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Timestamp: 2017-09-23 14:31:29+00:00
Document Index: 39165409

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 17', 'art 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 71', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 17', 'art. 41', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 39', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1']

Operazioni con San Marino | INTRASTAT .BIZ
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Scadenza Rimborso IVA »
Ultimo Aggiornamento: 27/09/2012 - Numero Download: 942
Le modifiche alla territorialità delle prestazioni di servizi recate dalla Direttiva n. 2008/8/CE, recepita nell’ordinamento nazionale dal D.Lgs. 18/2010, trovano applicazione anche per le operazioni con operatori sammarinesi.
La Repubblica di San Marino non fa parte del territorio comunitario, come definito dall’art. 7, c. 1, lett. b), DPR 633/1972. Pertanto nelle prestazioni di servizi poste in essere con soggetti sammarinesi (operatori economici o privati consumatori) vanno osservate le stesse regole applicabili alle operazioni con Stati extracomunitari.
Dal 1.1.2010 le prestazioni di servizi “generiche”, ossia quelle per le quali non sono previste specifiche deroghe ai criteri di territorialità, si considerano territorialmente rilevanti ai fini IVA nel Paese di stabilimento del committente, soggetto passivo IVA.
Pertanto, le prestazioni “generiche” ex art. 7-ter, DPR 633/1972, rese da un soggetto IVA nazionale nei confronti di un operatore economico sammarinese provvisto del codice di identificazione IVA sono territorialmente rilevanti nella Repubblica di San Marino.
Trattandosi di prestazioni fuori campo IVA rese a operatori stabiliti in un Paese extracomunitario (o, almeno, considerato tale), non ricorre l’obbligo di emissione della fattura, anche se, considerato l’obbligo di comunicazione previsto dall’art. 1, DL 40/2010 (comunicazione delle operazioni con Paesi c.d. “black list“), pare opportuno emettere comunque il documento, indicando in calce allo stesso: “Operazione fuori campo IVA ex art. 7-ter, c. 1, lett. a), DPR 633/1972.”
Invece, le prestazioni “generiche” ricevute da operatori sammarinesi sono territorialmente rilevanti nel territorio dello Stato. Il committente nazionale è quindi tenuto ad assoggettare a IVA la prestazione con emissione di autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972.
Con CM n. 30/510542/1973, l’Amministrazione Finanziaria ha riconosciuto la possibilità, per i committenti stabiliti in Italia, di integrare direttamente la fattura del prestatore sammarinese, anziché procedere all’emissione di autofattura.
Le prestazioni “generiche” rese a consumatori privati sammarinesi (o a operatori economici per il proprio uso personale o per quello dei propri dipendenti) vanno assoggettate a imposta con emissione di fattura gravata da IVA.
Di seguito un sintetico riepilogo delle deroghe alla “regola generale” di cui all’art 7-ter, DPR 633/1972.
servizi ex art. 7-quater (regole applicabili a prescindere dalla qualità del committente)
Servizi relativi a beni immobili, comprese le perizie, le prestazioni di agenzia, la fornitura di alloggio, la concessione di diritti di utilizzazione di beni immobili (territorialmente rilevanti nel luogo di ubicazione dell’immobile).
Trasporto passeggeri (territorialmente rilevante in Italia per la parte ivi percorsa).
Ristorazione e catering (territorialmente rilevanti nel luogo di materiale esecuzione della prestazione).
Locazione, leasing e noleggio a breve termine di mezzi di trasporto (territorialmente rilevanti nel luogo in cui il mezzo è messo a disposizione dell’utilizzatore se l’utilizzo avviene all’interno della UE, oppure in Italia se il mezzo è messo a disposizione al di fuori della UE e l’utilizzo avviene in Italia).
servizi ex art. 7-quinquies (regole applicabili a prescindere dalla qualità del committente)
Servizi relativi ad attività culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative e simili, ivi comprese fiere ed esposizioni, nonché i servizi degli organizzatori di dette attività ed i servizi accessori (territorialmente rilevanti nel luogo di stabilimento del committente soggetto passivo oppure nel luogo di esecuzione della prestazione se il committente è un privato consumatore).
Servizi per l’accesso alle suddette manifestazioni e relativi servizi accessori (territorialmente rilevanti nel luogo di esecuzione della prestazione a prescindere dalla qualità del committente).
servizi ex art. 7-sexies (regole applicabili ai servizi resi a committenti privati)
Intermediazioni in nome e per conto del cliente (territorialmente rilevanti nel luogo di effettuazione dell’operazione intermediata).
