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Timestamp: 2019-07-19 22:55:09+00:00
Document Index: 162117195

Matched Legal Cases: ['art. 609', 'art. 625', 'art. 625', 'art. 2', 'art. 609', 'art. 625', 'art. 635', 'art. 635', 'art. 635', 'art. 614', 'art. 610', 'art. 314', 'art. 74', 'art. 625', 'art. 362']

Gli avvocati e il processo per i fatti della Diaz - Emilio Robotti - Giuristi democratici
Redazione 31 gennaio 2005 11:6
L'Associazione Giuristi Democratici di Genova è costituita parte civile nel processo (vedi in questa sezione il documento "G8 - perquisizione della sede dei legali ") e qui Emilio Robotti commenta il rinvio a giudizio degli imputati.
E' passata pressoché inosservata la costituzione di parte civile nel processo Diaz da parte dell'Associazione Giuristi Democratici di Genova.
Forse non poteva essere altrimenti: per il numero degli imputati rinviati a giudizio, tra i quali anche alcuni massimi dirigenti della Polizia di Stato (ai quali la partecipazione all'operazione svoltasi a Genova nel 2001 ha portato importanti avanzamenti di carriera); per il numero delle parti civili già costituitesi ed ammesse nell'udienza preliminare (126, in massima parte persone fisiche); per la gravità politica dell'operazione in sé; per l'orrore di quanto accaduto quella sera a chi si trovava nella Scuola Diaz.
Ciò non toglie, tuttavia che la costituzione dell'Associazione (e l'ammissione della sua costituzione come parte civile) per i Giuristi Democratici di Genova (e naturalmente anche per l'Associazione Nazionale dei Giuristi Democratici nonché per le altre associazioni di giuristi democratici locali), il rinvio a giudizio nel processo Diaz sia importante perché rappresenta una nuova tappa di un cammino iniziato nel 2001, insieme alle centinaia di associazioni che hanno aderito al Genoa Social Forum e alle centinaia di migliaia di persone che hanno partecipato alle manifestazioni di Genova nel 2001.
L'Associazione dei Giuristi Democratici ha garantito nel 2001 l'impugnazione al TAR dell'ordinanza prefettizia che istituiva la famigerata "zona rossa", ha prestato al GSF la propria collaborazione prima e durante le giornate di Genova del 2001 anche tramite gli avvocati iscritti alla propria associazione, attraverso l'organizzazione di un servizio di assistenza legale (per il quale l'Associazione Giuristi Democratici aveva anche richiesto un parere deontologico preventivo al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Genova) in collaborazione con il GSF nei giorni dal 18 al 22 luglio.
A tale servizio legale, che aveva sede presso un'aula del mediacenter del GSF (la scuola Pascoli) hanno collaborato oltre centotrenta avvocati: senz'altro una novità assoluta nel panorama forense italiano ed internazionale, che infatti ha sollevato reazioni assolutamente opposte all'interno ed all'esterno del mondo dell'avvocatura.
Tutto ciò ha fatto sì che anche gli avvocati e i Giuristi Democratici, perciò, divenissero in quei tre giorni uno degli obiettivi privilegiati dell'operazione di Polizia. Sono molti i colleghi che hanno pagato il loro impegno di qui giorni anche fisicamente: emblematica l'immagine, comparsa sulla stampa, del collega poi ricoverato per i colpi subiti alla testa durante le cariche della Polizia in corso Italia sabato 21 luglio 2001.
Il massacro avvenuto la notte del 21 luglio nella scuola Diaz, perché questo è stato, è avvenuto esattamente di fronte alla Scuola Pascoli, ribattezzata dal GSF per quei giorni "Mediacenter", che ospitava oltre agli avvocati i servizi tecnici del GSF, i volontari, i giornalisti e mediattivisti.
Quasi contemporaneamente all'inizio dell'attacco alla Diaz, veniva "occupato" anche il Mediacenter, i cui occupanti venivano messi in condizione di non nuocere dalla Polizia (ovvero di non guardare, filmare e fotografare ciò che altri reparti facevano in strada e nell'edificio di fronte), che sequestrava contemporaneamente e assolutamente illegittimamente foto, filmati, documenti, nastri.
L'occupazione del Mediacenter - Scuola Pascoli, per quanto anch'essa violenta ed illegittima, a confronto di quanto avvenuto nella Diaz, non è neanche lontanamente paragonabile ad essa per efferatezza.
Su trattava evidentemente di una operazione di supporto, quasi chirurgica nella sua precisione, per la ricerca e l'apprensione di documenti che le forze dell'ordine ritenevano importanti e soprattutto volta ad impedire scomode registrazioni audiovideo e fotografiche o testimonianze dirette di quanto accadeva nella scuola Diaz di fronte.
