Source: http://aprireunclub.com/normativa-circoli-privati-club-asd/giochi-leciti/
Timestamp: 2014-08-28 11:04:41+00:00
Document Index: 54509860

Matched Legal Cases: ['art.110', 'art.110', 'art.110', 'art. 86', 'art. 86', 'art. 19', 'art.110', 'art.39']

Giochi leciti - Aprire un club, circolo privato o A.S.D.
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Sono giochi leciti il biliardo, la carambola, i cosiddetti “giochi da tavolo”(carte, dama, scacchi, ecc.), gli apparecchi meccanici (bigliardino e apparecchi similari) e gli apparecchi e congegni automatici, semiautomatici, elettronici ed elettromeccanici (flipper, video giochi, ecc.) di cui ai commi 6 e 7 dell’art.110 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS).
Il nuovo art.110 del TULPS individua gli apparecchi che possono essere utilizzati per il gioco d’azzardo e quelli per il gioco lecito. Sono considerati apparecchi e congegni per il gioco d’azzardo, pertanto vietati, quelli che hanno insita la scommessa o che consentono vincite puramente aleatorie di un qualsiasi premio in denaro o in natura o vincite di valore superiore ai limiti fissati al comma 6. Sono individuate, poi, due tipologie di apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da trattenimento o da gioco leciti: quelli indicati nel comma 6. e quelli indicati nel comma 7.G
Gli apparecchi del comma 6. (le cosiddette newslot) sono “quelli che, dotati di attestato di conformità alle disposizioni vigenti rilasciato dal Ministero dell’economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e obbligatoriamente collegati alla rete telematica, si attivano con l’introduzione di moneta metallica, nei quali insieme con l’elemento aleatorio sono presenti anche elementi di abilità, che consentono al giocatore la possibilità di scegliere, all’avvio o nel corso della partita, la propria strategia, selezionando appositamente le opzioni di gara ritenute più favorevoli tra quelle proposte dal gioco, il costo della partita non supera 1 euro, la durata minima della partita è di quattro secondi e che distribuiscono vincite in denaro, ciascuna comunque di valore non superiore a 100 euro, erogate dalla macchina” L’offerta complessiva di gioco tramite apparecchi o congegni da divertimento e intrattenimento non deve riguardare esclusivamente l’installazione degli apparecchi o congegni previsti all’art.110, comma 6. Inoltre il loro numero non può essere superiore al numero complessivo delle altre tipologie di apparecchi o congegni presenti nel circolo.
L’utilizzo degli apparecchi e dei congegni di cui al comma 6 è vietato ai minori di anni 18.
Gli apparecchi del comma 7. sono suddivisi, a loro volta, in due tipologie:
b) quelli, basati sulla sola abilità fisica, mentale o strategica, che non distribuiscono premi, per i quali la durata della partita può variare in relazione all’abilità del giocatore e il costo della singola partita può essere superiore a 50 centesimi di euro”.
Autorizzazioni amministrative. Per effetto della legge finanziaria per l’anno 2006 e quindi della nuova formulazione del comma 3 dell’art. 86 del Tulps, l’installazione degli apparecchi e congegni di cui all’articolo 110 è possibile in tutti gli esercizi già autorizzati in base allo stesso articolo 86 (bar, ristoranti, alberghi, circoli privati con somministrazione, ecc.) e all’articolo 88 (agenzie scommesse), senza il rilascio di un’ulteriore specifica autorizzazione.
Per i giochi leciti di cui all’art. 86, comma 1 (carte, calciobalilla, biliardi, dama, ecc…), occorre invece presentare apposita Dichiarazione d’Inizio Attività ai sensi dell’art. 19 della Legge n. 241/90.
Pertanto, l’attività in argomento potrà essere iniziata decorsi 30 giorni dalla presentazione della suddetta D.I.A., a seguito di successiva comunicazione di concreta attivazione della stessa.
