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Timestamp: 2018-05-21 20:35:36+00:00
Document Index: 56221623

Matched Legal Cases: ['art. 84', 'art.84', 'art.84', 'art. 28', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art.3', 'art. 86', 'art. 113', 'art. 23', 'art. 113', 'art. 93', 'art. 4', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 32', 'art.1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 45', 'art. 49', 'art. 52', 'art.1', 'art.9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.9', 'art. 9', 'art. 1', 'art.9', 'art. 32']

Rifiuta Pareri della Sezione regionale di controllo del 2017 — Regione Emilia-Romagna
Pareri della Sezione regionale di controllo
Archivio 2017 - Pareri della Sezione regionale di controllo
Pareri della Sezione regionale di controllo del 2017 http://regione.emilia-romagna.it/cal/la-convenzione-con-la-corte-dei-conti/pareri-in-materia-di-contabilita-pubblica/pareri-della-sezione-regionale-di-controllo-1/pareri-della-sezione-regionale-di-controllo/pareri-della-sezione-regionale-di-controllo-2017/archivio-2017-pareri-della-sezione-regionale-di-controllo http://regione.emilia-romagna.it/@@site-logo/logo_rer.png
Pareri della Sezione regionale di controllo del 2017
Deliberazione n. 171/2017/PAR
relativa alla richiesta di parere del Comune di Bondeno (prot. N. 16704 del 09/06/2017), in merito alla corretta interpretazione dell'art. 84, co. 3 del D.Lgs. N. 267/2000 (Rimborso spese di viaggio Sindaco e Amministratori) - Esito: le spese di viaggio di cui all’art.84 c.1 del Tuel sono suscettibili di rimborso qualora sostenute in ragione del mandato di cui gli amministratori sono investiti, trattandosi di spese per missioni discrezionalmente decise dagli organi di governo dell’ente locale. Il concetto di necessità della presenza di cui all’art.84 c.3 del Tuel implica che questa non sia riconducibile ad una scelta discrezionale dell’amministrazione sotto il profilo dell’ an, del quomodo o del quando; diversamente non sarebbe possibile distinguere la necessità dalla mera opportunità della presenza che non è rimborsabile ai sensi della richiamata prescrizione di legge.
Deliberazione n. 170/2017/PAR
relativa alla richiesta di parere del Comune di Riccione (prot. N. 54677 dell'11/10/2017), in merito al rimborso delle spese legali ai convenuti prosciolti nel merito, nei giudizi di responsabilità dinanzi alla Corte dei Conti. Esito - la deliberazione esamina la richiesta di parere del sindaco di Riccione riguardante il rimborso delle spese legali ai dipendenti comunali, convenuti e poi prosciolti nel merito nei giudizi di responsabilità davanti alla Corte dei Conti, per conoscere se: a. vada limitato all’importo liquidato dal giudice o si estenda alle maggiori spese sostenute; b. l’amministrazione sia tenuta all’acquisizione del parere di congruità dell’Avvocatura dello Stato sulle richieste di rimborso. Il Collegio ha ritenuto inammissibile sotto il profilo oggettivo il quesito sub a. poiché interferente con il rapporto di lavoro (art. 28 CCNL del 1999), tema che la Corte non ricomprende nella propria attività consultiva e riguardante una disciplina in sé estranea al concetto di contabilità pubblica, come specificamente delineato in funzione nomofilattica dalla Sezione Autonomie, per ultimo con la deliberazione n. 3/SEZAUT/2014/QMIG. Sul tema, peraltro, insiste giurisprudenza non univoca della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato (Sezioni Unite, sentenza n. 17014 del 2003; Sezioni Unite, sentenza n. 6996 del 2010; Sezioni Unite, sentenza n. 5918 del 2011; Sezioni Unite, sentenza n. 15238 del 2011; Sezione Lavoro, sentenza n. 19195 del 2013; Consiglio di Stato n.3779 del 2017). Quanto al quesito sub b., premesso che alcuna disposizione di legge prevede per i dipendenti e gli amministratori degli enti locali - al pari di quanto invece stabilito per i dipendenti dello Stato dall’ l’art. 18, comma 1, del D.L. 25/3/1997, n. 67, convertito, con modificazioni, nella L. 23/5/1997, n. 135 - l’acquisizione del parere di congruità da parte dell’Avvocatura dello Stato, il Collegio ha ritenuto, nel rispetto del principio di prudente gestione della spesa pubblica, che anche le amministrazioni locali debbano poter procedere al rimborso delle spese legali (quando ne sussistano i presupposti sostanziali) con l’ausilio di documentazione idonea ad attestare la congruità delle spese poichè anche per gli enti locali sussistono le medesime esigenze in ordine alla valenza ed alla opportunità di un parere da esprimersi sulle richieste di rimborso delle spese legali. Ha soggiunto che tale parere, particolarmente appropriato quando manchino una struttura organizzativa o un ufficio tecnico idonei alla formulazione di giudizi di congruità, potrebbe essere eventualmente espresso dal Consiglio dell’ordine degli avvocati - ove lo ritenga- ossia da un organo avente elevata competenza in materia, la cui valutazione risulterebbe certamente utile all’ente, fermo rimanendo, in capo a quest’ultimo, le relative decisioni e responsabilità.
