Source: http://docplayer.it/3134418-Oggetto-decreto-legislativo-12-dicembre-2003-n-344-riferimento-analitico-riforma-dell-imposizione-sul-reddito-delle-societa.html
Timestamp: 2018-02-20 00:59:12+00:00
Document Index: 135913898

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 67', 'art. 27', 'art. 47', 'art. 27', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 44', 'art. 53']

OGGETTO: "Decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344" Riferimento analitico: "Riforma dell'imposizione sul reddito delle società. - PDF
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1 """cm..,"""""""",,~ci!!.:.,"" ~ti!~,",",~ <X~!!~!~~~~I Roma, 12 febbraio 2004 A TUTTE LE ASSOCIA TE -Loro Sedi - COM_2004_005 OGGETTO: "Decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344" Riferimento analitico: "Riforma dell'imposizione sul reddito delle società. (IRES)" Con riferimento all'ampia manovra attuata con il D. Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344, che ha introdotto l'ires in sostituzione dell'irpeg, abbiamo ritenuto di intrattenere le Associate, per il sicuro rilievo per le società fiduciarie, delle novità in materia di tassazione di redditi di capitale e redditi diversi di natura finanziaria. Dividendi e olusvalenze l. Dividendi L'art. 3 letto c), n. 5, e 6, letto d) n. 1, e l'art. 4, letto c), d) ed e), della legge 7 aprile 2003, n. 80 (legge delega per la riforma del sistema fiscale statale) invitavano il Governo a cercare di garantire una sostanziale uniformità nei meccanismi di tassazione dei redditi provenienti da attività finanziarie, fossero essi ascrivibili al novero dei redditi di capitale che a quello dei redditi diversi. Tramite queste previsioni il Governo veniva anche chiamato a modificare l'attuale sistema di tassazione degli utili societari fondato sul meccanismo del credito di imposta (meccanismo c.d. dell'imputazione) per sostituirlo con quello dell'esenzione. n nuovo meccanismo di esenzione si presenta estremamente articolato. Esso si fonda, oltre che sull'abrogazione del credito d'imposta sui dividendi, sulla distinzione tra partecipazioni qualificate e non di cui all'art. 67 [già 81] letto c) t.u.i.r., norma che, a parte il cambiamento di numerazione, non è stata radicalmente modificata. n legislatore, intendendo garantire una sostanziale omogeneità al sistema di tassazione dei redditi provenienti da attività finanziarie, siano essi qualificabili quali redditi di capitale che quali redditi diversi, ha previsto, come meglio si illustrerà subito appresso, che dividendi e plusvalenze da partecipazioni qualificate debbano beneficiare di un regime di esenzione parziale (e quindi solo per una parte concorrano alla determinazione del reddito imponibile e siano tassati su base progressiva), mentre dividendi e plusvalenze da partecipazioni non qualificate debbano scontare un'imposizione di tipo sostitutivo. Via Piemonte, Roma Tel Fax
2 GI~Arildluciialriial Con riferimento alle persone fisiche, soggetti passivi dell'irpef, il nuovo regime di tassazione di tali redditi si può rinvenire agli artt. 47 (già 44) relativo ai redditi di capitale e 67 (già 91) t.u.i.r. relativo ai redditi diversi. 1.1 Partecipazioni qualificate È ora previsto che, nei confronti delle persone fisiche non esercenti attività di impresa, gli utili distribuiti da società concorrano alla formazione del reddito per il 40% e siano esenti nella misura del 60%. Per poter accedere a questo regime di tassazione occorre però che i medesimi redditi non siano soggetti a tassazione definitiva o ad imposizione sostitutiva, si tratti cioè di partecipazioni qualificate. 1.2 Partecipazioni non qualificate L'aver mantenuto la distinzione tra partecipazioni qualificate e non, comporta che continuino a trovare applicazione tutte le disposizioni ad essa collegate, la più importante delle quali, l'art. 27 d.p.r. n. 600/73 che disciplina l'applicazione di un'imposta sostitutiva sui dividendi percepiti in relazione a partecipazioni non qualificate detenute fuori dall' esercizio dell' attività di impresa, è stata oggetto di parziali modifiche. È stato infatti stabilito che l'applicazione dell'imposta sostitutiva prevista dal summenzionato articolo (si ricorda, nella misura del 12,50%) debba risultare l'unico meccanismo di tassazione applicabile ai dividendi da partecipazioni sociali non qualificate detenute fuori dall'esercizio dell' attività di impresa. Nella vigenza del precedente sistema era invece prevista la possibilità di rinunciare all'applicazione dell'imposta sostitutiva in favore dell' applicazione dei modi di tassazione ordinaria. Detta imposta sostitutiva del 12,50%, è opportuno precisarlo, viene applicata sul 100% del dividendo; non operano in tale sede le summenzionate percentuali di esenzione. 