Source: http://www.edscuola.it/archivio/cronologia/1099.html
Timestamp: 2017-09-20 11:16:32+00:00
Document Index: 160774061

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 6', 'art.8', 'art. 34', 'art. 3', 'art. 191', 'art.12', 'art.9', 'art. 1', 'art. 17']

Educazione&Scuola - Ottobre 1999
L'art. 5 della Legge 13 maggio 1999, n. 133 ha prorogato al 31 ottobre 1999, il termine del 31 dicembre 1998, previsto dall'art. 6, comma 1, della Legge 27 dicembre 1997, n. 449, per le particolari agevolazioni nell'acquisto di attrezzature informatiche da parte di università e istituzioni scolastiche (vd. CM Finanze 14.07.99, Legge 449/97, Legge 133/99 e DI 440/98).
PSTD - Progetti 1a e 1b in Italia
PSTD - Dicembre 1997
PSTD - Aprile 1999
15 - 31 ottobre Elezione Consulte Studenti
La CM 195/99 stabilisce che, in applicazione del 1° comma dell'art. 5 del DPR 156/99, che ha modificato l'art. 6 del DPR 567/96:
"(...) a partire da questa tornata elettorale la componente degli studenti è chiamata ad eleggere anche due propri rappresentanti per ciascuna scuola o istituto nella consulta provinciale degli studenti. L'elezione di detti rappresentanti avrà luogo entro lo stesso termine (entro il 2 novembre 1999, cadendo il 31 ottobre in giorno festivo - NDR) e con le medesime modalità stabilite per l'elezione dei rappresentanti degli studenti nel consiglio di istituto. E' appena il caso di ricordare che, dovendosi eleggere due rappresentati per ciascuna scuola o istituto, ogni elettore potrà esprimere una sola preferenza.
Inoltre, tenuto conto della valenza che la consulta degli studenti assume nell'organizzazione scolastica, si rileva la necessità che essa sia costituita e convocata entro il mese di ottobre. Conseguentemente, i Provveditorati agli studi vorranno sensibilizzare i Capi d'istituto affinché le relative elezioni vengano espletate entro il 15 ottobre 1999 ed i nominativi degli eletti siano comunicati con ogni sollecitudine all'Ufficio scolastico provinciale."
25 - 30 ottobre Settimana Educazione Ambientale
Il Comitato Tecnico Inteministeriale previsto dall'Accordo di programma tra il ministero della Pubblica Istruzione ed il ministero dell'Ambiente promuove dal 25 al 30 ottobre la III Settimana nazionale dell'educazione ambientale che, quest'anno, ha anche il compito di preparare la Conferenza Nazionale dell'Educazione Ambientale che si terrà a Genova nell'aprile del 2000.
Accordo Quadro MPI - Min. Ambiente
05 - 29 ottobre Scuola e Parlamento
Aula Camera 7, 26 riprende il dibattito, interrotto il 29 luglio (dopo l'approvazione dei primi nove articoli), sul testo unificato delle proposte di legge sulle Norme sulle rappresentanze sindacali unitarie nei luoghi di lavoro, sulla rappresentatività sindacale e sull'efficacia dei contratti collettivi di lavoro (136, 2052, 3147, 3707, 3831, 3849, 3850, 3866, 3896, 4032, 4064, 4065, 4066 e 4451)
7a Com. Camera 12, 20, 26, 27, 28 in sede referente, testo unificato e DdL relativi alla Riforma delle Accademie e dei Conservatori (AC. 688, 829, 1343, 1397 e 1998/B)
Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per le ore 11 del 27 ottobre.
7a Com. Camera 5, 28 in sede referente, DdL AC 5980 sulla Terza fascia del ruolo dei professori universitari (già approvato dalla 7a commissione Senato)
Il 28 ottobre la 7a Commissione dà mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea sul testo del progetto di legge C. 5980, come modificato dagli emendamenti approvati nel corso dell'esame. Nomina quindi il Comitato dei nove, riservandosi il Presidente di designarne i componenti sulla base delle indicazioni dei gruppi.
7a Com. Camera 14, 19 in sede referente, DdL AC 6130, Residenze universitarie
Fissato per il 14 ottobre, alle ore 14, il termine per la presentazione degli emendamenti.
7a Com. Camera 5 in sede consultiva, Schema di regolamento di riordino del MURST
La 7a Commissione approva le seguenti osservazioni:
esaminato lo schema di regolamento sulla organizzazione del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica;
premesso che sarebbe stata preferibile la creazione di due distinti dipartimenti, uno per l'università e l'altro per la ricerca scientifica e tecnologica;
delibera di esprimere le seguenti osservazioni volte a sottolineare l'opportunità di:
a) assicurare ai previsti servizi dipartimentali per l'autonomia universitaria e gli studenti e per la ricerca scientifica e tecnologica adeguata autonomia gestionale e l'assegnazione di distinti budget per l'espletamento delle funzioni ad essi assegnate, pur nell'ambito degli indirizzi definiti dall'unica struttura dipartimentale prevista. Si ritiene che altrimenti si possa determinare l'impossibilità di un efficace assolvimento delle competenze dei due servizi in assenza della disponibilità gestionale delle relative risorse finanziarie;
b) prevedere esplicitamente, rivedendo conseguentemente l'articolo 6, le procedure e le modalità per il conferimento di incarichi ad esperti a tempo pieno o a tempo parziale, assicurando regole di trasparenza e la possibilità di comparazione degli eventuali candidati, in conformità al decreto legislativo n. 80 del 1998».
7a Com. Camera 5, 6, 7, 13, 14, 19, 20, 21, 26, 27 in sede referente, disegni di legge sulla parità scolastica
Il 7 ottobre, chiuso l'esame preliminare, la Commissione delibera di assumere il progetto di legge AC 6270 come testo base per il seguito dell'esame. Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per il 21 ottobre, alle ore 18,00.
7a Com. Camera 6, 14, 19, 21, 28 in sede referente, DdL AC 6384, Integrazione alunni con handicap (approvato il 15 settembre dal Senato)
Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per le ore 18 del 28 ottobre.
Antonina DEDONI (DS-U), relatore, riferisce sul disegno di legge in esame, approvato dal Senato, che incrementa il fondo di cui alla legge n. 440 del 1997, al fine di migliorare l'integrazione scolastica degli alunni in situazioni di handicap. Fa presente che il Senato ha introdotto, alla fine del comma 1, la priorità per quelli con handicap sensoriali.
Il comma 2 dell'articolo 1 specifica ulteriormente l'utilizzo dei finanziamenti, riservati prioritariamente alla riforma delle scuole e degli istituti a carattere atipico, di cui all'articolo 21, comma 10, della legge 15 marzo 1997, n. 59. Il comma 3 disciplina le finalità dell'utilizzo delle eventuali risorse residue, prevedendo che fino a quando non sarà attuata la riforma degli istituti atipici, che dovrà avvenire mediante un regolamento in fase di predisposizione, il Ministro è autorizzato ad autorizzare le disponibilità per gli interventi in favore degli alunni in situazioni di handicap; è prevista, inoltre, la possibilità che progetti di integrazione scolastica e di formazione del personale possano essere predisposti anche in collegamento con le scuole ed istituti di cui è previsto il riordino.
Osserva che il disegno di legge in esame deve essere esaminato all'interno del nuovo e complesso quadro normativo delineato dall'articolo 21 della legge n. 59 del 1997 che ha disposto il riconoscimento dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, disciplinando, in tale contesto, anche la riforma delle scuole e degli istituti di carattere atipico, individuandone la nuova funzione di supporto all'autonomia.
Ritiene, tuttavia, che il testo approvato necessiti di alcuni chiarimenti, principalmente da parte del Governo, eventualmente con il coinvolgimento dell'Osservatorio sull'handicap, in ordine ad alcune perplessità sollevate da alcune associazioni e sindacati.
