Source: https://www.informazionipertutti.it/2008/10/maternita.html?showComment=1577739901714
Timestamp: 2020-07-07 06:44:36+00:00
Document Index: 156594474

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 65', 'art. 65', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 2']

La tutela della maternità
Novità del 2019:
1) Si può lavorare fino al parto:
Da quest’anno le neo mamme potranno lavorare fino al parto (e non saranno più obbligate a smettere un mese prima) e prendere poi tutto il congedo di maternità dopo la nascita del bimbo. E’ però necessario il via libera del medico.-
2) Papà: Il congedo sale a cinque giorni:
Sale da quattro a cinque giorni il congedo obbligatorio per i papà. Il permesso deve essere utilizzato entro cinque mesi dalla nascita del figlio. I giorni possono essere goduti anche in modo non continuativo e arrivare fino a sei in alternativa a un giorno di maternità della mamma.-
DECRETO LEGISLATIVO 26 marzo 2001, n. 151 – TUTELA E SOSTEGNO DELLA MATERNITA' E DELLA PATERNITA'
Permessi retribuiti:
Per esami prenatali e accertamenti clinici
Retribuiti al 100%
Maternità obbligatoria:
Due mesi prima del parto e tre mesi dopo il parto (massimo 5 mesi).-
Retribuita all'80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l'inizio dell'astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-
Maternità flessibile:
Un mese prima del parto e 4 mesi dopo il parto (massimo 5 mesi).-
L'art. 20 del Decreto Legislativo n. 151 del 26 marzo 2001, pubblicato in G.U. n. 96 del 26 aprile 2001, Suppl. Ordinario n. 93, prevede al comma 1 che:
Ferma restando la durata complessiva del congedo di maternità, le lavoratrici hanno la facoltà di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.
Il medico competente, ove presente in azienda, è quindi è tenuto a rilasciare il certificato medico che, congiuntamente a quello del ginecologo, deve essere presentato all'Inps per ottenere il congedo.
Il medico competente certifica l'assenza di controindicazioni dal punto di vista delle condizioni di lavoro al rilascio del congedo.
Se il lavoro non è sottoposto a controllo sanitario, si dovrà presentare una dichiarazione del datore di lavoro da cui risulta che in azienda o per le attività svolte dalla lavoratrice interessata non esiste l'obbligo di sorveglianza sanitaria sul lavoro.
Maternità anticipata:
Il servizio sanitario locale (Asl) dovrà provvedere, in via esclusiva, alla procedura di interdizione anticipata dal lavoro per gravi complicanze della gravidanza o persistenti forme morbose, compreso l’adozione del provvedimento finale di astensione. In caso di interdizione per gravi complicazioni della gestazione o per l’aggravamento in gravidanza di patologie preesistenti, la lavoratrice deve presentare la domanda all’Azienda Sanitaria Locale competente (con riferimento al luogo di residenza), unitamente al certificato medico. La domanda si intende accolta dalla Asl decorsi 7 giorni dalla sua presentazione. La data di inizio dell’astensione al lavoro coincide con il primo giorno di assenza dal posto di lavoro giustificato dal certificato medico rilasciato alla lavoratrice. Nell’astensione dal lavoro, la lavoratrice sarà retribuita all’80% e non avrà alcuna limitazione di reperibilità. In caso di interdizione per condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli, qualora non sia possibile adibire la lavoratrice ad altre mansioni, l’Azienda presenta domanda alla Direzione Territoriale del Lavoro. La domanda, previo effettivo accertamento dell’impossibilità di spostare la lavoratrice ad altre mansioni, deve essere accolta dalla Direzione Territoriale del Lavoro entro 7 giorni dalla sua presentazione. La data di inizio dell’astensione al lavoro coincide con la data di rilascio del provvedimento portato a conoscenza del datore di lavoro.
Per attività gravose e/o insalubri può essere concessa fin dall'inizio della gestazione fino al settimo mese dopo il parto.
Maternità posticipata:
I giorni di congedo di maternità non goduti prima del parto possono essere utilizzati in aggiunta ai 3 mesi dopo il parto sempre fino ad un massimo di 5 mesi totali
Retribuiti all'80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l'inizio dell'astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-
Riposi per allattamento:
Due ore di permesso giornaliere anche cumulabili da utilizzare entro il primo anno di vita del bambino (quando l'orario di lavoro è inferiore a 6 ore giornaliere il riposo è di una sola ora), in caso di parto gemellare i permessi raddoppiano.-
Congedo per malattia del figlio:
Senza limiti temporali per figli di età inferiore a 3 anni da usufruire alternativamente all'altro genitore; 5 giorni di permesso per ciascun genitore dal 3° all'ottavo anno di vita del bambino.-
Congedo paternità obbligatorio e facoltativo:
Dal 2016 i giorni a disposizione per il congedo parentale obbligatorio del padre lavoratore dipendente è di 2 giorni, fruibili durante o dopo il congedo obbligatorio per maternità della madre lavoratrice, che potranno essere fruiti (sempre nell’arco dei cinque mesi dalla nascita della prole) anche non continuativamente.
Con il congedo di paternità facoltativo il padre potrà usufruire di 1 o 2 giorni di astensione dal lavoro purché la madre, in congedo, rientri a lavoro 1 o 2 giorni prima rispetto alla scadenza del congedo di maternità della madre lavoratrice.
I congedi di paternità devono essere fruiti per l’intera giornata di lavoro, non è possibile frazionarli in ore.
La retribuzione dei giorni di congedo del padre lavoratore sono interamente a carico dell’Inps che corrisponderà una indennità pari al 100% della retribuzione spettante.
Congedo parentale:
Il decreto legislativo 80/2015 prevede che può essere richiesto entro i primi 12 anni del bambino per un periodo massimo di 6 mesi elevati a 7 se a prenderlo è il papà. Se il genitore è solo (vedovo, divorziato, single ecc.) il congedo sale a 10 mesi. E si arriva agli 11 complessivi (tra marito e moglie) se il papà chiede almeno 3 mesi per se stesso: In caso di parto gemellare il periodo si raddoppia (6 mesi per ciascun figlio).-
Le richieste di congedo parentale vanno presentate sempre prima della decorrenza, mai dopo. All’INPS va bene anche se presentate nello stesso giorno dell’assenza. Ma all’azienda che deve organizzare i lavori vanno presentate in anticipo, entro i termini indicati dal contratto collettivo di riferimento e comunque entro il limite minimo di 5 giorni per il congedo a mese, a settimana, o a giorno, ridotto a 2 se il congedo è frazionato a ore (mezza giornata). Per l’INPS la domanda è telematica e sono a disposizione 3 canali: 1) collegandosi con il sito www.inps.it; 2) collegandosi tramite telefonata al call-center: numeri 803.164 a pagamento; 3) rivolgendosi a un Patronato.-
I genitori naturali, possono usufruire dell’indennità per congedo parentale:
entro i primi 6 anni di età del bambino per un periodo massimo complessivo (madre e/o padre) di 6 mesi con un importo pari al 30% della retribuzione media giornaliera calcolata considerando la retribuzione del mese precedente l’inizio del periodo indennizzabile;
dai 6 anni e un giorno agli 8 anni di età del bambino, nel caso in cui i genitori non ne abbiano fruito nei primi 6 anni, o per la parte non fruita, il congedo verrà retribuito al 30% solo se il reddito individuale del genitore richiedente risulti inferiore a 2,5 volte l'importo annuo del trattamento minimo di pensione;
La legge 24 dicembre 2012, n.228 ha introdotto la possibilità di frazionare ad ore la fruizione del congedo parentale, rinviando tuttavia alla contrattazione collettiva di settore il compito di stabilire le modalità di fruizione del congedo stesso su base oraria, nonché i criteri di calcolo della base oraria e l'equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa.
Il decreto legislativo del 15 giugno 2015, n. 80, attuativo della delega contenuta nel Jobs Act, prevede che i genitori lavoratori dipendenti, in assenza di contrattazione collettiva, anche di livello aziendale, possano fruire del congedo parentale su base oraria in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale.
Per le modalità operative di presentazione della domanda e di fruizione del congedo parentale su base oraria, si rinvia a quanto contenuto nella circolare INPS n.152 del 18 agosto 2015.
Congedo di paternità:
Limitatamente ai 3 mesi dopo il parto e solo in caso di morte della madre, grave infermità della stessa e/o abbandono del figlio.-
Maternità dopo scadenza contratto:
Entro 60 giorni tra scadenza contratto e inizio ottavo mese di maternità, si ha diritto a 5 mesi di indennità di maternità.-
Maternità anticipata dopo scadenza contratto:
L'INPS in base ad un parere del Consiglio di stato, riconosce il diritto all'indennità di maternità anche alla lavoratrice che, entro 60 giorni dalla sospensione o cessazione del rapporto di lavoro, ottenga dalla direzione provinciale del lavoro l'interdizione anticipata dal lavoro.-
Diritti sanciti:
Divieto di licenziamento: dall'inizio della gestazione e fino ad un anno di vita del bambino, (salvo colpa grave della lavoratrice, cessazione dell'attività aziendale o mancato superamento del periodo di prova).-
Divieto di adibire le lavoratrici a lavorazioni gravose e/o insalubri: dall'inizio della gestazione fino ad un anno di età del bambino.-
Divieto di adibire le lavoratrici a lavoro notturno: dall'inizio della gestazione fino ad un anno di vita del bambino.-
Diritto di rientrare nella stessa unità produttiva: in cui erano occupate prima dell'evento o in un'altra ubicata nello stesso comune (salvo rinuncia della lavoratrice).-
Assegno del Comune:
Aventi diritto:
Madri cittadine italiane; residenti casalinghe o disoccupate che non percepiscono alcun trattamento a titolo di maternità
Madri comunitarie; residenti casalinghe o disoccupate che non percepiscono alcun trattamento a titolo di maternità
Madri non comunitarie; titolari di carta di soggiorno casalinghe o disoccupate che non percepiscono alcun trattamento a titolo di maternità
Padre cittadino italiano residente; solo nel caso di abbandono del figlio, affidamento esclusivo o madre minorenne che fa parte della famiglia anagrafica del padre.-
L'assegno del comune viene erogato per un massimo di 5 mensilità. La domanda va presentata entro il termine perentorio di 6 mesi dalla nascita del figlio o dalla data di ingresso del minore in famiglia.-
Il reddito della famiglia anagrafica e dei soggetti fiscalmente a carico di essi, non deve essere superiore al valore dell'Indicatore della Situazione Economica (ISE).-
Anno 2016 – Importo mensile euro 338,89 per complessivi Euro 1.694,45 (Euro 338,89 X 5 mesi) – Limite ISEE euro 16.954,95.-
DECRETO LEGISLATIVO 26 marzo 2001, n. 151 - TUTELA E SOSTEGNO DELLA MATERNITÀ E DELLA PATERNITÀ
Divieto di licenziamento: dall’inizio della gestazione e fino ad un anno di vita del bambino, (salvo colpa grave della lavoratrice, cessazione dell’attività aziendale o mancato superamento del periodo di prova).
Divieto di adibire le lavoratrici a lavorazioni gravose e/o insalubri: dall’inizio della gestazione fino ad un anno di età del bambino.
Divieto di adibire le lavoratrici a lavoro notturno: dall’inizio della gestazione fino ad un anno di vita del bambino.
Diritto di rientrare nella stessa unità produttiva: in cui erano occupate prima dell’evento o in un’altra ubicata nello stesso comune (salvo rinuncia della lavoratrice).
