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Timestamp: 2017-11-24 18:39:25+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 16', 'sentenza ', 'sentenza ']

Novità fiscali del 24 marzo 2009: ICI: aggiornati i coefficienti per i fabbricati a valore contabile; possibile il ricorso cumulativo; decreto ingiuntivo: semplificazioni per riscuotere il pagamento di un credito insoluto; OK lotta contro evasione fiscale; deposito presso il registro delle imprese della dichiarazione dei dati dei soci; IRAP studi professionali: quando è dovuta
1) ICI: Aggiornati i coefficienti per i fabbricati a valore contabile
2) Contenzioso: Possibile il ricorso cumulativo
3) Decreto ingiuntivo: Semplificazioni per riscuotere il pagamento di un credito insoluto
4) Intensificata la lotta contro l’evasione fiscale nel 2008
5) Deposito presso il registro delle imprese della dichiarazione dei dati personali dei soci
5) IRAP studi professionali: quando è dovuta
Con il Decreto del 23 marzo 2009 sono stati aggiornati ai fini dell’I.C.I. i coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati.
In particolare, l’art. 1 di tale Decreto prevede che ai fini dell’applicazione dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) dovuta per l’anno 2009, per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’art. 5, comma 3, del D.lgs. 30.12.1992, n. 504, i coefficienti di aggiornamento sono stabiliti nelle seguenti misure:
per l’anno 2009 = 1,04; per l’anno 2008 = 1,09; per l’anno 2007 = 1,12;
per l’anno 2006 = 1,16; per l’anno 2005 = 1,19; per l’anno 2004 = 1,26;
per l’anno 2003 = 1,30; per l’anno 2002 = 1,35; per l’anno 2001 = 1,38;
per l’anno 2000 = 1,43; per l’anno 1999 = 1,45; per l’anno 1998 = 1,47;
per l’anno 1997 = 1,50; per l’anno 1996 = 1,55; per l’anno 1995 = 1,60;
per l’anno 1994 = 1,65; per l’anno 1993 = 1,68; per l’anno 1992 = 1,70;
per l’anno 1991 = 1,73; per l’anno 1990 = 1,81; per l’anno 1989 = 1,90;
per l’anno 1988 = 1,98; per l’anno 1987 = 2,14; per l’anno 1986 = 2,31;
per l’anno 1985 = 2,47; per l’anno 1984 = 2,64; per l’anno 1983 = 2,80;
(Decreto del Ministero Economia e Finanze 23.03.2009 è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale)
Viene ammessa dalla Cassazione l’unica impugnazione per una pluralità di sentenze.
La Suprema Corte, a sezioni unite, ha posto fine alla questione relativa all’impugnazione cumulativa tributaria proposta attraverso un unico ricorso avverso una pluralità di sentenze, qualora non soltanto sussista l’identità delle parti processuali e del rapporto giuridico d’imposta, suddiviso nei differenti periodi d’imposta, ma anche quando le decisioni impugnate vadano risolte attraverso una identica questione di diritto, la quale potrebbe costituire – se affrontata in separati giudizi – giudicato rilevabile d’ufficio.
E’ quanto ha reso noto il notiziario dell’Agenzia delle Entrate del 23.03.2009.
(Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza n. 3692 depositata il 16.02.2009)
Proposta di Legge per semplificare la formazione di un titolo esecutivo, al fine di ottenere più celermente il pagamento di un credito insoluto.
Ciò avverrebbe con la modifica del D.P.R. n. 445/2000. In tal modo l’autentica delle scritture contabili non sarebbe curata solo dal notaio (pubblico ufficiale), ma anche il funzionario comunale.
In atto per tali fini, si utilizza l’autentica, curata dal notaio, degli estratti autentici del registro IVA delle fatture emesse, da cui risulta la fattura oggetto del mancato pagamento.
A causa però dei costi elevati di autenticazione notarile, la proposta di legge vorrebbe affidare tale autenticazione ai funzionari comunali in possesso delle necessarie cognizioni.
Infatti, con le finalità di semplificare procedimento d’ingiunzione di cui agli artt. 633 e seguenti del codice di procedura civile, è stata assegnata presso la commissione Affari Costituzionali del Senato la proposta di legge recante le “Disposizioni per la semplificazione delle procedure di autenticazione di scritture contabili” (1389), a firma del Senatore Zanetta Valter (PD) ed altri.
Utilizzo mirato delle indagini finanziarie, potenziamento degli accertamenti sintetici e forte contrasto delle compensazioni di crediti inesistenti.
Sono queste alcune delle linee future che saranno portate avanti dall’Amministrazione Finanziaria per la fase dei controlli al fine di contrastare l’evasione fiscale.
Nel frattempo, sono stati incassati 6,9 miliardi di euro, 8% in più rispetto al 2007.
Con record di accertamenti: 645 mila (+29%).
“I risultati nel settore dell’accertamento dimostrano non solo che nel 2008 non si è verificato alcun arresto della lotta all’evasione, ma l’azione di contrasto si è
ulteriormente consolidata rispetto al passato sia per volumi sia per qualità.
