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Timestamp: 2019-02-20 02:15:40+00:00
Document Index: 96499218

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 678', 'art. 15', 'art. 10', 'art. 26', 'art. 54', 'art. 678', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 113', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 26', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 1105', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 32', 'art. 39', 'art. 41', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 114', 'art. 113', 'art. 1105']

R.D. 1443 del 29 Luglio 1927 | Autorità di Bacino del fiume Serchio
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R.D. 1443 del 29 Luglio 1927
Pubblicato nella Gazz. Uff. 23 agosto 1927, n. 194.
1. La ricerca e la coltivazione di sostanze minerali e delle energie del sottosuolo, industrialmente utilizzabili, sotto qualsiasi forma o conduzione fisica, sono regolate dalla presente legge (3).
b) grafite, combustibili solidi, liquidi e gassosi (3/a), rocce asfaltiche e bituminose;
d) degli altri materiali industrialmente utilizzabili ai termini dell'art. 1 e non compresi nella prima categoria (3).
3. Sull'appartenenza all'una o all'altra categoria di sostanze non indicate nell'articolo precedente si provvede con decreto reale (4), promosso dal Ministro per le corporazioni (5), sentito il Consiglio superiore delle miniere.
Con decreto reale (4), promosso dal Ministro per le corporazioni (5) di concerto con il Ministro per la grazia e giustizia, sentito il Consiglio superiore delle miniere ed il Consiglio di Stato, le sostanze comprese nella seconda delle categorie suddette possono essere incluse nella prima.
In entrambe le ipotesi prevedute nei due commi precedenti, si seguono, in quanto applicabili, le norme transitorie contenute nel R.D. 29 luglio 1927, n. 1443 (6).
4. La ricerca delle sostanze minerali è consentita solo a chi sia munito del permesso, da rilasciarsi con le modalità stabilite dall'articolo seguente (7) (7/a).
Salvo che non sia diversamente disposto con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro per l'industria e per il commercio, sentito il Consiglio superiore delle miniere, sono considerati di interesse nazionale i minerali indicati nell'art. 2, prima categoria, lettera a), lettera b), (esclusa la grafite) e lettera e) (escluse le acque minerali termali) del presente decreto; di interesse locale tutti gli altri (8).
Il decreto che accorda il permesso di ricerca è registrato con la tassa fissa di lire 10] (9) (9/a).
7. Il ricercatore deve corrispondere allo Stato il diritto proporzionale annuo di lire 160 (10) per ogni ettaro di superficie compresa entro i limiti del permesso (10/a).
8. Il permesso di ricerca non può essere ceduto senza la preventiva autorizzazione del Ministro per l'economia nazionale (10/b).
Ogni trasferimento è soggetto al diritto fisso di lire 1.000 (11).
9. Il Ministro per l'economia nazionale può pronunciare la decadenza dal permesso (12):
Contro il provvedimento che pronuncia la decadenza dal permesso di ricerca è ammessa opposizione. Questa è decisa dallo stesso Ministro per l'economia nazionale (10/b), sentito il Consiglio superiore delle miniere.
Contro il provvedimento che pronuncia sulla opposizione non è ammesso alcun gravame né in via amministrativa né in via giudiziaria (13).
10. I possessori dei fondi, compresi nel perimetro al quale si riferisce il permesso, non possono opporsi ai lavori di ricerca, fermi restando i divieti contenuti nella legge di polizia mineraria 30 marzo 1893, n. 184 (14).
Quando le parti non siansi accordate, l'ingegnere capo del distretto minerario, sentito, ove occorra, l'avviso di un perito, stabilirà d'ufficio, provvisoriamente, l'ammontare del deposito, eseguito il quale il ricercatore potrà dare esecuzione ai lavori.
Ogni ulteriore contestazione tra il proprietario del suolo e il ricercatore sarà decisa dalla autorità giudiziaria.
Nel caso di disaccordo fra gli interessati, il Ministro per l'economia nazionale (14/a) provvede, sentito il Consiglio superiore delle miniere.
13. Quando lo Stato intenda procedere direttamente a ricerche, la zona di esplorazione è determinata con decreto del Ministro per l'economia nazionale (14/a).
