Source: http://astratto.info/la-procedura-espropriativa-prevista-dal-t.html
Timestamp: 2019-09-20 11:51:11+00:00
Document Index: 80104799

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'sentenza ', 'art. 43', 'sentenza ', 'art. 43', 'art. 43', 'sentenza ', 'art. 43', 'art. 42', 'art. 834', 'art. 5', 'art. 37', 'art. 22', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 42', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2']

LA PROCEDURA ESPROPRIATIVA PREVISTA DAL T.U.
Nello stesso anno, con l'art. 2 della L. n. 1187 del 1968, il Legislatore stabiliva, dunque, che ilvincolo preordinato all'esproprio poteva avere una durata massima quinquennale.
Avviato il procedimento espropriativo con la dichiarazione di pubblica utilità, si concedeva, dunque, all'amministrazione la possibilità di essere immessa nel possesso dell'area con l'occupazione d'urgenza preordinata all'esproprio. Si trattava, come chiarito, di un procedimento parallelo che iniziava con la dichiarazione di indifferibilità ed urgenza. Tale dichiarazione permetteva, nei tre mesi successivi, l'adozione di un decreto di occupazione d'urgenza. Il termine del legittimo possesso del terreno occupato era uguale a quello del procedimento di esproprio (cinque anni). Nella Legge n. 1 del 1978, volta ad accelerare la realizzazione delle opere pubbliche, è stata introdotta la figura delladichiarazione implicita d'indifferibilità ed urgenza che conseguiva all'approvazione definitiva del progetto. Quando veniva approvato il progetto definitivo dell'opera, l'atto di approvazione equivaleva contestualmente alla dichiarazione di pubblica utilità e di indifferibilità ed urgenza.
Su tale assetto della materia, vanno inquadrate le problematiche connesse agli aspetti patologici della procedura espropriativa. In particolare si pose la questione problematica di cosa accadessese l'opera pubblica fosse stata realizzata fuori dei termini ovvero in difetto del provvedimento di esproprio. Con la sentenza della Corte di Cassazione n. 1464 del 1983, venne inrodotto nel nostro ordinamento il fenomeno descritto come occupazione acquisitiva, fenomeno del quale sono elementi costitutivi la dichiarazione di Pu una dichiarazione di indifferibilità ed urgenza esplicita od implicita, l'occupazione dell'area e l'irreversibile trasformazione del fondo, nonchè, infine, la scadenza del termine di occupazione legittima senza il decreto di esproprio. Tale vicenda realizza un acquisto della proprietà che si verifica con l'irreversibile trasformazione del fondo che legittima il privato proprietario ad agire per il risarcimento del danno. Diversa dall'occupazione era, poi, l'occupazione usurpativa dove, salva l'abdicazione del diritto di proprietà da parte del privato implicita o esplicita, la trasformazione irreversibile del suolo non dava luogo all'accessione invertita ed al privato rimaneva la possibilità di domandare la restituzione del fondo.
Tale atto di acquisizione sanante deve e può, peraltro, essere trascritto nei registri immobiliare(mette, al riguardo, conto rilevare come, nell'ambito dell'occupazione acquisitiva, il proprietario formalmente rimaneva proprietario in quanto non esisteva un atto trascrivibile e la PA era diventata proprietaria sulla base di un illecito e di un fatto materiale). L'art. 43 prevede anche che l'amministrazione convenuta per la restituzione dell'area possa chiedere al giudice di essere condannata al risarcimento del danno con la conseguente paralisi della domanda restitutoria; in tal caso la sentenza ha lo stesso effetto dell'occupazione sanante e diventa, a sua volta, trascrivibile.
Un tema su cui la Suprema Corte e il Consiglio di Stato non convergono è l'applicabilità temporale del nuovo art. 43 del Tu. Il punto è se si tratti di norma ordinamentale o processuale. Nel primo caso, l'art. 43 s'applicherebbe solo ai casi successivi (e si tratta dell'orientamento della Corte di Cassazione), nel secondo esso sarebbe applicabile anche ai casi pregressi (e si tratta dell'orientamento del Consiglio di Stato). Altro profilo che presenta posizioni non del tutto omogenee nella giurisprudenza della Suprema Corte e del Consiglio di Stato è quello inerente ilriparto di giurisdizione.
