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Timestamp: 2016-10-25 17:19:29+00:00
Document Index: 161095581

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 7', 'art. 400', 'art. 400', 'art. 7', 'art. 21', 'art.25']

C’È DELLA BUONA SCUOLA NEL DDL 2994? La “Nuova scuola” tra luci ed ombre Bergamo, 4 Maggio 2015 proteo fare sapere08/06/ ppt scaricare
PubblicatoLeonzio Magni
Presentazione sul tema: "C’È DELLA BUONA SCUOLA NEL DDL 2994? La “Nuova scuola” tra luci ed ombre Bergamo, 4 Maggio 2015 proteo fare sapere08/06/2015."— Transcript della presentazione:
C’È DELLA BUONA SCUOLA NEL DDL 2994? La “Nuova scuola” tra luci ed ombre Bergamo, 4 Maggio 2015 proteo fare sapere08/06/2015 2
La Buona scuola FACCIAMO CRESCERE IL PAESE 1.Assumere tutti i docenti 2.Le nuove opportunità per tutti i docenti formazione e carriera 3.La vera autonomia valutazione e trasparenza Disegno di Legge 2994 Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti docenti 2.Potenziamento e valorizzazione del ruolo del dirigente 3.Organici dell’autonomia per supplenze fino a 10 gg. e copertura posti vacanti 3
La scuola in 24 articoli Gli articoli sui quali soffermiamo l’attenzione:  Articolo 1 (Oggetto e finalità)  Articolo 2 (Autonomia scolastica e offerta formativa)  Articolo 3 (Percorso formativo degli studenti)  Articolo 4 (Scuola, lavoro e territorio)  Articolo 5 (Innovazione digitale e didattica laboratoriale)  Articolo 6 (Organico dell’autonomia per l’attuazione dei piani triennali dell’offerta formativa )  Articolo 7 (Competenze del dirigente scolastico e istituzione degli albi territoriali del personale docente)  Articolo 8 (Piano straordinario di assunzioni di personale docente)  Articolo 9 (Periodo di formazione e prova del personale docente ed educativo)  Articolo 10 (La Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente e il Piano nazionale di formazione)  Articolo 11 (Valorizzazione del merito del personale docente)  Articolo 12 (Limite di durata dei contratti a tempo determinato su posti vacanti e disponibili e Fondo per il risarcimento) proteo fare sapere08/06/2015 4
La scuola in 24 articoli  Articolo 13 (Comandi e distacchi di personale scolastico)  Articolo 14 (Portale unico dei dati della scuola e progetto sperimentale per l’assistenza alle scuole)  Articolo 15 (Cinque per mille)  Articolo 16 (School bonus)  Articolo 17 (Detraibilità delle spese sostenute per la frequenza scolastica nelle scuole paritarie)  Articolo 18 (Scuole innovative)  Articolo 19 (Misure per la sicurezza e la valorizzazione degli edifici scolastici)  Articolo 20 (Indagini diagnostiche su solai e controsoffitti degli edifici scolastici)  Articolo 21 (Delega al Governo in materia di Sistema nazionale di istruzione e formazione)  Articolo 22 (Deroghe)  Articoli 24 e 23, comma 1 (Disposizioni finanziarie e abrogazioni) 08/06/2015proteo fare sapere 5
La scuola in 24 articoliLa scuola in 24 articoli: deleghe Articolo 21 (Delega al Governo in materia di Sistema nazionale di istruzione e formazione) 1.Nuovo testo unico in materia di istruzione (co. 2, lett. a) 2.Autonomia scolastica (co. 2, lett. b) 3.Abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria (co. 2,lett. c) 4.Assunzione, formazione e valutazione del dirigente scolastico (co. 2, lett. d) 5.Diritto all’istruzione e alla formazione degli studenti con disabilità e bisogni educativi speciali (co. 2, lett. e) 6.Governo della scuola e organi collegiali (co. 2, lett. f) 7.Percorsi dell’istruzione professionale (co. 2, lett. g) 8.Istituti tecnici superiori (co. 2, lett. h) 9.Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai sei anni (co. 2, lett. i) 10.Diritto allo studio (co. 2, lett. l) 11.Ausili digitali per la didattica (co. 2, lett. m) 12.Scuole italiane all’estero (co. 2, lett. n) 13.Valutazione e certificazione delle competenze degli studenti ed esami di Stato (co. 2, lett. o) 08/06/2015proteo fare sapere 6
