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Timestamp: 2019-01-17 05:39:24+00:00
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Matched Legal Cases: ['arti 10', 'art. 21', 'art. 25', 'art.68', 'art.36', 'art. 17', 'art.14', 'art. 5', 'art.7', 'art. 5', 'art. 18', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 42', 'art. 30', 'art. 14', 'art. 21', 'art. 20', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 44']

Comune di Trezzano Rosa (Provincia di Milano) - PDF
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1 Comune di Trezzano Rosa (Provincia di Milano) REGOLAMENTO COMUNALE PER I SERVIZI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI ED ASSIMILATI E PER LE RACCOLTE DIFFERENZIATE Allegato a deliberazione C.C. n. 49 del
2 I N D I C E CAPITOLO 1 - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Obiettivi della gestione rifiuti Art. 2 Riferimenti normativi Art. 3 Principi generali Art. 4 Oggetto del Regolamento Art. 5 Competenze del Comune Art. 6 Gestione dei rifiuti: materiali, soggetti, attività ed operazioni qualificanti Art. 7 Classificazione dei rifiuti Art: 8 Rifiuti speciali assimilati ai rifiuti solidi urbani Art. 9 Rifiuti speciali e pericolosi 9.1 Disposizioni di carattere generale 9.2 Deposito temporaneo dei rifiuti speciali e pericolosi 9.3 Conferimento dei rifiuti speciali e pericolosi 9.4 Rifiuti sanitari pericolosi Art. 10 Particolari categorie di rifiuti 10.1 Imballaggi 10.2 Rifiuti costituiti da veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti 10.3 Rifiuti cimiteriali CAPITOLO 2 - FORME DI GESTIONE - DIVIETI E CONTROLLI Art. 11 Forme di gestione Art. 12 Obblighi e divieti Art. 13 Vigilanza del servizio Art. 14 Ordinanze contingibili ed urgenti Art. 15 Disinfezione e disinfestazione dei mezzi e delle attrezzature Art. 16 Tutela sanitaria del personale addetto al servizio
3 CAPITOLO 3 - RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI Art. 17 Oggetto della raccolta differenziata Art. 18 Finalità Art. 19 Localizzazione siti e contenitori Art. 20 Conferimento Frazioni organico e residua da smaltire dei rifiuti solidi urbani Carta e cartoni Vetro e lattine Contenitori in plastica per liquidi ed altri imballaggi in plastica Rottami metallici Beni durevoli Legname e manufatti in legno esclusi gli scarti della lavorazione del legno Pneumatici Componenti elettronici Polistirolo espanso Films plastici Rifiuti ingombranti non ulteriormente differenziabili Rifiuti inerti Rifiuti vegetali Oli e grassi vegetali ed animali residui dalla cottura degli alimenti Art. 21 Rifiuti urbani pericolosi Batterie e pile scariche Accumulatori al piombo esausti Prodotti e relativi contenitori etichettati con il simbolo T e/o F Prodotti farmaceutici inutilizzati, scaduti o avariati Lampade a scarica e tubi catodici Siringhe giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade o aree private comunque soggette ad uso pubblico Cartucce esauste di toner per fotocopiatrici e stampanti Oli minerali e filtri usati Art. 22 Istituzione di nuovi servizi di raccolta differenziata Art. 23 Criteri di organizzazione del servizio di raccolta Art. 24 Trasporto allo smaltimento finale Art. 25 Piattaforma ecologica comunale per la raccolta differenziata 3
4 CAPITOLO 4 - MODALITÀ DI CONFERIMENTO, RACCOLTA, TRASPORTO E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI URBANI ESTERNI Art. 26 Definizione Art. 27 Raccolta, spazzamento e trattamento Art. 28 Modalità di svolgimento del servizio Art. 29 Cestini getta carta e porta rifiuti Art. 30 Aree occupate da esercizi pubblici, spettacoli viaggianti ecc. Art. 31 Raccolta rifiuti provenienti dai mercati Art. 32 Obbligo di tenere puliti i terreni non occupati da fabbricati Art. 33 Potatura alberi, siepi ed arbusti Art. 34 Carico e scarico di merci e materiali Art. 35 Disposizioni per proprietari di animali domestici Art. 36 Volantinaggio Art. 37 Disposizioni per esecutori di interventi edilizi Art. 38 Educazione e informazione alla cittadinanza CAPITOLO 5 - DISCIPLINA DEGLI INTERVENTI COMUNALI IN MATERIA DI BONIFICA DEI LUOGHI INQUINATI Art. 39 Abbandono di rifiuti Art. 40 Bonifica e ripristino ambientale dei luoghi inquinati CAPITOLO 6 - DISPOSIZIONI FINALI Art. 41 Sanzioni Art. 42 Tariffa Art. 43 Contributi CONAI Art. 44 Riferimento ad altri regolamenti Art. 45 Riferimento alla legge Allegato 1 RIFIUTI ASSIMILATI AI RIFIUTI SOLIDI URBANI Allegato 2 ELENCO DELLE VIOLAZIONI AL REGOLAMENTO E RELATIVE SANZIONI COMMINABILI DALL AMMINISTRAZIONE COMUNALE Allegato 3 STRALCIO DAL D. Lgs. 05 Febbraio 1997 N 22 Allegato 4 STRALCIO DAL D.M. 26 GIUGNO 2000 N 219 4
5 CAPITOLO 1 - DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Obiettivi della gestione rifiuti Considerato che la produzione incontrollata dei rifiuti e il relativo smaltimento costituiscono ormai un oggettivo limite allo sviluppo e che una forte riduzione nella quantità dei rifiuti prodotti si impone in modo sempre più drastico, si individuano come obiettivi primari del Comune: a) informare i cittadini dell importanza che assume una economica ed efficiente gestione dei rifiuti ai fini dell equilibrio ambientale e rendere gli stessi consapevoli della necessità di attivarsi per ottenere corretti sistemi di smaltimento b) proporre azioni atte a: coinvolgere le diverse componenti economiche e sociali (produttori, consumatori, utenti dei servizi di trattamento e smaltimento dei rifiuti), in una gestione controllata e razionale di ogni fase della vita dei prodotti e dei materiali fino al reimpiego o allo smaltimento finale diffondere, presso gli operatori del settore produttivo, la consapevolezza dei vantaggi economici che la produzione pulita rappresenta per gli interessi economici delle imprese anche sotto il profilo concorrenziale promuovere l attività di raccolta differenziata in modo da favorire l aumento dei quantitativi riciclabili e recuperabili e la effettiva diminuzione delle frazioni a perdere. Articolo 2 Riferimenti normativi Il presente Regolamento, che disciplina la gestione dei Rifiuti urbani sotto il profilo tecnico ed igienico - sanitario, è adottato ai sensi dell art. 21 del Decreto Legislativo 5 febbraio 1997 n 22 ( Decreto Ronchi ) - attuativo delle direttive comunitarie 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689 sui rifiuti pericolosi e 94/62 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio nonché al Decreto Legislativo 8 novembre 1997 n. 389 (Decreto Ronchi bis), alla Legge 9 dicembre 1998 n 426 (Decreto Ronchi ter) e successive modifiche e integrazioni. Esso rimanda inoltre alla Legge Regione Lombardia 1 luglio 1993, n. 21, con particolare riguardo alla raccolta delle frazioni di rifiuto utilizzabili alla Legge Regione Lombardia 11 aprile 1994 Regolamento Comunale Tipo per il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilabili al Decreto 29 maggio 1991 del Ministro dell Ambiente Indirizzi generali per la regolamentazione della raccolta differenziata dei rifiuti 5
