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Timestamp: 2019-10-14 17:52:10+00:00
Document Index: 135723867

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 23', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 221', 'art. 2', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 54', 'art. 57', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art.3']

Formazione su "Informatica e PA" – Dalmine (BG) – 8 aprile 2016
Autore Topic: Formazione su "Informatica e PA" – Dalmine (BG) – 8 aprile 2016 (Letto 3576 volte)
Re:Formazione su "Informatica e PA" – Dalmine (BG) – 8 aprile 2016
« Risposta #9 il: 15 Aprile 2016, 12:08:56 »
LINEE GUIDA CONTENENTI LE DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE E PROCEDIMENTALI DELLO SPORTELLO UNICO ATTIVITA’ PRODUTTIVE E DEI SERVIZI (SUAP)
SUAP FIRENZE:
https://suap.comune.fi.it/index.html#/index/DEF/SS
Allegato_A-_Linee_guida_SUAP.pdf (1307.84 kB - scaricato 4729 volte.)
« Risposta #8 il: 15 Aprile 2016, 12:03:53 »
In allegato una circolare abbastanza chiara sul problema della gestione del CARTACEO e dell'INFORMATICO.
Qui di seguito un quesito
In che modo è possibile conservare la validità di un documento amministrativo informatico quando viene stampato?
L’art. 23 del Codice dell’Amministrazione Digitale (Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e s.m.i.), riconosce alle copie analogiche di documenti informatici (es. la stampa di un certificato, un contratto, ecc.) la stessa efficacia probatoria dell’originale informatico da cui sono tratti se la loro conformità non viene espressamente disconosciuta (in giudizio). Diverso è il caso in cui la conformità all’originare informatico, in tutte le sue componenti, sia attestata da un pubblico ufficiale autorizzato. In questo caso, infatti, per negare alla copia analogica di documento informatico la stessa efficacia probatoria del documento sorgente si rende necessaria la querela di falso.
Questo regime, di carattere generale, incontra alcune deroghe rispetto alle copie analogiche di documenti amministrativi informatici.
In primo luogo l’art. 23-ter del CAD prevede che sulle copie analogiche di documenti amministrativi informatici possa essere apposto un contrassegno a stampa (detto anche timbro digitale o glifo) che consente di accertare la corrispondenza tra le copie analogiche stesse e l’originale informatico (in esso deve essere codificato, infatti, il documento informatico o le informazioni necessarie a verificarne la corrispondenza all’originale in formato digitale). La verifica avviene grazie ad appositi software che leggono le informazioni contenute nel timbro digitale. I software necessari per l’attività di verifica devono essere gratuiti e messi liberamente a disposizione da parte delle amministrazioni.
Inoltre, il c.d. Decreto crescita 2.0 – Decreto Legge 18 Ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221) ha previsto un regime semplificato per l’invio, cittadini sprovvisti di domicilio digitale, di comunicazioni diverse dai certificati che dovranno essere utilizzati nei rapporti tra privati. In questo caso l’amministrazione può inviare al cittadino una copia analogica dei documenti stessi, sottoscritta con firma autografa sostituita a mezzo stampa, conformemente alle previsioni di legge (Decreto Legislativo 12 dicembre 1993, n. 39). L’amministrazione che invia copia cartacea della comunicazione redatta in originale informatico dovrà apporre una dicitura che specifichi che il documento informatico, da cui la copia è tratta, è stato predisposto e conservato presso l’amministrazione.
http://www.lineaamica.gov.it/risposte/conformita-alloriginale-un-copia-cartacea-documento-amministrativo-informatico
Formato_Word_della_Circolare_del_20_gennaio_2014_n_3.doc (346.5 kB - scaricato 101 volte.)
« Risposta #7 il: 15 Aprile 2016, 11:58:52 »
PROTOCOLLO (normativa)
1. Le pubbliche amministrazioni formano gli originali dei propri documenti con mezzi informatici
secondo le disposizioni di cui al presente codice e le regole tecniche di cui all'articolo 71.