Deliberazione n. 166/2017/PAR
relativa alla richiesta di parere del Comune di Bagnacavallo (prot. n. 4705 del 25/09/2017), in merito al regolamento per l’attuazione di interventi a sostegno delle attività commerciali e artigianali ubicate in zone precluse al traffico per la realizzazione di opere pubbliche. Istruttoria ven 10/11. Trasmissione lun 13/11. Delib. mar 21/11 - La richiesta di parere è giudicata inammissibile sul piano oggettivo poiché strettamente attinente al diritto tributario.
Deliberazione n. 165/2017/PAR
relativa alla richiesta di parere della Provincia di Parma (prot. N. 28474 del 23/10/2017), in merito al rimborso delle spese legali dei propri dipendenti. La richiesta di parere è giudicata inammissibile sul piano oggettivo poiché ha a oggetto disposizioni contenute in CCNL.
Deliberazione n. 155/2017/PAR
relativa alla richiesta di parere della Provincia di Forlì-Cesena (prot. N. 24810 del 28/09/2017), sull'applicazione dell'art. 3, co. 6 del D.L. 95/2012. La deliberazione esamina la richiesta di parere del Presidente della Provincia di Forlì - Cesena riguardante i profili applicativi dell'art. 3, commi 4 e 7 del D.L. n. 95/2012 e successive modifiche, in punto di nuova stipulazione di contratti di locazione passiva di immobili fra Amministrazioni pubbliche ed intesa a conoscere: - se la riduzione del 15% prevista dalle norme richiamate debba sempre essere applicata, o se invece possa ritenersi plausibile un'interpretazione che consenta di non applicare la riduzione sul canone congruito dall'Agenzia del Demanio nei casi in cui non ricorre l'obbligo normativo di attivare tale procedura; - se, nel caso in cui l’Amministrazione decida di chiedere comunque il parere, il canone di locazione possa attestarsi sull'importo congruito dall'Agenzia del Demanio, senza ulteriori abbattimenti, quando questo risulti già inferiore al canone stimato dall'Amministrazione proprietaria, (e quindi già ridotto). Scrutinata favorevolmente l’ammissibilità del quesito la Sezione, nel merito, ha considerato come l’interpretazione letterale della disposizione sopra richiamata, che impone la riduzione dei canoni riferendosi genericamente ai contratti di locazione passiva stipulati dalle Amministrazioni, senza fornire ulteriori precisazioni, ha già portato questa Corte ad affermare che la riduzione in parola debba essere disposta anche nell’ipotesi di locazioni stipulate con altre Amministrazioni pubbliche, anche territoriali, proprietarie dell’immobile locato, conformemente alla deliberazione n.285/2014/PAR della Sezione regionale di controllo per la Lombardia del 15 ottobre 2014, cui si è integralmente riportata anche la conforme deliberazione di questa Sezione n.45/2016/PAR del 3 maggio 2016. Si è quindi ribadito che, allo stato attuale, la riduzione dei canoni corrisposti dalle amministrazioni pubbliche per la locazione di immobili a uso istituzionale imposta dall’art. 3, comma 4, del decreto legge n. 95/2012 trova applicazione, in assenza di una contraria disposizione di legge, anche rispetto a contratti stipulati da enti pubblici con enti territoriali proprietari, confermando che la riduzione del 15 per cento del canone di locazione imposta dall’art.3 è in ogni caso obbligatoria e soggiungendo che rimangono inoltre ininfluenti, rispetto alla sua applicazione, gli atti ed i comportamenti delle Amministrazioni precedenti alla stipula del contratto di locazione.
