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Timestamp: 2019-04-20 10:18:56+00:00
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False accuse di stupro alla Fortezza: il Ministero della Giustizia indaghi su cosa c’è dietro
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July 25, 2015 By Silvio Altarelli 15 Comments
Le false accuse di stupro di una femminista che voleva far incarcerare con la sua sola parola 7 ragazzi innocenti, uno dei quali addirittura si trovava altrove, hanno aperto gli occhi a molte persone su cosa è diventato il femminismo e quale è il suo potere.
Femministe hanno montato a favore della sorella un caso mediatico nazionale, usando la stampa per ingannare i lettori sostituendo alla realtà la narrativa tipica della loro ideologia, secondo cui i giudici avrebbero assolto “il branco di stupratori” in quanto la “vittima” aveva una «vita non lineare».
Ma numerose persone, attizzate dalla campagna manipolatoria femminista, hanno scritto minacce di morte e castrazione contro i ragazzi vittime di false accuse e contro i giudici che li hanno assolti.
L’avvocato di uno dei ragazzi vittime della falsa accusa ha annunciato querele per diffamazione. Magari lo stesso faranno i giudici, indegnamente attaccati da lettori ingannati:
«Questi magistrati che hanno assolto i delinquenti colpevoli di stupro con la giustificazione che “non avevano ben interpretato la disponibilità” della ragazza, andrebbero messi in galera direttamente e senza processo».
«Quando tra i giudici ci sono gli stupratori cosa uno si deve aspettare?»
«Aboliamo la magistratura, torniamo al linciaggio».
Tutto è partito da blog femministi che hanno pubblicato una lettera attribuita alla sedicente vittima in cui i ragazzi assolti venivano definiti «stupratori». Uno di questi siti ha poi pubblicato la sentenza con in chiaro i nomi dei giudici, di cui due su tre sono donne.
Ebbene, la sentenza elenca 29 punti sui quali la sedicente vittima ha mentito: ad esempio uno dei ragazzi era altrove, i tabulati telefonici hanno smentito che i fatti si siano svolti nel luogo indicato dall’accusatrice, etc.
Quanto alla «vita non lineare» (considerazione usata nelle sentenza non per assolvere, ma per evitare all’accusatrice una denuncia per calunnia, interpretandola come persona confusa), emerge dalla sentenza il tipico comportamento di chi crede all’ideologia femminista secondo cui la morale, la famiglia, le religioni, la logica sarebbero imposizioni del patriarcato contro la libertà della donna: la sedicente vittima ha lasciato a casa il fidanzato malato per andare ad una festa dove oltre a bere avendo un rapporto sessuale orale con il barista, ha esibito gli slip facendo il gioco del toro dicendo di festeggiare il passaggio da lesbica a etero. Da ciò viene dedotto che era capace di intendere e di volere quando poco dopo ha fatto sesso di gruppo in un parcheggio, come anche confermato dalle perizie tossicologiche e dal fatto che è tornata a casa in bicicletta.
Pubblicando la sentenza le femministe hanno consentito di risalire a nome ed immagini dell’accusatrice. Si legge infatti che ha recitato la parte della meretrice in un film snuff porno che è possibile trovare cercando su internet; che per venire pagata «si erano recati insieme in S. Croce era stata lei a richiedere il rapporto sessuale per strada consistito in una penetrazione vaginale da tergo e poi nella eiaculazione in bocca su richiesta di lei». Siccome dalla sentenza la ragazza risulta priva del papà che avrebbe potuto educarla, eviteremo di pubblicarne il nome. Potrebbe anche lei essere una vittima del femminismo.
Sono invece pubblici i nomi dei ragazzi, uno dei quali replica alla campagna diffamatoria del branco di femministe:
«Dopo due mesi di carcere in isolamento, a Sollicciano, dopo le offese, la gogna mediatica e ripercussioni di ogni tipo nella vita lavorativa e familiare. La mia famiglia ha sofferto tanto e i miei genitori si sono indebitati, forti comunque della certezza della nostra innocenza. Ora speravo che finisse tutto e invece tutto si ripresenta. Io sono innocente perchè lei ha detto cose non vere. Ci ho messo la faccia, so a cosa andrò incontro, ma non potevo più stare zitto. Ci metto la faccia perchè so che non ho fatto niente di male».