Art. 40-bis Protocollo informatico
1. Formano comunque oggetto di registrazione di protocollo ai sensi dell'articolo 53 del decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, le comunicazioni che pervengono o sono
inviate dalle caselle di posta elettronica di cui agli articoli 47, commi 1 e 3, 54, comma 2-ter e 57-
bis, comma 1, nonché le istanze e le dichiarazioni di cui all'articolo 65 in conformità alle regole
1. Nel rispetto dell'articolo 117, secondo comma, lettera r), della Costituzione, e nel rispetto
dell'autonomia dell'organizzazione interna delle funzioni informative delle regioni e delle
autonomie locali il presente Capo definisce e disciplina il Sistema pubblico di connettività (SPC), al
fine di assicurare il coordinamento informativo e informatico dei dati tra le amministrazioni
centrali, regionali e locali e promuovere l'omogeneità nella elaborazione e trasmissione dei dati
stessi, finalizzata allo scambio e diffusione delle informazioni tra le pubbliche amministrazioni e
alla realizzazione di servizi integrati.
2. Il SPC è l'insieme di infrastrutture tecnologiche e di regole tecniche, per lo sviluppo, la
condivisione, l'integrazione e la diffusione del patrimonio informativo e dei dati della pubblica
amministrazione, necessarie per assicurare l'interoperabilità di base ed evoluta e la cooperazione
applicativa dei sistemi informatici e dei flussi informativi, garantendo la sicurezza, la riservatezza
delle informazioni, nonché la salvaguardia e l'autonomia del patrimonio informativo di ciascuna
a) sviluppo architetturale ed organizzativo atto a garantire la natura federata, policentrica e non
gerarchica del sistema;
b) economicità nell'utilizzo dei servizi di rete, di interoperabilità e di supporto alla cooperazione
applicativa;
c) sviluppo del mercato e della concorrenza nel settore delle tecnologie dell'informazione e della
3-bis. Le regole tecniche del Sistema pubblico di connettività sono dettate ai sensi dell'articolo 71
D.P.C.M. 1 aprile 2008 - Regole tecniche e di sicurezza per il funzionamento del Sistema
pubblico di connettività previste dall'articolo 71, comma 1-bis del decreto legislativo 7 marzo
2005, n. 82, recante il «Codice dell'amministrazione digitale»
D.P.C.M. 22 febbraio 2013 - Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica
delle firme elettroniche avanzate, qualificate e digitali, ai sensi degli articoli 20, comma 3, 24,
comma 4, 28, comma 3, 32, comma 3, lettera b), 35, comma 2, 36, comma 2, e 71.
PROTOCOLLO (giurisprudenza)
Cons. Stato Sez. IV, 24-05-2013, n. 2827
Una volta assunta a protocollo o comunque pervenuta nella sfera di disponibilità
dell'amministrazione una istanza dell'interessato, ogni eventuale termine normativamente previsto
decorre da tale dies a quo, a nulla rilevando la diversa data in cui l'istanza perviene all'ufficio
competente per l'istruttoria, ovvero quella in cui l'atto perviene all'organo competente per l'adozione
del provvedimento finale (Riforma della sentenza breve del T.a.r. Lazio - Roma, sez. I bis, n.
3953/2012).
Cons. Stato Sez. VI, 30-04-2013, n. 2359
In via generale, l'assunzione di una pratica al protocollo dell'amministrazione ha la funzione di
certificare la certezza legale dell'avvenuta ricezione, ai fini sia di costituire un termine iniziale
incontestabile per l'esplicazione dei poteri che a tale ricezione si connettono, sia di garantire la
conoscenza effettiva da parte dell'organo procedente. Di conseguenza, solo la data attestata dal
protocollo va assunta a prova dell'avvenuta conoscenza e considerata quale termine iniziale per la
decorrenza del termine, irrilevanti essendo i diversi, eventuali elementi dai quali possa desumersi la
ricezione da parte dell'amministrazione, la cui considerazione renderebbe invece incerta ed
eventuale l'individuazione di un momento che, viceversa, per la rilevanza che l'ordinamento gli
connette, deve emergere come formalmente incontestabile (Conferma della sentenza del T.a.r.
