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Timestamp: 2018-02-25 05:02:53+00:00
Document Index: 57259215

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 41', 'art. 26', 'art. 20', 'art 25', 'art. 2']

Ministero della Salute. Prevenzione della tubercolosi negli operatori sanitari e soggetti ad essi equiparati - PDF
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1 Ministero della Salute Prevenzione della tubercolosi negli operatori sanitari e soggetti ad essi equiparati Approvato come Accordo nella Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome del 7 febbraio 2013
2 2 INDICE PREMESSA VALUTAZIONE DEI RISCHI Classificazione delle strutture in base al rischio Classificazione individuale del rischio (ai fini della sorveglianza sanitaria) MISURE DI CONTROLLO DELLA TRASMISSIONE Misure generali Misure di Triage (ammissione e accettazione) Misure di isolamento Dispositivi di protezione individuale (DPI)... 9 Maschere filtranti Procedure per ridurre la probabilità di trasmissione della TB ai pazienti da parte di visitatori e operatori SORVEGLIANZA SANITARIA Sorveglianza dell infezione tubercolare latente Misura Basale Misure Periodiche (Follow-Up) Test per ITBL nell ambito della sorveglianza sanitaria: TST e TIG Provvedimenti da adottare in caso di test basale positivo Provvedimenti da adottare in caso di conversione Eventi sentinella Sospetto caso indice Definizioni di contatti Casi di trasmissione da fonte non nota Sorveglianza sanitaria negli studenti esposti a rischio biologico VACCINAZIONE Evoluzione del quadro normativo Sicurezza sul lavoro Raffronto tra DPR n. 465/2001 e D.lgs. n. 81/ TERAPIA DELL ITBL FORMAZIONE E INFORMAZIONE GLOSSARIO DOCUMENTI CONSULTATI RIFERIMENTI NORMATIVI... 30
3 3 PREMESSA La tubercolosi (TB) rappresenta un rischio riemergente, ed è stato indicato dall Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come grave problema di sanità pubblica a livello mondiale già dal Ogni anno si registrano nel mondo più di 9 milioni di nuovi casi e 2 milioni di decessi e, secondo stime dell OMS, si manifestano oltre casi di tubercolosi multiresistente. È stato stimato che circa un terzo della popolazione mondiale ospiti il Micobatterio tubercolare allo stato di latenza (un soggetto con infezione tubercolare latente o ITBL è colui che è venuto a contatto con il bacillo ma, grazie ad un efficiente risposta immunitaria, non ha sviluppato la malattia; è asintomatico e non contagioso). Nei soggetti immuno-competenti con ITBL il rischio di sviluppare una malattia attiva è circa il 10% nel corso dell intera vita, evenienza che nella metà dei casi si verifica nei primi 2-5 anni dall esposizione/infezione. Dai 53 Paesi della Regione Europea dell OMS sono stati segnalati, nel 2010, poco più di nuovi casi di TBC, a fronte di casi stimati, la maggior parte dei quali dai 18 Paesi, cosiddetti ad alta priorità (per necessità di interventi di sanità pubblica), localizzati nell area orientale e centrale della Regione. In Italia, l incidenza di TB negli ultimi anni è stata inferiore a 10 casi di malattia/ abitanti, soglia entro la quale un Paese è definito dall OMS come a bassa incidenza. Tra i soggetti più a rischio di contrarre la tubercolosi, figurano anche gli operatori sanitari. Diversi studi, infatti, hanno riportato negli anni, evidenze circa eccessi di incidenza e prevalenza di infezioni tubercolari latenti (ITBL) e TB negli operatori sanitari. In ambiente sanitario l esposizione ad agenti biologici rappresenta, di fatto, uno dei principali fattori di rischio occupazionale presente. Gli operatori sanitari vengono spesso a contatto, nello svolgimento della loro attività, sia con soggetti affetti da malattie causate da agenti patogeni trasmissibili che con materiali potenzialmente contaminati. Peraltro, non bisogna dimenticare che l operatore sanitario può contrarre una malattia contagiosa anche al di fuori del luogo di lavoro e rappresentare di conseguenza una fonte di contagio per i colleghi e, soprattutto, per i pazienti che sono maggiormente suscettibili a forme più gravi di infezione, per la presenza di patologie concomitanti. Pertanto, una valutazione delle condizioni di salute degli operatori sanitari e dei soggetti ad essi equiparati risulta particolarmente importante ai fini dell individuazione e della realizzazione delle più efficaci strategie di prevenzione e controllo, compresa la corretta applicazione delle misure di profilassi.
