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Timestamp: 2020-06-05 14:38:47+00:00
Document Index: 144200695

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Art. 325 codice di procedura penale - Ricorso per cassazione - Brocardi.it
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Articolo 325 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 325 Codice di procedura penale
Fonti → Codice di procedura penale → LIBRO QUARTO - Misure cautelari → Titolo II - Misure cautelari reali → Capo III - Impugnazioni
1. Contro le ordinanze emesse a norma degli articoli 322 bis e 324, il pubblico ministero, l'imputato e il suo difensore, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione possono proporre ricorso per cassazione per violazione di legge(1).
2. Entro il termine previsto dall'articolo 324 comma 1, contro il decreto di sequestro emesso dal giudice può essere proposto direttamente ricorso per cassazione. La proposizione del ricorso rende inammissibile la richiesta di riesame(2).
3. Si applicano le disposizioni dell'articolo 311 commi 3, 4 e 5(3).
(1) Il termine di giorni quindici si computa dal momento della comunicazione o notificazione dell'avviso dell'ordinanza.
(2) Trattasi di ricorso omisso medio, sulla scorta di quanto disposto in materia di misure di coercizione personale ex art. 311, comma secondo.
(3) Comma modificato dall'art. 1, comma 60, L. 23 giugno 2017, n. 103 con decorrenza dal 03 agosto 2017.
Anche il sequestro preventivo può essere sottoposto ad impugnazione, in un'ottica di garanzia dei soggetti coinvolti.
Spiegazione dell'art. 325 Codice di procedura penale
Oltre al riesame di cui agli articoli precedenti, si prevede qui che tutte le ordinanze emesse dal tribunale in sede di riesame in merito ai provvedimenti di sequestro siano suscettibili di ricorso per cassazione, ovviamente solo per motivi di legittimità, non potendo la Corte sindacare il merito delle decisioni prese dai giudici inferiori di grado.
Si ammette tuttavia esplicitamente, come per quanto concerne le misure di coercizione personale (art. 311), la proposizione del ricorso direttamente in cassazione, senza passare per il procedimento di riesame, con la conseguenza che in tal caso, il ricorso per saltum rende inammissibile la richiesta di riesame.
In ogni caso, la proposizione del ricorso non sospende l'esecuzione dell'ordinanza di sequestro.
Massime relative all'art. 325 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 38850/2018
In tema di impugnazione di misure cautelari reali, è onere del ricorrente, che, ai sensi dell'art. 325, comma 1, cod. proc. pen., lamenti l'omesso esame dei punti decisivi per l'accertamento del fatto sui quali è stata fondata l'emissione di un decreto di sequestro preventivo, allegare al ricorso l'elemento indiziario dirimente di cui eccepisce l'omesso esame; dare prova della sua effettiva esistenza tra gli atti trasmessi al tribunale del riesame o comunque della sua acquisizione nel corso dell'udienza camerale; spiegarne la natura decisiva alla luce sia della limitata cognizione del giudice del riesame (cui non può essere demandato un giudizio anticipato sulla responsabilità di chi chiede il riesame del provvedimento cautelare reale), sia del fatto che ai fini del sequestro preventivo, sono sufficienti gli indizi del reato, e non i gravi indizi di colpevolezza, con la conseguenza che il provvedimento può riguardare anche beni di proprietà di terzi estranei al reato ipotizzato.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 38850 del 23 agosto 2018)
Cass. pen. n. 18822/2018
È inammissibile il ricorso per cassazione proposto dal pubblico ministero che ha disposto il sequestro probatorio avverso l'ordinanza del tribunale del riesame di annullamento di tale sequestro, poichè la legittimazione a ricorrere, ai sensi dell'art. 325 cod. proc. pen., spetta al solo ufficio requirente presso l'organo la cui decisione viene impugnata. (In motivazione, la Corte ha chiarito che, in tema di misure cautelari reali, l'art. 325 cod. proc. pen. non richiama nè riproduce la specifica previsione dell'art. 311, comma 1, cod. proc. pen. che, quanto alle misure personali, legittima al ricorso anche il pubblico ministero che ha richiesto la misura, oltre a quello di riferimento del tribunale del riesame distrettuale). Conf. n. 18821/2018 non massimata
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 18822 del 2 maggio 2018)
Cass. pen. n. 15290/2018
In tema di sequestro conservativo, la parte civile non è legittimata a proporre ricorso in cassazione avverso l'ordinanza del riesame che ha annullato il sequestro disposto in prima istanza. (In motivazione, la Corte ha affermato che la limitazione dei mezzi di impugnazione non è in contrasto né con l'art. 24 Cost., né con la direttiva 2012/29/UE in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato, in quanto il sistema processuale penale e civile, complessivamente considerato, garantisce alla vittima del reato appropriati strumenti di tutela dei propri diritti).