Sardegna, sez. II, n. 732 del 2011).
Cons. Stato Sez. V, 10-07-2012, n. 4066
Il registro di protocollo è un atto accompagnato da fede privilegiata e, pertanto, la data, nonché la
numerazione progressiva che viene attribuita all'atto in esso annotato, sono oggetto di una specifica
attività certificativa propria del pubblico ufficiale e integrano la connotazione pubblicistica anche di
questa scrittura. Costituendo il registro di protocollo prova privilegiata, esso fa fede fino a querela
di falso, per la posizione e la responsabilità di cui sono investiti gli addetti alla relativa tenuta
(Riforma della sentenza breve del T.a.r. Lombardia - Milano, sez. I, n. 884/2012).
T.R.G.A. Trentino-Alto Adige Trento, 06-04-2012, n. 115
Gli atti inviati alla pubblica amministrazione e da questa ricevuti producono i loro effetti anche se
privi di numero di protocollo ovvero con protocollazione irregolare o assertivamente tardiva, ma a
condizione che gli elementi derivanti dalle operazioni di iscrizione a protocollo (registrazione,
segnatura, etc.) siano facilmente ricavabili "aliunde".
T.A.R. Veneto Venezia Sez. III, 13-10-2011, n. 1549
La redazione del verbale in un momento successivo allo svolgimento della conferenza di servizi, e
quindi la sua non immediata trasmissione agli enti partecipanti, la mancata attribuzione di un
numero di protocollo al verbale e la sua mancata sottoscrizione da parte di tutti i rappresentanti
degli enti partecipanti non costituiscono elementi che possano condurre ad affermare l'illegittimità
del provvedimento finale.
T.A.R. Campania Salerno Sez. II, 18-07-2011, n. 1325
Il registro di protocollo, quale documento formato, tenuto e conservato dagli uffici di una p.a.,
quanto ai dati da esso recati e alle informazioni riportate, ha natura di atto pubblico, per cui, in
ragione della fede privilegiata di tale documento, l'eventuale contestazione della veridicità delle
attestazioni in esso descritte e quindi dell'affidabilità della prova documentale non può non avvenire
a mezzo dello strumento della querela di falso, di cui all'art. 221 e ss. c.p.c. Ciò a prescindere dal
fatto che il protocollo non rechi alcuna sottoscrizione, perché è insostenibile la tesi che non possa,
in tal caso, definirsi un atto pubblico e perciò non sia richiesta, ai fini della contestazione della
speciale valenza probatoria del documento, la presentazione della querela di falso. L'infondatezza di
un tale assunto è conseguente all'orientamento giurisprudenziale per cui la mancanza di
sottoscrizione di un atto non è idonea a metterne in discussione la validità e gli effetti le quante
volte detta omissione, come nel caso "de quo", non metta in dubbio la riferibilità dell'atto stesso
all'organo competente.
T.A.R. Campania Napoli Sez. VII, 24-06-2011, n. 3387
Con particolare riferimento ai casi di provvedimenti che, adottati in modo ricorrente con contenuti
sostanzialmente omogenei, impongono all'autorità amministrativa, per esigenze di economia
nell'impiego dei propri mezzi, di far ricorso a meccanismi di produzione della decisione fortemente
standardizzati, l' atto amministrativo esiste come atto di un certo tipo se esso proviene dall'organo
oggettivamente inteso e reca contrassegni che impegnano la responsabilità del titolare dell'organo,
quali l'uso congiunto del protocollo e delle impronte dell'ufficio, la stampigliatura del nome o della
firma della persona che ne è il titolare, la notificazione quando si tratta di atti destinati a dover
essere fatti conoscere al destinatario.
