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Timestamp: 2017-07-21 15:16:39+00:00
Document Index: 10024667

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 10', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 30', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 42', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 25', 'art. 23', 'art. 25', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 28', 'art. 37', 'art. 84', 'art. 1']

L evoluzione della regolamentazione dei servizi a sovrapprezzo sulle reti mobili. di Gilberto Nava - PDF
L evoluzione della regolamentazione dei servizi a sovrapprezzo sulle reti mobili. di Gilberto Nava
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Sergio Bonaventura Lombardo
1 L evoluzione della regolamentazione dei servizi a sovrapprezzo sulle reti mobili Abstract: di Gilberto Nava The paper assesses the development of regulation of value added services on mobile networks, describing the evolution of national numbering plan from the first NRA decision on 1999 to the existing regulatory framework. Specifically, consumer protection profiles, the role of AGCOM and the Ministry of Economic development as well as procompetitive effects of the regulation of numbers dedicated to value added services will be assessed. The paper also explores the development of a self regulation code and the impact on the prerogatives of the NRA regarding the consumer protection policies. Il contributo esamina il progresso della regolamentazione dei servizi a sovrapprezzo descrivendo l evoluzione della normativa relativa al Piano di numerazione Nazionale dalla prima delibera del 1999 alla vigente disciplina (52/12/CIR). In particolare vengono esaminati gli aspetti di tutela dei consumatori, i poteri sanzionatori di AGCom e del Ministero dello Sviluppo Economico e gli effetti pro-concorrenziali connessi alla regolamentazione dei servizi su decade 4 interoperabile nonché l introduzione di un Codice di Autoregolamentazione e le implicazioni sulla competenza dell AGCom in materia di tutela dei consumatori. Sommario: 1. Il Piano di Numerazione Nazionale e l evoluzione dei servizi telefonici; 2. I servizi VAS su numerazione interna di rete in decade 4: problematiche di tutela utenza e concorrenziali; 3. La delibera n. 26/08/CIR: fonti normative, novità regolamentari e implicazioni operative e concorrenziali; 4. Difficoltà applicative della delibera n. 26/08/CIR: delibere n. 34/09/CIR e n. 80/09/CIR; 5. I servizi a sovrapprezzo nell ambito del quadro regolamentare; 6. Implementazione tecnica e contrattuale del nuovo modello regolamentare; 7. Tutela del consumatore; 8. Codice di Autoregolamentazione a tutela dell utenza; 9. Procedure sanzionatorie; 10. Integrazioni e modifiche al Piano di numerazione: la delibera 52/12/CIR; 11. Considerazioni conclusive. 1. Il Piano di Numerazione Nazionale e l evoluzione dei servizi telefonici Il Piano di Numerazione Nazionale (PNN) è lo strumento regolamentare mediante il quale vengono disciplinate le regole di utilizzo e di assegnazione agli operatori dei diritti d uso delle numerazioni per i servizi di comunicazioni elettroniche. Sin dall apertura del mercato, il legislatore europeo ha assegnato alle Autorità nazionali di regolamentazione il compito di redigerlo e di gestirne l applicazione. 12 Il Codice delle Comunicazioni Elettroniche (CCE [1]), che recepisce il quadro normativo per le comunicazioni elettroniche del 2002 [2] stabilisce che tale attività venga svolta dall Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom) condividendo le responsabilità, per le materie di competenza, con il Dipartimento comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e con l Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell informazione. Gli organismi ministeriali, in particolare, provvedono a gestire le procedure di richiesta ed assegnazione delle numerazioni ai soggetti che ne hanno titolo, a vigilare in merito al corretto utilizzo della numerazione ed a tenere i rapporti con gli organismi internazionali di standardizzazione (e.g. ITU) [3]. All origine, in un mercato in regime di monopolio e costituito dalla sola rete telefonica fissa, lo scopo principale del PNN era quello di garantire la corretta allocazione delle numerazioni sul territorio, al fine di evitare che, ad esempio, zone densamente popolate non avessero numeri sufficienti per soddisfare tutte le richieste di allacciamento alla rete. La numerazione telefonica, infatti, è una risorsa intrinsecamente scarsa, al pari delle frequenze elettromagnetiche, il cui utilizzo deve necessariamente essere regolato al fine di evitare disfunzioni nella disponibilità dei servizi e possibili accaparramenti anticompetitivi [4] [5]. Occorre tuttavia notare che, nel caso dei diritti d uso delle numerazioni, abbiamo a che fare con una scarsità affatto diversa rispetto a quella relativa allo spettro elettromagnetico. Mentre infatti quest ultimo è insuperabilmente limitato dalle leggi della fisica, la scarsità di numeri, come noto intrinsecamente infiniti, dipende esclusivamente dai limiti stabiliti dal PNN, fra i quali, ad esempio, il numero massimo di cifre che sono allocate ed utilizzabili per ciascun servizio [6]. La struttura del PNN attuale, definito dalla normativa come organizzato per servizi [7], è stata pensata in modo da identificare le numerazioni che vengono utilizzate per accedere alle diverse tipologie di servizi dalla cifra iniziale: ad esempio, i numeri di rete fissa iniziano con lo 0, mentre quelli di rete mobile con il 3. Quando non è possibile o efficiente allocare una intera decade ad una tipologia di servizi, il piano raggruppa i servizi della medesima macrocategoria in un'unica decade (e.g. numeri non geografici) ed utilizza le cifre successive per consentire la loro identificazione: ad esempio, i servizi di informazione/intrattenimento in fonia hanno numeri che iniziano con le cifre 89, quelli gratuiti per il chiamante (i c.d. numeri verdi ) con 800 e 803 [8]. Il PNN vigente, accanto ai pregi appena illustrati, è tuttavia intrinsecamente più rigido di quello precedente: è il prezzo inevitabile che si paga ogniqualvolta si sceglie di strutturare semanticamente qualsiasi insieme di informazioni. In conseguenza di ciò, poiché le regole definite dal PNN vengono direttamente utilizzate per la progettazione delle reti e dei servizi, la loro ideazione e successiva ed eventuale modifica devono essere pianificate con grande cura. La successiva implementazione infatti, oltre a coinvolgere la totalità degli operatori presenti nel mercato, ed incidere anche sui contratti di interconnessione internazionali per consentire la terminazione delle chiamate da reti estere, 23 richiede tempi e costi di aggiornamento o di modifica che possono essere anche molto elevati. In uno scenario competitivo, com è attualmente quello che caratterizza le comunicazioni elettroniche fisse e mobili, il PNN, oltre a dover garantire numeri sufficienti per tutti gli operatori, deve spesso essere modificato in ragione dello sviluppo di nuove tipologie di servizi, che richiedono l allocazione di risorse di numerazione specifiche e distinte. Tale necessità, imposta dalla struttura per servizi descritta e che trova la sua remota origine nei limiti tecnici delle vecchie centrali elettromeccaniche che potevano distinguere fra i diversi servizi solo esaminando le primissime cifre dei numeri, ha oggi un significato che trova fondamento soprattutto nella necessità di protezione del consumatore. Tenuto conto che la pluralità dei servizi a pagamento accessibili mediante le reti telefoniche presenta una gamma