Source: http://docplayer.it/11687618-Avviso-pubblico-per-la-presentazione-delle-proposte-progettuali.html
Timestamp: 2018-06-24 21:43:59+00:00
Document Index: 167478869

Matched Legal Cases: ['arto 3', 'art. 2', 'art. 1', 'art.31', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art.2', 'art. 11']

AVVISO PUBBLICO per la presentazione delle proposte progettuali - PDF
AVVISO PUBBLICO per la presentazione delle proposte progettuali
Download "AVVISO PUBBLICO per la presentazione delle proposte progettuali"
1 REGIONE LAZIO Assessorato Formazione, Ricerca, Scuola e Università Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione Scuola e Università, Diritto allo Studio Area Programmazione dell'offerta Formativa e di Orientamento Attuazione del POR - Programma Operativo del Fondo Sociale Europeo - Obiettivo 2 - Competitività regionale e Occupazione Regione Lazio 2007 / 2013 Asse I - Adattabilità Sostenere l Adattabilità dei Lavoratori attraverso il rafforzamento di un offerta formativa di apprendimento permanente Crescita dell adattabilità dei lavoratori attraverso la formazione continua AVVISO PUBBLICO per la presentazione delle proposte progettuali
2 INDICE Premessa Normativa di riferimento: Finalità dell Avviso Oggetto dell Avviso Procedure di attivazione Tempi di realizzazione e orari di esecuzione degli interventi Regole e priorità Regole generali Priorità Destinatari Soggetti proponenti Soggetti promotori Affidamento delle attività a terzi Aiuti di Stato Risorse finanziarie Descrizione delle Linee di intervento Linea ADA1 - Interventi a tipologia aziendale Linea ADA2 - Interventi a tipologia Interaziendale, Settoriale, Territoriale Linea ADA3 - Interventi per Manager, Imprenditori, Lavoratori Autonomi e a composizione mista Percorso sicurezza (finanziabile con fondi pubblici solo in regime de minimis) Conciliazione e Pari Opportunità Parametri finanziari per il calcolo del costo totale dell intervento Modalità di redazione dei progetti Utilizzo degli allegati Modalità per la presentazione dei progetti e documentazione richiesta Ammissibilità e valutazione Tempi ed esiti dell istruttoria per l ammissione a finanziamento Opportunità di affidamento Convenzione Disposizioni per la rendicontazione Verifica e controllo Obblighi a carico del beneficiario Revoca del finanziamento Modalità di informazione e pubblicità degli interventi Condizioni di tutela della privacy Foro competente Responsabile del procedimento Assistenza Tecnica durante l elaborazione delle Proposte Documentazione della procedura... 24
3 Allegati all Avviso Pubblico A B C D E F G H I Modelli per Domanda e Dichiarazioni (Mod. 01,02a,02b,03,04,05A,05B,06) Modello di convenzione Standard formativo Sicurezza in ingresso Formulari descrittivi di presentazione delle Proposte (D1,D2,D3,D4) Motivi di esclusione Settori esclusi Classificazione ISFOL ORFEO Metodologia per l adozione di UCS (Unità di costo standard) Schede di sintesi (Ia, Ib, Ic)
4 Premessa Il momento di perdurante crisi economica che investe il sistema produttivo nazionale e regionale impone per le imprese laziali l avvio di processi di rinnovamento dei prodotti, dei servizi, dei processi produttivi e dei modelli di business, nell ottica di non perdere competitività sul mercato e di aprire nuove prospettive di crescita. Il contesto economico-produttivo italiano è caratterizzato da un ambiente sfavorevole all innovazione delle imprese ed è contraddistinto dall assenza di un capitale umano qualificato e dalla scarsa valorizzazione degli individui disponibili. Queste carenze strutturali non consentono, in particolar modo alle PMI, di dare avvio e sostegno a quelle iniziative innovative finalizzate al miglioramento dei processi produttivi e dei modelli organizzativi, dell offerta dei beni e servizi, in modo da potenziare la competitività delle imprese laziali sul mercato. Occorre quindi prevedere interventi formativi idonei a consentire ai lavoratori di rafforzare e/o adattare le proprie competenze, al fine di mantenere l occupazione e promuoverne la crescita professionale; L investimento nella riqualificazione e/o nella valorizzazione delle competenze del capitale umano già presente in azienda, attraverso il finanziamento di interventi formativi flessibili e anche brevi, rappresenta un presupposto chiave anche in funzione della competitività stessa delle imprese; Nell ambito della programmazione del POR Lazio FSE residuano disponibilità sufficienti a finanziare una nuova edizione dell Avviso Pubblico rivolto ai lavoratori occupati per la Crescita dell adattabilità dei lavoratori attraverso la formazione continua ; La Regione provvede al costante monitoraggio dell andamento degli impegni e delle spese delle risorse ai fini del completo utilizzo delle stesse e del pieno raggiungimento degli obiettivi previsti dal POR FSE Regione Lazio 2007/ 2013 Obiettivo 2; Le risorse provenienti dalla programmazione del POR Lazio FSE Ob devono essere utilizzate entro il , termine fissato dalla normativa comunitaria e conseguentemente gli interventi finanziati in tale fase devono coniugare obiettivi di efficacia e di efficienza, attraverso la razionalizzazione e snellimento delle procedure necessarie a rendere effettivamente fruibili gli interventi previsti dall AVVISO PUBBLICO Crescita dell'adattabilità dei lavoratori attraverso la formazione continua Al fine di semplificare le procedure esistenti, pur mantenendo inalterati i presupposti e i requisiti necessari per una sana gestione finanziaria e, nello specifico, la trasparenza, l economicità e adeguati controlli, in attuazione delle norme comunitarie, nazionali e regionali che regolano la realizzazione di interventi a valere sul POR FSE 2007/2013 del Lazio, il presente Avviso contempla, per le attività di rendicontazione dei progetti che saranno ammessi a finanziamento, il ricorso alle semplificazioni consentite dalla normativa e relative alle Unità di Costo Standard (UCS). Questa scelta discende dalla volontà della Regione, in linea con il Programma di Governo della Giunta, di garantire nuove e più ampie opportunità formative per i lavoratori, dando attuazione agli impegni assunti nei confronti del mondo delle imprese per un più facile ed efficace accesso alle risorse disponibili per l innalzamento delle competenze dei propri addetti, anche nel caso di realtà di minori dimensioni e/o meno solite a far ricorso allo strumento della formazione professionale come mezzo per la propria crescita e incremento della competitività. 1
