Source: http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2015/07/
Timestamp: 2017-04-26 23:35:54+00:00
Document Index: 88117314

Matched Legal Cases: ['art. 55', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 47', 'art.17', 'art.17', 'art. 5', 'art. 17', 'art.17', 'art. 5', 'art. 42', 'art. 9', 'art. 3', 'art.17', 'art.5', 'art. 17', 'art.12', 'art. 17', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art.12', 'sentenza ', 'art. 55', 'art. 2', 'art. 55', 'art.36', 'art. 55']

ISOLA DELLE FEMMINE DA LIBERARE: luglio 2015
REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOIl Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia(Sezione Seconda)N. 01986/2015 REG.PROV.COLLN. 00768/2015 REG.RICha pronunciato la presenteSENTENZAsul ricorso numero di registro generale 768 del 2015, proposto da CARUSO Claudio, rappresentato e difeso dall'avv. Danilo Giracello, con domicilio eletto in Palermo, Via E. Fermi, 58, presso lo studio del predetto difensore; contro- il Comune di Isola delle Femmine in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Alessandro Savoca, con domicilio eletto in Palermo, Via L. Da Vinci, 94, presso lo studio del predetto difensore; per l'annullamentoprevia sospensione- dell'ordine prot. n. 679/int/UTC del 5/11/2004 - prot. gen. n. 15/11/2014 del 5/11/20014 di non eseguire i lavori di cui alla denunzia di inizio attività per l'ampliamento dell’edificio in catasto al foglio 3, p.lla 2005, realizzato con C.E. n. 32 del 6/10/1998;- di ogni altro atto, presupposto e/o consequenziale;
e per il riconoscimento del diritto- a realizzare la costruzione di cui alla denunzia di inizio attività.
Visti il ricorso e i relativi allegati;Vista l’ordinanza collegiale cautelare n.482 del 25 maggio 2015, di fissazione dell’udienza pubblica di trattazione nel merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a.;Vista la memoria di costituzione in giudizio, con i relativi allegati, del Comune di Isola delle Femmine;Vista la memoria di replica depositata in termini da parte ricorrente ;Visti tutti gli atti della causa;Relatore la dott.ssa Anna Pignataro;Uditi, nell'udienza pubblica del giorno 9 giugno 2015, per le parti i difensori, presenti così come specificato nel verbale d’udienza;
FATTOCon ricorso ritualmente notificato e depositato, il Sig. Claudio Caruso, in qualità di proprietario dell’edificio in catasto al foglio 3, p.lla 2005, realizzato con C.E. n. 32 del 6/10/1998, ha impugnato, al fine dell’annullamento previa sospensione cautelare, il divieto di esecuzione dei lavori di cui alla denuncia di inizio attività presentata il 23 ottobre 2014, consistenti nella realizzazione di un corpo di fabbrica con struttura in cemento armato, costituito da un piano seminterrato e da un piano fuori terra, adiacente all’edificio già esistente.Nella motivazione del divieto di esecuzione dei lavori impugnato è spiegato che l’area oggetto di ampliamento ricade in Z.T.O C2 “Residenza stagionale” in forza del P.R.G. approvato con D.A. n. 121 del 24 marzo 1983 e in Zona G “Servizi – Parcheggio” secondo il Piano Particolareggiato delle Zone C decaduto in data 14 maggio 2002, per decorrenza del termine di validità previsto dall’art. 16 della l. n. 1150 del 1942: tuttavia, per effetto dell’art. 17, comma 3, della Legge 17 agosto 1942, n. 1150, aggiunto dall’art. 5, comma 8-bis, del D.L. 13 maggio 2011, n.70, convertito dalla Legge 12 luglio 2011, n. 106, applicabile in Sicilia in virtù del comma 18 dell’art. 47 della L.R. 28 gennaio 2014, n.5, il rilascio del titolo edilizio sarebbe sempre subordinato al rispetto dei parametri urbanistici dello strumento attuativo decaduto e alle destinazioni d’uso delle aree pubbliche ivi stabilite.Ne deduce l’illegittimità per i motivi di:1) “Violazione e falsa applicazione