Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-penale/art-414-codice-penale-istigazione-a-delinquere
Timestamp: 2018-09-21 22:27:35+00:00
Document Index: 37679556

Matched Legal Cases: ['art. 414', 'art. 82', 'art. 414', 'art. 414', 'art. 414', 'sentenza ', 'art. 414', 'sentenza ', 'art. 414']

Art. 414 codice penale: Istigazione a delinquere
Codice penale Art. 414 codice penale: Istigazione a delinquere
Alla pena stabilita nel numero 1 soggiace anche chi pubblicamente fa l’apologia di uno o più delitti. La pena prevista dal presente comma nonché dal primo e dal secondo comma è aumentata se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.
Fuori dei casi di cui all’articolo 302, se l’istigazione o l’apologia di cui ai commi precedenti riguarda delitti di terrorismo o crimini contro l’umanità la pena è aumentata della metà. La pena è aumentata fino a due terzi se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.
La materialità del delitto di istigazione a delinquere di cui all'art. 414 c.p. è riscontrabile laddove sia pubblicamente posta in essere la propalazione di propositi aventi ad oggetto comportamenti rientranti in specifiche ipotesi delittuose, in maniera tale da indurre altri alla commissione di fatti analoghi (confermata, nella specie, la condanna dell'imputato che in occasione di una partita di calcio, aveva accumulato sulla sede stradale pietre ed altri oggetti idonei al lancio incitando i numerosi giovani presenti a scagliarli contro le forze di polizia presenti in loco, riuscendo nell'intento).
Cassazione penale sez. I 20 gennaio 2015 n. 7842
La offerta in vendita di semi di piante dalle quali è ricavabile una sostanza drogante, correlata da precise indicazioni botaniche sulla coltivazione delle stesse, non integra il reato dell'art. 82 t.u. stupefacenti, salva la possibilità di sussistenza dei presupposti per configurare il delitto previsto dall'art. 414 c.p. con riferimento alla condotta di istigazione alla coltivazione di sostanze stupefacenti.
Cassazione penale sez. un. 18 ottobre 2012 n. 47604
Il reato di istigazione a delinquere non è configurabile nella forma del tentativo, sicché non è ammesso il sequestro delle cose che si assumano riferibili ad una condotta che non realizzi la consumazione di detto reato. Annulla con rinvio, Trib. lib. Messina, 29/07/2011
Cassazione penale sez. I 29 maggio 2012 n. 24050
L'esaltazione di un fatto di reato o del suo autore in tanto può dar luogo alla configurabilità del reato di istigazione a delinquere (essendo questo un reato di pericolo concreto e non presunto), in quanto sia concretamente idonea a provocare la commissione di illeciti penali. (Nella specie la Corte, pur censurando la mancanza di motivazione in ordine alla possibile sussistenza dell'istigazione a commettere contravvenzioni anziché di quella, ritenuta dal giudice di merito, di istigazione a commettere delitti, ha ritenuto che correttamente fosse stata affermata la sussistenza del reato in un caso in cui all'agente si era addebitato di aver esposto, in occasione di un incontro di calcio cui partecipava una squadra i cui sostenitori si erano più volte distinti per la loro propensione ad usare il coltello nei confronti di sostenitori di squadre avversarie, uno striscione recante la scritta: "Sotto l'ombra del cappello non ti fa capire se tira fuori il suo coltello o ti chiede come stai".
Cassazione penale sez. I 23 aprile 2012 n. 25833
L'esaltazione di un fatto di reato, finalizzata a spronare altri all'imitazione integra il delitto di istigazione a delinquere quando, per le sue modalità, sia concretamente idonea a provocare la commissione di delitti, il cui accertamento, riservato al giudice di merito, è incensurabile in sede di legittimità se correttamente motivato. (Nella specie è stata ritenuta la sussistenza del reato nell'esposizione, in occasione di un incontro di calcio, di uno striscione con la scritta "sotto l'ombra del cappello non ti fa capire se tira fuori il suo coltello o ti chiede come stai" con in calce la sigla B.I.S.L., dal significato "basta infami solo lame"). Annulla con rinvio, App. Roma, 08/02/2011
L'espressione "chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati" di cui all'art. 414 c.p. va interpretata nel senso che l'istigazione deve avvenire in un luogo pubblico o aperto al pubblico e deve rivolgersi a una pluralità indeterminata di persone. (Nel caso di specie, non ricorrono gli estremi di tale fattispecie dal momento che l'istigazione - consistita nell'avere l'imputato chiesto a un amico di mettere della droga nella macchina del cognato per incastrarlo e di avergli confidato di nutrire dei dissapori verso lo stesso - non è, quindi, stata fatta "pubblicamente" come invece richiede l'art. 414 c.p.).
