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Timestamp: 2020-07-06 04:34:23+00:00
Document Index: 144211414

Matched Legal Cases: ['art. 132', 'art. 132', 'art. 132', 'art. 10', 'art. 132', 'sentenza ', 'art. 97', 'art. 21', 'art. 10']

Home Lavoro Privato e Pubblico Lavoro pubblico Vigili del fuoco: un caso eccezionale di assunzione
Giovedì 09 Giugno 2011 17:25
Sentenza T.A.R. Sicilia - Catania n. 1195 del 12/05/2011
Il T.A.R. Catania si pronuncia in merito alla corretta interpretazione dei presupposti per l'attribuzione del beneficio della chiamata diretta nominativa per l'assunzione dei congiunti dei vigili del fuoco divenuti inabili per cause di servizio.
1. Pubblico impiego - Costituzione del rapporto - Assunzioni obbligatorie - Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco - Art. 132, D.Lgs. n. 217/2005 - Interpretazione
1. L'articolo 132 del D.Lgs. n. 217/2005 che, nel disciplinare le modalità di accesso al Corpo nazionale di Vigili del fuoco, prevede, tra l'altro, l'assunzione obbligatoria, per chiamata diretta nominativa, del coniuge, dei figli e dei fratelli degli appartenenti al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco deceduti o divenuti permanentemente inabili al servizio per causa di servizio, nei limiti previsti dagli articoli 5, 21, 88, 97 e 108, è da interpretare alla luce dell'eccezionalità del meccanismo di assunzione dalla stessa previsto. Il dato letterale della norma, infatti, evidenzia l'insufficienza della sussistenza del nesso causale tra la patologia e l'espletamento del servizio, richiedendo il quid pluris dato dalla specifica presenza di una ferita o lesione riportata nel corso di un evento di servizio. Così pure la ratio della norma, intesa a premiare specifiche condotte degli operatori che li abbiano esposti a pericoli fisici nell'adempimento del dovere, è da ritenere incompatibile con la sussistenza di una lesione dell'integrità fisica discendente da qualunque altra "causa di servizio" di diversa eziogenesi (ad es. la contrazione di una patologia dovuta a disagi accumulati nel servizio, e "l'infortunio in itinere"). Occorre, in altri termini, per l'attribuzione del beneficio che l'evento lesivo sia occorso al dipendente nell'espletamento del servizio inteso come partecipazione ad operazioni di soccorso (1).
(1) Cfr. Cons. Stato, sez. VI, 23-10-2007 n. 105.
N. 1195/2011 Reg. Prov. Coll.
N. 2266 Reg, Ric.
sul ricorso numero di registro generale 2266 del 2010, proposto da M. M. e S. M., rappresentati e difesi dagli avv.ti Agatino Cariola e Andrea Provvidenza, con domicilio eletto presso il loro studio in Catania, via G. Carnazza, 51;
Ministero dell'Interno, in persona del Ministro pro-tempore,
Ministero dell'Interno-Dipart.Vigili del Fuoco-Soccorso Pubblico e Difesa Civile, in persona del Capo Dipartimento pro-tempore,
Ministero dell'Interno-Dipart.Vigili del Fuoco-Soccorso Pubblico e Difesa Civile, Direzione centrale per le risorse umane, area III, in persona del Dirigente legale,
rappresentati e difesi dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catania, domiciliataria per legge in Catania, via Vecchia Ognina, 149;
- della nota del Ministero dell'Interno - Dipartimento VV.FF. prot. n. 0014883 del 14 maggio 2010, con la quale è stata rigettata l'istanza di assunzione diretta nominativa nel Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco presentata dall'odierno ricorrente ex art. 132 d.lgs. 13 ottobre 2005, n. , 217;
- nonchè di ogni altro atto connesso, presupposto o conseguente.
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Interno, del Dipartimento e della Direzione centrale delle risorse umane dei Vigili del Fuoco-Soccorso Pubblico - Difesa Civile;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 19 aprile 2011 il Consigliere dott.ssa Alba Paola Puliatti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Con istanza del 10 marzo 2010, il ricorrente M. M. chiedeva al Ministero dell'Interno- Direzione centrale per le risorse umane del Dipartimento dei VV.FF. che il figlio Simone venisse assunto con chiamata diretta in applicazione della norma di favore di cui all'art. 132 d.lgs 13.10.2005 n. 217.
Il ricorrente era stato vittima di un incidente stradale occorsogli il 10 luglio 2000 mentre si recava in servizio.
La dipendenza da causa di servizio era stata riconosciuta dalla C.M.O. di Messina e con successivo decreto del Ministero dell'Interno del 5 aprile 2003.
Con il provvedimento impugnato la domanda di assunzione veniva però rigettata perché l'accesso per chiamata nominativa sarebbe riservato solo ai congiunti di dipendenti inabili permanentemente al servizio per lesioni riportate nell'espletamento di attività istituzionali.
