Source: http://www.arbitracamera.it/pagina111_tribunale-di-roma-sez-di-ostia-05072012.html
Timestamp: 2017-11-21 04:37:52+00:00
Document Index: 103267969

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 8', 'art.116', 'art. 8', 'art.116', 'sentenza ']

Camera Arbitrale - Azienda speciale CCIAA Roma - Tribunale di Roma - Sez. di Ostia - 05.07.2012
Tribunale di Roma - Sez. di Ostia - 05.07.2012
Home » Approfondimenti » Giurisprudenza recente » Tribunale di Roma - Sez. di Ostia - 05.07.2012
I convenuti hanno ritenuto di non partecipare al procedimento di mediazione ritualmente instaurato dall’attrice inviando a giustificazione la circostanza di voler promuovere appello avverso la sentenza non definitiva n. 437/2011 del giudice ritenuta gravemente erronea e giudicando dunque superfluo partecipare al procedimento di mediazione.
Occorre valutare le conseguenze della mancata partecipazione dei convenuti ritualmente convocati al procedimento di mediazione attivato dall’attrice, su impulso del giudice ex art. 5 decr. lgsl. 28/10 secondo comma (mediazione delegata).
L’art. 8 del decr. lgsl. 28/10 relativamente alla mancata partecipazione senza giustificato motivo - della parte convocata – al procedimento di mediazione prevede che il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile.
La norma dell’art.116 c.p.c. viene richiamata dal legislatore della mediazione (art. 8 decr. lgs. cit.) nell’ambito della ricerca ed elaborazione di una serie di incentivi e deterrenti volti a indurre le parti, con la previsione di vantaggi per chi partecipa alla mediazione e di svantaggi per chi al contrario la rifugge, a comparire in sede di mediazione al fine di pervenire a un accordo amichevole che prevenga o ponga fine alle liti.
Ed infatti lo strumento offerto dall’art.116 c.p.c. attiene ai mezzi che il giudice valuta, nell’ambito delle prove libere (vale a dire dove si esplica il principio del libero convincimento del giudice precluso in presenza di prova legale ) ai fini dell’accertamento del fatto.
L’esponente non si avvede che in tal modo sussisterebbe sempre un giustificato motivo di non comparizione, se è vero com’è vero che se la controparte condividesse la tesi del suo avversario (o come in questo caso, le ragioni della sentenza non definitiva emessa a suo carico) la lite non potrebbe neppure insorgere e se insorta verrebbe subito meno.
La ragione d’essere della mediazione si fonda proprio sulla esistenza di un contrasto di opinioni, di vedute, di volontà, di intenti, di interpretazioni etc. che il mediatore esperto tenta di sciogliere favorendo l’avvicinamento delle posizioni delle parti fino al raggiungimento di un accordo amichevole.