6 al Decreto Ministero Ambiente 5 febbraio 1998 Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli artt. 31 e 33 del Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 al Decreto Ministero Ambiente 26 giugno 2000, n. 219 Disciplina per la gestione dei rifiuti sanitari, ai sensi dell articolo 45 del Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 alla Legge 23 marzo 2001 n. 93 Disposizioni in campo ambientale al Codice della Strada, in particolare all art. 25, 3 comma ed art.68 del D.P.R. 6/12/1992, n. 495 Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo Codice della Strada che disciplina la collocazione dei cassonetti. Recepisce infine le norme dello Statuto di adesione al Consorzio Est Milanese - Consorzio Pubblico di Igiene Ambientale e dal Regolamento di gestione della Stazione di trasferimento/lavorazione di Bellusco/Mezzago. Articolo 3 Principi generali L intero ciclo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, nelle sue varie fasi, costituisce attività di pubblico interesse ed è sottoposto all osservanza dei seguenti criteri generali di comportamento: a) deve essere evitato ogni danno o pericolo per la salute, l incolumità, il benessere e la sicurezza della collettività e dei singoli b) deve essere garantito il rispetto delle norme igienico-sanitarie ed evitato ogni rischio di inquinamento dell aria, dell acqua, del suolo e del sottosuolo, nonché ogni inconveniente derivante da rumori e odori c) devono essere salvaguardate la fauna e la flora e deve essere evitata qualsiasi forma di degrado dell ambiente e del paesaggio d) devono essere rispettate le esigenze di pianificazione economica e territoriale e) devono essere promossi, con l osservanza di criteri di economicità ed efficienza, sistemi tendenti a riciclare, riutilizzare i rifiuti o recuperare da essi materiali o energia. Il Comune promuoverà con CEM Ambiente S.p.a. - se del caso, di concerto con l eventuale Appaltatrice dei servizi e/o altri Enti o Associazioni operanti nel settore ecologico sul territorio - la sperimentazione di tutte le forme organizzative e di gestione tendenti a limitare la produzione dei rifiuti, nonché ad attuare tutte le possibili forme di raccolta differenziata intesa al recupero di materiali e/o energia. Ciò potrà avvenire anche con il coinvolgimento del cittadino-utente e delle associazioni di volontariato. 6
7 Articolo 4 Oggetto del Regolamento La gestione dei rifiuti nelle varie fasi di conferimento, di raccolta, di cernita e raggruppamento, di trasporto, di recupero, di trattamento, nonché di ammasso e smaltimento, di pulizia e spazzamento, costituisce attività di pubblico interesse sottoposta alle disposizioni del presente Regolamento. Sono esclusi dall ambito di applicazione del presente Regolamento gli effluenti gassosi emessi nell atmosfera nonché, in quanto disciplinati da specifiche disposizioni di legge: a) i rifiuti radioattivi b) i rifiuti risultanti dalla prospezione, estrazione, trattamento ed ammasso di risorse minerali e dallo sfruttamento delle cave c) le carogne e i seguenti altri rifiuti da aziende agricole: liquami, materie fecali e le altre sostanze naturali non pericolose utilizzate nell attività agricola ed in particolare i materiali litoidi o vegetali riutilizzati nelle normali pratiche agricole e di conduzione dei fondi rustici e le terre da coltivazione provenienti dalla pulizia dei prodotti vegetali eduli d) le acque di scarico, esclusi i rifiuti allo stato liquido e) i materiali esplosivi in disuso. Articolo 5 Competenze del Comune Compete obbligatoriamente al Comune la gestione in regime di privativa - nelle forme di cui al D.Lgs. 18 agosto 2000 n delle operazioni di raccolta, spazzamento, trasporto e trattamento dei rifiuti classificati nelle seguenti categorie: a) tutti i rifiuti urbani di cui al secondo comma dell articolo Classificazione dei rifiuti del presente Regolamento b) altri rifiuti speciali dichiarati assimilati a quelli urbani di cui all articolo Rifiuti speciali assimilati ai rifiuti solidi urbani del presente Regolamento c) i rifiuti e i fanghi di cui al punto 7 del 3 comma del citato articolo Classificazione dei rifiuti. Competono inoltre al Comune: a) il controllo su tutte le operazioni di gestione dei rifiuti urbani, ivi compresi gli adempimenti che il decreto 22/97 attribuisce al Gestore del servizio; b) l organizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio nel rispetto dei principi previsti dall art.36 del decreto 22/97; c) l adozione dei provvedimenti di diffida a provvedere nei confronti del responsabile dell inquinamento dei siti; 7
8 d) l approvazione dei progetti di bonifica dei siti inquinati di cui all art. 17 del Decreto Legislativo 22/97, nonché la realizzazione d ufficio degli interventi necessari, nel caso in cui non vi provvedano o non siano individuabili i responsabili della situazione di inquinamento. Competono al Sindaco i provvedimenti, circoscritti al territorio comunale, rivolti alla rimozione, all avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti abbandonati, nonché al ripristino dei luoghi ai sensi dell art.14 del decreto 22/97. Articolo 6 Gestione dei rifiuti: materiali, soggetti, attività ed operazioni qualificanti In relazione alle disposizioni e norme contenute nel presente Regolamento sono fissate le seguenti definizioni di materiali, soggetti, attività ed operazioni qualificanti. Materiali: rifiuto: qualsiasi sostanza che rientra nelle categorie di cui all allegato A del D. Lgs. 22/1997, derivante da attività umana o da cicli naturali, di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia obbligo di disfarsi frazione organico : i materiali putrescibili ad alto tasso di umidità presenti nei rifiuti urbani frazione residua da smaltire : i materiali a basso o nullo tasso di umidità aventi di norma elevato contenuto energetico, da avviare alla termodistruzione, ovvero da avviare allo smaltimento finale in discarica compost da