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 15290 del 5 aprile 2018)
Cass. pen. n. 37451/2017
In tema di misure cautelari reali, costituisce violazione di legge deducibile mediante ricorso per cassazione soltanto l'inesistenza o la mera apparenza della motivazione, ma non anche l'affermata erronea interpretazione di un atto amministrativo, poiché essendo relativa ad atti privi di carattere normativo rientra, ai sensi dell'art. 325, comma primo, cod.proc.pen. nella valutazione del fatto.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 37451 del 27 luglio 2017)
Cass. pen. n. 18951/2017
Il ricorso per cassazione contro ordinanze emesse in materia di sequestro preventivo o probatorio è ammesso solo per violazione di legge, in tale nozione dovendosi comprendere sia gli "errores in iudicando" o "in procedendo", sia quei vizi della motivazione così radicali da rendere l'apparato argomentativo posto a sostegno del provvedimento del tutto mancante o privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza e quindi inidoneo a rendere comprensibile l'itinerario logico seguito dal giudice. (Nella fattispecie, in tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca ex art. 12-sexies D.L. 306 del 1992, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso che, a fronte di una approfondita valutazione, da parte del tribunale del riesame, degli elementi reddituali del nucleo familiare interessato dal sequestro, aveva riproposto, sotto il profilo della omessa o carente motivazione, questioni riguardanti l'accertamento della sproporzione).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 18951 del 20 aprile 2017)
Cass. pen. n. 4919/2017
In tema di ricorso avverso i provvedimenti cautelari reali, costituiscono violazione di legge legittimante il ricorso per cassazione a norma dell'art. 325, comma primo, cod. proc. pen. sia gli "errores in iudicando" o "in procedendo", sia quei vizi della motivazione così radicali da rendere l'apparato argomentativo posto a sostegno del provvedimento del tutto mancante o privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza e quindi inidoneo a rendere comprensibile l'itinerario logico seguito dal giudice.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 4919 del 2 febbraio 2017)
Cass. pen. n. 51207/2015
Il procedimento in camera di consiglio innanzi alla Corte di cassazione avente ad oggetto i ricorsi ex art. 325 cod. proc. pen. in materia di sequestri deve svolgersi nelle forme del rito "non partecipato" previsto dall'art. 611 cod. proc. pen. e non in quelle di cui all'art. 127 cod. proc. pen..
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 51207 del 30 dicembre 2015)
Cass. pen. n. 9796/2015
Il terzo interessato alla restituzione di un bene sottoposto a sequestro preventivo non è legittimato a proporre ricorso per cassazione ove non abbia partecipato al procedimento di riesame, fatta eccezione per l'ipotesi in cui il sequestro sia stato disposto, per la prima volta, dal tribunale a seguito di appello cautelare interposto dal Pubblico Ministero.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 9796 del 6 marzo 2015)
Cass. pen. n. 6589/2013
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 6589 del 11 febbraio 2013)
Cass. pen. n. 37655/2012
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 37655 del 28 settembre 2012)
Cass. pen. n. 35786/2012
L'indagato non titolare del bene oggetto di sequestro preventivo è legittimato a proporre ricorso per cassazione avverso il provvedimento cautelare, purché vanti un interesse concreto ed attuale alla proposizione dell'impugnazione. (Fattispecie in cui gli indagati avevano operato investimenti in una procedura di "project financing", di fatto interrotta dal provvedimento di sequestro di un bene di proprietà pubblica, la cui eventuale eliminazione o riforma avrebbe reso possibile l'esecuzione del contratto).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 35786 del 18 settembre 2012)
Cass. pen. n. 5928/2012
La parte civile non è legittimata a proporre ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del tribunale del riesame che ha revocato in tutto o in parte il sequestro conservativo, non essendo indicata tra i soggetti aventi titolo all'impugnazione dall'art. 325, comma primo, cod. proc. pen..
