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Timestamp: 2015-08-28 14:42:30+00:00
Document Index: 104189189

Matched Legal Cases: ['art. 99', 'art. 1', 'art. 42', 'art. 44', 'art. 99', 'art.1', 'art. 95', 'art.121', 'art. 7', 'art. 74', 'art. 5', 'art.\n15', 'art. 3']

R.R. Puglia 18 aprile 2012 n. 8 |
R.R. Puglia 18 aprile 2012 n. 8
martedì 8 maggio, 2012
Con il Regolamento 18 aprile 2012 n. 8 in rassegna, nel B.U.R. 20 aprile 2012 n. 58, la Regione Puglia emana, ai sensi dell’art. 99, co. 2, D. Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 (che demanda alla regioni, nel rispetto dei principi della legislazione statale, di adottare norme e misure volte a favorire il riciclo dell’acqua e il riutilizzo delle acque reflue depurate), in attuazione del D.M. Ambiente 12 giugno 2003 n. 185 (recante norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue) e in adempimento dell’art. 1, co. 1, lett. b), L.R. Puglia 21 ottobre 2008 n. 27, norme e misure volte a favorire il riciclo dell’acqua e il riutilizzo di acque reflue depurate.
Il Regolamento consta di 24 articoli, suddivisi su sei Capi.
Capo II PIANO DI GESTIONE DEL SISTEMA DI RIUTILIZZO DELLE ACQUE REFLUE RECUPERATE Capo III RIUTILIZZO DELLE ACQUE REFLUE RECUPERATE Capo IV CONCESSIONI, AUTORIZZAZIONI E CONTROLLI
Capo V ATTUAZIONE DEI PIANI DI GESTIONE Capo VI NORME TRANSITORIE E FINALI
Di seguito riportiamo il testo del R.R. Puglia 18 aprile 2012 n. 8.
Visto l’art. 42, comma 2, lett.c) L. R. 2 maggio 2004, n. 7 “Statuto della Regione Puglia”;
Visto l’art. 44, comma 3, L. R. 12 maggio 2004, n.7 “Statuto della Regione Puglia”;
Vista la Delibera di Giunta Regionale n.729 del 16 aprile 2012 di adozione del Regolamento;
1. Il presente Regolamento, ai sensi dell’art. 99, comma 2, del D Lgs. n. 152/06, in attuazione del Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 185 del 12 giugno 2003 (nel seguito D.M. 185/03) ed in adempimento a quanto previsto dalla Legge Regionale n. 27 del 21 ottobre 2008, all’art.1, comma 1, lett. b), detta norme e misure volte a favorire il riciclo dell’acqua e il riutilizzo di acque reflue depurate.
2. La tutela quantitativa delle risorse idriche, ai sensi dell’art. 95, comma 1, del D.lgs. n. 152/06, “concorre al raggiungimento degli obiettivi di qualità attraverso una pianificazione delle utilizzazioni delle acque volta ad evitare ripercussioni sulla qualità delle stesse e a consentire un consumo idrico sostenibile”.
3. Il presente Regolamento contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di qualità tramite le misure di intervento individuate dal Piano regionale di Tutela delle Acque (nel seguito PTA), previsto nell’art.121 del D.lgs. n. 152/06. Si tratta di misure volte a:
a) tutela qualitativa e quantitativa delle risorse idriche;
b) riduzione dei prelievi dalle acque superficiali e sotterranee;
c) riduzione degli impatti sui corpi idrici recettori.
4. Il trattamento depurativo (affinamento) che rende le acque idonee al riutilizzo è una misura che, garantendo la disponibilità di una risorsa alternativa, può contribuire al raggiungimento degli obiettivi di cui al precedente comma 3 lettere b) e c). Ove detta misura sia individuata dal PTA come necessaria al perseguimento degli obiettivi di qualità ambientale, ai sensi della Legge Regionale n. 28/1999, così come modificata dalla Legge Regionale n. 27/2008, il servizio di affinamento costituisce parte integrante del Servizio Idrico Integrato (nel seguito SII).
