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Timestamp: 2019-12-08 06:27:49+00:00
Document Index: 91881699

Matched Legal Cases: ['art. 48', 'art. 71', 'art. 44', 'art. 46', 'art. 45', 'art. 46', 'art. 3']

Regione Piemonte | Osservatorio AIR
a cura di Eleonora Cavalieri
Nell’ordinamento della Regione Piemonte si rinvengono numerose disposizioni in materia di qualità della regolazione, e, in particolare, in materia di valutazione delle politiche pubbliche, intesa come verifica dell’attuazione delle leggi e degli effetti delle politiche, da condurre sulla base di evidenza empirica.
È degno di nota il fatto che alcune di queste disposizioni siano state inserite nello Statuto regionale, che, all’art. 48 (Qualità della legislazione), richiama i “principi di chiarezza, semplicità e [i]l rispetto delle regole di tecnica legislativa e qualità della normazione”.
L’art. 71 attribuisce al Consiglio regionale il compito di predisporre gli strumenti per valutare gli effetti delle politiche regionali, al fine di verificare il raggiungimento dei risultati previsti, nonché per analizzare i costi e i rendimenti dell’attività amministrativa, anche sotto il profilo gestionale e organizzativo.
Il Regolamento interno del Consiglio Regionale, adottato con delibera del Consiglio Regionale del 24 luglio 2009, n. 269-33786, attribuisce alle commissioni consiliari il compito di curare la qualità dei testi normativi regionali, anche verificando “l’efficacia degli stessi per la semplificazione e il riordino della legislazione vigente” (art. 44).
Inoltre, prevede l’istituzione di un Comitato per la qualità della normazione e la valutazione delle politiche, incaricato di promuove l’effettuazione di missioni valutative, nonché di iniziative inerenti lo studio e la divulgazione della valutazione delle politiche e degli strumenti di qualità normativa (art. 46).
Le commissioni consiliari e il Comitato svolgono funzioni di monitoraggio, valutazione e controllo ”sugli effetti prodotti dalle politiche attivate dalle leggi regionali allo scopo di verificare il raggiungimento dei risultati previsti nonché sull’attuazione degli atti consiliari di programmazione”. La verifica ex post sull’attuazione delle politiche è effettuata attraverso due strumenti principali: le clausole valutative e le missioni valutative. Le clausole valutative, che possono essere inserite nelle leggi regionali più rilevanti, ”dettano i tempi e le modalità con cui le funzioni di controllo e di valutazione devono essere svolte indicando anche gli oneri informativi posti a carico dei soggetti attuatori” (art. 45). Essa conferisce un mandato esplicito ai soggetti incaricati dell’attuazione della politica regionale di produrre, elaborare e comunicare all’organo legislativo le informazioni necessarie a conoscere i tempi e le modalità di attuazione e a valutare le conseguenze che sono scaturite per i destinatari della legge e, più in generale, per la collettività regionale. Le missioni valutative sono specifiche ricerche valutative su singole leggi o parti di esse che richiedono complesse ricerche sul campo ad opera di Istituti di Ricerca specializzati. Esse consentono di avviare il controllo sull’attuazione delle leggi e la valutazione delle politiche nei casi in cui ne sopravvenga la necessità per fatti nuovi o comunque non previsti dalla clausola valutativa, oppure nei casi in cui la clausola valutativa non sia stata inserita (art. 46, comma 2).
La legge ordinaria disciplina l’Analisi di impatto della regolazione (art. 3 della l.r. n. 13 del 2005), che definisce l’AIR “uno strumento tecnico-normativo che consiste nella valutazione preventiva degli effetti delle proposte di atti legislativi e regolamentari, su cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni”. L’AIR consiste nell’esaminare lo schema di provvedimento con riferimento: a) al contesto normativo; b) all’effettiva necessità dell’intervento di regolazione ed alle possibili opzioni alternative; c) all’adeguatezza della soluzione selezionata; d) ai costi e ai benefici previsti per l’amministrazione ed i soggetti interessati (comma 2).
L’AIR è effettuata limitatamente ai casi individuati dalla Giunta regionale. La funzione dell’AIR, che traspare dal comma 3, è principalmente quella di supportare le decisioni dell’esecutivo in ordine all’opportunità dell’intervento normativo.
Le funzioni in materia di Better Regulation sono suddivise tra diverse unità organizzative.
L’articolo 46 del Regolamento interno del Consiglio regionale istituisce il Comitato per la qualità della normazione e la valutazione delle politiche, che “promuove l’effettuazione di missioni valutative, nonché di iniziative inerenti lo studio e la divulgazione della valutazione delle politiche e degli strumenti di qualità normativa”. Il comma 3 dell’articolo 46 attribuisce, inoltre, al Comitato, anche il compito di esprimere “pareri in merito alla formulazione delle norme finalizzate al controllo sull’attuazione delle leggi e alla valutazione degli effetti delle politiche regionali contenute nei progetti di legge”, nonché il compito di “verifica[re] il rispetto degli obblighi informativi nei confronti del Consiglio regionale e delle Commissioni previsti da clausole valutative e [di] curare la realizzazione degli eventuali documenti di analisi delle relazioni ad esse conseguenti”.
Il funzionamento del Comitato, organismo paritetico composto da sei Consiglieri scelti dal Presidente del Consiglio regionale, è disciplinato dalla Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza 14 giugno 2010, n. 100. Il Comitato ha assunto, nell’ordinamento regionale, un ruolo di garanzia istituzionale non solo per assicurare la credibilità e l’imparzialità dei processi informativi, ma anche per regolare la domanda di valutazione.
Sull’attività del Comitato si veda Consiglio Regionale del Piemonte Nota Informativa n. 2, Aprile 2012, disponibile a questo link.
