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Timestamp: 2017-02-24 12:31:27+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 475', 'art. 475', 'art. 545', 'sentenza ', 'art. 475']

Art. 475 cod. proc. penale: Allontanamento coattivo dell'imputato
HOME Codice proc. penale Articoli Codice proc. penale Agg. il 28 aprile 2015 Codice proc. penale Art. 475 cod. proc. penale: Allontanamento coattivo dell’imputato L’AUTORE: Redazione
3. L’imputato allontanato può essere riammesso nell’aula di udienza, in ogni momento, anche di ufficio. Qualora l’imputato debba essere nuovamente allontanato, il giudice può disporre con la stessa ordinanza che sia espulso dall’aula, con divieto di partecipare ulteriormente al dibattimento, se non per rendere le dichiarazioni previste dagli articoli 503 e 523 comma 5.
Deve intendersi processualmente rappresentato dal difensore l'imputato, cittadino extracomunitario, espulso dal territorio dello Stato a seguito di provvedimento prefettizio adottato a norma dell'art. 13 del d.lg. 25 luglio 1998, n. 286, in quanto tale condizione è assimilabile a quella dell'imputato coattivamente allontanato dal giudice nel caso previsto dall'art. 475, comma 2, c.p.p. (In motivazione la Corte ha precisato che la rappresentanza processuale del difensore, sebbene previsto per il solo imputato allontanato, vale a fortiori anche per l'imputato espulso, in quanto l'espulsione rappresenta una sanzione più grave rispetto all'allontanamento).
Cassazione penale sez. III 16 novembre 2007 n. 47071 Il giudice che debba assumere le dichiarazioni testimoniali di un soggetto maggiorenne psicologicamente fragile, alla presenza sia degli imputati che degli adulti di riferimento del testimone (in particolare i genitori ed i parenti), ha l'onere di adottare le modalità di assunzione della testimonianza che garantiscano la genuinità della prova e la serenità del testimone escutendo, e ciò secondo un'interpretazione costituzionalmente orientata. A tal fine il giudice non può applicare la disciplina prevista dall'art. 475 c.p.p., che prevede l'allontanamento coattivo dell'imputato, neppure nel caso in cui gli imputati abbiano già dato più dimostrazioni di intemperanza in occasione dell'assunzione di altre testimonianze: tale norma, infatti, non offre una tutela preventiva ma, unicamente, successiva alle espressioni di disturbo, per modo che, in questo caso, interverrebbe quando la genuinità della prova sarebbe già stata compromessa. Il giudice, invece, può disporre che il testimone sia esaminato in altro locale collegato all'aula d'udienza con mezzi audiovisivi: così facendo, infatti, non vi è violazione dei diritti contrapposti (entrambi di rango costituzionale), ovvero la tutela del contraddittorio nella formazione della prova, da una parte, e, dall'altra, la tutela dei diritti della personalità.
Tribunale Milano 17 ottobre 2002
A norma dell'art. 545 comma 3 c.p.p. la pubblicazione della sentenza in udienza mediante lettura del dispositivo equivale alla notifica anche per la parte che deve considerarsi presente. Ne consegue che all'imputato espulso deve applicarsi la previsione di cui all'art. 475 c.p.p. la quale, sebbene prevista solo per l'imputato allontanato, "a fortiori" deve valere anche per quello espulso in quanto l'espulsione rappresenta una sanzione più grave dell'allontanamento.
Cassazione penale sez. V 14 febbraio 2000 n. 758 Art. precedente
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