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Timestamp: 2018-06-24 08:49:01+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 54', 'art. 19', 'art. 54', 'art. 35', 'art. 49', 'art. 1', 'art. 19']

Redditi di lavoro autonomo e IVA: riepilogo delle novità dopo il D.L. n. 112/2008 | Commercialista Telematico
Redditi di lavoro autonomo e IVA: riepilogo delle novità dopo il D.L. n. 112/2008
REDDITI DI LAVORO AUTONOMO E IVA: RIEPILOGO DELLE NOVITÀ DOPO IL D.L. n. 112/2008<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Il legislatore fiscale è intervenuto più volte, a partire da agosto 2006, con una serie di modifiche concernenti i redditi di lavoro autonomo.
Le modifiche normative hanno interessato non solo le imposte sui redditi, ma anche l’Iva.
D.L. n. 223/2006 convertito dalla legge n. 248 del 4 agosto del 2006;
D.L. n. 262/2006 convertito dalla legge n. 186 del 24 novembre 2006;
Legge n. 296 del 27 dicembre 2006 (Finanziaria del 2007).
Finanziaria 2008, Legge n. 244/2007
D.L. n. 112/2008, convertito in L.;
Spese alberghi, pasti e bevande
l comma 29 dell’art. 36 del D.L. n. 223/2006, che ha modificato l’art. 54, comma 5 del Tuir, ha previsto l’integrale deducibilità delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande in pubblici esercizi se i predetti oneri sono sostenuti dal committente del professionista e da quest’ultimo addebitati in fattura. In pratica non vale il limite del 2% calcolato sui compensi professionali.
Le precisazioni sono contenute nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 28/E del 4 agosto 2006.
Partecipazione a convegni: Detrazione IVA su spese alberghiere
La Finanziaria 2007 aveva modificato il comma 1, lett. e), dell’art. 19-bis1 del D.P.R. n. 633/1972, prevedendo la detraibilità dell’Iva relative alle prestazioni alberghiere, alle somministrazioni di alimenti e bevande, inerenti alle partecipazioni a convegni, congressi e simili, erogate nei giorni di svolgimento degli stessi.
IVA sulle prestazioni alberghiere (D.L. n. 112/2008)
E’ stata soppressa la limitazione al diritto di detrazione dell’Iva prevista per i servizi alberghieri e di ristorazione.
Dunque l’Iva assolta sulle prestazioni alberghiere e sulle somministrazioni di alimenti e bevande è divenuta detraibile.
Il limite del 75% si applica a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2008 (ossia dal 2009 per i soggetti con esercizio sociale coincidente con l’anno solare). Ma l’acconto da versare a novembre dovrà tenere conto di ciò.
Tassazione delle plusvalenze e deduzione delle minusvalenze
Dal neo art. 54 del TUIR (D.L. 223/2006) è derivata:
La tassazione nel reddito di lavoro autonomo le plusvalenze e le minusvalenze dei beni strumentali realizzate mediante:
– cessione a titolo oneroso;
– il risarcimento, anche in forma assicurativa, per la perdita o il danneggiamento dei beni;
– destinazione al consumo personale o familiare (ove le minusvalenze non sono deducibili)
Da ricordare che le plusvalenze e le minusvalenze sono costituite dalla differenza, positiva o negativa, tra il corrispettivo o l’indennità percepiti e il costo non ammortizzato ovvero, in assenza di corrispettivo, dalla differenza tra il valore normale del bene ed il costo non ammortizzato.
Conto corrente professionale
L’art. 35, comma 12 del d.l. n. 223/2006 aveva istituito l’obbligo di tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.
Il D.L. n. 112/2008 ha abolito le norme secondo cui gli esercenti arti e professioni dovevano:
Antiriciclaggio: D.L. 112/2008
Nelle disposizioni antiriciclaggio previste dall’art. 49 D.Lgs. n. 231/2007, il limite di 5.000 euro, per le transazioni in contanti o assimilate, è stato elevato a euro 12.500.
E’ stata abolita la disposizione secondo cui sugli assegni (e titoli similari) ciascuna girata deve recare, a pena di nullità, il codice fiscale del girante.
Deduzione dei costi degli immobili dei professionisti
Indeducibilità delle quote di ammortamento
Deduzione delle quote di ammortamento per i fabbricati acquistati dal 2007 al 2009 (anche in leasing)
Spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione straordinaria: Deducibilità in 5 anni
Deducibilità nel periodo di imposta in cui vengono sostenute nel limite del 5% dei beni ammortizzabili
Ammortamento immobili professionisti
Dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2009:
Detrazione delle quote di ammortamento – nel periodo 2007-2009 gli ammortamenti detraibili sono ridotti ad un terzo
Cessione beni mobili strumentali acquistati dal professionista
L’estromissione di beni mobili strumentali dal regime di lavoro autonomo genera plusvalenza tassabile o minusvalenza deducibile solo se riferita a beni mobili acquistati dal
professionista dopo l’entrata in vigore del D.L. 223/2006 e, quindi, dopo il 4 luglio 2006.
In tal senso si è espressa l’Agenzia delle Entrate,con la risoluzione del 21/07/2008, n. 310.
Spese di telefonia mobile e fissa: detrazione entro la misura massima dell’80%.
DEDUCIBILITA’ SPESE TELEFONICHE:
acquisto (amm.ti, leasing, canoni di noleggio) – gestione (impiego e manutenzione).