Deliberazione n. 154/2017/PAR
relativa alla richiesta di parere del Comune di Fiorenzuola d'Arda (prot. del 29/08/2017). La deliberazione chiarisce, confermando un consolidato orientamento delle sezioni regionali della Corte, che la possibilità per un Comune di farsi carico, secondo i criteri stabiliti nel decreto interministeriale del 25 maggio 2001, del pagamento degli oneri previdenziali, assistenziali e assicurativi dovuti per l’attività libero professionale svolta dal sindaco, prevista dall’art. 86, comma 2, del Testo unico di cui al d.lgs. n. 267/2000, è subordinata all’effettivo mancato svolgimento dell’attività professionale. Ciò in considerazione della stretta correlazione esistente tra la disposizione contenuta nel citato comma 2, concernente gli amministratori che non sono lavoratori dipendenti, e quella del comma 1 dello stesso articolo 86, riguardante gli amministratori che hanno la qualifica di lavoratori dipendenti, per i quali l’assunzione dell’onere contributivo da parte dell’ente pubblico è subordinata al loro collocamento in aspettativa non retribuita. Sarebbe del tutto illogico e discriminante, infatti, far derivare dalla natura dell’attività lavorativa svolta, di lavoro dipendente o autonomo, un differente trattamento economico dell’amministratore. A ciò si aggiunga che il pagamento dell’onere contributivo all’amministratore non dipendente che continui a svolgere la propria attività professionale determinerebbe un’alterazione delle condizioni di mercato, ponendolo in una posizione di ingiustificato vantaggio rispetto agli altri operatori del settore.
Deliberazione n. 152/2017/PAR
La deliberazione esamina la richiesta di parere del Presidente della Provincia di Parma riguardante gli incentivi per funzioni tecniche di cui all’art. 113, comma 2 del decreto legislativo n. 50 del 2016 (Codice dei contratti pubblici) e l'ammontare massimo delle risorse da destinare annualmente al trattamento (fondo) accessorio del personale, ai sensi dell’art. 23, comma 2 del decreto legislativo n. 75 del 2017, ed intesa a conoscere se sia possibile: - “applicare il principio di carattere generale dell'omogeneità delle basi di confronto, rivisitando a tal fine il fondo del 2015 in modo da includervi le risorse destinate all'incentivo per funzioni tecniche anche se, in base all'interpretazione allora vigente, tali risorse erano da considerarsi fuori dei vincoli imposti al fondo”;- e, qualora si acceda a tale interpretazione, “includere nel fondo 2015 1'importo degli incentivi maturati nell'anno 2015, in base alle norme del regolamento allora vigente, ed ai quadri economici approvati nell'anno 2015, contenenti gli accantonamenti, approvati e impegnati, anche se non materialmente erogati nel 2015”.Scrutinata favorevolmente l’ammissibilità del quesito la Sezione, nel merito, ha valutato come l’invocata applicazione, nel caso di specie, del principio dell’omogeneità delle basi di confronto alla fattispecie rappresentata presupponga una piena sovrapponibilità fra gli incentivi per funzioni tecniche di cui all’art. 113 del d.lgs. n. 50/2016 e quelli per la progettazione di cui all’art. 93, comma 7- bis, del d.lgs. n. 163/2006 (oggi abrogato); sovrapponibilità che, invece, non sussiste fra gli istituti prospettati in quanto i primi remunerano specifiche e determinate attività di natura tecnica svolte dai dipendenti pubblici, tra cui quelle della programmazione, predisposizione e controllo delle procedure di gara e dell’esecuzione del contratto ed escludono esplicitamente, di contro, dal loro ambito applicativo gli incentivi alla progettazione, come motivatamente statuito, nell’esercizio della propria funzione nomofilattica, dalla Sezione delle Autonomie con le deliberazioni n.7/SEZAUT/2017QMIG e N. 24/SEZAUT/2017/QMIG.La Sezione, pertanto, non ha ritenuto possibile accedere positivamente alla questione esaminata e, di conseguenza, non ha considerato la seconda questione, subordinata dal proponente ad una favorevole considerazione della prima.
