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Timestamp: 2019-09-22 07:03:19+00:00
Document Index: 34377329

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 28', 'art. 11', 'art. 28', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 18', 'art. 15', 'art. 28']

Campo di applicazione il 22 luglio 2014
Accordo concernente i marinai rifugiati
Conchiuso all'Aia il 23 novembre 1957
Approvato dall'Assemblea federale il 28 settembre 19622
Istrumento d'adesione depositato dalla Svizzera il 12 dicembre 1962
Entrato in vigore per la Svizzera il 12 marzo 1963
I Governi del Regno dei Belgio, del Regno di Danimarca, della Repubblica Francese, della Repubblica federale della Germania, dei Regno Unito di Gran Bretagna e dell'Irlanda del Nord, del Regno di Norvegia, del Regno dei Paesi Bassi e del Regno di Svezia,
nella loro qualità di Governi degli Stati partecipanti alla Convenzione del 28 luglio 19511 sullo statuto dei rifugiati,
desiderosi di risolvere, nel senso dell'articolo 11 della sopraccitata Convenzione, il problema dei marinai rifugiati e di promuovere la cooperazione, conformemente all'articolo 35 della Convenzione, con l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, nell'esercizio delle sue funzioni,
per «la Convenzione» s'intende la Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati;
il termine «marinaio rifugiato» è applicabile a chiunque sia considerato rifugiato, conformemente alla definizione dell'articolo 1 della Convenzione e alla dichiarazione o notificazione da parte dello Stato Contraente giusta la sezione B, e lavori a qualsiasi condizione, come marinaio o eserciti abitualmente detta professione a bordo d'un mercantile.
Un marinaio rifugiato, privo di residenza regolare e autorizzato a risiedere solamente in uno Stato in cui egli debba però fondatamente temere persecuzioni razziali, religiose, nazionalistiche, politiche o sociali, sarà considerato, per l'applicazione dell'articolo 28 della Convenzione, come residente regolarmente:
sul territorio della Parte Contraente sotto la cui bandiera egli ha prestato servizio, per un periodo, continuo o no, di 600 giorni durante i tre anni precedenti l'applicazione del presente Accordo, come marinaio di natanti che abbiano attraccato annualmente almeno due volte in porti di detto territorio - i servizi prestati dal rifugiato prima o durante la sua residenza in un altro Stato non essendo presi in considerazione; o
sul territorio della Parte Contraente in cui egli ha risieduto regolarmente come rifugiato durante i tre anni precedenti l'applicazione del presente Accordo, se nel frattempo egli non ha trasferito la residenza in un altro Stato.
Un marinaio rifugiato che, al momento dell'entrata in vigore del presente Accordo:
non ha una residenza regolare e non è autorizzato a risiedere su altro territorio all'infuori d'uno Stato in cui egli debba fondatamente temere persecuzioni razziali, religiose, nazionalistiche, politiche o sociali, e
non è considerato, conformemente all'articolo 2, residente regolarmente sul territorio d'una Parte Contraente,
sarà considerato, al fine dell'articolo 28 della Convenzione, come residente regolarmente:
sul territorio della Parte Contraente che gli ha concesso o prolungato o rinnovato, quale rifugiato, prima del 31 dicembre 1945 e dell'entrata in vigore del presente Accordo, un titolo di viaggio che gli conferisce il diritto di ritorno anche a documento scaduto;
sul territorio della Parte Contraente dove egli ha avuto la sua ultima residenza regolare, come marinaio rifugiato, dopo il 31 dicembre 1945 e prima dell'entrata in vigore del presente Accordo;
sul territorio della Parte Contraente, sotto la cui bandiera egli ha prestato l'ultimo servizio dopo il 31 dicembre 1945 e prima dell'entrata in vigore del presente Accordo, in qualità di marinaio rifugiato, durante almeno 600 giorni, consecutivi o no, compresi negli ultimi tre anni, su natanti che hanno attraccato almeno due volte in porti della madre patria.
Il marinaio rifugiato cessa di avere la residenza regolare sul territorio di una Parte Contraente, se questa non decide altrimenti, quando, scaduto il termine per l'assegnazione della residenza giusta gli articoli 2 e 3 del presente Accordo:
egli ha stabilito la sua residenza in un altro Stato; o
egli ha prestato servizio, su natanti di un unico Stato, per almeno 1350 giorni consecutivi o no, durante il seiennio seguente il termine sopraccitato; o
egli non ha prestato almeno 30 giorni di servizio, consecutivi o no ma compresi in un triennio dopo il sopraccitato termine, su un natante che batte bandiera e che attracchi almeno due volte in porti della Parte Contraente, oppure egli non ha risieduto per almeno dieci giorni, consecutivi o no, sul territorio di detta Parte.
Allo scopo di migliorare le condizioni della maggior parte dei marinai rifugiati, le Parti Contraenti esamineranno con particolare attenzione la possibilità di applicare il presente Accordo anche a quei marinai rifugiati che non adempiono le disposizioni dello stesso.
