Source: http://www.filcams.cgil.it/doc-finanziaria-2004-il-decretone-6-2/
Timestamp: 2018-12-11 23:37:57+00:00
Document Index: 177715344

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'in fine', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 11', 'art. 1']

“Doc” Finanziaria 2004, il decretone 6
ItaliaOggi (d o c u m e n t i)
Numero 280, pag. 81 del 26/11/2003
Finanziaria 2004 il decretone
Il testo del dl 269 commentato articolo per articolo
ItaliaOggi conclude la pubblicazione del testo del decreto legge 269 convertito in legge dalla camera dei deputati
7. Il comma 2 dell’articolo 97 della legge 23 dicembre 2000, n.388, è sostituito dal seguente:
´2. I soggetti portatori di gravi menomazioni fisiche permanenti, di gravi anomalie cromosomiche nonché i disabili mentali gravi con effetti permanenti sono esonerati da ogni visita medica, anche a campione, finalizzata all’accertamento della permanenza della disabilità. Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro della Salute, sono individuate le patologie rispetto alle quali sono esclusi gli accertamenti di controllo ed è indicata la documentazione sanitaria, da richiedere agli interessati o alle Commissioni mediche delle aziende sanitarie locali qualora non acquisita agli atti, idonea a comprovare l’invalidità’.
8. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze sono rimodulate la composizione ed i criteri di funzionamento della Commissione medica superiore e delle Commissioni mediche di verifica. Con il predetto decreto si prevede che il Presidente della Commissione medica superiore, già Commissione medica superiore e di invalidità civile, è nominato tra i componenti della Commissione stessa.
9. La Direzione Centrale degli Uffici Locali e dei Servizi del Tesoro subentra nell’esercizio delle funzioni residuate allo Stato in materia di invalidità civile, già di competenza del Ministero dell’Interno.
10. Per le finalità del presente articolo, ai fini del potenziamento dell’attività delle Commissioni mediche di verifica, è autorizzata la spesa di 2 milioni euro per l’anno 2003 e di 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2004. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2003-2005, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente ´Fondo speciale’ dello Stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2003, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
11. L’articolo 152 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie è sostituito dal seguente:
´Articolo 152. (Esenzione dal pagamento di spese, competenze e onorari nei giudizi per prestazioni previdenziali). Nei giudizi promossi per ottenere prestazioni previdenziali o assistenziali la parte soccombente, salvo comunque quanto previsto dall’articolo 96, primo comma, del codice di procedura civile, non può essere condannata al pagamento delle spese, competenze ed onorari quando risulti titolare, nell’anno precedente a quello della pronuncia, di un reddito imponibile ai fini IRPEF, risultante dall’ultima dichiarazione, pari o inferiore a due volte l’importo del reddito stabilito ai sensi degli articoli 76, commi da 1 a 3, e 77 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115. L’interessato che, con riferimento all’anno precedente a quello di instaurazione del giudizio, si trova nelle condizioni indicate nel presente articolo formula apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione nelle conclusioni dell’atto introduttivo e si impegna a comunicare, fino a che il processo non sia definito, le variazioni rilevanti dei limiti di reddito verificatesi nell’anno precedente. Si applicano i commi 2 e 3 dell’articolo 79 e l’articolo 88 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002′.
1. A decorrere dal 1° gennaio 2004, i soggetti che, nell’ambito dell’associazione in partecipazione di cui agli articoli 2549, 2550, 2551, 2552, 2553, 2554 del Codice Civile, conferiscono prestazioni lavorative i cui compensi sono qualificati come redditi da lavoro autonomo ai sensi dell’articolo 49, comma 2, lettera c), del DPR 22 dicembre 1986, n.917, e successive modificazioni e integrazioni, sono tenuti, con esclusione degli iscritti agli albi professionali, all’iscrizione in un’apposita gestione previdenziale istituita presso l’Inps, finalizzata all’estensione dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti.
2. Il contributo alla gestione di cui al comma 1 è pari al contributo pensionistico corrisposto alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.335, dai soggetti non iscritti ad altre forme di previdenza. Il 55 per cento del predetto contributo è posto a carico dell’associante ed il 45 per cento è posto a carico dell’associato. Il contributo è applicato sul reddito delle attività determinato con gli stessi criteri stabiliti ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, quale risulta dalla relativa dichiarazione annuale dei redditi e dagli accertamenti definitivi.
3. Hanno diritto all’accreditamento di tutti i contributi mensili, relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il versamento, i soggetti che abbiano corrisposto un contributo non inferiore a quello calcolato sul minimale di reddito stabilito dall’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n.233, e successive modificazioni e integrazioni.
4. In caso di contribuzione annua inferiore all’importo di cui al comma 2, i mesi di assicurazione da accreditare sono ridotti in proporzione alla somma versata. I contributi come sopra determinati sono attribuiti temporalmente all’inizio dell’anno solare fino a concorrenza di dodici mesi nell’anno.
5. Per il versamento del contributo di cui al comma 2, si applicano le modalità ed i termini previsti per i collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla gestione di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.335, e successive modificazioni ed integrazioni.
7. Ai soggetti di cui al comma 1 si applicano esclusivamente le disposizioni in materia di requisiti di accesso e calcolo del trattamento pensionistico previsti dalla legge 8 agosto 1995, n.335, per i lavoratori iscritti per la prima volta alle forme di previdenza successivamente al 31 dicembre 1995.
9. Con decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze è definito l’assetto organizzativo e funzionale della gestione e del rapporto assicurativo, in base alla legge 9 marzo 1989, n.88, al decreto legislativo 30 giugno 1994, n.479, e alla legge 2 agosto 1990, n.233, e successive modificazioni e integrazioni.
1. L’articolo 9, comma 6, della legge 11 marzo 1988, n.67, e successive modificazioni e integrazioni, si interpreta nel senso che le agevolazioni di cui al comma 5 del medesimo articolo 9, così come sostituito dall’articolo 11 della legge 24 dicembre 1993, n.537, non sono cumulabili con i benefici di cui al comma 1 dell’articolo 14 della legge 1° marzo 1986, n. 64, e successive modificazioni, e al comma 6 dell’articolo 1 del decreto legge 30 dicembre 1987, n.536, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988, n.48, e successive modificazioni e integrazioni.
2. A decorrere dal 1° gennaio 2004, ai fini della tutela previdenziale, i produttori di 3° e 4° gruppo di cui agli articoli 5 e 6 del contratto collettivo per la disciplina dei rapporti fra agenti e produttori di assicurazione del 25 maggio 1939 sono iscritti all’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti degli esercenti attività commerciali. Nei confronti dei predetti soggetti non trova applicazione il livello minimo imponibile previsto ai fini del versamento dei contributi previdenziali dall’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n.233, e si applica, indipendentemente dall’anzianità contributiva posseduta, il sistema di calcolo contributivo di cui all’articolo 1 della legge 8 agosto 1995, n.335. Gli stessi possono chiedere, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, di regolarizzare, al momento dell’iscrizione all’Inps, i contributi relativi a periodi durante i quali abbiano svolto l’attività di produttori di terzo e quarto gruppo, risultanti da atti aventi data certa, nel limite dei cinque anni precedenti il 1° gennaio 2004. L’importo dei predetti contributi è maggiorato di un interesse annuo in misura pari al tasso ufficiale di riferimento. Il pagamento può essere effettuato, a richiesta degli interessati, in rate mensili, non superiori a trentasei, con l’applicazione del tasso ufficiale di riferimento maggiorato di due punti. I contributi comunque versati da tali soggetti alla gestione commercianti rimangono acquisiti alla gestione stessa. A decorrere dal 1 gennaio 2004 i soggetti esercenti attività di lavoro autonomo occasionale e gli incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, sono iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, solo qualora il reddito annuo derivante da dette attività sia superiore ad euro 5.000. Per il versamento del contributo da parte dei soggetti esercenti attività di lavoro autonomo occasionale si applicano le modalità ed i termini previsti per i collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla predetta gestione separata.
3. All’articolo 14 del decreto legge 31 dicembre 1996, n.669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n.30, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, il secondo periodo è sostituito dal seguente: ´prima di tale termine il creditore non può procedere ad esecuzione forzata né alla notifica di atto di precetto’;
b) sostituire il comma 1-bis è sostituito dal seguente:
´1-bis. Gli atti introduttivi del giudizio di cognizione, gli atti di precetto nonché gli atti di pignoramento e sequestro devono essere notificati a pena di nullità presso la struttura territoriale dell’Ente pubblico nella cui circoscrizione risiedono i soggetti privati interessati e contenere i dati anagrafici dell’interessato, il codice fiscale ed il domicilio. Il pignoramento di crediti di cui all’articolo 543 del codice di procedura civile promosso nei confronti di Enti ed Istituti esercenti forme di previdenza ed assistenza obbligatorie organizzati su base territoriale deve essere instaurato, a pena di improcedibilità rilevabile d’ufficio, esclusivamente innanzi al giudice dell’esecuzione della sede principale del Tribunale nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio giudiziario che ha emesso il provvedimento in forza del quale la procedura esecutiva è promossa. Il pignoramento perde efficacia quando dal suo compimento è trascorso un anno senza che sia stata disposta l’assegnazione. L’ordinanza che dispone ai sensi dell’articolo 553 del codice di procedura civile l’assegnazione dei crediti in pagamento perde efficacia se il creditore procedente, entro il termine di un anno dalla data in cui è stata emessa, non provvede all’esazione delle somme assegnate’.
4. L’azione giudiziaria relativa al pagamento degli accessori del credito in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie, di cui al primo comma dell’articolo 442 del codice di procedura civile, può essere proposta solo dopo che siano decorsi 120 giorni da quello in cui l’attore ne abbia richiesto il pagamento alla sede tenuta all’adempimento a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, contenente i dati anagrafici, residenza e il codice fiscale del creditore, nonché i dati necessari per l’identificazione del credito.
