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Timestamp: 2020-03-30 06:05:07+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 39', 'art. 4', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 3', 'art. 53', 'art. 4', 'art 1', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 31', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 24']

Nel presentare qualsiasi raccolta di normativa sull’adozione, nazionale o internazionale, è necessario tenere presente che il diritto italiano, in quanto diritto di un Paese membro dell’Unione europea e del Consiglio d’Europa, andrà sempre più uniformandosi ad un comune “diritto europeo”. Oggi, ciò è evidente non solo quando uno Stato firma, o addirittura ratifica, una Convenzione internazionale, portando un atto di livello sovranazionale all’interno del proprio ordinamento giuridico, ma anche quando un atto internazionale, pur non vincolante, assume il valore di “indicazione-guida” almeno per gli Stati membri. Per tale motivo, in questa sezione richiamiamo anche alcuni recentissimi atti dell’Unione europea e del Consiglio d’Europa che certamente influenzeranno il nostro diritto e la nostra giurisprudenza.
D.G.R. 27 dicembre 2016, n. 1369
Indicazioni metodologiche in materia di interventi di sostegno nell’adozione nazionale ed internazionale, per le fasi dell’attesa, dell’affidamento pre-adottivo e del post-adozione. Approvazione.
La Regione Toscana, con questa Deliberazione ha approvato le Indicazioni metodologiche in materia di interventi di sostegno nell'adozione nazionale ed internazionale, per le fasi dell'attesa, dell'affidamento preadottivo e del post-adozione. [Allegato] Leggi tutto...
D.G.R. 5 dicembre 2016, n. 1248
Accordo di collaborazione tra la Regione Toscana ed i Comuni capofila di Firenze, Prato, Siena e la Società della Salute Pisana - quali enti capofila di Area Vasta cui afferiscono i relativi Centri Adozione - e gli Enti Autorizzati di cui all'art. 39 ter, Legge 149/2001, per la definizione delle attività da realizzarsi congiuntamente in materia di adozione. Approvazione. [Allegato]
Con la presente Delibera è stato rinnovato l’accordo di collaborazione in materia di adozione tra la Regione Toscana, i comuni capofila per i Centri di adozione di Area Vasta (Firenze, Prato, Pisa e Siena) e gli Enti Autorizzati di cui all’art. 39 ter della Legge 184/1983, oggetto della precedente D.G.R. 1198/2011.
D.G.R. 16 febbraio 2016, n. 86
Schema di Protocollo di Intesa tra la Regione Toscana ed il Tribunale per i Minorenni di Firenze per la collaborazione ai fini della tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti e per lo sviluppo del sistema informativo regionale sui minori. Approvazione.[Allegato]
La Regione Toscana e il Tribunale per i minorenni di Firenze hanno sottoscrito il presente protocollo per la realizzazione e la gestione di flussi informativi nell’area dei minori, ritenendo opportuno mantenere e consolidare il rapporto di collaborazione già sancito in materia con le Delibere della Giunta Regionale n. 412/1999, n. 798/2001, n. 101/2004, n. 414/2006, n. 1070/2008 e n. 815/2012.
D.G.R. 10 novembre 2014, n. 996
Sviluppo del percorso di accoglienza e di inserimento scolastico dedicato ai bambini ed ai ragazzi adottati. Schema di Protocollo d'Intesa tra la Regione Toscana e l'Ufficio scolastico regionale per la Toscana di Firenze. Approvazione [Allegato]
Nell’ottica dello sviluppo e della qualificazione del sistema regionale dei servizi dedicati all’adozione, con la sottoscrizione del presente Protocollo i soggetti firmatari intendono promuovere forme di collaborazione istituzionale in ambito scolastico formativo, prevedendo azioni integrate per la promozione e sensibilizzazione della cultura dell’accoglienza e la definizione di percorsi mirati ad un adeguato e consapevole inserimento scolastico dei bambini e dei ragazzi adottati, anche attraverso il coinvolgimento delle loro famiglie.
Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale 2012-2015. [Allegato]
Il Piano Socio-Sanitario Integrato Regionale 2012-2015 ribadisce come specifico obiettivo di lavoro l’esigenza di un rafforzamento della rete di rapporti e relazioni tra tutti i soggetti coinvolti nei procedimenti che riguardano la tutela e la promozione dei minori. Il Piano è stato prorogato ai sensi dell’art. 4 della L.R. 80/2017, fino all’entrata in vigore del nuovo Piano Sanitario e Sociale Regionale Integrato. | Leggi tutto...
