Source: https://it.scribd.com/document/71728245/L23ago1988-400
Timestamp: 2020-05-28 01:32:24+00:00
Document Index: 185028834

Matched Legal Cases: ['art. 74', 'art. 8', 'art.11', 'art.12', 'art.12', 'art. 1', 'art. 72', 'art. 1', 'art.1', 'art.1', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 74', 'art. 72', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12']

(pubbl. G.U. n.214. del 12 settembre 1988, S.O. n.86)
L23ago1988_400
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l. 400 del 1988
Direttiva editoria
<b>Determinazione delle fasce orarie di reperibilità per i pubblici dipendenti in caso di assenza per malattia.</b>
Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 15
DL Milleproroghe Versione Aggiornata
D.P.R. 184-06 accesso ai documenti
decreto+18+aprile+2007+n.76[1]
Decreto Del Presidente Del Consiglio Dei Ministri 12 Marzo 1994 (1)(2).
DIR_20160511
- art. 74, DLGS 3 febbraio 1993, n.29
- art. 8 e 13, L. 15 marzo 1997, n.59
- art.11, L. 5 febbraio 1999, n.25
- art.12, DLGS 30 luglio 1999, n.303
- art.12, L. 18 agosto 2000, n.248
- art. 1, L. 26 marzo 2001, n.81
- art. 72, DLGS 30 marzo 2001, n.165
- art. 1, DL. 12 giugno 2001, n.217, convertito con modificazioni dalla L. 3 agosto 2001, n. 317
- art.1, L. 9 gennaio 2006, n.12
- art.1, co. 22-ter, DL 18 maggio 2006, n.181, convertito con modificazioni dalla L. 17 luglio 2006, n.233
Capo I Gli organi del Governo
Art. 1 Gli Organi del Governo - Formula di giuramento
1. Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri,
2. Il decreto di nomina del Presidente del Consiglio dei ministri è da lui controfirmato, insieme
ai decreti di accettazione delle dimissioni del precedente Governo.
3. Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano
giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica con la seguente formula: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione».
Art. 2 Attribuzioni del Consiglio dei ministri
1. Il Consiglio dei ministri determina la politica generale del Governo e, ai fini dell'attuazione di
essa, l'indirizzo generale dell'azione amministrativa; delibera altresì su ogni questione relativa
all'indirizzo politico fissato dal rapporto fiduciario con le Camere. Dirime i conflitti di attribuzione tra i ministri.
a) le dichiarazioni relative all'indirizzo politico, agli impegni programmatici ed alle questioni su
cui il Governo chiede la fiducia del Parlamento;
c) i decreti aventi valore o forza di legge e i regolamenti da emanare con decreto del Presidente
d) gli atti di sua competenza previsti dall'articolo 127 della Costituzione e dagli statuti regionali
speciali in ordine alle leggi regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano, salvo quanto stabilito dagli statuti speciali per la regione siciliana e per la regione Valle d'Aosta;
e) le direttive da impartire tramite il commissario del Governo per l'esercizio delle funzioni
amministrative delegate alle regioni, che sono tenute ad osservarle;
f) le proposte che il ministro competente formula per disporre il compimento degli atti in
sostituzione dell'amministrazione regionale, in caso di persistente inattività degli organi nell'esercizio delle funzioni delegate, qualora tali attività comportino adempimenti da svolgersi entro i termini perentori previsti dalla legge o risultanti dalla natura degli interventi;
g) le proposte di sollevare conflitti di attribuzione o di resistere nei confronti degli altri poteri
dello Stato, delle regioni e delle province autonome;
h) le linee di indirizzo in tema di politica internazionale e comunitaria e i progetti dei trattati e
degli accordi internazionali, comunque denominati, di natura politica o militare;
i) gli atti concernenti i rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica di cui all'articolo 7 della
n) la richiesta motivata di registrazione della Corte dei conti ai sensi dell'articolo 25 del regio
decreto 12 luglio 1934, n. 1214;
p) le determinazioni concernenti l'annullamento straordinario, a tutela dell'unità dell'ordinamento, degli atti amministrativi illegittimi, previo parere del Consiglio di Stato;
q) gli altri provvedimenti per i quali sia prescritta o il Presidente del Consiglio dei ministri
ritenga opportuna la deliberazione consiliare.
4. L'individuazione degli atti da sottoporre alla deliberazione del Consiglio dei Ministri è
tassativa, anche agli effetti dell'articolo 3, comma 1, della legge 15 gennaio 1994, n. 20.
Art. 3 Nomine alla presidenza di enti, istituti o aziende di competenza dell’amministrazione statale
1. Le nomine alla presidenza di enti, istituti o aziende di carattere nazionale, di competenza
dell'amministrazione statale, fatta eccezione per le nomine relative agli enti pubblici creditizi, sono effettuate con decreto del Presidente della Repubblica emanato su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri adottata su proposta del
2. Resta ferma la vigente disciplina in ordine all'acquisizione del parere delle competenti
1. Il Consiglio dei ministri è convocato dal Presidente del Consiglio dei ministri, che ne fissa
2. Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, designato nel decreto di
nomina, è il segretario del Consiglio ed esercita le relative funzioni; cura la verbalizzazione e la
conservazione del registro delle deliberazioni.
3. Il regolamento interno disciplina gli adempimenti necessari per l'iscrizione delle proposte di
iniziativa legislativa e di quelle relative all'attività normativa del Governo all'ordine del giorno
del Consiglio dei ministri; i modi di comunicazione dell'ordine del giorno e della relativa documentazione ai partecipanti alle riunioni del Consiglio dei ministri; i modi di verbalizzazione, conservazione e conoscenza delle deliberazioni adottate; le modalità di informazione sui lavori del Consiglio.
