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Timestamp: 2016-12-04 08:22:23+00:00
Document Index: 126978331

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 20', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 20', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 20', 'art. 14']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 399 del 22.10.2008
Istanza di interpello - Articolo 11 della legge n. 212 del 2000- Fondo
Pensioni Personale ALFA - D.lg. 5 dicembre 2005, n. 252 - Previdenza
complementare - Tassazione delle somme da erogare a titolo di riscatto della
posizione individuale maturata presso il fondo in vigenza di regimi fiscali
D.lgs. n. 252 del 2005, è stato esposto il seguente
Il Fondo Pensioni del Personale della Banca ALFA, preesistente alla data di
entrata in vigore del D.lgs. n. 124 del 1993, deve erogare il riscatto della
posizione individuale a circa 300 ex iscritti che hanno cessato il rapporto
di lavoro con l'istituto bancario a seguito della loro richiesta di fruire
delle prestazioni del c.d. Fondo di solidarietà, di cui al decreto del
Ministero del Lavoro 28 aprile 2000, n. 158.
In particolare, il Fondo istante fa presente che le somme da erogare a
titolo di riscatto sono formate da montanti maturati in vigenza di tre
diversi regimi fiscali:
1) M1: montante maturato fino al 31 dicembre 2000;
2) M2: montante maturato dal 1 gennaio 2001 fino al 31 dicembre 2006;
3) M3: montante maturato successivamente al 1 gennaio 2007.
Tutto ciò premesso, il Fondo istante chiede di conoscere, alla luce delle
modifiche introdotte in materia dal D.lgs. n. 252 del 2005, il trattamento
fiscale da riservare alle somme erogate, avendo particolare riguardo:
1) alle modalità di ripartizione dell'imponibile tra i vari montanti,
nel caso di riscatto parziale "per mobilità" di cui all'art. 14,
comma 2, lett. b), del D.lgs. n. 252 del 2005 (50 per cento della
posizione individuale maturata);
2) alla determinazione della causale da ritenersi prevalente nel caso
in cui si debba procedere alla liquidazione dell'intero montante,
comprendente oltre il riscatto parziale "per mobilità" nella misura
del 50 per cento della posizione individuale maturata, anche il restante 50 per cento a titolo di riscatto "per cause diverse" ai
sensi dell'art. 14, comma 5, del D.lgs. n. 252
Ad avviso del Fondo istante, nel caso di riscatto parziale "per
mobilità",
sarebbe più in linea con i dettami della nuova disciplina della previdenza
complementare l'imputazione del riscatto da erogare ai montanti M1, M2 ed M3
anch'essi considerati nella stessa percentuale del riscatto richiesto e, cioè, nella misura del 50 per cento. Tuttavia, in via cautelativa, il Fondo
intende imputare le somme oggetto di riscatto prioritariamente e fino ad assorbimento all'intero montante maturato per primo in ordine di tempo (M1
ed M2), con l'applicazione del relativo trattamento fiscale pro-tempore vigente.
L'importo eventualmente eccedente verrà imputato al montante maturato dopo
il 1 gennaio 2007 (M3) e sconterà la tassazione in base alla disciplina
vigente di cui al D.lgs. n. 252 del 2005 (ritenuta a titolo d'imposta con
aliquota del 15 per cento riducibile fino al 9 per cento, al netto dei redditi
già assoggettati ad imposta, nonché dei contributi non dedotti ad
esso proporzionalmente riferibili).
Qualora, oltre al riscatto parziale "per mobilità", venga richiesto anche
il riscatto "per cause diverse", il Fondo istante intende liquidare per
primo il riscatto parziale "per mobilità".
Pertanto, le somme pari al 50 per cento della posizione individuale
maturata, liquidate a titolo di riscatto parziale "per mobilità", andranno
imputate, secondo il criterio precedentemente descritto, all'intero montante
maturato per primo in ordine di tempo, fino ad assorbimento, ed assoggettate alla tassazione in base alla disciplina pro-tempore vigente.
