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Timestamp: 2018-01-22 18:22:17+00:00
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Pubblicato Lunedì, 01 Settembre 2014 17:34
CORTE DI GIUSTIZIA UE 23 ottobre 2012
Nelle cause riunite C-581/10 e C-629/10, aventi ad oggetto le domande di pronuncia pregiudiziale proposte alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dall’Amtsgericht Köln (Germania) e dalla High Court of Justice (England & Wales), Queen’s Bench Division (Administrative Court) (Regno Unito), con decisioni, rispettivamente, del 3 novembre e del 10 agosto 2010, pervenute in cancelleria il 13 e il 24 dicembre 2010, nei procedimenti
vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 20 marzo
1 Le domande di pronuncia pregiudiziale vertono sull’interpretazione e sulla validità degli articoli 5-7 del regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/91 (GU L 46, pag. 1).
2 La domanda relativa alla causa C-581/10 è stata presentata nell’ambito di una controversia tra, da un alto, il sig. Nelson e la sua famiglia (in prosieguo, congiuntamente: i «membri della famiglia Nelson») e, dall’altro, la compagnia aerea Deutsche Lufthansa AG (in prosieguo: la «Lufthansa»), concernente il diniego, da parte di tale compagnia, di offrire una compensazione pecuniaria ai suddetti passeggeri, che hanno raggiunto l’aeroporto di destinazione con un ritardo di 24 ore rispetto all’orario di arrivo originariamente previsto.
3 La domanda relativa alla causa C-629/10 è stata presentata nell’ambito di una controversia tra, da una parte, la TUI Travel plc, la British Airways plc, la easyJet Airline Company Lt e l’International Air Transport Association (in prosieguo, congiuntamente: la «TUI Travel e a.») e, dall’altra, la Civil Aviation Authority, concernente il diniego, da parte di quest’ultima, di garantire loro che non avrebbe interpretato il regolamento n. 261/2004 nel senso che esso impone alle compagnie aeree l’obbligo di offrire una compensazione pecuniaria ai passeggeri in caso di ritardo del volo.
della medesima, intitolato «Responsabilità del vettore ed entità del risarcimento per danni».
1991, che stabilisce norme comuni relative ad un sistema di compensazione per negato imbarco nei trasporti aerei di linea [(GU L 36, pag. 5)], abbia istituito un regime di base per la protezione dei passeggeri, il numero di persone non consenzienti a cui viene negato l’imbarco continua ad essere eccessivamente elevato, come pure il numero di persone il cui volo viene cancellato senza preavviso o subisce ritardi prolungati.
«Ai sensi del presente regolamento, si intende per: (…)
«1 Qualora possa ragionevolmente prevedere che il volo sarà ritardato, rispetto all’orario di partenza previsto
a) di due o più ore per tutte le tratte aeree pari o inferiori a 1 500 km;
b) di tre o più ore per tutte le tratte aeree intracomunitarie superiori a
i) l’assistenza prevista nell’articolo 9, paragrafo 1, lettera a), e nell’articolo 9, paragrafo 2;
ii) quando l’orario di partenza che si può ragionevolmente prevedere è
rinviato di almeno un giorno rispetto all’orario di partenza precedentemente previsto, l’assistenza di cui all’articolo 9, paragrafo
a) di due ore, per tutte le tratte aeree pari o inferiori a 1 500 km;
a) il rimborso entro sette giorni, secondo quanto previsto nell’articolo 7, paragrafo 3, del prezzo pieno del biglietto, allo stesso prezzo al quale è stato acquistato, per la o le parti di viaggio non effettuate e per la o le parti di viaggio già effettuate se il volo in questione è divenuto inutile rispetto al programma di viaggio iniziale del passeggero, nonché, se del caso:
b) il riavviamento verso la destinazione finale, in condizioni di trasporto comparabili, non appena possibile,
18 Il giudice del rinvio ha sospeso il giudizio in attesa della decisione della Corte nelle cause riunite che hanno dato luogo alla sentenza del 19 novembre 2009, Sturgeon e a. (C - 402/07 e C - 432/07, Racc. pag. I -
10923). Il procedimento ha ripreso il suo corso a seguito di tale sentenza.
