Source: https://fiscomania.com/corrispettivi-elettronici-commercianti/comment-page-5/
Timestamp: 2020-04-05 17:26:37+00:00
Document Index: 138074953

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 21', 'art. 10', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', '§ 2', 'art. 24', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 36', 'art. 10', 'art. 36', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 36', 'art. 10', 'art. 21', 'art. 36', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 74', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', '§ 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 1199', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 24', 'art. 15']

Trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri per i commercianti al minuto. Guida a memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.
Utilizzo congiunto di registratore telematico e procedura web delle Entrate
Cosa fare nei periodi di chiusura dell’esercizio commerciale?
Lo scontrino di chiusura oltre la mezzanotte e corrispettivi IVA
Gli esoneri dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi
Soluzione a casi pratici in merito alla trasmissione elettronica dei corrispettivi
Operazioni relative a lotterie e giochi
Servizi di riscossione della tassa di proprietà di auto e motoveicoli, nonché di bollette utenze, valori bollati e simili
Incassi derivanti dalla gestione di una “pesa pubblica”
Prestazioni eseguite da laboratori di analisi mediche
Case di riposo per anziani che hanno optato per il regime di esonero ex art. 36-bis del DPR 633/72
Prestazioni delle scuole dell’infanzia
Vendite a distanza di beni
Soggetto non residente identificato ai fini IVA in Italia che cede beni a persone fisiche in occasione di fiere
Cessioni e prestazioni poste in essere da enti non commerciali che si avvalgono della L. 398/91
Soggetto che esercita attività di commercio all’ingrosso e un’attività di commercio al dettaglio “marginale”
Vendita biglietti per l’accesso a spettacoli
Biglietti di accesso a musei
Corrispettivi telematici e regime sanzionatorio
Il Registratore Telematico e corrispettivi elettronici
Cosa fare in caso di guasto del registratore telematico?
Corrispettivi elettronici: la trasmissione dei corrispettivi “a zero” in caso di chiusura dell’esercizio commerciale
Corrispettivi elettronici: adozione simultanea di RT e della procedura di generazione del documento commerciale “on line”
Corrispettivi elettronici: negozio con RT – Contestuale partecipazione a una fiera
Corrispettivi non riscossi: la procedura di certificazione
Rilascio del documento commerciale
Obbligo del rilascio del documento commerciale
Emissione fattura in luogo del documento commerciale
Emissione della fattura da parte di soggetti in regime forfettario
Ventilazione dei corrispettivi e rilascio del documento commerciale
Ad esempio, si può installare il registratore telematico presso un punto vendita, ma può esserci anche personale che svolge attività fuori dal punto vendita (es. manutenzioni, vendita a domicilio ecc.). Queste ultime operazioni possono essere memorizzate, generando il documento commerciale da rilasciare al cliente, mediante la procedura web.
Sarà il sistema dell’Agenzia delle entrate poi a sommare i corrispettivi pervenuti dal registratore telematico e quelli registrati con la procedura web, mostrando il totale dei corrispettivi all’interno del portale Fatture e Corrispettivi.
Un aspetto che genera molta incertezza riguarda l’ipotesi della chiusura dei dati giornalieri trasmessa telematicamente oltre la mezzanotte. In particolare, ci si domanda quali siano le procedure che devono adottare i contribuenti in queste specifiche situazioni, dal momento che la trasmissione telematica (a differenza di quanto avveniva in passato) certifica con certezza la data di trasmissione e, pertanto, occorrerà prestare particolare attenzione all’eventuale disallineamento tra la predetta data e la data di imputazione temporale del corrispettivo ai fini della liquidazione periodica dell’Iva.
Nel provvedimento dell’Agenzia Entrate del 20 dicembre 2019, n. 1432217, recante modifiche al provvedimento n. 182017 del 28 ottobre 2016 in tema di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri, si chiarisce:
La procedura consigliata: trasmissione del dato telematico dopo le ore 24
Pertanto, nel caso in cui sia possibile provvedere alla chiusura giornaliera e alla trasmissione telematica entro le ore 24 del giorno di apertura, è consigliabile procedere in questo senso. Diversamente dicasi e qualora ciò non sia per qualsiasi ragione possibile, si ritiene che si possano considerare ancora validi i chiarimenti forniti dalla Circolare n. 12/E/2016, con conseguente possibilità di trasmettere il dato telematico dopo le ore 24 (e, quindi, il giorno successivo a quello di apertura), imputando però il corrispettivo al giorno di apertura.
Ai sensi dell’art. 1 del DM 10.5.2019 (così come modificato dal DM 24.12.2019), sono escluse dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri di cui all’art. 2 co. 1 del D.Lgs. 5.2.2015, n. 127, in fase di prima applicazione:
Le operazioni non soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi, ai sensi dell’art. 2 del DPR 21.12.96 n. 696 e dei DM 13.2.2015 e 27.10.2015;
Le prestazioni di trasporto pubblico collettivo di persone e di veicoli e bagagli al seguito – con qualunque mezzo sia esercitato – per le quali la certificazione fiscale è assolta dai biglietti di trasporto (compresi quelli emessi da biglietterie automatiche);
Le prestazioni di gestione del servizio delle lampade votive nei cimiteri;
Le operazioni collegate e connesse a quelle elencate nei punti precedenti nonché le operazioni di cui all’art. 22 del DPR 26.10.72 n. 633, effettuate in via marginale rispetto a quelle di cui ai punti precedenti o rispetto a quelle soggette agli obblighi di fatturazione ai sensi dell’art. 21 del DPR n. 633/725;
Le operazioni effettuate a bordo di una nave, di un aereo o di un treno nel corso di un trasporto internazionale.
