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Timestamp: 2020-04-04 17:27:36+00:00
Document Index: 24954751

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 8', 'art. 39', 'art. 8', 'art. 2']

agosto | 2011 | Francesco Colaci's BLOG
IRREGOLARITA’ RIGUARDANTI LIBRO UNICO LAVORO
Rispetto all’argomento del titolo ,si segnala la Circolare 30 agosto 2011, n. 23,che affronta specifii e rilevanti aspetti inerenti il LUL ,fornendo chiarimenti in merito a illeciti diffidabili , pluralità di violazioni ,nonchè elaborazione e consegna del prospetto di paga di cui alla L. n. 4/1953 ,che di seguito si esaminano.
LUL e illeciti diffidabili
Sul quadro normativo delineato dagli art. 33, comma 2, della L. n. 183/2010, consente ad oggi la regolarizzazione delle “inosservanze comunque materialmente sanabili”. Rispetto alla precedente formulazione normativa si prevede dunque una vera e propria estensione delle inosservanze interessate dalla diffida, atteso che l’avverbio ‘materialmente” sembrerebbe voler indicare la possibilità di regolarizzare perlomeno tutti quegli adempimenti di carattere documentale che non attengono esclusivamente ad una tutela psicofisica del lavoratore.
Con tali premesse è, quindi, possibile sostenere che tutti gli illeciti previsti dal Legislatore in materia di LUL – ad eccezione di quello concernente la mancata conservazione, in quanto certamente non sanabile – possano essere oggetto di diffida obbligatoria con l’ammissione, in caso di regolarizzazione, al pagamento della sanzione nella misura del minimo stabilito dalla legge.
Con riferimento all’illecito relativo alla omessa o infedele registrazione dei dati sul Libro Unico il personale ispettivo, in ogni caso di registrazioni omesse o infedeli provvedere, di norma, a diffidare il trasgressore alla regolarizzazione delle inosservanze a meno che non accerti la volontà dello stesso di alterare i dati riportati sul LUL e quindi un vero e proprio dolo nella commissione dell’illecito.
Violazioni in materia di LUL per più periodi
Alcune problematiche sono state evidenziate con riferimento alla applicabilità delle sanzioni per l’omessa o infedele registrazione dei dati e per le tardive registrazioni, nell’ipotesi in cui la condotta illecita si sia protratta per più mensilità.
Al riguardo, nel confermare quanto già chiarito da questo Ministero nel vademecum 5 dicembre 2008 (sez. C, risposte n. 7 e 9) e nella art. 8, comma 2, della medesima L. n. 689/1981 che consente l’applicazione della sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata sino al triplo, per chi “con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno posto in essere in violazione di norme che stabiliscono sanzioni amministrative, commette, anche in tempi diversi, più violazioni della stessa o di diverse norme di legge in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie”.
Per quanto concerne le ritardate registrazioni, detta violazione si verifica qualora il LUL sia stato compilato in ritardo rispetto ai tempi previsti dall’art. 8, comma 2, della L. n. 689/1981, qualora l’inadempimento abbia ricadute “in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie”.
Rapporti tra violazioni in materia di LUL e prospetto di paga
Il art. 1 della L. n. 4/1953 di “consegnare, all’atto della corresponsione della retribuzione, ai lavoratori dipendenti, con esclusione dei dirigenti, un prospetto di paga in cui devono essere indicati il nome, cognome e qualifica professionale del lavoratore, il periodo cui la retribuzione si riferisce, gli assegni familiari e tutti gli altri elementi che, comunque, compongono detta retribuzione, nonché, distintamente, le singole trattenute”.
Detto obbligo tuttavia, ai sensi dell’art. 39, comma 5, del citato D.L. n. 112/2008, può essere adempiuto “con la consegna al lavoratore di copia delle scritturazioni effettuate nel Libro Unico del Lavoro”.
