Source: http://docplayer.it/22185-Regione-marche-giunta-regionale.html
Timestamp: 2016-12-04 04:33:34+00:00
Document Index: 153285570

Matched Legal Cases: ['art.5', 'art.12', 'art.20', 'art.12', 'art.5', 'art.12', 'art.20', 'art.7', 'art.5', 'art.10', 'art.12', 'art.20', 'art.5', 'art.20', 'art.5', 'art.12', 'art.20', 'art.7', 'art.5', 'art.12', 'art.20', 'art.7', 'art. 5', 'art.12', 'art.20', 'art.5', 'art.12', 'art.10', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 6']

⭐REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE
Geraldina Di Matteo
1 DELIBERAZIONE DELLA DGR n 896 del 24/06/2003 Pubblicata sul Bur n 62 del 11/07/ OGGETTO: Legge n.447/1995 Legge quadro sull inquinamento acustico e legge regionale 14 novembre 2001, n.28 Norme per la tutela dell ambiente esterno e dell ambiente abitativo dall inquinamento acustico nella Regione Marche. Approvazione del documento tecnico Criteri e Linee Guida di cui : all art.5, comma 1, punti a), b), c), d), e), f), g), h), i), l), all art.12, comma 1, all art.20, comma 2 della legge regionale 14 novembre 2001, n.28. LA VISTO il documento istruttorio riportato in calce alla presente zione predisposto dal servizio Tutela Ambientale dal quale si rileva la necessità di adottare il presente atto; RITENUTO, per i motivi riportati nel predetto documento istruttorio e che vengono condivisi, di re in merito; VISTO il parere n.184/03 espresso dalla IV Commissione Consiliare permanente in data 27 maggio 2003 in base all articolo 5, comma 2 e all art.12, comma1, della L.R.n.28/01; VISTO il parere favorevole di cui all articolo 16, comma 1, lettera a), della legge regionale 15 ottobre 2001, n. 20 in ordine alla regolarità tecnica e sotto il profilo di legittimità, del dirigente del Servizio Tutela Ambientale e l attestazione dello stesso che dall atto non deriva un impegno di spesa a carico della Regione; VISTA la proposta del direttore del Dipartimento Territorio ed Ambiente; VISTO l articolo 25 dello statuto della Regione; Con la votazione, resa in forma palese, riportata a pagina 1 D E L I B E R A2 3 DELIBERAZIONE DELLA Di approvare il documento tecnico allegato A: Criteri e Linee Guida di cui : all art.5, comma 1, punti a), b), c), d), e), f), g), h), i), l), all art.12, comma 1, all art.20, comma 2, della legge regionale 14 novembre 2001, n.28, parte integrante e sostanziale della presente zione; Di prevedere un periodo di sei mesi dalla data di pubblicazione sul B.U.R. del presente Atto, quale periodo utile per consentire agli Enti Locali, l adeguamento dei propri Regolamenti ai fini dell applicazione degli adempimenti relativi alla certificazione acustica degli edifici di cui al Cap.5.5; Di procedere, successivamente alla pubblicazione del presente Atto, attraverso un confronto periodico con Enti Locali, Associazioni di categoria ed operatori di settore, nonché le associazioni di protezione ambientale presenti nella Regione ai sensi dell articolo 13 della Legge 8 luglio 1986, n.349, ad una verifica sull attuazione dei Criteri e delle Linee Guida di cui sopra, e predisporre la Prima Relazione Annuale al Consiglio Regionale di cui all art.7 della stessa legge, entro il 30 Aprile 2004; Di disporre la pubblicazione integrale del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Marche. IL SEGRETARIO DELLA GIUNTA dott. Bruno Brandoni IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA dott. Vito D Ambrosio Per verifica e controfirma IL DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO ing. Libero Principi3 4 DELIBERAZIONE DELLA4 5 DELIBERAZIONE DELLA DOCUMENTO ISTRUTTORIO Normativa di riferimento Legge n.447/1995 Legge quadro sull inquinamento acustico e successive integrazioni; Legge regionale 14 novembre 2001, n.28 Norme per la tutela dell ambiente esterno e dell ambiente abitativo dall inquinamento acustico nella Regione Marche ; Motivazione La Legge Quadro sull inquinamento acustico n.447 del 26/10/1995, prevede fra l altro le competenze dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali nel controllo, nella tutela e protezione dall inquinamento acustico. In particolare l Art. 4 elenca una serie di adempimenti regionali necessari per fornire indirizzi operativi ai Comuni per la predisposizione della classificazione acustica e dei piani di risanamento acustico, per la redazione della documentazione inerente l impatto acustico di alcune opere e per la valutazione previsionale del clima acustico delle aree interessate da specifici tipi di insediamenti; per la identificazione delle priorità temporali degli interventi di bonifica acustica del territorio; Tra i diversi decreti attuativi emanati successivamente alla Legge Quadro : il DPCM 14/11/97 determina i valori limite di emissione, i valori limite di immissione, i valori di attenzione ed i valori di qualità; il DPCM 05/12/97 determina i requisiti acustici delle sorgenti sonore interne agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera al fine di ridurre l esposizione umana al rumore; Il DM 29/11/00 fissa i criteri e definisce precise scadenze temporali per la predisposizione da parte delle società e degli enti gestori dei servizi di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento ed abbattimento del rumore; La Legge regionale 14 novembre 2001, n.28 Norme per la tutela dell ambiente esterno e dell ambiente abitativo dall inquinamento acustico nella Regione Marche, in attuazione della Legge Quadro, prevede: all art.5 comma 1, un provvedimento da emanarsi da parte della Giunta finalizzato a precisare:5 6 DELIBERAZIONE DELLA a) i principi e i criteri direttivi per la classificazione acustica del territorio comunale; b) i criteri per la redazione della documentazione di previsione di impatto acustico e di valutazione previsionale di clima acustico di cui all'articolo 8, commi 2, 3 e 4 della legge 47/1995 nonché le modalità di controllo dei rispetto della normativa per la tutela dell'ambiente dall'inquinamento acustico all'atto del rilascio di concessioni edilizie o di provvedimenti di licenza o di autorizzazione all'esercizio di attività; c) ulteriori criteri per la redazione dei piani di risanamento acustico comunali (art.10); d) gli elementi minimi di valutazione ai fini dell'approvazione dei piani di risanamento acustico volontario da parte delle imprese, di cui all'articolo 11; e) i criteri e le condizioni in base ai quali i Comuni individuano, sulla base del PPAR e all'interno dello strumento urbanistico vigente, le aree dei proprio territorio con rilevante interesse storico-archeologico, paesaggistico, ambientale e turistico; f) i criteri e le condizioni in base ai quali i Comuni, in sede di classificazione del territorio comunale, indicano eventuali limiti inferiori a quelli previsti dal DPCM 14/11/97 in attuazione dell'articolo 3, comma 1, lettera a), della legge 447/1995; g) i criteri in base ai quali i Comuni determinano le priorità temporali per gli interventi di bonifica acustica del territorio; h) le disposizioni per il coordinato impiego degli strumenti pubblici di intervento e di incentivazione della promozione, della ricerca, dello sviluppo tecnologico, nei settori della produzione e dell'utilizzo di materiali atti a contenere l'inquinamento acustico; i) gli interventi atti a ridurre i livelli di inquinamento acustico soggetti a contributo di cui agli articoli 18 e 19, le modalità per ottenere i contributi e i relativi metodi di controllo; l) i criteri per le deroghe di cui all'articolo 16, relative alle autorizzazioni per lo svolgimento delle di attività temporanee e di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e per spettacoli a carattere temporaneo ovvero mobile; all art.12 comma 1, un provvedimento da emanarsi da parte della Giunta finalizzato a precisare i criteri per la predisposizione dei piani di abbattimento e di contenimento del rumore per le infrastrutture di trasporto di interesse regionale e locale; La stessa legge regionale prevede inoltre all art.20 comma 1 e 2, tenuto conto dei requisiti acustici passivi degli edifici determinati ai sensi del DPCM 05/12/97, la necessità di corredare la progettazione degli stessi con il certificato acustico rilasciato da tecnico competente ai sensi dell articolo 2, comma 6, della legge 447/95. Con Delibera di Giunta Regionale n. 425 del 28/02/2000, è stato approvato un primo studio elaborato dall Università di Ancona Dipartimento di energetica, finalizzato alla definizione dei criteri per la classificazione acustica e per la predisposizione dei Piani di risanamento acustico ;6 7 DELIBERAZIONE DELLA Con Delibera di Giunta Regionale n del 20/11/2001, tenuto conto delle funzioni attribuite all Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche (A.R.P.A.M.) dall art.5 della L.R. n.60/97, è stata affidata alla stessa Agenzia l elaborazione dei criteri di cui agli artt.5 e 12 della legge regionale n.28/01, nonché di linee guida finalizzate alla certificazione acustica degli edifici di cui all art.20 della stessa della L.R. n.28/01. L A.R.P.A.M., avvalendosi anche del contributo tecnico-scientifico del Dipartimento di E- nergetica dell Università degli Studi di Ancona, ha prodotto gli elaborati definitivi previsti dalla DGR n.2746/01 e li ha trasmessi al Servizio Tutela e Risanamento Ambientale; Il Servizio Tutela e Risanamento Ambientale, sulla base degli elaborati suddetti ha predisposto il documento tecnico concernente: Legge regionale 14 novembre 2001, n.28 Norme per la tutela dell ambiente esterno e dell ambiente abitativo dall inquinamento acustico nella Regione Marche: Criteri e Linee Guida di cui : all art.5, comma 1, punti a), b), c), d), e), f), g), h), i), l), all art.12, comma 1, all art.20, comma 2. Considerata la necessità di monitorare l applicazione dei Criteri e delle Linee Guida ed e- ventualmente aggiornare e/o integrare attraverso una procedura agile i relativi contenuti, si ritiene utile programmare un periodico confronto con gli Enti Locali, le associazioni di categoria, gli operatori di settore, e comunque procedere ad una verifica complessiva sull attuazione della Legge Regionale, in funzione della Prima Relazione annuale al Consiglio Regionale di cui all art.7 della stessa Legge, prevista entro il 30 Aprile La IV^ Commissione consiliare permanente, a seguito della DGR n.420 del 25 marzo 2003 con la quale è stato trasmesso lo schema di zione per l acquisizione del parere di competenza, nella 27 maggio 2003 ha espresso parere favorevole a condizione che: 1. nella parte dispositiva: -le parole un periodo di quattro mesi vengano sostituite con le parole un periodo di sei mesi ; -dopo le parole associazioni di categoria ed operatori di settore vengano inserite la parole nonché le associazioni di protezione ambientale presenti nella regione riconosciute ai sensi dell articolo 13 della Legge 8 luglio 1986, n.349; 2. nell allegato A: -al punto 1.6 venga definito il significato della manifestazione a carattere temporaneo in relazione alla tipologia dell attività; -al punto 4.3 dopo le parole il Comune, approvato il Piano di risanamento, può effettuare vengano inserite le parole anche avvalendosi dell ARPAM ; -al punto 4.4 le parole ravvedano che vengano soppresse; -al punto 4.5 le parole entro due anni dalla emanazione del presente atto vengano sostituite con le parole ai sensi della legge regionale n.28/2001; -al punto 4.5 la nota venga soppressa; -al punto 4.5 le parole La relazione biennale dovrebbe inoltre costituire sono sostituite con le parole La relazione biennale inoltre costituisce ;7 8 DELIBERAZIONE DELLA -al punto 6.2 le parole Nel paragrafo 6.3 viene riportato un Regolamento comunale tipo, a titolo di esempio vengano sostituite con le parole Nel paragrafo 6.3 viene proposto un Regolamento comunale tipo contenente i criteri di cui all articolo 16 della legge regionale n.28/2001. Si precisa infine che dalla presente zione non deriva un impegno di spesa a carico della Regione. Proposta Tenuto conto delle precedenti motivazioni, si chiede: Di approvare il documento tecnico allegato A: Criteri e Linee Guida di cui : all art.5, comma 1, punti a), b), c), d), e), f), g), h), i), l), all art.12, comma 1, all art.20, comma 2, della legge regionale 14 novembre 2001, n.28, parte integrante e sostanziale della presente zione; Di prevedere un periodo di sei mesi dalla data di pubblicazione sul B.U.R. del presente Atto, quale periodo utile per consentire agli Enti Locali, l adeguamento dei propri Regolamenti ai fini dell applicazione degli adempimenti relativi alla certificazione acustica degli