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Timestamp: 2020-08-12 20:22:16+00:00
Document Index: 150806538

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 23', 'art. 32', 'art. 21', 'art. 16']

Servizi - Aziende elettriche municipalizzate: CCNL, 19 dicembre 1979
Data firma: 19 dicembre 1979
Validità: 01.01.1979 - 31.12.1981
1) Politica energetica
2) Strutturazione del settore energetico ed elettrico
3) Politica tariffaria
4) Il progetto di legge 110
5) Assunzioni
• Ore e spese di viaggio
Art. 17 - Minimi tabellari - Minimi tabellari integrati - Indennità di contingenza - Supplementi dei minimi - Livelli salariali di categoria - Importi convenzionali - Stipendi
• Minimi tabellari - Indennità di contingenza
• Supplenti dei minimi
• Livelli salariali di categoria
• Stipendio - definizione
• Tabella A - Minimi tabellari mensili
• Tabella B - Supplementi dei minimi
• Tabella C - Livelli salariali di categoria
• Neo assunti
A) Indennità alta montagna B) Rimborso spese bicicletta e motorizzazione
G) Indennità per lavori in galleria
Art. 33 - Lavoratori sottoposti a procedimento penale per reati commessi nell’espletamento delle mansioni ad essi affidate
Art. 38 - Trattamento di fine lavoro
Art. 42 - Consultazioni periodiche
Art. 47 - Cassa assistenza di malattia
Allegato 5 - Scambio di corrispondenza tra le parti sui permessi sindacali
Allegato 6 - Bozza di lettera da inviare alle OO.SS.
Allegato 7 - Bozza di lettera delle OO.SS. alla Federelettrica
Allegato 8 - Bozza di lettera della Federelettrica alle organizzazioni sindacali
Allegato 9 - Bozza di lettera della Federelettrica alle OO.SS.
Addì 19 dicembre 1979, in Milano, la Federazione nazionale delle Aziende e dei Servizi elettrici degli Enti locali (Federelettrica), assistita dalla Cispel e la Federazione Fnle - Flaei - Uilsp, costituita da: la Federazione nazionale lavoratori energia (Fnle); la Federazione lavoratori aziende elettriche italiane (Flaei); l’Unione italiana lavoratori servizi pubblici (Uilsp); in relazione agli accordi sindacali sottoscritti definitivamente il giorno 1-8-1979, a conclusione delle trattative per il rinnovo del Contratto collettivo di lavoro per i dipendenti delle Aziende elettriche municipalizzate stipulato l’11-5-1976 e scaduto il 31-12-1978; si danno atto reciprocamente che il contenuto dei suddetti accordi, per la parte comportante modificazioni agli articoli del precedente contratto, è stato trasfuso negli articoli del testo del nuovo Contratto da valere per i lavoratori di cui sopra allegato al presente Verbale, mentre per la parte programmatica e d’intenti esso risulta dalla Premessa e dagli Allegati al Contratto stesso; si danno altresì atto che laddove nel testo del Contratto od in altri accordi sindacali vengono usate le espressioni "Organizzazioni sindacali" (od Organizzazione sindacale) ovvero "Organizzazioni sindacali (od Organizzazione sindacale) dei lavoratori elettrici" esse devono, ovviamente, intendersi riferite esclusivamente alle Organizzazioni sindacali firmatarie del Contratto stesso.
Addì 19 dicembre 1979, in Milano, la Federazione nazionale delle aziende e dei Servizi elettrici degli Enti locali (Federelettrica), assistita dalla Cispel e la Federazione autonoma italiana lavoratori elettrici (Faile) in relazione agli accordi sindacali sottoscritti definitivamente il giorno 1-8-1979, a conclusione delle trattative per il rinnovo del Contratto collettivo di lavoro per i dipendenti delle Aziende elettriche municipalizzate stipulato l’11-5-1976 e scaduto il 31-12-1978; si danno atto reciprocamente che il contenuto dei suddetti accordi, per la parte comportante modificazioni agli articoli del precedente contratto, è stato trasfuso negli articoli del testo del nuovo Contratto da valere per i lavoratori di cui sopra allegato al presente Verbale, mentre per la parte programmatica e d’intenti esso risulta dalla Premessa e dagli Allegati al Contratto stesso; si danno altresì atto che laddove nel testo del Contratto od in altri accordi sindacali vengono usate le espressioni "Organizzazioni sindacali" ovvero "Organizzazioni sindacali (od Organizzazione sindacale) dei lavoratori elettrici" esse devono, ovviamente, intendersi riferite esclusivamente alle Organizzazioni sindacali firmatarie del Contratto stesso.
