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Timestamp: 2020-02-20 06:21:45+00:00
Document Index: 158656988

Matched Legal Cases: ['art 256', 'art 257', 'art 256', 'art 258', 'art 259', 'art 261', 'art 262', 'art 261', 'art 262', 'art 263', 'art 260', 'art 260', 'art 256']

﻿ SEGRETO COME LIMITE ALLA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE. – LaFeniceGay
SEGRETO COME LIMITE ALLA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE.
By Luca Apr 30, 2016 No Comments
Si è già detto che cronaca è verità narrata per mezzo della stampa. Ma in alcuni casi la verità non può essere pubblicata ed il limite appare chiaro: non può essere pubblicata la verità segreta.
Quanto al vincolo del segreto come limite alla libertà di manifestazione del pensiero esso è sancito da varie disposizioni legislative. Si parlerà, allora, a secondo dei casi, di segreti militari, politici, parlamentari, giudiziari.
Secondo una nota distinzione tra reati costituzionali da “ atti materiali” e reati consistenti nella “ manifestazione di un fatto psichico” rivestono particolare importanza, rispetto a questa ultima categoria, i reati consistenti, in una dichiarazione di scienza, con cui si rendono edotti, gli altri di ciò che si sa intorno ad una cosa, una persona, un avvenimento. Ma, mentre l’oggetto della dichiarazione di scienza non è in genere specificato , nella norme relative all’inviolabilità del segreto, viceversa, l’oggetto della dichiarazione di scienza ,è sempre specificatamente indicato e si richiude pur sempre che ciò che si manifesta non sia e non debba essere da altri già conosciuto.
Alla tutela penale del segreto è infatti l’indirizzata tutta una serie di norme intese a reprimere quegli atti illeciti in quanto fanno conoscere ad altri qualche cosa che a dovuto rimanere segreta ( rivelazione), o che sono punibili per i mezzi illeciti con i quali si viene a conoscenza del fatto cui il segreto si riferisce( procacciamento).
Tali disposizioni nel nostro ordinamento sono assai numerose.
Sorge a questo punto il problema di stabilire se, attraverso una indagine sistematica delle varie norme relative al diverso oggetto del segreto le une, al diverso atteggiarsi dell’azione delittuosa del reo le altre , sia possibili pervenire ad un concetto logico giuridico unitario di segreto.
Il codice non afferma specificamente che cosa si debba intendere per segreto. Eppure il concetto di segreto è molto interessante e la sua elaborazione offrirebbe anche il vantaggio di un sistematica ricca di significato pratico tutt’altro che trascurabile.
Riteniamo di identificazione il motivo che Ha indotto il legislatore a tralasciare la definizione di tale termine nel fatto che il segreto giuridicamente inteso non è un concetto unitario, ma una relazione tra concetti.
Esso esprime il rapporto., il termine di relazione con la cosa, il fatto, il documento che debbano essere nascosti, separati, celati, da un lato , e dall’altro con i soggetti che a tali cose imprimono il carattere di celato, separato, nascosto e con quegli altri nei cui confronti tale carattere giuridicamente si manifesta.
Il segreto in somma , non è un fatto, ma qualche cosa di fatto, o meglio, uno stato di fatto garantito dal diritto, per cui una notizia deve essere conosciuto solo da una persona o da una ristretta cerchia di persone.
Ora, poiché la sola mancanza di conoscenza di un fatto non vale, evidentemente a renderlo segreto, è necessario esaminare, a questo punto, l’altro requisito strutturale del concetto di segreto : se tale requisito sia cioè un dato esclusivamente psicologico o sia la volontà ad imprimere ad un fatto ma il carattere della segretezza, ovvero un dato di valore, vale a dire l’interesse al mantenimento del segreto. Esaminiamo a questo proposito l’ampia materia del segreto di Stato per individuare tale ulteriore requisito nel campo della ricerca che a noi interessa.