« Ultima modifica: 15 Aprile 2016, 12:05:03 da Staff Omniavis »
« Risposta #6 il: 15 Aprile 2016, 11:53:37 »
Qualche tempo fa abbiamo realizzato l'allegato documento:
ISTRUZIONI PER L’INVIO TRAMITE PEC (POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA) DI ISTANZE, COMUNICAZIONI E DOCUMENTI
comunque utile ripasso
Qui alcune istruzioni SUAP:
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=677.0
ISTRUZIONI_PER_INVIO_TRAMITE_PEC.pdf (855.86 kB - scaricato 76 volte.)
« Risposta #5 il: 15 Aprile 2016, 11:50:43 »
In allegato trovate un file con DOPPIA FIRMA DIGITALE:
1) firma digitale vera e propria ma con CERTIFICATO SCADUTO
2) l'altra firma è fatta con CARTA NAZIONALE DEI SERVIZI (quindi non è firma digitale valida per la sottoscrizione)
ATTENZIONE a questi RARI ma possibili casi.
PEC_documento_formatoDOC_doppiafirmaCSE.p7m.p7m (24.26 kB - scaricato 53 volte.)
« Risposta #4 il: 15 Aprile 2016, 11:45:46 »
Decreto legislativo 12 febbraio 1993 N. 39
Norme in materia di sistemi informativi automatizzati delle amministrazioni pubbliche, a norma dell'art. 2, comma 1, lettera mm), della legge 23 ottobre 1992, n. 421
Alla luce di tale disposizione è possibile inviare documenti NON FIRMATI DIGITALMENTE.
Personalmente ho adottato tale procedura a partire da luglio 2008 e fino a quando non sono passato alla ordinaria sottoscrizione digitale.
Vi allego una comunicazione inviata ai vari enti per spiegare l'attivazione di tale procedura.
La legittimità della procedura è confermata anche dalla Giurisprudenza
1. L'autografia della sottoscrizione non è configurabile come requisito di esistenza giuridica degli
atti amministrativi, quanto meno quando i dati esplicitati nello stesso contesto documentativo
dell'atto consentano di accertare la sicura attribuibilità dello stesso a chi deve esserne l'autore
secondo le norme positive, come è confermato dall'art. 3 del D.Lgs. 12 febbraio 1993 n. 39, il quale,
prevedendo, nel caso di emanazione di atti amministrativi attraverso sistemi informatici e
telematici, che la firma autografa sia sostituita dall'indicazione a stampa, sul documento prodotto
dal sistema automatizzato, del nominativo del soggetto responsabile, ribadisce sul piano positivo
l'inessenzialità ontologica della sottoscrizione autografa ai fini della validità degli atti
amministrativi. (Nella specie, la Prefettura di Genova, dovendo pronunciare numerosissime
ordinanze di contenuto omogeneo, aveva incaricato il centro elaborazione dati del Comune di
Genova, fornendo lo schema dei provvedimenti e i dati specifici e facendo apporre in calce alle
singole ordinanze un fac-simile a stampa della firma del funzionario delegato; la S.C., in base al
riportato principio, ha annullato la sentenza con cui il pretore, in sede di opposizione ad una di tali
ordinanze, aveva rilevato d'ufficio l'inesistenza giuridica della medesima).
Sez. I, sent. n. 7234 del 07-08-1996, Prefetto di Genova c. Viale (rv 499014).
