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Timestamp: 2017-01-17 13:05:48+00:00
Document Index: 123431216

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 5', 'art. 19', 'art. 51', 'art. 23', 'art. 51', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 7', 'art. 51', 'art. 5', 'art. 23', 'art. 9']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 76 del 24.03.2009
IRPEF - Art. 23 del D.P.R. n. 600 del 1973 - Operazioni a premio organizzate
da due o più soggetti - Soggetto obbligato ad operare la ritenuta -
Interpello - ART.11, legge 27 luglio 2000, n. 212
dell'art. 23 del D.P.R. n. 600 del 1973,
ALFA intende organizzare un'operazione a premio che prevede l'erogazione di
un premio ai dipendenti di imprese concessionarie di vendita di macchine movimento, che riusciranno a realizzare determinati livelli di vendita dei
prodotti della società istante.
L'operazione a premio verrebbe organizzata in concorso con il datore di
lavoro dei destinatari della manifestazione, ai sensi dell'art. 5, comma 4,
del D.P.R. 26 ottobre 2001, n. 430 ("Regolamento concernente la revisione
organica della disciplina dei concorsi e delle operazioni a premio, nonché delle manifestazioni di sorte locali, ai sensi dell'art. 19, comma 4, della
legge 27 dicembre 1997, n. 449").
Con la risoluzione 27 luglio 2005, n. 101, l'Agenzia delle Entrate ha precisato che in caso di operazioni a premio organizzate a favore di
dipendenti da un soggetto diverso dal datore di lavoro, i premi
riconducibili fra i redditi di lavoro dipendente di cui all'art. 51 del Tuir, devono essere assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di acconto
dalla società promotrice dell'operazione, ai sensi dell'art. 23 del D.P.R.
Tutto ciò premesso, la società istante chiede di conoscere qual
soggetto obbligato ad operare la ritenuta su detti premi nel caso in cui la
manifestazione sia organizzata da due o più soggetti promotori, qualora uno
di questi sia il datore di lavoro dei destinatari della manifestazione medesima.
La società istante ritiene che la ritenuta debba essere effettuata dal
datore di lavoro dei destinatari della manifestazione a premio, il quale, insieme alla
società istante, è anche soggetto promotore della
manifestazione medesima.
Ad avviso della società istante, detta soluzione è coerente con i
chiarimenti resi dalla scrivente nella circolare 23 dicembre 1997, n. 326
(par. 3.2).
In particolare, nella richiamata circolare è stato precisato che il datore
di lavoro, in qualità di sostituto d'imposta, deve effettuare le ritenute a
titolo d'acconto su tutte le somme ed i valori che il lavoratore dipendente
percepisce in relazione al rapporto di lavoro, anche se dette somme o valori
sono erogati da soggetti terzi per effetto di un qualche collegamento
esistente con quest'ultimo (ad esempio, un accordo o una convenzione
stipulata dal sostituto d'imposta con il soggetto terzo).
L'operazione a premio che la società istante intende organizzare, in
concorso con il datore di lavoro dei destinatari dell'operazione medesima, prevede l'erogazione dei premi ai dipendenti dei concessionari della
società, in funzione del raggiungimento di determinati livelli di vendita.
Sotto il profilo oggettivo, detti premi, assegnati in relazione allo
svolgimento della prestazione di lavoro dipendente, sono riconducibili al
reddito di lavoro dipendente, atteso che ai sensi dell'art. 51 del Tuir,
questo "è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque
titolo percepiti nel periodo d'imposta, anche sotto forma di erogazioni
Tale classificazione reddituale è stata ribadita con la risoluzione 27
luglio 2005, n. 101, nella quale la scrivente ha precisato che la mancanza
di un qualche collegamento (ad esempio, un accordo formale o una
convenzione) tra il soggetto che organizza la manifestazione a premi ed il datore di lavoro dei destinatari della manifestazione medesima, non vale ad
escludere la riconducibilità dei premi stessi tra i redditi di lavoro
dipendente in tutti i casi in cui l'erogazione del premio è connessa allo
svolgimento dell'attività di lavoro dipendente.
L'inquadramento dei premi tra i redditi di lavoro dipendente comporta che
gli stessi dovranno essere assoggettati a ritenuta a titolo d'acconto, ai
sensi dell'art. 23 del D.P.R. n. 600 del 1973.