E’ obbligatorio esporre nel circolo, unitamente all’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande, la tabella dei giochi proibiti
Le entrate derivanti dall’utilizzo dei giochi e degli apparecchi da gioco e intrattenimento sono soggette all’imposta sugli intrattenimenti…
Sulle entrate derivanti dall’utilizzo degli apparecchi da gioco meccanici (biliardo, carambola, bigliardino, ecc.) l’imposta sugli intrattenimenti viene calcolata in base ad un imponibile medio forfetario determinato di anno in anno dal Ministero delle Finanze.
Per quanto riguarda i corrispettivi derivanti dall’utilizzo degli apparecchi e congegni da divertimento previsti dal comma 6 dell’art.110 del TULPS essi non vengono assoggettati né all’Iva né all’imposta sugli intrattenimenti, il comma 13 dell’art.39 del D.L. 269/2003 ha, infatti, istituito, per questi ricavi, un prelievo erariale unico (Preu); tale prelievo si applica nella misura del 13,5% sulle somme giocate.
Le imposte gravano sui proprietari o sui gestori degli apparecchi, quindi, normalmente, sulle ditte noleggiatrici; solo i biliardi e, a volte, i bigliardini (calciobalilla) sono, di norma, di proprietà dei circoli stessi e, quindi, spetta a questi ultimi il versamento dell’imposta.
È opportuno, infine, precisare il rapporto intercorrente tra circolo e ditta noleggiatrice al fine di verificare se la percentuale (l’aggio) che il noleggiatore riconosce al circolo sia o meno da considerare entrata di carattere commerciale.
Il rapporto giuridico sottostante la presenza degli apparecchi menzionati all’interno dei circoli è sostanzialmente riconducibile a tre fattispecie: proprietà, locazione, comodato ad uso gratuito.
PROPRIETA’. In questo caso il circolo gestisce in proprio gli apparecchi: viene meno, pertanto, ogni rapporto economico con soggetti terzi. Il circolo versa l’imposta intrattenimenti, ma non l’Iva (purché, ovviamente, gli apparecchi siano destinati ad uso esclusivo del corpo sociale).
LOCAZIONE. L’imprenditore concede in noleggio al circolo l’apparecchio, il quale circolo si configura come gestore dello stesso: il circolo è tenuto a versare l’imposta intrattenimenti, ma non l’Iva. Quanto al rapporto con il noleggiatore, questo, soggetto imprenditoriale, sarà tenuto all’emissione di regolare fattura per il compenso ricevuto sulla base del contratto di noleggio.
L’importo, sussistendo tutti i presupposti di legge previsti per l’assoggettamento, sarà gravato di Iva al 20%.
COMODATO AD USO GRATUITO. In tale circostanza, che è la più diffusa, il circolo si configura come ente-ospite dell’apparecchio, rimanendo la gestione dello stesso in capo all’impresa, la quale, pertanto, assolverà integralmente i tributi connessi all’esercizio dell’attività (Iva ed imposta intrattenimenti). Con Risoluzione n.38, del 15 marzo 2004 l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, laddove il circolo, a fronte del ristorno delle spese di manutenzione, energia, custodia e servizi afferenti, riceva dal gestore un corrispettivo, questo dovrà essere assoggettato ad Iva qualora i servizi prestati dal circolo abbiano carattere di abitualità (ossia sistematicità e ricorrenza), circostanza che certamente si avvera se il circolo ospiti non occasionalmente un apparecchio, e sussista, parimenti, una struttura organizzativa diretta alla manutenzione e gestione degli apparecchi stessi (tra gli indizi dell’organizzazione vi è anche da considerare l’entità degli importi derivanti al circolo dalla prestazione dei servizi resi alla ditta noleggiatrice). Qualora sussistano le condizioni menzionate il circolo, quale soggetto che presta professionalmente un servizio a fronte di corrispettivo, dovrà emettere regolare fattura con Iva al 20%.
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