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Timestamp: 2018-04-19 19:15:19+00:00
Document Index: 8935227

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Anteprima Postilla: Salvataggio della Grecia, tutela del pubblico interesse e libertà di informazione | Elena Falletti
November 29, 2012 by Elena Falletti
Anteprima Postilla: Salvataggio della Grecia, tutela del pubblico interesse e libertà di informazione
Il 29 novembre 2012 la VII Sezione del Tribunale dell’Unione Europea ha emanato una sentenza a mio modesto parere preoccupante, ovvero nel bilanciamento degli interessi tra la libertà di stampa, e quindi di informazione dell’opinione pubblica, e tutela del pubblico interesse in relazione ai c.d. accordi di salvataggio del debito greco prevale il secondo, pertanto viene negato l’accesso a informazioni della Banca Centrale Europea relativi alla politica economica europea. Il divario tra esercizio della sovranità democratica, del quale il diritto alla libertà di stampa, di manifestazione del pensiero e di informazione è un ovvio presupposto, e l’invadenza del c.d. “soft law”, cioè delle decisioni di organi diversi da quelli elettivi, come è la BCE, è sempre più profondo.
29 novembre 2012 ( * )
“L’accesso ai documenti – Decisione 2004/258/CE – I documenti relativi al debito e il deficit di uno Stato membro – Diniego di accesso – Eccezione relativa alla politica economica dell’Unione o di uno Stato membro – Rifiuto accesso parziale ”
In caso T-590/10,
Gabi Thesing, residente a Londra (Regno Unito)
Bloomberg Finance LP, con sede a Wilmington, Delaware (Stati Uniti)
rappresentato da MM. Stephens, R. Terre, avvocati, e T. Pitt-Payne QC,
Banca centrale europea (BCE), rappresentata inizialmente dalla sig.ra A. Sáinz di Vieuña Barroso, M il mio signor López Torres e S. Lambrinoc, poi con il mio López Torres e Lambrinoc, in qualità di agenti,
Avente ad oggetto la domanda di annullamento della decisione del Comitato esecutivo della BCE comunicata M me Thesing lettera del presidente della BCE del 21 ottobre 2010 di rigetto della domanda da M me Thesing per ottenere l’accesso a due documenti per il deficit e il debito pubblico della Repubblica ellenica,
composto A. Dittrich (relatore), presidente, am I. Wiszniewska-Białecka e M. Prek, giudici,
Cancelliere: signor N. Rosner, direttore,
visto la fase scritta del procedimento e in seguito alla trattazione orale del 14 giugno 2012,
dà la seguente
1 La prima ricorrente, il sig mi Thesing Gabi, è un giornalista. Lavora per la seconda ricorrente, Bloomberg Finance LP, che opera a Londra (Regno Unito), con il nome di Bloomberg News.
2 Il 20 agosto 2010 la prima ricorrente ha chiesto alla Banca centrale europea (BCE), l’accesso al SEC/GovC/X/10/88a documento intitolato “L’impatto sul deficit pubblico e il debito da fuori mercato swap. Il caso greco “(L’impatto di off-mercato di scambio sul disavanzo e sul debito. Il caso della Grecia, a seguito del” primo documento “) e la carta SEC/GovC/X/10/88b intitolato” Il Titlos transazione e l’eventuale esistenza di operazioni analoghe che influiscono sul debito delle amministrazioni pubbliche dell’area dell’euro o livelli di disavanzo “(Le Titlos di transazione e l’eventuale esistenza di operazioni simili che influenzano i livelli di deficit e del debito nella zona euro, in seguito” secondo documento “). Questi documenti affrontato l’utilizzo di operazioni in derivati ​​nel finanziamento del deficit e la gestione del debito pubblico.
3 Con lettera del 17 settembre 2010, il direttore generale Segretariato e Servizi linguistici della BCE ha informato il primo richiedente della decisione di non concedere l’accesso ai documenti richiesti.
4 Il 28 settembre 2010, le ricorrenti hanno presentato una domanda di conferma alla BCE ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 2 della decisione 2004/258/CE della BCE del 4 marzo 2004, relativa all’accesso I documenti pubblici della BCE (GU L 80, pag. 42). Questa richiesta era che il comitato esecutivo della BCE di riconsiderare la sua posizione sul rifiuto di concedere l’accesso ai documenti in questione.
5 Con lettera del 21 ottobre 2010, il presidente della BCE ha informato il primo richiedente della decisione del comitato esecutivo della BCE ha confermato la decisione contenuta nella lettera del 17 settembre 2010 nega l’accesso ai documenti di cui trattasi (in prosieguo: ‘la decisione impugnata’). Questo rifiuto è basata, nel caso di questi due documenti, la tutela dell’interesse pubblico per quanto riguarda la politica economica dell’Unione europea e la Repubblica ellenica e la protezione delle deliberazioni e consultazioni interne della BCE ai sensi dell’articolo 4, comma 1, sub a), secondo trattino, e all’articolo 4, paragrafo 3, della decisione 2004/258. Per quanto riguarda solo il secondo documento, il rifiuto era anche fondata sulla tutela degli interessi commerciali di una persona fisica o giuridica, a norma dell’articolo 4, paragrafo 2, primo trattino, della decisione.
6 Con atto introduttivo depositato nella cancelleria della Corte il 27 dicembre 2010, le ricorrenti hanno proposto il presente ricorso.
7 Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria della Corte il 11 aprile 2011, il sig Athanasios Pitsiorlas ha chiesto di intervenire nella presente causa a sostegno dei ricorrenti. Con ordinanza del presidente della Settima Sezione della Corte del 14 luglio 2011, la richiesta è stata respinta.
8 Su relazione del giudice relatore, la Corte (Settima Sezione) ha deciso di passare alla fase orale.
9 Nel contesto delle misure di organizzazione del procedimento ai sensi dell’articolo 64 del suo regolamento di procedura, la Corte ha inviato un’interrogazione scritta 14 mag 2012 alla BCE, a cui è stato invitato a riunirsi l’udienza.
10 Nel contesto delle misure d’indagine di cui all’articolo 65 del regolamento di procedura, il Tribunale, con ordinanza 21 maggio 2012, ha ordinato la BCE a produrre i due documenti in questione, affermando che avrebbero non comunicata ai candidati. La BCE ha ottemperato a tale misura di istruzione entro il limite di tempo.
11 Con lettera depositata presso la cancelleria della Corte il 30 maggio 2012, le ricorrenti hanno chiesto che su file di una nuova offerta di prova, vale a dire la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, Gillberg c. Svezia 3 aprile, 2012, non ancora pubblicata nella Raccolta delle sentenze e delle decisioni . Con decisione del presidente della Settima Sezione della Corte del 31 maggio 2012, la richiesta è stata accolta.
