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Timestamp: 2017-02-26 16:51:40+00:00
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Codice del processo amministrativo - Pag. 1
104/2010 - Codice del processo amministrativo Seguici su Facebook e su G. Plus
DECRETO LEGISLATIVO 2 luglio 2010 , n. 104 Attuazione dell'articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69,
amministrativo. (10G0127) Fonte normattiva.it (I testi non hanno carattere di ufficialità)
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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisti gli articoli 76, 87 e 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione; Vista la legge 18 giugno 2009, n. 69, ed in particolare l'articolo 44, recante delega al Governo per il riassetto della disciplina del processo amministrativo, nel quale, al comma 4, e' previsto che il Governo puo' avvalersi della facolta' di cui all'articolo 14, numero 2), del testo unico sul Consiglio di Stato, di cui al regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054; Vista la nota in data 8 luglio 2009 con la quale il Governo, avvalendosi della facolta' di cui all'articolo 14, numero 2), del citato testo unico n. 1054 del 1924, ha commesso al Consiglio di Stato la formulazione del progetto del suddetto decreto legislativo; Visto il decreto del Presidente del Consiglio di Stato in data 23 luglio 2009, con il quale la formulazione di detto progetto e' stata deferita ad una commissione speciale e ne e' stata stabilita la composizione; Visto il progetto del decreto legislativo recante il «codice del processo amministrativo» e le relative norme di attuazione, transitorie, di coordinamento e di abrogazione, redatto da detta commissione speciale e trasmesso al Governo con nota del Presidente del Consiglio di Stato in data 10 febbraio 2010; Vista la deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 16 aprile 2010; Acquisito il parere reso dalle competenti Commissioni parlamentari;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24 giugno 2010; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri;E m a n ail seguente decreto legislativo:Art. 1Approvazione del codice e delle disposizioni connesse1. E' approvato il codice del processo amministrativo di cui all'allegato 1 al presente decreto. 2. Sono altresi' approvate le norme di attuazione di cui all'allegato 2, le norme transitorie di cui all'allegato 3 e le norme di coordinamento e le abrogazioni di cui all'allegato 4. Art. 2Entrata in vigore1. Il presente decreto entra in vigore il 16 settembre 2010.Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma addi' 2 luglio 2010NAPOLITANOBerlusconi, Presidente delConsiglio dei MinistriVisto:il Guardasigilli Alfano
INDICE GENERALEAllegato 1 - Codice del processo amministrativoAllegato 2 - Norme di attuazioneAllegato 3 - Norme transitorieAllegato 4 - Norme di coordinamento e abrogazioniINDICE SOMMARIOALLEGATO 1Codice del processo amministrativoLIBRO PRIMODISPOSIZIONI GENERALITitolo I - Principi e organi della giurisdizione amministrativaCapo I - Principi generaliCapo II - Organi della giurisdizione amministrativaCapo III - Giurisdizione amministrativaCapo IV - CompetenzaCapo V - Astensione e ricusazioneCapo VI - Ausiliari del giudiceTitolo II - Parti e difensoriTitolo III - Azioni e domandeCapo I - Contraddittorio e interventoCapo II - Azioni di cognizioneTitolo IV - Pronunce giurisdizionaliTitolo V - Disposizioni di rinvioLIBRO SECONDOPROCESSO AMMINISTRATIVO DI PRIMO GRADOTitolo I - Disposizioni generaliCapo I - RicorsoSezione I - Ricorso e costituzione delle partiSezione II - Abbreviazione, proroga e sospensione dei terminiTitolo II - Procedimento cautelareTitolo III - Mezzi di prova e attivita' istruttoriaCapo I - Mezzi di provaCapo II - Ammissione e assunzione delle proveTitolo IV - Riunione, discussione e decisione dei ricorsiCapo I - Riunione dei ricorsiCapo II - DiscussioneCapo III - DeliberazioneTitolo V - Incidenti nel processoCapo I - Incidente di falsoCapo II - Sospensione e interruzione del processoTitolo VI - Estinzione e improcedibilita'Titolo VII - Correzione di errore materiale dei provvedimenti del giudice Titolo VIII - UdienzeTitolo IX - SentenzaLIBRO TERZOIMPUGNAZIONITitolo I - Impugnazioni in generaleTitolo II - AppelloTitolo III - RevocazioneTitolo IV - Opposizione di terzoTitolo V - Ricorso per cassazioneLIBRO QUARTOOTTEMPERANZA E RITI SPECIALITitolo I - Giudizio di ottemperanzaTitolo II - Rito in materia di accesso ai documenti amministrativi Titolo III - Tutela contro l'inerzia della pubblica amministrazione Titolo IV - Procedimento di ingiunzioneTitolo V - Riti abbreviati relativi a speciali controversieTitolo VI - Contenzioso sulle operazioni elettoraliCapo I - Disposizioni comuni al contenzioso elettoraleCapo II - Tutela anticipata avverso gli atti di esclusione dai procedimenti elettorali preparatori per le elezioni comunali, provinciali e regionali Capo III - Rito relativo alle operazioni elettorali di comuni, province, regioni e Parlamento europeo LIBRO QUINTONORME FINALIALLEGATO 2Norme di attuazioneTitolo I - Registri - Orario di segreteriaTitolo II - Fascicoli di parte e d'ufficioTitolo III - Ordine di fissazione dei ricorsi - UdienzeTitolo IV - Processo amministrativo telematicoTitolo V - Spese di giustiziaALLEGATO 3Norme transitorieTitolo I - Definizione dei ricorsi pendenti da piu' di cinque anni alla data di entrata in vigore del codice del processo amministrativo Titolo II - Ulteriori disposizioni transitorieALLEGATO 4Norme di coordinamento e abrogazioniINDICE SISTEMATICOALLEGATO 1Codice del processo amministrativoLIBRO PRIMODISPOSIZIONI GENERALITitolo I - Principi e organi della giurisdizione amministrativaCapo I - Principi generaliArt. 1 - Effettivita'Art. 2 - Giusto processoArt. 3 - Dovere di motivazione e sinteticita' degli attiCapo II - Organi della giurisdizione amministrativaArt. 4 - Giurisdizione dei giudici amministrativiArt. 5 - Tribunali amministrativi regionaliArt. 6 - Consiglio di StatoCapo III - Giurisdizione amministrativaArt. 7 - Giurisdizione amministrativaArt. 8 - Cognizione incidentale e questioni pregiudizialiArt. 9 - Difetto di giurisdizioneArt. 10 - Regolamento preventivo di giurisdizioneArt. 11 - Decisione sulle questioni di giurisdizioneArt. 12 - Rapporti con l'arbitratoCapo IV - CompetenzaArt. 13 - Competenza territoriale inderogabileArt. 14 - Competenza funzionale inderogabileArt. 