Source: http://www.tcnotiziario.it/Articolo/Index?idArticolo=399521&tipo=&cat=ULTFIS&fonte=Teleconsul.it%20-%20Ultimissime%20Fiscale
Timestamp: 2019-05-24 18:55:13+00:00
Document Index: 125478552

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 135', 'sentenza ']

Prassi - AGENZIA DELLE ENTRATE - Risoluzione 15 maggio 2018, n. 38/E
La società ALFA (di seguito anche "ALFA" o "società istante") è una società di intermediazione mobiliare autorizzata a svolgere sia il servizio di gestione di portafogli sia il servizio di consulenza in materia di investimenti senza detenzione delle disponibilità liquide e degli strumenti finanziari della clientela e senza assunzione di rischi da parte della medesime.
Tenuto conto dell’orientamento espresso dalla Corte di Giustizia UE nella sentenza 7 marzo 2013, causa C-275/11, in base al quale "i servizi di consulenza giuridica forniti a persone fisiche o giuridiche che investono direttamente il loro denaro in titoli sono invece soggetti ad IVA", ad avviso della società istante, il servizio di consulenza in materia di investimenti fornito direttamente ai clienti investitori è imponibile ad IVA.
In linea generale, il servizio di consulenza in materia di investimenti, definito dall’art. 1, comma 5, lett. f) del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, recante il "Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria" (di seguito, "TUF"), consiste nella prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente (potenziale investitore), dietro sua richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo a una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario.
In linea con la giurisprudenza della Corte di Giustizia UE, in base alla quale il concetto di "negoziazione" comprende "un'attività fornita da un intermediario che non occupa il posto di una parte in un contratto relativo ad un prodotto finanziario e la cui attività è diversa dalle prestazioni contrattuali tipiche fornite dalle parti di un siffatto contratto" (cfr. Corte di Giustizia, sentenza 13 dicembre 2001, causa C-235/00, CSC Financial Services Ltd, punto 39; conforme sentenza 21 giugno 2007, causa C-453/05, Volker Ludwig), la risoluzione n. 343/E del 2008 ha precisato che nell’ambito della proposta di investimento al cliente, la consulenza costituisce il contenuto stesso dell’attività di negoziazione, intesa come un’attività di intermediazione che implica conoscenze specializzate riguardo ad un determinato strumento finanziario, ed è diretta ad indicare al cliente stesso le occasioni per la conclusione di un contratto/operazione di natura finanziaria, tenendo conto delle caratteristiche del cliente, dei suoi obiettivi di investimento, nonché della capacità del cliente di sopportare finanziariamente i rischi connessi all’operazione consigliata.
Successivamente, i Giudici Comunitari con la sentenza 7 marzo 2013, causa C-275/11, pronunciandosi in merito al trattamento fiscale delle prestazioni di consulenza in materia di investimenti fornite da un terzo ad una società di investimento di capitali, gestore di un fondo comune di investimento, hanno precisato, incidentalmente, che "i servizi di consulenza forniti a persone fisiche o giuridiche che investono direttamente il loro denaro in titoli, sono, invece, soggetti ad IVA" (cfr. sentenza punto 29).
Sebbene dalla pronuncia della Corte di Giustizia UE non si possa desumere una definizione univoca del servizio di consulenza in materia di investimenti e, conseguentemente, un regime fiscale di carattere generale applicabile a detto servizio, la scrivente, al fine di verificare la validità dei chiarimenti forniti con la risoluzione n. 343 del 2008, ha ritenuto opportuno conoscere l'orientamento del Comitato consultivo dell'imposta sul valore aggiunto sulla corretta applicazione delle disposizioni dell'Unione Europea in materia di esenzione da IVA alla luce della citata sentenza della Corte di Giustizia, 7 marzo 2013, causa C-275/11.
In particolare, circa l’applicazione dell’esenzione di cui all’art. 135, paragrafo 1, lett f), della direttiva 2006/112/CE (i.e. direttiva IVA) - in base al quale, "1. Gli Stati membri esentano le operazioni seguenti: [...] f) le operazioni, compresa la negoziazione ma eccettuate la custodia e la gestione, relative ad azioni, quote parti di società o associazioni, obbligazioni e altri titoli [...]" - il Comitato IVA ha espresso il seguente orientamento:
2. Il comitato IVA è del parere [unanime] che un servizio di consulenza in materia di investimenti in titoli in cui il prestatore del servizio di consulenza non è coinvolto nella negoziazione e conclusione del contratto tra il cliente e la parte che promuove i titoli non rientra nel campo di applicazione dell'articolo 135 (1) (f), della direttiva IVA".
Le linee guida elaborate dal Comitato consultivo IVA sembrano, dunque, presupporre una definizione di "consulenza in materia di investimento" che non necessariamente coincide con un’attività di intermediazione (i.e. negoziazione) nell’accezione fatta propria dalla Corte di Giustizia UE, vale a dire "un’attività fornita da un intermediario che non occupa il posto di una parte in un contratto (relativo ad un prodotto finanziario) e la cui attività è diversa dalle prestazioni contrattuali tipiche fornite dalle parti di un siffatto contratto. Infatti, l'attività di negoziazione è un servizio reso ad una parte contrattuale e remunerato da quest'ultima come distinta attività di mediazione. Essa può consistere, tra l'altro, nell'indicare le occasioni in cui concludere un tale contratto, nell'entrare in contatto con l'altra parte e nel negoziare in nome e per conto del cliente i particolari delle prestazioni reciproche. La finalità di tale attività è quindi di fare il necessario perché due parti concludano un contratto, senza che il negoziatore abbia un proprio interesse riguardo al contenuto del contratto". "I termini «negoziazione relativa a titoli» non riguardano i servizi che si limitano a fornire informazioni su un prodotto finanziario e, eventualmente, a ricevere e ad evadere le richieste di sottoscrizione dei titoli corrispondenti, senza emetterli" (cfr. sentenza 13 dicembre 2001, causa C-235/00).
Ciò, in quanto la società istante - che non distribuisce strumenti finanziari propri - non percepisce incentivi o retrocessioni commissionali da parte di terzi ovvero da parte dei diversi operatori finanziari coinvolti negli investimenti suggeriti/raccomandati dalla società medesima (cfr. punto 17.8 delle condizioni contrattuali relative al servizio di consulenza in materia di investimenti). Il servizio di consulenza in materia di investimenti, infatti, è remunerato esclusivamente dalle commissioni di consulenza e dalle commissioni di performance addebitate sul patrimonio del cliente/investitore oggetto del servizio come risultante dall’esecuzione delle raccomandazioni prestate e dagli aggiornamenti del Portafoglio modello scelto dal cliente (salvo diversa comunicazione da parte del cliente nell’ipotesi in cui non esegua le raccomandazioni ricevute o disponga di operazioni di sua iniziative diverse da quelle raccomandate).