5 1. Normativa di riferimento: Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio dell'11/07/2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il Regolamento (CE) n. 1260/1999 e s.m.i; Regolamento (CE) n. 1828/2006 della Commissione, dell'8/12/2006, che stabilisce modalità di applicazione del Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e del Regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e ss.mm.ii; Regolamento (CE) n. 1081/2006 relativo al Fondo sociale europeo e recante abrogazione del Regolamento (CE) n. 1784/1999 e s.m.i; Regolamento (CE) n. 396/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 6/05/2009 che modifica il Regolamento (CE) n. 1081/2006 relativo al Fondo sociale europeo per estendere i costi ammissibili a un contributo del FSE; Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato (regolamento generale di esenzione per categoria); Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 (Regolamento de minimis ). POR FSE Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione della Regione Lazio, approvato con Decisione della Commissione Europea C (2007) n del 21/11/07; Legge Quadro in materia di Formazione Professionale del 21/12/1978 n. 845; Circolare n. 34 del 8/11/2007 del Ministero dell Economia e delle Finanze - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato IGRUE; Circolare IGRUE del 27/12/ Valutazione di conformità dei sistemi di gestione e controllo dei Programmi Operativi ; Legge 241/90 del 7/08/1990 e s.m.i. sul procedimento amministrativo e diritto di accesso ai documenti amministrativi; Legge del 24/06/1997 n. 196 recante norme in materia di promozione dell occupazione; Legge regionale 25/02/1992 n. 23 Ordinamento della formazione professionale e successive modifiche ed integrazioni; Legge regionale 25/07/1996 n. 29 Disposizioni regionali per il sostegno all occupazione e successive modifiche ed integrazioni; Legge regionale 7/07/1998 n. 38. Organizzazione delle funzioni regionali e locali in materia di politiche attive del lavoro ; DGR n. 38 /2007, adottata dal Consiglio Regionale della Regione Lazio, avente per oggetto: Approvazione del Programma Operativo del FSE Obiettivo 2 Competitività ; DGR n. 968 del 29 novembre 2007 Revoca D.G.R. 21/11/2002, n e D.G.R. 20/12/2002, n Approvazione della nuova Direttiva Accreditamento dei soggetti che erogano attività di formazione e di orientamento nella Regione Lazio ; Determinazione Dirigenziale n. B06163 del 17/09/2012 "Direttiva Regionale per lo svolgimento, la rendicontazione e il controllo delle attività cofinanziate con il Fondo Sociale Europeo e altri Fondi" e relativi Allegati A e B. Determinazione Dirigenziale n.g del 25 febbraio 2015 Adozione di Tabelle standard di costi unitari nel quadro delle opzioni di semplificazione per la rendicontazione dei costi al Fondo Sociale Europeo di cui all art (b) (i) (ii) regolamento CE 1081/2006 modificato dal regolamento (CE) 396/2009, da applicare ad attività di formazione continua. 2
6 Per quanto non espressamente previsto dal presente Avviso si applicano le vigenti norme comunitarie, statali e regionali in materia. 2. Finalità dell Avviso L Avviso Pubblico dà attuazione alle finalità previste dall Asse I Adattabilità Sostenere l Adattabilità dei Lavoratori attraverso il rafforzamento di un offerta formativa di apprendimento permanente. In particolare, le finalità degli interventi sono così sintetizzabili: - favorire la formazione continua dei lavoratori e maggiori investimenti in risorse umane, sia attraverso l'elaborazione e l applicazione di sistemi e strategie che garantiscano un più agevole accesso alla formazione, che attraverso attività corsuali che sostengano le capacità di adattamento dei lavoratori accrescendone e migliorandone la qualificazione professionale e le competenze; - garantire ai lavoratori meno qualificati e più anziani l accesso agli interventi di rafforzamento delle competenze e/o di riqualificazione professionale; - stimolare in tal modo anche la propensione del sistema produttivo ad investire in innovazione tecnologica ed organizzativa; Gli interventi da finanziare attraverso l Avviso dovranno essere finalizzati ad incidere sulla condizione delle popolazioni occupate più fragili: ultraquarantenni e ultracinquantenni, donne in settori e in ruoli a squilibrio di genere, disabili, immigrati recenti, altri appartenenti alle fasce deboli, lavoratori in genere a rischio di blocco professionale o di espulsione precoce dal mercato del lavoro, lavoratori con contratto atipico e condizione di precarietà occupazionale. Ulteriore finalità è il sostegno ad interventi operati su situazioni di crisi aziendale o di bacino e finalizzati a sostenere recuperi di competitività, processi di riorganizzazione finalizzati alla tenuta occupazionale, costruzione di alternative occupazionali sostenibili nei casi di irreversibilità dei processi di crisi. 3. Oggetto dell Avviso L Avviso ha come oggetto la realizzazione di interventi che ricadono all interno delle seguenti Linee: Linea ADA1: Interventi formativi aziendali. Alla Linea 1 possono accedere tutte le tipologie di imprese, indipendentemente dalla loro dimensione, comparto produttivo, posizione di mercato. Gli interventi formativi riguardano la realizzazione di corsi di aggiornamento, specializzazione e riqualificazione per lavoratrici e lavoratori dipendenti. La tipologia di intervento è aziendale, ovvero con partecipazione di dipendenti di un unica impresa; ciò rende la Linea 1 prevalentemente destinata alle imprese di dimensioni grandi, medie o almeno tali da consentire la formazione di un aula omogenea con i propri dipendenti. Linea ADA2: Interventi formativi multiaziendali. Alla Linea 2 possono accedere tutte le tipologie di imprese, indipendentemente dalla loro dimensione, comparto produttivo, posizione di mercato. Gli interventi formativi riguardano la realizzazione di Corsi di aggiornamento, specializzazione e riqualificazione per lavoratrici e lavoratori dipendenti. Le tipologie degli interventi sono Interaziendale (contiguità societaria o di sistema delle aziende), Settoriale (affinità di settore delle aziende), Territoriale (affinità in relazione al territorio delle aziende); ciò rende la Linea prevalentemente destinata alle micro, piccole e medie Imprese. Linea ADA3: Interventi formativi di aggiornamento, specializzazione, riqualificazione per imprenditori, manager e/o a composizione mista. La Linea 3 riguarda la realizzazione di corsi di aggiornamento per manager e titolari di aziende, indipendentemente da dimensione, comparto 3
7 produttivo, posizione di mercato, a supporto della diffusione di processi di cambiamento organizzativo per l acquisizione di competenze e di strumenti indispensabili alla gestione innovativa delle organizzazioni, in termini di responsabilità sociale e diffusione della cultura della qualità. La Linea prevede sia la tipologia aziendale che quella multiaziendale. I progetti presentati dovranno ricadere all interno di una o più delle seguenti aree d azione: - riconversioni e specializzazioni produttive delle aziende e dei lavoratori; - rafforzamento della competitività delle Imprese; - interventi in bacini di crisi; - interventi a favore dei lavoratori a rischio di espulsione dal ciclo produttivo o di blocco professionale, con particolare riferimento alle lavoratrici ed ai lavoratori Over Procedure di attivazione Per i soli progetti a tipologia aziendale la procedura di attivazione prevede un meccanismo di accelerazione dell avvio dei progetti finanziati in funzione del livello qualitativo risultante dalla fase di valutazione. E prevista, infatti, la modalità di accesso al finanziamento cosiddetta on demand, ovvero, le proposte di elevata qualità, che abbiano conseguito in fase di valutazione un punteggio superiore a 68 punti su 100, verranno approvate, di norma, entro 20 giorni dalla data di presentazione. Le restanti proposte progettuali (da 50 a 67 punti) - ad esclusione quindi di quelle che non raggiungeranno la soglia minima di punteggio utile per l ammissione a finanziamento (pari a 50 punti su 100 per tutte le Linee) - saranno finanziate sulla base del punteggio conseguito, in ordine decrescente, fino ad esaurimento delle risorse disponibili residue per ciascuna Linea di intervento. Per le tipologie di intervento multiaziendali (interaziendale, settoriale e territoriale delle Linee ADA2 e ADA3 e aziendale ADA3) è prevista la sola procedura di attivazione ordinaria che prevede l approvazione delle proposte entro 40 giorni dalla data ultima per la presentazione. Le proposte saranno finanziate sulla base del punteggio conseguito, in ordine decrescente, fino a concorrenza delle risorse disponibili per ciascuna Linea di intervento. 5. Tempi di realizzazione e orari di esecuzione degli interventi Gli interventi formativi dovranno essere avviati e terminati in tempo utile per la conclusione del progetto. La data finale di conclusione del progetto è fissata al 30 ottobre Considerate le semplificazioni introdotte con l adozione delle Unità di costo standard, la presentazione del rendiconto dovrà pervenire entro il 15 novembre Le proposte che prevedono una durata superiore al termine predetto sono considerate inammissibili, tenuto conto delle scadenze fissate dalla normativa comunitaria per la programmazione Tutti gli interventi formativi dovranno essere realizzati all interno del normale orario di lavoro. 6. Regole e priorità 6.1 Regole generali - Programma di trasformazione Ogni proposta d intervento deve fare riferimento ad un progetto/programma/piano di trasformazione che sia funzionale all acquisizione di nuove conoscenze, competenze e capacità professionali da parte dei lavoratori coinvolti. Il Programma può riguardare l innovazione 4
