Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2019/03/deduzione-compensi-agli-amministratori.html
Timestamp: 2019-05-24 09:46:57+00:00
Document Index: 129823894

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2364', 'art. 2486', 'art. 2389']

Compensi agli amministratori societari: la deduzione fiscale
La deduzione fiscale dei compensi agli amministratori - Diario Quotidiano del 6 marzo 2019
1) Deduzione fiscale compensi agli amministratori, prima e dopo la riforma del diritto societario
2) Bilancio e nota integrativa equipollenti ai verbali assembleari
3) La vendita con pubblico incanto non rettificabile dal fisco
4) Anche dopo la rottamazione è possibile proseguire il giudizio tributario
5) Tutte le novità da Redditi 2019
6) Entrate tributarie, a gennaio 2019, pari a 36,5 miliardi (+2,7%)
7) Entrate tributarie, nel 2018 gettito di 463,2 miliardi (+1,7%)
8) Lavoratori agricoli: online il 4° elenco di variazione 2018
9) Tariffe per l’attività di verifica periodica delle attrezzature di lavoro
Se manca l’apposita delibera assembleare, i compensi corrisposti agli amministratori non sono deducibili. Non basta la previsione e l’approvazione dei relativi importi soltanto in sede di approvazione del bilancio. Costa, dunque, cara la fretta e forse l’approssimazione nell’affrontare la delicata questione della corresponsione degli importi spettanti ai manager.
Difatti, la Corte di cassazione, con la sentenza n. 884 del 16 gennaio 2019, confermando la tesi del giudice d’appello, ha dato ragione all’Agenzia delle entrate. Mentre, invece, solo il giudice di primo grado aveva accolto le richieste della società.
Tuttavia, la pesante interpretazione contraria al contribuente non tiene della normativa, più elastica, entrata in vigore dopo i fatti i causa.
In particolare, la riforma del diritto societario, per effetto della quale è venuta meno l’applicazione alle Srl la previsione di cui agli artt. 2363, primo comma, n. 3, e 2389, primo comma, c.c., è entrata in vigore solo il 10 gennaio 2004 e, dunque, il suo ambito di operatività, sotto il profilo temporale, non si estende anche al caso in esame, avente ad oggetto un’operazione posta in essere nell’anno 2003.
Srl, contro Agenzia delle Entrate, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Toscana del 2 novembre 2009.
Una S.r.l. propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Toscana, depositata il 23 novembre 2009, che, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha dichiarato la legittimità dell’avviso di accertamento impugnato limitatamente al rilievo avente ad oggetto l’indebita deduzione del costo sostenuto per compensi agli amministratori.
Dall’esame della sentenza impugnata si evince che l’atto impositivo, emesso con riferimento al periodo di imposta 2003, si fonda sulla indebita deduzione di alcuni costi, quali quelli aventi ad oggetto i compensi agli amministratori e i relativi oneri contributivi, e che la Commissione provinciale aveva accolto il ricorso. Il giudice di appello ha accolto il gravame dell’Agenzia delle entrate almeno in relazione al rilievo avente ad oggetto le deduzioni operate per compensi agli amministratori, ritenendo che tali compensi fossero carenti dei requisiti di certezza e determinatezza per non essere stati oggetto di apposita delibera assembleare, ma previsti e approvati solo in sede di approvazione del bilancio.
Decisione, come detto sopra favorevole all’Agenzia delle entrate, ma per una questione solo temporale. In tale sede, comunque, la massima corte ribadisce i seguenti principi:
“Con riferimento alla determinazione della misura del compenso degli amministratori di società di capitali, la disciplina previgente alla riforma del diritto societario introdotta dal d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, stabilisce, all’art. 2364, primo comma, n. 3), c.c., applicabile alle società a responsabilità limitata, in virtù dell’espresso rinvio contenuto nell’art. 2486, secondo comma, c.c.41 che l’assemblea «determina il compenso degli amministratori e dei sindaci, se non è stabilito nell’atto costitutivo», e, al successivo art. 2389, primo comma, c.c., applicabile alle società a…