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Timestamp: 2018-11-16 00:59:24+00:00
Document Index: 132371251

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 29', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 33', 'art. 9', 'art. 18', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 190', 'art. 1', 'art. 33', 'art. 5', 'art. 22', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 49', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 33', 'art. 9', 'art. 33', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 18']

Regio decreto 22 gennaio 1934, n. 37 (in Gazz. Uff., 30 gennaio, n. 24). -
Norme integrative e di attuazione del r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578, sull'ordinamento della professione di avvocato [e di procuratore] (1) (2).
(1) Il termine «procuratore legale», deve intendersi sostituito con il termine «avvocato» per effetto di quanto disposto dall'art. 3, l. 24 febbraio 1997, n. 27, di soppressione dell'albo dei procuratori legali. Ogni qualvolta ricorre il termine procuratore si è provveduto a limitarlo in parentesi quadra.
La domanda per l'iscrizione nel registro speciale dei praticanti è rivolta al Consiglio dell'ordine degli avvocati [e dei procuratori] nella cui circoscrizione il richiedente ha la sua residenza, e deve essere corredata:
d) di un certificato [del procuratore] che, avendo ammesso il richiedente a frequentare il proprio studio per gli effetti della pratica, ne dia attestazione.
L'aspirante che intende dedicarsi al patrocinio davanti alle Preture a termini dell'art. 8 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, deve chiedere nella domanda, di esservi ammesso, ed attestare che non si trova in alcuno dei casi di incompatibilità preveduti nell'art. 3 dello stesso regio decreto legge e nell'art. 13 del presente regio decreto.
a) coloro che nella domanda chiedono di essere ammessi al patrocinio davanti alle Preture a termini dell'art. 8 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578;
b) coloro che si sono iscritti per la frequenza di un Seminario o di altro Istituto costituito presso una Università della Repubblica per gli effetti di cui all'art. 18, comma primo, dello stesso regio decreto legge, e producono il relativo certificato.
Qualora il Consiglio non abbia deliberato nel termine stabilito nel precedente comma, l'interessato, nei dieci giorni successivi alla scadenza del termine, può presentare ricorso al Consiglio nazionale forense per gli avvocati [ed i procuratori], il quale decide sul merito dell'iscrizione.
Nel caso di cui all'art. 1, comma quarto, del presente decreto, qualora la domanda sia respinta per motivi attinenti esclusivamente all'ammissione al patrocinio davanti alle Preture, l'interessato può essere iscritto nel registro dei praticanti ai fini dello svolgimento della pratica in uno degli altri modi stabiliti dal R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578. All'uopo egli deve esibire l'occorrente documentazione.
Per i praticanti che esercitano il patrocinio davanti alle Preture a termini dell'art. 8 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, il periodo della pratica decorre dal giorno in cui hanno prestato il giuramento.
(1) Vedi, ora, artt. 1-9, d.p.r. 10 aprile 1990, n. 101.
Il praticante che, dopo avere già compiuto un periodo di pratica, intende essere ammesso al patrocinio davanti alle Preture a termini dell'art. 8 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, deve rivolgerne domanda al Consiglio dell'ordine.
(1) Vedi artt. 1-9, d.p.r. 10 aprile 1990, n. 101.
La facoltà di reclamo spetta all'interessato anche nel caso che il Consiglio non abbia deliberato nel termine prescritto.
I praticanti [procuratori] che svolgono il patrocinio davanti alle Preture a termini dell'art. 8 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, debbono avere la loro residenza nella circoscrizione del Consiglio presso il quale sono iscritti.
Ai praticanti [procuratori] che esercitano il patrocinio davanti alle Preture a termini dell'art. 8 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, si applicano le disposizioni sulle incompatibilità, contenute nell'art. 3 dello stesso regio decreto legge.
d) quando il praticante ammesso al patrocinio davanti alle Preture non abbia prestato giuramento, senza giustificato motivo, entro trenta giorni dalla notificazione del provvedimento di ammissione; fermo il disposto dell'art. 8, comma terzo, del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578;
Fermo il disposto del precedente comma, il praticante che sia stato cancellato per cause attinenti esclusivamente all'esercizio del patrocinio davanti alle Preture può essere reiscritto nel registro ai fini dello svolgimento della pratica con esclusione dal patrocinio stesso.
DEGLI ESAMI PER LA PROFESSIONE DI [PROCURATORE] (1)
(1) Il termine «procuratore», deve intendersi sostituito con il termine «avvocato» per effetto di quanto disposto dall'art. 3, l. 24 febbraio 1997, n. 27, di soppressione dell'albo dei procuratori legali.
