Source: http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf;jsessionid=9ea7d2dc30dc07a675b46ef9465aacc3be5a610016ba.e34KaxiLc3qMb40Rch0SaxyNaxr0?text=&docid=108604&pageIndex=0&doclang=IT&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=6665
Timestamp: 2018-10-22 07:20:06+00:00
Document Index: 27848469

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 31', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 5']

Causa F‑64/06
«Funzione pubblica — Nomina — Agenti temporanei nominati funzionari — Candidati iscritti in un elenco di riserva prima dell’entrata in vigore del nuovo Statuto — Norme transitorie di inquadramento nel grado all’atto dell’assunzione — Inquadramento nel grado in applicazione delle nuove norme meno favorevoli — Artt. 5, n. 4, e 12, n. 3, dell’allegato XIII dello Statuto»
Oggetto: Ricorso, proposto ai sensi degli artt. 236 CE e 152 EA, con il quale il sig. Bergström, vincitore di un concorso pubblicato anteriormente al 1º maggio 2004, chiede l’annullamento della decisione della Commissione del 10 agosto 2005, con cui viene nominato amministratore in prova con decorrenza dal 16 settembre 2005, nella parte in cui tale decisione lo inquadra in un grado inferiore a quello annunciato nel bando di concorso di cui sopra.
1. L’art. 5, n. 4, dell’allegato XIII dello Statuto riguarda gli agenti temporanei iscritti «in un elenco di candidati idonei a passare ad un’altra categoria» nonché quelli «iscritti in un elenco di vincitori di un concorso interno». Benché un concorso di «passaggio di categoria» sia anch’esso, per sua natura, un concorso interno, occorre interpretare la disposizione di cui trattasi in modo da attribuirle un effetto utile, evitando, per quanto possibile, ogni interpretazione che porti alla conclusione che tale disposizione è superflua. È chiaro che il legislatore con l’espressione «concorso interno» ha inteso prendere in considerazione i concorsi cosiddetti di nomina in ruolo il cui scopo è quello di permettere, nel rispetto di tutte le disposizioni statutarie che disciplinano l’accesso alla funzione pubblica europea, l’assunzione, in qualità di funzionari, di agenti che hanno già una certa esperienza nell’istituzione e che hanno dimostrato la loro idoneità ad occupare i posti da coprire. Tale interpretazione è corroborata dalla formulazione dell’art. 5, n. 2, dell’allegato XIII dello Statuto, che riguarda solo i funzionari iscritti «in un elenco di candidati idonei a passare ad un’altra categoria» senza menzionare i funzionari «iscritti in un elenco di candidati vincitori di un concorso interno». Una siffatta menzione sarebbe stata priva di giustificazione dato che non vi è appunto ragione di procedere alla nomina in ruolo di agenti che sono già funzionari.
Perché sia applicabile l’art. 5, n. 4, dell’allegato XIII dello Statuto, occorre che vi sia il passaggio da una «categoria precedente» ad una «nuova categoria», in esito ad un concorso che porti alla redazione di un «elenco di candidati idonei a passare in un’altra categoria», ovvero ad un concorso interno di nomina in ruolo che abbia avuto l’effetto di comportare un tale passaggio di categoria. Il legislatore, nell’ambito dell’esercizio del suo ampio potere discrezionale in materia — nel contempo — di disposizioni transitorie e di criteri di inquadramento, si è così scostato dalla regola generale in materia di inquadramento di funzionari neoassunti, sancita all’art. 31, n. 1, dello Statuto, quale integrato dall’art. 12, n. 3, o dall’art. 13, n. 1, dell’allegato XIII del detto Statuto, relativamento ai vincitori di concorso iscritti in un elenco degli idonei prima del 1° maggio 2006 e assunti, rispettivamente, tra il 1° maggio 2004 e il 30 aprile 2006, e dopo il 1 maggio 2006, riservando il beneficio dell’inquadramento in un grado diverso da quello indicato nel bando di concorso agli agenti assunti in qualità di funzionari in prova già in possesso di un’esperienza nell’istituzione e che abbiano dimostrato, in esito ai concorsi di cui sopra, la loro idoneità ad occupare posti in una categoria superiore.
(v. punti 43, 44, 47 e 48)
Per giunta, un’interpretazione estensiva dell’art. 5, n. 4, dell’allegato XIII dello Statuto sarebbe tale da far venir meno la parità di trattamento tra i vincitori di uno stesso concorso, i quali, secondo la giurisprudenza, si trovano in una situazione di fatto e di diritto analoga e, in mancanza di ragioni obiettive che giustifichino una differenziazione, devono poter beneficiare di uno stesso trattamento, in particolare in materia di inquadramento. Tuttavia una disparità di trattamento a seconda che l’assunzione sia avvenuta anteriormente o successivamente all’entrata in vigore della riforma dello Statuto può obiettivamente giustificarsi con la necessità di preservare la libertà del legislatore dell’Unione di apportare in ogni momento alle norme dello Statuto le modifiche da lui ritenute conformi all’interesse del servizio, anche se tali disposizioni si rivelano meno favorevoli delle precedenti per i funzionari.