Madre Lavoratrice:
Permessi retribuiti: per esami prenatali e accertamenti clinici
Congedo di maternità: due mesi prima del parto e tre mesi dopo il parto (massimo 5 mesi).-
Congedo di maternità flessibile: 1 mese prima del parto e 4 mesi dopo il parto (massimo 5 mesi)
Congedo di maternità anticipata: per problemi nella gestazione o per attività gravose e/o insalubri. In questo ultimo caso può essere concessa fin dall’inizio della gestazione fino al settimo mese dopo il parto.-
Parto prematuro: I giorni di congedo di maternità non goduti prima del parto possono essere utilizzati in aggiunta ai 3 mesi dopo il parto sempre fino ad un massimo di 5 mesi totali
Riposi per allattamento: Due ore di permesso giornaliere anche cumulabili da utilizzare entro il primo anno di vita del bambino (quando l’orario di lavoro è inferiore a 6 ore giornaliere il riposo è di una sola ora), in caso di parto gemellare i permessi raddoppiano.-
Congedo per malattia del figlio: senza limiti temporali per figli di età inferiore a 3 anni da usufruire alternativamente all’altro genitore; 5 giorni di permesso per ciascun genitore dal 3° all’ottavo anno di vita del bambino.
Congedo parentale: Il decreto legislativo 80/2015 prevede che può essere richiesto entro i primi 12 anni del bambino per un periodo massimo di 6 mesi elevati a 7 se a prenderlo è il papà. Se il genitore è solo (vedovo, divorziato, single ecc.) il congedo sale a 10 mesi. E si arriva agli 11 complessivi (tra marito e moglie) se il papà chiede almeno 3 mesi per se stesso: In caso di parto gemellare il periodo si raddoppia (6 mesi per ciascun figlio).
Le richieste di congedo parentale vanno presentate sempre prima della decorrenza, mai dopo. All’INPS va bene anche se presentate nello stesso giorno dell’assenza. Ma all’azienda che deve organizzare i lavori vanno presentate in anticipo, entro i termini indicati dal contratto collettivo di riferimento e comunque entro il limite minimo di 5 giorni per il congedo a mese, a settimana, o a giorno, ridotto a 2 se il congedo è frazionato a ore (mezza giornata). Per l’INPS la domanda è telematica e sono a disposizione 3 canali:
collegandosi con il sito www.inps.it;
collegandosi tramite telefonata al call-center: numeri 803.164 a pagamento;
rivolgendosi ad un Patronato.
Padre Lavoratore:
Congedo di paternità: limitatamente ai 3 mesi dopo il parto e solo in caso di morte della madre, grave infermità della stessa e/o abbandono del figlio.-
Riposi per allattamento: Due ore di riposo giornaliero anche cumulabili da utilizzare entro il 1° anno di vita del bambino (Quando l’orario di lavoro è inferiore a 6 ore giornaliere il riposo è di un’ora). In caso di parto gemellare i riposi si raddoppiano. Possono essere utilizzati in alternativa alla madre.-
Congedo per malattia del figlio: Senza limite temporale per figli di età inferiore a tre anni da fruire alternativamente all’altro genitore, 5 giorni di permesso all’anno per ciascun genitore dal 3° all’ottavo mese di vita del bambino.-
Congedo parentale: può essere fruito fino al dodicesimo anno di vita del bambino per un massimo di 6 mesi, elevati a 7 se a prenderlo è il papà (cumulati con quello del coniuge, massimo 10 mesi). Se il padre lavoratore usufruisce di almeno tre mesi (anche frazionati) ha diritto ad un ulteriore mese di congedo parentale (7 mesi): In questo caso può arrivare a 11 mesi.-
Permessi per esami prenatali e/o accertamenti: Retribuiti al 100%
Congedo di maternità: Retribuito all’80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l’inizio dell’astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-
Congedo di maternità flessibile: Retribuito all’80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l’inizio dell’astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-
Congedo di maternità anticipata: Retribuito all’80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l’inizio dell’astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-
Congedo di paternità: Retribuito all’80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l’inizio dell’astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-
Riposi per allattamento: Retribuiti al 100%
Congedo per malattia del figlio: Fino al compimento del terzo anno del figlio entrambi i genitori possono alternativamente astenersi dal lavoro per la malattia del figlio, senza limiti temporali.
Dai tre agli otto anni, ciascun genitore ha diritto a 5 giorni lavorativi ogni anno per le malattie del figlio.
Il ricovero ospedaliero del figlio interrompe, su richiesta , la eventuale fruizione delle ferie da parte del genitore.
Questi congedi nel settore privato non sono retribuiti
fino a tre anni del figlio le assenze dal lavoro sono coperte da contribuzione figurativa
i 5 giorni annui previsti per malattie del figlio dai tre agli otto anni sono accreditati figurativamente limitatamente ad una retribuzione convenzionale pari al:200% dell'assegno sociale (per il 2006: €. 9.924,72), con possibilità di integrazione con riscatto o con versamenti volontari dei contributi.
Per fruire di questa agevolazione è necessario presentare un certificato rilasciato da un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato, oltre ad un'autocertificazione in cui si dichiari che l'altro genitore non si è assentato dal lavoro negli stessi giorni per il medesimo motivo.
Retribuito al 30% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l'inizio dell'astensione obbligatoria per un massimo di 6 mesi cumulati con quelli del coniuge e fino al 6° anno di vita del bambino. Per i periodi successivi ai sei mesi e dal 6° all'8° anno l'indennità economica spetta solo se non si supera un reddito imponibile IRPEF pari a due volte e mezza l'importo annuo del trattamento minimo INPS (anno 2015 euro 16.328,00). Sopra gli 8 anni del figlio (e fino a 12) niente più indennità, anche se i redditi sono inferiori al tetto indicato. I periodi di assenza dal lavoro sono riconosciuti nell’anzianità di servizio, ma fanno perdere le relative quote di tredicesima e ferie.
L'INPS in base ad un parere del Consiglio di stato, riconosce il diritto all'indennità di maternità anche alla lavoratrice che, entro 60 giorni dalla sospensione o cessazione del rapporto di lavoro, ottenga dalla direzione provinciale del lavoro l'interdizione anticipata dal lavoro.
Maternità e lavoro notturno:
E' vietato adibire le donne al lavoro dalle ore 24 alle ore 6, dall'accertamento della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.-
Il lavoro notturno non deve essere obbligatoriamente prestato (cioè la dipendente può rifiutarsi):
dalla lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a tre anni o alternativamente dal padre convivente con la stessa.-
dalla lavoratrice o dal lavoratore che sia l'unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a 12 anni.-
dalla lavoratrice o dal lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile
Proroga astensione obbligatoria da lavoro:
L’astensione obbligatoria può essere prorogata fino a 7 mesi dopo il parto, quando la lavoratrice addetta a lavori pericolosi, faticosi e insalubri non possa essere spostata ad altre mansioni. Quindi in questo caso la proroga estende di almeno 4 mesi l’astensione che normalmente è di 5 mesi. Il provvedimento è adottato anche in questo caso dalla Direzione provinciale del lavoro (DPL), anche su richiesta della lavoratrice.
L’assegno del comune viene erogato per un massimo di 5 mensilità. La domanda va presentata entro il termine perentorio di 6 mesi dalla nascita del figlio o dalla data di ingresso del minore in famiglia.-
Il reddito della famiglia anagrafica e dei soggetti fiscalmente a carico di essi, non deve essere superiore al valore dell’Indicatore della Situazione Economica (ISE).
Anno 2015 – Importo mensile euro 338,89 per complessivi Euro 1.694,45 (Euro 338,89 X 5 mesi) – Limite ISEE euro 16.954,95.-
Anno 2014 – Importo mensile euro 338,21 per complessivi Euro 1.691,05 (Euro 338,21 X 5 mesi) – Limite ISE per 3 componenti euro 35.253,84.-
Per nuclei di 3 persone l'ISE deve essere inferiore o pari a euro 35.253,84; per i nuclei con un numero di persone diverso, il requisito economico è riparametrato sulla base della scala di equivalenza prevista dal DLgs n° 108/98 – rif. Comma l, art. 65 legge n° 448/1998 .-
Anno 2013 – Importo mensile euro 334,53 – Limite ISE per 3 componenti euro 34.873,24.-
Per nuclei di 3 persone l'ISE deve essere inferiore o pari a euro 34.873,24 ; per i nuclei con un numero di persone diverso, il requisito economico è riparametrato sulla base della scala di equivalenza prevista dal DLgs n° 108/98 – rif. Comma l, art. 65 legge n° 448/1998 .
Normativa vecchia valida fino all’anno 2014:
Congedo parentale: Può essere fruito fino all’ottavo anno di vita del bambino per un periodo massimo di 6 mesi (cumulati con quello del coniuge massimo 10 mesi), in caso di parto gemellare il periodo si raddoppia (6 mesi per ciascun figlio).-
Congedo parentale: Retribuito al 30% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l’inizio dell’astensione obbligatoria senza rateo di 13° o 14° mensilità per un massimo di 6 mesi cumulati con quelli del coniuge e fino al 3° anno di vita del bambino. Per i periodi successivi ai sei mesi e dal 3° all’8° anno l’indennità economica spetta solo se non si supera un reddito imponibile IRPEF pari a due volte e mezza l’importo annuo del trattamento minimo INPS. Complessivamente i due genitori non possono superare il massimo di 10 mesi.
By Gianfranco Censori - aprile 07, 2019
Etichette: 2019, allattamento, congedo parentale, licenziamento, mamme, maternità
Anonimo 14 maggio 2018 13:19
Grazie mille, ora mi rivolgo a un sindacato senza attendere oltre, visto che a questo punto mi sa che ci rimetto io, nonostante siano loro in torto. Cercherò di far valere i mancati pagamenti e il fatto di non avermi reinserito a lavoro, assumendo nuovo personale al mio posto. Grazie ancora per la consulenza.
Gianfranco Censori 16 maggio 2018 16:04
Anonimo 15 maggio 2018 12:01
Buongiorno avvocato, se possibile avrei bisogno di un chiarimento.
Sono in maternità anticipata e tra qualche giorno entrerò in maternità obbligatoria.
Qualche mese fa, dopo il congedo per maternità anticipata mi è stato comunicato che sarei stata promossa, dal mese successivo alla categoria superiore del mio contratto (CCNL metalmeccanici).
Ovviamente fino ad ora economicamente questo aumento non l'ho visto, essendo l'indennità di maternità calcolata sulla retribuzione antecedente l'aumento contrattuale.
Volevo chiederle, se alla fine della maternità obbligatoria rientro al lavoro secondo questo schema:
- part time (4 ore la mattina)+ 2 ore di allattamento + 2 ore di ferie al pomeriggio,
se dopo un mese volessi usufruire della maternità facoltativa, tale indennità sarebbe ricalcolata con la "nuova retribuzione" dovuta al livello superiore?
Nella speranza di essere stata sufficientemente chiara, La ringrazio anticipatamente
Gianfranco Censori 16 maggio 2018 16:12
A parte il fatto che le ferie andrebbero richieste a giorni e al massimo a mezze giornate e non a ore, in effetti il calcolo della maternità facoltativa viene effettuato sulla paga della mensilità precedente alla richiesta.-
Anonimo 17 maggio 2018 09:58
Grazie avvocato per la sua risposta!
effettivamente mi sono spiegata male, in caso dovrei chiedere permessi retribuiti e non ferie. Allora vedrò come posso procedere.
