Source: https://ricercatoriprecari.wordpress.com/2007/11/20/speranze-per-gli-assegnisti-di-ricerca/
Timestamp: 2019-10-21 05:30:55+00:00
Document Index: 151804564

Matched Legal Cases: ['art.\n1', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 23', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 69', 'art.1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.93']

Speranze per gli Assegnisti di Ricerca | Rete Nazionale Ricercatori Precari
In quegli indici si è ritrovato immediatamente un gruppo di lavoratori
dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) che si è
messo in contatto con il nostro sindacato, dal quale ha ottenuto
attenzione e assistenza.
A distanza di poco più di due mesi, oggi 20 novembre, l’azione
dell’ufficio legale di Usi/RdB ha permesso a un primo gruppo di 10
lavoratori, con apposita conciliazione dinanzi alla Direzione
Provinciale del Lavoro di Roma, di ottenere un importantissimo
risultato: la commutazione giuridica dell’assegno di ricerca in
Un risultato che ha avuto come conseguenza immediata l’inserimento dei
lavoratori nell’elenco del personale stabilizzando ai sensi dell’art.
1, commi 519 e 520 della legge 296/2006.
Ancora una volta, Usi/RdB Ricerca ha dato dimostrazione, a differenza
di altre sigle, di essere dalla parte di chi, pur essendo un
lavoratore, non ha alcun diritto.
Neppure quello di votare per le Rsu.
Segreteria Nazionale USI/RdB Ricerca
Vicolo del Buon Consiglio 31
Tel./Fax 064819930 – 0669202080
sito web: http://www.usirdbricerca.it
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19 Responses to Speranze per gli Assegnisti di Ricerca
21 novembre 2007 alle 2:13 pm
Sono anni che lavoro all’ingv come assegnista, nessuno mi ha fatto sapere nulla di questa iniziativa. Ed ora vengo a sapere che dieci persone – chiamate ad una ad una – si ritrovano nella lista dei stabilizzabili mentre moltissime altre con gli stessi requisiti sono state escluse. Grazie
21 novembre 2007 alle 3:49 pm
Ciao lilly!Ho trovato qualcosa che potrebbe interessarti….Ti riporto il link:
http://www.flcgil.it/notizie/news/2007/novembre/ingv_l_ente_non_rispetta_la_legge_e_discrimina_tra_i_precari
21 novembre 2007 alle 7:16 pm
grazie, questa cosa mi rende veramente furiosa…
22 novembre 2007 alle 12:41 pm
Qui succede un casino, pare che i 10 che hanno vinto la conciliazione sono un primo gruppo di 30 presentati da USI/RDB col favore del presidente dell’ente. Pare che inizialmente si volesse tenere la cosa coperta ai 10, poi tutto è scappato di mano 🙂
All’ente sono giunte 60 domande sponsorizzate da singoli precari e da altri sindacati e pare che l’ente intenda conciliare con tutti. Pare che altri sindacati stiano cercando di far fare la conciliazione a tutti i precari
In questo caso ci troveremmo con un ente INGV dove tutti gli assegnisti sono equiparati (con sentenza del giudice?) a lavoratori subordinati …. e se tutti gli enti facessero la stessa cosa? e se lo facesse anche l’università?
Certo, che le cose all’INGV non sono chiare. Che succede se tutti gli assegnisti sono equiparati a TD, chi paga l’INPS? E se l’ente si ritrova senza soldi (il presidente dell’ente cambierà a gennaio lasciando una bella patata bollente al prossimo da venire) con quali soldi si rinnoveranno i contratti?
GUARDATE CHE QUELLO CHE STA SUCCEDENDO ALL’INGV HA UNA PORTATA ENORME…..
22 novembre 2007 alle 7:21 pm
Ecco un modello di istanza di conciliazione da modificare a seconda delle esigenze
FATE TUTTI ISTANZA DI CONCILIAZIONE, tutti i precari devono entrare nella lista degli stabilizzabili dell’INGV. Basta un qualsiasi avvocato, è solo un istanza di conciliazione e non una causa…..
