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Timestamp: 2018-02-22 15:06:38+00:00
Document Index: 57706455

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 7', 'art. 40', 'art. 17', 'art. 30', 'art. 17', 'art. 2', 'sentenza ']

Novità fiscali del 16 settembre 2009: "scudo fiscale": pubblicata una bozza della circolare delle Entrate; territorialità delle prestazioni di intermediazione; comunicazione dati da parte degli enti associativi: pronto il software di compilazione; in caso di dichiarazione dei redditi infedele tutti i soci ne pagano le conseguenze...
Novità fiscali del 16 settembre 2009: “scudo fiscale”: pubblicata una bozza della circolare delle Entrate; territorialità delle prestazioni di intermediazione; comunicazione dati da parte degli enti associativi: pronto il software di compilazione; in caso di dichiarazione dei redditi infedele tutti i soci ne pagano le conseguenze…
1) Territorialità delle prestazioni di intermediazione
2) Comunicazione dati da parte degli Enti Associativi: pronto il software di compilazione
3) Modello F24: Istituito il codice tributo per l’utilizzo del credito d’imposta a favore delle imprese di autotrasporto
4) Forum sullo “Scudo Fiscale”: Bozza della circolare delle Entrate
5) Per la dichiarazione infedele ne pagano le conseguenze tutti i soci
Con la legge Comunitaria 2008 (Legge 7 luglio 2009, n. 88), le disposizioni interne sulla determinazione del luogo delle prestazioni di intermediazione sono state allineate alla disciplina comunitaria.
Tuttavia, occorre ancora recepire le modifiche apportate dalla direttiva 2008/8/CE, che comporteranno un nuovo cambiamento delle regole dal 2010, riproponendo la querelle del trattamento IVA delle intermediazioni relative alle vendite “estero su estero”.
Le modifiche fatte dall’art. 24 della citata legge, mediante la riformulazione della lett. f-quinquies) dell’art. 7, comma 4, del D.P.R. n. 633/1972 e l’abrogazione del comma 8 dell’art. 40 del D.L. 30.08.1993, n. 331, hanno comportato:
– Le prestazioni di intermediazione su operazioni effettuate al di fuori della Comunità vengono considerate extraterritoriali;
– la soppressione della regola speciale relativa alle prestazioni di intermediazione nell’ambito della disciplina transitoria degli scambi intracomunitari.
È stato, inoltre, integrato il comma 3 dell’art. 17 del D.P.R. n. 633/1972, al fine di aggiungere le prestazioni di intermediazione alle operazioni che, allorquando rese da soggetti non residenti ad operatori residenti, scontano comunque l’imposta con il meccanismo dell’inversione contabile, anche se il prestatore estero sia provvisto di identificazione IVA in Italia.
Luogo delle prestazioni di intermediazione
A seguito delle suddette modifiche, riguardo la territorialità, il luogo delle prestazioni di intermediazione è quello in cui viene effettuata l’operazione principale, tranne che il committente sia un soggetto passivo identificato ai fini IVA in uno Stato membro diverso da quello nel cui territorio è effettuata l’operazione principale, nel qual caso il luogo della prestazione resa dall’intermediario si considera situato nel territorio dello Stato membro di identificazione del destinatario.
In particolare, tali prestazioni si considerano effettuate in Italia quando si considera ivi effettuata l’operazione principale, a meno che il committente sia un soggetto passivo di altro Stato membro dell’UE; si considerano inoltre effettuate in Italia se il committente è un soggetto passivo ivi stabilito, sempreché l’operazione principale sia effettuata nel territorio della Comunità.
In sostanza, al pari di quanto previsto in relazione ad altre tipologie di prestazioni (es. trasporti intracomunitari), la localizzazione dell’intermediazione si basa, in via di principio, sul luogo dell’operazione principale; se però questa è effettuata in ambito comunitario e il committente è un soggetto passivo UE, l’intermediazione fuoriesce dal territorio dell’operazione principale per confluire nel domicilio del committente.
Per conseguenza, se il luogo dell’operazione principale è esterno alla Comunità, si applica il primo principio, per cui la prestazione dell’intermediario é pure extracomunitaria.
