Source: http://testieumori.it/teu.php3?notid=1255&curredi=mar2002&mysez=u1
Timestamp: 2017-06-24 05:25:47+00:00
Document Index: 151380898

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 77', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 700', 'art. 1', 'art. 21']

Okkio che notizia Petruzzelli: Esproprio illegittimo! L`INTERA CRONISTORIA Nessun problema per la riapertura confermata per Dicembre 2008
Il sorriso raggiante di Francesco Garibaldi è il volto di erede di una famiglia che per oltre cent’anni ha goduto di un impresa leggendaria. Un politeama costruito da 2 commercianti baresi i fratelli Petruzzelli. Il cognome Garibaldi porta a parentele di altri riferimenti storici certi. Il fratello dell’eroe “italico” vendeva olio in C.so Vittorio Emanuele a Bari. I nobili ideali di questi due eroi baresi sono passati per un paio di generazioni fino ai giorni d’oggi. O meglio fino a che per accelerare i tempi della ricostruzione (sono passati 16 anni dall’incendio) il Governo Prodi per mano del Ministro Rutelli ritenne giusto espropriare alla famiglia il Teatro e indire l’ultimo bando dei lavori, quello finalmente conclusivo con tanto di clausola per accorciare i tempi di consegna lavori. Il fine era ed è valido, ma il mezzo puzzava di bruciato e di ingiustizia. Che colpe aveva la famiglia? E ancor di più sembrava l’atto voler cancellare il protocollo d’intesa del 2002 che entro 4 anni voleva il Teatro ricostruito. Il tempo era passato invano. L’esproprio è stato impugnato dalla famiglia che, si è vista, alla vigilia della apertura del Teatro al Fai per la giornata nazionale dei monumenti (troppe aperture ha subito il rudere invece di rimanere chiuso per “vergogna”) restituire il Teatro di famiglia dalla Corte Costituzionale. Ora i lavori saranno comunque finiti e ci auguriamo che le istituzioni, non come quelle succedutesi in questi lunghi (troppi) anni siano capaci di sedersi ad un tavolo e ricucire lo strappo con la famiglia. A cui io e tutti i baresi “coscenziosi” diremo sempre grazie per averci regalato il Teatro Petruzzelli.
LA STORIA: Un film lungo oltre 100 anni...
1903 (14 febbraio)
INAUGURAZIONE DEL TEATRO PETRUZZELLI
La famiglia Messeni Nemagna è titolare del diritto di proprietà sui beni materiali e immateriali costituenti l’azienda teatrale e cinematografica teatro Petruzzelli, che si trova nel complesso immobiliare omonimo, nonché sui locali destinati ad usi diversi dal teatro che in tale complesso immobiliare si trovano.
Il diritto di proprietà privata sul teatro e sui locali circostanti è nato per effetto delle convenzioni stipulate con il Comune di Bari in data 29/1/1896 e 2/2/1897 nonché dall’atto di transazione stipulato con il Comune di Bari il 27/6/1924, ed è regolato da leggi statali e regionali successivamente intervenute, come riconosciuto e confermato da ciascuno e da tutti gli atti emessi da pubbliche amministrazioni e istituzioni, nonché da provvedimenti giudiziali aventi autorità di cosa giudicata.
Ininterrottamente, da allora, i proprietari hanno conservato sull’intero complesso immobiliare –conformemente al titolo– il diritto patrimoniale reale di proprietà e manifestato il potere di fatto corrispondente in modo pacifico e non interrotto per più di cento anni.
“BENE DI INTERESSE STORICO – ARTISTICO”
Con decreto del 1954 il Ministero “dichiara” che il Petruzzelli, con tutti i suoi arredi e suppellettili, è “un importante esempio dell’arte della fine del secolo scorso” e lo assoggetta alla tutela delle cose di interesse artistico e storico dettata dalla legge del 1939. L’intero complesso immobiliare è dichiarato “bene culturale”.
La legge n. 800 del 1967 erige ad “enti pubblici” (Enti Lirici Autonomi - art. 6) alcuni teatri italiani di proprietà pubblica (ad esempio, La Scala di Milano, Carlo Felice di Genova, S. Carlo di Napoli, Massimo di Palermo) e dichiara “teatri di tradizione” (art. 28) altri quindici teatri, quali il Regio di Parma, il Coccia di Novara, il Sociale di Livorno, il Politeama di Lecce ed il Petruzzelli di Bari. Questi ultimi due sono di proprietà privata.
