Source: https://comitatonazionaleataitpexentilocali.wordpress.com/2014/05/15/faziosita-del-ministero-della-giustizia-nei-confronti-della-questione-ata-itp-ex-eell/
Timestamp: 2017-12-13 14:55:33+00:00
Document Index: 123549431

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.8', '§ 1', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ']

Faziosità del Ministero della Giustizia nei confronti della questione ATA-ITP ex EELL | COMITATO NAZIONALE ATA-ITP EX ENTI LOCALI
RISPOSTA del ministero della giustizia alla nostra istanza
“ALLUCINANTE ED INACCETTABILE RISPOSTA”
da parte del Ministero della Giustizia a firma, del Capo gabinetto Giovanni Melillo inviata , per email, al collega Nando Barcaglioni .
Risposta che questo Comitato ritiene inaccettabile ed allucinante per le seguenti considerazioni;
-Una risposta ,quella data al collega, che oltre ad essere non oggettiva , dimostra anche una faziosità nei confronti della questione ATA-ITP ex EELL non solo innata, ma, anche cresciuta e maturata in quelle stanze del Ministero dell’ In” giustizia, scritta per mano di un Funzionario Burocrate del Dicastero che è stato parte in causa , oltre che regista nel consigliare il governo Berlusconi e per mano dell’on. Santanchè di mettere in campo, nel lontano 2005, la fatidica “dis-interpretazione autentica dell’art. 8 l. 124/99 che rinnegava il riconoscimento dell’anzianità maturata finora ai lavoratori, e che determinò, di fatto, il capovolgimento della stragande maggioraza delle cause a sfavore dei ricorrenti, fino ad allora, vittoriosi nei vari giudizi.
–Una risposta che continua a mistificare la verità, perché, ci chiediamo, come è possibile afferrmare che la maggior parte dei giudizi sono stati sfavorevoli agli ATA-ITP ex EELL non tenendo conto che i giudizi e le cause nei tribunali sono stati “pilotati ”, dallo Stato Italiano , contro i lavoratori parte in causa, con la predetta interpretazione autentica (dpr 266/05), a causa della quale interpretazione e per conseguente comportamento illegittimo ed illegale l’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea con una serie di clamorose sentenze;
–Una risposta che svela tutta la faziosità contro gli ATA-ITP ex EELL , perché mistifica la realtà con una grande abilità descrittiva. Nella nota si cita abilmente un capoverso estratto dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea (Scattolon 6 settembre 2011) addicendo alla stessa “legittimo il trasferimento del personale allo Stato ritenendo che non vi è stato alcun peggioramento economico nell’attuazione dello stesso, quanto in verità la stessa sentenza al punto )83 invita i giudici ad esaminare se si sia verificato il peggioramento retributivo, cosa che di fatto nei giudizi in atto sta avvenendo ed i giudici stanno dando ragione ai dipendenti anche perché nella valutazione dello stipendio all’atto del passaggio non fu tenuto conto dei vari compensi accessori percepiti dai dipendenti degli Enti Locali (livelli differenziati, produttività, tickets mensa etc), che facevano parte del corredo stipendiale e la cui valutazione , da sola, bastava abbondantemente a determinare anche il superamento di un gradone nel nuovo inquadramento stipendiale.
–Una risposta mistificatoria e faziosa perché cita, una sola sentenza omettendo di riconoscere che ormai sono ben quattro le sentenze emesse dalle Corti di Giustizia Europea di condanna allo Stato ed alla Giustizia Italiana per come ha trattato la questione ATA-ITP ex EELL.Giusto per opportuna conoscenza al Capo Gabinetto Giovanni Melillo che ha firmato la missiva in questione inviamo in allegato i riferimenti delle sentenze europee compresa l’ultima emessa tre giorni fa e di ulteriore condanna dello Stato Italiano a favore di un ulteriore gruppo di ricorrenti ATA-ITP ex EELL.(Sentenza CEDU del 13 maggio 2014, AIRE BORDONI ET AUTRES c. ITALIE)
Secondo la Corte europea non vi era alcuna necessità di una norma interpretativa che andasse a ridurre il contenzioso, che anzi è stato alimentato, non vi erano ragioni imperiose di carattere generale per giustificare a distanza di oltre cinque anni la modifica dell’art.8 della legge n.124/1999 che riconosceva la piena anzianità di servizio e professionale al personale ata transeunte, perché non vi era alcun vide juridique, nessun vuoto normativo da colmare, ma solo gli interessi “egoistici” dello Stato (e dell’Avvocatura erariale) da tutelare.La Corte ha riscontrato una violazione dell’articolo 6 § 1 della Convenzione ,rigettando tutti gli argomenti del Governo italiano.I diritti acquisiti dai lavoratori trasferiti da una PA all’altra non possono essere negati da una legge d’interpretazione autentica retroattiva La CEDU condanna nuovamente l’Italia per l’illecita interferenza tra il potere legislativo e quello giudiziario: violando il diritto all’equo processo.