Anzitutto deve essere fugato ogni dubbio che il provvedimento possa essere inteso come un ritorno alle scuole speciali; deve invece essere finalizzato al raccordo e all'integrazione con le scuole e gli istituti specializzati e non deve essere messo in discussione il principio che l'integrazione scolastica si realizza nelle classi ordinarie, stabilito dalla legge n. 104 del 1992 e ribadito dalla recente legge n. 9 del 1999, dalle linee programmatiche enunciate dal Ministro, nonché dalla relazione conclusiva dell'indagine conoscitiva sull'integrazione scolastica degli alunni portatori di handicap, approvata dalla VII Commissione.
Ritiene, inoltre, che debbano essere chiarite le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 1, nella parte in cui fanno riferimento alla prioritaria destinazione per la realizzazione della riforma delle scuole e degli istituti a carattere atipico, prevedendo, poi, che fino all'entrata in vigore di tale riforma il Ministero sia autorizzato ad utilizzare in tutto o in parte i fondi per altri interventi in favore degli alunni in situazioni di handicap, per finanziare progetti di integrazione scolastica. Essendo il regolamento in fase di emanazione, si pone il problema della effettiva realizzazione degli interventi di integrazione scolastica predisposti e realizzati dalle istituzioni scolastiche in collegamento con le scuole e gli istituti a carattere atipico.
7a Com. Camera 28 in sede referente, DdL AC 6304, Interventi straordinari per i beni culturali (già approvato dal Senato)
Il 28 ottobre la 7a Commissione dà mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea sul testo del progetto di legge C. 6304, come modificato dagli emendamenti approvati nel corso dell'esame. Nomina quindi il Comitato dei nove, riservandosi il Presidente di designarne i componenti sulla base delle indicazioni dei gruppi.
7a Com. Camera 28 in sede referente, DdL AC 4076, Disciplina della "sponsorizzazione universitaria"
7a Com. Camera 5, 7, 12, 13 in sede consultiva, Schema di decreto ministeriale "Regolamento in materia di autonomia didattica degli atenei"
La 7a Commissione approva il 13 ottobre una proposta di parere favorevole con condizioni ed osservazioni.
5a Com. Senato 5, 6, 12, 13, 14, 19, 20, 21, 26, 27, 28, 29 in sede referente, DdL 4236, Legge Finanziaria 2000
Il 29 ottobre la 5a Commissione approva, con modifiche, il testo del DdL e lo invia all'Aula per l'esame.
7a Com. Senato 5, 20, 27 in sede referente, esame congiunto DdL AS nn. 4216 (approvato il 22 settembre dalla Camera), 56, 560, 1636, 2416, 2977, 3126, 3740, sul Riordino dei Cicli Scolastici.
Il 27 ottobre la 7a Commissione acquisiti i Pareri della 1a, della 2a, della 3a, della 5a, della 10a, della 11a, della 12a Commissione, della Giunta per gli affari delle Comunità europee e della Commissione parlamentare per le questioni regionali, assume come testo base il disegno di legge n. 4216.
Il senatore DONISE riferisce congiuntamente alla Commissione sui disegni di legge in titolo, richiamando anzitutto l'approfondito lavoro della Camera dei deputati sull'originario testo del Governo (atto Camera n. 3952), che ha condotto ad una equilibrata sintesi fra questo e le altre proposte di legge, d'iniziativa parlamentare, conclusivamente piuttosto distante dalla proposta governativa. Non si può tuttavia non rilevare, prosegue, che - soprattutto nella fase finale - la discussione presso la Camera ha risentito delle tensioni politiche più generali, sì da rendere impossibile quell'ulteriore lavoro di perfezionamento pur auspicato sia dal Governo che dalla maggioranza. Perviene così al Senato il disegno di legge n. 4216, che senz'altro ingenera motivi di insoddisfazione e di dubbio, e che spetta ora a questo ramo del Parlamento valutare in piena autonomia e con alto senso di responsabilità. Occorre infatti, da un lato, rispettare il lavoro già compiuto, nella consapevolezza che un "insabbiamento" del provvedimento non sarebbe compreso dalla società civile e, dall'altro, adoperarsi per ogni sua possibile modifica migliorativa, in un clima di aperto confronto sui contenuti e con l'esclusione di qualunque tentazione di "blindatura" del testo. Né va dimenticato che già altri importanti tasselli della riforma scolastica sono stati collocati, come l'innalzamento di un anno dell'obbligo scolastico, l'elevamento del diritto formativo al diciottesimo anno di età, la disciplina di una formazione tecnica superiore non universitaria e la contrattualizzazione di aspetti significativi dello stato giuridico dei docenti.
