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Timestamp: 2019-05-26 08:06:38+00:00
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Direttiva Seveso III: calcolo assoggettabilità stabilimento rifiuti - Certifico Srl
ID 5723 | 19 Aprile 2019 | Visite: 10345 | Documenti Riservati Chemicals Permalink: https://www.certifico.com/id/5723
Il Documento allegato illustra un esempio di calcolo/verifica di applicabilità della Direttiva 2012/18/UE SEVESO III (D.Lgs. 105/15) per quanto concerne uno stabilimento che tratta rifiuti, i quali sono equiparati a "miscele" (criteri classificazione 4.1.3) Regolamento (CE) 1272/2008 CLP, e possono far rientrare l'attività all’interno di una o più categoria di cui all'Allegato I della SEVESO III in base alle quantità limite (inferiore e superiore) in tonnellate dei rifiuti stessi.
Sono disponibili le SDS delle sostanze pericolose di composizione del rifiuto.
L’Allegato 1 al D.Lgs. 105/15 è strutturato in due parti. La prima riporta una serie di categorie di pericolo tratte dal Regolamento (CE) 1272/2008 CLP, mentre la seconda parte individua un elenco di sostanze pericolose specifiche. A ciascuna categoria di pericolo (Parte 1) o sostanza nominale (Parte 2) sono associate due quantità limite: il superamento del primo valore obbliga il gestore alla trasmissione alle autorità competenti di una Notifica, ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 105/15 (stabilimenti di soglia inferiore), mentre il superamento del secondo valore richiede anche la redazione del Rapporto di Sicurezza ai sensi dell’art. 15 (stabilimenti di soglia superiore).
- pericoli per la salute (tossicità acuta e specifica per organi bersaglio)
- pericoli fisici (ad esempio gli aerosol infiammabili, i gas comburenti, i liquidi infiammabili)
- pericoli per l’ambiente (tossicità acuta e cronica)
- altri pericoli.
Ai fini dell'assoggettabilità di uno stabilimento al D.Lgs. 105/15 occorre dapprima verificare se le sostanze/miscele detenute appartengono all'elenco di cui alla parte 2; altrimenti è necessario verificare se tali sostanze/miscele appartengono alle categorie di pericolo di cui alla parte 1. Se in entrambi i casi non sono superate le rispettive soglie, si applica la regola delle sommatorie (nota 4 Allegato I).
Download Allegato I Seveso III
La nota 5 all’allegato I della Direttiva 2012/18/UE Seveso III (D.Lgs. 105/15) fa riferimento al regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) e menziona esplicitamente i rifiuti. Inoltre i rifiuti sono trattati sulla base delle loro proprietà come una miscela. È obbligo del gestore individuare la classificazione di questa miscela.
Definizione di miscela ai sensi del CLP:
“8) miscela: una miscela o una soluzione composta di due o più sostanze” Equiparando il rifiuto ad una “miscela” a tutti gli effetti, bisogna classificarla come tale sulla base della composizione % ed il numero di sostanze presenti all’interno (avvalendosi del criterio del valore soglia).
CLP Allegato I - disposizioni relative alla classificazione e all’etichettatura delle sostanze e delle miscele pericolose
1.1.2. Limiti di concentrazione specifici, fattori moltiplicatori e valori soglia generici
1.1.2.1. I limiti di concentrazione specifici o i fattori moltiplicatori sono applicati conformemente all'articolo 10.
1.1.2.2. Valori soglia
1.1.2.2.1. I valori soglia indicano quando la presenza di una sostanza deve essere presa in considerazione ai fini della classificazione di una sostanza o di una miscela contenente tale sostanza pericolosa, sia essa in forma di impurezza identificata, di additivo o di singolo costituente (vedasi l'articolo 11).
Successivamente, dopo aver utilizzato il metodo dei valori soglia e aver identificato la natura di pericolo del rifiuto, è necessario inserire la miscela all’interno della Categoria Seveso corrispondente più opportuna.
I gestori di rifiuti devono effettuare una autoclassificazione dei rifiuti in modo da poterli eventualmente gestire in applicazione della Seveso III.
Direttiva 2012/18/UE (D.Lgs. 105/2015)
5. Le sostanze pericolose che non sono comprese nel regolamento (CE) n. 1272/2008, compresi i rifiuti, ma che si trovano o possono trovarsi in uno stabilimento e che presentano o possono presentare, nelle condizioni esistenti in detto stabilimento, proprieta' analoghe per quanto riguarda la possibilita' di incidenti rilevanti, sono provvisoriamente assimilate alla categoria o alla sostanza pericolosa specificata piu' simile che ricade nell'ambito di applicazione del presente decreto.
