Source: http://www.ivaentilocali.it/articoli/index2.asp?anno=2009
Timestamp: 2019-03-21 03:41:27+00:00
Document Index: 91812490

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Elenco articoli per l'Anno di Pubblicazione 2009
La disciplina Iva nelle biblioteche
L’attività delle biblioteche comunali non è soltanto una tra le più diffuse, ancora adesso, nel mondo delle autonomie locali, ma anche una delle più dibattute in campo Iva, dal momento che l’applicazione del tributo comunitario presenta profili di incertezza legati all’eventuale estensione di alcune previsioni di favore che attengono sia la fase iniziale, ossia la costruzione della struttura, che quella successiva, nella quale, invece, i dubbi principali riguardano l’appalto a terzi della complessiva gestione e la fornitura di alcuni servizi tipici strumentali.
Fisco più morbido sull’integrativa a favore
Le recenti affermazioni dell’Agenzia delle Entrate a proposito della possibilità, per il contribuente, di rettificare a proprio favore una dichiarazione validamente presentata entro il termine di decadenza dell’azione di accertamento ripropongono l’attenzione su un argomento particolarmente dibattuto, anche in ambito Iva, e sembrano utili a superare alcune ambiguità rinvenibili nella prassi e, soprattutto, nella giurisprudenza della Corte di Cassazione.
Le scelte sulle operazioni esenti del 2010
Con la fine dell’anno è sempre utile, per non dire addirittura necessario nel caso degli enti locali, valutare l’ipotesi di un cambiamento della “gestione” delle operazioni esenti da Iva ai sensi dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72 - se realizzate in maniera non occasionale ed in combinazione con lo svolgimento di attività da cui derivano cessioni e/o prestazioni imponibili - ponendo a confronto l’imposta detraibile con applicazione del pro-rata rispetto a quella che può essere portata in deduzione attraverso la separazione facoltativa prevista dall’articolo 36 del citato decreto.
Le regole dell’acconto Iva per comuni e partecipate
La chiusura dell’anno è come di consueto caratterizzata dalla verifica del metodo di calcolo dell’acconto Iva più conveniente tra quelli ammessi dalla normativa vigente, in modo da minimizzare l’esborso finanziario o, meglio ancora, da evitare del tutto il versamento in scadenza lunedì 28 dicembre e riguardante, senza eccezioni di sorta, la generalità dei contribuenti dotati di partita Iva.
La cessione di fabbricati in via di demolizione
La cessione di vecchi fabbricati destinati ad essere demoliti costituisce una fattispecie molto frequente – a maggior ragione se analizzata dal versante dei comuni, essendo normalmente collegata all’esecuzione di piani edilizi o di operazioni di riqualificazione nei quali l’ente spesso agisce in qualità di acquirente – ed alquanto delicata sotto il profilo del trattamento applicabile ai fini dell’Iva, attesa la possibilità che la vendita ricada, alternativamente, nel regime ordinario, in quello di esenzione o, addirittura, nell’ambito dell’esclusione. L’incertezza deriva, in estrema sostanza, dall’individuazione dell’oggetto del contratto, nel senso che la diversa tassazione dipende dalla corretta qualificazione del bene alienato. Una recente sentenza della Corte di Giustizia fissa alcuni paletti utili a comprendere, allo stesso tempo, anche l’esatta portata della prassi domestica sull’argomento.
Aspetti Iva della gestione dei canili
La percezione di introiti in relazione alla gestione di un canile deve essere analizzata alla luce dei criteri generali d’imposizione stabiliti dagli articoli 3 e 4 del decreto 633/72, nonostante ogni problema interpretativo potrebbe apparire già risolto per effetto della circolare 187360068 del 22 maggio 1976 e, più precisamente, dell’esplicita inclusione di tale tipologia di attività comunale nel novero di quelle considerate dall’amministrazione finanziaria come rilevanti ai fini del tributo comunitario
Le modifiche alla territorialità dei servizi
Le modifiche alle regole di determinazione della territorialità dei servizi, che entreranno in vigore il 1° gennaio 2010, producono un sostanziale stravolgimento dei criteri di individuazione delle fattispecie soggette ad Iva italiana attualmente previsti dall’articolo 7 del D.P.R. 633/72. Ciononostante, uno dei punti di formale discontinuità col passato – vale a dire quello della tassazione, in maniera indistinta, di tutti i servizi acquistati dagli enti non commerciali soggetti passivi, a prescindere dall’utilizzo o meno dei medesimi nell’ambito delle attività commerciali esercitate – in realtà può definirsi solo apparente. Tale particolare situazione, infatti, era stata già “regolata” dalla sentenza della Corte di Giustizia nella causa C-291/07. Il vero quid novi, almeno sul piano pratico, risiede semmai nel parziale superamento delle indicazioni operative fornite dall’Agenzia delle Entrate allo scopo di colmare la lacuna normativa venutasi a creare a seguito del pronunciamento dei giudici comunitari.
Gestori Tia: la Cassazione “apre” al rimborso dal fisco
Una recentissima sentenza della Cassazione su un caso che presenta molte attinenze con quello che, attualmente, interessa i gestori del servizio di igiene urbana dopo la pronuncia della Corte Costituzionale, potrebbe rappresentare un precedente di estrema importanza, almeno sotto l’aspetto dei principi, per un’eventuale “difesa” nei confronti dell’erario. Si dà infatti per scontato che la questione aperta dal giudice delle leggi all’alba dell’ordinanza 238/2009 verrà risolta, in via legislativa, in maniera tale da lasciare comunque indenni i gestori dalle richieste di rimborso dell’Iva avanzate dagli utenti. Lo stesso intervento della magistratura di legittimità è però la dimostrazione che il tema dell’indebito Iva è materia alquanto delicata e complessa e che le regole attualmente in vigore, di per sé stesse, pongono l’erario in una situazione di chiaro favore rispetto alla posizione assunta dal soggetto passivo di diritto.
