Source: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00636308&part=doc_dc-ressten_rs-ddltit_rdddddl3111duima:2&parse=si
Timestamp: 2017-01-18 04:11:07+00:00
Document Index: 109598724

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

senato.it - Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 678 del 22/02/2012
Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 678 del 22/02/2012
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3111 (ore 18,45)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno, che si danno per illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, sull'ordine del giorno G200 della Commissione il parere è ovviamente favorevole. In proposito, sottolineo come la materia delle cave abbandonate e dismesse sia già stata giudicata dalla Commissione come una opportunità nazionale da cogliere in tutto il territorio.
Sull'ordine del giorno G100 esprimo parere favorevole, se il Governo ritiene di fare altrettanto, a condizione che al primo capoverso del dispositivo si sostituiscano le parole «a valutare la possibilità di individuare le...» con le seguenti: «a valutare la possibilità di individuare ulteriori...».
Parimenti, nell'ultimo capoverso, invece delle parole «a potenziare» suggerirei le seguenti: «a valutare il potenziamento», anche perché si parla dei sistemi di informazione in atto già assolutamente adeguati.
Sull'ordine del giorno G101 il parere è favorevole, purché nel primo capoverso del dispositivo si sostituiscano le parole «valutare le» con le seguenti: «valutare ulteriori».
Per quanto concerne l'ordine del giorno G102, mi rimetto al parere del Governo, fermo restando che a mio avviso potrebbe essere accolto sotto forma di raccomandazione. Stesso discorso vale per l'ordine del giorno G103, sapendo tra l'altro che il tema dell'assetto idrogeologico è oggetto di approfonditi studi da parte della Commissione, con l'esame di disegni di legge e con affari assegnati, soprattutto in tema di consumo del suolo.
Esprimo parere favorevole sugli ordini del giorno G104 e G105, sapendo anche che sui temi della biodiversità siamo impegnati a produrre strumenti normativi.
FANELLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprimo parere conforme a quello del relatore. In particolare, sono favorevole ad accogliere gli ordini del giorno G100 e G101, a condizione che siano modificati come proposto dal relatore. Accolgo come raccomandazione gli ordini del giorno G102 e G103.
Infine, il Governo accoglie gli ordini del giorno G104 e G105.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G200 non verrà posto ai voti.
Senatore Di Nardo, accetta le modifiche proposte dal relatore agli ordini del giorno G100 e G101?
DI NARDO (IdV). Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G100 (testo 2) e G101 (testo 2) non verranno posti ai voti.
Senatore Di Nardo, insiste per la votazione degli ordini del giorno G102 e G103, accolti come raccomandazione?
DI NARDO (IdV). No, signor Presidente.
PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G104 e G105 non verranno posti ai voti.
Onorevoli colleghi, dopo avere attentamente valutato gli emendamenti riferiti al testo del decreto-legge, la Presidenza dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, per estraneità all'oggetto della discussione, gli emendamenti: 1.0.450, 1.0.451, 1.0.457, 3.0.2, 3.0.3 (testo 2), 3.0.450, 3.0.4, 3.0.5, 3.0.6, 3.0.7 (testo 2), 3.0.8 (testo 2), 3.0.9, 3.0.200, 3.0.14, 3.0.18, 3.0.26, 3.0.39 (testo 2), 3.0.470, 3.0.42, 3.0.40, 3.0.41 (testo 3), 3.0.101, 3.0.300 (testo 2) e 3.0.700. Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.
VALLARDI (LNP). Signor Presidente, intervengo per illustrare l'emendamento 1.3, che credo rappresenti una questione di buon senso.
L'emendamento scaturisce dalla libertà e dalla possibilità, che hanno tutti i cittadini in democrazia, di fare le proprie scelte e di autodeterminare la situazione che, dal punto di vista ecologico, arriva nella Regione di appartenenza. Abbiamo parlato dell'argomento per un lungo periodo anche in Commissione, e ringrazio il presidente D'Alì.
Capiamo e comprendiamo le difficoltà della Regione Campania nel gestire i rifiuti, anche se questa comprensione risulta un po' difficile da assimilare, perché - è stato detto da diversi colleghi che si sono alternati nelle dichiarazioni fino a qualche minuto fa - sono passati ben vent'anni da quel lontano 1994, quando è iniziata l'emergenza rifiuti in Campania. Oggi siamo nel 2012 e parliamo ancora di mala gestione dei rifiuti in Campania.
Credo occorra fare un'analisi e iniziare a ragionare profondamente sulle cause e sulla genesi di questa mala gestione dei rifiuti in Campania. Si tratta chiaramente di un problema di educazione ambientale che deriva da una mala gestione politica, al di là dell'appartenenza politica, visto che si sono succeduti il grande sindaco del PD, Rosa Russo Iervolino, Bassolino e - oggi - Caldoro e De Magistris. Vi è un ampio arco costituzionale di incapaci che non sono stati in grado di gestire i rifiuti a Napoli.
Come si risolve oggi la questione dei rifiuti a Napoli? In maniera molto semplice: si prendono i rifiuti e si portano nelle altre Regioni, quando non all'estero.
Il nostro emendamento è molto semplice: chiediamo il sacrosanto diritto, che parte anche dall'autodeterminazione dei popoli, di poter decidere, Regione per Regione, se si vogliono i rifiuti della Campania. Non è possibile che questa delega venga data alla Conferenza Stato-Regioni, dove tutti quanti sappiamo che si vota per maggioranza. Se i rifiuti della Campania devono andare in Veneto, piuttosto che in Calabria o in Puglia, è giusto che i Presidenti di queste Regioni dicano se li vogliono. Questo emendamento è molto semplice, ma anche molto elementare da capire. Mi appello quindi al buon senso di tutti i colleghi. (Applausi dal Gruppo LNP).
D'ALI', relatore. Nel ricordare che l'emendamento 1.1 era è già stato ritirato in Commissione, invito a ritirare gli emendamenti 1.1 e 1.2, altrimenti il parere sarà contrario.
Il parere è contrario sugli emendamenti 1.3 e 1.4/200. Invito a trasformare in ordine del giorno l'emendamento 1.4/201, altrimenti il parere sarà contrario. Il parere è favorevole sull'emendamento 1.4.
Ritiro l'emendamento 1.300 ed esprimo, infine, parere favorevole sull'emendamento 1.2000, sottolineando che esso dispone la soppressione del comma 4, in perfetta aderenza al parere espresso dalla Commissione bilancio sul testo.
FANELLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Senatore De Luca, accetta di ritirare l'emendamento 1.1?
DE LUCA Vincenzo (PD). Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Senatrice Mazzuconi, accoglie l'invito a ritirare l'emendamento 1.2?
MAZZUCONI (PD). Signor Presidente, accetto l'invito, come avevo già fatto in Commissione, con la precisazione che la questione che riguarda la codifica dei rifiuti giacenti presso gli STIR è dirimente anche in ordine al problema degli accordi tra le Regioni. Se tali rifiuti mantengono una classificazione che li riconduce nell'ambito dei rifiuti urbani, saranno soggetti a specifici accordi per il trasporto fuori Regione; se ad essi viene cambiata la codifica, evidentemente possono andare oltre il confine regionale senza accordi.
Considerato l'impegno del Governo su questo punto e sul rispetto della volontà delle Regioni, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.3.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.3, presentato dai senatori Vallardi e Monti Cesarino.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3111
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.4/200.
STIFFONI (LNP). Signor Presidente, prendo spunto dalla dichiarazione di voto per esplicitare un avviso ai naviganti. Alcuni giorni fa il governatore della Campania, Caldoro, ha "bucato" il video con un intervento, che si può facilmente trovare su YouTube, con il quale ha proposto al Governo di bloccare i miliardi di euro congelati dal Patto di stabilità e raccolti nelle Regioni del Nord per redistribuirli nella sua e in altre Regioni del Mezzogiorno, al fine di ripianare i debiti del Meridione. Un'idea dirompente (se mi permette), a dir poco balzana, per non definirla sovversiva.
Il presidente Caldoro deve capire che la "bubana" è finita. Altro che "Benvenuti al Sud"! Che cosa c'entrano i fondi FAS? Quelli che lui vuole sono i soldi e le tasse pagate dai cittadini del Nord: i soldi che sono stati raccolti in un salvadanaio. Da che mondo è mondo, il salvadanaio si compra ai bambini per insegnare loro a risparmiare. In questo caso, al contrario, il salvadanaio ci viene tolto. Non esiste che il Governo, o chi per esso, scappi con questo salvadanaio, visto che lo spirito che dovrebbe animarlo è quello della crescita attraverso la via del federalismo.
Ascoltando la proposta del presidente della Campania, Caldoro, sembra sia già in atto, anche se non ancora pubblicizzato, un accordo con il Governo affinché i soldi, oculatamente gestiti dalle amministrazioni del Nord e bloccati dal Patto di stabilità, vengano utilizzati per appianare i debiti delle loro imprese e riempire le casse vuote del Sud.
È una proposta vergognosa, com'è vergognoso chi si permetta di fare questo genere di politica in favore di una parte d'Italia alla quale da sempre mancano virtuosità e trasparenza. Ed ora, dopo aver dissipato le loro risorse - e sappiamo come - quanti milioni di euro dovremo continuare ancora a dare per la loro scellerata gestione? Secondo Caldoro dovrebbe essere ancora una volta il Nord produttivo ad assistere la parte monca del Paese. Questo si evince quando parla di liquidità nazionale e di sistema nazionale che deve far fronte ai loro problemi, come se noi al Nord non ne avessimo.
Noi i nostri debiti li paghiamo di tasca nostra, mentre Caldoro ci considera un salvadanaio a fondo perduto: la famosa gallina dalle uova d'oro. Paradossalmente - e lo abbiamo detto più volte - noi i nostri soldi non li possiamo spendere perché parte dell'Italia, compresa la sua Regione, nella gestione delle proprie risorse ha determinato l'innalzamento del debito pubblico in maniera spropositata, senza una coscienza per il bene comune e del proprio Paese. Torniamo all'avviso ai naviganti: non buttate benzina sul fuoco. Se salta il tappo, altro che forconi: sarà rivoluzione! (Applausi dal Gruppo LNP. Commenti dal Gruppo PD).
VIESPOLI (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signor Presidente, credo che ci sarà l'occasione giusta per approfondire le questioni che con tono greve il senatore Stiffoni ha cercato di sollevare, ma in questa circostanza vorrei soltanto, a mia volta, dare un banale avviso ai naviganti: guardate che la navigazione è molto ampia e credo che sia doveroso anche per gli esponenti della Lega Nord porsi il problema di come individuare le risorse per pagare le imprese del Nord che lavorano al Sud. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Centaro).
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.4/200, presentato dai senatori Vallardi e Monti Cesarino.
PRESIDENTE. Senatore Di Nardo, accetta l'invito a ritirare l'emendamento 1.4/201 e a trasformarlo in ordine del giorno?
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.4/201 non verrà posto in votazione.
Metto ai voti l'emendamento 1.4, presentato dalla Commissione.
Metto ai voti l'emendamento 1. 2000, presentato dalla Commissione.
L'emendamento 1.300 è stato ritirato.
Passiamo all'esame degli ordini del giorno riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, sull'ordine del giorno G1.100 mi rimetto al Governo. Trattandosi di una condizione puntuale dal punto di vista territoriale, il Governo può avere migliore cognizione di quella del relatore attraverso le relazioni del commissario straordinario. Mi rimetto quindi al Governo.
Sull'ordine del giorno G1.101, a prima firma del senatore Di Nardo, il parere è favorevole, ricordando che proprio sull'argomento del piccolo compostaggio, anche domestico, abbiamo approvato in Commissione - e mi auguro che l'Assemblea voglia confermare tale decisione - un emendamento assolutamente importante e innovativo.
Per quel che riguarda l'ordine del giorno G1.102, personalmente non sono d'accordo sul primo impegno, mentre convengo sugli altri due. Il problema è, semplicemente, che il quadro sanzionatorio nel nostro Paese è già abbastanza adeguato dal punto di vista teorico: il problema è l'applicazione vera ed effettiva delle sanzioni e non il rafforzamento della normativa sanzionatoria. Quindi, sono d'accordo sul potenziamento delle procedure di controllo e sul rafforzamento e la collaborazione tra gli organi investigativi e di controllo, anche a livello internazionale. Invito dunque il Governo ad accogliere l'ordine del giorno, a condizione che sia eliminato il primo impegno.
