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Timestamp: 2018-04-22 04:25:49+00:00
Document Index: 74863196

Matched Legal Cases: ['art 591', 'art 179', 'art 591', 'art 41', 'art 51', 'art 2770', 'art 2855', 'art 598']

V Forum Nazionale dei Mediatori Intervento del Dott. Gian Marco Boccanera
FACILITARE la Complessità e ripensare i nostri schemi mentali per il rinnovamento del SistemaPaese Italia: la Mediazione è uno strumento?
RELAZIONE AL V° FORUM NAZIONALE DEI MEDIATORI DEL 28 GIUGNO 2013
PRESSO SALA DELLA MERCEDE – CAMERA DEI DEPUTATI –ROMA
Roma, 28 giugno 2013.
Pubblicato da Gian Marco Boccanera il lunedì, luglio 15, 2013 0 commenti
Etichette: cambiamento, competenza, conciliazione, consumi, creatività, eupetenza, italia, mediazione, meme, produttività, professionisti, saggi, sistemaitalia, sistemapaese, strategia, studioboccanera
"Il Progetto di distribuzione"
III modulo del "Corso sulle esecuzioni immobiliari"
a cura del Dott. Gian Marco Boccanera
Backstage video del Corso
Il Progetto di Distribuzione nelle esecuzioni immobiliari è la fase in cui i creditori possono entrare in possesso materiale della loro creditorìa, seppure dopo la falcidia del concorso della par condicio creditorum. Rappresenta il momento finale in cui i creditori possono riprendere i loro soldi, in funzione del ricavato della vendita all’asta degli immobili pignorati, fatte salve le cause legittime di prelazione e dopo aver soddisfatto le spese in prededuzione.
In un momento di grave CRISI FINANZIARIA come l’attuale in cui ci dibattiamo tutti, il momento della distribuzione del ricavato del processo esecutivo immobiliare, che magari durava da vent’anni o più, apre uno spiraglio di luce al soddisfacimento dei creditori, o almeno a quelli maggiormente titolati in prelazione. Fra tutti i creditori vediamo spessissimo la presenza di Banche e Istituti di Credito che sono ora diventate sensibili alla velocizzazione dell’intero percorso esecutivo immobiliare, per una serie di motivi: (i) poiché hanno asset immobiliari incagliati in proporzione alquanto rilevante sul totale e spingono per un loro smobilizzo; (ii) poiché si sono rese conto che il mercato immobiliare è in fase discendente e che i valori di vendita all’asta di domani possono essere peggiori e più bassi di quelli di oggi. L’immobile cioè va perdendo di valore di anno in anno, esattamente al contrario di quanto accadeva fino a qualche tempo fa; (iii) poiché i tassi di interesse si sono mantenuti straordinariamente bassi negli ultimi 10 anni.
Tutte valutazioni strategiche queste che hanno reso non più così conveniente la coltivazione del contenzioso espropriativo nella non più attuale aspettativa che la rivalutazione del capitale ipotecario ammesso potesse trovare –comunque- capienza nella rivalutazione dell’immobile di anno in anno, in guisa da costituire quasi un salvadanaio autorivalutante. Adesso la situazione è molto diversa, in presenza di crisi sistemica di durata residua ancora lunga e di aspettative razionali non così favorevoli per l’intera economia nazionale, le Banche premono per velocizzare tutta la durata del processo di esecuzione immobiliare fino ad arrivare alla fase distributiva, fase pregnante in cui sperano di riprendere - almeno in parte - i loro soldi.
Il progetto di distribuzione – quindi - rappresenta la fase conclusiva del processo di esecuzione immobiliare, ed è il piano di ripartizione a tutti gli aventi diritto delle somme ricavate dalla vendita all’asta dei cespiti pignorati, rispettando l’ordine dei privilegi e delle ipoteche. Con il Progetto di distribuzione si assegnano tutte le somme che costituiscono attivo della procedura, si estingue il deposito della procedura e si avvia la stessa a chiusura.
Il Progetto di Distribuzione rappresenta il cardine della fase trasformativa, almeno per i creditori ripartibili, dalla forma del titolo di credito alla forma del denaro liquido. Il portatore di titolo di credito, ripartibile in funzione della prelazione di cui gode (Prededuzione, Privilegio o Ipoteca) , si trasforma in ricevitore di mezzi finanziari attraverso l’assegnazione della quota di riparto spettante.
La redazione del Progetto di Distribuzione rientra nelle prerogative del “professionista delegato” a mente dell’art 591/bis cpc (Delega alle operazioni di vendita) in base al quale il giudice dell’esecuzione può delegare ad un notaio, un avvocato o un commercialista, iscritti negli elenchi triennali di cui all’art 179 ter delle disposizioni di attuazione al codice di procedura civile, il compimento delle operazioni di vendita.
