Source: http://archivio.riparteilfuturo.it/agenda/
Timestamp: 2018-05-25 10:53:55+00:00
Document Index: 13141418

Matched Legal Cases: ['art. 416', 'sentenza ', 'art. 346', 'art.6', 'art. 50', 'art 2621', 'art.6']

La nostra agenda – Riparte il futuro
Prevenire e contrastare la corruzione è una priorità assoluta per il Paese, perché rappresenta una insostenibile tassa occulta che tutti noi siamo costretti a pagare e che blocca il futuro dell’Italia. Ogni settore della vita pubblica e privata è chiamato a fare la sua parte per sconfiggerla e la storia insegna che è possibile.
Alla politica spetta il compito di continuare sul cammino delle riforme inaugurate con la legge anticorruzione del 2012, che oggi va resa efficace, completa e in linea con le richieste provenienti dagli organi comunitari e internazionali.
Compito della società civile è invece quello di stimolare, avanzare proposte, monitorare l’operato della politica.
È in quest’ottica che la campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e dal Gruppo Abele, ha raccolto un insieme di provvedimenti che ancora mancano all’Italia per avere una legislazione anticorruzione al passo con le altre democrazie occidentali. Lo ha fatto tenendo conto del lungo dibattito che da anni esiste nel Paese in materia di lotta alla corruzione e considerando quanto previsto dagli organi internazionali e dalla convenzioni che si sono occupate di questo tema.
Sono numerosi i disegni e le proposte di legge già depositati in Parlamento e miranti, in vario modo, ad affrontare il problema della corruzione nel nostro Paese. Spetta alla politica valutare i passi necessari e applicare le convenzioni internazionali a cui l’Italia già aderisce.
Riparte il futuro svolgerà il suo compito: verificherà il lavoro della politica, informerà i cittadini, contribuirà a costruire la cultura della legalità e delle regole e dell’etica delle responsabilità.
Anche per mezzo di queste pagine “aperte”, la campagna intende ravvivare un dialogo all’interno delle istituzioni con il contributo della società civile.
Perché solo insieme è possibile liberarsi dalla corruzione.
LA NOSTRA AGENDA PER SCONFIGGERE LA CORRUZIONE
1Per un Paese senza accordi occulti
2Garantire una legge certa
3ricostruire la fiducia con chi rappresenta le Istituzioni
4Tutelare l'economia e la società
5PER UNA “TRASPARENZA INTEGRALE” E UNA VERA PREVENZIONE
6PER LA TUTELA DI BENI, SETTORI E SERVIZI STRATEGICI
7Riallacciare un nuovo patto con la società
1Per un Paese senza accordi occulti:
ROMPERE OGNI COMPLICITÀ TRA POLITICA E MAFIE
La corruzione permette l’accesso della criminalità organizzata alle istituzioni. Un politico corrotto dalle mafie non sarà mai una garanzia per il Paese: perennemente sotto ricatto criminale e al tempo stesso forte della protezione mafiosa, potrà sottrarsi al processo democratico e contaminarlo. D’altra parte i clan che corrompono un politico potranno facilmente accedere al mercato legale (appalti per opere pubbliche, forniture e servizi, operazioni immobiliari e speculazioni urbanistiche, gestione dei rifiuti). Tutto ciò è reso possibile dallo scambio elettorale politico-mafioso senza che sia necessario ricorrere ad alcuna forma di violenza.
Rompere il patto corrotto tra organizzazioni criminali e politica è il primo indispensabile passo da compiere per ricostruire il patto sociale.
Luca8/12/13
grazie per questa iniziativa fondamentale
Andrea8/12/13
È veramente fondamentale che il Parlamento approvi questa modifica
aggiungi la tua nota
la modifica dell’art. 416 ter del codice penale sullo scambio elettorale politico-mafioso: fatto! 2
L’impegno di Riparte il futuro è cominciato chiedendo ai candidati alle elezioni politiche 2013 di potenziare la norma che contrasta lo scambio elettorale tra politici e mafiosi. Ai tempi del lancio della campagna la legge puniva la sola dazione di denaro mentre sfuggiva alla norma sul voto di scambio la cosiddetta “altra utilità” ovvero promesse di informazioni su appalti, posti di lavoro, ostacoli all’attività ispettiva delle forze di polizia, poltrone e cariche influenti.
Grazie all’ impegno di circa 380 parlamentari che si sono detti disponibili fin dall’inizio a modificare l’articolo 416ter e al supporto della società civile, la riforma è balzata all’ordine del giorno di Camera e Senato ed è stata finalizzata il 16 aprile 2014, dopo un iter lungo e travagliato. Un primo obiettivo è stato dunque ottenuto, grazie soprattutto all’appello sostenuto in massa dalle centinaia di migliaia di firmatari, ma la strada è appena imboccata.