edifici di cui al Cap.5.5; Di procedere, successivamente alla pubblicazione del presente Atto, attraverso un confronto periodico con Enti Locali, Associazioni di categoria ed operatori di settore, nonché le associazioni di protezione ambientale presenti nella Regione ai sensi dell articolo 13 della Legge 8 luglio 1986, n.349, ad una verifica sull attuazione dei Criteri e delle Linee Guida di cui sopra, e predisporre la Prima Relazione Annuale al Consiglio Regionale di cui all art.7 della stessa legge, entro il 30 Aprile 2004; Di disporre la pubblicazione integrale del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Marche. IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO arch. Massimo Spigarelli8 9 DELIBERAZIONE DELLA PARERE DEL DIRIGENTE DEL SERVIZIO TUTELA AMBIENTALE Il sottoscritto, considerata la motivazione espressa nell atto, esprime parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica e sotto il profilo di legittimità della presente zione. Si attesta inoltre che dalla presente zione non deriva, né può derivare un impegno di spesa a carico della regione. IL DIRIGENTE DEL SERVIZIO arch. Gabriella Massaccesi PROPOSTA DEL DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO TERRITORIO ED AMBIENTE Il sottoscritto, esaminato il documento istruttorio e visto il parere del dirigente del Servizio Tutela Ambientale in ordine alla regolarità tecnica e sotto il profilo di legittimità, propone alla giunta regionale l adozione della presente zione. IL DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO ing. Libero Principi La presente zione di compone di n. pagine, di cui n. pagine di allegati che formano parte integrante della stessa. IL SEGRETARIO DELLA GIUNTA Dott. Bruno Brandoni9 10 DELIBERAZIONE DELLA ALLEGATO A10 11 DELIBERAZIONE DELLA Legge regionale 14 novembre 2001, n.28 Norme per la tutela dell ambiente esterno e dell ambiente abitativo dall inquinamento acustico nella Regione Marche. Criteri e Linee Guida di cui : all art. 5, comma 1, punti a), b), c), d), e), f), g), h), i), l) all art.12, comma 1 all art.20, comma 211 12 DELIBERAZIONE DELLA INDICE Premessa pag. 14 CAPITOLO N.1 CRITERI PER LA CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEI TERRITORI COMUNALI 1.1 Generalità sulla classificazione acustica del territorio pag Principi generali per la determinazione dei criteri di classificazione acustica del territorio pag La metodologia per la classificazione dei territori comunali pag La metodologia generale La metodologia per la individuazione delle aree particolarmente protette (Classe I) La metodologia per la individuazione delle aree poste in Classe V (prevalentemente industriali) e Classe VI (esclusivamente industriali) Parametri valutativi per la individuazione delle aree poste in Classe II, Classe III, Classe IV Casi particolari di classificazione per le aree poste in Classe II, Classe III, Classe IV Individuazione di valori limite acustici inferiori per aree di rilevante interesse storico, archeologico, paesaggistico-ambientale e turistico 1.4 Le infrastrutture di trasporto pag Le fasce di pertinenza Le aree cuscinetto Le infrastrutture ferroviarie Le infrastrutture aeroportuali Le infrastrutture stradali 1.5 Le fasce di transizione pag Le aree destinate a spettacolo, a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all aperto pag Gli elaborati e la documentazione pag. 5012 13 DELIBERAZIONE DELLA CAPITOLO N.2 CRITERI PER LA CARATTERIZZAZIONE ACUSTICA DEI TERRITORI COMUNALI 2.1 Introduzione pag Gli obiettivi delle misure acustiche pag L organizzazione delle misure acustiche pag La rappresentazione dei risultati delle misure acustiche pag. 55 CAPITOLO N.3 CRITERI PER LA REDAZIONE DEI PIANI DI RISANAMENTO ACUSTICO COMUNALI 3.1 Introduzione pag I piani comunali di risanamento acustico pag Premessa La definizione del piano comunale di risanamento acustico La definizione delle priorità di intervento 3.3 Gli interventi di bonifica acustica pag Interventi di tipo strutturale Interventi di tipo amministrativo o pianificatorio CAPITOLO N.4 CRITERI PER LA REDAZIONE DEI: PIANI DI RISANAMENTO VOLONTARIO DELLE IMPRESE PIANI DI RISANAMENTO DELLE INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO DI INTERESSE REGIONALE E LOCALE RELAZIONI BIENNALI SULLO STATO ACUSTICO DEL COMUNE TIPI DI INTERVENTI SOGGETTI A CONTRIBUTO 4.1 Riferimenti normativi pag Campo di applicazione pag Criteri per la redazione e per la valutazione dei piani di risanamento acustico volontario da parte delle imprese pag. 7313 14 DELIBERAZIONE DELLA 4.4 Criteri per la redazione dei piani di abbattimento e di contenimento del rumore da parte degli enti gestori delle infrastrutture di trasporto di interesse regionale e locale pag Criteri per la redazione delle relazioni biennali sullo stato acustico del Comune pag Interventi atti a ridurre i livelli di in inquinamento acustico soggetti a contributo pag Tipi di interventi Criteri e priorità per l erogazione dei contributi e relativi metodi di controllo CAPITOLO N.5 CRITERI PER LA REDAZIONE DELLA: DOCUMENTAZIONE DI IMPATTO ACUSTICO VALUTAZIONE PREVISIONALE DEL CLIMA ACUSTICO CERTIFICAZIONE ACUSTICA DEGLI EDIFICI 5.1 Riferimenti normativi pag Campo di applicazione pag Documentazione di previsione di impatto acustico pag Contenuti della relazione previsionale di impatto acustico Contenuti della relazione di valutazione di impatto acustico 5.4 Valutazione previsionale del clima acustico pag Contenuti della relazione di valutazione del clima acustico 5.5 Certificazione acustica degli edifici pag Certificazione acustica preventiva di progetto Certificazione di conformità ai requisiti acustici passivi degli edifici 5.6 Modalità di controllo pag. 104 CAPITOLO N.6 CRITERI PER IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI COMUNALI PER LE ATTIVITÀ TEMPORANEE 6.1 Riferimenti normativi pag Criteri generali pag Regolamento comunale tipo pag Domanda di autorizzazione tipo pag. 11514 15 DELIBERAZIONE DELLA Premessa La Legge regionale 14 novembre 2001, n.28 Norme per la tutela dell ambiente esterno e dell ambiente abitativo dall inquinamento acustico nella Regione Marche, prevede all art.5 comma 1, nonché all art.12 comma 1, specifici provvedimenti da emanarsi da parte della Giunta finalizzati a precisare una serie di criteri direttivi in attuazione della stessa legge. Il documento tecnico allegato alla presente zione sviluppa i criteri di cui sopra secondo una propria struttura indipendente rispetto alla sequenza riportata nella legge. Si ritiene utile quindi evidenziare con una tabella la corrispondenza fra l elenco riportato nella legge Regionale e i capitoli dell allegato tecnico. LR n.28/01 Art.5, comma 1 Allegato A a) i principi e i criteri direttivi per la classificazione acustica del territorio comunale; Cap.1 b) i criteri per la redazione della documentazione di previsione di impatto acustico e di valutazione previsionale di clima acustico di cui all'articolo 8, commi 2, 3 e 4 della legge Cap.5, par.5.3, /1995 nonché le modalità di controllo dei rispetto della normativa per la tutela dell'ambiente dall'inquinamento acustico all'atto del rilascio di concessioni edilizie o di provvedimenti di licenza o di autorizzazione all'esercizio di attività; c) ulteriori criteri per la redazione dei piani di risanamento acustico comunali (art.10); Cap.2,3 d) gli elementi minimi di valutazione ai fini dell'approvazione dei piani di risanamento a- Cap.4, par.4.3 custico volontario da parte delle imprese, di cui all'articolo 11; e) i criteri e le condizioni in base ai quali i Comuni individuano, sulla base del PPAR e all'interno dello strumento urbanistico vigente, le aree dei proprio territorio con rilevante in- Cap.1, par.1.3 teresse storico-archeologico, paesaggistico, ambientale e turistico; f) i criteri e le condizioni in base ai quali i Comuni, in sede di classificazione del territorio Cap.1, par.1.3 comunale, indicano eventuali limiti inferiori a quelli previsti dal DPCM 14/11/97 in attuazione dell'articolo 3, comma 1, lettera a), della legge 447/1995; g) i criteri in base ai quali i Comuni determinano le priorità temporali per gli interventi di Cap.3, par.3.2 bonifica acustica del territorio; Cap.4, par.4.5 h) le disposizioni per il coordinato impiego degli strumenti pubblici di intervento e di incentivazione della promozione, della ricerca, dello sviluppo tecnologico, nei settori della Cap.4, par.4.6 produzione e dell'utilizzo di materiali atti a contenere l'inquinamento acustico; i) gli interventi atti a ridurre i livelli di inquinamento acustico soggetti a contributo di cui Cap.4, par.4.6 agli articoli 18 e 19, le modalità per ottenere i contributi e i relativi metodi di controllo; l) i criteri per le deroghe di cui all'articolo 16, relative alle autorizzazioni per lo svolgimento delle di attività temporanee e di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e Cap.6 per spettacoli a carattere temporaneo ovvero mobile; LR n.28/01 Art.12 comma 1 Criteri per la predisposizione dei piani di abbattimento e di contenimento del rumore per le infrastrutture di trasporto di interesse regionale e locale; Cap.4, par.4.415 16 DELIBERAZIONE DELLA LR n.28/01 Art.20 comma 1 e 2 Tenuto conto dei requisiti acustici passivi degli edifici determinati ai sensi del Cap.5, par.5.5 DPCM 05/12/97, la necessità di corredare la progettazione degli stessi con il certificato acustico rilasciato da tecnico competente ai sensi dell articolo 2, comma 6, della legge 447/95. CAPITOLO N.1 CRITERI PER LA CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEI TERRITORI COMUNALI 1.1 Generalità sulla classificazione acustica del territorio La zonizzazione acustica, così come prevista dalla tabella A del D.P.C.M. 14/11/1997 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore e dall articolo 2 della legge regionale n.28 del 14/11/2001 Norme per la tutela dell ambiente esterno e dell ambiente abitativo dall inquinamento acustico nella Regione Marche, consiste nella suddivisione del territorio comunale nelle sei classi riportate nella tabella I.1, con riferimento sia al territorio urbanizzato sia a quello in cui le trasformazioni urbanistiche non sono ancora attuate. Il D.P.C.M. 14/11/97 fissa, per ciascuna classe, i limiti massimi di esposizione al rumore all interno di ogni zona territoriale, utilizzando come indicatore il livello continuo equivalente di pressione ponderato A, espresso in db(a) ed associando ad ogni zona quattro coppie di valori limite, uno per il periodo diurno (dalle ore 6 alle 22) e uno per il periodo notturno (dalle ore 22 alle 6). Tabella I.1.1: Classi acustiche (Tab. A del D.P.C.M ) CLASSE I - aree particolarmente protette Rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo ed allo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc. CLASSE II - aree destinate ad uso prevalentemente residenziale Rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali e artigianali CLASSE III - aree di tipo misto Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali, uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali, aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici CLASSE IV - aree di intensa attività umana Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali, le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie, le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie CLASSE V - aree prevalentemente industriali Rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni. CLASSE VI - aree esclusivamente industriali Rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi Due coppie di valori sono relativi alla disciplina delle sorgenti sonore e sono:16 17 DELIBERAZIONE DELLA valori limite di emissione valori limite di immissione (suddivisi in assoluti e differenziali) Le altre due coppie sono invece relative alla pianificazione delle azioni di risanamento e sono: valori di attenzione valori di qualità.17 18 DELIBERAZIONE DELLA La definizione di tali valori limite è riportata nella Legge 26 ottobre 1995, n. 447, Legge quadro sull inquinamento acustico, mentre i valori numerici sono fissati dal D.P.C.M. 14 novembre 1997, così come riportato sinteticamente nelle tabelle seguenti. Tabella I.1.2: Valori limite di emissione - Leq in db(a) Definizione: il valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente sonora. Classi di destinazione d uso del territorio Tempi di riferimento Diurno ( ) Notturno ( ) I Aree particolarmente protette II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree di intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali Note: I valori limite di emissione del rumore da sorgenti mobili e da singoli macchinari costituenti le sorgenti sonore fisse, laddove previsto, sono anche regolamentati dalle norme di omologazione e certificazione delle stesse. Tabella I.1.3: Valori limite assoluti di immissione - Leq in db(a) Definizione: il valore massimo di rumore, determinato con riferimento al livello equivalente di rumore ambientale, che può essere immesso dall insieme delle sorgenti sonore nell ambiente abitativo o nell ambiente esterno misurato in prossimità dei ricettori. Classi di destinazione d uso del territorio Tempi di riferimento Diurno ( ) Notturno ( ) I Aree particolarmente protette II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree di intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali Note: I valori sopra riportati non si applicano alle infrastrutture stradali, ferroviarie, marittime, aeroportuali ed alle altre sorgenti sonore di cui all art. 11 della Legge quadro n. 447 (autodromi, ecc.), all interno delle rispettive fasce di pertinenza. All esterno di tali fasce, dette sorgenti concorrono al raggiungimento dei limiti assoluti di immissione.18 19 DELIBERAZIONE DELLA Tabella I.1.4. : Valori limite differenziali di immissione - Leq in db(a) Definizione: la differenza massima tra il livello equivalente di rumore ambientale ed il rumore residuo, all interno degli ambienti abitativi. Tempi di riferimento Diurno ( ) Notturno ( ) Differenza in db(a) 5 3 Note: Tali valori non si applicano: nelle aree classificate nella classe VI della Tabella A; nei seguenti casi in quanto ogni effetto del rumore è da ritenersi trascurabile: se il rumore misurato a finestre aperte sia inferiore a 50 db(a) durante il periodo diurno e 40 db(a) durante il periodo notturno; se il livello di rumore ambientale misurato a finestre chiuse sia inferiore a 35 db(a) durante il periodo diurno e 25 db(a) durante il periodo notturno; alla rumorosità prodotta da: infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime; attività e comportamenti non connessi con esigenze produttive, commerciali e professionali; servizi e impianti fissi dell edificio adibiti ad uso comune, limitatamente al disturbo provocato all interno dello stesso. Tabella I.1.5: Valori limite di attenzione - Leq in db(a) Definizione: il valore di rumore che segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute umana o per l ambiente. Per tutte le classi di destinazione Tempi di riferimento d uso del territorio Diurno ( ) Notturno ( ) se riferiti ad un ora I valori della tabella I.1.3 aumentati di 10 db(a) I valori della tabella I.1.3 aumentati di 5 db(a) se relativi ai tempi di riferimento i valori di cui alla tabella I.1.3 i valori di cui alla tabella I.1.3 Tabella I.1.6: Valori di qualità - Leq in db(a) Definizione: i valori di rumore da conseguire nel breve, medio e lungo periodo con le tecnologie e le metodiche di risanamento disponibili, per realizzare le finalità previste dalla Legge quadro n 447. Classi di destinazione d uso del territorio Tempi di riferimento Diurno ( ) Notturno ( ) I Aree particolarmente protette II Aree prevalentemente residenziali III Aree di tipo misto IV Aree di intensa attività umana V Aree prevalentemente industriali VI Aree esclusivamente industriali 70 7019 20 DELIBERAZIONE DELLA Pertanto la classificazione acustica del territorio, fornendo il quadro di riferimento per i valori limite del rumore ambientale, consente: di verificare se gli impianti, le infrastrutture e tutte le altre sorgenti sonore già esistenti nel territorio provocano un superamento dei limiti di zona e, quindi, di impostare le necessarie strategie di bonifica mediante i piani di risanamento acustico; di fornire, già in fase di localizzazione e progettazione, indicazioni sulle caratteristiche di emissione acustica di nuovi impianti, infrastrutture, opere o interventi; di fornire elementi utili per la previsione di nuove destinazioni d uso del territorio; di orientare le scelte urbanistiche sulle aree di nuova urbanizzazione, tenendo conto anche del parametro costituito dal clima acustico. Pertanto, nel quadro normativo delineato dalla Legge 447/95 e dai decreti conseguenti, la classificazione in zone acusticamente omogenee risulta essere un atto tecnico-politico complesso e con rilevanti implicazioni. Infatti essa disciplina l uso del territorio tenendo conto del parametro ambientale connesso con l impatto acustico delle attività svolte, e di tale parametro si deve tenere conto negli strumenti urbanistici generali e loro varianti e nei piani urbani per la mobilità. Obiettivo principale di tale attività di governo del territorio è quello di migliorare la qualità della vita attivando una fase conoscitiva finalizzata sia all individuazione delle situazioni di incompatibilità e quindi alla previsione di interventi di risanamento, sia alla conservazione della qualità a- custica dell ambiente laddove questa è accettabile con particolare tutela delle aree caratterizzate da quiete naturale.20 21 DELIBERAZIONE DELLA 1.2 Principi generali per la determinazione dei criteri di classificazione acustica del territorio Per quanto riguarda l impostazione generale della classificazione acustica, va in primo luogo sottolineato che essa dovrà essere basata sulla tipologia d uso del territorio, ovvero sulle sue prevalenti condizioni di effettiva fruizione, e non sullo stato acustico esistente. Ovviamente di tale stato si potrà tenere conto, al fine di verificare la correttezza della ipotesi effettuate sull uso del territorio e sulla rumorosità delle sorgenti acustiche presenti nell area considerata. A questo scopo potrà essere utile effettuare campagne di misura preventive o contestuali alla redazione del piano di classificazione acustica, sia come strumento conoscitivo di base, sia come fase propedeutica alla predisposizione dei piani di risanamento acustico. Per la classificazione acustica del territorio comunale si utilizzano: a) metodologie di tipo qualitativo; b) metodologie di tipo quantitativo; c) metodologie di tipo quanti/qualitativo. Con il metodo qualitativo la classificazione è ottenuta come risultato di una analisi del territorio, sulla base delle destinazioni previste dai Piani urbanistici esistenti, della situazione topografica e di un analisi dell uso del territorio (tipologia di edifici, presenza di uffici e di esercizi commerciali, presenza di insediamenti artigianali ed industriali) non direttamente basata su dati quantitativi. Questa metodologia ha il vantaggio di poter essere utilizzata anche in mancanza di un ampia ed aggiornata base di dati quantitativi. Le metodologie di tipo quantitativo sono basate sull analisi di dati quantitativi e sul calcolo di indici e parametri caratteristici dell uso del territorio. Tale metodologia consente una conoscenza più accurata delle caratteristiche del territorio dal punto di vista della connessione tra attività svolte ed immissione di rumore e, in determinati casi, può portare anche ad una classificazione di tipo quasi automatico. Le metodologie di tipo quanti-qualitativo sono basate sulla utilizzazione di dati di tipo quantitativo per uno o più descrittori dell uso del territorio (ad esempio dati relativi alla densità abitativa che sono più facilmente reperibili), mentre per gli altri, di più difficile ed incerta reperibilità, ci si avvarrà di conoscenze di tipo qualitativo. Considerata la realtà territoriale della Regione Marche per la classificazione acustica del territorio si consiglia l uso di metodologie di tipo quantitativo per le aree urbane dei comuni mediograndi, mentre per i piccoli comuni, in cui la conoscenza dell uso del territorio è più diretta e meno complessa, è consigliato l uso di metodologie di tipo qualitativo o quanti/qualitativo. Date le notevoli implicazioni connesse con l adozione della zonizzazione acustica è opportuno che, qualunque sia l approccio, la metodologia adottata sia la più accurata possibile, al fine di pervenire ad una precisa lettura della prevalente ed effettiva tipologia di fruizione del territorio e delle conseguenti implicazioni di tipo acustico. D altro canto è opportuno sottolineare anche la necessità di evitare un eccesso di determinismo e di automatismo nella classificazione, verificando quindi sulla base di conoscenze e verifiche sul campo tali21 22 DELIBERAZIONE DELLA caratteristiche di fruizione. Sono pertanto importanti sia le analisi preliminari di carattere conoscitivo (analisi del PRG vigente, di eventuale norme di salvaguardia e dei piani in via di approvazione, nonché dei piani territoriali ai diversi livelli, caratterizzazione delle tipologie residenziali, analisi di carte tematiche sulla viabilità e sulla dislocazione delle attività e dei servizi, ecc.), sia gli approfondimenti di tipo quantitativo, basati sulla elaborazione di dati statistici. I parametri di cui occorre tenere conto per la individuazione delle zone acusticamente omogenee sono essenzialmente quelli che possono provocare l immissione di rumore sia negli spazi aperti che in quelli abitativi, o per via diretta, come nel caso di macchinari, di impianti, di veicoli di trasporto ecc. o per via indiretta, ad esempio esercitando una funzione di attrazione di persone e conseguentemente di flussi di traffico, come nel caso di poli commerciali o di uffici. Tali parametri, pertanto, sono individuabili nello svolgimento di attività produttive, di tipo industriale o artigianale, nello svolgimento di attività commerciali o terziarie, nella presenza di funzioni abitative, nella presenza di assi viari ecc.. Nella tabella seguente, desunta dalla Tab. A dell allegato al DPCM 14/11/97 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore e dall art. 2 della Legge Regionale 14/11/2001 n. 28, sono riportate alcune indicazioni di carattere estremamente generale, per la individuazione delle diverse classi acustiche, sulla base dei parametri sopra descritti.22 23 DELIBERAZIONE DELLA Classe Aree Traffico Densità di popolazione Densità di attività commerciali ed uffici Densità di attività artigianali e industriali Quiete come elemento base I Aree ospedaliere, scolastiche, di particolare interesse urbanistico, ambientale, storicoarcheologico, parchi, ecc. Note: Limiti difficilmente compatibili non solo con ogni tipo di attività produttiva e terziaria, ma anche con attività ricreative, sportive, piccoli servizi. No centri storici. Generalmente scuole e ospedali se compatibili con la reale ubicazione. II Residenziali urbane ed extraurbane. Urbane ed extraurbane non necessariamente residenziali Locale Bassa Limitata Assente Note: Aree destinate alla sola funzione abitativa, ovvero al riposo e allo svago, anche rurali ed extraurbane, purchè non interessate da importanti direttrici di traffico. Generalmente non i centri storici III Aree urbane. Aree rurali in cui vengono impiegate macchine operatrici. Locale o attraversamento Media Presente Limitata Note: Verosimilmente gran parte delle zone residenziali, commerciali e terziarie IV Urbane In prossimità di strade di grande comunicazione, di linee ferroviarie, di aree portuali Intenso Alta Alta presenza Presente Note: Gran parte delle aree urbane V Insediamenti industriali con scarsità di abitazioni Note: Le abitazioni risultano protette dal criterio differenziale. VI Attività industriali prive di insediamenti abitativi Note: Per eventuali abitazioni non si applica il criterio differenziale. Vincoli urbanistici sulla destinazione d uso.23 24 DELIBERAZIONE DELLA 1.3 La metodologia per la classificazione dei territori comunali La metodologia generale fasi: La procedura di definizione della classificazione acustica del territorio è costituita da più Fase preliminare Preliminarmente dovranno essere acquisiti i dati ambientali ed urbanistici necessari per un analisi territoriale approfondita. In particolare: cartografia generale comunale; piani urbanistici e relative norme tecniche di attuazione valutando in particolare i parametri relativi alla capacità insediativa sia di tipo residenziale che produttiva; piani territoriali; infrastrutture dei trasporti; piano urbano del traffico e classificazione delle strade con particolare attenzione rivolta ai dati relativi ai volumi di traffico veicolare; informazioni riguardanti scuole, ospedali, parchi pubblici, aree di rilevante interesse storico, artistico, architettonico e paesaggistico-ambientale, parchi e riserve naturali ; dati dell ultimo censimento riguardante la popolazione, le attività terziarie, commerciali, artigianali ed industriali. 