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Timestamp: 2020-08-13 07:00:40+00:00
Document Index: 71344725

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 333', 'art. 450', 'art. 51', 'art. 12', 'art. 316', 'art. 30', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 292', 'art. 334', 'art. 450', 'art. 51', 'art. 2', 'art. 12']

211.222.338
Verordnung vom 19. Oktober 1977 über die Aufnahme von Pflegekindern (Pflegekinderverordnung, PAVO)
Ordonnance du 19 octobre 1977 sur le placement d’enfants (OPE)
Art. 1a Bene del minore
Art. 2 Autorità competente
Art. 2a Relazioni internazionali
Art. 3 Diritto cantonale
Sezione 2: Accoglimento in una famiglia
Art. 4 Obbligo d’autorizzazione
Art. 5 Premesse generali dell’autorizzazione
Art. 6 Accoglimento di affiliandi stranieri
Art. 6b Accoglimento agevolato di minori stranieri
Art. 7 Indagine
Art. 8 Autorizzazione
Art. 8a Autorità cantonale competente in materia di migrazio...
Art. 8b Obbligo di annuncio
Art. 9 Modificazione delle circostanze
Art. 11 Revoca dell’autorizzazione
Art. 11a a 11j
Sezione 3: Accoglimento a giornata
Sezione 4: Accoglimento in istituti
Art. 13 Obbligo d’autorizzazione
Art. 14 Istanza d’autorizzazione
Art. 15 Premesse dell’autorizzazione
Art. 16 Autorizzazione
Art. 16a Nuovo collocamento
Art. 17 Lista dei minori
Art. 18 Modificazione delle circostanze
Art. 19 Vigilanza
Art. 20 Revoca dell’autorizzazione
Sezione 4a: Offerta di servizi nell’ambito dell’accoglimento...
Art. 20a Obbligo di comunicazione
Art. 20b Comunicazione
Art. 20c Modificazione delle circostanze
Art. 20d Tenuta delle liste
Art. 20e Vigilanza
Art. 20f Misure di vigilanza
Sezione: Procedura
Art. 21 Inserti
Art. 22 Segreto
Art. 23 Comunicazione
Art. 24 Assistenza fra le autorità
Art. 25 Gratuità
Art. 27 Procedura di ricorso
Sezione: Disposizioni finali
Art. 28 Rapporti di affiliazione esistenti
Art. 29 Abolizione di disposizioni cantonali
Art. 29a Disposizione transitoria della modifica del 10 otto...
del 19 ottobre 1977 (Stato 20 giugno 2017)
visto l’articolo 316 capoverso 2 del Codice civile (CC)2; visto l’articolo 30 capoverso 2 della legge federale del 16 dicembre 20053 sugli stranieri e la loro integrazione4; in esecuzione della Convenzione del 20 novembre 19895 sui diritti del fanciullo; in esecuzione della Convenzione dell’Aia del 19 ottobre 19966 sulla protezione dei minori,7
Art. 1 Principi1
1 L’accoglimento di minori2 fuori della casa dei genitori abbisogna di un’autorizzazione ai sensi della presente ordinanza e soggiace a vigilanza.
2 Indipendentemente dall’obbligo d’autorizzazione, l’accoglimento può essere vietato se le persone interessate non sono all’altezza del compito per quanto concerne l’idoneità ad educare, il carattere o la salute, oppure se le condizioni manifestamente non bastano.
3 Sono riservate:
le competenze dei genitori, dell’autorità di protezione dei minori e della giustizia penale minorile;
le disposizioni del diritto pubblico per la protezione dei minori, soprattutto in merito alla lotta contro la tubercolosi.
4 Non è richiesta un’autorizzazione per accudire e collocare minori nell’ambito di programmi di scambio scolastici, soggiorni alla pari e simili soggiorni fuori dalla casa dei genitori, che non sono ordinati da un’autorità.4
1 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 10 ott. 2012, in vigore dal 1° gen. 2013 (RU 2012 5801).
2 Nuovo termine giusta il n. I dell’O del 10 ott. 2012, in vigore dal 1° gen. 2013 (RU 2012 5801). Di detta mod. é tenuto conto in tutto il presente testo.
3 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 10 ott. 2012, in vigore dal 1° gen. 2013 (RU 2012 5801).
4 Introdotto dal n. I dell’O del 10 ott. 2012, in vigore dal 1° gen. 2013 (RU 2012 5801).
Art. 1a1Bene del minore
1 Nella decisione sulla concessione o la revoca di un’autorizzazione nonché nell’esercizio della vigilanza il criterio preminente di giudizio è il bene del minore.
2 L’autorità di protezione dei minori provvede affinché il minore accudito presso una famiglia affiliante o in istituto:
venga informato, in modo adeguato alla sua età, circa i propri diritti, in particolare procedurali;
ottenga una persona di fiducia a cui possa rivolgersi in caso di domande o problemi;
partecipi, in modo adeguato alla sua età, a tutte le decisioni determinanti per la sua vita.
1 Introdotto dal n. I dell’O del 10 ott. 2012, in vigore dal 1° gen. 2013 (RU 2012 5801).
Art. 21Autorità competente
1 L’autorità competente per il rilascio dell’autorizzazione, la ricezione delle comunicazioni e l’esercizio della vigilanza (di seguito «autorità») è,2
in caso di accoglimento in una famiglia, in un istituto o a giornata: l’autorità di protezione dei minori del luogo del collocamento del minore;
in caso di servizi offerti nell’ambito dell’accoglimento in famiglia: un’autorità centrale cantonale designata dal Cantone in cui ha sede o domicilio il fornitore.
2 I Cantoni possono affidare i compiti di cui al capoverso 1 lettera a:
ad altre autorità cantonali o comunali idonee, in caso di accoglimento in una famiglia o in un istituto;
ad altre autorità o servizi cantonali o comunali idonei, in caso di accoglimento a giornata.
2 La correzione del 20 giu. 2017 concerne soltanto il testo francese (RU 2017 3543).
Art. 2a1Relazioni internazionali
1 L’autorità competente può ordinare un collocamento a tempo determinato di minore presso una famiglia o un istituto all’estero se:
ha designato una persona di fiducia in Svizzera a cui il minore accudito all’estero può rivolgersi in caso di domande o problemi;
prima del collocamento, coinvolge l’autorità centrale cantonale di cui all’articolo 2 della legge federale del 21 dicembre 20072 sul rapimento internazionale dei minori e sulle Convenzioni dell’Aia sulla protezione dei minori e degli adulti e ottiene dall’autorità straniera competente in materia il consenso per il collocamento; e
la famiglia affiliante o l’istituto all’estero dispongono di un’autorizzazione della competente autorità straniera e sono sottoposti alla sua vigilanza.
2 Se il minore è accolto da parenti o da persone prossime con domicilio all’estero designate dai suoi genitori, è possibile in singoli casi derogare alle condizioni di cui alle lettere a–c se l’autorità competente ha previamente accertato che il bene del minore non è compromesso.
2 RS 211.222.32
1 I Cantoni sono autorizzati a emanare, a protezione dei minori che crescono fuori della casa dei genitori, disposizioni che vanno oltre quelle della presente ordinanza.
2 È riservato ai Cantoni di promuovere l’affiliazione soprattutto:
adottando provvedimenti per la formazione, il perfezionamento e la consulenza di genitori affilianti e degli esperti, come pure per la mediazione di buoni posti per gli affiliati nelle famiglie e negli istituti;
approntando modelli di contratti di affiliazione e moduli per istanze e comunicazioni, adottando direttive relative alla determinazione dei compensi e distribuendo fogli d’istruzione su i diritti e i doveri dei genitori e dei genitori affilianti.
Art. 41 Obbligo d’autorizzazione
1 Chi accoglie nella propria economia domestica un minore a scopo di affiliazione necessita di un’autorizzazione dell’autorità se il minore è accolto:
per più di un mese dietro compenso; oppure
per più di tre mesi a titolo gratuito.
2 Chi, nell’ambito di interventi in situazioni di crisi, accoglie regolarmente minori nella propria economia domestica, dietro compenso o a titolo gratuito, necessita di un’autorizzazione indipendentemente dalla durata dell’accoglimento.
3 L’obbligo d’autorizzazione sussiste anche:
se il collocamento del minore è ordinato da un’autorità;
se il minore non trascorre il fine settimana nella famiglia affiliante.
1 L’autorizzazione può essere rilasciata soltanto se i genitori affilianti e i loro conviventi, per la loro personalità, salute e idoneità a educare l’affiliato, come pure per le condizioni d’abitazione, offrono garanzia per la cura, l’educazione e la formazione dell’affiliato e se non è messo in pericolo il bene degli altri figli che vivono nella famiglia affiliante.
1 Abrogati dal n. I dell’O del 29 nov. 2002, con effetto dal 1° gen. 2003 (RU 2002 4167).
Art. 61Accoglimento di affiliandi stranieri
1 Un affiliando straniero che abbia vissuto finora all’estero può essere accolto in Svizzera presso genitori affilianti che non hanno intenzione di adottarlo, soltanto se è dato un grave motivo.
2 I genitori affilianti devono produrre una dichiarazione scritta del rappresentante legale dell’affiliando, competente secondo il diritto del Paese d’origine, sullo scopo del collocamento in Svizzera. Se tale dichiarazione non è redatta in una delle lingue ufficiali svizzere, l’autorità può esigerne la traduzione.
3 I genitori affilianti devono impegnarsi per scritto a provvedere al mantenimento dell’affiliando in Svizzera come se fosse loro figlio, indipendentemente dall’evoluzione del rapporto di affiliazione, come pure a rimborsare all’ente pubblico le spese di mantenimento dell’affiliando sopportate in loro vece.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 29 nov. 2002, in vigore dal 1° gen. 2003 (RU 2002 4167).
1 Abrogato dal n. I dell’O del 29 nov. 2002, con effetto dal 1° gen. 2003 (RU 2002 4167).
Art. 6b1Accoglimento agevolato di minori stranieri
Le condizioni di cui all’articolo 6 non si applicano all’accoglimento di un affiliando straniero che abbia vissuto finora all’estero, se:2
i genitori sono a beneficio di un permesso di dimora o di domicilio in Svizzera;
egli è stato collocato per ordine o intervento di un’autorità federale.
1 Introdotto dal n. I dell’O del 21 dic. 1988, in vigore dal 1° gen. 1989 (RU 1989 54).
2 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 29 nov. 2002, in vigore dal 1° gen. 2003 (RU 2002 4167).
1 L’autorità deve indagare sulle circostanze in maniera adeguata, soprattutto con visite in casa e, se necessario, facendo ricorso a periti.
1 I genitori affilianti devono richiedere l’autorizzazione prima di accogliere l’affiliato.
2 L’autorizzazione è rilasciata loro per un affiliando determinato; la stessa può essere limitata nel tempo e gravata di oneri e condizioni.
3 L’affiliato deve essere convenientemente assicurato contro le malattie, gli infortuni e la responsabilità civile.1
4 L’autorizzazione rilasciata per l’accoglimento di un affiliando straniero che abbia vissuto finora all’estero (art. 6) produce effetti soltanto dopo che sia rilasciato il visto o assicurato il permesso di dimora (art. 8a).2
2 Introdotto dal n. I dell’O del 21 dic. 1988 (RU 1989 54). Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 29 nov. 2002, in vigore dal 1° gen. 2003 (RU 2002 4167).
Art. 8a1Autorità cantonale competente in materia di migrazione
1 L’autorità trasmette all’autorità cantonale competente in materia di migrazione l’autorizzazione per l’accoglimento di un minore straniero che abbia vissuto fino a quel momento all’estero, corredato del proprio rapporto sulla famiglia affiliante.
2 L’autorità cantonale competente in materia di migrazione decide se rilasciare il visto o assicurare la concessione del permesso di dimora per il minore e comunica la propria decisione all’autorità.
