Source: http://sindacatomedicitaliani.it/index.php/smi-statuto-vigente/
Timestamp: 2019-06-16 18:42:18+00:00
Document Index: 171111584

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 16', 'art. 2', 'art.14']

SMI – Statuto Vigente – SMI – Sindacato Medici Italiani
SMI – Statuto Vigente
Statuto Sindacato Medici Italiani
(Approvato dal Congresso Straordinario – Giugno 2017)
E’ costituito in Tivoli (Roma) su iniziativa della CUMI-AISS e dell’UNAMEF, SEM, e API, con durata a tempo indeterminato, una organizzazione sindacale denominata Sindacato dei Medici Italiani e contraddistinto dalla sigla S.M.I. (in appresso come Sindacato) con sede in Roma, che raccoglie anche la tradizione sindacale dell’Associazione Medici della Funzione Pubblica a tempo pieno, del Sindacato dei Medici Europei (SIME-AISS), dell’AMI e dell’AMICO dei quali acquisisce beni economici e strumentali.
Il Sindacato è retto dalle norme del presente statuto e da quelle previste agli articoli 36 e seguenti del Codice Civile. Esso assume, per continuità con la CUMI-AISS, la qualità di socio fondatore del SIME (Sindacato dei Medici Europei) e ne costituisce la sua articolazione italiana.
Il Sindacato può aderire, anche ai fini della rappresentatività sindacale, a varie Federazioni sindacali di medici e dirigenti sanitari.
Possono iscriversi al Sindacato tutti i medici e odontoiatri che si riconoscono nelle finalità del Sindacato stesso.
Sono iscritti al Sindacato tutti i soci di cui al primo capoverso che abbiano conferito delega al Sindacato o ad uno dei sindacati fondatori attraverso le aziende o l’istituto previdenziale di appartenenza, i medici dipendenti ed i medici universitari con contratto atipico che siano in regola con il pagamento delle quote associative. I medici dirigenti iscritti alla Federazione veterinari e medici (FVM) sez. SMI sono automaticamente iscritti al Sindacato.
I suddetti sono soci ordinari, rappresentano l’elettorato attivo del Sindacato e possono, di diritto, far parte degli Organi istituzionali dello stesso.
Sono soci aggregati i medici, gli odontoiatri , i veterinari, i libero-professionisti, i medici in formazione e gli studenti in medicina e chirurgia nonché i medici libero-professionisti con rapporto INPS(che tutti non possono conferire delega) facendo riferimento all’Azienda di prevalente attività o già di appartenenza e pagando le quote sociali.
I soci aggregati pagano le stesse quote e hanno gli stessi diritti dei soci ordinari. Gli studenti in medicina e chirurgia (che non hanno diritto di voto) e i medici in formazione non pagano una quota di iscrizione. I medici del settore formazione hanno i medesimi diritti di elettorato attivo e passivo dei soci ordinari. I medici INPS E I PENSIONATI pagano una quota stabilita dal Consiglio Nazionale.
Il sindacato ha lo scopo prevalente di tutelare gli interessi degli iscritti in relazione a:
– la dignità e gli aspetti economici normativi e previdenziali del rapporto di lavoro,
– la sicurezza sul posto di lavoro,
– il riconoscimento in ambito comunitario dei titoli rilasciati dalle scuole italiane di formazione e di specializzazione, – la collocazione in tutti gli ambiti lavorativi sanitari a livello comunitario.
Il Sindacato persegue tali fini facendo propri i motivi ispiratori della legge istitutiva del SSN e successive modifiche e integrazioni, che, attuando l’art. 32 della costituzione, in una visione universalistica e solidaristica, tutela la salute come benessere psico-fisico dell’individuo e prevalente interesse della collettività.
Il Sindacato separa le proprie responsabilità da quelle dei raggruppamenti politici, dai quali si distingue per natura, finalità e metodo di azione, e rivendica la piena indipendenza da qualsiasi influenza esterna e l’assoluta autonomia dal potere politico. Ritiene che il movimento sindacale e la sua possibilità di azione si fondino sull’unica condizione dell’adesione libera e spontanea.
Il Sindacato vuole facilitare l’inserimento del medico nell’attività professionale attraverso l’equa distribuzione del lavoro medico in Italia e nell’Unione Europea a tutti i livelli.
