Source: http://www.previdenza-professionisti.it/contratti-on-line-informazioni-per-il-consumatore
Timestamp: 2017-09-23 19:58:38+00:00
Document Index: 119370072

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 5', 'art. 52', 'art. 53', 'sentenza ', 'art. 60', 'art. 61', 'art. 18', 'e contrario', 'art. 18']

contratti on line informazioni per il consumatore
Home Ricerca Giuridica contratti on line informazioni per il consumatore
Il diritto di informazione del consumatore nell'ambito dei contratti on line o conclusi a distanza; il quadro giuridico di riferimento comunitario e la normativa di recepimento
avvocato presso il Foro di La Spezia
il quadro normativo del commercio elettronico
Informazioni a tutela del consumatore nei contratti on-line
Appurato che il contratto on-line è uno strumento utilizzabile nelle contrattazioni commerciali, cerchiamo di capire, senza alcuna pretesa di completezza, quali sono le tutele che il legislatore interno ha previsto a favore della parte debole del contratto, consigliando, a chiunque decida di fare acquisti o richiedere servizi sul web, di prestare la dovuta attenzione a tutte le condizioni contrattuali dell'accordo e alla correttezza delle informazioni che vengono fornite.
Occorre premettere che quando un contratto on-line è stipulato da un fornitore e un consumatore finale si dovranno applicare le regole previste dal decreto legislativo n. 50/1992 relativo alle vendite negoziate fuori dai locali commerciali e dal decreto legislativo n. 185/1999 relativo alla contrattazione a distanza, decreti confluiti nel decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 noto come Codice del Consumo .
Non esiste alcun dubbio che la prima forma di tutela, in grado di garantire al consumatore la possibilità di compiere una scelta consapevole, è rappresentata dalla qualità e quantità di informazioni che gli vengono fornite, del resto i principi di correttezza e buona fede nelle trattative pre-contrattuali contemplati agli artt. 1337 e 1338 c.c. prescrivono norme di condotta che si manifestano principalmente attraverso i doveri di informazione.
All'art. 2, punto e) del Codice del Consumo vengono sanciti alcuni principi fondamentali posti a tutela del consumatore, come la correttezza, l'equità nei rapporti contrattuali e la trasparenza, che si realizza proprio attraverso il dovere informativo posto a carico della parte forte del contratto. L'art. 5 del Codice intitolato "Obblighi generali" prevede nello specifico:
La disciplina del Codice del Consumo dedicata alla contrattazione a distanza prevede poi tutta una serie di obblighi informativi, che, proprio per l'assenza simultanea dei due contraenti in un luogo fisico ben determinato, sono particolarmente dettagliati.
L'art. 52 prevede in proposito:
Ad ulteriore protezione del consumatore, l'art. 53 del Codice prevede poi la conferma scritta delle informazioni:
1. Il consumatore deve ricevere conferma per iscritto o, a sua scelta, su altro supporto duraturo a sua disposizione ed a lui accessibile, di tutte le informazioni previste dall'articolo 52, comma 1, prima od al momento della esecuzione del contratto.
Qualche anno fa è intervenuta la Corte di Giustizia delle Comunità Europee a sancire, con la sentenza 29807 dell'ottobre 2008, che le società che si avvalgono di Internet per concludere contratti sono tenuti a fornire al consumatore l'indirizzo di posta elettronica e altri mezzi supplementari di comunicazione (numeri telefonici, maschere di dialogo predisposte sul sito), con la finalità di garantire un contatto diretto tra società e consumatore e di rendere più rapido il flusso delle informazioni tra questi due soggetti.
Inoltre è previsto che il consumatore debba avere sempre a disposizione il mezzo della posta elettronica non solo dopo la conclusione del contratto, ma in ogni fase dello stesso, soltanto il numero telefonico andrà messo a disposizione dopo la conclusione del contratto medesimo.
Particolarmente importante è anche quanto disposto dall'art. 60 secondo il quale: "Il contratto a distanza deve contenere il riferimento alle disposizioni della presente sezione." In sostanza ogni volta che un consumatore stipula un contratto on-line, deve essere informato del fatto che all'interno del Codice del Consumo esiste una sezione apposita dedicata al commercio elettronico, in cui potrà verificare quali sono le informazioni a cui il fornitore o prestatore di servizi è tenuto nei suoi confronti e la discicplina specifica che regola questa forma di contrattazione.
Attraverso il meccanismo del rinvio l'art. 61 del Codice del Consumo dispone: "1. Ai contratti a distanza si applicano altresì le disposizioni di cui all'articolo 18 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, recante riforma della disciplina relativa al commercio", decreto che prevede, tra le sue finalità, e in perfetta linea con i principi sanciti dal Codice del Consumo, la tutela del consumatore.