La stessa Agenzia delle Entrate, nella risoluzione 12 novembre 2008, n. 437/E ha anticipato l’interpretazione della disciplina nazionale adeguata alle disposizioni comunitarie, secondo cui “per quanto riguarda l’ipotesi di operazioni di intermediazione che si riferiscono ad acquisiti e cessioni di beni che si perfezionano al di fuori del territorio comunitario, si ritiene che tali operazioni non debbano essere assoggettate ad imposta per carenza assoluta del requisito territoriale”.
Le modifiche alla normativa italiana si applicano a decorrere dal giorno successivo a quello di pubblicazione della legge in G.U., e dunque dal 15.07.2009 (ancorché la legge sia entrata in vigore il successivo 29 luglio);
– per le operazioni effettuate a decorrere dal 01.01.2008, per le quali sia stata già applicata la disciplina risultante dalle modifiche, resta fermo il trattamento fiscale applicato.
Modifiche comunitarie dal 2010 sul luogo delle prestazioni di servizi
Infine, dal 01.01.2010 gli Stati membri UE dovranno dare attuazione al primo
blocco di modifiche alla disciplina IVA previste dalla direttiva 2008/8/CE, concernenti il luogo delle prestazioni di servizi.
In particolare, le modifiche coinvolgono anche le prestazioni di intermediazione rese a soggetti passivi, la cui territorialità non sarà più regolata da un criterio speciale, ma ricadrà nella nuova regola base, la quale identifica il luogo delle prestazioni di servizi rese a soggetti passivi nel luogo in cui è stabilito il committente.
Pertanto, dal 2010, le prestazioni di intermediazione rese a soggetti passivi stabiliti in Italia si considereranno in ogni caso ivi effettuate, a prescindere dal luogo dell’operazione principale e dal domicilio del prestatore.
L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione la versione 1.0.0 del 14/09/2009 del software MODELLO EAS che consente la compilazione della Comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli enti associativi.
Per poter utilizzare il software MODELLO EAS è necessario:
– disporre dell’ambiente di run-time JAVA, versione 1.5.0, indispensabile per assicurare il corretto funzionamento del prodotto;
– disporre di Acrobat Reader, per poter effettuare le stampe dei modelli di dichiarazione conformi agli originali;
– procedere all’installazione del relativo software disponibile su www.agenziaentrate.it .
Infatti, sulla scorta di quanto disposto dall’art. 30 del D.L. n. 185/08, convertito dalla legge n. 2/2009, sono stati previsti ulteriori controlli sui soggetti appartenenti al cosiddetto “terzo settore”.
Si tratta del “censimento” che gli oltre 200mila enti associativi italiani dovranno inviare all’agenzia delle Entrate, per via telematica entro il 30/10/2009, con il quale risponderanno su tutti gli aspetti giuridici ed economici della vita associativa.
L’operazione viene indirizzata ad individuare i falsi enti associativi e, quindi, ad evitare abusi nella detassazione delle entrate.
L’Agenzia delle Entrate, ha precisato la natura puramente fiscale dell’operazione.
3) Modello F24: Istituito il codice tributo per l’utilizzo del credito d’imposta a favore delle imprese di autotrasporto per l’acquisto di mezzi pesanti di ultima generazione
Va utilizzato dalle imprese che hanno acquistato veicoli pesanti “ecologici” e che optano per la compensazione
E’ stato istituito, con la risoluzione 247/E del 15.09.2009, il codice tributo 6882 che consentirà alle imprese di autotrasporto di utilizzare in compensazione, con il modello F24, il credito d’imposta per l’acquisto di mezzi pesanti di ultima generazione (cioè con massa complessiva pari o superiore a 11,5 tonnellate e appartenenti alla categoria “Euro 5” o superiori).
La modalità di fruizione dell’agevolazione tramite compensazione è stata prevista dall’art. 17, commi 35-undecies e 35-duodecies del D.L. n. 78/2009, ed è alternativa alla possibilità di richiesta del contributo diretto.
Un contributo determinato, dall’art. 2 del D.p.r. n. 273/2007, nella misura di 3.400 euro per le piccole e medie imprese e in 2.550 euro per le altre imprese di autotrasporto, e spettante per gli acquisti effettuati nel biennio 2007-2008. La cifra è maggiorata del 10% se a investire sono aziende situate nelle aree in via di sviluppo (articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato Ue), per cui detti importi diventano, rispettivamente 4.250 euro per le pmi e 3.400 euro per tutte le altre.