Deliberazione n. 151/2017/PAR
Parere reso a seguito di richiesta inoltrata dal Comune di Bomporto (Bo): i comuni non possono stipulare un contratto di rent to buy concernente un immobile da adibire a caserma dei carabinieri, poiché possono contribuire al pagamento del canone di locazione, ma non corrisponderlo integralmente. La soluzione non esclude, comunque, la possibilità per gli enti pubblici di utilizzare lo strumento del rent to buy.
Deliberazione n. 145/2017/PAR
Richiesta oggettivamente inammissibile, poiché la problematica del rinnovo dei componenti dell'Organo di revisione degli enti locali non rientra nella contabilità pubblica.
Deliberazione n. 144/2017/PAR
La deliberazione concerne la possibilità di erogare, su base convenzionale, ad una società sportiva locale un contributo finalizzato alla promozione ed al sostegno delle attività sportive della popolazione. L’erogazione è stata ritenuta compatibile con il divieto di cui all’art. 4, comma 5, del d.l. n. 95 del 2012, secondo il quale gli enti di diritto privato che forniscono servizi all’amministrazione stessa, anche a titolo gratuito, non possono ricevere contributi a carico delle finanze pubbliche, in considerazione dell’espressa esclusione dal divieto, prevista dallo stesso comma, per le “associazioni sportive dilettantistiche di cui all’art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289”, tra le quali associazioni sportive dilettantistiche rientrano anche le società sportive dilettantistiche alla luce di quanto dispongono i commi 1 e 17 dello stesso art. 90. La preclusione, viceversa, deve ritenersi sussistente nel caso di convenzioni stipulate con società sportive non dilettantistiche.
Deliberazione n. 143/2017/PAR
La deliberazione concerne l’individuazione delle condizioni oggettive e soggettive per l’applicazione dell’esenzione dal pagamento del contributo di costruzione prevista dall’art. 32, comma 1, lett. h, della legge regionale dell’Emilia-Romagna 30 luglio 2013, n. 15. Dopo aver richiamato i principi interpretativi in materia, la deliberazione demanda all’amministrazione la verifica della sussistenza, nel caso concreto, dei presupposti relativi all’ente istituzionalmente competente e alla finalizzazione all’interesse generale che la legge richiede per l’esenzione dal contributo.
Deliberazione n. 142/2017/PAR
La deliberazione concerne la richiesta di parere del sindaco del Comune di Cesena riguardante il tema delle assunzioni di personale ed intesa a conoscere, alla stregua della normativa che disciplina la materia se, nella prospettiva di assumere tre assistenti sociali a seguito della corrispondente riduzione della pianta organica della competente AUSL causata dalla revoca della delega nel settore affidata a quest’ultima, i vincoli imposti dall’art.1, commi da 557 a 557 quater della legge n.296 del 2006 (riduzione della spesa per il personale) e dall’art.1, comma 228 della legge n. 208 del 2015 (percentuali autorizzate di assunzioni a tempo indeterminato in rapporto alle cessazioni) possano ritenersi compatibili con tale prospettiva a tal fine: - rideterminando, quanto al primo vincolo, la spesa storica del personale ed incrementandola dell’onere relativo alle tre unità di personale, tenuto conto che l’AUSL non dovrà più sostenere la spesa per l’esercizio di tali funzioni; - derogando, quanto al secondo vincolo, al rispetto del vigente limite percentuale della spesa parametrata a quella relativa al personale cessato dal servizio nell’anno precedente, trattandosi di assunzioni per la copertura di posti derivanti da funzioni trasferite per le quali non è stato tuttavia trasferito il relativo personale. Scrutinata favorevolmente l’ammissibilità del quesito la Sezione, nel merito della richiesta, ha valutato