Source: http://www.alcli.net/servizi/supporto-burocratico/
Timestamp: 2019-11-12 03:55:12+00:00
Document Index: 47633780

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 80', 'art. 9', 'art.80', 'art. 9', 'art. 46', 'art. 9', 'art. 1', 'art.6', 'art. 80', 'art. 80', 'art 3']

Supporto Burocratico - ALCLI
Supporto Burocraticoadmin2015-03-20T18:24:00+00:00
Il servizio viene fornito prevalentemente presso la sede dell’Associazione tutti i giorni feriali dal lunedì al venerdì e dalle ore 16:00 alle ore 19:00.
In particolare viene fornita un’assistenza al malato e/o alla famiglia in tutte quelle attività burocratiche necessarie per accedere ai servizi disponibili e per poter godere dei diritti propri del malato oncologico.
Per effetto del D.L. 1° luglio 2009, n. 78, convertito in legge con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009 n. 102, nonché determinazione INPS n.189 del 20 ottobre 2009 emanata in applicazione della predetta legge, l’iter procedurale di accertamento dell’invalidità civile, della cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità è stato sostanzialmente rinnovato con l’intento di ottenere tempi più rapidi e modalità più chiare per il riconoscimento dei relativi benefici.
a decorrere dal 1 gennaio 2010 le domande volte ad ottenere il riconoscimento dei suddetti benefici debbono essere inoltrate all’INPS esclusivamente in via telematica;
l’Istituto trasmette, in tempo reale e in via telematica, le domande alle ASL;
Il primo passo per il riconoscimento dei benefici di cui sopra è il certificato sanitario del medico curante che attesta la/le patologia/e sofferta/e. Tale certificato deve essere compilato on-line dal medico e trasmesso telematicamente all’INPS.
In seguito deve essere compilata la domanda on-line a cui verrà allegato il suddetto certificato sanitario e il tutto deve essere spedito on-line all’INPS.
Successivamente si viene sottoposti a visita medico-legale presso la commissione medica ASL competente al fine di valutare la sussistenza dei requisiti necessari per l’ottenimento dei benefici richiesti.
Avverso il mancato riconoscimento sanitario è ammesso unicamente il ricorso giudiziale entro e non oltre 180 gg dalla notifica del verbale da parte dell’INPS.
Enti di patronato e associazioni di categoria dei disabili (ANMIC, ENS, UIC, ANFFAS) assistono gratuitamente gli utenti nella compilazione e nell’invio della domanda.
– riconoscimento di una invalidità totale e permanente del 100%;
– dal 18° al 65° anno di età;
– spetta in misura intera se l’invalido non supera determinati limiti di reddito personali (per l’anno 2010: limite di reddito Euro 15.154,24);
– spetta in misura intera anche se l’invalido è ricoverato in istituto pubblico che provvede al suo sostentamento (L. 33/1980, art. 14 septies);
– cittadinanza italiana e residenza sul territorio nazionale.
Hanno altresì diritto alla pensione di inabilità i cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea, residenti in Italia.
Possono avere diritto a pensione anche gli stranieri titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno. Successivamente, l’art. 80 comma 19 L. 388/2000 ha ammesso a detti benefici dal 1° gennaio 2001 i soli stranieri titolari di carta di soggiorno.
Ulteriore novità riguardo i cittadini stranieri è l’emanazione del D.lgs. 8 gennaio 2007 n. 3, che recepisce una Direttiva Comunitaria del 2003 (Direttiva/2003/109CE), in favore di cittadini di Paesi terzi “soggiornanti di lungo periodo” (msg. 7742/07).
Il Decreto, modificando l’art. 9 del Testo Unico sull’immigrazione, ha introdotto – in sostituzione della Carta di soggiorno – il permesso di soggiorno CE per i cittadini soggiornanti di lungo periodo; il titolo di soggiorno di lungo periodo viene concesso a chi possiede da almeno cinque anni un regolare permesso di soggiorno rilasciato in un paese UE, purché in possesso dei seguenti requisiti:
– un periodo minimo di cinque anni (prima erano sei) di permanenza legale ed ininterrotta sul territorio nazionale;
– un reddito non inferiore all’assegno sociale annuo (requisito invariato).
