Source: http://mumoorsi.blogspot.com/2010/
Timestamp: 2018-06-22 09:31:24+00:00
Document Index: 150784508

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 32', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

MUMO ORSI: 2010
Difesa imbarazzante, Del Piero sempre più solo a predicare nel deserto....
...Una squadra modesta in cerca, ancora, del suo buon Pastore..
Pubblicato da Mumo Orsi a 12:21
Pubblicato da Mumo Orsi a 16:05
COSENZA: JUVENTUS - LIONE 2-1
MAREA BIANCONERA
Pubblicato da Mumo Orsi a 18:24
Pubblicato da Mumo Orsi a 18:14
ECCO L'ESPOSTO INTEGRALE
Torino, 10 maggio 2010All’Ill.mo Presidente del C.O.N.I.All’Ill.mo Presidente della F.I.G.C.Alla Ecc.ma Procura Federale presso la F.I.G.C.Att.ne dell’Ill.mo Procuratore Federale Capo
ESPOSTO per JUVENTUS FOOTBALL CLUB S.p.A.
La Juventus F.C. S.p.A. con sede in Torino, Corso Galileo Ferraris n. 32, in persona del suo presidente e amministratore delegato Jean-Claude Blanc e rappresentata e assistita dall’Avvocato Michele Briamonte dello Studio Grande Stevens e dall’Avv. Luigi Chiappero espone quanto segue.La Società esponente intende premettere che non è sua intenzione in alcun modo discostarsi dalla sua abituale attitudine al rigoroso rispetto e ossequio delle norme di giustizia sportiva (e alla loro applicazione concreta) che, in linea con la sua prestigiosa storia, ha dimostrato di osservare con rispetto e spirito di affiliazione non comuni. La consapevolezza che il movimento sportivo si basi e si fondi sulla lealtà tra – e nei confronti de – gli affiliati, nonché sulla equità e parità di trattamento, induce la Società esponente a rassegnare le seguenti considerazioni alle Signorie Loro, quale rispettosa istanza di giustizia.
1. In data 26 luglio 2006 codesta Spett.le Federazione Italiana Giuoco Calcio, con atto del Commissario Straordinario Avv. Guido Rossi di Milano, diramava il seguente comunicato con il quale dava atto delle decisioni assunte:«La Figc ha ricevuto in data 24 luglio 2006 il parere consultivo della Commissione composta da Gerhard Aigner, Massimo Coccia e Roberto Pardolesi sul quesito riguardante l’assegnazione del titolo di Campione d’Italia in caso di modifica della classifica finale del campionato. La Commissione ha concluso che, in caso di mera revoca del titolo di campione d’Italia senza modificazione della classifica, il titolo rimane necessariamente vacante. Diversamente, in caso di sanzioni che comportano modificazioni di classifica (come penalizzazioni di punti o retrocessione all’ultimo posto), l’art. 49 delle Noif prevede l’automatica acquisizione del titolo di campione d’Italia per la squadra che risulta prima classificata, tenuto conto delle sanzioni. Gli organi federali possono tuttavia intervenire con un apposito provvedimento di non assegnazione quando ricorrono motivi di ragionevolezza e di etica sportiva, ad esempio quando ci si renda conto che le irregolarità sono state di numero e portata tale da falsare l’intero campionato ovvero che anche squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi. Il Commissario straordinario ha ritenuto di attenersi alle conclusioni del parere e che non ricorrono motivi per l’adozione di provvedimenti di non assegnazione del titolo di Campione d’Italia per il campionato 2005-2006 alla squadra prima classificata all’esito dei giudizi disciplinari. Rimane vacante il titolo di campione d’Italia 2004-2005.
La FIGC ha trasmesso oggi alla UEFA la nuova classifica del Campionato italiano di Serie A 2005/2006 e l’elenco -completo della documentazione di supporto- delle squadre da iscrivere alla Champions League e alla Coppa UEFA. Per la Champions League Inter, Roma, Milan, Chievo. Per la Coppa UEFA Palermo, Livorno, Parma.».
2. Il presupposto per l’adozione della decisione de qua fu quindi quella della inesistenza di «comportamenti poco limpidi» addebitabili alla «squadra che risulta[ò] prima classificata» all’esito della penalizzazione inflitta con decisione della Corte d’Appello Federale il 25 luglio 2006 (la Società Internazionale F.C.).
3. Al fine di meglio illustrare le ragioni alla base del presente esposto, la Società ritiene opportuno richiamare le violazioni contestate dal Signor Procuratore Federale, dott. Stefano Palazzi, con atti di deferimento notificati alla Juventus F.C. S.p.A. e ad altre tre affiliate (AC Milan, SS Lazio e AC Fiorentina); violazioni poi accertate dagli Organi di Giustizia Sportiva, con l’emissione di condanne di esemplare afflittività ai danni della Società esponente. Le contestazioni di seguito riportate sono tratte dalla decisione della Commissione d’Appello Federale, riunitasi a deliberare sotto la presidenza del dott. Cesare Ruperto il 7 luglio 2006:«L’atto di deferimento, come sopra riportato, del procuratore federale prende le mosse dalla relazione 19 giugno 2006 n. 62 2005 – 2006 dell’Ufficio indagini, integrata da documentazione relativa al procedimento penale n. 43915/02 R.G. iscritto nella Procura della Repubblica – D.D.A. presso il Tribunale di Napoli che, in ossequio all’art. 2, comma 3, L. n. 401 del 1989, aveva trasmesso, oltre ad informative del Nucleo operativo di Roma della Regione Carabinieri Lazio, numerose trascrizioni di intercettazioni telefoniche, interrogatori di indagati ed ulteriori atti di indagine, dei quali alcuni specificamente richiamati. Facendo generale espresso rinvio alla relazione redatta dall’Ufficio indagini, il procuratore federale osserva che dai colloqui intercettati e dall’attività di appostamento sono emersi assidui contatti ed incontri tra dirigenti di società sportive, dirigenti della F.I.G.C., designatori arbitrali, direttori di gara ed assistenti arbitrali,oltre a giornalisti, agenti di calciatori e dipendenti federali, a conferma del fatto che costoro avevano intrecciato una rete stabile e fitta di contatti.