Gianfranco Censori 17 maggio 2018 11:51
Anonimo 16 maggio 2018 21:50
le vorrei chiedere una cosa di cui non riesco ad avere una risposta completa e certa chiedendo alle varie persone
la domanda e' come viene regolato il congedo parentale secondo le normative e la legge?
ad esempio prendendo il congedo quando sono favorevole alle normative e quando sono in torto alle normative ?
non so se mi sono spiegato bene oppure no?
Gianfranco Censori 17 maggio 2018 11:53
Non riesco a capire la tua domanda!
Anonimo 17 maggio 2018 15:36
leggendo la pagina dell'inps il congedo va preso per il bambino sia affettivo che relazionali
se uno prende il congedo e fa altro ad esempio lavora questo non va bene per la legge quindi e' in torto
se io prendo il congedo e porto il bambino nel mio paese di origine un mese per stare con i familiari questo va bene oppure no?
semplicemente volevo sapere le regole e la diciplina per prendere il congedo
Gianfranco Censori 18 maggio 2018 16:20
Il congedo parentale serve per accudire al meglio il bambino, quindi se lo si porta all'estero per un mese non c'è problema.-
Maryam I. 27 maggio 2018 00:30
Buonasera Dott.,
Vorrei chiedere una domanda riguardo alla maternità facoltativa, cioè dovrei ricevere il 30 per cento dello stipendio, invece nella busta paga di aprile mi hanno pagato uguale a prima, vorrei chiedere come mai? (Ho già avvisato il datore di lavoro ma non mi ha dato nessuna risposta!
La mia maternità obbligatoria era fino il 23 marzo mentre dal 4 d aprile iniziava quella facoltativa.
Gianfranco Censori 27 maggio 2018 11:31
Purtroppo si tratta di un errore, quindi presumo che nel prossimo mese il consulente dell'azienda provvederà per il conguaglio.-
Anonimo 18 giugno 2018 11:04
volevo chiedere delle informazioni.
Io sono impiegata 6° livello con contratto metalmeccanica industria (C.c.n.l. per i dipendenti dalle aziende metalmeccaniche private e della installazione di impianti) a tempo indeterminato a 8 ore al giorno.
Sono in dolce attesa e la data presunta del parto è il 18 luglio 2018.
Ora sono a casa in maternità obbligatoria dal 18 maggio 2018, e nel cedolino paga del mese di maggio ho visto che i giorni di maternità sono stati pagati molto meno degli altri (circa il 78%); come mai? Il mio contratto, se non sbaglio, prevede il pagamento al 100% (80% a carico inps e 20% a carico dell'azienda), è correto? Cosa devo fare? Ci sono degli elementi che compongono la retribuzione che non vengono considerati (superminimo,scatti,super.ass.,premio prod.)?
Terminata la maternità obbligatoria, vorrei usufruire di 3 mesi e mezzo di maternità facoltativa (al 30%), e poi vorrei rientrare al lavoro fino ad un anno di età del bimbo, facendo 4 ore di lavoro effettive + 2 ore di ferie/permessi + 2 ore di allattamento; ma l'ufficio paghe mi ha già detto che facendo due ore di ferie ho diritto solo ad un'ora di allattamento e non 2 perché le ferie non sono considerate come ore lavorative, è corretto?
Passato l'anno del bimbo, vorrei fare 4 ore di lavoro (pagate al 100%) + 4 ore di facoltativa (pagata al 30%) per 5 mesi, visto che avanzo 2 mesi e mezzo di facoltativa, è possibile?
Grazie in anticipo per la consulenza.
Gianfranco Censori 19 giugno 2018 22:11
- Purtroppo SI! nel calcolo della maternità non sono compresi straordinari, super minimi e premi produttività.-
- Purtroppo SI! Le ore di ferie non sono considerate come ore lavorative.-
- SI! La maternità facoltativa si può prendere anche a ore, ovviamente nel limite massimo di 6 mesi in totale.-
Anonimo 20 giugno 2018 10:34
Anche togliendo superminimo, premi produttività, scatti e super. ass. i dati non mi quadrano, e il valore attribuito è inferiore alla paga base! Proverò a chiamare l'ufficio paghe e chiedere a loro.
Per quanto riguarda il secondo punto, se io faccio 4 ore di lavoro, + 2 ore di permesso (o ex-festività) ho diritto alle 2 ore di allattamento o comunque ho diritto solo ad un'ora?
E se io faccio 4 ore e mezza di lavoro + 1 ora e mezza di ferie (o permesso,o ex-festività) allora poso usufruire di 2 ore di allattamento?
Gianfranco Censori 21 giugno 2018 11:08
La normativa prevede che quando l'orario di lavoro è inferiore a 6 ore giornaliere il riposo è di una sola ora.-
Anonimo 20 giugno 2018 20:23
Le scarico riguarda l'assegno di maternità del comune.
Allora mio fratello è nata la figlia, lui possiede il permessi illimitato mentre la moglie quello di due anni. Parlando con i sevizi sociali ha parlato con assistente che adesso tanti bonus si possono prendere anche con il permesso di soggiorno e che alcuni comuni sono adeguati al permesso di soggiorno e si può fare la domanda.. Assistente parlando anche con il segretario comunale aveva detto di si, cioè vidiamo se si può.. Poi dopo ha detto che tua moglie non è radicalizzata e integrata perciò non lo possono fare.
Adesso mio fratello dice che non è giusto e vede a fare il ricorso.
Vorrei Gentilmente chiedere se gli conviene a fare il ricorso? Eppure se è vero che per prendere assegno Unione Europea dice che la persona deve sapere bene italiano ed essere radicalizzata?
Grzie in anticipo... Spero sia chiara la situazione
Maryam I. 20 giugno 2018 20:25
* le scrivo
Gianfranco Censori 21 giugno 2018 11:12
la moglie di Tuo fratello deve fare ricorso, perché la normativa prevede che si ha diritto all'assegno del comune anche senza la carta di soggiorno e non sta scritto da nessuna parte che deve essere radicalizzata ed integrata.-
Anonimo 26 giugno 2018 17:53
Salve avvocato, una domanda sul cambio di residenza durante il congedo di maternità: ci sono delle procedure da svolgere per comunicare la variazione all'inps?
Gianfranco Censori 27 giugno 2018 16:29
Il cambio di residenza va comunicato all'INPS per via telematica, quindi se hai un rapporto di lavoro in essere deve provvedere il datore di lavoro, altrimenti o provvedi da sola o puoi rivolgerti a un patronato.-
Anonimo 3 luglio 2018 18:56
Salve Avvocato, una domanda: sono impiegata, ccnl commercio, in congedo parentale dal 01-06 al 31-07-2018; mi chiedevo: a giugno ci sono 2 ex festività soppresse (ascensione e san pietro e paolo), mi spettano o no vista la mia assenza???? sapevo di non maturare nulla ai fini di 13ma/14ma e ferie, ma sulle ex festività soppresse come ci si comporta????
Grazie mille per la risposta che vorrà darmi.
Gianfranco Censori 4 luglio 2018 16:27
Nel periodo di congedo parentale non maturano ne le ferie ne i giorni di permessi aggiuntivi inerenti le ex festività soppresse.-
Anonimo 4 luglio 2018 17:48
Una domanda:sono commessa presso un supermercato con contratto indeterminato, ora sono in maternità facoltativa.. se dovessi rimanere incinta in maternità facoltativa, senza quindi aver fatto rientro neanche un giorno a lavoro mi possono licenziare? e ripartirebbe un nuovo congedo? come funziona?
Gianfranco Censori 5 luglio 2018 15:06
Se tu dovessi rimanere incinta durante la maternità facoltativa non ci sarebbe alcun problema perché non potresti comunque essere licenziata e potresti rientrare in servizio fino al settimo mese di gravidanza.-
Anonimo 6 luglio 2018 19:48
Grazie mille avvocato! Gentilissimo!
un'altra domanda, ma anche se fosse in maternità anticipata non succede nulla? Grazie mille ancora. Buona serata
Anonimo 6 luglio 2018 20:03
mi sono spiegata male... intendevo dire, anche se sono ancora in facoltativa e rimango incinta ma risulta gravudanza a rischio? .. ripartirebbe un congedo nuovo?
Gianfranco Censori 7 luglio 2018 16:39
Se rimani di nuovo incinta devi interrompere la facoltativa, rientrare in servizio e richiedere eventualmente una nuova maternità anticipata per gravidanza a rischio, ovviamente se ce ne saranno i requisiti.-
Anonimo 19 luglio 2018 11:34
Gent.mo Avvocato Censori,
sono una lavoratrice con contratto C.C.N.L. studi professionali di 40 ore settimanali. Sono in dolce attesa e la mia sede lavorativa si trova a più di 100 km di distanza dalla città in cui risiedo. Vorrei chiederle se, considerata la distanza lavorativa, potrei aver diritto alla maternità anticipata e se esiste qualche normativa che menziona questo aspetto.
Grazie in anticipo, saluti.
Gianfranco Censori 20 luglio 2018 16:29
La normativa non prevede la maternità anticipata legata alla distanza dalla sede di lavoro.-
Unknown 21 agosto 2018 20:30
Buonasera signor Censori,ho una domanda da farle:se entrambi i genitori svolgono un lavoro sulle 24 ore ed hanno un figlio piccolo,la madre puo' essere esonerata dalle notti? So che fino al compimento del 3 anno di vita non c'e l'obbligo di lavoro notturno per la madre,ma dopo il problema si pone comunque,specialmente se per lunghi periodi il mio compagno lavora solo di notte.Grazie in anticipo,saluti Ambra.
Gianfranco Censori 23 agosto 2018 22:06
La legge tutela le madri, esonerandole dal lavoro notturno, solo fino al compimento dei 3 anni d'età del bambino.-
Anonimo 22 agosto 2018 04:22
Gent.mo avv.Censori,
io sono entrata in maternità anticipata il 17/04/2018 e in maternità obbligatoria a partire dal 25/07/2018, il termine entro il quale dovrò partorire sarà il 25/09/2018 E il contratto a tempo determinato scadrà il 30/09/2018. Mi chiedevo, dato che mi hanno fatto capire che dipenderà da me se tornare o meno,e ovviamente la mia maternità obbligatoria terminerà a fine dicembre, e la piccola avrà solo tre mesi e non saprei a chi lasciarla, se a fine dicembre dovrò solo fare domanda Naspi.
Anonimo 22 agosto 2018 04:23
Chiedevo se dovrò fare altre domande o basterà domanda di disoccupazione.
Gianfranco Censori 23 agosto 2018 22:11
Il problema è se il contratto che scadrà il 30/09/2018 ti verrà prorogato o meno, perché nei due casi la procedura da seguire sarà diversa.-
Unknown 28 agosto 2018 10:10
Buongiorno avv.Censori,
ho un dubbio sulla possibilità di usufruire del congedo parentale. Mi spiego meglio, ho partorito a gennaio 2014 e ho usufruito come gestione separata (avendo un contratto a progetto) di 5 mesi del congedo maternità, da gennaio a giugno (perchè mio figlio è nato prematuramente) e poi di 3 mesi di congedo parentale da giugno a settembre del 2014. Non avevo diritto ad altro secondo l'Inps. A gennaio del 2015 sono stata poi assunta da un'azienda e di conseguenza diventata una dipendente, sono tuttora assunta da loro con contratto a tempo indeterminato e mi chiedevo se potessi usufruire di altri 3 mesi del congedo parentale fino agli 8 anni di mio figlio come è consentito per i lavoratori dipendenti oppure essendo mio figlio nato prima della mia assunzione nell'azienda non ho diritto più a nulla. In aggiunta volevo specificare che usufruisco dei permessi 104 perchè mio figlio è disabile al 100%, non credo che influisca però. Spero di essere stata chiara. Grazie. Buona giornata. Ester
Gianfranco Censori 2 settembre 2018 12:28
Ciao Ester!