Analogamente, l'ulteriore 50 per cento delle somme liquidate a titolo di
riscatto "per cause diverse" dovrà essere imputato prima ai montanti M1 ed
M2, qualora vi sia ancora capienza dopo l'imputazione dell'importo erogato a
titolo di riscatto "per mobilità".
La somma residua verrà, infine, imputata al montante M3 e
sarà tassata
mediante ritenuta a titolo d'imposta del 23 per cento.
Il trattamento fiscale riservato alle somme liquidate a titolo di riscatto
della posizione maturata presso le forme previdenziali ha subito diverse
modifiche in conseguenza degli interventi normativi che hanno modificato la
In particolare, l'art. 10, comma 1, lett. c), del D.lgs. n. 124 del 1993,
consentiva il riscatto dell'intera posizione individuale maturata, in
seguito al venir meno dei requisiti di partecipazione al fondo (in
alternativa al trasferimento della posizione stessa presso altro fondo).
Ai sensi dell'art. 13, comma 9, del citato decreto legislativo, le somme
liquidate a titolo di riscatto erano assoggettate a tassazione separata con
aliquota determinata con gli stessi criteri previsti per il TFR.
A partire dal 1 gennaio 2001, in vigenza del D.lgs. n. 47 del 2000, il
trattamento fiscale del riscatto era differente a seconda delle motivazioni
che lo avevano generato.
In particolare, per le somme accantonate dal 2001, l'art. 20 del TUIR (nel
testo vigente fino al 31 dicembre 2006) prevedeva la tassazione separata in
caso di riscatto esercitato a seguito di pensionamento o di cessazione del
rapporto di lavoro per mobilità o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti (come nel caso di licenziamento derivante dal dissesto
finanziario del datore di lavoro, dal fallimento o da altra procedura
concorsuale).
Le somme erogate a titolo di riscatto esercitato per motivi diversi dalle
predette cause venivano, invece, assoggettate a tassazione secondo
l'ordinario regime di progressività.
La nuova disciplina della previdenza complementare, introdotta dal D.lgs. n. 252 del 2005, con efficacia dal 1 gennaio 2007, oltre a contenere una
previsione analitica delle ipotesi di riscatto, ha notevolmente modificato
il trattamento fiscale applicabile agli importi riscattati. In particolare, l'ambito di
operatività dell'istituto è ora circoscritto
alla seguenti ipotesi: 1) riscatto parziale, nella misura del 50 per cento della posizione
individuale maturata, nei casi di cessazione dell'attività lavorativa
che comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo inferiore a 12
mesi e non superiore a 48 mesi, ovvero in caso di riscorso da parte
del datore di lavoro a procedure di mobilità, cassa integrazione
guadagni ordinaria e straordinaria (art. 14, comma 2, lett. b) del
D.lgs. n. 252 del 2005) (c.d. riscatto parziale per
mobilità);
2) riscatto totale della posizione individuale maturata, nei casi di
invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di
lavoro a meno di un terzo ed a seguito di cessazione dell'attività
lavorativa che comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo
superiore a 48 mesi (art. 14, comma 2, lett. c);
3) riscatto per premorienza: in caso di premorienza dell'iscritto, il
riscatto dell'intera posizione individuale maturata può essere
esercitato dagli eredi o dai beneficiari (art. 14, comma 3);
4) riscatto per cause diverse da quelle precedenti (art. 14, comma 5).
Il trattamento fiscale delle diverse ipotesi di riscatto sopra richiamate è previsto nell'art. 14, commi 4 e 5, del D.lgs. n. 252 del 2005.
a) una ritenuta a titolo d'imposta con aliquota del 15 per cento
(riducibile al 9 per cento, in funzione degli anni di iscrizione al fondo) nei casi di riscatto parziale di cui al punto 1), di riscatto
totale di cui al punto 2) e di riscatto da parte degli eredi o dei
beneficiari in caso di morte degli aderenti di cui al punto 3);
b) una ritenuta a titolo d'imposta con aliquota del 23 per cento nei
casi di riscatto per cause diverse di cui al punto 4).