In tema di sanzioni amministrative inflitte per violazioni del codice della strada, la notifica del
verbale di accertamento privo della sottoscrizione autografa degli accertatori deve ritenersi del tutto
legittima se il verbale stesso risulta redatto "con sistema meccanizzato o di elaborazione dati",
giusta disposto degli artt. 383, comma quarto, e 385, comma terzo e quarto, del regolamento di
esecuzione e di attuazione del codice della strada, e dell'art. 3, comma secondo, del D.Lgs. 12
febbraio 1993 n. 39 (a mente del quale, nella redazione di atti amministrativi, la firma autografa è
sostituita, a tutti gli effetti, "dall'indicazione a stampa, sul documento prodotto dal sistema
automatizzato, del nominativo del soggetto responsabile", e, quindi, nella specie, del verbalizzante).
Sez. I, sent. n. 1923 del 06/03/1999, Prefetto di L'Aquila c. Bandini (rv 523906).
In materia di formazione degli atti amministrativi informatici, la disposizione di cui all'art. 3 del
D.Lgs. n. 39 del 1993 ha una formulazione della massima ampiezza, cosicché le relative
disposizioni sono applicabili a tutti i provvedimenti dei quali sia effettivamente configurabile una
formazione con tecniche informatiche automatizzate - e cioè quando il tenore del provvedimento
dipende da precisi presupposti di fatto e non sussiste l'esercizio di un potere discrezionale -
dovendosi pertanto ritenere che la sostituzione della firma autografa con la mera indicazione del
nominativo del responsabile sia ammessa tanto per i provvedimenti della fase esattiva che per quelli
inerenti la fase impositiva. (Fattispecie relativa alla determinazione del tasso specifico aziendale e
alla sua comunicazione da parte dell'I.N.A.I.L.).
Sez. Lav., sent. n. 15448 del 15-10-2003, Soc. SIOT c. I.N.A.I.L. (rv 567464).
Vi segnalo alcuni esempi ANCHE RECENTI di utilizzo di tale meccanismo:
http://albo2.parsec326.it/AlboPretorio/documenti/I045/2015/289514_ATT_000004742_5571.pdf
http://www.gazzettaamministrativa.it/opencms/export/sites/default/_gazzetta_amministrativa/amministrazione_trasparente/_lombardia/_gorla_maggiore/060_perf/005_sis_mis_val_per/2014/0001_Documenti_1391432401765/1391432405185_delibera_151_metodologia_per_la_valutazione.pdf
http://comprensivo3chieti.gov.it/firma-autografa-del-dirigente-scolastico/
http://www.itimajorana.gov.it/allegati/all_albo_1825.pdf
http://www.anusca.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2681
http://www.liceoreginamargheritasalerno.it/circolari14-15/grad-def-15-atipica_a037-50-51.pdf
https://books.google.it/books?id=I3xUCgAAQBAJ&pg=PA313&lpg=PA313&dq=Cassazione+Civile+1997+9394&source=bl&ots=n8cZCTJ75I&sig=AxgfERDOKcry1IG--FYtolgE9bY&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjXhIDRrZDMAhWDiiwKHZRjCsMQ6AEIHDAA#v=onepage&q=Cassazione%20Civile%201997%209394&f=false
Circ. 18/05/2011, n. 14/2011
Linee guida sulla dematerializzazione nella trasmissione degli atti di stato civile tra Comuni tramite PEC per successiva trascrizione ed annotazioni nei registri dello stato civile.
Emanata dal Ministero dell'interno, Dipartimento per gli affari interni e territoriali, Direzione centrale per i Servizi demografici, Area III - Stato civile.
Si fa seguito alle precedenti circolare 27 ottobre 2009, n. 23, circolare 27 aprile 2010, n. 13/2010 , circolare 10 marzo 2011, n. 7/2011 , relative alla trasmissione per via informatica dei documenti di stato civile tra Consolati Italiani all'estero e Comuni italiani, per chiarire, preso atto del parere appositamente richiesto alla competente Digit PA, le norme da applicare alla trasmissione per via informatica degli atti di stato civile e relative comunicazioni tra Comuni, ai sensi degli artt. 47 e 48 del Codice dell'Amministrazione Digitale ( D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 ) come modificato ed integrato dal D.Lgs. 30 dicembre 2010, n. 235 .
