Source: https://www.entilocali-online.it/codice-degli-appalti-finalmente-vigore-le-linee-guida-direttore-dei-lavori-direttore-dellesecuzione/
Timestamp: 2019-01-17 02:33:48+00:00
Document Index: 108785506

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 21', 'art. 9', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 24']

“Codice degli Appalti”: finalmente in vigore le “Linee-guida” su Direttore dei lavori e Direttore dell’esecuzione | Enti Locali Online
“Codice degli Appalti”: finalmente in vigore le “Linee-guida” su Direttore dei lavori e Direttore dell’esecuzione
Sono state le prime “Linee-guida” ad essere approvate da Anac, ma le ultime ad oggi ad essere state varate: in ogni caso, sono in vigore dal 30 maggio scorso le Linee-guida” su Direttore dei lavori e del Direttore dell’esecuzione (di seguito Dl e De) negli appalti pubblici, a seguito della pubblicazione in G.U. del 15 maggio 2018 del Decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti n. 49 del 7 marzo 2018.
Con l’entrata in vigore del presente Decreto, vengono meno le disposizioni di cui agli artt. 178 e seguenti del Dpr. n. 207/10, ancora in vigore nel periodo transitorio, relative alla contabilità dei lavori pubblici, essendo superate dalle disposizioni del Decreto anzidetto; per servizi e forniture invece viene finalmente colmato il vuoto normativo che si era formato dopo l’entrata in vigore del Dlgs. n. 50/16 (che, per la relativa parte, aveva abrogato il Dpr. n. 207/10).
In realtà, quanto ai lavori pubblici, e in particolare con riferimento alla contabilità, il Decreto non innova sostanzialmente alcunché: vi si ritrova una sostanziale riproposizione delle disposizioni previgenti ora superate (ovvero, i già detti artt. 178 e seguenti, del Dpr. n. 207/10).
Vengono confermati infatti i documenti contabili già previsti nella previgente normativa, così come i passaggi procedimentali già noti relativi al pagamento degli stati di avanzamento lavori (con il passaggio da Dl a Rup dello stato di avanzamento; l’emissione del certificato di pagamento da parte del Rup; la verifica della regolarità contributiva sempre da parte del Rup prima di inviare alla stazione appaltante il certificato anzidetto per l’emissione del mandato di pagamento).
Resta fermo il principio che spetta primariamente al Dl. “il controllo della spesa legata all’esecuzione dell’opera o dei lavori”, con correlativo obbligo di compilazione “con precisione e tempestività” della documentazione contabile dell’appalto che, ricorda il Decreto, “sono atti pubblici a tutti gli effetti di legge”.
Costituisce invece innovazione coerente con l’impostazione già sposata e perseguita dal “Codice degli Appalti” la previsione dell’obbligo di utilizzo di “strumenti elettronici di contabilità”: così come gli obblighi (a pena di nullità) di adozione in forma elettronica della documentazione contrattuale, parimenti sono ora prescritti paralleli obblighi di egual fatta (sia pure rimane assente la sanzione della nullità) per la documentazione contabile.
Si noti anche che il Rup, in caso di direzione lavori esterna, deve servirsi dei programmi forniti dal Professionista esterno previa accettazione degli stessi. Il mancato utilizzo di siffatti programmi sarà da intendersi solo transitorio: il Decreto prevede una congrua motivazione a tal fine, una comunicazione all’Anac (non meglio precisata nei modi, nei tempi e nei contenuti) confermandosi l’obbligo di adeguamento della stazione appaltante. Nei casi di contabilità cartacea, comunque, “le annotazioni delle lavorazioni e delle somministrazioni sono trascritte dai libretti delle misure in apposito Registro le cui pagine devono essere preventivamente numerate e firmate dal Rup e dall’esecutore”. È infine prevista la possibilità di ricorrere a contabilità semplificata per i lavori inferiori ad Euro 40.000,00.
Quanto ai compiti del Direttore dei lavori, pare evidente che il Decreto aggravi notevolmente le responsabilità di tale figura, e ciò in tutte le fasi dell’opera (prima della consegna, durante l’esecuzione, al termine dell’opera).
