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Timestamp: 2018-06-24 12:24:54+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 31', 'art. 9', 'art 12', 'art. 5']

News | Pronto Ingegnere - Pagina 2
67° Fiera della Sardegna
28 dicembre 2015 News
67° FIERA CAMPIONARIA DELLA SARDEGNA
Cagliari, 25 aprile – 3 maggio 2015
Dal 25 aprile al 3 maggio saremo presenti alla Fiera Campionaria della Sardegna!
Saremo a vostra disposizione per fornirvi pareri tecnici e preventivi rapidi e gratuiti. Chiunque sottoscriverà un preventivo usufruirà di uno sconto promozionale del 20% sulla prestazione richiesta, valido fino al 15 maggio!
VI ASPETTIAMO AL PADIGLIONE E (Edilizia)!
Ingresso da Piazza Marco Polo.
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Finanziamento Centri Storici Regione Sardegna
FINANZIAMENTO DI PROGRAMMI INTEGRATI E
PIANI DI RIQUALIFICAZIONE URBANA
Cosa riguarda il Bando 2015 – L.R. n. 29/1998?
Il Bando 2015 riguarda i Programmi Integrati-PI e i Piani di Riqualificazione Urbana-PRU; in particolare:
nei Programmi Integrati-PI sono finanziabili le opere infrastrutturali pubbliche fino al 90% delle spese a carico del Comune, con esclusione dei costi per l'acquisizione delle aree e degli immobili. All'interno dei Programmi Integrati sono finanziabili anche gli interventi di Recupero Primario relativi a immobili di epoca antecedente il 1940.
Interventi di Recupero Primario: sono finanziabili interventi di recupero primario del patrimonio pubblico e privato:
per gli edifici unimmobiliari:
il restauro delle coperture, dei prospetti e delle relative fondazioni, fino al 60% della spesa complessiva;
il restauro e l'adeguamento degli allacciamenti alle reti pubbliche (acquedotto, fognatura, etc.), fino al 20% della spesa complessiva;
per gli edifici plurimmobiliari:
il restauro e l'adeguamento degli elementi comuni di comunicazione verticale e orizzontale, nonché degli spazi collettivi interni all'edificio e degli impianti comuni, fino al 20% della spesa complessiva;
nei Piani di Riqualificazione Urbana-PRU sono finanziabili le opere infrastrutturali pubbliche fino al 60% delle spese a carico del Comune, con esclusione dei costi per l'acquisizione delle aree e degli immobili.
Quali sono i termini e le modalità di presentazione delle domande?
Le domande di finanziamento dovranno pervenire entro e non oltre le ore 13:00 del 12 novembre 2015 presso la:
Assessorato degli Enti Locali delle finanze ed Urbanistica
Direzione Generale della Pianificazione Urbanistica Territoriale e
della Vigilanza Edilizia
Viale Trieste 186 – 09123 Cagliari
Quali sono i soggetti proponenti?
Il finanziamento è destinato esclusivamente ai Comuni secondo quanto previsto dall'art. 14 della L.R. n. 29/1998. I Comuni possono presentare istanza solo per una delle tipologie di intervento, Programma Integrato o Piano di Riqualificazione Urbana.
Qual è la localizzazione degli interventi finanziabili?
Le istanze di finanziamento possono riguardare esclusivamente opere ubicate all'interno dei centri matrice (centri di antica formazione) dei Comuni riportati nella Determina n. 990/PU del 21.03.2013.
Come andranno ripartite le risorse finanziarie?
Le risorse disponibili saranno suddivise nell'ambito di ciascuna provincia nel modo seguente:
70% Programmi Integrati;
30% Piani di Riqualificazione Urbana.
Qual è l'istruttoria della domanda?
Le proposte progettuali saranno valutate da un apposita Commissione che verrà nominata successivamente alla scadenza del termine per la presentazione delle istanze. La Commissione provvederà a formare le graduatorie sulla base del punteggio totalizzato da ciascuna proposta e precisamente saranno formate quattro graduatorie per ciascuna provincia, due per i Programmi Integrati di cui una per i grandi Comuni e una per i piccoli Comuni e due per i Programmi Riqualificazione Urbana di cui una per i grandi Comuni e una per i piccoli Comuni.
Microeolico: che cos’è? Cosa devo fare per poterlo installare a casa?
27 ottobre 2015 News
Ho sentito parlare del microeolico…Che cos’è?