« LA BUONA SCUOLA »  Deve essere approvato dalle Camere  Viene esaminato dalla VII Commissione della Camera e poi dalle Camere articolo per articolo e con votazione finale  Il disegno diventa legge dopo che entrambe le Camere hanno approvato lo stesso testo di legge SARÀ POSTA LA FIDUCIA? Quali saranno i tempi dell’approvazione? QUALI SARANNO I TEMPI per L’EFFETTIVA APPLICAZIONE ? UN DISEGNO DI LEGGE NON PIÙ DECRETO LEGGE 6 Alcuni spunti per una riflessione comune 7
EFFETTO ANNUNCIO in conferenza stampa del 12 marzo “Rivoluzione strepitosa”  Realizzare l’autonomia  AUTONOMIA E OFFERTA FORMATIVA POTENZIATA  Arriva l’organico dell’autonomia  Stop classi pollaio i presidi potranno utilizzare l’organico in modo flessibile  Organico DELL’AUTONOMIA: eliminare le supplenze - coprire tutte le cattedre - potenziare l’offerta formativa - rendere la scuola più inclusiva  Curriculum degli studi Personalizzato. 8
1.Condivisibile il rilancio dell’autonomia scolastica, a partire da una dotazione finanziaria certa, e la programmazione triennale del POF. 2.Il cardine è l’introduzione della programmazione triennale dell’Offerta Formativa da parte della scuola per il potenziamento della conoscenza e delle competenze degli studenti e l’apertura della comunità scolastica al territorio. L’ AUTONOMIA SCOLASTICA 9
IL PIANO TRIENNALE O.F.  ELABORATO DAL D.S., sentito il collegio docenti e consiglio d’istituto sentito il collegio docenti e consiglio d’istituto, nonché i principali attori economici, sociali e culturali del territorio  PUBBLICIZZATO in portale unico al fine anche di permettere una valutazione comparativa da parte degli studenti e delle famiglie In base al piano triennale O.F. il Dirigente definisce e richiede l’organico potenziato e flessibile per posti comuni e di sostegno e per potenziamento dell’offerta. 9 10
IL PIANO TRIENNALE O.F. LE SCUOLE FANNO SCELTE in merito  Agli insegnamenti e alle attività curricolari,  Extracurricolari  Educative e Organizzative TENENDO CONTO:  dell’orario degli insegnamenti stabilito dai curricoli nazionali  della quota dell’autonomia e della flessibilità  del POTENZIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA  e delle ATTIVITA’ PROGETTUALI. ALL’INTERNO DI UNA CORNICE DI OBIETTIVI NAZIONALI 11
IL PIANO TRIENNALE O.F. PER IL RAGGIUNGIMENTO DEI SEGUENTI OBIETTIVI a) valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche; b) potenziamento delle competenze matematico-logiche e scientifiche; c) potenziamento delle competenze nella musica e nell’arte; d) potenziamento delle conoscenze e delle competenze in materia di diritto e di economia, cittadinanza attiva; e) sviluppo di comportamenti per rispetto della legalità, della sostenibilità ambientale… f) alfabetizzazione all’arte, ….e ai media …..diffusione delle immagini; g) potenziamento delle discipline motorie….stile di vita sano…..; h) sviluppo delle competenze digitali …; i) iniziative per il contrasto dei fenomeni dispersione …discriminazione e per inclusione; l) valorizzazione della scuola intesa come comunità attiva, aperta al territorio ….; m) apertura pomeridiana delle scuole….e riduzione del numero di alunni per classe; n) incremento dell’alternanza scuola-lavoro nel secondo ciclo di istruzione; o) valorizzazione di percorsi formativi individualizzati ; p) individuazione di percorsi e di sistemi funzionali alla premialità e alla valorizzazione del merito degli alunni e degli studenti; q) alfabetizzazione e perfezionamento della lingua italiana per gli alunni stranieri, anche mediante l’attivazione di corsi opzionali di lingua e la dotazione di laboratori linguistici anche in rete. 12
IL PIANO TRIENNALE O.F. INDICA QUINDI  IL FABBISOGNO DEI POSTI COMUNI E DI SOSTEGNO DELL’ORGANICO DEI DOCENTI, sulla base dell’orario degli insegnamenti, anche utilizzando la quota dell’autonomia e della flessibilità  IL FABBISOGNO DEI POSTI di ORGANICO potenziato e flessibile per iniziative di potenziamento dell’O.F. e attività progettuali  IL FABBISOGNO DI INFRASTRUTTURE E ATTREZZATURE MATERIALI sulla base di progetti materiali  LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE DEI DOCENTI in coerenza con il piano triennale dell’OF e con i risultati dei Piani di miglioramento previsti dal DPR 80/2013 13