8 dell impresa (o delle imprese), sia dal punto di vista tecnologico, sia da quello organizzativo; può porsi l obiettivo di aumentare o mantenere la competitività aziendale e la qualità della produzione (o del modo di produrre), di salvaguardare le prospettive occupazionali, di contrastare rischi di declino o di marginalizzazione dell azienda, del comparto, di un area territoriale o di obsolescenza professionale di gruppi di lavoratori. Il programma, a sua volta, deve discendere da un analisi della situazione attuale, sia riferita all impresa, sia riferita al contesto nel quale l impresa opera e con il quale interagisce. - Individuazione dei partecipanti Trattandosi di formazione rivolta a lavoratori occupati, non è previsto alcun vincolo nelle modalità di selezione dei partecipanti che devono essere però individuati, dall impresa o dalle imprese, in coerenza con il Programma di trasformazione e, nel caso degli interventi a tipologia aziendale, ove richiesto (vedi capoverso successivo), in coerenza con l accordo sindacale. L individuazione dei lavoratori coinvolti non è richiesta in modo nominale ma, sui formulari di presentazione delle Proposte, devono essere ben individuate le caratteristiche, i ruoli, le qualifiche dei partecipanti ai corsi. - Parere delle Parti Sociali Per tutte le azioni formative rivolte a lavoratori dipendenti, indipendentemente dalla tipologia del soggetto proponente, è obbligatorio raccogliere e allegare alla Proposta il Parere delle Parti Sociali redatto sul modello 06 contenuto nell allegato A. Tale parere può essere sottoscritto, a seconda della tipologia d intervento, dalle Rappresentanze aziendali o dalle strutture territoriali di categoria. Per le azioni formative a tipologia aziendale realizzate in aziende con rappresentanze sindacali interne costituite, il Parere favorevole delle Parti Sociali deve essere conseguente ad un accordo aziendale che contempli l intervento o che faccia riferimento al programma di formazione del quale l intervento è parte. - Sicurezza Non è consentito presentare Proposte di intervento finalizzate al solo conseguimento di qualifiche obbligatorie per la Sicurezza quali RSPP, RLS, 494/96, 235/03, etc. Nella formulazione dei progetti didattici è invece richiesto, nella misura in cui sia necessario e compatibile con la dimensione oraria del corso, inserire insegnamenti d ingresso e specifici, così come indicato al punto 13.4, che dovranno essere certificati separatamente a fine corso. Gli oneri relativi ai corsi sulla sicurezza rimangono in capo all impresa, salvo nel caso in cui il regime prescelto sia quello del de minimis per l intero progetto. Qualora il regime prescelto sia quello in esenzione, data la non finanziabilità dei costi relativi, i dati degli allievi e delle ore relative alla formazione per la sicurezza non devono essere conteggiati nell ammontare totale delle ore di formazione, poiché non devono concorrere al calcolo del costo totale dell intervento (che si ottiene applicando la formula di cui al punto 14 del presente Avviso). - Altre regole Per le altre regole e norme alle quali attenersi, vedere anche i successivi Punti dell Avviso, in particolare i punti 8, 9, 10, 11, 12, 13 e Priorità 5
9 In considerazione delle finalità del presente Avviso e della complessità e difficoltà della situazione contingente dell economia e del mercato del lavoro regionale, l Avviso pone una serie di priorità d intervento considerate come elementi qualificanti degli interventi proposti e che saranno considerate in sede di valutazione. Queste priorità di tipo trasversale, occupazionale e settoriale, sono di seguito descritte. Complementarietà con altri interventi. Sarà considerato elemento di priorità trasversale il collegamento e l integrazione dell intervento con altre azioni supportate da fonti di risorse per la Formazione Continua differenti (nazionali, interprofessionali, settoriali, europee ad accesso diretto, etc.) secondo il principio di integrazione e addizionalità ed in un contesto di pianificazione organica degli interventi formativi pur nella differenza delle fonti di finanziamento. Attenzione alle fasce adulte. Sono considerati ad alta priorità trasversale gli interventi con aule a composizione integrale o maggioritaria di lavoratrici e lavoratori con più di 50 anni e con programmi didattici e piani di trasformazione aziendale che contrastino i rischi di obsolescenza professionale e/o di marginalizzazione di ruolo sul posto di lavoro. Contrasto alla discriminazione. Sono considerati ad alta priorità trasversale gli interventi che tendono a contrastare i fattori discriminanti sul posto di lavoro, con particolare riferimento alla discriminazione di genere, o che siano funzionali ad adeguamenti, nei modelli organizzativi aziendali, che vadano nella direzione della conciliazione. In questi casi ed, in generale, in tutti gli interventi in situazioni aziendali ove esistano problemi e/o opportunità su parità e conciliazione, è opportuna e considerata prioritaria l inclusione nell impianto didattico di un breve modulo informativo/formativo specifico sulle Pari Opportunità (vedi punto 13.5). Coerenza e conseguenza con piani di settore, territoriali, etc. Sarà considerato elemento di priorità occupazionale la complementarità o la coerenza dell intervento con strumenti programmatori o pianificatori di sviluppo e/o di trasformazione condivisi, realizzati da Amministrazioni Locali, Parti Sociali, ed altri Soggetti che agiscono sul territorio e nel mondo del lavoro e delle professioni. Contributo nei processi di riconversione e ristrutturazione. E elemento di priorità occupazionale a patto che i processi siano concordati con il concorso delle Parti Sociali. Contributo al mantenimento dei livelli occupazionali. Sono considerati ad alta priorità occupazionale gli interventi di riqualificazione e aggiornamento destinati a personale in cassa integrazione o, comunque, in situazioni di rischio per il mantenimento dei livelli occupazionali. Destinatari I destinatari del presente Avviso possono essere: - lavoratori occupati presso imprese operanti in unità localizzate nel territorio regionale con contratto di lavoro dipendente (tempo pieno, tempo parziale, tempo indeterminato, tempo determinato) e con forme contrattuali di cui al D.lgs. n. 276/2003, compresi i soggetti assunti con contratto di apprendistato, purché la formazione svolta nell ambito del progetto presentato non sostituisca in alcun modo la formazione obbligatoria per legge, prevista per gli apprendisti; - titolari d impresa, manager a contratto, lavoratori autonomi. Sono considerati come lavoratori occupati anche i lavoratori in CIGO, CIGS o CIG in deroga, i lavoratori che beneficiano del contratto di solidarietà, ma non i lavoratori che beneficiano del trattamento di mobilità ordinaria, trattamento di disoccupazione ordinaria/aspi/miniaspi, trattamento di mobilità in deroga. 6
