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Timestamp: 2019-12-12 01:06:14+00:00
Document Index: 113178358

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 29', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza\n', 'sentenza ']

News dal CST
Su Agenda Digitale è stato pubblicato l’approfondimento Conservazione dei dati: criteri e criticità (nell’incertezza normativa), a firma di Monica Perego e Chiara Ponti.
Nell’abstract si legge quanto segue: “Non esistono, al momento, criteri ufficiali volti a stabilire in modo uniforme modalità e tempi di conservazione dei dati personali. In assenza di altre soluzioni proviamo a fornirli, con le criticità che portano con sé, alla luce dell’esperienza maturata nel settore e sulla base dell’analisi di molteplici contesti”.
Sicurezza informatica e consapevolezza dei rischi
L'approvazione del Decreto legge sulla sicurezza informatica di metà novembre ha confermato il positivo cammino dell'Italia per salvaguardare dai possibili rischi e garantire una consapevole cyber security i cittadini, le imprese e anche le amministrazioni pubbliche.
Nel corso di un dibattito che si è tenuto il giorno successivo all'approvazione della norma (Cybersecurity360 Summit) due sono stati i temi portanti. Il primo sulle sfide giuridiche, con l'obiettivo di capire come in Italia si sta affrontando la sicurezza dal punto di vista degli adempimenti. Il secondo sull'importanza e sulla necessità di investire per la sicurezza informatica.
Il bisogno di consapevolezza, la percezione del rischio e la comprensione delle minacce sono il cardine per la sicurezza che non devono essere trascurati. Per garantire sicurezza è fondamentale anche investire in educazione e cultura dei consumi digitali degli utenti.
Anche se nel nostro Paese sono stati fatti molti passi in avanti, nell'incontro è emerso che manca ancora una certa consapevolezza sui rischi e la pericolosità operativa, una carenza sull'argomento che perdura sia nelle imprese che nelle pubbliche amministrazioni.
R.A.O. Pubblico: emanate le Linee guida
L’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID) ha messo in consultazione le linee guida per la sottoscrizione di documenti tramite il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID).
Le nuove regole - si legge in una nota di AGID - disciplinano le modalità con cui i fornitori di servizi online potranno permettere agli utenti di sottoscrivere documenti, quali ad esempio atti e contratti, tramite la loro identità digitale.
Si realizza quindi un sistema che consente la completa dematerializzazione dei documenti anche quando sono coinvolti soggetti non dotati di firma elettronica qualificata.
Il sistema potrà essere utilizzato sia dai fornitori di servizi privati sia dalle Pubbliche Amministrazioni e consentirà di sostituire la firma autografa nella quasi totalità dei casi.
In conformità all’articolo 20 del CAD, questa modalità di sottoscrizione soddisfa il requisito della forma scritta e produce gli effetti dell’articolo 2702 del codice civile.
Le linee guida sono in consultazione sulla piattaforma Forum Italia e potranno essere oggetto di commenti e suggerimenti fino al 20 dicembre.
Su Agenda Digitale, un articolo a firma di Giovanni Manca illustra i contenuti delle linee guida concentrandosi in particolare sui loro obiettivi e nodi aperti.
Qual è la percezione dei cittadini europei sulla trasformazione digitale del servizio pubblico? Quali sono i servizi più conosciuti? e Cosa ne pensano a proposito della tutela dei dati?
Sono domande dell'indagine GovBarometer 2019 fatte a 6.000 cittadini europei di sei nazioni (Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Norvegia e Francia) per conoscere offerta e utilizzo dei servizi digitali.
Nel GovBarometer, realizzato da Sopra Steria Group e Ipsos, c'è la conferma che i cittadini si aspettano servizi pubblici digitali che soddisfino le aspettative e viene riconosciuto il diminuito divario tra offerta del settore pubblico e offerta del privato, anche se è il secondo che detta lo standard da seguire.
Le percentuali dicono che più dell'80% della popolazione in Gran Bretagna e Francia ritiene che i servizi pubblici digitali disponibili siano aumentati; le percentuali diminuiscono (Gran Bretagna 67%, Francia 69%) quando sono riferite alla migliore usabilità rispetto al passato. La facilità di utilizzo rimane il criterio primario per la valutazione dei cittadini che, in tutti i Paesi, vorrebbero servizi digitali fruibili in modo semplice e senza difficoltà operative.
