Source: http://www.coffeenews.it/permesso-di-costruire-mancato-rispetto-dei-termini-di-ultimazione-lavori-cosa-fare
Timestamp: 2017-01-23 12:46:58+00:00
Document Index: 159648615

Matched Legal Cases: ['art 11', 'art. 16', 'art.15', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 14']

Permessi di Costruire. Mancato rispetto dei termini di ultimazione lavori. Cosa fare.
Uno degli articoli più interessanti del DPR n°380 del 6 giugno 2001 ( Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia – Testo A) è certamente l’articolo 15 , il quale cita testualmente:
"1. Nel permesso di costruire sono indicati i termini di inizio e di ultimazione dei lavori.
4. Il permesso decade con l’entrata in vigore di contrastanti previsioni urbanistiche, salvo che i lavori siano gia’ iniziati e vengano completati entro il termine di tre anni dalla data di inizio."
In questi 4 paragrafi viene contenuta la possibilità offerta dal suddetto decreto a quel cittadino, che per motivi vari, non riesce a concludere i lavori entro il termine di 3 anni previsto da una Concessione Edilizia.
La problematica si pone essenzialmente per la mancata conclusione di lavori interni o di rifinitura di un edificio, ma sorge anche per opere più complesse: il costruttore può riscontrare delle difficoltà tecniche, per cui devono essere adottate soluzioni diverse da quelle inizialmente previste.
Le difficoltà del costruttore oltre a fattori di ordine economico derivano essenzialmente da imprevisti trovati durante la esecuzione delle opere, quali per esempio lo scavo in roccia oppure il consolidamento di strutture, giudicate all’inizio, erroneamente sane.
In questi casi l’articolo 15 del Testo Unico prevede la possibilità di richiedere un nuovo Permesso di costruire oppure una DIA (se sono lavori minori) per le opere non ultimate.
Può sorgere, durante i lavori, anche la necessità di presentare delle varianti al progetto approvato, ed in questo caso si parla di varianti in corso d’opera, prevedendo erroneamente per le stesse, la possibilità di effettuarle senza sospendere i lavori, in attesa dell’approvazione del Comune.
Stando alle vigenti leggi, fino a che il costruttore non sarà in possesso della autorizzazione comunale relativa a dette modifiche (sia essa Permesso di Costruire o DIA), i lavori dovrebbero essere interrotti.
Con la nuova autorizzazione il costruttore potrà riprenderli ed avrà un ulteriore tempo di 3 anni per eseguire le varianti.
Naturalmente i 3 anni ripartiranno dalla nuova data del secondo permesso.
Questi sono i chiarimenti necessari per chi si appresta ad effettuare dei lavori edili.
DIA nuovo permesso di costruzione per i lavori non finiti Permesso di Costruire termine di tre anni per concludere i lavori validità del nuovo permesso di costruzione varianti in corso d'opera
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216 commenti	loredana 15 dicembre 2011 a 11:35
salve ,abito in delle case a schiera e il mio vicino di casa da ormai quasi 1 anno si sta rimodellando casa… siccome e’ un dipendente comunale nessuno dice niente.. qui xro’ ormai e invivibile restare .. trapani a tutte la ore del giorno , scavatori, camion di terra ecc ecc.. in pratica non posso neanche mettere i panni fuori casa … e’ uno schifo… premetto in tutto questo che secondo me non ha neanche i permessi x tutto cio’ che sta facendo .. a chi mi posso rivolgere ??vi ringrazio sin da ora x una vostra eventuale risposta …
amedeu 15 dicembre 2011 a 19:56
Per controllare se ha il Permesso di Costruire o la DIA, devi recarti presso l’ufficio Edilizia Privata del Comune, e prendere visione della sua pratica.
Ne hai diritto come cittadino e confinante.
Se non ha le autorizzazioni, chiedi l’intervento scritto dei Vigili Urbani.
loredana 16 dicembre 2011 a 19:02
TI RINGRAZIO X LA RISPOSTA… PURTROPPO LUI LAVORA X IL COMUNE E NON MI E’ POSSIBILE VISIONARE NIENTE , E X I VIGILI E’ IDEM LA COSA XKE’ SONO STATI GIA’ CHIAMATI … SEI STATO GENTILISSIMO … GRAZIE ANCORA..
amedeu 16 dicembre 2011 a 20:28
E’ diritto di ogni cittadino visionare e chiedere anche una copia (a pagamento) del progetto.
Per cui non devi temere di far valere i tuoi diritti.
Eventualmente vacci accompagnata da un tecnico che non abita nel tuo Comune.
Altrimenti rinunci ai tuoi diritti di cittadina, e potrebbe anche dirsi “che ognun di se pianga i propri mali”.
Danila 15 luglio 2012 a 13:09
buongiorno, il mio geometra (probabilmente diventerà ex) ha presentato due anni fa una Dia per una ristrutturazione interna dell’appartamento con una Sanatoria per una terrazza mai denunciata. Si è colto l’occasione della ristrutturazione dell’appartamento per denunciare questa terrazza in legno.
A distanza di due anni (faccio presente che non avevo il progetto originale della mia casa e quindi il geometra lo è andato a prendere in Comune ma a me non l’ha mai fatto vedere). Nella mia casa ci sono delle finestre chiuse all’interno (non ci sono proprio) ma fuori ci sono le tapparelle . Allora 30 anni fa, il geometra aveva fatto cio’ per dare una linea alle finestre tra l’appartamento di sotto con quello di sopra. Ma noi eravamo convinti che fossero solo di bellezza.
a distanza di due anni, adesso, il nostro geometra ci comunica che nel progetto originale le finestre sono invece “aperte” e quindi deve fare una variante (il problema è che queste finestre sono anche nell’appartamento non da DIA) per presentare la fine dei lavori con progetto “giusto” e naturalmente mi ha chiesto 2.000 euro in piu’ rispetto a quello che avevamo pattuito ( e già pagato da un pezzo). Come mai non ha colto l’occasione per sistemare queste finestre nella Sanatoria? Ho pagato 2.000 per la sanatoria della terrazza e non ha inserito tutto quello che c’era da mettere , appunto in Sanatoria. Incredibile. tutto questo per spillarmi altri soldi, naturalmente. A questo punto io sono costretta a presentare un nuovo progetto di variante , ma voglio anche andare da un altro Geometra perchè di questo non mi fido piu’. Voglio pero’ anche denunciarlo per quello che ha fatto. Devo per forza prendere un legale ??? datemi un consiglio!!!
amedeu 15 luglio 2012 a 23:34
Consiglio difficile da darsi, anche perchè non conosciamo esattamente come stia la questione sotto i vari aspetti procedurali.
Nè sappiamo cosa gli abbianio richiesto o cosa abbia dovuto presentare in Comune.
Se sei intenzionata a prendere un nuovo tecnico, fallo, e poi richiedi a quest’ultimo di esaminare la precedente situazione, consigliandoti, anche, per il meglio.
rosy 20 agosto 2012 a 15:17
rosaria. l’impresa di costruzione che mi ha fatto i lavori del grezzo di una casa
al completamento del grezzo doveva andare via non mi libera il cantiere dei materiali di rifiuti inerti e impalcature per non farmi continuare i lavori con l’impresa di finiture ,premesso che c’è un contratto ed è scadutob da 3 mesi qualcuno ha avuto il mio stesso problema ?come devo comportarmi dato che è stato pagato ma non ha tempo di ritirare i rifiuti mi tocca pagare anke un legale?
amedeu 20 agosto 2012 a 16:07
Francesco 29 ottobre 2012 a 13:32
si tratta di lavori condominiali minori (canale di drenaggio acque piovane) non completati, con la DIA scaduta. I condomini non sono interessati ai lavori di completamento. Cosa deve fare il direttore dei lavori?
amedeu 30 ottobre 2012 a 19:11
Per la verità non si rientra nel caso ….”per quanto riguarda il direttore dei lavori, che cura la mera esecuzione dell’opera, qualora questi si accorga che a sua insaputa sono stati commessi degli abusi circa la violazione delle prescrizioni del permesso di costruzione, è obbligato a comunicare al responsabile dell’ufficio comunale preposto, dettagliatamernte, l’abuso commesso”, comunque sono lavori che la DL deve scaricarsi in quanto la DIA è scaduta.
Il Direttore dei Lavori non può fare eseguire queste opere, a meno che, chiusa la DIA, le stesse non rientrino nella “libera edilizia”
Ti suggeriamo comunque di parlarne preventivamente con i condomini, avvertendoli, per correttezza professionale, di ciò che hai intenzione di fare.
carmelo 14 novembre 2012 a 20:13
Ho iniziato i lavori per la costruzione di una casa con permesso di costruire settembre 2007,allo scadere dei tre anni ,non ho ultimato i lavori( rivestimento scala interna e cancelli esterni). Oggi ho chiesto un nuovo permesso di costruire per completare i lavori mancanti,ma mi viene detto dal comune che per avere il nuovo permesso per costrure oltre a tutte le spese dovro’ PAGARE UNA PENALE DEI LAVORI CHE NON HO COMPLETATO SULL’IMMOBILE CHE SI AGGIRANO AL 2 PER CENTO DEI LAVORI NON ESEGUITI PER IL COMPLETAMENTO DELLA CASA ,CHE SONO STATI PRESI DAL COMPUTO METRICO…E’ NORMALE CHE IO PAGO QUESTI SOLDI?
amedeu 15 novembre 2012 a 19:18
Chiarisci di quale Regione e possibilmente Comune sei (Forse dal nome lo supponiamo, ma potremmo sbagliarci), così cercheremo questa novità.
Francesco 21 dicembre 2012 a 12:01
Ho fatto un ampliamento con Piano Casa ma non ho più i soldi per finire i lavori la DIA è quasi scaduta e l’ampliamento non mi serve più.
Come posso bloccare tutto e rimandare le decisioni sul da farsi a tempi migliori.
Vorrei sospendere i lavori e chiedere fra 4-5 anni una DIA a completamento con alcune varianti. E’ possibile questa procedura? Dove posso trovare dei moduli tipo ? Grazie
amedeu 21 dicembre 2012 a 15:12
Non dovresti trovare difficoltà alcuna e se poi intendi finire, a tempo debito, le opere, non avrai che da chiedere una nuova autorizzazione (Dia o forse anche SCIA).
Devi solo fare attenzione di avere finito la parte strutturale (Il cubaggio o l’involucro) dell’ampliamento di cui al Piano Casa, in quanto il futuro non è mai certo.
Circa la comunicazione da fare in Comune, varia da Regione a Regione, per cui dovresti informarti presso l’Ufficio Edilizia Privata comunale.
Riteniamo, però, che non ti concederanno una sospensione e che dovrai dare l’ultimazione dei lavori (anche se parziale).
Comunque informati come detto sopra.
Stefania 5 febbraio 2013 a 10:41
Buon giorno,quattro anni fa ho comprato una villetta a schiera su un complesso di 20 unità in costruzione. Di queste 20 unità ne sono state vendute solo 3, e tutte le altre sono state lasciate al grezzo con solo un pannello di legno davanti la porta con lucchetto e scuri alle finestre. La villetta che ho comprato io si trova in mezzo a tutte quelle non vendute e di conseguenza abbiamo problemi di muffa freddo in casa perchè ai muri adiacenti con le altre case non è stato fatto il cappotto e quando c’è vento rumore perchè i pannelli delle porte si muovono, per non parlare del sporco che si fa nella zona comune. La mia domanda è: se queste case non saranno mai vendute il costruttore può lasciarle a vita al grezzo?
amedeu 5 febbraio 2013 a 11:15
Il costruttore ha richiedo ed ottenuto, l’agibilità partziale di una sola villetta; altrimenti non ci abiteresti.
Adesso, con la crisi in corso, non riesce a vendere le altre; ma questo non implica che il medesimo non debbe rifinirle, almeno in quelle parti che impediscano il danneggiamento alla tua proprietà.
Inoltre (Devi verificarlo in Comune) il Permesso di Costruire iniziale può essere stato rilasciato unico per tutte quante le villette, per cui puoi richiedere che anche l’agibilità vi si adegui, per motivi estetici e igienico sanitari (Nelle villette non finite, oltre che all’umidità possono annidarsi topi e insetti di ogni genere).
Per cui ti consigliamo, di inviare una lettera Raccomandata RR al Dirigente dell’ufficio Edilizia Privata comunale (Metti suo nome e cognome), con le motivazioni di cui sopra e chiedendo che venga rispettato l’insieme costituito dal progetto iniziale. Richiedi anche una risposta scritta.
Meglio sarebbe, che tu usassi il PEC (Posta Elettronica Certificata), in quanto è uno strumento ufficiale, più efficace.
In caso di inerzia, devi rivolgerti da un legale.
carmelo 13 febbraio 2013 a 19:43
buonasera! circa tre anni fa ho acquistato un appartamento in condominio. una facciata del palazzo non è stata rifinita in quanto sarebbe dovuta sorgere un’altra ala. nel frattempo il costruttore ha dichiarato il fallimento della ditta ma, allo stesso tempo, ha venduto il lotto ad un altro costruttore che ancora non ha realizzato l’altro stabile. cosa bisogna fare in una situazione del genere? il nuovo costruttore ha l’obbligo quantomeno di intonacare la facciata (visto che ancora è a mattoni) onde evitare problemi di umidità e altro? grazie
amedeu 14 febbraio 2013 a 17:48
IL nuovo costruttore vi risponderà di avere acquistato un lotto di terreno edificabile nelle condizioni nelle quali si trovava al momento del contratto.
L’unico tentativo che potete fare, oltre alla speranza che venga costruito un immobile al più presto, è quello di fargli scrivere una lettera mirata, da un buon legale della zona.
Franco 28 marzo 2013 a 18:38
vorrei sapere chi deve firmare l’allegato B sul contenimento energetico per la richiesta di agibilità..dato che nel modello prestampato si chiedono le firme del direttore dei lavori (quale? dato che è cambiato negli anni), del progettista (si intende per gli impianti ?) che è rimasto invariato; e del costruttore(che ha solo eseguito i lavori fino al grezzo), ma poi altra ditta ha finito i lavori. le dichiarazioni da sottoscrivere comunque sono dettate dalla lettera c comma 1 del dpr n.380 e alla legge 10/91…
sono qui a chiedere questo perchè il funzionario del comune in questione asserisce che “il costruttore” sarebbe quello che ha edificato materialmente l’edificio..e non gli impiantisti
grazie sin da ora.. Franco
matteo 31 marzo 2013 a 02:47
ciao volevo un informazione,io ho fatto un compromesso per un appartamento di recente fabbricazione ancora da terminare,il tutto è stato fatto senza passaggio di proprietà e pagando all impresa un acconto di 70000euro.il termine dei lavori era per il 31/12/12 mentre invece l immobile è ancora sprovvisto delle finiture interne ed esterne,cosa posso fare??e se la ditta dovesse fallire che fine faranno i miei soldi anche se ho le ricevute degli assegni che gli ho fatto??è possibile fare una denuncia o qualcosa affinchè riprendano i lavori o cmq in modo da mettere alle strette il costruttore??grazie mille attendo una risposta xchè ho un estremo bisogno di aiuto.
amedeu 31 marzo 2013 a 11:18
Nel tuo caso dovevi premunirti chiedendo una fideiussione ed una assicurazione.
Adesso non hai che una sola via.
Recarti immediatamente da un legale della tua zona, con gli atti e ricevute che hai, e vedere di risolvere al più presto tale situazione.
Antonio 10 aprile 2013 a 13:04
Mio cugino non è riuscito ad ultimare i lavori nei 3 anni previsti dalla concessione, e per questo motivo non ha presentato fine lavori ed accatastamento ma non ha nemmeno rinnovato o prorogato la concessione. I lavori ancora da eseguire erano infissi interni ed esterni e sanitari. Qualche mese fa, dopo 4 anni dalla scadenza della concessione, ha installato infissi e sanitari, con IVA 4% (è regolare? l’agenzia delle Entrate dice di si) e dovrebbe adesso fare fine lavori ed accatastamento. Come si dovrebbe comportare? Grazie
amedeu 10 aprile 2013 a 17:29
A nostro parere doveva essere presentata una nuova richiesta al Comune relativa alla esecuzione di dette rifiniture.
Comunque, rimane il fatto che il Comune vorrà tutti gli elaborati richiesti per ottenere l’agibilità, dalle certificazioni degli impianti, al collaudo del tecnico ecc.
La pratica catastale fa parte di questi adempimenti.
L’Agenzia delle Entrate si interesserà solo della parte fiscale.
massimo 19 aprile 2013 a 14:08
Ciao a tutti,se un’impresa ottiene il permesso per costruire,e durante la costruzione dell’edificio esce dalla Regione Lazio il piano case,e questa azienda decide di approfittarene,giustamente, ….i lavori si interrompono in attesa dell’approvazione,e di conseguenza passano i tre anni dall’inizio attività,la domanda è questa ,secondo voi dobbiamo presentare una nuova Diaper finire i lavori oppure con l’approvazione del Piano si rinnova automaticamente per altri 3 anni?Grazie
amedeu 20 aprile 2013 a 09:54
Una DIA ha un inizio ed un termine o fine lavori.
