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Timestamp: 2018-08-14 23:21:11+00:00
Document Index: 91179983

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'sentenza ', 'art 410', 'art. 1327', 'art. 642', 'art. 55', 'art. 69', 'art. 565']

Studio Bambagioni - area legale
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Franco Massimo Bambagioni, nato a Firenze il 20 ottobre 1969, residente in Signa (Firenze), Cod.Fis. BMBFNC69R20D612U
Lo Studio Legale ha incentrato la propria attività sui settori specifici del Diritto Civile e del Diritto del Lavoro, con inoltre una specifica e caratterizzante competenza del campo del Contenzioso Tributario.
Di primaria importanza e spesso risolutiva, è l'attività stragiudiziale di consulenza, che si concretizza nella formulazione di pareri e consigli, nella stesura accurata di accordi o contratti, nella assistenza costante in trattative stragiudiziali con la controparte. Questa attività è fondamentale perché è finalizzata ad evitare l'insorgere di controversie e a prevenire il costoso e incerto ricorso all'Autorità giudiziaria. E' infatti auspicabile la ricerca, ove possibile, di una soluzione che definisca la controversia su base transattiva, essendo fin troppo noti i costi e i lunghi tempi della giustizia.
Nel caso la situazione di conflitto sia già in atto e non sia possibile addivenire ad una risoluzione basata sull'accordo delle parti, lo Studio Legale mette a disposizione del cliente la propria attività per la difesa e rappresentanza giudiziale, avanti a tutte le magistrature civili e tributarie con esclusione della Corte di Cassazione.
Diritto Civile [+]
Consulenza, negoziazione e redazione di contratti in tema di:
Compravendita mobiliare ed immobiliare (promesse di vendita, opzioni, proposte irrevocabili...)
Forniture di servizi, somministrazione
Appalto e sub-appalto
Trasferimenti, affitti di azienda, cessioni di rami d'azienda
Contratti per licenze e cessioni di diritti di marchi e brevetti
Assistenza in procedure di:
Intedizione, inabilitazione
Recupero crediti (procedure di ingiunzione, esecutive mobiliari, immobiliari, presso terzi, opposizioni all'esecuzione e agli atti esecutivi, sequestri, iscrizioni ipotecarie, partecipazione ad incanti per persona da nominare)
Risarcimento danni ed infortunistica stradale
Assistenza e rappresentanza delle parti in arbitrati rituali ed irrituali, in materia civile e commerciale, nonché nelle controversie assoggettate al rito societario, regolate dagli artt. 34 e seguenti D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 5 e succ. mod.
Nell'ambito delle procedure concorsuali presta assistenza in procedure di ammissione ed in opposizione al passivo fallimentare e nelle cause di opposizione a sentenza dichiarativa di fallimento e di revocatoria fallimentare
Diritto del Lavoro [+]
Consulenza ed assistenza nella fase stragiudiziale:
Assistenza nella gestione del rapporto di lavoro nelle sue varie fasi
Assistenza nelle procedure di contestazioni disciplinari art. n. 7 L. 300/70
Procedure di tentativo obbligatorio di conciliazione nell’impiego privato (art 410 c.p.c.)
Consulenza ed assistenza nella fase giudiziale:
Costituzione e difesa diretta in tutte le procedure contenziose, cautelari e di merito, dinanzi alle autorità giudiziarie italiane, con sola domiciliazione presso qualificati colleghi del territorio in ogni stato e grado (Tribunali, Corti d’Appello)
Gestione contenziosa delle pratiche di invalidità civile e handicap
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Qual è la definizione di "contratto" data dalla legge?
Il contratto ha "forza di legge" tra le parti che lo stipulano, cioè vincola i contraenti all'esecuzione ciascuno della sua prestazione, predisponendo specifiche forme di tutela in caso di inadempimento, ma non produce effetti nei confronti di terzi, se non nei casi espressamente previsti dalla legge.
Spesso però i contratti si concludono senza necessità di una formale accettazione, dando semplicemente esecuzione ad un ordine ricevuto. In tal cao è comunque onere dell'accettante di comunicare senza ritardo all'altra parte l'inizio dell'esecuzione (art. 1327 c.c.).
Qual è la disciplina per i contratti conclusi dai consumatori fuori dai locali commerciali?
Il D.Lgs. 15.1.1992, n. 50, dando attuazione ad una direttiva comunitaria, ha introdotto una disciplina a tutela dei consumatori che abbiano stipulato un contratto in locali diversi da quelli in cui l'operatore commerciale svolge abitualmente la sua attività.
La tutela del consumatore si sostanzia nell'attribuzione a suo favore di un diritto di recesso da esercitarsi nel termine di 7 giorni dalla data di stipula del contratto o dal momento successivo del ricevimento della merce. Questo diritto di recesso è irrinunciabile ed è nulla ogni pattuizione in senso contrario.
È obbligo del venditore consegnare la merce o il servizio entro 30 giorni dalla stipula del contratto. è inoltre obbligo del venditore informare adeguatamente il consumatore in ordine al diritto di recesso, in mancanza il termine per recedere diventa di 60 giorni.