12 Le parti hanno svolto le loro difese orali e risposto ai quesiti posti dal Tribunale all’udienza del 14 giugno 2012.
13 I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
– Condannare la BCE a concedere alle ricorrenti l’accesso ai record;
14 La BCE chiede che la Corte voglia:
– Dichiarare il ricorso irricevibile nel suo insieme, o, in subordine, respingere il secondo ricorrente è irricevibile
– Respingere il secondo capo dei ricorrenti in quanto irricevibili;
15 Senza sollevare un’eccezione di irricevibilità ai sensi dell’articolo 114, comma 1, del regolamento di procedura, la BCE sostiene che l’impugnazione è in tutto o in parte irricevibile. Secondo la BCE, l’uso dei ricorrenti è irricevibile nel suo complesso quando la richiesta non è stata firmata dal loro avvocato. Inoltre, l’uso del secondo ricorrente è irricevibile, da un lato, a causa della mancanza di interesse nel farlo se non fosse richiesto l’accesso ai documenti in questione e d’altra parte, perché non poteva raggiungere l’obiettivo mediante l’applicazione, dal momento che non avrebbe il diritto di accesso ai documenti della BCE. Inoltre, la BCE sostiene che il secondo capo dei ricorrenti, chiede alla Corte di condannare la BCE a concedere loro l’accesso ai documenti in questione è irricevibile. Infine, la BCE ha sostenuto che l’argomento delle ricorrenti, di cui la risposta relativa ad una presunta violazione dell’articolo 10 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 (in prosieguo: la “convenzione”), non è conforme alle disposizioni dell’articolo 48, paragrafo 2, del regolamento di procedura, ed è quindi irricevibile.
La presunta mancanza della firma della richiesta dal legale dei ricorrenti
16 La BCE sostiene che il ricorso è irricevibile per il motivo che la richiesta ha ricevuto non è stato firmato dal legale dei ricorrenti. Ai sensi dell’articolo 43, paragrafo 1, primo comma, del regolamento di procedura, l’originale di ogni atto processuale dev’essere firmata dal responsabile o consiglio per il partito. In questo caso, la petizione originale è stato firmato dal legale dei ricorrenti. L’argomento della BCE per l’inammissibilità del motivo per l’assenza della firma della richiesta dal legale dei ricorrenti deve quindi essere respinto.
Sulla ricevibilità del secondo richiedente
17 La BCE sostiene che l’uso del secondo ricorrente è irricevibile, da un lato, a causa di una mancanza di interesse nel farlo se non avesse chiesto di poter accedere ai documenti in questione e, in secondo luogo, perché non può raggiungere l’obiettivo della domanda, dato che non ha diritto di accesso ai documenti della BCE.
18 Le ricorrenti sostengono che il primo ricorrente ha presentato la sua domanda iniziale di accesso ai documenti in questione in nome proprio come il nome del secondo ricorrente. In ogni caso, il secondo richiedente era parte alla richiesta di conferma. Inoltre, la seconda ricorrente potrebbe raggiungere l’obiettivo della richiesta se avrebbe esercitato attività in tutta l’UE e che hanno sedi in altri Stati membri diversi dal Regno Unito. Inoltre, essa ha interesse che l’applicazione del primo richiedente è concesso.
19 I ricorrenti hanno introdotto un rimedio unico per quanto riguarda la ricevibilità del primo richiedente, che non è stata contestata dalla BCE, senza dubbio, non c’è bisogno di ragioni di economia processuale, per esaminare la ricevibilità del ricorso per quanto riguarda la seconda ricorrente (v., in tal senso, la Corte del 24 marzo 1993, CIRFS ea / Commissione, C-313/90, Racc. . p. I-1125, punto 31, e il 9 giugno 2011, Comitato “Venezia vuole vivere” / Commissione C-71/09 P, C-73/09 P e C-76/09 P, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 37, e le sentenze della Corte del 7 ottobre 2010, non DHL Aviation e DHL Hub Leipzig / Commissione, T-452/08, pubblicata nella Raccolta, punto 27, e 16 dicembre 2010, HIT Trading e Berkman Forwarding / Commissione T-191/09, non pubblicata nella Raccolta, punto 24).
Sulla ricevibilità del secondo capo dei richiedenti
20 La BCE sostiene che il secondo capo dei ricorrenti è irricevibile, in quanto chiede al Tribunale di ordinare lui a concedere l’accesso ai documenti in questione.
21 Secondo una costante giurisprudenza che la Corte non può rivolgere ingiunzioni alle istituzioni o sostituirsi ad esse nel contesto del controllo legale esercita. Questa limitazione del sindacato giurisdizionale si applica a tutti i settori del contenzioso che la Corte è in grado di conoscere, compreso l’accesso ai documenti. (Sentenza, del 12 luglio 2001, Mattila / Consiglio e Commissione, T-204/99, Racc.. P. II-2265, punto 26, confermata dalla Corte del 22 gennaio 2004, Mattila / Consiglio e Commissione C -353/01 P, Rec.. p. I-1073, punto 15). Se la Corte annulla un atto di un’istituzione, è tenuta, ai sensi dell’articolo 266 del TFUE, di adottare le misure necessarie per conformarsi alla sentenza della Corte (sentenza della Corte del 6 marzo 2003 Interporc / Commissione C-41/00 P, Racc.. p. I-2125, punto 28).
22 Il secondo motivo è pertanto irricevibile.
Sulla ricevibilità degli argomenti relativi a una presunta violazione dell’articolo 10 della CEDU
23 Le ricorrenti sostengono, in sede di replica, che il rifiuto di concedere l’accesso ai documenti costituisce una violazione del loro diritto a ricevere informazioni ai sensi dell’articolo 10 della CEDU. Al fine di evitare violazioni dei diritti conferiti da tale disposizione deve essere interpretata eccezioni al diritto di accesso di cui all’articolo 4 della decisione 2004/258 nel senso indicato da loro.
24 Per quanto riguarda la ricevibilità di tale argomento, è chiaro dalle disposizioni di cui all’articolo 44, paragrafo 1, c), e dell’articolo 48, paragrafo 2, del regolamento di procedura, il ricorso introduttivo del giudizio deve indicare nella controversia e contenere l’esposizione sommaria dei motivi e l’introduzione di motivi nuovi in corso di causa è vietata a meno che essi si basino su elementi di diritto e di fatto che sono sollevate nel corso del procedimento. Tuttavia, un mezzo o un argomento, che è un’estensione di un motivo precedentemente dedotto, direttamente o implicitamente, nell’atto introduttivo del giudizio ed è strettamente legato ad esso deve essere dichiarato ricevibile (sentenza 19 Settembre, 2000, Dürbeck / Commissione, T-252/97, Rec. pag. II-3031, punto 39).