2. Dividendi di fonte estera Si sottolinea, in particolare, che il nuovo regime di tassazione degli utili societari troverà applicazione, indistintamente, con riferimento a tutti i dividendi distribuiti da società residenti e non, purché detti utili non provengano, direttamente o indirettamente, da società residenti in paesi o territori a regime fiscale privilegiato, salva la dimostrazione, in seguito ad esercizio del diritto di interpello, che dalla partecipazione in dette società residenti in Stati a fiscalità privilegiata non derivi anche l'effetto di localizzarvi effettivamente i relativi redditi. Qualora tale dimostrazione non sia data concorreranno integralmente alla formazione del reddito imponibile ai sensi dell'art. 47 (già 44) comma 4 t.u.i.r.. I principi della riforma in materia di tassazione dei redditi derivanti da attività finanziarie sono quindi stati estesi anche ai dividendi di fonte estera. Qualora essi derivino da partecipazioni qualificate in società estere concorreranno alla determinazione della base imponibile soltanto nella misura del 40%; nel caso in cui invece risultino da partecipazioni non qualificate, ai sensi del nuovo art. 27, comma 4, d.p.r. n. 2
3 GIVArildluciialriial 600/73 sconteranno un'imposta sostitutiva del 12,50%. Questa dovrà essere operata dai soggetti che intervengono nella loro riscossione. Tale disposizione è di sicuro interesse per le società fiduciarie che potranno anche provvedere all'applicazione di tale ritenuta sui dividendi esteri spettanti ai loro fiducianti ed adempiere ai conseguenti obblighi di versamento. Per effetto di tali disposizioni, i contribuenti titolari di partecipazioni non qualificate in società estere divengono esonerati da qualunque obbligo di dichiarazione, ottenendo così la garanzia dell' anonimato dell' investimento. 3. Plusvalenz e minusvalenze Come precedentemente illustrato, per garantire omogeneità al sistema, norme di tenore affini sono state poi predisposte per disciplinare il regime fiscale delle plusvalenze derivanti dalla cessione di azioni o quote di partecipazione qualificate in società. È previsto che esse concorrano per il 40% (e siano pertanto esenti per il restante 60%) alla determinazione del reddito imponibile delle persone fisiche non esercenti attività di impresa. Viene perciò prevista l'abrogazione del comma 1 dell'art. 5 D.Lgs. n. 461/97 che prevedeva l'applicazione di un'imposta sostitutiva del 27% sulle plusvalenze da cessioni di partecipazioni qualificate. Continuerà invece a conservare la sua validità la norma di cui all'art. 5 co. 2 D.L. n. 461/97 che prevede l'applicazione di un'imposta sostitutiva del 12,50% sulle plusvalenze da cessioni di partecipazioni non qualificate. Anche in questo caso non opereranno le descritte percentuali di esenzione, ma l'imposta sostitutiva verrà applicata sul 100% della plusvalenza. n regime di tassazione delle minusvalenze sui medesimi beni viene fissato in modo speculare. Le minusvalenze concorrono alla formazione del reddito imponibile dei contribuenti nella stessa misura in cui concorrono le relative plusvalenze. Anche in tale sede esplica i suoi effetti la distinzione tra partecipazioni qualificate e non. È infatti previsto che le plusvalenze su partecipazioni qualificate concorrano alla determinazione del reddito nella misura del 40% e che siano sommate algebricamente alla corrispondente quota (quindi il 40%) delle relative minusvalenze su partecipazioni qualificate. Nel caso in cui le perdite su capitali eccedano i guadagni su capitali, è prevista la possibilità di riporto in avanti delle perdite nei periodi successivi, ma non oltre il quarto. È necessario però che le minusvalenze siano indicate nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo in cui sono state realizzate. Allo stesso modo, le minusvalenze su partecipazioni non qualificate sono sommate algebricamente alle relative plusvalenze e concorrono alla determinazione del reddito imponibile nella misura del 100%. Nel caso in cui eccedano i relativi guadagni di capitale, l'eccedenza, purché indicata nella dichiarazione del periodo in cui le perdite sono realizzate, può essere riportata a nuovo negli esercizi successivi, ma non oltre il quarto. 3