5. Al fine di contrastare il lavoro sommerso e l’evasione contributiva, le aziende, istituti, enti e società che stipulano contratti di somministrazione di energia elettrica o di forniture di servizi telefonici, nonché le società ad esse collegate, sono tenute a rendere disponibili agli Enti pubblici gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie i dati relativi alle utenze contenuti nei rispettivi archivi. Le modalità di fornitura dei dati, anche mediante collegamenti telematici, sono definite con apposite convenzioni da stipularsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Le stesse convenzioni prevederanno il rimborso dei soli costi diretti sostenuti per la fornitura dei dati. Gli Enti previdenziali in possesso dei dati personali e identificativi acquisiti per effetto delle predette convenzioni, in qualità di titolari del trattamento, ne sono responsabili ai sensi dell’articolo 29 del dlgs 30 giugno 2003, n.196.
6. L’articolo unico, secondo comma, della legge 13 agosto 1980, n.427, e successive modificazioni, si interpreta nel senso che, nel corso di un anno solare, il trattamento di integrazione salariale compete, nei limiti dei massimali ivi previsti, per un massimo di dodici mensilità, comprensive dei ratei di mensilità aggiuntive.
7. È fatto obbligo ai datori di lavoro che assumono operai agricoli a tempo determinato di integrare i dati forniti all’atto dell’avviamento al lavoro con l’indicazione del tipo di coltura praticata o allevamento condotto, nonché il fabbisogno di manodopera occorrente nell’anno, calcolata sulla base dei valori medi d’impiego di manodopera, conformemente a quanto previsto dall’articolo 8 della legge 12 marzo 1968, n.334.
8. A decorrere dal 1° gennaio 2004 le domande di iscrizione alle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura delle imprese artigiane, nonché di quelle esercenti attività commerciali di cui all’articolo 1, comma 202 e seguenti, della legge 23 dicembre 1996, n.662, hanno effetto, sussistendo i presupposti di legge, anche ai fini dell’iscrizione agli Enti previdenziali e del pagamento dei contributi e premi agli stessi dovuti. A tal fine le Camere di Commercio, Industria Artigianato e Agricoltura integrano la modulistica in uso con gli elementi indispensabili per l’attivazione automatica dell’iscrizione agli Enti previdenziali, secondo le indicazioni dagli stessi fornite. Le Camere di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura, attraverso la struttura informatica di Unioncamere, trasmettono agli Enti previdenziali le risultanze delle nuove iscrizioni, nonché le cancellazioni e le variazioni relative ai soggetti tenuti all’obbligo contributivo, secondo modalità di trasmissione dei dati concordate tra le parti. Entro 30 giorni dalla data della trasmissione, gli Enti previdenziali notificano agli interessati l’avvenuta iscrizione e richiedono il pagamento dei contributi dovuti ovvero notificano agli interessati le cancellazioni e le variazioni intervenute. A partire dal 1° gennaio 2004 i soggetti interessati dal presente comma sono esonerati dall’obbligo di presentare apposita richiesta di iscrizione agli Enti previdenziali. Entro l’anno 2004 gli Enti previdenziali allineano i propri archivi alle risultanze del Registro delle imprese anche in riferimento alle domande di iscrizione, cancellazione e variazione prodotte anteriormente al 1° gennaio 2004. È abrogata la disposizione contenuta nell’ultimo periodo dell’articolo 1, comma 3, del decreto legge 15 gennaio 1993, n.6, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 marzo 1993, n.63, concernente l’impugnazione dei provvedimenti adottati dalle Commissioni provinciali dell’artigianato.
9. A partire dalle retribuzioni corrisposte con riferimento al mese di gennaio 2005, i sostituti d’imposta tenuti al rilascio della certificazione di cui all’articolo 4, commi 6-ter e 6-quater, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n.322, e successive modificazioni, trasmettono mensilmente in via telematica, direttamente o tramite gli incaricati di cui all’articolo 3, commi 2-bis e 3, del decreto del Presidente della repubblica 27 luglio 1998, n.322, all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps) i dati retributivi e le informazioni necessarie per il calcolo dei contributi, per l’implementazione delle posizioni assicurative individuali e per l’erogazione delle prestazioni, entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di riferimento. Tale disposizione si applica anche nei confronti dell’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica (Inpdap) con riferimento ai sostituti d’imposta tenuti al rilascio della certificazione di cui all’articolo 4, commi 6-ter e 6-quater, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n.322, e successive modificazioni, il cui personale è iscritto al medesimo Istituto. Entro il 30 giugno 2004 gli enti previdenziali provvederanno ad emanare le istruzioni tecniche e procedurali necessarie per la trasmissione dei flussi informativi ed attiveranno una sperimentazione operativa con un campione significativo di aziende, enti o amministrazioni, distinto per settori di attività o comparti, che dovrà concludersi entro il 30 settembre 2004. A decorrere dal 1° gennaio 2004, al fine di garantire il monitoraggio dei flussi finanziari relativi alle prestazioni sociali erogate, i datori di lavoro soggetti alla disciplina prevista dal decreto ministeriale 5 febbraio 1969, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.67 del 13 marzo 1969, e successive modificazioni ed integrazioni, sono tenuti a trasmettere per via telematica le dichiarazioni di pertinenza dell’Inps, secondo le modalità stabilite dallo stesso Istituto.
9-bis. Il comma 7 dell’articolo 41 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 è sostituito dal seguente: ´7. Per gli anni 2004-2007 le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 6, 7 e 8 del decreto legge 11 giugno 2002, n. 108, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2002, n. 172, si applicano anche ai lavoratori licenziati da enti non commerciali operanti nelle aree individuate ai sensi degli obiettivi 1 e 2 del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio del 21 giugno 1999, con un organico superiore alle 2.000 unità lavorative, nel settore della sanità privata ed in situazione di crisi aziendale in seguito a processi di riconversione e ristrutturazione aziendale, nel limite massimo di 350 unità. Il trattamento economico, comprensivo della contribuzione figurativa e, ove spettanti, degli assegni per il nucleo familiare, è corrisposto in misura pari al massimo dell’indennità di mobilità prevista dalle leggi vigenti e per la durata di 48 mesi. Ai lavoratori di cui al presente comma si applicano ai fini del trattamento pensionistico, le disposizioni di cui all’articolo 11 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e relativa tabella A, nonché le disposizioni di cui all’articolo 598, commi 6 e 7, lettere a) e b), e 8 della legge 27 dicembre 1997, n. 449′.
9-ter. Al comma 8 dell’articolo 41 della legge 27 dicembre 2002, n.289 sono soppresse le parole: ´di 6.667.000 euro per l’anno 2003′. Al medesimo comma le parole: ´di 10.467.000 euro per l’anno 2004 e di 3.800.000 euro per l’anno 2005′ sono sostituite dalle seguenti: ´di 6.400.000 euro per gli anni 2004, 2005, 2006 e 2007′.
9-quater. Le dotazioni del Fondo di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito con modificazioni dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, sono incrementate nella misura di 2.600.000 euro per l’anno 2005 e di 6.400.000 euro per ciascuno degli anni 2006 e 2007. Agli oneri relativi agli anni 2005, 2006 e 2007 si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni per gli anni 2005 e 2006 dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell’ambito dell’unità previsione di base di conto corrente ´Fondo speciale’ dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo dicastero.
9-quinquies. I soggetti di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 16 settembre 1996, che non hanno presentato la domanda di accredito della contribuzione figurativa per i periodi anteriori al 1 gennaio 2002, secondo le modalità previste dall’articolo 3 del medesimo decreto legislativo, e successive modificazioni, possono esercitare tale facoltà entro il 31 marzo 2004.
Aliquota contributiva dei lavoratori iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335
1. Con effetto dal 1° gennaio 2004 l’aliquota contributiva pensionistica per gli iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.335, che non risultino assicurati presso altre forme obbligatorie, è stabilita in misura identica a quella prevista per la gestione pensionistica dei commercianti. Per gli anni successivi, ad essa si applicano gli incrementi previsti dall’articolo 59, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n.449, fino al raggiungimento dell’aliquota di 19 punti percentuali.
Sanzioni per rendere effettivo l’obbligo per i comuni di comunicare all’Inps gli elenchi dei defunti
1. Al responsabile dell’Ufficio Anagrafe del Comune, nel caso di violazione dell’obbligo di comunicazione dei decessi previsto dall’articolo 34 della legge 21 luglio 1965, n.903, e dall’articolo 31, comma 19, della legge 27 dicembre 2002, n.289, si applica la sanzione pecuniaria da 100 euro a 300 euro.
Benefici previdenziali ai lavoratori esposti all’amianto
1. A decorrere dal 1° ottobre 2003, il coefficiente stabilito dall’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n.257, è ridotto da 1,5 a 1,25. Con la stessa decorrenza, il predetto coefficiente moltiplicatore si applica ai soli fini della determinazione dell’importo delle prestazioni pensionistiche e non della maturazione del diritto di accesso alle medesime.
3. Con la stessa decorrenza prevista al comma 1, i benefici di cui al comma 1, sono concessi ai lavoratori che, per un periodo non inferiore a dieci anni, sono stati esposti all’amianto in concentrazione media annua non inferiore a 100 fibre/litro come valore medio su otto ore al giorno. I predetti limiti non si applicano ai lavoratori per i quali sia stata accertata una malattia professionale a causa dell’esposizione all’amianto, ai sensi del testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, approvato con dpr 30 giugno 1965, n.1124.
5. I lavoratori che intendano ottenere il riconoscimento dei benefici di cui al comma 1, compresi quelli a cui è stata rilasciata certificazione dall’Inail prima del 1° ottobre 2003, devono presentare domanda alla Sede Inail di residenza entro 180 giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale di cui al comma 6, a pena di decadenza del diritto agli stessi benefici.