dell’art.17 legge 1150/1942; violazione e falsa applicazione del principio tempus regit actum e disparità di trattamento; eccesso di potere per manifesta illogicità e contraddittorietà; violazione e falsa applicazione dell’art.17, comma 3 della legge 1150/1942 L.U. come aggiunto dall’art. 5, comma 8 bis del D.L. n.70 del 2011 introdotto in sede di conversione dalla legge 12 luglio 2011, n.106; eccesso di potere per carenza del presupposto; eccesso di potere per illogicità e travisamento dei fatti, illogicità e sviamento; eccesso di potere per carenza di presupposto (altro profilo) e difetto assoluto di motivazione; eccesso di potere per difetto di istruttoria”.Sarebbe errata l’interpretazione del Comune circa l’effettivo ambito di applicazione dell’art. 17, comma 3, della Legge 17 agosto 1942, n. 1150, poiché, per costante giurisprudenza, la decadenza del piano particolareggiato comporterebbe la riespansione dello jus edificandi anche nell’area destinata a standard permanendo soltanto l’obbligo a tempo indeterminato di osservare nella costruzione di nuovi edifici, o loro modificazione, gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano attuativo medesimo; l’area, poi, ricadrebbe pacificamente in zona C2 del P.R.G. vigente dovendosi escludere che la stessa possa essere qualificata come zona bianca in quanto la disciplina del P.R.G. sarebbe sufficientemente completa, tant’è che il Comune avrebbe consentito l’edificazione nei lotti limitrofi a quello per il quale è causa.L’area sulla quale insiste l’immobile da ampliare, dunque, sarebbe edificabile secondo i parametri delle N.T.A. del P.R.G. vigente, in particolare degli artt. 12 e 13.2) “violazione e falsa applicazione dell’art.17, comma 3 della legge 1150/1942 L.U. come aggiunto dall’art. 5, comma 8 bis del D.L. n.70 del 2011 introdotto in sede di conversione dalla legge 12 luglio 2011, n.106; violazione e falsa applicazione degli artt. 9, 10 e 11 DPR 327/2011; violazione dell’art. 42 della costituzione, dell’articolo 1 del protocollo addizionale CEDU (firmato a Parigi il 20 marzo 1952) per la durata enorme e inutile del vincolo reiterato e degli artt. 832 e 834 cod. civ.; violazione dell’art. 9 del DPR 8 giugno 2001, n. 237; nullità per mancanza dei requisiti essenziali ovvero violazione dell’art. 3 della legge 7.8,1990, n. 241; eccesso di potere per carenza di motivazione; travisamento dei fatti. In subordine, illegittimità costituzionale dell’art.17, comma 3 della L.U:, come aggiunto dall’art.5, comma 8 bis, della legge 12 luglio 2011, n.106 (di conversione del D.L. n.70 del 2011)”.L’area da edificare non è area pubblica, né fondiaria, le uniche per le quali il comma 3 dell’art. 17 cit, pone il vincolo di ultrattività del piano attuativo decaduto, trattandosi, invece, di area privata per la quale la reiterazione sine die di vincoli espropriativi già scaduti per effetto di proroghe legislative, senza la previsione di un indennizzo, sarebbe illegittima per contrasto con gli articoli 3 e 42 della Costituzione.Il Comune di Isola delle Femmine, costituitosi in giudizio dopo l’accoglimento della domanda cautelare, ha controdedotto affermando che:1) l’edificazione sarebbe, comunque, impedita dalla vigenza delle misure di salvaguardia (art.12, c. 3, del D.P.R. n.380 del 2001) introdotte a seguito dell’adozione del nuovo P.R.G. con deliberazione del Consiglio Comunale n.33 del 1° agosto 2007 alla stregua del quale l’area di che trattasi ricade in zona “G - Parcheggio Pubblico” ed è sottoposta a vincolo paesaggistico;2) l’indice di densità della zona compresa tra i 150 e 500 m dalla battigia, sarebbe pari a 0,75 mc/mq e non a 0,94 mc/mq come erroneamente indicato nella relazione tecnica allegata alla D.I.A.;3) lo strumento attuativo sarebbe comunque indispensabile poiché l’area