La dichiarazione “teatro di tradizione” apre la via all’accesso alle sovvenzioni pubbliche per le attività teatrali di interesse pubblico di questi teatri.
DIRITTO DI PROPRIETA’ “SUPERFICIARIA”
Nell’ambito del giudizio fra la proprietà privata e il fisco relativo alle “tasse di successione” del teatro Petruzzelli, la Corte di Cassazione dichiara che tutto il complesso immobiliare è oggetto di proprietà privata “superficiaria” (teatro e locali).
IL TEATRO PETRUZZELLI E’ UN’”AZIENDA” E NON UN “IMMOBILE CON PERTINENZE”
Si conclude il giudizio fra il gestore del Teatro, maestro Carlo Vitale, e la proprietà privata. Scaduto il contratto, il maestro Vitale pretendeva di continuare a gestire le attività artistiche del Petruzzelli in regime di proroga delle locazioni.
La Corte di Cassazione dichiara che il regime di proroga delle locazioni non è applicabile perché nel caso del Petruzzelli si tratta di contratto di affitto di azienda non di locazione di immobile con pertinenze.
LA GESTIONE “PINTO”
La proprietà affida a Ferdinando Pinto la gestione del Teatro
DICHIARAZIONE “TEATRO DI INTERESSE REGIONALE”
La Regione Puglia con legge n. 28 del 1990 dichiara che il teatro Petruzzelli è “Centro musicale di interesse regionale”, con il compito di diffondere le opere di artisti pugliesi in Italia e all’estero.
LAVORI DI RESTAURO A TOTALE CARICO DELLO STATO
Le pitture sottostanti la cupola sono minacciate da infiltrazioni di acque piovane.
Con successivi decreti Ministeriali viene finanziato ed eseguito l’intervento di recupero.
Ultimati i lavori, viene prodotta ed eseguita la Norma di Bellini, il 27 ottobre 1991, alla presenza delle più alte autorità dello Stato e della finanza (incluso il Presidente della Banca d’Italia e futuro Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi).
NULLA-OSTA PROVVISORIO DI AGIBILITA’ DEL TEATRO
Il teatro Petruzzelli non ha gli impianti di sicurezza prescritti per i locali adibiti a pubblici spettacoli.
Il nulla-osta provvisorio scade, improrogabilmente, a dicembre 1991.
Ferdinando Pinto, che con la sottoscrizione del contratto ha assunto l’obbligo di adeguare gli impianti alle nuove normative, chiede l’intervento degli enti locali per non cessare le attività teatrali. Occorrono dodici miliardi e mezzo di vecchie lire per realizzare gli impianti.
1991 (27 ottobre) INCENDIO DOLOSO
L’incendio doloso del 27 ottobre 1991 (dopo la rappresentazione della “Norma” di Bellini) distrugge la platea, , il palcoscenico, la cupola e il tetto.
Scampano all’incendio la biglietteria, gli uffici, le sale prova, il foyer e tutti i locali circostanti al piano terra, al piano “nobile” ed al piano intermedio.
Per riavere il teatro funzionante risultano necessari lavori di manutenzione straordinaria di “restauro con parziali integrazioni” (così il Ministero per i Beni e le Attività Culturali il 31/10/1991).
1991 (15 novembre) DIFFIDA DEL COMUNE ALLA PROPRIETA’ DI RICOSTRUIRE IL TEATRO
Il Comune di Bari crede di potersi avvalere della clausola della convenzione originaria secondo cui “in caso di crollo per terremoto, per incendio o per qualsiasi altra causa il concessionario è obbligato a intraprendere i lavori di ricostruzione entro un anno ed a completarli entro tre”.
In realtà, non è avvenuto un “crollo”, tant’è vero che cinque anni dopo lo Stato finanzia un appalto stipulato dalla proprietà privata per lavori di rimozione delle macerie della cupola, il consolidamento statico dei solai dei palchi ed il rifacimento della cupola e del tetto.
Il Comune di Bari autorizza i lavori come “opere di manutenzione straordinaria” (che suppongono l’esistenza del bene intatto, benché danneggiato).