La pensione viene corrisposta in 13 mensilità e per l’anno 2010 l’importo è pari a Euro 256,67.
Dall’1.1.2002 i soggetti di età pari o superiore a 60 anni, possono avere l’integrazione dell’importo fino a 516,46 EURO mensili. L’integrazione dell’importo per l’anno 2010 è fino a 597,41 Euro mensili.
Al compimento del sessantacinquesimo anno di età l’importo della pensione di inabilità viene adeguato a quello dell’assegno sociale.
Incompatibilità: nessuna.
– riconoscimento di una percentuale di invalidità compresa tra il 74% ed il 99%;
– spetta in misura intera se l’invalido non supera determinati limiti di reddito personali (per l’anno 2010: limite di reddito Euro 4.408,95);
– spetta se l’invalido non svolge attività lavorativa (salvo casi particolari);
Le domande per ottenere i benefici previsti dalle leggi in materia d’invalidità civile decorrere dal 1° gennaio 2010 vanno presentate all’Inps esclusivamente in via telematica.
Hanno altresì diritto all’assegno mensile i cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea, residenti in Italia.
Possono avere diritto all’assegno anche gli stranieri titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno. Successivamente, l’art.80, comma 19 L.388/2000 ha ammesso a detti benefici dal 1° gennaio 2001 i soli stranieri titolari di carta di soggiorno.
– un periodo minimo di cinque anni (prima erano sei) di permanenza legale ed ininterrotta sul territorio;
La L.118/1971 aveva fissato per il diritto all’assegno mensile una riduzione della capacità lavorativa pari ad almeno 2/3. Con l’entrata in vigore del d.lgs. 509/1988 – art. 9 tale riduzione è stata portata al 74% a far tempo dal 12.3.1992 (data di entrata in vigore di detto decreto). Lo stesso decreto ha però fatto salvi i diritti acquisiti dagli invalidi che alla data suddetta avevano già ottenuto il riconoscimento dei requisiti sanitari sulla base delle norme decadute. Anche per coloro che avevano presentato la domanda antecedentemente al 12.3.1992 valgono i requisiti richiesti dalla l. 118/1971.
Il requisito del mancato svolgimento di attività lavorativa sussiste anche nel caso di impiego presso cooperative sociali o mediante convenzioni quadro, ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68, come modificata dall’articolo 1, comma 37, della legge n. 247/2007 e del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, ovvero quando è verificato lo stato di disoccupazione in quanto lo svolgimento di attività lavorativa assicura un reddito annuale non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione che per l’anno 2008 è di euro 8.000,00 per lavoro dipendente e di euro 4.800,00 per lavoro autonomo.
A tal fine, una volta ottenuto l’assegno, l’interessato annualmente deve presentare all’Inps – con la compilazione del modulo ICLAV – una dichiarazione sostitutiva, ai sensi dell’art. 46 e segg. del T.U. di cui al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti di prestare o non prestare attività lavorativa.
La misura dell’assegno mensile è stata uniformata dalla l. 33/1980 a quella delle pensioni di inabilità degli invalidi totali e, per l’anno 2010, è pari ad Euro 256,67.
Al compimento del sessantacinquesimo anno di età l’assegno mensile viene adeguato all’importo dell’assegno sociale.
A decorrere dal 1° gennaio 1982, a norma dell’ art. 9 della l. 54/1982, l’assegno mensile è incompatibile con qualsiasi pensione diretta di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria, delle gestioni sostitutive, esonerative ed esclusive, nonché delle gestioni dei lavoratori autonomi, della gestione speciale minatori e delle altre casse e fondi di previdenza, compresi quelli dei liberi professionisti.
E’ data facoltà all’interessato di optare per il trattamento economico più favorevole e tale facoltà deve essere esercitata non appena l’interessato riceve la notifica del verbale dalla competente commissione sanitaria, che ha riconosciuto l’invalidità parziale.
L’indennità di accompagnamento è stata istituita con la L.18/1980 e modificata, per un’esigenza di chiarimento largamente diffusa, dall’art. 1 della L.508/1988.
– riconoscimento di una invalidità totale e permanente del 100% accompagnata dalla impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore ovvero impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e conseguente necessità di un’assistenza continua;
– spetta al solo titolo della minorazione indipendentemente dall’età e dalle condizioni reddituali;
L’indennità di accompagnamento spetta agli invalidi civili totali che per affezioni fisiche o psichiche si trovino anche nella impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, necessitino di una assistenza continua.