di prezzi molto ampia, la modalità ritenuta più efficace per limitare il più possibile errori da parte degli utenti - od anche tentativi di truffa - è quello di rendere univoche e perciò più facilmente riconoscibili le numerazioni dedicate a ciascuno di essi. Naturalmente questo accorgimento, seppur molto importante, da solo non esaurisce le misure che devono essere garantite per evitare che i clienti degli operatori possano essere tratti in inganno. Altri meccanismi pro-consumeristici, di cui ci occuperemo più in dettaglio nel seguito, riguardano la comunicazione trasparente del prezzo dei servizi, anche con annunci fonici in linea, ed i limiti di prezzo, comprensivi di massimali periodici, che gli operatori ed i fornitori di servizi devono rispettare. Se si considera che al momento della liberalizzazione dei mercati delle telecomunicazioni (1 gennaio 1998) il PNN vigente risaliva agli anni 50, dopo l introduzione con la delibera AGCom n. 1/CIR/99 della prima versione del Piano di numerazione adeguata al nuovo contesto competitivo caratterizzato dalla presenza di più operatori, le sue successive modifiche hanno assunto un ritmo incalzante. Dopo il PNN del 1999, l anno successivo AGCom ha adottato la delibera 6/00/CIR che, oltre ad operazioni di manutenzione del testo precedente, ha introdotto i servizi c.d. a tariffazione specifica (codici 192 e 199) e le numerazioni per accesso commutato (dial-up) ad internet (codici 700, 701, 702 e 709) [9]. Nel 2003 AGCom ha adottato la delibera 9/03/CIR, che ha definito un primo schema di regolamentazione per i servizi c.d. interni di rete, ovvero i numeri con prima cifra uguale a 4, che nei testi precedenti, in considerazione dell assenza di regole in quanto potevano essere utilizzati in modo del tutto discrezionale dagli operatori, non erano soggetti ad alcun vincolo. Originariamente queste numerazioni erano dedicate a comunicazioni di servizio dell operatore indirizzate al proprio cliente, come ad esempio in merito alla tariffazione dei servizi, ma l assenza di regole e una certa riluttanza dell AGCom ad intervenire nel disciplinare i servizi mobili, hanno rapidamente avviato lo sviluppo di un fiorente mercato [10]. La delibera si limita a prevedere, infatti, all art. 10, comma 4 che [l ]utilizzazione delle numerazioni per servizi interni di rete è comunicato 34 all Autorità ed al Ministero delle comunicazioni con almeno 30 giorni di anticipo rispetto alla data di attivazione del servizio. La ragione dell introduzione di tale obbligo è costituita dal progressivo diffondersi dei servizi a valore aggiunto su reti mobili che gli operatori, avvalendosi di fornitori di contenuti esterni (CSP Content Service Provider), avevano iniziato a mettere a disposizione dei propri clienti. Tipici esempi di servizi di quel periodo sono costituiti dalla possibilità di scaricare loghi, suonerie, sfondi e giochi per il proprio apparato mobile. 2. I servizi VAS su numerazione interna di rete in decade 4: problematiche di tutela utenza e concorrenziali In realtà lo scenario definito dalla Delibera 9/03/CIR poteva dirsi tutt altro che soddisfacente per diversi ordini di motivi: indeterminazione sui limiti tariffari: la delibera prevedeva infatti limiti di prezzo per i cosiddetti servizi a tariffazione specifica ed altri servizi a tariffa premium, ma non definiva esplicitamente a quelle regime debbano essere assoggettate le numerazioni in decade 4. Oltretutto i limiti indicati valevano solo per l accesso da rete fissa [11]; mancanza di regole sulle modalità di comunicazione del prezzo dei servizi, sia per quanto riguarda la pubblicità, sia per quanto riguarda gli annunci online; mancata definizione della responsabilità contrattuale in merito al contenuto, nonché alla definizione del prezzo e dei servizi forniti. In sostanza in seguito all emanazione della citata delibera continuava ad essere in vigore un quadro regolamentare dei servizi a valore aggiunto su reti mobili non chiaramente definito, che, in ragione delle lacune regolamentari evidenziate, non consentiva agevoli interventi ex-post in tema di controllo e di sanzione [12]. L unico elemento rilevante sotto il profilo regolamentare, che per alcuni anni ha supplito alla carenza di una normativa specifica, è stato il Decreto del Ministero delle Comunicazioni n. 385 [13] del 13 luglio 1995 che definiva le caratteristiche ed i limiti a cui è soggetta la fornitura di servizi audiotex e videotex [14]. Il decreto, oltre a definire quale avrebbe dovuto essere la natura dei contenuti veicolati da quei servizi, obbligava l operatore a fornire un messaggio vocale che informava il cliente sui costi e sulle caratteristiche del servizio. Inoltre l art. 9 definiva la facoltà per il cliente dell operatore di poter rinunciare, dietro richiesta scritta indirizzata all operatore, alla possibilità di usufruire di tali servizi (una sorta di anticipazione di quello che poi è diventato il blocco selettivo di chiamata, che regola oggi l accesso ai servizi a tariffazione premium) e l operatore aveva l obbligo di ottemperare a tale richiesta. Tuttavia le definizioni contenute nel D.M. 385/1995 erano troppo generiche e troppo focalizzate sull offerta di servizi dalla rete fissa, anche in considerazione del contesto storico in cui la norma è stata emanata, per poter essere efficacemente applicate ai nuovi servizi forniti su reti mobili tramite SMS/MMS o con altre modalità di download. 45 Tale incertezza relativa al quadro delle regole da applicare ha dato luogo a diverse controversie fra operatori mobili, che non ritenevano il D.M. 385/95 applicabili ai loro servizi in quanto non trasmessi tramite l uso di specifiche numerazioni delle rete pubblica commutata [15] (come indica l art. 2, comma 1, lettera a) del D.M. 385/95, ed AGCom, che invece, in più occasioni, ha adottato provvedimenti sanzionatori sulla base della citata normativa [16], sebbene vi fossero fondati dubbi che i poteri di vigilanza e sanzionatorio fossero esercitabili dall Autorità mediante un semplice richiamo alla normativa applicabile nell art. 10, comma 2 della Delibera 9/03/CIR, in presenza di una specifica riserva di competenza nell esercizio dei poteri di vigilanza e sanzionatori prevista in capo al Ministero delle Comunicazioni dagli artt. 20 e 21 del citato D.M. [17]. 3. La delibera n. 26/08/CIR: fonti normative, novità regolamentari e implicazioni operative e concorrenziali 3.1. I poteri di AGCom ai sensi del quadro regolamentare comunitario Preliminarmente alla dettagliata analisi delle rilevanti modifiche introdotte dalla delibera in esame, esaminiamo sinteticamente le fonti della potestà regolamentare di AGCom, con particolare riferimento ai profili di tutela dell utenza e di definizione delle modalità di offerta dei servizi disciplinati nel Piano di numerazione. La delibera 26/08/CIR è il primo intervento sistematico di revisione del Piano di numerazione avvenuto in vigenza del Codice delle comunicazioni elettroniche, adottato nell agosto 2003, poiché la precedente delibera 9/03/CIR, approvata nel luglio 2003, trovava il suo fondamento nell art. 11 del D.P.R. 318/97 e nell articolo 1, comma 6, lett. a), n. 13 della L. 249/97, istitutiva dell Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. La potestà regolamentare dell Agcom trova la propria fonte nell art. 15, comma 2 CCE, in attuazione dell art. 10 della Direttiva Quadro 2002/21/CE: L'Autorità stabilisce il piano nazionale di numerazione e le procedure di assegnazione della numerazione, nel rispetto dei principi di obiettività, trasparenza e non discriminazione, in modo da assicurare parità di trattamento