Le aziende svolgeranno direttamente, con il proprio personale, tutte le opere e i servizi che fanno parte del ciclo produttivo e costituiscono il normale esercizio dell’attività aziendale, sempreché abbiano carattere continuativo e possano essere utilmente realizzati dalle Aziende al fine di una più razionale organizzazione del servizio.
L’identificazione dei lavori la cui esecuzione può essere effettuata mediante appalto sarà compiuta dalle Aziende previo esame con il Consiglio dei delegati, tenendo conto della gradualità necessaria per l’applicazione di quanto previsto al primo comma del presente articolo, della natura dei servizi espletati dalle Aziende, nonché delle situazioni organizzative connesse con le dimensioni e i compiti delle singole Aziende.
La distribuzione delle ore di lavoro, anche per eventuali casi particolari o individuali, viene stabilita dalla Direzione d’accordo con il Consiglio dei delegati; essa deve favorire il massimo rispetto di quanto stabilito all’art. 7.
La durata normale delle prestazioni è fissata in 40 ore settimanali per tutti i lavoratori, fatta eccezione per i casi seguenti:
a) per i guardiadighe, guardiaprese, guardiacanali, custodi, guardiani diurni e notturni, autisti di vetture, nonché per gli addetti a centraline con potenza inferiore a 1000 kW e al presidio di cabine per la normale loro sorveglianza e per occasionali manovre ed interventi telefonici: 42 ore;
b) per i lavoratori addetti ai lavori nocivi, oppure disagiati e gravosi, da identificarsi aziendalmente tra la Direzione e il Consiglio dei delegati: 38 ore settimanali. In luogo della riduzione di orario a 38 ore i singoli lavoratori hanno la facoltà di optare per il mantenimento di situazioni preesistenti aziendalmente o di trasformare la detta riduzione di orario in giornate di riposo aggiuntivo.
Gli orari settimanali di cui sopra sono ripartiti in cinque giorni; nelle aziende dove è in atto la ripartizione in sei giorni settimanali la stessa verrà mantenuta, salvo diversi accordi in sede aziendale.
Per il personale di cui alla precedente lettera a), le ore eccedenti le 40 settimanali e sino ai limiti sopra precisati vengono retribuite con il 45 per cento dello stipendio orario.
Al personale che opera normalmente in località isolate di montagna può essere accordata, a richiesta e compatibilmente con le esigenze del servizio, la possibilità di prestare la propria opera anche nel sesto giorno della settimana per un periodo non superiore a cinque settimane consecutive.
Al termine del citato periodo il recupero dei sesti giorni lavorati verrà effettuato mediante concessione di un eguale numero di giorni liberi dal servizio, senza maggiorazione alcune del normale stipendio mensile.
II) Orario portieri sedi centrali ed uffici
Sono da qualificarsi come custodi e perciò tenuti all’orario stabilito alla lett. a) dell’art. 4 i dipendenti che esplicano mansioni che richiedono lavoro discontinuo o di semplice attesa o custodia e quindi non rientrano fra costoro i dipendenti che, oltre al servizio di custodia, esplicano anche prestazioni a carattere continuativo quali, a titolo esemplificativo, il ricevimento e smistamento del pubblico, le annotazioni relative al personale o al materiale in entrata ed uscita, lo smistamento di telefonate ecc.
III) Ripartizione dell’orario
Eventuali prestazioni di lavoro, in relazione a preordinate e non contingenti esigenze di servizio, la cui individuazione deve essere effettuata dalla Direzione d’accordo con il Consiglio dei delegati, possono essere richieste ed effettuate nella giornata del sabato, nel qual caso l’orario di lavoro settimanale viene ripartito dal martedì al sabato della stessa settimana.
Dette prestazioni di lavoro ordinario nella giornata di sabato non potranno, peraltro, effettuarsi per più di una volta ogni quattro settimane, eccezion fatta per i lavori di manutenzione agli impianti di produzione e trasmissione rilevanti al fine di assicurare la copertura del diagramma di carico.
