Source: https://medicocompetente.it/forum/thread/4062/Protocollo-visita-VDT.htm
Timestamp: 2020-08-13 03:44:32+00:00
Document Index: 180285391

Matched Legal Cases: ['art. 179', 'art.18', 'art. 20', 'art. 59', 'art. 18', 'art.59']

Protocollo visita VDT - Dal forum di MedicoCompetente.it
Protocollo visita VDT
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(15/01/2012 19:53)
Vi scrivo per chiedere delle delucidazioni in merito al protocollo utilizzato per la visita dei videoterminalisti.
La mia fidanzata due anni fa è stata sottoposta ad una visita medica per operatori al VDT condotta da un medico uomo.
Per essere visitata le è stato chiesto di spogliarsi e rimanere in slip e reggiseno. Il medico oltre a verificarle naturalmente la vista le ha poi sentito il cuore, controllato la schiena e distesa sul lettino le ha piegato ripetutamente le gambe per verificarne (immagino) la motricità.
A dire della mia ragazza il medico si è comportato correttamente, ma lei si è sentita comunque umiliata perchè dal momento che la visita era obbligatoria si è sentita strappata il diritto di decidere se un uomo possa o meno vederla in mutande.
Il problema è che la mia fidanzata tra poco cambierà lavoro ed è gia preoccupata dal fatto di potersi ritrovare ad affrontare una visita simile con un altro uomo e di non avere il coraggio di protestare.
Ne la mia fidanzata ne io siamo due bigotti e pertanto non pensiamo assolutamente che un uomo non possa visitare una donna(infatti la mia lei ha un ginecologo uomo) ma non riteniamo assolutamente corretto che ci possano essere delle imposizioni in questo senso.
Vorrei sapere dunque se nel caso la mia lei dovesse trovare nuovamente un medico uomo possa almeno rifiutarsi di togliersi i pantaloni. Io stesso sono un operatore VDT e pur avendo lavorato in diverse aziende, nessuno durante la visita medica mi ha mai chiesto di toglierli.
Per essere considerati non idonei a sedersi ad una scrivania (come del resto ha fatto ciascuno di noi durante gli anni scolastici senza mai dover affrontare alcuna visita) quale patologia dovrebbero avere le gambe di una persona?
So che è il medico a decidere la procedura, ma non dovrebbero esserci dei limiti oggettivi? se i rischi sono legati solo alla vista ed alla schiena, perchè chiedere di togliere i pantaloni?
Possibile che una donna debba vivere una visita medica che dovrebbe servire a tutelare la sua salute come una violazione?
Re: Protocollo visita VDT
(17/01/2012 22:12)
La visita (preventiva, periodica ecc.) per i videoterminalisti è obbligatoria ai sensi dell'art. 179 del D.Lgs.vo 81/08. Tale visita, sempre ai sensi dello stesso articolo, deve essere finalizzata:
b) ai rischi per l’apparato muscolo-scheletrico;
Il Medico Competente è nominato dal datore di lavoro (art.18 comma 1 lettera a)ed il lavoratore (art. 20 comma 2 lettera h) è tenuto a "sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto o comunque disposti dal medico competente" pena la sanzione penale dell'arresto fino ad un mese o ammenda da 200 a 600 Euro (art. 59 comma 1) oltre alla impossibilità per il datore di lavoro, ai sensi dell'art. 18 comma 1 lettera bb) di adibire il lavoratore alla mansione se privo del giudizio di idoneità espresso dal medico competente.
Ciò premesso, da quanto lei riferisce risulta che il medico competente ha effettuato, nel caso specifico, un accurato esame delle condizioni dell'apparato muscoloscheletrico. Nella Aziende operano esistono tanti medici competenti maschi che visitano lavoratrici e altrettanti (anzi, ultimamente molti di più) medici competenti donne che visitano maschi. Se, come la sua fidanzata riferisce, il medico si è comportato correttamente e se lo stesso comportamento viene adottato per tutti, uomini e donne, francamente non vedo dove sia il problema.
(17/01/2012 22:40)
Buonasera, la sua lettera mi fa riflettere.
E' vero che circostanze che possano rendere inidonea o limitare l'idoneità di un impiegato che utilizza vdt sono veramente poche e nella maggior parte dei casi, forse, potrebbero emergere già in sede di colloquio o esame di funzionalità visiva.
Tuttavia, è vero anche che se un medico vuole esercitare bene i propri compiti nel visitare una persona (lo insegnano alle lezioni di semeiotica al 4° anno di corso di laurea) la deve fare spogliare. Epperò va tenuto conto che il ruolo del medico competente è un ruolo particolare poichè non è scelto dal lavoratore, ma imposto dal d.l. pertanto per il lavoratore non è una necessità, ma un obbligo e come tale viene percepito.
