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Timestamp: 2020-05-31 11:03:03+00:00
Document Index: 9340303

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 32', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 8']

Deliberazione 6 agosto 2002 recante "Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parita’ di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per il referendum regionale confermativo sulla legge regionale recante: "Disciplina della forma di governo della regione, dell’elezione del consiglio regionale, nonche’ dei referendum regionali e dell’iniziativa popolare delle leggi, ai sensi dell’art. 12, comma 2, dello statuto" indetto nella regione Friuli-Venezia Giulia per il giorno 29 settembre 2002" (Deliberazione n. 164/02/CSP). - Aeranti
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Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parita’ di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per il referendum regionale confermativo sulla legge regionale recante: “Disciplina della forma di governo della regione, dell’elezione del consiglio regionale, nonche’ dei referendum regionali e dell’iniziativa popolare delle leggi, ai sensi dell’art. 12, comma 2, dello statuto” indetto nella regione Friuli-Venezia Giulia per il giorno 29 settembre 2002. (Deliberazione n. 164/02/CSP).
(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 188 del 12 agosto 2002)
Nella riunione della Commissione per i servizi e i prodotti del 6 agosto 2002;
Visto lo statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia, approvato con legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, e modificato con legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, e in particolare l’art. 12, commi 4 e 5;
Vista la legge regionale 27 novembre 2001, n. 29, recante “Norme sul referendum confermativo previsto dall’art. 12, commi 4 e 5, dello statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia”;
Rilavato che, con decreto del Presidente della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia n. 225 del 29 luglio 2002, e’ stato indetto per il giorno di domenica 29 settembre 2002 il referendum regionale confermativo sulla legge regionale recante “Disciplina della forma di governo della regione, dell’elezione del consiglio regionale, nonche’ dei referendum regionali e dell’iniziativa popolare delle leggi, ai sensi dell’art. 12, comma 2, dello statuto”;
Udita la relazione del commissario, dott. Giuseppe Sangiorgi, relatore ai sensi dell’art. 32 del regolamento concernente l’organizzazione e il funzionamento dell’Autorita’;
1. Il presente provvedimento reca disposizioni di attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28, in materia di disciplina dell’accesso ai mezzi di informazione durante la campagna per il referendum regionale confermativo sulla legge regionale recante “Disciplina della forma di governo della regione, dell’elezione del Consiglio regionale, nonche’ dei referendum regionali dell’iniziativa popolare delle leggi, ai sensi dell’art. 12, comma 2, dello Statuto”, indetto nella regione autonoma Friuli-Venezia Giulia per il giorno 29 settembre 2002, al fine di garantire, rispetto a tutti i soggetti politici, imparzialita’ e parita’ di trattamento.
c) i comitati, le associazioni e gli altri organismi collettivi, comunque denominati, rappresentativi di forze sociali e politiche, diverse da quelle riferibili ai soggetti di cui alla lettera b), che abbiano un interesse obiettivo e specifico al quesito referendario, rilevabile anche sulla base dei rispettivi statuti; questi ultimi organismi devono essersi costituiti entro dieci giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente provvedimento.
IN CAMPAGNA REFERENDARIA
1. Nel periodo intercorrente tra la data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente provvedimento e la data di chiusura della campagna referendaria, gli spazi che ciascuna emittente televisiva o radiofonica privata locale che diffonda le proprie trasmissioni nella regione Friuli-Venezia Giulia dedica alla comunicazione politica sui temi del referendum confermativo, nelle forme previste dall’art. 4, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, sono ripartiti in misura uguale tra i favorevoli e i contrari al quesito referendario.
4. Le trasmissioni di comunicazione politica sono collocate in contenitori con cicli a cadenza quindicinale dalle emittenti televisive all’interno della fascia oraria compresa tra le ore 07,00 e le ore 24,00 e dalle emittenti radiofoniche all’interno della fascia oraria compresa tra le ore 05,00 e le ore 01,00 del giorno successivo. I calendari delle predette trasmissioni sono tempestivamente comunicati al Comitato regionale per le comunicazioni, che ne informa l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni. Ove possibile, tali trasmissioni sono diffuse con modalita’ che ne consentano la fruizione anche ai non udenti.
