Source: http://www.regioni.it/newsletter/n-3512/del-11-12-2018/bilancio-2019-la-posizione-per-il-parere-sul-disegno-di-legge-19067/
Timestamp: 2020-07-15 17:37:30+00:00
Document Index: 20222942

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art.4', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 45', 'art.10', 'art.10', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 27', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art.37', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art.61', 'art.62', 'art. 495', 'art. 24', 'art. 26', 'art.16']

Regioni.it - n. 3512 del 11-12-2018 - Bilancio 2019: la posizione per il parere sul disegno di legge - Regioni.it
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime parere favorevole, con raccomandazioni in ordine agli emendamenti allegati a partire da quelli riguardanti le seguenti tematiche:
1. ristrutturazione del debito ex articolo 45 del DL 66/2014;
2. rifinanziamento del Fondo nazionale trasporti almeno per la parte ridotta a seguito delle coperture necessarie per le agevolazioni fiscali sugli abbonamenti al trasporto pubblico definito dalla Legge 205/2017;
3. integrazione del fondo perequativo ex lege 549/1995;
4. emendamenti senza impatto finanziario inerenti le procedure contabili per favorire gli investimenti (DANC; iscrizione quote vincolate; semplificazioni procedure; limiti all’indebitamento per investimenti);
5. programmazione offerta formativa (ITS);
- con l’auspicio di concludere gli accordi con le Regioni a Statuto speciale prima della definizione dell’iter parlamentare della Manovra di bilancio, tenendo conto degli emendamenti allegati in merito;
- con il comune obiettivo di sostenere la crescita senza prescindere da alcuna delle aree territoriali del Paese, a partire dal Mezzogiorno, rafforzando il programma di coesione, con riferimento all’articolo 44 del Manovra di bilancio.
La manovra 2019 – 2021 si basa, come indicato dal Documento Programmatico di Bilancio 2019, sulla previsione della crescita del PIL dal valore tendenziale dello 0,9% al programmatico dell’1,5% attraverso l’aumento dell’obiettivo del deficit dall’1,2% al 2,4% del PIL.
Le principali voci della manovra 2019 che incidono sui saldi di finanza pubblica sono:
- sterilizzazione delle clausole di salvaguardia (-0.7% del PIL);
- pensionamenti anticipati (-0.37% del PIL)
- reddito e pensione di cittadinanza (-0.37% del PIL);
- investimenti a livello nazionale (-0,12% del PIL);
- investimenti a livello territoriale (-0.07% del PIL).
LE REGIONI E LA MANOVRA 2019 – 2021
È stato appena concluso in Conferenza Stato - un “Accordo in materia di concorso regionale alla finanza pubblica, rilancio degli investimenti pubblici e assenso sul riparto del fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, in attuazione delle sentenze della Corte costituzionale” (intesa 15 ottobre 2018, n.188), a riguardo si apprezza la disponibilità del Governo a chiudere, per la prima volta, quest’accordo propedeutico alla stesura della legge di bilancio 2019 prima della presentazione del disegno di legge stesso.
Si auspica che lo spirito di leale collaborazione e il metodo di lavoro proficuo utilizzato per il confronto debba esser replicato per tutti i prossimi provvedimenti di finanza pubblica riguardanti le Regioni nella considerazione che si superano i tagli alle politiche sociali, alla sanità e al TPL e si qualifica la spesa pubblica indirizzando le risorse destinate agli avanzi (ossia surplus di entrate correnti rispetto a spese correnti) agli investimenti pubblici.
L’accordo fra il Governo e le Regioni a statuto ordinario è intervenuto su una situazione a legislazione vigente che prevedeva un contributo alla finanza pubblica per la manovra 2019 – 2021 della Regioni a statuto ordinario risulta pari a circa 14,8 miliardi per il 2019 e 2020, in parte già coperti con precedenti accordi fra Stato e Regioni.