1 Introdotto dal n. I dell’O del 21 dic. 1988 (RU 1989 54). Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 10 ott. 2012, in vigore dal 1° gen. 2013 (RU 2012 5801).
Art. 8b1Obbligo di annuncio
I genitori affilianti devono annunciare entro dieci giorni all’autorità l’arrivo dell’affiliando.
1 Introdotto dal n. I dell’O del 21 dic. 1988 (RU 1989 54). Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 29 nov. 2002, in vigore dal 1° gen. 2003 (RU 2002 4167).
1 I genitori affilianti devono comunicare immediatamente all’autorità tutte le modificazioni importanti delle circostanze, soprattutto il cambiamento d’abitazione, come pure la rescissione del rapporto di affiliazione e, se è conosciuto, il nuovo luogo di dimora del minore.1
2 Essi devono comunicare gli avvenimenti importanti anche al rappresentante legale o a chi ha provveduto al collocamento.
Art. 101Vigilanza
1 Un esperto designato dall’autorità visita la famiglia affiliante quando necessario, ma almeno una volta all’anno; redige un verbale di queste visite.
2 L’esperto accerta che siano adempiute le premesse della continuazione del rapporto di affiliazione. Consiglia i genitori affilianti in caso di necessità.
3 L’autorità vigila affinché la rappresentanza legale del minore sia debitamente disciplinata e quest’ultimo partecipi, in modo adeguato alla sua età, alle decisioni determinanti per la sua vita.
Art. 111Revoca dell’autorizzazione
1 Ove deficienze o difficoltà non possano essere eliminate neppure in collaborazione con il rappresentante legale o con chi ha provveduto al collocamento e appaiano inutili altri provvedimenti, l’autorità revoca l’autorizzazione e invita il rappresentante legale o chi ha provveduto al collocamento a collocare il minore altrove, entro un termine ragionevole.
2 Se tale invito risulta vano, l’autorità ne informa l’autorità di protezione dei minori del domicilio e, se del caso, del luogo di dimora del minore.
3 Se vi è pericolo nel ritardo, l’autorità ritira subito il minore, informandone l’autorità di protezione dei minori, e lo colloca temporaneamente altrove.
Art. 11a a 11j1
1 Introdotta dal n. I dell’O del 29 nov. 2002 (RU 2002 4167). Abrogata dal n. II 1 dell’all. all’O del 29 giu. 2011 sull’adozione, con effetto dal 1° gen. 2012 (RU 2011 3637).
1 Chi si offre genericamente di accogliere regolarmente nella propria economia domestica, durante la giornata e dietro compenso, minori di meno di dodici anni, deve informarne le autorità.
2 Alla vigilanza dell’autorità sono applicabili analogicamente le disposizioni sull’accoglimento in una famiglia (art. 5 e 10).
3 L’autorità vieta ai genitori affilianti a giornata, informandone il rappresentante legale, l’ulteriore accoglimento di minori, ove altri provvedimenti per eliminare deficienze e difficoltà siano risultati vani, oppure appaiano insufficienti sin dall’inizio.
1 È necessaria l’autorizzazione dell’autorità per gestire istituzioni destinate a:
ospitare minori, di giorno e di notte, per l’educazione, l’assistenza, la formazione, l’osservazione o il trattamento;
accogliere e assistere regolarmente durante la giornata minori di meno di dodici anni (asili nido, ricreatori e simili).
2 Non soggiacciono ad autorizzazione:
le istituzioni cantonali, comunali o private d’utilità pubblica che sottostanno a vigilanza particolare in virtù della legislazione sociale, scolastica o sanitaria;
le colonie e i campi di vacanza, con riserva delle disposizioni cantonali divergenti;
3 I minori possono essere accolti soltanto dopo il rilascio dell’autorizzazione.
4 Agli istituti che offrono servizi nell’ambito dell’accoglimento in famiglia si applicano inoltre gli articoli 20a–20f.3
1 Abrogata dal n. I dell’O del 10 ott. 2012, con effetto dal 1° gen. 2013 (RU 2012 5801).
2 Abrogata dal n. I dell’O del 10 ott. 2012, con effetto dal 1° gen. 2013 (RU 2012 5801).
3 Introdotto dal n. I dell’O del 10 ott. 2012, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2012 5801).
1 L’istanza deve contenere tutte le informazioni utili, ma almeno i dati seguenti:
scopo, forma giuridica e base finanziaria dell’istituto;
numero, età e genere di minori che possono essere accolti e, se del caso, programma d’insegnamento o cure terapeutiche offerte;
generalità e formazione del direttore, numero e formazione dei collaboratori;
disposizione e attrezzature dei locali per l’abitazione, l’insegnamento e il tempo libero.
2 Se l’istituto dipende da una persona giuridica, devono essere allegati gli statuti e resi noti gli organi.
3 L’autorità può richiedere documenti giustificativi e altre informazioni utili.
1 L’autorizzazione può essere rilasciata unicamente se:
è assicurata la cura necessaria allo sviluppo fisico e mentale dei minori;
il direttore e i suoi collaboratori sono adatti, quanto a personalità, stato di salute, idoneità a educare e formazione, ad assumere il compito che li attende e se il numero dei collaboratori basta per la cura dei minori accolti nell’istituto;
sono assicurati un nutrimento sano e variato e la sorveglianza medica;
l’arredamento corrisponde alle esigenze dell’igiene dell’abitazione e dei provvedimenti antincendio;
l’istituto ha una base economica sicura;
i minori sono convenientemente assicurati contro le malattie, gli infortuni e la responsabilità civile.
2 Prima di rilasciare l’autorizzazione, l’autorità esamina in modo adeguato, in particolare con sopralluoghi, colloqui, informandosi e, se necessario, facendo ricorso a periti, se siano adempiute le premesse.
1 L’autorizzazione è rilasciata al direttore responsabile e, se del caso, comunicata all’organismo da cui dipende l’istituto.
2 L’autorizzazione rileva quante e quali persone possono essere accolte; essa può essere rilasciata in prova o limitata nel tempo e gravata di oneri e condizioni.
3 Se cambia il direttore responsabile, dev’essere richiesta una nuova autorizzazione.
Art. 16a1Nuovo collocamento
1 Un istituto può procedere a un nuovo collocamento di minore presso una famiglia affiliante o un altro istituto, se:
la famiglia affiliante o l’altro istituto dispone di un’autorizzazione e soggiace a vigilanza;
la persona o l’autorità che ha disposto il collocamento in istituto ha approvato il nuovo collocamento; e
il minore è stato reso partecipe della decisione in modo adeguato alla sua età.
2 Ai nuovi collocamenti all’estero si applica inoltre l’articolo 2a.
3 I capoversi 1 e 2 si applicano anche ai collocamenti regolari durante i fine settimana e le vacanze.
1 Dev’essere tenuta una lista dei minori accolti nella quale figurino i dati seguenti:
generalità del minore1 e dei genitori;
luogo di dimora anteriore;
nome del rappresentante legale e di chi ha provveduto al collocamento;
data dell’entrata e dell’uscita;
rilievi e disposizioni mediche;
avvenimenti particolari.
2 Per gli istituti che accolgono minori soltanto durante la giornata, devono figurare unicamente le generalità degli stessi e dei genitori o dei genitori affilianti.
1 Nuovo termine giusta il n. I dell’O del 10 ott. 2012, in vigore dal 1° gen. 2013 (RU 2012 5801). Di detta mod. é tenuto conto in tutto il presente testo.
1 Il direttore e, se del caso, l’organismo da cui dipende l’istituto, devono comunicare tempestivamente all’autorità previste modificazioni rilevanti dell’organizzazione, delle attrezzature o dell’attività dell’istituto, soprattutto anche l’ampliamento, il trasferimento o la chiusura dell’esercizio.
2 Inoltre devono essere comunicati tutti gli avvenimenti particolari che concernono la salute o la sicurezza dei minori, soprattutto malattie gravi, infortuni o decessi.
3 L’autorizzazione può essere mantenuta soltanto se è assicurato il bene dei minori; essa deve essere, se del caso, modificata e gravata di nuovi oneri e condizioni.
1 Rappresentanti qualificati dell’autorità devono visitare ogni istituto quando necessario, tuttavia almeno ogni due anni.
2 Essi hanno il compito di farsi un giudizio, in ogni maniera adeguata, in particolare anche con colloqui, sullo stato di salute dei minori e sulle cure loro prodigate.
3 Essi vigilano affinché siano adempiute le premesse per il rilascio dell’autorizzazione e rispettati gli oneri e le condizioni.
1 Ove le deficienze non possano essere eliminate con la consulenza o procurando un’assistenza adeguata, l’autorità invita il direttore, informandone l’organismo da cui dipende l’istituto, a provvedere immediatamente alla rimozione delle medesime.
2 L’autorità può sottoporre l’istituto a vigilanza speciale ed emanare in merito prescrizioni particolari.
3 Ove tali provvedimenti risultino vani, oppure appaiano insufficienti sin dall’inizio, l’autorità revoca l’autorizzazione. Prende tempestivamente le disposizioni necessarie alla chiusura dell’istituto e aiuta, se necessario, a collocare altrove i minori; se vi è pericolo nel ritardo decide immediatamente le misure necessarie.1
Sezione 4a:8 Offerta di servizi nell’ambito dell’accoglimento in famiglia
Soggiace all’obbligo di comunicazione nei confronti dell’autorità centrale cantonale e alla sua vigilanza chiunque, dietro compenso o a titolo gratuito, offre servizi nell’ambito dell’accoglimento in famiglia (fornitore) e in particolare:
svolge attività di mediazione per collocare minori presso famiglie affilianti;
segue il rapporto di affiliazione sotto l’aspetto sociopedagogico;
offre possibilità di formazione e perfezionamento ai genitori affilianti; oppure
fornisce consulenze e terapie a favore degli affiliati.
1 La comunicazione dei fornitori deve contenere almeno i seguenti dati e documenti giustificativi:
scopo, forma giuridica e, nel caso di persone giuridiche, statuti e organi;
generalità e qualifiche professionali delle persone incaricate di offrire servizi;
estratto del casellario giudiziale delle persone preposte alla gestione e una loro dichiarazione secondo la quale le persone incaricate di offrire servizi sono sottoposte a pertinente verifica al momento dell’entrata in servizio e una volta all’anno per tutta la durata del rapporto d’impiego;
progetto relativo ai servizi offerti; nel progetto occorre illustrare in particolare se l’organico e i mezzi finanziari sono sufficienti per offrire detti servizi;
indicazioni dettagliate sulle tariffe dei servizi offerti.
2 La comunicazione deve avvenire entro tre mesi dall’avvio dell’attività.
1 I fornitori devono comunicare senza indugio e spontaneamente alle autorità cambiamenti rilevanti nell’attività, in particolare in quelle soggette all’obbligo di comunicazione.
2 Devono essere comunicati in particolare:
importanti cambiamenti concernenti gli statuti, l’organizzazione, l’attività e il progetto;
sostituzioni delle persone preposte alla gestione;
l’ampliamento, il trasferimento o la cessazione dell’attività.
1 I fornitori tengono liste:
delle famiglie affilianti con le quali collaborano e per le quali svolgono attività di mediazione;
dei minori a cui hanno procurato un posto a scopo di affiliazione.
2 Nelle liste figurano almeno i seguenti dati:
generalità dei genitori affilianti;
generalità del minore;
generalità dei genitori del minore;
data del collocamento, di un eventuale nuovo collocamento o ricollocamento nella famiglia precedente nonché della fine del collocamento presso terzi.
3 Se l’attività comprende anche i servizi di cui all’articolo 20a lettere b–d, le liste devono contenere anche le seguenti indicazioni:
rilievi e disposizioni mediche inerenti al posto o alla situazione di affiliazione;
eventi particolari;
decisioni determinanti per la vita degli affiliati e la loro opinione al riguardo.