Nell’intento di perseguire la riduzione dei periodi di indisponibilità degli impianti di produzione termoelettrica e far fronte sia ai guasti accidentali sia alle esigenze della manutenzione programmata, anche mediante l’istituzione di squadre di manutenzione operanti in doppio turno, per sei giorni alla settimana, di norma dal lunedì al sabato, la Federelettrica curerà la predisposizione di studi organizzativi che, attraverso provvedimenti anche con riflessi sull’orario di lavoro consentano una più razionale utilizzazione degli impianti.
Tale studio organizzativo sarà presentato alle Organizzazioni sindacali nazionali entro il 31-12-1979.
V) Orario autisti
L’orario di lavoro di cui al punto a) del secondo comma dell’art. 4, riferito alla ripartizione in cinque giorni dell’orario settimanale, deve essere osservato dagli autisti quando svolgano un servizio prevalentemente di attesa o di guida, ivi compresa la normale manutenzione della macchina, mentre l’orario di lavoro è di 8 ore giornaliere quando gli autisti siano addetti per tali ore a servizi meccanici di officina od a lavori di manutenzione straordinaria degli automezzi.
VI) Part-time
Le Parti, pur prendendo atto che, allo stato attuale, sussistono obiettive difficoltà di ordine giuridico-normativo per la realizzazione del part-time, si impegnano ad approfondire l’esame dell’argomento relativamente alla individuazione sia del campo di applicazione e dei relativi criteri e modalità d’attuazione, sia delle esigenze connesse alla funzionalità del servizio ed alla necessità di non pregiudicare il sistema organizzativo in atto.
Conseguentemente le Parti si impegnano ad incontrarsi entro il 31-12-1980.
VII) Richiesta di riduzione dell’orario di lavoro
In riferimento alla richiesta di riduzione generalizzata dell’orario di lavoro, le Parti, riconosciuto che la soluzione da dare al problema deve armonizzarsi con quelle che saranno adottate negli altri principali settori industriali, convengono sulla opportunità di rinviare l’esame della materia e si impegnano ad incontrarsi non appena si presenteranno significative e concrete misure di risoluzione del problema e comunque entro il 31-12-1980.
In relazione alle esigenze di servizio i lavoratori possono essere chiamati, con comunicazione scritta, a rendersi reperibili fuori del normale orario di lavoro ed a fornire all’azienda notizie atte a rintracciarli perché prestino sollecitamente la loro opera, ove questa necessiti.
La reperibilità può essere richiesta:
a) per l’intero mese (in ragione di sei giorni alla settimana) - esclusi i giorni di riposo, ferie, festività di cui agli artt. 6 e 8 del presente Contratto ed in casi di particolare necessità del lavoratore - laddove questi fruisca di alloggio gratuito;
b) in via eccezionale per l’intero mese (in ragione di 5 giorni alla settimana) - restando sempre esclusi i giorni di riposo, ferie, festività, di cui agli artt. 6 e 8 del presente Contratto ed i casi di particolare necessità del lavoratore - laddove questi non fruisca di alloggio gratuito. Tale reperibilità sarà richiesta -sempre che non ostino obiettive difficoltà - a periodi alterni di durata settimanale nel mese, esclusi i giorni di riposo, ferie e festività, con possibilità di alternanze anche superiori ad una settimana ogni quattro (con la corresponsione della indennità prevista al punto c) del presente articolo, in relazione ai periodi di effettiva reperibilità), mediante l’estensione della reperibilità a tutti i lavoratori idonei allo specifico servizio che non abbiano validi e giustificati motivi per esserne esentati. L’esistenza delle condizioni per l’attuazione di detta linea di tendenza formerà annualmente oggetto di esame tra le Aziende e le competenti Organizzazioni sindacali dei lavoratori elettrici.
Con accordi locali, conseguenti a valutazione delle parti delle specifiche situazioni aziendali, potranno essere realizzati turni di reperibilità settimanale di durata superiore a cinque o sei giorni consecutivi;
1) per ciascuna delle cinque giornate settimanali di normale attività lavorativa;
2) per il sesto giorno della settimana, in relazione alla distribuzione dell’orario settimanale in cinque giorni. La reperibilità per il sesto giorno può essere richiesta anche in aggiunta a quella di cui alla precedente lettera b) qualora non vi sia altro personale da rendere reperibile in detto sesto giorno;
3) per le giornate festive di cui all’art. 6 del presente Contratto.
