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Timestamp: 2020-03-30 19:27:28+00:00
Document Index: 175762190

Matched Legal Cases: ['art. 87', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 20', 'art.12']

DPR 462/2001 - Sistemi Impianti
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - Dpr 462/2001
22 Ottobre 2001, n° 462
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 447, concernente regolamento recante norme di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione per la realizzazione, l'ampliamento, la ristrutturazione e la riconversione di impianti produttivi, per l'esecuzione di opere interne ai fabbricati, nonché per la determinazione delle aree destinate agli insediamenti produttivi, a norma dell'articolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59;
il 27 dicembre 2001
Ministeri istituzionali,
registro n. 14, foglio n. 170.
NOTE AL PREAMBOLO
L'art. 87, quinto comma della Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.
Si riporta l'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri): "2. - Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari".
Si riporta il testo dell'art. 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa):
1. Il Governo, entro il 31 gennaio di ogni anno, presenta al Parlamento un disegno di legge per la delegificazione di norme concernenti procedimenti amministrativi, anche coinvolgenti amministrazioni centrali, locali o autonome, indicando i criteri per l'esercizio della potestà regolamentare nonché i procedimenti oggetto della disciplina, salvo quanto previsto dalla lettera a) del comma 5. In allegato al disegno di legge e' presentata una relazione sullo stato di attuazione della semplificazione dei procedimenti amministrativi.
a) semplificazione dei procedimenti amministrativi, e di quelli che agli stessi risultano strettamente connessi o strumentali, in modo da ridurre il numero delle fasi procedimentali e delle amministrazioni intervenenti, anche riordinando le competenze degli uffici, accorpando le funzioni per settori omogenei, sopprimendo gli organi che risultino superflui e costituendo centri interservizi dove raggruppare competenze diverse ma confluenti in una unica procedura;
d) riduzione del numero di procedimenti amministrativi e accorpamento dei procedimenti che si riferiscono alla medesima attività, anche riunendo in un unica fonte regolamentare, ove ciò corrisponda ad esigenze di semplificazione e conoscibilità normativa, disposizioni provenienti da fonti di rango diverso, ovvero che pretendono particolari procedure, fermo restando l'obbligo di porre in essere le procedure stesse;
f) trasferimento ad organi monocratici o ai dirigenti amministrativi anche decisionali, che non richiedano, in ragione della loro specificità, l'esercizio in forma collegiale, e sostituzione degli organi collegiali con conferenze di servizi o con interventi, nei relativi procedimenti, dei soggetti portatori di interessi diffusi;
g-bis) soppressione dei procedimenti che risultino non più corrispondenti alle finalità e agli obiettivi fondamentali definiti dalla legislazione di settore o che risultino in contrasto con i principi generali dell'ordinamento giuridico nazionale o comunitario;
8. In sede di prima attuazione della presente legge e nel rispetto dei principi, criteri e modalità di cui al presente articolo, quali norme generali regolatrici, sono emanati appositi regolamenti ai sensi e per gli effetti dell'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto, n. 400, per disciplinare i procedimenti di cui all'allegato 1 alla presente legge, nonché le seguenti materie:
10. In attesa dell'entrata in vigore delle norme di cui al comma 8, lettera c), il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previsto dall'art. 4 della legge 2 dicembre 1991, n. 390, e' emanato anche nelle more della Costituzione della Consulta nazionale per il diritto agli studi universitari di cui all'art. 6 della medesima legge.
11. Con il disegno di legge di cui al comma 1, il Governo propone annualmente al Parlamento le norme di delega ovvero di legificazione necessarie alla compilazione di testi unici legislativi o regolamentari, con particolare riferimento alle materie interessate dalla attuazione della presente legge, il Governo e' delegato ad emanare, entro il termine di sei mesi decorrenti dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui all'art. 4, norme per la delegificazione delle materie di cui all'art. 4, comma 4, lettera c), non coperte da riserva assoluta di legge, nonché testi unici delle leggi che disciplinano i settori di cui al medesimo art. 4, comma 4, lettera c) anche attraverso le necessarie modifiche internazionali o abrogazioni di norme, secondo i criteri previsti dagli articoli 14 e 17 del presente articolo".
Si riporta il n. 11 dell'allegato 1 della citata legge 15 marzo 1997, n. 59:
"11. - Procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici, di impianti elettrici pericolosi: decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, articoli 38, 39, 40, 336 e 338; regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577; legge 5 marzo 1990, n. 46; decreto del Presidente della Repubblica 6 dicembre 1991, n. 447;".
