Source: http://precariliguria.blog.kataweb.it/2011/03/20/
Timestamp: 2019-05-22 05:54:26+00:00
Document Index: 53030039

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.2', 'art.2', 'art.2', 'art. 310', 'art. 309', 'sentenza ', 'sentenza ']

Kataweb.it - Blog - Comitato Precari Liguri della Scuola » 2011 » marzo » 20
Gentile Sig. Dirigente de ~Nome Istituto~
~Tipo istituto~ ~Indirizzo istituto~ ~Cap~; ~Città~ ~e-mail~
al Direttore Regionale Scolastico per la Liguria
ai Dirigenti degli Uffici Scolastici Provinciali della Liguria
ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni Scolastiche della Liguria
ai Consigli di Circolo e di Istituto e ai Collegi dei Docenti delle Istituzioni Scolastiche della Liguria
Nel far presente che le attività degli allievi non avvalentisi dell’insegnamento di religione cattolica hanno pari dignità di quelle degli avvalentisi, ricordiamo che dette attività devono essere organizzate ai sensi della Circolare del Miur, 59/10 e della Circolare dell’USR MIUR. AOODRER. REGISTRO UFFICIALE. 0011643.29-09-2010, in cui sono indicati i capitoli di spesa ministeriali previsti per la copertura finanziaria delle stesse, che, come erroneamente ritenuto, non ricade sul bilancio della singola Istituzione Scolastica.
A questo proposito, si precisa che per, l’anno finanziario 2011 e per ciascun anno del triennio 2011-2013, le somme assegnate nel Bilancio di previsione dello Stato ( Tab.7) alle spese per l’IRC e le attività alternative non sono più ascritte, come per il passato, agli USR di ciascuna regione, bensì centralizzate in capitoli corrispondenti ai 4 livelli di scolarità cui dovranno fare riferimento i Dirigenti Scolastici per le loro richieste di compenso ad appositopersonale docente:
- sistema prescolare: cap. 2156, art.2 E.mln. 24.684.115 (riduzione)
- scuola primaria: cap .2154, art.2 E.mln. 308.587 (incremento)
- scuola sec.I grado: cap. 2155, art.2 E.mln. 101.039 (riduzione)
- scuola sec.II grado: cap .2149, art.2 E.mln. 224.562 (incremento)
Riteniamo importante questa segnalazione, poiché negli ultimi anni si sono moltiplicate le segnalazioni di genitori e studenti in merito ad episodi di discriminazione, in particolare:
- Utilizzo del personale docente incaricato delle attività per i non avvalentisi per supplenze in altre classi; utilizzo dell’insegnante di religione cattolica per supplenze;
- Consegna di moduli di scelta modificati unilateralmente dai D.S.;
- Impedimento a cambiare la scelta da un anno all’altro;
Mancata assegnazione del docente per lo studio individuale assistito.
Allo scopo di garantire a tutti gli studenti le stesse opportunità ricordiamo che la normativa in vigore è la stessa del 1991.
Al riguardo occorre fare riferimento prima di tutto al dettato costituzionale e alle sentenze che la Corte Costituzionale ha emesso sulla questione: n. 203/1989, n. 13/1991, n.290/1992 i cui principi fondamentali si possono così sintetizzare:
-) i principi supremi dell’ordinamento costituzionale hanno una valenza superiore rispetto alle altre norme o leggi;
-) la laicità dello Stato è un principio supremo, che definisce la forma di Stato delineata nella nostra Carta Costituzionale;
-) il principio di laicità implica garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione e dalla religione;
-) la religione cattolica non è più la religione di Stato;
-) l’insegnamento della religione cattolica avviene nel rispetto della libertà di coscienza e della libertà educativa dei genitori (artt. 19 e 30 della Costituzione);
-) la scelta di non avvalersi non produce alcun obbligo.
-) La previsione di altro insegnamento obbligatorio verrebbe a costituire condizionamento per quella interrogazione della coscienza, che deve essere conservata attenta al suo unico oggetto: l’esercizio della libertà costituzionale di religione;
-) Lo stato di non obbligo ha la finalità di non rendere equivalenti e alternativi l’insegnamento della religione cattolica ed altro impegno scolastico, per non condizionare dall’esterno della coscienza individuale l’esercizio di una libertà costituzionale.
-) Lo stato di non obbligo vale dunque a separare il momento dell’interrogazione di coscienza da quello delle libere richieste individuali all’organizzazione scolastica.
Tali sentenze, introducendo il principio di facoltatività, hanno modificato profondamente l’impostazione data dall’allora M.P.I. con le sue circolari degli anni 1985-1987, che si muovevano in un’ottica di “opzionalità”, cioè di scelta alternativa e obbligatoria fra due attività equivalenti.
