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Timestamp: 2020-01-19 22:38:59+00:00
Document Index: 33750889

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 23', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 67', 'art. 23', 'art. 67']

Tetti di spesa al fondo risorse decentrate e posizioni organizzative nei comuni privi di dirigenza - Dettaglio Notizia - MarcoAurelio
Tetti di spesa al fondo risorse decentrate e posizioni organizzative nei comuni privi di dirigenza
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(Deliberazione Sezione regionale di controllo per la Lombardia n. 20/2019/PAR).
Il Sindaco del Comune lombardo di San Vittore Olone ha formulato una richiesta di parere avente ad oggetto la disciplina relativa ai limiti finanziari della spesa inerente La retribuzione delle posizioni organizzative in un comune privo di dirigenza.
La principale norma relativa ai limiti della spesa in oggetto è quella riferibile all’apposizione del tetto di spesa all’importo del fondo per le risorse decentrate imposto attualmente dall'art. 23, comma 2, del Decreto Legislativo n. 75/2017.
La norma de qua recante “Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g), h), l) m), n), o), q), r), s) e z), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” dispone che “Nelle more di quanto previsto dal comma 1, al fine di assicurare la semplificazione amministrativa, la valorizzazione del merito, la qualità dei servizi e garantire adeguati livelli di efficienza ed economicità dell'azione amministrativa, assicurando al contempo l’invarianza della spesa, a decorrere dal 1° gennaio 2017,l'ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1,comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non può superare il corrispondente importo determinato per l'anno 2016. A decorrere dalla predetta data l'articolo 1, comma 236, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 è abrogato. Per gli enti locali che non hanno potuto destinare nell'anno 2016 risorse aggiuntive alla contrattazione integrativa a causa del mancato rispetto del patto di stabilità' interno del 2015, l'ammontare complessivo delle risorse di cui al primo periodo del presente comma non può' superare il corrispondente importo determinato per l'anno 2015, ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio nell'anno 2016.”
Il comune richiedente in ordine all’applicazione di detta disposizione, formulava alla Sezione due quesiti ovvero: “se in riferimento ai limiti previsti dall'art. 23 del d.lgs. 75/2017 per un Comune privo di dirigenza il valore di spesa determinato per l'anno 2016 per le posizioni organizzative sia pari alle somme a tale titolo stanziate nel bilancio di previsione 2016. Inoltre, in caso di presenza di una posizione organizzativa non a tempo pieno, ad esempio in convenzione ex art. 14 CCNL 22.1.2004, la stessa debba essere computata per la somma stanziata in bilancio ovvero per la somma che potenzialmente avrebbe preso in caso di presenza a tempo pieno sulla base della graduazione delle posizioni.”.
Il Collegio verificando in primis i requisiti di ammissibilità soggettiva ed oggettiva e rilevando la sussistenza di entrambi i presupposti, si pronunciava nel merito preliminarmente evidenziando che già con precedente delibera i giudici lombardi si erano pronunciati sul primo quesito formulato dall'istante (deliberazione n. 200/2018/PAR), stabilendo che le risorse destinate a remunerare le indennità, di posizione e risultato, spettanti ai titolari di posizione organizzativa, anche dopo l’aggiornamento dei valori minimi e massimi contenuto nell’art. 15, comma 2, del CCNL Funzioni locali del 21 maggio 2018, debbano complessivamente osservare, sommate alle risorse confluenti nei fondi per la contrattazione integrativa, di cui all’art. 67 del medesimo CCNL, il limite di finanza pubblica posto dall’art. 23, comma 2, del d.lgs. n. 75 del 2017, come, peraltro, precisato dall’art. 67, comma 7, del richiamato CCNL.
I giudici lombardi, in conformità delle pronunce di altre Sezioni di Controllo (delibera n. 26/SEZAUT/2014/QMIG della Sezione delle Autonomie e SRC Sicilia con il parere 172/2018/PAR) hanno pertanto ritenuto che il valore della spesa da considerare ai fini del rispetto del tetto per il trattamento accessorio delle posizioni organizzative sia, nei comuni privi di dirigenza, quello stanziato direttamente in bilancio sempre che il valore della stessa spesa sia corrispondente al valore complessivo, contrattualmente previsto, da attribuire ai dipendenti titolari delle posizioni organizzative.
In relazione al secondo quesito, ovvero, se sia possibile considerare non il valore effettivo della spesa sostenuta per un dipendente titolare di posizione organizzativa non a tempo pieno (in convenzione con il rimborso ovviamente della quota da parte dell’altro Ente convenzionato per l’espletamento del servizio del dipendente), ma quello virtuale che sarebbe dovuto per il dipendente che svolga la prestazione a tempo pieno, il Collegio della Sezione lombarda ha ritenuto di dare risposta negativa in quanto la norma sancisce il rispetto di quanto effettivamente determinato per la quantificazione della spesa relativa al trattamento accessorio e la sua modalità applicativa non è pertanto riferibile ad un parametro puramente ipotetico.
2949 Visualizzazioni 11/06/19