non sussistano motivazioni tali da discostarsi dalle precedenti pronunce di questa stessa Corte riguardanti le medesime tematiche ed in base alle quali: - l’ente locale, in caso di “reinternalizzazione” di servizi precedentemente affidati a soggetti esterni, (a meno che non sia esplicitamente previsto dalla legge) non può derogare alle norme introdotte dal legislatore statale in materia di contenimento della spesa per il personale, trattandosi di disposizioni, di natura cogente, che rispondono – come più volte ribadito anche dalla Corte Costituzionale - a imprescindibili esigenze di riequilibrio della finanza pubblica per ragioni di coordinamento finanziario, connesse ad obiettivi nazionali ancorati al rispetto di rigidi obblighi comunitari, e che pertanto non consentono interpretazioni additive o derogatorie, pur nella consapevolezza di alcune criticità e discrasie del sistema, (n.3/CONTR/12 del 2 febbraio 2012; n.4/CONTR/2012 del 3 febbraio 2012; n.26/CONTR/12 del 24 ottobre2012); - è da escludere la possibilità di considerare virtualmente sostenuta una spesa che tale non è ai soli fini del rispetto del limite legislativamente imposto, per il seguente principio di diritto “A seguito delle novità introdotte dal nuovo art. 1, comma 557 quater, della legge n. 296/2006, il contenimento della spesa di personale va assicurato rispetto al valore medio del triennio 2011/2013, prendendo in considerazione la spesa effettivamente sostenuta in tale periodo, senza, cioè, alcuna possibilità di ricorso a conteggi virtuali.” (n.25/SEZAUT/2014/QMIG del 6 ottobre 2014; vedi anche n.98/2014/SCRPIE/PAR del 26 maggio 2014).
Deliberazione n. 137/2017/PAR
relativa alla richiesta di parere del Comune di Novi di Modena (PEC del 26/04/2017) in merito alla legittimità di atti di riduzione della TOSAP. Esito: Il parere concerne i limiti regolamentari comunali alla riduzione della Tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP) di cui al Capo II del d.lgs. n. 507 del 1993, per le attività inerenti alla ricostruzione post-sisma, superiori alla riduzione massima del 50 per cento consentita dall’art. 45, comma 6-bis, dello stesso decreto legislativo per l’esercizio di un’attività edilizia. La Sezione ha ritenuto che, considerata la tassatività delle esenzioni previste nell’art. 49 del d.lgs. n. 507 e in assenza di ulteriori specifiche previsioni legislative, occorra fare riferimento all’art. 52, comma 1, del d.lgs. n. 446 del 1997 che, escludendo la possibilità di intervenire sulla individuazione e definizione delle fattispecie imponibili, non consente l’introduzione per via regolamentare di una nuova esenzione. Può, viceversa, ammettersi l’introduzione adeguatamente motivata di misure agevolative più ampie di quelle esplicitamente consentite dalla normativa primaria, quando le stesse trovino giustificazione nelle speciali e preminenti esigenze poste dalla necessità di favorire la ricostruzione post-sisma e sempre che non determinino il sostanziale svuotamento del presupposto impositivo.
Deliberazione n. 136/2017/PAR
relativa alla richiesta di parere trasmessa dal Comune di Sissa Trecasali (prot. N. 2735 del 02/03/2017) in materia di risorse da destinare al personale. Esito: non è superabile il tetto di spesa fissato per la contrattazione decentrata ex art.1, comma 236, della legge n.208/2015 destinando economie che derivano da piani di razionalizzazione della spesa in cui non si configura un incremento strutturale e quantitativo delle mansioni espletate dal personale, bensì si prospetti un’evoluzione delle competenze conoscitive e professionali legate ad un processo di cambiamento nell’ organizzazione della prestazione alla cittadinanza di un determinato servizio da cui discende la contrazione dei costi.