Al marinaio rifugiato, in possesso di un titolo di viaggio con diritto di ritorno, ciascuna Parte Contraente concederà, circa l'ammissione sul suo territorio al fine di trascorrere congedi o adempiere il contratto d'arruolamento, lo stesso trattamento che quello riservato ai marinai aventi la nazionalità della Parte che ha emesso il titolo, e in ogni caso, un trattamento almeno pari a quello riservato ai marinai stranieri in generale.
Ciascuna Parte Contraente deve, per agevolare la costituzione del domicilio in un altro Stato, esaminare con benevolenza la domanda d'ammissione temporanea sul suo territorio, fatta da un marinaio rifugiato, in possesso d'un titolo di viaggio conferentegli il diritto di ritorno nel territorio di un'altra Parte Contraente.
Ciascuna Parte Contraente cercherà di fornire delle carte d'identità a quei marinai rifugiati che servono sotto la sua bandiera e che non possono ottenere dei titoli di viaggio.
Per quanto la Parte Contraente ha poteri in materia, nessun marinaio rifugiato potrà essere costretto a rimanere a bordo di natanti se ciò reca grave pregiudizio alla sua salute fisica o morale.
Per quanto la Parte Contraente ha poteri in materia, non si potrà costringere un marinaio rifugiato a restare a bordo d'un natante che incroci o faccia scalo laddove egli debba fondatamente temere delle persecuzioni razziali, religiose, nazionalistiche, politiche o sociali.
La Parte Contraente che è residenza regolare di un marinaio rifugiato, oppure, giusta le disposizioni del presente Accordo, è considerata tale per l'applicazione dell'articolo 28 della Convenzione, deve ammetterlo sul suo territorio verso domanda della Parte Contraente che ospita l'interessato.
Il presente Accordo non pregiudica i diritti e le agevolazioni che, indipendentemente da esso, una Parte Contraente avesse concesso ai marinai rifugiati.
1 Ogni Parte Contraente può, quando ragioni imperative di sicurezza nazionale o d'ordine pubblico lo impongono, considerarsi liberata degli obblighi del presente Accordo nei confronti di un marinaio rifugiato. All'interessato sarà data la possibilità di discolparsi fornendo, entro un termine ragionevole, adeguate prove alle autorità competenti, semprechè non esistano gravi motivi che permettano di considerarlo un pericolo per la sicurezza del paese che lo ospita.
2 Tuttavia, una decisione, giusta il capoverso 1, non libera la Parte Contraente dagli obblighi di cui all'articolo 11 del presente Accordo, concernenti i marinai rifugiati ai quali essa ha rilasciato un titolo di viaggio, salvo quando un'altra Parte Contraente abbia fatto la domanda d'ammissione 120 giorni dopo che il titolo era scaduto.
Qualsiasi vertenza non altrimenti risolta tra le Parti Contraenti, in materia d'interpretazione o applicazione del presente Accordo, è sottoposta su domanda di una delle Parti, alla Corte internazionale di Giustizia.
Il presente Accordo sarà ratificato. Gli istrumenti di ratificazione saranno depositati presso il Governo del Regno dei Paesi Bassi.
Il presente Accordo entra in vigore il 90esimo giorno a contare dalla deposizione dell'ottavo istrumento di ratificazione.
1 Ogni Governo disposto ad assumersi gli obblighi dell'articolo 28 della Convenzione oppure degli obblighi corrispondenti, può aderire al presente Accordo.
2 Gli istrumenti di adesione saranno depositati presso il Governo del Regno dei Paesi Bassi.
3 Il presente Accordo entra in vigore per ogni Governo che vi abbia aderito il 90esimo giorno a contare dalla deposizione del suo istrumento d'adesione. Questa data non potrà essere anteriore a quella stabilita nell'articolo 16.
1 Ogni Governo potrà, all'atto della ratificazione o adesione o più tardi, dichiarare che il presente Accordo si estende su uno o più territori per i quali esso garantisce le relazioni internazionali, alla condizione però che detto Governo sia disposto ad assumersi gli obblighi di cui all'articolo 17 capoverso 1.
2 Detta estensione avviene mediante notificazione al Governo del Regno dei Paesi Bassi.
3 Essa entra in vigore il 90esimo giorno a contare dalla data di recezione della notificazione da parte del Governo dei Paesi Bassi. Questa data non potrà tuttavia essere anteriore a quella fissata nell'articolo 16.
1 Le Parti Contraenti possono disdire, in ogni tempo, il presente Accordo mediante notificazione al Governo del Regno dei Paesi Bassi.
2 La disdetta avrà effetto dopo un anno a contare dalla data di notificazione presso il Governo del Regno dei Paesi Bassi. Dopo una disdetta, ciascuna Parte può, consultate le altre, dare a sua volta una disdetta che avrà effetto alla stessa data purchè si sia osservato un termine di sei mesi.
1 Ciascuna Parte Contraente che abbia fatto una notificazione conformemente all'articolo 18, potrà in seguito notificare al Governo del Regno dei Paesi Bassi che il presente Accordo cessa d'essere applicato ai territori indicati nella notificazione.
2 L'applicazione dell'Accordo per il territorio in questione cessa dopo un anno a contare dalla data di ricezione della notificazione da parte del Governo del Regno dei Paesi Bassi.