4. Il regolamento interno del Consiglio dei ministri è emanato con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, ed è pubblicato nella
b) chiede la fiducia sulle dichiarazioni di cui alla lettera a) del comma 3 dell'articolo 2 e pone,
direttamente o a mezzo di un ministro espressamente delegato, la questione di fiducia;
c) sottopone al Presidente della Repubblica le leggi per la promulgazione; in seguito alla
deliberazione del Consiglio dei ministri, i disegni di legge per la presentazione alle Camere e, per l'emanazione, i testi dei decreti aventi valore o forza di legge, dei regolamenti governativi e degli altri atti indicati dalle leggi;
d) controfirma gli atti di promulgazione delle leggi nonché ogni atto per il quale è intervenuta
deliberazione del Consiglio dei ministri gli atti che hanno valore o forza di legge e, insieme con il
ministro proponente, gli altri atti indicati dalla legge;
e) presenta alle Camere i disegni di legge di iniziativa governativa e, anche attraverso il ministro
espressamente delegato, esercita le facoltà del Governo di cui all'articolo 72 della Costituzione;
f) esercita le attribuzioni di cui alla legge 11 marzo 1953, n. 87, e promuove gli adempimenti di
competenza governativa conseguenti alle decisioni della Corte costituzionale. Riferisce inoltre periodicamente al Consiglio dei ministri, e ne dà comunicazione alle Camere, sullo stato del contenzioso costituzionale, illustrando le linee seguite nelle determinazioni relative agli interventi nei giudizi dinanzi alla Corte costituzionale. Segnala altresì, anche su proposta dei ministri competenti, i settori della legislazione nei quali, in relazione alle questioni di legittimità costituzionale pendenti, sia utile valutare l'opportunità di iniziative legislative del Governo.
ai sensi dell'articolo 95, primo comma, della
2. Il Presidente del Consiglio dei ministri, Costituzione:
a) indirizza ai ministri le direttive politiche ed amministrative in attuazione delle deliberazioni
del Consiglio dei ministri nonché quelle connesse alla propria responsabilità di direzione della politica generale del Governo;
b) coordina e promuove l'attività dei ministri in ordine agli atti che riguardano la politica
generale del Governo;
può sospendere l'adozione di atti da parte dei ministri competenti in ordine a questioni
immediatamente successiva;
d) concorda con i ministri interessati le pubbliche dichiarazioni che essi intendano rendere ogni
qualvolta, eccedendo la normale responsabilità ministeriale, possano impegnare la politica
e) adotta le direttive per assicurare l'imparzialità, il buon andamento e l'efficienza degli uffici
pubblici e promuove le verifiche necessarie; in casi di particolare rilevanza può richiedere al
ministro competente relazioni e verifiche amministrative;
f) promuove l'azione dei ministri per assicurare che le aziende e gli enti pubblici svolgano la loro
attività secondo gli obiettivi indicati dalle leggi che ne definiscono l'autonomia e in coerenza con
i conseguenti indirizzi politici e amministrativi del Governo;
g) esercita le attribuzioni conferitegli dalla legge in materia di servizi di sicurezza e di segreto di
h) può disporre, con proprio decreto, l'istituzione di particolari Comitati di ministri, con il
compito di esaminare in via preliminare questioni di comune competenza, di esprimere parere
su direttive dell'attività del Governo e su problemi di rilevante importanza da sottoporre al
Consiglio dei ministri, eventualmente avvalendosi anche di esperti non appartenenti alla pubblica amministrazione;
i) può disporre la costituzione di gruppi di studio e di lavoro composti in modo da assicurare la
presenza di tutte le competenze dicasteriali interessate ed eventualmente di esperti anche non appartenenti alla pubblica amministrazione.
a) promuove e coordina l'azione del Governo relativa alle politiche comunitarie e assicura la
coerenza e la tempestività dell'azione di Governo e della pubblica amministrazione nell'attuazione delle politiche comunitarie, riferendone periodicamente alle Camere; promuove gli adempimenti di competenza governativa conseguenti alle pronunce della Corte di giustizia delle Comunità europee; cura la tempestiva comunicazione alle Camere dei procedimenti normativi in corso nelle Comunità europee, informando il Parlamento delle iniziative e posizioni assunte dal Governo nelle specifiche materie;
b) promuove e coordina l'azione del Governo per quanto attiene ai rapporti con le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano e sovraintende all'attività dei commissari del Governo.
1. Il Presidente del Consiglio dei ministri, nello svolgimento delle funzioni previste dall'articolo
95, primo comma, della Costituzione, può essere coadiuvato da un Comitato, che prende nome
di Consiglio di Gabinetto, ed è composto dai ministri da lui designati, sentito il Consiglio dei
Il Presidente del Consiglio dei ministri può invitare a singole sedute del Consiglio di Gabinetto
altri ministri in ragione della loro competenza.
3. I Comitati di ministri e quelli interministeriali istituiti per legge debbono tempestivamente
comunicare al Presidente del Consiglio dei ministri l'ordine del giorno delle riunioni. Il Presidente
del Consiglio dei ministri può deferire singole questioni al Consiglio dei ministri, perché stabilisca le direttive alle quali i Comitati debbono attenersi, nell'ambito delle norme vigenti.
1. Il Governo è delegato ad emanare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della
presente legge, norme aventi valore di legge ordinaria intese a ridurre e riordinare i Comitati di ministri, compresi quelli non istituiti con legge, ed i Comitati interministeriali previsti dalle leggi vigenti, ad eccezione del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, anche in relazione alle norme, agli strumenti ed alle procedure disciplinate nella presente legge, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:
b) coordinamento delle attività inerenti a settori omogenei di competenza anche se ripartiti fra
più Ministeri.
2. I decreti delegati di cui al comma 1 sono emanati previo parere delle Commissioni permanenti
delle Camere competenti per materia. Il Governo procede comunque alla emanazione dei decreti delegati qualora tale parere non sia espresso entro trenta giorni dalla richiesta.
3. Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei
ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, si provvede ad adottare norme regolamentari volte a garantire procedure uniformi in ordine alla convocazione, alla fissazione dell'ordine del giorno, al numero legale, alle decisioni e alle forme di conoscenza delle attività dei Comitati.
1. Il Presidente del Consiglio dei ministri può proporre al Consiglio dei ministri l'attribuzione ad
uno o più ministri delle funzioni di Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Ricorrendo questa ipotesi, in caso di assenza o impedimento temporaneo del Presidente del Consiglio dei ministri, la supplenza spetta al Vicepresidente o, qualora siano nominati più Vicepresidenti, al Vicepresidente più anziano secondo l'età.
2. Quando non sia stato nominato il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, la supplenza di cui
al comma 1 spetta, in assenza di diversa disposizione da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, al ministro più anziano secondo l'età.