Esonero SI
Le operazioni relative all’esercizio del lotto, delle lotterie nazionali, dei giochi di abilità e dei concorsi pronostici riservati allo Stato e agli enti indicati nel D.Lgs. n. 496/48 rientrano nell’ambito di esenzione da IVA di cui all’art. 10 co. 1 n. 6 del DPR n. 633/72. Esse non sono soggette all’obbligo di fatturazione ai sensi dell’art. 21 co. 6 lett. c) del DPR n. 633/72, né a quello di emissione di ricevuta o scontrino fiscale ai sensi dell’art. 2 co. 1 lett. h) del DPR n. 696/96. Tali operazioni sono quindi da ritenersi esonerate alla luce di quanto previsto dall’art. 1 del DM 10.5.2019, che fa esplicito riferimento all’art. 2 del DPR n. 696/96.
Ai sensi di quanto disposto dall’art. 10 co. 1 n. 9 del DPR n. 633/72, sono esenti da IVA le prestazioni di mandato, mediazione e intermediazione relative alle operazioni di cui ai n. 1 – 7 del DPR n. 633/72 (tra cui le operazioni relative a depositi, conti correnti, pagamenti e giroconti, nonché quelle relative a versamenti di imposte). Tali operazioni non sono soggette all’obbligo di emissione di ricevuta o scontrino fiscale ai sensi dell’art. 2 co. 1 lett. n) del DPR n. 696/96, e sono, quindi, da ritenersi esonerate dagli obblighi di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 127/2015.
Esonero NO
L’attività di noleggio con conducente (NCC) sembrerebbe essere soggetta all’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi. In base al DM 24.12.2019 (che modifica il DM 10.5.2019) gli esoneri sono previsti, infatti, per le operazioni di cui all’art. 2 del DPR n. 696/96, per quelle di cui al DM 13.2.2015 e al DM 27.10.2015. Tra di esse sono comprese:
Le “prestazioni di trasporto rese a mezzo servizio di taxi” (art. 2 co. 1 lett. l) del DPR n. 696/96);
Le “prestazioni di autonoleggio da rimessa con conducente, rese da soggetti che, senza finalità di lucro, svolgono la loro attività esclusivamente nei confronti di portatori di handicap” (art. 2 co. 1 lett. p) del DPR n. 696/96).
Risulterebbero esonerati dall’adempimento i soli soggetti passivi che effettuano prestazioni di trasporto a mezzo di servizio taxi. Prestazioni che non potrebbero essere equiparabili a quelle di noleggio con conducente, in quanto sono sono diversamente disciplinate dalla legge (L. 21/92). Con riguardo agli NCC, l’esonero dovrebbe, quindi, riguardare le sole prestazioni di noleggio con conducente rese – senza finalità di lucro – nei confronti di portatori di handicap.
L’art. 2 co. 1 lett. g) del DPR n. 696/96 dispone che non siano assoggettate all’obbligo di certificazione mediante rilascio di scontrini o ricevute fiscali “le cessioni e le prestazioni effettuate mediante apparecchi automatici funzionanti a gettone o a moneta; le prestazioni rese mediante apparecchi da trattenimento o divertimento installati in luoghi pubblici o locali aperti al pubblico, ovvero in circoli o associazioni di qualunque specie”.
In virtù di tale esonero, tali operazioni non sono soggette all’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi ai sensi di quanto disposto dall’art. 1 del DM 10.5.2019. Le apparecchiature in questione, ove presentino caratteristiche tecniche che conducano a qualificarle come vending machine (presenza di un sistema di pagamento, di un sistema elettronico in grado di memorizzare e processare i dati delle transazioni e di un erogatore di beni e servizi tutti collegati tra loro) devono considerarsi soggette all’obbligo di invio telematico dei corrispettivi specificamente previsto per i distributori automatici ai sensi dell’art. 2 co. 2 del D.Lgs. n. 127/2015. Infatti, gli esoneri previsti dal DM 10.5.2019 non incidono sull’applicazione della specifica disciplina prevista per le vending machine.
La C.M. 23.7.93 n. 15 (§ 2.3.2), con riferimento all’obbligo di certificazione dei corrispettivi da parte dei “laboratori di analisi e delle strutture ambulatoriali in genere”, ha chiarito che “per quanto attiene alle prestazioni poste in essere nei locali nei quali vengono esercitate le predette attività, ove essi siano definibili «aperti al pubblico», sussisterebbe l’esonero dall’obbligo della fatturazione se non richiesta dal cliente e, vigerebbe l’obbligo di documentare i corrispettivi con il rilascio della ricevuta ovvero dello scontrino fiscale”.