Nella Regione opera un “Laboratorio Giuridico” che è definito come “una struttura interattiva del Consiglio e della Giunta regionale, nonché uno spazio di formazione permanente e di scambio di conoscenze ed esperienze anche con altre realtà, regionali e nazionali su tematiche attinenti le tecniche legislative nel più vasto ambito delle riforme istituzionali. Questa struttura è anche uno strumento di elaborazione di metodologie di analisi e monitoraggio e di standard, per qualificare la produzione normativa e per sviluppare nuove professionalità e “culture del fare” le leggi e dell’amministrare”.
Nell’ambito del Laboratorio, dal 2001, è stato costituito l’Osservatorio regionale sulla legislazione, che svolge indagini sullo stato e sulle tendenze della legislazione regionale, anche al fine di stimolare una maggiore consapevolezza sui fenomeni legislativi e sulla qualità del processo decisionale legislativo.
Un Osservatorio sulla riforma amministrativa, istituito nel 2000, svolge attività inerenti alla semplificazione amministrativa.
Oltre a queste strutture istituzionali, debbono essere menzionate le strutture tecniche non previste dalla legge, che comunque svolgono funzioni in materia di qualità della regolazione. Nell’ambito del Consiglio, in particolare, è stata istituita un’apposita unità organizzativa “Qualità della normazione e valutazione delle politiche”, mentre nell’ambito della Giunta, alle dipendenze della Direzione affari istituzionali e avvocatura, è stato istituito il settore “Attività legislativa e per la qualità della normazione”.
Una prima fase di sperimentazione applicativa relativa all’AIR è stata avviata dalla Regione Piemonte nel biennio 2002-2004. Dopo questa sperimentazione non sono state avviate altre attività.
L’esperienza del Piemonte in questo settore è particolarmente avanzata. La Regione si è interessata di clausole valutative a partire dalla VII Legislatura (2000-2005), ed è tra i promotori del progetto CAPIRe1.
Le clausole valutative sono disciplinate del Regolamento interno del Consiglio regionale (artt. 45 e 46, D.C.R. del 24 luglio 2009, n. 269-33786).
Secondo il Decimo rapporto sulla legislazione regionale, al 31 dicembre 2012 erano 35 le leggi regionali che contenevano clausole valutative 2.
Su iniziativa del Comitato per la qualità della normazione e la valutazione delle politiche è stata avviata una attività di valutazione delle politiche regionali a sostegno della ricerca e dell’innovazione nel sistema produttivo regionale (secondo quanto previsto dalla l.r. 30 gennaio 2006, n. 4 “Sistema regionale per la ricerca e l’innovazione”.
Il Consiglio regionale del Piemonte ha concluso nel 2010 una missione valutativa condotta con l’Università degli studi di Torino e concernente l’attuazione delle politiche promosse dalle leggi regionali inerenti la tutela della salute mentale.
Il Consiglio Regionale persegue la qualità della legislazione regionale sia nella fase di ingresso dei progetti di legge e dei disegni di legge(tramite un esame preliminare di ricevibilità), sia nella fase istruttoria. Per l’esame preliminare di ricevibilità è stata creata un’apposita griglia (disponibile per esteso a questo link) che verifica, tra l’altro i seguenti dati:
Per quanto riguarda la fase istruttoria dei progetti e dei disegni di legge, nella fase istruttoria sono verificati i seguenti aspetti:
l’applicazione delle regole di drafting contenute nella terza edizione del manuale “Regole e suggerimenti per la redazione dei testi normativi” (2007), adottato dal Consiglio con delibera dell’Ufficio di Presidenza n. 42 del 2 aprile 2008 e dalla Giunta regionale con deliberazione n. 38 del 21 aprile 2008;
la raccolta della normativa di riferimento ai vari livelli istituzionali;
la sintesi delle osservazioni dei soggetti consultati;
la predisposizione di tavole sinottiche comparative tra i testi in esame;
la predisposizione di una griglia di lettura delle relazioni (anche per le relazioni previste da clausole valutative) trasmesse alla Commissione;
la predisposizione di una scheda dei nodi critici (o scheda di analisi preventiva delle proposte di legge, ATN), anche per le proposte di deliberazione;
la predisposizione di una scheda finanziaria per l’analisi di quantificazione e di valutazione degli effetti finanziari.
Fig. Un esempio del contenuto di dossier virtuale
L’approfondita analisi svolta durante l’esame istruttorio dei progetti e dei disegni di legge è raccolta in un dossier virtuale, pubblicato sul sito del Consiglio Regionale a questo link.
È inoltre da segnalare che la Regione Piemonte fa parte, insieme alla Regione Liguria e alla Regione Valle d’Aosta, del progetto interregionale di e-democracy Sesamo. In questo ambito il Consiglio Regionale del Piemonte ha creato il portale “CRPnet”, per mettere a disposizione dei consociati uno “spazio per partecipare all’attività dell’Assemblea piemontese, commentando le notizie ed intervenendo nella discussione”.
Il portale offre i servizi “Info Atti”, grazie al quale gli utenti iscritti possono essere automaticamente aggiornati dell’iter di consiliare di atti di loro interesse, oltre che la possibilità di scrivere al Consiglio regionale per richiedere informazioni o inviare suggerimenti o reclami.
1. Sull’esperienza della Regione Piemonte in materia di clausole valutative, cfr. F. d’Alonzo – A. Stroscio, “L’istituzionalizzazione della valutazione delle politiche nel Consiglio regionale del Piemonte e gli strumenti di qualità della normazione: le clausole valutative”, relazione al convegno “Lo stato della valutazione in Italia: istituzionalizzazione, uso e competenze” XVI Congresso AIV – Associazione Italiana di Valutazione Milano 18-19 aprile 2013.
2. Cfr. spec. p. 59.
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