6-bis. Sono comunque fatte salve le previgenti disposizioni per i lavoratori che abbiano già maturato, alla data di entrata in vigore del presente decreto, il diritto al trattamento pensionistico anche in base ai benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8, della legge n. 257 del 1992, nonché coloro che alla data di entrata in vigore del presente decreto, fruiscano dei trattamenti di mobilità, ovvero che abbiano definito la risoluzione del rapporto di lavoro in relazione alla domanda di pensionamento.
6-ter. I soggetti cui sono stati estesi, sulla base del presente articolo, i benefici previdenziali di cui alla legge 27 marzo 1992, n. 257, come rideterminati sulla base del presente articolo, qualora siano destinatari di benefici previdenziali che comportino, rispetto ai regimi pensionistici di appartenenza, l’anticipazione dell’accesso al pensionamento, ovvero l’aumento dell’anzianità contributiva, hanno facoltà di optare tra i predetti benefici e quelli previsti dal presente articolo. Ai medesimi soggetti non si applicano i benefici di cui al presente articolo, qualora abbiano già usufruito dei predetti aumenti o anticipazioni alla data di entrata in vigore del presente decreto.
6-quater. All’onere relativo all’applicazione dei commi 6-bis e 6-ter, valutato in 75 milioni di euro annui, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’art. 1, comma 8, del decreto legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.
6-quinquies. In caso di indebito pensionistico derivante da sentenze con le quali sia stato riconosciuto agli interessati il beneficio pensionistico previsto dalla legge 27 marzo 1992, n. 257, riformate nei successivi gradi di giudizio in favore dell’ente previdenziale, non si da luogo al recupero degli importi ancora dovuti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
ACCORDO STATO REGIONI IN MATERIA SANITARIA
Tetto di spesa per l’assistenza farmaceutica
1. A decorrere dall’anno 2004, fermo restando quanto già previsto dall’articolo 5, comma 1, del decreto legge 18 settembre 2001, n.347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n.405, in materia di assistenza farmaceutica territoriale, l’onere a carico del Ssn per l’assistenza farmaceutica complessiva, compresa quella relativa al trattamento dei pazienti in regime di ricovero ospedaliero, è fissata, in sede di prima applicazione, al 16 per cento come valore di riferimento, a livello nazionale ed in ogni singola regione. Tale percentuale può essere rideterminata con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, tenuto conto di uno specifico flusso informativo sull’assistenza farmaceutica relativa ai farmaci a distribuzione diretta, a quelli impiegati nelle varie forme di assistenza distrettuale e residenziale nonché a quelli utilizzati nel corso di ricoveri ospedalieri, attivato a decorrere dal 1° gennaio 2004 sulla base di Accordo definito in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome. Il decreto, da emanarsi entro il 30 giugno 2004, tiene conto dei risultati derivanti dal flusso informativo dei dati.
2. Fermo restando che il farmaco rappresenta uno strumento di tutela della salute e che i medicinali sono erogati dal Servizio Sanitario Nazionale in quanto inclusi nei livelli essenziali di assistenza, al fine di garantire l’unitarietà delle attività in materia di farmaceutica e di favorire in Italia gli investimenti in ricerca e sviluppo, è istituita, con effetto dal 1° gennaio 2004, l’Agenzia Italiana del Farmaco, di seguito denominata Agenzia, sottoposta alle funzioni di indirizzo del Ministero della salute e alla vigilanza del Ministero della salute e del Ministero dell’economia e delle finanze.
3. L’Agenzia è dotata di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale. Alla stessa spettano, oltre che i compiti di cui al comma 5, compiti e funzioni di alta consulenza tecnica al Governo ed alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, in materia di politiche per il farmaco con riferimento alla ricerca, agli investimenti delle aziende in ricerca e sviluppo, alla produzione, alla distribuzione, alla informazione scientifica, alla regolazione della promozione, alla prescrizione, al monitoraggio del consumo, alla sorveglianza sugli effetti avversi, alla rimborsabilità e ai prezzi.
4. Sono organi dell’Agenzia da nominarsi con decreto del Ministro della salute:
b) il consiglio di amministrazione costituito da un Presidente designato dal Ministro della salute, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, e da quattro componenti di cui due designati dal Ministro della salute e due dalla predetta Conferenza permanente;
c) il collegio dei revisori dei conti costituito da tre componenti, di cui uno designato dal Ministro dell’economia e delle finanze, con funzioni di presidente, uno dal Ministro della salute e uno dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome.
5. L’Agenzia svolge i compiti e le funzioni della attuale Direzione Generale dei Farmaci e dei Dispositivi Medici, con esclusione delle funzioni di cui alle lettere b), c), d), e) ed f) del comma 3, dell’articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2003, n.129. In particolare all’Agenzia, nel rispetto degli accordi tra Stato e Regioni relativi al tetto programmato di spesa farmaceutica ed alla relativa variazione annua percentuale, è affidato il compito di:
a) promuovere la definizione di liste omogenee per l’erogazione e di linee guida per la terapia farmacologica anche per i farmaci a distribuzione diretta, per quelli impiegati nelle varie forme di assistenza distrettuale e residenziale nonché per quelli utilizzati nel corso di ricoveri ospedalieri;
b) monitorare, avvalendosi dell’Osservatorio sull’impiego dei medicinali (Osmed), coordinato congiuntamente dal Direttore generale dell’Agenzia o suo delegato e da un rappresentate designato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, e, in collaborazione con le Regioni e le Province autonome, il consumo e la spesa farmaceutica territoriale ed ospedaliera a carico del Ssn e i consumi e la spesa farmaceutica a carico del cittadino. I dati del monitoraggio sono comunicati mensilmente al Ministero dell’economia e delle finanze;
c) provvedere entro il 30 settembre di ogni anno, o semestralmente nel caso di sfondamenti del tetto di spesa di cui al comma 1, a redigere l’elenco dei farmaci rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale, sulla base dei criteri di costo e di efficacia in modo da assicurare, su base annua, il rispetto dei livelli di spesa programmata nei vigenti documenti contabili di finanza pubblica, nonché, in particolare, il rispetto dei livelli di spesa definiti nell’Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano in data 8 agosto 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 6 settembre 2001;
d) prevedere, nel caso di immissione di nuovi farmaci comportanti, a parere della struttura tecnico scientifica individuata dai decreti di cui al comma 13, vantaggio terapeutico aggiuntivo, in sede di revisione ordinaria del prontuario, una specifica valutazione di costo-efficacia, assumendo come termini di confronto il prezzo di riferimento per la relativa categoria terapeutica omogenea e il costo giornaliero comparativo nell’ambito di farmaci con le stesse indicazioni terapeutiche, prevedendo un premio di prezzo sulla base dei criteri previsti per la normativa vigente, nonché per i farmaci orfani;
e) provvedere alla immissione di nuovi farmaci non comportanti, a parere della predetta struttura tecnico scientifica individuata dai decreti di cui al comma 13, vantaggio terapeutico, in sede di revisione ordinaria del prontuario, solo se il prezzo del medesimo medicinale è inferiore o uguale al prezzo più basso dei medicinali per la relativa categoria terapeutica omogenea;
f) procedere in caso di superamento del tetto di spesa di cui al comma 1, in concorso con le misure di cui alle lettere b), c), d), e) del presente comma, a ridefinire, anche temporaneamente, nella misura del 60 per cento del superamento, la quota di spettanza al produttore prevista dall’articolo 1, comma 40, della legge 23 dicembre 1996, n.662. La quota di spettanza dovuta al farmacista per i prodotti rimborsati dal Servizio sanitario nazionale viene rideterminata includendo la riduzione della quota di spettanza al produttore, che il farmacista riversa al Servizio come maggiorazione dello sconto. Il rimanente 40 per cento del superamento viene ripianato dalle Regioni attraverso l’adozione di specifiche misure in materia farmaceutica, di cui all’articolo 4, comma 3 del decreto legge 18 settembre 2001, n.347, convertito con modificazioni dalla legge 16 novembre 2001, n.405, e costituisce adempimento ai fini dell’accesso all’adeguamento del finanziamento del Servizio sanitario nazionale, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legge 15 aprile 2002, n.63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n.112, e successive modificazioni;
l) provvedere, su proposta della struttura tecnico scientifica individuata dai decreti di cui al comma 13, entro il 30 giugno 2004 alla definitiva individuazione delle confezioni ottimali per l’inizio e il mantenimento delle terapie contro le patologie croniche con farmaci a carico del Ssn, provvedendo altresì alla definizione dei relativi criteri del prezzo. A decorrere dal settimo mese successivo alla data di assunzione del provvedimento da parte dell’Agenzia, il prezzo dei medicinali presenti nel Prontuario Farmaceutico Nazionale, per cui non si sia proceduto all’adeguamento delle confezioni ottimali deliberate dall’Agenzia, è ridotto del 30 per cento.
6. Le misure di cui al comma 5, lettere c), d), e), f) del comma 5 sono adottate con delibere del consiglio d’amministrazione, su proposta del direttore generale. Ai fini della verifica del rispetto dei livelli di spesa di cui al comma 1, alla proposta è allegata una nota tecnica avente ad oggetto gli effetti finanziari sul Ssn.
7. Dal 1° gennaio 2004, con decreto del Ministro della salute sono trasferite all’Agenzia le unità di personale già assegnate agli uffici della Direzione Generale dei Farmaci e Dispositivi Medici del Ministero della salute, le cui competenze transitano alla medesima Agenzia. Il personale trasferito non potrà superare il 60 per cento del personale in servizio alla data del 30 settembre 2003 presso la stessa Direzione Generale. Detto personale conserva il trattamento giuridico ed economico in godimento. A seguito del trasferimento del personale sono ridotte in maniera corrispondente le dotazioni organiche del Ministero della salute e le relative risorse sono trasferite all’Agenzia. In ogni caso le suddette dotazioni organiche non possono essere reintegrate. Resta confermata la collocazione nel comparto di contrattazione collettiva attualmente previsto per il personale trasferito ai sensi del presente comma. L’Agenzia può assumere, in relazione a particolari e motivate esigenze, cui non può far fronte con personale in servizio, e nei limiti delle proprie disponibilità finanziarie, personale tecnico o altamente qualificato, con contratti a tempo determinato di diritto privato. L’Agenzia può altresì avvalersi, nei medesimi limiti di disponibilità finanziaria, e comunque per un numero non superiore a 40 unità, ai sensi dell’articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n.127, di personale in posizione di comando dal Ministero della salute, dall’Istituto Superiore di sanità, nonché da altre Amministrazioni dello Stato, dalle Regioni, dalle Aziende sanitarie e dagli Enti pubblici di ricerca.