10 L attenzione è prioritariamente rivolta alla parte più fragile della popolazione occupata: ultraquarantenni e ultracinquantenni, donne in settori e in ruoli a squilibrio di genere, disabili, immigrati recenti, altri appartenenti alle fasce deboli, lavoratori in genere a rischio di blocco professionale o di espulsione precoce dal mercato del lavoro. Sono, infine, ammessi come possibili destinatari anche i titolari d impresa, i manager a contratto, i lavoratori autonomi. Non sono invece ammessi, come destinatari: - i dipendenti pubblici, sia di Enti e Amministrazioni Centrali dello Stato, sia di Amministrazioni ed Enti Locali. 8. Soggetti proponenti I Soggetti proponenti che potranno presentare proposte sono: - Imprese aventi sede legale nella Regione Lazio oppure almeno una unità operativa ubicata nel territorio regionale al momento del pagamento dell aiuto; - Operatori della Formazione, su delega espressa delle imprese interessate, già accreditati o che hanno presentato domanda di accreditamento prima della presentazione della proposta ai sensi della normativa regionale per la Formazione Continua; - Associazioni Temporanee d Impresa o di Scopo composte da una impresa e uno o più Operatori accreditati per la Formazione Continua ai sensi della normativa regionale. - ATI e ATS In tutti i casi di presentazione di Proposte da parte di Associazioni Temporanee di Impresa ovvero di Scopo, i Soggetti componenti dell Associazione dovranno dichiarare l intenzione di costituirsi in ATI o ATS indicando, in uno specifico documento (Promessa di Associazione) i ruoli, le competenze e la suddivisione finanziaria per i singoli Soggetti nell ambito della realizzazione delle azioni che compongono il progetto presentato. La suddivisione finanziaria va dettagliatamente riferita ad ogni azione e voce di preventivo. In considerazione della particolare natura giuridica dell istituto dell ATI, e dell ATS, la cui validità temporale risulta collegabile unicamente alla realizzazione di un determinato progetto, e al fine di evitare spese aggiuntive a carico del Soggetto proponente, la formalizzazione di tali associazioni potrà essere dimostrata entro e non oltre 30 gg. dall avvenuta approvazione del progetto presentato e prima dell avvio delle attività. - Proponenti e accreditamento, altre specifiche Si precisa che i requisiti di ammissibilità dei soggetti candidati a realizzare le attività proposte all interno del presente Avviso Pubblico sono quelli previsti dalla normativa regionale vigente. L ente dovrà essere effettivamente accreditato al più tardi al momento dell avvio delle attività/della sottoscrizione della convenzione, a pena di revoca del finanziamento concesso. Per la realizzazione degli interventi ci si dovrà attenere alle seguenti indicazioni: - Gli interventi a tipologia aziendale, esclusivamente formativi, potranno essere realizzati direttamente dalle imprese che necessitano di aggiornamento, riqualificazione o specializzazione per i propri dipendenti. In questo caso non è necessario il possesso di accreditamento. La sede formativa dovrà però essere nelle dirette disponibilità dell impresa proponente e conforme alle vigenti normative in materia di salute e sicurezza. 7
11 - Gli interventi a tipologia aziendale, esclusivamente formativi, non potranno essere delegati dall impresa ad Operatori accreditati per la formazione continua; tuttavia, gli stessi Operatori potranno, se l impresa lo ritiene opportuno, essere componenti di un ATI/ATS, ma della quale il Capofila ed il principale attore delle azioni, deve rimanere l impresa ove si realizza l intervento. L impresa Capofila (o Mandataria) dell Associazione Temporanea dovrà, in particolare, tenere per sé, nel piano di partizione delle competenze in seno all Associazione, quantomeno i ruoli di direzione e coordinamento delle attività e la gestione finanziaria che non potrà essere in alcun modo delegata al Componente (Mandante) Operatore accreditato della Formazione. Queste disposizioni intendono favorire una tendenza ad un più diretto utilizzo, dei fondi per la Formazione Continua, da parte delle imprese, le quali potranno avvalersi, per la compilazione delle Proposte, di assistenza da parte dell Amministrazione, come specificato al successivo punto Non sussistono limiti relativi alla dimensione aziendale, pertanto potranno essere accolte anche Proposte relative ad interventi da realizzarsi presso le grandi imprese. - Non potranno invece partecipare gli Enti pubblici ma è ammessa la partecipazione di Società di capitali, che eroghino servizi pubblici, il cui capitale societario sia totalmente o a maggioranza pubblica. - Gli interventi rivolti a gruppi di lavoratori dipendenti di più imprese (Linea ADA2) potranno essere realizzate, su delega delle imprese, solo da Operatori accreditati per la Formazione Continua o da configurazioni associative (ATI/ATS) nelle quali il Soggetto Capofila e/o il Soggetto che svolge l attività formativa, sia accreditato per la Formazione Continua (allegare alle Proposte un modello 04 per ogni Azienda impresa). La situazione relativa all Accreditamento deve essere dichiarata e autocertificata nei modelli 02a e 02b contenuti nell allegato A. - Le Azioni Multiaziendali potranno essere realizzate solo nella sede accreditata dell Operatore delegato; deroghe per la realizzazione presso la sede di una delle imprese deleganti potranno essere accordate solo se tutte le imprese deleganti appartengono ad un unico gruppo societario, operano in sedi contigue e si dichiarano tutte concordi nell indicare la sede prescelta. - I Settori di accreditamento dovranno essere compatibili con il tema del corso e/o con il settore di riferimento. Si rammenta che il possesso del codice VARIE è considerato valido solo qualora non esista, nella classificazione, nessun codice attinente al settore o tema corsuale di cui alla proposta. - Scelta delle Linee, numero di Proposte presentabili Per la Tipologia Aziendale, è consentita, per la Linea ADA1, la presentazione (con Proposte e documentazione separate) di un massimo di tre interventi per singola impresa o per Associazione temporanea della quale l impresa sia capofila. Per la Linea ADA2 ciascuna impresa potrà partecipare ad un unico intervento salvo deroghe per situazioni di crisi di comparto o di area territoriale; in questi casi è possibile presentare fino ad un massimo di tre proposte. L Operatore accreditato che agisce su delega delle imprese, potrà presentare fino a due proposte per Linea ma con imprese deleganti diverse. Per la Linea ADA3 - Titolari, Manager, Autonomi, è consentita anche una composizione mista con presenza minoritaria di altre categorie di Lavoratori, qualora la situazione e le prospettive lo suggeriscano. Ogni Proposta potrà riguardare un unica azione. Per gli aziendali massimo una proposta per azienda. Per i multiaziendali ogni impresa potrà partecipare ad un unico intervento. E prevista una deroga per situazioni di crisi di comparto o di area territoriale; in questi casi è possibile presentare fino ad un massimo di tre proposte. L Operatore accreditato che agisce su delega, potrà presentare fino a due proposte ma con imprese deleganti diverse. 8