IL PIANO TRIENNALE O.F.  Per la piena realizzazione del successo formativo degli alunni-studenti, anche riducendone il numero per classe in deroga ai vigenti vincoli normativi,  naturalmente “nell’ambito della dotazione organica assegnata e delle risorse, anche logistiche, disponibili”  La proposta del Piano triennale, predisposta entro il mese di ottobre dell’anno scolastico precedente al triennio di riferimento, è inviata all’USR, che ne valuta la compatibilità finanziaria e la coerenza con gli obiettivi del comma 3, art. 2; nel limite delle risorse disponibili  poi rimesso al MIUR che ne verifica il rispetto dei propri obiettivi strategici e conferma le risorse destinabili alle infrastrutture materiali e il numero dei posti dell’organico dei docenti effettivamente attivabili, nel limite delle risorse disponibili. 14
IL PIANO TRIENNALE O.F.  oltre al curricolo nazionale (assetti ordinamentali) e al curricolo della scuola (spazi di flessibilità e potenziamenti disciplinari), le istituzioni scolastiche introducono insegnamenti opzionali a scelta dello studente, ulteriori rispetto a quelli già previsti dai quadri orari  A tal fine è possibile utilizzare finanziamenti esterni, ivi compresi quelli derivanti da contratti di sponsorizzazione, nel rispetto degli obblighi di trasparenza procedurale  È inoltre previsto l’incremento del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche di 126 milioni di euro annui dall’anno 2016 15
Organico TRIENNALE dell’autonomia per l’attuazione dei piani triennali dell’offerta formativa  L’organico dell’autonomia è determinato su base regionale, con cadenza triennale, con decreti del MIUR DI CONCERTO CON MEF e con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione sentita la Conferenza unificata.  Il riparto della dotazione organica tra le regioni è effettuato sulla base del numero di classi, nonché della presenza di aree interne, di aree a forte processo immigratorio e di aree caratterizzate da elevati tassi di dispersione scolastica.  Con decreti dei dirigenti preposti agli USR, l’organico dell’autonomia è ripartito tra i territori di competenza e assegnato ai ruoli territoriali e, successivamente, alle singole istituzioni scolastiche, sulla base del fabbisogno espresso dalle stesse nei piani triennali dell’offerta formativa.  I posti dell’organico sono coperti dal DS con il personale degli albi fermo restando che devono assicurare la copertura delle supplenze temporanee fino a dieci giorni. 16
 POSITIVO L’ORGANICO FUNZIONALE:  per la PRIMARIA per incrementare il tempo pieno, ripristinare una quota di ore di compresenza per progetti di recupero e/o arricchimento, altro…).  più complesso farlo nella secondaria visto che le disponibilità, suddivise per singole discipline e classi di concorso, possono non coincidere con il reale fabbisogno di risorse aggiuntive per quella singola scuola (intreccio con quali STABILIZZAZIONI?) ORGANICO FUNZIONALE/DELL’AUTONOMIA 17
PER L’A.S immediata Il D.S. individua i docenti da destinare all’organico funzionale a seguito di una immediata predisposizione di una STIMA DEL FABBISOGNO, redatta SENTITI il Collegio docenti e il Consiglio d’istituto Entro il 30 maggio 2015 AL MOMENTO LA NORMATIVA SULL’ORGANICO 2015/16 E’ LA STESSA DELL’A.S. PRECEDENTE E CIOE’ BASATA SUL NUMERO DI STUDENTI 18
PORTALE OPEN DATA E’ ISTITUTITO IL PORTALE UNICO DEI DATI DELLA SCUOLA PER:  I PIANI TRIENNALI DELL’O.F.  I BILANCI  I DATI AFFERENTI AL SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE  EDILIZIA SCOLASTICA  I PROVVEDIMENTI DI INCARICO DI DOCENZA  IL CURRICULUM DELLO STUDENTE  …LA NORMATIVA 18 19
PROGETTO  Al fine di fornire un supporto tempestivo alle istituzioni scolastiche ed educative nella risoluzione di problemi connessi alla gestione amministrativa e contabile,  attraverso la creazione di un canale permanente di comunicazione con gli uffici competenti del MUR  valorizzando la condivisione di buone pratiche tra le istituzioni scolastiche medesime,  a decorrere dall’anno scolastico successivo alla data di entrata in vigore della presente legge  è avviato un progetto sperimentale per la realizzazione di un servizio di assistenza, anche attraverso la costruzione di un portale e di forum informatici dedicati.  Il servizio di assistenza è realizzato nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 19 20
