Source: https://www.giurdanella.it/2015/01/12/centrale-unica-di-committenza-obbligatoria-in-sicilia/
Timestamp: 2019-11-21 06:49:06+00:00
Document Index: 115495424

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 1']

centrale di committenza, centrale unica di committenza, impresa europa
Centrale unica di committenza: dal primo gennaio 2015 è obbligatoria per i Comuni non capoluogo di provincia per espletare le procedure di gare per l’acquisto di beni e servizi (per i lavori pubblici l’obbligo scatta dal primo luglio 2015).
Tale obbligo trova applicazione anche per le regioni a statuto speciale e per la Sicilia?
Tra le misure tese a razionalizzare la spesa pubblica, il legislatore nazionale ha introdotto una forma di accentramento della gestione delle gare ad evidenza pubblica, ritenendo che tale previsione possa eliminare taluni costi inutili connessi alla frammentazione tra i Comuni della fase procedimentale di acquisizione di lavori, servizi e forniture.
Con le modifiche apportate dal d.l. 66/2014 (conv. L. 89/2014) e dalla L. 114/2014 (di conversione del d.l. 90/2014) il comma 3-bis estende l’obbligo della centrale unica di committenza per tutti i Comuni non capoluogo di Provincia.
Il comma 3-bis, dell’art. 33 del D.Lgs. n. 163/2006, attualmente vigente, prevede che: I Comuni non capoluogo di provincia procedono all’acquisizione di lavori, beni e servizi nell’ambito delle unioni dei comuni … ove esistenti, ovvero costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici anche delle province, ovvero ricorrendo ad un soggetto aggregatore o alle province, ai sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56. In alternativa, gli stessi Comuni possono acquisire beni e servizi attraverso Consip S.p.A. o da altro soggetto aggregatore di riferimento (per i Comuni istituiti a seguito di fusione l’obbligo di cui al primo periodo decorre dal terzo anno successivo a quello di istituzione).
Tale obbligo è diventato effettivo ed efficace a partire dal primo gennaio 2015 per le gare relative all’acquisizione dei servizi e delle forniture e lo diventerà dal primo luglio 2015 per le gare relative ai lavori pubblici.
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 220 del 3 luglio 2013, è stata chiamata a pronunciarsi (su impugnativa del Friuli Venezia Giulia) sull’applicabilità alle Regioni a statuto speciale dell’art. 23, comma 4, del D.L. n. 201/2011 che introduce il comma 3-bis all’art. 33 del D. Lgs. n. 163/2006 (Codice degli appalti).
La modifica operata sull’art. 33 del D.Lgs. n. 163/2006 trova, però, diretta applicazione in Sicilia in forza dell’art. 1 della L.r. n. 12 del 12 luglio 2011 che sancisce che “a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge… si applicano nel territorio della Regione il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 … e le sue modifiche ed integrazioni ed i regolamenti in esso richiamati e le successive modifiche ed integrazioni”.
Il codice dei contratti, in materia di centrali uniche di committenze, prevede che i Comuni possano optare per le seguenti modalità:
Non essendo ancora completato il percorso di riforma dell’architettura istituzionale in Sicilia e non essendo state definite le funzioni di città metropolitane e liberi consorzi di comuni, rispetto agli enti locali del resto d’Italia, i comuni siciliani non possono attualmente usufruire di due importanti modalità di espletamento delle gare pubbliche ed in particolare delle funzioni di predisposizione dei documenti di gara, di stazione unica appaltante, di monitoraggio dei contratti di servizio e di organizzazione di concorsi e procedure selettive, da parte di città metropolitane e province (oggi denominate liberi consorzi).
La normativa regionale in materia di centrali uniche di committenze dovrebbe essere armonizzata anche con la vigente normativa in materia di Urega.
Sarebbe, quindi, opportuno che l’obbligo di ricorrere alle centrali uniche di committenze per i comuni siciliani, non capoluogo di provincia, decorra dal momento in cui la normativa regionale concederà le stesse opzioni offerte agli enti locali del resto d’Italia.
Tutte le News su: centrale di committenza, centrale unica di committenza, impresa europa