15. La concessione di una miniera può essere fatta a chi abbia, a giudizio insindacabile del Ministro per l'economia nazionale (16) la idoneità tecnica ed economica a condurre l'impresa (15/a).
Per le miniere poste in zone interessanti la difesa, il Ministro per l'economia nazionale (16) provvede alla concessione dopo aver intesa la Amministrazione militare (15/a).
16. Il ricercatore è preferito ad ogni altro richiedente, purché il Ministro per l'economia nazionale (16) riconosca che egli possiede la idoneità tecnica ed economica.
18. La concessione è fatta con decreto del Ministro per l'economia nazionale (16), sentito il parere del Consiglio superiore delle miniere (15/a).
Il decreto, che sarà registrato con la tassa fissa di lire 10 (17), è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno (18) e trascritto all'ufficio delle ipoteche.
20. Quando la concessione non sia stata fatta al ricercatore, il concessionario deve, entro il termine di tre mesi dalla data di comunicazione del decreto di concessione, provare al Ministero per l'economia nazionale (16), mediante la presentazione della relativa quietanza o certificato, di avere corrisposto al ricercatore la somma stabilita nel decreto stesso a titolo di premio o di indennità, ovvero di averne effettuato il deposito relativo alla Cassa depositi e prestiti.
L'inadempimento all'obbligo suddetto produce la decadenza dalla concessione, da pronunciarsi dal Ministro per l'economia nazionale (14/a).
L'iscrizione delle ipoteche è subordinata all'autorizzazione del Ministro per l'economia nazionale (18/a) (19).
23. Sono pertinenze della miniera gli edifici, gli impianti fissi interni o esterni, i pozzi, le gallerie, nonché i macchinari, gli apparecchi e utensili destinati alla coltivazione della miniera, le opere e gli impianti destinati all'arricchimento del minerale (20).
25. Il concessionario è tenuto a pagare annualmente allo Stato il diritto proporzionale di lire 400 (20/a) per ogni ettaro di superficie compreso entro i limiti della concessione (21).
26. Le miniere date in concessione devono essere tenute in attività tranne che, dal Ministro per l'economia nazionale (21/a), sentito il Consiglio superiore delle miniere, sia consentita la sospensione dei lavori o la graduale esecuzione di essi (21/b).
La facoltà di consentire la sospensione dei lavori spetta alla stessa autorità alla quale è attribuita la competenza al rilascio delle concessioni per la coltivazione di giacimenti minerali. Tale facoltà spetta in ogni caso all'ingegnere capo del Distretto minerario quando si tratti di sospensione per durata non superiore ad un anno (22).
Il concessionario deve coltivare la miniera con mezzi tecnici ed economici adeguati alla importanza del giacimento (23), e risponde di fronte allo Stato della regolare manutenzione di essa anche durante i periodi di sospensione dei lavori.
27. Qualunque trasferimento, per atto fra vivi, della concessione deve essere preventivamente autorizzato dal Ministro per l'economia nazionale (21/a).
Indipendentemente dalla nullità suddetta, il Ministro per l'economia nazionale (21/a) può pronunciare la decadenza dalla concessione, osservate le norme dell'art. 41.
Per le miniere poste in zone interessanti la difesa nazionale, il Ministro per l'economia nazionale (21/a) autorizza i trasferimenti suddetti dopo avere inteso la Amministrazione militare.
Il decreto che autorizza il trasferimento è registrato con la tassa fissa di lire 10 (24).
28. Il Ministro per l'economia nazionale (21/a) può esigere che l'erede del concessionario sia rappresentato da persona di gradimento dell'Amministrazione.
Gli eredi del Concessionario debbono, nel termine di tre mesi dall'aperta successione, nominare con la maggioranza indicata nell'art. 678 del Codice civile (25), un solo rappresentante per tutti i rapporti giuridici con lo Stato e con i terzi.
29. I concessionari di miniere debbono fornire all'Amministrazione pubblica i dati statistici (26) ed ogni altro elemento informativo che sia loro chiesto. Debbono inoltre mettere a disposizione dei funzionari delegati tutti i mezzi necessari per ispezionare i lavori.