Per stabilire se uno stabilimento che tratta sostanze o miscele pericolose (rifiuti) è soggetto a Seveso III, occorre determinare la quantità delle sostanze presenti elencate in Allegato I, secondo i criteri di cui alle note da 1 a 21.
Di seguito si riportano le principali definizioni relative al D.Lgs. 105/15:
- stabilimento: tutta l’area sottoposta al controllo di un gestore, nella quale sono presenti sostanze pericolose all’interno di uno o più impianti, comprese le infrastrutture o le attività comuni o connesse; gli stabilimenti sono stabilimenti di soglia inferiore o di soglia superiore.
Vengono precisati:
- "stabilimento di soglia inferiore": uno stabilimento nel quale le sostanze pericolose sono presenti in quantità pari o superiori alle quantità elencate nella colonna 2 della parte 1 o nella colonna 2 della parte 2 dell’allegato 1, ma in quantità inferiori alle quantità elencate nella colonna 3 della parte 1, o nella colonna 3 della parte 2 dell’allegato 1, applicando, ove previsto, la regola della sommatoria di cui alla nota 4 dell’allegato 1;
- "stabilimento di soglia superiore": uno stabilimento nel quale le sostanze pericolose sono presenti in quantità pari o superiori alle quantità elencate nella colonna 3 della parte 1 o nella colonna 3 della parte 2 dell’allegato 1, applicando, ove previsto, la regola della sommatoria di cui alla nota 4 dell’allegato 1;
- stabilimento adiacente: uno stabilimento ubicato in prossimità tale di un altro stabilimento da aumentare il rischio o le conseguenze di un incidente rilevante;
- nuovo stabilimento: uno stabilimento che avvia le attività o che è costruito dopo il 01 Giugno 2015, o un sito di attività che rientra nell’ambito di applicazione della direttiva 2012/18/UE o uno stabilimento di soglia inferiore che diventa uno stabilimento di soglia superiore o viceversa 01 Giugno 2015 o successivamente tale data, per modifiche ai suoi impianti o attività che determinino un cambiamento del suo inventario delle sostanze pericolose;
- stabilimento preesistente: uno stabilimento che il 31 Maggio 2015 rientra nell’ambito di applicazione del Decreto Legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e che, a decorrere dal 01 Giugno 2015, rientra nell’ambito di applicazione della direttiva 2012/18/UE, senza modifiche della sua classificazione come stabilimento di soglia inferiore o stabilimento di soglia superiore;
- altro stabilimento: un sito di attività che rientra nell’ambito di applicazione della direttiva 2012/18/UE, o uno stabilimento di soglia inferiore che diventa uno stabilimento di soglia superiore o viceversa, il 01 Giugno 2015 o successivamente a tale data, per motivi diversi dal “nuovo stabilimento”;
- sostanza pericolosa: una sostanza o miscela di cui alla parte 1 o elencata nella parte 2 dell’allegato 1, sotto forma di materia prima, prodotto, sottoprodotto, residuo o prodotto intermedio;
- miscela: una miscela o una soluzione composta di due o più sostanze.
L’esempio è sviluppato su rifiuto dove sono identificate le sostanze principali che lo compongono, dalla SDS delle stesse è determinata la classificazione dell'attività in Seveso III.
Cap. 4.1.3. Criteri di classificazione delle miscele 4.1.3.1. (CLP)
Download Criteri Classificazione Miscele CLP Cap. 4.1.3
1. Calcolo tossicità acuta
Calcolo PERICOLO PER L'AMBIENTE per la Miscela
Tabella 4.1.1 Classificazione di una miscela in funzione del pericolo a breve termine (acuto), in base alla somma dei componenti classificati
Per la miscela nella SDS M non è specificato, quindi si assume M=1
ACUTO 1 (2,5 + 1,5) x M (1) = 4 < 25% | NO ACUTO 1
2. Calcolo tossicità cronica
NOTE da 1 a 4 all'ALLEGATO 1
1. Le sostanze e le miscele sono classificate ai sensi del Regolamento (CE) 1272/2008 CLP.
2. Le miscele sono assimilate alle sostanze pure, purché rientrino nei limiti di concentrazione stabiliti in base alle loro proprietà nel Regolamento (CE) 1272/2008 CLP nella nota 1, o nel suo ultimo adeguamento al progresso tecnico, a meno che non sia specificata la composizione in percentuale o non sia fornita un'altra descrizione.
