Source: http://www.privacy.it/archivio/garantesanz200507132.html
Timestamp: 2018-11-13 07:22:58+00:00
Document Index: 22990201

Matched Legal Cases: ['art 15', 'art. 137', 'art. 137', 'art. 8', 'art. 139', 'art. 11', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 734', 'art. 170']

ATTIVIT� GIORNALISTICA - CONSENSO ESPLICITO PER LA DIFFUSIONE DEI DATIINDENTIFICATIVI DELLA VITTIMA DI VIOLENZA SESSUALE
ATTIVIT� GIORNALISTICA -CONSENSO ESPLICITO PER LA DIFFUSIONE DEI DATI INDENTIFICATIVI DELLA VITTIMA DIVIOLENZA SESSUALE
VISTA la segnalazione presentata dallasig.a XY con riferimento ad un articolo del settimanale Giornale diTreviglio, edizione del ...;
VISTO il Codice in materia di protezionedei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003 n. 196) e l'allegato codicedeontologico relativo al trattamento dei dati personali nell'eserciziodell'attivit� giornalistica (Allegato A 1);
VISTI gli atti d'ufficio e leosservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art 15 delregolamento n. 1/2000;
Il settimanale il Giornale diTreviglio (edizione del ...) hapubblicato un articolo nel quale veniva riportata la notizia di una tentataviolenza sessuale ai danni di una giovane donna.
La vittima dell'aggressione si � rivoltaal Garante lamentando che il giornale, nel contesto della notizia, abbia resonota la sua identit� e l'indirizzo dell'abitazione dei propri genitori,indicato come il proprio luogo di residenza. La medesima ha precisato di esserestata contattata, subito dopo l'accaduto, da una giornalista del settimanalealla quale ha solo "descritto" l'episodio senza aver "maiacconsentito, n� in modoimplicito n� in modo esplicito, alla pubblicazione dei suoi dati personalinell'articolo".
A richiesta dell'Autorit�, il direttoreresponsabile del settimanale, tramite il proprio legale, ha confermato lacircostanza che la vittima aveva descritto alla giornalista l'accaduto, ma haasserito che la vittima stessa aveva prestato il proprio consenso allapubblicazione di quanto narrato, opponendo un rifiuto espresso solo in meritoalla possibilit� di essere fotografata; ha poi invocato l'applicazione dellespecifiche disposizioni riferite ai trattamenti di dati personali effettuatinell'esercizio dell'attivit� giornalistica, le quali consentono al giornalistadi trattare dati personali, anche senza il consenso dell'interessato, nelrispetto del principio dell'essenzialit� dell'informazione riguardo a fatti diinteresse pubblico, nonch� di trattare i dati relativi a fatti che sono resinoti direttamente dall'interessato (art. 137 del Codice in materia diprotezione dei dati personali).
CI� PREMESSO, ILGARANTE OSSERVA:
La pubblicazione della notizia in esametrova giustificazione nel diritto/dovere del giornalista di informare su fattidi interesse pubblico, richiamando l'attenzione su un grave tentativo diviolenza avvenuto in un piccolo comune (art. 137, comma 3 del Codice inmateria di protezione dei dati personali).
Non trova, invece, alcun fondamento, ed �pertanto illecita, la pubblicazione delle generalit� e dell'indirizzoriconducibile alla vittima.
Dagli elementi forniti dal settimanalenon risulta provato che la giornalista abbia acquisito il necessario consensodell'interessata. Siffatto consenso non pu� infatti desumersi dalla meracircostanza, evidenziata dal direttore responsabile del settimanale, che lavittima dell'aggressione si era semplicemente resa disponibile a descriverealla giornalista l'episodio appena accadutole in quanto il consensodell'interessata doveva riguardare in modo incontrovertibile la diffusione siadelle proprie generalit� e di altri elementi identificativi, sia della propriaimmagine.
Da quanto dichiarato dal settimanale, nonsolo non si evince la prova di tale inequivocabile manifestazione di volont�,ma emergono, al contrario, elementi che testimoniano la riluttanza della donnaa consentire di associare pubblicamente la sua persona al fatto narrato. Ci�emerge, in particolare, dalla circostanza –evidenziata dallo stessodirettore responsabile- che la stessa donna aveva espresso il proprio diniegoad essere fotografata dalla giornalista.
La diffusione delle generalit� dellasegnalante doveva trovare un limite nel dovere del giornalista di tutelarne ladignit� (art. 8 del codice di deontologia), avuto riguardo alla particolarenatura delle informazioni diffuse, attinenti alla sfera sessuale, di naturasensibile, soggette ad una speciale tutela anche quando sono trattatenell'esercizio dell'attivit� giornalistica (art. 139, comma 1, del Codicee art. 11 del codice di deontologia).
Tanto le generalit� dell'interessata,quanto l'indirizzo dell'abitazione, non costituivano dettagli indispensabili aifini del corretto esercizio del diritto di cronaca (art. 6 del codice dideontologia). Tale diritto avrebbe potuto essere esercitato con ugualeefficacia omettendo tali informazioni, tenuto conto anche del fatto che laconoscenza generalizzata di tali dati era idonea ad esporre l'interessata apossibili minacce alla propria incolumit� (art. 8 Raccomandazione delComitato dei ministri del Consiglio d'Europa del 10 luglio 2003 - Principirelativi alle informazioni attraverso i mezzi di comunicazione in rapporto aprocedimenti penali).
A ci� si aggiunga la rafforzataprotezione che l'ordinamento assicura alle vittime di atti di violenzasessuale, le cui generalit�, come l'immagine, non possono essere divulgate senzail consenso, attraverso mezzi di comunicazione di massa (art. 734 bis cod.pen.).
Alla luce delle considerazioni svolte, aisensi degli artt. 143, comma 1, lett. c) e 154, comma 1 lett. d),del Codice il Garante dispone nei confronti di DMedia Group S.p.a, in qualit�di titolare del trattamento, il divieto di ulteriore diffusione dellegeneralit� dell'interessata e dell'indirizzo riconducibile all'interessata e aisensi degli artt. 143, comma 1, lett. b) e 154, comma 1 lett. c),del Codice prescrive al medesimo soggetto di conformare i trattamenti di datiai principi richiamati nel presente provvedimento.
In caso di inottemperanza alprovvedimento di divieto si render� applicabile la sanzione di cui all'art. 170del Codice.
Resta impregiudicato il diritto dell'interessatadi rivolgersi all'autorit� giudiziaria per esercitare ogni altra azioneritenuta opportuna a tutela dei propri diritti.
Copia del presente provvedimento �inviata, per le valutazioni di competenza, al competente Consiglio regionale eal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti.
a) ai sensi degli artt. 143, comma 1,lett. c) e 154, comma 1, lett. d) del Codice in materia di protezione dei datipersonali, vieta a DMedia Group S.p.a, in qualit� di titolare del trattamento,l'ulteriore diffusione dei dati relativi all'interessata di cui in motivazione;
b) ai sensi degli artt. 143, comma1, lett. b) e 154, comma 1,lett. c) del Codice prescrive almedesimo editore di conformare i trattamenti ai principi richiamati nelladecisione medesima;
c) dispone l'invio di copia del presenteprovvedimento al competente Consiglio regionale e al Consiglio nazionaledell'Ordine dei giornalisti.