12 9. Soggetti promotori In fase di presentazione degli interventi è possibile evidenziare il sostegno di particolari soggetti in qualità di promotori dell intervento stesso, quali: - Associazioni di categoria; - Parti sociali; - Reti territoriali; - Strutture e reti operanti nell ambito di patti territoriali e settoriali; - Enti Locali; - Altri soggetti operanti nell ambito dell associazionismo. Gli interventi promossi dalle categorie di soggetti sopra citate o comunque conseguenti ad accordi territoriali o ad azioni di politiche attive per il lavoro e l occupazione, godranno di priorità in fase di valutazione. 10. Affidamento delle attività a terzi In caso di apporto specialistico è consentita l attribuzione in subcontraenza di attività formative a soggetti terzi per un monte ore massimo pari al 30% del monte ore totale dell attività formativa presentata. In ogni caso non possono essere dati in subcontraenza ruoli fondamentali e le funzioni di governo e controllo dell intervento e o delle singole azioni che lo compongono (direzione e coordinamento). 11. Aiuti di Stato I finanziamenti, erogati a valere sul presente Avviso rientrano nella disciplina degli Aiuti di Stato così come definita dai seguenti regolamenti: Commissione europea - Regolamento (UE) n. 1407/2013 del 18 dicembre 2013 (Regolamento de minimis ) Commissione europea - Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014 (regolamento generale di esenzione per categoria); Ciascuna impresa potrà optare per uno dei seguenti regimi che dovrà dichiarare sull apposito modello contenuto nell allegato A: Aiuti di importanza minore (De minimis), ai sensi del Reg. (UE) n. 1407/2013, vale a dire non più di di aiuti, ricevuti dall impresa unica, calcolati su tre esercizi finanziari consecutivi, compreso quello in corso (e se l impresa unica opera nel settore del trasporto merci su strada per conto terzi). In questo caso non si applica nessuna riduzione di intensità di finanziamento e non si rende necessario un cofinanziamento dell impresa. Per impresa unica si intende l insieme delle imprese fra le quali esiste almeno una delle relazioni individuate all art. 2.2 del regolamento 1407/2013. Qualora l impresa beneficiaria faccia parte di un impresa unica, dovrà allegare anche la dichiarazione sottoscritta da ciascuna impresa collegata (controllata o controllante), come da allegato A Modello 05 e relativi allegati. Il Regolamento 1407/2013 art. 1 prevede la non applicabilità della regola de minimis a: 9
13 Imprese attive nel settore della pesca e dell acquacoltura che rientrano nel campo di applicazione del Regolamento (CE) 104/2000 del Consiglio (GUCE serie L 17 del 21/2/2000); Imprese attive nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli d esportazione; Sono finanziabili le imprese che operano anche in altri settori oltre che nei settori esclusi dal Reg.1407/13: in questo caso il finanziamento è concesso se l impresa dimostra la separazione delle attività o la distinzione dei costi. Le circostanze dovranno essere dichiarate nel relativo modello (Allegato A mod 05A e relativi allegati] Gli aiuti concessi ai sensi del de minimis non sono cumulabili con altri aiuti concessi per lo stesso progetto. Aiuti di Stato, ai sensi del Regolamento (UE) generale di esenzione per categoria n. 651/2014 (art.31) Campo di applicazione Non possono beneficiare degli aiuti in esenzione le imprese in difficoltà ai sensi dell articolo 2, punto 18) del Regolamento (UE) n.651/2014, tali imprese possono essere finanziate solamente in de minimis. (v. allegato A mod 05 B) Gli aiuti concessi in regime di esenzione non finanziano la formazione obbligatoria ai sensi della normativa nazionale e regionale. I moduli di formazione obbligatoria (salute e sicurezza) possono essere finanziati solamente in de minimis. Nell ambito del presente regime possono beneficiare degli aiuti alla formazione in esenzione le imprese grandi, medie e piccole che operano in tutti i settori. Per la definizione di piccole e medie imprese si rinvia all allegato I regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione. Possono beneficiare del finanziamento le imprese che al momento del pagamento dell aiuto dispongano di una sede legale o unità operativa nel territorio regionale, pena la revoca della concessione. Qualora all atto della presentazione della domanda l impresa non abbia la sede legale o unità operativa nel territorio regionale, l apertura della sede dovrà essere comunicata all amministrazione regionale entro 2 settimane dalla concessione dell agevolazione. L erogazione dei contributi in esenzione è subordinata alla dichiarazione dell impresa beneficiaria di non essere destinataria di un ordine di recupero pendente per effetto di una precedente decisione della Commissione che dichiara un aiuto illegale e incompatibile con il mercato interno. (v. allegato A mod 05 B). Intensità massime di aiuti concedibili L aiuto in esenzione è concedibile con il limite di 2 milioni di euro di importo massimo per progetto di formazione (ex art. 4) ma con una intensità massima di aiuto non superiore al 50% dei costi ammissibili. Tale intensità di finanziamento può essere aumentata, fino a un intensità massima del 70% dei costi ammissibili, nei seguenti casi: 10
14 - di 10 punti percentuali se la formazione è destinata a lavoratori con disabilità o lavoratori svantaggiati - di 10 punti percentuali se la beneficiaria è una media impresa e di 20 punti percentuali se la beneficiaria è una piccola impresa. Tali principi si possono riassumere nella seguente tabella: Formazione Formazione a lavoratori con disabilità o svantaggiati Grandi imprese 50% 60% Medie imprese 60% 70% Piccole imprese 70% 70% Qualora l'aiuto sia concesso nel settore dei trasporti marittimi, l intensità può raggiungere il 100% dei costi ammissibili, purché vengano soddisfatte le seguenti condizioni: I partecipanti al progetto di formazione non sono membri attivi dell'equipaggio, ma sono soprannumerari, e La formazione viene impartita a bordo di navi immatricolate nei registri dell Unione. Per intensità di aiuto si intende, ai sensi dell art. 2 punto 26) del Regolamento generale di esenzione, l importo lordo dell'aiuto espresso come percentuale dei costi ammissibili, al lordo di imposte o altri oneri Per lavoratore svantaggiato si intende, ai sensi dell art. 2 punto 4) del Regolamento generale di esenzione, chiunque soddisfi una delle seguenti condizioni: a) non avere un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; b) avere un'età compresa tra i 15 e i 24 anni; c) non possedere un diploma di scuola media superiore o professionale (livello ISCED 3) o aver completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non avere ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito; d) aver superato i 50 anni di età; e) essere un adulto che vive solo con una o più persone a carico; f) essere occupato in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25 % la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato membro interessato se il lavoratore interessato appartiene al genere sottorappresentato; g) appartenere a una minoranza etnica di uno Stato membro e avere la necessità di migliorare la propria formazione linguistica e professionale o la propria esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di accesso ad un'occupazione stabile; In particolare, per lavoratori che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi si intende coloro che negli ultimi sei mesi non hanno prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi ovvero coloro che negli ultimi sei mesi hanno svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione ai sensi del Decreto del Ministero del Lavoro 20 marzo 2013 individuazione dei lavoratori svantaggiati (GU n. 153 del ). Per lavoratori con disabilità si intende, ai sensi dell art. 2 punto 3) del Regolamento di esenzione: a) chiunque sia riconosciuto come lavoratore con disabilità a norma dell'ordinamento nazionale; o 11
