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Timestamp: 2019-09-17 02:35:43+00:00
Document Index: 42187938

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 4', 'art 6', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 34', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 11', 'art.12', 'art. 13', 'art 15', 'art. 6', 'art.290', 'art. 18', 'art. 19', 'art.13', 'art. 11', 'art. 24', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 28', 'art. 24', 'art. 40', 'art. 25', 'art. 18', 'art. 26', 'art. 18', 'art 28', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 29', 'art, 3', 'art. 3', 'art. 31', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 36', 'art.38', 'art. 24', 'art. 39', 'art.26', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 42', 'art. 46', 'art.50', 'art. 37', 'art.52', 'art. 55', 'art.57', 'art. 3']

Ministero dell'Interno: Circolare del 23/12/1999
n. 300/C/227729/12/207/1^ Div.
e, p.c.: Al Sig. Commissario dello stato per la regione siciliana Palermo
Al Sig. Rappresentante del Governo della regione sarda Cagliari
Al Sig. Commissario del Governo della regione Friuli-Venezia Giulia Trieste
Ai Sigg. Commissari del Governo nelle Regioni a Statuto Ordinario Loro Sedi
OGGETTO: D.P.R. 31 agosto 1999 n~394 - Regolamento di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero.
Tale atto di normazione secondaria rappresenta il completamento del nuovo assetto normativo in materia di immigrazione iniziato con la legge 6 marzo 1998, n. 40, e perfezionatosi con i successivi provvedimenti legislativi:
il Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero" emanato con decreto legislativo 25.7.1998 n. 286 che, in attuazione deIl'art. 47 della legge n. 40/98, ha riunito e coordinato la stessa legge n. 40/98 con le disposizioni già in vigore prima dell'emanazione della nuova normativa ed i decreti legislativi "correttivi" 19ottobre 1998 n. 380 e 13 aprile 1999, n. 113.
In particolare, l'art. 1 concerne le procedure di verifica della condizione di reciprocità nei confronti delle persone fisiche straniere, precisando che le stesse vanno effettuate nei soli casi previsti dal Testo Unico e dalle Convenzioni internazionali. Le Amministrazioni interessate interpelleranno, a tal fine, il Ministero degli Affari Esteri.
L'art. 2 ammette al beneficio dell'autocertificazione, secondo le modalità di cui agli artt. 2 e 4 della legge 4 gennaio 1968. n. 15, gli stranieri regolarmente soggiornanti, limitatamente agli stati, fatti e qualità personali certificabili o attestabili da parte di soggetti pubblici o privati italiani.
La norma integra. quindi, quanto all'ambito soggettivo, riguardando lo straniero in regola con il soggiorno. il disposto dell'art. 5. comma 2, del D.P.R. 20 ottobre 1998, n. 403. che fa riferimento agli extracomunitari residenti secondo le norme del regolamento anagrafico.
A tale proposito, nel richiamare le direttive impartite con circolare n. 300/C/226952/12/135 del 22 giugno 1999. si ribadisce la necessità di consentire il ricorso alle dichiarazioni sostitutive nei limiti oggettivi previsti tanto dall'art. 5. comma 2, del richiamato D.P.R. 403/98. Si sottolinea, peraltro, che l'articolo in esame fa salve, espressamente, le disposizioni del Testo Unico o del Regolamento che prevedono l'esibizione o la produzione di specifici documenti.
Quanto all'art. 3, si segnalano, per gli aspetti applicativi di interesse, le disposizioni relative alla comunicazione allo straniero dei provvedimenti di competenza dell'Autorità di pubblica sicurezza:
siffatta comunicazione deve essere effettuata mediante consegna a mani proprie o notificazione con modalità tali da assicurare la riservatezza del contenuto dell'atto.
Relativamente all'art. 4, va sottolineato che il dovere di comunicazione all'Autorità consolare dei fatti riguardanti lo straniero deve essere inquadrato in un contesto normativo che, mentre tiene conto, da una parte, delle esigenze di funzionalità dell'istituto consolare, considera anche, dall'altra, quelle di riservatezza dell'interessato e la sua incomprimibile facoltà di rinunciare alla protezione consolare, soprattutto quando dalla comunicazione dei fatti che lo riguardano possono derivare conseguenze gravemente pregiudizievoli.