1. All'atto della costituzione del Governo, il Presidente della Repubblica, su proposta del
Presidente del Consiglio dei ministri, può nominare, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ministri senza portafoglio, i quali svolgono le funzioni loro delegate dal Presidente del
Consiglio dei ministri sentito il Consiglio dei ministri, con provvedimento da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale.
2. Ogni qualvolta la legge o altra fonte normativa assegni, anche in via delegata, compiti
specifici ad un Ministro senza portafoglio ovvero a specifici uffici o dipartimenti della Presidenza
del Consiglio dei Ministri, gli stessi si intendono comunque attribuiti, rispettivamente, al Presidente del Consiglio dei Ministri, che può delegarli a un Ministro o a un Sottosegretario di Stato, e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dei ministri, può conferire ai
ministri, con decreto di cui è data notizia nella Gazzetta Ufficiale, incarichi speciali di Governo
4. Il Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, può
conferire al Presidente del Consiglio stesso o ad un ministro l'incarico di reggere ad interim un
Dicastero, con decreto di cui è data notizia nella Gazzetta Ufficiale.
1. I sottosegretari di Stato sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su
proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro che il
sottosegretario è chiamato a coadiuvare, sentito il Consiglio dei ministri.
2. Prima di assumere le funzioni i sottosegretari di Stato prestano giuramento nelle mani del
Presidente del Consiglio dei ministri con la formula di cui all'articolo 1.
3. I sottosegretari di Stato coadiuvano il ministro ed esercitano i compiti ad essi delegati con
decreto ministeriale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Fermi restando la responsabilità politica e i poteri di indirizzo politico dei Ministri ai sensi dell'articolo 95 della Costituzione, a non più di dieci Sottosegretari può essere attribuito il titolo di vice ministro, se ad essi sono conferite deleghe relative ad aree o progetti di competenza di una o più strutture dipartimentali ovvero di più direzioni generali. In tale caso la delega, conferita dal Ministro competente, è approvata dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri.
4. I sottosegretari di Stato possono intervenire, quali rappresentanti del Governo, alle sedute
delle Camere e delle Commissioni parlamentari, sostenere la discussione in conformità alle direttive del ministro e rispondere ad interrogazioni ed interpellanze. I vice ministri di cui al comma 3 possono essere invitati dal Presidente del Consiglio dei Ministri, d'intesa con il Ministro competente, a partecipare alle sedute del Consiglio dei Ministri, senza diritto di voto, per riferire su argomenti e questioni attinenti alla materia loro delegata.
5. Oltre al sottosegretario di Stato nominato segretario del Consiglio dei ministri, possono essere
nominati presso la Presidenza del Consiglio dei ministri altri sottosegretari per lo svolgimento di determinati compiti e servizi. La legge sull'organizzazione dei Ministeri determina il numero e le attribuzioni dei sottosegretari. Entro tali limiti i sottosegretari sono assegnati alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed ai Ministeri.
1. Al fine di realizzare specifici obiettivi determinati in relazione a programmi o indirizzi
deliberati dal Parlamento o dal Consiglio dei ministri o per particolari e temporanee esigenze di coordinamento operativo tra amministrazioni statali, può procedersi alla nomina di commissari
straordinari del Governo, ferme restando le attribuzioni dei Ministeri, fissate per legge.
2. La nomina è disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente
del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Con il medesimo decreto sono determinati i compiti del commissario e le dotazioni di mezzi e di personale. L'incarico è conferito per il tempo indicato nel decreto di nomina, salvo proroga o revoca. Del
conferimento dell'incarico è data immediata comunicazione al Parlamento e notizia nella Gazzetta Ufficiale.
3. Sull'attività del commissario straordinario riferisce al Parlamento il Presidente del Consiglio
dei ministri o un ministro da lui delegato.
Capo II RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME
1. È istituita, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con compiti di
informazione, consultazione e raccordo, in relazione agli indirizzi di politica generale suscettibili
di incidere nelle materie di competenza regionale, esclusi gli indirizzi generali relativi alla
politica estera, alla difesa e alla sicurezza nazionale, alla giustizia.
La Conferenza è convocata dal Presidente del Consiglio dei ministri almeno ogni sei mesi, ed
ogni altra circostanza in cui il Presidente lo ritenga opportuno, tenuto conto anche delle
richieste dei presidenti delle regioni e delle province autonome. Il Presidente del Consiglio dei ministri presiede la Conferenza, salvo delega al ministro per gli affari regionali o, se tale incarico non è attribuito, ad altro ministro. La Conferenza è composta dai presidenti delle regioni a statuto speciale e ordinario e dai presidenti delle province autonome. Il Presidente del Consiglio dei ministri invita alle riunioni della Conferenza i ministri interessati agli argomenti iscritti all'ordine del giorno, nonché rappresentanti di amministrazioni dello Stato o di enti pubblici.
3. La Conferenza dispone di una segreteria, disciplinata con decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri, di concerto con il ministro per gli affari regionali.
4. Il decreto di cui al comma 3 deve prevedere l'inclusione nel contingente della segreteria di
personale delle regioni o delle province autonome, il cui trattamento economico resta a carico delle regioni o delle province di provenienza.
a) sulle linee generali dell'attività normativa che interessa direttamente le regioni e sulla
determinazione degli obiettivi di programmazione economica nazionale e della politica finanziaria e di bilancio, salve le ulteriori attribuzioni previste in base al comma 7 del presente articolo;
b) sui criteri generali relativi all'esercizio delle funzioni statali di indirizzo e di coordinamento
inerenti ai rapporti tra lo Stato, le regioni, le province autonome e gli enti infraregionali, nonché sugli indirizzi generali relativi alla elaborazione ed attuazione degli atti comunitari che riguardano le competenze regionali;
c) sugli altri argomenti per i quali il Presidente del Consiglio dei ministri ritenga opportuno
acquisire il parere della Conferenza.
presente legge, previo parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali che deve esprimerlo entro sessanta giorni dalla richiesta, norme aventi valore di legge ordinaria intese a provvedere al riordino ed alla eventuale soppressione degli altri organismi a composizione mista Stato-regioni previsti sia da leggi che da provvedimenti amministrativi in modo da trasferire alla Conferenza le attribuzioni delle commissioni, con esclusione di quelle che operano sulla base di competenze tecnico-scientifiche, e rivedere la pronuncia di pareri nelle questioni di carattere generale per le quali debbano anche essere sentite tutte le regioni e province autonome, determinando le modalità per l'acquisizione di tali pareri, per la cui formazione possono votare solo i presidenti delle regioni e delle province autonome.