15 b) chiunque presenti durature menomazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali che, in combinazione con barriere di diversa natura, possono ostacolare la piena ed effettiva partecipazione all'ambiente di lavoro su base di uguaglianza con gli altri lavoratori ; In particolare, per i soggetti di cui alla lettera a) si fa riferimento alle previsioni di cui alle leggi 104/92 e 68/1999, mentre per i soggetti di cui alla lettera b) si rende necessaria comunque un apposita certificazione da parte del medico del lavoro o di una commissione medica della ASL, da rendere disponibile in occasione di controlli. Effetto di incentivazione Il Regolamento di esenzione non si applica agli aiuti in favore di quelle attività che il beneficiario avvierebbe in ogni caso anche in mancanza di aiuti. Pertanto, per poter beneficiare di un aiuto alla formazione in esenzione, l impresa dovrà presentare la domanda di aiuto prima dell avvio delle attività di formazione per il quale chiede l aiuto 1. Nella domanda di finanziamento l impresa dovrà indicare necessariamente, pena la non ammissione al beneficio: (a) nome e dimensioni dell'impresa; (b) descrizione del progetto, comprese le date di inizio e fine; (c) ubicazione del progetto; (d) elenco dei costi del progetto; (e) tipologia dell'aiuto (è sufficiente il riferimento alla sovvenzione di cui al presente Avviso Pubblico) Per quanto concerne l elenco dei costi del progetto, è sufficiente il rinvio a quanto disciplinato dalla Regione e riportato in allegato H. Cumulo In considerazione della scelta di utilizzo di unità di costo standard, gli aiuti concessi ai sensi del Regolamento di esenzione non sono cumulabili con altri aiuti concessi per lo stesso progetto, poiché non è prevista una verifica analitica delle spese effettivamente sostenute in relazione alle diverse tipologie di costo. 12. Risorse finanziarie Le risorse finanziarie, da impegnarsi per le Azioni oggetto del presente Avviso Pubblico, sono riferite al POR Ob 2 - Competitività regionale e Occupazione Regione Lazio 2007/ Asse I - Adattabilità - ed ammontano ad Tali risorse sono ripartite indicativamente nelle diverse Linee come da prospetto seguente: 1 Per avvio dei lavori si intende, ai sensi dell art. 2 punto 23) del Regolamento generale di esenzione, la data di inizio dei lavori di costruzione relativi all'investimento oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature o di qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l'investimento, a seconda di quale condizione si verifichi prima. L'acquisto di terreno e i lavori preparatori quali la richiesta di permessi o la realizzazione di studi di fattibilità non sono considerati come avvio dei lavori. In caso di acquisizioni, per «avvio dei lavori» si intende il momento di acquisizione degli attivi direttamente collegati allo stabilimento acquisito. Per studio di fattibilità si intende, ai sensi dell art.2 punto 87) del Regolamento generale di esenzione, la valutazione e l'analisi del potenziale di un progetto, finalizzate a sostenere il processo decisionale individuando in modo obiettivo e razionale i suoi punti di forza e di debolezza, le opportunità e i rischi, nonché a individuare le risorse necessarie per l'attuazione del progetto e, in ultima analisi, le sue prospettive di successo 12
16 Linea Risorse ADA ADA ADA ADA Totali L Amministrazione si riserva la possibilità di destinare eventuali risorse residue di una Linea, ove risulti una carenza di progetti finanziabili, ad altre Linee con più proposte finanziabili. L amministrazione si riserva altresì di integrare le risorse stanziate con il presente Avviso con ulteriori fondi che si rendessero disponibili a seguito di economie di gestione del complessivo Programma Operativo. 13. Descrizione delle Linee di intervento 13.1 Linea ADA1 - Interventi a tipologia aziendale La Linea ha carattere generalista, possono quindi accedervi tutte le tipologie di imprese, indipendentemente dalla loro dimensione, comparto produttivo, posizione di mercato. La Linea riguarda la realizzazione di corsi di aggiornamento, specializzazione e riqualificazione per Lavoratrici e Lavoratori Dipendenti. La tipologia di intervento è aziendale, ovvero con partecipazione di Dipendenti di un unica Impresa; ciò la rende prevalentemente destinata alle Imprese di dimensioni grandi, medie o almeno tali da consentire la formazione di un aula omogenea con i propri dipendenti. La Linea prevede solo interventi composti da un unica azione formativa. Destinatari Tipologie Proponenti Accreditamento Sicurezza ingresso Sicurezza integrazione Quadro di sintesi delle caratteristiche, prescrizioni, priorità per la Linea ADA1 Analisi Profilo di rischio Parere delle Parti Sociali Disciplina aiuti di stato Durata interventi Timing esecuzione Utenti per aula Parametri n. Azioni per proposta Priorità Assistenza per la Lavoratori Occupati Dipendenti d Impresa Monoaziendale (aula omogenea di lavoratori di un unica impresa) Singole imprese indipendentemente da dimensione e settore. Associazioni temporanee fra Azienda ed Operatore accreditato o accreditando della Formazione Continua nelle quali il Capofila (Mandatario) sia l impresa. Non richiesto se proposto dall impresa. Richiesto per gli Operatori Componenti (Mandanti) nel caso di Associazione Temporanea, non richiesto per la sede, se in impresa. Vanno comunque rispettati i criteri tecnico - sanitari per i locali ove si svolgerà l intervento. Modulo obbligatorio per i Lavoratori che non abbiano ancora ricevuto la formazione d ingresso di cui al DLgs 81/08. Standard allegato C graduato a seconda della durata del corso. Tipizzazione delle Unità Didattiche 4 e 5 con profili di rischio inerenti la mansione prevalente. Deroga per corsi di durata inferiore alle 41 ore. Vedi 13.4 Solo per classi omogenee di lavoratori che, a seguito dell intervento, possano cambiare mansione. Contenuti e caratteristiche del modulo come da profilo di rischio. Obbligatoria per interventi superiori alle 80 ore su lavoratori con mansioni o in settori con fattori di rischio e profili di rischio significativi. Obbligatorio sempre. Conseguente ad uno specifico Accordo se in Azienda è presente una rappresentanza sindacale interna costituita. Si applica. E possibile l opzione verso il regime De Minimis. Minimo 20, massimo 120 ore. Autorizzabili durate maggiori a fronte di situazioni e opportunità specifiche e/o standard formativi predeterminati per qualifiche. Obbligatorio all interno dell orario di lavoro. Preferibile orario con non più di 12 ore a settimana. Timing complessivo non superiore a quattro mesi Minimo 6, massimo 16. Uditori ammissibili 20% con arrotondamento all unità superiore (es. 6 Utenti = 1,2 Uditori = 2 Uditori) Vedi punto 14 dell Avviso Ogni Proposta potrà riguardare un unica azione formativa. Il Proponente potrà, se lo riterrà opportuno, presentare più proposte fino ad massimo di tre per impresa Vedi Punto 6.2 dell Avviso Vedi punto 30 dell Avviso 13
