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Timestamp: 2017-03-26 11:24:28+00:00
Document Index: 130685874

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 25', 'DTF ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 9']

2C_35/2010 (04.10.2010)
2C_35/2010
Il cittadino italiano A.________, divorziato, è dipendente di una ditta di costruzioni con alloggio a X.________ (Cantone Ticino).
Con istanza del 12 febbraio 2007, A.________ ha chiesto all'Ufficio delle imposte alla fonte il riconoscimento delle deduzioni per alimenti da lui versati a favore dei figli e per interessi passivi, non considerate nelle aliquote per l'anno 2006.
Il 20 giugno 2008, l'Ufficio delle imposte alla fonte ha respinto detta istanza rilevando che le sole deduzioni ammesse in questo ambito erano quelle che presentavano una relazione diretta con i redditi tassati alla fonte, in quanto A.________ non aveva né domicilio né dimora fiscale in Svizzera e vi era quindi solo limitatamente imponibile. Il 24 novembre 2008, respinto è stato pure il reclamo interposto l'8 luglio 2008 davanti al medesimo Ufficio, con cui egli aveva contestato di essere solo limitatamente imponibile in Svizzera e quindi nuovamente rivendicato il diritto di far valere le deduzioni fino a quel momento non considerate.
Il 17 dicembre 2008, A.________ si è allora rivolto alla Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello la quale, con sentenza del 25 novembre 2009, ha accolto il gravame e rinviato l'incarto all'istanza precedente per nuova decisione.
Nel suo giudizio, la Corte cantonale ha preliminarmente confermato che, per il periodo in questione, A.________ doveva essere considerato solo limitatamente imponibile in Svizzera ed escluso che la decisione su reclamo fosse lesiva dell'art. 25 della Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana per evitare le doppie imposizioni del 9 marzo 1976 (CDI-I; RS 0.672.945.41), da lui espressamente richiamato nel ricorso. Essa ha poi osservato che, in linea di principio, non si può considerare discriminatorio un diverso trattamento fiscale dei residenti e dei non residenti, così come effettivamente previsto anche nel caso in esame riguardo alle deduzioni richieste. Sulla base della giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee (CGCE), oggi Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE), ha però aggiunto che un diverso trattamento del non residente che non consegue redditi significativi nel suo Stato di residenza dev'essere considerato discriminante. Di conseguenza ha rilevato che, quando un contribuente assoggettato alla fonte consegue almeno il 90 % del suo reddito complessivo in Svizzera, l'autorità fiscale ha anch'essa il dovere di rimuovere la discriminazione determinata dalla sua imposizione alla fonte, per esempio considerando l'importo degli alimenti versati a favore dei figli e gli interessi passivi nella determinazione dell'aliquota applicabile al reddito imponibile, nell'ambito di una sua rettifica.
La Corte cantonale ha pertanto rinviato l'incarto all'istanza inferiore. In base al giudizio impugnato, spettava infatti a quest'ultima verificare se il qui opponente, limitatamente imponibile in Svizzera, vi avesse in quel periodo conseguito almeno il 90 % del suo reddito complessivo e, in caso affermativo, decidere in quale modo rimuovere la discriminazione determinata dalla sua imposizione alla fonte.
Il 14 gennaio 2010, la Divisione delle contribuzioni del Dipartimento delle finanze e dell'economia del Cantone Ticino ha presentato dinanzi al Tribunale federale un ricorso in materia di diritto pubblico con cui - considerato che per contribuenti soggetti alla trattenuta alla fonte senza domicilio o dimora fiscale in Svizzera il legislatore cantonale e federale non ha previsto deduzioni per alimenti e per interessi passivi - chiede l'annullamento della decisione del 25 novembre 2009.
3.1 Nel caso in esame, la Camera di diritto tributario ha annullato la decisione su reclamo dell'autorità fiscale con cui quest'ultima negava al contribuente, sulla base delle norme di diritto federale e cantonale concernenti l'imposta alla fonte, il riconoscimento delle deduzioni per alimenti da lui versati a favore dei figli e per interessi passivi, non considerate nelle aliquote per l'anno 2006.
3.3 A torto. In una fattispecie concernente un contribuente residente in Francia e imposto alla fonte nel Canton Ginevra dove lavorava (DTF 136 II 241; cfr. anche Adriano Marantelli, Das Bundesgericht schlägt eine erste Bresche in die Quellenbesteuerung, in Jusletter del 12 aprile 2010), il Tribunale federale si è in effetti proprio espresso nel senso indicato dalla Corte cantonale osservando - sulla base degli art. 2 e 21 ALC così come 5 e 9 cpv. 2 Allegato I ALC, rilevanti in ambito di fiscalità diretta, e considerando la giurisprudenza della CGCE - che un trattamento fiscale diverso da quello di un residente, di persone non residenti che conseguono più del 90 % del loro reddito in Svizzera, non può essere ammesso. Un simile trattamento è infatti lesivo del di-vieto di discriminazione ancorato all'art. 2 ALC e all'art. 9 cpv. 2 Allegato I ALC, norme direttamente applicabili anche alla fattispecie - che riguarda un cittadino italiano dimorante in Svizzera, dove lavora - e prevalenti rispetto a disposizioni contrarie di diritto cantonale e federale.