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Timestamp: 2018-07-19 11:39:44+00:00
Document Index: 87419893

Matched Legal Cases: ['art.  8', 'art.  291', 'art.  298', 'art.  281', 'art. 281', 'art.   281', 'art.\n296', 'art.  8', 'art.  9']

DECRETO LEGISLATIVO 9 Novembre 2007, n. 205 - Attuazione della direttiva 2005/33/CE che modifica la direttiva 1999/32/CE in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo. (GU n. 261 del 9-11-2007 | Periti.info
DECRETO LEGISLATIVO 9 Novembre 2007, n. 205 – Attuazione della direttiva 2005/33/CE che modifica la direttiva 1999/32/CE in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo. (GU n. 261 del 9-11-2007
DECRETO LEGISLATIVO 9 Novembre 2007, n. 205 - Attuazione della direttiva 2005/33/CE che modifica la direttiva 1999/32/CE in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo. (GU n. 261 del 9-11-2007 - Suppl. Ordinario n.228)
DECRETO LEGISLATIVO 9 Novembre 2007 , n. 205
Attuazione  della  direttiva  2005/33/CE  che  modifica  la direttiva
1999/32/CE  in  relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso
Vista   la  direttiva  2005/33/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio,  del  6 luglio  2005,  che modifica la direttiva 99/32/CE,
relativa al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo;
alle  Comunita’  europee  –  legge comunitaria 2006, e in particolare
modificazioni,   recante   “Norme   in   materia  ambientale”,  e  in
particolare il titolo III della parte quinta;
Visto   l’allegato   VI  alla  Convenzione  internazionale  per  la
prevenzione  dell’inquinamento  causato  da  navi (Convenzione MARPOL
73/78),  adottato  nel  1997  ed  entrato in vigore in data 19 maggio
Visto   il  decreto  legislativo  21 marzo  2005,  n.  66,  recante
attuazione  della  direttiva  2003/17/CE relativa alla qualita’ della
nella seduta del 18 ottobre 2007;
Acquisiti  i  pareri  delle  Commissioni  V e VIII della Camera dei
riunione 30 ottobre 2007;
delle  finanze, dei trasporti, dello sviluppo economico, della salute
e dell’universita’ e della ricerca;
Modifiche al titolo III della parte quinta
1.  All’articolo 291,  comma 1,  del  decreto  legislativo 3 aprile
2006,  n.  152, le parole: “del gasolio marino” sono sostituite dalle
seguenti: “dei combustibili per uso marittimo”.
2. L’articolo 292 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e’
“Art.  292  (Definizioni).  –  1.  Ai  fini  del presente titolo si
applicano,  ove  non  altrimenti  disposto,  le definizioni di cui al
titolo I ed al titolo II della parte quinta.
2.  In  aggiunta  alle  definizioni  del  comma 1,  si applicano le
1)  qualsiasi  combustibile  liquido  derivato dal petrolio che
rientra  nei  codici  da  NC  2710  1951  a  NC 2710 1969, escluso il
combustibile per uso marittimo;
2)   qualsiasi  combustibile  liquido  derivato  dal  petrolio,
escluso  il  gasolio  di  cui  alle  lettere b) e f), che, per i suoi
limiti  di  distillazione,  rientra nella categoria degli oli pesanti
destinati  ad essere usati come combustibile e di cui meno del 65% in
volume, comprese le perdite, distilla a 250 Â°C secondo il metodo ASTM
D86  o  per  il quale la percentuale del distillato a 250 Â°C non puo’
1)   qualsiasi  combustibile  liquido  derivato  dal  petrolio,
escluso  il combustibile per uso marittimo, che rientra nei codici NC
2710 1925, 2710 1929, 2710 1945 o 2710 1949;
escluso  il  combustibile  per  uso marittimo, di cui meno del 65% in
volume,  comprese le perdite, distilla a 250 Â°C e di cui almeno l’85%
in  volume,  comprese le perdite, distilla a 350 Â°C secondo il metodo
ASTM D86;
c) metodo  ASTM:  i  metodi stabiliti dalla “American Society for
Testing  and  Materials” nell’edizione 1976 delle definizioni e delle
specifiche tipo per il petrolio e i prodotti lubrificanti;
d) combustibile per uso marittimo: qualsiasi combustibile liquido
derivato  dal  petrolio  utilizzato su una nave o destinato ad essere
utilizzato  su  una nave, inclusi i combustibili definiti nella norma
e) olio  diesel  marino: qualsiasi combustibile per uso marittimo
la  cui  viscosita’  o densita’ rientra nei limiti di viscosita’ o di
densita’  stabiliti  per  le  qualita’  “DMB” e “DMC” dalla tabella I
della  norma  ISO  8217,  ad eccezione di quello utilizzato su fiumi,
canali,  laghi  e  lagune,  al  quale  si  applicano  le disposizioni
previste  per il combustibile diesel dal decreto legislativo 21 marzo
2005, n. 66;
f) gasolio  marino:  qualsiasi  combustibile per uso marittimo la
cui  viscosita’  o  densita’  rientra  nei  limiti di viscosita’ o di
densita’  stabiliti  per  le  qualita’  “DMX” e “DMA” dalla tabella I
g) immissione  sul  mercato:  qualsiasi  operazione  di  messa  a
disposizione  di  terzi, a titolo oneroso o gratuito, di combustibili
per  uso marittimo destinati alla combustione su una nave, eccettuati
quelli   destinati  all’esportazione  e  trasportati,  a  tale  fine,
all’interno delle cisterne di una nave;
h) acque  territoriali: zone di mare previste dall’articolo 2 del
i) zona  economica  esclusiva:  zona di cui all’articolo 55 della
Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, fatta a Montego
Bay  il  10 dicembre  1982,  ratificata con legge 2 dicembre 1994, n.