Ai lavoratori ai quali viene richiesta la reperibilità compete (fatta eccezione per quelli che fruiscono di alloggio gratuito, per i quali vale quanto precisato al comma successivo) una indennità mensile […] ed una indennità giornaliera […]
Il riposo settimanale cade normalmente di domenica. Per i lavoratori addetti: alla sorveglianza e/o manutenzione delle opere di presa, dei canali di carico e scarico; all’esercizio delle centrali, delle stazioni e delle cabine presidiate; alla sorveglianza delle linee, delle reti e delle cabine, il riposo può essere fissato in altro giorno della settimana, cosicché la domenica viene considerata giorno lavorativo, mentre viene considerato festivo il giorno fissato per il riposo.
Per i lavoratori che siano normalmente addetti ad altre attività tecniche inerenti agli impianti di cui sopra, le ore di lavoro eventualmente prestate in giorno di domenica - che costituisce per essi il normale giorno di riposo - vanno compensate con la sola maggiorazione del 60 per cento dello stipendio orario, fermo restando per detti lavoratori il diritto al riposo compensativo in altro giorno non festivo della settimana.
Il trattamento previsto dal comma precedente compete anche ai lavoratori di cui al terzo comma nel caso di spostamento del loro giorno di riposo settimanale.
I lavoratori di cui al terzo e quarto comma del presente articolo, in caso di spostamento, per esigenze di servizio, del giorno di riposo prestabilito, devono essere informati almeno 48 ore prima del giorno fissato per il riposo stesso; in difetto di che essi hanno diritto, per il giorno in cui avrebbero dovuto avere il riposo, ad una indennità pari al 40 per cento dello stipendio giornaliero. […]
Ai lavoratori di cui al terzo comma del presente articolo si garantisce peraltro che il giorno di riposo venga a cadere di domenica per lo meno una volta ogni quattro settimane. Ove mai questo eccezionalmente non avvenga, sarà loro dovuta, per la domenica di cui rimanessero privati, una indennità pari al 60 per cento dello stipendio giornaliero.
Le Parti convengono che ai lavoratori i quali, nel normale giorno di riposo settimanale, effettuino prestazioni lavorative pari o superiori a quattro ore, compete un’intera giornata di riposo compensativo, fermo restando il diritto al compenso della sola maggiorazione del 60 per cento dello stipendio orario per le ore di lavoro effettivamente prestate.
Si chiarisce che le esigenze di servizio di cui al sesto comma del presente articolo devono essere obiettive ed imprevedibili, va quindi esclusa, fatta eccezione per il primo giorno, l’assenza per malattia, infortunio o ferie che si prolunghi per più giorni, e cioè oltre una settimana.
Le Parti stipulanti concordano che si ricorrerà al lavoro straordinario solo in caso di inderogabili esigenze di carattere urgente ed imprevedibile strettamente inerenti al servizio elettrico ed agli altri servizi pubblici gestiti dall’Azienda con il proprio personale cui si applichi il presente Contratto.
Conseguentemente, tenuta presente la necessità di dare attuazione al principio generale di cui sopra, si conviene che le Aziende adotteranno i provvedimenti necessari per far si che non vengano effettuate prestazioni di lavoro straordinario per esigenze diverse da quelle indicate nel comma precedente.
Altre eventuali ipotesi di lavoro straordinario dovranno di norma essere esaminate preventivamente alla loro attuazione, d’intesa fra Aziende e Organizzazioni sindacali.
Le suddette prestazioni, ferma restando la corresponsione delle sole percentuali di maggiorazione, contrattualmente stabilite per lavoro straordinario, saranno compensate da corrispondenti riposi, possibilmente legati con quelli settimanali o infrasettimanali.
Il riposo compensativo obbligatorio delle prestazioni straordinarie non avrà luogo nei seguenti casi:
Le altre prestazioni straordinarie possono essere effettuate limitatamente a 2 ore giornaliere, sino a un massimo di 10 ore mensili.