3) Come sia conciliabile il criterio interpretativo posto alla base della citata sentenza Sturgeon e a., che consente di estendere il diritto alla compensazione pecuniaria di cui all’articolo 7 del regolamento n. 261/2004 ai casi di ritardo, con il criterio interpretativo applicato dalla Corte al medesimo regolamento nella sentenza del 10 gennaio 2006, IATA e ELFAA (C-344/04, Racc. pag. I-403).
«1) Se gli articoli 5 -7 del [regolamento n. 261/2004] debbano essere interpretati nel senso che impongono il pagamento della compensazione pecuniaria prevista all’articolo 7 [di tale regolamento] ai passeggeri il cui volo abbia subito un ritardo ai sensi dell’articolo 6 [del suddetto regolamento] ed eventualmente in quali circostanze.
b) violazione del principio di proporzionalità,
Sulla prima questione nella causa C-629/10, ossia l’esistenza del diritto alla compensazione pecuniaria ai sensi del regolamento n. 261/2004 in caso di ritardo del volo e le condizioni alle quali tale compensazione è dovuta
40 Alla luce delle precedenti considerazioni, occorre rispondere alla prima questione nella causa C - 629/10 che gli articoli 5 - 7 del regolamento n. 261/2004 devono essere interpretati nel senso che i passeggeri di voli ritardati hanno diritto ad una compensazione pecuniaria in forza di detto regolamento quando, a causa di siffatti voli, subiscono una perdita di tempo pari o superiore a tre ore, vale a dire quando giungono alla loro destinazione finale tre ore o più dopo l’orario di arrivo originariamente previsto dal vettore aereo. Tuttavia, un siffatto ritardo non dà diritto ad una compensazione pecuniaria a favore dei passeggeri se il vettore aereo è in grado di dimostrare che il ritardo prolungato è dovuto a circostanze eccezionali che non si sarebbero potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso, ossia circostanze che sfuggono all’effettivo controllo del vettore aereo.
41 Con la prima e la seconda questione nella causa C-581/10 e con la terza questione, lettera a), nella causa C-629/10, i giudici del rinvio chiedono in sostanza se gli articoli 5-7 del regolamento n. 261/2004 siano validi alla luce dell’articolo 29, seconda frase, della Convenzione di Montreal, qualora siano interpretati nel senso che i passeggeri di voli ritardati, che raggiungono la loro destinazione finale tre ore o più dopo l’orario di arrivo originariamente previsto dal vettore aereo, hanno diritto alla compensazione pecuniaria in forza del suddetto detto regolamento.
42 La Lufthansa, la TUI Travel e a. nonché i governi tedesco e del Regno Unito sostengono che se dovesse concedere il diritto alla compensazione pecuniaria ai passeggeri di voli ritardati,detto regolamento sarebbe contrario allo stesso dettato dell’articolo 29, seconda frase, della Convenzione di Montreal, il quale prevede un’azione di risarcimento per danni, segnatamente in caso di danno derivante da ritardo nel trasporto aereo, e subordina il principio del risarcimento di tali passeggeri a condizioni e limiti precisi che non vengono soddisfatti dalle disposizioni pertinenti del regolamento n. 261/2004.
44 Al riguardo, dal combinato disposto, in particolare, degli articoli 8, paragrafo 1, lettera b), e 7, paragrafo 2, del regolamento n. 261/2004 emerge tuttavia che un negato imbarco con volo alternativo oppure un volo
cancellato con volo alternativo possono comportare, da un lato, un ritardo nel trasporto aereo di passeggeri e, dall’altro, il risarcimento dei passeggeri che hanno subito siffatto ritardo.
59 A tal proposito la Corte ha constatato, interpretando l’articolo 12 del regolamento n. 261/2004, intitolato «Risarcimenti complementari», che tale articolo è destinato a completare l’applicazione delle misure previste dal citato regolamento, di modo che i passeggeri siano risarciti del danno complessivo subito a causa dell’inadempimento, da parte del vettore aereo, dei suoi obblighi contrattuali. Tale disposizione consente quindi al giudice nazionale di condannare il vettore aereo a risarcire il danno occasionato ai passeggeri dall’inadempimento del contratto di trasporto aereo sulla base di un fondamento giuridico diverso dal regolamento n. 261/2004, vale a dire, segnatamente, alle condizioni previste dalla Convenzione di Montreal o dal diritto nazionale (sentenza del 13 ottobre 2011, Sousa Rodríguez e a., C - 83/10, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 38).
