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Timestamp: 2020-04-07 04:52:55+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

RS 0.343.1 Protocollo addizionale del 18 dicembre 1997 alla Convenzione sul trasferimento dei condannati
0.343.1 Protocollo addizionale del 18 dicembre 1997 alla Convenzione sul trasferimento dei condannati
Protocollo addizionale alla Convenzione sul trasferimento dei condannati1
Concluso a Strasburgo il 18 dicembre 1997
Approvato dall’Assemblea federale il 19 dicembre 20032
Ratificato con strumenti depositati dalla Svizzera il 18 giugno 2004
Entrato in vigore per la Svizzera il 1° ottobre 2004
Gli Stati membri del Consiglio d’Europa e gli altri Stati, firmatari del presente Protocollo,
nell’intento di facilitare l’applicazione della Convenzione sul trasferimento dei condannati, aperta alla firma il 21 marzo 19831 a Strasburgo (di seguito: «la Convenzione») e, in particolare, di perseguire gli obiettivi, in essa enunciati, di servire gli interessi di una buona amministrazione della giustizia e di favorire il reinserimento sociale dei condannati;
consapevoli del fatto che molti Stati non possono estradare i propri cittadini;
considerato che è altresì opportuno completare la Convenzione su alcuni punti,
1. I termini e le espressioni utilizzati nel presente Protocollo devono essere interpretati ai sensi della Convenzione.
2. Le disposizioni della Convenzione sono applicabili nella misura in cui sono compatibili con le disposizioni del presente Protocollo.
Art. 2 Persone che hanno lasciato lo Stato di condanna prima dell’esecuzione integrale della pena1
il cittadino è fuggito o è rientrato in altro modo nel suo Stato di cittadinanza essendo a conoscenza che è stata emessa una sentenza nei suoi confronti.2
2. Su richiesta dello Stato di condanna, lo Stato d’esecuzione può, prima di ricevere la documentazione a sostegno della richiesta, o in attesa della decisione relativa a tale richiesta, procedere all’arresto del condannato, o adottare qualsiasi altra misura idonea a garantire che esso rimanga nel suo territorio in attesa di una decisione relativa alla richiesta. Le domande in tal senso sono accompagnate dalle informazioni di cui al paragrafo 3 dell’articolo 4 della Convenzione. L’arresto a tale titolo del condannato non può comportare un aggravamento della situazione penale dello stesso.
3. Per il trasferimento dell’esecuzione non è necessario il consenso del condannato.
1 Nuovo testo giusta l’art. 1 del Prot. di em. del 22 nov. 2017, approvato dall’AF il 21 giu. 2019 e applicato provvisoriamente dal 1° gen. 2020 (RU 2019 5025 5023; FF 2018 3175).
2 Nuovo testo giusta l’art. 1 del Prot. di em. del 22 nov. 2017, approvato dall’AF il 21 giu. 2019 e applicato provvisoriamente dal 1° gen. 2020 (RU 2019 5025 5023; FF 2018 3175).
Art. 3 Condannati oggetto di un provvedimento di espulsione o di riaccompagnamento alla frontiera1
1 Su richiesta dello Stato di condanna, lo Stato d’esecuzione può, fatte salve le disposizioni del presente articolo, dare il proprio consenso al trasferimento di un condannato senza il consenso di quest’ultimo quando la condanna pronunciata nei suoi confronti, o una decisione amministrativa, comporta una misura di espulsione o di riaccompagnamento alla frontiera o qualsiasi altra misura in applicazione della quale il condannato, dopo la sua scarcerazione, non potrà più soggiornare nel territorio dello Stato di condanna. 2
2. Lo Stato d’esecuzione dà il proprio consenso ai sensi del paragrafo 1 solo dopo aver considerato il parere del condannato.
una copia del provvedimento di espulsione o di riaccompagnamento alla frontiera o di qualsiasi altra misura in applicazione della quale il condannato, dopo la sua scarcerazione, non potrà più soggiornare nel territorio dello Stato di condanna.
quando, avendo avuto la possibilità di farlo, il condannato non ha lasciato, nei 30 giorni successivi alla sua scarcerazione definitiva, il territorio dello Stato di esecuzione, o se vi è ritornato dopo averlo lasciato. 4
5. Nonostante le disposizioni del paragrafo 4 del presente articolo, lo Stato d’esecuzione può adottare le misure necessarie, conformemente alla propria legislazione, ivi compreso il ricorso ad un procedimento in contumacia, ai fini di una interruzione della prescrizione.
6. Ogni Stato contraente può, per mezzo di una dichiarazione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, indicare che non procederà all’esecuzione di condanne alle condizioni di cui al presente articolo.
1 Nuovo testo giusta l’art. 2 del Prot. di em. del 22 nov. 2017, approvato dall’AF il 21 giu. 2019 e applicato provvisoriamente dal 1° gen. 2020 (RU 2019 5025 5023; FF 2018 3175).
