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Timestamp: 2019-08-21 12:40:43+00:00
Document Index: 29147278

Matched Legal Cases: ['art. 217', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 233', 'art. 21', 'art. 233', 'art. 232', 'art. 1341']

Facciamo il punto sulla fatturazione elettronica - Terzo Piano
Simone Lo Iacono 2013-04-22
Simone Lo Iacono · 22 aprile 2013
Un’attenta analisi sulla fatturazione elettronica per conoscere i suoi sviluppi. Terzo Piano vi racconta
Sono passati i primi mesi dal recepimento della direttiva 2010/45/UE (direttiva), facciamo il punto sulla fattura elettronica, così come recepita nell’ordinamento italiano, confrontandola con il dettato normativo comunitario. L’art. 217 della direttiva definisce la fattura elettronica «una fattura contenente le informazioni richieste dalla presente direttiva emessa e ricevuta in formato elettronico». L’art. 21, comma 1, D.P.R. n. 633/1972 così come novellato dall’art. 1, comma 325, lett. d), punto 1), legge n. 228/2012, definisce la fattura elettronica come «la fattura che è stata emessa e ricevuta in qualunque formato elettronico». L’utilizzo dell’aggettivo “qualunque” indicherebbe una piena libertà di utilizzo del formato elettronico ma tale libertà va in ogni
caso contemperata con il dettato dell’art. 233, paragrafo 1, primo periodo, della direttiva che stabilisce: «L’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità di una fattura, sia essa cartacea o elettronica, sono assicurate dal momento dell’emissione fino al termine del periodo di archiviazione della fattura». Ciò implica che, per tutto il periodo di conservazione della documentazione fiscale imposto dalla normativa interna, debbano essere assicurate:
•l’autenticità dell’origine, vale a dire la comprovazione dell’identità del fornitore, del prestatore o dell’emittente della fattura (definizione della direttiva); l’integrità del contenuto, vale a dire la mancanza di alterazioni del contenuto richiesto dalla direttiva (definizione della direttiva);
•la leggibilità, vale a dire, in mancanza di una definizione del legislatore comunitario, la possibilità di accesso al file originario, sua stampa e visualizzazione o lettura con strumenti informatici.
Quanto sopra esposto, recepito nel comma 3 del novellato art. 21 D.P.R. n. 633/1972, implica in automatico l’esclusione dalla definizione di “qualunque formato elettronico” di tutti i file modificabili e di quelli che non garantiscono la certezza d’identità dell’emittente. Infatti, la stessa direttiva, al paragrafo 2 dell’art. 233, indica come «esempi di tecnologie che assicurano l’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto di una fattura elettronica: a) la firma elettronica avanzata…;
b) la trasmissione elettronica dei dati (EDI)… qualora… preveda l’uso di procedure che garantiscano l’autenticità dell’origine e l’integrità dei dati». In base agli esempi indicati dal legislatore comunitario e al preambolo della direttiva, il formato elettronico della fattura, va inteso come qualunque formato elettronico che fornisca lo stesso risultato garantito dalle tecnologie esemplificate dalla direttiva. Si tratta in pratica di una norma che apre alla possibilità presente e
futura di sviluppo tecnologico in materia di formati elettronici e di sistemi alternativi di trasmissione di dati, considerandoli immediatamente idonei se conformi nei risultati a quanto stabilito. Occorre peraltro segnale che ad oggi il direttore dell’Agenzia delle Entrate non ha determinato con un provvedimento ad hoc modalità, contenuti e procedure telematiche della comunicazione della fattura elettronica. In attesa del provvedimento si potrà continuare a usare
senza problemi le modalità di fatturazione elettronica e di invio precedentemente ammesse.
Diverso requisito dall’identità dell’emittente appare l’autenticità dell’origine, l’integrità e la leggibilità del contenuto di una fattura sia cartacea che elettronica e che tale risultato può essere ottenuto tramite controlli di gestione «che creino una pista di controllo affidabile tra una fattura e una cessione di beni o una prestazione di servizi». Il riferimento ai processi di controllo di gestione è chiaro, ed attenzione al “può” che a nostro modesto avviso vuol dire aperture future a nuove modalità operative. In ogni caso si può ritenere che il collegamento “affidabile” fattura (elettronica o cartacea) – cessione/prestazione di servizi possa essere validamente rappresentato dalla documentazione immodificabile inerente ai vari passaggi commerciali (conferma d’ordine, contratto di fornitura, DdT, ordini di pagamento bancario, bolle doganali ecc.).
Elemento essenziale per l’utilizzo della fattura elettronica, ex art. 232 direttiva, è l’accordo con il destinatario. Il consiglio in tema è quello di richiedere preventiva conferma scritta alla controparte – in via cartacea, “pec” ovvero in forma di clausola contrattuale specificamente approvata ex art. 1341 cod. civ. sull’intenzione di utilizzo della fattura elettronica nei reciproci rapporti commerciali.
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