25 In questo caso, gli argomenti della ricerca vengono relativo alla violazione dell’articolo 4 della decisione 2004/258. La violazione dell ‘art 10 della CEDU da una errata interpretazione dell’articolo 4 della decisione 2004/258 è stato sollevato in sede di replica, senza motivazione per quanto riguarda l’assenza di questo argomento in la richiesta.
26 Tuttavia, questo argomento è, in sostanza, l’interpretazione del diritto di accesso a un documento in conformità con la decisione 2004/258. Secondo le ricorrenti, la BCE dovrebbe prendere in considerazione ai sensi dell’articolo 6 del trattato sull’Unione europea, l’articolo 10 della CEDU, nel contesto dell’interpretazione dell’articolo 4 della decisione 2004/258 per evitare la violazione di questa disposizione. L’argomento delle ricorrenti è dunque gli effetti dell’articolo 10 della CEDU in materia di eccezioni al diritto di accesso di cui all’articolo 4 della stessa decisione. Sembra che questo argomento è una esemplificazione dei motivi attinenti alla violazione dell’articolo 4 della decisione 2004/258 in che ha un legame stretto con i motivi dedotti nel ricorso. Si deve, pertanto, essere considerata ricevibile.
Sulla ricevibilità degli argomenti concernenti l’accesso parziale ai documenti in questione, ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 5 della decisione 2004/258
27 Le ricorrenti non hanno indicato nella domanda, la questione di un accesso parziale ai documenti di cui trattasi. Per quanto riguarda l’affermazione della BCE nella difesa, che i ricorrenti non hanno contestato nella petizione, la decisione di non concedere un accesso parziale, le ricorrenti hanno chiesto al Tribunale, nella sua replica, di esaminare l’alternativa, se la BCE non avrebbe dovuto fare una divulgazione parziale dei documenti.
28 Si noti che le condizioni di ricevibilità di un ricorso e rimostranze contenute essendo di ordine pubblico, il Tribunale può prendere in considerazione d’ufficio, a norma dell’articolo 113 del regolamento di procedura (v. in questo senso, sentenza della Corte del 29 aprile 2010, Commissione / Germania, C-160/08, Rec.. p. I-3713, punto 40).
29 In primo luogo, è chiaro dalle disposizioni di cui all’articolo 44, paragrafo 1, c), e dell’articolo 48, comma 2, del regolamento di procedura, il ricorso deve indicare l’oggetto della controversia e una sintesi dei metodi elencati e l’introduzione di motivi nuovi in corso di causa è vietata a meno che essi si basino su elementi di diritto e di fatto emersi durante il procedimento.
30 Alla luce di quanto precede, si conclude che gli argomenti delle ricorrenti concernente l’articolo 4, paragrafo 5 della decisione 2004/258 è irricevibile, in quanto non è stata invocata nel richiesta. Inoltre, va notato che tale argomento non costituisce una esemplificazione dei mezzi indicati dalle ricorrenti nell’applicazione.
31 Infatti, l’articolo 4, paragrafo 5 della decisione 2004/258 non ha stretta connessione con l’articolo 4, paragrafi da 1 a 3 della presente decisione. Se l’esame concreto e individuale delle eccezioni di cui all’articolo 4, paragrafi da 1 a 3 della decisione 2004/258 è certamente un prerequisito per decidere in merito alla possibilità di concedere un accesso parziale ai documenti di cui trattasi (v., in per analogia, sentenza del 12 settembre 2007, API / Commissione, T-36/04, Racc.. p. II-3201, punto 56), l’esame di tale possibilità non pregiudica l’applicabilità di le eccezioni in questione ai sensi dell’articolo 4, paragrafi da 1 a 3 della presente decisione. La necessità di tale revisione deriva dal principio di proporzionalità. In effetti, ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 5 della decisione 2004/258, occorre esaminare se l’obiettivo rifiutando di concedere l’accesso ai documenti di cui trattasi può essere raggiunto anche in caso dove gli unici passaggi censura che possono influenzare alcuno degli interessi tutelati dall’articolo 4, paragrafi 1 e 2 della presente decisione o che contengono riflessioni per uso interno, facenti parte di discussioni e consultazioni preliminari in seno alla BCE o le banche centrali nazionali (in prosieguo: la “BCN”) (v., in tal senso e per analogia, sentenza della Corte del 6 dicembre 2001, il Consiglio / Hautala, C-353 / 99 P, Rec.. p. I-9565, punti 27 a 29, e sentenza del 25 aprile 2007, WWF European Policy Programme / Consiglio, T-264/04, Rec.. p. II-911, punto 50).
32 In secondo luogo, dall’art 44, comma 1, c), del regolamento di procedura, nel ricorso, l’indicazione della materia e una sintesi dei mezzi deve essere sufficientemente chiara e precisa per consentire al convenuto di preparare la sua difesa e al Tribunale di pronunciarsi sul ricorso, eventualmente senza altre informazioni a sostegno. Al fine di garantire la certezza del diritto e di buona amministrazione della giustizia, è necessario che un ricorso sia considerato ricevibile, che gli elementi essenziali di fatto e in diritto su di esso emergono, almeno brevemente, ma in modo coerente e comprensibile, dal testo del ricorso stesso (v. ordinanza 8 febbraio 2010, Alisei / Commissione, T-481/08, Rec. pag. II-117, punto 89, e giurisprudenza ivi citata).
33 Tuttavia, in questo caso, è nella loro risposta che le ricorrenti hanno chiesto alla Corte di esaminare se la BCE non dovrebbe fare una divulgazione parziale dei documenti in questione, mentre hanno mostrato alcun argomento al riguardo nella query.
34 Ne consegue che gli argomenti dei ricorrenti relativi all’articolo 4, paragrafo 5 della decisione 2004/258 deve essere respinto in quanto irricevibile, in quanto non soddisfa i requisiti di cui all’articolo 44, paragrafo 1, c), del regolamento di procedura.
35 Di conseguenza, l’argomento delle ricorrenti relativo alla possibilità di concedere un accesso parziale deve essere respinto in quanto irricevibile.
36 A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono tre motivi. Il primo riguarda la violazione dell’articolo 4, comma 1, sub a), secondo trattino della decisione 2004/258 nel che la BCE avrebbe male interpretato la eccezione del diritto di accesso in materia di protezione l’interesse pubblico per quanto riguarda la politica economica dell’Unione e la Repubblica ellenica. La seconda eccezione riguarda il modo in cui il diritto di accesso, relativa alla tutela degli interessi commerciali di una persona fisica o giuridica, a norma dell’articolo 4, paragrafo 2, primo trattino, della decisione. Il terzo motivo riguarda la violazione dell’articolo 4, paragrafo 3, della decisione relativa alla protezione delle discussioni interne e consultazioni della BCE.
