Source: https://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/IMU
Timestamp: 2020-01-19 11:20:48+00:00
Document Index: 24016394

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 28', 'art.5', 'art. 8', 'art. 87', 'art. 16', 'art 91', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 37']

Comune di Campi Bisenzio - IMU - Imposta Municipale Propria
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SCADENZA PAGAMENTO SALDO 2019
LUNEDI' 16 DICEMBRE 2019 scade il termine per il pagamento del saldo IMU / TASI 2019
Qui sotto vi è il collegamento al programma che permette di calcolare quanto dovuto e di stampare il modello F24; inserendo nell'apposita finestra la corretta tipologia di immobile, il programma determina automaticamente se l'imposta dovuta è l'IMU o la TASI.
Lo stesso programma consente anche di calcolare il pagamento da effettuare a titolo di ravvedimento operoso per saldo IMU/TASI 2018 (fino al 18 dicembre 2019).
NUOVA SCADENZA TERMINE PER PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE
L'articolo 3-ter del decreto legge 30 aprile 2019 n°34, introdotto dalla legge di conversione 28 giugno 2019 n°58, prevede che il termine per presentare la dichiarazione IMU su modello ministeriale non è più il 30 giugno, ma il 31 dicembre, dell'anno successivo a quello in cui si è verificato l'evento che ha dato origine alla dichiarazione.
Quindi già per le modifiche intervenute nell'anno 2018, il termine per la loro dichiarazione diventa il 31 dicembre 2019.
ELIMINAZIONE OBBLIGHI DICHIARATIVI
Ai sensi dell'art. 3 quater, comma 1, lettere a) e b) del DL 34/2019, convertito con modificazioni dalla legge 58/2019, per usufruire di due agevolazioni IMU previste dalla legge, cioè la riduzione del 50% per le abitazioni concesse in comodato - in presenza di certi requisiti - a parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzino come abitazione principale, e la riduzione del 25% per gli immobili locati a canone concordato, non è più richiesta la presentazione della dichiarazione IMU.
L'eliminazione degli obblighi dichiarativi - ove previsti - non si applica nei restanti casi previsti dalla legge, nonché per le agevolazioni concesse dal Comune.
Presupposto dell'imposta e disciplina dell'abitazione principale
Calcolo dell'acconto 2019
Calcolo del saldo 2019
Ripartizione del gettito e modalità di pagamento
Per chi si è dimenticato di pagare: il ravvedimento operoso
Che fare se si riceve un avviso di accertamento comunale
L'imposta municipale propria (IMU) è stata prevista dal decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 e istituita dal decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n°214.
Tale disciplina è stata successivamente modificata o integrata da numerosi provvedimenti legislativi.
Con deliberazione di Consiglio Comunale n. 68 del 20/05/2014 è stato approvato il Regolamento Comunale per la disciplina della Imposta Unica Comunale (IUC), il cui capo II disciplina l'IMU, sostituendo il precedente regolamento IMU.
Tale modifica è stata resa necessaria dall'entrata in vigore della legge 27 dicembre 2013, n. 147, con cui è stata istituita a decorrere dal 2014 la imposta unica comunale (IUC), che riunisce tre distinti tributi, cioè appunto l'IMU, la TARI (che sostituisce la TARES, applicata nel 2013) e la TASI (istituita a partire dal 2014).
Ritorna all'elenco.
In generale il soggetto passivo (cioè, chi deve pagare l'imposta) è il proprietario dell'immobile, per il periodo e la quota di possesso. Le principali eccezioni (soggetti passivi IMU che non sono proprietari) sono:
1. coniuge assegnatario dell'ex casa coniugale;
2. titolare di diritti reali limitati, cioè diversi dalla proprietà: usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie;
3. locatario, in caso di locazione finanziaria di fabbricati (leasing);
4. concessionario di aree demaniali.