rifiuti: prodotto ottenuto dal compostaggio della frazione organico dei rifiuti urbani nel rispetto di apposite norme tecniche finalizzate a definire contenuti e usi compatibili con la tutela ambientale e sanitaria, e in particolare a definire i gradi di qualità combustibile da rifiuti: il combustibile ricavato dai rifiuti urbani mediante trattamento finalizzato all eliminazione delle sostanze pericolose per la combustione ed a garantire un adeguato potere calorico, e che possieda caratteristiche specificate con apposite norme tecniche imballaggio: il prodotto composto di materiale di qualsiasi natura, adibito a contenere e a proteggere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all utilizzatore, e ad assicurare la loro protezione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo. Soggetti: produttore: la persona la cui attività ha prodotto rifiuti e/o la persona che ha effettuato operazioni di pretrattamento o di miscuglio o altre operazioni che hanno mutato la natura o la composizione dei rifiuti detentore: il produttore dei rifiuti o la persona fisica o giuridica che li detiene. 8
9 Attività ed operazioni qualificanti: gestione: la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento di rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni conferimento: le modalità secondo le quali i rifiuti vengono consegnati al servizio di raccolta da parte del detentore raccolta: l operazione di prelievo, di cernita e/o di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto raccolte differenziate: la raccolte idonee a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee cernita: le operazioni di selezione di materiali, qualitativamente omogenei di rifiuto, ai fini del riciclaggio, riutilizzo o reimpiego degli stessi trasporto: le operazioni di trasferimento dei rifiuti, dal luogo di produzione, da attrezzature o impianti, al luogo di stoccaggio, recupero, trattamento e/o smaltimento recupero: le operazioni mediante le quali i rifiuti vengono: utilizzati come combustibile o come altro mezzo per produrre energia, sottoposti a rigenerazione o reimpiegati tal quali, sparsi sul suolo a beneficio dell agricoltura o dell ambiente riciclaggio: ogni azione intesa a riprodurre un materiale nuovo partendo dallo stesso tipo di materiale separato dai rifiuti riutilizzo: ogni azione intesa a produrre beni e/o combustibili partendo da materie prime ottenute da materiali separati dai rifiuti reimpiego: ogni azione intesa a utilizzare manufatti, separati dai rifiuti, nella stessa funzione iniziale (vuoti a rendere) trattamento: le operazioni necessarie per il riutilizzo, la rigenerazione, il recupero, il riciclo, l innocuizzazione smaltimento: le operazioni consistenti in attività di stoccaggio, di incenerimento, di deposito o discarica sul suolo o nel suolo luogo di produzione dei rifiuti: uno o più edifici o stabilimenti o siti infrastrutturali collegati tra loro all interno di un area delimitata in cui si svolgono le attività di produzione dalle quali originano i rifiuti stoccaggio: le operazioni di deposito preliminare di rifiuti in luogo diverso da quello della loro produzione, in attesa di successive operazioni di reimpiego, riutilizzo, recupero deposito temporaneo: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti alle seguenti condizioni: 1. i rifiuti depositati non devono contenere policlorodibenzodiossine, policlorodibenzofurani, policlorodinbenzofenoli in quantità superiore a 2,5 ppm né policlorobifenile, policlorotrifenili in quantità superiore a 25 ppm 9
10 2. il deposito temporaneo deve essere effettuato per tipi omogenei e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute 3. devono essere rispettate le norme che disciplinano l imballaggio e l etichettatura dei rifiuti pericolosi spazzamento: le operazioni di rimozione dei rifiuti giacenti su strade ed aree pubbliche o su strade private comunque soggette ad uso pubblico o sulle rive di fiumi, fossi e canali isole ecologiche: aree attrezzate secondo le più moderne tecnologie, distribuite sul territorio, destinate a ricevere dalle utenze le singole frazioni ottenute dalla raccolta differenziata piattaforma ecologica di primo livello: area di servizio destinata al conferimento separato delle frazioni di cui all art. 5 comma 2 della legge di Revisione della L.R. 21/93, ivi compresi i materiali inerti quali macerie edilizie, materiali provenienti da scavi e demolizioni di modesta entità; il bacino di utenza non deve essere, di norma, inferiore a abitanti piattaforma ecologica di secondo livello: area di servizio con caratteristiche analoghe a quelle della piattaforma ecologica di primo livello, dotata di impianti di primo trattamento e/o recupero (triturazione, selezione, pressa) compreso il compostaggio della frazione organico costituita dal verde proveniente da aree pubbliche e private. Articolo 7 Classificazione dei rifiuti Agli effetti dell applicazione del presente Regolamento, come previsto dall art.7 del Decreto Legislativo 22/97, i rifiuti sono classificati, secondo l origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi. Sono rifiuti urbani: 1) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti a uso di civile abitazione 2) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti a usi diversi da quelli di cui al punto 1), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell articolo 21, comma 2 lettera g) del Decreto Legislativo 22/97 3) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade 4) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade e aree pubbliche e aree private comunque soggette a uso pubblico e sulle rive dei corsi d acqua 5) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali 1