Le procedure più digitalizzate sono: i documenti dello stato civile, i servizi sanitari e le tasse. La sanità viene riconosciuta come prioritaria quasi per tutti, non per Francia e Germania. La formazione risulta al secondo posto ma solo per i cittadini britannici. In Italia, quasi la totalità degli intervistati (90%) vorrebbe demandare alle tecnologie interattive tutte le operazioni che riguardano le pubbliche amministrazioni, seguono Spagna (89%) e Norvegia (85%).
Documenti informatici: un focus sulle regole tecniche
Firmando un approfondimento per Agenda Digitale, Antonio Florio e Cristina Valiante, esponenti dell’Agenzia per l’Italia Digitale, hanno presentato i contenuti delle nuove regole tecniche in materia di formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici, oggetto di consultazione pubblica fino allo scorso 16 novembre e ormai prossime alla pubblicazione.
“Le Linee guida - si legge nell’abstract - cercano di creare un sistema organico che tenga conto anche della giurisprudenza e delle innovazioni tecnologiche”.
Di seguito l’introduzione:
Dopo cinque anni, l’Agenzia per l’Italia Digitale rimette mano alle regole tecniche sul documento informatico e lo fa mediante il nuovo strumento delle Linee Guida, introdotto dal correttivo al Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD – D.lgs. 82 del 2005) del 2017 (D.lgs. 13 dicembre 2017, n. 217).
Senza entrare nel merito della questione relativa al valore giuridico delle “nuove” Linee Guida, che sostituiscono i vecchi di “DPCM”, in questo articolo cercheremo di analizzare le novità introdotte dal documento inviato in consultazione pubblica.
Linee guida per un sistema organico di regole
Le precedenti regole tecniche sulla formazione, gestione e conservazione del documento informatico erano contenute in una molteplicità di atti, con norme spesso ridondanti e poco armoniose tra loro.
Le Linee Guida in discussione pubblica cercano di ricondurre ad un sistema organico non solo le precedenti regole tecniche sul documento informatico, sulla gestione e sulla conservazione, ma di tener conto e fare tesoro anche di tutti i quesiti e le richieste di chiarimenti pervenute ad AGID nel corso degli ultimi 5 anni, nonché della giurisprudenza e della dottrina formatasi in questo periodo, senza dimenticare le innovazioni ed i mutamenti tecnologici intervenuti.
Per quanto AGID abbia cercato di rendere il documento “autoconsistente”, in ogni caso, le “nuove” regole tecniche devono essere lette con accanto il testo del CAD e del TUDA (DPR 445 del 2000), che contengono le norme e le definizioni di base, non riportante nel già corposo testo delle Linee Guida, inoltre, non sono state introdotte nemmeno le definizioni che per legge sono di competenza di altri Enti ed organismi, come ad esempio la definizione di repertorio.
Il paragrafo 1.4 delle Linee Guida, così com’è, abrogherà espressamente il DPCM 13 novembre 2014, contenente “Regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici”, il DPCM 3 dicembre 2013, contenente “Regole tecniche in materia di sistema di conservazione”, ad eccezione dell’art. 13 che rimane in vigore fino alla emanazione delle Linee guida di cui all’art. 29 del CAD, infatti la Circolare n. 65 del 10 aprile 2014 non è interessata dalle suddette Linee Guida.
È prevista, inoltre, anche l’integrale sostituzione della Circolare n. 60 del 23 gennaio 2013 dell’AGID, in materia di “Formato e definizione dei tipi di informazioni minime ed accessorie associate ai messaggi scambiati tra le Pubbliche Amministrazioni”, con l’allegato 6 relativo a “Comunicazione tra AOO di documenti amministrativi protocollati”.
Per quanto concerne, invece, il DPCM 3 dicembre 2013, contenente “Regole tecniche per il protocollo informatico”, non essendo stato possibile prevedere l’abrogazione dell’intero dispositivo, in quanto adottato in attuazione tanto del CAD quanto del TUDA, sono state puntualmente individuate le singole disposizioni che sono abrogate...
Amministrazione trasparente e Prevenzione corruzione: prossime scadenze per le Amministrazioni
I prossimi mesi si preannunciano, come di consueto, ricchi di adempimenti e scadenze per i Responsabili delle Amministrazioni pubbliche referenti della Trasparenza Amministrativa e dell’Anticorruzione.
Di seguito proviamo a riassumere le principali prossime scadenze delle quali si dovranno occupare in primo luogo i Responsabili della prevenzione della corruzione (RPC), i Segretari generali e i Responsabili per la Transizione al Digitale (RTD).