8. Agli oneri relativi al personale, alle spese di funzionamento dell’Agenzia e dell’Osservatorio sull’impiego dei medicinali (Osmed) di cui al comma 5, lettera b), punto 2, nonché per l’attuazione del programma di farmacovigilanza attiva di cui al comma 19, lettera b), si fa fronte:
b) mediante le entrate derivanti dalla maggiorazione del 20 per cento delle tariffe di cui all’articolo 5, comma 12, della legge 29 dicembre 1990, n.407 e successive modificazioni;
c) mediante eventuali introiti derivanti da contratti stipulati con l’Agenzia europea per la Valutazione dei Medicinali (Emea) e con altri organismi nazionali ed internazionali per prestazioni di consulenza, collaborazione, assistenza e ricerca.
10. Le risorse di cui al comma 8), lettere b) e c), sono versate nello stato di previsione dell’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al fondo di cui al comma 9.
11. Per l’utilizzo delle risorse di cui al comma 9 è autorizzata l’apertura di apposita contabilità speciale.
12. A decorrere dall’anno 2005, al finanziamento dell’Agenzia si provvede ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera d) della legge 5 agosto 1978, n.468, e successive modificazioni.
13. Con uno o più decreti del Ministro della salute, di concerto con il Ministro della funzione pubblica e con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono adottate le necessarie norme regolamentari per l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia, prevedendo che l’Agenzia per l’esplicazione delle proprie funzioni si organizza in strutture amministrative e tecnico scientifiche, compresa quella che assume le funzioni tecnico scientifiche già svolte dalla Commissione unica del farmaco e disciplinando i casi di decadenza degli organi anche in relazione al mantenimento dell’equilibrio economico finanziario del settore dell’assistenza farmaceutica.
14. La Commissione unica del farmaco cessa di operare a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 13 che regolamenta l’assolvimento di tutte le funzioni già svolte dalla medesima Commissione da parte degli organi e delle strutture dell’Agenzia.
15. Per quanto non diversamente disposto dal presente articolo si applicano le disposizioni di cui agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.300.
16. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.
17. Le Aziende farmaceutiche, entro il 30 aprile di ogni anno, producono all’Agenzia autocertificazione dell’ammontare complessivo della spesa sostenuta nell’anno precedente per le attività di promozione e della sua ripartizione nelle singole voci di costo, sulla base di uno schema approvato con decreto del Ministro della salute.
18. Entro la medesima data di cui al comma 17, le Aziende farmaceutiche versano, su apposito fondo istituito presso l’Agenzia, un contributo pari al 5 per cento delle spese autocertificate al netto delle spese per il personale addetto.
19. Le risorse confluite nel fondo di cui al comma 18 sono destinate dall’Agenzia:
a) per il 50 per cento, alla costituzione di un fondo nazionale per l’impiego, a carico del Ssn, di farmaci orfani per malattie rare e di farmaci che rappresentano una speranza di cura, in attesa della commercializzazione, per particolari e gravi patologie;
1) all’istituzione, nell’ambito delle proprie strutture, di un Centro di informazione indipendente sul farmaco;
3) alla realizzazione di ricerche sull’uso dei farmaci ed in particolare di sperimentazioni cliniche comparative tra farmaci, tese a dimostrare il valore terapeutico aggiunto, nonché sui farmaci orfani e salvavita, anche attraverso bandi rivolti agli Irccs, alle Università ed alle Regioni;
20. Al fine di garantire un migliore informazione al paziente, a partire dal 1° gennaio 2005, le confezioni dei medicinali devono contenere un foglietto illustrativo ben leggibile e comprensibile, con forma e contenuto autorizzati dall’Agenzia.
21. Fermo restando, quanto disposto dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 9, 11, 12, 14, 15 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.541, le Regioni provvedono, con provvedimento anche amministrativo, a disciplinare:
22. Il secondo periodo del comma 5 dell’articolo 12 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.541, è soppresso. È consentita ai medici di medicina generale ed ai pediatri di libera scelta la partecipazione a convegni e congressi con accreditamento Ecm di tipo educazionale su temi pertinenti, previa segnalazione alla struttura sanitaria di competenza. Presso tale struttura è depositato un registro con i dati relativi alle partecipazioni alle manifestazioni in questione e tali dati devono essere accessibili alle Regioni e all’Agenzia dei Farmaci di cui al comma 2.
23. Nel comma 6 dell’articolo 12 del citato decreto legislativo n.541 del 1992, le parole: ´ non comunica la propria motivata opposizione’ sono sostituite dalle seguenti ´comunica il proprio parere favorevole, sentita la Regione dove ha sede l’evento’. Nel medesimo comma sono altresì soppresse le parole: ´o, nell’ipotesi disciplinata dal comma 2, non oltre 5 giorni prima dalla data della riunione’.
24. Nel comma 3 dell’articolo 6, lettera b), del citato decreto legislativo n.541 del 1992, le parole da: ´otto membri a’ fino a: ´di sanità’ sono sostituite dalle seguenti: ´ un membro appartenente al Ministero della salute, un membro appartenente all’istituto Superiore di Sanità, due membri designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome’.
25. La procedura di attribuzione dei crediti Ecm deve prevedere la dichiarazione dell’eventuale conflitto di interessi da parte dei relatori e degli organizzatori degli eventi formativi.
26. Il rapporto di dipendenza o di convenzione con le strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale e con le strutture private accreditate è incompatibile con attività professionali presso le organizzazioni private di cui all’articolo 20, comma 3, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n.211.
27. All’articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 24 giugno 2003, n.211, sono apportate le seguenti modifiche:
a) nel primo capoverso le parole: ´all’autorità competente’ sono sostituite dalle seguenti: ´all’Agenzia italiana del farmaco, alla Regione sede della sperimentazione’;
´e) la dichiarazione di inizio, di eventuale interruzione e di cessazione della sperimentazione, con i dati relativi ai risultati conseguiti e le motivazioni dell’eventuale interruzione’.
28. Con accordo sancito in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, sono definiti gli ambiti nazionale e regionali dell’accordo collettivo per la disciplina dei rapporti con le farmacie, in coerenza con quanto previsto dal presente articolo.
29. Salvo diversa disciplina regionale, a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il conferimento delle sedi farmaceutiche vacanti o di nuova istituzione ha luogo mediante l’utilizzazione di una graduatoria regionale dei farmacisti risultati idonei, risultante da un concorso unico regionale, per titoli ed esami, bandito ed espletato dalla Regione ogni quattro anni.
30. A decorrere dalla data di insediamento degli organi dell’Agenzia, di cui al comma 4, sono abrogate le disposizioni di cui all’articolo 3, comma 9-ter, del decreto legge 15 aprile 2002, n.63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n.112. A decorrere dalla medesima data sono abrogate le norme previste dall’articolo 9, commi 2 e 3, del decreto legge 8 luglio 2002, n.138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n.178.
31. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, all’articolo 7 comma 1 del decreto legge 18 settembre 2001, n.347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n.405, sono soppresse le parole: ´tale disposizione non si applica ai medicinali coperti da brevetto sul principio attivo’.
32. Dal 1° gennaio 2005, lo sconto dovuto dai farmacisti al Ssn in base all’articolo 1, comma 40, della legge 23 dicembre 1996, n.662, come modificato dall’articolo 52, comma 6, della legge 27 dicembre 2002, n.289, si applica a tutti i farmaci erogati in regime di Ssn, fatta eccezione per l’ossigeno terapeutico e per i farmaci, siano essi specialità o generici, che abbiano un prezzo corrispondente a quello di rimborso così come definito dall’articolo 7, comma 1, del decreto legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405.
33. Dal 1° gennaio 2004 i prezzi dei prodotti rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale sono determinati mediante contrattazione tra Agenzia e Produttori secondo le modalità e i criteri indicati nella Delibera Cipe 1° febbraio 2001, n. 3, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 28 marzo 2001.
34. Fino all’insediamento degli Organi dell’Agenzia, le funzioni e i compiti ad essa affidati, sono assicurati dal Ministero della salute e i relativi provvedimenti sono assunti con decreto del Ministro della salute.
1. Al fine di agevolare l’esternalizzazione dei servizi ausiliari da parte delle aziende ospedaliere e delle aziende sanitarie locali, le maggiori entrate corrispondenti all’Iva gravante sui servizi, originariamente prodotti all’interno delle predette aziende, e da esse affidati, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, a soggetti esterni all’amministrazione affluiscono ad un fondo istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze. Sono, comunque, preliminarmente detratte le quote dell’imposta spettanti all’Unione europea, nonché quelle attribuite alle Regioni, a decorrere, per le Regioni a statuto ordinario, dalla definitiva determinazione dell’aliquota di compartecipazione regionale all’imposta sul valore aggiunto di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n.56, ed alle Province autonome di Trento e Bolzano. Le procedure e le modalità per l’attuazione del presente comma nonché per la ripartizione del fondo sono stabilite con decreto di natura non regolamentare, adottato dal Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.