2Garantire una legge certa:
LA CORRUZIONE NON DEVE PIÙ ESSERE UNA PRATICA “CONVENIENTE”
Se alla legge non corrisponde una sanzione certa e proporzionata, sarà difficile scoraggiare davvero il comportamento corruttivo: l’Unione Europea, l’Ocse e il Greco (Gruppo di Stati contro la corruzione, istituito dal Consiglio d’Europa) sollecitano da tempo l’Italia perché si doti di un sistema di leggi che garantisca la certezza del diritto:
Antonio Albanesi21/8/14
Non deve esistere prescrizione per i reati contro l'amministrazione pubblica, sopratutto se riguardano l'ambito economico.
rivedere le modalità e/o i criteri di calcolo dei tempi di prescrizione in materia di corruzione, così da scoraggiare i comportamenti dilatori 1
In Italia occorrono in media 500 giorni per arrivare a una sentenza di primo grado e il Paese vanta 350 avvocati ogni 100mila abitanti, una densità tra le più elevate al mondo. Esiste un grave problema legato ai tempi lunghi di risposta della macchina giudiziaria. Anche per questo occorre impedire tutte quelle condotte che mirano, di proposito, a inficiarne il buon funzionamento. Il recente Rapporto Ocse sull’integrità nel settore pubblico in Italia (2013) è l’ultimo documento, in senso cronologico, nel quale gli organismi internazionali invitano la Penisola a rivedere l’applicazione della prescrizione (estinzione del crimine dopo che sia trascorso un certo periodo di tempo) per reati dei colletti bianchi connessi alla corruzione, scoraggiando anche comportamenti dilatori che allungano i tempi della giustizia.
S 19 (Grasso)
altri ddl che non affrontano il tema corruzione, ma solo la riforma della prescrizione nel senso inteso:
C.1528 (Mazziotti di Celso)
C.1174 (colletti)
S.708 (Casson)
S.666 (Casson)
Convenzioni internazionali che affrontano il tema
Convenzione penale sulla corruzione (Convenzione di Strasburgo 1999), del Consiglio d’Europa
revisionare la disciplina penale in materia di corruzione +
È necessario rendere più snella ed efficace l’intera disciplina che norma i reati legati alla corruzione, evitando la moltiplicazione delle categorie giuridiche, che non facilita il lavoro interpretativo della giustizia.
Per compiere questa operazione, occorre innanzitutto focalizzarsi sulla disciplina, tornare a interrogarsi sulle responsabilità previste dalle due fattispecie incriminatrici, “corruzione” e “concussione” e guardare alle convenzioni internazionali. Solo n questo modo è possibile dotarsi di una legge coerente e logica.
S 897 (Buemi) → Soprattutto questo ddl
Convenzione di Merida, o UNCAC (Convenzione contro la corruzione 2003), adottata dalle Nazioni Unite, titolo III (artt. 15 – 42)
agire su tutto il contesto che permette la corruzione, al di là del patto corruttivo stesso +
La corruzione vede di rado coinvolti soltanto un corrotto e un corruttore: spesso si è in presenza di “anelli di congiunzione” che facilitano e rendono possibile il reato. Si pensi ad esempio a quei personaggi a tal punto influenti da riuscire a piegare l’azione del funzionario pubblico al soddisfacimento degli interessi di un privato, ovviamente a fronte di un premio economico per il “servizio” reso.
La legge anticorruzione 190, rispondendo a sollecitazioni internazionali, ha introdotto il reato di “traffico di influenze” (art. 346 bis del codice penale), ma la formulazione vaga – che lascia troppi margini all’interpretazione – e le pene insufficienti lo rendono facilmente prescrivibile. Un errore evidente, da risolvere con urgenza, è quello di punire il reato con una pena inferiore al “millantato credito”, una fattispecie che persegue chi soltanto vanta di avere contatti e relazioni con la Pubblica Amministrazione. Come se le false promesse fossero più gravi dell’esercitare un vero e proprio potere di orientamento delle politiche pubbliche. Va quindi ben definite la fattispecie in linea con le convenzioni internazionali e, di conseguenza, aumentate le pene.
Art. 18 della Convenzione di Merida, o UNCAC (Convenzione contro la corruzione 2003), adottata dalle Nazioni Unite
Art 12 della Convenzione Penale contro la corruzione (Convenzione di Strasburgo 1999), del Consiglio d’Europa
incentivi per chi collabora e contribuisce a svelare i patti corruttivi +
Per far crescere il numero di persone che collaborano con le forze ispettive e confessano il proprio coinvolgimento in atti di corruzione si potrebbero introdurre incentivi, come ad esempio gli sconti di pena (senza tuttavia mettere in discussione le misure patrimoniali di recupero dei beni sottratti). I costi della corruzione in Italia non sono inferiori a quelli della criminalità organizzata: incentivare alla collaborazione potrebbe contribuire anche in questo ambito a fermare l’emergenza.