15 - Rilievo dell'incompetenza e regolamento preventivo di competenza Art. 16 - Regime della competenzaCapo V - Astensione e ricusazioneArt. 17 - AstensioneArt. 18 - RicusazioneCapo VI - Ausiliari del giudiceArt. 19 - Consulente tecnicoArt. 20 - Obbligo di assumere l'incarico e ricusazione del consulente Art. 21 - Commissario ad actaTitolo II - Parti e difensoriArt. 22 - PatrocinioArt. 23 - Difesa personale delle partiArt. 24 - Procura alle litiArt. 25 - DomicilioArt. 26 - Spese di giudizioTitolo III - Azioni e domandeCapo I - Contraddittorio e interventoArt. 27 - ContraddittorioArt. 28 - InterventoCapo II - Azioni di cognizioneArt. 29 - Azione di annullamentoArt. 30 - Azione di condannaArt. 31 - Azione avverso il silenzio e declaratoria di nullita' Art. 32 - Pluralita' delle domande e conversione delle azioni Titolo IV - Pronunce giurisdizionaliArt. 33 - Provvedimenti del giudiceArt. 34 - Sentenze di meritoArt. 35 - Pronunce di ritoArt. 36 - Pronunce interlocutorieArt. 37 - Errore scusabileTitolo V - Disposizioni di rinvioArt. 38 - Rinvio internoArt. 39 - Rinvio esternoLIBRO SECONDOPROCESSO AMMINISTRATIVO DI PRIMO GRADOTitolo I - Disposizioni generaliCapo I - RicorsoSezione I - Ricorso e costituzione delle partiArt. 40 - Contenuto del ricorsoArt. 41 - Notificazione del ricorso e suoi destinatariArt. 42 - Ricorso incidentale e domanda riconvenzionaleArt. 43 - Motivi aggiuntiArt. 44 - Vizi del ricorso e della notificazioneArt. 45 - Deposito del ricorso e degli altri atti processuali Art. 46 - Costituzione delle parti intimateArt. 47 - Ripartizione delle controversie tra tribunali amministrativi regionali e sezioni staccate Art. 48 - Giudizio conseguente alla trasposizione del ricorso straordinario Art. 49 - Integrazione del contraddittorioArt. 50 - Intervento volontario in causaArt. 51 - Intervento per ordine del giudiceSezione II - Abbreviazione, proroga e sospensione dei terminiArt. 52 - Termini e forme speciali di notificazioneArt. 53 - Abbreviazione dei terminiArt. 54 - Deposito tardivo di memorie e documenti e sospensione dei termini Titolo II - Procedimento cautelareArt. 55 - Misure cautelari collegialiArt. 56 - Misure cautelari monocraticheArt. 57 - Spese del procedimento cautelareArt. 58 - Revoca o modifica delle misure cautelari collegiali e riproposizione della domanda cautelare respinta Art. 59 - Esecuzione delle misure cautelariArt. 60 - Definizione del giudizio in esito all'udienza cautelare Art. 61 - Misure cautelari anteriori alla causaArt. 62 - Appello cautelareTitolo III - Mezzi di prova e attivita' istruttoriaCapo I - Mezzi di provaArt. 63 - Mezzi di provaCapo II - Ammissione e assunzione delle proveArt. 64 - Disponibilita', onere e valutazione della provaArt. 65 - Istruttoria presidenziale e collegialeArt. 66 - VerificazioneArt. 67 - Consulenza tecnica d'ufficioArt. 68 - Termini e modalita' dell'istruttoriaArt. 69 - Surrogazione del giudice delegato all'istruttoriaTitolo IV - Riunione, discussione e decisione dei ricorsiCapo I - Riunione dei ricorsiArt. 70 - Riunione dei ricorsiCapo II - DiscussioneArt. 71 - Fissazione dell'udienzaArt. 72 - Priorita' nella trattazione dei ricorsi vertenti su un'unica questione Art. 73 - Udienza di discussioneArt. 74 - Sentenze in forma semplificataCapo III - DeliberazioneArt. 75 - Deliberazione del collegioArt. 76 - Modalita' della votazioneTitolo V - Incidenti nel processoCapo I - Incidente di falsoArt. 77 - Querela di falsoArt. 78 - Deposito della sentenza resa sulla querela di falso Capo II - Sospensione e interruzione del processoArt. 79 - Sospensione e interruzione del processoArt. 80 - Prosecuzione o riassunzione del processo sospeso o interrotto Titolo VI - Estinzione e improcedibilita'Art. 81 - PerenzioneArt. 82 - Perenzione dei ricorsi ultraquinquennaliArt. 83 - Effetti della perenzioneArt. 84 - RinunciaArt. 85 - Forma e rito per l'estinzione e per l'improcedibilita' Titolo VII - Correzione di errore materiale dei provvedimenti del giudice Art. 86 - Procedimento di correzioneTitolo VIII - UdienzeArt. 87 - Udienze pubbliche e procedimenti in camera di consiglio Titolo IX - SentenzaArt. 88 - Contenuto della sentenzaArt. 89 - Pubblicazione e comunicazione della sentenzaArt. 90 - Pubblicita' della sentenzaLIBRO TERZOIMPUGNAZIONITitolo I - Impugnazioni in generaleArt. 91 - Mezzi di impugnazioneArt. 92 - Termini per le impugnazioniArt. 93 - Luogo di notificazione dell'impugnazioneArt. 94 - Deposito delle impugnazioniArt. 95 - Parti del giudizio di impugnazioneArt. 96 - Impugnazioni avverso la medesima sentenzaArt. 97 - Intervento nel giudizio di impugnazioneArt. 98 - Misure cautelariArt. 99 - Deferimento all'adunanza plenariaTitolo II - AppelloArt. 100 - Appellabilita' delle sentenze dei tribunali amministrativi regionali Art. 101 - Contenuto del ricorso in appelloArt. 102 - Legittimazione a proporre l'appelloArt. 103 - Riserva facoltativa di appelloArt. 104 - Nuove domande ed eccezioniArt. 105 - Rimessione al primo giudiceTitolo III - RevocazioneArt. 106 - Casi di revocazioneArt. 107 - Impugnazione della sentenza emessa nel giudizio di revocazione Titolo IV - Opposizione di terzoArt. 108 - Casi di opposizione di terzoArt. 109 - CompetenzaTitolo V - Ricorso per cassazioneArt. 110 - Motivi di ricorsoArt. 111 - Sospensione della sentenzaLIBRO QUARTOOTTEMPERANZA E RITI SPECIALITitolo I - Giudizio di ottemperanzaArt. 112 - Disposizioni generali sul giudizio di ottemperanzaArt. 113 - Giudice dell'ottemperanzaArt. 114 - ProcedimentoArt. 115 - Titolo esecutivo e rilascio di estratto del provvedimento giurisdizionale con formula esecutiva Titolo II - Rito in materia di accesso ai documenti amministrativi Art. 116 - Rito in materia di accesso ai documenti amministrativi Titolo III - Tutela contro l'inerzia della pubblica amministrazione Art. 117 - Ricorsi avverso il silenzioTitolo IV - Procedimento di ingiunzioneArt. 118 - Decreto ingiuntivoTitolo V - Riti abbreviati relativi a speciali controversieArt. 119 - Rito abbreviato comune a determinate materieArt. 120 - Disposizioni specifiche ai giudizi di cui all'articolo 119, comma 1, lettera a) Art. 121 - Inefficacia del contratto in caso di gravi violazioni Art. 122 - Inefficacia del contratto negli altri casiArt. 123 - Sanzioni alternativeArt. 124 - Tutela in forma specifica e per equivalenteArt. 