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 5928 del 15 febbraio 2012)
Cass. pen. n. 14560/2011
La declaratoria di inammissibilità dell'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro probatorio deve essere pronunciata non già "de plano", ma nel contraddittorio delle parti, ossia all'esito dell'udienza camerale partecipata, poiché l'art. 111 Cost. garantisce il contraddittorio nell'ambito di ogni procedimento penale principale o incidentale, sia di merito che di legittimità.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 14560 del 12 aprile 2011)
Cass. pen. n. 37282/2008
In tema di ricorso per cassazione avverso ordinanza di riesame confermativa del sequestro preventivo, in virtù del principio devolutivo applicabile ad ogni mezzo d'impugnazione e non derogato dall'art. 325 c.p.p., non compete alla Corte di Cassazione il potere d'ufficio di riqualificare giuridicamente il fatto.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 37282 del 1 ottobre 2008)
In tema di sequestro preventivo, la persona offesa che non sia titolare del diritto all'eventuale restituzione delle cose sequestrate, non è legittimata a partecipare o a presentare memorie nel procedimento di riesame del sequestro instaurato ai sensi dell'art. 325 c.p.p., né, conseguentemente, nel giudizio di cassazione sull'ordinanza di riesame.
Cass. pen. n. 5876/2004
In tema di riesame delle misure cautelari reali, nella nozione di «violazione di legge» per cui soltanto può essere proposto ricorso per cassazione a norma dell'art. 325, comma 1, c.p.p., rientrano la mancanza assoluta di motivazione o la presenza di motivazione meramente apparente, in quanto correlate all'inosservanza di precise norme processuali, ma non l'illogicità manifesta, la quale può denunciarsi nel giudizio di legittimità soltanto tramite lo specifico e autonomo motivo di ricorso di cui alla lett. e) dell'art. 606 stesso codice. (Fattispecie relativa ad annullamento dell'ordinanza di riesame confermativa del sequestro probatorio di cose qualificate come corpo di reato e del tutto priva di motivazione in ordine al presupposto della finalità probatoria perseguita in funzione dell'accertamento dei fatti).
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 5876 del 13 febbraio 2004)
Cass. pen. n. 5021/2004
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 5021 del 9 febbraio 2004)
Cass. pen. n. 11292/2002
La mancanza totale o la mera apparenza della motivazione nelle ordinanze di riesame relative a misure cautelari reali, poiché configura una violazione della norma di cui all'art. 125 c.p.p. che prescrive la motivazione a pena di nullità, determina un vizio di legittimità del provvedimento, che può essere dedotto in cassazione ai sensi dell'art. 606 c.p.p., lett. c), senza venire a contrasto con la disposizione di cui all'art. 325 c.p.p. che limita il ricorso per cassazione alla sola violazione di legge e lo esclude per vizi motivazionali.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 11292 del 20 marzo 2002)
Cass. pen. n. 3747/2000
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 3747 del 4 agosto 2000)
Cass. pen. n. 803/2000
In tema di sequestro, le cause che determinano la perdita di efficacia dell'ordinanza che dispone il vincolo, non intaccando l'intrinseca legittimità del provvedimento ma agendo sul piano della persistenza della misura, devono essere dedotte avanti al giudice di merito in un procedimento distinto da quello di impugnazione, sicché non possono essere prese in esame in sede di legittimità. Non può invero applicarsi alle cautele reali il principio secondo cui allorché la questione di inefficacia sia stata proposta con il ricorso per cassazione, ma insieme ad altre concernenti l'originaria legittimità del provvedimento, deve ritenersi attratta da queste e può quindi essere direttamente esaminata dal giudice di legittimità: tale vis attrattiva, che determina una rilevante deroga alla competenza funzionale della Corte di cassazione, trova infatti la sua giustificazione nella necessità che non sia ritardata la decisione de libertate che si sarebbe dovuto richiedere in altra sede, ma non può dispiegarsi in tema di misure cautelari reali, in relazione alle quali non è configurabile l'inderogabile urgenza della decisione che caratterizza i procedimenti incidentali sulla libertà personale. (Nella specie la Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso con il quale si prospettava, insieme ad un vizio di legittimità, la perdita di efficacia del sequestro probatorio per non essere intervenuta la decisione del tribunale del riesame nel termine perentorio di cui agli artt. 324, settimo comma, e 309, decimo comma, c.p.p.).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 803 del 4 maggio 2000)