4 GI~Arildlucilalriial 4. Strumenti finanziari Nel progetto di riordino della tassazione dei redditi di natura finanziaria, siano essi redditi di capitale che redditi diversi, non si poteva non prendere in considerazione il fatto che il legislatore civile ha enormemente ampliato le categorie di azioni, ha consentito la creazione di azioni con particolari diritti patrimoni ali o di voto ed ha permesso l'emissione di obbligazioni e strumenti finanziari il cui rendimento è collegabile al risultato economico della società. Per tali motivi, è stata prevista l'assimilazione alle azioni di titoli e strumenti finanziari la cui remunerazione è costituita totalmente dalla partecipazione ai risultati economici della società emittente (o di altre società del gruppo o dell' affare in relazione ai quali i titoli sono emessi). Come si legge nella relazione di accompagnamento, conseguenza di tale equiparazione è che i proventi relativi a questi titoli o strumenti finanziari siano da considerarsi, a fini fiscali, utili e sia quindi applicabile loro il relativo regime. Deriva altresì che, in caso di loro cessione, i relativi corrispettivi siano da considerarsi plus/minusvalenze da cessione di partecipazioni sociali e si applichi quindi il corrispondente regime impositivo. Le percentuali di concorrenza al reddito e di esenzione precedentemente illustrate trovano quindi applicazione anche con riferimento ai redditi derivanti da tali nuovi strumenti, sia che siano riconducibili alla categoria dei redditi di capitale che a quella dei redditi diversi. 5. Contratti di associazione in vartecivazione Le medesime preoccupazioni si sono poi poste con riferimento alla qualificazione dei corrispettivi derivanti dai contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza. Volendosi evitare lo sfruttamento a fini evasivi di queste tipologie contrattuali, si è scelto di provvedere ad equiparare le somme percepite a titolo di corrispettivo degli apporti diversi da quelli di lavoro, effettuati in adempimento dei summenzionati contratti, ai dividendi percepiti in sede di distribuzione degli utili dagli azionisti. Si è inoltre equiparato il corrispettivo della cessione di detti contratti a plusvalenze o minusvalenze patrimoni ali. Tale assimilazione risulta all'art. 44 comma 1 letto f. Essa è condizionata dalla circostanza che il valore degli apporti sia superiore al 5% o 25% del valore del patrimonio netto contabile della società salvo il disposto della lettera c) del comma 2 dell'art. 53 (già 49) rubricato redditi di lavoro autonomo(l). Questa disposizione prevede l'assimilazione ai redditi di lavoro autonomo delle partecipazioni agli utili derivanti dai contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza quando l'apporto è costituito esclusivamente da prestazioni di lavoro. L'assimilazione ad utili dei corrispettivi dei contratti in esame opererà quindi in presenza di contratti aventi ad oggetto un apporto che supera i predetti limiti e che sia diverso da quello di lavoro. Si tratterà pertanto di contratti aventi ad oggetto l'apporto di capitale. (1) Questa disposizione prevede l'assimilazione ai redditi di lavoro autonomo delle partecipazioni agli utili derivanti dai contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza quando l'apporto è costituito esclusivamente da prestazioni di lavoro. 4
5 - alsf:'~rildlucilalriial 6. Schema riassuntivo Per una maggiore comprensione delle novità esaminate, si ritiene utile proporre uno schema riassuntivo delle modalità di tassazione di dividendi e plusvalenze percepiti da persone fisiche. da partecipazioni da partecipazioni!!2!! -.!J.ualificate qualificate Dividendi.di fonte nazionale esenti per il 60%, imposta sostitutiva del 12,50% al reddito complessivo.di fonte estera esenti per il 60%, imposta sostitutiva del 12,50% al reddito complessivo Plusvalenze esenti per il 60%, imposta sostitutiva del 12,50% al reddito complessivo I migliori saluti. 21~ Giannino ~~~~1'3<2 Spessa Vice Presid~nte V. GS/ci 5