B) il segreto di stato sistema e oggetto della tutela penale , del segreto politico e militare particolare,Cenni Generali e rinvio alla legge 24 ottobre 1977- numero 801
La tutela del segreto di stato fin alla recente legge 24 ottobre 1977 numero 801 era attuata dal codice mediante la previsione della seguente ipotesi delittuosa :
Procacciamento senza scopo di spionaggio di notizie che nell’interesse della sicurezza dello Stato o comunque nell’interesse politico interno o internazionale dello stato debbano rimanere segreti ( art 256)
Procacciamento a scopo di spionaggio politico militare di notizie che nell’interesse della sicurezza dello stato o comunque nell’interesse politico interno o internazionale dello stato debbono rimanere segreti ( art 257 )
Procacciamento senza scopo di spionaggio di notizie di cui l’autorità competente ha vietato la divulgazione ( art 256 secondo capoverso)
Procacciamento a scopo di spionaggio politico militare , di notizie di cui l’autorità competente ha vietato la divulgazione. ( art 258)
Agevolazione colpose nel delitto di procacciamento di notizie segrete e riservate (art 259 )
Rivelazione di notizie segrete o riservate concernente la sicurezza o altro interesse politico interno e internazionale dello stato con o senza scopo di spionaggio politico o militare. (art 261)
Rivelazione di notizie di cui l’autorità competente ha vietato la divulgazione con o senza scopo di spionaggio ( art 262)
Rivelazione colpose di notizie segrete o riservate ( art 261 ultimo capoverso, art 262 ultimo capoverso)
Utilizzazione di nuove applicazioni industriali , invenzioni, o scoperte scientifiche conosciute per ragione del proprio ufficio o servizio e che debbono rimanere sempre nell’interesse della sicurezza dello stato ( art 263)
Sono previsti inoltre come reati e adeguamenti sanzionati l’introduzione clandestina o con inganno in luoghi nei quali è interdetto l’accesso nell’interesse militare dello Stato ( art 260 n1 ) e l’ingiustificato possesso di mezzi di spionaggio (art 260 n 2-3)
La complessa struttura del sistema protettivo del segreto di Stato non può trovare altra giustificazione se non nella enorme importanza degli interessi in gioco, a ragione definiti dalla dottrina coma fondamenti per lo Stato stesso.
Unico, in ogni caso, l’oggetto della tutela penale della norma esaminate : il diritto dello Stato di porre limiti alla conoscenza di situazione relative alla sua personalità nei rapporti internazionali attinenti all’incolumità e all’indipendenza dello Stato , oltre che al mantenimento dei rapporti internazionali su di un piano di normalità la preservazione dei mezzi di difesa militare e gli interessi di guerra.
Il problema è però di accertare se, relativamente al segreto di Stato il più valido criterio di riconoscibilità del vincolo al segreto stesso sia costituita dal criterio oggettivo, la base al quale il segreto esisterebbe ogni volta la volontà del titolare decide di dargli tale carattere oppure dal criterio oggettivo , per il quale si assume la segretezza come esistente ogni qual volta la natura della cosa lo imponga o se, in ultima analisi non debbono invece, entrambi i criteri essere adottati in opportuna fusione.
Orientate verso l’accoglimento del criterio soggettivo sono alcuni tra le più complete nozioni di segreto , sia che lo intenda come “ conoscenza di una circostanza ignota ai non partecipanti , inaccessibile o anche accessibile m percepibile solo in base a particolari fatiche finché tale conoscenza sia tenuta segreta per volontà del titolare o dal portatore dei segreti per da questo o dai partecipanti di fronte ai non partecipi e finché questa conservazione del segreto non contraddica un interesse obiettivo degno di tutela.” Sia che lo si assumi quali “ limite posto da una volontà giuridicamente competente , alla conoscibilità di un fatto di un atto o di una cosa per modo che questi siano attualmente destinati a rimanere occulti per ogni diversa da quelle che legittimamente li conosco , ovvero per coloro ai quali non vengono palesati da chi ha il potere giuridico di estendere o togliere detto limite o da forse volontarie o involontarie indipendenti , dalla volontà di chi ha la giuridica disponibilità del segreto.”
Il criterio soggettivo manifesta la sua utilità sotto molteplici aspetti sia perché è l’organo dello Stato che in relazione alle direttive di carattere politico stabilisce in concreto quello che ritiene oggetto di segretezza ; sia perché nell’ipotesi di errore del soggetto attivo del reato la soluzione è molto improba là dove il segreto non sia la conseguenza certa e imprescindibile della natura delle cose , ma debba ricavarsi dall’indagini della volontà
Di contro tale criterio mostra chiaramente di non essere in grado di soddisfare integralmente le molteplici esigenze che si rinvengono nelle numerose disposizioni del codice su l segreto di Stato. Infatti non appare indispensabile che un segreto venga necessariamente catalogato come tale dall’autorità competente. Mediante atti amministrativi , disposizioni legislative o regolamentari esplicitamente o implicitamente in modo generale o particolare : ora dovendo affermare la necessità della segretezza ogni qual volta la sua tutela frammentaria e difettosa determina un indebolimento della potenza o della sicurezza dello Stato di fronte agli altri Stati , risulta essere fuori di discussione che oggetto di segretezza debba essere non solo ciò che su cui l’autorità competenze non abbia ancora imposto il vincolo di segretezza, ma anche ciò di cui gli organi di governo non sono ancora a conoscenza In termini diversi non debbono escludersi la possibilità . che il segreto inserisca ad una situazione cui lo stato no ha specificamente pensato ; pertanto deve considerarsi privo di rilievo la circostanza che i fatti da tenere nascosti siano qualificati come segreti dello stato o meno.
