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Timestamp: 2017-10-18 05:23:47+00:00
Document Index: 117346015

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'e contrario', 'art. 2', 'art. 40', 'art. 11']

L'ETICA DELLA RESPONSABILITA': VALLE DEL MELA AREA AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE
GURS n. 48 del 18.10.2002
DECRETO 4 settembre 2002.
Dichiarazione del comprensorio del Mela quale area ad elevato rischio di crisi ambientale.
Visto il decreto del Presidente della Repubblica n. 203 del 24 maggio 1988 e successive modifiche ed integrazioni;
Vista la legge n. 349 dell'8 luglio 1986;
Vista la legge 4 luglio 1989, n. 288;
Visto il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372;
Visto il decreto legislativo 15 ottobre 1999, n. 471;
Visti gli studi e le indagini del Ministero dell'ambiente sulla situazione ambientale dell'area del comprensorio del Mela, presentati nella riunione tenutasi presso l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente del 28 marzo 2000;
Vista la delibera di Giunta del 17 maggio 2002, n. 150, con la quale si dà mandato all'Assessore per il territorio e l'ambiente di porre in essere le iniziative necessarie per pervenire alla dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale per il comprensorio del Mela (Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, S. Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, San Pier Niceto);
Visto il verbale dell'incontro con i sindaci dei comuni del comprensorio e provincia regionale tenutasi presso l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, in cui viene richiesta e sollecitata la dichiarazione di "area ad elevato rischio di crisi ambientale";
Visti i verbali degli incontri tenutisi a Milazzo il 29 luglio 2002 con le organizzazioni sindacali, ambientaliste, sociali e con i rappresentanti delle aziende, le associazioni degli industriali e il Consorzio per l'area di sviluppo industriale;
Considerata l'elevata concentrazione di insediamenti industriali nel comprensorio del Mela;
Considerato l'elevato carico antropico;
Considerata l'attiguità degli insediamenti urbani alla succitata area industriale;
Considerato che l'elevato carico ambientale ha determinato una situazione che protende verso valori dei parametri ambientali tali da richiedere rapidi ed improrogabili interventi di risanamento e riqualificazione ambientale;
Considerato di dover definire l'iter procedurale per definizione degli interventi di risanamento e rilancio economico dell'area sopra indicata;
Considerato di dover procedere alla dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale;
Ritenuto di dover attivare tutte le procedure finalizzate al risanamento ambientale;
L'area costituita dai territori dei comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, S. Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, SanPier Niceto è dichiarata "area ad elevato rischio di crisi ambientale del comprensorio del Mela".
E' istituita la "Commissione Stato-Regione, Provincia, Enti locali, per la definizione del piano di risanameto ambientale e rilancio economico del Comprensorio del Mela".
- Assessore regionale per l'ambiente o da un suo delegato;
- dirigente generale Ministero ambiente servizio IAR;
- presidente della provincia o suo delegato;
- n. 2 esperti nominati dall'Assessore regionale per l'ambiente;
- sindaci dei comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, S. Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, San Pier Niceto o loro delegati;
- presidente ASI o suo delegato.
La commissione è presieduta dall'Assessore regionale per l'ambiente o da suo delegato.
L'Assessore per l'ambiente deciderà l'eventuale partecipazione alle riunioni di altri rappresentanti istituzionali, forze sociali, ambientalisti, associazioni di categoria, etc.
La commissione esprime parere sugli interventi di risanamento e rilancio economico relativi a:
- dati organizzati della situazione ambientale del l'area;
- obiettivi di qualità dell'ambiente ed economici e percorsi da seguire;
- schede progetto coordinati, raccolte e messe a punto con gli enti locali, aziende, università, associazioni di categoria, ambientalisti e forze sociali;
- situazione finanziaria e canale di FINANZIAMENTO per ogni singola scheda, situazione progettuale, criteri di classificazione degli interventi, proposte di priorità;
- bozza piano di risanamento con bozza accordo di programma e contratti di programma.
Il piano di risanamento ambientale e rilancio economico verrà approvato dall'Assessore regionale per l'am biente.
Il piano approvato dall'Assessore per l'ambiente conterrà:
- dati sulla situazione ambientale attuale;
- obiettivi di qualità dell'ambiente;
- obiettivi economici;
- schede progetto;
- bozza accordo di programma;
- bozza contratti di programma.
