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Timestamp: 2017-08-23 20:31:02+00:00
Document Index: 171710549

Matched Legal Cases: ['art.1910', 'art.178', 'art.2697', 'art.1910', 'art.1910', 'art. 1908', 'art. 1910', 'art. 1910', 'art. 1910', 'art. 1910', 'sentenza ', 'art. 1910', 'art. 1910', 'art.1910']

News assicurazioni presso diversi assicuratori by Roberto Paternicò - issuu
NEWS L’ASSICURAZIONE PRESSO DIVERSI ASSICURATORI
Alcuni aspetti dell’art.1910 del codice civile sono lasciati all’interpretazione di dottrina e giurisprudenza e mai precisati nel contenuto della norma, lasciando così, l’assicurato e l’assicuratore in balia della volatilità degli orientamenti nel silenzio normativo.
a ssicuratori, solo in ca so di omissione dolosa dell'avviso. Pr o p r i o s u q u e s t ’ u l t i m o aspetto è necessario porre attenzione e cioè sull’onere di provare l’omissione dolosa. La giurisprudenza sostiene che la prova dell’esistenza del dolo incomba sugli assicuratori e che in mancanza di tale prova il diritto all'indennizzo non potrà essere negato, ma non vi è certezza di tale applicazione. L’unico caso d’inversione dell’onere della prova è normato nell’art.178 del codice delle assicurazioni ed attiene il contratto di assicurazione sulla vita di cui ai rami III e V dell'articolo 2, comma 1, mentre per le altre fattispecie si segue il disposto dell’art.2697 del codice civile.
L’onere della prova. Per il primo punto, con l’art.1910 C.C., si prevede che “Se per il medesimo rischio sono contratte separatamente più assicurazioni presso diversi assicuratori, l'assicurato deve dare avviso di tutte le assicurazioni a ciascun assicuratore” e che per il combinato disposto del primo e terzo comma di detto articolo, l'assicurato deve adempiere a tale obbligo, verso gli assicuratori, in due distinti momenti e cioè alla stipula del contratto ed alla Ora, il silenzio normativo di denuncia del sinistro. cui dell’art.1910 c.c. circa il La legge non indica alcun succitato onere può creare per termine per la comunicazione, l’assicurato un diﬃcile esercizio prevedendo, invece, l'esonero dal probatorio a suo carico e vedersi pagamento dell'indennità, per gli così negato l’indennizzo da parte degli assicuratori. A CURA DEL DR. ROBERTO PATERNICO’
L’ART.1910 DEL CODICE CIVILE As s i c u ra z i o n e p re s s o d i v e r s i assicuratori. [I]. Se per il medesimo rischio sono contratte separatamente più assicurazioni presso diversi assicuratori, l'assicurato deve dare avviso di tutte le assicurazioni a ciascun assicuratore. [II]. Se l'assicurato omette dolosamente, di dare l'avviso, gli assicuratori non sono tenuti a pagare l'indennità. [III]. Nel caso di sinistro, l'assicurato deve darne avviso a tutti gli assicuratori a norma de$'articolo 1913, indicando a ciascuno il nome degli altri. L'assicurato può chiedere a ciascun assicuratore l'indennità dovuta secondo il rispettivo contratto, purché le somme complessivamente riscosse non superino l'ammontare del danno. [IV]. L'assicuratore che ha pagato ha diritto di regresso contro gli altri per la ripartizione proporzionale in ragione de$e indennità dovute secondo i rispettivi contratti. Se un assicuratore è insolvente, la sua quota viene ripartita &a gli altri assicuratori.
*** I punti in discussione: 1.
la specifica dell’onere della prova;
2. la modulazione della non applicabilità del principio indennitario connesso al valore dell’essere umano per le coperture infortuni; 3. l’ampliamento della facoltà tecnica-assicurativa verso forme di garanzia sussidiarie e/o complementari
Il v a l o re d e l l ’e s s e re umano. Nell'assicurazione contro i danni con l’applicazione del principio indennitario si assimila anche la fattispecie degli infortuni alle persone. Si è aﬀermato che anche il corpo umano, come i danni alle cose, può essere oggetto di una valutazione economica e che la liquidazione forfettaria impiegata nella polizza infortuni trova nella polizza danni, c.d. stimata di cui all'art. 1908 c.c., un elemento di affinità. Per quanto riguarda il rapporto con l'art. 1910 c.c., è però opinione diﬀusa che non si applichi l'intera disposizione, ma solamente i primi due commi accomunando, quindi, l'assicurazione infortuni all'assicurazione vita.
applicare i commi 3 e 4 dell'art. 1910 c.c. agli infortuni non mortali. Pa r e c o s ì c h e i l m a n c a t o r i c h i a m o all'inapplicabilità dei commi 3 e 4 dell'art. 1910 c.c. agli infortuni non mortali non valga come regola giuridica ma eventualmente come opinione del giudicante.
