Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2018/12/giudicato-interno.html
Timestamp: 2019-07-19 23:25:54+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 56', 'sentenza ', 'art. 345', 'art. 329', 'art. 56', 'sentenza ']

Giudicato interno: un caso di giurisprudenza - Commercialista Telematico
Si forma il giudicato interno qualora la parte vittoriosa nel merito in primo grado, rimasta soccombente su una determinata questione, non propone impugnazione incidentale sul punto?
L’istituto processuale del c.d. giudicato interno o endoprocessuale è espressamente disciplinato dall’art. 56, D.Lgs. n. 546/1992 che così recita: “Le questioni ed eccezioni non accolte nella sentenza della Commissione tributaria provinciale che non sono specificatamente riproposte in appello s’intendono rinunciate”.
Il riferimento all’esistenza di un giudicato interno vuol significare che le questioni già giudicate non possono essere oggetto di un nuovo giudizio all’interno del medesimo procedimento.
Esso è finalizzato all’eliminazione, sotto il profilo dell’interesse pubblico, dell’incertezza delle situazioni giuridiche nonché alla necessità della stabilità delle decisioni Il giudicato interno attiene all’esistenza di un presupposto processuale ovvero trattasi di un accertamento sul regolare e non esaurito svolgimento del processo
Il giudicato interno è la preclusione processuale derivante dalla mancata riproposizione nelle forme processuali previste,in modo chiaro e specifico, in sede di gravame, delle questioni (es. nullità della notifica dell’avviso d’accertamento) ed eccezioni (es. eccezione di merito di prescrizione, eccezione di merito di compensazione) rigettate, non esaminate o assorbite dal giudice adito.
In tema di impugnazioni, qualora un’eccezione di merito sia stata respinta in primo grado, in modo espresso o attraverso un’enunciazione indiretta che ne sottenda, chiaramente ed inequivocamente, la valutazione di infondatezza, la devoluzione al giudice d’appello della sua cognizione, da parte del convenuto rimasto vittorioso quanto all’esito finale della lite, esige la proposizione del gravame incidentale, non essendone, altrimenti, possibile il rilievo officioso ex art. 345, comma 2, c.p.c. (per il giudicato interno formatosi ai sensi dell’art. 329, comma 2, c.p.c.), nè sufficiente la mera riproposizione, utilizzabile, invece, e da effettuarsi in modo espresso, ove quella eccezione non sia stata oggetto di alcun esame, diretto o indiretto, ad opera del giudice di prime cure (Cassazione ordinanza 11 settembre 2018, n. 22103)[1].
Anche nel processo tributario, la parte, totalmente vittoriosa nel merito, rimasta soccombente su una determinata questione, onde evitare la formazione del giudicato interno, deve necessariamente proporre impugnazione incidentale sul punto, non essendo sufficiente la mera riproposizione della questione in appello, ai sensi dell’art. 56 del d.lgs. n. 546 del 1992, poiché la dizione “non accolte”[2] ivi utilizzata riguarda le sole domande ed eccezioni su cui il giudice non si sia espressamente pronunciato (Cassazione Sez. 5, n. 16477 del 05/08/2016; Sez. 5, 23228 del 13/11/2015).[3]
La mancata impugnazione di alcune statuizioni di una sentenza importa acquiescenza ad esse, con conseguente formazione del giudicato interno parziale sul punto, potendo la formazione del giudicato escludersi soltanto nell’ipotesi in cui le suddette statuizioni non fossero autonome, non potendo conservare la propria efficacia recettiva per il venire meno, a seguito dell’impugnazione, di altre statuizioni rese nella medesima sentenza.
L’esame, da parte della Commissione tributaria provinciale, di un motivo di nullità dell’avviso di accertamento non dedotto dalla parte interessata da luogo ad un vizio di extrapetizione che, per essere corretto dal giudice del gravame, deve formare oggetto specifico di impugnazione.
La mancata impugnazione del vizio in parola davanti la Commissione tributaria regionale comporta la formazione del giudicato interno e non è, quindi, deducibile con ricorso per Cassazione.
Il potere del giudice di rilevare d’ufficio la decadenza del contribuente dall’esercizio di un diritto nei confronti dell’Amministrazione finanziaria, in quanto prevista in favore di quest’ultima ed attinente a situazioni giuridiche soggettive non disponibili, incontra un limite nel giudicato interno eventualmente formatosi sul punto…
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