1. Nel periodo di cui al precedente art. 3, comma 1, le emittenti radiofoniche e televisive private locali che diffondono le proprie trasmissioni nella regione Friuli-Venezia Giulia, le quali accettano di trasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito per la presentazione delle posizioni favorevoli o contrarie al quesito referendario, hanno altresi’ la facolta’ di diffondere ai medesimi fini messaggi politici autogestiti a pagamento.
dei messaggi politici autogestiti gratuiti
c) i messaggi non possono interrompere altri programmi, ne’ essere interrotti, hanno una autonoma collocazione nella programmazione e sono trasmessi in appositi contenitori, fino a un massimo di sei contenitori per ogni giornata di programmazione. I contenitori sono collocati uno per ciascuna delle seguenti fasce orarie, progressivamente a partire dalla prima: prima fascia 18,00 – 19,59; seconda fascia 12,00 – 14,59; terza fascia 21,00 – 23,59; quarta fascia 07,00 – 8,59; quinta fascia 15,00 – 17,59; sesta fascia 09,00 – 11,59. I messaggi trasmessi in ciascun contenitore sono almeno due e sono comunque ripartiti in misura uguale tra i soggetti favorevoli e quelli contrari al quesito referendario. A tal fine, qualora il numero dei soggetti che sostengono le due indicazioni di voto sia diverso, l’assegnazione degli spazi ai soggetti piu’ numerosi avviene secondo un criterio di rotazione, fermi restando in ogni caso i limiti di cui alla lettera d). L’eventuale mancanza di messaggi a sostegno di una delle due indicazioni di voto non pregiudica, in ogni caso, la trasmissione di quelli a sostegno dell’indicazione opposta, ma non determina un aumento degli spazi ad essa spettanti;
dei messaggi politici autogestiti a pagamento
a) rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicato da trasmettere almeno una volta nella fascia di maggiore ascolto. Nel comunicato l’emittente informa i soggetti politici che presso la sede dell’emittente, di cui viene indicato l’indirizzo, il numero telefonico e la persona da contattare, e’ depositato un documento, che puo’ essere reso disponibile anche nel sito web dell’emittente, concernente la trasmissione dei messaggi, il numero massimo dei contenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard tecnici richiesti e il termine di consegna per la trasmissione del materiale autoprodotto.
1. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni approva la proposta del Comitato regionale per le comunicazioni, ai fini della fissazione del numero complessivo dei messaggi autogestiti gratutiti da ripartire tra i soggetti politici richiedenti, in relazione alle risorse disponibili previste dall’art. 1, comma 3, del decreto 3 aprile 2002 del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
NEI MEZZI RADIOTELEVISIVI
1. A decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente provvedimento e fino alla data di chiusura della campagna referendaria, al fine di garantire la parita’ di trattamento, l’obiettivita’, la completezza e l’imparzialita’ dell’informazione, nei programmi radiotelevisivi di informazione, riconducibili alla responsabilita’ di una specifica testata giornalistica, quando vengano trattate questioni relative al tema oggetto del referendum, le posizioni dei diversi soggetti politici impegnati a favore o contro il quesito referendario vanno rappresentate in modo corretto e obiettivo. Resta salva per l’emittente la liberta’ di commento e di critica, in chiara distinzione tra informazione e opinione.
Imprese radiofoniche e partiti politici
3. I sondaggi di cui al comma 2, inoltre, possono essere diffusi soltanto se contestualmente resi disponibili dal committente nella loro integralita’ e corredati della “nota informativa” di cui al medesimo comma 2 sull’apposito sito web istituito e tenuto a cura del Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri www.sondaggipoliticoelettorali.it ai sensi dell’art. 8, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28.