4 Le liste vanno consegnate annualmente alle autorità.
5 L’autorità può richiedere ulteriori documenti e informazioni.
1 L’autorità verifica annualmente le liste dei fornitori ed eventuali ulteriori documenti richiesti. Redige un verbale dell’attività di vigilanza.
2 L’autorità valuta in modo adeguato, in particolare con sopralluoghi, colloqui e richieste di informazioni, l’attività svolta.
1 Se nell’ambito della vigilanza rileva lacune nello svolgimento dell’attività che possono nuocere al bene dell’affiliato, l’autorità ordina misure atte a rimediare a tali lacune.
2 Se il fornitore non tiene conto delle prescrizioni dell’autorità nuocendo in tal modo al bene dell’affiliato, l’autorità può temporaneamente vietare l’esercizio dell’attività.
3 Questa misura si applica solo fintanto che il fornitore non possa dimostrare all’autorità che le lacune rilevate sono state colmate.
4 Se decide di vietare l’esercizio dell’attività, l’autorità informa:
le famiglie affilianti che hanno collaborato con il fornitore;
l’autorità di protezione del minore interessato o, se il minore non è stato collocato su decisione di un’autorità, il detentore dell’autorità parentale o della custodia parentale; e
le altre autorità cantonali di vigilanza.
1 L’autorità tiene inserti:1
sui minori accolti in una famiglia, con i dati seguenti: generalità dell’affiliato e dei genitori affilianti, inizio e fine del rapporto di affiliazione, esito delle visite ed eventuali provvedimenti;
sui genitori affilianti a giornata, con i dati seguenti: generalità degli affilianti, numero dei posti disponibili, esito delle visite ed eventuali provvedimenti;
sugli istituti, con i dati seguenti: generalità del direttore e, se del caso, l’organismo da cui dipendono, numero dei minori, esito delle visite ed eventuali provvedimenti;
sui fornitori di servizi nell’ambito dell’accoglimento in famiglia, con le seguenti indicazioni: generalità delle persone preposte alla gestione; generalità dei genitori affilianti con cui sussiste una collaborazione; generalità dei minori a cui è stato procurato un posto o che sono stati collocati; risultati dell’attività di sorveglianza ed eventuali misure.
2 Il diritto cantonale può prevedere il rilevamento di altri dati.3
3 Il Dipartimento federale di giustizia e polizia può ordinare l’esecuzione di indagini statistiche sugli affiliati ed emanare le disposizioni necessarie; l’Ufficio federale di statistica esegue le indagini.4
2 Introdotta dal n. I dell’O del 10 ott. 2012, in vigore dal 1° gen. 2013 (RU 2012 5801).
3 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 21 dic. 1988, in vigore dal 1° gen. 1989 (RU 1989 54).
4 Introdotto dal n. I dell’O del 21 dic. 1988, in vigore dal 1° gen. 1989 (RU 1989 54).
Tutte le persone attive nella vigilanza sugli affiliati sono obbligate a serbare il segreto nei confronti di terzi.
1 Il controllo degli abitanti del Comune comunica all’autorità l’arrivo di minori che non vivono presso i loro genitori.1
2 Se l’autorità viene a conoscenza del fatto che un minore è collocato presso una famiglia affiliante, ne informa l’autorità competente di tale luogo; ciò vale analogicamente se una famiglia affiliante ha trasferito il proprio domicilio.
Le autorità alle quali è affidata la vigilanza sugli affiliati e le altre autorità responsabili della protezione dei minori si devono reciproca assistenza amministrativa e giudiziaria.
1 L’autorità può riscuotere tasse in merito alla vigilanza sulle condizioni di affiliazione in una famiglia o a giornata soltanto se vi sono stati ripetuti o gravi reclami.
2 Gli esborsi supplementari dell’autorità, quali spese per lavori affidati a terzi, possono essere messi a carico dei richiedenti.1
Art. 26 Sanzioni1
1 L’autorità infligge una multa disciplinare fino a 1000 franchi a chi intenzionalmente o per negligenza viola gli obblighi risultanti dalla presente ordinanza o da una decisione presa in base alla stessa.2
2 Se è inflitta una multa disciplinare, l’autorità può, in caso di recidiva, comminare la pena della multa per disobbedienza a decisioni delle autorità, ai sensi dell’articolo 292 del Codice penale3.4
3 Autorità o funzionari che nell’esercizio della loro attività accertano o apprendono che un’infrazione è stata commessa contro le disposizioni della presente ordinanza sono obbligati a denunziarla subito all’autorità.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 21 dic. 1988, in vigore dal 1° gen. 1989 (RU 1989 54).
2 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 21 dic. 1988, in vigore dal 1° gen. 1989 (RU 1989 54).
4 Nuovo testo giusta l’art. 333 del Codice penale (RS 311.0), nella versione della LF del 13 dic. 2002, in vigore dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3459; FF 1999 1669).
1 Contro le decisioni emanate dall’autorità di protezione dei minori in applicazione della presente ordinanza è dato ricorso al giudice competente (art. 450 CC).1
2 Se le competenze dell’autorità sono state affidate ad altri uffici, il ricorso contro le decisioni è retto dal diritto cantonale.
1 Le autorizzazioni che sono state rilasciate fino al 31 dicembre 1977 in applicazione del diritto cantonale anteriore e che sono prescritte anche dalla presente ordinanza, restano in vigore; se necessario, esse devono essere adeguate entro il 31 dicembre 1978 al nuovo diritto.
2 La vigilanza è retta in ogni caso dalle disposizioni della presente ordinanza.
3 Per i rapporti di affiliazione che giusta il diritto anteriore non soggiacciono all’obbligo dell’autorizzazione e per i quali il nuovo diritto richiede però un’autorizzazione, l’istanza d’autorizzazione dev’essere inoltrata entro il 30 giugno 1978; ciò vale analogicamente per le comunicazioni prescritte dal nuovo diritto.
1 Con l’entrata in vigore della presente ordinanza sono abrogate le disposizioni cantonali sulla protezione dei minori che vivono fuori della casa dei genitori, salvo diversa disposizione del diritto federale (art. 51 tit. fin. CC).
2 Le disposizioni cantonali sull’organizzazione della protezione dei minori che vivono fuori della casa dei genitori restano in vigore fintanto che i Cantoni non dispongono altrimenti.
Art. 29a1Disposizione transitoria della modifica del 10 ottobre 2012
1 Per i rapporti di affiliazione che secondo il diritto anteriore non soggiacciono all’obbligo d’autorizzazione e per i quali il nuovo diritto richiede invece un’autorizzazione, la domanda d’autorizzazione deve essere presentata entro il 31 marzo 2013. I rapporti di affiliazione esistenti continuano a essere ammessi fino a decisione dell’autorità in merito alla domanda.
2 L’autorità di cui all’articolo 2 capoverso 1 lettera b è istituita al 1° gennaio 2014.
3 A quel momento i fornitori di servizi nell’ambito dell’accoglimento in famiglia devono comunicare la propria attività all’autorità istituita nel Cantone in cui hanno sede o domicilio.
RU 1977 1931
1 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 10 ott. 2012, in vigore dal 1° gen. 2013 (RU 2012 5801).2 RS 2103 RS 142.204 Il titolo è stato adattato in applicazione dell’art. 12 cpv. 2 della LF del 18 giu. 2004 sulle pubblicazioni ufficiali (RS 170.512), con effetto dal 1° gen. 2019.5 RS 0.1076 RS 0.211.231.0117 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 10 ott. 2012, in vigore dal 1° gen. 2013 (RU 2012 5801).8 Introdotta dal n. I dell’O del 10 ott. 2012, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2012 5801).
(Pflegekinderverordnung, PAVO)1
vom 19. Oktober 1977 (Stand am 20. Juni 2017)
gestützt auf Artikel 316 Absatz 2 des Zivilgesetzbuches2 (ZGB) und auf Artikel 30 Absatz 2 des Ausländer- und Integrationsgesetzes3 vom 16. Dezember 20054 sowie in Ausführung des Übereinkommens vom 20. November 19895 über die Rechte des Kindes und des Haager Kindesschutzübereinkommens vom 19. Oktober 19966,7
Art. 1 Grundsätze1
1 Die Aufnahme von Minderjährigen2 ausserhalb des Elternhauses bedarf gemäss dieser Verordnung einer Bewilligung und untersteht der Aufsicht.
2 Unabhängig von der Bewilligungspflicht kann die Aufnahme untersagt werden, wenn die beteiligten Personen erzieherisch, charakterlich oder gesundheitlich ihrer Aufgabe nicht gewachsen sind oder die Verhältnisse offensichtlich nicht genügen.
3 Vorbehalten bleiben
die Befugnisse der Eltern, der Kindesschutzbehörde und der Jugendstrafrechtspflege;
die Bestimmungen des öffentlichen Rechts zum Schutz der Minderjährigen, insbesondere über die Bekämpfung der Tuberkulose.
4 Keine Bewilligung ist erforderlich für die Betreuung und Vermittlung im Rahmen von Schüleraustauschprogrammen, Au-pair-Einsätzen sowie vergleichbaren Aufenthalten ausserhalb des Elternhauses, die nicht behördlich angeordnet werden.4
1 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 10. Okt. 2012, in Kraft seit 1. Jan. 2013 (AS 2012 5801).
2 Ausdruck gemäss Ziff. I der V vom 10. Okt. 2012, in Kraft seit 1. Jan. 2013 (AS 2012 5801). Die Anpassung wurde im ganzen Text vorgenommen.
3 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 10. Okt. 2012, in Kraft seit 1. Jan. 2013 (AS 2012 5801).
4 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 10. Okt. 2012, in Kraft seit 1. Jan. 2013 (AS 2012 5801).
Art. 1a1Kindeswohl
1 Beim Entscheid über die Erteilung oder den Entzug einer Bewilligung sowie bei der Ausübung der Aufsicht ist vorrangig das Kindeswohl zu berücksichtigen.
2 Die Kindesschutzbehörde sorgt dafür, dass das Kind, das in einer Pflegefamilie oder in einem Heim betreut wird:
über seine Rechte, insbesondere Verfahrensrechte, entsprechend seinem Alter aufgeklärt wird;
eine Vertrauensperson zugewiesen erhält, an die es sich bei Fragen oder Problemen wenden kann;
an allen Entscheidungen, die einen wesentlichen Einfluss auf sein Leben haben, entsprechend seinem Alter beteiligt wird.
1 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 10. Okt. 2012, in Kraft seit 1. Jan. 2013 (AS 2012 5801).
Art. 21Zuständige Behörde
1 Die für die Bewilligung oder die Entgegennahme von Meldungen und die Aufsicht zuständige Behörde (Behörde) ist:2
im Bereich der Familien-, Heim- und Tagespflege die Kindesschutzbehörde am Ort der Unterbringung des Kindes;
für Dienstleistungsangebote in der Familienpflege eine vom Kanton bezeichnete zentrale kantonale Behörde am Sitz oder im Wohnsitzkanton der Anbieterin oder des Anbieters.
2 Die Kantone können die Aufgaben nach Absatz 1 Buchstabe a:
im Bereich der Familien- und Heimpflege anderen geeigneten kantonalen oder kommunalen Behörden übertragen;
im Bereich der Tagespflege anderen geeigneten kantonalen oder kommunalen Behörden oder Stellen übertragen.
2 Die Berichtigung vom 20. Juni 2017 betrifft nur den französischen Text (AS 2017 3543).
Art. 2a1Internationale Verhältnisse
1 Die zuständige Behörde kann eine befristete Platzierung von Pflegekindern in Familien oder Heimen im Ausland unter den folgenden Voraussetzungen anordnen:
Sie hat eine Vertrauensperson in der Schweiz bezeichnet, an die sich das im Ausland betreute Kind bei Fragen oder Problemen wenden kann.
Sie bezieht vor der Platzierung die zentrale Behörde des Kantons nach Artikel 2 des Bundesgesetzes vom 21. Dezember 20072 über internationale Kindesentführung und die Haager Übereinkommen zum Schutz von Kindern und Erwachsenen ein und holt die Zustimmung der für die Platzierung zuständigen ausländischen Behörde ein.