Entro il 15 dicembre: relazione del Responsabile della Prevenzione della Corruzione (RPC) recante i risultati dell’attività svolta ai sensi dell’art. 1, co. 14, della Legge 190/2012
Entro il 31 gennaio: adempimenti ai sensi della Legge 190/2012 art. 1, comma 32. Occorre trasmettere ad ANAC mediante PEC l’apposito modulo all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. contenente l’URL di pubblicazione del file XML per l’anno 2019 degli affidamenti di lavori, servizi e forniture in conformità alle disposizioni ANAC
Entro il 31 gennaio: aggiornamento/ redazione Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione integrato con il Programma per la Trasparenza
Entro il 31 marzo: attestazioni OIV, o strutture con funzioni analoghe, sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione come disposto dalla Delibera ANAC n. 141/2019
Entro il 31 marzo: pubblicazione degli obiettivi di accessibilità dei soggetti disabili agli strumenti informatici per l’anno corrente e lo stato di attuazione del piano per l’utilizzo del telelavoro nella propria organizzazione
DigitalPA supporta gli RPCT nei suddetti adempimenti tramite soluzioni software e servizi dedicati.
Il software TrasparenzaPA , per la gestione della Trasparenza Amministrativa, consente di assolvere agli obblighi in materia di trasparenza, pubblicità legale, anticorruzione e diffusione delle informazioni, in conformità alle disposizioni del D. Lgs. 33/2013, D. Lgs 97/2016, L. 190/2012, Linee guida AgID per l’Accessibilità e successive integrazioni/modificazioni. Grazie ai molteplici automatismi, consente ai Responsabili di assolvere gli obblighi relativi alle pubblicazioni in maniera semplificata e intuitiva.
Il Modulo ANAC Adempimenti L.190/2012 consente l’adempimento degli obblighi previsti dall’Art.1 comma 32 L. 190/2012 tramite l’elaborazione dei dati sugli affidamenti (CIG). L’applicativo. consente la pubblicazione automatica nella sezione “Informazioni sulle singole procedure in formato tabellare”. I dati saranno pubblicati nel formato tabellare richiesto e come tracciato record xml secondo le specifiche ANAC.
Novità: aggiornato secondo la direttiva ANAC di novembre 2019
Consulenza e Supporto ai Responsabili per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza
Alle complete soluzioni software, si aggiungono servizi specifici, studiati per supportare da vicino i Responsabili nell’adempimento degli obblighi normativi in ambito Anticorruzione e Trasparenza.
Supporto nella redazione e nell’aggiornamento del Piano Triennale Anticorruzione e Trasparenza (Raccolta, elaborazione dati, affiancamento, ecc.)
Monitoraggio della redazione e delle misure correttive
Caricamento del Piano nel Portale ANAC
Smart Cities, Smart Villages e Open data: workshop del progetto GIOCOnDa
Nella mattina di giovedì 28 novembre 2019 il Laboratorio cultura visiva, Dipartimento ambiente costruzioni e design della SUPSI (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana) e il Lugano Living Lab L*3 della Città di Lugano hanno promosso e organizzato, presso la sede di LAC Lugano Arte e Cultura, un workshop dedicato all’utilizzo degli open data da parte delle pubbliche amministrazioni. Il workshop, svolto nell’ambito del progetto Interreg Italia-Svizzera GIOCOnDa, ha presentato iniziative di gestione, integrazione, collaborazione e sviluppo della società secondo una strategia territoriale.
Il workshop Smart cities, smart villages e open data è organizzato a seguito di una prima fase di analisi dei fabbisogni sull’utilizzo dei dati aperti da parte di PA e Imprese italiane e ticinesi volte a identificare necessità e ostacoli esistenti su cui insistere in fase di progettazione di un’applicazione integrata transfrontaliera.
L’obiettivo del workshop è tracciare la linea che va dagli smart villages, un progetto capillare e che risponde a necessità concrete della popolazione ticinese che abita in piccoli comuni e valli del territorio, al concetto di smart cities e smart citizens e di come le pubbliche amministrazioni stanno promuovendo nuovi modelli di governance basati sulla gestione integrata di open data da parte di enti pubblici, cittadini, università e imprese, aprendo la strada ad un territorio “laboratorio”.
L’incontro è stato organizzato in tre sessioni. Una prima parte si è focalizzata sul significato e le potenzialità degli open data all’interno di una strategia di sviluppo territoriale.
