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Timestamp: 2018-07-17 03:47:20+00:00
Document Index: 62274893

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1571', 'art. 2']

Diario fiscale del 2 settembre 2013: si abbassa al 15% la cedolare secca per i contratti a canone concordato | Commercialista Telematico
Diario fiscale del 2 settembre 2013: si abbassa al 15% la cedolare secca per i contratti a canone concordato
1) Case sfitte: si applica di nuovo l’Irpef?
2) Ridotta la cedolare secca per i contratti concordati
3) DURC: Recapito esclusivamente via PEC
4) Trattamenti pensionistici e beneficiari 2012
5) Welfare: circolare sul Decreto Lavoro
6) INPS: decontribuzione 2012 accordi di secondo livello
Con un comunicato stampa del 30 agosto 2013, Palazzo Chigi smentisce le indiscrezioni su nuove ipotesi di tassazione sulle seconde case, per coprire il provvedimento sull’Imu. Tali indiscrezioni, riferisce il citato comunicato, si riferiscono a bozze circolate nei giorni scorsi e che non faranno parte del provvedimento che sarà in Gazzetta Ufficiale.
Deducibilità Imu dalle imposte dirette
Il provvedimento varato dal governo interviene sul D.Lgs. n. 23/2011, che all’art. 14 prevede l’indeducibilità integrale dell’Imu sia ai fini delle imposte sui redditi sia ai fini Irap.
Con la modifica governativa viene ora previsto che nella determinazione della base imponibile i titolari di reddito d’impresa e gli esercenti arti o professioni potranno scomputare l’Imu in misura del 50%.
Il decreto precisa che l’agevolazione ha sì effetto a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013 (quindi anno 2013 per i soggetti “solari”), ma puntualizza anche che non se ne deve tener conto in sede di acconto.
A novembre, pertanto, imprenditori e lavoratori autonomi verseranno in misura ordinaria, come se l’Imu continuasse a restare indeducibile.
Il Decreto Legge sulla tassazione immobiliare, approvato dal governo il 28 agosto 2013, riduce l’aliquota della cedolare solo per tali locazioni dal 19% al 15%.
Tra i vari provvedimenti contenuti nel decreto legge “disposizioni urgenti in materia di imposizione immobiliare vi è anche una norma sulla cedolare secca sulle locazioni abitative.
In breve, viene ridotta l’aliquota della cedolare secca per i contratti a canone concordato, che scenderà dal 19% al 15%. Rimane invariata, invece, l’aliquota della cedolare secca per i contratti ordinari, che è pari al 21%.Si ricorda, a tale proposito che la “cedolare secca” è il regime opzionale di imposizione sostitutiva sul reddito fondiario derivante dalla locazione di immobili abitativi, introdotta nell’ordinamento dall’art. 3 del DLgs. 14 marzo 2011 n. 23.
Chi sceglie di pagare la cedolare secca, quindi, non paga più (limitatamente al contratto di locazione) né l’IRPEF, né le relative addizionali, né l’imposta di registro, né l’imposta di bollo.
L’accesso alla cedolare secca, in presenza delle condizioni previste dalla Legge è possibile con riferimento a qualsivoglia contratto di locazione di immobili abitativi, e quindi:
– sia rispetto ai contratti del canale libero, di durata minima quadriennale, stipulati ai sensi dell’art. 2 comma 1 della L. 9 dicembre 1998 n. 431 (c.d. “4+4”);- sia rispetto ai contratti “concordati”, stipulati secondo le disposizioni di cui all’art. 2 comma 3 della L. 431/98;
– sia rispetto ai contratti che non risultano disciplinati dalla L. 431/98, bensì dalle disposizioni civilistiche di cui all’art. 1571 ss. c.c..
La tipologia dei contratti “liberi è quella ampiamente più diffusa nella prassi contrattuale delle locazioni abitative. L’applicabilità della cedolare secca è in tal caso pacifica.
Ma la cedolare secca trova applicazione anche in relazione ai c.d. “contratti concordati”, di cui all’art. 2 comma 3 della L. 431/98. Con specifico riferimento ad essi, l’applicabilità della cedolare secca si …
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