Perché il Fatto Quotidiano (da cui è partito l’attacco) mantiene una sezione “Donne di Fatto” di femministe che hanno scritto numerosi articoli tutti uguali? Perché molti altri quotidiani nazionali hanno ripreso ed amplificato l’attacco? Perché addirittura un quotidiano che si chiama «Il Garantista» (e non «Il Forcaiolo») ha pubblicato un articolo femminista in cui i ragazzi assolti vengono definiti «gli stupratori» e la ragazza autrice di false accuse definita «la vittima»?
Qualche anno fa le femministe attivarono la macchina della propaganda anti-maschile montando dal nulla l’inesistente falsità calunniosa del «femminicidio» per ottenere l’approvazione della Convenzione di Istanbul, che discrimina contro gli uomini. E ora, in base a tale convenzione, esigono più fondi pubblici per i propri centri. Perché lo stato finanzia chi vede la famiglia come oppressione “patriarcale” sulla donna, permettendo loro di ingerirsi in vicende di separazione che coinvolgono bambini?
La sedicente vittima era assistita dall’associazione Artemisia. Cercando in rete informazioni su Artemisia si trovano papà separati che dicono di aver subito false accuse. Si trova anche un articolo di tale Nadia Somma sul Fatto Quotidiano secondo cui Artemisia avrebbe denunciato per diffamazione un papà condannato per violenza. Ebbene, quel papà è stato assolto sia da tutte le accuse di diffamazione fatte da Artemisia che da tutte le accuse di violenza fatte da una assistita di Artemisia. Ha salvato il figlio, tenuto chiuso per mesi in centri femministi. Ha depositato in Tribubale una «relazione sociologica sull’associazione Artemisia» che descrive le radici ideologiche femministe di tale associazione sottolineando come, da statuto, Artemisia aiuta solo donne, e che solo donne potevano far parte di Artemisia.
Cosa pensereste se lo stato finanziasse una associazione di maschilisti che aiuta e ammette solo uomini, che sostiene che solo gli uomini sono vittime di violenza, che aiuta papà separati a chiudere i figli nei loro centri privandoli delle mamme, se più mamme disperate si dicessero vittime di false accuse e si esponessero al rischio di false accuse di diffamazione pur di salvare i loro figli?
Ora, 4 politici PD (Bonaccorsi Lorenza, Anzaldi Michele, Gelli Federico e Magorno Ernesto) chiedono al Ministero della Giustizia di mandare ispettori: non contro i giudici che in primo grado avevano condannato degli innocenti, ma contro i giudici che li hanno assolti in appello.
Ebbene, la dirigente di Artemisia (da poco morta) era moglie di un potente politico PD.
Se il Ministero della Giustizia volesse condurre un’inchiesta libera da condizionamenti politici, ci sarebbero cose da chiarire.
Perché numerosi politici (fra cui Chincarini Maria Luisa) hanno presentato interrogazioni contro i giudici e contro i Servizi ed a favore di una donna separata (ex cliente dell’avvocata femminista Massima Baldocchi e ora cliente dell’avvocato Coffari Andrea) che ha avuto la potestà genitoriale sospesa ed è stata rinviata a giudizio per maltrattamento e lesioni su minore e per violazione delle sentenze?
Perché in 8 anni nessuna protezione è stata accordata al minore, tanto che la vicenda è all’attenzione della Corte Europea per i Diritti Umani?
Perché l’imputata, dopo essere stata messa in lista alle elezioni prima comunali e poi regionali ed aver fallito, è stata nominata delegata alle “pari opportunità” (consulta degli stranieri) presso il Comune di Piombino?
Perché prefetture, questure hanno collaborato ad un opuscolo femminista, in cui descrivono le modalità di intervento per vicende di violenza domestica «utilizzata da tutti/e gli/le operatori/trici coinvolti (Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale, Pronto Soccorso, Servizi Socio-Sanitari, Associazioni)» e definite in base all’ideologia falsa secondo cui «la violenza domestica è violenza di genere», «è falsa credenza che anche le donne sono violente nei confronti del loro partner»?
Perché il centro «Differenza Donna», dopo l’introduzione dell’affido condiviso, pubblicizzava apertamente sulla propria pagina web avvocate molto valide nel trovare il modo di «aggirare» novità legislative?
Quanti bambini sono stati ingiustamente privati del papà e maltrattati a causa di questo sistema sessista?
Perchè la donna che ha fondato i primi centri anti-violenza dice che femministe si sono impadronite con la violenza del sistema, fondando un’industria milionaria basata sulla manipolazione?
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