Source: http://www.legge104.it/news-legge-104/
Timestamp: 2018-04-26 15:33:08+00:00
Document Index: 166849205

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 33', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 20', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 33', 'art. 33']

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Semplificazioni per i soggetti con disabilità grave
1) SOGGETTI AVENTI DIRITTO
Per la fruizione del diritto ai permessi di cui all’art. 33 della legge 104/1992 il dipendente interessato deve presentare apposita domanda al Presidio risorse umane della sede territoriale o al team risorse umane della sede regionale, conformemente al modello organizzativo adottato al riguardo da ciascuna Direzione Regionale.
I dipendenti della Direzione Generale, interessati alla fruizione dei predetti permessi, devono inoltrare la relativa istanza, per il tramite della segreteria della Struttura di appartenenza, alla Direzione centrale Risorse Umane – Area normativa e contenzioso del lavoro.
Per la formulazione della domanda sono stati predisposti appositi modelli (All. 1 e All. 2 ) che gli interessati avranno cura di compilare integralmente e correttamente al fine di consentire all’Istituto la verifica della sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa vigente per la fruizione dei benefici in argomento.
I lavoratori legittimati a fruire di detti permessi sono :
Il dipendente in situazione di disabilità grave.
I dipendenti genitori che assistono figli di età inferiore ai tre
anni in situazione di disabilità grave;
In base al nuovo dettato normativo, ampiamente illustrato con la circolare della Direzione Centrale Prestazioni a sostegno del reddito n. 155/2010, hanno ora diritto ai permessi retribuiti per assistere un soggetto in situazione di disabilità grave, oltre il coniuge, i parenti e gli affini entro il 2° grado.
Per maggiore chiarezza si rammenta che sono:
parenti di primo grado: genitori, figli; parenti di secondo grado: nonni, fratelli, sorelle, nipoti (figli di figli); affini di primo grado: suocero/a, nuora, genero; affini di secondo grado: cognati.
A tal fine si precisa che sono:
 abbiano compiuto i sessantacinque anni di età;
 siano affetti da patologie invalidanti;
 siano deceduti o mancanti.
Con l’espressione “mancanti,” come precisato nella circolare della Direzione Centrale Prestazioni a sostegno del reddito n. 155/2010 e nella circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica n. 13/2010, deve intendersi non solo una situazione di assenza naturale e giuridica (celibato o stato di figlio naturale non riconosciuto) ma anche ogni altra condizione ad essa assimilabile (divorzio, separazione legale, abbandono) debitamente certificata dall’autorità giudiziaria o da altra pubblica autorità.
Per quanto concerne le patologie invalidanti, non avendo la legge esplicitato tale nozione si fa riferimento alle patologie indicate nell’art. 2, comma 1, lettera d), del Decreto Interministeriale n. 278 del 21 luglio 2000.1 Al riguardo si chiarisce che il parente o affine di terzo grado, se interessato a fruire dei benefici in argomento dovrà allegare alla domanda, in busta chiusa, la documentazione medica2
attestante la sussistenza della patologia invalidante da cui sono affetti il coniuge e/o il/i genitore/i del soggetto da assistere.
Pertanto, con riferimento ai chiarimenti di carattere operativo forniti con il messaggio n.1740 del 25.01.2011 e alla luce delle nuove disposizioni normative, i competenti uffici dovranno riesaminare le domande presentate dai parenti e affini di terzo grado dei soggetti in situazione di disabilità grave nonché quelle presentate da più familiari per l’assistenza allo stesso soggetto
con disabilità in situazione di gravità.
Qualora in tale fase i predetti uffici accertino l’insussistenza dei requisiti richiesti dalla recente normativa, dovranno invitare gli interessati, nel più breve tempo possibile, a rinnovare le domande corredate dalle dichiarazioni del soggetto disabile, utilizzando i modelli allegati alla presente circolare.
In particolare, nell’ipotesi in cui i permessi siano stati accordati a più
dipendenti per lo stesso soggetto disabile, dovrà essere acquisita la
dichiarazione di quest’ultimo da cui risulti la scelta del dipendente beneficiario dei permessi.
Invece, nell’ipotesi in cui i permessi siano stati accordati a parenti o ad affini di terzo grado del soggetto in situazione di disabilità grave, si dovrà acquisire la dichiarazione del dipendente dalla quale risulti la relazione di parentela con il soggetto disabile e che il coniuge e/o i genitori di quest’ultimo abbiano
Regolamento recante disposizioni di attuazione dell’art. 4 della legge n. 53/2000 concernente congedi per eventi per cause particolari che individua le seguenti patologie: “1) Patologie acute
o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti
da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche; 2) patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici
e strumentali; 3) patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario.”
La documentazione medica può essere rilasciata dal medico specialista del servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato o dal medico di medicina generale o dalla struttura
sanitaria nel caso di ricovero o intervento chirurgico.
compiuto i sessantacinque anni di età, oppure siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.
