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Timestamp: 2018-10-19 18:00:23+00:00
Document Index: 40167033

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.  36', 'art. 7', 'art.\n3', 'art.\n1', 'art.  70', 'art.\n1', 'art.  1', 'art. 1', 'art. 36', 'art.   36', 'art. 36', 'art. 1', 'art.  4', 'art.\n3']

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA - CIRCOLARE 19 marzo 2008, n. 3 - Linee di indirizzo in merito alla stipula di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato nelle pubbliche amministrazioni in attuazione delle modifiche apportate all'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dall'articolo 3, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008). (GU n. 116 del 19-5-2008 | Architetto.info
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA – CIRCOLARE 19 marzo 2008, n. 3 – Linee di indirizzo in merito alla stipula di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato nelle pubbliche amministrazioni in attuazione delle modifiche apportate all’articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dall’articolo 3, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008). (GU n. 116 del 19-5-2008
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA - CIRCOLARE 19 marzo 2008, n. 3 - Linee di indirizzo in merito alla stipula di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato nelle pubbliche amministrazioni in attuazione delle modifiche apportate all'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dall'articolo 3, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008). (GU n. 116 del 19-5-2008 )
CIRCOLARE 19 marzo 2008 , n. 3
Linee  di  indirizzo  in  merito  alla stipula di contratti di lavoro
subordinato  a  tempo  determinato nelle pubbliche amministrazioni in
attuazione  delle  modifiche  apportate  all’articolo 36  del decreto
legislativo  30  marzo 2001, n. 165, dall’articolo 3, comma 79, della
La  legge  24 dicembre  2007,  n.  244  (legge  finanziaria  2008),
nell’ottica  di  un  superamento  radicale  e  definitivo del «lavoro
precario»  nel settore pubblico, interviene con varie disposizioni in
materia  di pubblico impiego, adottando anche misure volte ad evitare
il  rischio di un suo rigenerarsi a causa di un utilizzo improprio ed
ingiustificato  delle  forme  contrattuali  flessibili,  con  i  noti
risvolti di ordine sociale.
La   finalita’   strategica  del  legislatore  si  concretizza  con
soluzioni diversificate ma convergenti ovvero:
1) con disposizioni innovative che disegnano, per gli anni 2008 e
2009,  una disciplina piu’ ampia e complessa della speciale procedura
di  «stabilizzazione»  gia’ significativamente introdotta dalla legge
27 dicembre   2006,   n.   296   (legge  finanziaria  2007).  Per  le
amministrazioni   pubbliche  interessate,  le  predette  disposizioni
trovano   la   loro   sintesi   nella  possibilita’  di  predisporre,
nell’ambito  della  programmazione  triennale  dei fabbisogni per gli
anni  2008, 2009 e 2010, piani per la progressiva stabilizzazione del
personale   in  possesso  dei  prescritti  requisiti,  come  previsto
dall’art. 3, comma 94, della legge finanziaria 2008;
2) con  decise  misure  restrittive e di rigore sull’utilizzo del
lavoro  flessibile,  che rispondono all’esigenza di prevenire, per il
futuro,  il riformarsi di situazioni irregolari conseguenza di un uso
distorto del lavoro «atipico», ribadendo, quindi, la centralita’ e la
regola dell’assunzione a tempo indeterminato e del concorso pubblico.
In  quest’ottica  va  inserita  la  novella  all’art.  36 del decreto
legislativo  30 marzo  2001, n. 165, rubricato «Utilizzo di contratti
di   lavoro  flessibile».  La  disciplina  limita  l’uso  del  lavoro
flessibile  di  tipo  subordinato  a circoscritti casi specificamente
Inoltre, si ricorda per il lavoro autonomo la modifica dell’art. 7,
comma 6,  del  citato  decreto  legislativo n. 165 del 2001. La norma
subordina il conferimento di incarichi individuali di lavoro autonomo
ad    esperti   di   «particolare   e   comprovata   specializzazione
universitaria»  piuttosto  che  «di  provata  competenza» elevando ab
origine  il  requisito richiesto. Questo riduce i casi in cui si puo’
fare  ricorso a detta tipologia di incarichi, rispondendo al contempo
alla finalita’:
di rendere detti incarichi piu’ rispondenti alle esigenze di alta
professionalita’ connesse con la loro reale ratio;
di  evitare  l’uso  distorto  fattone dalle amministrazioni negli
ultimi  anni  che  vi hanno fatto ricorso anche per esigenze connesse
con  compiti  di  basso  profilo,  favorendo pure su questo fronte il
formarsi di precariato;
di  garantire  che  il  regime  restrittivo  posto  con le rigide
disposizioni  sul  lavoro  flessibile  di tipo subordinato non spinga
nella  direzione  della  compensazione  attraverso  un  piu’  diffuso
ricorso alle tipologie di lavoro autonomo.