Sono d'accordo con il contenuto dell'ordine del giorno G1.103; invito comunque il Governo ad accoglierlo come raccomandazione, poiché la determinazione del sistema di raccolta differenziata domiciliare, nelle sue varie sfaccettature, spetta più alla competenza degli enti locali che non ad un indirizzo di carattere nazionale, che deve essere riferito ai quantitativi, non più solamente di raccolta, ma, come dice la normativa comunitaria, deve riferirsi all'avvio e al riutilizzo dei quantitativi raccolti attraverso la differenziata.
FANELLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il Governo è favorevole ad accogliere l'ordine del giorno G1.100, ma come raccomandazione. Su tutti gli altri ordini del giorno il parere è assolutamente conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Senatrice Armato, accetta l'accoglimento dell'ordine del giorno G1.100 come raccomandazione?
ARMATO (PD). Sì, signor Presidente, accetto l'accoglimento come raccomandazione, chiedendo al Governo di farsi preparare una puntuale relazione, una puntuale analisi su questa vicenda che abbiamo voluto sottolineare, perché si tratta davvero di una località, una ex cava, ad elevatissimo rischio di frana e di pericolosità, come lo stesso commissario ha riconosciuto, e ad altissimo rischio di pena e di danno paesaggistico.
RUSSO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Domando di parlare.
RUSSO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Chiedo di aggiungere la mia firma all'ordine del giorno G1.100, accolto come raccomandazione, concordando anche con le sottolineature e le chiarificazioni della senatrice Armato, avendo presentato un'interrogazione che riguarda un problema analogo.
Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G1.100 non verrà posto ai voti.
Essendo stato accolto dal Governo, anche l'ordine del giorno G1.101 non verrà posto ai voti.
Il Governo è disposto ad accogliere l'ordine del giorno G1.102, a condizione che il testo venga modificato, eliminando il primo impegno. Chiedo al senatore Di Nardo se accoglie la richiesta del Governo.
DI NARDO (IdV). Modifico l'ordine del giorno G1.102 nel senso indicato dal relatore e dal Governo.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.102 (testo 2) non verrà posto ai voti.
Senatore Di Nardo, concorda con l'accoglimento dell'ordine del giorno G1.103 come raccomandazione?
DI NARDO (IdV). Sono d'accordo.
PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G1.103 non verrà posto ai voti.
Passiamo ora all'esame degli emendamenti volti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 1 del decreto-legge, che si danno per illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sul subemendamento 1.0.1500 (testo 2)/200 e invito a votare a favore dell'emendamento 1.0.1500 (testo 2), presentato dalla Commissione. Approfitto per ringraziare tutti i componenti della Commissione per questa impegnativa sintesi, che, come ha sottolineato la senatrice Pignedoli nel suo intervento, si sostanzia in una serie di opportune precisazioni e interpretazioni della norma, nel campo delle semplificazioni nel settore agricolo.
Ritiro dunque gli emendamenti 1.0.452 e 1.0.200, su cui la Commissione bilancio ha formulato un parere contrario. Gli emendamenti 1.0.450 e 1.0.451 sono improponibili.
Sull'emendamento 1.0.10, del senatore Coronella, invito al ritiro: il parere è comunque contrario, poiché lo è anche quello della 5ª Commissione, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Sul subemendamento 1.0.11 (testo 2)/200, a prima firma Vallardi, il parere è contrario, perché la trasformazione di «denuncia di inizio attività» in «permesso di costruire» complicherebbe molto la prassi burocratica, quindi l'inizio e l'attivazione di una serie di interventi.
Naturalmente è favorevole il parere sull'emendamento 1.0.11 (testo 2), della Commissione, che - come ho più volte sottolineato nel corso di questa discussione - introduce il principio del compostaggio di prossimità.
Sull'emendamento 1.0.453, a prima firma Di Nardo, il parere è contrario, per il semplice motivo che il comma 1 dell'articolo 177 del decreto legislativo n. 152 del 2006 è già stato aggiornato dopo l'approvazione della direttiva 2008/98/CE e gli ulteriori inserimenti sarebbero ultronei, appesantendo comunque il testo.
Sull'emendamento 1.0.4, a prima firma Della Seta, vi è un invito al ritiro, ma comunque il parere è contrario: ciò è accaduto già in Commissione, quindi lo dico solo per ricordare ai colleghi ciò che, a mio giudizio, può essere confermato.
Per quanto riguarda l'emendamento 1.0.454, a prima firma Di Nardo, valgono gli stessi argomenti di cui al suo precedente emendamento, quindi il parere è contrario.
Sull'emendamento 1.0.7, a prima firma Della Seta, invito al ritiro, in quanto lo ritengo assorbito dal contenuto della proposta emendativa 1.0.1500 (testo 2) della Commissione. Lo stesso vale per le proposte emendative 1.0.5 e 1.0.6, a prima firma Ferrante.
Sull'emendamento 1.0.8, dei senatori Ferrante, Della Seta ed altri, invito al ritiro, poiché il comma è inserito in un altro emendamento approvato dalla Commissione, che sarà sottoposto favorevolmente anche al parere dell'Aula, ossia il 3.0.27.
Sulla proposta emendativa 1.0.9, a prima firma Della Seta, l'invito al ritiro è motivato dal fatto che il suo contenuto corrisponde all'articolo 25 del decreto sulle liberalizzazioni. Essendo quindi contenuto in un decreto, è già disposizione di legge.
Sull'emendamento 1.0.455, a prima firma Di Nardo, il parere è contrario poiché l'aggiunta nel testo del decreto legislativo n. 152 del 2006, il cosiddetto codice dell'ambiente, di queste precisazioni sui contenuti di quelle che dovrebbero essere le attività da indicare in un'eventuale gara rischia di irrigidire non solo la procedura di gara, ma anche la flessibilità dell'autonomia dei Comuni nell'eventuale spacchettamento delle varie competenze da poter aggiudicare con gare diverse.
Sull'emendamento 1.0.456 il parere è contrario, in quanto il suo contenuto è già presente nel decreto legislativo di recepimento della direttiva europea.
L'emendamento 1.0.457 è improponibile, mentre sull'1.0.13 - al quale vorrei assimilare anche gli emendamenti 1.0.14 e 1.0.15 - devo precisare che in Commissione è stato approvato con il parere contrario del relatore e del Governo. La Commissione, quindi, come previsto, li presenta all'attenzione dell'Aula, ma chiedo comunque al rappresentante del Governo di motivare eventualmente la propria posizione.