Cosa devo fare per poterlo installare a casa?
Gli impianti micro eolici ad uso domestico sono aerogeneratori ad asse verticale o orizzontale che hanno altezza al mozzo massima pari a 1,50 m, diametro del rotore massima di 1,00 m, altezza massima dell'impianto pari ai 2,00 m e potenza massima di 20 kW.
Ai sensi del D.M. del 10/09/2010, gli impianti eolici di potenza nominale complessiva inferiore ai 60 kW sono assoggettati alla disciplina della SCIA, fatte salve eventuali autorizzazioni di carattere paesaggistico e storico-artistico. Nella Regione Sardegna, ai sensi dell'art. 6 della L.R. n. 8/2015 e dell'art. 7-bis del D.Lgs n. 28/2011 , i singoli generatori eolici con altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro, sono considerati interventi di manutenzione ordinaria in edilizia libera e non sono soggetti alla disciplina della SCIA, per questi è sufficiente una comunicazione preventiva al comune.
Gli impianti di potenza superiore a 1 kW possono usufruire degli incentivi del conto energia ai sensi del D.M. 6 luglio 2012 (lo stesso degli impianti fotovoltaici).
Per saperne di più chiedi allo sportello di Pronto Ingegnere o qui.
25 agosto 2015 News
PER I CONDIZIONATORI SOTTO I 12 KW
Occorrono permessi particolari per installare un climatizzatore in casa propria?
In generale la risposta è no. Il Decreto Sblocca Italia (D.L. n. 133/2014 convertito dalla Legge n. 164/2014) ha sancito che l’installazione di condizionatori domestici rientra nei casi di manutenzione ordinaria e pertanto in regime di edilizia libera.
Possono essere infatti eseguiti senza alcun titolo abilitativo gli interventi di manutenzione ordinaria, tra i quali è espressamente inclusa l’installazione «delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW» (articolo 6, comma 1, lett. a, DPR n. 380/2001, Testo unico dell’edilizia).
La Regione Autonoma della Sardegna ha recentemente confermato quanto prescritto a livello nazionale in quanto all’art. 15 della L.R. n. 23/1985 (come modificato dall’art. 8 della L.R. n. 8/2005) tutti gli interventi di manutenzione ordinaria (ivi comprese le installazioni di climatizzatori sotto i 12 kW) sono inclusi nel regime di edilizia libera senza obbligo di comunicazione al Comune.
Sono comunque fatte salve le eventuali specifiche prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali (p.es. del Regolamento Edilizio), e il rispetto «delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all’efficienza energetica, nonché delle disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio».
E’ sempre necessario, perciò, verificare presso lo Sportello Unico Edilizia della propria città i regolamenti comunali e i provvedimenti eventualmente emanati dagli altri enti locali.
E nei casi in cui l’edificio ricade in Centro Storico o in ambito vincolato?
Se l’intervento viene eseguito in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale o con un particolare valore storico-artistico c’è bisogno dell’autorizzazione paesaggistica o della Soprintendenza.
Se l’immobile è inserito all’interno di un Condominio?
E’ necessario verificare il regolamento di condominio. Infatti all’interno del regolamento condominiale di tipo contrattuale potrebbe essere prescritto il divieto di modifica dell’estetica dell’edificio, anche sulle parti di proprietà esclusiva. In ogni caso l’eventuale installazione del condizionatore non deve pregiudicare il decoro architettonico o la sicurezza dell’edificio, né impedire l’uso della cosa comune da parte degli altri condomini (articoli 1102, 1122 del Codice civile). Entro i limiti di legge, è dunque legittimo installare il corpo esterno sul piano di calpestio del balcone o sulla facciata dello stabile avendo cura che l’apparecchio sia di piccole dimensioni, che non stravolga l’armonia della facciata stessa e che ben si inserisca per colore e posizione. (Cassazione, sentenza 12343/03).
Prima di installare il climatizzatore, è necessario darne comunicazione all’amministratore (in base al nuovo articolo 1122 del Codice civile) che riferirà in assemblea. In ogni caso l’assemblea non può vietare le installazioni che sono consentite da leggi e regolamenti.
Si ha diritto alle detrazioni fiscali nei casi di installazione di nuovi condizionatori?