Ma nella stanza che ospitava il servizio legale non è stato così: lì si è proceduto con inusitata violenza, per fortuna non tanto contro le persone, quanto contro gli oggetti: sono stati sottratti gli hard disks dei PC sui quali abbiamo lavorato, prelevata tutta la documentazione nella stanza (inclusi gli elenchi degli avvocati e delle scomparse o arrestate nei giorni precedenti, alcune denunce già predisposte per essere depositate), sono stati distrutti a colpi di manganello i pc, i monitor, persino i banalissimi inoffensivi telefoni bianchi "Sirio" utilizzati dai legali nei giorni precedenti.
Suggerivamo poche righe innanzi che la violenza esercitata nella scuola Pascoli non è, per quanto grave, nulla di fronte al pestaggio feroce e spitato avvenuto nella Scuola Diaz: per la Diaz è difficile non pensare alla volontà di alcuni dei poliziotti di uccidere o almeno di lasciare tracce indelebili, oltre che nell'anima, anche nel corpo dei "civili" che si trovavano nella scuola o nelle sue vicinanze, ricordando quanto accaduto a Mark Covell o Lena Zuhlke, ad esempio.
Ma se consideriamo anche che, appunto, l'intervento nel Mediacenter - Scuola Pascoli aveva, nell'ottica militare dell'intervento poliziesco, la chiara funzione di accecare e neutralizzare le difese del "nemico" (ovvero le uniche armi, oltre la politica, utilizzate dal movimento no global che faceva riferimento al GSF: informazione - attraverso tutti i media- e richiesta di giustizia non solo sociale, anche attraverso la richiesta di rispetto del diritto a manifestare il proprio pensiero - attraverso gli avvocati ed i giornalisti), allora anche il Mediacenter - scuola Pascoli assume una importanza maggiore e certamente non secondaria.
Anche il fatto che si sia scelto di colpire con tanta violenza, se non le persone, gli strumenti ed il risultato del lavoro degli avvocati proprio da parte di chi (la Polizia) aveva il compito di far rispettare la legalità ha senz'altro un significato politico e simbolico forte, che però, nello sdegno e nell'orrore seguito alla "notte della Diaz", passò allora in secondo piano; tanto che l'inchiesta per i fatti della Pascoli, poi riunita in unico procedimento, è partita solo a seguito dell'istanza di sequestro dell'edificio della scuola e del successivo esposto - denuncia - querela presentati da noi dell'Associazione Giuristi Democratici genovesi nel luglio e nell'agosto del 2001.
Sono passati oltre tre anni da allora, e la chiusura dell'Udienza Preliminare con il rinvio a giudizio di tutti i 28 poliziotti è un altro importante passo nella ricostruzione giudiziaria di ciò che è stato il G8.
Se è certamente vero che, comunque si andrà a concludere il dibattimento, ancora una volta fino in fondo forse giustizia non sarà fatta, anche solo perché alcuni dei capi minori di imputazione sono destinati, ormai, ad essere probabilmente prescritti, ed anche perché, allo stato attuale, difficilmente il dibattimento potrà veramente chiarire quale sia stata la vera catena di comando che ha progettato, deciso e diretto la vera e propria operazione militare che ha isolato le scuole Diaz - Pascoli e le zone limitrofe.
Si è trattato di una "maldestra" operazione di polizia, sfuggita forse di mano ai suoi esecutori, come pare vogliano farci credere? O si tratta di qualcosa che è stato deciso molto più in alto?
Difficilmente, a meno che "parli" qualcuno degli imputati, o altri che sanno per cognizione diretta come sono andate le cose, il dibattimento potrà rispondere a queste domande.
E l'udienza preliminare, al momento, non ha lasciato intravedere speranze in questo senso. Tutti gli imputati, tranne uno (che peraltro non ha introdotto alcun nuovo elemento di fatto in tal senso) hanno scelto una difesa estremamente tecnica, rivolta a sollevare tutte le eccezioni di tipo strettamente procedurale possibili, anche le più infondate.
Tuttavia, la decisione di rinviare a giudizio tutti gli imputati è stata importante e liberatoria, iniziando finalmente a rendere giustizia per quanto accaduto "La notte della Diaz" (e della Pascoli).
Non è stato facile arrivare a questo punto. Non è stato facile nemmeno per il GUP Faraggi: lo ha espresso a suo modo, lamentando in udienza i limiti imposti dal Codice di Procedura Penale che le impedivano di motivare l'ordinanza di rinvio a giudizio tutti i 28 poliziotti.
