Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2007/07/novita-fiscali-del-30-luglio-2007-in-evidenza-deduzione-auto-professionista-sempre-limitata-non-serve-presentare.html
Timestamp: 2017-10-18 22:00:17+00:00
Document Index: 58821659

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 26', 'art. 19']

Novità fiscali del 30 luglio 2007. In evidenza: deduzione auto professionista sempre limitata: non serve presentare istanza di interpello; avviso di mora nullo se non preceduto da cartella esattoriale
1) DEDUZIONE AUTO PROFESSIONISTA SEMPRE LIMITATA: NON SERVE PRESENTARE ISTANZA DI INTERPELLO<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Il medico che utilizza la propria autovettura in prevalenza per lo svolgimento dell’attività professionale non può dedurre i relativi costi in misura superiore a quella prevista dalla legge (25%), neppure se riesce a dimostrare l’effettiva destinazione del bene a finalità professionali.
La disposizione che disciplina la materia non può essere oggetto di istanza di disapplicazione poiché è una norma di sistema e non una norma antielusiva specifica.
Insomma, l’Agenzia delle Entrate non ammette nessuna deroga. Tuttavia, la situazione appare insostenibile, a livello di equità contributiva, infatti, a tal fine sono in “cantiere” (Parlamento) le necessarie modifiche normative atte a riportare i criteri di razionalità contributiva, in sostanza verranno aumentate le percentuali di deducibilità in questione.
Mentre, per il periodo transitorio chi decide di non adeguarsi alle attuali misure restrittive e non presenta istanza di interpello all’Agenzia (che, naturalmente, viene respinta, come nel caso di specie), potrebbe vedersela in contenzioso, per le eventuali contestazioni del fisco.
Seguiremo le, eventuali, successive vicende presso le commissioni tributarie.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 190 del 27/7/2007)
2) E’ DISAPPLICABILE LA NORMATIVA PER GLI INVESTIMENTI IN CINA EFFETTUATI TRAMITE HOLDING RESIDENTI NELLA REGIONE AD AMMINISTRAZIONE SPECIALE
E’ possibile disapplicare la normativa Cfc, per mancanza del requisito della effettiva localizzazione in un Paese a fiscalità privilegiata, nel caso in cui il reddito della società black list sia costituito interamente da dividendi distribuiti da una società produttiva localizzata in uno Stato a fiscalità non privilegiata.
Viene riconosciuta la possibilità, anche nel caso di società black list subholding “pura”, di ottenere la disapplicazione sia della normativa Cfc sia di quella relativa alla tassazione integrale di dividendi provenienti da paese a fiscalità privilegiata.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 191 del 27/7/2007)
3) ACQUISTO DI FABBRICATO STRUMENTALE CON ANNESSO DIRITTO DI SUPERFICIE COSTITUITO A TEMPO DETERMINATO: LA QUOTA DI AMMORTAMENTO E’ DEDUCIBILE
In caso di acquisto, in proprietà o mediante contratto di locazione finanziaria, di un fabbricato strumentale con connesso diritto di superficie costituito a tempo determinato, la quota di ammortamento, o l’eventuale quota capitale del canone di leasing, risultano integralmente deducibili. L’Agenzia delle Entrate ha confermato il contenuto della risoluzione n. 157/E del 5/7/2007: la disciplina dello “scorporo” del costo dell’area da quello dell’immobile si applica solo quando il diritto di superficie ha durata illimitata.
Il diritto di superficie acquistato a tempo determinato costituisce un costo per il superficiario che, a differenza di quello sostenuto per l’acquisto del terreno, deve necessariamente concorrere al risultato di esercizio e, di conseguenza, risultare fiscalmente deducibile.
Viceversa, riguardo il costo sostenuto per l’acquisto del diritto di superficie a tempo indeterminato, vale la disciplina contenuta nell’art. 36, commi 7 e seguenti, del D.L. n. 223/2006, secondo cui “ai fini del calcolo delle quote di ammortamento deducibili il costo complessivo dei fabbricati strumentali é assunto al netto del costo delle aree occupate dalla costruzione e di quelle che ne costituiscono pertinenza”.