Poiché l’installazione di un nuovo condizionatore è assimilata ad un intervento di manutenzione ordinaria, non si può usufruire della detrazione fiscale per ristrutturazione del 50%, a meno che tale intervento non sia ricompreso in una serie di opere nello stesso immobile che possano configurarsi come manutenzione straordinaria.
Può invece usufruire della detrazione fiscale per efficientamento energetico pari al 65%, solo nel caso il nuovo condizionatore sostituisca o modifichi un impianto di riscaldamento esistente. Nei casi di nuova installazione resta escluso il bonus fiscale.
Ai fini delle detrazioni fiscali, quando l’intervento è libero da titoli abilitativi, è importante conservare la dichiarazione sostitutiva in cui si indica la data di inizio lavori e si attesta che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.
E’ necessario conservare dei documenti dell’impianto?
L’installazione dev’essere eseguita da un tecnico qualificato con patentino di frigorista a cui spetta compilare il libretto d’impianto (una sorta di carta d’identità) che con il DM 10 febbraio 2014 è resa obbligatoria per tutti i climatizzatori. Al di sotto dei 12 kW la legge non prescrive però la verifica periodica dell’impianto. La ditta installatrice deve rilasciare, inoltre, la dichiarazione di conformità e rispondenza dell’impianto alla normativa vigente. Dichiarazione di conformità e libretto dell’impianto devono essere conservati a cura del conduttore.
Decreto Sblocca Italia (D.L. n.133/2014 convertito dalla Legge n. 164/2014)
Testo unico dell’edilizia (D.P.R. n. 380/2001)
Legge Regionale n. 8/2005
Impianti termici: tutto quello che c'è da sapere
Chiunque abbia nella propria abitazione un impianto termico ha l'obbligo di assicurare il rispetto delle normative in materia di efficienza energetica, effettuando periodiche verifiche e manutenzioni.
Nella definizione di impianto termico rientrano tutti gli impianti di climatizzazione invernale ed estiva come ad esempio le caldaie e i condizionatori d'aria con o senza produzione di acqua calda comprendenti eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore. Non rientrano invece nella categoria di impianti termici: gli scaldabagni che producono solo acqua calda nel singolo appartamento, le stufe e i caminetti o gli apparecchi di energia radiante, purché questi ultimi non siano fissi e la somma delle potenze non sia maggiore o uguale a 5 kW (in caso contrario sarebbero assimilabili agli impianti termici).
Dopo l’installazione di un impianto termico è bene conservare il libretto di istruzioni e i libretti d’uso e manutenzione degli altri componenti dell’impianto.
La dichiarazione di conformità è il documento rilasciato, ai sensi dell'art. 7 del D.M. n. 37/2008, da un'impresa abilitata in seguito alla installazione o alla modifica di un impianto termico.
La dichiarazione di conformità attesta che l'impianto è stato realizzato in modo conforme alla regola del'arte, secondo quanto previsto dall'art. 6 del D.M. n. 37/2008, tenuto conto delle condizioni di esercizio e degli usi a cui è destinato l'edificio, avendo in particolare rispettato il progetto redatto, seguito la norma tecnica applicabile all'impiego dei materiali utilizzati, installato componenti e materiali adatti al luogo di installazione, installato l'impianto con esiti positivi ai fini della sicurezza e della funzionalità, avendo eseguito le verifiche richieste dalle norme e dalle disposizioni di legge.
Se tale dichiarazione venisse smarrita o fosse inesistente è possibile procedere con una dichiarazione di rispondenza.
La dichiarazione di rispondenza, ai sensi dell'art. 7 del D.M. n. 37/2008, è un documento sostitutivo alla dichiarazione di conformità e può essere prodotta in mancanza della stessa, per impianti installati prima del 28/03/2008.
La dichiarazione di rispondenza può essere rilasciata:
da un professionista iscritto all'albo professionale che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, per gli impianti termici aventi una potenzialità frigorifera inferiore a 40.000 frigorie/ora (equivalenti a circa 46,5 kW) e aventi una portata termica inferiore a 50 kW del gas combustibile;
da un responsabile tecnico di un'impresa abilitata, che ricopre questo ruolo da almeno 5 anni, operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione;
La redazione della dichiarazione di rispondenza deve essere necessariamente preceduta da un sopralluogo di verifica degli impianti e dall’esame dell’eventuale documentazione presente.
Se non si conosce l’epoca di realizzazione dell’impianto, le analisi devono essere eseguite seguendo la regola tecnica attuale. Non potrà essere rilasciata la dichiarazione di rispondenza per gli impianti privi dei requisiti essenziali di sicurezza.
