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Timestamp: 2018-03-21 15:06:57+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 23', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3']

Relazione annuale sull attuazione della politica di cooperazione allo sviluppo nel 2004 (art. 3, legge 26 febbraio 1987, n. 49) - PDF
Relazione annuale sull attuazione della politica di cooperazione allo sviluppo nel 2004 (art. 3, legge 26 febbraio 1987, n. 49)
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1 Ministero degli Affari Esteri Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo Relazione annuale sull attuazione della politica di cooperazione allo sviluppo nel 2004 (art. 3, legge 26 febbraio 1987, n. 49) Parte prima La cooperazione allo sviluppo: una panoramica Capitolo 1 Il quadro internazionale della politica di cooperazione Considerazioni generali La Dichiarazione del Millennio e i Millennium Development Goals (settembre 2000) A livello internazionale, gli obiettivi prioritari dell attività di cooperazione allo sviluppo sono enunciati nella Dichiarazione del Millennio (Sessione speciale dell Assemblea generale delle Nazioni Unite, settembre 2000). Gli otto Millennium Development Goals (Mdgs) costituiscono, pertanto, i traguardi che la comunità internazionale si è proposta di raggiungere entro il Essi si possono così riassumere: 1. lotta alla povertà e alla fame; 2. educazione di base universale; 3. eliminazione delle disparità tra i sessi; 4. riduzione di due terzi della mortalità infantile; 5. miglioramento della salute materna; 6. lotta contro l Aids, la malaria e le altre malattie infettive; 7. protezione dell ambiente; 8. creazione di rapporti di partenariato globale per lo sviluppo. La Conferenza di Monterrey (marzo 2002) La Dichiarazione del Millennio trova un seguito negli esiti della Conferenza di Monterrey del marzo 2002, che ha esplicitato le fonti di finanziamento che dovranno servire per il conseguimento dei Mdgs. Il Vertice mondiale sull alimentazione (giugno 2002) Un altro decisivo momento programmatico ha avuto luogo a Roma, con il Vertice mondiale sull alimentazione. In quella sede si è costituito un gruppo di lavoro intergovernativo per l identificazione di linee-guida concernenti il diritto all alimentazione. Il Vertice Onu di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile (settembre 2002) Sono inoltre da ricordare i princìpi scaturiti dal Vertice Onu di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile: buon governo e promozione dei diritti umani e sociali; lotta alla povertà; promozione della salute; elaborazione di modelli di produzione e consumo sostenibili; accesso all acqua; protezione della biodiversità; sfruttamento delle energie rinnovabili; promozione dei partenariati. Si ricorda, inoltre, la Conferenza dei donatori per la ricostruzione dell Iraq (Madrid, ottobre 2003). 1
2 PRINCIPALI ABBREVIAZIONI, SIGLE E ACRONIMI CONTENUTI NEL TESTO Acp Agea Anci Appi Aps Bers Bm Bmvo Cd Cepal Cesia Cicp Cicr Ciheam Cilss Cra Dac Dcg Dgcs Dpef Dsrp Echo Ecpat Fao Fdi Fes Fmi Frpc Gichd Hac Hics Hipc Hiv/Aids Iam Iao Iccrom Icdc Ict Idli Idlo Ifad Ifi Iila Ilo/Oil Img Imo Inps Ipalmo Ipec Ips Iss Iucn Lics Lmics Mae - Paesi dell Africa, dei Caraibi e del Pacifico partner della Ue - Agenzia per le erogazioni in agricoltura - Associazione nazionale comuni italiani - Anti-Poverty Partnership Initiatives - Aiuto pubblico allo sviluppo - Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo - Banca mondiale - Bacino Mediterraneo, Vicino e Medio Oriente - Comitato direzionale - Commissione economica delle Nazioni Unite per l America Latina e i Caraibi - Centro di studio per l applicazione dell informatica in agricoltura - Centro per la prevenzione del crimine internazionale - Comitato internazionale della Croce rossa - Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Méditerranéennes - Comité Permanent Inter-Etats de Lutte Contre la Sécheresse au Sahel - Centro regionale Agrhymet - Development Assistance Committee/Comitato aiuto allo sviluppo - Donor Coordination Group - Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo - Documento di programmazione economica e finanziaria - Documento strategico di riduzione della povertà - European Community Humanitarian Office - End Child Prostitution, Pornography And Trafficking - Food and Agriculture Organization - Foreign Direct Investment - Fondo europeo di sviluppo - Fondo monetario internazionale - Facilité pour la Réduction de la Pauvreté et pour la Croissance - Geneva International Centre for Humanitarian Demining - Harmonization Alignment Coordination - Paesi ad alto reddito (Pnl pro capite superiore a dollari nel 2001) - Heavily Indebted Poor Countries - Human Immuno-deficiency Virus/Acquired Immuno-deficiency Syndrome - Istituto agronomico mediterraneo - Istituto agronomico per l oltremare - International Centre for the Study of Preservation and Restoration of Cultural Property - International Child Development Centre - Information and Communication Technologies - International Development Law Institute - International Development Law Organization - International Fund for Agricultural Development - Istituzioni finanziarie internazionali - Istituto italo-latinoamericano - International Labour Organization/Organizzazione internazionale del lavoro - International Management Group - International Maritime Organization - Istituto nazionale della previdenza sociale - Istituto per le relazioni tra l Italia e paesi dell Africa, America Latina e Medio Oriente - International Programme on the Elimination of Child Labour - Inter Press Service - Istituto superiore di sanità - International Union for Conservation of Nature - Paesi a basso reddito (Pnl pro capite inferiore a 745 dollari nel 2001) - Paesi a reddito medio-basso (Pnl pro capite tra 746 e dollari nel 2001) - Ministero degli Affari Esteri Mcc - Mediocredito centrale Mef - Ministero dell Economia e delle Finanze Mts - Malattie a trasmissione sessuale Nepad - New Partnership for African Development Nis - Paesi neoindustrializzati Nsi - Nuovi Stati indipendenti Nvt - Nucleo valutazione tecnica Ocha - Office for the Coordination of Humanitarian Affairs Ocse - Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico Oics - Osservatorio interregionale sulla cooperazione allo sviluppo Oim - Organizzazione internazionale per le migrazioni Omc - Organizzazione mondiale del commercio Omm - Organizzazione meteorologica mondiale Oms - Organizzazione mondiale della sanità Omt - Organizzazione mondiale del turismo Ong - Organizzazioni non governative Onu - Organizzazione delle Nazioni Unite Oof - Other Official Flows Oo.Ii. - Organizzazioni internazionali Osa - Organizzazione degli Stati americani Oss - Observatoire du Sahara et du Sahel Oua - Organisation de l Unité Africaine Paho - Organizzazione panamericana della sanità Pam/Wfp - Programma alimentare mondiale/world Food Programme Parpa - Piano d azione per la riduzione della povertà assoluta Pdhl - Programme de Développement Humain au niveau Local Peco/Ceecs - Paesi dell Europa centro-orientale/central Eastern Europe Countries Pil - Prodotto interno lordo Pma/Lldcs - Paesi meno avanzati/least Developed Countries Pmi - Piccole e medie imprese Pnl - Prodotto nazionale lordo Prgf - Poverty Reduction and Growth Facility Prsp - Poverty Reduction Strategy Paper Pvs - Paesi in via di sviluppo Rgs - Ragioneria generale dello Stato Sid - Society for International Development Sim - Società italiana monitoraggio Tom - Territori d oltremare (Francia) Umics - Paesi a reddito medio-alto (Pnl pro capite tra e dollari nel 2001) Unaids - United Nations Joint Programme on Hiv/Aids Unccd - United Nations Convention to Combat Desertification Unctad - United Nations Conference on Trade and Development Undcp - United Nations International Drug Control Programme Undesa - United Nations Department of Economic and Social Affairs Undp - United Nations Development Programme Unep - United Nations Environment Programme Unesco - United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization Unfpa - United Nations Population Fund Unhcr - United Nations High Commissioner for Refugees Unicef - United Nations Children s Fund Unicri - United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute Unido - United Nations Industrial Development Organization Unifem - United Nations Development Fund for Women Unmas - United Nations Mine Action Service Unodc - United Nations Office on Drugs and Crime Unops - United Nations Office for Project Services Unov - United Nations Office in Vienna Unrwa - United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees Unv - United Nations Volunteers Upi - Unione delle province d Italia 2