Il quadro normativo che ne deriva impone pertanto una serie di chiarimenti sull’applicabilità del regime sanzionatorio legato alla violazione dei precetti in questione, sia nelle ipotesi in cui il datore di lavoro utilizzi il LUL per adempiere agli obblighi di cui alla L. n. 4/1953, sia quando ciò non avvenga.
Datore di lavoro che utilizza il LUL per adempiere agli obblighi di cui alla L. n. 4/1953
Occorre anzitutto chiarire quali sanzioni applicare a fronte della mancata o errata compilazione del LUL nonché, conseguentemente, di mancata consegna del prospetto di paga o di consegna di un prospetto paga errato per tutti i datori di lavoro che utilizzano il Libro Unico per adempiere agli obblighi di cui alla L. n. 4/1953.
Sul punto va osservato che la condotta materiale (mancata o errata compilazione del LUL) è già oggetto di specifica sanzione e, qualora sia accertato che abitualmente il datore di lavoro utilizza il LUL per gli adempimenti di cui alla L. n. 4/1953 essendo necessario e sufficiente che il datore di lavoro provveda a consegnare al lavoratore, all’atto della corresponsione della retribuzione, la parte del LUL relativa alla valorizzazione retributiva, previdenziale e fiscale della prestazione lavorativa (come già chiarito l’obbligo di consegna delle presenze non sussiste tranne che “non sia espressamente previsto dalla contrattazione collettiva, anche aziendale”, così nel vademecum 5 dicembre 2008, sez. A, risposta n. 23) – detta condotta non può considerarsi foriera di ulteriori conseguenze sul piano sanzionatorio.
In altri termini la mancata o errata compilazione del LUL già di per sé non consentirebbe di porre in essere gli ulteriori obblighi descritti dalla Legge del 1953, la cui sanzionabilità rimarrebbe pertanto preclusa dal momento che il Legislatore già interviene punendo un comportamento che si inserisce necessariamente in una fase antecedente alla consegna del prospetto di paga.
Pertanto, al fine di non assoggettare a due diverse sanzioni l’unica condotta materiale posta in essere dal datore di lavoro, nel rispetto del principio del ne bis in idem, si ritiene che in tali ipotesi trovino applicazione esclusivamente le disposizioni sanzionatorie contenute nell’art. 39, comma 7, del D.L. n. 112/2008.
Pertanto, come già affermato in precedenza, tale scelta interpretativa vale anche nell’ipotesi in cui la condotta materiale si sia protratta per più mensilità. In questi casi va chiarito che l’omessa o infedele registrazione dei dati che si sia protratta per più mensilità comporterà l’applicazione di tante sanzioni quante sono le mensilità interessate, in base al numero dei lavoratori coinvolti (essendo la violazione punita con la sanzione da 150 a 1500 euro quando la condotta illecita interessa da 1 a 10 lavoratori, oppure con la sanzione va da 500 a 3000 euro se la condotta illecita interessa da 11 lavoratori in poi), salva tuttavia l’applicazione, in sede di emanazione dell’ordinanza ingiunzione, dell’art. 8, comma 2, della medesima L. n. 689/1981 che consente l’applicazione della sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata sino al triplo, per chi “con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno posto in essere in violazione di norme che stabiliscono sanzioni amministrative, commette, anche in tempi diversi, più violazioni della stessa o di diverse norme di legge in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie”.
Datore di lavoro che non utilizza il LUL per adempiere agii obblighi di cui alla L. n. 4/1953
Diverse considerazioni vanno svolte nel caso in cui sia accertato che il datore di lavoro non utilizzi abitualmente il LUL per adempiere agli obblighi di cui alla L. n. 4/1953 ovvero non abbia neppure proceduto ad istituire il LUL.
In questi casi le sanzioni previste dall’art. 39, comma 5, del D.L. n. 112/2008.
Ferma restando dunque l’applicazione sia delle sanzioni in materia di LUL che in materia di elaborazione e consegna del prospetto di paga, occorre fornire alcune precisazioni nell’ipotesi in cui dette condotte si siano protratte per più mensilità.