5. Il PTA della Regione Puglia definisce un primo elenco degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane destinabili al riutilizzo; si tratta di impianti già esistenti, in fase di realizzazione od adeguamento e di impianti oggetto di proposta di realizzazione, secondo quanto previsto nel programma di misure dello stesso PTA. Per ciascuno di detti impianti il PTA indica la valenza del recupero e riutilizzo ai fini del perseguimento di obiettivi di qualità ambientale. E’ da considerarsi prioritario l’avvio all’esercizio degli impianti già esistenti.
6. Gli impianti elencati nel PTA, unitamente a quelli successivamente progettati o realizzati al medesimo scopo, devono rispettare quanto previsto dal D.M. 185/03 ed eventuali successive modificazioni ed integrazioni, nonché le disposizioni del presente Regolamento. Gli impianti destinati al “riutilizzo ambientale” di cui al successivo art. 7, in termini di limiti di emissione allo scarico, devono rispettare quanto previsto nel PTA e successivi aggiornamenti.
1. Ai fini del presente Regolamento, ad integrazione di quanto riportato nell’art. 74 del D.lgs. n. 152/06, si intende per:
a) recupero: riqualificazione di un’acqua reflua, mediante adeguato trattamento depurativo (affinamento) finalizzato a renderla adatta alla distribuzione per specifici riutilizzi;
b) impianto di recupero: le strutture (stazioni) destinate al trattamento depurativo di cui alla lettera a), incluse le eventuali strutture di equalizzazione e di accumulo delle acque reflue recuperate presenti all’interno dell’impianto, prima dell’immissione nella rete di distribuzione delle acque reflue recuperate;
c) rete di distribuzione: le strutture destinate all’erogazione delle acque reflue recuperate, incluse le eventuali strutture per la equalizzazione e accumulo dei reflui recuperati, diverse da quelle di cui alla lettera b) e le eventuali stazioni per l’ulteriore trattamento, site all’esterno dell’impianto di recupero;
d) riutilizzo: impiego di acqua reflua recuperata di determinata qualità per specifica destinazione d’uso, per mezzo di una rete di distribuzione, in parziale o totale sostituzione di acqua superficiale o sotterranea o derivante da rete idrica di approvvigionamento di acqua potabile;
e) Piano di Gestione: documento di gestione del singolo sistema atto al recupero e riutilizzo delle acque reflue e comprensivo di impianto di affinamento, condutture, vasche di raccolta delle acque affinate, sistema di collettamento e distribuzione delle acque da riutilizzare.
(Politiche e strumenti per la promozione e l’incentivazione del riutilizzo)
1. La Regione Puglia, sentiti i soggetti istituzionali competenti, attiva politiche di sostegno finalizzate alla promozione ed attuazione del riutilizzo delle acque reflue recuperate sul territorio regionale.
2. Gli atti di indirizzo e le politiche di sostegno avranno come obiettivi e misure:
a) apportare vantaggi diretti in termini di risparmio quantitativo ed indiretti in termini di minor impatto qualitativo dei reflui comunque rilasciati nell’ambiente;
b) migliorare l’equilibrio del sistema idrico;
c) attivare azioni e contributi per l’informazione e la formazione finalizzate:
1) al corretto uso della risorsa;
2) alla sensibilizzazione dell’utenza al risparmio attraverso la pratica del riuso, sottolineando le ricadute positive di tale pratica, anche mediante la promozione di azioni dimostrative e l’organizzazione di forum estesi a tutte le parti sociali ed ai soggetti a vario titolo interessati;
d) attivare contributi finanziari per la realizzazione delle opere necessarie al riutilizzo;
e) promuovere accordi di programma tra la Regione ed i Gestori degli impianti di recupero delle acque reflue ed i Gestori delle reti di distribuzione, al fine di prevedere agevolazioni ed incentivazioni al riutilizzo del refluo depurato attraverso:
1) contributi finanziari per l’elaborazione dei Piani di Gestione;
2) incentivi e agevolazioni tariffarie a sostegno dell’utilizzo del refluo depurato nei casi in cui è prioritario l’obiettivo del risparmio idrico;
3) contributi al soggetto gestore della rete di distribuzione; 4) contributi al soggetto gestore dell’impianto di recupero.