2 Nuovo testo giusta l’art. 2 del Prot. di em. del 22 nov. 2017, approvato dall’AF il 21 giu. 2019 e applicato provvisoriamente dal 1° gen. 2020 (RU 2019 5025 5023; FF 2018 3175).
3 Nuovo testo giusta l’art. 2 del Prot. di em. del 22 nov. 2017, approvato dall’AF il 21 giu. 2019 e applicato provvisoriamente dal 1° gen. 2020 (RU 2019 5025 5023; FF 2018 3175).
4 Nuovo testo giusta l’art. 2 del Prot. di em. del 22 nov. 2017, approvato dall’AF il 21 giu. 2019 e applicato provvisoriamente dal 1° gen. 2020 (RU 2019 5025 5023; FF 2018 3175).
Art. 4 Firma ed entrata in vigore
1. Il presente Protocollo è aperto alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa e degli altri Stati firmatari della Convenzione. Esso è sottoposto a ratifica, accettazione o approvazione. Uno Stato firmatario non può ratificare, accettare o approvare il presente Protocollo senza avere precedentemente o contemporaneamente ratificato, accettato o approvato la Convenzione. Gli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione sono depositati presso il Segretario Generale del Consiglio d’Europa.
2. Il presente Protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di deposito del terzo strumento di ratifica, accettazione o approvazione.
3. Per ogni Stato firmatario che depositerà successivamente lo strumento di ratifica, accettazione o approvazione, il Protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data del deposito.
Art. 5 Adesione
1. Ogni Stato non membro che ha aderito alla Convenzione può aderire al presente Protocollo dopo la sua entrata in vigore.
2. Per ogni Stato aderente, il Protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di deposito dello strumento di adesione.
Art. 6 Applicazione territoriale
1. Ogni Stato può, al momento della firma o al momento del deposito dello strumento di ratifica, accettazione o adesione, indicare il o i territori ai quali si applica il presente Protocollo.
2. Ogni Stato contraente può, in qualsiasi altro momento successivo, mediante una dichiarazione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, estendere l’applicazione del presente Protocollo a qualsiasi altro territorio indicato nella dichiarazione. Per tale territorio, il Protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di ricevimento della dichiarazione da parte del Segretario Generale.
3. Ogni dichiarazione fatta in applicazione dei due paragrafi precedenti può essere ritirata, per quanto riguarda qualsiasi territorio indicato in tale dichiarazione, mediante notifica indirizzata al Segretario Generale. Il ritiro ha efficacia dal primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di ricevimento della notifica da parte del Segretario Generale.
Art. 7 Applicazione temporale
Il presente Protocollo è applicabile all’esecuzione delle condanne pronunciate anteriormente o successivamente alla sua entrata in vigore.
Art. 8 Denuncia
1. Ogni Stato contraente può in qualsiasi momento denunciare il presente Protocollo, mediante notifica da indirizzare al Segretario Generale del Consiglio d’Europa.
2. La denuncia ha effetto dal primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di ricevimento della notifica da parte del Segretario Generale.
3. Il presente Protocollo, tuttavia, continua ad essere applicato per l’esecuzione di condanne relative a persone che sono state trasferite conformemente alle disposizioni della Convenzione o del presente Protocollo prima che la denuncia abbia effetto.
4. La denuncia della Convenzione comporta di diritto la denuncia del presente Protocollo.
Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa notifica agli Stati membri del Consiglio d’Europa, ad ogni Stato firmatario, a ogni Parte, nonché a ogni altro Stato che sia stato invitato ad aderire alla Convenzione:
tutte le date di entrata in vigore del presente Protocollo conformemente agli articoli 4 e 5 dello stesso;
ogni altro atto, dichiarazione, notifica o comunicazione relativi al presente Protocollo.
Fatto a Strasburgo il 18 dicembre 1997, in francese e in inglese, i due testi facenti ugualmente fede, in un unico esemplare depositato negli archivi del Consiglio d’Europa. Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa ne trasmetterà una copia autentica a ciascuno Stato membro del Consiglio d’Europa, agli altri Stati firmatari della Convenzione e ad ogni Stato invitato ad aderire alla Convenzione.
RU 2004 4307; FF 2002 3864
1 Prot. consolidato: l’emendamento del 22 nov. 2017 (RS HYPERLINK "http://www.admin.ch/ch/i/rs/c0_814_021_1.html" ; RU 2019 5025), in vigore per la Svizzera, è inserito nel presente Prot. Questo emendamento è in vigore solo nei rapporti tra gli Stati che li hanno ratificati e che hanno rilasciato una dichiarazione di applicazione provvisoria di detto emendamento. Vedi dunque il campo d’applicazione nello citato testo RS.
2 Art. 1 cpv. 1 del DF del 19 dic. 2003 (RU 2004 4161).
3RU 2004 4307, 2007 1375, 2010 3457 e 2016 2853. Una versione del campo di applicazione aggiornata è pubblicata sul Sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch/trattati).
RU 2004 4307
Protocollo addizionale del 18 dicembre 1997 alla Convenzione sul trasferimento dei condannati