Ma crediamo non sia stato facile soprattutto per le parti civili del processo, perché le ferite al corpo e all'anima delle persone che loro malgrado sono state protagoniste, come vittime, di quella notte ancora bruciano; e bruciano sicuramente anche nel vedere finalmente alla sbarra, nel processo, i presunti carnefici di allora.
Anche per gli avvocati impugnati per rappresentare e difendere quelle vittime, professionalità e tecnica a parte, non è facile stare nel processo: nessuno dotato di un briciolo di umanità può ricordare, leggere o ascoltare gli atti di causa del Processo Diaz senza provare, ogni volta, un brivido di orrore. E se, come centinaia di migliaia di persone, hanno anche vissuto personalmente i giorni del G8 di Genova, come molti di noi impegnati nel processo, è ancora più difficile distaccarsi per difendere, raccontare, senza essere sopraffatti dallo sdegno per quanto accaduto.
Per concludere, crediamo sia doveroso ringraziare tutti i colleghi italiani e stranieri, delle associazioni dei Giuristi Democratici e non, che nel 2001 ed anche successivamente hanno insieme a noi lavorato per garantire il rispetto dei diritti durante il G8 di Genova; ed anche i volontari che ancora oggi, insieme al Comitato Verità e Giustizia per Genova ed Indymedia, lavorano per supportare gli avvocati impegnati nei processi già iniziati e che si apriranno prossimamente: senza il loro difficile e faticoso lavoro di ricerca, catalogazione e preparazione del materiale processuale, non sarebbe stato possibile arrivare ai risultati di oggi.
In questa sezione vedi anche i documenti "Ricorso contro la Zona Rossa - Genova 2001" e "G8 e garanzie difensive" e "Contributo alla discussione sulla violenza per il Genoa Social Forum".
Nella sezione Iniziative vedi i documenti "Sicurezza al processo g8?" e "Sicurezza al processo g8 comunicato stampa"
Nella sezione Giustizia vedi il documento "Sul ruolo dell'avvocato nelle giornate del g8 a Genova"
L'atto di costituzione di parte civile dell'associazione Giuristi Democratici di Genova
DOTT.SSA FARAGGI
PROC. N. R.G.N.R. 14525/01/21 - N. 2341/02 R.G. G.I.P.
A CARICO DI LUPERI + 28
ATTO DI COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE
Il sottoscritto Avv. Emilio Robotti, nella sua qualità di difensore e procuratore speciale della Associazione Giuristi Democratici di Genova, (di seguito indicata semplicemente come Associazione Giuristi Democratici) con sede in Genova, Sal. S. Viale 5/8 S, in persona del legale rappresentante pro tempore Avv. Dario Rossi, nato a Padova il 13.12.1965 e residente in Genova, ed elett. dom.ta nel suo studio in Genova via Malta 5/16 come da procura speciale in calce al presente atto
·	E' pendente avanti a questo Tribunale il procedimento penale di cui in epigrafe a carico - tra gli altri - dei Sig.ri GAVA Salvatore, nato a Roma il 21/7/1970, difeso dall'Avv. Marco Valerio Corini del Foro di La Spezia, elettivamente domiciliato presso il difensore, e FABBROCINI Alfredo, nato a Savelli (CE) il 25/2/1952, difeso dall'Avv. Sergio Cola del foro di Nola e Avv. Alfredo Biondi del Foro di Genova, elettivamente domiciliato in Bari Via Maggiore Turitto 3/29, instauratosi a seguito dei fatti avvenuti a Genova in occasione della manifestazione G8 ivi svoltasi nei giorni 21 e 22 luglio 2001, per i reati di cui al procedimento penale sub n. 14525/01/21 R.G.N.R, n.2341/02 R.G. G.I.P., pendente innanzi al Tribunale di Genova, Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, Dr.ssa Daniela Faraggi, Udienza Preliminare fissata con decreto del 18.03.04 per il giorno 26 Giugno 2004, con prosecuzione, come da ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio che si intendono qui integralmente richiamati:
-	GAVA Salvatore:
-	del reato di cui all'art. 609, 615 cp, 61 n. 2 c.p. perché, al fine di commettere i delitti di cui sub u) e v) di cui in ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio, in qualità di Commissario Capo della Polizia di Stato aggregato alla Questura di Genova al comando di più reparti composti complessivamente da oltre cinquanta appartenenti alla Polizia di Stato - eseguiva, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni e al di fuori dei presupposti di legge, la perquisizione locale del complesso scolastico denominato " Diaz - Pascoli " sito in Via Cesare Battisti 6 in uso temporaneo al gruppo denominato "Genoa Social Forum" e la conseguente perquisizione. personale di gran parte degli occupanti l'edificio con contestuale arbitraria e violenta apprensione delle cose mobile rinvenute tra l'altro, apparecchi telefonici portatili, macchine fotografiche, videocamere, rullini, videocassette, parti interne di personal computers). In Genova, nella notte tra il 21 ed il 22/7/2001;