Pertanto, i beneficiari che intendono avvalersi del credito d’imposta riporteranno il nuovo codice nella sezione “Erario” del modello F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”.
Lo stesso codice va utilizzato anche in caso di ravvedimento, per la restituzione comprensiva di interessi; in tale ipotesi, trova posto nella colonna “importi a debito versati”.
E’ disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate la bozza della circolare sullo “scudo fiscale”.
L’Agenzia ha deciso di creare un dialogo con i cittadini attraverso un vero e proprio forum dedicato, che consentirà di valutare non solo le indicazioni delle associazioni di categoria e degli ordini professionali, ma anche di tutti coloro che vorranno inviare suggerimenti tecnici.
Le proposte vengono pubblicate in una pagina dedicata che viene aggiornata quotidianamente.
È possibile, quindi, fino al 25 settembre, parlare con il Fisco e partecipare in maniera concreta, fornendo il proprio contributo.
La regolarizzazione viene consentita esclusivamente nel caso in cui le attività siano detenute in Paesi dell’Unione Europea, nonché in Paesi aderenti all’accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE), che consentono un effettivo
scambio di informazioni in via amministrativa.
L’emersione delle predette attività – sia nel caso di rimpatrio che in quello della regolarizzazione – produce effetti estintivi delle violazioni di natura tributaria e
previdenziale relativamente agli importi dichiarati, con riferimento ai periodi di
imposta per i quali non sono ancora scaduti i termini per l’accertamento ed estingue le relative sanzioni amministrative.
L’emersione inoltre preclude nei confronti del dichiarante e dei soggetti solidalmente obbligati ogni accertamento tributario e contributivo per i periodi
d’imposta che hanno termine al 31 dicembre 2008, limitatamente agli imponibili rappresentati dalle somme o altre attività costituite all’estero e oggetto di rimpatrio o regolarizzazione.
Ciò tuttavia non comporta la regolarizzazione degli illeciti di qualsiasi altra natura: restano fermi i presidi ordinamentali e le relative sanzioni contenute nella disciplina dell’antiriciclaggio, nonché in materia di reati, ad eccezione di quelli legati all’infedele o all’omessa dichiarazione dei redditi.
Al soggetto che si avvale delle facoltà concesse dal provvedimento viene assicurata un’ampia riservatezza, anche nel tempo, dei dati e delle notizie comunicati agli intermediari relative alle attività oggetto di emersione.
Tali informazioni sono, infatti, coperte per legge da un elevato grado di segretezza, essendo preclusa espressamente la possibilità per l’Amministrazione finanziaria divenirne a conoscenza, ad eccezione dei casi in cui sia lo stesso contribuente a fornirle nel proprio interesse.
Per regolarizzare la propria posizione il contribuente deve versare l’imposta straordinaria sulle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero a partire da una data non successiva al 31 dicembre 2008 e deve effettuare degli adempimenti richiesti per il rimpatrio o la regolarizzazione nel periodo che va dal 15 settembre 2009 al 15 aprile 2010.
Per beneficiare delle disposizioni in esame, il contribuente è tenuto al versamento di una somma pari al 50% – comprensiva di interessi e sanzioni e senza il diritto allo scomputo di eventuali ritenute o crediti – di un rendimento lordo presunto in ragione del 2% annuo per i cinque anni precedenti il rimpatrio o la regolarizzazione, senza possibilità di scomputo di eventuali perdite, cioè deve pagare il 5% del valore dei beni da fare emergere.
Relativamente alle attività oggetto di rimpatrio, i contribuenti che abbiano presentato la dichiarazione riservata sono esonerati dall’obbligo di indicare le medesime attività nella dichiarazione dei redditi (modulo RW).
Con la sentenza 10.09.2009, n. 19456, la Corte di Cassazione ha stabilito che, nel caso di dichiarazione infedele presentata da una società di persone, ne rispondono tutti i soci, pagandone le relative sanzioni.
Ciò poiché, il socio riveste all’interno della società un ruolo che gli consente di svolgerne il controllo dell’attività, nonché di potere verificare l’effettivo ammontare del reddito tassabile.