Le linee essenziali dell’accordo sono:
- lo “scambio” di una quota di avanzo di amministrazione con la possibilità di spesa per investimenti «orientando» l’avanzo delle Regioni a statuto ordinario al rilancio e all’accelerazione degli investimenti pubblici per quell’ammontare di tagli non ancora coperti per gli anni 2019 e 2020 che ammontavano a 2,496 miliardi di euro per il 2019 ed a 1,746 miliardi di euro per il 2020. Gli investimenti saranno aggiuntivi a quelli già definiti nelle Intese Stato – del 22 febbraio 2018 e del 23 febbraio 2017, a carico dei bil2anci regionali per gli anni 2019 - 2023 per un importo di circa 4,242 miliardi di euro;
- la salvaguardia integrale delle risorse per le politiche sociali e un rifinanziamento sul pluriennale per le funzioni in materia di assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali, che senza Intesa sarebbero azzerati;
- la realizzazione dell'obiettivo di finanza pubblica richiesto alle a statuto ordinario dalla manovra nonostante un peggioramento degli obiettivi per lo Stato;
- lo sblocco dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione dal 2021 in attuazione delle sentenze della Corte Costituzionale n.247/2017 e n.101/2018;
- lo sblocco degli investimenti sul fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese (c.140 ex lege 232/2016) rientranti nelle materie di competenza regionale attraverso l’intesa con gli enti territoriali (sentenza Corte Costituzionale n. 74/2018) sul quale si chiede un’”Intesa Quadro” per le materie concorrenti.
Riguardo questo ultimo punto, le Regioni ritengono che sarebbe più opportuno che tutte le risorse che riguardano “investimenti rientranti nella competenza concorrente” degli enti territoriali siano trasferite direttamente al Fondo investimenti per gli enti territoriali, tale procedura eliminerebbe ogni sovrapposizione di competenze e il conflitto istituzionale.
Le a statuto ordinario continuano a concorrere, inoltre, attivamente e in positivo al miglioramento delle grandezze di finanza pubblica oltre che con la riqualificazione della spesa corrente verso investimenti per la crescita, con un avanzo rispetto al pareggio di bilancio pari a 1.696,2 milioni di euro per il 2019 e di 837 milioni di euro per il 2020.
Pur essendosi ridotto l’importo in valore assoluto dell’avanzo a carico delle a statuto ordinario per il 2019 e 2020, grava sulle direttamente (con avanzo circa 2/3 nel 2019 e 1/3 sul 2020) o indirettamente (a carico del Fondo investimenti per gli enti territoriali per il restante importo) l’intero importo della manovra non ancora coperta per gli anni 2019 e 2020 che ammonta per il 2019 a 2,496 miliardi di euro e per il 2020 per 1,746 miliardi di euro da aggiungersi alla minor entrata di 750 milioni (totale 2.496 miliardi) per la riduzione della manovra a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n.103/2018.
Si ricorda che il comparto delle Regioni a statuto ordinario è l’unico della PA a cui è richiesto un avanzo oltre al pareggio di bilancio e che l’equilibrio di bilancio in termini strutturali per le Regioni è previsto già dalla legge di stabilità 2015.
L’impegno sottoscritto dalle Regioni a statuto ordinario ha un importante profilo finanziario, circa 4,242 miliardi, in termini di investimenti finanziati dai bilanci regionali per gli anni 2019 – 2023. La sanzione prevista nell’accordo in caso di mancato o parziale impegno degli investimenti, versamento di entrate proprie all'entrata del bilancio dello Stato, potrà essere rivista e rimodulata con la possibilità di aumentare il saldo positivo di pareggio e che solo in caso di mancata salvaguardia dei conti pubblici si debba prevedere il riversamento, ciò alla luce del fatto che anche le Amministrazioni centrali procedono alla rimodulazione degli stanziamenti. Peraltro, le norme previste dal DL 119/2018 “in materia fiscale e finanziaria” appena approvato (art. 3 e art. 4) determinano effetti di minor gettito per le (art. 3 una minore entrata pari al 30% dell’importo oggetto di recupero già accertato a seguito di attività di controllo svolta dagli uffici; art.4 azzera la riscossione coattiva della tassa automobilistica per gli anni d'imposta dal 1999 al 2007) e maggiori oneri correnti in quanto rimangono a carico degli enti impositori, diversi dall’erario e dai comuni, i rimborsi all’Agente della riscossione delle spese esecutive sostenute in venti rate annuali decorrenti dal 30 giugno 2020.