Il Governo del Regno dei Paesi Bassi informa i Governi menzionati nel preambolo e quelli che avessero aderito al presente Accordo, circa le deposizioni delle notificazioni avvenute conformemente agli articoli 15, 17, 18, 19 e 20.
Fatto all'Aia, il ventitré novembre 1957, nelle lingue francese e inglese, i cui due testi fanno parimente fede, in un solo esemplare depositato presso gli archivi del Governo del Regno dei Paesi Bassi, il quale invierà copia certificata conforme ai Governi menzionati nel preambolo e quelli aderenti.
Campo di applicazione il 22 luglio 20143
Riserve e dichiarazioni, vedi qui appresso
1. L'adesione italiana all'Accordo deve essere interpretata come valevole per tutte le disposizioni dello stesso accordo non contrastanti con il vigente Codice italiano della Navigazione nè comportanti sue modifiche od eccezioni.
2. Per tutti gli altri rifugiati - eccetto i marinai - resta stabilito che negli Stati partecipi della Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951, la residenza «regolare », di cui nell'articolo 28 di detto testo e negli alinea 6 e 11 del relativo allegato, viene acquisita dal rifugiato non appena abbia ricevuto l'autorizzazione di risiedere.
Questo Governo dichiara che la propria adesione all'Accordo non s'estende alle Isole Cook, Niué, Tokelau.
Dichiara che l'accettazione dell'accordo non implica l'obbligo di assicurare ai marinai rifugiati dei lavoro sulle navi portoghesi.
RU 1964 143; FF 1962 I 817 ediz. ted. 849 ediz. franc.
2 RU 1964 141
3 RU 1971 1035, 1976 1161, 1984 975, 1987 378, 2004 4099 e 2014 2399. Una versione aggiornata del campo d'applicazione è pubblicata sul sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch/trattati).
Abgeschlossen in Den Haag am 23. November 1957
Von der Bundesversammlung genehmigt am 28. September 19622
Schweizerische Beitrittsurkunde hinterlegt am 12. Dezember 1962
In Kraft getreten für die Schweiz am 12. März 1963
(Stand am 22. Juli 2014)
Die Regierungen des Königreichs Belgien, des Königreichs Dänemark, der Bundesrepublik Deutschland, der Französischen Republik, des Vereinigten Königreichs Grossbritannien und Nordirland, des Königreichs der Niederlande, des Königreichs Norwegen und des Königreichs Schweden,
als Regierungen von Vertragsstaaten des Abkommens vom 28. Juli 19511 über die Rechtsstellung der Flüchtlinge,
in dem Wunsche, das Problem der Flüchtlingsseeleute einer Lösung im Geiste des Artikels 11 des genannten Abkommens näher zu bringen und insbesondere nach Massgabe des Artikels 35 des genannten Abkommens mit dem Hochkommissar der Vereinten Nationen für die Flüchtlinge bei der Erfüllung seiner Aufgaben weiterhin zusammenzuarbeiten,
Im Sinne dieser Vereinbarung bezeichnet
der Ausdruck «Abkommen» das Abkommen vom 28. Juli 1951 über die Rechtsstellung der Flüchtlinge;
der Ausdruck «Flüchtlingsseemann» jede Person, die nach der Definition des Artikels 1 des Abkommens und auf Grund der Erklärung oder Notifikation des betreffenden Vertragsstaats gemäss Abschnitt B des genannten Artikels Flüchtling ist und - gleichviel in welcher Eigenschaft - auf einem Handelsschiff Seemannsdienste leistet oder berufsmässig auf einem Handelsschiff als Seemann ihren Lebensunterhalt verdient.
Hat ein Flüchtlingsseemann keinen rechtmässigen Aufenthalt und keine Aufenthaltsbewilligung, ausser im Hoheitsgebiet eines Staates, in dem er die begründete Befürchtung hegt, wegen seiner Rasse, Religion, Staatsangehörigkeit, Zugehörigkeit zu einer bestimmten sozialen Gruppe oder wegen seiner politischen Überzeugung verfolgt zu werden, so gilt für die Anwendung des Artikels 28 des Abkommens als Gebiet seines rechtmässigen Aufenthalts:
das Hoheitsgebiet der Vertragspartei, unter deren Flagge er während der letzten drei Jahre vor der Anwendung dieser Vereinbarung auf seinen Fall insgesamt mindestens 600 Tage lang als Flüchtling und Seemann auf Schiffen Dienst getan hat, die mindestens zweimal jährlich Häfen in diesem Hoheitsgebiet angelaufen haben; hierbei bleiben Dienste unberücksichtigt, die dieser Seemann leistete, bevor oder während er in einem anderen Staat Aufenthalt genommen hat, oder, wenn es keine solche Vertragspartei gibt:
das Hoheitsgebiet der Vertragspartei, in dem er sich während der letzten drei Jahre vor der Anwendung dieser Vereinbarung auf seinen Fall zuletzt als Flüchtling rechtmässig aufgehalten hat, sofern er nicht unterdessen in einem anderen Staat Aufenthalt genommen hat.