Alla Direzione Provinciale del Lavoro di ____________________________________
All’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Via di Vigna Murata n. 605
Oggetto: richiesta tentativo obbligatorio di conciliazione ex artt. 65 e 66 d.lgs. n. 165/2001.
Il/la sottoscritto/a _____________________________________________________,
nato/a a ________ il __________, e residente in _______________________, per la presente procedura domiciliato in _________________________________________
presso lo studio dell’aw. _________________________________________________
1) l’istante dal _____________ e fino al __________ è ricercatore a tempo/assegnista (o altro)_____________ presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) _____________________________________________________________________;
2) che dal ____________ e fino al ____________, è stato titolare di assegno o altro _____________________________________________________________________;
che tali attività di ricerca sono state svolte dall’istante quotidianamente e presso la sezione Ingv di ____________________________________________________ dove:
1)	disponeva di una postazione di lavoro, di una linea telefonica dedicata e di un personal computer;
2)	assicurava una presenza costante sul posto di lavoro, svolgendo attività di ____________________________________________________________________;
3)	era inserito in una struttura dell’ente della quale fa parte personale ricercatore di ruolo alle cui disposizioni l’istante deve attenersi;
4)	aveva diritto a fruire della mensa aziendale (nel caso);
5)	concordava con l’ente il periodo feriale (nel caso);
6)	non era e non a titolare di alcuna attivita imprenditoriale;
– gli elementi su indicati, alla luce di costante giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione, fanno si che il rapporto di lavoro disciplinato dal citato assegno di ricerca debba essere considerato ex tunc di natura subordinata, in tutto assimilabile ai contratti ex art. 36 della L. n. 70 del 20.3.1975 o ex art. 23 del D.P.R. n. 171 del 12.2.1991, con ogni conseguenza di carattere giuridico e economico;
– in fase di conciliazione, l’istante si dichiara disponibile a rinunciare ad ogni pretesa economica derivante dalla trasformazione dell’assegno di ricerca in contratto di lavoro subordinato ex art. 36 L. 70/75 o 23 D.P.R. 171/91, per il periodo dalla data di decorrenza dell’assegno stesso fino at 28 febbraio 2006, previo riconoscimento giuridico del rapporto di lavoro subordinato per lo stesso periodo e con il consequenziale inserimento dell’istante medesimo, con i1 profilo professionale di ricercatore di III livello, nell’elenco del personale stabilizzando ex art. 1, comma 519 della legge 296/2006, per il quale inserimento, a suo tempo, ha gia presentato domanda all’Ingv.
il sottoscritto chiede, ai sensi e per gli effetti degli artt. 65 e 66 del digs. n. 165/01, esperirsi il tentativo obbligatorio di conciliazione in ordine alla richiesta di cui innanzi Ai sensi del comma 3 del citato art. 69/bis, delega quale rappresentante nel collegio di conciliazione l’aw. __________________, domiciliato in ______________________
22 novembre 2007 alle 7:54 pm
In relazione al comunicato FLC CGIL, riteniamo doveroso chiarire la realta’dei fatti, in quanto parte in causa.
I precari che hanno presentato istanza individuale di riconoscimento giuridico dei propri contratti di assegno di ricerca come periodo di lavoro subordinato ai fini della stabilizzazione sono 30 in tutto l’ente. I 10 della sede romana cui si fa riferimento sono stati semplicemente i primi ad essere convocati dalla competente Direzione Provinciale del Lavoro (DPL).
L’istanza e’stata necessariamente presentata a livello individuale a causa del palese disinteresse dei sindacati confederati nella tutela dei diritti di una parte del personale precario. La FLC CGIL stravolge la realtà dei fatti accusando l’Ente ed i precari interessati di aver commesso un illecito inesistente.
I precari che hanno presentato l’istanza di conciliazione erano nel pieno diritto di richiedere tale riconoscimento. Si sottolinea che non c’è stata alcuna selezione “atipica” tra precari, ma semplicemente si è autocostituito un gruppo, tra cui noi della sede romana, unito dalla possibilità, tramite tale operazione, di ottenere l’inserimento nell’elenco del personale stabilizzando ex art.1 commi 519-520 della legge 296/06, per il quale inserimento a suo tempo ha presentato domanda all’INGV.
