Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-494-codice-civile-omissioni-o-infedelta-nellinventario
Timestamp: 2019-02-16 20:53:12+00:00
Document Index: 85549506

Matched Legal Cases: ['art. 494', 'art. 2758', 'art. 70', 'art. 490', 'art. 46', 'art. 505', 'art. 494']

Art. 494 codice civile: Omissioni o infedeltà nell'inventario | La Legge per tutti
Dal beneficio d’inventario decade l’erede che ha omesso in mala fede di denunziare nell’inventario beni appartenenti all’eredità, o che ha denunziato in mala fede, nell’inventario stesso, passività non esistenti (1).
(1) I debiti non sono elementi necessari dell’inventario: pertanto non ci sarà alcuna conseguenza per l’erede che, consapevolmente, omette di denunciarli.
In tema di eredità beneficiata l'onere della prova dell'occultamento doloso, in sede di inventario, di un bene appartenente all'eredità incombe su colui che invoca la decadenza dal beneficio, dovendo la buona fede dell'erede essere presunta sino a prova contraria. Rigetta, App. Milano, 25/03/2006
L'onere della prova dell'occultamento doloso nell'inventario di un bene appartenente all'eredità incombe a colui che invoca la decadenza dell'erede dal beneficio dell'inventario, dovendo la buona fede dell'erede essere presunta fino a prova contraria.
In tema di successioni "mortis causa", la omissione nell'inventario di beni appartenenti all'eredità, non soltanto totale, ma anche parziale, è sanzionata con la decadenza dal beneficio d'inventario ai sensi dell'art. 494 c.c., e tanto non solo risulta dall'interpretazione letterale della disposizione in esame, che fa riferimento all'omissione di "beni appartenenti all'eredità" e non quindi all'integrale patrimonio costituito dall'asse ereditario, ma è pure conforme alle finalità della redazione dell'inventario, per le quali una qualsiasi omissione parziale nell'indicazione di beni ereditari è idonea a ledere i diritti dei creditori del defunto.
Cassazione civile sez. II 23 luglio 2007 n. 16195
Il credito dell'amministrazione finanziaria nei confronti dell'erede, per imposta di successione, è assistito da una posizione distinta e preferenziale rispetto agli altri crediti verso l'erede, gode di privilegio sui mobili e immobili cui si riferisce (art. 2758 e 2772 c.c.), ed è soggetto, in caso di accettazione col beneficio d'inventario, ad un trattamento sostanzialmente analogo a quello dei crediti verso il defunto, nel senso che la corrispondente responsabilità dell'erede resta limitata ai beni ereditari (art. 70 r.d. 30 dicembre 1923 n.3270, corrispondente all'art. 490 comma 2 n. 2 c.c., e successivamente art. 46 comma 2 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 637); ne consegue che la disposizione dell'art. 505 ultimo comma c.c., secondo la quale la decadenza dal beneficio d'inventario può essere dedotta solo dai creditori del defunto o dai legatari, vale ad escludere che possano invocare detta decadenza i creditori dell'erede, ma non osta, alla stregua di una sua interpretazione estensiva, a che la decadenza medesima possa essere chiesta dall'amministrazione per il suddetto credito d'imposta, a fronte di omissioni od infedeltà dell'inventario (art. 494 c.c.).
Cassazione civile sez. un. 10 dicembre 1984 n. 6478