Come già successo per precedenti provvedimenti di finanza pubblica si richiama il Governo all’applicazione del necessario ristoro previsto ai sensi dell’art. 2, comma 2, lett. t) della legge n. 42/2009 che stabilisce la possibilità di interventi sulle basi imponibili e sulle aliquote dei tributi regionali solo se è prevista la contestuale adozione di misure per la completa compensazione, nonché di quanto stabilito, in attuazione di detta lettera t) dall’art. 11 del d.Lgs. n. 68/2011.
Tale situazione è ancor più stridente in quanto contraddittoria con il percorso che alcune Regioni stanno intraprendendo in materia di “ulteriori forme di autonomia” in attuazione del terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione e con l’impegno del Governo ribadito nella NADEF 2018 di considerare tale percorso una “priorità” del programma governativo.
In sede di sottoscrizione dell’Accordo le Regioni hanno anche segnalato, tra l’altro, la necessità di individuare una soluzione adeguata relativamente all’utilizzo delle quote vincolate del risultato di amministrazione da parte degli enti in disavanzo, alla luce delle recenti pronunce della Corte dei Conti. La proposta di norma è contenuta nel ddl “Bilancio” in esame, si riconosce al Governo la sensibilità sul necessario inserimento della norma al fine di facilitare l’attuazione dell’accordo.
Il proficuo lavoro istruttorio che ha permesso la conclusione dell’Accordo non ha consentito, in conseguenza dei tempi strettissimi, la definizione puntuale di una norma finalizzata alla riduzione del debito pubblico, in continuità con le precedenti operazioni di ristrutturazione messe in atto con l’art. 45 del DL 66 del 2014 per la quale si chiede al Governo un approfondimento per l’inserimento nel ddl nel corso dell’iter parlamentare. (allegato articolo)
A riguardo si ricorda che l’entità del debito delle amministrazioni locali (a cui appartiene il sottosettore) è previsto in continuo calo, -13,68% dal 2014 al 2021: “Quanto al ruolo dei sottosettori delle amministrazioni pubbliche, …. appare chiaro che alle amministrazioni centrali è ascrivibile circa il 97% del debito pubblico complessivo della PP.AA., mentre alle amministrazioni locali è riferibile circa il 5% e agli enti di previdenza una quota trascurabile. In termini di variazione, l'incremento annuo dello stock di debito delle pubbliche amministrazioni ammonta a circa il 2% in ognuno degli anni dell'orizzonte temporale di programmazione ed è interamente dovuto alle amministrazioni centrali.” (Estratto da Dossier del Parlamento 8 ottobre 2018 sulla NADEF 2018 - Doc. LVII, n. 1-bis)
L’intero debito degli enti territoriali è contratto solo per investimenti e con modalità di estinzione con rimborsi scaglionati nel tempo (tipo amortizing), ciò permette la sostenibilità temporale all’interno degli equilibri di bilancio e la sua graduale riduzione a differenza del debito dell’amministrazione centrale che solitamente è a rimborso in soluzione unica alla scadenza (tipo bullet) e contratto anche per spese correnti. A fronte di questa diversa caratterizzazione del debito le suggeriscono di attribuire l’intero debito contratto agli enti territoriali perché si facciano carico degli investimenti sul territorio procedendo gradualmente ad ammortizzare il debito.
Si osserva che il ddl prevede lo sblocco dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione per gli enti locali e le Regioni a statuto speciale e le Province autonome in attuazione delle sentenze della Corte Costituzionale n.247/2017 e n.101/2018 già a decorrere dall’anno 2019 e che di conseguenza sono soppresse le norme relative alle intese nazionali per gli spazi finanziari. È soppressa anche la norma che prevede sanzioni alle e province autonome di Trento e Bolzano che non sanciscono l’intesa regionale disciplinata dal DPCM di cui all’art.10 della legge 243/2012. Stante queste premesse si evidenzia la necessità, pur non potendo intervenire sulla legge 243/2012, di chiarire se la disciplina riguardo le operazioni di indebitamento, continua comunque ad essere effettuata sulla base di apposite intese concluse in ambito regionale così come previsto dall’art.10 e di definire che il venir meno delle intese sull’utilizzo degli spazi finanziari supera definitivamente la restituzione di spazi pluriennali acquisiti con le precedenti intese.
