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Timestamp: 2017-10-17 13:27:24+00:00
Document Index: 19627967

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.35', 'art. 42', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 23']

Successione e donazione di abitazione in edilizia convenzionata | immobilio - Forum Immobiliare
Successione e donazione di abitazione in edilizia convenzionata
Discussione in 'Donazione Eredità Successione Usucapione e Servitù' iniziata da SORMAR, 7 Settembre 2010.
SORMAR Membro Ordinario
Ciao a tutti, volevo chiedervi delucidazioni in merito a questo quesito:
Abitazione in edilizia convenzionata di propietà (e non di superficie) assegnata nel 1981 con ripartizione in parti uguali tra i due coniugi.
In caso di morte di uno dei due coniugi cointestatari, l'abitazione viene ereditata dagli eredi legittimi (in questo caso,figlio unico), secondo le norme del codice civile?
Dopo 30 anni dall'assegnazione (rilascio abitabilità) può intestarsi il figlio unico dei due coniugi lasciando a loro il diritto di usufrutto?
In poche parole; la convenzione stipulata a suo tempo con il comune non riporta nessun accenno a successione legittima o donazione ad eredi legittimi, ma solo vincoli sulla eventuale vendita dell'immobile a terzi, quindi non mi è chiaro se nelle convenzioni rientrino anche i casi di successioni legittime o eventuali donazioni agli eredi diretti.
SORMAR, 7 Settembre 2010
Guarda che i Vincoli delle zone peep, in diritto di superficie dovrebbero essere stati abrogati da una legge del 1992.
Io sono della Provincia di Vicenza e da noi abbiamo fatto un comitato per obbligare il comune a tenere conto di questa abrogazione dei vincoli sancita anche da una sentenza della cassazione.
Se vuoi possiamo sentirci!!
teleqo, 8 Settembre 2010
Ogni convenzione va guardata attentamente nel SINGOLO caso. L'interpretazione a largo raggio è pericolosa
Grazie teleqo per la tua risposta, infatti sono a conoscenza della legge in oggetto (con tanto di sentenza della cassazione).
La mia era solo una ricerca della conferma delle norme attualmente in vigore.
Comunque ti posso garantire che non tutti i comuni sono a conoscenza (o fanno finta di non esserlo) delle nuove norme o leggi (abrogate) in materia di edilizia convenzionata, e che cercano a volte di far finta di niente.
SORMAR, 8 Settembre 2010
SORMAR ha scritto: ↑
SI, come in qualunque altro tipo di successione.
Quindi anche gli eredi devono sottostare ai vincoli della Convenzione.
Quanto alle varie sentenze, in Bologna e provincia i Comuni non ne tengono assolutamente conto e continuano a stipulare Convenzioni come prima e con le stesse modalità di prima.
@ Telego
La legge Ferarrini/Botta del 1992 non ha abrogato i vincoli del diritto di superficie, ma quelli del diritto di proprietà.
Sono due tipi di Convenzione diversa, ma entrambe contengono i vincoli sull'aggiornamento del prezzo in caso di vendita.
sblocco del valore immobili peep
Ho trovato quest'articolo sul sito dell?u.P.P.I. ( unione piccoli proprietari immobiliari), qualcuno sa di cosa si tratta?.... la cosa mi interessa moltissimo e ringrazio chiunque risponda
"Sbloccato il valore degli immobili in edilizia convenzionata
realizzata ai sensi degli artt. 7-8 L.10/77 ora artt. 17-18 del DPR 380/2001 a cura del geom. Cinque Silvio.
La concomitanza di un 'evenienza di carattere eccezionale come quella del passaggio dalla Lira all' Euro e la notevole dinamicità dei mercati immobiliari che si è venuta a creare negli ultimi anni hanno fatto si che i valori commerciali degli immobili subissero imprevedibili incrementi di valore decisamente superiori agli indici ISTAT.
L'UPPI sensibile alla problematica legata alla difficoltà di commercializzazione di questi immobili nell'ambito dei valori determinati dall'applicaione delle convenzioni, ha ritenuto opportuno predisporre un'apposita istanza da presentarsi nei comuni interessati.
In alcuni comuni il problema evidenziato è stato già recepito e ha portato l'amministrazione comunale a far si che venissero introdotti le necessarie modificazioni alle convenzioni edilizie consentendo conseguentemente di applicare anche per questi immobili i valori reali di mercato" .
carmensita, 12 Settembre 2010
Praticamente, in pieno rispetto della legge vigente riguardante l'edilizia convenzionata di proprietà, i comuni allo scadere dei 10 anni di convenzione riguardante l'inalietà degli immobili in oggetto permette la vendita degli stessi al valore di mercato.
