Source: http://cartelle-esattoriali.diritto.it/docs/31647-principio-di-non-contestazione-nel-processo-tributario-art-115-c-p-c
Timestamp: 2017-04-30 18:34:50+00:00
Document Index: 46679576

Matched Legal Cases: ['art-115', 'art. 23', 'art. 45', 'art. 115', 'art. 115', 'art. 115', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 45']

Principio di non contestazione nel processo tributario (ART. 115 C.P.C.) :: Come rottamare le cartelle esattoriali :: Diritto & Diritti
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Al comma 3, l’art. 23 del D.Lgs. 546/92, che regola la costituzione in giudizio della parte resistente, recita: “nelle controdeduzioni la parte resistente espone le sue difese, prendendo posizione sui motivi dedotti dal ricorrente e indica le prove di cui intende valersi proponendo, altresì, le eccezioni processuali e di merito...” consolidate giurisprudenza vuole, peraltro, che il convenuto in giudizio si esprima sui fatti allegati dal ricorrente a fondamento della propria domanda e che se non lo fa in maniera specifica, puntuale e circostanziata il giudice può dedurne l'ammissione dei fatti costituivi del diritto azionato.
Principio, questo, di "non contestazione" da sempre applicato in virtù di un'interpretazione consolidata della Suprema Corte ogni qualvolta non fosse stata confutata dalla parte resistente la circostanza affermata dall'attore e, di recente, introdotto dall'art. 45 della Legge n° 69/2009 che nel sostituire l’art. 115 c.p.c. ha riscritto così il 1 ° comma: "salvi i casi previsti dalla Legge, il giudice deve porre a fondamento della decisone le prove proposte dalle parti ... nonchè i fatti non specificamente contestati dalla parte costituita".
Ai sensi dell’art. 115 comma 1 c.p.c., come modificato dalla legge n. 69/09, “salvi i casi previsti dalla legge, il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero, nonché i fatti non specificatamente contestati dalla parte costituita”. Pertanto, la parte che allega fatti non specificamente contestati viene esonerata dal relativo onere della prova, in quanto la non specifica contestazione viene considerata un comportamento univocamente rilevante ai fini della determinazione dell’oggetto del giudizio, con effetti vincolanti per il giudice, posto che in questo caso l’atteggiamento difensivo delle parti sottrae il fatto medesimo dall’ambito degli accertamenti richiesti. L’evidente fine che si persegue con tale formulazione è quello di imporre al convenuto (o all’attore in caso di domanda riconvenzionale) una specifica presa di posizione su tutti i fatti allegati dall’attore, in quanto, in caso contrario, il giudice deciderà sulla base di tali fatti. Dalla lettura della disposizione in commento emerge che il principio dell’equiparazione tra mancata contestazione e prova è limitato ai casi in cui le parti siano costituite, così escludendo le ipotesi di contumacia ed è applicabile sia al caso di mancate contestazioni del convenuto che alle mancate contestazioni dell’attore; infatti, la portata soggettiva della norma è riferibile ad entrambe le parti processuali, essendo stato usato l’inciso “parte costituita” e non “convenuto” oppure “attore”. Inoltre la contestazione deve essere specifica e riferita a tutti fatti, sia principali che secondari. Anche al processo tributario si ritiene applicabile l’art. 115 c.p.c. ed il principio di non contestazione in esso riferito (v. anche Circolare Agenzia delle Entrate n.17/E del 31 marzo 2010), sia perché, essendo il rito speciale strutturato sulla falsariga del processo civile, può anche ad esso riconoscersi natura dispositiva ed è anch’esso caratterizzato dalla necessità di una difesa tecnica e da un sistema di preclusioni (benché meno stringente di quello previsto per il rito civile ed il rito lavoro), sia perché, a norma dell’art. 1 comma 2 D.Lgs. 546/1992, i giudici tributari applicano le norme del medesimo decreto, e, per quanto in esse non disposto e con esse compatibili, le norme del codice di procedura civile. In virtù ed in applicazione della
della suddetta disposizione, recentemente la Commissione Tributaria Provinciale di Catania, sez. 4, con la sentenza n.152/4/11 depositata il 4 marzo 2011, in un procedimento contro il Comune di Gravina di Catania (condannato a €.2.000,00 di spese!) ha stabilito che: “consolidata giurisprudenza vuole, pertanto, che il convenuto in giudizio si esprima sui fatti allegati dal ricorrente a fondamento della propria domanda e che se non lo fa in maniera specifica, puntuale e circostanziata il giudice può dedurne l’ammissione dei fatti costitutivi del diritto azionato. Principio, questo, di “non contestazione” da sempre applicato in virtù di un’interpretazione consolidata della Suprema Corte ogni qualvolta non fosse stata confutata dalla parte resistente la circostanza affermata dall’attore e, di recente, introdotto dall’art. 45 della L. n.69/09”. GIURISPRUDENZA COLLEGATA La Commissione Tributaria Provinciale di Catania, sez. 4, ha condannato a €.2.000,00 di spese Comune di Gravina di Catania e ha stabilito che: “consolidata giurisprudenza vuole, pertanto, che il convenuto in giudizio si esprima sui fatti allegati dal ricorrente a fondamento della propria domanda e che se non lo fa in maniera specifica, puntuale e circostanziata il giudice può dedurne l’ammissione dei fatti costitutivi del diritto azionato. LA COMMISSIONE TRIBUTARIA DI CATANIA PROVINCIALE SEZIONE 4 REG.GENERALE N°3273/10 UDIENZA DEL 12/01/2011 SENTENZA N"152/4/11 XXXXXXXXXX nella qualità di legale rappresentante della società "xxxxxxxxx", rappresentato e difeso giusta procura a margine, ricorre contro il Comune di Gravina di Catania avverso 1'avviso di accertamento ed irrogazione delle sanzioni n.xxx, del 23.11.09, relativo ad ICI anno d'imposta 2006, con cui 1'ente impositore contesta l'ornessa dichiarazione ed anche 1'omesso versamento dell'ICI per 1'ammontare di €128.895,18 oltre sanzioni per €38.668,55 ed interessi, per un complessivo importo di € 179.058,00. L'Ente ha proceduto applicando l'imposta su un'area fabbricabile di proprietà della ricorrente, per un periodo di
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