1. [ Abrogato dall'art. 10, comma 10, L. 5 giugno 2003, n. 131 ]
2. [ Abrogato dall'art. 10, comma 10, L. 5 giugno 2003, n. 131 ]
3. Per la regione siciliana e per la regione Valle d'Aosta il coordinamento dei programmi degli
interventi statali e regionali, nel rispetto di quanto previsto dagli Statuti speciali, viene disciplinato dalle norme di attuazione, che dovranno prevedere apposite forme di intesa. Per la regione autonoma della Valle d'Aosta restano ferme le disposizioni contenute nel D.Lgs.Lgt. 7 settembre 1945, n. 545.
4. [ Abrogato dall'art. 10, comma 10, L. 5 giugno 2003, n. 131 ]
5. [ Abrogato dall'art. 10, comma 10, L. 5 giugno 2003, n. 131 ]
6. [ Abrogato dall'art. 10, comma 10, L. 5 giugno 2003, n. 131 ]
7. [ Abrogato dall'art. 10, comma 10, L. 5 giugno 2003, n. 131 ]
8. [ Abrogato dall'art. 10, comma 10, L. 5 giugno 2003, n. 131 ]
Capo III Potestà normativa del governo
1. I decreti legislativi adottati dal Governo ai sensi dell'articolo 76 della Costituzione sono emanati dal Presidente della Repubblica con la denominazione di «decreto legislativo» e con l'indicazione, nel preambolo, della legge di delegazione, della deliberazione del Consiglio dei ministri e degli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla legge di delegazione.
2. L'emanazione del decreto legislativo deve avvenire entro il termine fissato dalla legge di
delegazione; il testo del decreto legislativo adottato dal Governo è trasmesso al Presidente della Repubblica, per la emanazione, almeno venti giorni prima della scadenza.
3. Se la delega legislativa si riferisce ad una pluralità di oggetti distinti suscettibili di separata
disciplina, il Governo può esercitarla mediante più atti successivi per uno o più degli oggetti predetti. In relazione al termine finale stabilito dalla legge di delegazione, il Governo informa periodicamente le Camere sui criteri che segue nell'organizzazione dell'esercizio della delega.
4. In ogni caso, qualora il termine previsto per l'esercizio della delega ecceda i due anni, il
Governo è tenuto a richiedere il parere delle Camere sugli schemi dei decreti delegati. Il parere è espresso dalle Commissioni permanenti delle due Camere competenti per materia entro sessanta giorni, indicando specificamente le eventuali disposizioni non ritenute corrispondenti alle direttive della legge di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni successivi, esaminato il parere, ritrasmette, con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, i testi alle Commissioni per il parere definitivo che deve essere espresso entro trenta giorni.
1. I provvedimenti provvisori con forza di legge ordinaria adottati ai sensi dell'articolo 77 della
Costituzione sono presentati per l'emanazione al Presidente della Repubblica con la denominazione di «decreto-legge» e con l'indicazione, nel preambolo, delle circostanze straordinarie di necessità e di urgenza che ne giustificano l'adozione, nonché dell'avvenuta deliberazione del Consiglio dei ministri.
a) conferire deleghe legislative ai sensi dell'articolo 76 della Costituzione ;
c) rinnovare le disposizioni di decreti-legge dei quali sia stata negata la conversione in legge con
il voto di una delle due Camere;
e) ripristinare l'efficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale per vizi
non attinenti al procedimento.
3. I decreti devono contenere misure di immediata applicazione e il loro contenuto deve essere
immediatamente dopo la sua emanazione e deve contenere la clausola di presentazione al
Parlamento per la conversione in legge.
5. Le modifiche eventualmente apportate al decreto-legge in sede di conversione hanno
efficacia dal giorno successivo a quello della pubblicazione della legge di conversione, salvo che
quest'ultima non disponga diversamente. Esse sono elencate in allegato alla legge.
6. Il Ministro di grazia e giustizia cura che del rifiuto di conversione o della conversione parziale,
purché definitiva, nonché della mancata conversione per decorrenza del termine sia data
immediata pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Art. 16 Atti aventi valore o forza di legge. Valutazione delle conseguenze finanziarie
1. Non sono soggetti al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti i decreti del
Presidente della Repubblica, adottati su deliberazione del Consiglio dei ministri, ai sensi degli articoli 76 e 77 della Costituzione .
2. Il Presidente della Corte dei conti, in quanto ne faccia richiesta la Presidenza di una delle
Camere, anche su iniziativa delle Commissioni parlamentari competenti, trasmette al Parlamento le valutazioni della Corte in ordine alle conseguenze finanziarie che deriverebbero dalla conversione in legge di un decreto-legge o dalla emanazione di un decreto legislativo adottato dal Governo su delegazione delle Camere.
1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri,
b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio,
esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre
che non si tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni
dettate dalla legge;
e) [ Abrogata dall'art. 74, D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, e dall'art. 72, D.Lgs. 30 marzo
2001, n. 165 ]
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri,
sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le
norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari.
ministro o di autorità sottordinate al ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della
legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono
recare la denominazione di «regolamento», sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
stabilendo che tali uffici hanno esclusive competenze di supporto dell'organo di direzione
politica e di raccordo tra questo e l'amministrazione;
diversificazione tra strutture con funzioni finali e con funzioni strumentali e loro organizzazione per funzioni omogenee e secondo criteri di flessibilità eliminando le duplicazioni funzionali;
e) previsione di decreti ministeriali di natura non regolamentare per la definizione dei compiti
delle unità dirigenziali nell'ambito degli uffici dirigenziali generali
Capo IV Organizzazione amministrativa della Presidenza del Consiglio dei ministri e riordino di talune funzioni
1. [ Abrogato dall'art. 12, D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 303 ]
2. Al Segretariato è preposto un segretario generale, nominato con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, tra i magistrati delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrativa, gli
avvocati dello Stato, i dirigenti generali dello Stato ed equiparati, i professori universitari di ruolo ovvero tra estranei alla pubblica amministrazione. Il Presidente del Consiglio dei ministri può, con proprio decreto, nominare altresì il vicesegretario generale scelto tra le predette categorie. Con la medesima procedura può essere disposta la revoca del decreto di nomina del segretario generale e del vicesegretario generale.
