Source: http://www.consiglioregionale.calabria.it/upload/integrali_aula/10_046_18012018.htm
Timestamp: 2019-09-16 12:53:06+00:00
Document Index: 169633647

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 127', 'art. 127', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 39', 'art. 20', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 36']

Iniziamo i lavori della seduta. Ha chiesto la parola il consigliere Tallini per una questione di carattere personale. Prego, ne ha facoltà.
Ringrazio l'intero Consiglio regionale in tutte le sue articolazioni, quindi anche la Giunta, i molti collaboratori e lavoratori che partecipano e che consentono lo svolgimento delle sedute del Consiglio che mi sono stati vicini in un momento particolare di un mio lutto familiare. Questa è l'occasione per farlo formalmente e ufficialmente. Vi ringrazio tutti.
Grazie, consigliere Tallini. Ha chiesto di intervenire il consigliere Sergio. Ne ha facoltà.
Signor Presidente, chiedo che sia inserita all’ordine del giorno la mozione protocollo numero 46240 del 14 novembre 2017 e l'ordine del giorno protocollo numero 2854 del 18 gennaio 2018.
Pongo in votazione l’inserimento della mozione protocollo numero 46240, a firma del consigliere Sergio ed altri, e dell'ordine del giorno proposto dal consigliere Sergio, protocollo numero 2854, che sono inseriti.
Presidente, chiedo l'inserimento all'ordine giorno della mozione numero 110 del 17 gennaio 2018.
Per chiedere l’inserimento di due ordini del giorno: uno sul mancato riconoscimento della tredicesima mensilità ai lavoratori aderenti al piano di incentivazione all’esodo Arssa e l'altro sul riconoscimento del diploma di tecnico dei servizi sociali quale qualifica di Operatore Socio Sanitario, che erano già agli atti del consiglio dal 19 dicembre dello scorso anno.
Pongo in votazione l'inserimento della mozione numero 110 a firma del consigliere Bova.
Partiamo con il primo punto all'ordine del giorno che è l'esame abbinato delle proposte di legge numero 34/10^ e 221/10^ relative alla “Istituzione del Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale”. Cedo la parola al consigliere Sergio per l’illustrazione del testo. Prego.
Grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti della Giunta. Questa proposta di legge è frutto di un esame abbinato: la proposta di legge numero 34/10^ di iniziativa del consigliere Nicola Irto, recante “Istituzione del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale” e della proposta di legge numero 221/10^ d'iniziativa del sottoscritto, recante “Istituzione del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale dell'osservatorio regionale per le politiche penitenziarie”.
Signor Presidente, l'esame odierno in Consiglio della presente proposta è il risultato di un approfondito e proficuo lavoro che la prima Commissione ha portato avanti in questa prima metà di legislatura sull'esame abbinato della proposta di legge 34/10 e 221/10^, relativo alla istituzione della figura del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale.
La Commissione ha approvato all'unanimità la proposta il 20 settembre 2017.
Come ormai ben sappiamo, la proposta di legge in questione mira ad istituire il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, figura di mediazione, dotata di autorevolezza istituzionale, autonoma sia rispetto all'amministrazione penitenziaria sia rispetto all'amministrazione giudiziaria, indipendente, in grado di intervenire di propria iniziativa ovvero su richiesta, per migliorare le condizioni detentive e per consentire, all'interno delle stesse strutture, l'esercizio dei diritti essenziali dell'uomo. La figura del Garante risulta essere quella di un riferimento diretto per tutti coloro che si trovano privati, per ragioni di giustizia, della libertà personale.
La Regione Calabria è una delle poche regioni italiane ancora prive della figura del Garante, come si è avuto modo di evidenziare nel corso dei precedenti lavori di Commissione. Tuttavia pare evidente che il legislatore regionale sta lavorando attivamente per colmare il gap legislativo e così dotare la Regione Calabria della figura istituzionale del Garante.
La Commissione, nel corso delle sedute tenutesi, ha dato spazio ad importanti audizioni con attivisti ed addetti del settore. Proprio per rispondere alle esigenze esplicitate ed in virtù del ruolo determinante che caratterizza la Regione nei rapporti con le altre componenti istituzionali e sociali, in ossequio al principio di sussidiarietà, per la programmazione, il coordinamento ed attuazione delle politiche sociali, fra tutte quelle socio-lavorative di reinserimento, è stato disegnato il presente progetto di legge regionale.
La proposta costa di 13 articoli. Al fine di rendere il testo pienamente in linea con il dettato costituzionale, sono stati presentati tre emendamenti, rispettivamente, agli articoli 2, 5 e 7, mentre un quarto emendamento all'articolo 12 adegua la norma finanziaria al bilancio 2018-2020.
E’ opportuno e doveroso ricordare che l'istituzione di una simile figura comporta degli ulteriori oneri a carico del bilancio regionale. Le spese riguardano sia il trattamento economico del Garante sia l'assegnazione di fondi al Garante, esclusivamente per i costi generali di funzionamento entro i limiti previsti dalla norma finanziaria.
La proposta ha ottenuto il parere finanziario favorevole all'unanimità della Commissione bilancio nella seduta del 30 novembre 2017. Ringrazio il Presidente e tutti i componenti del Consiglio e, per quanto sin qui esposto, chiedo a codesto onorevole consesso di esitare favorevolmente la proposta di legge, appena presentata. Grazie
Grazie, Presidente, per avermi dato la parola. Grazie a lei e al consigliere Sergio per la sensibilità che, devo dire, abbiamo trovato rispetto all'istituzione del Garante dei detenuti che ritengo sia arrivato in ritardo, ma mai troppo tardi perché è una figura fondamentale per quello che riguarda le strutture e soprattutto coloro che si ritrovano all'interno delle case circondariali.
Ringrazio perché quanto è stato richiesto in Commissione, anche rispetto all'ampliamento dell'articolo 1 e dell'articolo 3 comma 5, è avvenuto. Ritengo, rispetto non soltanto agli emendamenti che il consigliere Sergio in questo momento ha sottolineato, che andrebbe un po' evidenziato quello che più volte ci siamo detti in Commissione nella relazione illustrativa e cioè guardare anche a quella parte dei minori che sono, in qualche modo, presi in carico dal sistema penale minorile; pertanto, andrebbe integrata, dicendo che non soltanto coloro che sono nelle strutture carcerarie, quindi col sistema detentivo che sembra rivolto alla parte esclusiva dei detenuti o del sistema Dap. Se possibile, chiedo, quindi, in qualche modo rispetto a quelle integrazioni, che già sono state accolte e per le quali ringrazio, di poter inserire quanto previsto dalla legge in questione all'articolo 2 rispetto alle finalità e soprattutto al comma 2 di detto articolo.
Auspico che questa proposta di legge sia approvata all’unanimità perché rappresenta una delle conquiste, delle battaglie del nostro millennio in cui tanti detenuti hanno bisogno di questa figura, attraverso quelle che sono le figure deputate; mi riferisco ai magistrati di sorveglianza, ai direttori delle case circondariali e - perché no? consigliere Sergio - anche a settori che possano in qualche modo incidere con queste strutture che, ahimè, spesso navigano in difficoltà.
Penso alla formazione professionale; più volte ho chiesto che si potessero espletare corsi di sicurezza per i detenuti, soprattutto con condanna a “fine pena mai”, per potere, per esempio, intervenire proprio sulla parte strutturale delle carceri, come richiesto da molti direttori e non ultimo dalla dottoressa Paravati della casa circondariale di Siano.
Ringrazio perché credo che, insieme ad una figura già presente e cioè il Garante per l'infanzia, questa fosse una figura fondamentale e sostanziale, per quanto riguarda ovviamente le tante necessità che ritroviamo nei nostri territori e ribadisco che auspico si possa intervenire ampliando questo comma per i minori, i tanti extracomunitari che spesso sono accolti in strutture non detentive, ma che devono comunque vedere la figura del Garante insieme a quella del Garante dell'infanzia.
Ringrazio perché in qualche modo ci sono dei testi di legge che credo quando trovino la condivisione anche della minoranza tutta; poi, alla fine, risultano importanti, anche rispetto a istituzioni che esistono da molti anni, come quello che conosciamo tutti del Lazio o della Sardegna, ma anche di quella normativa che parla dei diritti umani.
Auspico, quindi, che si possa inserire quella sottolineatura in più che avevo suggerito in Commissione perché la legge non guardi soltanto ai detenuti del sistema carcerario, al sistema Dap, ma anche ai tanti minori che, ahimè, si trovano in strutture differenti, ma che hanno bisogno di queste figure. Grazie.
Presidente, molto brevemente, prendo anch'io la parola su questo importante testo di legge che istituisce una figura che sta a garanzia di coloro i quali sono ristretti nelle case di detenzione all'interno della nostra regione.
A me è capitato, sia da Consigliere regionale sia da professionista, di entrare all'interno delle case circondariali. Ebbene, in alcune circostanze, obiettivamente, le condizioni di coloro i quali sono ristretti non è delle migliori e quindi l'esistenza di un punto di riferimento, credo attraverso l’approvazione di questa norma - mi auguro che essa diventi operativa - è un elemento da sottolineare con favore da parte di questo Consiglio regionale, che dovrebbe occuparsi, naturalmente è questione di competenze, della situazione generale, anche, delle case circondariali nella nostra regione.
In alcuni casi ci sono case circondariali stracolme e con molti più detenuti rispetto a quelli che potrebbero accogliere; noi istituiamo oggi il Garante per le persone private di libertà personale e detenute, ma vi posso garantire, e non è una battuta, che forse sarebbe necessario anche istituire un Garante a tutela di coloro i quali lavorano all'interno delle carceri, vale a dire i rappresentanti della polizia penitenziaria che vivono questa condizione per il loro lavoro naturalmente, con grande disagio in alcune circostanze e con grandi difficoltà visto il sovraffollamento di moltissime carceri.
Credo che sarebbe opportuno che questo Consiglio regionale, sia pure nella differenziazione di competenze e naturalmente una competenza esclusiva governativa questa, comunque interagisse con il Governo centrale per sottolineare anche le grandi difficoltà nelle quali si trovano molte case circondariali di questa regione.
Grazie, Presidente. La legge proposta dal consigliere Sergio va nella direzione indicata dalla minoranza che, attraverso i suoi interventi, aveva, spesso, evidenziato le criticità che esistono all'interno delle case circondariali. Il sottoscritto, addirittura, ha fatto qualche intervento anche nella scorsa legislatura, alla luce di una relazione che definiva il paese Italia uno dei peggiori rispetto alle questioni riguardanti la vivibilità all'interno degli istituti penitenziari. Già chi deve scontare una pena vive una condizione da recluso ma la reclusione deve rispondere a logiche ispirate ai valori dell'etica della vita stessa e allora il garante, l'istituzione di questa figura che questo Consiglio, oggi, in un'ottica bipartisan, si appresta ad approvare, assume un significato di responsabilità di una classe politica dirigente che presta attenzione a comparti dimenticati della realtà e che vorrebbe offrire il proprio apporto e lo fa, oggi, con l'approvazione di questa legge nel comparto che afferisce il sistema carcerario.
Ho appreso dalla stampa delle condizioni in cui versano le carceri, condizioni che lasciano non solo perplessi ma creano sconforto. Qualche mese addietro leggemmo qualche pubblicazione che parlava della presenza di ratti all'interno del carcere di Reggio Calabria e che tale presenza aveva provocato non solo una situazione di allarmismo ma, anche, problemi che riguardavano la salute dei detenuti, vi parlo di casi di tubercolosi. Si parlava della presenza di scarafaggi, che non consentono in pochi metri, così mi è stato riferito dagli assistenti sociali, di poter vivere la propria giornata in modo dignitoso. Anche questo deve essere oggetto di riflessione e anche questo ha indotto il Consiglio regionale, oggi, responsabilmente, ad affrontare questa questione alla luce di quanto apprendiamo non solo dalla stampa, ma anche, come diceva il collega Gallo, alla luce delle condizioni in cui lavorano gli operatori del settore che rischiano, anche loro, patologie gravissime. Non basta essere preoccupati, bisogna occuparsene e questo Consiglio, oggi, dicevo prima, responsabilmente se ne sta occupando prendendo coscienza di queste problematiche.
L’Aula avrà modo di poter approvare, oggi, questa legge che, poi, darà seguito alla nomina del Garante che auspico sia una persona di alto profilo che possa garantire non solo i detenuti ma anche il sistema carcerario. In quel contesto ci sono operatori che lavorano in condizioni disumane, in un comparto con carenze di organico che deve essere migliorato attraverso quel processo che deve vedere impegnati, in sinergia, gli operatori sociali a portare avanti il processo di recupero dei detenuti e la loro reintroduzione nella realtà sociale.
Grazie, Presidente. Mi associo alle considerazioni che sono state fatte dai consigliere di opposizione con riferimento a questa importantissima legge proposta dal consigliere Sergio. Devo dire che è una questione di civiltà, ricollegandomi, anche, alle considerazioni riguardanti gli organismi di polizia penitenziaria e la condizione in cui lavorano gli operatori.
Ritengo che la condizione degli operatori e degli agenti di polizia penitenziaria si possa migliorare, migliorando quelle che sono le condizioni dei detenuti. Conosco la vicenda degli istituti penitenziari italiani; per l’attività che ho svolto ho girato in lungo e in largo e devo dire che le condizioni carcerarie sono veramente, in alcuni posti, da terzo mondo.
Basta ricordare solo la sentenza pilota, la sentenza Torreggiani, con la Commissione europea che punisce l’Italia perché non vengono rispettati i criteri spaziali, cioè i 3 metri per ogni detenuto indispensabili al fini di stabilire una condizione di accoglienza, non dico dignitosa, ma umana. Con questa legge diamo, veramente, attuazione alla figura del Garante, quindi poniamo un tassello fondamentale per il rispetto dell'articolo 27 della nostra Costituzione che recita, appunto, che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato e da qui il rispetto dell'articolo 5 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e il rispetto dell'articolo 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali sottoscritte dagli Stati membri del Consiglio d'Europa.
Devo dire che nel 2006 la Regione Lazio fu la prima ad istituire la figura del Garante, la Calabria è molto indietro, siamo molto indietro, ci stiamo adeguando, c'è stato un lavoro notevole della Commissione consiliare. E’ un bel momento, diciamo che è un momento di affermazione di diritti e di civiltà da parte di questo Consiglio che istituisce in Calabria la figura del Garante dei detenuti. Quindi, anche io, sono favorevole all'approvazione da parte del Consiglio.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Cannizzaro, ne ha facoltà.
Grazie, Presidente, componenti della Giunta, onorevoli colleghi. Intervengo semplicemente per esprimere soddisfazione e plaudire rispetto a questa proposta di legge che ci ha visto tutti impegnati nelle deputate Commissioni. Credo che succeda per la prima volta che da questi banchi, da questi pulpiti, possiamo plaudire ad una iniziativa, dopo tre anni e mezzo, promossa dalla maggioranza; quindi un plauso al collega Franco Sergio, al Presidente del Consiglio, Nicola irto, che ha molto caldeggiato, supportato e immaginato questo percorso.
Questa è una battaglia di civiltà che, finalmente, nel momento in cui diventerà legge, porterà la Calabria a dotarsi e sventolare questo risultato che oggi vede tutti uniti, tutti compatti, coesi. Vorrei anche esaltare un altro dato che vede la minoranza protagonista rispetto a questa idea e a questo risultato: vorrei far notare che se non ci fosse stata, oggi, la minoranza non avreste avuto i numeri per poter approvare questa legge e allora con senso di responsabilità, anche in questa occasione, siamo qui per votare e sostenere. Quindi annuncio, per nome e per conto del gruppo della Casa delle Libertà, il voto favorevole a questa proposta di legge che ci riempie di soddisfazione e anche di orgoglio. Consigliere Sergio, il suo lavoro è stato sicuramente incessante, molto importante e anche delicato, conosco e ho conosciuto le competenze, rispetto al settore, che hanno supportato il lavoro e voglio dire a lei e anche a tutti gli altri consiglieri che ci hanno lavorato che, sin dall'inizio, ho capito che questo era un obiettivo che poteva essere raggiunto nell'immediatezza.
Presidente, le chiedo, nel momento in cui questa proposta di legge diventerà legge, di procedere in maniera più spedita a quello che sarà, poi, il bando pubblico, a quello che saranno le varie procedure pubbliche per individuare chi dovrà ricoprire questo ruolo che certamente sarà importante;un ruolo che dovrà avere la capacità di accogliere quelle che sono le esigenze che brillantemente, anche per la professione che svolge, il consigliere Gallo ha espresso. Queste esigenze devono essere affrontate immediatamente, in modo tale che la Calabria possa essere a pari livello delle altre regioni d'Italia che, rispetto a queste vicende, a questi comparti, sono certamente già molto più avanti, molto più organizzate. A monte un lavoro amministrativo e legislativo è stato fatto, quindi con estrema sincerità esprimo viva soddisfazione e con altrettanta sincerità voglio esprimere, caro consigliere Sergio, il nostro supporto e il nostro voto favorevole e mi riferisco al gruppo che immeritatamente rappresento. Grazie.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Bevacqua, ne ha facoltà.