Hat bei Inkrafttreten dieser Vereinbarung ein Flüchtlingsseemann keinen rechtmässigen Aufenthalt und keine Aufenthaltsbewilligung ausser im Hoheitsgebiet eines Staates, in dem er die begründete Befürchtung hegt, wegen seiner Rasse, Religion, Staatsangehörigkeit, Zugehörigkeit zu einer bestimmten sozialen Gruppe oder wegen seiner politischen Überzeugung verfolgt zu werden, und hat er auch keinen rechtmässigen Aufenthalt gemäss Artikel 2 dieser Vereinbarung im Hoheitsgebiet einer Vertragspartei,
so gilt für die Anwendung des Artikels 28 des Abkommens als Gebiet seines rechtmässigen Aufenthalts:
das Hoheitsgebiet der Vertragspartei, die ihm als Flüchtling nach dem 31. Dezember 1945 und vor dem Inkrafttreten dieser Vereinbarung zuletzt einen zur Rückkehr in ihr Hoheitsgebiet berechtigenden Reiseausweis ausgestellt, verlängert oder erneuert hat, auch wenn dieser nicht mehr gültig ist; oder, wenn es keine solche Vertragspartei gibt:
das Hoheitsgebiet der Vertragspartei, in dem er sich nach dem 31. Dezember 1945 und vor dem Inkrafttreten dieser Vereinbarung zuletzt als Flüchtling rechtmässig aufgehalten hat; oder, wenn es keine solche Vertragspartei gibt:
das Hoheitsgebiet der Vertragspartei, unter deren Flagge er nach dem 31. Dezember 1945 und vor dem Inkrafttreten dieser Vereinbarung zuletzt während eines beliebigen Zeitabschnittes von drei Jahren insgesamt mindestens 600 Tage lang als Flüchtling und Seemann auf Schiffen Dienst getan hat, die mindestens zweimal jährlich Häfen in diesem Hoheitsgebiet angelaufen haben.
Sofern eine Vertragspartei nicht anders entscheidet, gilt der Aufenthalt eines Flüchtlingsseemanns in ihrem Hoheitsgebiet nicht mehr als rechtmässig, wenn dieser Seemann nach dem letzten Zeitpunkt, in dem ihm gemäss Artikel 2 oder 3 die Aufenthaltsberechtigung zustand:
im Hoheitsgebiet eines anderen Staates Aufenthalt genommen hat oder wenn er
während eines beliebigen Zeitabschnittes von sechs Jahren nach diesem Zeitpunkt insgesamt mindestens 1350 Tage lang auf Schiffen Dienst getan hat, welche die Flagge ein und desselben anderen Staates führen, oder wenn er
während eines beliebigen Zeitabschnittes von drei Jahren nach diesem Zeitpunkt nicht insgesamt mindestens 30 Tage lang als Seemann auf Schiffen Dienst getan hat, welche die Flagge dieser Vertragspartei führen und mindestens zweimal jährlich Häfen ihres Hoheitsgebiets angelaufen haben, oder wenn er sich während eines solchen Zeitabschnitts nicht insgesamt mindestens zehn Tage lang im Hoheitsgebiet dieser Vertragspartei aufgehalten hat.
Um die Lage einer möglichst grossen Anzahl von Flüchtlingsseeleuten zu verbessern, wird jede Vertragspartei wohlwollend die Möglichkeit prüfen, die Vergünstigungen dieser Vereinbarung auch Flüchtlingsseeleuten zu gewähren, denen sie auf Grund der Vereinbarung nicht zustehen.
Jede Vertragspartei gewährt einem Flüchtlingsseemann, der im Besitz eines von einer anderen Vertragspartei ausgestellten und ihn zur Rückkehr in deren Hoheitsgebiet berechtigenden Reiseausweises ist, in Bezug auf die Einreise in ihr Hoheitsgebiet zur Erfüllung eines bestehenden Heuervertrages oder zu einem Landurlaub die gleiche Behandlung wie den Seeleuten, die Staatsangehörige der Vertragspartei sind, welche den Ausweis ausgestellt hat, oder mindestens eine nicht weniger günstige Behandlung als ausländischen Seeleuten im allgemeinen.
Stellt ein Flüchtlingsseemann, der einen ihn zur Rückkehr in das Hoheitsgebiet einer Vertragspartei berechtigenden Reiseausweis besitzt, zur Erleichterung seiner Niederlassung in einem dritten Staat oder aus sonstigen triftigen Gründen einen Antrag auf Genehmigung einer befristeten Einreise in das Hoheitsgebiet einer anderen Vertragspartei, so wird diese den Antrag wohlwollend prüfen.
Jede Vertragspartei wird sich bemühen, dafür zu sorgen, dass ein unter ihrer Flagge Dienst tuender Flüchtlingsseemann, der keinen gültigen Reiseausweis erlangen kann, einen Identitätsausweis erhält.
Ein Flüchtlingsseemann darf, soweit es in der Macht der Vertragsparteien steht, nicht gezwungen werden, an Bord eines Schiffes zu bleiben, wenn dies seine körperliche oder geistige Gesundheit ernstlich gefährden würde.