INGIUNZIONE DELLA SOPRINTENDENZA DI REDIGERE I PROGETTI E DI ESEGUIRE L’INTERVENTO DI RECUPERO
Nel luglio del 1992, la locale Soprintendenza ingiunge alla proprietà privata di redigere i progetti e di eseguire i lavori entro tre anni, trattandosi di “bene culturale” la cui funzionalità è essenziale per gli interessi pubblici (culturali, storici, artistici ecc.).
LE “MANI” SUL TEATRO: LA TUTELA GIUDIZIARIA DOPO L`INCENDIO
Dopo l`incendio la proprietà ha dovuto intraprendere diversi giudizi civili nei confronti dell`ex gestore, Ferdinando Pinto, nonché dell`ente (associazione “Ente Artistico Teatro Petruzzelli) da lui creato.
a) Il gestore temporaneo pretende di continuare altrove le attività teatrali del Petruzzelli (“il teatro continua”: il Petruzzelli-teatro si identifica con la sua attività, il Petruzzelli-edificio è della proprietà).
La proprietà chiede ed ottiene provvedimento urgente (1992) e sentenze passate in giudicato, cioè definitive e non più impugnabili (1994-2001) che estromettono il gestore e dichiarano risolto il contratto di affitto di azienda per impossibilità sopravvenuta.
Dichiarano che IL TEATRO PETRUZZELLI È UN’AZIENDA DI RILEVANZA PUBBLICISTICA e che non ha senso continuare le attività teatrali del Petruzzelli fuori dal teatro.
Lo condannano per inadempimento agli obblighi, da lui espressamente assunti, di assicurare il teatro e di dotarlo degli impianti di sicurezza, a pagare 57 miliardi vecchie lire. b) Il gestore pretende di continuare a utilizzare il marchio “Teatro Petruzzelli” registrato a suo nome presso l’Ufficio Brevetti del Ministero per l’Industria e il Commercio, per l’Italia e per l’estero.
La proprietà chiede ed ottiene sentenze passate in giudicato, cioè definitive e non più impugnabili, che dichiarano che il gestore non può appropriarsi del marchio dell’azienda altrui, presa in affitto (1994-1998). Dichiarano che IL MARCHIO “TEATRO PETRUZZELLI” DESIGNA I PRODOTTI DELL’AZIENDA di rilevanza pubblicistica che si trova a Bari, nel complesso immobiliare omonimo.
c) Il gestore pretende che il Ministero, la Regione, la Provincia e il Comune di Bari riconoscano che egli è colui al quale spettano le qualità e prerogative di rilevanza pubblicistica del teatro Petruzzelli.
La proprietà chiede ed ottiene provvedimento urgente (1993) e sentenze (passate in giudicato, cioè definitive e non più impugnabili) che dichiarano che LE QUALITÀ E PREROGATIVE DI RILEVANZA PUBBLICISTICA DEL TEATRO PETRUZZELLI APPARTENGONO ALLA PROPRIETÀ PRIVATA DEL COMPLESSO IMMOBILIARE OMONIMO (1999).
Quest’ultimo è di proprietà privata, come l’azienda che in esso si trova. Le qualità e prerogative dell’azienda, come anche quelle dell’intero complesso immobiliare appartengono alla proprietà privata.
Dichiarano che il Ministero, la Regione, la Provincia e il Comune di Bari, convenuti in giudizio, sono stati “indotti in equivoco” dal gestore Ferdinando Pinto. d) Il gestore pretende di essere l’unico legittimato a chiedere e ad ottenere dal Ministero le sovvenzioni pubbliche per le attività artistiche di interesse pubblico del teatro Petruzzelli.
La proprietà chiede ed ottiene provvedimento urgente (il giudizio è ancora pendente) che dichiara legittimata esclusivamente la proprietà privata, perché IL TEATRO SI TROVA NEL COMPLESSO IMMOBILIARE OMONIMO (1993).
LA FONDAZIONE “MESSENI NEMAGNA” E LA S.P.A. “TEATRO PETRUZZELLI” Nel luglio del 1993 viene costituita la Fondazione Messeni Nemagna, cui partecipano gli enti locali e una società "mista" (Teatro Petruzzelli S.p.A.) per il recupero e per la gestione del teatro.
