Source: http://safe.uniud.it/newsconsulence/Infortuni.asp
Timestamp: 2018-09-25 23:34:29+00:00
Document Index: 178488997

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 71', 'art.71', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 31', 'art. 2']

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Nuovo DPR sugli ascensori
E’ stato pubblicato il “Regolamento concernente modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, per l'attuazione della direttiva 2014/33/UE relativa agli ascensori ed ai componenti di sicurezza degli ascensori nonché per l'esercizio degli ascensori”. La norma introduce una serie di interessanti novità nel campo della non conformità: - vengono enunciati dettagliati obblighi essenziali di sicurezza e di corretta prassi sia nella fase di progettazione sia in quella costruttiva, a questi obblighi sono tenuti non solo i fabbricatori ma anche gli importatori; - ogni operatore economico, in ragione del ruolo che riveste nella catena di fornitura, è ritenuto responsabile e considerato “fabbricante” assumendosi, quindi, i relativi obblighi; - ogni prodotto deve essere tracciato al fine di poter facilmente individuare il luogo di acquisto e il soggetto a cui è stato fornito; - vengono formulate prescrizioni minime obbligatorie per gli Organismi di valutazione della conformità (OVC) al fine di tutelare la loro indipendenza. L’art.4 (Disposizioni finali) consente la messa in servizio di ascensori o la messa a disposizione sul mercato di componenti di sicurezza per ascensori rientranti nell'ambito di applicazione della direttiva 95/16/CE e conformi alle relative disposizioni nazionali di attuazione, immessi sul mercato prima del 20 aprile 2016. Mentre i certificati e le decisioni rilasciati entro il relativo termine di vigenza dagli organismi notificati a norma della direttiva 95/16/CE e delle disposizioni nazionali di attuazione vigenti fino a tale data sono validi a norma della direttiva 2014/33/UE e del presente regolamento.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 62 del 15/03/2017 Riferimento Normativo: DPR n.23 del 10/01/2017
ATTREZZATURE A PRESSIONE (PED): NUOVA DIRETTIVA UE
E’ stata pubblicata una direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio “concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di attrezzature a pressione . Tale norma si applica alla progettazione, fabbricazione e valutazione di conformità delle attrezzature a pressione e degli insiemi sottoposti ad una pressione massima ammissibile PS superiore a 0,5 bar. Restano esclusi dall'ambito di applicazione della presente direttiva (art. 1): "a) le condotte comprendenti una tubazione o un sistema di tubazioni per il trasporto di qualsiasi fluido o sostanza verso un impianto o a partire da esso (in mare aperto o sulla terraferma), a partire da, ed ivi compreso, l'ultimo organo di isolamento situato nel perimetro dell'impianto, ivi comprese tutte le attrezzature collegate specificamente concepite per la condotta. Non sono invece escluse le attrezzature a pressione standard, come quelle delle cabine di salto di pressione e delle centrali di spinta; b) le reti per la raccolta, la distribuzione e il deflusso di acqua e relative apparecchiature, nonché le canalizzazioni per acqua motrice come condotte forzate, gallerie e pozzi in pressione per impianti idroelettrici ed i relativi accessori specifici; c) i recipienti semplici a pressione di cui alla direttiva 2014/29/UE; d) gli aerosol di cui alla direttiva 75/324/CEE; e)le attrezzature progettate specificamente per usi nucleari le quali, in caso di guasto, possono provocare emissioni di radioattività; f) le attrezzature per il controllo dei pozzi nell'industria dell'esplorazione ed estrazione del petrolio, del gas o geotermica nonché nello stoccaggio sotterraneo, e previste per contenere e/o controllare la pressione del pozzo; g) i motori, comprese le turbine e i motori a combustione interna; h) le macchine a vapore, le turbine a gas o a vapore, i turbogeneratori, i compressori, le pompe e gli attuatori; i) gli altiforni, compresi i sistemi di raffreddamento dei forni, i dispositivi di recupero dell'aria calda, di estrazione delle polveri e i dispositivi di lavaggio dei gas di scarico degli altiforni e i cubilotti per la riduzione diretta, compreso il sistema di raffreddamento del forno, i convertitori a gas e i recipienti per la fusione, la rifusione, la degassificazione e la colata di acciaio, ferro e di metalli non ferrosi; l) e attrezzature contemplate dalle direttive 2008/68/CE e 2010/35/UE e le attrezzature contemplate dal Codice marittimo internazionale per il trasporto delle merci pericolose e dalla Convenzione internazionale per l'aviazione civile ." Tale norma dovrà essere recepita dagli Stati membri, almeno per quanto riguarda la nuova classificazione delle attrezzature a pressione, che tiene conto delle novità introdotte dal Regolamento (CE) n.1272/2008 (CLP) nella classificazione dei fluidi contenuti nei recipienti, entro il 28 febbraio 2015. La direttiva 97/23/CE sarà invece abrogata a decorrere dal giorno 19 luglio 2016.