Ein Flüchtlingsseemann darf, soweit es in der Macht der Vertragsparteien steht, nicht gezwungen werden, an Bord eines Schiffes zu bleiben, das einen Hafen anlaufen oder durch Gewässer fahren soll, wo er die begründete Befürchtung hegt, wegen seiner Rasse, Religion, Staatsangehörigkeit, Zugehörigkeit zu einer bestimmten sozialen Gruppe oder wegen seiner politischen Überzeugung verfolgt zu werden.
Die Vertragspartei, deren Hoheitsgebiet das Gebiet des rechtmässigen Aufenthalts eines Flüchtlingsseemanns ist oder gemäss dieser Vereinbarung für die Anwendung des Artikels 28 des Abkommens als Gebiet seines rechtmässigen Aufenthalts gilt, gestattet ihm auf Antrag der Vertragspartei, in deren Hoheitsgebiet er sich befindet, die Einreise in ihr Hoheitsgebiet.
Rechte und Vergünstigungen, die eine Vertragspartei Flüchtlingsseeleuten unabhängig von dieser Vereinbarung gewährt, werden durch diese Vereinbarung nicht berührt.
1 Jede Vertragspartei kann aus zwingenden Gründen der Staatssicherheit oder der öffentlichen Ordnung ihre Verpflichtungen aus dieser Vereinbarung gegenüber einem Flüchtlingsseemann als hinfällig betrachten. Dem betreffenden Flüchtlingsseemann ist Gelegenheit zu geben, der zuständigen Behörde innerhalb einer angemessenen Frist Beweismaterial zu seiner Entlastung vorzulegen, sofern nicht begründeter Anlass zu der Annahme besteht, dass er eine Gefahr für die Sicherheit des Staates darstellt, in dem er sich befindet.
2 Eine Entscheidung gemäss Absatz 1 entbindet die betreffende Vertragspartei nicht von ihren Verpflichtungen aus Artikel 11 gegenüber einem Flüchtlingsseemann, dem sie einen Reiseausweis ausgestellt hat, es sei denn, dass dieser Ausweis im Zeitpunkt, in welchem ihr durch eine andere Vertragspartei der Antrag gestellt wird, schon seit über 120 Tagen nicht mehr gültig ist.
Jede zwischen den Vertragsparteien über die Auslegung oder Anwendung dieser Vereinbarung entstehende Streitigkeit, die nicht auf andere Weise beigelegt werden kann, wird auf Antrag einer der streitenden Parteien dem Internationalen Gerichtshof vorgelegt.
Diese Vereinbarung bedarf der Ratifizierung. Die Ratifikationsurkunden werden bei der Regierung des Königreichs der Niederlande hinterlegt.
Diese Vereinbarung tritt am 90. Tag nach Hinterlegung der achten Ratifikationsurkunde in Kraft.
1 Jede Regierung, welche gegenüber Flüchtlingsseeleuten die in Artikel 28 des Abkommens vorgesehenen oder entsprechende Verpflichtungen zu übernehmen bereit ist, kann dieser Vereinbarung beitreten.
2 Die Beitrittsurkunden werden bei der Regierung des Königreichs der Niederlande hinterlegt.
3 Für jede beitretende Regierung tritt diese Vereinbarung am 90. Tage nach Hinterlegung ihrer Beitrittsurkunde in Kraft, jedoch nicht vor dem in Artikel 16 bestimmten Zeitpunkt.
1 Jede Regierung kann bei der Ratifizierung oder dem Beitritt oder zu jedem späteren Zeitpunkt erklären, dass sich diese Vereinbarung auch auf eines oder mehrere der Hoheitsgebiete erstreckt, für deren internationale Beziehungen sie verantwortlich ist, sofern sie bezüglich dieser Hoheitsgebiete die in Artikel 17 Absatz 1 genannten Verpflichtungen zu übernehmen bereit ist.
2 Diese Erstreckung erfolgt durch eine an die Regierung des Königreichs der Niederlande gerichtete Mitteilung.
3 Die Erstreckung tritt am 90. Tage nach Eingang der Mitteilung bei der Regierung des Königreichs der Niederlande in Kraft, jedoch nicht vor dem in Artikel 16 bestimmten Zeitpunkt.
1 Jede Vertragspartei kann diese Vereinbarung jederzeit durch eine an die Regierung des Königreichs der Niederlande gerichtete Mitteilung kündigen.
2 Die Kündigung wird ein Jahr nach Eingang der Mitteilung bei der Regierung des Königreichs der Niederlande wirksam. Erfolgt eine Kündigung, so kann jede andere Vertragspartei die Vereinbarung nach Konsultierung der übrigen Vertragsparteien kündigen; diese Kündigung wird zu dem genannten Zeitpunkt wirksam, sofern eine Frist von sechs Monaten eingehalten wurde.
1 Jede Vertragspartei, die eine Mitteilung gemäss Artikel 18 abzugeben hat, kann zu jedem späteren Zeitpunkt durch eine an die Regierung des Königreichs der Niederlande gerichtete Mitteilung erklären, dass die Vereinbarung für eines oder mehrere der in der Mitteilung bezeichneten Hoheitsgebiete nicht mehr gilt.
2 Für das betreffende Hoheitsgebiet endet die Gültigkeit der Vereinbarung ein Jahr nach Eingang der Mitteilung bei der Regierung des Königreichs der Niederlande.