Die ausländischen Pflegefamilien oder Heime müssen über eine Bewilligung der zuständigen ausländischen Behörde verfügen und unter deren Aufsicht stehen.
2 Findet das Kind Aufnahme bei Verwandten oder von seinen Eltern bezeichneten nahestehenden Personen mit Wohnsitz im Ausland, so kann von den Voraussetzungen im Einzelfall abgewichen werden, wenn die zuständige Behörde vorgängig abgeklärt hat, dass das Wohl des Kindes nicht gefährdet ist.
2 SR 211.222.32
Art. 3 Kantonales Recht
1 Die Kantone sind befugt, zum Schutz von Minderjährigen, die ausserhalb des Elternhauses aufwachsen, Bestimmungen zu erlassen, die über diese Verordnung hinausgehen.
2 Den Kantonen ist es vorbehalten, das Pflegekinderwesen zu fördern, insbesondere:
Massnahmen zu treffen zur Ausbildung, Weiterbildung und Beratung von Pflegeeltern und Fachpersonen sowie zur Vermittlung guter Pflegeplätze in Familien und Heimen;
Muster für Pflegeverträge und Formulare für Gesuche und Meldungen zu erstellen, Richtlinien für die Festsetzung von Pflegegeldern zu erlassen und Merkblätter über die Rechte und Pflichten von Eltern und Pflegeeltern herauszugeben.
2. Abschnitt: Familienpflege
Art. 41Bewilligungspflicht
1 Wer ein Pflegekind in seinen Haushalt aufnehmen will, benötigt eine Bewilligung der Behörde, wenn das Kind:
für mehr als einen Monat entgeltlich aufgenommen wird; oder
für mehr als drei Monate unentgeltlich aufgenommen wird.
2 Wer entgeltlich oder unentgeltlich Kinder regelmässig im Rahmen von Kriseninterventionen in seinen Haushalt aufnehmen will, benötigt unabhängig von der Dauer der Aufnahme eine Bewilligung.
3 Die Bewilligungspflicht besteht auch, wenn das Kind:
von einer Behörde untergebracht wird;
das Wochenende nicht in der Pflegefamilie verbringt.
Art. 5 Allgemeine Voraussetzungen der Bewilligung
1 Die Bewilligung darf nur erteilt werden, wenn die Pflegeeltern und ihre Hausgenossen nach Persönlichkeit, Gesundheit und erzieherischer Eignung sowie nach den Wohnverhältnissen für gute Pflege, Erziehung und Ausbildung des Kindes Gewähr bieten und das Wohl anderer in der Pflegefamilie lebender Kinder nicht gefährdet wird.
1 Aufgehoben durch Ziff. I der V vom 29. Nov. 2002, mit Wirkung seit 1. Jan. 2003 (AS 2002 4167).
Art. 61Aufnahme ausländischer Kinder
1 Wird keine Adoption angestrebt, so kann ein ausländisches Kind, das bisher im Ausland gelebt hat, in der Schweiz nur aufgenommen werden, wenn ein wichtiger Grund vorliegt.
2 Die Pflegeeltern müssen eine schriftliche Erklärung des nach dem Recht des Herkunftslandes des Kindes zuständigen gesetzlichen Vertreters vorlegen, in der dieser angibt, zu welchem Zweck das Kind in der Schweiz untergebracht werden soll. Ist diese Erklärung nicht in einer schweizerischen Amtssprache abgefasst, so kann die Behörde eine Übersetzung verlangen.
3 Die Pflegeeltern müssen sich schriftlich verpflichten, ohne Rücksicht auf die Entwicklung des Pflegeverhältnisses für den Unterhalt des Kindes in der Schweiz wie für den eines eigenen aufzukommen und dem Gemeinwesen die Kosten zu ersetzen, die es an ihrer Stelle für den Unterhalt des Kindes getragen hat.
1 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 29. Nov. 2002, in Kraft seit 1. Jan. 2003 (AS 2002 4167).
1 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 21. Dez. 1988 (AS 1989 54). Aufgehoben durch Ziff. I der V vom 29. Nov. 2002, mit Wirkung seit 1. Jan. 2003 (AS 2002 4167).
Art. 6b1 Erleichterte Aufnahme ausländischer Kinder
Die Voraussetzungen nach Artikel 6 gelten nicht für die Aufnahme eines ausländischen Kindes, das bisher im Ausland gelebt hat, wenn:2
seine Eltern eine Aufenthalts- oder Niederlassungsbewilligung in der Schweiz besitzen;
es auf Anordnung oder durch Vermittlung einer Bundesbehörde untergebracht wird.
1 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 21. Dez. 1988, in Kraft seit 1. Jan. 1989 (AS 1989 54).
2 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 29. Nov. 2002, in Kraft seit 1. Jan. 2003 (AS 2002 4167).
Art. 7 Untersuchung
1 Die Behörde hat die Verhältnisse in geeigneter Weise, vorab durch Hausbesuche und nötigenfalls unter Beizug von Sachverständigen, abzuklären.
Art. 8 Bewilligung
1 Die Pflegeeltern müssen die Bewilligung vor Aufnahme des Kindes einholen.
2 Die Bewilligung wird ihnen für ein bestimmtes Kind erteilt; sie kann befristet und mit Auflagen und Bedingungen verbunden werden.
3 Das Kind muss gegen die Folgen von Krankheit, Unfall und Haftpflicht angemessen versichert werden.1
4 Die Bewilligung für die Aufnahme eines ausländischen Kindes, das bisher im Ausland gelebt hat (Art. 6), wird erst wirksam, wenn das Visum erteilt oder die Aufenthaltsbewilligung zugesichert ist (Art. 8a).2
2 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 21. Dez. 1988 (AS 1989 54). Fassung gemäss Ziff. I der V vom 29. Nov. 2002, in Kraft seit 1. Jan. 2003 (AS 2002 4167).
Art. 8a1Kantonale Migrationsbehörde
1 Die Behörde überweist die Bewilligung zur Aufnahme eines ausländischen Kindes, das bisher im Ausland gelebt hat, mit ihrem Bericht über die Pflegefamilie der kantonalen Migrationsbehörde.
2 Die kantonale Migrationsbehörde entscheidet über das Visum oder die Zusicherung der Aufenthaltsbewilligung für das Kind und teilt ihren Entscheid der Behörde mit.
1 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 21. Dez. 1988 (AS 1989 54). Fassung gemäss Ziff. I der V vom 10. Okt. 2012, in Kraft seit 1. Jan. 2013 (AS 2012 5801).
Art. 8b1Meldepflicht
Die Pflegeeltern müssen der Behörde innerhalb von zehn Tagen die Einreise des Kindes mitteilen.
1 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 21. Dez. 1988 (AS 1989 54). Fassung gemäss Ziff. I der V vom 29. Nov. 2002, in Kraft seit 1. Jan. 2003 (AS 2002 4167).
Art. 9 Änderung der Verhältnisse
1 Die Pflegeeltern haben der Behörde alle wichtigen Veränderungen der Verhältnisse unverzüglich zu melden, insbesondere den Wechsel der Wohnung sowie die Auflösung des Pflegeverhältnisses und, soweit bekannt, den neuen Aufenthaltsort des Kindes.
2 Sie haben auch den gesetzlichen Vertreter oder den Versorger von wichtigen Vorkommnissen zu benachrichtigen.
Art. 101Aufsicht
1 Eine Fachperson der Behörde besucht die Pflegefamilie so oft als nötig, jährlich aber wenigstens einmal, und führt über diese Besuche Protokoll.
2 Diese Person prüft, ob die Voraussetzungen für die Weiterführung des Pflegeverhältnisses erfüllt sind. Sie steht den Pflegeeltern bei Bedarf beratend zur Seite.
3 Die Behörde wacht darüber, dass die gesetzliche Vertretung des Kindes ordnungsgemäss geregelt ist und das Kind an Entscheidungen, die einen wesentlichen Einfluss auf sein Leben haben, entsprechend seinem Alter beteiligt wird.
Art. 11 Widerruf der Bewilligung
1 Können Mängel oder Schwierigkeiten auch in Zusammenarbeit mit dem gesetzlichen Vertreter oder dem Versorger nicht behoben werden und erscheinen andere Massnahmen zur Abhilfe nutzlos, so entzieht die Behörde die Bewilligung und fordert den gesetzlichen Vertreter oder den Versorger auf, das Kind binnen angemessener Frist anderswo unterzubringen.
2 Bleibt diese Aufforderung erfolglos, so benachrichtigt die Behörde die Kindesschutzbehörde am Wohnsitz und gegebenenfalls am Aufenthaltsort des Kindes.1
3 Liegt Gefahr im Verzug, so nimmt die Behörde das Kind unter Anzeige an die Kindesschutzbehörde sofort weg und bringt es vorläufig anderswo unter.2
2 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 10. Okt. 2012, in Kraft seit 1. Jan. 2013 (AS 2012 5801).
Art. 11a–11j1
1 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 29. Nov. 2002 (AS 2002 4167). Aufgehoben durch Anhang Ziff. II 1 der Adoptionsverordnung vom 29. Juni 2011, mit Wirkung seit 1. Jan. 2010 (AS 2011 3637).
3. Abschnitt: Tagespflege
1 Wer sich allgemein anbietet, Kinder unter zwölf Jahren gegen Entgelt regelmässig tagsüber in seinem Haushalt zu betreuen, muss dies der Behörde melden.
2 Die Aufsicht der Behörde richtet sich sinngemäss nach den Bestimmungen über die Familienpflege (Art. 5 und 10).
3 Die Behörde untersagt den Tagespflegeeltern – unter Anzeige an den gesetzlichen Vertreter – die weitere Aufnahme von Kindern, wenn andere Massnahmen zur Behebung von Mängeln oder Schwierigkeiten erfolglos geblieben sind oder von vornherein ungenügend erscheinen.
4. Abschnitt: Heimpflege
Art. 13 Bewilligungspflicht
1 Einer Bewilligung der Behörde bedarf der Betrieb von Einrichtungen, die dazu bestimmt sind,
mehrere Minderjährige zur Erziehung, Betreuung, Ausbildung, Beobachtung oder Behandlung tags- und nachtsüber aufzunehmen;
mehrere Kinder unter zwölf Jahren regelmässig tagsüber zur Betreuung aufzunehmen (Kinderkrippen, Kinderhorte u. dgl.).
2 Von der Bewilligungspflicht sind ausgenommen:
kantonale, kommunale oder gemeinnützige private Einrichtungen, die nach der Schul-, Gesundheits- oder Sozialhilfegesetzgebung einer besonderen Aufsicht unterstehen;
Ferienkolonien und Ferienlager, unter Vorbehalt abweichender kantonaler Vorschriften;
3 Minderjährige dürfen erst aufgenommen werden, wenn die Bewilligung erteilt worden ist.
4 Für Heime, die Dienstleistungen in der Familienpflege anbieten, gelten zusätzlich die Artikel 20a–20f.3
1 Aufgehoben durch Ziff. I der V vom 10. Okt. 2012, mit Wirkung seit 1. Jan. 2013 (AS 2012 5801).
2 Aufgehoben durch Ziff. I der V vom 10. Okt. 2012, mit Wirkung seit 1. Jan. 2013 (AS 2012 5801).
3 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 10. Okt. 2012, in Kraft seit 1. Jan. 2013 (AS 2012 5801).
Art. 14 Bewilligungsgesuch
1 Das Gesuch muss alle sachdienlichen, mindestens aber folgende Angaben enthalten:
Zweck, rechtliche Form und finanzielle Grundlage des Heims;
Anzahl, Alter und Art der aufzunehmenden Minderjährigen, gegebenenfalls Unterrichtsprogramm oder therapeutisches Angebot;
Personalien und Ausbildung des Leiters, Anzahl und Ausbildung der Mitarbeiter;
Anordnung und Einrichtung der Wohn-, Unterrichts- und Freizeiträume.
