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Timestamp: 2017-03-26 13:15:27+00:00
Document Index: 124690125

Matched Legal Cases: ['art. 80', 'sentenza ', 'art. 72', 'DTF ', 'art. 269', 'art. 83', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 83', 'art. 268', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 83', 'art. 80', 'art. 276', 'sentenza ', 'art. 276', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 278', 'art. 83', 'art. 278', 'art. 278', 'sentenza ']

6S.302/2003 (17.10.2003)
6S.302/2003 /viz
Wiprächtiger, Kolly, Karlen, Féraud,
opponente, patrocinato dall'avv. dott. Carlo Postizzi, corso Elvezia 10, 6900 Lugano.
contravvenzione alla legge federale sulle case da gioco; art. 80 DPA,
ricorso per cassazione contro la sentenza del 15 luglio 2003 della Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.
In data 15 giugno 2000 la Polizia cantonale ticinese ha sequestrato due apparecchi automatici da gioco del tipo Reflex Balls presso il Ristorante A.________ ad Airolo, uno dei quali appartenente a X.________. In data 27 novembre 2000 sono stati sequestrati due apparecchi dello stesso tipo presso il Bar B.________ ad Agno, entrambi appartenenti a X.________.
In base agli accertamenti di fatto effettuati dalla Commissione federale delle case da gioco (CFCG) gli apparecchi in questione sono stati tutti utilizzati, senza autorizzazione, per giochi d'azzardo.
Per i fatti di Airolo la CFCG, mediante decreto penale del 28 marzo 2002, riconosceva X.________ colpevole di violazione della legge federale del 18 dicembre 1998 sul gioco d'azzardo e sulle case da gioco (LCG; RS 935.52) e lo condannava al pagamento di una multa di fr. 2'500.--. Per i fatti di Agno la CFCG, mediante decreto penale del 23 novembre 2001, lo condannava sempre per violazione della LCG ad una multa di fr. 10'000.--.
In entrambi i decreti è stata ordinata anche la confisca delle somme in denaro trovate all'interno degli apparecchi in occasione dei sequestri e di valori patrimoniali non più reperibili per complessivi fr. 19'375.--, nonché la confisca e la distruzione degli stessi apparecchi sequestrati.
Pronunciandosi su opposizione la CFCG confermava entrambi i decreti mediante decisioni penali 27 giugno 2002 e 28 marzo 2002.
In data 16 giugno 2003 il Giudice della Pretura penale, adito dall'interessato mediante richiesta del giudizio di un tribunale (art. 72 DPA [RS 313.0]), proscioglieva X.________ dall'accusa di violazione della LCG ed ordinava unicamente la confisca e la distruzione di tutti gli apparecchi sequestrati. Dichiarava inoltre decaduta la prospettata confisca delle somme sequestrate negli apparecchi, così come la confisca di valori patrimoniali non reperibili.
La CFCG insorge mediante tempestivo ricorso per cassazione al Tribunale federale contro la decisione dell'ultima istanza cantonale.
La CCRP rinuncia a presentare osservazioni. L'opponente domanda che il ricorso venga dichiarato irricevibile, in subordine che venga integralmente respinto.
1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con libero potere d'esame l'ammissibilità del rimedio esperito, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 128 II 46 consid. 2a; 127 III 41 consid. 2a).
1.2 Il ricorso per cassazione può essere proposto unicamente per violazione del diritto federale (art. 269 cpv. 1 PP). In base all'art. 83 cpv. 1 DPA, nella versione in vigore dal primo gennaio 2002 (RU 2001 pag. 3313; FF 1998 pag. 1126), le sentenze dei tribunali cantonali non impugnabili mediante rimedio di diritto cantonale per violazione del diritto federale e le dichiarazioni di non doversi procedere emesse in ultima istanza cantonale possono essere impugnate con ricorso per cassazione al Tribunale federale; la legittimazione ricorsuale spetta parimenti, a titolo indipendente, sia al procuratore generale che all'amministrazione interessata.
1.3 Mediante questa novella legislativa è stata chiarificata la posizione processuale dell'amministrazione interessata, che era stata invece oggetto in precedenza di una giurisprudenza discordante (cfr. la posizione dapprima espressa in DTF 105 IV 286 e poi in DTF 117 IV 484). Per volontà esplicita del legislatore la legittimazione ricorsuale dell'amministrazione interessata ne esce rafforzata. Essa detiene infatti determinate conoscenze specifiche che il Ministero pubblico della Confederazione non può avere e che è opportuno vengano valorizzate anche in campo processuale (FF 1998 pag. 1126). Inoltre per quanto riguarda l'ammissibilità del ricorso va sottolineato come l'art. 83 DPA, già nella sua precedente versione, fissa delle regole speciali omettendo esplicitamente di fare richiamo alle disposizioni previste all'art. 268 PP (DTF 105 IV 286 consid. 2). L'entrata in materia è tanto più necessaria in casi come quello qui in esame, in cui l'ultima istanza cantonale ha pronunciato l'inammissibilità del ricorso pregresso sulla base di norme cantonali, ignorando completamente le norme federali esistenti.
1.4 La sentenza 15 luglio 2003 della CCRP non è impugnabile mediante rimedi ordinari di diritto cantonale. La CFCG ha emanato sia il decreto penale che la decisione impugnati, per cui agisce nella veste di amministrazione interessata ai sensi dell'art. 83 cpv. 1 DPA. Essa lamenta la violazione sia di diritto federale, segnatamente degli art. 80 cpv. 2 e 79 cpv. 2 DPA, che di norme della procedura penale cantonale (art. 276 e 289 CPP/TI). Il ricorso è ammissibile per quanto riguarda le censure pertinenti al diritto federale (ricorso pag. 3 consid. B-E), mentre è irricevibile per quelle riguardanti il diritto cantonale (ibidem consid. A, F).
2.1 Secondo la ricorrente la sentenza impugnata violerebbe le norme procedurali federali in ambito di diritto penale amministrativo, le quali nella fattispecie prevarrebbero nei confronti delle norme del diritto processuale cantonale (ricorso pag. 3).
2.2 La CCRP fonda la propria pronuncia di inammissibilità sul mancato rispetto da parte della ricorrente del termine di cinque giorni previsto all'art. 276 cpv. 2 CPP/TI per presentare dichiarazione di ricorso contro le sentenze del Giudice della Pretura penale (sentenza impugnata pag. 2 e segg.).
Da tutto questo discende che il gravame è da accogliere, nella misura della sua ammissibilità, e la sentenza della CCRP va annullata. L'opponente, parzialmente soccombente, dovrebbe sopportare una parte delle spese (art. 278 cpv. 1 PP, richiamato l'art. 83 cpv. 1 DPA). Queste vengono però compensate con la parziale indennità per ripetibili di cui beneficierebbe per la parte del ricorso che è stata dichiarata inammissibile (art. 278 cpv. 3 PP). All'amministrazione interessata si applicano per analogia le norme previste agli art. 278 cpv. 2 e cpv. 3 PP per cui essa non sopporta spese né beneficia di indennità per ripetibili.
Nella misura in cui è ammissibile il ricorso è accolto, la sentenza impugnata è annullata e la causa viene rinviata all'autorità cantonale per nuovo giudizio.