Tribunale Ivrea 28 gennaio 2010 n. 15
Il dolo richiesto per la configurabilità del reato di istigazione a delinquere è generico e consiste nella cosciente volontà di commettere il fatto in sé, con l'intenzione di istigare alla commissione concreta di uno o più delitti, essendo del tutto irrilevanti il fine particolare perseguito ed i motivi dell'agire.(In applicazione di tale principio, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di non luogo a procedere emessa nei confronti di un consigliere comunale che - parlando a una folla di oltre cento persone che aveva invaso l'aula municipale - aveva invitato i manifestanti ad occupare la tendopoli realizzata dal Comune per ospitare un campo nomadi e a spostare la protesta in quel luogo).
Cassazione penale sez. I 16 ottobre 2008 n. 40684
Ai fini della configurabilità del reato di istigazione a delinquere (art. 414 c.p.), occorre, dal punto di vista oggettìvo, che sia posta in essere in pubblico la propalazione di condotte che configurino precise azioni delittuose, con rappresentazione di azioni concrete che possano indurre altri alla commissione di tali fatti, dovendosi in proposito analizzare l'idoneità della condotta in relazione alla situazione concreta per verificare quale forza persuasiva e suggestiva potevano avere le frasi pronunciate ai fini istigatori della condotta. Mentre, dal punto di vista soggettivo, è richiesto il dolo generico consistente nella cosciente volontà di commettere il fatto in sé, con l'intenzione di istigare alla commissione concreta di uno o più delitti, essendo in proposito del tutto irrilevante il fine particolare perseguito o i motivi dell'agire. (Nella specie, la Corte ha annullato la sentenza che aveva prosciolto l'imputato, confondendo il dolo generico con i motivi dell'azione e, per l'effetto, ritenendo il difetto dell'elemento soggettivo per l'apprezzata finalità "politica" che aveva ispirato l'agente).
II delitto di istigazione a delinquere, previsto dall'art. 414 c.p., è reato di pericolo concreto e non presunto; pertanto l'esaltazione di un fatto di reato o del suo autore finalizzata a spronare altri all'imitazione o almeno ad eliminare la ripugnanza verso il suo autore non è, di per sè, punibile, a meno che, per le sue modalità, non integri un comportamento concretamente idoneo a provocare la commissione di delitti, il cui accertamento, riservato al giudice di merito, è incensurabile in sede di legittimità se correttamente motivato. (Nella specie è stata ritenuta la sussistenza del reato nella pubblica apologia dell'omicidio di uno spacciatore di droga fatta da un sindaco in interviste a quotidiani e a un'emittente televisiva a diffusione nazionale, nelle quali costui aveva affermato che si sarebbe comportato nello stesso modo dell'omicida).
Cassazione penale sez. I 05 giugno 2001 n. 26907
24/01/2017 alle 18:14
Vorrei sapere se la banca rifiutando un piano di rientro congruo e pari al quinto delloa pensione, nella fattispecie di €300 mensili per 24 mesi ed il residuo in unica soluzione. Il debito totale ecdi € 30.000 compreso di spese e quant’altro chiede la banca, piu’ un versamento immediato di 5.000 €, istiga il debitore privato all’usura, non avendo quest’ultimo, alternative?
Vi prego aiutatemi. In attesa distinti saluti.
il mio recapito: giuseppeminniti3@libero.it
3387692431. Grazie
25/07/2017 alle 14:14
Spero tu abbia risolto il tuo problema ma, nonostante i miliardi dati alle banche, quando si tratta di salvare dal fallimento le Ditte, gli artigiani, le piccole imprese….le banche danno i soldi solo a chi li ha già; l’alternativa rimane il vero usuraio ( non ne conosco ma ci sono) o la malavita (ma anche qui non posso aiutare). Sicuramente i soldi te li danno senza tanta burocrazia e forse gli interessi da pagare sono minori…E poi i nostri politici fanno fatica a capire perchè Imprese, giovani e pensionati vanno via dall’Italia?!? Ultima cosa, non c’entra nulla ma se ne discute in questo periodo: come mai per noi cittadini è sempre possibile fare Leggi retroattive (la Fornero da un giorno all’altro mi ha fatto andare in pensione 12 anni dopo-anche se quando sono entrata al lavoro i “patti” erano diversi: pensione a 55 anni per le donne 60 per gli uomini!!) e per i politici questa regola della retroattività non vale mai (questa volta parlo, per intenderci del vitalizio!)? La regola dei diritti acquisiti, vale solo per “la casta”? Veramente la Legge è uguale per tutti? Invito a leggere, o a rileggere, due splendidi libri: “Il gattopardo” e “La fattoria degli animali”… Anch’io venderò tutto e spenderò felice la mia pensione all’estero (con amici che sono in America da 7 anni e che ospitano continuamente figli ed amici; viaggio di 10 ore ma vacanza praticamente gratis!!). L’Italia, grazie ai nostri politici e alle banche, è fallita!!