La trasmissione degli atti tra Comuni, che siano in possesso di adeguati sistemi informatici per la trasmissione di atti, può avvenire a mezzo di posta elettronica certificata, con esclusione della posta elettronica ordinaria, in modo da consentire di identificare con certezza sia la provenienza della trasmissione sia l'effettiva ricezione della medesima da parte del corretto destinatario.
A tal proposito si ricorda che ai sensi della normativa vigente tutti i Comuni sono obbligati a dotarsi di almeno un indirizzo di PEC (mentre rientra nella specifica autonomia organizzativa dell'Ente locale quella di istituire una separata e distinta casella PEC per i Servizi demografici ovvero per l'Ufficio di stato civile), per ogni registro di protocollo, e che l'indirizzo PEC deve essere anche facilmente consultabile. Pertanto, come espresso nelle precedenti circolari, i Comuni sono obbligati a rendere noto tale indirizzo PEC sul proprio sito web istituzionale (ex art. 54, comma 1, lett. d), CAD) e a registrarlo ed aggiornarlo, con cadenza almeno semestrale, nell'Indice delle pubbliche Amministrazioni (IPA), nel quale sono indicati gli indirizzi di posta elettronica da utilizzare per le comunicazioni e per lo scambio di informazioni e per l'invio di documenti a tutti gli effetti di legge fra le Amministrazioni e fra le Amministrazioni ed i cittadini (ex art. 57-bis CAD). L'IPA, realizzato e gestito da DigitPA è consultabile all'indirizzo http://www.indicepa.gov.it.
Ciò premesso, si precisa che ai fini della trasmissione informatica degli atti da trascrivere, l'ufficiale dello stato civile potrà utilizzare la copia per immagine su supporto informatico dell'atto cartaceo originale già prodotto e firmato dalle parti (ex art. 22, comma 1, CAD).
Ogni documento informatico così formato dovrà essere sottoscritto, con firma digitale, da parte del funzionario responsabile per attestare la conformità all'atto cartaceo originale (ex art. 23-ter, comma 3, CAD) ed inviato tramite PEC.
L'ufficio ricevente provvederà a stampare il documento trasmesso tramite PEC previa verifica della apposizione e della validità della firma digitale. Successivamente alla ricezione del documento informatico, analogamente a quanto disposto nella circolare 27 ottobre 2009, n. 23 suindicata, l'ufficiale dello stato civile provvederà alla stampa dell'atto, apponendovi, al fine di procedere alla trascrizione, una propria dichiarazione che certifichi la conformità del documento stampato rispetto a quello ricevuto per via telematica. Dopo di che provvederà a conservare tale documentazione con le procedure di rito previste per gli archivi comunali.
Nel caso in cui l'ufficio ricevente verifichi l'incompletezza della documentazione ricevuta, ovvero la mancanza o la non validità della firma digitale, provvederà ad informare prontamente l'ufficio mittente, il quale provvederà a rinviare nuovamente tutta la documentazione in regola con le disposizioni sopra evidenziate.
Per quanto concerne invece lo scambio informatico tra gli uffici comunali di stato civile relativo alle comunicazioni inerenti le richieste di annotazione da apportare negli atti iscritti e/o trascritti in altro Comune, nonché le comunicazioni di avvenuta trascrizione e/o annotazione degli atti, si precisa che dette note potranno parimenti essere prodotte in modalità informatica ed inviate a mezzo PEC.
Le suddette comunicazioni dovranno apportare l'indicazione "della firma autografa omessa" del pubblico ufficiale ai sensi dell' art. 3 del D.Lgs. n. 39/1993.
In queste ipotesi di scambio informatico di comunicazioni tra i Comuni, l'ufficiale dello stato civile che le riceve provvederà a stampare e conservare negli archivi dette comunicazioni, apponendo sul documento informatico ricevuto, non firmato digitalmente, la specifica dichiarazione di conformità.