Ticket parcheggi: il nuovo regolamento
In data 1° ottobre scorso è entrato in vigore il nuovo provvedimento delegato disciplinante la vendita di documenti di sosta relativi ai parcheggi veicolari e, contemporaneamente, è stato abrogato il decreto ministeriale 5 maggio 1980 il quale, sino al giorno precedente, aveva regolato il particolare trattamento previsto, ai fini Iva, dall’articolo 74, primo comma, lettera e), del D.P.R. 633/72, seppur con espresso riferimento alla cessione dei soli biglietti di trasporto urbano di persone. Una prima analisi della novità in esso contenute.
La gestione della “emergenza” Tia
Il procrastinarsi dell’attesa nei confronti di un intervento legislativo che possa risolvere i molteplici aspetti critici derivanti dalla sentenza 238/2009 della Corte Costituzionale ha creato una situazione di grave incertezza ed imbarazzo nei gestori del servizio di igiene urbana svolto in regime di tariffa, nei cui confronti è ormai sempre più dilagante il numero di richieste di rimborso dell’Iva erroneamente addebitata. Pur in un contesto del genere – certamente confuso e convulso – è possibile consigliare un comportamento non dettato da ragioni di convenienza o di necessità, ma frutto di un attento esame del particolare funzionamento dell’Iva, così come individuato e descritto dalla Corte di Cassazione. Agli effetti di questo, pertanto, le domande dovrebbero ricevere una risposta diversa da quella recentemente suggerita dalla stampa specializzata, che sembra piuttosto basarsi su una valutazione non corretta delle norme del D. Lgs. 546/92.
Aspetti Iva del project financing
Il project financing è uno strumento giuridico particolarmente complesso che può presentare alcuni problemi sul piano dell’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto, specie nell’ipotesi in cui l’amministrazione concedente riconosca all’aggiudicatario un prezzo o contributo, sia in denaro che in natura, in deroga alla regola generale stabilita dal secondo periodo del secondo comma dell’articolo 19 della legge 109/1994.
Rimborsi trimestrali e novità sulle compensazioni
Le recenti novità apportate dal decreto legge 78/2009 all’istituto della compensazione – e, segnatamente, alle regole che ne disciplinano il funzionamento in ipotesi di utilizzo del credito Iva a scomputo del pagamento di altri tributi e contributi – riguardano solo in parte le somme risultanti dalla presentazione del modello TR, così da consentire, al ricorrere delle condizioni di legge, di fare uso, anche a gennaio prossimo, di eccedenze detraibili sorte nel corso del 2009 senza dover ricorrere all’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione Iva 2010
I consorzi per lo sviluppo delle aree industriali
I consorzi per lo sviluppo delle aree industriali non possono essere considerati come una vera impresa assimilabile alle società di capitali – nonostante si tratti di entità giuridicamente classificate nella categoria degli enti pubblici economici - e, per tale ragione, la loro posizione ai fini Iva deve essere valutata alla luce del quarto comma dell’articolo 4 del decreto 633/72, ossia verificando, caso per caso, se tali soggetti svolgano o meno un’attività a carattere commerciale. A stabilirlo è la sentenza della Corte di Cassazione n. 20070 del 26 maggio 2009.
L’Iva sulla Tia dipende dalla direttiva
L’attesa soluzione legislativa al delicato problema dell’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto alla tariffa di igiene urbana – alla luce della presa di posizione assunta dalla Corte Costituzionale con la ormai nota sentenza n. 238/2009 – non potrà in alcun modo ignorare i paletti posti dalla direttiva 112/2006 e dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia, specie per quello che attiene la possibilità di tassare ugualmente una fattispecie nonostante la stessa si riveli priva dei necessari presupposti.
L’Iva sulle “assenze” dei consiglieri e degli assessori
La disciplina economica dei permessi chiesti dai rappresentanti e dagli amministratori locali per la partecipazione ai consigli ed alle riunioni degli organi di cui fanno parte, attualmente disciplinata dagli articoli 79 e 80 del Tuel, prevede la retribuzione delle assenze dal servizio da parte del datore di lavoro, ma con facoltà di rivalsa sull’ente di appartenenza, ciò determinando la necessità di porre attenzione alle norme - e, in modo particolare, alla legge 67/88 – che dispongono in ordine al trattamento ai fini Iva delle somme eventualmente addebitate a tale titolo.
Depurazione: in arrivo il regolamento sui rimborsi
E’ imminente la pubblicazione del decreto che deve dare attuazione alle disposizioni della legge 13/2009 in tema di rimborso del canone di depurazione delle acque reflue ai cittadini delle zone non collegate ad alcuna rete e/o impianto funzionante. Tale provvedimento non affronta gli aspetti fiscali derivati, pur avendo palesi implicazioni soprattutto nel settore dell’Iva, e ciò comporta la necessità di analizzare le norme contenute nel D.P.R. 633/72, in modo particolare per quello che attiene l’emissione della nota di variazione e le peculiari modalità di estinzione del debito sorto in capo al gestore a causa della presentazione della domanda di restituzione.