Purtroppo essendo tuo figlio nato prima della tua assunzione come dipendente, non puoi usufruire degli altri 3 mesi di congedo parentale previsto solo per i lavoratori dipendenti.-
Anonimo 19 settembre 2018 21:02
leggo solo ora la sua risposta.
Nel frattempo mi ha risposto l'INPS di Sesto San Giovanni(Mi) a cui faccio capo in questo modo: "Si conferma che può usufruire del restante periodo di congedo parentale: nella gestione separata sono 3 mesi, come dipendente ha diritto a 6 mesi, quindi se ne ha fatti 3 mesi nella gestione separata, può chiederne altri 3 di mesi, in ogni caso il restante periodo." E l'amministrazione della mia azienda ha confermato la tesi dell'INPS. A questo punto sono perplessa sulla veridicità della loro tesi e temo in una ripercussione nel caso dovessi usufruirne. Com'è possibile che le tesi siano opposte?
Anonimo 29 agosto 2018 22:10
Chiedo a lei se può rispondermi a questo mio dubbio contrattuale. Lavoro in un nido per una cooperativa sociale, ho un contratto indeterminato per 20.5 ore settimanali, ma ogni settembre firmo una modifica di contratto temporanea di 35, 5 ore settimanali con scadenza ad agosto dell'anno successivo.
Se io andassi in maternità ad ad esempio a febbraio, immagino che la retribuzione sarebbe relativa alle 35,5 ore settimanali. Superato il mese di agosto la cooperativa deve mantenere il mio contratto a 35.5 ore oppure in automatico passa alle 20.5 ore settimanali? Dunque la maternitá facoltativa dopo agosto 2019 sarebbe il 30% di 20.5 ore?
Gianfranco Censori 2 settembre 2018 12:33
La normativa prevede che il calcolo dell'indennità di maternità viene effettuato dall'INPS in base all'ultima mensilità lavorata prima di andare in maternità, come previsto dal contratto.-
Anonimo 5 settembre 2018 12:33
Le ho scritto diverse volte e trovo le sue risposte molto molto utili e precise!
Lavoro nel Pubblico Impiego e vorrei sapere se una dipendente a tempo determinato (contratto di lavoro di 3 mesi), può utilizzare il congedo parentale o il congedo malattia figlio senza limitazioni (naturalmente seguendo la normativa), come se fosse a tempo indeterminato.
Non ho trovato nessuna norma che limita l'utilizzo di questi congedi per i lavoratori a tempo determinato....
La ringrazio, buon lavoro
Gianfranco Censori 7 settembre 2018 22:34
Non c'è alcuna differenza per l'utilizzo dei congedi tra i lavoratori a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato.-
Unknown 16 settembre 2018 18:41
Io ho un contratto di lavoro a termine con scadenza 30 luglio 2019.
Sono in gravidanza ed il termine della gravidanza sarà a giugno. Quindi un mese prima della scadenza del contratto.
Mi hanno già confermato che a luglio non mi verrà rinnovato il contratto.
1) so che la disoccupazione va richiesta entro 60 giorni dalla fine del contratto. Ma io sarò ancora in maternità. Mi conviene fare comunque subito richiesta della disoccupazione anche se in maternità?
2) la disoccupazione sarà calcolata sulla retribuzione ordinaria che avevo prima della maternità oppure sarà calcolata sulla retribuzione della maternità stessa avendo richiesto la disoccupazione durante la maternità?
Gianfranco Censori 17 settembre 2018 09:26
- Non capisco! Se la maternità scade a giugno e il contratto a luglio, il contratto scade dopo la fine della maternità, quindi ad agosto presenterai la domanda di NASPI.-
- L'indennità di disoccupazione viene calcolata sulla media delle retribuzioni degli ultimi 4 anni, se hai lavorato sempre, o comunque sulla media delle retribuzioni dell'ultimo periodo lavorato.-
Unknown 17 settembre 2018 10:38
Buon giorno a lei.
A giugno nasce il bambino quindi sarò ancora nei 5 mesi di maternità pagata dallo stato.
Il contratto scade a luglio ma avrò ancora tre mesi di maternità pagata dallo stato.
Quindi sarò ancora in maternità perché alla scadenza del contratto il bimbo avrà 1 mese e mezzo.
Gianfranco Censori 21 settembre 2018 18:10
Ala scadenza del contratto presenterai all'INPS la domanda di pagamento diretto della maternità per il periodo residuo e successivamente la domanda di NASPI.-
Unknown 17 settembre 2018 22:26
Buona sera! Amplio meglio la mia richiesta e la risposta. Essendo ancora nei 5 mesi di maternità pagata dallo stato al momento che finirà il mio contratto di lavoro mi chiedevo se dovevo fare richiesta subito della disoccupazione dato che c'è un limite di tempo per farlo.
Gianfranco Censori 19 settembre 2018 15:10
La domanda di NASPI puoi presentarla anche subito all'INPS, con decorrenza dalla fine della maternità obbligatoria, o subito dopo il termine della stessa.-
Unknown 19 settembre 2018 21:14
Gianfranco Censori 21 settembre 2018 18:06
Anonimo 19 settembre 2018 17:23
Buonasera Avv. Censori,
Avrei una domanda da farLe.
Ho un ccnl Autoferrotramvieri a tempo determinato con scadenza 31/03/2019.
Ho scoperto di essere incinta e la data presunta del parto è prevista per il 7/05/2019. Dal momento che la maternità obbligatoria dovrebbe partire dal 7/03/2019 (24 giorni prima della scadenza del contratto) volevo sapere se 1) al termine dei 2+3 mesi devo rientrare a lavoro per concludere il contratto? 2) Se sì posso invece usufruire delle ferie di cui ancora dispongo e far terminare così il contratto con l'azienda?
Anonimo 19 settembre 2018 17:41
3) se invece volessi usufruire della flessibilità e quindi usufruire di 1+4 dovrei terminare il 7/04/2019. Essendo il mio contratto in scadenza il 30/03/2019 sarebbe possibile concludere il rapporto di lavoro e poi andare in maternità? Cosa succederebbe per quei 7 giorni che intercorrono tra maternità e fine contratto in questo caso?
Gianfranco Censori 21 settembre 2018 17:55
Il tuo rapporto di lavoro cesserà comunque alla scadenza del contratto, quindi il 31/03/2018.-
Questo significa che dal 7/3/2018 al 31/3/2018 l'indennità di maternità ti verrà corrisposta dal datore di lavoro, mentre per il periodo successivo dovrai presentare la domanda di pagamento diretto all'INPS prima fino alla data presunta porto e poi per i 3 mesi dopo il parto.-
Anonimo 20 settembre 2018 00:45
sono alla fine del terzo mese di gravidanza e oggi l'ho comunicato all'azienda e all'agenzia interinale attraverso la quale sono assunta. Quest'ultima mi ha detto che iniziando la mia maternità obbligatoria oltre la scadenza del contratto(31/12) non mi rinnoveranno, ma vogliono comunque un certificato di attestata gravidanza in modo da tutelare loro e l'azienda cliente nel caso andassi in maternità anticipata. Cosa significa? Se andassi in anticipata non spetta comunque a loro pagarmi anticipata+obbligatoria?
e nel caso spero stessi bene e lavorassi fino a a fine contratto dovrò chiedere prima Naspi? e poi andare in maternità obbligatoria pagata dall'agenzia che mi ha licenziata o dall'Inps?
Gianfranco Censori 21 settembre 2018 18:03
Se non hai problemi di maternità a rischio, non eri tenuta a informare il datore di lavoro del tuo stato di gravidanza.-
Comunque a questo punto se non devi richiedere la maternità anticipata lavorerai fino alla scadenza del contratto per andare poi in NASPI e successivamente in maternità con pagamento diretto da parte dell'INPS.-
Se invece andrai in maternità anticipata l'agenzia ti pagherà l'indennità fino alla scadenza del contratto ed il seguito idem come sopra.-
Angela 3 ottobre 2018 09:18
Buongiorno Può spiegarmi come mai il datore di un lavoro che prevede l'astensione immediata in gravidanza, consiglia spesso alla donna di farsi fare dal proprio ginecologo un certificato di gravidanza a rischio per patologia perché "tanto non cambia niente ed è tutto più semplice"? E' davvero così? Può essere che cambi qualcosa per il datore di lavoro da un punto di vista economico? Grazie per i suoi preziosi pareri
Gianfranco Censori 4 ottobre 2018 16:08
A livello economico non cambia nulla ne per il datore di lavoro ne per la lavoratrice, mentre a livello normativo evidentemente il datore di lavoro ha difficoltà ad attestare le condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli e che non è possibile adibire la lavoratrice ad altre mansioni.-
Unknown 5 ottobre 2018 08:08
Buongiorno avvocato ho bisogno di un'informazione. Attualmente sono in malattia per dei problemi di salute al secondo mese di gravidanza. Il mese prossimo farò richiesta per gravidanza a rischio ma vorrei sapere se lo stipendio di quest'ultima sarà basato sull'ultima mensilità in cui ho lavorato praticamente solo un giorno e per il resto sono stata in malattia o sul mese precedente in cui ho lavorato per intero. Grazie mille in anticipo.
Gianfranco Censori 6 ottobre 2018 22:26
La maternità è retribuita all'80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l'inizio dell'astensione obbligatoria o anticipata.-
Unknown 9 ottobre 2018 11:02
Quindi se ho fatto un mese di malattia e sono stata retribuita al 75% mi verrà corrisposto l'80% dell'importo già ridotto non del mio stipendio pieno?
Gianfranco Censori 10 ottobre 2018 16:00
Se l'ultimo mese sei stata in malattia, ai fini del calcolo dell'indennità di maternità conta il mese precedente.-
Anonimo 5 ottobre 2018 15:34
Buonasera sono padre di tre figlie di eta 14,11,11mesi mia moglie è venuta a mancare da pochi giorni per una grave malattia ,sono lavoratore dipendente volevo sapere se si poteva prendere il congedo parentale grazie..
Gianfranco Censori 6 ottobre 2018 22:32
Puoi richiedere il congedo parentale, ovviamente per il periodo non utilizzato da tua moglie.-
Serena 8 ottobre 2018 11:04
Gent.mo Avv. Censori,
sono un dirigente medico veterinario, presso la asl della mia città, con contratto a tempo determinato (prorogato già 2 volte).
Sto pensando ad una gravidanza ma temo, che una volta in stato interessante, la mia asl non mi rinnoverà più il contratto. Possono farlo? Inoltre, vorrei sapere se,andando in maternità perderò la possibilità di rinnovo o se semplicemente potrebbero sostituirmi per richiamarmi al termina del periodo (5 mesi). Ancora, se non dovessero rinnovare il mio contratto, possono nominare un'altro collega al mio posto lasciandomi a casa?
