Source: http://dirittocivilecontemporaneo.com/2015/04/il-tribunale-di-palermo-riconosce-ex-art-337-bis-e-337-ter-c-c-interpretati-conformemente-agli-art-8-cedu-e-7-e-24-cdfue-il-diritto-del-minore-di-mantenere-un-rapporto-stabile-con-lex-co/
Timestamp: 2019-04-24 10:59:05+00:00
Document Index: 178291598

Matched Legal Cases: ['art. 337', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 70', 'art. 24', 'art. 337']

Il Tribunale di Palermo riconosce ex art. 337-bis e 337-ter c.c., interpretati conformemente agli art. 8 CEDU e 7 e 24 CDFUE, il diritto del minore di mantenere un rapporto stabile con l’ex convivente (omosessuale) del genitore biologico | Diritto Civile Contemporaneo
Questa situazione concreta costituisce il prologo della vicenda giuridica posta all’esame del Collegio Palermitano, in cui la ricorrente, madre sociale sebbene non biologica dei bambini, domandava ai sensi degli articoli 337-bis e 337-ter c.c. il riconoscimento del diritto a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con essi (sul diritto di adottare il figlio biologico del convivente omosessuale cfr. Trib. minorenni Roma 30 luglio 2014, in Dir, civ. cont. 2 settembre 2014; sulla questione del riconoscimento in Italia del provvedimento di adozione straniero cfr. Trib. minorenni Bologna 10 novembre 2014, in Dir. civ. cont. 3 dicembre 2014 con nota di Bilotti, Il riconoscimento in Italia dei provvedimenti stranieri di “stepchild adoption” da parte del coniuge “same sex” del genitore biologico: il Tribunale per i Minorenni di Bologna solleva la questione di legittimità costituzionale degli artt. 35 e 36 della legge 184/1983; sul riconoscimento in Italia della sentenza di adozione con effetti legittimanti da parte di single cfr. Tribunale per i minorenni Bologna 17 aprile 2013, in Dir.civ.cont. 23 novembre 2014 con nota di Astone, Riconoscimento in Italia di sentenza straniera di adozione da parte di un single con effetti legittimanti: il Tribunale per i minorenni di Bologna supera la Cassazione).
I giudici di merito, verificata la sussistenza della competenza funzionale e territoriale, dichiarano la carenza di legittimazione ad agire della ricorrente, ossia della titolarità affermata del diritto preteso, non vigendo nel nostro sistema normativo diritti che l’ex convivente del genitore biologico di figli minori potrebbe vantare nei confronti di questi ultimi né alcuna legittimazione ad agire per conto e nell’interesse di soggetti minori con cui non sussiste un rapporto genitoriale. Ciò nonostante, i giudici procedono ad un esame del merito della questione sulla scorta della partecipazione al procedimento del P.M., quale interveniente necessario in base al disposto dell’art. 70 c.p.c., che aveva fatto proprie le istanze della ricorrente.
L’autorità giudiziaria palermitana, accertata l’esistenza di un rapporto familiare di fatto all’epoca in cui le donne convivevano nonché di un rapporto affettivo significativo tra la ricorrente ed i bambini, ritiene che vada “assolutamente preservato – in funzione del preminente interesse dei minori – il solido rapporto esistente tra loro e la persona che, sin dalla loro nascita, ha svolto il ruolo sostanziale di genitore (c.d. genitore sociale).
Il the best interest of the child costituisce, d’altronde, diritto acquisito, tanto ai sensi della Dichiarazione Universale dei diritti del fanciullo del 1959 quanto ai sensi dell’art. 24 della Carta di Nizza, quest’ultimo applicato anche nelle fattispecie del rispetto alla vita privata e familiare (C.G. 6 dicembre 2012, causa C-356/11 e C-357/11). Anche i Giudici di Strasburgo, sebbene la Convenzione di Roma non contenga un’esplicita norma a garanzia del superiore interesse del minore né una norma sul diritto a costituire una famiglia, tutelando invece una vita familiare già esistente, hanno ritenuto che: “il rispetto della propria vita familiare e personale contempla anche il diritto dei genitori e dei figli – ma anche di altri soggetti uniti da relazioni familiari de facto – a mantenere stabili relazioni, soprattutto in caso di crisi della coppia, precisando al riguardo che occorre assicurare prevalenza al superiore interesse dei minori, anche a rischio di pregiudicare il diritto di uno dei genitori”.
Un’interpretazione evolutiva, convenzionalmente e costituzionalmente orientata, degli articoli 337-bis e 337-ter c.c. non può che estendere l’ambito applicativo delle norme codicistiche sino a “delineare un concetto allargato di bigenitorialità e di famiglia, ricomprendendo per tale via anche la figura del genitore sociale”. Infatti, “quando il rapporto instauratosi tra il minore e il genitore sociale è tale da fondare l’identità personale e familiare del bambino stesso, questo rapporto deve essere salvaguardato, al pari di quanto riconosce oggi l’art. 337-ter c.c. nei confronti dei genitori biologici”. Una soluzione diversa, fondata sull’obiezione dell’inidoneità di un individuo omosessuale allo svolgimento di compiti genitoriali, è peraltro esclusa dallo stesso Collegio.
Stante le argomentazioni di cui sopra, il Tribunale di Palermo riconosce in capo ai minori il diritto di mantenere un rapporto stabile con l’ex convivente (omosessuale) del genitore biologico.
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