Per quanto esposto, pur mutuando le diverse indicazioni di dottrina e giurisprudenza diviene necessario porre ordine nella norma ed evitare che il valore assicurabile per la polizza infortuni diventi una mera somma prefissata per ciascun assicurato in funzione della sua età, delle sue condizioni fisiche e reddituali, tra l’altro, non facilmente quantificabili e sempre discutibili per il relativo In senso contrario, è stato aﬀermato che, indennizzo. nell'assicurazione presso diversi assicuratori, L’assicurazione non complementare. La l'assicurato che chiede all'assicuratore l'indennità caratteristica dell'assicurazione plurima o presso dovuta secondo il rispettivo contratto è tenuto a provare che le somme complessivamente da lui diversi assicuratori, così come dettata dall'art. 1910 riscosse per il medesimo sinistro non superino c.c., è rappresentata dalla presenza di più contratti l'ammontare del danno soﬀerto in conseguenza di assicurazione stipulati con assicuratori diversi, da chi ne ha interesse o per suo conto da altro dello stesso. soggetto, per lo stesso rischio e con identica La sentenza della Suprema Corte del 10 aprile durata. 2002, n. 5119, mostra come i precedenti interventi Il principio che regola l'assicurazione presso dei giudici di legittimità abbiano eﬀettuato "una d i v e r s i a s s i c u r a to r i è s t a to , c h i a r a m e n te , valutazione caso per caso volta a valutare se, in relazione a$a fattispecie in esame, fosse o meno adattabile sintetizzato dalla Suprema Corte laddove ha a$'assicurazione contro gli infortuni una determinata aﬀermato che "In base al disposto de$'art. 1910 del c.c. norma, dettata per l'assicurazione su$a vita ovvero per una pluralità di assicurazioni possono essere stipulate per l'assicurazione contro i danni". Le Sezioni Unite hanno lo stesso interesse, contro lo stesso rischio (o contro gli stessi elaborato una soluzione della disciplina binaria: in rischi) e per lo stesso periodo di tempo, con il limite di non c a s o d i d i s g r a z i e m o r t a l i , s i a p p l i c a n o l e poter far comunque ottenere a$'assicurato un risarcimento disposizioni dell'assicurazione sulla vita, mentre in entità dalle assicurazioni destinate ad operare caso d’infortuni non mortali si applicano quelle congiuntamente e non in via sussidiaria o complementare l'una rispetto a$'altra, dato che ciascun assicuratore è dell'assicurazione contro i danni. tenuto a$'indennità fino al limite de$a somma assicurata Gli sviluppi giurispr udenziali successivi e, nel complesso, fino a$'ammontare totale del danno, all'intervento delle Sezioni Unite presentano uno salvo il regresso de$'assicuratore stesso nei con&onti degli scenario variegato: vi sono sentenze (di legittimità) altri coobbligati”. che seguono interamente la linea delle Sezioni Unite; altre (di legittimità e di merito) che tengono ferma la distinzione binaria, ma non ribadiscono (per gli infortuni non mortali) la precisazione eﬀettuata dalle Sezioni Unite circa la diﬃcoltà di sindacare il valore delle somme cumulativamente assicurate ed aﬀermano l'applicazione del principio indennitario di cui all'art. 1910, c. 3, c.c. per gli infortuni non mortali. La giurisprudenza successiva alla pronuncia delle Sezioni Unite ha proseguito con la tesi della causa mista, non sempre ribadendo quanto sottolineato dalle Sezioni Unite circa la diﬃcoltà di A CURA DEL DR. ROBERTO PATERNICO’
Nella costruzione della norma, quindi, si è optato per le coperture con diversi assicuratori che operano congiuntamente e non possono intervenire in modo sussidiario o complementare l’una con l’altra come, ad esempio, può avvenire nelle assicurazioni di responsabilità civile nel caso del “secondo rischio” ove la seconda copertura interviene quando la prima diviene incapiente. Anzi, la seconda assicurazione viene, spesso, prestata sia per estendere il massimale assicurato, ma anche, per integrare le garanzie assicurative non presenti nella prima copertura a “primo rischio”. Ebbene, anche, per il ramo “danni” pur nel rispetto del principio indennitario di cui agli artt. 1905 e 1908 del codice civile, può essere mutuata tale soluzione, ampliando le possibilità dell’intervento assicurativo.
