Source: https://www.marcociceri.it/vendita-con-patto-di-riscatto/natura-vendita-con-riscatto/la-tesi-del-patto-di-riscatto-come-potere-risolutivo-della-vendita/
Timestamp: 2019-05-21 00:03:37+00:00
Document Index: 171686697

Matched Legal Cases: ['art. 1373', 'art. 1504', 'art. 1360', 'art. 1373', 'art. 1504', 'art. 1507']

La vendita con patto di riscatto: riscatto e risoluzione vendita
Le critiche alla tradizionale teoria del riscatto come condizione risolutiva della vendita si sono fondate principalmente, come si è visto, sull’impossibilità di considerare come evento condizionale una dichiarazione di volontà diretta alla formazione di un negozio giuridico avente il medesimo oggetto del negozio condizionato.
Deve rilevarsi che le obiezioni della dottrina alla suddetta teoria non si sono fermate su questo punto. Sotto un altro profilo, alcuni autori hanno confutato la retroattività del patto di riscatto al fine di negare l’affinità di struttura con il negozio condizionato (1).
Altri ancora hanno evidenziato che, qualora il riscatto consistesse in una condizione, le altre vicende effettuali consistenti nella restituzione del prezzo e nel rimborso delle spese dovrebbero costituire conseguenze necessarie, e non atteggiarsi come oneri per il riscattante (2).
Le critiche sollevate verso la costruzione tradizionale del riscatto convenzionale hanno indotto una parte della dottrina a indirizzare lo sguardo altrove, in particolare verso la costruzione del patto di riscatto come “potere” risolutivo della vendita.
In questa prospettiva, al venditore è attribuita, in forza di apposita convenzione pattizia, la facoltà di incidere in senso risolutivo sul contratto mediante proprio atto negoziale unilaterale. Nelle diverse elaborazioni prospettate, a tale situazione soggettiva del venditore viene da più parti attribuita la qualifica di diritto potestativo (3).
Alcuni autori (4) hanno ravvisato nella dichiarazione di riscatto un negozio unilaterale di revoca del contratto di vendita posto in essere dal riscattante in forza di un diritto potestativo che il contratto gli riconosce.
Altri (5) invece, sempre rimanendo nell’ambito dei diritti potestativi per giustificare la posizione giuridica del venditore, considerano più corretto parlare di recesso dal contratto di vendita.
Vi è inoltre chi (6), assumendo una posizione più sfumata, ritiene opportuno parlare di abilitazione convenzionale o legittimazione del venditore ad un atto unilaterale che incide sul precedente rapporto di vendita.
La motivazione che indirizza gli interpreti verso queste soluzioni, pur nelle diversità dei congegni tecnico-formali adoperati, è la necessità di dare una spiegazione alla c.d. efficacia reale nei confronti dei terzi titolari di diritti incompatibili; anche per i sostenitori di questa teoria la soluzione migliore è quella di fare ricorso ad una vicenda effettuale caratterizzata dalla retroattività.
In particolare, tra i sostenitori della affinità con la figura del recesso convenzionale (7) di cui all’art. 1373 cod. civ., si sostiene che, mediante apposita pattuizione tra le parti ( consentita appunto dalle norme relative al riscatto convenzionale ) si possa esercitare il diritto di recesso anche se il contratto ha
già dispiegato i suoi effetti. Le vicende restitutorie successive all’esercizio del riscatto ( la restituzione del prezzo e delle spese , il recupero del bene) sarebbero un conseguenza naturale, mentre le spese sostenute dal compratore per la cosa, sarebbero disciplinate secondo le regole del possesso di cosa altrui.
Secondo alcuni autori (8), il riscatto così ricostruito sarebbe dotato di efficacia retroattiva , cioè capace di rimuovere ab origine gli effetti della vendita; altri invece (9) sono orientati a configurare un recesso dotato di efficacia irretroattiva che determinerebbe il ritrasferimento con efficacia ex nunc del diritto in favore del venditore riscattante.
Altri (10) ancora più genericamente parlano di contrariusactus, ammettendo sia la costruzione ad effetti retroattivi che irretroattivi.
La figura del recesso dal contratto di vendita sembra adattarsi molto bene al riscatto convenzionale in un caso particolare.