Intervengo brevemente per esprimere il mio apprezzamento, il mio voto favorevole, il mio sostegno a questa proposta di legge che rappresenta, sicuramente, un momento importante e significativo e che vede unito il Consiglio regionale con unanimità di vedute e condivisioni su un tema molto delicato, molto sentito che, come tutti voi avete fin qui ricordato, è una conquista di civiltà per chi vive momenti di debolezza, di difficoltà legati ai suoi errori umani commessi durante la vita e legati ad alcune situazioni contingenti legati al proprio percorso umano.
Credo che sia giusto che questo Consiglio regionale si doti di un organismo come quello del Garante, che possa aiutare questi percorsi, che possa dare un contributo anche psicologico, di denuncia, di supporto a ciò che evolve e si vive in quei contesti difficili, precari. Bisognerebbe, in questa vicenda, aprire una discussione più ampia, legata non solo al sovraffollamento delle carceri ma anche alle condizioni di vita, alle condizioni igienico-sanitarie, allo spazio a disposizione. Bisognerebbe aprire una vertenza sulle strutture che caratterizzano le carceri italiane in termini di qualità, di agibilità; questo deve essere un punto di discussione che potremmo fare come Consiglio regionale così come, già hanno fatto molti colleghi, interrogarci se necessario e aprire una discussione sulle politiche nazionali in merito a questo contesto, a questo scenario di cui oggi discutiamo.
Sono favorevole all'approvazione di questo disegno di legge, sono convinto e contento che ciò avvenga all’unanimità e apprezzo l'atteggiamento della minoranza che oggi, dobbiamo dirlo chiaramente, viste le assenze che ci sono nel gruppo di maggioranza, non legate all'azione politica ma a motivazioni varie, ne garantisce l'approvazione. Questo è un bel segnale, vuol dire che c'è uno spirito costruttivo che anima l'appartenenza a una comunità, in questo caso l’appartenenza al Consiglio regionale che vuole discutere, vuole confrontarsi su tematiche importanti al di là della maggioranza e della minoranza. Quando affrontiamo temi delicati e sensibili come quello di questa sera, credo sia importante lo spirito di appartenenza ad una comunità, al Consiglio regionale, perché così daremo una bella impressione una bella immagine a chi ,oggi, guarda con distacco e con molta disaffezione al nostro mandato e alle nostre competenze. Grazie.
Grazie, Presidente, colleghi componenti della Giunta. Penso che stasera approviamo un'importante legge che riguarda la dignità delle persone e la loro tutela, dopo un lavoro importante e positivo che è stato fatto in Commissione e per il quale ringrazio Franco Sergio e il presidente Irto che già ad inizio legislatura aveva proposto una iniziativa di legge in questo senso.
Consentitemi di dire che istituire il Garante per i diritti dei detenuti e delle persone prive della libertà significa, innanzitutto, colmare un ritardo; quasi tutte le Regioni italiane hanno questa figura e quindi, da questo punto di vista la Regione colma uno dei tanti ritardi in una materia che deve vedere rispettato il principio costituzionale secondo il quale la pena deve essere rieducativa, volta al reinserimento ed espiata in condizioni di assoluta dignità.
Il Garante dovrà, appunto, verificare queste condizioni e lavorare in sinergia con tutti i comparti dello Stato che si occupano della giustizia. Ho ascoltato i colleghi dire del sovraffollamento, delle condizioni spesso inumane; dobbiamo occuparcene e il Garante sarà sicuramente, presidente Irto, una figura di assoluto livello, di assoluta competenza e spessore umano. Direi che sarà importante da questo punto di vista, abbiamo altre esperienze di garanti in Calabria che funzionano e sono spesso da prendere ad esempio, a modello. Rispettare i principi costituzionali è un fatto, a mio giudizio, molto positivo ed importante, farlo come espressione di una volontà unanime è sicuramente da sottolineare. Raccoglierei, consigliere Sergio, l'invito che la collega Wanda Ferro ha fatto: è chiaro che il principio che ispira questa legge che è quello di andare incontro a persone in stato di difficoltà, quali sono i detenuti, comprende già i minori e tuttavia se lo specifichiamo e troviamo il modo di renderlo ancora più visibile facciamo un’operazione giusta. Penso che, oggi, l'Assemblea regionale della Calabria scriva una pagina di grande dignità e di grande sensibilità e penso che questa sia una delle leggi che potranno caratterizzare l'intera legislatura per il significato e la funzione che ha e che è quella di tutelare la libertà delle persone, di tutelare la loro dignità anche quando sono sottoposte ad una pena. E’ un fatto di assoluta civiltà e penso che il Consiglio regionale della Calabria, oggi, si appresta a scrivere, davvero, una bella pagina.
Se non ci sono altri interventi, passiamo all’esame ed alla votazione del provvedimento.
All’articolo 2 è stato presentato l’emendamento protocollo 52023, a firma del relatore Franco Sergio, al quale cedo la parola per l’illustrazione.
Il presente emendamento reca modifiche di carattere ordinamentale all’articolo 2, al fine di rendere la proposta de qua più aderente al dettato costituzionale, in linea con le indicazioni pervenute dall’Ufficio affari legislativi e relazioni parlamentari del Ministero dell’Interno per il tramite del Settore legislativo.
All’articolo 2 del testo dell’esame abbinato delle proposte di legge numero 34/10^ e numero 221/10^ sono apportate le seguenti modifiche: 1. Al comma 2: a) le parole “di identificazione ed espulsione per stranieri” sono sostituite dalle seguenti “permanenza per i rimpatri previa autorizzazione della Prefettura competente per territorio”; b) le parole “nelle camere di sicurezza delle Forze di Polizia e” sono soppresse.
2. Il comma 4 è sostituito dal seguente “il Garante regionale non è sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico funzionale e può richiedere alle amministrazioni responsabili delle strutture indicate al comma 2, senza che ciò possa derivare danno per le attività investigative e nel rispetto della legislazione vigente, le informazioni e i documenti necessari per l’espletamento del suo mandato. Qualora l’amministrazione non fornisca risposta nel termine di 30 giorni, informa il magistrato di sorveglianza competente”.
Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 52023.
All’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 52025, a firma del consigliere Sergio, al quale cedo la parola per l’illustrazione.
Il presente emendamento reca modifiche di carattere ordinamentale all’articolo 5 tese a rendere il contenuto dell’articolo meno esposto ad interpretazioni distorte e più chiaro per gli organismi preposti all’attuazione della norma. La modifica ha carattere ordinamentale.
Il comma 4 dell’articolo 5 del testo dell’esame abbinato delle proposte di legge numero 34/10^ e numero 221/10^ è sostituito dal seguente: “Qualora vi siano fondati motivi per ritenere che una delle cause di incompatibilità dell’incarico di Garante regionale sia sopravvenuta alla elezione ovvero che esista al momento dell’elezione, il Presidente del Consiglio regionale la contesta all’interessato che ha quindici giorni di tempo per formulare osservazioni o per rimuovere la causa di incompatibilità. Ove l’incompatibilità risulta infondata o sia stata rimossa, il Presidente del Consiglio archivia il procedimento. In caso contrario lo dichiara decaduto dalla carica con immediata comunicazione al Consiglio regionale al fine dell’immediata sostituzione che dovrà avvenire entro quarantacinque giorni dalla comunicazione stessa”. Grazie.
Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 52025.
All’articolo 7 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 52026, a firma del consigliere Sergio, al quale cedo la parola per l’illustrazione.
Il presente emendamento reca modifiche di carattere ordinamentale all’articolo 7 al fine di rendere la proposta de qua più aderente al dettato costituzionale, in linea con le indicazioni pervenute dall’Ufficio affari legislativi e relazioni parlamentari del Ministero dell’Interno per il tramite del Settore legislativo.
All’articolo 7 del testo dell’esame abbinato sono apportate le seguenti modifiche: a) alla lettera j) del comma 1 dopo la parola “verifica” sono inserite le seguenti parole: “previo avviso e senza che da ciò possa derivare danno per la attività investigative in corso”; b) al comma 2 le parole “oltre che” sono sostituite dalle seguenti: “nonché, previo avviso e senza che da ciò possa derivare danno per le attività investigative in corso, le camere di sicurezza delle Forze di polizia”.
Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 52026.
All’articolo 12 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 2364, a firma del consigliere Sergio, al quale cedo la parola per l’illustrazione.
Considerato che la proposta di legge è stata licenziata dalle Commissioni consiliari competenti nel 2017 e tenuto conto che il bilancio di previsione regionale vigente abbraccia, quale orizzonte temporale, il triennio 2018 - 2020, il presente emendamento adegua l’articolo 12 (disposizioni finanziarie) e la relazione tecnico-finanziaria della proposta de qua, introducendo anche il 2020 quale anno su cui gravano gli oneri connessi all'attuazione della presente legge e la relativa copertura finanziaria.
Alla proposta di legge recante: “Istituzione del Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale” – Esame abbinato delle proposte di legge numero 34/10^ e numero 221/10^ sono apportate le seguenti modifiche: a) l’articolo 12 è sostituito dal seguente: “articolo 12 (disposizioni finanziarie). 1. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, determinati per gli esercizi finanziari 2018, 2019 e 2020, nel limite massimo di euro 35.564,00 si provvede con le risorse disponibili al Programma 20.03 – Altri Fondi – dello stato di previsione della spesa del bilancio 2018 - 2020, che presenta la necessaria disponibilità e viene ridotto del medesimo importo; 2. La Giunta regionale è autorizzata ad effettuare le necessarie variazioni allo stato di previsione della spesa del bilancio di previsione 2018 - 2020, con prelievo dal Programma 20.03 – Altri Fondi e allocazione al Programma 01.01 – Organi istituzionali dello stato di previsione della spesa del bilancio medesimo; 3. Alla copertura finanziaria degli oneri per le annualità successive si provvede nei limiti consentiti dalle effettive disponibilità di risorse autonome per come stabilite nella legge di approvazione del bilancio di previsione della Regione”.
Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 2364.
Pongo in votazione l’articolo 12, come emendato.
Pongo in votazione la proposta di legge nel suo complesso come emendata con autorizzazione al coordinamento formale.
Chiedo l’inserimento all’ordine del giorno di una mozione.
La mozione è stata già consegnata alla Presidenza. La illustrerà in seguito. Intanto, votiamo l’inserimento che è approvato.
Proposta di legge numero 299/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Incentivazione dell’incoming turistico attraverso i trasporti aerei, ferroviari, su gomma e via mare, a sostegno della destagionalizzazione”
Proseguiamo con il secondo punto all’ordine del giorno riguardante la proposta di legge numero 299/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Incentivazione dell’incoming turistico attraverso i trasporti aerei, ferroviari, su gomma e via mare, a sostegno della destagionalizzazione”. Cedo la parola al consigliere Mirabello, relatore del provvedimento.
Grazie, Presidente, onorevoli colleghi. La proposta di legge numero 299/10^ è stata approvata dalla seconda Commissione ed è una proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale, trasmessa alla Commissione che l’ha approvata nella seduta del 7 dicembre 2017. È un provvedimento che contiene norme finalizzate alla concessione di contributi per l’incremento degli arrivi e delle presenze turistiche con priorità nella bassa stagione e, quindi, finalizzato a destagionalizzare l’offerta turistica, cioè a favorire le condizioni per la destagionalizzazione.
L’obiettivo strategico che la Regione intende perseguire è, infatti, quello di destagionalizzare l’offerta turistica, creando una diversificazione dei prodotti turistici fuori dal contesto prettamente balneare, incentivando l’offerta culturale naturalistica ed enogastronomica.
Al fine di rendere più efficace il raggiungimento di questo obiettivo, con questa proposta di legge si intende abrogare la legge regionale numero 6 del 1995 che già prevedeva forme incentivanti di questa tipologia. La proposta di legge si compone di 12 articoli. I primi tre articoli indicano rispettivamente le finalità, i potenziali beneficiari dei contributi, le tipologie di spesa ammissibile, nonché i requisiti minimi dei programmi di viaggio; poi l’articolo 4 indica l’intensità di aiuto concedibile per i programmi di viaggio regionale e per quelli interregionali differenziati a seconda della stagione, prevedendo un’esclusione espressa di concessione dei contributi per i programmi di viaggi relativi ai mesi di luglio ed agosto. C’è una particolare forma di incentivo per le proposte di viaggio che riguardano i mesi di giugno e di settembre e poi nelle altre stagioni l’intensità del finanziamento è ancora più alta.
Gli articoli 5, 6 e 7 stabiliscono rispettivamente i termini e le modalità di presentazione delle istanze di contributo, i criteri di valutazione delle istanze stesse e i termini e la documentazione da esibire per la rendicontazione e poi gli articoli 8 e 9 prevedono l’informatizzazione del procedimento attraverso una piattaforma informatica appositamente creata che garantisca appunto una modalità di gestione del procedimento il più possibile automatizzata. L’articolo 10 contiene le disposizioni finanziarie indicando, poi, le modalità della copertura; l’articolo 11 prevede esplicitamente l’abrogazione della legge numero 6 del 1995 di cui parlavo in precedenza; infine, l’articolo 12 si occupa, ovviamente, dell’entrata in vigore.
Dal punto di vista finanziario, è necessario evidenziare che questa proposta è corredata da una analitica relazione tecnico-finanziaria in cui è contenuta una sintesi, un quadro sinottico, nel quale vengono indicati i risvolti finanziari per ciascun articolo.
Sulla scorta di questa premessa e dell’obiettivo che la legge si prefigge che – si vuole ribadire – è quello di favorire i flussi turistici non nell’alta stagione, ma nella cosiddetta bassa stagione, si sottopone all’Aula questa proposta di legge chiedendone l’approvazione. Grazie, Presidente.
Presidente, prendo la parola su questo argomento perché questa nuova norma che va ad abrogare la legge numero 6 del 1987 ci porta – in un'Aula semideserta, nella quale la maggioranza, come diceva il collega Cannizzaro non avrebbe avuto i numeri per approvare questa norma ed è grazie all’alto senso di responsabilità della minoranza che si consente di poter discutere e ragionare anche di questo argomento – a discutere di una questione fondamentale, forse non tanto per il passato e per il presente dei calabresi, ma soprattutto per il futuro, vale a dire di una attività produttiva, di un settore economico, che è quello del turismo ed, in particolare, della possibilità, attraverso l'unica vera modifica rispetto alla legge numero 6 del 1987, ovvero l'incentivazione verso l'incoming turistico, soprattutto nella nelle stagioni non di punta, vale a dire la destagionalizzazione.
Credo che questo sia un intervento “spot” in questo Consiglio regionale, rispetto ad un settore che, ormai, dopo l'agricoltura è diventato un settore nevralgico per l'economia calabrese, se non altro per le versatilità e per le potenzialità di questa regione, prima fra tutte il fattore clima.
Credo che su questo argomento e in questo settore, per il quale ricordo a me stesso che da ben due legislature non c'è un assessore che abbia queste deleghe, che da due Legislature sono in capo al Presidente – e lo ritengo un fatto gravissimo –, attraverso questa legge discutiamo di un intervento spot, ovvero favorire attraverso i voli charter ed il trasporto anche su rotaia l'incoming turistico. Fermo restando che la collega Ferro avrà qualcosa da osservare, credo che questa discussione debba essere un prodromo rispetto ad un'ampia discussione che dovremmo affrontare in Aula su questo argomento, perché se vogliamo fermare l'emorragia di giovani calabresi verso altre Regioni dovremmo inventarci qualcosa anche per il settore turistico oltre che per il settore agricolo, un rinnovamento, una renovatio, una nuova visione che non può avvenire solo attraverso la legge spot sull'incoming turistico, con un investimento di un milione e mezzo di euro all'anno, ma deve essere qualcosa di diverso, di più organico per pensare, così come hanno fatto altre Regioni con decenni di anticipo. Quindi non è una critica che muovo soltanto all'esecutivo Oliverio, che però è in carica da 3 anni e mezzo, ma una ragionamento su questo argomento che deve diventare fondamentale per l'economia di questa regione, se non altro perché non ci sono altre possibilità, non si può pensare ad una nuova industrializzazione, non possiamo essere competenti da questo punto di vista ed in un Paese che sicuramente non guarda al Mezzogiorno, e men che meno alla Calabria.
Per sopravvivere dobbiamo avere a che fare con le nostre risorse che, peraltro, non sono poche.