Dal 15 ottobre 2014 è obbligatorio per caldaie, impianti di condizionamento estivo e invernale, pannelli solari e fotovoltaici installati a casa o in negozi, uffici, capannoni ecc. possedere il nuovo libretto di impianto.
Si tratta di una vera e propria carta d’identità degli impianti, che contiene, oltre ai dati del proprietario, dell’installatore e del responsabile della manutenzione, la descrizione dei principali componenti degli impianti, delle operazioni di manutenzione, delle verifiche strumentali e dei controlli da parte degli enti locali. Si annotano i controlli periodici di manutenzione effettuati, al fine di garantire la sicurezza e la salubrità degli impianti, e va mantenuto costantemente aggiornato e conservato per tutta la durata degli impianti.
In caso di trasferimento a qualsiasi titolo dell'immobile o dell'unità immobiliare i libretti di impianto devono essere consegnati all'avente causa, debitamente aggiornati, con gli eventuali allegati.
Dal 15 ottobre 2014, in occasione degli interventi di controllo ed eventuale manutenzione su impianti termici di climatizzazione invernale di potenza utile nominale maggiore di 10 kW e di climatizzazione estiva di potenza utile nominale maggiore di 12 kW, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, è obbligatorio il rapporto di controllo di efficienza energetica (di cui all'art. 8, comma 5, del D.P.R. n. 74/2013) in conformità ai modelli allegati al D.M. 10/02/2014.
Il controllo di efficienza energetica riguarda la verifica della presenza e della funzionalità dei sistemi di regolazione della temperatura centrale e locale nei locali climatizzati e dei sistemi di trattamento dell’acqua, dove previsti.
all’atto della prima messa in esercizio dell’impianto, a cura dell’installatore;
nel caso di interventi che non rientrino tra quelli periodici, ma tali da poter modificare l’efficienza energetica.
Al termine delle operazioni di controllo, l'operatore che effettua il controllo (manutentore o installatore autorizzato ad operare sugli impianti di riscaldamento, climatizzazione, idrosanitari ecc.) provvede a redigere e sottoscrivere uno specifico Rapporto di Controllo di Efficienza Energetica. Una copia del Rapporto è rilasciata al responsabile dell'impianto, che lo conserva e lo allega al libretto di impianto. L'operatore ha anche il compito di trasmettere copia del rapporto all'ente locale che tiene aggiornato il Catasto territoriale degli impianti termici.
I controlli di efficienza energetica devono essere eseguiti secondo le direttive disposte nell'Allegato A del D.P.R. n. 74/2013.
Tale rapporto non è obbligatorio per gli impianti termici alimentati esclusivamente con fonti rinnovabili (ovvero impianti alimentati da energia eolica o solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione o biogas).
Le autorità competenti effettueranno gli accertamenti e le ispezioni necessari all'osservanza delle norme relative al contenimento dei consumi di energia nell'esercizio e manutenzione degli impianti termici, in un quadro di azioni che promuova la tutela degli interessi degli utenti e dei consumatori, ivi comprese informazione, sensibilizzazione ed assistenza all'utenza (ai sensi dell'art. 9 del D.P.R. n. 74/2013).
Le ispezioni verranno effettuate su impianti di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale maggiore di 10 kW e di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale maggiore di 12 kW.
L'ispezione comprende:
una valutazione di efficienza energetica del generatore;
una stima del suo corretto dimensionamento rispetto al fabbisogno energetico per la climatizzazione invernale ed estiva dell'edificio, in riferimento al progetto dell'impianto, se disponibile;
una consulenza sui possibili interventi atti a migliorare il rendimento energetico dell'impianto in modo economicamente conveniente.
I risultati delle ispezioni dovranno essere allegati al libretto di impianto.
La manutenzione obbligatoria
La manutenzione periodica del proprio impianto termico è un obbligo previsto sin dal 1991 (ai sensi dell’art. 31 della Legge n. 10/1991), al fine di ottimizzare il rendimento energetico dell'impianto e contenere il consumo di energia.
Il responsabile dell'impianto termico deve far svolgere, secondo le periodicità indicate dall’installatore o (in mancanza di queste) da quelle indicate sul libretto d'uso e manutenzione, il controllo della sicurezza su tutti i componenti dell'impianto.
