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Timestamp: 2018-12-14 19:38:48+00:00
Document Index: 171536526

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 35', 'art. 35', 'arte 2', 'art. 2', 'arte 6', 'arte 1', 'arte 2', 'art. 50', 'arte 2']

9.2. Le riserve della CEDU Convenzione Europea sui diritti umani (I… Coggle
9.2. Le riserve della CEDU Convenzione Europea sui diritti umani (I…
9.2. Le riserve della CEDU Convenzione Europea sui diritti umani
I requisiti di ammissione della Riserva sono i seguenti :A) riserve devono riguardare una disposizione specifica delle convenzioni, mentre Non sono ammesse riserve generali, vale a dire le date in termini troppo aghi o Ampi che non consentono di accettare esattamente la portata degli obblighi assunti dallo Stato riservante. B) la riserva può essere formulata solo per consentire allo stato contraente che la che la pone di conservare una legge non conforme alla CEDU in vigore nel suo ordinamento legge che sarebbe In caso contrario obbligato a modificare o abrogare per conformarsi alla CEDU. C) ogni riserva di tal genere deve essere contenere un breve esposto della legge dello stato riservante di forme da disposizione è coperta da riserva.
Inoltre, una riserva che in origine poteva risultare valida, poi in seguito diventare invalida Alla luce di un interpretazione evolutiva da dalla CEDU e del diritto internazionale dei diritti umani. Nel caso della cielo, la protezione dei diritti garantiti dalla convenzione affidata a un organo giurisdizionale, la Corte europea dei diritti dell'uomo, cui spetta valutare se le riserve formulate dai stati sono contrari a l'oggetto è lo scopo della convenzione e quindi inammissibile.
L'adesione alla convenzione comporta l'accettazione della competenza nella corte a decidere se una riserva È ammissibile o meno ai sensi della convenzione. Nella sua giurisprudenza, La Corte ha affermato che le riserve inammissibili sono invalide e che le riservi invalide devono considerarsi come non formulate punto in caso di vendita quindi uno stato riservante continua a essere parte della convenzione nella sua interezza compresa la norma oggetto della riserva.
Nell'art. 7 su pieni poteri, circa la conseguenze dell'eventuale violazione delle norme di diritto interno sua competenza a formulare riserve, dalla pratica si desume che uno stato non può invocare che la riserva è stata formulata in violazione di tali norme per invalidare la riservatezza, poiché nulla Gli impedisce di ritirarla.
Va infine ricordato, riguardo chi è secondo l'articolo 20 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, relativa alle riserve ai Trattati istitutivi di organizzazioni internazionali, quando un trattato rientra in tale categoria e salvo che non disponga diversamente una riserva richiede l'accettazione dell'organo competente dell'organizzazione interessata.
10.1. I trattati e gli stati terzi. Gli effetti dei trattati per i terzi.
Nel diritto dei trattati all'espressione stato terzo disegno uno stato che non è parte contraente di un trattato. Altrettanto consolidata del principio pacta sunt servanda e la regola consuetudinaria che sancisce l'irrilevanza dei trattati per i terzi pacta tertiis Nec context codificato nelle articolo 34 della convenzione di Vienna, secondo il quale un trattato non creano obblighi nei diritti per uno stato terzo senza il suo consenso.
La Convenzione di Vienna disciplina articoli 35 36 37 le ipotesi in cui un trattato creo obblighi o diritti per gli Stati terzi. In alcuni casi è, Infatti interviene Comunque il consenso dello Stato e strane, che perde la qualifica di terzo e diviene parte contraente, sia pure Pro parte e non per l'intero trattato, In altri casi invece è in gioco una norma generale del diritto internazionale riflessa nel trattato e, quindi efficace per i terzi dipende da tale norma e non dalla Klaus dalle clausole del trattato. Infine le disposizioni della Convenzione di Vienna su questa materia sono di carattere meramente strumentale, non sostanziale, si elimina Cioè a indicare con uno stato terzo può divenire titolare di un obbligo o di un diritto previsto da un trattato del quale non è parte contraente.
Secondo l'art. 35 per imporre un obbligo a un terzo stato occorre accettazione scritta dell'obbligo stesso da parte di questi. Il che vuol dire che il terzo Diventa parte all'accordo, almeno per la clausola contraente e l'obbligo e per tutte quelle correlate. così secondo l'art. 35 parte 2 della Carta delle Nazioni unite, anche uno stato non membro può sottoporre al consiglio di sicurezza ho l'assemblea generale una controversia e di cui esso sia parte, alla condizione di accettare preventivamente, ai fini di tale controverse, gli obblighi di regolamento Pacifico previsti dallo statuto. l'articolo 36 della convenzione concerne invece la visito di diritti.