Il particolare rilievo dato dalla legge al diritto all'unità familiare trova conferma, relativamente al visto per ricongiungimento nell'art 6, volto a conferire uniformità alla gestione dei relativi procedimenti.
Poichè il predetto articolo ripropone, per la parte di interesse, la procedura attualmente in vigore. si rimanda alle direttive impartite con circolare a. 559/443/227729/12/207 del 20 marzo 1998.
L'art. 7 disciplina, in attuazione dell'art. 4, comma 7. del Testo Unico, i controlli all'atto dell'ingresso dello straniero nel territorio dello Stato.
Relativamente al reingresso, il comma 2 dello stesso art. 8 contiene un'ulteriore semplificazione oltre a quella già prevista dall'art. 4, comma 2, del Testo Unico: la semplice esibizione del permesso di soggiorno in corso di validità, unitamente al passaporto o ad altro documento equipollente.
In relazione all'art. 9 si segnala la previsione del comma 7, che collega strettamente al rilascio del permesso di soggiorno gli adempimenti relativi all'iscrizione al Servizio sanitario nazionale, nell'evidente intento di evitare l'inosservanza dei doveri espressamente prescritti dall'art. 34 del Testo Unico.
Allo stesso fine, il comma 3 dell'art. 11, espressamente prevede che la documentazione attestante l'assolvimento dei cennati obblighi deve essere esibita al momento del ritiro del permesso di soggiorno.
Di particolare interesse sono, inoltre, le disposizioni dell'art. 10, relative alle speciali modalità di rilascio dei permessi di soggiorno brevi o presso convivenze civili, religiose o sanitarie.
In linea generale, per i soggiorni non superiori a trenta giorni viene previsto che la scheda rilasciata per ricevuta della richiesta tiene luogo del permesso di soggiorno anche agli effetti di cui al comma 3 dell'art. 6 del Testo Unico.
L'art. 11, al comma 2, prevede l'istituzione di un nuovo modello di permesso di soggiorno, in conformità all'Azione Comune 97/11/GAI del Consiglio dell'Unione Europea del 16dicembre 1996, in fase di definizione.
Di conseguenza, le predette Rappresentanze invitano gli stranieri a munirsi di certificazioni rilasciate dalle proprie Autorità, attestanti la data di nascita completa, o, comunque, di documentazione prodotta secondo quanto disposto dall'art. 2 comma 2 del Regolamento.
Nello stesso art. 11, comma 1, lettera c), è previsto, tra l'altro, il rilascio di un permesso di soggiorno per acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide a favore dello straniero, già in possesso di un titolo di soggiorno per altri motivi per la durata del procedimento di concessione o di riconoscimento.
L'art.12 disciplina le conseguenze derivanti dal rifiuto del permesso di soggiorno e le modalità di rimpatrio fuori dai casi in cui si deve procedere all'espulsione.
Per quanto concerne il rifiuto del permesso di soggiorno, nel richiamare quanto già previsto nella circolare n. 300/C/227729/12/207/l^ Div. del 28 ottobre c.a., si ribadisce che nel provvedimento negativo dovrà essere menzionato il termine non superiore a quindici giorni lavorativi, entro il quale lo straniero dovrà presentarsi al posto di polizia di frontiera, che andrà specificatamente indicato, per allontanarsi volontariamente dal territorio dello Stato con l'avvertenza che, in mancanza si procederà all'applicazione dell'espulsione con intimazione prevista dall'art. 13 del D.Lg.vo 286/98.
Gli Uffici di frontiera dovranno quindi, verificare l'avvenuto allontanamento, dandone tempestiva comunicazione alle Questure competenti:
nel caso in cui tale esodo non sia avvenuto, la stessa Questura dovrà provvedere all'immediato inserimento nel CED della segnalazione di rintraccio, al fine dell'adozione del provvedimento di espulsione con intimazione che dovrà essere emanato dal Prefetto del luogo ove lo straniero verrà fermato.