Gianfranco Censori 10 ottobre 2018 16:05
Con un contratto a tempo determinato non c'è alcun obbligo da parte del datore di lavoro di rinnovarlo alla scadenza, anche se la lavoratrice è incinta, e questo significa che tutte le opzioni sono possibili, quindi è inutile formulare ipotesi.-
Alice 9 ottobre 2018 10:02
Buongiorno dottoressa. Censori,
La ringrazio per la Sua professionalità che mette a disposizione di tutti. Non so se può rispondere al mio quesito. Sto preparando la domanda per un concorso presso un'azienda municipalizzata che gestisce oltre ad altri servizi,anche le farmacie comunali. Tra i documenti da presentare c'è anche il curriculum con relative date dei periodi lavorativi che andranno a fare punteggio per il concorso. Qualche anno fa, presso la stessa azienda, ho avuto un contratto di 3 mesi, ma per rischio lavorativo mi hanno messo in maternità anticipata per gran parte del contratto. A questo punto mi chiedo se nel curriculum posso scrivere solo le date di inizio e fine del contratto o se devo specificare anche le date in cui sono andata in maternità anticipata? Rischio qualcosa se non le specifico? Grazie mille. Alice
Alice 9 ottobre 2018 10:03
Chiedo scusa per il dittoressd, ma il correttore automatico fa a volte brutti scherzi
Gianfranco Censori 10 ottobre 2018 16:12
Nel curriculum puoi scrivere solo le date di inizio e fine del contratto, perché sono dati che risultano agli atti, mentre i periodi non lavorati non sei tenuta a comunicarli perché sono dati personali che rientrano nella privacy.-
Anonimo 9 ottobre 2018 20:23
Salve,al momento sono in part time post allattamento fino ad aprile 2019.vorremmo pensare a un secondo figlio, in caso di maternità a rischio che mi obbligherebbe a rimanere a casa come funziona per il part time ? Si bloccherebbe per dare inizio alla maternità del 2 figlio e quindi verrebbe pagata come full time oppure prenderei lo stesso stipendio di adesso fino ad aprile? Da aprile poi come funzionerebbe? Il contratto tornerebbe full time automaticamente se io nn presentassi rinnovo? Grazie mille
Gianfranco Censori 10 ottobre 2018 16:16
Non capisco cosa intendi per part-time, cioè se l'orario di lavoro è ridotto a causa delle ore di permesso per allattamento, o se invece hai richiesto una modifica del contratto da full-time a part-time, perché il discorso è diverso nei due casi.-
Anonimo 10 ottobre 2018 21:25
Si ha ragione mi scusi mi sono espressa male .
La bimba ha 18 mesi e dal giorno che ha fatto 1 anno ho richiesto il part time post allattamento , valido fino ai 3 anni della bimba e che in teoria potrei interrompere in qualunque momento.
Poiché lavoro a 60 km da distanza da casa e sono obbligata a viaggiare con la macchina , so già che rimanendo incinta dovrei rimanere a casa per gravidanza a rischio. Se dovessi rimanere incinta nei mesi precedenti aprile 2019 , mese in cui mi scadrebbe il primo anno di part time post allattamento , cosa succederebbe con lo stipendio durante la maternità a rischio? Verrei pagata con lo stipendio di ora almeno fino ad aprile 2019 come part time oppure questo part time si bloccherebbe con il certificato di maternità facendomi quindi percepire lo stipendio full time ?
Se lo stipendio invece fosse relativo a questo momento in cui sono part time, ad aprile cosa succederebbe ? Il contratto da solo tornerebbe full time? Spero di essermi spiegata, scusate la lunghezza della risposta ma ho cercato di essere il più precisa possibile.
Gianfranco Censori 11 ottobre 2018 15:15
L'indennità di maternità, sia quella anticipata che quella obbligatoria viene calcolata sulla paga dell'ultima mensilità prima dell'inizio dell'astensione, quindi se andrai in maternità con il part-time l'indennità verrà calcolata sul part-time per tutto il periodo, e non potrai effettuare il cambio prima della fine del periodo di maternità.-
Unknown 11 ottobre 2018 09:36
Ciao avvo . La mia domanda e sono stato con mia mogle a osbidale 5 giorni perche lei fatto il partireto ciesario questi 5 giorni come deve essere pagate nella posta paga .. sono ferie o permissi o cose grazie
Gianfranco Censori 11 ottobre 2018 15:19
A seguito della nascita di un figlio, a partire dal gennaio 2018, e per tutto l’anno, sarà possibile per i papà (anche adottivi o affidatari) usufruire di QUATTRO GIORNI OBBLIGATORI e di UN GIORNO FACOLTATIVO di permesso, da utilizzare entro i 5 mesi del bambino.
Il CONGEDO OBBLIGATORIO , di quattro giorni, è fruibile anche durante il congedo di maternità della madre e in aggiunta a esso.
Il CONGEDO FACOLTATIVO , di un giorno, è utilizzabile anche in concomitanza con l’astensione della madre a condizione, però, che la madre scelga di non fruire di altrettanti giorni di congedo di maternità, anticipando conseguentemente il rientro al lavoro.
Occorre presentare la domanda al datore di lavoro con almeno 15 giorni di preavviso (se possibile) e il pagamento, a carico dell’Inps, sarà pari al 100% della retribuzione spettante.-
Anonimo 15 ottobre 2018 12:15
Buongiorno Avvocato, ho un dubbio che non riesco a sciogliere: io sono inquadrata in 6° livello con contratto metalmeccanico; dal prossimo mese sarò a casa in maternità anticipata: percepirò l'80% o il 100% dello stipendio? So che l'INPS eroga l'80% ma il restante 20% è a discrezione dell'azienda o deve essere erogato obbligatoriamente da contratto? Grazie saluti
Gianfranco Censori 16 ottobre 2018 21:06
Il restante 20% della maternità è a carico dell'azienda solo se è previsto espressamente dal CCNL di riferimento.-
Anonimo 17 ottobre 2018 17:41
Gent.mo Avv. Censori, le scrivo per cercar di capirci qualcosa..
Sono stata assunta da una ditta il 12 aprile 2018 a tempo indeterminato prima di questo lavoro ho avuto solo dei contratti di lavoro da tirocinante però lo più e altri 3 4 mesi a tempo determinato per aver diritto alla maternità per quanto tempo devo aver versato i contributi ? Grazie
Saluti Barbara.
Gianfranco Censori 19 ottobre 2018 22:27
Sono già trascorsi più di 6 mesi dalla data di assunzione, quindi non hai problemi per l'indennità di maternità a carico dell'INPS.-
Anonimo 19 ottobre 2018 16:04
buonasera avvocato, sono assunta con ccnl commercio a tempo indeterminato e la srls per cui lavoro è in procinto di vendere l'attività garantendo a me e alla mia collega l'assorbimento da parte della nuova società. la data presunta del parto è il 25 dicembre quindi sarei in procinto di andare in maternità obbligatoria ma l'attuale titolare insiste nel farmi chiedere la flessibilità fino al 25 novembre per garantirmi il passaggio alla nuova società. purtroppo il mio bambino ha un problema di sviluppo e la ginecologa mi ha assolutamente vietato di continuare a lavorare oltre il 25 ottobre. ora le vorrei chiedere cosa succederà se il trasferimento avverrà mentre sarò già in maternità? perderò il posto di lavoro? grazie mille
Gianfranco Censori 19 ottobre 2018 22:32
Se al momento del passaggio di proprietà tu risulterai in maternità, la nuova azienda non potrà assumerti, ma dovrà eventualmente attendere il termine della maternità obbligatoria.-
Anonimo 22 ottobre 2018 14:21
grazie mille per la risposta. quindi, se ho capito bene, entrando in maternità obbligatoria il 25 ottobre al momento del passaggio la vecchia società dovrà licenziarmi e sarà l'inps a coprirmi per i 5 mesi di maternità obbligatoria poi dovrò sperare di essere assunta dalla nuova società oppure potrò percepire la disoccupazione. è corretto? grazie ancora
Gianfranco Censori 24 ottobre 2018 15:59
L'unica precisazione che ti faccio è che alla cessazione del rapporto di lavoro dovrai presentare all'INPS la domanda di pagamento diretto della maternità obbligatoria per il periodo residuo e nello stesso tempo la domanda di NASPI con decorrenza a fine maternità.-
Unknown 23 ottobre 2018 21:21
Salvè avocato! Io ho un contratto di colf di 21 ore settimanale. Si come sono rimasta incinta volevo sapere se ho il dirrito di maternita. Grazie!
Gianfranco Censori 24 ottobre 2018 16:03
La maternità nel contratto per i lavoratori domestici è così regolata:
-la maternità è prevista per 5 mesi (2 prima del parto e 3 dopo il parto): durante tale periodo la lavoratrice ha diritto alla conservazione del posto di lavoro, a non lavorare e a percepire un'indennità sostitutiva.
- La retribuzione in caso di maternità obbligatoria è completamente a carico dell'INPS (e non del datore di lavoro).
- La collaboratrice dovrebbe presentare la domanda di maternità all'inps.
- La lavoratrice ha diritto a percepire dall'inps l'indennità, pari all'80%, però, solo se ha maturato, anche in settori diversi da quello domestico, 52 contributi settimanali nei 24 mesi precedenti la maternità, oppure 26 contributi settimanali nei 12 mesi precedenti.
- In materia di maternità di lavoratrici domestiche però, l'art. 10 del D.P.R. n. 1403/1971, stabilisce che "Ai fini del diritto alle prestazioni, il numero dei contributi settimanali da accreditare al lavoratore é pari a quello delle settimane lavorate [...] sempreché per ciascuna settimana risulti una contribuzione media corrispondente ad un minimo di 24 ore lavorative".-
Anonimo 28 ottobre 2018 14:14
Buon giorno Avvocato.
Le scrivo per avere delucidazioni in merito a questo argomento,sono assunta con contratto metalmeccanico e svolgo la mansione di operaia.l'anno prossimo dovrò seguire un percorso di procreazione medicalmente assistita di II livello. Da quello che mi é stato detto secondo l'INPS mi spetterebbero 3 settimane (fino al giorno del test di gravidanza) di malattia. Dopodiché questa gravidanza verrebbe considerata come tutte le altre! Ora considerando che svolgo un lavoro pesante e che appunto sarà una gravidanza indotta puoó essere questa considerata come gravidanza a rischio? Ovviamente pagata all'80% ma come é possibile che le leggi non prevedano che queste gravidanze vengano considerate a rischio? Anche se non ci fosse un rischio fisico ci sarebbe comunque il rischio che incinta non ci riuscirei più a rimanere! Per di più volevo capire se il CCNL metalmeccanici ha qualche nota in merito.(alla gravidanza a rischio lavorativo) grazie !
Gianfranco Censori 30 ottobre 2018 21:13
Purtroppo posso solo confermati quello che ti hanno già detto all'INPS in quanto la normativa non prevede alcuna "agevolazione" per situazioni come la tua.-
Anonimo 28 ottobre 2018 23:18
ho un contratto a tempo indeterminato e sto pianificando una gravidanza. Purtroppo l'azienda presso cui lavoro è a rischio fallimento. Nel caso in cui rimanessi incinta e l'azienda dovesse fallire prima della maternità obbligatoria mi spetterà lo stesso l'indennità di maternità? Se ho capito bene dai post precedenti l'indennità viene erogata e finita la maternità obbligatoria potrei richiedere disoccupazione.
E se rimanessi incinta durante la disoccupazione?
Infine se l'azienda viene venduta,mi conferma che i nuovi proprietari non possono licenziare una donna incinta?