l) zona  di protezione ecologica: zona individuata ai sensi della
legge 8 febbraio 2006, n. 61;
m) aree  di  controllo  delle  emissioni  di SOX: zone a cui tale
qualificazione   e’   stata   assegnata  dall’International  Maritime
Organization  (I.M.O.)  previa apposita procedura di designazione, ai
sensi  dell’allegato VI della Convenzione internazionale del 1973 per
la   prevenzione   dell’inquinamento   causato  da  navi,  denominata
n) nave passeggeri: nave che trasporta piu’ di dodici passeggeri,
ad  eccezione del comandante, dei membri dell’equipaggio e di tutti i
soggetti  adibiti  ad  attivita’  relative  alla gestione della nave,
nonche’ dei bambini di eta’ inferiore ad un anno;
o) servizio  di  linea: i viaggi seriali per collegare due o piu’
porti  o  i  viaggi seriali che iniziano e terminano presso lo stesso
porto  senza  scali  intermedi,  purche’  effettuati sulla base di un
orario  reso  noto  al  pubblico;  l’orario puo’ essere desunto anche
dalla regolarita’ o dalla frequenza del servizio;
p) nave  adibita  alla  navigazione  interna:  nave  destinata ad
essere utilizzata in una via navigabile interna di cui al decreto del
Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie 28 novembre
1987, n. 572;
q) nave  all’ormeggio:  nave assicurata ad un ormeggio o ancorata
presso un porto italiano;
r) stazionamento: l’utilizzo dei motori su una nave all’ormeggio,
ad eccezione dei periodi di carico e scarico;
s) nave  da  guerra: nave che appartiene alle forze armate di uno
Stato  e  porta i segni distintivi delle navi militari di tale Stato,
il  cui equipaggio sia soggetto alle leggi relative ai militari ed il
cui  comandante  sia  un ufficiale di marina debitamente incaricato e
sia  inscritto  nell’apposito ruolo degli ufficiali o in un documento
t) tecnologia   di   riduzione   delle   emissioni:   sistema  di
depurazione   dell’effluente   gassoso   o   qualsiasi  altro  metodo
tecnologico, verificabile ed applicabile.”.
3. L’articolo 293 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e’
“Art.   293   (Combustibili   consentiti).   –  1.  Negli  impianti
disciplinati dal titolo I e dal titolo II della parte quinta, inclusi
gli impianti termici civili di potenza termica inferiore al valore di
soglia,  possono  essere  utilizzati  esclusivamente  i  combustibili
previsti  per  tali  categorie di impianti dall’Allegato X alla parte
quinta, alle condizioni ivi previste. Agli impianti di cui alla parte
I,  paragrafo 4, lettere e) ed f), dell’Allegato IV alla parte quinta
si  applicano le prescrizioni del successivo Allegato X relative agli
impianti   disciplinati  dal  titolo  II.  Ai  combustibili  per  uso
marittimo si applicano le disposizioni dell’articolo 295.
territorio  e  del  mare,  di  concerto con i Ministri dello sviluppo
economico  e  della  salute,  previa autorizzazione della Commissione
europea,  possono  essere  stabiliti  valori  limite  massimi  per il
contenuto  di  zolfo negli oli combustibili pesanti, nei gasoli e nei
combustibili  per  uso  marittimo  piu’  elevati  di  quelli  fissati
nell’Allegato  X  alla  parte quinta qualora, a causa di un mutamento
improvviso  nell’approvvigionamento del petrolio greggio, di prodotti
petroliferi o di altri idrocarburi, non sia possibile rispettare tali
territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’universita’ e
della  ricerca, sono stabiliti i criteri e le modalita’ per esentare,
anche  mediante  apposite  procedure  autorizzative,  i  combustibili
previsti dal presente titolo III dall’applicazione delle prescrizioni
dell’Allegato  X  alla parte quinta ove gli stessi siano utilizzati a
fini di ricerca e sperimentazione.”.
4. L’articolo 295 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e’
“Art.  295 (Combustibili per uso marittimo). – 1. E’ vietato, nelle
acque  territoriali  e nelle zone di protezione ecologica, l’utilizzo
di gasoli marini con un tenore di zolfo superiore allo 0,20% in massa
e,  dal  1Â° gennaio 2008 al 31 dicembre 2009, superiore allo 0,10% in
2.  A  decorrere  dal  1Â° gennaio  2010 e’ vietata l’immissione sul
mercato  di  gasoli marini con tenore di zolfo superiore allo 0,1% in
3.  E’  vietata  l’immissione  sul mercato di oli diesel marini con
tenore di zolfo superiore all’1,5% in massa.
4.   Fermo  restando  quanto  previsto  dal  comma 1,  nelle  acque
territoriali,  nelle  zone  economiche  esclusive  e  nelle  zone  di
protezione  ecologica,  ricadenti  all’interno  di  aree di controllo
delle  emissioni  di SO “X”^, ovunque ubicate, e’ vietato, a bordo di
una  nave  battente bandiera italiana, l’utilizzo di combustibili per
uso  marittimo con un tenore di zolfo superiore all’1,5% in massa. La
violazione del divieto e’ fatta valere anche nei confronti delle navi
non  battenti  bandiera  italiana  che hanno attraversato una di tali
aree  inclusa  nel territorio italiano o con esso confinante e che si
trovano in un porto italiano.
5. Il divieto di cui al comma 4 si applica all’area del Mar Baltico
e,  a  decorrere  dall’11 agosto  2007,  all’area  del Mare del Nord,
nonche’,  entro  dodici  mesi  dalla  data di entrata in vigore della
relativa designazione, alle ulteriori aree designate.
6.  Per  le  navi  passeggeri  battenti bandiera italiana, le quali
effettuano  un servizio di linea proveniente da o diretto ad un porto
di   un   Paese   dell’Unione   europea,   e’  vietato,  nelle  acque
protezione   ecologica,   appartenenti   all’Italia,   l’utilizzo  di
combustibili  per  uso  marittimo  con  un  tenore di zolfo superiore
all’1,5%  in  massa.  La violazione del divieto e’ fatta valere anche
nei  confronti  delle  navi  non  battenti bandiera italiana e che si
7. A decorrere dal 1Â° gennaio 2010 e’ vietato, su navi adibite alla
navigazione  interna,  l’utilizzo  di combustibili per uso marittimo,
diversi  dal  gasolio marino e dall’olio diesel marino, con tenore di
zolfo superiore allo 0,1% massa.
8.  A  decorrere  dal  1Â° gennaio  2010  e’  vietato  l’utilizzo di
combustibili  per  uso  marittimo  con tenore di zolfo superiore allo
0,1%  in  massa  su navi all’ormeggio. Il divieto si applica anche ai
periodi  di  carico,  scarico  e  stazionamento.  La sostituzione dei
combustibili  utilizzati con combustibili conformi a tale limite deve
essere completata il prima possibile dopo l’ormeggio. La sostituzione
dei  combustibili  conformi a tale limite con altri combustibili deve
avvenire  il piu’ tardi possibile prima della partenza. I tempi delle
operazioni   di  sostituzione  del  combustibile  sono  iscritti  nei
a) alle  navi adibite alla navigazione interna, quando utilizzate
in  mare,  per  le  quali  sia  stato  rilasciato  un  certificato di
conformita’ alla Convenzione internazionale per la salvaguardia della
vita umana in mare;
b) alle  navi  di  cui  si  prevede,  secondo  orari resi noti al
pubblico, un ormeggio di durata inferiore alle due ore;
c) alle  navi  all’ormeggio  a  motori  spenti  e collegate ad un
sistema di alimentazione di energia elettrica ubicato sulla costa.
