Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-327-del-14112007.html
Timestamp: 2017-01-22 10:06:15+00:00
Document Index: 26248104

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 37', 'sentenza ', 'art.\n10', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art.\n10', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 1']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 327 del 14.11.2007
Istanza di Interpello - Comune di ... - IRAP -
compensi avvocati dipendenti - decreto legislativo 15 dicembre 1997 n. 446
Il Comune istante fa presente che corrisponde ai
propri dipendenti che rivestono la qualifica di Avvocato e che sono assegnati
all'Ufficio Legale dell'Ente i compensi professionali maturati in relazione al
patrocinio di cause chiuse con sentenza favorevole.
Infatti, l'art. 37 del CCNL 23/12/99 - Area Dirigenza
del Comparto Regioni e Autonomie Locali- stabilisce che "Gli Enti provvisti
di Avvocatura (.) disciplinano la corresponsione dei compensi professionali
dovuti a seguito di sentenza favorevole all'ente, secondo i principi di cui al
regio decreto legge 27 novembre 1933, n. 1578 (Ordinamento delle professioni di
avvocato e procuratore)".
Detti compensi sono sempre stati inclusi nella
determinazione della base imponibile ai fini IRAP del Comune, ai sensi dell'art.
10-bis, comma 1, del D.Lgs. 446 del 1997.
Il Comune istante, a seguito dell'entrata in vigore
dell'art. 1, comma 208, della
legge 266 del 2005 secondo cui "Le somme finalizzate alla corresponsione di
compensi professionali comunque dovuti al personale dell'Avvocatura interna
delle Amministrazioni Pubbliche sulla base di specifiche disposizioni
contrattuali sono da considerare comprensive degli oneri riflessi a carico del
datore di lavoro" ha chiesto alla Corte dei Conti - Sezione Regionale di
Controllo per l'Emilia Romagna - di chiarire se nella dicitura "oneri
riflessi a carico del datore di lavoro" siano compresi anche i contributi
previdenziali e l'IRAP.
La Corte dei Conti, con deliberazione n. 34 del 2007,
ha evidenziato come il presupposto impositivo dell'IRAP è costituito, in base
all'art. 2 del D.Lgs. 446/97, "dall'esercizio abituale di una attività
autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero
alla prestazione di servizi" e che la mancata indicazione, al successivo
art. 3, dei lavoratori dipendenti quali soggetti passivi, comporti "ex
se" la inapplicabilità dell'IRAP all'Avvocatura interna degli Enti.
Inoltre detta delibera rileva, con il supporto della
giurisprudenza in materia della Corte Costituzionale (n. 156 del 2001, n. 103
del 2002) e della Corte di cassazione (nn. 3673, 3674, 3675, 3676, 3677, 3678
del 2007), che l'attività professionale svolta in assenza di elementi di
organizzazione non dà luogo al presupposto impositivo IRAP.
Il Comune istante ritiene di non dover considerare
nel calcolo della propria base imponibile ai fini IRAP, come definita dall'art.
10-bis del D.Lgs. 446/97, i compensi che corrisponde a titolo di onorari di
causa ai propri dipendenti appartenenti all'Avvocatura interna dato che
rivestono il carattere di "compensi professionali". Inoltre è
dell'avviso che i dipendenti del Comune percettori di tali compensi
professionali sono privi di soggettività passiva ai fini IRAP sulla base della
costante giurisprudenza della Corte Costituzionale (ordinanza 103 del 2002) e
Corte di Cassazione in quanto l'attività svolta non
presenta elementi di organizzazione.
Secondo l'istante un comportamento difforme da quanto
indicato dalla Corte dei Conti potrebbe configurare ipotesi di danno erariale a
carico del Comune di ...
La questione prospettata riguarda i compensi che il
Comune eroga agli avvocati ai sensi dell'art. 37 CCNL del 23/12/99 - comparto
regioni - Autonomie locali, in qualità di datore di lavoro. Detti compensi sono
tratti dalle somme, poste dal giudice a carico della parte soccombente, che
derivano al Comune stesso dalle sentenze in cui risulta vittorioso.
Il Comune di ... ritiene di non dover pagare l'IRAP in
relazione ai predetti compensi che corrisponde ai propri avvocati dipendenti
assumendo a sostegno della sua tesi una delibera della Corte dei Conti n 34 del
2007 che li definirebbe compensi professionali.
