Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-241-codice-civile-prova-in-giudizio
Timestamp: 2018-09-21 22:25:31+00:00
Document Index: 136508390

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 108', 'art. 16', 'art. 249', 'art. 241', 'art. 342', 'art. 2']

Art. 241 codice civile: Prova in giudizio
Codice civile Art. 241 codice civile: Prova in giudizio
Quando mancano (1) l’atto di nascita e il possesso di stato, la prova della filiazione può darsi in giudizio con ogni mezzo (2).
(1) Rubrica così sostituita alla precedente «Prova con testimoni» ex art. 16, c. 1, lett. a), d.lgs. 28-12-2013, n. 154 (Attuazione riforma filiazione), in vigore dal 7-2-2014 (art. 108 d.lgs. cit.).
(2) Comma così sostituito ex art. 16, c. 1, lett. b), d.lgs. 154/2013 cit.
In sede di coordinamento del disposto dell'art. 249 con quello dell'art. 241 c.c., lo stato cui la legge si riferisce prevedendo l'azione di reclamo è lo stato di figlio legittimo, sicché la norma presuppone la mancanza o l'invalidità di un titolo di stato e tende all'ottenimento di un giudicato che dichiari l'esistenza dello stato reclamato con conseguente modifica della situazione giuridica preesistente.
Tribunale Parma 17 ottobre 1998
Qualora il figlio, la cui nascita sia avvenuta in costanza di matrimonio dei genitori, sia stato registrato allo stato civile come nato da padre ignoto e da donna che non consente d'essere nominata a causa ed in conseguenza di gravi e drammatici problemi psicologici affliggenti i genitori (nella specie, trattavasi di bambina, il cui gemello era morto precocemente a seguito di aborto spontaneo, nata, dopo solo 25 settimane di gestazione, in condizioni fisiche assai precarie e con notevoli probabilità, in caso di sopravvivenza, d'essere gravemente minorata (cieca) o, comunque, priva di autonomia e d'ogni capacità di relazione), è consentita, al fine di far acquisire all'infante lo "status", del tutto veridico, di figlio legittimo, la proposizione dell'azione di reclamo della legittimità, che ben può essere promossa nei confronti di entrambi i genitori da un curatore speciale del minore. La prova della maternità può ricavarsi dalla documentazione inerente al parto, mentre la prova della paternità, la cui presunzione non vale come integrativa del titolo, può essere suffragata dalle ragioni addotte dai genitori in ordine alle difficoltà d'ordine psicologico che hanno portato alla mancata registrazione del neonato come legittimo, nonché dal fatto che i genitori abbiano successivamente reso una dichiarazione di "riconoscimento" del figlio, pur rifiutata dall'ufficiale di stato civile.
Leggi, decreti, regolamenti
È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 342 bis c.c., nell'inciso "qualora il fatto con costituisca reato perseguibile d'ufficio", in relazione agli art. 2, 3, 10, 24, 29 e 32 cost., in quanto tale parte della norma non attenta in alcun modo ai richiamati diritti costituzionali del soggetto offeso, limitandosi ad indicare il giudice competente - quello penale o quello civile - a seconda della gravità della lesione recata all'ordinamento giuridico.
Tribunale Trani 03 aprile 2001