37 Per quanto riguarda il primo motivo, relativo alla violazione dell’articolo 4, comma 1, sub a), secondo trattino, della decisione 2004/258, le ricorrenti fanno valere, in sostanza, che la BCE ha erroneamente base il suo rifiuto di concedere l’accesso ai documenti di cui trattasi l’eccezione al diritto di accesso ai sensi della presente disposizione, dato che la divulgazione di tali documenti non arrechi pregiudizio alla tutela dell’interesse pubblico sulla politica economica dell’Unione e la Repubblica ellenica.
38 Ai sensi dell’articolo 4, comma 1, sub a), secondo trattino, della decisione 2004/258, la BCE rifiuta l’accesso a un documento la cui divulgazione arrechi pregiudizio alla tutela degli interessi pubblico in merito alla politica finanziaria, monetaria o economica dell’Unione o di uno Stato membro.
39 Per quanto riguarda il quadro giuridico per l’accesso ai documenti della BCE, si deve rilevare che l’articolo 1 ° , secondo comma, del trattato sull’Unione europea è dedicato ad un aperto processo decisionale dell’Unione. A questo proposito, l’articolo 15, paragrafo 1, del TFUE precisa che, al fine di promuovere il buon governo e garantire la partecipazione delle istituzioni della società civile, organi e gli organismi dell’Unione operano nel rispetto più grande possibile il principio di trasparenza. Ai sensi del paragrafo 3, primo comma del presente articolo, qualsiasi cittadino dell’Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di accedere ai documenti delle istituzioni e degli organi dell’Unione, a prescindere dal loro supporto, secondo i principi e alle condizioni da determinare a norma del presente paragrafo. Inoltre, in base al secondo comma della presente sezione, i principi generali e le limitazioni a tutela di interessi pubblici o privati, disciplinano l’esercizio del diritto di accesso ai documenti sono stabiliti dai regolamenti del Parlamento Parlamento e il Consiglio dell’Unione europea, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria. Conformemente al terzo comma del presente paragrafo, ciascuna istituzione o organismo garantisce la trasparenza dei suoi lavori e sviluppare nel suo regolamento interno disposizioni specifiche riguardanti l’accesso ai propri documenti, in conformità con le norme di cui al secondo comma dello stesso paragrafo. Secondo il quarto comma del presente paragrafo, la Corte di giustizia dell’Unione europea, la BCE e la Banca europea per gli investimenti sono soggette al presente paragrafo soltanto allorché esercitano funzioni amministrative.
40 della decisione 2004/258 è, come indicato dai suoi ‘considerando’ 1 e 2, per consentire un accesso più ampio ai documenti della BCE che esistevano ai sensi della decisione BCE/1998/12 della BCE, le 3 novembre 1998 relativa all’accesso del pubblico ai documenti e agli archivi della BCE (GU 1999, L 110, pag. 30), avendo cura di proteggere l’indipendenza della BCE e delle BCN e la riservatezza di talune questioni relative ai compiti della BCE. L’articolo 2, paragrafo 1, della decisione 2004/258 fornisce così ogni cittadino dell’Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro il diritto di accesso ai documenti della BCE, fatte salve le condizioni ei limiti definiti dalla presente decisione.
41 Tale diritto è soggetto a taluni limiti a tutela di interessi pubblici o privati. Più in particolare, e in conformità con il punto 4, della decisione 2004/258 prevede, all’articolo 4, delle eccezioni che consentono alla BCE di rifiutare l’accesso a un documento la cui divulgazione arrechi pregiudizio alla seconda ad uno degli interessi tutelati dai paragrafi 1 e 2 del presente articolo o se il documento contiene riflessioni per uso interno, facenti parte di discussioni e consultazioni preliminari in seno alla BCE o le BCN . Quando eccezioni al diritto di accesso di cui all’articolo 4 della decisione 2004/258 derogare al diritto di accesso ai documenti, devono essere interpretate ed applicate in senso restrittivo.
42 Così, quando la BCE decide di negare l’accesso a un documento la cui divulgazione è stata richiesta, ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, della decisione 2004/258, si deve, in linea di principio, fornire spiegazioni alle domande di come l’accesso a tale documento potrebbe arrecare concretamente ed effettivamente pregiudizio all’interesse tutelato da un’eccezione a questa disposizione viene invocata. Inoltre, il rischio di un attacco del genere deve essere ragionevolmente prevedibile e non meramente ipotetico (v., per analogia, sentenza della Corte del 21 luglio 2011, Svezia / MyTravel e della Commissione, C-506/08 P, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 76 e la giurisprudenza ivi citata).
43 Per quanto riguarda la portata del controllo di legittimità di una decisione della BCE rifiuta l’accesso del pubblico a un documento sotto l’eccezione di interesse pubblico di cui all’articolo 4, paragrafo 1 a), secondo trattino, della decisione 2004/258, si deve riconoscere che la istituzione di un ampio margine di discrezionalità nel determinare se la divulgazione di documenti relativi ai settori previsti da tale eccezione possa pregiudicare l’interesse pubblico. Il controllo legale esercitato dai giudici dell’Unione nei confronti di una tale decisione deve pertanto essere limitato alla verifica del rispetto delle norme procedurali e di motivazione per l’esattezza dei fatti e la assenza di errore manifesto di valutazione e di sviamento di potere (v., per analogia, sentenza della Corte 1 ° febbraio 2007, Sison / Consiglio, C-266/05 P, Racc.. p. I-1233, punto 34 ).
44 E ‘vero che al giudice dell’UE ha dichiarato questi principi in materia di portata del controllo per quanto riguarda eccezioni al diritto di accesso ai documenti di cui all’articolo 4, comma 1 bis), del regolamento (CE ) N. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione (GU L 145, pag. 43). Tuttavia, il ragionamento su cui si basano tali principi è valida anche nel caso di un rifiuto della BCE concede accesso a un documento di cui all’articolo 4, comma 1, sub a), secondo trattino, decisione 2004/258. Infatti, la formulazione di questa disposizione è identica al testo dell’articolo 4, paragrafo 1, sub a), quarto trattino, del regolamento n 1049/2001. Inoltre, il rifiuto sulla base dell’articolo 4, paragrafo 1, sub a), secondo trattino, della decisione 2004/258 ha, come una decisione ai sensi dell’articolo 4, comma 1 bis) quarto trattino, del regolamento n 1049/2001, una natura complessa e delicata che richiede un particolare grado di cura e dei criteri in queste due disposizioni sono eccessive (v., in tal senso, Sison / Consiglio, punto 43 supra, punti 35 e 36).