Le modificazioni del soggetto passivo devono essere oggetto di dichiarazione su modello ministeriale qualora riguardino:
- aree edificabili (per le quali è altresì soggetta a dichiarazione ogni variazione del valore venale a essa attribuito dal contribuente);
- immobili diversi dalle aree edificabili, se l'Ufficio non può desumerle dalle visure catastali o dalle successioni. E' il caso, per esempio, dei numeri 1, 3 e 4 visti sopra, oppure dei seguenti ulteriori casi:
vedovo/a che diviene titolare per legge del diritto di abitazione sulla quota della residenza coniugale di proprietà del coniuge deceduto (purché tutta di proprietà del coniuge deceduto o di entrambi, senza terzi comproprietari), ed è quindi soggetto passivo;
successioni in favore di minorenni, nel qual caso sono soggetti passivi gli usufruttuari legali, di solito i genitori (che perciò pagano in nome proprio, non in nome del minore).
IMPORTANTE - l'imposta dev'essere pagata dai soggetti passivi secondo le rispettive quote, non potendo i contribuenti accordarsi per pagare con criteri diversi da quelli di legge.
Il presupposto dell'IMU è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l'attività dell'impresa.
Ai fini dell'individuazione del presupposto d'imposta:
- fabbricato è l'unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano, considerandosi parte integrante del fabbricato l'area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza; il fabbricato di nuova costruzione è soggetto all'imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione ovvero, se antecedente, dalla data in cui e' comunque utilizzato;
- area fabbricabile è l'area utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal Comune, indipendentemente dall'approvazione della Regione e dall'adozione di strumenti attuativi del medesimo, ovvero in base alle possibilita' effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell'indennita' di espropriazione per pubblica utilità;
- terreno agricolo è il terreno adibito all'esercizio delle attivita' indicate nell'articolo 2135 del codice civile.
Regole particolari si applicano se il fabbricato è l'abitazione principale del soggetto passivo. Infatti in tal caso il fabbricato, con le relative pertinenze:
1) se si tratta di un'abitazione principale "di lusso", cioè censita nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9, è escluso da TASI e sottoposto a un regime agevolato IMU (vedi sotto)
2) se è un'abitazione principale "non di lusso" è escluso da IMU ed esente da TASI.
Tuttavia l'abitazione può considerarsi abitazione principale, usufruendo del relativo trattamento agevolato, solo se si tratta di 'immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmentee risiedono anagraficamente.
Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi ma tutti situati a Campi Bisenzio, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.
NB l'agevolazione è riconosciuta solo per il periodo dell'anno durante il quale sussistono i requisiti. Per esempio, se l'abitazione è acquistata il 2 marzo ma la residenza è stata acquisita solo il 10 luglio, si potrà usufruire della detrazione solo per i mesi luglio-dicembre (beninteso, purché vi si dimori abitualmente); per i mesi marzo-giugno dovrà applicarsi l'aliquota ordinaria;
Il trattamento agevolato previsto per l'abitazione principale di lusso si estende alle pertinenze, ma solo se classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, e nella misura massima di una pertinenza per ciascuna di tali tre categorie. Il carattere pertinenziale del fabbricato ricorre se esso è destinato ed effettivamente utilizzato in modo durevole al servizio dell'unità immobiliare principale, e a condizione che il soggetto passivo sia proprietario o titolare di diritto reale di godimento, anche se in parte, sia dell'abitazione sia della pertinenza. In caso di pertinenzialità non si deve presentare la dichiarazione ministeriale, ma il contribuente ha comunque facoltà di presentare al Comune una dichiarazione su apposita modulistica comunale.
Si considera direttamente adibita ad abitazione principale, con applicazione del relativo regime agevolativo, l'unità immobiliare (e relative pertinenze) posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o da disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito ricovero permanente, a condizione che la stessa risulti non locata. Per accedere all'agevolazione è tuttavia necessario presentare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà al Comune, usufruendo della modulistica comunale approvata e indicando la data di decorrenza dell'agevolazione, entro il 31 marzo dell'anno successivo. La dichiarazione vale anche per gli anni successivi, se permangono i requisiti per usufruire di tale agevolazione; la perdita dei requisiti deve essere dichiarata al Comune con analoghe modalità.
