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Timestamp: 2017-12-15 12:35:53+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 41', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 41', 'art. 2639', 'art. 143']

1 DIRITTO PENALE DELL’IMPRESA Seminario di Diritto Penale Commerciale Facoltà di Economia di Cagliari- Cattedra di Diritto Commerciale ppt scaricare
1 DIRITTO PENALE DELL’IMPRESA Seminario di Diritto Penale Commerciale Facoltà di Economia di Cagliari- Cattedra di Diritto Commerciale 22-29.01.2008.
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Presentazione sul tema: "1 DIRITTO PENALE DELL’IMPRESA Seminario di Diritto Penale Commerciale Facoltà di Economia di Cagliari- Cattedra di Diritto Commerciale 22-29.01.2008."— Transcript della presentazione:
1 1 DIRITTO PENALE DELL’IMPRESA Seminario di Diritto Penale Commerciale Facoltà di Economia di Cagliari- Cattedra di Diritto Commerciale 22-29.01.2008
2 2 INTRODUZIONE E FINALITA’ DEL SEMINARIO La normativa ha accentuato la tendenza a disciplinare fenomeni tipici del diritto commerciale introducendo fattispecie di Diritto Penale ( reati); Ciò per disciplinare i processi produttivi e per regolamentare il mercato con l’efficacia e la forza dissuasiva del Diritto Penale; Sorge quindi la necessità di coordinare i due sistemi ed evitare frammentazioni e disorganicità.
3 3 LA CONCEZIONE DELL’IMPRESA NELL’ORDINAMENTO VIGENTE- RIFLESSI PENALISTICI Statuto civilistico dell’impresa: la concezione del Codice Civile che disciplina esclusivamente il rapporto tra impresa e mercato; Anche il diritto penale disciplina i rapporti di intermediazione facenti capo all’imprenditore (norme in tema di società e di fallimento).
4 4 DAL DIRITTO PENALE COMMERCIALE AL DIRITTO PENALE DELL’IMPRESA Nella legislazione meno recente, l’intervento del diritto penale nelle vicende dell’impresa era meno intenso e si limitava a specifici aspetti. L’attuale fase della legislazione vede un incremento progressivo delle norme penali nella disciplina dell’impresa ( vari fattori : cicli dello sviluppo economico; scandali finanziari; interessi collettivi coinvolti; esigenza di reprimere l’economia illegale ; processi di internazionalizzazione dell’economia)
5 5 LA CATEGORIA DEL DIRITTO PENALE D’IMPRESA Comprende tutti i comportamenti che hanno riferimento all’impresa (l’esecuzione dell’azione criminosa avviene tramite o a favore di una impresa economica). Regole che presiedono all’esercizio delle attività produttive. Il diritto penale dell’impresa riguarda quei comportamenti illeciti che si inseriscono nella specifica attività ( l’impresa).
6 6 TIPOLOGIE DI REATI DIRITTO PENALE DELL’IMPRESA REATI SOCIETARI Art. 2621 Cod. Civ. e ss. TUTELA PENALE DEL MERCATO FINANZIARIO- Reati finanziari e Degli strumenti finanziari TUTELA PENALE DEL MERCATO Concorrenza sleale- Tutela del consuma- tore
7 7 TIPOLOGIE DI REATI REATI SOCIETARI ( comprendono i reati commessi da amministratori o Sindaci di società; tra le figure principali, false comunicazioni sociali e conflitto di interessi), artt. 2621 e seguenti cod. civ.. TUTELA PENALE DEL MERCATO (comprendono varie categorie: repressione penale della concorrenza sleale – es., aggiottaggio; tutela penale del consumatore – es. Frode in commercio; tutela dei segni distintivi e delle creazioni intellettuali, compresi i reati informatici). TUTELA PENALE DEL MERCATO FINANZIARIO (comprende varie categorie: reati contro la criminalità organizzata – es. riciclaggio; reati bancari ; reati finanziari e a tutela del mercato degli strumenti finanziari)
8 8 PROBLEMI GENERALI DEL DIRITTO PENALE DELL’IMPRESA Individuazione dell’interesse protetto: in mancanza di una disciplina organica, occorre individuare l’oggetto specifico della tutela; si tratta di una ricerca resa difficile dalla prevalenza della legislazione speciale e dalla assenza di un intervento sistematico ed unitario del Legislatore
9 9 LA LEGISLAZIONE PENALE IN MATERIA DI IMPRESA La non omogeneità degli interventi del Legislatore e la stratificazione delle norme, scritte spesso per sopperire a situazioni di particolare emergenza, ha fatto anche ipotizzare che la disciplina non abbia un unico interesse protetto, per cui ciascuna norma tutela uno specifico interesse, diverso dalle altre. Occorre però individuare in via interpretativa l’interesse comune, da ricercarsi innanzitutto nella fonte primaria delle leggi, la Costituzione.
10 10 COSTITUZIONE E DIRITTO D’ IMPRESA La Costituzione consente di individuare un interesse comune e generale alla disciplina in esame: ciascuna normativa ha interesse protetti specifici ( ordinato sviluppo dell’economia; tutela dei rapporti commerciali e contrattuale; tutela di categorie deboli), ma tutte ruotano attorno ad un interesse comune, tratto dai principi costituzionali. I valori costituzionali che entrano in gioco sono quelli dell’art. 2, dell’art. 3 e dell’art. 41.art. 2art. 3art. 41.