Sull'emendamento 1.0.12, dei senatori Ferrante e Della Seta, c'è un invito al ritiro, poiché e già ricompreso nel 3.755 che, essendo stato approvato in Commissione, si ritiene debba essere approvato anche dall'Aula.
Sull'emendamento 1.0.100, della Commissione, il parere naturalmente è favorevole, come pure sul subemendamento 1.0.100/300, del senatore Viespoli, contenuto nell'Annesso n. 2, poiché si tratta di una correzione di quella che forse è stata anche una dimenticanza commessa nel milleproroghe, per la cessione del termovalorizzatore di Acerra, che era previsto dovesse accadere entro il 31 dicembre 2011, mentre è opportuno posticiparla al 30 giugno 2012, visto che mi pare in questo senso stiano già operando sia la Presidenza del Consiglio sia la Presidenza della Regione Campania.
L'emendamento 1.0.18 è ricompreso nell'emendamento 1.0.1500 (testo 2) della Commissione e pertanto lo riterrei addirittura precluso nel caso in cui venisse approvato quell'emendamento.
Esprimo, inoltre, parere contrario sull'emendamento 1.0.1500 (testo 2)/300.
FANELLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il parere del Governo è conforme a quello del relatore su tutti gli emendamenti citati.
Per quanto riguarda gli emendamenti 1.0.13, 1.0.14 e 1.0.15, leggo la seguente dichiarazione del Governo: «Con riferimento alle funzioni in materia di gestione del ciclo integrato dei rifiuti nella Regione Campania, ed in particolare ai profili tariffari ad esso connessi, il Governo prende atto delle necessità di coordinamento delle funzioni tra i diversi enti territoriali coinvolti, anche in ragione delle disposizioni normative speciali per la Campania che nel tempo si sono succedute, e pertanto si impegna ad individuare una soluzione entro la fine dell'anno che razionalizzi secondo criteri di uniformità con le normative ordinarie una volta per tutte l'assetto delle competenze in materia di rifiuti anche per la Regione Campania».
A seguito di tale dichiarazione, chiedo la trasformazione di questi tre emendamenti in ordini del giorno.
DE LUCA Vincenzo (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Su cosa intende intervenire, senatore De Luca?
DE LUCA Vincenzo (PD). Signor Presidente, sulle dichiarazioni del Governo in merito alla trasformazione dei tre emendamenti in ordini del giorno.
DE LUCA Vincenzo (PD). Signor Presidente, anche cogliendo lo spirito del Governo desidero illustrare il senso di questi emendamenti, in particolare modo rispetto ad un'incongruenza. Mi dispiace dirlo al Sottosegretario in qualità di rappresentante del Governo presente in Aula. Questi emendamenti sono, in pratica, il frutto di una votazione che alla Camera è già avvenuta con l'assenso del Governo; ma sono ancor di più. Un solo comma del decreto salva Italia che fa riferimento in modo testuale alla legge di conversione del 22 dicembre 2011: si prevede che dal 1° gennaio 2013 i Comuni della Campania sono compresi nello stesso riordino normativo del resto del Paese.
Accetto pertanto la proposta e l'impegno del Governo a trasformare gli emendamenti in ordini del giorno, ma confesso che non ho compreso, anche perché la Commissione ha votato e quindi in quest'Aula ci sarebbe la maggioranza.
Cogliendo la valutazione fatta prima dal Ministro, secondo cui al più presto la Campania deve arrivare alla gestione ordinaria, anche al fine di evitare le polemiche legittimamente sollevate nei suoi confronti, credo si nasconda in esse un qualcosa che - a dir la verità - nulla ha a che fare con il ritorno dell'ordinarietà né con questo testo. Confesso al relatore e al Governo che si tratta di un qualcosa che non ho ben compreso. Mi sembra, infatti, del tutto evidente che il decreto salva Italia fa riferimento ad una norma secondo cui dal 1° gennaio 2013 - non potrebbe essere diversamente - i Comuni della Campania sono come tutti i Comuni del resto del nostro Paese. In caso contrario, l'ordinario diventa una chimera. Lo denunciamo solo, ma difficilmente diamo una risposta positiva rispetto a questo problema.
D'ALI', relatore. Presidente, avendo ascoltato l'opinione espressa dal primo firmatario dell'emendamento a suo tempo presentato in Commissione - credo quindi in rappresentanza anche degli altri firmatari dello stesso emendamento - ritengo di poter aderire alla richiesta del Governo di ritirare gli emendamenti 1.0.13, 1.0.14 e 1.0.15 e trasformarli in ordini del giorno, il cui testo sarà nostra premura rimettere alla Presidenza al più presto.
PRESIDENTE. Senatore Di Nardo, le chiedo se è d'accordo a tale riguardo.
PRESIDENTE. Passiamo quindi alla votazione dell'emendamento 1.0.1500 (testo 2)/300.
MASCITELLI (IdV). Chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.0.1500 (testo 2)/300, presentato dal senatore Di Nardo.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.1500 (testo 2)/200.
VALLARDI (LNP). Signor Presidente, desidero intervenire sull'emendamento 1.0.1500 (testo 2)/200, sul quale il senatore D'Alì ha espresso parere contrario. Mi dispiace in un certo senso, perché alla fine lo ritengo completamente assorbito nell'1.0.1500 (testo 2), per cui non vorrei che si trattasse solo di una mera preclusione politica.
Al di là di questo, però, mi ritengo pienamente soddisfatto in quanto all'emendamento 1.0.1500 è stato dato parere favorevole. L'importante è la finalità di questi emendamenti di dare una mano a sburocratizzare gli agricoltori, soprattutto quelli piccoli, che fino ad oggi hanno vissuto nel terrore di dover adempiere agli adempimenti del SISTRI che, nella sua forma originaria, andava a colpire pesantemente tutti gli agricoltori in genere, ma in particolare modo quelli piccoli. Questi ultimi chiaramente non hanno neanche la capacità, dal punto di vista giuridico‑amministrativo, di adempiere a quei compiti.
Molte volte ci siamo espressi in questo senso anche con ordini del giorno, addirittura con un disegno di legge, che voleva in un certo qual modo riformare, anzi abolire inizialmente il SISTRI. Sappiamo benissimo qual è stata la genesi e la storia di questo provvedimento che, nella sua forma originaria, ha anche una valenza notevole, avendo come ispirazione combattere il traffico illecito di rifiuti. Tuttavia, messo in atto, opera sicuramente in maniera disastrosa.
