Source: http://ascn.it/leggi12.htm
Timestamp: 2018-01-20 22:59:59+00:00
Document Index: 50569775

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 14', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 32', 'art. 12']

Leggi e Decreti 12
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione Distaccata di Catania, Sezione III, con l'intervento dei Signori Magistrati:
- Salvatore Schillaci - Presidente f.f.
- Concetta Anastasi - Primo Referendario
- Daniele Burzichelli - Referendario rel.
sulla domanda di sospensione del provvedimento impugnato con il ricorso n.5130/2000, proposto da "L.A.V., Lega Antivivisezione", "W.W.F., Associazione Italiana per il World Wide Fund for Nature", "Associazione Nazionale Legambiente", "L.I.P.U., Lega Italiana Protezione Uccelli" rappresentate e difese dagli Avv.ti Antonella Bonanno, Nicola Giudice e Giuseppe Piccione, elettivamente domiciliate presso lo studio dell'Avv. Salvatore Corsello, in Catania, Via Alberto Mario 67;
- la Presidenza della Regione Siciliana, in persona del Presidente "pro tempore";
- l'Assessorato per l'Agricoltura e le Foreste della Regione Siciliana, in persona dell'Assessore "pro tempore";
rappresentati e difesi dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catania, presso i cui uffici domiciliano per legge;
con l'intervento "ad opponendum" di
- Associazione Siciliana Caccia e Natura, in persona del Presidente "pro tempore", rappresentata e difesa dall'Avv. Angelo Russo, presso il cui studio in Catania, Viale Libertà 160, è elettivamente domiciliata;
- Arci Caccia, Comitato Regionale, in persona del legale rappresentante "pro tempore";
- Federazione Italiana della Caccia, in persona del legale rappresentante "pro tempore";
- Federazione Siciliana della Caccia, in persona del legale rappresentante "pro tempore";
- Caccia Pesca, Ambiente e Sport, in persona del legale rappresentante "pro tempore";
rappresentate e difese dagli Avv.ti Giovanni Pitruzzella e Carlo Comande, elettivamente domiciliate presso lo studio dell'Avv. Agatino Cariola, in Catania, Via XX Settembre 47/E;
- del Decreto Assessoriale 15.6.2000, incluso il relativo allegato A, avente ad oggetto il Calendario venatorio 2000-2001, e dei Decreti Assessoriali di modifica 13.7.2000 e 27.7.2000;
- del Decreto Presidenziale 7.7.2000 con cui è stato emanato il Piano regionale faunistico venatorio 2000-2004, nella parte relativa all'individuazione, delimitazione e descrizione degli ambiti territoriali di caccia;
Udito alla Camera di Consiglio del 14.11.2000 il Referendario Daniele Burzichelli;
Uditi, altresì, i difensori delle parti, come da relativo verbale d'udienza;
Visto l'art. 21 legge n.1034/1971;
- l'eccezione di inammissibilità del gravame sollevata dall'Amministrazione resistente non pare ad una prima delibazione, fondata;
- le ricorrenti, invero, sono associazioni costituite per la salvaguardia, in senso ampio, del patrimonio ambientale e, pertanto, sono portatrici di uno specifico interesse differenziato da quello generale della comunità e da quello particolare di ciascun individuo;
- anche l'eccezione relativa all'irregolarità dei mandati può essere superata, atteso che almeno uno di essi è legittimamente conferito;
- l'art. 14, primo comma, legge n.157/1992 dispone che le regioni, con apposite norme, sentite le organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale e le province interessate, ripartiscono il territorio agro-silvo-pastorale destinato alla caccia programmata ai sensi dell'articolo 10, comma 6, in ambiti territoriali di caccia, di dimensioni subprovinciali, possibilmente e delimitati da confini naturali;
- la disposizione indicata non prescrive che le norme di individuazione degli ambiti territoriali di caccia avvenga in via legislativa;
- ammesso che la Corte Costituzionale abbia ritenuto che tale individuazione debba avvenire in via legislativa, tale affermazione costituisce un semplice "obiter dictum", in quanto tale non vincolante;
