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Timestamp: 2020-01-21 05:34:52+00:00
Document Index: 127939604

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 316', 'art. 640', 'art. 316', 'art. 316', 'art. 316', 'art. 640', 'art. 316', 'art. 316', 'art. 640', 'art. 316', 'art. 640', 'art. 316', 'art. 640', 'art. 15', 'art. 316', 'art. 316', 'art. 640']

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Motivi della decisione 1. La questione di diritto
La giurisprudenza delle Sezioni Unite risulta invece saldamente fondata sul criterio di specialità
La considerazione di tali profili pone in evidenza lautonomia esistente tra le fattispecie.
CASSAZIONE PENALE, SEZIONI UNITE, sentenza 28-04-2017, N. 20664
1. La Corte di appello di Genova, con sentenza del 18 febbraio 2016, ha confermato la pronuncia del Tribunale di Genova che ha condannato S.P. e B.F. quali responsabili del reato di cui all'art. 316 bis c.p., realizzato con la malversazione dei beni strumentali di proprietà della CED & Multiservice s.a.s., società di cui la prima risultava, all'atto della costituzione, socia accomandataria, e dal dicembre 2006 amministratrice, e la seconda socia di fatto: beni acquistati con l'impiego di finanziamenti pubblici, di cui non risultavano restituite ventuno delle ventotto rate che la società era tenuta a rimborsare. La pronuncia di primo grado ha determinato la sanzione a carico della S. in mesi otto di reclusione ed a carico della B. in anni uno di reclusione, con concessione ad entrambe della sospensione della pena, subordinata al pagamento della provvisionale in favore della parte civile. Il primo giudice ha inoltre applicato le pene accessorie e condannato le predette in solido al risarcimento del danno in favore della parte civile, a cui favore ha liquidato una provvisionale.
La pronuncia di primo grado ha contestualmente dichiarato non doversi procedere nei confronti della S. e della B. in relazione all'imputazione di cui all'art. 640 bis c.p., e ad ulteriori episodi riconducibili al reato di cui all'art. 316 bis c.p., per intervenuta prescrizione ed ha assolto le predette da una ulteriore imputazione di cui all'art. 316 bis c.p., per insussistenza del fatto.
L'accertamento di responsabilità è stato circoscritto alla sottrazione dei beni strumentali acquistati con i finanziamenti ottenuti ed al correlativo mancato pagamento delle rate residue allo scioglimento della società, riguardanti il prestito agevolato concesso, condotta che si è ritenuto integrare la violazione dell'art. 316 bis c.p..
2. Hanno proposto ricorso per cassazione i difensori della B. e della S., che deducono i seguenti identici motivi, ad eccezione del motivo relativo al mancato riconoscimento delle attenuanti generiche (sub 2.4.), proposto solo nell'interesse della B., alla quale sono state negate.
2.1. Violazione della legge penale e vizio della motivazione, in relazione all'applicazione dell'art. 640 bis c.p..
2.2. Mancanza, contraddittorietà e illogicità della motivazione, quanto alla verifica di sussistenza del reato di cui all'art. 316 bis c.p., connesso alla distrazione dei beni strumentali, accertato nel presupposto della natura fittizia dell'attività della CED & Multiservizi s.a.s., conclusione che si contesta.
2.3. Violazione di legge penale e vizio della motivazione, in relazione al mancato riconoscimento della natura sussidiaria del reato di cui all'art. 316 bis c.p., rispetto a quello di cui all'art. 640 bis c.p., essendo i due comportamenti contestati espressione di identica offesa al bene giuridico tutelato.
4. La difesa di parte civile ed il Procuratore generale hanno depositato memorie con le quali si contrasta la tesi del preteso assorbimento del reato di cui all'art. 316 bis c.p., nell'imputazione di cui all'art. 640 bis c.p., e si ribadisce l'autonomia delle fattispecie contestate.
1. La questione di diritto che ha generato la rimessione dei ricorsi alle Sezioni Unite è la seguente: "Se il reato di malversazione in danno dello Stato (art. 316 bis c.p.) concorra con quello di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis c.p.)".
1- non c’è rapporto di specialità tra 316bis e 640bis data la mancanza di identità di interessi protetti: le fattispecie quindi possono concorrere
2- i due diversi momenti di consumazione dei reati non valgono a far concorrere gli stessi, i quali sono in concorso apparente poiché offensivi dello stesso bene giuridico in stati e gradi diversi
art. 15 cp - principio di specialità
Altri criteri dottrinali non sostenuti in maniera concorde dalla giurisprudenza
Nel raffronto tra due fattispecie l’unico criterio utilizzabile per valutare la presenza di un concorso apparente di norme è quello di specialità
Elementi costitutivi dei reati in esame
Tre tipi di situazioni prospettabili:
a – truffa + malversazione;
b- truffa;
c – malversazione pura;
il che sottolinea la differenza strutturale tra le due fattispecie
Non c’è assorbimento della fattispecie meno grave in quella più grave
7.6. Va da ultimo rimarcato che i due reati si consumano fisiologicamente in tempi diversi - momento percettivo ed attività esecutiva, di natura omissiva istantanea - della condotta finanziata, e che nel caso di specie la condotta qualificata ai sensi dell'art. 316 bis c.p., si è distanziata di parecchi anni rispetto alla percezione delle provvidenze. Tale condizione di fatto, come già valutato da precedenti delle Sezioni Unite (sent. n. 23427 del 09/05/2001, Ndiaye, Rv. 218770) è un rilevante indicatore dell'autonomia delle fattispecie, preclusivo di un rapporto di identità tra norme suscettibile di qualificare un concorso apparente
Non c’è rapporto di sussidiarietà
9. Il quesito sottoposto all'attenzione delle Sezioni Unite deve quindi essere risolto nel senso seguente: "Il reato di malversazione in danno dello Stato (art. 316 bis c.p.) concorre con quello di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis c.p.)".