Nessuna presunzione assoluta per l’Iva sulle sponsorizzazioni
L’effettuazione di più operazioni oggettivamente rientranti nel concetto di “pubblicità” da parte di un’associazione o, più in generale, di un ente non commerciale non è sufficiente, di per sé, ad integrare lo svolgimento di un’attività “economica” ai sensi della normativa comunitaria e ciò neppure agli effetti della presunzione assoluta di rilevanza riconosciuta agli uffici di pubblicità commerciale. E’ questa una delle conclusioni ricavabili dalla lettura del parere dell’Avvocato generale Maduro depositato nella causa C-267/08 pendente davanti alla Corte di Giustizia in seguito al contenzioso che vede opposti un partito politico austriaco e l’amministrazione finanziaria competente
Quadro VG: le conseguenze del pro-rata dichiarato
La compilazione del modello annuale Iva costituisce il momento di sintesi dell’attività svolta durante l’intero periodo di imposta precedente e, talvolta, avviene senza considerare alcune conseguenze derivanti dai dati inseriti nella dichiarazione, in modo particolare per ciò che attiene la gestione di uno dei regimi più complessi dell’intero decreto 633/72, vale a dire quello del cosiddetto “pro-rata” di detrazione. Sono almeno due gli aspetti che, maggiormente, possono interessare in concreto, ossia l’applicazione della percentuale provvisoria in corso d’anno e la rettifica della detrazione.
In stand by il modello F24EP per l’Iva
L’utilizzo del modello F24EP per il pagamento dell’Iva dovuta dagli enti locali è di fatto sospeso sino a quando non verranno emanate le necessarie disposizioni di attuazione della norma – vale a dire il provvedimento direttoriale del 23 marzo scorso - che, attraverso un’enunciazione di carattere generale, priva di una specifica data di efficacia, ha esteso a tutti i tributi erariali il sistema già in uso per il versamento delle ritenute, delle addizionali Irpef e dell’Irap. La precisazione proviene dall’Agenzia delle Entrate a mezzo della risoluzione n. 231/E.
Vendite immobiliari senza rettifiche Omi
La comunitaria 2008 ha eliminato il discusso potere del fisco di procedere alla rettifica dell’imponibile delle compravendite di beni immobili sulla base del loro valore normale. L’intervento del legislatore apre ovviamente alcuni scenari interpretativi in ordine agli effetti pratici della cancellazione, i quali potrebbero riguardare anche le recenti transazioni concluse con le società partecipate dai comuni.
I parcheggi e la vendita dei biglietti di sosta
La vendita di documenti di sosta relativi ai parcheggi veicolari soggiace a particolari regole di determinazione dell’Iva, tese a semplificarne l’applicazione, in quanto fattispecie rientrante nel regime speciale previsto dall’articolo 74, primo comma, lettera e) del D.P.R. 633/72, come da ultimo modificato, con efficacia a partire dal mese di gennaio dell’anno in corso, dalla legge di conversione del D.L. 29 novembre 2008. L’esame della disciplina.
Niente cuneo Irap per i subconcessionari
Le imprese che agiscono nel settore delle “public utilities”, in forza e per effetto di contratti di servizio conclusi con concessionari che ne detengano anche il controllo, non sono ammessi a beneficiare del cuneo fiscale in quanto soggetti che, nella sostanza, operano in regime di concessione ed a tariffa. A prevederlo è la risoluzione 204/E del 6 agosto scorso. La pronuncia riguarda anche gli enti locali, se e nella misura in cui, ovviamente, vi possa essere l’intenzione di “sfuggire” all’interpretazione restrittiva fornita dalla risoluzione 423/E del 5 novembre 2008 attraverso un allungamento della catena partecipativa.
L’applicazione del valore normale nelle transazioni con le partecipate
La legge comunitaria per il 2008 ha ampliato il novero delle fattispecie nelle quali il legislatore nazionale – in virtù di quanto concesso dalla direttiva 112/2006 – ha stabilito che il corrispettivo pattuito tra le parti nell’ambito di una transazione commerciale debba essere sostituito dal valore normale, di fatto aumentando le possibilità che anche gli enti locali ricadano nella previsione antielusiva nel momento in cui pongono in essere operazioni di compravendita di beni o di servizi con società controllate.
Visto di conformità sopra i 15.000 Euro
La legge di conversione del decreto 78/2009 ha apportato alcune modifiche tese ad attenuare, anche se in minima parte, il rigore delle norme del provvedimento anticrisi con le quali, a partire dal 1° gennaio 2010, il governo vorrebbe contrastare il fenomeno delle compensazioni Iva indebite attraverso l’introduzione di determinati limiti e condizioni all’esercizio di tale diritto nei confronti di tutti i soggetti passivi che intendano fruirne per importi superiori ad una certa soglia su base annuale.
Iva agevolata per le stampe sulle elezioni
La stampa, anche su formato elettronico, di volumi pubblicati da un ente locale con lo scopo di informare i cittadini sulla candidatura alle cariche rappresentative, sulle scadenze e sulle norme in materia elettorale, ovvero di illustrare agli addetti alle sezioni le attività da compiere ai seggi, possono beneficiare dell’aliquota ridotta al 4%, al pari degli acquisti dei materiali necessari e delle prestazioni di servizi consistenti, oltre alla stessa stampa, anche nella composizione, nel montaggio, nella duplicazione e nella legatoria.
La comunitaria aumenta il costo dei servizi gratuiti
La comunitaria 2008, ovvero la legge n. 88/2009, reca in sé parecchie novità in materia di Iva - in massima parte concentrate sulla base imponibile e sulle relative regole di determinazione - ma con una particolare conseguenza che non risulterà gradita, in linea di principio, a tutti gli enti che si attengono scrupolosamente alle previsioni del D.P.R. 633/72. Infatti, con una delle modifiche apportate all’articolo 13, il legislatore domestico ha finito per causare, sebbene involontariamente, anche un probabilissimo aggravamento del costo dei servizi resi gratuitamente dai comuni nell’ambito dello svolgimento di attività rilevanti (diverse da quelle esenti), salvo, naturalmente, che non venga esercitato il diritto di rivalsa del tributo nei confronti del beneficiario della prestazione.