- l'esistenza di una competenza esclusiva non impedisce all'Ente di avvalersi di strumenti amministrativi per la gestione della relativa materia;
- il parere dell'I.N.F.S. è stato richiesto in data 9.6.2000, come prescritto dal citato art. 14 legge n. 157/1992 e ribadito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 4/2000;
- il calendario venatorio deve, peraltro, essere emanato entro il 15 giugno, come prescritto dall'art. 18, primo comma legge regionale n.33/1997, onde può ben comprendersi il particolare andamento della procedura nel caso che interessa (adozione del calendario e successive modifiche a seguito dell'acquisizione del parere dell'I.N.F.S.);
- l'Amministrazione ha parzialmente tenuto conto dei rilievi dell'I.N.F.S.;
- il parere dell'I.N.F.S., ad avviso del Collegio, non è vincolante, come invece assumono le ricorrenti, posto che, se così fosse, le Regioni risulterebbero, in buona sostanza, esautorate della propria competenza;
- è vero, invece, che la Regione deve motivare il proprio diverso avviso rispetto a quello dell'Istituto, onde consentire agli interessati e al giudice di verificare la legittimità e la ragionevolezza dell sue determinazioni;
- congrua motivazione va resa anche in ordine all'istituzione di ambiti territoriali di caccia che superano l'estensione indicata dall'I.N.F.S. nel documento orientativo del febbraio 1994;
- a nulla rileva la circostanza che i rilievi dell'I.N.F.S. sono identici a quelli già espressi e disattesi in anni precedenti, in quanto l'Amministrazione è tenuta a verificare ( e a motivare) se le condizioni di fatto attuali giustificano ancora il proprio diverso avviso;
- le questioni di legittimità costituzionale sollevate dalle ricorrenti non paiono, allo stato, rilevanti, anche in relazione al carattere assorbente della censura relativa al difetto di motivazione (per i punti in cui i rilievi dell'I.N.F.S. sono stati disattesi);
- l'esecuzione dei provvedimenti impugnati comporta in danno delle ricorrenti un pregiudizio grave e irreparabile, avuto riguardo alla compromissione ambientale che deriva da un esercizio non adeguatamente regolato della pur legittima attività venatoria;
- d'altronde, la mancanza di un legittimo calendario venatorio e di ambiti territoriali di caccia regolarmente individuati, cui consegue il generale divieto di esercitare la caccia, reca un pregiudizio irreparabile in danno dei cacciatori, ai quali va assicurato, come a tutti i cittadini, il diritto di ricrearsi esercitando la disciplina sportiva da essi prescelta in funzione della salvaguardia della salute della loro persona (art. 32 Cost.), e può persino compromettere l'equilibrio ambientale, cagionando la sovrappolazione di particolari specie animali;
- l'Amministrazione dovrà, quindi, con la massima tempestività approvare il calendario venatorio e delimitare gli ambiti territoriali di caccia, dando conto in modo puntuale e ragionato del proprio diverso avviso rispetto al parere e ai criteri indicati dall'I.N.F.S., onde impedire una situazione di stallo che si traduca in un pregiudizio grave e irreparabile per i cacciatori e le associazioni controinteressate;
Il Tribunale Amministrativo per la Sicilia, Sezione Staccata di Catania, Sezione III:
1) accoglie la domanda di sospensione dei provvedimenti impugnati nei termini in cui motivazione, con divieto di esercitare la caccia su tutto il territorio della Regione Sicilia, ordinando all'Amministrazione di riprovvedere onde assicurare il legittimo esercizio dell'attività venatoria;
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione; essa viene depositata in Segreteria che provvederà a darne immediata comunicazione alle parti anche soltanto via telefax ai sensi dell'art. 12 legge n.205/2000.
Catania, 14.11.2000
Depositata in Segreteria il 20 Novembre 2000