D.G.R. 26 agosto 2013, n. 702
Indicazioni metodologiche per lo studio di coppia finalizzato alla valutazione ed all’accompagnamento per l’idoneità nell’ambito del procedimento di adozione nazionale ed internazionale. Approvazione.[Allegato]
La Regione Toscana ha approvato il documento contenente le “Indicazioni metodologiche per lo studio di coppia finalizzato alla valutazione e all’accompagnamento per l’idoneità nell’ambito del procedimento di adozione nazionale e internazionale”. | leggi tutto...
Decr. dirig. Direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale10 maggio 2012, n. 2113
Legge Regionale n. 70/2009 "Interventi di sostegno alle coppie impegnate in adozioni internazionali”. Bando per l’assegnazione dei contributi regionali; prima Edizione - annualità 2012. Approvazione.
La Regione Toscana, attraverso questo bando, assegna i contributi previsti dalla L.R. 70/2009 a favore delle coppie residenti in Toscana ed impegnate nelle procedure di adozione internazionale disciplinate dalla L. 184/1983 e successive modifiche. I contributi sono erogati a copertura della quota di interessi applicata sui prestiti contratti con il sistema del credito dalle coppie impegnate nell’adozione internazionale e finalizzati alla copertura delle spese sostenute per l’intero percorso adottivo.
Decr. dirig. Direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale 26 marzo 2012, n. 1165
Delibera Giunta Regionale 1198/2011: accordo di collaborazione in materia di adozione; prima attuazione, approvazione documento "Attività per la preparazione delle coppie aspiranti all'adozione e collaborazione tra Centri adozione ed Enti Autorizzati all'adozione internazionale". [Allegato]
Il presente Decreto definisce, in attuazione dell’Accordo di collaborazione in materia di adozione di cui alla D.G.R. 1198/2001, le modalità e i contenuti dell’attività di preparazione delle coppie aspiranti all’adozione internazionale, nonché i contenuti e le procedure amministrative per lo scambio informativo sul percorso adottivo tra Centri adozione ed Enti autorizzati.
D.G.R. 27 dicembre 2011, n. 1198
Accordo di programma per i servizi in materia di adozione, di cui al Decreto del Presidente della Giunta n. 128/2002: schema di Accordo di collaborazione tra la Regione Toscana, i comuni capofila per i servizi adozione di area vasta di Firenze, Prato, Pisa e Siena e gli Enti Autorizzati di cui all'art. 39 ter della Legge 184/1983 e successive modifiche, per la definizione delle attività e delle iniziative da realizzare congiuntamente in materia di adozione - Approvazione. [Allegato]
Con questa D.G.R. è stato approvato uno schema di Accordo di collaborazione tra la Regione Toscana, i comuni capofila di Firenze, Prato, Pisa e Siena, cui afferiscono i relativi Centri per l’adozione e gli Enti Autorizzati di cui all’art. 39 ter della legge 149/2001, per la definizione delle attività e delle iniziative da realizzare congiuntamente in materia di adozione | leggi tutto...
D.G.R. 28 dicembre 2010, n. 1169
Criteri per la concessione dei contributi previsti dalla l.r. 70 del 19.11.2009 (Interventi di sostegno alle coppie impegnate in adozioni internazionali). Approvazione. [Allegato]
La Giunta fissa i criteri per la concessione alle coppie impegnate in adozioni internazionali dei contributi derivanti dal Fondo di cui all’art. 3 della L.R. 70/2009, istituito per la copertura della quota di interessi applicata sui prestiti contratti con il sistema del credito destinati alla copertura delle spese correlate all’adozione.
L.R. 19 novembre 2009, n. 70,
Interventi di sostegno alle coppie impegnate in adozioni internazionali.
In conformità con il quadro normativo di riferimento, nonché con gli impegni assunti con il Piano Integrato Sociale Regionale 2007-2010 in materia di diritti dei minori e di politiche sulle adozioni internazionali, è stata prevista la costituzione di un fondo per l’erogazione di contributi in conto interessi a valere sui prestiti erogati dal sistema del credito alle coppie in adozione secondo le disposizioni della L. 184/1983, finalizzati al sostegno delle spese relative all’adozione | leggi tutto...
La Legge, oltre a prevedere disposizioni inerenti la promozione dei diritti dei minori e la realizzazione di interventi e servizi loro dedicati, all’art. 53 comma 1 stabilisce che le politiche per i minori consistono nell'insieme degli interventi e dei servizi volti a garantire al minore la protezione e le cure necessarie per il suo benessere, e a promuoverne il pieno e armonico sviluppo psicofisico, l'educazione e la crescita in un idoneo ambiente familiare e sociale. l leggi tutto...
D.P.G.R. 29 maggio 2002, n. 128,
Approvazione accordo di programma per l'applicazione delle leggi in materia di adozione.
