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Timestamp: 2018-11-16 22:29:25+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 39', 'art. 2', 'art. 1350', 'art. 2643', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 86', 'art. 5', 'art. 1']

Novità fiscali del 29 aprile 2009: fatture con IVA per cassa: l’agevolazione decorre dal 28/4/2009; elenchi del 5 per mille; costituzione diritto di superficie senza iva; deduzione contributi previdenziali da parte dell'erede; bonus famiglie: ecco i codici del modello F24 | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 29 aprile 2009: fatture con IVA per cassa: l’agevolazione decorre dal 28/4/2009; elenchi del 5 per mille; costituzione diritto di superficie senza iva; deduzione contributi previdenziali da parte dell'erede; bonus famiglie: ecco i codici del modello F24
1) Fatture con Iva per cassa: l’agevolazione decorre dal 28.04.2009
2) Interessi passivi: Deduzione dal reddito d’impresa
3) Cinque per mille 2009: elenchi consultabili sul sito delle Entrate
4) Diritto di superficie su terreno non edificabile senza Iva: installazione di impianti fotovoltaici
5) Niente agevolazioni Iva per le prestazioni di servizi dei lavori per i restauri e il recupero di aree e manufatti archeologici
6) Possibile la deduzione dei contributi previdenziali dovuti dal contribuente defunto e versati dal coniuge superstite
7) Bonus straordinario famiglie: Istituiti i codici tributo da utilizzare nel modello F24
8) Credito d’imposta per l’adozione degli impianti di sicurezza: Terminati i fondi
9) Locazioni: Indice ISTAT marzo 2009
1) Fatture con Iva per cassa: pubblicato in G.U. il decreto, l’agevolazione decorre dal 28.04.2009
Dal 28 aprile 2009 i contribuenti possono emettere le fatture con la dicitura “fattura con Iva ad esigibilità differita ai sensi dell’art. 7 del Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2”.
Le disposizioni del Decreto del 26.03.209, pubblicato sulla G.U. n. 96 del 27.04.2009 si applicano alle operazioni effettuate a decorrere dal 28.04.2009 (giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale).
Le operazioni con Iva ad esigibilità differita concorrono a formare il volume d’affari del cedente o prestatore nell’anno in cui l’operazione viene effettuata.
Le medesime operazioni vanno poi considerate nella liquidazione periodica del mese o trimestre nel corso del quale viene incassato il corrispettivo (ovvero scade il termine di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione).
Rientrano nell’ambito applicativo della norma le operazioni effettuate nei confronti degli enti non commerciali che operano nell’esercizio di attività d’impresa, ancorché i beni e i servizi acquistati siano destinati ad essere promiscuamente adibiti all’esercizio di attività d’impresa e di attività non commerciali (C.M. N. 8/E, punto 6.8, del 13.03.2009).
La formulazione dell’art. 7, comma 1, del D.L. n. 185/2008, riferita alle operazioni effettuate nei confronti di soggetti che agiscono nell’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, comporta l’esigibilità dell’IVA al momento del pagamento del corrispettivo anche qualora il cessionario del bene o il committente del servizio sia un ente non commerciale che agisce nell’esercizio di impresa.
Gli enti non commerciali che svolgono attività d’impresa possono, tuttavia, operare acquisti di beni e servizi da destinare promiscuamente all’attività d’impresa e all’attività non commerciale.
Esigibilità “per cassa” e pagamenti frazionati
Sulla questione di come vadano applicate le disposizioni dell’art. 7, del D.L. n. 185/2008, nel caso in cui, a fronte di un’unica fattura, vengano effettuati pagamenti frazionati, con la citata circolare, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il suddetto art. 7 ha esteso le disposizioni sull’esigibilità differita dell’Iva contenute nell’art. 6, comma 5, secondo periodo, del D.P.R. n. 633/1972, anche alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuati nei confronti di cessionari o committenti che agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione, da parte dei soggetti che realizzano un determinato volume d’affari, adesso definito con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 26.03.2009.
