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Timestamp: 2017-05-26 23:27:28+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 29', 'art.19', 'art. 100', 'art.10', 'art.10']

Ruolo e Competenze dell'energy Manager, in un contesto altamente evolutivo in termini normativi ed organizzativi. Interazioni con Maintenance Manager. - PDF
Ruolo e Competenze dell'energy Manager, in un contesto altamente evolutivo in termini normativi ed organizzativi. Interazioni con Maintenance Manager.
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1 Spazio Manutenzione ed Energy saving Energy Efficiency: Manutenzione quale stakeholder per l Energy Saving Ruolo e Competenze dell'energy Manager, in un contesto altamente evolutivo in termini normativi ed organizzativi. Interazioni con Maintenance Manager. Milano IM-CRC/Alexander Weinhard Hallo Welt! 5. April 2011 geändert: 7. April 2011, LPK Entwurf Vertraulich2 INDICE Cenni Introduttivi-Storici tti i i i Ruolo e Competenze dell'energy Manager Evoluzione Normativa Decisione 2002/358/CE, relativa all'approvazione, in nome della Comunità europea, del Protocollo di Kyoto Le norme del pacchetto Direttiva EESD 2006/32/CE e Dlgs 115/08 Certificazione energetica nell Edilizia e nell Industria. Confronto Evoluzione Organizzativa Da Energy Manager A Energy Management System UNI CEI ISO per la gestione dell efficienza energetica: Diagnosi energetica e operatività3 Cenni Introduttivi-Storici Dalle Leggi 373/76, 308/82 e 10/91 ai giorni nostri: Evoluzione delle norme sul risparmio energetico nell Industria e negli edifici Nel 1974, guerra del Kippur tra Arabi ed Israeliani. Tutti i paesi occidentali si scoprirono improvvisamente vulnerabili a causa della propria dipendenzad dal petrolio. (Targhe alterne, Domeniche in bici a piedi..) In Italia venne introdotto il principio del risparmio energetico con L.30aprile1976,n.373(G.U.n.148del 7 giugno 1976) recante Norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici, poi abrogata dall art art. 37 della L. 10/91, che richiamava concetti moderni in tema di progettazione degli impianti ed isolamento termico degli edifici.4 Cenni Introduttivi-Storici La Legge 29 maggio 1982, n. 308 Norme sul contenimento dei consumi energetici, lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia e l esercizio di centrali elettriche alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi, ha introdotto alcune agevolazioni per incentivare gli interventi di risparmio energetico e delle fonti energetiche rinnovabili Ma la vera e propria svolta in materia fu data con la L. 9 gennaio 1991 n. 9 che all art art. 29 conteneva norme relative alle Agevolazioni fiscali per il contenimento dei consumi energetici e la L. 9 gennaio 1991 n Norme per l attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia che tra l altro ha introdotto5 Cenni Introduttivi-Storici Chi sono gli Energy manager. La figura dell'energy Manager nasce negli USA ai tempi della prima crisi petrolifera del In Italia questa figura è stata istituzionalizzata dalla Legge n 308 del 1982, alla quale si è ispirata la mia Tesi di Laurea nel 1984: Analisi energetiche nel Settore Industriale, Tessile in Piemonte Successivamente, nella Legge 10/1991 La figura dell'energy Manager viene definita "Responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia" e ne vengono delineati ruoli e compiti; L'obbligo di nomina viene esteso a tutti gli Organismi pubblici e privati che superano determinati limiti di consumo. Negli ultimi tempi si sta affermando una nuova figura professionale: l'esperto in Gestione dell'energia, EGE, che amplia ed approfondisce le competenze dell'energy Manager, in risposta alle più recenti Direttive Europee ed all importante evoluzione dei mercati registrata negli ultimi anni. (fonte: sito FIRE).6 Cenni Introduttivi-Storici Obbligo di nomina e comunicazione dell Energy Manager Il Responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia, detto anche Energy Manager, è una figura introdotta per le Organizzazioni (enti pubblici e privati) caratterizzati da consumi importanti, espressi in tonnellate equivalenti di petrolio (tep): tep per le imprese del settore industriale; tep per i soggetti