Die Regierung des Königreichs der Niederlande unterrichtet alle in der Präambel genannten und alle beigetretenen Regierungen von den Hinterlegungen und Mitteilungen, die gemäss den Artikeln 15, 17, 18, 19 und 20 erfolgen.
Zu Urkund dessen haben die hierzu gehörig befugten Unterzeichneten diese Vereinbarung unterschrieben.
Ausgefertigt in Den Haag am dreiundzwanzigsten November 1957 in einem einzigen Exemplar, dessen englischer und französischer Text gleicherweise verbindlich ist und das im Archiv der Regierung des Königreichs der Niederlande hinterlegt wird; diese übermittelt jeder in der Präambel genannten und jeder beitretenden Regierung eine beglaubigte Abschrift.
Geltungsbereich am 22. Juli 20143
1. Der Beitritt Italiens zu der Vereinbarung gilt hinsichtlich aller ihrer Bestimmungen, die nicht im Widerspruch zu dem gegenwärtig in Kraft befindlichen italienischen Schifffahrtsgesetz stehen und weder Änderungen dieses Gesetzes noch Ausnahmen davon darstellen.
2. Für alle anderen Flüchtlinge - mit Ausnahme der Seeleute - gilt weiterhin, dass in den Vertragsstaaten des Genfer Abkommens vom 28. Juli 1951 der Flüchtling den rechtmässigen Aufenthalt nach Artikel 28 des Abkommens sowie nach den Paragraphen 6 und 11 des dazugehörigen Anhangs begründet, sobald er die Genehmigung erhält, sich in dem betreffenden Staat aufzuhalten.
Die Regierung von Neuseeland hat erklärt, dass sich die Vereinbarung nicht auf die Inseln Cook, Niue und Tokelau erstreckt.
Portugal erklärt, dass die Annahme der Vereinbarung durch Portugal nicht die Verpflichtung einschliesst, den Flüchtlingsseeleuten Beschäftigung auf portugiesischen Schiffen zu gewährleisten.
2 AS 1964 145
3 AS 1971 1034, 1976 1161, 1984 975, 1987 378, 2004 4099 und 2014 2399. Eine aktualisierte Fassung des Geltungsbereiches findet sich auf der Internetseite des EDA (www.eda.admin.ch/vertraege).
Conclu à La Haye le 23 novembre 1957
Approuvé par l'Assemblée fédérale le 28 septembre 19621
Instrument d'adhésion déposé par la Suisse le 12 décembre 1962
Entré en vigueur pour la Suisse le 12 mars 1963
Les Gouvernements de la République Fédérale d'Allemagne, du Royaume de Belgique, du Royaume de Danemark, de la République Française, du Royaume-Uni de Grande-Bretagne et d'Irlande du Nord, du Royaume de Norvège, du Royaume des Pays-Bas et du Royaume de Suède,
gouvernements d'Etats Parties à la Convention du 28 juillet 19511 relative au statut des réfugiés,
soucieux de faire progresser la solution du problème des marins réfugiés dans l'esprit de l'art. 11 de la Convention susmentionnée et de poursuivre la coopération avec le Haut Commissaire des Nations-Unies pour les réfugiés dans l'exécution de ses fonctions, notamment dans le cadre de l'art. 35 de cette Convention,
Aux fins du présent Arrangement:
l'expression «la Convention» s'applique à la Convention du 28 juillet 1951 relative au statut des réfugiés;
l'expression «marin réfugié» s'applique à toute personne qui, étant réfugiée aux termes de la définition contenue à l'art. 1 de la Convention et de la déclaration ou de la notification faite par l'Etat Contractant intéressé, conformément à la section B dudit article, sert, à quelque titre que ce soit, comme marin à bord d'un navire de commerce ou dont la profession salariée habituelle est celle de marin à bord d'un tel navire.
Un marin réfugié qui n'a pas de résidence régulière et qui n'est pas autorisé à résider sur le territoire d'un Etat autre qu'un Etat où il craint avec raison d'être persécuté du fait de sa race, de sa religion, de sa nationalité, de son appartenance à un certain groupe social ou de ses opinions politiques, sera considéré, pour l'application de l'art. 28 de la Convention, comme ayant sa résidence régulière sur le territoire
de la Partie Contractante sous le pavillon de laquelle il aura servi, alors qu'il était réfugié, en qualité de marin pendant au moins 600 j'ours, consécutifs ou non, au cours de la période de trois années précédant le moment où l'application du présent Arrangement est requise, sur des navires ayant fait escale au moins deux fois par an dans des ports du territoire de ladite Partie; pour l'application du présent paragraphe, il ne sera pas tenu compte des services effectués antérieurement à l'établissement par ce réfugié de sa résidence dans un autre Etat, ni des services effectués alors qu'il possédait une telle résidence ou, à défaut,
de la Partie Contractante où, alors qu'il était réfugié, il a eu sa dernière résidence régulière au cours de la période de trois années précédant le moment où l'application du présent Arrangement est requise, pour autant qu'il n'ait pas, entre-temps, établi sa résidence dans un autre Etat.