11 6) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriali. Sono rifiuti speciali quelli derivanti: 1) da attività agricole e agro-industriali 2) dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo 3) da lavorazioni industriali 4) da lavorazioni artigianali 5) da attività commerciali 6) da attività di servizio 7) da attività di recupero e smaltimento di rifiuti; i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi 8) da attività sanitarie 9) i macchinari e apparecchiature deteriorati e obsoleti 10) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti. Sono pericolosi i rifiuti non domestici precisati nell elenco di cui all allegato D del già citato Decreto Legislativo 22/97 sulla base degli allegati G, H, ed I e dall art. 5 della Legge Regionale 21/93. Articolo 8 Rifiuti speciali assimilati ai rifiuti solidi urbani Il Ministero dell Ambiente, di concerto con i Ministeri interessati dell Industria, della Sanità, dell Agricoltura e dei Trasporti - così come previsto dall art. 18 comma 2, lettera d) del Decreto Legislativo 22/97 - deve determinare i criteri qualitativi e quali-quantitativi per l assimilazione, ai fini della raccolta e dello smaltimento, dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani. In attesa di tale provvedimento i rifiuti speciali, che ai fini della raccolta e dello smaltimento vengono assimilati agli urbani, sono quelli qualitativamente e quantitativamente indicati nell Allegato 1. Nel caso in cui la raccolta dei rifiuti assimilati, relativa a determinati utenti, comporti modalità diverse da quelle adottate per il servizio di raccolta R.S.U., queste modalità verranno stabilite in base ad apposite convenzioni e comporteranno, per i relativi utenti, tariffe proporzionali agli oneri che ne derivano. 1
12 Articolo 9 Rifiuti speciali e pericolosi Disposizioni di carattere generale I produttori dei rifiuti speciali non assimilati e dei rifiuti pericolosi, hanno l obbligo di mantenere separati i relativi flussi da quelli urbani ed assimilati. L obbligo è rivolto anche ad un adeguato smaltimento in ottemperanza delle norme specifiche contenute: nel Decreto Legislativo 22/97 aggiornato dal Decreto Legislativo 8 novembre 1997 n. 389, dalla Legge 9 dicembre 1998 n 426 e successive modifiche e integrazioni nella Deliberazione Interministeriale 27 luglio 1984 nelle disposizioni regionali e provinciali. Chiunque intenda avviare una attività produttiva suscettibile di generare rifiuti pericolosi deve farne esplicita menzione in sede di richiesta di nulla osta all esercizio dell attività o di concessione edilizia per la costruzione di nuovi stabilimenti, ovvero per le eventuali ristrutturazioni, indicando con quali mezzi e modalità intende smaltire tali rifiuti. I costi relativi all attività di smaltimento dei rifiuti speciali non assimilati e dei rifiuti pericolosi sono sempre a carico dei produttori dei medesimi. In caso di istituzione da parte del Comune del servizio di smaltimento di rifiuti speciali non assimilati, gli utenti possono accedere al servizio medesimo sottoscrivendo apposite convenzioni - di cui all art. 10, 2 comma del Decreto Legislativo 22/97 - approvate dall Amministrazione Comunale; le relative tariffe sono sottoposte a verifica con frequenza almeno annuale e se del caso aggiornate, in modo da garantire la copertura dei costi effettivi del servizio. 9.2 Deposito temporaneo dei rifiuti speciali e pericolosi Nella fase di detenzione dei rifiuti speciali non assimilati e dei rifiuti pericolosi: a) devono essere osservati i limiti posti al deposito temporaneo dal Decreto Legislativo 22/97 (art. 6, lettera m, punti 2 e 3) sia per quanto riguarda le quantità, che per quanto riguarda la cadenza dell asportazione (*); b) devono essere rispettate eventuali prescrizioni dell Amministrazione Provinciale, quale Autorità preposta al controllo sulle attività di smaltimento dei rifiuti c) dovrà essere effettuato il deposito temporaneo, separato da ogni altro rifiuto prodotto, mantenendo distinta ogni frazione di rifiuto speciale e/o pericoloso anche in relazione ad eventuali trattamenti o interventi preventivi. 1
13 (*) STRALCIO DECRETO LEGISLATIVO 22/97 (Articolo 6-1 comma - lettera m)... omissis... 2) i rifiuti pericolosi devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento con cadenza almeno bimestrale indipendentemente dalle quantità in deposito, ovvero, in alternativa, quando il quantitativo di rifiuti pericolosi in deposito raggiunge i 10 metri cubi; il termine di durata del deposito temporaneo è di un anno se il quantitativo di rifiuti in deposito non supera i 10 metri cubi nell anno o se, indipendentemente dalle quantità, il deposito temporaneo è effettuato in stabilimenti localizzati nelle isole minori 3) i rifiuti non pericolosi devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento con cadenza almeno trimestrale indipendentemente dalle quantità in deposito, ovvero, in alternativa, quando il quantitativo di rifiuti non pericolosi in deposito raggiunge i 20 metri cubi; il termine di durata del deposito temporaneo è di un anno se il quantitativo di rifiuti in deposito non supera i 20 metri cubi nell anno o se, indipendentemente dalle quantità, il deposito temporaneo è effettuato in stabilimenti localizzati nelle isole minori.... omissis Conferimento dei rifiuti speciali e pericolosi Ai fini del trasporto per lo smaltimento, devono essere utilizzati appositi contenitori e/o attrezzature, secondo le disposizioni vigenti in materia. È tassativamente vietato il loro conferimento nei contenitori o punti di accumulo specifici per accogliere i rifiuti speciali assimilati agli urbani ai sensi del presente Regolamento. È altresì tassativamente vietato il conferimento nei contenitori adibiti ad accogliere i rifiuti speciali non assimilati ma comunque destinati allo smaltimento finale ad impianti di discarica di 1ª categoria o ad altri impianti di smaltimento dei rifiuti urbani Rifiuti sanitari pericolosi Secondo la classificazione prevista dall art. 2, lettere c) e d) del D.M. 26 giugno 2000 n 219 i rifiuti sanitari pericolosi sono distinti in : rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo Tali rifiuti rientrano nella fattispecie dei rifiuti pericolosi: pertanto devono essere trattati e smaltiti osservando le prescrizioni già dettate al riguardo ai precedenti punti rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo 1
14 Per il loro trattamento - sterilizzazione, deposito temporaneo, stoccaggio, raccolta e smaltimento - trovano applicazione le norme di cui al capo II, Articoli da 7 a 11 del citato D.M. 26 giugno 2000 n 219 (cfr. Allegato 4). 1
