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Timestamp: 2015-05-04 12:05:32+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 81', 'art. 90', 'art. 17', 'art. 6', 'art.111', 'art. 90', 'art. 28', 'art. 81', 'art. 17', 'art. 81', 'art. 90', 'art. 51', 'art. 74', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 81', 'art. 47']

Associazioni SportiveCircoli RicreativiLegge 398Obbligo AssicurazioniObbligo Certificato Medico e DefibrillatoreArt 18 CostituzioneLegge 133Legge 91-1981TUIR 2003Modello EASLegge 289ASD - SSD Compensi Sportivi - Amministrativi - GestionaliLeggi RegionaliDLG460/97Ass. Promozione SocialeChiropratica
COMPENSI SPORTIVI E COMPENSI AMMINISTRATIVO/GESTIONALI
PROVENTI AI SOCI soc. sportive dilettamtistiche
OBBLIGO TESSERAMENTO CON ASSICURAZIONE INFORTUNI
OBBLIGO CERTIFICATO MEDICO, DEFIBRILLATORE ED ALTRO
PER ATTIVITA' SPORTIVA - FINANZIARIA 2007
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LA NORMATIVA PER L�ATTIVIT� SPORTIVA DILETTANTISTICA
- D.P.R. 10.02.2000, n.361: modalit� di acquisto della personalit� giuridica;
- art. 81, comma 1, lettera m), Tuir: elenca tra i redditi diversi i comp ensi, indennit� di trasferta
e i premi corrisposti dalle associazioni ai soggetti che svolgono attivit� sportiva dilettantistica;
L�art. 90 della legge finanziaria 2003 introduce significative novit� di natura fiscale e civile che
Sotto l�aspetto civilistico, la legge riconosce ai soggetti che intendono svolgere attivit� sportiva dilettantistica la possibilit� di costituirsi sotto forma di societ� di capitali senza fine di lucro, come gi� accade per le squadre di calcio di serie A, garantendo al tempo stesso la facolt� di beneficiare del regime agevolativo previsto dalla legge 398/91 1 e pi� in generale di tutte le altre disposizioni tributarie applicate alle associazioni sportive dilettantistiche. La denominazione o ragione sociale delle societ� ed associazioni dovr� racchiudere il richiamo alla attivit� sportiva dilettantistica.
Secondo quanto stabilito nella ma novra finanziaria l�attivit� sportiva dilettantistica potr� essere svolta con le seguenti modalit�:- associazione sportiva senza personalit� giuridica (artt. 36 e seguenti c.c.);
- associazione sportiva con personalit� giuridica di diritto privato (D.P.R. 361/2000);
- societ� sportiva di capitali (S.p.A., S.r.l. e S.c.a r.l.), costituita secondo le disposizioni vigenti, ma senza fine di lucro.
Presso il C.O.N.I. sar� istituito un registro diviso in tre sezioni dove verranno iscritti i soggetti che svolgono attivit� sportiva dilettantistica secondo la forma adottata; l�iscrizione in tale registro consentir� alle societ� ed associazioni di accedere ai contributi pubblici.
Attraverso uno o pi� regolamenti, emanati ai sensi dell�art. 17, comma 2, della legge 400/88, vengono individuati:� il contenuto dello statuto e dell�atto costitutivo che dovr� prevedere:-
l�assenza del fine di lucro, inteso come lucro soggettivo, e cio� divieto di distribuire utili, fatta salva la facolt� di realizzarli e reinvestirli nell�attivit� sportiva (lucro oggettivo);- principio di democrazia interna;
- organizzazione di attivit� sportive dilettantistiche compresa l�attivit� didattica per l�avvio, l�aggiornamento ed il perfezionamento nella attivit� sportiva;- il divieto per gli amministratori di rivestire cariche sociali in altre associazioni e societ� appartenenti alla stessa Federazione nonch� la gratuit� dei loro incarichi;
- l�obbligo di devolvere il patrimonio a fini sportivi in caso di scioglimento della associazione o societ�;- l�obbligo di conformarsi alle norme, direttive e statuti del Coni, delle Federazioni Sportive e degli enti di promozione sportiva;� modalit� di approvazione dello statuto e riconoscimento ai fini sportivi e di affiliazione alle Federazioni riconosciute dal Coni o alle discipline sportive associate agli enti di promozione;
� i provvedimenti da adottare a seguito dell�irregolare funzionamento di tali soggetti o di
irregolarit� o infrazioni all�ordinamento sportivo.