Inoltre a partire dal 2015 è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso.
Il ricorrere e il venir meno di tale esenzione deve essere oggetto di dichiarazione sul modello ministeriale.
Non rientrano nel campo applicativo dell'IMU, come detto, l'abitazione principale non di lusso e le relative pertinenze. Inoltre sono esenti dall'IMU, in virtù di varie norme speciali:
unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, comprese quelle destinate dalle stesse cooperative a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al requisito della residenza anagrafica;
fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, come definiti dal decreto del Ministro delle Infrastrutture 22/04/2008, pubblicato nella G.U. n. 146 del 24/06/2008;
un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente dalle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall'art. 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all'articolo 13, comma 8, del decreto-legge n. 201 del 2011;
fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e purchè non siano locati (immobili-merce).
gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, da regioni, province, comuni, comunità montane, consorzi fra detti enti, enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente a compiti istituzionali.
i fabbricati con destinazione ad usi culturali (art.5-bis D.P.R. 601/73);
i fabbricati destinati esclusivamente all'esercizio del culto, purchè compatibile con le disposizioni degli art. 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all'art. 87, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica (dal 2014), didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all'art. 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222. In caso di utilizzazione mista (non esclusiva) l'eventuale variazione catastale, volta a rendere autonoma l'unità immobiliare nella quale è esercitata l'attività, ha effetto fiscale soltanto a partire dall' 1/1/2013 - art 91-bis, comma 2, legge 24/3/2012 n. 27. Qualora non sia possibile l'accatastamento autonomo, l'esenzione si applica in proporzione all'utilizzazione non commerciale dell'immobile, come risulta da apposita dichiarazione;
terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola.
Se l'immobile acquista o perde il diritto all'esenzione deve essere presentata la dichiarazione su modello ministeriale.
La base imponibile dell'IMU è costituita dal valore dell'immobile, calcolato con criteri diversi secondo il tipo di immobile:
A) VALORE DEI FABBRICATI
Per i fabbricati iscritti in catasto la base imponibile è il valore catastale, ottenuto applicando alla rendita catastale, vigente al 1° gennaio dell'anno di imposizione e rivalutata del 5 per cento, i seguenti moltiplicatori:
160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A (escluse A/10) e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7;
65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati della categoria catastale D/5;
ESEMPIO 1: abitazione categoria A/1, rendita catastale € 800,00: la rendita catastale rivalutata è pari a € 840,00 (800,00 + 5%), il valore catastale è pari a € 134.400,00 (840,00 x 160)
ESEMPIO 2: fabbricato categoria D/1, rendita catastale € 1000,00: la rendita catastale rivalutata è pari a € 1.050,00 (1000,00 + 5%), il valore catastale è pari a € 68.250,00 (1.050,00 x 65 = 68.250)
Regole particolari vigono per il calcolo del valore dei fabbricati del gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati.
Per verificare la rendita catastale dei propri fabbricati è possibile consultare questo collegamento ipertestuale dell' Agenzia del Territorio, oppure recarsi direttamente all'Agenzia stessa (Via dell'Agnolo 80 - Firenze), oppure usufruire dei CAAF o di privati abilitati.
per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (agevolazione cumulabile con quelle per abitazione principale, se sussistono i requisiti): per usufruire di tale agevolazione deve essere presentata la dichiarazione su modello ministeriale;
per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono dette condizioni. L'inagibilità o inabitabilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto, non superabile con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria. L'agevolazione non è riconoscibile: allorché il fabbricato sia occupato, o comunque utilizzato; allorché il fabbricato non sia mai stato agibile o abitabile; allorché il fabbricato sia oggetto di lavori di demolizione o di recupero edilizio. L'inagibilità o inabitabilità è accertata dall'ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, redatta su apposita modulistica comunale, che ha validità a decorrere dalla presentazione, salvo che in essa non si adducano fatti già documentalmente noti all'amministrazione;
a partire dal 2016, per le abitazioni non di lusso e cioè non classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all'immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Ai sensi dell'articolo 1 comma 1092 della legge di stabilità 2019, il beneficio si estende, in caso di morte del comodatario, al coniuge di quest'ultimo, ma solo in presenza di figli minori. NB: il Comune di Campi Bisenzio dal 2016 adotta un'aliquota agevolata del 7,6 x 1000 per le unità immobiliari non di lusso concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che sia presentata entro l'anno l'istanza al Comune su apposita modulistica. Si noti che il requisito statale è più restrittivo di quello comunale: quest'ultimo però è condizionato dalla presentazione dell'istanza al Comune.
