Source: http://www.sistriforum.com/t12512-decreto-13-ottobre-2016-n-264-regolamento-recante-criteri-indicativi-per-agevolare-la-dimostrazione-della-sussistenza-dei-requisiti-per-la-qualifica-dei-residui-di-produzione-come-sottoprodotti-e-non-come-rifiuti
Timestamp: 2017-10-20 21:49:31+00:00
Document Index: 139332227

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 2', 'art.184']

DECRETO 13 ottobre 2016, n. 264: Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti
Admin il Lun Feb 20, 2017 4:32 pm
Pubblicato sulla GU Serie Generale n.38 del 15-2-2017: http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2017-02-15&atto.codiceRedazionale=17G00023&elenco30giorni=true
Re: DECRETO 13 ottobre 2016, n. 264: Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti
zesec il Mar Feb 21, 2017 1:44 pm
Questa sì che sembra una rivoluzione, ma nessuno ancora ne parla.
Admin il Mar Feb 21, 2017 2:02 pm
Infatti, era un decreto attesissimo.
zesec il Mar Feb 21, 2017 2:32 pm
La rivoluzione, a mio modesto parere, sta principalmente nei requisiti per dimostrare la certezza del reimpiego, e nell'apertura dell'art. 5 comma 5, laddove si ammette che, in assenza di rapporti o impegni contrattuali, si possa utilizzare una scheda tecnica contenente le informazioni indicate nell'allegato 1. Ma l'allegato 1, così come i precisi riferimenti nel comma 3 e nel comma 5 dello stesso articolo 5, ci dicono che può essere genericamente individuata (basta che sia "individuabile"...) anche un'ATTIVITA' di reimpiego del sottoprodotto, al posto di uno specifico impianto con nome e cognome che si è impegnato con un contratto.
Quindi, a differenza di quanto accadeva in passato, dove per sottrarre il mio residuo di produzione al regime dei rifiuti e considerarlo un sottoprodotto dovevo avere già un contratto in mano con l'impianto di destinazione, ora sembra che io possa fare una scheda tecnica nella quale dico che per il mio residuo (non voluto, non impattante, legale, utilizzabile senza trasformazioni diversi dalla normale pratica industriale, ecc.) esiste (è "individuabile", secondo il comma 3) una generica attività (la siderurgia? l'industria del legno? dei prodotti per l'edilizia? l'industria chimica?) che un giorno se lo prenderà.
Admin il Mar Feb 21, 2017 3:18 pm
Importante, o quanto meno opportuno, anche il chiarimento sul regime di esclusione (art. 3) e segnatamente per i "prodotti" e i "residui derivanti da attivita' di consumo".
Ne parla ora Paola Ficco: "Il nuovo DM si limita a dare buoni consigli. Risolve poco per le biomasse e rischia di complicare la vita alle altre frazioni"
euclione il Gio Mar 02, 2017 2:54 pm
zesec ha scritto: Eeeh già!
Paola Ficco sul numero di marzo di Rifiuti (http://rivistarifiuti.reteambiente.it/articolo/1121/Sottoprodotti-il-nuovo-Dm-si-limita-a-dare-buoni-consigli-Risolve-poco-per-le-biomasse-e-rischia-di-complicare-la-vita-alle-altre-frazioni)
waste_bs il Gio Mar 02, 2017 6:05 pm
A me onestamente sembra un po' poco il paragrafo 3 dell'art. 1 per poter dire che il decreto riguardi solo le biomasse
Un link della CCIAA di Brescia mi fa stare più tranquillo, per il momento
http://www.bs.camcom.it/index.phtml?Id_VMenu=1&daabstract=5223
euclione il Ven Mar 03, 2017 4:28 pm
http://www.bs.camcom.it/index.phtml?Id_VMenu=1&daabstract=5223[/quote]
Leggendo l'articolo 1, comma 3, a me sembra incontestabile che le disposizioni di carattere generale del decreto si applichino a tutti i sottoprodotti.
Premesso questo, andando all'art. 4 ("condizioni generali"), leggo:
"c. 2. Negli articoli seguenti sono indicate alcune modalita' con cui provare la sussistenza delle circostanze di cui al comma 1, fatta salva la possibilita' di dimostrare, con ogni mezzo ed anche con modalita' e con riferimento a sostanze ed oggetti diversi da quelli precisati nel presente decreto, o che soddisfano criteri differenti, che una sostanza o un oggetto derivante da un ciclo di produzione non e' un rifiuto, ma un sottoprodotto. Resta fermo l'obbligo di
rispettare i requisiti di impiego e di qualita' previsti dalle pertinenti normative di settore."
E fin qui va bene. Poi leggo il comma successivo:
"3. Il produttore e l'utilizzatore del sottoprodotto si iscrivono, senza alcun onere economico, in apposito elenco pubblico istituito presso le Camere di commercio territorialmente competenti, ai sensi dell'articolo 10, comma 1."
L'obbligo di iscrizione, ancorchè non sanzionato direttamente, diventa un requisito essenziale per attribuire a un residuo la qualifica di sottoprodotto? Qui sta il punto che preoccupa. Qualcuno ha una risposta? Al di là delle lungaggini burocratiche per istituire l'elenco, il Ministero dispone l'iscrizione di tutti i sottoprodotti negli elenchi camerali? A me sembra una follia.
isamonfroni il Ven Mar 03, 2017 5:16 pm
Lo sto leggendo anch'io e pure io sono un po' stupita della lapidaria affermazione della Ficco che normalmente sostengo a scatola chiusa.