L’operazione è sostenuta da importanti istituti di credito tra cui Cariplo e la Cassa di Risparmio di Puglia.
IL PRIMO CONTRIBUTO PER LA RICOSTRUZIONE Con decreto del presidente del Consiglio del 14/9/1994, viene assegnato alla proprietà un contributo di 4 miliardi di vecchie lire.
LA PROPRIETA’ RICOSTRUISCE LA CUPOLA E IL TETTO CON FONDI STANZIATI DAL MINISTERO
I lavori vengono eseguiti con autorizzazione per “opere di manutenzione straordinaria”.
Con il rifacimento delle coperture evapora la tesi del “crollo”.
L`AFFARE PETRUZZELLI OGGI
LE AUTONOMIE LOCALI, LE RESPONSABILITÀ, LA VIA DI FUGA
1997 (7 agosto)
IL MINISTERO APPROVA I PROGETTI DI RECUPERO DEL TEATRO
Il Ministero approva i progetti di recupero del teatro Petruzzelli presentati dalla proprietà privata 1997-1998
IL PARLAMENTO APPROVA LA LEGGE PER RIAVERE IL TEATRO FUNZIONANTE
Nel febbraio del 1997 viene proposto un disegno di legge per il recupero del teatro Petruzzelli da cui scaturisce la legge n. 444 del 1998, che stanzia 16 miliardi di lire -poi divenuti 20- destinati a un “soggetto di scopo” (società mista o altro) da individuarsi con decreto interministeriale.
LA SOPRINTENDENZA “SOGGETTO DI SCOPO” PER I FONDI DELLA L. 444/1998
La Soprintendenza locale viene individuata quale “soggetto di scopo” destinatario dei fondi stanziati dalla legge n. 444 del 1998 (insufficienti per riavere il teatro funzionante). Inoltre la Soprintendenza abbandona, senza alcuna giustificazione, i progetti definitivi già approvati dal Ministero (con nota del 7 agosto 1997), utilizzando parte del contributo per una nuova progettazione.
2002 (11 maggio) IL NUOVO PROGETTO PER IL RECUPERO DEL TEATRO PETRUZZELLI
L’11 maggio 2002, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la proprietà privata stipulano un “Protocollo d’intesa” finalizzato all’approvazione dei nuovi progetti e all’utilizzo dei fondi stanziati dalla Legge 444/98 stabilendo una priorità degli interventi.
2002 (ottobre-novembre) IL PROTOCOLLO D’INTESA PER L’INAUGURAZIONE DEL TEATRO NEL NOVEMBRE 2006
Il 25 ottobre 2002 gli enti locali, Regione, Provincia e Comune di Bari, stipulano tra loro un’intesa per la costituzione di una Fondazione lirico sinfonica, al fine di promuovere una produzione di eccellenza nel settore musicale ed attuare un piano gestionale integrato di alcuni teatri, tra cui il teatro Petruzzelli di Bari, completandone il recupero.
Il 21 novembre 2002 gli enti locali stipulano con la proprietà privata il Protocollo d’intesa per assicurare il completamento del recupero nel tempo previsto di quattro anni e per assicurarsi la gestione esclusiva delle attività artistiche di interesse pubblico nel teatro funzionante.
	la Regione Puglia, la Provincia di Bari e il Comune di Bari assumono l’obbligo di eseguire tutti i lavori necessari al completamento della ricostruzione del Teatro Petruzzelli, tramite apposita fondazione da costituirsi tra le medesime parti pubbliche;
	la fondazione avrebbe acquisito l`uso esclusivo del teatro Petruzzelli e del suo marchio per 40 anni mentre la proprietà avrebbe ricevuto un canone annuale calcolato al netto delle spese di ammortamento dei costi della ricostruzione. 2002 (novembre)
BANDO DI GARA PER L`ESECUZIONE DEI LAVORI DEL “LOTTO UNICO”
Nonostante la stipula del Protocollo del 21 novembre 2002 e la definizione delle modalità per l`integrale recupero del teatro concordate dagli enti locali, la Soprintendenza regionale decide di utilizzare il contributo stanziato con la legge n. 444 del 1998 per fare un Lotto unico di “lavori parziali”. Si tratta di una evidente contraddizione in quanto, tale decisione non prevedeva l’esecuzione di tutti i lavori occorrenti per il completamento del recupero.
