Source: http://docplayer.it/23403435-Il-quadro-di-riferimento-a-un-anno-di-distanza-criticita-e-questioni-aperte.html
Timestamp: 2018-08-18 18:30:17+00:00
Document Index: 173739889

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 25', 'art. 35', 'art. 21', 'art. 82', 'art 82', 'art. 82', 'art. 39', 'art. 88', 'art. 88']

Il quadro di riferimento a un anno di distanza: Criticità e questioni aperte - PDF
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1 MiFID - i rapporti tra intermediari e clientela Il quadro di riferimento a un anno di distanza: Criticità e questioni aperte Milano, 11 dicembre 2008 Avv. Andrea Galante
2 Alcuni spunti di riflessione in tema di customer due diligence: Classificazione della clientela e verifica dell adeguatezza
3 La know your customer rule nel nostro ordinamento La normativa primaria nazionale pone esplicitamente quale obiettivo dell agire trasparente, corretto e diligente degli operatori, e quale criterio guida delle loro condotte, il soddisfacimento, nel miglior modo possibile, degli interessi dei propri clienti (art. 21 del TUF). Centrale a tal fine è l obbligo per i soggetti abilitati di acquisire, nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento e accessori le informazioni necessarie dai clienti (art. 21, comma 1, lett. b) del TUF) Tale obbligo è ora esteso anche alla sottoscrizione e al collocamento di prodotti finanziari emessi da banche e da imprese di assicurazione (art. 25-bis del TUF).
4 La rilevanza della know your customer rule nei rapporti con clienti al dettaglio La raccolta di informazioni dal cliente è considerata come parte dell obbligo più ampio di assistenza della clientela: La clientela c.d. "al dettaglio", ossia quella con minore esperienza enza e conoscenza finanziaria, si trova così a dover riporre massimo affidamento nell assistenza dell intermediario, con particolare riferimento alla valutazione di adeguatezza/appropriatezza della transazione ed alla definizione delle condizioni economiche da applicare alla medesima, di cui non è in grado di giudicare la congruità,, spesso neppure in un momento successivo alla loro conclusione ( (credencecredence goods). La situazione è sovente resa ancor più critica dalla coincidenza del ruolo di intermediario con quello di emittente. (1) Documento di consultazione della Consob maggio 2008 Il dovere dell'intermediario di comportarsi con correttezza e trasparenza in sede di distribuzione di prodotti finanziari illiquidi 26 maggio 2008
5 Classificazione del cliente La nuova normativa non crea espressamente un collegamento diretto fra verifica dell adeguatezza (appropriatezza) e la classificazione del cliente, limitandosi a stabilire che gli intermediari comunicano su supporto duraturo ai clienti la loro nuova classificazione in qualità di cliente al dettaglio, cliente professionale o controparte qualificata (art. 35, comma 1, NRI). Si ritiene che la classificazione del cliente non possa che basarsi sulle informazioni raccolte nell ambito della verifica dell adeguatezza (appropriatezza) [ferma restando la possibilità del cliente di richiedere il downgrading/upgrading della propria classificazione]
6 Al fine di raccomandare i servizi di investimento e gli strumenti finanziari adatti al cliente, nella prestazione dei servizi di consulenza in materia di investimenti o di gestione di portafogli, gli intermediari ottengono dal cliente o potenziale cliente le seguenti informazioni: Conoscenza + esperienza Adeguatezza Situazione finanziaria Obiettivi di investimento Quando gli intermediari non ottengono le informazioni richieste, si astengono dal prestare il servizio di consulenza o di gestione di portafogli.
7 Gli intermediari quando prestano servizi di investimento diversi dalla consulenza in materia di investimenti e dalla gestione di portafogli, ogli, richiedono al cliente o potenziale cliente di fornire informazioni ni in merito alla sua conoscenza ed esperienza nel settore d investimento d rilevante per il tipo di strumento o di servizio proposto o chiesto. Conoscenza + esperienza Appropriatezza Qualora gli intermediari ritengano che lo strumento o il servizio non sia appropriato per il cliente o potenziale cliente, lo avvertono di tale situazione. L avvertenza può essere fornita utilizzando un formato standardizzato.
8 Adeguatezza: alcuni aspetti problematici Il rapporto fra consulenza e attività di collocamento svolta dal medesimo intermediario: strumenti/prodotti finanziari giudicati non adeguati (appropriati?) nell ambito dell attivit attività di consulenza prodromica all attivit attività di collocamento. L adeguatezza viene di fatto recuperata anche nell ipotesi di prestazione del servizio di collocamento preceduto dalla formulazione di raccomandazioni personalizzate.
9 Adeguatezza: alcuni aspetti problematici Rapporti di gestione cointestati: a) media dei profili? b) profilo più basso? c) profilo del cliente di riferimento? Le diverse situazioni: comunione volontaria vs legale
10 Adeguatezza: alcuni aspetti problematici Modifiche interenti alle caratteristiche degli strumenti/prodotti finanziari presenti nel portafoglio gestito determinati da fattori esogeni ( (es. es. delisting del titolo, abbassamento del rating dell emittente, emittente, default dell emittente emittente): a) informativa al cliente? b) aggiornamento del profilo del cliente? b) disinvestimento degli strumenti/prodotti non più adeguati? Gli obblighi informativi attivi Gli intermediari devono operare in modo che i clienti siano sempre adeguatamente informati (art. 21, comma 1, lett. b), TUF)
11 Segue: adeguatezza, alcuni aspetti problematici Rapporto fra gestore di portafogli individuali e soggetto distributore : la responsabilità per il test di adeguatezza Art. 82 (NRI) 1. Nell offerta fuori sede e nella promozione e collocamento a distanza di servizi di investimento altrui, gli intermediari interessati si organizzano in modo da assicurare il rispetto delle regole di condotta applicabili al servizio commercializzato. 2. Nell offerta fuori sede e nella promozione e collocamento a distanza di servizi di investimento altrui, l intermediario è responsabile della completezza e dell'accuratezza delle informazioni trasmesse al soggetto che presta il servizio. L intermediario che presta il servizio è responsabile della prestazione dello stesso sulla base delle informazioni trasmesse.
