Source: http://www.arpa.puglia.it/web/guest/dichiarazionipcb
Timestamp: 2018-12-18 18:12:01+00:00
Document Index: 146124229

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 18', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'arte 2', 'art. 18', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 18', 'art. 3']

ARPA Puglia - Dichiarazion Detentori PCB
Temi Ambientali » Rifiuti » Dichiarazion Detentori PCB
Soggetti obbligati alla comunicazione di detenzione
Flusso informativo dell'inventario PCB
Metodiche analitiche di riferimento
Decontaminazione e/o smaltimento
Ai sensi dell’art. 1 del D. Lgs. 209/99 per PCB si intendono:
il monometiltetraclorodifenilmetano, il monometildiclorodifenilmetano, monometildibromodi-fenilmetano;
ogni miscela che presenti una concentrazione complessiva di qualsiasi delle suddette sostanze superiore allo 0,005% in peso.
I PCB sono classificati come sostanze pericolose e in quanto caratterizzate da una forte persistenza nell’ambiente a causa della loro bioaccumulabilità lungo la catena alimentare.
La sintesi dei PCB, come prodotto commerciale, partiva dal petrolio o dal catrame: da questi si estraeva il benzene, da cui veniva sintetizzato il bifenile. Quest'ultimo veniva sottoposto ad un processo di clorurazione per la sostituzione degli atomi di idrogeno con gli atomi di cloro in presenza di un idoneo catalizzatore ad alte temperature.
Chimicamente molto stabili, poco volatili e poco biodegradabili, i PCB sono solubili in solventi organici ed in idrocarburi e in questa forma si possono spandere su grandi superfici formando film sottilissimi.
Le caratteristiche di stabilità spiegano il loro utilizzo, in modo particolare, come fluidi dielettrici isolanti all’interno di trasformatori, condensatori ed altre apparecchiature elettriche.
A seguito della scoperta dell’elevata pericolosità dei PCB, il loro utilizzo sia puro, sia in liquidi a base di miscele di PCB si è notevolmente ridotto fin dagli anni ’70, grazie agli sforzi di conversione delle industrie produttrici ed ai limiti imposti dagli organismi legislativi: le uniche applicazioni tollerate fino al 2010 sono quelle correlate ai sistemi chiusi, soprattutto come fluidi dielettrici all’interno dei trasformatori e condensatori (fonte APAT).
Sono soggetti all’obbligo di presentazione della dichiarazione biennale alla Sezione regionale del Catasto Rifiuti c/o ARPA Puglia i detentori di apparecchi contenenti olio dielettrico in quantità superiore a 5 dm3 (5 litri), inclusi i condensatori di potenza per i quali il limite di 5 dm3 (5 litri) è inteso come il totale dei singoli elementi di un insieme composito.
L’art. 18 della legge 18 aprile 2005, n. 62 (Comunitaria 2004) prevede che lo smaltimento degli apparecchi contenenti PCB soggetti ad inventario e dei PCB in essi contenuti sia effettuato nel rispetto del seguente programma temporale:
la dismissione di almeno il 50% degli apparecchi detenuti alla data del 31 dicembre 2002 avviene entro il 31 dicembre 2005;
la dismissione di almeno il 70% degli apparecchi detenuti alla data del 31 dicembre 2002 avviene entro il 31 dicembre 2007;
la dismissione di tutti gli apparecchi detenuti alla data del 31 dicembre 2002 avviene entro il 31 dicembre 2009;
i trasformatori che contengono fluidi con una percentuale di PCB compresa tra lo 0,05% e lo 0,005% in peso possono essere smaltiti al fine della loro esistenza operativa nel rispetto delle condizioni stabilite dall’art. 5, comma 4, del D. Lgs. n. 209 del 1999.
I detentori di PCB usati ovvero di apparecchi contenenti PCB per un volume superiore a 5 dm3 (litri), inclusi i condensatori di potenza per i quali il limite di 5 dm3 è inteso come il totale dei singoli elementi di un insieme composito, devono comunicare le informazioni richieste dall’art. 3 del D.Lgs. 209/99 utilizzando il format introdotto dall’ALLEGATO 1 del D.M. 11/10/01.
La comunicazione va effettuata entro il 31 dicembre 2000 e, successivamente, con,cadenza biennale, e comunque entro 10 giorni dal verificarsi di un qualsiasi cambiamento del numero di apparecchi contenenti PCB o delle quantità detenute, alla c.a. dott.ssa Adriana Primicino c/o ARPA PUGLIA, Sezione Regionale del Catasto rifiuti c/o Direzione Scientifica, corso Trieste 27 - 70126 Bari, riportando sulla busta la dicitura “Comunicazione PCB”.
Le comunicazioni obbligatorie devono essere integrate con l’indicazione del programma temporale di dismissione di cui al comma 1 della Legge Comunitaria 2004 medesima, nonché con l’indicazione dell’intero percorso di smaltimento degli apparecchi contenenti PCB e dei PCB in essi contenuti.
A tal fine oltre al modulo decontaminazione/smaltimento dell'Allegato 1 al DM 11/01/01 (ALLEGATO 1), dovranno essere riportati i dati anagragici di tutte le ditte coinvolte nelle fasi di smaltimento. Pertanto, nel caso di conferimento degli apparecchi contaminati da PCB e dei PCB in essi contenuti a soggetti autorizzati alle operazioni di raggruppamento, ricondizionamento e deposito preliminare di rifiuti, indicate rispettivamente ai punti D13, D14, D15 dell'allegato B del D.Lgs. 152/06, dovranno essere dichiarati sia i dati relativi a tali soggetti, che quelli dell'impianto che effettua le operazioni di smaltimento finale dei rifiuti.