Per gli addetti alle attività tecnico-operative, il limite potrà essere di 120 ore annuali pro capite.
Le Aziende comunicheranno mensilmente alle Organizzazioni sindacali notizie dettagliate del lavoro straordinario eseguito, con riferimento alle unità operative e con l’indicazione analitica e nominativa dei dipendenti interessati, nonché delle ore di prestazione eseguite e delle modalità seguite per il compenso in base alle norme stabilite nel presente Contratto.
Sui dati relativi al lavoro straordinario rientranti nel primo comma si svolgeranno consultazioni tra le Aziende e le OO.SS.
Si considera lavoro "straordinario" quello compiuto dal lavoratore oltre i limiti della durata normale delle prestazioni, fissata dall’art. 4 del presente Contratto.
Si considera "notturno" il lavoro compiuto tra le ore 20 e le ore 6.
Resta abolito ogni forma di compenso forfetizzato per lavoro straordinario, in qualsiasi modo corrisposto.
Non è riconosciuto né compensato il lavoro straordinario che non sia stato richiesto dall’Azienda.
Nessun lavoratore può rifiutarsi di compiere, entro i limiti consentiti dalla legge e dal presente Contratto, il lavoro straordinario, festivo e notturno, senza giustificati motivi di impedimento.
Le Aziende, in relazione alla durata settimanale dell’orario di lavoro, nella ipotesi di turni continui avvicendati con prestazioni alternate diurne e notturne e di superamento del blocco delle assunzioni con conseguente adeguamento degli organici, esamineranno, con le OO.SS., la realizzazione, anche attraverso processi di riorganizzazione, della copertura di ciascuna posizione di turno con sei turnisti.
Le Aziende, a richiesta del Consiglio dei Delegati e compatibilmente con le esigenze del servizio, stabiliranno i turni in modo che settimanalmente a ciascun lavoratore siano richiesti due turni antimeridiani, due pomeridiani e due notturni.
Non è ammessa rinuncia espressa o tacita alle ferie né la sostituzione di esse con compenso alcuno. Il lavoratore che, nonostante l’assegnazione delle ferie, non usufruisca delle medesime, non ha diritto a compenso alcuno, né al recupero negli anni successivi.
L’incapacità al lavoro deve essere provata con certificato medico e, in ogni caso, è facoltà dell’Azienda di far constatare in qualsiasi momento tale incapacità, è anche in facoltà dell’Azienda di far constatare la capacità lavorativa del lavoratore all’atto in cui egli si presenta al lavoro dopo il periodo di infortunio o malattia. L’Azienda darà comunicazione scritta al lavoratore dell’esito della visita medica cui lo abbia sottoposto, limitandosi a notificargli la constatata sua capacità o incapacità al lavoro.
Qualora il lavoratore non si ritenga soddisfatto del giudizio emesso dal medico di cui all’art. 5 dello Statuto dei lavoratori, può richiedere la costituzione di un collegio medico di appello formato da tre medici di cui uno nominato dall’Azienda a sue spese, uno nominato dal lavoratore a sue spese ed il terzo designato di comune accordo tra i due a spese della parte soccombente.
In caso di disaccordo, il terzo medico sarà designato dal Medico provinciale o dall’Ufficiale sanitario del Comune.
Nelle more della decisione, il lavoratore non può riprendere servizio e il tempo necessario per la decisione viene computato agli effetti del primo comma del presente articolo.
La Federelettrica, e le maggiori Aziende, tenendo conto della continua evoluzione tecnologica e della naturale obsolescenza delle cognizioni, si adopereranno - d’intesa con la cispel ed in particolare con i Cripel, che ne sono emanazione a livello regionale - affinché sia generalizzato l’addestramento teorico-pratico per tutti i lavoratori neo-assunti all’atto del primo inserimento e, per i lavoratori già in servizio, secondo criteri di formazione per gruppi omogenei, siano effettuati corsi di richiamo e di aggiornamento rivolti, in particolare, alla sicurezza ed alle nuove tecniche e metodi di lavoro.
Per le Aziende minori si farà si che detti corsi possano essere svolti in sede, nei tempi e modi più opportuni, da istruttori anche di altre aziende della regione, appositamente prescelti e designati in sede di Cripel.