Il piano verrà attuato con lo strumento della conferenza di servizi e sarà considerato come sportello unico per le iniziative in esso previste o introdotte con successivi periodici aggiornamenti.
Le dichiarazioni di "area ad elevato rischio di crisi ambientale" saranno efficaci sino alla dichiarazione del l'avvenuto risanamento decretata da parte dell'Assessore per l'ambiente.
Palermo, 4 settembre 2002.
(2002.37.2163)
QUATTRO ARTICOLI PER RISANARE L'AMBIENTE MA IL SINDACO NASTASI È CRITICO: «UN PROGETTO CHE CI DANNEGGIA»
MILAZZO – Quattro articoli per la svolta ambientale del comprensorio tirrenico. Il decreto di Alto rischio, il numero 50, firmato l'altro ieri dall'assessore regionale al Territorio e Ambiente Bartolo Pellegrino, contiene i punti cardine per il risanamento e il rilancio economico dell'area milazzese, da troppo tempo succube del degrado. Il provvedimento, dopo le premesse normative di rito, richiama la delibera della giunta regionale dello scorso maggio col quale si è dato mandato all'assessore Pellegrino di decretare questo territorio “Area a rischio” e programmare le varie riunioni con i sindaci dei comuni, i rappresentanti della Provincia, le organizzazioni sindacali e gli ambientalisti. Ecco comunque il contenuto del Decreto dell'assessore Pellegrino. Il primo articolo fissa il limite territoriale dell'area ad elevato rischio di crisi ambientale, che è «costituita dai territori dei Comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, S. Filippo del Mela, S. Lucia del Mela e San Pier Niceto». All'art. 2 viene istituita la “Commissione Stato, Regione, Provincia, Enti Locali per la definizione del Piano di risanamento ambientale e rilancio economico del comprensorio del Mela”. Tale commissione è composta dall'assessore regionale al Territorio e ambiente (o un suo delegato) che la presiede, dal dirigente generale del ministero dell'Ambiente servizio Iar, dal presidente della Provincia (o un suo delegato), dai sindaci dei comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, S. Filippo del Mela, S. Lucia del Mela e S. Pier Niceto (o loro delegati), dal presidente dell'Asi e da due esperti nominati dall'assessore regionale all'Ambiente. Lo stesso assessore potrà anche decidere l'eventuale partecipazione alle riunioni di altri rappresentanti istituzionali, forze sociali, ambientalisti, associazioni di categoria. La Commissione dovrà esprimere pareri: sugli interventi di risanamento e rilancio economico relativi ai dati organizzati della situazione ambientale dell'area; sugli obiettivi di qualità dell'ambiente ed economici e i percorsi da seguire; sulle schede progetto coordinate, raccolte e messe a punto con gli enti locali, aziende, università, associazioni di categoria, ambientalisti e forze sociali; ed ancora, sulla situazione finanziaria e canale di FINANZIAMENTO per ogni singola scheda, situazione progettuale, criteri di riclassificazione degli interventi, proposte di priorità; e quindi sulla bozza del piano di risanamento con bozza accordo di programma e contratti di programma. Il Piano di risanamento verrà approvato dall'assessore regionale all'Ambiente e conterrà – secondo quando previsto dall'art. 3 del decreto – «dati sulla situazione ambientale attuale, obiettivi di qualità dell'ambiente, obiettivi economici, schede progetto, situazione finanziaria, bozza accordo di programma, bozza contratti di programma». Il piano verrà attuato con lo strumento della conferenza di servizio e sarà considerato come sportello unico per le iniziative in esso previste o introdotte con successivi periodici aggiornamenti. La dichiarazione di “Area ad elevato rischio di crisi ambientale” sarà efficace (art. 4) «sino alla dichiarazione dell'avvenuto risanamento da parte dell'assessore all'Ambiente». L'ultimo articolo, il quinto, riguarda la pubblicazione sulla Gurs. Ora si passa dunque alla fase operativa «e non occorre perdere tempo – ha aggiunto il deputato di An, Santi Formica –. Il riconoscimento dell'Alto rischio premia i nostri sforzi ed esprimo la mia soddisfazione ed il mio apprezzamento all'assessore Pellegrino per aver mantenuto gli impegni. Ora abbiamo le basi per lavorare e come primo passo dovremo convocare un tavolo di concertazione, aperto anche all'Asi, per cominciare a valutare le nuove iniziative compatibili da sviluppare». Di diverso avviso il sindaco di Milazzo, Nino Nastasi, che in una nota ha dichiarato che la dichiarazione di Alto rischio «è una decisione sbagliata per mancanza di fondamentali presupposti giuridici e tecnici; ingiusta perché tende a penalizzare le straordinarie potenzialità turistiche della nostra città; improduttiva perché non esiste un solo euro dei tanti strombazzati finanziamenti statali e regionali. Adesso – prosegue Nastasi – faremo ricorso al Tar per far valere le ragioni della nostra comunità che ha diritto a vedere salvaguardato il proprio futuro attraverso, non già uno strumento inutile e dannoso, bensì un vero piano di risanamento».
