Source: https://www.palmerini.net/blog/dallautonomia-di-veneto-e-lombardia-allautonomia-di-tutte-le-regioni-cioe-nessuna-autonomia/
Timestamp: 2019-06-26 20:21:30+00:00
Document Index: 109515243

Matched Legal Cases: ['art.116', 'sentenza ', 'art.26', 'art.116', 'art.116', 'e contrario', 'e contrario']

Dall’autonomia di Veneto e Lombardia all’autonomia di tutte le Regioni, cioè nessuna autonomia – L'opinione di Loris Palmerini
Attualità e storia del Popolo Veneto, Diritto, Lombardo-Veneto, Politica, Venetie	0
La Regione Umbria si appresta a seguire le orme dell’Emilia-Romagna per ottenere la gestione diretta di beni culturali e paesaggio, ambiente, governo del territorio, turismo, diritto allo studio, formazione ed istruzione, università, sviluppo economico, sanità e welfare.
Lo riporta l’assessore regionale alle riforme Antonio Bartolini dopo la discussione del Consiglio Regionale. Bartolini evidenzia inoltre che si vuole “portare avanti questo percorso e di condividerlo anche con le Regioni vicine all’Umbria, in particolare le Marche”.
La prima cosa che noto è che anche l’Umbria semplicemente con una delibera del Consiglio, sull’esempio dell’Emilia Romagna, chiedono al Governo il trasferimento della gestione di quelle li materie. Si può accertare che la cosa è perfettamente legale e risponde all’art.116 della Costituzione, che in realtà non chiede affatto un referendum ma solo il parere degli enti locali.
Il Veneto invece ha deliberato di fare un referendum, poi si sono persi anni in attesa di una sentenza della Corte Costituzionale che ne dichiarasse la legittimità perché si è mescolata la questione dell’Autonomia con quella dell’Indipendenza per la quale si sono pure raccolti inutilmente dei soldi. La Corte Costituzionale ha ovviamente ammesso il referendum per l’Autonomia perché rientrante nelle competenze regionali, bocciando invece quello sull’indipendenza perché vietato dal combinat dell’art.26 e 27 del nuovo Statuto Regionale del 2014 voluto da Zaia. Infatti il precedente statuto del 1971 non impediva affatto il referendum per l’indipendenza. Per la cronaca già nel 2013 avevo detto in TV che il referendum per l’indipendenza sarebbe stato bocciato, la Corte Costituzionale sembra aver copiato da quel mio intervento e dal libro che ci avevo scritto ancora prima.
La domanda è: perché in Lombardia e Veneto si sono persi anni per svolgere un non necessario referendum costati per altro decine di milioni di euro?
Zaia ha sostenuto che questo gli ha dato il mandato politico, ma in realtà ce l’aveva già dalle elezioni e poteva procedere da subito con le richieste, come dimostrano Emilia Romagna ed Umbria.
Si sono persi anni e molti soldi.
Ma a guardar bene, dato che questo trasferimento era possibile già nel 2001 o nel 2002 all’entrata in vigore della Costituzione riformata, per quale ragione le Regioni non hanno chiesto nulla nei quindici (15) anni successivi?
Almeno si spera che questa “autonomia” serva a qualcosa, ed io invece temo e dico che probabilmente non servirà a nulla, e spiego perché.
Intendiamoci: ho detto a tutti di andare a votare per il referendum, e di insistere nel chiedere l’autonomia, di non dare alibi a questi che promettono la “salvezza” con questa “autonomia” ma che in realtà temo non ci sarà alcuna vera autonomia nel significato che si da a questa parole, ed ecco perché.
Mi pare evidente che se questa “Autonomia” corrispondesse effettivamente a qualche “risparmio” per i cittadini, per esempio meno tasse, per conseguenza qualcosa a qualcun altro si andrebbe a togliere, e questo non è possibile perché di fatto governa la Sicilia che è il pozzo nero dello spreco.