Circa le prestazioni sanitarie ambulatoriali rese dalle case di cura o le prestazioni rese dai laboratori di analisi, o radiologici, o di ricerche cliniche, si osserva che “la qualificazione dei luoghi dove le attività sopra descritte vengono esercitate non si presenta quale elemento determinante ai fini dell’obbligo della cosiddetta certificazione. Infatti, le prestazioni rese nell’esercizio delle arti e professioni sanitarie sono esenti dall’IVA e, analogamente, le prestazioni effettuate dai laboratori di accertamento diagnostico sono equiparate alle attività sopra cennate in quanto in immediato e diretto rapporto con l’esercizio delle professioni sanitarie.
Pertanto, per quanto concerne la possibilità di annotare i corrispettivi derivanti dalle prestazioni ambulatoriali rese da case di cura nel registro di cui all’art. 24, si chiarisce che, per le prestazioni di cui trattasi, sussiste l’obbligo di emissione della fattura ai sensi dell’art. 21 del D.P.R. n. 633/72 indipendentemente dalla richiesta del cliente. Alla luce del citato chiarimento dell’Amministrazione finanziaria, le prestazioni suddette non rientrano nell’ambito di applicazione delle disposizioni di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 127/2015.
L’opzione di cui all’art. 36-bis del DPR n. 633/72, consente di beneficiare dell’esonero dagli obblighi documentali per le operazioni di cui all’art. 10 del DPR n. 633/72 (fatta eccezione per quelle individuate ai n. 11, 18, 19 di tale articolo). Benché la norma faccia riferimento agli obblighi di “fatturazione e registrazione”, l’esonero deve considerarsi riferito anche all’emissione della ricevuta o dello scontrino fiscale (ris. 320230/85 Ministero delle Finanze).
Le prestazioni rese da una casa di riposo per anziani, essendo assimilate alle prestazioni alberghiere, sono esonerate dall’emissione della fattura e soggette a certificazione fiscale. L’Amministrazione finanziaria ha riconosciuto che, qualora la casa di riposo avesse deciso di avvalersi dell’opzione di cui all’art. 36-bis del DPR n. 633/72 (trattandosi di prestazioni esenti ex art. 10 n. 21 del DPR n. 633/72), avrebbe potuto ritenersi anche esonerata dall’obbligo di emissione della ricevuta fiscale.
Riprendendo tale chiarimento, e considerando che, ai sensi dell’art. 2 del DLgs. 127/2015, la memorizzazione e la trasmissione dei corrispettivi sostituiscono le modalità di certificazione fiscale mediante scontrino o ricevuta, nonché l’annotazione sul registro dei corrispettivi, si potrebbe sostenere che l’opzione di cui all’art. 36-bis consente di fruire anche dell’esonero dalla certificazione e trasmissione. Rimane fermo, però, l’obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente, anche se il documento assume rilevanza soltanto per il richiedente.
Le prestazioni educative dell’infanzia rientrano nell’ambito di esenzione previsto dall’art. 10 co. 1 n. 20 del DPR n. 633/72. Come precisato nella C.M. 5.2.93 n. 14, non è configurabile, nel caso di specie, “l’ipotesi di effettuazione in locali aperti al pubblico” e, conseguentemente, “sussiste l’obbligo di emissione della fattura” ai sensi dell’art. 21 del DPR n. 633/72.
Per le prestazioni in esame può essere chiesta la dispensa dall’obbligo di fatturazione in base a quanto disposto dall’art. 36-bis del DPR n. 633/72. Nel citato documento di prassi (C.M. 5.2.93 n. 14) si precisa inoltre che “anche in tal caso i soggetti che le pongono in essere (le prestazioni rese dalle istituzioni scolastiche) essendo obbligati in via normale all’emissione della fattura, non sono interessati alla disciplina di certificazione dei corrispettivi per mezzo di ricevuta fiscale”. Per le medesime motivazioni le prestazioni in esame non sono soggette all’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi.
Le cessioni di beni poste in essere da soggetti che effettuano vendite per corrispondenza sono esonerate dall’obbligo di rilascio della ricevuta o dello scontrino fiscale ai sensi dell’art. 2 co. 1 lett. oo) del DPR n. 696/96.
Esse sono altresì esonerate dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi ai sensi di quanto disposto dall’art. 1 del DM 10.5.2019, così come modificato dal DM 24.12.2019.
Le operazioni rientranti nel commercio elettronico indiretto sono assimilate alle vendite per corrispondenza (cfr. Ris. Agenzia delle Entrate 5.11.2009 n. 274).
Tale assimilazione resta valida anche ai fini della nuova disciplina di cui all’art. 2 co. 1 del D.Lgs. n. 127/2015 (risposta a interpello Agenzia delle Entrate 19.6.2019 n. 198). Pertanto, esse sono escluse dall’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi.
Al contrario di quanto previsto dall’art. 1 del D.Lgs. n. 127/2015, norma che esonera i soggetti non residenti o non stabiliti dall’obbligo di emissione di fattura elettronica, l’art. 2 del D.Lgs. n. 127/2015 non prevede alcuna esclusione dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi con riferimento a tali soggetti, che sono, quindi, tenuti a tale adempimento qualora effettuino le operazioni di cui all’art. 22 del DPR n. 633/72 (Circ. Assonime 24.6.2019 n. 14).