Iva e Tia: la Consulta “conferma” i rimborsi
La recente sentenza della Corte Costituzionale che ha definitivamente sancito la natura tributaria della tariffa di igiene urbana sembra destinata a travolgere, senza più appello, il tentativo del fisco di difendere l’applicazione dell’Iva all’importo versato a tale titolo dagli utenti, spianando ulteriormente la strada alle associazioni dei consumatori che hanno già avviato azioni legali per la restituzione del tributo da parte dei vari gestori del servizio. Quasi per paradosso, tuttavia, la pronuncia potrebbe tramutarsi in un aiuto per i comuni e le aziende speciali che, sino ad oggi, sono rimasti inerti di fronte alla giurisprudenza maggioritaria della Corte di Cassazione che era già pervenuta alla medesima conclusione sul carattere dell’entrata.
L’Iva nei riassetti patrimoniali nelle partecipate
Il ritorno ai comuni degli immobili e degli impianti a suo tempo trasferiti, attraverso uno o più passaggi di proprietà, alle aziende partecipate operanti nel settore delle multiutilities non sconta alcuna imposizione ai fini Iva, ma solo a condizione che la retrocessione abbia ad oggetto beni in relazione ai quali nessun soggetto, tra quelli aventi titolo pro-tempore in base alle varie detenzioni succedutesi nel tempo, abbia esercitato il diritto alla detrazione all’atto dell’acquisto o della costruzione.
Locazione di immobili comunali: anche il fisco “ammette” l’Iva
A distanza di pochi giorni dal deposito della sentenza della Corte di Giustizia nella causa C-102/08, con la quale gli eurogiudici hanno già inciso sulla questione limitando fortemente la possibilità di escludere dal tributo la gestione del patrimonio immobiliare degli enti non commerciali, il fisco domestico torna ad occuparsi del carattere commerciale di tale attività e supera, si spera definitivamente, il sottile criterio distintivo basato sulla contrapposizione con il concetto di mero godimento.
Trattamento Iva del corrispettivo “raee”
Sono tanti i comuni che, ormai da qualche mese, stanno ricevendo comunicazione dell’importo spettante a titolo di corrispettivo per l’attività di gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche svolta nella fase transitoria prevista dall'accordo siglato dall'ANCI. Molti di questi nutrono dubbi su quale debba essere il trattamento, ai fini Iva, delle somme conseguentemente percepite, anche perché l’incognita su questo aspetto è rilevata ed alimentata, in ultima analisi, proprio dallo stesso consorzio debitore.
L’Irap commerciale e l’imputazione temporale
Il controllo dei dati indicati all'interno della sezione II del quadro IK della dichiarazione Irap 2009 dovrebbe avere inizio con il lavoro di verifica della corretta rilevazione dei costi e dei ricavi di competenza dell’esercizio. La delicatezza di tale fase deriva non solo dalla mancanza di una contabilità economica, ma anche dell’ambigua precisazione contenuta nelle istruzioni al modello riguardo ai soggetti tenuti all’osservanza delle disposizioni in materia di contabilità pubblica.
Compensazioni Iva con visto di conformità
Il giro di vite voluto dal Governo sulle modalità di funzionamento dell’istituto della compensazione fiscale avrà un impatto notevole sulle consuetudini di tutti i soggetti passivi Iva - ivi compresi, pertanto, anche gli enti locali - imponendo limiti e condizioni non richieste prima d’ora, tra cui spicca, in primo luogo, l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione dalla quale emerge il credito che il contribuente intende utilizzare a scomputo dei versamenti di imposte e contributi, salvo il caso di operazioni complessivamente non superiori, su base annua, all’importo di 10.000 Euro.
Pubblica autorità ed “autodistorsione” della concorrenza
Le attività comunali che, essendo esercitate in qualità di pubblica autorità e senza arrecare ingiusto pregiudizio al corretto svolgimento della concorrenza attuale o potenziale, dovrebbero teoricamente sempre sfuggire all’imposizione agli effetti della deroga prevista dalla sesta direttiva nei confronti degli organismi di diritto pubblico che ricorrono all’uso di poteri autoritativi, possono ugualmente rientrare nell’ambito di applicazione del tributo qualora venga invece dimostrato che l’esclusione arreca danno all’ente stesso a causa, da ultimo, delle conseguenze sulla detrazione.
L’Irap commerciale e gli obblighi contabili
Gli enti locali che hanno optato per il calcolo dell’Irap commerciale, in relazione ad una o più attività esercitate che assumono rilevanza ai fini Iva, nutrono da sempre alcuni dubbi in ordine agli obblighi contabili che devono essere osservati allo scopo di adempiere correttamente alla previsione di cui all’articolo 20 del D. Lgs. 446/97, anche considerando che non tutte le operazioni attive tassabili ovvero le spese deducibili trovano evidenza nei registri previsti dal D.P.R. 633/72, tra cui spicca, per importanza, l’ammortamento dei beni strumentali.
Discariche: il tributo speciale e l’Iva
La continua e, molto spesso, complessa evoluzione della legislazione di riferimento per il settore dei rifiuti e per le relative operazioni di raccolta, deposito e smaltimento, non ha determinato alcuna modifica sostanziale al trattamento che deve essere riservato ai fini Iva alla somma che il conferente in discarica deve versare al soggetto titolare dell’attività di stoccaggio definitivo, ancorché ciò abbia luogo, appunto, ai sensi di una legge - la numero 549 del 1995 – emanata in vigenza dell’ormai abbondantemente superato D.P.R. 915/82.