Ho recentemente letto che perfino la Provincia di Bolzano è oggi contribuente attivo dello Stato, cioè ci rimette qualcosa a stare nella Repubblica. Ci hanno fatto uno studio sopra, e ci guadagnerebbero abbastanza dal divenire del tutto indipendenti come un Lussemburgo.
Ma comunque mi pare evidente che se questa “Autonomia” che si promette corrisponderà effettivamente a qualche “risparmio” per i cittadini, si dovrebbero andare a togliere qualcosa a qualcun altro essendoci meno introiti dello Stato.
Invece non sarà così, il modello di attuazione semplicemente prevede che la Regione svolgerà alcune funzioni al posto dello Stato, il quale ha già detto che se la cosa farà risparmiare qualche euro essi dovranno essere lasciati nelle sue casse. Non è vera autonomia quella dell’art.116 Cost, si tratta di “delega” di materie, che resteranno formalmente dello Stato ma che le farà gestire alle Regioni come una specie di appaltatore esterno, verosimilmente al meccanismo delle coop che si vedono lavorare negli ospedali.
Morale, non si avrà alcun risparmio fiscale dei cittadini, ossia meno tasse, si avranno solo dei risparmi per lo Stato che lascerà ancora più soldi ai Ministeri, i quali almeno per un certo tempo non dovranno nemmeno più lavorare o darsi da fare per far girare bene le cose, ma si limiteranno a vigilare sull’operato delle Regioni.
So che sentire tutto questo non piace, ma io non devo candidarmi ed illudere la gente per estorcere il voto, e qualcuno dirà che dico queste cose sola ora perché la Regione Veneto ha fatto cancellare delinquenzialmente la legge che dava ai Veneti i diritti di nazione minore, ma la verità è che queste cose le ho già dette anche prima del Referendum, pur dicendo a tutti di andare a votare per non dare alibi, ed in attesa dello smascheramento dei politici regionali attuali. Per altro, i diritti di nazione minore ai Veneti spettano comunque per la legge del 1994, il fatto che ugualmente non li rispettano dimostra la colonizzazione e discriminazione che noi Veneti subiamo.
Torno alla tema. Emilia-Romagna e Umbria otterranno le “Autonomie” richieste fra quelle previste dall’art.116 Cost. senza fare un referendum, e poi a seguire Marche ed altre Regioni; è evidente che se tutte le Regioni diventano “autonome” nel senso che i loro cittadini pagano meno tasse, lo Stato sballerebbe i conti ed il vincolo di pareggio, non riuscirebbe più a ripagare il debito pubblico, e andrebbe in default, quindi queste autonomie non potranno portare ad un risparmio fiscale dei cittadini.
Detto in altre parole, questa rincorsa all’autonomia di tutte le Regioni farà si ce l’autonomia non corrisponderà a nulla sul piano del risparmio dei cittadini.
Certamente ci saranno minori spese per lo Stato che però finirà come al solito per usare i risparmi per sovvenzionare i soliti meccanismi politici e mafiosi.
Certamente ci saranno bilanci più gonfi e più lavori da gestire per i politici italiani, e sappiamo che le Regioni non brillano nemmeno loro per trasparenza e assenza di corruzione.
E il cittadino intanto per un po’ di anni continuerà a dare il voto a quelli che hanno proposto questa finta autonomia, ma oramai lo fanno anche le regioni con elettorato di sinistra. D’altra parte il tema dell’Autonomia non è già più dominate nella Lega di Salvini, che non è la Lega Nord, è un partito di centro-destra nazionalista e unitarista, ovviamente contrario all’indipendenza dei Veneti o di qualunque altra nazione, come per altro anche contrario al riconoscimento dei loro diritti umani di minoranza nazionale. Mi spiace per i leghisti che si trovano ora di fronte alla realtà che io in effetti denuncio almeno dal 2006 ai tempi della truffa della Devolution, che toglieva competenze alle Regioni.
Resta comunque la domanda: perché si sono persi anni e milioni di Euro per fare un referendum che non era necessario ? Perché non si è cominciato il percorso per l’Autonomia nel 2002 appena era possibile ?
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