3. I decreti di nomina del segretario generale, del vicesegretario generale, dei capi dei dipartimenti e degli uffici di cui all'articolo 21 cessano di avere efficacia dalla data del giuramento del nuovo Governo. Il segretario generale, il vicesegretario generale ed i capi dei dipartimenti e degli uffici di cui all'articolo 21, ove pubblici dipendenti e non appartenenti al ruolo della Presidenza del Consiglio dei ministri, sono collocati fuori ruolo nelle amministrazioni di provenienza. Sono del pari collocati obbligatoriamente fuori ruolo nelle amministrazioni di appartenenza, oltre agli esperti di cui all'articolo 3 della legge 8 marzo 1999, n. 50, i vice capi
delle strutture che operano nelle aree funzionali relative al coordinamento dell'attività normativa ed amministrativa del Governo, al coordinamento degli affari economici, alla promozione dell'innovazione nel settore pubblico e coordinamento del lavoro pubblico, nonché il dirigente generale della polizia di Stato preposto all'Ispettorato generale che è adibito alla sicurezza del Presidente e delle sedi del Governo e che, per quanto attiene al suo speciale impiego, dipende funzionalmente dal Segretario generale.
4. La funzione di capo dell'ufficio stampa può essere affidata ad un elemento estraneo
all'amministrazione, il cui trattamento economico è determinato in conformità a quello dei
dirigenti generali dello Stato.
5. [ Abrogato dall'art. 12, D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 303 ]
1. Il Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri assicura il supporto
all'espletamento dei compiti del Presidente del Consiglio dei ministri, curando, qualora non siano state affidate alle responsabilità di un ministro senza portafoglio o delegate al sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, le seguenti funzioni:
b) assicurare il quadro conoscitivo sullo stato di attuazione del programma di Governo, anche
mediante il sistema informativo e di documentazione della Presidenza del Consiglio dei ministri
in collegamento con i corrispondenti sistemi delle Camere e degli altri organismi pubblici ed
avvalendosi dell'attività dell'ISTAT;
c) curare gli adempimenti e predisporre gli atti necessari alla formulazione ed al coordinamento
delle iniziative legislative, nonché all'attuazione della politica istituzionale del Governo;
d) provvedere alla periodica ricognizione delle disposizioni legislative e regolamentari in vigore
anche al fine del coordinamento delle disposizioni medesime;
e) collaborare alle iniziative concernenti i rapporti tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e
gli organi dello Stato nonché predisporre gli elementi di valutazione delle questioni di rilevanza costituzionale;
predisporre gli elementi necessari per la risoluzione delle questioni interessanti la competenza
più Ministeri e per assicurare all'azione amministrativa unità di indirizzo;
curare la raccolta comparativa dei dati sull'andamento della spesa, della finanza pubblica e
dell'economia nazionale, ai fini di valutazioni tecniche sulla coerenza economico-finanziaria dell'attività di Governo, avvalendosi dell'ISTAT nonché dei sistemi informativi e dell'apporto di ricerca delle altre amministrazioni e di organismi pubblici;
h) predisporre gli adempimenti per l'intervento del Governo nella programmazione dei lavori parlamentari e per la proposizione nelle sedi competenti delle priorità governative; assicurare una costante e tempestiva informazione sui lavori parlamentari anche al fine di coordinare la presenza dei rappresentanti, del Governo; provvedere agli adempimenti necessari per l'assegnazione dei disegni di legge alle due Camere, vigilando affinché il loro esame si armonizzi con la graduale attuazione del programma governativo; curare gli adempimenti inerenti alla presentazione di emendamenti ai progetti di legge all'esame del Parlamento, nonché gli adempimenti concernenti gli atti del sindacato ispettivo, istruendo quelli rivolti al Presidente del Consiglio e al Governo;
i) assistere, anche attraverso attività di studio e di documentazione, il Presidente del Consiglio
dei ministri nella sua attività per le relazioni internazionali che intrattiene e, in generale, negli
atti di politica estera;
i-bis) assistere il Presidente del Consiglio dei Ministri nell'esercizio delle sue attribuzioni istituzionali in materia di rapporti con le Confessioni religiose, ferme restando le attribuzioni del
Ministero dell'interno di cui all'articolo 14, comma 2, lettera d), del decreto legislativo sul riordinamento dei Ministeri;
l) assistere il Presidente del Consiglio dei ministri nella sua attività per le relazioni con gli
organismi che provvedono alla difesa nazionale;
m) curare il cerimoniale della Presidenza 873 Consiglio dei ministri;
n) curare lo studio e l'elaborazione delle modifiche necessarie a conformare la legislazione al
fine della uguaglianza tra i sessi ed assistere il Presidente del Consiglio dei ministri in relazione
al coordinamento delle amministrazioni competenti nell'attuazione dei progetti nazionali e locali aventi il medesimo fine;
o) curare
comunitaria, nonché la raccolta di dati e informazioni ed il compimento di analisi sulle implicazioni per l'Italia delle politiche comunitarie;
e ai tempi di applicazione della normativa
gli adempimenti relativi ai modi
curare gli adempimenti relativi ai rapporti con le regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano; all'esame delle leggi regionali ai fini dell'articolo 127 della Costituzione; al
coordinamento tra legislazione statale e regionale; all'attività dei commissari del Governo nelle regioni; ai problemi delle minoranze linguistiche e dei territori di confine;
q) mantenere i contatti con gli organi di informazione attraverso il capo dell'ufficio stampa del
r) svolgere le attività di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri inerenti alla
gestione amministrativa del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali, della Corte dei conti, dell'Avvocatura dello Stato, nonché degli altri organi ed enti che alla Presidenza
del Consiglio dei ministri fanno capo;
s) curare le attività preliminari e successive alle deliberazioni del comitato per la liquidazione
delle pensioni privilegiate ordinarie e di ogni altro organo collegiale operante presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per disposizione di legge o di regolamento;
[ L'art. 12, D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 303, ha abrogato la lett. s) per quanto riguarda il riferimento al comitato per la liquidazione delle pensioni privilegiate ordinarie ]
u) curare le questioni concernenti il personale della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché
il coordinamento dei servizi amministrativi e tecnici;
[ Abrogato dall'art. 12, comma 4, D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 303 ]
cc) [ Abrogato dall'art. 12, comma 4, D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 303 ]
L'ufficio di segreteria del Consiglio dei ministri assicura la documentazione e l'assistenza
necessarie per il Presidente ed i ministri in Consiglio; coadiuva il sottosegretario di Stato alla
Presidenza del Consiglio dei ministri, curando gli adempimenti preparatori dei lavori del Consiglio, nonché quelli di esecuzione delle deliberazioni del Consiglio stesso.