1^ fase La prima fase consiste nella effettuazione di una bozza di zonizzazione sulla base di criteri il più possibile oggettivi, che tengano conto dell uso effettivo e prevalente del territorio, con riferimento, per quanto possibile, anche alla vigente destinazione d uso urbanistica del suolo seppure non attuata ma comunque risultante dalle previsioni degli strumenti urbanistici, nonché dei piani di settore della pianificazione sovracomunale. 2^ fase La seconda fase consiste nella analisi critica della zonizzazione così redatta, nel suo coordinamento con gli strumenti urbanistici vigenti, nell inserimento di fasce di pertinenza e di aree cuscinetto in prossimità delle infrastrutture di trasporto, nell inserimento di fasce di transizione, nell eliminazione di eventuali incongruenze, nella verifica della possibilità di aggregazione in aree omogenee. 3^ fase La terza fase consiste nella restituzione cartografica, utilizzando quanto più possibile metodologie standardizzate e informatizzate, al fine di rendere facilmente leggibili e confrontabili i risultati ottenuti. A tale scopo verrà, preferibilmente, utilizzata la Carta Tecnica Regionale reperibile presso la Regione Marche.24 25 DELIBERAZIONE DELLA Alcuni criteri generali sono i seguenti: Particolarmente importante risulta la scelta della unità territoriale minima su cui basare le analisi di tipo socio-economico. Come unità territoriale minima su cui basare la classificazione a- custica del territorio comunale si consiglia di utilizzare la sezione di censimento I.S.T.A.T., in quanto per tali unità territoriali sono disponibili i dati quantitativi più completi sulla distribuzione nei territori comunali delle residenze, delle industrie, delle attività artigianali, commerciali e terziarie, desumibili dal censimento I.S.T.A.T. più recente. Inoltre, tranne che nelle aree di più recente urbanizzazione ed in quelle extraurbane, le sezioni di censimento molto spesso coincidono con gli isolati. Va comunque prevista la possibilità di una ulteriore suddivisione e differenziazione a livello di classificazione acustica nel caso la sezione di censimento comprenda molti isolati o si trovi in un area extraurbana con diverse destinazioni d uso. Naturalmente, laddove siano disponibili dati di tipo quantitativo aggregati a livello di isolato, può essere scelto questo come unità minima; ciò consentirà di avere una lettura del territorio sicuramente più precisa ma anche più impegnativa. Il confine tra zone acustiche non può attraversare edifici a qualsiasi uso adibiti. Per quanto possibile evitare una eccessiva frammentazione delle zone acusticamente omogenee, che di norma dovrebbero essere costituite dalla unione di più unità di base, anche forzando alcune unità territoriali o parti di esse nella classe acustica delle unità adiacenti. E vietato, ai sensi del comma 2 dell art. 3 della L.R. 14/11/2001 n. 28, l accostamento di zone con classi acustiche che differiscono per più di 5 dba. Per evitare ciò, soprattutto nelle aree con configurazioni urbanistiche già consolidate, prevedere, se possibile, opportune fasce di transizione di ampiezza sufficiente a garantire il decadimento acustico di almeno 5 db(a), a meno che le aree confinanti non siano separate da discontinuità naturali (argini, crinali, corsi d acqua con vegetazione ripariale, ecc.) o artificiali, che riducano la propagazione del rumore. Ove ciò non sia possibile sarà necessario adottare il piano di risanamento acustico. Particolare cura ed attenzione dovranno essere prestate alla classificazione delle aree a- diacenti alle infrastrutture di trasporto, con l inserimento delle fasce di pertinenza previste per legge e di eventuali aree cuscinetto, così come specificato più avanti. In alcuni casi può essere necessario prevedere di adottare una diversa classificazione su base stagionale. Da questo punto di vista va particolarmente considerata la specificità di molti comuni marchigiani, soprattutto localizzati nella fascia costiera, interessati da forte concentrazione turistica stagionale. Chiaramente il notevole aumento delle presenze residenziali, l apertura o il funzionamento a pieno regime di strutture turistiche, di esercizi alberghieri o commerciali, di luoghi di ritrovo e di intrattenimento, con il conseguente incremento della richiesta di mobilità, possono richiedere classificazioni acustiche di ampie zone territoriali meno conservative rispetto alla stagione in cui la presenza turistica è bassa o assente.25 26 DELIBERAZIONE DELLA Al fine di evitare un criterio di lettura del territorio eccessivamente rigido se basato sui soli parametri numerici, la classificazione realizzata con metodi quantitativi e con criteri automatici deve essere verificata, nella seconda fase del lavoro, rispetto alle reali modalità di fruizione del territorio, sia mediante un confronto costante con gli Uffici comunali interessati, sia attraverso attenti sopralluoghi e verifiche dirette, sia, infine, tenendo presente la situazione acustica reale, ove essa sia nota. Infatti, quest ultima, se da un lato non può essere presa in considerazione per la effettuazione della classificazione acustica, dall altro può rappresentare un utile indicatore sulla validità locale dei parametri su cui la classificazione stessa viene basata. Sulla base delle considerazioni di carattere generale sopra illustrate, la metodologia per la classificazione acustica dei territori comunali può essere riassunta nello schema seguente, rinviando ai paragrafi successivi la trattazione dettagliata dei singoli passi: Passo 0 Acquisizione documentazione e dati territoriali, ambientali ed urbanistici. Passo 1 Individuazione ed inserimento in Classe I delle aree protette Passo 2 Individuazione ed inserimento in Classe V o VI delle aree industriali Passo 3 Individuazione ed inserimento in classe II, III o IV delle rimanenti aree urbane Passo 4 Individuazione e classificazione delle rimanenti aree extraurbane Passo 5 Classificazione delle infrastrutture di trasporto con identificazione delle fasce di pertinenza e delle fasce di rispetto Passo 6 Individuazione di aree destinate a spettacolo a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all aperto Passo 7 Verifica dei risultati ottenuti, con eventuale modificazione della classificazione di alcune zone in classi diverse, accorpamento di aree in macrozone ed eventuale inserimento di fasce di transizione Passo 8 Acquisizione dai comuni limitrofi dei piani di classificazione acustica, o in loro mancanza, delle destinazioni d uso delle aree di confine, al fine di valutare preventivamente la compatibilità con le scelte operate nel redigendo piano di classificazione acustica. Passo 9 Restituzione cartografica.26 27 DELIBERAZIONE DELLA La metodologia per la individuazione delle aree particolarmente protette (Classe I) Rientrano in classe acustica I le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento base per la loro utilizzazione e, ai sensi della L.R. 14/11/2001 n. 28, possono appartenere a tale classe: Aree in cui sono insediate strutture ospedaliere; Aree in cui sono insediate strutture scolastiche; Aree destinate al riposo e allo svago; Aree residenziali rurali; Aree di particolare interesse urbanistico; Parchi pubblici; Aree di interesse ambientale; Aree di interesse storico-archeologico. Per quanto riguarda le strutture ospedaliere e scolastiche: La classificazione delle zone in cui esse sono presenti come aree particolarmente protette non va vista tassativa, ma va adottata soltanto ove questa sia compatibile con la reale ubicazione di queste strutture. Pertanto è opportuno porre in classe I i poli ospedalieri e scolastici in cui siano presenti aree intermedie di sufficiente estensione rispetto alla viabilità circostante. Le strutture inserite in edifici adibiti anche ad abitazione o privi di aree di rispetto possono essere classificate secondo la zona di appartenenza, ma la loro presenza all interno di tale zona va evidenziata. La loro protezione rispetto al rumore ambientale non può che essere realizzata mediante interventi passivi sulle prestazioni acustiche degli edifici. Le strutture sanitarie in cui non è prevista la degenza non vanno classificate in classe I. Il rispetto dei limiti può riferirsi al solo periodo della giornata di effettiva fruizione della struttura, come nel caso del periodo diurno per le scuole. Per quanto riguarda le aree di interesse ambientale e di interesse storico-archeologico dovranno essere prese in considerazione quelle ricadenti all interno: o di ambiti territoriali sottoposti a tutela paesistico-ambientale ai sensi del D.Lgs. 29 /10/99 n.490; o della rete NATURA 2000 individuata ai sensi del D.P.R. 08/09/1997 n.357; o delle aree protette istituite con leggi (Parchi e Riserve Naturali regionali e nazionali); o degli ambiti interessati dalle categorie costitutive del paesaggio di cui al Piano Paesistico Ambientale Regionale (PPAR); o di aree di interesse paesistico-ambientale individuate dagli strumenti urbanistici comunali adeguati al PPAR nonché dai Piani di Coordinamento Territoriali Provinciali (PTCP).27 28 DELIBERAZIONE DELLA Per quanto riguarda le aree destinate al riposo e allo svago, a parchi pubblici e quelle di interesse ambientale e di interesse storico-archelogico: La loro classificazione come aree particolarmente protette va intesa nel senso della salvaguardia di un loro uso naturalistico; la presenza di attività ricreative o sportive o la vicinanza di assi viari con elevato volume di traffico non sono compatibili con i limiti previsti per le a- ree particolarmente protette. Pertanto, il criterio principale può essere quello di assegnare la classe I essenzialmente a parchi di valenza cittadina o ad aree destinate ad un uso eminentemente naturalistico. Per tenere conto della eventuale presenza al loro interno di servizi di tipo ricreativo si può adottare per l area in cui sono insediati una diversa classificazione. Appare in linea generale inopportuno porre in classe I le aree verdi a scala di quartiere, specialmente se adiacenti ad assi viari trafficati, e le aree sportive. Non sono necessariamente da inserire in classe I le aree cimiteriali, in cui il rumore prodotto dalle attività di servizio e, nel caso di strutture di dimensioni maggiori, la presenza di mezzi di trasporto pubblico può essere incompatibile con i limiti previsti per le aree protette. Tali aree possono, quindi, essere poste in classe II ovvero assumere la classe della zona territoriale in cui sono inserite. Per quanto riguarda le aree residenziali rurali, esse verranno inserite in Classe I nel caso in cui abbiano caratteristiche ambientali, storiche o paesistiche di particolare pregio e non siano interessate attività produttive, anche di tipo agricolo, o da rilevante traffico veicolare. Per quanto riguarda le aree di particolare interesse urbanistico si possono inserire in classe I essenzialmente quelle di particolare pregio, come porzioni di centri storici, o zone collocate al di fuori di questi, con scarsa presenza di attività commerciali o terziarie, dove la quiete sia ritenuta dall Amministrazione Comunale un elemento essenziale per la fruizione, tanto da attivare misure di limitazione del traffico veicolare. Va notato che nella situazione attuale, per la maggior parte dei centri storici, la presenza di elevata terziarizzazione e di elevati volumi di traffico non consentono il loro inserimento in classe I La metodologia per la individuazione delle aree poste in Classe V (prevalentemente industriali)e Classe VI (esclusivamente industriali) Per quanto riguarda la classificazione acustica delle aree industriali, si possono utilizzare i criteri seguenti: Le zone ricadenti in classe V o VI possono essere desunte direttamente dalle destinazioni di Piano Regolatore e possono comprendere intere unità territoriali minime, così come definite al par.1.3.1, o solo parti di esse.28 29 DELIBERAZIONE DELLA Nelle zone in classe VI si ritiene ammissibile la sola presenza di abitazioni connesse all attività industriale, delle residenze del personale di custodia, delle residenze dei titolari delle a- ziende, previste dai piani urbanistici vigenti. Per tali abitazioni deve essere mantenuta la destinazione d uso in modo che restino pertinenziali all insediamento produttivo e devono essere inoltre previsti interventi di protezione acustica passiva. Le aree portuali interessate da attività con caratteristiche di tipo industriale (costruzione e manutenzione navale, carico e scarico merci, ecc.) possono essere considerate aree