Source: https://renatodisa.com/2014/09/01/consiglio-di-stato-sezione-vi-sentenza-8-agosto-2014-n-4237-a-norma-dellart-653-comma-1-bis-c-p-p-la-sentenza-penale-irrevocabile-di-condanna-esplica-efficacia-di-giudicato-nel-giudizio-di/
Timestamp: 2018-11-19 04:52:31+00:00
Document Index: 85369369

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 653', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 653', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 653', 'sentenza ']

Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 8 agosto 2014, n. 4237. A norma dell'art. 653, comma 1-bis, c.p.p., la sentenza penale irrevocabile di condanna esplica efficacia di giudicato nel giudizio disciplinare relativamente all'accertamento della sussistenza del fatto e della sua illiceità penale ed all'affermazione che l'imputato lo ha commesso, con conseguente preclusione di ogni correlativo potere di differente valutazione della rilevanza penale del fatto in questione in sede disciplinare. La valutazione in ordine alla gravità dei fatti addebitati in relazione all'applicazione di una sanzione disciplinare e, dunque, in ordine al rapporto tra l'infrazione e il fatto, costituisce espressione di larga discrezionalità amministrativa, non sindacabile dal giudice della legittimità, se non sub specie di eccesso di potere nelle sue varie forme sintomatiche, quali la manifesta illogicità, la manifesta irragionevolezza, l'evidente sproporzionalità e il travisamento dei fatti - Avvocato Renato D'Isa
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 8 agosto 2014, n. 4237. A norma dell’art. 653, comma 1-bis, c.p.p., la sentenza penale irrevocabile di condanna esplica efficacia di giudicato nel giudizio disciplinare relativamente all’accertamento della sussistenza del fatto e della sua illiceità penale ed all’affermazione che l’imputato lo ha commesso, con conseguente preclusione di ogni correlativo potere di differente valutazione della rilevanza penale del fatto in questione in sede disciplinare. La valutazione in ordine alla gravità dei fatti addebitati in relazione all’applicazione di una sanzione disciplinare e, dunque, in ordine al rapporto tra l’infrazione e il fatto, costituisce espressione di larga discrezionalità amministrativa, non sindacabile dal giudice della legittimità, se non sub specie di eccesso di potere nelle sue varie forme sintomatiche, quali la manifesta illogicità, la manifesta irragionevolezza, l’evidente sproporzionalità e il travisamento dei fatti
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Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2014-09-01T11:46:22+00:001 settembre 2014|Consiglio di Stato, Consiglio di Stato 2014, Diritto Amministrativo|0 Commenti