a tutti i fornitori dei servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico [ ]. Vi sono molteplici ambiti e profili di intervento dell AGCom che hanno trovato spazio nel PNN, in particolare le norme a tutela del consumatore quali i tetti di prezzo, l imposizione di blocchi selettivi di chiamata, gli obblighi di comunicazione, che non paiono rinvenirsi tra le finalità essenzialmente proconcorrenziali della citata norma che appare preoccuparsi maggiormente di possibili utilizzi non efficienti e discriminatori delle risorse di numerazione [18]. Molti dubbi sono stati espressi in merito al potere di AGCom di ampliare le funzioni d uso tipiche di un piano di numerazione fino ad intervenire con una regolamentazione di dettaglio con finalità proconsumeristiche. Peraltro in giurisprudenza l ampiezza dei poteri regolamentari dell AGCom e la legittimità dell intervento in tema di PNN in una prospettiva pubblicistica a favore dell utenza è stata riconosciuta anche dal giudice amministrativo in relazione alla 56 Delibera n. 26/08/CIR): [ ] effettiva, e non solo teorica, tutela del consumatore per porlo al riparo dall'uso fraudolento o scorretto dei numeri destinati ai servizi a sovrapprezzo, con legittimo utilizzo del potere conferito all'autorità che bene può incidere direttamente sulle previsioni contrattuali privatistiche nell'ambito del compito alla stessa affidato di effettiva garanzia di interessi che travalicano quello del singolo utente, per assumere una più ampia portata pubblicistica [19] Finalità generali del nuovo PNN Con delibera n. 44/07/CIR recante Consultazione pubblica concernente la revisione del piano di numerazione nel settore delle telecomunicazioni e disciplina attuativa [20] l Autorità diede inizio al processo che nell arco di un anno avrebbe portato all emanazione della delibera 26/08/CIR, che ha rappresentato la terza revisione sostanziale del PNN da parte di AGCom. L ampio questionario sottoposto all esame degli operatori prendeva atto della necessità di adeguare uno strumento fondamentale quale è il PNN alle nuove esigenze nate dall evoluzione dei servizi e dei mercati. Dalle risposte alla consultazione emergono chiaramente, sia pur con diverse sfumature fra i vari stakeholder, le seguenti necessità: adeguamento ai nuovi servizi e alle nuove modalità di utilizzo dei terminali, soprattutto mobili; riorganizzazione e semplificazione della classificazione delle numerazioni, raggruppando in modo più razionale i servizi e completando la migrazione dei servizi dalla decade 1; riduzione dei rischi di ambiguità e incertezze applicative del quadro previgente che la nascita di servizi nuovi aveva determinato; tutela dell utenza mediante la definizione di regole chiare sulla comunicazione del prezzo dei servizi e meccanismi efficienti di gestione delle sottoscrizioni e dell accesso ai servizi (blocco selettivo); focus specifico sulle numerazioni a sovrapprezzo, con particolare riferimento a quelli erogati su reti mobili Servizi interni di rete e servizi a sovrapprezzo La delibera n. 26/08/CIR ha definito un quadro sufficientemente articolato dei servizi a sovrapprezzo. La tabella che segue è una rappresentazione della loro classificazione, che è sostanzialmente rimasta invariata fino ad oggi. La delibera prosegue il processo di dismissione e razionalizzazione di alcune numerazioni in decade 1 (144, 163, 166) dedicate ai servizi a sovrapprezzo, la cui collocazione era in modo incongruo rimasta, rispetto alla struttura del PNN organizzata per servizi, in decade 1 che non ne prevede la presenza [21] e peraltro senza che questi servizi venissero ancora utilizzati. 67 Tipologia di servizio Servizi a carattere sociale-informativo (es. pubblica utilità, informazioni abbonati) Servizi di assistenza e consulenza (es. servizi consulenza, meteo, assistenza clienti) Servizi di chiamate di massa (es. televoto, raccolta fondi, concorsi) Servizi di intrattenimento (pronostici, astrologia, manifestazioni a premio, giochi) Servizi di vendita di prodotti e servizi (es. loghi, suonerie, programmi software, audio e video) Numerazione utilizzata 166* * 164* * 164* * * Queste numerazioni sono state utilizzabili solo sino al 31/12/2009 (art. 20, comma 1) La decade 4 viene per la prima volta formalmente riconosciuta dal PNN come parzialmente dedicata ai servizi a sovrapprezzo. Sin dalla Delibera 1/CIR/99, come accennato sopra, il PNN ha individuato nella decade 4 le numerazioni per servizi interni di rete, come quelle dedicate ai servizi forniti dall operatore di rete ai propri clienti correlati con le funzionalità di rete e che, per loro natura, non necessitano di interoperabilità tra reti di operatori diversi Presupposti di modifica e nuova struttura delle numerazioni in decade 4 Con la Delibera 26/08/CIR, la caratterizzazione di tale decade viene modificata attribuendone una parte (ossia le sottodecadi 40, 41 e 42 [22]) alla effettiva fruizione di servizi connessi al funzionamento della rete, quali la gestione del trasferimento di chiamata, oppure alla gestione, anche amministrativa, degli utenti, come quello di fatturazione (articolo 9), mentre una seconda porzione della decade 4 viene dedicata alla fornitura di servizi a sovrapprezzo. Attraverso le numerazioni dedicate ai servizi interni di rete propriamente detti è espressamente escluso che possano essere forniti ai clienti dell operatore servizi che richiedano l interoperabilità o la connessione a soggetti esterni, ovvero la diffusione di informazioni provenienti o dirette a soggetti esterni rispetto all operatore di rete (in merito ai profili sanzionatori connessi a questo divieto si rinvia al cap. 7). Le sottodecadi in decade 4 per servizi a sovrapprezzo sono dedicate ai servizi forniti attraverso reti di comunicazione elettronica, che consentono l accesso degli utenti ad informazioni o prestazioni a pagamento, e per i quali l operatore di rete addebita all abbonato un prezzo complessivo comprendente il trasporto, l instradamento, la gestione della chiamata e la fornitura delle informazioni o prestazioni (art. 1, comma 1). Si potrebbe obiettare, non senza ragione, che una tale scelta leda i principi che sono alla base di un PNN organizzato per servizi, che peraltro la delibera 78 26/08/CIR ribadisce come principio ispiratore. Occorre però tener conto che questa scelta discende dalla necessità di non causare attraverso l azione di regolamentazione eccessivi traumi al mercato dei servizi a sovrapprezzo, che avrebbero potuto determinare conseguenze significativamente negative per molti operatori. L uso della decade 4 per fornire servizi a sovrapprezzo era infatti diffuso, soprattutto nel settore mobile, diverso tempo prima dell emanazione della delibera 26/08/CIR: una decisione che avesse repentinamente spostato questa tipologia di servizi un altra decade (ad esempio la decade 8) avrebbe determinato un elevato grado di sconcerto fra gli utenti e creato seri problemi di comunicazione per gli operatori ed i fornitori di servizi [23]. Va osservato tuttavia che, in esito alla delibera, i servizi a sovrapprezzo allocati nella decade 4 sono comunque classificati per tipologia di informazione o prestazioni fornite, coerentemente alle definizioni dei servizi adottate dal MISE all art. 3 del D.M. 145/2006, con l obiettivo di conseguire una maggiore razionalizzazione del sistema nel suo complesso ed un più corretto e trasparente utilizzo dei servizi interni di rete. Come approfondito al successivo cap. 5, in considerazione dei limiti del contesto competitivo finora vigente, che si caratterizzava per una struttura di walled garden ad opera degli MNO, fra