Gianfranco Censori 30 ottobre 2018 21:20
Le opzioni possibili sono diverse e variano in base allo stato di gravidanza al momento della cessazione del rapporto di lavoro, che può significare per esempio l'indennità di disoccupazione fino all'inizio della maternità obbligatoria, per completare il periodo residuo al termine della maternità.-
Anna 2 novembre 2018 16:52
Buonasera, sono una lavoratrice madre di una bambina di 18 mesi, attualmente ho un contratto di lavoro a tempo indeterminato: purtroppo sono sorti alcuni problemi in famiglia e mi vedrò costretta a rassegnare le dimissioni.
Le volevo chiedere due domande:
1) devo fare le dimissioni alla DTL anche se mia figlia ha più di un anno?
2) mi deve essere pagato il preavviso dal mio datore di lavoro o questa indennita' viene pagata solo fino ad un anno di eta' dei figli?
Gianfranco Censori 3 novembre 2018 15:59
Fino ad un anno di età del figlio, la lavoratrice madre può dimettersi senza preavviso. La dimissione è soggetta convalida di dimissioni, la quale è prevista fino ai 3 anni di età del bambino. Dopo il primo anno di vita del bambino, per dimettersi è necessario concedere il periodo di preavviso previsto dal CCNL di riferimento, e non si ha diritto all'indennità di disoccupazione.-
Anna 3 novembre 2018 22:44
La ringrazio Avvocato, ma mi premeva sapere se il mio datore di lavoro mi dovrà pagare l'indennità di preavviso (il mio CCNL e' metalmeccanici industria). A mia sorella, che si è dimessa il mese scorso, è stato retribuito il preavviso, ma lei ha un figlio di 7 mesi. Sapevo che in caso di dimissioni rassegnate entro un anno di eta' del figlio, si aveva diritto a percepire l'indennità di preavviso, ma ora che la Legge ha esteso la convalida delle dimissioni fino a 3 anni, volevo sapere se era stato modificato anche il discorso del preavviso, quindi se rientravo anch'io in questa possibilita'.
Cordialmente, Anna.
Gianfranco Censori 4 novembre 2018 16:34
Pensavo di averti già risposto!
Infatti è vero il contrario di quello che chiedi, nel senso che se presenti le dimissioni dopo l'anno d'età del bambino sei tu che devi dare il preavviso e se non lo dai avrai detratti dalle tue competenze maturate tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-
Anonimo 15 novembre 2018 17:28
Sono un'educatrice alla 18 settimana, lavoro presso una scuola elementare. Vorrei sapere se la mia cooperativa può obbligare alla maternità anticipata, io non vorrei rimanere a casa e per la mia dottoressa non sussiste alcun pericolo. So per certo che le i segnato possono lavorare fino all'ottavo mese e che il lavoro non è considerato a rischio, inoltre la mia Cooperativa sostiene di non potermi far lavorare in classe con un rapporto 1:1 ma di potermi far continuare con o servizi di pre e post scuola dove il rapporto e 1:25.
Un'ultima domanda: se dovessero obbligarmi alla maternità anticipata il calcolo per la retribuzione farebbe riferimento al mese precedente o al mio monte ore settimanale? ( Lo stipendio varia ogni mese in base alle chiusure della scuola e per tale ragione noi abbiamo un contratto con ore settimanali)
Gianfranco Censori 16 novembre 2018 17:38
La cooperativa può obbligarti alla maternità anticipata solo per condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli, e non mi sembra il tuo caso, e l'indennità viene calcolata in base alla retribuzione dell'ultimo mese di lavoro prima dell'astensione.-
Anonimo 22 novembre 2018 14:24
scusi se la disturbo ma io ho 2 lavori a tempo indeterminato entrambi. Uno dal lunedi al venerdi 5 ore al giorno presso una cooperativa di servizi come receptionista e uno 8 ore durante la giornata di domenica presso un supermercato come cassiera. Sto pianificando una gravidanza. Volevo chiederle quindi eventualmente quando comunicare la gravidanza ad 2 lavori? E' possibile andare in maternità anticipata da uno, e non dall'altro? Questa domanda deriva dal fatto che di prassi il supermercato ti mette in maternità anticipata anche senza rischio, già riscontrato con le mie colleghe. E qualora il supermercato chiedesse per me la maternità anticipata, posso io rifiutarla oppure appunto andare in maternità anticipata con questo lavoro e proseguire con il primo?
Scusi il ragionamento un po' articolato, spero di essermi spiegata.
Gianfranco Censori 23 novembre 2018 17:09
Se la maternità anticipata è legata non a problemi di gravidanza ma all'ambiente di lavoro, puoi andare in maternità anticipata solo con il supermercato, che deve certificare l'attività a rischio, e proseguire l'attività lavorativa con l'altro lavoro.-
Anonimo 29 novembre 2018 17:26
Grazie mille davvero Avvocato! Mi ha tolto un peso enorme! E scusi se la disturbo ancora, mi hanno detto che la maternità viene percepita solo da un lavoro, quello che da più ore, ma mi sembra davvero assurda come cosa. Potrebbe smentirmi questa cosa?
Gianfranco Censori 30 novembre 2018 17:37
L'INPS apre una sola pratica di maternità, anche se la persona lavora per più aziende, ed effettua i conguagli con l'azienda per la quale lavora per più ore.-
Anonimo 28 novembre 2018 13:50
io ho contratto metalmeccanici, volevo sapere se durante la maternità obbligatoria si maturano le ore di permesso(ROl).
Gianfranco Censori 29 novembre 2018 16:34
Durante il periodo di maternità obbligatoria maturano anche i ROL.-
Unknown 15 dicembre 2018 17:43
Scusi il disturbo, ma ho bisogno di capire alcune cose.
Dal 2016 ho lavorato per una cooperativa sociale con contratto a tempo determinato rinnovato fino al 30 giugno 2018. A fine gennaio ho scoperto di essere incinta e da marzo a causa di problemi sono andata in maternità a rischio. A giugno, nonostante la cooperativa abbia avuto una proroga del lavoro a me non hanno rinnovato il contratto e ho dovuto avviare le varie pratiche per avere l'indennizzo diretto dalla maternità dall'Inps.
Dal 7 gennaio si è presentata l'occasione di lavorare nuovamente con questa cooperativa con un contratto di 18 ore da dividere o in quattro giorni o in cinque. Io avendo il bambino di quasi quattro mesi posso usufruire dell'ora di allattamento?
Gianfranco Censori 16 dicembre 2018 16:16
Puoi usufruire dell'ora di allattamento fino al compimento dell'anno d'età del bambino.-
Unknown 17 dicembre 2018 10:57
Gianfranco Censori 18 dicembre 2018 12:19
Rosa 18 dicembre 2018 13:44
SAlve avvocato ... X la
Domanda assegni X figli a carico ,.. devo
Indicare solo il mio reddito ? In quanto sono convivente ( senza alcuna cosa scritta) anche se il
Compagno ha la mia stessa residenza ? ( abbiamo sia io che il
Bambino che il padre la stessa residenza , ma non siamo sposati )
Gianfranco Censori 19 dicembre 2018 09:50
Se non sei sposata, ai fini del calcolo degli assegni familiari, il tuo nucleo familiare è costituito solo da te e il bambino, quindi non devi indicare il tuo compagno e non devi pertanto dichiarare i suoi redditi.-
Giulia 23 dicembre 2018 09:04
Sto per entrare al settimo mese di gravidanza e ho come data prevista del parto l'1 aprile 2019. Attualmente sono in maternità anticipata, so che entro fine gennaio 2019 devo presentare richiesta per maternità obbligatoria. Nel frattempo è stata accolta la richiesta di trasferimento di lavoro in altra regione per mio marito, per cui a fine gennaio traslocheremo.
Le domande sono tre:
1) al patronato mi hanno detto che la maternità obbligatoria devo richiederla due volte, ovvero sia per i due mesi prima del parto, sia per i tre mesi dopo il parto. È vero?
2) visto che cambierò regione e per ricevere l'assistenza medica dovrò necessariamente cambiare la mia residenza, questo comporterà qualcosa a livello di retribuzione? La ditta per la quale lavoro può crearmi problemi? E l'inps?
3) al termine della maternità obbligatoria avevo già deciso da tempp di usufruire della maternità facoltativa, potrò farlo lo stesso anche se con una residenza molto lontana dal luogo in cui ho impiego? Ed eventualmente è una domanda che dovrò fare in autonomia io all'inps o di cui dovrà occuparsi la mia azienda?
Sono dipendente a tempo indeterminato full time 3 livello ccnl commercio.
La ringrazio in anticipo per la sua risposta e le faccio i complimenti per la sua gentilezza e disponibilità nei confronti dei tantissimi utenti che le si rivolgono.
Gianfranco Censori 24 dicembre 2018 15:12
-SI! Devi presentare prima una domanda di maternità obbligatoria fino alla data presunta parto, poi una domanda per i 3 mesi successivi al parto con il codice fiscale del neonato.-
- Il cambio di residenza è ininfluente ai fini della maternità, ma andrà ovviamente comunicato all'INPS.-
- Anche la domanda di congedo parentale, al termine della maternità obbligatoria, andrà richiesto da parte tua per via telematica all'INPS e anche in questo caso la distanza della residenza dal luogo di lavoro sarà ininfluente.-
Unknown 6 gennaio 2019 20:58
Buonasera Avvocato e complimenti per il sito. Avrei una domanda un po' particolare. Ho un contratto di lavoro PT a tempo indeterminato nel settore ristorazione. Per lavoro a rischio mi hanno fatto stare a casa prima dei mesi previsti e poi ho partorito il 14/10/2018 quindi sono coperta da maternità obbligatoria fino al 15/01/2019 (ovvero i 3 mesi post parto). Ora essendo un lavoro a rischio (motivo per cui mi hanno messo in anticipata) ritengo che potrebbe essere a rischio anche post parto e quindi avere diritto a obbligatoria fino a 7 mesi del bambino. Il mio datore ha detto a me di fare domanda e io l'ho fatto inviano quanto necessario via PEC all'ispettorato del lavoro competente. Non ho però ancora avuto risposta dall'ispettorato e il 15/01/2019 si avvicina. Se non dovessi ricevere risposta mi consiglia di attivare cautelativamente la facoltativa (così sono coperta). E se poi dovessi ricevere esito positivo alla mia domanda di proroga post parto, posso sospendere la facoltativa e riprenderla dopo? Spero di essere stata chiara, grazie, Elena.
Gianfranco Censori 7 gennaio 2019 12:56
Ti consiglio di contattare l'Ispettorato del Lavoro prima della scadenza della maternità, perché richiedere un periodo di aspettativa senza conoscere l'esito della domanda di prolungamento della maternità obbligatoria potrebbe creare dei problemi con l'INPS sia a te che al tuo datore di lavoro.-
Unknown 7 gennaio 2019 21:30
Grazie proverò ma ho paura che non abbiano abbastanza tempo per valutare la pratica purtroppo dato che oggi è il 7 e il 15 mi scade tutto. Qualora andassero lunghi con la risposta meglio allora che mi faccio scalare ferie e poi, se accettano la domanda si proroga obbligatoria mentre se la rifiutano attivo la facoltativa? Certo la risposta dell'elettorato nei tempi sarebbe meglio ma mi serve un piano B. Grazie ancora
Gianfranco Censori 8 gennaio 2019 23:14
Cerca di puntare ancora al piano A, direttamente con l'Ispettorato del lavoro o tramite il datore di lavoro, e come piano B va bene che tu ti metta in ferie, mentre eviterei il congedo parentale che potrebbe crearti dei problemi.-
Anonimo 6 febbraio 2019 14:08
Io lavoro in gelateria volevo capire se il mio lavoro è considerato come lavoro pesante a rischio ? E quindi dovrei mettermi subito in maternità? O posso continuare a lavorare fino al 7° mese tranquillamente?