Trasporto di beni intracomunitario (territorialmente rilevante in Italia se ivi iniziato).
Trasporto di beni non intracomunitario (territorialmente rilevante in Italia per la parte ivi percorsa).
Lavorazioni su beni mobili e operazioni accessorie ai trasporti (territorialmente rilevanti nel luogo di esecuzione della prestazione).
Locazione, leasing e noleggio a lungo termine di mezzi di trasporto (territorialmente rilevanti nel luogo di stabilimento del prestatore comunitario se l’utilizzo avviene all’interno della UE oppure in Italia se il prestatore è stabilito al di fuori della UE ed i mezzi sono utilizzati in Italia).
E-commerce “diretto” (territorialmente rilevante in Italia se il committente è ivi domiciliato ed il prestatore è stabilito al di fuori della UE).
Telecomunicazione e teleradiodiffusione (territorialmente rilevanti in Italia se il prestatore è ivi stabilito, il committente è residente o domiciliato nella UE ed i servizi sono utilizzati nella UE oppure se il prestatore è extracomunitario ma l’utilizzo avviene in Italia).
servizi ex art. 7-septies (regole applicabili ai servizi resi a committenti privati extracomunitari)
Non si considerano territorialmente rilevanti in Italia le prestazioni.
relative a concessioni, licenze e diritti d’autore;
di consulenza e assistenza tecnica, nonché di elaborazione e fornitura di dati;
relative a operazioni bancarie, finanziarie e assicurative;
di messa a disposizione del personale;
di locazione, leasing e noleggio di beni mobili diversi dai mezzi di trasporto;
relative al gas e all’energia elettrica;
di telecomunicazione e teleradiodiffusione (escluse quelle utilizzate nel territorio italiano);
di servizi prestate in via elettronica;
inerenti all’obbligo di non esercitare le attività o i diritti di cui ai punti precedenti.
LE NOVITà RECATE DALLA LEGGE COMUNITARIA
Come noto (si veda la FE n. 1/2012), con effetto dal 17.3.2012, l’art. 8, Legge 217/2011, ha modificato l’art. 6, DPR 633/1972, stabilendo che le prestazioni di servizi poste in essere tra soggetti passivi IVA si considerano effettuate a seconda della natura e delle caratteristiche dell’operazione.
Il momento di effettuazione delle prestazioni rese a privati consumatori resta fissato alla data di pagamento del corrispettivo o alla data di emissione della fattura, se antecedente.
In particolare, le prestazioni di servizi “generiche” a carattere istantaneo (c.d. prestazioni “spot“) si considerano effettuate all’ultimazione della prestazione (o alla data di pagamento, se antecedente).
Le prestazioni di servizi “generiche” a carattere periodico o continuativo si considerano effettuate alla data di maturazione dei corrispettivi (o di pagamento, se antecedente); quelle effettuate in modo continuativo per un periodo superiore a 1 anno (senza pagamenti, ancorché parziali, nello stesso periodo), al termine di ciascun anno solare, sino all’ultimazione della prestazione (il corrispettivo va determinato sulla base delle spese sostenute dal prestatore per l’esecuzione della parte di prestazione sino a quel momento resa).
Invece, per le prestazioni specifiche ex artt. 7-quater e 7-quinquies, DPR 633/1972, il momento di effettuazione rimane fissato alla data di pagamento del corrispettivo (o alla data di emissione della fattura, se antecedente).
IL MOMENTO DI EFFETTUAZIONE NELLE OPERAZIONI CON SAN MARINO
Sulla base delle suddette regole, il momento di effettuazione delle prestazioni intercorse con operatori economici sammarinesi, a far data dal 17.3.2012 è fissato:
al momento dell’ultimazione della prestazione (o di pagamento, se antecedente), per i servizi “generici” a carattere istantaneo ex art. 7-ter, DPR 633/1972;
alla data di maturazione dei corrispettivi (o di pagamento, se antecedente), per i servizi “generici” a carattere periodico o continuativo;
al termine di ciascun anno solare, per i servizi “generici” effettuati in modo continuativo per un periodo superiore a 1 anno, senza che siano intervenuti pagamenti;
al pagamento del corrispettivo (o alla data di emissione della fattura, se antecedente), per i servizi in deroga ex artt. 7-quater e 7-quinquies, DPR 633/1972.
Dunque, all’ultimazione della prestazione “generica” a carattere istantaneo scatta l’esigibilità dell’imposta e, pertanto, è necessario emettere autofattura senza attendere il ricevimento del documento emesso dall’operatore sammarinese.
Invece, per le prestazioni in deroga ex artt. 7-quater e 7-quinquies, DPR 633/1972, se non vengono effettuati dei pagamenti anticipati o emessa autonomamente autofattura, è possibile attendere la fattura dell’operatore sammarinese.
La Legge Comunitaria è intervenuta anche sulle modalità di assolvimento dell’IVA mediante il meccanismo dell’inversione contabile, prevedendo che in caso di prestazioni di servizi ex art. 7-ter, DPR 633/1972, rese da un soggetto passivo stabilito in un altro Stato UE, il committente italiano sia tenuto ad adempiere agli obblighi di fatturazione e di registrazione secondo le disposizioni di cui agli artt. 46 e 47, DL 331/1993.
Ai sensi degli artt. 46 e 47, DL 331/1993, l’operatore italiano deve attendere la fattura del cedente comunitario per poi provvedere all’integrazione del documento e alla sua registrazione nel registro fatture emesse e nel registro IVA acquisti, entro e non oltre il mese successivo alla data di effettuazione dell’operazione. In caso di mancato ricevimento della fattura comunitaria, è necessario autofatturare l’operazione entro il secondo mese successivo all’ultimazione della prestazione e annotare il documento nei registri nello stesso mese di emissione.
Invece, per i servizi di qualsiasi tipo ricevuti da operatori economici stabiliti in Paesi extracomunitari e per i servizi in deroga (ex artt. 7-quater e 7-quinquies, DPR 633/1972) ricevuti da soggetti passivi comunitari, è necessario assoggettare a IVA la prestazione con emissione di autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972 (da registrare, entro 15 giorni dall’emissione, nel registro delle fatture emesse e, entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa al secondo anno successivo a quello dell’operazione, nel registro IVA acquisti).
Nei rapporti con operatori di San Marino, vanno osservate le stesse regole applicabili alle operazioni con soggetti passivi stabiliti in Paesi extracomunitari. Pertanto, a prescindere dalla tipologia di servizio ricevuto (“generico” o in deroga), il committente italiano è tenuto ad emettere autofattura nel momento di effettuazione dell’operazione (determinato in base ai criteri indicati nel paragrafo precedente).
Si ricorda infine che le prestazioni di servizi rese o ricevute da operatori economici sammarinesi non devono essere riepilogate nei modelli INTRA servizi (l’obbligo interessa le prestazioni con soggetti passivi stabiliti in altri Paesi UE).
GLI SCAMBI DI BENI
Ai fini IVA, i rapporti di scambio tra l’Italia e la Repubblica di San Marino sono disciplinati dal DM 24.12.1993, entrato in vigore il 1.1.1994 a seguito dell’accordo di unione doganale e di cooperazione tra la Comunità Europea e San Marino.
Considerato che San Marino non fa parte del territorio comunitario, l’art. 71, DPR 633/1972, equipara le cessioni di beni, spediti o trasportati a San Marino, alle cessioni all’esportazione non imponibili IVA ex art. 8, DPR 633/1972.
Gli acquisti di beni provenienti da San Marino sono, invece, effettuati con il pagamento dell’IVA al cedente sammarinese oppure con emissione di autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972.
Tale principio di tassazione nel Paese di destinazione dei beni è applicabile solo se il cedente e il cessionario sono identificati ai fini IVA nei rispettivi Stati di appartenenza (Italia e San Marino).
Come anticipato, le cessioni di beni spediti o trasportati nel territorio della Repubblica di San Marino, essendo assimilate alle operazioni di esportazione ex art. 8, DPR 633/1972, beneficiano del regime di non imponibilità IVA, a condizione che il cessionario sammarinese sia un soggetto passivo IVA.
In caso contrario, ossia nell’ipotesi di vendite a privati consumatori, la cessione va assoggettata a IVA, fatta eccezione per le cessioni:
di mezzi di trasporto “nuovi” ex art. 38, c. 4, DL 331/1993;
di beni per corrispondenza in base a cataloghi e simili (c.d “vendite per corrispondenza”).
Per le cessioni di beni nei confronti di soggetti passivi sammarinesi, la fattura va emessa in quattro esemplari. Un esemplare della fattura è trattenuto dal cedente, mentre gli altri tre sono consegnati o spediti al cessionario sammarinese.
Di questi ultimi tre esemplari, uno deve essere restituito al cedente munito della marca, debitamente perforata con l’indicazione della data, e del timbro a secco circolare apposto dall’Ufficio tributario di San Marino, attestante l’avvenuta introduzione dei beni nel territorio sammarinese.
La fattura deve indicare il codice identificativo del cessionario sammarinese (codice ISO “SM” seguito da 5 cifre) ed esporre la dicitura: “Non imponibile IVA ai sensi del combinato disposto degli artt. 71 e 8, c. 1, lett. a), DPR 633/1972″.
Come per le esportazioni in Stati extracomunitari, la non imponibilità IVA dell’operazione è collegata alla dimostrazione dell’avvenuta uscita dei beni dal territorio nazionale. A tal fine, il cedente italiano deve osservare i seguenti adempimenti:
essere in possesso dell’esemplare della fattura, restituitagli dal cessionario sammarinese, debitamente perforata con l’indicazione della data e munita di timbro a secco circolare apposto dall’Ufficio tributario di San Marino;
allegare la fattura vistata al DDT dei beni ceduti;
annotare, sul registro IVA vendite, l’avvenuta restituzione dell’esemplare della fattura di vendita, vistata dall’Ufficio tributario di San Marino;
presentare il modello INTRA 1-bis, compilato nella sola parte fiscale.
Se entro quattro mesi dalla cessione dei beni l’operatore italiano non riceve l’esemplare della fattura debitamente perforata e vidimata, è tenuto a darne comunicazione all’Ufficio tributario di San Marino e, per conoscenza, all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente. L’Ufficio tributario sammarinese, a sua volta, è tenuto “nei tempi più brevi possibili” ad effettuare i necessari controlli e a comunicarne l’esito all’operatore italiano e all’Amministrazione Finanziaria.
Si ricorda infine che le cessioni di beni ad operatori sammarinesi concorrono alla formazione del plafond assieme alle altre esportazioni e operazioni assimilate.
La periodicità di presentazione del modello INTRA 1-bis è determinata in relazione all’ammontare delle cessioni intracomunitarie effettuate nell’anno precedente, senza considerare il volume delle cessioni verso San Marino.
Come precisato nella RM n. 83/E/1997, l’operatore italiano non è tenuto a presentare il modello INTRA 1-bis qualora effettui esclusivamente cessioni di beni verso San Marino. L’obbligo insorge quando sono effettuate cessioni sia verso San Marino, sia verso altri Stati membri, anche se nel periodo di riferimento non sono state effettuate cessioni intracomunitarie, ma solo cessioni verso San Marino.
Il DDT va emesso in tre esemplari: uno è trattenuto dal cedente, mentre gli altri due scortano i beni e devono essere esibiti all’atto della loro introduzione nel territorio sammarinese. Il DDT deve contenere i seguenti elementi: causale del trasporto, dati del cedente e del cessionario, natura, qualità e quantità dei beni ceduti, dati dell’eventuale soggetto incaricato del trasporto.
L’emissione del DDT è sempre obbligatoria (sia per le fatture differite, sia per quelle immediate).
VENDITE CON CONTRATTI ESTIMATORI
La RM n. 17/E/2009 ha precisato che in caso di vendita di beni verso San Marino in esecuzione di un contratto estimatorio, la cessione non imponibile nei confronti del cessionario sammarinese si perfeziona solo nel momento della rivendita dei beni al pubblico, non al momento della consegna o spedizione dei beni all’operatore sammarinese (dunque, i beni restano di proprietà del cedente nazionale sino alla loro rivendita a terzi da parte dell’operatore sammarinese).
Per effetto di tale interpretazione l’acquisto dei beni oggetto di rivendita da parte del cedente italiano non può beneficiare del regime di non imponibilità IVA previsto per le c.d. operazioni triangolari. Pertanto, il fornitore del cedente nazionale è tenuto a emettere una fattura gravata da IVA (a meno che la cessione non avvenga dietro presentazione della dichiarazione di intenti).
Tale interpretazione restrittiva interessa unicamente le cessioni di beni a seguito di un contratto estimatorio. Pertanto, quando il trasferimento della proprietà dei beni in capo al cessionario sammarinese si realizza all’atto del trasporto o spedizione dei beni, anche la sottostante operazione di acquisto dei beni da parte del cedente nazionale può fruire della non imponibilità IVA.
La RM n. 17/E/2009 ha inoltre precisato che per vincere la presunzione di cessione ex art. 1, c. 5, DPR 441/1997, l’operatore italiano deve annotare l’avvenuta consegna dei beni a titolo non traslativo della proprietà in uno dei seguenti libri o registri: nel libro giornale, in un apposito registro tenuto ai sensi dell’art. 39, DPR 633/1972, con un atto registrato presso l’Agenzia delle Entrate o nei registri IVA.