10. Tutte le operazioni di cambio dei combustibili utilizzati sulle
navi devono essere indicate nel giornale generale e di contabilita’ e
nel  giornale di macchina o nell’inventario di cui agli articoli 174,
175  e 176 del codice della navigazione o in un apposito documento di
11.  Chi  mette  combustibili  per  uso  marittimo  a  disposizione
dell’armatore  o  di  un  suo  delegato,  per  una nave di stazza non
inferiore  a 400 tonnellate lorde, fornisce un bollettino di consegna
indicante  il  quantitativo ed il relativo tenore di zolfo, del quale
conserva  una  copia  per  i tre anni successivi, nonche’ un campione
sigillato  di  tale  combustibile, firmato da chi riceve la consegna.
Chi  riceve  il  combustibile  conserva  il bollettino a bordo per lo
stesso  periodo  e  conserva  il  campione  a  bordo fino al completo
esaurimento  del  combustibile  a  cui  si riferisce e, comunque, per
almeno dodici mesi successivi alla consegna.
12.   E’   tenuto,  presso  ciascuna  autorita’  marittima  e,  ove
istituita,  presso  ciascuna autorita’ portuale, un apposito registro
che  riporta l’elenco dei fornitori di combustibili per uso marittimo
nell’area di competenza, con l’indicazione dei combustibili forniti e
del  relativo  contenuto  massimo di zolfo. Tali dati sono comunicati
dai   fornitori   alle   autorita’  marittime  e  portuali  entro  il
31 dicembre  2007.  Le variazioni dei dati comunicati sono comunicate
in  via  preventiva.  La presenza di nuovi fornitori e’ comunicata in
via preventiva.
13.   I   limiti   relativi   al   tenore  di  zolfo  previsti  dai
a) ai  combustibili  utilizzati  dalle  navi da guerra e da altre
navi in servizio militare se le rotte non prevedono l’accesso a porti
in cui sono presenti fornitori di combustibili conformi a tali limiti
o,  comunque,  se  il  relativo  rifornimento  puo’  pregiudicare  le
operazioni  o  le  capacita’  operative;  in  tale  secondo  caso  il
comandante informa il Ministero della difesa dei motivi della scelta;
b) ai  combustibili  il  cui utilizzo a bordo di una nave risulta
specificamente  necessario  per garantire la sicurezza della stessa o
di altra nave e per salvare vite in mare;
c) ai combustibili il cui utilizzo a bordo di una nave e’ imposto
dal  danneggiamento  della  stessa  o  delle  relative  attrezzature,
purche’  si  dimostri  che, dopo il verificarsi del danno, sono state
assunte  tutte  le misure ragionevoli per evitare o ridurre al minimo
l’incremento  delle  emissioni e che sono state adottate quanto prima
misure  dirette  ad eliminare il danno. Tale deroga non si applica se
il danno e’ dovuto a dolo o colpa del comandante o dell’armatore;
d) ai  combustibili  utilizzati  a  bordo  di navi che utilizzano
tecnologie  di  riduzione  delle  emissioni  autorizzate ai sensi del
comma 14 o del comma 19;
e) ai    combustibili   destinati   alla   trasformazione   prima
14.  Con  decreto  direttoriale della competente Direzione generale
di  concerto  con  la competente Direzione generale del Ministero dei
trasporti  sono  autorizzati,  su  navi  battenti bandiera italiana o
nelle  acque  sotto  giurisdizione  italiana,  esperimenti relativi a
tecnologie  di  riduzione  delle  emissioni,  nel  corso dei quali e’
ammesso  l’utilizzo  di  combustibili non conformi ai limiti previsti
dai  commi da  2  a  8.  Tale  autorizzazione, la cui durata non puo’
eccedere  i  diciotto  mesi,  e’  rilasciata  entro  tre  mesi  dalla
presentazione della domanda, la quale deve essere accompagnata da una
relazione contenente i seguenti elementi:
a) la   descrizione  della  tecnologia  e,  in  particolare,  del
principio  di  funzionamento, corredata da riferimenti di letteratura
scientifica  o  dai risultati di sperimentazioni preliminari, nonche’
la stima qualitativa e quantitativa delle emissioni, degli scarichi e
dei rifiuti previsti per effetto della sperimentazione;
b) la  stima  che, a parita’ di condizioni, le emissioni previste
di  ossido  di  zolfo  non  superino quelle prodotte dall’utilizzo di
combustibili  conformi  ai commi da 2 a 8 in assenza della tecnologia
di riduzione delle emissioni;
c) la  stima  che, a parita’ di condizioni, le emissioni previste
di  inquinanti diversi dagli ossidi di zolfo, quali ossidi di azoto e
polveri,  non  superino i livelli previsti dalla vigente normativa e,
comunque,   non   superino  in  modo  significativo  quelle  prodotte
dall’utilizzo  di  combustibili conformi ai commi da 2 a 8 in assenza
della tecnologia di riduzione delle emissioni;
d) uno studio dell’impatto dell’esperimento sull’ambiente marino,
con  particolare  riferimento agli ecosistemi delle baie, dei porti e
degli estuari, finalizzato a dimostrarne la compatibilita’; lo studio
include   un   piano   di   monitoraggio   degli   effetti   prodotti
e) la  descrizione  delle  zone  interessate dall’esperimento, le
caratteristiche  dei combustibili, delle navi e di tutte le strutture
da   utilizzare   per   l’esperimento,   gli  strumenti  a  prova  di
manomissione  installati  sulle  navi per la misura in continuo delle
emissioni  degli  ossidi  di zolfo e di tutti i parametri necessari a
normalizzare  le  concentrazioni, nonche’ i sistemi atti a gestire in
conformita’  alle  vigenti  disposizioni  i  rifiuti  e  gli scarichi
15.  L’autorizzazione  di  cui  al  comma 14  e’  rilasciata previa
verifica  della  completezza  della relazione allegata alla domanda e
dell’idoneita’   delle   stime   e   dello   studio   ivi  contenuti.
L’autorizzazione  prevede il periodo in cui l’esperimento puo’ essere
effettuato  e  stabilisce  i  dati  e le informazioni che il soggetto
autorizzato deve comunicare al Ministero dell’ambiente e della tutela
del  territorio  e  del  mare  e  al  Ministero  dei  trasporti  e la
periodicita’   di   tale   comunicazione.   Stabilisce   inoltre   la
periodicita’  con  la quale il soggetto autorizzato deve comunicare a
tali  Ministeri  gli esiti del monitoraggio effettuato sulla base del
piano di cui al comma 14, lettera d).