esclusivamente industriali; Le aree portuali interessate da attività di imbarco e sbarco passeggeri possono essere considerate aree prevalentemente industriali o di intensa attività umana, a seconda della presenza o meno di attività industriali. Nel caso in cui le aree industriali confinino direttamente con aree residenziali, con differenze di limiti acustici maggiori di 5 db(a), si potrà prevedere opportune fasce di transizione di e- stensione sufficiente per consentire un decadimento per propagazione del rumore di almeno 5 db(a) Parametri valutativi per la individuazione delle aree poste in Classe II, Classe III, Classe IV Per tutte le unità territoriali non comprese nelle classi I, V, e VI, la classificazione acustica può essere effettuata con riferimento alle caratteristiche urbanistiche, alla tipologia degli insediamenti abitativi, alla presenza di attività produttive, commerciali ed uffici, ed alla incidenza del traffico veicolare. Per valutare l effetto di tali cause di produzione di rumore possono essere utilizzate metodologie qualitative, basate ad esempio sulle destinazioni di piano regolatore, o quantitative, mediante indici valutativi, basate sui seguenti parametri. Nella classificazione di tale aree è opportuno tenere conto anche delle trasformazioni urbanistiche previste dagli strumenti urbanistici comunali non ancora attuati al momento della zonizzazione. Densità di popolazione All aumentare della densità di popolazione di un area aumenta il contributo di rumorosità di origine antropica derivante dalle attività di tipo residenziale: le emissioni sono attribuibili a fonti interne (radio, televisori, elettrodomestici, ecc.) o allo stabile (ascensori, caldaie, impianti di climatizzazione, ecc.), alle attività ricreative, alle attività correlate alle residenza (raccolta rifiuta, traffico connesso con la mobilità dei residenti e dei visitatori ecc.). Questa componente del rumore antropico è in pratica incontrollabile e congenita.29 30 DELIBERAZIONE DELLA Nel caso di metodologie qualitative si può far riferimento alle previsioni del piano regolatore generale o di piani particolareggiati, ovvero alla tipologia edilizia prevalente nell area considerata (edifici con un elevato numero di piani, villette a schiera, case sparse ecc.). Nel caso di metodologie quantitative l indice valutativo può essere costituito da: Numero di abitanti per unità di superficie della sezione di censimento Densità di esercizi commerciali, di attività produttive e di uffici La presenza all interno del tessuto urbano di imprese artigiane e di piccole industrie può avere una influenza notevole sul clima acustico dell area circostante a causa delle emissioni da attrezzature, macchinari ecc. Per questa ragione tali attività devono essere monitorate e controllate, al fine di evitare che l immissione nell ambiente esterno superi i valori massimi consentiti. Non vanno poi trascurati gli effetti dovuti alla movimentazione delle merci, che spesso avvengono con mezzi pesanti e, quindi, particolarmente rumorosi. La presenza di esercizi commerciali ed assimilati (bar, ristoranti ecc.) contribuisce all aumento del rumore ambientale sia per via diretta, a causa della emissione di rumore da parte degli addetti, dei clienti, di macchinari ecc., sia per via indiretta in quanto attrattori di traffico. Una situazione analoga si ha con gli insediamenti dei servizi (uffici pubblici e privati, ecc.), probabilmente con un minore impatto acustico sull ambiente circostante rispetto a quanto provocato dagli insediamenti commerciali. Nel caso di metodologie qualitative si può far riferimento alle previsioni dei piani del commercio, dei piani degli insediamenti produttivi ecc. ovvero a valutazioni dirette sulla concentrazione di negozi in aree ristrette, alla presenza di supermercati o ipermercati, alla presenza di poli di uffici con numero elevato di addetti o con particolare capacità di richiamo di utenti, alla presenza di attività industriali o artigianali, insediate al di fuori delle aree industriali, con lavorazioni rumorose ecc. Nel caso di metodologie quantitative gli indici valutativi possono essere: Numero di addetti alla categoria di attività considerata (produttiva, ovvero industriale e artigianale, terziaria, ovvero commerciale ed uffici pubblici e privati) per unità di superficie della sezione di censimento. Per ogni parametro di valutazione vengono individuati diversi livelli di incidenza: assenza, bassa densità, media densità, alta densità a cui vengono assegnati indici numerici, che opportunamente combinati fra loro forniscono valori parametrici che consentono l inserimento, in modo automatico ed oggettivo, della area territoriale esaminata nelle diverse classi di zonizzazione acustica. Per quanto riguarda la definizione dei valori numerici che delimitano le diverse classi di variabilità, non è possibile qui, anche in assenza di indicazioni normative nazionali, dare valori generali che rappresentino tutte le realtà territoriali in esame. Si suggerisce quindi di far riferimento ad una procedura di tipo statistico sulla base dei dati specifici del Comune in esame: si calcolano i diversi parametri per tutte le sezioni di censimento; si calcola la loro distribuzione statistica in termini di percentili; si assume come limite tra bassa e media densità il valore corrispondente al 33 percentile;30 31 DELIBERAZIONE DELLA si assume come limite tra media ed alta densità il valore corrispondente al 66 percentile. Effetto delle infrastrutture di trasporto Il rumore prodotto dai veicoli di trasporto ha una influenza molto importante sul clima acustico complessivo del territorio sia urbano che extraurbano e quindi di esso occorre tenere conto nella classificazione delle diverse zone, al di fuori delle fasce di pertinenza, previste dalla normativa. Allo stato attuale tali fasce sono state definite, con specifici decreti attuativi, per le infrastrutture ferroviarie ed aeroportuali e le modalità di classificazione delle aree adiacenti a tali infrastrutture saranno trattate più avanti. Invece, non è ancora stato emanato il decreto attuativo per le infrastrutture stradali, per cui a tutt oggi non si conosce per quali tipologie di strade saranno previste fasce di pertinenza, né l estensione di tali fasce, né i limiti acustici applicabili al loro interno. Per questo verrà più avanti illustrata una procedura, da considerare transitoria, per la classificazione acustica delle aree immediatamente adiacenti alle principali infrastrutture stradali (autostrade ecc.), mentre per le rimanenti zone e per le altre tipologie di strade, soprattutto in ambito urbano, sarà necessario valutare opportunamente l influenza acustica del traffico veicolare. Nel caso di metodologie qualitative si può far riferimento alla tipologia della strada (ad es. sulla base della classificazione del Nuovo codice della strada, ovvero di classificazioni più specifiche e dettagliate effettuate nell ambito di PRG o di PUT ). Nel caso invece di metodologie quantitative l indice valutativo sarà legato a: Volume di traffico, espresso come numero medio orario di veicoli. Da questo punto di vista si può anche tenere conto del diverso impatto acustico delle varie tipologie di veicoli, ad esempio pesando con un coefficiente correttivo (variabilmente generalmente da 4 a 8) il numero di veicoli pesanti. Per quanto riguarda i limiti tra le diverse categorie di traffico, si possono utilizzare quelli riportati nella Tabella seguente, ottenuti sulla base di considerazioni sul legame tra volumi di traffico e rumore prodotto: Categoria di traffico Volume di traffico medio nel periodo diurno intenso >500 veicoli/ora medio da 100 a 500 veicoli/ora locale fino a 100 veicoli/ora assente Tab. I.3.4a Definizione della categoria di traffico sulla base del volume di traffico Di seguito vengono riportate esempi di metodologie quantitative di combinazione dei parametri valutativi, che sono già state applicate in diverse realtà territoriali, specificando che esse sono puramente indicative e servono soprattutto per evidenziare alcune caratteristiche generali e vantaggi e svantaggi di procedure di questo tipo. Un primo esempio è costituito dalla procedura sinteticamente illustrata nelle tabelle I.3.4.1a ed I.3.4.1b.31 32 DELIBERAZIONE DELLA Si suppone di conoscere per ogni sezione di censimento delle aree non assegnate alle classi I, V e VI il numero di abitanti, il numero di addetti ad attività del terziario (esercizi commerciali ed uffici pubblici e privati), il numero di addetti ad attività produttive (industriali ed artigianali). Dividendo tali valori per la superficie della sezione di censimento considerata si ricava il valore numerico della densità dei singoli parametri valutativi. Si determina, con la procedura illustrata nel paragrafo precedente, il livello di incidenza a cui viene associato un punteggio, come indicato in Tabella I.3.4.1a. Viene quindi valutato il livello di incidenza del traffico veicolare, a cui viene analogamente associato un punteggio. Infine si valuta l incidenza totale di tutti i parametri valutativi, sommando i singoli punteggi e sulla base del punteggio totale si assegna la classe acustica, come indicato in Tabella I.3.4.1b. Parametri valutativi Livello di incidenza A Densità di popolazione Nulla Bassa Media Alta B Densità di attività terziarie (esercizi commerciali, uffici pubblici e privati) Nulla Bassa Media Alta C Densità di attività produttive Nulla Bassa Media Alta (artigianali e industriali) D Traffico veicolare Assente Locale Medio Intenso Punteggio assegnato Tabella I.3.4.1a Assegnazione, per ogni unità elementare di territorio, dei punteggi sulla base del livello di incidenza dei parametri valutativi Punteggio totale (A + B + C + D ) Classe acustica Fino a 4 da 5 a 8 II III da 9 a 12 IV Tabella I.3.4.1b Assegnazione, per ogni unità elementare di territorio, della Classe acustica sulla base del punteggio totale32 33 DELIBERAZIONE DELLA La procedura sopra delineata, così come del resto ogni altra procedura quantitativa, richiede di disporre di tutti i dati necessari per calcolare i valori dei parametri valutativi. Ha il vantaggio della semplicità nella combinazione dei punteggi, ma presenta diversi svantaggi, come quello di assegnare lo stesso peso all influenza dei diversi parametri, mentre alcuni di essi (ad esempio le attività produttive ed il traffico) generalmente incidono maggiormente sul clima a- custico ambientale. Un altro svantaggio è legato al fatto che la procedura tende a sottostimare la classe acustica da assegnare ad alcune zone particolari. A titolo di esempio si può pensare ad una sezione di censimento interamente occupata da un importante centro commerciale o un ipermercato. L assenza di residenze e di attività produttive rendono impossibile l assegnazione in automatico della classe IV (aree di intensa attività umana), che è tipica della zona con tali caratteristiche. Naturalmente a ciò si può ovviare in fase di verifica dei risultati ottenuti con la procedura automatica (Passo 7 della metodologia generale di classificazione acustica). ESEMPIO I Una metodologia più complessa ma che elimina gli inconvenienti tipici di quella riportata nell esempio precedente è la seguente, con la quale vengono preliminarmente individuate quelle sezioni di censimento che, indipendentemente dalla presenza di residenze e dalla influenza del traffico veicolare, possono essere classificate ad intensa attività umana per effetto di una presenza particolarmente elevata di attività produttive, commerciali e terziarie di servizio (uffici pubblici e privati). A questo scopo si può dapprima assegnare a ciascuna sezione di censimento un indice valutativo (I produttivo ) a seconda del valore assunto dalla densità di addetti ad attività industriali ed artigianali, secondo i criteri riportati nella tabella seguente: Densità di attività artigianali ed industriali Indice valutativo: I produttivo Alta 7 Media 3 Bassa 1 Assente 0 Tab. I.3.4.2a Modalità di assegnazione dell indice I produttivo In modo analogo possono essere assegnati gli indici valutativi I commercio e I servizio, in funzione, rispettivamente, della densità di esercizi commerciali e di attività di servizio riscontrabili nella sezione di censimento, secondo i criteri riportati nelle tabelle seguenti:33 34 DELIBERAZIONE DELLA Densità di esercizi commerciali Indice valutativo: I commerco Alta 5 Media 2 Bassa 1 Assente 0 Tab. I.3.4.2b Modalità di assegnazione dell indice I commercio Tab. I.3.4.2c Densità di attività terziarie Indice valutativo: I