Source: https://renatodisa.com/2013/05/20/corte-di-cassazione-sezione-iii-sentenza-del-15-maggio-2013-n-11751-in-tema-di-responsabilita-degli-insegnanti-anche-se-lallievo-e-magiorenne/
Timestamp: 2018-11-16 10:25:36+00:00
Document Index: 159073660

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 164', 'art. 163', 'art. 360', 'art. 1218', 'art. 2048', 'art. 2043', 'art. 332']

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza del 15 maggio 2013, n. 11751. In tema di responsabilità degli insegnanti, anche se l'allievo è magiorenne - Avvocato Renato D'Isa
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sentenza del 15 maggio 2013, n. 11751
Il B. ammetteva la propria responsabilità, incolpevole, nei confronti della F. , ma attribuiva alla Z. le conseguenze del suo intervento soccorritore, di cui era rimasta vittima, e perciò escludeva il nesso di causalità tra il suo comportamento e i danni dalla stessa riportati.
Con sentenza del 5 dicembre 2009 la Corte di appello di Venezia ha in parte respinto ed in parte dichiarato inammissibile l’appello del B. ed accolto l’appello incidentale della Z. sulle seguenti considerazioni: 1) l’intervento soccorritore della Z. a favore della compagna era assolutamente prevedibile e perciò nessuna interruzione poteva esservi con il fatto dannoso causato dal B. , oltre alla considerazione che essendo i costumi delle alunne di materiale altamente infiammabile le fiamme potrebbero essersi propagate anche dall’uno all’altro costume delle predette compagne, che erano vicine; 2) la domanda del B. di corresponsabilità contrattuale ed extracontrattuale del Ministero era inammissibile avendo egli concluso in primo grado per il rigetto della domanda della Z. ; 3) la domanda della Z. era sufficientemente specifica per fondare la responsabilità contrattuale dell’Istituto scolastico avendo in citazione precisato che il sinistro era avvenuto a scuola, durante l’orario delle lezioni, in occasione della recita scolastica, causato dalle fiamme appiccate con un accendino da un compagno di scuola e quindi i fatti potevano costituire fondamento sia della responsabilità contrattuale che extracontrattuale essendo in entrambi i casi chiara l’imputazione all’Istituto dell’inadempimento agli obblighi di vigilanza sulla sicurezza ed incolumità degli allievi per il tempo in cui fruiscono della prestazione scolastica derivanti dal vincolo negoziale che si costituisce all’atto dell’iscrizione, con conseguente onere dell’Istituto di provarne l’adempimento, e viceversa nel corso dell’istruttoria era emerso che gli estintori erano presenti soltanto nel piano interrato e l’infermeria era chiusa. In accoglimento della domanda di garanzia del Ministero nei confronti dell’assicurazione Assitalia Le Assicurazioni d’Italia s.p.a. ha condannato questa società nei limiti del massimale. Ricorre per cassazione il M.I.U.R. cui resistono Z.C. ed B.E. . Quest’ultimo ha depositato memoria. L’Assitalia Le Assicurazioni d’ Italia s.p.a. non ha svolto attività difensiva.
1.3- Ribadito che il vizio denunciato implica il potere dovere di questa Corte di procedere all’esame diretto degli atti su cui si fonda la domanda (S.U. 8077 del 2012), la decisione della Corte di merito si è conformata al principio secondo il quale la nullità della citazione comminata dal quarto comma dell’art. 164 cod. proc. civ. si produce solo quando “l’esposizione dei fatti” prescritta dal n. 3 dell’art. 163 cod. proc. civ. “costituenti le ragioni della domanda” sia stata del tutto omessa o sia assolutamente incerta, con valutazione da compiersi caso per caso, nel rispetto di alcuni criteri di ordine generale, occorrendo, da un canto, tener conto che l’identificazione della causa petendi della domanda va operata avendo riguardo all’insieme delle indicazioni contenute nell’atto di citazione e dei documenti ad esso allegati; dall’altro, che la nullità della citazione deriva dall’assoluta incertezza delle ragioni della domanda. In particolare perciò l’incertezza dei fatti costitutivi deve essere vagliata in coerenza con la ragione ispiratrice della norma che impone all’attore di specificare sin dall’atto introduttivo, a pena di nullità, le ragioni della sua domanda, e che, principalmente, risiede nell’esigenza di porre immediatamente il convenuto nelle condizioni di apprestare adeguate e puntuali difese (prima ancora che di offrire al giudice l’immediata contezza del “thema decidendum”), con la conseguenza che non potrà prescindersi, nel valutare il grado di incertezza della domanda, dalla relazione in cui, con esso, si trovi eventualmente la controparte (Cass. 17023 del 2003, 27670 e 29241 del 2008).
2.1- Con il quarto motivo deduce: “Violazione dell’art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c: Violazione e/o falsa applicazione dell’art. 1218 c.c.” per non aver la Corte di merito considerato che, inapplicabile l’art. 2048 c.c. per esser il danneggiante e la danneggiata maggiorenni, la fattispecie rientrava nell’art. 2043 c.c. e non 1218 c.c. non potendo la P.A. rispondere di ogni incidente che si verifichi nel luogo preordinato all’insegnamento scolastico.
3.- Non si deve provvedere sulle spese del controricorso del B. , a cui il M.I.U.R. ha notificato il ricorso ai sensi dell’art. 332 cod. proc. civ., stante la scindibilità delle cause, al fine di provocare l’eventuale impugnazione da parte sua dei capi della decisione che lo riguardano – nella specie la domanda di corresponsabilità dell’amministrazione, dichiarata inammissibile dalla Corte di merito – perché, non avendo il controricorrente proposto ricorso incidentale sul punto, il ricorrente non è soccombente nei suoi confronti. Neppure si deve provvedere sulle spese nei confronti dell’A. Le Assicurazioni …. s.p.a. non avendo svolto attività difensiva.