Source: https://www.cineas.it/responsabilita-delle-professioni-sanitarie-gelli-porta-avanti-il-progetto-di-legge/
Timestamp: 2020-02-17 21:43:37+00:00
Document Index: 32335173

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 14']

Responsabilità delle professioni sanitarie: Gelli porta avanti il progetto di legge - Cineas
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Lo scorso 25 gennaio, Federico Gelli, medico specializzato in sanità pubblica e deputato relatore per la maggioranza del progetto di legge Fucci sulla responsabilità civile dei medici, ha illustrato alla Camera il testo unificato della proposta di legge recante Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario (n. 262). Obiettivo del provvedimento è quello di garantire la sicurezza delle cure attraverso due punti cardine: aumentare garanzie e tutele per chi esercita le professioni sanitarie e, nello stesso tempo, assicurare al paziente la possibilità di essere risarcito in tempi brevi e certi per eventuali danni subiti. Non si tratta dunque – ha precisato Gelli – di un provvedimento sbilanciato a favore dei professionisti: esso tende infatti a ricostituire un nuovo equilibrio nel rapporto tra medico e paziente, riducendo il contenzioso medico legale, che ha causato un cospicuo incremento nel costo delle assicurazioni per professionisti e strutture sanitarie, acuendo altresì il problema della medicina difensiva, che a propria volta ha distratto ingenti risorse della Sanità pubblica da impieghi più legati alle esigenze dei pazienti.
Proviamo ora a riassumere quali sono gli aspetti salienti della proposta: il primo si trova già all’art. 2, che stabilisce la possibilità per i pazienti di adire alla figura del Difensore Civico per comporre vertenze in materia di Sanità (o anche solo effettuare segnalazioni anonime di disservizi) nei confronti della Regione. L’art. 3 fa poi riferimento all’Osservatorio nazionale sulla sicurezza nella sanità presso l’Agenas, da noi già citato in un articolo dello scorso dicembre. Indi, l’art. 4 fissa un termine di 30 giorni entro cui la direzione sanitaria delle strutture deve fornire la documentazione clinica relativa al paziente che ne faccia richiesta. L’art. 5 invece fissa in due anni dall’approvazione della legge il tempo in cui il Ministro della salute dovrà pubblicare le linee guida in base a cui si disciplineranno le buone pratiche clinico assistenziali e le raccomandazioni indicate dalle società scientifiche e dagli istituti di ricerca individuati con decreto del Ministro della salute e iscritti in apposito elenco.
Il nodo della responsabilità…
Finalmente, l’art. 6 affronta il dolente nodo della responsabilità penale, che esclude la “colpa grave” (per cui il medico può essere chiamato a rispondere di omicidio o lesioni personali colposi), appunto laddove il medico abbia rispettato le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida di cui all’art. 5 appena citato. Mentre al 7 spetta la responsabilità civile, che viene suddivisa a sua volta in due regimi: se il medico lavora in una struttura sanitaria, la responsabilità è contrattuale e a carico di quest’ultima; se invece lavora in convenzione, la responsabilità è extra contrattuale. Inoltre, la nuova proposta prevede l’onere della prova a carico del paziente (accogliendo le veementi proteste della categoria) e dimezza i tempi di prescrizione da 10 a 5 anni. In base all’art. 8, le parti sono poi tenute a tentare la strada della conciliazione prima di adire la causa mentre, in base al 9, l’azione di rivalsa nei confronti dell’esercente la professione sanitaria potrà essere esercitata solo in caso di dolo o colpa grave e non potrà superare una somma pari al triplo della retribuzione lorda annua (ma il medico condannato non potrà essere promosso ad incarichi superiori al suo livello per 3 anni).
…e quello della prevenzione
L’articolo 10 prevede poi, come da più parti sollecitato, l’obbligo per tutte le strutture sanitarie pubbliche, private e per i liberi professionisti di essere provvisti di un’adeguata copertura assicurativa; sicché (ex art. 11 della proposta) il soggetto danneggiato potrà condurre un’azione diretta sulla compagnia assicuratrice della struttura/professionista presunti colpevoli del danno subìto. Altro articolo rilevante è il 13, che istituisce il parimenti atteso Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria, presso la Concessionaria servizi assicurativi pubblici (Consap S.p.A.), volto a risarcire i danni cagionati da responsabilità sanitaria d’importo superiore ai massimali assicurati (o presso compagnie in liquidazione coatta).
Concludiamo così la nostra sintesi con l’art. 14, che disciplina la nomina dei consulenti tecnici d’ufficio, di parte e dei periti nei giudizi di responsabilità sanitaria che, in casi di speciale difficoltà, saranno un medico legale e uno specialista nella disciplina oggetto di giudizio. Ad evidenza, la proposta affronta tutti i nodi principali da anni ormai in dibattito nella sofferta materia: non ci resta che augurarci che l’iter parlamentare ora sia il più possibile snello, al fine di emendare al più presto una causa di tanto malcontento nelle fila della professione come di tanti problemi per la Sanità tutta.
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