Si riconosce l’impegno e la particolare attenzione del Governo sulle “Politiche sociali” dimostrata attraverso il rifinanziamento dei più importanti capitoli di spesa. Si sottolinea la necessità di adeguare il finanziamento dell’assistenza disabili al fabbisogno già riconosciuto in sede di Conferenza Stato – Regioni almeno di 112 milioni.
Il finanziamento del Fondo Nazionale Trasporti è confermato in riduzione rispetto alle previsioni a legislazione vigente di circa 100 milioni a decorrere dal 2018 con DL 50/2017 e di ulteriori 58 milioni per far fronte ai maggiori oneri dovuti alle agevolazioni fiscali sugli abbonamenti al trasporto pubblico definiti nella legge 205/2017. Le Regioni chiedono il reintegro di queste ultime somme attraverso il rifinanziamento del Fondo per tale importo. (allegato emendamento)
Il piano di investimenti nel TPL deve essere accompagnato da adeguate risorse per la gestione dei servizi garantendo la stabilità delle risorse nel tempo, al fine di consentire una efficace programmazione degli interventi a favore dei cittadini e la stipula di contratti di servizio pluriennali.
Ad oggi non sono definiti i criteri di riparto del FNT secondo il disposto dell'art. 27 comma 2, per i quali si è in attesa di ulteriori appositi decreti attuativi.
Si evidenzia l’opportunità di procedere ad una revisione sostanziale dell'art. 27 del DL 50/2017, di difficile attuazione e gestione, in modo tale da prevedere delle modalità snelle di assegnazione ed erogazione del FNT che non pregiudichino gli equilibri dei bilanci regionali e degli affidamenti di trasporto pubblico, in particolare per l’indeterminatezza dell’assegnazione finale del Fondo, al fine di scongiurare il pericolo di blocco dei servizi pubblici e/o del peggioramento della quantità e qualità degli stessi, pur mantenendo la logica della ricerca di maggior efficacia ed efficienza nella spesa.
Nelle more delle modifiche si ripropone di posticipare l’attuazione dell’art. 27 citato.
Le Regioni propongono di definire nuove modalità per la quantificazione del finanziamento del fabbisogno del Trasporto Pubblico Locale ancorando l’ammontare a una percentuale del PIL come avviene per il SSN.
Le Regioni chiedono la stabilizzazione del sistema, la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e uno stanziamento delle risorse congruo e a regime e non solo per 2 anni. Si ricorda che i costi dei centri per l’impiego sono prettamente di personale e pertanto le spese sono continuative e ricorrenti.
In previsione dell’applicazione dell’articolo 21, c.1, si chiede fin da ora il pieno coinvolgimento delle Regioni.
Si valuta positivamente l’emendamento dei relatori per l’assunzione di 4000 unità da destinare ai centri per l’impego. Sarebbe opportuno che la norma preveda anche il riparto fra le regioni al fine di accelerare le procedure per il potenziamento dei centri per l’impiego. Occorre necessariamente integrare l’emendamento con la deroga espressa all’articolo 23 del Dlgs 75/2017.