16.   L’autorizzazione   rilasciata   ai   sensi  del  comma 14  e’
immediatamente revocata se, anche sulla base dei controlli effettuati
dall’autorita’ di cui all’articolo 296, comma 9:
a) gli  strumenti di misura e i sistemi di gestione dei rifiuti e
degli  scarichi  di  cui  al  comma 14  non sono utilizzati nel corso
b) la  tecnologia,  alla  luce  dei  risultati  delle misure, non
ottiene i risultati previsti dalle stime contenute nella relazione;
c) il  soggetto  autorizzato non trasmette nei termini i dati, le
informazioni  o  gli esiti previsti dal comma 15, conformi ai criteri
17.  Nel  caso  in  cui  gli  esperimenti  di cui al comma 14 siano
effettuati   da  navi  battenti  bandiera  italiana  in  acque  sotto
giurisdizione  di  altri Stati dell’Unione europea o da navi battenti
bandiera   di   altri   Stati  dell’Unione  europea  in  acque  sotto
giurisdizione  italiana,  gli Stati interessati individuano opportune
modalita’ di cooperazione nel procedimento autorizzativo.
18. Almeno sei mesi prima dell’inizio di ciascun esperimento di cui
al  comma 14 il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio
e  del  mare  ne  informa  la Commissione europea e l’eventuale Stato
estero  avente  giurisdizione  sulle  acque  in  cui l’esperimento e’
effettuato.  I  risultati  di  ciascun esperimento di cui al comma 14
sono  trasmessi  dal  Ministero  dell’ambiente  e  della  tutela  del
territorio  e  del mare alla Commissione europea entro sei mesi dalla
conclusione  dello  stesso  e  sono messi a disposizione del pubblico
secondo  quanto  previsto  dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n.
19.  In alternativa all’utilizzo di combustibili conformi ai limiti
previsti  dai  commi da  2  a  8,  e’ ammesso, previa autorizzazione,
l’utilizzo  delle  tecnologie  di riduzione delle emissioni approvate
dal   Comitato  istituito  dal  regolamento  (CE)  n.  2099/2002  del
Parlamento   europeo   e   del   Consiglio,   del   5 novembre  2002.
L’autorizzazione   e’   rilasciata  con  decreto  direttoriale  della
competente  Direzione  generale  del  Ministero dell’ambiente e della
tutela  del  territorio  e  del  mare,  di concerto con la competente
Direzione  generale  del Ministero dei trasporti entro tre mesi dalla
ricezione   della   relativa  domanda,  corredata  dal  documento  di
approvazione, purche’:
a) le  navi  siano  dotate di strumenti per la misura in continuo
delle  emissioni  degli  ossidi  di  zolfo  e  di  tutti  i parametri
necessari a normalizzare le concentrazioni;
b) le  emissioni  di  ossidi  di  zolfo  risultino  costantemente
inferiori  o  uguali  a quelle prodotte dall’utilizzo di combustibili
conformi  ai  commi da 2 a 8 in assenza della tecnologia di riduzione
c) nelle  baie,  nei  porti  e  negli estuari, siano rispettati i
pertinenti  criteri  di  utilizzo previsti con appositi decreti della
tutela  del  territorio  e  del  mare,  con i quali si recepiscono le
indicazioni a tal fine adottate dalla Commissione europea;
d) l’impatto  dei  rifiuti  e  degli  scarichi  delle  navi sugli
ecosistemi  nelle baie, nei porti e negli estuari, secondo uno studio
effettuato  da  parte  di  chi  intende  utilizzare  la tecnologia di
riduzione  delle  emissioni,  non risulti superiore rispetto a quello
prodotto  dall’utilizzo di combustibili conformi ai commi da 2 a 8 in
assenza di tale tecnologia.
20.   L’autorizzazione   rilasciata   ai   sensi  del  comma 19  e’
dall’autorita’   di  cui  all’articolo 296,  comma 9,  non  risultano
rispettati i requisiti previsti per effetto dell’autorizzazione.”.
5. L’articolo 296 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e’
“Art.  296 (Controlli e sanzioni). – 1. Chi effettua la combustione
di materiali o sostanze in difformita’ alle prescrizioni del presente
titolo,  ove  gli  stessi  non  costituiscano  rifiuti ai sensi della
vigente normativa, e’ punito:
a) in  caso  di combustione effettuata presso gli impianti di cui
al  titolo  I  della parte quinta del presente decreto, con l’arresto
fino  a  due  anni  o  con  l’ammenda  da duecentocinquantotto euro a
milletrentadue euro;
b) in  caso  di combustione effettuata presso gli impianti di cui
al  titolo II della parte quinta, inclusi gli impianti termici civili
di  potenza  termica  inferiore al valore di soglia, con una sanzione
amministrativa  pecuniaria  da  duecento  euro  a  mille euro; a tale
sanzione,  da  irrogare  ai  sensi dell’articolo 288, comma 6, non si
applica  il  pagamento in misura ridotta di cui all’articolo 16 della
legge  24 novembre  1981,  n.  689,  e  successive  modificazioni; la
sanzione   non   si   applica   se,   dalla  documentazione  relativa
all’acquisto  di tali materiali o sostanze, risultano caratteristiche
merceologiche   conformi   a   quelle   dei  combustibili  consentiti
nell’impianto,  ferma  restando  l’applicazione dell’articolo 515 del
codice  penale  e  degli altri reati previsti dalla vigente normativa
per chi ha effettuato la messa in commercio.
2.  I controlli sul rispetto delle disposizioni del presente titolo
sono  effettuati,  per  gli  impianti  di cui al titolo I della parte
quinta,  dall’autorita’ di cui all’articolo 268, comma 1, lettera p),
e  per  gli  impianti  di  cui  al  titolo  II  della  parte  quinta,
dall’autorita’ di cui all’articolo 283, comma 1, lettera i).
3.   In   caso  di  mancato  rispetto  delle  prescrizioni  di  cui
all’articolo 294, il gestore degli impianti disciplinati dal titolo I
della  parte  quinta  e’  punito  con  l’arresto fino a un anno o con
l’ammenda  fino  a milletrentadue euro. Per gli impianti disciplinati
dal  titolo  II  della  parte  quinta si applica la sanzione prevista
dall’articolo 288,   comma 2;  tale  sanzione,  in  caso  di  mancato
rispetto  delle  prescrizioni  di cui all’articolo 294, si applica al
responsabile  per  l’esercizio  e  la manutenzione se ricorre il caso
previsto dall’ultimo periodo dell’articolo 284, comma 2.
4.   In   caso   di   mancata   trasmissione   dei   dati   di  cui
all’articolo 298,   comma 3,  nei  termini  prescritti,  il  Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, anche ai fini
di  quanto  previsto  dall’articolo 650  del codice penale, ordina ai
soggetti inadempienti di provvedere.