Il relatore passa quindi ad esaminare dettagliatamente i singoli disegni di legge d'iniziativa parlamentare all'esame della Commissione, riservandosi di illustrare per ultimo quello proveniente dalla Camera dei deputati.
Il disegno di legge n. 56, d'iniziativa dei senatori Brienza ed altri, presentato nel lontano maggio 1996, prevede l'innalzamento dell'obbligo scolastico a dieci anni e, lasciando immutato l'ordinamento della scuola elementare e di quella media, si concentra su un nuovo ordinamento della scuola secondaria superiore, dettando fra l'altro disposizioni sull'attivazione di corsi mirati per il proscioglimento dall'obbligo, sull'istituzione di corsi post-secondari di perfezionamento e specializzazione, sulla canalizzazione degli accessi universitari secondo criteri di affinità e congruità con gli studi secondari, nonché sull'aggiornamento del personale docente e non docente. Esso affida altresì ad un provvedimento di natura secondaria la definizione analitica di orari e programmi.
Quanto al disegno di legge n. 1636, dei senatori Athos De Luca ed altri, esso ricalca prevalentemente le linee seguite dal disegno di legge n. 56, dettando in particolare disposizioni per incentivare la formazione permanente, per migliorare il rapporto scuola-lavoro e per contrastare l'esosità dei prezzi dei libri scolastici.
Il disegno di legge n. 560, del senatore Lorenzi, riordina invece contestualmente l'ordinamento scolastico e quello universitario, in chiave decisamente europea. In particolare, il senatore Lorenzi richiama l'esempio del Belgio, in cui le tre comunità linguistiche federate (francese, fiamminga e tedesca) godono di competenze autonome sui propri sistemi scolastici, con il solo vincolo del rispetto dei principi costituzionali. A proposito di tale disegno di legge, il relatore tiene a sottolineare che esso è l'unico a disporre l'innalzamento dell'obbligo scolastico di un solo anno, come di fatto realizzato con la legge n. 9 di quest'anno, nonché l'articolazione dei cicli scolastici in trienni: esso prevede infatti un primo ciclo, corrispondente alla scuola materna, dai tre ai sei anni; un ciclo elementare dai sei ai nove anni; un ciclo superiore di primo livello dai nove ai dodici anni ed infine un ciclo superiore di secondo livello dai dodici ai quindici anni. Il disegno di legge prevede altresì una prima scuola di diploma universitario, anch'essa caratterizzata da un ciclo triennale.
Quanto al disegno di legge n. 2416, dei senatori D'Onofrio ed altri, esso riproduce quello presentato, sempre al Senato, nella scorsa legislatura, dallo stesso senatore D'Onofrio in qualità di Ministro della pubblica istruzione del Governo Berlusconi. Anch'esso fissa principi informativi di carattere generale e linee portanti complessive, rinviando alla normativa secondaria la disciplina di dettaglio. Punti qualificanti del provvedimento sono: l'innalzamento dell'obbligo scolastico a dieci anni, da assolversi nel primo biennio della scuola secondaria superiore ovvero in istituti di formazione professionale; il ruolo sia di formazione che di istruzione attribuito alla scuola secondaria superiore; l'individuazione di un ciclo unitario di cinque anni finalizzato alla formazione universitaria e post-secondaria; la permanenza delle scuole ad ordinamento speciale con possibilità di passaggi fra vari ordinamenti; la previsione di un piano straordinario di aggiornamento per il personale scolastico.