15 Articolo 10 Particolari categorie di rifiuti Imballaggi È definito rifiuto di imballaggio ogni imballaggio rientrante nella definizione di rifiuto, esclusi i residui di produzione. Il Titolo II del Decreto Legislativo 22/97: ha disciplinato la gestione degli imballaggi e dei rifiuti da imballaggio ha istituito il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) organo deputato a stipulare un accordo di programma-quadro con l ANCI per stabilire in particolare le modalità di raccolta dei rifiuti da imballaggio in relazione alle esigenze delle attività di riciclaggio e di recupero. I produttori e gli utilizzatori sono responsabili della corretta gestione ambientale degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio generati dal consumo dei propri prodotti; nelle more della emanazione di norme di dettaglio per la raccolta dei rifiuti da imballaggio - in particolare i primari - gli stessi sono raccolti in modo differenziato ed avviati al trattamento finale in relazione alla loro rispettiva composizione merceologica. È vietato immettere nel normale circuito di raccolta dei rifiuti urbani imballaggi terziari di qualsiasi natura. Eventuali imballaggi secondari non restituiti all utilizzatore dal commerciante al dettaglio possono essere conferiti al servizio pubblico solo in raccolta differenziata (Decreto Legislativo 22/97, articolo 43, 2 comma). STRALCIO D.L. 22/1997, ART. 35 È definito imballaggio per la vendita o primario l imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, un unità di vendita per l utente finale o per il consumatore È definito imballaggio multiplo o secondario l imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, il raggruppamento di un certo numero di unità di vendita, indipendentemente dal fatto che sia venduto come tale all utente finale o al consumatore, o che serva soltanto a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto di vendita. Esso può essere rimosso dal prodotto senza alterarne le caratteristiche È definito imballaggio per il trasporto o terziario l imballaggio concepito in modo da facilitare la manipolazione e il trasporto di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi multipli per evitare la loro manipolazione e i danni connessi al trasporto, esclusi i container per i trasporti stradali, ferroviari, marittimi e aerei Rifiuti costituiti da veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti I rifiuti costituiti da: parti di veicoli a motore carcasse di autoveicoli e motoveicoli 1
16 carcasse di autocarri, trattori stradali, rimorchi, caravan, macchine operatrici e simili sono conferiti dai privati o dalla pubblica autorità ai centri di raccolta, appositamente autorizzati, per la messa in sicurezza, la demolizione, il recupero dei materiali e la rottamazione. Il proprietario di un veicolo a motore destinato alla demolizione può altresì consegnarlo ai concessionari o alle succursali delle case costruttrici per la consegna successiva ai centri di cui al comma 1 qualora intenda cedere il predetto veicolo per acquistarne un altro Rifiuti cimiteriali Rientrano nella categoria dei rifiuti urbani anche i rifiuti cimiteriali, così come definiti dal Decreto del Ministero dell Ambiente 26 giugno 2000, n. 219 e precisamente: a) rifiuti da esumazione ed estumulazione (cfr. articolo 2, comma 1, lettera e, del D.M. citato), costituiti da parti, componenti, accessori e residui contenuti nelle casse utilizzate per inumazione o tumulazione: 1) assi e resti lignei delle casse utilizzate per la sepoltura; 2) simboli religiosi, piedini, ornamenti e mezzi di movimentazione della cassa (ad es. maniglie); 3) avanzi di indumenti, imbottiture e similari; 4) resti non mortali di elementi biodegradabili inseriti nel cofano; 5) resti metallici di casse (ad es. zinco, piombo). Tali rifiuti devono essere confezionati in imballaggi a perdere flessibili, di colore distinguibile da quelli utilizzati per la raccolta delle altre frazioni di rifiuti urbani, recanti la dicitura Rifiuti urbani da esumazioni ed estumulazioni ed avviati agli impianti di smaltimento autorizzati. b) rifiuti derivanti da altre attività cimiteriali (cfr. articolo 2, comma 1, lettera f del D.M. citato), costituiti da: 1) materiali lapidei, inerti provenienti da lavori di edilizia cimiteriale, smurature e similari 2) altri oggetti metallici o non metallici asportati prima della cremazione, tumulazione o inumazione. Tali rifiuti possono essere riutilizzati all interno della stessa struttura cimiteriale, avviati a recupero o smaltiti in impianti per rifiuti inerti. Infine, c) per gli altri rifiuti che si originano nei cimiteri, quali fiori secchi, ceri, corone, carte, ecc., si applicano le disposizioni del presente Regolamento relative ai rifiuti solidi urbani. 1
17 CAPITOLO 2 - FORME DI GESTIONE - DIVIETI E CONTROLLI Articolo 11 Forme di gestione Le attività di raccolta e smaltimento previste nel presente Regolamento vengono esplicate dal Comune in forma diretta, o mediante affidamento ad impresa specializzata e debitamente autorizzata, o con una delle altre forme previste dall art. 42 del D. Lgs. 18 agosto 2000 n La gestione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani e assimilati comprende anche le attività concernenti le raccolte differenziate che, di norma, non sono affidate a più soggetti, né mediante più procedimenti contrattuali o di appalto. Requisito indispensabile per l affidamento del servizio in concessione è, per i soggetti appaltatori, l iscrizione all Albo Nazionale delle Imprese che effettuano la gestione dei rifiuti di cui all art. 30 del Decreto Legislativo 22/97. Ai fini dello svolgimento del servizio di raccolta differenziata e del conferimento delle materie raccolte, il Comune, anche tramite l eventuale Appaltatrice, stipula apposite convenzioni con impianti di riciclaggio/recupero autorizzati, convenzionati con i Consorzi Nazionali Obbligatori istituiti ai sensi del Decreto Legislativo 22/97 (cfr. articoli ) e con le Associazioni di categoria specializzate. Le attività di volontariato, espletate attraverso forme associative che operino senza fine di lucro, potranno concorrere all organizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti urbani recuperabili nell ambito di convenzioni stipulate: con il CEM Ambiente S.p.a. con l Appaltatrice, approvate dal Comune e/o da CEM Ambiente S.p.a., direttamente con il Comune, senza necessità di preventivo assenso dell eventuale Appaltatrice. Articolo 12 Obblighi e divieti Competono ai produttori dei rifiuti urbani le attività di conferimento al servizio di raccolta, nel rispetto delle norme e delle prescrizioni contenute nel presente Regolamento. È obbligo del produttore di rifiuti urbani attuare la raccolta differenziata nei modi e nei tempi previsti dall Amministrazione Comunale. È vietato gettare, versare e depositare abusivamente su aree pubbliche e private soggette ad uso pubblico di tutto il territorio comunale e nei pubblici mercati coperti e scoperti, qualsiasi rifiuto, immondizia, rifiuto solido, semi solido e liquido e in genere 1