Roman Rudel, direttore dell’Istituto della sostenibilità applicata all’ambiente costruito di SUPSI e delegato per la ricerca del Dipartimento ambiente costruzioni e design, ha aperto l’evento presentando le diverse attività dell’istituto e annunciando che proprio in questi giorni SUPSI ha approvato un progetto di ricerca sul tema delle smart cities, che coinvolgerà in modo trasversale tre dipartimenti, per creare una piattaforma di dialogo con il territorio: “È un progetto di un anno durante il quale lavoriamo proprio a questa piattaforma sfruttando le competenze dei vari istituti per dare risposte a tuttotondo ai territori e creare una rete di collaborazione e sistema”.
Monica Rush, ideatrice degli Smart Villages in Ticino, una piattaforma dove i cittadini del paese potessero scambiarsi oggetti utili, ha riportato le riflessioni fatte sulla scorta di questa esperienza: le distanze che le persone coprivano per effettuare questi scambi non erano giustificate dal valore materiale degli oggetti. L’esigenza era invece quella di incontrarsi. Il vero valore dello smart village sta dunque nel riportare la comunicazione e lo scambio di informazione a livello capillare, in circostanze in cui c’è sovrabbondanza di informazione globale.
È intervenuta poi Serena Cangiano, coordinatore del Master of Advanced Studies in interaction design e responsabile del FabLab – il laboratorio di fabbricazione digitale – della SUPSI, sul tema dell’openness e sugli impatti dei dati aperti, sottolineando come spesso tali impatti si ascrivono al settore pubblico quando, come provano diverse esperienze a livello globale, l’apertura dei dati possa incidere molto sullo sviluppo del tessuto economico. Benché il potenziale impatto economico sia enorme, la cosa più importante è però quanto questo impatto sia diffuso. In breve, non si tratta del profitto di uno o pochi, ma di tutti: per esempio, se un Comune risparmia o risolve un problema, il guadagno è di tutti. In modo simile, alla diffusione di dati aperti corrisponde a un empowerment della cittadinanza che non solo ha accesso a informazione completa e affidabile ma può anche con-partecipare delle decisioni pubbliche: “C’è un Leonardo in tutti noi, l’architetto dei nostri spazi urbani e del nostro spazio pubblico non è l’ingegno di uno, ma il sapere collettivo che si forma e si sviluppa sulla base di informazione di qualità”.
La seconda parte del workshop è stata l’occasione per presentare le esperienze di lavoro già avviate all’interno del panorama ticinese, che risultano essere dei propulsori di innovazione sociale, in grado di rispondere alle sfide e necessità sociali ed economiche che emergono dalle esigenze dei cittadini e dell'interconnessione tra mondo fisico e digitale.
Francesca Cellina è stata ambasciatrice dell’esperienza degli SmarterLabs (smarterlabs.eu), la rete europea di living labs cittadini. L’intervento si è aperto con l’esperienza SmartxME della città di Mendrisio che ha interpellato la propria cittadinanza per capire cosa i cittadini intendessero per città smart e cosa volessero più in generale dalla propria città. Questo dialogo si è svolto con un processo partecipativo per la stesura del piano strategico che renderà Mendrisio smart. Cellina ha poi proseguito presentando il living lab di Bellinzona, “Bellidea”, costruito grazie a un progetto europeo. Nell’ambito di Bellidea l’input dell’amministrazione cittadina a creare una app per stimolare la mobilità virtuosa (green e pubblica) ha incontrato le preferenze dei cittadini riguardo ai contenuti operativi dell’app stessa. Un altro risultato di un processo condiviso e partecipativo dei cittadini. Bellinzona però intende andare oltre: con questa app il Comune ha a disposizione moltissimi dati su come i cittadini si muovono, che sono già serviti alla pianificazione delle politiche di mobilità. Tuttavia, l’intenzione è di aprire questi dati a cittadini con una visualizzazione intuitiva dei risultati così da continuare il living lab per avere una discussione sulla cittadinanza anche sullo sviluppo del territorio tramite un dialogo collettivo e critico.