Tutto ciò premesso, la questione descritta dal Fondo Pensioni del Personale
della banca ALFA ha ad oggetto il trattamento fiscale da applicare alle
somme erogate a titolo di riscatto della posizione individuale maturata
presso il Fondo medesimo, esercitato da alcuni ex iscritti che hanno cessato il rapporto di lavoro con l'istituto bancario.
La cessazione del rapporto di lavoro con la banca ALFA è
avvenuta in
seguito alla richiesta dei lavoratori di fruire delle prestazioni erogate
dal c.d. Fondo di solidarietà di cui al decreto del Ministero del Lavoro 28
aprile 2000, n. 158.
Al riguardo, si rammenta che, nella risoluzione 2 marzo 2004, n.
30, la
scrivente ha ritenuto che la procedura prevista per fruire delle prestazioni
erogate dal Fondo di solidarietà, di cui al decreto del Ministero del
lavoro n. 158 del 2000, sia equiparabile alla procedura di mobilità,
prevista dalla legge n. 223 del 1991.
Ciò premesso, considerato che, secondo i chiarimenti resi nella circolare
18 dicembre 2007, n. 70 (par. 5.4), a decorrere dal 1 gennaio 2007, i
presupposti per la richiesta di riscatto devono essere individuati sulla
base della disciplina vigente a decorrere dalla medesima data, e cioè
secondo le norme recate dal D.lgs. n. 252
del 2005, il riscatto della
posizione individuale esercitato dagli ex iscritti al Fondo istante, essendo
un riscatto per mobilità, trova la sua disciplina nell'art. 14, comma 2,
lett. b) del citato D.lgs. n. 252 del 2005, che consente il riscatto nella
misura del 50 per cento della posizione individuale maturata presso il Fondo.
Nella fattispecie in esame gli importi che il Fondo istante deve liquidare a
titolo di riscatto parziale per mobilità sono maturati in vigenza dei
diversi regimi fiscali sopra richiamati.
Per quanto riguarda la questione di cui al punto 1), concernente
le modalità di ripartizione dell'imponibile tra i vari montanti, secondo i
chiarimenti resi nella circolare 18 dicembre 2007, n. 70 (par. 5.6), nel
caso di riscatto parziale di cui all'art. 14, comma 2, lett. b), del D.lgs. n. 252 del 2005, l'importo del riscatto costituito dal 50 per cento della
posizione individuale maturata, va imputato prioritariamente all'intero montante maturato per primo.
In particolare, l'importo del riscatto parziale andrà imputato
prioritariamente e fino ad assorbimento a M1 ed a M2, salva la facoltà di scelta da parte del percipiente nell'ambito di tali montanti, mentre
l'eventuale eccedenza va imputata a M3, applicando a ciascuno di essi il
regime fiscale proprio delle prestazioni definitive.
Per quanto riguarda le modalità di tassazione dei montanti, distribuiti
secondo il criterio anzidetto, si fa presente che nella circolare n. 70 del
2007 sopra richiamata, al par. 5.4, è stato precisato che, sebbene il
riscatto debba essere esercitato secondo le disposizioni di cui al D.lgs. n. 252 del 2005, ai montanti delle prestazioni maturate fino al 31 dicembre
2006 continuano ad applicarsi le disposizioni previgenti.
