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Timestamp: 2018-05-24 19:11:11+00:00
Document Index: 54613456

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.317', 'art. 641', 'art. 176', 'art. 641', 'art. 176', 'sentenza ', 'art. 176', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 319']

Il diritto penale: Tracce parere penale esame avvocato 2014/2015 (17 dicembre 2014)
Tracce parere penale esame avvocato 2014/2015 (17 dicembre 2014)
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Con sentenza pronunciata dal Tribunale nell'ottobre 2012 e depositata il 30.11.2012, Tizio, incensurato di anni 42, viene condannato con la concessione delle attenuanti generiche alla pena di anni 3 di reclusione, con interdizione perpetua dai pubblici uffici, in quanto giudicato responsabile del reato di cui all'art.317 c.p., commesso nell'anno 2010, perché nella sua veste di pubblico ufficiale, quale ispettore del lavoro della ASL, nel corso di un accertamento presso un'autorimessa in cui era emersa l'irregolare assunzione di lavoratori dipendenti in nero, dopo aver detto al titolare dell'autorimessa, Caio, che, se non gli avesse corrisposto la somma di euro 500,00 avrebbe proceduto a contestare, come previsto dalla legge, sanzioni dell'importo di alcune migliaia di euro, si faceva consegnare la predetta somma senza poi procedere a contestazione alcuna.
Pubblicato da Giulio Forleo a 19:09
Etichette: esame avvocato 2014, parere penale esame avvocato 2014, tracce esame avvocato 2014, traccia penale parere
Anonimo 17 dicembre 2014 09:24
niente tracce?
Anonimo 17 dicembre 2014 10:37
Anonimo 17 dicembre 2014 10:42
Per il pedaggio, Cassazione penale 19643 del 2014:
va ribadita la giurisprudenza di questa Corte secondo la quale la fattispecie in esame non integra il delitto di insolvenza fraudolenta di cui all'art. 641 cod. pen. ma il delitto di truffa, per la presenza di raggiri finalizzati ad evitare il pagamento del pedaggio: infatti, va ritenuta fraudolenta la condotta di chi transita con l'autovettura attraverso il varco autostradale riservato ai possessori di tessera Viacard pur essendo sprovvisto di detta tessera: Cass. 26289/2007 riv 237150.
Il reato, poi, non può ritenersi depenalizzato, in quanto, secondo la giurisprudenza di questa Corte, la disposizione di cui all'art. 176 nuovo C.d.S., comma 17, secondo la quale è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria chiunque ponga in essere qualsiasi atto al fine di eludere in tutto o in parte il pagamento del pedaggio autostradale, non ha depenalizzato gli eventuali reati commessi dall'utente
Anonimo 17 dicembre 2014 10:44
Cassazione penale 19643 del 2014:
"va ribadita la giurisprudenza di questa Corte secondo la quale la fattispecie in esame non integra il delitto di insolvenza fraudolenta di cui all'art. 641 cod. pen. ma il delitto di truffa, per la presenza di raggiri finalizzati ad evitare il pagamento del pedaggio: infatti, va ritenuta fraudolenta la condotta di chi transita con l'autovettura attraverso il varco autostradale riservato ai possessori di tessera Viacard pur essendo sprovvisto di detta tessera: Cass. 26289/2007 riv 237150.
