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Timestamp: 2020-01-24 02:26:56+00:00
Document Index: 32243774

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 6', 'art. 23', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 14', 'art. 19', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 4']

Provincia Autonoma di Trento | Osservatorio AIR
Per quanto riguarda le semplificazioni amministrative, le principali fonti sono la L.P. 30 novembre 1992, n. 23, recante “Principi per la democratizzazione, la semplificazione e la partecipazione all’azione amministrativa provinciale e norme in materia di procedimento amministrativo”, e la L.P. 28 marzo 2013 n. 5, in materia di “Controllo sull’attuazione delle leggi provinciali e valutazione degli effetti delle politiche pubbliche. Modificazioni e razionalizzazione delle leggi provinciali che prevedono obblighi in materia”.
Quest’ultimo provvedimento ha inserito nella l.p. n. 23 del 1992, l’art. 40-quinquies (Riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese), che prevede l’adozione di un piano straordinario di riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese. Oggetto del piano, da attuarsi entro cinque anni, sono gli oneri informativi connessi a obblighi informativi previsti dalla normativa provinciale. La riduzione prevista è pari al 25%. Per garantire l’invarianza degli oneri, inoltre, tutte le proposte di disposizioni normative o amministrative che comportano nuovi oneri devono prevedono la contestuale riduzione o eliminazione di altri oneri amministrativi per un pari importo.
L’Art. 40-ter (Disposizioni per un’amministrazione di qualità), aggiunto alla l.p. n. 23 del 1992 dall’art. 6, comma 2, L.P. 12 settembre 2008, n. 16, intende promuovere l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa attribuendo alla Provincia compiti di analisi e monitoraggio periodico dei costi per l’amministrazione di tutti i procedimenti, dei loro tempi di svolgimento e, se possibile, dei costi di carattere economico e degli oneri burocratici a carico dei cittadini e delle imprese, mettendo in relazione i risultati delle analisi effettuate con i benefici conseguibili a seguito dei procedimenti. L’attività, oggetto di una relazione annuale, è volta alla formulazione di proposte di razionalizzazione o di soppressione delle attività che non generano valore. La disposizione prevede, inoltre, l’avvio di meccanismi di autovalutazione e autodiagnosi, e l’adozione di misure per promuovere tecniche di valutazione della qualità della prestazione organizzativa.
Nella Provincia manca una disciplina organica in materia di better regulation. Sono tuttavia da segnalare:
l’art. 23 della l.p. n. 4 del 1996, secondo cui tutti i testi di legge della Giunta sono corredati da una relazione tecnica sulla fattibilità finanziaria e amministrativa-organizzativa;
l’art. 26 della l.p. 14 settembre 1979, n. 7, come modificato dall’art. 27 della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11, che ha ridefinito i contenuti della “legge finanziaria”, al fine di contenerne l’eterogeneità;
la citata l.p. n. 5 del 2013, che disciplina le clausole valutative e istituisce un programma per il controllo sull’attuazione delle leggi provinciali e per la valutazione degli effetti delle politiche, adottato nel primo anno di legislatura d’intesa tra il Presidente della Provincia e il Presidente del Consiglio provinciale.
È stato istituito un Servizio semplificazione amministrativa, alle dipendenze della Direzione generale della Provincia, cui sono attribuite, tra l’altro, le seguenti funzioni
Fornire assistenza e consulenza giuridica alle strutture provinciali e agli enti pubblici non economici per l’applicazione della disciplina provinciale concernente il procedimento amministrativo, la semplificazione e la partecipazione all’azione amministrativa, nonché della normativa in materia di documentazione amministrativa, autocertificazione e amministrazione digitale, con particolare riferimento all’utilizzo delle nuove tecnologie;
Provvedere all’analisi dell’impatto procedurale delle proposte di atti normativi e delle deliberazioni concernenti criteri generali e verificarne la conformità alle disposizioni vigenti nelle materie di competenza;
Curare la predisposizione degli atti attuativi della normativa sopra richiamata e delle necessarie disposizioni interpretative e applicative, assicurandone la massima diffusione e conoscibilità;
Svolgere attività di studio e analisi dei processi, anche al fine di formulare proposte per l’introduzione di metodi e tecniche di semplificazione procedurale che favoriscano la razionalizzazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi disciplinati dalle leggi provinciali, ivi compresi quelli relativi alla concessione di agevolazioni economiche.
Non risulta che la Provincia abbia esperienza in materia di AIR.
