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Timestamp: 2018-11-18 19:28:34+00:00
Document Index: 111494304

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 8']

CCNL metalmeccanici industria elemento perequativo
L elemento perequativo nel settore metalmeccanici industria è regolato dall''articolo 13 Titolo IV del CCNL 5/12/2012.
Art. 13. – Elemento perequativo.
A decorrere dal 2008, ai lavoratori in forza al 1º gennaio di ogni anno nelle aziende prive di contrattazione di secondo livello riguardante il Premio di risultato o altri istituti retributivi comunque soggetti a contribuzione e che nel corso dell’anno precedente (1º gennaio – 31 dicembre) abbiano percepito un trattamento retributivo composto esclusivamente da importi retributivi fissati dal Ccnl (lavoratori privi di superminimi collettivi o individuali, premi annui o altri importi retributivi comunque soggetti a contribuzione), è corrisposta, a titolo perequativo, con la retribuzione del mese di giugno, una cifra annua pari a 260 euro, onnicomprensiva e non incidente sul Tfr ovvero una cifra inferiore fino a concorrenza in caso di presenza di retribuzioni aggiuntive a quelle fissate dal Ccnl, in funzione della durata, anche non consecutiva, del rapporto di lavoro nel corso dell’anno precedente.
La frazione di mese superiore a 15 giorni sarà considerata, a questi effetti, come mese intero.
A decorrere dal 1º gennaio 2011 l’importo sopra riportato è elevato a 455 euro.
A decorrere dal 1º gennaio 2014 l’Elemento Perequativo è elevato a 485 euro.
Nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro antecedentemente al momento di corresponsione dell’elemento perequativo, fermo restando i criteri di maturazione dello stesso, il suddetto importo verrà corrisposto all’atto della liquidazione delle competenze.
L’elemento perequativo come sopra definito sarà ad ogni effetto di competenza dell’anno di erogazione in quanto il riferimento ai trattamenti retributivi percepiti è assunto dalle parti quale parametro di riferimento ai fini del riconoscimento dell’istituto.
Normativa generale relativa agli sgravi contributi sulle erogazioni di secondo livello.
Un particolare regime contributivo (c.d. decontribuzione) è stato introdotto (art. 5, D.L. 24 settembre 1996, n. 499, ripreso con l’art. 2, D.L. 25 marzo 1997, n. 67 convertito, con modi- 322 841 ficazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135 – norma espressamente richiamata dall’art. 6, lett. E), D.Lgs. 314/1997) per le erogazioni così dette di secondo livello.
L’art. 1, c. 67, legge 24 dicembre 2007, n. 247, dispone – con effetto dal 1° gennaio 2008 – l’abrogazione dell’art. 2, D.L. 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135 (regime contributivo delle erogazioni previste dai contratti di secondo livello).
In sostituzione dell’abrogata decontribuzione, il medesimo c. 67 introduce, in via sperimentale dal 2008 in via definitiva dall’anno 2012 per effetto dell’art. 4, c. 28, legge 28 giugno 2012, n. 92) e a domanda delle aziende, uno sgravio contributivo – nei limiti delle risorse stabilite dalla norma medesima – sulle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello nonché dalla contrattazione collettiva di prossimità (art. 8, D.L. n. 138/2011, conv. In legge n. 148/2011), la cui struttura sia correlata dal contratto collettivo medesimo alla misurazione di incrementi di produttività, qualità ed altri elementi di competitività assunti come indicatori dell’andamento economico dell’impresa e dei suoi risultati.
Lo sgravio è stato applicato nel limite del 2,25% elevato al 2,50% elevabile fino ad un massimo del 5% in caso di eccedenza di risorse disponibili. Per l’attuazione pratica della agevolazione contributiva, la legge rimanda all’emanazione di appositi decreti ministeriali, per ogni anno interessato.
Misura dello sgravio Entro il tetto percentuale della retribuzione contrattuale del lavoratore fissato dalla legge, la norma prevede la concessione di uno sgravio contributivo così articolato: nel limite massimo di 25 punti dell’aliquota a carico del datore di lavoro, totale sulla quota del lavoratore.
Esempio valido per l'anno 2012: aliquota sgravio: 2,25%
In una azienda industriale con oltre 50 dipendenti, ad un operaio con una retribuzione annua di € 26.000,00, viene corrisposto un premio di risultato di € 2.000,00.
Ai fini della quantificazione dello sgravio, si dovrà operare come segue:
- retribuzione contrattuale annua del lavoratore € 28.000 (comprensivi del premio di risultato); - sgravio contributivo, sul premio di risultato, nei limiti del 2,25% della retribuzione imponibile annua del lavoratore, pari a 25 punti percentuali della quota di contribuzione datoriale dovuta sull'erogazione per la quale si chiede il beneficio e totale per quanto attiene la quota del lavoratore;
- tetto dell'erogazione per la quale è possibile richiedere lo sgravio: € 28.000 x 2,25% = € 630,00;
- sgravio a favore dell'azienda= 25 puntyi della percentuale a proprio carico (€ 630,00 x 25% = € 157,50);
- sgravio a favore del lavoratore = 9,49%,pari all'intera quota a suo carico ( € 630,00 x 9,49% = € 59,79);
- sgravio complessivo richiesto = € 212,70 (€ 157,50 + € 59,79)
Sulla quota di premio di risultato di € 1.370,00 (€ 2.000 - € 630), eccedente il limite ammesso allo sgravio contributivo, dovrà essere versata la ordinaria contribuzione.
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