le richieste maggiormente supportate da molti stakeholder vi era quella di arrivare ad un superamento della situazione di vantaggio competitivo goduto dagli operatori mobili infrastrutturati (MNO) nei confronti degli altri operatori e dei fornitori di contenuti. Le regole introdotte hanno consentito di superare, in parte, tale problema, sottomettendo le relazioni fra MNO e CSP alle regole generali dell interconnessione (rectius dell accesso). Viene cioè a cessare il rapporto necessario fra MNO e CSP in base al quale ciascun CSP doveva negoziare con ciascun MNO per poter fornire servizi ai clienti attestati sulla propria rete, con una crescente asimmetria nella forza negoziale tanto maggiore era il numero dei clienti attestati sulla rete dell MNO [24]. Nel nuovo contesto il CSP dotato di contenuti interessanti per i consumatori può mettere in competizione, come vedremo di seguito, i diversi MNO per il ruolo di fornitore del servizio (Serving Provider) rispetto agli altri MNO che si limiteranno ad offrire l accesso ai propri clienti (Access Provider). Infine le numerazioni diventano interoperabili sulle diverse reti e vengono assegnate dal MI.S.E.C. con i medesimi criteri, procedure e oneri delle altre numerazioni pubbliche. Per quanto riguarda gli oneri amministrativi per l utilizzo della numerazione per offrire servizi a sovrapprezzo in decade 4, essi sono analoghi a quelli previsti per altre numerazioni (es. 899) dedicate a servizi dello stesso tipo, superando una asimmetria riscontrata tra l offerta di servizi a sovrapprezzo su numeri interni di rete, non assegnati dal MISEC e quindi non soggetti ad oneri amministrativi e gli analoghi servizi a sovrapprezzo offerti su numerazione specifica (e.g. 899), soggetti alle procedure ed ai costi connessi all utilizzo di diritti d uso di risorse di numerazione. 89 Rispetto all altro tema sollevato nella consultazione, vale a dire quello della responsabilità sui contenuti dei servizi a sovrapprezzo, nell allegato B alla Delibera, che riporta la sintesi dei contributi della consultazione e le considerazioni dell Autorità, si afferma: L Autorità conferma l intenzione di meglio esplicitare le diverse responsabilità in gioco nella gestione della numerazione, anche sulla base di quanto previsto all art. 18 del D.M. 145/06, rimanendo comunque nella sfera di pertinenza del Piano e senza invadere ambiti diversi dalle proprie competenze, già disciplinati da norme di carattere generale o particolare, rimandando con ciò la tematica a provvedimenti successivi, che esamineremo nel seguito. La Delibera definisce direttamente importanti strumenti di tutela del consumatore: (a) da un lato obbliga operatori e CSP a fornire informazioni chiare e dettagliate, anche in voce ove applicabile, dei costi dei servizi a sovrapprezzo [25]; (b) dall altro sottopone anche i servizi in decade 4 al regime del blocco selettivo di chiamata [26]; (c) infine assoggetta anche le numerazioni in decade 4 ai limiti di prezzo e di spesa definiti nell allegato 1 al PNN e riportati nella successiva tabella di cui al parag Infine AGCom introduce al comma 4 dell art. 30 PNN una rilevante previsione - nella prospettiva dell introduzione di meccanismi di soft law - per regolamentare le modalità di comunicazione che ha rilevanti implicazioni giuridiche ed istituzionali (vedi successivo cap. 7 ): Gli operatori rendono disponibile entro il 1 luglio 2009 [27] la prestazione di blocco delle comunicazioni realizzate tramite SMS/MMS e trasmissione dati, relative a servizi a sovrapprezzo offerti su decade 4, di cui all art. 21. Entro la medesima data gli operatori ed i fornitori di contenuti sottoscrivono un codice di autoregolamentazione che, oltre a prevedere le necessarie tutele a favore dell utenza, includa anche la definizione uniforme e comune tra i vari operatori di prassi per l informazione sui prezzi dei servizi, sulle modalità di attivazione e disattivazione dei servizi stessi e della predetta prestazione di blocco delle comunicazioni. In questo modo l AGCom attraverso, sia pur attraverso uno strumento utilizzato dalle Autorità di regolamentazione in modo crescente, impone ai numerosi attori della filiera l adozione, in via convenzionale, di una efficace modalità di microregolazione delle forme di comunicazione dell offerta di servizi e delle loro principali caratteristiche Nuova struttura delle numerazioni in decade 4 e relative soglie di prezzo La delibera ha introdotto delle nuove soglie di prezzo sia per la porzione della decade 4 che viene riservata ai servizi interni di rete (codici 40, 41, e 42) che per le numerazioni divenute interoperabili (codici 43-49). 910 Categoria del servizio Codice associato Prezzo massimo alla risposta ( ) Prezzo massimo al minuto( ) Servizi interni di rete 40 Gratuito 41 Prezzo delle chiamate geografiche interdistrettuali o per servizi mobili e personali terminate sulla stessa rete secondo il profilo tariffario dell utente 42 0,30 1,00 1,50 per prezzo forfetario Servizi di carattere sociale-informativo (escl. servizio informazioni elenco abbonati) Servizi di chiamate di massa Servizi di intrattenimento Servizi a sovrapprezzo di vendita di prodotti e servizi trasmessi direttamente ed esclusivamente attraverso la rete di comunicazione elettronica 43 e 44 2,00 (prezzo forfetario per servizi una tantum) 20,00/mese (per servizi in abbonamento) 46 e e e 49 0,25 (prezzo forfetario per i codici 44) La delibera in esame [28] prevedeva un periodo transitorio per la migrazione al nuovo modello, il cui termine era fissato al 1 luglio Si tenga presente che, per poter attuare una migrazione tecnologicamente solida e coerente con i modelli di interconnessione vigenti tra le reti alla nuova modalità di interazione tra operatori e di gestione dei servizi prevista dalla Delibera, sarebbe stata necessaria l emanazione da parte del MISE delle relative specifiche tecniche di interconnessione. La delibera tuttavia, pur prevedendo all art. 2 [29] una serie di obblighi in capo al Ministero relativi alla definizione dei contributi di assegnazione per le nuove numerazioni pubbliche in decade 4, non ha fatto alcun riferimento a tale necessità tecnica, né, quindi, prevedeva termini specifici per l emanazione della specifica tecnica. La specifica tecnica a cui si sarebbero dovute adeguare le reti di tutti gli operatori [30] viene approvata dalla Commissione Interconnessione, istituita presso l Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell Informazione 1011 (ISCTI), solo nel mese di giugno del 2009, per essere poi sostituita con la definitiva versione 2 nel dicembre dello stesso anno. In tal modo il tempo per provvedere all adeguamento dei sistemi e delle reti, che risultava comunque ridotto rispetto ai circa 12 mesi previsti nella delibera n. 26/08/CIR, diventava estremamente stringente al punto che la pressoché totalità degli operatori e CSP lo ha giudicato del tutto insufficiente ed ha richiesto perciò all AGCom di prorogare di almeno un anno il termine per l implementazione della Specifica tecnica fissato al 1 luglio 2009 [31]. Alcune scelte effettuate dall Autorità sono state oggetto di osservazioni dalle diverse categorie di stakeholder: a) innanzitutto la scelta di rendere disponibili nella porzione della decade 4 interoperabile solo codici di lunghezza pari a 5 cifre. Poiché la, lunghezza di un codice è inversamente proporzionale al suo costo [32], i contributi richiesti per un singolo numero risultavano essere molto elevati in un contesto di numerazione pubblica interoperabile e non più di numeri interni di rete. b) la delibera (art. 6) obbliga tutti gli operatori, compresi