Il Sindacato non persegue fini di lucro ed ha la finalità prioritaria di sostenere l’unità e l’integrità del Servizio Sanitario Nazionale anche nella sua area disciplinata da convenzioni nell’ottemperanza degli obblighi di servizio pubblico riconosciuti dall’Unione Europea. Esso si prefigge lo scopo di tutelare gli interessi professionali, culturali ed economici degli associati, di promuovere e sviluppare l’attività della professione del medico e, in particolare, il ruolo del medico del S.S.N.
Il Sindacato. si propone, inoltre, di:
– privilegiare il momento della prevenzione, sviluppare la partecipazione attiva della popolazione nella promozione della salute e contro le cause prime di malattia.;
– promuovere e difendere la qualità delle prestazioni da erogare agli assistiti;
– promuovere e/o partecipare alle iniziative condivise e alla loro realizzazione finalizzata ad ottimizzare le strutture ed i servizi sanitari;
– promuovere la solidarietà tra tutti i sindacati, le associazioni e le categorie mediche al fine di tutelare gli interessi della professione medica;
– proporre e promuovere organica programmazione sanitaria, che, alla stregua di quanto avviene in altri paesi
dell’Unione Europea (U.E.), porti il laureato a lavorare nel più breve tempo possibile dal conseguimento dalla laurea; – promuovere tutte le iniziative atte a garantire pari opportunità lavorative e di crescita professionale per le donne, anche in funzione della tutela della maternità naturale ed adottiva;
– assumere la rappresentanza della categoria degli iscritti a tutti gli effetti presso le Autorità e gli Organismi internazionali, nazionali, regionali e locali
– promuovere studi, ricerche, indagini conoscitive, attività pubblicistiche ed editoriali, in ambito regionale, nazionale ed internazionale, anche al fine di formulare proposte di natura politica, legislativa ed amministrativa. Il Sindacato ritiene che la formazione dello specialista universitario, ospedaliero o della medicina territoriale, dipendente e convenzionata, sia alla base della riqualificazione professionale della categoria. Per questi motivi l’accesso alla formazione specialistica deve essere regolato da norme chiare e incontestabili, tali da garantire l’utenza;
– sostenere le norme che rendano impossibile ogni sfruttamento della professione medica;
– promuovere iniziative per confederarsi a livello internazionale, nazionale, regionale, locale e aziendale con gli altri
Organismi sindacali medici nonché con altre Associazioni di categoria sanitaria
o per costituire patti d’intesa per obiettivi comuni con gli Organismi e le Associazioni innanzi dette; – realizzare per i propri iscritti e i loro familiari, un sistema integrato e polivalente di servizi (assistenza legale, servizi previdenziali, fiscali, assicurativi, ecc.);
– promuovere e svolgere attività culturali e di formazione, sia sul piano professionale che culturale, al fine di ottenere la qualificazione professionale dei propri iscritti (in relazione alle diverse categorie di medici associati), nonché l’arricchimento culturale, più in generale, della collettività.
Il Sindacato persegue gli scopi associativi anche attraverso attività editoriali di pubblicazione rivolte ai propri iscritti e, più in generale, a tutti i medici.
Articolo 4 BIS – Codice etico
Il consiglio nazionale approva , con apposito regolamento un codice etico del sindacato.
Articolo 5 – DIRITTO DI SCIOPERO
Il Sindacato utilizza lo sciopero come estremo strumento di azione per la tutela degli interessi degli iscritti e per difendere l’ordine democratico. L’esercizio di tale forma di lotta tiene conto della deontologia professionale medica e dei codici di autoregolamentazione, al fine di contemperare il diritto allo sciopero e quello alla salute come diritti di valenza costituzionale.
Articolo 6 – DECADENZA
La qualità di associato si perde per morte, dimissione, esclusione che segua a morosità annuale, indegnità ed altro comportamento contrario al presente statuto o che possa cagionare pregiudizio alle attività del sindacato, alla sua onorabilità e al suo buon nome.
Si decade dalle cariche esecutive del Sindacato nei casi di:
1. elezione a parlamento, al consiglio regionale e ad Ente previdenziale
2. secondo delibera del collegio dei probi viri.
In tutti questi casi, e, comunque, in ogni caso in cui l’associato cessi di appartenere al Sindacato, non compete alcun rimborso o indennizzo e i contributi versati rimarranno acquisiti definitivamente nella Cassa del Sindacato.