Enrico Gulfi e Elena Marchiori sono stati poi i portavoci di Lugano, una città che in 10 anni ha triplicato il numero di abitanti e accresciuto di quasi 7 volte la superficie. Questa trasformazione è stata una grande sfida per Lugano, ma anche l’occasione per creare negli anni 2012-2013 un ufficio dedicato di statistica urbana che ha portato a migliorare il processo di decisione interno e il rapporto di fiducia e trasparenza con la cittadinanza. Questo processo di trasformazione è proseguito fino al Lugano Living Lab L*3 nato da un protocollo di intesa tra la Città di Lugano e l’Università della Svizzera Italiana firmato un anno fa e che è un progetto in divenire, in linea con la strategia federale svizzera per la trasformazione digitale e l’ampio contesto europeo della rete di smart cities.
Nell’ambito di questa iniziativa, si è svolto a Lugano il 15-17 novembre scorsi lo USI Hackaton, in collaborazione con USI, che ha prodotto 20 nuovi progetti di data analysis track e coding track. “Si tratta di progetti il cui design è verticale, circoscritto, veloce – ha commentato Elena Marchiori – pensati per ambiti molto specifici” e che hanno rivelato diverse sfide ancora da affrontare. Una prima sfida è sensibilizzare anzitutto i data provider rispetto alle informazioni che vanno condivise, mentre spesso ci si focalizza prima sull’utilizzatore. In secondo luogo, la preparazione della pubblicazione, per una gestione ottimale dei vincoli e delle opportunità. Infine, un focus sul follow-up. “In quest’ultimo ambito – ha concluso Marchiori – il living lab ha anche un ruolo di pilota e di test di, ad esempio, modalità di visualizzazione per l’utenza e analisi predittive”.
Hanno seguito le voci ticinesi i partner del progetto GIOCOnDa, portando la prospettiva di Regione Lombardia e i risultati della fase progettuale di analisi dei fabbisogni. Ferdinando Germano Ferrari ha descritto gli strumenti e le azioni messe in campo da Regione Lombardia per il coinvolgimento degli Enti lombardi nella pubblicazione di open data. Già nel 2012, la Regione ha scelto rendere disponibile gratuitamente la propria piattaforma open data (www.dati.lombardia.it) agli Enti locali che non potessero o non volessero sviluppare soluzioni in-house, governando e facilitando l’esperienza open data di tutto il territorio La Regione ha poi disposto incentivi per quegli Enti locali che avessero deciso di “salire a bordo” e pubblicare tramite la piattaforma regionale. “Il focus – ha sostenuto Ferrari – non dovrebbe essere sulla capacità delle amministrazioni di pubblicare in quantità, ma di far sì che i dataset siano pubblicati secondo un tracciato standard condiviso che garantisca un altro livello di qualità e completezza delle informazioni, scaricati e dunque usati. È importante su questo punto che ci sia un dialogo tra chi pubblica e gli utilizzatori, tra i quali è importante diffondere la cultura dell’uso del dato”. Giulio Fiamengo è intervenuto per EasyGov che ha diffuso una survey ai Comuni lombardi per fotografare l’offerta di dati aperti. “I risultati rivelano con chiarezza gli effetti degli incentivi di Regione Lombardia per la pubblicazione sulla piattaforma regionale e l’impatto dei requisiti indicati dalla regione. I dati pubblicati tramite la Regione sono sempre accompagnati da metadati e da ontologie, attenzioni che i Comuni spesso non hanno se pubblicano in maniera indipendente”.
Il workshop si è concluso con una tavola rotonda moderata da Serena Cangiano, per discutere in modo concreto della disponibilità e utilità di diverse tipologie di dati, del loro riuso, e delle prospettive di un ulteriore sviluppo integrato e capillare di dati. Al tavolo tecnico hanno partecipato per il progetto GIOCOnDa Vanessa De Luca e Giovanni Profeta (LCV, DACD, SUPSI), Nadia Cadenazzi, Lorenzo Sommaruga e Riccardo Mazza (rappresentanti di SUPSI-ISIN il capofila svizzero del progetto), Sabrina Medaglia (Responsabile Ufficio Europa e Statistica, Provincia di Brescia) e Simona Zambelli (Provincia di Brescia).
La realtà ticinese è inoltre stata rappresentata da Marco D'Ambros (USI, Facoltà di Informatica), Silvia Gasparini (Responsabile della comunicazione dell'Ente turistico Lugano Region), Igor Sarman (ricercatore dell’ Osservatorio del turismo, dell’Istituto di Ricerche Economiche e dell’Università della Svizzera italiana), Roland Hochstrasser (responsabile del Sistema per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Cantone Ticino DECS), Riccardo Curtale (ricercatore dell’O-tur), Marco d’Ambros (docente della Facoltà di informatica USI e organizzatore dell’Hackaton), Anna Picco Schwendener (referente USI del Lugano Living Lab), Chicca Pancaldi (Amministratrice Smart Village Capriasca) e Gabriella Darin (Comune di Coldrerio).