Sembrano comunque di interesse le iniziative in materia di tecnica legislativa. Sono state adottate, infatti, le regole e dei suggerimenti per la redazione dei testi normativi, elaborate dall’Osservatorio legislativo interregionale, nonché i “Criteri orientativi per la stesura delle note ad atti normativi”, al fine di garantire l’uniformità dei testi normativi e di facilitarne la divulgazione e la comprensione.
Inoltre, si segnala che, nell’ambito della valutazione preventiva degli schemi degli elaborati normativi, sono state definite le Direttive per la predisposizione degli atti normativi, con deliberazione della Giunta provinciale 3 dicembre 2009, n. 2897, sostituite, nel 2013, con delibera n. 1444 (v. infra).
(non risultano esperienze realizzate)
L’art. 14 della l.p. n. 5/2013, sostanzialmente riproducendo quanto già previsto dall’art. 19 della l.p. n. 27/2010, ha introdotto nella legge provinciale sull’attività amministrativa l’articolo 40-quinquies, in materia di ”Riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese”.
La norma prevede che, sulla base di “un’indagine statistica conoscitiva, diretta ad individuare e a misurare gli oneri amministrativi”, la Giunta provinciale adotti un “piano straordinario, di durata non superiore al quinquennio, per ridurre gli oneri amministrativi a carico delle imprese derivanti da obblighi informativi previsti dalla normativa provinciale”. Il piano deve programmare le azioni che, nel quinquennio successivo, consentiranno una riduzione degli oneri amministrativi di almeno il 25%. A tal fine, devono essere individuate le necessarie misure di riordino e di semplificazione della normativa provinciale, le strutture provinciali e gli altri soggetti coinvolti nell’attuazione di questo obiettivo e le modalità del loro coinvolgimento. È espressamente previsto che alle associazioni di categoria deve essere data la facoltà di presentare suggerimenti e proposte.
Nel piano sono indicate le misure organizzative e tecnologiche da adottare (che possono consistere nella semplificazione della richiesta di informazioni e nell’accelerazione della loro acquisizione d’ufficio mediante tecnologie informatiche) ed è prevista l’individuazione di una metodologia che consenta di valutare e misurare gli oneri amministrativi attraverso una stima monetaria.
I tempi per l’adozione e la realizzazione delle misure previste nel piano devono essere espressamente programmati.
Per garantire l’effettiva attuazione del piano, la norma prevede che lo stato di attuazione dello stesso costituisce oggetto di valutazione periodica, anche ai fini di un eventuale aggiornamento. Inoltre, prevede che l’attuazione delle misure di semplificazione previste dal questo strumento costituiscono obiettivo dei dirigenti e del personale, rilevanti ai fini della loro valutazione.
Da menzionare anche la disposizione introdotta al comma 6 del medesimo articolo 40-quinquies, che introduce il principio dell’invarianza degli oneri a carico delle imprese. In applicazione di questo principio, è fissata la regola secondo cui “le proposte di disposizioni normative o amministrative, quando comportano oneri amministrativi, prevedono la contestuale, riduzione o eliminazione di altri oneri amministrativi, per un pari importo stimato”. Per assicurare il rispetto di tale normativa, si prevede che tutte le proposte di atto normativo o amministrativo predisposte dopo l’adozione del piano straordinario siano corredate da una valutazione sull’invarianza degli oneri, da effettuarsi nei casi e con le modalità stabilite dalla Giunta provinciale.
Il primo piano straordinario di riduzione è stato adottato dalla Giunta Provinciale il 28 ottobre 2011, con la delibera n. 2285. Tale documento individua anche i criteri e le modalità di effettuazione dell’indagine conoscitiva finalizzata alla misurazione degli oneri amministrativi.
Quanto alla metodologia da utilizzare per la misurazione degli oneri (MOA), si prevede che la stessa sia effettuata in termini di stima monetaria attraverso una indagine conoscitiva da realizzarsi anche in collaborazione con le Associazioni di categoria, il Consorzio dei Comuni e la Camera di Commercio, secondo criteri e modalità definiti con deliberazione della Giunta provinciale.
Oggetto della misurazione sono “i costi sostenuti dalle imprese per adempiere agli obblighi di informazione (OI) imposti dalla disciplina provinciale e comunale, consistenti in attività volte a produrre, elaborare e trasmettere informazioni e documenti alla pubblica amministrazione trentina”. Sono esclusi gli oneri diretti (fiscali, contributivi, impositivi, es. tasse, diritti, spese di bollo), gli eventuali costi di adeguamento dei processi produttivi e gli oneri derivanti dalla normativa comunitaria e statale.