2. All’onere derivante dal presente articolo, valutato in 3 milioni di euro per l’anno 2003, 12 milioni di euro per l’anno 2004, 24 milioni di euro per l’anno 2005 e 36 milioni di euro a decorrere dall’anno 2006, si provvede con quota parte delle maggiori entrate recate dal presente decreto. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
1. Per potenziare il monitoraggio della spesa pubblica nel settore sanitario e delle iniziative per la realizzazione di misure di appropriatezza delle prescrizioni, nonché per l’attribuzione e la verifica del budget di distretto, di farmacovigilanza e sorveglianza epidemiologica, il Ministero dell’economia e delle finanze, con decreto adottato di concerto con il Ministero della salute e con la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, definisce i parametri della Tessera del cittadino (Tc); il Ministero dell’economia e delle finanze cura la generazione e la progressiva consegna della Tc, a partire dal 1° gennaio 2004, a tutti i soggetti già titolari di codice fiscale nonché ai soggetti che fanno richiesta di attribuzione del codice fiscale ovvero ai quali lo stesso è attribuito d’ufficio. La Tc reca in ogni caso il codice fiscale del titolare, anche in codice a barre nonché in banda magnetica, quale unico requisito necessario per l’accesso alle prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn).
2. Il Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute, entro il 15 dicembre 2003 approva i modelli di ricettari medici standardizzati e di ricetta medica a lettura ottica, ne cura la successiva stampa e distribuzione alle Unità sanitarie locali, alle aziende ospedaliere e, ove autorizzati dalle Regioni, agli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico ed ai policlinici universitari, che provvedono ad effettuarne la consegna individuale a tutti i medici del Ssn abilitati dalla Regione ad effettuare prescrizioni, da tale momento responsabili della relativa custodia. I modelli equivalgono a stampati per il fabbisogno delle amministrazioni dello Stato.
3. Il modello di ricetta è stampato su carta filigranata ai sensi del decreto del Ministro della sanità 11 luglio 1988, n. 350, e, sulla base di quanto stabilito dal medesimo decreto, riproduce le nomenclature e i campi per l’inserimento dei dati prescritti dalle vigenti disposizioni in materia. Il vigente codice a barre è sostituito da un analogo codice che esprime il numero progressivo regionale di ciascuna ricetta; il codice a barre è stampato sulla ricetta in modo che la sua lettura ottica non comporti la procedura di separazione del tagliando di cui all’articolo 87 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Sul modello di ricetta figura in ogni caso un campo nel quale, all’atto della compilazione, è riportato sempre il numero complessivo dei farmaci ovvero degli accertamenti specialistici prescritti. Nella compilazione della ricetta è sempre riportato il solo codice fiscale dell’assistito, in luogo del codice sanitario.
4. Le Unità sanitarie locali, le aziende ospedaliere e, ove autorizzati dalle Regioni, gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico ed i policlinici universitari consegnano i ricettari ai medici del Ssn di cui al comma 2, in numero definito, secondo le loro necessità, e comunicano immediatamente al Ministero dell’economia e delle finanze, in via telematica, il nome, il cognome, il codice fiscale dei medici ai quali è effettuata la consegna, l’indirizzo dello studio, del laboratorio ovvero l’identificativo della struttura sanitaria nei quali gli stessi operano, nonché la data della consegna e i numeri progressivi regionali delle ricette consegnate. Con provvedimento dirigenziale del Ministero dell’economia e delle finanze sono stabilite le modalità della trasmissione telematica.
5. Il Ministero dell’economia e delle finanze cura il collegamento, mediante la propria rete telematica, delle Unità sanitarie locali, delle aziende ospedaliere, degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e dei policlinici universitari di cui al comma 4, delle farmacie, pubbliche e private, dei presidi di specialistica ambulatoriale e degli altri presidi e strutture accreditati per l’erogazione dei servizi sanitari, di seguito denominati, ai fini del presente articolo, strutture di erogazione di servizi sanitari. Con provvedimento dirigenziale del Ministero dell’economia e delle finanze, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, sono stabiliti i parametri tecnici per la realizzazione del software certificato che deve essere installato dalle farmacie e dagli altri enti di cui al periodo precedente, in aggiunta ai programmi informatici dagli stessi ordinariamente utilizzati, per la trasmissione dei dati di cui ai commi 6 e 7; tra i parametri tecnici rientra quello della frequenza temporale di trasmissione dei dati predetti.
6. Le strutture di erogazione di servizi sanitari effettuano la rilevazione ottica e la trasmissione dei dati di cui al comma 7, secondo quanto stabilito nel predetto comma e in quelli successivi. Il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute, stabilisce, con decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, le regioni e le date a partire dalle quali le disposizioni del presente comma e di quelli successivi hanno progressivamente applicazione. Per l’acquisto e l’installazione del software di cui al comma 5, secondo periodo, alle farmacie private di cui al primo periodo del medesimo comma è riconosciuto un contributo pari ad euro 250, sotto forma di credito d’imposta fruibile anche in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, successivamente alla data nella quale il Ministero dell’economia e delle finanze comunica, in via telematica alle farmacie medesime avviso di corretta installazione e funzionamento del predetto software. Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi, nonché del valore della produzione dell’imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui all’articolo 63 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Al relativo onere, valutato in 4 milioni di euro per l’anno 2004, si provvede nell’ambito delle risorse di cui al comma 12.
7. All’atto della utilizzazione di una ricetta medica recante la prescrizione di farmaci, sono rilevati otticamente i codici a barre relativi al numero progressivo regionale della ricetta, ai dati delle singole confezioni dei farmaci acquistati nonché il codice a barre della Tc; sono comunque rilevati i dati relativi alla esenzione. All’atto della utilizzazione di una ricetta medica recante la prescrizione di prestazioni specialistiche, sono rilevati otticamente i codici a barre relativi al numero progressivo regionale della ricetta nonché il codice a barre della Tc; sono comunque rilevati i dati relativi alla esenzione nonché inseriti i codici del nomenclatore delle prestazioni specialistiche. In ogni caso, è previamente verificata la corrispondenza del codice fiscale del titolare della Tc con quello dell’assistito riportato sulla ricetta; in caso di assenza del codice fiscale sulla ricetta, quest’ultima non può essere utilizzata, salvo che il costo della prestazione venga pagato per intero. In caso di utilizzazione di una ricetta medica senza la contestuale esibizione della Tc, il codice fiscale dell’assistito è rilevato dalla ricetta.
8. I dati rilevati ai sensi del comma 7 sono trasmessi telematicamente al Ministero dell’economia e delle finanze; il software di cui al comma 5 assicura che gli stessi dati vengano rilasciati ai programmi informatici ordinariamente utilizzati dalle strutture di erogazione di servizi sanitari, fatta eccezione, relativamente al codice fiscale dell’assistito, per le farmacie, pubbliche e private. Il predetto software assicura altresì che in nessun caso il codice fiscale dell’assistito possa essere raccolto o conservato in ambiente residente, presso le farmacie, pubbliche e private, dopo la conferma della sua ricezione telematica da parte del Ministero dell’economia e delle finanze.
9. Al momento della ricezione dei dati trasmessi telematicamente ai sensi del comma 8, il Ministero dell’economia e delle finanze, con modalità esclusivamente automatiche, li inserisce in archivi distinti e non interconnessi, uno per ogni Regione, in modo che sia assolutamente separato, rispetto a tutti gli altri, quello relativo al codice fiscale dell’assistito. Con provvedimento dirigenziale del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute, adottato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabili i dati che le Regioni, nonché i Ministeri e gli altri enti pubblici di rilevanza nazionale che li detengono, trasmettono al Ministero dell’economia e delle finanze, con modalità telematica, nei trenta giorni successivi alla data di entrata in vigore del predetto provvedimento, per realizzare e diffondere in rete, alle Regioni e alle strutture di erogazione di servizi sanitari, l’allineamento dell’archivio dei codici fiscali con quello degli assistiti e per disporre le codifiche relative al prontuario farmaceutico nazionale e al nomenclatore ambulatoriale.
10. Al Ministero dell’economia e delle finanze non è consentito trattare i dati rilevati dalla Tc degli assistiti; allo stesso è consentito trattare gli altri dati di cui al comma 7 per fornire periodicamente alle Regioni gli schemi di liquidazione provvisoria dei rimborsi dovuti alle farmacie, ai dispensari, ai laboratori e agli altri enti erogatori di servizi sanitari. Gli archivi di cui al comma 9 sono resi disponibili all’accesso esclusivo, anche attraverso interconnessione, alle Unità sanitarie locali di ciascuna Regione per la verifica ed il riscontro dei dati occorrenti alla periodica liquidazione definitiva delle somme spettanti, ai sensi delle disposizioni vigenti, alle strutture di erogazione di servizi sanitari. Con protocollo approvato dal Ministero dell’economia e delle finanze, dal Ministero della salute d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e dalle Regioni, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, sono stabiliti i dati contenuti negli archivi di cui al comma 9 che possono essere trasmessi al Ministero della salute e alle Regioni, nonché le modalità di tale trasmissione.
11. L’adempimento regionale, di cui all’articolo 52, comma 4, lettera a), della legge 27 dicembre 2002, n. 289, ai fini dell’accesso all’adeguamento del finanziamento del Servizio sanitario nazionale per gli anni 2003, 2004 e 2005, si considera rispettato dall’applicazione delle disposizioni del presente articolo. Tale adempimento s’intende rispettato anche nel caso in cui le Regioni e le Province autonome dimostrino di aver realizzato direttamente nel proprio territorio sistemi di monitoraggio delle prescrizioni mediche nonché di trasmissione telematica al Ministero dell’economia e delle finanze di copia dei dati dalle stesse acquisiti, i cui standard tecnologici e di efficienza ed effettività, verificati d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze, risultino non inferiori a quelli realizzati in attuazione del presente articolo. Con effetto dall’1° gennaio 2004, tra gli adempimenti cui sono tenute le Regioni, ai fini dell’accesso all’adeguamento del finanziamento del Servizio sanitario nazionale relativo agli anni 2004 e 2005, è ricompresa anche l’adozione di tutti i provvedimenti che garantiscono la trasmissione al Ministero dell’economia e delle finanze, da parte delle singole Unità sanitarie locali e alle aziende ospedaliere, dei dati di cui al comma 4.
12. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la spesa di 50 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2003. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2003-2005, nell’ambito dell’unità previsionale di base di conto capitale ´Fondo speciale’ dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2003, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
13. Con decreti di natura non regolamentare del Ministro per l’innovazione e le tecnologie, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro dell’interno e con il Ministro della salute, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono stabile le modalità per il successivo e progressivo assorbimento, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato, della Tc nella carta nazionale dei servizi di cui all’articolo 52, comma 9, della legge 27 dicembre 2002, n. 289′.
1. Una quota del fondo per le aree sottoutilizzate di cui all’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n.289, per un importo pari a 350 milioni di euro, di cui 10 milioni di euro per l’anno 2004, 10 milioni di euro per l’anno 2005, e di 330 milioni di euro per l’anno 2006, è accantonata quale riserva premiale, da destinare alle aree sottoutilizzate delle Regioni che conseguono obiettivi di riequilibrio del disavanzo economico finanziario del settore sanitario. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, determina l’entità della riserva premiale di ciascuna Regione in base alla dimensione del rispettivo fabbisogno sanitario, nonché i criteri di assegnazione in relazione allo stato di attuazione della riduzione del deficit sanitario e tenendo conto dei piani di rientro formulati dalle singole Regioni interessate. All’eventuale assegnazione il Cipe provvede con le procedure previste dalla legge 30 giugno 1998, n.208.
1-bis. Alla Regione Sicilia, per la definizione dei rapporti finanziari pregressi fino al 31 dicembre 2001 con lo Stato, è riconosciuto, in applicazione dell’articolo 5 del Protocollo d’Intesa sottoscritto in data 10 maggio 2003 tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’economia e delle finanze e la Regione Sicilia, un limite di impegno quindicennale dell’importo di 65 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2004.
1-ter. All’onere recato dal comma 1-bis, pari a 65 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2004, si provvede, per ciascuno degli anni 2004 e 2005, mediante corrispondente utilizzo delle proiezioni per gli stessi anni dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2003-2005, nell’ambito dell’unità previsionale di base di conto capitale ´Fondo speciale’ dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2003, allo scopo utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero medesimo. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
1-quater. All’articolo 15 della legge 5 agosto 1978, n. 468, aggiungere, in fine, il seguente comma: ´Il Ministro dell’economia e delle finanze presenta al Parlamento, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento, a completamento della relazione previsionale e programmatica, un’unica relazione di sintesi sugli interventi realizzati nelle aree sottoutilizzate e sui risultati conseguiti, con particolare riguardo alla ricaduta occupazionale, alla coesione sociale e alla sostenibilità ambientale, nonché alla ripartizione territoriale degli interventi.
1-quinquies. Il comma 2 dell’articolo 20, della legge 17 maggio 1999, n. 144, è abrogato.
1. All’articolo 5, comma 1, del decreto legge 22 ottobre 2001, n. 381, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 dicembre 2001, n. 441, e successive modificazioni, le parole: ´è prorogato di due anni’, sono sostituite dalle seguenti: ´è prorogato di tre anni’.
2. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, pari a 38.734 euro per l’anno 2003 ed a 232.406 euro per l’anno 2004, si provvede mediante corrispondente riduzione delle autorizzazioni di spesa di cui al decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228.
Il comma 7 dell’articolo 42 modifica l’articolo 97 della Finanziaria 2001 (legge n. 388/00). La nuova norma stabilisce che i soggetti portatori di gravi menomazioni fisiche permanenti, di gravi anomalie cromosomiche nonché i disabili mentali gravi con effetti permanenti sono esonerati da ogni visita medica, anche a campione, finalizzata all’accertamento della permanenza della disabilità. Con decreto del ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro della salute sono individuate le patologie rispetto alle quali sono esclusi gli accertamenti di controllo ed è indicata la documentazione sanitaria, da richiedere agli interessati o alle commissioni mediche delle aziende sanitarie locali qualora non acquisita agli atti, idonea a comprovare l’invalidità.
Il comma 8 prevede che con apposito decreto di natura non regolamentare, il ministro delle finanze provveda alla rimodulazione della composizione e ai criteri di funzionamento della commissione medica superiore e di quelle di verifica, prevedendo inoltre che il presidente della prima sia nominato tra i componenti della commissione stessa. Il comma 9 dispone che la direzione centrale degli uffici locali e dei servizi del tesoro subentri nell’esercizio delle funzioni residuate allo stato in materia di invalidità civile, già di competenza del ministero dell’interno.
Il comma 10 stanzia le risorse finanziarie per il potenziamento dell’attività delle commissioni mediche di verifica, e autorizza la spesa di 2 milioni euro per l’anno 2003 e di 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2004.
Il comma 11 dell’articolo 42 modifica l’articolo 152 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e la nuova norma stabilisce che nei giudizi promossi per ottenere prestazioni previdenziali o assistenziali la parte soccombente non possa essere condannata al pagamento delle spese, competenze e onorari, quando risulti titolare, nell’anno precedente a quello della pronuncia, di un reddito imponibile ai fini Irpef pari o inferiore a due volte l’importo del reddito stabilito ai sensi degli articoli 76, commi da 1 a 3, e 77 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al dpr n. 115/02. A tal fine, l’interessato che, con riferimento all’anno precedente a quello di instaurazione del giudizio, si trova in queste condizioni economiche, è tenuto a formulare apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione nelle conclusioni dell’atto introduttivo e si impegna a comunicare, fino a che il processo non sia definito, le variazioni rilevanti dei limiti di reddito verificatesi nell’anno precedente.
Gli associati in partecipazione finiscono nell’Inps. L’articolo 43 prevede, con decorrenza dal prossimo anno, l’istituzione di un’apposita gestione previdenziale (simile alla gestione separata prevista per i co.co.co.) cui dovranno iscriversi tutti gli associati in partecipazione che conferiscono prestazioni lavorative, a esclusione degli iscritti in albi professionali. La nuova tutela è prevista a favore dei soggetti che prestano attività lavorativa in rapporti di associazione in partecipazione, e i cui compensi sono qualificabili come redditi da lavoro autonomo ai sensi dell’articolo 49, comma 2, lettera c, del dpr n. 917/86, salvo che non si tratti di soggetti iscritti agli albi professionali. La tutela assicurata ai lavoratori è esclusivamente quella pensionistica; in particolare, la nuova gestione previdenziale è finalizzata all’estensione dell’assicurazione generale obbligatoria (Ago) per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti (Ivs). Per vedere operativa la nuova gestione, occorrerà attendere apposito decreto del ministro del lavoro, emanato di concerto con il ministro dell’economica, che definirà l’assetto organizzativo e funzionale del rapporto assicurativo.
Per attuare la nuova tutela sarà istituita un’apposita gestione previdenziale all’Inps, alla stregua di quella già vigente per i lavoratori parasubordinati e i professionisti senza cassa. Funzionerà secondo il sistema contributivo (cioè secondo le regole previste per i lavoratori che si iscrivono per la prima volta a forme di previdenza dopo il 31 dicembre 1995), anche ai fini dell’individuazione dei requisiti di accesso e di calcolo del trattamento pensionistico. I soggetti destinatari della nuova assicurazione previdenziale, già titolari al 31 marzo 2004 di un rapporto di associazione in partecipazione, dovranno iscriversi all’Inps, effettuando un’apposita comunicazione all’istituto previdenziale entro la predetta data. Per i rapporti che avranno inizio successivamente, l’iscrizione dovrà essere contestuale all’avvio del rapporto associativo. Nella comunicazione andranno indicati la tipologia dell’attività svolta, i propri dati anagrafici, il codice fiscale e il proprio domicilio.
La misura del contributo è pari a quella prevista per la gestione separata dei co.co.co. ai fini della tutela pensionistica. L’onere sarà sostenuto in parte dall’associato e in parte dall’impresa associante; precisamente, il lavoratore sopporterà il 45% del contributo, mentre l’impresa il 55%. Per il versamento dei contributi si seguiranno le regole già previste per i collaboratori coordinati e continuativi (sarebbe stato opportuno, vista la somiglianza dei rapporti di lavoro, invece, l’applicazione delle regole di versamento previste per i professionisti senza cassa). Ciò significa, quindi, che sarà l’impresa a provvedere materialmente al pagamento delle somme dovute all’Inps, all’atto dell’erogazione dei compensi all’associato. La disposizione precisa che il versamento dovrà essere effettuato anche in relazione ai compensi erogati solamente a titolo di acconto sul risultato della partecipazione, salvo poi effettuare il conguaglio in sede di determinazione annuale dei redditi. La base imponibile da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo è il reddito imponibile risultante ai fini fiscali (Irpef), quale risulta dalla relativa dichiarazione dei redditi e dagli accertamenti definitivi.
L’articolo 44 contiene varie disposizioni in materia previdenziale. Tra l’altro, prevede che a decorrere dal 1° gennaio 2004, ai fini della tutela previdenziale, i produttori di 3° e 4° gruppo di cui agli articoli 5 e 6 del contratto collettivo per la disciplina dei rapporti fra agenti e produttori di assicurazione del 25 maggio 1939 sono iscritti all’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti degli esercenti attività commerciali. In ogni caso, nei confronti dei tali soggetti non trova applicazione il livello minimale contributivo e si applica, indipendentemente dall’anzianità contributiva posseduta, il sistema di calcolo contributivo. Questi soggetti, inoltre, possono chiedere, entro sei mesi, di regolarizzare, al momento dell’iscrizione all’Inps, i contributi relativi a periodi durante i quali abbiano svolto l’attività di produttori di terzo e quarto gruppo, risultanti da atti aventi data certa, nel limite dei cinque anni precedenti il 1° gennaio 2004. L’importo dei predetti contributi è maggiorato di un interesse annuo in misura pari al tasso ufficiale di riferimento. Il pagamento può essere effettuato, a richiesta degli interessati, in rate mensili, non superiori a 36, con l’applicazione del tasso ufficiale di riferimento maggiorato di due punti. I contributi comunque versati alla gestione commercianti rimangono acquisiti alla gestione stessa.
