Source: https://www.unijuris.it/node/4849
Timestamp: 2020-07-14 19:22:12+00:00
Document Index: 156477101

Matched Legal Cases: ['art. 64', 'art. 55', 'art.1', 'art. 64', 'art.1', 'art. 55', 'art. 55']

Tribunale di Vicenza – Esame dello stato passivo e disconoscimento, in via di eccezione, sia del privilegio ipotecario costituito non contestualmente al sorgere del credito, sia gli interessi moratori, anche anteriori al fallimento. | Unijuris 2.0 - Osservatorio sulla Giurisprudenza Fallimentare
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Fallimento – Credito insinuato al passivo - G.D. - Ammissione in chirografo anzichè in privilegio - Costituzione d'ipoteca – Non contestualità al sorgere del credito - Atto da considerarsi a titolo gratuito – Inefficacia ex art. 64 L.F.
Fallimento – Credito insinuato al passivo – Riconoscimento di interessi moratori – Interessi post fallimento – Esclusione ex art. 55 L.F. - Interessi ante ammisione – Esclusione ex art.1, n.2, D. Lgs. 231/2002.
Pur avendo l'azione revocatoria natura costitutiva, essa può, in sede di verifica dello stato passivo, essere sempre fatta valere in via di eccezione, c.d. revocatoria in via breve, dato che anche l’azione di annullamento ha natura costitutiva, ma non per questo si è mai sostenuto che la relativa eccezione non possa essere proposta, dato che essa è proponibile anche dopo la prescrizione di quella azione (quae temporalia ad agendum, perpetua ad excipiendum). (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)
La costituzione d'ipoteca da parte del soggetto debitore, laddove non contestuale al sorgere del credito in tal modo garantito, ha natura di atto a titolo gratuito e ciò anche se concessa a fronte di una successiva concordata dilazione del pagamento, in quanto quell'atto, seppur apparentemente oneroso quanto al motivo, deve considerarsi gratuito quanto alla causa, unico aspetto rilevante di un tale negozio [nello specifico, il tribunale ha considerato inefficace ex art. 64 L.F. nei confronti degli altri creditori della società fallita, l'atto di costituzione d'ipoteca posto in essere dalla fallita stessa a favore di uno dei creditori, senza alcun riferimento alla dilazione del debito, pochi mesi prima di essere dichiarata fallita; dilazione solo dopo tre mesi concordata, a seguito di successive intese intercorse dalle parti, allo scopo verosimilmente di far sorgere un sinallagma volto a porre al riparo il creditore proprio dalle conseguenze della gratuità dell'ipoteca]. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)
La maggiorazione degli interessi, dovuta di regola al creditore ai sensi degli artt. 1224 e 1282 c.c. in considerazione nel ritardo nel pagamento di un credito da parte del debitore, non trova, alla luce del disposto dell'art.1, n.2, del D. Lgs. 231/2002 (Attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi nei pagamento nelle transazioni commerciali), applicazione nel corso delle procedure concorsuali non solo con riguardo agli interessi maturati post fallimento del debitore, non essendo questi già dovuti ai sensi dell'art. 55 L.F., ma anche e soprattutto, per evitare eccessivi squilibri in danno della massa, con riguardo a quelli anteriori al fallimento; ciò in quanto la norma codicistica non avrebbe altrimenti alcun senso pratico, bastando ad escludere gli interessi post fallimento l'art. 55 che già esclude la maturazione degli interessi chirografari. Pertanto, anche gli interessi ante fallimento non potranno essere riconosciuti finché la procedura concorsuale risulti aperta, ma potranno essere fatti valere nuovamente nei confronti dell'imprenditore tornato in bonis dopo la chiusura del fallimento. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)
http://mobile.ilcaso.it/sentenze/ultime/22500
[con riferimento all'ultima massima, cfr. in senso contrario in questa rivista: Cassazione civile, Sez. VI, 08 febbraio 2017, n. 3300 https://www.unijuris.it/node/3227 ]