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Timestamp: 2017-06-27 10:38:12+00:00
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Separazione e divorzio: per la Cassazione Berlusconi paga, l'ex ministro Grilli no. Una sentenza contra personam? Articolo di Emmanuela Bertucci
Proviamo allora a fare un po' di chiarezza sulle due sentenze e su come si prospetta il futuro per chi si separa o divorzia. Il nuovo orientamento della Corte di Cassazione sull’assegno di mantenimento all’ex coniuge e il mutato quadro sociale
Come determinare se l'assegno è dovuto. Il criterio dell'indipendenza economica Il giudice del divorzio dovrà quindi verificare se il coniuge che chiede l'assegno ha adeguati mezzi per mantenersi e/o possibilità di farlo. E per stabilire se esiste il diritto all'assegno nel singolo caso, deve essere innanzitutto il coniuge che lo chiede a provare di non avere adeguati mezzi di sostentamento e di essere impossibilitato a procurarseli. Se non lo fa, non ha diritto all'assegno.
4) la stabile disponibilità di una casa di abitazione. E coma valutare l'impossibilità a mantenersi da sé? E' chi chiede l'assegno che deve provare la mancanza di “capacità e possibilità effettive di lavoro personale” e provare anche “le concrete iniziative assunte per il raggiungimento dell’indipendenza economica, secondo le proprie attitudini e le eventuali esperienze lavorative”. Solo se effettivamente sarà data prova di questo si passerà a quantificare l'assegno, tenendo conto di tutta una serie di elementi, fra i quali il precedente tenore di vita, la durata del matrimonio, l’apporto economico dei singoli coniugi alla vita coniugale, anche del tenore di vita.
Chi domani inizierà una causa di divorzio potrà chiedere che venga applicata la sentenza? Nei giudizi in corso e da iniziare si potrà certamente invocare la sentenza per evitare di pagare l'assegno, ma sarà il singolo giudice a decidere e per diversi motivi ben potrebbe anche decidere “alla vecchia maniera”. Ripetiamo, è una sentenza, non una legge.
Si dice che la sentenza colpisca soprattutto le donne. Se una moglie ha rinunciato alla sua carriera professionale per stare vicino al marito, ora dopo anni dovrà cercarsi un lavoro? Sono rari i casi in cui il beneficiario dell'assegno è il marito. Sì, la ex dovrà cercarsi un lavoro, come già avveniva del resto. Non dobbiamo nemmeno tratteggiare un Paese in cui la donna resta immobile a campare sulle spalle dell'ex marito, perchè non è così. Lavorano sia marito che moglie ed è giusto che ognuno pensi a sé dopo il divorzio, al proprio sostentamento. L'assegno divorzile non viene eliminato, ne muta la funzione: non una rendita di posizione ma un aiuto verso l'indipendenza economica quando questa non c'è. E' chiaro che se per una vita la donna ha deciso di rinunciare alla propria realizzazione professionale ed indipendenza economica per sostenere in altro modo il marito o per comune scelta, saranno tutti fattori che incideranno sulla possibilità/necessità di ottenere l'assegno. Che, ripetiamo, continua ad esistere.
Oggi in Italia non è possibile stipulare un patto matrimoniale, e se fatto è nullo, perchè stabilire prima del matrimonio le condizioni di divorzio non tutelerebbe il contraente più debole. In tantissimi Paesi sono invece un modo efficace per evitare in fase di divorzio beghe economiche. Eppure l'Italia, lentamente, si sta muovendo: è infatti in attesa di esame un disegno di legge proprio sugli accordi prematrimoniali, per consentirli e disciplinarli. Per i diritti dei figli cambia qualcosa? No, per i figli non cambia assolutamente nulla. La sentenza riguarda solo l'assegno in favore dell'ex coniuge. Già da tempo si è consolidato l'orientamento per cui i figli devono essere mantenuti durante la minore età, e quando diventano maggiorenni l'assegno permane finchè non sono economicamente indipendenti. E se non lo diventano per scelta o per colpa (dovuta a pigrizia, scarsa volontà di applicarsi o a causa di proprie condotte irresponsabili sul piano professionale o personale) i genitori possono chiedere la revoca dell'assegno. La Cassazione in questa sentenza usa proprio l'esempio della giurisprudenza sui figli: se è possibile invocare autoresponsabilità e autonomia per i figli a maggior ragione deve essere possibile farlo per l'ex coniuge.