Gianfranco Censori 7 febbraio 2019 18:23
Presumo che il lavoro in una gelateria non possa essere considerato ne un lavoro pesante ne un lavoro a rischio, comunque è solo il tuo ginecologo che può stabilirlo con certezza e regolarsi quindi di conseguenza.-
araxe 8 febbraio 2019 09:48
Buongiorno avvocato, grazie per il servizio che offre.
Io lavoro per una cooperativa sociale con contratto indeterminato part time a 30 ore e sono in maternità anticipata. Volevo sapere quanto mi spetta di retribuzione perchè nella prima busta paga con la maternità anticipata mi è stato calcoato un 80% su una base giornaliera più bassa dell'80%. E poi, spetta anche un' integrazione da parte del datore di lavoro per arrivare al 100% o non è prevista? grazie.
Gianfranco Censori 9 febbraio 2019 15:19
Indennità di maternità a carico Inps pari all’80%.
Nel periodo di astensione obbligatoria, che è pari a 5 mesi, e la cui distribuzione è normalmente di 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo, salvo i casi di flessibilità in cui la distribuzione è 1 mese prima del parto e 4 mesi dopo del parto, oppure salvo il caso di astensione anticipata di 3 mesi prima del parto e 2 dopo il parto, alla lavoratrice spetta un’indennità a carico dell’Inps pari all’80% della retribuzione giornaliera del periodo di paga mensile precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio il congedo di maternità.-
Il ccnl cooperative sociali non prevede l'integrazione del 20% da parte del datore di lavoro.-
Anonimo 9 aprile 2019 15:03
Buongiorno dottor Censori sono nel periodo di allattamento e lavoro 8 ore quindi 6 di lavoro e 2 di allattamento so che quando chiedo un giorno di ferie o un giorno intero di rol le ore di allattamento non mi vengono pagate ma se dovessi che ne so lavorare 3 o 4 e chiedere dei rol o mezza giornata di ferie ho diritto lo stesso all'allattamento esempio (3 ore lavorate+ 2 ore di allattamento + 3 ore di rol), non capisco quante ore di allattamento ho diritto
Gianfranco Censori 11 aprile 2019 15:22
Con un contratto di lavoro full time hai diritto a 2 ore di allattamento al giorno, che sono cumulabili con eventuali ore di ROL.-
Ilaria 10 maggio 2019 15:24
buongiorno Sig.Censori,
Sto usufruendo del congedo parentale ad ore, ma non mi avevano comunicato andasse fatto di 4 ore in 4 ore. Comporta qualcosa se il titolare acconsente ad usarlo in 4 e 2 ore? Ma rispettando i multipli di 8 mensili?
Gianfranco Censori 12 maggio 2019 11:52
All'INPS interessa solo il totale rapportato in giornate mensili, quindi il dettaglio è solo una questione tra te e il tuo datore di lavoro.-
gxv 14 maggio 2019 00:13
Gianfranco Censori 16 maggio 2019 09:59
1) sto per entrare nel 6° mese di gravidanza e vorrei chiedere la maternità anticipata, sono dipendente a tempo indeterminato con contratto del Turismo Commercio
2) avrei diritto all'80% dell'INPS e al 20% dell'Azienda?
3) sono stata in aspettativa non retribuita dal 7 gennaio 2019 al 5 maggio 2019 e il 6 maggio sono rientrata al lavoro;
4) nel mese di maggio ho usufruito di n.5 giorni di malattia; se da giugno chiedo la maternità anticipata quanto mi spetterebbe non avendo lavorato per intero il mese di maggio?
Gianfranco Censori 25 maggio 2019 15:15
- Si può richiedere la maternità anticipata o per problemi di gestazione o per attività gravosa.-
- SI! Il tuo CCNL prevede l'integrazione al 100% da parte dell'azienda.-
- La maternità viene calcolata in base alla retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l'inizio dell'astensione.-
Anonimo 21 giugno 2019 18:19
buonasera, sono una lavoratrice incinta al settimo mese di gravidanza e mi sta per scadere il contratto di lavoro,
- posso richiedere ugualmente il congedo di maternità all'INPS?
- al termine della maternità obbligatoria potrò usufruire del congedo parentale?
- posso fare richiesta della NASPI? se si, bisogna chiederla prima o dopo il congedo?
la ringrazio anticipatamente del suo supporto.
Gianfranco Censori 23 giugno 2019 19:18
Appena scaduto il contratto potrai richiedere l'indennità di maternità obbligatoria direttamente all'INPS e presentare anche la domanda di NASPI a far data dalla data di fine della maternità obbligatoria.-
Purtroppo se non c'è un rapporto di lavoro in essere non si ha diritto al congedo parentale.-
Unknown 26 agosto 2019 14:02
Buongiorno, lavoro in un azienda metalmeccanica come impiagata.
Ho letto che i permessi per visite in gravidanza sono da considerare a parte, e che le ore utilizzate per queste visite non vanno detratte ne dai permessi per ex festività ne dai ROL. E' così? se si, come devono essere segnati in busta paga? Oltre alle visite, rientrano tra questi speciali permessi, anche quelli presi per seguire un corso preparto?
Gianfranco Censori 28 agosto 2019 21:25
In base al Testo Unico sulla Maternità, le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici o visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbano essere eseguiti durante l’orario di lavoro.-
Permessi retribuiti significa che non devono intaccare i ROL o le ex festività, e possono essere indicati in busta paga o come permessi retribuiti o malattia.-
Anonimo 29 agosto 2019 14:53
Buongiorno, sono una lavoratrice assunta con contratto a tempo indeterminato presso una coop sociale (livello C1), mi occupo di assistenza disabili nelle scuole. Sono entrata da poco in maternità obbligatoria, dopo l'interdizione anticipata. Per il nuovo anno scolastico è previsto un cambio di appalto presso il municipio nel quale lavoro. Volevo sapere come funziona il riassorbimento in caso di maternità, se è certo che avvenga oppure se ho possibilità di scegliere se restare con la coop attuale. Nel caso in cui dovessi accettare il passaggio, quali sono i punti di cui dovrei sincerarmi in sede di firma del contratto? Verrei assunta con lo stesso monte ore o rischierei una diminuzione/ modifica rispetto alle mie ore di lavoro? Inciderebbe sulla maternità obbligatoria? Dovrei successivamente fare comunicazione all'Inps del cambio datore di lavoro? Grazie mille per i chiarimenti.
Gianfranco Censori 1 settembre 2019 09:23
Mi pare prematuro porsi tanti quesiti, perché il tutto dipende da quello che deciderà la coop sociale presso la quale sei in servizio.-
Infatti potrebbero tenerti in servizio ed assegnarti ad altra mansione, potrebbero licenziarti o stipulare un accordo con la cooperativa vincitrice dell'appalto, quindi le opzioni possibili sono diverse, ed è pertanto inutile al momento formulare ipotesi.-
marco 30 agosto 2019 08:30
mia moglie è in maternità non retribuita( nostro figlio ha quasi due anni, ma ha avuto diversi problemi di salute)
Ora aspettiamo un altro bambino, e siamo al terzo mese con gravidanza a rischio.
Possiamo comunicare direttamente all'azienda e prendere lamaternità retribuita, o mia moglie deve tornare almeno qualche giorno al lavoro ( visto che è in aspettativa)
Gianfranco Censori 1 settembre 2019 09:43
Per poter andare in maternità anticipata tua moglie deve prima rientrare in servizio per qualche giorno.-
Anonimo 5 settembre 2019 04:52
Sono mamma da Aprile. Ho un contratto a tempo indeterminato con una cooperativa che si occupa di gestire educatori.
Sulla mia busta paga risulto essere 'impiegata part-time'.
Il mio contratto in questo momento è sospeso, in quanto ad agosto, essendo le scuole chiuse, non lavoro.
Si riattiva ad ogni inizio settembre.
Ora, per circostanze che non dipendono da me, sto valutando di dimettermi in e di valutare se ho diritto alla Naspi.
Se richiedessi la naspi prima della riattivazione del contratto sarei coperta?
Oppure dovrei comunque lavorare dei giorni e poi valutare per le dimissioni?
In questo momento non sono in maternità facoltativa, sempre perché il contratto è ancora sospeso.
Gianfranco Censori 9 settembre 2019 19:18
Per il diritto alla NASPI le dimissioni vanno presentate nel periodo lavorativo e non nel periodo di sospensione, quindi devi comunque lavorare dei giorni.-
In caso di maternità, per il diritto alla NASPI le dimissioni vanno presentate antro l'anno d'età del bambino e devono essere convalidate dall'Ispettorato del Lavoro.-
Mel 10 settembre 2019 17:19
io sono dipnednete dell'impresa individuale del mio compagno. Al momento conviviamo. Ci è stato detto che nel caso in cui ci dovessimo sposare e dovessi restare incinta, non mi spetterebbe la maternità.
La cosa mi pare assurda in quanto io sono dipendente e non socia.
Sapete dirmi qualcosa a riguardo? Grazie e complimenti per l'articolo dettagliato. Melissa
Gianfranco Censori 12 settembre 2019 16:32
Ti hanno dato un'informazione errata!
Infatti nel caso in cui doveste sposarvi e tu dovessi restare incinta, al momento di presentare la domanda di maternità ti verrà solo richiesto di indicare se sei parente del datore di lavoro, e questo perché l'INPS potrebbe verificare l'effettiva esistenza del rapporto di lavoro, cioè che non sia stata un'assunzione fittizia per "fregare" l'INPS stessa.-
ilaria 10 ottobre 2019 10:26
Buongiorno avvocato. Sono rientrata ora dalla maternità e sto utilizzando le ore di allattamento (ho un contratto full time 40h, metalmeccanici). Come si conciliano gli straordinari con l'allattamento? se lavoro 6 ore ho diritto a 2 ore di allattamento come da legge e circolari INPS.
Se lavoro 7 ore, invece? ho diritto a 2 ore di allattamento e 1 di straordinario pagato? (tot 9 ore pagate)
Potrebbe gentilmente darmi le indicazioni di legge da passare in ufficio? il consulente non è affidabile e già in qualche occasione mi ha negato i miei diritti fino a che non sono stata io a mostrare gli articoli corretti. La ringrazio dell'aiuto che potrà darmi.
Gianfranco Censori 12 ottobre 2019 22:57
Le ore di allattamento non si conciliano con le ore di straordinario, quindi devi lavorare solo 6 ore + 2 ore di allattamento, e l'azienda non può chiederti di fare lo straordinario.-
Anonimo 24 ottobre 2019 15:06
sono in maternità anticipata (interdizione), sono dipendente a tempo indeterminato con contratto ccnl terziario confcommercio qualifica impiegata.
1) avrei diritto all'80% dell'INPS e al 20% dell'Azienda, anche nel periodo di interdizione o solo a partire dalla maternità obbligatoria?
2) nel caso in cui abbia diritto all'80%, e non al 100%, su quali voci di busta viene calcolato?
3) le voci di 13esima e 14esima come vengono calcolate e liquidate?
4) nella mia busta paga sono presenti patto di non concorrenza (importo fisso) e credito dl 66/14. sono voci aggiuntive che andrebbero sommate all'80% della retribuzione, oppure vengono riproporzionate?
