Source: https://iusletter.com/archivio/accordo-composizione-della-crisi-procedura-esecutiva-corso/
Timestamp: 2020-08-12 10:05:20+00:00
Document Index: 63932398

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 41', 'art. 107', 'art. 13']

Accordo di composizione della crisi e procedura esecutiva in corso
Accordo di composizione della crisi e procedura esecutiva in corso: il ruolo del liquidatore
Nell’ambito dell’accordo di composizione della crisi, non possono essere proseguite le azioni esecutive e l’attività di liquidazione è gestita esclusivamente dal liquidatore giudiziale nominato ex art. 13 L. 3/2012.
Non è prospettabile la prosecuzione di un’azione esecutiva individuale in pendenza di una procedura di accordo di composizione della crisi (c.d. “concordato minore”) ex artt. 8 e 9 L. 3/2012. Qualora per la soddisfazione dei crediti siano utilizzati beni sottoposti a pignoramento, il Giudice, come disposto dall’art. 13 L. 3/2012, su proposta dell’O.C.C., nomina un liquidatore incaricato di disporre in via esclusiva degli stessi e delle somme incassate: questo è il principio di diritto enunciato dal Tribunale di Rimini nella sentenza in commento.
Nel provvedimento in commento, il Giudice Delegato, in via preliminare, ha precisato che, in sede di omologazione dell’accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento, la valutazione spettantegli riguarda esclusivamente la legittimità del procedimento (inter alia, la sussistenza di condizioni di ammissibilità, la carenza di ragioni ostative all’omologazione, la mancata violazione di norme imperative) e la fattibilità della proposta di accordo (dovendosi accertare il soddisfacimento dei creditori in termini coerenti con il piano).
La valutazione circa la convenienza della proposta di soddisfacimento rispetto all’alternativa ipotesi della liquidazione concorsuale del patrimonio del debitore, nel caso in cui non sia proposta opposizione alcuna da parte dei creditori concorsuali, non spetta, invece, al Giudice Delegato: difatti, i creditori concorsuali stessi sono chiamati ad esprimersi con l’approvazione – espressa o tacita – della proposta e, in caso di creditore non aderente o escluso, residua la possibilità di formulare contestazioni avverso la proposta ai sensi dell’art. 12 comma 2 L. 3/2012.
Nel caso di specie, la proposta de qua prevedeva la prosecuzione dell’azione esecutiva per la vendita di quote indivise di un compendio immobiliare, ragion per cui il debitore chiedeva la nomina di un liquidatore per subentrare e ricevere l’eventuale ricavato delle vendite da mettere a disposizione dell’esecuzione dell’accordo secondo l’ordine delle cause di prelazione.
Sul punto, il Tribunale ha ribadito il principio, consolidato anche in sede di concordato preventivo liquidatorio, in virtù del quale l’attività di liquidazione è gestita esclusivamente dal liquidatore giudiziale (e non da un liquidatore volontario nominato dal debitore) e le procedure esecutive non sono proseguibili né ex art. 41 T.U.B. (in quanto norma di carattere speciale) né ex art. 107, comma 6 L.f. (disposizione non richiamata dall’art. 13 L. 3/2012).
È il liquidatore, quindi, a dover sovraintendere alla vendita di tutti i beni già pignorati, eventualmente utilizzando il risultato delle attività svolte in sede esecutiva, e a dover procedere alla distribuzione del ricavato, non residuando spazi di attività degli organi della procedura esecutiva.
Tribunale di Rimini, decreto di omologazione di accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento del 27 giugno 2019
Angela Francesca Giliberti – f.giliberti@lascalaw.com
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