Quando il codice parla di ” notizie che nell’interesse dello stato , o. comunque nell’interesse politico , interno ed internazionale dello stato debbono rimanere segrete”, intende riferirsi esattamente alla nozione di segreto materiale , alla cui conservazione sussiste un obbiettivo reale interesse.
Oggetto di segretezza debbono pertanto ritenersi quei fatti che tali sono da considerarsi in conformità delle loro caratteristiche strutturale e sempre che siano ancora resi noti ad un governo straniero o comunque o comunque ad esso resi accessibili.
Dal punto di vista pratico del diritto appare indiscutibile che l’obiettivo avuto di mira dal legislatore possa raggiungersi solamente considerando il segreto sotto il profilo dell’obiettività dell’interesse alla su a conservazione.
Sotto il profilo teorico invece tale affermazione deve essere ulteriormente controllata in relazione a quelle notizie contenute negli atti che il governo ha ritenuto di non dover pubblicare pere motivi di carattere interno o internazionale nonché in relazione a quella notizie di cui è stata vietata la divulgazione dall’autorità competente.
C ) Le notizie contenute in atti di governo non pubblicate per ragioni di ordine politico, interno o internazionale ed è il concetto di segreto politico identità concettuale tra le notizie contenute in atti di governo non pubblicati e le notizie segrete.
L’art 256 cp stabilisce che stabilisce “agli effetti delle disposizioni di questo titolo , tra le motivazioni che debbono rimanere segrete nell’interesse della politica dello Stato sono comprese quelle contenute in atti di governo da esso non pubblicati per ragioni di ordine politico interno e internazionale. Di fronte ad un simile previsione normativa è ancora possibile considerare valida possibile considerare valida la teoria sopra accolta cosiddetta oggettiva?
Il De Marsico lo nega affermando che non si tratta di “Fatti le cui notizie , nell’interesse della sicurezza dello Stato , comunque nell’interesse politico , interno o internazionale dello Stato , debbono rimanere segrete , ma agli effetti della mi disposizione di questo titolo del codice penale , devono rimanere segreti nell’interesse politico dello stato”.
La mancata pubblicazione degli atti da parte del governo da parte del governo alla quale si scrive il carattere di segretezza equivarrebbe pertanto a dichiarazione del carattere di segretezza.
La mancata pubblicazione degli atti richiama la realtà l’attenzione sull’obiettiva necessità di tale carattere nell’interesse politico dello Stato delle notizie che quegli atti contengono ma non vale a dar vita al segreto; in effetti la stessa pacifica attività di governo consta di materia do segreto: ed è proprio l previsione della obiettiva esistenza del carattere della segretezza che viene vietata la pubblica di quegli atti.
Tutto ciò è affermato dal codice quando essa parla di “ interesse politico, interno, internazionale dello stato” e indirettamente lo riconosceva ance la relazione ministeriale al progetto del codice quando notava che le disposizioni in questione “detta una critica senza dubbio confermando che il segreto di Stato può riferirsi non soltanto alla sicurezza nazionali più o vari come sono appunto quelli in considerazione dei quali il governo può determinarsi a un pubblicare o a sospendere momentaneamente la pubblicazione di un provvedimento.”
In questi casi , la volontà del governo crea un segreto di Stato , ma si limita a riconoscere il carattere obiettivo di segretezza della nozione contenuta nell’atto: perciò la pubblicazione viene vietata da parte di chi è il garante , il responsabile della conservazione di quel segreto.
In caso di mancanza di riservatezza da parte del governo , pertanto il segreto viene soltanto misconosciuto , cessando di esistere come tale; ma un conto è affermare ; ma un conto è affermare che il segreto cessa di esistere , un altro conto è affermare che esso non è mai esistere , un altro conto è affermare per mancanza di una manifestazione di volontà da parte del governo con la quale avrebbe potuto prendere esistenza concreta.
La nostra tesi viene avvalorata dal fatto che per l’applicazione della sanzione, non è sufficiente che si sia rilevata una notizia contenuta in un atto di governo, ma occorre che ragione di carattere politico , interno o internazionale, abbiano determinato la mancata pubblicazione dell’atto.