Per quanto riguarda le violazioni in materia di LUL valgono le considerazioni appena formulate, mentre in ordine alle violazioni delle norme contenute nella art. 8, comma 1, della medesima L. n. 689/1981 che consente l’applicazione della sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata sino al triplo, per chi “con un azione od omissione viola diverse disposizioni che prevedono sanzioni amministrative o commette più violazioni della stessa disposizione”.
La presente circolare supera ogni precedente chiarimento fornito con riferimento alle problematiche affrontate.
INTERVENTO FAVORE 10 MILA APPARTENENTI CATEGORIE ASPIRANTI PENSIONAMENTO SECONDO NORMATIVA VIGENTE AL 31.12.2010
Si richiama la particolare attenzione dei soggetti precisati nel titolo sul Messaggio 12 agosto 2011, n. 16355,del quale a margine è riportato il testo ,con cui l’Inps fornisce precisazioni in ordine all’applicazione dell’articolo 12, commi 5 e 5 bis, della legge n. 122 del 2010 e sui pagamenti delle prestazioni di sostegno al reddito (mobilità e assegno straordinario) mesi di luglio e agosto 2011
MESSAGGIO n.13655 del 13.8.2011
L’articolo 12, comma 5, della legge n. 122 del 2010 stabilisce che la disciplina dell’accesso al pensionamento in vigore prima dell’entrata in vigore della legge stessa si continui ad applicare nei limiti di 10.000 unità ai:
a) lavoratori collocati in mobilità ai sensi degli articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223;
b) lavoratori collocati in mobilità lunga ai sensi dell’articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni e integrazioni, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 30 aprile 2010;
c) lavoratori che, all’entrata in vigore del presente decreto, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore di cui all’art. 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
Il successivo comma 6 attribuisce all’Istituto il compito di effettuare il monitoraggio per stabilire i soggetti, che rientrano nelle fattispecie elencate, che possono continuare a beneficiare della disciplina di accesso al pensionamento previgente alla legge n. 122/2010.
L’articolo 12, ai sensi del quale, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, può disporre, in alternativa a quanto previsto dal comma 5, la concessione del prolungamento del trattamento di sostegno al reddito limitatamente al periodo intercorrente tra la prima data utile di accesso al pensionamento secondo la vecchia disciplina e la prima data utile di accesso al pensionamento prevista dalla nuova disciplina.
Non essendo stato possibile ultimare le operazioni necessarie all’individuazione dei destinatari dell’articolo 12, commi 5 e 5 bis, della legge n. 122 del 2010, nonché definire i criteri per l’applicazione del citato comma 5 bis, l’Istituto ha sospeso l’erogazione delle prestazioni in essere per le quali è già decorso il termine di scadenza.
In particolare, non e’ stato possibile procedere alla liquidazione della pensione con decorrenza ante legge n. 122 del 2010, né si e’ potuto procedere al prolungamento della tutela del reddito (mobilità o assegno straordinario) fino alla nuova decorrenza della pensione.
L’Istituto ha immediatamente segnalato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la problematica per i provvedimenti del caso al fine di evitare situazioni critiche legate alla mancata percezione della pensione e della prestazione di sostegno al reddito.
Lo stesso Dicastero, nel prendere atto dell’urgenza segnalata, ha autorizzato l’Istituto a pagare – in via provvisoria – la prestazione di sostegno al reddito per i mesi di luglio e agosto 2011 ai seguenti soggetti:
– lavoratori in mobilità ordinaria o lunga che, avendo perfezionato il requisito della pensione, sia di vecchiaia che di anzianità, all’interno del periodo della mobilità a decorrere dal 1° gennaio 2011, avrebbero potuto percepire, previa presentazione della relativa domanda, la pensione con decorrenza luglio 2011, secondo le norme previgenti la legge n. 122/2010, e il cui trattamento di mobilità è stato sospeso al 30 giugno 2011;
-·lavoratori in esodo a carico dei fondi di solidarietà, titolari al 1° maggio 2010 di assegno straordinario che, avendo perfezionato il requisito della pensione, sia di vecchiaia che di anzianità, all’interno del periodo della fruizione dell’assegno straordinario successivamente al 1° gennaio 2011, avrebbero potuto percepire, previa presentazione della relativa domanda, la pensione con decorrenza luglio 2011, secondo le norme previgenti la legge n. 122/2010.