Per ottenere ogni e qualsiasi altra cosa riferita all’immobile oggetto della stessa, va presentata una nuova richiesta, sia essa DIA; SCIA o altro.
Santo 9 maggio 2013 a 22:49
Ho conprato una villetta a schiera (di sei) nel 2005 da una ditta ecocostruzioni srl Fallita nel 2010
-permesso di costruire è del 2003
-nel 2006 abbiamo fatto richiesta alla società del perchè ancora non c’era l’agibilità e un loro avvocato ci ha detto che era stato presentato tutto al comune di Roma e che era tutto a posto.
-ad oggi 2013 ancora non c’è neanche il fine lavori dell’intero lotto di 6 villini
-il direttore dei lavori si era dimesso nel 2004 e la ditta ha comunque completato le costruzione subaffittando i lavori al altra ditta.
-Non sappiamo cosa fare per metterci in regola come possiamo fare???
amedeu 10 maggio 2013 a 09:14
Fai parte di quella grande massa di persone che, purtroppo, sono cadute in questo spiacevole contrattempo.
Il fallimento delle imprese è una realtà che ci accompagna ed è per questo, che prima di acquistare una casa è necessario procurarsi una assicurazione o una fideiussione.
http://www.coffeenews.it/le-garanzie-da-tenere-presenti-per-chi-acquista-una-abitazione.
Adesso, devi affidarti alla competenza e costanza di un tuo legale, e sperare che la questione non duri molti anni.
mt 11 maggio 2013 a 19:35
Salve, ho in corso una ristrutturazione di una casa, che sta volgendo – forse – al termine. Per contratto ho delle penali giornaliere da applicare al ritardo nella consegna. Poichè queste pensali, in un conto totale, superano la cifra che mi resta da versare per i lavori, avrei intenzione di non pagare affatto.
Qualcuno mi dice pero’ che se non pago la ditta, non mi fa la “chiusura dei lavori” ed io non posso rientrare in possesso di casa mia se questa non ha “chiuso il cantiere”.
Vorrei qualche chiarimento a riguardo.. grazie in ogni caso.
amedeu 12 maggio 2013 a 13:31
E’ una materia che sembra semplice, ma che non lo è affatto.
Ci riferiamo in particolare al sistema dei Lavori Pubblici, dove si è soliti applicare le penali per ritardata consegna dei lavori.
Per esperienza, avviene quasi sempre che le ditte riescano a dimostrare che i ritardi sono dovuti a lavori indispensabili (Vedi i nostri articoli in merito sotto la dizione Direttore dei Lavori) alla buona esecuzione, oppure richiesti dalla Direzione Lavori o dal Committente.
Raramente avviene l’applicazione della penale, e se applicata, lo è, dopo una lunga contesa giudiziaria tramite propri legali.
Quindi, prima di muoverti un questo senso, contatta un legale della tua zona, esperto in materia, e dopo aver vagliato con lui tutti i documenti in tuo possesso (capitolato di appalto, contratto, consegna dei lavori, ordini vari, varianti presentate, contabilità, nuovi prezzi ecc), potrai prendere una decisione definitiva.
Antonio 16 marzo 2014 a 15:31
Buongiorno vorrei sapere una informazione o fatto una scia dal mio geom per la posa di una cancellata con mio stupore ci accorgiamo che il mio vicino ha allargato la sua finestra con vista sulla mia proprietà al quanto in essere era solo una piccola finestra e non delle misure ora apportate i sig hanno presentato la documentazione per l,opera ma sia il comune che il geom di questi signori non hanno rispettato le misure di confine e di aperture cosa posso fare ? Posso appellarmi con chi per i miei diritti posso chiedere re il ripristino alle misure originarie i il risarcimento nei miei confronti visto che implica una lesione della mia proprietà e rivendibilita. Questi sig hanno presentato il loro progetto nell’ anno 1992 ma la variante per il serramento nel 1997 grazie
amedeu 18 marzo 2014 a 13:18
Il Comune non c’entra nulla, in quanto le autorizzazioni comunali vengono rilasciate “Fatti salvi i diritti dei terzi”.
Per quanto riguarda l’apertura della finestra, se la stessa non è conforme al progetto presentato in Comune (Devi prima verificarlo, chiedendone la visione ed eventuale copia a pagamento presso l’ufficio Edilizia Privata – E’ tuo diritto), puoi chiedere ai Vigili Urbani di venire a verificare quanto da te accertato, chiedendo, poi, che ripristino l’apertura come da disegni approvati.
Giuseppe 24 maggio 2013 a 19:13
Salve,vorrei approfittare della vostra competenza per avere un consiglio,qualche anno fa ho ereditato un immobile ricostruito a seguito di un terremoto,i lavori sono stati finiti senza una relazione di fine lavori a causa della sparizione (credo per fallimento) del costruttore e senza abitabilità,la casa è regolarmente accatastata e con gli allacci di luce e fognatura eseguiti,e per la quale pago IMU e tasse dei rifiuti,mi si è presentata l’occasione di venderla ma non mi è stato possibile in quanto mancante la fine lavori,come posso fare per ottenere la fine dei lavori?Grazie in anticipo per la vostra cortese risposta
amedeu 25 maggio 2013 a 12:11
In presenza del fallimento della ditta costruttrice, devi procedere con cautela.
Ti consigliamo di consultare l’ufficio Edilizia Privata del Comune, chiedendo espressamente cosa devi fare per ottenere l’agibilità finale.
Non sappiamo se il direttore dei lavori sia in grado, data la situazione esistente, di redigere la certificazione di collaudo.
roberto 15 giugno 2013 a 11:51
salve, ho effettuato una proposta di acquisto per un villino a grezzo con servizi ( acqua luce gas e fognature) in un complesso di 40 villini a distanza di un anno e dopo aver versato due terzi dell’importo totale è stato effettuato il grezzo ma non i servizi e ne i confini dell’immobile e a tutt’ora il cantiere e fermo perchè il costruttore non ha i soldi per continuare, non avendo ricevuto risposta alcuna sul proseguimento del cantiere e fine lavori, non ho preso accordi per effettuare il rogito , posso eventualmente intraprendere un’azione legale verso il costruttore per il rimborso del versato? la ringrazio anticipatamente distinti saluti
amedeu 15 giugno 2013 a 12:41
Devi semplicemente portare il compromesso in visione a un legale di tua fiducia, il quale, in base ai lavori ed ai tempi non rispettati, saprà come indirizzarti per il meglio.
Rossano 20 luglio 2013 a 20:53
Nel settembre 2012 ho firmato una proposta d’acquisto per un appuntamento in un residence il preliminare doveva essere fatto come da proposta entro il 31/12/2012. Io ho versato € 5000 per bloccare l’appartamento. Sono stato contattato dicendomi che il residence non verrà più fatto per problemi con i verdi. Mi hanno proposto una nuova location che a me non interessa per posto e tipo di residence. Secondo me la proposta è decaduta. Volevo avere dei chiarimenti se potevo riavere l’acconto. Grazie
amedeu 22 luglio 2013 a 19:07
Luca 26 luglio 2013 a 12:55
sono in procinto di acquistare una villetta al grezzo avanzato. In fase di contrattazione c’è stato l’accordo che io avrei completato i lavori, che sommariamente sono pavimentazione ed impiantistica (idraulica+riscaldamento, elettrica, gas, tutti parzialmente eseguiti) e sanitari. Sono andato dal mio notaio e ho scoperto che la concessione edilizia è scaduta e che deve essere riaperta. Vorrei chiedere se il venditore è obbligato a riaprirla prima del rogito. Inoltre, siccome ci sono notevoli spese per la riapertura della pratica, chi deve sostenere i relativi costi? Il venditore non mi aveva parlato di questo (anzi sostiene che nemmeno lui lo sapeva) quando mi aveva fatto la stima dei costi di ultimazione (sui quali ho basato la mia offerta). Non ho ancora pagato nulla ma vorremmo andare presto al rogito (il venditore vuole chiudere velocemente la pratica) .
amedeu 27 luglio 2013 a 14:19
Quasi sicuramente il venditore ti vorrà cedere la costruzione nello stato di fatto nella quale si trova attualmente.
Quasi sicuramente non sarà disposto a riaprire la sua pratica edilizia; di conseguenza toccherà a te ripartire da quel punto.
Luca 30 luglio 2013 a 16:00
Il mio “problema” concerne principalmente la regolarità della compravendita in caso di immobile nuvo non ultimato con permesso scaduto. Inoltre diventano importanti costi di riapertura della pratica. A chi competono? Presumo che le parti possano accordarsi sebbene il prezzo richiesto non menzionava queste spesa tra quelle preventivate per l’ultimazione.
Infine, approssimativamente a quanto possono ammontare? Avete qualche riferimento in rete?
amedeu 30 luglio 2013 a 21:20
Circa la seconda parte della domanda, riteniamo che le spese (Salvo accordi intercorsi diversamente), competano a te.
Sull’ammontare, devi richiedere un preventivo a un tecnico del luogo.
Sul passaggio contrattuale di una casa non ultimata, non vediamo difficoltà di sorta, in quanto al notaio, i venditori dovranno presentare la situazione reale ed attuale e copia delle autorizzazioni comunali che permettevano l’esecuzione dei lavori fino al punto attuale (Anche se scadute)
Il Direttore dei Lavori potrà fare una dichiarazione che detti lavori sono stati eseguiti entro… e nel tempo consentito dal Permesso di Costruzione ( o DIA che sia).
Simone 19 agosto 2013 a 04:26
In data 02.05.2011 ho iniziato i lavori di ristrutturazione “pesante” di un appartamento avvalendomi di una impresa (con la quale ho rapporti di amicizia) la quale ha certificato l’ inizio dell’ attività tramite DIA. Tutto si è svolto regolarmente e I lavori sono stati realmente ultimati a fine 2011 e io difatti ho preso la residenza e ci abito in pianta stabile da gennaio 2012. Ho sia la certificazione relativa all’ impianto elettrico e termico. A gennaio 2012 mi sono rimasti da pagare all’ impresa soltanto gli ultimi euro 6.000,00 con l’ accordi di pagarli a chiusura lavori avvenuta. Insomma tutto a posto a parte il fatto che, a causa della crisi del settore, l’ impresa in questione si è ritrovata a non essere in regola con i contributi e a non poter presentare quindi la chiusura dei lavoro. Adesso che si avvicina la scadenza dei tre anni (maggio 2013) come dovrei comportarmi? Quali sono gli obblighi da parte mia e le conseguenze nelle quali potrei incorrere nel caso non venisse effettuata la chiusura entro tale termine? Dal momento che i rapporti adesso non sono neanche più buoni vorrei capire se mi conviene tergiversare in considerazione del fatto che devo ancora effettuare un pagamento a saldo. Grazie in anticipo, saluti
amedeu 20 agosto 2013 a 09:35
La problematica legata ai contributi non versati per gli operai, può ritorcersi contro di te, se il lavoro non è stato ancora chiuso.
Ti consigliamo di portare tutta la documentazione che hai da un bravo commercialista della tua zona, il quale si informerà presso gli enti preposti e ti consiglierà, nel più breve tempo possibile, sul come comportarti.
Eviterai delle possibili grane.
Rocco 30 settembre 2013 a 10:47
Per prima cosa complimenti per le risposte fornite.
La mia domanda riguarda un permesso a costruire in zona agricola di una unita di circa 80 mq di cui 40 destinati a deposito agricole e 40 destinati ad abitazione.
La concessione è stata rilasciata il 05/2012 e l’inizio dei lavori il 09/2012.
Ad oggi lo stato dei lavori è il seguente :
ESTERNO :completato con intonaco, infissi e porte, fossa imhoff con aggancio degli scarichi
INTERNO: tramezzi grezzi come da permesso a costruire.
Vorrei continuare i lavori interni in economia con calma appena dispongo di liquidità ma sicuramente sforo i 3 anni della concessione.
Come mi devo muove? Posso dare mandato al tecnico di dichiarare la fine dei lavori? E contestualmente mi conviene accatastare o no(non è un problema pagare IMU)?
In buona sostanza vorrei liberare il tecnico dalla responsabilità dei lavori e poter completare le opere interne (impianti elettric, intonaco interno e pavimenti) senza richiedere nulla al comune.
amedeu 30 settembre 2013 a 18:17
Non puoi evitare i rapporti e le autorizzazioni del Comune.
Se non hai ultimato i lavori interni e ti sta scadendo il Permesso di Costruzione o la Dia, puoi chiedere una proroga di 2 anni secondo il contenuto del DL 69/2013 /Decreto del Fare)
Dovrai comunque sempre avere un Direttore dei Lavori.
dario 2 ottobre 2013 a 14:20
salve,da poco ho iniziato a far costruire casa,il pogetto prevedeva piano terra e poi dopo aver ottenuto la licenzia anche sottotetto,quest ultima ha una scadenza di 3 anni.Ora finito il piano terra nn riesco piu a completare il sottotetto per mancanza di fondi.Mi chiedevo a possibbile avere una proroga del permesso a costruire visto che nn è ancora scaduto, e quali sono le spese da affrontare per avere questa proroga?grazie anticipatamente.
amedeu 4 ottobre 2013 a 17:45
Il Decreto del Fare o Il Decreto del Fare o DL n° 69 del 21 giugno 2013, approvato con legge di conversione 98/2013 permette di richiedere ed ottenere una proroga di 2 anni e più per gli edifici non ultimati.
Le spese dovrebbero essere irrisorie
Enrico 22 ottobre 2013 a 18:12
Salve, sono proprietario di una costruzione su due livelli. Alla scadenza della prima concessione è venuta a mancare la realizzazione dell’ultimo solaio di copertura. Successivamente, dopo alcuni anni ho richiesto un rinnovo della concessione che mi è stato regolarmente rilasciato. I lavori sono iniziati entro un anno ma la comunicazione è stata fatta dopo circa un mese. Il comune non ha posto obiezione e ha formalmente preso atto dell’inizio lavori (con una comunicazione scritta in cui richiedevo la vigenza della suddetta concessione). Mi è stata rilasciata anche una successiva variante in corso d’opera relativa a questi ultimi lavori concessi. I lavori stanno per ultimarsi entro i tre anni, e vorrei conoscere il parere sulla vicenda, considerando che nell’area è subentrato da qualche mese un nuovo strumento urbanistico. Inoltre capire se in assenza dell’ultima copertura, si poteva considerare una DIA in luogo di una ulteriore concessione…mi chiedo in alternativa: gli immobili “quasi” ultimati sarebbero condannati a restare tali?
amedeu 24 ottobre 2013 a 12:40
Se una costruzione è in corso, tramite un permesso di costruire, una DIA oppure una SCIA , e durante tale iter entra in vigore un nuovo strumento urbanistico, il proprietario può ultimare i lavori entro il tempo che gli è stato concesso (Varianti incluse).
Non riuscendo a finire entro tale data, in presenza di un nuovo strumento urbanistico, una altra eventuale variante sarà soggetta al medesimo.
Relativamente alla copertura andava benissimo una DIA (A seconda della Regione anche una SCIA); comunque, sia se hai un Permesso di Costruire, non ti porterà alcuno svantaggio.
adele 28 ottobre 2013 a 19:30
salve, ho un problema con l’interpretazione del dpr 380.
ho un’abitazione con permesso a costruire scaduto. i lavori non sono stati ultimati: mancano i divisori interni e le finiture interne. ho chiesto un nuovo permesso a costruire per ultimare i lavori.
il comune mi chiede, come costo di costruzione, l’aggiornamento delle nuove aliquote sulla volumetria dell’intero immobile, sia della parte già costruita che di quella da realizzare.
è giusta questa lettura?
non dovrei pagare l’aggiornamento delle aliquote solo sulla parte da realizzare ancora?
come faccio a replicare?
la mia regione è la basilicata.
amedeu 29 ottobre 2013 a 00:20
Non conosciamo la normativa della tua Regione nè quella del tuo comune, ma ci sembra strano che una legge sia considerata retroattiva.
CI domandiamo, però, perchè per le opere da ultimare tu abbia richiesto un nuovo Permesso di Costruire, e non una DIA o semplicemente una SCIA.
Comunque devi far valere le tue ragioni in Comune, facendoti spiegare il motivo per cui applicano la retroattività ad un immobile in fase di ultimazione.
Domenico 31 ottobre 2013 a 21:43
Buonasera, vorrei sapere se, avendo un permesso a costruire rilasciato nell’anno 2008 con inizio lavori nel 2009 e successiva sospensione entro i tre anni della scadenza, volendo riprendere i lavori per il completamento, la domanda è: posso riprendere i lavori per il completamento? GRAZIE
amedeu 3 novembre 2013 a 00:03
Devi semplicemente controllare le date che ti compaiono sul permesso di costruire dove ci deve essere scritto chiaramente entro quando devi iniziare i lavori ed ultimare i medesimi.
Tratti di una sospensione, ma se sei stato autorizzato dal Comune (E la cosa ci sembra alquanto strana), devi leggere attentamente il contenuto della lettera di sospensione e vedere se sei autorizzato a riprendere i lavori, e.. quando.