A proposito delle condotte asseritamente finalizzate ad alterare i principi di terzietà, imparzialità ed indipendenza degli appartenenti al settore arbitrale, il Procuratore federale riferisce partitamente dell’esito degli accertamenti espletati in relazione a talune gare cui risultavano interessate le società sportive Juventus, Fiorentina, Lazio e Milan, così come di seguito. A) F.C. Juventus S.p.a.Valenza disciplinare viene attribuita alla frequenza dei contatti e dei rapporti intessuti fra il Moggi, il Giraudo, i designatori arbitrali Pairetto e Bergamo, il presidente dell’A.I.A., Lanese, l’arbitro internazionale De Santis, oltre all’ex addetta alla segreteria CAN MGF, ed il vice presidente della FlGC Mazzini in quanto dall’indagine sarebbe emersa l’organizzazione di varie cene riservate, svoltesi nelle abitazioni private dei convitati, al riparo da occhi indiscreti e con modalità finalizzate a non pubblicizzare gli incontri stessi.
Emerge così complessivamente, dagli atti, secondo il procuratore federale, l’esistenza di una rete consolidata di rapporti, di natura non regolamentare, diretti ad alterare i principi di terzietà, imparzialità e indipendenza del settore arbitrale.
La suddetta finalità veniva perseguita attraverso varie condotte, che intervenivano in momenti e a livelli differenti, tra cui: rapporti di Moggi e di Giraudo con esponenti di rilievo del settore arbitrale, quali Bergamo, Pairetto e Lanese nonché con l’arbitro De Santis; piena sintonia fra i suddetti nelle condotte da porre in essere; intervento del vice presidente federale Mazzini; intervento di Moggi nella predisposizione delle ‘griglie’ utilizzate per la designazione degli arbitri; concorso da parte di Moggi nella scelta degli assistenti per le singole gare; condizionamento della facoltà attribuita ai designatori di sospendere l’impiego degli arbitri e degli assistenti in conseguenza di decisioni tecniche errate; […].
Dal punto di vista disciplinare, secondo la Procura federale, le condotte rispettivamente poste in essere dai signori Luciano Moggi, Antonio Giraudo, Innocenzo Mazzini, Paolo Bergamo, Pierluigi Pairetto, Tullio Lanese e Massimo De Santis, costituiscono violazione dei principi di lealtà, probità e correttezza sanciti dall’art. 1, comma 1, C.G.S. (capo n. 1) e, in quanto diretti a procurare un vantaggio in classifica a favore della società Juventus mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale, anche violazione dell’art. 6, commi 1 e 2, C.G.S. cui si abbina la responsabilità diretta e presunta della società Juventus, ai sensi degli artt. 6, 9, comma 3, e 2, comma 4, C.G.S. (capo n 2), per quanto ascritto da un lato ai suoi dirigenti con legale rappresentanza e dall’altro a soggetti non tesserati per la essa società; con l’aggravante di cui al comma 6 dell’art. 6 C.G.S., in considerazione della pluralità di condotte poste in essere e del conseguimento del vantaggio in classifica ottenuto con le descritte modalità di condizionamento. […] Al Moggi la Procura federale contesta anche l’illecito sportivo di cui all’art. 6 comma 1, prima parte, C.G.S. per aver conosciuto i nomi degli assistenti di gara prima ancora della loro ufficiale designazione quanto alla gara Juventus – Lazio del 5 dicembre 2004 e per essere intervenuto sull’arbitro De Santis rispetto alla gara Fiorentina – Bologna del 5 dicembre 2004, affinché ne uscisse indebolito l’organico del Bologna in vista della successiva partita con la Juventus (capi nn. 7 e 9). Nell’ambito del capo n. 7 al Moggi viene, altresì, formalmente addebitata la violazione dell’art. 1, comma 1, C.G.S., sotto il profilo che dettò telefonicamente al Bergamo la degli arbitri designabili anche con riferimento alla partita Juventus – Udinese del 13 febbraio 2005. Di conseguenza, il Bergamo viene deferito dalla Procura federale per violazione dell’art. 6, comma 1, C.G.S. per aver tentato di alterare quest’ultima gara (capo n. 8). Sulla responsabilità diretta e presunta si fonda poi il deferimento della società Juventus (capo n. 10) per quanto ascritto ai capi 7, 8, e 9; con l’aggravante costituita dalla pluralità delle relative condotte, così come contestata anche al Moggi con riferimento al capo n. 7. 3. Proprio nell’ambito del procedimento penale n. 43915/02 R.G. iscritto nella Procura della Repubblica – D.D.A. presso il Tribunale di Napoli posto dalla Procura Federale a base delle contestazioni mosse alla Società esponente è emersa l’esistenza di un ampio materiale probatorio, analogo sotto il profilo qualitativo e quantitativo a quello utilizzato ai danni della
Società esponente (chiamata a rispondere per responsabilità oggettiva dell’agire dei suoi rappresentanti) idoneo a dimostrare l’inesistenza del presupposto della decisione assunta da codesta Spett.le Federazione Italiana Giuoco Calcio, con atto del Commissario Straordinario Avv. Guido Rossi di Milano, comunicata il 26 luglio 2006: l’inesistenza, cioè, della «assenza di comportamenti poco limpidi» addebitabili alla «squadra che risulta[ò] prima classificata» all’esito della penalizzazione delle altre.