4 4 1. VALUTAZIONE DEL RISCHIO Ai sensi del D.lgs. 81/2008 e successive modifiche è obbligatoria per i datori di lavoro la valutazione dei rischi: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell ambito dell organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza. Alla stessa, è tenuto a collaborare il medico competente. Per lavoratore la legge intende: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un attività lavorativa nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari, ivi compresi quindi gli studenti dei corsi di laurea e specializzazione. La valutazione del rischio specifico va ripetuta con periodicità non superiore a tre anni. Una rivalutazione del rischio espositivo, indipendentemente dalla periodicità prevista, deve essere effettuata tutte le volte che sia diagnosticata la malattia tubercolare a carico di un lavoratore. A tal fine, il medico competente può avvalersi dell acquisizione dei risultati degli accertamenti diagnostici a cui è stato sottoposto il lavoratore, che è tenuto a comunicare tale informazione anamnestica al medico competente, ricadendo nella responsabilità dello stesso lavoratore gli effetti di sue omissioni. La valutazione del rischio deve essere parte del Documento di valutazione dei rischi 1 e deve essere svolta a più livelli: 1) a livello di area (p.es. Presidio Ospedaliero). A questo livello sono in genere da riferire criteri quali: incidenza della TB nel bacino di utenza; adeguatezza generale degli impianti di aerazione al contenimento del rischio; presenza di adeguato numero di stanze di isolamento; criteri di accettazione; posti letto disponibili. 2) a livello di struttura (entro area): dedicata o no al trattamento di malati di TB; dove si svolgono attività a rischio (aerosolterapia, broncoscopia, etc.). 3) a livello di singolo operatore: probabilità di contatto col malato potenzialmente contagioso; 1 Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali. Aggiornamento delle raccomandazioni per le attività di controllo della tubercolosi in Italia. Anno
5 5 mansione specifica (personale amministrativo, medico, infermieristico, etc ); condizioni personali (stato immunologico, gravidanza, fattori di rischio o appartenenza a gruppi a rischio, etc..). Il documento di valutazione dei rischi deve contenere analisi di eventuali carenze strutturali, edilizie o di organizzazione del lavoro che impediscano o rendano difficoltosa l adozione di misure di contenimento del rischio ove previste. 1.1 CLASSIFICAZIONE DELLE STRUTTURE IN BASE AL RISCHIO Come esempio di classificazione delle strutture in base alla valutazione del rischio si riporta quanto previsto dalle Raccomandazioni per la prevenzione della Tubercolosi nelle Strutture Sanitarie della Regione Piemonte 2 nella tabella 1. Tabella 1 Valutazione del rischio Livello di Caratteristiche rischio A Strutture appartenenti ad aree nel cui bacino d utenza non sono segnalati o sono altamente improbabili casi di TB polmonare contagiosa. La definizione si applica solo se l intera area * a cui fa riferimento la struttura è a questo livello di rischio. B Strutture appartenenti ad aree alle quali i malati di TB contagiosa: abitualmente non accedono (<=2 per 100 posti letto nell ultimo anno); accedono, ma permangono per breve periodo (< 24 ore) (es. strutture ambulatoriali, eccetto quelle che praticano procedure ad alto rischio e dedicate al trattamento della TB). C Strutture a cui il malato di TB può accedere prima della diagnosi o per ottenere una diagnosi ma nelle quali non è previsto di norma il ricovero programmato di malati di TB, né viene eseguito di norma il trattamento (p.es., pneumologie non tisiologiche, medicine). D Strutture dedicate (tutte o in parte) al ricovero o, comunque, al trattamento di malati contagiosi (tisiologie, malattie infettive, compresi ambulatori per TB, day hospital, etc ). Sono in ogni caso da classificare a livello D le strutture e i servizi per i quali il pericolo potenziale sia difficilmente valutabile, qualunque sia l incidenza della tubercolosi nel bacino di utenza o nei pazienti dell ospedale: Anatomie patologiche (Sala settoria) Laboratori di micobatteriologia Ambulatori per il trattamento della TB Broncologie Procedure di aerosol per adulti. E Le strutture che sulla base dei risultati della sorveglianza sanitaria ed epidemiologica possono essere riclassificate come a livello grave o inaccettabile in quanto sono stati: segnalati casi di trasmissione ospedaliera (tra pazienti o da pazienti a 2
6 operatori); segnalati casi di malattia tra i dipendenti; evidenziati clusters (2 o più casi nella stessa unità operativa) di nuove infezioni; ricoverati per più di 24 ore senza misure di isolamento più di 1 paziente risultato affetto da TB contagiosa confermata. * Area =Luogo unitario dal punto di vista edilizio (ad es. Presidio Ospedaliero) Struttura = Unità Operativa omogenea all interno dell area 6 Se per qualunque ragione non è stato possibile fare la valutazione sopra indicata, la struttura deve essere classificata almeno a livello C. 1.2 CLASSIFICAZIONE INDIVIDUALE DEL RISCHIO (ai fini della sorveglianza sanitaria) Ogni lavoratore deve essere classificato ad un proprio livello di rischio tenendo conto di: a) rischio dell area o presidio e della struttura: il rischio del lavoratore non può di norma essere inferiore a quello del presidio o delle strutture a cui abitualmente accede; b) specifica mansione: possono essere considerate a minor rischio mansioni che non prevedano contatti con malati e a maggior rischio mansioni che prevedano contatti prolungati con malati potenzialmente contagiosi (operatori direttamente addetti all assistenza); c) caratteristiche personali: se il lavoratore appartiene a gruppi ad alta prevalenza (immigrati da meno di 3 anni da aree ad alta endemia) o è ad alto rischio (immuno-depressi, soggetti HIV+, etc..) o può avere un danno maggiore dal contagio (gravidanza, controindicazioni mediche al trattamento dell infezione o della malattia), deve essere inserito nel programma di sorveglianza sanitaria nella classe di rischio almeno C, anche se esposto a livelli inferiori (B). Occorre assicurarsi che anche i frequentatori a qualunque titolo, compresi volontari, tirocinanti e studenti, vengano inseriti nei protocolli di sorveglianza sanitaria e protezione a fronte di una valutazione che lo preveda. 