Source: http://www.blblex.it/pubblicazioni.php?id=879&lang=it
Timestamp: 2020-08-03 22:54:12+00:00
Document Index: 89445873

Matched Legal Cases: ['art. 1256', 'art. 1467', 'art. 650', 'art. 590', 'art. 589', 'art. 41']

Ed è proprio mentre imperversa il dibattito tra i costituzionalisti - a chi si esprime in termini di ‘‘eclissi delle libertà costituzionali'', risponde chi sacrifica l'approccio formalistico sull'altare dello stato emergenziale -, che gli operatori del diritto, sul versante civilistico, parrebbero - per vero senza eccessivi sforzi ermeneutici -, aver già ‘‘incasellato'' la crisi epidemiologica da COVID-19 nel novero delle c.d. ‘‘sopravvenienze contrattuali'', in presenza delle quali l'applicazione del principio dell'obbligatorietà del contratto - ‘‘pacta sunt servanda'' – può subire limitazioni, sopravvenienze concretantesi in circostanze esterne all'accordo, di carattere eccezionale ed imprevedibili, intervenute dopo la stipulazione del contratto o prima della completa esecuzione dello stesso, il cui verificarsi determina, a carico della prestazione, inizialmente aderente alla volontà delle parti, una eccessiva onerosità ovvero la rendano inidonea al soddisfacimento degli interessi in vista dei quali era stata convenuta.
Posto che l'indagine del giurista non può non principiare dall'esame delle singole pattuizioni contrattuali, in cui l'autonomia negoziale può declinarsi nella direzione di prevedere specifiche clausole di hardship, di forza maggiore, o altrimenti denominate - nei contratti di assicurazione, ad esempio, viene sovente esclusa la copertura assicurativa al verificarsi di un evento epidemiologico o pandemico - su di un piano più generale pacifica appare l'intoccabilità tanto dell'art. 1256 c.c. - da leggersi in combinato disposto con gli artt. 1218 e 1463 c.c. - quanto dell'art. 1467 c.c..
La ‘‘trasversalità'' dell'emergenza abbraccia anche il ramo del diritto penale, e se è vero che tanto si potrebbe disquisire ad esempio in ordine alla natura del reato di natura contravvenzionale di cui all'art. 650 c.p. - ‘‘Inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità'' - quale norma penale ‘‘in bianco'' in considerazione del fatto che il precetto della norma viene individuato da una fonte di rango inferiore alla legge - nella specie il decretolegge 23 febbraio 2020 n. 6 -, così come un capitolo a sé meriterebbe la disamina dell'astratta configurabilità in capo al datore di lavoro, in caso di contagio e morte del lavoratore, della responsabilità penale per lesioni personali gravi/gravissime - ex art. 590 c.p. - o di omicidio colposo - ex art. 589 - aggravate dalla violazione delle norme antinfortunistiche - ad esempio, per omessa o insufficiente sorveglianza sanitaria ex art. 41 D.lgs. 81/08, o in relazione alla violazione dell'obbligo di effettuare la valutazione dei rischi, compresi quelli interferenziali e quelli connessi al rischio biologico ex artt. 17, 26 e 271 del decreto citato -, centreremo, seppur brevemente, l'attenzione sul reato di epidemia colposa ex artt. 438 e 452 c.p. - punito nella forma aggravata fino a 12 anni di reclusione - tristemente tornato in auge.
Nella mente degli italiani sono ancora impresse le immagini dell'assalto alla stazione ferroviaria centrale di Milano, con cui centinaia di persone, in spregio alle direttive imposte dal governo per il contenimento dell'epidemia di COVID-19 - divieto di assembramento e rispetto della giusta misura di sicurezza – hanno affollato biglietterie e vagoni dei treni diretti verso il Sud Italia, all'indomani dell'entrata in vigore del D.P.C.M. 9 marzo 2020 con cui l'intero territorio nazionale sarebbe stata dichiarato ‘‘zona protetta''.
Secondo l'accezione accreditata dalla scienza medica, per epidemia si intende ogni malattia infettiva o contagiosa suscettibile, per la propagazione dei suoi germi patogeni, di una rapida e imponente manifestazione in un medesimo contesto e in un dato territorio, colpendo un numero di persone tale da destare un notevole allarme sociale e un correlativo pericolo per un numero indeterminato di individui. Dalla nozione medica diverge quella giuridica, più circoscritta, abbracciata dalla giurisprudenza - e, da ultimo, da Cass. n.48014/2019 - secondo cui ‘‘Ai fini della configurabilità del reato di epidemia può ammettersi che la diffusione dei germi patogeni avvenga per contatto diretto fra l'agente, che di tali germi sia portatore, ed altri soggetti, fermo restando, però, che da un tale contatto deve derivare la incontrollata e rapida diffusione della malattia tra una moltitudine di persone''. Ancora diversa è la nozione di cluster epidemico, ossia l'aggregazione di casi di infezione collegati tra loro in una determinata area geografica e in un determinato periodo, che si diversifica da quella di epidemia a cui inerisce strutturalmente il profilo della consistenza del dato quantitativo, del numero particolarmente elevato di soggetti infettati. In presenza di un fenomeno quantitativamente circoscritto, da cui non possa discendere un ‘‘disastro sanitario'', si sarebbe quindi in presenza, nel senso fatto proprio dalla legge penale, di un cluster epidemico e non di una epidemia - ciò che in altri termini rileverebbe, è non tanto il contagio avvenuto ma la pericolosità di potenziali ed ulteriori contagi.
Orbene, tanto precisato su di un piano definitorio, la giurisprudenza maturata in materia di Hiv, se da un lato ha riconosciuto che, almeno di regola, il contagio umano, ossia quello che si realizza mediante il contatto fisico con le vittime - come attraverso il rapporto sessuale - non possa essere ricondotto alla nozione normativa di diffusione, che presuppone la separazione della materia contagiosa, ossia dei germi patogeni dal vettore e che non copre i casi di trasmissione di detti germi mediante una sequenza di condotte di contatto sessuale, dall'altro lato non ha tuttavia escluso che nella nozione di diffusione possano rientrare – in via di ‘‘eccezione'' - altre forme di contagio per contatto fisico tra agente e vittima, potendosi ammettere, anche attraverso queste modalità, contagi rapidi di un numero potenzialmente elevato di persone.