Source: https://www.eclogaitalia.it/obblighi-e-responsabilita-del-datore-di-lavoro-in-materia-di-igiene-e-sicurezza-sul-lavoro/
Timestamp: 2017-12-17 15:46:33+00:00
Document Index: 149933855

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 2087', 'art. 40', 'art. 2043', 'art. 2087', 'art.15', 'art.18', 'art.16']

Obblighi e responsabilità del datore di lavoro
Obblighi e responsabilità del datore di lavoro in materia di igiene e sicurezza sul lavoro
da Daniela Barona | Giu 10, 2014 | Approfondimenti, INAIL, News | 0 commenti
Autore: Daniela Barona
I principali obblighi di tutela dei lavoratori (subordinati o equiparati) a carico del datore di lavoro sono riportati nel D.Lgs.81/08 e s.m.i. In realtà, oltre a far riferimento alla normativa di “settore”, per inquadrare meglio le responsabilità previste, occorre far riferimento anche a quanto è previsto dalla Costituzione, dal Codice Civile e dal Codice Penale che prevedono l’”obbligo di sicurezza” a carico di tutti i titolari d’impresa nei confronti dei propri lavoratori.
Ad esempio, l’art. 41 della Costituzione recita “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.
L’art. 2087 del Codice Civile (“Tutela delle condizioni di lavoro”) recita poi: “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro“.
Viene così definito un obbligo di carattere generale di tutela nei confronti dei lavoratori, ovvero della “persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari…”
Se il Datore di Lavoro non applica in modo conforme le disposizioni normative in materia di prevenzione e protezione, può andare incontro anche a conseguenze di carattere penale (la maggior parte delle sanzioni previste dal D.Lgs.81/08 sono di carattere penale), inoltre l’art. 40 del codice penale, al comma 2, prevede che: “Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo“.
Il datore di Lavoro può inoltre essere chiamato a risarcire il danno causato dalla sua inadempienza all’infortunato: l’art. 2043 del codice civile recita che “Qualunque fatto, doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno“. Dal combinato disposto di questa norma e del citato art. 2087 del codice civile emerge la responsabilità civile dell’imprenditore.
Anche l’INAIL può invocare la responsabilità del datore di Lavoro nel caso in cui l’infortunato sia un soggetto assicurato all’Istituto. Infatti, in caso di infortunio o malattia professionale, l’INAIL eroga le prestazioni economiche previste dalla legge ma poi può esercitare verso l’imprenditore penalmente responsabile il cosiddetto “diritto di regresso”: in questo caso l’imprenditore dovrà risarcire l’INAIL per le somme da essa pagate a titolo d’indennità all’infortunato (oltre alle spese ecc…).
Con l’entrata in vigore del D.Lgs n. 81 del 2008, la responsabilità generale del Datore di Lavoro, di tipo sia penale che civile è stata messa in maggior rilievo.
Iniziamo con precisare che il TU definisce il datore di lavoro come “il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva, in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa”.
Per quanto concerne gli obblighi, il DdL inizialmente deve adottare le principali misure generali di tutela previste dall’art.15:
L’art.18 si sofferma poi sugli obblighi del datore di Lavoro (e del dirigente), il comma 1 ad esempio recita:
“Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all’articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono:
g bis) nei casi di sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41, comunicare tempestivamente al medico competente la cessazione del rapporto di lavoro;
t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni di cui all’articolo 43. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva, e al numero delle persone presenti;
bb) vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità. (omissis).
La normativa prevede per il Datore di Lavoro la possibilità di una delega di funzioni (art.16) che non esclude comunque a suo carico l’obbligo di vigilare sul corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite, anche attraverso i sistemi di verifica e controllo di cui all’articolo 30, comma 4 del D.Lgs. 81/08. E’ fatta chiara indicazione però che il datore di lavoro non può comunque delegare:
la nomina del responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.
I vari obblighi imposti al datore di lavoro quindi ruotano intorno ad un adempimento principale, ovvero di organizzare l’attività in modo di salvaguardare l’integrità psicofisica dei lavoratori eliminando o cercando di ridurre al massimo i rischi che possono procurare dei danni a questi soggetti. È quindi sul datore di lavoro che ricade interamente la responsabilità dell’organizzazione complessiva della sicurezza nella propria azienda, per l’osservanza delle misure generali di tutela dei lavoratori previste dal Decreto Legislativo.