Articolo 7 – ELEGGIBILITA’
Sono eleggibili alle cariche degli Organi del Sindacato tutti i soci aventi diritto di voto in regola con il pagamento delle quote associative, quando dovute, di cui al precedente articolo 2.
Il Patrimonio del Sindacato è costituito:
– dai beni aziendali, provinciali, regionali, nazionali, proprietà di CUMI-AISS e UNAMEF, SEM, API e delle testate giornalistiche di proprietà degli stessi;
– dai logo delle rispettive associazioni sindacali;
– dalle quote associative ordinarie;
– dai beni mobili ed immobili che diverranno di proprietà del Sindacato;
– da eventuali erogazioni, donazioni, e lasciti da parte di privati o di Enti pubblici e privati;
– dai proventi derivanti dall’organizzazione di manifestazioni o partecipazioni ad esse;
– dai contributi provenienti dalle sedi locali;
– dai contributi che, secondo le necessità ed in esito a particolari iniziative, si potranno richiedere ai soci nella loro totalità o a parte di essi, in qualità di quote associative straordinarie; – dai contributi di Enti privati o pubblici e di privati cittadini;
– da ogni altra entrata che concorra ad incrementare l’attivo sociale;
– da ogni forma di pubblicità o finanziamento derivante dall’attività del Sindacato (giornale, manifestazioni, congressi, studi medici ecc.).
Non potranno essere distribuiti, neanche in modo indiretto, eventuali utili o avanzi di gestione nonché fondi o riserve, durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
E’ fatto obbligo di devolvere il patrimonio dell’Ente, in caso di scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalità analoghe oppure a fini di pubblica utilità, sentiti gli appositi organismi di controllo di cui all’art. 3 comma 190 della legge 23 dicembre 1996 n. 662.
E’ fatto obbligo di redigere annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le modalità del presente statuto, che sarà pubblicato mediante affissione presso la sede sociale e mediante consegna ai componenti del Consiglio nazionale.
Articolo 9 – PROPRIETA’
Il Sindacato. è proprietario e gestore di più giornali informativi periodici e di siti internet, già di proprietà delle OO.SS CUMI AISS, UNAMEF, SEM, API e potrà gestire qualsiasi altra iniziativa editoriale e nuovi siti Internet e giornali. I siti possono veicolare messaggi pubblicitari. Gli organi di informazione nazionali sono gestiti da un Comitato di Redazione, nominato dalla Segreteria Nazionale.
Il Sindacato può essere proprietario anche di quotidiani, settimanali, mensili, di pubblicazioni periodiche a carattere divulgativo e scientifico compatibilmente con le vigenti disposizioni legislative. Può gestire o co-gestire Radio e/o TV nazionali e locali e ogni altro organo di informazione che si riterrà utile al conseguimento dei fini associativi.
Articolo 10 – ORGANISMI DIRIGENTI DEL SINDACATO
Il Sindacato è organizzativamente strutturato in Sedi Regionali Provinciali o Aziendali. Sono Organi Nazionali del Sindacato: Il Congresso nazionale;
– La Presidenza nazionale
– I Vice Segretari nazionali;
– I responsabili nazionali di area;
– Il Segretario organizzativo/Tesoriere nazionale;
– Il vice Segretario organizzativo/Tesoriere nazionale;
– Le commissioni nazionali di settore e tematiche;
– I Coordinatori di commissione nazionale di settore e tematiche;
– Il Collegio nazionale dei Probiviri;
– Il Collegio nazionale dei Revisori dei Conti.
Articolo 11 – CONGRESSO NAZIONALE
Il Congresso nazionale è il massimo organo deliberante del Sindacato;, rappresenta per delega l’assemblea dei soci, e i suoi componenti ricevono delega di voto nei congressi regionali.
E’ costituito dalla Segreteria nazionale, dalla Presidenza nazionale, dai Segretari regionali e dai Presidenti regionali, che ne fanno parte di diritto, più un numero di delegati eletti dalle Assemblee regionali o locali, secondo un meccanismo proporzionale deliberato dal Consiglio nazionale, fermo restando il diritto di rappresentanza di ogni realtà di base sufficientemente rappresentativa.
Il Congresso nazionale viene indetto dal Presidente nazionale secondo le norme di legge ogni quattro anni per il rinnovo delle cariche sociali.
Esso è convocato in seduta straordinaria dal Presidente su richiesta scritta della maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio nazionale e in caso di dimissioni del Segretario generale.
Presiede il Congresso il Presidente nazionale.