Il tetto dei proventi di natura commerciale realizzabile nel corso del periodo di imposta che garantisce la permanenza nel regime di favore della legge 398/91 viene innalzato dagli attuali 185.924,48 a 250.000,00 euro per tutte le associazioni con esercizio in corso alla data del 1 gennaio 2003, quindi anche per quelle con esercizio a cavallo di anno (01/07/2002 - 30/06/2003) . Tale disposizione acquista un significato ancor pi� rilevante se combinata con quella che esclude, per le societ� ed associazioni sportive dilettantistiche, la perdita della qualifica di ente "non commerciale" a seguito dell�esercizio prevalente di attivit� di natura commerciale nel periodo di imposta (comma 1, art. 6 D.Lgs. 460/97 c.d. Zamagni � comma 4, art.111 bis Tuir). Al fine di raggiungere le finalit� del sodalizio sar� pertanto ammesso, non � chiaro se solo per uno o per pi� periodi di imposta, esercitare attivit� commerciale anche in prevalenza rispetto a quella istituzionale. Questa concessione, gi� accordata agli enti ecclesiastici riconosciuti come persone giuridiche, consentir� alle societ� ed associazioni di reperire fondi per l�attivit� sportiva dilettantistica senza correre il rischio di perdere la qualifica di "non commercialit�" con tutte le ineludibili conseguenze in materia contabile, civile ed anche penale.
L�art. 90 della finanziaria stabilisce l�applicazione in misura fissa (euro 129,11) dell�imposta di registro relativa agli atti costitutivi (peraltro gi� in vigore per le associazioni) ed alle operazioni di trasformazione delle societ� ed associazioni. Per tali soggetti � sancita anche l�esenzione dalle tasse sulle concessioni e dall�imposta di bollo (quest�ultima solo per gli atti delle Federazioni Sportive e degli Enti di Promozione).
Il comma 2 dell�art. 28 del DPR 600/73 obbliga gli Enti Pubblici (tra cui rientra il C.O.N.I.) ad effettuare la ritenuta di imposta a titolo di acconto in misura pari al 4% sui contributi erogati a soggetti che esercitano attivit� di impresa anche senza fine di lucro (associazioni e societ� sportive dilettantistiche). In deroga a tale principio, sono esclusi dal trattamento ordinario solo i contributi finalizzati allo svolgimento delle funzioni di istituto degli enti beneficiari e non dell�attivit� commerciale (Cass. Civ. Sez. I - 7 agosto 1993 n. 8568 -). La legge finanziaria estende ora tale esclusione ai contributi erogati a qualsiasi titolo dal Coni, dalle Federazioni Sportive e dagli Enti di Promozione alle societ� ed associazioni sportive dilettantistiche.
Viene elevato dagli attuali 1.032,91 a 1.500,00 euro il limite massimo delle erogazioni liberali in denaro detraibili in misura pari al 22% dall�imposta sulle persone fisiche. La condizione resta quella per cui tali erogazioni debbono essere effettuate tramite banca o posta, al fine di garantire l�effettivit� dei versamenti stessi. Scompare invece la deducibilit� delle provvidenze liberali effettuate dai soggetti esercenti attivit� di impresa. Per questi ultimi viene introdotta la presunzione secondo cui i corrispettivi in denaro o in natura, fino a 200.00,00 euro per periodo di imposta, in favore di societ� e associazioni sportive dilettantistiche, destinati alla promozione dell�immagine o di un prodotto, si considerano spese di pubblicit�. Considerata la difficolt� oggettiva di includere talune spese tra quelle di pubblicit� o rappresentanza, in relazione
soprattutto al differente trattamento tributario riservato alle une e alle altre, questa disposizione permette ai soggetti eroganti, salvo prova contraria fornita dall�Amministrazione Finanziaria, la deduzione integrale del corrispettivo ed al beneficiario che abbia optato per la legge 398/91 la possibilit� di versare l�iva in via forfetaria nella misura del 50% di quella dovuta (e non del 90% come previsto in caso di sponsorizzazione).
6. I compensi, le indennit� ed i premi.
Sono esclusi dalle base imponibile dei soggetti che svolgono attivit� sportiva dilettantistica le somme fino a 7.500,00 euro (prima erano 5.164,37) corrisposte dalle associazioni e societ� a titolo di compensi, indennit� di trasferta e premi (art. 81, comma 1, lettera m del Tuir). Le associazioni potranno erogare per ciascun anno agli atleti, dirigenti etc. somme fino a 7.500,00 euro senza l�obbligo di operare la ritenuta di imposta (a titolo definitivo o di acconto a seconda della somma complessivamente erogata) al momento della corresponsione degli emolumenti.