2. [ Abrogato dall'art. 8, D.Lgs. 31 luglio 2003, n. 226 ]
3. [ Abrogato dall'art. 12, D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 303 ]
4. [ Abrogato dall'art. 12, D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 303 ]
6. Nei casi in cui un dipartimento della Presidenza del Consiglio dei ministri sia affidato alla
responsabilità di un ministro senza portafoglio, il capo del dipartimento è nominato con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro interessato.
7. Qualora un dipartimento non venga affidato ad un ministro senza portafoglio, il capo del
dipartimento dipende dal segretario generale della Presidenza.
Art. 23 Ufficio centrale per il coordinamento dell’iniziativa legislativa e dell’attività normativa del governo
2. Per ciascuna legge o atto avente valore di legge e per ciascun regolamento pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale l'Ufficio segnala al Presidente del Consiglio dei ministri, ai fini della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, le disposizioni abrogate o direttamente modificate per effetto delle nuove disposizioni di legge o di regolamento.
3. L'Ufficio indica in rapporti periodici al Presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri
interessati incongruenze e antinomie normative relative ai diversi settori legislativi; segnala la necessità di procedere alla codificazione della disciplina di intere materie o alla redazione di testi unici. Tali rapporti vengono inviati a cura della Presidenza del Consiglio dei ministri, alla Presidenza della Camera dei deputati e alla Presidenza del Senato della Repubblica.
4. In relazione a testi normativi di particolare rilevanza l'Ufficio provvede a redigere il testo
coordinato della legge e del regolamento vigenti.
5. Le indicazioni fornite e i testi redatti dall'Ufficio hanno funzione esclusivamente conoscitiva e
non modificano il valore degli atti normativi che ne sono oggetto.
6. Il decreto del Presidente della Repubblica di cui al comma 1 regolamenta l'organizzazione e
l'attività dell'Ufficio prevedendo la possibilità che questo si avvalga di altri organi della pubblica amministrazione e promuova forme di collaborazione con gli uffici delle presidenze delle giunte
regionali al fine di armonizzare i testi normativi statali e regionali.
7. All'Ufficio è preposto un magistrato delle giurisdizioni superiori, ordinaria o amministrativa,
ovvero un dirigente generale dello Stato o un avvocato dello Stato o un professore universitario
di ruolo di discipline giuridiche.
presente legge, norme aventi valore di legge ordinaria per la riforma degli enti e degli organismi
pubblici di informazione statistica in base ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) che sia attuato il sistematico collegamento e l'interconnessione di tutte le fonti pubbliche
preposte alla raccolta e alla elaborazione dei dati statistici a livello centrale e locale;
b) che sia istituito un ufficio di statistica presso ogni amministrazione centrale dello Stato,
incluse le aziende autonome, e che gli uffici così istituiti siano posti alle dipendenze funzionali
dell'ISTAT;
d) che sia garantito il principio dell'imparzialità e della completezza nella raccolta, nella
elaborazione e nella diffusione dei dati;
e) che sia garantito l'accesso diretto da parte del Parlamento, delle regioni, di enti pubblici, di
organi dello Stato, di persone giuridiche, di associazioni e singoli cittadini ai dati elaborati con i
limiti espressamente previsti dalla legge e nel rispetto dei diritti fondamentali della persona;
g) che sia garantita l'autonomia dell'ISTAT in materia di strutture, di organizzazione e di risorse
delle Camere competenti per materia. Il Governo procede comunque alla emanazione dei decreti delegati qualora tale parere non sia espresso entro sessanta giorni dalla richiesta.
1. Le funzioni di vigilanza su enti pubblici ed istituzioni le cui funzioni istituzionali non siano
considerate coerenti con le competenze proprie della Presidenza del Consiglio dei ministri, e che siano attribuite alla Presidenza del Consiglio medesima da leggi, regolamenti o statuti, sono trasferite ai ministri che saranno individuati, in relazione agli specifici settori di competenza, con decreti del Presidente della Repubblica, adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
2. La funzione di vigilanza sul Consiglio nazionale delle ricerche è attribuita al ministro
competente a presentare al Parlamento la relazione sullo stato della ricerca scientifica.
Art. 26 Dipartimento per l’informazione e l’editoria
1. Nell'ambito del Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri è istituito il
dipartimento per l'informazione e l'editoria, che sostituisce la direzione generale delle informazioni, dell'editoria e della proprietà letteraria, artistica e scientifica e subentra nell'esercizio delle funzioni a questa spettanti.
2. All'organizzazione del dipartimento si provvede in conformità al comma 3 dell'articolo 21.
Art. 27 Spese della Presidenza del Consiglio dei Ministri e istituzione di una ragioneria centrale
[ Abrogato dall'art. 12, D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 303 ]
1. I capi dei dipartimenti e degli uffici di cui all'articolo 21 nonché dell'ufficio di segreteria del
Consiglio dei ministri sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri tra le
categorie di personale di cui all'articolo 18, comma 2.
1. Il Presidente del Consiglio dei ministri può avvalersi di consulenti e costituire comitati di
consulenza, di ricerca o di studio su specifiche questioni.
2. Per tali attività si provvede con incarichi a tempo determinato da conferire a magistrati,
docenti universitari, avvocati dello Stato, dirigenti e altri dipendenti delle amministrazioni dello Stato, degli Enti pubblici, anche economici, delle aziende a prevalente partecipazione pubblica o anche ad esperti estranei all'amministrazione dello Stato.