Deve essere oggetto di dichiarazione, redatta su modello ministeriale, il venir meno delle condizioni per usufruire delle riduzioni per immobili storico/artistici o per inagibilità/inabitabilità.
B) VALORE DELLE AREE FABBRICABILI
Il valore delle aree fabbricabili è quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell'anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all'indice di edificabilità, alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
Tale valore, diversamente da quanto accade per i fabbricati e per i terreni, non è desumibile dalla consultazione degli atti catastali.
In caso di utilizzazione edificatoria dell'area, di demolizione di fabbricato, di interventi di ristrutturazione edilizia, restauro o risanamento conservativo, la base imponibile dell'imposta è costituita dal valore dell'area (che in tal caso è sempre considerata fabbricabile), senza computare il valore del fabbricato in corso d'opera: questo fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato.
Le variazioni relative ad aree edificabili (terreno agricolo che diviene edificabile, utilizzazione edificatoria dell'area, atti costitutivi, traslativi o modificativi del diritto, variazioni del valore venale, ecc.) sono tutti oggetto di dichiarazione su modello ministeriale (contenente l'identificativo catastale di ciascuna area e il valore a essa attribuito, evitando aggregazioni di più aree).
Ai sensi dell'articolo 14 del Regolamento Comunale per la disciplina della Imposta Unica Comunale (IUC), fino al 2014 il Comune di Campi Bisenzio - allo scopo di ridurre l'insorgenza del contenzioso e di fornire un ausilio al dichiarante - ha stabilito, per zone omogenee, i valori venali medi in comune commercio delle aree fabbricabili (vedi link seguente). Non sono state approvate analoghe deliberazioni per gli anni dal 2015 in poi.
valori medi aree edificabili 2014.
C) VALORE DEI TERRENI AGRICOLI
Il valore dei terreni agricoli è ottenuto applicando all'ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell'anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento, un moltiplicatore pari a 135.
ESEMPIO 3: terreno con reddito dominicale € 100,00: il reddito dominicale rivalutato è pari a € 125,00 (100,00 + 25%), il valore è pari a € 16.875,00 (125,00 x 135)
Per i terreni agricoli posti a Campi Bisenzio non si applicano i regimi esonerativi IMU validi per quelli posti in comuni totalmente o parzialmente montani.
A decorrere dal 2016 sono esenti dall'IMU i terreni agricoli posti a Campi Bisenzio, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola. Le aree fabbricabili possedute e condotte da tali soggetti sono considerate terreni agricoli.
Per usufruire di tale esenzione deve essere presentata la dichiarazione, su modello ministeriale, sia quando si acquista sia quando si perde il diritto a essa.
I soggetti passivi devono presentare la dichiarazione sull'apposito modello ministeriale entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta: per esempio, le dichiarazioni IMU per variazioni avvenute nel 2018 devono essere presentate entro il 31 dicembre 2019.
La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati, da cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta.
La dichiarazione deve essere presentata utilizzando l'apposito modello approvato dal Ministero dell'Economia; il modello e le relative istruzioni sono scaricabili nella pagina Modulistica IMU.
Nelle istruzioni ministeriali sono indicati i casi principali in cui deve essere presentata la dichiarazione.
In generale l'obbligo dichiarativo sorge quando il Comune non può acquisire l'informazione attraverso la consultazione della banca dati catastale, come per esempio:
variazioni relative ad aree edificabili;
dimezzamento della base imponibile per immobili di interesse storico o artistico;
usufrutto legale dei genitori sull'immobile del minorenne;
diritto di abitazione del coniuge sulla casa coniugale.
