Source: http://www.anteprime.ilsole24ore.com/Articolo/udienza-precisazione-conclusioni-necessita-fissazione-rilevanza-e-ritardi-processuali
Timestamp: 2014-03-09 13:55:19+00:00
Document Index: 65783315

Matched Legal Cases: ['art. 189', 'art. 187', 'art. 188', 'art. 183', 'art. 187', 'art. 281', 'art. 321', 'art. 187', 'art. 183']

Ventiquattrore Avvocato - La precisazione delle conclusioni: inquadramento generale Il codice di procedura civile, all’art. 189, comma 1, stabilisce che «il giudice istruttore, quando rimette la causa al collegio, a norma dei primi tre commi dell’art. 187 o dell’art. 188, invita le parti a precisare davanti a lui le conclusioni che intendono sottoporre al collegio stesso, nei limiti di quelle formulate negli atti introduttivi o a norma dell’art. 183.
Le conclusioni di merito debbono essere interamente formulate anche nei casi previsti dall’art. 187, secondo e terzo comma».Analogo meccanismo opera anche nei procedimenti ove il tribunale decide in composizione monocratica (art. 281 quinques, comma 1) nonché, ex art. 321 c.p.c., nelle cause di competenza del giudice di pace.Sicché l’invito alle parti a precisare le conclusioni (anche di merito) viene effettuato dal g.i. in tutti i casi in cui la causa viene rimessa al collegio (rectius, in decisione): quando non si dà luogo a istruttoria perché magari la controversia è di puro diritto ovvero soltanto documentalmente istruita; quando, al contrario, l’istruttoria è eseguita e si ritiene raggiunta la prova dell’esistenza o inesistenza del diritto oggetto di giudizio; quando l’istruttoria è eseguita ma viene anzitempo interrotta a causa del sopraggiungere di una questione (preliminare di merito o pregiudiziale di rito) idonea a chiudere il giudizio.
A questo proposito la Corte Suprema ha affermato che il giudice (anche di pace), il quale intenda pronunciarsi sulla competenza (o sulla giurisdizione) ai sensi dell’art. 187, comma 2, deve invitare le parti a precisare le conclusioni anche di merito, e ciò pure a seguito del mutamento della forma del relativo provvedimento a opera della legge 18 giugno 2009, n. 69.In mancanza dell’invito a precisare le conclusioni, l’ordinanza emessa è meramente ordinatoria, non statuendo sulla competenza e non determinando, quindi, alcuna efficacia preclusiva, e inoltre la sua eventuale impugnazione mediante regolamento di competenza è da dichiarare inammissibile.
In sostanza in tal caso entra in gioco un provvedimento che bensì pronuncia sulla competenza ma non statuisce: a quest’ultimo fine è necessaria la previa precisazione delle conclusioni, e solo la successiva ordinanza sarà impugnabile con regolamento di competenza (Cass. civ., Sez. VI, 27 maggio 2011, n. 11751; Cass. civ. Sez. VI, 28 febbraio 2011, n. 4986).La precisazione delle conclusioni rappresenta un momento che, propriamente, non può essere considerato di trattazione o istruzione, presupponendo che l’istruttoria sia esaurita ovvero non (più) necessaria perché la causa è pronta per essere decisa, mentre è pacifico che la trattazione trova il suo fisiologico termine nell’udienza ex art. 183 c.p.c. o tutt’al più nel “prolungamento” scritto secondo il meccanismo delle memorie di cui al medesimo articolo; né tantomeno è ascrivibile alla fase decisoria, perché precisare (...)
Ventiquattrore Avvocato - Udienza di precisazione delle conclusioni: necessità di fissazione, rilevanza e ritardi processuali
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