Il Ministro per la grazia e giustizia stabilisce, con suo decreto, i giorni in cui dovranno aver luogo le prove scritte degli esami per la professione di [procuratore], ed il termine entro il quale dovranno essere presentate le domande di ammissione agli esami medesimi.
Esercita le funzioni di segretario un cancelliere della Corte d'appello nominato dal Primo presidente (1).
[Nell'ipotesi preveduta nell'art. 22 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, le funzioni di segretario sono esercitate da uno o più magistrati nominati dal Ministro per la grazia e giustizia tra i magistrati addetti al Ministero] (2).
(1) Vedi, ora, l'art. 22, r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578, nel testo sostituito dall'art. 1, l. 27 giugno 1988, n. 242.
(2) Vedi, ora, il nuovo testo dell'art. 22, r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578, così come sostituito dall'art. 1, l. 27 giugno 1988, n. 242.
Nel termine stabilito i candidati devono presentare alla commissione esaminatrice la domanda di ammissione agli esami corredata:
4) dei documenti necessari per comprovare i titoli di precedenza nella formazione della graduatoria a termini dell'art. 23, comma quarto, numeri 1), 2), 3) e 4) del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578;
[I candidati che abbiano diritto alla iscrizione nell'albo [dei procuratori] senza limitazione di numero debbono produrre la relativa documentazione. Per essi non sono prescritti i documenti indicati nei numeri 4) e 5) del comma precedente] (1).
[Coloro che non abbiano diritto all'iscrizione senza limitazione di numero, debbono, nella domanda, fare la dichiarazione stabilita nell'art. 23, comma primo, del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, e nell'art. 29 del presente decreto, oppure riservarsi di presentarla con atto separato nel termine prescritto] (1).
Fermo il disposto del quarto comma dell'articolo 19 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 gennaio 1934, n.36, i candidati possono produrre il certificato di cui al n. 2 del comma primo del presente articolo dopo la scadenza del termine stabilito per la presentazione della domanda, ma non oltre i venti giorni precedenti a quello fissato per l'inizio delle prove scritte (2).
[Nell'ipotesi di cui all'art. 22 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, il candidato deve dichiarare per quale distretto di Corte d'appello egli partecipa all'esame] (3).
(1) Vedi, ora, art. 1, d.lg.lgt. 7 settembre 1944, n. 215.
(2) Comma così sostituito dall'art. 3, l. 20 aprile 1989, n. 142.
(3) Vedi, ora, il nuovo testo dell'art. 22, r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578, così come sostituito dall'art. 1, l. 27 giugno 1988, n. 242.
Articolo 17/bis
1. Le prove scritte sono tre. Esse vengono svolte sui temi formulati dal Ministro della giustizia ed hanno per oggetto:
a) nella discussione, dopo una succinta illustrazione delle prove scritte, di brevi questioni relative a cinque materie, di cui almeno una di diritto processuale, scelte preventivamente dal candidato, tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto civile, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto penale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto processuale civile, diritto processuale penale, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico (1);
5. Sono considerati idonei i candidati che ricevono un punteggio complessivo per le prove orali non inferiore a 180 punti ed un punteggio non inferiore a 30 punti per almeno cinque prove (2).
(1) Lettera così modificata dall'art. 4, l. 20 aprile 1989, n. 142.
(2) Articolo aggiunto dall'art. 3, l. 27 giugno 1988, n. 242.
Il tema per ciascuna prova, trasmesso dal Ministero della giustizia in busta sigillata, è consegnato, a cura del Primo presidente della Corte d'appello, al Presidente della commissione esaminatrice nel giorno stabilito per la prova stessa.
[Nell'ipotesi di cui all'art. 22 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, si applicano, quanto all'ordine delle prove ed alla scelta dei temi, le disposizioni dell'art. 33, commi primo e secondo, del presente decreto] (2).
(1) Comma abrogato dall'art. 9, l. 27 giugno 1988, n. 242.
[I candidati debbono dimostrare la loro identità personale, prima di ciascuna prova di esame, presentando un documento di identificazione che sia stato loro rilasciato da un'autorità dello Stato, ovvero una loro fotografia di data recente vidimata da un notaio o autenticata dall'autorità comunale e legalizzata dall'autorità prefettizia] (1).
(1) Vedi, ora, art. 18, l. 4 gennaio 1968, n. 15.
