Source: http://www.studioaquilani.it/content/decreto-legge-6-luglio-2011-n-98-artt-37-38-e-41-conv-legge-con-modd-dallart-1-della-legge
Timestamp: 2017-12-18 06:48:41+00:00
Document Index: 113932902

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 152', 'art. 14', 'art. 38', 'art. 13', 'Cass. Sez. ']

Introduzione del contributo unificato nelle cause di lavoro e previdenza (dal 6.7.2011) e abolizione (dall'1.1.2012) del procedimento giurisdizionale in materia di invalidità civile, sostituito dal procedimento di accertamento tecnico preventivo (D.L. 98/2011, in G.U. 6.7.2011, n. 155, conv. con modd. dall'art. 1 L. 111/2011)
Contributo unificato e cause previdenziali
Trattandosi di dichiarare un dato personale della parte può presumersi che, analogamente a quanto indicato dalla giurisprudenza prevalente in tema di dichiarazione ex art. 152 disp. att. c.p.c. ai fini dell'esenzione dalle spese di soccombenza, tale dichiarazione, pur essendo inserita nelle conclusioni dell'atto, sia comunque un atto personale della parte, che la parte medesima debba sottoscrivere, e non si tratti invece di una dichiarazione del difensore (come è invece nel caso di dichiarazione del valore della causa ai fini del pagamento del contributo unificato, ex art. 14, comma 3°, D.P.R. 115/2002).
Sia la procedura della consulenza tecnica preventiva, che l'eventuale successiva di merito, si svolgono, come avviene oggi, dinanzi al giudice unico del Tribunale, in funzione di giudice del lavoro.
Indicazione del valore della prestazione
Si noti che tale disposizione (a differenza di quelle relative al nuovo procedimento giurisdizionale che si applicheranno dal 1° gennaio 2011) è già in vigore dal 6.7.2011, data di pubblicazione del decreto legge sulla Gazzetta Ufficiale; comunque, prudenzialmente, all'art. 38 comma 3° del D.L. in esame, si prevede che, in sede di prima applicazione di tale nuova disposizione (ma anche per i giudizi già pendenti al 6.7.2011!), la dichiarazione relativa al valore della lite debba essere formulata nel corso del giudizio.
A proposito della determinazione del valore della causa, è opportuno rammentare che, secondo l' avviso espresso dalla Suprema Corte (allorquando è stata chiamata a pronunciarsi sul valore delle cause previdenziali ai fini della liquidazione degli onorari e dei diritti spettanti al difensore), il valore della causa concernente il riconoscimento delle prestazioni d'invalidità deve determinarsi ai sensi del dell'art. 13, 2° comma, c.p.c. e, perciò, cumulando le annualità demandate fino a un massimo di dieci (Cass. Sez. Lav., sent. n. 157 del 19.1.1985; sent. n. 2837 del 22.4.1986; sent. n. 336 del 16.1.1987; sent. n. 373 del 23.1.1989).
1) Tribunali non capoluogo di provincia
Ulteriore effetto che discendeva da tale originaria formulazione, sebbene di minore impatto rispetto a quello dianzi esposto, è che nell'ipotesi di Comuni come Montalto di Castro o Tarquinia, amministrativamente compresi in una Provincia (quella di Viterbo nell'esempio in esame) diversa da quella in cui è ubicato il Tribunale nella cui circoscrizione ricadono (che nella fattispecie è quello di Civitavecchia), gli invalidi, dal 1° gennaio 2012, dovessero rivolgersi agli uffici giudiziari dello stesso capolougo di Provincia (Viterbo appunto) in cui avesse sede anche l'Ufficio Inps competente per la fase amministrativa (sia di accertamento che di concessione ed erogazione).
Si è tornati, quindi, alla previsione originaria del D.L. 98/2011 di inappellabilità della senza emessa dal Tribunale all'esito del giudizio di merito, conseguente all'A.t.p.
3) Tetto di reddito e c.u.
In sede di conversione, invece, il predetto tetto è stato aumentato al triplo, anzichè al doppio.
17.7.2011 - 10.10.2013
Marco Aquilani - ultima revisione 25.11.2017