Source: http://dirittocivilecontemporaneo.com/category/abuso-del-diritto/
Timestamp: 2019-03-19 23:19:54+00:00
Document Index: 5970593

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'e contrario', 'art. 2875', 'art. 96', 'art. 1456', 'e contrario', 'art. 111', 'art. 2560']

ABUSO DEL DIRITTO | Diritto Civile Contemporaneo
Archivi categoria: ABUSO DEL DIRITTO
La disciplina risarcitoria prevista per il dolo incidente quale forma di tutela per i soci di minoranza contro l’abuso di potere della maggioranza societaria.
di GIULIA BAZZONI
Nel novero dei possibili rimedi esperibili a tutela dei diritti dei soci di minoranza nelle società di capitali, nel caso di comportamenti abusivi da parte della maggioranza societaria nel procedimento assembleare di formazione delle delibere, ci si chiede se sia configurabile o meno un rimedio risarcitorio a tutela dei soci di minoranza avverso quelli di maggioranza (dunque distinto dall’azione di responsabilità sociale); inoltre, è da interrogarsi circa la qualificazione giuridica che tale rimedio eventualmente assuma. Al fine di dirimere tali questioni, si prenderà avvio da un recente caso su cui è intervenuto un lodo arbitrale (inedito), reso a Verona il 25 marzo 2017.
Questo articolo è stato pubblicato in ABUSO DEL DIRITTO, BUONA FEDE il 12 marzo 2018 da diritto civile contemporaneo.
Le Sezioni Unite su abuso del processo: proponibilità in separati processi di domande afferenti diritti di credito diversi ma relativi ad uno stesso rapporto
Le Sezioni Unite, con decisione 16 febbraio 2017 n. 4090, componendo il relativo contrasto, hanno sancito la proponibilità, in separati processi, delle domande afferenti diversi e distinti diritti di credito, anche se relativi ad uno stesso rapporto di durata tra le parti, altresì precisando che se quei diritti, oltre a derivare da un rapporto siffatto, siano anche, in proiezione, inscrivibili nel medesimo ambito oggettivo di un possibile giudicato o comunque ‘fondati’ sull’identico fatto costitutivo (sicchè il loro separato accertamento provocherebbe una duplicazione di attività istruttoria e la conseguente dispersione della conoscenza di una medesima vicenda sostanziale), le relative domande possono formularsi in separati giudizi solo se il creditore agente risulti avere un interesse oggettivamente valutabile alla tutela processuale frazionata.
In un recente passato, con sentenza 23726/2007, le sezioni unte, mutando l’orientamento precedente, avevano ritenuto abusiva la condotta processuale del creditore volta a parcellizzare un singolo credito in più pretese, sul presupposto che tale frazionamento, utile esclusivamente al creditore, fosse contrario al principio di buona fede e, più in generale, del giusto processo. Con la decisione che si segnala, le sezioni unite sembrano invece affermare che – al contrario di quanto sostenuto da alcune sentenze di legittimità – la vicenda di una pluralità di crediti, ancorché correlati ad un unico rapporto, non può essere assimilata a quella del frazionamento di un’unica pretesa creditoria, rispetto alla quale la condotta del creditore è certamente da ritenersi abusiva.
Questo articolo è stato pubblicato in ABUSO DEL DIRITTO, TUTELA DEI DIRITTI il 17 febbraio 2017 da diritto civile contemporaneo.
Abuso del diritto della garanzia patrimoniale
Per Cass. 5 aprile 2016 n. 6533 Il creditore che, senza adoperare la normale diligenza, iscriva ipoteca su beni, il cui valore superi i parametri previsti dall’art. 2875 c.c. rispetto al credito garantito, incorre nella responsabilità prevista dall’art. 96, comma 2, c.p.c., configurandosi un abuso del diritto della garanzia patrimoniale in danno del debitore.
Questo articolo è stato pubblicato in ABUSO DEL DIRITTO il 11 aprile 2016 da diritto civile contemporaneo.
La buona fede è criterio di valutazione del legittimo esercizio del potere di avvalersi della clausola risolutiva espressa
Secondo Cass. 23 novembre 2015 n. 23868, il principio di buona fede si pone, nell’ambito della fattispecie dell’art. 1456 c.c., come canone di valutazione sia dell’esistenza dell’inadempimento, sia del conseguente legittimo esercizio del potere unilaterale di risolvere il contratto, al fine di evitarne l’abuso ed impedendone l’esercizio ove contrario ad essa (ad esempio escludendo i comportamenti puramente pretestuosi, che quindi non riceveranno tutela dall’ordinamento).
Questo articolo è stato pubblicato in ABUSO DEL DIRITTO, BUONA FEDE, OBBLIGAZIONE, RISOLUZIONE il 11 marzo 2016 da diritto civile contemporaneo.
Costituisce abuso del diritto la cessione di azienda ad una società di di neo costituzione nel corso di un processo che ha visto la cedente condannata al pagamento di una somma in favore di terzi
Con sentenza16 giugno 2015, il Tribunale di Reggio Emilia, Giud. Morlini ha ritenuto che la cessione dell’intera azienda ad una società di di neo costituzione avente una compagine sociale quasi identica, nel corso di un processo che ha visto la cedente condannata al pagamento di una somma in favore di terzi- con contestuale messa in liquidazione della cedente e prosecuzione della medesima attività da parte della cessionaria – costituisce abuso del diritto.
L’operazione è infatti volta a eludere le ragioni creditorie sicchè deve rigettarsi l’opposizione a precetto ancorchè il titolo esecutivo alla base del precetto sia stato ottenuto nei confronti del soggetto giuridico cedente (e che trattandosi di cessione d’azienda e non di successione nel diritto controverso, il titolo esecutivo non può essere opposto alla cessionaria ex art. 111 co. 4 c.p.c. nè il cessionario può rispondere ex art. 2560 co. 2 c.c. atteso che il debito non risulta dai libri contabili).
Questo articolo è stato pubblicato in ABUSO DEL DIRITTO il 9 settembre 2015 da diritto civile contemporaneo.