Filippo 12 novembre 2013 a 11:00
Buongiorno, io e mia sorella siamo proprietari di una struttura in cemento armato realizzata con la licenza di costruzione del 1997 intestata a mio nonno, dopo aver realizzato la sola struttura in cemento armato, nello stesso anno ha donato a proprietà divisa l’intero corpo di fabbrica ai due figli.
I nuovi proprietari era mio padre e mia zia, mio padre dopo un male incurabile è deceduto nel 2005, e non ha potuto proseguire i lavori del rustico.
La proprietà di mio padre è devoluta indivisa per successione del 2006 agli eredi legittimi, cioè a me e mia sorella. La quota di mia zia è stata acquistata da mia sorella nel 21012.
Essendo il fabbricato solo nella sua struttura in cemento armato, il comune mi impedisce il completamento, in quanto (Il cubaggio o l’involucro) non è stato definito con la vecchia autorizzazione, ed essendo scaduta i lavori non potranno essere completati, (anche per essere subbentrate nuove normative urbanistiche). La domanda è la seguente, TALE STRUTTURA, REALIZZATA REGOLARMENTE, E’ POSSIBILE NON POTERLA COMPLETARE?
amedeu 13 novembre 2013 a 18:17
Una domanda difficile, in quanto non ci fornisci i dati urbanistici.
Vediamo se possiamo aiutarti a ricavarli.
Devi recarti in Comune presso l’ufficio Edilizia Privata e richiedere di visionare il progetto presentato ed approvato nel 1997.
Fatti fare, se non l’hai già, una copia a pagamento di detto progetto.
Devi chiedere, inoltre, la zona urbanistica nel quale si trova collocato attualmente l’edificio (Secondo il nuovo strumento urbanistico) e controllare nelle relative Norme di attuazione di detto strumento cosa puoi realizzare, ad oggi, sul terreno dove sorge l’edificio,
Ti servirà sapere se il lotto è sempre edificabile, ed in questo caso, quali sono gli indici urbanistici (Indice di fabbricabilità, rapporto di copertura, altezza massima raggiungibile, distanze dai confini e dalla strada).
Saputo quanto sopra, devi confrontarli con il progetto realizzato.
Se non rispetterai detti indici, non potrai portare a termine l’edificio, in quanto la concessione edilizia è scaduta a suo tempo e la sola struttura in cemento armato (Senza i tamponamenti esterni, non ti costituiscono un volume edificato).
et 14 novembre 2013 a 13:10
salve! tempo fa ho acquistato due lotti sui quali sono stati costruite due abitazioni, una è la mia , l’altra l ho venduta. i miei vicini vogliono adesso concludere i lavori ma io non sono pronta per farlo perchè non ho avuto la disponibilità economica per completare la copertura. cosa posso fare? se chiedo una proroga della concessione edilizia (che a differenza del nulla osta del genio civile che è unico , questa è separata) possono loro concludere i lavori indipendentemente da me? e se non riuscissi ad ottenere il rinnovo della concessione edilizia cosa posso fare?
amedeu 15 novembre 2013 a 16:51
Se hai un Permesso di Costruire (O Concessione, se vecchia) riservato al tuo edificio, potrai chiedere la proroga di due o tre anni, ammesso che la tua Regione abbia recepito le direttive del Decreto del fare:
(Altrimenti chiederai una Variante DIA o SCIA).
In ogni caso affronta tale argomento anche con il tecnico comunale.
Ai fini del Genio civile, per distaccarti completamente dalle sorti dell’edificio vicino, ti suggeriamo di completare il tetto prima di tale proroga.
fabio 2 dicembre 2013 a 13:31
titolo: dia-e-abusi-edilizi-le-responsabilita-penali-del-progettista-e-del-direttore-dei-lavori
Salve volevo sapere (se possibile) come potrei risolvere la seguente situazione: ho dato l’incarico ad un tecnico per una trasformazione di un sottetto in abitazione (legge 13/09 lazio) il progettista ha sbagliato il progetto (D.I.A. non conforme alla normativa con dichiarazioni errate sulle altezze), a seguito di verifiche non ho realizzato il progetto. Oggi la DIA è scaduta, a suo avviso si puo presentare un nuovo progetto anche se al comune è presente il progetto con i relativi errori, dovrà essere citato tra le autorizzazioni pregresse? Quali rischi si corrono?
La ringrazio in anticipo per eventuali indicazioni
amedeu 3 dicembre 2013 a 18:53
E’ una situazione che se è risolvibile, te la deve risolvere il tecnico che ha posto delle altezze nello stato attuale, non conformi alla realtà.
Non conosciamo l’esatta entità delle misure errate, nè il loro esatto significato nell’ambito del progetto tecnico; però possiamo dirti, che in casi analoghi, il Comune ha segnalato la questione all’Albo professionale dove è inscritto il tecnico: e sono stati presi dei provvedimenti a carico di quest’ultimo.
Riteniamo, che il tecnico, con molta diplomazia e previo colloquio con il responsabile dell’ufficio Edilizia Privata, dovrebbe, con una relazione esplicativa, cercare di giustificare a cosa sono dovuti gli errori di tali misure, presentando la situazione esatta e richiedendo le modifiche da effettuare (Sempre che sia possibile eseguirle con le nuove altezze).
Luca 2 dicembre 2013 a 17:00
Salve, in che art. comma ecc. trovo il fatto che il nuovo permesso di costruire per una variante in corso d’opera mi fornisce ulteriori 3 anni di proroga?
cito parte dell’articolo da Voi scritto “Stando alle vigenti leggi, fino a che il costruttore non sarà in possesso della autorizzazione comunale relativa a dette modifiche (sia essa Permesso di Costruire o DIA), i lavori dovrebbero essere interrotti.
Naturalmente i 3 anni ripartiranno dalla nuova data del secondo permesso.”
amedeu 3 dicembre 2013 a 19:10
Il Decreto del fare o DL 69/2013 convertito nella legge 98/2013
Leggi attentamente questi articoli.
Devi però controllare se la tua Regione ha recepito il contenuto di tale DL.
Franco 4 dicembre 2013 a 11:22
Amedeu buon giorno, ho letto attentamente sia ” permesso di costruire mancato rispetto dei termini di ultimazione lavori. Cosa fare ” e ” le novità del decreto del fare sullinizio termine dei lavori e sulle ristrutturazioni edilizie “.
Sono in Regione Piemonte, e ho questa situazione : Fabbricato costruito con Permesso di Costruire, varianti in corso d’ opera esguite con Scia (sospesi i lavori per circa 1 anno in attesa di Durc valido dell’ impresa).
Mi si contesta la durata della Scia, in quanto viene considerata l’ esecuzione delle varianti nell’ arco di validità del Permesso di Costruire senza considersre l’ ulteriore tempo di 3 anni per le stesse. Considerato che i 3 anni del Permesso di Costriure sono già scaduti e non ho pertanto la possibilità di chiedere la proroga dei 2 anni, come mi devo comportare ?
Con cordialità, la ringrazio anticipatamente per la risposta.
amedeu 5 dicembre 2013 a 19:56
Purtroppo ogni Regione ha delle leggi proprie che poi trasmette ai Comuni.
In ogni caso, parli di Varianti al progetto, per cui, anche se le stesse sono effettuate con SCIA, di regola, hanno la validità di tre anni.
L’anno che hai interrotto i lavori, in attesa del DURC, ti avrà sempre lasciato un residuo dei due anni rimanenti.
Non andiamo oltre, in quanto tutto dipende dalla interpretazione del tuo Comune (o Regione), del quale dovremmo ricercarne il Regolamento Edilizio e le leggi varie.
Un compito, che purtroppo dobbiamo lasciare a te.
Matteo 11 dicembre 2013 a 13:37
nelle vicinanze della mia abitazione oltre 3 anni fa sono iniziati i lavori per un condominio di diversi appartamenti. Già da oltre un anno i lavori sono stati interrotti e il condominio è al rustico con ponteggi esterni. Un vero pugno nell’occhio perchè posizionato in zona collinare e vicino ad abitazioni con dimensioni nettamente inferiori (villette e villette a schiera).
Il motivo di questo stallo per certi versi è evidente. Nessuno compra quegli appartamenti e di conseguenza il costruttore non finisce i lavori.
Ma io mi chiedo quanto noi vicini dobbiamo sopportare questa situazione. L’opera non andrebbe finita? Possibile che il comune lasci che un’opera di tale impatto troneggi deturpando il paesaggio?
In più: all’inizio dei lavori noi proprietari di villette abbiamo consentito al costruttore di tendere dei cavi elettrici provvisori che passano su un fondo di nostra proprietà. Il costruttore ci ha assicurato che li avrebbe rimossi terminati i lavori. Io ho chiesto e ottenuto una lettera di impegno di toglierli entro una certa data e tale data è scaduta. Abbiamo chiesto di toglierli ma il costruttore tergiversa. Come possiamo tutelarci per le situazioni descritte?
amedeu 11 dicembre 2013 a 18:49
Sono situazioni tristi.
E’ la parola esatta, in quanto in tutte le città vediamo gru bloccate, fabbricati ponteggiati e cantieri fermi.
E quando si blocca l’edilizia si ferma una filiera di milioni di persone.
Prima di tutto ci auguriamo che l’edilizia riparta al più presto ed il costruttore dell’edificio a voi vicino possa riprendere il lavoro con i suoi operai.
Se volete ottenere ciò che avete sollevato (Per i cavi elettrici) mandate una lettera raccomandata RR al costruttore, dopo di che non vi rimane che un legale.
Per il resto sentite il locale comando della polizia municipale.
amedeu 9 gennaio 2014 a 19:33
Per Linozaga
linozaga 11 gennaio 2014 a 13:39
Sto valutando se fare o meno la proposta per l’acquisto di un immobile in provincia di Pistoia.
nel 2001 il proprietario ha ottenuto l’autorizzazione dal comune per il rifacimento della copertura e dell’impianto igienico.
Entro i tre anni previsti non ha completato i lavori e gli è stata concessa una proroga per il 2005.
Ma nonostante ciò, di tutti i lavori autorizzati ne ha completati soltanto una parte (in pratica ha rifatto interamente il tetto ma non ha realizzato l’impianto fognario e l’interno dell’immobile è interamente al grezzo). E il proprietario non ha mai presentato una comunicazione di fine lavori.
Pertanto, vorrei sapere se posso avere dei problemi (intesi anche come eventuali oneri o sanzioni da pagare) nel momento in cui acquisterò la casa e presenterò in comune la D.I.A. per proseguire e ultimare i lavori.
E, quindi, se mi conviene evidenziare nella proposta di acquisto che se dovessero sorgere eventuali oneri questi sono da intendersi interamente a carico del venditore.
amedeu 11 gennaio 2014 a 18:16
Per Linozaga.
Per prima cosa ti conviene recarti presso l’ufficio Edilizia Privata o Sportello Unico del Comune e chiedere tali notizie al tecnico addetto.
Così sarai più tranquillo.
In generale,non dovresti avere alcuna grana a riguardo, comunque nel contratto puoi specificare lo stato di fatto nel quale si trova l’edificio che stai acquistando, mettendo anche che i lavori non furono ultimati e il proprietario non richiese l’agibilità finale.
Può darsi che il notaio voglia citare anche il numero di autorizzazione edilizia (DIA? ) e successiva proroga di un anno.
Giuseppe 21 febbraio 2014 a 21:30
Salve, ho presentato nel DIA nel 2009, il proprietario ad oggi non ha ancora completato lavori, consistenti nel rifacimento del prospetto e nel completamento del piano terra.
In comune per dimenticanza mia non ho presentato la fine lavori in quanto (a mio avviso) non sono ancora ultimati.
Che cosa posso fare oggi dopo circa 4 anni dall’inizio lavori??
Ringrazio anticipatamene per l risposta.
amedeu 22 febbraio 2014 a 10:23
Andare a parlare sinceramente con il responsabile del procedimento, il quale ti suggerirà la migliore soluzione.
A nostro parere non devi preoccuparti, in quanto questo accade molte volte ed è sempre stato risolto.
annalisa 7 marzo 2014 a 12:57
Buongiorno amedeu, ho fatto realizzare un sottotetto praticabile ma non abitabile .Ho incaricato il geometra a provvedere x il progetto e cartaceo, licenza, calcoli strutturali ,relazione geologica e DiIREZZIONE dei LAVORI ….etc etc.. ,tirato fuori il suo preventivo su un foglio di carta senza essere firmato da entrambe le parte,si procedeva alla realizzazione del sottotetto . Ma in fase di costruzione , veniva a mancare la figura della direzione dei lavori comportando notevoli disaggi sia a noi che alla ditta esecutrice. Da promettere che fin dal primo giorno il geometra , anche se solo verbalmente ,dichiarava che la direzione tecnica sarebbe stato un compito suo, visto che la ditta me l’ha imposta lui! Ma durante i lavori , incominciavano i primi problemi . Lui il geometra,sul cantiere era del tutto assente,causando notevole problematiche, che alla fine ho riscontrato sia sulla struttura ,che alle restante opere .Adesso mi ritrovo con un terrazzo non coibentato come era da preventivo,(sotto ho una camera da letto!) mi ritrovo con la struttura del solaio che sul lato della porta dell’ingresso non ho il balconcino soprastante x tutta la lunghezza del solaio (dimenticanza al momento del getto in c.a. e una infinità di opere che sul preventivo avevano misure diverse da quelle posate in opera ,causando una differenza di prezzo a mio sfavore (dal preventivo originale firmato da me e dalla ditta). Alla chiusura dei lavori, il tecnico (geometra ) si rifaceva vivo chiedendomi saldo degli anticipi ,che precedentemente segnavamo su un foglio di carta . A quel punto , gli ho detto che se voleva il resto dei soldi pattuiti , doveva risolvere tutti i problemi che si sono creati x via della mancata di una direzione tecnica . Detto questo dopo circa un mese mi fa arrivare dal suo avvocato una lettera ,dicendo che pretende il restante del saldo entro un determinato tempo x il lavoro svolto , (il cartaceo. è non x la direzione tecnica!) Io a questo punto ho intenzione di proseguire x via legale .Adesso Vi domando in che cosa posso rischiare visto che dopo la chiusura dei lavori , ho fatto alcuni lavori che non erano previsti nel progetto? Al direttore tecnico (quello vero che sono riuscita a risalire tramite timbri e firme ) sicuramente ne passera delle belle ,x dichiarazione del falso.Ma al geometra come posso agire nei suoi confronti , visto che poi alla fine lui non ” risulta ” come responsabile dei danni creatomi? In attesa di un vostro parere VI saluto.
amedeu 10 marzo 2014 a 20:44
Non siamo riusciti bene ad inquadrare la figura di questo geometra (Progettista?) (Iscritto o non iscritto all’Albo dei Geometri) Parli di un Direttore Tecnico al quale sei riuscito a risalire?
Insomma ci presenti una situazione poco chiara.
Comunque, ciò che a nostro parere conta, è la presentazione in Comune del progetto dei lavori, nel quale deve essere indicato il Direttore dei Lavori, che deve aver firmato anche qualche documento.
Ti conviene controllare attentamente nel progetto comunale e se appare il timbro e la firma del geometra come D.L: difficilmente costui potrà liberarsi dalle sue responsabilità.
Il fatto che hai eseguito successivamente dei lavori non compresi nel progetto, è sicuramente un fattore negativo per te,in quanto il tecnico suddetto (Dipende comunque dai lavori fatti), potrebbe, tramite legale, difendersi per tua iniziativa ed intromissione nell’ambito dei lavori di cantiere.
Sergio 22 aprile 2014 a 10:58
Ho acquistato un villino al grezzo (Grezzo Avanzato) , finito esternamente e da finire nel suo interno.
Completati i lavori interni presento la domanda di agibilità che il comune non mi accetta per la mancata presentazione della relazione 10/91, documento che il costruttore doveva presentare nel momento dell’ inizio lavori. Evito di arrabbiarmi e incarico un architetto di redigere il suddetto documento il quale, finito il lavoro, mi mette al corrente che oltre a non essere stata consegnata la 10/91 non è stata neanche rispettata dal costruttore venditore. Il professionista nel redigere la relazione ha utilizzato i parametri del periodo in cui era stato concesso il permesso di costruire e ha constatato che le uniche cose che andavano bene erano quelle fatte da me durante la ristrutturazione interna ( impianti, serramenti, ecc…).
amedeu 23 aprile 2014 a 23:19
Per Sergio.-
Strano che al momento di presentazione del progetto, il responsabile del procedimento comunale non abbia richiesto al costruttore la relazione di cui ai decreti legislativi 192/2005 e 301/2006 allegato 1 art 11, in fase transitoria, e di cui già alla legge 10/1991.
A nostro parere, in questo caso c’è, oltre a quella del costruttore, anche una mancanza del Comune.
Diventa difficile, per noi, consigliarti come rimediare alle cose non realizzate in conformità, per cui, cerca di chiarire il tutto con l’aiuto del tuo architetto, al fine di arrivare ad una soluzione.