2. MISURE DI CONTROLLO DELLA TRASMISSIONE 2.1 MISURE GENERALI Per tutte le patologie aerodiffuse è consigliata l adozione di misure di base atte a ridurre la trasmissione, quali l adesione alla corretta igiene delle mani di operatori e pazienti e il galateo della tosse. Devono essere previste nelle sale d attesa e nei punti di accesso alla struttura (e nei principali punti di accesso al presidio sanitario), CARTELLI ESPLICATIVI e SCHEDE INFORMATIVE, facilmente comprensibili, relativi ai comportamenti da tenere in caso di sintomi da malattia aerotrasmissibile (galateo della tosse ed igiene delle mani), per:
7 7 l educazione del personale all importanza delle misure di controllo della fonte per contenere le secrezioni respiratorie, il contenimento del rischio infettivo da secrezioni respiratorie di pazienti e accompagnatori con segni e sintomi di infezione respiratoria, fin dal primo momento di accesso nella struttura (es. triage, sale di attesa dell accettazione e del pronto soccorso, ambulatori e studi medici). Devono essere attuate le seguenti misure 3 : o informare sulla necessità dell igiene delle mani nelle vicinanze delle sale di attesa degli ambulatori e fornire le risorse necessarie: collocare in luoghi adeguati distributori di gel/soluzione idroalcolica e, dove siano disponibili lavandini, prodotti per il lavaggio delle mani, o fornire, in particolare nei periodi di maggiore prevalenza di infezioni respiratorie in comunità, mascherine sia ai pazienti con tosse sia ad altre persone con sintomi (accompagnatori dei pazienti), o incoraggiare pazienti/visitatori a mantenere una distanza di sicurezza (idealmente almeno 1 metro) da altre persone presenti in ambienti comuni. Ogni istituzione sanitaria che si trovi a fornire assistenza sanitaria a pazienti con TB sospetta o accertata dovrebbe sviluppare politiche scritte che specifichino: 1) le indicazioni per l attuazione dell isolamento respiratorio; 2) le persone preposte a porre le indicazioni per l inizio e la sospensione dell isolamento respiratorio; 3) le specifiche precauzioni previste dall isolamento respiratorio; 4) le eventuali procedure di trasferimento per i pazienti che non sia possibile isolare presso l istituzione stessa; 5) le procedure da attuarsi per i pazienti che non si attengano alle indicazioni dell isolamento respiratorio; 6) i criteri per la sospensione dell isolamento respiratorio, 7) i criteri di utilizzo dei dispositivi individuali di protezione respiratoria. 2.2 MISURE DI TRIAGE (AMMISSIONE E ACCETTAZIONE) I sistemi di triage sono volti ad identificare pazienti con malattie trasmissibili per via aerea, accertate o sospette, che richiedano precauzioni per via aerea e prevedono le seguenti azioni. Scheda di triage La scheda di triage di accesso al Pronto Soccorso deve contenere almeno un campo dedicato ad eventuali sintomi e/o segni di malattia respiratoria o aerotrasmissibile. Triage tempestivo e definizione di caso 3 CCM-Ministero della Salute. Compendio delle principali misure per la prevenzione e il controllo delle infezioni correlate all assistenza. Progetto INF-OSS, Marzo 2009
8 8 o È indispensabile riconoscere i pazienti potenzialmente affetti da TB contagiosa sin dall ingresso nella struttura, per poter implementare tutte le precauzioni del caso (diagnosi, eventuale isolamento, galateo della tosse, etc.). o Il sospetto clinico di TB respiratoria va sempre considerato per pazienti che riferiscano una durata della tosse uguale o superiore a 3 settimane associata ad altri segni e sintomi compatibili, inclusi: produzione di espettorato non purulento, perdita di peso, febbre, sudorazione notturna, anoressia, astenia, malessere generale 4. o Nei pazienti sospetti per TB respiratoria deve essere sempre condotta una valutazione del rischio di TB multiresistente. Il sospetto di una TB-MDR deve essere considerato in pazienti con uno dei seguenti fattori di rischio: precedente terapia antitubercolare, contatto con caso di TB-MDR, provenienza da paesi ad alta endemia di TB-MDR. 2.3 MISURE DI ISOLAMENTO Un paziente è da ritenersi contagioso con alto grado di probabilità quando è affetto da TB respiratoria, con esame microscopico dell espettorato positivo per BAAR su campione respiratorio (escreato spontaneo o indotto, bronco-aspirato, BAL). Per strutture che abitualmente non ricoverano pazienti con TB e per ricoveri temporanei in attesa della dimissione, i pazienti sospetti portatori di TB contagiosa, dopo aver indossato la mascherina chirurgica ed essere stati istruiti a tossire in fazzoletti monouso, devono essere sistemati in camere con le seguenti caratteristiche: camera singola munita di servizi autonomi; la camera deve essere, se possibile, adeguatamente ventilata (almeno 6 ricambi/ora); la porta deve rimanere chiusa; la ventilazione non deve essere a ricircolo: l aria deve essere espulsa all esterno dell edificio. Per le strutture ambulatoriali, prevedere le seguenti misure: insegnare ai pazienti ad indossare la mascherina chirurgica e ad osservare le norme che riducono la trasmissione respiratoria fuori dalla stanza di isolamento respiratorio; sistemare quanto prima il paziente in una stanza per l isolamento respiratorio; se non è disponibile, ospitarlo in una sala visite separata. 4 Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali. Aggiornamento delle raccomandazioni per le attività di controllo della tubercolosi in Italia. Anno