Rif. Gazzetta Ufficiale: GUUE L 189 del 27 giugno 2014 Riferimento Normativo: DIR 2014/68/UE del 15 maggio 2014
Il Ministero del Lavoro ha comunicato la pubblicazione della circolare n.9/2013 che riguarda le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all'All. VII del Testo Unico di Sicurezza. In 12 punti vengono fornite indicazioni in merito all'applicazione del D.M. 11 aprile 2011, tenendo conto anche degli orientamenti delle circolari nn. 21/2011, 11/2012 e 23/2012 del ministero del Lavoro. I chiarimenti riguardano i verbali di verifica, l'affidamento diretto da parte del datore di lavoro della verifica periodica al soggetto abilitato, la prima verifica periodica su attrezzature non marcate CE, quali ad esempio le macchine agricole raccogli frutta, nonché su argani installati su aerogeneratori loader aeroportuali e sulle attrezzature destinate alla raccolta rifiuti. Un punto della circolare riguarda poi l'assoggettabilità al regime delle verifiche periodiche di un carrello elevatore a forche. Nella circolare si trovano i riferimenti ai limiti dell'attività dei verificatori che non possono svolgere i controlli previsti dall'articolo 71, comma 8, del Testo Unico e le indagini supplementari (previste dal DM 11.04.2011, Allegato II, punto 2 lett. q). Inoltre, si chiarisce che le tariffe per l'effettuazione delle verifiche si intendono "omnicomprensive di tutte le spese", essendo escluse solo le imposte e sulla data di decorrenza per l'effettuazione delle verifiche, che decorre dalla data di richiesta e non da quella di effettuazione del pagamento delle tariffe.
Rif. Gazzetta Ufficiale: Riferimento Normativo: Circolare del 5 marzo 2013 n.9 Disciplina dell
Il 12 marzo 2013 entra in vigore l'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 che prevede una specifica formazione per i lavoratori addetti a specifiche attrezzature di lavoro per le quali sia richiesta una specifica abilitazione. L'Accordo riguarda la formazione degli addetti alle seguenti attrezzature: -I carrelli elevatori; -Le piattaforme di lavoro elevabili (PLE); -Le gru; -Le macchine per il movimento terra; -I trattori agricoli e forestali. Dal 12 marzo 2013 quindi i contenuti, la durata e la modalità di erogazione della formazione teorico-pratica di coloro che operano su specifiche attrezzature dovranno rispondere alle indizioni dell'Accordo. La formazione pregressa dovrà essere completata entro 24 mesi dall'entrata in vigore dell'Accordo, e quindi entro il 12 marzo 2015. Si occupano della formazione dei lavoratori, i soggetti c.d. "istituzionali" (Regioni e Province Autonome, Ministero del Lavoro, INAIL, Associazioni Sindacali, Ordini Professionali, etc.), che devono rientrare nel sistema di accreditamento previsto in ogni Regione e Provincia Autonoma. Al punto 9 si ricorda che è possibile un riconoscimento della formazione pregressa, per i corsi già effettuati alla data dell'entrata in vigore dell'accordo, che soddisfino i seguenti requisiti: - abbiano durata complessiva non inferiore a quella prevista dagli allegati, composti di modulo teorico, modulo pratico e verifica finale dell'apprendimento; - siano corsi, composti di modulo teorico, modulo pratico e verifica finale dell'apprendimento, di durata complessiva inferiore a quella prevista dagli allegati a condizione che gli stessi siano integrati tramite il modulo di aggiornamento di cui al punto 6, entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore del presente accordo; -siano corsi di qualsiasi durata non completati da verifica finale di apprendimento a condizione che entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore del presente accordo siano integrati tramite il modulo di aggiornamento di cui al punto 6 e verifica finale dell'apprendimento. L'abilitazione conseguita deve essere rinnovata entro 5 anni dalla data di rilascio dell'attestato di abilitazione, previa verifica della partecipazione a corso di aggiornamento.