125 - Ulteriori disposizioni processuali per le controversie relative a infrastrutture strategiche e alle procedure esecutive di progetti facenti parte del quadro strategico nazionale Titolo VI - Contenzioso sulle operazioni elettoraliCapo I - Disposizioni comuni al contenzioso elettoraleArt. 126 - Ambito della giurisdizione sul contenzioso elettorale Art. 127 - Esenzione dagli oneri fiscaliArt. 128 - Inammissibilita' del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica Capo II - Tutela anticipata avverso gli atti di esclusione dai procedimenti elettorali preparatori per le elezioni comunali, provinciali e regionali Art. 129 - Giudizio avverso gli atti di esclusione dal procedimento preparatorio per le elezioni comunali, provinciali e regionali Capo III - Rito relativo alle operazioni elettorali di comuni, province, regioni e Parlamento europeo Art. 130 - Procedimento in primo grado in relazione alle operazioni elettorali di comuni, province, regioni e Parlamento europeo Art. 131 - Procedimento in appello in relazione alle operazioni elettorali di comuni, province e regioni Art. 132 - Procedimento in appello in relazione alle operazioni elettorali di comuni, province, regioni e del Parlamento europeo LIBRO QUINTONORME FINALIArt. 133 - Materie di giurisdizione esclusivaArt. 134 - Materie di giurisdizione estesa al meritoArt. 135 - Competenza funzionale inderogabile del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma Art. 136 - Disposizioni sulle comunicazioni e sui depositi informatici Art. 137 - Norma finanziariaALLEGATO 2Norme di attuazioneTitolo I - Registri - Orario di segreteriaArt. 1 - Registro generale dei ricorsiArt. 2 - Ruoli e registri particolari, collazione dei provvedimenti e forme di comunicazione Art. 3 - Registrazioni in forma automatizzataArt. 4 - OrarioTitolo II - Fascicoli di parte e d'ufficioArt. 5 - Formazione e tenuta dei fascicoli di parte e d'ufficio. Surrogazione di copie agli originali mancanti e ricostituzione di atti Art. 6 - Ritiro e trasmissione dei fascicoli di parte e del fascicolo d'ufficio Art. 7 - Rilascio di copieTitolo III - Ordine di fissazione dei ricorsi - UdienzeArt. 8 - Ordine di fissazione dei ricorsiArt. 9 - Calendario delle udienzeArt. 10 - Toghe e diviseArt. 11 - Direzione dell'udienzaArt. 12 - Polizia dell'udienzaTitolo IV - Processo amministrativo telematicoArt. 13 - Processo telematicoTitolo V - Spese di giustiziaArt. 14 - Commissione per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato Art. 15 - Devoluzione del gettito delle sanzioni pecuniarieArt. 16 - Misure straordinarie per la riduzione dell'arretrato e per l'incentivazione della produttivita' ALLEGATO 3Norme transitorieTitolo I - Definizione dei ricorsi pendenti da piu' di cinque anni alla data di entrata in vigore del codice del processo amministrativo Art. 1 - Nuova istanza di fissazione d'udienzaTitolo II - Ulteriori disposizioni transitorieArt. 2 - Ultrattivita' della disciplina previgenteArt. 3 - Disposizione particolare per il giudizio di appello ALLEGATO 4Norme di coordinamento e abrogazioniArt. 1 - Norme di coordinamento e abrogazioni in materia di elezioni politiche e del Parlamento europeo Art. 2 - Norme di coordinamento e abrogazioni in materia di elezioni amministrative Art. 3 - Ulteriori norme di coordinamentoArt. 4 - Ulteriori abrogazioni
LIBRO PRIMODISPOSIZIONI GENERALITitolo IPrincipi e organi della giurisdizione amministrativaCapo IPrincipi generali ALLEGATO 1Codice del processo amministrativoArt. 1Effettivita'1. La giurisdizione amministrativa assicura una tutela piena ed effettiva secondo i principi della Costituzione e del diritto europeo. Art. 2Giusto processo1. Il processo amministrativo attua i principi della parita' delle parti, del contraddittorio e del giusto processo previsto dall'articolo 111, primo comma, della Costituzione. 2. Il giudice amministrativo e le parti cooperano per la realizzazione della ragionevole durata del processo. Art. 3Dovere di motivazione e sinteticita' degli atti1. Ogni provvedimento decisorio del giudice e' motivato.2. Il giudice e le parti redigono gli atti in maniera chiara e sintetica. Capo IIOrgani della giurisdizione amministrativa
Art. 4Giurisdizione dei giudici amministrativi1. La giurisdizione amministrativa e' esercitata dai tribunali amministrativi regionali e dal Consiglio di Stato secondo le norme del presente codice. Art. 5Tribunali amministrativi regionali1. Sono organi di giurisdizione amministrativa di primo grado i tribunali amministrativi regionali e il Tribunale regionale di giustizia amministrativa per la regione autonoma del Trentino - Alto Adige. 2. Il tribunale amministrativo regionale decide con l'intervento di tre magistrati, compreso il presidente. In mancanza del presidente, il collegio e' presieduto dal magistrato con maggiore anzianita' nel ruolo. 3. Il Tribunale regionale di giustizia amministrativa per la regione autonoma del Trentino - Alto Adige resta disciplinato dallo statuto speciale e dalle relative norme di attuazione. Art. 6Consiglio di Stato1. Il Consiglio di Stato e' organo di ultimo grado della giurisdizione amministrativa. 2. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale decide con l'intervento di cinque magistrati, di cui un presidente di sezione e quattro consiglieri. In caso di impedimento del presidente, il collegio e' presieduto dal consigliere piu' anziano nella qualifica. 3. Salvo quanto previsto dalle norme di attuazione richiamate al comma 6, l'adunanza plenaria e' composta dal presidente del Consiglio di Stato che la presiede e da dodici magistrati del Consiglio di Stato, assegnati alle sezioni giurisdizionali. 4. In caso di impedimento, il presidente del Consiglio di Stato e' sostituito dal presidente di sezione giurisdizionale piu' anziano nel ruolo; gli altri componenti dell'adunanza plenaria, in caso di assenza o di impedimento, sono sostituiti dal magistrato piu' anziano nella stessa qualifica della rispettiva sezione. 5. Per gli appelli avverso le pronunce della sezione autonoma di Bolzano del Tribunale regionale di giustizia amministrativa si applicano anche le disposizioni dello statuto speciale e delle relative norme di attuazione. 