Il percorso seguito è previsto dalla legge e l’effettivo rapporto di lavoro svolto dai precari interessati con contratto parasubordinato è stato riconosciuto dalla competente sede (DPL di Roma) come contenete tutte le caratteristiche giuridiche per tale riconoscimento.
La FLC CGIL dovrebbe invece riconoscere una propria mancanza, evitando di strumentalizzare l’accaduto in periodo pre-elettorale, denigrando tale successo.
L’INGV ha ritenuto opportuno conciliare la controversia al fine di di prevenire un contenzioso consistente e dispendioso nonchè dannoso per le attivita’dell’ente.
22 novembre 2007 alle 8:07 pm
scusate, il precedente era il comunicato rdb in risposta a questo della FLC
E’ di ieri la notizia che l’INGV ha scelto di riconoscere come destinatari della stabilizzazione 10 assegnisti di ricerca (su un totale di circa 60), considerando l’attività da loro svolta come attività di lavoro subordinato. Lo stesso ente nelle scorse settimane aveva respinto la richiesta avanzata dalla FLC di includere, come prevede la legge Finanziaria 2007, nel processo di stabilizzazione tutti coloro che avevano un contratto a tempo determinato. La FLC denuncia la grave discriminazione operata dall’INGV, sia nei confronti degli altri assegnisti, sia nei confronti dei tempi determinati e intende, per tale ragione, denunciare alla Magistratura il Presidente dell’INGV. La FLC, inoltre, continuerà la propria iniziativa, avviata con la campagna “Perché noi no?”, affinché nella Finanziaria 2008 la stabilizzazione sia estesa anche ai tanti precari assegnisti e co.co.co. in tutti gli enti di ricerca, senza alcuna discriminazione e siano previste risorse sufficienti per il raggiungimento di tale obiettivo.
22 novembre 2007 alle 8:12 pm
ecco la sdegnata risposta di enzo boschi (presidente INGV)
La FLC mi denuncia alla Magistratura perche l’INGV “non rispetta la legge e discrimina tra i precari”
L’INGV procede, come sempre, nel pieno rispetto della legge.
La “stabilizzazione” dei dieci assegnisti e solo un primo passo ed e avvenuta secondo le leggi vigenti sotto l’egida della Direzione Provinciale del Lavoro di Roma. Attendo la
convocazione delle Camere di Conciliazione delle altre sedi INGV per fare ulteriori passi. Tutto questo se sussisteranno i requisiti: tre anni di anzianita alla data del 29 settembre 2006.
Attendo la promulgazione della Finanziaria 2008 che, spero, mi consentira di andare
avanti. Tutto questo senza fare discriminazioni per difendere i diritti di ricercatori di alto livello che hanno contribuito e contribuiscono in maniera decisamente positiva allo sviluppo dell’INGV. Nel frattempo intendo denunciare la FLC per diffamazione aggravata.
22 novembre 2007 alle 8:14 pm
una lettera “inviperita” di un dirigente di ricerca….
“Credo sia necessario precisare che sono anche altri gli assegnisti di ricerca dell’INGV che soddisfano gli stessi requisiti dei 30 che hanno presentato domanda. Semplicemente, né i 30 né nessun altro, incluso l’USI/RdB, si è procurato di avvisarli dell’azione in corso.
Immagino che con la stessa dedizione, i sindacati si vogliano adesso fare carico di evitare una discriminazione ingiustificata”.
22 novembre 2007 alle 8:16 pm
infine (per ora) una lettera della UIL Pubblica Amministrazione ai dipendenti INGV
Ai dipendenti INGV
OGGETTO: conciliazione – assegni di ricerca
Siamo venuti a conoscenza del fatto che l’INGV avrebbe riconosciuto in sede di conciliazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro una sorta di “assimilazione” degli assegni di ricerca al tempo determinato seppur ai soli fini del riconoscimento del possesso del requisito utile per la stabilizzazione di cui al comma 520 della finanziaria 2007.
La conciliazione, nei termini in cui ci è stata rappresentata, è davvero peculiare.
