Source: http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=de&zoom=&type=show_document&highlight_docid=aza%3A%2F%2F26-08-2011-9C_497-2010
Timestamp: 2016-10-27 16:47:22+00:00
Document Index: 150224959

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 27', 'art. 25', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 35', 'art. 66', 'sentenza ', 'art. 68', 'sentenza ']

9C_497/2010 (26.08.2011)
9C_497/2010 {T 0/2}
rappresentato da Z.________ patrocinato dall'avv. Michela Ferrari-Testa,
Con decisione del 16 maggio 2008 la Cassa di compensazione AVS/AI/IPG del Cantone Ticino ha chiesto all'Ente regionale protezione civile X.________ la restituzione delle indennit� versate a torto negli anni 2004 e/o 2005 (per un totale di fr. 94'872.55) per i giorni di servizio effettuati dai seguenti suoi militi - al tempo stesso dipendenti dell'organizzazione - ed erroneamente conteggiati a carico dell'ordinamento sulle indennit� di perdita di guadagno per chi presta servizio e in caso di maternit� (LIPG):
- A.________ (61 giorni di servizio [2005] chiesti in restituzione a fronte di 75 giorni attestati e indennizzati);
- B.________ (59 giorni di servizio [2005] chiesti in restituzione a fronte di 86 giorni attestati e indennizzati);
- C.________ (76 giorni di servizio [2004: 36; 2005: 40] chiesti in restituzione a fronte di 115 giorni attestati e indennizzati);
- D.________ (102 giorni di servizio [2004: 36; 2005: 66] chiesti in restituzione a fronte di 133 giorni attestati e indennizzati);
- E.________ (66 giorni di servizio [2004] chiesti in restituzione a fronte di 86 giorni attestati e indennizzati);
- F.________ (113 giorni di servizio [2004: 46; 2005: 67] chiesti in restituzione a fronte di 141 giorni attestati e indennizzati);
- G.________ (66 giorni di servizio [2005] chiesti in restituzione a fronte di 80 giorni attestati e indennizzati).
4.1 Il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha accertato che dalle liste elaborate - su richiesta dell'UFAS - dall'UFPP sulla base dei questionari IPG per gli anni 2004/2005 e trasmesse per verifica all'Ufficio cantonale responsabile della protezione civile il 2 febbraio 2007 si evinceva che - rispetto al totale - gran parte dei giorni di servizio poi parzialmente oggetto di restituzione dovevano necessariamente essere - una volta dedotta la durata annua massima indennizzabile per corsi di ripetizione di 14 giorni (art. 36 LPPC) - degli interventi ai sensi dell'art. 27 LPPC, segnatamente a favore della collettivit�. Richiamandosi a principi giurisprudenziali recentemente sviluppati in materia dal Tribunale federale (sentenze 9C_1057/2008, citata, e 9C_534/2009 del 4 febbraio 2010), i primi giudici ne hanno dedotto che l'entit� del numero di giorni di intervento a questo titolo era tale che la Cassa cantonale di compensazione - prestando l'attenzione ragionevolmente esigibile ed accresciuta in ragione del rischio di abuso insito al sistema - avrebbe dovuto insospettirsi e avviare quanto meno delle indagini tese ad accertare l'eventuale esistenza di una pretesa di restituzione. La Corte cantonale ha quindi concluso che qualora la Cassa avesse reagito con la tempestivit� comandata dalle circostanze, gli accertamenti necessari a verificare l'esistenza di un obbligo alla restituzione per gli anni 2004 e/o 2005 sarebbero terminati ben prima del 2 febbraio 2007, data dalla quale � stato fatto decorrere, al pi� tardi, il termine annuo di perenzione dell'art. 25 cpv. 2 LPGA. Ma anche qualora si fosse voluto fare decorrere l'inizio del termine di perenzione da un periodo successivo al 2 febbraio 2007, la Sezione del militare e della protezione della popolazione (SMPP), in qualit� di organo esecutivo responsabile della protezione civile, avrebbe dovuto, a mente dei primi giudici, essere in grado di determinare la somma delle IPG (eventualmente) pagate in eccesso entro due mesi dalla richiesta di collaborazione formulatale a inizio febbraio 2007. Termine di due mesi che agli occhi degli stessi giudici appariva adeguato anche perch� i dati contenuti nelle liste elaborate dall'UFPP rappresentavano ben pi� di semplici indizi e poich� dai timbri apposti dal capo del Servizio di protezione civile N.________ a conferma dell'esattezza dei dati risultava che il lavoro di verifica compiuto dalla SMPP era gi� terminato il 20/23 aprile 2007. In ogni caso, dunque, al momento della decisione del 16 maggio 2008 il diritto alla restituzione sarebbe gi� stato perento.
