposte di acquisto, da dell’ente interessato.
Adempimenti catastali per l'acquisto di un bene pubblico
E' illegittima la norma regolamentare (nella specie contenuta nel D.P.R. 90/2010) che impone all'acquirente di beni pubblici ad obbligarsi a sostenere le eventuali spese necessarie per l'accatastamento dell'alloggio se, a fronte di una normativa generale che pone a carico del proprietario gli adempimenti catastali, non risulta una specifica norma di segno opposto.
L'usucapione quale (im)possibile strumento di acquisizione delle aree occupate e mai espropriate
Da un recente nuovo orientamento assunto, per così dire in combinato disposto, da due pronunce del Tar Lazio si ricava da un lato, che una amministrazione espropriante può divenire proprietaria del bene solo nei modi classico-formali oppure, quale “legale via d’uscita” nei casi di espropriazione illegittima per mancanza degli atti predetti, mediante l’atto di acquisizione ex art. 43 TUE, O in un modo o nell’altro, in quanto tertium non datur, senza, dunque, possibilità di esperire l'usucapione