I candidati non possono portare nella sede degli esami libri, opuscoli, scritti ed appunti di qualsiasi specie. Essi possono soltanto consultare i codici, anche commentati esclusivamente con la giurisprudenza, le leggi ed i decreti dello Stato; ed all'uopo hanno facoltà di fare pervenire i relativi testi alla commissione esaminatrice almeno tre giorni prima dell'inizio delle prove scritte. I testi presentati sono verificati dalla commissione (1).
(1) Comma così modificato dall'art. 4, l. 27 giugno 1988, n. 242.
4. Nel giorno immediatamente successivo all'ultima prova e nell'ora indicata dal presidente, la commissione in seduta plenaria, alla presenza di almeno di cinque candidati designati dal presidente e tempestivamente avvertiti, constata l'integrità dei sigilli e delle firme, apre i pacchi contenenti le buste con i lavori, raggruppa le tre buste aventi sui rispettivi tagliandi lo stesso numero e, dopo aver staccato i tagliandi, le chiude in un'unica busta più grande, nella quale viene apposto un numero progressivo soltanto quando é ultimata l'operazione di raggruppamento per tutte le buste con i lavori, avendo cura di rimescolare le buste stesse prima di opporvi il predetto numero progressivo.
7. La revisione dei lavori contenuti nelle tre buste raggruppate ai sensi del comma 4 é compiuta contestualmente (1).
(1) Articolo così sostituito dall'art. 5, l. 27 giugno 1988, n. 242.
La commissione, anche nel caso di suddivisione in sottocommissioni, compie la revisione dei lavori scritti nel più breve tempo e comunque non più tardi di sei mesi dalla conclusione delle prove: il prolungamento di detto termine può essere disposto una sola volta, e comunque per non oltre novanta giorni, con provvedimento del presidente della corte d'appello, per motivi eccezionali e debitamente accertati (1).
La commissione assegna il punteggio a ciascuno dei tre lavori raggruppati ai sensi dell'articolo 22, comma 4, dopo la lettura di tutti e tre, con le norme stabilite nell'articolo 17-bis (1).
(1) Comma così sostituito dall'art. 6, l. 27 giugno 1988, n. 242.
(2) Comma così modificato dall'art. 7, l. 27 giugno 1988, n. 242.
La prova orale è pubblica e deve durare non meno di 45 e non più di 60 minuti per ciascun candidato (1).
Terminata la prova di ciascun candidato si procede alla votazione secondo le norme indicate nell'art. 17-bis e il segretario ne registra il risultato nel processo verbale, distintamente per ogni materia (2).
(1) Vedi, art. 2, d.lg.lgt. 7 settembre 1944, n. 215.
(2) Comma così modificato dall'art. 8, l. 27 giugno 1988, n. 242.
(1) Le disposizioni di cui al presente articolo sono da ritenersi ormai superate, a seguito dell'entrata in vigore del d.lg.lgt. 7 settembre 1944, n. 215.
Di tutta le operazioni attinenti allo svolgimento degli esami è redatto verbale a cura del segretario. Il verbale è sottoscritto dal presidente e dallo stesso segretario.
(1) Articolo abrogato dall'art. 6, l. 24 febbraio 1997, n. 27.
DELLA ISCRIZIONE NEGLI ALBI PROFESSIONALI
Le domande per l'iscrizione negli albi, oltre ad essere corredate dei documenti comprovanti i requisiti stabiliti dalla legge, devono essere sottoscritte dagli aspiranti e contenere l'elenco di tutti i documenti allegati.
Nelle domande per l'iscrizione in un albo di avvocati [o in un albo di procuratori] gli aspiranti debbono dichiarare, sul loro onore, che non si trovano in alcuno dei casi d'incompatibilità stabiliti dal R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578. Alle domande medesime deve essere allegata anche la quietanza del pagamento della tassa per le Opere di assistenza scolastica universitaria a termini dell'art. 190 del testo unico approvato con R.D. 31 agosto 1933, n. 1592.
(1) Le disposizioni di cui al presente articolo sono da ritenersi superate a seguito dell'entrata in vigore della l. 24 febbraio 1997, n. 27, di soppressione dell'albo dei procuratori legali.
Coloro che aspirano alla iscrizione [in un albo di procuratori o] in un albo di avvocati a termini, rispettivamente, degli artt. 26, comma primo, lettere b) e c) (1), e 30 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, debbono comprovare la loro appartenenza ad una delle categorie indicate in detti articoli, mediante certificato dell'Amministrazione competente.
(1) Ora anche ai sensi delle lettere d) ed e), aggiunte al suddetto comma dall'art. 1, n. 8, l. 23 marzo 1940, n. 254.