In caso di rifiuto, i funzionari suddetti possono chiedere alla autorità pubblica la necessaria assistenza (27).
Tanto il giudizio di espropriazione quanto quello di graduazione si svolgono secondo le norme del Codice di procedura civile. Il precetto immobiliare deve essere notificato anche al Ministro per l'economia nazionale (21/a).
L'aggiudicatario subentra in tutti i diritti ed obblighi stabiliti a favore e a carico del concessionario nell'atto di concessione e nel presente decreto, sempreché, a giudizio insindacabile del Ministro per l'economia nazionale (21/a), abbia i requisiti stabiliti nell'art. 15.
Per quanto riguarda la prestazione di eventuale cauzione si osservano le norme stabilite nell'art. 10 (28).
32. Entro il perimetro della concessione, le opere necessarie per il deposito, il trasporto e la elaborazione dei materiali, per la produzione e trasmissione dell'energia, ed in genere per la coltivazione del giacimento e per la sicurezza della miniera, sono considerate di pubblica utilità a tutti gli effetti della L. 25 giugno 1865, n. 2359 (29).
Quando le opere indicate nel primo comma del presente articolo debbano eseguirsi fuori del perimetro della concessione, il concessionario può domandare la dichiarazione di pubblica utilità agli effetti della legge suddetta. Tale dichiarazione è fatta dal Ministro per l'economia nazionale (29/a), sentito il Consiglio superiore delle miniere (29/b).
Su richiesta del concessionario, il Ministro per l'economia nazionale (29/a), può ordinare l'occupazione d'urgenza, determinando provvisoriamente l'indennità e disponendone il deposito.
38. Il concessionario che intenda rinunciare alla concessione deve farne dichiarazione al Ministro per l'economia nazionale (29/a), senza apporvi condizione alcuna.
39. Sulla rinuncia provvede il Ministro per l'economia nazionale (29/a), sentito il parere del Consiglio superiore delle miniere (29/b).
40. Il Ministro per l'economia nazionale (29/a) può pronunciare la decadenza del concessionario, quando questi:
2) non abbia osservato le disposizioni contenute negli artt. 25, 26 e 27 (30).
41. La decadenza dalla concessione è pronunciata, previa contestazione dei motivi al concessionario, con decreto del Ministro per l'economia nazionale (29/a), sentito il Consiglio superiore delle miniere (29/b).
Contro il decreto che pronuncia la decadenza, è ammesso ricorso al Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, nei casi preveduti dall'art. 26 del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato, approvato con R.D. 26 giugno 1924, n. 1054 (31).
44. Il Ministro per l'economia nazionale (31/a), sentito il Consiglio superiore delle miniere, può procedere a nuova concessione della miniera che sia stata oggetto di rinuncia o di decadenza, anche se su di essa siano iscritte ipoteche, ponendo a carico del concessionario l'obbligo della preventiva tacitazione dei creditori iscritti e determinando le altre garanzie che ravvisasse opportuno di dare nell'interesse dei terzi.
Decorso l'anno suddetto, nessuna altra azione è proponibile sulla conversione mineraria e il Ministro per l'economia nazionale (31/a) ha facoltà di procedere liberamente a nuova concessione.
45. Le cave e le torbiere sono lasciate in disponibilità del proprietario del suolo (31/b).
Quando il proprietario non intraprenda la coltivazione della cava o torbiera o non dia ad essa sufficiente sviluppo, l'ingegnere capo del Distretto minerario può prefiggere un termine per l'inizio, la ripresa o la intensificazione dei lavori. Trascorso infruttuosamente il termine prefisso, l'ingegnere capo del Distretto minerario può dare la concessione (32) della cava e della torbiera in conformità delle norme contenute nel titolo II del presente decreto, in quanto applicabili. Quando la concessione abbia per oggetto la coltivazione di torbiere interessanti la bonifica idraulica, sarà preventivamente inteso il competente Ufficio del genio civile.
Sono applicabili in ogni caso alle cave e alle torbiere le disposizioni degli artt. 29, 31 e 32 (33).