L’art. 2 co. 1 lett. hh) del DPR n. 696/96 dispone l’esonero dall’emissione di ricevuta o scontrino fiscale per “le cessioni e le prestazioni poste in essere dalle associazioni sportive dilettantistiche che si avvalgono della disciplina di cui alla L. 398/91, nonché dalle associazioni senza fini di lucro e dalle associazioni pro-loco, contemplate dall’articolo 9-bis della legge 6 febbraio 1992, n. 66“. Tali operazioni sono dunque esonerate dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi ai sensi di quanto disposto dall’art. 1 lett. a) del D.M. 10.5.2019.
Non sono soggette all’obbligo di memorizzazione e invio dei corrispettivi le operazioni effettuate in via marginale rispetto ad altre operazioni soggette a fatturazione, considerandosi marginali le operazioni i cui ricavi o compensi non superano l’1% del volume d’affari dell’anno precedente (art. 1 co. 1 lett. c) secondo periodo del D.M. 10.5.2019).
Per determinare se, nel 2020, l’esercente sia tenuto a trasmettere i dati dei corrispettivi per le operazioni al dettaglio effettuate, occorre fare riferimento all’ammontare di volume d’affari complessivamente realizzato nell’anno precedente (2019).
Come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella risposta a interpello 10.12.2019 n. 506, i corrispettivi relativi alle attività spettacolistiche non sono soggetti all’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 127/2015, dal momento che i dati dei titoli di accesso agli spettacoli, in applicazione della specifica disciplina dettata dall’art. 74-quater del DPR n. 633/72 e dal DM 13.7.2000, sono già oggetto di separata trasmissione alla SIAE, la quale provvede a metterli a disposizione dell’Anagrafe tributaria (cfr. anche risposta a interpello Agenzia delle Entrate 17.1.2020 n. 7 relativamente agli spettacoli sportivi).
L’esonero opera anche se il DM 10.5.2019 (modificato dal DM 24.12.2019), che individua le operazioni escluse dai nuovi obblighi in ragione della tipologia di attività esercitata dai soggetti IVA, non comprende le attività di spettacolo e le attività ad esse connesse. Sono, invece, soggetti all’obbligo di invio telematico di cui all’art. 2 del DLgs. 127/2015 i corrispettivi relativi alle “attività accessorie diverse dai biglietti d’ingresso, tradizionalmente documentati con scontrino o ricevuta fiscale”, come, a titolo esemplificativo, i servizi di guardaroba, la vendita di cuscini e la vendita del programma dello spettacolo (cfr. ris. Agenzia delle Entrate 12.6.2001 n. 88)
Le prestazioni inerenti le visite ai musei rientrano nell’ambito del regime di esenzione IVA di cui all’art. 10 co. 1 n. 22 del DPR n. 633/72 e, conseguentemente non sono soggette all’obbligo di certificazione fiscale mediante ricevuta o scontrino fiscale, in virtù dell’esonero previsto dall’art. 2 co. 1 lett. n) del DPR n. 696/96. Tali operazioni sono, quindi, esonerate dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi ai sensi di quanto disposto dall’art. 1 del DM 10.5.2019.
In particolare, la sanzione è pari al 100% dell’imposta relativa all’importo non correttamente documentato con un minimo di 500 euro. È prevista, inoltre, la sanzione accessoria della sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività, ovvero dell’esercizio dell’attività stessa, nei casi più gravi di recidiva (quando nel corso di un quinquennio vengono contestate quattro distinte violazioni, compiute in giorni diversi).
I registratori telematici (RT) sono strumenti caratterizzati da componenti hardware e software che consentono di registrare, memorizzare, elaborare e trasmettere telematicamente i dati fiscali inseriti mediante dispositivi di input.
Essi sono costituiti da ulteriori elementi hardware e software tra cui un dispositivo per la stampa e la visualizzazione. Il Registratore telematico è in grado di:
Memorizzare in memorie permanenti e inalterabili i dati di dettaglio e i dati di riepilogo delle operazioni effettuate e generare il documento commerciale (tali funzioni possono essere eseguite offline);
Generare, all’atto della chiusura giornaliera, un file XML contenente i dati di riepilogo dei corrispettivi e trasmetterlo in modo autenticato, protetto e sicuro utilizzando la rete pubblica.
Nelle specifiche tecniche approvate con provv. 28.10.2016 n. 182017 (come modificato dal provv. Agenzia delle Entrate 20.12.2019 n. 99297) viene precisato che, oltre a segnalare il guasto all’Agenzia delle Entrate, l’esercente deve:
“tempestivamente richiedere l’intervento di un tecnico abilitato per effettuare la riparazione del RT;
segnalare, anche tramite il tecnico abilitato, all’Agenzia delle entrate il malfunzionamento del RT mediante apposita procedura on line disponibile sul sito web dell’Agenzia delle entrate;
fino a quando non ne sia ripristinato il corretto funzionamento ovvero nel caso in cui il punto vendita non sia dotato di altro RT in servizio, provvedere all’annotazione su apposito registro dei dati dei corrispettivi delle operazioni giornaliere”.