Il “frazionamento” dell`appalto viene contestato da una parte della proprietà che si rivolge al Tribunale di Bari (febbraio- marzo 2003) per ottenere un provvedimento urgente che impedisca la consegna del teatro per l`esecuzione di opere parziali senza che prima sia chiarito in quale modo le pubbliche amministrazioni locali intendessero adempiere agli obblighi assunti con il Protocollo d`Intesa per il completamento del recupero.
In tale circostanza l`Avvocatura dello Stato (per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali) afferma che «l`eventuale ritardo dovuto allo spezzettamento dei lavori avrebbe costituito un vantaggio per la proprietà stessa che avrebbe così riscosso l`indennità convenuta per il ritardo», e che, stante il protocollo del 21/11/2002, la proprietà privata doveva «solo preoccuparsi di ricevere il pagamento del canone convenuto».
L`appalto per lavori “parziali” è formalmente censurato anche dall’Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici che nella sua relazione al Parlamento (2004 - 2005) parla di scelta inappropriata, costi lievitati e progettazioni affidate senza gara d’appalto.
COSTITUZIONE DELLA FONDAZIONE Nasce la Fondazione Lirico-Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, istituita con legge 310/2003.
Il 6° comma dell`art. 1 di detta legge dispone l`acquisizione, da parte della fondazione, dei diritti d`uso del Petruzzelli in conformità di quanto previsto dal protocollo d`intesa stipulato il 21/11/2002. 2005
REGISTRAZIONE DEL MARCHIO “TEATRO PETRUZZELLI”
La proprietà privata chiede e ottiene la registrazione del marchio “Teatro Petruzzelli”.
[L’AGENCE DU PATRIMOINE IMMATÉRIEL DE L’ÉTAT (APIE) concede all’emirato di Abou Dhabi il nome “LOUVRE” per 400 milioni di euro (concession contéstée)].
2005 ULTIMAZIONE DEI LAVORI DEL “LOTTO UNICO” E INAUGURAZIONE DEL FOYER
Completati i lavori di consolidamento statico e di messa in sicurezza della struttura (collaudo eseguito in data 14/5/2005), le opere parziali consentono la riapertura nel giugno del 2005 del foyer.
La Soprintendenza, però, in violazione degli accordi del Protocollo dell’11 maggio 2002, non riconsegna alla proprietà il foyer. Anzi, disinvoltamente, organizza e promuove iniziative -consentendone l’uso anche a terzi, pubblici e privati- sia nel foyer che nel teatro (platea).
2006 (7 agosto 2006) APPALTO PER ALTRI LAVORI PARZIALI A soli 3 mesi dalla scadenza del termine indicato dalle parti pubbliche nel protocollo d`intesa per la riapertura del teatro, la Direzione Regionale per i Beni Artistici della Puglia indice un altro bando di gara per lavori parziali, della durata di complessivi 1.200 giorni lavorativi (che non avrebbero assicurato, quindi, né l`integrale recupero del teatro né la riapertura dello stesso “funzionante” nemmeno nel 2011).
2006 (3 ottobre)
In prossimità della scadenza del termine entro il quale le parti pubbliche si erano impegnate a completare il recupero del teatro, il decreto legge n. 262 del 3.10.2006 (convertito in legge n. 286 del 24.11.2006) dispone “al fine di garantire la celere ripresa delle attività culturali di pubblico interesse presso il Teatro Petruzzelli di Bari, a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto, il Comune di Bari acquista la proprietà dell’intero immobile sede del predetto Teatro, ivi incluse tutte le dotazioni strumentali e le pertinenze, libera da ogni peso, condizione e diritti di terzi. […] Il prefetto di Bari cura, altresì, l’immediata immissione del Comune di Bari nel possesso dell’intero immobile”. La medesima disposizione, inoltre, abroga il 6° comma dell`art. 1 della Legge 310/2003 (costituzione della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari) eliminando il rinvio recettizio al protocollo d`intesa del 21/11/2002.