Il ricorrente denuncia la violazione dell'art. 132 D.lgs n. 217 del 2005 e, in subordine, solleva questione di legittimità costituzionale della norma, che risulterebbe ingiustamente limitativa nei confronti dei dipendenti colpiti da inabilità per incidenti occorsi "in itinere", pure legati da nesso di causalità con il rapporto di lavoro. Infine, denuncia la violazione dell'art. 10 bis della l. 241/1990, il difetto di istruttoria e l' eccesso di potere per sviamento, nonché il difetto di motivazione del provvedimento.
Resiste in giudizio l'Amministrazione intimata, invocando giurisprudenza contraria alla tesi del ricorrente.
All'udienza del 19 aprile 2011 il ricorso è stato assunto in decisione.
Con decreto del 5 aprile 2003 il Ministero dell'interno- Dipartimento dei Vigili del Fuoco, riconosceva la dipendenza da causa di servizio dell'infermità "esiti di frattura massiccio facciale con paralisi periferica del VII N. C. etc", a seguito di "infortunio in itinere", occorso al ricorrente M. M. in data 10.6.2000.
L'infermità, sebbene riconosciuta dipendente da causa di servizio, non è riconducibile ad un evento traumatico avvenuto nell'espletamento dell'attività di soccorso, presupposto indefettibile per l'applicazione in favore del figlio del beneficio di cui all'art. 132 del D. Lgs n. 217/2005, richiesto con l' istanza del 10 marzo 2010.
Ritiene il Collegio che l'Amministrazione abbia correttamente applicato la norma de qua, che, nel disciplinare le modalità di accesso al Corpo nazionale di vigili del fuoco, prevede, tra l'altro, l' assunzione obbligatoria, per chiamata diretta nominativa, del coniuge, dei figli e dei fratelli degli appartenenti al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco "deceduti o divenuti permanentemente inabili al servizio per causa di servizio, nei limiti previsti dagli articoli 5, 21, 88, 97 e 108."
Nonostante il caso umano in esame meriti ogni comprensione, sulla questione interpretativa sottoposta al Collegio vanno condivise le argomentazioni svolte dalla sentenza del C.d.S. Sez. VI, n. 105/2008 del 23 ottobre 2007, secondo cui il dato letterale della norma, da riguardare alla luce dell'eccezionalità del meccanismo di assunzione dalla stessa previsto, evidenzia "l'insufficienza della sussistenza del nesso causale tra la patologia e l'espletamento del servizio, richiedendo il quid pluris dato dalla specifica presenza di una ferita o lesione riportata nel corso di un evento di servizio". Così pure la ratio della norma, "intesa a premiare specifiche condotte degli operatori che li abbiano esposti a pericoli fisici nell'adempimento del dovere", è da ritenere incompatibile con la sussistenza di una lesione dell'integrità fisica discendente da qualunque altra "causa di servizio" di diversa eziogenesi (ad es. la contrazione di una patologia dovuta a disagi accumulati nel servizio, e "l'infortunio in itinere"). Occorre, in altri termini, per l'attribuzione del beneficio che l'evento lesivo sia occorso al dipendente nell'espletamento del servizio inteso come partecipazione ad operazioni di soccorso.
Appare, peraltro, manifestamente infondata la questione di costituzionalità sollevata dal ricorrente, in relazione agli artt. 2, 4, 35 e 97 Cost., poiché la norma invocata mira non a tutelare il lavoratore infortunatosi per causa di servizio, ma a riconoscere eccezionali benefici ai congiunti, in deroga al principio dell'accesso al pubblico impiego mediante concorso pubblico: principio a sua volta tutelato dall'art. 97 Cost..
Non si configura con evidenza alcuna violazione del principio di uguaglianza, né degli artt. 2, 4 e 35 Cost. atteso che la disposizione di cui trattasi non è finalizzata alla tutela e alla promozione del diritto al lavoro, ma costituisce norma premiale - eccezionale - diretta a compensare il sacrifico del lavoratore che per lo svolgimento della propria attività (come sopra intesa) abbia riportato lesioni permanenti tali da renderlo inabile al lavoro e alla produzione di reddito.
Quanto ai vizi procedurali lamentati il Collegio osserva che, non sussistendo uno dei presupposti normativamente previsti per la concessione del beneficio in parola, il provvedimento non avrebbe potuto avere contenuto diverso da quello che è stato adottato; sotto questo profilo, ai sensi dell'art. 21 octies della l. 241/1990, anche la mancata comunicazione del preavviso di rigetto di cui all'art. 10 bis non può assumere valore invalidante.
Né, infine, può dirsi mancante o insufficiente la motivazione del provvedimento, dato che dal contenuto dello stesso si evince chiaramente il ragionamento seguito dall'Amministrazione, nonché i motivi di fatto e giuridici posti a fondamento dell'avversato rigetto.
Le spese di giudizio, attesa la vicenda umana, si compensano tra le parti.