La destagionalizzazione va bene, innanzitutto in base al punto di vantaggio che abbiamo rispetto ad altre parti del Paese, che é il fattore clima; tranne per i mesi di gennaio e febbraio, abbiamo delle giornate straordinarie, calde che, in tutto il resto dell'anno, consentono di avere tranquillamente turisti in circolazione, soprattutto provenienti dal nord Italia o dal centro Europa. Accanto a questo, però, è chiaro che va creato un progetto per ottenere dei risultati di qui a qualche decennio sul turismo. Bisogna lavorare sulla formazione, non si può soltanto favorire l'incoming se poi chi viene non è bene accolto. Bisogna lavorare sulla cultura e sulla qualità dell'accoglienza.
Dobbiamo per forza di cose premiare chi, in questi anni, in questo deserto, è riuscito a fare turismo bene, chi è riuscito a fare enogastronomia, chi ha avuto la cultura del sorriso, dell'accoglienza e, attraverso questi esempi riuscire a costruire un percorso insegnando anche agli altri cosa bisogna fare per accogliere al meglio i turisti. Bisogna copiare gli esempi di altre Regioni: la Puglia, che ormai ha un turismo di qualità elevatissimo che porta reale economia; la Basilicata, che ha puntato sulla cultura. Se si ha l'occasione di andare a Matera che si prepara per il 2019, anno in cui sarà capitale europea della Cultura, si trovano turisti di tutto il mondo, americani, giapponesi, cinesi, è come se avessero ricreato le condizioni degli anni 50, sembra di rivivere un film degli anni ’50. Cosa ha il centro storico di Matera più di tanti centri storici calabresi? La differenza è che qualche decennio fa c'è stata una scintilla che in Calabria non si è avuta. E’ fallita anche l'esperienza dei distretti turistici iniziata qualche anno addietro, nel 2010 e 2011 sono stati individuati i comuni da sollecitare per la formazione di distretti turistici, ma quella esperienza, anche per colpa della Regione Calabria guida centrodestra e per l'insipienza delle Province che non sono riuscite a mettere d'accordo i comuni, non ha avuto seguito. Non si è pensato a realizzare itinerari turistici anche basati su piccole aree, su piccole zone e questa organizzazione se non viene dal basso per l'incapacità degli imprenditori o dei Comuni, deve essere per forza di cose organizzata da entità sovra comunali. Non si è pensato, ad esempio, a fare degli itinerari tematici sui beni culturali, sulle enogastronomia, ma si è pensato soltanto ad un turismo balneare che inizia il 25/30 di luglio e si conclude il primo sabato dopo ferragosto. Io che per qualche anno ho avuto la ventura di essere sindaco di un Comune che ha turismo balneare, il comune di Cassano classificato come il secondo comune in Calabria per numero di presenze quasi tutte balneari, vi confesso che in quei 15 giorni di agosto avevo i capelli dritti, perché essere presi d'assalto da una moltitudine di turisti, spesso non di alto livello, che incidono sui servizi, mette a dura prova la capacità di un Comune di dare risposte in quei settori e vi confesso che il primo sabato dopo ferragosto, cominciavamo a respirare perché ogni anno temevamo di non riuscire a reggere l'onda d'urto. Quello non è turismo e non porta né economia e né crescita, se non qualche stipendio in quei villaggi turistici, così come accade nel Terzo mondo, nel Quarto mondo, quando andiamo a visitare quelle aree, per chi ha la fortuna di andare a lavorare per qualche mese in quelle strutture turistiche quasi sempre gestite da imprenditori di fuori Calabria. Dovremmo favorire in qualche modo la possibilità di creare una economia virtuosa, che possa coinvolgere i giovani calabresi, che possa formare e possa far sì che si utilizzino al meglio le risorse.
Certo, il fattore ambiente, un mare pulito che non deve essere usufruito per forza soltanto nei mesi di luglio e agosto, ma che per molti turisti di altra nazione può essere invece usufruito almeno per sei mesi all'anno, e tante altre possibilità che credo che la nostra terra che, tutto sommato da questo punto di vista, é vergine, sia pure con qualche numero in crescita, quasi 9 milioni di presenze quest'anno, abbia molto da esprimere.
Credo che i gruppi si siano già espressi in Commissione; farà delle osservazioni la collega Ferro, ma non si può dire di no, non rispetto a questa normativa che, tutto sommato, non dice nulla di nuovo: riforma la legge numero 6 del 1987 con delle modifiche, ma non credo che questo possa essere motivo di vanto per questa Giunta regionale e stigmatizzo la mancata presenza in Aula del delegato o del mancato delegante al settore turistico che è il presidente Oliverio che, rispetto a questa norma, che è pure di proposta della Giunta regionale, seppur sostituito dal Vicepresidente, oggi non è presente in Aula e non affronta la discussione su questi temi.
Credo sia invece opportuno – mi appello al Presidente e a tutti i Capigruppo consiliari – riempire anche di contenuti il nostro impegno in Consiglio regionale. Credo sia utile una discussione franca, una programmazione ed un confronto su questi temi, che sono nevralgici, magari convocando una seduta di Consiglio regionale ad hoc. Ci accingiamo ad una campagna elettorale rispetto alle politiche, ma cosa diremo agli elettori che si aggiungeranno al voto, che occasioni di sviluppo vogliamo raccontare, soprattutto ai giovani calabresi che si aggiungeranno a votare? Qual è l'eredità che lasciamo anche all'interno di questo Consiglio regionale? Cosa diremo? Si può vivere di turismo come si vive in altre Regioni, soprattutto di turismo destagionalizzato, ma non ne abbiamo mai discusso e non abbiamo mai programmato nulla. L'unico argomento che abbiamo come freccia al nostro arco é questa norma, che è pure una norma spot, che potrà favorire qualche ingresso in Calabria, ma che poi non sarà e non avrà un substrato di accoglienza di qualità dell'accoglienza o tale da poter poi creare quell'effetto virtuoso che è il turismo.
Il turismo vive soprattutto del passaparola; se vado in un posto e sto bene in quel posto, ritornato a casa faccio da grancassa rispetto alle sue magnificenza e, magari, chi mi ascolta sarà sollecitato ad andarlo a visitare. A noi manca questo, anche perché la stampa nazionale da questo punto di vista non ci aiuta, l’immagine della Calabria è deleteria. Ci sono mille bellezze, mille risorse e mille possibilità, ma poi prevalgono le notizie negative sulla nostra regione. Dobbiamo discutere di questo, non solo di come aiutiamo qualche agenzia di viaggi a portare qualche presenza in più in Calabria, ma di come poi le persone che riusciamo a portare le facciamo stare bene, facendo scoprire le nostre qualità, la nostra enogastronomia, soprattutto perché attraverso la cultura dell'accoglienza e le straordinarietà dei nostri prodotti – penso al nostro pane, al nostro olio, a prodotti che altre Regioni non hanno – potremmo far vivere altri giovani che, magari, lavorando nel settore enogastronomico potrebbero esportarli. Sono argomenti molto semplici quelli che sottopongo alla discussione di questo Consiglio, però credo che partendo da questa semplicità, da questa elementarità, potremo costruire percorsi più virtuosi e più seri nell'indifferenza di chi in questi anni non ha voluto nemmeno cedere la delega, senza poi portare alcun risultato alla Calabria.
Grazie, Presidente. Credo che l’intervento del collega Gallo meriti una risposta e possa aprire anche una discussione vera su un tema cardine per lo sviluppo della regione, perché la proposta della Giunta regionale che oggi trattiamo e che apprezzo, condivido e che avrà il mio voto favorevole, si inquadra in una logica, in una strategia che questo Governo regionale e questa maggioranza consiliare sta cercando di mettere in campo per migliorare l'offerta turistica, l'attrattività e per far diventare la Calabria più attrattiva possibile. Se dovessi dare una risposta al collega Gallo, direi che la regione Calabria ha registrato in due anni un aumento considerevole di presenze turistiche, se consideriamo che nel 2014 tali presenze erano 6 milioni 800 mila ed oggi sono 8 milioni 500 mila, vuol dire che vi è stato un aumento consistente di flusso turistico, legato alle contingenze internazionali, alla difficoltà di raggiungere Mediterraneo, alla paura che c'è in giro.
Se dovessi rispondere al collega Gallo, risponderei in questo modo, ma non è questa la risposta più appropriata, più consona e più costruttiva da dare al collega Gallo di cui condivido l’appello di fare una riflessione seria sulle politiche turistiche in Calabria. Anch'io penso che il turismo, insieme all'agricoltura, dovrebbe essere il motore di sviluppo di una regione come la nostra però, con grande umiltà, vorrei ricordare al collega Gallo ciò che abbiamo prodotto in questi anni per rendere attrattiva la Calabria, per rendere forti anche le premesse per far diventare credibile un territorio come il nostro, e vorrei ricordare al collega Gallo che in termini di strumenti e programmazione abbiamo prodotto tanto e molto in questi anni per rendere la Calabria più accessibile, per rendere questa famosa mobilità esterna; abbiamo approvato un Piano dei trasporti, grazie al lavoro serio dei due assessori Musmanno e Russo che darà sicuramente i frutti nei prossimi anni; abbiamo previsto nuovi porti, il potenziamento della rete ferroviaria, una serie di interventi che da qui a pochi anni potrebbero incentivare la presenza turistica in Calabria; abbiamo messo in campo anche azioni importanti dal punto di vista della programmazione, e mi riferisco semplicemente all’approvazione del QTRP (Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico), della legge urbanistica con principio di consumo suolo zero, una legge antincendi, tutti strumenti di programmazione che rendono il territorio calabrese più forte, più accessibile e meno affidato all’improvvisazione perché senza programmazione non si può avere una prospettiva e non si può pensare ad una Calabria più forte, più accessibile e più credibile anche per le cose che diceva poco fa il collega Gallo.
Credo che la Calabria non debba puntare solo sulle coste; gran parte del territorio è fatto di Parchi: il Parco del Pollino, dell’Aspromonte, della Sila che dovrebbero rientrare in questa logica di sviluppo e questa legge può essere inquadrata solo in questo tipo di approccio che la Giunta ed il Consiglio regionale dovrebbero avere verso questa tematica.
E’ facile parlare di turismo ed elencare le cose che non vanno, ma la vera sfida è quella di parlare di turismo mettendo in primo piano gli elementi strutturali che potrebbero rendere la Calabria più attrattiva.
E’ questa la sfida che lancio al collega Gallo ed ai colleghi della minoranza.
Bisogna parlare delle cose che si possono seriamente fare per la Calabria; non parlo delle ciclovie e di tutto ciò che si è programmato perché non è questa l’occasione, ma credo sia importante – lo dico anche ai colleghi di maggioranza – fare una seduta ad hoc sulle politiche del turismo in Calabria perché anche questa sarebbe un’occasione di confronto tra maggioranza e minoranza, non elencando i mali e le cose che non vanno, ma affrontando settore per settore le cose da fare per rendere la Calabria una meta turistica sempre più attrattiva.
Un altro elemento che vorrei evidenziare, anche perché nessuno ne ha parlato, è il turismo religioso, non voglio entrare nel merito, ma penso ci siano tanti settori che potremmo mettere in campo e in discussione per tentare di dare risposte serie a chi oggi se le aspetta da noi. Serve una politica seria che si occupi delle problematiche, che discuta e si confronti in maniera aperta per trovare le soluzioni migliori per la Calabria. Abbiamo fatto tanto in termini di programmazione, non di risultati, grazie al lavoro degli Enti locali. Abbiamo finanziato i nuovi porti, ora sta agli Enti locali rispondere alle sfide, ai direttori dei Parchi della Sila, dell’Aspromonte e del Pollino mettere in campo le risorse assegnate.
Sta ai giovani imprenditori agricoli, per cui abbiamo finanziato risorse importanti, mettere in campo nuove proposte enogastronomiche e agriturismi di qualità. Sta a noi aumentare l’offerta ricettizia dal punto di vista dell’eccellenza, non di alberghi fotocopia ma di alberghi cinque stelle che possano attrarre chi porta risorse vere, che non è il villaggio turistico, ma è il turista di qualità che ha un certo reddito, che vuole investire e conoscere.
Bisogna pensare ad una politica nuova anche per quanto riguarda il “turismo lento” che oggi è molto richiesto, creando percorsi turistici che possano permettere al turista di rimanere una settimana, dieci giorni e anche più. A tal proposito condivido lo spirito che è quello di favorire questo modello e questo sistema. Sono disponibile, anzi, avanzo la proposta di dedicare una seduta di Consiglio regionale al tema del turismo in Calabria che, a mio avviso, rappresenta uno degli strumenti cardine per poter guardare a una Calabria diversa e migliore per noi, per i nostri figli e per le nuove generazioni.
Grazie, Presidente. Intervengo per avvalorare il pensiero del collega Gallo. Ci siamo lasciati per le festività natalizie con una legge che passerà alla storia, che è quella delle strutture dei campi da golf. Ricordo e sottolineo a tutti quello che sarà uno dei danni più grandi che vedremo da qui a qualche anno in termini di investimenti e, soprattutto, per ciò che è previsto dalle norme regionali che, con quella legge, viene totalmente ribaltato. Devo dire che, ancora una volta – parliamo di una legge del 7 marzo 1995 – il turismo è rimasto fermo a quella gestione che ricordiamo tutti con lo spot “Calabria, Mediterraneo da scoprire” con le campagne in tutti gli aeroporti, in tutte le possibili stazioni d’Italia, i famosi treni del sole, i voli charter, quella che doveva essere una campagna culturale turistica ma che ha visto l’incremento di posti letto che nella nostra terra non sono mai sufficienti.
Credo che questo atto che ci ritroviamo ad inizio anno quasi a dire di ripartire da dove abbiamo lasciato, ovvero dai campi da golf per passare adesso a quello che può essere solo ed esclusivamente un incentivo, come al solito, di polverizzazione delle risorse che in qualche modo vengono messe in campo, ma anche con grande e poca chiarezza nell’atto che, probabilmente, andrebbe rivisto; in una parte del testo si parla di incentivare i mesi morti che non siano quelli di luglio e agosto che vedono le presenze e quasi sempre un turismo di ritorno dei tanti calabresi nella propria terra – del 20 per cento a luglio e del 40 per cento ad agosto – poi nella presentazione delle domande diciamo che possono andare anche nei periodi che vanno dal primo aprile al 31 ottobre, includendo luglio e agosto, ma ancor di più ampliando i soggetti che potranno avere questi contributi rispetto a quello che dovrebbe essere un compito prioritario della Regione Calabria e, in questo caso, di chi ne ha le deleghe, quindi del presidente Oliverio, dando un’identità chiara e riconoscibile che possa in qualche modo incentivare quel turismo che il consigliere Bevacqua che non vedo seduto, sta parlando con il presidente Irto, non parli soltanto di turismo religioso ma del turismo mistico.
Siamo una terra che da Placanica a Paravati ad altre locations avrebbe potuto creare un investimento importante e che dovrebbe parlare dei bouquet di turismo, che guarda nelle cinque province con delle peculiarità totalmente diverse, se pensiamo alla parte ionica del reggino dove l'Unesco ci ha definito il primo Paese in Europa per quello che riguarda gli insediamenti dei Parchi archeologici e che avrebbe dovuto vedere anche un Consorzio proprio nella locride che potesse mettere a frutto tante situazioni. A me sembra ancora una volta la famosa politica che non vedrà mai una legge organica sul turismo, che dovrebbe essere per noi un’industria importante che guardi anche ad altri settori dove spesso la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra, dove non sempre – consigliere Bevacqua – quello che viene messo in campo in agricoltura porta nel turismo o viceversa, ma soprattutto anche in una Regione che, avendo tanti Fondi comunitari, oggi va ad inserire un milione e mezzo per tre annualità, 2017-2019, che potranno essere motivo di qualche incentivo in più per qualche azienda.
Le domande vengono anche accolte in base alla location che si sceglierà e alla permanenza dei turisti, ma credo che questo potrebbe essere un problema molto serio per le strutture ricettive, per quelle che in qualche modo godono di alcuni vantaggi rispetto ad altri.
Penso che dovremmo fermarci e lavorare su una legge che parli dello sport, non soltanto del golf, che parli del sistema dei porti calabresi, che parli la lingua del turismo mistico, gastronomico, scolastico, ambientale. Ricordo che abbiamo i Parchi montani, ma una montagna che non ha le infrastrutture che servono per poter praticare tutti gli sport invernali.
Mi auguro soltanto che questa modifica alla legge non sia un’ulteriore modifica pre - quattro di marzo, che oggi vede molte assenze in Consiglio regionale, che credo non darà lo sviluppo che tutti predichiamo, ma solo un testo con qualche polverizzazione in più di risorse per la nostra terra. Chiederei il ritiro di questa proposta dall'Aula, nonché alla maggioranza e all'opposizione di chiedere con grande fermezza e con grande forza, anche rispetto ai cambi che sono avvenuti in questi ultimi giorni da parte del presidente Oliverio in Giunta regionale, di avere un assessore che abbia la delega al turismo e ai beni culturali e che, in qualche modo, possa dedicarsi a pieno titolo e a tempo pieno a questo settore.