L'importante è che vengano approvati gli emendamenti a favore degli agricoltori; perché - mi permetta, signor Presidente - rappresentano una nota positiva per i tanti piccoli imprenditori agricoli del nostro territorio che stanno soffrendo particolarmente questa difficile congiuntura economica.
Riallacciandomi all'ordine del giorno del collega di Nardo in cui si parla di biodiversità, ecologia, agricoltura biologica, ricordo a proposito dei provvedimenti adottati fino ad oggi in questa Aula, a volte con sofferenza, che quello sulle etichettature approvato circa un anno e mezzo fa non può ancora dispiegare completamente i suoi effetti poiché mancano ancora i decreti attuativi che permettono di mettere in atto una forma semplice di riconoscimento delle identità dei prodotti agricoli italiani che tanto valore hanno in tutto il nostro Paese, ma anche nel mondo. Come certamente tutti sanno, nel nostro Paese l'agricoltura rappresenta un fiore all'occhiello: la dieta mediterranea è una cultura identitaria ed ecologica del nostro territorio riconosciuta, a livello mondiale, come patrimonio immateriale dell'umanità. Addirittura, Tony Blair circa dieci anni fa l'adottò come alimentazione base dei propri ragazzi. Per questi motivi, credo dobbiamo puntualizzare sulla validità dei provvedimenti a favore dei nostri agricoltori. (Applausi dal Gruppo LNP).
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.0.1500 (testo 2)/200, presentato dai senatori Vallardi e Monti Cesarino.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.1500 (testo 2).
D'ALI', relatore. Signor Presidente, le chiedo la cortesia di apportare una piccolissima modifica. Al comma 4, dove si tratta delle biomasse vegetali di origine marina, propongo di inserire le parole «e lacustre», poiché questo fenomeno è tipico anche di molti laghi del nostro territorio e si verifica spesso in quelle zone.
Se possibile, quindi, vorrei aggiungere le parole «e lacustre» dopo la parola «marina».
PRESIDENTE. Chiedo al Governo di pronunziarsi sulla proposta di modifica avanzata dal relatore.
FANELLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il parere è favorevole, signor Presidente.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.0.1500 (testo 3), presentato dalla Commissione.
Gli emendamenti 1.0.452, 1.0.200 e 1.0.10 sono stati ritirati, mentre gli emendamenti 1.0.450 e 1.0.451 sono improponibili.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.11 (testo 2)/200.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.0.11 (testo 2)/200, presentato dai senatori Vallardi e Monti Cesarino.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.0.11 (testo 2), presentato dalla Commissione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.453.
DI NARDO (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Di Nardo, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.0.453, presentato dal senatore Di Nardo e da altri senatori.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 1.0.4 c'è un invito al ritiro. I presentatori lo accolgono?
DELLA SETA (PD). Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.454.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.0.454, presentato dal senatore Di Nardo e da altri senatori.
PRESIDENTE. Senatore Della Seta, accoglie l'invito a ritirare l'emendamento 1.0.7?
DELLA SETA (PD). Sì, Presidente, lo ritiro.
PRESIDENTE. Senatore Ferrante, accoglie l'invito a ritirare gli emendamenti 1.0.5, 1.0.6 e 1.0.8?
FERRANTE (PD). Li ritiro.
PRESIDENTE. Anche sull'emendamento 1.0.9 c'è un invito al ritiro. Lo accoglie, senatore Della Seta?
DELLA SETA (PD). Sì, lo ritiro.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.455.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.0.455, presentato dal senatore Di Nardo e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.456.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.0.456, presentato dal senatore Di Nardo e da altri senatori.
PRESIDENTE. L'emendamento 1.0.457 è improponibile.
Passiamo all'emendamento 1.0.13.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, confermo il ritiro degli emendamenti 1.0.13, 1.0.14 e 1.0.15 e la loro trasformazione in altrettanti ordini del giorno. Anche con la collaborazione dei colleghi, faremo pervenire al più presto i relativi testi alla Presidenza.
PRESIDENTE. Quindi, verranno presentati tre ordini del giorno, i cui testi saranno distribuiti ai colleghi e al Governo che li potrà valutare.
Senatore Ferrante, accoglie l'invito a ritirare l'emendamento 1.0.12?
FERRANTE (PD). Sì, Presidente.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.0.100/300, presentato dal senatore Viespoli.
Metto ai voti l'emendamento 1.0.100, presentato dalla Commissione, nel testo emendato.
Sull'emendamento 1.0.18 c'è un invito al ritiro. Lo accoglie, senatore Ferrante?
FERRANTE (PD). Sì, signor Presidente.
VALLARDI (LNP). Signor Presidente, chiedo di aggiungere la firma e di fare mio l'emendamento 1.0.18. Essendo un provvedimento a favore degli agricoltori, mi sembra assurdo non metterlo in votazione.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, volevo tranquillizzare il senatore Vallardi. Il motivo per cui ho chiesto il ritiro di questo emendamento è perché esso è ricompreso nell'emendamento 1.0.1500, approvato anche con il suo voto.
Il motivo dell'invito al ritiro non era insomma la non condivisione del contenuto dell'emendamento, ma perché lo abbiamo già approvato nell'emendamento della Commissione.
DE LILLO (PdL). Signor Presidente, con l'emendamento 2.450 propongo una riformulazione dell'articolo 2.
In pratica, esso introduce una possibilità di commercializzazione dei sacchi per l'asporto delle merci, esclusivamente per quelli conformi a una norma molto particolare, che non rappresenta in realtà uno standard unico per l'Italia e non è presente in nessuna parte d'Europa.
Questa formulazione impone quindi la compostabilità per tutti i sacchetti da asporto e non presenta alcuna motivazione di tipo ambientale, tecnologico ed economico. In tal modo, viene completamente eliminata la possibilità di commercializzazione di sacchi di plastica biodegradabile e riciclabile al 100 per cento, e quindi pienamente compatibile con l'ambiente, tranne per una limitatissima tipologia che in Italia viene prodotta da un numero estremamente limitato di aziende.
Nel settore si ritiene che con ciò si andrebbe a penalizzare fortemente la produzione con un rischio occupazionale pari a diverse migliaia di unità, con una ricaduta in termini economici di diverse centinaia di milioni. Tutto ciò senza vantaggi ambientali e andando a favorire un numero estremamente limitato di aziende. Forse le parole «estremamente limitato» sono anche eccessive.