L'art. 18 del Dlgs. 114/98 contempla una sorta di controllo a monte, che prevede per chiunque voglia esercitare la vendita al dettaglio per corrispondenza o avvalendosi del mezzo televisivo o di altri sistemi di comunicazione, l'obbligo preventivo di dare comunicazione al comune di appartenenza nel quale ha la propria residenza, se persona fisica, o la propria sede legale se persona giuridica. Decorsi 30 giorni dalla comunicazione, se il comune non comunica parere contrario, l'esercente può iniziare la sua attività on-line. Nella comunicazione è previsto altresì che l'aspirante commerciante indichi la sussistenza del possesso dei requisiti di cui all'articolo 5 e il settore merceologico.
L'Art. 5 comma 1 citato elenca i requisiti di accesso all'attività, stabilendo che non possono esercitare l'attivita' commerciale, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione:
Nei commi successivi viene sancita anche la durata del divieto e particolari disposizioni dedicate al settore del commercio alimentare. Ma uno degli aspetti più innovativi di questo decreto è rappresentato dalla tutela contenuta nell'art. 18 che vieta ai commercianti di inviare prodotti al consumatore se non a seguito di specifica richiesta. Ad essi è consentito solo l'invio di campioni di prodotti o di omaggi, purchè questi non comportino spese o vincoli per il consumatore.
Abbiamo già visto che il Codice del Consumo prevede un rinvio anche al decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 che contempla a sua volta tutta una serie di obblighi informativi precisati nei seguenti articoli:
- Art. 7 (Informazioni generali obbligatorie)
a.il nome, la denominazione o la ragione sociale;
b.il domicilio o la sede legale;
c.gli estremi che permettono di contattare rapidamente il prestatore e di comunicare direttamente ed efficacemente con lo stesso, compreso l'indirizzo di posta elettronica;
d.il numero di iscrizione al repertorio delle attività economiche, REA, o al registro delle imprese;
e.gli elementi di individuazione nonché gli estremi della competente autorità di vigilanza qualora un'attività sia soggetta a concessione, licenza od autorizzazione;
f.per quanto riguarda le professioni regolamentate:
g.il numero della partita IVA o altro numero di identificazione considerato equivalente nello Stato membro, qualora il prestatore eserciti un'attività soggetta ad imposta;
h.l'indicazione in modo chiaro ed inequivocabile dei prezzi e delle tariffe dei diversi servizi della società dell'informazione forniti, evidenziando se comprendono le imposte, i costi di consegna ed altri elementi aggiuntivi da specificare;
i.l'indicazione delle attività consentite al consumatore e al destinatario del servizio e gli estremi del contratto qualora un'attività sia soggetta ad autorizzazione o l'oggetto della prestazione sia fornito sulla base di un contratto di licenza d'uso.
a.che si tratta di comunicazione commerciale;
b.la persona fisica o giuridica per conto della quale è effettuata la comunicazione commerciale;
c.che si tratta di un'offerta promozionale come sconti, premi, o omaggi e le relative condizioni di accesso;
d.che si tratta di concorsi o giochi promozionali, se consentiti, e le relative condizioni di partecipazione.
a.le varie fasi tecniche da seguire per la conclusione del contratto;
b.il modo in cui il contratto concluso sarà archiviato e le relative modalità di accesso;
c.i mezzi tecnici messi a disposizione del destinatario per individuare e correggere gli errori di inserimento dei dati prima di inoltrare l'ordine al prestatore;
d.gli eventuali codici di condotta cui aderisce e come accedervi per via telematica;
e.le lingue a disposizione per concludere il contratto oltre all'italiano;
f.l'indicazione degli strumenti di composizione delle controversie.
Concludendo, possiamo affermare che la disciplina italiana nei confronti del consumatore ha raggiunto l'apice del suo sviluppo attraverso il recepimento della disciplina comunitaria, che ha sempre dedicato molta attenzione a questa materia e che per questa ragione merita uno studio e un'analisi separata. Il consumatore da soggetto passivo della contrattazione è diventato oggi parte attiva dei contratti a distanza, anche se c'è una parte della dottrina che ritiene ci sia ancora molto da fare per realizzare una tutela preventiva completa.
1. Decreto legislativo 15 gennaio 1992 n. 50 Attuazione della direttiva n. 85/577/CEE in materia di contratti negoziati fuori dei locali commerciali.
2. Decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 114 : "Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell'articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59"
3. Decreto legislativo 22 maggio 1999 n. 185 : "Attuazione della direttiva 97/7/CE relativa alla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza"
4. Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70 "Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al commercio elettronico."
visite oggi 1711
Dal 12/06/09 14725483