45 In primo luogo, per quanto riguarda l’argomento delle ricorrenti secondo cui la BCE ha erroneamente ignorato le considerazioni di interesse pubblico in favore della divulgazione, e che esiste un impellente interesse pubblico alla divulgazione di documenti in questione che, in realtà, l’interesse pubblico, si deve rilevare che le eccezioni al diritto di accesso ai documenti di cui all’articolo 4, paragrafo 1, a), della decisione 2004/258 sono formulate in termini. Ne consegue che la BCE è obbligata a negare l’accesso ai documenti che rientrano in queste eccezioni, in cui gli elementi di prova del set circostanze viene segnalato, e non il bilanciamento con un “interesse pubblico prevalente” è fornito dal testo, in contrasto con le eccezioni di cui all’articolo 4, paragrafi 2 e 3 di tale decisione (v., per analogia, sentenza del 27 novembre 2007, Pitsiorlas / Consiglio e BCE, T-3/00 e T-337 / 04, Rec.. p. II-4779, punto 227 e giurisprudenza ivi citata).
46 Di conseguenza, questo argomento delle ricorrenti e dei loro argomenti per giustificare la presunta impellente interesse pubblico deve essere respinto in quanto irrilevante per l’esame se la BCE ha fatto una corretta applicazione del salvo il diritto di accesso di cui all’articolo 4, comma 1, sub a), secondo trattino, della decisione 2004/258.
47 In secondo luogo, le ricorrenti sostengono che, contrariamente a quanto sostenuto dalla BCE nelle sue lettere del 17 settembre e 21 ottobre 2010, la divulgazione dei documenti in questione non arrechi pregiudizio alla tutela dell’interesse pubblico quanto riguarda la politica economica dell’Unione e la Repubblica ellenica. In effetti, tale divulgazione non creerebbe un rischio sostanziale e ad alto fuorviare il pubblico e mercati. Inoltre, il fatto che le questioni in gioco sono stati oggetto di esame da parte della Commissione Europea secondo la procedura di disavanzo eccessivo non costituisce divulgazione avversaria.
48 Alla luce di questi argomenti, è necessario prendere in considerazione, per ciascun documento di cui al ricorso, se la decisione impugnata è viziata da un errore manifesto di valutazione.
49 Per quanto riguarda il primo documento, la BCE ha giustificato il suo rifiuto di concedere l’accesso ad esso, indicando nelle sue lettere del 17 settembre e del 21 ottobre 2010, che conteneva le ipotesi e le opinioni dei membri personale della BCE sull’impatto del commercio in materia di non-mercato deficit pubblico e il debito pubblico, con particolare attenzione concentrata sul caso della Repubblica ellenica sulla base dei dati parziali disponibili al momento della stesura di dare un fotografia della situazione nel marzo 2010. Secondo la BCE, le informazioni contenute in questo documento sono stati superati al momento della richiesta di accesso. La divulgazione di tali informazioni presentano un rischio significativo di gravi e altamente indurre in errore i mercati generali pubblici e finanziari in particolare. In un contesto di mercato molto vulnerabile, tale divulgazione pregiudicherebbe il corretto funzionamento dei mercati finanziari. Così, la divulgazione delle informazioni contenute in questo documento potrebbe minare la fiducia pubblica sul comportamento effettivo della politica economica dell’Unione e la Repubblica ellenica. Inoltre, la BCE è stata osservata come un ulteriore elemento di basare il rifiuto di concedere l’accesso al documento, le questioni discusse nel documento in questione sono stati affrontati nel contesto di un esame da parte della Commissione nel contesto della procedura per i disavanzi eccessivi e il risultato di questo esame sarà pubblicato a tempo debito.
50 Per quanto riguarda il primo documento prodotto dalla BCE dopo che le misure ordinate dal Tribunale (v. supra, punto 10), che contiene, in sostanza, una descrizione del funzionamento dello strumento mercato finanziario che gli scambi, i presupposti e punti di vista del personale della BCE in materia di impatto di tali scambi sul debito pubblico e il deficit con un focus particolare sul caso proposto dalla Repubblica ellenica e qualsiasi azioni previste. In particolare, il presente documento contiene un’analisi dei potenziali impatti del funzionamento del mercato finanziario strumenti di negoziazione al di fuori del debito pubblico e il deficit della Repubblica ellenica sulla base di assunzioni effettuate sulla base dei dati disponibili al momento la redazione del documento, per la gestione del commercio al di fuori del mercato.
51 Il primo documento affronta quindi aspetti legati alla politica economica dell’Unione e la Repubblica ellenica e tra il campo di applicazione della deroga di cui all’articolo 4, comma 1, sub a), secondo trattino della decisione 2004/258, che è, del resto, non contestata dalle ricorrenti.
52 Per quanto riguarda la questione se la divulgazione del primo documento sarebbe concretamente ed effettivamente pregiudizio all’interesse tutelato in questione, è costante, e la BCE ha dichiarato nella sua lettera del 21 ottobre 2010, che al momento dell’adozione della decisione impugnata, i mercati finanziari europei erano in molto vulnerabile. In effetti, la stabilità di questi mercati era debole, in particolare a causa della situazione economica e finanziaria della Repubblica ellenica. E ‘anche chiaro che questa situazione e le vendite di attività finanziarie correlate greca deprezzamento provocato forte del valore di tali attività, che pure aveva prodotto perdite per i titolari greci e altri detentori europei. I ricorrenti non hanno contestato il fatto che questo sviluppo potrebbe avere un effetto negativo sulle condizioni di ondulazione di solvibilità e di finanziamento di altri emittenti e in altri paesi della zona euro. In un tale contesto, è chiaro che i partecipanti al mercato utilizzare le informazioni divulgate dalle banche centrali e le loro analisi e le decisioni sono considerati una fonte particolarmente importante per affidabile e completa una valutazione degli sviluppi attuali e futuri del mercato finanziario. Inoltre, la BCE potrebbe giustamente osservato che la fiducia del pubblico è un elemento essenziale che colpisce il corretto funzionamento dei mercati finanziari. Essa non è stata contraddetta dalle ricorrenti.
53 Per quanto riguarda il contenuto del documento prima e l’ambiente in cui ci sono stati i mercati finanziari europei, come indicato sopra, il Tribunale ritiene che la BCE non ha commesso un errore manifesto di valutazione nel ritenere Nelle sue lettere del 17 settembre e 21 ottobre 2010, che la divulgazione delle informazioni contenute nel primo documento sarebbe concretamente ed effettivamente pregiudizio all’interesse pubblico per quanto riguarda la politica economica dell’Unione e la Repubblica ellenica.