18 materiale di rifiuto e scarto di qualsiasi tipo, natura e dimensione, anche se racchiuso in sacchetti o contenuto in recipienti. Il medesimo divieto vige per le fognature pubbliche e/o private, nonché argini, alvei, sponde, ecc. di corsi d acqua, canali e fossi. In caso di inadempienza il Sindaco, allorché sussistano motivi igienico-sanitari od ambientali e previa fissazione di un termine agli interessati per provvedere direttamente, dispone con propria ordinanza lo sgombero dei rifiuti accumulati, con spese a carico dei soggetti obbligati. È vietata ogni forma di cernita, rovistamento o recupero dei rifiuti collocati negli appositi contenitori eventualmente dislocati nel territorio comunale, ovvero presso la Piattaforma ecologica comunale, salvo che da parte del personale autorizzato. È vietato conferire insieme ai rifiuti urbani ordinari e assimilati: i rifiuti urbani pericolosi i rifiuti ingombranti i rifiuti tossici e nocivi gli altri rifiuti speciali non assimilati (fra cui rifiuti inerti, rifiuti ospedalieri, parti di veicoli, ecc.) sostanze liquide materiali accesi materiali (metallici e non) che possano recare danno ai mezzi di raccolta e trasporto. È vietato l uso improprio dei vari tipi di contenitori utilizzati per le raccolte dei rifiuti. In particolar modo è vietata sia l introduzione dei rifiuti ingombranti nei contenitori sia il loro abbandono a fianco degli stessi. È vietato lo spostamento dei contenitori dei rifiuti, di proprietà comunale o di Ditte convenzionate con l Amministrazione Comunale, dalla sede in cui sono stati collocati. L utenza dei servizi è tenuta ad agevolare in ogni modo e comunque a non intralciare o ritardare con il proprio comportamento l opera degli operatori ecologici addetti al servizio. Qualora la responsabilità del fatto illecito sia imputabile ad amministratori o rappresentanti di persona giuridica, ai sensi e per gli effetti dell art. 14 comma 4 del Decreto Legislativo n. 22/97, sono tenuti in solido la persona giuridica e i soggetti che subentrano nei diritti della persona stessa. Articolo 13 Vigilanza del servizio Il controllo sul corretto svolgimento del servizio relativo alla gestione dei rifiuti in tutto il territorio comunale è affidato all Ufficio Ecologia del Comune, ai sensi dell art. 21 del Decreto Legislativo 22/97. 1
19 L attività degli interventi ispettivi e di controllo, ai fini della corretta osservanza delle norme e disposizioni contenute nel presente Regolamento, e l applicazione delle sanzioni previste spettano alla Vigilanza Urbana. Una particolare vigilanza, sotto il profilo igienico-sanitario, deve essere assicurata sui mezzi e sulle attrezzature in dotazione al servizio, nonché sul conferimento separato dei rifiuti urbani pericolosi. All Amministrazione Provinciale spettano: il controllo per lo smaltimento dei rifiuti in attuazione al disposto dell art comma del D.P.R. 24 luglio 1977, n 616 e dell art. 20 del Decreto Legislativo 22/97, nonché l attività di controllo e vigilanza sulla rispondenza delle opere realizzate ai progetti approvati e sulla gestione delle piattaforme autorizzate. Articolo 14 Ordinanze contingibili ed urgenti In considerazione di quanto previsto dall art. 13 del Decreto Legislativo 22/97, qualora si verificassero situazioni di eccezionale e urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell ambiente e non si potesse altrimenti provvedere, il Sindaco, nell ambito della propria competenza, può emettere ordinanze contingibili ed urgenti per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di smaltimento di rifiuti anche in deroga alle disposizioni vigenti, garantendo un elevato livello di tutela della salute e dell ambiente. Dette ordinanze sono comunicate al Ministero dell Ambiente, al Ministero della Sanità e al Presidente della Regione entro tre giorni dall emissione e hanno efficacia per un periodo non superiore a sei mesi. Le ordinanze di cui al precedente comma indicano le norme a cui si intende derogare e sono adottate su parere degli organi tecnici o tecnico-sanitari locali, che lo esprimono con specifico riferimento alle conseguenze ambientali. Le succitate ordinanze non possono essere reiterate per più di due volte. Articolo 15 Disinfezione e disinfestazione dei mezzi e delle attrezzature È fatto obbligo al personale incaricato del servizio di provvedere periodicamente alla disinfezione e disinfestazione: dei mezzi di trasporto dei rifiuti delle attrezzature, compresi gli eventuali contenitori dei locali di ricovero di mezzi e attrezzature. 1
20 Articolo 16 Tutela sanitaria del personale addetto al servizio Il personale addetto ai servizi di raccolta, trasporto e smaltimento, di gestione della Piattaforma ecologica comunale, di spazzatura delle vie e delle piazze, nonché a qualsiasi altra operazione relativa alla gestione dei rifiuti: 1 - deve essere sottoposto ai controlli sanitari che la particolare natura del servizio suggerisce e che l Azienda Sanitaria Locale riterrà necessari, almeno una volta all anno 2 - deve essere dotato degli indumenti di lavoro prescritti dal CCNL di categoria. Inoltre deve essere assicurata la piena osservanza delle norme sancite dal Decreto Legislativo 19 settembre 1994 n 626 e di ogni successiva disposizione legislativa in merito, sull attuazione delle Direttive CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. Deve essere garantito ai lavoratori, in ogni caso, l esercizio dei diritti sanciti dall art. 9 della legge 20 maggio 1970, n 300. CAPITOLO 3 - RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI Articolo 17 Oggetto della raccolta differenziata La raccolta differenziata è effettuata secondo quanto disposto dall art. 6 della L.R. 21/93, ed in attuazione di quanto previsto dall art. 4 del Decreto Legislativo 22/97, fatti salvi i necessari adeguamenti alle caratteristiche precipue del territorio comunale, per quanto concerne le modalità di conferimento e smaltimento. La raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani interessa: principalmente quelle frazioni merceologiche che, raccolte separatamente, sono direttamente riutilizzabili, quali: vetro, plastica, alluminio, carta, cartone, imballaggi, materiali ferrosi e ogni altro materiale o sostanza il cui riutilizzo si dimostri economicamente conveniente anche rispetto ai vantaggi ambientali oppure quelle sostanze che, se smaltite unitamente agli altri rifiuti solidi urbani, a causa del loro carico di contaminazione, potrebbero comportare problemi di inquinamento ambientale e risultare pericolose per la salute pubblica. Fanno parte di questa seconda categoria: le pile scariche e batterie esauste, gli accumulatori al piombo, i farmaci inutilizzati o scaduti, le siringhe abbandonate, i prodotti e i relativi contenitori etichettati con il simbolo T e/o F, le lampade a scarica e i tubi catodici, le cartucce esauste di toner per fotocopiatrici e stampanti, gli oli e grassi animali e vegetali residui dalla cottura degli alimenti presso i luoghi di ristorazione collettiva, gli oli minerali usati. 2