[Allegati: 1, A, B, C, D, E]
La Regione Toscana, tramite l’approvazione di questo accordo di programma per l’applicazione delle leggi in materia di adozione, dispone di flussi informativi in materia di adozione nazionale e internazionale derivanti dall’attività svolta dai Comuni di Firenze, Prato, Pisa e Siena in qualità di Comuni capofila delle quattro Aree Vaste individuate per i servizi per l’adozione. | leggi tutto...
D.G.R. 25 marzo 2002, n. 313,
Approvazione "Guida e strumenti operativi in materia d'abbandono e maltrattamento dei minori".
Al fine di promuovere un'azione integrata tra i vari soggetti coinvolti nelle azioni di prevenzione, presa in carico e trattamento in materia civile e penale per la tutela dei minori, è stato ritenuto necessario giungere all'elaborazione dell’apposita guida regionale sulle modalità di attuazione di tali interventi da parte dei servizi socio-assistenziali e sanitari del territorio | leggi tutto...
D.G.R. 12 novembre 2001, n. 1218
Accordo di programma per l’applicazione delle leggi in materia di adozione tra la Regione Toscana, i Comuni capofila delle zone socio-sanitarie e le Aziende sanitarie locali. [Testo non disponibile]
D.G.R 4 dicembre 2000, n. 1288
Protocollo operativo e metodologico in materia di adozione e adozione internazionale: modifica alla DGR 795/2000 per integrazione allegato. [Allegato]
Questa delibera sostituisce l’allegato della DGR 795/2000 “Elementi di riferimento per la valutazione dell’anno di affidamento preadottivo” con il nuovo allegato: “Traccia per le relazioni trimestrali di servizio sociale sulla fase preadottiva”
D.G.R 25 luglio 2000, n. 795
Protocollo operativo e protocollo metodologico in materia di adozione e adozione internazionale.
Il Protocollo è un documento metodologico per gli interventi dei servizi sociali e del servizio di psicologia per gli adempimenti relativi alle procedure di adozione nazionale e internazionale. Al fine di indicare standard minimi e tempi di indagine, stabilisce cinque tracce riguardanti la relazione dei servizi sociali e del servizio di psicologia, le relazioni trimestrali sulla fase preadottiva, la modulistica e la relazione di sintesi (a cura degli enti territoriali) per la trasmissione al Tribunale per i minorenni. Prevede, inoltre, la totale gratuità dei corsi di informazione e preparazione all’adozione da svolgersi presso strutture denominate Aree vaste, e dispone la prosecuzione della fase di valutazione presso le équipe adozioni presenti sul territorio. [Vedi anche il Protocollo operativo e metodologico di cui alla D.G.R. n. 1288/2000]
DPCM, Decreto 16 febbraio 2018
Modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 marzo 2015, recante: «Criteri per le designazioni dei componenti della Commissione per le adozioni internazionali in rappresentanza delle associazioni familiari a carattere nazionale».
La presente Legge ha introdotto alcune modifiche alla Legge 184/1983 con l’intento, tra l’altro, di tutelare il rapporto affettivo che viene a crearsi tra i minori in affidamento familiare e i loro affidatari. Tra le novità introdotte si segnala il comma 5-bis dell’art. 4, secondo il quale, se durante un prolungato periodo di affidamento il minore è dichiarato adottabile e la famiglia affidataria chieda di poterlo adottare, il Tribunale per i minorenni deve tener conto dei legami affettivi significativi e del rapporto stabile e duraturo consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria.
DPCM, Decreto 13 marzo 2015
Criteri per la designazione dei rappresentanti delle Associazioni familiari a carattere nazionale, nominati componenti della Commissione per le adozioni internazionali.
Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati, dicembre 2014.
Con questo documento, il Ministero intende fornire informazioni e linee di indirizzo teorico-metodologico che aiutino a far sì che la scuola possa garantire ai bambini e ai ragazzi adottati e alle loro famiglie ulteriori strumenti nel loro percorso di crescita.
Il presente Decreto, emanato in attuazione dell’articolo 2 della Legge 219/2012 che ha delegato al Governo la revisione delle disposizioni vigenti in materia, ha modificato numerose disposizioni riguardanti la filiazione. In tal modo si è proceduto, tra l’altro, a uniformare la legislazione codicistica e speciale sulla base del principio dell’unicità dello stato di figlio, secondo il quale è riconosciuta effettiva uguaglianza giuridica tra figli legittimi, naturali e adottivi e vengono conseguentemente eliminati i riferimenti discriminatori contenuti nell norme. Viene inoltre stabilito il principio per cui i figli nati fuori dal matrimonio vantano diritti successori nei confronti di tutti i parenti e non solo genitori. Fondamentale è inoltre la modifica della potestà genitoriale che si evolve in responsabilità genitoriale.
Ministero della giustizia, Decr. 15 febbraio 2013
Attivazione della Banca Dati delle Adozioni.