Quando dalla coltivazione di cave e torbiere derivi grave pericolo di dissesto idrogeologico, tale da comportare rischio per la sicurezza delle persone e degli insediamenti umani, la regione, salvo diversa disposizione regionale in materia, può prescrivere, con ordinanza del presidente indicante un termine, interventi di messa in sicurezza a carico del conduttore. In caso di non ottemperanza alle prescrizioni, la regione può, con deliberazione motivata della Giunta, disporre la revoca immediata dell'autorizzazione e l'acquisizione della cava al patrimonio indisponibile della regione. Qualora la cava faccia parte del patrimonio indisponibile della regione, la Giunta regionale dispone la revoca della concessione (34).
Alla costituzione del consorzio obbligatorio si provvede con decreto del Ministro per l'economia nazionale (31/a), sentito il Consiglio superiore delle miniere.
48. Ai consorzi obbligatori e facoltativi di miniere, cave o torbiere può essere accordata, con decreto del Ministro per l'economia nazionale (31/a) la facoltà di riscuotere con i privilegi e nelle forme fiscali il contributo dei soci.
Tutti gli atti che si compiono nell'interesse diretto dei consorzi suddetti sono registrati col diritto fisso di lire 2000 (35).
Sono parimenti soggette al diritto di lire 2000 (35) tutte le operazioni ipotecarie fatte nell'interesse dei consorzi sopraindicati.
49. Qualora, entro i termini fissati, le opere non siano eseguite, il Ministro per l'economia nazionale (36) nomina un commissario il quale, a spese del consorzio, ne assume l'amministrazione.
Il commissario invita ciascuno degli interessati a depositare la rispettiva quota di spesa, avvalendosi, in caso di inadempimento, della procedura stabilita per la riscossione delle imposte dirette (37).
Se, trascorso il termine all'uopo prefisso, non siasi adempiuto a quanto sopra, il Ministro per l'economia nazionale (36) delega uno o più commissari incaricati di amministrare gli interessi comuni.
51. Chiunque intraprenda la ricerca o la coltivazione di minerali senza l'autorizzazione del Ministro per l'economia nazionale (36) è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a lire 1.000.000 (38), oltre la confisca del materiale scavato.
54. Nei territori nei quali, in virtù delle leggi fino ad ora vigenti, la disponibilità delle sostanze minerarie era lasciata al proprietario della superficie, le miniere che, a giudizio insindacabile del Ministro per l'economia nazionale (36) risultino in normale coltivazione alla data di pubblicazione del presente decreto, sono date in concessione perpetua a chi dimostri di esserne il legittimo proprietario.
55. I contratti di esercizio minerario in vigore alla data di pubblicazione del presente decreto sono mantenuti per la durata in essi prevista (39).
56. Nei territori indicati nell'art. 54, le miniere, delle quali la lavorazione sia rimasta per qualsiasi causa sospesa o abbandonata, sono date in concessione perpetua al proprietario rispettivo che si impegni di riattivarle entro il termine di un anno dalla data del decreto di concessione, o nel termine maggiore che potrà essere stabilito dal Ministro per l'economia nazionale (36), sentito il Consiglio superiore delle miniere.
Quando la denuncia non sia fatta entro il detto termine, ogni eventuale diritto si intenderà decaduto e il Ministro per l'economia nazionale (40) potrà liberamente disporre del sottosuolo a sensi delle norme contenute nel presente decreto.
61. Qualora il diritto sopra una stessa miniera sia comune a più persone, queste dovranno nominare con la maggioranza indicata nell'art. 678 del Codice civile (41), un solo rappresentante per tutti i rapporti giuridici con lo Stato e con i terzi entro il termine di sei mesi dalla pubblicazione del presente decreto.
a) alle leggi vigenti in materia di polizia mineraria (42);
b) alle facoltà conferite al Ministro per l'economia nazionale (40) per le ricerche e coltivazioni minerarie da eseguirsi per conto dello Stato;
c) all'ordinamento giuridico ed al sistema di utilizzazione delle miniere e delle sorgenti termali e minerali pertinenti allo Stato (43).
Entro un anno dalla pubblicazione del presente decreto, i comuni di Carrara e Massa emaneranno un regolamento (44), da approvarsi dal Ministro per l'economia nazionale, per disciplinare le concessioni dei rispettivi agri marmiferi.