Relativamente ai soggetti ultrasessantacinquenni, non più valutabili sul piano dell’attività lavorativa, il diritto all’indennità è subordinato alla condizione che essi abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni dell’età (art.6 D.lgs. 509/1988): impossibilità alla deambulazione autonoma e mancanza assoluta di autosufficienza.
Successivamente, l’art. 80. comma 19, l. 388/2000 ha ammesso a detti benefici dal 1° gennaio 2001 i soli stranieri titolari di carta di soggiorno.
Ulteriore novità riguardo i cittadini stranieri è l’emanazione del d.lgs. 8 gennaio 2007 n. 3, che recepisce una Direttiva Comunitaria del 2003 (Direttiva/2003/109CE), in favore di cittadini di Paesi terzi “soggiornanti di lungo periodo”.
– un reddito non inferiore all’assegno sociale annuo (requisito rimasto invariato).
– siano ricoverati gratuitamente in istituto;
– percepiscano un’analoga indennità per invalidità contratta per causa di guerra, di lavoro o di servizio, salvo il diritto di opzione per il trattamento più favorevole.
L’indennità di accompagnamento non è corrisposta in caso di ricovero in reparti di lungodegenza o riabilitativi. Continua invece ad essere corrisposta durante i periodi di ricovero per terapie contingenti di durata connessa al decorso della malattia. L’indennità di accompagnamento può essere concessa, a domanda, per i periodi di documentata interruzione del ricovero, purché di durata non inferiore a 1 mese o durante i periodi di allontanamento dalla struttura di ricovero di durata non superiore al mese.
Vengono integralmente riportati quelli indicati per la concessione dell’indennità di accompagnamento ai soggetti maggiori di anni 18.
– riconoscimento di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della minore età, nonché minori ipoacusici che presentino una perdita uditiva superiore a 60 decibel nell’orecchio migliore nelle frequenze 500, 1000, 2000 hertz;
– validità per il solo periodo di frequenza: requisito fondamentale è quindi la frequenza continua o periodica di centri ambulatoriali oppure frequenza di scuole pubbliche o private di ogni ordine e grado a partire dagli asili nido;
– spetta per intero se il reddito del minorato non supera determinati limiti personali (per l’anno 2010: limite di reddito Euro 4.408,95);
– cittadinanza e residenza sul territorio nazionale.
E’ una prestazione a sostegno dell’inserimento scolastico e sociale, prevista per i ragazzi con disabilità fino al compimento del 18° anno di età.
Successivamente, l’art. 80, comma 19, L. 388/2000 ha ammesso a detti benefici dal 1° gennaio 2001 i soli stranieri titolari di carta di soggiorno.
Ulteriore novità riguardo ai cittadini stranieri è l’emanazione del D.lgs. 8 gennaio 2007 n. 3 che recepisce una Direttiva Comunitaria del 2003 (Direttiva/2003/109CE) in favore di cittadini di Paesi terzi “soggiornanti di lungo periodo”.
Relativamente alle richieste di erogazione della tredicesima mensilità sull’indennità di frequenza – alla luce di recenti sentenze della Corte di Cassazione, sez. Lavoro – si ribadisce la limitazione del diritto all’indennità di frequenza ai soli mesi di reale durata del trattamento (riabilitativo o terapeutico) o del corso (scolastico) e in ogni caso ai soli periodi in cui risulti soddisfatto il requisito della frequenza. Di conseguenza non è logicamente sostenibile il diritto ad una tredicesima mensilità laddove sia soltanto eventuale il diritto a dodici.
– l’indennità di accompagnamento di cui i minori siano eventualmente in godimento o alla quale abbiano titolo in qualità di invalidi civili non deambulanti o non autosufficienti;
– l’indennità di accompagnamento in qualità di ciechi civili assoluti;
– la speciale indennità prevista per i ciechi parziali;
BENEFICI DI LEGGE 104/92
Ai cittadini lavoratori, portatori di handicap grave riconosciuto ai sensi dell’art 3 co. 3 L. 104/92 e ai loro familiari vengono concessi, in presenza di determinate condizioni, dei permessi retribuiti aventi come scopo la cura e l’assistenza del portatore di handicap.
