Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-primo/titolo-vi/capo-vi/sezione-i/art166bis.html
Timestamp: 2020-04-01 18:08:31+00:00
Document Index: 83298988

Matched Legal Cases: ['art. 166', 'art. 47', 'art. 1344', 'art. 227', 'art. 166', 'art. 227', 'art. 166', 'art. 47', 'sentenza ', 'art. 166', 'art. 227']

Art. 166 bis codice civile - Divieto di costituzione di dote - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice civile > LIBRO PRIMO - Delle persone e della famiglia > Titolo VI - Del matrimonio > Capo VI - Del regime patrimoniale della famiglia > Sezione I - Disposizioni generali > Articolo 166 bis
Articolo 166 bis Codice civile
Dispositivo dell'art. 166 bis Codice civile
(1)È nulla(2) ogni convenzione che comunque tenda alla costituzione di beni in dote(3).
(1) L'articolo è stato inserito dall'art. 47 della L. 19 maggio 1975 n. 151.
(2) La nullità qui configurata richiama la fattispecie del negozio in frode alla legge, di cui all'art. 1344 del c.c..
(3) Con l'art. 227 della L. 19 maggio 1975 n. 151 si è statuito, al fine di mantenere le doti già costituite pur nell'impossibilità di crearne di nuove, che "le doti e i patrimoni familiari costituiti prima dell'entrata in vigore della presente legge continuano ad essere disciplinati dalle norme anteriori".
La dote era costituita dai beni attribuiti dalla moglie, in godimento al marito per il sostentamento della famiglia; la scarsa applicazione pratica, e la desuetudine dell'istituto (posta l'inalienabilità dei beni oggetto della stessa) hanno condotto all'abrogazione, nel 1975, della stessa.
Massime relative all'art. 166 bis Codice civile
Cass. civ. n. 67/1985
In virtù della norma transitoria dettata dall'art. 227 della L. 19 maggio 1975, n. 151 (sulla riforma del diritto di famiglia) — secondo cui le doti e i patrimoni familiari costituiti prima dell'entrata in vigore della legge continuano ad essere disciplinati dalle norme anteriori — la nullità di «ogni convenzione che comunque tenda alla costituzione dei beni in dote», sancita dall'art. 166 bis c.c., aggiunto dall'art. 47 di tale legge, non si estende alle costituzioni di dote anteriori alla stessa legge, con l'ulteriore conseguenza del permanere dell'impignorabilità dei beni che ne formarono oggetto.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 67 del 20 dicembre 1985)
relative all'articolo 166 bis Codice civile
Norma di riferimento: Articolo 166 bis Codice civile - Divieto di costituzione di dote | Quesito Q201718388
Romano C. chiede
giovedì 16/02/2017 - Puglia
“I beni dotali di mia madre (atto del 1971) ad oggi, con la morte del coniuge (mio padre nel 2004) e con l'abrogazione della stessa con la legge del 1975 ....sono ad oggi rimasti inalienabili e inattaccabili? da banche o enti .....?”
Consulenza legale i 20/02/2017
La dote era un istituto presente nel Codice Civile italiano prima della riforma del diritto di famiglia (legge 19/5/1971 n. 151), la quale ha introdotto nel nostro ordinamento l’art. 166 bis c.c. che sancisce e determina la nullità di qualsiasi convenzione che abbia come oggetto la costituzione di beni in dote.
Nel vecchio ordinamento, la dote veniva costituita a mezzo di un atto da stipularsi dinanzi ad un notaio a pena di nullità e poteva riguardare qualsiasi bene, mobile ed immobile. I beni costituiti in dote non potevano essere alienati né ipotecati (salvo patto contrario in sede notarile) a meno che non ci fosse il consenso espresso di entrambi i coniugi e con l’autorizzazione del Tribunale, che, attraverso un decreto, la concedeva solo in caso di necessità o utilità evidente.
Durante il matrimonio, era solo il marito che aveva l’amministrazione dei beni costituiti in dote. In caso di beni mobili, egli ne diveniva proprietario; in caso di beni immobili, il marito non ne diveniva proprietario a meno che ciò non fosse stabilito in sede notarile.
Con la legge del 1975 queste norme vengono tutte abrogate. L’art. 227 di tale legge, però, stabilisce testualmente che “le doti e i patrimoni familiari costituiti prima della entrata in vigore della presente legge continuano ad essere disciplinati dalle norme anteriori”: in altre parole, venendo al caso di specie, i beni che costituivano la dote di Sua mamma continuavano ad essere disciplinati dalle norme del vecchio ordinamento.
La dottrina sostiene che alla morte del marito, i beni costituiti in dote passano nella piena disponibilità della moglie: ciò significa, pertanto, che tali beni sono passati nella piena disponibilità di Sua mamma alla morte di Suo papà.
Sua mamma potrà venderli o donarli o disporne a piacimento. In buona sostanza è come se fosse “caduto” il vincolo della dote su quei particolari beni.
Detto ciò, tali beni saranno "attaccabili" da banche o enti nel caso in cui tali banche o enti siano creditori di Sua mamma attraverso una procedura di pignoramento (esattamente come ogni altro bene di proprietà di un debitore che non adempia il suo debito).
L'impresa familiare. Modelli e prospettive....
L'impresa familiare. Modelli e prospettive. Atti del Convegno di studio (Courmayeur, 30 settembre-1 ottobre 2011)
Categorie: Impresa familiare
Il volume, a cura di Camilla Beria di Argentine, raccoglie gli atti del Convegno di studio "Adolfo Beria di Argentine", organizzato dalla Fondazione Centro Internazionale su Diritto Società ed Economia Corumayeur e tenutosi a Courmayeur il 30 settembre 2011. Gli interventi, nella specie, affrontano le problematiche concernenti l'impresa familiare, con particolare attenzione, da un lato, ai modelli organizzativi attraverso i quali essa può realizzarsi, e, dall'altro, ai... (continua)
Impresa individuale e familiare - Aspetti...
Autore: D'Andrea Silvio
Categorie: Imprenditore e impresa, Impresa familiare
L’Opera, concepita essenzialmente come strumento destinato all’attività professionale e diretta a tutti i professionisti che si occupano di impresa (commercialisti, avvocati, notai, ecc.), presenta l’analisi della disciplina dell’impresa individuale e familiare, in ambito civilistico, fiscale e fallimentare.
analisi del regime civilistico dell’impresa individuale, familiare e dell’azienda... (continua)