-	del reato di cui agli artt. 110, 40; 610, 61 n. 9 cp perché - durante le operazioni di perquisizione e nella qualità di cui al capo a) di cui in ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio, in concorso con non identificati esecutori materiali appartenenti ai reparti di cui al capo che precede o comunque non impedendo un evento che aveva l'obbligo giuridico di impedire - costringeva con minaccia - consistita nell'urlare ordini in tal senso, brandendo i manganelli in dotazione - gran parte degli occupanti l'edificio a sedersi, inginocchiarsi o anche sdraiarsi a terra e a mantenere tale posizione per almeno mezz'ora; con l'aggravante di avere commesso il fatto con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni. In Genova, nella notte tra il 21 ed il 22/7/2001;
-	del reato di cui agli artt. 110, 40, 635 c.1 e c.2 n.3 in relazione all'art. 625 n.7, 61 n.9 c.p. perché - durante le operazioni di perquisizione e nella qualità di cui al capo a) di cui in ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio, in concorso con non identificati esecutori materiali appartenenti ai reparti di cui al capo che precede o comunque non impedendo un evento che aveva l'obbligo giuridico di impedire - distruggeva e rendeva inservibili (spaccandoli a colpi di manganello e scaraventandoli a terra) alcuni personal computer, ed alcuni apparecchi telefonici di proprietà del Comune di Genova ed in uso temporaneo all'interno del complesso scolastico " Diaz - Pascoli " ai gruppi denominati "Genoa Social Forum " ed "Associazione Giuristi Democratici "; con l'aggravante di avere commesso il fatto su cose esistenti in edifici pubblici ed abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni; in Genova, nella notte tra il 21 ed il 22/7/2001;
-	del reato di cui agli artt. 110, 40, 314 c.p. perché - all'esito delle operazioni di perquisizione e nella qualità di cui al capo A di cui in ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio, in concorso con non identificati appartenenti ai reparti di cui al capo che precede o comunque non impedendo un evento che aveva l'obbligo giuridico di impedire - si appropriava di parti interne (hard disk) di alcuni personal computers di proprietà del Comune di Genova ed in uso temporaneo all'interno del complesso scolastico "Diaz -Pascoli" al gruppo denominato " Associazione Giuristi Democratici ", apprese nel corso della perquisizione e delle quali quindi aveva il possesso o comunque la disponibilità per ragioni del suo ufficio; in Genova, nella notte tra il 21 ed il 22/7/2001;
-	FABBROCINI Alfredo
-	del reato di cui agli artt. 609, 615 cp perché al fine di commettere i delitti di cui sub w) e z) di cui in ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio- in qualità di Commissario della Polizia di Stato aggregato alla Questura di Genova al comando di alcuni uomini del Reparto Prevenzione Crimine Calabria, che operava unitamente ad altri reparti formando così un contingente composto complessivamente da oltre cinquanta appartenenti alla Polizia di Stato - eseguiva, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni ed al di fuori dei presupposti di legge, la perquisizione locale del complesso scolastico denominato " Diaz - Pascoli" sito in Via Cesare Battisti 6 in uso temporaneo al gruppo denominato "Genoa Social Forum" e la conseguente perquisizione personale di gran parte degli occupanti l'edificio con contestuale arbitraria e violenta apprensione delle cose mobile rinvenute (apparecchi telefonici portatili, macchine fotografiche, videocamere, rullini, videocassette, parti interne di personal computers ecc.); in Genova, nella notte tra il 21 ed il 22/7/2001;
-	del reato di citi agli artt., 110, 40, 610, 61 n. 9 cp perché - durante le operazioni di perquisizione e nella qualità di cui al capo E di cui in ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio, in concorso con non identificati esecutori materiali appartenenti al reparti di cui al capo che precede o comunque non impedendo un evento che aveva l'obbligo giuridico di impedire - costringeva con minaccia - consistita nell'urlare ordini in tal senso, brandendo i manganelli in dotazione - gran parte degli occupanti 1'edificio a sedersi, inginocchiarsi o anche sdraiarsi a terra e a mantenere tale posizione per circa mezz'ora; con l'aggravante di avere commesso il fatto con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni; in Genova, nella notte tra il 21 ed il 22/7/2001;