Permangono  misure  di  riduzione  della  spesa  di  personale  che
incidono  sull’utilizzo  delle tipologie di lavoro flessibile. L’art.
3,  comma 80,  della legge finanziaria 2008, che interviene sull’art.
1, comma 187, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria
2006),  riduce  la  spesa  per  contratti  a  tempo determinato o con
convenzioni  ovvero  con  contratti  di  collaborazione  coordinata e
continuativa  dal  40%  al  35%  di  quella  sostenuta  per le stesse
finalita’  nell’anno 2003 dalle amministrazioni dello Stato, anche ad
ordinamento  autonomo,  dalle  agenzie, incluse le Agenzie fiscali di
cui agli articoli 62, 63 e 64 del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n.   300,   e  successive  modificazioni,  dagli  enti  pubblici  non
economici,  dagli  enti  di  ricerca,  dalle universita’ e dagli enti
pubblici  di  cui  all’art.  70,  comma 4,  del  decreto  legislativo
30 marzo 2001, n. 165. Analogamente accade per le autonomie regionali
e  locali  le cui misure di riduzione della spesa del personale (art.
1, commi 557 e 562, legge finanziaria 2007) si riflettono anche sulle
spese  per  il  personale  a  tempo  determinato,  con  contratto  di
collaborazione  coordinata  e continuativa, o che presta servizio con
altre  forme  di  rapporto  di  lavoro  flessibile o con convenzioni,
secondo   quanto   gia’   previsto   dall’art.  1,  comma 198,  legge
finanziaria  2006.  Si  rinvia, inoltre, all’art. 1, comma 565, della
richiamata  legge  finanziaria  2007 per quanto riguarda gli enti del
Servizio sanitario locale.
2. Finalita’ della novella all’art. 36 del decreto legislativo n. 165
Definire  l’obiettivo  perseguito  dal  legislatore con la modifica
dell’art.   36   del  decreto  legislativo  30 marzo  2001,  n.  165,
rappresenta  la  chiave  di lettura principale per indagare sulla sua
E’ utile sottolineare che l’art. 36 si applica a tutte le pubbliche
amministrazioni  di  cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo
30 marzo  2001,  n.  165,  come si evince anche dal suo contenuto che
contempla  disposizioni particolari anche per le autonomie e gli enti
Come  evidenziato, la norma non nasce dall’esigenza di attualizzare
la  disciplina  del  lavoro  flessibile  in  ragione delle evoluzioni
economico-sociali    dell’apparato   amministrativo.   Piuttosto   la
disposizione  nasce  come reazione al contesto storico caratterizzato
dall’emergenza  del  fenomeno del precariato causato, come piu’ volte
ripetuto,  dal degenerato uso del lavoro flessibile, utilizzato anche
come   strumento   per  eludere  il  principio  costituzionale  della
concorsualita’,  che  rappresenta  la  regola  primaria in materia di
accesso  nella pubblica amministrazione, ricorrendo quindi a forme di
reclutamento semplificate che non hanno dato sufficiente garanzia del
rispetto dei principi di imparzialita’ e trasparenza.
La sua genesi di disciplina correttiva di questo uso distorto della
flessibilita’  spiega  la rigidita’ del regime sancito ma rappresenta
anche  un  elemento  guida fondamentale per delineare i criteri e gli
ambiti applicativi che ne derivano.
La  necessita’  di correggere l’uso del lavoro flessibile era stata
gia’  avvertita dal legislatore anche con il decreto legge 10 gennaio
2006,   n.   4  dove,  in  sede  di  misure  urgenti  in  materia  di
organizzazione  e  funzionamento della pubblica amministrazione, sono
stati   dettati,   all’art.  4,  principi  generali  di  contenimento
individuando soluzioni organizzative alternative nonche’ disposizioni
importanti in materia di monitoraggio.
Stabilito  che  il fine primario sotteso alla norma di cui all’art.
3,  comma 79,  della  legge  n.  244/2007,  e’  quello  di evitare il
ricostituirsi  di  illegittimita’ e di criticita’ gestionali, compito
dell’interprete e’ quello di dare piena concretezza a questa volonta’
del   legislatore   attraverso   una   lettura   coerente  del  testo
riformulato,   in   una  dimensione  di  salvaguardia  dell’interesse
pubblico  primario  e  di  garanzia del rispetto dei principi di buon
andamento  e continuita’ dell’azione amministrativa, non disgiunti da
quelli  di  economicita’  ed  efficienza;  lettura necessaria secondo
criteri  di  logica  e  coerenza  anche alla luce di alcuni sacrifici
imposti   alla   tecnica   legislativa  dalla  s…
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA – CIRCOLARE 19 marzo 2008, n. 3 – Linee di indirizzo in merito alla stipula di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato nelle pubbliche amministrazioni in attuazione delle modifiche apportate all’articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dall’articolo 3, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008). (GU n. 116 del 19-5-2008 redazione redazione 2015-05-05T15:28:44+00:00