3 Il ruolo del G8 Attraverso i G8 degli ultimi anni hanno preso vita le seguenti iniziative e piani d azione: 1. la costituzione del Fondo globale per la lotta all Aids, alla tubercolosi e alla malaria (Gftam); 2. il Piano per l Africa, finalizzato al sostegno della Nepad (New Partnership for African Development); 3. il Piano di Genova per l e-government ; 4. il progetto Education for All, che prevede come priorità l istruzione elementare. Ownership: principio cardine della cooperazione Le più recenti politiche di cooperazione sono ispirate a una stretta collaborazione tra donatori e beneficiari degli aiuti, per favorire l efficacia degli interventi. È questa la logica su cui si fondano i cosiddetti Poverty Reduction Strategy Papers, ideati alla fine del 1999 su impulso dei board del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale. Essi descrivono i programmi e le politiche adottate da un paese a livello macroeconomico, strutturale e sociale per ridurre la povertà e promuovere la crescita, individuando, allo stesso tempo, la quota di supporto finanziario esterno utile al perseguimento di tali obiettivi. Sulla base di queste strategie i donatori modulano i loro interventi di aiuto. Il quadro europeo della cooperazione Un riferimento essenziale per la cooperazione italiana è costituito dagli obiettivi europei di cooperazione. Un terzo circa dell aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) italiano, infatti, è canalizzato tramite la Commissione europea. Questi aiuti figurano sia come quota-parte nazionale dovuta al Fondo europeo di sviluppo, sia come contributo dell Italia per le attività ordinarie sul bilancio comunitario a titolo di aiuto allo sviluppo. L Aps dei paesi membri dell Ocse/Dac nel 2004 La tabella che segue mostra l andamento dell Aps 2004 nei paesi del Comitato aiuto allo sviluppo dell Ocse. Aiuto pubblico allo sviluppo nel 2004 Aps Aps/Pil Fonte: Ocse, 4 aprile milioni di dollari % Australia ,28 Austria 691 0,24 Belgio ,41 Canada ,26 Danimarca ,84 Finlandia 655 0,35 Francia ,42 Germania ,28 Giappone ,19 Grecia 464 0,23 Irlanda 586 0,39 Italia ,15 Lussemburgo 241 0,85 Norvegia ,87 Nuova Zelanda 210 0,23 Olanda ,74 Portogallo ,63 Regno Unito ,36 Spagna ,26 Stati Uniti ,16 Svezia ,77 Svizzera ,37 Totale Dac ,25 Media % paesi Dac 0,42 3
4 Capitolo 2 L attività della cooperazione italiana nel 2004 Le linee-guida della cooperazione italiana La cooperazione allo sviluppo è una componente della politica estera italiana e, in quanto tale, concorre al perseguimento degli obiettivi dell Italia in materia di pace, sicurezza internazionale, sviluppo economico-sociale e lotta alla povertà. Le linee-guida della cooperazione italiana sono le seguenti: condivisione dei princìpi di good governance ; coerenza tra le varie politiche connesse allo sviluppo: regole commerciali e piena apertura dei mercati a beneficio dei paesi in via di sviluppo (Pvs); sostenibilità del debito; flussi pubblici di aiuto; promozione degli investimenti diretti esteri; coordinamento tra donatori; complementarità tra le attività di sostegno sanitario, di educazione e formazione delle risorse umane, di assistenza alimentare, di sviluppo rurale, delle piccole e medie imprese (Pmi) e delle infrastrutture, di tutela del patrimonio culturale; collaborazione tra sistemi-paese, in particolare tramite le Ong, gli enti territoriali, le imprese (innanzitutto le Pmi), le istituzioni universitarie, per trasferire know-how. Gli ambiti di intervento Riduzione della povertà La riduzione della povertà è l obiettivo centrale, perseguito nel rispetto di alcuni fondamentali princìpi: responsabilità primaria dei Pvs nel definire i propri piani di sviluppo; decentramento dei programmi e partecipazione dei soggetti direttamente interessati alla definizione e attuazione dei programmi stessi; coerenza tra le differenti componenti dell azione dell Italia verso i Pvs. Piano d azione per l Africa L Italia pone l Africa subsahariana al centro della propria azione di cooperazione, seguendo quanto stabilito al Vertice G8 di Kananaskis, che ha adottato il Piano d azione per l Africa. L Italia, in attuazione di tale piano, sosterrà con i propri programmi di cooperazione il perseguimento delle finalità indicate dalla Nuova iniziativa africana : 1) democrazia e buon governo ; 2) prevenzione e composizione dei conflitti; 3) sicurezza alimentare, educazione e salute; 4) crescente partecipazione dei paesi africani al commercio internazionale; 5) promozione degli investimenti privati in Africa. Sviluppo sostenibile A Johannesburg l Italia ha presentato 20 iniziative di partenariato, che possono raggrupparsi in quattro categorie tematiche principali: biodiversità; cambiamenti climatici; desertificazione; foreste. L Italia sostiene inoltre gli organismi internazionali più impegnati nell attuazione dell Agenda 21, scaturita nel 1992 dal Vertice di Rio: Gef, Unep, Fao, Iucn, Icgeb. Fondo globale per la lotta contro l Aids, la malaria e la tubercolosi L Italia, che detiene un seggio nazionale nel Consiglio di amministrazione del Fondo globale, ha assunto l impegno di contribuire con 100 milioni di euro all anno ed è (nel 2004) tra i maggiori donatori, insieme a Stati Uniti e Francia. Educazione L istruzione è un fattore centrale per la lotta alla povertà e per la crescita dell occupazione. La cooperazione italiana persegue il raggiungimento degli obiettivi del Dakar Framework of Action for Education for All adottato nel 2000 in sede Unesco e si propone di sostenere in particolare l iniziativa lan- 4
5 ciata dalla Banca mondiale per un Efa fast-track (percorso accelerato verso l educazione per tutti), avallata dal G8 a Kananaskis, sulla base del rapporto della task force sull educazione. Sicurezza alimentare e lotta alla povertà rurale Nel perseguire l obiettivo di dimezzare, entro il 2015, il numero delle persone che soffrono la fame, l Italia ha sottoscritto nel gennaio 2002 un accordo-quadro con le organizzazioni del polo romano delle Nazioni Unite (Fao, Pam e Ifad) per una collaborazione più efficace con le istituzioni scientifiche italiane. L Italia, inoltre, è stato il primo paese, in occasione del Vertice alimentare mondiale del giugno 2002, a impegnarsi per contribuire significativamente al nuovo Fondo fiduciario per la sicurezza alimentare e l igiene degli alimenti, istituito dalla Fao. E-government per lo sviluppo La cooperazione italiana realizza una componente essenziale dell iniziativa italiana sull e-government per lo sviluppo. Oltre alla realizzazione del programma di informatizzazione delle amministrazioni pubbliche di Albania, Giordania, Mozambico, Nigeria e Tunisia in collaborazione con l Undesa, l Italia finanzia: il Fondo fiduciario della Banca mondiale, costituito per il finanziamento della Gateway Foundation ; il Fondo fiduciario della Banca interamericana di sviluppo per lo sviluppo sostenibile in America Latina e Caraibi, tramite le Ict; il Global Development Network della Banca mondiale. Cancellazione del debito dei Pvs L Italia sta dando attuazione agli impegni assunti in tema di cancellazione del debito dei paesi più poveri e di conversione del debito concessionale di alcuni paesi con reddito medio-basso. Il ruolo specifico della cooperazione italiana è quello di assicurare che nei singoli accordi bilaterali conclusi con i paesi beneficiari le risorse liberate dalla cancellazione e conversione siano destinate alla realizzazione effettiva di strategie di riduzione della povertà. Creazione nei Pvs di un quadro propizio per gli investimenti esteri L Aps è anche un fattore di promozione di un ambiente favorevole allo sviluppo stesso, nella misura in cui favorisce la propensione delle imprese private a investire nei Pvs. La cooperazione italiana ha una lunga esperienza nel promuovere lo sviluppo della piccola e media impresa nei Pvs e nella creazione di un ambiente propizio per gli investimenti. Nel luglio 2000 le Nazioni Unite hanno lanciato il Global Compact, iniziativa mirata a impegnare il settore privato a perseguire le finalità della Dichiarazione del Millennio. Recentemente la promozione del Global Compact in Italia è stata demandata all Oil (Organizzazione internazionale del lavoro). Partecipazione dei Pvs al commercio internazionale Un importante funzione specifica della cooperazione allo sviluppo è quella di fornire assistenza tecnica ai Pvs per: 1) partecipare attivamente al negoziato commerciale nel quadro Omc; 2) essere in condizione di sfruttare le opportunità per le esportazioni aperte dalle regole commerciali; 3) integrare le opportunità offerte dalla liberalizzazione del commercio nelle strategie nazionali di lotta alla povertà. La cooperazione italiana sostiene, in particolare, il programma Integrated Framework per l assistenza tecnica in materia commerciale per i paesi meno avanzati (Pma); e il Doha Development Trust Fund, che intende fornire assistenza tecnica ai Pvs impegnati nel negoziato commerciale multilaterale. Promozione del ruolo delle donne, tutela dei minori e dei portatori di handicap Nel quadro della strategia italiana di riduzione della povertà, la promozione del ruolo delle donne e la tutela dei minori e dei portatori di handicap riveste un importanza speciale. Nel 1998 il Comitato direzionale per la cooperazione allo sviluppo ha adottato delle linee-guida per le tematiche di genere e quelle dei minori. 5
