Source: http://mediarebene.altervista.org/la-mediazione-e-il-ruolo-del-notaio/
Timestamp: 2019-09-17 00:33:41+00:00
Document Index: 164948157

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art 12', 'art. 1', 'art. 2643', 'art. 11', 'art. 2657', 'art. 2643', 'art. 2645', 'artt 2645', 'art 14', 'art. 11']

La mediazione e il ruolo del Notaio | Mediare con successo
– D.Lgs 4 marzo 2010, n. 28, in vigore dal 21 marzo 2011, introduttivo della disciplina della mediazione tesa alla conciliazione delle controversie civili e commerciali.
– la Corte Costituzionale, con sentenza 6 dicembre 2012 n. 272 sancisce l’incostituzionalità del carattere obbligatorio della mediazione;
– D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito in L. 9 agosto 2013, n. 98, che, nell’art. 5, primo comma bis, ribadisce l’obbligo, per chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, ad esperire preliminarmente il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto.
Il mediatore, al termine della procedura, che (a seguito dell’ ultimo intervento legislativo) non può superare i tre (non più quattro) mesi, redige un verbale al quale viene allegato l’accordo di conciliazione.
Il verbale, per assurgere a titolo esecutivo ed a titolo per l’iscrizione di ipoteca giudiziale, deve essere omologato, ai sensi dell’ art 12 D.L., con decreto del Presidente del Tribunale competente in base alla sede dell’organismo previo controllo di legalità. Il verbale viene inoltre registrato e conservato negli atti dell’organismo di mediazione.
L’accordo può essere raggiunto spontaneamente tra le parti oppure dietro proposta del mediatore. Lo stesso deve essere sottoscritto dalle parti.
L’art. 1 D.L. cit. stabilisce che ove si raggiunga l’accordo amichevole, occorre procedere alla redazione del processo verbale sottoscritto dalle parti e dal mediatore.
Il legislatore usa indifferentemente le definizioni di “verbale”, “processo verbale” o “verbale di accordo”.
Se con l’accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti previsti dall’art. 2643 c.c., per procedere alla trascrizione dello stesso, la sottoscrizione del processo verbale deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato (art. 11, terzo comma, D.L.).
La scelta del legislatore risulta, com’è tra l’altro già evidenziato nella stessa relazione illustrativa al D.Lgs. 28/10, pienamente coerente con il sistema di pubblicità immobiliare del nostro ordinamento giuridico, che si pone il precipuo scopo di garantire un controllo di legalità e di dare certezza a tutti i dati immessi nei pubblici registri in ossequio al principio di autenticità del titolo. In tal senso, viene in rilievo l’art. 2657 c.c., che considera unici titoli validi per la trascrizione le sentenze, gli atti pubblici o le scritture private autenticate o la cui sottoscrizione sia stata accertata giudizialmente.
In questo scenario, il Notaio è l’unico pubblico ufficiale che ha tra i suoi compiti specifici quello di ricevere o autenticare contratti soggetti a trascrizione.
La norma indica solo l’art. 2643 c.c., ma la dottrina, sulla base di una interpretazione sistematica, estende l’intervento notarile anche agli atti previsti dall’art. 2645 e dagli artt 2645 bis e ter c.c., oltre che ai contratti relativi a cessioni di quote sociali o trasferimenti di azienda da pubblicizzarsi nel registro imprese.
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha chiarito che l’intervento del Notaio nel procedimento di mediazione può esplicarsi in tre modalità:
b) esclusivamente nel ruolo di mediatore, nel qual caso sarà tenuto ad osservare la disciplina del decreto citato ed il regolamento dell’organismo di mediazione. In tal caso, la condotta del Notaio, ferme restando le responsabilità professionale e deontologica, non è rilevante autonomamente sul piano disciplinare;
c) nella duplice veste di Notaio e di mediatore. Ha destato iniziali perplessità, risolte poi in senso positivo dalla dottrina prevalente, la figura bifronte del mediatore – Notaio esaminata in relazione al disposto dell’art 14 del decreto, ove è statuito il divieto per il mediatore di assumere diritti o obblighi connessi direttamente o indirettamente con gli affari trattati, fatta eccezione per quelli strettamente inerenti alla prestazione dell’opera o del servizio, nonché l’ulteriore divieto di percepire compensi direttamente dalle parti.
Il Notaio, in quanto mediatore, sarà tenuto, di concerto con le parti, alla redazione dell’accordo verbale e alla certificazione dell’autografia delle sottoscrizioni o della impossibilità a sottoscrivere ai sensi dell’art. 11; successivamente potrà essere liberamente scelto dalle stesse in veste di pubblico ufficiale, per consentire all’accordo di ottenere la pubblicità nei registri immobiliari. Ciò, con evidente risparmio di tempo e di risorse economiche.
Si è precisato, altresì, che sotto il profilo economico, il divieto rivolto al mediatore di percepire compensi direttamente dalle parti, deve riferirsi al Notaio in quanto mediatore e non al Notaio considerato nell’esercizio delle funzioni a lui proprie. Conseguentemente, le indennità dovute per il procedimento di mediazione dovranno essere versate all’organismo di mediazione, mentre le spese e gli onorari per l’autentica o per la traduzione in atto pubblico dell’accordo saranno dovute al Notaio.
Fonte: www.sarannonotai.it