1. Pagamento dei trattamenti di sostegno per i mesi di luglio e agosto 2011.
Al fine di monitorare la spesa rispetto alle somme appositamente stanziate, le Strutture dovranno segnalare le posizioni di lavoratori rientranti in detta fattispecie, chiedendo specifica autorizzazione al pagamento del trattamento di sostegno, inviando la e-mail:
– alla Direzione Centrale Prestazioni a sostegno del reddito all’indirizzo di posta elettronica lucian.sorrentino@inps.it, per i soggetti precedentemente ammessi al trattamento di mobilità ordinaria o lunga;
– alla Direzione Centrale Pensioni all’indirizzo di posta elettronica raffaella.camponeschi@inps.it ovvero graziella.ceccarini@inps.it, per i soggetti precedentemente ammessi all’assegno straordinario di sostegno al reddito. Il pagamento dovrà essere effettuato, a titolo di acconto, con imputazione al conto GPA51/099 e con il modello con IP6bis.
Per i soggetti che rientreranno nell’applicazione del citato comma 5 (mantenimento della disciplina delle decorrenze in vigore prima della legge n. 122 del 2010) le somme in questione saranno considerate come acconto e dovranno, pertanto, essere recuperate sugli arretrati della pensione in base alle indicazioni che saranno fornite con successivo messaggio.
Per i soggetti che risulteranno destinatari del comma 5 bis (prolungamento della tutela del reddito fino alla nuova decorrenza della pensione), il pagamento di cui al presente messaggio sarà considerato anticipo dello stesso. Anche a tale riguardo, si fa riserva di successive istruzioni per l’eventuale recupero.
MODIFICHE PREVISTE PER MANOVRA FINANZIARIA BIS
I partiti della maggioranza di governo,dopo un serrato e prolungato confronto,hanno concordato di apportare modifiche ad alcune delle disposizioni previste dal decreto legge n.138/2011, relativo alla manovra finanziaria bis,all’esame del Parlamento per la conversione in legge,che di seguito si precisano in breve ,cosi’ come divulgate dai mass media,in attesa di disporre del testo effettivo delle medesime.
Ritocco all’IVA
E’ stata esclusa la possibilità di un rialzo dell’imposta sul valore aggiunto ,che potrebbe eventualmente avvenire , quella all’interno della delega fiscale. Pertanto è stato deciso di percorrere un’altra strada per arrivare al medesimo risultato ,ossia quella di una tassazione su intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive e di una riduzione sulle agevolazioni fiscali alle cooperative per ricavare risorse sostitutive
E’ definitivamente abolito il contributo in questione i disciplinato dal dec.legge n.138/2011 ,che almeno in parte dovrebbe essere rimpiazzato dalle risorse ottenibile da quanto previsto nella voce precedente , mentre restera’ quello disposto dal dec.legge n.98/2011 ,convertito in legge n.11/2011, relativo ai membri del Parlamento e dei pubblici dipendenti,magistrati compresi .Infine potrebbe essere definito uno specifico contributo di solidarietà per gli sportivi ,a cominciare dai calciatori , nei cui confronti dovrebbe essere maggiorato,stando alle affermazioni di qualche esponente politico .
Risulta previsto il mantenimento dell’attuale regime previdenziale già previsto per coloro che abbiano maturato quarant’anni di contributi ,ai fini della pensione di anzianita’,con esclusione dei periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare,rimangono comunque utili ai fini del calcolo della pensione ,fermo rimanendo il sistema vigente delle quote.edil riconoscimento dei periodi riscattati di cui sopra per la pensione di vecchiaia.Sussiste la prospettiva di non applicare la disposizione in questione ,che avra’ efficacia dall’1.1.2012 ,a quanti ha gia’ pagato ovvero hanno in corso il pagamento dei periodi di laurea riscattati
Si prevede una riduzione dei tagli previsti a loro carico che dovrebbe aggirarsi attorno ai due miliardi di euro
Non soppressione degli stessi,ma «sostituzione dell’articolo della manovra relativo ai piccoli Comuni con un nuovo testo che preveda l’obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall’anno 2013 nonché il mantenimento dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri».
