Source: https://www.osservatorioamianto.com/atti-dei-convegni-ona-onlus/il-decreto-12-03-08-e-l-atto-inail-del-19-05-08-n-60002/
Timestamp: 2017-11-25 03:47:50+00:00
Document Index: 27100980

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1']

14. Il Decreto 12.03.08 e l’atto Inail del 19.05.08 n. 60002. - ONA
Il comma 22 dell’art. 1 della legge 247 del 2007 stabiliva che il Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze avrebbe dovuto adottare entro 60 giorni il Decreto con il quale avrebbe indicato le modalità di attuzione delle disposizioni di cui ai commi 20 e 21, che venne alla luce il 12.03.08, e al cui art. 1 lettera b) stabiliva che l’Inail avrebbe dovuto rilasciare le certificazioni di esposizione utili per ottenere la maggiorazione contributiva ex art. 13 comma 8 legge 257/92, con termine fino al 02.10.03, per quei siti e quei ‘reparti od aree produttive per le quali i medesimi atti riconoscano l’esposizione protratta fino al 1992’.
Successivamente, l’Inail è intervenuta con l’atto del 19.05.08 n. 60002 con il quale ha rilevato che dovessero essere considerati come ricompresi nelle disposizioni di cui all’art. 1 commi 20, 21 e 22 legge 247/07 e art. 1 lettera b) D.M. Ministro del lavoro 19.05.08 n. 60002 soltanto 15 dei siti oggetto di atto di indirizzo:
RILEVAZIONE DEI SITI PRODUTTIVI INTERESSATI DALLA
APPLICAZIONE DELLA L. N. 247/2007
CON TERMINE AL 31 12 1992
Acciai Speciali Terni - ILVA Laminati Piani
n. 471 - 8 marzo 2001
n. 476 - 20 febbraio 2001
n. 562 - 17 aprile 2001
n. 554 - 6 aprile 2001
n. 506 - 9 marzo 2001
Enichem – Marghera
n. 453 - 6 marzo 2001
n. 580 - 23 aprile 2001
ILVA “Oscar Senigaglia”
n. 475 - 8 marzo 2001
Lucchini Siderurgica
n. 474 - 8 marzo 2001
Enichem - Ravenna
n. 452 - 6 marzo 2001
Cereol Italia
n. 570 - 19 aprile 2001
n. 344 - 18 dicembre 2000
n. 470 - 8 marzo 2001
Kuwait - Raffinazione e Chimica
n. 316 - 6 dicembre 2000
IPZS – Istituto Poligrafico e Zecca di Stato
n. 479 - 8 marzo 2001
n. 601 - 2 maggio 2001
Enichem – Brindisi
n. 451 - 6 marzo 2001
BFM - Bari Fonderie Meridionali
n. 627 - 28 maggio 2001
n. 329 - 6 aprile 2000
n. 472 - 8 marzo 2001
n. 480 - 8 marzo 2001
n. 547 bis - 5 aprile 2001
n. 574 - 20 aprile 2001
n. 575 - 23 aprile 2001
n. 576 - 23 aprile 2001
n. 643 - 6 giugno 2001
Fonte: http://www.inail.it (ricerca avanzata: ‘Rilevazione dei siti…’)
Singoli lavoratori e associazioni assistiti dall’Avv. Ezio Bonanni, hanno impugnato il D.M. e l’atto INAIL, per i profili per i quali circoscrivevano l’ambito di operatività delle norme di cui all’art. 1, commi 20, 21 e 22 della legge 247/07, a soli quindici siti rispetto ai centinaia per i quali
il Ministro del lavoro aveva emesso l’atto di indirizzo, e il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, ritenendo che le disposizioni regolamentari fossero in contrasto con il dettato legislativo, ne dichiarava l’illegittimità per quanto stabilito nell’art. 1, lettera b) del D.M. 12.03.2008 e dell’atto INAIL del 19.05.2008, n. 60002, con Sentenza n. 5750/09:
“Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio – Sezione Terza bis definitivamente pronunziando sul ricorso in epigrafe, lo accoglie e per l’effetto annulla il D.M. del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e del Ministero dell’Economia e Finanze in data 12 marzo 2008 e l’atto di cui alla nota INAIL – Direzione Centrale prestazioni – Ufficio III n. 60002 del 19 maggio 2008 nelle parti e secondo le modalità in motivazione indicate.