UNA “STREPITOSA” DIRIGENZA SCOLASTICA RAFFORZAMENTO POTERI DEL D.S.  ELABORA IL PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA FORMATIVA  Maggiori strumenti ai presidi  Il Dirigente forma la sua squadra  Sceglie gli insegnanti da albi territoriali per realizzare il POF  VALORIZZAZIONE DEL MERITO DEL PERSONALE DOCENTE. 20 EFFETTO ANNUNCIO in conferenza stampa del 12 marzo 21
Dal preside-educatore, libero dalle proliferanti molestie burocratiche preside-sindaco del sottosegretario Faraone preside-allenatore, “che ora potrà scegliersi la squadra”, coniato dal Presidente del Consiglio in persona il preside-sceriffo che può a suo piacimento distribuire premi e comminare sanzioni il preside direttore d’orchestra??? 22
22 Il preside della buona scuola è un leader educativo, quindi è una persona che viene dall’insegnamento, che si occupa di scuola, che ritornerà verosimilmente, perché poi il periodo è, come in altri modelli internazionali citati, immaginato come periodo temporaneo, un preside rettore, mi verrebbe da dire, cioè persona che si mette al servizio nel suo mondo di appartenenza con poteri e strumenti in grado di prendere delle decisioni. 23
Sceglie gli insegnanti da albi territoriali per realizzare il POF forma la sua squadra VALORIZZA IL MERITO DEL PERSONALE DOCENTE ELABORA IL PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA FORMATIVA VALUTA E ATTRIBUISCE IL PREMIO STIPENDIALE “responsabile delle scelte didattiche, formative ” (art. 7). 24
24 Si possono utilizzare gli uni e gli altri in classi di concorso diverse da quelle per la quale si possiede l’abilitazione, purché si abbia il titolo di studio valido all’insegnamento ALBO TERRITORIALE 25
ALBO TERRITORIALE e LA SCELTA DEL PERSONALE PRINCIPI E CRITERI PRINCIPI E CRITERI:  sulla base del loro curriculum-portfolio ritenuto coerente con la progettualità dell’istituzione scolastica,  Incarichi di durata triennale  Pubblicità dei criteri che il D.S. adotta per selezionare il docente  Pubblicità degli incarichi conferiti e motivazione  In caso d’inerzia del D.S. potere sostitutivo dell’UST REGIONALE. SCEGLIE SCEGLIE (propone) il personale per la copertura dei posti assegnati tra i docenti iscritti agli albi territoriali La copertura dei posti assegnati all’istituzione scolastica coincide con gli incarichi proposti dal dirigente scolastico. NON VALE PER I DOCENTI IN RUOLO AL MOMENTO DI ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE 25 26
LA SCELTA DEL PERSONALE Inoltre "E’ dunque necessario - concludono gli estensori del dossier camera - disporre l’abrogazione del terzo periodo del comma 2 dell’art. 400 del d.lgs. 297/1994", abrogazione che invece il testo attuale del disegno di legge non prevede, con il rischio che si apra, proprio su questo punto, un ampio contenzioso. Attualmente, secondo il centro studi camera "in base all’art. 400, 2° comma, terzo periodo, del decreto legislativo 297/1994 sono gli stessi vincitori del concorso a scegliere, nell'ordine in cui sono inseriti nella graduatoria, il posto di ruolo fra quelli disponibili nella regione". 26 27
LA SCELTA DEL PERSONALE IN ENTRATA ALCUNI SLOGAN DA BAR ALCUNI SLOGAN DA BAR:  «FINAMENTE I DIRIGENTI POTRANNO SCEGLIERE L’INSEGNANTE ADATTO ALLA PROPRIA SCUOLA SULLA BASE DEL CURRICULUM E IN COERENZA CON IL POF Chiamata diretta? SCELTA DELL’INSEGNANTE «MIGLIORE» ?  «FINAMENTE I DIRIGENTI POTRANNO ESCLUDERE I DOCENTI INCAPACI ED INCOMPETENTI O CON POCA VOGLIA DI LAVORARE». OVVIAMENTE NON CONDIVIDIAMO LA LOGICA MA … IN OGNI CASO NON RISOLVE IL PROBLEMA 1)I DOCENTI INSERITI NELL’ALBO SONO TUTTI ABILITATI ED HANNO SUPERATO CONCORSO PUBBLICO – SE C’E’ IL PROBLEMA DELLA QUALITA’ DEGLI INSEGNANTI ALLORA E’ NEL SISTEMA DI RECLUTAMENTO E FORMAZIONE 2)IL MECCANISMO DELL’ALBO NON CANCELLA COMUNQUE LE CAUSE E NEPPURE GLI EFFETTI DEL SISTEMA 28