ATTUAZIONE DELLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N. 205/2016
Con sentenza n. 137 del 2018 la Corte costituzionale ha stabilito che “poiché l’interpretazione accolta dalla sentenza n. 205 del 2016 di questa Corte non ha trovato riscontro nel successivo operato dello Stato, si rende ora necessario sancire il dovere statale di riassegnazione delle risorse con una pronuncia di accoglimento che dichiari illegittimo l’art. 16, comma 1, nella parte in cui – modificando l’art. 1, comma 418, della legge n. 190 del 2014 – non prevede la riassegnazione alle e agli enti locali, subentrati nelle diverse nell’esercizio delle funzioni provinciali non fondamentali, delle risorse acquisite dallo Stato per effetto dell’art. 1, commi 418 e 419, della legge n. 190 del 2014 e connesse alle stesse funzioni non fondamentali. Resta riservata al legislatore statale l’individuazione, nel contesto delle valutazioni attinenti alle scelte generali di bilancio, del quantum da trasferire, con l’onere tuttavia di rendere trasparenti, in sede di approvazione dell’atto legislativo di riassegnazione delle risorse, i criteri seguiti per la quantificazione (sul rilievo dell’istruttoria tecnica ai fini del controllo di costituzionalità sentenze n. 20 del 2018, n. 124 del 2017, n. 133 del 2016, n. 70 del 2015).
Le Reg chiedono al Governo di aprire un tavolo di lavoro per “sanare” la situazione di illegittimità che si è prodotta negli anni 2016-2018, e definire una disciplina per il finanziamento a regime delle risorse spettanti dal 2019 per le stesse e per gli enti subentranti ai quali le Regioni attribuiranno quota parte delle risorse.
Lo scorso 1° dicembre è stato sottoscritto un Accordo fra Governo e Regioni in materia sanitaria (allegato) nelle more della sottoscrizione del Patto per la Salute 2019-2021. L’Accordo completa quello sottoscritto il 15 ottobre 2018 in materia di “concorso regionale alla finanza pubblica, rilancio degli investimenti pubblici e assenso sul riparto del fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese” e riprende alcuni temi urgenti e prioritari che necessitano di una soluzione all’interno del ddl Bilancio 2019, inerenti:
- liste di attesa;
- finanziamento triennale 2019 - 2021 del Fabbisogno Sanitario Nazionale;
- edilizia sanitaria;
- pay back;
- semplificazione delle procedure di spesa.
Si riconosce al Governo il proficuo metodo di lavoro basato sul confronto con le Regioni e l’impegno alla presentazione degli emendamenti da parte dei relatori al ddl Bilancio inerenti l’Accordo che permettono una maggiore sostenibilità del servizio sanitario pubblico e una migliore tutela del diritto alla salute e dei diritti di chi lavora in Sanità oltrechè una semplificazione delle procedure di spesa.
Si auspica che nell’iter parlamentare il dialogo con il Governo possa continuare e che siano accolti ulteriori miglioramenti.
Si prende atto anche dell’approvazione delle norme inerenti:
- disciplina dei rapporti di lavoro del personale della ricerca sanitaria' presso gli IRCCS;
- cure palliative;
- Fondo medicinali innovativi / oncologici;
- Rete oncologica e cardio vascolare.
I seguenti stanziamenti previsti - se dovessero trovare conferma fino all’approvazione definitiva della Legge di bilancio - per le Regioni e, di conseguenza, per i comuni in forma singola o associata la valutazione e le ricadute sarebbero certamente positive.
- Fondo nazionale per le politiche sociali- anno 2019: € 400.958.592 (incrementato di € 120.000.000);
- Fondo per le non autosufficienze - anno 2019: € 573.200.000 (incrementato di € 100.000.000);
- Fondo per le politiche per la famiglia – anno 2019: € 104.751.602 (incrementato di € 100.000.000);
- Fondo c.d. alunni disabili assistenza alla comunicazione, percorsi per l’autonomia, trasporto): € 75.000.000 stabilizzato per il triennio 2019-2021;
- Fondo per le politiche giovanili: incremento del Fondo pari a 30 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019.
E’ necessario avere chiarimenti dal Governo in merito alle risorse del REI e del Reddito di Cittadinanza. E’ stato chiesto un incontro al Ministro Di Maio.
Non è ancora chiaro se l’istituzione di quest’ultimo porterà ad un azzeramento delle risorse inserite nel Piano Povertà con evidenti conseguenze negative per gli Ambiti Territoriali Sociali e i Comuni che hanno già programmato interventi di rafforzamento dei servizi (servizio sociale professionale, uffici di piano, unità di valutazione) e rischiano di ritrovarsi senza le necessarie risorse.