65. Il Governo del Re (45) è autorizzato ad emanare le norme per la esecuzione del presente decreto (46) il quale entrerà in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno.
(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 23 agosto 1927, n. 194.
(2) Le regioni a statuto speciale hanno emanato, secondo le previsioni dei relativi statuti, una vasta e complessa legislazione mineraria. Particolarmente, sulla ricerca e coltivazione delle miniere, per il Friuli-Venezia Giulia, vedi la L.R. 18 agosto 1971, n. 38, pubblicata nel Boll. Uff. F.V.G. 27 agosto 1971, n. 31; per la Sicilia, vedi la L.R. 9 dicembre 1980, n. 127, pubblicata nella Gazz. Uff. reg. Sic. 13 dicembre 1980, n. 55; per la Sardegna, vedi la L.R. 7 maggio 1957, n. 15, pubblicata nel Boll. Uff. Sard. 17 giugno 1957, n. 24; per il Trentino-Alto Adige, vedi la L.R. 18 gennaio 1954, n. 3, pubblicata nel Boll. Uff. T.-A.A. 5 febbraio 1954, n. 4; per la Valle d'Aosta, vedi la L.R. 8 febbraio 1958, n. 1, pubblicata nel Boll. Uff. V.d'A. 5 febbraio 1958, n. 1
(3) Così sostituito dall'art. 1, L. 7 novembre 1941, n. 1360.
(3/a) Sulla disciplina della ricerca e della coltivazione degli idrocarburi; vedi, ora, L. 11 gennaio 1957, n. 6, e gli altri provvedimenti riportati alla voce Idrocarburi. Cfr. però l'ultimo comma dell'art. 1 di detta legge, aggiunto dalla L. 8 marzo 1958, n. 231.
(4) Ora, del Presidente della Repubblica.
(5) Soppresso con R.D. 9 agosto 1943, n. 718. Competente in materia mineraria è ora il Ministero dell'industria e del commercio, presso il quale è stata istituita, con L. 4 gennaio 1951, n. 2, la direzione generale delle miniere.
(6) Così sostituito dall'art. 1, L. 7 novembre 1941, n. 1360. Vedi gli artt. 53 e segg. del presente decreto.
(7) Così sostituito dall'art. 1, D.P.R. 28 giugno 1955, n. 620, riportato al n. VI.
(7/a) L'art. 17, D.P.R. 18 aprile 1994, n. 382, riportato al n. XXVII, ha abrogato l'art. 4 limitatamente alle parole «da rilasciarsi con le modalità stabilite dall'articolo seguente».
(8) Così sostituiti i primi tre comma del testo originario dall'art. 2, D.P.R. 28 giugno 1955, n. 620, riportato al n. VI.
(9/a) Abrogato dall'art. 17, D.P.R. 18 aprile 1994, n. 382, riportato al n. XXVII.
(9) La tassa di registro è stata abolita e sostituita dalla tassa di concessione governativa, fissata in L. 20.000 per i permessi di competenza del Ministero dell'industria e commercio, e in L. 10.000 per i permessi di competenza dell'ingegnere capo del distretto minerario, dal D.P.R. 1 marzo 1961, n. 121, Tabella A, n. 163, 1).
(10/a) Per l'aumento del canone, vedi l'art. 14, D.L. 2 ottobre 1981, n. 546, riportato alla voce Bollo (Imposta di).
(10/b) Ora denominato, Ministero dell'industria e commercio a norma di quanto disposto dal R.D. 9 agosto 1943, n. 718 e dal D.Lgt. 21 giugno 1945, n. 377.
(11) La tassa di registro è stata abolita e sostituita dalla tassa di concessione governativa, fissata in L. 50.000, dal D.P.R. 1 marzo 1961, n. 121, Tabella A, n. 165.
(12) Vedi, anche, l'art. 3, D.P.R. 28 giugno 1955, n. 620, riportato al n. VI.
(13) Vedi, peraltro, l'art. 113 Cost. Per effetto della norma costituzionale e della disposizione ricordata nella precedente nota, gli ultimi due comma di questo articolo debbono ritenersi abrogati.
