Source: https://www.urbium.it/site/d_NewsList.asp?CategoriaNews=31
Timestamp: 2020-08-13 14:11:04+00:00
Document Index: 67091107

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 117', 'art. 133', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15']

Nel nostro ordinamento persino i permessi di costruire già rilasciati, ove i relativi lavori non siano già iniziati, decadono con l'entrata in vigore di contrastanti previsioni urbanistiche: impostazione, questa, la quale viene comunemente ricollegata alla logica del principio tempus regit actum, ma in realtà va oltre, stabilendo che l'entrata in vigore di previsioni urbanistiche contrastanti non consenta di costruire neppure sulla base di un provvedimento (pur legittimamente) adottato alla stregua della disciplina previgente, proprio in omaggio alle esigenze connesse all'immanente "attualità" del potere pianificatorio.
LA PERDITA DI EFFICACIA DEL TITOLO EDILIZIO PER MANCATO RISPETTO DEI TERMINI DEVE ESSERE DICHIARATA CON PROVVEDIMENTO ESPRESSO
La perdita di efficacia di un titolo edilizio per mancato inizio o ultimazione dei lavori nei termini prescritti deve essere accertata e dichiarata con formale provvedimento dell'Amministrazione, anche ai fini del necessario contraddittorio con il privato circa l'esistenza dei presupposti di fatto e di diritto che legittimano la declaratoria di decadenza.
LA DECADENZA DEL PERMESSO EDILIZIO PER MANCATO INIZIO DEI LAVORI SI VERIFICA OPE LEGIS, MA SERVE ANCHE UN PROVVEDIMENTO DICHIARATIVO DEL COMUNE
La decadenza del permesso edilizio per mancato inizio dei lavori entro il termine normativamente prescritto di per sé si verifica ope legis, con la precisazione che tale circostanza, pur costituendo appunto un effetto discendente direttamente dalla legge, necessita comunque di un provvedimento dell'Amministrazione comunale che dichiari l'intervenuta decadenza.
L'azione di accertamento della decadenza del permesso non è ammissibile, in quanto violerebbe il disposto dell'art. 34, comma 2, c.p.a., secondo cui, in nessun caso, il giudice può pronunciare con riferimento a poteri amministrativi non ancora esercitati. Piuttosto, nel caso di inerzia dell'amministrazione sull'istanza del privato volta a sollecitare l'attivazione e la conclusione del procedimento di decadenza del permesso di costruire per mancato inizio dei lavori in un anno, l'azione tipizzata a tutela della posizione è costituita dall'azione avverso il silenzio, ai sensi dell'art. 117 c.p.a..
LA PRONUNCIA DI DECADENZA DEL TITOLO EDILIZIO DIFFORME DAL PRG SOPRAVVENUTO È UN ATTO VINCOLATO DI NATURA RICOGNITIVA CON EFFETTI EX TUNC
La pronuncia di decadenza degli effetti del titolo edilizio difforme dal PRG sopravvenuto non costituisce espressione del potere di annullamento in autotutela, bensì di un potere vincolato di natura ricognitiva con effetti ex tunc. Ai fini della sua legittimità, basta che esso sia motivato in base ai presupposti di fatto del mancato inizio dei lavori e dell'entrata in vigore del PRG incompatibile con il titolo edilizio già rilasciato.
INTERVENUTA LA DECADENZA DEL PERMESSO DI COSTRUIRE CHIUNQUE INTENDA COMPLETARE L’OPERA NECESSITA DI NUOVO TITOLO EDILIZIO
Una volta intervenuta la decadenza del permesso di costruire, chiunque intenda completare la costruzione necessita di un nuovo ed autonomo titolo edilizio, che deve provvedere a richiedere, sottoponendosi ad un nuovo iter procedimentale, volto sia a verificare la coerenza di quanto occorre ancora realizzare con le prescrizioni urbanistiche vigenti nell'attualità, sia, se del caso a provvedere al ricalcolo del contributo di costruzione.
REITERAZIONE DEL VINCOLO: NON SERVE UNA PREVISIONE INDENNITARIA ANALITICA E PUNTUALE
La scelta di reiterare per la prima volta il vincolo preordinato all'esproprio non esige una particolare motivazione, allorché si tratti di rinnovare la volontà di assoggettare le aree alla primigenia destinazione stabilita nello strumento urbanistico. Quanto all'eventuale omissione di una chiara indicazione degli indennizzi da erogare ai soggetti incisi, nessuna norma di legge impone una quantificazione precisa e puntuale dei costi di reitera del vincolo in sede di approvazione del progetto preliminare, in ogni caso le censure dirette a contestare la congruità della quantificazione economica degli indennizzi rimangono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario ai sensi dell'art. 133, lett. g), c.p.a..