La banca dati relativa ai minori dichiarati adottabili e alle coppie di aspiranti genitori adottivi, prevista dalla Legge 149/2001, è istituita presso il Dipartimento per la giustizia minorile ed è disponibile a tutti i Tribunali per i minorenni.
L. 10 dicembre 2012, n. 219,
Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali. ( Si legga in particolare l'art 1)
La Legge 219/2012 elimina dall’ordinamento le distinzioni ancora presenti tra figli legittimi e figli naturali, affermando il principio dell’unicità dello stato giuridico dei figli. Ciò affinché sia riconosciuta un’effettiva uguaglianza giuridica a figli legittimi, naturali e adottivi. Viene, inoltre, data la delega al Governo ad intervenire sulle disposizioni vigenti per eliminare ogni residua discriminazione tra figli legittimi, naturali e adottivi. Sono ridefinite le competenze di Tribunali ordinari e Tribunali dei minorenni in materia di procedimenti di affidamento e mantenimento dei figli e vengono dettate delle disposizioni a garanzia del diritto dei figli agli alimenti e al mantenimento.
DPCM, Decreto 24 settembre 2007
Ricostituzione della Commissione per le adozioni internazionali. [Testo non reperibile]
DPR 8 giugno 2007, n. 108
Ministero dell’interno, Ministro delle politiche per la famiglia, Direttiva 21 febbraio 2007
Abolizione della richiesta del permesso di soggiorno per il minore straniero adottato o affidato a scopo di adozione.
L. 28 marzo 2001, n. 149,
Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, recante "Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori", nonché al titolo VIII del libro primo del codice civile".
La presente Legge ha riformato la Legge 184/1983 che rappresenta il testo fondamentale per la disciplina dell’adozione nazionale e internazionale. Il legislatore, con la nuova legge, ha inteso dettare misure tali da rendere pienamente operativo il diritto del minore ad una propria famiglia, da intendersi sia quella naturale d’origine sia quella cui sia eventualmente affidato a causa delle difficoltà della famiglia d’origine. Numerose sono le modifiche apportate al testo originario della Legge 184/1983.
L. 4 maggio 1983, n. 184,
La Legge 184/1983 costituisce il testo fondamentale per la disciplina dell’adozione nazionale e internazionale e rappresenta un capovolgimento di prospettiva rispetto al passato, ponendo in primo piano l’interesse del minore abbandonato e il suo diritto ad avere una famiglia. L’articolo 1 della legge afferma chiaramente che il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia e che le condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la potestà genitoriale (ora responsabilità genitoriale) non possono essere di ostacolo all’esercizio del diritto del minore alla propria famiglia e, a tal fine, a favore della famiglia sono disposti interventi di sostegno e di aiuto. Quando la famiglia non è in grado di provvedere alla crescita e all’educazione del minore, si applicano gli istituti di cui alla presente legge, tra cui l’adozione - in particolare i Titoli II-III-IV-V.
La Costituzione, nella Parte I, Titolo II relativo ai rapporti etico-sociali, sancisce che la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio (art. 29) e dispone che sia dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio e che la legge provveda a che siano assolti i loro compiti in caso di incapacità e assicuri ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima (art. 30). Essa prevede inoltre che la Repubblica agevoli con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi e protegga la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo (art. 31).
Conferenza dell’Aja di diritto privato
Nell’ambito della Conferenza dell’Aja, gli Stati hanno elaborato questa Convenzione con l’obiettivo di garantire che le adozioni internazionali rispondano all’interesse superiore del minore e siano decise nel rispetto dei diritti fondamentali a lui riconosciuti nel diritto internazionale, attraverso un sistema di cooperazione tra gli Stati che sia in grado di contrastare i fenomeni di sottrazione, vendita e tratta dei minori.
Nelle ultime osservazioni conclusive, con riferimento all’adozione, il Comitato formula all’Italia le seguenti raccomandazioni: a) raccogliere, in modo sistematico e continuo, dati statistici disaggregati e informazioni pertinenti sulle adozioni nazionali e internazionali, al fine di comprendere e affrontare meglio il fenomeno; b) fare in modo che la banca dati nazionale contenente i dati dei minori adottabili, compresi quelli con disabilità, e delle famiglie idonee all’adozione sia pienamente operativa; c) garantire nella pratica che le opinioni del minore siano ascoltate nel corso della procedura di adozione a seconda del suo grado di sviluppo.
L’Assemblea generale esorta tutti gli Stati a intensificare i loro sforzi nel rispettare gli obblighi della Convenzione sui diritti del fanciullo, così come aveva fatto con la precedente risoluzione in materia (A/RES/72/245), ribadendo che ogni sforzo dovrebbe essere diretto a consentire ai minori di rimanere o tornare rapidamente alle cure dei loro genitori o se del caso, di altri parenti stretti. L’Assemblea sollecita inoltre gli Stati a combattere le adozioni illegali e quelle che non rispondono al superiore interesse del minore.
