Source: http://centroservizionline.net/news/riassunto-interpelli-2013-ministero-del-lavoro-e-delle-politiche-sociali/
Timestamp: 2018-05-21 01:19:46+00:00
Document Index: 171471939

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 230', 'art. 21', 'art. 37', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 62', 'art. 6', 'art. 51']

Riassunto Interpelli 2013 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro - Grosseto
La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva ha pubblicato 8 Interpelli in data 24 Ottobre 2013 (dal n. 8/2013 al n. 15/2013) rispondendo ai seguenti quesiti: Visita medica preventiva Lavoratori riassunti dopo breve periodo - Imprese familiari - Requisiti Docenti e Soggetti Formatori per Corsi Addetti Antincendio - Livello di Rischio Formazione Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 - Obbligatorietà del DVR e rispetto Allegato IV per le strutture penitenziarie - Formazione Lavoratori a domicilio - Limiti di utilizzo delle procedure standardizzate – Applicazione Legge Divieto di Fumo alle Sigarette Elettroniche.
GLI INTERPELLI IN BREVE
INTERPELLO n. 8/2013 del 24 Ottobre 2013 - Visita Medica Preventiva in caso di riassunzione del lavoratore dopo breve periodo di cessazione del rapporto di lavoro.
Nel caso di assunzioni successive di uno stesso lavoratore, qualora lo stesso lavoratore sia impiegato in mansioni che lo espongono allo stesso rischio nel corso del periodo di validità della visita preventiva o della visita periodica (art. 41, comma 2 D. Lgs. 81/08) e comunque per un periodo non superiore a un anno, il Datore di Lavoro NON è tenuto a effettuare una nuova visita preventiva, in quanto la situazione sanitaria del Lavoratore risulta conosciuta dal Medico Competente.
INTERPELLO n. 9/2013 del 24 Ottobre 2013 - Imprese Familiari.
E' possibile costituire, ai senso dell'art. 230bis del Codice Civile, un'impresa familiare senza la necessità di uno specifico atto notarile. E' opportuno sottolineare che ai fini dell'applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, alle imprese familiari si applica l'art. 21 del D. Lgs. 81/08 e smi.
INTERPELLO n. 10/2013 del 24 Ottobre 2013 - Formazione degli Addetti alla Gestione delle Emergenze per la Prevenzione Incendi, DM 10/03/98.
Il DM 10/03/98 (attualmente in corso di revisione) NON prevede né requisiti specifici né titoli ai fini dell'idoneità del Soggetto Formatore per gli Addetti all'Emergenza. I soggetti formatori devono possedere competenza nella materia antincendio. In risposta alla domanda si ritiene che gli ingegneri, abilitati ai sensi di Legge n. 818/84, possano svolgere i corsi per addetti all'emergenza e, quindi, rilasciare i relativi attestati di frequenza. Tali attestati sono ritenuti validi ai fini della formazione prevista dall'art. 37, comma 9del D. Lgs. 81/08 e smi.
Inoltre si sottolinea come, per le aziende indivisuate dall'allegato X del DM 10/03/98 "i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze", debbano conseguire "l'attestato di idoneità tecnica di cui all'articolo 3 della legge 28 novembre 1996, n. 609".
INTERPELLO n. 11/2013 del 24 Ottobre 2013 - Formazione Lavoratori Accordo Stato Regioni 21 Dicembre 2011.
Alla luce delle vigenti disposizioni normative e in particolare sulla base di quanto indicato nell' Accordo Stato Regioni del 21/12/2011 (Formazione dei Lavoratori) e nell'Accordo Stato Regioni del 25/07/2012 (Linee Guide Applicative e Integrative dell'Accordo Stato Regioni del 21/12/2011), il quale chiarisce che la classificazione dei lavoratori, "può essere fatta anche tenendo conto delle attività concretamente svolte dai soggetti medesimi, avendo a riferimento quanto nella valutazione dei rischi", si afferma che la Formazione - che deve essere "sufficiente e adeguata" - va riferita all'effettiva mansione svolta dal lavoratore, considerata in sede di valutazione dei rischi; pertanto la durata del corso può prescindere dal Codice Ateco di appartenenza.