Resta ferma altresì la necessità di inviare i dati in via telematica, eventualmente mediante i servizi web di “emergenza” messi a disposizione sul portale Fatture e Corrispettivi. Infatti, anche nell’ipotesi di guasto del RT, l’omesso invio dei dati comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 2 co. 6 del DLgs. 127/2015 (cfr. circ. Agenzia delle Entrate 21.2.2020 n. 3).
Le procedure di emergenza sono accessibili all’interno dell’area “Corrispettivi” del portale Fatture e Corrispettivi, nella sezione “Servizi per i Gestori ed Esercenti”. Esse “riguardano le seguenti situazioni:
Recupero di alcune situazioni di scarto della trasmissione dei corrispettivi giornalieri. Tali funzionalità di emergenza sono presenti con dei sottomenù dedicati nell’ambito delle procedure di emergenza”.
Come riportato nelle specifiche tecniche (§ 2.7) approvate con provv. Agenzia delle Entrate 28.10.2016 n. 182017 (modificato, in ultimo, dal provv. Agenzia delle Entrate 20.12.2019 n. 99297), nel caso di interruzione dell’attività dell’esercizio commerciale per:
Chiusura settimanale,
Chiusura domenicale,
Chiusura per eventi eccezionali,
Attività stagionale, o in qualsiasi altra ipotesi di interruzione della trasmissione telematica dei dati non causata da malfunzionamento,
“alla prima trasmissione successiva ovvero all’ultima trasmissione utile provvede all’elaborazione e all’invio di un unico file contenente la totalità dei dati (ad importo zero) relativi al periodo di interruzione, per i quali l’esercente non ha effettuato l’operazione di chiusura giornaliera”.
Nell’ipotesi di adozione della procedura di generazione del documento commerciale on line non risulta necessario trasmettere dati in caso di interruzione dell’attività. Questo, posto che la memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi avvengono simultaneamente all’atto della generazione del documento.
Gli strumenti telematici che consentono la memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi sono: 7
Il Registratore telematico (RT);
La procedura gratuita di generazione del documento commerciale on line, offerta dall’Agenzia delle Entrate.
Qualora un soggetto eserciti attività sia presso il proprio locale aperto al pubblico, sia presso il domicilio dei clienti – ad esempio il titolare di un negozio di apparecchi idraulici, che effettua assistenza presso i clienti – sarà possibile dotarsi, a titolo meramente esemplificativo:
Di un RT presso la sede e di un RT (portatile o palmare) per ciascuno dei soggetti che si reca presso la clientela;
Di un RT presso la sede e di uno strumento per la generazione di un documento commerciale on line (pc, tablet, smartphone) da affidare ciascuno dei soggetti che si reca presso la clientela.
L’Agenzia delle Entrate provvederà poi a sommare i corrispettivi pervenuti dall’RT e quelli registrati con la procedura web, mostrando il totale dei corrispettivi all’interno del portale Fatture e Corrispettivi (guida Agenzia delle Entrate 23.10.2019).
Il soggetto passivo che presta assistenza presso il domicilio del cliente potrà anche emettere nei confronti di quest’ultimo una fattura (generalmente elettronica mediante SdI), in luogo del documento commerciale.
Nel caso in cui un commerciante svolga attività di commercio al dettaglio presso un punto vendita, nel quale si è dotato di un registratore telematico, e intenda partecipare a una fiera continuando, nella stessa giornata, ad esercitare l’attività presso il negozio, sarà tenuto ad adottare una delle seguenti soluzioni per certificare le operazioni effettuate presso la fiera:
Dotarsi di un secondo registratore telematico (mobile);
Utilizzare la procedura web dell’Agenzia delle Entrate;
Emettere fattura per tutte le operazioni effettuate presso la fiera.
Il momento di rilascio del documento commerciale coincide con il pagamento del corrispettivo o con la consegna del bene o con l’ultimazione della prestazione, “se i detti eventi si verificano anteriormente al pagamento” (circ. Agenzia delle Entrate 21.2.2020 n. 3).
Vediamo, di seguito alcune casistiche particolari che si riscontrano nella pratica quotidiana.
Gli importi dei ticket restaurant devono essere inclusi nell’ammontare complessivo giornaliero dei corrispettivi da inviare all’Agenzia delle Entrate, ai sensi dell’art. 2 co. 1 del DLgs. 127/2015. Questo, anche se gli stessi sono successivamente oggetto di fatturazione da parte dell’esercente nei confronti della società emittente i ticket. Tuttavia, poiché l’esigibilità dell’IVA e la rilevanza del ricavo ai fini delle imposte sui redditi si realizzano soltanto con il pagamento del controvalore del ticket da parte della società emittente, ovvero con l’emissione della fattura, se antecedente il pagamento, l’Agenzia terrà conto di tale principio in caso di disallineamenti tra i dati trasmessi e l’imposta determinata in sede di liquidazione periodica.
In sostanza, laddove effettui prestazioni di servizi per le quali il pagamento avviene mediante ticket restaurant, il soggetto passivo IVA obbligato alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi ai sensi dell’art. 2 co. 1 del DLgs. 127/2015, è tenuto a:
La duplice rilevazione documentale non comporterà, però, una duplicazione del debito IVA. Infatti, l’imposta relativa all’operazione in argomento dovrà essere computata soltanto nella liquidazione relativa al periodo in cui si è verificato il pagamento del controvalore del ticket o in cui è stata emessa, in via anticipata, la fattura. È soltanto in tale momento, infatti, che si realizza l’esigibilità dell’imposta ai sensi dell’art. 6 del DPR n. 633/72.