Locazioni comunali: la Corte Ue “spinge” verso l’Iva
I singoli Stati membri possono definire – anche a scapito della natura armonizzata del tributo ed a rischio di diversificare il trattamento degli operatori nei vari paesi dell’Unione - il concetto di gestione patrimoniale da parte degli organismi di diritto pubblico e, per tale via, stabilire se e quando la locazione di immobili da parte di un comune debba essere considerata come un’attività a carattere imprenditoriale, ma, in mancanza di un esplicito intervento legislativo in tal senso, non possono escludere dette prestazioni dall’ambito di applicazione dell’imposta. E’ questo il principio che può essere tratto dalla lettura di una recente e complessa sentenza della Corte di Giustizia avente appunto ad oggetto la rilevanza soggettiva di un ente pubblico non commerciale rispetto alla sub-locazione di locali ad uso commerciale e di parcheggi.
L’assenza di redditività non “ferma” l’Iva
La sproporzione, quand’anche notevole e reiterata nel tempo, tra i costi sostenuti ed i ricavi conseguiti da un soggetto passivo non pregiudica la nascita e l’esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta sul valore aggiunto addebitata dai fornitori di beni e di servizi impiegati per realizzare le operazioni attive imponibili, in quanto una diversa determinazione porterebbe ad una violazione del presupposto essenziale della neutralità del tributo e si porrebbe in contrasto, pertanto, con le prese di posizione sull’argomento da parte della Corte di Giustizia e della Suprema Corte di Cassazione.
Le aree a scomputo degli oneri di urbanizzazione
L’articolo 51 della legge 21 novembre 2000, n. 342 - vale a dire la norma che "agevola" le cessioni a scomputo di contributi di urbanizzazione o in esecuzione di convenzioni di lottizzazione - è applicabile, nel caso delle aree, soltanto a quelle sulle quali devono essere realizzate opere di urbanizzazione primaria o secondaria, trattandosi di una disposizione che non può essere interpretata in termini estensivi o per analogia. E’ quanto precisato dall'Agenzia delle Entrate in linea con un orientamento restrittivo ormai consolidato, ma che suscita qualche considerazione critica.
Il fisco spiega l'esenzione delle prestazioni consortili
Le prestazioni rese dai consorzi in favore dei comuni partecipanti beneficiano dell'esenzione da Iva anche se inerenti lo svolgimento di attività escluse - quali, ad esempio, la manutenzione stradale o delle aree verdi - in quanto il secondo comma dell'articolo 10 del D.P.R. 633/72 deve essere interpretato in base allo scopo perseguito dalla norma, piuttosto che in termini strettamente letterali. E' questo uno dei tanti chiarimenti offerti dall'Agenzia delle Entrate in una recente circolare che affronta i non pochi problemi applicativi della nuova disposizione di favore.
La tassazione dell’editoria on–line
La fornitura a pagamento di immagini, testi ed informazioni attraverso il canale telematico – di solito realizzata, sul piano tecnico, attraverso l’accesso a pagine web riservate - non rientra nel concetto di “editoria” beneficiario delle agevolazioni stabilite dal decreto Iva in termini di applicabilità del regime speciale di cui al primo comma, lettera c), dell’articolo 74, nonché di fruibilità dell’aliquota minima del 4%. Pertanto, i comuni attivi in questo particolare settore sono tenuti a sottoporre i corrispettivi incassati dagli utenti alla disciplina ordinaria dell’imposta.
I rapporti con le associazioni sportive
I rapporti economici e finanziari intercorrenti tra comuni ed associazioni sportive concessionarie della gestione degli impianti sportivi di proprietà dell’ente devono essere attentamente preceduti da una fase di studio finalizzata ad evitare aggravi di spesa connessi alla fiscalità indiretta delle operazioni straordinarie programmate se non addirittura, ricorrendo certe condizioni, a ridurre l’impatto complessivo del prelievo tributario.
Il fisco chiarisce l'Iva per cassa
A partire dal 28 aprile scorso anche gli enti locali possono beneficiare - al ricorrere delle necessarie condizioni e dei presupposti previsti dal legislatore primario e da quello delegato - del differimento dell'esigibilità dell'imposta in relazione alle operazioni attive concluse con altri soggetti passivi, agli effetti di quanto stabilito dall'articolo 7 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 ed in coerenza, altresì, con i chiarimenti recentemente forniti dall'amministrazione finanziaria in merito all'applicazione della novella.
Prima scadenza per il versamento dell'Irap commerciale
Nonostante le modifiche apportate al modello annuale - legate alla forma non più unificata della presentazione - e quelle introdotte nel calcolo della base imponibile, il tributo regionale ha mantenuto lo stesso calendario degli scorsi periodi di imposta e, quindi, la variabilità delle scadenze per il versamento del dovuto all?erario da parte dei soggetti passivi, ivi compresi gli enti locali che abbiano optato per il metodo commerciale. L'affermazione può apparire scontata, ma occorre rilevare che le attuali istruzioni alla dichiarazione Irap ?separata? omettono alcune precisazioni contenute, invece, nella precedente modulistica.
L’Iva sulle spese di pulizia
La locazione di un appartamento o, eventualmente, di un immobile destinato ad uso diverso dall’abitazione e la pulizia degli spazi comuni ad essa connessa vanno considerate, in linea di principio, come prestazioni tra loro indipendenti - ciascuna delle quali sottoposta, pertanto, al trattamento specifico disposto dalla legge interna - ma spetta comunque al giudice nazionale verificare in che misura un’espressa previsione del contratto, ovvero il regolamento interno del condominio o la consolidata prassi giuridica del singolo Stato membro possano consentire, eccezionalmente, un approccio differente che consenta di estendere l’ambito oggettivo dell’esenzione da Iva.