La decisione presa dal Governo regionale di dichiarare il comprensorio milazzese "Area ad alto rischio di crisi ambientale" è, per Legambiente, "un grave errore, che reintroduce una procedura vecchia, datata e priva dei necessari presupposti strutturali e di qualità ambientale". Il presidente provinciale, ing. Enzo Colavecchio, appare informatissimo: "Siamo sempre pronti a seguire l'evolversi della vicenda, che di recente ha riservato vari colpi di scena.
Certo, dobbiamo ribadire che l'alto rischio non garantisce l'avvio immediato di interventi di risanamento, che sarebbero invece stati possibili con lo strumento della Suscettibilità ambientale, che la Regione si era dato lo scorso anno e che sarebbe stato immediatamente operativo, se non fosse rimasto bloccato, malgrado le richieste di numerosi Sindaci del Mela registrate nel convegno di Legambiente tenutosi a S. Lucia il 7 dicembre 2001. Non conosciamo quali conseguenze giuridiche possano scaturire dalla conoscenza del nuovo decreto, perché non è infatti escluso che in esso possano sussistere motivi di illegittimità, tuttavia sottolineiamo che l'impressione generale è di una forzatura sul territorio, peraltro priva di qualsiasi utilità! Abbiamo infatti dimostrato in numerose iniziative pubbliche che le risorse economiche attivabili, sempre mediante la propedeutica ed ineludibile redazione di specifici progetti, non impongono l'obbligo della dichiarazione di "alto rischio". Pertanto si deve respingere la tesi di chi sostiene che per attingere risorse bisogna equiparare il territorio milazzese a quello di Gela e Priolo. Queste sono zone dove l'alto rischio esiste da più di dieci anni e dove le Regioni sono subentrate alla competenza statale (perché si tratta di aree dove l'alto rischio è stato istituito dallo Stato).
Il problema è che la Regione è stata inadempiente, rispetto alle incombenze che le spettavano nel rilevare lo Stato: innanzitutto si potevano istituire delle nuove aree "a rischio"solo se previamente si sentivano gli Enti locali.
Ma, di fatto, gli incontri in questo senso sono vecchi, né ci sono, ad esempio, dei dati recenti sulla qualità dell'aria (al momento l'unico ente abilitato a far ciò sarebbe l'Arpa, ma è carente di personale e le dichiarazioni di disponibilità a risolvere questa lacuna da parte della Provincia sono rimaste finora sulla carta). In sostanza, gli unici dati in base ai quali è stato deciso l'alto rischio sono contenuti in una relazione stilata da parte degli esperti del Ministero dell'Ambiente, che però di fatto, secondo la legge nazionale ormai abrogata, avevano semmai la possibilità di fare una prerelazione.
Dunque, si fa di fatto di rivivere, e neanche in modo corretto, una legge ormai abrogata! Peraltro i dati forniti dai Sindaci, come ho detto, sono insufficienti e datati".