(14) Vedi, ora, gli artt. 62-66 e 104-113, D.P.R. 9 aprile 1959, n. 128, riportati alla voce Infortuni sul lavoro e igiene (Prevenzione degli).
(14/a) Ora, il Ministro per l'industria e il commercio, ai sensi del R.D. 9 agosto 1943, n. 718 e del D.Lgt. 21 giugno 1945, n. 377.
(18) Ora, Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
(18/a) Vedi nota 16 all'art. 15.
(19) Soggetta a tassa di concessione governativa, fissata in L. 5000 dal D.P.R. 1 marzo 1961, n. 121, Tabella A, n. 168.
(20) Vedi, anche, gli artt. 817-819 c.c. 1942.
(20/a) Così elevato dall'art. 1, L. 21 dicembre 1961, n. 1501. Vedi la nota 10 all'art. 7.
(21) Per l'aumento del canone, vedi l'art. 14, D.L. 2 ottobre 1981, n. 546, riportato alla voce Bollo (Imposta di).
(21/a) Ora denominato Ministro dell'industria e commercio a norma di quanto disposto dal R.D. 9 agosto 1943, n. 718 e dal D.Lgt. 21 giugno 1945, n. 377.
(21/b) L'art. 17, D.P.R. 18 aprile 1994, n. 382, riportato al n. XXVII, ha abrogato l'art. 26, comma 1, limitatamente alle parole «sentito il parere del Consiglio superiore delle miniere».
(22) Comma aggiunto dall'art. 6, D.P.R. 28 giugno 1955, n. 620, riportato al n. VI.
(23) Vedi, anche, l'art. 2, R.D.L. 15 giugno 1936, n. 1347, riportato al n. VI.
(24) La tassa di registro è stata abolita, e sostituita dalla tassa di concessione governativa, fissata ora in L. 50.000 dal D.P.R. 1 marzo 1961, n. 121, Tabella A, n. 167.
(25) Vedi, ora, l'art. 1105, c.c. 1942
(26) Sull'obbligo di denuncia dei dati statistici, vedi, anche, i provvedimenti riportati ai nn. II e III.
(27) Vedi, anche, l'art. 5, D.P.R. 9 aprile 1959, n. 128, riportato alla voce Infortuni sul lavoro e igiene (Prevenzione degli).
(28) Vedi, anche, gli artt. 62-65 e 104-113, D.P.R. 9 aprile 1959, n. 128, riportato alla voce Infortuni sul lavoro e igiene (Prevenzione degli).
(29) Sulle espropriazioni per causa di pubblica utilità.
(29/a) Ora denominato Ministro dell'industria e commercio a norma di quanto disposto dal R.D. 9 agosto 1943, n. 718 e dal D.Lgt. 21 giugno 1945, n. 377.
(29/b) L'art. 17, D.P.R. 18 aprile 1994, n. 382, riportato al n. XXVII, ha abrogato l'art. 32, terzo comma, l'art. 39 e il comma 1 dell'art. 41, limitatamente alle parole «sentito il parere del Consiglio superiore delle miniere».
(30) Vedi, anche, l'art. 2, R.D.L. 15 giugno 1936, n. 1347, riportato al n. IV.
(31) Disposizione applicabile anche ai provvedimenti di revoca delle concessioni, per l'art. 3, R.D.L. 15 giugno 1936, n. 1347, riportato al n. IV.
(31/a) Ora denominato Ministro dell'industria e commercio a norma di quanto disposto dal R.D. 9 agosto 1943, n. 718 e dal D.Lgt. 21 giugno 1945, n. 377.
(31/b) In occasione della guerra 1940-45, con R.D.Lgs. 1 giugno 1946, n. 593 (Gazz. Uff. 23 luglio 1946, n. 163), i contratti di locazione di cave, stipulati anteriormente al 10 giugno 1940, e con scadenza non oltre il 31 dicembre 1949, vennero prorogati per un periodo uguale a quello della sospensione o riduzione della lavorazione, dovute allo stato di guerra, che avessero impedito l'ammortamento delle opere di preparazione e degli impianti meccanici di coltivazione.
