Source: https://renatodisa.com/2011/09/12/il-retratto-successorio/
Timestamp: 2017-09-19 19:00:27+00:00
Document Index: 112740592

Matched Legal Cases: ['art. 1502', 'art. 732', 'art.757', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Avvocato Renato D'IsaIl retratto successorio
By Avv. Renato D'Isa on 12 settembre 2011 • ( 13 commenti )
2 la proposta di alienazione
3 accettazione del coerede
4 effetti della mancata denuntiatio
5 rinuncia e intrasmissibilità
6 prescrizione del diritto di riscatto
3) A mezzo di un negozio plurilateralein cui intervengono il terzo acquirente e il coerede-retraente: in tale negozio il retraente formalizzerà la sua dichiarazione di riscatto della quota ereditaria (atto unilaterale che non dà luogo a nuovo trasferimento, implicando solo una surrogazione personale), consegnerà al terzo acquirente sia il prezzo sia le spese notarili, fiscali, etc. connesse all’atto di vendita (in analogia con l’art. 1502 c.c. che disciplina l’ipotesi del tutto diversa del riscatto convenzionale). Tale atto ha il pregio di evitare qualunque forma di impugnativa da parte del terzo-acquirente del negozio di riscatto (ad esempio per mancanza di presupposti, difetti di notifica della proposta, incompletezza della proposta, etc.).
Con tag:prelazione agraria,prelazione legale,retratto successorio
Egr. avv.to dovrei comunicare alle mie coeredi (sorelle) la volontà di alienare la mia quota di eredità, sarebbe possibile avere un fac simile? grazie
necessariamente dovrà procedere preliminarmente a mediazione obbligatoria o alternativamente a negoziazione assistita.
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Salve.Ho letto con interesse l’articolo, il quale ha messo in discussione le mie conoscenze sul retratto successorio.In particolare, con riferimento ad una parte dei beni immobili ereditati, qualora un coerede venda la sua quota ad un estraneo, è applicabile il retratto successorio? Il bene in oggetto era di proprietà originaria di un unico soggetto.Alla morte sono succeduti i figli e la moglie.Dopo molti anni avviene la morte della moglie e, quindi, la proprietà diventa dei figli in parti uguali. A questo punto un coerede vende ad un terzo.Sottolineo che la vendita si è riferita ad una parte dei beni immobili ereditati. Per altri beni non vi era convenienza del coerede a vendere ad un terzo, per cui la vendita non è stata effettuata. Complimenti per il sito.
Perchè allo stato l’art. 732 c.c. è chiaro, ovvero: il coerede, che vuole alienare (c.c.1542 e seguenti) a un estraneo la sua quota o parte di essa, deve notificare la proposta di alienazione, indicandone il prezzo, agli altri coeredi, i quali hanno diritto di prelazione. Questo diritto deve essere esercitato nel termine (c.c.2964) di due mesi dall’ultima delle notificazioni. In mancanza della notificazione, i coeredi hanno diritto di riscattare la quota dall’acquirente e da ogni successivo avente causa, finché dura lo stato di comunione ereditaria (c.c.1502).
Pertanto se tale vendita di immobili è ascrivibile ad un parte della quota nulla questio, laddove sia stato alienato un bene determinato in questo caso possono sorgere problemi interpretativi in merito alla vendita. Il solo fatto che l’alienazione abbia avuto per oggetto una cosa singolarmente individuata non è peraltro di ostacolo all’esercizio del retratto successorio, purché risulti che i contraenti abbiano avuto l’intenzione di sostituire il terzo al coerede nella comunione ereditaria e, conseguentemente, abbiano considerato la cosa in funzione di entità rappresentativa della quota o di parte di questa, e cioè come misura della partecipazione dell’acquirente alla comunione ereditaria.
Elisabetta Loredani ha detto:
11 agosto 2012 alle 00:18
alve, ho trovato eccezionale il suo articolo ma le vorrei porre un questito. Con testamento è stato disposto che l’aria condominiale di due edifici sia di eslusiva propietà dei figli legittimi(propietari di altrettanti immobili) , con eslusione del consorte e di una figlia legittima. Negli anni alcuni comunisti hanno venduto il proprio appartamento con annesso cortile, senza esclusione alcuna delle parti condominiali. . E’ possibile da parte degli altri coeredi esercitare il diritto di riscatto per la quota del cortile alienata ai terzi acquirenti? Grazie!!!
mi perdoni ma non ho inteso bene il Suo quesito; l’alienazione è stata effettuata da alcuni dei coeredi??
Le ricordo, come avrà potuto già leggere, che il retratto successorio opera solo nel caso di alienazione della quota ereditaria (o di parte di essa intesa come porzione del patrimonio del defunto) e non anche nel caso di alienazione di determinati beni ereditari qualora essi siano stati assegnati all’alienante con la divisione (cd. vendita dell’esito divisionale che ricorre quando il coerede vende al terzo un bene determinato sotto condizione che gli venga assegnato nella futura divisione, o anche attraverso la figura della vendita di cosa parzialmente altrui, si tratta in entrambi i casi, di un negozio diverso dalla vendita di eredità avente natura commutativa e non aleatoria, relativamente al quale sarà ammissibile l’azione di rescissione, non sarà sempre necessaria la forma scritta, il compratore non sarà responsabile per i debiti ereditari): è evidente, infatti che per la retroattività della divisione, (art.757 c.c.) il coerede si considera come titolare di quel bene sin dall’apertura della successione e quindi manca il presupposto previsto dalla legge della permanenza della comunione ereditaria.
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Il Giudice non stabilisce un termine, sarà il riscattante a mettere in esecuzine la sentenza notificandaola al Terzo, perchè la stessa ha valenza di accertamento del diritto del retraente.
Nel caso in cui il Terzo voglia, invece, subito trasferire la quota ereditaria, potrà notificare la sentenza, con la quale intimerà il retraente al pagamento della somma stabilita in sentenza con un normale atto di precetto.
posto l’accoglimento della domanda giudiziale del retraente, se il Giudice subordina l’efficacia reale del trasferimento (dal retrattato al retraente) all’avvenuto pagamento del prezzo, entro quale termine tale pagamento deve avvenire se il Giudice non stabilisce alcun termine perentorio? In assenza di un termine perentorio stabilito dal Giudice, qual è dunque il termine da prendere in considerazione decorso il quale la sentenza diventa inefficace? Spero di essere stato chiaro dell’esporre il quesito. Grazie
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