Ci si riferisce al caso in cui la vendita non abbia ricevuto esecuzione quanto alle obbligazioni di consegna del bene e di pagamento del prezzo. In questo caso specifico ( e marginale ), il riscatto provoca esclusivamente lo scioglimento delle parti dal vincolo contrattuale ossia l’arresto definitivo nell’attuazione del programma negoziale (11).
Nei casi “ordinari” in cui la vendita abbia già dispiegato i suoi effetti, e quindi le obbligazioni contrattuali siano già state eseguite, restano invece senza spiegazione una serie di norme positive. In particolare , si è evidenziato che, ove si trattasse di recesso contrattuale, questo atto dovrebbe essere compiuto in ogni caso nei confronti dell’altra parte del contratto di vendita e mai indirizzato verso terzi, come nel caso previsto dall’art. 1504 comma 2° cod. civ. (12).
Si argomenta invece a favore della revoca (13) da parte di coloro i quali concepiscono il patto di riscatto come riserva di esercizio di un potere dispositivo relativo alla vendita già conclusa; in tal modo l’esercizio del riscatto dà luogo ad una vicenda eliminativa con efficacia ex tunc del negozio. In realtà è stato osservato (14) che la revoca deve pervenire da tutti i soggetti del negozio contro il quale essa si rivolge, osservando che la ricostruzione nell’ambito del recesso convenzionale sarebbe da preferire. A ciò si aggiungano i dubbi in merito all’ammissibilità, in termini generali, della revoca unilaterale del contratto.
In conclusione si può affermare che, sebbene le tesi proposte nell’ambito della concezione risolutiva del contratto di vendita non siano del tutto appaganti, esse hanno indubbiamente il merito di aver contribuito ad evidenziare come l’elemento centrale del riscatto sia un atto di autonomia privata, soggetto quindi alla ordinaria disciplina negoziale, come peraltro già osservato dai critici della tesi tradizionale del riscatto come condizione risolutiva.
(1) Queste critiche non possono essere considerate, di per sé, decisive in quanto il nostro sistema positivo, pur avendo accolto la regola della retroattività in materia di condizione come criterio generale per la risoluzione dei conflitti, ha tuttavia previsto la possibilità che le parti possano stabilire che gli effetti del contratto o della risoluzione si dispieghino in un momento diverso. E’ il caso della c.d. condizione irretroattiva prevista dall’art. 1360 cod. civ.
(2) Così MARANI, La simulazione negli atti unilaterali, Cedam, Padova, 1971, p. 124 nt. 20 .
(3) A. LUMINOSO, op. cit., p. 177; GIACOBBE, Osservazioni sulla vendita con patto di riscatto, in Giust. civ., 1976, I, p. 768.
in volta differenti soluzioni tecniche.
(4) In questo senso D. RUBINO, La compravendita, Milano, 1962, p. 1030.
(5) Così C.M. BIANCA, op. cit., p. 570.
(6) G. MIRABELLI, op. cit. , p. 125 ss., il quale rileva anche che non vi è la necessità di procedere ad una ricostruzione teorica della vendita con riscatto in quanto la legge detta una disciplina sufficientemente completa tale da distinguerla da altri istituti.
(7) C. M. BIANCA, op. cit., p. 641.
(8) In questo senso, v., C. M. BIANCA, op. cit., p. 570.
(9) Così E. GABRIELLI, Vincolo contrattuale e recesso unilaterale, Milano, 1985, p. 94, 101 ss. e 112 ss.
(10) V., tra gli altri, G. MIRABELLI, op. cit., p. 125; LUZZATTO, La compravendita ( ediz. postuma a cura di PERSICO ), Torino, 1961, p. 418 ss.
(11) La vicenda è del tutto simile a quella prevista dal recesso unilaterale convenzionale ex. art. 1373 cod. civ.
(12) Oltre all’art. 1504 cpv. cod. civ. depongono contro la teoria del recesso convenzionale anche le norme ( art. 1507 e 1509 cod. civ. ) che individuano i legittimati attivi e passivi all’esercizio di riscatto in presenza di parti plurisoggettive. Qui l’individuazione dei soggetti dipende dalla titolarità attuale del bene ( o della aspettativa di riacquisto ) e non dal fatto di essere parti del contratto di vendita; anche in questi casi il “recesso” si indirizzerebbe, illogicamente, verso soggetti terzi rispetto alla vendita.
(13) D. RUBINO, op. cit., p. 1025 ss.
(14) G. MIRABELLI, op. cit., p. 289 ss.