Sono convinta che non bisogna approvare lo sport e l'impiantistica dello sport, sapendo già dove saranno gli impianti sportivi, e che non bisogna approvare incentivi, sapendo già chi potrà, allargando le maglie dei beneficiari, avere queste risorse. Credo che questa Assemblea dovrebbe portare in Consiglio una legge che parli del turismo calabrese come è giusto che sia, un turismo a tutto campo, ma soprattutto senza figli e né figliastri per quanto riguarda l'erogazione dei contributi. Grazie.
Grazie, Presidente. Ritengo che utilizzando come spunto questa proposta di legge proveniente dalla Giunta regionale che si occupa di un tema che ha una sua importanza – dirò in seguito le ragioni che, peraltro, sono evidenti – si sia avviato un ragionamento che contiene importanti elementi di valutazione e che, nelle varie sfaccettature in cui si è sviluppato il dibattito, ha evidenziato alcuni temi dai quali credo che il Consiglio regionale della Calabria, prima ancora che la maggioranza consiliare, non può prescindere.
Intanto direi ai colleghi Ferro e Gallo che la discussione sui grandi temi, che pure sono stati evidenziati, non può non essere affrontata e che, comunque, il dibattito di stasera su uno strumento che obiettivamente non possiamo non ritenere utile, prescinde da questa possibilità. Il fatto che oggi ci dedichiamo ad un tema che riguarda gli strumenti a favore dell'incoming, non significa che dobbiamo trascurare elementi di fondo di discussione, che pure sono necessari.
Intanto mi soffermerei su un primo aspetto: credo che la legge che andiamo ad approvare sia uno strumento utile e che, all'interno di tale strumento, finalizzato a favorire l'incoming turistico, sia necessario dare un'impostazione politica che deve essere quella di favorire i flussi turistici anche internazionali, riservando un’attenzione particolare alle stagioni in cui la Calabria, effettivamente – ha ragione il collega Gallo quando lo dice – ha la necessità di allargare il ventaglio dell'offerta. Credo che dobbiamo riservare un’attenzione particolare a queste risorse ed alle fasce stagionali dell'anno in cui c'è la necessità di stimolare il più possibile la domanda. Il fatto che poi si scelga di chiudere la finestra degli incentivi nelle mensilità di luglio e agosto è evidente a tutti. Abbiamo stagioni in cui il turismo ha raggiunto un consolidamento determinato, è vero, anche e soprattutto dall'esistenza di una larga fetta di turismo cosiddetto di ritorno, ma non significa che non ci sia poi la necessità di mettere in campo strumenti che possano favorire l'allargamento della stagione in questo contesto. E’ chiaro che poi su questo settore dobbiamo affrontare una discussione più approfondita, e sono convinto che questa discussione vada affrontata intanto ripartendo da una considerazione di fondo, collega Ferro, in quanto abbiamo una normativa, un Testo unico sul settore turistico che risale al 2001, il numero 135 del 2001, uno strumento tarato sul presupposto dell'esistenza della delega delle funzioni in capo alle Province che oggi sono tornate in capo alla Regione e c'è la necessità di riavviare una discussione sulla rielaborazione di un sistema turistico complessivo.
Aggiungo anche che su questo settore abbiamo la necessità di avviare una riflessione di fondo che guardi anche all'organizzazione, non solo della promozione anche delle politiche turistiche sul territorio. Ritengo – e affermando questo riporto anche un ragionamento che è frutto di una sintesi maturata da un confronto con il Presidente della Giunta regionale, di cui dirà anche lui in una successiva occasione – che dobbiamo procedere a una distrettualizzazione del turismo, a una promozione della distrettualizzazione che non sia improntata ai sistemi turistici locali varati con una riforma che poi è abortita nella scorsa Legislatura, ma che guardi a una distrettualizzazione che parta dal basso e che favorisca un percorso in cui gli Enti locali, le organizzazioni di categoria e le associazioni imprenditoriali costituiscano distretti in cui poter sviluppare politiche specifiche, con attenzioni specifiche per singoli territori.
Penso che questa debba essere una base di discussione nella quale, poi, ciascuno dal suo versante, potrà inserire le proprie considerazioni e sviluppare i propri ragionamenti. Tutto ciò per arrivare a un obiettivo di fondo che deve essere quello di garantire una presenza turistica più diffusa nel corso dell'anno in Calabria, che deve puntare a stabilizzare una percentuale di flussi che quest'anno, per via di mille fattori anche contingenti dovuti alle politiche internazionali, hanno determinato un incremento pari all'incirca al 6 per cento delle presenze.
Abbiamo il dovere di utilizzare questa stagione in cui c'è una fase di crescita e una fase di vivacità, collega Gallo, che si riscontra anche sui territori e nella piccola imprenditoria turistica, nella cosiddetta attività turistica extralberghiera, che cresce in Calabria. I dati dicono che c'è una dinamicità, una presenza, una crescita di piccole imprese turistiche, di bed and breakfast, di piccole attività che lungo tutto il settore turistico calabrese cominciano a dare importanti segnali di vivacità. Dobbiamo cogliere l'occasione del momento della contingenza nazionale ed internazionale, la vivacità che sta crescendo nel settore turistico e sviluppare delle politiche che accompagnino questo tipo di fenomeni. Questo strumento, per tornare alla legge che approviamo, può essere un elemento utile alla discussione e alla promozione internazionale della Calabria che, chiaramente, non esaurisce il ventaglio delle necessità di intervento su questo settore, però la domanda che ci dobbiamo porre è se sia uno strumento utile alle imprese, alle agenzie di incoming, utile a portare in Calabria nuovi flussi turistici nella stagione in cui le presenze sono meno garantite ed è meno stimolata la domanda. Se questa é la risposta, come penso, mi atterrei al punto ed approverei questa norma senza perdere ulteriore tempo.
Collega Ferro, fra le tante norme che si possono approvare in Consiglio regionale, durante la campagna elettorale e fra le tante norme spot, credo che questa sia quella che, di fatto – visto che tocca una materia che già ampiamente battuta e percorsa – non aggiunge grandi novità, tali da poter essere considerata uno spot; è una norma che calibra meglio interventi che già esistevano in Calabria e che dà ulteriori strumenti per migliorare un settore che, ovviamente, ha bisogno del sostegno e dell'intervento del Consiglio e della Giunta regionale.
Sulla scorta di questo ragionamento, credo che questa sia una norma utile, che va approvata, ma ciò non toglie che sia necessario avviare una discussione più approfondita in un progetto di riforma complessiva che abbiamo il dovere di mettere in campo come consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione. Grazie, Presidente.
Grazie, Presidente, ritengo che non ci siano dubbi rispetto a quanto detto nel suo intervento dal relatore, Michele Mirabello, ossia che questo è uno strumento utile a favorire l’incoming turistico e, se vale questa ratio, non v’è dubbio che non possiamo essere disattenti né essere contrari alla proposta di legge oggi presentata dalla Giunta. E proprio questa ratio ha consentito, tra l’altro, che la proposta di legge ottenesse in Commissione – tramite il capogruppo – anche il voto favorevole del mio gruppo, però credo che durante la discussione siano emersi, caro consigliere Mirabello, alcuni elementi che vanno analizzati. Il primo elemento riguarda il fatto di votare oggi questa legge. Apro e chiudo una parentesi e può anche, eventualmente, contraddirmi la collega Wanda Ferro che non ha fatto una relazione preconcetta contro la legge, ma ha, eventualmente, parlato di un miglioramento della stessa nella logica – che, poi, ha riferito anche il collega Mirabello – della elaborazione di un testo unico sul turismo non soltanto in termini di programmazione che, prima della legge Delrio, rientrava nella competenza delle Province.
Chiederei proprio alla consigliera Wanda Ferro se ci sono stati momenti di battaglia fra i Presidenti di Provincia, magari fra Wanda Ferro e/o Mario Oliverio, insieme a quell’epoca, quale Presidente della Provincia. Oggi, invece, la Giunta ci propone questa legge disattendendo a quella che è stata, poi, l’attuazione della legge Delrio.
Al di là di queste contraddizioni, sul piano squisitamente politico, ritengo però che siano venuti fuori questi discorsi. Allora, oggi, caro collega Mirabello, procediamo a spizzichi e bocconi o c’è la possibilità che anche questa legge rientri nell’ambito della elaborazione di un testo unico?
E sappiamo tutti quanto la Regione Calabria abbia bisogno di testi unici e non di spizzichi e bocconi! Allora, eventualmente, potremmo decidere insieme di aggiornare i lavori in tempi brevi perché altrimenti lì viene il dubbio. Poi, c’è un altro dubbio perché, caro capogruppo, ancora non ho capito bene – e dovrei chiederlo al relatore, ma sono sicuro che lo metterei in imbarazzo, in difficoltà – la formulazione adottata per individuare i beneficiari di questa legge che, in modo generico, fa riferimento a “organizzazioni di viaggio nazionali ed estere, agenzie di viaggio, tour operator …” e, poi, si aggiunge quali attività devono svolgere le associazioni legalmente riconosciute. Su questo aspetto sono preoccupato perché la ratio della legge mi convince così come quello che ha detto Michele Mirabello, tuttavia ho dei dubbi sui beneficiari. E chi me li chiarisce oggi in Aula!?
Poi tra i beneficiari ci sono gli emigrati fuori regione e fuori Italia. Allora, caro consigliere Mirabello, rientra pure il 4 marzo. Si vogliono far rientrare per farli votare; naturalmente questa è una battuta ma anche sulla destagionalizzazione ritengo che quantomeno il comma 1 dell’articolo 5, punto b), vada rivisto perché quando dice che le domande possono essere presentate entro il 28 febbraio per i programmi di viaggio da effettuare nel periodo compreso tra il 1 aprile e il 31 ottobre ricomprende anche i mesi di luglio e agosto.
Quindi, se stiamo parlando di destagionalizzazione questo punto va rivisto perché include anche i mesi di luglio e agosto; comprendo questo in una interpretazione lessicale per come è scritto letteralmente. Allora, è importante che anche la Giunta che propone questa iniziativa legislativa ci dia delle delucidazioni circa i beneficiari, che rappresentano il punto cruciale di attuazione di una legge, ed anche sulla destagionalizzazione con la modifica dell’articolo 5, comma 1, punto b).
Questi dubbi che, probabilmente, possono essere chiariti in questa sede, mi consentiranno di votare questa legge – così come ha fatto il mio capogruppo in Commissione – ma non se alcuni dubbi rimangono, se la maggioranza, anche dai banchi semideserti, non volesse raccogliere l’invito della collega Ferro di posticipare ad altra data l’approvazione di questa legge perché sicuramente la Calabria aspetta una legge che vada incontro alle attività turistiche.
Consigliere Bevacqua, i calabresi vogliono un incentivo sul turismo ma ai calabresi servono anche delle risposte sulle ragioni per cui sono fermi gli impianti di risalita di Lorica. A questo serve. Probabilmente, se enfatizziamo alcuni passaggi, perdiamo la logica e, poi, gli impianti di risalita di Lorica saranno aperti a luglio ed agosto soltanto per vedere il panorama.
Allora – fermo restando il voto favorevole perché la ratio di questa legge mi convince, è uno strumento utile a favore delle attività turistiche, dell’implementazione turistica in Calabria – ho posto dei dubbi per quanto riguarda una migliore individuazione dei beneficiari della legge che poi sono quelli che avranno i soldi. Quindi, dobbiamo stare attenti all’individuazione dei beneficiari. Sono perfettamente d’accordo sull’elaborazione di un testo unico sul turismo in termini di programmazione ed anche di gestione politica.
Allora, per prima ratio, colgo la proposta della collega Ferro, però auspico che anche questa maggioranza – e, ripeto, non è provocazione, né strumentalizzazione politica – dai banchi semideserti voglia accogliere la proposta della collega Ferro di rinviare ad altra data l’approvazione di questa legge, anche attraverso una nuova discussione, magari anche in Commissione, su un ragionamento più ampio in termini di programmazione delle politiche turistiche in questa Regione. Mi auguro che intervenga proprio la sensibilità e la sinergia che oggi abbiamo trovato sul primo provvedimento. Diceva il collega Cannizzaro: “si vota perché è importante ma si vota anche per responsabilità della opposizione” e ringrazio anche l’onestà intellettuale del collega Bevacqua che ha messo in evidenza la presenza dell’opposizione che ha consentito la votazione sul primo provvedimento; quell’opposizione oggi vi dice di essere d’accordo nella ratio ma di valutare l’opportunità di rinviare ad una prossima seduta di Consiglio regionale l’approvazione di questa legge nell’ambito di una riforma più generale sul turismo che non sia a spizzichi e bocconi.
Presidente, onorevoli colleghi, emerge oggi la responsabilità dell'opposizione rispetto allo svolgimento dei lavori che vedono questo Consiglio impegnato a discutere alcuni provvedimenti importanti. Avremmo auspicato la presenza di autorevoli esponenti di questa Assemblea e - come diceva la consigliera Wanda Ferro - non per una questione di merito, ma per una questione di principio - dunque non di sostanza - sarebbe auspicabile, responsabilmente, differire il dibattito su un argomento che abbiamo spesso richiamato all'attenzione dell'Aula rispetto alla valenza ed ad una progettualità mancata.
Ci si accorge, quasi a fine legislatura, che manca una vera programmazione, una rivisitazione del testo unico del 2001, come dicemmo in altre circostanze auspicando che la maggioranza ascoltasse le nostre preoccupazioni rispetto ad un comparto - come poc'anzi osservava il collega Gallo - che incide sul prodotto interno lordo del nostro territorio, assieme all'agricoltura, e che dovrebbe costituire un segmento nevralgico, per lo sviluppo e per la crescita della regione.
Quello sviluppo e quella crescita della regione che oggi - è sotto gli occhi di tutti – è definito da statistiche che richiamano dati negativi e dalle critiche degli opinionisti - non lo diciamo noi, lo dice Molinaro quando parla delle criticità dei fondi perduti nel comparto agricoltura.
Sono settori strategici che meritavano, caro collega Romeo, una certa attenzione da parte di questo Governo. Attenzione che doveva essere riposta in una delega ad hoc, che prevedesse assessorati specifici che avrebbero dovuto consentire un lavoro importante.
Perché i processi di statalizzazione e di industrializzazione non possono incidere sul rilancio della Calabria, quindi, diventano fondamentali l'agricoltura e il turismo.
Parliamo di questi settori però, di fatto, non constatiamo traccia di impegno da parte di questa maggioranza, non c'è stata e non c'è nemmeno oggi.
È un intervento mirato ad obiettivi strategici, ma si auspica che, su questo argomento, si possa fare un ragionamento complessivo che consenta a questo Consiglio regionale di elevare un dibattito di ampio respiro con dei contenuti di qualità per una programmazione seria, concreta che possa veramente definirsi adeguata ad un profilo che riteniamo debba essere di livello elevato.
Contrariamente a quello che è stato detto dal collega Esposito, non ci sottraiamo alla votazione per irresponsabilità, ma non possiamo venir meno a quello che dicemmo in altre circostanze, cioè che sull'argomento il Consiglio deve essere chiamato ad un dibattito serio, attraverso un percorso che veda la Commissione valutare una progettualità che vada ad emendare il Testo unico del 2001 e che presenti un’offerta adeguata a degli obiettivi che dovrebbero rispondere a logiche produttive e di sviluppo.
Noi, responsabilmente, chiediamo che venga ritirato il provvedimento e differito ad una discussione globale che interessi il comparto turistico e che ci veda impegnati, assieme al Presidente della Giunta, agli assessori e ad altri consiglieri regionali che oggi non sono presenti in questo Assemblea e che avrebbe avrebbero dovuto partecipare, ma non entro nel merito delle scelte o dell'impossibilità o della scarsa sensibilità di ognuno.
Questo argomento oggi non doveva essere trattato. Non mi fate dire quello che non vorrei e quello che penso, non facciamo strumentalizzazioni alla vigilia di una campagna elettorale che da qui a breve ci vedrà impegnati per il rinnovo del Parlamento!
Sono cose che mi lasciano perplesso, perché questo provvedimento - che risponde a logiche di sviluppo - deve essere inquadrato in un contesto globale, non deve essere affrontato e riteniamo che non debba essere posto in votazione in data odierna.
Passiamo alla votazione del provvedimento. Ha chiesto di intervenire il consigliere Esposito. Ne ha facoltà.
Poiché lei sta mettendo ai voti il provvedimento, appare chiaro che non verrà posticipato ad altra seduta consiliare da questa maggioranza.