Le Organizzazioni sindacali dei lavoratori a livello competente per la Regione, collaboreranno alla preparazione, formazione e conduzione dei corsi stessi.
I lavoratori che avranno frequentato con profitto i corsi professionali acquisiranno titolo di preferenza, a parità di punteggio, per la scelta del personale di cui all’art. 23 del presente Contratto.
Analoghi corsi di formazione professionale saranno programmati, per iniziativa delle singole Aziende e con la collaborazione delle istanze sindacali territoriali dei lavoratori, in relazione ad eventuali processi di ristrutturazione e riorganizzazione del lavoro.
Tale impegno formativo dovrà avere carattere di continuità ed essere indirizzato, con opportune articolazioni, alla generalità dei lavoratori, con attuazione durante l’orario di lavoro e nei periodi dell’anno più opportuni.
Al lavoratore che venga trasferito, per motivi di lavoro, in località disagiata di montagna o che venga comandato a prestare servizio continuativo in detta località per almeno un mese viene corrisposta una indennità da concordarsi con le competenti Organizzazioni sindacali.
Ai lavoratori che, pur svolgendo in prevalenza altre mansioni, siano frequentemente addetti a tali macchine, è corrisposta una adeguata indennità da concordarsi con le competenti OO.SS.
delle località malariche sarà fatta dalle Organizzazioni sindacali tenendo a base l’elenco di dette località pubblicato dal competente Ministero, elenco che sarà ridotto od integrato in conformità ad accertamenti e dichiarazioni delle Autorità sanitarie locali, avallate dalle Direzioni provinciali di sanità.
Ai lavoratori che all’interno delle gallerie siano addetti ad attività civili elettriche e/o di costruzione o di manutenzione, è dovuta una indennità di lire 500 per ogni giornata di effettiva presenza all’interno delle gallerie stesse.
I) Indennità alta montagna e disagiata residenza. Precisazione circa gli aventi diritto
Le indennità di alta montagna o disagiata residenza spettano anche a quei lavoratori che, assunti e residenti in località per le quali le indennità stesse non siano dovute, vengano destinati ad operare, in via continuativa e nei limiti di tempo previsti, per motivi di lavoro, in località nelle quali le indennità medesime siano, invece, dovute.
III) Indennità zona malarica. Cura preventiva e curativa della malaria
Per quanto riguarda la cura preventiva e curativa dei lavoratori - e loro familiari - comandati a risiedere o prestare permanentemente la propria opera in località malarica, si precisa che essa resta di competenza della Cassa mutua di malattia per i lavoratori dell’Azienda.
IV) Esalazioni venefiche
V) Evacuazione scorie incandescenti nelle centrali termiche
Saranno istituite Commissioni per l’assegnazione vestiario, costituite in via paritetica di rappresentanti aziendali e sindacali.
L’Azienda terrà in dotazione gli impermeabili per tutti i lavoratori che svolgano la loro normale attività all’aperto e siano costretti a lavorare anche sotto la pioggia. La dotazione sarà personale per gli impiegati tecnici che svolgano il lavoro in analoghe condizioni.
L’Azienda fornirà gratuitamente tute (in uno o due pezzi o camici) a quei lavoratori le cui mansioni lo rendano necessario.
L’Azienda fornirà gratuitamente le scarpe da montagna ai guardiafili che svolgano la loro attività in zone di montagna o anche in zone montagnose di natura aspra e rocciosa.
III) Vestiario
Dotazione impermeabili - Quelle Aziende che non hanno attualmente in dotazione un numero di impermeabili pari a quello dei lavoratori che si presumono costretti a svolgere la loro normale attività all’aperto anche sotto la pioggia, provvederanno ad integrare tale dotazione in modo che, raggiunta la parità di numero tra impermeabili e lavoratori, questi possano usare sempre lo stesso impermeabile.
Il lavoratore - quando ne sia ravvisata la necessità in ordine alla sua tutela fisica personale o della collettività nella quale opera - deve sottoporsi, a richiesta dell’Azienda, a visita medica da effettuarsi da Enti pubblici od Istituti specializzati di diritto pubblico.
L’esito della visita medica viene portato a riservata conoscenza dell’interessato.