Capo V PERSONALE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Abrogato dall'art. 12, D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 303 ]
1. L'indennità di cui all'articolo 8 della legge 8 agosto 1985, n. 455, spetta al personale in ruolo
2. I dipendenti da amministrazioni diverse dalla Presidenza del Consiglio dei ministri ed in
servizio presso di essa in posizione di comando o fuori ruolo conservano il trattamento economico dell'amministrazione di appartenenza e ad essi viene attribuita una indennità mensile non pensionabile stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri d'intesa con il
ministro del tesoro ai fini di perequazione del rispettivo trattamento economico complessivo con quello spettante al personale di qualifica pari od equiparata di cui al comma 1. Tale indennità, spettante anche al personale dei Gabinetti e delle segreterie particolari dei ministri senza portafoglio e dei sottosegretari di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, non può comunque superare il limite massimo previsto dall'articolo 8, comma 1, della legge 8 agosto 1985, n. 455, e ad essa si applicano le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 del medesimo articolo.
3. Il Presidente del Consiglio dei ministri determina con proprio decreto, di concerto con il
ministro del tesoro, gli uffici ed i dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei ministri cui si applicano i criteri di attribuzione di ore di lavoro straordinario di cui all'articolo 19 della legge 15 novembre 1973, n. 734.
4. Il compenso degli esperti, dei consiglieri a tempo parziale e del personale incaricato di cui
alle tabelle A e B, allegate alla presente legge, nonché dei componenti del comitato di cui all'articolo 21, comma 1, è determinato con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri d'intesa con il ministro del tesoro.
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato di concerto con i ministri
dell'interno e del tesoro, viene fissato il contingente del personale appartenente ai corpi di polizia assegnato alla Presidenza del Consiglio dei ministri per l'assolvimento di compiti connessi a quelli d'istituto dei corpi di provenienza.
2. I posti nei rispettivi corpi di appartenenza resisi vacanti a seguito della destinazione alla
Presidenza del Consiglio dei ministri prevista dal comma 1 sono considerati disponibili per nuove nomine.
3. La restituzione del personale di cui al presente articolo al corpo di appartenenza avviene, ove
necessario, anche in soprannumero, salvo successivo riassorbimento.
Art. 34 Oneri relativi al personale a disposizione della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed agli uffici dei commissari del Governo nelle regioni
1. Le amministrazioni e gli enti di appartenenza continuano a corrispondere gli emolumenti al
proprio personale posto a disposizione della Presidenza del Consiglio dei ministri. La Presidenza del Consiglio dei ministri provvede a rimborsare i relativi oneri nei riguardi delle amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo e delle amministrazioni pubbliche non statali e assume a proprio carico le spese relative alla dotazione degli immobili da destinare a sede dei commissari del Governo nelle regioni.
Art. 36 Stato giuridico del personale amministrativo
1. Per quanto non diversamente disposto dalla presente legge, al personale amministrativo della
Presidenza del Consiglio dei ministri si applicano le norme relative ai dipendenti civili dello Stato.
2. Al predetto personale, proveniente da amministrazioni pubbliche non statali e da enti pubblici
anche economici, è data facoltà di optare per il mantenimento della posizione assicurativa già costituita nell'ambito dell'assicurazione generale obbligatoria, delle forme sostitutive o esclusive dell'assicurazione stessa e degli eventuali fondi integrativi di previdenza esistenti presso le
amministrazioni di provenienza.
1. Il personale con qualifica di dirigente generale, livello B e C, ed equiparata, di dirigente
superiore e di primo dirigente, in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri alla data
entrata in vigore della presente legge, è inquadrato a domanda, nei limiti della metà dei posti
ruolo indicati nella tabella A, nelle qualifiche corrispondenti del ruolo dei consiglieri della
2. In sede di prima applicazione della presente legge, l'accesso alla qualifica di primo dirigente,
nel limite del 25 per cento dei posti di cui all'allegata tabella A, avviene mediante il concorso speciale per esami previsto dall'articolo 2 della legge 10 luglio 1984, n. 301, e secondo le modalità ivi stabilite, al quale sono ammessi, a domanda, gli impiegati in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri in possesso di laurea inquadrati nelle qualifiche settima e superiori, nonché quelli con qualifica di ispettore generale e di direttore di divisione del ruolo ad esaurimento, purché alla data di entrata in vigore della presente legge gli aventi titolo a partecipare al concorso abbiano maturato almeno nove anni di servizio effettivo nella carriera direttiva.
3. Il personale delle qualifiche funzionali e di quelle ad esaurimento, comunque in servizio alla
data di entrata in vigore della presente legge presso la Presidenza del Consiglio dei ministri in posizione di comando o fuori ruolo, viene inquadrato a domanda nelle qualifiche corrispondenti
del personale in ruolo della Presidenza del Consiglio dei ministri nei limiti dei posti della tabella
Il personale di cui al comma 3 può chiedere di essere inquadrato, anche in soprannumero e
previo superamento di esame-colloquio, nella qualifica funzionale della carriera immediatamente superiore, con il profilo professionale corrispondente alle mansioni superiori lodevolmente esercitate per almeno due anni, purché in possesso del titolo di studio richiesto per l'accesso alla nuova qualifica ovvero, ad esclusione della carriera direttiva, di un'anzianità di servizio effettivo non inferiore a dieci anni. Tale beneficio non potrà comunque essere attribuito
al personale che, per effetto di norme analoghe a quella prevista nel presente comma, abbia
comunque fruito, anche presso le Amministrazioni di appartenenza, di avanzamenti di carriera o
promozioni a qualifiche superiori, disposti a seguito di valutazione delle mansioni svolte.
5. Le domande di cui ai commi 1, 3 e 4 debbono essere presentate entro il termine perentorio di
6. Alle operazioni di inquadramento di cui ai commi 1 e 3, che debbono essere ultimate entro
quindici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede una commissione nominata dal Presidente del Consiglio dei ministri e presieduta dal sottosegretario di Stato alla
Presidenza del Consiglio dei ministri o, per sua delega, da un magistrato amministrativo con qualifica di Presidente di Sezione del Consiglio di Stato o equiparata e composta da quattro membri effettivi e quattro supplenti di qualifica non inferiore al personale da inquadrare o docenti universitari di diritto pubblico. Tale commissione individua gli aventi diritto
all'inquadramento, in relazione ai posti disponibili, a seguito della valutazione, da effettuarsi in base a criteri oggettivi predeterminati dalla commissione stessa, dei titoli culturali, professionali
e di merito, con particolare riguardo alla qualità del servizio prestato, alla durata del periodo di effettivo servizio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri nonché all'anzianità maturata presso le amministrazioni e gli enti di provenienza.