Per quanto riguarda i Fondi per il contrasto alla violenza contro le donne sono iscritti due distinti stanziamenti: uno di oltre 9 milioni destinato a finanziare i CAV e le Case rifugio, l’altro, di circa 15 milioni la cui destinazione non è ancora ben chiara. Non si capisce se resta nella disponibilità del DPO o, come sarebbe più opportuno, venga previsto a copertura del Piano Strategico Violenza.
Si evidenzia la necessità di ripristinare a decorrere dall’anno 2019, la dotazione del Fondo di cui all’art. 9 della legge 112/16 cosiddetto “DOPO DI NOI” pari a 56,1 milioni di euro e di rendere strutturale tale Fondo, al fine di assicurare la continuità dei progetti e dei servizi attivati.
EMEDAMENTI AL DL 119/2018 - Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria
All’articolo 4, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) Al comma 3, dopo la parola “erariali” sono aggiunte le seguenti parole: “, regionali”;
b) Dopo il comma 3, è aggiunto il seguente comma:
“3 bis: “Nell’ambito delle risorse di cui al programma “Federalismo” relativo alla missione “Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, una quota pari a 200.000.000 euro per l’anno 2019 è attribuita, mediante iscrizione su apposito capitolo di spesa del medesimo stato di previsione, alle Regioni e alle Province autonome al fine di compensare le minori entrate derivanti dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo. Il riparto del contributo fra le Regioni e le Province autonome è effettuato sulla base della proposta formulata dalle Regioni e dalle Province autonome in sede di auto-coordinamento, anche tenendo conto delle elaborazioni fornite dal Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento delle finanze, da approvare entro il 30 giugno 2019 mediante intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.”
La presente proposta emendativa è tesa a:
a) Prevedere il rimborso, a carico del bilancio dello Stato, delle spese per le procedure esecutive poste in essere in relazione alle quote annullate ai sensi del comma 1 anche a valere sui carichi regionali;
b) Prevedere l’attribuzione alle di una quota di risorse, pari a 200 milioni di euro per l’anno 2019, a ristoro delle minori entrate derivanti dall’attuazione del presente articolo.
All’articolo 9, dopo il comma 11 è aggiunto il seguente comma:
“11 bis. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze i proventi derivanti dalle disposizioni di cui al presente articolo sono ripartiti tra i singoli enti beneficiari del gettito delle entrate oggetto della dichiarazione integrativa speciale, in proporzione al contributo potenziale delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, delle ritenute e dei contributi previdenziali, dell'imposta regionale sulle attività produttive e dell'imposta sul valore aggiunto all’imposta sostitutiva complessivamente versata. Restano ferme le quote di devoluzione spettanti alle Regioni a statuto speciale ed alle Province autonome di Trento e di Bolzano secondo i rispettivi statuti speciali e le relative norme di attuazione".
Conseguentemente, il comma 12 è così riformulato:
“Le somme versate dai contribuenti a seguito della presentazione della dichiarazione integrativa speciale di cui al comma 3, lettera a), ripartite in favore dello Stato, sulla base di quanto previsto al comma 11 bis, affluiscono ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato per essere destinate, anche mediante riassegnazione, al Fondo per la riduzione della pressione fiscale, di cui all'articolo 1, comma 431, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. Nel predetto Fondo è altresì eventualmente iscritta una dotazione corrispondente al maggior gettito prevedibile, per ciascun esercizio finanziario, derivante dall'emersione di base imponibile indotta dalla presentazione della dichiarazione integrativa speciale, sulla base di valutazione effettuata dal Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento delle finanze. Nella nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza viene data adeguata evidenza del maggior gettito valutato ai sensi del precedente periodo.
La presente proposta emendativa è tesa a specificare che i proventi derivanti dalle disposizioni di cui all’articolo 9 vengono successivamente ripartiti, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, tra i singoli enti beneficiari del gettito dei tributi interessati alla presentazione delle dichiarazioni integrative speciali, in proporzione al contributo potenziale di ciascun tributo all’imposta sostitutiva complessivamente versata.