Tra i diversi input, i partecipanti hanno rilevato timore da parte sia delle amministrazioni pubbliche che delle imprese di fare errori (soprattutto relativi all’anonimizzazione e al rispetto dei vincoli di privacy) nella fase di pubblicazione dei dati. Concordi sull’importanza della misurazione dell’uso dei dati, si sono poi interrogati su come incrementare l’uso del dato, diffondendo consapevolezza tra gli utenti potenziali. In questo senso, le associazioni di categoria possono rappresentare gli attori chiave, sia come utilizzatori di dati al servizio del coordinamento delle attività settoriali di loro competenza, sia come diffusori delle opportunità di pubblicazione che come prestatori del servizio di pubblicazione.
Il workshop organizzato da Iolanda Pensa con Marta Pucciarelli (Laboratorio cultura visiva della SUPSI), in collaborazione con Elena Marchiori, (Coordinatrice della Comunicazione Digitale, Eventi e Congressi, della Città di Lugano) ha contribuito GIOCOnDA - Gestione Integrata e Olistica del Ciclo di Vita degli Open Data, un progetto che ha l’obiettivo di incentivare collaborazione, coordinamento e integrazione tra PA e stakeholder per rafforzare la governance transfrontaliera e dell'Area insubrica, in corso di realizzazione con il co-finanziamento dall’Unione europea, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, dallo Stato Italiano, dalla Confederazione elvetica e dai Cantoni nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera.
Accesso agli atti di gara: una sentenza
Con la sentenza 4912 del 2019, pubblicata lo scorso 15 ottobre, il TAR della Campania ha accolto il ricorso di un’impresa esclusa da una procedura di gara che aveva fatto richiesto di accesso alla documentazione amministrativa riguardante la gara.
I giudici - si legge sulla newsletter La PA Digitale - hanno evidenziato che non sussistono dubbi in ordine alla titolarità in capo alla società di un interesse diretto, concreto e attuale ad accedere alla sola documentazione amministrativa della procedura di gara in questione, in quanto ad essa ha preso parte sebbene poi ne sia stata esclusa. Invece, per il collegio napoletano, l’impresa non ha diritto a conoscere l’offerta tecnica ed economica dell’aggiudicataria.
Smart Villages: un concetto intelligente, gli atti del convegno
Sono disponibili gli atti del seminario di confronto dedicato ai territori montani Smart Villages: un concetto intelligente, tenutosi lo scorso venerdì 25 ottobre nella sala multimediale del Museo delle Grigne a Parco Villa Clotilde a Esino Lario.
L'evento era correlato alle iniziative del progetto Interreg GIOCOnDa: la Provincia di Lecco ha partecipato con un intervento sugli open data, a cura di Glenda Prada.
https://www.ersaf.lombardia.it/it/servizi-alla-montagna/strategie-europee-per-la-montagna/smart-villages
Siti internet dei Comuni
Il Team per la Trasformazione digitale ha ideato uno standard per i siti web dei comuni https://italia.github.io/design-comuni-prototipi/it/obiettivi.html, con template statici previsti dallo UI kit https://italia.github.io/design-comuni-prototipi/esempi/bootstrap-italia/template-amministrazione.html.
Venerdì 22 novembre al Politecnico di Milano - Polo Bovisa si è tenuto l'ultimo workshop dell'Osservatorio che ha come obiettivi il monitoraggio e l'accelerazione della trasformazione digitale del Paese.
Durante il workshop sono stati discussi e approfonditi gli aspetti relativi alla sperimentazione e diffusione di IO, il progetto per sviluppare l'app dei servizi pubblici, in relazione al quale il Team Digitale ha realizzato un'indagine e presentato gli esiti da cui risulta la situazione di grande difficoltà dei Comuni più piccoli (con meno di 5.000 abitanti), il 33% dei quali non ha nemmeno pubblicato la modulistica on line per le pratiche digitali.
Lo switch-off al digitale richiede di lavorare per tipologie di fabbisogni e sull'efficacia dei servizi, che devono essere progettati in un'ottica di fruibilità e utilità.
Durante i lavori è emersa una forte consapevolezza delle difficoltà dei piccoli enti e della necessità di superarle affinchè il processo di digitalizzazione non diventi un acceleratore di digital divide.