Ma segreto è il consumo è il contenuto dell’atto , non il fatto che il governo non abbia dato pubblicità a taluni suoi atti ; infatti pur essendo auspicabili oltre le utile che il governo imponga il segreto sulla notizia della formazione dell’atto da parte sua, ciò tuttavia non rientra nella previsione legislativa.
A queste argomentazioni si potrebbe opporre che qualora il governo pubblicasse un atto il cui contenuto rendesse edotti dell’esistenza di un segreto al governo stesso dovrebbero essere imputata la violazione del segreto : e ciò sarebbe la conseguenza inevitabile qualora si insistesse nel voler applicare il criterio oggettivo , che prescinde ai fini dell’resistenza del segreto , della pubblicazione o meno dell’atto.
Tale obiezione sembrerebbe fondata, tenendo conto che è fatto obbligo al governo di accertare l’esistenza di eventuali elementi di natura segreta in un determinato atto.
Ma sul piano pratico, il governo, nell’individuare o meno quegli elementi agisce in base agisce in base alla propria sensibilità e responsabilità’ politica; pertanto nell’ipotesi di pubblicazione di atti che non avrebbero dovuto essere pubblicati, non si potrebbe in alcun modo imputare la commissione di illecito penale , ma si potrebbe solo rimproverare al governo una insufficienza sensibile giuridica – politica e una negligenza nella tutela di quelli che sono gli interesse fondamentali dello Stato.
Allora non potrà più parlarsi di un problema giuridico, ma solo di un problema meramente politico, che solo su tale piano dovrà essere risolto.
Non ci resta che affermare pertanto che a nostro giudizi il legislatore nell’accostare nella tutela della notizia che nell’interesse politico interno o internazionale dello Stato debbono rimanere segrete con le notizie contenute in atti del governo da esso non pubblicati per ragione di ordine politico interno o internazionale dello Stato ha inteso non soltanto rispondere ad esigenze di politica legislativa anche e soprattutto a una profonda e genuina identità concettuale.
D) Le notizie di cui l’autorità competente ha vietato la divulgazione : la notizia riservata.
Quando si parla di divieto di divulgazione relativo a certe notizie ci si intende riferire a quel provvedimento preso dall’autorità competente con il quale si intende la tutela penale a taluni fatti la cui difesa viene coordinata alla difesa dei veri e propri segreti di Stato o segreti militari, nel senso stretto della parola solo per analogia degli interessi protetti.
Interessi che non posso identificare con quelli protetti con il segreto di Stato al quale soltanto è demandata la protezione e la garanzia di sicurezza dello Stato stesso ma semplicemente analoghi avendo qui riguardo esclusivamente a “situazione ed avvenimenti che possono anche verificarsi in pubblico ma che è necessario non divulgare per gli elementi indiretti che possono trarsene o meglio dirigere ad attuare un eventuale piano di aggressione o di insidie contro la sicurezza dello Stato.”
Su di un altro piano dovrà pertanto impostarsi il discorso relativo alle notizie di vietata divulgazione perché diverso è il segreto in esse contenuto ; e a buon diritto può parlarsi del criterio soggettivo per la limitazione della categoria la riservatezza derivando appunto e soltanto dal divieto imposto dall’autorità: poiché se rispetto alle notizie segrete il vincolo alla segretezza deriva immediatamente dall’interesse tutelato per la sua particolare natura così che l’espressa manifestazione di volontà dell’autorità competente nulla aggiunge ad un vincolo che già implicita nella natura delle cose nelle notizie riservate non può farsi a meno dell’espresso divieto perché il vincolo non appare potersi riscontrare nella natura dell’interesse.
Il carattere della segretezza non viene pertanto in considerazione poiché si tratta di notizie che non possono essere tenute segrete in un determinato ambito o entro una determinata cerchia di persone così che non sono conoscibili dal numero di persone determinate o determinabili che si trovano in quel determinato ambito o in quella determinata cerchia ciò tuttavia non può escludere che lo Stato cerchi con i mezzi a sua disposizione di circoscrivere la pubblicità al minimo inevitabile
Quello che piuttosto è da rilevare è che trattandosi come ogni altro divieto di una restrizione di essere chiaramente ed esplicitamente imposta con una espressa formulazione del divieto che non potrebbe essere desunta dalla natura della notizia.
Di questa esigenza ha tenuto conto il legislatore quando pur lasciando sussistere un concetto relativamente ampio di segreto di Stato indispensabile per fissare il principio ha fatto notizia non divulgabili un elenco dettagliato anche se ha propriamente riguarda al segreto militare e contempla non solo notizie riservate ma anche segrete.
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