60 Tenuto conto di quanto precede, occorre constatare che dall’esame della prima e della seconda questione nella causa C-581/10 nonché della terza questione, lettera a), nella causa C-629/10 non è emerso alcun elemento idoneo a inficiare la validità degli articoli 5-7 del regolamento n. 261/2004.
62 La TUI Travel e a. nonché il governo del Regno Unito sostengono che interpretare il regolamento n. 261/2004 nel senso che imponga un obbligo di compensazione pecuniaria a favore dei passeggeri di voli ritardati
contravverrebbe a tale principio. Detta interpretazione sarebbe incompatibile, da un lato, con la citata sentenza IATA e ELFAA, da cui deriverebbe che, in siffatte ipotesi, non sussiste alcun obbligo di versare una compensazione pecuniaria. Dall’altro, essa non terrebbe conto dell’intenzione del legislatore dell’Unione, nonché del chiaro tenore letterale di tale regolamento, da cui emergerebbe che è necessario versare una compensazione pecuniaria solo in caso di negato imbarco e di cancellazione di voli.
65 Dai punti 30-39 della presente sentenza deriva inoltre che l’interpretazione del regolamento n. 261/2004 nel senso che impone l’obbligo di compensazione pecuniaria per i ritardi prolungati, non disattende la volontà del legislatore dell’Unione.
69 Di conseguenza, occorre constatare che dall’esame della terza questione nella causa C -581/10 e della terza questione, lettera c) nella causa C - 629/10 non è emerso alcun elemento idoneo a inficiare la validità degli articoli 5-7 del regolamento n. 261/2004.
71 Il principio di proporzionalità, che fa parte dei principi generali del diritto dell’Unione, richiede che gli atti delle istituzioni dell’Unione europea non superino i limiti di quanto idoneo e necessario al conseguimento degli obiettivi legittimi perseguiti dalla normativa di cui trattasi, fermo restando che, qualora sia possibile una scelta fra più misure appropriate, si deve ricorrere alla meno restrittiva e che gli inconvenienti causati non devono essere sproporzionati rispetto agli scopi perseguiti (sentenze del 12 marzo
2002, Omega Air e a., C-27/00 e C-122/00, Racc. pag. I-2569, punto 62,
nonché del 12 gennaio 2006, Agrarproduktion Staebelow, C - 504/04, Racc. pag. I-679, punto 35).
73 La TUI Travel e a. nonché il governo del Regno Unito sostengono che, qualora il regolamento n. 261/2004 fosse interpretato nel senso che esso prevede il versamento di una compensazione pecuniaria ai passeggeri in caso di ritardo del volo, una simile interpretazione sarebbe sproporzionata rispetto agli scopi perseguiti da tale regolamento, poiché avrebbe come esito di far sopportare ai vettori aerei un onere finanziario eccessivo. Essa avrebbe inoltre un effetto sproporzionato sui passeggeri, poiché vi sarebbe il rischio che i vettori riversino il costo finanziario di tale obbligo sulle loro tariffe e che riducano il numero dei voli a corto raggio e i collegamenti con
le destinazioni periferiche.
81 Dalla giurisprudenza emerge del resto che l’importanza rivestita dall’obiettivo di protezione dei consumatori, compresi quindi i passeggeri del trasporto aereo, è idonea a giustificare conseguenze economiche negative, anche considerevoli, per taluni operatori economici (v., in tal senso, sentenza dell’8 giugno 2010, Vodafone e a., C-58/08, Racc. pag. I-4999, punti 53 e 69).
84 Di conseguenza, occorre constatare che dall’esame della terza questione, lettera b) nella causa C-629/10 non è emerso alcun elemento idoneo a inficiare la validità degli articoli 5-7 del regolamento n. 261/2004.
85 Poiché tali questioni sono sollevate nell’eventualità di una risposta negativa alla prima questione nella causa C - 629/10, non occorre fornire alcuna risposta al riguardo.
86 Con la quarta questione nella causa C-629/10, il giudice del rinvio intende sapere quali siano gli effetti temporali della presente sentenza per quanto riguarda il diritto alla compensazione pecuniaria dei passeggeri il cui volo sia stato ritardato di tre ore o più rispetto all’orario di arrivo originariamente previsto.