Ciò poiché l’acquisto del diritto di superficie a tempo indeterminato è assimilabile all’acquisto in proprietà del terreno.
Pertanto, l’importo indeducibile del diritto di superficie di durata illimitata va determinato in misura pari al maggiore valore tra quello esposto in bilancio nell’anno di acquisto e quello corrispondente al 20% e, per i fabbricati industriali, al 30% del costo complessivo.
In tal caso, anche la deducibilità della quota capitale del canone di leasing pagata per l’acquisto di un fabbricato strumentale subisce le medesime limitazioni (circolare del 19.1.2007 n. 1, par. 7.6).
In conclusione, nel caso di specie non si applica l’art. 36, commi 7 e seguenti, del D.L. n. 223/2006 poiché il diritto di superficie acquistato dal contribuente è stato costituito a tempo determinato.
<?xml:namespace prefix = v ns = "urn:schemas-microsoft-com:vml" />(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 192 del 27/7/2007)
4) ICI: VARIATE LE ALIQUOTE E LE DETRAZIONI PER CIRCA 4000 COMUNI – PUBBLICATI GLI AVVISI RELATIVI ALLE DELIBERAZIONI ADOTTATE PER L’ANNO 2007
Sono stati pubblicati in G.U. gli avvisi relativi alle deliberazioni delle aliquote Ici adottate da quasi 4.000 Comuni per il 2007, che sono stati inviati in via telematica all’Amministrazione e inseriti nel sito www.finanze.gov.it (sottopagina Dipartimento politiche fiscali).
La pubblicazione dell’elenco, che riporta anche data e numero delle deliberazioni, se trasmessi, non ha rilevanza giuridica; per ulteriori informazioni, pertanto, è opportuno consultare il predetto sito o rivolgersi presso i Comuni interessati.
(G.U. del 26/7/2007, supplemento ordinario n. 169)
5) CESSIONE DI UNA PLURALITA’ DI BENI AZIENDALI: E’ SOGGETTA ALL’IMPOSTA DI REGISTRO E NON AD IVA
La cessione separata di diversi beni aziendali è sempre soggetta all’imposta di registro, anche quando la società venditrice non svolge le attività tipiche dell’azienda, che poi vengono affittate.
Il trasferimento di una pluralità di beni per mezzo di un insieme di atti negoziali (cd. “cessione spezzatino”) configura una vera e propria cessione di azienda soggetta al pagamento dell’imposta di registro e non all’imposta sul valore aggiunto.
Viene, quindi, considerato legittimo il recupero, operato dall’ufficio finanziario, della detrazione Iva cui aveva fatto ricorso la società in relazione a quanto pagato a tale titolo sull’acquisto.
(Corte di Cassazione, V sezione tributaria, Sentenza n. 13580/2007)
6) L’AVVISO DI MORA E’ NULLO SE NON E’ PRECEDUTO DALLA CARTELLA ESATTORIALE: IL CONTRIBUENTE PUÒ FARE RICORSO A PROPRIA SCELTA CONTRO L’ESATTORIA O L’ENTE CREDITORE
L’avviso non preceduto dalla notifica della cartella di pagamento è nullo.
Inoltre, il contribuente può proporre azione indifferentemente contro il concessionario della riscossione o l’ente creditore,
E, nel primo caso, è a carico del concessionario, e non del giudice, l’onere di chiamare in causa l’ente creditore. Senza che si determini, in ogni caso, inammissibilità della domanda.
Gli importanti paletti a favore dei contribuenti sono stati fissati dalle Sezioni unite civili della Corte di cassazione che con la sentenza n. 16412, depositata il 25/7/2007, dirime un contrasto giurisprudenziale su una materia che ha creato molto contenzioso davanti alle commissioni tributarie.