9 9 Per le strutture che ricoverano abitualmente pazienti con TB, si raccomandano: camere di isolamento respiratorio a pressione negativa in numero adeguato, in particolare per pazienti con TB-MDR sospetta o accertata e per pazienti con TB respiratoria in reparti nei quali siano ordinariamente presenti pazienti gravemente immunocompromessi 3 ; monitorare quotidianamente la pressione della stanza con indicatori visivi, se non sono disponibili altri strumenti di rilevazione; tenere rigorosamente le porte chiuse; tenere, dopo la dimissione, le porte chiuse per il tempo sufficiente alla rimozione di microrganismi a trasmissione aerea. Le stanze a pressione negativa dovranno rispondere almeno alle seguenti specifiche tecnologiche: mantenimento di una pressione negativa continua (2.5 Pa) rispetto alla pressione a livello del corridoio con controlli seriati della pressione o continui attraversi dispositivi automatici; le stanze dovranno essere ben sigillate all esterno e dotate di dispositivi che facciano chiudere automaticamente le porte; la ventilazione dovrà assicurare 12 ricambi d aria per ora per le stanze di nuova costruzione e 6 ricambi d aria per ora per quelle già esistenti; l aria dovrà essere emessa direttamente all esterno e lontano da riprese d aria. Se ciò non fosse possibile e se l aria sarà fatta ricircolare, sarà necessario filtrarla attraverso filtri HEPA. Il corretto funzionamento delle stanze a pressione negativa va verificato con controlli periodici. 2.4 DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI) L uso dei DPI rientra nelle 5 : Precauzioni Standard, pratiche di prevenzione delle infezioni che si applicano a tutti i pazienti in qualunque ambito di una struttura sanitaria, indipendentemente dal tipo di paziente e dal sospetto o dalla conferma di uno stato infettivo, ma in dipendenza delle manovre da eseguire. Le Precauzioni Standard includono l igiene delle mani e l utilizzo di DPI, quali guanti, sovracamici, mascherina chirurgica, schermo facciale, maschere filtranti, che vanno indossati differentemente in base al tipo di esposizione e di rischio previsto, secondo il principio che liquidi biologici (sangue, altri materiali contaminati da sangue, secrezioni), lesioni cutanee e mucose possono contenere agenti infettivi trasmissibili. 5 CCM-Ministero della Salute. Compendio delle principali misure per la prevenzione e il controllo delle infezioni correlate all assistenza. Progetto INF-OSS, Marzo 2009
10 10 Precauzioni Aggiuntive, che devono essere messe in atto in presenza di casi sospetti o diagnosticati di patologie che richiedano specifiche precauzioni da trasmissione respiratoria o da contatto. Maschere filtranti I DPI per la protezione delle vie respiratorie sono dispositivi di terza categoria (CAT. III). Per i filtranti facciali antipolvere, la garanzia che soddisfino i requisiti essenziali di salute e sicurezza e la conseguente certificazione CE sono determinati facendo ricorso alla norma tecnica EN 149:2001, che prevede tre differenti classi di protezione ad efficienza filtrante crescente (da P1 a P3). Il DPI scelto deve corrispondere a criteri di efficienza protettiva e di confort: per l assistenza a pazienti in isolamento è sufficiente l utilizzo di facciali filtranti FFP2 (anche con valvola espiratoria). L utilizzo di facciali filtranti di livello di protezione superiore (FFP3 99% filtraggio) deve essere considerato in situazioni di rischio elevato ad esempio nell assistenza a pazienti con TB-MDR (in particolare ove questa avvenga in locali non dotati di un alto numero di ricambi d aria) o durante manovre che inducano la tosse in pazienti con TB contagiosa sospetta o accertata 6. Il personale sanitario, che presti assistenza continuativa e/o occasionale (es., trasferimenti, trasporti,..), deve essere obbligatoriamente addestrato all uso corretto dei DPI di terza categoria ed è opportuno che, per quanto possibile, si tenga conto delle osservazioni del personale in relazione al confort. E opportuno che anche parenti/visitatori ricevano adeguata formazione sull uso dei suddetti filtranti. L adozione di DPI è l ultima misura da adottare dopo il rispetto di tutte le misure di protezione collettiva possibili. 2.5 PROCEDURE PER RIDURRE LA PROBABILITÀ DI TRASMISSIONE DELLA TB AI PAZIENTI DA PARTE DI VISITATORI E OPERATORI Se pur di rara occorrenza, esiste la possibilità che la TB possa essere trasmessa da un visitatore o un operatore sanitario ai degenti di un reparto. Questa evenienza è particolarmente rilevante se il ricoverato è un soggetto ad alto rischio di sviluppare la malattia se infettato: soggetti immunodepressi per patologie o trattamenti medici (HIV+, trapiantati, in trattamento radiante o chemioterapico, tumori dell apparato ematico); neonati; bambini affetti da malattie virali; malati in ventilazione invasiva o rianimazione. 6 Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali. Aggiornamento delle raccomandazioni per le attività di controllo della tubercolosi in Italia. Anno
11 Oltre alle misure generali ambientali raccomandate, per evitare la potenziale trasmissione della TB da operatori sanitari e visitatori ai pazienti ricoverati occorre: 11 per i visitatori: assicurare adeguata informazione sulla necessità di evitare le visite se affetti da sintomi sospetti (tosse, catarro non cronici, febbre o febbricola, astenia, emoftoe) o malattia contagiosa per via aerea nota in atto; nei reparti che accolgono persone ad alto rischio accedere solo con mascherina sul volto e camice monouso; per gli operatori: assicurare adeguata formazione sui sintomi della malattia e sulla necessità di astenersi dal lavoro e sottoporsi ad accertamenti medici se affetti da sintomi sospetti (tosse, catarro non cronici, febbre o febbricola, astenia, emoftoe) o malattia contagiosa per via aerea nota in atto; assicurare, oltre alla regolare sorveglianza sanitaria, il trattamento dell infezione tubercolare latente in tutti gli operatori quando indicata (vedi oltre). 