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Timestamp: 2020-08-12 13:34:33+00:00
Document Index: 143456811

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 45', 'art. 380', 'art. 1', 'art. 1', 'Cass. Sez. ']

Sentenza Cassazione Civile n. 34437 del 24/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 34437 del 24/12/2019
Cassazione civile sez. un., 24/12/2019, (ud. 14/10/2019, dep. 24/12/2019), n.34437
sul ricorso 8487/2019 proposto da:
M.D., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CASALOTTI
286, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCA PORZIO, rappresentato
e difeso dall’avvocato ORAZIO PAPALE;
avverso la sentenza n. 234/2018 del CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE,
depositata il 31/12/2018.
14/10/2019 dal Consigliere Dott. MILENA FALASCHI.
Con Delib. 23 febbraio 2017, il COA di Caltagirone comunicava a M.D., in possesso del titolo di Avocat rilasciato in Romania dall’U.N.B.R. – struttura “Bota”, l’avvenuta cancellazione dall’elenco speciale degli avvocati stabilizzati ex D.Lgs. n. 96 del 2001.
Avverso detto provvedimento l’odierno ricorrente proponeva ricorso avanti al Consiglio Nazionale Forense che, con sentenza n. 234depositata il 18 dicembre 2018, lo rigettava.
Ritenute inammissibili ed in ogni caso infondate le istanze di ricusazione, nonchè le questioni di legittimità costituzionale e di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia, il Consiglio Nazionale Forense rilevava che il COA avesse correttamente agito, nel pieno rispetto delle norme di legge quanto alle denunziate violazioni di norme procedimentali, trovando nella specie applicazione il combinato disposto della L. n. 247 del 2012, art. 17 e R.D.L. n. 1578 del 1933, art. 45, per cui la partecipazione dell’iscritto al procedimento una volta comunicato l’invito a comparire, costituiva una facoltà il cui esercizio era riservato allo stesso, relativamente al merito della Delib. impugnata, condivideva la conclusione, nel senso che la valutazione di idoneità del titolo di iscrizione spetta all’autorità competente dello Stato da cui il titolo è rilasciato.
Avverso questa decisione propone ricorso per cassazione, articolato in diciassette motivi, M.D., chiedendo altresì, la sospensione dell’esecuzionedella decisione impugnata, la trasmissione alla Corte di Giustizia delle questioni pregiudiziali ed alla Corte Costituzionale delle questioni di legittimità.
In data 8 ottobre 2019 parte ricorrente ha depositato atto di rinuncia al ricorso.
Attivato il procedimento camerale ai sensi dell’art. 380-bis.1 c.p.c., introdotto, a decorrere dal 30 ottobre 2016, dal D.L.31 agosto 2016, n. 168, art. 1-bis, comma 1, lett. f), convertito, con modificazioni, dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197 (applicabile al ricorso in oggetto ai sensi del medesimo D.L. n. 168 del 2016, art. 1-bis, comma 2), la causa è stata riservata in decisione.
In data 8 ottobre 2019 il ricorrente ha depositato atto di rinuncia al ricorso sottoscritto da entrambi i difensori e dalla parte personalmente.
Più esattamente ai fini della declaratoria di inammissibilità del ricorso, per sopravvenuta carenza di interesse correlata alla cessazione della materia del contendere, soccorre l’insegnamento delle sezioni unite di questa Corte (cfr. Cass. Sez. Un. 18 maggio 2000 n. 368), secondo cui, quando nel corso del giudizio di legittimità intervenga una transazione od altro fatto che determini la cessazione della materia del contendere, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, essendo venuto meno l’interesse alla definizione del giudizio e, quindi, ad una pronuncia sul merito dell’impugnazione (Cass. 9 novembre 2004 n. 21291).
dichiara interamente compensate fra le parti le spese del giudizio di