LA SCELTA DEL PERSONALE IN ENTRATA  FERMO RESTANDO CHE COME ABBIAMO VISTO IL DIRIGENTE SELEZIONA E PROPONE ESPLICITANDO I CRITERI E COMUNQUE SULLA BASE CURRICULUM-PORTFOLIO RITENUTO COERENTE CON LA PROGETTUALITÀ DELL’ISTITUZIONE SCOLASTICA, IL MECCANISMO NON E’ ANCORA TOTALMENTE DEFINITO MA LE CRITICITA’ SONO GIA’ CHIARE 28 OCCORRE CHIEDERSI: QUANDO? COME? CHI E CON QUALI TEMPI ? IN CASO DI DOCENTE «CONTESO» DA PIU’ SCUOLE QUALE LA PROCEDURA? QUALI LE PRECEDENZE? IL DISCRIMINE E’ IL TEMPO? A CHI ARRIVA PRIMO NELLA SCELTA? QUALI LE OPZIONI PER IL DOCENTE «CONTESO»?? 29
LA SCELTA DEL PERSONALE IN ENTRATA Secondo il centro studi della camera Secondo il centro studi della camera : è l'intero impianto della procedura che non convince L'art. 7, per esempio, prevede che per la copertura dei posti il dirigente scolastico può proporre l'incarico anche “al personale docente di ruolo già in servizio presso altra istituzione scolastica”. IL MECCANISMO altre criticità 29 Il dossier camera evidenzia che : "al fine di evitare eventuali criticità in fase applicativa - ad esempio, dal punto di vista del coordinamento fra il dirigente scolastico che propone l’incarico e il dirigente dell’istituzione scolastica presso la quale il docente è già in servizio - appare opportuno un chiarimento". 30
LA SCELTA DEL PERSONALE IN ENTRATA SU UN ELENCO CHIUSO TUTTI I DOCENTI IN ELENCO DEVONO ESSERE COLLOCATI IN OGNI CASO IN UNA SCUOLA PIUTTOSTO CHE IN UN’ ALTRA…….. ALLORA SCUOLE CHE NON RIESCONO AD «ACCAPARRARSI» IL DOCENTE CON IL CURRICULUM ADEGUATO ALLE ESIGENZE ED AL PROPRIO POF SI DEVONO diciamo così… «ACCONTENTARE DEGLI ALTRI» Scuole «migliori» CON DOCENTI «MIGLIORI» E LE ALTRE??? È MIGLIORAMENTO SISTEMA EDUCATIVO?? RIDUCE LA DISPERSIONE DI SISTEMA?? IL PROBLEMA DELLA QUALITA’ DELL’INSEGNAMENTO NON SI RISOLVE LO STESSO perché RISIEDE NEL SISTEMA DI RECLUTAMENTO E FORMAZIONE NON IN QUELLO DI COLLOCAMENTO E RICOLLOCAMENTO ATTRAVERSO L’ALBO ANCHE PER COLORO CHE PENSANO CHE LE SCUOLE DEBBANO POTER ASSUMERE/LICENZIARE DIRETTAMENTE IL PERSONALE QUESTO MODELLO NON CORRISPONDE ALLE LORO RICHIESTE 31
ANNO DI PROVA - VALUTAZIONE E DISPENSA Il personale docente ed educativo neoassunto è sottoposto ad un periodo di formazione e di prova di durata annuale, al termine del quale è valutato: dal dirigente scolastico sulla base di un’istruttoria del docente tutor SENTITI COLLEGIO DOCENTI E CONSIGLIO DI ISTITUTO anche prevedendo verifiche e ispezioni in classe se l’esito della valutazione si preannuncia negativo ed ora comportante la dispensa dal servizio con effetto immediato e senza preavviso, disposta dal dirigente scolastico ma soltanto dopo che con decreto del MIUR siano stati individuati gli obiettivi, la valutazione del grado di raggiungimento degli stessi, le attività formative e i criteri di valutazione, 32
VALUTAZIONE E VALORIZZAZIONE Altre forme di valutazione non sono previste, né per il restante personale docente, né per il personale ATA, compreso il DSGA, diretto collaboratore del dirigente scolastico e preposto alla conduzione del servente apparato amministrativo-contabile e dei servizi vari 32 l’articolo 11, intestato alla valorizzazione del merito del personale docente attribuisce al dirigente scolastico il potere, solo sentito il Consiglio d’istituto, di assegnare annualmente a un numero imprecisato di docenti di ruolo la quota parte del fondo di duecento milioni annui; ma anche in questo caso soltanto dopo che con decreto del MIUR siano stati individuati gli obiettivi, la valutazione del grado di raggiungimento degli stessi e i criteri di valutazione. 33
VALORIZZAZIONE DEL MERITO DEL PERSONALE DOCENTE SALVI GLI SCATTI DI ANZIANITA’ ! Se su 5% di DOCENTI (comprensivi dei ASSUNTI) ossia premiati CON circa 3.850,00 euro annui lordo dipendente A partire dal 2016 con stanziamento di 200 milioni annui (lordo stato=150 milioni lordo dipendente) da ripartire in proporzione all’organico (con decreto) circa ,00 lordo dipendente per scuola Il D.s., sentito il Consiglio d’istituto, assegna il compenso in base alla valutazione dell’attività didattica, in ragione dei risultati in termini di qualità della didattica, di rendimento scolastico degli alunni, progettualità metodologia didattica utilizzata, di innovatività e di contributo al miglioramento complessivo della scuola [circa euro per scuola] Se su 66% di DOCENTI (comprensivi dei ASSUNTI) ossia premiati CON circa 576,00 euro annui lordo dipendente Il DIRIGENTE INDIVIDUA fino a 3 docenti che lo coadiuvano 34