Per le torbiere, il R.D.L. 18 maggio 1942, n. 617 (Gazz. Uff. 17 giugno 1942, n. 142), stabilì che potessero esser date in concessione dal Ministero competente, quando fossero insufficientemente coltivate, per un periodo non superiore a cinque anni, a chi ne facesse domanda entro un anno dalla cessazione dello stato di guerra.
(32) Soggetta a tassa di concessione governativa, fissata in L. 20.000 dal D.P.R. 1 marzo 1961, n. 121, Tabella A, n. 170.
(33) Così modificato dall'art. 7, D.P.R. 28 giugno 1955, n. 620, riportato al n. VI.
(34) Comma aggiunto dall'art. 1, D.L. 11 giugno 1998, n. 180, riportato alla voce Calamità pubbliche, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione.
(35) Elevato a L. 500, dall'originaria misura di L. 10, con l'art. 1 cpv. della L. 15 febbraio 1949, n. 33, ed ulteriormente, all'importo indicato, con l'art. 1 della L. 21 luglio 1961, n. 707.
(36) Ora denominato, Ministro dell'industria e commercio a norma di quanto disposto dal R.D. 9 agosto 1943, n. 718 e dal D.Lgt. 21 giugno 1945, n. 377.
(37) Vedi gli artt. 173 e segg., D.P.R. 29 gennaio 1958, n. 645, nonché le disposizioni del R.D. 17 ottobre 1922, n. 1401.
(38) La sanzione originaria della multa è stata sostituita con la sanzione amministrativa dall'art. 32, L. 24 novembre 1981, n. 689, riportata alla voce Ordinamento giudiziario, e così elevata dall'art. 3, L. 12 luglio 1961, n. 603, riportata alla voce Sanzioni pecuniarie in materia penale (Aumento delle), nonché dall'art. 114, primo comma, della citata L. 24 novembre 1981, n. 689, in relazione all'art. 113, primo comma, della stessa legge.
(39) Vedi, anche, il D.Lgs.C.P.S. 2 marzo 1947, n. 216, che proroga i contratti di esercizio delle miniere di zolfo fino al termine massimo del 31 dicembre 1956. Per l'esercizio delle concessioni minerarie da parte degli enti locali, cfr. L. 3 aprile 1961, n. 283.
(40) Ora denominato Ministero dell'industria e commercio a norma di quanto disposto dal R.D. 9 agosto 1943, n. 718 e dal D.Lgt. 21 giugno 1945, n. 377.
(41) Ora, art. 1105, c.c. 1942.
(42) Vedi il D.P.R. 9 aprile 1959, n. 128, riportato alla voce Infortuni sul lavoro e igiene (Prevenzione degli) che ha sostituito le disposizioni anteriormente vigenti.
(43) Vedi, anche, i provvedimenti in materia di acque minerali e termali riportati alla voce Acque minerali.
(44) Il comune di Massa non ha ancora provveduto ad emanare il regolamento previsto dal presente comma. Sulle cave di marmo di Massa si ritengono pertanto tuttora vigenti l'Editto 1 febbraio 1751 di Maria Teresa e il Sovrano rescritto di Francesco V del 19 novembre 1846.
Il comune di Carrara, con deliberazione consiliare 29 dicembre 1994, n. 88, ha adottato il suddetto regolamento, approvato con deliberazione del Consiglio regionale 28 febbraio 1995, n. 115 (B.U.R. Toscana 5 aprile 1995, n. 24-
bis). Con riguardo alle cave di marmo di Carrara l'Editto di Maria Teresa e il Sovrano rescritto di cui sopra hanno pertanto cessato di avere efficacia.
Successivamente la L.R. 5 dicembre 1995, n. 104 della regione Toscana, integrata dalla L.R. 18 giugno 1998, n. 33, ha dettato ai predetti comuni i princìpi informatori cui devono attenersi per l'emanazione del regolamento.
Il comune di Carrara, in ottemperanza a tali princìpi, con deliberazione consiliare 4 maggio 1999, n. 59 ha provveduto a modificare il regolamento in precedenza adottato.
(45) Ora, della Repubblica.
(46) Regolamento non ancora emanato.