[Il Dott. Paolo Loro, coordinatore scientifico di una delle più importanti riviste telematiche in tema di espropri (“esproprionline.it”) afferma in una nota pubblicata in quei giorni: “Ciò che lascia a dir poco stupefatti è l`assoluta assenza non solo di un minimo barlume di procedura ablatoria ma soprattutto di qualunque espressa ponderazione degli interessi pubblici e privati coinvolti e, non ultimo, della necessità stessa di ricorrere all`esproprio, ponderazione che, proprio in rapporto alla complessità del caso concreto, non può certo ricondursi ad una sbrigativa e generica affermazione apodittica (Al fine di garantire la celere ripresa delle attività culturali di pubblico interesse…). In realtà viene veramente da chiedersi dove siano finiti i principi ispiratori di un ordinato e rispettoso rapportarsi delle pubbliche Amministrazioni nei confronti della proprietà privata, ispirato al fondamentale pilastro democratico della libertà-facoltà del cittadino di partecipare al procedimento lesivo che lo riguarda, se è lecito espropriare tout court per legge la proprietà privata con una lapidaria affermazione”].
IL PETRUZZELLI STA CROLLANDO !!! (... ???)
2006 (19 Dicembre)
EMILIANO SCRIVE A RUTELLI
Il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, scrive al Vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli:
- «l`applicazione delle procedure ordinarie rischia di rallentare notevolmente l`effettiva esecuzione dei lavori e quindi la definitiva messa in sicure della struttura del teatro» (si riferisce all`appalto del 7 agosto 2006);
- chiede, pertanto, l`adozione di “strumenti giuridici” urgenti in considerazione del fatto che la struttura del Petruzzelli «presenta numerosi punti di criticità» e che, nel caso di intense precipitazioni, potrebbe essere definitivamente compromessa;
2006 (22 Dicembre)
PRODI NOMINA UN COMMISSARIO: NUOVO APPALTO, NUOVO PROGETTO.
48 ore dopo, il Presidente del Consiglio Romano Prodi emette un`ordinanza (n. 3557, pubblicata nella Gazz. Uff. Serie Generale n. 301 del 29-12-2006) ai sensi della legge sulla Protezione Civile (L. 24 febbraio 1992, n.225), con il titolo: “Disposizioni urgenti per la messa in sicurezza e la ricostruzione del Teatro Petruzzelli di Bari” L’On.le Prodi, avvalendosi della legge che riconosce al Presidente del Consiglio dei Ministri il potere di emanare ordinanze al fine di fronteggiare “calamità naturali”, “catastrofi o altri eventi che, per intensità ed estensione debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari» di eccezionali gravità” (art. 2, comma 1, lett. c, L.225/92), nomina un Commissario, ing. Angelo Balducci (dirigente del Ministero dei lavori pubblici, capo del dipartimento per lo sviluppo e la competitività di Palazzo Chigi con il Governo Prodi, già citato in una inchiesta di “Report” dal titolo “Lavori sfiniti” andata in onda il 15/4/2007, quale componente delle costosissime commissioni di collaudo per l`Alta Velocità, nonché Commissario straordinario per la ricostruzione del teatro La Fenice di Venezia e capo della "Struttura di missione per le celebrazioni dei 150 anni dell`Unità d`Italia") al fine di “fronteggiare la situazione di criticità” e di “disciplinare gli interventi necessari ad assicurare condizioni di fruibilità in termini di sicurezza dell`intera struttura teatrale”.
Perciò conferisce al Commissario il potere di interrompere “procedure di gara in atto” (i tempi di aggiudicazione previsti non sono compatibili con “l`urgenza delle iniziative necessarie”).
Tale ordinanza è palesemente falsa. La situazione descritta nell’Ordinanza, che dovrebbe essere quella in cui il teatro Petruzzelli si trova, non corrisponde alla realtà sia per quanto attiene alla circostanza che sarebbero «ancora in corso i necessari lavori di riedificazione e di messa in sicurezza delle parti danneggiate» (lavori che, invece, come ricordato, sono stati ultimati nel giugno del 2005 con l’inaugurazione del foyer), sia riguardo all`esistenza di uno stato di emergenza e di pericolo (la situazione «desta particolare preoccupazione anche sotto il profilo del pericolo all`incolumità delle persone»).