La ricorrente ricorda inoltre il complesso contesto in cui si inserisce la presente causa, caratterizzato dall'avvio, verso la fine del 2006, di un accertamento a livello nazionale denominato "operazione Argus" che ha visto il controllo, da parte dell'UFAS e dell'UFPP, di oltre 50'000 formulari IPG attestanti pi� di 130'000 giorni di servizio nella protezione civile con un riscontro, fino al 2006, di circa 32'000 giorni di servizio indebitamente forniti e oltre 5 milioni di franchi indebitamente versati sotto forma di IPG. Con riferimento alle liste trasmesse il 2 febbraio 2007 dall'UFPP alla SMPP, la Cassa osserva che esse costituivano solamente un punto di partenza per procedere con i necessari accertamenti, ritenuto che a quella data non sarebbe stato possibile determinare n� il principio n� tanto meno la misura della pretesa di restituzione. Rimprovera ai giudici cantonali di non avere tenuto in debito conto la comunicazione 25 maggio 2007 con cui il caposervizio della protezione civile N.________, rilevando le difficolt� incontrate, aveva trasmesso all'UFPP il risultato delle sue indagini, n� tanto meno lo scritto 28 maggio 2009 con cui l'UFPP aveva confermato all'UFAS di avere concluso i propri accertamenti il 25 settembre 2007. Basandosi sul contenuto di queste dichiarazioni ritiene dunque che con l'emanazione della decisione di restituzione del 16 maggio 2008 il termine di perenzione di un anno sarebbe stato in ogni caso rispettato.
Le medesime considerazioni sopra espresse si attagliano alla fattispecie per valutare la richiesta di restituzione degli indennizzi versati a torto all'ente opponente in relazione ai giorni di servizio prestati negli anni 2004 e/o 2005 dai suoi sette militi e dipendenti. Anzi, a ben vedere, le liste elaborate dall'UFPP sulla base dei dati delle domande IPG - i quali erano quindi necessariamente in possesso anche della Cassa di compensazione - mettono in risalto un numero di giorni di corsi di ripetizione (di molto) superiore al limite massimo annuo indennizzabile di 14 giorni (art. 36 LPPC), sicch� l'irregolarit� della corresponsione delle prestazioni risultava in realt� (almeno per questo genere di servizio) direttamente dagli atti. E anche volendo per ipotesi - come � stato fatto nella sentenza citata 9C_1057/2008 - dedurre per ogni milite interessato, oltre ai corsi di ripetizione di 14 giorni annui (art. 36 LPPC) considerati dalla stessa Corte cantonale (v. pronuncia impugnata pag. 11), ulteriori 14 giorni dal numero totale di giorni di servizio indennizzati secondo le liste trasmesse il 2 febbraio 2007 dall'UFPP e ora parzialmente chiesti in restituzione per tenere conto della possibilit� riservata dalla legge ai militi con funzioni di quadro e di specialista di svolgere anche corsi di perfezionamento (art. 35 LPPC), la sostanza non cambierebbe poich� i giorni in pi� rimarrebbero comunque di entit� considerevole, in parte addirittura superiore a quella che aveva occupato la Corte giudicante nella predetta vertenza.
Le spese seguono la soccombenza e sono poste a carico della ricorrente (art. 66 cpv. 1 LTF), la quale rifonder� all'opponente, patrocinato da una legale, un'indennit� - ridotta vista la motivazione standard utilizzata dalla medesima patrocinatrice anche in altri casi (v. ad esempio sentenza 9C_1040/2009 del 7 dicembre 2010 consid. 3.2 con riferimento) - per ripetibili della sede federale (art. 68 cpv. 1 e 2 LTF; cfr. pure sentenza citata 9C_534/2009 consid. 4).
Le spese giudiziarie di fr. 2250.- sono poste a carico della ricorrente.