non può ritenersi dotata di sufficienti opere di urbanizzazione primaria e secondaria.Parte ricorrente ha replicato con memoria, ribadendo le proprie tesi esposte in ricorso.Il ricorso è stato chiamato per la discussione all’udienza pubblica del 9 giugno 2014 ed ivi, sentiti i difensori delle parti, è stato trattenuto in decisione.DIRITTOVa, in primo luogo, rilevato che nessuna delle argomentazioni sviluppate dalla difesa comunale trae spunto dalla motivazione del provvedimento impugnato: tali difese assumono perciò la natura di motivazione postuma che non è ammessa.La giurisprudenza è pacifica nell’affermare che “l’atto amministrativo, oggetto di impugnazione, non può essere integrato con motivazione postuma nel corso del giudizio, con la conseguenza che va esaminato alla stregua delle sole ragioni poste a suo sostegno ed in esse esplicitate” (cfr. Consiglio di Stato, IV, 28.10.1975, n. 1382; 29.4.2002, n. 2281; Sezione V, 1 ottobre 2011, n. 5187).Residua, perciò, esclusivamente, da verificare se è corretta l’applicazione al caso di specie dell’art. 17, comma 3, della Legge 17 agosto 1942, n. 1150, il cui testo nella versione ultima, è così formulato:“Decorso il termine stabilito per la esecuzione del piano particolareggiato questo diventa inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione, rimanendo soltanto fermo a tempo indeterminato l'obbligo di osservare nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso.Ove il Comune non provveda a presentare un nuovo piano per il necessario assesto della parte di piano particolareggiato che sia rimasta inattuata per decorso di termine, la compilazione potrà essere disposta dal prefetto a norma del secondo comma dell'art. 14.Qualora, decorsi due anni dal termine per l’esecuzione del piano particolareggiato, non abbia trovato applicazione il secondo comma, nell’interesse improcrastinabile dell’Amministrazione di dotare le aree di infrastrutture e servizi, il comune, limitatamente all’attuazione anche parziale di comparti o comprensori del piano particolareggiato decaduto, accoglie le proposte di formazione e attuazione di singoli sub-comparti, indipendentemente dalla parte restante del comparto, per iniziativa dei privati che abbiano la titolarità dell’intero sub-comparto, purché non modifichino la destinazione d’uso delle aree pubbliche o fondiarie rispettando gli stessi rapporti dei parametri urbanistici dello strumento attuativo decaduti. I sub-comparti di cui al presente comma non costituiscono variante urbanistica e sono approvati dal consiglio comunale senza l’applicazione delle procedure di cui agli articoli 15 e 16”Secondo la giurisprudenza più recente (Consiglio di Stato, IV, 26 agosto 2014, n. 42781) in materia di efficacia del piano di attuazione (o di strumenti urbanistici analoghi, quale un piano di lottizzazione o un piano di zona per l'edilizia economica e popolare) dopo la scadenza del termine previsto per la sua esecuzione, alla stregua di una corretta interpretazione dell’art. 17 della legge n. 1150/1942 discendono i seguenti principi:a) le previsioni dello strumento attuativo comportano la concreta e dettagliata conformazione della proprietà privata, con specificazione delle regole di conformazione disposte dal piano regolatore generale;b) in linea di principio, le medesime previsioni rimangono efficaci a tempo indeterminato, nel senso che costituiscono le regole determinative del contenuto della proprietà delle aree incluse nel piano attuativo;c) col decorso del termine, diventano inefficaci unicamente le previsioni del piano attuativo che non abbiano avuto concreta attuazione, cosicché non potranno più eseguirsi gli espropri preordinati alla realizzazione delle opere pubbliche e delle opere di urbanizzazione primaria, né si potrà procedere all'edificazione