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Timestamp: 2020-07-14 23:41:53+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 74']

Split Payment in dichiarazione Iva 2019 - Fiscomania
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Indicazione delle operazioni soggette a Split Payment in dichiarazione IVA 2019. Compilazione del quadro VE e VJ per le operazioni soggette a scissione dei pagamenti. Novità e indicazioni operative per segnalare le operazioni soggette a Split Payment.
L’articolo 1, comma 629, lettera b), della Legge n 190/2014 ha introdotto l’articolo 17-ter del DPR n 633/72.
Mi riferisco alla disciplina che riguarda la Scissione dei pagamenti, o Split Payment. Ovvero, un particolare meccanismo di applicazione dell’IVA sulle fatture emesse nei confronti di specifici enti.
Lo Split Payment prevede che, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di determinati soggetti, espressamente previsti dalla norma, l’imposta sia addebitata dal fornitore, ma versata all’Amministrazione finanziaria dal cliente (cessionario o committente).
Dal primo luglio 2017 si è notevolmente ampliata la platea dei soggetti ai quali occorre fatturare in Split.
Per approfondimenti ti rimando a questo contributo specifico sull’argomento: “Split Payment: la guida definitiva“.
In buon sostanza, chi riceve la fattura in Scissione dei pagamenti deve effettuare il pagamento dell’IVA indicata in fattura direttamente all’Amministrazione finanziaria, anziché al fornitore.
Di fatto, scindendo, quindi, il pagamento del corrispettivo da quello della relativa imposta.
Vediamo, quindi, come funziona il meccanismo di applicazione dello Split Payment in dichiarazione IVA.
Applicazione della Scissione dei pagamenti
Split Payment in dichiarazione IVA 2019
Split Payment in dichiarazione IVA: schema
Soggetti interessati dallo Split Payment
Pubblicazione enti interessati da Split Payment
Split Payment in dichiarazione IVA: procedura
Adempimenti dei soggetti acquirenti
Codici tributo versamento IVA in Split Payment
Split Payment in dichiarazione IVA: Esigibilità dell’IVA
Split Payment in dichiarazione IVA: i rimborsi
Split Payment in dichiarazione IVA: Acconto
Split Payment in dichiarazione IVA: soggetti esclusi
Split Payment in dichiarazione IVA: conclusioni
L’applicazione del meccanismo di Scissione dei pagamenti determina continui riflessi sulla concreta operatività delle imprese.
Tra cui ad esempio:
L’insorgenza di rilevanti crediti d’imposta;
Complicazioni operative e normative.
In secondo luogo, molto spesso, i soggetti che devono applicare lo “split payment” pongono in essere anche operazioni rientranti nel regime ordinario.
Questo con la conseguenza che gli stessi devono adottare differenti sistemi contabili di gestione e liquidazione del tributo.
L’introduzione dello split pyment all’interno della normativa IVA è volto sia a innovare il sistema di riscossione, che a contrastare i fenomeni di evasione e frode.
Tale meccanismo, infatti, deroga l’ordinario sistema di applicazione dell’IVA, con l’obiettivo di garantire, un minore rischio di inadempimento dell’obbligo di pagamento dei fornitori che addebitano in fattura l’imposta.
Il tutto, andando contemporaneamente ridurre il rischio di frode che potrebbe essere commessa dai propri fornitori.
Le modalità attuative di applicazione dello split payment sono state disciplinate con il:
D.M. del 23 gennaio 2015, in relazione al quale l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti, e con le
Circolari n. 1/E e n. 15/E del 2015.
In questo contributo mi occuperò di analizzare la corretta indicazione dello Split Payment in dichiarazione IVA.
Nella Dichiarazione IVA 2019 sono presenti due righi al fine di tener conto delle modifiche apportate all’articolo 17-ter del DPR n 633/72 in tema di Split Payment.
Rigo VE38 in ‘‘Operazioni effettuate nei confronti dei soggetti di cui all’articolo 17-ter’’. Il rigo va ad accogliere con riferimento al regime di split payment non solo le operazioni effettuate nei confronti della P.A., ma anche quelle effettuate nei confronti delle società elencate nel comma 1-bis dell’art. 17-ter DPR n. 633/72 (modificato dall’art. 1 del DL n 50/17, convertito, con modificazioni, dalla Legge n 96/17);
Rigo VJ18 nominato ‘‘Acquisti dei soggetti di cui all’art. 17-ter’’. In tale rigo devono essere esposti gli acquisti effettuati, oltre che dalle pubbliche amministrazioni, anche dalle società elencate nel comma 1-bis dell’articolo 17-ter del DPR n 633/72.