Il reato, poi, non può ritenersi depenalizzato, in quanto, secondo la giurisprudenza di questa Corte, la disposizione di cui all'art. 176 nuovo C.d.S., comma 17, secondo la quale è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria chiunque ponga in essere qualsiasi atto al fine di eludere in tutto o in parte il pagamento del pedaggio autostradale, non ha depenalizzato gli eventuali reati commessi dall'utente"
Cassazione penale , sez. II, sentenza 14.11.2012 n�° 44140
" Infatti questa Suprema Corte a Sezioni Unite (e la costante giurisprudenza di questa Corte successiva) ha affermato il principio - condiviso dal Collegio - che poichè l'art. 176 C.d.S., comma 17, - il quale punisce con la sanzione pecuniaria chiunque ponga in essere qualsiasi atto al fine di eludere in tutto o in parte il pagamento del pedaggio autostradale - espressamente ed inequivocabilmente stabilisce la sussidiarietà di tale illecito amministrativo rispetto alle fattispecie penali eventualmente concorrenti, nei cui confronti, pertanto, non si pone in rapporto di specialità, nell'ipotesi di omesso adempimento, da parte dell'utente, dell'obbligo di pagamento del pedaggio autostradale, ben può configurarsi, ove ne sussistano in concreto gli elementi costitutivi, il delitto di insolvenza fraudolenta o di truffa (Sez. U, Sentenza n. 7738 del 09/07/1997 Ud. - dep. 31/07/1997 - Rv. 208219; Sez. 2, Sentenza n. 24529 dell'11/04/2012, dep. 20/06/2012).
Cassazione penale, sez. II, 17/10/2012, n. 44140
"In riferimento alla condotta dell'imputato che per molte volte si presenta al casello autostradale dichiarando di non avere denaro e in altre occasioni si accoda a veicoli che lo precedono per non pagare il pedaggio, la reiterazione delle condotte dissimulatorie unitamente al persistente inadempimento sono elementi che inducono a ritenere che l'intento di non adempiere fosse già maturo nel soggetto alla guida del veicolo sin dal momento della stipula del contratto avvenuta "per facta concludentia" (confermata la condanna per insolvenza fraudolenta e truffa)."
Anonimo 17 dicembre 2014 11:15
Per la concussione si fa riferimento alla 12228/2014 delle SSUU?
Anonimo 17 dicembre 2014 11:46
PER LA CONCUSSIONE SONO LA SENT N. 5496/13 E LA SENT. N. 12228/13 SEZIONI UNITE
Anonimo 17 dicembre 2014 12:07
Ma se Tizio si reca dall'avvocato subito dopo il deposito della sentenza...come si possono richiamare sentenze del 2013?? la traccia è scritta coi piedi...
Anonimo 17 dicembre 2014 12:18
Ed infatti secondo me non si devono richiamare quelle sentenze
Anonimo 17 dicembre 2014 12:19
Ottime invece quelle x la traccia 2, che a questo punto deve solo essere sviluppata. In particolare il caso in esame ricalca perfettamente quello della sentenza 44140/12
La sentenza nei confronti di Tizio è stata pronunciata dal Tribunale nell'ottobre 2012 e depositata il 30.11.2012. Non comprendo le vostre perplessità sul richiamare sentenze del 2013...
Anonimo 17 dicembre 2014 12:29
E che dice "si reca SUBITO DOPO L'AVVENUTO DEPOSITO della sentenza dal legale" ora a meno che il parere il legale non lo elabori mesi dopo l'incarico, mi sembra inopportuno enunciare tali sentenze, inesistenti all'epoca del conferimento
Anonimo 17 dicembre 2014 13:03
Effettivamente, la vostra osservazione è esatta. La traccia è scritta male.
In ogni caso, vi propongo di seguito la soluzione di Giurdanella alla TRACCIA 1
Anonimo 17 dicembre 2014 13:04
Va ricordato, inoltre, che la Corte di Cassazione aveva, in precedenza, delineato la differenza tra le due fattispecie, definendo la condotta qualificabile quale concussione come “qualunque violenza morale attuata con abuso di qualità o di poteri che si risolva in una minaccia, esplicita o implicita, di un male ingiusto recante una lesione non patrimoniale o patrimoniale, costituita da danno emergente o lucro cessante”; mentre quella qualificabile quale delitto di cui all’art. 319-quater c.p. come «la condotta del pubblico ufficiale che prospetti conseguenze sfavorevoli derivanti dall’applicazione della legge per ottenere il pagamento o la promessa indebita di denaro o altra utilità».
Anonimo 17 dicembre 2014 13:25
le sentenze del 2013 sono a sostegno per cui vanno messe per me, la cosa importante è la legge