residenziale, salva la possibilità di ulteriori costruzioni coerenti con le vigenti previsioni del piano regolatore generale e con le prescrizioni del piano attuativo che per questa parte ha efficacia ultrattiva.Al riguardo e in ordine alle censure mosse dalla parte ricorrente secondo cui il Comune avrebbe illegittimamente ritenuto che l’ultima versione del 3° comma dell’art. 17 postulasse l’ultrattività del vincolo espropriativo rispetto alla scadenza del piano particolareggiato, va condiviso l’orientamento giurisprudenziale secondo cui l'intervenuta inefficacia di un pregresso vincolo urbanistico di destinazione a pubblico servizio (di natura espropriativa) di una determinata area prevista da un piano particolareggiato comporta la restituzione della stessa alla precedente destinazione urbanistica recata dal P.R.G.Pur non dubitandosi che la novella legislativa introdotta nel 2011, di cui al terzo comma dell’art. 17 della legge urbanistica, consente di adoperare lo strumento del comparto su base volontaria, con la connessa salvaguardia contestuale delle originarie previsioni relative alla destinazione di aree pubbliche, è fatto certo che nella specie non è stata data attuazione a tale meccanismo, e perciò l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto limitarsi a prendere atto della vigenza della previsione di P.R.G. e sulla base di essa avrebbe dovuto pronunciarsi, accertando, però, se effettivamente l’edificazione era, comunque, impedita dalla vigenza delle misure di salvaguardia (art.12, c. 3, del D.P.R. n.380 del 2001) scattate a seguito dell’adozione del nuovo P.R.G. con deliberazione del Consiglio Comunale n.33 del 1° agosto 2007 alla stregua del quale l’area di che trattasi ricade in zona “G - Parcheggio Pubblico” ed è sottoposta a vincolo paesaggistico.Avrebbe dovuto altresì accertare quale era l’indice di densità della zona e la eventuale necessità dello strumento attuativo qualora l’area non potesse ritenersi dotata di sufficienti opere di urbanizzazione primaria e secondaria, elementi da appurare in via istruttoria e dei quali invece il Comune ha sostenuto l’indefettibilità soltanto in sede difensiva, posto che di essi non si fa alcun cenno nell’atto impugnato.Pertanto, il Collegio reputa che l’impugnativa de qua, con assorbimento di ogni profilo di censura non esaminato, debba essere accolta con annullamento del provvedimento impugnato, salvo il potere dell’Amministrazione di provvedere in sede di riedizione dell’atto, da motivare adeguatamente, tenendo conto del dictum della presente sentenza, della richiesta e delle prospettazioni di parte ricorrente e della normativa urbanistica nella specie conferente.Sussistono giusti motivi per compensare le spese di giudizio, attesa la peculiarità della fattispecie.P.Q.M.Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie, ai sensi e con gli effetti di cui in motivazione, salvi gli ulteriori provvedimenti dell’Amministrazione.Spese compensate.Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 9 giugno 2015 con l'intervento dei magistrati:Cosimo Di Paola, PresidenteAnna Pignataro, Primo Referendario, EstensoreGiuseppe La Greca, Primo Referendario
DEPOSITATA IN SEGRETERIAIl 29/07/2015IL SEGRETARIO(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=6F5KOD2NCFSXWSZHGK2LJDLFFE&q=ISOLA%20or%20DELLE%20or%20FEMMINECARUSO CLAUDIO RICORSO TAR 768 2015 SENTENZA 25 MARZO 2015 N.
00482/2015 REG.PROV.CAU.N.
REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANAIl
Seconda)ha
pronunciato la presenteORDINANZAsul ricorso numero di registro generale 768 del 2015, proposto da
contro- il Comune di Isola delle Femmine,
non costituito in giudizio; per l'annullamentoprevia sospensione dell'efficacia,a) dell'ordine prot. n. 679/int/UTC del 5/11/2004 - prot. gen. n.