servizio Alta 5 Media 2 Bassa 1 Assente 0 Modalità di assegnazione dell indice I servizio Gli indici valutativi così assegnati possono quindi essere sommati tra di loro per ottenere un indice riassuntivo: I somma = I produttivo + I commercio + I servizio Se I somma >= 7 si può attribuire direttamente la classe IV, considerando la sezione di censimento come area ad intensa attività umana, indipendentemente dalla densità abitativa e dal traffico. Dopo avere individuato le sezioni di censimento da considerare come zone protette (Classe I), come zone industriali (Classe V e VI) e come zone ad elevata presenza di attività produttive, commerciali e terziarie, occorre procedere alla classificazione delle rimanenti sezioni di censimento. A questo scopo si può dapprima assegnare un indice valutativo globale (I attività ) che descrive l effetto su tali sezioni di censimento della presenza di attività produttive, commerciali e terziarie, secondo la tabella seguente: Indice I somma calcolato Indice I attività assegnato I somma = 5 o 6 3 I somma = 3 o 4 2 I somma = 1 o 2 1 I somma = 0 0 Tab. I.3.4.2d Modalità di assegnazione dell indice valutativo I attività a seconda del valore dell indice I somma ottenuto per la sezione di censimento L indice I attività viene considerato come caratteristico dell effetto combinato di tali attività sul clima acustico dell area considerata e viene utilizzato in connessione con gli indici valutativi del rumore presumibilmente indotto dalla presenza di residenze e dal traffico per ottenere la classificazione34 35 DELIBERAZIONE DELLA acustica delle rimanenti sezioni di censimento. E proprio per rendere l indice valutativo delle attività numericamente confrontabile con quello abitativo e del traffico che non si utilizza direttamente l indice I somma ma si procede alla conversione di Tabella I.3.4.2d. Successivamente ad ognuna delle rimanenti sezioni di censimento ancora non classificate, viene assegnato un indice valutativo I popolazione in funzione della densità abitativa così come riportato nella tabella seguente. Densità abitativa Indice valutativo: I popolazione Alta 3 Media 2 Bassa 1 Assente 0 Tab. I.3.4.2e Modalità di assegnazione dell indice valutativo I popolazione a seconda del valore della densità di abitanti nella sezione di censimento La somma dell indice I attività con I popolazione costituisce pertanto un parametro globale che tiene conto di tutte le influenze sul clima acustico della sezione di censimento ad eccezione di quella dovuta al traffico. Infine alle sezioni di censimento con I attività + I popolazione diverso da zero viene assegnato un indice valutativo I traffico, per tenere conto dell effetto acustico del traffico, così come indicato nella tabella seguente. Categoria di traffico Indice valutativo I traffico intenso 4 medio 2 locale 1 assente 0 Tab. I.3.4.2f Modalità di assegnazione dell indice valutativo Itraf a seconda della categoria di traffico nella sezione di censimento Nel caso in cui una sezione fosse interessata da più strade, si può attribuire l indice valutativo corrispondente all asse viario con categoria di traffico più elevata. Nel caso invece di sezioni di censimento di dimensioni notevoli, il valore dell indice valutativo va opportunamente diminuito per tenere conto della riduzione del disturbo immesso dovuto al decadimento per propagazione o all effetto schermante di ostacoli naturali o di edifici. A questo punto si può calcolare, per ciascuna sezione di censimento ancora non classificata, l indice valutativo Itotale, come somma degli indici valutativi delle attività, della popolazione e del traffico: I totale = I popolazione + I traffico + I attività35 36 DELIBERAZIONE DELLA e si può, finalmente, attribuire la classe acustica, secondo i criteri riportati nella tabella seguente. Indice valutativo I totale Classificazione sezione di censimento 8 <= Itot classe IV 5 <= Itot <= 7 classe III Itot <= 4 classe II Tab. I.3.4.2g Modalità di assegnazione della classe acustica a seconda del valore dell indice valutativo I totale nella sezione di censimento Come si vede le procedure di tipo quantitativo consentono di ottenere una classificazione acustica in modo quasi automatico, ma richiedono che si disponga di una estesa ed accurata base di dati su cui effettuare una notevole mole di elaborazioni. Ciò spiega perchè nel caso di mancanza di una parte di tali dati o, comunque, nel caso di territori comunali in cui, anche per la ridotta estensione, le conoscenze sull uso del territorio sono più dirette, sia consigliabile utilizzare metodologie qualitative o quali-quantitative. In ogni caso anche la classificazione di tipo automatico va sottoposta ad un processo di verifica per tenere conto di situazioni particolari, che potrebbero non essere state opportunamente trattate dalla procedura quantitativa utilizzata Casi particolari di classificazione per le aree poste in Classe II, Classe III, Classe IV Appartengono solitamente alla classe IV le aree in cui sono insediati i quartieri fieristici, i centri commerciali, i mercati generali, le caserme, i depositi di mezzi di trasporto pubblico, i porti turistici, le discoteche e le carceri. Le aree verdi dove si svolgono attività sportive appartengono, di norma, alla classe III, mentre i grandi impianti sportivi e quelli particolarmente rumorosi appartengono, di norma, alla classe IV. Le aree rurali sono inserite in classe III o in classe II a seconda che sia previsto o meno l utilizzo di macchine operatrici. Gli insediamenti zootecnici, gli insediamenti agroindustriali e gli impianti di trasformazione del prodotto agricolo sono da equiparare alle attività artigianali o industriali e devono essere classificati con classe non inferiore alla IV. Le aree di cava in cui sono presenti attività di escavazione ed abbancamento con uso di macchine operatrici sono poste, di norma, in classe III o superiore, mentre quelle in cui sono presenti anche impianti di lavorazione e trattamento dei materiali sono poste, di norma, in classe IV o superiore. Le aree destinate al recupero dei rifiuti in cui sono presenti impianti di trattamento (es. macinazione degli inerti), sono poste in classe IV o superiore. Le aree destinate al volo sportivo (aviosuperfici) sono poste in classe III o superiore, tenendo conto della tipologia di aeromobili utilizzati.36 37 DELIBERAZIONE DELLA Individuazione di valori limite acustici inferiori per aree di rilevante interesse storico, archeologico, paesaggistico-ambientale e turistico Richiamando i criteri per la definizione delle aree di interesse ambientale e di interesse storico-archeologico (par.i.3.2) i Comuni nell ambito del Piano di Classificazione acustica possono, ai sensi dell art. 4, comma 1, lettera f) della Legge quadro , n. 447 e dell art. 5 comma 1 lettere e) ed f) della Legge regionale n. 28, individuare valori limite inferiori a quelli previsti ai sensi dell art. 3, comma 1, lettera a) della legge quadro, per le aree che presentano un rilevante interesse storico, archeologico, paesaggistico-ambientale e turistico. Tale possibilità va attentamente valutata in quanto, nella attuale situazione di inquinamento acustico pressoché generalizzato, il rispetto dei limiti di attenzione appare un obiettivo già sufficientemente complesso da raggiungere. Solo una volta perseguito tale obiettivo, potrebbe essere ragionevole porre per le aree in oggetto limiti ancora più stringenti. In ogni caso, condizione necessaria perché possano essere imposti tali limiti inferiori è che il particolare interesse delle aree in questione sia riconosciuto, sulla base del PPAR, da strumenti urbanistici o di pianificazione comunali. Comunque è opportuno che tali valori limite non siano, nella fase attuale, inferiori di più di 3 db(a) rispetto a quelli previsti dal D.P.C.M e la scelta dovrà essere adeguatamente supportata, oltre che da una valutazione dell interesse ambientale e storico-archeologico dell area o della valenza turistica della stessa, anche da considerazioni di tipo acustico, che saranno illustrate in una apposita relazione.37 38 DELIBERAZIONE DELLA 1.4 Le infrastrutture di trasporto Le fasce di pertinenza Poiché il rumore prodotto dal traffico stradale e ferroviario risulta, all interno del territorio urbano, particolarmente elevato, appare evidente l importanza di una attento trattamento delle infrastrutture viarie nell ambito della classificazione acustica. L articolo 11 della legge 447/95 prevede l emanazione, da parte dello Stato, di regolamenti di esecuzione, distinti per sorgente sonora, relativamente alla disciplina dell inquinamento acustico avente origine da traffico veicolare, ferroviario, marittimo, aereo, ecc.. Tali considerazioni sono state riconosciute anche dal D.P.C.M , Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore in cui viene prevista una normativa specifica, da emanare con appositi decreti attuativi, per la determinazione dei livelli acustici ammissibili per le infrastrutture di trasporto e per le relative fasce di pertinenza. Ciò è stato fatto per le infrastrutture ferroviarie e per le infrastrutture aeroportuali, mentre manca ancora il decreto relativo alle infrastrutture stradali e marittime. Si noti quindi che, secondo la nomenclatura utilizzate nelle presenti linee guida, le fasce di pertinenza sono quelle esplicitamente previste dalla legislazione, anche se non sempre sono chiamate con tale nome. Infatti nel caso delle infrastrutture aeroportuali esse sono state indicate con il termine di fasce di rispetto. In ogni caso, in base all articolo 3, comma 2, del D.P.C.M , le fasce di pertinenza per ciascuna infrastruttura di trasporto, sono quelle aree adiacenti all infrastruttura in cui non si applicano, per il rumore prodotto dall infrastruttura, i limiti di cui alla tabella C del sopracitato decreto, bensì quelli definiti dai relativi decreti attuativi. All esterno di tali fasce la sorgente di rumore costituita dalla infrastruttura di trasporto concorre al raggiungimento dei limiti assoluti di immissione. All interno delle fasce di pertinenza le singole sorgenti sonore diverse da quelle indicate nell articolo 11 della legge 447/95 devono rispettare i limiti di emissione e, nel loro insieme, i limiti assoluti di immissione secondo la classificazione assegnata (articolo 3, comma 3, D.P.C.M ). Le infrastrutture dei trasporti e le aree adiacenti ad esse devono, quindi, essere classificate secondo quanto definito dalla tabella A del D.P.C.M Anche se i limiti previsti dalla classificazione di tali fasce, non riguardano il rumore prodotto dalla infrastruttura di trasporto, la classificazione dovrà essere effettuata tenendo conto della presenza e della tipologia della infrastruttura, che inevitabilmente influenza l uso e le caratteristiche del territorio ad essa immediatamente adiacente. Riassumendo, all interno delle fasce di pertinenza vale un doppio regime di limiti, valido o- gnuno separatamente: il primo derivante dalla classificazione acustica vera e propria è applicabile a tutte le sorgenti di rumore ad esclusione dell infrastruttura; il secondo relativo alla sola rumorosità dell infrastruttura.38 39 DELIBERAZIONE DELLA Dal punto di vista grafico, alla colorazione propria della classificazione acustica verranno sovrapposti i confini di delimitazione delle fasce di pertinenza con simbologia standardizzata (cfr. par. I.7) Le aree cuscinetto Le aree immediatamente adiacenti alle fasce di pertinenza delle infrastrutture di trasporto in cui viene effettuata una classificazione acustica del territorio, tenendo conto di quanto definito nel paragrafo precedente ed indipendentemente dalla effettiva destinazione d uso, sono chiamate aree cuscinetto. Tali aree, non esplicitamente previste dalla legislazione vigente, sono proposte dalle presenti linee guida soltanto per alcune infrastrutture di trasporto, come specificato di seguito. Una volta definite e giustificate nell elaborato di descrizione della classificazione esse verranno rappresentate con la stessa tipologia grafica prevista per le varie classi Le infrastrutture ferroviarie Le fasce di pertinenza delle infrastrutture ferroviarie sono quelle previste dai regolamenti di cui all articolo 11, comma 1, della legge 447/1995. Le aree all interno delle fasce di pertinenza, per quanto riguarda il rumore prodotto dalle sorgenti diverse da quelle ferroviarie, vengono classificate, di norma e con particolare riguardo alle aree di nuova urbanizzazione, nel modo seguente: All interno della fascia di pertinenza A, in classe III o superiore All interno