Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2011&numero=277
Timestamp: 2020-02-27 07:39:15+00:00
Document Index: 44740698

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4']

Sentenza 277/2011 (ECLI:IT:COST:2011:277)
Norme impugnate: Artt. 1, 2, 3 e 4 della legge 15/02/1953, n. 60; art. 5 decreto legislativo 20/12/1993 n. 533; legge della Regione Siciliana 24/06/1986, n. 31; legge della Regione Siciliana 26/08/1992, n. 7; legge della Regione Siciliana 15/09/1997, n. 35.
Massime: 35877 35878 35879
Atti decisi: ord. 46/2011
Massima n. 35877 Massima successiva
Elezioni - Norme della Regione Siciliana - Incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore a 20.000 abitanti - Mancata previsione - Lamentata irragionevolezza nonché incidenza sul principio di uguaglianza in materia di elettorato passivo - Asserita violazione dei principi di libertà di mandato elettorale, di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione - Questione formulata in modo perplesso e contraddittorio - Carente motivazione sulla rilevanza - Inammissibilità.
È inammissibile la questione di legittimità costituzionale della legge della Regione siciliana 24 giugno 1986, n. 31, della legge della Regione siciliana 26 agosto 1992, n. 7 e della legge della Regione siciliana 15 settembre 1997, n. 35, censurate - in riferimento agli articoli 3, 51, 67 e 97 Cost. - nella parte in cui non prevedono l'incompatibilità tra la carica di parlamentare nazionale e quella di sindaco di un Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti e viceversa. La questione è formulata, oltre che in termini contraddittori rispetto alla riconosciuta sussistenza di una riserva di legge statale in materia di cause di ineleggibilità e incompatibilità con l'ufficio di deputato o senatore, anche in modo perplesso riguardo alla possibile esistenza di una competenza normativa regionale primaria in una materia in cui sono coinvolte le cariche parlamentari nazionali. Carente è inoltre la motivazione sulla rilevanza della questione nel giudizio principale posto che il rimettente, pur dopo aver affermato l'applicabilità alla fattispecie al suo esame della sola norma statale, non ha argomentato sulla concreta necessità di applicare anche la normativa regionale.
legge della Regione siciliana 24/06/1986 n. 31
legge della Regione siciliana 26/08/1992 n. 7
legge della Regione siciliana 15/09/1997 n. 35
Massima n. 35878 Massima successiva Massima precedente
Elezioni - Incompatibilità parlamentari - Incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti - Mancata previsione - Eccepita inammissibilità della questione per asserita richiesta alla Corte di pronuncia additiva in materia coperta da riserva di legge - Reiezione.
In relazione alla questione di legittimità costituzionale degli artt.1, 2, 3 e 4 della legge 15 febbraio 1953, n. 60 censurati - in riferimento agli artt. 3, 51, 67 e 97 Cost. - nella parte in cui non prevedono «l'incompatibilità tra la carica di Parlamentare e quella di Sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti, in presenza delle condizioni di cui all'art. 7, lettera c), del d.P.R. 30 marzo 1957, n. 361, in combinato disposto con l'art. 5 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, che estende la disciplina delle ineleggibilità per la Camera dei Deputati alle elezioni per il Senato della Repubblica», non è fondata l'eccezione di inammissibilità prospettata in ragione del carattere additivo della pronuncia richiesta in una materia coperta da riserva di legge. Infatti, poiché il rimettente chiede, sulla scorta del principio del parallelismo tra cause di ineleggibilità e cause di incompatibilità valorizzato dalla giurisprudenza costituzionale, un intervento additivo idoneo a colmare la lacuna normativa denunciata attraverso «la trasposizione speculare» della causa di incompatibilità (direttamente ricavata dal sistema delle ineleggibilità dei parlamentari) nell'ámbito delle altre cause di incompatibilità con tale carica elettiva indicate nei censurati articoli della legge n. 60 del 1953, l'intervento richiesto non incide sul diverso profilo della operatività della nuova causa di incompatibilità, regolata come tutte le altre secondo le norme vigenti.
legge 15/02/1953 n. 60 art. 1
legge 15/02/1953 n. 60 art. 2
legge 15/02/1953 n. 60 art. 3
legge 15/02/1953 n. 60 art. 4
Massima n. 35879 Massima precedente
Elezioni - Incompatibilità parlamentari - Incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti - Mancata previsione - Irragionevolezza - Lesione del principio di uguaglianza e della libertà di elettorato attivo e passivo - Illegittimità costituzionale in parte qua - Assorbimento degli ulteriori profili di censura.
Sono costituzionalmente illegittimi gli artt. 1, 2, 3 e 4 della legge 15 febbraio 1953, n. 60, nella parte in cui non prevedono l'incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti. Viola il principio di uguaglianza e di ragionevolezza, nonché la libertà di elettorato attivo e passivo, la mancata previsione, accanto alla scelta di escludere l'eleggibilità alla Camera o al Senato di chi contemporaneamente rivesta la carica di sindaco di grande Comune, di una causa di incompatibilità per il caso in cui la stessa carica sopravvenga rispetto alla elezione a membro del Parlamento nazionale; ciò contrasta con la «naturale corrispondenza biunivoca delle cause di ineleggibilità che incidono necessariamente su entrambe le cariche coinvolte dalla relativa previsione, anche a prescindere dal dato temporale dello svolgimento dell'elezione». Tale vulnus si determina tanto più in quanto la regola dell'esclusione "unidirezionale" dipende in concreto dalla circostanza meramente casuale della cadenza temporale delle relative tornate elettorali e dalla priorità o meno dell'assunzione della carica elettiva "pregiudicante" a tutto vantaggio della posizione del parlamentare. Restano assorbiti gli ulteriori profili di censura.