6 La cooperazione e le componenti del Sistema Italia L attività di cooperazione nell ambito del cosiddetto Sistema Italia fa leva su quattro componenti: le imprese; le Ong e il mondo del volontariato; le università; i soggetti della cooperazione decentrata. Cooperazione orizzontale: il ruolo delle organizzazioni non governative Nel 2004 è proseguita l azione di supporto alle attività delle Ong, sia sul piano del sostegno ai programmi promossi che della valorizzazione di questi organismi in seno agli interventi predisposti dalle agenzie Onu e dalla Ue. Cooperazione decentrata: il ruolo degli enti territoriali La cooperazione decentrata rappresenta una grande opportunità, pur costituendo al contempo un impegno complesso, vista la necessità di assicurare che gli interventi rientrino sinergicamente nei programmi di sviluppo dei Pvs interessati e si inseriscano nelle strategie di cooperazione che il Governo persegue. Il punto di riferimento è costituito dalle Linee di indirizzo e modalità attuative della collaborazione della Dgcs con le Regioni e gli enti locali, approvate nel marzo 2000 dal Comitato direzionale per la cooperazione allo sviluppo. Associazioni economiche di categoria L importanza che la cooperazione italiana attribuisce ai programmi di sviluppo delle Pmi e delle microimprese è alla base dell impegno per l intensificazione dei contatti e della collaborazione con le associazioni di categoria della piccola industria, del commercio e dell artigianato. Su un piano differente, ma altrettanto rilevante, si collocano i contatti con la Confindustria e con il settore bancario e finanziario, il cui coinvolgimento è determinante per il trasferimento di know-how. Sistema formativo: il ruolo delle università e dei centri di eccellenza La cooperazione italiana ha una solida tradizione nel sostenere la collaborazione tra le università italiane e quelle africane, azione che negli ultimi anni si è estesa ai paesi balcanici e mediterranei. Lo sviluppo della cooperazione interuniversitaria e dei programmi di formazione dei Pvs viene promosso anche attraverso il finanziamento di corsi di specializzazione e di master. 6
7 L ammontare dell Aps italiano Capitolo 3 L aiuto pubblico allo sviluppo nel 2004 Nel 2004 l aiuto pubblico allo sviluppo dell Italia è stato pari a milioni di dollari, con un rapporto Aps/Pil dello 0,15%. I principali soggetti erogatori sono il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero dell Economia e delle Finanze. Ad essi si aggiungono, per importi minori, altri dicasteri (Ambiente, Attività produttive, Salute, Interno) e gli enti della cooperazione decentrata (Regioni, Province, Comuni). La sede principale del coordinamento tra Mae e Mef è il Comitato direzionale per la cooperazione allo sviluppo, all interno del quale siede anche il Ministero delle Attività produttive. La Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo (Dgcs) del Ministero degli Affari Esteri è responsabile della promozione e del coordinamento delle iniziative italiane di cooperazione allo sviluppo. Essa gestisce direttamente circa un terzo dei finanziamenti destinati dall Italia all aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) sotto forma di doni, crediti di aiuto e aiuti alimentari. I rimanenti due terzi sono costituiti dai trasferimenti all Ue; dalle ricostituzioni del capitale di Banche e Fondi di sviluppo gestite dal Ministero del Tesoro; nonché dalle ristrutturazioni e cancellazioni del debito dei Pvs. La Dgcs cura anche la concessione di finanziamenti agevolati alle imprese italiane che partecipano con capitale di rischio alla costituzione di imprese miste nei Pvs (ex art. 7 della legge n. 49 del 1987). Stanziamenti 2004 Nel 2004 alla Dgcs sono stati assegnati complessivamente 660,58 milioni di euro, così ripartiti: Legge finanziaria di cui: Spese di funzionamento Spese per interventi Legge di bilancio di cui: Spese di funzionamento Contributi obbligatori 633,04 milioni 50,02 milioni 583,02 milioni 27,54 milioni 11,19 milioni 16,35 milioni Delibere, impegni ed erogazioni a) Delibere Nel 2004 il Comitato direzionale ha approvato iniziative per un totale di circa 800,45 milioni di euro, così ripartito per strumenti di intervento: doni 339,92 milioni crediti di aiuto 459,46 milioni imprese miste 1,06 milioni Per quanto di sua competenza (progetti di importo inferiore a 1 milione di euro) il Direttore generale ha approvato 409 delibere, per un importo complessivo di 147,80 milioni di euro. Il deliberato totale per il 2004 è stato quindi pari a 948,25 milioni di euro. b) Impegni Il volume complessivo degli impegni a dono è stato pari a 532,64 milioni di euro (escluse le somme perenti), così ripartiti: c) Erogazioni funzionamento 42,85 milioni interventi 473,44 milioni contributi obbligatori 16,35 milioni Doni I pagamenti effettuati dalla Dgcs nel 2004 sono stati pari a 562,42 milioni di euro, così ripartiti: 7
8 funzionamento 7,0% interventi 90,1% contributi obbligatori 2,9% Crediti Per crediti di aiuto sono state effettuate erogazioni pari a 108,45 milioni di euro. Gli Uffici della Dgcs e le loro funzioni La Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo è articolata in tredici uffici, cui si aggiungono l Unità tecnica centrale e l Unità d ispezione, monitoraggio e verifica, con le funzioni di seguito indicate: Ufficio I: linee di cooperazione e politiche di settore; formazione del bilancio e programmazione finanziaria; statistiche, studi, banca-dati e informazione; cooperazione decentrata; relazioni al Parlamento. Ufficio II: rapporti con le organizzazioni internazionali con particolare riguardo alle strategie e ai programmi di cooperazione allo sviluppo; rapporti con l Unione europea per gli aspetti relativi alle strategie e alle politiche di cooperazione allo sviluppo, compreso il Consiglio sviluppo e il Fondo europeo di sviluppo; partecipazione al Comitato di gestione del Fes; realizzazione sul territorio delle iniziative di cooperazione allo sviluppo a qualunque titolo finanziate dall Italia a enti internazionali, nonché attuazione dei programmi di cooperazione approvati in ambito Fes. Ufficio III: iniziative nei paesi e per le popolazioni in via di sviluppo dell Europa, del Bacino Mediterraneo e del Medio Oriente, in raccordo con la competente Direzione generale geografica. Ufficio IV: iniziative nei paesi e per le popolazioni in via di sviluppo dell Africa subsahariana, in raccordo con la competente Direzione generale geografica. Ufficio V: iniziative con i paesi e le popolazioni in via di sviluppo dell Asia, dell Oceania e delle Americhe, in raccordo con le competenti Direzioni generali geografiche. Ufficio VI: interventi umanitari di emergenza e aiuti alimentari. Ufficio VII: verifica dell idoneità e concessione di contributi a favore delle organizzazioni non governative; verifica dello status giuridico, economico e previdenziale dei volontari e cooperanti impiegati dalle organizzazioni non governative. Ufficio VIII: cooperazione finanziaria e sostegno all imprenditoria privata e alla bilancia dei pagamenti dei paesi in via di sviluppo, ivi compresi i crediti di aiuto ai fini dell alleggerimento del debito; rapporti, nell ambito della cooperazione allo sviluppo, con le organizzazioni internazionali, Banche e Fondi (regionali e universali) per la cooperazione finanziaria e lo sviluppo. Ufficio IX: formazione in Italia e formazione a distanza mediante l organizzazione di corsi e concessione di borse di studio in Italia e all estero; rapporti con gli enti di formazione, ivi compresi i centri di ricerca e le università italiane e straniere. Ufficio X: consulenza giuridica (pareri, bandi di gara, contratti, ecc.); spese per studi, ricerche e consulenze; attività connesse al contenzioso (ivi compresi gli atti transattivi e i lodi arbitrali). Ufficio XI: acquisti e spese di funzionamento della Direzione generale, manutenzione degli immobili di cui all art. 23, comma 1, lettera b) del decreto del Presidente della Repubblica n. 177/1988, nonché delle attrezzature e il loro inventario, acquisti per iniziative in gestione diretta. Ufficio XII: questioni relative allo stato giuridico e al trattamento economico del personale estraneo ai ruoli del Ministero degli Affari Esteri in servizio presso la Direzione generale, ivi compresi i correlati adempimenti contributivi e fiscali; liquidazione e pagamento dello straordinario a favore del personale della Direzione generale; verifica del fabbisogno e accreditamento dei fondi alle rappresentanze all estero per il funzionamento delle Unità tecniche locali, verifica dei relativi rendiconti; invio in missione del personale in servizio presso la Direzione generale e liquidazione e pagamento dei relativi rimborsi e indennità. Ufficio XIII: studi e proposte per la promozione del ruolo della donna nei paesi in via di sviluppo nell ambito della politica della cooperazione; tutela dei minori e dei portatori di handicap nel medesimo contesto. Unità tecnica centrale: supporto tecnico alle attività della Direzione generale nelle fasi di individuazione, istruttoria, formulazione, gestione e controllo dei programmi; attività di studio e ricerca nel campo della cooperazione allo sviluppo. Unità d ispezione, di monitoraggio e verifica delle iniziative di cooperazione: esegue il monitoraggio e la verifica delle iniziative di cooperazione allo sviluppo a finanziamento italiano realizzate nel settore multilaterale, multibilaterale, nonché quelle dell Unione europea per la parte di competenza della Direzione generale, con particolare riferimento alla coerenza tra impegni e realizzazioni e alla visibilità dell impegno italiano; valuta ex post i progetti di cooperazione bilaterale. (dal Dm n. 034/2815 del 23 settembre 2004) 8