La mia formulazione va a rendere più graduale l'attuazione, soprattutto tramite un tavolo che andrebbe a studiare in maniera più modulata e più cogente una norma che riguarderebbe solo l'Italia e non gli altri Paesi europei e che andrebbe così a limitare fortemente il mercato in questo settore. (Applausi del senatore Castro).
Colleghi, io proporrei, per il prosieguo dei nostri lavori, di esprimere il parere e di votare gli emendamenti all'articolo 2 e di passare poi all'illustrazione degli emendamenti all'articolo 3.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 2.1 (testo 3)/200, così come sul 2.1 (testo 3)/201, in quanto privo di qualsivoglia contenuto normativo. Il parere è altresì contrario sul 2.1 (testo 3)/202, mentre è favorevole al 2.1 (testo 3).
Per quanto riguarda i restanti emendamenti, formulo un invito al ritiro, anche perché sarebbero tutti preclusi dall'approvazione dell'emendamento della Commissione.
Ritiro l'emendamento 2.100.
FANELLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.1 (testo 3)/200.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.1 (testo 3)/200, presentato dal senatore Vallardi e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.1 (testo 3)/201.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.1 (testo 3)/201, presentato dal senatore Di Nardo e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.1 (testo 3)/202.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.1 (testo 3)/202, presentato dal senatore Di Nardo e da altri senatori.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.1 (testo 3), presentato dalla Commissione.
Risultano pertanto preclusi tutti i restanti emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, ad eccezione dell'emendamento 2.100 che è stato ritirato.
Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
D'ALI', relatore. Il parere è contrario sugli emendamenti 3.1, 3.800 (testo 3)/200 e 3.800 (testo 3)/201 e favorevole sull'emendamento 3.800 (testo 3). Invito a ritirare l'emendamento 3.2, in quanto la sostanza è ricompresa nel testo della Commissione rielaborato sull'intero articolo. Esprimo quindi parere contrario sugli emendamenti 3.450 e 3.451 e ritiro l'emendamento 3.100. Invito a ritirare l'emendamento 3.3, in quanto ricompreso nel testo della Commissione; lo stesso dicasi per l'emendamento 3.4. Il parere è contrario sull'emendamento 3.452 e favorevole sugli emendamenti 3.750, 3.751 e 3.752 . Invito a ritirare, come già accaduto in Commissione, l'emendamento 3.6.
Esprimo parere favorevole sull'emendamento 3.753, e non so se il rappresentante del Governo intenda intervenire, visto che c'è il parere contrario semplice della Commissione bilancio. Il parere è contrario sull'emendamento 3.754/200 e favorevole sugli emendamenti 3.754, 3.755, 3.756, 3.757 e 3.758.
Il parere è favorevole sull'ordine del giorno G3.1.
Gli emendamenti 3.0.450, 3.0.2, 3.0.3 (testo 2), 3.0.4, 3.0.5, 3.0.6, 3.0.7 (testo 2), 3.0.8 (testo 2), 3.0.9 e 3.0.200 sono improponibili. Il parere è contrario sull'emendamento 3.0.10 (testo 2)/200 e favorevole sull'emendamento 3.0.10 (testo 2). Invito a ritirare, come già accaduto in Commissione, l'emendamento 3.0.13, altrimenti il parere sarà contrario. L'emendamento 3.0.14 è improponibile. Il parere è contrario sull'emendamento 3.0.17. L'emendamento 3.0.18 è improponibile. Invito a ritirare l'emendamento 3.0.19, altrimenti il parere sarà contrario. Invito altresì a ritirare l'emendamento 3.0.20, in quanto il suo contenuto è ricompreso nell'emendamento 1.0.1500, già approvato (esso, quindi, dovrebbe essere precluso).
Esprimo quindi parere favorevole sull'emendamento 3.0.21. Invito a ritirare l'emendamento 3.0.24 (testo 2), dal momento che una parte è ricompresa nell'emendamento 1.0.1500, già approvato dall'Aula, e un'altra parte nell'emendamento 3.757, approvato in Commissione; lo stesso dicasi per l'emendamento 3.0.25. L'emendamento 3.0.26 è improponibile, in quanto il suo contenuto è ricompreso nel cosiddetto decreto semplificazioni e quindi ci sarebbe una duplicazione di intervento normativo nella stessa materia. Il parere è favorevole sull'emendamento 3.0.27, che ricomprende anche l'emendamento 3.0.28, sul quale quindi esprimo un invito al ritiro. Il parere è favorevole sull'emendamento 3.0.29, identico all'emendamento 3.0.30. Quanto agli emendamenti 3.0.31, nonché il 3.0.32 e 3.0.33 (che hanno lo stesso contenuto) e 3.0.34, esprimo un invito al ritiro, altrimenti il parere sarà contrario. Invito a ritirare l'emendamento 3.0.451, dal momento che le parti accoglibili sono contenute nell'emendamento 3.0.35 della Commissione; lo stesso dicasi per gli emendamenti 3.0.36 e 3.0.37, in quanto ricompresi nell'emendamento 3.758 della Commissione.
Esprimo parere favorevole sull'emendamento 3.0.38. Gli emendamenti 3.0.39 (testo 2)/300, 3.0.39 (testo 2)/200 e 3.0.39 (testo 2)/301 dovrebbero decadere, essendo improponibile l'emendamento 3.0.39 (testo 2).
Sono altresì improponibili gli emendamenti 3.0.470, 3.0.42 (testo 2) e 3.0.40.
Gli emendamenti 3.0.41 (testo 3)/200, 3.0.41 (testo 3)/201, 3.0.41 (testo 3)/202, 3.0.41 (testo 3)/203, 3.0.41 (testo 3)/204, 3.0.41 (testo 3)/205, 3.0.41 (testo 3)/206 e 3.0.41 (testo 3)/207 credo siano da considerarsi decaduti, essendo stato dichiarato improponibile l'emendamento 3.0.41 (testo 3), a cui fanno riferimento.
Gli emendamenti 3.0.101, 3.0.300 (testo 2) e 3.0.700 sono improponibili.
Infine, ho ritirato l'emendamento 3.0.600 e ho presentato al suo posto l'ordine del giorno G3.0.600, il cui testo ho già fatto pervenire alla Presidenza.
FANELLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore, con un'eccezione. All'emendamento 3.0.27 della Commissione, chiedo di aggiungere, al comma 3, dopo le parole: «con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti», le seguenti: «di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare».
DI NARDO (IdV). Signor Presidente, per quanto riguarda l'articolo 3, non siamo totalmente convinti di ciò che si sta facendo. Siamo disposti a ritirare gli emendamenti 3.1, 3.800 (testo 3)/200 e 3.800 (testo 3)/201, se il Governo è disponibile ad accogliere un ordine del giorno con il quale si impegna: ad informare il Parlamento in merito agli effetti della disposizione di interpretazione autentica di cui all'articolo 3, per verificare che la sua applicazione avvenga effettivamente al fine di favorire l'infrastrutturazione del Paese, nel pieno rispetto dell'ambiente e della salute pubblica nonché della normativa comunitaria in materia; ad informare altresì il Parlamento, in merito all'attuazione della disciplina in materia di bonifica dei suoli contaminati in riferimento all'applicazione del medesimo articolo 3.
Se il Governo è d'accordo, ritiriamo i suddetti emendamenti. (Applausi della senatrice Incostante).
PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sulla proposta del senatore Di Nardo.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, esprimo parere favorevole all'ordine del giorno; d'altronde, è conforme ed interpreta perfettamente lo spirito della norma.
FANELLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, accolgo l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G3.100 non verrà posto in votazione. Gli emendamenti 3.1, 3.800 (testo 3)/200 e 3.800 (testo 3)/201 sono pertanto ritirati.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.800 (testo 3).
MAZZUCONI (PD). Signor Presidente, dal momento che nel corso del dibattito sull'articolo 3 è emerso, anche per ammissione del Governo in una successiva verifica, che devono essere trovate specifiche modalità di caratterizzazione del materiale di riporto, avevo dichiarato la disponibilità a ritirare l'emendamento 3.2 e a non insistere sul tema della caratterizzazione, che però è fondamentale anche per la salute pubblica, a fronte di un impegno pubblico del Governo a provvedere in materia e a dare una normativa più precisa, cosa che il Governo si è dichiarato disponibile a fare. Se questa dichiarazione fosse resa in Aula, avremmo molte più sicurezze sull'articolo 3, anche in ordine a ciò che ha dichiarato poc'anzi il senatore Di Nardo.
FANELLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Domando di parlare.
FANELLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, posso certamente assicurare l'impegno del Governo a regolamentare con un decreto le norme tecniche per i residui delle lavorazioni industriali.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.800 (testo 3), presentato dalla Commissione.
Risultano pertanto preclusi gli emendamenti successivi fino all'emendamento 3.452, ad eccezione degli emendamenti 3.2 e 3.100 che sono stati ritirati.
Metto ai voti l'emendamento 3.750, presentato dalla Commissione.
Metto ai voti l'emendamento 3.751, presentato dalla Commissione.
Metto ai voti l'emendamento 3.752, presentato dalla Commissione.
Sull'emendamento 3.6 c'è un invito al ritiro. Senatore Ferrante, ritira l'emendamento?
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.753, presentato dalla Commissione.
Passiamo all'emendamento 3.754/200, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
CALDEROLI (LNP). Ne chiediamo la votazione.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione, avanzata dal senatore Calderoli, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.754/200, presentato dai senatori Vallardi e Monti Cesarino.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.754, presentato dalla Commissione.
Metto ai voti l'emendamento 3.755, presentato dalla Commissione.
Metto ai voti l'emendamento 3.756, presentato dalla Commissione.
Metto ai voti l'emendamento 3.757, presentato dalla Commissione.
Metto ai voti l'emendamento 3.758, presentato dalla Commissione.
Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G3.1 non verrà posto ai voti.
Gli emendamenti 3.0.450, 3.0.2, 3.0.3 (testo 2), 3.0.4, 3.0.5, 3.0.6, 3.0.7 (testo 2), 3.0.8 (testo 2), 3.0.9 e 3.0.200 sono improponibili.
Passiamo all'emendamento 3.0.10 (testo 2)/200, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.0.10 (testo 2)/200, presentato dai senatori Vallardi e Monti Cesarino.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.0.10 (testo 2), presentato dalla Commissione.
L'emendamento 3.0.13 è stato ritirato, mentre l'emendamento 3.0.14 è improponibile.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.0.17.
SCARPA BONAZZA BUORA (PdL). Domando di parlare.
SCARPA BONAZZA BUORA (PdL). Signor Presidente, colgo l'occasione per ringraziare per l'eccellente lavoro svolto dal relatore, nonché presidente della Commissione ambiente del Senato, il senatore D'Alì, in riferimento - lo dico anche a nome di altri colleghi della Commissione agricoltura - alle importanti innovazioni raccolte nel testo, attraverso un emendamento approvato all'articolo 1, in materia agroambientale.
In riferimento all'emendamento in esame, non ho alcuna difficoltà a ritirarlo - e pertanto lo ritiro - anche se invece di un «no» secco, senatore D'Alì, un invito al ritiro sarebbe stato più gradito. Sono un uomo all'antica comunque, prendo atto del diniego netto del collega D'Alì e - ripeto - ritiro l'emendamento 3.0.17. (Applausi del senatore Castro).
PRESIDENTE. L'emendamento 3.0.18 è improponibile.
Senatore Fluttero, accoglie l'invito al ritiro dell'emendamento 3.0.19?
FLUTTERO (PdL). Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Senatore Scarpa Bonazza Buora, accoglie l'invito al ritiro dell'emendamento 3.0.20?
SCARPA BONAZZA BUORA (PdL). Sì, signor Presidente, lo ritiro.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.0.21, presentato dalla Commissione.
Poiché i presentatori non accolgono l'invito al ritiro, passiamo alla votazione dell'emendamento 3.0.24 (testo 2).
DIVINA (LNP). Signor Presidente, non possiamo accettare l'invito al ritiro dell'emendamento 3.0.24 (testo 2), perché è pur vero che la prima parte è stata inglobata nell'emendamento 1.0.1500 (testo 2), e pertanto è superflua, però l'ultimo comma resta in piedi. Chiedo dunque l'attenzione ai colleghi, benché si tenti di concludere velocemente la discussione. (Commenti dei senatori Della Seta e Mazzuconi).