VE Cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti delle PA e degli altri soggetti di cui al comma 1-bis dell’art. 17-ter del DPR n. 633/72 e per le quali l’imposta deve essere versata dai cessionari o committenti in applicazione delle disposizioni contenute nel art. 17-ter (split payment)
VJ Acquisti effettuati dalle pubbliche amministrazioni titolari di partita IVA e dagli altri soggetti di cui al comma 1-bis dell’art. 17-ter del DPR n. 633/72 tenuti al versamento dell’imposta, per i quali la relativa imposta ha partecipato alle liquidazioni periodiche IVA (ai sensi del comma 2 dell’art. 5 del DM 23 gennaio 2015, come modificato dal DM 27 giugno 2017).
Il DL n 148/17, convertito dalla Legge n 172/17, con effetto dal 1º gennaio 2018, e quindi per le operazioni per le quali è emessa fattura a decorrere dalla medesima data, ha modificato l’articolo 17-ter del DPR n 633/72.
Questa norma ha previsto l’estensione dello Split payment a tutte le Società controllate, in misura non inferiore al 70%, dalla Pubblica Amministrazione.
Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 9 gennaio 2018 sono state definite le modalità di attuazione della disciplina.
Il 19 dicembre 2017 sul sito del Dipartimento delle Finanze sono stati pubblicati gli elenchi dei soggetti in Split payment dal 2018 (D.M. 9 gennaio 2018).
Il Ministero dell’Economia e delle finanze, il 19 dicembre 2017, ha pubblicato gli elenchi validi dall’anno 2018, relativi all’applicazione del meccanismo dello Split payment.
La pubblicazione è avvenuta nelle more del perfezionamento dell’iter di pubblicazione del decreto del MEF (infatti, il D.M. è del 9 gennaio 2018) al quale fa riferimento il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2018.
Dagli elenchi sono escluse le amministrazioni pubbliche, per le quali va fatto riferimento all’elenco pubblicato sul sito dell’IPA – Indice delle Pubbliche Amministrazioni.
Gli elenchi aggiornati pubblicati possono essere consultati all’indirizzo del Ministero delle Finanze.
Sul sito è possibile effettuare la ricerca di:
presenti negli elenchi tramite codice fiscale.
Non sono presenti nell’elenco le società che sono quotate nell’indice FTSE MIB.
I soggetti interessati hanno la possibilità di segnalare eventuali mancate o errate inclusioni fornendo idonea documentazione a supporto ed esclusivamente mediante il modulo di richiesta.
Vediamo, di seguito, le modalità di applicazione dello Split Payment al fine di poter arrivare correttamente all’indicazione delle operazioni in dichiarazione IVA.
Per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate, i fornitori sono tenuti ad emettere la fattura con l’annotazione:
“scissione dei pagamenti’’ ovvero ‘‘split payment’’
Questo ai sensi dell’articolo 17-ter del DPR n 633/72.
Qualora la fattura non contenga tale dizione torna applicabile la sanzione amministrativa di cui all’articolo 9, comma 1, del DLgs n 471/97.
Si tratta della sanzione amministrativa da € 1.000 a € 8.000.
La sanzione non torna applicabile, così come chiarito dalla C.M. n. 27/E/2017 per le fatture emesse prima del 7 novembre 2017 data di pubblicazione della citata circolare.
Da un punto di vista operativo, il fornitore (stante i chiarimenti forniti con la C.M. n. 27/E/2017 che richiama la precedente C.M. n. 15/E/2015):
Non deve computare nella liquidazione di periodo l’IVA a debito indicata in fattura;
Deve registrare nel registro ‘‘IVA vendite’’ le operazioni effettuate e la relativa Iva non incassata dai fornitori;
Inoltre, deve annotare in modo distinto (anche con l’istituzione di appositi codici IVA) la fattura emessa in regime di Split payment, indicando l’aliquota applicata e l’ammontare dell’imposta.
Le Pubbliche amministrazioni che effettuano acquisti in ambito istituzionale versano l’IVA mediante il modello F24 enti pubblici.