9 Capitolo 4 La cooperazione bilaterale Le politiche di genere Considerazioni generali Nel corso del 2004 la Dgcs ha focalizzato i propri interventi sulle zone di conflitto e di emergenza, in particolare nei Territori palestinesi e in Afghanistan, senza trascurare le tradizionali aree d azione (Africa, America Latina, Balcani e Mediterraneo). Le iniziative per area territoriale Africa mediterranea e Medio Oriente L indirizzo strategico è stato quello di favorire iniziative di empowerment delle donne con azioni a sostegno dei diritti sociali, giuridici ed economici delle stesse, per contribuire al processo di democratizzazione dei paesi dell area. Il Bacino Mediterraneo è stato oggetto di iniziative dirette alla valorizzazione del ruolo delle donne sulla base di un concetto di empowerment reale, inteso come sviluppo delle capacità individuali, ma anche come esercizio di soggettività collettive. Attualmente l Italia è uno dei maggiori donatori per la cooperazione di genere nei Territori palestinesi. In Afghanistan si evidenzia in particolare il programma pluriennale a sostegno del Ministero delle Donne e delle Associazioni femminili, finanziato nel 2002 sul canale multilaterale. L Unifem ha costituito un Fondo fiduciario per il sostegno alle donne dell Afghanistan, di cui l Italia è stato il più importante donatore. Altri programmi italiani per la creazione di imprenditorialità femminile sono stati realizzati attraverso l Oil e tramite il canale dell emergenza. Africa orientale Si ricordano: per l Etiopia il programma Women s Development Initiatives Project, realizzato attraverso un cofinanziamento Banca mondiale/cooperazione italiana, che intende contribuire alla lotta alla povertà eliminando i problemi dovuti alle disparità di genere; in Tanzania il progetto Rafforzamento della struttura del Ministero per lo Sviluppo comunitario, le Donne e l Infanzia. America Latina Le attività riguardano soprattutto i programmi di sviluppo economico e di sostegno all imprenditoria, finanziati attraverso il canale multibilaterale, quali: il programma Empowerment economico e partecipazione delle donne nei sistemi di governance e di sviluppo locale (Unifem); il programma Promozione delle donne indigene nelle aree rurali di alcuni paesi latinoamericani ; il progetto Winner - Women Into the New Network for Entrepreneurial Reinforcement - Latin American Network, il cui scopo è l empowerment di piccole e medie imprenditrici, attraverso l accesso alle nuove tecnologie informatiche. Balcani La strategia realizzata nel corso degli anni Novanta dalla Dgcs nei Balcani sia attraverso il canale dell emergenza che attraverso gli organismi multilaterali ha permesso di realizzare un azione di sostegno alla Gender task force del Patto di stabilità, con specifiche iniziative in Croazia, Montenegro, Serbia e Bosnia. Le iniziative per area tematica Lotta alla tratta Negli ultimi due anni la Dgcs ha consolidato i propri interventi di lotta al traffico di donne e minori. In particolare è proseguito il Programma di azione contro il traffico di minori e di giovani donne dalla Nigeria verso l Italia per lo sfruttamento sessuale, promosso dall Unicri. 9
10 Mutilazioni genitali Nel 2004 l Italia ha lanciato un iniziativa multibilaterale con l Unicef per l approvazione del protocollo di Maputo contro le mutilazioni genitali. Si ricorda, inoltre, un programma multidonatori per la riduzione delle Fgm in Kenya, finanziato in parte dal Governo italiano e realizzato dall Unicef. L Utl di Nairobi ha assunto la leadership del gruppo di coordinamento dei donatori. Programmi di empowerment delle donne e diritti riproduttivi Tali programmi, solitamente finanziati attraverso le agenzie multilaterali Unifem e Unfpa, hanno subìto una riduzione di circa il 40%. Le politiche minorili Considerazioni generali Nel 2004 è proseguito l impegno della cooperazione italiana per la tutela e la promozione dei diritti dei minori, nella convinzione che le migliori condizioni per uno sviluppo sostenibile e favorevole ai processi democratici e di pacificazione si concretizzino attraverso programmi per le nuove generazioni. Dal 1998, anno di adozione delle Linee-guida della cooperazione italiana sulla tematica minorile da parte della Dgcs, si è avuta una progressiva crescita dell impegno finanziario in questo settore. I programmi intrapresi si propongono non solo di contribuire a risolvere le più importanti problematiche minorili (sfruttamento del lavoro minorile, esclusione dall educazione di base, abuso e traffico), ma soprattutto di prevenirle, affrontandone le cause alla radice. La cooperazione italiana ha realizzato, anche attraverso il canale multilaterale, molteplici interventi. La realizzazione attraverso le agenzie Onu ha offerto, nei programmi bilaterali, specifici vantaggi, in particolare quando si è trattato di operare in situazioni di post-conflitto, nelle emergenze umanitarie e in settori particolarmente sensibili. Nel 2004 si sono andate sempre più affermando le iniziative di cooperazione decentrata, in grado di assicurare un valore aggiunto, quali il supporto a processi di decentramento, e quindi anche di democratizzazione ed expertise nei diversi campi. Numerose sono state inoltre le iniziative delle Ong. Esse si sono concentrate sull alfabetizzazione; sull educazione primaria; sulla formazione professionale; sulla promozione umana e sul reinserimento sociale; sulla promozione della salute e la lotta alla malnutrizione; sulla lotta allo sfruttamento del lavoro minorile, alla prostituzione infantile, all utilizzo di bambini soldato; sul sostegno ai minori sottoposti ad azioni giudiziarie e misure restrittive insieme agli adulti. Attività e iniziative per area tematica Diritto alla salute e malnutrizione Numerosi sono stati gli interventi in questi ambiti, sia all interno delle iniziative mirate, che sul canale multilaterale, nonché attraverso le iniziative di emergenza e le Ong. Attraverso l Ufficio emergenza la Dgcs realizza, ad esempio, attività rivolte alla riabilitazione dei reparti materno-infantili degli ospedali locali (è il caso nel 2004 dell ospedale materno provinciale di Wonsan nella Corea del Nord). Si organizzano inoltre corsi di educazione e sensibilizzazione per la promozione delle vaccinazioni, e attività di prevenzione dell Aids. Per il tramite dell Agea (organismo dipendente dal Mpaf) l Ufficio emergenza fornisce derrate alimentari e istituisce, sul canale bilaterale e multilaterale, centri nutrizionali; sostiene le mense scolastiche locali; realizza progetti dedicati al miglioramento dell agricoltura e alla riabilitazione delle infrastrutture ad essa connesse e attività di potabilizzazione. Bambine discriminate È continuato l impegno per promuovere l integrazione delle bambine a tutti i livelli della vita sociale, contrastando ogni forma di discriminazione ed esclusione sin dalla nascita. Educazione e istruzione Numerosi sono stati gli interventi in questo settore. Attraverso l Ufficio emergenza si provvede alla riabilitazione/ricostruzione di scuole e orfanotrofi; alla formazione degli insegnanti; all integrazione scola- 10