Peraltro capita soventemente che quando si richieda ad un lavoratore, magari in altra sede, (tutela INAIL, es.) come erano le visite in ambiente di lavoro il lavoratore dica, lamentandosene: ma se il medico non mi visitava neanche! Pertanto vorrei fare riflettere anche lei, il medico certifica la sua idoneità ovvero si assume la responsabilità di indicarla idoneo a svolgere una mansione, ma è capitato anche che poi siano stati imputati errori diagnostici non solo inerenti la propria disciplina, poichè in sede di visita si presenta l'occasione di verificare le condizioni di salute della persona! Nel caso da lei esposto il medico ha fatto il suo lavoro ( si è comportato, come pare di capire con tutti allo stesso modo e correttamente). Il medico competente visita il lavoratore più spesso di quanto lo faccia il curante e può divenire prezioso anche dal punto di vista preventivo e negli interventi di promozione della salute. Infine ritengo che se la lavoratrice riferisce di non volere spogliarsi o farlo solo parzialmente il medico possa procedere comunque ad una valutazione, pertanto è meglio parlarne con il medico che incontrerà con tranquillità.
Temo solo che in entrambi i casi rimarrà scontenta, in un caso forse perchè il medico è stato superficiale, nell'altro caso perchè ha invaso la sua privacy...
(18/01/2012 20:34)
Mi rattrista il fatto che lei non abbia risposto alla mia domanda ma si sia limitato sostanzialmente a sottolineare l'obbligatorietà della visita ricordando quali siano i risvolti penali cui va incontro chi vi si sottrae.
Con la mia lettera, che ritengo fosse sufficientemente chiara, non intendevo infatti sollevare polemiche su tale obbligatorietà.
Il problema che lei evidentemente non riesce a vedere si chiama:"libertà all'autodeterminazione sessuale".
I medici non sono certo asessuati e pertanto una donna dovrebbe avere il sacrosanto diritto di decidere chi debba provare un eventuale piacere (o dispiacere) nel vederla mezza nuda.
Il problema che lei sostiene di non vedere è invece assolutamente chiaro agli svizzeri, dal momento che in Svizzera le donne che devono sottoporsi alla visita medica per lavoro hanno diritto ad un medico donna.
Le faccio una domanda: se per caso un addetta al vdt come la mia fidanzata non volesse togliersi i pantaloni, lei come si comporterebbe? la forzerebbe a farlo ricordandole l'art.59 comma 1?
Io non sono un medico per cui provo a chiederglielo di nuovo sperando che lei mi dia una risposta concreta.
Per giudicare idonea una persona al lavoro ad una scrivania, è strettamente necessario farla rimanere in mutande? I vari piegamenti delle gambe che vengono fatti sul lettino non potrebbero essere fatti con i pantaloni anche se meno agevolmente?
Mi scuso per il tono polemico. Spero che mi risponda. Grazie
(18/01/2012 22:04)
Le rispondo volentieri. Innanzitutto propongo di sgombrare il campo da problematiche che esulano dalle nostre (mie e sue) competenze. Intendo dire che il fatto che il medico competente lo sceglie il datore di lavoro, che la scelta non è influenzabile (e per fortuna, secondo me)dal sesso del medico, e che le visite siano obbligatorie per il lavoratore, non è un problema che noi (lei ed io) possiamo discutere. La legge è quella: giusta? ingiusta? Tutto è opinabile, ma per il momento la legge è questa.
Veniamo quindi alla sostanza delle cose. Condivido nella sostanza le considerazioni fatte dalla Collega Eleonora: il nostro non è un mestiere facile e, certamente, serve tra le "skills" anche la capacità di saper mettere a proprio agio il lavoratore o la lavoratrice, cercando di ridurre al minimo, se non a zero, il disagio umanamente comprensibile in una persona che generalmente non viene spontaneamente alla visita (tranne quando è lo stesso lavoratore che lo richiede esercitando, oltreché diritto garantito dalla legge, il legittimo interesse della tutela della propria salute) e nel contempo fare bene il proprio mestiere, non è sempre agevole. In questo senso fare la visita in modo eccessivamente "burocratico", ancorché tecnicamente irreprensibile, non aiuta. Ma sarebbe sbagliato anche il contrario, cioè fare una visita superficiale ed incompleta per evitare la suscettibilità del lavoratore.
Sulla scelta del medico (uomo o donna), è bene distinguere quando è il lavoratore che sceglie il medico (e allora si sceglie quello che vuole) da quando invece la vista medica è obbligatoria per legge o comunque effettuata da un medico scelto da altri (datore di lavoro, SSN, ecc.). Per fare alcuni esempi: il medico del SSN che visita per la patente, per l'idoneità sportiva, i medici delle commissioni invalidi, delle commissioni di idoneità dell'ASL li sceglie il cittadino? O il cittadino può rifiutarsi in base al sesso del medico? E quando un cittadino si reca al pronto soccorso o al "punto bianco" si sceglie il medico in base al sesso? E quando si fa operare si sceglie l'anestesista in base al sesso? Spesso non si sceglie nemmeno il chirurgo, e certamente se lo sceglie non lo sceglie certo in base al sesso!