Fattostà che adesso Milazzo va a braccetto con Gela e Priolo… "Ma siamo onesti -continua Colavecchio-: sono realtà paragonabili? A parte il fatto che non sappiamo bene qual è l'incidenza epidemiologica dell'inquinamento industriale, nel territorio milazzese. Gli unici dati certi di cui disponiamo parlano di valori superiori alla media nelle malattie respiratorie, non solo neoplasie, ma anche, ad esempio, allergopatie. Ma le cause potrebbero anche essere, ad esempio, anche i fumi del traffico. La verità è che una simile idea non corrisponde alla realtà economica ed ambientale della valle del Mela, che necessita invece di più calibrate impostazioni, studiate e concertate democraticamente sul territorio. E comunque rimane sempre la problematica, assai complessa, del risanamento: con la suscettibilità istituita dal Decreto Lo Monte i piani di risanamento sostanzialmente potevano venire approvati con un anno di anticipo. Fra l'altro i punti oscuri sono ancora troppi: ad esempio ci saranno ancora i Comuni tecnici da consultare, nelle aree interessate? Perché Termini Imerese non è stata ancora coinvolta nella decretazione? La bonifica, potrà essere fatta in danno di industrie che abbiano inquinato? Il piano di risanamento, che inizialmente ha durata quinquennale, avrà poi automaticamente una proroga per altri cinque anni?L'alto rischio, purtroppo, rischia di essere il solito carrozzone che serve ad elargire -per dieci anni!- fondi agli amici, senza di fatto risolvere granchè". Ma su cosa punterà adesso Legambiente?" Vogliamo vedere chiaro nel nuovo decreto. E rimarcare, peraltro, la natura plurivocazionale di questo territorio: con accordi di programma e programmazione negoziata, si potrebbe ancora essere in grado di sviluppare partenariati tra pubblico e privato, rastrellando risorse che investano in modo omogeneo e sinergico su questo territorio. E innovativo penso ad esempio ad un parco energetico, da inserire in un contesto ampio di sviluppo sostenibile, che comprenda l'idea del grande porto, con l'area intermodale attigua al pontile commerciale a Giammoro, più altre importanti infrastrutture che davvero facciano decollare le potenzialità economiche presenti nel comprensorio, nonché le prospettive occupazionali, soprattutto per le nuove generazioni".
Nastasi: "Un provvedimento illegittimo e assurdo"
"Apprendo da notizie di stampa che il Governo regionale avrebbe deliberato la dichiarazione di area ad elevato rischio ambientale per il comprensorio industriale di Milazzo. Come ho sostenuto in più occasioni, e non da solo, tale provvedimento sarebbe illegittimo sia perché assunto senza il preventivo, obbligatorio, parere degli Enti Locali interessati, sia perché si fonda su dati vecchi, generici e contestati. Basti pensare che l'ultima relazione dei dati rilevati dalle centraline gestite dalla Provincia, risale al 31 dicembre 2000 e dunque prima degli importanti lavori di ambientalizzazione Enel nei gruppi da 320 che hanno sensibilmente ridotto l'emissione di SO. Non siamo in possesso di altri e più recenti dati perché il servizio di rilevamente risulta… sospeso. Appare, perciò quantomeno strano che la Regione abbia voluto, nonostante il parere contrario espresso da molti Comuni, associazioni ambientaliste, forze politiche e semplici cittadini, adottare un provvedimento (di dubbia legittimità) il cui solo annuncio avrà gravi conseguenze per l'economia turistica del nostro comprensorio. Un primo effetto è comunque certo: la revoca dei decreti sulla Suscettibilità Ambientale bloccano l'avvio di risanamento e ci proiettano nell'orbita di Gela e Priolo, aree ad alto rischio da quasi un decennio e per le quali il risanamento non è mai iniziato. Ecco il punto. Noi non vogliamo seguire quella strada, vogliamo subito l'avvio del risanamento, per migliorare la qualità della vita, per dare occupazione almeno ai lavoratori espulsi dalle industrie, per sostenere un nuovo modello di sviluppo basto sul turismo e sulle attività ecosostenibili. Esprimo il timore che si voglia tentare una nuova forma di commissariamento, sottraendo agli enti Locali la gestione del proprio territorio per imporre scelte che la gente non condivide perché contrarie ai propri legittimi interessi. In questa ottica non mi meraviglierei se domani qualcuno decidesse di imporci il traghettamento del gommato, il terminal di Gioia Tauro per lo stoccaggio dei containers e magari un aeroporto di bella memoria. Tutte ipotesi che la stragrande maggioranza dei cittadini ha respinto nel convincimento che nel nostro futuro c'è sempre turismo, florovivaismo, attività ecocompatibili con la ricchezza del nostro patrimonio, storico, architettonico ed ambientale. Ecco perché siamo diversi da Gela e Priolo, ecco perché continueremo a batterci sino all'ultimo affinché non si attenti all'avvenire della Città e del territorio, perché non l'abbiano vinta i nemici del nostro sviluppo turistico, che adesso alle prime battute già ha suscitato allarmi e fondati timori. Per il resto intendo rivolgermi ai turisti che sempre più numerosi scelgono Milazzo ed il suo territorio: state tranquilli, troverete un mare splendido, coste stupende e paesaggi meravigliosi, potrete visitare le vestigia di una storia millenaria (scusate per i cantieri, ma ci teniamo a conservare e restaurare un simile patrimonio) e, da ultimo potrete godere della straordinaria ospitalità della nostra gente. L'unico alto rischio che potrete correre è quello di innamorarvi troppo di questa terra al punto di preferirla ad altre".