Gli ultimi due periodi del comma 2, dell’articolo 44 in esame, prevedono che, a decorrere dal 1° gennaio 2004, i soggetti esercenti attività di lavoro autonomo occasionale e gli incaricati alle vendite a domicilio siano obbligati all’iscrizione, e contribuzione, alla gestione separata dell’Inps solo qualora il reddito annuo derivante dalle relative attività superi i 5 mila. Per il versamento del contributo da parte dei soggetti esercenti attività di lavoro autonomo occasionale, per i quali sarà l’esordio all’obbligazione contributiva, si applicheranno le modalità e i termini previsti per i collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla medesima gestione separata.
Il comma 5, al fine di contrastare il lavoro sommerso e l’evasione contributiva, prevede che aziende, istituti, enti e società che stipulano contratti di somministrazione di energia elettrica o di forniture di servizi telefonici, nonché le società a esse collegate, sono tenute a rendere disponibili agli enti pubblici gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie, i dati relativi alle utenze contenuti nei rispettivi archivi. Le modalità di fornitura dei dati, anche mediante collegamenti telematici, andranno definite con apposite convenzioni da stipularsi entro 60 giorni e queste convenzioni dovranno prevedere il rimborso dei soli costi diretti sostenuti per la fornitura dei dati. Gli enti previdenziali in possesso dei dati personali e identificativi acquisiti per effetto delle predette convenzioni, in qualità di titolari del trattamento, ne sono responsabili ai sensi dell’articolo 29 del dlgs 30 giugno 2003, n. 196.
Il comma 6 effettua l’interpretazione autentica dell’articolo unico, secondo comma, della legge 13 agosto 1980, n. 427, spiegando che la disposizione significa che, nel corso di un anno solare, il trattamento di integrazione salariale compete, nei limiti dei massimali previsti, per un massimo di dodici mensilità, comprensive dei ratei di mensilità aggiuntive.
Il comma 7 obbliga i datori di lavoro del settore agricolo, che assumono operai a tempo determinato, di integrare i dati forniti all’atto dell’avviamento al lavoro con l’indicazione del tipo di coltura praticata o allevamento condotto, nonché il fabbisogno di manodopera occorrente nell’anno, calcolata sulla base dei valori medi d’impiego di manodopera.
Il comma 8 prevede che a decorrere dal 1° gennaio 2004 le domande di iscrizione alle camere di commercio delle imprese artigiane, nonché di quelle esercenti attività commerciali, hanno effetto anche ai fini dell’iscrizione agli enti previdenziali e del pagamento dei contributi e premi agli stessi dovuti. A tal fine, le camere di commercio dovranno integrare la modulistica in uso con gli elementi indispensabili per l’attivazione automatica dell’iscrizione agli enti previdenziali, secondo le indicazioni dagli stessi fornite. Le camere di commercio, attraverso la struttura informatica di Unioncamere, trasmetteranno agli enti previdenziali le risultanze delle nuove iscrizioni, nonché le cancellazioni e le variazioni relative ai soggetti tenuti all’obbligo contributivo, secondo modalità di trasmissione dei dati concordate tra le parti. Entro 30 giorni dalla data della trasmissione, gli enti previdenziali notificano agli interessati l’avvenuta iscrizione e richiedono il pagamento dei contributi dovuti ovvero notificano agli interessati le cancellazioni e le variazioni intervenute. Di conseguenza, viene poi previsto che a partire dal 1° gennaio 2004 i soggetti interessati dalle nuove modalità di denuncia sono esonerati dall’obbligo di presentare apposita richiesta di iscrizione agli enti previdenziali.
L’articolo 44, inoltre, prevede due novità sugli obblighi dichiarativi per i datori di lavoro. La prima novità, che riguarda esclusivamente i datori di lavoro che hanno rapporti contributivi con l’Inps (quelli soggetti alla disciplina del dm 5/2/69), sarà operativa dal prossimo 1° gennaio 2004. La disposizione prevede che le dichiarazioni di pertinenze dell’Inps siano inviate esclusivamente per via telematica, secondo le modalità stabilite dallo stesso Istituto. Si tratta, evidentemente, della denuncia contributiva effettuata mensilmente con il modello DM 10/2. Attualmente, è possibile presentare la denuncia su modello cartaceo entro il giorno 16 del mese successivo a quello di competenza dei contributi (unitamente all’F24 di pagamento dei contributi) e anche via Internet, previa abilitazione dell’Inps, entro la fine del mese successivo a quello di competenza. Dal prossimo anno, dunque, la modalità di presentazione diventa unica, in via telematica. La norma fa decorrere l’obbligo dal 1° gennaio 2004, lasciando ritenere che già con la denuncia da presentare nel mese di gennaio 2004 debbano osservarsi le nuove modalità. Ma pare più logico collegare la decorrenza alla competenza dei contributi, cosicché il primo appuntamento scatterebbe a febbraio 2004 con riferimento ai contributi di gennaio 2004. Bisognerà, comunque, attendere le modalità operative, la cui fissazione è compito affidato all’Inps.
La seconda novità riguarda non solo il settore privato, ma anche quello pubblico. E si rivolge non ai datori di lavoro, ma ai sostituti d’imposta, cioè ai soggetti obbligati al rilascio della certificazione unica (il modello Cud). Con riferimento dal mese di gennaio 2005, detti soggetti dovranno trasmettere mensilmente in via telematica, direttamente o tramite gli intermediari, i dati retributivi e le informazioni necessarie al calcolo dei contributi dei singoli lavoratori, entro la fine del mese successivo a quello di riferimento. La nuova denuncia andrà effettuata all’Inps nel caso di lavoratori del settore privato e all’Inpdap per il personale del pubblico impiego. Il nuovo obbligo è finalizzato all’implementazione delle posizioni assicurative individuali e per l’erogazione delle prestazioni. In base a queste regole, il primo appuntamento dovrebbe essere fissato alla fine di febbraio 2005, relativamente ai dati di gennaio 2005. Qualche dubbio è sollevato in merito ai destinatari del nuovo obbligo, in quanto la norma prima si rivolge ai sostituti d’imposta (e non ai datori di lavoro), mentre poi fa riferimento ai dati retributivi per il calcolo dei contributi e per l’erogazione delle prestazioni. Pare certo, invece, che riguardi le posizioni dei singoli lavoratori e non, complessivamente, quella del datore di lavoro o pubblica amministrazione. Per prepararsi al nuovo adempimento, è previsto che entro il prossimo 30 giugno Inps e Inpdap emanino le istruzioni tecniche e procedurali necessarie per la trasmissione dei flussi informativi e attivino una sperimentazione di quattro mesi (da concludersi entro il 30 settembre 2004) con un campione significativo di aziende, enti o amministrazioni, distinto per settori di attività o comparti. Non è escluso, quindi, che gli istituti previdenziali possano prevedere, a questo punto, un’unica dichiarazione mensile, sia per i dati legati al versamento contributivo sia al nuovo adempimento. La novità potrebbe rappresentare una valida soluzione a una questione di particolare importanza: l’insuccesso dell’estratto conto contributivo (per l’Inps) e della Banca dati unificata (per l’Inpdap), operazioni a cui gli istituti previdenziali sono tenuti per obbligo imposto dalla legge n. 335/95 e che dovrebbe assicurare ai lavoratori la consapevolezza delle proprie posizioni contributive.
L’articolo in commento eleva l’aliquota contributiva degli iscritti alla gestione separata (parasubordinati, professionisti senza cassa e venditori porta a porta). La norma, in particolare, prevede che con effetto dal 1° gennaio 2004, l’aliquota contributiva pensionistica per i soggetti iscritti a tale gestione e che non risultino avere altre forme di assicurazione obbligatoria, sia di misura identica a quella prevista per la gestione pensionistica dei commercianti (dovrebbe quindi elevarsi alla misura del 17,39 %). Resta ferma, per gli anni successivi, l’applicazione degli incrementi previsti dalla Finanziaria 1998 (legge n. 449/97), fino al raggiungimento della misura del 19%.
Viene introdotta una sanzione a carico dei comuni, al fine di vedere realizzato l’obbligo di comunicazione all’Inps degli elenchi dei defunti. In particolare, la disposizione stabilisce che il responsabile dell’ufficio anagrafe del comune, nel caso di violazione del predetto obbligo di comunicazione dei decessi (adempimento previsto dalla legge n. 903/65 e dalla legge n. 289/02), sia punito con una sanzione pecuniaria da 100 a 300 €.
L’articolo in commento modifica i benefici previdenziali riconosciuti ai lavoratori esposti all’amianto. Questi lavoratori, in virtù del decreto legge n. 169/93 (di modifica alla legge n. 257/92), prevede un’agevolazione ai fini pensionistici, disponendo che laddove siano stati esposti all’amianto per un periodo superiore a dieci anni, l’intero periodo lavorativo soggetto all’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dall’esposizione all’amianto gestita dall’Inail, sia moltiplicato per un coefficiente pari a 1,5. Il beneficio, in pratica, consiste nel riconoscimento dell’aggiunta di un anno di contribuzione ogni due di lavorazione dell’amianto, sia ai fini dell’accesso sia della misura del trattamento pensionistico. L’articolo 47 modifica in più parti l’agevolazione, con novità aventi tutte decorrenza dal 1° ottobre 2003. Prima di tutto, stabilisce la riduzione del coefficiente da 1,5 a 1,25, con la conseguenza che il beneficio dell’aggiunta di un anno di contribuzione avverrà ora ogni quattro anni, anziché ogni due come in precedenza. In secondo luogo, cosa molto più importante, prevede che lo stesso coefficiente sia applicabile solo ai fini della determinazione dell’importo della pensione e non anche per la maturazione del diritto di accesso alla stessa. Sul piano operativo, all’attuazione della nuova norma è previsto apposito decreto dei ministri del lavoro e finanze. Le modifiche ai benefici ai lavoratori esposti all’amianto prevedono anche una sensibile riduzione dei soggetti destinatari.
