Source: http://alberinonantenne.superweb.ws/Condominiali6.htm
Timestamp: 2018-10-23 14:21:11+00:00
Document Index: 156157747

Matched Legal Cases: ['art. 1120', 'art. 1120', 'art. 32', 'art. 5', 'art. 1120', 'art. 32']

From: Laura Cazzola
Subject: unanimitÃ nei condomini
Per autorizzare lÂ´installazione di unÂ´antenna di telefonia mobile nellÂ´area di pertinenza di un condominio, occorre lÂ´approvazione della totalitÃ Â¤ei condomini, in quanto si tratta di innovazione. (TRIBUNALE DI MILANO, SEZ. VIII CIVILE Sentenza 23 ottobre 2002 n. 12663 )
EÂ´ nulla a norma dellÂ´art. 1120, comma 2 del Codice civile la delibera dellÂ´Assemblea condominiale, votata non allÂ´unanimitÃ che autorizza lÂ´amministratore a stipulare un contratto per lÂ´installazione in una parte comune dellÂ´edificio di una stazione radio-base per le telecomunicazioni, in quanto lÂ´installazione comporta una innovazione della proprietÃ comune. Inoltre, nella delibera del Condominio, deve essere certificato che i condomini siano stati informati dei possibili rischi derivati da tale installazione.
"LÂ´innovazione avrebbe comportato non solo una riduzione quantitativa dellÂ´utilizzazione della cosa comune (parte del lastrico solare sarebbe stato occupato dallÂ´impianto in questione), ma anche un pregiudizio non tollerabile e infatti non temporaneo (tale installazione sarebbe durata per 9 anni), nÃ© saltuario, e sarebbe rientrata nella fattispecie espressamente prevista dal comma 2, dellÂ´art. 1120 c..c. e dunque vietata. Tale divieto sarebbe stato superabile soltanto dallÂ´unanime volontÃ di ciascuno dei singoli condomini. Ne consegue che la delibera assembleare del 3.6.1999 era una delibera nulla, in quanto disponeva della proprietÃ comune in violazione del diritto di comproprietÃ dei condomini che non vi avevano consentito.
Ma tale delibera sarebbe stata comunque invalida per altro motivo. Infatti Ã¨ notoria la persistente incertezza scientifica riguardo agli effetti che le onde elettromagnetiche possono provocare sulla salute e sullÂ´ambiente. I condomini dello stabile di Viale Lunigiana n. 46 avrebbero dovuto essere preventivamente informati dei possibili rischi ed essere posti in grado di valutare tali rischi (v. Tribunale di Monza sent. 1.3.1999 n. 688) dellÂ´installazione dellÂ´impianto. Pertanto, non essendosi provata lÂ´avvenuta preventiva informazione a garanzia delle esigenze di tutela della salute, oggetto di un diritto costituzionalmente protetto (art. 32 Cost.), sotto tale profilo la delibera era stata illegittimamente assunta e, pertanto, sarebbe stata annullabile."
TRIBUNALE DI MILANO, SEZ. VIII CIVILE Sentenza 23 ottobre 2002 n. 12663
G.U. Ferraris - Losi ed altro (Avv. Mazzola) c. Condominio di Via Lunigiana. - Milano.
La sig.ra Fiorella Losi e lÂ´arch. Fulvio Caldirola, entrambi proprietari di porzioni immobiliari nello stabile di Viale Lunigiana, 46, Milano, introducevano il presente giudizio affermando lÂ´invaliditÃ della deliberazione dellÂ´Assemblea straordinaria del Condominio votata a maggioranza qualificata dei 2/3 e resa in data 3.6.1999 nella parte in cui veniva conferita "delega allÂ´amministratore a stipulare un contratto di locazione di parte del lastrico solare alla SocietÃ Å½ortel Italia S.p.A., per la durata di anni 9, per lÂ´installazione di una Stazione Radio Base per la telefonia mobile, dietro la corresponsione di un canone convenuto" (doc. 1, 2, 3). In particolare gli attori chiedevano dichiararsi la stessa nulla o comunque annullabile in quanto contraria alla legge per essere lÂ´impianto pericoloso per la salute, per la violazione del Regolamento Edilizio del Comune di Milano e comunque del decoro architettonico dellÂ´immobile.
Il Condominio di V.le Lunigiana n. 46 si costituiva in giudizio deducendo che lÂ´Assemblea del Condominio con delibera 21.9.1999 aveva annullato la delibera 3.6.1999 nella parte impugnata essendo venuta meno la premessa della stipulazione del contratto di locazione con la SocietÃ Å½ortel, che non era divenuta il quarto gestore della telefonia mobile e, pertanto, assumeva che fosse cessata la materia del contendere e chiedeva che fosse disposta la compensazione delle spese di lite.