Un marin réfugié qui, au moment de l'entrée en vigueur du présent Arrangement, d'une part, n'a pas de résidence régulière et n'est pas autorisé à résider sur le territoire d'un Etat autre qu'un Etat où il craint avec raison d'être persécuté du fait de sa race, de sa religion, de sa nationalité, de son appartenance à un certain groupe social ou de ses opinions politiques, et,
d'autre part, n'est pas considéré en vertu de l'art. 2 du présent Arrangement comme résidant régulièrement sur le territoire d'une Partie Contractante,
sera considéré, pour l'application de l'art. 28 de la Convention, comme ayant sa résidence régulière sur le territoire
de la Partie Contractante qui, en dernier lieu, après le 31 décembre 1945 et avant l'entrée en vigueur du présent Arrangement, lui aura délivré, alors qu'il était réfugié, un titre de voyage conférant le droit de retour ou aura prolongé ou renouvelé un tel titre, que ledit document soit encore valable ou périmé ou, à défaut,
de la Partie Contractante où, alors qu'il était réfugié, il a eu sa dernière résidence régulière après le 31 décembre 1945 et avant l'entrée en vigueur du présent Arrangement ou, à défaut,
de la Partie Contractante sous le pavillon de laquelle il aura servi en dernier lieu, après le 31 décembre 1945 et avant l'entrée en vigueur du présent Arrangement, alors qu'il était réfugié, en qualité de marin pendant au moins 600 jours, consécutifs ou non, au cours d'une période de trois années sur des navires ayant fait escale au moins deux fois par an dans des ports du territoire de cette Partie.
A moins que la Partie Contractante intéressée n'en décide autrement, un marin réfugié cessera d'être considéré comme résidant régulièrement sur le territoire d'une Partie Contractante si, après la date à laquelle cette résidence aurait pu lui être attribuée en dernier lieu conformément aux art. 2 et 3 du présent Arrangement
il a établi sa résidence sur le territoire d'un autre Etat, ou
il a servi pendant au moins 1350 jours, consécutifs ou non, au cours d'une période de six années suivant ladite date sur des navires battant le pavillon d'un seul et même autre Etat, ou
au cours d'une période quelconque de trois années postérieures à ladite date, il n'a pas servi en qualité de marin, pendant au moins 30 jours, consécutifs ou non, à bord d'un navire battant le pavillon de ladite Partie Contractante et faisant escale au moins deux fois par an dans un de ses ports, ou n'a pas séjourné pendant au moins dix jours, consécutifs ou non, sur le territoire de ladite Partie.
Dans le but d'améliorer la situation du plus grand nombre possible de marins réfugiés, toute Partie Contractante examinera avec bienveillance la possibilité d'étendre le bénéfice du présent Arrangement à des marins réfugiés qui, aux termes de ses dispositions, ne réunissent pas les conditions pour y être admis.
Toute Partie Contractante accordera à un marin réfugié qui possède un titre de voyage délivré par une autre Partie Contractante et conférant le droit de retour dans le territoire de cette dernière, le même traitement, en ce qui concerne l'admission sur son territoire pour répondre à un contrat d'engagement ou pour y aller en permission, que celui accordé aux marins qui ont la nationalité de la Partie qui a délivré le titre de voyage ou, tout au moins, un traitement qui n'est pas moins favorable que celui accordé aux marins étrangers en général.
Toute Partie Contractante examinera avec bienveillance une demande d'admission temporaire sur son territoire, formulée par un marin réfugié titulaire d'un titre de voyage conférant le droit de retour dans le territoire d'une autre Partie Contractante, en vue de faciliter son établissement dans un autre Etat ou pour autre motif valable.
Toute Partie Contractante s'efforcera de faire en sorte qu'un marin réfugié qui sert sous son pavillon et qui ne peut obtenir un titre de voyage valable soit muni de pièces d'identité.
Aucun marin réfugié ne sera, dans la mesure où la question relève du pouvoir d'une Partie Contractante, contraint de demeurer à bord d'un navire où sa santé physique ou mentale se trouverait gravement menacée.
Aucun marin réfugié ne sera, dans la mesure où la question relève du pouvoir d'une Partie Contractante, contraint de demeurer à bord d'un navire se rendant dans un port ou devant naviguer dans des zones où il craint avec raison d'être persécuté du fait de sa race, de sa religion, de sa nationalité, de son appartenance à un certain groupe social ou de ses opinions politiques.
La Partie Contractante sur le territoire de laquelle un marin réfugié réside régulièrement ou, aux termes du présent Arrangement, est considéré comme résidant régulièrement pour l'application de l'art. 28 de la Convention, admettra l'intéressé sur son territoire si elle y est invitée par la Partie Contractante sur le territoire de laquelle se trouve l'intéressé.
Aucune disposition du présent Arrangement ne porte atteinte aux droits et avantages accordés par une Partie Contractante aux marins réfugiés indépendamment de cet Arrangement.
1 Toute Partie Contractante pourra, pour des raisons impérieuses de sécurité nationale ou d'ordre public, se considérer comme dégagée des obligations qui lui incombent en vertu du présent Arrangement en ce qui concerne un marin réfugié. Le marin réfugié en cause aura la faculté de fournir dans un délai raisonnable aux autorités compétentes les preuves tendant à le disculper, à l'exception des cas où des raisons sérieuses permettraient de considérer le marin réfugié en cause comme un danger pour la sécurité du pays où il se trouve.
