Source: https://www.miolegale.it/sentenze/cassazione-penale-iv-52827-2018/
Timestamp: 2019-11-12 09:07:18+00:00
Document Index: 72618129

Matched Legal Cases: ['art. 625', 'art. 380', 'art. 381', 'art. 625', 'art. 382', 'art. 386', 'art. 390', 'art. 381']

Cassazione penale, sez. IV, 8 novembre 2018, n. 52827
Home Penale Procedura Penale Cassazione penale, sez. IV, 8 novembre 2018, n. 52827
1. Ricorre per Cassazione il P.M. presso la Procura della Repubblica di Lodi avverso l’ordinanza emessa dal Tribunale di Lodi in data 13/4/2018, con cui non era convalidato l’arresto di D.T.I., per il reato di cui agli artt. 56 e 624 c.p., art. 625 c.p., comma 1, nn. 2 e 7.
Il giudice non convalidava l’arresto in quanto riteneva che fosse stato eseguito da un privato (addetto alla sicurezza del supermercato Esselunga) al di fuori delle ipotesi previste dall’art. 380 c.p.p., assumendo che, in ogni caso, anche a voler ritenere che all’arresto abbia proceduto personale della Polizia giudiziaria, il fatto non sarebbe riconducibile alle previsioni di cui all’art. 381 cod.proc.pen., trattandosi di furto semplice tentato. Rilevava, invero, che non si evincevano dalla lettura della parte descrittiva della imputazione le aggravanti contestate: non era comprensibile quale mezzo fraudolento fosse stato adoperato e quale delle diverse ipotesi di cui all’art. 625 c.p., n. 7, fosse stata individuata dai P.M..
La Parte pubblica ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione, lamentando che il giudice non aveva valutato che, al momento del sopraggiungere dei Carabinieri su richiesta del personale del supermercato, il D. era ancora in possesso della merce non pagata, prelevata dagli scaffali e non registrata sul lettore ottico (così da integrare l’ipotesi di quasi flagranza prevista dall’art. 382 c.p.p.). Parimenti, il giudice della convalida non aveva considerato che la presenza del sistema self service, con prelievo diretto della merce dagli scaffali e l’espediente impiegato di non registrare i prodotti con il lettore ottico, integravano esattamente le due aggravanti contestate dell’esposizione alla pubblica fede e del mezzo fraudolento.
2. In sede di convalida, il giudice, oltre a verificare l’osservanza dei termini previsti dall’art. 386 c.p.p., comma 3, e art. 390 c.p.p., comma 1, deve controllare la ricorrenza dei presupposti che consentono l’adozione del provvedimento di arresto e, pertanto, valutare la legittimità dell’operato della polizia sulla base di una verifica, ispirata a criteri di ragionevolezza, che coinvolge lo stato di flagranza o quasi flagranza e la ipotizzabilità di uno dei reati richiamati dagli artt. 380 e 381 c.p.p..
L’arresto è avvenuto ad opera della Polizia giudiziaria, ai sensi dell’art. 381 c.p.p., quando il D. era ancora in possesso della merce sottratta, nella ricorrenza della ipotesi di quasi flagranza la quale, secondo l’insegnamento delle Sezioni Unite di questa Corte, si realizza allorquando vi è la immediata ed autonoma percezione, da parte di chi procede all’arresto, delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l’indiziato (Sez. U, n. 39131 del 24/11/2015, P.M. in proc. Ventrice, Rv. 267591).
La ricorrenza dell’aggravante del mezzo fraudolento si evince dalla descrizione della condotta contenuta nel capo di imputazione: il D., alla stregua della contestazione elevata, dopo avere prelevato la merce dagli scaffali, aveva passato il lettore ottico, deputato a registrare l’acquisto, soltanto su alcuni prodotti, escludendone altri.