Il sindaco di Priolo: "Benvenuti nel club dei presi in giro"
Ormai è fatta. La nostra zona è stata dichiarata "ad alto rischio ambientale". Questo provvedimento adesso sarà risolutivo dei problemi ambientali della nostra zona? Dalle dichiarazioni che abbiamo letto sui giornali nei giorni scorsi si sono sentite ripetere parole come "finanziamenti", "bonifica" senza spiegazioni da dove e in che quantità arriveranno i finanziamenti nè che cosa si intenda per bonifica. Tutte parole inserite in contesti di natura politica e partitica che non fanno presagire nulla di buono per il futuro. Non abbiamo sentito nessuno parlare di metanizzazione della centrale elettrica, cosa questa che avrebbe eliminato, e non ridotto, gran parte dell'inquinamento della nostra zona. Comunque, per completezza d'informazione abbiamo voluto sentire cosa ne pensano alcuni sindaci interessati a questo provvedimento. Siamo passati dal cauto ottimismo del sindaco di Pace del Mela, alla delusione dei sindaci di Gela e Priolo. Una nota per ultimo: non abbiamo voluto chiedere ai sindaci intervistati quale fosse la loro appartenenza politica. La salute dei cittadini è molto più importante.
a cura di Santo Laganà e Fabrizio A. Scibilia
IL SINDACO DI PACE DEL MELA:
DOTT. CARMELO PAGANO
"Noi abbiamo sempre detto che non ci interessava più di tanto la dicitura del provvedimento che avviasse una vera e propria riqualificazione ambientale del nostro territorio. Ci andava bene anche la definizione di Area a suscettibilità ambientale. Quest' ultimo provvedimento, però, è rimasto sulla carta.
Aldilà dei nomi a noi interessa che ci sia un vero inizio del risanamento. Ci interessa che si parta veramente in questo senso.
Noi ci batteremo affinché il comitato che si dovrà formare non sia solo un comitato tecnico-scientifico ma che sia aperto alla partecipazione dei sindaci, degli ambientalisti, dei sindacati, e di tutte le forze sociali ed economiche della zona. Non vorremmo adesso che dopo essere stati attenzionati a livello nazionale come area ad alto rischio ambientale si ripercorressero le stesse strade di Gela e Priolo dove ci son voluti ben 8 anni solo per effettuare adempimenti preliminari quali la perimetrazione della zona ecc. È necessario che si cominci subito ad operare con le analisi del territorio, dell'aria e delle acque per poter da subito individuare i provvedimenti da effettuare. Noi gia, come comune, ci siamo attivati ed abbiamo avuto contatti con l'Istituto Superiore della Sanità, con l'Università "La Sapienza" di Roma e con l'Università di Messina. Speriamo che adesso si faccia presto.
Il nostro impegno sarà tutto teso affinché si parta subito per una rinascita della nostra zona che venga riqualificata tramite l'insediamento e la rinascita di tutte quelle attività artigianali, commerciali ed ecocompatibili, non ultima quella dell'attività portuale con tutti i risvolti positivi che potrà comportare per l'occupazione".