Le operazioni di controllo e manutenzione dell'impianto devono essere eseguite da ditte abilitate ai sensi del D.M. n. 37/2008, conformemente alle prescrizioni e con la periodicità contenute nelle istruzioni tecniche per l'uso e la manutenzione rese disponibili dall'impresa installatrice dell'impianto ai sensi della normativa vigente.
Gli installatori e i manutentori abilitati hanno il compito di definire e dichiarare esplicitamente al responsabile dell'impianto quali siano le operazioni di controllo e manutenzione di cui necessita l'impianto, per garantire la sicurezza delle persone e delle cose, e con quale frequenza tali operazioni vadano effettuate.
Il responsabile dell'impianto
Il responsabile dell'impianto:
per impianti autonomi, è colui che occupa l'immobile in cui si trova l’impianto ovvero il proprietario o l'inquilino in affitto;
per impianti centralizzati amministrati in condominio, il responsabile è l’amministratore;
per impianti centralizzati in assenza di condominio, i responsabili sono i singoli proprietari o locatari degli immobili presenti nello stabile.
Quali obblighi ha?
È compito del responsabile dell’impianto termico provvedere a far eseguire le operazioni di controllo e di manutenzione secondo la normativa vigente.
Gli interventi di controllo e manutenzione devono essere eseguiti a regola d’arte, da operatori abilitati a dette operazioni, nel rispetto della normativa vigente.
In caso di libretto su supporto elettronico, il responsabile dell'impianto deve aver cura di conservare copia conforme del file, stampata su carta, da rendere disponibile in sede di ispezione da parte dell'autorità competente.
Per gli impianti preesistenti (alla data del 15 ottobre 2014) i "libretti di centrale" ed i "libretti di impianto", già compilati e conformi rispettivamente ai modelli riportati negli allegati I e II del D.M. 17 marzo 2003, devono essere allegati al Libretto.
Nel caso di dismissione dall'impianto senza sostituzione di componenti o apparecchi, le relative schede sono conservate dal responsabile dell'impianto per almeno 5 anni dalla data di dismissione.
Chi compila il libretto?
All'installatore compete la prima compilazione del libretto in caso di installazione di nuovi impianti mentre al responsabile dell'impianto compete la compilazione del libretto in caso impianti esistenti. Le due figure devono provvedere alla compilazione delle schede pertinenti al caso e nel numero necessario a descrivere tutti i componenti dell’impianto termico. Per gli impianti esistenti la compilazione del nuovo libretto, a cura del responsabile dell’impianto, va fatta in occasione dei controlli periodici di efficienza energetica o di interventi su chiamata di manutentori o installatori, ricordandosi di far completare la compilazione al tecnico che effettua le operazioni suddette.
È possibile delegare la responsabilità dell'impianto?
L'esercizio, la conduzione, il controllo, la manutenzione dell'impianto termico e il rispetto delle disposizioni di legge in materia di efficienza energetica sono affidati al responsabile dell'impianto, il quale può anche decidere di delegarle ad un terzo. La delega al terzo responsabile non è consentita nel caso di singole unità immobiliari residenziali in cui il generatore o i generatori non siano installati in locale tecnico esclusivamente dedicato. In tutti i casi in cui nello stesso locale tecnico siano presenti generatori di calore oppure macchine frigorifere al servizio di più impianti termici, può essere delegato un unico terzo responsabile che risponde delle predette attività degli impianti.
Il responsabile dell'impianto, venuto in possesso del libretto d’impianto, secondo la legge può dunque scegliere se:
mantenere la responsabilità dell’impianto e affidare di volta in volta a una ditta qualificata la manutenzione e le verifiche strumentali periodiche;
delegarne la responsabilità a un’azienda qualificata (terzo responsabile), stipulando una sorta di abbonamento annuale relativo ai controlli. In questo caso la responsabilità è dell’azienda che si occupa della manutenzione ed è tenuta a fare almeno un controllo all’anno e a riportarne i dati sul libretto dell’impianto. Inoltre, è tenuta a redigere e sottoscrivere un atto di assunzione delle responsabilità e a consegnarne copia all’amministratore o all’occupante dell’alloggio, nonché a comunicare all’ente locale competente la propria nomina ed eventuali revoche o dimissioni dall’incarico.
In entrambi i casi è bene stipulare un contratto con la ditta per potersi rivalere in caso di incidenti o di sanzioni amministrative.
