Source: https://www.dirittopa.it/it/interventi/tecnologie/legge-stanca-vigilanza-e-compiti-amministrativi-di-controllo/
Timestamp: 2019-09-20 01:37:03+00:00
Document Index: 69600107

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 3']

Legge Stanca: vigilanza e compiti amministrativi di controllo. / Diritto#PA articoli e approfondimenti di diritto amministrativo
Legge 9 gennaio 2004, n. 4 Disposizioni per favorire l\\\\\\\'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici
Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 Codice dell\'amministrazione digitale.
regioni, province autonome e enti locali, il compito di:
vigilare “sull’attuazione da parte dei propri uffici delle disposizioni della legge” (art. 7, c. 2)
affida al Centro Nazionale per Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) il compito di istituire, con proprio provvedimento, "l’elenco dei valutatori, stabilendone le modalità tecniche per la tenuta, nonché garantisce la pubblicità dell’elenco medesimo e delle citate modalità sul proprio sito internet" (art. 3, c. 1);
"soggetti erogatori" quelli tenuti alla applicazione della legge: essi sono elencati nell'art. 3 della legge;
L’esito della verifica, quale che esso sia, viene comunicato al dirigente responsabile. Nell’ipotesi in cui vengano riscontrate “anomalie”, il CNIPA richiede “all’amministrazione statale la predisposizione del relativo piano di adeguamento con l’indicazione delle attività e dei tempi di realizzazione”.
l'espressione "mantenimento" presuppone che il sito oggetto della "verifica" abbia già soddisfatto positivamente i requisiti tecnici di cui all'art. 11; si tratta quindi di un controllo volto a verificare che l'accessibilità del sito e dei servizi da questo offerti, già certificati, perdurino nel tempo; è assente un compito analogo che abbia per oggetto la mancata applicazione in sé della legge, ossia la messa in rete da parte di una amministrazione statale di un sito che, realizzato con contratto, non risulti rispettoso delle linee guida sin dalla sua pubblicazione;
la dizione “anomalie” presenta contorni quantomeno indefiniti; se è certamente da ritenersi che si tratti di discordanze rispetto alle linee guida, al tempo stesso la peculiarità del termine suggerisce di ritenere che il CNIPA possa andare al di là delle semplici violazioni dei Requisiti Tecnici di cui all’art. 11 della legge, riferendosi piuttosto al più vasto ambito dei “Criteri e principi generali per l’accessibilità” stabiliti dall’art. 2 del Regolamento di attuazione. Quali, ad esempio, facilità e semplicità d’uso, separazione tra contenuto, presentazione e modalità di funzionamento delle interfacce, rispondenza alle esigenze dell’utente e soddisfazione nell’uso dell’interfaccia.
L'art. 3 della legge Stanca individua i soggetti tenuti alla applicazione della legge. L'art. 9 del Regolamento disciplina le modalità di verifica nei loro confronti. Se al CNIPA sono affidati i controlli verso le amministrazioni dello Stato (art. 7, c. 1, lettera b, legge Stanca; art. 9, c. 2, Regolamento), se regioni, province autonome e enti locali sono delegate a vigilare autonomamente (come?) “sull’attuazione da parte dei propri uffici delle disposizioni della legge” (art. 7, c. 2, legge Stanca; art. 9, c. 3, Regolamento), chi controlla i soggetti non istituzionali indicati nella seconda parte del comma primo dell’art. 3 della legge Stanca, ossia aziende private concessionarie di servizi pubblici, aziende municipalizzate regionali, enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico e aziende appaltatrici di servizi informatici? La legge non lo dice. L'art. 9 del Regolamento nulla dispone, infatti, a questo proposito, né sono rinvenibili disposizioni di rinvio ad provvedimenti ancora da assumersi.
E ancora: le amministrazioni dello Stato, quelle regionali, provinciali e locali, cui fa riferimento l'art. 9 del Regolamento, non esauriscono la platea delle pubbliche amministrazioni, ossia dei soggetti elencati dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, cui il comma 1 dell'art. 3 della legge Stanca rinvia per definire i soggetti obbligati. Stiamo parlando, tanto per fare qualche esempio, di scuole, aziende statali, comunità montane, università, istituti autonomi case popolari, camere di commercio, servizio sanitario nazionale: ma anche verso questi soggetti il Regolamento tace.