Comunque la legge vigente con tutte le modifiche subentrate in questi anni permette già di rivendere a prezzo di mercato allo scadere del vincolo con il proprio comune, può darsi che si possa rivendere anche prima dello scadere temporale della convenzione a prezzo di mercato, anche se di questo non ne sono sicuro.
Forse questo articolo che hai trovato riguarda anche le assegnazioni in diritto di superficie (99 anni)
SORMAR, 12 Settembre 2010
sei stato gentilissimo nel rispondere, ma sai anche come reperire il fac- simile dell'istanza data che sul sito dell'u.p.p.i non ci si puo registtrare?
Ciao carmensita, questo è quello che ho trovato:
1)- le sentenze del Consiglio di Stato sulla”convenzione edilizia” hanno così dichiarato: “In via generale
la giurisprudenza in materia di vincoli ha chiarito l’impossibilità per il comune di fissare limiti alla
commerciabilità dei beni oltre quelli fissati dal legislatore nazionale affermando che “Poiché l’art.35, c.
14 – 17, della L. 22 ottobre 1971, n°865, stabilisce una disciplina limitativa della commerciabilità degli
alloggi, l’autorità comunale non può disporre ulteriori restrizioni ostandovi la riserva di legge prevista
nell’art. 42, c. 2, della Costituzione (Cons. Stato, sez. IV, 10 gennaio 1990 n°9, in Giur. It. 1990, III, 1,
240)”, e che “Sono illegittime le clausole inserite in una convenzione per l’assegnazione di aree
destinate alla realizzazione di alloggi economici e popolari con le quali l’autorità comunale in violazione
dell’art. 35 della L. 22 ottobre 1971, n°865, imponga alle cooperative ed ai suoi assegnatari limitazioni
alla facoltà di cedere o locare gli immobili diverse e più onerose di quelle previste direttamente dal
legislatore (Cons. Stato, sez. IV, 10 gennaio 1990 n°9, in Foro amm., 1990, 35)”. Successivamente
tutti i vincoli stabiliti dall’art. 35, L. 865/1971 dal c. 15 al 19 sono abrogati dall’art. 23, c. 2, della L.
179/1992”;
2) la Legge 179/’92 ha non solo ridotto a cinque anni il divieto di alienabilità e di locazione
precedentemente fissato in dieci e venti anni per gli appartamenti realizzati su aree cedute in
proprietà, ma ha altresì abrogato tutte le prescrizioni soggettive e di determinazione del prezzo di cessione degli alloggi oltre il periodo di durata di detto divieto.
Insomma, i cinque anni sono ampiamente, trascorsi, benché la convenzione ed il successivo rogito
impongano termini diversi, l'agibilità non ha alcuna influenza sull'alienabilità del dell'immobile, sia
aoggettiva, sia soggettiva.
Sei stato di grande ausilio e non so proprio come ringraziarti. Spero che uin futuro possa darti io lo stesso aiuto.
@ Sormar
[quote=SORMAR;75568]Praticamente, in pieno rispetto della legge vigente riguardante l'edilizia convenzionata di proprietà, i comuni allo scadere dei 10 anni di convenzione riguardante l'inalietà degli immobili in oggetto permette la vendita degli stessi al valore di mercato. Comunque la legge vigente con tutte le modifiche subentrate in questi anni permette già di rivendere a prezzo di mercato allo scadere del vincolo con il proprio comune, può darsi che si possa rivendere anche prima dello scadere temporale della convenzione a prezzo di mercato, anche se di questo non ne sono sicuro. Forse questo articolo che hai trovato riguarda anche le assegnazioni in diritto di superficie (99 anni) Ciao[/quote]
Non diamo certezze che non hanno riscontro con la realtà.
Basta leggere una convenzione per rendersi conto che le cose non stanno così ed è molto pericoloso prendere iniziative che non tengano conto dei vincoli in essere.
Un conto sono le cose che pensiamo e che si leggono (tipo l'art. del Geom. Cinque) e un conto sono i fatti.
Se fai una vendita a prezzo libero, senza consultare il Comune e un notaio, rischi
1) che il notaio non ti stipuli
2) se anche il notaio stipulasse, che il comune ti faccia ricorso e l'acquirente vada nei guai insieme a te...
Ho sbagliato io, infatti, a parlare di diritto di superficie.
Io infatti intendevo parlare degli immobili in diritto di proprietà.