-	del reato di cui agli artt. 110, 40, 635 c.1 e c.2 n.3 in relazione all'art. 625 n,7, 61 n.9 cp perché - durante le operazioni di perquisizione e nella qualità di cui al capo E di cui in ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio, in concorso con non identificati esecutori materiali appartenenti ai reparti di cui al capo che precede o comunque non impedendo un evento che aveva l'obbligo giuridico di impedire - distruggeva e rendeva inservibili (spaccandoli a colpi di manganello e scaraventandoli a terra) alcuni personal computers ed alcuni apparecchi telefonici di proprietà del Comune di Genova ed in uso temporaneo all'interno del complesso scolastico "Diaz - Pascoli" ai gruppi denominati "Genoa Social Forum" ed "Associazione Giuristi Democratici"; con l'aggravante di avere commesso il fatto su cose esistenti in edifici pubblici ed abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni;
-	del reato di cui agli artt. 110, 40, 314 c.p. perché - all'esito delle operazioni di perquisizione e nella qualità di cui al capo E di cui in ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio, in concorso con non identificati appartenenti ai reparti di cui al capo che precede o comunque non impedendo un evento che aveva l'obbligo giuridico di impedire - si appropriava di parti interne (hard disk) di alcuni personal computers di proprietà del Comune di Genova ed in uso temporaneo all'interno del complesso scolastico " Diaz - Pascoli " al gruppo denominato "Associazione Giuristi Democratici", apprese nel corso della perquisizione e delle quali quindi aveva il possesso o comunque la disponibilità per ragioni del suo ufficio; in Genova, nella notte tra il 21 ed il 22/7/2001;
·	i suddetti imputati, in qualità rispettivamente di Commissario Capo e Commissario della Polizia di Stato, sono quindi entrambi accusati di avere eseguito nella notte tra il 21 ed il 22 luglio 2001, con abuso dei poteri inerenti le proprie funzioni ed al di fuori dei presupposti di legge, la perquisizione locale del complesso scolastico denominato "Diaz - Pascoli" sito in Genova - Via Cesare Battisti 6 e la conseguente perquisizione personale di gran parte degli occupanti l'edificio, con contestuale arbitraria e violenta apprensione delle cose mobili rinvenute come apparecchi telefonici portatili, macchine fotografiche, videocamere, rullini, videocassette, parti interne di personal computers; in particolare, nell'aula contraddistinta dal n. 401 di sezione elettorale, essi distruggevano e rendevano inservibili spaccandoli a colpi di manganello e scaraventandoli per terra alcuni personal computers ed alcuni apparecchi telefonici di proprietà del Comune di Genova in uso temporaneo all'interno di tale complesso scolastico ai gruppi "Genoa Social Forum" e "Associazione Giuristi Democratici", si appropriavano degli hard disks di alcuni dei personal computers ivi presenti ed in uso al gruppo "Associazione Giuristi Democratici", dei quali gli imputati avevano il possesso o la disponibilità in quanto appresi nel corso della perquisizione; infine apprendevano materiali cartacei vari in uso agli aderenti all'Associazione Giuristi Democratici.
·	Gli stessi imputati sono altresì accusati, tra l'altro, di avere costretto - in occasione delle operazioni di perquisizione di cui sopra, nelle loro rispettive qualità e con abuso dei poteri inerenti le proprie funzioni - mediante minaccia (a mezzo di urla e brandendo i manganelli in dotazione) gran parte degli occupanti l'edificio a sedersi, inginocchiarsi o anche sdraiarsi a terra e a mantenere tale posizione per almeno trenta minuti.
·	L'Associazione Giuristi Democratici, come risulta dagli atti di indagine e dal materiale che si produce, ha aderito al Genoa Social Forum (GSF) ed ha partecipato alla iniziative ed alle manifestazioni collaterali tenute a Genova nei giorni 20-22 luglio 2001.
·	L' Associazione Giuristi Democratici ha prestato inoltre al GSF la propria collaborazione anche tramite gli avvocati iscritti alla propria associazione, prestando un servizio di assistenza legale nei giorni dal 18 al 22 luglio; preventivamente alla prestazione di tale servizio, come risulta dalla documentazione prodotta, l'Associazione Giuristi Democratici attraverso il proprio legale rappresentante si premurò anche di richiedere parere preventivo al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Genova circa la compatibilità di tale servizio con le regole deontologiche della professione di avvocato.
·	Per permettere all'Associazione Giuristi Democratici di prestare il servizio di assistenza legale, come risulta univocamente dagli atti di indagine, il GSF poneva nella disponibilità della scrivente associazione la stanza posta al primo piano dell'edificio ove è ospitata la scuola Diaz in via Cesare Battisti n. 6 (l'aula scolastica precedentemente citata e contrassegnata dal numero 401 di sezione elettorale), numero due computers, telefoni, scrivanie ed altri arredi di proprietà del Comune di Genova.