2 Ist der Träger des Heims eine juristische Person, so sind die Statuten beizulegen und die Organe bekanntzugeben.
3 Die Behörde kann Belege und weitere sachdienliche Auskünfte verlangen.
Art. 15 Voraussetzungen der Bewilligung
1 Die Bewilligung darf nur erteilt werden:
wenn eine für die körperliche und geistige Entwicklung förderliche Betreuung der Minderjährigen gesichert erscheint;
wenn der Leiter und seine Mitarbeiter nach Persönlichkeit, Gesundheit, erzieherischer Befähigung und Ausbildung für ihre Aufgabe geeignet sind und die Zahl der Mitarbeiter für die zu betreuenden Minderjährigen genügt;
wenn für gesunde und abwechslungsreiche Ernährung und für ärztliche Überwachung gesorgt ist;
wenn die Einrichtungen den anerkannten Anforderungen der Wohnhygiene und des Brandschutzes entsprechen;
wenn das Heim eine gesicherte wirtschaftliche Grundlage hat;
wenn eine angemessene Kranken-, Unfall- und Haftpflichtversicherung der Minderjährigen gewährleistet ist.
2 Bevor sie die Bewilligung erteilt, prüft die Behörde in geeigneter Weise, insbesondere durch Augenschein, Besprechungen und Erkundigungen und wenn nötig unter Beizug von Sachverständigen, ob die Voraussetzungen erfüllt sind.
Art. 16 Bewilligung
1 Die Bewilligung wird dem verantwortlichen Leiter des Heims erteilt und gegebenenfalls dem Träger angezeigt.
2 Die Bewilligung hält fest, wie viele und was für Personen aufgenommen werden dürfen; sie kann auf Probe erteilt oder befristet und mit Auflagen und Bedingungen verbunden werden.
3 Wechselt der verantwortliche Leiter, so ist eine neue Bewilligung einzuholen.
Art. 16a1Umplatzierungen
1 Ein Heim darf aufgenommene Minderjährige nur dann in eine Pflegefamilie oder ein anderes Heim umplatzieren, wenn:
die Pflegefamilie oder das andere Heim über eine Bewilligung verfügt und beaufsichtigt wird;
die Person oder Behörde, welche die Platzierung im Heim veranlasst hat, der Umplatzierung zugestimmt hat; und
das Kind an der Entscheidung entsprechend seinem Alter angemessen beteiligt worden ist.
2 Für Umplatzierungen ins Ausland gilt zusätzlich Artikel 2a.
3 Die Absätze 1 und 2 gelten auch für regelmässige Wochenend- und für Ferienplatzierungen.
Art. 17 Verzeichnis der Minderjährigen
1 Über die aufgenommenen Minderjährigen ist ein Verzeichnis mit folgenden Angaben zu führen:
Personalien des Minderjährigen und seiner Eltern,
früherer Aufenthaltsort,
gesetzlicher Vertreter und Versorger,
Datum des Eintritts und des Austritts,
ärztliche Feststellungen und Anordnungen,
2 Bei Einrichtungen, die Kinder nur tagsüber aufnehmen, müssen lediglich die Personalien der Kinder und ihrer Eltern oder Pflegeeltern aufgeführt werden.
Art. 18 Änderung der Verhältnisse
1 Der Leiter und gegebenenfalls der Träger des Heims haben der Behörde beabsichtigte wesentliche Änderungen der Organisation, der Einrichtungen oder der Tätigkeit des Heims, insbesondere auch die Erweiterung, Verlegung oder Einstellung des Betriebs, rechtzeitig zum voraus mitzuteilen.
2 Ausserdem sind alle besondern Vorkommnisse zu melden, welche die Gesundheit oder die Sicherheit der Minderjährigen betreffen, insbesondere schwere Krankheiten, Unfälle und Todesfälle.
3 Die Bewilligung darf nur bestehen bleiben, wenn das Wohl der Minderjährigen weiterhin gewährleistet ist; sie ist gegebenenfalls zu ändern und mit neuen Auflagen und Bedingungen zu verbinden.
Art. 19 Aufsicht
1 Sachkundige Vertreter der Behörde müssen jedes Heim sooft als nötig, wenigstens aber alle zwei Jahre besuchen.
2 Sie haben die Aufgabe, sich in jeder geeigneten Weise, namentlich auch im Gespräch, ein Urteil über das Befinden und die Betreuung der Minderjährigen zu bilden.
3 Sie wachen darüber, dass die Voraussetzungen für die Erteilung der Bewilligung erfüllt und die damit verbundenen Auflagen und Bedingungen eingehalten werden.
Art. 20 Widerruf der Bewilligung
1 Können Mängel durch Beratung oder Vermittlung fachkundiger Hilfe nicht beseitigt werden, so fordert die Behörde den Leiter des Heims unter Mitteilung an den Träger auf, unverzüglich die zur Behebung der Mängel nötigen Vorkehren zu treffen.
2 Die Behörde kann das Heim einer besondern Aufsicht unterstellen und dafür besondere Vorschriften erlassen.
3 Sind diese Massnahmen erfolglos geblieben oder erscheinen sie von vornherein ungenügend, so entzieht die Behörde die Bewilligung. Sie trifft rechtzeitig die zur Schliessung des Heims erforderlichen Anordnungen und unterstützt nötigenfalls die Unterbringung der Minderjährigen; liegt Gefahr im Verzug, so verfügt sie unverzüglich die notwendigen Massnahmen.1
4a. Abschnitt:8 Dienstleistungsangebote in der Familienpflege
Art. 20a Meldepflicht
Gegenüber der zentralen kantonalen Behörde meldepflichtig und deren Aufsicht unterstellt ist, wer entgeltlich oder unentgeltlich Dienstleistungen in der Familienpflege anbietet (Anbieterin oder Anbieter), insbesondere:
Pflegeplätze für Minderjährige in Pflegefamilien vermittelt;
das Pflegeverhältnis sozialpädagogisch begleitet;
Pflegeeltern aus- und weiterbildet; oder
Beratungen und Therapien für Pflegekinder durchführt.
Art. 20b Meldung
1 Der Meldung der Anbieterin oder des Anbieters muss mindestens folgende Angaben und Belege enthalten:
Zweck und rechtliche Form sowie, wenn es sich um eine juristische Person handelt, Statuten und Organe;
Personalien und berufliche Qualifikationen der mit den Dienstleistungen betrauten Personen;
Strafregisterauszug der geschäftsführenden Personen und deren Erklärung, wonach die mit den Dienstleistungen betrauten Personen bei Stellenantritt sowie während der Dauer des Anstellungsverhältnisses jährlich entsprechend überprüft werden;
Konzept zu den angebotenen Dienstleistungen; im Konzept ist insbesondere darzulegen, ob genügend personelle und finanzielle Mittel für die Dienstleistungen vorhanden sind;
detaillierte Angaben zu den Tarifen für die angebotenen Dienstleistungen.
2 Die Meldung ist innerhalb dreier Monate nach Aufnahme der Tätigkeit zu machen.
Art. 20c Änderung der Verhältnisse
1 Die Anbieterinnen und Anbieter müssen wesentliche Änderungen der Tätigkeit, insbesondere solche, die Gegenstand der Meldepflicht waren, der Behörde unverzüglich und unaufgefordert melden.
2 Zu melden sind insbesondere:
wesentliche Änderungen der Statuten, der Organisation, der Tätigkeit und des Konzepts;
Wechsel der geschäftsführenden Personen;
die Erweiterung, Verlegung oder Einstellung der Tätigkeit.
Art. 20d Führen von Verzeichnissen
1 Die Anbieterinnen und Anbieter müssen Verzeichnisse führen über:
die Pflegefamilien, mit denen sie zusammenarbeiten und bei denen sie Pflegeplätze vermitteln;
die Kinder, für die sie Pflegeplätze vermittelt haben.
2 Die Verzeichnisse müssen mindestens folgende Angaben enthalten:
Personalien der Pflegeeltern;
Personalien des Kindes;
Personalien der Eltern des Kindes;
Datum der Platzierung, einer allfälligen Um- oder Rückplatzierung sowie der Beendigung der Fremdplatzierung.
3 Umfasst die Tätigkeit auch Dienstleistungen nach Artikel 20a Buchstaben b–d, so müssen die Verzeichnisse zusätzlich folgende Angaben enthalten:
ärztliche Feststellungen und Anordnungen, die im Zusammenhang mit dem Pflegeplatz oder der Betreuungssituation stehen;
besondere Vorkommnisse;
Entscheidungen, die einen wesentlichen Einfluss auf das Leben der betreuten Kinder haben, sowie deren Meinung zu diesen Entscheidungen.
4 Die Verzeichnisse sind der Behörde jährlich zuzustellen.
5 Die Behörde kann zusätzliche Unterlagen und Auskünfte verlangen.
Art. 20e Aufsicht
1 Die Behörde prüft jährlich die Verzeichnisse der Anbieterinnen und Anbieter sowie allfällige weitere verlangte Unterlagen. Sie führt Protokoll über die Aufsichtstätigkeit.
2 Sie bildet sich auf geeignete Weise, insbesondere durch Augenschein, Besprechungen und Erkundigungen, ein Urteil über die ausgeübte Tätigkeit.
Art. 20f Aufsichtsmassnahmen
1 Stellt die Behörde im Rahmen ihrer Aufsicht Mängel bei der Ausübung der Tätigkeit fest, die das Wohl der platzierten Kinder gefährden können, so ordnet sie geeignete Massnahmen zur Behebung der Mängel an.
2 Trägt die Anbieterin oder der Anbieter den Anordnungen der Behörde nicht Rechnung und ist dadurch das Wohl der platzierten Kinder gefährdet, so kann die Behörde die Ausübung der Tätigkeit vorübergehend untersagen.
3 Diese Massnahme gilt, solange die Anbieterin oder der Anbieter gegenüber der Behörde nicht darlegen kann, dass die festgestellten Mängel behoben sind.
4 Untersagt die Behörde die Ausübung der Tätigkeit, so informiert sie:
die Pflegefamilien, die mit der Anbieterin oder dem Anbieter zusammengearbeitet haben;
die betroffenen Kindesschutzbehörden oder, wenn das Kind nicht auf behördliche Anordnung hin platziert wurde, die Inhaberin oder den Inhaber der elterlichen Sorge oder der elterlichen Obhut; und
die übrigen kantonalen Aufsichtsbehörden.
Art. 21 Aktenführung
1 Die Behörde führt Akten:1
über die Kinder in Familienpflege, mit folgenden Angaben: Personalien des Kindes und der Pflegeeltern, Beginn und Ende des Pflegeverhältnisses, Ergebnisse der Besuche und allfällige Massnahmen;
über die Tagespflegeeltern mit folgenden Angaben: Personalien der Pflegeeltern, Zahl der Pflegeplätze, Ergebnisse der Besuche und allfällige Massnahmen;
über die Heime mit folgenden Angaben: Personalien des Leiters, gegebenenfalls der Träger, Zahl der Minderjährigen, Ergebnisse der Besuche und allfällige Massnahmen;
über die Anbieterinnen und Anbieter von Dienstleistungen in der Familienpflege, mit folgenden Angaben: Personalien der geschäftsführenden Personen; Personalien der Pflegeeltern, mit denen eine Zusammenarbeit besteht; Personalien der Kinder, für die Pflegeplätze vermittelt oder die platziert wurden; Ergebnisse der Aufsichtstätigkeit und allfällige Massnahmen.
2 Das kantonale Recht kann die Erhebung weiterer Daten vorsehen.3
3 Das Eidgenössische Justiz- und Polizeidepartement kann statistische Erhebungen über die Pflegekinder anordnen und die nötigen Bestimmungen erlassen; das Bundesamt für Statistik führt die Erhebungen durch.4
2 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 10. Okt. 2012, in Kraft seit 1. Jan. 2013 (AS 2012 5801).