In dettaglio, devono utilizzare apposito codice tributo, entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’IVA è divenuta esigibile.
Il Decreto attuativo (D.M. del 27 giugno 2017, successivamente modificato ad opera del D.M. del 13 luglio 2017) con riferimento alle Pubbliche Amministrazioni e le società, identificate ai fini IVA, che effettuano acquisti di beni e servizi nell’esercizio di attività commerciali ha chiarito che le stesse possono procedere al versamento dell’IVA mediante due modalità tra loro alternative.
Modalità 1) versamento entro il 16 del mese successivo
La prima modalità prevede che per il versamento dell’IVA avvenga
mediante presentazione del modello F24.
La presentazione deve avvenire entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’imposta è divenuta esigibile.
Questa modalità riguarda le Pubbliche Amministrazioni che esercitano attività commerciale e le altre società.
Il versamento deve essere effettuato senza possibilità di compensazioni ed utilizzando lo specifico codice tributo.
Metodo 2) annotazione entro il 15 del mese successivo
In alternativa, le Pubbliche amministrazioni che agiscono in ambito commerciale e le società, per le fatture oggetto di Split payment possono:
Annotare le fatture nel registro di cui agli artt. 23 o 24 del DPR n. 633/72, entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui l’imposta è divenuta esigibile, con riferimento al mese precedente;
Imputare l’IVA dovuta alla liquidazione periodica del mese dell’esigibilità (o del relativo trimestre in caso di liquidazioni trimestrali);
Infine, registrare le fatture nel registro degli acquisti di cui all’articolo 25 del DPR n 633/72, ai fini di esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta.
Con la Risoluzione n 139/E/17 sono stati istituiti i codici tributo per l’IVA dovuta da Pubblica Amministrazioni e società.
Al fine di consentire il versamento, mediante i modelli “F24” e “F24 Enti pubblici” (F24 EP), dell’IVA dovuta dalle pubbliche amministrazioni e società, sono stati istituiti i seguenti codici tributo e si forniscono le relative istruzioni di compilazione.
Codice tributo versamento IVA Split Payment con modello F24
Per il modello F24, è stato istituito il codice tributo:
“6041”, denominato “IVA dovuta dalle PP.AA. e SOCIETA’ identificate ai fini IVA – scissione dei pagamenti per acquisti nell’esercizio di attività commerciali – art. 5, comma 01, D.M. 23 gennaio 2015”.
In sede di compilazione del modello di versamento F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario” esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”.
Devono trovare indicazione nei campi “rateazione/regione/prov./mese rif.” e “anno di riferimento”, del mese e dell’anno d’imposta per cui si effettua il pagamento, rispettivamente, nei formati “00MM” e “AAAA”.
Codice tributo versamento IVA Split Payment con modello F24 EP
Per il modello F24 EP, è stato istituito il codice tributo:
“621E”, denominato “IVA dovuta dalle PP.AA. e SOCIETA’ identificate ai fini IVA – scissione dei pagamenti per acquisti nell’esercizio di attività commerciali – art. 5, comma 01, D.M. 23 gennaio 2015”.
Nella sezione “CONTRIBUENTE”, sono indicati il codice fiscale e la denominazione/ragione sociale della pubblica amministrazione che effettua il versamento;
Nella sezione “DETTAGLIO VERSAMENTO” sono indicati:
Campo “sezione”, il valore “F” (Erario);
Nel campo “codice tributo/causale”, il codice tributo;
Nel campo “riferimento A”, il mese per cui si effettua il pagamento, nel formato “00MM”;
Campo “riferimento B”, l’anno d’imposta per cui si effettua il pagamento,m nel formato “AAAA”.
I soggetti diversi da quelli sopra citati effettuano il versamento dell’IVA dovuta in esito alla scissione dei pagamenti utilizzano i codici tributo “620E” e “6040”, istituiti con la Risoluzione n. 15/E/15, oppure direttamente all’entrata del bilancio dello Stato.
In linea generale, l’IVA relativa alle cessioni di beni nonché alle prestazioni di servizi relativa alle operazioni in Split payment, è esigibile al momento del pagamento del corrispettivo ai fornitori.
In alternativa, i soggetti in Split payment, invece che liquidare l’imposta con riferimento al momento del pagamento del corrispettivo, possono optare per anticipare tale momento a quello di ricezione o registrazione della fattura.