Rif. Gazzetta Ufficiale: S.O.G.U. n.47 del 12/3/2012 Riferimento Normativo: Accordo 22 febbraio 2012
ANCORA CHIARIMENTI IN MATERIA DI ATTREZZATURE DI LAVORO SOGGETTE A TALUNE VERIFICHE PERIODICHE
Dopo la pubblicazione, in data 25 maggio 2012 della la circolare n. 11 avente come oggetto chiarimenti in merito all'applicazione del Decreto 11 aprile 2011 recante "Disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all'All. VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, nonché i criteri per l'abilitazione dei soggetti di cui all'articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo" dal sito istituzionale dell’Osservatorio per il monitoraggio permanente della legislazione e giurisprudenza sulla sicurezza del lavoro, è stata segnalata la pubblicazione di una nuova ulteriore circolare, circolare 13 agosto 2012, n. 23, sul medesimo argomento. La nuova circolare porta chiarimenti in materia di: • Richiesta di verifica periodica successiva alla prima, per più attrezzature di lavoro, con differimento dei termini temporali • Applicabilità dell’articolo 26 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. [rischi di interferenza e DUVRI] con riferimento alle attività di verifica periodica delle attrezzature di lavoro • Attrezzature di lavoro noleggiate senza operatore o concesse in uso • Generatori di calore alimentati da combustibile solido, liquido o gassoso per impianti centrali di riscaldamento utilizzanti acqua calda sotto pressione con temperatura dell’acqua non superiore alla temperatura di ebollizione alla pressione atmosferica, aventi potenzialità globale dei focolai superiori a 116 kw e serbatoi di GPL • Sistemi di movimentazione e sospensione di allestimenti scenici • Ponti sollevatori per veicoli • Carrelli commissiona tori • Attrezzature di lavoro soggette a periodi di inattività • Spostamento delle attrezzature di lavoro • Raccordo con la disciplina previgente al D.M. 11 aprile 2011 in materia di verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro
Modifiche al decreto di recepimento della nuova direttiva macchine
Pubblicato il D.Lgs. del Governo che introduce modifiche al D.Lgs. 17/2010 di recepimento della c.d. “Nuova Direttiva Macchine”. Il nuovo decreto introduce prevalentemente modifiche relative ad una categoria particolare di macchine (le macchine per l’applicazione di pesticidi), per le quali vengono definiti RESS specifici e ulteriori, ma vengono anche modificati alcuni punti di carattere generale, fra cui: • La definizione esplicita (aggiunta alla voce n-bis dell’art. 2 c.2) di «“Requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute": disposizioni obbligatorie relative alla progettazione e alla fabbricazione dei prodotti soggetti al presente decreto legislativo intese ad assicurare un elevato livello di protezione della salute e della sicurezza delle persone e, se del caso, degli animali domestici e dei beni nonche', qualora applicabile, dell'ambiente; i requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute sono stabiliti nell'allegato I. I requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute per la protezione dell'ambiente si applicano unicamente alle macchine per l’applicazione di pesticidi». • L'nserimento dell' obbligo esplicito di tutela dell’ambiente quale requisito per l’immissione sul mercato (art. 3 c.1): «Possono essere immesse sul mercato ovvero messe in servizio unicamente le macchine che soddisfano le pertinenti disposizioni del presente decreto legislativo e se non pregiudicano la sicurezza e la salute delle persone o, se del caso, degli animali domestici e dei beni, nonche', qualora applicabile, dell'ambiente quando sono debitamente installate, mantenute in efficienza e utilizzate conformemente alla loro destinazione o in condizioni ragionevolmente prevedibili.» e, parallelamente anche nell’art. relativo alla Sorveglianza di Mercato (art. 6, c. 4).
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.180 del 03/08/2012 Riferimento Normativo: D.Lgs. n.124del 22/06/2012
NUOVA CIRCOLARE MINISTERIALE SULLE VERIFICHE DI TALUNE ATTREZZATURE DI LAVORO
In data 25 maggio 12 è stata, infatti, pubblicata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la circolare n. 11 avente come oggetto chiarimenti in merito all’applicazione del Decreto 11 aprile 2011 recante “Disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’All. VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo”. Tale circolare, come si legge dal sito del Ministero, fornisce indicazioni in merito a: - Modalità di richiesta delle verifiche periodiche ai soggetti titolari di funzione - Scelta del soggetto abilitato - Interruzione o sospensione dei termini temporali - Attivazione del soggetto abilitato da parte del soggetto titolare della funzione - Modulistica - Tariffazione delle verifiche periodiche
ATTREZZATURE DI LAVORO: INAIL RENDE NOTE LE MODALITÀ DI RICHIESTA DI VERIFICA
Con circolare n. 11 del 25 maggio 2012, il ministero del Lavoro ha fornito chiarimenti in merito all’applicazione del D.M. 11/4/2011, che detta la “Disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’All. VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo”. Le precisazioni hanno riguardato le modalità di richiesta delle verifiche periodiche ai soggetti titolari di funzione, la scelta del soggetto abilitato, l’interruzione o sospensione dei termini temporali, l’attivazione del soggetto abilitato da parte del soggetto titolare della funzione, la modulistica e la tariffazione delle verifiche periodiche. La circolare si è resa necessaria a seguito dei numerosi quesiti pervenuti in merito all'applicazione del D.M. 11/04/2011. Il decreto, emanato in attuazione dell’art. 71, comma 11, del D.Lgs. 81/2008, è entrato in vigore il 23 maggio scorso. A decorrere da questa data, i soggetti interessati potranno effettuare la richiesta di immatricolazione per l’attrezzatura in due modalità alternative. La prima è per via telematica, accedendo al portale PUNTO CLIENTE (inizialmente solo per gli utenti autenticati e registrati da INAIL); la seconda è per via cartacea, inoltrando la richiesta per posta o con modalità di consegna a mano, indirizzata al dipartimento territoriale di competenza. Oltre alla richiesta di immatricolazione, deve essere inoltrata all’INAIL la richiesta di prima verifica periodica almeno 60 giorni prima della data di scadenza del termine per l'esecuzione della prima verifica periodica stabilita dall'allegato VII del D.Lgs. 81/2008. Al termine di tale verifica dovrà essere compilata la scheda tecnica di identificazione, riportata nell'Allegato IV del D.M. 11/04/2011, che costituirà parte integrante della documentazione dell’attrezzatura stessa, utile per le successive verifiche e la documentazione concernente deve essere tenuta presso il luogo in cui l'attrezzatura viene utilizzata.