L'importo nella busta paga ricevuta risulta molto inferiore rispetto ai precedenti, non sono inoltre presenti i ratei di 13esima e 14esima.
Gianfranco Censori 26 ottobre 2019 16:44
Hai diritto al 100% della retribuzione sia per il periodo di maternità anticipata che per quella obbligatoria.-
Durante il periodo di maternità obbligatoria (ed anche in caso di maternità anticipata, per gravidanza a rischio) hai diritto sia alla tredicesima che alla quattordicesima.-
Anonimo 31 ottobre 2019 14:58
volevo chiederele se il PROLUNGAMENTO del congedo parentale per figli con handicap può essere utilizzato anche ad ore come il congedo parentale ordinario.
Gianfranco Censori 2 novembre 2019 15:56
Il prolungamento del congedo parentale per figli con handicap può essere utilizzato anche a ore!
Per le modalità operative di presentazione della domanda di fruizione del congedo parentale su base oraria, si rinvia alla circolare dell’INPS del 18 agosto 2015 n. 152 dall'oggetto: “Decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015 in attuazione dell’art. 1, commi 8 e 9 della Legge delega n. 183 del 2014 (Jobs Act) Fruizione del congedo parentale in modalità oraria”.
E' esclusa la cumulabilità della fruizione oraria del congedo parentale con altre tipologie di permessi o riposi di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.
Il genitore lavoratore deve informare il datore di lavoro con un termine di preavviso pari a 2 giorni.
La fruizione oraria del congedo parentale non è cumulabile con permessi o riposi.-
raffaele 29 novembre 2019 13:19
Salve Dott. Censori, una domanda.
Il congedo parentale facoltativo richiesto fino a Gennaio, può essere revocato dalla madre lavoratrice e rientrare a lavorare? Ha fatto una richiesta di congedo di cui sta usufruendo ma che però adesso non necessita. Grazie. Cordiali Saluti
Gianfranco Censori 1 dicembre 2019 15:58
Il congedo parentale può essere revocato per la parte residua, ma va trasmessa apposita comunicazione all'INPS.-
Anonimo 13 dicembre 2019 17:28
Salve dott. Censori,
io sono stata assunta a Novembre, mese in cui ero già incinta (il nuovo datore di lavoro ne era ovviamente a conoscenza). La maternità obbligatoria dovrebbe iniziare ad inizio febbraio ma a gennaio ci dovrebbe essere un passaggio dipendenti alla nuova società aperta dal mio attuale datore di lavoro, ma non credo avverrà ad inizio mese ma più probabilmente a metà gennaio o fine. La retribuzione di gennaio (mese precedente di quello in cui andrò in maternità obbligatoria) per la società con cui risulterò dipendente durante la maternità non sarà quindi, presumibilmente, equivalente ad un mese intero lavorato, ma meno.
Per il calcolo della RMGG cosa viene considerato? E quindi la retribuzione durante la maternità su cosa verrà calcolata? Sul lordo effettivamente percepito nell'ultima busta paga anche se i giorni lavorati non coprono tutta la mensilità oppure si basano sul lordo base del mio inquadramento previsto dal CCNL di riferimento?
Grazie per la disponibilità. Cordiali saluti
Gianfranco Censori 15 dicembre 2019 22:03
Retribuito all’80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l’inizio dell’astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-
Per mese immediatamente precedente si intendono gli ultimi 30 giorni di lavoro, quindi se se vai in maternità a metà gennaio verrà considerata la retribuzione dal 16/12/2019 al 15/01/2020, anche se si tratta di 2 datori di lavoro diversi.-
Anonimo 16 dicembre 2019 15:12
Grazie mille della disponibilità e della pronta risposta. Cordiali saluti
Gianfranco Censori 18 dicembre 2019 19:00
Anonimo 16 dicembre 2019 07:35
Salve dott. Censori volevo sapere se dattore di lavoro la puo licenziare mia moglie dopo la maternita oblugatoria (contrato domestica indeterminato). Grz
Gianfranco Censori 18 dicembre 2019 19:03
L’art. 54 del d.lgs. 151/2001, ribadendo il principio già previsto con l’art. 2 della l. 1204/1971 , stabilisce che le lavoratrici non possono essere licenziate dall'inizio del periodo di gravidanza fino al termine dei periodi di interdizione dal lavoro, nonché fino al compimento di un anno di età del bambino.-
Anonimo 30 dicembre 2019 22:05
Ok grazie mille e buon anno
Gianfranco Censori 1 gennaio 2020 15:22
Anonimo 16 gennaio 2020 22:58
Volevo chiederle se la malattia bimbo ha limiti orari di copertura o copre l'intero turno?
Il mio inquadramento è 4°livello 24h contratto commercio.
Inoltre volevo sapere se con figli minori di 3 anni il datore di lavoro può imporre turni domenicali?
Nel ringraziarla anticipatamente porgo cordiali saluti
Gianfranco Censori 18 gennaio 2020 18:09
Fino ai 3 anni del bambino/a, entrambi i genitori possono assentarsi alternativamente per il periodo di malattia del figlio, senza limiti di tempo.-
Se il lavoratore ha un figlio di età inferiore ad anni 3, il lavoratore NON E’ TENUTO a prestare attività lavorativa la domenica e ciò anche se il contratto individuale di lavoro prevede il lavoro domenicale.-
Anonimo 16 febbraio 2020 23:12
Buonasera, le volevo chiedere alcune informazioni.... lavoro in una cooperativa sociale con i bambini... faccio tutor compiti, animazione, centro estivi, assistenza nei pulmini con i bambini. Sono al primo mese di gravidanza. Per sapere se posso il mio lavoro è a rischio a chi mi devo rivolgere? E se dovesse essere un lavoro a rischio e quindi dover andare prima in maternità, la maternità anticipata è retribuita oppure no?
Gianfranco Censori 19 febbraio 2020 23:17
E' il tuo ginecologo che deve valutare se la tua è un'attività a rischio, ed eventualmente è il tuo datore di lavoro, o il medico aziendale se c'è', che deve richiedere all'Ispettorato del Lavoro l'autorizzazione a mandarti in maternità anticipata.-
La maternità anticipata è retribuita come quella obbligatoria all'80% della retribuzione mensile.-
Anonimo 13 marzo 2020 15:57
Buonasera Avvocato, ho comunicato al datore di lavoro della mia gravidanza e in accordo con lei visto il lavoro mi ha detto che posso andare in maternità anticipata dato il lavoro a rischio. Mi potrebbe indicare le procedure giuste per richiederla? Perché c è chi dice che dovrebbe essere il datore di lavoro a richiederla, invece c è chi dice che io dipendente devo andare da un sindacato e iniziare le pratiche. E quali documenti servono nel caso debba essere io dipendente a richiederla?
Gianfranco Censori 17 marzo 2020 15:26
In caso di interdizione per condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli, qualora non sia possibile adibire la lavoratrice ad altre mansioni, l’Azienda presenta domanda alla Direzione Territoriale del Lavoro. La domanda, previo effettivo accertamento dell’impossibilità di spostare la lavoratrice ad altre mansioni, deve essere accolta dalla Direzione Territoriale del Lavoro entro 7 giorni dalla sua presentazione. La data di inizio dell’astensione al lavoro coincide con la data di rilascio del provvedimento portato a conoscenza del datore di lavoro.
Per attività gravose e/o insalubri può essere concessa fin dall'inizio della gestazione fino al settimo mese dopo il parto.-
Unknown 27 marzo 2020 14:01
Salve avvocato, ho un contratto a tempo indeterminato del settore commercio! Dovrei andare in maternità facoltativa perché la ginecologa reputa sia a rischio! Quante la retribuzione in maternità astensione facoltativa (a rischio) e quanto la maternità astensione obbligatoria? Devo essere io a farne domanda?
Gianfranco Censori 30 marzo 2020 15:16
Anonimo 23 aprile 2020 18:42
Salve avvocato, dato il periodo sono in cassa integrazione fino ai primi di maggio poi se verrà prolungata dal decreto credo che rimarrò in cassa integrazione. Andrò in maternità obbligatoria ad agosto, ora non so se la cassa integrazione arriverà fino a quel mese, ma L inps pagherà L 80% delle retribuzione in base alla cassa integrazione o in base all ultima busta paga prima della cassa integrazione?
Gianfranco Censori 25 aprile 2020 18:11
Anonimo 1 maggio 2020 21:13
Salve avvocato, dato il periodo sono in cassa integrazione ordinaria Fis, le volevo chiedere se mi conviene di più, anche per un discorso economico, rimanere in cassa integrazione o andare in maternità anticipata?
Gianfranco Censori 2 maggio 2020 16:25
Sia la cassa integrazione che la maternità anticipata ed obbligatoria sono retribuite all'80% della retribuzione dell'ultimo mese di lavoro.-
Daniela 14 maggio 2020 11:44
Buongiorno Avvocato. Sono una dipendente privata. i primi di gennaio, causa gravidanza a rischio, sono andata in interdizione anticipata. Nel mese di aprile il mio datore di lavoro mi comunica di aver esperito le procedure per la cassa integrazione, stante la sospensione dell'attività commerciale Le chiedo: in questo caso non prevale l'indennità di interdizione anticipata sulla cassa integrazione?
Gianfranco Censori 15 maggio 2020 16:26
Prevale l'indennità di interdizione anticipata sulla cassa integrazione.-
Unknown 29 maggio 2020 21:52
mia moglie è attualmente in cassa integrazione, ma a breve sarà reintegrata al lavoro, come barista in una sala biliardo-sala giochi. E' incinta da 9 settimane, quando rientrerà farà orari dalle 12-18.30 e 18.30-2.00 a settimane alterne senza giorni di riposo. Adesso cosa possiamo fare o richiedere?
Gianfranco Censori 30 maggio 2020 17:19
Se la sua è un'attività considerata a rischio, tua moglie deve richiedere all'Ispettorato del lavoro l'autorizzazione per la maternità anticipata.-
Anonimo 26 giugno 2020 12:40
Sono un'educatrice comunale, dato il periodo, attualmente in cassa integrazione (fis) da marzo, con contratto come socia di cooperativa a tempo indeterminato part-time 27 ore settimanali (da contratto) ma quest'anno ho lavorato per 35 ore settimanali.
Lavoro in una scuola dell'infanzia, e lo stipendio solitamente è garantito fino a giugno poi essendo chiuse le scuole a luglio e ad Agosto non percepisco nulla.
Poi ogni anno a settembre vengo contattata per la ripresa del servizio (in base alla data di riapertura della scuola) e mi comunicano il nuovo monte ore assegnato (che non può essere inferiore a quello di contratto).
Fatta questa premessa, a giugno ho scoperto di essere incinta e ora sono in attesa da 2 mesi. So già per certo che il mio lavoro è un lavoro a rischio e nel momento in cui lo comunichi ti fanno rimanere a casa.
Ai fini della richiesta di maternità:
- quando mi consiglia di comunicare il mio stato al datore di lavoro?
- per quanto tempo ho diritto all'indennità di maternità e come avviene il calcolo?
Gianfranco Censori 27 giugno 2020 15:45
- Ti consiglio di comunicare subito il tuo stato al datore di lavoro con certificato di gravidanza rilasciato dal tuo ginecologo, da presentare all'Ispettorato del Lavoro per richiedere la maternità anticipata.-
- La maternità anticipata durerà fino all'inizio di quella obbligatoria ed entrambe verranno retribuite all'80% della retribuzione dell'ultimo mese lavorato.-