IVA: Nuove modalità di detrazione
La Legge Finanziaria 2008 (comma 261, art. 1, Legge n. 244/2007), nell’art. 19-bis1, che elenca le ipotesi di indetraibilità oggettiva, ha introdotto nuove modalità di detrazione:
a) E’ stata eliminata la parziale indetraibilità delle spese di acquisto dei servizi di telefonia mobile e dei relativi apparecchi (soppressione della lettera g), per conseguenza diventa detraibile al 100% l’IVA sui telefonini (da ricordare che tra i principi dell’IVA vi è quello dell’inerenza della spesa effettuata con l’esercizio dell’attività). ;
b) è stata modificata la disciplina della detrazione per le operazioni relative a veicoli stradali a motore, non interamente utilizzati a fini professionali, prevedendo una limitazione della detrazione dell’IVA al 40%.
TRATTAMENTO FISCALE AUTOVETTURE
CESSIONI DELLE AUTOVETTURE: TRATTAMENTO IVA
deduzione al 40% dei costi di acquisto e di impiego per i veicoli, senza limiti di numero, con le seguenti particolarità:
– tetto massimo del costo di acquisto pari ad euro 18.075,99;
deduzione al 40% dei costi di acquisto e di impiego per i veicoli, nel limite massimo di 1 per ciascun professionista, con le seguenti particolarità:
– deduzione al 90% dei costi di acquisto e di impiego per i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo di imposta, senza limiti di numero e senza tetto massimo di costo d’acquisto;
– deduzione secondo le ordinarie regole per le imprese o i lavoratori già sopra esposte, se la concessione in uso promiscuo non è effettuata per la maggior parte del periodo di imposta.
Veicoli privati utilizzati per missioni aziendali
Veicoli noleggiati per missioni
– inerenza della trasferta con l’attività svolta;
– deduzione dell’indennità chilometrica rapportata alle tabelle ACI periodiche o alle tariffe di noleggio;
– limite di deduzione rapportata alla tariffa prevista per mezzi con 17 CV fiscali se benzina, 20 CV fiscali se gasolio.
Veicoli senza limiti fiscali di costo
tetto massimo del costo di acquisto pari ad euro 18.075,99;
divieto di deduzione di quote di ammortamento anticipato;
durata minima contratto di leasing di 4 anni.
Le spese relative all’acquisto di beni mobili, adibiti promiscuamente all’esercizio dell’arte o professione e all’uso personale o familiare del contribuente sono ammortizzabili o deducibili nella misura del 50%; nella stessa misura sono deducibili i canoni di locazione anche finanziaria e di noleggio e le spese
Per gli immobili utilizzati promiscuamente (se il contribuente non dispone nel medesimo comune di altro immobile adibito esclusivamente all’esercizio dell’arte o professione) è deducibile una somma pari al 50% della rendita o, in caso di immobili acquisiti mediante locazione, anche finanziaria, un importo pari al 50% del relativo canone.
Nella stessa misura sono deducibili le spese per i servizi relativi a tali immobili nonché quelle relative all’ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione degli immobili utilizzati.
Concorrono a formare il reddito professionale i corrispettivi percepiti a seguito di cessione della clientela o di elementi immateriali comunque riferibili all’attività artistica o professionale.
Altre novità dal D.L. 112/2008
E’ stato abrogato l’obbligo di presentare l’elenco dei clienti e dei fornitori, con effetto sanzionatorio retroattivo.
Lavoratori autonomi: Spese relative ai beni immobili ed altri chiarimenti sulla disciplina fiscale dei professionisti
Sono di natura incrementativa le spese che incidono sugli elementi strutturali del cespite e che contestualmente comportano un aumento significativo e tangibile della capacità produttività o della vita utile del bene immobile.
Su tale profilo, sono state poste alcune questioni di diritto intertemporale, mancando, nella specie, una disposizione sulla decorrenza analoga a quella prevista con riferimento alle quote di ammortamento e ai canoni di leasing relativi agli immobili strumentali.
Preliminarmente, si è posto il problema di definire il trattamento delle spese “straordinarie” sostenute dal 2003 fino al 2006, la cui deduzione è stata rinviata in applicazione della previgente disciplina.
Occorre chiarire, in altri termini, la sorte dei “quinti” delle spese in oggetto ancora non dedotti al 1° gennaio 2007, data di decorrenza della nuova disciplina in materia.
Al riguardo, trattandosi di spese sostenute comunque in vigenza della precedente disciplina, non sussistono dubbi sulla deducibilità nei periodi d’imposta 2007 e successivi dei “quinti” residui, dovendosi ritenere ormai consolidato il diritto alla deduzione di tali importi (in tal senso si esprimono le istruzioni al rigo RE10 del Quadro RE del modello UNICO PF 2008).
L’Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha emanato la prima circolare interpretativa, che ha esaminato il tema delle modifiche recate alla disciplina del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni dal D.L. n. 223/2006 e dalla legge n. 296/2006.
Tale disamina è stata supportata soltanto da pochi chiarimenti interpretativi forniti dall’Agenzia delle Entrate in un settore ove sono state solo parzialmente recepite le norme che disciplinano il reddito d’impresa, peraltro, senza che siano stati effettuati i necessari adattamenti alle peculiarità del lavoro autonomo.
In particolare, in tale circolare vengono forniti, i seguenti chiarimenti riguardanti (oltre, ad essere sollevati anche dubbi interpretativi, che richiederanno le opportune risposte da parte dell’Amministrazione finanziaria):