54 A sostegno della sua tesi sul rischio importante e serio di indurre in errore il pubblico fortemente in mercati generali e finanziari, in particolare in un contesto di mercato molto vulnerabile, la BCE sostiene che le ipotesi e le prospettive del suo personale sull’impatto del commercio in materia di non-mercato deficit pubblico e il debito pubblico contenuti nel primo documento sono basate su dati parziali disponibili al momento della scrittura per dare un quadro della situazione nel marzo 2010.
55 A questo proposito, va notato che il record dimostra che il primo documento, sulla base dei dati disponibili entro la fine di febbraio 2010, è stata esaminata dal comitato esecutivo della BCE, il 2 marzo 2010 e sottoposto al Consiglio dei governatori della BCE il 3 marzo 2010. Rifiuto finale di concedere l’accesso a questo documento datato 21 ottobre 2010, quindi più di sette mesi dopo averlo scritto, si può concludere che tale documento non ha, al momento del rifiuto definitivo della aggiornamento dati sull’impatto del commercio in materia di non-mercato disavanzo pubblico e del debito pubblico, in particolare, della Repubblica ellenica. Ciò è confermato dal fatto che il 22 aprile 2010, Eurostat (Ufficio statistico dell’Unione europea) ha emesso un comunicato stampa dalla prima notifica nel contesto della procedura per i disavanzi eccessivi, con figure disavanzo e del debito degli Stati membri per il periodo 2000-2009 e compresa una riserva per quanto riguarda dati relativi alla Grecia, includendo le incertezze relative alla registrazione di off-mercato di scambio. A questo proposito, ha anche annunciato indagini che potrebbero portare ad una revisione delle cifre relative al disavanzo e del debito ..
56 Tuttavia, il fatto che il 21 ottobre 2010, i dati contenuti nel primo documento sono stati superati e quindi ha dato una fotografia della situazione reale al momento della scrittura non può concludere che, qualora la divulgazione del documento, il mercato finanziario sarebbe anche essere considerato come ipotesi obsoleti e quindi prive di valore e punti di vista del personale della BCE sull’impatto del commercio in materia di non-mercato di disavanzo e debito pubblico pubblica contenute nel presente documento.
57 , infatti, è vero che questi giocatori sono professionisti dovrebbero utilizzare nel loro lavoro di informazione da documenti, lo fa comunque considerano le ipotesi e punti di vista da parte della BCE particolarmente importante e affidabile per una valutazione del mercato finanziario. Non si può ragionevolmente escludere che queste ipotesi e punti di vista, anche se sono state effettuate sulla base dei dati disponibili al momento si trova prima 21 Ottobre, 2010, sarebbe stato considerato ancora valido in quel momento. Inoltre, si può ipotizzare che, sulla base di questi presupposti e prospettive sulla base di una determinata situazione di fatto conosciuto questi professionisti ha potuto concludere, sulla base di dati aggiuntivi per presunzioni addotte e prospettive della BCE relativo al deficit e del debito pubblico, quando la BCE finalmente rifiutato di concedere l’accesso al documento. A questo proposito, una precisione possibile della BCE sulla versione trapelata del documento, affermando che le informazioni in esso contenute non erano più presenti, non ha potuto impedire la divulgazione di questo documento fuorviare l’opinione pubblica e del mercato finanziario, in particolare, sulla situazione del deficit e del debito pubblico, come valutato dalla BCE.
58 Alla luce di quanto ambiente molto vulnerabile in cui i mercati finanziari sono stati al momento dell’adozione della decisione impugnata, la valutazione che tale errore potrebbe compromettere la politica economica dell’Unione e la Repubblica ellenica non può essere respinto in quanto manifestamente erronea. In effetti, un tale errore potrebbe avere un impatto negativo sull’accesso, in particolare, tale Stato membro, i mercati finanziari e quindi hanno influenzato la condotta efficace della politica economica di questi ultimi e l’Unione.
59 La BCE ha potuto giustamente giustificare il suo rifiuto di concedere l’accesso al documento prima l’eccezione di cui all’articolo 4, comma 1, sub a), secondo trattino, della decisione 2004/258.
60 Per quanto riguarda il secondo documento, la BCE ha giustificato il suo rifiuto di concedere l’accesso ad essa, indicando nella sua lettera del 17 settembre 2010, che conteneva le assunzioni del personale della BCE e punti opinioni sulla operazione denominata “Titlos” l’eventuale esistenza di operazioni simili che influenzano i livelli di deficit e del debito della zona euro, la rilevanza per quanto riguarda il sistema delle garanzie dell’Eurosistema, le misure di controllo rischi e la loro revisione. La BCE Titlos plc è un veicolo finanziario ad hoc che è stato istituito il 26 febbraio 2009, la Banca Nazionale di Grecia, che ha fatto una certa quantità di euro di titoli garantiti da attività attese per settembre 2039. La BCE ritiene che le attività sottostanti titoli garantiti da attività chiamata “Titlos” è stato uno scambio di tassi di interesse tra la Banca Nazionale di Grecia e la Repubblica ellenica. Titlos Le attività “” dovrebbero essere ammissibili come garanzia per le operazioni di credito dell’Eurosistema, che sono stati valutati dalla banca centrale di uno Stato membro, previa consultazione della BCE. Secondo il ragionamento della BCE nella sua lettera del 17 settembre 2010, questo documento strettamente associata con il primo documento, ma ha anche rientrava nell’ambito di applicazione della deroga al diritto di accesso di cui all’articolo 4, paragrafo 1, a), secondo trattino, della decisione 2004/258. Successivamente, nella sua lettera del 21 ottobre 2010, la BCE non è più fare una distinzione tra il primo e il secondo documento nella sua motivazione del rifiuto. Secondo la BCE, l’argomento dedotto in merito al rifiuto di concedere l’accesso al primo documento di cui al punto 49 della presente sentenza, è quindi valida anche per quanto riguarda il secondo documento.
61 Per quanto riguarda il secondo documento, prodotto dalla BCE dopo che le misure ordinate dal Tribunale (v. supra, punto 10), che contiene, in sostanza, sullo sfondo della transazione chiamato “Titlos”, così come la revisione della struttura finanziaria della transazione e l’eventuale esistenza di operazioni analoghe effettuate dal personale della BCE. A questo proposito, come la Repubblica ellenica ha utilizzato non di mercato gli scambi e le conseguenze di tali scambi di rischi particolari sono stati analizzati. Inoltre, il presente documento contiene le conclusioni diverse per quanto riguarda la Repubblica ellenica e l’Eurosistema dalle analisi.
62 Questo documento affronta quindi aspetti legati alla politica economica dell’Unione e la Repubblica ellenica e tra il campo di applicazione della deroga di cui all’articolo 4, comma 1, sub a), secondo trattino, La decisione 2004/258, che è, del resto, non contestata dalle ricorrenti.
