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Timestamp: 2018-12-11 03:35:14+00:00
Document Index: 170853562

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 33', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 327', 'art. 39', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13']

Prot. n 385 Salerno, lì 8 Aprile PDF
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1 Prot. n 385 Salerno, lì 8 Aprile 2015 A tutti gli iscritti all Albo e nell Elenco Speciale LORO SEDI OGGETTO: Circolare n 73/2015. Libera professione. Residenza non trasferita per forza maggiore? Salvi i benefici prima casa. Beneficio Prima Casa - Messa In Sicurezza - Lavori Necessari - Residenza - Mancato Trasferimento - Benefici Fiscali. Cassazione Civile, sez. VI-T, Ordinanza dell 11 Settembre 2014, n Colleghi, con la presente, si porta a conoscenza di tutti Voi, che il diritto alle agevolazioni prima casa segue un percorso ben delineato dai requisiti fissati dalla legge per conservare i benefici previsti, pena l'accertamento da parte dell'ufficio che recupera le imposte risparmiate con annessi interessi e irroga la relativa sanzione. A volte le fattispecie concrete possono far sorgere il bisogno di un'interpretazione e di chiarimenti, non sempre univoci, da parte dei giudici. Tra i temi più dibattuti c'è il trasferimento della residenza. La normativa prevede che il godimento delle agevolazioni sull'acquisto della prima casa è subordinato all'acquisto di un'unità immobiliare da destinare a propria abitazione, e postula che l'acquirente abbia la residenza anagrafica (o presti attività lavorativa) nel comune in cui è ubicato l'immobile ovvero - nella previsione di cui alla Legge n. 549 del 1995, art. 3, comma 131, quale modificato dalla Legge n. 388 del 2000, art. 33, comma 12 - che si impegni, in seno all'atto d'acquisto, a stabilirla in detto comune entro il termine di diciotto mesi. Con l'ordinanza n del 2014, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall'agenzia delle Entrate ed ha stabilito che il trasferimento tardivo nell'abitazione per la quale si è usufruito dei benefici fiscali come prima casa non comporta la decadenza dai benefici stessi quando ciò è dovuto ad eventi imprevedibili e successivi all'acquisto.
2 In particolare, tali eventi erano consistiti nel verificarsi di smottamenti nel sedime dell'immobile e nella strada di accesso causati da abbondanti piogge, che hanno determinato lavori dimessa insicurezza, durati circa sette mesi.... Nel respingere il ricorso dell'agenzia, gli Ermellini mettono in risalto il fatto che la sentenza impugnata, contrariamente a quanto sostenuto dalla stessa Agenzia, non riconnetteva assolutamente l'evento impeditivo al fatto che l'immobile al momento dell'acquisto fosse in ristrutturazione e, pertanto, già inabitabile al momento dell'acquisto, ma al fatto che tali eventi si fossero succeduti dopo l'acquisto stesso. La sentenza impugnata, pertanto, appariva assolutamente in linea con altra sentenza della Cassazione (la n del 26 marzo 2014) citata nell'ordinanza in commento. Nella sentenza n. 7067, infatti, la Suprema Corte aveva confermato la decadenza dal beneficio prima casa, sempre nell'ipotesi di mancato trasferimento della residenza, nel caso di acquisto di immobile in corso di costruzione, non essendo ravvisabili plausibili ragioni per differenziare, ai fini della fruizione dell'agevolazione, il regime fiscale di siffatto acquisto rispetto a quello di un immobile già edificato, tenuto conto del congruo margine di tempo concesso dal legislatore (diciotto mesi) ai fini dell'attuazione della destinazione dichiarata in seno all'atto. Alla luce di quanto espresso con la sentenza 7067 e con l'ordinanza in commento sembra oramai inequivoco l'orientamento espresso dalla Corte secondo cui, il mancato stabilimento nel termine di legge della residenza nel comune ove è ubicato l'immobile acquistato con l'agevolazione prima casa, non comporta la decadenza dall'agevolazione qualora tale evento sia dovuto ad una causa di forza maggiore caratterizzata dalla non imputabilità alla parte obbligata, e dall'inevitabilità ed imprevedibilità dell'evento, sopravvenuto alla stipula dell'atto di acquisto. In conclusione, non perde il beneficio fiscale per l'acquisto della prima casa l'acquirente che non abbia trasferito la propria residenza, entro i diciotto mesi dall'acquisto, nel Comune dov è ubicato l'immobile acquistato a causa di eventi inevitabili ed imprevedibili successivi all'acquisto, dati da smottamenti nel sedime dell'immobile e nella strada di accesso causati da abbondanti piogge, che non hanno consentito il completamento dei lavori di ristrutturazione dell immobile.