Non deve essere presentata la dichiarazione ministeriale IMU, ma la specifica modulistica approvata dal Comune, per ottenere l'agevolazione relativa a inagibilità/inabitabilità dei fabbricati, per ottenere o cessare l'agevolazione per unità immobiliari non locate e possedute a titolo di proprietà o usufrutto da anziani o disabili residenti in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, per ottenere o cessare le agevolazioni concesse dal Comune.
Inoltre gli enti non commerciali devono presentare un'unica dichiarazione sia per l'IMU sia per la TASI, su specifica modulistica ministeriale detta IMU-ENC (non quindi, la "normale" dichiarazione IMU).
L'imposta dovuta per l'intero anno 2019 si ottiene applicando alla base imponibile (considerando la quota di possesso) le varie aliquote approvate dal Comune per tale anno. Si deve poi sottrarre dal risultato l'eventuale detrazione, ove spettante.
Se si deve pagare solo per una parte dell'anno, si deve proporzionare l'imposta dovuta ai mesi di possesso; si considera dovuto per intero il mese nel quale si è avuto un possesso di almeno 15 giorni (ad esempio, fabbricato venduto il 20 del mese).
L'imposta complessivamente dovuta per l'intero anno deve essere divisa in due rate di eguale ammontare, in acconto e a saldo, e l'acconto IMU 2019 deve essere pagato entro il 17 giugno 2019.
Il contribuente può anche versare entro il 17 giugno 2019 tutta l'imposta in un'unica soluzione.
Regole particolari disciplinano il pagamento per gli enti non commerciali (ENC).
Con la deliberazione del Consiglio comunale n°197 del 27.12.2018, immediatamente eseguibile, sono state approvate le aliquote dell'Imposta municipale propria (IMU) che si applicano a Campi Bisenzio per l'anno 2019, come da tabella seguente:
aliquota ridotta per abitazione principale di lusso, ossia classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, e relative pertinenze classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura di una sola unità pertinenziale per ogni categoria catastale
aliquota agevolata per abitazioni locate a canone concordato ai sensi della legge 09/12/1998 n. 431 in base agli Accordi definiti in sede locale tra le organizzazioni dei proprietari e quelle degli inquilini, incluse le relative pertinenze, dando atto che: a) l'agevolazione è accordata a condizione che il proprietario entro il 31 dicembre 2019 produca al Comune apposita comunicazione, redatta su modulistica comunale, allegando copia del contratto di locazione oppure, per i contratti non assistiti stipulati a partire dal 3 novembre 2017, l'attestazione di rispondenza del contratto all'Accordo territoriale per i comuni della provincia di Firenze sottoscritto il 20 ottobre 2017 ed entrato in vigore il 3 novembre 2017, rilasciata da parte delle organizzazioni Sindacali che hanno sottoscritto l'Accordo con le modalità in esso stabilite; b) l'agevolazione decorre dalla data del contratto di locazione; c) rimangono valide le istanze presentate negli anni precedenti, senza necessità di nuova presentazione, in caso di permanenza dei requisiti richiesti
0,76% con riduzione dell'imposta al 75%, come previsto dall'art. 1 comma 53 della legge n°208/2015
aliquota agevolata per immobili a uso abitativo non di lusso (categorie catastali A2, A3, A4, A5, A6, A7 e relative pertinenze C2, C6 e C7, limitatamente a un'unità immobiliare per ciascuna categoria) posseduti da soggetti passivi che attribuiscono l'immobile in comodato, con contratto regolarmente registrato, a parenti entro il 1° grado che ivi abbiano la residenza, dando atto che a) l'agevolazione è accordata a condizione che il proprietario entro il 31 dicembre 2019 produca il contratto di comodato o presenti idonea dichiarazione sostitutiva di notorietà, su modulistica predisposta dal Comune, fermo in tal caso il potere di verifica dell'Ufficio sulla veridicità di quanto dichiarato; b) l'agevolazione è accordata a decorrere dalla data in cui il comodatario acquisisce la residenza o, se già residente, dalla data del contratto; c) rimangono valide le istanze presentate negli anni precedenti, senza necessità di nuova presentazione, in caso di permanenza dei requisiti richiesti
