Source: https://www.condominioweb.com/utilizzo-colonna-di-scarico-rifiuti.16531
Timestamp: 2020-01-18 07:41:45+00:00
Document Index: 167066124

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1102', 'art. 1102', 'Cass. Sez. ', 'art. 1102', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ']

Valida la delibera che autorizza l'uso della colonna di scarico dei rifiuti e il passaggio di tubi del gas sulla facciata
Irrilevante che dell'autorizzazione possono beneficiare solo i condomini i cui appartamento sono serviti dalla colonna di scarico
La vecchia canna per lo scarico della spazzatura non doveva essere adibita a scarico dei fumi; inoltre, era irrilevante che dell'autorizzazione si potessero beneficiare solo i condomini i cui appartamento sono serviti dalla colonna di scarico.
La vicenda. Tizio e Caia impugnarono davanti al Tribunale la delibera assembleare del Condominio con la quale, all'unanimità dei presenti era stato autorizzato, chi lo richiede, al passaggio della tubazione del gas in facciata e all'uso dell'attuale pattumiera per alloggiare il nuovo contatore e l'eventuale caldaia di produzione di acqua calda. In primo grado, il Tribunale rigettò l'opposizione.
=> Inferriate e caldaia in facciata. Non serve il consenso dell'assemblea condominiale
In secondo grado, la Corte d'appello, in parziale accoglimento dell'impugnazione degli attori, annullò la delibera, assumendo che essa, implicando una innovazione, avrebbe dovuto essere approvata con la maggioranza rinforzata dei due terzi.
Nel giudizio di legittimità, la Corte di cassazione, con la sentenza n. 945 del 16/1/2013, accolto il ricorso principale del Condominio, cassò la decisione d'appello per avere erratamente affermato che la delibera costituisse un'innovazione; la Corte di Torino, in sede di rinvio, accolse l'appello e annullò la delibera.
In pratica, secondo il ragionamento di questa decisione, la nuova utilizzazione del tubo di scarico dei rifiuti era "limitata ai soli condomini della verticale con veduta anche sul cortile, mancando invece per ragioni strutturali la possibilità per gli altri condomini di farne lo stesso uso ovvero farne diverso uso qualora anche un solo condomino vi installi la caldaia", con conseguente lesione del diritto d'uso della cosa comune; le caldaie a gas erano foriere, per scienza comune, d'emissione di calore, fumo, ossido di carbonio e scintille, così impedendo altri usi del locale già adibito a pattumiera; infine, non avrebbe potuto collocarsi, per divieto di legge (I. n. 46/1990) più di una caldaia.
Avverso tale decisione, il Condominio ha proposto ricorso in Cassazione eccependo che la violazione e/o falsa applicazione dell'art. 1102, cod. civ., in quanto il pari uso deve intendersi potenziale, ma non assolutamente paritetico e qui non era prevedibile che altri condomini diversi da quelli posti in corrispondenza della canna (uno per ognuno dei tre piani) potesse giammai usare la stessa al fine autorizzato, salvo a utilizzare quella posta in corrispondenza della facciata del proprio appartamento (trattavasi di tre canne, che potevano essere sfruttate, rispettivamente, da ognuno dei tre condomini di riferimento).
Il ragionamento della Cassazione. Premesso ciò, secondo gli ermellini, la vecchia canna per lo scarico della spazzatura non doveva essere adibita a scarico dei fumi e, inoltre, era irrilevante che dell'autorizzazione si potessero beneficiare solo i condomini i cui appartamento sono serviti dalla colonna di scarico.
Difatti, la nozione di pari uso della cosa comune, agli effetti dell'art. 1102 cod. civ., non va intesa nei termini di assoluta identità dell'utilizzazione del bene da parte di ciascun comproprietario, in quanto l'identità nel tempo e nello spazio di tale uso comporterebbe un sostanziale divieto per ogni partecipante di servirsi del bene a proprio esclusivo o particolare vantaggio, pure laddove non risulti alterato il rapporto di equilibrio tra i condomini nel godimento dell'oggetto della comunione (Cass. Sez. 2, n. 7466, 14/4/2015); sicché, i limiti posti dall'art. 1102 c.c. all'uso della cosa comune da parte di ciascun condòmino, ossia il divieto di alterarne la destinazione e l'obbligo di consentirne un uso paritetico agli altri comproprietari, non impediscono al singolo condòmino, se rispettati, di servirsi del bene anche per fini esclusivamente propri e di trarne ogni possibile utilità (Cass. Sez. 2, n. 6458, 6/3/2019).
In conclusione , il ricorso del Condominio è stato accolto.
COLONNA DI SCARICO SULLA FACCIATA CONDOMINIALE
Alcuni proprietari avevano impugnato la delibera dell'assemblea che aveva autorizzato chiunque lo richiedesse a far passare la tubazione del gas sulla facciata dell'edificio e a usare il locale destinato a pattumiera per alloggiare il contatore e la caldaia per la produzione di acqua calda.
Secondo la Cassazione, i limiti posti dall'articolo 1102 del codice civile all'uso della cosa comune da parte di ciascun condomino, ossia il divieto di alterarne la destinazione e l'obbligo di consentirne un uso paritetico agli altri comproprietari, non impediscono al singolo, se rispettati, di servirsi del bene anche per fini esclusivamente propri e di trarne ogni possibile utilità.
Cass. Sez. 2, n. 6458, 6/3/2019; Cass. Sez. 2, n. 7466, 14/4/2015
È valida la delibera che autorizza l'uso della colonna di scarico dei rifiuti e il passaggio di tubi del gas sulla facciata. Di conseguenza, è irrilevante che solo alcuni partecipanti possano usufruire dell'iniziativa perché l'utilizzazione delle parti comuni non deve essere paritetica. Cass. civ., sez. II, ord. 16 dicembre 2019, n. 33154
=> Raccolta dei rifiuti. Spetta all'assemblea condominiale individuare le nuove modalità di espletamento del servizio comune
Scarica Cass. civ. sez. II ord. 16 dicembre 2019 n. 33154
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Valida la delibera che autorizza l'uso della colonna di scarico dei rifiuti ed il passaggio di tubi...
Assunta Gilardi sabato 04 gennaio 2020 alle ore 14:12
Noi avevamo comprato gli appartamenti con una condotta di circa 8 mq, con apertura di botola sulla parete di fianco all'ascensore su ogni pianerottolo ove si buttava il sacco della spazzatura, sacco che finiva in un vano al piano scantinato. Le botole furono chiuse e dopo anni siamo venuti a conoscenza che agli appartamenti confinanti, abusivamente si sono appropriati degli 8 mq ed hanno ampliati i propri ingressi.
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