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Timestamp: 2018-06-21 20:03:25+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 15']

Legge 7/8/1990, 241: Norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi
Legge 7 agosto 1990, n. 241(1)
Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi (1/circ)
(aggiornamenti al d.lgs 196/2003, in corsivo)
2. Le disposizioni adottate ai sensi del comma 1 sono rese pubbliche secondo quanto previsto dai singoli ordinamenti (1/a).
c) l'ufficio e la persona responsabile del procedimento;d) l'ufficio in cui si può prendere visione degli atti.
3.Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, l'amministrazione provvede a rendere noti gli elementi di cui al comma 2 mediante forme di pubblicità idonee di volta in volta stabilite dall'amministrazione medesima.
2. La conferenza stessa può essere indetta anche quando l'amministrazione procedente debba acquisire intese, concerti, nullaosta o assensi comunque denominati di altre amministrazioni pubbliche. In tal caso, le determinazioni concordate nella conferenza sostituiscono a tutti gli effetti i concerti, le intese, i nullaosta e gli assensi richiesti (3).
2-bis. Nella prima riunione della conferenza di servizi le amministrazioni che vi partecipano stabiliscono il termine entro cui è possibile pervenire ad una decisione. In caso di inutile decorso del termine l'amministrazione indicente procede ai sensi dei commi 3-bis e 4 (4).
2-ter. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 2-bis si applicano anche quando l'attività del privato sia subordinata ad atti di consenso, comunque denominati, di competenza di amministrazioni pubbliche diverse. In questo caso, la conferenza è convocata, anche su richiesta dell'interessato, dall'amministrazione preposta alla tutela dell'interesse pubblico prevalente (5).
3-bis. Nel caso in cui una amministrazione abbia espresso, anche nel corso della conferenza, il proprio motivato dissenso, l'amministrazione procedente può assumere la determinazione di conclusione positiva del procedimento dandone comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri, ove l'amministrazione procedente o quella dissenziente sia una amministrazione statale; negli altri casi la comunicazione è data al presidente della regione ed ai sindaci. Il Presidente del Consiglio dei ministri, previa delibera del Consiglio medesimo, o il presidente della regione o i sindaci, previa delibera del consiglio regionale consigli comunali, entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione, possono disporre la sospensione della determinazione inviata; trascorso tale termine, in assenza di sospensione, la determinazione è esecutiva. In caso di sospensione la conferenza può, entro trenta giorni, pervenire ad una nuova decisione che tenga conto delle osservazioni del Presidente del Consiglio dei ministri. Decorso inutilmente tale termine, la conferenza è sciolta (5/a).
4. Qualora il motivato dissenso alla conclusione del procedimento sia espresso da una amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute dei cittadini, l'amministrazione procedente può richiedere, purché non vi sia stata una precedente valutazione di impatto ambientale negativa in base alle norme tecniche di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 dicembre 1988, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 4 del 5 gennaio 1989, una determinazione di conclusione del procedimento al Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri (5/a).
4-bis. La conferenza di servizi può essere convocata anche per l'esame contestuale di interessi coinvolti in più procedimenti amministrativi connessi, riguardanti medesimi attività o risultati. In tal caso, la conferenza è indetta dalla amministrazione o, previa informale intesa, da una delle amministrazioni che curano l'interesse pubblico prevalente ovvero dall'amministrazione competente a concludere il procedimento che cronologicamente deve precedere gli altri connessi. L'indizione della conferenza può essere richiesta da qualsiasi altra amministrazione coinvolta (5/b).
2. Nelle conferenze di servizi di cui al comma 1, la decisione si considera adottata se, acquisita anche in sede diversa ed anteriore alla conferenza di servizi una intesa tra lo Stato e la regione o le regioni territorialmente interessate, si esprimano a favore della determinazione i rappresentanti di comuni o comunità montane i cui abitanti, secondo i dati dell'ultimo censimento ufficiale, costituiscono la maggioranza di quelli delle collettività locali complessivamente interessate dalla decisione stessa e comunque i rappresentanti della maggioranza dei comuni o delle comunità montane interessate.Analoga regola vale per i rappresentanti delle province (5/c).