aliquota agevolata per la fattispecie prevista dall'art. 13, comma 3, lettera Oa) del D.L. n. 201/2011 come modificato dalla legge n. 208/2015: "per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A1, A8, e A9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonchè dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all'immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A1, A8 e A9. Ai sensi dell'articolo 1 comma 1092 della legge di stabilità 2019, il beneficio si estende, in caso di morte del comodatario, al coniuge di quest'ultimo, ma solo in presenza di figli minori
0,76% con riduzione del 50% della base imponibile
aliquota agevolata per immobili a uso abitativo non di lusso (categorie catastali A2, A3, A4, A5, A6, A7 e relative pertinenze C2, C6 e C7, limitatamente a un'unità immobiliare per ciascuna categoria) locati dal proprietario al Comune in applicazione della deliberazione del C.C. n. 224 del 25/11/1996, o comunque messi a disposizione del Comune nell'ambito di progetti finalizzati alla riduzione del disagio abitativo. L'agevolazione è accordata a decorrere dalla data del contratto di locazione.
aliquota agevolata per immobili a uso abitativo non di lusso (categorie catastali A2, A3, A4, A5, A6, A7 e relative pertinenze C2, C6 e C7, limitatamente a un'unità immobiliare per ciascuna categoria) locati con le caratteristiche rispondenti ad apposito bando previsto dal Comune per la riduzione del disagio abitativo. L'agevolazione è accordata a decorrere dalla data del contratto di locazione.
Per usufruire delle aliquote agevolate allo 0,48%, allo 0,56% o allo 0,46% non occorre presentare modelli, perché i dati sono acquisiti d'ufficio.
Per usufruire delle aliquote agevolate comunali per canone concordato, o per comodato privo degli ulteriori requisiti statali, occorre presentare entro il 31 dicembre 2019 l'apposita modulistica comunale.
In due casi è riconosciuta una detrazione d'imposta, che dev'essere sottratta dall'imposta lorda:
1) ABITAZIONE PRINCIPALE DI LUSSO
L'abitazione principale di lusso e le relative pertinenze oltre all'aliquota ridotta godono anche di una detrazione, infatti dall'imposta dovuta si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, € 200,00.
Si noti che la detrazione per abitazione principale:
È riconosciuta, così come l'aliquota agevolata, solo per il periodo dell'anno durante il quale sussiste la destinazione ad abitazione principale. Per esempio, se l'abitazione è acquistata il 2 marzo ma la residenza è acquisita il 10 luglio, si potrà usufruire della detrazione solo per i sei mesi luglio-dicembre; per i mesi marzo-giugno dovrà applicarsi l'aliquota ordinaria;
qualora l'abitazione sia in comproprietà, spetta in parti uguali a tutti i comproprietari residenti: per esempio se è di proprietà per 1/3 di un coniuge e per 2/3 dell'altro, ed è per entrambi abitazione principale, la detrazione spetta per 1/2 a ciascuno. Se un solo comproprietario vi risiede, la detrazione spetta per intero a lui.
2) ALLOGGI REGOLARMENTE ASSEGNATI DAGLI IACP O DAGLI ENTI DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA COMUNQUE DENOMINATI, AVENTI LE STESSE FINALITA' DEGLI IACP
A queste unità immobiliari spetta la sola detrazione base di € 200,00, e non anche l'aliquota ridotta per l'abitazione principale. Per usufruire dell'agevolazione è necessario presentare la dichiarazione su modello ministeriale.