11 stica dei disabili, con particolare attenzione ai bambini orfani e alle bambine vittime di forti discriminazioni, di violenza e sfruttamento sessuale. Sfruttamento del lavoro minorile Tra le iniziative più significative per contrastare questo fenomeno, va ricordato il programma multibilaterale: Lotta alle peggiori forme di sfruttamento del lavoro minorile, realizzato in Senegal con l Unicef. Nel 2004 il programma si è indirizzato principalmente ai bambini di strada. Si ricorda, inoltre, un intervento in America centrale per l eliminazione del lavoro minorile nelle discariche urbane delle capitali dell Honduras, Guatemala ed El Salvador. È previsto il coinvolgimento di Ong italiane presenti sul posto e impegnate nelle tematiche minorili. Tratta dei minori e sfruttamento sessuale minorile Una delle migliori esperienze in questo campo è rappresentata dal programma multilaterale per la prevenzione dell abuso e dello sfruttamento sessuale dei bambini e degli adolescenti a fini commerciali svolto nella Repubblica Dominicana. Altre due iniziative di rilievo sono costituite dalla partecipazione al programma regionale Child Protection nel Sud-est asiatico e Pacifico; e al Programma a favore dei bambini e adolescenti vittime di tratta, abusi e sfruttamento sessuale nella regione centro-americana e caraibica. Minori e conflitti armati Allo scopo di promuovere la riduzione del fenomeno dei bambini soldato, la cooperazione italiana ha organizzato il novembre 2004 a Freetown, in collaborazione con il Pam, una conferenza dal titolo Dalla guerra alla scuola. Dalla crisi alla ricostruzione. L infanzia, i minori e la cooperazione italiana in Africa occidentale. Nella conferenza l Italia si è impegnata a rafforzare le proprie iniziative a favore dell infanzia in Sierra Leone e in altri paesi dell Africa orientale. La cooperazione, a seguito dell approvazione da parte del Consiglio Affari generali dell Ue delle Linee-guida sui bambini e conflitti armati, promosse dall Italia nell ambito del semestre italiano di Presidenza dell Unione europea, si è impegnata inoltre a partecipare attivamente alle attività connesse alla loro attuazione, nell ambito del Piano d azione approvato dall Ue. La Dgcs ha offerto la propria disponibilità ad assumere un ruolo di leadership per il coordinamento delle azioni in materia di prevenzione e riabilitazione dei bambini/e e adolescenti in Sierra Leone. Minori in conflitto con la legge La Dgcs è impegnata anche nella tutela e nella promozione dei diritti dei minori in conflitto con la legge, fenomeno spesso correlato a prolungati periodi di guerra, e alla conseguente disgregazione di famiglie e comunità. I progetti intendono assicurare un sistema amministrativo di giustizia minorile a livello istituzionale tutelando, nel contempo, i diritti dei bambini e adolescenti, primi fra tutti la salute psico-fisica e l educazione. Gli interventi vengono attuati con il coinvolgimento di Ong italiane e locali, specializzate nella tematica e radicate nel territorio. Il settore dell Ict e l e-government L Ict (Information and Communication Technologies) costituisce una delle spinte propulsive per uno sviluppo rapido e sostenibile di ogni paese, e specialmente dei Pvs. Di fatto, però, oltre il 50% della popolazione mondiale è completamente esclusa dai benefici che il settore offre, nonostante l accesso all informazione sia stato definito diritto fondamentale nella Dichiarazione dei princìpi approvata nel corso del Wsis - Vertice mondiale sulla società dell informazione (Ginevra, dicembre 2003). L e-government per lo sviluppo riguarda l applicazione delle nuove tecnologie informatiche e digitali alle attività amministrative e di governo dei Pvs, al fine di renderle più efficienti e trasparenti. Nei Pvs le nuove tecnologie rappresentano uno strumento per realizzare il buon governo, condizione indispensabile per ottenere un aumento del volume e dell efficacia degli aiuti internazionali. L intervento della cooperazione italiana in materia di Ict La cooperazione italiana è impegnata da oltre dieci anni nel settore statistico, nell assistenza ai processi elettorali, e nello specifico settore informatico. Sono state così gettate le basi per quello che viene definito e-government, inteso come strumento di rafforzamento della democrazia e dello stato di diritto. 11
12 I progetti in corso di realizzazione sono i seguenti: Albania - Censimento della popolazione; Mozambico - Sostegno allo sviluppo del sistema statistico nazionale; Capo Verde - Rafforzamento del servizio statistico del Ministero dell Agricoltura e Creazione di un sistema permanente per le statistiche agricole; Bosnia - Assistenza agli istituti di statistica di Sarajevo, Banja Luka e alla neo istituita Agenzia centrale; Kossovo - Sostegno alle tecnologie dell informazione. Nel corso del 2004 sono stati approvati dal Comitato direzionale i seguenti progetti: Mozambico - Rete di Governo per la pubblica amministrazione; Mozambico - Centri di formazione tecnica nel settore dell Ict. L iniziativa italiana di e-government L iniziativa italiana di e-government è stata lanciata al G8 di Genova e avviata nel 2002 a seguito della Conferenza internazionale di Palermo sull e-government per lo sviluppo. A favore di tale iniziativa la Dgcs ha costituito quattro Trust Fund : con l Undesa (4 milioni di euro nel 2002); con la Bid - Banca interamericana di sviluppo (3 milioni di euro nel 2003); con la Banca mondiale - Gateway Foundation (5 milioni di dollari nel 2003); con l Undp (2 milioni di euro nel 2003), investendo nel settore un totale di circa 14 milioni di euro. Nel 2004 è stato avviato il progetto pilota per la messa in rete della pubblica amministrazione in Mozambico, e definiti gli interventi nei seguenti paesi: Bolivia, Honduras, Panama, Uruguay e Caraibi, Albania, Macedonia e Giordania, Mozambico e Nigeria. Il sostegno alla Pmi e al settore privato Anche nel 2004 la Dgcs ha continuato a sostenere il settore privato attraverso la promozione di nuove iniziative di tipo integrato. L assistenza tecnica si è articolata sia in forme di assistenza diretta alle imprese (tecnologia, marketing, formazione, valutazione degli investimenti), sia in un sostegno diretto al rafforzamento delle istituzioni. I principali programmi di supporto alle Pmi e al settore privato, identificati e formulati nel corso del 2004, sono stati i seguenti: Progetto integrato per lo sviluppo delle Pmi in Guatemala. È un progetto ad alto impatto sociale, che prevede una componente di assistenza tecnica a dono (1,5 milioni di euro) e una componente di assistenza finanziaria a credito di aiuto (10 milioni di euro). Industrial Modernization and Upgrading Programme in Syria. È un programma che prevede un finanziamento a dono pari a 2,2 milioni di euro. L obiettivo è il miglioramento della produttività e della competitività internazionale del settore industriale. Programma a supporto dell Agenzia per la lotta alla disoccupazione in Siria. L obiettivo è quello della riduzione della disoccupazione e, quindi, della povertà attraverso l apertura di una linea di credito agevolato per le imprese siriane pari a 10 milioni di euro. Programma integrato per lo sviluppo delle Pmi libanesi. Prevede una componente di assistenza tecnica a dono pari a 2 milioni di euro e una componente di assistenza finanziaria a credito di aiuto pari a 10 milioni di euro. Infine, nel 2004 si è avviato un Programma di sviluppo delle Pmi indiane, che prevede un finanziamento a dono complessivo pari a euro. La cooperazione sanitaria La salute, oltre ad essere un diritto fondamentale, è anche un fattore essenziale per la crescita economica e lo sviluppo umano. La cooperazione italiana considera la promozione della salute un suo obiettivo prioritario, in vista del quale collabora da sempre con l Unione europea e con il sistema delle Nazioni Unite, in particolare con l Oms. Un ruolo fondamentale è rivestito dalla lotta contro le grandi pandemie. Dal 1999 l Italia ha iniziato il suo impegno in questo campo, attraverso finanziamenti al Fondo globale per la lotta all Aids, la tubercolo- 12
13 si e la malaria (Gftam); a organizzazioni internazionali; a progetti promossi e affidati a Ong; a progetti in gestione diretta e ad attività dell Istituto superiore di sanità. Questo impegno colloca l Italia tra i primi paesi al mondo nella lotta contro le tre pandemie. Il volume complessivo dei contributi italiani nel periodo ammontava a 304 milioni di euro per il Gfatm (80,8% del totale). A questi debbono essere aggiunti ,77 euro per altre iniziative finanziate sul canale bilaterale (9,5%) e multilaterale (9,7%). L Italia ha attivamente contribuito a tutte le fasi preparatorie dell istituzione del Fondo globale, ed è uno dei suoi maggiori finanziatori. Il nostro paese detiene un seggio permanente nel Consiglio di amministrazione e partecipa attivamente ai lavori dei Comitati. L Italia si è impegnata nel rafforzamento della collaborazione con le Ong. In questa direzione, la Dgcs ha assicurato cofinanziamenti ai programmi promossi in tredici paesi. Sul canale dell emergenza sono state avviate iniziative in gestione diretta specificatamente indirizzate alla lotta all Aids in Eritrea, Etiopia, Mozambico, Nigeria, Repubblica democratica del Congo e Zambia; iniziative realizzate attraverso l Oms nello Zimbabwe e attraverso l Oim nei Balcani. Per quanto riguarda le agenzie delle Nazioni Unite i contributi assicurati dal Governo italiano coprono 21 paesi. Nel periodo particolarmente