quelli che forniscono servizi a sovrapprezzo, ad inviare per ogni chiamata/sms/mms il CLI (Calling Line Indicator, ovvero il numero del chiamante) effettivo della linea chiamante. Nel caso dei servizi in questione, tale CLI risulterebbe essere quello associato al punto di ingresso del messaggio nella rete. Tale numero, nella stragrande maggioranza dei casi, è del tutto scorrelato con quello con cui l utente identifica il servizio richiesto. In questo modo chi riceve un messaggio relativo ad un servizio a sovrapprezzo si trova nella difficile situazione di doverne identificare la provenienza (ad esempio per escludere spam o altri messaggi indesiderati) senza avere alcun elemento per poterlo fare. Oltretutto non risulta infrequente il caso in cui il medesimo servizio, a seconda degli orari o dei giorni della settimana, venga fornito da numerazioni diverse. La richiesta perciò comune a tutti gli stakeholder è stata quella di poter derogare a quanto stabilito e poter utilizzare, per le comunicazioni con i clienti, il numero che identifica il servizio. c) la delibera all art. c. 4 prevede tassativamente che l accesso ai servizi a sovrapprezzo debba essere preceduto da un annuncio fonico, chiaro ed esplicito, sul prezzo applicato, con riferimento alla rete fissa o mobile, dalla quale è effettuata la chiamata. In caso di prezzo differenziato a seconda dell operatore da cui si origina la chiamata, l informazione può limitarsi al prezzo massimo previsto da rete fissa e mobile. L obbligo informativo non può essere assolto attraverso il rimando ad altre numerazioni, a siti Internet o a qualsivoglia altra forma di comunicazione. Appare evidente come sia impossibile adempiere a tale obbligo per un servizio basato su SMS/MMS o sola trasmissione dati. d) nel regime precedente la Delibera, ogniqualvolta era sorta la necessità di richieste fondi alla cittadinanza da raccogliere mediante l invio di un SMS a pagamento, ad esempio a fronte di disastri naturali, emergenze sanitarie o 1112 umanitarie, gli operatori avevano stabilito di volta in volta di usare all uopo un numero in decade 4. Nel nuovo regime di interconnessione stabilito dalla Delibera 26/08/CIR quella metodologia non sarebbe stata più applicabile. Da qui la richiesta di definire per tali scopi una serie di numeri dedicati, senza oneri per gli operatori e gestiti in modalità speciale sia per quanto riguarda l assegnazione, sia per l interconnessione. Il codice proposto era il 455XY, che avrebbe consentito di utilizzare 100 numerazioni diverse. Tali richieste di modifica sono successivamente state esaminate dall Autorità e poste in consultazione nella delibera 25/09/CIR del 14 maggio 2009, che indice una Consultazione pubblica fra tutti gli stakeholder per misure urgenti di modifica della Delibera 26/08/CIR. 4. Difficoltà applicative della 26/08/CIR: delibere 34/09/CIR e 80/09/CIR 4.1. In esito alla consultazione l AGCom approva nel luglio 2009 la delibera 34/09/CIR che modifica le precedenti disposizioni della delibera 26/08/CIR per quanto concerne i seguenti punti a) Proroga del periodo transitorio In considerazione delle tempistiche necessarie per la complessiva implementazione della disciplina, l entrata in vigore della disciplina viene posticipata al 1 febbraio L AGCom esclude ulteriori proroghe fino a luglio 2010 come richiesto dagli MNO - anche in considerazione della possibilità per gli operatori di stipulare fra loro accordi temporanei tra operatori per la fornitura dei servizi secondo il nuovo schema di numerazione pubblica, in attesa della sperimentazione e della messa a regime delle specifiche tecniche di interconnessione. In particolare MNO e CSP hanno proposto e, infine, posto a regime un meccanismo di interconnessione virtuale mediante il quale, pur senza modificare i collegamenti fisici esistenti tra le piattaforme degli MNO e dei CSP, è possibile realizzare, anche dal punto di vista dei flussi economici e delle rispettive responsabilità contrattuali derivanti dal nuovo modello, l assetto regolamentare previsto dalla delibera 26/08/CIR. 4.1.b) CLI per servizi a sovrapprezzo Viene consentito l utilizzo del CLI nel caso di fornitura dei servizi a sovrapprezzo (compresi servizi informazione abbonati) erogati mediante invio al cliente del contenuto richiesto tramite SMS/MMS. Come forma di tutela specifica del consumatore viene stabilito che gli SMS vuoti siano bloccati dall operatore di origine e non comportino l attivazione di alcun servizio né un addebito ulteriore rispetto al normale costo dell SMS. 4.1.c) Aumento del numero massimo di cifre per i numeri in decade 4 A seguito della delibera 26/08/CIR il MI.S.E.C. aveva determinato il costo unitario annuo del codice 4X a 5 cifre in euro [33]. 1213 In considerazione dell esigenza per gli operatori di acquisire diritti d uso di codici ad un costo minore e di avere a disposizione un numero di codici più elevato, che consentano di differenziare i servizi e di garantire nel contempo la sostenibilità economica di servizi di nicchia, AGCom ha deciso di estendere la lunghezza massima delle numerazioni in decade 4 dalle 5 cifre definite dalla 26/08/CIR fino a 7 cifre ed a 9 cifre sui codici 44, 47 e 48. Non è stata invece accolta la proposta di un ulteriore allungamento attraverso post-digit [34] nella logica che vi debba essere una certezza univoca rispetto al numero di cifre utilizzate per ciascun servizio all interno delle reti pubbliche di comunicazioni. Poiché la definizione dei contributi relativi ai diritti d uso delle numerazioni esula dalle competenze dell AGCom, con questa delibera l AGCom si è limitata a segnalare al MI.S.E.C., competente a fissare il valore dei contributi per la concessione dei diritti d uso sulle nuove numerazioni a 7 cifre, di tenere in considerazione: l opportunità di favorire l ingresso nel mercato dei nuovi soggetti che offrono servizi a sovrapprezzo, lo sviluppo di nuovi servizi, nonché la sostenibilità economica di servizi rivolti ad una platea di clienti di numerosità limitata. 4.1.d) Introduzione codici 455 È stata poi decisa, come da numerose richieste degli operatori, l introduzione dei codici 455 per raccolta fondi, gestiti autonomamente da parte degli MNO, secondo criteri di trasparenza e non discriminazione e per i quali non è prevista l assegnazione d uso da parte del MI.S.E.C. Viene infine chiarito che l obbligo dell annuncio fonico relativo al prezzo del servizio applicato all utente vale per i soli servizi in fonia Delibera 80/09/CIR Una ulteriore provvedimento del dicembre 2009 (delibera n. 80/09/CIR) provvede poi a disciplinare con ulteriore dettaglio la transizione fra il vecchio ed il nuovo scenario, soprattutto per quanto riguarda la cessazione dei numeri in decade 4 usati dagli operatori precedentemente all entrata in vigore della 26/08/CIR e che non sono compatibili con le destinazioni d uso dei codici previsti nel nuovo schema. L entrata in vigore della 34/09/CIR chiude senz altro un ciclo di significative modifiche della regolamentazione sui servizi a sovrapprezzo e definisce un quadro complessivo ragionevolmente coerente, anche se non del tutto privo di criticità. 