Premettiamo infatti che il Presidente, ai sensi del D.Lg.vo 165/2001, non ha poteri in materia di gestione e quindi la materia sarebbe al di fuori di ciò che può concludere direttamente, come sembrerebbe abbia inteso fare.
Siamo però davvero curiosi di assistere al momento in cui il Direttore Generale, che è il vero “datore di lavoro” (nel senso che è lui quello che firma i contratti individuali) negli enti , dovrà concludere la procedura, apponendo la propria firma all’atto di assunzione derivante dalla conciliazione, seppur in un futuro che può essere più o meno lontano a seconda delle risorse e dei vincoli che rimarranno o salteranno.
Se la vicenda dell’INGV ha il senso di una “provocazione”, ben venga, nel senso che questa iniziativa ci aiuta a sostenere in Parlamento gli emendamenti che stiamo proponendo.
Se però si ipotizzasse che l’avvenuta conciliazione è concretamente esigibile, facciamo da subito i nostri migliori auguri al prossimo Direttore, che ne avrà certamente bisogno.
Al chi ha firmato la conciliazione, presidente e/o Dirigente che sia, ai quali confermiamo tutta la nostra simpatia e la nostra umana comprensione, speriamo che qualcuno spieghi che gli organi di controllo di legittimità e di spesa, come la Corte dei Conti e simili, non vanno tanto per il sottile allorquando devono rivalersi sui beni dei responsabili di eventuale danno, di cui detti responsabili rispondono in solido col proprio patrimonio personale.
E’ pur vero che nel caso l’ente avesse un “ripensamento” sulla conciliazione, a chiedere i danni potrebbero essere i lavoratori che hanno proposto la conciliazione, quindi c’è da valutare da chi aspettarsi una rivalsa…
In ogni caso, il nodo arriverà all’atto della firma del contratto di lavoro, visto che presumiamo non ci fossero problemi rispetto al rinnovo dell’assegno in quanto tale.
Siamo molto rammaricati dell’accaduto, perché anche questo è un modo per aumentare le aspettative e provare nuove strade per superare limiti rispetto ai quali sarebbe molto meglio lavorare sui percorsi di legittimità, senza cercare scorciatoie che hanno la sola certezza di porre i lavoratori uno contro l’altro.
22 novembre 2007 alle 10:23 pm
ecco un nuovo comunicato della FLC sulla questione INGV
Comunicato ai lavoratori INGV
Il 21 novembre, con un comunicato, la Segreteria nazionale della FLC Cgil ha denunciato la grave situazione di discriminazione operata dall’INGV nei confronti del personale precario di questo Ente.
Abbiamo parlato di discriminazione perché, quando non si garantiscono diritti previsti da una Direttiva dello Stato, si discriminano persone rispetto ad altre persone.
Onde consentire ad ognuno di poter valutare fino in fondo i fatti, intendiamo ricostruire la situazione perché questo incomprensibile atteggiamento negativo da parte dell’INGV giunge al termine di una vicenda che dura ormai da mesi.
L’INGV è l’unico Ente di Ricerca in Italia che – ad oggi – non applica integralmente la Direttiva del Dipartimento della Funzione Pubblica sui Tempi Determinati e che taglia fuori dai processi di stabilizzazione coloro che matureranno il triennio dopo il 1° gennaio 2007.
Ciò, nonostante ripetute ed insistenti richieste da parte della FLC Cgil tese ad acquisire una piena applicazione della normativa vigente.
E’ inaccettabile che mentre si concilia per gli assegnisti di ricerca non si applichino le norme per i TD costringendoli, così, a ricorrere al Giudice del Lavoro per tutelare diritti riconosciuti dal Governo ma non dalla Presidenza dell’Ente.
La FLC Cgil ha chiesto da tempo, e in più occasioni, all’Ente la convocazione del tavolo sindacale per affrontare i problemi di gestione delle stabilizzazioni.
Fino ad ora il confronto è stato ripetutamente negato.
Nel corso di un incontro sindacale, tenutosi nel lontano 2 luglio 2007, vennero affrontate le questioni relative alle stabilizzazioni. La FLC Cgil sostenne la necessità di coinvolgere nel processo di stabilizzazione tutti gli assegnisti di ricerca.