E ha dato origine a tre orientamenti della sezione tributaria della Cassazione:
– Un primo secondo cui, la mancata previa notifica della cartella sarebbe sostanzialmente irrilevante, esistendo la possibilità per il contribuente di impugnare, insieme all’avviso di mora, anche l’atto presupposto omesso, opponendo tutte le eccezioni che avrebbero potuto opporre nell’impugnare quest’ultimo in caso gli fosse stato regolarmente notificato (Cassazione n. 7533 e n. 16464 del 2002);
– un secondo per cui la mancata previa notifica della cartella determinerebbe, in ogni caso, la nullità dell’avviso di mora (Cassazione n. 2798 e n. 7649 del 2006);
– un terzo, secondo cui l’avviso di mora non preceduta dalla notifica della cartella sarebbe valido solo a condizione che esso contenga tutti gli elementi propri della cartella e utili all’individuazione della specifica pretesa tributaria e delle relative ragioni (Cassazione n. 1430 e n. 1585 del 2005).
Le Sezioni unite della Cassazione hanno bocciato, quindi, la giurisprudenza favorevole all’Amministrazione finanziaria.
Adesso le Su. chiariscono, innanzitutto, la differenza strutturale e funzionale tra i due atti: la cartella è inquadrata nella disciplina della riscossione mediante ruoli: l’avviso di mora in quella coattiva mediante espropriazione forzata.
Il primo atto costituisce il presupposto per la notifica del secondo perché serve a portare a diretta conoscenza dell’interessato la pretesa tributaria iscritta nei ruoli.
La cartella ha. quindi, un contenuto necessariamente più ampio dell’avviso di mora, la cui notifica, a differenza della cartella, è solo eventuale perché prevista per il caso in cui il contribuente, venuto a conoscenza dell’imposta dovuta, non abbia effettuato spontaneamente il pagamento nei termini indicati dalla legge.
La mancata notifica della cartella costituisce quindi un vizio procedurale che comporta la nullità dell’avviso (anche nel rispetto di un efficace esercizio del diritto di difesa sancito dello statuto del contribuente) che può essere fatta valere dal contribuente mediante la scelta di impugnare, per vizio di procedura, l’avviso di mora notificatogli o di impugnare cumulativamente anche quest’ultimo non notificato per contestai e radicalmente la pretesa tributaria.
Spetta al giudice di merito, interpretare la domanda proposta dal contribuente per verificare se abbia inteso fare valere la nullità dell’atto consequenziale in base all’una o all’altra opzione.
Infine, i giudici hanno anche stabilito che il contribuente può proporre azione indifferentemente nei confronti dell’ente creditore o del concessionario, senza che si realizzi tra loro una ipotesi di litisconsorzio necessario, essendo rimossa alla sola volontà del concessionario, evocato in giudizio, la facoltà di chiamare in causa l’ente creditore.
(Corte di Cassazione, Sezioni Unite, Sentenza n. 16412, depositata il 25/7/2007)
7) ANTIRICICLAGGIO: NUOVI OBBLIGHI DI COMUNICAZIONE E SEGNALAZIONE
È stato pubblicato in G.U. il decreto che, in attuazione della direttiva 2005/60/CE, contiene misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo internazionale attraverso il congelamento di fondi e risorse economiche.
Il Ministro dell’Economia e delle Finanze dovrà disporre, il congelamento dei fondi e delle risorse economiche detenuti da persone fisiche, giuridiche, gruppi o entità, designati, secondo i criteri e le procedure stabiliti con risoluzioni, dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite o da un suo Comitato.
Con lo stesso Decreto vengono individuate le esenzioni.
I fondi sottoposti a congelamento non possono costituire oggetto di alcun atto di trasferimento, disposizione o utilizzo.
Le risorse economiche sottoposte a congelamento non possono costituire oggetto di alcun atto di trasferimento, disposizione o, al fine di ottenere in qualsiasi modo fondi, beni o servizi, utilizzo (la violazione salvo che il fatto costituisca reato è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore alla metà del valore dell’operazione stessa e non superiore al doppio del valore medesimo).