6/10/1998;b) di ogni altro atto, presupposto e/o consequenziale;
e per il riconoscimento- del diritto a realizzare la costruzione di cui alla citata
VISTO il ricorso con i relativi allegati;VISTA la domanda di sospensione dell’efficacia del provvedimento
impugnato;RELATORE il Primo Referendario Anna Pignataro;VISTA la documentazione tutta in atti;UDITO, nella camera di consiglio del 24 marzo 2015, il difensore
dell’art. 55, comma 10, c.p.a.;RITENUTO, in ordine alle spese della fase cautelare, che le stesse
costituitosi in giudizio;P.Q.M.Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione
discussione nel merito del ricorso.Spese della fase cautelare irripetibili.La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è
comunicazione alle parti.Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 24
marzo 2015 con l'intervento dei magistrati:Cosimo Di
Paola, PresidenteAnna
Pignataro, Primo Referendario, EstensoreSebastiano
Zafarana, Referendario L'ESTENSORE
DEPOSITATA IN SEGRETERIAIl 25/03/2015IL SEGRETARIO(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=XDKYZHUXDFLE6AF367DIXVD2NY&q=ISOLA%20or%20DELLE%20or%20FEMMINE N.
00259/2014 REG.PROV.CAU.N.
Seconda)ha pronunciato la presenteORDINANZAsul ricorso numero di registro generale 2254 del 2013, proposto
controComune di Isola delle Femmine in Persona del Sindaco P.T.; per l'annullamentoprevia sospensione dell'efficacia,a) del provvedimento n. 14 del 6/6/2013, con la quale il Comune di Isola delle Femmine dichiarava l'avvenuta decadenza della
sensi dell'art. 2 L.R. 17/94;b) di ogni altro atto connesso, presupposto e/o consequenziale.
Visti il ricorso e i relativi allegati;Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento
impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;Visto l'art. 55 cod. proc. amm.;Visti tutti gli atti della causa;Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;Nominato Relatore nella camera di consiglio del giorno 21 marzo
dell’art.36 della L. reg. n.71 del 1978, il rilascio di una nuova concessione;RITENUTO, pertanto, che a seguito del decorso del termine in
formatosi;RITENUTO, in definitiva, che il ricorso non sia assistito da
presupposti per l’accoglimento della invocata domanda cautelare,RITENUTO, infine, che la mancata costituzione in giudizio
alle spese relative alla presente fase processuale;P.Q.M.Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda),
respinge la domanda cautelare.Nulla statuisce i ordine alle spese.La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è
comunicazione alle parti.Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 21
marzo 2014 con l'intervento dei Signori Magistrati:Filippo Giamportone,
PresidenteCarlo Modica de Mohac,
Consigliere, EstensoreAnna Pignataro, Primo
DEPOSITATA IN SEGRETERIAIl 24/03/2014IL SEGRETARIO(Art. 89, co. 3, cod.
proc. amm.)https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=EVYJLPQI4XEUY7I4INNYO2MO5M&q=ISOLA%20or%20DELLE%20or%20FEMMINE
N. 00345/2013 REG.PROV.CAU.N. 01503/2012
Seconda)ha pronunciato la presenteORDINANZAsul ricorso numero di registro generale 1503 del 2012, proposto
controComune di Isola delle Femmine in persona del Sindaco p.t., non
costituitosi in giudizio; per l'annullamentoprevia sospensione dell'efficacia,- del provvedimento n. 97 del 24.4.123, con il quale è stato
n. 269;- di ogni altro atto connesso, presupposto e conseguenziale;Visti il ricorso e i relativi allegati;Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento
impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;Visto l'art. 55 cod. proc. amm.;Visti tutti gli atti della causa;Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;Relatore nella camera di consiglio del giorno 22 maggio 2013 il
sostituzione e per delega dell'Avv. P. Fonti;Considerato che il pregiudizio paventato dai ricorrenti non appare
immediato (né comunque attuale);ritenuto, pertanto, che la domanda cautelare non meriti
ogni pronunzia sulle spese.P.Q.M.Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sez. II^,
respinge la domanda cautelare.Nulla statuisce in ordine alle spese.La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è
comunicazione alle parti.Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 22
maggio 2013 con l'intervento dei Signori Magistrati:Filippo Giamportone,
Consigliere, EstensoreSebastiano Zafarana,
ReferendarioDEPOSITATA IN SEGRETERIAIl 22/05/2013IL SEGRETARIO(Art. 89, co. 3, cod.