Il ruolo di terzo responsabile di un impianto è incompatibile con il ruolo di venditore di energia per il medesimo impianto, e con le società a qualsiasi titolo legate al ruolo di venditore.
Il controllo di verifica sull'efficienza energetica e la regolare esecuzione delle manutenzioni, viene eseguito dagli enti locali che possono svolgere controlli a campioni. La multa per chi non è in regola con tali controlli va da 500 a 3000 euro, salvo diverse disposizioni della singola regione, e sono a carico del responsabile degli impianti, sanzione quindi che si somma al rimanente obbligo di mettere in regola il proprio impianto termico. Il tecnico, invece, che non effettua gli interventi di manutenzione e controllo in conformità all'attuale normativa, incorre in una multa che va da 1.000 alle 6.000 euro.
Competenze della Regione Autonoma della Sardegna
La Regione Autonoma della Sardegna, ai sensi dell'art. 9 del D.P.R. n. 74/2013, sta provvedendo a:
istituire un catasto territoriale degli impianti termici, come da disegno di legge Delibera n. 14/18 del 2015;
predisporre e gestire il catasto territoriale degli impianti termici e quello relativo agli attestati di prestazione energetica, favorendo la loro interconnessione (vedi DDL Delibera n. 14/18 del 2015);
promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione dei cittadini.
Delibera n. 14/18 del 8 aprile 2015 Disegno di legge sulle disposizioni in materia di A.P.E. degli edifici e di impianti termici civili nel territorio della Sardegna.
Decreto Legislativo n. 102 del 4 luglio 2014 Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE.
Decreto Ministeriale 20 giugno 2014 Proroga del termine per adeguare i modelli di libretto e i rapporti di efficienza energetica degli impianti di climatizzazione.
Decreto Ministeriale 10 febbraio 2014 Modelli di libretto di impianto per la climatizzazione e di rapporto di efficienza energetica di cui al D.P.R. n. 74/2013.
D.P.R. n. 74 del 16 aprile 2013 Regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici e per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari.
Decreto Legislativo n. 28 del 3 marzo 2011 Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE.
D.M. n. 37 del 22 gennaio 2008 Regolamento recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici.
Legge n. 10 del 9 gennaio 1991 Norme per il Piano energetico nazionale e il risparmio energetico.
Allarme amianto…che fare?
10 ottobre 2014 News
ALLARME AMIANTO…COSA FARE?
Cosa devo fare se ho in casa amianto o eternit?
In Italia, nel periodo compreso tra il 1960 e il 1990, il settore edilizio ha fatto largo uso di amianto: serbatoi, comignoli, pluviali e discendenti, tubazioni di scarico, tettoie (le classiche lastre ondulate in Eternit), etc.
A partire dal 1992, riconosciuta la pericolosità per la salute dell’uomo in caso di inalazione delle fibre di amianto, è stata tassativamente vietata la produzione e la vendita.
L’art 12, comma 5, della Legge n. 257/1992 impone inoltre ai proprietari di immobili contenenti amianto di comunicarlo tempestivamente alla ASL di competenza che dovrà valutare il rischio del manufatto e la potenzialità di deterioramento.
In alternativa si deve contattare una ditta specializzata che si occuperà della rimozione e smaltimento. L’amianto smaltito verrà successivamente conferito e sotterrato in siti autorizzati.
Attualmente a livello nazionale non esistono aiuti per lo smaltimento dell’amianto; si può tuttavia usufruire della detrazione fiscale del 50% per il 2016.
Nel caso lo smaltimento dell’amianto consista in un intervento di riqualificazione energetica (per es. rifacimento di una copertura) la percentuale che andrà in detrazione fiscale sale al 65%.
E’ necessario eseguire i pagamenti tramite bonifico bancario e conservare tutte le fatture.
Pronto Ingegnere collabora con ditte autorizzate per lo smaltimento dell’amianto e assiste il cliente nella pratica per la detrazione fiscale.
Legge n. 257/1992 e successive modifiche e integrazioni
Legge n. 128/1998
Decreto Legge n. 510/1996
Non riesco a vendere casa, cosa posso fare?
1 ottobre 2014 News
COSA FARE SE NON RIESCO A VENDERE CASA
Cosa posso fare se non riesco a vendere il mio immobile?
La forte crisi del mercato immobiliare sta portando ad un conseguente calo dei valori immobiliari. Spesso, pur di vendere, ci si trova costretti a dover … svendere!!