3 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 21. Dez. 1988, in Kraft seit 1. Jan. 1989 (AS 1989 54).
4 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 21. Dez. 1988, in Kraft seit 1. Jan. 1989 (AS 1989 54).
Alle in der Pflegekinderaufsicht tätigen Personen sind gegenüber Dritten zur Verschwiegenheit verpflichtet.
Art. 23 Mitteilung
1 Die Einwohnerkontrolle der Gemeinde meldet der Behörde neu zugezogene Minderjährige, die nicht bei ihren Eltern wohnen.1
2 Erfährt die Behörde, dass ein Kind auswärts in einer Pflegefamilie untergebracht wird, so benachrichtigt sie die dort zuständige Behörde; das gilt sinngemäss, wenn eine Pflegefamilie ihren Wohnsitz verlegt.
Art. 24 Rechtshilfe
Die mit der Pflegekinderaufsicht betrauten Behörden und die übrigen für den Schutz des Kindes verantwortlichen Behörden leisten einander Amts- und Rechtshilfe.
Art. 25 Unentgeltlichkeit
1 Die Behörde darf für die Aufsicht über Familien- und Tagespflegeverhältnisse nur Gebühren erheben, wenn ein Pflegeplatz zu wiederholten oder schweren Beanstandungen Anlass gibt.
2 Auslagen, die der Behörde zusätzlich anfallen, wie Kosten für Arbeiten von Dritten, dürfen den Gesuchstellern belastet werden.1
Art. 26 Sanktionen1
1 Wer die Pflichten, die sich aus dieser Verordnung oder aus einer gestützt darauf erlassenen Verfügung ergeben, vorsätzlich oder fahrlässig verletzt, wird von der Behörde mit einer Ordnungsbusse bis zu 1000 Franken belegt.2
2 Wird eine Ordnungsbusse ausgesprochen, so kann die Behörde für die vorsätzliche Wiederholung Bestrafung mit Busse wegen Ungehorsams gegen eine amtliche Verfügung nach Artikel 292 des Strafgesetzbuches3 androhen.4
3 Behörden oder Beamte, die in ihrer dienstlichen Tätigkeit eine Widerhandlung gegen Bestimmungen dieser Verordnung wahrnehmen oder davon Kenntnis erhalten, sind verpflichtet, sie der Behörde sofort anzuzeigen.
1 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 21. Dez. 1988, in Kraft seit 1. Jan. 1989 (AS 1989 54).
2 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 21. Dez. 1988, in Kraft seit 1. Jan. 1989 (AS 1989 54).
Art. 27 Beschwerdeverfahren
1 Verfügungen, welche die Kindesschutzbehörde gestützt auf diese Verordnung erlässt, unterliegen der Beschwerde an das zuständige Gericht (Art. 450 ZGB).1
2 Sind andere Stellen mit den Befugnissen der Behörde betraut, so richtet sich die Weiterziehung der Verfügung nach kantonalem Recht.
Art. 28 Bestehende Pflegeverhältnisse
1 Bewilligungen, die bis 31. Dezember 1977 nach dem bisherigen kantonalen Recht erteilt worden und auch in dieser Verordnung vorgeschrieben sind, bleiben in Kraft; sie sind, soweit nötig, bis zum 31. Dezember 1978 dem neuen Recht anzupassen.
2 Die Aufsicht richtet sich in jedem Fall nach den Bestimmungen dieser Verordnung.
3 Für Pflegeverhältnisse, die nach dem bisherigen Recht keiner Bewilligungspflicht unterlagen, für die aber das neue Recht eine Bewilligung verlangt, ist das Bewilligungsgesuch bis zum 30. Juni 1978 einzureichen; das gilt sinngemäss für Meldungen, die das neue Recht vorschreibt.
Art. 29 Aufhebung kantonalen Rechts
1 Mit dem Inkrafttreten dieser Verordnung sind die kantonalen Bestimmungen über den Schutz von Minderjährigen, die ausserhalb des Elternhauses leben, aufgehoben, soweit nicht bundesrechtlich etwas anderes vorgesehen ist (Art. 51 SchlT ZGB).
2 Bestehende kantonale Bestimmungen über die Organisation des Schutzes von Minderjährigen, die ausserhalb des Elternhauses leben, bleiben in Kraft, solange die Kantone nichts anderes bestimmen.
Art. 29a1Übergangsbestimmung zur Änderung vom 10. Oktober 2012
1 Für Pflegeverhältnisse, die nach dem bisherigen Recht keiner Bewilligungspflicht unterlagen, für die aber das neue Recht eine Bewilligung verlangt, ist das Bewilligungsgesuch bis zum 31. März 2013 einzureichen. Bestehende Pflegeverhältnisse dürfen weitergeführt werden, bis die Behörde über das Gesuch entschieden hat.
2 Die Behörde nach Artikel 2 Absatz 1 Buchstabe b ist am 1. Januar 2014 einzusetzen.
3 Anbieterinnen und Anbieter von Dienstleistungen in der Familienpflege müssen ihre Tätigkeit auf den Zeitpunkt der Einsetzung dieser Behörde in ihrem Sitz- oder Wohnsitzkanton melden.
AS 1977 1931
1 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 10. Okt. 2012, in Kraft seit 1. Jan. 2013 (AS 2012 5801).2 SR 2103 Der Titel wurde in Anwendung von Art. 12 Abs. 2 des Publikationsgesetzes vom 18. Juni 2004 (SR 170.512) auf den 1. Jan. 2019 angepasst.4 SR 142.205 SR 0.1076 SR 0.211.231.0117 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 10. Okt. 2012, in Kraft seit 1. Jan. 2013 (AS 2012 5801).8 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 10. Okt. 2012, in Kraft seit 1. Jan. 2014 (AS 2012 5801).
Ordonnance sur le placement d’enfants
(OPE)1
du 19 octobre 1977 (Etat le 20 juin 2017)
vu l’art. 316, al. 2, du code civil (CC)2, vu l’art. 30, al. 2, de la loi du 16 décembre 2005 sur les étrangers et l’intégration3, en exécution de la Convention du 20 novembre 1989 relative aux droits de l’enfant4 et de la Convention du 19 octobre 1996 concernant la compétence, la loi applicable, la reconnaissance, l’exécution et la coopération en matière de responsabilité parentale et de mesures de protection des enfants5,6
Art. 1 Principes1
1 En vertu de la présente ordonnance, le placement d’enfants hors du foyer familial est soumis à autorisation et à surveillance.
2 Indépendamment du régime de l’autorisation, le placement peut être interdit lorsque les personnes intéressées ne satisfont pas, soit sur le plan de l’éducation, soit quant à leur caractère ou à leur état de santé, aux exigences de leur tâche, ou que les conditions matérielles ne sont manifestement pas remplies.
3 Sont réservées:
les attributions des parents, de l’autorité de protection de l’enfant et des tribunaux pour mineurs;
les dispositions de droit public assurant la protection des mineurs, notamment dans le domaine de la lutte contre la tuberculose.
4 Aucune autorisation n’est exigée pour la prise en charge et le placement d’enfants dans le cadre de programmes d’échange scolaire, d’engagements au pair et de séjours de nature comparable, hors du domicile familial, qui ne sont pas ordonnés par les autorités.3
1 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 10 oct. 2012, en vigueur depuis le 1er janv. 2013 (RO 2012 5801).
2 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 10 oct. 2012, en vigueur depuis le 1er janv. 2013 (RO 2012 5801).
3 Introduit par le ch. I de l’O du 10 oct. 2012, en vigueur depuis le 1er janv. 2013 (RO 2012 5801).
Art. 1a1Bien de l’enfant
1 Le premier critère à considérer lors de l’octroi ou du retrait d’une autorisation et dans l’exercice de la surveillance est le bien de l’enfant.
2 L’autorité de protection de l’enfant veille à ce que l’enfant placé dans une famille nourricière ou une institution:
soit informé de ses droits, en particulier procéduraux, en fonction de son âge;
se voie attribuer une personne de confiance à laquelle il peut s’adresser en cas de question ou de problème;
soit associé à toutes les décisions déterminantes pour son existence en fonction de son âge.
1 Introduit par le ch. I de l’O du 10 oct. 2012, en vigueur depuis le 1er janv. 2013 (RO 2012 5801).
Art. 21Autorités compétentes
1 L’autorité suivante (autorité) est compétente pour délivrer l’autorisation ou recevoir l’annonce et pour exercer la surveillance:2
s’agissant du placement de l’enfant chez des parents nourriciers, dans une institution ou à la journée: l’autorité de protection de l’enfant du lieu de placement;
s’agissant des prestations fournies dans le cadre du placement chez des parents nourriciers: une autorité cantonale centrale désignée par le canton du siège ou du domicile du prestataire.
2 Les cantons peuvent confier les tâches visées à l’al. 1, let. a:
à une autre autorité cantonale ou communale appropriée, s’agissant du placement en famille ou en institution;
à une autre autorité ou à un autre service cantonal ou communal approprié, s’agissant du placement à la journée.
2 Erratum du 20 juin 2017 (RO 2017 3543).
Art. 2a1Placement international
1 L’autorité peut ordonner un placement d’enfant limité dans le temps auprès d’une famille ou d’une institution à l’étranger:
lorsqu’elle a désigné une personne de confiance en Suisse à laquelle l’enfant placé à l’étranger peut s’adresser en cas de question ou de problème;
lorsqu’elle associe au placement, avant d’y procéder, l’autorité centrale cantonale au sens de l’art. 2 de la loi fédérale du 21 décembre 2007 sur l’enlèvement international d’enfants et les Conventions de La Haye sur la protection des enfants et des adultes2 et demande l’accord de l’autorité étrangère compétente en matière de placement;
lorsque les familles nourricières ou institutions étrangères disposent d’une autorisation de l’autorité étrangère compétente et sont soumises à sa surveillance.
2 Lorsque l’enfant est placé auprès de membres de sa famille ou de personnes proches désignées par ses parents qui sont domiciliés à l’étranger, il est possible de déroger à ces conditions, dans le cas concret, si l’autorité a examiné préalablement que le bien de l’enfant n’est pas menacé.
Art. 3 Droit cantonal
1 Les cantons peuvent, aux fins d’assurer la protection des mineurs vivant en dehors de leur foyer, édicter des dispositions allant au-delà de celles de l’ordonnance.
2 Pour faciliter le placement d’enfants, il leur est notamment loisible:
de prendre des mesures visant à donner aux parents nourriciers et aux spécialistes une formation de base et une formation complémentaire et à les conseiller, ainsi qu’à placer les enfants dans des familles ou établissements leur assurant des soins adéquats;
d’établir des modèles de contrats de placement et de formules de requêtes et d’avis, ainsi que des directives pour le calcul des contributions d’entretien et de publier des notices renseignant les parents et les parents nourriciers sur leurs droits et leurs obligations respectifs.
Section 2 Placement chez des parents nourriciers
Art. 41Régime de l’autorisation
1 Toute personne qui accueille un enfant chez elle doit être titulaire d’une autorisation de l’autorité:
lorsque l’enfant est placé pendant plus d’un mois contre rémunération; ou
lorsque l’enfant est placé pendant plus de trois mois sans rémunération.
2 Toute personne qui accueille régulièrement des enfants chez elle dans le cadre d’interventions de crise, contre rémunération ou non, doit être titulaire d’une autorisation, indépendamment de la durée du placement.
3 L’autorisation reste requise:
lorsque l’enfant est placé par une autorité;
lorsque l’enfant ne passe pas les fins de semaine dans sa famille nourricière.
Art. 5 Conditions générales mises à l’autorisation1
1 L’autorisation ne peut être délivrée que si les qualités personnelles, les aptitudes éducatives, l’état de santé des parents nourriciers et des autres personnes vivant dans leur ménage, et les conditions de logement offrent toute garantie que l’enfant placé bénéficiera de soins, d’une éducation et d’une formation adéquats et que le bien-être des autres enfants vivant dans la famille sera sauvegardé.