Dalla lettura sistematica della delibera invocata
dall'Ente istante si ritiene che siano desumibili argomenti contrari alla tesi
della inapplicabilità dell'IRAP al caso di specie.
La delibera della Corte dei Conti, finalizzata
all'interpretazione dell'art. 1, comma 208, della legge 2005 n. 266 (legge finanziaria 2006) ha escluso, sulla
base di una interpretazione sistematica di alcune disposizioni della legge
finanziaria, che nella nozione di "oneri riflessi" sia da comprendere
La Corte ha ritenuto che la disposizione citata non ha
inteso ampliare il novero dei soggetti passivi dato che "la mancata
esplicita inclusione, nell'art. 3 del D.lgs n. 446 del 1997, che individua i
soggetti passivi dell'imposizione, dei lavoratori dipendenti, comporta ex se, la
inapplicabilità del tributo all'avvocatura interna degli enti".
Secondo la Corte "a tale estrema opzione
interpretativa osta sia la formulazione del comma 208, che fa riferimento alle somme finalizzate alla
corresponsioni di compensi professionali da considerare comprensive degli oneri
riflessi, sia la costante interpretazioni delle norme di sistema operata dalla
Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione". La Corte dei Conti
ritenendo che sia da escludere, sulla base della sentenza della Corte di
cassazione del 16 febbraio 2007 n. 3678, la soggettività passiva ai fini IRAP
di un avvocato professionista privo di organizzazione, ha affermato che "se
così è, deve a maggior ragione ritenersi che gli avvocati dipendenti di
amministrazioni pubbliche difettino in senso assoluto di soggettività
passiva" ai fini di detto tributo. La Corte sembra pertanto valorizzare la
differenza sostanziale tra i professionisti autonomi privi di organizzazione e i
dipendenti, come gli avvocati del comune, concludendo che per entrambe le
diverse situazioni non si realizzano i presupposti per l'applicazione dell'IRAP.
Peraltro, prosegue l'organo consultivo, ritenere
"applicabile alle avvocature pubbliche il tributo di cui trattasi
significherebbe introdurre, tra l'altro, un improprio e del tutto anomalo
concetto di traslazione dell'imposta comportante, in concreto, la trasformazione
dell'imposta reale in esame in imposta sul reddito. Di qui la conseguenza che è
la stessa natura giuridica dell'IRAP ad escludere che essa possa trovare
copertura nell'ambito del finanziamento delle suddette competenze
Sostanzialmente ad avviso della Corte dei Conti, l'IRAP,
per la sua stessa natura, non può ricadere sugli avvocati in quanto lavoratori
dipendenti e quindi privi di soggettività ai fini dell'imposta, in caso
contrario si determinerebbe infatti una inammissibile traslazione dell'imposta.
Ciò premesso in merito alla delibera della Corte dei
Conti, si fa presente che la giurisprudenza del Consiglio di Stato con diverse
sentenze (vedi adunanza plenaria sent. n. 32 del 1994) si è espressa ritenendo
che i compensi oggetto del quesito sono parte integrante della retribuzione.
In tale contesto si ritiene, contrariamente a quanto
affermato dal Comune istante, che le somme in discorso non costituiscono
compensi professionali in quanto sono percepite dagli avvocati a fronte di una
attività esercitata sulla base di un rapporto di lavoro dipendente e
rappresentano parte della loro retribuzione. Non si realizzano pertanto, in
relazione a tali situazioni, i presupposti per l'applicazione dell'IRAP in capo
agli avvocati dato che, ai sensi degli articoli 2 e 3 del D.lgs n. 446 del
15.12.1997, i lavoratori dipendenti non sono assoggettati al tributo, come
evidenziato peraltro anche nella delibera n. 34 della Corte dei Conti.
Il presupposto per l'applicazione dell'IRAP, nella
fattispecie rappresentata, si realizza, invece, nei confronti del Comune
contemplato, quale pubblica amministrazione, tra i soggetti passivi di detta
imposta, dagli articoli 2 e 3 comma 1, lettera. e-bis), del d.lgs. 446 del 1997.
In particolare, detti compensi devono concorrere alla
determinazione della base imponibile dell'ente, ai sensi dell'art. 10 bis D.lgs.
446/1997, secondo cui le amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2,
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, ai fini della determinazione
della base imponibile IRAP, devono tener conto anche delle retribuzioni erogate
istanza di interpello presentata alla Direzione regionale ... viene resa dalla