della fascia B, in classe II o superiore. Pertanto per le aree di nuova urbanizzazione sarà da evitare l insediamento, all interno delle fasce di pertinenza delle infrastrutture ferroviarie, di attività da porre in classe I. Nel caso di zone già urbanizzate, le aree particolarmente protette poste in classe I conservano tale classificazione. Nel caso di singoli edifici, con ricevitori particolarmente sensibili (scuole, ospedali) non inseriti in aree in Classe I, essi dovranno essere evidenziati al fine di poter valutare la necessità di un piano di risanamento, con interventi diretti sugli edifici, o la delocalizzazione. Le aree esterne alle fasce di pertinenza vengono classificate tenendo conto del rumore prodotto dalla infrastruttura ferroviaria.39 40 DELIBERAZIONE DELLA ESEMPIO I Fasce di pertinenza di una linea ferroviaria Fig. I a Fig. I b Legenda: Area classe III Area classe IV Area classe V Linea ferroviaria Limite fascia di pertinenza infrastruttura ferroviaria - zona A Limite fascia di pertinenza infrastruttura ferroviaria - zona B In Figura I.4.3.1a viene riportato con una linea nera continua il tracciato di linea ferroviaria, ipotizzando che sia una infrastruttura già esistente. Su ciascun lato della linea ferroviaria sono riportati i limiti delle le fasce di pertinenza dell estensione totale di 250 m a partire dal binario esterno e suddivise in: fascia A (delimitata dalla linea rosa tratteggiata) della larghezza di 100 m e fascia B (delimitata dalla linea rosa continua) della larghezza di 150 m. All interno di tali fasce i valori limite di immissione del rumore prodotto dalla infrastruttura sono quelli fissati dall art. 5 del DPR 18/11/1998 n.459. Pertanto all interno delle fasce di pertinenza i limiti assoluti di immissione previsti in base alla classificazione acustica riguardano esclusivamente le altre sorgenti di rumore. In ogni caso, però, la presenza della infrastruttura ferroviaria modifica e limita le caratteristiche di uso del territorio immediatamente circostante, il che sconsiglia di assegnare classi acustiche molto basse. Naturalmente ciò non sarà sempre possibile nel caso di aree ad urbanizzazione già consolidata, mentre diventa praticamente obbligatorio per le aree di nuova urbanizzazione in adia-40 41 DELIBERAZIONE DELLA cenza alla infrastruttura ferroviaria. Si tenga tra l altro presente che l art. 3 del già citato DPR 18/11/98 n. 459 impone che per le aree non ancora edificate interessate dall attraversamento di infrastrutture ferroviarie in esercizio, gli interventi per il rispetto dei limiti validi all interno delle fasce di pertinenza sono a carico del titolare della concessione edilizia. In Figura b è riportato un esempio di classificazione acustica di una zona non urbanizzata attraversata dalla infrastruttura ferroviaria, in cui si è scelto di destinare le aree all interno ed immediatamente adiacenti alle fasce di pertinenza a destinazione d uso di tipo prevalentemente industriale (classe V, colorata in celeste) o di intensa attività umana (classe IV, colorata in rosso) Le infrastrutture aeroportuali Le fasce di pertinenza delle infrastrutture aeroportuali sono le Zone A, B, C, che definiscono l intorno aeroportuale, così come definito nel D.M Metodologia di misura del rumore aeroportuale. L indice di valutazione del rumore aeroportuale è il Livello di valutazione del rumore aeroportuale (L VA ) che, all interno delle fasce di pertinenza, non può superare i limiti di cui all art. 6 del sopra citato Decreto Ministeriale. In base all articolo 6, comma 1, del D.M Procedure antirumore e zone di rispetto negli aeroporti, per le aree ricadenti nella zona A dell intorno aeroportuale deve essere effettuata la classificazione acustica ai sensi del D.P.C.M , per quanto riguarda il rumore non dovuto alle attività aeroportuali. Tali aree sono poste, di norma e con particolare riguardo alle aree di nuova urbanizzazione, in classe IV o superiore. Fatto salvo quanto previsto dai regolamenti di cui all articolo 11, comma 1, della legge 447/1995, in adiacenza con l intorno aeroportuale può essere prevista una area cuscinetto con classe acustica IV o superiore e con estensione tale da rendere compatibili con la presenza dell aeroporto i limiti assoluti di immissione previsti. Se all interno di tale fascia sono presenti ricevitori sensibili (strutture ospedaliere e scolastiche) dovrà essere previsto un piano di risanamento, con interventi diretti sugli edifici, o la delocalizzazione Le infrastrutture stradali Come già detto in precedenza non è ancora stato emanato il decreto attuativo riguardante il rumore prodotto dalle infrastrutture stradali.41 42 DELIBERAZIONE DELLA Non è perciò noto per quali di esse saranno previste fasce di pertinenza, né i limiti acustici specifici validi all interno di tali fasce per il rumore prodotto dal traffico stradale. Pertanto le linee guida relative a questo punto vanno intese come provvisorie e dovranno essere adeguate alle prescrizioni di tale Decreto, una volta che sarà emanato. Nel transitorio, ai fini della definizione dei limiti validi per le sorgenti di rumore diverse dal traffico stradale, saranno previsti i seguenti criteri di classificazione acustica delle infrastrutture stradali e delle aree ad esse adiacenti: Le autostrade, le strade extraurbane primarie e secondarie, le tangenziali, le strade e- xtraurbane di grande comunicazione e le aree ad esse adiacenti per una estensione di almeno 60 metri dal ciglio della infrastruttura, sono poste in classe IV o superiore. Le tratte autostradali di attraversamento urbano, le strade urbane di penetrazione e di attraversamento con elevati volumi di traffico e le aree a loro adiacenti per una estensione di almeno 30 metri dal ciglio della infrastruttura stessa, sono poste in classe IV o superiore. Se la strada in ambito urbano è affiancata da una fila di edifici, posta entro 30 metri a partire dal ciglio della infrastruttura, la fascia in classe IV coincide con essa. Nel caso in cui all interno delle area sopra indicate siano compresi ricevitori sensibili (strutture ospedaliere o scolastiche) essi dovranno essere evidenziati, al fine di poter valutare la necessità di un piano di risanamento specifico o della loro delocalizzazione. Tutte le strade non riportate ai punti precedenti, sono considerate, ai fini della classificazione acustica, parte integrante dell area di appartenenza.42 43 DELIBERAZIONE DELLA ESEMPIO I Autostrada in territorio extraurbano Figura I a Figura I b Figura I c Legenda: Area classe III Area classe IV Area classe V Autostrada La Figura a mostra una porzione di territorio attraversato da una autostrada. Nella stessa figura, all autostrada è stata applicata una fascia di 60 metri di larghezza per ogni lato della infrastruttura. Nella successiva Figura b è riportata, a titolo di esempio, la classificazione acustica del territorio circostante (colore celeste: classe V, colore rosso: classe IV, colore arancio: classe III). La sovrapposizione della fascia al territorio così classificato mostra che sono rispettati i criteri di tipo transitorio suggeriti nelle presenti linee guida. In Figura c è riportata la conseguente ipotesi di classificazione acustica.43 44 DELIBERAZIONE DELLA ESEMPIO I Strada urbana di penetrazione ad elevato volume di traffico Figura I.4.5.2a Figura I.4.5.2b Figura I.4.5.2c Legenda: Area classe III Area classe IV Strada urbana di penetrazione In Figura a è riportata una porzione di territorio attraversata da una strada urbana di penetrazione ad elevato volume di traffico. In Figura b è riportata la fascia di 30 metri per lato dell infrastruttura stradale (colore rosa) inserita in un area con destinazione residenziale in classe III (colore arancio). In considerazione della presenza dell asse viario la classificazione dell area in corrispondenza della fascia di 30 metri per lato viene modificata e, nell esempio considerato (Fig. I.4.5.2c), viene assegnata la classe IV (colore rosso). Se necessario, in considerazione dell entità del volume di traffico, la fascia in classe IV potrebbe anche essere ampliata, soprattutto nelle zone non ancora edificate, prevedendo così un area cuscinetto con limiti acustici più elevati rispetto a quelli derivanti dalla classificazione acustica sulla base della destinazione d uso. Per inciso si noti che in fase di rifinitura della classificazione acustica occorrerà modificare in alcuni punti i confini della fascia posta in classe IV per evitare, come avviene in Figura I.4.5.2c, che alcuni edifici siano attraversati dai confini di zone con classificazione diversa.44 45 DELIBERAZIONE DELLA ESEMPIO I Strada urbana di attraversamento con elevato volume di traffico, affiancata da una fila continua di edifici Figura I a Figura I b Figura I c Legenda: Area classe I Area classe II Area classe III Area classe IV In Figura I a viene riportata una porzione di territorio interessata da una strada di attraversamento con elevato volume di traffico. L asse viario è inserito in un contesto urbano densamente edificato. Si nota che la strada è affiancata da un lato da una fila continua di edifici, posta a distanza inferiore a 30 metri dal bordo della strada stessa. Alla strada viene applicata una fascia (colore rosa) che si estende dal lato libero per 30 metri e che dall altro lato comprende essenzialmente il primo fronte di edifici. L area corrispondente a tale fascia viene posta in classe IV. Alle rimanenti porzioni di territorio viene assegnata la classe (Figura I.4.5.3b), derivante dalla metodologia generale di classificazione acustica utilizzata. In Fig. I.4.5.3c è riportata la classificazione risultante per la porzione di territorio considerata.45 46 DELIBERAZIONE DELLA 1.5 Le fasce di transizione Allo scopo di evitare il contatto di aree aventi i valori di cui all articolo 2, comma 1, della legge 447/1995 che si discostano in misura superiore a 5 db(a) di livello sonoro equivalente (articolo 3, comma 2, legge regionale 28/2001), qualora tale accostamento non sia giustificato da preesistenti destinazioni d uso o dalla presenza di discontinuità naturali (argini, crinali ecc.) o artificiali, che riducano la propagazione del rumore, è possibile procedere, nel caso di accostamento di aree che differiscano di oltre una classe acustica, all inserimento di opportune fasce di transizione. Le fasce di transizione, aventi una larghezza di almeno 50 metri o comunque tale da consentire un adeguato decadimento del suono, dovranno essere in numero sufficiente ad evitare il contatto tra aree che differiscono per oltre una classe acustica (es. in presenza di un accostamento di un area in classe II e una in classe V potranno essere inserite due fasce di transizione, rispettivamente in classe III ed in classe IV). Qualora tale inserimento non sia possibile e, conseguentemente, non sia possibile evitare l accostamento di aree che differiscono per più di una classe acustica, dovrà essere adottato il piano di risanamento acustico, secondo quanto previsto dall articolo 7, comma 1 della legge 447/95 e dall articolo 3, comma 1, della legge regionale 28/2001.46 47 DELIBERAZIONE DELLA ESEMPIO I.5.1 Area ospedaliera inserita in ambito urbano a destinazione residenziale Figura I.5.1 a Figura I.5.1 b Figura I.5.1 c Legenda: Area classe I Area classe II Area classe III In Figura I.5.1a viene riportata una porzione di territorio che comprende un area (non colorata) in cui è insediato un polo ospedaliero. L area è circondata da una zona a destinazione residenziale (comprendente anche una strada con elevato volume di traffico posta in classe III (colore a- rancio) e da un area ancora non urbanizzata posta in classe II (colore giallo). In Figura I.5.1.b è riportata una ipotesi di classificazione acustica dell area ospedaliera, in cui vengono posti in classe I (aree particolarmente protette) essenzialmente le zone occupate dagli edifici ospedalieri di ricovero e dalle aree immediatamente adiacenti destinate a verde usufruibili da parte degli utenti (colore verde). Vengono invece escluse dalla classe I le aree occupate da parcheggi, dalla viabilità interna e dagli edifici di servizio. Tali aree ed alcune ad esse adiacenti sono utilizzate (Figura 1.5.1c) come fasce di transizione per evitare il contatto diretto della zona in classe I con quella posta in classe III. Ciò ovviamente non modifica la destinazione d uso urbanistica di tali aree, ma consente unicamente il graduale passaggio dei limiti acustici da quelli ammissibili all interno della classe III a quelli ammissibili nell area effettivamente