proc. amm.)https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=4WKU6SGJYJV6DXENHRPZBN5NF4&q=ISOLA%20or%20DELLE%20or%20FEMMINEA
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2015/03/presa-diretta-rai-3-del-08-mar-2015.html DINIEGO CONCESSIONE EDILIZIA BELLIS ERNESTA CARUSO DANIELE E CLAUDIO ISOLA DELLE FEMMINE
Sito ufficiale: http://www.comune.isoladellefemmine.pa.it DINIEGO DI CONCESSIONE IN SANATORIA N.07 del 24/04/2012
http://www.comune.isoladellefemmine.pa.it/pagina530_concessioni-edilizie-2012.html SENTENZA 267 99 PROC 384 96 2419 94 PARERE NEG CEC ALBERT RAPPA 28 1 1993 2 2 1993 SANATORIA SIINO ANTONIO SU TERRENO LIMITROFO A BELLIS ERNESTA PROGETTISTA RAPPA 4 VILLETTE
Ordinanza dell’utc – ripristino dello stato dei luoghi a carico di caruso daniele figlio della deceduta bellis ernesta viale dei saraceni 29 2012 albo n.62.12 ord 5.12 utc[1] from Pino Ciampolillo DINIEGO LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA N 7 DEL 24 APRILE 2012 2012 BELLIS ERNESTA CARUSO DANIELA albo n.219.12 Diniego CES 07.12[1] ORDINANZA DELL’UTC – Ripristino dello stato dei luoghi a carico di CARUSO DANIELE FIGLIO DELLA DECEDUTA BELLIS ERNESTA VIALE DEI SARACENI 29 2012 albo n.62.12 – Ord 5.12 utc
http://lasvoltaisolana.wordpress.com/2012/07/11/ordinanza-dellutc-ripristino-dello-stato-dei-luoghi-a-carico-di-caruso-daniele-figlio-della-deceduta-bellis-ernesta-viale-dei-saraceni-29-2012-albo-n-62-12-ord-5-12-utc1/ DINIEGO DI CONCESSIONE IN SANATORIA N.07 del 24/04/2012
http://lasvoltaisolana.files.wordpress.com/2012/07/diniego-licenza-edilizia-in-sanatoria-n-7-del-24-aprile-2012-2012-bellis-ernesta-caruso-daniela-albo-n-219-12-diniego-ces-07-1212.pdf ORDINANZA DI DEMOLIZIONE E RIPRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI a carico di CARUSO DANIELE nato a Palermo il 23/02/1951 ed ivi residente in via Polara n. 97
ORDINANZA DI RIPRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI CARUSO DANIELE VIA DEI SARACENI 31 FIGLIO DI BELLIS ERNESTA COMUNICATA ORDINANZA 14 7 APRILE 2006 albo n.280.12 – ord. n.22.12 utc[1] ORDINANZA DELL’UTC – Ripristino dello stato dei luoghi a carico di CARUSO DANIELE FIGLIO DELLA DECEDUTA BELLIS ERNESTA VIALE DEI SARACENI 29 2012 albo n.62.12 – Ord 5.12 utc[1] ORDINANZA DELL’UTC Ripristino dello stato dei luoghi a carico di CARUSO DANIELE FIGLIO DELLA DECEDUTA BELLIS ERNESTA VIA DEI SARACENI 31 6 CORPI DI FABBRICATI IN CEMENTO ARMATO 2012 albo n 280 12 ord 22.12 utc SENTENZA 226 98 PROC 2585 90 5236 93 CONC 52 88 54 81 53 80 68 89 SAMANTA COSTR CANEPA SALVATORE LIC 27 89 SIALMA COSTR SOCIO MANNINO GIUSEPPE TOMMASO CEC 79 88 PIETRO BRUNO
http://lagendarossadiisoladellefemmine.files.wordpress.com/2012/07/sentenza-652-00-proc-1791-95-6166-95-conc-agib-abitab-in-assenza-variante-su-lic-9-1990-pagano-cosimo-cutino-pietro-edil-romeo-albert-noto-antonio-bruno-maria-laura-bologna3.pdf ISOLA DELLE FEMMINE, si dimettono i consiglieri comunali di minoranza
( 24 aprile 2012 ) Movimento Politico – Gruppo Consiliare “Rinascita Isolana”