6. Gli appelli avverso le pronunce del Tribunale amministrativo regionale della Sicilia sono proposti al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana, nel rispetto delle disposizioni dello statuto speciale e delle relative norme di attuazione. Capo IIIGiurisdizione amministrativa Art. 7Giurisdizione amministrativa1. Sono devolute alla giurisdizione amministrativa le controversie, nelle quali si faccia questione di interessi legittimi e, nelle particolari materie indicate dalla legge, di diritti soggettivi, concernenti l'esercizio o il mancato esercizio del potere amministrativo, riguardanti provvedimenti, atti, accordi o comportamenti riconducibili anche mediatamente all'esercizio di tale potere, posti in essere da pubbliche amministrazioni. Non sono impugnabili gli atti o provvedimenti emanati dal Governo nell'esercizio del potere politico. 2. Per pubbliche amministrazioni, ai fini del presente codice, si intendono anche i soggetti ad esse equiparati o comunque tenuti al rispetto dei principi del procedimento amministrativo. 3. La giurisdizione amministrativa si articola in giurisdizione generale di legittimita', esclusiva ed estesa al merito. 4. Sono attribuite alla giurisdizione generale di legittimita' del giudice amministrativo le controversie relative ad atti, provvedimenti o omissioni delle pubbliche amministrazioni, comprese quelle relative al risarcimento del danno per lesione di interessi legittimi e agli altri diritti patrimoniali consequenziali, pure se introdotte in via autonoma. 5. Nelle materie di giurisdizione esclusiva, indicate dalla legge e dall'articolo 133, il giudice amministrativo conosce, pure ai fini risarcitori, anche delle controversie nelle quali si faccia questione di diritti soggettivi. 6. Il giudice amministrativo esercita giurisdizione con cognizione estesa al merito nelle controversie indicate dalla legge e dall'articolo 134. Nell'esercizio di tale giurisdizione il giudice amministrativo puo' sostituirsi all'amministrazione. 7. Il principio di effettivita' e' realizzato attraverso la concentrazione davanti al giudice amministrativo di ogni forma di tutela degli interessi legittimi e, nelle particolari materie indicate dalla legge, dei diritti soggettivi. 8. Il ricorso straordinario e' ammesso unicamente per le controversie devolute alla giurisdizione amministrativa. Art. 8Cognizione incidentale e questioni pregiudiziali1. Il giudice amministrativo nelle materie in cui non ha giurisdizione esclusiva conosce, senza efficacia di giudicato, di tutte le questioni pregiudiziali o incidentali relative a diritti, la cui risoluzione sia necessaria per pronunciare sulla questione principale. 2. Restano riservate all'autorita' giudiziaria ordinaria le questioni pregiudiziali concernenti lo stato e la capacita' delle persone, salvo che si tratti della capacita' di stare in giudizio, e la risoluzione dell'incidente di falso. Art. 9Difetto di giurisdizione1. Il difetto di giurisdizione e' rilevato in primo grado anche d'ufficio. Nei giudizi di impugnazione e' rilevato se dedotto con specifico motivo avverso il capo della pronuncia impugnata che, in modo implicito o esplicito, ha statuito sulla giurisdizione. Art. 10Regolamento preventivo di giurisdizione1. Nel giudizio davanti ai tribunali amministrativi regionali e' ammesso il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione previsto dall'articolo 41 del codice di procedura civile. Si applica il primo comma dell'articolo 367 dello stesso codice. 2. Nel giudizio sospeso possono essere chieste misure cautelari, ma il giudice non puo' disporle se non ritiene sussistente la propria giurisdizione. Art. 11Decisione sulle questioni di giurisdizione1. Il giudice amministrativo, quando declina la propria giurisdizione, indica, se esistente, il giudice nazionale che ne e' fornito. 2. Quando la giurisdizione e' declinata dal giudice amministrativo in favore di altro giudice nazionale o viceversa, ferme restando le preclusioni e le decadenze intervenute, sono fatti salvi gli effetti processuali e sostanziali della domanda se il processo e' riproposto innanzi al giudice indicato nella pronuncia che declina la giurisdizione, entro il termine perentorio di tre mesi dal suo passaggio in giudicato. 3. Quando il giudizio e' tempestivamente riproposto davanti al giudice amministrativo, quest'ultimo, alla prima udienza, puo' sollevare anche d'ufficio il conflitto di giurisdizione. 4. Se in una controversia introdotta davanti ad altro giudice le sezioni unite della Corte di cassazione, investite della questione di giurisdizione, attribuiscono quest'ultima al giudice amministrativo, ferme restando le preclusioni e le decadenze intervenute, sono fatti salvi gli effetti processuali e sostanziali della domanda, se il giudizio e' riproposto dalla parte che vi ha interesse nel termine di tre mesi dalla pubblicazione della decisione delle sezioni unite. 5. Nei giudizi riproposti, il giudice, con riguardo alle preclusioni e decadenze intervenute, puo' concedere la rimessione in termini per errore scusabile ove ne ricorrano i presupposti. 6. Nel giudizio riproposto davanti al giudice amministrativo, le prove raccolte nel processo davanti al giudice privo di giurisdizione possono essere valutate come argomenti di prova. 7. Le misure cautelari perdono la loro efficacia trenta giorni dopo la pubblicazione del provvedimento che dichiara il difetto di giurisdizione del giudice che le ha emanate. Le parti possono riproporre le domande cautelari al giudice munito di giurisdizione. Art. 12Rapporti con l'arbitrato1. Le controversie concernenti diritti soggettivi devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo possono essere risolte mediante arbitrato rituale di diritto ((ai sensi degli articoli 806 e seguenti del codice di procedura civile)). Capo IVCompetenza Art. 13Competenza territoriale inderogabile1. Sulle controversie riguardanti provvedimenti, atti, accordi o comportamenti di pubbliche amministrazioni e' inderogabilmente competente il tribunale amministrativo regionale nella cui circoscrizione territoriale esse hanno sede. Il tribunale amministrativo regionale e' comunque inderogabilmente competente sulle controversie riguardanti provvedimenti, atti, accordi o comportamenti di pubbliche amministrazioni i cui effetti diretti sono limitati all'ambito territoriale della regione in cui il tribunale ha sede. 2. Per le controversie riguardanti pubblici dipendenti e' inderogabilmente competente il tribunale nella cui circoscrizione territoriale e' situata la sede di servizio. 3. Negli altri casi e' inderogabilmente competente, per gli atti statali, il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma e, per gli atti dei soggetti pubblici a carattere ultra regionale, il tribunale amministrativo regionale nella cui circoscrizione ha sede il soggetto. 