Riprendendo l'ESEMPIO 1 sopra visto: abitazione categoria A/1, rendita catastale € 800,00, rendita catastale rivalutata € 840,00, valore catastale € 134.400,00, posseduta a metà dai coniugi:
- l'imposta dovuta da ciascun coniuge, applicando l'aliquota comunale dello 0,48%, è € 222,56
[(134.400,00 valore catastale x 0,48% aliquota comunale 2015 x 50% quota possesso) - (€ 100,00 detrazione ) = 222,56];
- l'acconto e il saldo, spettanti interamente al Comune (vedi sotto), sono entrambi pari a € 111,28 (222,56 : 2);
Riprendendo l'ESEMPIO 2 sopra visto: fabbricato categoria D/1, rendita catastale € 1000,00, rendita catastale rivalutata € 1.050,00, valore catastale € 68.250,00:
- poiché l'immobile è un fabbricato appartenente al gruppo catastale D, il dovuto deve essere ripartito fra Stato e Comune;
- l'imposta dovuta, applicando l'aliquota comunale dello 1,06 %, è pari a € 723,45 (68.250,00 valore catastale x 1,06% aliquota comunale = 723,45);
- di tale imposta dovuta,tenuto conto della riserva statale di gettito dello 0,76% (vedi sotto), la quota statale risulta pari a € 518,70 (68.250,00 valore catastale x 0,76% aliquota per riserva statale di gettito = 518,70), mentre la quota comunale risulta pari a € 204,75;
- quindi l'acconto e il saldo spettanti allo Stato sono entrambi € 259,35 (518,70 : 2 = 259,35), quelli spettanti al Comune sono entrambi € 102,38 (204,75 : 2 = 102,38);
Riprendendo l'ESEMPIO 3 sopra visto: terreno con valore catastale € 16.875,00
- l'imposta dovuta, applicando l'aliquota comunale dello 1,06%, è pari a € 178,87;
- l'acconto e il saldo, spettanti interamente al Comune (vedi sotto), sono entrambi pari a € 89,44 (178,87 : 2).
Per il calcolo del saldo IMU 2019, vedi quanto già riportato nel paragrafo "Calcolo dell'acconto 2019".
Il saldo IMU 2019 deve essere pagato entro il 16 dicembre 2019.
Il gettito dell'IMU non è incassato tutto dal Comune ma è ripartito fra il Comune e lo Stato, infatti:
deve essere versata in parte allo Stato e in parte al Comune l'imposta relativa ai fabbricati ricadenti nel gruppo catastale D. Per tali fabbricati è riservata allo Stato la quota d'imposta calcolata con l'aliquota dello 0,76%, mentre è riservata al Comune la quota d'imposta calcolata con l'aliquota dello 0,30%;
deve essere versata interamente al Comune l'IMU relativa agli immobili diversi dai precedenti (fabbricati non ricadenti nel gruppo catastale D, terreni, aree edificabili);
Il versamento da parte del contribuente può essere effettuato:
tramite modello F24 presso banche e uffici postali, o per via telematica. Il modello F24 contiene una specifica sezione dedicata all'IMU, denominata "Sezione IMU e altri tributi locali".
Gli stampati in bianco possono essere scaricati dal sito dell'Agenzia delle Entrate o ritirati presso le banche e gli uffici postali. L'eventuale quota d'imposta di competenza statale (o di altri comuni) può essere versata contestualmente a quella per il Comune di Campi Bisenzio utilizzando un unico modello F24.
Nello spazio "codice ente/codice comune" deve essere inserito il codice catastale B507 del Comune di Campi Bisenzio, su tutte le righe compilate riferite a immobili posti in questo Comune.
I dati devono essere raggruppati sulla base del "codice tributo", utilizzando esclusivamente i codici tributo qui sotto elencati:
Codice 3912 - abitazione principale e relative pertinenze - COMUNE
Codice 3914 - terreni - COMUNE
Codice 3916 - aree fabbricabili - COMUNE
Codice 3918 - altri fabbricati - COMUNE (NB codice da non utilizzare per i fabbricati del gruppo catastale D)
Codice 3925 - fabbricati produttivi del gruppo catastale D - STATO
Codice 3930 - fabbricati produttivi del gruppo catastale D - COMUNE
L'importo totale da versare deve essere arrotondato all'euro, per difetto se la frazione è inferiore o uguale a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo. Nel modello F24 l'arrotondamento all'euro dev'essere effettuato per ciascun rigo compilato.
