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Timestamp: 2016-10-27 22:59:36+00:00
Document Index: 181178711

Matched Legal Cases: ['art. 58', 'art. 58', 'art. 49', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 58', 'art 58', 'art. 58', 'sentenza ', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 58']

84 I 24034. Sentenza 12 dicembre 1958 nella causa X contro Commissione di ricorso in materia d'imposte del Cantone Ticino.
Art. 58 al. 4 AIN. Les b�n�fices extraordinaires qui ne proviennent pas de l'activit� �conomique normale de la soci�t� ne seront pas pris en consid�ration dans le calcul selon l'art. 58 al. 4 lit. b AIN s'ils ont d�j� �t� compt�s int�gralement dans le calcul selon la lit. a de la m�me disposition l�gale. Faits � partir de page 240
A.- La societ� anonima X, a T., costituita con atto pubblico del 4 marzo 1952, ha ripreso, dal 1 aprile 1952, l'attivo e il passivo della ditta individuale Y a T., che si occupava dell'importazione e del commercio di macchine d'ufficio. Nel bilancio d'apertura della ditta X, allestito il 1 aprile 1952, fu iscritto al passivo un importo di 29 435 fr. 20 quale avere della signorina Y, gi� titolare della ditta individuale omonima. Di questa somma 435 fr. furono versati quell'anno medesimo alla signorina Y; la somma residua, di 29 000 fr., fu invece contabilizzata, nel bilancio di chiusura del primo esercizio al 31 dicembre BGE 84 I 240 S. 2411952, come segue: "Spez. Reservefonds, 29 000 fr.". In detto bilancio, l'utile del primo esercizio, di nove mesi, era indicato in 31 819 fr. 85.
B.- Agli effetti dell'imposta per la difesa nazionale (IDN) del VI periodo (1951/1952), l'autorit� ticinese di tassazione stabiliva, con decisione del 24 aprile 1954, l'utile annuo netto della ditta X in 84 400 fr. Detta somma comprendeva l'utile d'esercizio di 31 819 fr. 85, un importo di 2508 fr. corrispondente a una ripresa per imposte inammissibile e la somma di 29 000 fr. passata a riserva speciale, il tutto riportato a dodici mesi conformemente all'art. 58 cp. 5 DIN. Circa la riserva speciale di 29 000 fr., l'autorit� di tassazione consider� che, poich� proveniva dalla mutazione di capitali appartenenti a terzi (signorina Y) in fondi propri, doveva essere parificata a un utile e tassata come tale.
Su reclamo della ditta X, l'utile netto imponibile veniva ridotto a 63 327 fr. Tra l'altro il saldo del conto profitti e perdite fu ammesso in 31 819 fr., senza riporto da 9 a 12 mesi, essendo risultato esatto che nell'utile quale appariva dal bilancio della societ� al 31 dicembre 1952 era gi� compreso il reddito di 3483 fr. 95 conseguito nei primi tre mesi dalla ditta individuale Y. Anche la somma di 29 000 fr. fu dichiarata tassabile senza riporto a 12 mesi, in sostanza perch� occorreva "tener conto che l'importo di 29 000 fr. non deriva dalla normale attivit� svolta dalla societ� nei suoi primi 9 mesi di vita".
La CCR conferm� questa decisione, in data 16 giugno BGE 84 I 240 S. 242D. - La ditta X ha interposto in tempo utile un ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale, chiedendo che, annullata la decisione impugnata, sia accertato che la somma di 29 000 fr. "tassata quale utile nel 1952, non pu� entrare in considerazione nel calcolo dell'utile del VII periodo" e che "di conseguenza l'utile netto della ditta X imponibile ai fini dell'IDN per il VII periodo � determinato in 34 000 fr.". A sostegno delle sue conclusioni, essa adduce in sostanza quanto segue: In primo luogo, la somma di 29 435 fr. altro non � che l'utile della ditta individuale Y negli anni 1950 e 1951. Esso � stato iscritto nel bilancio d'apertura della societ� anonima al nome di Y, non perch� questa ne fosse creditrice, ma solo per sottolineare la provenienza della somma. In queste circostanze, la CCR par la a torto di abbandono di credito da parte di un terzo. Comunque sia, � inammissibile che l'importo in questione, gi� tassato per il 1952, lo sia anche per gli anni 1953/1954, giacch� si tratt� semmai di un utile del tutto straordinario senza nessuna relazione con la normale attivit� commerciale della ditta X.