Peraltro, la situazione che viene descritta apre due scenari inquietanti che sono stati alla base di una dettagliata denuncia depositata alla Procura della Repubblica di Bari:
	se veramente il Teatro presentasse “diversi punti di criticità” tali da provocare irreparabili pregiudizi alla sua struttura e pericolo alla pubblica incolumità, bisognerebbe indagare sui lavori di consolidamento e restauro eseguiti e gestiti dalla Soprintendenza della Puglia, formalmente collaudati, che sono costati 20 miliardi di vecchie lire, e che hanno portato alla trionfale inaugurazione del foyer;
	la Soprintendenza e il Comune di Bari avrebbe consapevolmente messo in pericolo centinaia di cittadini baresi che nel 2005 e nel 2006 hanno preso parte ad una serie di iniziative promosse dagli stessi enti all’interno del teatro.
Appare evidente invece, che l’ordinanza “salva” gli enti locali che, in virtù di quanto stabilito dal protocollo del 2002, sarebbero stati considerati inadempienti rispetto alla data de termine dei lavori di riapertura del teatro.
L`esproprio, quindi, ha l`unico effetto di occultare le gravi responsabilità delle pubbliche istituzioni nei confronti della proprietà privata e dell`intera cittadinanza barese.
IL NUOVO APPALTO AGGIUDICATO IN 48 ORE
Annullata la gara d`appalto indetta dalla Soprintendenza (7/8/2006), viene pubblicato un nuovo bando in data 23/2/2007, su iniziativa del Commissario Delegato Balducci.
Lo stesso Commissario Delegato in data 10/5/2006 comunica l’avvenuta aggiudicazione dei lavori in favore della costituenda A.T.I. Cons. Coop. Di Forlì (mandataria) – S.A.C. Appalti e Costruzioni S.p.A. di Roma (mandante).
Si tratta, probabilmente, dell’aggiudicazione più veloce della storia italiana. Tutti gli elaborati progettuali delle imprese partecipanti vengono esaminati in meno di 48 ore. L’11 maggio 2007, alla presenza del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri nonché Ministro per i Beni e le Attività Culturali, on.le Francesco Rutelli, del Commissario Delegato, ing. Angelo Balducci, e dei più alti rappresentanti delle istituzioni pubbliche locali, si è tenuta una cerimonia di “consegna” del “Teatro” all’impresa aggiudicataria dei lavori, nelle more del perfezionamento del contratto d`appalto, attesi profili di `urgenza rappresentata nell`ordinanza del Presidente del Consiglio.
2007 (15 giugno)
L’NDENNIZZO DELL’ESPROPRIO
Il Prefetto di Bari comunica alla proprietà la determinazione “definitiva” dell`indennizzo operata dall`Agenzia del Demanio, fissata in euro 16.419.166,40.
A nove mesi dal decreto di esproprio, il decreto prefettizio rappresenta il primo atto amministrativo emesso nei confronti della proprietà. E’ importante evidenziare tale circostanza in quanto la famiglia, per nove mesi, non ha potuto intraprendere alcuna azione in difesa dei propri diritti.
La determinazione provvisoria (€ 22.200.000,00) comprende la valutazione del suolo (€ 5.127.150,00) e del “marchio” (€ 694.794,00).
La proprietà privata replica che il suolo è già del Comune e che quindi non le spettano i 5 milioni di euro. Osserva che il marchio afferisce all`azienda e non a locali, e che queste ultime unità immobiliari, separate e distinte, nulla hanno a che vedere con il teatro (non sono "pertinenze").
Con la medesima nota il Prefetto "comunica" l’immissione nel possesso nei confronti del Comune di Bari dell`intero immobile.
Il ricorso presentato dalla proprietà avverso tale decreto è stato rigettato dal T.A.R. Puglia con sentenza del 15/1/2008 n. 2999 con la quale si dichiara che la disposizione di immissione del Comune di Bari nel possesso dell`intero immobile “rappresenta un atto interlocutorio, al quale farà seguito la materiale occupazione del bene con la redazione dello stato di consistenza da parte dello stesso Comune”.
[Si fa notare che l`”apprensione” dell`intero complesso immobiliare -compresi, cioè, i locali che nulla hanno a che vedere con il teatro- è avvenuta senza dare modo alla proprietà neanche di recuperare i propri ben presenti all`interno dell`immobile].