LA CARTA per l’aggiornamento e la formazione del DOCENTE  Un VOUCHER DI 500 EURO per A.S. per l’acquisto di libri, testi per l’aggiornamento e formazione, iscrizioni a corsi….  LA FORMAZIONE DEI DOCENTI DI RUOLO IN SERVIZIO E’ OBBLIGATORIA, PERMANENTE E STRUTTURALE, le attività sono definite dalle scuole in coerenza con il Piano triennale dell’offerta formativa… 35
LA VALUTAZIONE … DEL DIRIGENTE SCOLASTICO ART. 7 COMMA 8. Nelle more della revisione del sistema di valutazione dei dirigenti scolastici, per l’effettuazione della stessa: si tiene conto della disciplina di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, nonché dei criteri utilizzati per la scelta, valorizzazione e valutazione dei docenti dei risultati dell’istituzione scolastica, con particolare riguardo alle azioni specifiche messe in campo dal dirigente scolastico per migliorarli. (cfr punto d) delega entro 18 mesi ) 36
la retribuzione … del DIRIGENTE SCOLASTICO 35 milioni in più per la retribuzione dei D.S. dal milioni di euro primo di settembre 2015 Il DDL prevede la remunerazione delle nuove competenze attribuite al dirigente scolastico NON c’è reintegrazione del Fondo Unico Nazionale per la retribuzione fissa e variabile e di risultato e quindi non sana le decurtazioni imposte dal MEF, e subite dal MIUR, per gli anni scolastici , , FUN situazione reale: sottrazione di 58 milioni delle RIA per il decreto Tremonti 37
 Una scuola non cooperativa.  Centrata su una figura forte del D.S.  Docenti non attori comprimari - singolo docente  Assenza di collegialità, cooperazione  Ruolo degli Organi Collegiali consultivo ma non attori principali nelle decisioni di indirizzo e di governo. QUALE VISIONE DI SCUOLA … 38
Quale scuola e quale DIRIGENTE SCOLASTICO Non c’è l’idea di scuola, a cui abbiamo lavorato in questi anni, in cui i docenti come attori comprimari potessero sentirsi al centro di una trama che, attraverso opportuni meccanismi, facesse emergere la centralità del lavorare insieme, del cooperare, del migliorarsi ricercando e sperimentando; con la funzione di regia, di guida e di garanzia della figura del DS, senza la quale uno “spettacolo” complesso ha scarse probabilità di riuscita, un “ direttore d’orchestra ”. 38 che rilanciasse le funzioni del coordinamento delle diverse articolazione del collegio (ridando senso ai consigli, ai comitati, alle commissioni) per garantire unitarietà di visione e di gestione. 39
Quale scuola e quale DIRIGENTE SCOLASTICO si rischia, con questa idea di scuola e di dirigente che sembra venir fuori dal DDL, di rafforzare la visione impiegatizia del lavoro docente (l’insegnante come impiegato e il DS come Amministratore delegato) e di riproporre l’idea del DS essenzialmente come figura della filiera amministrativa-burocratica del sistema la visione di DS delineata non è coerente con l’impianto previsto dalla legislazione sull’autonomia Al comma 2, punto 2, lettera f) si precisa che saranno emanate disposizioni di “revisione e disciplina dell’organizzazione delle scuole che favorisca la stretta collaborazione tra gli organi di governo e tutte le sue componenti, improntata sulla distinzione tra: funzioni di indirizzo generale, da riservare al Consiglio dell’Istituzione scolastica autonoma; rafforzamento delle funzioni di gestione, impulso e proposta del dirigente scolastico; funzioni didattico-progettuali, da attribuire al Collegio dei docenti e alle sue articolazioni”. Ma neanche con se stesso e con quanto previsto all’art. 21 (in cui sembra si parli una lingua diversa.) 40