3. Le quantità limite summenzionate si intendono per ciascuno stabilimento.
4. Se del caso, si applicano le regole seguenti, che disciplinano la somma di sostanze pericolose o di categorie di sostanze pericolose.
Nel caso di uno stabilimento in cui non sono presenti singole sostanze pericolose in quantità pari o superiore alle quantità limite corrispondenti, si applicano le seguenti regole per determinare se lo stabilimento sia o no soggetto alle pertinenti prescrizioni del presente decreto.
PARTE 1 Categorie delle sostanze pericolose
PARTE 2 Sostanze pericolose specificate
NOTE ALL'ALLEGATO 1
Regola delle sommatorie
Il presente decreto si applica agli stabilimenti di soglia superiore se il valore ottenuto dalla somma:
q 1 /Q U1 + q 2 /Q U2 + q 3 /Q U3 + q 4 /Q U4 + q 5 /Q U5 + … è maggiore o uguale a 1,
dove q x è la quantità presente di sostanza pericolosa x (o categoria di sostanze pericolose) compresa nella parte 1 o nella parte 2 del presente allegato,
Il presente decreto si applica agli stabilimenti di soglia inferiore se il valore ottenuto dalla somma:
q 1 /Q L1 + q 2 /Q L2 + q 3 /Q L3 + q 4 /Q L4 + q 5 /Q L5 + … è maggiore o uguale a 1,
e Q LX è la quantità limite corrispondente per la sostanza pericolosa o categoria x indicata nella colonna 2 della parte 1 o nella colonna 2 della parte 2 del presente allegato.
Queste regole vanno utilizzate per valutare i pericoli per la salute, i pericoli fisici e i pericoli per l'ambiente. Di conseguenza, ognuna di esse deve essere applicata tre volte:
Le disposizioni pertinenti del presente decreto si applicano se uno qualsiasi dei valori ottenuti dalle somme a), b) o c) è maggiore o uguale a 1.
Regola delle sommatorie - Esempio
P2 GAS INFIAMMABILI Gas = q1= 40 (Pericolo fisico)
18. Gas liquefatti infiammabili, categoria 1 o 2 = q2 =80
Stabilimenti di soglia superiore:
Stabilimenti di soglia inferiore:
A. Lo Stabilimento è di soglia superiore
Regola della sommatoria applicata 3 volte (se applicabile):
Pericoli salute - H
Pericoli fisici - P
Pericoli per l'ambiente - E
B. Nel caso in esempio le regole sono applicabili solo 1 volta in quanto presenti solo "Pericoli fisici - P"
5. Le sostanze pericolose che non sono comprese nel regolamento (CE) n. 1272/2008, compresi i rifiuti, ma che si trovano o possono trovarsi in uno stabilimento e che presentano o possono presentare, nelle condizioni esistenti in detto stabilimento, proprietà analoghe per quanto riguarda la possibilità di incidenti rilevanti, sono provvisoriamente assimilate alla categoria o alla sostanza pericolosa specificata più simile che ricade nell'ambito di applicazione del presente decreto.
6. Per quanto riguarda le sostanze pericolose che, a causa delle loro proprietà, rientrano in più classificazioni, ai fini del presente decreto si applicano le quantità limite più basse. Tuttavia, ai fini dell'applicazione della regola di cui alla nota 4, è usata la quantità limite inferiore per ciascun gruppo di categorie di cui alle note 4, lettera a), 4, lettera b) e 4, lettera c) corrispondente alla classificazione pertinente.
8. La classe di pericolo «Esplosivi» comprende articoli esplosivi (cfr. l'allegato I, sezione 2.1, del regolamento (CE) n. 1272/2008). Se la quantità della sostanza o della miscela esplosiva contenuta nell'articolo è nota, tale quantità è considerata ai fini del presente decreto. Se la quantità della sostanza o della miscela esplosiva contenuta nell'articolo non è nota, l'intero articolo è considerato esplosivo ai fini del presente decreto.