Sono prescritti obblighi e termini di comunicazione e segnalazione all’Ufficio italiano cambi a carico dei soggetti indicati nell’art. 2, D. Lgs. n. 56/2004 recante la disciplina in materia di antiriciaggio (la violazione degli obblighi di comunicazione è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 ad euro 25.000).
Infine, la competenza territoriale per le impugnazioni di provvedimenti previsti dal decreto viene attribuita al Tribunale amministrativo regionale del Lazio.
(D.Lgs. 22/06/2007, n. 109, G.U. 26/07/2007, n. 172)
8) LAVORO NERO: I CHIARIMENTI SUL SISTEMA SANZIONATORIO DALL’ENPALS
L’Enpals ha fornito le indicazioni sulle modalità di applicazione dell’art. 36-bis, comma 7, D.L. n. 223/2006 che ha riformulato il sistema sanzionatorio previsto per l’impiego di lavoratori non risultanti da scritture o altra documentazione obbligatoria.
L’impiego di lavoratori irregolari comporta l’applicazione delle sanzioni a prescindere dalla natura giuridica (subordinata, autonoma o parasubordinata) del rapporto di lavoro, sempre che, l’ordinamento preveda precisi obblighi di formalizzazione documentale del rapporto da parte del committente.
Per ogni lavoratore irregolarmente assunto si applica una sanzione amministrativa compresa tra un minimo di 1.500 euro e un massimo di 12.000 euro, per ogni giornata di lavoro nero effettivamente accertata in capo a ciascun lavoratore si applica una maggiorazione di 150 euro.
In presenza di una condotta punibile con tale sanzione amministrativa, non viene ammesso il ricorso all’istituto della diffida.
Per i rapporti di lavoro in nero iniziati prima del 12/8/2006 e proseguiti dopo tale data, trattandosi di illecito amministrativo di natura permanente, si applica la nuova formulazione dell’art. 3, comma 3, del D.L. n. 12/2002.
Ai fini della sanzionabilità della condotta illecita, non è indispensabile che il rapporto di lavoro sia in nero al momento dell’accertamento, potendo risultare in nero un qualunque periodo antecedente alla data dell’accertamento, nel limite massimo dei cinque anni precedenti (limite prescrizionale dell’illecito).
Pertanto, anche nel caso di riscontro di una posizione lavorativa regolare, qualora emergano precedenti prestazioni in nero dello stesso lavoratore, si applica la maxisanzione.
(Circolare ENPALS 26/07/2007, n. 10)
9) DECRETO EXTRA GETTITO: LE MODIFICHE NELL’ITER DI CONVERSIONE
La Camera dei Deputati, il 25/7/2007, ha approvato il Ddl, integrato dal maxi emendamento, per la conversione del decreto extra gettito – D.L. n. 81/2007 pubblicato in G. U. n. 151 del 2 luglio 2007 e recante disposizioni urgenti in materia di finanza pubblica; l’iter di conversione procede al Senato.
(Disegno di legge Senato della Repubblica 25/07/2007, n. 1739)
10) IMPOSTE SULLE RISERVE MATEMATICHE DEI RAMI VITA: MODALITA’ DI RECUPERO DELLE EVENTUALI ECCEDENZE DI IMPOSTA
Non è possibile chiedere il rimborso dell’eccedenza delle imposte applicate sulle riserve matematiche dei rami vita per il quinto anno precedente rispetto all’importo utilizzato per il versamento delle imposte sostitutive di cui all’art. 26-ter, comma 3, del D.P.R. n. 600/1973.
L’Agenzia delle Entrate ha, così, respinto l’istanza di interpello presentata da una compagnia di assicurazioni.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 193 del 27/7/2007)
11) CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE: TASSAZIONE INDENNITA’ DI ANZIANITA’ DEI DIPENDENTI
Gli interessi maturati sui B.P.F. (strumenti finanziari) eccedenti l’ammontare dell’indennità di anzianità spettante ai dipendenti sono soggetti alla tassazione separata quali “altre indennità”, ai sensi del comma 2 dell’art. 19 del D.P.R. n. 917/1986.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 194 del 27/7/2007)