Source: https://www.novasafe.it/it/dvr-amianto-documento-valutaizone-rischi-esposizione.html
Timestamp: 2019-11-16 01:06:02+00:00
Document Index: 42396148

Matched Legal Cases: ['art. 249', 'art. 247', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 249', 'art. 246', 'art. 254', 'art. 253']

﻿ DVR amianto Documento di valutaizone dei rischi da esposizione
DVR amianto Documento di valutaizone dei rischi da esposizione ad amianto
Redazione del Documento di Valutazione dei Rischi generale e dei rischi specifici: rischio amianto
La presenza di manufatti in cemento-amianto (meglio conosciuto come "eternit", dal nome del principale prodotto commerciale) genera apprensione e preoccupazione in considerazione dei rischi per la salute che possono derivare dall'esposizione a fibre di amianto in essi contenute. Occorre tenere presente che il rischio dipende dalla probabilità di rilascio di fibre di amianto in aria e/o nel suolo, probabilità che risulta legata allo stato di conservazione del manufatto stesso, in particolare alla sua compattezza.
La valutazione del rischio di esposizione alla polvere proveniente dall'amianto e dai materiali contenenti amianto (MCA), come previsto all'art. 249, comma 1, D.Lgs. 81/08, è effettuata al fine di stabilire la natura e il grado dell'esposizione e le misure preventive e protettive da attuare.
Se si deve determinare il grado d’esposizione di un lavoratore bisogna effettuare un campionamento dell’aria respirata (nella zona di respirazione) dal lavoratore e successivamente effettuare la corrispondente misurazione.
Come indicato dall’art. 247 del D. Lgs. 81/08, con il termine amianto vengono designati i seguenti silicati fibrosi:
Al fine di garantire il rispetto del valore limite, il datore di lavoro effettua periodicamente la misurazione della concentrazione di fibre di amianto nel luogo di lavoro e ne riporta i risultati nella valutazione dei rischi.
- D.M. 6 settembre 1994, "Normative e metodologie tecniche di applicazione dell'art. 6, comma 3, e dell'art. 12, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n. 257, relativa alla cessazione dell'impiego dell'amianto".
- Legge 27 marzo 1992, n. 257 “Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto” (pubblicata sul Suppl.Ord. alla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1992)
- Circolare MLPS del 25 gennaio 2011, "Lettera circolare in ordine all'approvazione degli Orientamenti pratici per la determinazione delle esposizioni sporadiche e di debole intensità (ESEDI) all'amianto nell'ambito delle attività previste dall'art. 249, commi 2 e 4, del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 come modificato e integrato dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106" (Prot. 15/SEGR/0001940).
Quali sono gli obblighi del datore di lavoro e quando elaborare la valutazione specifica del rischio amianto?
Nominare un Responsabile tecnico con compiti di controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive che possono interessare i materiali di amianto
Valutare il rischio di esposizione alla polvere proveniente dall'amianto e dai materiali contenenti amianto (MCA) previste per le attività lavorative di cui all'art. 246, D.Lgs. 81/08 che comportano, o che possono comportare, per i lavoratori, esposizione ad amianto quali manutenzione, rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica delle aree interessate
Nei casi di esposizioni sporadiche e di debole intensità e a condizione che risulti chiaramente dalla valutazione dei rischi che il valore limite di esposizione all’amianto non è superato nell’aria dell’ambiente di lavoro, non si applicano gli articoli 250, 251, comma 1, 259 e 260, comma 1, nelle seguenti attività:
Qual è la metodologia utilizzata per la valutazione del rischio amianto?
La valutazione dell’esposizione al rischio amianto avviene tramite :
1 La misurazione della concentrazione di fibre di amianto nell’aria del luogo di lavoro al fine di garantire il rispetto del valore limite fissato dall’art. 254D.Lgs 81/08 di 0,1 fibre per centimetro cubo di aria, misurato come media ponderata nel tempo di riferimento di otto ore. Il campionamento deve essere rappresentativo della concentrazione nell’aria della polvere proveniente dall’amianto e deve essere effettuato previa consultazione dei lavoratori.