·	Coordinatore organizzativo dell'assistenza legale tra il GSF e l'Associazione Giuristi Democratici nonché membro del GSF era il Sig. Giuseppe Scribani, trattenuto nel corso dei fatti di cui al presente procedimento in stato di fermo per l'identificazione, nonostante egli avesse prontamente esibito i propri documenti di identità durante lo svolgimento dei fatti di cui agli atti di indagine.
·	Nell'indicata aula dell'edificio scolastico de quo, l'Associazione Giuristi Democratici, nei giorni 18-22 luglio 2001, attraverso i propri aderenti, come risulta dagli atti di indagine, effettivamente provvedeva a svolgere il servizio di assistenza legale, utilizzando i mezzi descritti antecedentemente nella propria esclusiva disponibilità. Nei computers utilizzati, venivano immessi, tra gli altri, i dati relativi alle denunce presentate da coloro che avevano partecipato alle manifestazioni programmate ed autorizzate, i nominativi delle persone ricercate da parenti ed amici, gli elenchi degli avvocati aderenti all'associazione e che si erano resi disponibili a offrire i propri servizi ed altro ancora. Era anche altresì predisposta dagli aderenti all'Associazione Giuristi Democratici documentazione cartacea, in parte coincidente con quella informatica, che andava distrutta o veniva sottratta quasi completamente nell'espletamento della condotta criminosa degli imputati e degli altri Agenti di Polizia non identificati.
·	Non è privo di pregio rilevare, ai fini del presente atto, che il procedimento in epigrafe, relativo ai reati commessi nell'edificio scolastico in via Diaz n. 6, ha avuto origine da istanza di sequestro e successivo esposto - denuncia - querela depositato in data 07.08.2001 (che si deposita) presentato per la scrivente associazione dal suo legale rappresentante pro tempore Avv. Dario Rossi.
·	Le finalità della scrivente associazione, come si ricava dallo statuto che si produce, sono quelle di: a) contribuire all'affermazione di un consapevole impegno dei giuristi, individuale e collettivo, alla vita democratica e nazionale ed internazionale; b) adoperarsi attivamente per il continuo superamento delle strutture giuridiche alle esigenze più avanzate della realtà sociale, mediante la realizzazione di un assetto nuovo e più democratico dell'ordinamento giuridico e attuando i principi progressivi ed antifascisti della Costituzione della Repubblica; d) sostenere ogni azione in difesa dei diritti dell'uomo, della libertà dei popoli, del rispetto della sovranità e dell'indipendenza delle Nazioni, nello svolgimento pacifico dei rapporti internazionali.
·	E' ormai giurisprudenza prevalente che enti ed associazioni anche non riconosciute, quali l'esponente, possano costituirsi parte civile nell'ipotesi di lesione immediata e diretta, derivante da reato, di interessi propri dell'associazione e/o dei propri aderenti, anche quando tale interesse non abbia natura patrimoniale; purché l'interesse leso coincida con un diritto reale o con un diritto soggettivo del sodalizio, anche se l'interesse offeso sia perseguito in riferimento ad una situazione storicamente circostanziata, e sempre che tale interesse sia assunto nello statuto dell'ente a ragione della propria esistenza e attività. In tal senso, si vedano Cass. Pen. Sez III, 26 settembre 1996, n. 8699, Perotti ed altri, Cass. Pen sez. Vi, 10 gennaio 1990 n. 59, Monticelli in Dir. e Giur., 1990, 484; in merito alla costituzione di p.c. A seguito del reato di diffamazione a mezzo stampa, Cass. Pen. Sez. V, 26 ottobre 2001, Scalfari ed altri in Giur. It., 2003, 1444 nonché Cass. Pen. Sez V, 26 ottobre 2001 n. 1188 in Diritto e Giustizia, 2002, f.7, 75.
