Source: https://www.visureitalia.com/smartfocus/il-diritto-di-usufrutto-nel-caso-di-decesso-dellusufruttuario/
Timestamp: 2019-12-06 13:12:11+00:00
Document Index: 78582210

Matched Legal Cases: ['art. 981', 'art. 324', 'art. 1158', 'art. 984', 'art. 981', 'art. 1002', 'art. 980', 'art. 1001', 'art. 979', 'art. 980', 'art. 1350']

Il diritto di usufrutto nel caso di decesso dell'usufruttuario - Smart Focus Il diritto di usufrutto nel caso di decesso dell'usufruttuario - Smart Focus
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Agenti Immobiliari Normative	di Michela Casti 13/09/2019
Il diritto di usufrutto è un diritto reale di godimento che, come tutti i diritti sulla res, può essere trasferito a terzi. La cessione del diritto di usufrutto può avvenire mediante atto di compravendita o donazione ma non può essere oggetto di una successione testamentaria. Il diritto di usufrutto, infatti, cessa con la morte del usufruttuario.
Nella redazione di una consistenza patrimoniale si può verificare di dover affrontare un particolare atto di trasferimento di un diritto reale: la cessione dell’usufrutto tra due soggetti. Occorre determinare preliminarmente la natura e la quota del diritto reale. Ma come considerare l’usufrutto, nel caso di decesso del primo usufruttuario? In questo caso, il diritto si estingue e decade o meno?
Il Codice Civile (art. 981) specifica in modo esaustivo la natura e le finalità di questo diritto reale di godimento. Il diritto di usufrutto “è il diritto reale che permette all’usufruttuario di godere della cosa e di trarne ogni utilità
rispettando, però, la destinazione economica del bene“.
Il proprietario dell’immobile cede il diritto di godimento sul bene ad un altro soggetto, l’usufruttuario, riservando per sé la nuda proprietà. È, quindi, un diritto reale di godimento limitato al solo utilizzo ed al godimento dell’immobile.
Per la finalità di godimento, l’usufrutto può essere assimilato all’enfiteusi ma si distingue da questa per due peculiarità:
l’usufruttuario, al contrario dell’enfiteuta, deve rispettare la destinazione economica del bene e non ha alcun dovere di miglioramento;
l’usufrutto può essere esteso anche ai beni mobili, aziende, azioni, titoli di credito mentre l’enfiteusi è circoscritta ai soli beni immobili.
Le modalità di costituzione dell’usufrutto possono essere così schematizzate:
per legge, l’art. 324 c.c. prevede che l’usufrutto sia costituito per legge a favore dei genitori o del genitore esercente la potestà sui beni di proprietà del figlio minore;
in forza di atto tra vivi, che può consistere in una scrittura privata o in forma di atto pubblico tra trascrivere nei Pubblici registri se avente per oggetto beni immobili;
per testamento, attraverso il quale il proprietario costituisce il diritto di usufrutto a favore di uno o più eredi;
per usucapione, come per tutti i diritti reali (art. 1158 c.c.).
Come verificare l’esistenza di un diritto di usufrutto?
Come tutti i diritti reali aventi per oggetto beni immobili, il diritto di usufrutto deve essere registrato nei Pubblici Registri Immobiliari. Attraverso una ispezione ipotecaria in Conservatoria viene evidenziato l’elenco delle formalità trascritte a favore e contro un soggetto, persona fisica o giuridica. Le visure ipotecarie possono essere eseguite nella banca dati online Sister sino al 1980. Per tutti gli atti trascritti antecedentemente, sarà indispensabile eseguire una visura ai repertori cartacei. In questo caso suggeriamo di affidarsi sempre ad un esperto visurista in modo da essere certi dell’esito della ricerca.
Occorre precisare che, solo a seguito di una visura della singola nota di trascrizione si potrà avere evidenza della natura e della quota dei diritti reali. Pertanto, nel caso in cui l’atto di costituzione di usufrutto sia stato trascritto dopo il 1980, si potrà verificarne il contenuto con una nota di trascrizione. Al contrario, per tutti gli atti trascritti ante 1980, si dovrà procedere con una ispezione dell’atto notarile direttamente in Conservatoria.
Quali sono i diritti e doveri dell’usufruttuario?
godere il bene, ossia di utilizzarlo come meglio crede ma con la diligenza del buon padre di famiglia;
usufruire dei frutti naturali e civili (art. 984 c.c.);
ottenere il possesso del bene oggetto di usufrutto (art. 981 c.c.), previo inventario dei beni nonché presentazione di garanzie a favore del nudo proprietario (art. 1002 c.c.);
cedere il suo diritto (art. 980 c.c.), salvo diniego esplicito previsto nel titolo costitutivo;
locare il bene.
Tra gli obblighi dell’usufruttuario ricordiamo:
non può vendere il bene ma può cedere il suo diritto di usufrutto;
non può modificare in alcun modo la destinazione economica del bene;
ha il diritto di godimento del bene ma “nel godimento della cosa egli deve usare la diligenza del buon padre di famiglia” (art. 1001 c.c.).
Quanto dura il diritto di usufrutto?
L’usufrutto non è un diritto reale perpetuo. Lo precisa l’art. 979 c.c. che, appunto, chiarisce che l’usufrutto non può eccedere la durata in vita del proprietario. Pertanto, in presenza di un atto di cessione di usufrutto tra persone fisiche, l’usufrutto si estingue con il decesso del primo usufruttuario.
Naturalmente è possibile anche la cessione dell’usufrutto tra persone fisiche persone giuridiche. Il legislatore è intervenuto anche in questo ambito. nel caso in cui l’usufrutto sia costituito o ceduto a favore di una società, la sua durata è di 30 anni.
Come cedere il diritto di usufrutto?
La cessione del diritto di usufrutto è prevista espressamente dal nostro Codice (art. 980 c.c.). Attraverso questo atto, l’usufruttuario cede il suo diritto di godimento sul bene ad un altro soggetto, persona fisica o giuridica. L’atto di cessione può essere a titolo gratuito o oneroso, questo non ne inficia in alcun modo la validità. L’unico limite è dato nel caso di presentazione di una dichiarazione di successione. I beni soggetti ad usufrutto non possono, infatti, essere inseriti in successione e non possono, quindi, essere devoluti agli eredi.
L’usufrutto può essere ceduto per un periodo di tempo limitato o per tutta la durata in vita del soggetto che cede l’usufrutto. In ogni caso, occorre sempre fare riferimento alla durata in vita del primo usufrutturario. Con la sua morte, il diritto di usufrutto decade e si ricongiunge con la nuda proprietà.
L’atto di cessione deve avvenire in forma scritta, a pena di nullità (art. 1350 c.c.) e deve essere stipulato da un pubblico ufficiale. Una condizione imprescindibile è la notifica al proprietario. Fino a quando non viene eseguita la notifica, l’usufruttuario sarà obbligato in solido con il cessionario verso il proprietario del bene.
A seguito della cessione, le spese di manutenzione ordinaria così come le imposte riferite all’utilizzo del bene (es. TARI e TASI) saranno in capo all’usufruttuario. Il nudo proprietario sarà tenuto a corrispondere solo le spese straordinarie nonché le imposte sulla proprietà del bene (es. IMU).
Tag: compravendita immobiliare, Conservatoria dei Registri Immobiliari, diritti reali, donazione immobile
Immobiliare Notai By Redazione / 06/11/2019