Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1117-codice-civile-parti-comuni-delledificio
Timestamp: 2018-03-22 03:57:20+00:00
Document Index: 45417896

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 32', 'art. 1117', 'art. 1117', 'art. 1117', 'art. 1117', 'art. 2051', 'art. 1117', 'art.1117']

Art. 1117 codice civile: Parti comuni dell'edificio
Codice civile Art. 1117 codice civile: Parti comuni dell’edificio
Sono oggetto di proprietà comune (1) dei proprietari delle singole unità immobiliari (2) dell’edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico (3) e se non risulta il contrario dal titolo:
3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all’uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell’aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche (4) (5).
Titolo: [v. 1100].
Cortile: area scoperta compresa tra i corpi di fabbrica di un edificio o di più edifici che serve a dare aria e luce agli ambienti circostanti.
(1) Art. così sostituito ex l. 11-12-2012, n. 220 (Riforma del condominio) (art. 1), in vigore dal 18-6-2013 (art. 32, l. cit.).
(2) L’espressione «singole unità immobiliari» sostituisce la precedente «piani o porzioni di piani».
(3) Si tratta di un implicito riferimento alla multiproprietà immobiliare, per cui cfr. artt. 69 e ss. d.lgs. 206/2005.
(4) Le parti comuni dell’edificio, dunque, sono riconducibili a tre gruppi:
— elementi essenziali dell’edificio (n. 1);
— locali adibiti a servizi comuni (n. 2);
— pertinenze che servono all’uso e al godimento comune (n. 3).
Tale elencazione, tuttavia, non è tassativa ma solo esemplificativa.
(5) Nella nuova formulazione, l’art. 1117, co. 1, n. 3, allineandosi all’opinione pacifica di dottrina e giurisprudenza, fa rientrare tra le parti comuni le antenne televisive e gli altri impianti per l’accesso a flussi informativi.
Cassazione civile sez. II 22 dicembre 2014 n. 27154
In tema di condominio negli edifici, la presunzione legale di comunione di talune parti, stabilita dall'art. 1117 cod. civ., senz'altro applicabile quando si tratti di parti dello stesso edificio, può ritenersi applicabile in via analogica anche quando si tratti non di parti comuni di uno stesso edificio, bensì di parti comuni di edifici limitrofi ed autonomi, purché si tratti di beni oggettivamente e stabilmente destinati all'uso od al godimento degli stessi, come nel caso di cortile esistente tra più edifici appartenenti a proprietari diversi, ove lo stesso sia strutturalmente destinato a dare aria, luce ed accesso a tutti i fabbricati che lo circondano
Cassazione civile sez. II 18 dicembre 2014 n. 26766
Il fatto che un edificio confini con un cortile non è sufficiente a far operare in favore del proprietario dell'edificio la presunzione di cui all'art. 1117 c.c., la quale trova applicazione solo ove il cortile sia strutturalmente destinato a dare aria, luce ed accesso a tutti i fabbricati che lo circondano.
Cassazione civile sez. II 21 novembre 2014 n. 24861
In tema di condominio, la fossa settica posta nel sottosuolo dell'edificio, nella quale confluiscono i liquami provenienti dagli scarichi dei sovrastanti appartamenti, rientra tra le parti comuni, in forza della presunzione di condominialità di cui all'art. 1117, n. 1, cod. civ., salvo che il contrario non risulti da un titolo, con la conseguenza che i singoli condomini che utilizzano l'impianto devono contribuire alle relative spese di utilizzazione e manutenzione, e sono tenuti, ai sensi dell'art. 2051 cod. civ., al risarcimento dei danni da esso eventualmente causati agli altri condomini o a terzi. Cassa con rinvio, App. Firenze, 22/01/2008
Cassazione civile sez. II 20 ottobre 2014 n. 22179
In tema di condominio, la natura del sottotetto di un edificio è, in primo luogo, determinata dai titoli e, solo in difetto di questi ultimi, può ritenersi comune, se esso risulti in concreto, per le sue caratteristiche strutturali e funzionali, oggettivamente destinato (anche solo potenzialmente) all'uso comune o all'esercizio di un servizio di interesse comune. Il sottotetto può considerarsi, invece, pertinenza dell'appartamento sito all'ultimo piano solo quando assolva alla esclusiva funzione di isolare e proteggere l'appartamento medesimo dal caldo, dal freddo e dall'umidità, tramite la creazione di una camera d'aria e non abbia dimensioni e caratteristiche strutturali tali da consentirne l'utilizzazione come vano autonomo.
Cassazione civile sez. II 10 settembre 2014 n. 19094
Cassazione civile sez. III 25 agosto 2014 n. 18164
Il cavedio (talora denominato chiostrina, vanella o pozzo luce) - cortile di piccole dimensioni, circoscritto dai muri perimetrali e dalle fondamenta dell'edificio comune - essendo destinato prevalentemente a dare aria e luce a locali secondari (quali ad esempio bagni, disimpegni, servizi), è sottoposto al medesimo regime giuridico del cortile, espressamente contemplato dall'art. 1117, n. 1, c.c. tra i beni comuni, salvo titolo contrario; la presunzione di proprietà comune non può essere vinta, nel silenzio del titolo, dalla mera possibilità di accesso al bene comune soltanto dall'appartamento di uno dei condomini, o dal fatto che costui abbia provveduto anche a collocarvi una pilozza, lo scaldabagno e l'impianto di illuminazione, in quanto l'utilità particolare che deriva da tali circostanze non è suscettibile di incidere sulla destinazione tipica e normale del bene, che è quella di dare aria e luce alle unità immobiliari di cui si compone l'edificio condominiale.
Cassazione civile sez. II 01 agosto 2014 n. 17556
Salve chiedo gentilmente se è possibile sapere se il muro di cinta di un immobile rientra nelle parti comuni dell’art.1117 in quanto stiamo facendo una ristrutturazione ordinaria in condominio minimo e di conseguenza possiamo godere del diritto alla detrazione del 50%
Distinti saluti Massimo Tonelli.