7. Al personale di cui ai commi 3 e 4 si applicano le disposizioni previste nei commi 3 e 4 dell'
articolo 2 della legge 8 agosto 1985, n. 455.
I posti delle qualifiche funzionali rimasti disponibili dopo le operazioni di inquadramento, e
quelli che tali si renderanno nei cinque anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, sono conferiti mediante concorso per titoli ed esame-colloquio riservato al personale comunque in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri in possesso dei requisiti di cui all'articolo 14, commi secondo e terzo, della legge 11 luglio 1980, n. 312. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono determinate, distintamente per le categorie interessate, le materie dell'esame-colloquio e le modalità di partecipazione e di svolgimento del concorso.
9. Ai fini di quanto previsto dai commi 3, 6 e 8 si considerano indisponibili i posti da conferire
mediante i concorsi di cui all'articolo 6 della legge 8 agosto 1985, n. 455
10. Il personale che abbia presentato domanda di inquadramento ai sensi dei commi 1, 3 e 4
continua a prestare servizio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri anche nel periodo
compreso tra la data di entrata in vigore della presente legge e la conclusione del procedimento
di inquadramento. Nello stesso periodo resta fermo per tale personale quanto previsto
dall'articolo 8 della legge 8 agosto 1985, n. 455.
11. Nella prima attuazione della presente legge, al fine di far fronte alle vacanze eventualmente
esistenti nei posti in ruolo della Presidenza del Consiglio dei ministri, potrà essere chiamato personale di altre amministrazioni in posizione di comando o fuori ruolo anche in eccedenza ai limiti relativi a dette posizioni previsti dalle allegate tabelle, nel numero massimo stabilito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il ministro del tesoro.
Per lo svolgimento delle funzioni previste dall'articolo 27 della legge 29 marzo, 1983, n. 93,
Presidenza del Consiglio dei ministri si avvale del personale dirigente e di quello delle
qualifiche ad esaurimento e funzionali in servizio presso il Dipartimento della funzione pubblica,
nei limiti dei contingenti numerici di cui ai quadri A, B e C della tabella allegata al decreto del
Presidente della Repubblica 20 giugno 1984, n. 536. I contingenti numerici di cui ai quadri B e C della predetta tabella si aggiungono in ragione di due terzi alle posizioni di ruolo organico di cui alle tabelle A e B, allegate alla presente legge, e del restante terzo alle posizioni di comando e di fuori ruolo di cui alle tabelle stesse.
13. Il personale assunto entro la data del 31 agosto 1987, ai sensi dell'articolo 36 della legge 28
febbraio 1986, n. 41, ed in servizio alla medesima data, è collocato a domanda nelle categorie del personale non di ruolo previste dalla tabella 1 allegata al regio decreto-legge 4 febbraio 1937, n. 100, e successive modifiche ed integrazioni. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del tesoro, sono emanate disposizioni per l'inquadramento in ruolo del predetto personale.
Capo VI Norme finali e finanziarie
1. Fino a quando non saranno emanati i decreti di cui al comma 5 dell'articolo 21, restano ferme
le disposizioni vigenti relative alla organizzazione di uffici cui siano preposti ministri senza portafoglio.
2. Per la segreteria particolare del Presidente del Consiglio dei ministri, per i Gabinetti e le
segreterie particolari del Vicepresidente del Consiglio dei ministri e dei ministri senza portafoglio, nonché per la segreteria particolare del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, si applicano le disposizioni vigenti.
4. Sono soppressi i profili professionali e la distinzione in ruoli di cui alla tabella allegata alla
legge 8 agosto 1985, n. 455.
5. Si considerano indisponibili i posti da conferire mediante i concorsi di cui all'articolo 6 della
1. L'onere derivante dalla attuazione della presente legge nonché dell'articolo 8, legge 8 agosto
1985, n. 455, ivi compresa l'applicazione di quest'ultima legge al personale comunque in servizio presso gli uffici dei ministri senza portafoglio, presso il comitato per le pensioni privilegiate ordinarie e presso i commissari del Governo, è valutato in lire 6.000 milioni per l'anno 1988 ed in lire 35.050 milioni per gli anni 1989 e 1990. Alla spesa relativa si provvede, quanto a lire 6.000 milioni per l'anno 1988 ed a lire 34.750 milioni per ciascuno degli anni 1989 e 1990, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1988-1990, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno finanziario 1988, all'uopo utilizzando lo specifico accantonamento «Disciplina dell'attività di Governo ed ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri», e, quanto a lire 300 milioni per ciascuno degli anni 1989 e 1990, mediante utilizzo delle proiezioni per gli anni medesimi dell'accantonamento «Riforma del processo amministrativo» iscritto, ai fini del bilancio triennale 1988-1990, al predetto capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per il
2. Contestualmente agli inquadramenti del personale delle amministrazioni dello Stato, anche ad
ordinamento autonomo, nel ruolo di cui alle allegate tabelle, il ministro del tesoro è autorizzato a stornare con propri decreti dai competenti capitoli degli stati di previsione delle amministrazioni di provenienza ai pertinenti capitoli dello stato di previsione della Presidenza del Consiglio dei ministri gli importi relativi agli stipendi ed altri assegni fissi in godimento di ciascun dipendente interessato dall'inquadramento.
Tabella A (18) (articoli 30, 31, 32 e 38)
+--------------------------+-----------+-----------+-----------+
| Comandati | Esperti e |
e fuori |consiglieri|
parziale |
|Dirigente generale,livello|
qualifiche|
|Dirigente
commissariati di Governo in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge.
personale dirigente dei
4 riservati
Tabella B (18) (articoli 30, 32, 37 e 38)
| Comandati |
| In ruolo
| | Incaricati|
|Qualifiche ad esaurimento.|
|9ª qualifica
|8ª qualifica
|7ª qualifica
|6ª qualifica
|5ª qualifica
|4ª qualifica
|3ª qualifica
|2ª qualifica
Tabella C (18) (19) (articoli 30, 38 e 39)
ORGANICO DEL PERSONALE DEI COMMISSARIATI DEL GOVERNO
NELLE REGIONI +--------------------------------------+-----------+-----------+
In ruolo |
|Qualifiche ad
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