Tanto evidenziato, si pregano le SS.LL. di volere comunicare quanto sopra detto ai Signori Sindaci, confidando in un'azione di sensibilizzazione e di vigilanza, in un ottica di progressiva informatizzazione delle procedure connesse allo stato civile.
Circ. 16/05/2014
Procedura denominata "certificazione massiva/CERPA" - apposizione sui certificati di un contrassegno generato elettronicamente (glifo) in luogo della semplice firma digitale del Direttore dell'Ufficio del casellario centrale.
Emanata dal Ministero della giustizia, Dipartimento per gli affari di giustizia, Direzione generale della giustizia penale, Ufficio III.
Dal prossimo 19 maggio c.a. i certificati rilasciati tramite la procedura denominata "certificazione massiva CERPA", alle pubbliche amministrazioni ed ai gestori di pubblici servizi che ne faranno richiesta ai sensi degli artt. 39 e 29 D.P.R. n. 313 del 2002, recheranno su ogni pagina un particolare contrassegno generato elettronicamente (glifo) che va a sostituire la semplice firma digitale attualmente presente sugli stessi.
Ai sensi dell'articolo 23-ter, comma 5 del CAD (codice dell'amministrazione digitale), è stato infatti implementato sul SIC un sistema per la generazione e l'apposizione su ogni certificato di un contrassegno contenente il documento informatico originale e la firma digitale del Direttore dell’Ufficio del casellario centrale che dà valenza giuridica alla copia analogica del documento informatico.
Tramite apposito software messo a disposizione sul sito della giustizia all'indirizzo http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_3_3_4.wp?tab=d le amministrazioni interessate potranno verificare l’autenticità ed integrità del documento informatico contenuto nel glifo.
Della novità introdotta e della possibilità di verifica di cui sopra è data notizia su ciascun certificato tramite apposita avvertenza.
Con l'introduzione di tale modalità di produzione dei certificati le amministrazioni interessate non potranno più scegliere di ricevere i certificati con firma autografa omessa ai sensi dell’ art. 3 D.Lgs. n. 39/1993. Le precedenti circolari emesse in materia si devono intendere, pertanto, modificate in tal senso.
Inoltre, poiché l'apposizione del glifo sul certificato ne fa aumentare le dimensioni, si raccomanda di segnalare alle amministrazioni interessate alla trasmissione dei certificati tramite PEC, l'opportunità di non inoltrare richieste superiori a circa 300 soggetti alla volta.
Qualora motivi tecnici impedissero momentaneamente l'apposizione del glifo sui certificati verranno ripristinate le precedenti modalità di produzione dei certificati, ovvero:
a) in formato PDF con la sola firma digitale del Direttore dell’Ufficio del casellario centrale
b) in formato PDF con firma autografa del responsabile del servizio certificativo sostituita, ai sensi dell’ art. 3 D.Lgs. 12 febbraio 1993, n. 39, dall’indicazione a stampa del nominativo dello stesso.
La presente circolare è reperibile sul sito del Ministero della Giustizia (www.giustizia.it) e sul sito intranet del Casellario (portal.casellario.giustizia.it).
Eventuali richieste di informazioni potranno essere rivolte al servizio di help desk dell’Ufficio centrale del casellario: tel n. 06/97996200.
Barbara Chiari
d53537_Q1_dirigente_ComunicazioneFirmaMeccanografica_24072008.doc (255.5 kB - scaricato 64 volte.)
« Ultima modifica: 15 Aprile 2016, 12:06:00 da Staff Omniavis »
« Risposta #3 il: 15 Aprile 2016, 11:33:03 »
Durante l'incontro abbiamo affrontato il tema della FIRMA DIGITALE e delle diverse tipologie di firma digitale.