3. SORVEGLIANZA SANITARIA L art. 2, comma 1 let. m, del D.lgs. 81/2008 definisce la sorveglianza sanitaria come: l insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell attività lavorativa. Il datore di lavoro ha l obbligo di sottoporre a sorveglianza sanitaria, ad opera del medico competente, i lavoratori addetti alle attività per le quali la valutazione dei rischi abbia evidenziato un rischio specifico per la salute, espressamente previsto dalla normativa, o su richiesta del lavoratore, per altri rischi riconosciuti dal medico competente come correlati alle attività lavorative. La sorveglianza sanitaria, secondo quanto definito nell art. 41 del citato D.lgs., prevede, in particolare, l effettuazione da parte del medico competente di: a) visita medica preventiva, intesa a constatare l assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato in rapporto alla mansione specifica da svolgere; b) visita medica periodica, per controllare la permanenza delle condizioni di salute dei lavoratori ai fini della permanenza dell idoneità alla mansione specifica; c) visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento
12 12 a causa dell attività lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica; d) visita medica in occasione del cambio della mansione onde verificare l idoneità alla mansione specifica; e) visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente; e-bis) - in via facoltativa su espressa richiesta del datore di lavoro, visita medica preventiva in fase preassuntiva; e-ter) - visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi, al fine di verificare l idoneità alla mansione 7. La periodicità della visita medica di cui alla lettera b) viene stabilita, di norma, in una volta l anno, ma può assumere cadenza diversa, stabilita dal medico competente attraverso la programmazione di protocolli sanitari, definiti in funzione dei rischi specifici evidenziati dalla valutazione dei rischi, che devono contenere la programmazione delle visite mediche, degli esami clinici e biologici e delle indagini diagnostiche ritenute necessarie, in considerazione degli indirizzi scientifici più avanzati, dal medico competente. La Sorveglianza Sanitaria ha il duplice obiettivo di identificare tra i lavoratori esposti quelli che abbiano predisposizioni particolari al danno (o danni iniziali derivati dall esposizione) e di essere strumento per la rivalutazione del rischio; la presenza di un danno anche precocemente evidenziato in un lavoratore esposto è segno di mal funzionamento del Piano di Sicurezza o controllo. I lavoratori affetti da condizioni temporanee o permanenti di immuno-depressione devono di massima non essere adibiti a mansioni o in strutture a livello di rischio D; in caso di possibili esposizioni devono essere oggetto di particolari prescrizioni comportamentali e debitamente formati sull uso di DPI. I dati ricavati dalla sorveglianza sanitaria devono essere elaborati e analizzati per il controllo dell efficacia dei protocolli, per la rivalutazione del livello di rischio, e utilizzati per la gestione di eventi inattesi. 3.1 SORVEGLIANZA DELL INFEZIONE TUBERCOLARE LATENTE Lo strumento principale della sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a rischio TB è la sorveglianza dell infezione tubercolare latente attraverso la quale è possibile: 1. identificare soggetti infettati per prevenire la malattia; 7 Le lettere e-bis ed e-ter sono state aggiunte dall art. 26, comma 2, del D.lgs. 3 agosto 2009, n. 106 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
13 13 2. verificare l adeguatezza dei protocolli; 3. riclassificare i livelli di rischio. Secondo le linee-guida del Ministero della Salute la procedura raccomandata è basata sul test tubercolinico (TST). La procedura può essere integrata utilizzando il Test Interferon Gamma (TIG) come conferma della positività del TST. L utilizzo esclusivo dei TIG, se disponibili, può essere valutato se il gruppo in esame ha alti tassi di vaccinazione con BCG o sono attesi alti tassi di positività al TST. L esecuzione di tali test, qualora disposti dal medico competente, è obbligatoria per il lavoratore (all'art. 20 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.) e la mancata esecuzione, non giustificata, oltre a sanzioni disciplinari e amministrative, può comportare, a giudizio del medico competente, la sospensione del giudizio di idoneità. Misura Basale Al momento della visita preventiva bisognerà valutare: la storia personale o familiare di TB, i segni e sintomi compatibili con TB o malattie che rendano il lavoratore suscettibile all infezione tubercolare, l evidenza documentata dei risultati dei test per infezione tubercolare (TST, TIG) e della pregressa vaccinazione con BCG o, in assenza di quest ultima, della cicatrice vaccinale. Per i lavoratori, vaccinati e non vaccinati, per i quali non siano disponibili precedenti risultati documentati positivi (diametro dell infiltrato 10 mm), o negativi nei 12 mesi precedenti, dovrà essere eseguito il test tubercolinico 9. Dato il possibile effetto booster (positivizzazione del test basale falso negativo in soggetto già infettato ma in cui lo stimolo antigenico è assente da un tempo sufficiente), può essere giustificata la ripetizione del TST a 20 giorni, almeno in soggetti vaccinati o che riferiscano precedenti test positivi. 8 C 3.1 Come test di riferimento per la diagnosi di infezione tubercolare nei contatti va considerato attualmente il test tubercolinico con il metodo Mantoux (TST).. A C 3.2 Negli individui vaccinati con BCG, l uso di test basati sul rilascio di interferon-gamma (IGRA) è raccomandato come test di conferma nei pazienti risultati positivi all intradermoreazione. La negatività del test IGRA può essere considerata indicativa di assenza di infezione tubercolare anche in presenza di positività del TST. A. C 3.4 L uso del test IGRA in alternativa al TST non è attualmente supportato dalle evidenze disponibili. 9 Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali. Aggiornamento delle raccomandazioni per le attività di controllo della tubercolosi in Italia. Anno