La concessione della rete fognaria
Il canone di concessione per l’uso delle reti fognarie comunali deve essere assoggettato ad Iva laddove il rapporto tra l’ente locale proprietario e la società affidataria risulti convenzionalmente disciplinato attraverso pattuizioni bilaterali concretizzanti una modalità di svolgimento dell'attività tipica degli operatori economici privati - basata sulla previsione delle reciproche obbligazioni e posizioni soggettive – ed il primo disponga di una organizzazione di mezzi e risorse funzionali al raggiungimento del risultato economico ottenuto.
Restauri archeologici senza agevolazioni Iva
I servizi dipendenti da contratti di appalto aventi ad oggetto il restauro di manufatti archeologici non possono beneficiare di alcuna riduzione dell’aliquota Iva applicabile sia perché la norma domestica enunciata al punto 127-quaterdecies) della tabella A, parte terza, allegata al decreto 633/72 è riferibile unicamente agli interventi eseguiti nel settore dell’edilizia a carattere residenziale e/o complementare alle abitazioni, sia perché, più in generale, si tratta di una fattispecie per la quale la direttiva 112/2006 non ammette alcuna eccezione di favore.
Sportello “informa giovani” ad aliquota ordinaria
Il servizio “informagiovani/lavoro” effettuato da una cooperativa sociale, dietro incarico di un comune, non può beneficiare di alcuna agevolazione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto in quanto non sussistono i presupposti richiesti tanto dalla disposizione speciale che ammette alla tassazione minima le prestazioni a carattere socio assistenziale rese dai medesimi soggetti, quanto dalla norma enunciata all’articolo 10, che esenta dal tributo, in generale, lo svolgimento dell’attività educativa e didattica, nonché quella formativa.
I rischi della compensazione del credito Iva
Abrogata la norma della finanziaria 2007 che avrebbe dovuto introdurre l’obbligo di comunicazione preventiva al fisco delle compensazioni di importo eccedente i 10.000 Euro – ed in attesa, comunque, di conoscere la sorte “orizzontale” del credito Iva nel momento in cui anche il pagamento di tale tributo transiterà al modello F24 EP – i comuni e gli altri soggetti passivi devono prestare attenzione all’insieme delle norme, anche di natura penale, che hanno determinato, più o meno recentemente, l’inasprimento delle sanzioni applicabili in caso di utilizzo di crediti inesistenti o non spettanti. Nel caso dell'Iva applicata agli enti locali, infatti, sono molteplici i dubbi e gli elementi di criticità in grado di influire sulla corretta determinazione del saldo annuale.
Più cari gli acquisti istituzionali da non residenti
Gli incarichi di consulenza tecnica, legale o giuridica in generale conferiti da un comune in favore di soggetti non residenti in Italia devono essere trattati, sotto il profilo dell’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto, in maniera assolutamente identica a prescindere dalla circostanza che l’acquisto sia riferibile alla sfera istituzionale dell’ente ovvero attenga l’esercizio di attività rilevanti ai fini Iva ed abbia dunque ad oggetto servizi destinati all’effettuazione di operazioni imponibili o esenti.
Irap: indeducibile il danno per incidenti sul lavoro
Il costo per il risarcimento del danno sostenuto da un soggetto passivo Irap tenuto ad applicare le nuove regole di determinazione dell’imposta stabilite dall’articolo 5 del D. Lgs. 446/97 – ivi compresi, pertanto, anche gli enti locali che hanno esercitato l’opzione prevista dal secondo comma dell’articolo 10 bis del medesimo decreto - non può essere portato in deduzione dalla base imponibile laddove la causa del pagamento derivi da un evento infortunistico accaduto sul luogo di lavoro o, comunque, sia riconducibile alla responsabilità del datore.
Inversione irregolare: Iva sempre deducibile
La mancata emissione di un’autofattura per una transazione conclusa con un non residente, oppure l’errata gestione di una fattura intracomunitaria, accertata nel corso di una verifica fiscale comporta l’irrogazione delle sanzioni previste in caso di omessa applicazione dell’imposta sulle operazioni attive, ma non impedisce l’esercizio del diritto alla detrazione, anche oltre il termine stabilito dall’articolo 19, e, quindi, consente sempre al soggetto passivo di evitare il versamento dell’importo ripreso a tassazione.
Regole e problemi dell’Iva per cassa
Con l’entrata in vigore della norma regolamentare che definisce il meccanismo di funzionamento dell’Iva “per cassa” anche i comuni possono acquisire il diritto a differire il versamento dell’imposta all’atto del pagamento – così come oggi già accade, a ruoli invertiti, nelle operazioni che impegnano le amministrazioni locali nelle vesti di cessionari o committenti – ancorché la novella presenti limitazioni oggettive e soggettive tali da rendere probabilmente marginali i potenziali benefici.
L’acquisto di immobili ristrutturati
L’assoggettamento ad Iva con aliquota del 10% della cessione di immobili sui quali siano stati effettuati – ed ultimati entro il termine quadriennale previsto dall’articolo 10 - gli interventi di recupero edilizio di cui alle lettere c), d) ed e) del primo comma dell’articolo 31 della legge 457/78 non è subordinato alla sussistenza di uno stato di degrado, potendo estrinsecarsi, ad esempio, nel solo cambiamento della destinazione d’uso. La precisazione proviene dall'Agenzia delle Entrate, la quale si è preoccupata anche di definire la portata oggettiva della norma di cui al n. 127-quinquiesdecies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. 633/72 rispetto alla necessità, ai fini del riconoscimento del beneficio fiscale ivi stabilito, che i lavori abbiano termine prima del trasferimento del bene ristrutturato.