17 compilazione delle proposte Presentazione delle proposte Assegnazione on demand Risorse Vedi punto 16 dell Avviso Entro 20 giorni per le Proposte che avranno una valutazione non inferiore ai 68/100 fino a esaurimento risorse. Ingresso in graduatoria ed eventuale assegnazione successiva per quelle dai 50 ai 67 punti sulla base della disponibilità residua di risorse. Vedi punto 12 dell Avviso 13.2 Linea ADA2 - Interventi a tipologia Interaziendale, Settoriale, Territoriale La Linea ha carattere generalista, possono quindi accedervi tutte le tipologie di Aziende/Imprese, indipendentemente dalla loro dimensione, comparto produttivo, posizione di mercato che, per motivi di dimensione o per altre cause, non abbiano la possibilità di costituire da sole un aula omogenea per la realizzazione dell intervento formativo. La Linea riguarda la realizzazione di corsi di aggiornamento, specializzazione e riqualificazione per Lavoratrici e Lavoratori Dipendenti. Le tipologie degli interventi sono Interaziendale, Settoriale, Territoriale, ovvero con corsi su temi omogenei che vedano partecipazione di Dipendenti provenienti da più imprese; ciò la rende prevalentemente destinata alle micro, piccole e medie Imprese. Destinatari Tipologie Proponenti Accreditamento Sicurezza ingresso Quadro di sintesi delle caratteristiche, prescrizioni, priorità per la Linea ADA2 Sicurezza integrazione Analisi Profilo di rischio Parere delle Parti Sociali Disciplina aiuti di stato Durata interventi Timing esecuzione Utenti per aula Parametri n. Azioni per proposta Priorità Assistenza per la compilazione delle proposte Presentazione delle proposte Assegnazione on demand Risorse Lavoratori Occupati Dipendenti d Impresa. Interaziendale, Territoriale, Settoriale (aula omogenea di lavoratori di più imprese). Operatori della Formazione su delega delle aziende. Richiesto per la Formazione Continua. La sede deve essere quella accreditata dell Operatore delegato. Modulo obbligatorio per i Lavoratori che non abbiano ancora ricevuto la formazione d ingresso di cui al DLgs 81/08. Standard allegato C graduato a seconda della durata del corso. Tipizzazione delle Unità Didattiche 4 e 5 con profili di rischio inerenti la mansione prevalente. Deroga per corsi di durata inferiore alle 41 ore. Vedi punto 13.4 Solo se Lavoratori dello stesso settore e con stessa nuova mansione di destinazione. Non obbligatoria. Obbligatorio. Si applica per ciascuna azienda. E possibile l opzione del regime De Minimis Minimo 20, massimo 120 ore. Autorizzabili durate maggiori a fronte di situazioni e opportunità specifiche e/o standard formativi predeterminati per qualifiche. Preferibile orario con non più di 12 ore a settimana. Timing complessivo non superiore a quattro mesi. Minimo 10, massimo 16. Uditori ammissibili 20% con arrotondamento all unità superiore (es. 12 Utenti = 2,4 Uditori = 3 Uditori). Vedi punto 14 dell Avviso. Ogni Proposta potrà riguardare un unica azione formativa. Ciascuna Azienda potrà partecipare ad un unico intervento. E prevista una deroga per situazioni di crisi di comparto o di area territoriale; in questi casi è possibile presentare fino ad un massimo di tre proposte. L Operatore accreditato che agisce su delega delle Aziende, potrà presentare fino a due proposte ma con Aziende deleganti diverse. Vedi Punto 6.2 dell Avviso. Vedi punto 30 dell Avviso Vedi punto 16 dell Avviso. Non prevista Vedi punto 12 dell Avviso Linea ADA3 - Interventi per Manager, Imprenditori, Lavoratori Autonomi e a composizione mista 14
18 La Linea riguarda la realizzazione di Corsi di aggiornamento per manager e titolari di aziende, indipendentemente da dimensione, comparto produttivo, posizione di mercato, a supporto della diffusione di processi di cambiamento organizzativo per l acquisizione di competenze e di strumenti indispensabili alla gestione innovativa delle organizzazioni, in termini di responsabilità sociale e diffusione della cultura della qualità. I Progetti a tipologia aziendale potranno essere presentati anche a composizione d aula mista comprendente cioè sia titolari, dirigenti e manager, sia altre tipologie di dipendenti e/o collaboratori. La Linea consente la presentazione di interventi a favore di Artigiani e di ogni categoria di Lavoratori Autonomi, preferibilmente con il supporto delle associazioni professionali e di categoria. Destinatari Tipologie Proponenti Accreditamento Sicurezza ingresso Sicurezza integrazione Quadro di sintesi delle caratteristiche, prescrizioni, priorità per la Linea ADA3 Analisi Profilo di rischio Parere delle Parti Sociali Disciplina aiuti di stato Durata interventi Timing esecuzione Utenti per aula Parametri n. Azioni per proposta Priorità Manager, Imprenditori, Lavoratori Autonomi, Titolari d Impresa, Lavoratori Dipendenti. Aziendale (aula di lavoratori di un unica impresa anche con inquadramenti e qualifiche diverse), Interaziendale, Territoriale, Settoriale (aula di Titolari o Manager di più imprese o di Lavoratori autonomi o di Artigiani). Singole imprese o Associazioni Temporanee con capofila l impresa per le proposte aziendali. Operatori della Formazione su delega delle imprese o dei singoli Lavoratori autonomi, anche su proposta delle loro associazioni, per le altre tipologie. Non richiesto solo per corsi aziendali direttamente proposti dall impresa. Richiesto per gli Operatori accreditati della Formazione Continua nel caso di Associazione Temporanea. Richiesto, per tutte le Azioni su Delega, all Operatore della Formazione, non richiesto per la sede, se aziendale e svolto in Azienda. Modulo obbligatorio per i Lavoratori che non abbiano ancora ricevuto la formazione d ingresso di cui al DLgs 81/08. Standard allegato C graduato a seconda della durata del corso. Tipizzazione delle Unità Didattiche 4 e 5 con profili di rischio inerenti la mansione prevalente. Deroga per corsi di durata inferiore alle 41 ore. Vedi punto 13.4 Non prevista salvo peculiari situazioni. Prevista solo per gli Artigiani se l aula è omogenea quanto ad attività produttiva e se il corso supera le 60 ore. Obbligatorio solo per corsi con Lavoratori Dipendenti. Si applica per le imprese. E possibile l opzione verso il regime De Minimis. Minimo 20, massimo 80 ore. Preferibile orario con non più di 12 ore a settimana. Timing complessivo non superiore a quattro mesi Minimo 6, massimo 16 per i progetti aziendali. Minimo 10, massimo 16 per le altre tipologie. Uditori ammissibili 20% con arrotondamento all unità superiore. Vedi punto 14 dell Avviso. Ogni Proposta potrà riguardare un unica azione. Per gli aziendali max una proposta per azienda. Per i multiaziendali ogni impresa potrà partecipare ad un unico intervento. E prevista una deroga per situazioni di crisi di comparto o di area territoriale; in questi casi è possibile presentare fino ad un massimo di tre proposte. L Operatore accreditato che agisce su delega, potrà presentare fino a due proposte ma con imprese deleganti diverse. Vedi Punto 6.2 dell Avviso. Assistenza per la compilazione delle Vedi punto 30 dell Avviso proposte Presentazione delle proposte Vedi punto 16 dell Avviso. Assegnazione on demand Non prevista Risorse Vedi punto 12 dell Avviso 13.4 Percorso sicurezza (finanziabile con fondi pubblici solo in regime de minimis) I corsi di Formazione, a valere sui finanziamenti resi disponibili dal presente Avviso, dovranno conformarsi a quanto dispone l attuale normativa sull obbligo di informazione e formazione dei Lavoratori in materia di sicurezza sul lavoro e prevenzione degli infortuni e segnatamente a quanto dispone il Testo Unico per la Sicurezza D.Lgs 9 Aprile 2008 n. 81. In particolare, tutte le Lavoratrici e i Lavoratori in formazione che non avessero ancora ricevuto 15