La scelta per l’esigibilità anticipata potrà essere fatta con riguardo a ciascuna fattura ricevuta/registrata.
In tema di note di variazione in aumento ovvero in diminuzione (art. 26 del DPR n 633/72) la C.M. n. 27/E/2017 ha chiarito che nei casi in cui il fornitore, ricorrendo i presupposti di cui dell’art. 26, emetta una nota di variazione in aumento, torna sempre applicabile il meccanismo della scissione dei pagamenti.
Pertanto, la nota di variazione deve essere numerata, ed indicare l’ammontare della variazione e della relativa imposta e fare esplicito riferimento alla fattura originaria emessa.
Split Payment in dichiarazione IVA: note di variazione in diminuzione
Invece, con riferimento alle note di variazione in diminuzione è stato precisato che:
Quando la nota di variazione è in diminuzione, se la stessa si riferisce ad una fattura originaria emessa in sede di scissione dei pagamenti o Split payment, la stessa dovrà essere numerata, indicare l’ammontare della variazione e della relativa imposta e fare esplicito riferimento alla suddetta fattura. In forza di ciò e trattandosi di una rettifica apportata ad un’IVA che non è confluita nella liquidazione periodica del fornitore, lo stesso non avrà diritto a portare in detrazione, ai sensi dell’art. 19 del DPR n 633/72, l’imposta corrispondente alla variazione, ma dovrà limitarsi a procedere solo ad apposita annotazione in rettifica nel registro. Senza che si determini, quindi, alcun effetto nella relativa liquidazione IVA;
Quando la nota di variazione in diminuzione si riferisce a fatture originarie emesse prima dell’entrata in vigore dello Split payment alla stessa si applicheranno le regole ordinarie. Sicché il fornitore avrà diritto a portare in detrazione, ai sensi dell’art. 19 del DPR n. 633/72, l’imposta corrispondente alla variazione;
Infine, per le note di variazione in diminuzione ricevute dopo il 1º luglio 2017, che si riferiscono ad una fattura originaria emessa dal fornitore anteriormente al 1º luglio 2017, il fornitore per esigenze di semplificazione potrà comunque applicare la disciplina della scissione dei pagamenti. Di fatto il fornitore dovrebbe poter sceglie se emettere in regime di scissione dei pagamenti la nota credito indicando o meno la specifica annotazione.
I contribuenti che effettuano operazioni in regime di Split payment e che rispettano i presupposti di cui all’articolo 30, comma 2, lettera a), del DPR n 633/72 possono richiedere il rimborso dell’eccedenza di Iva detraibile:
Sia in sede di dichiarazione annuale, ai sensi dell’articolo 38 bis, comma 1, del DPR n 633/72;
Sia presentando apposita istanza di rimborso trimestrale, ai sensi dell’articolo 38 bis, comma 2, del DPR n 633/72.
I contribuenti che effettuano operazioni in Split Payment e che si trovano in situazione di credito chiesto a rimborso, possono avvalersi della procedura di rimborso prioritario.
L’articolo 30, comma 2, lettera a) del DPR n 633/72 individua i contribuenti che possono chiedere in tutto o in parte il rimborso dell’eccedenza detraibile.
In particolare, l’ipotesi dei soggetti passivi che effettuano operazioni soggette ad aliquote IVA inferiori a quelle relative agli acquisti ed importazioni, relativa ad operazioni in reverse charge (articolo 17, commi 5 e 6 DPR n 633/72), è stata estesa anche alle operazioni in Split Payment (articolo 17-ter DPR n 633/72).
La ratio è tesa a consentire ai fornitori della P.A., in sede di richiesta di rimborso in dichiarazione annuale (o nell’istanza trimestrale), di computare nel calcolo dell’aliquota media, tra le c.d. operazioni ad aliquota zero, le cessioni di beni e prestazioni di servizi soggette alla disciplina della “scissione dei pagamenti”.
L’effettuazione di tali operazioni non costituisce, quindi, un presupposto autonomo ai fini della richiesta di rimborso, ma concorre, unitamente alle altre fattispecie del periodo di riferimento, alla verifica del requisito dell’aliquota media.