4. La competenza territoriale del tribunale amministrativo regionale non e' derogabile. Art. 14Competenza funzionale inderogabile1. Sono devolute funzionalmente alla competenza inderogabile del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, le controversie indicate dall'articolo 135 e dalla legge. 2. Sono devolute funzionalmente alla competenza inderogabile del Tribunale amministrativo regionale della Lombardia, sede di Milano, le controversie relative ai poteri esercitati dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas. 3. La competenza e' funzionalmente inderogabile altresi' per i giudizi di cui agli articoli 113 e 119, nonche' per ogni altro giudizio per il quale la legge o il presente codice individuino il giudice competente con criteri diversi da quelli di cui all'articolo 13. Art. 15Rilievo dell'incompetenza e regolamento preventivo di competenza1. Il difetto di competenza e' rilevato in primo grado anche d'ufficio. Nei giudizi di impugnazione esso e' rilevato se dedotto con specifico motivo avverso il capo della pronuncia impugnata che, in modo implicito o esplicito, ha statuito sulla competenza. 2. Finche' la causa non e' decisa in primo grado, ciascuna parte puo' chiedere al Consiglio di Stato di regolare la competenza. Non rilevano, a tal fine, le pronunce istruttorie o interlocutorie di cui all'articolo 36, comma 1, ne' quelle che respingono l'istanza cautelare senza riferimento espresso alla questione di competenza. Il regolamento e' proposto con istanza notificata alle altre parti e depositata, unitamente a copia degli atti utili al fine del decidere, entro quindici giorni dall'ultima notificazione presso la segreteria del Consiglio di Stato. 3. Il Consiglio di Stato decide in camera di consiglio con ordinanza, con la quale provvede anche sulle spese del regolamento. La pronuncia sulle spese conserva efficacia anche dopo la sentenza che definisce il giudizio, salvo diversa statuizione espressa nella sentenza. Al procedimento si applicano i termini di cui all'articolo 55, commi da 5 a 8. 4. La pronuncia del Consiglio di Stato vincola i tribunali amministrativi regionali. Se viene indicato come competente un tribunale diverso da quello adito, il giudizio deve essere riassunto nel termine perentorio di trenta giorni dalla notificazione dell'ordinanza che pronuncia sul regolamento, ovvero entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione. 5. Quando e' proposta domanda cautelare il tribunale adito, ove non riconosca la propria competenza ai sensi degli articoli 13 e 14, non decide su tale domanda e, se non ritiene di provvedere ai sensi dell'articolo 16, comma 2, richiede d'ufficio, con ordinanza, il regolamento di competenza, indicando il tribunale che reputa competente. 6. L'ordinanza con cui e' richiesto il regolamento e' immediatamente trasmessa d'ufficio al Consiglio di Stato a cura della segreteria. Della camera di consiglio fissata per regolare la competenza ai sensi del comma 4 e' dato avviso, almeno dieci giorni prima, ai difensori che si siano costituiti davanti al Consiglio di Stato. Fino a due giorni liberi prima e' ammesso il deposito di memorie e documenti e sono sentiti in camera di consiglio i difensori che ne facciano richiesta. 7. Nelle more del procedimento di cui al comma 6, il ricorrente puo' riproporre le istanze cautelari al tribunale amministrativo regionale indicato nell'ordinanza di cui al comma 5 il quale decide in ogni caso sulla domanda cautelare, fermo quanto previsto dal comma 8. 8. Le pronunce sull'istanza cautelare rese dal giudice dichiarato incompetente perdono comunque efficacia dopo trenta giorni dalla data di pubblicazione dell'ordinanza che regola la competenza. 9. Le parti possono sempre riproporre le istanze cautelari al giudice dichiarato competente. 10. La disciplina dei commi 8 e 9 si applica anche alle pronunce sull'istanza cautelare rese dal giudice privato del potere di decidere il ricorso dall'ordinanza presidenziale di cui all'articolo 47, comma 2. Art. 16Regime della competenza1. La competenza di cui agli articoli 13 e 14 e' inderogabile anche in ordine alle misure cautelari. 2. Il difetto di competenza e' rilevato, anche d'ufficio, con ordinanza che indica il giudice competente. Se, nel termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione di tale ordinanza, la causa e' riassunta davanti al giudice dichiarato competente, il processo segue davanti al nuovo giudice. 3. L'ordinanza con cui il giudice adito dichiara la propria competenza o incompetenza e' impugnabile nel termine di trenta giorni dalla notificazione, ovvero di sessanta giorni dalla sua pubblicazione, con il regolamento di competenza di cui all'articolo 15. Il regolamento puo' essere altresi' richiesto d'ufficio, con ordinanza, dal giudice dinanzi al quale il giudizio e' stato riassunto ai sensi del comma 2; in tale caso si procede ai sensi dell'articolo 15, comma 6. 4. Durante la pendenza del regolamento di competenza, il ricorrente puo' sempre proporre l'istanza cautelare al tribunale amministrativo regionale indicato nell'ordinanza di cui al comma 2 o in quella di cui all'articolo 15, comma 5, il quale decide in ogni caso sulla domanda cautelare, fermo restando quanto previsto dall'articolo 15, comma 8. Capo VAstensione e ricusazione
Art. 17Astensione1. Al giudice amministrativo si applicano le cause e le modalita' di astensione previste dal codice di procedura civile. ((L'astensione non ha effetto sugli atti anteriori.)) Art. 18Ricusazione1. Al giudice amministrativo si applicano le cause di ricusazione previste dal codice di procedura civile. 2. La ricusazione si propone, almeno tre giorni prima dell'udienza designata, con domanda diretta al presidente, quando sono noti i magistrati che devono prendere parte all'udienza; in caso contrario, puo' proporsi oralmente all'udienza medesima prima della discussione. 3. La domanda deve indicare i motivi ed i mezzi di prova ed essere firmata dalla parte o dall'avvocato munito di procura speciale. 4. Proposta la ricusazione, il collegio investito della controversia puo' disporre la prosecuzione del giudizio, se ad un sommario esame ritiene l'istanza inammissibile o manifestamente infondata. 5. In ogni caso la decisione definitiva sull'istanza e' adottata, entro trenta giorni dalla sua proposizione, dal collegio previa sostituzione del magistrato ricusato, che deve essere sentito. 