Al momento dell’incasso va emesso un documento commerciale che riepiloghi l’ammontare dei servizi resi ovvero, se richiesta, una fattura riepilogativa (risposta a interpello 14.11.2019 n. 486). L’Agenzia delle Entrate ha recentemente precisato che le prestazioni di servizi rese, ma non effettuate ai sensi dell’art. 6 del DPR 633/72 (ossia non pagate), possono essere documentate, alternativamente:
Con documento commerciale recante la dicitura “corrispettivo non riscosso”, al quale seguirà un ulteriore documento commerciale al momento dell’incasso (id est al momento di effettuazione dell’operazione ex art. 6 del DPR n. 633/72);
Con fattura “immediata” emessa, ai sensi dell’art. 21 co. 4 primo periodo del DPR n. 633/72, entro 12 giorni dal momento di effettuazione delle prestazioni (generalmente coincidente con il pagamento);
Oppure con fattura “differita”, ai sensi dell’art. 21 co. 4 lett. a) del DPR n. 633/72, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle prestazioni (generalmente coincidente con il pagamento).
Nella circ. 21.2.2020 n. 3, l’Agenzia delle Entrate ha sostanzialmente confermato quanto aveva precisato in passato con riferimento alla certificazione delle operazioni mediante scontrino fiscale (cfr. C.M. 10.6.83 n. 60), ossia che il momento di rilascio del documento coincide con il pagamento del corrispettivo o con la consegna del bene o con l’ultimazione della prestazione, “se i detti eventi si verificano anteriormente al pagamento”.
Il documento commerciale va rilasciato anche nel caso in cui il cliente non ne faccia richiesta. Come previsto dall’art. 22 del DPR n. 633/72 e come confermato, in ultimo, anche dall’Agenzia delle Entrate con circ. 21.2.2020 n. 3, il soggetto passivo può procedere all’emissione della fattura in alternativa al rilascio del documento commerciale.
Fermo restando quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate nella circ. 21.2.2020 n. 3, dovrebbero ritenersi ancora valide le conclusioni contenute nella FAQ 21.12.2018 n. 45 e nella risposta a interpello 16.1.2019 n. 7, nelle quali, nel caso in cui il cessionario/committente richieda l’emissione della fattura all’operatore soggetto a memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, l’Agenzia delle Entrate propone, alternativamente:
Il rilascio di una apposita quietanza (ex art. 1199 c.c.) che assume rilevanza solo commerciale e non fiscale;
Una stampa della fattura ovvero dalla ricevuta del POS, in caso di pagamento elettronico;
Il rilascio del “documento commerciale”. Nell’ultimo caso, come rilevato dalla stessa Agenzia nella risposta 7/2019, all’interno della fattura elettronica si prevede la compilazione del blocco informativo “AltriDatiGestionali” con specifiche informazioni (quali, ad esempio, per il RiferimentoTesto l’identificativo alfanumerico dello scontrino).
Attese le problematiche correlate al possibile disallineamento fra i dati comunicati all’Amministrazione finanziaria e la liquidazione periodica dell’IVA nell’ipotesi di rilascio di entrambi i documenti (fattura preceduta da documento commerciale), sarebbe preferibile la consegna al cliente di una copia cartacea della fattura che verrà trasmessa mediante Sistema di Interscambio.
Nel caso di operazioni al dettaglio effettuate da soggetti in regime forfetario ex L. 190/2014, l’esercente può decidere di documentare l’operazione mediante fattura, anche in formato analogico, in quanto opera l’esonero dalla fatturazione elettronica (art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015).
L’emissione della fattura, sia in modalità ordinaria che in modalità semplificata, comporta il venir meno degli obblighi di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi, purché sia emessa entro i termini previsti dall’art. 21 co. 4 del DPR n. 633/72.
I soggetti che si avvalgono del metodo della ventilazione dei corrispettivi di cui all’art. 24 co. 3 del DPR n. 633/72 devono darne segnalazione mediante:
La compilazione di apposita stringa informatica in caso di utilizzo del registratore telematico;
L’indicazione del codice “VI” nel documento commerciale in caso di utilizzo della procedura web.
Il codice “VI” (“Ventilazione IVA”) è stato introdotto a seguito dell’aggiornamento del layout del documento commerciale avvenuto in data 20.12.2019 (circ. Agenzia delle Entrate 3/2020).
In precedenza, l’Agenzia delle Entrate aveva riconosciuto, a favore dei soggetti che utilizzano il metodo della ventilazione, la possibilità di emettere il documento commerciale senza l’indicazione dell’aliquota IVA, con indicazione della dicitura “AL – Altro non IVA” (risposta a interpello Agenzia delle Entrate 23.10.2019 n. 420).
Il documento commerciale, al pari di quanto previsto per lo scontrino e la ricevuta fiscale, è esente da imposta di bollo (circ. Agenzia delle Entrate 3/2020).
