Source: http://handsoffcain.info/notizia/ergastolo-nessuno-tocchi-caino-la-consulta-apre-una-breccia-nel-muro-di-cinta-del-fine-pena-mai-50311188
Timestamp: 2020-02-22 15:41:24+00:00
Document Index: 19468920

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art 4', 'art 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

ERGASTOLO: NESSUNO TOCCHI CAINO, LA CONSULTA APRE UNA BRECCIA NEL MURO DI CINTA DEL FINE PENA MAI
Per l’associazione Nessuno tocchi Caino, da anni impegnata, con il Partito Radicale, per l’abolizione dell’ergastolo ostativo, la decisione della Corte Costituzionale “apre una breccia nel muro di cinta del fine pena mai.” Si recepisce così, almeno per i permessi premio, quanto già stabilito dalla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo nella sentenza Viola vs Italia che già aveva fatto cadere la presunzione di pericolosità assoluta nei confronti dei detenuti per reati di cui all’art 4 bis, primo comma.
“La decisione della Corte Costituzionale è un primo passo nell’affermazione del diritto alla speranza ed infrange il totem della collaborazione come unico criterio di valutazione del ravvedimento”, hanno dichiarato i dirigenti di Nessuno tocchi Caino Rita Bernardini, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti. “Ora la Corte deve affermare lo stesso per gli altri benefici penitenziari secondo la progressività del trattamento penitenziario. Continueremo in questa lotta, consapevoli di aver fatto bene a perseguire, già quattro anni fa, la via dei ricorsi alle Alte Giurisdizioni per scalfire quello che sembrava intoccabile in nome di una malintesa antimafia che poco ha a che fare con i principi costituzionali, cioè la collaborazione con la giustizia come unico criterio di valutazione del ravvedimento, della rottura con logiche criminali del passato e del cambiamento dei detenuti per i reati dell’art 4 bis. La Consulta ha tratto coraggio dalla sentenza CEDU – hanno dichiarato i dirigenti di Nessuno tocchi Caino - a conferma di quel dialogo tra le corti nazionali e sovranazionali che le rafforza reciprocamente nell’affermazione dello Stato di Diritto, a partire dal divieto di tortura e di ogni trattamento inumano e degradante. Continueremo a monitorare l’attuazione della sentenza Viola e a tal fine, con l’Avv. Andrea Saccucci, abbiamo comunicato al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa (Rule 9(2)) di tenere conto del monitoraggio che Nessuno tocchi Caino condurrà sull’esecuzione della sentenza CEDU. Inoltre, abbiamo incardinato la prima azione collettiva di 252 ergastolani ostativi al Comitato Diritti Umani delle Nazioni Unite e abbiamo sollevato il problema anche nel processo di Revisione Periodica Universale (UPR) dell’Onu nei confronti dell’Italia che sarà discusso a novembre a Ginevra.”
D’Elia, Bernardini e Zamparutti hanno concluso affermando: “Oggi ha vinto la speranza contro la paura, ha vinto lo Stato di Diritto contro la Ragion di Stato che per troppi anni, in nome dell’emergenza, ha stravolto i principi costituzionali. Ha vinto Spes contra spem, motto di una vita di Marco Pannella, che ci ha animato in questi anni, e i detenuti di Opera protagonisti del docu-film di Ambrogio Crespi Spes contra Spem - Liberi dentro che contro ogni speranza sono stati speranza, determinando con il loro cambiamento anche l’orientamento dei giudici della Consulta. Si invera oggi quel pensiero che fu di Leonardo Sciascia per il quale la mafia non la si combatte con la terribilità della pena ma con lo Stato di Diritto.”
(Fonti: NtC, 23/10/2019)