Gli avvocati che aspirano all'iscrizione nell'albo speciale di cui all'art. 33 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, debbono unire alla domanda un certificato del Presidente del Consiglio dell'ordine, dal quale risulti l'attuale iscrizione nell'albo degli avvocati e l'anzianità di essa con l'attestazione che l'aspirante ha effettivamente esercitato la professione per il periodo prescritto (1).
(1) Gli originari primi due commi del presente articolo sono stati così sostituiti dall'art. 5, d.lg.c.p.s. 28 maggio 1947, n. 597.
DEI PROCEDIMENTI DAVANTI AL CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI [E DEI PROCURATORI] E DAVANTI AL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE. DEL RICORSO ALLE SEZIONI UNITE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
[Per la validità delle deliberazioni del Consiglio nazionale forense è necessario l'intervento di almeno nove membri; in caso di parità di voti prevale il voto del Presidente] (1).
[Per la validità delle deliberazioni nelle materie di competenza dei Consigli dell'ordine locali a termini del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, è necessario l'intervento di non meno della metà del numero complessivo dei componenti] (2).
(1) Vedi, ora, art. 22, d.lg.lgt. 23 novembre 1944, n. 382.
(2) Vedi, ora, art. 16, d.lg.lgt. 23 novembre 1944, n. 382.
Nei casi preveduti negli artt. 24, comma quarto, 31, comma terzo, 37, comma secondo, 42, comma terzo, 43, comma secondo, del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, all'interessato deve essere assegnato un termine non minore di dieci giorni per presentare le proprie deduzioni intorno ai fatti (1).
Il termine può essere prorogato, su richiesta dell'interessato, con provvedimento del Presidente del Consiglio dell'ordine.
(1) Comma così sostituito dall'art. 2, l. 23 marzo 1940, n. 254.
DEI PROCEDIMENTI DISCIPLINARI IN CONFRONTO DEGLI ISCRITTI NEGLI ALBI
Il Presidente del Consiglio dell'ordine deve dare immediata comunicazione all'interessato ed al Pubblico Ministero dei procedimenti disciplinari che siano stati iniziati a termini dell'art. 38 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578. La comunicazione deve contenere la enunciazione sommaria dei fatti per i quali il procedimento è stato iniziato.
Nei procedimenti che si svolgono davanti al Consiglio dell'ordine degli avvocati [e procuratori], nel caso preveduto nell'art. 38, comma terzo (1), del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, si applicano le disposizioni precedenti di questo capo (2).
(1) Ora comma quarto, dopo la sostituzione dell'originario secondo comma dell'art. 38, r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578 con due commi, per effetto dell'art. 1, n. 15, l. 23 marzo 1940, n. 254.
(2) Vedi, ora, le disposizioni del d.lg.c.p.s. 28 maggio 1947, n. 597.
Nel caso preveduto nell'art. 49, comma terzo, del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, ciascuno dei Consigli, fra i quali si sia determinato un conflitto di competenza, trasmette gli atti del procedimento al Consiglio nazionale forense.
DEI PROCEDIMENTI DISCIPLINARI IN CONFRONTO DEI PRATICANTI
DEI PROCEDIMENTI INNANZI AL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE
La decisione del ricorso è deliberata fuori della presenza dell'incolpato e del difensore. Il Pubblico Ministero assiste alla decisione (1).
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 17 febbraio 1972, n. 27, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in cui dispone che il Pubblico Ministero assiste alla decisione.
Le decisioni del Consiglio nazionale forense sono pronunciate in nome del Popolo Italiano, sono redatte dal relatore e devono contenere l'indicazione dell'oggetto del ricorso, le deduzioni del ricorrente, le conclusioni del Pubblico Ministero, quando sia intervenuto, i motivi sui quali si fondano, il dispositivo, l'indicazione del giorno, del mese e dell'anno in cui sono pronunziate, la sottoscrizione del Presidente e del segretario (1).
(1) Comma così modificato dall'art. 6, d.lg.c.p.s. 19 giugno 1946, n. 1.
DEI RICORSI ALLE SEZIONI UNITE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
Il provvedimento che stabilisce l'udienza per la discussione del ricorso è comunicato alle parti almeno quindici giorni prima. L'interessato, nell'udienza stabilita, è ammesso ad esporre le sue difese personalmente o per mezzo di un avvocato iscritto nell'albo speciale di cui all'art. 33 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, munito di mandato speciale.
Gli albi degli avvocati [e quelli dei procuratori] debbono contenere l'elenco degli iscritti in ordine alfabetico, con l'indicazione del loro cognome, nome [e paternità] (1), nonché dei titoli accademici ed onorifici e delle decorazioni, della sede dell'ufficio di ciascuno, della data di iscrizione e di quella del giuramento e dell'autorità giudiziaria presso la quale il giuramento è stato prestato.