L'art 15, concernente le iscrizioni anagrafiche, aggiorna le norme del relativo regolamento (D.P.R. 30 maggio 1989, n.223) allo scopo di rapportare la "parita' di trattamento" con il cittadino italiano - sancita dall'art. 6, comma 7, del Testo Unico - alla specifica condizione - anch'essa revista dalla norma - che si tratti di straniero ,"regolarmente soggiornante".
In merito agli articoli 16 e 17, mentre il primo indica dettagliatamente le modalità di presentazione della richiesta della carta di soggiorno (per la quale continuerà ad essere utilizzato il modello già in uso per la richiesta del permesso di soggiorno, in attesa dell'emanazione del previsto decreto) nonchè la documentazione da esibire a sostegno della stessa, il secondo dispone in ordine al rilascio e al rinnovo.
Il documento può anche essere utilizzato per l'identificazione personale:
da qui la necessità di provvedere all'aggiornamento dei dati e al rinnovo della fotografia nei termini previsti dall'art.290, comma 4, del Regolamento di esecuzione del TULPS (approvato con R.D. 6 maggio 1940, n.635).
In attesa che sia formalmente adottato il modello di carta di soggiorno, si ritiene che possa essere utilizzato l'attuale modello di permesso di soggiorno, apportando i seguenti adattamenti:
applicazione, innanzi tutto, sotto o a fianco della intestazione "Permesso di soggiorno" della dicitura "Valido come carta di soggiorno", contrassegnata da apposito timbro a secco, e inserimento, alla voce "scadenza", dell'espressione "a tempo indeterminato".
D'altra parte, l'intervento regolamentare è stato reso ulteriormente superfluo a seguito delle innovazioni introdotte, in tema di ricorsi avverso i provvedimenti di espulsione, dal decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 113.
Si segnala, tuttavia, la previsione dell'art. 18, comma 2 secondo cui il Prefetto può presentare le proprie osservazioni, entro cinque giorni dalla notifica del ricorso.
Al riguardo, appare opportuno rammentare che il 2 giugno scorso è entrata in vigore la riforma del giudice unico di primo grado di cui al decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, che sulla base dei criteri tracciati nella legge delega 16 luglio 1997, n. 254, ha accorpato le preture nei tribunali, fissando nuove regole sulla competenza.
Il successivo art. 19, nel prevedere che il divieto di rientro dello straniero espulso, stabilito dall'art.13 comma 14 del T.U., decorre dalla data di esecuzione dell'espulsione stessa, ha accolto l'interpretazione già adottata da questo Dipartimento subito dopo l'entrata in vigore della legge 40/98.
Nel Capo IV sono riunite le norme regolamentari occorrenti per il funzionamento dei servizi di accoglienza di cui all'art. 11, comma 6, del Testo Unico (art. 24) per l'attuazione dei servizi di protezione sociale di cui al successivo art. 18, (artt. 25 e 26 e 27), nonchè per il rilascio di specifici permessi di soggiorno ai soggetti inespellibili di cui all'art. 19 del medesimo Testo Unico. (art. 28).
Per quanto concerne l'art. 24, si evidenzia che le modalità di espletamento dei servizi di prima accoglienza saranno definite con provvedimento del Ministro dell'interno, di intesa con il Ministro per la Solidarietà Sociale.
In casi di particolare necessità ed urgenza, qualora i citati servizi non siano stati attivati o siano insufficienti, è previsto il ricorso all'ente locale per l'eventuale accoglienza in un centro istituito a norma dell'art. 40 T.U..
In particolare, l'art. 25 sottopone le attività qui di interesse all'azione di indirizzo, controllo e programmazione degli interventi, di una apposita Commissione interministeriale per l'attuazione dell'art. 18 del Testo Unico, mentre l'art. 26 definisce il quadro normativo occorrente per la stipula delle convenzioni con l'ente locale e per la verifica dei programmi di assistenza e protezione sociale.