Mi domando però come è meglio procedere per ottenere una Notifica dal Comune che siamo LIBERI da ogni vincolo.
Se io, assegnatario di un alloggio in Diritto di Proprietà dal 1989, mando una Lettera al Comune che io NON ho alcun Obbligo nei loro riguardi, cosa ottengo?
teleqo, 13 Settembre 2010
Puoi provarci. Così vediamo ....
Ma scusa, la Convenzione che durata ha ?, quando scade ? e cosa c'è scritto sulle modalità di rivendita ?
Non fai prima ad andare in comune ?oppure, da un notaio, almeno capisci di cosa stai parlando...
Niente. Solo l'ufficio tecnico del comune ti può dire qualcosa in più.....
Tengo a precisare che la mia interpretazione delle leggi vigenti riguarda esclusivamente le concessioni in diritto di proprietà e come tale i vincoli non possono essere perpetui ma limitati dalla convenzione stipulata per un determinato numero di anni (20/30 per quelle più vecchie e 10 per quelle più recenti) con l'aggiunta dei 5 anni per le convenzioni agevolate (cioè stipulate con il finanziamento di fondi pubblici statali).
Il coinvolgimento del comune con il quale si è stipulata la convenzione è sempre consigliato anche dopo la scadenza temporale della convenzione e si presuppone che esso prenda atto delle nuove normative vigenti.
E' vero che ogni convenzione và letta attentamente in quanto può riportare delle clausole che non sono ripetitive delle leggi in essere e come tali possono essere considerate come contratti privati.
Comunque sia il consiglio è quello di inoltrare al comune una richiesta per un qualsiasi atto di compravendita (anche dopo il termine della convenzione), apettare la risposta ed agire di conseguenza.
SORMAR, 13 Settembre 2010
Ti spiego meglio la mia situazione:
L'abitazione è in edilizia convenzionata di proprietà con rilascio di abitabilità nel marzo del 1981.
Mio padre e mia madre si erano intestati in parti uguali; nel 1991 mio padre è morto e per successione legittima ho ereditato 1/4 dell'abitazione; adesso mia madre vuole donarmi la sua quota di proprietà (3/4) tenendo il diritto di usufrutto.
Io sono figlio unico, sono sposato e posseggo un'altra casa in comunione con mia moglie.
Ho inoltrato la domanda di permesso a stipulare l'atto al Comune di residenza, il quale a distanza di oltre un mese non ha saputo darmi ancora una risposta in quanto a detta loro non sanno come comportarsi in casi di donazione e si informavano presso altri enti.
La convenzione stipulata 30 anni fà rispecchia in tutto e per tutto la legge 22/10/1971 n° 865, con durata ventennale, riportata sulla convenzione stessa.
Il notaio mi ha assicurato che non dovrebbero esserci problemi in quanto sono già proprietario di una quota per successione legittima, oltre alla legge del 92 che ha abrogato i vincoli di inalienabilità della legge in oggetto, però resta il fatto che il comune non mi ha ancora dato una risposta.
In caso di risposta negativa, come posso comportarmi?
Grazie Bagudi per la tua pazienza
SORMAR, 23 Settembre 2010
Io non credo che il Comune ti possa dare una risposta negativa e penso che il notaio abbia ragione.
Penso anche però che, dal momento che sei figlio unico, non vedo perchè tua madre ti debba fare una donazione: lei comunque, come coniuge superstite, ha ul diritto di abitazione vita natural durante e tu, un domani, volendo vendere la casa avresti dei grossi problemi, perchè le banche danno con molta difficoltà mutui dove ci ci sia a monte una donazione...
Bagudi, 23 Settembre 2010
Grazie mille Silvana, mi sei stata d'aiuto!!
Ti chiedo un'ultima informazione; ho letto in una ricerca fatta in Internet che una legge del 1999 (entrata in vigore con la finanziaria del 1998)la n.448 del 1998, ha stabilito che i Comuni possano chiedere il pagamento di una quota relativa all'esproprio del terreno anche agli assegnatari di abitazioni in edilizia convenzionata di proprietà per liberarli completamente dai vincoli, stipulando una nuova convenzione della durata di 30 anni decurtata del tempo trascorso dalla prima stipula della convenzione alla data della nuova (spero di aver capito bene).
Il pagamento al comune è dovuto anche se sono trascorsi 30 anni dalla prima convenzione, o riguarda solamente chi è ancora soggetto ai limiti temporali della stessa?
SORMAR, 5 Ottobre 2010
In genere, chi è ancora soggetto ai limiti.
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