Questa esclusione si estende d�ora in avanti anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale aventi natura non professionale resi in favore di societ� e associazioni sportive dilettantistiche. A partire dal 1 gennaio 2003 la nuova disciplina dei compensi, premi, indennit� di trasferta, rimborsi forfetari e co.co.co.di carattere amministrativo gestionale � la seguente:
Importo in euro Imponibilit� Ritenuta di imposta Fino a 7.500 NO Da 7.500 a 28.158,28 SI A titolo definitivo
L�Irap ed i compensi. Una novit� molto attesa dal mondo sportivo dilettantistico � contenuta nella disposizione che esclude dalla base imponibile Irap i compensi, premi, indennit� di trasferta e co.co.co inferiori a 7.500,00 euro per ciascun soggetto. Fino ad oggi infatti tali somme venivano interamente assoggettate ad Irap con aliquota ordinaria (4.5%) dando luogo ad un notevole prelievo fiscale (art. 17, comma 2 DPR 446/97).
La legge detta poi le condizioni che permettono ai dipendenti pubblici di svolgere prestazioni nell�ambito delle societ� ed associazioni sportive dilettantistiche. Queste sono:- svolgimento dell�attivit� fuori dell�orario di lavoro;- gratuit� delle prestazioni;
- comunicazione all�amministrazione di appartenenza. Tali soggetti possono percepire solo indennit� di trasferta e rimborsi forfetari di spesa ai sensi dell�art. 81 Tuir.
L�art. 90 della legge finanziaria stabilisce anche alcune norme sull�utilizzo degli impianti sportivi degli enti pubblici e degli istituti scolastici. Viene previsto che gli impianti sportivi appartenenti a questi soggetti possano essere utilizzati, sulla base di criteri obiettivi e compatibilmente con le esigenze pubbliche, anche dalle societ� ed associazioni sportive dilettantistiche. Inoltre l�ente pubblico che non intenda gestire i propri impianti potr� concederli, sulla base di apposite convezioni, alle associazioni e societ� sportive dilettantistiche, sulla base di leggi regionali che ne disciplinino le modalit� di affidamento. In parallelo a tali previsioni, viene istituito il Fondo per la prestazione di garanzia sussidiaria a quella ipotecaria per i mutui contratti dai soggetti
con personalit� giuridica che svolgono attivit� sportiva dilettantistica destinati all�acquisto, all�ampliamento al miglioramento di impianti sportivi ed attrezzatura.
L�assicurazione degli sportivi. L�art. 51 della legge finanziaria impone agli sportivi dilettanti tesserati in qualit� di atleti, ai dirigenti e tecnici, alle federazioni sportive, alle discipline associate e agli enti di promozione l�obbligo di assicurazione su infortuni verificatisi nello svolgimento di attivit� sportive da cui derivi morte o inabilit� permanente.
La Legge n. 398/91 prevede a favore delle associazioni sportive dilettantistiche, associazioni senza fini di lucro e pro loco, particolari modalit� di determinazione forfetaria sia del reddito imponibile che dell�IVA da versare, nonch� l�esonero dagli adempimenti contabili.
I soggetti in esame determinano il reddito imponibile ai fini IRPEG applicando ai proventi incassati, derivanti dall�esercizio di attivit� commerciali, il coefficiente di redditivit� del 3% e aggiungendo le plusvalenze patrimoniali (tassate per il loro intero ammontare).
Il predetto coefficiente di redditivit�, fino al periodo d�imposta precedente a quello in corso al 18.5.1999, era pari al 6%.
DETERMINAZIONE DELL�IVA
La determinazione dell�IVA segue le regole previste dall�art. 74, comma 6, DPR n. 633/72, in base al quale i soggetti in esame beneficiano di una detrazione forfetizzata pari al 50% dell�IVA a debito.
La predetta detrazione forfetizzata � ridotta al 10% in presenza di prestazioni di sponsorizzazione
In linea generale il regime della Legge n. 398/91 concede l�esonero dagli obblighi di tenuta delle scritture contabili, compresi i registri IVA. In particolare, � previsto l�esonero dalla presentazione della dichiarazione IVA annuale.
Fino al 31.12.1999 Dall�1.1.2000
La liquidazione dell�IVA e, se dovuta, dell�imposta sugli spettacoli era effettuata direttamente dall�Ufficio SIAE sulla base delle annotazioni risultanti dalla distinta o
dichiarazione d�incasso.
La liquidazione dell�IVA � effettuata direttamente dal soggetto in esame, con versamento trimestrale mediante mod. F24, sulla base dei proventi commerciali annotati nell�apposito modello di cui al DM 11.2.1997.
Come specificato dall�Agenzia delle Entrate nella Circolare 30.4.2003, n. 24/E, l�art. 8, Legge n. 289/2002 non contiene particolari preclusioni per i soggetti in esame in merito alla possibilit� di presentare l�integrativa semplice.