Il Dl in particolare invia al Rup un’attestazione preliminare sullo stato dei luoghi (art. 4); cura la consegna dei lavori (art. 5), “previa disposizione del Rup”, nei termini di legge (45 giorni dall’approvazione del contratto), sotto pena di sanzioni per ritardi imputabili al Dl. medesimo (comma 11); mantiene il fondamentale compito (con correlativa responsabilità) della accettazione dei materiali (art. 6), potendo a tal fine disporre esami e analisi sugli stessi anche ulteriori rispetto a quelli previsti nel capitolato; opera le verifiche sui subappaltatori e subcontraenti, nonché, nei casi di legge, sull’avvalimento ove previsto dall’aggiudicatario (art. 7); propone al Rup modifiche e variazioni contrattuali con apposita perizia (art. 8), fatte salve le modifiche di dettaglio che non modificano l’importo del contratto; dispone le verifiche necessarie sul cantiere in caso di sospensioni dei lavori (art. 10); cura la gestione di eventuali sinistri a persone o cose derivanti dall’esecuzione dei lavori (art. 11); cura la fase di ultimazione dei lavori e collabora, se richiesto, con l’Organo di collaudo (art. 12).
La vera novità tuttavia è sicuramente rappresentata dall’art. 9 del Decreto, che certamente non piacerà alle stazioni appaltanti: con riferimento alla disciplina delle contestazioni e delle riserve infatti, il Decreto rimette l’intera previsione e regolamentazione delle stesse ai singoli capitolati speciali di ciascun intervento.
È una scelta a dir poco inopinata, che non potrà che far aumentare a dismisura il contenzioso in fase esecutiva, quantomeno sinché Anac non adotti apposito bando-tipo (o, meglio, capitolato-tipo): fra l’altro, non può che rilevarsi come il frequente riferimento alle “riserve” contenuto comunque nel Decreto non faccia che rendere più complesso il quadro normativo.
Il Consiglio di Stato, in sede di parere su tale Decreto, ha tuttavia indicato tale via “autonomista”, raccomandando il superamento di una disciplina normativa rigida, valida per tutte le stazioni appaltanti: starà quindi ai progettisti dei lavori pubblici procedere, in sede di capitolato, a redigere apposite disposizioni per colmare tale, nuovo, vuoto normativo.
Un suggerimento pratico: utilizzare le norme abrogate non pare proibito, e anzi pare la soluzione più ragionevole, anche perché i Tecnici dei lavori pubblici hanno ormai una certa dimestichezza nel loro utilizzo che non merita di andare del tutto perduta.
Si venga adesso alla disciplina dettata per il Direttore dell’esecuzione (De) per servizi e forniture, sostanzialmente in linea con quella prevista per il Dl (salvo quanto previsto dalla “Linea-guida” Anac n. 3, che enumera i casi in cui il Rup non può o non deve ricoprire al tempo stesso anche la funzione di De).
In tal senso, per esempio, l’art. 21 prevede, esattamente come l’art. 9 anzidetto, che sia destinata al capitolato di ciascun intervento la disciplina di contestazioni e riserve.
Anche per tale fattispecie quindi, richiamando in gran parte quanto previsto per il Dl, il De è chiamato a svolgere i compiti di: consegna dei lavori (art. 19), redigendo il relativo verbale anche in caso di consegna d’urgenza, verificare il rispetto degli obblighi dell’appaltatore e subappaltatore (art. 20), curare la fase di modifica o variante del contratto (art. 22), con appositi poteri di proposta e di istruttoria, e di sospensione del contratto (art. 23), gestire eventuali sinistri (art. 24), cura la fase della conclusione dell’appalto emettendo il certificato di ultimazione delle prestazioni.
Quanto alla contabilità di servizi e forniture, non si rinviene il medesimo grado di dettaglio indicato per i lavori: si rimette quindi il tutto all’ordinamento della singola stazione appaltante.
Qualsiasi sia la tipologia di tale contabilità, però, vi è anche in questo caso l’obbligo di forma elettronica della stessa.
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