Pertanto, il riscatto parziale per mobilità (50 per cento della posizione
individuale maturata), di cui all'art. 14, comma 2, lett. b), del D.lgs. n. 252 del 2005, sconterà il seguente trattamento fiscale:
1) il montante M1 verrà assoggettato, ai sensi dell'art. 13, comma 9,
del D.lgs. n. 124 del 1993, a tassazione separata con aliquota
determinata con gli stessi criteri previsti per il TFR (qualora si
tratti di "vecchi iscritti a vecchi fondi", alle somme riscattate, al netto dei contributi versati dal lavoratore in misura non eccedente il
4 per cento della retribuzione annua, si applica la medesima aliquota
del TFR);
2) trattandosi di riscatto esercitato per
mobilità, anche il montante
M2, ai sensi dell'art. 20 del TUIR (nel testo vigente fino al 1
gennaio 2007), verrà assoggettato a tassazione separata con aliquota
determinata con gli stessi criteri previsti per il TFR;
3) il montante M3 verrà assoggettato ad una ritenuta a titolo
d'imposta con aliquota del 15 per cento (riducibile al 9 per cento in funzione degli anni di iscrizione al fondo), ai sensi dell'art. 14,
comma 4, del D.lgs. n. 252 del 2005.
Per quanto riguarda la questione di cui al punto 2), concernente l'ipotesi
di riscatto integrale della posizione individuale maturata presso il Fondo istante, secondo quanto emerge dall'istanza di interpello lo Statuto o il
regolamento del Fondo prevedono il riscatto per cause diverse ai sensi
dell'art. 14, comma 5, del D.lgs. n. 252
del 2005, ricollegabile alla
perdita dei requisiti di partecipazione al Fondo medesimo.
Pertanto, gli ex iscritti al Fondo medesimo potranno richiedere,
contemporaneamente, oltre al 50 per cento della posizione individuale
maturata, a titolo di riscatto per mobilità, anche il riscatto per cause
diverse del restante 50 per cento.
In tale ipotesi il Fondo dovrà provvedere a liquidare prioritariamente il
riscatto parziale per mobilità e, successivamente, il riscatto per cause diverse.
Ciò in quanto, poiché il riscatto per cause diverse è
connesso alla
perdita dei requisiti di partecipazione al Fondo, se lo stesso venisse
esercitato per primo, non potrebbe essere limitato al 50 per cento della
posizione individuale maturata presso il Fondo, ma dovrebbe avere ad oggetto
l'intera posizione maturata (non essendo concepibile che chi ha perso i
requisiti di partecipazione possa conservare una posizione aperta presso il
Fondo stesso).
Quindi, il Fondo istante provvederà ad imputare le somme liquidate a titolo
di riscatto parziale per mobilità ai montanti maturati per primi in ordine di tempo (M1, M2 ed M3).
Anche l'importo liquidato a titolo di riscatto per cause diverse, di cui
all'art. 14, comma 5, del D.lgs. n. 252
del 2005, dovrà essere imputato prioritariamente ai montanti M1 ed M2, nella misura in cui detti montanti
risultino ancora capienti, mentre l'eccedenza andrà imputata al montante M3.
Gli importi del riscatto per cause diverse saranno assoggettate a tassazione
1) l'importo del riscatto che trova ancora capienza nel montante M1
verrà assoggettato, ai sensi dell'art. 10, comma 1, lett. c), del
D.lgs. n. 124 del 1993, a tassazione separata con aliquota determinata
con gli stessi criteri previsti per il TFR (qualora si tratti di
"vecchi iscritti a vecchi fondi", alle somme riscattate, al netto dei contributi versati dal lavoratore in misura non eccedente il 4 per
cento della retribuzione annua, si applica la medesima aliquota del
TFR);
2) l'importo imputato al montante M2
sconterà la tassazione ordinaria
in quanto le cause che hanno determinato il riscatto non rientrano tra
quelle previste dall'art. 20 (nel testo vigente fino al 1 gennaio
2007) per le quali è prevista la tassazione separata;
3) il montante M3 sarà assoggettato ad una ritenuta a titolo
d'imposta con aliquota del 23 per cento, ai sensi dell'art. 14, comma 5, del D.lgs. n. 252 del 2005.
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