1 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 21 déc. 1988, en vigueur depuis le 1er janv. 1989 (RO 1989 54).
2 Abrogés par le ch. I de l’O du 29 nov. 2002, avec effet au 1er janv. 2003 (RO 2002 4167).
Art. 61 Placement d’enfants de nationalité étrangère
1 Un enfant de nationalité étrangère qui a vécu jusqu’alors à l’étranger ne peut être placé en Suisse chez des parents nourriciers qui n’ont pas l’intention de l’adopter que s’il existe un motif important.
2 Les parents nourriciers doivent produire une déclaration du représentant légal compétent selon le droit du pays d’origine de l’enfant qui indique le motif du placement en Suisse. Lorsque cette déclaration n’est pas rédigée dans l’une des langues officielles de la Suisse, l’autorité peut en exiger la traduction.
3 Les parents nourriciers doivent s’engager par écrit à pourvoir à l’entretien de l’enfant en Suisse comme si celui-ci était le leur et quelle que soit l’évolution du lien nourricier ainsi qu’à rembourser à la collectivité publique les frais d’entretien de l’enfant que celle-ci a assumés à leur place.
1 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 29 nov. 2002, en vigueur depuis le 1er janv. 2003 (RO 2002 4167).
1 Introduit par le ch. I de l’O du 21 déc. 1988 (RO 1989 54). Abrogé par le ch. I de l’O du 29 nov. 2002, avec effet au 1er janv. 2003 (RO 2002 4167).
Art. 6b1Placement d’enfants de nationalité étrangère à des conditions facilitées
Les dispositions fixées à l’art. 6 ne s’appliquent pas lorsqu’il s’agit de placer un enfant de nationalité étrangère qui a vécu jusqu’alors à l’étranger et qui:2
est né de parents qui sont au bénéfice d’une autorisation de séjour ou d’établissement en Suisse;
est placé sur l’ordre ou par l’intermédiaire d’une autorité fédérale.
1 Introduit par le ch. I de l’O du 21 déc. 1988, en vigueur depuis le 1er janv. 1989 (RO 1989 54).
2 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 29 nov. 2002, en vigueur depuis le 1er janv. 2003 (RO 2002 4167).
Art. 7 Enquête
1 L’autorité doit déterminer de manière appropriée si les conditions d’accueil sont remplies, surtout en procédant à des visites à domicile et en prenant, s’il le faut, l’avis d’experts.
1 Abrogé par le ch. I de l’O du 29 nov. 2002, avec effet au 1er janv. 2003 (RO 2002 4167).
Art. 8 Autorisation
1 Les parents nourriciers doivent requérir l’autorisation avant d’accueillir l’enfant.
2 L’autorisation leur est délivrée pour un enfant déterminé; elle peut être limitée dans le temps et assortie de charges et conditions.
3 L’enfant doit être convenablement assuré contre la maladie et les accidents ainsi qu’en matière de responsabilité civile.1
4 L’autorisation délivrée pour l’accueil d’un enfant de nationalité étrangère qui a vécu jusqu’alors à l’étranger (art. 6) ne produit ses effets que lorsque le visa est accordé ou que l’octroi de l’autorisation de séjour est assuré (art. 8a).2
2 Introduit par le ch. I de l’O du 21 déc. 1988 (RO 1989 54). Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 29 nov. 2002, en vigueur depuis le 1er janv. 2003 (RO 2002 4167).
Art. 8a1Service cantonal des migrations
1 L’autorité transmet au service cantonal des migrations l’autorisation d’accueillir un enfant de nationalité étrangère qui a vécu jusqu’alors à l’étranger, accompagnée de son rapport sur la famille nourricière.
2 Le service cantonal des migrations décide de l’octroi du visa ou de l’assurance de l’octroi de l’autorisation de séjour pour l’enfant et communique sa décision à l’autorité.
1 Introduit par le ch. I de l’O du 21 déc. 1988 (RO 1989 54). Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 10 oct. 2012, en vigueur depuis le 1er janv. 2013 (RO 2012 5801).
Art. 8b1Obligation d’annoncer
Les parents nourriciers sont tenus d’annoncer l’arrivée de l’enfant à l’autorité dans les dix jours.
Art. 9 Modification des conditions de placement
1 Les parents nourriciers doivent annoncer sans délai à l’autorité tout changement important qui affecte les conditions de placement, notamment tout changement de domicile, ainsi que la dissolution du lien nourricier et, dès qu’ils l’apprennent, le nouveau lieu de séjour de l’enfant.1
2 Les parents nourriciers renseignent également le représentant légal ou celui qui a ordonné le placement ou y a procédé sur tout événement important.
Art. 101Surveillance
1 Un spécialiste relevant de l’autorité fait des visites aussi fréquentes qu’il le faut au domicile des parents nourriciers, mais au moins une fois par an; il en rend compte dans un procès-verbal.
2 Il examine si les conditions auxquelles le placement est subordonné sont remplies. Au besoin, il conseille les parents nourriciers.
3 L’autorité veille à ce que la représentation légale de l’enfant soit dûment réglée et que l’enfant soit associé à toutes les décisions déterminantes pour son existence en fonction de son âge.
Art. 11 Retrait de l’autorisation
1 Lorsqu’il est impossible de remédier à certains manques ou de surmonter certaines difficultés, même avec le concours du représentant légal ou de celui qui a ordonné le placement ou y a procédé, et que d’autres mesures d’aide apparaissent inutiles, l’autorité retire l’autorisation; elle invite le représentant légal ou celui qui a ordonné le placement ou y a procédé à placer l’enfant ailleurs dans un délai convenable.
2 Si cette démarche est vaine, l’autorité en informe l’autorité de protection de l’enfant du lieu de domicile et, le cas échéant, du lieu de séjour de l’enfant.1
3 Lorsqu’il y a péril en la demeure, l’autorité doit retirer immédiatement l’enfant et le placer provisoirement ailleurs; elle en informe l’autorité de protection de l’enfant.2
Art. 11a à 11j1
1 Introduits par le ch. I de l’O du 29 nov. 2002 (RO 2002 4167). Abrogés par le ch. II de l’annexe à l’O du 29 juin 2011 (O sur l’adoption), avec effet au 1er janv. 2012 (RO 2011 3637).
Section 3 Placement à la journée
1 Les personnes qui, publiquement, s’offrent à accueillir régulièrement dans leur foyer, à la journée et contre rémunération, des enfants de moins de 12 ans doivent l’annoncer à l’autorité.
2 Les dispositions concernant le placement d’enfants chez des parents nourriciers s’appliquent par analogie à la surveillance qu’exerce l’autorité en cas de placement à la journée (art. 5 et 10).
3 Lorsqu’il est impossible de remédier à des manques ou de surmonter des difficultés en prenant d’autres mesures, ou que celles-ci apparaissent d’emblée insuffisantes, l’autorité interdit aux parents nourriciers d’accueillir d’autres enfants; elle en informe les représentants légaux des pensionnaires.
Section 4 Placement dans des institutions
Art. 13 Régime de l’autorisation
1 Sont soumises à autorisation officielle les institutions qui s’occupent d’accueillir:
plusieurs enfants, pour la journée et la nuit, aux fins de prendre soin d’eux, de les éduquer, de leur donner une formation, de les soumettre à observation ou de leur faire suivre un traitement;
plusieurs enfants de moins de 12 ans, placés régulièrement à la journée (crèches, garderies et autres établissements analogues).
2 Sont dispensés de requérir l’autorisation officielle:
les institutions cantonales, communales ou privées d’utilité publique soumises à une surveillance spéciale par la législation scolaire, sanitaire ou sociale;
les colonies et camps de vacances, sous réserve de dispositions cantonales contraires;
3 Les mineurs ne doivent être accueillis qu’une fois l’autorisation délivrée.
4 Les institutions qui fournissent des prestations dans le cadre du placement chez des parents nourriciers sont soumises en sus aux art. 20a à 20f.3
1 Abrogée par le ch. I de l’O du 10 oct. 2012, avec effet au 1er janv. 2013 (RO 2012 5801).
2 Abrogée par le ch. I de l’O du 10 oct. 2012, avec effet au 1er janv. 2013 (RO 2012 5801).
3 Introduit par le ch. I de l’O du 10 oct. 2012, en vigueur depuis le 1er janv. 2014 (RO 2012 5801).
Art. 14 Demande d’autorisation
1 La demande d’autorisation doit contenir tout élément utile à son appréciation, mais indiquer pour le moins:
le but, le statut juridique et l’organisation financière de l’établissement;
le nombre et l’âge des mineurs qui seront accueillis dans l’établissement, la catégorie à laquelle ils appartiennent, ainsi que, le cas échéant, son programme d’enseignement ou son équipement thérapeutique;
les qualités et la formation du directeur, l’effectif et la formation du personnel;
l’aménagement et l’équipement des locaux destinés à la vie domestique, à l’enseignement et aux loisirs.
2 Lorsque l’institution dépend d’une personne morale, la demande doit être accompagnée d’un exemplaire de ses statuts ainsi que de renseignements sur ses organes.
3 L’autorité peut exiger toute pièce justificative et demander des renseignements complémentaires.
Art. 15 Conditions dont dépend l’autorisation
1 L’autorisation ne peut être délivrée que:
si les conditions propres à favoriser le développement physique et mental des enfants semblent assurées;
si les qualités personnelles, l’état de santé, les aptitudes éducatives et la formation du directeur de l’établissement et de ses collaborateurs leur permettent d’assumer leur tâche et si l’effectif du personnel est suffisant par rapport au nombre des pensionnaires;
si les pensionnaires bénéficient d’une alimentation saine et variée et sont sous surveillance médicale,
si les installations satisfont aux exigences de l’hygiène et de la protection contre l’incendie;
si l’établissement a une base économique sûre;
si les pensionnaires sont assurés convenablement contre la maladie et les accidents ainsi qu’en matière de responsabilité civile.
2 Avant de délivrer l’autorisation l’autorité détermine de manière appropriée si les conditions d’accueil sont remplies, notamment en procédant à des visites, en ayant des entretiens, en prenant des renseignements et, s’il le faut, en recourant à des experts.
Art. 16 Autorisation
1 L’autorisation est délivrée au directeur de l’établissement, le cas échéant avec avis à l’organisme responsable.
2 L’autorisation détermine combien et quelle sorte de pensionnaires l’institution a le droit d’accueillir; elle peut être délivrée à titre d’essai, limitée dans le temps ou assortie de charges et conditions.
3 Tout changement de directeur exige le renouvellement de l’autorisation.
Art. 16a1Replacement
1 Une institution ne peut replacer un enfant dans une famille nourricière ou dans une autre institution qu’aux conditions suivantes:
la famille nourricière ou l’autre institution dispose d’une autorisation et est soumise à surveillance;
la personne ou l’autorité qui a ordonné le placement en institution a approuvé le replacement; et
l’enfant a été associé à la décision en fonction de son âge.
2 L’art. 2a s’applique en sus aux replacements à l’étranger.
3 Les al. 1 et 2 s’appliquent aussi aux placements réguliers en fin de semaine et pendant les vacances.
Art. 17 Liste des mineurs
1 La liste des mineurs placés doit être tenue à jour et contenir les informations suivantes:
identité du mineur et de ses parents;
lieu de séjour antérieur;
désignation du représentant légal et de celui qui a ordonné le placement ou y a procédé;
date d’entrée et de sortie;
rapports et prescriptions médicaux;
faits particuliers.
2 Les institutions qui n’accueillent des enfants que pour la journée se borneront à indiquer l’identité de l’enfant et de ses parents ou parents nourriciers.