Con il Decreto Dirigenziale del 21 maggio 2012 è stato pubblicato il primo elenco, di cui al punto 3.7 dell’allegato III del Decreto dell'11 aprile 2011, dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’art.71, comma 11, del Decreto Legislativo n.81/2008 e s.m.i.
Attrezzature soggette a particolari verifiche periodiche. Aggiornamento guida
A seguito dell’ultima posticipazione del termine di entrata in vigore del D.M. 11 aprile 2011, avvenuta con il D.M. 20 gennaio 2012 pubblicato in G.U. 24 gennaio 2012, n. 19 è stata aggiornata la guida Attrezzature soggette a particolari verifiche periodiche e la relativa Guida Adempimento Domanda di effettuazione prima verifica attrezzature per le quali sono previste verifiche periodiche specifiche
Il ministero del Lavoro emanato un decreto che detta la disciplina per l’effettuazione delle verifiche periodiche sulle attrezzature di lavoro (di cui all'articolo 71, comma 11 del D.Lgs. 81/2008), nonché i criteri per l'abilitazione dei soggetti pubblici o privati allo svolgimento delle verifiche sulle stesse. Il decreto individua anche le condizioni in presenza delle quali l'INAIL e le ASL possono avvalersi del supporto di questi soggetti pubblici o privati (ai sensi dell'articolo 71, comma 12, del decreto legislativo n. 81/2008) per lo svolgimento delle sopra indicate verifiche. Ricorda il decreto che l'INAIL è titolare della prima delle verifiche periodiche da effettuarsi nel termine di sessanta giorni dalla richiesta, mentre le ASL sono titolari delle verifiche periodiche successive alla prima, da effettuarsi nel termine di trenta giorni dalla richiesta. Nell’Allegato I al decreto sono individuati i criteri di abilitazione dei soggetti pubblici o privati e si richiede loro di a garantire che il personale incaricato di eseguire l'attività tecnica di verifica, abbia ricevuto idonea formazione ai sensi dell'art. 37 del D.Lgs. n. 81/2008. I soggetti pubblici o privati di cui all'articolo 71, comma 11, del decreto legislativo n. 81/2008, che hanno svolto attività di certificazione di prodotto non possono effettuare la prima delle verifiche periodiche della specifica attrezzatura di lavoro per la quale abbiano rilasciato la certificazione ai fini della marcatura CE. Fra gli altri allegati al decreto ricordiamo l’allegato II che detta le “Modalità di effettuazione delle verifiche periodiche”, mentre l’Allegato III descrive punto per punto le modalità per l'abilitazione, il controllo e il monitoraggio dei soggetti pubblici o privati addetti allo svolgimento delle verifiche, dalla fase della presentazione delle domanda, all’iscrizione nell'elenco dei soggetti pubblici o privati, alla fase dell’abilitazione
Rif. Gazzetta Ufficiale: S.O.G.U. n. 98 del 29/04/2011 Riferimento Normativo: D.M. 11/04/2011
E’ stato emanato il "Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, per la parziale attuazione della Direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine e che modifica la Direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori". D’ora in poi, ascensori e montacarichi dovranno dunque sottostare a nuove regole. In particolare: il decreto individua una soglia di velocità (0,15 m/s) al di sotto della quale gli apparecchi di sollevamento rientreranno nell’ambito di applicazione della direttiva macchine (Dir. 2006/42/CE) e al di sopra della quale dovranno sottostare alle regole previste per gli ascensori (DPR 162/99). Dall'ambito di applicazione del regolamento in oggetto vengono esclusi, tra gli altri, anche gli apparecchi di sollevamento dai quali possono essere effettuati lavori, le scale mobili e i marciapiedi mobili. Resta in ogni caso l'obbligo, per qualsiasi tipo di ascensore, di una verifica periodica effettuata dagli organismi notificati abilitati dal MSE. Il decreto è entrato in vigore lo scorso 30 dicembre 2010.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 292 del 15 dicembre 2010 Riferimento Normativo: DPR n. 214 del 5 ottobre 2010
MPIANTI ELETTRICI TEMPORANEI, SERVE DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ
Con una Lettera Circolare del 23 marzo 2009 la Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica fornisce alcuni chiarimenti in merito all’obbligo di dichiarazione di conformità per gli impianti elettrici temporanei realizzati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi. In base all’articolo 10 comma 2 della Legge 248 del 2/12/2005, le installazioni per apparecchi per usi domestici e la fornitura provvisoria di energia elettrica per gli impianti di cantiere e similari devono ottenere il rilascio della dichiarazione di conformità mentre sono esclusi dagli obblighi di redazione del progetto e dell’attestazione di collaudo.
