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Timestamp: 2020-08-11 21:30:29+00:00
Document Index: 107151066

Matched Legal Cases: ['art. 144', 'art. 8', 'art. 27', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 166', 'art. 5', 'art. 139', 'art. 137', 'art. 2', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ']

Provvedimento del 9 aprile 2020 [9365819] - Garante Privacy
Provvedimento del 9 aprile 2020 [9365819]
[doc. web n. 9365819]
n. 70 del 9 aprile 2020
VISTA la segnalazione presentata al Garante in data 17 ottobre 2019, ai sensi dell’art. 144 del Codice, dalla signora XX, nei confronti de “La Provincia di Cremona”, con cui l’interessata ha lamentato la pubblicazione, nella versione digitale del suddetto quotidiano, dell’articolo del XX 2019 “XX” relativo all’udienza tenutasi davanti al GUP per truffa sul luogo di lavoro a carico suo e di altri otto dipendenti dell’XX;
lamentato che la pubblicazione delle complete generalità degli imputati, sarebbe avvenuta in violazione del principio di essenzialità dell’informazione e, conseguentemente, dell’art. 8, lettere a) e b), del testo unico dei doveri del giornalista (approvato dal Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti nella riunione del 27 gennaio 2016) e dell’art. 27, comma 2, della Costituzione, poiché si tratterebbe di dati non essenziali;
VISTA la nota dell’8 novembre 2019 con la quale questa Autorità ha chiesto alla Società Editoriale S.E.C. S.p.A., titolare del trattamento in quanto editrice de “La Provincia di Cremona”, di fornire riscontro alle richieste dell’interessata e di far conoscere se vi fosse l’intenzione di adeguarsi ad esse;
VISTO il riscontro pervenuto in data 21 novembre successivo con cui detto titolare, ha dichiarato che:
- i fatti riferiti dall'articolo in questione hanno avuto ampia risonanza mediatica anche a livello nazionale, e gli stessi sono stati riportati, nel rispetto del principio di essenzialità dell'informazione, dopo l'avviso di chiusura delle indagini preliminari, in una fase processuale non più coperta dal segreto istruttorio;
- gli stessi sono stati riportati anche nel rispetto del principio di non colpevolezza e dell'art. 8 lett. a) del Testo unico dei doveri del giornalista secondo cui "In caso di assoluzione o proscioglimento, ne dà notizia sempre con appropriato rilievo e aggiorna quanto pubblicato precedentemente, in special modo per quanto riguarda le testate on line";
VISTA la nota del 24 novembre 2019 con la quale l’interessata ha ribadito le proprie doglianze, evidenziando, in particolare, l’intervenuta sentenza di assoluzione, per particolare tenuità del fatto, pronunciata dal GUP in data 6 novembre u.s., che mostrerebbe l’eccesso della “gogna mediatica” alla quale sarebbe stata sottoposta;
VISTA la nota dell’Autorità del 20 dicembre 2019 con la quale è stato comunicato alla Società Editoriale Cremonese S.E.C. S.p.A. l’avvio del procedimento ai sensi dell’art. 166, comma 5, del Codice, ponendo in evidenza l’intervenuta assoluzione dell’interessata;
VISTA la memoria difensiva pervenuta in data 17 gennaio 2020, con cui il titolare, pur rappresentando che l’articolo oggetto di contestazione è contenuto non nell’edizione on line del quotidiano “La Provincia di Cremona”, bensì nell’edizione digitale, definita “copia replica digitale” (non indicizzata e consultabile esclusivamente dai soggetti che hanno acquistato l’abbonamento, la quale dovrebbe essere insuscettibile di modifiche o di aggiornamenti), ha dichiarato l’intenzione di provvedere ad effettuare l’aggiornamento dell’articolo in contestazione inserendo la seguente postilla: “L’aggiornamento della vicenda processuale è rinvenibile sull’edizione del XX 2011, pag. 6”;
CONSIDERATO che la fattispecie in esame va inquadrata nell’ambito della disciplina relativa al trattamento di dati personali effettuato per finalità giornalistiche e altre manifestazioni del pensiero, al quale si applica l’art. 5, par. 1, lett. a) e d), del Regolamento, che enuncia il principio generale di liceità e correttezza del trattamento dei dati, affermando che i dati devono essere esatti e, se necessario, aggiornati;
CONSIDERATO quanto previsto dagli artt. 136 − 139 del Codice in materia di protezione dei dati personali, d.lgs. 30 giugno 2003, n.196 e dalle “Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attività giornalistica” (pubblicate in G.U. del 4 gennaio 2019, n. 3 e, di seguito “Regole deontologiche”), di cui all’art. 139 del Codice medesimo.
- in base all’art. 137, comma 1, del Codice i dati particolari di cui agli artt. 9 e 10 del Regolamento possono essere trattati anche senza il consenso dell’interessato, purché nel rispetto delle Regole deontologiche sopra menzionate;
- le citate Regole deontologiche individuano poi i presupposti in base ai quali possono essere trattati i dati personali, il cui rispetto costituisce «condizione essenziale per la liceità e la correttezza del trattamento» medesimo (art. 2-quater, comma 4, del Codice) e in particolare gli artt. 5 e 6 richiamano e il parametro di “essenzialità dell’informazione” e ne specificano il contenuto;
- il requisito della “essenzialità dell’informazione” è richiamato anche con riferimento alle cronache relative a procedimenti penali (art. 12 delle regole deontologiche cit.) e, alla luce di esso, questa Autorità ha più volte precisato che la pubblicazione dei dati identificativi delle persone a carico delle quali il procedimento è instaurato non è preclusa dall’ordinamento vigente e va inquadrata nell’ambito delle garanzie volte ad assicurare trasparenza e controllo da parte dei cittadini sull’attività di giustizia;
- tuttavia, al fine di tutelare l'identità sociale del soggetto cui afferisce la notizia di cronaca, specie ove riguardi vicende di rilievo penale, la testata deve garantire al medesimo l’aggiornamento della notizia, dando conto dell’evoluzione della vicenda, con riferimento agli elementi che possano completare o addirittura mutare il quadro sorto a seguito della notizia originaria;
- in base a quanto affermato dalla giurisprudenza (Cassazione civile, sez. III, sentenza del 5 aprile 2012, n. 5525), tale necessario aggiornamento spetta al titolare del trattamento, perciò “richiedendosi la predisposizione di sistema idoneo a segnalare (nel corpo o a margine) la sussistenza nel caso di un seguito e di uno sviluppo della notizia”;
- nel caso di specie, il titolare del trattamento ha dichiarato che intende adottare misure idonee ad aggiornare direttamente l’articolo oggetto della segnalazione, nella c.d. “copia replica digitale”, così conformandosi a quanto richiesto dall’art. 5, par. 1, lett. a) e d), del Regolamento;
- prendere comunque atto della dichiarazione del titolare di disporre l’aggiornamento del medesimo articolo alla luce dell’intervenuta sentenza di assoluzione;
- prende atto di quanto dichiarato dal titolare del trattamento con riguardo all'intenzione di adottare misure idonee ad aggiornare l’articolo in esame, e ritiene pertanto che, con riguardo ad esso, non vi siano gli estremi per l'adozione di provvedimenti in merito da parte dell'Autorità;