Sono elencati in un registro apposito [i procuratori] che siano stati nominati sostituti di altri [procuratori] a termini dell'art. 9 dello stesso regio decreto legge. Nel registro deve essere indicato per ciascuno degli iscritti il professionista che lo ha nominato.
L'albo speciale preveduto nell'art. 33 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, deve contenere il cognome, nome [e paternità] (1) degli iscritti, la data d'iscrizione e l'indicazione dell'albo di avvocati al quale l'iscritto appartiene.
L'albo speciale è pubblicato al principio di ogni anno nel Bollettino Ufficiale del Ministero della giustizia. Nello stesso Bollettino vengono pubblicate le successive variazioni.
(1) L'indicazione della paternità va omessa, in virtù di quanto stabilito dalla l. 31 ottobre 1955, n. 1064.
Il registro speciale dei praticanti deve contenere, oltre l'indicazione del cognome, nome, [paternità] (1), luogo e data di nascita e luogo di residenza dell'iscritto, anche l'indicazione della data della laurea e dell'Università dalla quale fu conferita.
(1) Vedi, ora, art. 1-9, d.p.r. 10 aprile 1990, n. 101.
Qualora la necessità urgente della prosecuzione del giudizio o altre esigenze lo richiedano, il Consiglio può permettere che gli atti e le scritture siano ritirati contro il rilascio di una ricevuta particolareggiata del nuovo [procuratore od] avvocato, il quale assume impegno personale di riconsegnarli al Consiglio non appena ne sia richiesto.
[Il procuratore o] l'avvocato a cui sia domandata la restituzione degli atti e documenti può essere autorizzato dal Consiglio a farsi rilasciare dagli uffici del Consiglio, a spese del cliente, una precisa descrizione degli atti e documenti medesimi, con l'annotazione della spesa relativa a ciascuno di essi, nonché la copia integrale di quei documenti che a giudizio insindacabile del Presidente del Consiglio occorressero ai fini della valutazione dell'opera professionale prestata.
(1) Le disposizioni di cui al presente articolo sono da ritenersi ormai superate per effetto di quanto stabilito nell'art. 8, d.p.r. 10 aprile 1990, n. 101.
(1) Le disposizioni di cui al presente articolo sono prive di vigore giuridico in quanto gli articoli ivi richiamati devono ritenersi abrogati, perché di riferimento alle organizzazioni sindacali fasciste, soppresse dal d.lg.lgt. 23 novembre 1944, n. 369.
[Ai componenti del Consiglio nazionale forense ed ai membri delle commissioni per gli esami di avvocato [e di procuratore], che non appartengono alle Amministrazioni dello Stato, è corrisposto, oltre le eventuali indennità di viaggio e di soggiorno spettanti ai funzionari del grado quinto, un gettone di presenza di lire 1.000 per ogni giorno di adunanza (1). A coloro che siano funzionari dello Stato, oltre le eventuali indennità di viaggio e di soggiorno corrispondenti al grado, è assegnato un gettone di presenza di lire 1.000 per ogni giorno di adunanza (1).
I gettoni di presenza sono assoggettati alla riduzione del 12%, a norma del R.D.L. 20 novembre 1930, n. 1491] (2).
(1) L'importo del gettone di presenza è stato così elevato dal d.p.r. 11 gennaio 1956, n. 5.
(2) I gettoni di presenza ed i compensi d'esame di cui al d.p.r. 11 gennaio 1956, n. 5 sono stati comunque soppressi dall'art. 2, l. 27 dicembre 1973, n. 851.
(1) Le disposizioni di cui al presente articolo devono ritenersi superate a seguito dell'entrata in vigore del d.lg.lgt. 23 novembre 1944, n. 382.
[I procuratori], i quali esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del Tribunale al quale sono assegnati, devono, all'atto della costituzione nel giudizio stesso, eleggere domicilio nel luogo dove ha sede l'autorità giudiziaria presso la quale il giudizio è in corso.
Sono abrogate le disposizioni dei commi primo e secondo dell'art. 18 del R.D.L. 28 settembre 1933, n. 1282. Tuttavia [i procuratori] attualmente ammessi ad esercitare davanti ai tribunali istituiti con lo stesso D.L., ed appartenenti alla circoscrizione di altro distretto di Corte d'appello, possono continuare a prestare la loro opera presso i Tribunali medesimi negli affari promossi, con il loro intervento, dinanzi all'autorità giudiziaria anteriormente al 1º febbraio 1934.