L’Assemblea generale esorta tutti gli Stati a intensificare i loro sforzi nel rispettare gli obblighi della Convenzione sui diritti del fanciullo volti, fra l’altro, alla loro protezione nelle relazioni familiari, nell’ambito dell’adozione o delle altre forme di assistenza alternativa, riconoscendo che ogni sforzo dovrebbe essere diretto a consentire ai minori di rimanere o tornare rapidamente alle cure dei loro genitori o se del caso, di altri parenti stretti. L’Assemblea sollecita inoltre gli Stati a combattere le adozioni illegali e quelle che non rispondono al superiore interesse del minore.
Comitato per i diritti umani, Osservazioni conclusive (2017) CCPR/C/ITA/CO/6 dell’1 maggio 2017
Le presenti Osservazioni conclusive fanno riferimento al sesto rapporto dell’Italia sullo stato di attuazione della Convenzione sui diritti civili e politici. Il Comitato osserva che lo Stato membro dovrebbe valutare la modifica della normativa in tema di adozione e consentire anche alle coppie dello stesso sesso di adottare bambini, inclusi i figli biologici del partner.
Consiglio per i diritti umani, Report A/HRC/34/55 del 22 dicembre 2016
Report of the Special Rapporteur on the Sale of Children, Child Prostitution and Child Pornography, Note by Secretariat.
Lo studio condotto dallo Special Rapporteur evidenzia, fra l’altro, come nei Paesi con sistemi di protezione dei minori deboli avvengano ancora adozioni nazionali illegali e in diversi Paesi le adozioni private avvengano legalmente, parallelamente alle adozioni gestite dallo Stato. Quanto alle adozioni internazionali, osserva come le domande provenienti dai Paesi a reddito più elevato abbiano esercitato una forte pressione sui Paesi di origine con sistemi di protezione dei minori deboli portando spesso ad atti e pratiche illecite, quali la vendita di bambini e le adozioni illegali. Il Rapporteur conclude rilevando la riluttanza degli Stati nel reagire adeguatamente alle adozioni illegali e fornisce una serie di raccomandazioni per porre fine ai fenomeni analizzati.
Assemblea Generale, Risoluzione A/RES/68/147 del 18 dicembre 2013
Con questa Risoluzione l’Assemblea generale riafferma l’importanza di garantire e tutelare i diritti dei minori nella loro completezza. In particolare nel paragrafo dedicato alla “Registrazione, relazioni familiari, adozione e assistenza alternativa” invita gli Stati ad adottare tutte le misure necessarie per prevenire e combattere le adozioni illegali e tutte le adozioni che non vengono svolte nel superiore interesse del minore.
Comitato per i diritti del fanciullo, Commento generale n. 14 (2013) CRC/C/GC/14 del 29 maggio 2013.
General comment No. 14 (2013) on the right of the child to have his or her best interests taken as a primary consideration (art. 3, para. 1).
Con il presente Commento generale, il Comitato ribadisce l’importanza del rispetto del diritto del superiore interesse del minore, che deve essere necessariamente considerato dagli Stati in ogni decisione che lo riguarda, inclusa l’adozione, nell’ambito della quale tale diritto è ulteriormente rafforzato: secondo l’art. 21 della Convenzione sui diritti del fanciullo esso non è semplicemente “una considerazione primaria” ma “la considerazione fondamentale”, ovvero fattore determinante per la decisione di adozione.
Comitato per i diritti del fanciullo, Osservazioni conclusive CRC/C/ITA/CO/3-4 del 31 ottobre 2011
Consideration of reports submitted by States parties under article 44 of the Convention Concluding observations: Italy.
In queste Osservazioni conclusive il Comitato esprime le sue considerazioni anche in relazione alle adozioni dei minori, cui dedica un capitolo specifico nel quale afferma, innanzitutto, la necessità che in Italia venga introdotto il principio del superiore interesse del minore come base fondamentale nella legislazione e nelle procedure che regolano l’adozione. Inoltre deve essere assicurato un monitoraggio efficace e sistematico di tutti gli enti privati autorizzati ad operare nel campo delle adozioni e deve essere presa in considerazione la possibilità di gestirne o limitarne il gran numero.
Assemblea generale, Risoluzione A/RES/65/197 del 30 marzo 2011
L’Assemblea generale richiama la Risoluzione 63/241 e sollecita tutti gli Stati a intensificare i loro sforzi per ottemperare agli obblighi della Convenzione sui diritti del fanciullo relativi alla registrazione dei minori, alle relazioni familiari e all’adozione o altre forme di assistenza alternativa. L’Assemblea, inoltre, esorta gli Stati a prendere in considerazione le Linee guida per la cura alternativa dei bambini, allegate alla sua Risoluzione 64/142 del 18 dicembre 2009, quale insieme di orientamenti su cui improntare le politiche e le pratiche statali.