Il recesso deve essere comunicato mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, o anche tramite telegramma o fax, purché sempre confermati da lettera raccomandata.
Ancora a vantaggio del consumatore è stabilito che il Foro competente per le controversie civili è inderogabilmente quello del Giudice del luogo di residenza o di domicilio del consumatore.
Il decreto ingiuntivo viene emesso su richiesta del creditore, ed ha il vantaggio di essere molto più celere e assai meno oneroso di un procedimento giudiziario ordinario. È disciplinato dagli articoli 633 e ss. del c.p.c.
Quali sono le condizioni per poter richiedere l'emissione di un decreto ingiuntivo?
Affinché si possa far ricorso al procedimento per decreto ingiuntivo è necessario che il credito consista nella consegna di una somma determinata di denaro o di una quantità determinata di cose, oppure nella consegna di una cosa mobile determinata. È inoltre necessario che il credito sia provabile mediante prova scritta.
la giurisprudenza, in determinati casi, considera prova scritta anche le fatture commerciali.
L'art. 642 c.p.c. prevede che, su istanza del ricorrente, il decreto ingiuntivo possa essere dichiarato immediatamente esecutivo (senza perciò che sia necessario attendere il termine di quaranta giorni per verificare se il debitore paga o si oppone). Tale richiesta può essere accolta se il credito è fondato su cambiale, assegno bancario, assegno circolare, certificato di liquidazione di borsa, atto ricevuto da notaio o altro pubblico ufficiale autorizzato.
L'esecuzione provvisoria può anche essere concessa se vi è pericolo di un grave pregiudizio nel ritardo.
L'assegno bancario è considerato dalla legge un titolo esecutivo (R.D. n. 1736/33, art. 55). Nella pratica, questo comporta che, ove il credito non sia pagato alla data indicata sull'assegno, è possibile procedere direttamente all'esecuzione forzata.
Il pagamento dell'assegno dovrà essere chiesto formalmente a mezzo di un precetto (cioè un'intimazione ad adempiere) notificato al debitore. Se il pagamento dell'assegno non interviene nei dieci giorni successivi alla notificazione del precetto, si potrà procedere al pignoramento e alla vendita forzata dei beni del debitore.
Quali sono le caratteristiche della collaborazione a progetto?
Il Decreto Legislativo n. 276/2003 (riforma Biagi) ha introdotto una nuova forma di rapporto di lavoro parasubordinato: il lavoro a progetto.
Il lavoro a progetto, è caratterizzato da una serie di requisiti requisiti, quali l’assenza di subordinazione, la continuità, la coordinazione nonché la natura prevalentemente personale della prestazione, il rapporto di lavoro deve poter essere ricondotto a un progetto, un programma ovvero una fase di lavoro.
Il Ministero del Lavoro ha fornito la definizione di progetto: si intende un’attività produttiva ben identificabile e funzionalmente collegata ad un determinato risultato finale che può essere connesso all’attività principale o accessoria dell’impresa.
Cosa succede in caso di costituzione di un rapporto di lavoro in assenza di un progetto?
In assenza di un progetto il rapporto instaurato non può in alcun modo configurare una collaborazione a progetto ma, per espressa previsione legislativa, è considerato un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione (art. 69, comma 1, D. Lgs. n. 276/03). Tale presunzione può essere superata solo in sede giudiziale con onere della prova a carico del committente, che dovrà poter dimostrare la natura autonoma del rapporto di lavoro.
Ove tuttavia ciò non avvenga, in tutto od in parte, sarà la legge a predisporre criteri e soggetti cui tali beni verranno devoluti, facendo luogo alla successione legittima che è suppletiva rispetto a quella testamentaria, poiché si attua solo in mancanza di quest'ultima.
Le categorie dei successibili vengono individuate dal legislatore nell’art. 565 c.c. nel coniuge, nei discendenti legittimi e naturali, e/o adottivi, negli ascendenti legittimi, nei collaterali, negli altri parenti (fino al sesto grado) e nello Stato.
Nella maggior parte dei casi, il regime della durata di un contratto di locazione avente ad oggetto beni immobili segue le regole dettate dalla L. 392/78 (successivamente modificata e integrata dalla L. 431/98).
In base a tale normativa, gli immobili urbani vengono distinti a seconda che essi siano adibiti ad uso abitativo oppure ad uso diverso da quello di abitazione (cioè ad attività commerciali, industriali, artigianali, turistiche o professionali) e ai relativi contratti di locazione si applica uno speciale regime che detta regole particolari in ordine alla durata.
Qualora il locatore di un immobile urbano adibito ad uso abitativo intenda recedere dal contratto deve darne avviso al conduttore almeno 6 mesi prima della scadenza fissata, mediante lettera raccomandata. Se si tratta di immobili adibiti ad uso non abitativo il termini prima della scadenza diventana di 12 mesi. In mancanza il contratto si intende tacitamente prorogato per un analogo termine.
Il procedimento per ottenere la convalida di sfratto può avviarsi ad opera del proprietario del bene immobile: