Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-487-codice-civile-chiamato-alleredita-che-non-e-nel-possesso-di-beni
Timestamp: 2018-05-27 15:33:11+00:00
Document Index: 53943426

Matched Legal Cases: ['art. 485', 'art 485', 'art. 487', 'art. 669', 'art. 487', 'art. 485']

Art. 487 codice civile: Chiamato all'eredità che non è nel possesso di beni
Codice civile Art. 487 codice civile: Chiamato all’eredità che non è nel possesso di beni
Il chiamato all’eredità, che non è nel possesso di beni ereditari, può fare la dichiarazione di accettare col beneficio d’inventario fino a che il diritto di accettare non è prescritto (1).
Quando ha fatto la dichiarazione, deve compiere l’inventario nel termine di tre mesi dalla dichiarazione, salva la proroga accordata dall’autorità giudiziaria a norma dell’art. 485 (2); in mancanza, è considerato erede puro e semplice.
Quando ha fatto l’inventario non preceduto da dichiarazione d’accettazione, questa deve essere fatta nei quaranta giorni successivi al compimento dell’inventario; in mancanza, il chiamato perde il diritto di accettare l’eredità (3).
(1) Il diritto di accettare l’eredità si prescrive in dieci anni.
(2) Tale proroga, che può essere concessa dal tribunale del luogo in cui si è aperta la successione, se l’inventario è stato iniziato ma non ancora completato, non può eccedere i tre mesi, salvo che si verifichino gravi circostanze.
(3) Questa disposizione non si applica al legittimario [v. 536] cui non è stata attribuita la porzione di eredità spettantegli per legge (cd. legittimario pretermesso): infatti costui, non essendo chiamato all’eredità, non ha la possibilità di accettarla (con o senza beneficio d’inventario).
In tema di accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario, la proroga del termine per il compimento dell'inventario, prevista dall'art 485, comma 1, c.c. e richiamata nel successivo art. 487, può essere concessa una sola volta, onde è perentorio il termine fissato con il provvedimento di proroga.
Cassazione civile sez. III 29 gennaio 2010 n. 2033
La pronuncia resa sull'ordinanza adottata dal tribunale, ai sensi dell'art. 669 terdecies c.p.c., in sede di reclamo avverso un provvedimento con cui sia stata respinta un'istanza impropria ai sensi dell'art. 487 c.c., volta a far dichiarare la decadenza di un erede dal diritto di accettare l'eredità per non aver reso la dichiarazione di accettazione nei 40 giorni successivi al compimento dell'inventario, è priva dei caratteri di decisorietà e definitività. Ne consegue che, contro di essa, è inammissibile il ricorso straordinario per cassazione. (Nella specie la S.C. ha precisato che, stante l'anomalia del procedimento, le questioni relative alla avvenuta o meno accettazione dell'eredità, decise con delibazione sommaria, avrebbero potuto essere sollevate in un eventuale giudizio di cognizione relativo alla sussistenza o meno della qualità di erede del resistente).
Cassazione civile sez. II 21 novembre 2006 n. 24668
Il creditore che, agendo contro l'erede accettante con beneficio d'inventario, intenda farne valere la responsabilità ultra vires per il mancato compimento dell'inventario stesso nei termini previsti dagli art. 485 e 487 c.c., non ha alcun onere di provare la dedotta omissione o ritardo, dovendo, per converso, l'erede in accettazione beneficiata provare, in positivo, la circostanza "de qua", rappresentando la tempestiva formazione dell'inventario un elemento costitutivo del relativo beneficio.
Cassazione civile sez. II 15 luglio 2003 n. 11030