Condanna il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ed il Ministero dell’Economia e Finanze, nonché l’INAIL in persona dei rispettivi legali rappresentanti al pagamento di Euro 1.000,00 pro capite per ogni ricorrente per complessivi Euro 11.000,00 per spese di giudizio ed onorari e le compensa per i restanti soggetti.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 23 aprile 2009…”.
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio specifica che il fondamento del ricorso risiede nel principio della gerarchia delle fonti e nella inviolabilità dei diritti soggettivi ormai quesiti, per effetto dell’entrata in vigore dell’art. 1 commi 20, 21 e 22 della legge 247/07 di portata generale, e non certo circoscritta a 15 siti in tutto il territorio nazionale:
“Ancora una volta in base al principio di gerarchia delle fonti il potere regolamentare deve trovare un espresso fondamento legislativo, in assenza del quale deve ritenersi preclusa la possibilità, per la fonte secondaria, di intervenire per colmare, in materia disciplinate dalla legge, eventuali lacune lasciate dalla legislazione regionale o statale (Consiglio di Stato, sezione VI, 3 ottobre 2007, n. 5095) oppure incidere proprio sulla legislazione regionale che disciplina la fattispecie. Anche dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, infatti, la legislazione regionale ed anche quella delle regioni a statuto speciale come è il Friuli Venezia Giulia fa sempre parte delle cd. fonti primarie, seppure del tipo sub primario, mentre i regolamenti appartengono al tipo di fonti secondarie, che quindi devono essere resi compatibili con le prime.
Può discutersi che la norma regionale in questione e sopra riportata possa a sua volta essere divenuta incompatibile con la legislazione statale di cui alla L. n. 247 del 2007, perché è precedente a quest’ultima, ma anche in quel caso di certo non spetta alla potestà regolamentare dell’amministrazione statale di adeguarla alla fonte sovraordinata (C. Stato, n. 5095/2007 cit.) quanto piuttosto alla potestà normativa regionale.
11. Il ricorso va pertanto accolto e per l’effetto va annullato nel D.M. del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e del Ministero dell’Economia e Finanze in data 12 marzo 2008 ed in particolare nel’art. 1, lett. b) l’espressione “ nei reparti indicati nei predetti atti di indirizzo, limitatamente ai reparti od aree produttive per i quali i medesimi atti riconoscano l’esposizione protratta fino al 1992;” e nell’atto di cui alla nota INAIL – Direzione Centrale prestazioni – Ufficio III n. 60002 del 19 maggio 2008 ed in particolare al quarto capoverso l’espressione “nei reparti per i quali i predetti atti di indirizzo riconoscano l’esposizione protratta fino a tutto il 1992”, il quinto capoverso e l’elenco di cui all’allegato 3 nella parte in cui non prevede l’applicazione dei benefici di cui all’art. 13, comma 8 della L. n. 257 del 1992 nei confronti di lavoratori i cui stabilimenti siano ricompresi in altrettanti atti di indirizzo che recano date di esposizione entro il 1992.
Il potere regolamentare del Ministro del lavoro prima e dell’Inail dopo, se da una parte trova il suo fondamento nel comma 22 dell’art. 1 della legge 247/07, dall’altro è limitato alle sole indicazioni delle “modalità di attuazione dei commi 20 e 21” e non certamente intervenire anche fosse soltanto per colmare delle lacune del dettato legislativo, oppure per restringere l’ambito di operatività della legge, votata da due rami del Parlamento[1]:
“In base al principio di gerarchia delle fonti il potere regolamentare deve trovare un espresso fondamento legislativo, in assenza del quale deve ritenersi preclusa la possibilità, per la fonte secondaria, di intervenire per colmare, in materia disciplinate dalla legge, eventuali lacune lasciate dalla legislazione regionale o statale”.
[1] Massima redazionale sulla Sentenza TAR Lazio n. 5750/09, consultabile su Lex del Sole24Ore.