Dai lavori dell'Osservatorio verranno elaborate raccomandazioni che saranno comunicate all'AgID e ai decisori centrali per la prossima versione del Piano triennale, con l'obiettivo superare le criticità del percorso di transizione al digitale.
Il progetto GIOCOnDa al Glocal festival 2019
Il Glocal festival 2019, in programma a Varese, contiene un panel interamente dedicato a GIOCOnDa, che si terrà sabato 9 novembre alle 9.00 nella sala Varesevive in via San Francesco d’Assisi 26.
Nel corso del panel verranno presentanti gli obiettivi e i primi risultati del progetto.
Locandina(l pdf ink all’allegato (203 KB) )
Progetto Transizione digitale: presentazione dei risultati
Giovedì 19 dicembre dalle 9.15 alle 12.30, nella sala del Consiglio della Provincia di Lecco in piazza Lega Lombarda 4, si terrà la presentazione dei risultati del Progetto Transizione digitale con la partecipazione degli enti che hanno aderito al progetto.
La società Maggioli presenterà i risultati del progetto con interventi mirati alle esigenze operative degli enti in base alle loro dimensioni
Spazio poi all’approfondimento sugli open data, iniziativa nell'ambito del Progetto Interreg Gioconda, a cura della società PwC, rivolta a tutti gli enti e finalizzata a conoscere gli open data e a sondare la disponibilità degli enti di mettere a disposizione i propri open data.
Verrà rilasciato attestato di partecipazione come attività formativa in materia di transizione digitale per la quale gli enti hanno l'obbligo normativo di fare formazione specifica al personale dipendente.
Per ulteriori informazioni: 0341 295304 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Il Progetto RICORDI e le buone pratiche per lo sviluppo e il riuso del sistema di conservazione di Parer
Martedì 12 novembre alle 12.00 si svolgerà il webinar Il Progetto RICORDI e le buone pratiche per lo sviluppo e il riuso del sistema di conservazione di Parer.
Quali sono le caratteristiche di un sistema di conservazione che possa essere utilizzato da una rete di poli di conservazione? Quali sono i problemi per il riuso di un sistema di conservazione? Quali i possibili modelli di riuso? Questi sono i temi al centro di questo webinar che conclude un ciclo di presentazione del progetto RICORDI [RIuso della COnservazione dei Record Digitali], progetto che ha il fine di diffondere e trasferire l’esperienza sviluppata dal servizio Parer della Regione Emilia-Romagna in tema di conservazione digitale dei documenti informatici, tramite la costruzione di un polo di conservazione al servizio di più enti, inserito in una rete di poli di conservazione a livello nazionale, secondo il modello del Piano triennale per l’informatica 2019-21 nelle PA. Nel corso del webinar verrà presentata una analisi tecnica degli sviluppi del sistema di conservazione di ParER e le esperienze di riuso della Regione Puglia e della Provincia Autonoma di Trento.
Il webinar è il terzo di un ciclo previsto dall’Accordo di cooperazione orizzontale tra l'Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna (IBACN) e Formez PA.
12:10 Il sistema di conservazione di ParER e suo sviluppo per il riuso, Gabriele Bezzi (Regione Emilia-Romagna)
12:30 Il riuso della piattaforma e delle buone pratiche di ParER: esperienza della Puglia, Gaetano Campi (InnovaPuglia)
12:50 Il riuso del sistema di conservazione: l'esperienza della Provincia autonoma di Trento, Armando Tomasi (Provincia Autonoma di Trento)
13:10 Domande
La partecipazione al webinar è gratuita, previa iscrizione su Eventi PA​. Entro un’ora dall’evento, agli iscritti al webinar viene inviato un messaggio con le proprie credenziali di accesso e alcune semplici istruzioni per accedere alla piattaforma di video-conferenza.​
PA, suggerimenti per contrastare attacchi informatici a mail e PEC
Indicazioni del CERT-PA per mitigare l’effetto degli attacchi cibernetici veicolati tramite mail e posta certificata, come il malware FTCODE che mette a rischio i dati delle persone e i sistemi android.
Come prevenire o contenere la compromissione delle postazioni di lavoro a fronte degli attuali scenari di minaccia cibernetica?