Rimborsi Iva con novità
L’ormai imminente appuntamento per la restituzione dell’eccedenza detraibile infrannuale di imposta, in scadenza il 30 aprile prossimo, dovrà essere affrontato tenendo in debita considerazione le ultime novità interpretative e procedurali derivanti, da un lato, dalla recente affermazione resa dall’Agenzia delle Entrate a proposito del rimborso spettante in caso di acquisto di fabbricati e, dall’altra, dall’approvazione del nuovo modello di richiesta trimestrale. In particolare, è la prima delle suddette novità a interessare maggiormente gli operatori, giusto per la conseguenze che ne derivano, inevitabilmente, sull’entità della somma ripetibile ai sensi degli articoli 30 e 38 bis del D.P.R. 633/72.
Gli equivoci dell’Iva sui contributi
La risoluzione numero 61/E del 11 marzo scorso può essere presa ad esempio per dimostrare come alcune diffuse convinzioni in ordine alla tassazione ai fini Iva delle sovvenzioni, ivi compresi i contributi comunitari, possano aggravare la situazione di incertezza che già esiste sull’argomento in generale, in ciò aiutate anche dalla limitata valenza pratica che le pronunce dell’amministrazione finanziaria che si occupano della questione possono effettivamente assumere agli effetti della notevole eterogeneità delle situazioni che si presentano in concreto.
La revisione dei prezzi e l’Iva
Le clausole convenzionali che prevedono, nell’ambito di un contratto di servizio siglato con un ente locale, un adeguamento del prezzo originario in dipendenza di fatti e condizioni sopravvenute costituiscono, se ed in quanto legalmente valide, una causa legittima di emissione, senza limiti di tempo, della nota di variazione di cui all’articolo 26 del D.P.R. 633/72, ma l’esercizio della detrazione soggiace al termine di decadenza biennale previsto, in via generale, dall’articolo 19 dello stesso decreto.
La disciplina Irap del distacco
L’abrogazione del secondo comma dell’articolo 11 del decreto istitutivo dell’Irap, il quale disciplinava espressamente la soggettività passiva in caso di distacco del personale, non ha comportato alcuna modifica del trattamento delle somme eventualmente spettanti a titolo di rimborso di oneri o, in caso di applicazione del sistema retributivo, non ha spostato la tassazione dall’una all’altra parte del rapporto giuridico, anche se ciò non toglie che in assenza di recupero di spese e contributi l’imposizione permanga in capo al distaccante.
Primo appuntamento per l’Iva annuale
Lunedì prossimo, 16 marzo, scade il termine per effettuare il versamento al fisco dell’importo dell’Iva dovuta in base alla dichiarazione annuale senza maggiorazioni a titolo di interessi, ma per poter rispettare il calendario occorre essere già in grado di gestire le eventuali correzioni da apportare al saldo algebrico risultante dalla liquidazione del mese di dicembre o dell’ultimo trimestre e ciò agli effetti delle norme che regolano la detrazione, in modo particolare di quelle che ne disciplinano il rapporto con il regime di esenzione, anche in caso di acquisto o vendita di beni ammortizzabili, immobili abitativi compresi.
Il vademecum sulla partecipazione al fondo 488
Manca ormai meno di un mese all'annuale appuntamento per comuni, province, città metropolitane, comunità montane ed isolane, nonché per le unioni di comuni, con la presentazione della certificazione necessaria per partecipare al fondo istituito dalla legge 488/99 e per ottenere, in questo modo, il rimborso totale o parziale dell'imposta sul valore aggiunto pagata ai soggetti cui è stata affidata la materiale esecuzione dei servizi pubblici locali a tariffa, ad eccezione del trasporto. L'esame degli aspetti principali della facoltà, utile per una corretta gestione dell'adempimento.
Irap: ammesso il ravvedimento e la compensazione “commerciale”
Un’importante novità ed un’opportuna conferma caratterizzano l’inizio del nuovo esercizio fiscale in campo Irap in conseguenza di alcuni chiarimenti provenienti dall’amministrazione finanziaria: la possibilità di compensare a mezzo F24 il credito annuale dell’imposta regionale calcolata con il metodo commerciale ed il ritorno alla piena operatività dell’istituto del ravvedimento operoso a partire dalle omissioni avvenute in relazione al periodo d'imposta 2007.
Le agevolazioni per l’urbanistica
I lavori di recupero consistenti nella sistemazione della viabilità pedonale ed automobilistica nell’ambito di alcune strade comunali, realizzati attraverso la sostituzione ed il totale rifacimento delle pavimentazioni esistenti e degli arredi urbani, nonché la posa in opera di nuovi elementi, quali nicchie o alberature, possono beneficiare delle agevolazioni disposte dai numeri 127-septies e 127-quaterdecies solo nel caso in cui configurino una costruzione ex novo ovvero attengano interventi di sostituzione del tessuto urbanistico-edilizio.
L’abuso di diritto e le tariffe “simboliche”
La grande risonanza che le recenti sentenze della Corte di Cassazione in tema di abuso del diritto hanno avuto sulla stampa specializzata inducono ad una riflessione sulla possibilità di opporre, all’amministrazione finanziaria, la determinazione di tariffe/corrispettivi di entità minima o irrisoria quando tale atteggiamento possa apparire strumentale a far acquisire all’ente – ovvero a mantenere, come spesso accade nell’ambito delle operazioni di affidamento/concessione a terzi di attività commerciali imponibili - lo status di soggetto passivo Iva ed a permettere, pertanto, l’esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta addebitata dai fornitori, altrimenti impedito.