Deliberazione n. 135/2017/PAR
relativa alla richiesta di parere in merito alla possibilità per il Comune di Faenza di formulare indirizzi all'Unione della Romagna faentina affinché si possa discostare dalle prescrizioni dell'AgID nell'attività di acquisizione di un sistema informativo per la gestione del trattamento economico e giuridico dei propri dipendenti. Esito: inammissibile per difetto del requisito della legittimazione soggettiva.
Deliberazione n. 112/2017/PAR
relativa alla richiesta di parere dal Comune di Piacenza (prot. N. 107107 del 05/12/2016) in merito alla problematica afferente la corresponsione dei compensi professionali agli Avvocati comunali. Esito: richiesta di parere del sindaco del Comune di Piacenza, riguardante i compensi professionali da corrispondere agli avvocati dipendenti e concernente: a) l’utilizzabilità dell’avanzo vincolato (derivante dal minore impegno rispetto allo stanziamento) per sentenze depositate dall’anno successivo a quello dello stanziamento confluito nell’avanzo; b) la riferibilità del compenso all’anno di deposito della sentenza; b bis) nel caso di incapienza del fondo stanziato rispetto al compenso, l’erogabilità del riconoscimento entro il limite individuato dal tetto del corrispondente finanziamento del 2013; c) l’esigibilità o meno, in tale caso, della differenza del compenso professionale, non pagata, negli anni successivi a valere sui richiamati limiti; d) la “cedevolezza” o meno dei limiti di cui all’art.9, comma 6 del d.l. 24 giugno 2014, n. 90, in relazione a future modifiche organizzative del Comune, e la ipotizzabilità di una proporzionale ridefinizione di tale limite nel rispetto del più ampio limite “di cui al successivo comma 7 del medesimo articolo di legge; e) nel caso di transazione avvenuta successivamente a sentenza non favorevole all’amministrazione, ma migliorativa per l’ente rispetto ai contenuti dispositivi della sentenza, assimilabilità della stessa a“ transazione dopo sentenza favorevole alla amministrazione” e sua liquidabilità ai sensi del citato art.9, comma 6. Inammissibilità oggettiva parziale dei quesiti sub b bis) c) ed e), motivata per ciascuno con riguardo ai principi di cui alla deliberazione n. 3/2014 della Sezione delle Autonomie ed alla deliberazione n. 17 novembre 2010, n. 54 delle Sezioni riunite. Circa i quesiti ammissibili, quanto a sub a), inteso a conoscere se l’avanzo vincolato per spese legali, derivante dal minore impegno rispetto allo stanziamento, possa essere utilizzato per i compensi professionali di avvocati relativi a sentenze depositate a partire dall’anno successivo a quello dello stanziamento confluito nell’avanzo, la Sezione ha ritenuto che esso trovi positivo riscontro nel disposto letterale, ma soprattutto logico, del punto 5.2, allegato 4/2 del decreto legislativo n. 118 del 2011 (in senso conforme la delibera n. 164/2015/SRCPIE/PAR della Sezione regionale di controllo per il Piemonte). Circa sub b), la Sezione ha valutato - considerato che la normativa prevede la liquidazione dell'incentivo solo in caso di esito del giudizio favorevole all'ente ed atteso che la certezza di un favorevole pronunciamento del giudice si acquisisce con il deposito della sentenza in tal modo resa pubblica per ogni effetto di legge - che nei casi di compensazione delle spese sia necessario fare riferimento, per i relativi riconoscimenti professionali, all’anno di deposito della sentenza stessa. Riguardo sub d), finalizzato a conoscere l’eventuale cedevolezza del limite di cui all’art.9, comma 6 del d.l. 24 giugno 2014, n. 90, la Sezione, de iure condito, ha considerato come sembri persino superfluo sottolineare che il richiamato disposto di legge non può che essere interpretato ed applicato nell’unico senso reso manifesto dal suo tenore letterale, che non lascia adito a dubbio alcuno circa la sua cogenza.