Un dato per tutti: la riscossione relativa alla complessiva attività di contrasto degli inadempimenti dei contribuenti è stata pari a 6,9 miliardi di euro, l’8 per cento in più rispetto al 2007: un record assoluto”.
È questo quanto dichiarato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, in occasione della conferenza stampa in cui sono stati illustrati i dati del 2008 e le strategie di controllo e di accertamento per il 2009.
“Se il contrasto all’evasione – ha poi aggiunto Befera – è sicuramente importante nei momenti di crescita economica, diventa ancor più determinante nei momenti di crisi, come quello attuale, quando la concorrenza sleale rischia di essere un fattore che taglia fuori dal mercato le imprese sane”.
L’attività di accertamento in senso stretto ha portato nelle casse dell’erario 3,7 miliardi di euro, il 28% in più rispetto al 2007, ha poi illustrato il direttore vicario dell’Agenzia, Marco Di Capua, che ha commentato nello specifico i dati relativi ai controlli effettuati nel 2008.
Sono stati circa 645mila gli accertamenti su imposte dirette, Iva e Irap, in crescita del 29% rispetto al 2007, in cui erano poco meno di 500mila.
Un dato ancora più positivo se si guarda alla maggiore imposta accertata che nel 2008 ha raggiunto quota 20,3 miliardi di euro, il 40% in più sul 2007 (14,5 miliardi).
“Riscuotere 7,2 miliardi di euro è l’obiettivo minimo che ci siamo prefissi per il 2009” ha annunciato il direttore dell’Accertamento, Luigi Magistro.
L’Agenzia impegnerà, infatti, nell’azione di contrasto all’evasione circa il 50% delle proprie risorse che saranno dedicate, in particolare, al tutoraggio delle grandi imprese e al miglioramento, anche in termini qualitativi, di tutte le altre tipologie di accertamento.
Inoltre, particolare attenzione sarà indirizzata all’utilizzo mirato delle indagini finanziarie, al potenziamento degli accertamenti sintetici e al forte contrasto delle compensazioni di crediti inesistenti.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 23.03.2009)
5) Deposito presso il registro delle imprese della dichiarazione per integrare le risultanze del registro delle imprese con quelle del libro dei soci
Al fine di fare rispettare la scadenza di fine mese, il Ministero dello Sviluppo economico con una circolare del 19.03.2009, ha fornito alcune precisazioni.
Come è noto, l’art. 16 del D.L. n. 185/2008, convertito in, legge 28.01.2009, n. 2, ha comportato adeguamenti per la gestione dell’informazione nel Registro delle Imprese.
Infatti, tale norma pone l’obbligo di comunicazione per l’integrazione delle risultanze del registro con quelle del libro soci.
In prima attuazione, tale Ministero ha, quindi, fornito le indicazioni necessarie alla compilazione dei quadri recati dall’attuale modulistica approvata.
In particolare, al fine dell’adempimento pubblicitario deve essere utilizzata la modulistica in vigore per la presentazione delle domande di iscrizione al Registro delle imprese contenuta nel decreto del Ministero dello sviluppo Economico del 06.02.2008, pubblicata in G.U. (S.O.) n. 43 del 26.02.2008.
A tal fine, i moduli da utilizzare per la dichiarazione, sono l’intercalare S da allegare al modulo B, ed il modulo XX, da utilizzarsi per la predisposizione del quadro note.
Quanto sopra serve per potere acquisire nel Registro delle Imprese il domicilio di ciascun socio e i versamenti sulle singole quote.
(Ministero delle Sviluppo Economico, circolare n. 3624/c del 19.03.2009)
Un’attività professionale è da ritenere organizzata in presenza “di personale dipendente (impiegati, segretarie), di collaboratori o tirocinanti, oppure di sofisticate attrezzature informatiche, di investimenti economici, di crediti bancari”.
Tali fattori aggiunti e la qualità dell’organizzazione del lavoro creano valore e garantiscono un migliore risultato al cliente.
Come è noto il presupposto dell’Irap è dato dallo svolgimento di un’attività autonomamente organizzata, la cui base imponibile è costituita dal valore della produzione netta derivante dall’attività esercitata nel territorio della Regione.
Tuttavia, nelle attività professionali non è sempre riscontrabile la presenza di un’organizzazione autonoma (Consulta, sentenza n. 156/2001).
Il reddito di lavoro autonomo, quindi, non può essere assoggettato a Irap quando è il risultato solo del lavoro personale.
Pertanto, in presenza di un reddito che non è direttamente riconducibile a un’organizzazione autonoma e, invece, del tutto dipendente dal titolare professionista, non si può parlare di base imponibile ai fini Irap.
Su tale versante, alcune Commissioni tributare (tra cui la C.T.P di Pisa) hanno accolto il ricorso di coloro, che pur avendo compilato il quadro IQ del Modello Unico non hanno versato l’Irap, ritenendo di non trovarsi nelle suddette condizioni di assoggettamento.
L’Amministrazione finanziaria, peraltro, aveva contestato al contribuente l’errata compilazione del citato modello IQ.
(Commissione Tributaria Regionale di Roma, sentenza n. 21/2009)