Le sentenze e le successive circolari ministeriali prevedono che:
1. deve essere garantita a tutti gli alunni non avvalentisi l’opzione che i loro genitori o essi stessi (se quindicenni) hanno liberamente indicato nel modulo loro consegnato all’atto dell’iscrizione (quest’anno: mod. F, CM 101 del 30.12.2010). Le “attività didattiche e formative” devono avere la stessa dignità di ogni altra attività organizzata dalla scuola. Non è legittimo aggregare gli alunni a quelli di altre classi che svolgono le normali attività didattiche ( vedasi a questo proposito la sent. del TAR del Veneto dello scorso mese di maggio che condannò una Scuola Media di Padova e lo stesso MIUR a una sanzione di 1500 euro per non aver ottemperato alla richiesta di attività alternativa espressa dai genitori all’inizio dell’anno scolastico);
2. il Collegio dei Docenti deve programmare nel corrente anno scolastico le attività didattiche e formative da sottoporre ai genitori che hanno scelto tale opzione per l’anno scolastico 2011/12;
3. la scelta non può condizionare la libertà di religione o dalla religione; pertanto non può essere precluso il cambiamento di avvalersi o meno, durante l’a.s., se dovuto a problemi di coscienza; a maggior ragione se questo avviene da un anno all’altro, anche ove prevista l’iscrizione d’ufficio. (T.U. D.P.R.297/1994, art. 310 – c.m.368 /85 “il capo d’istituto è tenuto a far pervenire agli aventi diritto il modulo prescritto”);
4. è illegittimo utilizzare i docenti incaricati di seguire l’attività di chi non si avvale per supplenze in classi mancanti di titolare. E’ parimenti illegittimo utilizzare l’insegnante di religione cattolica per supplenze in classi nelle quali vi siano alunni non avvalentisi.
Va assolutamente tenuto presente che l’attività alternativa è dovuta e che, qualora non ci fossero i docenti disponibili all’interno della scuola, si deve procedere alla chiamata di un supplente, come si farebbe per una qualsiasi ora di una qualsiasi altra disciplina.
Ciò è esplicitamente chiarito nelle apposite voci contenute nel bilancio dello Stato “Spese per l’insegnamento della religione cattolica e per le attività alternative alla religione cattolica comprensive degli oneri fiscali e contributivi a carico del lavoratore”;
5. La collocazione oraria dovrà permettere a chi non si avvale l’uscita dalla scuola, anche nella Scuola dell’Infanzia e Primaria ( si avrà attenzione nella formulazione dell’orario di collocare l’irc alla prima o all’ultima ora nelle classi dove siano presenti alunni che hanno scelto la non presenza nella scuola durante l’irc);
6. L’Intesa M.P.I.-C.E.I. di cui al DPR 202/90 e alla C.M. n. 9/1991 precisa che “nello scrutinio finale, nel caso in cui la normativa statale richieda una deliberazione da adottarsi a maggioranza, il voto espresso dall’insegnante di religione cattolica, se determinante, diviene un giudizio motivato iscritto a verbale”;
7. ai sensi dell’art. 309 del T.U. D.lgs. 297/94 la valutazione nel profitto in religione cattolica va espressa con modulo a parte dalla pagella scolastica;
8. La sentenza del Consiglio di Stato n.7249 del 7/5/10 precisa che l’insegnante di r.c. e quello di attività “alternativa” hanno gli stessi doveri e diritti per quanto riguarda lo svolgimento dell’attività didattica e la partecipazione al momento dello scrutinio finale;
9. Infine : non è ammesso lo svolgimento di atti di culto in orario scolastico (sentenza definitiva del T.A.R. Emilia Romagna n. 250/93). La sentenza, accettata dai Ministri P.I. Jervolino (1993) e Lombardi (1996- Prot. N. 3084 CM), afferma che
a) gli atti di culto, le celebrazioni religiose, le visite pastorali, ecc. non sono né attività scolastiche, né extrascolstiche;
c) ancora più grave e antigiuridico è lo svolgimento in orario scolastico di pratiche religiose e di atti di culto;
d) “la facoltà di parteciparvi o meno non elimina il fatto obiettivo del turbamento e dello sconvolgimento dell’attività scolastica, consistente nella soppressione dell’ora di ordinario insegnamento e nella previsione, in luogo di essa, della effettuazione di una attività affatto estranea alle finalità della scuola statale”.
In conclusione, ci appelliamo alla responsabilità delle SS.LL. in merito all’obbligo di garantire a tutti gli alunni le stesse opportunità di istruzione, senza discriminazioni di religione, lingua, condizione fisica e sociale, nel pieno rispetto della funzione costituzionale della Scuola della Repubblica, espressione di uno Stato laico, pluralista e pienamente garante delle libertà fondamentali.
Nel ringraziare per l’attenzione, dichiariamo la nostra disponibilità ad ulteriori momenti di approfondimento delle questioni trattate.
Coordinamento Genitori.Democratici
cogedeliguria at libero.it
Comitato Precari della Liguria
paolo at fasce.it
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