Giorgio Russo12/12/13
Trasferire i beni confiscati alle onlus
confisca e riuso sociale dei beni estesa a corrotti e corruttori, per restituire allo Stato il prezzo della tangente e le opportunità che la corruzione fa perdere 1
La corruzione non solo fa perdere risorse economiche, ma anche opportunità di sviluppo sociale ed economico, oltre essere il viatico della criminalità organizzata.
Per questo, la legge sulla confisca e il riuso dei beni (n. 109 del 1996) in origine prevedeva che si procedesse anche contro corrotti e corruttori, ma nel corso dell’iter normativo questa parte è stata stralciata. Il senso originale della legge è stato ripreso con la Legge Finanziaria 2007, ma a questa disposizione non è ancora stata data concreta attuazione.
Così come i mafiosi, anche i responsabili dell’accordo corruttivo devono restituire il maltolto. Chiediamo quindi che sia data piena attuazione alla Legge Finanziaria del 2007.
ddl C 675 (Realacci)
Art. 19 comma 3 della Convenzione Penale contro la corruzione (Convenzione di Strasburgo 1999), del Consiglio d’Europa
3ricostruire la fiducia con chi rappresenta le Istituzioni:
IL CORROTTO PUBBLICO VA FERMATO
I costi della corruzione non sono solo quelli immediatamente visibili, perché le ricadute in ambito sociale, politico ed economico sono gravissime. La corruzione genera sfiducia nei confronti delle istituzioni e compromette l’efficiente funzionamento del sistema economico, sottraendo alla collettività le risorse e le opportunità necessarie per lo sviluppo e per garantire lavoro a tutti. È fondamentale ristabilire il rapporto fiduciario tra cittadini e rappresentanti delle istituzioni.
rafforzare le norme sul conflitto d’interessi +
La trasparenza delle informazioni è indispensabile affinché siano resi pubblici gli interessi personali e professionali di chi ricopre incarichi nel pubblico. Ciascuno, nella propria vita quotidiana, vive fisiologicamente situazioni di potenziali conflitti d’interesse. Compito della legge è quello di provvedere affinché non si generino evidenti situazioni di conflitto che investono coloro che ricoprono incarichi pubblici, ponendo limiti e correttivi. Lo stesso Parlamento europeo con una risoluzione del 2002 ha invitato il nostro Paese a dotarsi di un’efficace normativa per contrastare i conflitti d’interesse, a cui l’Italia rispose con la Legge Frattini del 2004, tuttora l’unica disciplina in materia. Anche questa però è stata trovata non del tutto adeguata dal Consiglio d’Europa, secondo il Parere n.309/2004 della Commissione di Venezia, e dal GRECO, nel Report di Valutazione sull’Italia del 2009. Se venissero applicate le convenzioni internazionali a cui l’Italia aderisce, il problema sarebbe risolto.
Convenzione di Merida, o UNCAC (Convenzione contro la corruzione 2003), adottata dalle Nazioni Unite
Proposta chiave della Convenzione, all’art.6:
evitare situazioni palesi di conflitto, quindi, per esempio, un funzionario non può stipulare contratti con l’impresa di cui è proprietario, come non può assumere componenti della propria famiglia.
chiedere, a chi ricopre pubblici uffici, di dichiarare interessi privati e proprietà possedute.
test d’integrità per politici e funzionari +
Occorre potenziare il ruolo delle forze ispettive responsabili del contrasto alla corruzione, facendo ricorso all’infiltrazione e al cosiddetto “entrapement” (simulazione di reato), su modello americano. L’obiettivo è testare la propensione alla corruzione di chi ricopre incarichi pubblici simulando, tra l’altro, l’offerta di una tangente.
C 164 (Bobba) → specificatamente diretto a entrapement
C 408 (Caparini) → specificatamente diretto a operazioni sotto copertura
art. 50, sull’esigenza di dotarsi, da parte di tutti gli stati aderenti, di tecniche speciali di investigazione
responsabile locale dell’anticorruzione e della trasparenza: nuove risorse perché non sia solo un incarico burocratico senza potere +
Il responsabile della prevenzione della corruzione è la persona a cui la L. 190/2012 affida l’incarico di garantire la predisposizione e l’efficacia delle strategie preventive della corruzione per l’ente di Pubblica Amministrazione che rappresenta.
Occorre potenziare, motivare e responsabilizzare questa nuova figura affinché sia garante di una vera prevenzione e non solo dell’adempimento formale delle procedure. Perché il suo ruolo sia realmente efficace, è importante che sia debitamente formato sui temi dell’etica pubblica, disponga di canali di contatto diretto con le forze ispettive e di polizia, sia inserito in una rete nazionale di responsabili anticorruzione.
codici etici più efficaci e concretamente applicati: da “libro dei sogni” alla realtà +
I codici etici sono una risorsa strategica di autoregolamentazione, perché “le norme in essi contenute regolano in senso legale ed eticamente corretto il comportamento dei dipendenti e indirizzano l’azione amministrativa” (Piano Nazionale Anticorruzione, Allegato 1). Allo stesso tempo, prevedono le responsabilità disciplinari in caso di violazione.