5.  Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato,  sono puniti con una
sanzione  amministrativa  pecuniaria  da 15.000 a 150.000 euro coloro
che  immettono  sul  mercato combustibili per uso marittimo aventi un
tenore  di  zolfo  superiore  ai  limiti previsti nell’articolo 295 e
l’armatore   o  il  comandante  che,  anche  in  concorso  tra  loro,
utilizzano  combustibili  per uso marittimo aventi un tenore di zolfo
superiore  a tali limiti. In caso di recidiva e in caso di infrazioni
che,  per  l’entita’  del  tenore  di  zolfo  o  della  quantita’ del
combustibile   o  per  le  caratteristiche  della  zona  interessata,
risultano di maggiore gravita’, all’irrogazione segue, per un periodo
da un mese a due anni:
a) la   sospensione  dei  titoli  professionali  marittimi  o  la
sospensione   dagli   uffici   direttivi   delle  persone  giuridiche
nell’esercizio  dei  quali  l’infrazione e’ commessa, ovvero, se tali
sanzioni accessorie non sono applicabili,
b) l’inibizione  dell’accesso ai porti italiani per il comandante
che  ha  commesso  l’infrazione  o  per  le navi dell’armatore che ha
commesso l’infrazione.
6. In caso di violazione dell’articolo 295, comma 10, il comandante
e’  punito con la sanzione amministrativa prevista dall’articolo 1193
7.  Salvo  che  il  fatto  costituisca reato, chi, senza commettere
l’infrazione  di  cui  al  comma 5,  non  consegna il bollettino o il
campione  di cui all’articolo 295, comma 11, o consegna un bollettino
in  cui  l’indicazione  ivi  prevista  sia  assente e’ punito con una
sanzione  amministrativa  pecuniaria  da  5.000 a 15.000 euro. Con la
stessa  sanzione  e’ punito chi, senza commettere l’infrazione di cui
al comma 5, non conserva a bordo il bollettino o il campione previsto
dall’articolo 295, comma 11.
8. I fornitori di combustibili che non comunicano in termini i dati
previsti  dall’articolo 295,  comma 12,  sono puniti con una sanzione
amministrativa pecuniaria da 10.000 a 30.000 euro.
9.  All’accertamento  delle infrazioni previste dai commi da 5 a 8,
provvedono,  con  adeguata  frequenza  e programmazione e nell’ambito
delle  rispettive  competenze,  ai sensi degli articoli 13 e seguenti
della  legge  24 novembre 1981, n. 689, il Corpo delle capitanerie di
porto,   la   Guardia   costiera,   gli   altri   soggetti   di   cui
all’articolo 1235  del codice della navigazione e gli altri organi di
polizia  giudiziaria. All’irrogazione delle sanzioni previste da tali
commi provvedono  le autorita’ marittime competenti per territorio e,
in  caso  di  infrazioni attinenti alla immissione sul mercato o alla
navigazione interna, le regioni o le diverse autorita’ indicate dalla
legge  regionale.  Restano ferme, per i fatti commessi all’estero, le
competenze attribuite alle autorita’ consolari.
10.   Gli   accertamenti   previsti   dal   comma 9,  ove  relativi
all’utilizzo dei combustibili, possono essere effettuati anche con le
a) mediante il campionamento e l’analisi dei combustibili per uso
marittimo  al momento della consegna alla nave; il campionamento deve
essere  effettuato secondo le pertinenti linee guida dell’I.M.O., ove
b) mediante il campionamento e l’analisi dei combustibili per uso
marittimo  contenuti  nei  serbatoi  della  nave  o, ove cio’ non sia
tecnicamente possibile, nei campioni sigillati presenti a bordo,
c) mediante  controlli sui documenti di bordo e sui bollettini di
consegna dei combustibili.
11.  In  caso  di  accertamento degli illeciti previsti dal comma 5
l’autorita’  competente all’applicazione delle procedure di sequestro
dispone,  ove  tecnicamente  opportuno,  ed assicurando il preventivo
prelievo   di  campioni  e  la  conservazione  degli  altri  elementi
necessari  a  fini di prova, che il combustibile fuori norma sia reso
conforme  alle  prescrizioni  violate mediante apposito trattamento a
spese  del responsabile. A tale fine la medesima autorita’ impartisce
le   opportune   prescrizioni  circa  i  tempi  e  le  modalita’  del
trattamento.”.
6.  All’articolo 298 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,
“2-bis.   Entro   il   30 giugno   di  ciascun  anno  il  Ministero
dell’ambiente  e  della  tutela  del territorio e del mare invia alla
Commissione  europea, sulla base di una relazione trasmessa dall’APAT
entro  il  mese  precedente,  un  rapporto  circa  il tenore di zolfo
dell’olio  combustibile  pesante,  del gasolio e dei combustibili per
uso  marittimo  utilizzati nell’anno civile precedente. I soggetti di
cui  all’articolo 296, commi 2 e 9, i laboratori chimici delle dogane
o,  ove  istituiti,  gli uffici delle dogane nel cui ambito operano i
laboratori  chimici  delle  dogane, i gestori dei depositi fiscali, i
gestori  degli impianti di produzione di combustibili e i gestori dei
grandi  impianti di combustione trasmettono all’APAT ed al Ministero,
nei  casi,  nei  tempi  e  con  le  modalita’ previsti nella parte I,
sezione   3,   dell’Allegato  X  alla  parte  quinta,  i  dati  e  le
informazioni necessari ad elaborare la relazione.”.
– La  Direttiva 6 luglio 2005, n. 2005/33/CE ï¿½Direttiva
direttiva  1999/32/CE  in  relazione al tenore di zolfo dei
combustibili   per  uso  marittimoï¿½,  e’  pubblicata  nella
G.U.U.E.  22 luglio  2005,  n.  L 191. E’ entrata in vigore
l’11 agosto 2005.
