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Timestamp: 2017-02-23 20:43:34+00:00
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Il marito geloso taglia i capelli alla moglie: non è cortesia, ma violenza privata
martedì, Giu 18 2013 avvocati and avvocato and Cassazione and diritti delle donne and diritto di famiglia and diritto penale and maltrattamenti and sentenza and studi legali
8:16 am	La condotta del marito non era, come sostenuto dalla difesa, un aiuto alla moglie che cercava di tagliarsi i capelli da sé, ma l’imposizione di un comportamento in violazione della libertà morale della donna. Lo ha affermato la Cassazione con la sentenza 10413/13.
E’ reato di maltrattamenti disprezzare e umiliare il coniuge
mercoledì, Lug 7 2010 avvocati and avvocato and Cassazione and diritto civile and diritto penale and divorzi and giurisprudenza and maltrattamenti and risarcimento danni and sentenza and separazioni and studi legali
12:22 pm	Cass. Sez. pen. Sentenza n. 22740/2010
Violenza in coppia stabile è maltrattamento in famiglia
lunedì, Nov 2 2009 avvocati and avvocato and Cassazione and diritto civile and diritto di famiglia and diritto penale and giurisprudenza and maltrattamenti and processo penale and sentenza and studi legali
10:28 am	Le vessazioni tra persone che hanno un rapporto consolidato equivalgono a quelle tra sposati.
Cassazione 40727/2009.
Le vessazioni e le violenze sul partner sono sempre da considerarsi maltrattamenti in famiglia tutelati dalla legge penale purché si tratti di coppie stabili anche se non sposate o conviventi.
Lo ha stabilito la Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione confermando una sentenza della Corte di Appello di Cagliari che aveva condannato un signore per il reato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della compagna.
La Suprema Corte, respingendo il ricorso dell’imputato contro la sentenza di appello, ha affermato che “ai fini della configurabilità del reato di maltrattamenti in famiglia, non assume alcun rilievo la circostanza che l’azione delittuosa sia commessa ai danni di una persona convivente “more uxorio”, atteso che il richiamo contenuto nell’art.572 del codice penale. alla “famiglia” deve intendersi riferito ad ogni consorzio di persone tra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo”.
La sentenza costituisce un ulteriore passo in avanti in materia di tutela della c.d. “famiglia di fatto”, cioè delle unioni tra soggetti non uniti dal vincolo del matrimonio. È utile ripercorrerne brevemente le tappe…[continua…]
E’ falsa testimonianza se la moglie tace dei maltrattamenti davanti al giudice
martedì, Giu 30 2009 avvocati and avvocato and Cassazione and diritto penale and giurisprudenza and maltrattamenti and processo penale and sentenza and studi legali
10:45 am	Cass. Sez. pen. Sentenza n. 26606/09
La moglie che, innanzi al Giudice, tace dei maltrattamenti del marito per paura di possibili ritorsioni va condannata per falsa testimonianza.
Nella sentenza la Suprema Corte riconosce che l’esimente prevista dall’art. 384 c.p. che prevede la non punibilità di ha commesso taluni reati per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé medesimo o un prossimo congiunto da un grave e inevitabile nocumento nella libertà o nell’onore, “non e’ limitata ai soli casi di necessita’ di salvare i beni della liberta’ e dell’onore, ricorrendone le condizioni dello stato di necessita’” anche nei casi di “grave nocumento alla integrita’ fisica”.
Questo perche’ “il temuto danno alla incolumita’ fisica si riverbera negativamente sulla stessa liberta’ morale della persona minacciata”.
giovedì, Giu 11 2009 avvocati and avvocato and Cassazione and diritti del lavoratore and diritti delle donne and diritto civile and diritto del lavoro and giurisprudenza and lavoro and maltrattamenti and processo del lavoro and risarcimento danni and sentenza and studi legali
8:06 am	Cassazione: “Causato profondo stress”
Un dirigente di un ufficio giudiziario ligure è stato condannato dalla Cassazione a risarcire una sua dipendente. L’uomo aveva provocato, con il suo comportamento aggressivo e prevaricatore, stati ansiosi e depressivi. Ad avviso dei giudici non c’è dubbio che si tratti di mobbing. Il dirigente è colpevole di non aver frenato le sue intemperanze che ogni “uomo medio, dotato di comuni poteri percettivi e valutativi” deve fare.