Assemblea generale, Res A/RES/64/142 del 24 febbraio 2010
Resolution adopted by the General Assembly [on the report of the Third Committee (A/64/434)] 64/142. Guidelines for the Alternative Care of Children
Le Linee guida sono elaborate nel dichiarato intento di implementare la Convenzione sui diritti del fanciullo e gli altri strumenti internazionali riguardanti la protezione e il benessere dei minori privi delle cure genitoriali, quale insieme di orientamenti cui gli Stati dovrebbero ispirare le proprie politiche. In particolare, gli Stati sono esortati a sostenere gli sforzi perché i minori crescano all’interno delle loro famiglie e, dove ciò non sia possibile, a trovare soluzioni adeguate e permanenti, incluse l’adozione e la kafala della legge islamica, che promuovano lo sviluppo pieno e armonioso del minore.
Comitato per i diritti del fanciullo, Commento generale CRC/C/GC/12 del 20 luglio 2009
General Comment No. 12 (2009), The right of the child to be heard.
Il Comitato sottolinea l’importanza dell’ascolto del minore nelle procedure di adozione, anche laddove il minore e la famiglia adottiva abbiano già vissuto del tempo insieme, e richiama l’art. 21 della Convenzione sui diritti del fanciullo, secondo cui gli Stati devono accertarsi che il superiore interesse del minore sia la considerazione fondamentale nell’ambito delle procedure di adozione, per sottolineare che ciò non è possibile senza prendere in considerazione le sue opinioni. Il Comitato esorta inoltre tutti gli Stati parte a informare il minore, se possibile, sugli effetti dell’adozione o sulle altre forme di collocameno e ad assicurare, con i dovuti strumenti legislativi, che le opinioni del minore siano ascoltate.
Assemblea generale, Risoluzione A/RES/63/241 del 13 marzo 2009
Con la Risoluzione in oggetto, l’Assemblea generale incoraggia gli Stati ad adottare e far rispettare le leggi e migliorare le politiche e i programmi di protezione dei minori che crescono senza genitori o tutele e li invita ad adottare tutte le misure necessarie per prevenire e combattere le adozioni illegali e quelle che non rispondono al superiore interesse del minore.
Convention on the Rights of the Child, 20 novembre 1989
Convention on the Rights of the Child adopted and opened for signature, ratification and accession by General Assembly resolution 44/25 of 20 November 1989 entry into force 2 September 1990, in accordance with article 49 [trad. it.]
La Convenzione, strumento giuridico internazionale di riferimento per la protezione dell’infanzia, enuncia i diritti dei minori e si occupa dell’adozione all’art. 21, in cui è previsto che gli Stati si accertino che il superiore interesse del minore sia considerazione fondamentale per l’adozione e predispongano una serie di tutele in materia.
Assemblea generale, Risoluzione A/RES/41/85 del 3 dicembre 1986
Declaration on social and legal principles relating to the protection and welfare of children, with special reference to foster placement and adoption nationally and internationally.
La Dichiarazione in oggetto fornisce le basi per lo sviluppo di politiche di protezione dei minori, nel particolare contesto dell’affidamento e dell’adozione nazionale e internazionale. In essa si afferma, fra l’altro, che l’obiettivo primario delle adozioni è quello di provvedere al minore che non può crescere nella propria famiglia di origine e, laddove non sia possibile il collocamento presso una famiglia affidataria o adottiva nel suo Paese, possa essere presa in considerazione l’adozione internazionale.
Assemblea parlamentare, Risoluzione 2239 (2018) del 10 ottobre 2018
Private and family life: achieving equality regardless of sexual orientation.
L’Assemblea richiama gli Stati affinché proteggano i diritti di genitori e figli nelle famiglie c.d. arcobaleno, senza discriminazioni basate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere, e di conseguenza assicurino che tutti i diritti riguardanti l’adozione da parte di persone singole e l’adozione da parte del partner siano concessi senza discriminazioni di sorta e sia possibile l’adozione congiunta da parte di coppie dello stesso sesso.
Assemblea parlamentare, Risoluzione 2232 (2018) del 28 giugno 2018
Striking a balance between the best interest of the child and the need to keep families together.