L’art. in commento aggiunge che le nuove misure saranno applicabili innanzitutto anche ai lavoratori cui siano state rilasciate dall’Inail le certificazioni relative all’esposizione all’amianto, sulla base degli atti d’indirizzo emanati sulla materia dal ministero del lavoro in data antecedente al 1° ottobre 2003. Inoltre, con decorrenza sempre dall’1/10/03, statuisce che i benefici pensionistici siano concessi esclusivamente ai lavoratori iscritti all’assicurazione contro le malattie professionali all’Inail, i quali, per un periodo non inferiore a dieci anni, siano stati esposti all’amianto in concentrazione media annua non inferiore a 100 fibre/litro come valore medio su otto ore al giorno. Restano fuori dalla restrizione i lavoratori che hanno avuto accertata la malattia professionale a causa dell’esposizione all’amianto. Le novità, infine, prevedono che la sussistenza e la durata dell’esposizione all’amianto, ai fini del riconoscimento dei benefici previdenziali, siano accertate e certificate dall’Inail. A tal fine, i lavoratori interessati, compresi quelli che hanno ottenuto una certificazione Inail in data antecedente al 1° ottobre 2003, sono tenuti a presentare apposita domanda alla sede Inail di residenza, entro 180 giorni dalla pubblicazione in G.U. del dm attuativo delle nuove disposizioni. I nuovi commi (dal 6-ter al 6-quinquies) prevedono, inoltre, che i soggetti cui siano estesi i benefici previdenziali in virtù della nuova norma dell’art. 47, qualora siano destinatari di benefici previdenziali che comportino, rispetto ai regimi pensionistici di appartenenza, l’anticipazione dell’accesso al pensionamento ovvero l’aumento dell’anzianità contributiva, hanno facoltà di optare tra i predetti benefici e quelli previsti dalla nuova norma. Agli stessi soggetti, inoltre, non si applicano i benefici disciplinati dall’art. 47 qualora abbiano già usufruito dei predetti aumenti o anticipazioni. Infine, viene previsto che in caso di indebito pensionistico derivante da sentenze con le quali sia stato riconosciuto agli interessati il beneficio pensionistico, riformato nei successivi gradi in favore dell’ente previdenziale, non si dia luogo al recupero degli importi ancora dovuti.
I costi dell’assistenza farmaceutica, compresi i ricoveri in ospedale, graveranno per il 16% sul sistema sanitario nazionale e per il 16% sulle singole regioni. Tali percentuali però possono essere rinegoziate, in base all’accordo tra stato e regioni, sulla base di un monitoraggio dei dati sull’assistenza. Entro il 30/6/04 verrà comunque emanato il decreto attuativo della manovra in materia.
Dal 1° gennaio 2004, verrà poi istituita l’Agenzia italiana del farmaco finalizzata a garantire l’unitarietà delle attività in materia di farmaceutica e a favorire in Italia gli investimenti in ricerca e sviluppo; a quest’organismo, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale, verranno concessi poteri in materia di politiche per il farmaco per ricerca, investimenti delle aziende in ricerca e sviluppo, produzione, distribuzione e informazione scientifica, regolazione della promozione, monitoraggio del consumo, sorveglianza sugli effetti avversi, rimborsabilità e fissazione dei prezzi. I compiti dell’agenzia nazionale sono:
- promuovere la definizione di liste per l’erogazione dei farmaci e linee guida per la terapia farmacologica;
- monitorare i consumi e la spesa farmaceutica a carico del cittadino;
- provvedere entro il 30 settembre a redigere l’elenco dei farmaci rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale;
- provvedere in caso di immissione in commercio di nuovi farmaci ad analisi costi-benefici;
- procedere, quando si sfondi il tetto di spesa, a ridefinire nella misura del 60% del superamento della soglia prevista la quota di spettanza al produttore e al 40% dell’ammanco la quota a carico delle regioni;
- proporre nuove iniziative di cofinanziamento pubblico-privato;
- predisporre periodici rapporti informativi da inviare alle competenti commissioni parlamentari;
- provvedere entro il 30/6/2004 all’individuazione delle confezioni per l’inizio e il mantenimento delle terapie contro le patologie croniche con farmaci a carico del Ssn, definendo i livelli di prezzo.
L’istituzione dell’agenzia prevede anche trasferimenti di personale della direzione generale dei farmaci e dispositivi medici del ministero della salute. Il ministero della salute definirà con decreto i meccanismi di funzionamento dell’Agenzia mentre le aziende farmaceutiche, entro il 30 aprile di ogni anno, dovranno presentare alla stessa Agenzia un’autocertificazione delle spese sostenute nell’anno precedente per le attività di promozione e i relativi costi sostenuti. L’agenzia utilizzerà il 50% delle risorse stanziate per costituire un fondo nazionale per l’impiego, a carico del Ssn, di farmaci orfani per malattie rare e di farmaci che rappresentano una speranza di cura, in attesa della commercializzazione, per particolari e gravi patologie; il restante 50% servirà all’istituzione di un Centro di informazione indipendente sul farmaco, alla realizzazione di un programma di farmacovigilanza attiva, per attività di ricerca e informazione. Dall’1/1/05, le confezioni dei medicinali dovranno contenere un foglietto illustrativo ben leggibile e comprensibile, con forma e contenuto autorizzati dall’Agenzia.
La gestione in outsourcing di servizi sanitari verrà finanziata con parte del gettito Iva che confluirà in un fondo ad hoc istituito presso il ministero dell’economia.
Via libera alla Tessera del cittadino (Tc). Servirà a monitorare la spesa pubblica nel settore sanitario e le iniziative per la realizzazione di misure di appropriatezza delle prescrizioni, nonché per l’attribuzione e la verifica del budget di distretto, farmacovigilanza e sorveglianza epidemiologica. Il ministero dell’economia ne curerà la generazione e la progressiva consegna, a partire dal 1° gennaio 2004, a tutti i soggetti già titolari di codice fiscale e a coloro che faranno richiesta del codice fiscale. Sulla Tc sarà riportato il codice fiscale del titolare, anche in codice a barre e in banda magnetica, quale unico requisito necessario per l’accesso alle prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale. Lo stesso dicastero varerà i modelli di ricettari medici standardizzati e di ricetta medica a lettura ottica, curandone la stampa e la distribuzione a Unità sanitarie locali, aziende ospedaliere e agli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, ai policlinici universitari; questi organismi dovranno provvedere a effettuarne la consegna individuale a tutti i medici. Cambierà anche il codice a barre attualmente riportato sulle ricette. Verranno a breve anche stabiliti i parametri tecnici per la realizzazione del software certificato; questo programma sarà installato dalle farmacie e dagli altri enti del sistema sanitario.
Viene istituita una riserva di premialità a valere sul fondo per le aree sottoutilizzate di cui all’articolo 61 della Finanziaria 2003 da destinare alle aree sottoutilizzate delle regioni che conseguono obiettivi di riequilibrio del disavanzo economico finanziario del settore sanitario. Il fondo per le aree sottoutilizzate è stato istituito a decorrere dall’anno 2003 ed è destinato al riequilibrio economico e sociale delle aree depresse nazionali; il fondo è destinato inoltre agli investimenti pubblici e agli incentivi, secondo criteri e metodi volti a massimizzare l’efficacia complessiva dell’intervento e la sua rapidità e semplicità.
La Finanziaria 2003 ha convogliato sul fondo le risorse previste per gli articoli 7 e 8 della legge 388/00 e successive modifiche e integrazioni (crediti d’imposta per assunzioni e per investimenti nelle aree svantaggiate), per gli incentivi all’autoimprenditorialità e autoimpiego di cui alla legge n. 488 del 1999 art. 11, per il fondo aree depresse di cui alla legge 208 del 1998 art. 1 e successive modifiche e integrazioni, e per l’intervento straordinario nel Mezzogiorno di cui alla legge n. 64 del 1986. Sono state inoltre previste risorse aggiuntive di 400 milioni di euro per l’anno 2003, di 650 milioni di euro per l’anno 2004 e di 7 miliardi di euro per l’anno 2005.
L’accantonamento alla riserva premiale sarà effettuato per un importo pari a 350 milioni di euro, di cui 10 milioni di euro per l’anno 2004, 10 milioni di euro per l’anno 2005, e 330 milioni di euro per l’anno 2006. L’assegnazione della premialità sarà stabilita dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in base alla dimensione del rispettivo fabbisogno sanitario. Il Cipe fisserà inoltre i criteri di assegnazione in relazione allo stato di attuazione della riduzione del deficit sanitario, tenendo conto dei piani di rientro formulati dalle singole regioni interessate.
Alla Sicilia, per la definizione dei rapporti finanziari pregressi fino al 31 dicembre 2001 con lo stato, è riconosciuto, in applicazione del protocollo d’intesa sottoscritto in data 10 maggio 2003 tra la presidenza del consiglio dei ministri, il ministero dell’economia e delle finanze e la regione Sicilia, un limite di impegno quindicennale dell’importo di 65 milioni di euro annui a decorrere dal 2004.
È stata, inoltre, fissata al 31 gennaio di ogni anno la scadenza per la presentazione al parlamento della relazione ministeriale di sintesi sugli interventi realizzati nelle aree sottoutilizzate e sui risultati conseguiti, con particolare riguardo alla ricaduta occupazionale, alla coesione sociale e alla sostenibilità ambientale, nonché alla ripartizione territoriale degli interventi, redatta dal ministro dell’economia e delle finanze.
Articoli 52 e 52-bis
Le spese derivanti dall’attuazione del seguente decreto sono finalizzate a rispettare il dpef 2004-2007. I finanziamenti a favore dell’Agea sono prorogati di un ulteriore anno (da due a tre anni).