21 Articolo 18 Finalità La raccolta differenziata è finalizzata a: a) diminuire il flusso dei rifiuti da smaltire tal quali b) favorire la valorizzazione dei rifiuti attraverso il recupero dei materiali fin dalla fase della produzione, distribuzione, consumo e raccolta c) migliorare i processi tecnologici degli impianti per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, al fine di ridurre i consumi energetici e le emissioni d) ridurre le quantità e la pericolosità delle frazioni non recuperabili da avviare allo smaltimento finale assicurando maggiori garanzie di protezione ambientale e) favorire il recupero di materiali ed energia anche nella fase di smaltimento finale. Articolo 19 Localizzazione siti e contenitori Qualora, per le raccolte differenziate, siano previsti appositi contenitori, il loro posizionamento sul territorio sarà disposto dall Amministrazione Comunale. Ove risulti conveniente, sono realizzati punti di raccolta, denominati isole ecologiche, dove è possibile effettuare il conferimento contemporaneo di più frazioni merceologiche oggetto di raccolta differenziata. La localizzazione dei siti di cui ai commi precedenti tiene conto, oltre che delle esigenze di arredo urbano e di rispetto dell ambiente, anche delle particolari situazioni di viabilità ordinaria, rendendo possibile un facile accesso sia da parte dell utenza, che da parte degli appositi veicoli utilizzati per lo svolgimento del servizio. È vietato spostare i contenitori dalla loro collocazione in quanto operazione di competenza del solo personale addetto alle operazioni di svuotamento. Per il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati il colore dei contenitori utilizzati, localizzati in eventuali isole ecologiche, dovrà essere: Frazione organico e Scarti vegetali MARRONE Carta BIANCO Vetro VERDE Plastica GIALLO Metalli AZZURRO Pile GRIGIO SU SUPPORTO VERDE Medicinali scaduti BIANCO + CROCE ROSSA Lampade a scarica e tubi catodici GIALLO (doppi contenitori metallici, di progettazione e proprietà consortile) 2
22 Articolo 20 Conferimento I rifiuti solidi urbani e i rifiuti speciali assimilati devono essere conferiti a cura del produttore, il quale è tenuto a conservarli in modo da evitare cattivi odori o dispersioni nell ambiente. I rifiuti non ingombranti, prodotti presso le abitazioni e gli insediamenti civili in genere, verranno normalmente conferiti in contenitori o in sacchi omologati. I fabbricati devono disporre di un deposito o area preferibilmente coperta e pavimentata atta ad ospitare i sacchi contenenti i rifiuti nei giorni che precedono la raccolta secondo quanto disposto dal Regolamento locale di igiene e in osservanza del Regolamento Edilizio. Le canne di caduta sono vietate. Per il conferimento dei rifiuti di cui al presente articolo devono essere osservate le norme di seguito riportate, relativamente a ciascuna tipologia. Frazioni organico e residua da smaltire dei rifiuti solidi urbani Il conferimento separato di rifiuti di provenienza alimentare, di scarti vegetali, o comunque ad alto tasso di umidità, deve essere diretto alla separazione della frazione organico dalla frazione residua da smaltire. I rifiuti appartenenti alla frazione organico devono essere conferiti a cura del produttore in appositi contenitori debitamente contrassegnati, a svuotamento meccanizzato o manuale. Nei contenitori devono essere introdotti solo rifiuti urbani appartenenti alla frazione organico, chiusi in sacchi o in altri involucri a perdere in materiale biodegradabile o comunque compatibile con impianti di compostaggio. Il Comune, eventualmente prevedendo anche particolari incentivi, promuove l utilizzo di compostori da parte delle utenze civili. I rifiuti raccolti verranno trasportati dal Gestore del servizio alla Stazione Consortile di trasferimento/lavorazione di Bellusco/Mezzago o ad altra Stazione di trasferimento/lavorazione indicata da CEM Ambiente S.p.a. I rifiuti urbani interni appartenenti alla frazione residua da smaltire verranno conferiti direttamente dagli utenti tramite sacchi in polietilene semitrasparenti. Eventuali cassette o altri contenitori rigidi di ridotte dimensioni - e quindi non considerabili rifiuti ingombranti - che non fosse possibile frantumare per inserire nel sacco saranno posizionati vuoti a fianco dello stesso; farà carico all Appaltatrice il contestuale asporto. Anche i rifiuti appartenenti a questa frazione verranno trasportati alla Stazione Consortile di trasferimento/lavorazione di Bellusco/Mezzago o ad altra Stazione di trasferimento/lavorazione indicata da CEM Ambiente S.p.a. 2
23 Carta e cartoni La carta viene raccolta a domicilio, conferita dagli utenti ordinatamente confezionata e legata in pacchi oppure in sacchi di carta. Gli utenti dovranno conferire i cartoni opportunamente piegati e ridotti di volume. Oltre che con servizio di ritiro a domicilio, la carta può essere raccolta anche mediante utilizzo di appositi contenitori di adeguata capacità posizionati presso la Piattaforma ecologica comunale attrezzata per le raccolte differenziate. La carta verrà introdotta direttamente dagli utenti nei contenitori. La carta raccolta sarà conferita a impianti di riciclaggio/recupero autorizzati, convenzionati con il Consorzio Nazionale Obbligatorio istituito ai sensi del Decreto Legislativo 22/97 e con le associazioni di categoria specializzate. Vetro e lattine Vetro cavo La raccolta del vetro può essere organizzata: con ritiri a domicilio. Gli utenti conferiscono a bordo strada in contenitori di plastica, di adeguata capacità e di colore verde. per punti accentrati sul territorio. Gli utenti conferiscono nelle campane ivi posizionate. mediante conferimenti diretti alla Piattaforma ecologica comunale, in appositi contenitori. Vetro in lastre La raccolta di rottami di lastre di vetro viene effettuata mediante l utilizzo di un contenitore di adeguata