Source: http://www.dirittoegiustizia.it/news/17/0000073770/Attenzione_a_cosa_si_accetta_nel_concludere_le_vendite_online_per_non_trovarsi_vincolati_in_un_clic.html
Timestamp: 2020-06-02 22:13:41+00:00
Document Index: 39153675

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 23', 'art. 23', 'CGUE ', 'art.23', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 23', 'art. 23']

Attenzione a cosa si accetta nel concludere le vendite online per non trovarsi vincolati in un clic - COMUNITARIO e INTERNAZIONALE | Diritto e Giustizia
clic wrapping | 22 Maggio 2015
È il principio sancito dalla EU:C:2015:334 del 21/5/15 (causa C-322/14). Palesi le ripercussioni perché questa è una prassi comune nell’e-commerce e quando si scaricano programmi, anche gratuiti.
Il caso. Un concessionario tedesco comprò un’auto elettrica ad un prezzo stracciato su un sito di vendite online di una filiale di un produttore belga. La conclusione dell’affare comportava anche l’accettazione delle condizioni stabilite dal venditore e, soprattutto, della clausola compromissoria che riconosceva la giurisdizione belga sulle eventuali liti. La vendita fu annullata dal venditore perché, al momento di predisporre la spedizione al cliente, riscontrò danni all’auto. Questi pensando ad un pretesto, visto che il prezzo era troppo vantaggioso, instaurò un’azione di adempimento contrattuale in Germania sostenendo l’inopponibilità della clausola compromissoria: la vendita era avvenuta in Germania, ma la filiale declinò ogni responsabilità dato che la vera convenuta era la casa madre (i cui dati erano indicati nella fattura rilasciatagli). Il punto focale del caso è stabilire se il clic wrapping, soprattutto laddove la pagina web delle condizioni non si apre automaticamente, rientri o meno nelle forme equivalenti a quella scritta ex art. 23 §.2: la CGUE, come detto, ha risposto positivamente a questo dubbio.
Quadro normativo. L’art. 3 stabilisce che le parti possono essere convenute presso un giudice straniero se hanno concordato la sua giurisdizione ai sensi di quanto stabilito dalle sez. 2 e 7 del regolamento. Orbene l’art. 17 della Convezione di Bruxelles del 1968, riprodotto pedissequamente dall’art. 23 R. 44/2001 collocato in quest’ultima sezione, stabilisce che se le parti convengono la giurisdizione di un giudice (belga nel nostro caso) questi avrà la competenza esclusiva sulle liti, purché la clausola sia scritta o redatta «in una forma ammessa dalle pratiche che le parti hanno stabilito tra loro, o nel commercio internazionale, in una forma ammessa da un uso che le parti conoscevano o avrebbero dovuto conoscere e che, in tale campo, è ampiamente conosciuto e regolarmente rispettato dalle parti di contratti dello stesso tipo nel ramo commerciale considerato». L’art. 23 specifica il testo del 17 chiarendo che «la forma scritta comprende qualsiasi comunicazione elettronica che permetta una registrazione durevole della clausola attributiva di competenza».
Se clicchi su “accetto” ti vincoli anche se la pagina web non si apre automaticamente. La giurisprudenza costante della CGUE sull’art.23 è restrittiva, perché pone limiti sia alle competenze speciali ex artt. 7 e 5 che ai criteri generali per il foro del convenuto di cui all’art. 3 e sancisce che prevale la volontà delle parti: in nome del principio dell’autonomia negoziale, possono scegliere un giudice diverso da quello che sarebbe stato eventualmente competente ai sensi di detto regolamento (EU:C:2013:62 e 1997:70). L’art. 17 della Convenzione, sostituito dall’identico art. 23, chiarisce che essa può essere fatta anche con mezzi equivalenti alla forma scritta, purché frutto di un accordo delle parti. Il compratore, cliccando sul tasto “accetto”, anche se la pagina web non si apre in automatico, purché sia accessibile, ha approvato le condizioni imposte dal venditore compresa la contestata clausola compromissoria che, così, è valida a tutti gli effetti. Infatti uno studio del 2007 stabilì che tale accettazione rientra tra le forme di comunicazione elettronica di cui all’art. 23§.2.
Condizioni valide anche se non salvate sul pc o stampate. Infatti in esso si chiarisce che «la condizione che soddisfa il requisito di forma di tale disposizione ‘è (...) rappresentata dalla possibilità di conservare il testo della comunicazione elettronica in modo duraturo, stampandolo su carta o registrandolo su nastro o disco, o utilizzando altro mezzo che ne permetta la conservazione’, e il requisito della forma sussiste anche se la registrazione durevole della clausola non sia stata ‘effettuata in concreto’, talché la registrazione non è richiesta per l’esistenza o la validità formale della clausola». Questa conclusione è conforme all’esegesi storica-teleologica contenuta in una presentazione della Commissione del 1999, nell’ambito dei lavori preparatori del regolamento: l’accordo è valido anche se il contenuto è accessibile sullo schermo e quindi equipara questa forma di comunicazione elettronica a quella scritta o confermata per scritto. In breve offre le stesse garanzie e per l’onere della prova è sufficiente che sia possibile salvarle sul pc o stamparle, prima della conclusione del contratto, tanto più che non si possono opporre i principi dell’EU:C:2012:429, relativa ad un link con un collegamento ipertestuale a condizioni non fornite dal venditore: palesemente estranea alla fattispecie.