1) verificare sempre che il sottoscrittore di firma digitale sia lo stesso indicato nel documento sottoscritto
2) verificare che il certificato di firma sia sottoscritto con algoritmo SHA-256 (http://www.agid.gov.it/agenda-digitale/infrastrutture-architetture/firme-elettroniche)
3) controllare che il certificato non sia SCADUTO
Durante l'incontro SUGGERIVO di utilizzare regolarmente i file PDF firmandoli digitalmente e mantenendone il formato PDF (tecnicamente si chiama sottoscrizione PAdES - http://www.agid.gov.it/sites/default/files/linee_guida/firme_multiple.pdf)
In allegato vi propongo lo stesso documento in questi formati:
1) PDF non firmato
2) PDF firmato in P7M
3) PDF firmato con firma invisibile
4) PDF firmato con firma visibile (CONSIGLIATO!!)
Curriculumvitae_nonFirmato.pdf (105 kB - scaricato 65 volte.)
Curriculumvitae_Firmato-P7M.p7m (107.84 kB - scaricato 64 volte.)
Curriculumvitae_Firmato-PDFinvisibile.pdf (121.72 kB - scaricato 86 volte.)
Curriculumvitae_Firmato-PDFvisibile.pdf (127.29 kB - scaricato 61 volte.)
nives_b
« Risposta #2 il: 15 Aprile 2016, 11:10:20 »
Ho scorso il materiale trasmesso, non ho trovato le scritte standardizzate che utilizza per i documenti firmati digitalmente, campo data (data quella della sottoscrizione) e le copie di documenti firmati digitalmente con indicazioni per apertura file (chiedo scusa sin da ora se non le ho viste ma ci sono già nella documentazione). Potrebbe cortesemente trasmettermele per un confronto. Inoltre, aveva accennato all'obbligo di trasmettere al superiore l'essere iscritti ad associazioni (tranne partiti politici e organizzazioni sindacali ...) mi sembra che nel mio Ente nessuno lo faccia volevo pertanto informare dell'obbligatorietà i colleghi; mi cita gli estremi normativi che lo impongono. Durante il corso, parlando della sua esperienza, mi è parso di capire che all'interno dell'Ente per cui riveste la funzione di responsabile abbiate fatto chiarezza sulle procedure da seguire nei flussi documentali. Sto redigendo per il mio Ente un manuale per dettarne le procedure le chiedevo se posso consultare il vostro o vostre direttive operative per un confronto. Accennava alla validità di un documento senza firma dettata dall'art.3 c.2 di un provvedimento legislativo che forse ho sbagliato a prendere riferimento melo rammenta cortesemente (forse 39/1995)
Mi complimento per i suoi corsi che sono sempre molto concreti e danno molti dettagli operativi.
« Risposta #1 il: 11 Aprile 2016, 09:19:51 »
Come promesso riporto alcuni link utilizzati durante l'incontro di formazione a cui seguiranno ulteriori spunti ed approfondimenti. Buona lettura.
https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/index.html
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=3729.0
https://it.wikipedia.org/wiki/PDF/A
http://qualitapa.gov.it/relazioni-con-i-cittadini/open-government/strumenti-della-pa-digitale/albo-pretorio-on-line/
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=16646.0
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=30928.0
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=22011.0
http://www.comune.sperlonga.lt.it/uploads/tbl_dhtml/ISTRUZIONI_PER_INVIO_TRAMITE_PEC.pdf
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=22810.0
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=20530.0
https://postecert.poste.it/verificatore/service?type=0
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=21086.0
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=20267.0
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=15954.0
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=15968.0
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=33405.0
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=32256.0
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=31192.0
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=31073.0
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=29264.0
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=27595.0
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=25916.0
http://formazione.fondazioneifel.it/
http://www.forumpa.it/webinar
https://www.youtube.com/watch?v=8C9i-n7ICag
http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1993-02-20&atto.codiceRedazionale=093G0086&currentPage=1
Brochure Mente Locale 2015-2016.pdf (1358.22 kB - scaricato 272 volte.)
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