Non applicabili le ulteriori condizioni per il rimborso prioritario
Secondo le previsioni del D.M. 20.02.2015 (applicabile ai rimborsi prioritari chiesti da contribuenti che hanno effettuato operazioni nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni), non è necessario, ai fini del rimborso prioritario, che siano rispettate le seguenti condizioni:
Eccedenza detraibile richiesta a rimborso pari o superiore ad euro 10.000,00 in caso di rimborso annuale (oppure ad euro 3.000,00 in caso di rimborso trimestrale);
Eccedenza detraibile chiesta a rimborso pari o superiore al 10% dell’importo complessivo dell’imposta assolta sugli acquisti e sulle importazioni effettuate nell’anno (o nel trimestre di riferimento).
Quota di rimborso IVA prioritario
L’articolo 8, comma 2, del D.M. 23.01.2015 ha stabilito che i predetti rimborsi di cui al precedente comma 1 sono erogati, in via prioritaria, per un ammontare non superiore a quello complessivo dell’imposta applicata alle operazioni di cui all’articolo 17-ter del DPR n 633/1972, “effettuate nel periodo in cui si è avuta l’eccedenza d’imposta detraibile oggetto della richiesta di rimborso”.
Peraltro, a dispetto di quanto previsto per le altre tipologie di rimborso prioritario, è dunque possibile che il rimborso da “split payment” sia prioritario esclusivamente per una sola quota dell’importo, mentre la restante parte rimane soggetta all’esecuzione ordinaria (Circolare n 15/E/2015).
Per le Pubbliche Amministrazioni che operano in ambito commerciale e per le società che versano l’IVA in Split payment separatamente al di fuori delle liquidazioni periodiche, il Decreto 27 giugno 2017 ha introdotto l’obbligo di tenere conto, nella determinazione del versamento dell’acconto Iva di dicembre, anche dell’imposta dovuta all’Erario in relazione agli acquisti sottoposti allo Split payment (C.M. n. 28/E/2017).
In linea generale sono soggette a Split payment tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi da chiunque rese anche dai professionisti.
Si ricorda, infatti, che il DL n 50/2017 ha previsto che lo Split payment si applica anche ai compensi per prestazioni di servizi resi dai
professionisti assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito.
La Circolare n 27/E/2017 ha chiarito che in merito alle operazioni soggette a Split payment non tornano applicabili le disposizioni normative riguardanti la liquidazione dell’IVA secondo la contabilità di cassa di cui all’articolo 32-bis del DL n 83/2012, convertito con modificazioni, nella Legge n 134/2012.
Sono, invece, esclusi dallo Split payment gli acquisti per i quali debitore dell’imposta è il soggetto acquirente in tutti i casi in cui si applica il regime dell’inversione contabile (c.d. reverse charge) come ad esempio:
Le prestazioni di servizi concernenti il subappalto edile. Articolo 17, comma 6, lett. a del DPR n. 633/72);
Le prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamente relative ad edifici. Articolo 17, comma 6, lett. a-ter del DPR n 633/72).
Sono esclusi dallo Split payment anche gli acquisti ricevuti da fornitori che applicano dei regimi Iva c.d. speciali.
Si tratta dei regimi per i quali non è prevista l’evidenzia dell’IVA in fattura e che provvedono al suo assolvimento mediante regole proprie.
Si pensi ad esempio: ai c.d. regimi monofase disciplinati dall’art. 74 del DPR n. 633/72 (editoria, generi di Monopolio e fiammiferi, tabacchi lavorati, ecc.); al regime del margine di cui agli artt. 36 e ss. del D.L. n. 41/1995.
Medesime considerazioni valgono anche per gli acquisti effettuati da fornitori che applicano regimi speciali IVA che, pur prevedendo l’addebito dell’IVA in fattura, applicano un meccanismo forfetario di determinazione della detrazione spettante.
Pensa, ad esempio, al regime speciale di cui agli articoli 34 e 34-bis del DPR n 633/72.
Tutte le informazioni che ti ho indicato sulla procedura di applicazione dello Split Payment sono fondamentali per poter effettuare correttamente questo particolare regime di applicazione dell’IVA.
Di conseguenza sono di fondamentale importanza per la corretta indicazione dello Split Payment in dichiarazione IVA.
Ricordo, in conclusione, che tutti i soggetti passivi IVA che operano come “professionisti” sono esclusi dalla disciplina dello Split Payment per le operazioni concluse con gli enti sopra indicati.
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