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Timestamp: 2019-08-19 02:28:57+00:00
Document Index: 77221764

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.38', 'sentenza ', 'art.582', 'sentenza ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art.30']

AVEVAMO LE SOLUZIONI - GLI ATTI - Dike Editrice
AVEVAMO LE SOLUZIONI - GLI ATTI
Beta è una associazione non riconosciuta che ha per scopo la diffusione della cultura letteraria. Nel settembre del 2015, l'associato, Tizio, agendo in nome dell'associazione, conclude con la società Epsilon un contratto per la consegna, presso le abitazioni del Comune di Alfa, di brochure pubblicizzanti una rappresentazione teatrale prevista per il successivo mese di dicembre. Il contratto prevede che l'attività di consegna venga svolta entro la fine del mese di ottobre.
Eseguita regolarmente la prestazione a suo carico nei termini pattuiti, la società Epsilon invia all'associazione Beta, a settembre 2016, la fattura per l'importo concordato di euro 8.000,00. Non avendo, però ottenuto il pagamento del dovuto, nel luglio del 2017 la predetta società, preferendo non rivolgere istanze giudiziarie, contro l'associazione, notifica a Tizio un atto di citazione per l'udienza del 25.01.2018, chiedendo la condanna del convenuto alla corresponsione della somma indicata nella predetta fattura. Ricevuta la notificazione dell'atto di citazione, Tizio, che fino a quel momento non ha ricevuto alcuna richiesta stragiudiziale di pagamento della predetta somma, si reca dal suo legale di fiducia intenzionato a difendersi dalle avverse pretese.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l'atto giudiziario ritenuto più utile alla difesa del proprio assistito, facendo valere le opportune ragioni in punto di rito e di merito.
La sentenza risolutiva è Cass. 17 giugno 2015, n. 12508, riportata sub art.38 c.c., par.1 come I massima nel nostro codice civile annotato con la giurisprudenza
La sentenza risolutiva è Cass. 22 settembre 2010, n. 37516, riportata sub art.582, par.4, pag.1164 nel nostro codice penale annotato con la giurisprudenza
In data 25.6.16, su ricorso di Caio, proprietario di un immobile confinante, il TAR di Beta annulla il predetto permesso di costruire, rilevando all'esito di una più apprezzabile istruttoria e sulla scorta di un ctu, l'illegittimità del titolo abitativo emesso in favore di Tizio. la sentenza passa in giudicato. A questo punto Tizio, con ricorso presentato dinnanzi al medesimo TAR, chiedo la condanna del comune di alfa al risarcimento del danno patito in conseguenza dell'annullamento del citato provvedimento abitativo a sé favorevole.
Ricevuta la notifica del ricorso, la giunta del comune di Alfa, delibera di resistere in giudizio conferendo l'incarico ad un avvocato del libero foro.
Il candidato, assunte le vesti del legale del comune di Alfa, rediga memoria di costituzione in giudizio facendo valere le ragioni del proprio assistito in punto sia di giurisdizione sia di merito.
La sentenza risolutiva è Cass. Sez. Un., 22 giugno 2017, n. 15640, riportata sub art.30 D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, par.8, pag.2148 nel nostro codice amministrativo annotato con la giurisprudenza