In coerenza con quanto prima sostenuto, condividiamo la ratio che ha consentito al mio capogruppo di esprimere parere favorevole in Commissione ma, alla luce dei ragionamenti fatti dai banchi dell'opposizione circa il metodo e la disposizione puramente politica di una maggioranza che non raccoglie gli indirizzi di un’opposizione che responsabilmente rimane in Aula, il nostro - mi sono consultato con il mio capogruppo, naturalmente - non sarà il voto favorevole espresso in Commissione. Ripeto: non mi sono state date risposte circa il chiarimento sui beneficiari della legge stessa, elemento determinante per non dare voce a quello che ha appena denunciato il collega Nicolò.
Ho detto: non mi è chiara la definizione dei beneficiari, a questo punto ritengo che rimarrà tale.
Tralasciamo, poi, l'aspetto della destagionalizzazione che è marginale rispetto all’elemento di sostanza contenuto all'articolo 2 (Beneficiari della legge).
Mi sono consultato con il mio capogruppo - quindi non è un rivedere la nostra posizione -, non tanto il merito, ma il metodo e la forma ci lasciano mille dubbi, quindi rivediamo il voto favorevole che avevamo precedentemente espresso.
Presidente, il mio è stato il primo intervento ed ha innescato la discussione rispetto a quella che ho definito una norma “spot”. Vale a dire una norma che sicuramente non affronta in maniera organica le tematiche, sia pure importanti, di questo delicato settore che è il settore turistico. Diciamolo con chiarezza, oggi ci sono varie defezioni tra la maggioranza, manca la figura del consigliere delegato o meglio di colui che ha le deleghe che è il Presidente della Giunta regionale.
La maggioranza non ha i numeri per approvare in maniera autonoma questa norma, la minoranza in maniera responsabile ha consentito lo svolgimento di questa seduta di Consiglio regionale.
Abbiamo - in maniera molto sommessa, con la collega Ferro ed il collega Nicolò - chiesto ai consiglieri di maggioranza ed alla Giunta regionale, che è la proponente, di posticipare l'esame e l'approvazione di questa norma, perché riteniamo - l'ho detto nel mio intervento - che sia necessario affrontare le questioni che riguardano il settore turistico in maniera più organica, più complessiva; fermo restando che possiamo approvare questa proposta in altra circostanza, se c'è un impegno in questo senso da parte del Presidente della Giunta.
La collega Ferro, insieme al collega Nicolò e al collega Esposito, ha sollevato una serie di questioni, una serie di perplessità. Ora, l'appello che io mi sento di fare alla maggioranza è di posticipare, chiarendo anche alcuni aspetti,
alla prossima seduta di Consiglio Regionale l'esame di questa norma, perché credo che la correttezza politica che abbiamo dimostrato in questa circostanza, debba far sì che la maggioranza abbia uno slancio nei confronti della minoranza, posticipandone l'esame.
Altrimenti ci vedremo costretti, Presidente, o a valutare un voto non positivo o, eventualmente, a chiedere se ci sono i numeri per approvare questa norma in questa seduta.
Grazie, Presidente. Ritengo che l'intervento del consigliere Gallo chiarisca un aspetto più che altro tecnico e, sinceramente, non vedo l'urgenza, presidente Irto, di continuare nella discussione di questa proposta di legge.
Penso che sia opportuno rinviare, visto e considerato il lavoro che abbiamo fatto per cercare una condivisione sul primo punto. Non vedo l'urgenza di portare a definizione questo punto. Ritengo, se c'è la condivisione di altri consiglieri, che possiamo rinviare la proposta alla prossima seduta.
Il parere della Giunta regionale rispetto a questa proposta?
La Giunta regionale è favorevole a qualunque soluzione che possa portare a soluzioni condivise, come condivisa è stata la discussione in Commissione.
Alcuni punti che sono stati evidenziati qui ora, la questione delle date o dei beneficiari, credo abbiano già avuto un approfondimento in Commissione, ma, se sono queste le perplessità, nulla osta un ritorno in Commissione o un approfondimento in altra sede di questi punti.
Credo che sia una questione politica più che tecnica. Non vorrei che si nascondesse dietro la questione tecnica del beneficiario o dei termini della domanda una questione politica, cioè del ruolo del Consiglio regionale nella discussione sul sistema del turismo in questa regione.
Credo che questo sia il vero punto centrale. La possibilità del Consiglio di affrontare e discutere la questione, un grande tema di sviluppo e credo che sia questa la prima volta che in questo Consiglio emerge questa esigenza. Quindi, credo che il consigliere Nucera, da questo punto di vista, abbia colto un’esigenza più significativa.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Ferro. Ha facoltà di intervenire.
Ringrazio il consigliere Nucera, spero sia condivisa la richiesta di rinviare questo argomento. Credo che il vicepresidente Viscomi abbia centrato la problematica, fermo restando che ci sono delle incongruenze tra la relazione descrittiva, quindi gli obiettivi della legge, e i requisiti previsti nell'articolato. Probabilmente saranno dei refusi di stampa, ma che vanno controllati sia per i beneficiari sia per noi che, eventualmente, andremo ad approvare la legge.
Parto dal presupposto - ne approfitto per sottolinearlo al collega a Mirabello - che le deleghe del turismo non furono mai trasferite dalla Regione alle Province. Le Province gestivano le famose STL, i sistemi turistici locali, attraverso l'assessorato regionale al turismo sia per quanto riguarda il brand sia per quanto riguarda la promozione sia per quanto riguarda altre tipologie di interventi.
Le deleghe non furono mai trasferite e noi come UPI - ricordo anche la presenza di Mario Oliverio da Presidente della provincia di Cosenza - abbiamo fatto delle barricate perché ritenevamo che la legge sul passaggio delle deleghe/funzioni andasse attuata e non nell'ultima legislatura, mi riferisco già alla legislatura del presidente Agazio Loiero.
Oggi è cambiata la normativa delle Province, tutta la materia è tornata alla Regione.
Credo che l'ultimo spot, che ricordiamo con orgoglio, fosse “Calabria Mediterraneo da scoprire”, siamo fermi al 1995.
Dovremmo andare a lavorare sul testo del 2001 e non è un testo che può portare a quello che tutti noi auspichiamo: un turismo di eccellenza, di qualità, fatto di numeri e non soltanto un turismo che possa erogare qualche briciola in più alle tante strutture che, ripeto, mi sembrano troppo diffuse. Voglio capire, se Wanda Ferro domani fa un'associazione riconosciuta, se sono necessari dei requisiti che prevedono un tot di anni di presenza nel settore.
Grazie, consigliera Ferro.
Era solo la risposta al collega Mirabello, non voleva essere strumentale. Ringrazio il consigliere Nucera per la proposta e il vicepresidente Viscomi per avere inteso qual era il senso di questa mia richiesta. Grazie.
Grazie, Presidente. Colleghi, alla luce di quanto emerso in Aula, penso che possiamo tentare di tenere assieme due esigenze. Una è approfondire ed eventualmente modificare questa proposta di legge, l'altra - quella illustrata dal collega Mirabello - è l’esigenza di adottare uno strumento di questo tipo.
Propongo di rinviare l'approvazione alla prossima seduta di Consiglio - che probabilmente convocheremo per il 24 di questo mese - e che siano i capigruppo a concordare le eventuali modifiche, perché, così facendo, integreremo e modificheremo la proposta sulla base di quanto emerso in Aula ed, allo stesso tempo, adotteremo la legge in tempi ragionevolmente brevi.
Penso che questa possa essere una soluzione. Riguardo le altre questioni che hanno posto il collega Gallo, la collega Ferro, il collega Nicolò, il collega Esposito, c'è un lavoro che si sta portando avanti, deve continuare e che può anche essere accelerato.
Vedo segni di consenso, quindi faccio questa proposta all’Aula.
Bene, i capigruppo hanno condiviso, quindi il secondo punto all'ordine del giorno è rinviato alla prossima seduta di Consiglio regionale.
Terzo punto all’ordine del giorno. Ha chiesto di intervenire il consigliere Romeo. Ne ha facoltà
Chiedo il rinvio, Presidente.
Pongo in votazione il rinvio. La proposta è rinviata.
Passiamo alle mozioni. Consigliere Sergio, se vuole ha facoltà di illustrare la sua mozione, la numero 101.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mozione è mirata a valorizzare le esperienze professionali di alcuni lavoratori che hanno collaborato e collaborano con gli uffici, esprimendo un grado abbastanza qualificato di professionalità. La leggo testualmente: “Premesso che:
- tra gli obiettivi fondamentali che intende perseguire la Regione Calabria rientra a pieno titolo la valorizzazione delle esperienze professionali pregresse e la meritocrazia;
- in tale ambito sussiste un bacino di professionisti che hanno maturato una propria esperienza attraverso contratti stipulati con la Regione e con società partecipate dalla stessa;
- i predetti professionisti, componenti i gruppi di assistenza tecnica, oltre ad avere sostenuto molteplici prove selettive per accedere alle posizioni ricoperte, selezione attraverso short list, selezione per titoli e colloquio e prove scritte, hanno maturato consolidate competenze professionali che da tempo, da almeno 3, 5, 10 anni contribuiscono o hanno contribuito a:
1. migliorare e potenziare il funzionamento dell'apparato amministrativo, soprattutto per quanto concerne la valutazione, la gestione, la rendicontazione ed il monitoraggio dei progetti finanziati con le risorse comunitarie e nazionali;
2. progettare e realizzare interventi pilota e sperimentazione in ambito locale, ad esempio animazione territoriale, utili a promuovere strategie regionale per velocizzare le procedure di spesa.
Questa mozione impegna la Giunta regionale e il Presidente della Regione Calabria a voler assumere tutte le iniziative tese ad avviare un percorso di valorizzazione delle esperienze maturate da professionisti, componenti i gruppi di assistenza tecnica; riconoscere gli stessi a livello giuridico, quali facenti parte di un bacino autonomo; avviare una ricognizione formale dei professionisti componenti i gruppi di assistenza tecnica interessati dal predetto percorso.” Grazie.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Esposito. Ne ha facoltà. Prego.
Ho condiviso con il collega Sergio l'importanza di questa mozione. Ritengo che sia arrivato il momento giusto per poter sensibilizzare il Presidente della Giunta regionale su questa tematica e capire anche, collega Sergio, se sia possibile ricollocare questi consulenti, questi professionisti, che tanto sono serviti alla Regione Calabria, che hanno maturato un’ulteriore esperienza, nell'ambito, per esempio, del decreto, che nel frontespizio porta “Decreto del dirigente generale del settore del dipartimento sviluppo economico, lavoro, formazione e politiche sociali”, avente per oggetto “Approvazione elenchi regionali dei lavoratori di cui alla legge regionale 13 gennaio 2014 numero 1”.
Secondo me un decreto estremamente importante che, però, mi lascia qualche dubbio, vicepresidente Viscomi, perché non reca la firma del direttore generale di quel dipartimento; nel frontespizio è un decreto del dirigente generale, poi nella sostanza, invece, è un decreto del dirigente del settore, perché porta la firma solo del responsabile del procedimento e del dirigente del settore.
Non c'è la firma del dottore Varone! Questo mi pone mille domande e mille perché, probabilmente forse fra qualche perché c'è anche una delle motivazioni che hanno portato alla dismissione dell'assessore Roccisano. Ripeto: un decreto così importante non porta la firma del dirigente generale. Poi nello stesso decreto vedo che si fa riferimento alla delibera numero 420 della Giunta regionale del 10 ottobre 2014, di cui non trovo pubblicazione sul sito della Regione Calabria.
Viene considerata fra i visto, fra i sei considerato; si fa riferimento alla legge regionale numero 1 del 13 gennaio 2014 e stranamente non si fa riferimento alla legge regionale numero 12 del 7 luglio 2014 che - se la memoria non mi inganna -, per quello che ho letto, è stata presentata in Consiglio regionale in modo bipartisan dal collega Orsomarso e dal collega Guccione - all'epoca all'opposizione - e contiene l’interpretazione autentica dell'articolo 1 comma 6 e dell'articolo 4 della legge regionale numero 1 del 13 gennaio 2014.
Bisognerebbe, quindi, non solo sensibilizzare il Presidente della Giunta regionale sulla tematica posta– - lo ha fatto in modo esaustivo il collega Sergio - ma sensibilizzarlo anche alla possibilità, signori della Giunta regionale, di rivedere il decreto del settore formazione professionale, lavoro e sviluppo economico per la atipicità che un decreto così importante porti la firma solo del dirigente di settore e non porti la firma del direttore generale. E, se ci sono i presupposti rispetto alla legge regionale numero 12 del 7 luglio 2014, che ho citato poc'anzi, e per l'interpretazione autentica della legge numero 1 del 2014, vedere se in una rivisitazione di questo decreto possono entrare i lavoratori, i consulenti, i professionisti di cui parlava il consigliere Franco Sergio.
Daremmo così una risposta, collega Sergio, che va al di là della mozione stessa e sarei il primo a plaudire all'intervento del presidente Oliverio se in tempi brevi si rivedesse quel decreto. Si faccia firmare da tutti i responsabili del settore, non solo dal dirigente del settore ma anche dal direttore generale e si porti in Aula perché quello significherebbe costruire una pagina trasparente, una pagina vera che va verso il bacino di quei consulenti, per dare una possibilità non teorica ma sostanziale e in termini eventualmente di riutilizzo. Non parlo neanche di un problema occupazionale, di riutilizzo di quelle professionalità, altrimenti non ci rimarrebbe altro che una coscienza più pulita al collega Sergio ed a me, all'intero Consiglio regionale, di aver approvato una mozione che, però, sappiamo bene non essere la soluzione e la panacea dell’importante rilievo posto alla base della stessa mozione e relazionato dal collega Franco Sergio.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Mirabello. Ne ha facoltà. Prego.
Grazie, Presidente. Intervengo per esprimere un apprezzamento per la mozione che pone una questione importante, dibattuta più volte nella terza Commissione che presiedo, in audizioni e in una serie di atti che sono stati preordinati all’acquisizione di dati relativi ad un bacino - se così lo possiamo definire, perché, di fatto, allo stato non lo è - di cui, per la verità, non esiste contezza piena. Per cui ritengo opportuno, prendendo spunto dalla mozione presentata dai colleghi Sergio ed Esposito, affermare che l'aspetto che preliminare ad ogni altra discussione riguarda l'avvio di una opera di ricognizione che ci consenta di comprendere di che professionalità parliamo, di che numeri parliamo e di che tipo di attività è stata svolta e anche un ragionamento in ordine alla durata dell'impiego perché abbiamo più fasce di termini di impiego. Condivido, quindi, da questo punto di vista e sotto questo aspetto, lo spirito della mozione.
Ha chiesto di intervenire il vicepresidente Viscomi. Ne ha facoltà. Prego.
Tre brevissime osservazioni. La prima: prendo nota delle indicazioni del consigliere Esposito sul decreto recante l'elenco del precariato e dei bacini di precariato sulla base della legge 1 del 2014. Non conosco ovviamente il decreto dirigenziale nel dettaglio ma presumo che se il decreto è stato registrato dalla segreteria di Giunta regionale abbia tutti i requisiti di legge per essere registrato.
Prendo nota delle osservazioni perché anch'io voglio capire come un atto così importante che è richiesto… pur non avendo io competenza nella materia specifica del lavoro, ho richiesto anch'io più volte all'assessorato… perché è il punto di svolta per cercare di iniziare a ragionare sul precariato storico della Regione Calabria che non ha rapporto di lavoro con la Regione Calabria, ma ha la titolarità con Azienda Calabria lavoro o altri enti strumentali e poi svolge attività di lavoro presso i dipartimenti della Regione o presso altre strutture. Quel decreto, quindi, è sicuramente importante perché era richiesto da una legge, già da diversi anni, e soltanto ora siamo riusciti a portarla a compimento. Credo che questo sia già un merito da sottolineare e ci siamo riusciti perché siamo – come dire? - in prossimità cronologica e logica con i processi di stabilizzazione previsti dalla legge Madia.
E allora per quanto era la mia competenza ho chiesto al dipartimento del personale di procedere ad una ricognizione di tutti quei dipendenti che hanno una titolarità, un contratto, anche a termine, con la Regione Calabria, con la Giunta regionale.
Attenzione, perché anche lì c'è l'altro problema, contratto a termine, cococo… poiché questa cosa è stata richiesta dal dipartimento del personale e da me al dipartimento personale, c'è stata un'accelerazione anche per quanto riguarda il precariato storico non di competenza del dipartimento personale. Guarderò, quindi, con attenzione questo decreto per capire se, al di là della forma giuridica, vi sia una sostanza su cui valga la pena riflettere e ragionare.