Art. 37-bis (inserito dalla Commissione Bilancio – Camera)
Si propone la seguente riformulazione dei commi 2 e 3 dell'art.37 bis Comma 2 Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca assegna le risorse di cui al comma 1, entro il 30 settembre di ciascun anno, direttamente agli Istituti tecnici superiori, secondo i seguenti criteri:
a) 70% a livello regionale sulla base del numero degli studenti ammessi al secondo anno/terzo anno e del numero degli studenti ammessi all’esame riferito all’anno precedente a quello di assegnazione delle risorse, al netto del numero dei diplomati all’interno dei percorsi valutati con un risultato inferiore a 50 in esito alla valutazione e al monitoraggio elaborato da Indire.
b) 30% a titolo di premialità alle Fondazioni ITS in relazione ai corsi conclusi da almeno 12 mesi nell’anno precedente secondo il tasso di occupabilità ed il numero di diplomati come indicato all’art. 1, comma 45 della L. 107/2015; Le Regioni, nell’ambito del contributo nazionale assegnato di cui al presente comma, lettera a), individuano e comunicano al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, l’entità delle risorse da assegnare successivamente ad ogni ITS con riferimento ai singoli percorsi da attivarsi entro il 30 ottobre dell’esercizio finanziario cui le risorse si riferiscono anche tenendo conto: 1) del risultato in esito alla valutazione e al monitoraggio elaborato da indire .
2) dei percorsi finanziati negli anni precedenti e non avviati.
3.Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentiti il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e previo accordo in sede di Conferenza stato-regioni, sono integrati gli standard organizzativi delle strutture e dei percorsi degli istituti tecnici superiori al fine di adeguare l'offerta formativa alle mutate esigenze del contesto di riferimento, anche in relazione all'innovazione tecnologica.
Le Regioni hanno competenza esclusiva in ordine alla programmazione dell’offerta formativa, in ragione della necessità di assicurare risposte in termini di competenze ai fabbisogni espresse dai singoli territori. Tale assunto trova piena coerenza, tra gli altri, in tutto l’articolato della norma costitutiva degli ITS (DPCM 25 gennaio 2008), che individua nei piani territoriali lo strumento per assicurarne il rispetto.
L’investimento delle Regioni nell’offerta formativa ITS supera di gran lunga la quota del 30% delle risorse statali prevista dalla norma. Nelle più recenti programmazioni le ha indicativamente triplicate. Solo questo dato dovrebbe rappresentare con assoluta evidenza il sostegno che le Regioni hanno assicurato allo strumento della formazione terziaria ITS, ben superiore a quello dello Stato.
Si rappresenta come l’emendamento approvato prevede, al comma 2, l’assegnazione delle risorse del Fondo (di cui all´art. 1, co 875 L.296/2006 come incrementato dall´art. 1, comma 67, L. 205/2017) direttamente dal MIUR alle Fondazioni ITS sulla scorta della valutazione effettuata secondo criteri e modalità di applicazione degli indicatori di cui all’Accordo CU 5 agosto 2014 e 17 dicembre 2015.
Tale formulazione viola quanto disposto dall´art. 2 dell’Accordo sancito in Conferenza Unificata il 17 dicembre 2015 (rep. Atti n. 133/CU), pur citato al comma 2, che rimette il 70% delle risorse del Fondo alla valutazione delle Regioni, sulla scorta di alcuni criteri, per l’individuazione dell’entità che viene successivamente comunicata al MIUR per l’assegnazione delle risorse alle Fondazioni.