12 Segue: ripartizione ruoli e responsabilità: commercializzazione di servizi d investimento altrui (art. 82, NRI) Commenti Consob all art 82 del NRI: La norma in questione è volta a regolare l'ipotesi in cui più intermediari siano coinvolti nell'offerta fuori sede e nella vendita a distanza di servizi d'investimento altrui. Per tale eventualità si è ritenuto opportuno precisare ruoli e responsabilità di tutti i soggetti interessati.in questo quadro, al comma 1 si è considerata l'ipotesi in cui, nel processo distributivo dei servizi d'investimento, gli intermediari interessati si siano accordati in modo tale da demandare lo svolgimento di parte del servizio al soggetto che procede alla sua commercializzazione. In siffatta circostanza, ferma la necessità per il cliente di godere del medesimo livello di "tutela" indipendentemente dal fatto che egli si interfacci direttamente con il prestatore del servizio ovvero che vi sia l'interposizione "attiva" di chi lo commercializza, è stata precisata la necessità di garantire il puntuale adempimento delle regole di condotta applicabili al servizio prestato. Tale previsione assume particolare rilievo nel nuovo contesto normativo recato dalla MiFID, in cui si assiste, in specie, ad un disallineamento delle regole di condotta applicabili ai diversi servizi di investimento. Si pensi, per esempio, all'eventualità di un intermediario che proceda alla commercializzazione (fuori sede ovvero a distanza) del servizio di gestione individuale altrui. In tale ipotesi, in applicazione della norma in commento, tale soggetto sarà tenuto a riferirsi alla disciplina per la valutazione dell'adeguatezza propria del servizio di gestione.
13 Segue: ripartizione ruoli e responsabilità: commercializzazione di servizi d investimento altrui (art. 82, NRI) Impatti Il distributore del servizio di gestione di portafoglio di terzi, può essere incaricato degli adempimenti relativi alla classificazione della clientela, nonché degli obblighi relativi alla raccolta delle informazioni e dalla valutazione dell adeguatezza Il Distributore è responsabile della completezza e dell accuratezza delle informazioni raccolte e trasmesse al Gestore. Il Gestore è responsabile per lo svolgimento del servizio di gestione di portafogli, sulla base delle informazioni e valutazioni ricevute dagli intermediari collocatori. Regime della responsabilità? Il ruolo del Distributore: prestatore di un servizio (di distribuzione) e outsourcee (delegato) per obblighi inerenti alla classificazione e alla verifica di adeguatezza della clientela.
14 Segue: adeguatezza, alcuni aspetti problematici Aggiornamento e monitoraggio del profilo del cliente: frequenza e modalità: a) Cadenza periodica? b) Ad ogni occasione di contatto con il cliente? c) Upgrading automatico del profilo del cliente in virtù di rapporti di gestione duraturi? L aggiornamento delle informazioni manifestatamente superate, inesatte, incomplete
15 Segue: adeguatezza, alcuni aspetti problematici Modalità di acquisizione delle informazioni: gli intermediari ottengono dal cliente o potenziale cliente (art. 39, comma 1, NRI) E possibile integrare le informazioni sulla base di altri dati disponibili (es. intermediario polifunzionale con il quale il cliente a diverse tipologie di rapporti in essere)? Un unico questionario per diversi rapporti? (cfr. slide successiva)
16 Gli obblighi per gli intermediari polifunzionali Gli intermediari che svolgono il servizio di distribuzione di prodotti finanziari emessi da banche e/o da imprese di assicurazione, sia di collocamento di strumenti finanziari e/o la consulenza in materia a di investimenti, considerano unitariamente il rapporto con i clienti al fine di adempiere in modo uniforme e coordinato alle regole di condotta applicabili (art. 88, NRI). Commento Consob all art. art. 88, NRI: D altro canto, posto che l investitore potrà perseguire i propri obiettivi di investimento attraverso diversi prodotti/servizi finanziari, l intermediario polifunzionale (tipicamente collocatore di strumenti finanziari da un lato e distributore di prodotti bancari e assicurativi dall altro, ed anche eventualmente consulente su tali prodotti) dovrà assumere una considerazione unitaria di tutta la gamma di prodotti/servizi offerti al momento di definire i comportamenti da porre in essere nel rapporto con i clienti, anche al fine di applicare le regole di condotta in modo coordinato. Ad esempio, nel valutare la storia finanziaria del cliente dovranno essere valorizzati, indifferentemente, sia gli investimenti in prodotti assicurativi a contenuto finanziario, sia le operazioni in strumenti finanziari.
17 Gli obblighi per gli intermediari polifunzionali E ammesso un giudizio complessivo di adeguatezza del cliente, basato su un approccio di tipo VaR (Grado di Rischio massimo ammesso per l investitore), l che tiene conto di tutti i dati in possesso all intermediario? Nell ambito di un approccio di tipo VaR, quale valenza assume l autovalutazione l del cliente?
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