Qualora le dichiarazioni richieste non vengano presentate entro il 31 marzo 2011 gli uffici dovranno inviare agli interessati la comunicazione attestante la revoca, con effetto da tale data, del provvedimento di autorizzazione alla fruizione dei permessi di cui alla legge 104/1992.
Per i dipendenti della Direzione generale la predetta verifica verrà effettuata dalla Direzione centrale risorse umane – Area normativa e contenzioso del lavoro.
2) MODALITA’ DI FRUIZIONE DEI PERMESSI
 2 ore di permesso al giorno per ciascun giorno lavorativo del mese;
 3 giorni interi di permesso al mese;
 18 ore mensili da ripartire nelle giornate lavorative secondo le
esigenze personali, frazionabili e fruibili per un tempo pari o superiore ad un’ora; le predette ore, se fruite per l’intera giornata,
comporteranno un abbattimento dell’orario teorico giornaliero (pari a
7 ore e 12 minuti).
Il dipendente per l’assistenza a ciascun familiare in situazione di
disabilità grave ha la possibilità di fruire alternativamente di:
I genitori che assistono figli di età inferiore ai tre anni in situazione di
disabilità grave possono fruire alternativamente:
 del prolungamento del congedo parentale retribuito fino al terzo
anno di vita del bambino, ad avvenuta fruizione del congedo di
maternità e del congedo parentale ordinario;
 di due ore di permesso giornaliero;
 di tre giorni interi di permesso al mese.
Si precisa che, trattandosi di istituti finalizzati all’assistenza del minore, inferiore a tre anni, in situazione di disabilità grave, la fruizione degli stessi deve intendersi alternativa e non cumulativa nell’arco del mese.
Conseguentemente, nel mese in cui uno o entrambi i genitori, anche
alternativamente, abbiano fruito di uno o più giorni di permesso ai sensi dell’art. 33 comma 3 della legge 104/1992, gli stessi non potranno beneficiare per il medesimo figlio delle ore di permesso giornaliero o del prolungamento del congedo parentale.
2.1) DISPOSIZIONI COMUNI
Il dipendente è tenuto a comunicare al Direttore della struttura di
appartenenza, all’inizio di ciascun mese, la modalità di fruizione dei permessi, non essendo ammessa la fruizione mista degli stessi nell’arco del mese di riferimento ed è tenuto altresì a comunicare, per quanto possibile, la relativa programmazione,
Si evidenzia che le nuove norme non precludono la possibilità per lo stesso dipendente di assistere più persone in situazione di disabilità grave, con la conseguenza che, ove ne ricorrano tutte le condizioni, il medesimo lavoratore potrà fruire di permessi anche in maniera cumulativa per prestare assistenza a più disabili.
Qualora il dipendente fruisca dei benefici in argomento per assistere un familiare disabile lavoratore, è necessario che l’assistito non sia impegnato in attività lavorativa nella stessa giornata in cui è richiesto il permesso.
I permessi in questione, qualunque sia la modalità di fruizione, sono utili ai fini della maturazione delle ferie e della tredicesima (v. messaggio n. 36370 del 10/11/2004) nonché della corresponsione del compenso incentivante e, se fruiti in modalità oraria tale da non comportare un’assenza per l’intera
giornata, danno diritto all’attribuzione del buono pasto (v. messaggio n. 000610 del 17/04/2003 e allegato Accordo sottoscritto in data 03/04/2003).
3) LA CERTIFICAZIONE DI DISABILITA’ GRAVE (VERBALE DI ACCERTAMENTO)
La condizione prioritaria ed essenziale per accedere ai permessi retribuiti è che il soggetto disabile sia in possesso della certificazione di disabilità (verbale di accertamento) con connotazione di gravità (art. 3 comma 3 della legge 104/1992).
L’istanza per il riconoscimento dello stato di disabilità grave va inoltrata dall’interessato (soggetto disabile) al Direttore della sede INPS di appartenenza, per via telematica, direttamente o tramite i patronati, dopo il rilascio, da parte del medico di base o altro medico certificatore dell’attestazione dell’invio della certificazione finalizzata alla domanda per il riconoscimento della disabilità grave.
La certificazione o verbale con cui viene riconosciuto lo stato di disabilità grave viene rilasciata da un’apposita Commissione medica operante presso ogni azienda sanitaria locale costituita ai sensi dell’art. 4 comma 1 della legge 104/1992 ed integrata ai sensi dell’art. 20 comma 1, del D.L. n. 78/2009 convertito nella legge n. 102/2009; la documentazione così formalizzata non può essere sostituita da eventuali certificati/verbali di invalidità, anche se attestano l’invalidità totale.