Deliberazione n. 111/2017/PAR
relativa alla richiesta di parere del sindaco del Comune di Medicina (BO), avente a oggetto il rimborso, da parte di un ente locale, delle spese legali sostenute da un proprio dipendente nonché, qualora la condotta sia stata tenuta nell’ambito di un servizio associato, la suddivisione delle stesse tra i comuni partecipanti. Esito: inammissibilità oggettiva
Deliberazione n. 100/2017/PAR
relativa alla richiesta di parere trasmessa tramite CAL dalll' Unione dei Comuni Bassa Val Trebbia e Val Luretta (prot. N. 524 del 27/02/2017) in merito alla corretta interpretazione dell'art. 9, L.R. n. 30/81, ovvero sulla possibilità da parte del Comune di aderire ad un contratto di consorzio forestale in essere. Esito: la deliberazione concerne la richiesta di parere del sindaco del Comune di Calendasco, dallo stesso formulata sia in tale veste che come presidente dell’unione dei comuni della Bassa Val Trebbia e Val Luretta, ed in sostanza intesa a conoscere se sia possibile o meno, qualora l’ammontare complessivo delle risorse da destinare annualmente al trattamento accessorio del personale non superi comunque l’ammontare complessivo determinato per l’anno precedente, variare le semisomme che costituiscono il complessivo stesso, operando in compensazione. La Sezione ha innanzitutto ritenuta ammissibile la richiesta quanto ai requisiti soggettivi poiché, come affermato nella deliberazione n. 4/2014 della Sezione Autonomie “… la legittimazione soggettiva… non viene meno nei casi in cui il criterio orientativo che si chiede di esprimere sia destinato ad avere effetti nella sfera operativo- amministrativa di un soggetto diverso dal richiedente, purché sia giustificato dall’esercizio di attribuzioni intestate all’ente formalmente legittimato” e, quanto ai requisiti oggettivi, poiché rientrante per i suoi contenuti nella nozione di contabilità pubblica. Nel merito del quesito, poi, la Sezione, condivisa l’interpretazione prevalente, promossa dalla Sezione delle Autonomie con la deliberazione n.26/2014, dell’art. 1 comma 236 della legge n. 208 del 2015 – che, nel riformulare il vincolo sotteso al quesito stesso ha ripreso letteralmente il disposto dell’art.9, comma 2-bis del d.l. n. 78/2010 con il richiedere che “l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale “ non superino quello dell’anno precedente - secondo cui “..tanto le risorse del bilancio imputate al fondo, quanto le risorse direttamente stanziate in bilancio a copertura degli oneri relativi alle posizioni organizzative nei Comuni presentano le medesime caratteristiche funzionali di destinazione e sono idonee ad incrementare la spesa per il trattamento accessorio del personale in ragione del loro concreto utilizzo”, ha inoltre convenuto sull’ applicabilità di tale vincolo all’ammontare complessivo del trattamento accessorio e non alle sue singole componenti (nel senso anche la deliberazione della Sezione regionale di controllo per il Piemonte n. 135/2016), richiamando comunque ad una diligente ed integrale applicazione dell’art. 32 del TUEL.
Deliberazione n. 99/2017/PAR
relativa alla richiesta di parere trasmessa tramite CAL dal Comune di Monzuno (prot. N. 726 del 19/01/2017) in merito al limite Fondo incentivante 2017. Esito: ai consorzi forestali previsti dalla l.r. n.30/1981 e s.m.i. la disciplina consortile di cui agli artt. 2602 e ss. del codice civile non sarà applicabile In via diretta ma solo analogicamente e previa verifica della sussistenza dei relativi presupposti.
Deliberazione n. 89/2017/PAR
relativa alla richiesta di parere trasmessa direttamente alla CdC dal Comune di Terenzo (prot. N. 846 del 21/02/2017) in merito all'obbligo dell'esercizio in forma associata delle funzioni fondamentali (D.L. 78/2010 conv. nella L. 122/2010). Esito: la richiesta di parere dell'ente afferente l'ammissibilità del conferimento di specifiche funzioni all'Unione anche nell'ipotesi di maggiori costi del relativo esercizio è inammissibile sotto il profilo oggettivo in quanto difetta dei necessari requisiti di generalità ed astrattezza.
pubblicato il 2018/02/08 10:25:26 GMT+2 — ultima modifica 2018-02-19T18:01:05+02:00
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