Il disegno di legge n. 2977, dei senatori Brignone ed altri, richiama fin dall'intitolazione l'autonomia delle scuole e segue uno schema assai preciso, articolato in cicli prevalentemente biennali: un primo ciclo biennale dell'infanzia, quattro cicli biennali di scuola primaria, un ciclo triennale di scuola secondaria di primo grado e un ciclo biennale di scuola secondaria di secondo grado. A tali ultimi due cicli corrispondono due cicli (il primo triennale e il secondo biennale) di formazione professionale di primo e secondo grado. Il disegno di legge si caratterizza per una grande flessibilità, valorizza significativamente la funzione degli enti locali e si muove nel pieno rispetto dell'autonomia delle singole scuole.
Il disegno di legge n. 3126, dei senatori Bevilacqua e Marri, dispone invece una articolazione dettagliata e precisa del nuovo ordinamento scolastico, recando norme minute (nei suoi ben sessantanove articoli) in ordine agli orari, all'organizzazione e alla disciplina della scuola. Partendo dal presupposto che la riforma dei cicli non sia ormai più rinviabile, esso contiene tuttavia, nella relazione introduttiva, una contraddizione in ordine alla valutazione dell'attuale ordinamento della scuola materna che il relatore non può esimersi dal rilevare. Il disegno di legge riconosce peraltro l'incongruenza di mantenere distinto il ciclo elementare da quello medio e si esprime in favore di una più appropriata continuità didattica ed educativa. In particolare, esso prevede due cicli di otto anni complessivi caratterizzati, il primo, da un docente prevalente per le discipline principali affiancato da docenti specifici e, il secondo, dall'anticipazione di alcune discipline proprie degli studi liceali. Quanto al ciclo superiore, esso si articola in un biennio di orientamento e in un triennio di indirizzo. Il disegno di legge introduce altresì la scuola superiore del lavoro, cui viene attribuito un significativo ruolo di raccordo fra istruzione e formazione, articolata in un apprendistato da tenersi presso le industrie e in lavori di pubblica utilità.
Il disegno di legge n. 3470 del senatore Toniolli contiene infine una appassionata perorazione della scuola e della funzione docente, ma risulta complessivamente datato, atteso che pare individuare in un ritorno a schemi del passato la chiave per risolvere l'innegabile situazione di crisi oggi attraversata dall'ordinamento scolastico. Esso prevede una fase didattica primaria, sostanzialmente corrispondente alla scuola elementare, una fase didattica media, articolata in più percorsi disciplinari per favorire l'orientamento degli alunni, e una fase didattica conclusiva, che porta a termine il ciclo obbligatorio. A ciò fa seguito il secondo segmento del ciclo secondario, della durata di un triennio, cui si accede dopo un esame di idoneità. Il disegno di legge ribadisce altresì il principio generale del concorso pubblico per il reclutamento del personale docente, prevede una commissione formata da docenti, presidi ed ispettori per la definizione dei programmi di insegnamento e detta norme per il riordino degli organi collegiali.
Esaurita l'illustrazione dei disegni di legge di iniziativa parlamentare, il relatore si sofferma su quello approvato dalla Camera dei deputati che, a suo giudizio, si caratterizza per una maggiore stringatezza. Nel ricordare il ritardo colpevole con cui l'Italia si approssima al riordino dei cicli scolastici, la pesante eredità del passato che ha determinato un livello culturale complessivo assai basso, nonché i pericoli - comuni ad altri Paesi - di un crescente analfabetismo di ritorno, egli richiama la debolezza dell'identità culturale italiana, dovuta non solo alla fragilità della costruzione statale unitaria, ma anche alla lentezza della diffusione della scuola dell'obbligo, che ha impedito il radicamento del senso di appartenenza ad una identità socio-culturale. Occorre pertanto, sottolinea, ricostruire una forte identità nazionale proprio a partire dalla scuola, il cui ordinamento superiore in particolare è rimasto sostanzialmente impermeabile a qualunque vento di modifica dall'inizio del secolo ad oggi. Nel richiamare la significativa esperienza delle sperimentazioni adottate a seguito dei lavori della Commissione Brocca, il relatore invoca pertanto un quadro unitario di obiettivi e di linee portanti, relativo a tutti gli ordini di scuola, che consenta un riordino unitario dell'ordinamento scolastico.