Coop e trasporto scolastico: no al 4%
Il servizio di trasporto scolastico reso ai comuni da una cooperativa in forza di un contratto di appalto o di una convenzione non può beneficiare della riduzione prevista dal n. 41-bis), parte seconda, della Tabella A allegata al decreto Iva in quanto, anche se svolto con accompagnatori ai quali sia delegato il compito di controllare ed assistere gli alunni, di per sé destinatari delle prestazioni educative, costituisce un’attività autonoma e distinta da quella didattica e, soprattutto, non presenta i caratteri tipici e qualificanti di quest’ultima.
In scadenza l’opzione Irap
Sono mutate le regole di determinazione della base imponibile, l’aliquota ordinaria è stata ridotta e la dichiarazione annuale è stata separata dall’Unico, mentre è di strettissima attualità lo slittamento al 30 settembre del termine di presentazione del modello riferito al 2008. Sono molti, quindi, i cambiamenti che hanno riguardato l’Irap nell’arco degli ultimi dodici mesi circa, di cui anche i comuni che hanno già esercitato l’opzione per il calcolo "commerciale" dovranno tenere conto. Ma rimane ferma la scadenza occulta - in quanto non prevista esplicitamente da alcuna disposizione di legge - fissata dall’amministrazione finanziaria nei confronti degli enti che intendono scegliere il sistema alternativo per la prima volta, quale conseguenza di una rigida interpretazione dell'espressione pratica del concetto di "comportamento concludente".
Le regole del rimborso senza dichiarazione
Due pronunce della Corte di Cassazione hanno recentemente confermato il quadro delle regole già tracciato dalla stessa giurisprudenza di legittimità in merito ai tempi, alle condizioni ed alle procedure che occorre seguire al fine di ottenere la restituzione dell’eccedenza a credito risultante al termine di un periodo di imposta nell’ipotesi in cui il soggetto passivo abbia omesso la presentazione della relativa dichiarazione Iva ovvero abbia comunque provveduto con ritardo superiore ai novanta giorni.
Novità e perdoni per il modello F24 EP
Le variazioni che verranno apportate al decreto anti-crisi in sede di prossima conversione in legge riguardano anche l’ambito oggettivo del modello F24 EP – con un ampliamento del novero dei tributi e degli altri importi che devono essere versati con tale modalità, ivi compresa anche l’imposta sul valore aggiunto – ed introducono una sostanziale causa di non punibilità per i pagamenti effettuati nel corso del 2008 con un ritardo non superiore ai due mesi rispetto alla scadenza ordinaria.
Impianti fotovoltaici a fiscalità variabile
La cessione di energia elettrica nell’ambito del cosiddetto “servizio di scambio sul posto” può configurare, a decorrere dal 1° gennaio 2009, l’esercizio di una attività a carattere commerciale anche in capo agli enti indicati al quarto comma dell’articolo 4 del D.P.R. 633/72 e, per l’effetto, determina la necessità di adempiere agli obblighi previsti dalla legge Iva, nonché la possibilità di esercitarne i relativi diritti, non ultimo quello di portare in detrazione il tributo assolto in via di rivalsa sulle spese di costruzione dell’impianto, purché non si tratti di installazioni antecedenti alla suddetta data.
La disciplina dei costi promiscui
Le conclusioni depositate dall’Avvocato Generale della causa C-515/07 rappresentano un utilissimo vademecum sulla disciplina dei costi promiscui, ma potrebbero anche determinare un improvviso, quanto discutibile, mutamento del quadro di riferimento per gli enti locali in tema di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto in caso di acquisto di beni ammortizzabili destinati ad essere utilizzati promiscuamente nell’ambito di attività economiche imponibili - o, per meglio dire, a carattere commerciale - ed attività escluse dal tributo per carenza del presupposto soggettivo, di solito definite come “istituzionali”.
Accesso con doppia certificazione per gli spettacoli dei “minori”
Gli enti che organizzano eventi spettacolistici usufruendo delle semplificazioni certificative previste in caso di limitato volume d’affari possono combinare entrambe le modalità stabilite dalla normativa vigente in tema di documentazione dell’accesso e, quindi, hanno facoltà di utilizzare anche i titoli emessi dai terzi titolari del servizio di prevendita attraverso gli appositi misuratori fiscali o le biglietterie automatizzate.
Cessione terreni: decisiva solo la destinazione urbanistica
L’installazione su un terreno agricolo di apparecchiature necessarie allo svolgimento di un’attività a carattere commerciale, ivi compresa anche la costruzione di manufatti a questa asserviti, non incide sul trattamento tributario che deve essere riservato alla cessione o espropriazione dell’area, come noto contraddistinto, nel settore delle indirette, dall’alternativa tra l’applicazione dell’imposta di registro e l’assoggettamento ad imposta sul valore aggiunto del corrispettivo concordato o dell’indennità spettante.
Trasporto: imposta piena sullo “sharing”
Il sistema di mobilità fondato sull’utilizzo di mezzi privati di trasporto privi di conducente facilitato dalla dislocazione sul territorio comunale di molteplici stazioni di consegna e da altre agevolazioni nella circolazione - generalmente conosciuto e pubblicizzato con il termine di car-sharing o bike-sharing - non dà luogo a prestazioni di servizi rientranti nella definizione prevista dal punto 127-novies della Tabella A, parte terza, allegata al decreto Iva e, di conseguenza, non gode di alcuna riduzione dell’aliquota applicabile ai corrispettivi versati dal fruitore.