14 14 Misure Periodiche (Follow-Up) A livello collettivo la periodicità del follow-up dovrà essere stabilita sulla base del livello di rischio della Struttura o della mansione. Test per ITBL nell ambito della sorveglianza sanitaria: TST e TIG. Nell ambito della sorveglianza sanitaria preventiva dei lavoratori esposti (test basale), la positività del TST corrisponde ad una diagnosi di probabile infezione tubercolare latente (meglio sarebbe parlare di test significativo). Il TST basale si definisce positivo (o significativo) con un diametro di indurimento uguale o superiore a 10 mm. Ai fini delle eventuali successive valutazioni periodiche il cut-off di 10 mm (confermato da TIG dove previsto) esclude dalla ripetizione del test. Allo stato attuale delle conoscenze, il test TIG è definito positivo sulla base di quanto raccomandato dal produttore: i test con risultato indeterminato devono essere ripetuti e, se persistono indeterminati, valutati in un contesto clinico. Nell ambito dei controlli periodici, per conversione (recente) si intende: incremento di diametro 10 mm in due anni tra due TST in soggetti con precedente (di norma entro 2 anni) TST < 10 mm (confermato eventualmente con TIG) TIG positivo in persone con precedente - entro 2 anni - TIG negativo o TST < 10 mm 10. Provvedimenti da adottare in caso di test basale positivo L obiettivo principale in visita preventiva è di stabilire una misura basale di riferimento per i controlli in seguito all esposizione a rischio, ma in caso di misura positiva, indipendentemente dalla valutazione del rischio della strutture, devono essere comunque valutati gli eventuali provvedimenti 10 Riguardo all uso dei TIG o IGRA in sorveglianza periodica i dati di letteratura evidenziano un eccesso di reversioni e conversioni con l uso di questo criterio ma non sono disponibili sufficienti dati per raccomandare di considerare significativo un dato incremento quantitativo del risultato del test. [Menzies D., Pai M., and Comstock G. Metaanalysis: New Tests for the Diagnosis of Latent Tuberculosis Infection: Areas of Uncertainty and Recommendations for Research. Ann Intern Med 146(5): , 2007; Pai M., Joshi R., Dogra S., Mendiratta D. K., Narang P., Kalantri S., Reingold A.L., Colford J.M. Jr., Riley L. W., and Menzies D. Serial Testing of Health Care Workers for Tuberculosis Using Interferon-{gamma} Assay. Am. J. Respir. Crit. Care Med. 174(3): , Zwerling, A., S. van den Hof, et al. (2012). "Interferon-gamma release assays for tuberculosis screening of healthcare workers: a systematic review." Thorax 67(1): ] Alcuni autori propongono autorevolmente di introdurre una zona borderline ( IU/ml (QFT) and 4-8 SFCs/well (T-SPOT) [Ringshausen, F. C., A. Nienhaus, et al. (2011). "Within-subject variability of Mycobacterium tuberculosisspecific gamma interferon responses in German health care workers." Clin Vaccine Immunol 18(7): ]
15 15 appropriati (esclusione di TB attiva, terapia dell Infezione TB latente). La positività prevede indicazione al percorso diagnostico per escludere una TB attiva. La terapia preventiva dovrà essere valutata dal medico curante, con i criteri in uso e raccomandati per la popolazione generale considerando i fattori di rischio individuali (vedi linee guida del Ministero 1998). I soggetti risultati positivi al TST (cutipositivi), se confermati con TIG (se disponibile) o TIG non eseguito (se non disponibile o non previsto dal protocollo), sono esclusi da successivi controlli per ITBL. In caso di TST positivo ed TIG negativo, va proseguita sorveglianza solo con TIG. In caso di TIG positivo (positività di vecchia data o anamnesi positiva per contatti pregressi con TB bacillifera), va proseguita solo la sorveglianza periodica clinica. Per quanto riguarda i giudizi di idoneità, non esistono limitazioni per mansioni o reparti a rischio TB connesse con l infezione subita, né con una pregressa malattia tubercolare; è ovviamente da prevedere l astensione temporanea dal lavoro degli operatori ammalati di tubercolosi, cioè la temporanea non idoneità assoluta alle mansioni che prevedano contatti con altri soggetti in ambito lavorativo. Si ricorda, inoltre, che l ITBL non comporta un aumentata suscettibilità per l esposizione al rischio TB; comunque, occorre informare il lavoratore sui rischi derivanti dall infezione e sui benefici del trattamento (D.Lgs 81/08 art 25 comma 1 lett. g). Poiché il rischio di TB attiva a distanza di più di 2 anni dal contagio è ritenuto non elevato, in soggetti positivi al test basale o comunque, con precedente documentata positività al test per l infezione latente e non trattabili per ITBL (rifiuti e controindicazioni alla profilassi), una volta esclusa la presenza di TB attiva o recenti contatti con malati di TB in ambito lavorativo o comunitario, non sono di norma soggetti a provvedimenti restrittivi, salvo che non siano portatori di condizioni favorenti (immunodepressione). Devono comunque essere informati sul rischio di sviluppare la malattia e sulla necessità di ricorrere a controlli medici in caso di sintomatologia sospetta. Provvedimenti da adottare in caso di conversione. In caso di conversione va esclusa la malattia tubercolare ed indicata la terapia dell ITBL. È, inoltre, raccomandato indagare su eventuali contatti non protetti del lavoratore con malati di TB in ambito lavorativo e comunitario. Il medico competente deve fornire al lavoratore chiare e dettagliate indicazioni scritte sui sintomi ai quali deve essere prestata attenzione e sul conseguente comportamento da tenere al fine di diagnosi tempestiva di eventuale malattia tubercolare.