Luigi 13 maggio 2014 a 10:49
Salve vorrei sapere cosa fare per una ditta che ha iniziato i lavori di infissi esterni,ricevendo 2 bonifici,ma che ora non vuole completare perchè vuole il 3° ed ultimo bonifico.Mi stà ricattando sia per completare i lavori che per rilasciarmi la documentazione per poter avere la detrazione.PREMETTO CHE è NULLA TENENTE.COSA POSSO FARE???AIUTATEMI E RISPONDETE.Grazie
amedeu 14 maggio 2014 a 19:22
Probabilmente hai effettuato un contratto di appalto con l’impresa edile, ma non con le imprese in subappalto, come avviene spesso.
Se è così, comunque, l’ultimo stato di avanzamento o finale che sia, lo dovresti effettuare una volta messi tutti gli infissi in opera e dopo aver constatato che il lavoro è stato effettuato a regola d’arte.
Se hai già fatto due bonifici al falegname, vuol dire che la lavorazione degli infissi è in stato molto avanzato, se non addirittura questi risultano essere stati portati in cantiere.
Il ricatto in questi casi va evitato, e si deve rispondere immediatamente a voce con educazione e fermezza, dopo di che si fa mandare una lettera alla ditta da parte di un avvocato, il quale saprà come comportarsi.
Riteniamo sia la strada che devi seguire.
Mari 25 giugno 2014 a 09:42
Buongiorno, ho appena acquistato un’abbinata al grezzo, inizio costruzione nel 2009 e mai terminata perchè la ditta è fallita; a suo tempo non c’era l’obbligo di installare pannelli fotovoltaici, ora per le nuove costruzioni invece si; considerando che il permesso a costruire è scaduto, che la costruzione è già esistente e il tetto è già completato, richiedendo un nuovo permesso a costruire possono obbligarmi a installare i pannelli fotovoltaici? non ho intenzione di smontare il tetto della casa, per com’è stato costruito non ci sarebbe molto spazio e soprattutto non mi permetterebbe di avere una buona resa. Grazie.
amedeu 26 giugno 2014 a 19:16
Se l’immobile non è stato ultimato, e sei costretta a chiedere una nuova DIA, ricadrai sotto le leggi e normative vigenti, a meno che tu non esegua alcun intervento sostanziale, ed in particolare al tetto (Nel caso sia ultimato), ed i lavori che restano da fare riguardano solo le opere di rifinitura.
Oltre ai pannelli fotovoltaici, potresti ricadere anche nella legge che richiede la linea vita per le coperture.
http://www.coffeenews.it/linee-vita-attacchi-di-sicurezza-per-tetti-18
Comunque recati a parlare con un tecnico dell’ufficio Edilizia Privata del tuo Comune.
Antonio 23 luglio 2014 a 08:36
Chiedo un parere circa gli “oneri di urbanizzazione e costruzione”, di un fabbricato, (già pagati 18 anni fà 30 mln di lire), e per motivi economici/familiari, la concessione edilizia come da DPR n.380 del 6 giugno 2001 è scaduta. Il grezzo comprensivo del 70% della tompagnature ultimati. Ho richiesto una nuova concessione, Il Comune oggi, ha ri-calcolato i nuovi oneri al 2014 con aumenti del 70%, ed in Euro – al nuovo conteggio – sottraeva quello già pagato in lire 18 anni fà, senza interessi o altro. (ulteriori 20.000,00€) ?!?!?! segnalo altresì che nell’area interessata, ancora oggi dopo oltre 30 anni…. non vi sono impianti fognari, ne tanto meno impianti di acqua, … devo usufruire di un pozzo privato…parlo di un paese che si apostrofa a Città (siamo in Basilicata), già avuti contatti con gli addetti, e massime autorità comunali, ma di questa ingiustizia, non vogliono saperne nulla, il loro uso è costume, …….io delibero a modo mio, se non ti piace… fai ricorso….. !!! Grazie
amedeu 23 luglio 2014 a 19:19
Forse sarebbe stato più logico presentare una SCIA, e non richiedere un Permesso di Costruire (Concessione ???)
Però, comprendiamo la tua situazione, e possiamo darti l’unico consiglio che conosciamo.
Rivolgiti da un buon tecnico professionista di altra città, e spiegagli l’intera storia, facendogli vedere la documentazione che possiedi.
Dovrebbe provvedere a ricorrere contro tale richiesta, tanto più, che come ci sembra di comprendere, trattasi della ultimazione di lavori di straordinaria manutenzione per i quali gli oneri dovrebbero essere pochi (A meno che tu, in fase di lavori, non abbia stravolto completamente il progetto originariamente approvato).
Antonio 26 luglio 2014 a 08:46
Ringrazio, persone come Lei mi danno ancora speranza di credere in questo paese.
Non è stato stravolto nulla, sono sotto la percentuale edificatoria avente diritto! ho chiesto di calcolarmi (ex-novo, con tutti gli aumenti possibili), 30 metri di terrazzo, o per mere difformità di farmi un eventuale verbale. Ma in questi stagni, dove non brillano certo trasparenza, e onestà, dove la Legge per alcuni si applica, e per altri si interpreta, dove la “discrezionalità” in mano a certi soggetti, sfocia spesso nell’abuso! non vi sono tecnici professionisti che possano interloquire. “Discrezionalità anticamera di abusi e tangenti” a fatto più vittime del terrorismo e mafia messi insieme! Con stima.
GennY 25 luglio 2014 a 09:59
Sono uno dei quattro proprietari di un edificio di quattro appartamenti, nel corso dei lavori straordinari dell’intero stabile, senza un collaudo congiunto finale sulla realizzazione dei lavori eseguiti, il Direttore dei lavori ha richiesto la fine lavori a causa del mancato rinnovo del DURC da parte dell’impresa appaltatrice.
Domanda chi dovrà certificare lo stato dei materiali, lavori ecc..
A chi si può ricorrere per capire se sia stata giusta la strada intrapresa dal Direttore dei lavori e dalle altre figure amministratore e impresa.
amedeu 26 luglio 2014 a 18:11
Per Genny.
Devi rivolgerti alla Cassa Edile della zona di provenienza dell’impresa, dove affronterai la questione con gli addetti al caso.
http://www.coffeenews.it/durcnegli-appalti-fra-privati-in-edilizia
pamela 25 luglio 2014 a 19:22
Salve.Sono proprietaria di un appartamento in corso di costruzione e accatastato come tale che è situato all interno di un immobile che comprende a sua volta un ulteriore appartamento e un locale uso uffici sempre in corso di costruzione. È stata presentata la domanda di rinnovo della concessione edilizia per l intero stabile, ma verrà ultimato solo l appartamento di mia proprietà (causa liquidità) Ora la Banca mi chiede per ottenere il totale dell importo da me richiesto, l accatastamento come prima casa con foglio mappale, planimetria ecc. Posso procedere al solo accatastamento del mio appartamento o devo aspettare la conclusione dei lavori di tutto lo stabile?posso chiedere un fine lavori parziale prima della scadenza dei tre anni solo per il mio appartamento? Nel caso a quale normativa devo rifarmi?grazie
amedeu 26 luglio 2014 a 19:01
Leggi questo nostro articolo ed apri il file in firmato PDF posto al termine dell’articolo stesso
E’ relativo al decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 coordinato con la legge di conversione 9 agosto 2013, n. 98 dove all’articolo 30 il comma 4 -bis cita testualmente: “Il certificato di agibilità può essere richiesto anche:
a) per singoli edifici o singole porzioni della costruzione, purché funzionalmente autonomi, qualora siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria relative all’intero intervento edilizio e siano state completate e collaudate le parti strutturali connesse, nonché collaudati e certificati gli impianti relativi alle parti comuni ;
b) per singole unità immobiliari, purché siano completate e collaudate le opere strutturali connesse, siano certificati gli impianti e siano completate le parti comuni e le opere di urbanizzazione primaria dichiarate funzionali rispetto all’edificio oggetto di agibilità parziale».
Poichè al punto b) è ammessa l’agibilità parziale (Nel rispetto delle suddette condizioni) solo se ti trovi in tale situazione potrai richiederlo.
Comunquye senti anche i tecnici dell’ufficio Edilizia Privata del tuo Comune.
Franco 28 luglio 2014 a 21:13
Salve,ho comprato un appartamento su 3 piani al grezzo interno nel 2004, in 6 anni (dopo 2 Die in economia) sono arrivato fino ai pavimenti ,poi nel 2010 causa crisi e nascita della figlia ho sospeso i lavori ,ora a distanza di 4 anni voglio finire la casa e l’archittetto mi ha aperto il Comunicazione Inizio Lavori,e qui dopo essere andato da un amica che vende sanitari mi ha negato l’iva al 4 perche non risulta che sia prima casa perche cè scritto interventi di manutenzione ordinaria è adesso cosa faccio?.Ovviamente la casa e senza infissi acqua luce parquet sanitari, quindi non abitabile,Ho perso il diritto dell’iva al 4 sulla mia prima abitazione?
amedeu 29 luglio 2014 a 19:41
Leggi la seconda tabella del presente articolo
http://www.coffeenews.it/wp-content/uploads/2013/11/Nuove-costruzioni-1-1.jpg
Per beni finiti, potrebbero intendersi, per esempio, gli infissi eseguiti dal falegname , ma per l’ordinaria manutenzione diventa difficile sostenere una tale tesi, tra l’altro per pavimenti che a quello ci sembra di comprendere vuoi eseguire in economia.
Inoltre non citi alcun contratto di appalto, che come potrai leggere sempre nella 2^ tabella potrebbe agevolarti.
Alex 31 luglio 2014 a 13:19
Buongiorno, Le chiedo cortesemente una domanda, se può rispondermi. Mi è stata notificata da parte del comune in data Novembre 2013, il contributo circa gli oneri di urbanizzazione e costo di costruzione per il rilascio del permesso a costruire. Gli oneri da pagare ammontano a 6.436,00€, ma per il momento non ho disponibilità, (faccio volontariato e mio marito ha perso il lavoro). nella notifica non vi è citata nessuna scadenza. Posso ritirarla l’anno prossimo. Considerato che non è cambiato nulla nel Regolamento Urbanistico o PRG, o aliquote. Grazie
amedeu 1 agosto 2014 a 14:08
Ti conviene parlare con i tecnici dell’ufficio Edilizia Privata del tuo Comune, i quali ti daranno le date di riferimento e di scadenza anche per gli oneri.
Devi inoltre domandare, ammesso che ti possa interessare, se possono rateizzarti detti oneri.
Molti Comuni, per cifre di tale consistenza consentono, ai sensi dell’art. 16 del D.P.R. 6 giugno 2001, n° 380 e s.m.i, fino a 4 rateizzazioni (Per esempio, la prima al rilascio del Permesso di .C e le altre da pagare nell’arco di 18 mesi o 24 mesi).
L’importo deve essere sempre coperto da una fideiussione bancaria o assicurativa
Giovanni 17 settembre 2014 a 16:01
vorrei gentilemente delle informazioni:
nel caso in cui una struttura in c.a. non sia stata ultimata nei tempi previsti dal permesso a costruire, e più precisamente nel aver realizzato solo 2 impalcati su 4, come bisogna procedere per completare l’opera?
Basta una richiesta di completamento al comune per il rilascio di un nuovo permesso?
E nei confronti del genio civile cosa bisogna fare?
amedeu 18 settembre 2014 a 18:30
Sia il permesso di costruzione comunale, che la pratica del Genio Civile indicano dei tempi di ultimazione lavori e richiesta dell’agibilità, che vanno rispettati.
Rintraccia il relativo permesso e il deposito pratica al G.C. e controlla tali date.
Elena 21 settembre 2014 a 13:21
Il mio condominio ha deliberato per lavori di ristrutturazione di fare la facciata. Tutti d’accordo, ma per quanto riguarda affidare i lavori, non siamo tutti in sintonia, considerato che per vari motivi, stanno per affidare “ancora non fatto” a una ditta S.A.S creata dalla sera al mattino, senza cassa, con attrezzatura in prestito e scarsa competenza, sono contrarissima. Come faccio a tutelarmi considerato che sarà richiesta la detrazione, e quali garanzie scritte dovrà fornire la ditta
la sas intestata società di persone, dove gli accomandanti, sono nulla tenenti;
e gli accomandatari, dove rispondono solidamente ed illimitatamente sarebbero gli altri, fuori giuridicamente da eventuali addebiti!!! E da clausola “salvo conguaglio” come posso tutelarmi dai possibili sicuri aumenti dei prezzi di comodo?
amedeu 22 settembre 2014 a 19:45
Potreste richiedere alla ditta una fideiussione bancaria o assicurativa, relativa all’ammontare presunto di detti lavori ed a scalare ad ogni stato di avanzamento per lavori eseguiti (E controllati da voi accuratamente).
Per tale motivo non sarebbe male che vi sceglieste un direttore dei lavori di vostra fiducia.
In tale maniera, in caso di disguidi per la ditta, sarete tutelati dalla fideiussione.
stefania 23 settembre 2014 a 16:29
il costruttore sul mio cantiere (premetto che non ho nessun contratto) ha sub-appaltato la costruzione del tetto ad una ditta esterna. Fin ora ho pagato i lavori secondo l’accordo che avevamo stabilito verbalmente, ma ogni volta che pagavo scompariva per 1-2 mesi. Ora non ho intenzione di pagare se non a tetto ultimato (ho già dato l’anticipo che però il costruttore non ha versato alla ditta del tetto) ma mi trovo in una situazione di stallo dato che il sub-appaltatore non viene ad ultimare i lavori e il costruttore mi tiene in forse. Cosa posso fare? Avevo pensato di dare un termine al costruttore per il proseguimento e la fine dei lavori e nel caso ciò non avvenga fare una comunicazione di sospensione dei lavori.
amedeu 27 settembre 2014 a 20:48
Non hai un contratto, ma avrai sicuramente un capitolato di appalto con preventivo di spesa approvato?
Inoltre i lavori sono seguiti da un tuo tecnico professionista che ti esegue la Direzione dei Lavori?
Se non hai alcunchè, ti conviene correre immediatamente da un legale e spiegargli la situazione.
Nel caso di capitolato firmato ecc, ti devi consultare con il tuo tecnico, dopo di che puoi scrivergli una lettera Raccomandata A.R. chiedendogli di rispettare i termini stabiliti nel capitolato stesso.
Comunque da quanto ci sembra di comprendere è una situazione mal gestita e ti suggeriamo di prestare molta attenzione prima di pagare altri soldi.
Il tuo tecnico deve metterti in condizione di pagare quando ci sarà un corrispondente valore di lavoro eseguito: mai anticipare i soldi, a meno che non sia una ditta veramente di tua fiducia.
Piero 23 settembre 2014 a 22:51
Gentilissimi buonasera, leggio da tempo i consigli che fornite e vi ringrazio.
Scrivo perché mi si presenta un affare a proposito dell’acquisto di un terreno edificabile sul quale insiste un edificio al grezzo (manca solo il tetto).
L’immobile è stato costruito nel 1976 e successivamente per una serie di eventi, mai terminato.
L’area residenziale interamente edificata una serie di ville purtroppo nel 2005 è stata interessata da una alluvione, e benché l’immobile, l’unico non abitato, abbia risentito solo dell’allargamentodel seminterrato al momento il comune non concede la possibilità di completare l’opera fino alla completa definizione del piano idrogeologico… Stimati cinque o sei anni.
Considerato che è l’unico immobile incompiuto, esiste un modo di sbloccare la situazione e di insistere nei confronti del comune facendo leva su questo dettaglio? Grazie mille
Siamo in provincia di Cagliari
amedeu 27 settembre 2014 a 20:59
L’unico sistema è quello di tenersi informati circa l’approvazione del piano idrogeologico e l’eventuale sua applicazione.
Tentare di arrivare ad una soluzione diversa in un contesto di disagio idrogeologico, non solo non è conveniente, ma può diventare rischioso e molto pericoloso.
dain 7 ottobre 2014 a 14:06
buonasera ,a luglio di quest anno abbiamo acquistato una casa vecchia che necessitava dei lavori.Abbiamo fretta di trasferirci xche il bimbo doveva iniziare la scuola in quel comune cosi noi ,senza alcun muratore o altro abbiamo iniziato la demolizione interna di alcuni mezzi muri x fare un open space,e un nuovo impianto riscaldamento .in seguito ad una segnalazione “anonima” sono venuti dei vigili in poi in seguito al sopra luogo ci hanno inviato x posta un Ordinanza di sospensione lavori edili.Vorrei sapere ora per poter proseguire con i lavori cosa si potrebbe fare??
amedeu 8 ottobre 2014 a 20:30
Per dain.
I vigili urbani dovrebbero avere trasferito la pratica all’ufficio legale del Comune, il quale si dovrebbe attuare su due direttrici: la penale, con denuncia al giudice e la civile, con richiesta di messa in ripristino dell’immobile (Ammesso che ciò sia possibile).
Tutto dipende comunque dall’entità dei lavori da voi eseguiti.
La problematica, in questi casi, oltre a dove affrontare quanto sopra, deriva soprattutto dal lungo tempo che trascorrerà.
Il nostro consiglio è quello di rivolgervi immediatamente da un buon tecnico professionista della zona e con lo stesso contattare l’ufficio preposto, chiedere delucidazioni ed eventuali possibilità di rimediare (Sia pur in parte talvolta) a quanto fatto.