63 Per quanto riguarda la questione se la comunicazione del secondo documento avrebbe, concretamente ed effettivamente pregiudizio all’interesse tutelato coinvolti, va osservato che il contenuto di questo documento è strettamente legato al primo documento. In una molto vulnerabile per i mercati finanziari come quello esistente al momento dell’adozione della decisione impugnata (v. supra, punto 52), è chiaro che la valutazione della BCE che la divulgazione di analisi e le conclusioni contenute nel secondo documento pregiudicherebbe la politica economica dell’Unione e la Repubblica ellenica non è viziata da un errore manifesto. Infatti, la divulgazione di queste analisi e conclusioni, anche se erano basate su dati parziali disponibili al momento della stesura del secondo documento è suscettibile di influenzare i mercati finanziari e la loro valutazione della situazione sul disavanzo e il debito pubblico della Repubblica ellenica nello stesso modo che il documento prima divulgazione (cfr. i paragrafi 56-58 sopra). Impatti, che potrebbero avere un impatto negativo sull’accesso, in particolare, tale Stato membro, i mercati finanziari, e quindi incide il comportamento effettivo della politica economica di questi ultimi e l’Unione.
64 Pertanto, la BCE potrebbe giustamente giustificare il suo rifiuto di concedere l’accesso al documento sulla seconda eccezione di cui all’articolo 4, comma 1, sub a), secondo trattino, della decisione 2004 / 258.
65 Nella misura in cui la BCE ha basato il suo rifiuto di concedere l’accesso ai documenti di cui trattasi l’eccezione di cui all’articolo 4, comma 1, sub a), secondo trattino, della decisione 2004/258, il decisione impugnata non è viziata da un errore manifesto di valutazione.
66 Tale conclusione non è inficiata dagli argomenti relativi all’articolo 10 della CEDU, avanzate dai ricorrenti.
67 Le ricorrenti sostengono che, al fine di evitare una violazione dei diritti loro conferiti dall’articolo 10 della CEDU, è necessario interpretare la deroga di cui all’articolo 4, comma 1 bis) secondo trattino, della decisione 2004/258 nel senso indicato da loro. A tale riguardo, essi fanno riferimento alle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo, un Szabadságjogokért Társaság c. Ungheria 14 aprile 2009, Kenedi c. Ungheria 26 Maggio 2009, non ancora pubblicata nella Raccolta delle sentenze e decisioni , e Gillberg c. Svezia, punto 11 di cui sopra.
68 L’articolo 10 della CEDU prevede, in parte rilevante, che ogni persona ha il diritto alla libertà di espressione e che tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza ci possono essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. L’esercizio di queste libertà comporta doveri e responsabilità, può essere sottoposto alle formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni che sono previste dalla legge, costituiscono misure necessarie in una società democratica per la protezione della reputazione o dei diritti altri o per impedire la divulgazione di informazioni riservate.
69 A questo proposito, va osservato che l’articolo 52, paragrafo 3, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (GU 2010, C 83, pag. 389, in prosieguo: la “Carta”), che ha lo stesso valore giuridico dei trattati ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, primo comma, TUE, stabilisce che, nella misura in cui la Carta contenga diritti corrispondenti a quelli garantiti dalla CEDU, il significato e la portata sono gli stessi dalla detta convenzione. Tuttavia, questa disposizione non preclude il diritto dell’Unione conferisce una protezione più estesa.
70 Ai sensi dell’articolo 52, comma 7, della Carta, le spiegazioni elaborate per orientare l’interpretazione della Carta, vale a dire le spiegazioni relative alla Carta (GU 2007, C 303, pag. 17) siano debitamente prese in considerazione dai giudici dell’Unione e degli Stati membri.
71 E ‘chiaro da queste spiegazioni relative alla Carta, come l’articolo 10 della CEDU, è l’articolo 11 della Carta che ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possono essere delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiera. Libertà dei media e il pluralismo sono rispettati.
72 Ai sensi dell’articolo 52, paragrafi 1 e 2 della Carta, eventuali limitazioni all’esercizio dei diritti e delle libertà riconosciuti dalla Carta devono essere previste dalla legge e rispettare il contenuto essenziale di detti diritti e libertà. In ottemperanza al principio di proporzionalità, possono essere apportate limitazioni solo laddove siano necessarie e rispondano effettivamente a finalità di interesse generale riconosciute dall’Unione o all’esigenza di proteggere i diritti e le libertà altrui. I diritti riconosciuti dalla Carta, che sono soggetti alle disposizioni dei trattati si esercitano alle condizioni e nei limiti da essi definiti. Tuttavia, va osservato che l’articolo 11 della Carta, in combinato disposto con l’articolo 52, paragrafi 1 e 2 della Carta contenga diritti corrispondenti a quelli garantiti dall’articolo 10 della CEDU. Esso dovrebbe quindi essere data alle disposizioni della Carta lo stesso significato e la stessa portata dell’articolo 10 della CEDU, come interpretato dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (si veda ad analogia, la Corte del 5 ottobre 2010, McB., C-400/10 PPU, Rec.. p. I-8965, punto 53, e il 15 novembre 2011, altri Dereci, C-256/11, non ancora pubblicata Raccolta, punto 70).
73 Occorre rilevare che, per quanto riguarda il diritto di accesso ai documenti delle istituzioni e degli organi dell’Unione europea, la Carta fornisce uno speciale diritto fondamentale. In effetti, ai sensi dell’articolo 42 della Carta, ogni cittadino dell’Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di accesso ai documenti, a prescindere loro sostegno. I ricorrenti non riguardava una violazione della legge speciale, ma si sono limitati ad applicare una presunta violazione del diritto generale alla libertà di espressione garantito dall’articolo 10 della CEDU e l’articolo 11 della Carta. In tal modo, non hanno spiegato come hanno creduto il comportamento della BCE potrebbe costituire una violazione dell’articolo 10 della CEDU e l’articolo 11 della Carta.
74 Per quanto riguarda la questione se, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, sub a), secondo trattino, della decisione 2004/258, la BCE non ha la portata del diritto accedere come interpretato alla luce degli articoli 11 e 52 della Carta, e l’articolo 10 della CEDU, rifiutando di concedere l’accesso ai documenti di cui trattasi, i ricorrenti si limitano a fare riferimento alle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo ha TARSASAG Szabadságjogokért c. Ungheria, punto 67 supra, Kenedi c. Ungheria, punto 67 della presente sentenza, e Gillberg c. Svezia, punto 11 di cui sopra.
75 Tuttavia, questi casi non suggeriscono che la BCE ha, rifiutando di concedere l’accesso ai documenti di cui trattasi, la misura non nota del diritto di accesso, come interpretato alla luce degli articoli 11 e 52 del la Carta e l’articolo 10 della CEDU.