Si aggiunge che, in sede di replica alle osservazioni della Corte dei Conti sulla norma regolamentare qui in esame, il Governo ha precisato che "resta fermo … che il Questore, una volta ricevuta la richiesta da parte delle Associazioni ex art. 18 T.U., è comunque tenuto, in quanto pubblico ufficiale, a comunicare la "notitia criminis" e quindi a trasmettere alla Procura della Repubblica gli atti per quanto di competenza, consentendo, quindi, all'Autorità Giudiziaria di manifestare il proprio parere…".
L'art 28 stabilisce, infine, le tipologie di permessi di soggiorno da rilasciare agli stranieri per i quali sono vietati l'espulsione o il respingimento, cosi' come previsto dall'art. 19 del T.U..
Per quanto concerne, infine, il rilascio dei permessi di soggiorno per motivi umanitari si ritiene che, a parte specifiche indicazioni dell'Autorità di Governo, tale fattispecie possa ricorrere nei casi in cui la Commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato, pur ritenendo che non ricorrano tutte le condizioni richieste per il riconoscimento in parola, ritenga nondimeno di segnalare alla Questura competente l'opportunità di rilasciare allo straniero un permesso di soggiorno per motivi umanitari per le motivazioni di cui all'art. 5 comma 6 del T.U..
Il Regolamento in oggetto ribadisce, all'art. 29, il principio secondo cui l'ingresso per lavoro, subordinato, anche stagionale, o autonomo, è autorizzato in base alle quote predefinite con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all'art, 3, comma 4, del Testo Unico, che caratterizza e qualifica la nuova normativa sull'immigrazione, volta a realizzare una politica di ingressi legali, limitati, programmati e regolati.
Con le norme regolamentari si è avuto cura di adottare ogni possibile accorgimento per una rilevazione attenta delle autorizzazioni al lavoro, allo scopo di calibrare esattamente le autorizzazioni e gli ingressi nell'ambito dei limiti qualitativi e quantitativi stabiliti con i decreti di cui al citato art. 3 del T.U..
Allo stesso fine l'art. 31 ribadisce la necessità che sull'autorizzazione al lavoro venga apposto il nulla osta dalla Questura competente per il luogo in cui lo straniero dovrà soggiornare.
L'articolo in esame disciplina nel dettaglio le modalità di apposizione del citato nulla osta prevedendo che tale adempimento venga effettuato dalle Questure entro 20 giorni dal ricevimento dell'istanza previa verifica di requisiti indicati nella stessa norma sia per quanto riguarda l'ingresso dello straniero in Italia (comma 2) che l'affidabilità morale del datore di lavoro (comma 3).
I successivi artt. 32 e 33 prevedono le modalità di compilazione di aggiornamento e di tenuta delle liste degli stranieri che chiedono di lavorare in Italia ai sensi dell'art. 21 comma 5 del T.U.
Particolare rilevanza rivestono gli artt. 34, 35 e 36 che danno attuazione all'art. 23 del T.U. il quale ha radicalmente innovato la disciplina in materia di avviamento al lavoro dei cittadini extracomunitari prevedendo una nuova modalità di incontro della domanda e dell'offerta di lavoro, mediante l'ingresso del lavoratore straniero per ricerca di lavoro. Tale ingresso è consentito, com'è noto, nei limiti della quota prevista, previa garanzia di sostentamento e cura da parte di soggetti che hanno sede o residenza in Italia, che non si qualificano necessariamente come datori di lavoro.
Il Regolamento ha previsto specifiche cautele per la prestazione delle garanzie di cui al citato art. 23 del T.U. .
In forza di tale espresso rinvio al più agile strumento del decreto presidenziale, la norma del regolamento (art. 35,comma 5) nulla aggiunge alla previsione legislativa se non il rinvio (art. 35, comma 6) ai requisiti richiesti in via generale dall'art. 5 per il rilascio dei visti di ingresso Assume, in proposito, particolare rilievo la già illustrata disposizione dell'art. 5. comma 6. lettera c), relativa alla disponibilità dei mezzi di sussistenza, rimessa, come si è detto, alla definizione mediante direttiva del Ministro dell'Interno.