Ne consegue che i predetti soggetti possono differire l’esigibilità dell’imposta al momento del pagamento del corrispettivo e, comunque, non oltre un anno dall’effettuazione dell’operazione imponibile, salvo l’ipotesi in cui, prima del termine annuale, i cessionari o committenti siano stati assoggettati a procedura concorsuale o esecutiva.
Come già chiarito con la risoluzione 5 marzo 2002, n. 75/E, nei casi di IVA ad esigibilità differita, il pagamento del corrispettivo determina l’esigibilità dell’imposta, con la conseguenza che, in ipotesi di pagamento, anche parziale, l’esigibilità si verifica pro-quota al momento di ciascun pagamento e la relativa imposta va computata nella liquidazione del periodo in cui è avvenuto il pagamento stesso.
A loro volta i cessionari/committenti possono esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta soltanto relativamente alla quota effettivamente corrisposta ai cedenti/prestatori.
Iva per cassa: Riepilogo della nuova disciplina
– Imprese e professionisti che nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore a € 200.000;
– in caso di inizio attività, imprese e professionisti che prevedono di realizzare un volume d’affari non superiore a € 200.000.
– In caso di superamento del limite di € 200.000 di volume d’affari, il meccanismo dell’Iva per cassa non si può più applicare per le successive operazioni effettuate;
– restano salve le fatture emesse con Iva ad esigibilità differita prima del superamento di tale limite.
Operazioni interessate
– Il sistema si applica alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi imponibili effettuate nei confronti di soggetti (titolari di partita Iva) che agiscono nell’esercizio di imprese, arti e professioni.
Sono escluse dal meccanismo dell’Iva per cassa le:
– operazioni effettuate nei confronti di privati consumatori;
– operazioni effettuate nei confronti di coloro che acquistano beni o servizi nella “sfera privata”;
– operazioni poste in essere dai soggetti che si avvalgono di regimi speciali di applicazione dell’Iva;
– operazioni effettuate nei confronti di cessionari o committenti che assolvono l’Iva applicando il cosiddetto sistema dell’inversione contabile (cd. “reverse charge”);
– operazioni poste in essere nei confronti di enti non commerciali che acquistano beni o servizi da utilizzare nella sola “sfera istituzionale” della loro attività.
Esigibilità rinviata al momento del pagamento
L’imposta diviene esigibile (è, quindi, dovuta) all’atto dell’incasso del corrispettivo: Coloro che emettono le fatture con l’Iva ad esigibilità differita devono considerare tale momento per individuare il mese (o il trimestre) nel quale calcolare la liquidazione periodica dell’Iva;
– l’imposta diviene esigibile (quindi, detraibile) all’atto del pagamento del corrispettivo: Coloro che ricevono le fatture con l’Iva ad esigibilità differita devono considerare tale momento per individuare il mese (o il trimestre) nel quale calcolare la liquidazione periodica dell’Iva.
Rinvio dell’esigibilità non oltre
– L’Iva indicata in fattura diviene in ogni caso esigibile (dovuta e detratta) decorso un anno dal momento di effettuazione dell’operazione.
Unica eccezione viene prevista nel caso in cui prima del decorso del termine annuale il cessionario o il committente sia stato assoggettato a procedure concorsuali o esecutive, il limite dell’anno non opera.