Qualora siano trascorsi 15 giorni – in caso di patologie oncologiche – (v. art. 6 comma 3 bis della legge n. 80/2006 ) o 90 giorni – per tutte le altre patologie – (v. art. 2 comma 2 del D.L. n. 324/1993 convertito in legge n. 423/1993) dalla data di inoltro della suddetta istanza, e il dipendente non sia ancora in possesso della certificazione di disabilità grave, lo stesso può presentare domanda all’ufficio competente per la concessione dei permessi in questione, allegando una certificazione provvisoria rilasciata dal medico in servizio presso una struttura pubblica o privata equiparata alla
pubblica (v. circolare della Direzione Centrale Prestazioni a sostegno del reddito n. 32/2006), specialista nella patologia dalla quale è affetta la persona disabile; detta certificazione ha validità fino alla conclusione del procedimento di accertamento.
La lista dei medici certificatori è visualizzabile sul sito www.inps.it, nel link dedicato all’invalidità civile.
Nell’ipotesi in cui, in esito al procedimento di accertamento, la Commissione medica non riconosca la condizione di disabilità grave, le assenze eventualmente effettate dal dipendente, in via provvisoria, a titolo di permessi ex L.n.104/92 saranno trasformate in assenze ad altro titolo.
Per la concessione dei benefici in argomento ai dipendenti che assistono persone con sindrome di Down o grandi invalidi di guerra, categorie equiparate a soggetti in situazione di disabilità grave ai sensi e per gli effetti dell’art. 3 della legge 104/1992, è prevista una procedura semplificata che consiste nella presentazione, in luogo del verbale di accertamento sopra richiamato, della documentazione illustrata nei punti 1 e 2 della circolare della Direzione Centrale Prestazioni a sostegno del reddito n. 128/2003.
Nel caso in cui, da parte della competente Commissione medica, venga fissata una rivedibilità del soggetto, indicando una data di scadenza della certificazione o verbale, si fa presente che, decorso detto termine, decadono i benefici relativi ai permessi.
Si raccomanda, pertanto, agli interessati, per continuare a beneficiare delle agevolazioni già riconosciute, di provvedere tempestivamente all’attivazione dell’iter procedurale finalizzato alla conferma della condizione di disabilità grave.
Nell’ipotesi in cui una nuova valutazione accerti che non sussiste più la connotazione di gravità della disabilità, il dipendente è tenuto ad effettuare immediata comunicazione alla segreteria della struttura di appartenenza.
4) ASSENZA DI RICOVERO
Altro requisito essenziale per la concessione dei permessi lavorativi di cui all’art. 33 della legge 104/1992 è l’assenza di ricovero a tempo pieno della persona con disabilità grave, per ciò intendendosi il ricovero per le intere 24 ore presso ”strutture ospedaliere o simili, pubbliche o private, che assicurano assistenza sanitaria continuativa”. Al riguardo si fa presente che i permessi in argomento non sono concedibili al dipendente per far fronte a necessità assistenziali “non sanitarie” ( aiuto nell’igiene, nell’alimentazione, nel supporto personale) di cui i familiari di una persona ricoverata si fanno carico.
Detti permessi possono essere invece concessi, come ribadito nella
circolare n. 13/2010 del Dipartimento della Funzione Pubblica, anche in presenza di ricovero nei seguenti tre casi:
 interruzione del ricovero per necessità del disabile di recarsi fuori
della struttura che lo ospita per effettuare visite o terapie;
 ricovero a tempo pieno di un disabile in coma vigile e/o in situazione terminale;
 ricovero a tempo pieno di un minore in situazione di disabilità grave per il quale risulti documentato dai sanitari della struttura il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare.
La ricorrenza delle situazioni eccezionali di cui sopra dovrà naturalmente risultare da idonea documentazione medica che gli uffici sono tenuti a valutare.
Al fine di adottare una modulistica omogenea relativa ai permessi di cui all’art. 33 della legge 104/1992, sono stati predisposti per i dipendenti dell’Istituto gli allegati modelli di domanda (All.1 e All.2) nei quali gli interessati, accludendo la certificazione medica sopra indicata, dovranno dichiarare, consapevoli delle conseguenze civili e penali derivanti dal rilascio di dichiarazioni false o mendaci, una serie di condizioni personali e del familiare cui si intende prestare
assistenza, necessarie ai fini della concessione dei citati permessi. Le dichiarazioni di cui agli allegati n. 3, 4 e 5 dovranno essere rese soltanto nelle ipotesi in cui, il soggetto disabile che necessita di assistenza, si trovi in una delle particolari situazioni indicate nell’intestazione degli stessi.
Si fa presente che è prevista l’istituzione presso il Dipartimento della Funzione pubblica di una banca dati finalizzata al monitoraggio e al controllo sulla legittima fruizione dei permessi accordati ai pubblici dipendenti in quanto persone disabili o che assistono altra persona in situazione di disabilità grave.
Si fa riserva di fornire ulteriori informazioni al riguardo non appena detto Dipartimento avrà comunicato, con apposita circolare, l’attivazione della banca dati e le modalità operative per trasmettere i dati richiesti.
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