Il professionista delegato può svolgere una pluralità di attività assegnate dalla narrativa dell’art 591 bis cpc. La giurisprudenza del dott. Audino, giudice dell’esecuzione presso il Tribunale di Velletri, ha inteso procedere alla nomina differenziata di un professionista per ciascun macroaggregato di attività simmetriche da svolgere durante il processo esecutivo immobiliare.
un professionista delegato per l’esame preliminare del fascicolo e la cura degli esperimenti di vendita da eseguire con asta (senza incanto e con incanto) e della loro pubblicità e comunicazione agli aventi diritto, normalmente scelto tra notai e avvocati. La prassi del Tribunale di Velletri ci informa che di solito le procedure di vendita assegnate alla delega di avvocati vengono esperite presso la sede del Tribunale, mentre quelle assegnate ai notai vengono esperite presso il loro studio notarile
un custode giudiziario dell’immobile, normalmente scelto tra colleghi avvocati o I.V.G.;
un professionista delegato al Progetto di Distribuzione e alla cura delle successive incombenze previste con Ordinanza, ivi compresa la richiesta di provvisoria approvazione dei creditori, l’invio all’esecutato, e la predisposizione della bozza dei mandati ai creditori ripartibili. Di recente a tale professionista viene altresì richiesto di pronunciarsi circa l’istanza ex art 41 DLgs 385/93 presentata dal creditore fondiario e finalizzata ad ottenere anticipazione delle proprie spettanze. Normalmente per questa attività delegata, di tipo prevalentemente matematico-contabile, viene designato un commercialista.
Quali sono le prime attività da compiere?
Il Professionista delegato alla redazione del P.D. deve innanzitutto accettare l’incarico conferito e dichiarare di non trovarsi in nessuna condizione di impedimento o incompatibilità rispetto alla corretta esecuzione dello stesso. In modo particolare egli, presa cognizione e visione dei compiti affidati, deve fare per iscritto apposita dichiarazione giurata con la formula di rito, di non trovarsi in nessuna delle “condizioni di incompatibilità previste dall’art 51 cpc. Egli in particolare dichiara di non avere assunto incarichi professionali e di non essere stato dipendente di alcuna delle parti in causa nell’ultimo triennio, né di essere associato, dipendente o affiliato di alcuno studio professionale che si trovi in condizioni di incompatibilità con l’incarico conferito”.
Tra le prime attività del delegato c’è senz’altro lo “studio del fascicolo”: studiare come si è svolta la procedura esecutiva immobiliare, la successione degli eventi giuridici, i documenti agli atti del processo, il pignoramento, le ipoteche gravanti sugli immobili, i creditori procedente e intervenuti e le loro graduazioni in prelazione, i documenti a sostegno delle richieste di rimborso prededucibili. Personalmente ho trovato giovamento nel predisporre un foglio di lavoro ad hoc (con excel e word) con riportati tutti i dati dei creditori e dei loro avvocati (titolari e domiciliatari), i dati degli esecutati e le ipoteche gravanti sugli immobili, le successive cessioni di credito nel caso di cartolarizzazione, nonché i dati degli immobili e i movimenti del libretto di deposito. Nel caso di più procedure riunite in una sola (la portante) avremo a che fare con plurimi fogli di lavoro.
Tra le prime cose da fare c’è la richiesta in Cancelleria sia della copia del Libretto di deposito, da riscontrare con l’effettività degli incassi di procedura e dei prelevamenti in prededuzione, sia della copia del Decreto di trasferimento, onde riscontrare la corrispondenza delle trascrizioni e iscrizioni rispetto al pignoramento e alla certificazione ipocatastale ventennale eseguita all’inizio della procedura.
Subito dopo occorre depositare la propria nota di richiesta compensi che devono essere liquidati dal G.E. ed inseriti nel Progetto di Distribuzione che ci si accinge a tracciare, insieme ai compensi degli altri ausiliari della procedura (Notaio, CTU stimatore, Custode) che ugualmente si avrà modo di sollecitare al deposito e liquidazione.
Il professionista delegato poi deve richiedere ai creditori la loro precisazione del credito, comprensiva dei documenti dimostrativi delle spese sostenute nell’interesse comune di tutti i creditori ex art 2770 cod.civ. Ove non pervengano dette precisazioni del credito, il delegato si atterrà unicamente a quanto depositato agli atti del fascicolo, in conformità al tenore dell’Ordinanza del G.E. Le precisazioni ricevute dal delegato dovranno essere valutate in termini di conformità e rispondenza al titolo esecutivo, soprattutto per quel che concerne l’effettività del grado ipotecario e in generale delle cause legittime di prelazione, nonché la rivalutazione degli interessi a norma dell’art 2855 cod. civ.