PIANO DI GESTIONE DEL SISTEMA DI RIUTILIZZO DELLE ACQUE REFLUE RECUPERATE
(Predisposizione del Piano di Gestione)
1. Per singoli impianti di depurazione o gruppi di impianti di depurazione, con carico superiore a 2000 Abitanti Equivalenti (AE), per i quali la Regione abbia stabilito il recupero della risorsa idrica previa verifica della fattibilità tecnico-economica, il riutilizzo delle acque reflue è attuato attraverso la predisposizione di un “Piano di Gestione del sistema di riutilizzo delle acque reflue recuperate” (di seguito Piano di Gestione).
2. La redazione del Piano di Gestione è a cura:
a) della Regione, per il tramite di un’apposita Struttura istituita presso il Servizio preposto alla attuazione degli obbiettivi e delle misure del PTA, nel caso di impianti per i quali il PTA e successivi aggiornamenti riconoscano nel riutilizzo una specifica valenza ai fini del perseguimento di obiettivi di qualità ambientale (parte integrante del SII), ad eccezione degli impianti di cui alla successiva lettera b);
b) del Soggetto gestore dell’area interessata, se presente, o della Regione per il tramite degli Enti strumentali, nei casi di riutilizzo ambientale;
c) dei soggetti gestori degli impianti di recupero in tutti gli altri casi.
3. Nel caso di cui alla lettera a) del precedente comma 2, la Regione, nella redazione del Piano di Gestione, assicura il coinvolgimento e coordinamento degli Enti Locali territorialmente competenti, dei Consorzi e delle categorie a vario titolo interessate al riutilizzo, i quali garantiscono la trasmissione dei dati e delle informazioni necessarie alla redazione ed all’eventuale aggiornamento del Piano di Gestione, come previsto nell’Allegato 7 al presente Regolamento.
4. Nei casi di cui ai punti b) e c) del precedente comma 2:
a) il soggetto preposto alla redazione del Piano di Gestione lo trasmette alla Regione, completo in ogni sua parte secondo le indicazioni di cui al successivo art. 5, in forma cartacea e su supporto informatico;
b) il Piano di Gestione è approvato dalla Regione Puglia entro i tre mesi successivi alla sua trasmissione.
5. Il Piano di Gestione è trasmesso dalla Regione Puglia alla Autorità competente per territorio al rilascio di concessioni di derivazione di acque pubbliche, ai fini di quanto previsto all’art.
15 del presente Regolamento, ed alla Autorità di Bacino della Puglia al fine di trarne le informazioni necessarie a rimodulare, qualora necessario, i termini del bilancio idrico regionale.
6. Per gli impianti non indicati dal PTA, i soggetti interessati al recupero comunicano alla Regione Puglia il proprio intendimento all’effettuazione del riutilizzo.
7. La comunicazione di cui al precedente comma 6 è accompagnata:
a) da una relazione di sintesi, a firma di un tecnico abilitato, che descriva le modalità operative del riutilizzo, indicando le caratteristiche tecniche dell’impianto e di tutte le opere accessorie (impianto di sollevamento, vasche di equalizzazione e accumulo, collettamenti e rete di distribuzione), ed il previsto piano di monitoraggio;
b) dal quadro economico dell’intervento e da una valutazione costi-benefici a garanzia della sostenibilità dell’intervento stesso.
8. La Regione Puglia si esprime, sulla proposta contenuta nella comunicazione di cui al comma 6, in linea con le politiche e gli indirizzi di riutilizzo delle acque reflue di cui al precedente art. 3, entro i successivi tre mesi. 9. La comunicazione e la documentazione previste nei precedenti commi 6 e 7 sono contestualmente trasmesse alle Autorità competenti ad esprimersi sull’assoggettabilità dell’intervento alle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale e Valutazione di Incidenza.
10. Le Autorità in questione si esprimono entro gli stessi termini previsti dal comma 8.
11. Acquisito il parere conforme della Regione e delle Autorità di cui al comma 10, il Soggetto preposto provvede alla redazione del Piano di Gestione.