Quale scuola e quale DIRIGENTE SCOLASTICO se a ciò aggiungiamo il testo della Madia sulla riforma della PA fortemente centrata sulla riforma della dirigenza pubblica (eliminazione delle due fasce, utilizzo dei dirigenti da parte del potere politico amministrativo – non basato sul potere di indirizzo (direttiva e programma) ma sulla scelta e la revoca del dirigente manager scelto dai politici (spoil system) la questione è ancora più critica Noi siamo per una dirigenza autonoma e indipendente, resa forte dalla selezione per merito, per questo difendiamo le procedure concorsuali e vogliamo un buon sistema di reclutamento, efficiente, trasparente, rapido e ripetuto ciclicamente per coprire sempre tutti i posti disponibili e siamo contrari alle reggenze (1.166 quest’anno e oltre l’anno prossimo). 40 La dirigenza scolastica ha una sua specificità che la rende più complessa oltre che più ricca e decisiva – il dirigente scolastico lavora per il futuro, vive il presente progettando il futuro della sua organizzazione in termini di sviluppo e miglioramento. 41
Quale scuola e quale DIRIGENTE SCOLASTICO Il dirigente deve poter lavorare con certezza delle risorse e delle regole (non va bene il Piano Triennale che varrà ridimensionato dalle verifiche di USR e MIUR e dovrà essere rifatto). Non va bene che il ds sia continuamente tormentato da adempimenti amministrativi che nulla hanno a che vedere con la scuola. Il ds deve essere sollevato dalle molestie, non è meno dirigente pubblico se non deve subire le molestie della trasparenza, dell’anticorruzione, delle rilevazioni, delle graduatorie, delle ricostruzioni di carriera, dei pensionamenti, delle regole sull’uso delle modeste risorse finanziarie che gestisce: cig, cup durc, fatturazione elettronica, scorporo IVA ecc) Aumento delle responsabilità del ds e stravolgimento dei suoi compiti (il nuovo profilo del dirigente che sceglie i docenti e contraddice quello dell’art.25 e degli articoli 1 e 2 del CCNL), perfino la sua condizione economica viene modificata per legge e non attraverso un contratto, senza alcuna interlocuzione con il sindacato La FLC vuole e difende un dirigente forte, integrato nel contesto professionale e sostenuto dalla comunità professionale che gestisce, riconosciuto e rispettato dalla comunità territoriale e dall’amministrazione. 42
LE DEROGHE  Per l’adozione dei regolamenti, dei decreti e degli atti attuativi della presente legge non è richiesto il parere dell’organo collegiale consultivo nazionale della scuola, « non ancora costituito»  3. In sede di prima applicazione e limitatamente all’anno scolastico 2015/2016, per la determinazione dell’organico dell’autonomia non è richiesto il parere di cui all’articolo 22, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n  Le norme della presente legge sono inderogabili e le norme e le procedure contenute nei contratti collettivi, contrastanti con quanto previsto dalla presente legge, sono inefficaci. 43
Altre DISPOSIZIONI del D.D.L  INNOVAZIONE DIGITALE E DIDATICA LABORATORIALE  OPEN DATA  PIANO STRAORDINARIO DI ASSUNZIONI  LA CARTA DEL DOCENTE  DIVIETO CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO  LE AGEVOLAZIONI FISCALI  SCHOOL BONUS  DETRAIBILITA’ SPESE PER FREQUENZA SCOLASTICA  EDILIZIA SCOLASTICA E SICUREZZA  LE DELEGHE ED RIORDINO, ADEGUAMENTO E SEMPLIFICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE E CONTRATTUALI IN MATERIA D’ISTRUZIONE 44
Nella SCUOLA DI RENZI MANCA IL PERSONALE ATA 44 ASSENZA DI UN PIANO DI ASSUNZIONE ASSENZA NELL’ORGANICO FUNZIONALE ASSENZA DI UN QUADRO DI VALORIZZAZIONE 45
Prevista l’assunzione di docenti :  dalle Gae, esclusa la scuola dell’infanzia;  dal concorso 2012 (tutti i vincitori del concorso 2012 ma non gli idonei);  Non è previsto per ora l’organico potenziato e la conseguente stabilizzazione per l’ infanzia. Si prevedono circa assunzioni ma ci vorrà più tempo legato alla delega Governo per il piano di intervento fascia 0-6 anni);  I nuovi concorsi partono nel 2016, per consentire per un altro anno la chiamata dei supplenti su materie come la matematica. I nuovi concorsi non riguarderanno i docenti dell’infanzia. PIANO STABILIZZAZIONE PRECARI 46