4. In particolare, è emersa una fitta rete di contatti riportati nell’allegato 1 al presente esposto (tratto dalle produzioni documentali innanzi al citato Tribunale partenopeo) tra esponenti della Società beneficiata dell’assegnazione a tavolino dello Scudetto 2005-2006, non incolpata nei procedimenti del 2006, e i signori tesserati Bergamo, Pairetto, De Santis, Mazzei. Mutuando quanto è scritto nel deferimento, si tratta di “rapporti [..] con esponenti di rilievo del settore arbitrale, quali Bergamo, Pairetto […] nonché con l’arbitro De Santis” che sono della medesima natura e qualità di quelli imputati illo tempore agli amministratori della Società esponente; così come, sotto il profilo giuridico, essi rappresentano esattamente, sempre mutuando i termini utilizzati nel deferimento della Società esponente “la violazione dei principi di lealtà, probità e correttezza sanciti dall’art. 1, comma 1, C.G.S. (capo n. 1) e, in quanto diretti a procurare un vantaggio in classifica a favore della società [..] mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale, anche violazione dell’art. 6, commi 1 e 2, C.G.S. cui si abbina la responsabilità diretta e presunta della società [..], ai sensi degli artt. 6, 9, comma 3, e 2, comma 4, C.G.S. (capo n 2), per quanto ascritto da un lato ai suoi dirigenti con legale rappresentanza e dall’altro a soggetti non tesserati per la essa società; con l’aggravante di cui al comma 6 dell’art. 6 C.G.S., in considerazione della pluralità di condotte poste in essere e del conseguimento del vantaggio in classifica ottenuto con le descritte modalità di condizionamento”.
5. È dunque evidente, ad avviso della società esponente, che non sussiste il presupposto della “assenza dei comportamenti poco limpidi” che ha (erroneamente) indotto all’assunzione della decisione di assegnazione del titolo di campione d’Italia 2005/2006 alla società prima classificata all’esito delle penalizzazioni delle altre.
La Società esponente ha dunque ragione di ritenere che risponda a Giustizia e Equità la revisione da parte di codesta Spett.le Federazione della citata decisione del 26 luglio 2006 alla luce del materiale probatorio recentemente emerso e già acquisito al tempo dell’indagine,e pertanto rispettosamente si rivolge alle Eccellenze Loro affinché vogliano, ciascuna nell’ambito dei poteri assegnati dall’Ordinamento revocare la decisione assunta da codesta Spett.le Federazione Italiana Giuoco Calcio, con atto del Commissario Straordinario Avv. Guido Rossi di Milano, comunicata il 26 luglio 2006, con ogni consequenziale pronuncia ripristinatoria dello status quo ante e deferire ai sensi dell’art. 32 comma 4 del Codice di Giustizia Sportiva (CGS) al giudizio della competente autorità disciplinare tutti i tesserati e le Società, al titolo di responsabilità che a ciascuna pertiene, coinvolti nei comportamenti antisportivi sopra esposti ed emersi in margine al procedimento penale n. 43915/02 R.G. iscritto nella Procura della Repubblica – D.D.A. presso il Tribunale di Napoli disponendo l’Ecc.ma Procura Federale le attività di indagine che riterrà del caso, con richiesta della Società esponente Juventus F.C. S.p.A. di essere notiziata dell’esito delle indagini presso il domicilio qui eletto presso l’Avvocato Michele Briamonte, Studio Legale Grande Stevens di Torino, Via del Carmine, n. 2, con salvezza di ogni ulteriore azione e diritto, nonché di ulteriormente produrre e dedurre a supporto del presente esposto.
Con ossequio, Jean-Claude Blanc
- Avvocato Michele Briamonte -
Articolo di Daniele Galosso su http://www.j1897news.com/
Pubblicato da Mumo Orsi a 19:21
Ancora un'altra telefonata...
Bergamo parla con Facchetti dell'arbitro De Santis:
" Mi ha accontentato".
La gara di cui si parla è Juve-Inter 0-1 del 20/4/2005.
"La partita con la Juventus è stata preparata bene".
Così l'ex designatore arbitrale Paolo Bergamo all'ex presidente dell'Inter Giacinto Facchetti in un passaggio della telefonata, una delle 74 di cui è stata chiesta l'acquisizione da parte della difesa di Moggi al Tribunale di Napoli al processo Calciopoli, dell'aprile del 2005.
I due parlano della gara Juventus-Inter finita 0-1 dell'aprile 2005 arbitrata da Massimo De Santis.
Bergamo: "Sto preparando le partite di domani e ci ho tenuto molto alla partita con la Juventus, la partita era stata preparata bene... De Santis d'altra parte... lui deve pensare al mondiale... non può pensare ad altre storie... quindi mi ha accontentato in quella partita..."..
Facchetti: "Noi adesso dobbiamo riprenderci subito".
Bergamo :"Io poi avevo voglia di fare un salto a Milano... di farti vedere delle cose per il prossimo anno, è di interesse vostro... vorrei lasciare le cose sistemate bene... magari ti do una telefonata".