La Rappresentanza della Federelettrica chiarisce che l’attività dei dipendenti investiti di cariche sindacali svolta per la tutela degli interessi dei lavoratori non può essere, di per sè, considerata in contrasto con gli interessi delle Aziende ai fini e per gli effetti del comma d) dell’art. 32.
Le Organizzazioni sindacali dei lavoratori elettrici provvederanno a segnalare alle Aziende l’avvenuta costituzione e la composizione nominativa del Consiglio dei delegati e del relativo Comitato esecutivo, che è l’organo mediante il quale il Consiglio intrattiene i rapporti con le Aziende medesime.
L’Azienda collocherà vicino all’ingresso delle sue sedi un albo. In detti albi, previa comunicazione alla Direzione, potranno essere affissi comunicati di carattere esclusivamente sindacale.
I comunicati dovranno recare la firma del responsabile dell’istanza del Sindacato nell’azienda, il cui nominativo dovrà essere preventivamente comunicato alla Direzione.
I lavoratori hanno diritto di riunirsi, nel luogo in cui prestano la loro opera, in locale messo a disposizione dall’Azienda, fuori dell’orario di lavoro, nonché durante l’orario di lavoro, nei limiti di dodici ore annue, per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione.
Le assemblee dovranno di norma essere indette nelle ore iniziali o finali dell’orario giornaliero di lavoro; esse dovranno altresì svolgersi in modo tale da consentire il normale andamento del servizio elettrico, la salvaguardia degli impianti e non intralciare i rapporti con gli utenti.
L’Azienda metterà a disposizione delle Organizzazioni sindacali il locale necessario per lo svolgimento delle assemblee.
L’Azienda, nei limiti del possibile, metterà a disposizione almeno un locale per le sedi delle Organizzazioni sindacali.
Nelle Aziende con meno di 50 dipendenti le Organizzazioni sindacali usufruiranno a turno della sede del Consiglio dei delegati.
Premesso che le Parti sono concordi nel riaffermare, anche in materia di questioni del personale, la piena autonomia di potere decisionale e di responsabilità di gestione delle Commissioni amministratrici e delle Direzioni delle Aziende;
Su richiesta di una delle Parti saranno effettuati tempestivi confronti a livello nazionale per quanto riguarda la politica energetica e tariffaria, a livello regionale per quanto riguarda la politica energetica ed a livello aziendale in occasione della formazione dei bilanci preventivi e consuntivi nonché dei piani pluriennali e relativi investimenti.
I confronti a livello aziendale, riguarderanno, inoltre:
- la ristrutturazione, con l’obiettivo di migliorare il servizio;
- l’adeguamento della organizzazione del lavoro alle esigenze del servizio ed all’incremento della capacità produttiva aziendale, allo sviluppo della professionalità, alla tutela della condizione di lavoro.
Le Aziende e la Federelettrica forniranno preventivamente la documentazione e le informazioni necessarie.
L’interpretazione delle norme del nuovo Contratto verrà effettuata dalla Federelettrica d’intesa con le Segreterie nazionali delle Organizzazioni sindacali di lavoratori firmatarie del Contratto stesso.
In materia di ambiente di lavoro, le Aziende confermano l’impegno di attenersi scrupolosamente alle prescrizioni di legge e di attuare ogni altro provvedimento che si renda necessario al fine di migliorare la sicurezza e tutelare la salute dei lavoratori, nell’esercizio e nella manutenzione degli impianti e in ogni altra attività aziendale.
Le Organizzazioni sindacali hanno diritto di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori stessi.
Nell’esplicazione del proprio lavoro le Organizzazioni sindacali potranno, di volta in volta, avvalersi della collaborazione dei lavoratori dei reparti interessati, o, se necessario, di esperti esterni, previa consultazione con l’Azienda.
Con specifico riferimento a quanto previsto dal secondo comma dell’art. 21 della legge 23-12-1978, n. 833, ("Istituzione del Servizio sanitario nazionale"), in merito alla organizzazione da parte delle Unità sanitarie locali di propri "servizi di igiene ambientale e di medicina del lavoro", anche mediante "presidi all’interno delle unità produttive", le Aziende, ove già non esista un Servizio sanitario aziendale, si impegnano ad agevolare la costituzione ed il funzionamento di detti presidi, mediante convenzioni con le medesime Unità sanitarie locali, nelle centrali termoelettriche ed in quelle in caverna, sempre d’intesa fra le competenti Direzioni e le OO.SS. - Nei casi in cui le Unità sanitarie locali non siano ancora in condizioni di provvedere, potranno in via transitoria realizzarsi convenzioni sostitutive con strutture, enti o istituti specializzati.