Applicazione facoltativa per singola operazione
– Il differimento dell’esigibilità dell’Iva è facoltativo e non obbligatorio;
– i soggetti interessati possono scegliere, anche per ciascuna operazione effettuata o per un gruppo di operazioni (come, ad esempio, quelle nei confronti di un determinato cessionario o committente), se adottare o meno tale differimento;
Scelta da esprimere obbligatoriamente in fattura
– per rendere operativa la scelta del differimento in relazione a ciascuna fattura occorre obbligatoriamente annotare nel documento la seguente dicitura:
“operazione con imposta ad esigibilità differita ai sensi dell’art. 7 Decreto Legge 185/2008, convertito dalla legge n. 2/2009”;
Adempimenti per il cedente o prestatore
– Le fatture emesse devono essere, come quelle ad esigibilità immediata, annotate nel registro delle fatture emesse;
– l’Iva indicata in tali fatture concorre a formare il volume d’affari nel periodo di riferimento, mentre va computata nella liquidazione periodica del periodo nel corso del quale viene incassato il corrispettivo;
– le fatture emesse vanno annotate in via definitiva nei registri Iva con appositi codici, distinte colonne o altre idonee rilevazioni contabili. E’ possibile gestire tali fatture con la tenuta di appositi registri sezionali.
Adempimenti per l’acquirente o committente
Le fatture ricevute vanno annotate nei normali registri Iva degli acquisti, sui quali esse dovranno essere distintamente indicate rispetto a quelle ordinarie, appunto perché la detrazione della relativa imposta è subordinata al pagamento del corrispettivo.
Anche in tale caso è possibile gestire le fatture ad esigibilità differita con appositi registri sezionali ai sensi dell’art. 39, D.P.R. n. 633/72.
(Decreto del 26.03.209, pubblicato sulla G.U. n. 96 del 27.04.2009)
Per i soggetti Ires la nuova disciplina (come modificata dalla Legge Finanziaria 2008) basa la deduzione degli interessi passivi sulla coesistenza di interessi attivi e sul risultato operativo lordo (ROL), mentre per i soggetti Irpef tale deduzione è rimasta correlata al conseguimento di proventi imponibili o esclusi dall’imposta.
Rientrano nella nuova disciplina anche gli oneri finanziari derivanti da contratti di notional cash pooling (sistema di compensazione degli interessi tra società appartenenti ad uno stesso gruppo) e quelli su contratti derivati con finalità di copertura del rischio legato alle oscillazioni del tasso di interesse.
Ai fini del calcolo degli interessi impliciti nei contratti di leasing, i soggetti non Ias possono (non devono) utilizzare il metodo forfetario di cui al D.M. 24.4.1998.
Interessi esclusi
Non rientrano nella nuova disciplina gli interessi su mutui per la costruzione o ristrutturazione di immobili-merce e quelli iscritti nelle rimanenze diverse dagli immobili secondo corretti Principi contabili (compresi quelli per lavori su commessa).
Sono esclusi per un periodo transitorio anche gli interessi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione.
Ogni società rientrante nella tassazione di gruppo può (non deve) trasferire il Rol inutilizzato al consolidato.
Se questo Rol non viene trasferito al gruppo, la singola società cui compete lo può riportare in avanti solo a livello individuale (dal periodo d’imposta che inizia dall’1.1.2010).
La possibilità di trasferire, a determinate condizioni, le eccedenze di interessi passivi indeducibili prevista per le fusioni si applica anche alle scissioni.
(Circolare Agenzia Entrate n. 19 del 21.04.2009, in Il Sole 24 Ore, sistema Frizzera)
Pronti gli elenchi del 5 per mille 2009. Sono 46.318 i soggetti ai quali i contribuenti potranno destinare una quota della propria Irpef con la prossima dichiarazione dei redditi.
Si tratta di 38.218 enti iscritti in uno dei quattro elenchi pubblicati dall’Agenzia delle Entrate e disponibili sul sito Internet – www.agenziaentrate.gov.it – e degli 8.100 Comuni italiani, i quali potranno ricevere preferenze – per le attività sociali svolte – dai cittadini in ciascuno di essi residenti.