– L’allegato  B  della  legge  6  febbraio  2007, n. 13
legge   comunitaria   20062,   pubblicata   nella  Gazzetta
Ufficiale  17 febbraio  2007,  n. 40, supplemento ordinario
cosi’ dispone.
e donne in materia di occupazione e impiego (rifusione).ï¿½
in   materia   ambientaleï¿½  e’  pubblicato  nella  Gazzetta
– La  convenzione  Marpol  e’  stata  ratificata con la
legge  29 settembre  1980,  n. 662, ï¿½Ratifica ed esecuzione
della   Convenzione   internazionale   per  la  prevenzione
dell’inquinamento   causato   da   navi  e  del  protocollo
d’intervento  in  alto mare in caso di inquinamento causato
da   sostanze   diverse  dagli  idrocarburi,  con  annessi,
adottati  a  Londra  il  2 novembre 1973ï¿½, pubblicata nella
Gazzetta  Ufficiale  23 ottobre  1980,  n. 292, supplemento
– Il   decreto   legislativo   21 marzo   2005,  n.  66
ï¿½Attuazione   della   direttiva  2003/17/CE  relativa  alla
qualita’  della  benzina  e  del  combustibile  dieselï¿½, e’
pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale 27 aprile 2005, n. 96,
– L’art.  8  del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281,  ï¿½Definizione  ed ampliamento delle attribuzioni della
Conferenza  Stato-citta’  ed  autonomie  locali, pubblicato
nella  Gazzetta  Ufficiale  30 agosto  1997,  n. 202, cosi’
Ministro dell’interno.ï¿½
– L’art.  291 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152,  come  modificato  dal  decreto  qui pubblicato, e’ il
ï¿½Art.  291  (Campo  di  applicazione). – 1. Il presente
titolo  disciplina,  ai  fini  della  prevenzione  e  della
limitazione      dell’inquinamento      atmosferico,     le
caratteristiche  merceologiche dei combustibili che possono
essere  utilizzati  negli  impianti di cui ai titoli I e II
della  parte  quinta  del  presente  decreto,  inclusi  gli
impianti  termici  civili  di  potenza termica inferiore al
valore  di  soglia,  e le caratteristiche merceologiche dei
combustibili   per   uso   marittimo.  Il  presente  titolo
stabilisce   inoltre   le   condizioni   di   utilizzo  dei
combustibili,   comprese  le  prescrizioni  finalizzate  ad
ottimizzare  il  rendimento  di  combustione, e i metodi di
misura delle caratteristiche merceologiche.ï¿½.
– L’art.  298 del predetto decreto, come modificato dal
decreto qui pubblicato, e’ il seguente:
ï¿½Art.  298 (Disposizioni transitorie e finali). – 1. Le
disposizioni  del  presente  titolo  relative agli impianti
disciplinati  dal  titolo I della parte quinta del presente
decreto  si  applicano  agli impianti termici civili di cui
all’art.  281,  comma 3,  a  partire  dalla  data in cui e’
effettuato   l’adeguamento  disposto  dalle  autorizzazioni
rilasciate ai sensi dell’art. 281, comma 2.
2.  Alla  modifica  e  all’integrazione dell’allegato X
alla  parte  quinta del presente decreto si provvede con le
modalita’    previste   dall’art.   281,   commi 5   e   6.
All’integrazione  di  tale allegato si procede per la prima
volta  entro  un  anno  dall’entrata  in vigore della parte
quinta del presente decreto.
2-bis.  Entro il 30 giugno di ciascun anno il Ministero
invia alla Commissione europea, sulla base di una relazione
trasmessa  dall’APAT  entro il mese precedente, un rapporto
circa  il  tenore  di zolfo dell’olio combustibile pesante,
del gasolio e dei combustibili per uso marittimo utilizzati
nell’anno  civile  precedente.  I  soggetti di cui all’art.
296,  commi 2 e 9, i laboratori chimici delle dogane o, ove
istituiti, gli uffici delle dogane nel cui ambito operano i
laboratori  chimici  delle  dogane,  i gestori dei depositi
fiscali,   i   gestori  degli  impianti  di  produzione  di
combustibili e i gestori dei grandi impianti di combustione
trasmettono all’APAT ed al Ministero, nei casi, nei tempi e
con  le  modalita’  previsti  nella  parte  I,  sezione  3,
dell’allegato X alla parte quinta, i dati e le informazioni
necessari ad elaborare la relazione.ï¿½.
Modifiche all’allegato X alla parte quinta
1.  Nell’allegato  X  alla  parte  quinta  del  decreto legislativo
3 aprile  2006, n. 152, la lettera e) del paragrafo 1 della sezione 1
della Parte I e’ sostituita dalla seguente : “e) gasolio, kerosene ed
altri   distillati  leggeri  e  medi  di  petrolio  rispondenti  alle
caratteristiche indicate nella parte II, sezione 1, paragrafo 1;”.
2.  Nell’allegato  X  alla  parte  quinta  del  decreto legislativo
3 aprile  2006, n. 152, la lettera c) del paragrafo 4 della sezione 1
della  Parte  I e’ sostituita dalla seguente : “c) gas di raffineria,
kerosene  ed  altri  distillati  leggeri  e  medi  di  petrolio, olio
combustibile  ed  altri  distillati  pesanti  di  petrolio, derivanti
esclusivamente da greggi nazionali, e coke da petrolio;”.
3.  Nell’allegato  X  alla  parte  quinta  del  decreto legislativo
3 aprile  2006, n. 152, alla lettera h) del paragrafo 7 della sezione
1  della  Parte  I  le parole: “combustibili liquidi” sono sostituite
dalle  seguenti:  “olio  combustibile  ed altri distillati pesanti di
petrolio”.
4.  Nell’allegato  X  alla  parte  quinta  del  decreto legislativo
3 aprile  2006, n. 152, la lettera d) del paragrafo 1 della sezione 2
della  Parte I e’ sostituita dalla seguente: “d) gasolio, kerosene ed
5.  Nell’allegato  X  alla  parte  quinta  del  decreto legislativo
3 aprile  2006,  n.  152, la sezione III, incluse le appendici 1 e 2,
della Parte I e’ sostituita dalla seguente:
“Sezione 3
Disposizioni per alcune specifiche tipologie
di combustibili liquidi
1.1.  L’olio combustibile pesante di cui all’articolo 292, comma 2,
lettera a), utilizzato negli impianti disciplinati dal titolo I, come
tale  o  in emulsione con acqua, deve avere un contenuto di zolfo non
superiore  all’1%  in  massa  e,  nei  casi previsti dalla sezione 1,
paragrafo 7, non superiore allo 0,3% in massa.
1.2.  In  deroga  a quanto previsto al punto 1.1, negli impianti di
cui alla sezione 1, paragrafi da 2 a 6, e’ consentito, in conformita’
a  tali paragrafi, l’uso di oli combustibili pesanti aventi un tenore
massimo di zolfo superiore all’1% in massa nel caso di:
a) grandi  impianti  di  combustione  di cui all’articolo 273, ad
eccezione  di  quelli  che beneficiano dell’esenzione ivi prevista al
comma 5  e di quelli anteriori al 1988 autorizzati in forma tacita ai
sensi  del decreto del Presidente della Repubblica n. 203 del 1988, i
quali,  nel  rispetto  della  vigente normativa, non hanno completato
l’adeguamento autorizzato;
b) impianti   di   combustione   non  compresi  nella  precedente
lettera a) ubicati nelle raffinerie di oli minerali, a condizione che
la  media  mensile  delle  emissioni  di ossidi di zolfo di tutti gli
impianti della raffineria, esclusi quelli di cui alla lettera a), non
superi,   indipenden-temente   dal   tipo  di  combustibile  e  dalle
combinazioni di combustibile utilizzati, il valore di 1700 mg/Nm^”3″;
c) impianti   di   combustione   non   compresi  alle  precedenti
lettere a)  e b),  a condizione che sia rispettato, per gli ossidi di
zolfo,  il  valore limite previsto nell’autorizzazione e, nel caso di
autorizzazione tacita, almeno il valore di 1700 mg/Nm”^3″.