IMPIANTI E MATERIALI ELETTRICI. ENTRA IN VIGORE IL D.M. N. 37/2008.
Il 27 marzo è entrato in vigore il D.M. n. 37/2008 sulla sicurezza degli impianti che dovranno essere certificati. Il decreto si applica agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d'uso, collocati all'interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l'impianto è connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura. Il provvedimento semplifica notevolmente le procedure e gli adempimenti formali, anche in caso di compravendita o locazione degli immobili e, contemporaneamente, rende più efficaci, anche rafforzando l’attuale sistema sanzionatorio, le norme a tutela della sicurezza delle persone che vivono o lavorano all’interno degli edifici e che sono ancora troppo spesso vittime (soprattutto casalinghe e bambini) di incidenti.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 61 del 12 marzo 2008 Riferimento Normativo: D.M. 22 gennaio 2008, n. 37
CERTIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI DEGLI IMPIANTI INTERNI. PUBBLICATO IL D.M. N. 37/2008.
Il ministero dello sviluppo economico ha emanato un Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici”. Esso si applica, come dispone l’art. 1, “agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso, collocati all’interno degli stessi o delle relative pertinenze” ma nel caso in cui l’impianto è connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura. Il comma 2 del medesimo art. 1 classifica gli impianti mentre il comma 3 esclude dall’applicazione del decreto gli impianti o parti di essi che sono soggetti a requisiti di sicurezza previsti dalla normativa europea o da normativa specifica. Possono esercitare le attività di cui all’art. 1 le imprese abilitate a norma dell’art. 3 che presenteranno la dichiarazione di inizio attività ai sensi dell’art. 19 della legge n. 241/1990, indicando, tra l’altro, i requisiti tecnico – professionali (elencati all’art. 4). Il progetto per l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento degli impianti è redatto da un professionista a norma dell’art. 5 mentre gli impianti sono realizzati secondo la regola dell’arte dalle imprese che sono responsabili della corretta esecuzione (art. 6). Alla conclusione dei lavori seguiranno le verifiche previste dalla normativa vigente e l'impresa installatrice rilascerà al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati (art. 7). Entro 30 giorni dall'allacciamento di una nuova fornitura di gas, energia elettrica e acqua, il committente consegnerà al venditore o al distributore copia della dichiarazione di conformità dell’impianto (art. 8). Acquisita la dichiarazione di conformità saranno le autorità competenti a rilasciare il certificato di agibilità (art. 9). Nel caso di manutenzione ordinaria degli impianti non è necessaria la redazione del progetto né il rilascio dell’attestazione di collaudo (art. 10). I progetti saranno depositati presso lo sportello unico per l’edilizia così come la dichiarazione di conformità o del certificato di collaudo (art. 11). E’ previsto che il cartello informativo di cui all’art. 12 contenga i dati identificativi dell’impresa. E’ necessario conservare la documentazione amministrativa oltre e quella tecnica unitamente al libretto di uso e manutenzione, anche ai fini del trasferimento dell’immobile (art. 13). Gli ultimi articoli riguardano il finanziamento dell’attività di normazione tecnica (art. 14) e le sanzioni di cui all’art. 15 applicabili in seguito alle violazioni degli obblighi previsti dal decreto. In particolare si segnalano i commi 4 e 5 di quest’ultimo articolo che in caso di violazione reiterata per tre volte delle norme sulla sicurezza degli impianti prevede, in caso di particolare gravità, la sospensione temporanea dell’iscrizione delle imprese dal registro delle imprese o dall’albo provinciale delle imprese artigiane, mentre per la violazione delle norme su progettazione e collaudi prevede un provvedimento disciplinare per i professionisti iscritti nei rispettivi albi. Al decreto sono allegati due modelli di dichiarazione di conformità agli impianti.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.61 del 12 /03/2008 Riferimento Normativo: D.M. n. 37 del 22/01/2008
INFORTUNI SUL LAVORO: MODIFICA DEL CODICE PENALE