Il rilevamento dei parametri fisici e chimici relativi all’ambiente di lavoro, ivi compresi casi di particolare gravosità e disagio, sarà effettuato, ove si renda necessario, ricorrendo, d’intesa fra l’Azienda e le Organizzazioni sindacali, alle Unità sanitarie locali, a strutture istituite o istituende nell’ambito delle Regioni, od istituti specializzati di diritto pubblico.
Sempre al fine di predisporre le misure idonee a tutelare la salute e la integrità psico-fisica dei lavoratori interessati, si potrà ricorrere alla istituzione di appositi strumenti quali questionari di gruppo, registri dei dati ambientali e biostatistici, libretti personali sanitari di rischio.
Per quanto riguarda il personale addetto ai turni continui avvicendati con prestazioni alternate diurne e notturne, il personale addetto ai cantieri di costruzione ed i guardiadighe che operino in località particolarmente disagiate di alta montagna, nonché i tirafili addetti all’esercizio di manutenzione di elettrodotti a tensione superiore a 100 kv, saranno predisposti, entro il 30-6-1980, dopo aver consultato le OO.SS. dei lavoratori, piani di avvicendamento dei lavoratori che ne facciano richiesta e siano addetti alle dette mansioni da almeno 16 anni.
Per il personale addetto ai cantieri di costruzione, per i guardiadighe ed i tirafili, l’avvicendamento è peraltro subordinato all’ulteriore condizione che gli stessi abbiano una età non inferiore ai 45 anni.
Nella predisposizione dei predetti piani si terrà conto delle maggiori anzianità maturate e la loro realizzazione avverrà con la gradualità compatibile con le esigenze aziendali.
Saranno effettuati esami preventivi tra le Aziende e il Consiglio dei delegati, in tutti i casi di modifica dell’organizzazione del lavoro o delle strutture aziendali aventi riflessi nei metodi di lavoro, sulla occupazione dei dipendenti e sulle condizioni di svolgimento del lavoro stesso; ciò anche allo scopo di concordare le posizioni e l’inquadramento degli addetti senza stretto riferimento alle esemplificazioni contenute nell’art. 16.
L’Azienda si incontrerà con il Consiglio dei delegati prima della adozione dei provvedimenti necessari per l’attuazione delle modifiche sopraindicate.
In caso di richiesta da parte del Consiglio dei delegati le Parti si dovranno incontrare entro 15 giorni per l’esame della materia di cui sopra.
Ogni vertenza individuale deve essere proposta dal lavoratore, tramite il Consiglio dei Delegati, all’Amministrazione aziendale, a mezzo di domanda motivata e sottoscritta dall’interessato.
Il CdD chiederà l’accertamento in contraddittorio della situazione, che dovrà avvenire entro cinque giorni dalla richiesta, con la partecipazione dell’interessato assistito dal CdD e dall’Azienda. Tali accertamenti non potranno riguardare più di cinque casi al giorno.
L’Amministrazione aziendale dovrà discutere la vertenza con il CdD entro dieci giorni dall’accertamento.
In caso di disaccordo dovrà essere redatto contestualmente dalle due Parti verbale in triplice esemplare, corredato da scheda contenente tutti i dati di fatto utili per l’esame della vertenza, ponendo in evidenza quelli sui quali le Parti non si dichiarano d’accordo.
Il verbale di disaccordo e i dati relativi devono essere rimessi entro dieci giorni al Sindacato provinciale ed alla Federelettrica.
A richiesta della parte più diligente, la Federelettrica provvederà alla convocazione presso l’Azienda interessata dei Delegati dei Sindacati provinciali dei lavoratori, assistiti dai Delegati dei sindacati regionali (o in mancanza da quelli delle Federazioni nazionali) e della propria rappresentanza locale.
Essi avranno il compito di sentire le Parti e di tentare la composizione amichevole della vertenza, con che si riterrà esaurita l’azione conciliativa.