Source: http://www.diritto-civile.it/Le-Obbligazioni/Il-mobbing-immobiliare.html
Timestamp: 2020-02-26 07:08:33+00:00
Document Index: 186198298

Matched Legal Cases: ['art. 2087', 'art. 572', 'art. 612', 'sentenza ', 'art. 2043', 'sentenza ', 'art. 96']

Il mobbing immobiliare
Dal 12/06/09 13385728
Gli atti che il proprietario dell'immobile ponga ine ssere al solo fine di indurre il conduttore dell'immobile a recedere dal contratto di locazione configurano, ad avviso della Corte di Cassazione, la fattispecie del mobbing immobiliare
Modello di ricorso in materia di mobbing
Sfratto per finita locazione e per morosità
Il mobbing è un fenomento ampiamente noto nel settore del lavoro ove così viene sinteticamente definita la strategia persecutoria che si realizza in azienda da parte dei superiori gerarchici o anche da colleghi di pari livello del lavoratore al fine di isolare quest'ultimo o di estrometterlo dal contesto aziendale. Si tratta di un illecito che, nell'ambito del rapporto di lavoro, trova il suo titolo fondante nel contratto di lavoro e nella violazione, da parte del datore di lavoro, dell'obbligo di sicurezza di cui all'art. 2087 c.c. che discende da tale contratto. Il datore di lavoro viene, infatti, ritenuto responsabile contrattualmente per non avere garantito un'organizzaizone del lavoro tale da preservare il lavoratore dalla vicenda del mobbing.
In anni recenti, il mobbing ha trovato, tuttavia, altri ambiti applicativi, si è tentato, ad esempio, di introdurre la figura del mobbing come illecito civile anche nella vita familiare, allo stato con esito non positivo - Cass. sez. 1, 19 giugno 2014 n. 13983 -, ampiamente controbilanciato peraltro dalla fattispecie penale parimenti "plurima" di cui all'art. 572 c.p.; invero la figura dell'illecito composto necessariamente da una pluralità di condotte che si protraggono nel tempo sussiste pure nel settore penale, dove è recentemente stata incrementata dalla fattispecie di cui all'art. 612 bis c.p.ad esempio nell'ambito familiare.
Con una recente pronuncia, la S.C. si è occupata di una peculiare vicenda, cassando la sentenza del giudice dell'appello che aveva dichiarato inammissibile la relativa domanda di risarcimento ex art. 2043 c.c., caratterizzata dal fatto che, nell'ambito di un contratto di locazione cessato, l'ex conduttore lamentava di essere stato vittima di una serie di iniziative giudiziali infondate da parte del proprietario tese ad indurlo ad abbandonare l'immobile stesso.
La Corte d'Appello di Roma aveva dichiarato l'inammissibilità della domanda ritenendo che la tutela del conduttore avrebbe dovuto essere somministrata nell'ambito dei singoli procedimentyi giurisdizionali infondati intentati dal proprietario ove la parte attrice avrebbe potuto essere condannata per lite temeraria. La Suprema Corte ha, condivisibilmente, sul punto ritenuto la motivazione della Corte d'Appello eccentrica rispetto alla domanda formulata e affermando che le condotte lamentate dal ricorrente di cd. “mobbing immobiliare” possono considerarsi astrattamente foriere di danni risarcibili.
La sentenza in esame si pone nel solco delle recenti aperture giurisprudenziali in materia di tutela dell'individuo e di risarcimento del danno, configurando una nuova ipotesi di responsabilità risarcitoria da cosiddetto “mobbing immobiliare”, finora rimasta al di fuori dell'attenzione della dottrina e delle corti.
La questione prospettata presenta anche evidenti punti di contatto con la tematica dell'abuso del processo, tant'è che la Corte d'Appello di Roma respingeva la domanda ritenendo che il ricorrente avrebbe dovuto fare valere tali doglianze tramite lo strumento dell'art. 96 c.p.c. nell'ambito dei singoli procedimenti subiti.
Detta impostazione, come rileva la stessa Cassazione, si fonda, tuttavia, su un equivoco. Non vi è dubbio che le condotte lamentate dal ricorrente fossero riconducibili latu sensu all'abuso del processo, ma l'ipotesi di illecito non riguardava l'esperimento di singoli procedimenti, quanto piuttosto la complessiva condotta dei proprietari finalizzata a ottenere il rilascio dell'immobile.
Cassazione civile, sez. III, 28/02/2017, n. 5044