Source: https://ltantalo.com/2011/05/26/
Timestamp: 2020-02-17 16:56:54+00:00
Document Index: 20774495

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 366', 'sentenza ', 'art. 2051', 'art. 2043', 'sentenza ']

26 maggio 2011 – Luca Tantalo, avvocato e mediatore
Giorno: 26 maggio 2011
Il Comune è responsabile del danno del cittadino che cade in una buca piena d’acqua (Cass. 11430/11)
Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza 7 aprile – 24 maggio 2011, n. 11430
“l.- Con sentenza n. 784/2009, depositata il 15 giugno 2009, la Corte di appello di Bologna, confermando la sentenza emessa in primo grado dal Tribunale di Ravenna, ha respinto la domanda proposta da F. C. contro il Comune di Cervia, per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito della caduta su di una buca nella pavimentazione del marciapiede della via (omissis), in Comune di Milano Marittima. La C. propone tre motivi di ricorso per cassazione. Il Comune non ha depositato difese.
2. – Il primo motivo di ricorso è inammissibile ai sensi dell’art. 366 bis cod. proc., a causa dell’inidonea formulazione del quesito che, lungi dal sottoporre Corte una questione di diritto, chiede l’accertamento di un fatto, per di più riservato alla discrezionale valutazione del giudice di merito.
Si chiede di accertare “…se la circostanza che la buca stradale fosse piena d’acqua possa configurare quell’evento imprevedibile-inevitabile che, rappresentando il caso fortuito, esclude la responsabilità del custode”.
In primo luogo i lineamenti della fattispecie sono riportati in termini a dir poco generici ed insufficienti a consentire di formulare un giudizio (a parte il fatto che non risulta per quali cause, da quanto tempo e perché la buca si fosse riempita d’acqua, al pedone si potrebbe richiedere di non andare a mettere i piedi nell’acqua od in luoghi dei quali non vede il fondo).
In secondo luogo e soprattutto, la questione relativa alla sussistenza o meno del nesso causale fra il fatto e il danno nella specie, fra la situazione del fondo stradale e l’incidente occorso alla ricorrente – attiene al merito della controversia e richiede un accertamento in fatto che deve essere compiuto dal giudice del merito e che è suscettibile di riesame in sede di legittimità solo sotto il profilo degli eventuali vizi di motivazione. L’accertamento non può essere demandato al giudice di legittimità, per di più sotto forma di quesito di diritto.
3. – Il secondo motivo, che denuncia contraddittorietà ed insufficienza della motivazione sotto vari profili (non sempre rilevanti ai fini della decisione), non contiene un momento di sintesi delle censure dal quale risulti la chiara indicazione del fatto controverso in relazione al quale la motivazione è da ritenere omessa, insufficiente o contraddittoria e le ragioni per cui è inidonea a giustificare la soluzione adottata, come richiesto a pena di inammissibilità dalla consolidata giurisprudenza di questa Corte (Cass. civ. Sez. Un. 1 ottobre 2007 n. 20603 e 18 giugno 2008 n. 16258; Cass. Civ. Sez. 3, 4 febbraio 2008 n. 2652; Cass. Civ. Sez. III, 7 aprile 2008 n. 8897, n. 4646/2008 e n. 4719/2008, fra le tante).
Ne emerge tuttavia che la Corte di appello, dopo avere premesso che la presenza di una buca sul fondo stradale cittadino giustifica l’addebito di responsabilità al Comune per difetto di manutenzione e manifesta la sussistenza del nesso causale fra la situazione della strada e l’infortunio occorso alla ricorrente, ha poi qualificato come caso fortuito la circostanza che la buca fosse ricoperta dall’acqua e non visibile dall’infortunata, sul rilievo che si trattava di evento estemporaneo, nei confronti del quale il Comune non ha avuto la possibilità di intervenire tempestivamente.
La sentenza impugnata ha cioè considerato come causa idonea ad esimere l’ente pubblico da responsabilità una circostanza di fatto che ha invece aggravato gli effetti del vizio di manutenzione, che senza quel vizio non avrebbe causato il danno e che avrebbe potuto valere ad escludere non la responsabilità del Comune, bensì un eventuale concorso di colpa dell’infortunata, per non avere visto tempestivamente la buca.
Trattasi di motivazione illogica e contraria ai principi di diritto di cui all’art. 2051 cod. civ..