1. In concreto, non � necessario esaminare pi� da vicino gli argomenti con i quali la ricorrente vorrebbe dimostrare che la somma di 29 000 fr. non rappresenterebbe un utile tassabile a norma del DIN. Infatti la ricorrente medesima dice che, pur essendo l'utile solo "presunto", non intende contestarne la possibile tassazione ai fini della IDN del 1952. "Per contro non possiamo ammettere - specifica la ricorrente - che questo importo possa riflettersi ancora sulla tassazione per il biennio 1953/1954 poich� si tratterebbe comunque di utile del tutto straordinario". Appare da questo ragionamento e, inoltre, BGE 84 I 240 S. 243dalle conclusioni della ricorrente limitate esplicitamente al solo VII periodo che non il calcolo dell'utile per s� giusta l'art. 49 DIN � impugnato nel presente ricorso di diritto amministrativo, bens� la circostanza che detto utile � stato preso in considerazione per il 1953 e il 1954 oltre che per il 1952. Ne segue che deve qui solo essere esaminato, per quanto concerne l'imposizione della ricorrente per il VII periodo IDN, se la CCR abbia correttamente applicato l'art. 58 DIN, relativo appunto ai periodi di computo dell'imposta per la difesa nazionale.
2. Su questo punto, occorre considerare quanto segue: Normalmente, il periodo di computo dell'IDN comprende i due anni che precedono il periodo di tassazione (art. 58 cp. 1 DIN). Tuttavia, se all'inizio del periodo di tassazione � trascorso un solo esercizio o se il primo esercizio non � chiuso che nel corso di detto periodo, "la tassazione � fatta in base al risultato del primo esercizio" (art. 58 cp. 4 lett. b DIN). Quando poi la durata di questo � pi� lunga o pi� breve di un anno civile, "l'utile netto � computato per un anno civile" (art. 58 cp. 5 DIN).
In concreto, � pacifico che la ricorrente ha iniziato la sua attivit� il 1 aprile 1952. Poich� al 1 gennaio 1953 (inizio del nuovo periodo di tassazione) era cos� trascorso un solo esercizio, le autorit� fiscali hanno dunque per s� giustamente fatto capo all'art. 58 cp. 4 lett. b DIN. Letteralmente preso, esse lo hanno anche applicato in modo corretto. In opposizione a quanto sostiene la ricorrente, � tra l'altro conforme al testo esplicito dell'art 58 cp. 4 DIN che, quando all'inizio del periodo di tassazione � trascorso un solo esercizio, il medesimo utile serva di regola per tre tassazioni: la tassazione dell'anno fiscale nel corso del quale l'impresa � stata costituita (lett. a) e quella dei due anni fiscali successivi (lett. b). Con ci�, la legge non ha inteso colpire pi� volte un solo e unico guadagno, ma ha voluto semplicemente prevedere un modo di calcolo capace di dare soddisfazione quando la tassazione non pu� essere fondata sull'utile netto medio BGE 84 I 240 S. 244dei due anni anteriori. Si trattava in particolare di escogitare un sistema che non fosse sfavorevole per i nuovi contribuenti e bisogna pur convenire che l'art. 58 cp. 4 DIN � tale da adempiere questo presupposto. Di regola, un'azienda che inizia la sua attivit� guadagner� infatti meno nel primo anno di vita che negli anni successivi.
L'ipotesi contraria rimane tuttavia sempre possibile. Pu� per esempio accadere che un'azienda, a motivo di circostanze speciali, consegua un utile straordinario che � del tutto indipendente dalla sua normale attivit� e che non si ripeter� negli esercizi successivi. Tale ipotesi si verifica appunto qui. La somma di 29 000 fr. iscritta il 31 dicembre 1952 a bilancio come "riserva speciale" non dipende da nessuna attivit� d'esercizio della ricorrente ma poggia esclusivamente sulla contabilizzazione al suo nome di una somma che all'inizio dell'esercizio figurava quale capitale di Y. Non � necessario esaminare qui se vi sia stato condono di debito da parte della signorina Y o altro; baster� costatare che la somma di cui si tratta � divenuta, senza rimborso da parte della ricorrente, una riserva speciale di questa. In altre parole, la ricorrente ha conseguito un utile straordinario, del tutto indipendente dalla sua normale attivit� economica.
Ora, lecita � effettivamente la domanda se un utile siffatto, gi� tassato in tutto il suo ammontare per l'anno fiscale nel corso del quale l'impresa � stata costituita (1952), possa ancora essere preso in considerazione per il successivo periodo biennale di computo. La ricorrente lo nega, con riferimento tra l'altro alla sentenza RU 76 I 226 sgg. e a una decisione in data 2 settembre 1947 della Commissione di ricorso per l'IDN del Cantone di Argovia (cfr. Archiv f�r Schweizerisches Abgaberecht, vol. 16, pag. 413).