2.1.  Fatti  salvi  i casi in cui si applica il decreto legislativo
21 marzo  2005,  n. 66, i metodi di riferimento per la determinazione
del  tenore  di  zolfo  nei  combustibili  per  uso  marittimo di cui
all’articolo 292, comma 2, lettera d), sono quelli definiti, per tale
caratteristica,  nella  parte  II,  sezione  1,  paragrafo 1.  Per la
trattazione  dei  risultati  delle  misure  e  l’arbitrato si applica
quanto previsto alla parte II, sezione 1, paragrafo 4.
3.1.  Al  fine  di consentire l’elaborazione della relazione di cui
all’articolo 298, comma 3, i soggetti competenti l’accertamento delle
infrazioni ai sensi dell’articolo 296, comma 2 e comma 9, trasmettono
all’APAT e al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del  mare  entro  il  31 marzo  di  ogni anno, utilizzando il formato
indicato nella tabella I, i dati inerenti ai rilevamenti di tenore di
zolfo  effettuati  nel  corso  degli  accertamenti  dell’anno  civile
precedente   sui   combustibili  di  cui  all’articolo 292,  comma 2,
lettere a), b)  e d). Entro la stessa data i laboratori chimici delle
dogane  o,  ove  istituiti,  gli  uffici  delle dogane nel cui ambito
operano  i laboratori chimici delle dogane, trasmettono all’APAT e al
Ministero  dell’ambiente  e  della tutela del territorio e del mare i
dati  inerenti ai rilevamenti di tenore di zolfo effettuati nel corso
degli  accertamenti  dell’anno  civile  precedente,  ai  sensi  della
vigente normativa, sui combustibili di cui all’articolo 292, comma 2,
lettere a), b)   e d),   prodotti   o   importati  e  destinati  alla
commercializzazione sul mercato nazionale. Gli esiti trasmessi devono
riferirsi  ad  accertamenti  effettuati  con una frequenza adeguata e
secondo  modalita’  che assicurino la rappresentativita’ dei campioni
rispetto al combustibile controllato.
3.2. Entro il 31 marzo di ogni anno, i gestori dei depositi fiscali
che importano i combustibili di cui al punto 3.1 da Paesi terzi o che
li  ricevono  da  Paesi  membri dell’Unione europea e i gestori degli
impianti  di  produzione dei medesimi combustibili inviano all’APAT e
al  Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
tramite  le  rispettive  associazioni  di  categoria,  utilizzando il
formato  indicato  nelle  tabelle  II  e  III,  i  dati concernenti i
quantitativi  di  tali  combustibili  prodotti  o importati nel corso
dell’anno    precedente,   con   esclusione   di   quelli   destinati
all’esportazione.  Entro  il  31 marzo  di  ogni  anno, i gestori dei
grandi  impianti  di  combustione  che  importano  olio  combustibile
pesante  da Paesi terzi o che lo ricevono da Paesi membri dell’Unione
europea  inviano all’APAT e al Ministero dell’ambiente e della tutela
del  territorio  e  del  mare,  tramite le rispettive associazioni di
categoria,  utilizzando  il formato indicato nella tabella IV, i dati
concernenti  i  quantitativi  di  olio combustibile pesante importati
impianti in cui vengono fabbricati, trasformati, detenuti, ricevuti o
spediti  i  combustibili  oggetto  della  parte  quinta  del presente
decreto,  sottoposti  ad accisa, in regime di sospensione dei diritti
di    accisa,    alle   condizioni   stabilite   dall’amministrazione
finanziaria;  ricadono  in  tale  definizione  anche  gli impianti di
produzione dei combustibili. Per combustibile sottoposto ad accisa si
intende  un  combustibile al quale si applica il regime fiscale delle
3.4. I dati previsti ai punti 3.1 e 3.2 sono trasmessi al-l’APAT su
supporto  digitale, unitamente alla lettera di accompagnamento e, per
posta   elettronica   all’indirizzo  [email protected]  e  al
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per
posta elettronica all’indirizzo [email protected]
3.5.  La  relazione elaborata dall’APAT sulla base dei dati e delle
informazioni  di  cui  ai  punti 3.1 e 3.2 deve indicare, per ciascun
combustibile,  il numero totale di accertamenti effettuati, il tenore
medio  di  zolfo  relativo  a  tali  accertamenti  ed il quantitativo
complessivamente prodotto e importato.
—->  Vedere tabella alle pagg. 130-131   in formato zip/pdf
(1) Per le emulsioni e’ escluso il quantitativo di acqua.”.
6.  Nell’allegato  X  alla  parte  quinta del decreto legislativo
3 aprile  2006,  n.  152,  Parte II, sezione 1, paragrafo I, i valori
relativi  allo  zolfo,  indicati  nelle  colonne  2,  4, 6 e 10 della
tabella, sono sostituiti dal seguente: “1”.