c) le franchigie e/o scoperti potrebbero essere applicati solo per i diversi rischi assicurati dalle varie polizze oppure in caso di coincidenza di garanzia, se le franchigie applicate nella copertura suppletiva fossero inferiori a quelle di altre essere assorbite dalle franchigie e/o scoperti previste dalle altre assicurazioni; se, invece, superiori, essere valide solo per la diﬀerenza.
Naturalmente, la scelta di questa soluzione assicurativa comporterà la non applicabilità del comma IV dell’art.1910 c.c. circa il diritto di regresso dell’assicuratore che ha pagato, verso gli altri assicuratori, per la ripartizione proporzionale in ragione delle indennità dovute secondo i rispettivi contratti ed in Secondo i principi enunciati dall’attuale caso di assicuratore insolvente, la non f o r m u l a z i o n e d e l l ’ a r t . 1 9 1 0 c . c . i l f o c u s ripartizione della sua quota fra gli altri dell’assicurazione presso diversi assicuratori (cd. assicuratori. coassicurazione indiretta), si basa su una pluralità UN’IPOTESI DI MODIFICA DELL’ ART.1910 di assicurazioni, contratte separatamente, per il C.C. ? medesimo rischio. Le problematiche che si aprono Assicurazione presso diversi assicuratori. per l’assicurato, con l’attuale formulazione della [I]. Se per il medesimo rischio sono contratte separatamente più norma sono varie, sia per avere omogeneità delle assicurazioni presso diversi assicuratori, l'assicurato deve dare avviso garanzie assicurative, sia le eventuali franchigie e/o di tutte le assicurazioni a ciascun assicuratore [1911]. scoperti applicati per i sinistri. [II]. Se l'assicurato omette dolosamente, di dare l'avviso, gli Da ciò deriva lo scarso utilizzo, nel ramo “danni”, della coassicurazione indiretta a favore di quella diretta ove le condizioni assicurativocontrattuali sono uniche ed il rischio viene ripartito tra gli assicuratori in funzione delle quote di rischio assunte dagli stessi. In entrambe le soluzioni, il valore assicurato, proprio del principio indennitario resta immutato e cioè deve essere pari al valore del bene oggetto delle coperture. Per favorire la possibilità d’interventi suppletivi o complementari di più assicurazioni e fermo restando il valore del bene da garantire, in analogia a quanto applicato per le coperture di responsabilità civile, si potrebbero aprire nuove soluzioni d’integrazione tra i contratti assicurativi.
assicuratori che ne provino il dolo, non sono tenuti a pagare l'indennità. [III]. Nel caso di sinistro, l'assicurato deve darne avviso a tutti gli assicuratori a norma de$'articolo 1913, indicando a ciascuno il nome degli altri. L'assicurato può chiedere a ciascun assicuratore l'indennità dovuta secondo il rispettivo contratto, purché le somme complessivamente riscosse non superino l'ammontare del danno. Il limite dell’ammontare del danno non si applica ai contratti assicurativi per i casi di morte ed invalidità permanente da infortunio. [IV]. L'assicuratore che ha pagato ha diritto di regresso contro gli altri per la ripartizione proporzionale in ragione de$e indennità dovute secondo i rispettivi contratti. Se un assicuratore è insolvente, la sua quota viene ripartita &a gli altri assicuratori. [V]. Le assicurazioni contratte per un medesimo rischio p o s s o n o e s s e re t ra l o r o, a n c he, s u s s i d i a r i e e / o complementari in relazione agli accordi contrattuali tra l’assicurato e gli assicuratori ed in dipendenza del comma III. In questo caso, l’assicuratore paga l’indennità dovuta secondo il rispettivo contratto e non si applica quanto previsto al comma IV.
Alcuni esempi: a) se alcuni rischi non fossero garantiti in altra assicurazione, ma lo fossero in base alle garanzie prestate con altra polizza complementare, sarebbero coperti dalle condizioni integrative CHE DIRE dell’altra; b) se le somme assicurate fossero insuﬃcienti a Forse, non sarebbe una cattiva coprire l’intero danno, potrebbero essere integrate soluzione? da altra assicurazione;
A CURA DEL DR. ROBERTO PATERNICO’
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