Il CERT-PA, che monitora lo scenario degli attacchi informatici, fornisce indicazioni utili per comprendere meglio i rischi presenti sulla rete e individuare le azioni da applicare a computer e altri dispositivi al fine di:
avviare tempestive valutazioni di impatto sui propri sistemi informativi
implementare le misure di contrasto/contenimentodei rischi correlati
preservare gli account di posta elettronica e posta elettronica certificata
PA, suggerimenti per contrastare attacchi informatici
Una guida puntuale sulle azioni da attuare a più livelli, sulle modalità di configurazione dei sistemi per limitare l’esecuzione delle tipologie di codice malevolo.
La guida è applicabile alle campagne malware in corso, tra cui quella denominata “FTCODE”.
Come riconoscere l’attacco FTCODE
La campagna di infezione agisce inviando una PEC che può facilmente trarre in inganno il destinatario. La mail infetta contiene un unico link, il cui testo è ripreso da una precedente conversazione del mittente. Il link punta ad un file compresso ZIP con dentro un file con estensione VBS. Il virus agisce sottraendo i dati personali (come le password) dell’utente e non consente il recupero dei file una volta cifrati.
Se il link è aperto da un dispositivo android (smartphone o tablet) è in grado non solo di leggere gli sms, i contatti e le chiamate dell’utente ma anche le password delle applicazioni di messaggistica istantanea ed email e di ricevere istruzioni dagli autori dell’attacco.
Consulta i dettagli tecnicidel Bollettino: azioni utili per contrastare l’esecuzione e la diffusione di Malware
Approfondisci i dettagli della campagna malware FTCODE
A Bologna il Raduno dei Responsabili per la transizione al digitale
Mercoledì 13 novembre a Bologna si terrà la seconda edizione del Raduno dei Responsabili per la transizione al digitale, organizzato da PA Digitale e Gruppo Maggioli. ì
L’evento consisterà in una intera giornata di formazione gratuita dedicata ai Responsabili per la transizione al digitale, articolata in 2 plenarie e 16 workshop tematici di approfondimento per analizzare le novità introdotte dal Piano triennale per l’informatica nella PA, gli adempimenti in materia di privacy e gli obblighi in materia di accessibilità, sicurezza informatica, acquisti ICT, cloud della PA, riorganizzazione dei processi e trasparenza.
La Provincia di Lecco sarà presente al Raduno con la responsabile del Cst Luciana Rondalli e la referente Sabrina Pelucchi.
Per partecipare all'evento è richiesta la registrazione online.
Cessazione delle conservazione: in consultazione le linee guida AGID
L’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID) ha messo in consultazione le Linee guida per la stesura del piano di cessazione del servizio di conservazione dei documenti digitali. Il documento è disponibile sulla piattaforma Docs Italia e potrà essere commentato su Forum Italia fino al 20 dicembre.
Il Codice dell’Amministrazione Digitale - specifica una nota - stabilisce che tutti i soggetti accreditati per l’erogazione del servizio di conservazione dei documenti digitali devono predisporre un piano di cessazione del servizio.
Le linee guida definiscono lo schema del piano, indicando nel dettaglio la struttura del documento e i relativi contenuti per facilitarne la compilazione da parte dei conservatori e per rendere il processo di cessazione rispondente alle esigenze dei soggetti che affidano il servizio a un conservatore accreditato.
Candidatura al Premio Agenda digitale 2019 del progetto "Portale multiente dei pagamenti elettronici pagoPA LeccoGOV"
La Provincia di Lecco, in qualità di capofila del Centro servizi territoriale, ha presentato la candidatura del progetto "Portale multiente dei pagamenti elettronici pagoPA LeccoGOV" al Premio Agenda digitale 2019, iniziativa promossa dall'Osservatorio Agenda digitale del Politecnico di Milano.
Il progetto, esempio di Open Innovation, concorre nella categoria Agende digitali degli enti locali quale caso di efficace digitalizzazione condotto a livello di Province e Comuni.
Il portale pagoPA LeccoGOV è stato realizzato tramite l'acquisizione a riuso della soluzione per i pagamenti elettronici sviluppata dalla Provincia di Brescia e coinvolge attualmente 9 Comuni del territorio lecchese (Sueglio, Perledo, Erve, Garlate, Primaluna, Carenno, Vercurago, Monte Marenzo, Cortenova).
Le attività di progetto sono state finanziate tramite l'adesione da parte degli enti ai contributi economici erogati da Regione Lombardia per pagoPA e l'utilizzo di risorse rese disponibili a seguito dell'adesione della Provincia di Lecco a progetti europei.
La premiazione dei vincitori del Premio avverrà il 12 dicembre in occasione del convegno finale dell'attività dell'Osservatorio.
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