Siamo già tornati sulla questione più volte: le associazioni di volontariato per lo più si mantengono con la raccolta di indumenti, di carta, eccetera, che servono per la vita delle associazioni o per scopi benefici. Non possiamo considerare come depositi di rifiuti il fatto che le associazioni raccolgono e provvisoriamente depositano degli indumenti raccolti o della carta, che poi finirà in mano a chi è autorizzato a gestire, trattare e riconvertire tali materiali. Vorremmo dunque che, una volta tanto, ci si esprimesse a favore delle associazioni di volontariato. (Applausi dal Gruppo LNP).
D'ALI', relatore. Signor Presidente, intervengo solamente per far osservare al senatore Divina, con lo spirito di collaborazione che ha contraddistinto tutti i lavori su questo provvedimento, sia in Commissione che in Assemblea, che la sua richiesta è già accolta in seno all'emendamento 3.757. Una parte dell'emendamento è infatti accolta nell'emendamento 1.0.1500, ma il comma 2-quater dell'emendamento 3.757 riporta esattamente il testo della parte restante della sua proposta. Se l'emendamento non viene ritirato, credo che la Presidenza potrebbe dichiararlo assorbito dall'approvazione di quella proposta emendativa. (Cenni di assenso del senatore Divina).
PRESIDENTE. Effettivamente è assorbito e ho notato che il senatore Divina ha fatto un cenno di assenso. L'emendamento 3.0.24 (testo 2) si intende pertanto ritirato.
Senatore Della Seta, accetta l'invito al ritiro dell'emendamento 3.0.25?
PRESIDENTE. L'emendamento 3.0.26 è improponibile.
Metto ai voti l'emendamento 3.0.27 (testo 2), presentato dalla Commissione.
L'emendamento 3.0.28 risulta pertanto assorbito.
Metto ai voti l'emendamento 3.0.29, presentato dalla Commissione.
L'emendamento 3.0.30 è stato ritirato.
Senatore Scarpa Bonazza Buora, accetta l'invito al ritiro degli emendamenti 3.0.31 e 3.0.32?
SCARPA BONAZZA BUORA (PdL). Lo accetto, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 3.0.33 c'è un invito al ritiro. Lo accoglie, senatore Ferrante?
PRESIDENTE. Senatore Scarpa Bonazza Buora, accoglie l'invito a ritirare l'emendamento 3.0.34?
SCARPA BONAZZA BUORA (PdL). Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. L'emendamento 3.0.451 è stato ritirato.
Gli emendamenti 3.0.36 e 3.0.37 sono preclusi dall'approvazione dell'emendamento 3.758.
Metto ai voti l'emendamento 3.0.38, presentato dalla Commissione.
Essendo stati dichiarati improponibili gli emendamenti 3.0.39 (testo 2) e 3.0.41 (testo 3), sono decaduti gli emendamenti 3.0.39 (testo 2)/300, 3.0.39 (testo 2)/200, 3.0.39 (testo 2)/301, 3.0.41 (testo 3)/200, 3.0.41 (testo 3)/201, 3.0.41 (testo 3)/202, 3.0.41 (testo 3)/203, 3.0.41 (testo 3)/204, 3.0.41 (testo 3)/205, 3.0.41 (testo 3)/206 e 3.0.41 (testo 3)/207.
Sono altresì improponibili gli emendamenti 3.0.470, 3.0.42 (testo 2), 3.0.40, 3.0.101, 3.0.300 (testo 2) e 3.0.700.
L'emendamento 3.0.600 - come ha detto prima il presidente D'Alì - è stato ritirato e trasformato nell'ordine del giorno G3.0.600, sul quale invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
FANELLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, lo accolgo.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G3.0.600 non verrà posto ai voti.
SCARPA BONAZZA BUORA (PdL). Signor Presidente, ringrazio ancora una volta il relatore D'Alì per la sensibilità dimostrata in questo caso nei confronti non solo della biodiversità marina, ma anche delle questioni che riguardano la nostra pesca mediterranea, che - com'è noto - è competenza della Commissione agricoltura e del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.
Mi fa anche piacere che il Sottosegretario all'ambiente esprima parere favorevole, ma non è sua competenza, perché lo è semmai del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. Assicuro peraltro l'amico D'Alì che sarà nostra cura in Commissione agricoltura approfondire quanto prima, con la dovuta attenzione, le suggestioni sicuramente presenti nel suo ordine del giorno. (Applausi dal Gruppo CN:GS-SI-PID-IB-FI).
PRESIDENTE. Prima di concludere i lavori di questa sera, rinviando a domani mattina le dichiarazioni di voto e il voto finale, sono da esaminare gli ordini del giorno nei quali sono stati trasformati i tre emendamenti presentati dalla Commissione, e cioè l'1.0.13, 1.0.14 e 1.0.15.
Leggo il testo del primo ordine del giorno, il G1.0.13: «Il Senato, in sede di esame dell'Atto Senato n. 3111, impegna il Governo ad adottare tutte le opportune iniziative affinché a decorrere dal 2013 si applichi nei Comuni del territorio della Regione Campania il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, con le modalità e le procedure introdotte dall'articolo 14 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nei termini specificati nell'emendamento 1.0.13».
Veniamo al testo del secondo ordine del giorno, il G1.0.14: «Il Senato, in sede di esame dell'Atto Senato n. 3111, impegna il Governo ad adottare tutte le opportune iniziative affinché quali soggetti attuatori del "Programma strategico per le compensazioni ambientali nella Regione Campania" di cui all'accordo di programma del 18 luglio 2008 siano individuati i Comuni interessati nelle modalità specificate dall'emendamento 1.0.14».
Infine, do lettura dell'ordine del giorno G1.0.15: «Il Senato, in sede di esame dell'Atto Senato n. 3111, impegna il Governo ad adottare tutte le opportune iniziative affinché in attuazione del principio di sussidiarietà i Comuni della Regione Campania esercitino le funzioni inerenti la gestione dei rifiuti nei rispettivi territori, nelle modalità specificate nell'emendamento 1.0.15, anche in forma associata ai sensi dell'articolo 30 del decreto legislativo n. 267 del 2000, ovvero mediante conclusione di accordi ai sensi dell'articolo 15 della legge n. 241 del 1990».
Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli ordini del giorno in esame.
FANELLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il Governo li accoglie.
PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G1.0.13, G1.0.14 e G1.0.15 non verranno posti in votazione.