Il Presidente della Repubblica ha promulgato una legge (entrata in vigore il 1° aprile) in tema di reati di omicidio e lesioni colpose derivanti dalla violazione delle norme in materia di prevenzione degli infortuni e circolazione stradale. La modifica della precedente normativa ha come fattori comuni l’inasprimento delle pene e l’aumento delle sanzioni, sui versanti civile, penale e del codice della strada. Chi causa una lesione colposa leggera può avere la patente sospesa sino a tre mesi, mentre per quelli che cagionano lesioni gravi o gravissime il periodo di sospensione può raggiungere i due anni, che aumentano fino a quattro in caso di omicidio colposo. Sul piano delle pene detentive, invece, rischia da due a cinque anni di carcere chi si macchia di omicidio colposo, commesso con violazione delle norme di prevenzione infortuni o di circolazione stradale. Per le lesioni gravissime le pene sono passate da un minimo di uno ad un massimo di tre anni, mentre la vecchia legge stabiliva per questi reati la prigione da sei mesi a due anni. La nuova legge prevede inoltre, cambiando il codice di procedura penale, che i termini per le indagini preliminari debbano essere abbreviati, così come quelli per la determinazione della data del giudizio.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 64 del 17/03/2006 Riferimento Normativo: L. 102 del 21/02/2006
La Conferenza Stato - Regioni, nella seduta del 1° marzo 2006 ha approvato le "Linee guida per l'applicazione del D.P.R. 222/03", regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili, in attuazione dell'art. 31, comma 1 legge 109/94. Queste importanti linee guida, predisposte dal "Coordinamento Tecnico delle Regioni e delle Province Autonome della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro" della Commissione Salute e dal Gruppo di lavoro "Sicurezza Appalti Pubblici" di ITACA, organi di coordinamento delle Regioni e delle Province Autonome, hanno il fine di contribuire ad individuare e interpretare correttamente gli adempimenti relativi alla sicurezza previsti dal decreto legislativo 14 agosto 1994 e dal decreto del Presidente della Repubblica 3 luglio 2003, n. 222. In particolare sono definiti i vari tipi di piani di sicurezza, cioè il piano di sicurezza e coordinamento (PSC), il piano di sicurezza sostitutivo (PSS) e il piano operativo di sicurezza (POS).
Rif. Gazzetta Ufficiale: http://www.regioni.it/ Riferimento Normativo:
NORMA UNI EN 81-80 E SICUREZZA DEGLI ASCENSORI
Il Ministero delle Attività Produttive ha emanato un decreto dal titolo "Regole per il miglioramento della sicurezza degli ascensori per passeggeri e degli ascensori per merci esistenti: UNI EN 81-80". Il nuovo decreto riporta in allegato il testo della Norma UNI EN 81-80 e va ad integrare quanto previsto dal decreto ministeriale 26 ottobre 2005, «Miglioramento della sicurezza degli impianti degli ascensori installati negli edifici civili precedentemente all'entrata in vigore della direttiva 95/16/CE». La norma consente di predisporre azioni correttive per migliorare progressivamente ed effettivamente la sicurezza delle strutture esistenti in base alla frequenza e alla gravità di ogni singolo rischio.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 27 del 02/02/2006 Riferimento Normativo: D.M. 16 gennaio 2006
ADEGUAMENTO ASCENSORI ALLE DISPOSIZIONI EUROPEE
Il Ministero delle Attività Produttive ha emanato un decreto dal titolo "Miglioramento della sicurezza degli impianti di ascensore installati negli edifici civili precedentemente alla data di entrata in vigore della direttiva 95/16/CE". Il nuovo decreto richiede l'adeguamento ai fini della sicurezza degli ascensori esistenti negli edifici civili prima del 25 giugno 1999, tenendo conto: - del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162 - della norma tecnica europea UNI EN 081-80 e sua appendice nazionale, - del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, testo unico dell'edilizia. L'art. 2 detta le modalità dell'adeguamento a seguito della prima verifica periodica dell'impianto: se i rischi accertati hanno priorità alta (ma non tale da costringere al blocco dell'impianto) l'intervento deve avvenire entro 6 mesi.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 265 del 14/11/2005 Riferimento Normativo: D.M. 26/10/2005