protetta.47 48 DELIBERAZIONE DELLA ESEMPIO I.5.2 Parco in ambito urbano con discontinuità Fig. I.5.2 Legenda: Area classe I Area classe III La Figura I.5.2 mostra una porzione di territorio in cui un parco a scala cittadina, considerato come area protetta e posto in classe I (colore verde), confina con aree a destinazione residenziale poste in classe III (colore arancio). Si ha pertanto una porzione dell area protetta che confina con una zona in classe III, quindi con limiti acustici che differiscono per più di 5 db(a). Ciò richiederebbe l inserimento di una fascia di transizione in classe II, ad esempio riducendo l area protetta e/o forzando una porzione dell area residenziale dalla classe III alla classe II. Se ciò non fosse possibile o fosse ritenuto inopportuno si dovrebbe necessariamente prevedere un piano di risanamento Però, nella situazione reale presa ad esempio, il parco si trova in posizione nettamente rilevata rispetto alle aree residenziali adiacenti ed è circondato da mura (le antiche fortificazioni cittadine). Tutto ciò rappresenta una discontinuità nella propagazione del rumore prodotto nell area in classe III verso l area protetta. In questo caso è quindi consentita l adiacenza tra classe I e classe III per effetto della presenza della discontinuità. Sarebbe comunque opportuno verificare l ipotesi di compatibilità di tale previsione effettuando misure acustiche all interno dell area protetta. In ogni caso le motivazioni della accettabilità della adiacenza tra classi che differiscono per più di 5 db(a) dovranno essere riportate all interno del Piano di classificazione acustica.48 49 DELIBERAZIONE DELLA ESEMPIO I.5.3 Area naturalistica in ambito extraurbano Figura I.5.3 a Figura I.5.3 b Figura I.5.3 c Legenda: Area classe I Area classe II Area classe III In Figura I.5.3a viene riportata una porzione di territorio in cui si trova un area naturalistica inserita in un ambito extraurbano a destinazione agricola. L area naturalistica è considerata protetta e quindi posta in classe I (colore verde). L area agricola circostante è posta in classe III (colore arancio), il che provocherebbe l adiacenza con l area protetta di zone con limiti acustici assoluti che differiscono per più di 5 db(a) (Fig. I.5.3b). Si può evitare ciò, inserendo una fascia di transizione in classe II (colore giallo), che garantisce un graduale passaggio tra le classi ed un area di rispetto acustico per la zona protetta (Fig. I.5.3c). Come negli altri casi precedentemente trattati, l estensione di tale fascia dovrà essere tale da garantire un decadimento di almeno 5 db(a) del rumore prodotto nell area agricola.49 50 DELIBERAZIONE DELLA ESEMPIO I.5.4 Area industriale confinante con area a destinazione residenziale Fig. I.5.4 a Fig. I.5.4 b Legenda: Area classe III Area classe IV Area classe V In Figura I.5.4a viene riportata una porzione di territorio in cui si trova un area industriale in classe V (colore celeste) confinante con aree a destinazione agricola in classe III (colore arancio) In Figura I.5.4b è riportato un esempio di inserimento di fasce di transizione in classe IV (colore rosso) poste a margine della zona industriale. Anche in questo caso, la scelta dell estensione della fascia di transizione è legata alle solite considerazioni sul decadimento del rumore. Va inoltre ancora una volta sottolineato che la classificazione acustica non modifica automaticamente la destinazione d uso del territorio prevista dal PRG. Ancora una volta, l esempio qui illustrato mostra come la classificazione acustica interviene, non sulla destinazione d uso urbanistica ma sull uso effettivo del territorio. Naturalmente nel processo di integrazione tra strumenti urbanistici e strumenti di pianificazione acustica si potrà valutare la possibilità di modifica della destinazione d uso urbanistica. Vedere altro
Criteri e linee guida per la redazione dei Piani comunali di classificazione acustica del territorio, ai sensi dell articolo 18, comma 1, lettera a) della legge regionale 18 giugno 2007, n. 16. INDICE Dettagli COMUNE DI BARDONECCHIA COMUNITA MONTANA ALTA VAL SUSA
COMUNE DI BARDONECCHIA Regione Piemonte Provincia di Torino P.za de Gasperi 1 10052 Bardonecchia tel. 0122 909911 fax 0122 96084 COMUNE DI BARDONECCHIA COMUNITA MONTANA ALTA VAL SUSA REGOLAMENTO COMUNALE Dettagli Regolamento comunale per la tutela dall inquinamento acustico
Provincia di Cuneo Regolamento comunale per la tutela dall inquinamento acustico Approvato con Deliberazione del C. C. 26/06/2007, n. 53. Sede Legale Piazza Caduti della Libertà 14 12042 BRA (CN) - Telefono Dettagli LA NORMATIVA NAZIONALE SULL INQUINAMENTO ACUSTICO
LA NORMATIVA NAZIONALE SULL INQUINAMENTO ACUSTICO PREMESSA LA LEGGE QUADRO N. 447 DEL 26/10/95 I DUE DECRETI APPLICATIVI PIU IMPORTANTI GLI ALTRI DECRETI SANZIONI E CONTROLLI IL CODICE CIVILE E IL CODICE Dettagli COMUNE DI COGOLETO Provincia di Genova REGOLAMENTO DELLE ATTIVITÀ RUMOROSE. (Approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 63 del 17/12/2009)
COMUNE DI COGOLETO Provincia di Genova REGOLAMENTO DELLE ATTIVITÀ RUMOROSE (Approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 63 del 17/12/2009) INDICE TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI...4 Art. 1 - CAMPO Dettagli LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI
LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI Luca Menini, ARPAV Dipartimento di Vicenza via Spalato, 14-36100 VICENZA e-mail: fisica.arpav.vi@altavista.net 1. INTRODUZIONE La legge 447 del 26/10/95 Legge Dettagli La legge quadro sull inquinamento acustico
La legge quadro sull inquinamento acustico MASSIMO DONZELLINI** - FRANCESCO FERRARI *** - VALERIO MANZONI*** MARIO NOVO* 1. INTRODUZIONE L inquinamento da rumore, dovuto alle varie attività umane, traffico Dettagli LEGGE 26 OTTOBRE 1995, N. 447
Legge 447/95 LEGGE 26 OTTOBRE 1995, N. 447 Legge quadro sull'inquinamento acustico. (Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 30 ottobre 1995, n. 254) Art. 1. Finalità della legge. 1. La presente legge stabilisce Dettagli I - PRINCIPI GENERALI
D.Lgs. 17 agosto 1999, n. 334 Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose (G.U. 28.09.1999, n. 228, s. o) Dettagli MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI
MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI Direttive per la redazione, adozione ed attuazione dei piani urbani del traffico. (Art. 36 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Nuovo codice della strada). 1 2 Dettagli REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE
2 A INIZIATIVA DELLA CONCERNENTE: NORME SUL GOVERNO DEL TERRITORIO Art. 1 Finalità Art. 2 Obiettivi della pianificazione territoriale e urbanistica Capo I Soggetti del governo del territorio Art. 3 Collaborazione Dettagli MINISTERO DELL AMBIENTE, DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DIREZIONE GENERALE PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE RISORSE IDRCHE
MINISTERO DELL AMBIENTE, DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DIREZIONE GENERALE PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE RISORSE IDRCHE DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL TAVOLO TECNICO STATO REGIONI INDIRIZZI OPERATIVI Dettagli Prot. n. 5140. L'Assemblea legislativa
Progr. n. 156 Oggetto n. 3124: Approvazione atto di indirizzo e coordinamento sui requisiti di rendimento energetico e sulle procedure di certificazione energetica degli edifici. (Proposta della Giunta Dettagli DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n. 192: "Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell edilizia"
DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n. 192: "Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell edilizia" coordinato con il D.Lgs. 311/2006, con il D.M. 26/6/09, con la L. 99/2009 Dettagli Comune di Ostellato Provincia di Ferrara. Regolamento per la protezione dall esposizione al rumore degli ambienti abitativi e dell ambiente esterno
Comune di Ostellato Provincia di Ferrara Regolamento per la protezione dall esposizione al rumore degli ambienti abitativi e dell ambiente esterno TITOLO I - GENERALITA...3 Art. 1 - Ambito di applicazione...3 Dettagli Elementi per un CODICE DELL URBANISTICA IN PIEMONTE
Assessorato ai Rapporti con il Consiglio Regionale, Urbanistica e programmazione territoriale, Elementi per un CODICE DELL URBANISTICA IN PIEMONTE Testi predisposti a seguito dell entrata in vigore della Dettagli LA DIRETTIVA SERVIZI Guida all utente
LA DIRETTIVA SERVIZI Guida all utente In collaborazione con Formez Pubblicazione a cura di Lidia Germani, Dirigente coordinatore del Servizio I Libera circolazione delle Persone e dei servizi e professioni Dettagli Guida alla compilazione della DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE
Guida alla compilazione della DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE Indice INTRODUZIONE ------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Dettagli REGOLAMENTO URBANISTICO VARIANTE (ESCLUSIVAMENTE NORMATIVA)
COMUNE DI STAZZEMA Medaglia d oro al valor militare PROVINCIA DI LUCCA REGOLAMENTO URBANISTICO VARIANTE (ESCLUSIVAMENTE NORMATIVA) RELAZIONE TECNICO ILLUSTRATIVA Marzo 2013 INDICE 1. LE RAGIONI E LE MOTIVAZIONI Dettagli LINEE GUIDA SULL AMMISSIBILITÀ DELLE SPESE RELATIVE ALLO SVILUPPO RURALE E A INTERVENTI ANALOGHI
RETE RURALE NAZIONALE Commissione Europea 2 0 0 7-2 0 1 3 LINEE GUIDA SULL AMMISSIBILITÀ DELLE SPESE RELATIVE ALLO SVILUPPO RURALE E A INTERVENTI ANALOGHI DIPARTIMENTO DELLE POLITICHE DI SVILUPPO Direzione Dettagli Premessa: obiettivi del documento
Proposte della Commissione consultiva permanente per una strategia nazionale di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali Premessa: obiettivi del documento Il presente documento Dettagli Autorità Nazionale Anticorruzione
Autorità Nazionale Anticorruzione VIGILANZA CONTRATTI PUBBLICI Bozza di Determinazione Linee guida per l'affidamento delle concessioni di lavori pubblici e di servizi ai sensi dell articolo 153 del decreto Dettagli Giunta Regionale della Campania
Avvertenze: il testo vigente qui pubblicato è stato redatto dal Settore Legislativo dell A.G.C. 01 della Giunta Regionale al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni della legge, integrata Dettagli Circolare informativa sugli adempimenti normativi relativi alla progettazione termica nel settore dell edilizia (D.lgs 192 e 311)
ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI TERAMO Circolare informativa sugli adempimenti normativi relativi alla progettazione termica nel settore dell edilizia (D.lgs 192 e 311) Indice 1) Premesse 2) Dettagli VASCHE DI PRIMA PIOGGIA
Criteri di progettazione, realizzazione e gestione VASCHE DI PRIMA PIOGGIA e VASCHE DI LAMINAZIONE nell ambito dei sistemi fognari GETTO FINALE gno - 1d disegno - 5d disegno - 4d GETTO FINALE ASPIRAZIONE Dettagli A cura dello Studio Ingegneria Fiorini di Ferrara
Provincia di Ferrara Guida alla gestione della sicurezza sul lavoro nelle associazioni sportive dilettantistiche, associazioni culturali, associazioni ricreative e di promozione sociale A cura dello Studio Dettagli REGOLE APPLICATIVE PER L ISCRIZIONE AI REGISTRI E PER L ACCESSO ALLE TARIFFE INCENTIVANTI DM 5 LUGLIO 2012 (QUINTO CONTO ENERGIA)
REGOLE APPLICATIVE PER L ISCRIZIONE AI REGISTRI E PER L ACCESSO ALLE TARIFFE INCENTIVANTI DM 5 LUGLIO 2012 (QUINTO CONTO ENERGIA) 7 agosto 2012 Indice Premessa... 5 1 Inquadramento generale e quadro normativo Dettagli CONTRATTI di FIUME e di LAGO
Direzione Ambiente LINEE GUIDA REGIONALI per l attuazione dei CONTRATTI di FIUME e di LAGO Direzione Ambiente LINEE GUIDA REGIONALI per l attuazione dei CONTRATTI di FIUME e di LAGO DGR n 16-2610 del Dettagli ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE
D.A. 175/GAB ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE L ASSESSORE Visto lo Statuto della Regione Siciliana; Vista la legge 4 gennaio 1968, n. 15 ( Norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione Dettagli DOSSIER SU STANGIONI - bozza CONTESTO URBANISTICO-INSEDIATIVO... 2 PREVISIONI DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE... 2 PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE...
DOSSIER SU STANGIONI - bozza Dossier Su Stangioni CONTESTO URBANISTICO-INSEDIATIVO... 2 PREVISIONI DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE... 2 PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE... 4 LA STRADA STATALE 554 COME LIMITE... Dettagli 2016 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back