Source: https://www.studiocostanzo.net/articoli-e-news/altri-diritti/la-cassazione-precisa-le-differenze-tra-contratto-autonomo-di-garanzia-e-fideiussione
Timestamp: 2020-03-31 08:50:54+00:00
Document Index: 185881147

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2033', 'art. 1322', 'art. 1952', 'sentenza ', 'art. 2033']

Caratteristiche e differenze tra contratto autonomo di garanzia e fideiussione - Studio Legale Costanzo
Garanzia - fideussione
La Suprema Corte in materia di contratto di garanzia e fideiussione
Cassazione: fideiussione e contratto autonomo di garanzia.
Con la recente sentenza n. 1186 del 21 gennaio 2020, la Cassazione ha ribadito le differenze esistenti tra i due istituti della fideiussione e del contratto autonomo di garanzia, delineandone le rispettive caratteristiche.
La Suprema Corte, invero, ha sostenuto che la differenza operativa più rilevante tra fideiussione e contratto autonomo di garanzia non riguarda il momento del pagamento (cui anche il fideiussore "atipico" può essere tenuto immediatamente a semplice richiesta del creditore), ma attiene al regime delle azioni di rivalsa, dopo l'avvenuto pagamento.
Ed infatti, secondo gli Ermellini, con il contratto autonomo di garanzia, si "autonomizza" il rapporto di garanzia rispetto al rapporto base, contrariamente a quanto accade per la fideiussione tipica, con la conseguenza che se il fideiussore paga un debito già estinto, per remissione, per pagamento ovvero per altra causa, non può esercitare azione di regresso nei confronti del debitore principale; sarà il debitore principale, vittoriosamente escusso dal garante che abbia pagato al beneficiario, ad agire in rivalsa, se il pagamento non era dovuto alla stregua del rapporto di base, sulla base del rapporto di valuta, nei confronti del beneficiario che ha ricevuto dal garante una prestazione non dovuta, mentre la stessa azione di rivalsa del garante verso il debitore ordinante viene esclusa quando il primo abbia adempiuto nonostante disponesse di prove evidenti della malafede del beneficiario, salva la possibilità di agire contro il beneficiario stesso con la condictio indebiti, ai sensi dell'art. 2033 c.c.
La Suprema Corte, sull’argomento, ha ricordato che, secondo costante giurisprudenza (Cassazione SS.UU. n. 3947 del 18/02/2010), il contratto autonomo di garanzia (cd. Garantievertrag), espressione dell'autonomia negoziale ex art. 1322 cod. civ., ha la funzione di tenere indenne il creditore dalle conseguenze del mancato adempimento della prestazione gravante sul debitore principale, che può riguardare anche un fare infungibile, contrariamente al contratto del fideiussore, il quale garantisce l'adempimento della medesima obbligazione principale altrui (attesa l'identità tra prestazione del debitore principale e prestazione dovuta dal garante).
Inoltre, la causa concreta del contratto autonomo è quella di trasferire da un soggetto ad un altro il rischio economico connesso alla mancata esecuzione di una prestazione contrattuale, sia essa dipesa da inadempimento colpevole oppure no, mentre con la fideiussione, nella quale solamente ricorre l'elemento
dell'accessorietà, è tutelato l'interesse all'esatto adempimento della medesima prestazione principale.
Ne deriva che, mentre il fideiussore è un "vicario" del debitore, l'obbligazione del garante autonomo si pone in via del tutto autonoma rispetto all'obbligo primario di prestazione, essendo qualitativamente diversa da quella garantita, perché non necessariamente sovrapponibile ad essa e non rivolta all'adempimento del debito principale, bensì ad indennizzare il creditore insoddisfatto mediante il tempestivo versamento di una somma di denaro predeterminata, sostitutiva della mancata o inesatta prestazione del debitore (Cassazione, Ordinanza n. 30181 del 22/11/2018).
Pertanto, sempre secondo la pronuncia in esame, al fine della qualificazione del contratto autonomo di garanzia, l'esclusione della legittimazione del debitore principale a chiedere che il garante opponga al garantito le eccezioni scaturenti dal rapporto principale e la rinuncia ad opporre eccezioni da parte del garante che, dopo il pagamento, abbia agito in regresso, costituiscono indici di una deroga alla normale accessorietà della garanzia fideiussoria, nella quale invece il garante ha l'onere di preavvisare il debitore principale della richiesta di pagamento del creditore, ai sensi dell'art. 1952, secondo comma, c.c., all'evidente scopo di porre il debitore in condizione di opporsi al pagamento, qualora esistano eccezioni da far valere nei confronti del creditore (Cassazione n. 15108 del 17/06/2013).
È stato, altresì, precisato che l'inserimento in un contratto di fideiussione di una clausola di pagamento "a prima richiesta e senza eccezioni" vale di per sé a qualificare il negozio come contratto autonomo di garanzia (cd. Garantievertrag), in quanto incompatibile con il principio di accessorietà che caratterizza il contratto di fideiussione, salvo quando vi sia un'evidente discrasia rispetto all'intero contenuto della convenzione negoziale (Cassazione n. 22233 del 20/10/2014).
Ed inoltre, in tema di contratto autonomo di garanzia, in ragione dell'assenza dell'accessorietà propria della fideiussione, il garante non può opporre eccezioni riguardanti il rapporto principale, salva l'esperibilità del rimedio generale dell'exceptio doli, potendo però sollevare nei confronti del creditore eccezioni fondate sul contratto di garanzia (Cassazione ordinanza n. 31956 del 11/12/2018).
Ciò detto, quindi, gli Ermellini hanno evidenziato che, nella fattispecie sottoposta al loro vaglio, la Corte di Appello, nella sentenza impugnata, aveva ritenuto sussistenti, dall'esame del contratto di garanzia, tutti gli elementi della clausola di garanzia a "prima richiesta", evidenziando la presenza della rinuncia espressa all'applicazione degli artt. 1945, 1955 e 1957 c.c., dal che discendeva il venir meno del rapporto di accessorietà tra garanzia e debito garantito, che caratterizza e qualifica invece la fideiussione.
Ed ancora, i ricorrenti, nel caso concreto, avevano contestato il "comportamento illecito, illegittimo ed arbitrario" del creditore nell'escussione della garanzia bancaria.
Gli Ermellini, sul punto, hanno rilevato che, poiché la Corte di merito aveva qualificato la garanzia come contratto autonomo di garanzia a prima richiesta, anche nell'azione di pagamento dell'indebito esperita (come nel caso in esame) dal debitore garantito ex art. 2033 c.c. nei confronti del beneficiario del pagamento, rilevi solo il profilo dell'eventuale condotta fraudolenta ed abusiva di quest'ultimo e, dunque, l'esperibilità del rimedio generale dell'exceptio doli, e ciò proprio perché la fraudolenza dell'escussione della garanzia da parte del beneficiario qualifica come indebito (e, dunque, non dovuto) il pagamento di cui si richiede, ora, la restituzione.
Letto 41 volte	Ultima modifica il Mercoledì, 25 Marzo 2020 10:01
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