I giudici, per prescrizione, hanno però cancellato la condanna a 20 giorni di reclusione per lesioni colpose. Il dirigente, a cui è stato contestato di aver offeso l’onore e il decoro dell’impiegata, era solito offenderla con frasi tipo “lei è una falsa, non finisce qui, gliela farò pagare, è una irresponsabile”.
Durante il processo i colleghi di lavoro avevano testimoniato che il dirigente aveva un “atteggiamento quotidiano violento, aggressivo, alimentato da intemperanze, gesti di violenza e prevaricazione”…[continua…]
mercoledì, Giu 3 2009 avvocati and avvocato and diritto penale and giurisprudenza and maltrattamenti and processo penale and risarcimento danni and sentenza and stalking and studi legali
7:48 am	Tribunale penale di Bari, Ordinanza 6.4.2009 n. 347.
Al fine, quindi, di colmare il vuoto di tutela della vittima di comportamenti ripetuti ed insistenti tali da non integrare ancora i più gravi reati contro la vita o l’incolumità personale, ma comunque idonei a fondare un giustificato timore tale per tali beni, si è inserita la nuova fattispecie di reato di cui all’art. 612 bis cp.
Perché sussista la fattispecie delittuosa è quindi necessario, in primo luogo, il ripetersi della condotta: gli atti e comportamenti volti alla minaccia o alla molestia devono essere reiterati.
Inoltre, i comportamenti devono essere intenzionali e finalizzati alla molestia. Inoltre, occorre che i suddetti comportamenti abbiano l’effetto di provocare disagi psichici, timore per la propria incolumità e quella delle persone care, pregiudizio alle abitudini di vita….[continua…]
lunedì, Apr 20 2009 avvocati and avvocato and Cassazione and diritti delle donne and diritto di famiglia and diritto penale and divorzi and giurisprudenza and maltrattamenti and processo penale and sentenza and separazioni and stalking and studi legali
11:38 am	È legittima la misura dell’allontanamento definitivo dalla residenza della famiglia nei confronti di chi, pur avendo abbandonato formalmente la casa, continua a sottoporre a “stalking” l’ex.
Lo ha deciso la Cassazione che, con la sentenza n. 16658 del 17 aprile 2009, ha confermato la misura restrittiva nei confronti di un uomo, citando espressamente per la prima volta il fenomeno stalking, solo di recente recepito in una legge.
venerdì, Apr 17 2009 avvocati and avvocato and Cassazione and diritti del lavoratore and diritti delle donne and diritto del lavoro and diritto penale and giurisprudenza and lavoro and maltrattamenti and molestie sul lavoro and pari opportunità and processo del lavoro and processo penale and risarcimento danni and sentenza and studi legali
10:08 am	Duro affondo della Cassazione contro le discriminazioni e le molestie subite dalle donne sul posto di lavoro.
Anche chi fa il “palo” in uno stupro è colpevole
martedì, Feb 24 2009 avvocati and avvocato and Cassazione and danno biologico and danno esistenziale and danno estetico and danno morale and danno non patrimoniale and diritto penale and giurisprudenza and maltrattamenti and processo penale and sentenza and studi legali and violenza sessuale
10:45 am	ROMA – Anche chi fa il “palo” di uno stupratore deve essere condannato per violenza sessuale. Lo ha stabilito la Cassazione che ha respinto il ricorso di due giovani confermando la condanna per rapina, violenza sessuale di gruppo e sequestro di persona inflitta loro nell’ aprile 2008 dalla Corte di appello di Milano, per aver aggredito una ragazza nel parcheggio di una metropolitana. Il concorso nel reato – scrivono i giudici della seconda sezione penale nella sentenza 7336 – “può configurarsi nella sola ipotesi di quello morale, ossia in tutti i casi in cui un terzo , pur non partecipando agli atti di violenza sessuale e pur non essendo presente sul luogo del delitto, abbia istigato, aiutato, agevolato il singolo autore materiale della violenza e cioé, in una parola, abbia posto in essere tutte quelle condotte che, normalmente, vengono sussunte nella fattispecie del concorso morale”.
Nel caso in questione “é pacifico” che i due imputati erano presenti sul luogo del delitto e che uno dei due “sebbene non abbia praticato alcuna violenza, partecipò all’ azione criminosa, essendo dato lui che da una parte liberò l’ interno della vettura di quanto l’ ingombrava per facilitare la violenza che avrebbe praticato l’ altro, e fece da ‘palo’ tant’ é che , appena si avvide che un elicottero stava sorvolando la zona, prontamente avvertì il complice”.
Da Libero la notizia qui