Fissata l’udienza di discussione del Progetto di Distribuzione, normalmente evidenziata nell’Ordinanza di nomina del delegato, la stessa udienza va comunicata alle parti, all’esecutato e agli eventuali comproprietari a cura del professionista delegato, allegando anche una bozza del progetto sul quale si chiede ai creditori di esprimere una “provvisoria approvazione”, dichiarando che l’approvazione definitiva verrà promossa solo in udienza. Nella quale, se il progetto è approvato o si riesce a raggiungere l’accordo tra tutte le parti, se ne da atto nel processo verbale e il giudice dell’esecuzione ordina il pagamento delle singole quote spettanti ai creditori (art 598 cpc “Approvazione del progetto”). Il delegato avrà previamente avuto cura di richiedere a tutti i creditori il loro IBAN (International Banking Account Number), in modo da facilitare il successivo trasferimento dei fondi spettanti a ciascuno via bonifico bancario.
A questo punto, almeno dieci giorni prima dell’udienza di discussione del P.D, il professionista delegato dovrà depositare il Progetto di Distribuzione in Cancelleria, avendo l’accortezza di inserirvi anche le bozze di tutti i mandati ai creditori ripartibili precompilati con le somme spettanti a ciascun nominativo e i codici IBAN di ogni creditore ove far confluire la quota di riparto spettante. Il giorno dell’udienza di discussione del Progetto di Distribuzione il professionista delegato risponderà alle eventuali domande dei creditori e del G.E. e chiederà di procedersi all’approvazione.
Una volta approvato il progetto di distribuzione, sarà cura dei singoli creditori provvedere all’incasso della quota di riparto a ciascuno assegnata mediante ritiro in Cancelleria del mandato di pagamento. Tale ultima fase potrebbe essere facilitata con “buone prassi” già in uso presso altri Tribunali, impegnando -per esempio- il Professionista delegato al P.D. a provvedere, senza altre spese per la procedura, nella sua qualità di pubblico ufficiale e in analogia a quanto accade con il curatore fallimentare, alla distribuzione contestuale a tutti i creditori dell’attivo di procedura mediante bonifico bancario. Il tutto da svolgersi sempre sotto la sorveglianza del Giudice dell’esecuzione, e con obbligo di deposito successivo in Cancelleria della documentazione inerente i bonifici effettuati e l’estinzione del libretto della procedura.
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Pubblicato da Gian Marco Boccanera il giovedì, maggio 09, 2013 0 commenti
Etichette: aste immobiliari, commercialista, creditori, gian marco boccanera, Immobili, processo esecuzione, progetto Distribuzione, studioboccanera, tribunale
Sarà capitato a chiunque di noi, pur assorbito dalla frenesia della vita quotidiana densa com'è di appuntamenti, obiettivi e performance da rispettare, di fermarsi talvolta a riflettere su cosa fare per migliorare il funzionamento dell’esperienza di vita da cittadino in Italia, cioè il Sistema-Paese.
Me lo sono chiesto molte volte, e qualcuna di esse mi ha dato un feedback di ritorno, che qui vorrei ora condividere con Voi.
È ormai acclarata la circostanza che la Crisi sia strutturale e non congiunturale, nonostante alcune pervicaci negazioni che sono state fino all'ultimo portate avanti, pur dinanzi all'evidenza dei fatti.
Significa che è entrato in crisi non un momento dipendente dal trend fisiologico del ciclo economico che alterna a fasi di elevata crescita, fasi di minor crescita, ma è andato in crisi un Sistema complesso, di base, strutturale appunto.
Ovvero che non basta attendere che "passi la nottata'' per risvegliarsi con un nuovo luminoso giorno, come tutte le altre crisi che dal dopoguerra ad oggi si sono a noi rivelate, e con cui siamo stati abituati a confrontarci. Qui è entrato in crisi un Sistema, che non è solo di tipo economico, ma di tipo sociale, di tipo politico, e direi anche di tipo finalistico ed esistenziale.
Alcune caratteristiche fondanti del "fare impresa" in tutto il mondo hanno dimostrato tutto il loro limite, in paragone ai destinatari della effettiva distribuzione del valore aggiunto prodotto, e al consumo di beni collettivi, quali: ambiente, aria, acqua, risorse naturali, conoscenza, progresso. Come può mantenersi in equilibrio e soprattutto come può essere alla lunga sostenibile un Sistema che fondi la sua essenza sulla crescita continua e inarrestabile, quando le risorse naturali per produrla sono loro stesse limitate e non infinite?