Il Presidente renderà noto agli Organi periferici del Sindacato le tesi e l’ordine del giorno dei lavori del Congresso con congruo anticipo rispetto alla data fissata per il Congresso stesso.
Il Congresso Nazionale discute e delibera su tutti gli argomenti posti all’ordine del giorno, siano essi di carattere ordinario che straordinario, dà le direttive programmatiche, sindacali, organizzative e amministrative generali del Sindacato e sulla estinzione dei fondi residui e sulla devoluzione del patrimonio del Sindacato, delibera sulle eventuali modifiche statutarie.
Elegge in seduta plenaria il Consiglio nazionale, il Presidente e il vice-Presidente nazionali, il Segretario generale, i due vice-Segretari nazionali, il Segretario organizzativo/Tesoriere nazionale, il vice Segretario organizzativo/Tesoriere nazionale con le modalità di cui ai successivi articoli 12, 13, 14, 15, 15 bis e 16. Elegge, inoltre, i Probiviri e i Revisori dei conti con le modalità di cui ai successivi art. 19 e 20.
Articolo 12 – LA PRESIDENZA NAZIONALE
Il Congresso elegge il Presidente nazionale e il vice presidente nazionale. Affianca il Presidente l’eventuale presidente uscente nella sua qualità di emerito. Il Presidente, il vice Presidente e il Presidente emerito partecipano alle riunioni della Segreteria nazionale. Il vice presidente sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento.
Il Presidente nazionale rappresenta l’unità del sindacato ed è garante della corretta applicazione dello statuto e dei regolamenti interni. Convoca e presiede il Congresso Nazionale e il Consiglio nazionale alle scadenze statutarie di concerto con la Segreteria nazionale.
Articolo 13 – SEGRETARIO GENERALE
Il Segretario Generale è eletto dal Congresso nazionale con voto nominativo diretto a scrutinio segreto con maggioranza dei due terzi in prima votazione.
In seconda votazione il Segretario è eletto con la maggioranza del 50%+1 dei voti. Se nessun candidato raggiunge la maggioranza richiesta, si procede in terza votazione al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero dei voti.
Il Segretario generale ha la responsabilità politica e legale del Sindacato, lo rappresenta in ogni istanza, coordina, convoca e presiede la Segreteria nazionale e la Direzione nazionale e rappresenta il Sindacato in giudizio in proprio e per delega.
E’ membro del Consiglio nazionale e della Segreteria nazionale
Articolo 14 – VICE SEGRETARI NAZIONALI E I RESPONSABILI DI AREA
I due vice Segretari nazionali sono eletti dal Congresso nazionale con le stesse modalità del Segretario generale. Il Segretario generale indica tra essi il vicario.
I Vice Segretari nazionali coadiuvano il Segretario generale. Il vice Segretario Vicario sostituisce il Segretario generale in sua assenza o impedimento o per sua delega. In caso di decadenza del Segretario generale, il Vicario ne esercita le funzioni fino al nuovo congresso elettivo.
I responsabili di Area sono eletti, a maggioranza semplice in Congresso, dai delegati appartenenti alle rispettive aree. Se nessuno ottiene la maggioranza assoluta si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. Sono membri del Consiglio nazionale e della Segreteria nazionale.
Articolo 15 – SEGRETARIO ORGANIZZATIVO/TESORIERE NAZIONALE
Il Segretario organizzativo/Tesoriere nazionale è eletto dal Congresso Nazionale con le stesse modalità del Segretario generale. Il Segretario organizzativo/ Tesoriere Nazionale coordina l’attività amministrativa ed organizzativa del sindacato. Predispone annualmente il bilancio preventivo e il rendiconto economico e finanziario del sindacato, detiene il potere di apertura, gestione, e chiusura di conti correnti bancari, postali o libretti di risparmio intestati al Sindacato nazionale.
I rapporti con le tesorerie regionali si svolgono secondo le modalità stabilite dal Consiglio Nazionale. Il Segretario organizzativo/Tesoriere nazionale riferisce periodicamente alla Segreteria nazionale e alla Direzione nazionale. e, almeno una volta all’anno, ai Revisori dei Conti sulla situazione finanziaria e presenta annualmente al Consiglio nazionale il bilancio preventivo e il rendiconto economico e finanziario.
Quest’ultimo deve essere comprensivo del rendiconto economico e finanziario delle Segreterie regionali che dovranno essere pervenuti almeno trenta giorni prima.