87 La TUI Travel e a. sostengono che nel caso in cui la Corte risponda in senso affermativo alla prima questione e in senso negativo alla terza questione, essa deve limitare l’efficacia temporale della presente sentenza in modo tale che gli articoli 5-7 del regolamento n. 261/2004 non possano essere fatti valere per fondare richieste di compensazione pecuniaria di passeggeri relative a voli ritardati risalenti a prima della data della presente sentenza, salvo per quanto attiene ai passeggeri che avevano già promosso un’azione giudiziaria al fine di ottenere, a tale data, detta compensazione pecuniaria. Infatti, nonostante la citata sentenza Sturgeon e a., le compagnie aeree e gli altri operatori interessati potrebbero ragionevolmente concludere, allo stato attuale, che l’articolo 7 del regolamento n. 261/2004 non si applica ai passeggeri il cui volo è ritardato, poiché detta sentenza sarebbe in contrasto con il chiaro tenore letterale di tale regolamento nonché con la citata sentenza IATA e ELFAA.
88 Occorre ricordare al riguardo che, secondo una giurisprudenza costante, l’interpretazione di una norma di diritto dell’Unione, che la Corte fornisce nell’esercizio della competenza attribuitale dall’articolo 267 TFUE, chiarisce e precisa il significato e la portata di tale norma, nel senso in cui deve o avrebbe dovuto essere intesa e applicata sin dal momento della sua entrata in vigore. Ne deriva che la norma così interpretata può e deve essere applicata dal giudice anche a rapporti giuridici sorti e costituitisi prima della sentenza che statuisce sulla domanda d’interpretazione sempreché, d’altro canto, sussistano i presupposti per sottoporre ai giudici competenti una controversia relativa all’applicazione di detta norma (v., in particolare, sentenze del 3 ottobre 2002, Barreira Pérez, C-347/00, Racc. pag. I-8191, punto 44, e del 17 febbraio 2005, Linneweber e Akritidis, C-453/02 e C- 462/02, Racc. pag. I-1131, punto 41).
89 Solo in via eccezionale, applicando il principio generale della certezza del diritto inerente all’ordinamento giuridico dell’Unione, la Corte può essere indotta a limitare la possibilità per gli interessati di far valere una disposizione da essa interpretata onde rimettere in discussione rapporti giuridici costituiti in buona fede (v., in particolare, sentenze del 23 maggio 2000, Buchner e a., C - 104/98, Racc. pag. I - 3625, punto 39, nonché Linneweber e Akritidis, cit., punto 42).
91 La Corte ha già dichiarato al riguardo che una limitazione temporale degli effetti di siffatta interpretazione può essere ammessa solo nella stessa sentenza che statuisce sull’interpretazione richiesta. Tale principio garantisce la parità di trattamento degli Stati membri e degli altri soggetti nei confronti di tale diritto e rispetta, allo stesso modo, gli obblighi derivanti dal principio della certezza del diritto (sentenza del 6 marzo 2007, Meilicke e a., C-292/04, Racc. pag. I-1835, punto 37).
92 L’interpretazione richiesta dalla High Court of Justice (England & Wales), Queen’s Bench Division (Administrative Court) nella causa C - 629/10 riguarda il diritto alla compensazione pecuniaria ai sensi del regolamento n. 261/2004, che è dovuta ai passeggeri del trasporto aereo quando subiscono, a causa di un ritardo del volo, una perdita di tempo pari o superiore a tre ore, vale a dire quando giungono alla loro destinazione finale tre ore o più dopo l’orario di arrivo originariamente previsto dal vettore aereo. Al riguardo, già dal punto 61 della citata sentenza Sturgeon e a., emerge che i passeggeri degli aerei hanno un siffatto diritto.
1) Gli articoli 5 - 7 del regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/91, devono essere interpretati nel senso che i passeggeri di voli ritardati hanno diritto ad una compensazione pecuniaria in forza di tale regolamento quando, a causa di siffatti voli, subiscono una perdita di tempo pari o superiore a tre ore, vale a dire quando giungono alla loro destinazione finale tre ore o più dopo l’orario d arrivo originariamente previsto dal vettore aereo. Tuttavia, un siffatto ritardo non dà diritto ad una compensazione pecuniaria a favore dei passeggeri se il vettore aereo è in grado di dimostrare che il ritardo prolungato è dovuto a circostanze eccezionali che non si sarebbero potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso, ossia circostanze che sfuggono all’effettivo controllo del vettore aereo.
2) Dall’esame delle questioni pregiudiziali non è emerso alcun elemento idoneo a inficiare la validità degli articoli 5-7 del regolamento n. 261/2004.