9. È necessario effettuare prove delle proprietà esplosive delle sostanze e miscele solo se la procedura di screening di cui all'appendice 6, parte 3, delle raccomandazioni delle Nazioni Unite sui trasporti di merci pericolose, Manuale delle prove e dei criteri (Manuale delle prove e dei criteri delle Nazioni Unite)1 stabilisce che la sostanza o miscela può avere proprietà esplosive.
11.1. Gli aerosol infiammabili sono classificati sulla base del D.P.R. n. 741 del 21 luglio 1982 e s.m.i. emanato in attuazione della direttiva 75/324/CEE del Consiglio, del 20 maggio 1975, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli aerosol2(Direttiva sui generatori aerosol). Gli aerosol «estremamente infiammabili» e «infiammabili» di cui alla direttiva 75/324/CEE corrispondono agli aerosol infiammabili, rispettivamente, della categoria 1 o 2 del regolamento (CE) n. 1272/2008.
12. Secondo l'allegato I, paragrafo 2.6.4.5, del regolamento (CE) n. 1272/2008, non è necessario classificare nella categoria 3 i liquidi con un punto di infiammabilità superiore a 35 °C se sono stati ottenuti risultati negativi nel test di mantenimento della combustione L.2, parte III, sezione 32 del Manuale delle prove e dei criteri delle Nazioni Unite. Questo criterio non vale però in condizioni di temperatura o pressione elevate e pertanto tali liquidi sono classificati in questa categoria.
- compreso tra il 15,75 % 3 e il 24,5 % 4 in peso e contiene non più dello 0,4 % del totale di sostanze combustibili/organiche oppure soddisfa i requisiti dell'allegato III-2 del regolamento (CE) n. 2003/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, relativo ai concimi5;
- uguale o inferiore al 15,75 % in peso, e senza limitazioni di sostanze combustibili.
- superiore al 24,5 % in peso, a eccezione delle miscele di fertilizzanti semplici a base di nitrato di ammonio con dolomite, calcare e/o carbonato di calcio di purezza pari almeno al 90 %,
- superiore al 15,75 % in peso per miscele di nitrato di ammonio e di solfato di ammonio,
- superiore al 28 %6 in peso, per le miscele di fertilizzanti semplici a base di nitrato di ammonio con dolomite, calcare e/o carbonato di calcio di purezza pari almeno al 90 %.
- compreso tra il 24,5 % e il 28 % in peso e che contengono una percentuale uguale o inferiore allo 0,4 % di sostanze combustibili,
- superiore al 28 % in peso e che contengono una percentuale uguale o inferiore allo 0,2 % di sostanze combustibili.
Comprende, inoltre, soluzioni acquose di nitrato di ammonio la cui concentrazione di nitrato di ammonio è superiore all'80 % in peso.
16. Nitrato di ammonio (10/50): materiale e fertilizzanti senza specifiche («off-specs») che non hanno superato la prova di detonabilità. Include:
- materiale di scarto del processo di produzione e nitrato di ammonio e miscele di nitrato di ammonio, fertilizzanti semplici a base di nitrato di ammonio e miscele di fertilizzanti e fertilizzanti composti a base di nitrato di ammonio, di cui alle note 14 e 15, restituiti dall'utente finale a un produttore, a un deposito provvisorio o a un impianto di rilavorazione a fini di rilavorazione, riciclaggio o trattamento per un uso sicuro perché non soddisfano più le specifiche di cui alle note
14 e 15;
- i fertilizzanti di cui alla nota 13, primo trattino, e alla nota 14 del presente allegato che non soddisfano le prescrizioni dell'allegato III-2 del regolamento (CE) n. 2003/2003.
Ai fini dell'applicazione del presente decreto, il biogas potenziato può essere classificato nella voce.
18 della parte 2 del presente allegato, se è stato trattato conformemente agli standard applicabili al biogas purificato e potenziato che assicurano una qualità equivalente a quella del gas naturale, compreso il tenore di metano, e che ha un tenore massimo di ossigeno dell'1 %.
21. Nei casi in cui tale sostanza pericolosa ricade nella categoria liquidi infiammabili P5a o liquidi infiammabili P5b, ai fini del presente decreto si applicano le quantità limite più basse.
Seveso III - Calcolo verifica assoggettabilità stabilimento rifiuti.pdf Abbonati Chemicals 132
Allegato I Seveso III Certifico Srl - Rev. 0.0 2018 IT 133 kB (2351 Downloads)
4.1.3. Criteri di classificazione delle miscele Certifico - Regolmento CLP 2018 IT 858 kB (1346 Downloads)