2. La conferenza di cui al comma 1 è indetta, per le opere di interesse statale, dal Provveditore alle opere pubbliche competente per territorio. Allo stesso organo compete l'accertamento di cui all'articolo 2 del D.P.R. 18 aprile 1994, n. 383, salvo il caso di opere che interessano il territorio di più regioni per il quale l'intesa viene accertata dai competenti organi del Ministero dei lavori pubblici (5/d).
2. Per l'opera sottoposta a valutazione di impatto ambientale, il provvedimento finale, adottato a conclusione del relativo procedimento, è pubblicato, a cura del proponente, unitamente all'estratto della predetta valutazione di impatto ambientale, nella Gazzetta Ufficiale e su un quotidiano a diffusione nazionale. Dalla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale decorrono i termini per eventuali impugnazioni in sede giurisdizionale da parte dei soggetti interessati (5/d).
16. 1. Gli organi consultivi delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, sono tenuti a rendere i pareri ad essi obbligatoriamente richiesti entro quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta. Qualora siano richiesti di pareri facoltativi, sono tenuti a dare immediata comunicazione alle amministrazioni richiedenti del termine entro il quale il parere sarà reso (5/e).
2. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere o senza che l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, è in facoltà dell'amministrazione richiedente di procedere indipendentemente dall'acquisizione del parere (5/e).
5. Qualora il parere sia favorevole, senza osservazioni, il dispositivo è comunicato telegraficamente o con mezzi telematici.6. Gli organi consultivi dello Stato predispongono procedure di particolare urgenza per l'adozione dei pareri loro richiesti.
2. Ai fini dell'adozione del regolamento di cui al comma 1, il parere delle Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato deve essere reso entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, il Governo procede comunque all'adozione dell'atto.3. Restano ferme le disposizioni attualmente vigenti che stabiliscono regole analoghe o equipollenti a quelle previste dal presente articolo (6).
3. Con i decreti di cui al comma 2 sono altresì stabilite norme particolari per assicurare che l'accesso ai dati raccolti mediante strumenti informatici, fuori dei casi di accesso a dati personali da parte della persona cui i dati si riferiscono, avvenga nel rispetto delle esigenze di cui al medesimo comma 2.
(1)	Pubblicata nella Gazz. Uff. 18 agosto 1990, n. 192.
(1/circ)	Vedi Circ. 9 settembre 1996, n. GM 98727/4205DL/CR, emanata da: Ministero delle Poste e delle telecomunicazioni; Circ. 10 marzo 1997, emanata da: Ministero di Grazia e giustizia; Circ. 12 giugno 1997, n. LEV.-C -56/U.D.G, emanata da: Ministero della Difesa.