significativi sono stati i contributi all Oms per i programmi di lotta alla malaria, alla tubercolosi e all Aids. Parallelamente sono stati erogati contributi al Pam, all Oim e all Unesco. Nel quadro della risposta agli appelli consolidati delle Nazioni Unite sono state finanziate attività di lotta all Aids in Sudan (Unfpa); nella Repubblica democratica del Congo (Unicef); e in Somalia (Unifem). L Italia partecipa inoltre al Programma interagenzie delle Nazioni Unite - Unaids con contributi volontari annuali. Nel periodo la cooperazione italiana ha erogato contributi a 30 paesi. L Uganda è il maggior beneficiario: ha ricevuto ,96 euro, assorbendo così il 10% dell ammontare complessivo. Quattro paesi ricevono un importo superiore ai 3 milioni di euro: Kenya ( ,21); Tanzania ( ,08); Zimbabwe ( ,45); e Sudafrica ( ,80) corrispondenti al 27,5% dell ammontare complessivo. Gli interventi si conformano, generalmente, ad alcuni princìpi guida: l equità nella distribuzione e nell accesso alle risorse sanitarie; la prevenzione; la partecipazione comunitaria; l utilizzo di tecnologie appropriate; l intersettorialità e la promozione dell autosufficienza locale. Le iniziative della cooperazione italiana nel settore sanitario rimangono ancorate a due linee strategiche: il sostegno ai sistemi sanitari nazionali e il sostegno ai sistemi sanitari locali e ai processi di decentramento. Appoggio ai sistemi sanitari nazionali Per contribuire al sostegno delle politiche e dei piani sanitari nazionali, viene favorito il coordinamento tra i maggiori donatori e le organizzazioni internazionali. Nel 2003 è stato dato inizio ai primi programmi settoriali, quali contributi ai piani di sviluppo sanitari nazionali in Etiopia e in Uganda, rispettivamente di 15 e 10 milioni di euro su base triennale, articolati in sostegno al bilancio pubblico e assistenza tecnica in gestione diretta. Si fornisce inoltre assistenza tecnica ai Ministeri della Sanità in diversi paesi. In Angola si collabora con la Direzione nazionale delle risorse umane del Ministero della Sanità per la formazione alla gestione, in collaborazione con Oms e Ue. In Egitto si lavora in collaborazione con altre istituzioni internazionali quali l Oms e l Istituto superiore di sanità, l Università di Valencia e altre. In Mozambico viene fornita assistenza al Ministero della Sanità, si coordinano le iniziative di altri donatori e si promuovono le interazioni tra settore pubblico e privato, informando e facilitando il ruolo delle Ong. Nello Zimbabwe l Italia rimane l unico donatore bilaterale che fornisce assistenza diretta e integrata al Ministero della Sanità. In Swaziland l Italia è il principale donatore bilaterale. Un nuovo programma di cooperazione, iniziato nel 2002, è focalizzato sul supporto alla lotta all Aids (il paese è ai primi posti al mondo per incidenza dell Aids), tramite il miglioramento dei servizi diagnostici nazionali. In Uganda si assiste il Ministero della Sanità nella formulazione delle linee-guida e dei parametri di riferimento per l integrazione dei servizi sanitari governativi e di quelli privati no profit nel quadro di un migliore e più economico utilizzo delle risorse disponibili. In Sudafrica è stato avviato un intervento di sostegno al Ministero della Sanità che comprende un attività di supporto diretto all Ufficio coordinamento donatori del Ministero. 13
14 Nella Repubblica democratica del Congo si offre una collaborazione in termini di assistenza tecnica e formazione dei quadri nell ambito del Ministero della Salute. In Eritrea è in corso la seconda fase di un intervento settoriale integrato a livello nazionale (Pharpe), realizzato in collaborazione con l Oms. In Libano è in corso un iniziativa di supporto al riordino del Ministero della Sanità. Nei Territori palestinesi la cooperazione italiana ha rafforzato il suo ruolo di guida tramite il finanziamento delle attività dell Health Sector Review in associazione con partner locali e internazionali, e con il supporto dell Istituto superiore di sanità. In Yemen è in corso un progetto a sostegno del Ministero della Sanità per il Sistema di informazione sanitaria e per alcuni specifici settori, quali l ematologia. In Etiopia si è collaborato alla formulazione del Piano quinquennale di sviluppo. In Cina è in corso un programma di supporto istituzionale al Ministero della Sanità attraverso la formazione dei quadri. In Burkina Faso è in corso un programma, concordato con il Ministero della Sanità, per fornire un sostegno alla realizzazione del Piano nazionale di sviluppo sanitario Supporto ai sistemi sanitari locali e assistenza sanitaria di base In questo settore si è data priorità a quelle aree geografiche che coincidono con quelle del decentramento politico-amministrativo: distretti, province, dipartimenti, ecc., e che intendono promuovere il decentramento del sistema sanitario, nell ambito dei piani sanitari nazionali. Di seguito alcune delle iniziative avviate. In Nicaragua è in corso un iniziativa che prevede l appoggio e il potenziamento dei sistemi sanitari decentrati (Silais), nei dipartimenti settentrionali del paese. In Egitto è attivo il programma Sostegno alla riforma del settore sanitario, in vista della finalizzazione della riforma sanitaria nazionale, a partire dallo sviluppo di modelli pilota nei governatorati di Behera e di Qena. In Mozambico si sostiene il sistema sanitario della provincia di Sofala, dove l Italia è focal donor. In Swaziland è in corso la riorganizzazione di dodici unità sanitarie territoriali periferiche. In Angola il sostegno ai sistemi sanitari locali, inizialmente limitato alla sola provincia di Luanda, si sta estendendo per ragioni di sicurezza a due vaste province rurali, collegandosi a un intervento d emergenza finanziato dalla cooperazione italiana in favore del processo di pace e ricostruzione. Nello Zimbabwe il programma settoriale, avviato nel 2000, malgrado la situazione di turbolenza politica ed economica del paese, è in piena fase di attuazione. In Tanzania è stato realizzato un programma di lotta alla malaria che ha come componente fondamentale il rafforzamento dei centri di salute periferici. In Gabon, Gambia e Ruanda sono in corso tre interventi a sostegno dei servizi sanitari di base in specifiche regioni, la cui realizzazione è affidata a Ong. Nel contesto del primo livello di assistenza assume particolare rilevanza il sistema di pronto soccorso e medicina d urgenza. In questo ambito rimane significativa l esperienza con la Cina, che prosegue da circa 20 anni, e che colloca l Italia tra i principali partner del paese nel settore specifico. In Algeria, presso l Ospedale Beni Messous di Algeri ovest, è in corso un progetto di igiene ospedaliera e di miglioramento dei servizi ad opera della Ong Cisp. In Sierra Leone sul canale dell emergenza si segnala un progetto a sostegno dell Ospedale di Lunsar. Meritano un attenzione particolare, per il rilievo delle iniziative realizzate nel loro ambito, alcune tematiche: organizzazione e gestione dei servizi, sistemi informativi sociosanitari, sorveglianza epidemiologica (Bolivia, Ecuador, Perù, Angola, Egitto, Libano, Territori palestinesi, Tunisia, Marocco, Gibuti, Swaziland, Sudafrica, Zimbabwe, Mozambico, Burkina Faso); sistemi farmaceutici nazionali e farmaci essenziali (Tunisia, Mozambico); infrastrutture sanitarie e tecnologie biomediche appropriate e sostenibili (Territori palestinesi, Egitto, Macedonia, Bolivia, Mozambico, Argentina, Uruguay, Siria, Cina, Albania, Serbia e Montenegro); controllo delle grandi endemie (Uganda, Burundi, Ruanda, Swaziland, Burkina Faso, Etiopia, Madagascar, Tanzania, Angola, Camerun); salute familiare e riproduttiva (Egitto, Territori palestinesi, Sudafrica); prevenzione e riabilitazione dell handicap e deistituzionalizzazione (Angola, Albania, Cuba, Giordania, El Salvador, Serbia Montenegro, Tunisia, Territori palestinesi, Argentina, Libia); risorse umane (Burkina Faso, Mozambico, Siria, Libano, Territori palestinesi, Bolivia). 14