Corte Europea dei diritti dell’Uomo - - la proprietà ha presentato un ricorso per far dichiarare il D.L. 262/06 del 3.10.06 e la legge di conversione n. 286/06 del 24-28.11.06 contrario ai principi sanciti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell`Uomo con condanna dello Stato Italiano al risarcimento dei danni.
Tribunale di Bari – R.G. 6120/2007
- La proprietà promuove un’azione possessoria in seguito all’avvio della recinzione dell’intero complesso immobiliare di cui fa parte il teatro Petruzzelli in mancanza di un formale atto di immissione nel possesso.
- Ancorché l`assenza di qualsiasi atto di immissione nel possesso sia pacifica ed incontestata, il ricorso è stato respinto con provvedimento del 15 giugno 2007. (In pari data il Prefetto notifica il decreto con il quale viene comunicata l`avvenuta immissione nel possesso in favore del Comune di Bari).
Tribunale di Bari -	Ricorso per decreto ingiuntivo - Il giudice Di Lalla, adito per esprimersi sul mancato pagamento del canone previsto dal protocollo d‘intesa del 21 novembre 2002, con ordinanza del 23/5/2007 ha sollevato la questione di legittimità della norma che dispone l’esproprio rimettendo gli atti alla Corte Costituzionale.
Corte Costituzionale – R.O. n. 665/2007
- Illegittimità della Legge che dispone l’esproprio per mancanza dei presupposti di necessità e urgenza (art. 77 della Costituzione Italiana) conseguenza della decisione del Tribunale di Bari, giudice Di Lalla.
La prima udienza si è tenuta il 29 gennaio 2008 T.A.R. Puglia – Ric. n. 1369/2007
- Ricorso avverso il decreto del prefetto che dispone l’avvenuta immissione del possesso del teatro al Comune di Bari.
Come già ricordato, il ricorso è stato rigettato con sentenza del 15/1/2008 n. 2999 con la quale si dichiara che la disposizione di immissione del Comune di Bari nel possesso dell`intero immobile “rappresenta un atto interlocutorio, al quale farà seguito la materiale occupazione del bene con la redazione dello stato di consistenza da parte dello stesso Comune”.
Ignorata la questione di legittimità costituzionale.
Consiglio di Stato – Ric. n. 1262/2008
- Appello avverso alla sentenza del T.A.R. sopra citata.
L’udienza si terrà il 18 marzo 2008.
Tribunale di Bari – R.G. 12186/2007
- Giudizio riguardante la titolarità e l’uso del marchio “teatro Petruzzelli”.
L`istanza di provvedimento cautelare urgente ex art. 700 c.p.c. è stato respinta in data 21/1/2008. Nel suo provvedimento il giudice ha affermato che:
	l’espropriazione ha per oggetto unicamente il bene immobile ove aveva sede il teatro Petruzzelli;
	la proprietà conserva integro il suo diritto sul marchio e può farne uso sia direttamente, sia concedendone a terzi l’utilizzazione;
	con riferimento all`uso riconducibile alla Fondazione lirico sinfonica Teatro Petruzzelli e Teatri di Bari, «l`espressione Teatro Petruzzelli è compresa nella denominazione della Fondazione, così come fissata dalla legge istitutiva (1. 11 novembre 2003 n. 310) all`art. 1, sicché si tratta del nome (inteso come denominazione ) dell`ente, il cui uso non può esser inibito ai sensi dell`art. 21 cod. propr. ind.; "la fondazione ha il diritto esclusivo all`uso del suo nome, della denominazione storica e dell`immagine del teatro ad essa affidato, nonché delle manifestazioni organizzate; può consentire o concederne l`uso per iniziative coerenti con le finalità della fondazione stessa».
Il reclamo avverso il provvedimento sopra citato sarà discusso il 31 marzo 2008.
La Regione Puglia, costituendosi nel giudizio, ha chiesto, in via riconvenzionale, che venga dichiarata la nullità e/o l`inefficacia del Protocollo d`intesa del 21/11/2003 (!).
Corte di Appello di Bari – R.G. 1130 - 1131/06
- Opposizione alla stima. La proprietà ha impugnato l’ammontare dell’indennità stabilito dall’Agenzia del Demanio La prima udienza si è tenuta il 26 febbraio 2008 con rinvio per deposito memorie.