Cass. pen. n. 1656/1999
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1656 del 9 giugno 1999)
Cass. pen. n. 711/1999
La facoltà di proporre personalmente ricorso per cassazione è limitata al solo imputato, dovendo tutti gli altri soggetti processuali avvalersi, per la interposizione del predetto gravame, dell'intervento di un difensore iscritto nello speciale albo della Corte di cassazione. (Nella fattispecie, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso personalmente presentato, nell'ambito del procedimento incidentale promosso per la impugnazione del provvedimento di sequestro preventivo, da un soggetto, estraneo al procedimento principale, che accampava il suo diritto di terzo alla restituzione della cosa, oggetto del provvedimento cautelare reale).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 711 del 22 marzo 1999)
Cass. pen. n. 1336/1998
In tema di misure cautelari reali, l'art. 325, ultimo comma, c.p.p. dispone che il ricorso per cassazione non ha effetto sospensivo dell'ordinanza impugnata. Ne consegue che, se il tribunale, in sede di riesame, abbia annullato l'ordinanza impositiva del vincolo del sequestro, l'esecutività di tale provvedimento non può essere interrotta dalla sentenza con la quale la Corte di cassazione annulli con rinvio l'ordinanza del giudice del riesame, con l'ulteriore conseguenza che l'effetto ripristinatorio della misura può conseguire soltanto dalla pronuncia del giudice di rinvio.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1336 del 14 settembre 1998)
Cass. pen. n. 6360/1997
Quando il ricorso per cassazione è consentito solo per violazione di legge (come è previsto, in materia di misure cautelari reali, dall'art. 325 c.p.p.), non possono essere dedotte come motivo a sostegno del medesimo la “mancanza” o la “manifesta illogicità della motivazione, specificamente previste come vizi di motivazione dall'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 6360 del 2 dicembre 1997)
Cass. pen. n. 3803/1997
Poiché, secondo il combinato disposto degli artt. 324, 325 e 355, comma terzo, c.p.p., il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza emessa in sede di riesame dei provvedimenti di sequestro preventivo e di sequestro probatorio è proponibile solo per violazione di legge, non possono essere dedotti con il predetto mezzo di gravame vizi della motivazione: nel concetto di violazione di legge, quale indicato negli artt. 111 della Costituzione e 606, lett. b) e c), c.p.p., infatti, non possono ricomprendersi anche la mancanza o la manifesta illogicità della motivazione, separatamente previste come motivo di ricorso dall'art. 606, lett. e). c.p.p.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 3803 del 19 giugno 1997)
Cass. pen. n. 23/1997
Legittimato a proporre ricorso per cassazione avverso un provvedimento del tribunale che decida sull'istanza di riesame avanzata nei confronti di provvedimento del pretore è solo il P.M. presso il tribunale, e non anche quello presso la pretura.
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 23 del 29 gennaio 1997)
Cass. pen. n. 2394/1995
Dal combinato disposto degli artt. 325, comma secondo, e 318 c.p.p., che attribuisce la legittimazione a proporre richiesta di riesame contro il provvedimento di sequestro conservativo a chiunque vi abbia interesse, si desume che anche la parte civile può presentare direttamente ricorso per cassazione e, conseguentemente, che può pure proporre ricorso ex art. 325, comma primo, c.p.p. (Fattispecie relativa a ricorso per cassazione della parte civile avverso l'ordinanza del tribunale del riesame che su richiesta dell'imputato, aveva annullato il provvedimento di sequestro conservativo emesso in danno dello stesso).