degli altri settori previsti dalla legge 10/91. Volendo fornire un termine di paragone si può considerare che tep corrispondono a circa 1,2 milioni di m3 di gas naturale o a 4,5 milioni di kwh. Gli Energy Manager operanti in Italia sono circa 2.650, di cui oltre 500 sono responsabili locali di aziende che si diramano con più sedi sul territorio nazionale e che presentano consumi superiori alle soglie indicate. Per diventare Energy Manager ed essere inseriti nell'elenco elenco (non si tratta di un albo, dunque) curato e gestito dalla FIRE per incarico del Ministero delle Attività Produttive, occorre essere nominati da un soggetto, non necessariamente sottoposto all'obbligo, seguendo le istruzioni fornite nella guida alla nomina (fonte: sito FIRE).7 Cenni Introduttivi-Storici Chi può essere nominato Tecnico Responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia e quale la sua professionalità L'idoneità a svolgere il compito di responsabile non viene specificata in dettaglio dalla normativa, sebbene la formazione tecnico-scientifica venga indicata come la più appropriata. p Il comma 17 della circolare del 2/3/1992 indica infatti, come figura ideale, un ingegnere con pluriennale esperienza nel settore della gestione dell'energia energia, dotato di competenze tecniche nel settore in cui opera, esperienza nel campo degli studi di fattibilità, buona conoscenza delle tecnologie avanzate e di una capacità organizzativa della propria struttura. tt Da una delle ultime analisi sulla scolarità degli EM nominati, considerando sia i responsabili principali p sia quelli locali, si evidenziava una presenza del 64% di laureati in materie tecniche/economiche, del 1% in umanistiche, del 30% di diplomati, del 1% di individui con licenze medie, mentre il 4% non ha fornito indicazione. (fonte: sito FIRE).8 Cenni Introduttivi-Storici Quali sono i compiti dell'energy Manager Secondo le indicazioni di legge le funzioni che l'energy Manager deve svolgere sono sintetizzate ti t nella individuazione delle azioni, degli interventi e delle procedure necessarie per promuovere l'uso razionale dell'energia nonchè nella predisposizione dei bilanci energetici in funzione anche dei parametri economici e degli usi finali. L'Energy Manager ha perciò il compito di supporto al decisore in merito all'effettiva attuazione delle azioni e degli interventi proposti. Affinché l'energy Manager possa svolgere questi compiti, occorre che l'incarico venga conferito in via ufficiale e che i responsabili delle varie sezioni dell'impresa o dell'amministrazione siano informati di questa iniziativa. (fonte: sito FIRE).9 Cenni Introduttivi-Storici Compiti dell'energy Manager (Fonte FIRE: Da EM a EGE) Pur rimanendo entro i limiti della definizione dell art art.19 della legge 10/91, le competenze di un Energy Manager, come suggerisce il termine, dovrebbero necessariamente svilupparsi ben oltre i compiti assegnati dalla legge. Riepilogando, le funzioni riguardano: verifica dei consumi, attraverso un monitoraggio e un controllo costante, tramite audit interni o, se disponibili, mediante i report prodotti da sistemi di telegestione, telecontrollo e automazione con la definizione di indicatori e misurazioni per tutti i consumi; ottimizzazione di questi consumi attraverso una corretta regolazione degli impianti e loro utilizzo appropriato dal punto di vista energetico; proposte di investimenti migliorativi, possibilmente in grado di migliorare i processi produttivi o le performance dei servizi collegati; promozione di comportamenti virtuosi da parte dei dipendenti e/o degli occupanti delle strutture energeticamente consapevoli; promozione della generazione di energia da fonti di energia rinnovabile; acquisto di energia elettrica, gas naturale e altri combustibili nel mercato libero,, attività con forti connotazioni finanziare nelle grandi organizzazioni; opzione meno diffusa ma non per questo secondaria è l aspetto contrattualistico, sia in merito agli acquisti di energia elettrica e degli altri vettori energetici per la riduzione dei costi di acquisto, sfruttando le opportunità offerte dal mercato libero, che la collaborazione con l ufficio acquisti per favorire procedure che