Source: http://www.brocardi.it/costituzione/parte-i/titolo-i/art19.html
Timestamp: 2017-06-28 10:40:39+00:00
Document Index: 23492544

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 20', 'art. 250', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 21']

Art. 19 costituzione - - Brocardi.it
Articolo 19Costituzione
Dispositivo dell'art. 19 Costituzione
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa [2, 3, 7, 8, 20] (1) in qualsiasi forma, individuale o associata [17, 18] (2), di farne propaganda [21] e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume [21; 527 ss. c.p.] (3).
La norma in esame, insieme al successivo art. 20 Cost., afferma, implicitamente, il principio di laicità: lo Stato garantisce a tutti, cittadini e stranieri, di professare la propria fede, qualunque essa sia, senza che una religione sia privilegiata rispetto alle altre. Ciò accadeva, invece, sotto il regime fascista, quando lo Stato era dichiaratamente cattolico (e, quindi, confessionale) e tollerante verso le diverse fedi. Libertà di religione implica anche diritto ad essere atei (si veda, a questo riguardo, l'art. 250 comma 2 c.p.c., in tema di giuramento dei testimoni, come modificato dalla Corte Costituzionale nel 1979 e nel 1995). Peraltro, è innegabile che nel nostro ordinamento la religione cattolica abbia una posizione di rilievo rispetto alle altre confessioni (v. art. 7 e 8 Cost.). A livello comunitario, infine, questa libertà è garantita dall'art. 10 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.
Nel concetto di professione di fede rientrano vari profili: dalla manifestazione pubblica del culto, partecipando alle funzioni religiose, alla libertà di dichiararsi atei o, all'opposto, di fare proselitismo. Inoltre, aspetti importanti di questa libertà sono l'obiezione di coscienza, cioè il diritto di astenersi dalle attività che contrastano con la propria fede (ne sono esempi il rifiuto del medico a praticare un aborto e quello del civile di prestare la leva obbligatoria) il quale si lega alla libertà di pensiero di cui all'art. 21 Cost.; e la questione del crocifisso nei luoghi pubblici.
Il buon costume rappresenta l'unico limite alla libera manifestazione del culto e si identifica con i valori della morale pubblica, non solo quella sessuale. Si ritiene, inoltre, che esista un limite implicito dato dal rispetto dei fondamentali diritti di libertà della persona.
Alla libertà religiosa è accordata ampia tutela in quanto essa è espressione della generale libertà personale (13 Cost.).
19 Alla libertà di coscienza e di fede religiosa si assicura la più ampia sfera di manifestazione.