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 2394 del 28 luglio 1995)
Cass. pen. n. 3264/1994
Il ricorso per cassazione contro le ordinanze emesse ai sensi dell'art. 322 bis c.p.p. è ammesso solo per violazione di legge, onde deve dichiararne l'inammissibilità, qualora esso sia proposto esclusivamente per vizio di motivazione a norma dell'art. 606, lettera e), seconda ipotesi, stesso codice.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3264 del 16 settembre 1994)
Cass. pen. n. 5/1994
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 5 del 24 giugno 1994)
Cass. pen. n. 1318/1994
Dal combinato disposto degli artt. 325, comma 1 e 322 c.p.p. si desume che sono legittimati a proporre ricorso per cassazione avverso le ordinanze rese a norma dell'art. 324 c.p.p. (riesame in tema di sequestro preventivo) solo i soggetti che hanno partecipato al relativo procedimento di riesame. Pertanto, nel caso di sequestro preventivo delle aree demaniali marittime e delle sovrastanti strutture, le amministrazioni della Marina mercantile e delle finanze non sono legittimate a ricorrere avverso l'ordinanza di revoca del sequestro, se non abbiano avanzato richiesta di riesame ex art. 322 c.p.p. e ricevuto avviso per l'udienza camerale fissata. (Fattispecie in tema di contravvenzione di cui agli artt. 54, 1161 e 1164 c.n.).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1318 del 24 maggio 1994)
Cass. pen. n. 2693/1993
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2693 del 27 novembre 1993)
Cass. pen. n. 1072/1993
Il potere di sequestro può essere legittimamente esercitato con riferimento ad una ipotesi di reato, sulla ricorrenza della quale (presenza, cioè, dei presupposti della fattispecie criminosa contestata) in sede di legittimità non è necessario un accertamento completo (sulla fondatezza, cioè, della pretesa punitiva), ma è sufficiente una sommaria delibazione. (Fattispecie relativa al sequestro preventivo di un complesso edilizio).
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 1072 del 21 ottobre 1993)
Cass. pen. n. 2159/1993
L'ordinanza che dispone il sequestro preventivo non deve essere motivata sulla sussistenza degli indizi di colpevolezza, non essendo i detti indizi richiesti fra i presupposti applicativi; e ciò in quanto è sufficiente per l'adozione della detta misura cautelare reale la presenza di un fumus boni iuris e cioè l'ipotizzabilità in astratto della commissione di un reato, rilevabile dalla pendenza di un'imputazione e senza alcuna possibilità di apprezzamento quanto alla fondatezza dell'accusa ed alla probabilità di una pronuncia sfavorevole per l'imputato. Consegue che nel giudizio incidentale di impugnazione avverso il provvedimento che dispone il sequestro preventivo il controllo del giudice del riesame non può investire la concreta fondatezza dell'accusa, ma deve limitarsi all'astratta possibilità di assumere il fatto attribuito ad un soggetto in una determinata ipotesi di reato. Tanto meno tali questioni possono formare oggetto di ricorso per cassazione, non essendo possibile surrettiziamente introdurre in sede di legittimità un controllo che investa, sia pure in via incidentale, il merito dell'imputazione. (Applicazione al reato di cui all'art. 221 del testo unico delle leggi sanitarie. La corte ha ritenuto legittimo il sequestro preventivo dell'edificio privo della licenza di abitabilità).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2159 del 7 settembre 1993)
Cass. pen. n. 474/1993
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 474 del 18 marzo 1993)
Cass. pen. n. 14/1993
Il procedimento in camera di consiglio innanzi alla Cassazione relativamente ai ricorsi in materia di sequestri deve svolgersi nelle forme di cui all'art. 127 c.p.p. e non in quelle di cui all'art. 611 dello stesso codice. (A sostegno del principio di cui in massima la Cassazione ha, tra l'altro rilevato che a favore dell'applicazione della trattazione orale del ricorso secondo la generale previsione di cui al succitato art. 127, milita il rinvio operato dall'art. 325, comma terzo, c.p.p., al precedente art. 311, comma quarto in quanto tale ultima norma, prevedendo una discussione necessariamente orale e la possibilità di enunciare motivi nuovi prima del suo inizio, delinea un modulo procedimentale incompatibile con quello dell'art. 611 c.p.p. che è basato unicamente su atti scritti).
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 14 del 22 febbraio 1993)
Cass. pen. n. 3802/1993
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3802 del 21 gennaio 1993)
Cass. pen. n. 6/1992
In tema di sequestro preventivo la verifica sulle condizioni di legittimità della misura cautelare da parte della Cassazione non può risolversi in anticipata decisione della questione di merito definitiva bensì deve limitarsi al controllo delle compatibilità fra fattispecie concreta e quella legale ipotizzata, mediante una delibazione prioritaria dell'antigiuridicità penale del fatto.
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 6 del 7 novembre 1992)
Cass. pen. n. 3136/1992
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3136 del 20 ottobre 1992)