Source: https://www.101mediatori.it/sentenze-mediazione/la-parte-che-non-prende-sul-serio-e-con-impegno-la-mediazione-abusa-del-processo-608.aspx
Timestamp: 2019-10-17 08:00:44+00:00
Document Index: 25544124

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5']

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Tribunale di Pavia, sentenza 20.01.2017
Letto 1827 dal 11/02/2017
Il contegno della parte opponente che non partecipa personalmente al primo incontro di mediazione delegata, allegando giustificazioni poco credibili (il costo della mediazione o la volontà di definire la lite fuori dall’organismo), dimostra di non considerare la mediazione con sufficiente impegno e serietà, abusando del processo.
AA, Sri In Liquidazione (già · Srl) , Attrice opponente
ZZ _P.IVA Convenuta opposta
5.- Nella specie è indubbio che la parte opponente, pur avendo ricevuto un formale invito con ordinanza del 21.09.2015 ad avviare e a partecipare alla mediazione ai sensi dell’art. 5, co. 2, D.Lgs. 28/2010, non ha ottemperato nel modo dettagliatamente prescritto nell’ordinanza. Sia l’art. 5, co. I-bis che l’art. 5, co. 2, D.Lgs. cit. stabiliscono che la mediazione assume natura di condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Tale natura era espressamente ribadita nella citata ordinanza, ex art. 5, co. 2, D.Lgs. 28/2010. La decisione di mandare le parti in mediazione rientra nei poteri discrezionali del giudice e non è vincolata all’inclusione della lite in una delle materie di cui all’art. 5, co. I-bis ma a valutazioni sulla natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti. Elementi che sono stati valutati e che hanno indotto a ritenere opportuno mandare le parti in mediazione. I verbali delle udienze del 12.06.2013 e del 26.06.20.13 dimostrano l’esistenza di proposte e controproposte inter partes e una capacità negoziale che, ad avviso del giudicante, avrebbe dovuto essere nuovamente impiegata in una procedura di mediazione, ben più adatta della sede giudiziale alle richieste di rinvio per la pendenza di trattative. Nei giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo la mediazione può essere disposta dal giudice solo dopo aver deciso sulla provvisoria esecuzione del decreto opposto, stante la necessità di provvedere su tale urgente e preliminare questione e, nella specie, la decisione di mandare le parti in mediazione è correttamente intervenuta ampiamente dopo la decisione sulla provvisoria esecuzione dei decreti, peraltro concessa, durante la fase istruttoria – prima di decidere sull’ammissione della prova delegata e di un’eventuale consulenza tecnica d’ufficio e prima dell’udienza di precisazione conclusioni. Dall’esame del verbale di mediazione prodotto alla seconda udienza di verifica del 29′.06.2016, emerge che la mediazione si è fermata all’incontro preliminare, in quanto il difensore della parte chiamata dichiarava che il liquidatore della società era nell’impossibilità di partecipare alla mediazione per i motivi descritti nella lettera raccomandata A/R del 22.06.2016, allegata al verbale di mediazione. La citata missiva non si richiamava ad ostacoli oggettivi ma alla mancanza di liquidità necessaria per sostenere gli oneri della mediazione. Non è credibile tale motivazione, laddove lo stesso soggetto aveva pur sostenuto i costi per introdurre ben due giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo e, per sua stessa ammissione, il patrimonio attivo della società in liquidazione è superiore al passivo. Così come non è credibile la dichiarata disponibilità del legale rappresentante della parte opponente, chiamata in mediazione, a tentare di risolvere l’intera vicenda, ma al di fuori della procedura di mediazione, procedura che il D.Lgs. 28/2010 ha istituito appunto per tale scopo. Se ne deve dedurre che l’opponente – onerato per legge dello svolgimento della mediazione, intesa non solo come avvio ma anche come corretta partecipazione – non ha voluto assolvere l’onere di realizzare la condizione di procedibilità, che si sostanzia nell’obbligo di iniziare e/o di partecipare in modo attivo alla procedura di mediazione, salvo il richiamo all’esistenza di ostacoli oggettivi che impediscono la sua partecipazione. Nella specie, parte opponente, sulla quale gravava l’obbligo di partecipare correttamente alla mediazione avviata dalla più diligente parte opposta, non ha assolto l’obbligo che le incombeva per legge e ha così dimostrato di non considerare la mediazione con sufficiente impegno e serietà; di ritenerla invece un mero e inutilmente costoso adempimento burocratico da assolvere con la semplice presenza avanti al mediatore del difensore munito di procura e per un semplice incontro informativo. Sintomo del comportamento della parte che, sottovalutando la mediazione, abusa invece del processo. Si ritiene che la sanzione applicabile nella specie sia l’improcedibilità della domanda giudiziale, ex art. 5, co. 2, D.Lgs. 28/201O, intesa come domanda giudiziale che formula l’opponente avverso i decreti ingiuntivi opposti.