In questo caso, Se uno stato terzo vuole escludere il beneficio di una disposizione contenuta in un in un trattato di cui non è parte contraente che lo rende titolare di un diritto, deve opporsi in modo espresso. Siamo quindi di fronte ad una sorta di silenzio assenso.
Non a caso l'articolo 38 della Convenzione di Vienna conclude la sezione 4 dedicata ai trattati a stati terzi, affermando che nessuna disposizione degli articoli da 34 a 37 impedisce che una regola enunciata in un trattato diventa obbligatoria o sia già obbligatoria per uno stato terzo in quanto regola consuetudinaria di diritto internazionale riconosciuta come tale.
10.2. I regimi territoriali obiettivi
La conclusione alla quale sono prevenuto è confermata dalle dibattito relativo al regime territoriale obiettivi, intervenuto durante la codificazione del diritto dei trattati. Il punto era se ammettere o nel nome la Convenzione di Vienna un'eccezione espressa la regola secondo la quale i tre papi vincono solo le parti, avente ad oggetto i trattati che creano regimi territoriali obiettivi cioè relativi a certi usi del territorio Le Antiche servitù internazionali.
Inoltre la Convenzione di Vienna che ha dato la convenzione del 1969 respinse una proposta di Stati Uniti diretta e mandare l'articolo 62, sul mutamento fondamentale delle circostanze per aggiungere anche i trattati che creano un regime territoriale obiettivo ai casi in cui uno stato non può invocare il cambiamento fondamentale delle circostanze per estinguere un trattato le altre eccezioni sono quelli dei trattati che stabiliscono una frontiera ho i casi in cui il mutamento è conseguenza di un comportamento illecito dello Stato che lo invoca.
Ma proposta fu considerata pregiudizievole per consolidamento della norma internazionale generale, all'epoca ancora giovane, sul diritto all'autodeterminazione. si ritiene che gli articoli 35 e 37 coprissero adeguatamente anche alle ipotesi del regime territoriale obiettivi, nozione Peraltro non ho ancora ben definita. la questione fu discussa nuovamente in relazione alla successione degli stati in materia dei trattati.
10.3. Gli stati terzi nella carta dell’ONU
L'art. 2 parte 6 stabilisce che l'uomo deve fare in modo che gli stati non membri agiscono In conformità ai Principi contenuti negli parte 1 e 5 per quanto possa essere necessario al mantenimento della Pace e della sicurezza internazionale. la norma non si rivolge ai state estranei, bensì all'organizzazione stessa, alla quale tocca agire per conseguire il risultato voluto.
L'assemblea generale può discutere questioni relative al mantenimento della Pace e della sicurezza internazionale sottoposti alla sua attenzione da stati non membri articolo 32 Chi è uno stato non membro può partecipare al consiglio di sicurezza qualora sia parte di una controversia adesso trattata. L'articolo 35 parte 2 che il consiglio all'assemblea generale possono occuparsi di una controversia sottoposta uno Stato terzo, purché sia parte della stessa.
Art. 32 35 martedì richiedono allo stato terzo di accettare espressamente gli obblighi in materia di soluzione pacifica della controversia contenuti nella carta dell'ONU per partecipare alla discussione della controversia sottoposta sottoporre al consiglio di sicurezza ho l'assemblea generale. Ai fini del regolamento di quella controversia specifica, lo stato è strano e acquista quindi una formula limitata di partecipazione all’ONU che lo rende a destinatari di alcune norme della carta.
Inoltre l'art. 50 riguarda l'estate, anche non membri, che si trovano in particolari difficoltà economiche per l'esecuzione di misure coercitive decise del consiglio di sicurezza, mentre l'articolo 93 parte 2 consente a stati terzi di aderire allo Statuto della Corte Internazionale di giustizia.
Va detto che la qualità è stato parte dello Statuto della Corte Internazionale di Giustizia non implica di acquisto automatico della quali qualità di membro Nazioni Unite e dunque non modifica la posizione di estraneità rispetto all'organizzazione punto dalle norme hanno perso in grande misura la loro funzione, dato il carattere ormai diversa le delle Nazioni unite. per l'altro in nessuno dei casi esaminati dalla carta dell'ONU attribuisce diritti ed obblighi e stati terzi senza il loro consenso.