Occorre che questi documenti, affinché siano utili, vengano discussi, conosciuti, condivisi e applicati da tutti gli appartenenti alla PA e diffusi con chiarezza all’esterno. Inoltre, sull’esempio della Carta di Pisa, le sanzioni disciplinari devono rivolgersi anche a chi ricopre ruoli elettivi.
Il Governo ha poi da poco approvato il nuovo Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici rendendolo più stringente in materia di regali, compensi e altre utilità, oltre che di responsabilità disciplinari. (d.P.R. n. 62 del 2013)
Documenti internazionali che affrontano il tema
Dotarsi di codici di condotta efficaci è considerato un principio guida per la lotta alla corruzione da:
Consiglio d’Europa: Adozione da parte del Comitato dei Ministri dei 20 principi direttivi per la lotta alla corruzione
Commissione Europea: Comunicazione della Commissione Europea COM/2003/0317, in cui compaiono i 10 principi per prevenire la corruzione
4Tutelare l'economia e la società:
AL CORRUTTORE VANNO SPUNTATE LE ARMI
Un’economia sana è quella in cui il talento imprenditoriale ha modo di affermarsi anche grazie a una politica che ha saputo creare le giuste regole, che vigila affinché il sistema non venga distorto, che stimola e incoraggia i comportamenti virtuosi. Al contrario, in un’economia fortemente corrotta, si affermano e si arricchiscono gli imprenditori che intessono relazioni opache con politici e funzionari mentre gli altri, spesso i più meritevoli, restano ai margini del sistema.
Agire sui cosiddetti “reati civetta” della corruzione dichiarandoli contro “l’ordine economico” e non solo contro il patrimonio +
Si definiscono “reati civetta” quelli che consentono l’accumulo di capitali in nero per pagare tangenti e preparano il terreno alla creazione di legami corruttivi. Per questo occorre normare adeguatamente, garantendone efficace applicazione, il reato di riciclaggio e autoriciclaggio, i reati societari e fiscali, il falso in bilancio (art 2621 e ss) e combattere l’evasione fiscale.
Il GRECO ha prodotto nel 2011 un Rapporto di valutazione sull’Italia proprio in materia di politiche antiriciclaggio (tra altri punti), mentre l’Ocse, nell’ultimo Rapporto finale sull’integrità nel settore pubblico in Italia del 2013 (così come stabilito da direttive europee e dalle principali convenzioni internazionali in materia) ricorda che occorre prevedere sanzioni e strumenti più efficaci in tema di revisione contabile per chi opera, da privato, nel pubblico. È necessario quindi che reati di questo tipo vengano inquadrati non più come contro il patrimonio, ma appunto come “contro l’ordine economico”.
C 330 (Ferranti)
C 765 (Realacci)
Nelle Convenzioni Internazionali
Predisposizione di misure per prevenire e contrastare il riciclaggio di denaro
Secondo Protocollo della Convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità Europee”, 1997 (entrato in vigore 2009)
Senza riferirsi alla corruzione, prevede di combattere quelle condotte fraudolente lesive degli interessi finanziari delle Comunità Europee
Convenzione penale sulla corruzione (Convenzione di Strasburgo)del Consiglio d’Europa, 1999 (in vigore 2002).
Fissa l’obbligo di normare traffico d’influenze, riciclaggio, falso in bilancio
Convenzione civile sulla Corruzione, 1999 (in vigore dal 2003)
previsione dell’annullamento dei contratti frutto di corruzione
Leggi più chiare, semplificazione amministrativa e controlli più efficaci: occorre disboscare la selva inestricabile di procedure e norme che affliggono cittadini e imprenditori +
È dimostrato che la complessità della burocrazia, la moltiplicazione delle procedure e quindi l’allungamento dei tempi di risposta della macchina amministrativa accrescono enormemente i rischi di corruzione. Più procedure significa più poteri discrezionali per funzionari e politici, che potranno nascondersi dietro l’inefficienza complessiva per esigere tangenti in cambio di una “velocizzazione” degli atti. Bisogna restituire alle procedure una dimensione sostanziale e non formale, facendo attenzione al rischio di far saltare i controlli e, paradossalmente, spianare la strada ai corrotti.
In Parlamento (e da parte del governo)
il cosiddetto decreto del “fare” ha introdotto alcuni aspetti migliorativi, ma si tratta solo dell’inizio di un percorso che dovrà trasformare l’intera logica della Pubblica Amministrazione.
