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Timestamp: 2020-04-06 21:36:06+00:00
Document Index: 73533677

Matched Legal Cases: ['art 113', 'art. 113', 'art. 1', 'art. 113', 'art. 16', 'art. 28', 'art. 16', 'art. 48']

Incentivi per funzioni tecniche: non trovano applicazione per le opere pubbliche realizzate a scomputo da parte di un privato | Enti Locali Online
Nella Delibera n. 122 del 23 dicembre 2019 della Corte dei conti Liguria, viene chiesto un parere circa la possibilità, in caso di stipula tra il Comune ed un soggetto privato di un atto unilaterale d’obbligo per la realizzazione di opere pubbliche a scomputo, di prevedere una clausola che imponga a carico del soggetto privato il versamento di oneri per retribuire le prestazioni professionali del Rup.
La Sezione preliminarmente, con riferimento ai presupposti ed alle condizioni per la corresponsione degli incentivi per funzioni tecniche, richiama la giurisprudenza esistente in materia, che ha sottolineato la natura tassativa delle prestazioni incentivanti contemplate dall’art 113 del Dlgs. n. 50/2016, la necessità, ai fini del legittimo riparto tra gli aventi diritto delle risorse accantonate al Fondo, della previa adozione del Regolamento interno e della sottoscrizione dell’accordo di contrattazione.
Ai fini dell’erogazione delle risorse, è altresì necessario l’effettivo svolgimento delle prestazioni a cui gli incentivi sono correlati, in modo da remunerare il concreto carico di responsabilità e di lavoro assunto dai dipendenti; la corresponsione dell’incentivo è disposta, ai sensi del comma 3 dell’art. 113, dal Dirigente o dal Responsabile di servizio preposto alla struttura competente, previo accertamento delle specifiche attività svolte dai dipendenti. Le risorse in esame infine possono essere riconosciute solamente in caso di contratti di appalto, con esclusione, sia dei contratti di concessione (Sezione delle Autonomie n. 15/2019), sia degli altri contratti di “partenariato pubblico-privato” (Sezione regionali controllo Lombardia n. 429/2019).
Con riferimento allo specifico quesito, la Sezione osserva che l’art. 1 del Dlgs. n. 50/2016 – che definisce l’oggetto e l’ambito di applicazione del “Codice dei Contratti pubblici” – sancisce, al comma 3, che le disposizioni di cui all’art. 113 non si applicano, tra gli altri, ai soggetti di cui al comma 2, lett. e), del medesimo articolo, ossia ai “soggetti privati, titolari di permesso di costruire o di altro titolo abilitativo, che assumono in via diretta la realizzazione di opere di urbanizzazione a scomputo totale o parziale del contributo previsto per il rilascio del permesso di costruire, ai sensi dell’art. 16, comma 2, del Dpr. n. 380/2001 e dell’art. 28, comma 5, della Legge n. 1150/1942 ovvero che eseguono le relative opere in regime di convenzione”.
Quindi il Legislatore, nella medesima disposizione in cui assoggetta anche i lavori eseguiti dal privato che realizza opere a scomputo alla disciplina del “Codice degli Appalti”, esclude espressamente l’applicazione alle opere in questione degli incentivi per funzioni tecniche.
A diverse conclusioni non è possibile addivenire nell’ipotesi prevista dall’art. 16, comma 2-bis, del Dpr. n. 380/2001, che consente l’esecuzione diretta, ad opera del titolare del “permesso di costruire”, delle opere funzionali all’intervento di trasformazione urbanistica del territorio.
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