Se i lavori da voi eseguiti potevano essere effettuati tramite una autorizzazione comunale, può darsi che le complicazioni siano minori
gino 14 gennaio 2015 a 02:07
salve. Cinque anni fa ho acquistato una villetta in corso di costruzione quasi ultimata con le agevolazioni di prima casa. Ora sto finendo io stesso i lavori che pero’ sono solo di completamento, in quanto si tratta solo di ultimare il montaggio di sanitari, termosifoni e altri piccoli dettagli; per questo motivo non ho ritenuto opportuno rinnovare la concessione edilizia scaduta ormai da qualke anno. Ora la mia domanda e’ questa: posso io richiedere alla ditta ke mi fornisce i sanitari di applicarmi l’aliquota iva al 4% anche senza concessione edilizia..?
amedeu 15 gennaio 2015 a 11:20
Riteniamo di no, in quanto tale aliquota è legata al tipo di intervento con autorizzazione in itinere.
Comunque senti l’ufficio Tributi del tuo Comune.
mirella 6 febbraio 2015 a 17:45
Salve vi scrivo perché ho bisogno un parere. Nel 2008 ho ricevuto il permesso di costruire un fabbricato ad uso abitativo. I lavori sono iniziati nello stesso anno ma non sono terminati nei tre anni. Nel frattempo abbiamo usufruito della Iva agevolata al 4%. Nel 2014 l ingegnere ha presentato una variante all’ originario permesso e solo qualche giorno fa abbiamo ricevuto lettera di accoglimento. La domanda è: con la variante possiamo ancora usufruire dell’ Iva agevolata al 4%per concludere i lavori? Es elettricista. Il fornitore di materiale elettrico Dice che nn abbiamo più diritto al più possiamo usufruire della Iva al 10% perché la variante corrisponde ad una ristrutturazione. Grazie per la disponibilità
amedeu 7 febbraio 2015 a 11:30
Se trattasi della variante ad un permesso di costruire (Avendo però rispettato le date dei tre anni continuativi e senza interruzione) dovrebbe seguire le stesse regole.
Ti consigliamo, comunque, di sentire presso l’ufficio Tributi del tuo Comune.
andrea 7 febbraio 2015 a 09:22
Buongiorno, abito in una bifamiliare ultimata nel 2009 adiacente ad altro edificio (uguale) ultimato nel 2004.
il costruttore ha iniziato i lavori nel 2001 per la realizzazione del primo edificio da adibire a due unita immobiliari presentando tutta la documentazione a corredo della relativa concessione edilizia, ultimandolo nel 2004 e realizzando le fondamenta della mia. Nel 2007 tramite pdc e dia del 2009 iniziava la costruzione della mia abitazione senza però presentare alcuna nuova “legge 10” a corredo. Il comune sostiene che anche per il mio edificio valga la legge 10 del 2001 nonostante i muri siano stati eretti nel 2007 . E’ motivata questa risposta?
e cosa posso fare nel caso mancasse tale documento?
amedeu 7 febbraio 2015 a 21:59
L’Italia è il Paese delle Leggi; ha 20 Regioni ognuna delle quali ha una moltitudine di leggi.
Chiarisci meglio cosa sia la legge 10/2001.
andrea 1 marzo 2015 a 22:54
Buonasera, intendevo la legge 10 del 1991 sul risparmio energetico. E’ obbligatoria per ogni p.d.c.?
amedeu 2 marzo 2015 a 10:29
La ex legge 10/91 sostituita e modificata dal dgls 192 del 2005 e infine dal dgls 311 del 2007 che apporta correzioni al 192/2005, stabilisce, e su questo è rimasta invariata, che venga presentata una documentazione a firma di un tecnico professionista, relativa alla situazione energetica dell’edificio.
E’ obbligatoria, e va presentata per ogni tipo di edificio.
carlo 7 febbraio 2015 a 15:30
Salve, finalmente dopo una lunga causa con il mio comune è stata pubblicata nell’albo pretorio la mia concessione edilizia, volevo chiede se posso iniziare subito i lavori oppure ci sono ancora tempi tecnici da rispettare? Grazie
amedeu 7 febbraio 2015 a 21:53
Devi ritirare il Permesso di costruire o DIA che sia, pagando gli oneri di urbanizzazione (Se previsti per i lavori che farai).
Con il permesso in mano, devi inviare in Comune la lettera di Inizio Lavori ed appendere in cantiere il cartello con indicati il proprietario, il numero di permesso, il progettista, il direttore dei lavori ecc.
Dopo di che puoi iniziare i lavori.
lisa 11 febbraio 2015 a 20:46
Buongiorno, avrei bisogno di una informazione x me urgentissima…..ho iniziato nel comune di cagliari i lavori di ristrutturazione e ampliamento del mio appartamento tramite DIA regolarmente autorizzati dal comune dopo varie integrazioni……il progetto prevedeva la costruzione di un balcone di mt.1, 40 in aggetto al mio appartamento che si affaccia sul cortile del vicino che verbalmente era d’accordo….ora a distanza di mesi dalla costruzione del balcone mi è arrivata lettera del suo legale che mi intima di demolire la costruzione pena denuncia. La mia domanda è se il comune può bloccare i lavori che stanno ormai finendo…o se la sua denuncia non può coinvolgere il comune che mi ha autorizzati….. se io ho comunque qualche ragione da far valere considerato che non avrei mai costruito un balcone sostenedo delle spese importanti se lui non mi avesse preventivamente autorizzato consentendo anche agli operai di costruirlo…….Grazie.
amedeu 13 febbraio 2015 a 20:11
Le autorizzazioni comunali vengono sempre rilasciate “fatti salvi i diritti dei terzi”, per cui il Comune è escluso da ogni e qualsiasi rivalsa.
Parli dell’autorizzazione del vicino, ma se hai avuto quella verbale, non conta assolutamente, ne serviva una nella forma scritta e con possibilità di registrazione.
Alessandra 16 febbraio 2015 a 12:04
ho una segnalazione di inizio attività per ultimazione dei lavori in scadenza il 5 marzo 2015. Ho chiesto in Comune informazioni per la richiesta di proroga e mi hanno detto che basta una comunicazione in carta semplice. Cercando in internet un modello per questa comunicazione mi sono sorti dei dubbi…
E’ necessario indicare i motivi per cui non si sono rispettati i 3 anni della SCIA e quali lavori mancano all’ultimazione delle opere?
amedeu 16 febbraio 2015 a 15:09
Puoi citare genericamente i primi, ma occorre una relazione dettagliata sui lavori ancora da ultimare.
amedeu 23 febbraio 2015 a 18:21
Per Antonio 68.
Stai parlando di mutare la volumetria (Per ridurre gli oneri) ed altre caratteristiche importanti del progetto presentato, per cui, a nostro parere, dovresti presentare un nuovo progetto.
Comunque, chiedi conferma presso l’ufficio Edilizia Privata del tuoi Comune.
Annalisa 24 febbraio 2015 a 01:22
Buonasera, il 14/05/2014 ho presentato domanda per il permesso di costruzione per la copertura di un balcone,della rampa di accesso al semi interrato e una scala(5 scalini)per l’accesso al balcone il 24/12/2014 mi comunicano che gli atti documentali presentati il 22/10/2014 sono a loro avviso incompleti e che ho 6 mesi di tempo per integrarli. A gennaio 2015 il mio geometra ha provveduto a depositare le relazioni tecniche del geologo,dell’architetto per i calcoli del cemento armato (trattasi di struttura in legno autoportante) e tutta la documentazione richiestami. Oggi 23/02/2015 arriva un’altra richiesta di ulteriore documentazione tra cui planimetria generale integrata delle informazioni relative al progetto,indicando nel dettaglio tutte le opere in progetto e le aree esterne esistenti. ai fini di una corretta applicabilità della verifica delle superfici coperte.tutti questi documenti sono in possesso del comune o perchè accatastati o perchè già presentati con l’apertura della pratica edilizia. Possono farlo o è un abuso? Grazie
amedeu 25 febbraio 2015 a 12:30
Occorrerebbe vedere a fondo di chi è la colpa, nel senso che se hai presentato la pratica il 14/05 ed il 24/12 ti hanno comunicato che la documentazione presentata il 22/10 è incompleta, probabilmente c’è stata una mancanza non dovuta al Comune ma al tuo tecnico che doveva adeguarsi.
Circa la seconda richiesta di documenti, siamo dell’idea che tu abbia ragione e, quindi, puoi recarti presso l’ufficio Edilizia Privata a parlare con il Responsabile del Procedimento per sentire la sua versione e sollecitare il tutto.
Clara 4 marzo 2015 a 14:50
Buongiorno. Ho acquistato una porzione di bifamiliare in un complesso che conta 4 unità in tutto. Nel terreno adiacente sulla parte posteriore del complesso ci sono i resti di un cantiere edile mai portato a termine, in pratica solo uno scavo che costeggia tutte le “nostre” unità abitative. Il degrado è totale e gli insetti la fanno da padrone nella zona, lo scavo raccoglie sul fondo le abbondanti acque piovane degli ultimi tempi. Come posso fare a sollecitare il Comune perchè vengano avviate opere di ripristino del terreno confinante? Devo provare con una raccolta di firme con i vicini? Devo scrivere citando qualche articolo di legge? Tra l’altro con il terreno in quelle condizioni noi proprietari non possiamo completare la recinzione delle case sul retro in quanto la rete arancio del cantiere è piazzata proprio a ridosso della nostra proprietà, quindi ci ritroviamo con la parte davanti delle case ben finita e recintata mentre il giardino sul retro è chiuso da ferri edili e da una orribile rete di plastica arancione. Posso anche citare problemi igienici e di salute dovuti alla presenza di insetti, rane, biscie, topi e altri simpatici animaletti? La ringrazio tanto se vorrà rispondermi. Clara.
amedeu 4 marzo 2015 a 18:04
Una lettera “mirata ed efficace” inviata tramite PEC
(Più sicuro della Raccomandata AR e con inscrizione alla Posta gratuita) al comandante dei vigili urbani ed al dirigente dell’ufficio Igiene pubblica della ASL locale (Mettere loro nomi e cognomi), con richiesta di intervenire immediatamente a salvaguardia della situazione igienica pubblica e privata.
Fai partecipare a tale lettera anche altri cittadini, inserendo loro nomi e cognomi ed indirizzi.
Chiedi espressamente che ti venga risposto al più presto tramite stesso mezzo.
Clara 4 marzo 2015 a 18:27
Rosa 4 marzo 2015 a 20:59
Salve, volevo gentilmente chiedere se è corretto che un ufficio urbanistica dopo aver firmato un permesso a costruire con data 30 Dicembre 2014 lo pubblichi sull’albo pretorio il 17 Febbraio 2015. E’ mai possibile che un atto a pubblicazione obbligatoria impieghi quasi due mesi per essere pubbicato dopo la sua firma? Si può procedere amministrativamente contro il comune? Grazie
amedeu 4 marzo 2015 a 21:47
Prima di procedere con un tuo legale (Se questa è l’intenzione), informati accuratamente perchè (A loro avviso) tale atto era in stato di trance.
luca 30 marzo 2015 a 14:56
salve,volevo un parere sulla mia situazione.
A luglio 2014 ho acquistato ad un asta giudiziaria un immobile allo stato grezzo(struttura finita e tamponata,tetto finito ma grezza sia esternamente che intetnamente) con concessione del 2003. Su questa concessione sono stati pagati oneri per 9500 euro usufruendo del piano casa(demolizione e ricostruzione).Ora,con il mio geometra,abbiamo presentato una SCIA DI COMPLETAMENTO senza stravolgere nulla per ultimare la costruzione e il comune ha effettuato i conteggi per l’adeguamento degli oneri da pagare quantificandoli in altri 5500 euro(totale ad oggi erano 15000-9500 gia.pagati!)
Sinceramente non mi aspettavo una cifra cosi elevata…e qui sono a chiedervi: è una cifra pressoché corretta per una SCIA DI COMPLETAMENTO o è una cifra che posso in qualche modo contestare?
amedeu 30 marzo 2015 a 18:44
Gli oneri di urbanizzazione vengono stabiliti dai Comuni tramite delle delibere di Consiglio comunale.
Dovresti rintracciarle (Anche via internet sul sito del Comune) e leggerle attentamente.
Di regola gli oneri vengono applicati per intero per Permessi di Costruzione per case nuove, e in parte per ristrutturazioni o similari.
La nostra prima impressione è di perplessità di fronte alla cifra richiesta, tanto più che (Ci sembra di comprendere), tali oneri erano stati pagati al ritiro della prima autorizzazione.
In certi Comuni, i lavori che esegui vengono fatti realizzare gratuitamente in quanto trattasi di opere di rifinitura.
Per questo ti invitiamo a leggere le suddette delibere.
Belvina 27 luglio 2015 a 07:51
Buongiorno, volevo una informazione sullo stato della mia casa,nel 2000 abbiamo iniziato i lavori di ristrutturazione sulla casa colonica,premetto che è’ piccola ci erano delle cose condonate, un porcile quasi attaccato alla casa,una bellissima tettoia è un bagno esterno,questi volumi non sono stati sfruttati all’epoca con la chiusura lavori del 2002 ho perso tutto? Perche’ ho un battuto attaccato alla casa che volevo chiudere posso farlo? Chiedendo i relativi permessi?
amedeu 28 luglio 2015 a 14:13
Per Belvina.
Devi informarti presso l’ufficio Edilizia Privata del tuo Comune, domandando se è possibile, secondo il Piano Regolatore vigente realizzare quanto desideri.
Nell’occasione porta una copia del tuo progetto approvato, e se non ce l’hai chiedi di ricercartela nell’archivio comunale.
francesco 3 aprile 2015 a 15:49
gentilissimo . avrei bisogno di un suo parere, dopo sette anni di cause davanti al tar finalmente il giudice amministrativo pone fine alla causa nominando un commissario ad a c t. per il rilascio di un permesso in sanatoria , che dopo i versamenti dovuti al comune firma la concessione per il completamento dell’opera datata 30 luglio 2013 senza che nel permesso indichi la scadenza dello stesso . ora visto che siamo nel 2015 e ancora la struttura non si e potuta completare per motivi economici visto la grande crisi non mi permette di affrontare il tutto, e considerando il motivo per cui sono passati 7 anni di cause con una spesa eccessiva da sopportare per vie legali che anno assorbito gran parte delle risorse allora possedute e oggi svuotate per spese processuale ed il prezzo dei materiali lievitati enormemente rispetto al 2007, la mia domanda e’ quando scade il permesso. pur senza una data di scadenza evidenziato sul permesso e cosa e possibile fare in questa situazione di stallo finanziario. RINGRAZIO attengo risposta
amedeu 4 aprile 2015 a 18:13
Leggi attentamente il Permesso di Costruzione o DIA o SCIA che sia, e vicino al numero dello stesso, troverai una data.
Ebbene, la durata è di tre anni a partire da tale data.
Mino 8 aprile 2015 a 14:32
Buongiorno, ho acquistato una casa all’asta, praticamente non è finita, manca pavimento, porte bagni e pittura, gli impianti sono stati finiti ma senza la caldaia, ora io ho fatto istallare la caldaia e fatta la conformità degli impianti e sto procedendo alla pavimentazione, ma qualcuno mi ha detto che non potrei farlo perchè c’è bisogno di permessi dal comune.
Siccome il costruttore a fatto fallimento e hanno venduto circa 15 immobili in questo condominio tutti all’asta con perizia del tribunale, io mi chiedo cosa devo fare per essere in regola? E potrò usufruire del bonus ristrutturazione?
Vi sarei grato per una risposta ben precisa.
amedeu 9 aprile 2015 a 17:29
Ti suggeriamo, magari tramite il tuo tecnico che ti effettua la Direzione dei Lavori, di prendere contatti con l’ufficio Edilizia Privata comunale.
Deve accertare la situazione dei progetti presentati a suo tempo dal costruttore e relativi agli impianti.
Da tale visura risulterà come dovevano essere tali impianti e da chi dovevano essere eseguiti.
Solo allora potrai fare il punto della tua attuale situazione e procedere per presentare quanto mancherà.
Mino 13 aprile 2015 a 07:59
Giuliana 25 aprile 2015 a 20:14
Buongiorno. Abito in una villetta singola e la mia proprieta’ e’ delimitata da un muretto e da una recinzione reticolata dalla villa con terreno dei vicini, oggetto di passaggio di proprieta’ ad un’impresa di costruzioni, avvenuto circa sei anni fa. Nel 2010 i nuovi proprietari iniziarono dei lavori di ristrutturazione esibendo esternamente la relativa concessione comunale. Da oltre 5 anni detti lavori sono apparentemente in corso in quanto casa (i muri esterni sono ancora allo stato grezzo, mancano gli infissi, non si notano progressi allo stato dei lavori) e terreno vengono utilizzati per deposito materiali. Ho parlato con il proprietario il quale mi ha risposto che sta regolarmente pagando le licenze in Comune e quindi ha il diritto di fare quel che vuole. Che posso fare?
amedeu 27 aprile 2015 a 12:30
Può darsi che all’iniziale Permesso di costruzione, sia seguita una variante, per cui i tre anni iniziali si devono sommare ai tre anni della variante stessa.