Una possibile soluzione è quella di proporre la vendita del proprio immobile mediante la formula del rent to buy (affitto finalizzato al riscatto) che permette all’affittuario di pagare l’affitto per un tempo massimo di dieci anni usufruendo dell’immobile e poi versare il saldo per acquistare definitivamente il bene.
Nel caso l’immobile abbia destinazione residenziale un’altra possibile soluzione è quella di utilizzare i locali come affittacamere, in attesa di un miglioramento del mercato immobiliare e allo tempo stesso avviando una nuova attività redditizia.
Per avviare un affittacamere sarà necessario effettuare una verifica del rispetto dei requisiti igienico-sanitari previsti dal regolamento edilizio locale oltre che la normativa regionale in materia di strutture edilizie extra-alberghiere. In caso non fossero a norma occorrerà effettuare dei lavori di adeguamento. L'avvio dell'attività dovrà essere preceduto da una pratica da inoltrare al SUAP (Sportello Unico Attività Produttive).
Pronto Ingegnere si occupa di tutta la procedura di apertura di un affittacamere, dallo studio di fattibilità, progettazione e direzione dei lavori eventualmente necessari per l'adeguamento dei locali e della pratica SUAP per l'avvio dell'attività.
Cosa sono gli affittacamere?
Gli affittacamere sono strutture ricettive composte da non più di sei camere destinate ai clienti, ubicate in non più di due appartamenti immobiliari in uno stesso stabile, nelle quali sono forniti alloggio e servizi complementari.
Quali sono i servizi minimi di ospitalità che gli affittacamere devono assicurare?
I servizi minimi di ospitalità compresi nel prezzo della camera che gli affittacamere devono assicurare sono:
– la pulizia dei locali ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta la settimana;
– sostituzione della biancheria ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta la settimana;
– fornitura di energia elettrica, acqua fredda e calda e riscaldamento;
– recapito postale e telefonico.
Gli affittacamere possono somministrare, limitatamente alle persone alloggiate, alimenti e bevande.
Quali requisiti devono possedere i titolari o i gestori degli affittacamere?
I titolari o i gestori degli affitta camere devono:
– essere iscritti nel registro delle imprese presso la Camera di Commercio competente per territorio;
– essere in regola con i requisiti soggettivi di cui al Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
Quali requisiti devono possedere le strutture degli affittacamere?
Le strutture nelle quali si vuole realizzare un affittacamere devono, oltre a garantire i suddetti servizi minimi di ospitalità:
– essere case di civile abitazione abitabili;
– garantire i requisiti tecnici, edilizi e igienico sanitari.
Quali requisiti devo possedere per aprire un affittacamere?
Devono essere rispettati dei requisiti igienico-sanitari previsti dal regolamento comunali edilizie e di igiene quali per esempio la superficie minima delle stanze, l’altezza minima dei locali, le caratteristiche del bagno, e devono anche essere dotati di:
– almeno un locale bagno, composto di wc, bidè, lavabo, vasca da bagno o doccia e specchio con presa di corrente, ogni otto persone, o frazione, ivi comprese le persone appartenenti al nucleo familiare e conviventi;
– arredamento minimo delle camere da letto costituito da letto, sedia e comodino per persona nonché da tavolo, armadio, specchio e cestino rifiuti per camera;
accesso alle camere da letto direttamente da locali di disimpegno di uso comune.
Come si classifica un affittacamere?
Gli esercizi di affittacamere sono classificati dal Comune nelle categorie I, II e III in relazione ai requisiti posseduti secondo la Tabella di cui all'allegato B della L.R. n. 27/1998.
La classificazione avviene secondo la valutazione di diversi aspetti quali: la conservazione (normale o mediocre), l'ubicazione (centro storico; semiperiferia; turistica; agricola; etc.), il livello (piano attico; piano intermedio; etc.), la tipologia del fabbricato (A/1; A/2; A/3; etc.). Ad ogni suddetto aspetto è attribuito un coefficiente; in base al valore complessivo del coefficiente ottenuto, si attribuisce una data Categoria; in particolare:
– Cat. I per valori del coefficiente complessivo superiore o uguale a 1,82;
– Cat. II per valori del coefficiente complessivo superiore o uguale a 1,00;
– Cat. III per valori del coefficiente complessivo superiore o uguale a 0,384.