5. I servizi a sovrapprezzo nell ambito del quadro regolamentare Al fine di individuare la finalità di natura sistemica sottesa all introduzione delle numerazioni pubbliche nella decade 4 ed alla sua complessa attuazione nel mercato, al di là delle ovvie esigenze di razionalizzazione del PNN, è senza dubbio possibile affermare che essa sia consistito nel definire le condizioni regolamentari 1314 che consentissero l apertura del mercato dei servizi a sovrapprezzo su rete mobile, ponendo fine al vantaggio competitivo goduto dagli MNO, anche in relazione ad economie di rete, ed ai walled garden (ossia la realizzazione di offerte di servizi completamente controllate dall MNO, sia dal lato della domanda utente finale che dell offerta CSP), che per molto tempo hanno costituito la modalità prevalente di offerta dei servizi a sovraprezzo. La qualifica delle numerazioni in decade 4 come numerazioni pubbliche, con il conseguente vincolo di utilizzare modalità di interconnessione interoperabili (vedi il successivo cap. 6) e l incremento dei costi per gli MNO dovuto alla corresponsione dei diritti per l uso dei numeri e per gli altri adempimenti di ordine tecnico accennate, nell intento dell Autorità avrebbe dovuto modificare i rapporti economici tra MNO e CSP, rispetto a quanto rilevato dall Indagine conoscitiva congiunta di AGCM e AGCOM dell aprile A riprova di ciò nella delibera n. 34/09/CIR, l AGCom esplicita la sua linea di indirizzo favorevole a valorizzare gli effetti potenzialmente benefici della mano invisibile del mercato : Quanto ai rapporti economici, si rammenta che l aver reso la numerazione di cui si tratta interoperabile, sottrae al quadro regolatorio un precedente elemento di ostacolo al dispiegarsi di una migliore situazione concorrenziale e di una più efficace autoregolazione del mercato. Per comprendere appieno quali siano i limiti dell azione dell AGCom nella possibilità di imporre obblighi regolamentari agli operatori (e.g. obbligo di controllo dei prezzi e di contabilità dei costi, di non discriminazione, di trasparenza di cui agli artt. 46 e ss CCE) occorre evidenziare che, secondo quanto previsto dalla Raccomandazione della Commissione Europea 2007/879/CE del 17 dicembre 2007 relativa ai mercati rilevanti di prodotti e servizi del settore delle comunicazioni elettroniche, possono essere oggetto di una regolamentazione exante i mercati rilevanti che non sono inclusi tra quelli elencati nella Raccomandazione stessa (come il mercato della raccolta da mobile) qualora l autorità di regolamentazione nazionale rilevi la sussistenza dei seguenti tre criteri: i) la presenza di forti ostacoli non transitori all accesso; ii) la presenza di caratteristiche che inducono a ritenere che nel mercato non si svilupperanno, con il passare del tempo, condizioni di concorrenza effettiva; iii) l efficienza relativa del diritto della concorrenza e della regolamentazione exante complementare. Il mercato dell accesso e dell originazione delle chiamate nelle reti telefoniche pubbliche mobili [35], come originariamente definito nel mercato n. 15 della precedente Raccomandazione n. 2003/311/CE e nella delibera n. 46/06/CONS, è stato successivamente oggetto di analisi con la delibera n. 65/09/CONS del 13 febbraio 2009 che ha stabilito che il mercato dei servizi di accesso e raccolta delle chiamate nelle reti telefoniche pubbliche mobili non è suscettibile di regolamentazione ex ante, non risultando cumulativamente soddisfatti i sopracitati tre criteri della Raccomandazione della Commissione europea del 17 dicembre 2007 [36]. 1415 La scelta di AGCom di incidere nella ridefinizione delle regole del gioco del mercato dei servizi a sovrapprezzo su rete mobile si deve perciò necessariamente limitare alla modifica della qualificazione regolamentare della numerazione ed all ampliamento dei potenziali attori del mercato con la legittimazione ad operare anche dei soggetti titolari di autorizzazioni generali per la fornitura del servizio telefonico accessibile al pubblico, senza poter incidere direttamente sui fattori economici, ed in particolare sui criteri e sulle percentuali di attribuzione della revenue sharing tra i diversi attori della filiera. Fra le diverse modalità di attuare i propri obiettivi regolamentari di cui dispone l AGCom e che potrebbero essere efficacemente utilizzati in questo mercato, possiamo individuare la possibilità di intervenire in materia di accesso ed interconnessione di cui all art. 42 commi 1 e 2 CCE nell ambito delle procedure di risoluzione delle controversie ex art. 23 CCE (qualora sorga fra imprese che forniscono reti o servizi di comunicazione elettronica) aventi ad oggetto gli obblighi derivanti dallo stesso Codice, che consentono all'autorità di adottare una decisione vincolante che risolva la controversia tra gli operatori che sono parte dello specifico procedimento [37]. In questa fattispecie il petitum potrebbe essere la determinazione di un prezzo equo e ragionevole per la raccolta da rete mobile. Alla luce del quadro comunitario del 2002 occorre evidenziare che la legittimazione per poter attivare il contenzioso ex art. 23 derivava dalla qualifica di operatori autorizzati ex art. 25 CCE [38]. Nel mercato in esame occorre ricordare che molti CSP non sono operatori autorizzati per la fornitura di servizi di comunicazioni elettroniche, e pertanto le loro eventuali controversie con gli MNO in materia di condizioni di accesso esulerebbero soggettivamente dai poteri dell AGCom. A seguito del recepimento delle Direttive 2009/136/CE e 2009/140/CE nell ordinamento italiano è stato integrato anche l art. 23 CCE che amplia la disciplina delle controversie sotto il profilo soggettivo estendendone l applicabilità anche ai soggetti, non operatori di comunicazioni elettroniche, che beneficiano di obblighi in materia di accesso e/o interconnessione derivanti dalla presente direttiva (2002/21/CE NdR) o dalle direttive particolari [ ] [39]. Alcuni elementi sicuramente rilevanti frutto del nuovo quadro regolamentare dei servizi a sovrapprezzo, caratterizzato dall introduzione di servizi interoperabili, sono stati (i) una competizione tra MNO per svolgere il ruolo di Serving Provider e quindi ospitare i CSP dotati di servizi a sovrapprezzo più attraenti per la clientela, anche nella prospettiva di instaurare rapporti di partnership facendoli evolvere verso la realizzazione di servizi a valore aggiunto customizzati non solo su SMS, ma su varie piattaforme digitali; (ii) la scelta strategica per alcuni CSP di dotarsi di un autorizzazione ex art. 25 CCE alla fornitura di servizi telefonici al pubblico, diventando essi stessi dei Serving Provider e acquisendo dal MISE diritti d uso in decade 4. A distanza di alcuni anni la spinta propulsiva registrata nel mercato a valle dell attuazione della Delibera 26/08/CIR mostra segni di rallentamento poiché, da un lato il nuovo contesto regolamentare non ha significativamente inciso negli aspetti economici della catena del valore, dall altra il mercato del mobile content 1516 sta progressivamente subendo una significativa flessione rispetto alle performance di fatturato e di margini riscontrabili negli anni precedenti al 2009 [40], anche in relazione alla diffusione esponenziale nel mercato mobile di smartphone e tablet, dotati di connessioni ad internet performanti che mettono a disposizione degli utenti piattaforme commerciali sofisticate e ricche di contenuti, maggiormente in grado di soddisfare le esigenze degli utenti per quanto riguarda intrattenimento, gioco online e servizi informativi personalizzati. Anche da parte degli ESP [41], la tipologia prevalente di operatore mobile virtuale in Italia, così come da parte dei principali operatori focalizzati sulla rete fissa (per lo più presenti anche sul mercato mobile come operatori mobili virtuali), non vi è stato un significativo interesse a competere nell offerta di servizi a sovrapprezzo su rete mobile, operando non tanto come fornitori di servizi ai propri clienti, quanto piuttosto come fornitori di servizi per mobili sviluppando, in tal caso, una piattaforma diversa