Gli attori condividevano lÂ´assunto della cessazione della materia del contendere osservando, tuttavia, che lÂ´oggetto della controversia non era il contratto da stipularsi tra il Condominio e la Nortel, bensÃ¬ a legittimitÃ della delibera assembleare che aveva conferito allÂ´amministratore il potere di stipulare il contratto e pertanto chiedevano il riconoscimento della invaliditÃ della delibera stessa. Gli attori, inoltre, chiedevano la condanna del condominio convenuto alla rifusione delle spese di lite da loro subite.
LÂ´oggetto della delibera impugnata riguarda una innovazione, che la giurisprudenza intende come qualunque opera nuova che alteri in tutto o in parte, nella materia e nella forma ovvero nella destinazione di fatto o di diritto, la cosa comune, eccedendo il limite della conservazione, dellÂ´ordinaria amministrazione e del godimento con lÂ´effetto di migliorarlo o peggiorarlo (Cass. 30.5.96 n. 5028). Che quella deliberata fosse unÂ´innovazione e non una semplice modifica si deduce anche dalla lettura dellÂ´art. 5 dello stesso contratto che avrebbe dovuto stipularsi tra il Condominio e la societÃ Å½orton nel quale si specifica che "gli ambienti locati saranno utilizzati dalla conduttrice per la realizzazione di una stazione radio-base per le telecomunicazioni comprensiva di tutte le successive strutture e apparecchiature radio per la diffusione di segnali di telecomunicazioni per la fornitura di un servizio pubblico". Si trattava dunque di installare un impianto di dimensioni rilevanti nella parte sopraelevata dellÂ´edificio, impianto che, non avendo in comune alcuna caratteristica stilistica con il resto dellÂ´immobile, avrebbe comportato una indubbia disarmonia e di conseguenza unÂ´alterazione al decoro architettonico, che nella specie assumeva maggior rilievo, avendo lÂ´edificio particolare pregio in quanto progettato da un noto architetto.
LÂ´innovazione avrebbe comportato non solo una riduzione quantitativa dellÂ´utilizzazione della cosa comune (parte del lastrico solare sarebbe stato occupato dallÂ´impianto in questione), ma anche un pregiudizio non tollerabile e infatti non temporaneo (tale installazione sarebbe durata per 9 anni), nÃ© saltuario, e sarebbe rientrata nella fattispecie espressamente prevista dal comma 2, dellÂ´art. 1120 c..c. e dunque vietata. Tale divieto sarebbe stato superabile soltanto dallÂ´unanime volontÃ di ciascuno dei singoli condomini. Ne consegue che la delibera assembleare del 3.6.1999 era una delibera nulla, in quanto disponeva della proprietÃ comune in violazione del diritto di comproprietÃ Â¤ei condomini che non vi avevano consentito.
Ma tale delibera sarebbe stata comunque invalida per altro motivo. Infatti Ã¨ notoria la persistente incertezza scientifica riguardo agli effetti che le onde elettromagnetiche possono provocare sulla salute e sullÂ´ambiente. I condomini dello stabile di Viale Lunigiana n. 46 avrebbero dovuto essere preventivamente informati dei possibili rischi ed essere posti in grado di valutare tali rischi (v. Tribunale di Monza sent. 1.3.1999 n. 688) dellÂ´installazione dellÂ´impianto. Pertanto, non essendosi provata lÂ´avvenuta preventiva informazione a garanzia delle esigenze di tutela della salute, oggetto di un diritto costituzionalmente protetto (art. 32 Cost.), sotto tale profilo la delibera era stata illegittimamente assunta e, pertanto, sarebbe stata annullabile.
Nessuna pronuncia dÂ´invaliditÃ puÃ² essere, peraltro, emessa in ordine alla delibera oggetto della domanda degli attori. Infatti la delibera in esame, come concordemente affermano le parti, Ã¨ Â³tata revocata con successiva delibera dellÂ´assemblea condominiale, senza aver avuto alcuna esecuzione, ed Ã¨ Â°ertanto cessata la materia del contendere.
Sul condominio convenuto, virtualmente soccombente, devono gravare le spese di lite degli attori, che si liquidano nel dispositivo.
Il Tribunale di Milano, definitivamente pronunziando nel contraddittorio delle parti sulla domanda proposta con atto di citazione notificato il 30.6.1999 da Fiorella Losi e da Fulvio Caldirola nei confronti del Condominio di Viale Lunigiana n. 46 in Milano, cosÃ¬ Â°rovvede:
1) dichiara lÂ´avvenuta cessazione della materia del contendere;
2) dichiara la soccombenza virtuale del condominio convenuto;
3) condanna il convenuto Condominio di viale Lunigiana 46, Milano, al pagamento delle spese di lite in favore degli attori, che liquida in EUR 3.047,81 (di cui EUR 298,52 per esborsi, EUR 728,20 per diritti di procuratore, EUR 1.771,15 per onorari ed EUR 249,94 per spese generali), oltre allÂ´IVA e al CPA.
Milano, 19/10/2002
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