Prevede la semplificazione delle procedure amministrative come strumento di lotta alla corruzione, al Capitolo 10
Disciplinare nella sua interezza la corruzione privata +
La legge 190/2012 ha introdotto il reato di corruzione privata (o di “distorsione della concorrenza”, come definita a livello internazionale), in adempimento a una Decisione Quadro del 2003 del Consiglio UE sulla lotta contro la corruzione nel settore privato. Tutta la disciplina italiana si sintetizza però in un unico scarno articolo, che non approfondisce la fattispecie e che non si fa adeguatamente carico della natura e della pericolosità del crimine. Per tutelare le imprese sane da chi ne compromette l’integrità dall’interno, occorre definire al meglio la specificità del reato e i limiti di applicazione, evitando che si crei confusione con altre norme.
C 675 (Realacci)
S19 (Grasso)
S 851 (Giarrusso)
Art. 21 della Convenzione di Merida, o UNCAC (Convenzione contro la corruzione 2003), adottata dalle Nazioni Unite
Art 7 e 8 della Convenzione penale sulla corruzione (Convenzione di Strasburgo) del Consiglio d’Europa, 1999 (in vigore 2002).
Art 3, n. 1 dell’Azione comune 98/742/GAI dell’Unione Europea, 1998
Dar vita a un sistema che impedisca la corruzione internazionale anche attraverso la cooperazione tra enti sovranazionali +
Le convenzioni internazionali contro la corruzione, specialmente quella di Merida (link), insistono sull’importanza di una rete integrata tra diversi Stati per la prevenzione e il contrasto della corruzione internazionale, che in non pochi casi rischia di compromettere gli equilibri nelle relazioni internazionali. Leader e oligarchie corrotte possono mettere a rischio la pace e agire in nome del proprio interesse anziché a vantaggio dei cittadini, svendendo le risorse del Paese a chi offre di più. È fondamentale contrastarli con un’azione comune.
Il 28 Giugno 2012 l’Italia ha ratificato le due convenzioni internazionali contro la corruzione del Consiglio d’Europa (Convenzione Civile e Convenzione Penale contro la corruzione, dette Convenzioni di Strasburgo), che priorizzano la lotta alla corruzione internazionale.
La prima volta che si è parlato di lotta alla corruzione internazionale è stato nel 1997,, con la Convenzione sulla lotta contro la corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle transazioni commerciali internazionali
5PER UNA “TRASPARENZA INTEGRALE” E UNA VERA PREVENZIONE:
UNO STATO CON MURA DI VETRO E PORTE BLINDATE
Ogni cittadino è vittima della corruzione perché ne paga le conseguenze indirette. La società civile, però, ha a disposizione strumenti grazie ai quali fare la propria parte: conoscerli è il primo passo per cambiare. È necessario rivoluzionare il modo d’intendere la Pubblica Amministrazione,dando vita a un nuovo rapporto tra istituzioni e cittadini per mezzo del web, che rende possibile diffondere e usufruire direttamente di migliaia di dati messi in rete. Il modello è quello delle leggi sulla libertà di informazione e l’obettivo è una Pubblica Amministrazione aperta, inclusiva, facilmente conoscibile perché una casa dalle mura di vetro, ma impermeabile all’illegalità, quindi con porte blindate per tenerne fuori corrotti, corruttori e clan criminali.
trasparenza totale e reale della Pubblica Amministrazione: verso un Freedom of Information Act italiano +
Perché un’amministrazione sia davvero trasparente, in linea con la nuova disciplina della trasparenza, legge 33 del 2013 e il recente Piano Nazionale Anticorruzione, deve rendere pubblici:
le regole di funzionamento e l’organizzazione interna, compresi i nomi dei componenti degli organi di indirizzo politico.
i dati relativi ai bandi concorsuali, gli esiti di gare e concorsi, informazioni sulle aziende che partecipano ai bandi.
i dati sull’uso delle risorse (rendere tutto pubblico, dai criteri di acquisizione degli incarichi agli atti formali che certificano i vantaggi economici per persone fisiche e enti pubblici e privati)
Non basta però che le Amministrazioni “producano dati”: occorre siano resi da un lato in formato aperto (open data) – cioè disponibili gratuitamente, utilizzabili e riutilizzabili – dall’altro facilmente leggibili, sviluppando apposite piattaforme che spieghino, ad esempio, come vengono spesi i fondi pubblici.
ddl S245 (Ichino)
La trasparenza a livello internazionale è intesa come chiave delle politiche di prevenzione
Già nel 1997 la Convenzione di Bruxelles, “Convenzione relativa alla lotta contro la corruzione nella quale sono coinvolti funzionari delle Comunità europee o degli stati membri dell’Unione Europea”, entrata in vigore nel 2005, inserisce la relazione tra le politiche di trasparenza e il buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione (ripreso dalle leggi sulla trasparenza, già dalla L 150/2009 e dalla 33/2013)
La Comunicazione della Commissione Europea COM/2003/0317 del 2003 promuove la previsione di strumenti di prevenzione
La trasparenza compare come uno dei 20 principi direttivi per la lotta alla corruzione del 1997, adottato da parte del Comitato dei Ministri, Consiglio d’Europa
Incoraggiamento dell’accesso civico +
L’accesso civico è il nuovo istituto che permette a tutti di concretizzare tre nuovi diritti di cittadinanza che il web permette: diritto di sapere, diritto di monitorare e diritto di partecipare.