IL SINDACO DIMISSIONARIO DI GELA: AVV. GALLO
"La nostra zona insieme a quella di Siracusa è stata dichiarata ad alto rischio ambientale circa 10 anni fa. Il primo provvedimento è stato un FINANZIAMENTO di un centinaio di miliardi di vecchie lire per i due bacini,. Di questi soldi ad oggi non è arrivata una lira. I comitati tecnici che si sono insediati hanno avuto solo il merito di fare da deterrente affinché non sorgessero altre aziende inquinanti. Quello che posso dire è che se dietro questi comitati che si devono formare a seguito della dichiarazione di alto rischio ambientale vi è un motore politico con conseguente volontà di risolvere il problema, allora si può ottenere qualcosa. Se gli stessi si burocratizzano saranno un freno a qualunque iniziativa. Pensi che i comitati istituiti dieci anni fa a Gela e Siracusa quando si riunivano non raggiungevano spesso il numero legale per assenze dovute alla mancanza di gettoni di presenza. Io faccio i miei più sinceri auguri perché conosco Milazzo e conosco il vostro sindaco e le sue posizioni in merito. Spesso ci siamo sentiti per queste cose".
IL SINDACO DI PRIOLO: DOTT. TOPPI
"Benvenuti nel club dei presi in giro". Così ha esordito il sindaco di Priolo Gargallo quando lo abbiamo contattato dicendogli che anche la nostra zona è stata dichiarata ad alto rischio ambientale. Gli abbiamo chiesto, ovviamente, di rendere esplicita la sua ironia: "La nostra zona è stata dichiarata ad alto rischio ambientale nel 1991.
Fino al 1996 nessuno ha mosso un dito. Nel 1996 il Ministero per l'ambiente ha finanziato alla Regione Sicilia la somma di circa 100 miliardi da dividersi fra Caltanissetta e Siracusa per la riqualificazione e la bonifica ambientale. Fino ad oggi non si è visto il becco di un quattrino.
Solo nel 2001, dopo una serie interminabile ed estenuante di viaggi a Palermo da parte mia e dei miei collaboratori presso il precedente assessore regionale all'ambiente il comune è riuscito a farsi finanziare alcuni progetti di bonifica e riqualificazione ambientale di alcune zone del nostro territorio.
Di questi soldi, ad oggi, non abbiamo visto nulla.
Oggi il comitato per l'alto rischio è commissariato sotto l'egida del Prefetto ed è di qualche giorno fa la notizia che il ministero per l'ambiente ha finanziato la somma di circa 5 milioni di euro (10 miliardi di vecchie lire) che sono meglio di niente ma lei capisce che per la nostra zona servono a poco e comunque se non prima si vedono e si toccano con mano il prefetto non si può muovere.
Non mi resta che farvi gli auguri sperando che oggi, visto l'attivismo di cui sembra pervaso l'assessore Pellegrino, si possa percorrere strade più celeri del passato".
Non ci resta che la speranza ormai. Certo è che se fra due anni al massimo (nessuno potrà venirci a parlare di tempi più lunghi) non sarà invertito in maniera chiara ed inequivocabile il trend dell'inquinamento che in questi anni tutti abbiamo sopportato e stiamo sopportando, molti saranno quelli che dovranno battersi il petto molte volte in più delle tre rituali.
http://www.associazionetsc.it/Area%20a%20rischio/a%20rischio_la%20citt%E002.htm
D.A. n. 48/GAB
VISTO il D.A. n. 50/Gab del 4 settembre 2002, con il quale l'area del Comprensorio del Mela, costituita dai territori dei Comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, S. Filippo del Mela, S. Lucia del Mela e S. Pier Niceto, è stata dichiarata "Arca ad elevato rischio di crisi ambientale".