Inoltre i proprietari di detta costruzione potranno richiedere anche una o più SCIE di completamento, anch’esse della durata di anni 3.
Non si tratta di un caso particolare, ma dell’andamento di molte costruzioni, specie in questo periodo di crisi, allorchè diventa difficile finire alla svelta una costruzione e molti si trovano costretti a chiedere varianti e nuove autorizzazioni.
Non possiamo farci nulla, è una prassi normale e consolidata.
Circa le macerie che si trovano in cantiere, a meno che non creino cattivo odore o fastidi similari, possono rimanere nello stesso, fino a quando non verranno avviate (Al termine) alle discariche di recupero o macinazione previste dalle vigenti leggi.
Eros 1 maggio 2015 a 12:05
Buongiorno, volevo avere un informazione, avevo intenzione di costruire casa e avevo già presentato il progetto in comune. ora causa lavoro incerto e alti costi di costruzione vorrei lasciar perdere.. devo pagare qualcosa di oneri al comune oppure nulla?
amedeu 1 maggio 2015 a 14:23
Al momento no, ma se non pagavi l’IMU o Tasi per il terreno edificabile, adesso, con la presentazione del progetto, molto probabilmente, alla scadenza fissata, ti arriverà a casa.
CARMELINA 12 maggio 2015 a 19:07
ho rifinito la casa ma l’interno manca dei sanitari e rubinetteria, posso comprarli con l’iva al 4% sebbene la C.E. è scaduta?. grazie
amedeu 13 maggio 2015 a 19:25
Se non hai alcun atto valido per dimostrare il collegamento di tale acquisto, dovrai pagare l’IVA regolamentare.
Francesca 13 maggio 2015 a 11:14
Buongiorno, ho realizzato una civile abitazione su terreno edificabile, non ho dato la fine lavori perchè alcune opere non sono state realizzate, mancano le persiane alle finestre riportate invece sui prospetti del progetto approvato e su 4 bagni ne ho realizzati due, le scale esterne per accedere alla casa sono ancora in cemento non sono ancora state pavimentate. Successivamente a detta comunicazione dello stato di fatto ci sono andata ad abitare prendendoci la residenza, infatti non pagarò più IMU come terreno edificabile al momento ho calcolato una rendita presunta per il pagamento della TASI. La mia domanda è questa: posso accatastare cmq l’immobile oppure devo attendere il completaro delll’immobile e quindi lo stato finale?(completamento naturalmente che sarà eseguito a seguito di SCIA). Saluti
amedeu 13 maggio 2015 a 19:39
L’accampionamento al catasto dell’immobile dovrebbe avvenire in concomitanza con la certificazione di agibilità rilasciata al Comune dal tuo tecnico (Che ti consigliamo di interpellare).
jessica 22 maggio 2015 a 14:09
buongiorno, ho affittato una casa ancora in fase di costruzione dando semplicemente acconto all’agenzia. mi era stato riferito come proposta di contratto che i lavori sarebbero terminati questo mese ma ad oggi sembra ancora tutto bloccato. come dovrei comportarmi, dato che nel frattempo ho gia’ ordinato un arredamento che sarà consegnato a breve??
amedeu 23 maggio 2015 a 18:03
Conviene sempre prendere contatti con il locatore dopo aver parlato con l’agenzia.
Fallo adesso e verrai a conoscenza di come stanno effettivamente le cose.
andrea 26 maggio 2015 a 16:00
Salve, ho comprato un immobile e sono riuscito solo a fare i lavori grezzi. Mi e scaduto il permesso. Pero mi manca limpianto elettrico e le finestre. Devo per forza richiedere un altro permesso e ripresentare il progetto. Grazie
amedeu 26 maggio 2015 a 19:29
Come impianto elettrico intendi solo la messa in opera dei cavi e delle apparecchiature elettriche e non dei corrugati. Vero?
Se è così il lavoro sarebbe veramente minimo, ma agli effetti di legge un immobile è ultimato quando è pronto per l’agibilità (Collaudo del professionista, accatastamento ecc.)
Per cui ti occorrerebbe una CIL (come libera edilizia).
Comunque parlane anche con il tuo tecnico direttore dei lavori.
andrea 6 giugno 2015 a 08:11
Buongiorno, abito in una casa a schiera le cui fondamenta sono state realizzate con c.e del 2001 e i muri con pdc del 2007 a completamento dlla c.e 2001. È giusto parlare di completamento (mantenedo cosi agli atti la documentazione del 2001 compresa legge 10 relativa al risparmio energetico) o si doveva considerare il pda nuovo richiedendo adeguamento alla mormativa vigente? Grazie
amedeu 6 giugno 2015 a 12:27
Per avere una risposta attendibile, dovresti riformulare la domanda, usando meno lettere puntate tipo ce. pdc ma mettendo la loro corrispondenza italiana.
Inoltre chiarisci meglio il tutto.
Andrea 6 giugno 2015 a 14:33
Volevo solo capire se si puo rilasciare un permesso di costruire a completamento di una concessione edilizia di sei anni precedenti, senza che i muri siano ancora sorti. O se il permeso di costruire deve essere nuovo con la raccolta di tutta la documentazione annessa. Grazie
amedeu 7 giugno 2015 a 14:47
Di regola, un permesso di costruire dura tre anni, poi con le varianti puoi andare avanti ogni volta sempre di tre anni.
Se però il primo permesso di costruire è scaduto senza che nei successivi tre anni sia stata presentata una DIA a variante o completamento, devi obbligatoriamente presentare un nuovo permesso di costruire (Oppure, a seconda dei lavori che sono rimasti da effettuare una SCIA).
Comunque poni tale domanda ai tecnici dell’ufficio Edilizia Privata del tuo Comune, che presa visione della tua pratica ti diranno esattamente come comportarti.
amedeu 14 giugno 2015 a 19:27
Massimo 4 luglio 2015 a 13:50
Buongiorno. Nel 2011 ho acquistato una villetta a schiera da un’impresa edile. Al momento dell’atto, io e i miei vicini abbiamo ricevuto le certificazioni degli impianti e la richiesta di abitabilità al comune. Pochi mesi dopo l’impresa è fallita e non abbiamo mai avuto l’abitabilità. Per farla breve, qualche settimana fa abbiamo saputo che l’abitabilità non ci verrà concessa perché manca la dichiarazione di fine lavori da parte dell’impresa. Mi chiedo: visto che l’impresa è fallita, chi potrebbe occuparsi di questo aspetto? Cosa prevede la legge in questo caso? E’ giusto tenere decine di famiglie senza abitabilità per questo motivo?
A completamento di un mio commento precedente, vorrei precisare che l’impresa fallita prima di redigere la dichiarazione di fine lavori non era in regola con il DURC, avendo un debito con la Cassa Edile di parecchie decine di migliaia di euro. Mi chiedo pertanto: E’ vero che il DURC è obbligatorio per la dichiarazione di fine lavori? Sicuramente la Cassa Edile si è insinuata nel fallimento: ciò significa che dovremo attendere la fine dell’iter fallimentare per poter avere la fine lavori????
amedeu 6 luglio 2015 a 16:24
Purtroppo siete caduti in una situazione comune a centinaia di altri casi verificatesi da sempre.
Con il fallimento della ditta i creditori, e in particolare gli enti pubblici cercano di riavere le loro spettanze e non è detto che non possano rifarsi verso i proprietari attuali ma non ancora in regola.
Vi sono delle sentenze a tale proposito, che vengono incontro ai proprietari di appartamenti che si trovino in dette situazioni.
E’ necessario che vi rechiate da un buon legale della vostra zona, il quale vi aiuterà a risolvere il tutto, si spera in tempi non eccessivamente lunghi
sara 22 luglio 2015 a 10:50
Salve, sto per acquistare una casa al grezzo avanzato.
il permesso di costruire è stato richiesto a settembre 2008, approvato nel 2009.
La casa è stata costruita e successivamente è stata fatta una Dia per migliorare la coibentazione (è stato aumentato lo spessore del cappotto) 21 settembre 2010.
Successivamente l’impresa edile che ha costruito la casa è fallita e la vendita dell’immobile è stata affidata al curatore fallimentare.
Ora mi appresto a comprare la casa, ma devo terminarla (frutti impianto elettrico, sanitari e caloriferi, posa dei pavimenti, infissi).
Che tipo di documentazione dovrò presentare? Posso ultimare i lavori? Devo pagare qualche penale o fare nuove richieste edilizie e pagarle?
amedeu 22 luglio 2015 a 16:55
La persona più idonea a cui porre queste domande è il curatore fallimentare.
ELISA 12 settembre 2015 a 15:10
Buongiorno La mia casa composta da due appartamenti è stata costruita con regolare concessione edilizia rilasciata nel 2000 nel 2002 è stato ultimato un appartamento ed il piano terra è stata presentata la fine lavori parziale accatastato tutto il finito come C6 ed A2 mentre la parte non ultimata è stata accatastata come F3 Oggi potendo finalmente ultimare il secondo appartamento abbiamo chiesto al geometra di presentare una pratica (ci ha detto che basta una scia) per ultimare i lavori impianti pavimenti etc
Ora il geometra non avendo mai presentato pratiche del genere mi dice di non sapere se e in quale misura saranno richiesti degli oneri aggiuntivi.
La nostra regione è la Lombardia, ovviamente ai tempi pagammo tutti gli oneri per il fabbricato progettato
amedeu 13 settembre 2015 a 11:41
Non conosciamo le leggi regionali della Lombardia e ogni Regione legifera per proprio conto.
Richiedendo di riprendere i lavori a distanza di 13 anni presentando una SCIA, molto probabilmente comporterà la rivalutazione degli oneri di urbanizzazione da pagare.
La categoria F3 è indicativa per una costruzione in corso
per cui i tredici anni trascorsi possono avere mutato l’ammontare di tali oneri, che potrebbero essere rivalutati.
Comunque per questo, ti conviene informarti presso l’ufficio Edilizia Privata comunale, tramite il tuo tecnico.
Michela 15 settembre 2015 a 09:40
Dovrei acquistare un appartamento da mio zio che non lo vuole costruito su una palazzina di 4 appartamenti. La palazzina è’ stata costruita con regime di ristrutturazione perché presentata la concessione edilizia di demolizione e ristrutturazione. L appartamento è’ al grezzo e quindi dovrei finire i lavori all’interno dal pavimento, sanitari ecc.. Posso fare un mutuo ristrutturazione per completare i lavori?dato che la palazzina è’ stata costruita allo stesso modo? Da quel che ho capito dovrei prima acquistare l’ appartamento e quindi far il mutuo e per il mancante chiedere il mutuo ristrutturazione? Grazie
amedeu 16 settembre 2015 a 11:35
Dovresti parlare con esperti della tua banca di fiducia.
Comunque, il mutuo viene rilasciato a nome di chi ha intestato il bene, per cui molto probabilmente ti chiederanno di diventare, prima, proprietaria; per la seconda domanda, una volta diventata proprietaria, allorchè avrai regolarizzato a tuo nome i permessi comunali, riteniamo che la Banca potrebbe rilasciarti un unico mutuo.
franco 5 ottobre 2015 a 18:04
Salve, sono titolare di un permesso a costruire rilasciato nel 2010 ed ormai scaduto. Per motivi personali non ho finito le rifiniture di casa ed avevo anche realizzato opere in più rispetto al progetto che col tempo dovevano essere sistemate. il mio architetto non mi ha mai avvisato della scadenza del permesso originario. ora voglio finire casa e l’architetto mi ha risposto che non può fare più nulla in quanto ci sono parti abusive non sanabili. Che faccio????
amedeu 6 ottobre 2015 a 12:32
Veramente un bel guaio.
Se l’architetto è tuo direttore dei lavori oltre che progettista, ha una responsabilità non indifferente sulla situazione nella quale ti stai trovando.
Ciò, a meno che questo tecnico non abbia dato la disdetta dell’incarico in Comune, dissociandosi dalle opere che stavi eseguendo.
Circa i lavori non sanabili, che dirti?
Cerca una soluzione attuabile con questo tecnico, prima di ritrovarti di fronte a una azione civile e penale da parte delle autorità comunali.
Andrea 9 ottobre 2015 a 19:47
Buonasera Amedeu, nei giorni scorsi ho richiesto copia della pratica cementi armati relativa allamia abitazione uktimata nel 2009. L”ufficio tencio del comune mi ha fornito una dichiarazione del progettista dove dichiarava che la realizzazione dell’abitazione non necessitava di questa pratica ai sensi della legge 1086/71? E’ una prassi corretta??
amedeu 10 ottobre 2015 a 19:34
Il tuo tecnico, da quanto ci dici, ha ritenuto ininfluenti le opere in cemento armato e come tale le ha dichiarate.
Se le cose stanno così, è una prassi consueta
Andrea 11 ottobre 2015 a 08:39
Consueta, ma regolare rispetto alla normativa?
amedeu 11 ottobre 2015 a 18:11
Leggi attentamente la risposta:
Se il tuo tecnico ha ritenuto ininfluenti le opere in C.A. come tali le ha dichiarate.
Non possiamo darti un giudizio sulla consistenza delle opere in C.A. che avete eseguite, in quanto non le possiamo vedere, per cui riteniamo che il tuo tecnico abbia agito per il meglio nel tuo e nel suo interesse.
Cosa altro possiamo aggiungerti?
GIORGIA 1 novembre 2015 a 08:12
Buongiorno Amadeu, ho acquistato la mia abitazione di residenza nel 2009. Ad oggi si sono verificati molti problemi di umidità e infiltrazioni. Verificando la documentazione con il mio tecnico abbiamo notato che le fondazioni dell’immobile sono state eseguite con c.e. del 2001. L’elevazione dei muri è stata eseguita con pdc a completamento nel 2007 e le finiture con dia del 2009. E’ normale che la legge 10 del 1991 relativamente al risparmio energetico e al conseguente isolamento dell’immobile si riferisca ai valori del 2001 e non consideri le variazioni intervenute nel 2005 e nel 2006?
amedeu 1 novembre 2015 a 10:32
La Concessione Edilizia del 2001 è un atto che è nato e poi ultimato con le leggi antecedenti a detta data.
Relativamente al Permesso di Costruire e alla DIA (Sicuramente presentata come variante 2 anni dopo il PdC), tali atti sono regolati anche da tutte le leggi e normative intervenute prima del 2007.
Se non è stato così, a nostro avviso, puoi contestare detti atti a mezzo di un tuo legale.
GERMANO 12 novembre 2015 a 13:16
Buon giorno Amadeu,
sono stato incaricato dal mio committente a seguire completamente i lavori di costruzione di un abitazione, da eseguire mediante un progetto e un permesso a costruire già in essere. Dopo la demolizione dell’edificio, mi sono accorto di grosse difformità del progetto rispetto allo stato delle cose. Ho fatto eseguire una misurazione da una terza parte ed ho presentato al Comune i risultati chiedendo l’annullamento del provvedimento. L’annullamento è stato negato ma hanno emesso un permesso a costruire in variante. Ho fatto notare che con un permesso in variante avrei perso almeno un anno di lavori; mi è stato però promesso che i tre anni di validità sarebbero decorsi dal “nuovo permesso”. Di mia iniziativa, ho però inviato al Comune una nuova denuncia di inizio lavori, unitamente a copia della notifica preliminare ed altri documenti necessari a dare inizio ai lavori. Ora, dopo tre anni da questo nuovo inizio ho chiesto una proroga di due anni come indicato dal Decreto Salva Italia. Tale proroga mi è stata negata in quanto il comune asserisce che il termine di tre anni a cui fare riferimento era quello del primo permesso a costruire. Ora, leggendo il Vs commento sull’art.15 del DPR n°380 del 6 giugno 2001, ho visto asserire che in realtà, se mi è stata concessa una variante, tale variante ha termine dopo tre anni dalla data dell’inizio lavori della stessa. Qual’è l’appiglio normativo al quale appellarmi per far valere le mie ragioni ? Grazie per il prezioso contributo. Germano
amedeu 14 novembre 2015 a 19:12
Il Testo unico per l’edilizia DPR 380/2001, all’articolo 15 stabilisce:
“Decorsi tali termini il permesso decade di diritto per la parte non eseguita, tranne che, anteriormente alla scadenza venga richiesta una proroga. La proroga puo’ essere accordata, con provvedimento motivato, esclusivamente in considerazione della mole dell’opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in piu’ esercizi finanziari…..”
L’articolo 15 non fa cenno circa gli anni di proroga, per cui il tempo sarà quello indispensabile per ultimare le opere ancora non finite.
La legge 98/2013 di conversione del Decreto Legge 69/2013 all’articolo 30 comma 3 stabilisce una proroga al permesso di costruire di anni 2 dei titoli abilitativi rilasciati o comunque formatisi prima del 22 giugno 2013 (entrata in vigore del decreto legge 69/2013).
Per il tuo caso, la situazione, ci sembra, sia alquanto complicata, poichè con l’emissione da parte del Comune del 2° permesso di costruzione, la durata dello stesso doveva essere non inferiore ai 3 anni (Sempre ammesso che sia un permesso di costruire e perciò devi controllarlo attentamente).