È una contraddizione in termini. Soprattutto come può mantenersi in equilibrio un Sistema che per produrre valore aggiunto privato, sottrae valore aggiunto collettivo, nella misura in cui l'aumento del primo è assai minore dell'ampia diminuzione del secondo? Alla lunga questa impostazione di sistema non può reggere, semplicemente perché è inefficiente.
E finora è stata possibile anche perché il valore collettivo non possiede efficaci e universali forme di misurazione come il valore privato. Ecco quindi che gli uomini più sensibili e attenti ai segnali di rischio implosione iniziano a ragionare su cosa fare per affrontare il problema per tempo con modalità strategiche non-convenzionali.
Per cui desidero focalizzare l'attenzione all'aspetto della questione che può essere affrontato con il contributo della grande e preziosa esperienza delle Professioni italiane; restringendo in campo di analisi all'Italia. Le nostre Professioni fanno parte del Sistema-Paese; vi sono pienamente integrate e ne conoscono a fondo pregi e difetti e traggono da questo la loro stessa ontologica ragione di esistenza e di consistenza. La Storia d'Italia ci riporta alle Corporazioni delle arti e professioni che grande lustro hanno dato nei secoli all'inventiva e alla capacita del nostro Paese di eccellere in molti ambiti della cultura e del sapere. E di fornire personaggi che sono entrati nella Storia dell'umanità per il progresso che hanno saputo esprimere.
Questo ingente patrimonio di conoscenza nazionale deve essere ora mantenuto e riorientato. Mantenuto perché gli effetti in progressione geometrica della crisi stanno colpendo pesantemente non solo il mondo produttivo delle imprese; ma stanno falcidiando anche il mondo intellettuale delle professioni, sicché occorre preservare e mantenere il sapere tecnico sinora accumulato, per poterlo poi trasferire alle generazioni successive. Sarebbe un danno collettivo disperdere il sapere tecnico, assistendo inermi alla chiusura e cessazione di Studi e realtà professionali, solo perché non in grado di adattarsi ai cambiamento.
Riorientato perché le professioni ora hanno un’ottima opportunità di accreditamento sociale del loro essere e del loro continuare ad esistete, nella misura in cui sapranno ritagliarsi un ruolo nello svolgere quelle attività che tendono ad accrescere il valore provato, senza far diminuire quello collettivo, ma anzi facendo aumentare il valore aggiunto collettivo più di quello privato. Non potrà più essere aprioristicamente considerato l'effetto di un'attività professionale sui valori collettivi, pensando di fare unica valutazione su quelli privati.
Le professioni, poi, hanno una forte e radicata presenza sul territorio, e questo fa di esse un ottimo trait-d’union con la cittadinanza, per veicolare serie ipotesi di miglioramento. Il miglioramento del Sistema Paese passa per il miglioramento dei cittadini che ne fanno parte, e la presenza capillare sul territorio delle professioni e l'ampiezza del sapere tecnico di cui sono espressione è uno strumento fenomenale per far passare il nuovo meme. L'impronta sociale (Social FootPrint) dell’agire delle Libere Professioni potrà diventare il principale elemento caratterizzante di un nuovo quanto necessario meme di effettivo cambiamento a tutti i livelli del SistemaPaese italiano.
Avulso da reminiscenze gattopardesche per le quali cambiamento sia finalizzato acchè nulla cambi. E lontano dal borbonico “facite ammuina” per il quale sia sufficiente dare l'idea di attivismo senza niente sotto, ma con il convinto agire sui valori condivisi in cui le Professioni possono riconoscersi e farsi interpreti, ciascuna nella sua specificità e nel suo sapere tecnico.
La crisi porta in sè movimento e grandi cambiamenti, che possono essere acquisiti a fatti propri dal mondo delle Professioni, forte di oltre 2 milioni di appartenenti con un elevato livello di cultura.
Le Professioni hanno ora una gigantesca opportunità nella rivalutazione agli occhi dell’Opinione Pubblica delle loro funzioni “necessarie” e della loro elevata spendibilità sociale, nella misura in cui riescano a creare le condizioni per migliorare il SistemaPaese, sì da renderlo effettivamente un mondo italiano al quale le persone desiderano appartenere.
Articolo pubblicato sulla rivista URFI >>>
Pubblicato da Gian Marco Boccanera il lunedì, febbraio 18, 2013 0 commenti
Etichette: cambiamento, commercialista, gian marco boccanera, miglioramento, professionisti, ruolo sociale, sistemaitalia, sistemapaese, strategia, studioboccanera
Come usare informatica e nuove tecnologie per lo sviluppo innovativo della Professione.
