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Timestamp: 2018-09-19 03:16:57+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 84', 'art. 84', 'art.5', 'art. 84']

Tribunale di Milano, sentenza 27 novembre 2015. - Adr Intesa
Tribunale di Milano, sentenza 27 novembre 2015.
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Interessante decisione del Tribunale di Milano che consente di fare il punto su taluni orientamenti che sempre più vanno consolidandosi in giurisprudenza, soprattutto in tema di mediazione delegata ai sensi dell’art. 5, co. 2, D.lgs 28/2010, al di là delle specificità proprie della materia condominiale.
in una causa condominiale, il Giudice, valutata la natura della stessa, lo stato dell’istruzione e l’opportunità di addivenire ad una soluzione condivisa, disponeva l’esperimento della mediazione demandata assegnando alle parti termine di 15 giorni previsto ex lege per il deposito della relativa domanda.
Il Tribunale precisava, peraltro, la necessità dell’esperimento di una mediazione effettiva, da svolgersi alla presenza delle parti, sottolineava che l’esperimento di tale procedimento era condizione di procedibilità della domanda e fissava, pertanto, la successiva udienza finalizzata alla verifica dell’esito della mediazione disposta.
Il difensore del Condominio chiedeva una proroga del termine per la presentazione della domanda di mediazione, deducendo la necessità di sottoporre all’assemblea condominiale il contenuto del provvedimento del giudice, ma lo stesso, rilevando la non sussistenza delle condizioni di legge per la concessione della proroga richiesta, rigettava l’istanza.
In udienza, il difensore reiterava l’istanza, ribadendo l’impossibilità oggettiva di convocare, nel breve termine di 15 giorni, un’assemblea straordinaria finalizzata al promovimento dell’azione di mediazione.
Le parti convenute, di conseguenza, chiedevano dichiararsi l’improcedibilità dell’azione per mancato assolvimento degli obblighi di mediazione.
Il Giudice osserva, innanzitutto, che l’eccezione di improcedibilità è stata tempestivamente sollevata dai difensori di parti convenute alla prima udienza celebrata successivamente al termine assegnato per avviare la mediazione disposta ex art. 5, co. 2, D.lgs 28/2010 e che, pacificamente, nessuna delle parti ha provveduto a dare avvio nel termine al relativo procedimento.
D’altra parte, deve affermarsi ”…la natura perentoria del termine di avvio della procedura di mediazione (qui assegnato nell’estensione massima prevista ex lege), risultando univocamente ancorato alla “sanzione” dell’improcedibilità della domanda; la sua inosservanza, tempestivamente sollevata da parti convenute alla prima udienza utile (e, peraltro, rilevabile d’ufficio negli stessi termini), comporta, dunque, la declaratoria di improcedibilità dell’azione; solo per il caso non si intenda accedere alle valutazioni formulate, va ricordato che parte istante non ottemperava alla disposizione impartita neppure successivamente allo spirare del termine; nel presente procedimento la preclusione evocata dovrebbe quindi ritenersi in rito non superabile, neppure ove si volesse accedere alla tesi della natura ordinatoria del termine assegnato”.
Il punto centrale, però, ad avviso del Tribunale, è un altro.
Infatti, si legge nella motivazione, “…quanto alla impossibilità di dare avvio al procedimento di mediazione in assenza di una preventiva assemblea straordinaria dei condomini a ciò finalizzata (come parrebbe sottintendere l’istanza di proroga del termine formulata dalla difesa di parte attrice) va sottolineato che, nel caso in cui il Giudice scelga di suggerire alle parti una mediazione volontaria, l’adesione all’invito e l’avvio della procedura costituiscano un’estrinsecazione del potere di assistenza e rappresentanza processuale di cui all’art. 84, comma I, c.p.c.”.
In sostanza, quando la parte sta in giudizio col ministero del difensore, questi può compiere e ricevere, nell’interesse della parte stessa, tutti gli atti del processo che dalla legge non sono ad essa espressamente riservati e, d’altronde, è ovvio che “…di fronte alla mediazione disposta ex officio, alle parti che abbiano interesse alla prosecuzione del giudizio non residui altra scelta se non quella di ottemperare al provvedimento del giudice”. Pertanto, il difensore del condominio, nell’esercizio del potere di cui all’art. 84 c.p.c., avrebbe potuto e dovuto proporre la domanda di mediazione nel termine disposto d’ufficio.
Nel caso di specie, poi, il difensore istante risultava persino essere procuratore speciale del condominio assistito anche ai fini di una eventuale conciliazione in sede di mediazione, dal momento che nella procura speciale rilasciata a margine dell’atto di citazione “…era conferita procura al proprio difensore anche ai fini di <transigere e conciliare, incassare e quietanzare…> la causa in oggetto”.
In ogni caso, un eventuale interpello dei condomini, ove ritenuto opportuno, ben avrebbe potuto essere effettuato nel rispetto dei termini assegnati.
In conclusione, dunque, laddove il Giudice disponga la mediazione ex officio e nessuna delle parti provveda a dare avvio al relativo procedimento presso un organismo territorialmente competente, la conseguenza non può che essere, come nel caso di specie, la declaratoria di improcedibilità della domanda.
– con ordinanza del 20 maggio 2015, depositata il 28 maggio 2015, questo Giudice disponeva l’esperimento della mediazione di cui all’art.5, comma II, d.lgs. 28/2010, valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e l’opportunità di addivenire ad una soluzione condivisa, in grado di prevenire l’insorgenza di futuri contrasti tra le parti in relazione al medesimo titolo per le successive annualità (anche in ragione del non rilevante valore economico in contestazione: €2.682,25 per gli anni 2008 e 2009) ;
– l’istanza veniva proposta in limine allo spirare del termine assegnato;
– il Giudice, rilevando la non sussistenza delle condizioni di legge per la concessione della proroga richiesta, rigettava l’istanza;
– il difensore del Condominio, esercitando il potere di cui all’art. 84 cpc, avrebbe quindi potuto e dovuto proporre la domanda di mediazione nel termine disposto d’ufficio;
– si legge, poi, nella procura rilasciata a margine dell’atto di citazione che dal Condominio era conferita procura al proprio difensore anche ai fini di “transigere e conciliare, incassare e quietanzare…” la causa in oggetto;