Source: http://www.settimanafiscaledigital.ilsole24ore.com/edizione/20197
Timestamp: 2020-01-21 04:49:13+00:00
Document Index: 182082737

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'in fine', 'art. 6', 'art. 1']

Numero 7 15 febbraio 2019
Redditi di impresa, Iva, bollo e fatturazione
Tecnologia Blockchain applicata alla contabilità e all'audit
La tecnologia cd. Blockchain è una delle tecnologie emergenti che possono intervenire in maniera significativa sui processi e sui servizi offerti da aziende di consulenza amministrativo-contabile . Non a caso, le quattro principali società del settore stanno già implementando la tecnologia nella loro offerta. È bene che tutti i professionisti amplino la loro conoscenza rispetto a ciò che, secondo gli esperti, diventerà il futuro dell’ industria contabile , perché trovare il proprio posizionamento rispetto a tali strumenti potrebbe essere importante, se non cruciale, per mantenere il proprio ruolo e spazio sul mercato e la qualità dei propri servizi allineati agli standard di settore.
L’art. 1, co. 59, L. 145/2018 (Legge di Bilancio 2019) estende, per la prima volta, la possibilità di optare per la cedolare secca anche per taluni immobili ad uso commerciale , pur con precisi limiti. Si tratta degli immobili commerciali classificati in categoria C/1 (negozi e/o botteghe) con superficie fino a 600 mq . Nel computo della metratura prevista per l’accesso all’ agevolazione si precisa che nei 600 mq non vanno sommate le pertinenze che, però, accedono anch’esse all’ imposta sostitutiva se locate congiuntamente all’ immobile principale . Per i soggetti aventi un contratto (non scaduto) in corso alla data del 15.10.2018 , non è possibile risolvere il contratto anticipatamente rispetto alla scadenza contrattuale , al fine di stipularne uno nuovo che possa godere dell’applicazione della « nuova » cedolare secca . L’altra novità è quella prevista dal co. 1127 dell’art. 1, L. 145/2018, che è intervenuto sull'art. 3, co. 4, D.Lgs. 23/2011, portando dal 95% al 100% la misura dell'acconto della cedolare secca dal 2021 .
Iper e maxi ammortamenti
La L. 30.12.2018, n. 145, in vigore dall’ 1.1.2019 , ha prorogato di un anno l’ iper ammortamento dei beni ad elevato contenuto tecnologico, modificando altresì la misura del beneficio , mediante l’introduzione di un sistema di coefficienti differenziati in base all’ entità dell’ investimento . Il differimento di un periodo d’imposta ha riguardato pure il super ammortamento dei beni immateriali , con conferma dell’ aliquota del 40% . È stato, inoltre, riproposto, con modifiche, il credito d’imposta per le spese di formazione del personale nelle tecnologie previste dal Piano Industria 4.0 ; la misura del beneficio è, infatti, diversa a seconda delle dimensioni dell’ impresa . È stato altresì stabilito un contributo a fondo perduto per le imprese che sostengono costi di trasformazione tecnologica e digitale 4.0 e ammodernamento degli assetti gestionali dell’impresa.
Il diritto alla detrazione dell'Iva non può essere negato per la sola circostanza che l' Iva è stata assolta su acquisti effettuati da un soggetto passivo nel corso del periodo in cui il suo numero identificativo Iva risultava annullato. Questo quanto stabilito in sintesi dalla Sentenza 12.9.2018, relativa alla causa C-69/17 ( Gamesa ) con cui i Giudici comunitari hanno ulteriormente stabilito che il meccanismo della detrazione dell’ Iva assolta sugli acquisti di beni e servizi da parte di un soggetto passivo (cd. business ) non può essere disconosciuto laddove sussistano i requisiti sostanziali per il suo esercizio. Tale principio vale tanto più nell’ipotesi in cui l’imposta detratta riguardi operazioni di acquisto effettuate durante un periodo in cui il soggetto passivo risultava inattivo in forse alla normativa nazionale.
Oggetto del presente intervento è il trattamento fiscale che si applica alla caparra confirmatoria trattenuta per effetto di un inadempimento del promissario acquirente di un preliminare di vendita, immobiliare e non. Come vedremo, la risposta è molto articolata . Per questa fattispecie, pare che le parti si siano invertite, rispetto all’usuale. Al di là della differente previsione (caparra confirmatoria, penitenziale e clausole penali) alla fin fine abbiamo l’Amministrazione finanziaria che, ancora nel 1982, aveva escluso da tassazione la caparra confirmatoria trattenuta e dall’altra la Cassazione che nel 2016 (n. 11307) l’ha dichiarata tassabile ( caparra penitenziale ), se ed in quanto la cessione dell’immobile cui il preliminare si riferiva fosse stata tassata . Il Notariato ha poi fatto propria questa tesi. La dottrina contesta però tale interpretazione.
Iva erroneamente assolta
L’art. 6, co. 6, D.Lgs. 471/1997, introdotto dall'art. 1, co. 935, L. 27.12.2017, n. 205, prevede fra l’altro che, in caso di applicazione dell' imposta in misura superiore a quella effettiva, erroneamente assolta dal cedente o prestatore, fermo restando il diritto del cessionario o committente alla detrazione , ai sensi degli artt. 19 e segg., D.P.R. 633/1972, punisce l'anzidetto cessionario o committente con la sanzione amministrativa compresa fra € 250 e € 10.000 . La restituzione dell'imposta è esclusa qualora il versamento sia avvenuto in un contesto di frode fiscale .