La Corte di appello ha confuso un evento (normale e largamente prevedibile) che ha contribuito a causare il danno (la pioggia che, nascondendo le asperità del suolo, le ha rese ancor più insidiose) con una causa di interruzione del nesso causale, quasi che si trattasse di evento esterno e non controllabile, di per sé solo sufficiente a produrre il danno.
4. – Il terzo motivo, che lamenta vizi di motivazione nella parte in cui è stata esclusa la responsabilità anche ai sensi dell’art. 2043 cod. civ., risulta assorbito.
5.- Propongo che il primo motivo sia dichiarato inammissibile ed il secondo motivo sia accolto, con procedimento in Camera di consiglio”.
1. – Il Collegio, all’esito dell’esame del ricorso, ha condiviso la soluzione e gli argomenti esposti nella relazione.
2. – Il primo motivo di ricorso deve essere dichiarato inammissibile, mentre il secondo motivo deve essere accolto, con rinvio della causa alla Corte di appello di Bologna, in diversa composizione, affinché decida la controversia con adeguata e logica motivazione.
3. – Il giudice di rinvio deciderà anche sulle spese del presente giudizio.
La Corte di cassazione accoglie il secondo motivo di ricorso e dichiara inammissibile il primo motivo, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa alla Corte di appello di Bologna, in diversa composizione, che deciderà anche sulle spese del giudizio di cassazione.
Autore Avv. Luca TantaloScritto il 26 maggio 2011 Categorie Avvocati,SentenzeTag Avvocati,caduta buca,cassazione,Danno,danno da caduta,insidia stradale,Risarcimento del danno,sentenzeLeave a comment on Il Comune è responsabile del danno del cittadino che cade in una buca piena d’acqua (Cass. 11430/11)
Mediazione: il ministro Alfano garantisce che l’obbligatorietà rimarrà in vigore.
Al dibattito di ieri, al quale sono intervenuti tra gli altri il ministro Alfano, la dott.ssa Augusta Iannini, capo dell’ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, l’avv. Alpa, presidente del CNF e il dott. Luca Palamara, presidente dell’ Associazione Nazionale Magistrati, il Ministro ha ribadito che l’obbligatorietà della Mediazione rimarrà in vigore. Il Ministro ha poi avvisato gli organismi di mediazione, e questo dovrebbe tranquillizzare chi giustamente si preoccupa realmente degli interessi del cittadino e non di quelli di categoria, che essi “non saranno guardati con occhi distratti né benevoli, saremo attentissimi al rispetto delle regole ed alla qualità del servizio”.
A conforto di queste dichiarazioni, è stato poi presentato il sistema di monitoraggio degli enti e delle procedure, che sarà continuo e attento. Sono poi stati presentati i primi dati sulle mediazioni, che sono assolutamente confortanti, relativamente al dato di quelle in cui ambedue le parti hanno aderito: ebbene, in questi casi, la percentuale di successo della procedura è del 71%.
Inoltre, è emerso un altro dato assai rassicurante per chi temeva la scarsa professionalità dei mediatori, e che dovrebbe mettere a tacere chi, per sostenere le sue ragioni, afferma che tra i “pericoli” della mediazione vi è quello di affidare la questione a chi non ha alcuna competenza giuridica: il 60% degl iscritti come mediatore è composto da avvocati, il 5% da praticanti avvocati o comunque laureati in giurisprudenza, il 9% da commercialisti. Mi pare che ci sia da stare sereni. Starà poi, come accade sempre, alla serietà dell’organismo la scelta accurata del mediatore.
Infine, è emerso un ulteriore dato, che peraltro a me sembra già piuttosto ovvio: fermo restando che probabilmente verrà introdotta l’assistenza tecnica obbligatoria, nella pratica non accade mai, già da ora, che il singolo soggetto vada in mediazione senza il suo legale. Lo schema è lo stesso di prima: quando c’è un problema si va dall’avvocato, il quale prepara ed inoltra l’istanza di mediazione, ove poi assiste il cliente. Una preoccupazione inutile, quindi, a mio parere.
Autore Avv. Luca TantaloScritto il 26 maggio 2011 Categorie Avvocati,MediazioneTag Adr,Avvocati,Conciliazione,Mediazione,Obbligatorietà mediazioneLeave a comment on Mediazione: il ministro Alfano garantisce che l’obbligatorietà rimarrà in vigore.
734.368 hits