Source: http://www.confartigianatoisontino.it/cms/menu/id/72/page/614/
Timestamp: 2020-08-09 19:50:16+00:00
Document Index: 18514789

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 12', 'art. 54', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 378', 'art. 379', 'art. 106', 'art. 8', 'art. 35', 'art. 41']

CORONAVIRUS - DECRETO-LEGGE 8 aprile 2020, n. 23
E' stato pubblicato ieri sera in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge n. 23 del 2020, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso lunedì, meglio noto come DL Liquidità, che entra in vigore da oggi; il provvedimento sarà ora trasmesso alla Camera dei Deputati per la conversione in legge (in allegato).
In primo luogo il decreto-legge, in ragione della straordinarietà della situazione economica, determinatasi a seguito dell’emergenza sanitaria, vista l'assoluta urgenza, ha introdotto alcune "poderose" misure a sostegno della liquidità delle imprese danneggiate dall’emergenza del COVID-19.
Prima di entrare nel merito delle singole misure, va indicato in premessa che il provvedimento, pur essendo robusto nelle misure che va a individuare, non sfrutta pienamente l’opportunità, fornita dal Temporary Framework sugli aiuti predisposto dalla Commissione Europea, di prestare garanzie sui finanziamenti fino al 100% (pur con limitazioni); in particolare, sono state previste coperture da parte del Fondo di Garanzia per le PMI al 100% solo per finanziamenti fino a 25mila euro.
Pur rinviando a successive comunicazioni per un’analisi più approfondita, data la complessità del provvedimento, riteniamo utile una sintesi delle misure contenute per macro-temi.
1) La misura più rilevante per il nostro target di imprese è l’articolo 13 (Fondo Centrale di Garanzia PMI), interamente sostitutivo del precedente articolo 49 del DL “cura Italia”.
- l’estensione dell’operatività alle imprese con numero di dipendenti non superiore a 499;
- l’innalzamento della percentuale di copertura della garanzia diretta al 90% dell’ammontare di ciascuna operazione
finanziaria (previa autorizzazione della Commissione Europea) nei limiti del maggiore degli importi definiti nel comma 1, lettera c) (25% del fatturato annuo riferiti al 2019; doppio dei costi del personale riferiti all’anno 2019);
- la percentuale di copertura della riassicurazione è incrementata al 100% dell’importo garantito dal Confidi o da altro fondo di garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non superino la percentuale massima di copertura del 90%. La riassicurazione può essere innalzata al 100% dell’importo garantito dal Confidi o da altro fondo di garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non prevedano il pagamento di un premio per il rischio di credito assunto. Fino all’autorizzazione della Commissione Europea, le percentuali sono incrementate, rispettivamente, all’80% per la garanzia diretta e al 90% per la riassicurazione come previsto dal DL “cura Italia”;
- per l’accesso al Fondo andranno presentati solo i dati del modulo economico-finanziari;
- la garanzia è concessa anche in favore di imprese che presentano, alla data della richiesta di garanzia, esposizioni nei confronti del soggetto finanziatore classificate come “inadempienze probabili” o “scadute o sconfinanti deteriorate”, secondo le vigenti disposizioni impartite dalla Banca d’Italia, purché la predetta classificazione non
sia precedente alla data del 31 gennaio 2020. La garanzia è concessa anche alle imprese che, in data successiva al 31 dicembre 2019, siano state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale o che hanno stipulato accordi di ristrutturazione. Restano, in ogni caso, escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come “sofferenze” ai sensi della disciplina bancaria;
- sono ammissibili alla garanzia del Fondo (previa autorizzazione della Commissione Europea) con copertura al 100% sia in garanzia diretta sia in riassicurazione, i nuovi finanziamenti in favore di PMI e di persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19, attestata da dichiarazione autocertificata, recanti le seguenti caratteristiche:
o inizio del rimborso del capitale non prima di 24 mesi dall'erogazione e durata fino a 72 mesi;