Vede, faccio questo mestiere da 33 anni e di vicende complicate ne ho vissute tante, compreso il rifiuto di lavoratrici di religione islamica di farsi visitare da un medico di sesso maschile. In questi casi ho risolto la questione spiegando bene alla lavoratrice le ragioni della visita medica, e facendo assistere la lavoratrice, durante la visita, da persone di sua fiducia. In 33 anni ricordo un solo caso "tosto": una lavoratrice (italiana e non di religione islamica) nonostante tutte le delucidazioni compresa la proposta di farsi accompagnare alla visita, si è rifiutata di farsi visitare. A quel punto ho detto a lei e al datore di lavoro che non ero in grado di esprimere il giudizio di idoneità per impossibilità di effettuare la visita medica. La lavoratrice alla fine, obtorto collo, si è convinta e si è fatta visitare. Il caso è di circa 10 anni fa, col tempo le cose si sono appianate ed oggi con quella lavoratrice c'è un corretto e cordiale rapporto.
Infine, la risposta concreta: se si vuole effettuare una vista accurata relativa alle condizioni dell'apparato muscoloscheletrico, sì, occorre togliere i pantaloni, sia per le donne che per gli uomini.
jackpink@msn.com
(29/04/2015 12:24)
In realtà non è poi così necessario spogliarsi per un determinato tipo di visite. Certi medici con il nudo ci hanno sempre marciato. A tale proposito, ricordo certe visite medico sportive che con lo stesso medico variavano a seconda che il visitato fosse uomo o donna. Volete salvarvi dal medico sporcaccione? Scaldamuscoli e reggiseno sportivo...voglio vedere cosa s'inventano per farveli togliere. Tutto sommato, esiste sempre un grande strumento a nostra disposizione per evitare che certi medici ci marcino: LA QUERELA!!!
(11/05/2015 12:21)
Lo statuto dei lavoratori vieta di fare controlli sullo stato di salute al di fuori dei fattori di rischio. Se un lavoratore non mi permettesse di eseguire la visita che secondo scienza e coscienza ritengo opportuna per il rilascio della idoneità secondo quanto previsto dal protocollo sanitario stilato sui fattori di rischio, io emetterei giudizio di non idoneità alla mansione e se il lavoratore volesse continuare a lavorare dovrà fare ricorso all'asl. In quanto alla querela, in questo ambito risulta un argomento del tutto fuori luogo visto che il collega si è comportato in maniera corretta. Ritengo invece ridicolo leggere una persona, che non penso abbia svolto studi di medicina, esprimersi dando consigli fuorvianti ad un lavoratore su cosa sia necessario o meno fare durante una visita medica. La querela può essere fatta nei confronti di chiunque si comporti in modo non corretto, sia questo medico o sindacalista.
(07/06/2015 09:35)
sempre più si osserva critiche al medico ( anche nel comportamento più corretto e professionale : il caso in esame lo esprime benissimo)
la uguale dignità dell'individuo (soggetto paziente o visitante) va rispettata sempre e comunque ma va altretanto rispettata la professione (che oltre la laurea (e nel caso specializzazione) alla quale è stata data la possibilità di esercitarla (secondo scienza e coscienza )da un esame di stato
QUANTE VOLTE MOLTI CITTADINI SI RIVOLGONO AL MEDICO di MEDICINA GENERALE (il più delle volte, mentre con l'ospedaliero hanno qualche ritegno in più) CHIEDENDO UNO SPECIFICO TRATTAMENTO OD ESAME (mi dia il farmaco x... mi mandi a fare l'esame Y.... e magari rifiutandosi si essere visitati )
Datemi una buona ragione perchè il Medico debba sopportare tale ignorante sopraffazione. Nei primi anni di professione(1979) sono stato MEDICO DI MEDICINA GENERALE e disdettai all'INAM la scelta di un paziente che chiedeva la ricetta senza farsi visitare.
Quanto ai medici sporcaccioni? se certi medici ci marciano ( come tanti altri uomini che si approfittano delle donne) costoro vanno denunciati e se medici(non meritevoli del nome)anche all'Ordine dei Medici
(03/08/2015 10:59)
Sinceramente non si tratta di mera ignoranza o meno ma affermare una verità assoluta parlando di certe visite mediche per idoneità al lavoro: rispettare il paziente o la paziente deve essere fondamentale!! Non ha senso chiedere ad una ragazzina di ventanni di spogliarsi completamente se deve lavorare in un bar e la stessa cosa non si chiede per la visita di idoneità agonistica. Ho avuto un padre medico ed ha ammesso candidamente che certi medici con il nudo femminile ci marciano. Punto a capo.
(06/09/2015 17:33)
contiuua a non capire
se occorre valutare lo stato delle circolazione degli arti inferiori che faccio?
la visita di ideneità deve essere generale (non solo occhi o schiena !) in ogni caso spetta al Medico fare visite secondo scienza e coscienza nel pieno rispetto della persona) non può il visitando ( o chi per lui) dire la visita la faccia così
se certi medici ci marciano ( come tanti altri uomini che si approfittano delle donne) costoro vanno denunciati e se medici(non meritevoli del nome)anche all'Ordine dei Medici