Le iniziative di maggiore impegno finanziario sono presentate e approvate preventivamente dalla Direzione nazionale Il bilancio preventivo ed il rendiconto economico devono essere consegnati ai Consiglieri nazionale all’inizio della seduta. E’ membro del Consiglio nazionale e della Segreteria nazionale.
Articolo 15 – BIS – IL VICE SEGRETARIO ORGANIZZATIVO/TESORIERE NAZIONALE
Il vice Segretario Organizzativo/Tesoriere nazionale è eletto dal Congresso nazionale con le stesse modalità del Segretario generale.
Il vice Segretario Organizzativo/Tesoriere nazionale, che assume le funzioni di Vicario, coadiuva il Segretario Organizzativo/Tesoriere nazionale e lo sostituisce in sua assenza o impedimento o per sua delega. In caso di decadenza del Segretario organizzativo/Tesoriere nazionale il Vicario ne esercita le funzioni fino all’elezione del nuovo Segretario/organizzativo/Tesoriere nazionale.
E’ membro del Consiglio nazionale e della Segreteria nazionale.
Articolo 16 – IL CONSIGLIO NAZIONALE
Il Consiglio nazionale è l’organo di direzione politica del sindacato ed applica le scelte politiche e sindacali del Congresso nazionale.
– Dalla Segreteria nazionale
– Dalla Presidenza nazionale
– Dai Segretari regionali o dal loro vice – Dai Presidenti regionali
– Dai Responsabili delle commissioni nazionali di settore e tematiche di cui al successivo art. 16 bis
– Da un numero di membri eletti dal Congresso nazionale nella misura e con le modalità stabilite dal Congresso stesso e in misura idonea a garantire la rappresentatività nazionale geografica e la pluralità professionale.
Il numero dei membri elettivi non può essere comunque inferiore alla metà dei componenti totali del Consiglio stesso. Sono membri di diritto gli ex Segretari nazionali e gli ex Presidenti nazionali dei sindacati fondatori.
Partecipano alle riunioni del Consiglio nazionale, senza diritto di voto, i Probiviri nazionali.
I membri eletti del Consiglio Nazionale decadono dopo tre assenze consecutive ingiustificate alle riunioni ordinarie.
Il Consiglio nazionale viene presieduto dal Presidente nazionale, in sua assenza, dal vice Presidente.
Il Consiglio nazionale è indetto dal Presidente nazionale almeno una volta all’anno o su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti.
Completa l’elezione della Direzione nazionale secondo le modalità del successivo articolo 16 ter. Elegge inoltre il Presidente nazionale, il vice-Presidente nazionale, i vice Segretari nazionali, il Segretario organizzativo/Tesoriere nazionale e il vice Segretario organizzativo/Tesoriere nazionale, nel caso di decadenza dai rispettivi mandati per qualunque motivo, nell’intervallo tra i Congressi.
Nel caso dì decadenza per qualunque motivo del Segretario generale, il Presidente nazionale convocherà entro 90 giorni il Congresso nazionale per procedere all’elezione del nuovo Segretario generale.
Le sedute del Consiglio sono valide in prima convocazione quando è presente la maggioranza assoluta dei suoi componenti con diritto di voto. In seconda convocazione indipendentemente dal numero dei presenti.
Quando il Consiglio nazionale è chiamato a svolgere funzioni elettive è comunque richiesta la maggioranza assoluta dei componenti con diritto di voto.
Il Consiglio nazionale fissa le norme omogenee per tutto il territorio nazionale sull’entità e le modalità di pagamento delle quote associative di cui all’art. 2. Procede alla approvazione del bilancio nazionale (consuntivo e preventivo). Fissa la percentuale di ripartizione delle entrate derivanti dalle quote associative alle sedi regionali. Stabilisce inoltre la periodicità e le modalità delle rimesse alle Tesorerie regionali. Delle riunioni del Consiglio nazionale il Presidente, o suo delegato, redige il verbale.
Articolo 16 BIS – LE COMMISSIONI NAZIONALI DI SETTORE E TEMATICHE
Ogni area contrattuale di cui all’art.14, nonché il Sindacato nel suo complesso, si articola in commissioni nazionali di settore deliberate dal Consiglio nazionale. Di ogni commissione fanno parte almeno un rappresentante per regione individuato dalla rispettiva segreteria regionale e può essere integrata da altri componenti individuati dal Consiglio nazionale nell’ambito del settore di appartenenza.