Facchetti: "Quando vuoi... e auguri per il tuo compleanno anche se in ritardo".
Bergamo: "Ma figurati ciao..."..
Facchetti: "Ciao.. ciao"
Ecco la «madre di tutte le intercettazioni».
Secondo Paolo Trofino, legale di Moggi, questa telefonata che risale al 26 novembre 2004 è la dimostrazione che non solo l’ex direttore generale della Juventus, ma anche altri - nel caso specifico l’allora presidente dell’Inter, Giacinto Facchetti - parlavano di griglie con i designatori.
Pubblicato da Mumo Orsi a 16:02
"Carissimo Elkann, trovo francamente sorprendente leggere dalle colonne del Corriere della Sera del suo risentimento nei confronti di chi ha tacciato la Juventus, da lei condotta a senso unico durante Calciopoli, di essere stata parte attiva nel formulare ed accettare la propria condanna.
Vede Elkann, quando si è dalla parte della verità e quando si ha la responsabilità di una onesta storia centenaria e della dignità di quindici milioni di tifosi che nella Juventus si sono immedesimati e delle sue vittorie hanno gioito insieme alle proprie famiglie, allora si ha l’obbligo morale di affrontare le ingiustizie e le falsità, con coraggio e sacrificio, come la storia personale e professionale di chi Le scrive testimonia.
Le ricordo che prima ancora dell’inizio del processo sportivo, Lei, probabilmente non troppo sorpreso per quanto stava accadendo e già proiettato verso il glorioso futuro sportivo che attualmente rallegra i tifosi bianconeri, considerando i recenti successi nazionali ed internazionali che la nuova dirigenza ha saputo collezionare, aveva già deciso di abbandonare me e Giraudo al nostro destino, rinunciando a difendersi ed anzi, cosa ancor più grave, dando mandato al suo difensore di accettare supinamente qualsiasi decisione.
Durante il secondo filone di indagine, quello cioè delle presunte Sim estere denominato Calciopoli 2, la Juventus, in quell’occasione assistita da Franzo Grande Stevens, piuttosto che difendersi, come ho efficacemente fatto io, ha preferito patteggiare e pagare 300 mila euro!
Nemmeno una mente fervida ed imprevedibile come quella di Alfred Hitchcock avrebbe mai immaginato che la vittima di una macchinazione
potesse diventare con un colpo di teatro a sua volta colpevole… E invece lei c’è riuscito, al processo di Torino.
In quella comica (se non fosse tragica…) vicenda, la Juventus da Lei condotta, non si è solo limitata a non difendere sé stessa ed i dirigenti che l’hanno onestamente servita per 13 anni di successi e vittorie “a costo zero” – come direbbero i suoi esperti di marketing nella fase di lancio di una nuova vettura – ma addirittura ha accusato me e Giraudo e Bettega (perché no?) di comportamenti illeciti in ambito economico-gestionale,poi puntualmente smentita da un attento esame da parte del giudice. Si ricordi che quell’assoluzione vale per Lei come una condanna.
Luciano Moggi"
(fonte: il mio caro amico bianconero Gianfilippo Maradei)
Pubblicato da Mumo Orsi a 15:48
Gli atti riemersi in questi giorni erano già disponibili per la Federcalcio quando non era ancora trascorso il tempo per l’estinzione di un possibile reato
Tutto pronto: il vicecapo della Procura federale, il sostituto procuratore militare Gioacchino Trovatore, collega di Stefano Palazzi anche nelle alte cariche della magistratura con le stellette e da lui molto stimato, e l’avvocato Alessandro Avagliano, sostituto procuratore Figc, entrambi confluiti nella Superprocura provenendo dalla Procura di Palazzi stanno continuando ad ampliare il fascicolo aperto con data di protocollo antiprescrizione ( per l’ipotesi di revocazione del processo sportivo 30 giorni a partire da quando il 30 marzo sono spuntate le intercettazioni vecchie- nuove) e che comprende ad ora tutto quanto ha fatto spettacolo su giornali, tv, radio e siti internet delle sbobinature di Nicola Penta.
LEGGE SU FRODE SPORTIVA - In Procura e in Figc dicono di attendere la giornata di oggi (ieri) con la richiesta di trascrizione e deposito delle intercettazioni decrittate come momento decisivo. In realtà stando alla legge 401 sulla frode sportiva, a prescindere dal fatto che la giudice Casoria le ritenga rilevanti dal punto di vista del processo penale in corso, i pm potrebbero già fornirle alla Procura federale. A prescindere, dicevamo. Anche se, a dire il vero, i legali della Figc quelle bobine e quell’hard disk dovrebbero averlo a disposizione da molti mesi: sì, perché la Federcalcio è da sempre parte del processo napoletano.
Parte civile accettata dal gup De Gregorio il 18 marzo 2008, dopo che l’avvocato Milella su mandato di Abete ne aveva fatto richiesta il 15 dicembre 2007 in udienza.
DISPONIBILE DAL GENNAIO 2009 - E il fascicolo completo a disposizione di tutti e da dove la difesa di Moggi sta facendo emergere le altre telefonate nel mazzo impressionante di 171 mila è disponibile dalle prime udienze del processo istruito davanti alla nona sezione e che ha preso il via il 19 gennaio 2009. Tra l’altro poco influisce a riguardo la decisione della giudice Casoria di estromettere le parti civili dal rito il 24 marzo 2009 per doverle poi riammetterle il 9 luglio ultimo scorso dopo il pronunciamento contrario della Cassazione.
