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Timestamp: 2020-06-05 20:29:00+00:00
Document Index: 83915365

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Sentenza Cassazione Civile n. 13498 del 30/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13498 del 30/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 30/06/2016, (ud. 19/05/2016, dep. 30/06/2016), n.13498
sul ricorso 28605-2014 proposto da:
A.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLE ACACIE
13 CENTRO CAF, presso lo studio dell’avvocato GIANCARLO DI GENIO,
INPS – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE, in persona del suo
rappresentato e difeso dagli Avvocati Gaetano De Ruvo, Daniela
Anziano, Samuela Pischedda, giusta procura speciale ai margini del
BANCA INTESA SAN PAOLO SPA, B.A.;
avverso la sentenza n. 3144/2014 del TRIBUNALE di S ALERNO del
20/06/2014, depositata il 25/06/2014;
udito l’Avvocato Samuela Pischedda difensore del resistente che si
Con la sentenza impugnata, il Tribunale di Salerno, ha accolto l’opposizione agli atti esecutivi proposta dall’avv. A.F. nei confronti dell’INPS, della Banca INTESA SAN PAOLO e della sig.ra B.A., avverso l’ordinanza di assegnazione emessa dal G.E. del Tribunale di Salerno in data 02/08/07 nell’ambito della procedura esecutiva presso terzi n. 1561/07 R.G.E. Il Tribunale ha ritenuto errata la mancata distrazione in favore del difensore avv. A., da parte del Giudice dell’esecuzione, di spese e competenze della procedura esecutiva. Ha perciò accolto il corrispondente motivo di opposizione dell’opponente avv. A. ed ha dichiarato illegittima l’ordinanza di assegnazione; ha invece dichiarato non ripetibili le spese del giudizio di opposizione, ritenendo la carenza di qualsivoglia responsabilità per l’emissione del provvedimento contestato in capo agli opposti, per di più rimasti contumaci.
Il ricorso per Cassazione è svolto con tre motivi. La resistente INPS si difende con controricorso.
1.- Col primo motivo si denuncia “violazione e falsa applicazione degli artt. 91 e 92 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3”.
Il ricorrente, al fine di censurare la statuizione di irripetibilità delle spese di lite, assume che l’art. 92 c.p.c., comma 1, consente di escludere dalla ripetizione le spese sostenute dalla parte vincitrice solo se eccessive o superflue, mentre ciò non sarebbe nel caso di specie.
1.1.- Il motivo è inammissibile, poichè non coglie la ratio decidendi della sentenza impugnata. Questa è evidentemente basata sull’art. 92 c.p.c., comma 2, soltanto che il giudice ha fatto ricorso al concetto di irripetibilità piuttosto che a quello di compensazione, per la mancata costituzione in giudizio delle parti soccombenti.
2.- Col secondo motivo, è dedotta violazione e falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., nonchè violazione dell’art. 112 c.p.c. e nullità della sentenza, in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4.
2.1.- Il motivo è infondato sotto entrambi i profili.
Non vi è affatto omessa pronuncia sul regolamento delle spese poichè, come detto, queste sono state regolate mediante compensazione, lasciando quindi a carico della parte, pur vittoriosa, le spese anticipate.
2.2.- Non vi è violazione del principio della soccombenza espresso dall’art. 91 cod. proc. civ., poichè questa si ha soltanto qualora la parte vittoriosa sia condannata a rimborsare le spese della parte soccombente, non anche quando il giudice addivenga ad una decisione di compensazione – che, per definizione, presuppone che la parte le cui spese vengono compensate sia quella infine vittoriosa, in tutto o in parte.
Il secondo motivo va perciò rigettato.
3.- Con il terzo ed ultimo motivo, è dedotta violazione e falsa applicazione degli artt. 91 e 92 c.p.c. (vecchia e nuova formulazione), in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, in quanto secondo il ricorrente, il Tribunale salernitano, disponendo per la compensazione delle spese di giudizio, ha fatto un cattivo uso del potere a lui concesso dall’art. 92 c.p.c., fornendone anche una motivazione illogica e contraddittoria.
3.1.- Il motivo è manifestamente infondato.
Trattandosi di giudizio introdotto con ricorso depositato prima del 4 luglio 2009, il testo dell’art. 92 c.p.c., comma 2, applicabile è quello risultante dalla modifica apportata al testo originario dalla L. n. 263 del 2005, art. 2, comma 1, lett. a), ai sensi del quale il giudice può compensare le spese se “concorrono altri giusti motivi indicati nella motivazione” (cfr., da ultimo, Cass. n. 11284/15).
Il testo di legge, che è stato introdotto, in sostituzione di quello appena riportato, dalla L. n. 69 del 2009, art. 45, comma 2 si applica infatti ai giudizi introdotti dopo il 4 luglio 2009, data di entrata in vigore di tale ultima legge (L. n. 69 del 2009, art. 58, comma 1). Non sono perciò pertinenti le considerazioni ed i richiami giurisprudenziali riferibili esclusivamente a quest’ultimo testo (come la decisione di cui a Cass. S.U. n. 2752/12, a sua volta richiamata da Cass. n. 21808/14 riportata in ricorso).
Orbene, l’art. 92 c.p.c., comma 2, nel testo applicabile, è stato rispettato. Infatti, sono esplicitati in motivazione i giusti motivi di compensazione (cfr. Cass. ord. n. 20324/10 ed altre).
Dato ciò, il riferimento, oltre che alla particolarità della vicenda, alla “carenza di qualsivoglia responsabilità” da parte degli opposti (a causa della riferibilità ad un errore del giudice della mancata distrazione) ed alla contumacia degli stessi opposti (si da poter essere considerata espressione di un atteggiamento conciliativo: cfr. Cass. n. 17868/09) dà luogo ad una motivazione più che idonea a sopportare la valutazione della sussistenza dei giusti motivi di compensazione.
L’esame degli argomenti esposti nella memoria non offre elementi per modificare la proposta del relatore, soprattutto se si considera che le questioni oggetto di lite sono tali che ne sarebbe stata possibile la definizione anche in via stragiudiziale.
Il già evidenziato modesto rilievo delle questioni oggetto di lite induce a ritenere la sussistenza di giusti motivi per compensare le spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sesta sezione civile – 3 della Corte suprema di cassazione, il 19 maggio 2016.