15 La cooperazione agricola e la sicurezza alimentare La sicurezza alimentare e, più in generale, lo sviluppo del settore agricolo e agroalimentare sono tematiche alle quali la cooperazione italiana attribuisce un altissima priorità. Nell ambito delle iniziative finanziate sul canale bilaterale si persegue lo sviluppo rurale integrato, piuttosto che l aumento delle produzioni. Vengono privilegiati gli interventi che determinano un rafforzamento delle capacità tecniche locali, sia a livello di comunità beneficiarie che di istituzioni competenti. Nei paesi più avanzati (Europa orientale e Bacino Mediterraneo), la cooperazione italiana punta al trasferimento di tecnologie e di know-how, alla formazione specializzata dei tecnici locali, a uno sviluppo agroindustriale, nonché alla messa a punto di sistemi di commercializzazione. Nei paesi più poveri (Africa) si persegue la lotta alla povertà e gli interventi sono volti ad assicurare la sussistenza alimentare e il miglioramento della produzione. Africa subsahariana e Corno d Africa In alcune regioni geografiche, quali l Africa subsahariana, la sicurezza alimentare dipende da fattori diversi ma tra loro correlati: la disponibilità di alimenti; l accesso alle derrate da parte della popolazione; le situazioni di emergenza di varia natura (siccità, attacchi parassitari); il progressivo abbandono di tradizioni alimentari e produttive. Nel Sahel, per l incalzante processo di desertificazione, il ruolo della cooperazione italiana è stato particolarmente incisivo nel rafforzare le capacità locali di prevedere le crisi determinate da carenza alimentare. L apporto italiano è stato estremamente qualificante nel campo dell informazione, della concezione, messa a punto e utilizzazione di sistemi informativi applicati alla sicurezza alimentare e alla gestione delle risorse naturali. A titolo di esempio si cita il programma Fondo per la lotta contro la desertificazione e per la riduzione della povertà (Fondo Lcd-Rps), che riguarda Burkina Faso, Niger, Mali e Senegal. Nella regione del Corno d Africa, e in particolare in Etiopia, sono proseguite le iniziative finalizzate al sostegno della produzione alimentare, sia per accrescere l accessibilità agli alimenti che per creare opportunità di reddito per le fasce più deboli della popolazione. Nell Africa australe, e in particolare in Mozambico, le attività si sono concentrate nella riabilitazione dei sistemi irrigui e nel rilancio delle attività colturali. Nella regione dei Grandi laghi, dove si registra un crescente stato di insicurezza politica e sociale, il ruolo della cooperazione è particolarmente incisivo nel nord dell Uganda, dove si cerca di rendere il sistema meno vulnerabile alle situazioni di crisi alimentare, attraverso strumenti formativi, finanziari e agricoli. Bmvo Nel Bacino Mediterraneo, Vicino e Medio Oriente le attività vengono realizzate con finanziamenti a dono e a credito di aiuto. In Egitto, Tunisia e Algeria le linee di credito e i Commodity Aid sono in buona parte a beneficio del settore agricolo e agroindustriale. In Giordania, Marocco ed Egitto sono state finanziate diverse iniziative a favore del comparto agricolo, grazie agli accordi di riconversione del debito. Numerosi, inoltre, sono i programmi volti a migliorare qualitativamente la produzione agricola di alcuni paesi dell area, al fine di favorirne l esportazione: è il caso del Libano e dell Iran. La cooperazione italiana nel Bacino Mediterraneo sostiene, inoltre, programmi di agricoltura sostenibile e biologica per tutelare le risorse naturali. In Egitto è in corso la seconda fase del programma ambientale. Esso ha tra i suoi obiettivi la conservazione e valorizzazione del territorio, delle risorse naturali, culturali e della biodiversità. In Tunisia è in corso di esecuzione il Programma integrato per la valorizzazione delle regioni del Sahara e del sud della Tunisia, attraverso il quale si intende promuovere lo sviluppo economico e sociale con interventi in diversi settori prioritari (infrastrutture, agricoltura, sviluppo rurale, conservazione delle risorse naturali, sviluppo sociale). America Latina In America Latina coesistono livelli disomogenei di sviluppo tra i diversi paesi e all interno degli stessi. In linea generale, le condizioni di arretratezza sono più frequenti laddove è alta la presenza delle popolazioni autoctone. Un esempio è il Guatemala, dove è proseguito nel 2004 un progetto avviato nel 15
16 2003, che prevede il sostegno alle associazioni dei piccoli produttori del distretto di Chichicastenango, attraverso il rafforzamento delle loro capacità produttive e gestionali. Il progetto prevede inoltre l incentivazione delle associazioni responsabili dell assistenza tecnica ai piccoli produttori. Dove la situazione produttiva è più avanzata, invece, gli interventi sono orientati alla lavorazione e alla trasformazione dei prodotti agricoli, per aumentarne la disponibilità e le opportunità di esportazione. In tal senso si sta operando nella Repubblica Dominicana e in Nicaragua. Un approccio intermedio è quello adottato per un progetto in Honduras dove, tramite lo sviluppo irriguo di un largo comprensorio, si sta cercando di diversificare le coltivazioni di sussistenza di piccolimedi agricoltori. L obiettivo è quello di produrre, ed eventualmente esportare, colture orticole in maniera organizzata. Nella regione centroamericana e caraibica è stata inoltre lanciata una nuova iniziativa, che sarà pienamente operativa nel 2005, a sostegno dell impresa caffeicola familiare. In Brasile nel corso del 2004 è proseguito e, in massima parte è stato completato, un intervento finalizzato alla formulazione e al lancio di un programma triennale per la conservazione e la valorizzazione della biodiversità. Sempre in Brasile è proseguito un intervento rivolto al contenimento del fenomeno degli incendi della foresta tropicale. Asia In Asia sono in corso iniziative finalizzate allo sviluppo delle risorse endogene. In Cina prosegue, in collaborazione con lo Iao, un progetto avviato nel 1999 che prevede la creazione di un centro per la produzione di piante da frutto nella provincia di Sichuan. In Afghanistan è in corso un programma di assistenza tecnica finalizzato al rafforzamento e alla ristrutturazione delle istituzioni pubbliche locali, anche in termini di training del personale. Balcani La realtà operativa dei Balcani, e dell Albania in particolare, richiede un approccio finalizzato all attivazione di adeguati processi di sviluppo. Questi debbono, da un lato, comprendere l ampio coinvolgimento delle istituzioni in termini di strutturazione delle attività di governancy ; e, dall altro, garantire l omologazione delle attività produttive locali a quelle già standardizzate nel contesto dell Ue. La formazione La Dgcs favorisce la formazione in Italia e in loco di cittadini provenienti dai Pvs. Ciò avviene attraverso l assegnazione di borse di studio (gestione diretta), e l erogazione di contributi a corsi/programma organizzati da Università italiane e da altri enti specializzati a prevalente partecipazione pubblica. Le borse di studio a gestione diretta sono finalizzate al conseguimento dei titoli di laurea, specializzazioni post-lauream e dottorati di ricerca. I corsi/programma sono classificabili in: 1) corsi di breve durata, destinati a quadri dirigenziali; operatori del comparto pubblico e privato; funzionari di banca e di enti economici, tendenti a familiarizzare gli operatori dei paesi emergenti con il Sistema Italia; 2) corsi di lunga durata (da 6 a 12 mesi), dedicati a giovani laureati; manager ai gradi iniziali della carriera; ricercatori. Vengono privilegiate quattro aree tematiche: gestione delle risorse primarie (acqua, agricoltura, ambiente); sviluppo della piccola e media impresa; potenziamento degli apparati sanitari; capacity e institutional building. Le aree geografiche prioritarie vengono, di anno in anno, definite dalla Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo. Le disponibilità finanziarie sul capitolo di bilancio dedicato alla formazione sono state pari, nel 2004, a 10 milioni di euro (+14,33% rispetto al 2003), di cui: ,08 euro per il cofinanziamento di 17 corsi/programma presentati da università ed enti specializzati; ,92 euro per l assegnazione di borse di studio a gestione diretta. 16
17 La spesa è valsa a finanziare la formazione di 987 studenti (8.923 mesi in totale), di cui 563 nell ambito dei corsi/programma (4.683 mesi) e 424 nell ambito delle borse di studio a gestione diretta (4.240 mesi circa). Risultati del monitoraggio Nel 2004, 101 borsisti hanno concluso gli studi, conseguendo 13 dottorati di ricerca, 25 specializzazioni mediche pluriennali, 33 corsi di perfezionamento, 10 master, 10 lauree e 10 stage nel settore sanitario. Dati di sintesi Anno Corsi/Programma Totale complessivo contributi Dgcs ,08 euro Totale beneficiari finali 563 Totale mensilità mesi Ripartizione in % dei contributi Dgcs per area tematica Aa (acqua, agricoltura, ambiente) 20,36 Pmi (sostegno sviluppo piccola, media impresa) 44,22 Ss (gestione dei sistemi sanitari) 20,92 Cib ( capacity e institutional building ) 14,50 Ripartizione in % dei contributi Dgcs per area geografica Bmvo 64,72 America Latina 23,52 Africa subsahariana 11,76 2. Borse di studio a gestione diretta Totale complessivo impegni Dgcs Totale beneficiari Totale mensilità ,92 euro 424 studenti mesi Ripartizione dei borsisti per facoltà e area di provenienza Anno 2004, valori percentuali per facoltà per area geografica di provenienza (***) Africa America Latina/ Europa/ Bmvo subsahariana Asia Balcani Medicina (*) 56,8 30,2 4,5 20,5 1,6 Ingegneria/Architettura 11,8 3,3 1,4 6,4 0,7 Agraria/Veterinaria 4,2 1,0 0 2,8 0,5 Economia 7,6 1,2 0,2 1,0 5,2 Altre facoltà (**) 19,6 1,5 1,9 4,8 11,3 Totali in % per area geografica 37,2 8,0 35,5 19,3 (*) Specializzazioni mediche pluriennali, dottorati di ricerca, lauree in medicina e chirurgia, biologia, farmacia. Corsi di perfezionamento post-lauream di durata almeno semestrale. (**) Fisica, chimica industriale, matematica, scienze politiche, giurisprudenza. (***) Tutte le percentuali riportate nella tabella sono riferite al totale delle assegnazioni; nel capitolo Borse di studio le percentuali di ripartizione per area geografica sono calcolate sulle percentuali per facoltà. 17
