Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-10696-del-13-05-2011
Timestamp: 2020-02-22 11:00:11+00:00
Document Index: 52623897

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 47', 'art. 58', 'art. 360', 'art. 366', 'art. 366', 'art. 360', 'e contrario', 'art. 366']

Sentenza Cassazione Civile n. 10696 del 13/05/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10696 del 13/05/2011
Cassazione civile sez. III, 13/05/2011, (ud. 07/04/2011, dep. 13/05/2011), n.10696
sul ricorso 21669-2009 proposto da:
AUTOFRANZESE in persona del titolare e legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEGLI SCIPIONI 268/A,
presso lo studio dell’avvocato PETRETTI ALESSIO, che la rappresenta e
difende unitamente all’avvocato NICATORE ANDREA, giusta mandato a
ANTARES SPA (OMISSIS) in persona del Presidente e legale
DELLA MERCEDE 11, presso lo studio dell’avvocato MASCIOCCHI
BERTORA ALBERTO, giusta procura a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 862/2008 della CORTE D’APPELLO di GENOVA del
17.6.08, depositata il 03/07/2008;
p.1. La Autofranzese “in persona del titolare e legale rappresentante, Sig. F.E. ha proposto ricorso per cassazione contro la s.p.a. Antares avverso la sentenza del 3 luglio 2008, pronunciata in grado d’appello nella controversia inter partes dalla Corte d’Appello di Genova.
La s.p.a. Antares ha resistito al ricorso con controricorso.
“(…) 3. – Il ricorso, per come eccepito anche dalla resistente, appare inammissibile perchè proposto senza l’osservanza dell’art. 366-bis c.p.c., applicabile ad esso nonostante l’abrogazione intervenuta il 4 luglio 2009 per effetto della L. n. 69 del 2009, art. 47. L’art. 58, comma 5, della legge ha, infatti, sostanzialmente disposto che la norma abrogata rimanesse ultrattiva per i ricorsi notificati dopo quella data avverso provvedimenti pubblicati, come quello impugnato, anteriormente (si vedano: Cass. (ord.) n. 7119 del 2010; Cass. n. 6212 del 2010 Cass. n. 26364 del 2009; Cass. (ord.) n. 20323 del 2010).
I tre motivi di ricorso, intestati ed illustrati congiuntamente e deducenti i primi due vizi ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, il terzo vizio ai sensi del n. 5 di detta norma, non si concludono, quanto ai primi due, con la formulazione del prescritto quesito di diritto, mentre il terzo non si conclude e nemmeno contiene il momento di sintesi espressivo della c.d. “chiara indicazione”, di cui all’art. 366-bis c.p.c. (per cui si veda, fra tante, Cass. sez. un. n. 20603 del 2007).
Il primo motivo, inoltre, concernendo vizi di pretesa violazione di norme sull’interpretazione del contratto inter partes risulterebbe inammissibile anche per violazione dell’art. 366 c.p.c., n. 6, atteso che non si fornisce l’indicazione specifica di tale contratto nei termini ritenti necessari dalla giurisprudenza della Corte (si vedano, per tutte Cass. sez. un. n. 28547 del 2008 e n. 7161 del 2010).”.
p.2. Il Collegio condivide le argomentazioni e le conclusioni della relazione, alle quali nella sua memoria parte ricorrente muove rilievi che non tengono in alcun modo conto della giurisprudenza consolidata della Corte richiamata dalla relazione quanto alla necessità del c.d. momento di sintesi riguardo al vizio ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, mentre, quanto alla mancanza dei quesiti di diritto per i primi due motivi, postula che essi sarebbero da desumere per implicazione dall’illustrazione dei primi tre motivi, il che è manifestamente contrario alla giurisprudenza della Corte, formatasi a partire da Cass. (ord.)n. 16002 del 2007.
Nessuna replica, poi, si svolge a proposito del rilievo di inammissibilità ai sensi dell’art. 366 c.p.c., n. 6.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna parte ricorrente alla rifusione alla parte resistente delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro milletrecento, di cui duecento per esborsi, oltre spese generali ed accessori come per legge.