19 l informazione/formazione in ingresso (ciò vale in particolare per i Lavoratori con contratto Atipico), devono, durante il percorso formativo, frequentare il modulo d ingresso secondo uno standard di 20 ore, derivato dal vecchio modulo 626/94, standard Regione Lazio, e riportato nel presente Avviso come allegato C. In considerazione della brevità degli interventi, allo scopo di non determinare una sproporzione fra la durata degli insegnamenti sulla sicurezza e quella degli altri moduli professionalizzanti, è consentita la seguente graduazione oraria dello standard: - Corso di durata maggiore di 80 ore: Versione 1 - Modulo da 20 ore; - Corso di durata compresa fra 61 e 80 ore: Versione 2 - Modulo da 12 ore; - Corso di durata compresa fra 41 e 60 ore: Versione 3 - Modulo da 8 ore. - Corso di durata inferiore alle 41 ore: deroga totale che non solleva però l impresa dall assolvimento dell obbligo. La graduazione oraria delle diverse Unità Didattiche è riportata nell Allegato C. La programmazione oraria delle diverse unità didattiche potrà essere consecutiva oppure inframmezzata agli altri insegnamenti professionalizzanti e/o integrata con insegnamenti contigui (ad esempio sulla qualità, la gestione di processo, l ottimizzazione, etc.). Ciò allo scopo di rendere più efficace e fruibile l insegnamento. La frequenza al Modulo dovrà essere certificata separatamente a fine corso. Considerando che se anche un solo frequentante dell aula si trova nella condizione di non aver ancora adempiuto all obbligo di informazione, il modulo è comunque da inserire obbligatoriamente nel corso, si consiglia, nel caso di più corsi, di concentrare in un unica aula i Lavoratori che dovessero trovarsi nella condizione di non aver ancora ricevuto la formazione in ingresso. Qualora tutti i frequentanti abbiano già ricevuto la formazione in ingresso in materia di sicurezza, il Legale Rappresentante dell Azienda potrà produrre un autocertificazione in tal senso ed il corso (indipendentemente dalla propria durata) potrà essere progettato senza il modulo sicurezza. Lo standard formativo può essere integrato, in fase di progettazione, adeguando e sviluppando le unità didattiche 4 e 5 in modo conforme al profilo di rischio ed ai fattori specifici di rischio del comparto e delle mansioni che il lavoratore è o sarà tenuto a svolgere. Le Lavoratrici e i Lavoratori che, a seguito dell intervento formativo, dovessero cambiare mansioni e trovarsi in ambiti operativi con fattori di rischio diversi da quelli consueti, anche se hanno già ricevuto precedentemente l informazione/formazione in ingresso, devono ricevere un supplemento di informazione e formazione sui nuovi fattori di rischio (vedi Decreto citato, articoli 36 e 37). A tale proposito sarà necessario inserire nei programmi didattici, indipendentemente dalla durata del corso, brevi moduli integrativi sulle nuove condizioni di rischio. Allo scopo di una maggiore diffusione della Cultura della Sicurezza e di fornire ai partecipanti ai corsi maggiori e più concreti strumenti per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, oltre agli eventuali Moduli obbligatori, per tutti gli interventi di durata superiore alle 80 ore e per tutte le mansioni e i settori caratterizzati da fattori di rischio significativi (vengono quindi esclusi dall obbligo i lavori d ufficio e assimilati), le Proposte dovranno comprendere la descrizione sintetica del Profilo di Rischio proprio dell ambito professionale e delle relative mansioni prevalenti. Il Profilo di rischio dovrà contenere l analisi dei principali fattori di rischio propri della mansione e le contromisure tecniche, procedurali e comportamentali atte ad eliminare o ridurre tali fattori. Coerentemente con il profilo di rischio ed i fattori di rischio individuati, all interno dei moduli professionalizzanti (in particolar modo di quelli addestrativi, se presenti), dovranno essere previsti ulteriori inserti didattici specifici, idonei a costituire conoscenze e competenze di contrasto ai fattori di rischio individuati. 16
20 Gli inserti sicurezza dovranno avere un carattere eminentemente pratico, dimostrativo e addestrativo strettamente correlato alle diverse tappe del percorso didattico. Per la descrizione sintetica del Profilo di rischio si può fare riferimento, se del caso, ai Profili già censiti o elaborati dall ISPESL e rinvenibili sul sito Internet Conciliazione e Pari Opportunità L Avviso considera ad alta priorità gli interventi che tendano a contrastare la discriminazione di genere, o che siano funzionali ad adeguamenti, nei modelli organizzativi aziendali, che vadano nella direzione della conciliazione. In questi casi ed, in generale, in tutti gli interventi in situazioni aziendali ove esistano problemi e/o opportunità su parità e conciliazione, è opportuna e considerata prioritaria l inclusione nell impianto didattico di un breve modulo informativo/formativo specifico sulle Pari Opportunità. Il modulo deve avere consistenza, articolazione e durata proporzionate e compatibili con la struttura, le caratteristiche e il monte ore complessivo dell intervento didattico. Si ritiene che, nei casi nei quali sia opportuno l inserimento del modulo, esso debba avere una durata compresa fra le 2 e le 6 ore a seconda delle caratteristiche del corso. 14. Parametri finanziari per il calcolo del costo totale dell intervento Il presente Avviso Pubblico, per definire il costo totale dell intervento, sia a preventivo che a consuntivo, si avvale dell adozione di parametri di costo ammissibili nel quadro delle opzioni di semplificazione previste dall art. 11.3(b) del Reg. CE 1081/2006, modificato dal Reg. CE 396/2009 (cfr. Allegato H Metodologia per l adozione di UCS). L Autorità di Gestione del POR della Regione Lazio, nel rispetto di quanto previsto dai regolamenti comunitari e dalla normativa Nazionale e Regionale e seguendo le indicazioni definite nel documento COCOF/09/0025/04-EN, in applicazione dei principi di semplificazione amministrativa ed avendo effettuato un opportuna analisi storica dei costi, ha definito un parametro standard di costo ora allievo, differenziato sulla base del numero di partecipanti al corso (allievi effettivamente formati) pari a: Corso di formazione per 6-9 Partecipanti - parametro =. 24/ora/Partecipante Corso di formazione per Partecipanti - parametro =. 21/ora/Partecipante Corso di formazione per Partecipanti - parametro =. 17/ora/Partecipante I Corsi Multiaziendali non potranno essere autorizzati con meno di 10 partecipanti. Il costo totale dell intervento, a preventivo, sarà pertanto calcolato applicando il costo unitario standard ora allievo x il numero di ore di corso preventivate x il numero dei partecipanti previsti (ad esempio, per un corso di 100 ore con 12 corsisti, e parametro 21, il valore della sovvenzione riconosciuta è pari a: 21( ) x 100 (n. ore) x 12 (n. allievi) = ,00). Analogamente, a conclusione dell intervento, il costo totale dell attività realizzata sarà calcolato applicando il costo unitario standard ora allievo x il numero di ore di corso effettivamente realizzate x il numero dei partecipanti ammissibili (che hanno effettivamente frequentato il corso). Il riconoscimento a consuntivo del costo dell intervento (al netto di eventuale cofinanziamento privato) è subordinato: all effettiva realizzazione, da parte dell ente attuatore, dell intero percorso formativo; 17
05/06/2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 45. Regione Lazio
Regione Lazio DIREZIONE FORM., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIVER., DIR. STUDIO Atti dirigenziali di Gestione Determinazione 30 maggio 2014, n. G07944 Avviso Pubblico: "Crescita dell'adattabilità dei lavoratori