Source: http://dirittoegiustizia.it/allegati/17/0000085070/Corte_di_Giustizia_UE_Sezione_Sesta_sentenza_6_giugno_2019_causa_C_361_18.html
Timestamp: 2020-07-04 04:58:57+00:00
Document Index: 181423089

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(Corte di Giustizia UE, Sezione Sesta, sentenza 6 giugno 2019, causa C-361/18) - COMUNITARIO e INTERNAZIONALE | Diritto e Giustizia
Corte di Giustizia UE, Sezione Sesta, sentenza 6 giugno 2019, causa C-361/18 (*)
«Rinvio pregiudiziale – Cooperazione giudiziaria in materia civile – Regolamento (UE) n. 1215/2012 – Articolo 66 – Ambito di applicazione ratione temporis – Regolamento (CE) n. 44/2001 – Ambito di applicazione ratione materiae – Materia civile e commerciale – Articolo 1, paragrafo 1 e paragrafo 2, lettera a) – Materie escluse – Regime patrimoniale fra coniugi – Articolo 54 – Domanda di rilascio dell’attestato che certifica l’esecutività della decisione emessa dall’autorità giurisdizionale d’origine – Decisione giudiziaria relativa a un credito scaturente dallo scioglimento del regime patrimoniale derivante da una convivenza di fatto»
2 Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra A. W., domiciliata in Ungheria, e G. G., domiciliato nel Regno Unito, in merito al rilascio dell’attestato di cui all’articolo 53 del regolamento n. 1215/2012, ai fini dell’esecuzione di una decisione definitiva emessa nei confronti di quest’ultimo.
«1) Se l’articolo 53 del regolamento (...) n. 1215/2012 debba essere interpretato nel senso che il giudice dello Stato membro che ha adottato la decisione deve rilasciare automaticamente, su richiesta di una parte, l’attestato relativo alla decisione senza verificare se la controversia rientri nel regolamento di cui trattasi.
2) In caso di risposta negativa alla prima questione, se l’articolo 1, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (...) n. 1215/2012 debba essere interpretato nel senso che un’azione di regresso tra conviventi di fatto riguarda regimi patrimoniali derivanti da rapporti che hanno effetti comparabili al matrimonio».
26 Tuttavia, la circostanza che, sul piano formale, il giudice nazionale abbia formulato la sua questione pregiudiziale facendo riferimento a determinate disposizioni del regolamento n. 1215/2012 non osta, come emerge da costante giurisprudenza, a che la Corte fornisca a detto giudice tutti gli elementi di interpretazione che possono essere utili per la soluzione della controversia di cui è investito, indipendentemente dal fatto che esso vi abbia fatto o meno riferimento nella formulazione delle sue questioni (v., in tal senso, sentenze del 29 settembre 2016, Essent Belgium, C‑492/14, EU:C:2016:732, punto 43, e del 7 giugno 2018, Inter-Environnement Bruxelles e a., C‑671/16, EU:C:2018:403, punto 29 e giurisprudenza ivi citata).
29 A tale riguardo, occorre rammentare che, come emerge dalla giurisprudenza della Corte, il regime di riconoscimento e di esecuzione istituito dal regolamento n. 44/2001 si fonda sulla reciproca fiducia nella giustizia in seno all’Unione europea. Tale fiducia esige che le decisioni giudiziarie emesse in uno Stato membro siano non solo riconosciute di pieno diritto in un altro Stato membro, ma anche che la procedura diretta a rendere tali decisioni esecutive in quest’ultimo Stato sia rapida ed efficace (sentenza del 13 ottobre 2011, Prism Investments, C‑139/10, EU:C:2011:653, punto 27).
30 Tale procedura, a termini del considerando 17 del regolamento medesimo, deve implicare un semplice controllo formale dei documenti necessari ai fini dell’attribuzione dell’efficacia esecutiva nello Stato membro richiesto (sentenza del 13 ottobre 2011, Prism Investments, C‑139/10, EU:C:2011:653, punto 28).
31 A tal fine, ai sensi dell’articolo 53 del regolamento n. 44/2001, la parte che chieda il rilascio di una dichiarazione di esecutività di una decisione deve produrre una copia della decisione che presenti tutte le condizioni di autenticità nonché l’attestato di cui all’articolo 54 di detto regolamento, rilasciato dalle autorità dello Stato membro d’origine (v., in tal senso, sentenza del 13 ottobre 2011, Prism Investments, C‑139/10, EU:C:2011:653, punto 29).
32 Di conseguenza, la funzione assegnata all’attestato di cui all’articolo 54 del regolamento n. 44/2001 consiste nel facilitare il rilascio della dichiarazione di esecutività della decisione adottata nello Stato membro d’origine, rendendo detto rilascio quasi automatico, come espressamente previsto dal considerando 17 di tale regolamento (v., in tal senso, sentenza del 6 settembre 2012, Trade Agency, C‑619/10, EU:C:2012:531, punto 41).
36 Inoltre, occorre altresì rilevare che il giudice, verificando la propria competenza a rilasciare l’attestato ai sensi dell’articolo 54 del regolamento n. 44/2001, si colloca nella continuità del precedente procedimento di giudizio, garantendo l’immediata esecutività della decisione emessa, ed esercita un procedimento di natura giurisdizionale, cosicché un giudice nazionale adito nell’ambito di tale procedimento è legittimato a presentare alla Corte una domanda di pronuncia pregiudiziale (v., per analogia, sentenza del 28 febbraio 2019, Gradbeništvo Korana, C‑579/17, EU:C:2019:162, punti 39 e 41).
40 Occorre altresì ricordare che, poiché il regolamento n. 44/2001 sostituisce la Convenzione del 27 settembre 1968 concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU 1972, L 299, pag. 32), l’interpretazione fornita dalla Corte con riferimento alle disposizioni di tale Convenzione vale anche per quelle del citato regolamento, quando le disposizioni di tali strumenti comunitari possono essere qualificate come equivalenti (sentenza del 16 giugno 2016, Universal Music International Holding, C‑12/15, EU:C:2016:449, punto 22 e giurisprudenza ivi citata).
41 Come emerge dalla giurisprudenza della Corte relativa all’articolo 1, secondo comma, punto 1, della suddetta Convenzione, il cui tenore letterale corrisponde a quello dell’articolo 1, paragrafo 2, lettera a), del regolamento 44/2001, cosicché, come ricordato al punto precedente della presente sentenza, l’interpretazione data dalla Corte alla prima di tali disposizioni vale anche per la seconda, la nozione di «regime patrimoniale fra coniugi» comprende i rapporti patrimoniali che derivano direttamente dal vincolo coniugale o dallo scioglimento del medesimo (v., in tal senso, sentenza del 27 marzo 1979, de Cavel, 143/78, EU:C:1979:83, punto 7).
43 A tal riguardo, occorre ricordare che l’esclusione di cui all’articolo 1, paragrafo 2, lettera a), del regolamento n. 44/2001 costituisce un’eccezione che, in quanto tale, deve essere interpretata restrittivamente. Infatti, richiamando l’obiettivo del regolamento n. 44/2001 di conservare e sviluppare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia nel quale sia garantita la libera circolazione delle decisioni, la Corte ha già dichiarato che le esclusioni dall’ambito di applicazione di tale regolamento configurano eccezioni che, al pari di qualunque eccezione, devono essere assoggettate ad interpretazione restrittiva (v., in tal senso, sentenza del 23 ottobre 2014, flyLAL-Lithuanian Airlines, C‑302/13, EU:C:2014:2319, punto 27).