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Silvia 5 Gennaio, 2020 at 11:51
Buongiorno, volevo sapere laddove si presenta l’installazione per un soggetto con regime ordinario e ventilazione IVA come ci si comporta con l’applicazione dell’IVA per ogni reparto merceologico?
Andrea 5 Gennaio, 2020 at 19:12
Salve io sono ambulante volevo chiederle per i giorni che non apriamo per mal tempo oppure festività tipo il 1 gennaio va mandata la chiusura a 0…invece la domenica che non ho come giornata lavorativa la salto oppure digito 0? Grazie
Giovanni 5 Gennaio, 2020 at 22:50
Buonasera, gestiamo un piccolo agriturismo stagionale da Maggio a Settembre come seconda attività. Facciamo tutto su prenotazione su base minima settimanale e multipli, quindi in totale emettiamo in tutta la stagione al massimo 10-15 ricevute fiscali. Per far capire abbiamo un incasso stagionale lordo medio di 6000-7000 euro tutto fatturato, anche perchè con il regime forfettario agricolo non vi è nessuna convenienza ad evadere.
La domanda è questa: per 10-15 fatture annue non ci conviene certo acquistare un registratore che emette scontrini; è possibile usare solamente la comunicazione via web nel momento che emettiamo la ricevuta?
Federico Migliorini 6 Gennaio, 2020 at 8:01
Per voi la soluzione migliore è la procedura web oppure l’emissione di fattura in regime forfettario.
Federico Migliorini 6 Gennaio, 2020 at 8:05
La trasmissione telematica dei dati (anche a zero) va fatta per tutti e 365 giorni. Per ogni giorno ci sono max 12 giorni per la trasmissione telematica dei dati.
Federico Migliorini 6 Gennaio, 2020 at 8:12
Se utilizza la procedura web deve fare a mano la comunicazione anche nei giorni di ferie. Ci sono 12 giorni per farla per ogni data.
Come detto più volte il problema della procedura web è legato a situazioni di mancanza di connessione. Come detto però ci sono 12 giorni per l’invio e si possono trovare soluzioni alternative.
Federico Migliorini 6 Gennaio, 2020 at 8:13
Deve utilizzare la voce vendita e descrivere la sua attività.
Federico Migliorini 6 Gennaio, 2020 at 19:21
In caso di ventilazione dei corrispettivi, lo scontrino può non riportare l’aliquota IVA, è sufficiente specificare la dicitura “AL – Altro non IVA“. Si tratta di un’eccezione per il layout del documento commerciale, che deve sempre indicare l’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto relativa ai beni o servizi acquistati.
Sul punto vedi la risposta all’interpello numero 420 del 23 ottobre 2019.
Mirko 7 Gennaio, 2020 at 13:51
Buongiorno dott Migliorini sono un forfettario con ditta individuale vendita di caffè in capsule e cialde presso consumatori clienti finali .. cosa mi conviene fare? Emettere solo fatture elettroniche? Seppur nn è obbligatorio mentre lo è per l’invio corrispettivi… Materialmente quando vado da un cliente privato e non ad effettuare la consegna…. Cosa mi conviene fare? Fermo restando il regime forfettario.. grazie mille
Federico Migliorini 7 Gennaio, 2020 at 18:13
Salve Mirko, se la mole di operazioni non è elevata è consigliabile optare per la fatturazione di tutte le operazioni, in modo da evitare gli obblighi legati ai corrispettivi.
Mirko 7 Gennaio, 2020 at 21:45
Grazie per la risposta dott. Solo non ho capito se devo fare fatture ancora cartacee come ho sempre fatto oppure elettronica ..bypassando l’invio dei corrispettivi.. ditta individuale regime forfettario consegna e vendita caffè presso clienti finali tramite macchine caffè . grazie ancora
Federico Migliorini 8 Gennaio, 2020 at 17:32
E’ sufficiente la fattura, anche non elettronica, se opera in regime forfettario.
Raffaele 8 Gennaio, 2020 at 20:42
Una sola piccola domanda :
Essendoci attivati tramite il web agenzia entrate per la trasmissione delle ricevute fiscali , è sufficiente solo l’invio della singola operazione generata col documento commerciale on line o è anche necessario creare / inviare dei corrispettivi ? (Siamo un affittacamere)
Federico Migliorini 9 Gennaio, 2020 at 8:11
Si deve sia generare e rilasciare il documento commerciale per il cliente e trasmettere telematicamente i corrispettivi, sempre attraverso la stessa procedura.
Nicola 9 Gennaio, 2020 at 12:58
Buongiorno dr. Migliorini,
sono un piccolo esercente in regime forfetario. Devo ancora acquistare il RT e sto provando a compilare “fatture e corrispettivi” in forma manuale sull’applicativo AdE. Per un forfetario è corretto indicare come aliquota IVA 0%? Le operazioni effettuate sono “non imponibili”, giusto? Le altre voci previste nel menù a tendina sono: escluse ex art. 15, non soggette, esenti, regime del margine, inversione contabile, ventilazione IVA. Credo che “non imponibili” sia la più corretta. Inoltre, entro quando devo effettuare la registrazione? Entro il 12 gennaio o entro il 2 febbraio?
GIORGIA 9 Gennaio, 2020 at 16:21
una sola domanda, una ditta che vende e-commerce servizi e’ esonerata al corrispettivo telematico?