CIRCOLARE SU APPARECCHI IN PRESSIONE
Il Ministero delle Attività Produttive ha emanato una dal titolo "Normativa tecnica di riferimento per le attrezzature a pressione e per gli insiemi di cui alla direttiva 97/23/CEE e degli apparecchi semplici a pressione di cui alle direttive 87/404/CEE e 90/488/CEE". Sono elencati i riferimenti normativi del settore apparecchiature in pressione: - regolamento 1° dicembre 2004, n. 329, per messa in servizio e l'utilizzazione delle attrezzature a pressione e degli insiemi, - decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 93 (di recepimento della direttiva 97/23/CEE) e il decreto legislativo 27 settembre 1991, n. 311, (di recepimento delle direttive n. 87/404/CEE e n. 90/488/CEE) riguardanti la costruzione delle attrezzature a pressione e degli insiemi, - decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 per la sicurezza sui luoghi di lavoro e degli operatori. Risulta quindi superato ogni riferimento al regio decreto 12 maggio 1927, n. 824.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 58 del 11/03/2005 Riferimento Normativo: Circolare 02/03/ 2005, n. 2117
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato la circolare Prot. n. 3982-MOT2/C dal titolo "D.Lgs. 2 febbraio 2002 n° 23 relativa alle attrezzature a pressione trasportabili. Attuazione direttiva 1999/36/CE e conseguenti disposizioni applicative." Questo documento ha lo scopo di fornire un quadro sintetico delle norme e procedure applicabili alle bombole, alle incastellature di bombole, ai tubi, ai recipienti criogenici per gas, ai fusti a pressione, alle cisterne ed alle batterie di recipienti. Infatti il quadro normativo che regola la progettazione e la fabbricazione, le verifiche per l'approvazione e la fabbricazione, l'utilizzo e le ispezioni periodiche di tali attrezzature è stato modificato in particolare da: - DM 21/12/01 con l'applicazione delle disposizioni degli allegati A e B dell'accordo europeo sul trasporto internazionale di merci pericolose su strada (ADR); - D.Lgs. 23/02 applicazione della direttiva TPED sulle apparecchiature a pressione trasportabili; - DM 20/06/03 ancora relativa al trasporto merci pericolose su strada.
Rif. Gazzetta Ufficiale: www.infrastrutturetrasporti.it Riferimento Normativo: Circolare prot. n. 3982-MOT2/C del 26/11/2004
DIRETTIVA PED: MODIFICHE ALLA APPLICAZIONE
Il Ministero delle Attività Produttive ha emanato un decreto dal titolo "Abrogazione di precedenti disposizioni in contrasto con il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 93, di attuazione della direttiva 97/23/CE, concernente le attrezzature a pressione". Il decreto specifica che le attrezzature a pressione montate per costituire un tutto integrato e funzionale possono essere messe in esercizio senza l'effettuazione della verifica di primo impianto. La spiegazione si è resa necessaria per raccordare meglio quanto specificato dalla direttiva 97/23/CE (PED) con il D.Lgs. 93/2000 che ha recepito la stessa direttiva.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.120 del 24/05/04 Riferimento Normativo: D.M. 19/05/2004
AGGIORNAMENTO NORME TECNICHE DI SICUREZZA PER L'USO DI GAS COMBUSTIBILE
Il Ministero delle Attività Produttive ha emanato un decreto dal titolo "Pubblicazione del 20° gruppo di norme tecniche per la salvaguardia della sicurezza adottate ai sensi della legge 6 dicembre 1971, n. 1083, sulla sicurezza di impiego del gas combustibile ". Nella premessa viene ricordato come l'osservanza delle Norme UNI-CIG faccia presumere la conformità di materiali, apparecchi, installazioni e impianti alimentati con gas combustibile alle regole di buona tecnica per la salvaguardia della sicurezza. Il decreto riguarda l'adozione del 20° gruppo di norme tecniche per la salvaguardia della sicurezza, composto dalle norme: 1. UNI 10576: 1996: Protezione delle tubazioni di gas durante i lavori nel sottosuolo; con Errata Corrige. 2. UNI 10845: 2000: Impianti a gas uso domestico - Sistemi di evacuazione. 3. UNI 9036: 2001: Gruppi di misura con contatori a pareti deformabili. 4. UNI 10640: 1997: Canne fumarie collettive per apparecchi tipo B a tiraggio naturale; con Errata Corrige. 5. UNI 10641: 1997: Canne fumarie collettive e camini a tiraggio naturale per apparecchi a gas di tipo C con ventilatore nel circuito di combustione.