18 Capitolo 5 La cooperazione finanziaria La concessione di crediti di aiuto ai sensi dell art. 6, legge n. 49/1987 Il credito di aiuto è uno strumento di intervento specializzato, impiegabile per programmi e progetti che abbiano un sia pur minimo tasso di redditività per il paese destinatario, e a favore dei Pvs le cui bilance dei pagamenti consentano l assunzione dell onere della restituzione, sia pure con tassi di interesse nominali e durate di rimborso molto lunghe. Il disposto della legge n. 49/1987 consente di finanziare a credito di aiuto esclusivamente progetti relativi a forniture di beni e servizi di origine italiana (salvo una percentuale, definita progetto per progetto, e destinata al finanziamento delle cosiddette spese locali). Tale disposizione limita severamente la possibilità di utilizzo dello strumento del credito per una serie di motivi: perché in diversi casi il procurement italiano si rivela assai più costoso di quello in loco e perché esiste una stringente normativa internazionale, concordata fra i paesi industrializzati in sede Ocse, che limita il novero dei Pvs che possono beneficiare di tale strumento. Questa caratteristica del credito di aiuto comporta la necessità di procedere a un accurata selezione sia dei progetti che dei paesi di intervento. I crediti di aiuto, come ogni altro strumento di cooperazione, vengono concessi esclusivamente su richiesta delle competenti Autorità dei paesi in via di sviluppo, nel quadro di un rapporto organico di cooperazione (art. 1 comma 3 della legge n. 49/1987). Stanziamenti Lo stanziamento per la concessione di crediti di aiuto viene effettuato annualmente sul capitolo Fondo di rotazione, gestito fino all ottobre 2004 da Mediocredito centrale Spa, e dal novembre 2004 da Artigiancassa, gruppo Bnl. Il Mae/Dgcs è responsabile della programmazione dei fondi relativi ai crediti di aiuto, dei negoziati con i paesi destinatari e della valutazione dei progetti e programmi da finanziare. Il decreto di impegno dei fondi viene emesso dal Ministero dell Economia e delle Finanze, dopo un parere espresso dagli organi direzionali istituiti dalla legge n. 49/1987 e una richiesta in tal senso da parte del Ministro degli Affari Esteri. Dal 1987, anno in cui è entrata in vigore la legge n. 49, che all art. 6 regolamenta l attività di concessione di crediti di aiuto, gli stanziamenti hanno subìto una progressiva riduzione. Nel corso dell anno in esame sono stati effettuati versamenti al Fondo rotativo per un importo complessivo pari a 20 milioni di euro. Stanziamenti per la concessione di crediti di aiuto Anni , milioni di euro Impegni Nel corso del 2004 sono stati assunti impegni per 11 crediti di aiuto rispetto ai 9 dell anno precedente, per un valore globale di 141,3 milioni di euro (erano stati 179,4 milioni di euro nel 2003). Tra gli 11 crediti di aiuto approvati dal Comitato direzionale nel corso del 2004 sono da segnalare, poiché si indirizzano verso aree politicamente ed economicamente importanti per l Italia, i seguenti: Tunisia - euro per il finanziamento di un programma di sostegno alle piccole e medie imprese; 18
19 Albania - euro per il finanziamento di un progetto di ristrutturazione di 5 poliambulatori; Uruguay - euro per il finanziamento del sistema sanitario nazionale. Per quanto riguarda gli impegni, a partire dal 1987 la progressione è stata la seguente: Impegni per la concessione di crediti di aiuto Anni , milioni di euro La distribuzione geografica degli impegni del 2004 è stata la seguente: Distribuzione degli impegni per area geografica Anni (valori in %) Area geografica Africa 20,00 America Latina 8,74 25,00 Asia 4,90 2,00 Bmvo 63,22 26,00 Europa 23,14 27,00 Totale 100,0 100,0 La distribuzione settoriale degli impegni del 2004 è stata la seguente: Distribuzione degli impegni per settore Anni (valori in %) Settore di intervento Energia 26,03 4,00 Industria 50,87 13,00 Infrastrutture 20,60 37,00 Non ripartibile (*) 2,50 46,00 Totale 100,0 100,0 (*) Questo settore include le linee di credito open principalmente destinate al finanziamento delle Pmi. Erogazioni Nel corso del 2004 il volume delle erogazioni è stato pari a 108,44 milioni di euro, in linea con il dato dell anno precedente che era stato di 116,7 milioni di euro. Le erogazioni sono state effettuate verso i seguenti paesi: Albania, Algeria, Cina, Egitto, Eritrea, Giordania, Guyana, Honduras, India, Macedonia, Marocco, Swaziland, Territori palestinesi e Tunisia. 19
20 Erogazioni per la concessione di crediti di aiuto Anni , milioni di euro Disponibilità del Fondo rotativo Dall inizio dell attività fino al 31 dicembre 2004 sono stati autorizzati crediti di aiuto per un importo complessivo equivalente a milioni di euro. Dall inizio dell attività fino al 31 dicembre 2004, le erogazioni sono ammontate a un importo complessivo equivalente a milioni di euro circa. Pertanto, gli impegni al 31 dicembre 2004, corrispondenti alla differenza tra crediti autorizzati ed erogazioni effettuate, ammontavano a un importo complessivo equivalente a 790 milioni di euro circa (al tasso di cambio del 31 dicembre 2004). Partendo da una situazione di disponibilità al netto degli impegni in essere al 31 dicembre 2004 pari a milioni (2.208 milioni di euro da cui vanno detratti 790 milioni di euro) e considerando che a fine anno figuravano come già approvati dal Comitato direzionale altri 46 crediti di aiuto, per un importo pari a 956 milioni di euro, la disponibilità al netto dei crediti approvati dal Comitato direzionale al 31 dicembre 2004 è pari a 462 milioni di euro. I crediti agevolati ai sensi dell art. 7, legge n. 49/1987 L art. 7 della legge n. 49/1987 prevede un ulteriore strumento di cooperazione finanziaria: la concessione di crediti agevolati alle imprese italiane per il parziale finanziamento della loro quota di capitale di rischio in imprese miste da realizzarsi in Pvs, con partecipazione di investitori pubblici e privati del paese destinatario, nonché di altri paesi. Nel 2004 il Comitato direzionale della cooperazione ha approvato una proposta di finanziamento per un importo pari al controvalore in euro di , destinato al finanziamento del 70% della quota di partecipazione dell impresa italiana Limonta al capitale sociale dell impresa mista italo-cinese, per la produzione e commercializzazione di pavimenti in erba sintetica. Con questa iniziativa la Limonta, già presente in Cina con una propria rete commerciale e distributiva, ha inteso soddisfare le richieste locali, mirando a fornire prodotti di qualità a prezzi contenuti grazie alla economicità di produzione in loco, sia dal punto di vista logistico che strutturale. Commodity Aid e Programme Aid a dono I finanziamenti diretti da governo a governo, denominati Commodity Aid e Programme Aid a dono, consistono in contributi a fondo perduto a sostegno della bilancia dei pagamenti dei paesi beneficiari, destinati all importazione di beni strumentali e servizi connessi. Il Commodity Aid ha una finalità generale di aggiustamento strutturale. Il Programme Aid è rivolto allo sviluppo, nel quadro di programmi definiti, di specifici comparti. La cooperazione italiana subordina la concessione di tali finanziamenti all origine italiana delle forniture (aiuti legati ). È consentita tuttavia una deroga, fino a un massimo del 15% del valore totale della fornitura, per prodotti non reperibili nel sistema produttivo italiano. 20
Relazione annuale sull attuazione della politica di cooperazione allo sviluppo nel 2003 (art. 3, legge 26 febbraio 1987, n. 49)
Ministero degli Affari Esteri Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo Relazione annuale sull attuazione della politica di cooperazione allo sviluppo nel 2003 (art. 3, legge 26 febbraio 1987,
SENATO DELLA REPUBBLICA XVII LEGISLATURA Doc. CLXXXII n. 3 RELAZIONE DEL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI, PER LA PARTE DI PROPRIA COMPETENZA, SULLO STATO DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE RECANTE NORME PER LA MESSA
Relazione annuale sull attuazione della politica di cooperazione allo sviluppo nel 2007 (art. 3, legge 26 febbraio 1987, n. 49)
Ministero degli Affari Esteri Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo Relazione annuale sull attuazione della politica di cooperazione allo sviluppo nel 2007 (art. 3, legge 26 febbraio 1987,