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Timestamp: 2020-08-10 09:32:35+00:00
Document Index: 116570396

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 645', 'art. 348', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 23687 del 10/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23687 del 10/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/10/2017, (ud. 13/07/2017, dep.10/10/2017), n. 23687
sul ricorso 20618/2016 proposto da:
L.C. RELCO s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore,
dall’avvocato PIO ACCARINO;
R.C.A.C., elettivamente domiciliata in Roma,
Piazza Vescovio 21, presso lo studio dell’avvocato TOMMASO MANFEROCE
avverso la sentenza n. 9768/2015 del TRIBUNALE di MILANO, depositata
il 1/09/2015;
1. Con il ricorso in atti la RELCO s.p.a ha inteso chiedere, di seguito ad ordinanza di inammissibilità ex art. 348-bis c.p.c., comma 1, la cassazione della sentenza con la quale il Tribunale di Milano ha respinto l’opposizione al Decreto Ingiuntivo notificatole ad istanza di controparte in relazione ad un credito nascente da una vendita di azioni, sul rilievo che la detta pronuncia era stata adottata, in violazione dell’art. 645 c.p.c., malgrado il difetto di legittimazione attiva dell’ingiungente che non aveva alcuna titolarità delle azioni cedute ed in violazione degli artt. 1175 e 1375 c.c., in quanto l’ingiungente aveva omesso di informare l’acquirente in ordine ai licenziamenti illegittimi da essa operati.
2. Resiste l’intimata con controricorso.
4. Entrambi i motivi, quantunque intesi a conferire alle declinate censure la veste formale di pretese violazioni di legge onde sottrarre il ricorso alla preclusione altrimenti decretata dall’art. 348-ter c.p.c., comma 4, oltre a porsi in manifesto contrasto con il principio secondo cui l’errore di diritto deve essere denunciato mediante specifiche argomentazioni, intese a motivatamente dimostrare in qual modo determinate affermazioni in diritto contenute nella sentenza impugnata debbano ritenersi in contrasto con le indicate norme regolatrici della fattispecie o con l’interpretazione delle stesse fornite dalla giurisprudenza di legittimità, postulano, segnatamente nel lamentare l’omessa o l’errata valutazione di talune risultanze processuali, la sussistenza di un vizio motivazionale in capo alla decisione impugnata che non è deducibile alla stregua del mezzo azionato e che non sarebbe in ogni caso sindacabile in questa sede afferendo al giudizio fattuale operato dal giudice di merito.
Dichiara il ricorso inammissibile e condanna parte ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio che liquida in Euro 8100,00, di cui Euro 100,00 per esborsi, oltre al 15% per spese generali ed accessori di legge.