INDICE DEGLI EMENDAMENTI DELLE REGIONI E PROVINCE AUTONOME
1 Ristrutturazione del debito ............................................................................................ 17
2 Rifinanziamento del Fondo Nazionale Trasporti ......................................................... 19
3. Modifiche all’articolo 70 – (riaccertamento residui DANC) ....................................... 19
4. Modifiche all’articolo 65 (iscrizione intera quota accantonata vincolata)................. 21
5. Modifiche all’articolo 70 (flessibilità risorse investimenti) ......................................... 21
6. Accesso al debito delle regioni che hanno rispettato i tempi di pagamento nell’anno precedente................................................................................................................................ 23
7. Modifiche all’articolo 61 – sanzioni .............................................................................. 24
8. Modifiche art.61 – semplificazione procedure ............................................................. 24
9. Rilancio investimenti - limite art.62 d.lgs 118/2011 ..................................................... 25
10. Relazione rapporti di lavoro autonomo personale medico. Integrazione D.Lgs. 502/1992 ................................................................................................................................... 25
11. Contratti formazione specialistica - medici .............................................................. 28
12. Compensazione fondo perequativo ........................................................................... 28
13. Componenti Commissione fabbisogni standard ...................................................... 29
14. Finanziamento Fondo da assegnare alle Regioni per fronteggiare le spese relative all'assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali ................................................................................................................... 30
15. Indennizzi emotrasfusi ............................................................................................... 31
16. Semplificazioni degli adempimenti dei soggetti riscossori della tassa automobilistica ........................................................................................................................ 31
17. Personale per le funzioni di difesa fitosanitaria obbligatoria e di tutela idrogeologica ........................................................................................................................... 32
18. CCNL Giornalisti........................................................................................................ 33
19. Incremento spese per investimenti Regione Siciliana .............................................. 33
20. Prelievo erariale unico sugli apparecchi da divertimento – retrocessione accise . 34
21. Prelievo erariale unico sugli apparecchi da divertimento - Split payment ............ 37
22. Riduzione dei costi della politica nelle Regioni a statuto speciale, ordinario e nelle Province autonome ................................................................................................................. 38
23. Rapporti finanziari con le autonomie speciali .......................................................... 39
24. Emendamento sostitutivo totale Art. 63 ................................................................... 41
25. Disposizioni per agevolare la riduzione del debito delle regioni ............................. 41
26. Riduzione dell’IRAP ................................................................................................... 43 16
27. Incentivi medici ospedali periferici/medici ex condotti ........................................... 44
28. Emendamento PTA .................................................................................................... 46
29. Art. XX (Piano di rientro extradeficit Regione autonoma della Sardegna per ammortamenti non sterilizzati) ............................................................................................. 46
30. XXX Modifiche art. 495-ter L. 232/2016– semplificazione procedure investimenti regionali da sbocco avanzo ..................................................................................................... 47
31. Semplificazione adempimenti contabili .................................................................... 48
32. Modifiche al d.lgs 165/2001 ........................................................................................ 49
33. Partecipate –gestione personale ................................................................................. 49
34. Partecipate - art. 24 del D. Lgs. 175/2016 ................................................................. 51
35. Superamento del precariato - cessione quote assunzionali ..................................... 51
36. Forme di lavoro flessibile ........................................................................................... 52
37. Graduatorie concorsuali ............................................................................................ 53
38. Centri per l’impiego ................................................................................................... 53
39. Incentivi al contratto di apprendistato (art. 26) ....................................................... 55
40. Centri antiviolenza e case rifugio .............................................................................. 55
Infrastrutture, Mobilità e Governo del territorio ................................................................ 56
41. 1° emendamento (modifiche art.16) .......................................................................... 56
42. 2° emendamento (Autobus euro 0) ............................................................................ 56
43. Codice contratti pubblici ............................................................................................ 57
44. Impianti sciistici .......................................................................................................... 58
45. Impianti di innevamento ............................................................................................ 59
46. Dissesto finanziario dei comuni ................................................................................. 60
47. Disposizioni per il rilancio degli investimenti ........................................................... 61
48. Eventi sismici ............................................................................................................... 61
49. Professioni sanitarie/albi ............................................................................................ 61
50. Finanziamento SISAC ................................................................................................ 65
51. Proposta di modifica della normativa sul sisma – Ulteriori proroghe dei termini a favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici verificatesi a far data dal 24 agosto 2016 ...................................................................................................................................... 67
52. Valutazioni in materia ambientale ............................................................................ 68
CONFERENZA UNIFICATA DEL 16.12.2018: Parere sul disegno di legge recante bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021. (A.C. 1334)