Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-11382-del-09-05-2017
Timestamp: 2020-08-04 00:31:00+00:00
Document Index: 38882866

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Sentenza Cassazione Civile n. 11382 del 09/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11382 del 09/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 09/05/2017, (ud. 22/03/2017, dep.09/05/2017), n. 11382
sul ricorso 20079/2015 proposto da:
I.I.S. IMMOBILIARE INDUSTRIALE IL SOLE – Società a responsabilità
limitata – C.F. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante
studio dell’avvocato CLAUDIO LUCISANO che la rappresenta e difende
unitamente e disgiuntamente agli avvocati GIUSEPPE ZIZZO e MARIA
SONIA VULCANO;
R.G.M. S.P.A. – C.F. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante,
unitamente e disgiuntamente agli avvocati MARIA SONIA VULCANO e
GIUSEPPE ZIZZO;
avverso la sentenza n. 519/3/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di GENOVA, depositata il 28/04/2015;
Rilevato che l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, contro la sentenza resa dalla CTR Liguria indicata in epigrafe che ha confermato l’annullamento dell’avviso di accertamento relativo ad imposta di registro e catastale notificato alla società I.I.S. Immobiliare Industriale Il Sole;
Rilevato che la società intimata si è costituita con controricorso, pure depositando memoria;
Rilevato che il procedimento può essere definito con motivazione semplificata.
Considerato che la censura con la quale l’Agenzia prospetta la violazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, è infondata;
Considerato che le Sezioni Unite hanno chiarito che le garanzie fissate nella L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, trovano applicazione esclusivamente “in relazione agli accertamenti conseguenti ad accessi, ispezioni e verifiche fiscali effettuate nei locali ove si esercita l’attività imprenditoriale o professionale del contribuente, valutati il dato testuale della rubrica (“Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali”) e, soprattutto, quello della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 1 (coniugato con la circostanza che l’intera disciplina contenuta nella disposizione risulta palesemente calibrata sulle esigenze di tutela del contribuente in relazione alle visite ispettive subite in loco), che, esplicitamente, si riferisce agli “accessi, ispezioni e verifiche fiscali nei locali destinati all’esercizio di attività commerciali, industriali, agricole, artistiche o professionali”, ad operazioni, cioè, che costituiscono categorie d’intervento accertativi dell’Amministrazione tipizzate ed inequivocabilmente identificabili, in base alle indicazioni di cui al D.P.R. n. 633 del 1972, art. 52, comma 1, richiamato, in tema di imposte dirette dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, comma 1 e, in materia di imposta di registro, dal D.P.R. n. 131 del 1986, art. 53 bis, ipotesi tutte “caratterizzate dall’autoritativa intromissione dell’Amministrazione nei luoghi di pertinenza del contribuente alla diretta ricerca, quivi, di elementi valutativi a lui sfavorevoli: peculiarità, che specificamente giustifica, quale controbilanciamento, il contraddittorio al fine di correggere, adeguare e chiarire, nell’interesse del contribuente e della stessa Amministrazione, gli elementi acquisiti presso i locali aziendali”;
Considerato che, fermi i principi espressi dalle S.U. di questa Corte sopra richiamati, la sentenza impugnata è in linea con il superiore orientamento, avendo rilevato l’invalidità dell’atto per essere stato lo stesso preceduto da un accesso nei locali dell’impresa e, quindi, adottato senza il rispetto del termine dilatorio di 60 giorni previsto dal ricordato L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7;
Considerato che l’accertamento di fatto compiuto dalla CTR in ordine al compimento dell’accesso funzionale alla redazione della stima del cespite immobiliare – Cass. n. 7843 del 17/04/2015 – esclude di potere sussumere la fattispecie nell’ambito dei c.d. accertamenti a tavolino, giustificando la particolare tutela apprestata dalla L. n. 212 del 2000, art. 12, nemmeno soggetto al meccanismo della c.d. prova di resistenza invece valevole per i tributi armonizzati, alla stregua di quanto precisato dalle S.U. di questa Corte con la sentenza n. 24823/2015;
Considerato che il ricorso va quindi rigettato e che le spese vanno compensate in relazione all’intervento chiarificatore delle S.U..