·	Non vi è poi dubbio che l'Associazione Giuristi Democratici, nel fornire attraverso i propri associati un servizio di assistenza legale ai partecipanti alle manifestazioni collaterali ed antagoniste al G8 perfettamente legittime alla luce delle norme costituzionali ed ordinarie, nei locali dell'edificio scolastico de quo, abbia posto in essere una attività assolutamente conseguente a quelle previste dal proprio statuto ed anzi meritevole di tutela, quale l'adempimento da parte dei singoli aderenti in questa formazione sociale dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale riconosciuti e tutelati dall'art. 2 della Costituzione; parimenti non vi è dubbio che, dalla commissione dei reati di cui agli art. 609, 615 e 61 n. 2 c.p., 110, 40, 610 e 61 n. 9 c.p, 110, 40, 635 co. 1 e co. 2 n. 3 in relazione all'art. 625 n. 7, 61 n. 9 c.p, 110, 40, 314 c.p. da parte degli imputati Gava Salvatore e Fabbrocini Alfredo sia derivata una lesione agli scopi statutariamente perseguiti dalla scrivente associazione, al diritto di esplicazione della personalità dei suoi aderenti, sia allo stesso nome e all'onorabilità della stessa associazione, alla quale tanti cittadini avevano affidato le proprie speranze di ricevere tutela legale e tramite la quale confidavano, successivamente, di avere aiuto per ottenere giustizia nei confronti di quei molti episodi di negazione del diritto verificatisi in quei giorni di luglio del 2001. Attraverso il compimento dei reati per i quali si procede nel procedimento penale in epigrafe, è stato poi impedito alla scrivente associazione di portare avanti lo scopo prefissato, poiché in conseguenza della attività criminosa degli imputati è stato distrutto ed asportato il materiale faticosamente raccolto dai propri aderenti, comprese le liste degli avvocati aderenti all'associazione scrivente e delle persone che ad essi si erano rivolti, i dati per le denunce ecc.; tutto questo nell'espletamento di una attività criminosa da parte degli imputati per scopi e finalità ignote, il cui risultato è tra l'altro che gli oggetti ed i dati sottratti non sono ancora stati ritrovati, pur essendo incontestabilmente accertato negli atti di indagine la sottrazione di materiale cartaceo nonché degli hard disks dei computers usati dalla associazione esponente, ad essa affidati dal Comune di Genova e dal Genoa Social Forum.
·	Sulla lesione alla scrivente associazione in conseguenza dei singoli reati, si può osservare che sicuramente è sorto un danno, non solo patrimoniale, ed infatti:
·	in merito al reato di cui all'art. 635 c.p. in relazione all'art. 635 n. 7, a prescindere dal fatto che sono stati danneggiati e sottratti anche materiali cartacei, la circostanza che i computers, i telefoni e gli oggetti danneggiati o sottratti non fossero di proprietà dell'esponente associazione né del GSF non osta all'assunzione della qualità di persona offesa e danneggiata da tale reato. La giurisprudenza ha infatti chiarito la distinzione tra soggetto passivo del reato e danneggiato, dove il primo è il titolare del bene - interesse tutelato dal bene penale, il secondo è colui che subisce dal reato un danno patrimonialmente valutabile: rispetto al reato di danneggiamento configurato dall'art. 635 c.p., tutelato è anche il semplice detentore del bene danneggiato o comunque il titolare di un diritto di godimento sul bene danneggiato (nel caso di specie, ad es., l'esponente relativamente e non solo ai computers di proprietà del Comune di Genova). In tal senso si vedano Cass. Pen., Sez. II, 03.11.1999, n. 13636 in Cass. Pen., 2000, 3004, Cass. Pen. 03.05.1998 in Riv. Pen, 1989, 250.
·	in merito al reato di cui agli artt. 609 e 615 C.P., occorre considerare che i locali dell'edificio scolastico de quo e in particolare l'aula contraddistinta dal n. 401 di sezione elettorale erano a completa disposizione del GSF e della scrivente associazione, che ivi esercitava, come risulta dagli atti di indagine, le attività sopra descritte ventiquattro ore su ventiquattro; in proposito, si rileva che la giurisprudenza ha qualificato la palestra di una scuola quale luogo pubblico, ma non aperto al pubblico e rientrante nella nozione di privata dimora ai sensi dell'art. 614 c.p. (Cass. Pen. Sez. VI, 18 gennaio 1977, De Vitis);
·	in merito al reato di cui all'art. 610 c.p., è da osservare che esso riguarda anche la scrivente associazione, poiché i suoi membri sono stati impediti dall'accedere a tali locali durante l'illegittima operazione di polizia;
·	in merito al reato di cui all'art. 314 c.p., la giurisprudenza ha osservato che esso ha natura plurioffensiva ed è volto a tutelare sia la legalità, l'efficienza, la probità e l'imparzialità della PA, ma anche il patrimonio della stessa Pubblica Amministrazione e dei terzi (si veda Cass. Pen. Sez. VI, 24.08.1993, n. 8009; Cass. Pen. Sez.. VI, 07.04.1999 n. 4328); poiché, come risulta dagli atti di causa, gli imputati hanno asportato gli hard disks dei computers, di proprietà del Comune di Genova, utilizzati dalla esponente associazione e contenenti i dati ed i documenti risultato del lavoro di assistenza legale prestato in quei giorni di luglio, dei quali molti andati perduti per sempre, è evidente anche in questo caso, come nei reati precedenti, la sussistenza di una lesione in capo all'Associazione Giuristi Democratici.
