Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-23676-del-10-10-2017
Timestamp: 2020-08-15 14:13:41+00:00
Document Index: 135304264

Matched Legal Cases: ['art. 111', 'art. 118', 'art. 360', 'art. 111', 'art. 118', 'art. 118']

Sentenza Cassazione Civile n. 23676 del 10/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23676 del 10/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/10/2017, (ud. 15/05/2017, dep.10/10/2017), n. 23676
sul ricorso 10824/2016 proposto da:
ABI S.R.L. – P.I. (OMISSIS), in persona dell’amministratore unico e
avvocati GAETANO BARONE e LIDIA CORALLO;
persona del curatore, elettivamente domiciliata in ROMA, CORSO
VITTORIO EMANUELE II N. 18, presso lo STUDIO LEGALE LESSONA,
rappresentata e difesa dall’avvocato TULLIO D’AMORA;
avverso il decreto n. Cron. 2867/2016 del TRIBUNALE di FIRENZE,
depositato il 07/03/2016;
la S.r.l. Abi propone ricorso, affidato a due motivi, avverso il decreto del Tribunale di Firenze indicato in epigrafe, con il quale è stata rigettata l’opposizione avverso lo stato passivo del fallimento della (OMISSIS) s.p.a. in liquidazione, in relazione al rigetto della richiesta di collocazione in prededuzione del proprio credito, in quanto derivante da subappalto;
la curatela del fallimento resiste con controricorso;
il primo motivo di ricorso, con il quale si deduce la violazione della L. Fall., art. 111 e del D.Lgs. n. 163 del 2006, art. 118, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, è manifestamente infondato;
questa Corte, proprio in materia di subappalto, ha affermato il principio secondo cui, ai fini della prededucibilità dei crediti nel fallimento, il necessario collegamento occasionale o funzionale con la procedura concorsuale, ora menzionato dalla L. Fall., art. 111, va inteso non soltanto con riferimento al nesso tra l’insorgere del credito e gli scopi della procedura, ma anche con riguardo alla circostanza che il pagamento del credito, ancorchè avente natura concorsuale, rientri negli interessi della massa e dunque risponda agli scopi della procedura stessa, in quanto utile alla gestione fallimentare, in quanto la prededuzione attua un meccanismo satisfattorio destinato a regolare non solo le obbligazioni della massa sorte al suo interno, ma anche tutte quelle che interferiscono con l’amministrazione fallimentare ed influiscono sugli interessi dell’intero ceto creditorio (Cass., 5 marzo 2012, n. 3402);
è stato tuttavia precisato che tale principio non va inteso nel senso che un tal credito vada ammesso, sempre e comunque, in prededuzione e ciò anche se la massa dei creditori non tragga alcuna concreta soddisfazione dall’esecuzione di quel pagamento (per il minor o nullo o incerto introito che a quel pagamento consegua), aggiungendosi che, al contrario, l’ammissione del credito del subappaltatore al passivo fallimentare in prededuzione potrà trovare riscontro solo se e in quanto esso comporti, per la procedura concorsuale, un sicuro ed indubbio vantaggio conseguente al pagamento del committente-P.A. il quale subordini il suo pagamento di una maggior somma alla quietanza del subappaltatore in ordine al proprio credito, ai sensi del D.Lgs. n. 163 del 2006, art. 118, comma 3 (Cass., 16 febbraio 2016, n. 3003);
al lume delle superiori considerazioni le doglianze della ricorrente non colgono nel segno, in quanto il provvedimento impugnato si fonda su due distinte rationes decidendi: la prima, incentrata sull’applicabilità del D.Lgs. n. 163 del 2006, art. 118, ai soli soggetti in bonis; la seconda sull’assenza di un vantaggio per la massa dei creditori dal pagamento delle somme dovute alla ditta subappaltatrice, in quanto “le somme vantata dal fallimento sono già state svincolate e pagate, cosicchè il pagamento del subappaltatore non si pone come condizione di esigibilità di quel credito che è già stato recuperato”: tale ultimo aspetto è conforme al richiamato indirizzo di legittimità;
del tutto, infondato, poi, è il rilievo, contenuto nel secondo motivo, circa l’omesso esame della circostanza inerente al mancato pagamento dell’intero corrispettivo da parte del Comune di Bardolino, in quanto nel provvedimento impugnato si dà atto che le deduzioni della curatela, circa l’insussistenza del vantaggio, riguardano tanto il Comune di Montemurlo che quello di Bardolino; Venendo in considerazione, eventualmente, un vizio revocatorio, deve darsi atto della carenza di decisività di tale profilo, emergendo dalle controdeduzioni, non contestate, che anche detta stazione appaltante “ha ufficialmente e formalmente riconosciuto e liquidato il credito della (OMISSIS) e non si è verificata alcuna sospensione dei pagamenti in favore dell’impresa fallita”, laddove un mero ritardo nell’erogazione del saldo assume un carattere contingente e non incide sul giudizio espresso dal Tribunale nei termini sopra indicati; le spese del presente giudizio di legittimità seguono al soccombenza, e si liquidano come in dispositivo.
Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese relative al presente giudizio di legittimità, liquidate in Euro 4.100,00, di cui Euro 100,00 per esborsi, oltre agli accessori di legge.