Source: http://www.photored.org/pro-memoria/
Timestamp: 2019-06-25 12:23:43+00:00
Document Index: 66638392

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art.1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 26']

Pro memoria | Italtraff
Mepa: pro memoria
L’art. 7, comma 2, del D.L. 52/2012 (la cosiddetta spending review 1) successivamente convertito nella legge 94/2012, ha modificato la struttura dell’art.1, comma 450, della legge 296/2006 (finanziaria 2007) ribadendo, tra l’altro, che: “… le amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1 del d.lgs. n. 165/01 per gli acquisti di beni e servizi di importo inferiore alla soglia di rilievo comunitario sono tenute a fare ricorso al mercato elettronico della P.A. …”.
La disposizione citata ha pertanto introdotto l’obbligo di ricorrere – ai fini dell’affidamento di appalti pubblici di importo inferiore alla soglia di rilievo comunitario – al Mercato Elettronico (MEPA) di CONSIP. L’attuale soglia di rilievo comunitario per gli acquisiti di beni e servizi è di € 207.000,00 oltre IVA.
Il mancato ricorso al MEPA comporta la nullità del contratto stipulato al di fuori di esso, ai sensi dell’art. 1, comma 1 del D.L. n. 95/2012 convertito, con modificazioni, con L. n. 135/2012. In tale disposizione si prevede infatti che:
– Dalla data di entrata in vigore della legge, i contratti stipulati in violazione degli obblighi di approvvigionarsi attraverso gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip S.p.A. sono nulli, costituiscono illecito disciplinare e sono causa di responsabilità amministrativa (…).
La sanzione della nullità dei contratti e le conseguenti responsabilità sono espressamente previste dal legislatore:
– sia per la violazione dell’obbligo di rispettare i parametri massimi di prezzo e qualità contenuti nelle convenzioni quadro stipulate da CONSIP (art. 26 L. n. 488/1999);
– sia per la violazione degli obblighi di approvvigionarsi attraverso gli strumenti messi a disposizione da Consip.
la norma di cui all’art. 1, co 13, del D. L. 6 luglio2012, n. 95 che così recita: “Le amministrazioni pubbliche che abbiano validamente stipulato un contratto di fornitura o di servizi hanno diritto di recedere in qualsiasi tempo dal contratto, previa formale comunicazione all’appaltatore con preavviso non inferiore a quindici giorni e previo pagamento delle prestazioni già eseguite oltre al decimo delle prestazioni non ancora eseguite, nel caso in cui, tenuto conto anche dell’importo dovuto per le prestazioni non ancora eseguite, i parametri delle convenzioni stipulate da Consip S.p.A. ai sensi dell’ articolo 26, comma 3 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 successivamente alla stipula del predetto contratto siano migliorativi rispetto a quelli del contratto stipulato e l’appaltatore non acconsenta ad una modifica, proposta da Consip s.p.a., delle condizioni economiche tale da rispettare il limite di cui all’art. 26, co 3 della L. 23.12.1999, n.488. Ogni patto contrario alla presente disposizione è nullo. Il diritto di recesso si inserisce automaticamente nei contratti in corso ai sensi dell’articolo 1339 c.c., anche in deroga alle eventuali clausole difformi apposte dalle parti. Nel caso di mancato esercizio del detto diritto di recesso l’amministrazione pubblica ne dà comunicazione alla Corte dei conti, entro il 30 giugno di ogni anno, ai fini del controllo successivo sulla gestione del bilancio e del patrimonio di cui all’articolo 3, comma 4, della legge 14 gennaio 1994, n.20”. Nell’auspicio che la presente informazione sia recepita nel senso di leale collaborazione che questa azienda intente mantenere verso i propri clienti, restiamo, come sempre, a disposizione per qualsiasi esigenza doveste decidere di concretizzare relativa all’argomento in questione. Tanto dovevamo.