Secondo punto. Credo che la Giunta regionale, d'altronde, non possa che condividere la firma congiunta dei consiglieri Sergio ed Esposito; lo dimostra la necessità di valorizzare queste esperienze pregresse che da 3, 5 o 10 anni, come avete scritto qui sulla mozione, sostengono l'attività in chiave di assistenza tecnica e, delle volte, - mi duole dirlo ma devo dirlo - anche sostitutiva, a carattere non di assistenza, di mera assistenza, ma spesso anche di sostituzione tout court delle attività, perché in alcuni settori il personale è carente o per una serie di altre ragioni. Su questo siamo, quindi, assolutamente d'accordo. Credo che rispetto alla formulazione dell'impegno che proponete alla Giunta regionale, in particolare al secondo punto dell'impegno, riconoscere gli stessi a livello giuridico, quali facenti parte di un bacino autonomo… è chiaro che qui dobbiamo ragionare e approfondire perché non è possibile un riconoscimento d’emblèe, diciamo così, come bacino autonomo, uno fra i tanti bacini della Regione Calabria.
Vi proporrei, quindi, di valutare una riformulazione di questo seconda linea, nel senso di riconoscere, valutare la possibilità di riconoscere gli stessi a livello giuridico come bacini autonomi, in modo tale da avere la possibilità di costruire, di ragionare sulle norme.
D'altronde era quello che diceva il consigliere Esposito! Vediamo se sia possibile ricondurre questa area di professionalità alla legge sul precariato storico, la intendo così. Dico legge sul precariato storico perché in realtà si tratta di quattro leggi tra loro incastrate: appunto, leggi generali, leggi di interpretazione autentica, e così via.
Mi permetto, quindi, di chiedervi una riformulazione di questa seconda linea, di valutare la possibilità di riconoscere gli stessi a livello giuridico, quali facenti parte di un bacino autonomo. Valutiamolo, valutiamolo insieme perché è un interesse, credo mai come questo, un interesse bipartisan del Consiglio, della Giunta regionale, della maggioranza e dell’opposizione. Però dobbiamo valutare. Questa è quanto.
Intanto per dire al consigliere Sergio che il vicepresidente Viscomi ha fatto meglio di noi, caro collega Franco Sergio. Tant'è che raccolgo subito l’intento del brillante intervento del professore Viscomi, del Vicepresidente, e se il collega Sergio è d'accordo, possiamo vedere in che modo riformulare il punto 2 dell'impegno nei confronti della Giunta regionale, perché condivido in pieno le delucidazioni che ci ha voluto fornire il vicepresidente Viscomi, ma constato anche, e credo che sia lo stesso sentimento del collega Franco Sergio, che c'è un impegno forte su questo tema, che era uno dei motivi che ci ha spinto a presentare questa mozione. Sono, quindi, disponibile a rivedere questo punto 2 fermo restando che sono soddisfatto dell'intervento del vicepresidente Viscomi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Sergio. Ne ha facoltà. Prego.
La prendo responsabilmente come un'apertura, una disponibilità, quella dimostrata dal vicepresidente Viscomi, sull'argomento e, quindi, in un'ottica diretta all'inquadramento più organico per capire che tipo di percorso si possa attuare e in che modo. Insomma credo che possiamo addivenire ad una riformulazione più confacente a quello che è l'iter che si potrebbe attuare per riconoscere a questi lavoratori una prospettiva di inquadramento definitivo negli organici.
Quindi la ritira oppure la riformuliamo?
La riformuliamo.
Solo il punto 2 dell’impegno.
Soltanto il punto 2 va riformulato.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Bevacqua. Ne ha facoltà. Prego.
Intervengo semplicemente per ribadire, anzi per confermare, il mio sostegno a questa mozione, ma anche per dire ai colleghi che hanno presentato questo tipo di mozione di tener conto delle osservazioni fatte dal vicepresidente Viscomi. Questo perché credo che sia importante avere contezza di quello di cui parliamo e ci occupiamo, per evitare di ingenerare meccanismi che, poi, possono anche portare a eventuali incomprensioni con eventuale apertura di situazioni non gestibili. Dobbiamo capire, e ha ragione il collega Mirabello quando pone il problema di una ricognizione seria, approfondita e mirata di ciò, cosa significa avere un rapporto con la Regione o essere professionisti legati a un contratto, legati ad una prestazione, legati a quant'altro.
Vorrei, pur apprezzando lo sforzo del collega Sergio e la condivisione del collega Esposito, comprendere e fare ogni passaggio con oculatezza, con grande intelligenza, per evitare di aprire contesti e scenari che è difficile gestire, governare.
Quindi bene l'apertura del vicepresidente Viscomi, ma attenzione ad avere oculatezza nella gestione di queste problematiche che sono presenti non solo su questo tema; abbiamo anche altri precari, altre situazioni che potrebbero, poi, diventare momenti di non governo dei vari scenari e situazioni aperte.
Bene, consigliere Esposito se ci dice la riformulazione della mozione.
Sì, Presidente. Praticamente impegna la Giunta regionale, il Presidente della Regione a voler assumere tutte le iniziative del caso. Al secondo punto si antepone la frase “valutare la possibilità di riconoscere gli stessi, a livello giuridico, quali facenti parte di un bacino autonomo”. Il resto rimane sostanziale e invariato. Quindi al vicepresidente Viscomi chiedo di ritornare in Consiglio per relazionare sulla consequenzialità di questa mozione.
Votiamo, quindi, la mozione così come riformulata. La mozione 101/10^ a firma dei consiglieri Sergio ed Esposito, è approvata.
Ordine del giorno numero “Sulla situazione dei lavoratori ex percettori indennità di mobilità in deroga”
Passiamo all’ordine del giorno a firma del consigliere Sergio più altri. Prego, consigliere Sergio
Signor Presidente, volevo sottolineare che quest’ordine del giorno è sottoscritto dai colleghi Domenico Bevacqua, Gianluca Gallo, Sinibaldo Esposito, Wanda Ferro, Giovanni Nucera, Arturo Bova e Alessandro Nicolò e riguarda la posizione dei lavoratori ex percettori di indennità di mobilità in deroga. Ne do lettura.
il 7 dicembre 2016 la Regione Calabria ha firmato, con le organizzazioni sindacali, un accordo teso al riutilizzo di risorse finanziarie per sostenere tirocini della durata di sei mesi, da svolgersi presso enti locali ed imprese a cura di lavoratori già percettori dell'indennità di mobilità in deroga;
successivamente, ottenuta l'autorizzazione del Ministero del lavoro e siglata l'intesa con l'INPS, si provvedeva ad emanare un bando regionale pubblico di reclutamento;
la graduatoria definitiva, pubblicata nel giugno 2017, portava all'utilizzo, presso comuni e imprese di tutta la Calabria, di 5.583 lavoratori, qualificati come tirocinanti;
i tirocini avviati nel periodo estivo del 2017 sono già giunti o stanno giungendo a conclusione;
nel corso di questi mesi i tirocinanti sono stati vittime di gravi negligenze, la più rilevante delle quali è quella consistita nel mancato pagamento delle indennità maturate, liquidate solo ad inizio 2018 ed in qualche circostanza a diversi lavoratori ad oggi non ancora corrisposte;
la scadenza dei tirocini avviati nell'estate 2017 rende, comunque, urgente e necessario pensare all'attivazione di nuove misure destinate al sostegno dei lavoratori ex percettori di mobilità in deroga e ciò anche a garanzia degli enti interessati al loro impiego, dal momento che gli stessi hanno acquisito un patrimonio di conoscenze e professionalità indispensabile per l'erogazione di molti servizi primari. -
impegna il Governo regionale: ad assumere tutte le iniziative necessarie ed idonee affinché siano celermente completate, in favore di tutti i tirocinanti, le operazioni di pagamento delle indennità dagli stessi maturate, qualora eventualmente non ancora ultimate; persegua la definizione urgente della Banca dati relativa a queste figure; verifichi, di concerto con il Ministero del lavoro, la possibilità di addivenire alla costituzione di un bacino dedicato…”
Capisco, vicepresidente Viscomi, che quando parliamo di bacino il problema consiste nel fatto che in Calabria abbiamo un esercito di precari, frutto di politiche, come dire, improvvisate degli ultimi vent'anni e, quindi, oggi, ci troviamo a gestire una situazione molto forte, molto pesante. Però, purtroppo, queste sono persone che meritano un riconoscimento, ma soprattutto il rispetto della dignità lavorativa che hanno espresso ed esprimono tutti i giorni, spesso con grandi livelli di professionalità e, quindi, il problema va guardato con grande sensibilità ed attenzione.
“…provveda alla definizione, in tempi rapidi, delle misure utili ad assicurare ulteriori opportunità, anche attraverso specifici bandi, ai lavoratori già percettori di indennità di mobilità in deroga, in particolare, assicurando la prosecuzione, nell'immediato, del tirocinio presso gli enti attraverso la formula del perfezionamento del tirocinio stesso, che consentirebbe di ridurre i tempi di reinserimento, evitando inutili disagi; curi la progettazione di politiche attive, con programmazione sistematica per la captazione dei fondi necessari; promuova un incontro con i rappresentanti sindacali dei lavoratori ex percettori di mobilità in deroga ed il comitato autonomo dei tirocinanti; elabori e si rediga con urgenza un piano per il lavoro, da sottoporre al vaglio del Consiglio regionale, per discutere ed affrontare in maniera più approfondita la tematica, confrontandosi con le organizzazioni sindacali e con i lavoratori.” Grazie
Intervengo solo per condividere questo ordine del giorno che è nato da un incontro avuto con alcuni di colleghi consiglieri regionali tra cui Franco Sergio, Gallo e altri, presenti ad un incontro promosso dall’assemblea dei lavoratori interessati al problema.
Credo che, come diceva bene il collega Sergio, questo sia un problema che si inquadra in una politica, quella degli ultimi vent'anni, che ha creato, sul territorio, un bacino di forte precariato, ma che ha anche formato tante professionalità, tanto supporto ai Comuni interessati, agli enti coinvolti. Questo ordine del giorno merita una particolare attenzione da parte del Consiglio regionale, da parte della Giunta regionale, alle richieste che abbiamo inserito nello stesso, dove chiediamo un impegno della Giunta ad attivare un nuovo bando il prima possibile, ad aprire un tavolo di concertazione con i sindacati ed a capire, a comprendere se c'è la possibilità, attraverso una nuova legge, di aprire un nuovo bacino che riguarda i soggetti percettori di indennità di mobilità in deroga.
Questa è la finalità di questo ordine del giorno che è condiviso dalla maggioranza e dalla minoranza e che ci auguriamo possa essere accolto, in maniera favorevole, da parte della Giunta non in termini di impegno solenne, ma in termini di impegno costruttivo volto a trovare soluzioni immediate verso questi lavoratori interessati, che da anni svolgono il proprio servizio nelle realtà degli enti coinvolti e, soprattutto, a ottenere maggiore attenzione e rispetto verso i pagamenti che in questi anni hanno subito forti ritardi, non per colpa della Regione, ma perché manca una banca dati ufficiale che deve realizzata, deve essere completata dall'INPS. Credo che bisogna fare un ragionamento forte verso l'INPS, per far capire che gli impegni devono essere mantenuti, le responsabilità devono essere chiare e anche, quindi, avere la Giunta regionale che spinga in questa direzione, per arrivare a sanare tutte le mensilità. Sono circa 500 i lavoratori interessati che non hanno ancora avuto il riconoscimento delle mensilità o per un errore tecnico o per altri motivi.
Credo che su questo ci sia unanimità di vedute, ci sia un consenso unanime e chiedo alla Giunta regionale, in questo caso al vicepresidente Viscomi, di attivarsi affinché si possa arrivare, da qui a pochi giorni, a pochi mesi, al nuovo bando e per rimettere in campo tutte le azioni che abbiamo suggerito con questo ordine del giorno. Grazie.
Presidente, intervengo a sostegno di questo ordine del giorno che ho elaborato insieme ad altri colleghi consiglieri. È una posizione bipartisan quella che assumiamo proprio perché riteniamo che su questi lavoratori ci debba essere un impegno particolare, trattandosi, in molti casi, di lavoratori ultracinquantenni che avranno sicuramente difficoltà ad essere reinseriti nel mondo del lavoro anche attraverso le imprese e le aziende private. Per cui un sostegno pieno e convinto rispetto a questo percorso che, credo, da questo momento possa iniziare per circa 4000 ed oltre famiglie in questa regione. Grazie
Ci sono altri interventi? Passiamo alla votazione. Gli uffici mi segnalano che manca il numero legale in Aula, pertanto non si può procedere alla votazione e la seduta è tolta.
Ha chiesto congedo: Aieta, Battaglia, Ciconte, D'Acri, Gentile, Giudiceandrea, Greco, Guccione, Morrone, Orsomarso, Scalzo
Norme in materia di artigianato - (deliberazione G.R. n. 580 del 28.12.2017) (P.L. n. 310/10^)
Norme per la tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti - (deliberazione G.R. n. 298 del 30.6.2017) (P.L. n. 312/10^)
E' stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - ed al C.A.L. di cui all'art. 127 del Regolamento interno Consiglio regionale
Scalzo, Romeo, Bevacqua - “Disposizioni a sostegno dell'economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata e modifiche alla legge regionale 28 agosto 2000, n. 16 (Disciplina dei tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi)” (P.L. n. 309/10^)
E' stata assegnata alla quanta Commissione - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente - alla seconda - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - ed al C.A.L. di cui all'art. 127 del Regolamento interno Consiglio regionale
Giudiceandrea - “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 31 dicembre 2015, n. 35 - Norme per i servizi di trasporto pubblico locale” (P.L. n. 311/10^)
Mirabello - “Uso terapeutico della canapa. Disposizioni in materia di utilizzo di farmaci cannabinoidi per finalità terapeutiche e promozione della ricerca e di azioni sperimentali prodomiche alla produzione da parte di soggetti autorizzati” (P.L. n. 313/10^)
La Giunta regionale ha trasmesso per il parere della competente Commissione consiliare la deliberazione n. 407 del 30 agosto 2017, recante: "Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile. Piano Stralcio Esecutivo Annuale 2017 (art. 4 della L.R. 8/2008). D.G.R. n. 573/2016, n 104/2017 e n. 201/2017. Parziale modifica della DGR 201/2017 e integrazioni"
La Giunta regionale ha trasmesso per il parere della competente Commissione consiliare la deliberazione n. 648 del 29 dicembre 2017, recante: "Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile. Approvazione Piano Esecutivo Annuale 2018 (art. 4 della L.R. 8/2008)"
In data 21 dicembre 2017, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sotto indicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate telemáticamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 129 del 22 dicembre 2017:
1. Legge regionale 21 dicembre 2017, n. 48, recante: "Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73 del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42)";
2. Legge regionale 21 dicembre 2017, n. 49, recante: "Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui alle lettera a) ed e), comma 1, dell'articolo 73 del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i. (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42)"
In data 22 dicembre 2017, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sotto indicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate telemáticamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 130 e n. 131 del 22 dicembre 2017:
1. Legge regionale 22 dicembre 2017, n. 50, recante: "Interventi per la realizzazione di soggiorni educativo - terapeutici nella Regione Calabria in favore di bambini, adolescenti e giovani con diabete mellito";
2. Legge regionale 22 dicembre 2017, n. 51, recante: "Norme di attuazione della legge 21 novembre 2000, n. 353 (Legge quadro in materia di incendi boschivi)";
3. Legge regionale 22 dicembre 2017, n. 52, recante: "Misure per promuovere il turismo sportivo mediante la diffusione del gioco del golf e la realizzazione di impianti golfistici";
4. Legge regionale 22 dicembre 2017, n. 53, recante: "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 26 novembre 2001, n. 30 (Normativa per la regolamentazione della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei ed ipogei freschi e conservati)";
5. Legge regionale 22 dicembre 2017, n. 54, recante: "Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2018)";
6. Legge regionale 22 dicembre 2017, n. 55, recante: "Legge di stabilità regionale 2018";
7. Legge regionale 22 dicembre 2017, n. 56, recante: "Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2018-2020";
8. Legge regionale 22 dicembre 2017, n. 57, recante: "Modifiche alla l.r. 32/1996 e norme in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale"
In data 18 dicembre 2017, il Presidente della Giunta regionale ha emanato i sotto indicati regolamenti regionali e che gli stessi sono stati pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 128 del 19 dicembre 2017:
Regolamento regionale n. 20 del 18 dicembre 2017, concernente: "Modifiche al regolamento regionale 27 marzo 2013, n. 4 "Regolamento attuativo della legge regionale del 26 luglio 2012, n. 30 (Misure a favore dei Consorzi di Garanzia Collettiva fidi in agricoltura)";
Regolamento regionale n. 21 del 18 dicembre 2017, concernente: "Approvazione modifica al Regolamento regionale n. 16 del 23 dicembre 2015, approvato con DGR n. 541 del 16.12.2015 "Regolamento di organizzazione delle strutture della Giunta regionale" cosi come successivamente modificato ed integrato con regolamento regionale n. 4 del 2 marzo 2016 (approvato con DGR n. 51/2016), Regolamento regionale n. 4 del 21 marzo 2017 (approvato con DGR n. 26/2017) e dal Regolamento regionale n. 10 del 9 maggio 2017 (approvato con DGR n. 179/2017) e dal Regolamento regionale n. 17 del 12 ottobre 2017 (approvato con DGR n. 453/2017).
