Source: http://alberinonantenne.superweb.ws/petizione.htm
Timestamp: 2018-10-23 13:35:42+00:00
Document Index: 67125225

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 9']

Al Presidente del Consiglio della Regione Emilia Romagna PETIZIONE POPOLARE AFFINCHE
Al Presidente del Consiglio della Regione Emilia Romagna
PETIZIONE POPOLARE AFFINCHE' LA REGIONE EMILIA ROMAGNA
DELIBERI IN MATERIA DI ELETTROSMOG
AL FINE DI RENDERE OPERATIVA LA LEGGE QUADRO 36/2001
I sottoscritti cittadini della Regione Emilia-Romagna, hanno appreso che il Governo non ha emanato i decreti sui limiti di esposizione ai campi elettromagnetici (C.E.M), come stabilito dalla recente Legge Quadro sull'inquinamento elettromagnetico n. 36/2001, per la salvaguardia della salute, in applicazione del principio di cautela e precauzione.
- la Legge Quadro n. 36/2001 ha come scopo quello di: "assicurare la tutela della salute" ….."nel rispetto dell'art. 32 della Costituzione", art. 1 punto a),"assicurare la tutela dell'ambiente e del paesaggio e promuovere l'innovazione tecnologica e le azioni di risanamento volte a minimizzare l'intensità e gli effetti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici secondo le migliori tecnologie disponibili", art. 1 punto c) e consente che i Comuni possano "adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici", art. 8 punto 6);
- il D.M. 381/98 (art. 4, comma 3) assegna alle Regioni il conseguimento di eventuali obiettivi di qualità;
- la Legge Regionale n. 30 del 31/10/2000 invita "le Province e i Comuni nell'esercizio delle loro competenze e della pianificazione territoriale e urbanistica a perseguire obiettivi di qualità …";
- l'o.d.g. del Consiglio Regionale del 28 febbraio 2000 invita espressamente Province e Comuni ad assumere quale obiettivo di qualità il limite di 3 V/m;
CHIEDONO CHE LA REGIONE EMILIA ROMAGNA
- promuova opportune leggi e normative per la minimizzazione del rischio dovuto all’esposizione a tutte le possibili fonti elettromagnetiche individuando l'obiettivo di qualità di esposizione ad un massimo di 3 V/m in corrispondenza di luoghi in cui si permane più di 4 ore e di 0,5 V/m nelle "aree sensibili" per le antenne da telefonia cellulare e 0,2 microtesla per gli elettrodotti;
- effettui una ricognizione della piena applicazione della recente Legge Quadro con invito esplicito alle Province di predisporre linee guida per indirizzare i Comuni verso scelte omogenee di pianificazione territoriale e con invito ai Comuni di procedere con urgenza a modificare adeguatamente i regolamenti edilizi per intervenire nei piani regolatori, in collaborazione con i comitati e le associazioni;
- la minimizzazione dell'esposizione della popolazione conseguita attraverso la riduzione e la razionalizzazione del numero di impianti, non rilasciando concessioni in zone in cui sono presenti altre fonti inquinanti se non si possono garantire distanze di rispetto tra una fonte e l'altra di almeno 250/300 metri, limitando la potenza massima delle antenne a valori di cautela;
- l’impegno da parte dei gestori di presentare la giustificazione del servizio dimensionato sulle esigenze effettive. Attraverso una corretta pianificazione territoriale risulta inutile potenziare il servizio dove questo già funziona e sarebbero sufficienti altre soluzioni tecniche;
- l'individuazione di aree tecnologiche in cui si possono collocare gli impianti nel rispetto dei principi di minimizzazione del rischio e degli obiettivi di qualità sopra richiamati, utilizzando, come scelta prioritaria, zone irreversibilmente compromesse sotto l'aspetto ambientale e paesaggistico;
- l’individuazione delle "aree sensibili" (aree destinate ad attrezzature sanitarie, assistenziali e scolastiche: scuole, luoghi comunque adibiti all'infanzia, ospedali, case di cura, case di riposo, centri anziani ecc.) dove è vietata la localizzazione di impianti, come stabilito dalla direttiva per l'applicazione della L.R. 31/10/2000 n. 30, art. 9. Individuazione delle zone in prossimità delle "aree sensibili" dove vanno comunque considerati gli obiettivi di qualità sopra indicati;
- la collocazione di impianti ad una distanza di almeno 300 metri anche dalla singola abitazione e da ogni altro edificio anche lavorativo in cui si permanga più di 4 ore; ad una distanza di almeno 500 metri dalle "aree sensibili". Per le antenne radioemittenti 1000 metri nel primo caso e 2000 nel secondo. La determinazione dei parametri per la previsione di fasce di rispetto per gli elettrodotti;
- il rilascio di concessioni edilizie a tempo determinato (4-5 anni al massimo) con obbligatorietà, alla scadenza, di richiesta al gestore di installazione di apparati tecnologicamente più aggiornati;
- l'installazione su ogni impianto di un limitatore di potenza;
- il monitoraggio continuativo 24 ore su 24;
- l'istituzione o la prosecuzione dei tavoli tecnici permanenti (Comune, gestori, comitati e associazioni) per l'analisi delle osservazioni dei cittadini relative alla presentazione dei piani annuali, a partire dal 2001, da parte dei gestori, prima dell'autorizzazione delle concessioni comunali, e per la determinazione dei criteri di intervento nei regolamenti edilizi e nei piani regolatori comunali;
- la dotazione dell'AUSL di un adeguato apparecchio di misurazione per un controllo sistematico;
- l'istituzione del registro epidemiologico per censire e monitorare la popolazione che permane vicino alle fonti inquinanti;
- la costituzione di fondi per lo sviluppo e l'incentivazione della ricerca scientifica e tecnologica;
- l'individuazione di tempi operativi per adempiere a quanto indicato, concedendo moratorie finalizzate al compimento degli obiettivi prefissati;
- la concessione di una moratoria su eventuali richieste di potenziamento degli elettrodotti, dei carichi di tensione e dell'aumento di produzione elettrica, sino a quando non si raggiungano accordi precisi sui tempi e le modalità delle bonifiche che devono essere tali da garantire la massima sicurezza sanitaria ed il rispetto paesaggistico.
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