Gli elenchi disponibili dal 28.04.2009, come previsto dal DPCM del 3 aprile 2009, sono stati pubblicati in ordine alfabetico e raccolgono le diverse tipologie di enti ammessi al beneficio:
– Enti del volontariato (onlus, associazioni di promozione sociale, associazioni e fondazioni riconosciute in possesso di determinati requisiti): 31.849
– Enti della ricerca scientifica e dell’università: 421
– Enti della salute: 93
– Associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI ai fini sportivi: 5.855.
In calo il numero dei potenziali beneficiari, che nel 2008 erano 77.823.
Diminuiscono lievemente gli enti del volontariato che hanno presentato domanda (circa 2.000 soggetti in meno) ma, soprattutto, si riduce il numero delle associazioni sportive dilettantistiche.
Quest’anno, infatti, il decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze del 2 aprile 2009, integrato da un successivo DM del 16 aprile 2009, ha stabilito una procedura di ammissione nell’elenco limitata agli enti che svolgono una rilevante attività di interesse sociale e in possesso di determinati requisiti.
I contribuenti possono indicare a chi destinare il cinque per mille della loro Irpef per l’anno 2009 compilando l’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi Unico PF o 730.
I contribuenti non obbligati a presentare la dichiarazione possono compilare la scheda allegata al CUD.
Per un’agevole consultazione degli elenchi, é disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it un motore di ricerca che individua rapidamente gli enti attraverso la denominazione o il codice fiscale.
Per quanto riguarda gli elenchi del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche, curati dall’Agenzia, viene ricordato che:
– le correzioni di eventuali errori riscontrati potranno essere richieste – non oltre il 5 maggio 2009 – dal legale rappresentante dell’ente, o da un suo incaricato munito di formale delega, presso la direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente;
– i legali rappresentanti degli enti del volontariato devono trasmettere, entro il 30 giugno 2009, a pena di decadenza, alla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la persistenza dei requisiti che danno diritto all’ammissione nell’elenco.
Alla dichiarazione, che va redatta su modulo conforme a quello approvato con il DPCM del 3 aprile 2009 e reperibile sul sito dell’Agenzia, occorre allegare, sempre a pena di decadenza, copia del documento di riconoscimento del legale rappresentante che sottoscrive;
– i legali rappresentanti delle associazioni sportive dilettantistiche devono seguire lo stesso iter, con la differenza che la dichiarazione va redatta su modulo conforme a quello approvato con il D.M. del 2 aprile 2009 e inviata, insieme alla copia del documento di riconoscimento, alla struttura del CONI territorialmente competente.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 28.04.2009)
4) Diritto di superficie su terreno non edificabile senza Iva: l’installazione di impianti fotovoltaici non muta la destinazione d’uso
E fuori campo IVA (ai sensi art. 2, comma 3, del DPR n. 633/72) la costituzione del diritto di superficie sul terreno qualificato come non suscettibile di utilizzazione edificatoria.
Nel caso di specie, lo strumento urbanistico vigente nel Comune non ha modificato la destinazione urbanistica dei terreni destinati a tale utilizzazione, inoltre, la contemporanea possibilità dell’utilizzo agricolo del terreno e dell’installazione sullo stesso di impianti fotovoltaici è coerente con le disposizioni urbanistiche.
Pertanto, il contratto costitutivo del diritto di superficie, che, ai sensi dell’art. 1350 c.c., deve essere stipulato per atto pubblico o per scrittura privata, a pena di nullità, e deve essere sottoposto a trascrizione a norma dell’art. 2643 c.c., va assoggettato, in ragione della qualificazione soggettiva della parte che acquista il diritto di superficie (società commerciale) all’imposta di registro con applicazione dell’aliquota del 15%, ai sensi dell’art. 1, della Tariffa, Parte I, allegata al DPR n. 131 del 1986, unitamente alle imposte ipotecarie e catastali
in misura proporzionale.
Per quanto riguarda il trattamento tributario ai fini delle imposte sui redditi, l’art. 9, comma 5, del TUIR stabilisce che le disposizioni relative alle cessioni a titolo oneroso si applicano anche nei confronti degli atti che importano la costituzione o il trasferimento di diritti reali.