In data 19 dicembre 2017, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sotto indicato regolamento regionale e che lo stesso è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 128 del 19 dicembre 2017:
Regolamento regionale n. 22 del 19 dicembre 2017, concernente: "Modifiche al Regolamento regionale 10 agosto 2017, n. 14 (Regolamento per la disciplina delle strutture ausiliarie)".
In data 29 dicembre 2017, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sotto indicato regolamento regionale e che lo stesso è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 132 del 29 dicembre 2017:
Regolamento regionale n. 23 del 29 dicembre 2017, concernente: "Modifiche al Regolamento regionale 16 dicembre 2016, n. 17 (Regolamento sulle procedure di autorizzazione, accreditamento e vigilanza delle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale socio-assistenziali, nonché dei servizi domiciliari, territoriali e di prossimità)"
Deliberazione Giunta regionale n. 386 del 10.8.2017; Deliberazione Giunta regionale n. 588 del 22.11.2017; Deliberazione Giunta regionale n. 591 del 29.11.2017; Deliberazione Giunta regionale n. 621 dell'11.12.2017;
Deliberazione Giunta regionale n. 10 del 12.1.2018
La Giunta regionale, con nota prot. n. 13015 del 15.1.2018, ha trasmesso la deliberazione n. 619 dell'11.12.2017, avente ad oggetto: "Approvazione "Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio 2016" (art. 18bis e 41 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118)"
La Giunta regionale, con nota prot. n. 13564 del 15.1.2018, ha trasmesso la deliberazione n. 635 del 21.12.2017, avente ad oggetto: "Documento tecnico di accompagnamento al bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2018-2020 (artt. 11 e 39, c. 10. d.lgs. 23.6.2011, n. 118)"
La Giunta regionale, con nota prot. n. 13287 del 15.1.2018, ha trasmesso la deliberazione n. 636 del 21.12.2017, avente ad oggetto: "Bilancio finanziario gestionale della Regione Calabria per gli anni 2018-2020 (art. 39, c. 10, d.lgs. 23.6.2011, n. 118)"
nel mese di dicembre scorso è stato siglato il Protocollo d'intesa sperimentale tra Inps Calabria e Regione Calabria con il quale si è convenuto affidare all'Inps le funzioni relative all'accertamento dei requisiti sanitari in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, disabilità e handicap, già di competenza delle Aziende Sanitarie regionali;
considerato che: sono giunte innumerevoli segnalazioni da parte di cittadini con disabilità, che versano in condizioni di estrema gravità, per manifestare la concreta difficoltà a raggiungere, pur essendo trasportabili, la sede provinciale di Reggio Calabria, individuata dall'Inps, per effettuare le visite legali per i richiedenti l'invalidità, che comporta, oltre ad un notevole aggravio economico per il trasporto, anche lunghi tempi di attesa dinanzi alla sede reggina, dove vengono indirizzati tutti gli invalidi dell'intera provincia, che sicuramente presentano gravissime sofferenze -:
se è intenzione del Presidente della Giunta regionale di intervenire con la Direzione Regionale Inps per integrare alla sede di Reggio Calabria, ai fini dell'accertamento dei requisiti sanitari in materia di invalidità, anche le sedi Inps di Locri e Palmi, alleviando in tal modo le manifestate difficoltà dei cittadini con disabilità grave e delle loro famiglie dell'intera provincia.
(336; 17/01/2018)
il comprensorio ricadente tra l'area urbana di Cosenza (compresa l'università della Calabria) ed il tirreno cosentino, vive, dal 6 dicembre scorso, gravi disagi a causa del deragliamento di un convoglio regionale, di Trenitalia, avvenuto all'interno della galleria Santomarco, lungo la tratta Cosenza-Paola. Preso atto che: da parte della società responsabile del trasporto nazionale e regionale, ovvero Trenitalia S.P.A., nessuna comunicazione ufficiale è giunta, ad oggi, sulle cause che hanno portato al preoccupante incidente e né, sempre da parte di Trenitalia, è stato reputato opportuno informare sul periodo di chiusura o sulla data dell'eventuale riapertura della galleria stessa. Tenuto conto che: la viabilità ferroviaria calabrese, ed in particolare della Provincia di Cosenza, ha come snodo fondamentale e strategico il collegamento tra Cosenza e Paola. Considerato che: il collegamento da Cosenza a Paola, e viceversa, garantito da numerosissime corse ferroviarie giornaliere, permette agli abitanti della città dei Bruzi e del suo hinterland (oltre 200 mila persone), la possibilità di viaggiare ed usufruire di treni veloci (“Frecciabianca" "Frecciargento" “Intercity"), da Paola, che permettono collegamenti con le principali città italiane e con il resto del Paese.
Evidenziato che: la stazione di Paola è l'unico HUB ferroviario della provincia di Cosenza. Sottolineato il gravissimo e perdurante disagio che, questo stato delle cose e queste incertezze relativamente alla prospettiva di riapertura del tratto Cosenza-Paola, sta arrecando ad operatori economici, lavoratori, studenti e pendolari in generale, che ogni giorno usufruivano dei convogli regionali per spostarsi lungo l'asse ferroviario Cosenza-Paola ed anche Sibari-Paola -:
1) informazioni dettagliate circa la dinamica e le cause del deragliamento del convoglio regionale, avvenuto il 6 dicembre scorso;
2) quale sia lo stato di manutenzione e lo stato di efficienza della tratta ferroviaria Cosenza-Paola e della galleria Santomarco;
3) i motivi della chiusura della tratta incriminata;
4) comunicazioni ufficiali da parte degli organi competenti quali Trenitalia S.P.A.;
5) i tempi di ripristino e di riapertura della tratta, per dare risposte ai cittadini pendolari che ogni giorno usufruiscono della tratta Cosenza-Paola, e che vivono innumerevoli disagi.
(333; 18/12/2017)
con delibera di Giunta regionale n. 652 del 9 dicembre 2017 è stato approvato lo schema di accordo di programma per la realizzazione del progetto: "Politiche attive a supporto dello sviluppo dell 'area protetta del Parco Naturale Regionale delle Serre";
in virtù di tale delibera è stato avviato l'iter per: "Accrescere le competenze dei cittadini calabresi in difficoltà occupazionali, (la Regione Calabria) intende realizzare interventi innovativi e sperimentali volti all'aggiornamento dei contenuti formativi e alla programmazione ed attivazione dell'offerta formativa sul territorio";
più precisamente: "L'attività formativa mira alla realizzazione di percorsi di formazione per il conseguimento di qualifiche e diplomi professionali, in particolare nei settori dell'Ambiente e della Forestazione, produzione ed utilizzazione del legno";
la Giunta, per l'intervento in questione ha individuato nell'Ente Parco Naturale Regionale delle Serre il soggetto attuatore. L'importo complessivamente impegnato è pari ad 830 mila euro;
di cui 550 mila euro per indennità di partecipazione e 280 mila euro per la formazione. Il finanziamento è stato assicurato mediante le risorse del Pac Calabria 2007/2013;
sulla base di tale delibera, l'ente Parco Serre si può già attivare per l'aggiornamento di una short list già istituita presso l'ente (con relativa riapertura dei termini). Tuttavia, ciò non avvierà alcuna procedura concorsuale;
non prevista, infatti, la definizione di alcuna graduatoria, attribuzione di punteggi o parametri di merito delle figure professionali. Sulla base di tale short list, in sostanza, verranno individuati i soggetti ai quali affidare, in base all'esigenze dell'ente, incarichi professionali di importo inferiore ai 40mila euro;
la scelta di dette figure che già si prefigura discrezionale e avulsa da ogni obiettiva ragione di merito (decisione formalmente legittima ma sostanzialmente e politicamente opinabile), unitamente alle perplessità sulla tempistica del progetto, originano dubbi sulla reale efficacia degli obiettivi di cui alla decisione in esame -:
1) con particolare riferimento alla tempistica di tale iniziativa, quali siano stati i fattori che hanno orientato la decisione in questione;
2) una volta individuato il soggetto attuatore, se e quali controlli o sorveglianza intende azionare la Regione Calabria per assicurare che il progetto sia eseguito secondo la più scrupolosa osservanza dell'inderogabile principio costituzionale di imparzialità;
3) quali siano stati gli studi e gli elementi posti alla base della decisione della Regione Calabria. In che termini, concretamente, tale attività di formazione può avere benefici reali sulla crescita economica e/o occupazionale dell'area in questione;
4) se non fosse il caso di inserire linee guida volte a sollecitare una valutazione di merito per la selezione dei soggetti preposti alla formazione.
(334; 16/01/2018)
perfezionato l'iter parlamentare finalizzato alla stabilizzazione e contrattualizzazione dei lavoratori ex LSU e LPU, è in corso un vero e proprio conflitto anche di natura sindacale tra lavoratori e molti sindaci calabresi in merito alla contrattualizzazione degli stessi per l'anno 2018. Seppur il Decreto Madia prevede il superamento del precariato negli enti locali i rapporti di lavoro stanno proseguendo nell'incertezza più assoluta e senza chiarezza da parte del Governo regionale che in questa vicenda ha un ruolo fondamentale. I Comuni calabresi infatti hanno molta difficoltà a porre in èssere delibere finalizzate alla stipula dei contratti per il concreto rischio di dover stabilizzare i lavoratori in oggetto con utilizzo di fondi propri e non fondi garantiti dalla Regione Calabria e la confusione e i timori generati dal comportamento del Governo e della Regione Calabria non aiutano a dirimere la vicenda in modo positivo e definitivo. A ciò va aggiunta l'assoluta incapacità di dialogare da parte del Governo regionale e la recentissima esautorazione dell'assessore al ramo non aiuta certamente a risolvere la questione con rischio di ulteriore blocco delle attività amministrative dei comuni specie quelli piccoli dove l'apporto degli LSU e LPU è diventato fondamentale per il buon andamento della macchina comunale. Orbene, il principio di equità e rispetto della dignità dei lavoratori è un concetto al quale non si può rinunciare e questa fase di immobilismo non aiutare a superare le difficoltà del lavoro precario e dell'allarme lanciato dai Comuni di conoscere regole chiare per la stabilizzazione degli loro dipendenti. Alla luce di quanto sopra non si può accettare una gestione in emergenza di una situazione nota dall'inizio di questa legislatura e mai affrontata seriamente tanto meno risolta rendendo il sistema totalmente vulnerabile e la posizione degli lavoratori sempre più incerta;
occorre pertanto fornire ai Comuni ed a tutti gli enti utilizzatori regole chiare e certe e ciò deve essere garantito dal Dipartimento regionale competente, ossia quello dello Sviluppo Economico, Lavoro, formazione e politiche sociali. In particolare l'art. 20 del D. Lgs.vo 25 maggio 2017 prevede la possibilità per le Amministrazioni, al fine di superare il precariato, di ridurre il ricorso ai contratti a termine e valorizzare la professionalità acquisita dal personale con rapporto di lavoro a tempo determinato, di poter, nel triennio 2018/2020 in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni di cui all'art. 6 comma 2, e con l'indicazione della relativa copertura finanziaria assumere a tempo indeterminato personale non dirigenziale che possegga i requisiti previsti dalla norma. Lo stesso art. al comma 14 stabilire anche che le assunzioni a tempo indeterminato disciplinate dall'art. 1 commi 209, 2011 e 2012 della legge 27 dicembre 201 n. 147 sono consentite nel richiamato triennio attraverso l'utilizzo delle risorse di cui ai commi 3 e 4 o previste dalle leggi regionali, e dunque gli enti territoriali calcolano la loro spesa di personale al netto dell'eventuale cofinanziamento erogato dallo Stato e dalle Regioni. Considerato, inoltre, che la stragrande maggioranza degli Enti utilizzatori non saranno in grado di coprire la spesa per la stabilizzazione degli ex LSU e LPU nel piano triennale del fabbisogno potranno godere di una proroga al 31.12.2018 del contratto a tempo determinato per programmare la spesa in più esercizi che superino la soglia prevista del triennio medesimo (2018/2020) nel caso in cui la proroga fosse attuabile (ipotesi non contemplata ma auspicabile) -:
cosa accadrà se la soglia dei 36 mesi viene superata atteso che la norma (art. 36 comma 5- quater) prevede espressamente l'ipotesi di danno erariale per tutti i contratti che saranno stipulati in violazione dell'art. 36 e che conseguenza comporterà ciò per i lavoratori che non saranno stabilizzati nel termine indicato dalla norma in assenza di copertura finanziaria e come quest'ultima verrà garantita in attesa dell'esecuzione della Legge finanziaria e con quale status giuridico applicato al lavoratore? Si richiede risposta scritta nei termini di legge e di regolamento.
(335; 16/01/2018)
sono trascorsi oltre cinquant’anni da quando sono iniziati i lavori di costruzione della superstrada Jonio-Tirreno altrimenti detta "nuova trasversale delle Serre";
tale opera avrebbe dovuto affrancare dall'isolamento decine di comuni a cavallo tra le due province di Catanzaro e Vibo Valentia nonché costituire un'importante infrastruttura di collegamento tra il versante tirrenico e quello ionico dell'area centrale della Calabria;
l'opera stessa si è trasformata in un emblema delle inefficienze e delle incapacità dei vari Governi centrali di creare infrastrutture funzionali allo sviluppo del territorio calabrese;
la tempistica che l'Anas ha recentemente indicato per la prosecuzione dei lotti ancora da realizzare risulta insoddisfacente in quanto nel 2018 verranno sbloccati solo due piccoli cantieri: lo svincolo autostradale di Vazzano e un raccordo di pochi chilometri a Monte Cucco e null'altro, dunque, se non una generica promessa di riappalto della bretella di Gagliato, desolatamente abbandonata da un decennio;
il completamento dell'opera, addirittura sarebbe previsto per epoca successiva al 2025;
grande incertezza risulta persistere, altresì, in merito al tronco di collegamento con la costa ionica, da Gagliato a Soverato, rimasto addirittura senza copertura finanziaria;
ed il Presidente della Regione Calabria ad attivarsi presso il Governo affinché, in tempi brevi, sia ridefinito il crono programma di realizzazione e completamento dell'intera infrastruttura statale.
(110; 17/01/2018) Bova
E' in discussione il testo unificato: “Istituzione del Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale” (Del. n. 287)
1. Con la presente legge la Regione Calabria istituisce, presso il Consiglio regionale della Calabria, il Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, di seguito denominato "Garante regionale".
1. La Regione Calabria, in attuazione degli articoli 2, 3, 4, 27, 32 della Costituzione e dei principi e delle finalità stabiliti dall’articolo 2, commi 1 e 2, lettere a), b), h) dello Statuto regionale, dell'articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali e delle altre Convenzioni internazionali sui diritti umani ratificate dall'Italia e in particolare del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti (OPCAT), sottoscritto a New York il 18 dicembre 2002 e ratificato in Italia con legge 9 novembre 2012, n. 195, che prevede, sul piano internazionale, l’adozione di un organismo di monitoraggio indipendente, (National Preventive Mechanism, NPM, Meccanismo nazionale di prevenzione) nonché dell'ordinamento penitenziario italiano ed europeo, nell'ambito delle materie di competenza regionale, contribuisce a garantire i diritti, promuovendone e assicurandone il rispetto, delle persone detenute e di coloro che sono sottoposti a misure comunque restrittive o limitative della libertà personale, favorendone, altresì, il recupero e il reinserimento nella società.
2. Tra i soggetti di cui al comma 1 rientrano le persone ristrette negli istituti penitenziari, negli istituti penali per i minorenni, nei centri di prima accoglienza e comunità ministeriali per minorenni, quelle in esecuzione penale esterna, le persone sottoposte a misure cautelari personali, in stato di arresto ovvero di fermo, quelle sottoposte a misure di prevenzione, quelle ricoverate nelle residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza, quelle ricoverate nelle comunità terapeutiche o comunque strutture assimilate, le persone ospitate nei centri di permanenza per i rimpatri previa autorizzazione della Prefettura competente per territorio, quelle presenti nelle strutture sanitarie in quanto sottoposte a trattamento sanitario obbligatorio, nonché le persone trattenute in qualunque altro luogo di restrizione o limitazione di libertà personale.
3. Il Garante regionale opera, su tutto il territorio regionale, in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione e agisce secondo i principi di uguaglianza, non discriminazione, legalità, trasparenza, imparzialità, sussidiarietà, adeguatezza, tempestività ed equità.