Per quanto concerne il soggetto tenuto alla effettuazione della ritenuta,
nella richiamata risoluzione n. 101 del 2005 la scrivente ha precisato che
la ritenuta sui premi erogati deve essere effettuata dalla società che ha
organizzato l'operazione a premi, nonostante i percipienti non siano propri
dipendenti. Ciò in quanto, in base al richiamato art. 23 del D.P.R. n. 600
del 1973 (modificato dall'art. 7 del D.lgs. n. 314 del 1997), l'obbligo di
effettuare la ritenuta sorge ogni qualvolta vengano corrisposti somme o
valori classificabili tra i redditi di lavoro dipendente di cui all'art. 51 del Tuir.
Peraltro, la fattispecie considerata nella richiamata risoluzione n.
101 del 2005, si differenzia da quella oggetto del presente interpello, come
sottolineato dalla società istante, in quanto nel caso in esame sussiste
un collegamento tra il datore di lavoro dei dipendenti ai quali sono
destinati i premi e l'organizzazione dell'operazione a premi. Da tale
collegamento potrebbe derivare una diversa individuazione del soggetto
tenuto ad operare la ritenuta sui premi erogati secondo quanto precisato con
la circolare n. 326 del 1997.
Secondo i chiarimenti resi con detta circolare, "il datore di lavoro deve
effettuare le ritenute a titolo di acconto con riferimento a tutte le somme
ed i valori che il lavoratore dipendente percepisce in relazione al rapporto
di lavoro, anche se taluni di questi sono corrisposti da soggetti terzi per
effetto di un qualunque collegamento esistente con quest'ultimo. Ciò
significa che tra il sostituto d'imposta ed il terzo erogatore o il
dipendente sarà obbligatorio un sistema di comunicazioni che consenta di
assoggettare correttamente a tassazione il totale reddito di lavoro dipendente corrisposto".
In tal senso, la richiamata circolare fa riferimento, a titolo
esemplificativo, alla convenzione tra il datore di lavoro e un istituto di credito per la concessione di prestiti a tassi agevolati ai propri
In sostanza, ai fini dell'applicazione della ritenuta, qualora vi sia un
"collegamento" tra terzo erogatore e datore di lavoro, il soggetto tenuto ad
operare la ritenuta è il datore di lavoro anche se, di fatto, le somme o i
valori sono materialmente erogati dal terzo.
Il terzo erogatore, al fine di consentire al datore di lavoro di effettuare
la ritenuta sugli emolumenti, deve comunicare tempestivamente a quest'ultimo
l'avvenuta erogazione dell'emolumento e, se trattasi di un bene in natura,
l'importo del valore da assumere a tassazione.
Nel caso rappresentato dalla società istante, il "collegamento" tra la
società istante ed il datore di lavoro può ravvisarsi nella partecipazione
dello stesso datore di lavoro all'organizzazione dell'operazione a premi
destinata ai propri dipendenti.
Il collegamento anzidetto è particolarmente qualificato in quanto, sulla
base della disciplina dei concorsi e delle operazioni a premio, comporta significativi riflessi anche in relazione alla
responsabilità concernente
l'assolvimento delle obbligazioni assunte nei confronti dei partecipanti.
In particolare, l'art. 5, comma 4, del D.P.R. 26 ottobre 2001, n. 430,
("Soggetti promotori delle manifestazioni a premio"), stabilisce che "in
caso di manifestazione organizzata da due o più soggetti, gli stessi sono
responsabili in solido per le obbligazioni assunte nei confronti dei
promissari", ovvero per l'erogazione dei premi ai dipendenti.
Alla luce delle considerazioni sopra esposte, si ritiene che, nel caso in
esame, obbligato ad effettuare la ritenuta d'acconto sui premi erogati ai
dipendenti sia il datore di lavoro, in quanto, insieme alla società
istante, assume il ruolo di soggetto promotore dell'operazione a premi.
Al fine di consentire al datore di lavoro di effettuare tempestivamente la
ritenuta è necessario che sia attuato un sistema di comunicazione tra gli
organizzatori della manifestazione a premio, in ordine alla avvenuta
consegna del premio al dipendente.
In particolare, il datore di lavoro provvederà ad assoggettare a tassazione
il valore del premio, nel primo periodo di paga utile con ritenuta a carico
dei compensi complessivamente percepiti dal lavoratore dipendente nel
periodo medesimo.
Ai sensi dell'art. 23 del D.P.R. n. 600 del 1973, nel caso in cui la
ritenuta da operare sui valori relativi ai compensi in natura non trovi
capienza, in tutto o in parte, sui contestuali pagamenti in denaro
corrisposti dal datore di lavoro, in qualità di sostituto, il lavoratore
dipendente, percettore del premio, è tenuto a versare al sostituto l'importo corrispondente all'ammontare della ritenuta.
L'importo da assoggettare a ritenuta è costituito dal valore normale del
premio, determinato ai sensi dell'art. 9 del Tuir.