76 Infatti, nella causa che ha dato luogo alla sentenza c Kenedi. Ungheria, punto 67 della presente sentenza, la Corte europea dei diritti dell’uomo trovato una violazione dell’articolo 10 CEDU sulla base del fatto che la misura di cui trattasi nel caso di specie non era previsto dalla legge (cfr. il paragrafo 45 della sentenza). In questo caso, il rifiuto di concedere l’accesso ai documenti in questione si basava sull’articolo 4, paragrafo 1, sub a), secondo trattino, della decisione 2004/258, che è stata adottata ai sensi Articolo 23, paragrafo 2, della decisione 2004/257/CE della BCE del 19 febbraio 2004 che adotta il regolamento interno della BCE (GU L 80, pag. 33), in combinato disposto con l’articolo 12 , comma 3 del protocollo sullo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (GU 1992, C 191, pag. 68), e dell’articolo 8 del trattato CE. Questo rifiuto perseguito lo scopo legittimo di tutela dell’interesse pubblico per quanto riguarda la politica economica dell’Unione e la Repubblica ellenica.
77 Inoltre, è vero che, nel caso che ha dato luogo alla sentenza c Gillberg. Svezia, punto 11 di cui sopra, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha concluso che la ricorrente in questo caso non ha fatto, in virtù dell’articolo 10 della CEDU, il diritto negativo di rifiutare di divulgare i documenti rilevanti ( punto 94 della presente sentenza), questo caso si distingue dal caso di specie. Infatti, mentre i documenti pertinenti nella causa che ha dato luogo alla sentenza c Gillberg. Svezia, punto 11 di cui sopra, non sono stati di proprietà della persona che ha negato l’accesso ad essi (punti 92 e 93 della presente sentenza), in questo caso, i relativi documenti richiesti da le ricorrenti erano di proprietà della BCE. Inoltre, la differenza in questo caso (v. punto 93 della presente sentenza), il rifiuto della BCE di concedere l’accesso a tali documenti non era in contrasto con la decisione di un tribunale ordina la BCE a concedere di accedervi.
78 Per quanto riguarda la sentenza TARSASAG un c Szabadságjogokért. Ungheria, punto 67 della presente sentenza, è vero che esso risponde alla necessità di limitare il diritto di accesso alle informazioni. Tuttavia, i fatti della causa che ha dato origine a tale sentenza non sono simili a quelle del caso di specie, in modo che la sentenza non può essere utilmente invocato nel caso di specie. Infatti, la causa che ha dato luogo alla sentenza TARSASAG un c Szabadságjogokért. Ungheria, punto 67 supra, riguardava il rifiuto di divulgare informazioni su un ricorso costituzionale presentata da una figura pubblica sulla base dei diritti della personalità di quest’ultimo, sostenendo che figure pubbliche opinioni su questioni pubbliche erano legati alla loro persona e, pertanto, costituiscono dati personali non possono essere divulgate senza il loro consenso (v. punto 37 della presente sentenza). Al contrario, il caso in esame non riguarda i dati presunti privati ​​di un personaggio pubblico.
79 Inoltre, occorre rilevare che la decisione impugnata non contiene alcun divieto generale di ricevere informazioni da parte della BCE sul disavanzo e sul debito della Repubblica ellenica. A questo proposito, si deve anche notare che la BCE, di applicazione delle eccezioni al diritto di accesso di cui all’articolo 4 della decisione 2004/258, non ha limitato tale diritto ai documenti sotto il nell’esercizio delle sue funzioni amministrative, di cui all’articolo 15, comma 3, quarto comma, TFUE (v. supra, punto 39).
80 Per quanto riguarda l’argomento delle ricorrenti secondo cui il pubblico dovrebbe avere le informazioni che riguardano, da un lato, il livello di indebitamento della Repubblica ellenica e, in secondo luogo, la questione se Le autorità greche hanno fornito informazioni complete ed accurate a Eurostat sul debito pubblico greco, comprese le operazioni di cambio fuori mercato, si deve rilevare che, al momento dell’adozione della decisione impugnata, la relazione Eurostat intitolato “Relazione sul deficit pubblico greco e statistiche sul debito” (Relazione sulle statistiche del deficit e del debito pubblico della Grecia) 8 gen 2010 spiegando le carenze persistenti di greci dati fiscali facendo riferimento ad esempi di falsa dichiarazione delle le autorità greche riguardanti i dati sul disavanzo e sul debito. Inoltre, nota Eurostat “Nota informativa sulla Grecia – 2010/02/24” (Nota sulla Grecia 24 FEB 2010), si precisa che, per la prima volta, le autorità greche hanno dichiarato la esistenza di un fuori mercato di swap nel 2001 e Eurostat chiedere alle autorità elleniche a fornire il più presto possibile tutte le informazioni necessarie per una valutazione e un resoconto completo di questa operazione nella notifica successivo sotto procedura per i disavanzi eccessivi. Inoltre, il 22 aprile 2010, Eurostat ha pubblicato un comunicato stampa per quanto riguarda la prima notifica nel contesto della procedura per i disavanzi eccessivi con le cifre del disavanzo e del debito degli Stati membri per il periodo 2000-2009 e compresa una riserva per quanto riguarda i dati greci tra cui incertezze relative alla registrazione di off-mercato di scambio.
81 In tali circostanze, gli argomenti delle ricorrenti relativi alle sentenze TARSASAG a c Szabadságjogokért. Ungheria, punto 67 supra, Kenedi c. Ungheria, punto 67 della presente sentenza, e Gillberg c. Svezia, punto 11 di cui sopra, deve essere respinto.
82 Di conseguenza, il primo motivo deve essere respinto.
83 Dato che la BCE potrebbe giustamente giustificare il suo rifiuto di concedere l’accesso ai documenti di cui trattasi solo sul diritto di accesso di cui all’articolo 4, comma 1, sub a), secondo trattino della decisione 2004/258, non è necessario che la Corte ad esaminare i motivi secondo e il terzo per le eccezioni al diritto di accesso di cui all’articolo 4, paragrafo 2, primo trattino, e il L’articolo 4, paragrafo 3, della decisione.
84 Alla luce di tutto quanto precede, il ricorso deve essere respinto nel suo complesso in quanto in parte irricevibile e in parte infondato.
85 Ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se fatta domanda.
86 I ricorrenti sono rimasti soccombenti, deve essere condannata alle spese, conformemente alle conclusioni della BCE.
2) M me Gabi Thesing e Bloomberg Finance LP sopporteranno le proprie spese e quelle sostenute dalla Banca centrale europea (BCE).
Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 29 novembre 2012.
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