Inizialmente il Presidente si dichiarò d’accordo con questa ipotesi ma da allora la nostra richiesta non ha avuto seguito.
La FLC Cgil ha chiesto nella giornata di oggi, 22 novembre 2007, la stabilizzazione di tutti gli assegnisti di ricerca e rivendica una risposta positiva da parte dell’INGV.
Noi rivendichiamo la stabilizzazione di tutti e non solo di coloro che hanno tre anni.
A tal fine la FLC considera inaccettabile la giustificazione addotta dal Presidente, per coprire quella che si configura già come una retromarcia, per cui, per quanto riguarda le altre richieste di conciliazione degli assegnisti, dichiara di “attendere la promulgazione della finanziaria 2008 che, spero, mi consentirà di andare avanti”.
Siamo di fronte ad una situazione che si colloca fra il paradosso e l’inaccettabilità: da una parte l’Ente concilia sugli assegnisti ma dall’altra, lo stesso Ente, non mantiene corrette relazioni sindacali nelle sedi proprie e non applica le Direttive di Funzione Pubblica.
La Segreteria nazionale FLC Cgil considera grave questa situazione, ritiene che si stia consumando, per unica responsabilità dell’Ente, una discriminazione fra lavoratori e ha deciso di procedere in sede legale a denunciare il comportamento della Presidenza.
Abbiamo appreso in queste ore che il Presidente dell’INGV intende denunciare la FLC per “diffamazione aggravata”.
E’ una decisione che ci rende felici perché ci consentirà di rappresentare anche in altra sede, e a spese dell’Ente, le nostre buone ragioni.
23 novembre 2007 alle 12:59 pm
Per inserire la vicenda in un contesto piu’ ampio, vorrei porre alcune domande a chi e’ in grado di rispondermi:
1) Trattandosi di una conciliazione, sembrerebbe di capire che non ci siano conseguenze automatiche per gli assegnisti di ricerca al di fuori del INGV, cioe’ nessuno puo’ citare questo precedente. E’ corretto?
2) In ogni caso, se l’Ente ha conciliato, questo deve essere stato fatto per “evitare un contenzioso consistente” come affermato dal RdB. Il che significherebbe che l’INGV riteneva ci fosse il concreto rischio di pedere la causa. E questo implicherebbe che eventuali cause analoghe intentate dai precari di altri Enti dovrebbero avere concrete possibilità di successo. E’ corretto?
3) L’RdB intende favorire l’avvio di azioni legali in altre realtà?
l'informatore ha detto:
23 novembre 2007 alle 2:14 pm
Provo a rispondere sulla base degli elementi a mia disposizione
1. trattandosi di conciliazione non ci sono conseguenze automatiche, non c’è una sentenza del giudice ed anche in questo caso la sentenza varrebbe caso per caso e prima di fare “giurisprudenza” ce ne vorrebbe
2. per quello che ne so l’ente non avrebbe rischiato un contenzioso consistente, pare che la conciliazione sia stata resa possibile (ma non vorrei avere informazioni imprecise) dal fatto che a testimonianza del rapporto di lavoro subordinato “mascherato” ci sia stata la dichiarazione dello stesso presidente che avrebbe attestato di aver attivato come rapporto contrattuale gli assegni di ricerca in ragione delle finanze insufficienti per contratti a tempo determinato. Pare che questa dichiarazione valga solo per i primi 10 assegnisti…. E quindi da vedere cosa avverrà con i successivi 20 seguiti da RDB e da tutti gli altri che – saputo per vie traverse dell’operazione – si sono attivati per chiedere anche loro la conciliazione,
3. Se ci sono possibilità di successo altrove? ovunque si possano ottenere testimonianze sufficienti a mostrare che in realtà di è svolto un lavoro subordinato (e quindi a certificare la sussistenza di tutte le caratteristiche di questo lavoro, la subordinazione, la presenza nel luogo di lavoro ad orari fissi, l’utilizzo delle strutture….). Nel caso specifico dell’INGV abbiamo un datore di lavoro che certifica di aver fatto un abuso per poi conciliare…. caso estremamente specifico
4. non sono dell’RDB quindi non saprei se l’rdb è intenzionato a fare la stessa cosa altrove. Nel caso una preghiera, discutere della cosa con tutti i lavoratori precari PRIMA di prendere accordi con i presidenti degli enti…..