Questo il titolo dell'intervento tenuto dal dott. Gian Marco Boccanera al
Seminario Nazionale di Formazione Professionale
"L'applicazione della normativa Privacy negli studi professionali e le nuove prescrizioni in materia di Antiriciclaggio" (Ancona, 23 novembre 2012).
Nella lectio si è parlato di Social Network e uso professionale, partendo dall'importanza che ormai hanno questi mezzi nella vita quotidiana del professionista:
CLICCA QUI e TROVI LE SLIDE.
Fra i social network, ampio spazio, soprattutto se si parla da una prospettiva più professionale, a Twitter:
Twitter può essere strategicamente gestito con le sue applicazioni e strumenti:
Smartphone e altri device in modalità mobile hanno quindi trasformato il nostro modo di fruire i contenuti:
Tra le piattaforme per gestire in maniera strategica i social network c'è Hootsuite:
L'uso integrato di questi strumenti social ha dato vita ad esperienze innovative come quella di PaxLab dell'aprile 2011:
Ed infine spazio anche alle email per i professionisti e ai nuovi strumenti dati dalle innovazioni tecnologiche:
VAI ALLA SEZIONE BLOG di STUDIOBOCCANERA.COM
Pubblicato da Gian Marco Boccanera il giovedì, dicembre 06, 2012 0 commenti
Etichette: commercialista, gian marco boccanera, informatica, innovazione, professionista digitale, social network, strategia, studioboccanera, tecnologia, telematica
Stage "Crea il tuo successo con i Social Network"
Come usare le nuove tecnologie digitali per farti conoscere
Social Network e personal branding: come ottenere il massimo? Lo scorso Venerdì 19 ottobre si è svolto presso la sede della Melody Music School lo stage "Crea il tuo successo con i Social Network" in collaborazione con lo Studio Boccanera.
Professionisti, imprenditori e artisti si sono confrontati con il mondo dei social media. Fra gli argomenti trattati l'uso dei Social Network e le strategie di una loro gestione integrata, come spiega il dott. Gian Marco Boccanera, nel video di sotto, estratto dal corso di otto ore, che si sofferma sugli strumenti per impiegare al meglio un social network importante come Twitter.
E Twitter è senz'altro strategico per chi vuole promuovere la propria immagine, contribuire a diffondere memi e veicolare la propria riconoscibilità personale e professionale:
Senza contare anche Facebook, che ci fornisce una serie di funzionalità come le 'fan page' e il tasto 'mi piace' per ampliare contatti e credibilità, come ci raccontano il dott. Marcello Corvo e il dott. Giuseppe Barbagallo:
Per i professionisti importante è anche LinkedIn che aiuta a costruire una rete di collegamenti professionali con cui interagire, scambiare opinioni (e anche offerte di lavoro) e soprattutto idee e discussioni grazie allo strumento dei Gruppi. Li spiega la dott.ssa Claudia Nuzzarello:
Sempre per i professionisti è importante anche l'uso della email certificata, come sottolinea il dott. Fabio Grazioli:
Ed infine allo stage non è mancato lo spazio anche per il nuovo social network in ascesa, Pinterest, basato sulla potenza dell'immagine, e per tool come Storify, che permette di sfruttare i social media per creare storie (storytelling), e Scribd, la più grande libreria online che permette di condividere i propri lavori. A parlarne è il dott. Francesco Posati:
Per guardare tutti i video andate sul canale Youtube dello Studio Boccanera
Pubblicato da Gian Marco Boccanera il giovedì, novembre 08, 2012 0 commenti
Etichette: artista, corso, digitale, facebook, gian marco boccanera, informatica, innovazione, personal branding, pinterest, professionista, socialmedia, stage, strategia, studioboccanera, twitter, workshop, youtube
Atti Convegno PaxLab
Disponibile dal 18 Maggio 2011 il libro: Atti del Convegno PaxLAB del 14 Aprile 2011 "Conciliazione: Un'opportunità per il Sistema - Paese? Nuove frontiere per lo sviluppo strategico delle professioni liberali"
Conciliazione & Strategia
La CONCILIAZIONE e la MEDIAZIONE delle controversie quale ISTITUTO STRATEGICO per la tutela del SISTEMA-PAESE e della coesione sociale.
Avvocati Evoluti by Enrico Masini, Lawyer Coach
La tela di Iusreporter.it
Eclettico e non convenzionale di base. Creativo e profondamente curioso sul mondo che è intorno a Noi.
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