Pertanto, il corrispettivo per la costituzione del diritto di superficie su un bene patrimoniale o strumentale rappresenta un componente positivo di reddito imponibile quale plusvalenza, che, qualora ne ricorrano i presupposti previsti dall’art. 86, comma 4, del TUIR, potrà essere rateizzata, tenendo conto del periodo di possesso del terreno, dal momento che si tratta della costituzione di un diritto reale e non di un diritto personale di godimento.
Ai fini dell’IRAP, in virtù dell’art. 5, comma 3, del D.Lgs. 15.12.1997, n. 446, come modificato dalla Legge 24.12.2007, n. 244 (finanziaria 2008), “…le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalla cessione di immobili che non costituiscono beni strumentali per l’esercizio dell’impresa, né beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa, concorrono in ogni caso alla formazione del valore della produzione”.
Trattamento analogo spetta alle plusvalenze da cessioni di beni strumentali.
In conclusione, la suddetta plusvalenza concorre alla formazione del valore della produzione netta imponibile ai fini IRAP.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 112/E del 28.04.2009)
Alle prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto relativi ai lavori di restauro e recupero di aree e manufatti archeologici non si può applicare l’aliquota IVA del 10% prevista dal punto 127-quaterdecies) della Tabella A, parte III, allegata al DPR n. 633 del 1972.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 113/E del 28.04.2009)
Nel caso in cui il contribuente (coniuge superstite) ha provveduto (in qualità di erede e di soggetto beneficiario di trattamento pensionistico, in particolare della pensione di reversibilità del marito) al pagamento dei contributi previdenziali dovuti dal coniuge defunto, poiché il mancato versamento degli stessi avrebbe impedito l’erogazione della pensione, spetta al citato coniuge superstite la possibilità di portare in deduzione, dal proprio reddito complessivo, i predetti contributi, nella misura effettivamente sostenuta, al netto delle eventuali sanzioni e degli interessi moratori.
A tal fine, considerato che il titolo di pagamento è intestato al de cuius, la circostanza che l’onere è stato integralmente assolto dal coniuge superstite deve risultare dalle ricevute relative ai pagamenti effettuati.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 114/E del 28.04.2009)
Con risoluzione sono stati istituiti i seguenti codici tributo:
– “6818” denominato “Credito per il bonus straordinario famiglie, di cui all’art. 1, D.L. 185/2008, non erogato dai sostituti d’imposta, risultante da Unico PF 2009”.
– “4711” – denominato “Restituzione del bonus straordinario per famiglie non spettante da parte dei soggetti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi – Art. 1, c. 19, D.L. 185/2008”.
– “4700” – denominato “Restituzione bonus incapienti non spettante, percepito ai sensi dell’articolo 44, commi 1 e 2, del D.L. 159/2007, da parte dei soggetti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi – Art. 2, c. 9, D.M 8 novembre 2007”.
– “1816” denominato “Imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, applicata in sede di dichiarazione Unico PF 2009 – Art. 2, D.L. 93/2008”.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 115/E del 28.04.2009)
Sono terminati i fondi stanziati nell’anno 2009 per i crediti di imposta a favore delle piccole e medie imprese commerciali che vendono al dettaglio e all’ingrosso e di quelle che somministrano alimenti e bevande, e hanno sostenuto dei costi per adottare impianti di sicurezza (come gli apparecchi di videosorveglianza).
Le domande rimaste fuori per mancanza di risorse finanziarie avranno la precedenza nell’assegnazione delle somme previste per l’anno 2010.
(Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 27.04.2009, Protocollo n. 63795/2009)
E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativo al mese di marzo 2009 (fissato in misura del 1%), reso noto ai fini delle locazioni di immobili.
(Comunicato ISTAT in G.U. n. 96 del 27.04.2008)