Il Comitato ATA-ITP ex EELL si chiede, a questo punto, e lo chiederemo direttamente al Ministro Andrea Orlano, gestore del dicastero di provenienza della missiva inviata al collega Nando Barcaglioni, se quella espressa è l’opinione anche sua personale circa la grave ingiustizia subìta dai 70.000 lavoratori transitati allo Stato nel 2000. Qualche dubbio sulla faccenda ci assilla anche perché davanti ad impegni presi in varie occasioni (Comm. Cultura VII ed Comm. Lavoro XI) da vari rappresentanti colleghi di partito del PD- on Di Pasquale, Ghizzoni etc- Puglisi) di fatto poi si è dimostrato ed è seguito un nulla di fatto.
Un nuovo capitolo nell’annosa vertenza del personale Ata.
Per la Corte Europea di Strasburgo, l’Italia è colpevole di violazione dei diritti dell’uomo, non avendo rispettato l’art. 6 della Convenzione, che prevede il diritto ad un equo processo.Davvero una figuraccia dello stato italiano di fronte alla comunità internazionale.
Di seguito, alcuni passi delle sentenze dei link sottoriportati
“La Corte ritiene che il fine invocato dal Governo italiano, vale a dire la necessità di colmare un vuoto giuridico ed eliminare le disparità di trattamento tra i dipendenti, mirava in realtà a preservare il solo interesse economico dello Stato” .
– Sentenza CEDU del 13 maggio 2014, AIRE BORDONI ET AUTRES c. ITALIE
–BORDONI ED ALTRI TRADOTTO (con possibili refusi)
–AFFAIRE PEDUZZI ET ARRIGHI c ITALIE_personale ATA del 13 maggio 2014
–AFFAIRE MARINO ET COLACIONE c ITALIE_personale Ata del 13 maggio 2014
–AFFAIRE CAPONETTO c ITALIE_personale ATA del 13 maggio 2014
–AFFAIRE BIASUCCI ET AUTRES c ITALIE del 13 maggio 2014
–sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE
-sentenza De Rosa e altri contro Italia 11 dicembre 2012(AFFAIRE DE ROSA ET AUTRES c. ITALIE
–SENTENZA AGRATI 8 novembre 2012 con la tabella dell’equo indennizzo
Sentenza Corte Europea dei Diritti Umani agrati del 7 giugno 2011
–SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA Scattolon (Ricorso C-108/10)
http://www.tecnicadellascuola.it/item/3745-faziosita-del-ministero-della-giustizia-nei-confronti-della-questione-ata-itp-ex-eell.html
http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-2486119.html
15 maggio 2014 alle 12:01
Melillo prendi il mio posto, per poi vedere come si pronunciano i giudici
15 maggio 2014 alle 18:03
Grazie, ma siamo veramente nella co……ne totale! Non si salva più nessuno!!!!!
16 maggio 2014 alle 20:06
I gabinetti ministeriali costituicono il pernicioso ecosistema dove nacquero, forse per germinazione spontanea, i primi burosauri del potere prostituito. Un principio antropico locale assicura la stabilità genetica di questi grigi e operosi viventi che esibiscono, nello sviluppo delle loro carriere, una morfogenesi antropoide perfettamente integrata con una viscida mollezza vermiforme. Si cibano di materia oscura e si moltiplicano per partenogenesi spontanea o indotta dalla superiore specie dei sottosegretari che si colloca circa a metà nella catena superalimentare delle camerate riunite.
Praticano spesso il cannibalismo burocratico.
Usano la parola scritta con raffinata cattiveria e insopportabile insolenza.
Le menzogne che dobbiamo sopportare sono la forma e il contenuto delle loro esternazioni, ma sono nulla di fronte alla frase “……ESULA DALLA COMPETENZA DEL MINISTRO DELL A GIUSTIZIA…” con riferimento alla infame vicenda del trasferimento del personale degli Enti Locali allo Stato.
Abbiamo capito, non si tratta di questioni di Giustizia, di Diritti Costituzionali costituzionalmente lesi, di evidenti persecuzioni giuridiche: si tratta di questioni burocratiche.
Alla nostra indignazione, in questo stato del “dritto”, non è rimasto che il veleno delle parole e la rabbia delle unghie.
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