L’art. 3 del D.M. 11/10/01 stabilisce che le determinazioni analitiche del contenuto di PCB debbano essere effettuate utilizzando le seguenti metodiche di riferimento:
a) la norma europea EN 12766-1 "Determinazione dei PCB e prodotti correlati - Separazione e determinazione di cogeneri dei PCB mediante gascromatografia (GC) con rivelatore a cattura di elettroni (ECD)" e la proposta di norma europea prEN 12766-2 "Determinazione dei PCB e prodotti correlati - Parte 2: Calcolo del contenuto di policlorobifenili", per la determinazione del contenuto di PCB nei prodotti derivati dal petrolio e negli oli usati;
b) la norma IEC 61619 "Liquidi isolanti - Contaminazione da policlorobifenili (PCB) - Metodo di determinazione mediante gascromatografia con colonna capillare" per la determinazione del contenuto di PCB nei liquidi isolanti.
Si sottolinea che nel caso di apparecchi sigillati occorre far riferimento ai dati forniti dal costruttore.
L’art. 18, comma 3, del D. Lgs. 18 aprile 2005 n. 62 stabilisce che i soggetti autorizzati ai sensi del D. Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 allo stoccaggio ed al trattamento di rifiuti costituiti da apparecchi contenenti PCB e dai PCB in essi contenuti avviino - pena il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria - allo smaltimento finale detti rifiuti entro 6 mesi dalla data del loro conferimento. Si noti che il D.Lgs. 22/97 è stato abrogato dal D.Lgs. 152/06, il quale però riprende il medesimo dettato del decreto Ronchi in materia di policlorobifenili.
Si riporta nel seguito l’elenco degli impianti di trattamento/smaltimento utilizzati dai detentori pugliesi di apparecchi contenenti PCB, estrapolato dalle dichiarazioni obbligatorie pervenute al 31/12/04 alla Sezione regionale del Catasto rifiuti presso l’ARPA Puglia.
VIA BIANDRATE, 39
VIA UGGIANO, 63/B
VIA CASSOLI, 18
VIA LAURISIA, 21
VIA AURELIA km 135 - LOCALITA' LA TORBA
I quesiti che seguono sono stati selezionati tra quelli pubblicati sul sito dell’ARPA Veneto (www.arpa.veneto.it), in quanto rispondenti alle domande più frequenti pervenute fino ad oggi alla Sezione Pugliese del Catasto Rifiuti.
Come comportarsi se si ritiene di non rientrare nell’obbligo di comunicazione, ma non si è in grado di provarlo con certezza (eventualmente con un’analisi)?
Si consiglia di presentare ugualmente la comunicazione entro la scadenza prevista, nel caso si supponga di rientrare tra i soggetti obbligati. Successivamente, nel caso l’esito delle analisi non coincida con la concentrazione dichiarata, si effettuerà, entro 10 giorni, una comunicazione integrativa di modifica. Questo comportamento evita la sanzione e permette alla Sezione regionale del Catasto Rifiuti di ottenere un Inventario PCB che sia aggiornato ed attendibile.
La comunicazione alla Provincia di utilizzo dei trasformatori contenenti PCB in attesa della decontaminazione o dello smaltimento va inviata anche alla Sezione regionale del Catasto Rifiuti?
La comunicazione ex art. 5, comma 4, del D. Lgs. 209/99 va spedita alla Provincia e non alla Sezione Regionale del Catasto Rifiuti.
Si sottolinea che i trasformatori non possono essere utilizzati in assenza di tale comunicazione.
E’ obbligatorio indicare la data di effettuazione della denuncia prevista dall’art. 5, commi 1 e 3, del D.P.R. 216/88 nella scheda “Apparecchiature/contenitori” di cui all’Allegato 1 D.M. 11/10/01?
La mancata presentazione della comunicazione di cui dall’art. 5, commi 1 e 3, del D.P.R. 24/05/1988, n. 216 non è oggi più sanzionabile per effetto dell’intervenuta prescrizione.
Di conseguenza, la comunicazione è correttamente eseguita anche non riportando alcun estremo di precedenti comunicazioni che per l’appunto non sono state effettuate (sarebbe invece una violazione della norma compilare tale parte, ovviamente con una data non veritiera, simulando una, in realtà non esistente, precedente comunicazione).
Quali sanzioni prevede la normativa vigente in tema di apparecchi con PCB?
L’art. 10, comma 1, del D. Lgs. n. 209/99 stabilisce che i detentori di apparecchi contenti PCB che non effettuano, o effettuano in modo incompleto o inesatto, la comunicazione sono puniti con la sanzione amministrativa da 5 a 30 milioni.
L’art. 18, comma 5, della L. 62/05 punisce il mancato smaltimento finale delle apparecchiature contaminate da PCB nel tempi previsti dal comma 3 della medesima legge con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 5.000 a € 50.000.
Dove si possono trovare le indicazioni sulla concentrazione di PCB nel fluido contenuto nell’apparecchiatura (trasformatore, condensatore, ecc.) per sapere se si deve presentare la comunicazione di cui all’art. 3 del D. Lgs. n. 209/99?
A norma di legge il costruttore deve fornire con l’apparecchiatura la documentazione che attesti la presenza di PCB dal luglio 1988 in quantità inferiore a 100 ppm e, dal 28 settembre 1994, di 50 pp