Tutto ciò premesso, l'Associazione Giuristi Democratici di Genova
a norma degli art. 74 e segg. c.p.p. di costituirsi, come in effetti si costituisce, parte civile nel procedimento penale n. 14525/01/21 - n. 2341/02 R.G. G.I.P. contro GAVA SALVATORE - nato a Roma il 21.7.1970 - e contro FABBROCINI ALFREDO - nato a Napoli il 22.10.1972 - imputati dei reati previsti dagli articoli, nonché nei confronti del responsabile civile Ministero dell'Interno in persona del Ministro pro tempore:
·	609, 615 e 61 n. 2 c.p.,
·	110, 40, 610 e 61 n. 9 c.p.
·	110, 40, 635 co. 1 e co. 2 n. 3 in relazione all'art. 625 n. 7, 61 n. 9 c.p.
·	110, 40, 314 c.p.
1)	ottenere l'affermazione della penale responsabilità degli imputati, il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali derivanti dai fatti criminosi di cui si sono resi responsabili gli imputati e la rifusione integrale delle spese.
1)	statuto associazione;
2)	verbale assembleare deliberazione di nomina del Comitato Direttivo;
3)	verbale con deliberazione di nomina del legale rappresentante e di costituzione parte civile e nomina difensore e procuratore speciale;
4)	Esposto - denuncia -querela e precedente istanza di sequestro presentato dall'associazione;
5)	Richiesta assunzione informazioni ex art. 362 cpp;
6)	Richiesta di parere preventivo al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Genova e risposta del suo Presidente.
Genova, 26 giugno 2004
Avv. Emilio Robotti
PROCURA SPECIALE E NOMINA DIFENSORE DI FIDUCIA
L'Avv. Dario Rossi, nato a Padova il 13.12.1965 e residente in Genova, nella sua qualità di legale rappresentante pro tempore dell'Associazione Giuristi Democratici di Genova, con sede in Genova Salita S. Viale 5/8 S parte lesa nel procedimento penale sub n. 14525/01/21 R.G.N.R, n.2341/02 R.G. G.I.P., pendente innanzi al Tribunale di Genova, Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, Dr.ssa Daniela Faraggi, Udienza Preliminare fissata con decreto del 18.03.04 per il giorno 26 Giugno 2004, con prosecuzione, come da ante indicato decreto e relativa richiesta di rinvio a giudizio che si intendono qui integralmente richiamati, nei confronti dei Sig.ri GAVA Salvatore, nato a Roma il 21/7/1970, difeso dall'Avv. Marco Valerio Corini del Foro di La Spezia, elettivamente domiciliato presso il difensore, e FABBROCINI Alfredo, nato a Savelli (CE) il 25/2/1952, difeso dall'Avv. Sergio Cola del foro di Nola e Avv. Alfredo Biondi del Foro di Genova, elettivamente domiciliato in Bari Via Maggiore Turitto 3/29, per i seguenti reati di cui ai relativi capi di imputazione:
con conseguente danno patrimoniale e/o non patrimoniale per la sottoscritta
quale proprio difensore e procuratore speciale, l'Avv. Emilio Robotti, nato a Genova il 28.07.1964 con studio in via Malta 5/16, eleggendo domicilio presso e nello studio anzidetto in via Malta 5/16, Genova, affinché dichiari di volersi costituire ed effettivamente si costituisca parte civile nel procedimento penale sub n. 14525/01/21 R.G.N.R, n.2341/02 R.G. G.I.P., pendente innanzi al Tribunale di Genova, Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, Dr.ssa Daniela Faraggi, Udienza Preliminare fissata con decreto del 18.03.04 per il giorno 26 Giugno 2004, con prosecuzione, come da ante indicato decreto, espressamente conferendogli mandato di esperire le necessarie attività e formalità processuali ed extraprocessuali, ivi inclusa la sottoscrizione dell'atto di costituzione di parte civile, che riterrà necessarie e/o utili al fine di ottenere un congruo risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali.
In particolare conferisce al nominato procuratore tutti i poteri a lui riservati dalla legge, incluso quello di citare in giudizio il responsabile civile, di disporre del diritto in contesa, di proporre impugnazioni e di rappresentarla in tutti i gradi successivi del giudizio, di nominare sostituti, consulenti tecnici e periti, con espressa autorizzazione a transigere, incassare somme e quietanzare, rinunciare all'azione ed alla costituzione di parte civile, nonché in generale di compiere tutti quegli atti che riterrà utili e/o necessari per il perseguimento del suddetto scopo.
La presente procura speciale si riferisce al procedimento penale sopra più specificatamente individuato e ad ogni successiva fase e grado.
E' revocato ogni precedente mandato.
Genova, 26/6/2004
Per l'Associazione Giuristi Democratici di Genova
Il legale rappresentante pro tempore
(Avv. Dario Rossi)