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Timestamp: 2020-07-03 11:01:57+00:00
Document Index: 25347999

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 109', 'art. 2697', 'art. 360', 'e contrario', 'art. 39', 'art. 54', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 18908 del 26/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18908 del 26/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 26/09/2016, (ud. 28/06/2016, dep. 26/09/2016), n.18908
sul ricorso 17741-2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 48/09/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di BOLOGNA del 15/12/2014, depositata il 12/01/2015;
L’Agenzia delle Entrate ricorre nei confronti della contribuente V.N., che non resiste, per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia – Romagna n. 48/9/15, depositata il 12/1/2015, con la quale, confermando la pronuncia di primo grado, è stato accolto il ricorso della contribuente avverso l’avviso di accertamento D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 39, con il quale, considerata l’antieconomicità dell’attività svolta dalla contribuente ed in particolare la assoluta inadeguateza dei costi dalla stessa dichiarati, ne è stato rideterminato il reddito, mediante abbattimento dei costi suddetti, che risultavano del tutto ingiustificati.
Con il primo motivo di ricorso l’Agenzia denunziando violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, art. 109 TUIR e art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3) censura la statuizione della CTR secondo cui l’Amministrazione finanziaria non può sindacare l’antieconomicità di un’operazione, limitandosi a rilevare l’inerenza dei costi all’attività svolta.
Ed invero, secondo il consolidato orientamento di questa Corte nel giudizio tributario, una volta contestata dall’erario l’antieconomicità di un comportamento posto in essere dal contribuente, poichè assolutamente contrario ai canoni dell’economia, incombe sul medesimo l’onere di fornire, al riguardo, le necessarie spiegazioni, essendo – in difetto – pienamente legittimo il ricorso all’accertamento induttivo da parte dell’amministrazione, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39 e del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54 (Cass. 6918/2013 e Cass. 26036/2015 in materia di Iva).
Orbene, nel caso di specie l’Ufficio ha specificato gli indici di inattendibilità dei costi dichiarati dalla contribuente, sia in relazione ai ricavi dalla stessa complessivamente dichiarati, che ai costi per identica causale – di gran lunga inferiori – sostenuti dalla propria controparte contrattuale (comodante), costituita, peraltro, da una società di capitali di cui la stessa contribuente era legale rappresentante.
A fronte di tali elementi, gravava sulla contribuente l’onere di dimostrare la regolarità delle operazioni effettuate, non essendo sufficiente invocare l’apparente regolarità delle annotazioni contabili (14068/2014).
A tali principi non risulta essersi conformata la sentenza impugnata, che ha affermato che l’Amministrazione non può sindacare l’antieconomicità di un’operazione ed ha, genericamente, evidenziato “inerenza” alla propria attività dei costi dedotti dalla contribuente.
Cassa la sentenza impugnata con rinvio per nuovo esame ad altra sezione della CTR dell’Emilia – Romagna, che provvederà alla liquidazione delle spese del presente giudizio.