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Timestamp: 2019-03-20 09:23:16+00:00
Document Index: 148280370

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 9', 'art. 168', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 141', 'art. 20', 'art 10', 'art. 4']

Ministero della giustizia - Convenzione tra il Ministero della giustizia e l'Associazione della Croce Rossa Italiana - 26 settembre 2018
C.F./P.IVA 13669721006 con sede legale in Roma alla Via Toscana n. 12, 00187
“Svolgimento del lavoro di pubblica utilità ai fini della messa alla prova”
PREMESSO che ai sensi dell’art. 2, comma 4, del decreto 8 giugno 2015, n. 88 nelle convenzioni sono specificate le mansioni cui i soggetti che prestano lavoro di pubblica utilità possono essere adibiti. Nella fattispecie, tali mansioni sono quelle di cui alle lettere a) prestazioni di lavoro per finalità sociali e socio – sanitarie nei confronti di persone alcoldipendenti e tossicodipendenti, diversamente abili, malati, anziani, minori, stranieri; b) prestazioni di lavoro per finalità di protezione civile, anche mediante soccorso alla popolazione in caso di calamità naturali; e) lavoro nella manutenzione e fruizione di immobili e servizi pubblici, inclusi ospedali e case di cura, o di beni del demanio e del patrimonio pubblico, compresi giardini, ville e parchi, con esclusione di immobili utilizzati dalle Forze armate o dalle Forze di polizia; f) prestazioni di lavoro inerenti a specifiche competenze o professionalità del soggetto;
QUALE PARTE INTEGRANTE DELLA PRESENTE CONVENZIONE
Il Ministero della Giustizia, per il tramite del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità (DGMC), che interviene nella persona del Presidente Gemma Tuccillo, Capo del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità (DGMC) e l’Associazione della Croce Rossa Italiana, nella persona del Segretario Generale e Procuratore speciale Dott. Flavio Ronzi:
La Croce Rossa Italiana sottoscrive la presente Convenzione che, in forza del Principio di Unità e dell’art. 9.1 del vigente Statuto, deve intendersi vincolare sia l’Associazione, comprensiva dei propri Comitati Regionali, sia i Comitati Territoriali, che, in ragione della propria autonomia giuridica, aderiscono mediante comunicazione di adesione. In esecuzione alla presente Convenzione la Croce Rossa Italiana mette a disposizione, anche attraverso i Comitati di cui sopra, almeno n. 354 posti per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità in favore della collettività, per l'adempimento degli obblighi previsti dall'art. 168 bis codice penale.
I Comitati Regionali e Territoriali CRI aderenti (di seguito Comitati) e, quindi, presso i quali potrà essere svolta l'attività lavorativa gratuita, sono ad oggi complessivamente n. 103, per un totale di n. 111 sedi di servizio, dislocati su tutto il territorio nazionale come da elenco in Allegato 1, passibile di aggiornamento in esito a successive adesioni da parte di ulteriori Comitati che l’Associazione si impegna a promuovere mediante diffusione della presente convenzione presso i Comitati stessi.
I suddetti Comitati, provvederanno ad aggiornare costantemente i Tribunali e gli uffici di esecuzione penale esterna territorialmente competenti sulla situazione dei posti di lavoro disponibili presso le proprie strutture per favorire l'attività di orientamento e avvio degli imputati al lavoro di pubblica utilità.
I soggetti ammessi allo svolgimento dei lavori di pubblica utilità presteranno, presso i Comitati, le attività di seguito delineate, che rientrano nei settori di impiego indicati dall'art. 2, comma 4, lettere a), b), e), f) del D.M. 88/2015.
a) prestazioni di lavoro per finalità sociali e socio – sanitarie nei confronti di persone alcoldipendenti e tossicodipendenti, diversamente abili, malati, anziani, minori, stranieri; b) prestazioni di lavoro per finalità di protezione civile, anche mediante soccorso alla popolazione in caso di calamità naturali; e) lavoro nella manutenzione e fruizione di immobili e servizi pubblici, inclusi ospedali e case di cura, o di beni del demanio e del patrimonio pubblico, compresi giardini, ville e parchi, con esclusione di immobili utilizzati dalle Forze armate o dalle Forze di polizia; f) prestazioni di lavoro inerenti a specifiche competenze o professionalità del soggetto.
Tali attività saranno meglio declinate sul territorio in considerazione delle specifiche competenze della Croce Rossa Italiana, con il coinvolgimento degli uffici di esecuzione penale esterna, previsto al comma 3 del medesimo art. 2 del D.M. 88/2015.
L'attività non retribuita in favore della collettività sarà svolta in conformità con quanto disposto nel programma di trattamento e dall'ordinanza di ammissione alla prova; il programma specificherà le mansioni alle quali viene adibito il soggetto, fra quelle comprese all’art. 2, comma 4, lettere a), b), e), f) del DM n. 88/2015, la durata e l'orario di svolgimento della prestazione lavorativa, nel rispetto delle esigenze di vita dei richiedenti, dei diritti fondamentali e della dignità della persona.
L'ufficio di esecuzione penale esterna territorialmente competente, che redige il programma di trattamento, si impegna a conciliare le esigenze della persona sottoposta alla messa alla prova con quelle della Croce Rossa Italiana, sia nella fase di istruzione del procedimento di messa alla prova, sia durante l'esecuzione dell'attività di pubblica utilità, anche in funzione di eventuali variazioni del programma dell'attività lavorativa, da sottoporre all'approvazione del giudice competente.