capacità posizionato presso la Piattaforma ecologica comunale attrezzata per raccolte differenziate. Gli utenti vi provvedono mediante conferimenti diretti. Il materiale raccolto verrà avviato ad Impianti di riciclo/recupero autorizzati, convenzionati con CEM Ambiente S.p.a. Lattine di alluminio e/o banda stagnata Le lattine vengono raccolte a domicilio, conferite a bordo strada dagli utenti in appositi contenitori di colore blu. Gli utenti possono anche provvedere a conferimenti diretti presso la Piattaforma ecologica in apposito contenitore ivi posizionato. Le lattine raccolte verranno trasportate a impianti di trattamento e recupero autorizzati. Contenitori in plastica per liquidi ed altri imballaggi in plastica I contenitori in plastica per liquidi ed altri imballaggi in plastica vengono raccolti a domicilio, conferiti a cura degli utenti in sacchi a perdere trasparenti. La plastica raccolta verrà conferita a impianti di riciclo/recupero autorizzati, convenzionati con il Consorzio Nazionale Obbligatorio istituito ai sensi del Decreto Legislativo 22/97. 2
24 Rottami metallici La raccolta separata dei rottami metallici e particolarmente del materiale ferroso viene effettuata mediante l utilizzo di un contenitore di adeguata capacità posizionato presso la Piattaforma ecologica attrezzata per raccolte differenziate. Gli utenti vi provvedono mediante conferimenti diretti. Il materiale raccolto verrà conferito a impianti di riciclo/recupero autorizzati, convenzionati con CEM Ambiente S.p.a. Beni durevoli Appartengono a questa particolare categoria di rifiuti, istituita dal Decreto Legislativo 22/97: a) frigoriferi, surgelatori e congelatori b) televisori c) computer d) lavatrici e lavastoviglie e) condizionatori d aria. Tali beni di uso domestico, quando abbiano esaurito la loro durata operativa, devono essere consegnati a cura del detentore: equivalente, ovvero ad un rivenditore, contestualmente all acquisto di un bene durevole di tipologia ad uno degli appositi centri di raccolta istituiti ai sensi del Decreto Legislativo 22/97, art. 44, comma 2, oppure all Ente incaricato della gestione dei rifiuti urbani: in quest ultimo caso il conferimento potrà anche essere effettuato direttamente dagli utenti presso la Piattaforma ecologica comunale attrezzata per le raccolte differenziate. I beni in oggetto - ad esclusione dei frigoriferi, surgelatori e congelatori per i quali viene effettuata raccolta separata ai fini del recupero del gas CFC - continueranno tuttavia ad essere considerati rifiuti ingombranti e trattati come tali a tutti gli effetti, fino a quando saranno definite nuove modalità di gestione, sulla base degli accordi di programma che il Ministro dell Ambiente dovrà promuovere tra le imprese produttrici e distributrici con i soggetti, pubblici e privati, che ne gestiscono la raccolta, il recupero, il riciclaggio e lo smaltimento e che dovranno prevedere: a) l individuazione di centri di raccolta a diffusione nazionale b) il recupero e il riciclo dei materiali costituenti i beni durevoli c) lo smaltimento di quanto non recuperabile da parte dei soggetti che gestiscono il servizio pubblico. I beni durevoli raccolti saranno avviati alla Stazione di trasferimento/lavorazione di Bellusco/Mezzago o ad altra Stazione di trasferimento/lavorazione indicata da CEM Ambiente S.p.a., oppure a impianti di riciclo/recupero autorizzati, convenzionati con quest ultimo. 2
25 Legname e manufatti in legno esclusi gli scarti della lavorazione del legno La raccolta del legname e dei manufatti in legno viene effettuata mediante l utilizzo di un contenitore di adeguata capacità posizionato presso la Piattaforma ecologica comunale attrezzata per raccolte differenziate. Gli utenti vi provvedono mediante conferimenti diretti. Il materiale raccolto verrà avviato ad Impianti di riciclo/recupero autorizzati, convenzionati con il Consorzio Nazionale Obbligatorio istituito ai sensi del Decreto Legislativo 22/97. Pneumatici La raccolta di pneumatici, esclusivamente conferibili da utenti privati, viene effettuata mediante l utilizzo di un contenitore di adeguata capacità posizionato presso la Piattaforma ecologica attrezzata per le raccolte differenziate. Gli utenti vi provvedono mediante conferimenti diretti. Il materiale raccolto verrà avviato ad idoneo impianto di recupero. Componenti elettronici Il materiale sarà conferito direttamente dagli utenti presso la Piattaforma ecologica comunale ed immesso in apposito cassonetto. Il materiale sarà avviato a Recuperatori autorizzati, convenzionati con CEM Ambiente S.p.a. o indicati dallo stesso. Polistirolo espanso La raccolta separata di polistirolo espanso ed altri materiali espansi viene effettuata mediante l utilizzo di grossi sacchi (big-bags) posizionati presso la Piattaforma ecologica attrezzata per raccolte differenziate. Gli utenti vi provvedono mediante conferimenti diretti. Il materiale raccolto verrà conferito ad impianti di riciclo/recupero autorizzati, convenzionati con il Consorzio Nazionale Obbligatorio istituito ai sensi del Decreto Legislativo 22/97. Films plastici I fogli di plastica inutilizzabili potranno essere conferiti direttamente dagli utenti presso la Piattaforma ecologica comunale in un contenitore di adeguata capacità. Il materiale raccolto verrà conferito ad impianti di riciclo/recupero autorizzati, convenzionati con il Consorzio Nazionale Obbligatorio istituito ai sensi del Decreto Legislativo 22/97. Rifiuti ingombranti non ulteriormente differenziabili I rifiuti ingombranti, non ulteriormente differenziabili, non possono essere conferiti mediante i normali sistemi di raccolta, né abbandonati su banchine, marciapiedi o sulla sede stradale. Il conferimento deve avvenire direttamente da parte degli utenti nel contenitore di adeguata capacità posizionato presso la Piattaforma ecologica comunale. 2
REGOLAMENTO DEI SERVIZI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI URBANI ED ASSIMILATI E LE RACCOLTE DIFFERENZIATE APPROVATO CON ATTO DI CONSIGLIO COMUNALE N.38 DEL 11.05.2000, ESECUTIVO AI SENSI DI LEGGE
COMUNE DI CAMOGLI. (Provincia di Genova) EGOLAMENTO COMUNALE SERVIZI DI RACCOLTA, RECUPERO O SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI ED ASSIMILATI
COMUNE DI CAMOGLI (Provincia di Genova) EGOLAMENTO COMUNALE SERVIZI DI RACCOLTA, RECUPERO O SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI ED ASSIMILATI Approvato con deliberazione C.C. n. 45 del 25/06/2001 Modificato