da quella degli MNO. 6. Implementazione tecnica e contrattuale del nuovo modello regolamentare Come accennato supra, il quadro definito dalle delibere fin qui discusse non è esente da criticità. Fra esse la principale, almeno per quanto riguarda gli aspetti operativi, riguarda la tempistica di entrata in vigore del nuovo modello di interconnessione previsto per le numerazioni in decade 4. La proroga concessa dalla delibera 34/09/CIR, appariva non essere sufficiente per garantire il completamento di tutte le prove necessarie. Infatti il periodo di implementazione e sperimentazione previsto per le specifiche tecniche terminava con la messa a regime nel luglio 2010, a fronte invece dell entrata in vigore della nuova disciplina prevista per il 1 febbraio Le motivazioni con cui la Delibera 34/09/CIR escludeva ulteriori proroghe fanno riferimento al fatto che, a giudizio dell AGCom, la Delibera 26/08/CIR prevedeva un tempo di entrata a regime del tutto congruo. La scelta di procedere alla definizione di una nuova specifica di interfaccia per l interconnessione relativa ai servizi in decade 4 era stata, secondo AGCom, effettuata autonomamente dagli operatori senza che vi fosse una effettiva necessità e con finalità asseritamente dilatorie per posticipare l attuazione di una significativa e potenzialmente pericolosa rivoluzione nell offerta di servizi su decade 4. Da un lato, la scelta di procedere alla stesura della nuova specifica tecnica è stata avallata dal competente organismo del MI.S.E., che ha la responsabilità di redigere la documentazione tecnica nazionale di settore, dall altro, nelle more dell implementazione di una specifica di interconnessione/accesso, gli operatori hanno finora operato con una simulazione del nuovo modello di interconnessione realizzata utilizzando l infrastruttura tecnica precedente, ma applicando modelli contrattuali e di fatturazione coerenti con il nuovo modello regolamentare. Infatti il nuovo sistema frutto delle previsioni regolamentari definisce un quadro di ruoli dei diversi attori della filiera molto più chiaro rispetto al passato, ai quali è 1617 quindi più agevole associare le specifiche responsabilità contrattuali. I diversi ruoli ricoperti dagli attori della filiera sono ora identificati: SP: Service Provider è un operatore autorizzato titolare dei diritti d uso sulla numerazione utilizzata [42] e rappresenta l unica controparte contrattuale del CSP nell accordo per la fornitura dei contenuti. E responsabile delle caratteristiche delle limitazioni e della definizione dei prezzi dei servizi SMS/MMS; CSP: Content Service Provider è un soggetto terzo che produce contenuti specifici o anche servizi chiavi in mano per conto del SP e li mette a disposizione di tutti gli utenti attestati sulla rete dell SP e degli AP che hanno sottoscritto un contratto con l SP. Non è un operatore dotato di un titolo autorizzativo e, formalmente non è titolare del diritto d uso della numerazione in decade 4, sebbene sia il soggetto che investe in termini pubblicitari per valorizzare la numerazione come fattore distintivo della propria offerta commerciale. Nel contratto sottoscritto con l SP il CSP dovrebbe avere cautelativamente previsto delle garanzie in merito alla collaborazione dell SP per l effettuazione di una rapida portabilità del numero in decade 4 verso un altro operatore con cui volesse successivamente sottoscrivere un contratto di fornitura in qualità di SP; AP: Access Provider è un operatore alla cui rete è connesso il cliente finale e non ha alcuna relazione contrattuale con il CSP. L AP si limita a svolgere le funzioni di front-end del cliente attestato sulla sua rete per attività di caring, provisioning e assurance, a gestire gli addebiti e il controllo del credito ed a riversare all SP la percentuale di ricavi convenuta. Occorre infine sottolineare che l SP può essere un MNO così come un operatore autorizzato a fornire servizi al pubblico privo di una propria base clienti, mentre l AP per sottoscrivere un accordo con l SP deve necessariamente detenere un parco clienti interessati ad utilizzare i servizi a sovrapprezzo. Gli MNO, in quanto titolari di un parco clienti, possono svolgere per i CSP alternativamente il ruolo di SP o di AP. Al fine di dare attuazione al nuovo quadro regolamentare e disciplinare i complessi rapporti tecnici e contrattuali sottostanti l offerta del servizio, gli operatori autorizzati hanno sottoscritto un accordo quadro multilaterale con il quale vengono disciplinati i profili operativi che necessitano una omogeneità di modalità attuative (analogamente a quanto accaduto per l offerta del servizio di mobile number portability [43]), mentre il bilanciamento delle responsabilità contrattuali nell offerta dei servizi al pubblico, i modelli di monitoraggio, le percentuali di revenue sharing rispetto a quanto incassato dal cliente sono definiti nell ambito di accordi contrattuali bilaterali tra AP e SP che sono il presupposto per poter consentire all SP di raccogliere il traffico dagli utenti attestati sulle reti dell AP. 7. Tutela del consumatore 1718 Lo sviluppo dei servizi a sovrapprezzo, anche prima che venissero sviluppati quelli in decade 4 su rete mobile, è stato purtroppo affiancato da evidenti comportamenti di alcuni operatori e centri servizi che hanno adottato pratiche commerciali scorrette a danno dei consumatori, talvolta sconfinati in vere e proprie attività fraudolente. Uno degli obiettivi dell Autorità è stata quella di introdurre progressivamente, attraverso il Piano di numerazione, degli strumenti dissuasivi e precettivi al fine di evitare comportamenti a danno dei consumatori e garantire un utilizzo consapevole di questi servizi. Innanzitutto occorre evidenziare che anche il MI.S.E.C. svolge un ruolo significativo nella prospettiva di tutela de consumatori poiché il Codice delle Comunicazioni all art. 15 prevede: Il Ministero vigila affinché non vi siano utilizzi della numerazione non coerenti con le tipologie di servizi per i quali le numerazioni stesse sono disciplinate dal piano nazionale di numerazione. Inoltre, in considerazione della natura di lex specialis del D.L. 23 ottobre 1996, n. 545, convertito, con modificazioni, dalla L. 23 dicembre 1996, n. 650, con particolare riferimento all'articolo 1, commi 25, 26 e 27, il Ministero ha emanato nel febbraio del 2006 il decreto n. 145, che ha abrogato le precedenti disposizioni in materia di servizi audiotex e che ha definito gli obblighi per tutti i soggetti coinvolti nell offerta di servizi a sovrapprezzo. In particolare stabilisce un tetto massimo di spesa per chiamata ( 12,5 iva esclusa) e l obbligo per gli operatori di fornire il blocco a richiesta delle chiamate e la possibilità di stabilire una soglia massima mensile, con l esclusione tuttavia, ai sensi dell art. 15, comma 10, per i terminali provvisti di PIN di protezione (cioè, praticamente, tutti), secondo la ratio per la quale, essendo il terminale mobile, al contrario del telefono fisso, un oggetto di uso esclusivamente personale, non sarebbero necessari meccanismi di limitazione della spesa se il proprietario è nelle condizioni di poter evitarne l uso da parte di terzi. Per quanto concerne l azione di AGCom numerose sono le previsioni che, in via diretta o indiretta, sono finalizzate a tutelare i consumatori. Innanzitutto l obbligo dei titolari delle numerazioni di utilizzare la risorsa numerica e di fornire i relativi servizi in conformità con i vincoli e le prescrizioni stabilite dal PNN, per finalità di trasparenza dell offerta e di garanzia della piena coerenza tra servizi e codici utilizzati (art. 3, comma 3), nonché l obbligo in capo agli assegnatari della numerazione, ossia agli operatori autorizzati, di comunicare ai soggetti che offrono i servizi su numerazioni da loro messe a disposizione in merito alle norme da rispettare per il corretto utilizzo delle stesse numerazioni, arrivando ad incidere sulle previsioni contrattuali tra operatore e CSP che devono prevedere, in caso di una violazione del PNN accertata dai competenti organi, la chiusura immediata dell offerta di servizio (art. 3, comma 3). È interessante notare come le disposizioni regolamentari introdotte a partire dalla delibera n. 26/08/CIR incidano in modo diverso sull applicazione della disciplina delle pratiche commerciali scorrette da parte dell Autorità garante della Concorrenza e del mercato. 