INTERPELLO n. 12/2013 del 24 Ottobre 2013 - Obbligatorietà DVR e Applicazione Allegato IV, punto 1.3.6 del D. Lgs. 81/08 nelle Strutture e Servizi Penitenziari e Armadi per il vestiario a favore del personale di Polizia Penitenziaria.
In attesa dell'emanazione di appositi decreti attuativi, come previsto dall'art. 3, comma 2 del D. Lgs. 81/08si forniscono le seguenti indicazioni:
- in merito all'obbligatorietà del DVR, si sottolinea che l'art. 3 di cui sopra non elimina l'obbligo, per il datore di lavoro, della valutazione dei rischi, ma prevede che il datore di lavoro debba tener conto, nella elaborazione del DVR, delle esigenze particolari individuate negli artt. 1 e 2 del DM 388/1997 (ovvero di tutte quelle esigenze strutturali e organizzative al fine di evitare pericoli di fuga, aggressioni, ecc.)
- in merito alle problematiche di sicurezza delle superfici vetrate, non essendoci altri riferimenti normativi a tal proposito, si applica quanto previsto dall'allegato IV, punto 1.3.6 del D. Lgs. 81/08
- in merito alla predisposizione di spogliatoi e armadi per il vestiario a favore del personale di Polizia Penitenziaria, si applica l'allegato IV punto 1.12 del D. Lgs. 81/08 le cui previsioni andranno attuate secondo le risultanze della valutazione dei rischi
INTERPELLO n. 13/2013 del 24 Ottobre 2013 - Obbligo di Formazione, Informazione e Addestramento per i Lavoratori a Domicilio.
Il Datore di Lavoro è tenuto a fornire un'adeguata Informazione e Formazione nel rispetto di quanto previsto dall'Accordo Stato Regioni del 21/12/2011, ma NON anche quella specifica per il Primo Soccorso e Antincendio.
Si sottolinea inoltre che il Domicilio NON è considerato luogo di lavoro, ai sensi dell'art. 62 del D. Lgs. 81/08.
INTERPELLO n. 14/2013 del 24 Ottobre 2013 - Limiti di Utilizzo delle Procedure Standardizzate per la Valutazione dei Rischi.
Si ribadisce che (con particolare riferimento al rischio chimico e biologico), quando a seguito della valutazione dei rischi si evidenzia che in azienda non si svolgono attività che espongono i lavoratori al rischio chimico (Risultato della valutazione: "basso per la sicurezza e irrilevante per la salute") né al rischio biologico (Risultato della valutazione: non evidenzia rischi per la salute dei lavoratori), il datore di lavoro di un'impresa che occupa fino a 50 lavoratori può adottare le Procedure Standardizzate di cui all'art. 6, comma 8, lettera f, del D. Lgs. 81/08.
INTERPELLO n. 15/2013 del 24 Ottobre 2013 - Estensione della Normativa sul Divieto di Fumo (Legge n. 3/2003) anche alle cosiddette Sigarette Elettroniche.
In analogia all'orientamento europeo esistente - richiamato anche dal parere n. 34955/CSC6 del 26/09/2012 dell'Istituto Superiore di Sanità - di considerare le sigarette elettroniche fuori dal campo di applicazione della Direttiva 2001/37/CE in materia di tabacco - in quanto non contenenti tabacco - si ritiene che, in mancanza di una specifica previsione normativa, NON sia applicabile alle sigarette elettroniche il Divieto di Fumo previsto dall'art. 51 della Legge n. 3/2003 a tutela della salute dei non fumatori.
In ragione delle caratteristiche e dei componenti della varie tipologie di cartucce in commercio, ferma restando la possibilità da parte del Datore di Lavoro, nell'ambito della propria organizzazione, di vietare l'uso delle sigarette elettroniche in azienda, ne potrà essere consentito l'utilizzo solo previa valutazione dei rischi, ai sensi delle disposizioni vigenti. La suddetta valutazione dovrà tener conto del rischio cui l'utilizzazione della sigaretta elettronica possa esporre i lavoratori, in ragione delle sostanze che possono essere inalate, a seguito del processo di vaporizzazione (nicotina e sostanze associate).