6. I componenti del collegio chiamato a decidere sulla ricusazione non sono ricusabili. 7. Il giudice, con l'ordinanza con cui dichiara inammissibile o respinge l'istanza di ricusazione, provvede sulle spese e puo' condannare la parte che l'ha proposta ad una sanzione pecuniaria non superiore ad euro cinquecento. 8. ((La ricusazione non ha)) effetto sugli atti anteriori. L'accoglimento dell'istanza di ricusazione rende nulli gli atti compiuti ai sensi del comma 4 con la partecipazione del giudice ricusato. Capo VIAusiliari del giudice Art. 19Verificatore e consulente tecnico1. Il giudice puo' farsi assistere, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo, da uno o piu' verificatori, ovvero, se indispensabile, da uno o piu' consulenti. 2. L'incarico di consulenza puo' essere affidato a dipendenti pubblici, professionisti iscritti negli albi di cui all'articolo 13 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile, o altri soggetti aventi particolare competenza tecnica. Non possono essere nominati coloro che prestano attivita' in favore delle parti del giudizio. La verificazione e' affidata a un organismo pubblico, estraneo alle parti del giudizio, munito di specifiche competenze tecniche. 3. Il verificatore e il consulente compiono le indagini che sono loro affidate dal giudice e forniscono anche oralmente i chiarimenti richiesti. Art. 20Obbligo di assumere l'incarico e ricusazione (( . . . ))1. Il verificatore e il consulente, se scelto tra i dipendenti pubblici o tra gli iscritti negli albi di cui all'articolo 13 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile, hanno l'obbligo di prestare il loro ufficio, tranne che il giudice riconosca l'esistenza di un giustificato motivo. 2. Il consulente, o il verificatore, puo' essere ricusato dalle parti per i motivi indicati nell'articolo 51 del codice di procedura civile. Della ricusazione conosce il giudice che l'ha nominato. Art. 21Commissario ad acta1. Nell'ambito della propria giurisdizione, il giudice amministrativo, se deve sostituirsi all'amministrazione, puo' nominare come proprio ausiliario un commissario ad acta. Si applica l'articolo 20, comma 2. Titolo IIParti e difensori Art. 22Patrocinio1. Salvo quanto previsto dall'articolo 23, nei giudizi davanti ai tribunali amministrativi regionali e' obbligatorio il patrocinio di avvocato. 2. Per i giudizi davanti al Consiglio di Stato e' obbligatorio il ministero di avvocato ammesso al patrocinio innanzi alle giurisdizioni superiori. 3. La parte o la persona che la rappresenta, quando ha la qualita' necessaria per esercitare l'ufficio di difensore con procura presso il giudice adito, puo' stare in giudizio senza il ministero di altro difensore. Art. 23Difesa personale delle parti1. Le parti possono stare in giudizio personalmente senza l'assistenza del difensore nei giudizi in materia di accesso, in materia elettorale e nei giudizi relativi al diritto dei cittadini dell'Unione europea e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Art. 24Procura alle liti1. La procura rilasciata per agire e contraddire davanti al giudice si intende conferita anche per proporre motivi aggiunti e ricorso incidentale, salvo che in essa sia diversamente disposto. Art. 25.((Domicilio1. Fermo quanto previsto, con riferimento alle comunicazioni di segreteria, dall'articolo 136, comma 1: a) nei giudizi davanti ai tribunali amministrativi regionali, la parte, se non elegge domicilio nel comune sede del tribunale amministrativo regionale o della sezione staccata dove pende il ricorso, si intende domiciliata, ad ogni effetto, presso la segreteria del tribunale amministrativo regionale o della sezione staccata; b) nei giudizi davanti al Consiglio di Stato, la parte, se non elegge domicilio in Roma, si intende domiciliata, ad ogni effetto, presso la segreteria del Consiglio di Stato.)) Art. 26Spese di giudizio1. Quando emette una decisione, il giudice provvede anche sulle spese del giudizio, secondo gli articoli 91, 92, 93, 94, 96 e 97 del codice di procedura civile. ((2. Il giudice condanna d'ufficio la parte soccombente al pagamento di una sanzione pecuniaria, in misura non inferiore al doppio e non superiore al quintuplo del contributo unificato dovuto per il ricorso introduttivo del giudizio, quando la parte soccombente ha agito o resistito temerariamente in giudizio. Al gettito delle sanzioni previste dal presente comma si applica l'articolo 15 delle norme di attuazione.)) Titolo IIIAzioni e domandeCapo IContraddittorio e intervento Art. 27Contraddittorio1. Il contraddittorio e' integralmente costituito quando l'atto introduttivo e' notificato all'amministrazione resistente e, ove esistenti, ai controinteressati. 2. Se il giudizio e' promosso solo contro alcune delle parti e non si e' verificata alcuna decadenza, il giudice ordina l'integrazione del contraddittorio nei confronti delle altre entro un termine perentorio. Nelle more dell'integrazione del contraddittorio il giudice puo' pronunciare provvedimenti cautelari interinali. Art. 28Intervento1. Se il giudizio non e' stato promosso contro alcuna delle parti nei cui confronti la sentenza deve essere pronunciata, queste possono intervenirvi, senza pregiudizio del diritto di difesa. 2. Chiunque non sia parte del giudizio e non sia decaduto dall'esercizio delle relative azioni, ma vi abbia interesse, puo' intervenire accettando lo stato e il grado in cui il giudizio si trova. 3. Il giudice, anche su istanza di parte, quando ritiene opportuno che il processo si svolga nei confronti di un terzo, ne ordina l'intervento. Capo IIAzioni di cognizione Art. 29Azione di annullamento1. L'azione di annullamento per violazione di legge, incompetenza ed eccesso di potere si propone nel termine di decadenza di sessanta giorni. Art. 30Azione di condanna1. L'azione di condanna puo' essere proposta contestualmente ad altra azione o, nei soli casi di giurisdizione esclusiva e nei casi di cui al presente articolo, anche in via autonoma. 2. Puo' essere chiesta la condanna al risarcimento del danno ingiusto derivante dall'illegittimo esercizio dell'attivita' amministrativa o dal mancato esercizio di quella obbligatoria. Nei casi di giurisdizione esclusiva puo' altresi' essere chiesto il risarcimento del danno da lesione di diritti soggettivi. Sussistendo i presupposti previsti dall'articolo 2058 del codice civile, puo' essere chiesto il risarcimento del danno in forma specifica. 