Source: https://danielemajori.com/2015/01/30/sulla-dimostrazione-del-possesso-dei-requisiti-di-capacita-tecnica-mediante-autocertificazione/
Timestamp: 2020-07-07 13:09:44+00:00
Document Index: 158595176

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 42', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 9', 'art. 125']

Dimostrazione del possesso dei requisiti di capacità tecnica negli appalti di servizi e forniture: mentre nella fase di presentazione delle domande di partecipazione e delle offerte è consentito, per ragioni di speditezza del procedimento, il ricorso alle autocertificazioni (giusta l’art. 42, co. 4, del Codice dei contratti pubblici), nella fase di verifica del possesso dei requisiti è invece necessario che i concorrenti forniscano la documentazione probatoria vera e propria, proveniente da enti pubblici e privati, non essendo più sufficiente la semplice autocertificazione. | Avvocato Daniele Majori
Appalti di forniture, Appalti di servizi, Contratti pubblici
Archiviato in appalti di servizi e forniture, art. 42 d.lgs. n. 163/2006, art. 48 D.Lgs. n. 163/2006, autocertificazione, codice dei contratti pubblici, controllo, dimostrazione, documentazione probatoria, esclusione dalla gara, fase di presentazione delle domande di partecipazione, possesso dei requisiti di capacità tecnica, prequalifica
(Tar Lazio, Roma, sez. III Ter, 21 gennaio 2015, n. 993)
«Il bando di gara richiede, tra i requisiti di ordine tecnico, l’esperienza nello sviluppo e manutenzione, dopo il 2006, di sistemi informatici complessi che abbiano previsto lo scambio di flussi informativi e la gestione di utenti autenticati appartenenti ad oltre 200 soggetti diversi, ovvero titolari di partite iva, e l’esperienza nella realizzazione ed esercizio di CED, la cui gestione abbia richiesto lo scambio di flussi informativi e la gestione di utenti autenticati appartenenti ad oltre 200 soggetti diversi, ovvero titolari di partite iva, per fatturati di importo ivi indicato.
Tanto precisato, risulta in atti che alla richiesta di comprova del possesso dei requisiti anche in capo alla titolare della seconda miglior offerta ai sensi dell’art. 48, comma 2, d.lgs. 163/2006, si è sviluppata una fitta corrispondenza tra la stazione appaltante e la società [ricorrente], atteso che la ricorrente si era limitata a riproporre dichiarazione sostitutiva analoga a quella già presentata in sede di prequalifica relativa alla esperienza maturata nei sistemi informativi complessi in favore di soggetti privati, ma non la documentazione probatoria del requisito di capacità tecnica richiesto (cfr. doc. 30, 31 e 32, allegati ai motivi aggiunti).
Né ha pregio la censura dedotta, peraltro, in via subordinata, e involgente la stessa clausola del bando di gara nella parte in cui richiede che i soggetti autenticati siano anche titolari di partita IVA, atteso che l’esclusione non è stata comminata in ragione di una non ritenuta equipollenza di tale aspetto con altri regimi fiscali vigenti nei paesi di appartenenza degli utenti autenticati, ma perché, più in radice, la società non ha mai chiarito, se non nella originaria autodichiarazione, l’entità e tipologia di tali soggetti».
« L’adozione di ordinanze contingibili e urgenti ai sensi dell’art. 9 della legge n. 447/1995 (Legge quadro sull’inquinamento acustico) è consentita solo per impedire il propagarsi delle emissioni sonore moleste mediante provvedimenti immediati a carattere provvisorio (mentre, nel caso di specie, il Sindaco aveva imposto misure prive del carattere della temporaneità e provvisorietà, essendo stata ordinata l’adozione di misure di mitigazione e di un piano di bonifica acustica, per di più senza effettuare correttamente le necessarie misurazioni del rumore ambientale).
In assenza di criteri prefissati dalla lex specialis, il principio di rotazione di cui all’art. 125 d.lgs. n. 163/06 non può essere invocato per escludere dal cottimo fiduciario i concorrenti che inoltrino una domanda per esservi invitati (nel caso di specie, il Tar Lombardia ha rilevato che la stazione appaltante aveva escluso dalla procedura la ricorrente, in quanto affidataria del servizio in passato, avendovi invece ammesso l’impresa che lo gestiva al momento dell’indizione della procedura selettiva in esame, con conseguente irragionevolezza intrinseca di un tale modus operandi). »