3 L occasione è gradita per porgere a tutti Voi i più cordiali saluti. F.to IL PRESIDENTE Per. Agr. Antonio LANDI Allego: - Cassazione Civile, sez. VI-T, Ordinanza dell 11 Settembre 2014, n
4 SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI T CIVILE Ordinanza 9 luglio 11 settembre 2014, n (Presidente CICALA Relatore PERRINO) In fatto L'Agenzia delle Entrate notificò al contribuente un avviso di liquidazione, con irrogazione delle relative sanzioni, delle maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale, scaturente dalla revoca delle agevolazioni per l'acquisto della prima casa, derivante dal fatto che l'acquirente non aveva trasferito la propria residenza, entro i diciotto mesi dall'acquisto, nel Comune dov è ubicato l'immobile acquistato. La Commissione tributaria provinciale ha accolto il ricorso proposto dal contribuente, con sentenza, che la Commissione tributaria regionale ha confermato, facendo leva sul verificarsi di eventi successivi all'acquisto, dati da smottamenti nel sedime dell'immobile e nella strada di accesso causati da abbondanti piogge, che non avevano consentito il completamento dei lavori di ristrutturazione dell immobile. Avverso detta sentenza, l'agenzia propone ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo, al quale replica con controricorso il contribuente. In diritto Il ricorso può essere definito in camera di consiglio, risultando manifestamente infondato. 2. Va preliminarmente respinta, peraltro, l eccezione di tardività del ricorso di cassazione proposta dal contribuente, che fa leva sull'inutile decorso del termine lungo previsto dall'art. 327 c.p.c., in quanto la lite rientra nel novero di quelle cui si applica l'art. 39, 12 co., lett. c) del d.l. 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla L. III del 2011, con la relativa sospensione dei termini d'impugnazione fino al 30 giugno Ne deriva che il ricorso per cassazione, consegnato per la notifica in data 30 settembre 2013, è tempestivo, perché rispetta il termine di un anno e quarantasei giorni decorrente dalla cessazione della sospensione. 3. E infondato l'unico motivo di ricorso proposto dall Agenzia, la quale si duole della violazione e falsa applicazione dell art. 1 della tariffa, parte I, nota II-bis n. 1, lettera a), del d.p.r. n. 131 del 1986 e dell'art del codice civile, facendo leva sull inosservanza da parte del contribuente dell obbligo di trasferire la propria residenza nel comune dov'è ubicato l'immobile oggetto delle agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa entro il termine di diciotto mesi dall'acquisto. 4. Il motivo non è difatti congruente col deciso La sentenza impugnata, contrariamente a quanto sostenuto in ricorso, non riconnette affatto l evento inevitabile ed imprevedibile impeditivo del trasferimento alla circostanza che l immobile fosse in ristrutturazione, e quindi non abitabile, già al momento della stipula del contratto di acquisto (ipotesi, questa, che senz'altro non rientra nella nozione della causa inimputabile, giusta, da
5 ultimo, Cass. 26 marzo 2014, n. 7067), sebbene ad eventi successivi all'acquisto, consistiti nel «verificarsi di smottamenti nel sedime dell immobile e nella strada di accesso causati da abbondanti piogge», che hanno determinato «...lavori di messa in sicurezza, durati circa sette mesi...» 4.2. Circostanza, questa, non contestata in fatto, mediante il veicolo del vizio di motivazione. 5. Il ricorso va in conseguenza respinto e le spese seguono la soccombenza. Sussistono i presupposti per l'applicazione dell art. 13, comma 1 -quater del d.p.r. 115 del la Corte: -respinge il ricorso; P.Q.M. -condanna l'agenzia delle entrate alla rifusione delle spese, liquidate in euro 1600,00 per compensi, oltre ad euro 100,00 per esborsi; -dichiara la sussistenza dei presupposti previsti dall art. 13, comma 1 -quater, del d,p,r. n. 115 del 2002.