Source: https://www.dandi.media/2016/11/caricature-di-personaggi-famosi-con-volti-di-animali/
Timestamp: 2020-07-12 13:38:12+00:00
Document Index: 90496736

Matched Legal Cases: ['art. 2598', 'art. 18', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 97']

Si possono utilizzare i volti di personaggi famosi e ritrarli, per esempio, su delle T-shirt sostituendo il loro volto con quello di un animale? Possono essere commercializzate? Quali sono i limiti e le possibili lesioni?
Nella mia analisi ho tenuto distinti due eventuali profili di responsabilità a carico di chi volesse utilizzare i ritratti di personaggi famosi sostituendoli con volti di animali per eventuali illeciti derivanti:
dalla circostanza che esistono altre società (come quella dello foto di Marilyn con la faccia di gatto – “Famous Faces” di Takkoda) che potrebbero avanzare diritti sulle caricature in questione; e
dall’uso dei ritratti di altri personaggi noti, diversi da quelli che vengono usati dalle suddette società per delle magliette.
Per quanto riguarda il primo punto (società che utilizzano le caricature di personaggi famosi sostituendoli con volti di animali) Takkoda, nome commerciale della società inglese Polyblank Levi Ltd., commercializza un’ampia gamma di prodotti – comprendente anche magliette – sui quali sono riprodotte caricature di personaggi famosi con volti di animali.
Questi prodotti, da un esame rapido del sito internet, sembrano essere destinati esclusivamente al mercato britannico. Inoltre, apparentemente, Takkoda conduce quest’attività sulla base di una licenza concessa dalla casa editrice “teNeues” che, a sua volta, utilizza le caricature in questione su agende.
Prima di tutto occorre segnalare che la mera circostanza di ispirarsi all’iniziativa per esempio di Takkoda per realizzare altre caricature, non ha alcun rilievo sotto il profilo del diritto d’autore, in quanto le semplici idee non sono tutelabili.
Per escludere una violazione di diritto d’autore, sarebbe quindi sufficiente accertarsi che le caricature in questione siano state effettivamente create autonomamente e che non esistano altre caricature siffatte di personaggi famosi.
Posto ciò, l’unico illecito del quale chi intende produrre le T-shirt potrebbe in ipotesi rendersi responsabile con la commercializzazione delle magliette raffiguranti le nuove caricature, sarebbe quello di concorrenza sleale, ai sensi dell’art. 2598 c.c., ai danni di Takkoda o di chi altro si ispira all’iniziativa.
Altre considerazioni da fare riguardano i territori coperti nel caso di specie da Takkoda.
La Takkoda distribuisce i suoi prodotti solamente nel Regno Unito, il che escluderebbe di per sé la sussistenza di un illecito nel caso in cui si volesse, per esempio, distribuire le nuove magliette in Italia.
La società Takkoda dovrebbe dimostrare un sufficiente accreditamento dei suoi prodotti sul mercato italiano, requisito questo necessario per la sussistenza della concorrenza sleale, sia confusoria sia per agganciamento.
Problematico, e dunque sconsigliabile, appare invece l’utilizzo da parte di chi avesse intenzione di iniziare questo nuovo business, dei ritratti di personaggi noti come base per le caricature.
Questa condotta potrebbe infatti generare una responsabilità sia nei confronti dei titolari dei diritti d’autore sui ritratti fotografici utilizzati sia nei confronti dei titolari dei diritti sull’immagine dei personaggi ritratti.
Per condurre un esame esaustivo sotto il profilo del diritto d’autore, sarebbe necessario conoscere la fonte dei ritratti che si intende utilizzare e dai quali si intende poi creare la caricatura. Questa informazione è infatti necessaria per stabilire se questi ritratti sono opere protette con il diritto d’autore, la cui modifica/rielaborazione senza il consenso del titolare dei diritti sull’opera originaria violerebbe l’art. 18 l. aut..
In particolare, vale la pena di segnalare che ai ritratti fotografici modificati per realizzare le caricature in esame potrebbe applicarsi un regime di tutela diverso – e conseguentemente il loro uso potrebbe essere lecito o illecito – a seconda che essi siano qualificabili come “immagini creative” (in cui si ritrova una traccia interpretativa ad opera del fotografo) o “semplici fotografie”, nel cui novero si fanno tradizionalmente rientrare anche i fotogrammi delle opere cinematografiche: le prime sono infatti protette fino a 70 anni dopo la morte dell’autore mentre le seconde solo per 20 anni dalla data di realizzazione (in quest’ultimo caso si tratterebbe pertanto di opere cadute in pubblico dominio).
Ma, a parte questo profilo, ritengo comunque che l’utilizzo delle caricature di personaggi famosi potrebbe costituire una violazione dei diritti all’immagine delle celebrità prescelte.
L’uso del ritratto/immagine di una persona – dopo la sua morte – in assenza dell’autorizzazione dei successori (in genere i parenti fino al quarto grado) e/o aventi causa della persona ritratta è infatti idoneo nel nostro Paese – e a differenze di ciò che avviene in altri Paesi, tra cui il Regno Unito – ad integrare tre diversi tipi di illecito:
abuso dell’immagine altrui (cfr. art. 10 c.c.);
violazione di diritto d’autore della persona ritratta (cfr. 96 l. aut.); e
violazione del diritto ad utilizzare in via esclusiva il proprio ritratto come marchio (cfr. art. 8, comma 1, c.p.i.).
Alla nozione di immagine/ritratto è tradizionalmente data una portata molto ampia nel nostro ordinamento: essa viene infatti intesa come una qualsiasi raffigurazione dell’aspetto della persona in cui sussiste il requisito essenziale della riconoscibilità; e a tal fine si tiene conto anche della riproduzione di elementi estranei al ritratto in sé – come ad esempio oggetti – che contribuiscono comunque all’identificazione del personaggio ritratto.
Pertanto non ci sono dubbi che le caricature – immediatamente riconducibili ai personaggi noti anche in virtù della presenza degli oggetti simbolo – si debbano considerare immagini di queste celebrità.
Ne deriva quindi che, in assenza dell’autorizzazione da parte dei successori e/o aventi causa, l’utilizzo di queste immagini su magliette esporrebbe chi commercializza al rischio di un’azione legale di questi soggetti, con buone probabilità di soccombere e essere altresì condannato al risarcimento dei danni.
E ciò anche in quanto, pur volendo ipotizzare che l’uso di queste caricature non sia percepito dai consumatori come un uso in funzione distintiva – conseguentemente escludendo l’illiceità di questa condotta ai sensi dell’art. 8, comma 1, c.p.i. – quest’uso rimarrebbe comunque illecito ai sensi degli artt. 10 c.c. e 96 l. aut..
Infatti, nel caso di specie, non pare applicabile l’eccezione statuita ai sensi dell’art. 97 l. aut. che stabilisce che “[n]on occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà (…)” di questa persona, poiché l’applicazione di questa eccezione è limitata ai casi in cui:
l’uso dell’immagine della celebrità non sia idoneo a recare “pregiudizio all’onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritrattata” (e questo pregiudizio non si può escludere nel nostro caso, dove i personaggi famosi sono associate a degli animali); e che, comunque
l’immagine in questione non sia utilizzata a fini commerciali (che invece sussistono nel nostro caso).