4. Il Garante regionale non è sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale e può richiedere alle amministrazioni responsabili delle strutture indicate al comma 2, senza che da ciò possa derivare danno per le attività investigative e nel rispetto della legislazione vigente, le informazioni e i documenti necessari per l’espletamento del suo mandato. Qualora l’amministrazione non fornisca risposta nel termine di trenta giorni, informa il magistrato di sorveglianza competente.
1. Il Garante regionale è eletto dal Consiglio regionale con deliberazione adottata a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati. In mancanza di raggiungimento del quorum, dalla terza votazione, l’elezione avviene a maggioranza semplice dei consiglieri assegnati.
2. Il Garante regionale dura in carica cinque anni e non è immediatamente rieleggibile.
3. Alla scadenza del mandato, le funzioni sono prorogate di diritto fino all’insediamento del nuovo organo e comunque per un periodo di tempo non superiore a sessanta giorni, entro il quale viene eletto il nuovo Garante.
4. In sede di prima applicazione, l’avviso pubblico per la presentazione delle candidature è pubblicato, a cura del Presidente del Consiglio regionale, sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria (BURC) entro trenta giorni dalla pubblicazione della presente legge. Successivamente, l’avviso pubblico è pubblicato entro trenta giorni dalla scadenza del mandato.
1. Il Garante regionale è scelto tra persone di specifica e comprovata formazione, competenza ed esperienza nel campo giuridico - amministrativo e nelle discipline afferenti alla promozione e tutela dei diritti umani o che si siano comunque distinte in attività di impegno sociale, con particolare riguardo ai temi della detenzione, e che offrano garanzie di probità, indipendenza e obiettività.
2. Non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di Garante regionale:
a) tutti coloro che, al momento della presentazione della candidatura, sono ineleggibili e incandidabili alla carica di consigliere regionale ai sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 (Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell'articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n.190). Per quanto concerne la durata della incandidabilità si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni previste dall'articolo 13 e seguenti del d.lgs. 235/2012;
b) i candidati alle elezioni del Consiglio regionale immediatamente precedenti la nomina.
3. Qualora successivamente alla elezione venga accertata una causa di ineleggibilità, il Presidente del Consiglio regionale lo comunica tempestivamente al Consiglio regionale, che dispone la revoca immediata della nomina e la contestuale sostituzione, che avviene entro quarantacinque giorni dalla comunicazione con le procedure di cui all'articolo 5, comma 5.
(Incompatibilità e sostituzione)
1. Il Garante regionale non può assumere o conservare, durante il mandato, cariche elettive né incarichi o uffici pubblici di qualsiasi natura. Non può altresì ricoprire la carica di amministratore di ente, impresa o associazione che riceva, a qualsiasi titolo, sovvenzioni o contributi dalla Regione Calabria.
2. Il Garante regionale non può esercitare, durante il mandato, altre attività di lavoro che possano determinare situazioni di conflitto di interessi con le attribuzioni proprie dell'incarico.
3. Sono incompatibili alla carica di Garante regionale:
a) i membri del Parlamento italiano e del Parlamento europeo;
b) i componenti del Governo nazionale, i consiglieri e assessori regionali;
c) i sindaci, gli assessori e i consiglieri provinciali e comunali;
d) il sindaco e i consiglieri della Città metropolitana;
e) i dipendenti delle amministrazioni statali, della Regione, gli amministratori di enti del sistema regionale, di ente pubblico, azienda pubblica o società a partecipazione pubblica, nonché amministrazione di ente, impresa o associazione che riceva, a qualsiasi titolo, sovvenzioni o contributi dalla Regione, salvo che tali situazioni non siano cessate da almeno due anni.
4. Qualora vi siano fondati motivi per ritenere che una delle cause di incompatibilità dell'incarico di Garante regionale sia sopravvenuta alla elezione ovvero che esista al momento dell'elezione, il Presidente del Consiglio regionale la contesta all'interessato, che ha quindici giorni di tempo per formulare osservazioni o per rimuovere la causa di incompatibilità. Ove l’incompatibilità risulti infondata o sia stata rimossa, il Presidente del Consiglio archivia il procedimento. In caso contrario dichiara la decadenza dalla carica con immediata comunicazione al Consiglio regionale al fine dell'immediata sostituzione, che dovrà avvenire entro quarantacinque giorni dalla comunicazione stessa.
5. La sostituzione di cui comma 4 avviene scegliendo tra i soggetti che abbiano presentato la propria candidatura a seguito di pubblicazione dell’avviso di cui all’articolo 3, comma 4, e con le procedure previste dall’articolo 3, comma 1. Qualora non sia possibile effettuare la stessa per mancanza di candidature idonee o disponibili, il Presidente del Consiglio regionale procede alla pubblicazione di un nuovo avviso pubblico nei trenta giorni successivi alla dichiarazione di decadenza.
6. L'incompatibilità di cui al comma 3 si applica anche a coloro che hanno ricoperto le cariche indicate alle lettere a), b), c), d) del medesimo comma 3 nei due anni precedenti.
1. Il Consiglio regionale, con le stesse modalità stabilite per l’elezione, può revocare il Garante regionale per gravi e ripetute violazioni di legge.
2. In caso di revoca, dimissioni, morte, accertato impedimento duraturo, fisico o psichico del Garante regionale, il Consiglio regionale provvede alla nuova elezione con le modalità indicate dall’articolo 3, commi 1 e 4, e comunque entro il termine di quarantacinque giorni dal verificarsi dell'evento.
3. Il Garante regionale che subentra a quello cessato dal mandato per qualsiasi motivo dura in carica fino alla scadenza del mandato di quest'ultimo.
1. Il Garante regionale, per le finalità di cui all’articolo 2 e nell’ambito delle iniziative di solidarietà sociale, svolge, anche in collaborazione con le competenti amministrazioni statali, le seguenti funzioni:
a) assume ogni iniziativa volta ad assicurare che alle persone di cui all’articolo 2, comma 2, siano erogate le prestazioni inerenti al diritto alla salute, al miglioramento della qualità della vita, all’istruzione, all’assistenza religiosa, alla formazione professionale, alla mediazione culturale e linguistica per gli stranieri e ogni altra prestazione finalizzata al recupero, alla reintegrazione sociale e all’inserimento nel mondo del lavoro, nonché al mantenimento di un rapporto continuativo nelle relazioni con i familiari;
b) segnala agli organi regionali, agli enti locali, alle aziende sanitarie o alle amministrazioni interessate eventuali fattori di rischio o di danno per le persone di cui all’articolo 2, comma 2, dei quali è a conoscenza in qualsiasi forma, anche di propria iniziativa, su indicazione sia dei soggetti interessati sia di associazioni o organizzazioni non governative che svolgono una attività inerente a quanto segnalato;
c) si attiva nei confronti dell’amministrazione interessata, affinché questa assuma le necessarie iniziative volte ad assicurare le prestazioni di cui alla lettera a) formulando, nel pieno rispetto delle decisioni assunte dall’autorità giudiziaria, specifiche raccomandazioni;
d) interviene, nel rispetto delle proprie competenze, nei confronti delle strutture e degli enti regionali in caso di accertate omissioni o inosservanze rispetto a proprie competenze che compromettono l’erogazione delle prestazioni di cui alla lettera a) e, qualora dette omissioni o inosservanze perdurino, propone agli organi regionali titolari della vigilanza su tali strutture ed enti le opportune iniziative, ivi compresi i poteri sostitutivi;
e) propone agli organi regionali gli interventi amministrativi e legislativi da intraprendere per contribuire ad assicurare il pieno rispetto dei diritti delle persone di cui all’articolo 2, comma 2 e, su richiesta degli stessi organi, esprime pareri su atti amministrativi e legislativi che possano riguardare anche dette persone;
f) supporta, nei limiti di legge, le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale nell’esercizio del diritto di accesso ad atti e documenti amministrativi, anche in ambito penitenziario o di restrizione della libertà personale;
g) promuove e propone iniziative di informazione e promozione culturale sui temi dei diritti e delle garanzie delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, anche per incoraggiare la cooperazione con i servizi sociali esterni e, per quanto possibile, la partecipazione della società civile agli aspetti della vita penitenziaria;
h) può sollecitare l’istituzione di una commissione regionale di inchiesta sulle condizioni detentive, secondo le modalità di cui all'articolo 32 dello Statuto regionale;
i) promuove e favorisce rapporti di collaborazione con il Garante nazionale istituito presso il Ministero della giustizia, con gli altri Garanti territoriali, locali e non, promuovendone l'istituzione ove ne ravvisi la necessità, ovvero con altre figure istituzionali comunque denominate, che hanno competenza nelle stesse materie;
j) verifica, previo avviso e senza che da ciò possa derivare danno per le attività investigative in corso, che le strutture edilizie pubbliche e private adibite alla custodia o al trattenimento delle persone di cui all'articolo 2, comma 2, siano idonee a salvaguardare la dignità con riguardo al rispetto dei diritti umani fondamentali;
k) prende visione, previo consenso anche verbale dell'interessato, degli atti contenuti nel fascicolo della persona detenuta o privata della libertà personale e comunque degli atti riferibili alle condizioni di detenzione o di privazione della libertà;
l) riceve dai detenuti o dagli internati istanze o reclami orali o scritti, anche in busta chiusa, a norma dell'articolo 35, primo comma, n. 3, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà) e, ove accerti il mancato rispetto delle norme vigenti in materia che comportino la violazione dei diritti delle persone private della libertà e dei corrispondenti obblighi a carico dell'amministrazione responsabile ovvero la fondatezza delle istanze e dei reclami proposti, formula rilievi motivati e specifiche raccomandazioni alle autorità competenti;
m) ha l'obbligo di tempestiva trasmissione all'autorità giudiziaria delle notizie di reato ai danni delle persone detenute o private della libertà personale di cui venga a conoscenza nello svolgimento dei compiti istituzionali.
2. Il Garante regionale, nell’esercizio delle sue funzioni, ha diritto di accesso e visita senza autorizzazione alcuna alle strutture comunque denominate e di comunicazione con le persone di cui all’articolo 2, comma 2, nei luoghi e istituti dove esse si trovano, nonché, previo avviso e senza che da ciò possa derivare danno per le attività investigative in corso, alle camere di sicurezza delle Forze di polizia, ai sensi degli articoli 18, primo comma, 67, primo comma, lettera 1) bis, e secondo comma, e 67 bis della l. 354/1975, ai sensi dell’articolo 20 OPCAT.
1. Il Garante regionale ha sede in Reggio Calabria presso il Consiglio regionale. Altre sedi distaccate possono essere istituite in uffici di proprietà regionale o concessi, a titolo gratuito, dalle pubbliche amministrazioni.
2. Alla dotazione organica, ai locali e ai mezzi necessari per il funzionamento del Garante regionale provvede, sentito lo stesso Garante regionale, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio nell’ambito della dotazione organica del Consiglio regionale. Il personale assegnato dipende funzionalmente dal Garante regionale e non ha diritto ad alcuna indennità di struttura.
3. Il Garante regionale, quando necessario, può inoltre avvalersi, nei limiti delle risorse annualmente assegnate e delle disposizioni statali in materia di spesa per il personale e di coordinamento della finanza pubblica, oltre che nel rispetto delle norme statali in materia di conferimento incarichi di cui agli articoli 1 e 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche):
a) di esperti da consultare su specifici temi e problemi, nonché della collaborazione di associazioni, di centri di studi e ricerca che si occupano di diritti umani e di condizioni della detenzione;
c) di altre forme di collaborazione in grado di agevolare lo svolgimento delle funzioni.
4. Il Garante regionale adotta un apposito regolamento, che disciplina il proprio funzionamento, da trasmettere all’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale per la presa d’atto.
1. Il Garante regionale promuove la sottoscrizione di accordi e protocolli d'intesa tra la Regione Calabria e le amministrazioni statali e locali competenti e, in particolare, con l’amministrazione penitenziaria, nonché con associazioni o enti che si occupano di diritti umani e condizioni di detenzione, volti a:
a) attivare, all'interno degli istituti penitenziari, strumenti informativi e di supporto ai detenuti in relazione agli interventi rientranti nelle materie di competenza regionale per le finalità di cui all'articolo 2;
b) prevedere forme di collaborazione volte ad agevolare lo svolgimento delle funzioni del Garante e le modalità d’accesso nelle strutture di cui all’articolo 7, comma 2.
1. Entro il 30 aprile di ogni anno il Garante regionale presenta al Presidente del Consiglio regionale e al Presidente della Giunta regionale una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente, sui risultati conseguiti dall'ufficio e sui provvedimenti normativi e organizzativi di cui intende segnalare la necessità al fine di migliorare le condizioni di detenzione e lo stato dei diritti umani negli istituti penitenziari e negli altri luoghi di limitazione della libertà personale.
2. Il Consiglio regionale discute la relazione in apposita sessione entro trenta giorni dalla data di presentazione della stessa.
3. Il Garante regionale provvede a inviare copia della relazione a tutti i responsabili delle strutture di cui all’articolo 2, comma 2, e ai Presidenti dei consigli dei comuni ove hanno sede tali strutture.
4. Copia della relazione è, altresì, trasmessa al Garante nazionale dei detenuti presso il Ministero della giustizia, al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e al suo Provveditorato regionale competente per la Calabria, agli Uffici di sorveglianza, ai Presidenti delle Corti d’appello della Calabria, alle commissioni Giustizia del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, al Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani e degradanti, alla Corte europea dei diritti dell'uomo, al Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa ed al Comitato Onu contro la tortura.
5. La relazione è pubblicata integralmente sul BURC ed è consultabile on-line in apposita sezione del sito del Consiglio regionale dedicata al Garante regionale unitamente ai materiali documentali e informativi connessi alla funzione.
6. Il Garante regionale, qualora ne ravvisi la necessità e l'urgenza, presenta al Consiglio regionale e alla Giunta regionale apposite relazioni su questioni specifiche emerse nello svolgimento delle sue funzioni. Su specifica richiesta può essere audito dal Consiglio regionale, con le modalità previste dal Regolamento interno del Consiglio, o dalla Giunta regionale.
7. Con cadenza semestrale il Garante regionale presenta relazione sulla attività svolta alla competente commissione consiliare.
1. Al Garante regionale spettano l’indennità di funzione, il rimborso spese e il trattamento di missione nella misura prevista per il difensore civico, dall'articolo 9, della legge regionale 16 gennaio 1985, n. 4 (Istituzione del difensore civico per la Regione Calabria).
1. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, determinati per gli esercizi finanziari 2018, 2019 e 2020, nel limite massimo di 35.564,00 euro si provvede con le risorse disponibili al Programma 20.03 – Altri Fondi – dello stato di previsione della spesa del bilancio 2018 - 2020, che presenta la necessaria disponibilità e viene ridotto del medesimo importo.
2. La Giunta regionale è autorizzata ad effettuare le necessarie variazioni allo stato di previsione della spesa del bilancio di previsione 2018 - 2020, con prelievo dal Programma 20.03 – Altri Fondi e allocazione al Programma 01.01 – Organi istituzionali dello stato di previsione della spesa del bilancio medesimo.
3. Alla copertura finanziaria degli oneri per le annualità successive si provvede nei limiti consentiti dalle effettive disponibilità di risorse autonome per come stabilite nella legge di approvazione del bilancio di previsione della regione.
1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul BURC.
- tra gli obiettivi fondamentali che intende perseguire la Regione Calabria rientra a pieno titolo la valorizzazione delle esperienze professionali pregresse e la meritocrazia, e che in tale ambito sussiste un bacino di professionisti che hanno maturato la propria esperienza attraverso contratti stipulati con la Regione e con società/enti partecipate dalla stessa;
- i predetti professionisti/componenti gruppi di assistenza tecnica, oltre ad aver sostenuto molteplici prove selettive per accedere alle posizioni ricoperte (selezioni attraverso short list; selezioni per titoli, colloquio e prove scritte), hanno maturato consolidate competenze professionali che da tempo, da almeno 3/5/10 anni, contribuiscono o hanno contribuito a:
1) migliorare e potenziare il funzionamento dell’apparato amministrativo soprattutto per quanto concerne la valutazione, la gestione, la rendicontazione ed il monitoraggio dei progetti finanziati con le risorse comunitarie e nazionali;
2) progettare e realizzare interventi pilota e sperimentazioni in ambito locale (ad es. animazione territoriale), utili a promuovere strategie regionali ed a velocizzare le procedure di spesa;
la Giunta regionale ed il Presidente della Regione Calabria a voler assumere tutte le iniziative tese ad avviare un percorso di valorizzazione delle esperienze maturate dai professionisti/componenti gruppi di assistenza tecnica; a valutare la possibilità di riconoscere gli stessi, a livello giuridico, quali facenti parte di un bacino autonomo; ad avviare una ricognizione formale dei professionisti/ componenti gruppi di assistenza tecnica interessati dal predetto percorso.