Source: http://www.ceratoeassociati.it/notizie-fiscali/chiarimenti-sul-regime-dei-contribuenti-minimi/
Timestamp: 2019-06-26 05:01:24+00:00
Document Index: 108008846

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 2']

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L’Agenzia delle Entrate con la R.M. n. 67/E del 23 luglio 2015, ha precisato le modalità di comunicazione dell’opzione al regime dei minimi di cui all’art. 27, co. 1 e 2, del D.L. n. 98/2011 per i contribuenti che hanno iniziato l’attività nell’anno 2015, e non hanno ancora assolto tale adempimento. A questo proposito, si ricorda che l’art. 1, co. 85, della Legge n. 190/2014 ha sostituito, con effetto dal 1° gennaio 2015, tutti i regimi fiscali di favore in vigore al 31 dicembre 2014 – regime fiscale di vantaggio per le nuove iniziative produttive e lavoratori in mobilità (cd. regime dei minimi), regime contabile agevolato, regime per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo – con un nuovo regime forfettario. Sono state, tuttavia, previste due deroghe, una riservata soggetti che al 31 dicembre applicavano il regime dei minimi, che hanno avuto la possibilità di continuare ad avvalersene fino a naturale scadenza, ossia fino al compimento del quinquennio ovvero al compimento del trentacinquesimo anno di età (art. 1, co. 88, della Legge n. 190/2014). La seconda eccezione è, invece, stata introdotta dall’art. 10, co. 12-undecies, del D.L. n. 192/2014, secondo cui – in deroga alla predetta abrogazione disposta dalla Legge di Stabilità 2015 – i soggetti che intraprendono un’attività di impresa o professionale nel 2015, avendone i requisiti, possono ancora decidere di aderire al regime fiscale di vantaggio. L’Amministrazione Finanziaria ha chiarito, in primo luogo, che – in virtù di quest’ultima deroga – l’applicazione del regime fiscale di vantaggio, prevista soltanto per i contribuenti che hanno iniziato l’attività nel 2015, diventa espressione di una specifica scelta del contribuente, soggetta alla disciplina generale sulle opzioni. È, pertanto, necessario fare riferimento all’art. 1, co. 1, del D.P.R. n. 442/1997, a norma del quale l’opzione e la revoca dei regimi di determinazione dell’imposta, o dei metodi contabili, si desumono da comportamenti concludenti del contribuente, oppure dalle modalità di tenuta delle scritture contabili: la validità dell’opzione, e della relativa revoca, è subordinata esclusivamente alla sua concreta attuazione, sin dall’inizio dell’anno o dell’attività. La R.M. n. 67/E/2015 ha, inoltre, precisato che – ai sensi del successivo art. 2 del D.P.R. n. 442/1997 – il contribuente è comunque tenuto a comunicare l’opzione effettuate nella prima dichiarazione annuale Iva da presentare successivamente alla scelta operata: nel caso di esonero da tale adempimento, la scelta è comunicata con le stesse modalità e i termini previsti per la presentazione della dichiarazione dei redditi, utilizzando la specifica modulistica relativa alla dichiarazione annuale Iva. La mancanza o la tardività della comunicazione, pur essendo sanzionabile secondo le vigenti disposizioni, non determina l’invalidità dell’opzione.