25 novembre 2007 alle 1:01 pm
Qualcuno può per favore chiarirmi un dubbio?
La finanziaria LEGGE 27 dicembre 2006 n. 296 circa i requisiti dei soggetti da stabilizzare riportava:
“519. Per l’anno 2007 una quota pari al 20 per cento del fondo di cui al comma 513 è destinata
alla stabilizzazione a domanda del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato
da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti
stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006 o che sia stato in servizio per almeno
tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della
presente legge, che ne faccia istanza, purché sia stato assunto mediante procedure selettive di
natura concorsuale o previste da norme di legge………”
Ora leggendo le modifiche su disposizioni in materia di pubblico impiego riportate da questo sito:
“5. Fermo restando che l’accesso ai ruoli della pubblica amministrazione è comunque subordinato all’espletamento di procedure selettive di natura concorsuale o previste da norme di legge e fatte salve le procedure di stabilizzazione di cui all’articolo 1, comma 519, della legge 27 dicembre 2007 n. 296, per gli anni 2008 e 2009:
a)	le amministrazioni dello stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie, incluse le agenzie fiscali di cui agli articoli 62, 63, 64 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, gli enti pubblici non economici e gli enti pubblici di cui all’articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono ammettere alla procedura di stabilizzazione di cui all’articolo 1, comma 526 della legge 27 dicembre 2007, n. 296, anche per il personale che consegua i requisiti di anzianità di servizio ivi previsti in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 28 settembre 2007.
b)	Le amministrazioni regionali e locali possono ammetterte alla procedura di stabilizzazione di cui all’articolo 1, comma 558 della legge 27 dicembre 2007, n. 296, anche il personale che consegua i requisiti di anzianità di servizio ivi previsti in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 28 settembre 2007.
Le date sono slittate dal 2006 al 2007 o si tratta di un errore visto che nel testo persino la legge è diventata la n. 296 del 27 dicembre 2007 anziché 2006?????
2006 non 2007 ha detto:
25 novembre 2007 alle 3:59 pm
Dove hai letto 2007?
Se c’è scritto è un refuso si tratta della scorsa finanziaria uscita nel 2006 e applicata nel 2007
26 novembre 2007 alle 6:10 pm
L’ho letto nelle modifiche all’art.93 sul documento .doc riportato in
https://ricercatoriprecari.wordpress.com/2007/11/15/ecco-gli-articoli-in-finanziaria-sul-precariato-votati-al-senato/
Cmq hai ragione….si tratta sicuramente di un errore!
5 dicembre 2007 alle 1:33 pm
quello che è successo all’INGV è applicabile alle Università? Ovvero, qualora agli assegnisti universitari venisse riconosciuto (in camera di conciliazione) il loro lavoro come subordinato, avrebbero poi diritto ad essere stabilizzati a norma della legge finanziaria e successiva direttiva della funzione pubblica? Alcuni (dirigenti universitari) sostengono che in ogni caso gli assegnisti universitari non possono essere stabilizzati perche’ le norme sopra citate lo impediscono
7 dicembre 2007 alle 1:07 pm
Mi chiedo la stessa cosa!Per chiarirci un pò le idee potrebbe essere interessante partecipare all’assemblea indetta da USIRDBricerca il 15 dicembre a Roma…..
21 dicembre 2011 alle 6:23 am
MI TROVO NELLA STESSA SITUAZIONE ,NON MI ANNO STABILIZATO,IL SINDACATO NEL MIO ENTE CORROTTO, LA CONCILIAZIONE OBBLIGATORIA L’ABBIAMO FATTO CON IL MIO LEGALE ,MA NON SI SONO PRESENTATI,IL GIUDICE ORDINARIO è STATO PLAGGIATO E MI FERMO QUI? EDESSO SIAMO IN APPELLO ,SONO FELICE DI AVERE TROVATO QUESTO VOSTRO DOCUMENTO SE POSSIBILE METTERCI IN CONTATTO PER GRANDE PERCORSO INSIEME A VOI GRAZIE ROCCO