16 16 Per quanto riguarda il trattamento preventivo dell ITBL, il rifiuto (implicito o esplicito) di sottoporsi ad un trattamento sanitario, pur non essendo previsto come obbligatorio, deve far prendere in considerazione, per la tutela dei terzi, eventuale limitazione all attività nei reparti con alta prevalenza di pazienti immunodepressi. Tale provvedimento dovrà essere valutato dal datore di lavoro e dai dirigenti, sentito il medico competente ed i rappresentati dei lavoratori per la sicurezza (RLS) 11. Anche le persone che intraprendono il ciclo di terapia dell infezione latente andranno, comunque, clinicamente sorvegliate nel corso della stessa per valutare eventuali effetti avversi o l insorgere di sintomi sospetti per TB. Eventi sentinella Si definiscono come tali, eventi non programmati che indicano una lacuna nel programma di controllo. Nel caso della TB, nell ambito di strutture sanitarie, sono eventi sentinella: casi di trasmissione nosocomiale; casi di malattia tra i dipendenti; clusters di viraggi (2 o più lavoratori con conversione al test per l ITBL nell ambito della stessa Struttura, in 2 anni); paziente contagioso non diagnosticato o, comunque, non isolato per un periodo superiore alle 24 ore o per meno tempo ma in presenza di procedure a rischio. Sospetto caso indice In caso di sospetto caso indice, è indispensabile quantificare il tempo di permanenza nel reparto senza l applicazione di misure di isolamento. Infatti, va considerato come evento sentinella il caso in cui il paziente contagioso sia rimasto non diagnosticato o, comunque, non isolato in un reparto per un periodo superiore alle 24 ore, o, anche per un periodo minore, il caso in cui siano state eseguite manovre a rischio. Va quindi eseguita una valutazione epidemiologica che tenga conto degli elementi riportati di seguito. Valutazione della contagiosità del caso L identificazione e ricerca dei contatti è necessaria solo se il caso è contagioso, cioè se: 11 Il rischio di sviluppare la tubercolosi attiva nei due anni successivi al contagio (conversione del test per ITBL) è tra il 5-10% per ridursi a meno del 5 per mille anno negli anni successivi: il rischio si riduce (dell 80-90%) dopo un completo ciclo di terapia preventiva, ma significativamente già dopo i primi 2 mesi.
17 17 l esame diretto (BAAR) su campione respiratorio è positivo. La negatività di un unico campione può non essere sufficiente ad escluderne la contagiosità. Se BAAR è positivo ed i test molecolari sono negativi, si rimanda la ricerca dei contatti all esito dell esame colturale; la diagnosi di malattia da MT-complex è confermata da test molecolari (test rapido); per la prima fase di indagine non bisogna attendere il risultato della coltura; se il test rapido non è eseguibile, considerare l esame diretto su escreato positivo; è stato presente nella struttura per almeno 12/24 ore (a seconda della contagiosità del caso e dell areazione dell ambiente) NON ISOLATO 12. Il caso deve essere considerato contagioso dall insorgenza dei sintomi o (se non valutabile in modo affidabile) dai 3 mesi precedenti la diagnosi. 13 Valutazione della zona potenzialmente contaminata (ZPC) Isolamento parziale o totale del luogo di permanenza del paziente; modi e tempi degli spostamenti del paziente nella struttura o in altre strutture; numero di ricambi d aria della ZPC. Valutazione dell esposizione individuale Valutare il contatto per: A. Tipologia PERSONALE (PRIVO DI DPI): - direttamente addetto alla cura personale del paziente; - addetto o presente a manovre ad alto rischio sul paziente (broncoscopia, chirurgia toracica, ventilazione, invasiva, aerosol); - presente nella zona potenzialmente contaminata. ALTRI PAZIENTI: - compagni di camera del paziente; - pazienti che hanno soggiornato nell area potenzialmente contaminata. B. Durata: (ESPOSIZIONE CUMULATIVA) Calcolare il tempo complessivo di esposizione (presente senza uso di DPI): numero di ore a contatto diretto col paziente; 12 Secondo le LG Ministeriali 2009 il tempo di 8/12 o 24 ore è puramente indicativo basato su pochi dati sulla probabilità di infezione e sull esigenza di restringere al numero minimo possibile i controlli sia per ragioni di economia e soprattutto per ridurre al minimo l influenza di fattori di disturbo (es contatti non lavorativi, accuratezza e precisione dei test diagnostici, etc ). 13 È compito dell Igiene Pubblica nell inchiesta epidemiologica sui casi di TB contagiosa indagare su eventuali ricoveri precedenti la diagnosi e, se presenti, informarne tempestivamente la Direzione Sanitaria competente.
18 18 numero di ore di presenza nella ZPC durante la permanenza del paziente nella struttura prima dell ISOLAMENTO. Definizione di contatti Sono considerati contatti efficaci quelli con soggetti contagiosi avvenuti in assenza di adeguate misure di protezione (es. DPI). Nel controllo dei contatti sono stabiliti livelli di priorità in relazione alla contagiosità del caso indice, alla durata del contatto, alla tipologia del contatto e alla suscettibilità dell esposto. A titolo esemplificativo, le priorità possono essere stabilite come segue: A. ad alto rischio: tempo di contatto diretto > di 8 ore cumulative o indiretto > 12 ore cumulative. Devono essere oggetto di attenta valutazione, le manovre a rischio effettuate senza protezione adeguata (endoscopie, aerosolterapia, spirometrie etc ) anche per tempi considerevolmente inferiori; B. a basso rischio: tempo di contatto minore dei precedenti limiti. Gli operatori individuati come contatti devono essere comunque considerati in categoria A (Alto Rischio) se: immunocompromessi (AIDS, linfoma, leucemia, chemioterapia, trattamenti anti-tnf, ecc.); con precedenti di trapianto, bypass digiuno-ileale, ilo-ileale, gastrectomizzati; affetti da insufficienza renale cronica o emodializzati; affetti da diabete ID o silicosi. I contatti devono essere esaminati seguendo criteri di priorità iniziando dal gruppo ad alto rischio ed allargando l indagine al gruppo a minor rischio in caso di: riscontro di 2 o più conversioni, riscontro di una conversione durante il periodo finestra (periodo tra il test a tempo 0 e a 60 giorni), riscontro di un caso di TB. I contatti così individuati devono essere sottoposti ad indagine per escludere una TB attiva o Infezione TB. La procedura raccomandata per i soggetti individuati come contatti è: 1) TST da eseguire esclusivamente su persone con precedente test negativo (< 10 mm); i test TIG possono essere utilizzati se disponibili in sostituzione (per es. se atteso un elevato numero di conversioni per l alta contagiosità del paziente o per il lungo tempo di esposizione) o per confermare i viraggi/conversioni al test tubercolinico.
