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Timestamp: 2016-12-04 12:14:31+00:00
Document Index: 132369912

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 670', 'art. 157', 'art. 694', 'art. 695', 'art. 669', 'art. 669', 'art. 669', 'art. 111', 'art. 111', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 695', 'art. 696', 'art. 698']

Art. 695 cod. proc. civile: Ammissione del mezzo di prova
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Il presidente del tribunale o il giudice di pace, assunte, quando occorre, sommarie informazioni, provvede con ordinanza non impugnabile e, se ammette l’esame testimoniale, fissa l’udienza per l’assunzione e designa il giudice che deve procedervi. (1)
(1) La Corte Costituzionale con sentenza 7-16 maggio 2008, n. 144 (in G.U. 1a s.s. 21/5/2008, n. 22) ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale degli articoli 669-quaterdecies e 695 del codice di procedura civile, nella parte in cui non prevedono la reclamabilità del provvedimento di rigetto dell’istanza per l’assunzione preventiva dei mezzi di prova di cui agli articoli 692 e 696 dello stesso codice.”
Giurisprudenza annotataAmmissione del mezzo di prova.
Reclamabilità del provvedimento di rigetto; 2. Procedimento sommario e le nullità; 3. Sulla ricorribilità dell’ordinanza; 3.1. Provvedimento in forma di sentenza ed impugnabilità; 3.2. Non impugnabilità e verifica nel giudizio di merito.
Reclamabilità del provvedimento di rigetto.
Sono costituzionalmente illegittimi - in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., unitariamente considerati - gli artt. 669-quaterdecies e 695 del codice di procedura civile, nella parte in cui non prevedono la reclamabilità del provvedimento di rigetto dell’istanza per l’assunzione preventiva dei mezzi di prova di cui agli articoli 692 e 696 dello stesso. La disciplina della istruzione preventiva fa parte della tutela cautelare, di cui condivide la ratio ispiratrice (che è quella di evitare che la durata del processo si risolva in un pregiudizio della parte che dovrebbe veder riconosciute le proprie ragioni), sicché la non reclamabilità dei provvedimenti che respingono ricorsi per provvedimenti di istruzione preventiva appare come un’incoerenza interna alla disciplina della tutela cautelare, per la discrasia che determina rispetto alla reclamabilità dei provvedimenti di rigetto di istanze cautelari sostanziali e ancor più rispetto alla reclamabilità del provvedimento di diniego di sequestro giudiziario per provvedere alla custodia temporanea di libri, registri, documenti, campioni e di ogni altra cosa da cui si pretende desumere elementi di prova, disciplinato dall’art. 670, secondo comma, c.p.c. La non impugnabilità dei provvedimenti sia di rigetto che di accoglimento neppure comporta parità di tutela tra le parti, dal momento che il danno che può derivare al ricorrente da un provvedimento di rigetto può essere irreparabile, mentre quello che può subire il resistente per effetto della concessione ed esecuzione di un provvedimento di istruzione preventiva non è definitivo. Corte cost. 16 maggio 2008, n. 144.
Procedimento sommario e le nullità.
A norma dell’art. 157, terzo comma, c.p.c., la nullità non può essere opposta dalla parte che vi ha dato causa, né da quella che vi ha rinunciato anche tacitamente. Pertanto, la violazione dell’art. 694 c.p.c. - sotto il profilo che il giudice ha disposto una istruzione tecnica preventiva eccedente i limiti di una semplice verifica dello stato dei luoghi o della qualità o condizione delle cose - non può essere fatta valere dalla parte che, nel procedimento celebrato a norma degli artt. 694 e 695 c.p.c., ha concorso con istanze o con atteggiamento processuale adesivo o acquiescente a quello della controparte, a provocare tale eccedenza. (Nella specie, è stato ritenuto ammissibile l’accertamento tecnico preventivo, avente per oggetto le cause del sinistro automobilistico, in quanto la parte che aveva dedotto la nullità di esso non si era opposta al suo espletamento, ma aveva chiesto che l’accertamento medesimo fosse diretto anche a rilevare le tracce dell’urto e i suoi effetti). Cass. 24 marzo 1981, n. 1384.