Quello che è certo è che si tratta di un altro decreto scritto coi piedi.
Tutta la manfrina delle biomasse, credo sia dovuta al richiamo (nel V° visto) al D.L.3/11/2008 n. 171 art. 2-bis e sia stato fatto per chiarire una volta per tutte come fare a riutilizzare le vinacce.
Resta però il fatto che, se davvero si applica a tutti i sottoprodotti, avrebbero potuto spiegare un po' meglio la funzionalità degli allegati 1 e 2.
Peraltro, se si applica a tutti i sottoprodotti temo che la previsione dell'iscrizione negli elenchi genererà mostri
euclione il Dom Mar 12, 2017 3:58 pm
isamonfroni ha scritto: Lo sto leggendo anch'io e pure io sono un po' stupita della lapidaria affermazione della Ficco che normalmente sostengo a scatola chiusa.
Credo che la base della lapidaria affermazione di Paola Ficco stia nella lettura del passaggio nelle premesse del DM con il quale si individua la base giuridica del DM stesso nell'articolo 184-bis, comma 2, del decreto legislativo 152. Questo comma dispone che il Ministero può "stabilire criteri qualitativi o quantitativi da soddisfare affinche' specifiche tipologie di sostanze o oggetti siano considerati sottoprodotti". Nulla di più. Il DM invece aggiunge anche, attribuendole (?) allo stesso comma 2, la possibilità di stabilire " alcune modalita' con le quali il detentore puo' dimostrare che sono soddisfatte le condizioni di cui al citato articolo 184-bis, comma 1".
Confrontando la premessa del DM con il disposto di legge, appare che il DM contiene disposizioni estranee alla delega legislativa. Di più: nell'articolato è andato anche ben oltre la sua stessa premessa, istituendo per produttori e utilizzatori l'obbligo (e non la mera facoltà indicata nelle premesse) di iscrivere tutti (?) i sottoprodotti nei registri delle Camere di commercio.
Se così stanno le cose, forse Paola Ficco, con la sua lapidaria affermazione, si è volontariamente e signorilmente autolimitata per non infierire.
Detto questo, mi dicono che Mariano Grillo, Direttore generale del Minambiente per i rifiuti e l'inquinamento, giovedì scorso nel corso di un convegno sugli inerti a Montecitorio, ha annunciato l'arrivo di una Circolare sul tema. Aspettiamo e vediamo.
waste_bs il Mer Mar 15, 2017 3:42 pm
Circolare Grillo
euclione il Mer Mar 15, 2017 3:45 pm
Mariano Grillo, Direttore generale del Minambiente per i rifiuti e l'inquinamento, giovedì scorso nel corso di un convegno sugli inerti a Montecitorio, ha annunciato l'arrivo di una Circolare sul tema. Aspettiamo e vediamo.
La circolare di Mariano Grillo è arrivata a Unioncamere. Afferma che il DM si applica a tutti i sottoprodotti ma anche che tutte le disposizioni, anche quelle relative ai registri, sono facoltative. Non avevo capito niente! Certo che negare l'evidenza in questo modo.....
waste_bs il Mer Mar 15, 2017 3:53 pm
Che Mariano Grillo sia il "fenomeno di turno" tanto atteso dalla Ficco?
PiazzaPulita il Lun Giu 12, 2017 12:36 pm
elenco sottoprodotti operativo da oggi:
http://www.ecocerved.it/News#837-dal-12-giugno-attivo-l-elenco-sottoprodotti
ma se "L'elenco non introduce un requisito abilitante per i produttori e gli utilizzatori di sottoprodotti ma ha finalità conoscitiva e di mera facilitazione degli scambi"
sarà realmente utile a qualcosa?
beltrale il Lun Giu 12, 2017 5:53 pm
la circolare allegata è effettivamente di aiuto..
James il Mer Giu 14, 2017 9:49 am
Rientrato da un seminario in una sede di Confindustria, con l'intervento di Provincia, Arpa, e un noto studio legale, ho la conferma che ora come ora tale DM non cambia assolutamente nulla. Chiarisce solo alcuni aspetti, mettendo troppi "paletti" e vincoli (il più assurdo è che si deve già sapere in anticipo se produrrò un sottoprodotto...e devo già sapere quanto e a chi lo darò), senza comunque dare certezze assolute, cercando di allineare il sistema rifiuti "itaGliano" al sistema rifiuti "europero" di tutti gli altri Stati membri, più semplice e avanti anni luce rispetto a noi.
Il principio e le regole rimangono quelle dell'art.184 bis. Il resto, ovvero quanto riportato nel nuovo DM, è tutto facoltativo, e vista la documentazione e la carta richiesta per aderire a tale "sistema", penso che molti continueranno a gestire il tutto come rifiuto, soprattutto per i CER aventi già valore commerciale (ovvero i rifiuti che un produttore già vende, tipo scarti di metalli, plastiche, legno, carta...).
Il vantaggio "immediato" di classificare un qualcosa come sottoprodotto e non come rifiuto sta nel fatto che posso conferirlo, pervio Contratto e ovviamente rispettando i 4 requisiti del 184 bis, non necessariamente ad uno smaltitore/recuperatore.
Questo il mio parere " a caldo". Ma sicuramente bisognerà aspettare.