La nuova legge prevede infatti che il cittadino possa conoscere l’oggetto e le modalità dell’operare pubblico pur senza avere un interesse diretto, concreto e attuale e senza esprimere motivazioni.
È quindi fondamentale che la rivoluzione nel modo d’intendere la Pubblica Amminstrazione coinvolga anche la cultura della società civile, per fare in modo che si minimizzino i rischi di voyeurismo e che si garantisca un vero monitoraggio dal basso. Vanno quindi incoraggiati, promossi e sostenuti a livello istituzionale progetti culturali, attività di informazione e di formazione che promuovano tra i cittadini questo cambio responsabile di mentalità.
Il Consiglio di Europa ha affrontato specificatamente il tema dell’accesso alle informazioni, nel 2002 con una specifica raccomandazione e nel 2009 con la Convenzione di Tromsø, “Convention on Access to Official Documents” e relativo Rapporto Esplicativo
pierluigi523/2/14
verifica fiscale di tutti i politici prima e dopo il mandato e inasprimento delle pene di tutti i dipendenti pubblici e interdizione perenne.
verifica fiscale di tutti i politici prima e dopo il mandato e inasprimento delle pene di tutti i dipendenti pubblici e interdizione perenne
Potenziamento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e possibilità che essa sanzioni le amministrazioni inadempienti 2
La Civit – Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle Amministrazioni Pubbliche svolge, per come previsto dalla legge 190/2012, l’incarico di Autorità Nazionale Anticorruzione, vigilando sul rispetto della legge da parte delle istituzioni. Essa deve essere dotata di adeguati strumenti e di sufficienti risorse economiche e umane affiché compia un’azione veramente autonoma, efficace e adeguata al ruolo strategico di prevenzione che le è stato attribuito. Inoltre deve poter applicare sanzioni certe per gli enti pubblici che non si adeguino alla legge nei tempi e nei modi previsti.
ddl S245 (Ichino) →Anche per quel che riguarda le sanzioni economiche ad opera della Civit
la Convenzione di Merida, o UNCAC (Convenzione contro la corruzione), adottata dalle Nazioni Unite nel 2003 all’art.6 prevede che ciascuno stato parte assicuri un sistema di prevenzione della corruzione tramite apposite strutture e autorità nazionali anticorruzione indipendenti
trasparenza totale dei partiti politici +
I partiti hanno un ruolo determinante nella vita politica e democratica del Paese e assolvono ad una insostituibile funzione pubblica. La storia d’Italia ha conosciuto diversi casi di gestione opaca delle casse dei partiti, in larga parte finanziati con denaro pubblico. Si dovrebbe prevedere:
una trasparenza statutaria e organizzativa dalla quale siano chiaramente conoscibili i diversi incarichi interni, le procedure per l’approvazione degli atti e dell’iscrizione al partito, i rapporti con le articolazioni territoriali
una piena trasparenza economica, in particolare per quanto riguarda i finanziamenti, siano essi pubblici o privati (qualora previsti). Gli stessi bilanci dovrebbero essere a tutti accessibili.
Ddl C 1154. Iniziativa Governativa Letta e Quagliariello (in corso di esame in Commissione) → abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, disposizioni per la trasparenza e la democraticità dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e indiretta in loro favore. Abbinate: C.15, C.186,C.199, C.255, C.664, C.681, C.733,C.961, Petizione n. 43
s 245 (Ichino)
S 891 (Buemi)
S 260 (Finocchiaro)
C 243 (Pastorino)
La trasparenza dei partiti politici è:
uno dei 20 principi direttivi per la lotta alla corruzione adottati nel 1997 da parte del Comitato dei Ministri, Consiglio d’Europa
una delle 20 raccomandazioni che nel Marzo 2012 il GRECO, nel “Rapporto di valutazione sull’Italia circa norme di incrimanzione reati di corruzione, finanziamento ai partiti e campagne elettorali”, propone all’Italia
uno dei 10 principi della Comunicazione della Commissione Europea COM/2003/0317 del 2003
trasparenza nell’attività dei gruppi di pressione +
Persone e gruppi di persone che condividono interessi e istanze comuni possono associarsi dotandosi di una specifica organizzazione utile a rappresentare le loro istanze alle istituzioni, al fine di vederle riconosciute. Tutto questo ricade sotto il nome di lobbying. Possiamo guardare a queste infrastrutture come a delle “antenne della società civile” in grado di captare e amplificare certi bisogni, informando dettagliatamente chi è chiamato a decidere.