promuovano gli acquisti verdi (green procurement) e l acquisto di macchinari caratterizzati da bassi consumi energetici e dunque bassi costi di gestione (life cycle cost analysis LCCA), fissando l attenzione anche sugli aspetti ambientali sia dal punto di vista normativo che in ottica di sostenibilità ambientale.10 11 ISO Responsabilità della Direzione Rappresentante della direzione L'alta direzione deve nominare un rappresentante(i) della direzione con appropriate capacità e competenze che, a prescindere dalle altre responsabilità, ha la responsabilità ed autorità per: a) assicurare che il SGE sia stabilito, implementato, mantenuto e continuamente migliorato in conformità alla presente norma internazionale; b) identificare la(e) persona(e), autorizzata da un appropriato livello di direzione, a lavorare con il rappresentante della direzione al fine di supportare le attività ità di gestione dell'energia; c) riferire all'alta direzione in merito alle prestazioni energetiche; d) riferire all'alta direzione in merito alle prestazioni del SGE; e) assicurarsi che la pianificazione delle attività di gestione dell'energia sia progettata al fine di supportare la politica energetica dell'organizzazione; f) definire e comunicare le responsabilità e le autorità al fine di facilitare una gestione dell'energia energia efficace; g) determinare criteri e metodi necessari per assicurare che sia il funzionamento che il controllo del SGE siano efficaci; h) promuovere la consapevolezza della politica energetica e degli obiettivi a tutti i livelli dell'organizzazione.12 HR Manager Top (Training) i Management (Investiments) Energy Manager Maintenance Manager Buyer Manager Energy Team (Operating) Projects Manager (Operability)13 Top Management (EnMS Representative) ti ) Energy Team (Metodology) Maintenance Manager Energy Manager Buyer Manager (LCCA) HR Manager- (Training & Comunication) Projects Manager (Analisys)14 Cenni Introduttivi-Storici I driver del cambiamento, del contesto in cui operano gli Energy Manager, sono stati, nell ordine di apparizione: la liberalizzazione dei mercati dell energia elettrica e del gas (che ha reso l acquisto di questi vettori energetici un attività via via più complessa e legata a prodotti finanziari, almeno nelle grandi aziende), l aumento deciso dei prezzi del petrolio e, conseguentemente, del gas naturale, e la crisi economico-finanziaria finanziaria. Gli ultimi due aspetti hanno ovviamente riportato in primo piano il tema dell efficienza energetica, soprattutto nelle aziende di media e grande dimensione, a cominciare dagli energy intensive. Questo cambiamento è stato accompagnato sul fronte regolatorio da un progressivo stimolo europeo all efficienza energetica, alla riduzione delle emissioni e alle fonti rinnovabili, attraverso una serie di direttive mirate: 2002/91/CE, 2004/8/CE, 2006/32/CE, 2009/28/CE, 2009/29/CE, 2009/30/CE, 2010/31/UE e l ultima Contestualmente è stata avviata la riforma del settore delle professioni, che si esprime in buona parte delle direttive con riferimenti all opportunità che i Paesi membri dell Unione promuovano la qualificazione e la certificazione degli operatori di settore. (fonte: sito FIRE)..15 16 INDICE Cenni Introduttivi-Storici tti i i i Ruolo e Competenze dell'energy Manager Evoluzione Normativa Decisione 2002/358/CE, relativa all'approvazione, in nome della Comunità europea, del Protocollo di Kyoto Le norme del pacchetto Direttiva EESD 2006/32/CE e Dlgs 115/08 Certificazione energetica nell Edilizia e nell Industria. Confronto Evoluzione Organizzativa Da Energy Manager A Energy Management System UNI CEI ISO per la gestione dell efficienza energetica: Diagnosi energetica e operatività17 Decisione 2002/358/CE, relativa all'approvazione, in nome della Comunità europea, del Protocollo di Kyoto Il Programma europeo sul cambiamento del clima o in sigla ECCP (European Climate Change Programme) fu lanciato nel 2000 dalla commissione dell'unione Europea. L'obiettivo dell'eccp di identificare, sviluppare e implementare tutti gli elementi necessari di una strategia europea per implementare il Protocollo di Kyoto del 1997 Il Piano del commercio delle emissioni di gas dell'unione Europea (in inglese European Union Greenhouse Gas Emission Trading Scheme) o semplicemente EU ETS è forse il più significativo contributi dell'eccp e la EU ETS è il più grande piano di questo tipo al mondo. La Direttiva 2003/87/CE, indica i punti principali della regolamentazione ETS dell'ue e descrive il programma di scambio consentito dei gas a effetto serra (GHG). Autorizzazioni alle emissioni di gas sono concesse agli Stati membri dell'unione Europea. Al fine di garantire che ogni Paese si attenga alle quote consentite, gli Stati membri devono monitorare e comunicare i dati delle emissioni. La normativa europea in materia di monitoraggio e comunicazione delle emissioni, e della successiva verifica da parte di un ispettore autorizzato è adottata entro il 31 dicembre La Decisione della Commissione 2007/589/CE descrive le origini delle emissioni (da combustione o processo) e stabilisce un numero di definizioni e regole, tra cui: definizione di monitoraggio, verbalizzazione, calcoli da utilizzare dalla portata del flusso alle emissioni GHG, categorie di installazione,..18 QUADRO NORMATIVO (italiano?)19 20 Dir. 2002/91/CE Rendimento energetico degli edifici NAZIONALE DD. Lgs. 192/2005 e 311/2006: Rendimento energetico in edilizia DL 115/2008: Efficienza usi finali di energia (Dir 2006/32/CE) DPR 59/2009: Attuazione e verifiche per progetto DM 26/6/2009: Linee guida per la certificazione REGIONE PIEMONTE LR 13/2007: Rendimento energetico in edilizia DGR /2009: Disposizioni attuative DGR /2009: Impianti solari termici DGR /2009: Stralcio di piano DGR 12374/2009,11-330/2010: Modifiche UNI TS 1130021 Confronto Certificazione energetica nell edilizia e nell industria Quadro Normativo Cosa si certifica Oggetto di analisi Edilizia Regionale, Nazionale Europeo Immobile Edificio-Impianto Industria Regionale, Nazionale Europeo, Internazionale Sistema di Gestione dell Energia (*) Opifici - Flussi di vettori energetici i (*) e SGE Note In fase evolutiva (*) Un meto-do di lavoro (*) Realtà complessa Chi certifica Certificatore Energetico Organismi di Certificazione Ente Accreditato Attori/Risorse coinvolte Processo organizzativo Proprietario, Progettisti, Direzione Lavoro,., Amministratore Condominio Sopralluogo, elaborazione, raccomandazioni, i stesura e spedizione on line ACE Top Management, Energy Manager, Facilities & Oper. Mgr, Auditors int. & ext Baseline, Obtv, Audit interni (En. Mgr.) & esterni. Certificazione Ente Accredit Costi (appart. 100 mq, (Piccola e termoaut.-centraliz.) Media Impresa) Durata certificato Criticità 10 anni (salvo ristrutturazioni edificio e/o impianti) Banalizzazione 3anni, con Sorveglianza annuale Burocratizzazione Ruoli e Responsabilità frazionate Aspetti tecnici e relazionali Indicativi Rinnovo non automatico Potrebbero annul- lare i benefici22 QUADRO NORMATIVO23 INDICE Cenni Introduttivi-Storici tti i i i Ruolo e Competenze dell'energy Manager Evoluzione Normativa Decisione 2002/358/CE, relativa all'approvazione, in nome della Comunità europea, del Protocollo di Kyoto Le norme del pacchetto Direttiva EESD 2006/32/CE e Dlgs 115/08 Certificazione energetica nell Edilizia e nell Industria. Confronto Evoluzione Organizzativa Da Energy Manager A Energy Management System UNI CEI ISO per la gestione dell efficienza energetica: Diagnosi energetica e operatività24 25 Con il miglioramento continuo, richiesto dalla ISO 50001, anche il Risparmio i Energetico e l Efficienza i Energetica diventano Fonti di energia, talvolta immediatamente disponibili.26 27 28 UNI CEI TR 11428:201129 UNI CEI TR 11428:201130 31 32 33 34 35 Investimenti sui Generatori di calore In seguito a questo investimento quasi sempre gli impianti si trovano in condizioni non ottimali Impianti di distribuzione come anni sessanta Caldaie di produzione di calore HI TECH Gli interventi sugli impianti di distribuzione non sono semplici ed immediati. Gli impianti vanno adeguati quanto prima ai nuovi standard offerti dalle odierne tecnologia individuabili anche attraverso le nuove metodologie di analisi/studio36 37 Fonte:38 VI RINGRAZIO PER L ATTENZIONE. PER CHIARIMENTI ED APPROFONDIMENTI com Documenti analoghi
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