A questo proposito deve subito essere detto che sia l'una sia l'altra decisione citata hanno per oggetto il problema del riporto a dodici mesi, giusta l'art. 58 cp. 5 DIN, degli utili straordinari conseguiti in primi esercizi BGE 84 I 240 S. 245pi� brevi di un anno civile, non quello della tassazione di siffatti utili quando siano gi� stati colpiti integralmente una prima volta in virt� dell'art. 58 cp. 4 lett. a DIN. Litigioso era insomma se in certi casi speciali il computo dell'utile netto per un anno civile dovesse essere fatto conformemente alla regola matematica, dividendo cio� la somma dei redditi degli esercizi pi� brevi di un anno civile per il numero di giorni degli esercizi di cui si tratta e moltiplicando il quoziente per 365 o se un altro modo di computo dovesse essere adottato. Dopo aver considerato che "sans doute la m�thode g�n�ralement applicable sera-t-elle la m�thode math�matique", il Tribunale federale precis� che "si, exceptionnellement, cette m�thode n'aboutit pas � un r�sultat satisfaisant, autrement dit, si le r�sultat de l'op�ration ne correspond pas au b�n�fice qui aurait �t� r�alis� dans le cas o� le premier exercice aurait eu effectivement la dur�e d'une ann�e civile, le texte l�gal n'interdit nullement de proc�der � la conversion d'une autre mani�re". Questo ragionamento corrisponde a quello della Commissione di ricorso del Cantone di Argovia, secondo cui "Art. 58 Abs. 5 WStB in der Weise einschr�nkend zu interpretieren ist, dass bei der Umrechnung des Reingewinnes auf ein Jahr solche Faktoren nicht zu ber�cksichtigen sind, die das Gesch�ftsergebnis nicht kontinuierlich beeinflussen" (cfr. op.cit., pag. 414).
Nella fattispecie, la CCR ha precisamente fatto capo ai principi sanciti da questa giurisprudenza. Infatti, essa ha rinunciato a riportare a dodici mesi sia la somma di 29 000 fr., sia l'utile d'esercizio ordinario. Di conseguenza, si tratta solo ancora di esaminare se il modo di computo adottato dalle autorit� fiscali ticinesi ha condotto a un risultato soddisfacente, conforme alla ratio e allo spirito del DIN. Tale non � il caso.
a) Innanzitutto, dev'essere accolta la tesi con la quale la ricorrente sostiene che nello stesso modo in cui nell'operazione di riporto a dodici mesi degli utili conseguiti in un esercizio pi� breve di un anno civile non sono presi BGE 84 I 240 S. 246in considerazione gli utili che non sono realizzati attraverso l'abituale attivit� commerciale di una societ�, cos� gli utili straordinari, indipendenti dall'attivit� economica normale della persona giuridica, non devono essere tassati pi� di una volta, non devono cio� pi� essere presi in considerazione agli effetti del computo secondo l'art. 58 cp. 4 lett. b se gi� lo furono integralmente agli effetti del computo secondo la lettera a di questo disposto. Ci� significa che la somma di 29 000 fr., gi� tassata nel 1952, non deve pi� essere aggiunta al reddito netto imponibile per il periodo 1953/1954. Detta somma costituisce un utile talmente estraneo all'attivit� economica ordinaria della ricorrente che non � normalmente destinato a ripetersi. Cos� stando le cose, tassarla ancora per il 1953/1954, dopo che gi� � stata tassata interamente per il 1952, equivarrebbe a interpretare il DIN con rigore eccessivo, incompatibile con la ratio e lo spirito della legge che vuole bens� colpire tutti i guadagni, ma anche li vuole colpire, di massima, una volta sola.
Vero � che per l'art. 58 cp. 4 DIN non vale la considerazione del Tribunale federale relativa all'art. 58 cp. 5 DIN e giusta la quale questo secondo disposto par la di computo per un anno civile, senza precisare il modo in cui dev'essere eseguito, se matematicamente o in altra maniera (cfr. RU 76 I 228). Nel caso dell'art. 58 cp. 4 DIN, la legge medesima ha prescritto che il "risultato del primo esercizio" fosse preso in considerazione come tale durante tre anni fiscali. Se detto articolo fosse applicato giusta il suo stretto testo letterale anche nei casi in cui, come qui, un utile notevole � straordinario e unico al punto da non avere assolutamente pi� nulla in comune con il normale esercizio di un'azienda e, inoltre, gi� � stato tassato per l'anno fiscale in cui l'azienda � stata costituita, si giungerebbe tuttavia a un risultato talmente iniquo che la rinuncia ad aggiungerlo all'utile d'esercizio imponibile per il nuovo periodo di computo s'impone, nello stesso modo e per le medesime ragioni per le quali BGE 84 I 240 S. 247un utile siffatto non sarebbe comunque riportato a dodici mesi.
Il ricorso � parzialmente accolto e la causa � rinviata all'autorit� cantonale per nuovo giudizio nel senso dei considerandi.