Al di là di significati sconvenienti dati al termine – visto come sinonimo di attività di influenza opaca e contigua alla corruzione” – il modo migliore per garantire un corretto funzionamento di lecite e trasparenti attività di informazione e influenza degli interessi privati sui processi decisionali, è trovare la forma migliore per regolamentarlo (al momento in Italia non c’è nessuna norma a riguardo), cominciando col renderlo completamente aperto, visibile, trasparente e parimenti ponendo freni e correttivi alle sue potenziali degenerazioni.
Il rischio, in assenza di norme, è che il lobbying mascheri un ricorso al circuito corruttivo.
S. 643 Disciplina della rappresentanza di interessi (Nencini)
6PER LA TUTELA DI BENI, SETTORI E SERVIZI STRATEGICI:
Ambiti come quello della sanità, dell’edilizia, delle infrastrutture pubbliche devono essere monitorati con particolare cura per evitare rischi d’infiltrazione criminale e di corruzione. Si tratta di settori che movimentano ingenti risorse e che allo stesso tempo hanno una forte rilevanza sociale andando a tutela dei più fondamentali diritti sociali e civili: per questo vanno protetti.
Andrebbero adottate discipline speciali fondate su maggiori valutazioni di rischio, affinché l’illegalità non arrivi a contaminare beni, settori e servizi così strategici per la vita economica e sociale del Paese. È necessario creare o migliorare discipline ad hoc che alzino la soglia di attenzione: stretti controlli su chi decide, verifiche economiche e legali sulle imprese che investono, costituzione di corpi di vigilanza speciali, e, soprattutto nel caso delle grandi opere, ricorso alla consultazione popolare.
Sanità +
Nel mondo della sanità, la legalità e la trasparenza possono essere usate come una terapie in grado di produrre benessere per tutti. È indispensabile creare un sistema trasparente nelle procedure e nei risultati, in materia di disciplina delle nomine, di liste d’attesa, di appalti, di relazioni con il privato. Grande attenzione va posta anche al settore farmaceutico.
Costruire sull’illegalità fa crollare il Paese e l’Italia è ancora oggi un paese in cui dilaga l’abusivismo edilizio. Sono necessarie norme efficaci che contrastino questo fenomeno, che spesso è alimentato da e alimenta a sua volta fenomeni di corruzione: il primo passo è facilitare le procedure per le demolizioni da parte dei Comuni. Ma non solo: per un’edilizia sana occorre prevedere un sistema di monitoraggio basato sulla valutazione dello stato economico, giuridico e qualitativo delle imprese chiamate a lavorare per la Pubblica Amministrazione, sulla previsione di liste formate da aziende che rispettano specifici criteri in materia di legalità (le cosiddette white list), sulla trasparenza delle operazioni, sulla certezza d’intervento da parte delle forze ispettive e della magistratura qualora si riscontrino illeciti.
C. 71 (Realacci)
S. 115 (Nitto Palma)
ambiente e gestione dei rifiuti +
Sono sempre più frequenti i casi in cui la gestione dei rifiuti è accompagnata da casi anche eclatanti di corruzione, sia per quanto riguarda gli appalti delle amministrazioni locali che per le omesse attività di controllo sugli impianti di trattamento e/o smaltimento. Deve essere rafforzato, in questo contesto, il sistema di controllo previsto dalle Agenzie ragionali per la protezione dell’ambiente e vanno rese più efficaci le sanzioni, anche attraverso l’introduzione dei delitti contro l’ambiente nel Codice penale, tra cui quello di frode ambientale.
S. 815 (Marinello)
S. 242 (Capacchione)
C. 67 (Realacci). Assorbe C.326, C.893, C.1043
C. 957 (Micillo)
S. 100 (Lumia)
Le infrastrutture possono essere un volano per la crescita economica e sociale del Paese, se davvero utili e sottoposte ad adeguate valutazioni strategiche e d’impatto ambientale, ma i fondi consistenti impiegati per le grandi opere vanno spesi con la massima trasparenza. Lo stato di avanzamento dei lavori deve perciò essere dettagliatamente monitorato e i cittadini devono avere la possibilità di conoscere i costi, le procedure, gli appalti e i subappalti, l’attività delle conferenze dei servizi, le eventuali difficoltà riscontrate, i tempi stimati. Inoltre anche in Italia dovremmo aprirci a sistemi partecipativi di consulta popolare (come il modello del dibattito pubblico francese) in cui le istituzioni si confrontano con la cittadinanza per valutare l’opportunità della costruzione e rendere trasparenti le decisioni.