Quanto al testo trasmesso dalla Camera dei deputati, egli ricorda che - dopo la scuola dell'infanzia - esso prevede sette anni di scuola di base, con l'unificazione della scuola elementare e di quella media in un ciclo primario e la riduzione della sua complessiva durata di un anno; a ciò fa seguito la scuola secondaria, articolata in un biennio e in un successivo triennio. Specifiche norme sono poi rivolte alla formazione permanente degli adulti, al fine di estendere la scolarità a quella significativa porzione di popolazione adulta in possesso della sola licenza elementare, nonché di contrastare il fenomeno degli abbandoni scolastici.
Il relatore si sofferma quindi dettagliatamente sull'articolato del disegno di legge n. 4216. L'articolo 1 individua le finalità del sistema educativo di istruzione e di formazione e ne riassume l'articolazione. L'articolo 2 è dedicato alla scuola dell'infanzia, mentre l'articolo 3 individua in particolare le finalità della scuola di base. Nel richiamarle analiticamente, egli osserva che la mera lettura del comma 2 di tale articolo è sufficiente a fugare il dubbio, da talune parti sollevato, che il provvedimento non fornisca adeguate indicazioni in ordine alle finalità e ai contenuti del riordino prefigurato. Analogamente, l'articolo 4 reca le finalità della scuola secondaria, eliminando ogni possibile equivoco in ordine al paventato appiattimento e livellamento egualitaristico sotteso al riordino. Al contrario, la scuola secondaria è infatti finalizzata al riconoscimento del merito e tende a riqualificare il sistema della formazione professionale, in stretto rapporto con le regioni. A tale proposito, richiama con forza i contenuti innovativi del comma 4 di tale articolo.
Quanto alle critiche comparse sulla stampa vaticana, e riportate dalla stampa nazionale, in ordine al progetto di riordino elaborato dalla Camera dei deputati, egli ritiene che si tratti di posizioni aprioristiche, peraltro affiancate nella stessa testata - ricorda - da giudizi assai meno severi. Né va dimenticato, prosegue, che l'articolo 6 impone al Governo di presentare al Parlamento un programma quinquennale di progressiva attuazione della riforma, sul quale le Camere sono chiamate a deliberare con espresso riferimento alle sue singole parti. I dettagli della riforma sono pertanto ancora tutti da scrivere, nell'ambito di un sereno confronto fra il Governo, Parlamento e mondo della scuola, cui tutti sono chiamati a concorrere attivamente.
7a Com. Senato 6, 14, 20, 21 in sede consultiva, Schema di decreto ministeriale "Regolamento in materia di autonomia didattica degli atenei"
7a Com. Senato 12, 13, 14 in sede consultiva, DdL 4236, Legge Finanziaria 2000
La 7a Commissione approva un rapporto favorevole con osservazioni.
Senato 6 in sede referente, DdL sull'Istituzione dello Psicologo scolastico (DdL as 2967, 2888, 1829, 3345, 3620 e 3866).
Autorizzazione alla sottoscrizione del contratto integrativo nazionale relativo al cumulo di ore di permessi sindacali retribuiti siglato l'8.10.99
Il 21 ottobre 1999 si svolge un incontro OO.SS. - MURST sulle tematiche concernenti la formazione dei docenti delle istituzioni scolastiche.
