Source: http://bko.upa.it/ita/newsletter/upa-news-commissione-giuridica-settembre2019-1.html
Timestamp: 2019-11-16 02:59:33+00:00
Document Index: 108051653

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 82']

Aggiornamenti legislativi e giurisprudenziali - settembre 2019
Jeans, felpe e diritto d’autore
Con sentenza 12 settembre 2019, resa nella causa C-683/17, la Corte di Giustizia è intervenuta sulle condizioni alle quali può essere subordinata la tutela d’autore dei disegni e modelli, con una sentenza potenzialmente suscettibile di avere effetti anche sul sistema italiano.
La questione prende le mosse da una controversia pendente avanti i giudici portoghesi, relativa alla pretesa violazione del diritto d’autore su alcuni modelli di jeans, felpe e magliette.
Brevetti: la Cassazione conferma l’efficacia retroattiva delle limitazioni
Con sentenza pubblicata a ridosso di ferragosto (14.8.2019 n. 21402), la Corte di Cassazione riconosce l’efficacia retroattiva delle limitazioni apportate al brevetto in sede EPO, cassando con rinvio la decisione della Corte di appello di Milano (sentenza n. 1702/2014). Giova evidenziare come la stessa Corte distrettuale, nel frattempo (cfr. da ultimo Corte d'appello di Milano n. 2167 del 17/05/2019), avesse già statuito che “in base al combinato disposto degli artt. 56 c.p.i. e 68 CBE (rectius: 69) gli effetti della modifica del brevetto europeo retroagiscono alla data in cui il titolo ha prodotto i propri effetti giuridici per il territorio italiano.”
...il diritto dell’Unione si applica solo sul territorio dell’Unione! La Sentenza Google della Corte di Giustizia.
Sampling: la Corte di giustizia chiarisce in quali casi costituisce violazione dei diritti del produttore del suono utilizzato.
Lo scorso 29 luglio (causa C-476/17), la Corte di Giustizia si è pronunciata riguardo la tecnica del sampling per una presunta violazione dei diritti di proprietà intellettuale di un gruppo tedesco di musica elettronica, i Kraftwerk, da parte della casa di produzione tedesca Pelham Power Production: al momento della registrazione del brano musicale «Nur mir» (1997) la Pelham avrebbe riprodotto una sequenza ritmica di circa due secondi prelevata da un fonogramma contenente il brano musicale «Metall auf Metall» pubblicato precedentemente dai Kraftwerk (1977).
Per le Sezioni Unite il compratore deve provare i vizi della cosa vendutagli
Intervento chiarificatore della Corte di Cassazione che, a Sezioni Unite, ha emesso la sentenza n. 11748/2019 in materia di ripartizione dell’onere della prova tra il venditore ed il compratore allorché quest’ultimo, facendo valere i vizi della cosa vendutagli, agisca in giudizio per ottenere la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo. La questione posta al vaglio della Suprema Corte è se, anche in tema di garanzia per vizi della cosa venduta, valga il principio, enunciato nella sentenza n. 13533/2001 delle SSUU in materia di inadempimento dell’obbligazione contrattuale
Il diritto all’immagine, “concretandosi nella facoltà di apparire se e quando si voglia, costituisce una manifestazione della libertà individuale, che si traduce nella possibilità di mostrarsi agli altri solo quando si abbia interesse a farlo o non si abbia interesse a non farlo, ed è tutelato dalla legge anche nel caso in cui la riproduzione o la diffusione non arrechino pregiudizio all’onore o alla reputazione dell’interessato.
IL GDPR e la legislazione svedese che l’ha recepito prevedono un espresso divieto di trattamento dei dati biometrici, quali sono quelli utilizzati nella face recognition, ossia dei dati personali che ne consentono o confermano l'identificazione univoca di un soggetto.
1. L’iniziativa del Garante di Baden-Württemberg
Recentemente, l’Autorità garante per la protezione dei dati personali della regione Baden-Württemberg in Germania (di seguito, per brevità, “Garante”) ha predisposto un modello di accordo di contitolarità del trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 26 del Reg. (UE) 679/2019 (“GDPR”).
Con sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea dello scorso 29 luglio 2019, nella causa C-476/17 Pelham GmbH, Moses Pelham e Martin Haas / Ralf Hütter e Florian Schneider-Esleben il Giudice europeo è giunto ad un interessante conclusione circa la configurazione del sampling e la sua legittimità. Domandandosi se tale attività potesse costituire una violazione dei diritti del produttore di un fonogramma – ove realizzato senza la sua autorizzazione – ha concluso affermativamente, pur trovando delle mitigazioni tra le possibili tipologie di utilizzo. Per tutti, verrebbero considerati legittimi quegli utilizzi in forma modificata e non riconoscibile all’ascolto di un campione sonoro prelevati da un fonogramma.
Il GDPR disciplina il data breach prevedendo espressamente un obbligo di notifica e comunicazione in capo al titolare, in presenza di violazioni di dati personali che possano compromettere le libertà e i diritti dei soggetti interessati.
“Qualunque tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia”. Così recita la terza legge sulla tecnologia del famoso scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke. Ebbene, il caso riportato dal Wall Street Journal, relativo ad un’azienda britannica a cui sono stati sottratti in maniera fraudolenta oltre 200 mila euro grazie a una voce ricostruita al computer che imitava quella dell’amministratore delegato della casa madre tedesca, ben non si tratta di magia quanto piuttosto di un utilizzo vizioso della tecnologia AI (artificial intelligence).
A pochi giorni di distanza, potrebbe emettere due importanti sanzioni per la violazione dei dati degli utenti. Nel primo caso si tratta di una sanzione rivolta ad una delle banche del gruppo ungherese OTP, la DSK Bank, per un importo corrispondente a più di mezzo milione di euro.
Il trattamento dei dati personali è civilisticamente qualificabile quale attività pericolosa con il conseguente obbligo in capo a colui che tale attività effettui di risarcire all’interessato tanto i danni patrimoniali, quanto i danni non patrimoniali cagionati in conseguenza del trattamento. Il quadro delineato dall’esame dell’art. 82 del Regolamento evidenzia l’importanza di disciplinare le responsabilità del titolare e del responsabile del trattamento. Trattasi di una responsabilità propria che può essere imputata solo a coloro che assumono una determinata qualifica soggettiva.
Già dallo scorso anno, alcune associazioni americane a tutela della privacy avevano accusato Google per avere trattato illecitamente i dati degli utenti della piattaforma Youtube. Non una categoria di interessati qualunque quella che sarebbe stata danneggiata dal colosso della Silicon Valley: si sarebbe trattato, infatti, degli utenti minorenni fruitori dei video e degli altri contenuti messi a disposizione dal provider.