Source: https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-vi/capo-i/art432.html
Timestamp: 2020-05-27 21:47:24+00:00
Document Index: 9413208

Matched Legal Cases: ['art. 432', 'art. 432', 'art. 432', 'art. 432', 'art. 340', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 432', 'sentenza ', 'art. 432', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 432 codice penale - Attentati alla sicurezza dei trasporti - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice penale > LIBRO SECONDO - Dei delitti in particolare > Titolo VI - Dei delitti contro l'incolumità pubblica > Capo I - Dei delitti di comune pericolo mediante violenza > Articolo 432
Articolo 432 Codice penale
Dispositivo dell'art. 432 Codice penale
Chiunque, fuori dei casi preveduti dagli articoli precedenti(1), pone in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti(2) per terra, per acqua o per aria, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Si applica la reclusione da tre mesi a due anni a chi lancia corpi contundenti(3) o proiettili contro veicoli in movimento, destinati a pubblici trasporti per terra, per acqua o per aria.
Se dal fatto deriva un disastro(4), la pena è della reclusione da tre a dieci anni [449, 450].
(1) Si tratta di una disposizione sussidiaria rispetto alle altre norme a tutela dell'incolumità pubblica.
(2) E' necessario che il trasporto verso il quale è diretta la condotta criminosa sia pubblico, per tale intendendosi tutti i servizi di trasporto esercitati nel pubblico interesse, direttamente gestiti da enti pubblici o da privati concessionari.
(3) E' considerato corpo contundente qualsiasi oggetto che, pur non destinato per sua natura all'offesa, possa produrre lesioni anche gravi se usato con violenza.
(4) Per disastro s'intende un incidente di non comune gravità, produttivo di danni estesi e complessi, che mette a repentaglio la vita e l'integrità di un numero indeterminato di persone.
Spiegazione dell'art. 432 Codice penale
Il bene giuridico tutelato è l'incolumità pubblica, con specifico riguardo alla sicurezza dei trasporti pubblici per terra, per acqua e per aria.
La norma in esame prende in considerazione due distinte ipotesi delittuose, ovvero il mettere in pericolo la sicurezza dei trasporti pubblici e lanciare corpi contundenti o proiettili contro veicoli pubblici in movimento.
La prima ipotesi è a forma libera, e dunque qualsiasi condotta, omissiva o commissiva integra la fattispecie, qualora in grado di porre in pericolo la sicurezza del trasporto pubblico.
Data la natura di reato di pericolo concreto, il giudice dovrà accertare la sussistenza del delitto sulla base di tutti gli elementi concreti del fatto.
La seconda ipotesi prevede invece un'ipotesi meno grave di attentato, ed è un reato ostativo a forma vincolata, che può essere integrato solamente da una condotta commissiva. Pur non essendo il pericolo menzionato, non si dubita che anche in questo caso ci si trovi innanzi ad un reato di pericolo concreto, essendo altrimenti desumibile l'illegittimità della norma per contrasto con il principio di offensività.
Massime relative all'art. 432 Codice penale
Cass. pen. n. 3412/2011
Nei reati di attentato alla sicurezza dei trasporti (art. 432 c.p.) e di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità (art. 340 c.p.), il bene giuridico protetto va ravvisato, rispettivamente, nella pubblica incolumità e nel regolare ed ordinato andamento dell'attività della pubblica amministrazione. Ne consegue che il privato denunciante non assume la qualità di persona offesa e non è legittimato a proporre opposizione avverso la richiesta di archiviazione formulata dal P.M.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3412 del 31 gennaio 2011)
Cass. pen. n. 45499/2008
Integra il delitto d'attentato alla sicurezza dei trasporti la condotta di chi, per facilitarsi la fuga da un treno dove aveva perpetrato dei furti, chiude i rubinetti di conduzione dell'aria compressa che alimenta l'apparato frenante delle carrozze, obbligando in tal modo i macchinisti ad azionare il freno d'emergenza e far proseguire la marcia del convoglio a bassa velocità fino alla più vicina stazione, atteso che tale condotta determina una situazione gravemente e concretamente pregiudizievole per la sicurezza del treno e dei viaggiatori.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 45499 del 9 dicembre 2008)
Cass. pen. n. 21833/2006
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 21833 del 22 giugno 2006)
Cass. pen. n. 10023/2000
Il reato previsto dall'art. 432, comma primo, c.p. (attentato alla sicurezza dei trasporti), è un reato a forma libera con evento di pericolo, la cui valutazione deve essere riferita alle circostanze del caso concreto e non effettuata in astratto in relazione a situazioni predeterminate; tale accertamento si risolve in un giudizio di fatto che, se sorretto da adeguata motivazione immune da vizi logici e giuridici, sfugge al sindacato di legittimità. (La Corte, nella specie, ha ritenuto idonea ad integrare la situazione di pericolo richiesto dalla norma incriminatrice, la condotta di un pilota di un aeromobile leggero che viaggiava nella zona di un aeroporto tenendo spenta la radio di bordo, precludendosi volontariamente ogni contatto con la torre di controllo, pur trovandosi in una zona di avvicinamento all'aeroporto ad intenso traffico e viaggiando su un velivolo abbastanza lento e con limitate capacità di evitare una collisione, anche senza la ricorrenza di situazioni di rischio di collisione fra velivoli).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 10023 del 23 settembre 2000)
Cass. pen. n. 10560/1990
Il reato previsto dall'art. 432 comma primo, c.p. è reato di condotta a forma libera che può essere costituito da qualsiasi comportamento, attivo o omissivo, idoneo a determinare un evento di pericolo concreto, non necessariamente un danno materiale. L'indagine sulla sussistenza, o meno, del detto pericolo si risolve in un giudizio di fatto che, se sorretto da adeguata motivazione, immune da vizi logici e giuridici, sfugge al sindacato di legittimità.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 10560 del 25 luglio 1990)
Cass. pen. n. 7387/1981
Deve intendersi per disastro un evento di danno, che espone a pericolo collettivamente, con effetti gravi, complessi ed estesi, un numero indeterminato di persone, generando pubblica commozione.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 7387 del 22 luglio 1981)