A nostro parere, potevi presentare una DIA come, ci sembra, ti avevano suggerito e che ti avrebbe permesso di operare per altri tre anni.
Potevano esserci dei tempi morti, mai valutabili in 1 anno
Come vedi, la questione è alquanto intricata, per cui devi affrontarla con il dirigente dell’ufficio Edilizia Privata, anche perchè, riteniamo, che da parte loro non tutto sia stato fatto linearmente.
GERMANO 17 novembre 2015 a 12:07
sei stato molto chiaro; il dirigente di allora non mi ha proposto una DIA, bensì un PAC in variante e, alla mia richiesta, mi ha risposto che il termine sarebbe stato calcolato dalla data di ripresa dei lavori relativi al “nuovo” permesso. Sicuramente loro non hanno operato linearmente, ma (fidandomi, come un pollo…ndr) a cosa posso appellarmi per far valere le mie (e quelle del mio committente) ragioni ? Forse sul fatto che le varianti erano così sostanziali che, non avendo concesso una DIA ma un PAC, il termine dei lavori deve essere posticipato di altri 3 anni ?
amedeu 17 novembre 2015 a 19:57
Non comprendiamo cosa c’entri un PAC (Piano di Attuazione Comunale), forse volevi dire un PdC (Permesso di Costruire)?
Riteniamo che un Permesso di Costruzione, sia il Primo o il terzo che ti rilascino, abbia sempre la durata di 3 anni e non può essere diversamente.
Altrimenti fatti dire (Con educazione) quale legge o normativa stabilisce una diversa durata del PdC.
Se trovano tale legge sei pregato di comunicarcelo.
Franco 25 novembre 2015 a 21:49
Salve Amedeu, vent’anni fa miei genitori iniziarono la costruzione di un’appartamento tramite un’impresa con regolare concessione ma per svariati motivi i lavori si bloccarono lasciando la parte esterna completamente finita ma internamente incompleta,manca infatti massetto,l’impianto elettrico,idrico con i relativi contatori,ora a distanza di ventanni vorrei ultimare la struttura e chiudere anche una veranda,per l’allaccio dei contatori mi hanno chiesto la concessione edilizia,gentilmente puo’ indicarmi come muovermi dato che sono poco informato nella giurisdizione edile?
amedeu 28 novembre 2015 a 14:31
Devi contattare un tecnico professionista della tua zona (Ingegnere, architetto, geometra) il quale dovrà prendere visione della situazione reale dell’immobile e dei progetti approvati a suo tempo.
In base alle opere che rimangono da fare, il tecnico ti consiglierà se presentare una SCIA o altra pratica edilizia.
Probabilmente, poichè dici che non hai eseguito gli impianti idrico e elettrico, dovrai trovare due ditte della zona che ti redigano due progettini per l’esecuzione di detti impianti.
Al termine delle opere, queste ditte dovranno rilasciarti, insieme al collaudo che eseguirà il tuo tecnico progettista e direttore dei lavori, le relative certificazioni di regolare esecuzione.
Tutto ciò servirà per ottenere dal Comune l’agibilità dell’immobile.
Franco 30 novembre 2015 a 15:07
mario 26 novembre 2015 a 17:52
Salve, nel 1985 viene rilasciata una concessione per la realizzazione di un complesso edilizio, viene realizzato solo il piano semi interrato di un edificio (opere strutturali in c.a. e qualche tamponatura esterna), quindi la ditta costruttrice fallisce. successivamente cambia il piano regolatore del comune “il terreno diventa agricolo e viene messo un vincolo idrogeologico” quindi oggi non è possibile edificare. posso chiedere il completamento della parte realizzata?
amedeu 28 novembre 2015 a 19:11
Di regola non ti dovrebbe essere consentito, in quanto si definisce volume un immobile che ha completamente tamponati e chiusi i muri perimetrali e realizzata la copertura.
Nel qual caso potresti richiedere di eseguire le rifiniture.
Ma anche in quest’ultimo caso non è detto che il Comune ptrebbe darti l’autorizzazione a finire l’edificio.
Il fatto è, che attualmente il nuovo Piano regolatore Generale ha ridefinito la zona come agricola, e come tale hai il solo diritto di eseguire ciò che è contenuto nell’articolo della Normativa di PRG relativo, appunto, alle zone agricole.
Carladi 3 dicembre 2015 a 18:29
Salve, vorrei sapere se acquisto un terreno edificabile con oneri già pagati per la costruzione di una villa trifamiliare, pronto per inizio lavori e invece a me interessa edificare una villa singola quali spese devo affrontare per il cambio?
amedeu 4 dicembre 2015 a 20:08
Per Carladi.
Parli di costruire un edificio completamente diverso da quello approvato, per cui devi far presentare un progetto per un nuovo permesso di costruzione o nuova Super SCIA (Se trattasi di variante anche considerevole).
Una volta approvato, ti faranno il calcolo degli oneri di urbanizzazione, e a quel punto potrai richiedere di riavere indietro l’eccedenza degli oneri pagati in più.
Una difficoltà potrebbe nascerti se hai acquistato il progetto e gli oneri sono stati pagati dal venditore, per cui potrebbe non essere sufficiente il contratto di acquisto e il Comune potrebbe richiederti una delega del venditore, per riavere l’eccedenza suddetta.
Comunque parlane anche con il tecnico addetto, dell’ufficio Edilizia Privata del Comune.
franco 21 dicembre 2015 a 18:11
vorrei acquistare una villa bifamiliare al grezzo (mancano infissi esterni, allacciamenti luce acqua gas, impianto luce e riscaldamento pavimenti, cancello esterno).
Il costruttore non ha terminato i lavori e sono già passati 3 anni dal termine ultimo valido per riprendere i lavori. preciso che l’ erede del costruttore aveva già chiesto una proroga per decesso.
ora vende le due porzioni di villa bifamiliare al grezzo.
Ha pagato al’ epoca gli oneri di urbanizzazione per le opere già fatte.
Ora se acquisto al grezzo quali oneri sono a mio carico visto le ultimazioni da fare?
Posso fare semplicemente una scia? o devo di fatto iniziare tutto da capo?
Se volessi accollarmi le spese per ultimare anche la seconda porzione di villa (scontandola sul prezzo di acquisto di quella che intendo acquistare per me) posso farlo anche se non sono il proprietario della porzione?
amedeu 24 dicembre 2015 a 19:59
Oltre che ai rapporti che intercorreranno tra te e i venditori, devi coltivare e controllare quelli con il Comune, che sono i più importanti.
Dovrai accertarti di persona (Vai a parlare con il dirigente dell’ufficio Edilizia Privata del Comune), se le operazioni che intendi effettuare, sono ammissibili, tecnicamente a questa data, e cosa ti comportano, sia come prassi amministrativa che onerosa.
Una volta che avrai appurato la fattibilità del tutto, potrai tranquillamente procedere con l’acquisizione dell’intera o di una parte della villa.
franco 11 febbraio 2016 a 19:47
sto acquistando la casa al grezzo di cui abbiamo parlato in un precedente post.
La villa in questione è da ultimare in quanto mancano gli infissi interni ed esterni, l’impianto di riscaldamento (a pavimento) è da stendere e l’ impianto elettrico è da ultimare anch’esso. Mancano i vari collaudi e quindi l’agibilità.
La domanda verte sulla possibilità di richiedere la detrazione per ristrutturazione o per il risparmio energetico.
Ho più di 35 anni.
La ristrutturazione la chiederei solo ed esclusivamente su un terrazzo che è stato ultimato ma non fatto a regola d’ arte, come anche periziato dal comune. presenta infiltrazioni d’ acqua. potrei chiedere di ristrutturarlo in quanto già costruito??
Per l’ ecobonus invece potrei richiederlo sull’ impianto di riscaldamento ancora da ultimare collaudare? Eventualmente collegandolo con un pannello solare da installare?
amedeu 13 febbraio 2016 a 19:13
Un consiglio che ti diamo è quello di prendere contatti con personale dell’ufficio Tributi del Comune per farsi dare dei pareri in merito.
Tra l’altro parli di impianto di riscaldamento a pavimento, non eseguito, per cui mancano anche i pavimenti.
Diego 25 febbraio 2016 a 17:33
Buonasera, volevo esporre il mio problema nella casa in cui abito, nel 2008 ho fatto richiesta per una ristrutturazione di casa esistente con lavori di sostituzione tetto, rifacimento di tutti gli impianti, ampliamento terrazzo, sostituzione serramenti ecc..
Non potendo ultimare il lavoro di cappotto esterno ho dovuto fare una proroga dei lavori, adesso a marzo mi scade la proroga e per via di problemi economici non ho ancora ultimato il cappotto.
Presentare un’altra proroga o chiudere i lavori anche se non sono ultimati.
In attesa di risposta porgo i miei cordiali saluti.
amedeu 26 febbraio 2016 a 13:58
Hai la possibilità di richiedere una nuova SCIA per i lavori non ancora conclusi.
Parla comunque con il tecnico addetto dell’ufficio Edilizia Privata del Comune; saprà consigliarti per il meglio.
Anonimo 29 febbraio 2016 a 10:44
Volevo chiedere se potevo fare una cosa del genere: chiudere i lavori e poi in futuro chiedere una SCIA per il cappotto esterno.
amedeu 29 febbraio 2016 a 11:57
Diego 29 febbraio 2016 a 12:31
Mi scusi sono Diego ho inviato senza mettere il nome, mi riferivo alla richiesta fatta in precedenza.
Fede V 3 marzo 2016 a 20:08
Buonasera, vorrei esporre il mio problema. Ho acquistato una casa bifamiliare al grezzo in un paese della provincia di Treviso.Il permesso era scaduto quindi ho dovuto presentare uno nuovo per completamento. Il comune mi ha chiesto la stima dei lavori per l’ultimazione e mi hanno detto che applicheranno per il calcolo degli oneri la percentuale del 5% sulla stima che gli invierò. Vorrei capire se è legittima la loro richiesta di oneri!
amedeu 4 marzo 2016 a 10:30
Se il Comune ha aumentato gli oneri in delibera e dopo l’inizio del tuoi lavori, possono essere legittimi, altrimenti, a nostro parere, tu (O chi per te) hai pagato il tutto al momento del ritiro della SCIA o del Permesso di Costruire, per cui il Comune non dovrebbe applicarti alcuna aggiunta.
Veronica F 4 marzo 2016 a 09:37
Buongiorno, vorrei esporle il mio problema. Ho acquistato una porzione di bifamiliare al grezzo in un paese della provincia di Treviso. Il permesso era scaduto e per l’ultimazione del fabbricato abbiamo dovuto presentare un nuovo permesso per completamento lavori.
l’ufficio tecnico del Comune ci ha risposto di integrare il progetto con una stima dei lavori da ultimare dicendoci che in base a questa ci applicherà la percentuale del 5% per il calcolo degli oneri. Vorrei chiederle se è legittima la loro richiesta di oneri!
amedeu 4 marzo 2016 a 16:01
Ti abbiamo già risposto a nome di Fede V. che avevi indicato nella precedente domanda.
Leonardo 12 marzo 2016 a 21:26
Salve, vorrei esporle un problema che sto vivendo a discapito dei miei diritti. Almeno credo.
Nel 2004 circa un privato riceve una concessione edilizia per costruire un abitazione civile a ridosso del muro di confine di mia proprietà.
La costruzione ha inizio nonostante ci siano delle irregolarità tecniche in quanto non rispecchiano le specifiche del PRG ove si precisa che la costruzione doveva sorgere a circa 6 metri dal confine e a 10 metri dalle abitazioni.
Premesso questo, abbiamo richiesto con un tecnico di fiducia la visione dei documenti presentati in comune da parte dell’interessato a costruire, dove si è riscontrato che qualcuno aveva modificato il cartaceo inserendo che la costruzione poteva sorgere “a ridosso” del muro confinante. Nel frattempo la costruzione va avanti senza nessuna sospensione da parte dell’ufficio tecnico comunale. Dopo tante peripezie viene accolta la nostra perplessità e il cartaceo di prima viene modificato inserendo come da specifiche a “6 metri” dal muro confinante.
Ma a quel punto le fondamenta e parte dell’immobile era già stato fatto nonostante presentasse altre irregolarità in materia edilizia che al momento non elenco.
Riusciamo a bloccare i lavori e di conseguenza ne rimane una casa grezza sempre a ridosso del confine perché ritenuta abusiva.
Nel 2012 circa un privato acquista quel grezzo proponendoci prima di continuare i lavori di costruzione di voler regolarizzare con noi la sua difformità con un patto. Questo patto, sottoscritto dalle parti interessate e portato a conoscenza anche dell’ufficio tecnico comunale, dice sommariamente che l’interessato avrebbe acquistato l’immobile grezzo a condizione che avesse concesso anche a noi il diritto a costruire su tutto la linea di confine, promettendo ulteriormente di innalzare il suo muro interno a 3 metri facendolo diventare così corpo di fabbrica.
Fatto l’accordo il nuovo proprietario presenta una nuova concessione edilizia per terminare i propri lavori ma nel frattempo non innalza il muro per cui riceve la concessione stessa.
I lavori del nuovo confinante finiscono e la costruzione viene abitata.
Nel frattempo, anche noi presentiamo un progetto per costruire
con regolare concessione edilizia da parte del comune.
I lavori iniziano, ma non immediatamente completati per ragioni economiche.
Intanto il muro contemplato nel patto non viene innalzato, ma addirittura un anno dopo e poco più ci viene recapitata una lettera da parte dei nuovi confinanti in cui manifestano le loro intenzioni di recedere dal patto o dalla scrittura privata stipulata in precedenza.
A questo punto con un legale rispondiamo alla lettera dicendo che prendiamo atto dell’annullabilità dell’accordo se non prima averci risarcito dei danni derivanti dall’accordo stesso e comunque invitandolo a indietreggiare di 6 metri dal confine come da PRG, qualora l’accordo sarebbe stato nullo.
Nessuna risposta ci fu data in merito da parte dell’interessato.
Il 24 febbraio 2016 ci viene rilasciata una nuova concessione edilizia dall’UTC per terminare i lavori iniziati.
Il 4 marzo 2016 iniziamo con una impresa edile a costruire secondo il progetto presentato, ma subito dopo aver iniziato a gettare i pilastri ci viene notificata una sospensiva di 15 giorni dall’UTC per accertamento dei documenti presentati.
In buona sostanza il confinante con cui si aveva fatto un patto scritto si lamenta dell’irregolarità della costruzione perché riferisce di aver retrocesso dal patto stesso.
Ora ho tutti i lavori sospesi ma mi chiedo; qualora dovrei interrompere tutti i lavori eseguiti chi mi risarcisce dei danni subiti per il non proseguo degli stessi e chi risarcisce l’impresa edile che ha iniziato i lavori in prospettiva che questi non saranno più ultimati?
amedeu 13 marzo 2016 a 13:13
Nella tua lunga lettera (Chiediamo sempre, per cortesia, di essere sintetici)
hai rifatto la storia fin dall’inizio.
Una pratica che è stata curata da legali, dove ci sono stati interventi pubblici per bloccare i lavori e poi per farli ripartire.
Diventa difficile entrare in merito di tale vicissitudine, in quanto dovremmo vedere tutti gli atti che avvocati e tecnici hanno sicuramente esaminato a lungo.
Ti possiamo solo dire la nostra impressione.
Se la zona della quale parli è compresa in un Piano Regolatore Generale, la Normativa tecnica di tale strumento urbanistico, stabilisce per ogni zona i parametri da rispettare, distanze dai confini compresi.
Tali parametri non possono essere derogati da accordi tra privati, in quanto la legge non lo permette.
Quindi, a nostro parere, il comune non poteva accogliere la prima istanza del vicinante, nè l’accordo pervenuto in seguito tra te e l’acquirente successivo.
Cerca attentamente su internet le parole “Deroghe agli strumenti urbanistici” e vedi se trovi qualcosa di diverso in merito.
Probabilmente troverai:
“L’art. 14 del Dpr 380/2001 stabilisce che il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici generali è rilasciato esclusivamente per edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, previa deliberazione del consiglio comunale, nel rispetto comunque delle disposizioni contenute nel D.lgs. 490/1999 (ora D.lgs. 42/2004) e delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia.
Il Consiglio di Stato, con una recente sentenza (sez. IV, 5 giugno 2015, n. 2761) ha fornito una interpretazione innovativa ed ampia dell’art. 14, dichiarando legittima l’applicazione del permesso di costruire in deroga ad un intervento di recupero di un immobile privato riconosciuto di interesse pubblico dall’amministrazione comunale…”
andrea 12 marzo 2016 a 23:13
Salve, sono residente in prov. di trento e volevo sapere quanto tempo ho per ritirare la concessione edilizia.
ovvero i progetti sono stati approvati e sono state eseguite le integrazioni ma c’è un tempo minimo per il ritiro delle concessione?
amedeu 13 marzo 2016 a 12:41
IL DPR 380/2001 all’articolo 15 comma 2 stabilisce:
“.. Il termine per l’inizio dei lavori non puo’ essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata non puo’ superare i tre anni dall’inizio dei lavori…”
Per cui non cita entro quale termine debba essere ritirato il Permesso di Costruire.