Con questa Risoluzione l’Assemblea rileva la mancanza di applicazione uniforme nelle decisioni relative all’adozione dei minori negli Stati membri del Consiglio d’Europa, nonostante l’esistenza di chiari standard internazionali ed europei e invita gli Stati che hanno ratificato i trattati delle Nazioni Unite e gli strumenti del Consiglio d’Europa nel settore dei diritti dei minori a metterli in atto e ad agire in conformità ad essi nelle decisioni relative ai minori, incluso l’ambito dell’adozione. L’Assemblea inoltre riformula agli Stati membri le raccomandazioni contenute nella precedente Risoluzione 2049 (2015) del 22 aprile 2015.
Assemblea parlamentare, Recommendation 2068 (2015) del 22 aprile 2015
Social services in Europe: legislation and practice of the removal of children from their families in Council of Europe member States.
L’Assemblea raccomanda che il Comitato dei Ministri istruisca il Comitato di esperti sulla Strategia del Consiglio d’Europa per i diritti dei minori (2016-2019) perché includa nella Strategia il rispetto dei diritti dei minori tra le questioni basilari nelle decisioni che prevedano l’allontanamento dalle cure genitoriali e perché, sempre nel superiore interesse del minore, possa sviluppare delle linee guida politiche per gli Stati membri su come evitare, tranne in circostanze eccezionali, di interrompere completamente i legami familiari e quando ciò avvenga su come gestirlo al meglio.
Assemblea parlamentare, Risoluzione 2049 (2015) del 22 aprile 2015
L’Assemblea con questa Risoluzione raccomanda agli Stati membri di mettere in atto leggi, regolamenti e procedure che mettano veramente in primo piano il superiore interesse del minore nelle decisioni di allontanamento, collocamento e ricongiungimento familiare. Si deve, inoltre, sempre tener conto delle opinioni dei minori in base alla loro età e al loro livello di maturità, nonché sostenere le famiglie con i mezzi necessari al fine di evitare ingiustificate decisioni di allontanamento e, in primo luogo, aumentare la percentuale di ricongiungimenti familiari.
Assemblea Parlamentare, Risoluzione 1909 (2012) del 30 novembre 2012
Intercountry adoption: ensuring that the best interests of the child are upheld.
Con questa Risoluzione l’Assemblea ricorda con forza l’assoluta importanza di porre sempre al centro delle decisioni riguardanti l’adozione internazionale di un minore il suo superiore interesse e invita gli Stati membri ad adottare o integrare tutte le misure necessarie per far sì che ciò avvenga.
Comitato dei ministri, Raccomandazione 12 (2011) del 16 novembre 2011
Recommendation CM/Rec(2011)12 of the Committee of Ministers to member states on children’s rights and social services friendly to children and families.
La presente Raccomandazione riguarda i diritti dei minori nella gestione dei servizi di assistenza sociale che li vedono coinvolti. Tutte le valutazioni compiute devono essere adattate alle loro esigenze così come a quelle delle loro famiglie. Tutto l’operato dei servizi di assistenza sociale deve essere basato sul principio del superiore del minore e sul rispetto dei suoi diritti, quali la partecipazione, l’ascolto, la protezione etc.
Convenzione europea sull’adozione dei minori (riveduta) del 27 novembre 2008
La presente Convenzione detta misure volte all’armonizzazione delle disposizioni nazionali relative all’adozione e alla promozione del superiore interesse dei minori adottati, in conformità alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e alla Convenzione dell’Aja del 1993 sulla protezione dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale
Assemblea parlamentare, Risoluzione 1624 (2008) del 27 giugno 2008
Preventing the first form of violence against children: abandonment at birth.
Con questa Risoluzione si invitano gli Stati membri ad adottare le misure necessarie per prevenire l’abbandono dei minori che spesso rappresenta la base per adozioni poco limpide legate a situazioni di vulnerabilità dei genitori e in particolare delle madri.
Assemblea parlamentare, Raccomandazione 1828 (2008) del 24 gennaio 2008
Disappearance of newborn babies for illegal adoption in Europe.
Con questa Raccomandazione l’Assemblea affronta il tema della scomparsa dei minori subito dopo la nascita, richiamando tragici episodi verificatisi in alcuni Paesi. In alcuni casi le autorità stesse hanno riferito alle madri che i loro bambini erano nati morti, mentre in realtà erano stati venduti e portati all’estero con adozioni totalmente illegali. L’Assemblea sottolinea la necessità che tutti gli Stati membri adottino le misure necessarie per evitare il verificarsi di queste situazioni.
Assemblea parlamentare, Raccomandazione 1443 (2000) del 26 gennaio 2000
International adoption: respecting children’s rights.