VISTO l'art. 2 del precitato D.A. n. 50 del 4/9/02 con il quale è stata istituita la Commissione Stato-Regione, Provincia, Enti Locali per la definizione del Piano di risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio del Mela;
VISTO il D.A. n. 252 del 10/3/04 che testualmente disponeva: "All'affidamento della creazione del sistema informativo territoriale e redazione di uno studio finalizzato alla definizione di un piano generale di risanamento ambientale e sviluppo socio-economico del Comprensorio del Mela (ME) si provvederà attraverso pubblica gara nel rispetto della normativa vigente";
VISTO il bando di gara per l'affidamento della creazione di un sistema informativo territoriale e redazione di uno studio di risanamento ambientale del Comprensorio del Mela adottato con D.D.G. in data 20/05/04;
Visto il D.A. n. 239/Gab del 9 dicembre 2004 con il quale viene revocato il D.A.n. 252 /2004;
VISTO il D.D.G. n. 1 del 4 gennaio 2005 con il quale è stato revocato in autotutela il bando "Affidamento dell'incarico per la creazione di un sistema informatico territoriale e redazione di uno studio finalizzato alla definizione di un Piano generale di risanamento ambientale e sviluppo socio­economico del Comprensorio del Mela", in provincia di Messina;
RITENUTO necessario predisporre le linee guida per redigere il Piano generale di risanamento ambientale nel Comprensorio del Mela, da sottoporre alla Commissione Stato-Regione di cui all'ars 2 del D.A. n. 50 del 4 settembre 2002 prima citato;
RITENUTO che nell'area interessata occorre effettuare degli interventi urgenti e di pronta attuazione;
Considerato che, ai sensi della legge n. 39 del 18 maggio 1977 e successive modifiche ed integrazioni, la Commissione provinciale per la tutela ambiente e la lotta contro l'inquinamento:
§ verifica il possesso, da parte degli impianti afferenti ad insediamenti produttivi ed urbani, dei dispositivi idonei Li contenere entro i limiti prescritti lo smaltimento delle scorie inquinanti, sia nell'atmosfera che nelle acque o nel sottosuolo, per accertare il contributo all'inquinamento;
§ rende un parere obbligatorio, sia ai sensi dell'ars 18 della Lr. 78/1980, per il rilascio di autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, che ai sensi dell'art. 40 della l.r.n. 27/1986, per l'autorizzazione degli scarichi che non recapitano in pubbliche fognature;
§ esamina ed analizza i dati acquisiti in tema di rilevamento dell'inquinamento e promuove adeguate iniziative di contenimento;
§ svolge periodicamente indagini epidemiologiche, anche per l'individuazione di eventuali relazioni tra l'inquinamento e la salute degli addetti agli impianti e delle popolazioni;
§ si avvale, per l'espletamento dei propri compiti, del DAP e, per particolari esigenze e previa autorizzazione dell'Assessorato regionale territorio ed Ambiente, degli istituti di igiene o di altri istituti e laboratori universitari;
§ svolge, ai sensi dell'art. 11 della l.r. 40/1995, le funzioni di collegamento tra la regione e la Provincia in materia ambientale;
RITENUTO che la Commissione provinciale per la Tutela dell'Ambiente e la lotta contro l'inquinamento di Messina, per l'attività correntemente svolta in forza del ruolo assegnatole dalla legislazione vigente e viste le competente tecniche presenti, costituisca il soggetto più idoneo a predisporre le linee guida per la definizione del "Piano di risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio del Mela" e ad attuare alcuni interventi di immediata esecuzione;
ART. 1 - Alla Commissione provinciale per la tutela dell'Ambiente e a lotta contro l'inquinamento di Messina è affidato il compito di predisporre le linee guida per la formazione del "Piano di risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio del Mela" da sottoporre all'Assessore regionale per il Territorio ed Ambiente, per la successiva approvazione da parte della Commissione Stato-Regione-Provincia-Enti Locali istituita ai sensi dell'ars. 2 del D.A. n.50/2002 prima citato.
Le linee guida relative al Piano di risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio del Mela dovranno essere definite dalla Commissione tutela ambiente e lotta contro l'inquinamento di Messina e trasmesse all'Assessore regionale per il Territorio e l'Ambiente entro il 30 marzo 2005;
ART. 2 - Il Presidente della Commissione provinciale tutela ambiente di Messina, nelle more dell'approvazione del Piano e dell'avvio della conseguente realizzazione, curerà anche l'attuazione dei sottoelencati adempimenti:
---- Controllo delle autorizzazioni dei più significativi scarichi delle attività produttive nel territorio;
---- Controllo dei sistemi di contenimento degli inquinanti;
---- Proposta di revisione del codice di autoregolamentazione;
---- Revisione della localizzazione e dotazione della rete di monitoraggio della qualità dell'aria.
http://www.associazionetsc.it/Decr.%20Ass.%2023feb05%20area%20a%20rischio.htm
Pubblicato da Comitato della Legalità a 06:48
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