Gli acquisti di beni effettuati da soggetti passivi IVA italiani con operatori economici sammarinesi, possono essere fatturati da questi ultimi con o senza addebito d’imposta.
È ammesso l’utilizzo del rappresentante fiscale italiano dell’operatore sammarinese, attraverso il quale fare transitare le cessioni di beni diretti verso altri Stati UE. In questa ipotesi, disciplinata dalla RM n. 123/E/2009, si configurano due distinte operazioni: un’importazione di beni in Italia da parte del rappresentante fiscale, soggetta a IVA con emissione di autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972, e una cessione intracomunitaria, non imponibile IVA ex art. 41, DL 331/1993.
I beni provenienti da San Marino e destinati in Italia devono essere accompagnati dal DDT. Non va, invece, compilato il modello INTRA 2-bis (RM n. 123/E/2009).
ACQUISTO DI BENI CON ADDEBITO D’IMPOSTA
Nelle cessioni di beni con addebito d’imposta, il cedente sammarinese indica in fattura, oltre all’imponibile, l’IVA dovuta con l’aliquota propria del bene ceduto. Il cessionario italiano deve annotare nel registro IVA acquisti l’originale della fattura, perforata e timbrata a secco dall’Ufficio tributario di San Marino (contenente l’annotazione, apposta dall’Ufficio IVA di Pesaro, degli estremi della bolletta di pagamento e dell’ammontare dell’imposta liquidata), e può esercitare il diritto di detrazione dell’imposta (secondo gli ordinari criteri dettati dall’art. 19 e seguenti, DPR 633/1972).
Gli acquisti di beni dalla Repubblica di San Marino non vanno riepilogati negli elenchi INTRASTAT (l’adempimento è effettuato direttamente dall’Ufficio tributario di San Marino).
ACQUISTO DI BENI SENZA ADDEBITO D’IMPOSTA
In questo caso l’IVA è assolta dal cessionario italiano con emissione di autofattura ex art. 17, c. 2, DPR 633/1972.
In particolare, il soggetto IVA italiano deve:
integrare l’originale della fattura rilasciatagli dal cedente sammarinese, indicando l’IVA relativa all’acquisto effettuato;
annotare la fattura così integrata nei registri IVA vendite e IVA acquisti;
comunicare l’annotazione di tali operazioni all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente.
BENI IN LAVORAZIONE E DEPOSITO
Le regole da osservare per le movimentazioni di beni in conto lavorazione e in conto deposito sono contenute nella CM n. 30/510542/1973, che dispone l’annotazione dei movimenti (in entrata o in uscita dall’Italia) in un apposito registro tenuto e conservato a norma dell’art. 39, DPR 633/1972.
Fino al 31.12.2009, il corrispettivo della lavorazione eseguita dal prestatore italiano nei confronti del committente sammarinese beneficiava della non imponibilità IVA ex art. 9, DPR 633/1972.
Dal 2010, tale regime si applica solo se il committente sammarinese è un privato consumatore (ex art. 7-sexies, c. 1, lett. d), DPR 633/1972); diversamente, in applicazione della nuova regola generale prevista per le prestazioni di servizi “generiche”, tali lavorazioni sono escluse da IVA in Italia (emissione di fattura fuori campo IVA ex art. 7-ter, DPR 633/1972).
Quando la lavorazione è eseguita dal prestatore sammarinese, il committente italiano deve corrispondere l’IVA sulla base della fattura emessa dal prestatore sammarinese (con emissione di autofattura).
In conclusione si rammenta l’obbligo di comunicazione delle operazioni intervenute con operatori economici sammarinesi previsto dall’art. 1, DL 40/2010, a decorrere dal 1.7.2010.
L’adempimento interessa sia gli scambi di beni, sia le prestazioni di servizi rese o ricevute, quando l’importo dell’operazione è superiore alla soglia di € 500.
Per saperne di più su questo nuovo servizio vai alla pagina di “FOCUS ESTERO“, è inoltre possibile controllare gli argomenti trattati nelle circolari Focus Estero già pubblicate QUI.
settembre 27th, 2012 | Tags: agenzia, beni, cessioni, comunicazione, DDT, direttiva, documenti, imposta, Intrastat, iva intracomunitaria, modello black list, normativa, novita', Paesi Black List, repubblica, riepilogo, San Marino, servizi, trasporto | Category: Intrastat