Qui parla in modo generico e non si capisce se riguarda solo la vendita di merce e servizi. In certi siti spiega che rientrano anche i servizi, ma avrei bisogno di un chiarimento.
Vera 9 Gennaio, 2020 at 17:47
non ho capito la tempestica dell’invio tramite sito ag.entrate.
il mese di corrispettivi relativi a gennaio posso inviarlo in unica soluzione ad esempio il primo giorno di febbraio
oppure devo registrare ogni chiusura entro 12 giorni (il 1 gennaio lo devo inviare entro 12 giorni, il 2 entro 12 gg e così di seguito)?
Grazie per darmi conferma.
Federico Migliorini 9 Gennaio, 2020 at 21:21
Deve essere effettuato un invio giornaliero entro 12 giorni.
Federico Migliorini 9 Gennaio, 2020 at 21:23
Salve Giorgia, chi opera in E-commerce ha l’esonero dalla certificazione telematica dei corrispettivi, deve continuare ad operare per queste cessioni con il registro corrispettivi.
Federico Migliorini 9 Gennaio, 2020 at 21:32
La trasmissione va fatta entro 12 giorni per ciascuna data, l’aliquota è sicuramente a zero.
Fabio 10 Gennaio, 2020 at 8:56
Bungiorno, la procedura del sito Agenzia Entrate qui non funziona punto.
Ha accettato il primo giorno (7 gennaio) e rifiuta ogni tentativo di inserire il secondo. Codice errore “nome file duplicato”. Il nome file XML e il progressivo è stato cambiato e il file caricato on line, stesso risultato.
Non esiste nessuna assistenza on line sul sito, il commercialista non può fare niente.
Non ci sono macchine da acquistare disponibili presso il mio fornitore fino a fine mese di gennaio, forse.
E adesso siamo nelle peste, cosa normale in questo “paese” delle prese in giro, attività chiusa, punto di domanda su come inserire i giorni a zero, dal momento che non è possibile in alcun modo.
Sandra 10 Gennaio, 2020 at 16:49
Buon pomeriggio. Io ho come giorno di chiusura del negozio la domenica ed il lunedì. Devo comunque fare la chiusura e la trasmissione all’Agenzia anche in quei giorni?
Nei giorni lavorativi diciamo normali capita anche che non emetto nessuno scontrino. Cosa devo fare?
Federico Migliorini 10 Gennaio, 2020 at 17:20
12Per ogni giorno anche di chiusura deve essere effettuata la comunicazione telematica dei corrispettivi. Ci sono 12 giorni di tempo per effettuarla.
Vito 12 Gennaio, 2020 at 15:34
Salve sono titolare di una S.r.l. Che si occupa di vendita al banco perché ho un negozio fisico e di vendita online,
NICOLETTA 12 Gennaio, 2020 at 17:59
Per l’E-commerce non si devono emettere più ne scontrini ne ricevute fiscali ma annotarli solamente su registro? voce per voce e giorno per giorno?
La merce può viaggiare senza documento DDT?
Federico Migliorini 13 Gennaio, 2020 at 17:21
Gli E-commerce non hanno obblighi legati ai corrispettivi elettronici. Per il DDT, si seguono le regole ordinarie. Per maggiori dettagli siamo a disposizione in privato.
Federico Migliorini 13 Gennaio, 2020 at 17:25
Vito è impossibile fornirle consulenza in un commento, ma deve trovare le migliori soluzioni (che non è detto siano identiche) per il negozio fisico e per la vendita online. Se vuole mi contatti in privato per una consulenza, e la assisteremo per sciogliere tutti i suoi dubbi.
luca fintini 14 Gennaio, 2020 at 1:35
Salve, una domanda, io non ho ben chiara solo una cosa, per ora non sono in possesso del registratore di cassa telematico, sto effettuando le comunicazioni tramite web all agenzia delle entrate, la mia domanda è la seguente: non avendo entrata tutti i giorni (sono un affittacamere) devo comunicare ugualmente zero per ogni giorno di non incasso tramite web?
Federico Migliorini 14 Gennaio, 2020 at 8:17
Luca la comunicazione telematica riguarda ogni giorno, compresi quelli di chiusura.
Giorgetti Matteo 14 Gennaio, 2020 at 11:53
Buongiorno, opero nel settore turisti gestendo una piccola attività di noleggio natanti da spiaggia…..mi è poco chiara una cosa in tutto il procedimento…..vi sono 12 giorni di tempo per la registrazione telematica dei corrispettivi della giornata, viene a meno l’obbligatorietà dello scontrino fiscale sostituito da un documento non fiscale che ne certifica l’operazione. La domanda,è : quest’ultimo documento “non fiscale” deve obbligatoriamente essere prodotto mediante registratore telematico o app AE connessa a stampante oppure l’operazione può essere annotata su cartaceo e successivamente le operazioni registrate tutte in un secondo momento??? Perchè in spiaggia, l’utilizzo dell’ APP subordinata ad un altro dispositivo quale la stampante, la trovo macchinosa data la mole di lavoro, come altresì diventa macchinoso gestire un RT in quanto alla vicinanza all’acqua e data la mancanza di corrente per alimentarlo….grazie