3. La domanda di risarcimento per lesione di interessi legittimi e' proposta entro il termine di decadenza di centoventi giorni decorrente dal giorno in cui il fatto si e' verificato ovvero dalla conoscenza del provvedimento se il danno deriva direttamente da questo. Nel determinare il risarcimento il giudice valuta tutte le circostanze di fatto e il comportamento complessivo delle parti e, comunque, esclude il risarcimento dei danni che si sarebbero potuti evitare usando l'ordinaria diligenza, anche attraverso l'esperimento degli strumenti di tutela previsti. 4. Per il risarcimento dell'eventuale danno che il ricorrente comprovi di aver subito in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento, il termine di cui al comma 3 non decorre fintanto che perdura l'inadempimento. Il termine di cui al comma 3 inizia comunque a decorrere dopo un anno dalla scadenza del termine per provvedere. 5. Nel caso in cui sia stata proposta azione di annullamento la domanda risarcitoria puo' essere formulata nel corso del giudizio o, comunque, sino a centoventi giorni dal passaggio in giudicato della relativa sentenza. 6. Di ogni domanda di condanna al risarcimento di danni per lesioni di interessi legittimi o, nelle materie di giurisdizione esclusiva, di diritti soggettivi conosce esclusivamente il giudice amministrativo. Art. 31Azione avverso il silenzio e declaratoria di nullita'1. Decorsi i termini per la conclusione del procedimento amministrativo ((e negli altri casi previsti dalla legge)), chi vi ha interesse puo' chiedere l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere. 2. L'azione puo' essere proposta fintanto che perdura l'inadempimento e, comunque, non oltre un anno dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento. E' fatta salva la riproponibilita' dell'istanza di avvio del procedimento ove ne ricorrano i presupposti. 3. Il giudice puo' pronunciare sulla fondatezza della pretesa dedotta in giudizio solo quando si tratta di attivita' vincolata o quando risulta che non residuano ulteriori margini di esercizio della discrezionalita' e non sono necessari adempimenti istruttori che debbano essere compiuti dall'amministrazione. 4. La domanda volta all'accertamento delle nullita' previste dalla legge si propone entro il termine di decadenza di centottanta giorni. La nullita' dell'atto puo' sempre essere opposta dalla parte resistente o essere rilevata d'ufficio dal giudice. Le disposizioni del presente comma non si applicano alle nullita' di cui all'articolo 114, comma 4, lettera b), per le quali restano ferme le disposizioni del Titolo I del Libro IV. Art. 32Pluralita' delle domande e conversione delle azioni1. E' sempre possibile nello stesso giudizio il cumulo di domande connesse proposte in via principale o incidentale. Se le azioni sono soggette a riti diversi, si applica quello ordinario, salvo quanto previsto ((dal)) Titolo V del Libro IV. 2. Il giudice qualifica l'azione proposta in base ai suoi elementi sostanziali. Sussistendone i presupposti il giudice puo' sempre disporre la conversione delle azioni. Titolo IVPronunce giurisdizionali
Art. 33Provvedimenti (( . . . ))1. Il giudice pronuncia:a) sentenza quando definisce in tutto o in parte il giudizio;b) ordinanza quando assume misure cautelari o interlocutorie, ovvero decide sulla competenza; c) decreto nei casi previsti dalla legge.2. Le sentenze di primo grado sono esecutive.3. Le ordinanze e i decreti, se non pronunciati in udienza o in camera di consiglio e inseriti nel relativo verbale, sono comunicati alle parti dalla segreteria nel termine di cui all'articolo 89, comma 3. 4. L'ordinanza che dichiara l'incompetenza indica in ogni caso il giudice competente. Art. 34Sentenze di merito1. In caso di accoglimento del ricorso il giudice, nei limiti della domanda: a) annulla in tutto o in parte il provvedimento impugnato;b) ordina all'amministrazione, rimasta inerte, di provvedere entro un termine; c) condanna al pagamento di una somma di denaro, anche a titolo di risarcimento del danno, all'adozione delle misure idonee a tutelare la situazione giuridica soggettiva dedotta in giudizio e dispone misure di risarcimento in forma specifica ai sensi dell'articolo 2058 del codice civile; d) nei casi di giurisdizione di merito, adotta un nuovo atto, ovvero modifica o riforma quello impugnato; e) dispone le misure idonee ad assicurare l'attuazione del giudicato e delle pronunce non sospese, compresa la nomina di un commissario ad acta, che puo' avvenire anche in sede di cognizione con effetto dalla scadenza di un termine assegnato per l'ottemperanza. 2. In nessun caso il giudice puo' pronunciare con riferimento a poteri amministrativi non ancora esercitati. Salvo quanto previsto dal comma 3 e dall'articolo 30, comma 3, il giudice non puo' conoscere della legittimita' degli atti che il ricorrente avrebbe dovuto impugnare con l'azione di annullamento di cui all'articolo 29. 3. Quando, nel corso del giudizio, l'annullamento del provvedimento impugnato non risulta piu' utile per il ricorrente, il giudice accerta l'illegittimita' dell'atto se sussiste l'interesse ai fini risarcitori. 4. In caso di condanna pecuniaria, il giudice puo', in mancanza di opposizione delle parti, stabilire i criteri in base ai quali il debitore deve proporre a favore del creditore il pagamento di una somma entro un congruo termine. Se le parti non giungono ad un accordo, ovvero non adempiono agli obblighi derivanti dall'accordo concluso, con il ricorso previsto dal Titolo I del Libro IV, possono essere chiesti la determinazione della somma dovuta ovvero l'adempimento degli obblighi ineseguiti. 5. Qualora nel corso del giudizio la pretesa del ricorrente risulti pienamente soddisfatta, il giudice dichiara cessata la materia del contendere. Art. 35Pronunce di rito1. Il giudice dichiara, anche d'ufficio, il ricorso:a) irricevibile se accerta la tardivita' della notificazione o del deposito; b) inammissibile quando e' carente l'interesse o sussistono altre ragioni ostative ad una pronuncia sul merito; c) improcedibile quando nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione, o non sia stato integrato il contraddittorio nel termine assegnato, ovvero sopravvengono altre ragioni ostative ad una pronuncia sul merito. 2. Il giudice dichiara estinto il giudizio:a) se, nei casi previsti dal presente codice, non viene proseguito o riassunto nel termine perentorio fissato dalla legge o assegnato dal giudice; b) per perenzione;c) per rinuncia.