Come posso aprire un affittacamere?
Chi intende esercitare l'attività di affittacamere deve presentare una richiesta di autorizzazione al Comune; tale richiesta può essere presentata durante tutto l'arco dell'anno. Il Comune, accertata la sussistenza dei requisiti, ne autorizza l'apertura e la gestione. L'autorizzazione decorre dalla data di rilascio e scade il 31 dicembre dello stesso anno.
Al rinnovo dell'autorizzazione si provvede entro il 31 dicembre di ogni anno.
Sono presenti delle tasse di concessione regionale?
L'esercizio di affittacamere è soggetto, come i B&B e altri servizi, a una tassa di concessione regionale. Per gli affittacamere l'importo di tale tassa di concessione regionale è pari a 100,00 €.
Pronto Ingegnere assiste il cliente in tutta la fase preliminare di verifica dei requisiti, eventuale messa a norma dei locali mediante opere edilizie (Progettazione e Direzione Lavori) e inoltro pratica al Suap (Sportello Unico Attività Produttive).
Normativa di Riferimento per la Regione Sardegna:
Legge Regionale N. 27 del 12 agosto 1998 – Esercizi di affittacamere (art. 5)
La Legge n. 220 del 11 dicembre 2012, “Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici”, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 17 dicembre 2012. La L. n. 220/2012 è entrata in vigore il 18 giugno 2013 e con i suoi 32 articoli ha introdotto numerose modifiche al capo del Codice Civile dedicato al condominio (artt. 1117 e ss.)
Quali sono le principali novità introdotte?
Le principali novità introdotte sono più poteri all'assemblea condominiale, più obblighi per l'amministratore e più autonomia per alcune scelte individuali e in particolare riguardano:
– una indicazione più completa delle parti comuni dell'edificio;
– l'applicazione della normativa del condominio anche al cosiddetto supercondominio;
– la possibilità di modificare e tutelare la destinazione d'uso delle parti comuni del condominio;
– la possibilità di distacco dall’impianto termico centralizzato;
– le innovazioni che i condomini possono disporre, con maggioranza meno elevata da quella prevista in genere dal codice, al miglioramento o all'uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni e a opere e interventi atti a migliorare la sicurezza e la salubrità degli edifici e degli impianti o per l'eliminazione delle barriere architettoniche o per il contenimento del consumo energetico, etc.;
– preventiva comunicazione all'amministratore, che ne riferirà all'assemblea, per esecuzione di opere nell'unità immobiliare di sua proprietà o nelle parti in proprietà esclusiva;
– l’introduzione di impianti non centralizzati di ricezione radiotelevisiva e di produzione di energia da fonti rinnovabili esclusivi;
– una nuova ripartizione delle spese per scale ed ascensori;
– nuove indicazioni per la nomina, la revoca e gli obblighi dell'amministratore;
– obbligo di tenuta del registro dell’anagrafe condominiale per l’amministratore con i dati catastali di ciascun immobile;
– l’introduzione del rito della media-conciliazione in materia di condominio, con relativi obblighi dell’amministratore;
– l’unanimità assembleare per l’approvazione o modifica delle tabelle millesimali, salvo casi particolari come quello degli ampliamenti e sopraelevazioni di un solo condomino;
– vengono inoltre modificate le norme di convocazione, la detenzione di animali, etc.
Quali sono le principali novità per l'amministratore?
L'amministratore è una figura importante e la Legge n. 220/2012 ha introdotto delle novità; tra le più importanti si hanno:
– l'obbligatorietà dell'amministratore quando ci sono più di 8 condomini;
– la durata estesa ai 2 anni;
– i requisiti di diploma di scuola superiore o di frequenza di corso specifico;
– obblighi di trasparenza nelle gestione finanziaria;
– stipula di polizza di responsabilità professionale; etc.
Pronto Ingegnere si occupa di tutte le attività tecniche di supporto necessarie alla conduzione del condominio; coadiuva l’amministratore e consiglia il condomino su aspetti riguardanti opere edilizie, danni, accertamenti di proprietà, tabelle millesimali, studi di fattibilità tecnica. Inoltre effettua visure catastali, rilascia pareri tecnici preliminari e preventivi gratuiti relativi alla manutenzione dei fabbricati, a problemi di umidità, statico-fessurativi e di impiantistica. Redige capitolati d’opera, progetta opere di ampliamento (nuovo piano casa).
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