11 11 L’UTILITA’ SOCIALE COME INTERESSE PROTETTO I principi costituzionali della solidarietà, dell’uguaglianza e dell’utilità sociale dell’attività di impresa costituiscono l’oggetto della tutela penale: il diritto penale d’impresa è quindi quell’insieme di norme che garantiscono l’osservanza di tali principi, che a loro volta presuppongono la salvaguardia dei valori del rispetto della persona umana e della libertà.
12 12 VALORI COSTITUZIONALI ED OMOGENEITA’ DELLA DISCIPLINA L’individuazione dell’interesse protetto, che permea l’intera disciplina, consente di delineare in un’ottica unitaria il disegno complessivo del diritto penale dell’impresa, come momento unificante di una realtà normativa variegata e disomogenea.
13 13 ESIGENZE DI TUTELA PENALE La sanzione penale viene riservata solo per tutelare interessi di rango costituzionale, per due ragioni: 1.La forza intimidatrice della sanzione penale e la restrizione della libertà personale, che consegue all’applicazione delle sanzioni, costituisce una extrema ratio per l’ordinamento; 2.L’interesse tutelato consente di valutare l’offensività delle condotte punite ( sussiste il reato perché c’è una lesione di un interesse costituzionale
14 14 ELEMENTI DELLE NORME PENALI Le norme penali prevedono i seguenti elementi ( c.d. elementi costitutivi): 1.La condotta ( il comportamento, commissivo o omissivo, vietato); 2.L’evento ( la conseguenza lesiva della condotta); 3.Il nesso di causalità ( il legame causale tra condotta ed evento); 4.L’elemento psicologico ( la volontà del soggetto che realizza la condotta e l’evento)
15 15 DIRITTO PENALE E NORME EXTRA PENALI Nel rapporto tra diritto penale e diritto commerciale, è frequente che la norma penale faccia riferimento a concetti extrapenali, tipici del diritto d’impresa: ciò dipende anche dalla tecnica legislativa che, dopo aver elaborato le disposizioni civilistiche, prevede, a “chiusura” della disciplina, le norme penali, che quindi mutuano il loro contenuto dalle norme civili di riferimento ( impresa, amministratore, bilancio ecc.), i c.d. elementi normativi.
16 16 NORME PENALI IN BIANCO Questa tecnica di rinvio è utilizzata quando la norma penale è in bianco, quindi quando la norma rinvia, per la descrizione del suo ambito applicativo, ad altre norme, esterne, il cui contenuto viene recepito dalla norma penale. Occorre che la combinazione tra le due norme consenta una descrizione piena e completa della condotta incriminata ( fatto tipico).
17 17 I SOGGETTI Sul piano dei soggetti, la norma penale prevede il soggetto attivo ( autore del reato) e il soggetto passivo ( la vittima del reato, titolare dell’interesse tutelato dalla norma e danneggiato dal reato). Sulla base dei reati, distinguiamo tra reati comuni ( il soggetto attivo può essere chiunque) e reati propri ( il soggetto attivo può essere solo colui che riveste la qualifica prevista dalla legge). La maggior parte dei reati di impresa appartiene alla seconda categoria ( reato proprio)
18 18 REATO PROPRIO ED ESERCIZIO DI FATTO DELLE FUNZIONI Nel reato proprio, è necessaria la particolare posizione personale dell’agente ( l’amministratore, il sindaco, l’imprenditore ecc.). Problema dell’esercizio di fatto delle funzioni: prevale l’aspetto formale o quello sostanziale ? La giurisprudenza e l’art. 2639 Cod. Civ.giurisprudenza2639
19 19 AMMINISTRATORE DI FATTO Nozione di amministratore di fatto: esercizio continuativo e significativo dei poteri tipici della funzione o della qualifica. Presupposti della responsabilità penale: 1.Assenza del rappresentante legale ( Cass. 1996); Cass. 1996 2.Attività significativa ( non aspetti marginali); 3.Attività continuativa: In questi casi, il soggetto assume, di fatto, la funzione di garanzia e quindi gli illeciti sono a lui riferibili ( Cass. 1996 e 1999)19961999
20 20 IMPRENDITORE OCCULTO L’imprenditore occulto è colui che agisce celandosi dietro un prestanome ( interposizione fittizia), quindi, a differenza dell’amministratore di fatto, ricorrono due figure, di cui una palese e fittizia, l’altra non palese ed effettiva ( art. 143 L.F.).
21 21 PROBLEMI DI INDIVIDUAZIONE E RESPONSABILITA’ Anche in questo caso il problema è la responsabilità formale o quella sostanziale: se i due sono d’accordo, rispondono entrambi del reato; se agisce solo l’uno, senza il concorso dell’altro, risponde chi ha concretamente agito.
22 22 ILLECITO PENALE E VALIDITA’ DEGLI ATTI Problema della validità degli atti civilistici compiuti in esecuzione di un reato: distinzione tra reati-contratto e reati in contratto. Nei primi, si realizza una causa di nullità; nei secondi, si può configurare, a seconda dei casi, l’annullabilità. Il caso Cellino.Cellino
23 23 DIRITTO PENALE DI IMPRESA E LEGISLAZIONE COMUNITARIA Il diritto comunitario incide nei seguenti casi: 1.Se vi è contrasto tra norma comunitaria e norma penale interna, quest’ultima va disapplicata (Cass. 06.08.1999);Cass. 06.08.1999 2.Se la norma comunitaria prevede la tutela penale di beni giuridici comunitari, il legislatore nazionale deve estendere o creare norme penali ad hoc. Resta fermo il potere esclusivo del Legislatore nazionale di legiferare in materia penale.
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