Secondo l'orientamento del Consiglio di Stato (cfr. ad esempio Cds IV sezione 6636 del 2008),l'occupazione acquisitiva, come fattispecie d'acquisto della proprietà non esiste più (essa ha vissuto dal 1983 al 2003) in quanto, posta la possibilità di acquistare la proprietà con atto gestionale di acquisizione sanante o con la sentenza di cui all'art. 43 del TU, non residua ragione per il permanente riconoscimento dell'occupazione acquisitiva come fattispecie d'acquisto della proprietà in favore dell'amministrazione
LA DETERMINAZIONE DELL’INDENNITA’ DI ESPROPRIO
L'indennizzo per l'esproprio subito costituisce presupposto di legiTtimità del provvedimenti di espropriazione, sia a mente dell'art. 42 Cost, sia in base a ciò che dispone l'art. 834 c.c. che, con riferimento alla sua concreta quantificazione, soggiunge che tale indennizzo deve essere giusto.
L'importo dell'indennizzo per l'esproprio di aree edificabili era, sino alle sentenze n.n. 348 e 349 della Corte Costituzionale del 24 ottobre 2007, fissato dall'art. 5 bis del D.L. n. 333 del 1992 (riprodotto nell'art. 37 del TU in materia espropriativa) e, cioè, pari alla semisomma ridotta del 40% del valore venale del bene e del suo reddito dominicale rivalutato e moltiplicato per dieci.
LE OCCUPAZIONI D’URGENZA
L'occupazione d'urgenza preordinata all'espropriazione è oggi disciplinata dall'art. 22 bis del T.U.che stabilisce, qualora l'avvio dei lavori rivesta carattere di particolare urgenza, la possibilità dell'occupazione temporanea degli immobili necessari con l'emissione di un decreto motivato che determini l'indennità da offrire in via provvisoria.
LA RETROCESSIONE DEI BENI NELLE PROCEDURE DI ESPRORPIO
L'istituto della retrocessione dei beni oggetti di esproprio è disciplinato dagli artt. 46-48 del T.U. E' prevista la retrocessionetotale (art. 46) e quella parziale (art. 47).
I VINCOLI PROEORDINATI ALL’ESPROPRIO
Il piano regolatore generale è un atto complesso di competenza comunale e sottoposto all'approvazione regionale volto a disciplinare l'assetto del territorio comunale e la sua trasformazione. Il PRG contiene norme di carattere programmatico destinate ad essere attuate mediante i piani attuativi e norme immediatamente precettive che producono vincoli conformativi immediatamente efficaci sulla proprietà privata. Tra le norme che lo compongono possono distinguersi le localizzazioni di future opere di urbanizzazione primaria e secondaria che introducono vincoli preordinati all'esproprio, e le zonizzazioni attraverso le quali il territorio comunale viene suddiviso in zone funzionali caratterizzate da specifiche destinazioni (abitativa, agricola, industriale, di rispetto ecc ecc). Il prg contiene poi norme che individuano icriteri dell'attività edilizia.
La distinzione è rilevante in quanto, mentre le zonizzazioni determinano la conformazione delle proprietà insistenti su un determinato territorio in via generale ed astratta, rispondono alla funzione di cui all'art. 42 cost, secondo comma, non legittimano alcuna prtesa indennitaria e sono atempo indeterminato, le localizzazioni determinano vincoli preordinati all'espropriazione, azzerano il contenuto del diritto di proprietà, sono funzionalizzate ad una successiva procedura espropriativa, hanno durata quinquennale, possono essere reiterate solo previo indennizzo e se la reiterazione del vincolo sia congruamente motivata.
Sotto il profilo storico, val la pena ricordare come le localizzazioni comportanti i vincoli preordinati all'aespropriazione fossero, originariamente, previste senza limite temporale dall'art. 7 della legge urbanistica n. 1150 del 1942, come, con sentenza n. 55 del 29 maggio 1968 della Corte Costituzionale, l'art. 7 fosse stato dichiarato illegittimo nella parte in cui consentiva la perpetuità del vincolo senza la previsione di un indennizzo, come l'art. 2 della L. n. 1187 del 1968 avesse previsto che i vincoli preordinati all'esproprio avessero un termine di efficacia di cinque anni e come lasentenza n. 179 del 1999 della Consulta, con riferimento alla prassi invalsa, da parte delle amministrazioni comunali, di reiterare i vincoli attraverso l'approvazione di varianti del PRG avesse dichiarato l'illegittimità dell'art. 2 della L. n. 1187 del 1968 nella parte in cui consentiva tale reiterazione senza imporre il pagamento dell'indennizzo.
i vincoli preordinati all'esproprio possono essere previsti dai piani regolatori generali o dalle loro varianti e acquistano efficacia contestualmente all'atto che li contiene.