Source: https://www.laleggepertutti.it/128829_la-citazione-come-inizia-una-causa-in-tribunale
Timestamp: 2019-08-25 23:43:54+00:00
Document Index: 39943260

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 168', 'art. 167', 'sentenza ']

La citazione: come inizia una causa in tribunale
10 Agosto 2016 | Autore: Edizioni Simone
Gli elementi essenziali della citazione in giudizio.
La causa in tribunale inizia con la notifica del cosiddetto atto di citazione. Ad agire è il cosiddetto attore; chi invece riceve la citazione è il cosiddetto convenuto.
In concreto agire in giudizio significa proporre al giudice una domanda.
La domanda può essere volta ad ottenere:
una sentenza di condanna (con la quale il giudice ordina ad un altro soggetto di fare qualcosa),
una sentenza di accertamento (con cui il giudice accerta l’esistenza o meno di un diritto o rapporto giuridico)
una sentenza costitutiva (con cui il giudice modifica una determinata situazione giuridica).
La citazione ha almeno due destinatari: il giudice (al quale si chiede di accertare i fatti e condannare il presunto debitore) e il convenuto, che viene invitato a partecipare al giudizio ed eventualmente a presentare le proprie difese nei termini previsti.
La domanda si propone con un atto, la citazione. La citazione invita (“cita”) il convenuto a comparire a un’udienza fissa.
Il contenuto della citazione
L’atto di citazione, ai sensi dell’art. 163 c.p.c., deve fra l’altro contenere:
l’indicazione dell’ufficio giudiziario davanti al quale la domanda è proposta;
i dati identificativi dell’attore e del convenuto;
l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto che costituiscono le ragioni sulle quali si fonda la domanda;
le conclusioni, ossia quello che in concreto si chiede al giudice;
l’indicazione specifica dei mezzi di prova dei quali l’attore intende valersi e in particolare dei documenti;
i dati del difensore;
l’indicazione del giorno dell’udienza di comparizione, che è prescelta dal creditore (“attore”) rispettando i cd. termini per comparire (di norma termini liberi non minori di novanta giorni, ai sensi dell’art. 163-bis c.p.c.). Per consentire, infatti, al convenuto di preparare difese adeguate, tra il giorno della notificazione della citazione e quello della prima udienza (cd. udienza di comparizione) debbono intercorrere termini non minori di quelli previsti dalla legge. Poiché la data dell’udienza è scelta dall’attore, se nel giorno fissato per la comparizione il giudice che sarà designato non tiene udienza, la comparizione delle parti verrà d’ufficio rimandata all’udienza immediatamente successiva tenuta da tale giudice (art. 168-bis c.p.c.);
l’invito al convenuto a costituirsi, quindi ad esporre le proprie difese e a depositarle in cancelleria, a disposizione dell’attore e del giudice, nel termine di venti giorni prima dell’udienza indicata nei procedimenti dinanzi al Tribunale, e a comparire nell’udienza indicata dinanzi al giudice designato, con l’avvertimento che la costituzione tardiva comporta conseguenze negative (decadenze, ossia impossibilità di poter svolgere determinate attività difensive, ex art. 167 c.p.c.).
L’atto di citazione, sottoscritto dal difensore, è consegnato all’ufficiale giudiziario, il quale lo notifica, ossia ne recapita (o lo fa recapitare, secondo le forme previste, laddove egli si avvalga del servizio postale) una copia conforme all’originale al convenuto.
Contrariamente a quanto spesso ritengono superficialmente alcuni debitori, la circostanza che il convenuto non ritiri un atto giudiziario, che gli è stato regolarmente notificato, mentre egli era assente, non può paralizzare l’azione. In altre parole, una volta che l’atto è stato regolarmente notificato dall’ufficiale giudiziario al convenuto, nei luoghi e con le forme di legge, e sono trascorsi i termini eventualmente previsti, la circostanza che il convenuto non abbia materialmente preso visione della citazione non ha, salvo casi del tutto eccezionali, nessuna rilevanza.
Con l’atto di citazione il creditore chiede al giudice di emettere una sentenza di accertamento e di condanna, nei confronti del proprio debitore.
La domanda è rivolta sia al giudice, sia al debitore, il quale viene invitato a comparire innanzi al Giudice, all’udienza fissata per svolgere le proprie difese.