Art. 36Pronunce interlocutorie1. Salvo che il presente codice disponga diversamente, il giudice provvede con ordinanza in tutti i casi in cui non definisce nemmeno in parte il giudizio. 2. Il giudice pronuncia sentenza non definitiva quando decide solo su alcune delle questioni, anche se adotta provvedimenti istruttori per l'ulteriore trattazione della causa. Art. 37Errore scusabile1. Il giudice puo' disporre, anche d'ufficio, la rimessione in termini per errore scusabile in presenza di oggettive ragioni di incertezza su questioni di diritto o di gravi impedimenti di fatto. Titolo VDisposizioni di rinvio Art. 38Rinvio interno1. Il processo amministrativo si svolge secondo le disposizioni del Libro II che, se non espressamente derogate, si applicano anche alle impugnazioni e ai riti speciali. Art. 39Rinvio esterno1. Per quanto non disciplinato dal presente codice si applicano le disposizioni del codice di procedura civile, in quanto compatibili o espressione di principi generali. 2. Le notificazioni degli atti del processo amministrativo sono comunque disciplinate dal codice di procedura civile e dalle leggi speciali concernenti la notificazione degli atti giudiziari in materia civile. LIBRO SECONDOPROCESSO AMMINISTRATIVO DI PRIMO GRADOTitolo IDisposizioni generaliCapo IRicorsoSezione IRicorso e costituzione delle parti
Art. 40Contenuto del ricorso1. Il ricorso deve contenere:a) gli elementi identificativi del ricorrente, del suo difensore e delle parti nei cui confronti il ricorso e' proposto; b) l'indicazione dell'oggetto della domanda, ivi compreso l'atto o il provvedimento eventualmente impugnato, e la data della sua notificazione, comunicazione o comunque della sua conoscenza; c) l'esposizione sommaria dei fatti, i motivi specifici su cui si fonda il ricorso, l'indicazione dei mezzi di prova e dei provvedimenti chiesti al giudice; d) la sottoscrizione del ricorrente, se esso sta in giudizio personalmente, oppure del difensore, con indicazione, in questo caso, della procura speciale. Art. 41Notificazione del ricorso e suoi destinatari1. Le domande si introducono con ricorso al tribunale amministrativo regionale competente. 2. Qualora sia proposta azione di annullamento il ricorso deve essere notificato, a pena di decadenza, alla pubblica amministrazione che ha emesso l'atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati che sia individuato nell'atto stesso entro il termine previsto dalla legge, decorrente dalla notificazione, comunicazione o piena conoscenza, ovvero, per gli atti di cui non sia richiesta la notificazione individuale, dal giorno in cui sia scaduto il termine della pubblicazione se questa sia prevista dalla legge o in base alla legge. Qualora sia proposta azione di condanna, anche in via autonoma, il ricorso e' notificato altresi' agli eventuali beneficiari dell'atto illegittimo, ai sensi dell'articolo 102 del codice di procedura civile; altrimenti il giudice provvede ai sensi dell'articolo 49. 3. La notificazione dei ricorsi nei confronti delle amministrazioni dello Stato e' effettuata secondo le norme vigenti per la difesa in giudizio delle stesse. 4. Quando la notificazione del ricorso nei modi ordinari sia particolarmente difficile per il numero delle persone da chiamare in giudizio il presidente del tribunale o della sezione cui e' assegnato il ricorso puo' disporre, su richiesta di parte, che la notificazione sia effettuata per pubblici proclami prescrivendone le modalita'. 5. Il termine per la notificazione del ricorso e' aumentato di trenta giorni, se le parti o alcune di esse risiedono in altro Stato d'Europa, o di novanta giorni se risiedono fuori d'Europa. Art. 42Ricorso incidentale e domanda riconvenzionale1. Le parti resistenti e i controinteressati possono proporre domande il cui interesse sorge in dipendenza della domanda proposta in via principale, a mezzo di ricorso incidentale. Il ricorso si propone nel termine di sessanta giorni decorrente dalla ricevuta notificazione del ricorso principale. Per i soggetti intervenuti il termine decorre dall'effettiva conoscenza della proposizione del ricorso principale. 2. Il ricorso incidentale, notificato ai sensi dell'articolo 41 alle controparti personalmente o, se costituite, ai sensi dell'articolo 170 del codice di procedura civile, ha i contenuti di cui all'articolo 40 ed e' depositato nei termini e secondo le modalita' previste dall'articolo 45. 3. Le altre parti possono presentare memorie e produrre documenti nei termini e secondo le modalita' previsti dall'articolo 46. 4. La cognizione del ricorso incidentale e' attribuita al giudice competente per quello principale, salvo che la domanda introdotta con il ricorso incidentale sia devoluta alla competenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, ovvero alla competenza funzionale di un tribunale amministrativo regionale, ai sensi dell'articolo 14; in tal caso la competenza a conoscere dell'intero giudizio spetta al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, ovvero al tribunale amministrativo regionale avente competenza funzionale ai sensi dell'articolo 14. 5. Nelle controversie in cui si faccia questione di diritti soggettivi le domande riconvenzionali dipendenti da titoli gia' dedotti in giudizio sono proposte nei termini e con le modalita' di cui al presente articolo. Art. 43Motivi aggiunti1. I ricorrenti, principale e incidentale, possono introdurre con motivi aggiunti nuove ragioni a sostegno delle domande gia' proposte, ovvero domande nuove purche' connesse a quelle gia' proposte. Ai motivi aggiunti si applica la disciplina prevista per il ricorso, ivi compresa quella relativa ai termini. 2. Le notifiche alle controparti costituite avvengono ai sensi dell'articolo 170 del codice di procedura civile. 3. Se la domanda nuova di cui al comma 1 e' stata proposta con ricorso separato davanti allo stesso tribunale, il giudice provvede alla riunione dei ricorsi ai sensi dell'articolo 70. Art. 44Vizi del ricorso e della notificazione1. Il ricorso e' nullo:a) se manca la sottoscrizione;b) se, per l'inosservanza delle altre norme prescritte nell'articolo 40, vi e' incertezza assoluta sulle persone o sull'oggetto della domanda. 2. Se il ricorso contiene irregolarita', il collegio puo' ordinare che sia rinnovato entro un termine a tal fine fissato. (Raccolta normativa)