È stata quindi avviata una fase sperimentale di attività di misurazione degli oneri, che prevedeva: a) il censimento dei procedimenti amministrativi disciplinati dalla normativa provinciale o comunale e aventi come destinatari le imprese. Successivamente; b) l’attivazione di un Tavolo di lavoro con le Associazioni di categoria, la Camera di Commercio, le strutture provinciali competenti per materia e il Consorzio dei Comuni Trentini, per selezionare i settori oggetto della misurazione e, per ciascuno, le procedure più gravose; c) l’individuazione progressiva, per ciascuna procedura, di un campione di imprese da intervistare, l’analisi dei relativi processi e degli obblighi informativi connessi e la predisposizione dei questionari; d) la definizione di criteri e di modalità per l’individuazione e la misurazione degli oneri, sulla base dello Standard Cost Model; e) l’effettuazione dell’indagine conoscitiva per le procedure oggetto di misurazione; f) la stima dei costi medi per ciascuna procedura, individuazione delle criticità relative ai vari obblighi informativi e ricognizione delle proposte di semplificazione segnalate.
Il Tavolo di lavoro ha selezionato circa 500 procedure potenzialmente interessate all’applicazione della norma e, tra queste, ha individuato nove aree di intervento (corrispondenti a circa 50 procedimenti), da sottoporre a misurazione per il 2011: 1. esercizi alberghieri; 2 esercizi di somministrazione di alimenti e bevande aperti al pubblico; 3. agevolazioni all’agricoltura, in particolare per nuovi impianti e rinnovo di frutteti; 4. incentivi alle attività economiche, comprendenti sia investimenti fissi che interventi di promozione di misure di protezione ambientale; 5. distributori di carburante privati; 6. campeggi; 7. agriturismi; 8. acconciatori ed estetisti; 9. impianti produttivi.
Nella prima fase, l’analisi è stata limitata ai primi quattro settori. Sulla base degli esiti di questa fase, è stato approvato il piano straordinario di riduzione degli oneri amministrativi per l’annualità 2012.
Tra gli strumenti per la semplificazione, la Giunta provinciale ha individuato la “standardizzazione procedurale”, l’eliminazione di duplicazioni e di adempimenti ritenuti obsoleti, inutili o sproporzionati, il riordino organizzativo e l’informatizzazione delle procedure.
Con delibere n. 2262 del 24 ottobre 2013, n. 1901 del 16 settembre 2013 sono stati disposti interventi straordinari di razionalizzazione e accelerazione dell’attività amministrativa provinciale, consistenti nell’aggiornamento dei termini massimi di conclusione dei procedimenti amministrativi e nella revisione delle strutture competenti per l’istruttoria dei medesimi.
La delibera n. 1901, in particolare, riduce del 30% i termini di conclusione di oltre centocinquanta procedimenti amministrativi e sopprime 35 procedimenti. Le tabelle contenenti l’elenco dei provvedimenti di competenza delle strutture provinciali recano anche, per ciascun procedimento, indicazioni circa l’applicabilità della SCIA o del silenzio assenso. Per i procedimenti per cui il termine di conclusione previsto supera i 90 giorni, inoltre, è riportata la giustificazione del termine fissato. La successiva delibera n. 2262 riduce i termini di altri 60 procedimenti amministrativi e opera una razionalizzazione della distribuzione delle competenze tra gli uffici provinciali.
È infine da segnalare la delibera n. 1594 del 2013, che aggiorna le direttive provinciali concernenti le comunicazioni con le pubbliche amministrazioni e lo scambio di documenti per via telematica approvate con deliberazione n. 1278 del 22 giugno 2012.
Nella Provincia autonoma di Trento sono state approvate complessivamente due clausole valutative:
L.P. 11-6-2002 n. 8, recante “Disciplina della promozione turistica in provincia di Trento”, art. 14-bis (aggiunto dall’art. 17, L.P. 17 giugno 2010, n. 14).
L.P. 16-5-2012 n. 9, recante “Interventi a sostegno dei sistema economico e delle famiglie”, art. 4.
In collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, la Provincia ha realizzato la Carta Provinciale dei Servizi, che è integrata alla Tessera sanitaria nazionale e può essere utilizzata come strumento di accesso per i servizi pubblici online. I servizi disponibili tramite il “Portale dei servizi al cittadino” vanno dalla modulistica interattiva, per la compilazione e l’invio telematico di moduli, alla consultazione telematica di referti medici e ricette farmaceutiche e specialistiche; dalla consultazione delle proprietà catastali al pagamento on-line di imposte e servizi.
Il 19 luglio 2013 la Giunta Provinciale ha adottato la Delibera n. 1444, avente ad oggetto «Direttive per la predisposizione degli atti normativi», che sostituiscono quelle approvate dalla deliberazione 3 dicembre 2009, n. 2897. Le Direttive sono costituite da tre allegati: “Indirizzi per l’analisi delle proposte di intervento normativo e per la formazione degli atti normativi” (Allegato A); “Regole e suggerimenti per la redazione dei testi normativi” (allegato B); “Criteri orientativi per la stesura delle note agli atti normativi della Provincia” (allegato C).
La novità più significativa rispetto alle Direttive del 2009 è data dall’introduzione del documento di analisi preliminare, che deve essere elaborato per tutte le proposte normative inserite nel Programma legislativo provinciale. Si tratta degli interventi normativi più rilevanti, quali quelli di riordino organico della normativa di settore, ovvero quelli volti a orientare in modo significativo la politica provinciale. Il documento di analisi preliminare indica “le ragioni dell’intervento normativo, evidenziando le esigenze che la proposta intende soddisfare e la motivazione della necessità del ricorso allo strumento legislativo”. In particolare, vi sono descritti gli obiettivi dell’intervento e gli strumenti per realizzarli, che devono essere “finalizzati tra l’altro a diminuire i costi e gli oneri amministrativi a carico dei cittadini e delle imprese”, nonché il contesto normativo; l’analisi finanziaria; l’analisi economica del provvedimento, con l’indicazione dei destinatari interessati e dei maggiori beneficiari; l’analisi di fattibilità, anche con riferimento alle strutture chiamate a dare applicazione alla normativa.
Nelle intenzioni della Direttiva, il documento è predisposto nella fase iniziale dell’elaborazione dell’intervento normativo. Il documento è elaborato dal Dipartimento competente e sottoposto alla verifica del Dipartimento Affari istituzionali e legislativi, del Dipartimento Affari finanziari e programmazione e del Dipartimento Organizzazione, personale e affari generali, che possono rivolgere eventuali osservazioni al Dipartimento proponente. Successivamente è trasmesso, unitamente alle valutazioni di quest’ultimo, al Direttore generale. Quindi, l’Assessore competente presenta il documento alla Giunta Provinciale “anche per avviare le necessarie consultazioni con le parti sociali, le associazioni di categoria e altri soggetti interessati dall’intervento normativo”.
La Direttiva del 2013, inoltre, ha previsto che per tutti i provvedimenti inclusi nel Programma legislativo il Servizio legislativo effettui l’Analisi tecnico normativa (ATN), in modo da verificare la necessità dell’intervento, l’incidenza sul quadro normativo vigente, la compatibilità dell’intervento con l’ordinamento europeo, la verifica del possibile utilizzo di strumenti di semplificazione normativa, la possibilità di tradurre eventuali abrogazioni implicite in abrogazioni espresse.
Rispetto alle Direttive per la predisposizione degli atti normativi adottate nel 2009, le Direttive del 2013 stabiliscono che il Programma legislativo sia elaborato anche “in ragione delle valutazioni sulla vigente normativa già effettuate in esecuzione di quanto previsto dalle clausole valutative eventualmente contenute nelle leggi provinciali”.
La Provincia prosegue con le attività di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi programmate nel Piano straordinario di riduzione.
Con deliberazione della Giunta Provinciale 637 del 12 aprile 2013 è stato aggiornato il Piano di miglioramento della Pubblica amministrazione per il periodo 2012-2016. È stata disposta una accelerazione degli interventi di razionalizzazione e riqualificazione della spesa di funzionamento e sono stati individuati interventi di coinvolgimento dei privati. Gli interventi contenuti nel piano, adottato nel luglio del 2012, riguardano, tra l’altro, la riorganizzazione del sistema pubblico provinciale; la digitalizzazione; la razionalizzazione dei processi erogativi; il sistema dei controlli; la trasparenza; i sistemi di rilevazione della soddisfazione degli utenti; i sistemi di incentivazione del personale e di verifica dei risultati raggiunti dai dirigenti.