2 Toutefois, une décision prise en vertu du par. 1 du présent article ne dégage pas la Partie Contractante en question des obligations qui lui incombent en vertu de l'art. 11 du présent Arrangement à l'égard d'un marin réfugié auquel elle a délivré un titre de voyage, sauf le cas où la demande d'admettre le marin réfugié en cause sur son territoire lui est adressée par une autre Partie Contractante plus de 120 jours après l'expiration de ce titre de voyage.
Tout différend entre les Parties Contractantes relatif à l'interprétation ou à l'application du présent Arrangement qui n'aura pu être réglé par d'autres moyens, sera soumis à la Cour internationale de Justice à la demande de l'une des parties au différend.
Cet Arrangement sera soumis à ratification. Les instruments de ratification seront déposés auprès du Gouvernement du Royaume des Pays-Bas.
Le présent Arrangement entrera en vigueur le 90e jour qui suivra la date du dépôt du huitième instrument de ratification.
1 Tout Gouvernement disposé à assumer à l'égard des marins réfugiés les obligations prévues à l'art. 28 de la Convention ou des obligations correspondantes, pourra adhérer au présent Arrangement.
2 Les instruments d'adhésion seront déposés auprès du Gouvernement du Royaume des Pays-Bas.
3 Le présent Arrangement entrera en vigueur pour chaque Gouvernement adhérent le 90e jour qui suivra la date du dépôt de son instrument d'adhésion. Cette date d'entrée en vigueur ne pourra toutefois être antérieure à celle qui est fixée à l'art. 16.
1 Tout Gouvernement pourra, au moment de la ratification ou de l'adhésion ou à toute date ultérieure, déclarer que cet Arrangement s'étendra à un ou plusieurs des territoires dont il assure les relations internationales, pourvu qu'il soit disposé à s'acquitter des obligations mentionnées au par. 1 de l'art. 17.
2 Cette extension se fera par notification adressée au Gouvernement du Royaume des Pays-Bas.
3 L'extension deviendra effective le 90e jour qui suivra la date de réception de la notification par le Gouvernement du Royaume des Pays-Bas. Cette entrée en vigueur ne pourra toutefois être antérieure à celle qui est fixée à l'art. 16.
1 Toute Partie Contractante pourra dénoncer le présent Arrangement à tout moment par notification adressée au Gouvernement du Royaume des Pays-Bas.
2 La dénonciation prendra effet un an après la date de réception de la notification par le Gouvernement du Royaume des Pays-Bas. En cas de dénonciation de l'Arrangement, toute autre Partie pourra, après consultation des autres Parties Contractantes, dénoncer l'Arrangement; cette dénonciation produira ses effets à la même date, pour autant, toutefois, qu'un délai de six mois soit respecté.
1 Toute Partie Contractante qui a fait une notification conformément à l'art. 18, pourra notifier ultérieurement au Gouvernement du Royaume des Pays-Bas que l'Arrangement cessera de s'appliquer à tout territoire désigné dans la notification.
2 L'Arrangement cessera de s'appliquer au territoire en question un an après la date de réception de la notification par le Gouvernement du Royaume des Pays-Bas.
Le Gouvernement du Royaume des Pays-Bas informera les Gouvernements mentionnés au préambule et ceux qui auront adhéré au présent Arrangement des dépôts et notifications faits conformément aux art. 15, 17, 18, 19 et 20.
Fait à La Haye, le vingt-trois novembre 1957, en langues française et anglaise, les deux textes faisant également foi, en un seul exemplaire qui sera déposé dans les archives du Gouvernement du Royaume des Pays-Bas qui en délivrera une copie certifiée conforme aux Gouvernements mentionnés au préambule et aux Gouvernements adhérents.
Champ d'application le 22 juillet 20142
1. L'adhésion italienne à l'Accord doit être interprétée comme valable pour toutes les dispositions du même Accord qui ne sont pas en opposition avec le Code italien de la Navigation actuellement en vigueur et qui ne comportent pas des modifications ou des exceptions audit Code.
2. Pour tous les autres réfugiés - à l'exception des marins - il reste établi que dans les Etats contractants de la Convention de Genève du 28 juillet 1951, la résidence «régulière», à laquelle se réfèrent l'art. 28 de ladite Convention ainsi que les al. 6 et 11 de l'annexe y relative, est obtenue par le réfugié dès que ce dernier reçoit l'autorisation de résider dans l'Etat en question.
Le Gouvernement de la Nouvelle-Zélande a déclaré que son adhésion à l'arrangement ne s'étend pas aux îles Cook, Nioué et Tokelau.
Le Portugal a déclaré que l'acceptation de l'arrangement par le Portugal n'implique pas l'obligation d'assurer aux marins réfugiés du travail sur les navires portugais.
RO 1964 142; FF 1962 I 849
1 RO 1964 141
2 RO 1971 1036, 1976 1161, 1984 975, 1987 378, 2004 4099, 2014 2399. Une version du champ d'application mise à jour est publiée sur le site web du DFAE (www.dfae.admin.ch/traites).