Sulla ricorribilità dell’ordinanza.
Non può essere ammesso il reclamo proposto contro l’ordinanza che dispone l’accertamento tecnico preventivo, da una parte, perché è proprio l’art. 695 c.p.c. che definisce in maniera espressa tale ordinanza come non impugnabile, dall’altra perché l’art. 669-quaterdecies disponendo che ai procedimenti di istruzione preventiva deve applicarsi unicamente l’art. 669-septies non permette l’applicazione della disposizione relativa al reclamo e cioè dell’art. 669-terdecies. Trib. Alessandria, 26 maggio 2007.
Perché un provvedimento emanato da un organo giurisdizionale, ordinario o speciale, sia impugnabile in cassazione per violazione di legge, ai sensi dell’art. 111 della costituzione è sufficiente - indipendentemente dalla forma e dal rito con cui è emesso - che il provvedimento abbia natura decisoria, che sia idoneo a produrre, con forza di giudicato, effetti di diritto sostanziale e processuale sul piano contenzioso, e che contro di esso non sia dato alcun altro rimedio. pertanto deve ritenersi che riguardo ai provvedimenti di urgenza, disciplinati dagli artt. 695 e 696 c.p.c., non è ammesso il ricorso per cassazione ex art. 111 della Costituzione, trattandosi di provvedimenti soggetti al successivo controllo del giudice davanti al quale viene invocato il disposto accertamento preventivo, sia sotto il profilo dei presupposti processuali (capacita è legittimazione della parte e del giudice) sia sotto quello dei presupposti sostanziali (periculum in mora, eccezionale urgenza ecc.). Cass. 13 agosto 1968, n. 2851.
3.1. Provvedimento in forma di sentenza ed impugnabilità.
Il provvedimento, in forma di sentenza, con il quale il giudice, adito per un procedimento di istruzione preventiva, anziché limitarsi ad ammettere od a respingere, con decreto, inaudita altera parte, o con ordinanza, il mezzo istruttorio richiestogli, decida definitivamente sulla sua ammissibilità e porti condanna alle spese della parte ritenuta soccombente, ha, oltre alla veste formale, anche natura di sentenza ed è, pertanto, impugnabile con l’appello (Nella specie, il giudice adito aveva dichiarato inammissibile l’istanza, per difetto del requisito dell’urgenza oggettiva, pur dopo avere compiuto ispezione giudiziale e disposta consulenza tecnica). Cass. 9 agosto 1973, n. 2331.
3.2. Non impugnabilità e verifica nel giudizio di merito.
Il giudice del merito, davanti al quale sia invocato un qualsiasi precedente accertamento preventivo, ha il potere-dovere di esercitare il controllo di legittimità sulla esistenza o meno delle condizioni di ammissibilità del ricorso e del provvedimento che abbia disposto l’accertamento, sia sotto il profilo dei presupposti processuali (capacità e legittimazione della parte e del giudice), sia sotto quello dei presupposti sostanziali (periculum in mora, eccezionale urgenza, ecc.) La non impugnabilità dei provvedimenti emessi sui ricorsi per istruzione preventiva, statuita dall’art. 695 c.p.c. e richiamata dal successivo art. 696 c.p.c., è prevista limitatamente allo stesso procedimento di istruzione preventiva. L’art. 698 c.p.c. non prescrive, ai fini della produzione in giudizio delle prove assunte in sede di istruzione preventiva, un formale provvedimento di ammissibilità, onde le prove medesime debbono considerarsi ritualmente proposte ed acquisite quando il giudice di merito le abbia esaminate e valutate, traendo da esse elementi di convincimento. Cass. 5 ottobre 1959, n. 2679.
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