Le commissioni tematiche sono deliberate in Direzione e durano per tutto il tempo ritenuto utile dalla Direzione nazionale. Tutte le commissioni di settore eleggono al proprio interno un Coordinatore che fa parte della Direzione nazionale. La direzione individua il coordinatore delle commissioni tematiche.
Articolo 16 TER – LA DIREZIONE NAZIONALE
La Direzione nazionale rappresenta l’organo di gestione politica del Sindacato e assume le decisioni per quelle questioni per le quali non sia possibile per ragioni di tempo e di opportunità la convocazione del Consiglio nazionale.
La Direzione nazionale rappresenta il momento di sintesi politica del Sindacato integrando le varie realtà geografiche, le varie realtà professionali e le varie competenze specifiche esistenti nel Sindacato stesso.
La Direzione nazionale è composta dalla Segreteria nazionale, dai coordinatori delle commissioni nazionali di settore e tematiche, dai segretari regionali e da un numero variabile, non superiore a 1/3 del totale, di componenti eletti dal Consiglio nazionale su proposta della Segreteria nazionale che in tale integrazione tiene conto delle realtà regionali, delle professionalità e delle competenze specifiche esistenti nel sindacato. Si riunisce almeno quattro volte all’anno.
Nomina la delegazione trattante per il rinnovo degli accordi e contratti collettivi nazionali privilegiando le specificità di settore.
La delegazione trattante è tenuta ad osservare le direttive della Segreteria nazionale ed a riferire costantemente sull’evoluzione dei lavori, attenendosi responsabilmente al mandato ricevuto. Essa è costituita da:
– Segretario generale (o da un suo vice);
– Responsabile dell’Area che tratta le questioni oggetto di trattativa;
– Coordinatori delle commissioni nazionali di settore ed eventuali ulteriori membri nominati dalla Direzione nazionale.
Articolo 17 – LA SEGRETERIA NAZIONALE
La Segreteria Nazionale è l’organo esecutivo del Sindacato ed è eletta dal Congresso, ne rappresenta armonicamente l’articolazione nei vari settori della medicina pubblica ed è composta, oltre che dal Segretario generale, dai vice Segretari nazionali, dal Segretario organizzativo/Tesoriere nazionale, dal vice Segretario organizzativo/Tesoriere nazionale e dai responsabili nazionali delle aree.
La Segreteria è convocata dal Segretario o, su sua delega, dal vice-Segretario vicario, almeno ogni due mesi. Inoltre, può essere convocata ogni qualvolta il Segretario nazionale lo ritenga opportuno, ovvero quando ne venga fatta richiesta da almeno 1/3 dei componenti la Segreteria.
La convocazione è indetta con preavviso di almeno 10 (dieci) giorni. Nei casi di particolare urgenza, mediante comunicazione anche telefonica con preavviso di almeno tre giorni.
Delle riunioni della Segreteria nazionale il Segretario generale o persona da lui designata redige il verbale. Le deliberazioni della Segreteria nazionale sono prese a maggioranza. In caso di parità di voti, prevale il voto del Segretario generale. Alle riunioni partecipa la Presidenza nazionale.
Articolo 18 – RESPONSABILI DI AREA
Il Responsabile di Area:
– Coadiuverà il Segretario nazionale in tutti gli incontri ufficiali per la salvaguardia dell’area rappresentata;
– Parteciperà alle trattative per la modifica delle leggi, convenzioni o accordi anche intersindacali che regolano il proprio specifico settore di interesse;
– Curerà gli spazi previsti sul giornale del Sindacato e sul Sito Internet in armonia con il comitato di redazione per la sua Area;
Artciolo 19 – COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
I revisori dei Conti, in numero di tre più due supplenti, sono eletti dal Congresso nazionale secondo le modalità stabilite dal Congresso stesso ed hanno il compito di verificare il bilancio amministrativo nazionale e quello delle singole Regioni. La carica di Revisore dei Conti è incompatibile con qualsiasi altra carica del sindacato.
Articolo 20 – COLLEGIO DEI PROBIVIRI
Il Collegio dei Probiviri è costituito da tre membri effettivi ed un supplente e viene eletto dal Congresso nazionale secondo le modalità stabilite dal Congresso stesso.