Il 16 aprile scorso, secondo quanto riportato da diversi organi di stampa e confermato dal Sindaco Portobello, ha avuto inizio l’accesso ispettivo, presso l’ente locale, della commissione prefettizia, incaricata dal Ministero dell’Interno di accertare l’eventuale sussistenza di infiltrazioni mafiose nell’Amministrazione di Isola delle Femmine.Tale evento costituisce l’epilogo, drammaticamente atteso, della complessa vicenda relativa alle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009, il cui risultato è stato palesemente condizionato da interessi e pressioni, del tutto estranei alla sana dialettica politica ed al confronto democratico.
In questi due anni di legislatura, i consiglieri di minoranza – derisi, giudicati come visionari, denigrati, fatti oggetto di una serie stucchevole di querele – hanno esercitato una costante e coraggiosa attività di controllo dell’operato della Giunta e degli Uffici, costituendo di fatto l’unico argine politico al dilagare degli illeciti e alla mala gestio della cosa pubblica.Nella seduta consiliare del 12 marzo 2010, in particolare, “Rinascita Isolana” ha descritto, senza timore alcuno, il quadro a tinte fosche che si andava progressivamente disegnando intorno al governo dell’ente locale – il fitto intrico di affari e speculazioni che ha costituito l’unico vero collante del gruppo Portobello: paradossalmente, alla luce delle indiscrezioni pubblicate sui mezzi di informazione circa le ragioni dell’eccesso ispettivo disposto dal Ministero dell’Interno, i consiglieri dimissionari devono riconoscere, con amarezza, che i dubbi e le ansie paventati in seno all’assise civica non erano che la punta di un iceberg, di cui ancora non è dato conoscere l’effettiva estensione.Le funzioni di controllo sin ad ora esercitate dall’opposizione, peraltro, sono state ormai dolorosamente assunte dai componenti del pool, che sta passando al setaccio gli atti comunali, per cui sarebbe ultroneo ogni intervento dei consiglieri comunali.In presenza di un’Amministrazione ormai al tramonto, questo è si il momento dell’indignazione sociale e della liberazione dal giogo del governo del cemento, ma deve essere - al tempo stesso – l’inizio di una nuova fase politica e sociale, in cui assumere decisioni di responsabilità, finalizzate a restituire, nel più breve tempo possibile, ai cittadini di Isola delle Femmine, il diritto di scegliere in libertà i propri governanti.Il gruppo consigliare “Rinascita Isolana”, ringraziando quanti – in questi drammatici anni – hanno condotto al loro fianco questa battaglia di giustizia, legalità e civiltà; fiero di aver compiuto fedelmente la propria missione cui sono stati chiamati dai loro elettori; orgoglioso di aver provato a rappresentare anche coloro i quali non hanno avuto voce in consiglio; rimette nelle mani degli isolani il mandato istituzionale ricevuto, impegnandosi sin d’ora a programmare, con rinnovato entusiasmo e sincere speranze, una nuova avventura politica, al fianco e al servizio dei propri concittadini
BELLIS ERNESTA,CARUSO DANIELE CLAUDIO,PARTICELLA 1766 FOGLIO 3,ABUSIVISMO,SIINO ANTONIO,ALBERT GIOVANNI,CANEPA,RAPPA ROCCO,BRUNO PIETRO,SENTENZE http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/04/isola-delle-femmine-si-dimettono-i.html