(1/a)	In attuazione di quanto disposto dal presente articolo sono stati emanati il D.M. 23 maggio 1991, riportato alla voce MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE; il D.M. 23 marzo 1992, n. 304, riportato alla voce MINISTERO DEL TESORO, il D.M. 25 maggio 1992, n. 376, riportato alla voce MINISTERO DELL'AGRICOLTURA E DELLE FORESTE; la determinazione della Cassa depositi e prestiti 13 novembre 1992, riportata alla voce CASSA DEPOSITI E PRESTITI; il D.M. 2 febbraio 1993, n. 284, riportato alla voce MINISTERO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'AGRICOLTURA; il D.M. 1° settembre 1993, n. 475, riportato alla voce MINISTERO DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA; il D.M. 16 settembre 1993, n. 603, riportato alla voce MINISTERO DELLA DIFESA; il D.M. 14 dicembre 1993, n. 602, riportato alla voce MINISTERO DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA; il D.M. 14 febbraio 1994, n. 543, riportato alla voce MINISTERO DEI TRASPORTI E DELL'AVIAZIONE CIVILE; il D.P.C.M. 19 marzo 1994, n. 282, riportato alla voce CONSIGLIO DI STATO; il D.M. 30 marzo 1994, n. 765, riportato alla voce MINISTERO DEI TRASPORTI E DELL'AVIAZIONE CIVILE; il D.M. 11 aprile 1994, n. 454, riportato alla voce MINISTERO DEL COMMERCIO CON L'ESTERO; il D.M. 18 aprile 1994, n. 594, riportato alla voce MINISTERO DEI TRASPORTI E DELL'AVIAZIONE CIVILE; il D.M. 13 giugno 1994, n. 495, riportato, alla voce MINISTRO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI; il D.M. 14 giugno 1994, n. 774, riportato alla voce MINISTERO DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA; il D.M. 16 giugno 1994, n. 527, riportato alla voce MINISTERO DELL'AMBIENTE; il D.M. 19 ottobre 1994, n. 678, riportato alla voce MINISTERO DELLE FINANZE; il D.M. 12 gennaio 1995, n. 227, riportato alla voce MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE; il D.M. 3 marzo 1995, n. 171, riportato alla voce MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI; il D.M. 6 aprile 1995, n. 190, riportato alla voce MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE; il D.M. 9 maggio 1995, n. 331, riportato alla voce MINISTERO DELLA SANITÀ; la delibera della Corte dei conti 6 luglio 1995, riportata alla voce CORTE DEI CONTI; il D.P.C.M. 9 agosto 1995, n. 531, riportato al n. LXXX; il D.M. 7 settembre 1995, n. 528, riportato alla voce STUPEFACENTI; il D.M. 20 novembre 1995, n. 540, riportato alla voce MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA; il D.M. 8 agosto 1996, n. 690 (Gazz. Uff. 25 gennaio 1997, n. 20, S.O.).
(2)	Comma aggiunto dall'art. 39-quinquies, D.L. 12 maggio 1995, n. 163, riportato al n. LXXVI.
(3)	Così sostituito dall'art. 2, L. 24 dicembre 1993, n. 537.
(4)	Comma aggiunto dall'art. 2, L. 24 dicembre 1993, n. 537 e poi così sostituito dall'art. 17, comma 1, L. 15 maggio 1997, n. 127, riportata al n. XC.
(5)	Comma aggiunto dall'art. 3-bis, D.L. 12 maggio 1995, n. 163, riportato al n. LXXVI.
(5/a)	L'art. 17, L. 15 maggio 1997, n. 127, riportata al n. XC, ha aggiunto il comma 3-bis ed ha così sostituito il comma 4. Gli ultimi due periodi del comma 3-bis sono stati aggiunti dall'art. 17 sopra citato, nel testo integrato dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, riportata al n. CI.
(5/b)	Comma aggiunto dall'art. 17, L. 15 maggio 1997, n. 127, riportata al n. XC.
(5/c)	Articolo aggiunto dall'art. 17, L. 15 maggio 1997, n. 127, riportata al n. XC.
(5/d)	Articolo aggiunto dall'art. 17, L. 15 maggio 1997, n. 127, riportata al n. XC.
(5/e)	Comma così sostituito dall'art. 17, comma 24, L. 15 maggio 1997, n. 127, riportata al n. XC.
(6)	Vedi, anche, il D.P.R. 26 aprile 1992, n. 300, riportato al n. XLVI, il D.P.R. 9 maggio 1994, n. 407, riportato al n. LXIX, e il D.P.R. 9 maggio 1994, n. 411, riportato al n. LXX.
(7)	Così sostituito dall'art. 2, L. 24 dicembre 1993, n. 537, riportata alla voce AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILITÀ GENERALE DELLO STATO.
(8)	Sostituisce l'art. 15, D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, riportato alla voce IMPIEGATI CIVILI DELLO STATO.