– alle persone diversamente abili che lavorano come dipendenti;
– ai genitori lavoratori dipendenti;
– al coniuge lavoratore dipendente;
– ai parenti o affini entro il 2° grado che lavorano come dipendenti: il diritto può essere esteso ai parenti e agli affini di terzo grado soltanto qualora i genitori o il coniuge della persona in situazione di disabilità grave abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.
Sono esclusi dal diritto i seguenti lavoratori:
– a domicilio;
– addetti ai servizi domestici e familiari;
– agricoli a tempo determinato occupati a giornata, né per se stessi né in qualità di genitori o familiari;
– autonomi;
– parasubordinati.
-“ad ore”: 2 ore al giorno o 1 ora, a seconda dell’orario di lavoro, che saranno indennizzate sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta
-“a giorni”: 3 giorni al mese frazionabili anche in ore che saranno indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta.
– di un prolungamento dell’astensione facoltativa fino a 3 anni di età del bambino con indennità pari al 30% della retribuzione per tutto il periodo;
– di riposi orari giornalieri, fino a 3 anni di età del bambino, di 1 o 2 ore a seconda dell’orario di lavoro , che saranno indennizzate sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta;
– 3 giorni di permesso mensile (frazionabili in ore), sia nel caso in cui l’altro genitore non lavori, sia nel caso in cui siano presenti in famiglia altri soggetti, anche lavoratori, che possono dare assistenza. I permessi saranno indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta.
Il coniuge, i parenti e gli affini entro il 2° grado lavoratori dipendenti di persone in situazione di disabilità grave possono usufruire di 3 giorni di permesso mensile (frazionabili in ore) anche se presenti nel nucleo altri familiari maggiorenni conviventi, lavoratori o studenti. I tre giorni di permesso mensili possono essere fruiti anche dai parenti e dagli affini del minore di tre anni in situazione di disabilità grave.
CONGEDO STRAORDINARIO (L.338/2000)
– al coniuge convivente della persona gravemente disabile in via prioritaria;
– ai genitori naturali o adottivi e affidatari del portatore di handicap grave;
– ai fratelli o sorelle (anche adottivi), purché conviventi con il portatore di handicap;
– al figlio, convivente della persona gravemente disabile.
– agricoli giornalieri.
– durante le pause contrattuali in caso di contratto di lavoro part-time verticale;
– quando la persona diversamente abile da assistere presti, a sua volta, attività lavorativa durante il periodo di godimento del congedo;
– quando la persona diversamente abile da assistere sia ricoverata a tempo pieno;
– nelle stesse giornate di fruizione dei permessi retribuiti L.104/1992.
Il congedo straordinario spetta ai lavoratori dipendenti (anche se con rapporto di lavoro part-time), quando la persona che lo richiede o per la quale sia richiesto si trovi in situazione di gravità riconosciuta dalla Commissione Medica Integrata e non sia ricoverata a tempo pieno.
Il richiedente non può fruire dei permessi retribuiti (L.104/92) e dei congedi straordinari (L.388/2000) per gli stessi giorni; invece i permessi retribuiti possono essere cumulati nello stesso mese in cui si usufruisce del congedo straordinario.
I lavoratori aventi diritto al congedo straordinario possono richiedere due anni di congedo straordinario nell’arco della vita lavorativa. Durante tutto il periodo viene corrisposta una indennità nella misura della retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo (comprensiva del rateo di tredicesima mensilità, altre mensilità aggiuntive, gratifiche, indennità, premi, ecc.) entro un limite massimo di reddito determinato annualmente con Decreto ministeriale (per il 2010 ad Euro 32.766,00).
Tutte le informazioni contenute nella presente sezione sono state tratte direttamente dal sito dell’Inps (link cliccabile www.inps.it) all’interno del quale è anche possibile accedere al servizio on-line per la compilazione delle domande di riconoscimento dei benefici previsti dalla legge.
Responsabile del servizio: La Marca Antonietta
Ubicazione : Presso la Casa di Accoglienza, via del Terminillo s.n.c. – 02100 Rieti (RI)
Orari: Mercoledì dalle 09:00 alle 12:00