Non si devono effettuare versamenti se l'imposta da versare per l'intero anno risulta uguale o inferiore a € 12,00.
Tramite apposito bollettino di C/C postale n°1008857615, intestato "Pagamento IMU", in distribuzione e utilizzabile presso Poste italiane. Il versamento è effettuato allo Stato, che poi provvederà ad accreditare al Comune la quota spettante. Questa modalità di pagamento non è disponibile per gli enti non commerciali (ENC).
In caso di omesso o ritardato pagamento si ha un anno di tempo per regolarizzare la propria posizione, pagando una sanzione limitata, con lo strumento - applicabile per tutti i tributi - del ravvedimento operoso.
L'avviso di accertamento IMU è una comunicazione emessa dall'Ufficio nel caso di omessa, infedele o ritardata denuncia IMU, oppure di omesso o parziale o ritardato pagamento IMU.
Con esso il Comune richiede al contribuente il pagamento di: 1) eventuale IMU non pagata; 2) sanzioni di legge (tranne che nel caso di eredi o allorché si ravvisino ragioni di non punibilità); 3) interessi legali; 4) rimborso delle spese di notifica dell'avviso.
Il contribuente che abbia ricevuto l'avviso ha varie possibilità:
1) PAGAMENTO DELL'AVVISO, con le modalità in esso indicate, entro 60 giorni, qualora non si contesti la fondatezza di esso.
2) RICORSO. Il contribuente, entro lo stesso termine di 60 giorni, può proporre ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Firenze, notificando il ricorso a questo Comune, a norma degli artt. 16 e seguenti del d.lgs 546/1992. Successivamente il ricorrente, entro 30 giorni dalla proposizione del ricorso, deve costituirsi in giudizio mediante deposito del ricorso presso la Segreteria della Commissione, previo pagamento del contributo unificato di cui all'art. 37, comma 6, del D.L. 98/2011, convertito dalla legge 111/2011. Per le controversie di valore non superiore a 50.000,00 euro il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo,e può contenere una proposta di mediazione: in tal caso il ricorso non è procedibile fino alla scadenza del termine di novanta giorni dalla data di notifica, e il termine per il deposito del ricorso decorre da tale scadenza. Per le controversie di valore non superiore a 3.000,00 euro il Ricorrente può stare in giudizio senza l'assistenza tecnica di un difensore abilitato. NB Il valore della controversia in generale corrisponde all'importo contestato del tributo, al netto di interessi ed eventuali sanzioni.
3) RICHIESTA DI RETTIFICA O ANNULLAMENTO IN AUTOTUTELA. Se il contribuente rileva inesattezze nelle contestazioni descritte nell'avviso di accertamento può richiedere, tramite l'apposito modello di istanza di riesame allegato all'avviso, che il Comune corregga o annulli in autotutela il proprio atto. NB La presentazione di un'istanza di riesame non sospende per il contribuente i termini per proporre il ricorso.
4) ACCERTAMENTO CON ADESIONE. Quando l'accertamento comunale si basi su elementi che possono essere oggetto di diversa valutazione - tipicamente, il valore venale di aree edificabili - la presentazione da parte del contribuente dell'istanza di accertamento con adesione produce la sospensione dei termini per proporre ricorso per 90 giorni. Tale effetto non si verifica qualora l'istanza sia presentata a fini meramente dilatori, cioè non attenga a materia concordabile. L'Ufficio, verificato che vi siano le condizioni previste dalla legge per l'accertamento con adesione (altrimenti esso non viene istruito come tale, ma come istanza di riesame), convoca il contribuente per un incontro. A seguito dell'incontro, in caso di accordo tra le parti, l'ufficio redige un atto di accertamento con adesione in duplice copia, sottoscritto dal contribuente (o dal suo procuratore) e dal responsabile dell'ufficio. L'istanza di accertamento con adesione è scaricabile dalla pagina della modulistica comunale.