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Timestamp: 2020-08-07 04:44:12+00:00
Document Index: 66693451

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2932', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 1457', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 54']

Sentenza Cassazione Civile n. 22781 del 12/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22781 del 12/09/2019
Cassazione civile sez. II, 12/09/2019, (ud. 05/06/2019, dep. 12/09/2019), n.22781
sul ricorso 21962/2015 proposto da:
F.G., rappresentato e difeso dall’avvocato SALVATORE
P.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA SCROFA,
64, presso lo studio dell’avvocato VINCENZO CELLAMARE, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato RENATO LA ROSA;
avverso la sentenza n. 847/2015 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,
depositata il 10/05/2015.
F.G. propone ricorso per cassazione, illustrato da memoria – fuori termine – contro P.G. e S.G., che resistono con distinti controricorsi, il primo dei quali illustrato da memoria, avverso la sentenza della Corte di appello di Catania del 19.5.2015, che, in accoglimento dell’appello di questi ultimi, ha rigettato la domanda di risoluzione del preliminare del 27.4.2007 avanzata dal F. e, in accoglimento delle riconvenzionali degli appellanti, ha trasferito da costoro al F. la proprietà dell’immobile in (OMISSIS) in catasto al f. (OMISSIS) p.lla (OMISSIS), ordinando la trascrizione e condannando il F. a pagare Euro 55.000 oltre interessi e spese.
Il Tribunale aveva accolto la domanda di risoluzione condannando i promittenti venditori al doppio della caparra pari ad Euro 20.000 oltre interessi ed ai danni in Euro 1500 mentre la Corte di appello ha valorizzato la circostanza che le trascrizioni esistenti non erano pregiudizievoli in quanto a favore di P.G., donde l’accoglimento della riconvenzionale ex art. 2932 c.c..
Parte ricorrente denunzia: 1) violazione degli artt. 189,352,101 c.p.c., artt. 24 e 111 Cost., per la trattazione della causa in orario antecedente l’ora calendata delle 11, come riconosciuto anche dal procuratore dell’appellante; 2) nullità della sentenza per difetto di costituzione del collegio e violazione degli artt. 158 e 161 c.p.c., perchè l’udienza del 30.6.2014 era stata rinviata per assenza del relatore (Presidente), nella successiva del 15.12.2014 il relatore era diverso dal Presidente, il difensore era assente e l’espressione “sulle conclusioni delle parti precisate come in atti”, contenuta in sentenza si riferisce a quelle precisate in precedenza davanti alla Corte in composizione diversa; 3) violazione degli artt. 1366,1489,1455 c.c., omessa applicazione del principio di diritto di affidamento nell’altrui dichiarazione di garanzia non rispondente al vero, omessa motivazione, lamentando che la Corte di appello ha posto a fondamento della decisione l’omessa indagine del promissario acquirente circa la natura delle trascrizioni, sintomo della insussistenza della sua buona fede; 4) violazione dell’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, dell’art. 1457 c.c., stante la avvenuta scadenza del termine essenziale, omessa motivazione; 5) violazione degli artt. 91 c.p.c. e segg. e contraddittorietà della sentenza per aver affermato la solidarietà attiva degli appellanti e la liquidazione delle spese per ciascuno.
I profili processuali trattati nel primo e secondo motivo consentono la trattazione congiunta.
E’ pacifico che le parti hanno precisato le conclusioni, che l’udienza è stata rinviata per impedimento del relatore ed introitata ad una successiva udienza con un diverso collegio, con scambio di conclusionali e repliche.
Stando così le cose, non si comprende nè si indica quale concreto pregiudizio o violazione del diritto di difesa si siano verificati, tanto più che per la udienza successiva non è dimostrata una anticipazione dell’ora calendata che, in astratto, avrebbe potuto comportare la nullità (Cass. n. 17847/2017). Di certo sulla valenza probatoria degli atti processuali, non può far premio, come sembra ritenere il ricorrente, in contenuto di una memoria presentata nel giudizio di merito da altro difensore, anch’egli evidentemente interessato a giustificare la mancata partecipazione all’udienza.
Deve poi rilevarsi che la giurisprudenza invocata dal ricorrente si riferisce all’ipotesi che il verbale indichi la precisazione delle conclusioni davanti al un Collegio e, nella stessa udienza, la causa sia decisa da un Collegio diverso, mentre, come prospettato, nella fattispecie, la causa è stata rinviata ad altra udienza ed introitata sulle conclusioni della parte presente.
La terza censura non attinge la ratio decidendi decisiva ed assorbente della inesistenza di trascrizioni pregiudizievoli in quanto a favore dell’appellante, nè vi è omessa motivazione.
A seguito della riformulazione della norma di cui all’art. 360 c.p.c., n. 5, disposta dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, è denunciabile in cassazione solo l’omesso esame del fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti (Cass. 8 ottobre 2014, n. 21257, Rv. 632914).
Il quarto motivo, che sembra prospettare una questione nuova, non tiene conto, comunque, della giurisprudenza sulla essenzialità del termine e della tempestività della riconvenzionale. Normalmente il termine non è essenziale tranne che non risulti inequivocabilmente dalla volontà delle parti (Cass. 12.6.2007 n. 3645, Cass. 3.3.1995 n. 2347 ex multis).
Il quinto motivo sulle spese è infondato attesa la soccombenza e non vi è contraddittorietà tra l’affermata solidarietà attiva che attiene al profilo sostanziale e la liquidazione per ciascuna parte stanti le distinte posizioni processuali.
La Corte rigetta il ricorso, condanna parte ricorrente alle spese, liquidate in Euro 4.500,00 per S. ed Euro 6.000,00 per P., oltre 200 per esborsi in favore di ciascun controricorrente, oltre accessori e spese forfettarie nel 15%, dando atto dell’esistenza dei presupposti ex D.P.R. n. 115 del 2002, per il versamento dell’ulteriore contributo unificato.