RECINZIONE E PICCHETTAMENTO NON COSTITUISCONO INIZIO LAVORI
La recinzione dell'area oggetto di scavo ed il picchettamento della sagoma dell'insediamento non costituiscono effettivo inizio dei lavori ma mere opere preparatorie.
L'art. 15 comma 3 del d.P.R. n. 380/2001 stabilisce soltanto per il permesso di costruire il termine annuale per l'inizio dei lavori (oltre al termine finale triennale per il completamento), con effetto decadenziale ex lege correlato alla sua scadenza, e tale disciplina non può essere analogicamente applicata all'attività edilizia correlata alle disposizioni sulla d.i.a. e s.c.i.a.
LA DECADENZA DEL TITOLO EDILIZIO PER MANCATO INIZIO DEI LAVORI NEI TERMINI IVI INDICATI NECESSITA COMUNQUE DI UN PROVVEDIMENTO DICHIARATIVO COMUNALE
L'effetto decadenziale del titolo edilizio conseguente alla inerzia protrattasi oltre il termine massimo per l'inizio dei lavori indicato in esso, per quanto discendente direttamente dalla legge, necessita comunque di un provvedimento comunale che, con effetti dichiarativi, accerti l'intervenuta decadenza e ciò sia per verificare che il termine sia effettivamente spirato sia e soprattutto per accertare che non ricorrano cause di forza maggiore che possano giustificare una sospensione del termine o una sua proroga.
L'INOSSERVANZA DEI TERMINI DETERMINA LA DECADENZA DEL PERMESSO DI COSTRUIRE CHE OPERA DI DIRITTO PER IL MERO DECORSO DEL TERMINE
L'inosservanza dei termini determina la decadenza del permesso di costruire che, come indicato dalla lettera della legge, opera di diritto per il mero decorso del termine, senza necessità di adozione di un atto formale.
LA DECADENZA DEL PERMESSO DI COSTRUIRE NON SI VERIFICA IN MANCANZA DI UN PROVVEDIMENTO FORMALE DEL COMUNE, SEPPURE CON VALENZA MERAMENTE DICHIARATIVA
Non è configurabile la decadenza del permesso di costruire originario per mancato inizio dei lavori in assenza di un provvedimento formale del Comune che, sebbene con valenza meramente dichiarativa, attesti l'eventuale intervenuta decadenza o il mancato completamento dei lavori nel termine concesso.
LA PRONUNZIA DI DECADENZA DEL PERMESSO A COSTRUIRE HA CARATTERE STRETTAMENTE VINCOLATO ALL'ACCERTAMENTO DEL MANCATO INIZIO E COMPLETAMENTO DEI LAVORI NEI TERMINI
La pronunzia di decadenza del permesso a costruire ha carattere strettamente vincolato all'accertamento del mancato inizio e completamento dei lavori entro i termini stabiliti dalla norma stessa ed ha natura ricognitiva del venir meno degli effetti del permesso a costruire per l'inerzia del titolare a darvi attuazione.
UNA VOLTA INTERVENUTA LA DECADENZA DEL PERMESSO DI COSTRUIRE CHI VUOLE COMPLETARE LA COSTRUZIONE NECESSITA DI UN NUOVO ED AUTONOMO TITOLO EDILIZIO
Una volta intervenuta la decadenza del permesso di costruire ai sensi dell'art. 15 d.P.R. n. 380 del 2001, chiunque intenda completare la costruzione necessita di un nuovo ed autonomo titolo edilizio, sottoponendosi così ad un nuovo iter procedimentale volto sia a verificare la coerenza di quanto occorre ancora realizzare con le prescrizioni urbanistiche vigenti, sia, se del caso, a provvedere al ricalcolo del contributo di costruzione.
IL MANCATO RISPETTO DEI TERMINI DI INIZIO E FINE LAVORI CONDUCE ALLA INEFFICACIA DEL TITOLO EDILIZIO, CON NECESSITÀ DI AVANZARE NUOVA ISTANZA DI PERMESSO DI COSTRUIRE
Il mancato rispetto dei termini di cui all'art. 15 DPR n. 380/2001, conduce alla perdita di efficacia del titolo edilizio, con necessità, ai fini della realizzazione dell'opera progettata, di avanzare nuova istanza, qualora nelle more di efficacia del permesso di costruire la parte interessata non abbia presentato richiesta di proroga.