Nella presente Raccomandazione l’Assemblea afferma che tutti i minori hanno, come già stabilito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, il diritto di conoscere ed essere educati dai genitori nella misura in cui ciò è possibile. L’Assemblea ricorda che lo scopo dell’adozione internazionale non è quello di permettere ai genitori stranieri di soddisfare il loro desiderio di crescere un bambino a qualsiasi prezzo e, pertanto, si oppone fortemente alle pratiche di adozione internazionale rispondenti alle leggi capitaliste della domanda e dell’offerta e caratterizzate da un flusso continuo di minori provenienti dai Paesi poveri verso i Paesi ricchi. L’Assemblea condanna fermamente tutti i crimini commessi al fine di facilitare l’adozione, nonché le tendenze e le pratiche commerciali che includono l’uso di pressioni psicologiche o finanziarie sulle famiglie vulnerabili, l’organizzazione delle adozioni direttamente con le famiglie, il concepimento di un bambino finalizzato alla sola adozione, la falsificazione di documenti di paternità e le adozioni via internet.
Parlamento europeo, Risoluzione P8_TA(2017)0013 del 2 febbraio 2017
Risoluzione del Parlamento europeo del 2 febbraio 2017 recante raccomandazioni alla Commissione sugli aspetti transfrontalieri delle adozioni.
Con la presente Risoluzione, il Parlamento invita le autorità degli Stati membri a prendere tutte le decisioni in materia di adozione privilegiando gli interessi del minore e il rispetto dei suoi diritti fondamentali e tenendo sempre conto delle circostanze specifiche di ciascun caso. Il Parlamento afferma che, in caso di adozioni con aspetti transfrontalieri, sarebbe opportuno tenere in considerazione le tradizioni culturali e linguistiche del minore e rispettarle il più possibile. Tra le altre cose si afferma, inoltre, che nel contesto di una procedura di adozione, il minore debba sempre avere la possibilità di essere ascoltato senza pressioni e di esprimere il proprio parere sulla procedura di adozione, tenendo conto della sua età e maturità. È fondamentale che egli possa dare il proprio consenso ogniqualvolta sia possibile a prescindere dall’età.
Parlamento europeo, Risoluzione P8_TA(2016)0142 del 28 aprile 2016
Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sulla salvaguardia dell’interesse superiore del minore in tutta l’UE sulla base delle petizioni presentate al Parlamento europeo.
Nella presente Risoluzione il Parlamento invita la Commissione e gli Stati membri a cofinanziare e a promuovere l’istituzione di una piattaforma che offra assistenza ai cittadini di altri Stati membri dell’UE coinvolti in procedimenti familiari, nonché la creazione di un servizio di assistenza telefonica a livello europeo per i casi di sottrazione o di abuso di minori e servizi di consulenza per i procedimenti di presa in carico e adozione. Il Parlamento sottolinea che, nell’ambito di qualsiasi tipo di accordo di affidamento o di adozione, è importante offrire al minore la collocazione che garantisce le migliori condizioni possibili per mantenere i legami con il suo background culturale, nonché per apprendere e utilizzare la sua lingua madre e chiede alle autorità degli Stati membri coinvolte nei procedimenti di presa in carico dei minori di fare il possibile per evitare la separazione di fratelli e sorelle.
Parlamento europeo, Risoluzione P7_TA(2011)0013 del 19 gennaio 2011
Risoluzione del Parlamento europeo del 19 gennaio 2011 sull’adozione internazionale nell’Unione europea.
Con questa Risoluzione il Parlamento chiede, tra le altre cose, che si esamini la possibilità di coordinare, a livello europeo, le strategie relative all’adozione internazionale, conformemente alle Convenzioni internazionali, al fine di migliorare l’assistenza nei servizi di informazione, la preparazione all’adozione internazionale, il trattamento delle procedure di candidatura all’adozione internazionale e i servizi post-adozione, tenendo presente che tutte le Convenzioni internazionali in materia di protezione dei minori riconoscono il diritto dei minori orfani o abbandonati di avere una famiglia e di ricevere protezione. Il Parlamento esorta, inoltre, gli Stati membri e la Commissione, in cooperazione con la Conferenza dell’Aja, il Consiglio d’Europa, e le organizzazioni che si occupano dei minori, a sviluppare un quadro per garantire la trasparenza e la valutazione efficace dei casi dei minori abbandonati dati in adozione e a coordinare le loro azioni in modo da prevenire la tratta dei minori.
Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea del 7 dicembre 2000
La Carta dei diritti fondamentali, che sancisce i valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà sui quali l’Unione europea si fonda, ha assunto carattere giuridicamente vincolante all’interno dell’ordinamento dell’Unione con il Trattato di Lisbona del 2009. Nel titolo III dedicato all’uguaglianza, all’art. 24, essa prevede: “1. I minori hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere. Essi possono esprimere liberamente la propria opinione. Questa viene presa in considerazione sulle questioni che li riguardano in funzione della loro età e della loro maturità. 2. In tutti gli atti relativi ai minori, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l’interesse superiore del minore deve essere considerato preminente. 3. Il minore ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al suo interesse.”