- il Fondo potrà concedere una garanzia del 90%, cumulabile con altra garanzia a copertura del residuo 10%, concessa dai Confidi o altro soggetto abilitato al rilascio di garanzie, in favore delle imprese con ricavi non superiore a 3.200.000 euro, danneggiate dall’emergenza COVID-19 come risultante da autodichiarazione, per finanziamenti contenuti nella misura di un importo non superiore al 25% dei ricavi (max 800.000 euro) del soggetto beneficiario;
- la garanzia del Fondo potrà essere richiesta anche su operazioni finanziarie già perfezionate ed erogate dal soggetto finanziatore da non oltre 3 mesi dalla data di presentazione della richiesta e, comunque, in data successiva al 31 gennaio 2020;
- è stata definitivamente cancellata la possibilità, per le Regioni in cui ancora è presente, di ricorrere alla limitazione di accesso alla garanzia di cui alla c.d. “lettera r” del Decreto Bassanini;
- nei casi in cui la documentazione antimafia non sia immediatamente acquisibile mediante consultazione della banca dati nazionale unica, la garanzia potrà essere comunque rilasciata immediatamente sotto condizione risolutiva, con eventuale revoca successiva della agevolazione all’impresa (in misura dell’ESL calcolata sul valore del finanziamento), mantenendo l’efficacia della garanzia in favore dell’intermediario.
2) L’Art. 11 (Sospensione dei termini di scadenza dei titoli di credito) estende a tutto il territorio nazionale – dal 9 marzo 2020 al 30 aprile 2020 – prevedendo la sospensione dei termini di scadenza di vaglia cambiari, cambiali e altri titoli di credito emessi prima della data di entrata in vigore del decreto, e di ogni altro atto avente efficacia esecutiva. Con riguardo agli assegni bancari e postali, si sospende il termine di presentazione al pagamento del titolo a favore del beneficiario. Ciò non impedisce ai beneficiari, che desiderino e siano in grado di farlo, di presentare il titolo al pagamento in pendenza della sospensione. Il titolo continua pertanto a essere pagabile dal trattario nel giorno di presentazione qualora vi siano i fondi disponibili sul conto del traente. Tuttavia, nell’ipotesi di difetto di provvista, varrà anche per il traente la sospensione della presentazione con conseguente temporanea inapplicabilità del protesto e della disciplina sanzionatoria dell’assegno. In tale contesto non verrà quindi inviato il preavviso di revoca per gli assegni privi di provvista nel periodo di sospensione. Tutti gli elementi necessari per determinare la possibilità o meno di procedere al pagamento del titolo (quali, ad esempio, la disponibilità dei fondi, la mancanza di autorizzazione) nonché quelli da considerare per ulteriori azioni (es. protestabilità o meno), dovranno essere valutati al termine del periodo di sospensione. La sospensione opera a favore dei debitori e obbligati anche in via di regresso o di garanzia, salva la facoltà degli stessi di rinunciarvi espressamente. La norma, in sostanza, estende a tutto il territorio nazionale quanto previsto dall’art. 10 del DL n. 23/20 per l’originaria “zona rossa” dell’emergenza coronavirus, che viene abrogato, fermi restando gli effetti prodotti nel periodo compreso tra il 22 febbraio 2020 e l’8 marzo 2020, chiarendo con interpretazione autentica, il contenuto dell’articolo abrogato con specifico riferimento agli assegni bancari e postali, a beneficio di tutti gli attori coinvolti nell’utilizzo e nella gestione di tali titoli di credito (banche, Poste, pubblici ufficiali incaricati di elevare il protesto, traenti e beneficiari degli assegni).
3) Risponde a quanto richiesto dalla Confederazione la previsione dell’art. 12 (Mutui prima casa – Fondo Gasparrini) finalizzata a chiarire l’ambito della nozione di lavoratori autonomi che hanno accesso al Fondo solidarietà mutui "prima casa", cd. "Fondo Gasparrini", secondo la disciplina di cui all’art. 54 del precedente decreto-legge n. 18 del 2020, ricomprendendovi anche le ditte individuali e gli artigiani. Ciò è chiarito nella relazione illustrativa del decreto-legge ancorché – presumibilmente per mero errore materiale dovuto alla concitata emanazione del provvedimento, che verrà probabilmente corretto nelle prossime ore – non risultano corretti i rinvii normativi al citato decreto-legge n. 18/2020.