19 In questo contesto si definisce come conversione al test tubercolinico: un incremento di diametro di 5 mm se precedente (2 anni o meno) diametro =0 mm, o 10 mm se precedente diametro >0 e <10 mm o, comunque, TIG positivo in persone con precedente TIG negativo (2 anni o meno) (vd nota 8 Qualora non sia disponibile un test recente è opportuno ottenere una nuova misura basale (al tempo 0): se il test basale è negativo deve essere ripetuto a distanza di 8-10 settimane dall episodio. 2) Visita medica con accurata indagine anamnestica per escludere sintomi di TB, ed eventuale Rx torace, in presenza di sintomi o segni obbiettivi sospetti, nei contatti con precedente test positivo e non testati o con conversione. Casi di trasmissione da fonte non nota Bisogna prendere in considerazione il verificarsi di casi di trasmissione da fonte non nota in presenza di: un tasso di conversione più alto rispetto alla popolazione di riferimento; casi di trasmissione TRA DEGENTI (cluster di malattia confermati con FP); casi di malattia tra i dipendenti; clusters di CONVERSIONI (2 o più lavoratori con CONVERSIONE al test per l ITBL nell ambito della stessa struttura in 2 o meno anni durante la sorveglianza sanitaria periodica). In presenza di un evento sentinella, la struttura è classificata ad alto rischio (E) e si attivano le seguenti procedure di rivalutazione del rischio: verifica dell attuazione di tutte le procedure raccomandate per la riduzione del rischio; verifica dei protocolli => correzione dei punti insufficienti; verifica dei dati della sorveglianza in altri reparti con eventuale aumento della frequenza dei controlli periodici; ripetizione del test per ITBL nella/e strutture a rischio a 3/6 mesi; se non vi sono nuovi eventi, riclassificare la struttura. Procedura per fonte non nota In questo caso, deve essere innanzitutto eseguita un indagine su eventuali contatti con casi di TB in ambito comunitario o lavorativo, anche in altre strutture o aree. L indagine sui contatti (lavorativi ed extralavorativi) è unica. È quindi indispensabile il coordinamento e la condivisione delle informazioni con le strutture dedicate alla sorveglianza e prevenzione della TB in ambito comunitario (Igiene Pubblica). 19
20 20 Se l indagine è negativa, deve essere proseguita la ricerca del caso fonte attraverso la rivalutazione delle SDO e cartelle cliniche della Struttura. I Medici del reparto, con la consulenza di un esperto di TB e del responsabile Controllo Infezioni, verificano esaustivamente o con criteri statistici le cartelle cliniche (o analoga documentazione) di pazienti presenti nella struttura per più di 24 ore o sottoposti a procedure a rischio (se il contatto è stato addetto) nel periodo fra 2 mesi prima del controllo precedente e 2 mesi prima del controllo in esame con SDO o DRG o diagnosi (nell ordine) di: 1. tubercolosi; 2. polmonite; 3. altre malattie respiratorie acute. Qualora venga individuato un sospetto caso fonte (caso sospetto con procedure incomplete, caso probabile o confermato non isolato), è necessario, adottando la procedura per fonte nota: rivalutare il caso; rivalutare le procedure di contenimento. In caso contrario, è necessario: adottare le misure di contenimento più elevate ( E ) ripetere il test per Infezione TB a 6 mesi nel gruppo/struttura indagato; riesaminare i dati della Sorveglianza Sanitaria di altre Strutture dell area; applicare il protocollo anche ad altre strutture in caso di nuovi eventi. Qualora si verifichino nuovi eventi, a 6 mesi di distanza dovrà essere ripetuta la procedura, in caso contrario dovrà, comunque, essere rivalutato il livello di rischio della struttura. 3.2 SORVEGLIANZA SANITARIA NEGLI STUDENTI ESPOSTI A RISCHIO BIOLOGICO In base a quanto definito nell art. 2 del D.lgs. 81/2008, vale per gli studenti e tirocinanti dei vari corsi di laurea della facoltà di Medicina, nonché per gli specializzandi delle scuole di area medicochirurgica e per i medici in formazione specifica in Medicina Generale quanto descritto in precedenza. Inoltre, per la sorveglianza sanitaria di questi soggetti, sarà molto importante, per la prevenzione e il controllo della tubercolosi, raccogliere una breve anamnesi al momento dell iscrizione all Università, che accompagnerà lo studente al momento di frequentare le corsie per i tirocini formativi, e quando questi vengano assegnati a reparti diversi. Gli studenti iscritti ad anni successivi al primo, che non fossero stati sottoposti a visita preventiva al momento della frequenza in strutture sanitarie a rischio, e non avessero eseguito eventuali test di screening, dovranno, comunque, essere sottoposti a sorveglianza sanitaria come un nuovo assunto,
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