Il decreto ministeriale 12 settembre 1959, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 299 dell'11 dicembre 1959, reca: "Attribuzione dei compiti e determinazione delle modalità e delle documentazioni relative all'esercizio delle verifiche e dei controlli previste dalle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro".
Il decreto del Presidente della Repubblica del 20 ottobre 1998, n. 447 "Regolamento recante norme di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione per la realizzazione, l'ampliamento, la ristrutturazione e la riconversione di impianti produttivi, per l'esecuzione di opere interne ai fabbricati, nonché per la determinazione delle aree destinate agli insediamenti produttivi, a norma dell'art. 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59".
NOTE ALL'ART.9
Il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile
1955, n. 547, reca: "Norme per la prevenzione degli
infortuni sul lavoro".
Il regolamento semplifica la procedura per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi.
In vigore dal 23 gennaio 2002 definisce le nuove modalità per la messa in esercizio, l'omologazione, la prima verifica e le verifiche periodiche degli impianti in oggetto.
Esso si applica agli ambienti di lavoro per le attività soggette al DPR 547/55.
Possiamo sintetizzare i seguenti punti:
Un impianto, prima di essere posto in esercizio, deve essere verificato dall'installatore che rilascia una "dichiarazione di conformità" attestante l'omologazione dell'impianto
Seguono una procedura differente gli impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione che sono omologati dall'ASL o dall'ARPA competenti per territorio che effettuano la prima verifica.
Entro 30 giorni dalla messa in esercizio dell'impianto si deve presentare la dichiarazione di conformità allo sportello unico per le attività produttive; qualora lo sportello non sia ancora attivo, la dichiarazione va trasmessa all'ISPESL e all'ASL o all'ARPA territorialmente competenti.
Per gli impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione invece, in assenza dello sportello unico, la dichiarazione va inviata all'ASL o all'ARPA;
L'ISPESL è incaricato di effettuare la prima verifica "a campione" e inviare i risultati all'ASL o all'ARPA;
Devono essere eseguite regolari manutenzioni all'impianto;
Ogni 5 anni (2 anni per gli impianti installati nei cantieri, nei locali adibiti ad uso medico e negli ambienti a maggior rischio di incendio e con pericolo di esplosione) il datore di lavoro ha l'obbligo di far sottoporre a verifica gli impianti all'ASL o all'ARPA o agli eventuali organismi individuati dal Ministero delle attività produttive: il soggetto che ha eseguito la verifica rilascia apposito verbale che deve essere conservato a cura del datore di lavoro ed esibito a richiesta degli organi di vigilanza;
Tutte le spese per le verifiche sono a carico del datore di lavoro;
Si devono eseguire verifiche straordinarie nei seguenti casi:
- esito negativo della verifica periodica
- modifica sostanziale dell'impianto
- richiesta del datore di lavoro
CESSAZIONE DELL'ESERCIZIO
Spetta al datore di lavoro comunicare all'ISPESL e all'ASL o all'ARPA competenti per territorio la cessazione dell'esercizio, le eventuali modifiche radicali e lo spostamento degli impianti.
Il DPR 462/2001 abroga gli artt. 40 e 328 del DPR 547/55, gli artt. 2, 3 e 4 del DM 12/09/1959 nonché i modelli A, B e C allegati al medesimo decreto.
Il regolamento viene applicato anche ai procedimenti in essere alla data della sua entrata in vigore.
(per impianti nuovi)
Tipo di impianto Omologazione Verificatore Frequenza
delle verifiche Verificatore
Protezione da scariche atmosferiche Necessita al dichiarazione di conformità dell'installatore ISPESL
a campione ogni 5 anni ASL, ARPA o eventuali organismi individuati dal Ministero delle attività produttive
Impianto di terra (locali ordinari)
Impianto di terra (locali particolari *) ogni 2 anni
Impianti in luoghi con pericolo di esplosione E' a carico dell'ASL o dell'ARPA NO
(*) Sono locali particolari i locali medici e gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio
IMPIANTI NEI CANTIERI
Gli allegati obbligatori per un cantiere sono:
relazione con la tipologia dei materiali utilizzati;
schema dell'impianto realizzato
copia del certificato dei requisiti professionali
L'art.12 della legge 46/1990 esclude l'obbligo del progetto per i cantieri