- creare prospettive di riconoscimento professionale e retributivo derivante dalla piena valorizzazione dell’esperienza in ambito universitario, ai fini della realizzazione di tutte le possibilità di sviluppo di carriera e di nuove figure professionali, previste dal Contratto-Scuola 1998/2001 ed insite nel processo di attuazione dell’autonomia scolastica;
- individuare modalità di riconoscimento retributivo del maggiore impegno lavorativo e professionale;
- stabilire condizioni di lavoro sia presso l’università che presso la sede di titolarità che consentano tanto il pieno coinvolgimento dei "supervisori" nella gestione progettuale delle attività di tirocinio, quanto il proficuo svolgimento dei propri compiti.
- che il MURST ed il MPI si impegnino a costituire un fondo nazionale, finalizzato all’attribuzione di specifici riconoscimenti retributivi di carattere accessorio;
- che il MURST fornisca indicazioni agli atenei circa:
c) le forme di attuazione e di controllo dell’orario lavorativo, consone all’ambiente universitario, stante la dimensione fortemente professionale della prestazione svolta dal "supervisore";
- che il MPI fornisca indicazioni ai Provveditori ed ai Capi di istituto affinché:
Personale docente avente diritto alla mensa gratuita - Articolo 39 del C.C.N.I. del 31.8.1999. Monitoraggio pasti consumati
Rinvio delle prove scritte del concorso, per esami, a 12 posti di "dirigente amministrativo" nel ruolo del personale dell'amministrazione centrale e dell'amministrazione scolastica periferica del ministero della pubblica istruzione, indetto con d.d.g. 26 ottobre 1998
Si comunica che per motivi tecnico-organizzativi le prove scritte del concorso, per esami, a 12 posti di "Dirigente Amministrativo", nel ruolo del personale dell'Amministrazione centrale e dell'Amministrazione scolastica periferica del Ministero della Pubblica Istruzione, indetto con D.D.G.26 ottobre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - quarta serie speciale - n.3 del 12 gennaio 1999, già previste per il 27 e 28 ottobre 1999, non avranno luogo. Nella Gazzetta Ufficiale - quarta serie speciale - del 10 dicembre 1999, sara' indicato il nuovo diario delle prove.
Entro il 15 ottobre le scuole possono richiedere ai Provveditori agli Studi, i finanziamenti per la sperimentazione dei Piani dell'Offerta Formativa (vd. Lettera Circolare 194/99, Direttiva 180/99 e DM 179/99).
Autonomia: POF - Progetti - Nuovo CCNL
05 - 15 ottobre Trasferimenti Conservatori ed Accademie
L'articolo 5 dell'Ordinanza Ministeriale 13 luglio 1999, n. 170, prevede, la pubblicazione dei trasferimenti del personale ATA delle Accademie e dei conservatori per il 5 ottobre 1999.
Personale amministrativo ed ausiliario della Scuola - Intesa MPI/organizzazioni sindacali -
Legge 3/5/199, n.124 - art.8 -Trasferimento personale ATA dagli Enti Locali allo Stato
artt. da 26 a 31- Contratto integrativo nazionale del comparto scuola 31.8.1999. - Fondo dell’istituzione scolastica e indennità di direzione e di amministrazione. Ripartizione risorse relative al periodo settembre - dicembre 1999. Adempimenti applicativi;
Interpretazione autentica dell’art. 34 - comma 2 - del contratto integrativo nazionale n. 8/99/BL del 31 agosto 1999.
Avvio anno scolastico 1999/2000 - personale amministrativo ed ausiliario della Scuola
Concorso Magistrale (Decreti Dirigenziali 2 aprile 1999 e 13 luglio 1999) - Prova scritta
05 - 12 ottobre Concorsi Ordinari e Riservati
Apprendiamo che, con tutta probabilità, l’amministrazione centrale starebbe per fornire indicazioni ai provveditorati per permettere l'avvio dell’iter dei corsi-concorsi riservati per la metà di novembre.
Il calendario delle prove scritte dei concorsi ordinari a cattedre e per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 4a serie speciale, del 12 ottobre 1999; il calendario delle prove scritte per le classi di concorso non presenti nel numero del 12 ottobre, sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 4a serie speciale, del 14 dicembre 1999.
Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 4ª serie speciale del 5 ottobre 1999, n. 79 l'Ordinanza Ministeriale 6 agosto 1999, n. 202, "Indizione di una sessione riservata di esami, finalizzata al conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento di "strumento musicale" nella scuola media, ai sensi dell' art. Il comma 9, e dell'art. 3, comma 2 lett. b della legge 3 maggio 1999 n. 124".
Le domande di partecipazione, redatte in carta semplice, secondo il modulo allegato all'OM 202/99, dovranno essere indirizzate, entro il 4 novembre 1999 (trenta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), alla Sovrintendenza Scolastica per il Lazio - Via Ostiense, 131/L - 00154 Roma.
La Storia del "900. Proiezione del film di Steven Spielberg, "Gli Ultimi Giorni". Raccolta di testimonianze sopravvissuti della Shoah
Scuole in zone a rischio - Indicazioni operative
Dai 4.000 studenti e 363 imprese “in laboratorio” costituite nell’anno scolastico di avvio 1998-999, si passa, con la seconda edizione (1999-2000), a 16.000 studenti che costituiranno 1.350 imprese "in laboratorio" e che affronteranno, per nove mesi, tutte le attività connesse alla gestione di un’impresa: dal marketing alla gestione del personale, dalla produzione alla vendita, dalla comunicazione alla gestione finanziaria.
Corsi integrativi per diplomati degli Istituti Magistrali e dei Licei Artistici Anno scolastico 1999/2000 - Decreto legislativo n. 297/94, art. 191
Come previsto dall’ art.12 CCNL e dall’art.9 CCNI, il Decreto Ministeriale 5 ottobre 1999 istituisce l'Osservatorio Nazionale per l'Orientamento ed il Monitoraggio della Formazione.
L'Osservatorio, che non ha compiti di gestione diretta, dovrà individuare:
i criteri generali per il riconoscimento dei crediti formativi corrispondenti alle professionalità necessarie per l'espletamento delle funzioni contribuendo alla progettazione dei relativi corsi di formazione finalizzata, individuandone gli elementi formativi caratterizzanti e le modalità di certificazione degli stessi;
Programma per la promozione e lo sviluppo delle Biblioteche Scolastiche - Legge n. 440/97 e Dir. Min. n. 180/99. Procedure di attuazione
Utilizzazione di personale docente della scuola presso le università, ai sensi dell'art. 1 della legge 3 agosto 1998, n. 315
Assunzioni a tempo indeterminato del personale della scuola. Anno scolastico 1999 - 2000
Dal 1° ottobre 1999 entra in vigore il Decreto Legislativo 30 luglio 1999, n. 281 che, con l'art. 17, aggiunge l'articolo 330-bis, "Comunicazioni relative agli studenti", al Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
"Al fine di agevolare l'orientamento, la formazione e l'inserimento professionale, anche all'estero, le scuole e gli istituti scolastici di istruzione secondaria, su richiesta degli interessati, possono comunicare o diffondere, anche a privati e per via telematica, dati relativi agli esiti scolastici, intermedi e finali, degli studenti e altri dati personali diversi da quelli sensibili o attinenti a provvedimenti giudiziari indicati negli articoli 22 e 24 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni ed integrazioni, pertinenti in relazione alle predette finalità e indicati nell'informativa resa agli interessati ai sensi dell'articolo 10 della citata legge n. 675 del 1996.
Restano ferme le vigenti disposizioni in materia di pubblicazione dell'esito degli esami mediante affissione nell'albo dell'istituto e di rilascio di diplomi e certificati."
Lo stesso articolo 17 precisa che "i dati di cui all'articolo 330-bis del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, (...) raccolti prima dell'entrata in vigore della medesima disposizione e riguardanti studenti già diplomati, per i quali non è prontamente acquisibile la richiesta, possono essere comunicati o diffusi decorsi trenta giorni dalla notizia che le scuole e gli istituti scolastici, ovvero il Ministero della pubblica istruzione, rendono nota mediante annunci al pubblico. Gli interessati possono opporsi alla divulgazione, in tutto o in parte, dei dati che li riguardano."