4) Un’altra misura rilevante introdotta dal provvedimento – seppur di minore rilevanza per il nostro mondo – è la concessione, da parte di SACE, fino al 31 dicembre 2020, di garanzie in favore delle banche e degli altri operatori finanziari nazionali e internazionali, per finanziamenti sotto qualsiasi forma alle imprese colpite dall’emergenza COVID-19 (art. 1). Potranno beneficiare della garanzia SACE le imprese di qualsiasi dimensione, con il vincolo per le imprese che rientrano nei parametri definiti per le PMI (cui sono riservati 30 mld) di aver prima esaurito il plafond massimo disponibile per ottenere le coperture da parte del Fondo di garanzia per le PMI. Le imprese beneficiarie dovranno inoltre assumere l’impegno di non distribuire dividendi nel 2020 e di mantenere i livelli occupazionali definiti mediante accordi sindacali.
- 90% dell’importo del finanziamento per imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e valore del fatturato fino a 1,5 miliardi di euro.
1)il rinvio dell’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa al 1° settembre 2021 (art. 5 - prevista originariamente per il 16 agosto 2020). La proroga, tuttavia, non riguarda tutte le disposizioni del Codice della crisi. Viene, infatti, confermata l’entrata in vigore di alcune disposizioni, tra le quali quelle relative agli assetti organizzativi dell'impresa (artt. 375 e 378); alla responsabilità degli amministratori (art. 378); alla nomina degli organi di controllo (art. 379).
Per quello che riguarda la nomina degli organi di controllo, tale nomina deve essere effettuata entro la data di approvazione dei bilanci relativi all'esercizio 2019, termine prorogato di ulteriori 60 giorni dalla chiusura dell’esercizio dall’art. 106 del DL Cura Italia – A.S. 1766 all’esame oggi dell’Aula del Senato e che sarà poi trasmesso alla Camera;
4) un incentivo al finanziamento delle imprese da parte dei soci stabilendo che, fino al 31 dicembre 2020, non si applicano a tali finanziamenti le norme del codice civile che sanzionano i c.d. fenomeni sottocapitalizzazione nominale (art. 8), e cioè di quelle situazioni in cui la società dispone dei mezzi per l'esercizio dell'impresa, ma questi sono in minima parte imputati a capitale, perché risultano per lo più concessi sotto forma di finanziamento (artt. 2467 e 2497-quinquies c.c.);
o vengono dichiarati improcedibili tutti i ricorsi per fallimento depositati tra il 9 marzo 2020 e il 30 giugno 2020 così come i ricorsi per l’accertamento dello stato d'insolvenza anteriore alla liquidazione coatta amministrativa o all’amministrazione straordinaria;
o viene introdotto un nuovo termine di 90 giorni di cui si può avvalere il debitore che abbia ottenuto la possibilità di
presentare il concordato “in bianco”, specificando i motivi – legati all’emergenza coronavirus – che rendono necessaria l’ulteriore proroga per la presentazione dei documenti del concordato. Analogo termine è concesso nei casi di accordo di ristrutturazione dei debiti;
1) L’art. 35 interviene relativamente alle modalità procedurali dell’INPS semplificando, ed auspicabilmente risolvendo, le criticità delle ultime settimane. Fino al termine dello stato di emergenza, l'INPS è autorizzato a rilasciare i PIN con modalità semplificata acquisendo telematicamente gli elementi necessari all’identificazione del richiedente, ferma restando la verifica del riconoscimento una volta cessata l’attuale situazione emergenziale;
2) l’art. 41 estende l’applicabilità degli strumenti di integrazione salariale (Cassa integrazione salariale ordinaria, assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga - artt. 19 e 22 del DL 18/2020), ai lavoratori assunti dal 24 febbraio e fino al 17 marzo 2020, recependo una richiesta confederale.