RICORSO INOPPORTUNO - Ripercorrere l’almanacco del processo penale è utile perché può rappresentare un appiglio utile per chi volesse evitare l’inopportuno ricorso alla prescrizione in caso di reati sportivi gravi e altrimenti non perseguibili con indubbio vulnus al senso di giustizia del calcio italiano (punite Juve, Milan, Lazio, Fiorentina, Reggina e Arezzo solo perché i carabinieri avevano sbobinato quelle telefonate del 2006?): quegli atti ora riemersi erano nella disponibilità della Figc quando la prescrizione per i tesserati non era scattata e magari anche prima. Visto che Abete ricorda che per il precedente e vigente codice fatti fino al 30 giugno 2005 sono prescritti «dal 30 giugno 2007 per i club e dal 30 giugno 2009 per i tesserati».
(Fonte: Tuttosport - Alvaro Moretti)
Pubblicato da Mumo Orsi a 12:38
...il benzinaio di Milano chiede a Bergamo un incontro privato. E il designatore risponde che ci terrebbe anche lui ad incontrarlo perché avrebbe una confidenza da fargli. Quindi il designatore ipotizza possa avvenire a Milano in occasione di un impegno in Lega, ma Moratti lo esclude. A quel punto Bergamo chiede a Moratti se andrà ad assistere alla partita Livorno-Inter, ma Moratti dice ancora no.
Alla fine il luogo dell’incontro sembra essere Forte dei Marmi dove il presidente dell’inter possiede una villa.
Mi chedo come mai Moratti voglia questo incontro in una sede privata lontano da occhi indiscreti… chissà come mai ....
Moratti: Senta, io ci tenevo ad incontrarLa... Bergamo: Anch'io, perché ci tenevo per farLe una confidenza...
Moratti: Se vengo su, Lei mi dice ci troviamo qui. Moratti non ha mai detto di aver parlato o incontrato il designatore arbitrale, ma dal libro di Bergamo “Sono morto una notte di Luglio” sembra essere proprio tutto il contrario, in quanto Bergamo parla di questo incontro e descrive anche dettagliatamente il menù. Altro giro…… fra le intercettazioni viene fuori anche della cena di cui si è già parlato nei giorni scorsi fra Bergamo e Facchetti, e quest ultimo chiede a Bergamo :” Devo parcheggiare?” ricevendo da Bergamo istruzioni in proposito, ma cosa ben più importante è che a quella cena segui’ la partita Livorno-Inter vinta 2 a 0 dai nerazzurri con 2 CALCI DI RIGORE!!! Naturalmente l’inter ha sempre tenuto nascosto questo incontro…
...A VOI HO MANDATO GABRIELE...
...SE C'E' BISOGNO VADO A TROVARLO PRIMA DELLA PARTITA...
Estratto da ju29ro:
Moratti: L'ho detto a loro alla fine, guardate proprio bravi, perché era già due volte... bravi a beccarli, come c***o fate voi a beccarli... mi hanno strizzato l'occhio...
La partita in oggetto è dunque Inter-Sampdoria 3-2 del gennaio 2005. Con la Samp in vantaggio per 2-0 fino al 38' del secondo tempo, ci saranno 4 minuti di recupero e l'Inter segnerà all'88', al 91', e al 93'.
Bergamo: «Mi sono sentito con Facchetti, Presidente per confermare questo clima di cordialità che naturalmente è una cosa che sappiamo io e lei, però il gruppo ha molto apprezzato il lavoro che noi abbiamo fatto nei confronti di Gabriele e Palanca e quindi ho pensato di farli rientrare in Coppa Italia, uno viene a fare l’Inter e uno fa il Milan»
Moratti: «Sì, sì...»
Bergamo: «Mi ha detto Facchetti sì sì sono d’accordo...»
Bergamo: «Questo gli farà piacere...»
Bergamo: «Visto che lì non c’è sorteggio ma c’è designazione a voi ho mandato Gabriele, l’ho fatto accompagnare bene da 2 assistenti molto bravi»
Bergamo: «Un saluto vedrà lo riempirà di gioia
Moratti: «La ringrazio, mercoledì sono giù se c’è ne bisogno, lo vado a trovare prima della partita...».
Pubblicato da Mumo Orsi a 11:32
Sul sito ufficiale della Juventus arriva la nota sul Processo di Napoli: «Nel pieno rispetto delle attività riguardanti processi in corso, la Juventus valuterà attentamente con i suoi legali l’eventuale rilevanza di nuove prove introdotte nel procedimento in atto a Napoli al fine di garantire, in ogni sede sportiva e non, e come sempre ha fatto, la più accurata tutela della sua storia e dei suoi tifosi. Juventus confida che le istituzioni e gli organi di giustizia sapranno assicurare parità di trattamento per tutti, come d’altronde la società e i suoi difensori richiesero nel corso del processo sportivo del 2006».
Pubblicato da Mumo Orsi a 01:01
La Federación Italiana de Fútbol abre la puerta a la posibilidad de investigar al Inter
Las conversaciones telefónicas interceptadas entre Moratti y el designador arbitral por aquel entonces de la Serie A levantan ampollas en Italia. La Juventus de Turín ya fue desposeída de dos campeonatos ligueros hace cuatro años por el Moggigate
La FIGC (Federación de Fútbol Italiano) ha abierto la puerta a la posibilidad de investigar al Inter de Milan en el caso Calciopoli tras las últimas conversaciones telefónicas publicadas entre Massimo Moratti y el designador arbitral por aquel entonces, Paolo Bergamo. El máximo dirigente de la Federalcio, Abate, y el abogado de la institución, Palazzi, se reunieron ayer, según publica hoy Il Corriere della Sera, para marcar la estrategia de la Federación ante el nuevo escándalo que ha sido bautizado como Calciopoli II.
El 13 de abril la justicia italiana decide si incluir las nuevas conversaciones en el proceso
De esta forma, la FIGC no se opondrá a la introducción de nuevas pruebas en el proceso penal abierto en Nápoles sobre Calciopoli y, además, no excluye la posible apertura de nuevos procesos en la justicia deportiva, tal y como ocurriera en el año 2006 cuando la Juventus vio como le fueron desposeídos dos Scudettos por las conversaciones interceptadas entre su director general, Luciano Moggi, y Paolo Bergamo.
La Federación, antes de tomar una decisión, esperará a la audiencia que se celebrará el próximo 13 de abril en Nápoles y en la que se publicará el contenido íntegro de estas conversaciones. Estas llamadas podrían no tener valor, ya que los documentos anteriores al 30 de junio de 2005 habrían prescrito según establece la justicia deportiva italiana. De momento, la FIGC ya ha abierto un archivo para ir recogiendo todo el material divulgado en los diferentes medios de comunicación.
Hay más de 140.000 llamadas telefónicas interceptadas por los investigadores italianos
El pasado lunes 5 de abril, en el programa Replay de Rai 3, salieron a la luz las nuevas conversaciones telefónicas interceptadas entre Moratti, Facchetti (ex presidente del Inter fallecido en 2006), Meani (delegado arbitral del Milan hace cuatro años) y Paolo Bergamo. Entre las conversaciones que podrían terminar en el dossier judicial de Napolés se encuentra una entre Facchetti y Gennaro Mazzei (colaborador de los designadores arbitrales), fechada el 25 de noviembre de 2004, en la que discuten sobre los jueces de línea para el próximo Juventus-Milan. Esta es la conversación:
Finalmente, los jueces de línea que arbitraron el Inter-Juventus del 28 de noviembre de 2004 fueron Ivaldi y Piscareta. Según los abogados de Moggi, es “increíble” que ésta y otras conversaciones no fueran tomadas a consideración entre las más de 140.000 interceptadas por los investigadores cuando el escándalo saltó a la primera plana informativa.
Además, en el programa televisivo se publicó una conversación entre Bergamo y Moratti en la que discuten sobre el Inter-Sampdoria que finalizó 3 a 2 con tres goles del Inter entre el minuto 88 y el 93. En aquella llamada, Moratti elogió la "buena" labor del colegiado. Bergamo siempre ha sostenido que las llamadas con los directivos de los diferentes clubs eran "muy frecuentes y constantes". El 13 de abril, el juez de Nápoles podría introducir estas nuevas llamadas en el proceso judicial, ante lo cual la Federación de Fútbol podría tomar cartas en el asunto y quitar a los neroazzurri el Scudetto 2005-2006.
Pubblicato da Mumo Orsi a 00:48
Piero Sandulli, il giudice che emise la sentenza d'appello: « Più che di riapertura, parlerei di apertura perché non mi pare che dalle te­lefonate emergano fatti nuovi sui soggetti già giu­dicati. Semmai emergono fatti su nuovi soggetti».
L’Inter, appunto... Quattro anni fa di queste intercettazione tra Bergamo, Moratti e Facchetti c’era traccia nei documenti che avete ricevuto dalla procura federale o nella sentenza di primo grado?
«No, mai sentite quelle telefonate. Allora le intercettazioni facevano riferimento soltanto alle società poi penalizzate, Juventus, Milan, Fiorentina, Lazio, Reggina, Arezzo. E mi chiedo se ci sono altre telefonate “incriminate” ancora in giro. Ma per aprire un processo bisogna valutare se nel frattempo il reato non sia prescritto e se i documenti vengano acquisti dal processo di Napoli».
Anche l’Inter, quindi, non sarebbe esente da colpe: ma le sembrò giusto assegnare lo scudetto ai nerazzurri? «Eh no, io non c’entro con quella decisione. Anzi, all’epoca venni anche fortemente criticato perché detti parere negativo. Ero favorevole alla non assegnazione: gli scudetti si vincono sul campo e non a tavolino... A meno che non ci fosse la pressione dell’Uefa».
Pubblicato da Mumo Orsi a 23:38
LA TRASCRIZIONE - Questa la trascrizione dell'incipit della telefonata:
Facchetti: «Eh... vedremo, ma mi sa che ci interesseremo in tanti...»
De Santis: «È rimasto contento... È stato scelto bene il posto: Francia-Svizzera, gli interessano tutte e due, chi per un verso chi per l'altro...»
Pubblicato da Mumo Orsi a 23:31
"Sceglili bene per domenica sera eh..". "Il n.1 e il n.2, da quello che penso, Ivaldi e Pisacreta". A parlare sono, nell'ordine, l'ex presidente dell'Inter Giacinto Facchetti, e l'allora designatore degli assistenti di gara, Gennaro Mazzei. E' il 25 novembre del 2004 e l'argomento della telefonata è la designazione in vista della partitissima Inter-Juventus, 13/a di campionato, che si svolgerà tre giorni dopo e terminerà 2-2.
Non erano solo gli arbitri dunque, la preoccupazione dei dirigenti che parlavano con i designatori prima delle partite, ma anche i guardalinee. E prima del sorteggio che li riguardava, i nomi erano già noti. E' quello che si desume da un'altra delle decine di telefonate, inedite, che i legali di Luciano Moggi hanno trascritto dai file audio del processo Calciopoli e di cui chiederanno l'acquisizione al Tribunale di Napoli.
Facchetti cerca anche di insistere perché come arbitro venga designato il "n.1", probabilmente Pierluigi Collina, ma Mazzei é scettico, in quanto questa volta "il sorteggio lo fa un giornalista...". Alla fine la gara sarà diretta da Pasquale Rodomonti.
Ecco la trascrizione integrale della telefonata:
Mazzei - Sono in macchina che vado a Coverciano..
Facchetti - Sceglili bene per domenica sera eh..
Mazzei - Il n.1 e il n.2, da quello che penso, Ivaldi e Pisacreta
Facchetti - Ivaldi e Pisacreta?
Mazzei - Eh sono il n.1 e il n.2
Facchetti - Si certo, e il n.1 degli arbitri..
Mazzei - Eh si, speriamo che ci caschi con questo sorteggio del cavolo, che ci caschi il n.1..
Facchetti - Non li non devono fare sorteggi, ci devono..
Mazzei - Come si fa Giacinto, purtroppo ci vuole fortuna
Facchetti - Ma dai..
Mazzei - Ti dico la verità, qui un sorteggio lo fa un giornalista, devono studiare una griglia e le possibilità sono più alte...
Pubblicato da Mumo Orsi a 23:18
Moratti: «L'ho detto a loro alla fine, guardate, proprio bravi, perché era già due volte… bravi a beccarli, come c***o fate voi a beccarli! Mi hanno strizzato l'occhio…»
Bergamo: «Vediamo di fare dieci risultati utili di fila, eh!»
Moratti: «Pensavo di chiamarla ieri sera perché poi sono andato dal ragazzo (Bertini); dopo che sono andato dal ragazzo, che si è comportato benissimo, io pensavo poi che era domenica e riceve sempre le telefonate di chi è contento e di chi non è contento»
Moratti: «Senta, io ci tenevo ad incontrarla». E Bergamo risponde: «Anch'io, perché ci tenevo per farle una confidenza». Una confidenza? Capisco che ci potesse essere un rapporto di rispetto reciproco tra i vertici arbitrali e quelli delle società calcistiche, ma arrivare a scambiarsi confidenze, proprio no!
Moratti in altra conversazione con Bergamo dà, inoltre, il proprio assenso sull’arbitro Gabriele, che poi effettivamente sarà inviato a dirigere una partita dell'Inter in Coppa Itali.
In un'altra, è sempre il dirigente neroazzurro ad ordinare a Bergamo di tenere alla larga dalla sua Inter gli assistenti Ivaldi e Pisacreta (tra l’altro, due guardalinee considerati unanimemente tra i migliori in Italia) ed inviarne un paio più accondiscendenti nei confronti dei Facchettiani.
Pubblicato da Mumo Orsi a 22:46
Farsopoli di S. FEDERICI del 02/04/2010
I nuovi scenari che si sono recentemente aperti a Napoli, dove si sta celebrando il processo penale per Calciopoli, suscitano numerosi interrogativi a cui si dovrà dare una risposta e stimolano molteplici ragionamenti.
Sembra accertato che nel periodo delle indagini e delle intercettazioni disposte dagli inquirenti sulla regolarità del campionato di SerieA 2004-2005 vi siano state numerose telefonate che tra Massimo Moratti e Giacinto Facchetti con Paolo Bergamo. Egualmente risulterebbero essere avvenute molte telefonate tra Adriano Galliani e gli ex designatori arbitrali. Alcune chiamate del primo dirigente milanista sarebbero avvenute, secondo le notizie dei quotidiani, la settimana precedente Milan-Juventus, partita decisiva per il titolo di campione d’Italia 2004-2005.
La prima riflessione che si impone è che queste telefonate non sono mai state trascritte dai Carabinieri che hanno effettuato le intercettazioni. Se è vero che il numero di chiamate vagliate dagli inquirenti ammonta a numerose decine di migliaia, e quindi “qualcosa può essere sfuggito” (come è stato detto dal PM dr. Narducci durante il dibattimento), appare inverosimile che alcune figure di primo piano del calcio italiano come i vertici di Inter e Milan possano essere completamente sfuggite alle attenzioni degli inquirenti. Infatti appare ora un dato acquisito che sia Moratti e Facchetti che Galliani abbiano effettuato numerose chiamate telefoniche con i Designatori.
La deduzione che viene spontanea è dunque questa: o vi è stata un’imperdonabile mancanza di professionalità e di diligenza degli investigatori, avendo loro trascurato di esaminare e considerare il comportamento - e più nello specifico il contenuto dei colloqui telefonici - delle persone che rivestivano un ruolo di pari importanza a quello di Luciano Moggi e Antonio Giraudo nel calcio italiano. Oppure, altra supposizione che viene logica desumere, è che vi sia stata la deliberata scelta di non fare emergere questi fatti, circostanze ed episodi.
La seconda considerazione che si ritiene importante evidenziare, è che il processo sportivo celebrato dalla C.A.F. e della Corte Federale del 2006 è stato istruito e vagliato in maniera sommaria ed incompleta. Gli elementi di giudizio non erano affatto idonei e sufficienti per cogliere pienamente il significato e la valenza dei comportamenti dei dirigenti bianconeri, poi sanzionati severamente, e della squadra juventina.
L’operato di Antonio Giraudo e di Luciano Moggi avrebbe dovuto essere invece messo anche in raffronto a quello dei dirigenti della altre società calcistiche. Ed ancora, è pure doveroso rimarcare che alcune società, le cui telefonate non sono state messe a disposizione degli organi della giustizia sportiva, hanno così potuto evitare di essere giudicate per i loro comportamenti.
In particolare i giudici sportivi hanno considerato che il condizionamento psicologico degli arbitri - perpetrato attraverso frequenti telefonate di Moggi con gli allora Designatori e alcune alte cariche della F.I.G.C., la loro assiduità, il loro contenuto a volte spavaldo oppure troppo conviviale – era l’elemento sufficiente per ipotizzare un illecito sportivo, illecito che era conseguente alla reiterazione di condotte che di per sé sole avevano il minor valore della slealtà sportiva. L’illecito sportivo veniva così ad esistere poiché la Juventus beneficiava di un presunto vantaggio in classifica a priori, e questo pur senza alterare lo svolgimento o il risultato di una singola gara disputata.
Luciano Moggi ha fatto ricorso al T.A.R. contro le sanzioni comminategli dalla Giustizia sportiva. Tra i vari motivi del ricorso presentato dall’ex DG Moggi ce n’era uno in particolare, in cui l’allora Direttore bianconero lamentava la disparità di trattamento a lui riservato rispetto a quello tenuto dalla Giustizia Sportiva nei confronti di altri dirigenti che, secondo il ricorrente, avevano tenuto le sue medesime condotte. Le sanzioni definitive della Giustizia Sportiva sono infatti considerate dei provvedimenti amministrativi. Uno dei vizi di legittimità degli atti amministrativi, che può indurre al loro annullamento, consiste nell’eccesso di potere per avere trattato in maniera differente situazioni uguali.
Il Direttore Moggi ha proposto anche tale motivo di contestazione al Tribunale Amministrativo per il Lazio con il proprio ricorso. Il T.A.R. Lazio, sezione III-ter con la sentenza 19/03/2008 n. 2472 ha respinto tale motivo “per omessa indicazione dei nominativi di coloro che sarebbero stati destinatari di un diverso è più favorevole trattamento”. Se erano mancanti le trascrizioni delle telefonate di altri tesserati che Moggi sosteneva si comportassero nel suo stesso identico modo, come poteva il Direttore juventino indicare precisamente e dettagliatamente i soggetti e i comportamenti al Tribunale Amministrativo giudicante
E, sempre sotto l’aspetto legale, é stato ritenuto che l’ingiustificato vantaggio in classifica di cui avrebbe beneficiato la Juventus (circostanza che costituisce illecito sportivo) derivava dalla promiscuità di Moggi con le figure istituzionali della F.I.G.C. e del mondo arbitrale. Ma se si fosse verificato il caso che la contiguità di cui Moggi beneficiava era pressoché identica alla medesima vicinanza che avevano altre persone di pari ruolo di società concorrenti della Juventus, come avrebbe potuto la società bianconera avere un “vantaggio in classifica a priori” sulle proprie concorrenti?
Terza valutazione. Il sentimento popolare.
Non è un dato sociologico, ma uno dei motivi che il Prof. Mario Serio (componente della Corte Federale, presieduta dal Prof. Sandulli, che ha condannato la Juventus alla Serie B) ha esplicitamente dichiarato alla stampa essere stato una delle fonti del convincimento dei giudici della F.I.G.C. nell’emanazione del verdetto contro la Juventus.
Ma le intercettazioni divulgate alla stampa sono state trasmesse in modo parziale (non volendosi usare la parola mirata), incentrandosi esse solamente su quelle di Luciano Moggi, e senza che fossero presenti quelle di altre figure di vertice di grandi società di Serie A; quindi l’indignazione popolare non poteva che indirizzarsi solamente che contro la Juventus….
Quarta considerazione, le omissioni della stampa.
Sono oramai anni che Paolo Bergamo ripete insistentemente, sia giornali che alle televisioni, che tutti i massimi dirigenti delle società di Serie A gli telefonavano con la stessa frequenza e con le stesse richieste, domande, lamentele e contestazioni con cui era solito contattarlo Luciano Moggi. L’inerzia e il silenzio della stampa e degli inquirenti a seguito della pubblica denuncia dell’ex designatore arbitrale si sono protratti per anni. Sono passati mesi da quando l’ex designatore arbitrale toscano ha pubblicato un libro con la sua pubblica rivelazione.
Ognuno può trarre la spiegazione che ritiene plausibile sui motivi di questa omissione, disattenzione, trascuratezza del mondo mediatico che appare illogica per chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale.
Infine non ci si può sottrarre da un’ultima valutazione, la più triste per chi scrive.
Un vecchio proverbio dice che “con i se e con i ma la storia non si fa”. Quindi non è possibile riscrivere quello che sarebbe stato l’andamento del calcio italiano se queste telefonate fossero state divulgate all’opinione pubblica nel maggio 2006, e messe a disposizione dei Giudici sportivi nel luglio dello stesso anno.
Ma si preferisce lasciare libera l’immaginazione di ogni lettore di figurare nella propria mente e fantasticare quella che sarebbe potuta essere la storia del calcio italiano se questa indagine non fosse stata condotta in modo parziale, e se i media avessero potuto (e anche voluto) fornire un quadro completo ai tifosi della scandalo Calciopoli, che adesso possiamo davvero tutti chiamare FARSOPOLI.
Pubblicato da Mumo Orsi a 21:54