Molte Regioni e Comuni hanno deliberato e inserito nei rispettivi Regolamenti Edilizi tale termine, per cui ti conviene cercare sul sito del tuo Comune e nel caso tu non trovi notizie attendibili devi contattare l’ufficio Edilizia Privata comunale.
valentina 23 marzo 2016 a 11:29
Salve, vorrei avere delucidazioni riguardo alla mia situazione: 5 anni fa ho ricevuto un permesso per costruire che aveva la durata di 3 anni. Allo scadere di questo tempo ho fatto una proroga di altri due anni. In questo lasso di tempo purtroppo non c’ è stata la possibilità di cominciare i lavori per gravi problemi familiari e quindi l’immobile è rimasto esattamente nello stato iniziale (si tratta di una ristrutturazione interna ). La proroga di due anni scadrà a giorni e vorrei sapere se c’è la possibilità di presentare un’altra proroga, ovvero se esista un modo per non ricominciare tutto daccapo l’iter burocratico di domanda al Comune con tutte le spese annesse , considerando che ad oggi ho finalmente la possibilità di cominciare a costruire. La ringrazio anticipatamente e attendo la sua risposta. Valentina
amedeu 24 marzo 2016 a 10:38
Normalmente un Comune concede una proroga solo se è stato dato l’inizio lavori, oppure se trattasi di una DIA (Ora Scia) che prevede l’inizio contemporaneo al rilascio dell’atto.
Per la proroga, i Comuni richiedono sempre una DIA (SCIA) con indicati i lavori ancora da eseguire per ultimare la ristrutturazione.
Quindi la questione ci sembra alquanto anomala.
Per un ulteriore prolungamento dei lavori sarebbe possibile richiedere una nuova SCIA dove si indicano i lavori ancora da eseguire.
Può darsi, anche, che la tua Regione (Non sarebbe strano, perchè con 20 Regioni il caos abbonda)preveda nel proprio Regolamento Edilizio una prassi diversa.
Come comprendi il fatto , per noi, è strano, per cui parlane con il tuo tecnico progettista e direttore dei lavori.
giacomo 25 aprile 2016 a 12:55
salve, ho un informazione da chiede, sono proprietario di un immobile che fino al marzo del 2015 aveva un determinato regolamento urbanistico, dal primo aprile tele regolamento è cambiato ( io non sapevo, il professionista non mi ha informato).
in pratica è successo questo il professionista al quale mi sono rivolto ha progettato l’immobile a gennaio 2015 mi viene rilasciato il permesso di costruire da parte del comune chiedendomi oltre gli oneri di urbanizzazione anche la documentazione tecnica deposito del progetto al genio civile ed altri cui tra cui la relazione geologica la quale viene redatta a luglio 2015, ad agosto 2015 tutta la documentazione tecnica viene presentata al genio civile e mi vengono fatti pagare i oneri di urbanizzazione a settembre.
Poco dopo da parte del comune vi viene detto che tutto ciò era nullo perchè il tutto presentato ben oltre i termini del 30 marzo 2015.
Non vorrei che il professionista mi chiedesse parcella visto che il tutto è andato nel cestino e non per mia incuranza.
E poi mi chiedo e se io avessi pagato gli oneri di urbanizzazione senza che mi avessero fatto aspettare tutto sto tempo, avrei potuto costruire!!!!
amedeu 25 aprile 2016 a 18:29
Fabrizio 19 maggio 2016 a 20:58
più di 3 anni fa, per uno stabile con 3 appartamenti ma non classificato come condominio, abbiamo aperto una CILA per: lavori di consolidamento delle fondamenta, sistemazione delle facciate e dei cornicioni per crepe.
Il consolidamento delle fondamenta è stato effettuato mentre gli altri lavori no in quanto la casa non era ancora ferma.
Ora ci ritroviamo a permesso scaduto a fare i lavori mancanti oltre alla ritinteggiatura esterna, le chiedo:
– E’ possibile rinnovare la Cila, senza doverla rifare di sana pianta, oppure deve essere rifatta tutta la documentazione?
– I lavori sopracitati godono delle agevolazioni fiscali (soprattutto la ritinteggiatura esterna anche senza cambiare colore)?
Dovremmo inoltre ritinteggiare il vano scale, è possibile, anche se non siamo condominio, godere delle agevolazione fiscali?
In attesa, la saluto cordialmente. Fabrizio
amedeu 21 maggio 2016 a 17:58
Secondo noi, per lavori strutturali sarebbe occorsa più una SCIA anzichè una CILA.
Ma, comunque, poichè l’hai ottenuta, per i restanti lavori devi presentare una nuova CILA a completamento, se gli stessi sono sempre notevoli, altrimenti puoi addirittura sfruttare una CIL.
http://www.coffeenews.it/finalmente-nuovi-modelli-unificati-per-presentare-cil-e-cila
Per le agevolazioni fiscali questo nostro articolo dovrebbe esserti di aiuto
http://www.coffeenews.it/detrazioni-fiscali-anno-2016-del-65-e-50-e-36
Luca 3 giugno 2016 a 21:32
Buonasera, mio padre ha usufruito de piano casa regione Lazio per ampliare e dividere l’abitazione principale diventata poi una bifamiliare. L’ampliamento del 30% era vincolato però alla realizzazione del fotovoltaico oltre che delle vasche di recupero dell’acqua piovana. Nel frattempo mio padre è venuto a mancare e abbiamo chiesto una proroga per ultimare i lavori. Manca solo il fotovoltaico e le suddette vasche. Visto però che molto probabilmente per mancanza di liquidi non riuscirò a farle, è possibile chiudere i lavori alo stato attuale? in cosa incorro a livello di sanzioni per la mancata prescrizione? Ma queste vasche erano proprio necessarie? non le trovo da nessuna parte nel piano casa. Il kw minimo da installare è per ogni unità abitativa o basta uno e basta? grazie
amedeu 4 giugno 2016 a 19:06
Se hai delle prescrizioni nella DIA o SCIA che sia, devi rispettarle, altrimenti non ti verrà concessa l’agibilità finale.
Ti consigliamo di contattare il Responsabile del tuo procedimento presso il Comune (Troverai il suo nome e cognome sulle lettere che ti sono pervenute in passato).
Questo tecnico ti chiarirà in base a quali norme o regolamenti locali hanno posto tali condizioni.
Tanto vale anche per il fotovoltaico.
Massimo 9 giugno 2016 a 23:27
ho acquistato un immobile al grezzo avanzato senza certificato di agibilità (mancavano ancora pavimenti, porte, finestre, etc).
L’originario permesso di costruire è scaduto e il geometra ha aperto una pratica CILA per il completamento dei lavori (non era necessaria SCIA o DIA vista la tipologia di interventi necessari).
Si tratta di prima casa.
Conferma che è possibile usufruire dell’iva agevolata 4% spettante per costruzione di immobile in regime prima casa?
amedeu 11 giugno 2016 a 10:18
Gustavo 15 giugno 2016 a 09:05
Alla scadenza del terzo anno dall’ inizio dei lavori di un permesso di costruire del 2012 ho erroneamente non richiesto una proroga dei tempi di ultimazione lavori perchè avevo presentato una variante se mesi prima e pensato erroneamente che tale DIA mi facesse ripartire la tempistica dei tre anni.
A seguito di questo fatto ho prersentato una Cila di opere in corso e pagato la sanatoria per le opere ancora in fase di esecuzione rifacendo partire i termini di consegna dei lavori; senonchè, nel frattempo l’ingegnere strutturista mi ha dato la fine lavori delle strutture oltre il termine dei tre anni e le sue opere strutturali non rientrano nella Cila con la qualei avevo “sanato” la mancata richiesta di proroga della durata dei lavori.
amedeu 16 giugno 2016 a 19:53
Per Gustavo.
Ti possiamo dire cosa normalmente andrebbe fatto in questi casi.
Permesso di costruire; prima della scadenza si può presentare una SCIA (Ex DIA) per i restanti lavori.
Se tali lavori sono di minima importanza può essere inoltrata una CILA (Edilizia libera con asseverazione).
IL fatto che l’ingegnere che ti ha curato la pratica strutturale abbia dato la fine dei lavori quando il Permesso era scaduto e non c’era altra documentazione presentata in itinere per tali opere, può essere grave ai fini del Genio Civile e del Comune.
Ma ci sembra, da quello che abbiamo compreso, che tu non sia in questa situazione.
Antonio 16 luglio 2016 a 18:33
Nel 2011, insieme ai miei fratelli, abbiamo ottenuto un permesso per la costruzione di un fabbricato a cinque piani (1 piano per ogni fratello).
Nel 2012 abbiamo dichiarato l’inizio dei lavori. Scaduto il termine dei tre anni dall’inizio dei lavori non abbiamo effettuato la dichiarazione di fine lavori e non abbiamo neanche completato gli appartamenti.
Purtroppo non abbiamo neanche chiesto la proroga entro i termini della scadenza naturale del pdc.
Allo stato attuale la struttura è già presente e gli appartamenti sono tamponati e tramezzati.
Vorremo completare almeno uno degli appartamenti. Penso che non possiamo sicuramente chiedere una proroga avvalendosi del “Decreto del Fare”.
Dovremmo richiedere un nuovo PDC e pagare quindi gli oneri di urbanizzazione e di costruzione?
La ringrazio anticipatamente per la sua Disponibilità. Antonio
amedeu 18 luglio 2016 a 10:16
Di regola dovresti presentare una SCIA con richiesta di ultimazione dei lavori non completati (Non onerosi da quello che ci sembra di comprendere).
Incide, però, il fatto che tu non abbia dato l’ultimazione dei lavori e sia trascorso tale termine.
Parla con il tuo tecnico progettista e direttore dei lavori e impegnalo nel recarsi in Comune per vedere come mandare avanti tale pratica senza troppi danni per te,
Tra l’altro il termine scaduto, inciderà pesantemente anche sulla pratica sismica (EX Genio Civile ora Regione) e su eventuali lavori in cemento armato.
Ti diamo questo suggerimento, in quanto le Regioni sono 20 e ognuna può avere delle prassi diverse dalle altre.
Devi perciò affidarti al tuo tecnico e, magari, accompagnarlo durante tali colloqui.
Nicolò 27 luglio 2016 a 13:40
Gentilissimi Amedeu e c.,
vorrei chiarire due dubbi.
Innanzitutto Vi illustro la mia situazione.
Sto costruendo una abitazione, con le agevolazioni sulla prima casa, nel comune di Marsala.
La relativa autorizzazione comunale è una Concessione edilizia.
L’inizio dei lavori ha data 2 settembre 2011.
Nel mese di agosto 2014 è stata presentata al Comune, ai sensi del Decreto del Fare, una proroga di 2 anni.
La casa, non ancora ultimata, ha già realizzati la struttura in cemento armato, il tetto in modo completo ed i muri di tompagnatura perimetrali. C’è da fare il resto. I lavori sono fermi.
Nell’estate del 2015, poichè è venuto a mancare il rapporto di fiducia, ho revocato i mandati al progettista e all’impresa edile.
Il 2 settembre prossimo venturo, quindi, scade la proroga.
Di recente sono andato al settore Edilizia privata del Comune ed ho esposto la mia situazione ad un impiegato dell’ufficio Concessioni edilizie. Questa persona mi ha consigliato di presentare, tramite il Tecnico, dopo la scadenza della proroga, una SCIA di completamento dei lavori.
Ho questi due dubbi:
1) dal punto di vista giuridico è più corretto presentare una SCIA prima o dopo la scadenza della Concessione edilizia?
2) Potrei far presentare al Comune, invece di una SCIA, ai sensi del Decreto del Fare, una ulteriore proroga di 1 anno?
amedeu 28 luglio 2016 a 17:19
Riteniamo che il tecnico comunale ti abbia dato un ottimo suggerimento.
Finchè è valido un Permesso di Costruire non si può presentare una SCIA.
Tra l’altro, la SCIA, rispetto alla proroga dura 3 anni e per le rifiniture, ti accorgerai, serve del tempo.
Nicolò 29 luglio 2016 a 12:46
mario 27 luglio 2016 a 18:56
buona sera,vicino a casa mio padre ai tempi \(1960) costrui’ un portico su un terreno agricolo per un pollaio.ora tre anni fa volevo ristrutturarlo .fatti tutti i disegni e avuto l’ok dal comune per iniziare i lavori sono passati quasi 3 anni.il geometra mi disse che avrei potuto richiedere altro tempo ,forse altri 3 anni.ora le chiedo quanto in linea di massima mi verrebbe a costare se volessi prolungare il termine e se dovro ‘ ancora andare dal geometra in quanto indecisa sul da farsi.I lavori non sono stati incominciati dato che ho avuto altri problemi economici. il portico e in prov.di alessandria grazie
amedeu 28 luglio 2016 a 17:27
Se non hai iniziato i lavori praticamente non hai più diritto a proseguire quella pratica.
Leggi il permesso di costruzione che ti aveva rilasciato il Comune.
Sopra c’è scritto che i lavori vanno iniziati entro (?) 1 anno dalla data del permesso e ultimati entro 3 anni.
Poichè non hai inviato la lettera di inizio in Comune, hai perso ogni diritto, per cui devi rifare la pratica dall’inizio.
Comunque parlane anche con il tuo tecnico.
susanna 25 ottobre 2016 a 18:59
ho acquistato una villetta in corso di costruzione. Il permesso di costruire è scaduto, ma le opere non sono state ultimate: mancano finiture interne (massetti, modifica di impianti esistenti, intonaci, pavimenti, pitture, finestre) e finiture esterne (persiane, pavimenti esterni, pitture). Non occorre realizzare opere strutturale, né volumi, né modifiche della sagoma o dei prospetti (salvo per la pittura esterna). E’ necessario richiedere un Permesso di Costruire o basta una SCIA? Inoltre, occorre pagare nuovamente gli oneri di urbanizzazione, già pagati dal precedente proprietario??
amedeu 26 ottobre 2016 a 17:48
Dovrebbe essere sufficiente una SCIA.
Non dovresti pagare gli oneri di urbanizzazione, in quanto non hai aumentato il volume (E si spera anche le unità immobiliari interne alla casa).
Ti consigliamo comunque di recarti presso l’ufficio Edilizia privata comunale, anche per verificare se avevi delle scadenze da rispettare (Tipo Genio Civile o Soprintendenza(?)).
Romolo 3 novembre 2016 a 20:37
Buonasera, abbiamo iniziato la costruzione di una casetta composto da piano terra, sottotetto in legno e due tettoie laterali, al momento la concessione edilizia è scaduta dal 2014. Vorremmo completarla sfruttando un cambio di destinazione da agricola ad abitativa usufruendo del piano casa che scade il 31 dicembre. Attualmente prima che scadesse la concessione abbiamo eseguito fondazioni, pilastri, solaio di primo piano e completato i muri perimetrali con qualche finestra. Il consiglio che Le chiedo e questo: vogliamo completare ma senza costruire più il tetto. Presentiamo un nuovo progetto con cambio di destinazione e modifiche interne? Riguardo alla non realizzazione del tetto, l’architetto ci dice che bisogna richiedere di nuovo calcolo strutturale. Le chiedo ma c’è bisogno di nuovi calcoli strutturali da inviare al Genio civile anche se non vogliamo innalzare nuovi pilastri e travi? Non bastano i calcoli (presentati nel 2011 con le NTC nuove) che sono già stati fatti visto che la struttura e ferma e non vogliamo completare ma solo cambiare le tramezzature interne e costruire le tettoie come era il progetto presentato con relativo calcolo strutturale?
amedeu 4 novembre 2016 a 18:48
Se l’architetto vi ha dato tale suggerimento, evidentemente si è informato in Comune.
I calcoli strutturali variano, non solo quando si aggiunge del volume, ma possono variare anche quando si toglie, per diversa risposta di strutture collegate e che reagiscono in maniera diversa.
In ogni caso occorrerebbe vedere il progetto.
Se poi vuoi chiarire i tuoi dubbi definitivamente, recati presso l’ufficio Edilizia Privata del Comune.
maria 7 novembre 2016 a 17:13
salve ,vorrei un informazione concernente il diritto di costruire .
ho iniziato comprando un terreno per edificare casa chiedendo il permesso di costruire al comune dove risiedo circa quattro anni fa .purtroppo i termini per il diritto di costruzione sono in scadenza ed io non sono riuscita per problemi economici a finire la casa .so che dovrei richiedere un prolungamento dei termini, ma mi chiedo quanto mi costerebbe richiedendo una proroga al comune per finire casa tenendo presente che i tre anni sono scaduti e che ho già sborsato per questo diritto di costruzione più di 10,000 euro ?
Ho già richiesto il prolungamento dei due anni ma anche quello sta per scadere a novembre.
amedeu 10 novembre 2016 a 20:45
Potresti richiedere una variante interna non essenziale che ti prorogherebbe il lavoro per altri tre anni.
Non dovresti pagare alcun onere se non l’avere del tecnico che ti segue.