Esempi stranieri di buone pratiche circa un impegno profuso in questi ambiti:
Nel 2011, nel solo settore della salute degli Stati Uniti, il sistema speciale mirato HEAT (Health Care Fraud Prevention and Enforcement Action Team), ha prodotto il recupero di 2,3 miliardi di dollari indebitamente sottratti dalle frodi e dalla corruzione.
Nello stesso settore, nell’Argentina del 1996, un sistema di pubblicazione e controllo di dati economici ha prodotto un calo del 12% nel prezzo delle forniture in un solo mese.
7Riallacciare un nuovo patto con la società:
DIFENDIAMO CHI DENUNCIA PERCHÈ IL VERO BENE È QUELLO DI TUTTI
Denunciare episodi di corruzione significa ristabilire quel patto sociale che corrotto e corruttore hanno spezzato. Solo con la collaborazione di tutti si potrà scoperchiare il vaso di Pandora della corruzione sistemica italiana.
anche l’Italia si doti di una normativa che difende i whistleblower +
Il whistleblower è, letteralmente, il suonatore di fischietto che – denunciando un episodio corruttivo sul luogo di lavoro o nell’ambito pubblico – contribuisce a smascherare gravi illeciti. Proprio perché il suo ruolo è fondamentale, esso va adeguatamente tutelato da ritorsioni o rivalse, come già accade nei paesi anglosassoni.
Da valutare anche la possibilità, già prospettata dalla Commissione di studio istituita del 2012 dal Ministero della Funzione Pubblica, di prevedere un incentivo economico per i whistleblower, come quota della somma fatta risparmiare grazia alla corruzione scongiurata.
La tutela del whistleblower appare in:
1999 (in vigore 2002). Convenzione penale sulla corruzione (Convenzione di Strasburgo), del Consiglio d’Europa
1999 (in vigore dal 2003) Convenzione civile sulla Corruzione
2003: Comunicazione della Commissione Europea COM/2003/0317, come uno dei 10 principi per prevenire la corruzione
2012 Rapporto GRECO di valutazione sull’Italia circa norme di incrimanzione reati di corruzione, finanziamento ai partiti e campagne elettorali.
al momento, un solo articolo della L 190/2012 introduce in maniera estremamente generica la figura del whistleblower. Vanno invece definite le garanzie e le procedure di tutela.
L’allegato 1 al Piano Nazionale anticorruzione predisposto dal Dipartimento della Funzione Pubblica e approvato dalla Civit, alla voce “Azioni e misure generali finalizzate alla prevenzione della corruzione” prevede un punto (B 12) sulla “Tutela del dipendente che effettua segnalazioni di illecito (whistleblowing)”, in cui si evidenziano le raccomandazioni del WGB (il Working Group on Bribery presso l’Ocse) e dell’ Ocse stessa (2009 Raccomandazione IX, iii) e si mettono in chiaro gli aspetti sulla tutela dell’anonimato, sul divieto di discriminazione e sui casi in cui possa essere disvelata l’identità del denunciante.
esempi di tutela del whistleblowing
- Telecom Italia ha avviato, a partire dal novembre 2009, una “procedura per le segnalazioni” di episodi di corruzione.
- Il Comune di Milano, nel giugno 2013, ha istituito un apposito organismo di garanzia del whistleblowing.
- l’ONU ha adottato dal 2006 una normativa sul whistleblowing, prima organizzazione intergovernativa a farlo.
Whistleblowing nel mondo (e in Europa)
Monica26/8/14
io penso che i parlamentari potrebbero raccogliere tanti soldi abbassandosi di parecchio i loro stipendi, le pensioni d'oro, che non ci siano più i senatori a vita, è pazzesco che dobbiamo pagare le pensioni a vita a dei senatori che possono benissimo vivere con una pensione come la nostra.....no ai rimborsi dei parenti che sono cose assurde, io sono anni che non vado dal parrucchiere e mi è toccato leggere che paghiamo i parrucchieri delle mogli di alcuni parlamentari, e quant'altro....siamo proprio messi male ma se prendessero questi soldi, che sono parecchi, potremmo pagare tranquillamente il debito pubblico, e anche salvaguardare i Whistleblowing, figura interessante anche all'interno del parlamento....basta con le false dichiarazioni ora si deve passare ai FATTI!!!!!!
incentivare la segnalazione di illeciti a cui assiste la cittadinanza 1
Occorre offrire alla cittadinanza strumenti chiari che permettano di segnalare eventuali violazioni a cui si è assistito. Per incoraggiare la cooperazione con le forze ispettive si potrebbe mettere a disposizione un sistema di raccolta di denunce (telefonico o informatico), oppure un servizio di valutazione e registro interno a ogni Pubblica Amministrazione.
Afovocilizi S.	9 giorni fa
Egoqaqruse O.	9 giorni fa
Walterhop W.	17 giorni fa
Avv. Danilo Di Nuzzo @avvocato_dd
21:32 - 22 mag
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