– L’allegato   X   alla   parte   quinta   del  decreto
legislativo  3 aprile  2006,  n.  152,  Parte I, sezione I,
paragrafo 1,  la  lettera e),  come modificato dal presente
decreto e’ il seguente:
ï¿½Allegato X
1.   Negli   impianti  disciplinati  dal  titolo  I  e’
consentito l’utilizzo dei seguenti combustibili:
d) gas d’altoforno, di cokeria, e d’acciaieria;
e) gasolio,  kerosene  ed  altri distillati leggeri e
medi  di petrolio rispondenti alle caratteristiche indicate
nella parte II, sezione 1, paragrafo 1;
f) emulsioni    acqua-gasolio,    acqua-kerosene    e
acqua-altri  distillati  leggeri  e medi di petrolio di cui
alla     precedente     lettera e),     rispondenti    alle
caratteristiche   indicate   nella  parte  II,  sezione  3,
paragrafo 1;
g) biodiesel    rispondente    alle   caratteristiche
indicate nella parte II, sezione 1, paragrafo 3;
h) olio  combustibile  ed altri distillati pesanti di
petrolio  con  contenuto  di  zolfo non superiore all’1% in
massa  e  rispondenti  alle  caratteristiche indicate nella
parte II, sezione 1, paragrafo 1, colonne 1, 2, 3, 4, 5, 6,
9 e 10, fatto salvo quanto previsto nella sezione 3;
i) emulsioni  acqua-olio  combustibile  o acqua-altri
distillati  pesanti  di  petrolio,  di  cui alla precedente
lettera h),  e  rispondenti  alle  caratteristiche indicate
nella parte II, sezione 3, paragrafo 2;
l) legna  da  ardere  alle  condizioni previste nella
parte II, sezione 4;
m) carbone di legna;
n) biomasse  combustibili individuate nella parte II,
sezione 4, alle condizioni ivi previste;
o) carbone  da  vapore  con  contenuto  di  zolfo non
superiore    all’1%    in    massa   e   rispondente   alle
caratteristiche   indicate   nella  parte  II,  sezione  2,
p) coke  metallurgico e da gas con contenuto di zolfo
non   superiore   all’1%   in   massa  e  rispondente  alle
q) antracite, prodotti antracitosi e loro miscele con
contenuto   di  zolfo  non  superiore  all’1%  in  massa  e
rispondenti  alle  caratteristiche indicate nella parte II,
sezione 2, paragrafo 1;
r) biogas individuato nella parte II, sezione 6, alle
s) gas di sintesi proveniente dalla gassificazione di
combustibili    consentiti,   limitatamente   allo   stesso
comprensorio industriale nel quale tale gas e’ prodotto.ï¿½.
paragrafo 4,  la  lettera c),  come modificato dal presente
4.  In  aggiunta ai combustibili di cui al paragrafo 1,
e’  consentito l’utilizzo dei seguenti combustibili purche’
prodotti   da   impianti   localizzati  nella  stessa  area
delimitata in cui sono utilizzati:
a) olio  combustibile  ed altri distillati pesanti di
petrolio  con  contenuto  di  zolfo  non superiore al 3% in
parte II, sezione 1, paragrafo 1, colonna 7;
b) emulsioni  acqua-olio  combustibile  o acqua-altri
lettera a)  e  rispondenti  alle  caratteristiche  indicate
c) gas  di  raffineria,  kerosene ed altri distillati
leggeri  e  medi  di  petrolio,  olio combustibile ed altri
distillati pesanti di petrolio, derivanti esclusivamente da
greggi nazionali, e coke da petroli;
d) idrocarburi  pesanti  derivanti  dalla lavorazione
del  greggio  rispondenti alle caratteristiche e secondo le
condizioni di utilizzo di cui alla parte II, sezione 5.
paragrafo 7,   lettera h),  come  modificato  dal  presente
7.  In  deroga  ai  paragrafi 1,  5 e 6, negli impianti
aventi potenza termica nominale complessiva non superiore a
3 MW, e’ vietato l’uso dei seguenti combustibili;
a) carbone  da vapore salvo l’utilizzo negli impianti
di  lavorazione  del  ferro forgiato a mano, in conformita’
alla parte II, sezione 2, paragrafo 1;
b) coke  metallurgico salvo l’utilizzo negli impianti
c) coke da gas;
d) antracite, prodotti antracitosi e loro miscele;
e) gas da altoforno, di cokeria e d’acciaieria;
f) bitume da petrolio;
g) coke da petrolio;
petrolio  con  contenuto  di  zolfo  superiore allo 0,3% in
massa  e  loro  emulsioni;  tale  disposizione  si  applica
soltanto  agli  impianti autorizzati dopo il 24 marzo 1996,
salvo  il  caso in cui le regioni, nei piani e programmi di
cui  all’art.  8  e  all’art.  9  del  decreto  legislativo
4 agosto 1999, n. 351, ne prevedano l’estensione anche agli
impianti  autorizzati  precedentemente  ove tale misura sia
necessaria per il conseguimento degli obiettivi di qualita’
dell’aria.ï¿½.
legislativo  3 aprile  2006,  n.  152, Parte I, sezione II,
paragrafo 1,  la  lettera d)  come  modificato dal presente
1.   Negli  impianti  disciplinati  dal  titolo  II  e’
consentito l’uso dei seguenti combustibili;
b) gas di citta’;
d) gasolio,  kerosene  ed  altri distillati leggeri e
parte II, sezione 1, paragrafo 1.
e) emulsioni    acqua-gasolio,    acqua-kerosene    e
alla    precedente    lettera d)    e    rispondenti   alle
f) legna  da  ardere  alle  condizioni previste nella
h) biomasse  combustibili individuate nella parte II,
i) biodiesel  avente  le  caratteristiche indicate in
parte II, sezione 1, paragrafo 3;
l) olio  combustibile  ed altri distillati pesanti di
petrolio  rispondenti  alle  caratteristiche indicate nella
parte II, sezione 1, paragrafo 1, colonne 1, 3, 5 e 9;
m) emulsioni  acqua-olio  combustibile  o acqua-altri
lettera l), rispondenti alle caratteristiche indicate nella
parte II, sezione 3, paragrafo 2
n) biogas individuato nella parte II, sezione 6, alle
condizioni ivi previste.ï¿½.
2. Alle istruttorie previste all’articolo 293, comma 3, del decreto
legislativo   3 aprile   2006,   n.   152,   introdotto  dal  comma 3
dell’articolo 1,  e  all’articolo 295, commi 14, 15, 16, 19 e 20, del
medesimo decreto legislativo, introdotto dal comma 4 dell’articolo 1,
nonche’ alla tenuta del registro previsto all’articolo 295, comma 12,
del  medesimo decreto introdotto dal comma 4 dell’articolo 1, ed alla
redazione del rapporto di cui all’articolo 298, comma 3, del medesimo
decreto   introdotto   dal  comma 6  dell’articolo 1,  le  competenti
autorita’  provvedono  nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e
3.  Fermo  restando quanto previsto dal comma 2, gli oneri inerenti
alle  prestazioni e ai controlli di cui al comma 9, dell’articolo 296
del  decreto  legislativo  3 aprile 2006, n. 152, come introdotto dal
comma 5  dell’articolo 1,  effettuati da uffici pubblici in relazione
alle disposizioni introdotte dal presente decreto, inclusi i costi di
eliminazione dei campioni risultati non conformi, sono posti a carico
dei  soggetti  interessati secondo tariffe predeterminate, sulla base
del costo effettivo del servizio, da determinare con apposito decreto
di  concerto  con  i  Ministri  dell’economia  e  delle finanze e dei
trasporti, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto.”.
Mussi,   Ministro   dell’universita’  e
DECRETO LEGISLATIVO 9 Novembre 2007, n. 205 – Attuazione della direttiva 2005/33/CE che modifica la direttiva 1999/32/CE in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo. (GU n. 261 del 9-11-2007 redazione redazione 2015-05-05T13:41:13+00:00