«Attribuzione agli enti territoriali di maggiori poteri e responsabilità nel contrasto all’evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi del ricavato delle conseguenti maggiori entrate».
Riduzione parlamentari e soppressione Province
Concordato che per via costituzionale si dara’ luogo al dimezzamento di deputati e senatori ,nonche’ alla soppresione di tutte le Province
NUOVE INDICAZIONI INPS PENSIONAMENTO ANTICIPATO LAVORI USURANTI
Le nuove indicazioni di cui al titolo sono state fornite dall’Inps con i messaggi del 25 agosto 2011 recanti rispettivamente i nn. 12693 e 16762 .
Gli aspetti esposti nel primo dei messaggi citati risultano essere i seguenti :
1- Requisito soggettivo 1.1- Lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti
1.2- Lavoratori notturni
1.3- Lavoratori addetti alla c.d. “linea catena”
1.4- Conducenti di veicoli
3- Beneficio
3. 1- Beneficio nel periodo transitorio
4- Incumulabilità con altri benefici
5- Decorrenza del beneficio
6- Presentazione della domanda per l’accesso al beneficio e relativa documentazione
7- Comunicazione da parte dell’Ente previdenziale
8- Differimento del diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico
9- Modalità di rilevazione dello svolgimento da parte del lavoratore delle attività particolarmente faticose e pesanti
10- Meccanismo di salvaguardia
11- Obblighi di comunicazione del datore di lavoro riguardanti lo svolgimento di attività faticose e pesanti
12- Copertura finanziaria
13- Prime indicazioni operative
Il secondo messaggio invece si sofferma in particolare sulla domanda da presentare ai fini del conseguimento del pensionamento anticipato ,soprattutto con riferimento ai lavoratori che , ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera a) dello stesso decreto legislativo, sono tenuti a trasmettere la domanda di accesso al beneficio entro il 30 settembre 2011, in quanto abbiano “già maturato o maturino i requisiti agevolati di cui all’articolo 1 entro il 31 dicembre 2011”.
Dopo aver precisato quanto necessario circa:
il messaggio inquestione si sofferma al punto 4 sulla Domanda di accesso al beneficio,fornendo le seguenti precisazioni
Ai fini dell’accesso al beneficio, il lavoratore interessato deve trasmettere alla sede territorialmente competente dell’ente previdenziale, presso il quale lo stesso è iscritto, la domanda intesa ad ottenere il riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti e la necessaria documentazione entro i termini fissati dal decreto legislativo ,restando inteso che la domanda va presentata all’ente previdenziale secondo le modalità definite dall’ente medesimo.
Per i lavoratori che hanno già maturato o maturino i requisiti agevolati entro il 31 dicembre 2011 la data ultima entro la quale deve essere presentata la domanda è fissata al 30 settembre 2011.I lavoratori iscritti all’INPS debbono presentare la domanda, anche tramite Patronati riconosciuti dalla legge, per la quale è stato predisposto il modello AP45, allegato al presente messaggio (all. n.2) e disponibile sul sito internet WWW.INPS.IT nella sezione moduli.
La circolare ministeriale n.22/2011 individua i seguenti elementi per la procedibilità della domanda intesa ad ottenere il riconoscimento dello svolgimento di attività particolarmente faticose e pesanti:
Con riferimento alla documentazione minima necessaria il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito nella sopra citata circolare che in assenza della documentazione minima necessaria, in alcuni casi indicata in via alternativa e cioè equipollente, la domanda non potrà essere considerata procedibile.
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