Il valore limite dell’esposizione all’amianto è fissato a 0,1 fibre per centimetro cubo di aria, misurato come media ponderata nelle otto ore lavorative. Qualora tale valore limite venga superato, il datore di lavoro adotta al più presto le misure appropriate. Una volta attuate, dovrà provvedere nuovamente a una nuova valutazione della concentrazione di fibre di amianto nell’aria.
L’iter della valutazione consiste in:
Analisi del campione prelevato da parte di laboratori qualificati ai sensi del decreto del Decreto Ministeriale del 14/05/1996
Conteggio delle fibre di amianto effettuato tramite microscopia a contrasto di fase. Si prendono in considerazione unicamente le fibre che abbiano una lunghezza superiore a cinque micrometri e una larghezza inferiore a tre micrometri e il cui rapporto lunghezza/larghezza sia superiore a 3:1, come previsto dall’art. 253 del D.Lgs. 81/08
Redazione del documento di valutazione del rischio amianto con elaborazione dei dati e principali misure di prevenzione e protezione da applicare con le relative scadenze
2 La Valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento amianto a cui si applica l'indice di valutazione Amleto DGR Toscana 14 febbraio 2017, n. 7, corredata da un rapporto che contiene i seguenti elementi:
valutazione della presenza di fibre libere sulla superficie della copertura
valutazione della friabilità del materiale
valutazione della presenza di stalattiti e di materiale polverulento in grondaia
acquisizione delle informazioni riguardanti l'edificio
elaborazione dei dati raccolti in fase di sopralluogo con l'ausilio di algoritmi riconosciuti
valutazione dell'eventuale presenza di edifici scolastici o di strutture sanitarie in prossimità dell'edificio
produzione relativo giudizio tecnico
Il rapporto deve essere trasmesso alla USL competente e da cui potrà scaturire la necessità di:
intervenire con un'operazione di bonifica/isolamento
Quali sono i principali interventi di prevenzione e protezione dal rischio amianto?
É fatto obbligo al datore di lavoro di applicare le seguenti disposizioni:
Notifica delle attività che possono comportare esposizione ad amianto (Art. 250, D.Lgs. 81/08)
Adozione di misure di prevenzione e protezione per ridurre la concentrazione di polvere d'amianto nell'aria (Art. 251, D.Lgs. 81/08)
Adozione di misure igieniche(Art. 252, D.Lgs. 81/08) quali ad esempio: delimitare i luoghi di lavoro in cui si svolgono tali attività, predisporre aree specifiche che consentano ai lavoratori di mangiare e bere senza rischio di contaminazione da amianto
Controllo dell'esposizione mediante periodica misurazione della concentrazione delle fibre di amianto nei luoghi di lavoro (Art. 253, D.Lgs. 81/08)
Verifica del non superamento dei valori limite di esposizione (Art. 254, D.Lgs. 81/08)
Misure di prevenzione e protezione specifiche per operazioni lavorative particolari (Art. 255, D.Lgs. 81/08)
Piano di lavoro per lavori di demolizione o rimozione dell'amianto(Art. 256 D.Lgs. 81/08)
Adeguati DPI e indumenti da lavoro. L’utilizzo dei DPI deve essere intervallato da periodi di riposo adeguati. Gli indumenti da lavoro devono essere riposti in un luogo separato da quello destinato agli abiti civili. Sia i DPI che gli indumenti devono essere ripuliti dopo ogni utilizzo
Adeguata informazione dei lavoratori (Art. 256, D.Lgs. 81/08)
Formazione sufficiente e adeguata dei lavoratori ad intervalli regolari (Art. 258, D.Lgs. 81/08)
Sorveglianza sanitaria(Art. 259, D.Lgs. 81/08)
Registro degli esposti nel caso di superamento dei valori limite (Art. 260, D.Lgs. 81/08) e invio di tale registro agli organi di vigilanza
Quando aggiornare il documento di valutazione del rischio amianto?
La verifica annuale dello stato di conservazione dei manufatti in cemento-amianto deve essere effettuata annualmente mentre le misurazioni ogni 3 anni, o con frequenza più breve mano a mano che ci avviciniamo al valore limite di esposizione.
Il documento andrà aggiornato periodicamente e ogni qualvolta si verifichino modifiche che possono comportare un mutamento significativo dell’esposizione dei lavoratori alla polvere proveniente dall’amianto o dai materiali contenenti amianto.