Ha il compito di dirimere ogni controversia tra gli associati al Sindacato, e tra questi e il Sindacato stesso. Esamina e giudica gli atti lesivi degli interessi e della dignità del Sindacato. Esamina e delibera sul rispetto del codice etico da parte di tutti gli iscritti.
Il Collegio dei probiviri può comminare le seguenti sanzioni: richiamo verbale, diffida, censura, sospensione, espulsione.
Il Collegio si riunisce su proposta del Consiglio nazionale o regionale o di altro organismo statutario del sindacato.
I Probiviri possono proporre alla Segreteria nazionale e Direzione nazionale il commissariamento delle sedi Regionali e periferiche in caso di gravi motivi.
La carica di Proboviro è incompatibile con qualsiasi altra carica del sindacato.
Articolo 21 – ORGANISMI REGIONALI
Il Congresso regionale discute e delibera la linea politica locale del Sindacato nell’ambito delle linee deliberate dal Congresso nazionale. Elegge il Presidente regionale, il vice Presidente regionale, il Segretario regionale, i due vice segretari regionali, il Segretario organizzativo/Tesoriere regionale e il Consiglio regionale, di norma con le stesse modalità previste per gli organismi nazionali.
Organizza poi l’ulteriore articolazione del sindacato secondo le modalità che nelle singole Regioni saranno ritenute opportune dal Congresso regionale privilegiando la pluralità professionale del Sindacato con riferimento all’assetto nazionale.
II Presidente Regionale rappresenta l’unità del sindacato ed è il garante della corretta applicazione dello statuto e dei regolamenti interni.
Partecipa alle riunioni della Segreteria regionale, convoca e presiede il Consiglio regionale e il Congresso regionale.
Collabora col Presidente nazionale, su richiesta di quest’ultimo, nelle funzioni proprie della presidenza nazionale.
Il Congresso regionale è formato da tutti gli iscritti al sindacato di quella Regione o da delegati eletti in assemblee locali secondo modalità stabilite dal Consiglio regionale.
Il Consiglio regionale è composto dalla Segreteria regionale e da tutti i Segretari o responsabili aziendali o provinciali, oltre ad un numero di componenti elettivi deciso dal Congresso regionale.
Il Consiglio regionale definisce gli ambiti territoriali in cui si articolano le realtà locali, aziendali, multiaziendali o provinciali e ne stabilisce le quote finanziarie ad esse spettanti.
Per ogni altra questione si fa riferimento ai corrispondenti organismi nazionali.
Articolo 22 – ESERCIZIO FINANZIARIO
L’esercizio finanziario del Sindacato sì chiude al 31 dicembre di ogni anno. Le risorse finanziarie derivanti dalle quote associative vengono ripartite secondo le modalità stabilite dal Consiglio nazionale tra tesoreria nazionale e tesorerie regionali.
E’ compito del Consiglio regionale stabilire l’entità delle ripartizioni spettanti alle realtà aziendali, multiaziendali o provinciali.
Tutte le cariche sociali hanno la durata di quattro anni; tutte le cariche sociali sono ricoperte per un massimo di 3 mandati consecutivi.
I membri di tutti gli Organismi nazionali partecipano di diritto agli Organismi regionali ed aziendali di appartenenza. Per quanto non previsto dal presente statuto si fa riferimento alle norme del Codice civile e alla prassi corrente.
Articolo 24 – DELIBERAZIONI
Tutte le deliberazioni dei vari organi statutari saranno assunte con la maggioranza semplice, ove non diversamente specificato.
Per ogni controversia tra un associato ed il sindacato è competente il Foro di Roma.
Articolo 26 – REGOLAMENTO
Un apposito regolamento, modificabile dal Consiglio nazionale, norma alcune attività di rango non statutario, ma comunque obbligatorie.
Norma finale e transitoria 1
Tutto quanto previsto dal presente statuto entra in vigore a far data dal prossimo Congresso ordinario.
Norma finale e transitoria 2
Il presente statuto nazionale verrà approvato dal Congresso nazionale. A tal fine la Presidenza nazionale ne trasmette il testo base predisposto dall’apposita Commissione a tutti i delegati al Congresso almeno trenta giorni prima della celebrazione del Congresso stesso. Ogni delegato potrà far pervenire eventuali proposte di emendamento entro quindici giorni prima del Congresso. Gli emendamenti, istruiti dalla Commissione statuto, saranno discussi in Congresso. Non sarà ammessa la presentazione di emendamenti dopo la prevista scadenza o durante lo svolgimento del Congresso.