1819 Dalle prime pronunce dell Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato relative a violazioni della disciplina relativa alle pratiche commerciali scorrette avvenute a valle dell entrata in vigore delle numerazioni in decade 4 interoperabili (ossia a valle del termine previsto dalla Delibera 80/09/CIR) si evidenzia che il mutato regime di interoperabilità delle numerazioni e la diversa allocazione dei ruoli nella fornitura del servizio (CSP, SP, AP) e nelle responsabilità contrattuali ha trovato un parziale riconoscimento anche nei procedimenti sanzionatori dell AGCM. Infatti, da un lato la piena separazione nei ruoli e nelle responsabilità attuata secondo il nuovo modello regolamentare tra AP e SP ha trovato conforto nell esclusione degli AP in quanto non risulta che le suddette società abbiano poteri di controllo ed autorizzativi sull operato del (CSP), in relazione all ideazione ed alla realizzazione dei messaggi, nonché alla loro diffusione in Internet. Dagli atti non risulta, altresì, esservi alcun rapporto tra i suddetti operatori e la società (CSP), non essendovi alcun contratto tra dette parti, né alcun rapporto commerciale [44]. Invece un approccio molto differente e una conseguente divergente imposizione della normativa sanzionatoria si può riscontrare tra l applicazione alle medesime fattispecie fattuali delle previsioni in tema di responsabilità del corretto utilizzo della numerazione, applicata agli operatori da AGCom ai sensi dell art. 3, e la previsione di un modello di responsabilità oggettiva dell AGCM. Infatti AGCom, a fronte di un richiamo alla necessità dell operatore di garantire, con il costante impiego della massima diligenza possibile, esamina come si sia concretamente attuato l obbligo dell attività di controllo in ordine alle modalità di utilizzo delle numerazioni cedute in uso ai centri servizi. Ad esempio AGCom ha verificato che l attività posta in essere al riguardo è risultata limitata all invio di lettere standard ai centri di servizio, in luogo di concrete e sistematiche verifiche circa gli utilizzi delle numerazioni assegnate, comportamento che secondo l Autorità ha evidenziato l assenza da parte della società di autonome iniziative volte ad evitare l utilizzazione impropria delle numerazioni stesse. Peraltro, l Autorità ha misurato l inefficacia dell attività di controllo preventivo posta in essere dalla società ricorrente proprio dall aumento, nel corso del 2010, dei soggetti (tra cui anche la società controinteressata Telecom Italia) che hanno segnalato l utilizzo difforme delle numerazioni dal parametro individuato con il Piano di numerazione, nonostante già nel 2009, come sopra ricordato, fossero stati denunziati utilizzi impropri [45]. Le finalità dell azione regolamentare esercitata dall Autorità mediante il procedimento sanzionatorio risponde anch essa ai principi di proporzionalità e ragionevolezza previste dall art. 13, comma 1 CCE. Di converso la previsione di una separazione delle responsabilità tra SP e CSP, basata su precisi obblighi informativi e conformativi alla disciplina vigente disciplinati dal contratto, non ha trovato sinora asilo nella giurisprudenza dell AGCM poiché con motivazioni non difformi da quelle confermate in sede giurisdizionale anche dal Consiglio di Stato [46] per sanzioni adottate in vigenza 1920 del precedente regime di numeri interni di rete [47], AGCM ha confermato un approccio che prevede una responsabilità oggettiva stabilendo che dall esame del contratto stipulato tra le parti, si rileva il coinvolgimento diretto di (MNO), nella pratica commerciale oggetto del provvedimento, nella misura in cui il gestore di telefonia è chiamato contrattualmente ad esercitare un attività di controllo sui messaggi promozionali prodotti da (CSP) [ ] Inoltre, in base al suddetto contratto, (MNO) percepisce in via immediata e diretta, ingenti benefici economici in termini di revenue share dalla remunerazione dei servizi di (CSP) promossi tramite i banner, nonché effetti pubblicitari dalla diffusione dei messaggi oggetto della pratica commerciale accertata. (par. 101) Si rileva, pertanto, in capo a (MNO) una responsabilità editoriale, assunta mediante il contratto stipulato con il content service provider, consistente nell obbligo (preventivo e successivo di verificare la diffusione del contenuto dei messaggi pubblicitari in questione e di autorizzare, nell ambito di operazioni pubblicitarie relative ai suesposti prodotti digitali reclamizzati, l uso di marchi, segni distintivi, slogan, propri e di altri operatori Access Provider (par. 102) [48]. Senza poter approfondire in questa sede quali possano essere gli effetti negativi in termini di operatività e di efficienza delle attività imprenditoriali di un duplice e discorde intervento di due Autorità sulla medesima fattispecie oltre alle implicazioni sui principi di ne bis in idem e di buon andamento della Pubblica amministrazione, si rinvia in merito alle sentenze dell Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n dell 11 maggio 2012 descritte al successivo 8. Particolare rilevanza assume il divieto di utilizzare le numerazioni in maniera difforme rispetto al PNN che si applica anche ai soggetti che offrono servizi su numerazioni messe a disposizione dagli operatori ed agli utenti finali, sia con riferimento ai servizi svolti sulle numerazioni sia per quanto riguarda la struttura stessa della numerazione (art. 3, comma 4). Non del tutto pacifica appare l estensione soggettiva del divieto, ed in particolare del potere sanzionatorio a soggetti che non detengono alcun diritto d uso sulla numerazione e quindi non risultano oggettivamente connessi alla disciplina posta a presidio del Piano di numerazione. L Autorità ha ampliato in modo significativo, a partire dalla delibera n. 26/08/CIR, il perimetro di efficacia ed il ruolo del Piano di numerazione poiché ha introdotto diverse norme a tutela dell utenza imponendo vincoli stringenti nell offerta dei servizi, ad esempio in materia di soglie di prezzo, blocco di chiamata, trasparenza della fatturazione, comunicazione al Ministero dei dati anagrafici del fornitore del servizio e dei contenuti e della tipologia dei servizi offerti, obblighi informativi preventivi, in alcune numerazioni anche la definizione del modello di business mediante l identificazione del titolare del prezzo della chiamata etc. Uno degli strumenti più efficaci a tutela dell utenza, anche per la sua semplicità applicativa, è rappresentato dai tetti di prezzo per i servizi, che incidono sulla libera negoziazione privatistica delle parti ponendo sotto tutela una parte contrattuale nella prospettiva, ritenuta prevalente, di una tutela pubblica e generalizzata di una moltitudine indifferenziata di utenti meritevoli di garanzie di 20 Vedere altro
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