 Non tutte le GAE saranno svuotate: la stabilizzazione è individuata a seguito del piano dell’offerta formativa triennale delle scuole (alcune classi di concorso potranno non essere previste/richieste);  Sono esclusi gli abilitati delle 2^ fasce d’Istituto;  Sono esclusi gli idonei del concorso ordinario 2012 se non vincitori;  A regime in Ruolo solo per Concorso!  Future abilitazioni solo con Laurea magistrale abilitante con tirocinio! NON TUTTI I PRECARI ABILITATI POTRANNO ESSERE STABILIZZATI 47
STOP A CONTRATTI A T.D. DOPO 36 MESI  Si fa divieto di stipulare ulteriori contratti, su posti vacanti e disponibili tutto l’anno, dopo aver raggiunto 36 mesi (3 anni), anche non consecutivi (!!!???)  Previsto solo un fondo (10 ml.ni per il 2015 ed altri 10 ml.ni per il 2016) per i pagamenti al personale che vince una causa avente per risarcimento dei danni conseguenti alla stipula di contratti a termine di durata complessiva superiore a trentasei mesi, anche non continuativi, su posti vacanti e disponibili. 48
ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO  Stanziati 100 milioni di euro.  quantificazione del numero di ore (almeno 400 ore per tecnici e professionali, almeno 200 ore per i licei) da effettuare in alternanza scuola-lavoro nel secondo biennio e nell’ultimo anno (anche in estate!).  tra i soggetti presso i quali è possibile effettuare l’alternanza, vengono inseriti gli ordini professionali e gli enti che svolgono attività che afferiscono al patrimonio artistico culturale e ambientale. SCUOLA, LAVORO, TERRITORIO 49
APPRENDISTATO (negativo):  Prevista la possibilità di stipulare contratti di apprendistato (un vero e proprio contratto di lavoro in obbligo scolastico!) a partire dal secondo anno della scuola secondaria di secondo grado secondo le modalità definite dallo specifico decreto legislativo che sarà adottato in applicazione del Jobs Act ! SCUOLA, LAVORO, TERRITORIO 50
NUOVI SAPERI MUSICA, ARTE, LINGUA, DIRITTO, EDUCAZIONE MOTORIA…ordinamentali o facoltative? Nella scuola primaria si individuano queste materie da affidare a docenti delle relative classi di concorso abilitati (docenti di scuola di I°/II° anche se non abilitati per la scuola primaria!?) Per la lingua Inglese ove non ci fossero risorse, anche ricorrendo a «fornitura di appositi servizi» !!! 51
FINANZIAMENTI e AGEVOLAZIONI FISCALI  CINQUE PER MILLE DELLE IMPOSTE da destinare in sede di dichiarazione dei redditi  SCHOOL BONUS, per le erogazioni liberali in favore degli istituti spettano crediti di imposta del 65% fino al 2016 e del 50% oltre il 2016  DETRAIBILITA’ DELLE SPESE sostenute per la frequenza scolastica 51 52
 Il DDL si sostituisce alla Contrattazione sia Nazionale che d’Istituto.  NO ad un intervento di Legge sulle materie di contrattazione: Organizzazione del lavoro Distribuzione salario accessorio Assegnazione incarichi Formazione Mobilità NO ALL’USO DELLA LEGGE SULLE MATERIE DI COMPETENZA DEL CCNL 53
IL RINNOVO DEL CCNL: la priorità Per poter riaffermare il ruolo della Contrattazione e della Rappresentanza è necessario contrastare con forza la regolazione del rapporto di lavoro tramite il DDL di materie di competenza della Contrattazione!!! Una battaglia che dobbiamo vincere se non si vuole cadere nella sottomissione del rapporto di lavoro pubblico alle sole norme legislative del Governo e del premier di turno! Più deboli i lavoratori, nessuna forza per la loro rappresentanza ! 54
 CGIL-CISL-UIL insieme a 24 associazioni professionali, di rappresentanza e movimenti, hanno sottoscritto un appello al Parlamento.  L’appello considera indispensabile aprire un ampio confronto nel Paese per delineare una visione generale, il più possibile condivisa, sul nuovo ruolo della scuola nella società della conoscenza. A questo proposito è ritenuto decisivo partire dal diritto di ogni persona all'apprendimento permanente come base per un progetto complessivo di cambiamento del sistema educativo italiano. APPELLO AL PARLAMENTO … Scaricare ppt "C’È DELLA BUONA SCUOLA NEL DDL 2994? La “Nuova scuola” tra luci ed ombre Bergamo, 4 Maggio 2015 proteo fare sapere08/06/2015."
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