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Timestamp: 2017-10-20 14:18:31+00:00
Document Index: 60904655

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 595', 'art. 595', 'art. 595', 'art. 28', 'sentenza ']

DIFFAMAZIONE FACEBOOK? FACEBOOK, SI PUO’ OFFENDERE SULLA BAKECA DI UN’ALTRA PERSONA? NO E’ DIFFAMAZIONE LO DICE LA CORTE E' UNA DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA!!
DIFFAMAZIONE FACEBOOK? FACEBOOK, SI PUO’ OFFENDERE SULLA BAKECA DI UN’ALTRA PERSONA? NO E’ DIFFAMAZIONE LO DICE LA CORTE
DIFFAMAZIONE FACEBOOK? FACEBOOK,
SI PUO’ OFFENDERE SULLA BAKECA DI UN’ALTRA PERSONA?
NO E’ DIFFAMAZIONE
LO DICE LA CORTE!!!
E’ UNA DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA!!
NO E’ DIFFAMAZIONE LO DICE LA CORTE
. Il conflitto sussiste, in quanto due giudici ordinari, contemporaneamente, ricusano di giudicare in ordine alla medesima vicenda giurisdizionale, dando così luogo a quella situazione di stallo processuale prevista dall’art. 28 c.p.p., la cui risoluzione è demandata a questa Corte dalla norme successive.
Ed infatti, il reato tipizzato al terzo comma dell’art. 595 c.p.p. quale ipotesi aggravata del delitto di diffamazione trova il suo fondamento nella potenzialità, nella idoneità e nella capacità del mezzo utilizzato per la consumazione del reato a coinvolgere e raggiungere una pluralità di persone, ancorchè non individuate nello specifico ed apprezzabili soltanto in via potenziale, con ciò cagionando un maggiore e più diffuso danno alla persona offesa. D’altra parte lo strumento principe della fattispecie criminosa in esame è quello della stampa, al quale il codificatore ha giustapposto “qualsiasi altro mezzo di pubblicità”, giacchè anche in questo caso, per definizione, si determina una diffusione dell’offesa ed in tale tipologia, quella appunto del mezzo di pubblicità, ha fatto rientrare la lezione ermeneutica della corte, ad esempio, un pubblico comizio (Sez. 5, n. 9384 del 28/05/1998, Forzano, Rv. 211471) ovvero (Sez. 5, 6/4/11, n. 29221, rv. 250459) l’utilizzo, al fine di inviare un messaggio, della posta elettronica secondo le modalità del “farward” e cioè verso una pluralità di destinatari. Detti arresti risultano infatti argomentati con il rilievo che, sia un comizio che la posta elettronica, vanno considerati mezzi di pubblicità, giacchè idonei a provocare una ampia e indiscriminata diffusione della notizia
tra un numero indeterminato di persone
Detti arresti risultano infatti argomentati con il rilievo che, sia un comizio che la posta elettronica, vanno considerati mezzi di pubblicità, giacchè idonei a provocare una ampia e indiscriminata diffusione della notiziatra un numero indeterminato di persone.
Identificata nei termini detti, la condotta di postare un commento sulla bacheca facebook realizza, pertanto, la pubblicizzazione e la diffusione di esso, per la idoneità del mezzo utilizzato a determinare la circolazione del commento tra un gruppo di persone comunque apprezzabile per composizione numerica, di guisa che, se offensivo tale commento, la relativa condotta rientra nella tipizzazione codicistica descritta dal terzo comma dell’art. 595 c.p.p.
Detti arresti risultano infatti argomentati con il rilievo che, sia un comizio che la posta elettronica, vanno considerati mezzi di pubblicità, giacchè idonei a provocare una ampia e indiscriminata diffusione della notizia
Sentenza 12 febbraio – 8 giugno 2015, n. 24431
(Presidente Chieffi – Relatore Bonito)
Il 18 luglio 2013 il Giudice di pace di Roma, chiamato a giudicare una fattispecie diffamatoria, dichiarava la sua incompetenza per materia a decidere in ordine al reato di cui all’art. 595 c.p., co. 3, precisando che, ancorchè non contestata, quella al suo esame integrava fattispecie aggravata ai sensi del terzo comma della norma incriminatrice.
Il conflitto sussiste, in quanto due giudici ordinari, contemporaneamente, ricusano di giudicare in ordine alla medesima vicenda giurisdizionale, dando così luogo a quella situazione di stallo processuale prevista dall’art. 28 c.p.p., la cui risoluzione è demandata a questa Corte dalla norme successive.
By Sergio Armaroli| 2017-09-20T18:42:23+00:00	gennaio 4th, 2016|avvocato penale Bologna e provincia|0 Comments
QUOTA DI LEGITTIMA EREDE STUDIO LEGALE BOLOGNA Le persone che hanno diritto alla riserva sono : CONIUGE, FIGLI, GENITORI il coniuge i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti) i genitori (solo in assenza di figli)
CASS TRIBUNALE DI RIMINI RISARCIMENTO AI GENITORI MORTE FIGLIO INCIDENTE
MOGLIE VIOLENZA SESSUALE DEL MARITO L’imputato è stato accusato di maltrattamenti e violenza sessuale in danno della propria moglie e, per tale motivo, è stato condannato in primo grado alla pena di quattro anni ed otto mesi di reclusione che la Corte d’Appello, con la sentenza impugnata, ha ridotto a quattro anni di reclusione, pur riaffermando la responsabilità dei D.F. per entrambi i reati.
Bancarotta fraudolenta documentale – Omesso aggiornamento delle scritture contabili – Dolo generico -CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 marzo 2015, n. 11115Sussiste Ritenuto in fatto