Come stabilito dalla normativa vigente, è fatto divieto ai Comitati di corrispondere ai soggetti impegnati nelle prestazioni lavorative una retribuzione, in qualsiasi forma, per l'attività da essi svolta.
I Comitati, ciascuno per quanto di propria competenza, garantiscono la conformità delle proprie sedi alle norme in materia di sicurezza e di igiene degli ambienti di lavoro, e si impegnano ad assicurare la predisposizione delle misure necessarie a tutelare, anche attraverso dispositivi di protezione individuali, l'integrità dei soggetti ammessi alla prova, secondo quanto previsto dal Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
Gli oneri per la copertura assicurativa contro gli infortuni e le malattie professionali, nonché riguardo alla responsabilità civile verso terzi, dei soggetti avviati ai lavori di pubblica utilità, sono a carico dei Comitati, che provvedono, in caso di eventuale sinistro, ad effettuare tempestivamente le comunicazioni agli uffici competenti.
I Comitati potranno beneficiare del Fondo istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, previsto all’art. 1, comma 86 della legge di bilancio 2017 e confermato per gli anni 2018 e 2019 all’art. 1 – comma 181 della legge di bilancio 2018, per la copertura assicurativa INAIL dei soggetti impegnati in lavori di pubblica utilità.
I Comitati comunicheranno all'ufficio di esecuzione penale esterna territorialmente competente il nominativo dei referenti, incaricati di coordinare la prestazione lavorativa di ciascuno degli imputati, e di impartire le relative istruzioni. I referenti si impegnano a segnalare immediatamente, anche per le vie brevi, all'ufficio di esecuzione penale esterna incaricato del procedimento, l'eventuale rifiuto a svolgere la prestazione di pubblica utilità da parte dei soggetti ammessi alla prova, e di ogni altra grave inosservanza degli obblighi assunti.
I Comitati consentiranno l'accesso presso le proprie sedi ai funzionari dell'Ufficio di esecuzione penale esterna incaricati di svolgere l'attività di controllo che sarà effettuata, di norma, durante l'orario di lavoro, nonché la visione e l'eventuale estrazione di copia del registro delle presenze, o degli atti annotati dall'equivalente strumento di rilevazione elettronico, che i Comitati si impegnano a predisporre.
L'ufficio di esecuzione penale esterna territorialmente competente informerà i Comitati sul nominativo del funzionario incaricato di seguire l'andamento della messa alla prova per ciascuno dei soggetti inseriti.
I Comitati si impegnano, altresì, a comunicare ogni eventuale variazione dei nominativi dei referenti alla cancelleria del competente tribunale e all'ufficio di esecuzione penale esterna che insiste sullo stesso territorio.
Al solo fine di consentire un adeguato monitoraggio delle attività da parte dell’Associazione, ma senza che da ciò ne consegua qualsivoglia assunzione di responsabilità in capo a quest’ultima rispetto alle obbligazioni assunte dai singoli Comitati Territoriali, l’Associazione nominerà dei referenti da individuarsi all’interno dei singoli Comitati Regionali.
I Comitati Territoriali dovranno comunicare ai detti referenti l’eventuale recesso dalla convenzione, l’eventuale adesione alla stessa oltre che le variazioni dei nominativi dei referenti nominati dai Comitati territoriali stessi e/o eventuali ulteriori variazioni che possano avere un effetto rispetto ai rapporti instaurati in ragione della presente convenzione. Nel caso di nuova adesione e/o recesso sarà cura di questi ultimi darne notizia al Ministero, ai Tribunali ed agli uffici di esecuzione penale esterna territorialmente competenti.
I referenti indicati all'art. 5 della convenzione, al termine del periodo previsto per l'esecuzione del lavoro di pubblica utilità, forniranno le informazioni inerenti l'assolvimento degli obblighi dell'imputato, all'ufficio di esecuzione penale esterna, che assicura le comunicazioni all'autorità giudiziaria competente, con le modalità previste dall'art. 141 ter, commi 4 e 5, del Decreto legislativo 28 luglio 1898, n. 271.
In caso di grave o reiterata inosservanza delle condizioni stabilite, la convenzione potrà essere risolta da parte del Ministero della Giustizia, fatte salve le eventuali responsabilità, a termini di legge, delle persone preposte al funzionamento dell’Associazione/Comitati Regionali e Comitati Territoriali CRI in ragione dei rispettivi ambiti di responsabilità ai sensi dell’art. 20.3 del vigente Statuto CRI.
L’Associazione e i Comitati potranno recedere dalla presente convenzione, prima del termine di cui all'art 10, in caso di cessazione dell'attività che dovrà essere tempestivamente comunicata dai referenti.
Nell'ipotesi di cessazione parziale o totale delle attività dei Comitati, di recesso o di risoluzione della presente convenzione, tali da rendere impossibile la prosecuzione dell'attività di lavoro, l'ufficio di esecuzione penale esterna informa tempestivamente il giudice che ha disposto la sospensione del processo con la messa alla prova, per l'adozione dei provvedimenti previsti dall'art. 4, comma 3 del D.M. n. 88/2015.
Il Capo Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità
Elenco sedi aggiornate a gennaio 2019 (pdf, 531 Kb)