Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-24349-del-04-10-2018
Timestamp: 2020-04-05 06:35:54+00:00
Document Index: 81300826

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 32', 'Cass. Sez. ', 'art. 13', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 24349 del 04/10/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24349 del 04/10/2018
Cassazione civile sez. lav., 04/10/2018, (ud. 22/05/2018, dep. 04/10/2018), n.24349
sul ricorso 29111/2014 proposto da:
EUROPA 190, presso l’avvocato ANNA TERESA LAURORA, dell’AREA LEGALE
dall’avvocato MARIA LINA GALANTE giusta delega in atti;
B.P., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ITALO CARLO
avverso il provvedimento n. 484/2014 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,
depositata il 19/06/2014 R.G.N. 235/2014.
1. che con sentenza n. 484/2014 la Corte d’appello di Ancona, in riforma della sentenza di primo grado, ha dichiarato costituito, con effetto dal 1.7.2008, un rapporto di lavoro a tempo indeterminato tra B.P. e Poste Italiane s.p.a. e condannato la società al ripristino del rapporto di lavoro ed al pagamento di tre mensilità della retribuzione globale di fatto L. 4 novembre 2010, n. 183, ex art. 32, comma 5, con rivalutazione monetaria ed interessi legali a partire dalla data della sentenza;
2. che per la cassazione della decisione ha proposto ricorso Poste Italiane s.p.a. sulla base di tre motivi; parte controricorrente ha resistito con tempestivo controricorso;
3. che la parte controricorrente ha depositato verbale di conciliazione in sede sindacale in data 12.10.2015.
1. che dal verbale di conciliazione in sede sindacale versato in atti risulta che le parti hanno raggiunto un accordo transattivo in relazione al rapporto di lavoro oggetto delle pretese azionate in primo grado da B.P.;
1.1. che, in ragione della natura transattiva, generale e novativa dell’accordo raggiunto le parti hanno dichiarato di non avere nulla reciprocamente a pretendere salvo quanto previsto nell’accordo medesimo e si sono date atto della intervenuta amichevole e definitiva conciliazione a tutti gli effetti di legge della lite “con la conseguenza che – in caso di fasi giudiziali ancora aperte – le stesse saranno definite a cura di entrambe le Parti ed il coerenza con il presente verbale”;
2. che alla luce dell’accordo transattivo intervenute nelle more del giudizio di cassazione ed in conformità della giurisprudenza di questa Corte il ricorso deve essere dichiarati inammissibile in quanto l’interesse ad agire e, quindi, ad impugnare deve sussistere non solo nel momento in cui è proposta l’azione (o l’impugnazione), ma anche nel momento della decisione, poichè è in relazione a tale decisione ed in considerazione della domanda originariamente formulata – che tale interesse va valutato. (Cass. 30/1/2018 n. 2235, in motivazione,; Cass. Sez. Un. 12/9/2017 n. 21107, in motivazione; Cass. 31/05/2005 n. 11609; Cass 08/09/2003 n. 13113);
3. che le ragioni della decisione costituiscono giusti motivi di compensazione delle spese del giudizio di cassazione;
4. che non trova applicazione, trattandosi di inammissibilità per sopravvenuta cessazione della materia del contendere, il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, che pone a carico del ricorrente rimasto soccombente l’obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in quanto tale misura si applica ai soli casi – tipici – del rigetto dell’impugnazione o della sua declaratoria d’inammissibilità o improcedibilità originarie della stessa (Cass. 2,02/07/2015, n. 13636; Cass. 12/11/2015, n. 23175; Cass. 10/02/2017, n. 3542).