In particolare, il ricorso all�integrativa semplice �al minimo� (� 300) va valutato al fine di
�bloccare� la proroga dei termini per l�accertamento.
Pertanto gli stessi, ancorch� il reddito sia determinato su basi forfetarie, possono procedere all�integrazione degli imponibili, per i periodi 1997-2001, ai fini sia IRPEG che IRAP, compilando il quadro A del modello di dichiarazione approvato con Provvedimento dell�Agenzia delle Entrate 25.2.2003 e applicando le aliquote vigenti nei periodi d�imposta integrati.
Ai fini IVA, come sopra accennato, ancorch� i soggetti in esame siano esonerati, per legge, dalla presentazione della dichiarazione IVA, non ricorre la fattispecie di omessa presentazione della stessa.
Di conseguenza, la maggiore imposta indicata nell�integrativa semplice rappresenta
un�integrazione dell�IVA liquidata dalla SIAE (per gli anni 1998 e 1999) o dall�associazione (per gli anni 2000 e 2001).
Analogamente a quanto precisato in relazione all�integrativa semplice, anche l�art. 9, Legge n. 289/2002 non contiene particolari preclusioni per i soggetti in esame in merito alla possibilit� di effettuare la definizione della propria posizione fiscale tramite il condono tombale.
sono applicabili i minimi previsti per titolari di reddito d�impresa, sulla base dei ricavi
dichiarati (� 400, � 500, � 600);
in caso di dichiarazione omessa, l�importo da versare, con riferimento al settore delle imposte dirette, non pu� essere inferiore a � 3.000.
Va osservato che sovente le associazioni, e in particolare quelle sportive dilettantistiche, hanno il periodo d�imposta �a cavallo� d�anno.
In tale ipotesi, al fine dell�individuazione dei periodi d�imposta condonabili, va tenuto presente quanto specificato nella Circolare dell�Agenzia delle Entrate n. 22/E del 28.4.2003. Infatti, il periodo d�imposta che interessa gli anni 1996-1997, deve essere ricompreso nella definizione se il termine di presentazione della relativa dichiarazione dei redditi scadeva successivamente al 31.12.1997.
Al contrario, se il termine di presentazione della dichiarazione scadeva entro il 31.12.1997, essendo decorso il termine per l�accertamento da parte dell�Ufficio, il relativo periodo d�imposta non va ricompreso nel condono tombale.
Ai fini IVA, il fatto che i soggetti in esame siano esonerati per legge dalla presentazione della dichiarazione annuale, non implica l�obbligo di versamento di � 3.000 dovuto nell�ipotesi di dichiarazione omessa.
Pertanto, la definizione ai fini IVA (anni 1998 - 2001) richiede il versamento della somma derivante dall�applicazione della percentuale del 2%:
all�IVA a debito connessa alle cessioni di beni/prestazioni di servizi di ogni anno oggetto di condono;
all�IVA forfetariamente detratta, determinata sulla base delle percentuali vigenti nei
singoli anni condonati. Si rammenta che ai fini IVA in presenza di periodi d�imposta �a cavallo� la definizione tramite il condono tombale interessa l�anno prevalente, ossia quello contenente il maggior numero di giorni (Circolare n. 22/E citata).
Gli importi dell�IVA a debito e detratta, nonch� degli imponibili per l�individuazione dei minimi, in mancanza della dichiarazione IVA, sono desumibili dalle distinte o dichiarazioni d�incasso (per il 1998 e 1999) ovvero nel modello di cui al DM 11.2.1997 (per il 2000 e 2001).
L'articolo 90, al comma 3, della legge finanziaria 2003 classifica tra i "redditi diversi" di cui all'art. 81 comma 1 lettera m) del Tuir anche i redditi provenienti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale, di natura non professionale, resi in favore di societ� e associazioni sportive dilettantistiche. la nuova configurazione di tali redditi non rientranti nell'ambito dell'art. 47, comma1, lettera c-bis del Tuir, preclude la possibilit� di imporre i contributi previdenziali della "gestione separata" alle societ� e associazioni sportive dilettantistiche per i rapporti di collaborazione do carattere amministrativo gestionale. Si rammenta, a tal proposito, che il legislatore era gi� intervenuto con analoga disposizione nell'anno 2000, con l'articolo 37 della Legge 342/2000 allorch� classific� quali "redditi diversi" i compensi erogati per l'esercizio diretto di attivit� sportive dilettantistiche, dal Coni, dalle federazioni sportive nazionali, dagli Enti di promozione sportiva, eccetera. (si veda la circolare numero 32 del 7 febbraio 2001)
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