Art. 18 Modification des conditions de placement
1 Le directeur et, le cas échéant, l’organisme ayant la charge de l’institution communiquent en temps utile à l’autorité toute modification importante qu’ils ont l’intention d’apporter à l’organisation, à l’équipement ou à l’activité de l’établissement, notamment les décisions d’agrandir, de transférer ou de cesser l’exploitation.
2 En outre, tout événement particulier qui a trait à la santé ou à la sécurité des pensionnaires doit être annoncé, surtout les maladies graves, les accidents ou les décès.
3 L’autorisation délivrée ne peut être maintenue que si le bien-être des pensionnaires est assuré; au besoin, elle peut être modifiée et assortie de nouvelles charges et conditions.
Art. 19 Surveillance
1 Les établissements reçoivent la visite d’un représentant qualifié de l’autorité aussi souvent que cela est nécessaire, mais au moins une fois tous les deux ans.
2 Le représentant de l’autorité doit se renseigner de manière appropriée, notamment à l’occasion d’entretiens, sur l’état des pensionnaires et sur la manière dont on s’occupe d’eux.
3 Il veille à ce que les conditions dont dépend l’autorisation soient remplies et que les charges et conditions s’y rapportant soient exécutées.
Art. 20 Retrait de l’autorisation
1 Lorsqu’il est impossible de corriger certains défauts, même après avoir chargé des personnes expérimentées de donner des conseils ou d’intervenir, l’autorité met le directeur de l’établissement en demeure de prendre sans retard les mesures nécessaires pour remédier aux manques constatés; elle en informe l’organisme ayant la charge de l’institution.
2 L’autorité peut soumettre l’établissement à une surveillance spéciale et arrêter à cet effet des prescriptions particulières.
3 Si ces mesures n’ont pas d’effet ou apparaissent d’emblée insuffisantes, l’autorité retire l’autorisation. Elle prend en temps utile les dispositions nécessaires pour la fermeture de l’établissement et, s’il le faut, aide au relogement des enfants; lorsqu’il y a péril en la demeure, elle prend immédiatement les mesures nécessaires.1
Section 4a7 Prestations fournies dans le cadre du placement chez des parents nourriciers
Art. 20a Obligation d’annoncer
Est tenue de s’annoncer auprès de l’autorité et de se soumettre à la surveillance de celle-ci toute personne qui fournit des prestations dans le cadre du placement chez des parents nourriciers (prestataire), contre rémunération ou non, et notamment:
place des enfants dans des familles nourricières;
assure un suivi sociopédagogique du lien nourricier;
donne une formation de base et une formation complémentaire aux parents nourriciers; ou
dispense conseils et thérapies aux enfants placés.
Art. 20b Contenu et délai de l’annonce
1 L’annonce faite par le prestataire doit être accompagnée au minimum des indications et des justificatifs suivants:
objet et forme juridique et, s’il s’agit d’une personne morale, statuts et organes;
identité et qualifications professionnelles du prestataire;
extrait du casier judiciaire du gérant et sa déclaration que les personnes auxquelles les tâches sont confiées sont contrôlées lors de leur entrée en fonction et une fois par an pendant toute la durée de leur engagement;
description des prestations offertes; le document doit notamment indiquer si les ressources humaines et les moyens financiers sont suffisants pour assurer les prestations;
indications détaillées sur les tarifs des prestations offertes.
2 L’annonce doit être faite dans les trois mois qui suivent le début de l’activité.
Art. 20c Modification des activités de placement
1 Le prestataire communique en temps utile et de son propre chef à l’autorité toute modification importante de son activité, et notamment des éléments relevant de son obligation de s’annoncer.
2 Il communique en particulier:
toute modification importante des statuts, de l’organisation, de l’activité et de la description;
tout changement de gérant;
toute extension, tout transfert ou toute cessation de l’activité.
Art. 20d Listes
1 Le prestataire tient à jour une liste:
des familles nourricières avec lesquelles il collabore et auprès desquelles il place des enfants;
des enfants auxquels il fournit une place dans une famille nourricière.
2 Les listes contiennent au minimum les informations suivantes:
identité des parents nourriciers;
identité de l’enfant;
identité des parents de l’enfant;
date du placement, de l’éventuel replacement et de la fin du placement.
3 Lorsque l’activité englobe des prestations au sens de l’art. 20a, let. b à d, les listes doivent également contenir les informations suivantes:
rapports et prescriptions médicaux concernant la place d’accueil ou les conditions de placement;
faits particuliers;
décisions déterminantes pour l’existence des enfants et opinion desdits enfants à leur sujet.
4 Les listes sont adressées chaque année à l’autorité.
5 L’autorité peut exiger d’autres documents et renseignements.
Art. 20e Surveillance
1 L’autorité contrôle chaque année les listes du prestataire et tout autre document exigé. Elle rend compte de son activité de surveillance dans un procès-verbal.
2 Elle se renseigne de manière appropriée, notamment à l’occasion de visites des lieux, d’entretiens et de questions, sur l’activité exercée.
Art. 20f Mesures de surveillance
1 Lorsque l’autorité constate, dans l’exercice de sa surveillance, des défauts pouvant nuire au bien des enfants placés, elle ordonne les mesures appropriées pour y remédier.
2 Si le prestataire ne tient pas compte des mesures ordonnées et que le bien des enfants est menacé, l’autorité peut interdire temporairement l’exercice de l’activité.
3 La mesure reste valable aussi longtemps que le prestataire ne peut prouver à l’autorité que les défauts constatés ont été corrigés.
4 Lorsque l’autorité interdit temporairement l’exercice de l’activité, elle en informe:
les familles nourricières ayant collaboré avec le prestataire;
l’autorité de protection de l’enfant concernée ou, si le placement de l’enfant n’a pas été ordonné par l’autorité, le détenteur de l’autorité parentale ou du droit de garde, et
les autres autorités cantonales de surveillance.
Art. 21 Dossiers
1 L’autorité constitue les dossiers:
des enfants placés chez des parents nourriciers, en indiquant l’identité de l’enfant et des parents nourriciers, le début et la fin du lien nourricier, les résultats des visites et, le cas échéant, les mesures prises;
des parents nourriciers qui accueillent des enfants pour la journée, en indiquant leur identité, le nombre de places, les résultats des visites et, le cas échéant, les mesures prises;
des institutions, en indiquant l’identité du directeur et, le cas échéant, l’organisme qui a la charge de l’institution, le nombre des mineurs, les résultats des visites et, le cas échéant, les mesures prises;
des prestataires, en indiquant l’identité du gérant, l’identité des parents nourriciers avec lesquels il collabore, l’identité des enfants placés ou auxquels une place a été fournie, les résultats de l’activité de surveillance et, le cas échéant, les mesures prises.
2 Le droit cantonal peut prévoir que d’autres données seront recueillies.2
3 Le Département fédéral de justice et police peut ordonner l’établissement de statistiques concernant les mineurs placés et édicter les dispositions nécessaires; l’Office fédéral de la statistique se charge de recueillir les données.3
1 Introduite par le ch. I de l’O du 10 oct. 2012, en vigueur depuis le 1er janv. 2013 (RO 2012 5801).
2 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 21 déc. 1988, en vigueur depuis le 1er janv. 1989 (RO 1989 54).
3 Introduit par le ch. I de l’O du 21 déc. 1988, en vigueur depuis le 1er janv. 1989 (RO 1989 54).
Art. 22 Obligation de garder le secret
Toutes les personnes préposées à la surveillance des enfants placés doivent observer le secret à l’égard de tiers.
Art. 23 Communications
1 Le contrôle des habitants de la commune annonce à l’autorité les enfants nouvellement arrivés qui n’habitent pas chez leurs parents.1
2 Lorsque l’autorité apprend qu’un enfant sera placé chez des parents nourriciers domiciliés en dehors de son arrondissement, elle en informe l’autorité compétente; cette disposition est applicable par analogie en cas de changement de domicile des parents nourriciers.
Art. 24 Entraide juridique et administrative
Les autorités préposées à la surveillance des enfants placés et celles qui sont chargées de protéger l’enfant se prêtent aide en matière juridique et administrative.
Art. 25 Gratuité
1 L’autorité ne peut percevoir des émoluments pour la surveillance du placement chez des parents nourriciers ou à la journée que si les conditions de placement font l’objet de réclamations réitérées ou graves.
2 Les débours, tels que les frais supplémentaires occasionnés par des travaux confiés à des tiers, peuvent être mis à la charge des requérants.1
Art. 26 Sanctions1
1 L’autorité inflige une amende de 1000 francs au plus à toute personne qui, intentionnellement ou par négligence, ne remplit pas les obligations qui résultent de la présente ordonnance ou d’une décision prise en vertu de celle-ci.2
2 Lorsqu’une amende d’ordre a été prononcée, l’autorité peut, en cas de récidive intentionnelle, menacer le contrevenant d’une amende pour insoumission à une décision de l’autorité, selon l’art. 292 du code pénal3.4
3 Les autorités ou les fonctionnaires qui, dans l’exercice de leurs fonctions, constatent ou apprennent que les dispositions de la présente ordonnance ont été enfreintes sont tenus d’en informer immédiatement l’autorité.
4 Nouvelle teneur selon l'art. 334 du code pénal (RS 311.0), dans la teneur de la LF du 13 déc. 2002, en vigueur depuis le 1er janv. 2007 (RO 2006 3459; FF 1999 1787).
Art. 27 Procédure de recours
1 Les décisions prises par l’autorité de protection de l’enfant en vertu de la présente ordonnance peuvent faire l’objet d’un recours auprès du tribunal compétent (art. 450 CC).1
2 Lorsque l’autorité a délégué ses attributions à d’autres offices, le recours est régi par le droit cantonal.
Art. 28 Placements en cours
1 Les autorisations délivrées jusqu’au 31 décembre 1977 en vertu du droit cantonal et qui devraient aussi être requises en vertu de la présente ordonnance restent en vigueur; au besoin, elles seront adaptées au nouveau droit jusqu’au 31 décembre 1978.
2 Dans tous les cas, la surveillance est régie par les dispositions de la présente ordonnance.
3 Une autorisation doit être demandée jusqu’au 30 juin 1978 pour les placements qui, selon le droit actuel, ne sont pas soumis au régime de l’autorisation, mais qui en exigent une selon le nouveau droit; cette disposition s’applique par analogie aux communications prescrites par le nouveau droit.
Art. 29 Abrogation du droit cantonal
1 Sauf disposition contraire du droit fédéral (art. 51, tit. fin., CC), toutes les dispositions cantonales sur la protection des mineurs vivant en dehors de leur foyer sont abrogées dès l’entrée en vigueur de la présente ordonnance.
2 Les dispositions cantonales sur l’organisation de la protection des mineurs vivant en dehors de leur foyer restent en vigueur aussi longtemps que les cantons n’en ont pas édicté d’autres.
Art. 29a1Dispositions transitoires relatives à la modification du 10 octobre 2012
1 Les placements qui n’étaient pas soumis à autorisation selon l’ancien droit, mais le sont selon le nouveau droit, doivent faire l’objet d’une demande d’autorisation avant le 31 mars 2013. Ils peuvent subsister jusqu’à ce que l’autorité en décide.
2 L’autorité prévue à l’art. 2, al. 1, let. b, est instituée au 1er janvier 2014.
3 Le prestataire doit s’annoncer à cette date auprès de l’autorité instituée dans le canton où il a son siège ou son domicile.
RO 1977 1931
1 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 10 oct. 2012, en vigueur depuis le 1er janv. 2013 (RO 2012 5801).2 RS 2103 RS 142.20. Le titre a été adapté au 1er janv. 2019 en application de l’art. 12 al. 2 de la LF du 18 juin 2004 sur les publications officielles (RS 170.512).4 RS 0.1075 RS 0.211.231.0116 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 10 oct. 2012, en vigueur depuis le 1er janv. 2013 (RO 2012 5801).7 Introduite par le ch. I de l’O du 10 oct. 2012, en vigueur depuis le 1er janv. 2014 (RO 2012 5801).