Nel corso dell'anno di validità del suddetto titolo di soggiorno lo straniero regolarmente assunto per un'attività lavorativa potra' richiedere alla Questura competente il rilascio di un permesso di soggiorno per lavoro ai sensi dell'art. 5, comma 3, del T.U., di durata conforme a quanto previsto dal comma 3 lett. a) e b) dell'art. 36 qui in esame.
Di conseguenza, lo straniero che, alla scadenza del permesso di soggiorno per inserimento nel mercato di lavoro non abbia chiesto e ottenuto il permesso di soggiorno per lavoro, dovrà lasciare il territorio nazionale.
L'accesso al lavoro stagionale è disciplinato dall'art.38 il quale, oltre a prevedere le modalità per il rilascio della specifica autorizzazione al lavoro, chiarisce, al comma 7, quali siano le condizioni per attuare il principio fissato dall'art. 24, comma 4. del T.U. stabilendo che la conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale in soggiorno per lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato, può essere effettuata a favore del lavoratore stagionale che abbia già svolto un'attività stagionale in Italia e che, dopo aver fatto rientro nel proprio Stato di origine, sia tornato nel nostro Paese per un ulteriore periodo di lavoro stagionale.
Quanto al lavoro autonomo, l'art. 39 contiene le norme di attuazione dell'art.26 del T.U..
Tale dichiarazione andrà integrata con l'apposizione di un nulla osta da parte della Questura competente che verificherà se sussistono elementi ostativi all'ingresso in Italia dello straniero ai sensi dell'art. 4, comma 6, del T.U..
Particolarmente rilevante è la disposizione contenuta al comma 7 che prevede la possibilità di convertire il permesso di soggiorno diverso da quello che consente l'esercizio di un'attività lavorativa, in permesso di soggiorno per lavoro autonomo purchè venga presentata la documentazione prevista e la richiesta rientri nelle quote di ingresso per lavoro autonomo determinate a norma dell'art. 3. comma 4. del T.U..
Riferimenti artt. 34, 35 e 36 del T.U..
Con riguardo alla necessità di connettere l'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale alla regolarita' del soggiorno l'art. 42 contiene, al comma 4, le disposizioni occorrenti per procedere in caso di scadenza o revoca del permesso di soggiorno o di espulsione, alla cancellazione dell'elenco degli assistibili della competente A.S.L..
L'art. 46 conceme, invece, l'accesso alle università.
Di particolare rilievo è l'art.50, concernente l'istituzione dell'elenco speciale per gli esercenti le professioni sanitarie, primo strumento di attuazione dell'art. 37, comma 1, del Testo Unico, nonchè il riconoscimento dei titoli, anche universitari, occorrenti per l'esercizio delle professioni sanitarie nell'ambito del Servizio sanitario nazionale.
L'art.52 prevede l'istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli Affari Sociali di un unico registro dove sono iscritte: le associazioni che svolgono attività per favorire l'integrazione sociale degli stranieri;
gli enti e le associazioni ammesse a prestare garanzia per l'ingresso dello straniero ai fini dell'inserimento nel mercato del lavoro;
i soggetti che prestano assistenza agli stranieri che si sottraggono allo sfruttamento delle organizzazioni criminali.
Il registro è diviso in tre sezioni, secondo le diverse finalità indicate degli articoli 42, 23 e 18 del Testo Unico.
L'art. 55 disciplina il funzionamento della Consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie da istituirsi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri presso il Dipartimento per gli Affari Sociali.
Di particolare rilievo è l'art.57, concernente l'istituzione dei Consigli territoriali per l'immigrazione, di livello provinciale a norma dell'art. 3, comma 6 del Testo Unico.
Si prevede, in proposito, che la ripartizione venga effettuata con Decreto del Ministro per la Solidarietà Sociale, di concerto con i Ministri interessati, destinando l'80% delle risorse al cofinanziamento di interventi regionali ed il 20% ad interventi di competenza delle Amministrazioni Statali.