Rif. Gazzetta Ufficiale: D.M. 26 /03/2004 Riferimento Normativo: S.O.G.U n. 77 del 28/04/04
LE MODIFICHE ALLA 626/94 PER I LAVORATORI CHE USANO ATTREZZATURE DI LAVORO
Il Presidente della Repubblica, attuando la direttiva 2001/45/CE, ha emanato un decreto che stabilisce i requisiti minimi di sicurezza e di salute per l’uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori. Il provvedimento, che entrerà in vigore da luglio 2005, modifica e integre le disposizioni contenute nel D.Lgs. 626/94, prevedendo norme specifiche per i lavori in quota, su scale a pioli, su ponteggi mobili o l’impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 198 del 27/08/2003 Riferimento Normativo: D.Lgs. n. 235 del 08/07/2003
A partire dal 29 maggio 2002 entra definitivamente in vigore la direttiva europea sugli apparecchi a pressione, denominata PED (Pressure Equipment Directive), recepita in Italia con il Decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 93 recante " Attuazione della Direttiva 97/23/CE, pubblicata nel S.O. n. 62 della Gazzetta Ufficiale n. 91 del 18 aprile 2000 (con rettifica in Gazzetta Ufficiale n. 31 del 6 febbraio 2002). Le disposizioni del citato decreto di recepimento si applicano alla progettazione, alla fabbricazione e alla valutazione di conformità delle attrezzature a pressione e degli insiemi sottoposti ad una pressione massima ammissibile ( PS) superiore a 0,5 bar, intendendo per PS la pressione massima per la quale l'attrezzatura è progettata, specificata dal fabbricante. Essa è definita nel punto specificato dal fabbricante, in cui sono collegati gli organi di protezione o di sicurezza della parte superiore dell' attrezzatura o, se non idoneo, in qualsiasi altro punto specificato. Sono invece definite " attrezzature a pressione" i recipienti, le tubazioni, gli accessori di sicurezza e gli accessori a pressione, ivi compresi gli elementi annessi a parti pressurizzate, quali flange, raccordi, manicotti, supporti, alette mobili; gli "insiemi" sono invece le varie attrezzature a pressione montate da un fabbricante per costruire un tutto integrato e funzionale. La classificazione delle attrezzature a pressione, come indicato all' allegato II, è suddivisa anche per categoria, secondo criteri di rischio crescente. Possono essere immessi sul mercato le attrezzature a pressione e gli insiemi precedentemente descritti che siano conformi al decreto di attuazione della direttiva e ai requisiti essenziali di cui all' allegato 1, purchè debitamente installati, mantenuti in efficienza e utilizzati conformemente alla loro destinazione e che non pregiudichino la salute e la sicurezza delle persone o degli animali domestici o la sicurezza dei beni.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.91 del 18/04/2000 Riferimento Normativo: D.Lgs. n.93 del 25/02/2000
REVISIONATA LA DIRETTIVA SULLA SICUREZZA DEI PRODOTTI
La Commissione Europea ha revisionato la direttiva 92/59 sulla sicurezza generale dei prodotti. La nuova direttiva include tutti i prodotti destinati al consumatore, compresi i prodotti utilizzati nell’ambito di servizi al consumatore (p.e. negli istituti di bellezza, negli hotel ecc.) ma esclude la sicurezza dei servizi sulla quale intende presentare proposte in futuro. Tra le novità sono comprese una maggiore trasparenza, una più attiva sorveglianza sul mercato e regole più semplici per consentire interventi rapidi di ritiro dal mercato di eventuali prodotti pericolosi e il divieto di esportazione verso Paesi terzi, di prodotti banditi dal mercato europeo.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U.C.E. n.L11 del 15/01/2002 Riferimento Normativo: Direttiva 01/95 del 03/12/2001
MESSA A TERRA. OMOLOGHE PIU’ SEMPLICI
Il Presidente della Repubblica ha varato un regolamento per la semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici pericolosi. Per impianti di protezione contro le scariche atmosferiche e dispositivi di messa a terra di impianti elettrici basterà il rilascio della dichiarazione di conformità da parte dell’installatore al datore di lavoro. vengono allungati i tempi delle verifiche (da due a cinque anni) e ampliata la rosa dei soggetti che effettuano le verifiche, inoltre verranno effettuati controlli anche su campioni da parte dell’ISPESL, Le semplificazioni sono rivolte agli impianti che non si trovano in luoghi con pericolo di esplosione in quanto diverse sono le esigenze di tutela per questi ultimi. Il regolamento abroga gli artt. 40 e328 del DPR 547/55 e gli artt. 2, 3 e 4 del DM 12/06/1959.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.6 del 08/01/2002 Riferimento Normativo: D.P.R n. 462 del 22/10/2001
Il Ministero delle Infrastrutture e trasporti e della navigazione ha emanato un decreto che integra e sostituisce parzialmente il D.M. 15 marzo 2001 relativo alla pressione massima di carica delle bombole di argon,aria,azoto, cripton, elio neon e ossigeno. Il nuovo decreto consente il trasporto e l’uso n Italia, per tali gas e per miscele di essi, di bombole con pressione di carica 300 bar. Vengono inoltre specificate le norme applicabili per bombole con pressione di carica (pressione effettiva a 15°C), superiore a 250 bar: - in acciaio senza saldatura (UNI EN 1964-1 e prEN 1964-2); - in materiale composito (DM 15/03/2001 e DM 22/01/98). Viene abrogato l’allegato 1 del D.M. 15/03/2001.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.261 del 09/11/2001 Riferimento Normativo: D.M. 18/10/2001
CARRELLI ELEVATORI – RIDUZIONE DEL RISCHIO DI ROVESCIAMENTO ACCIDENTALE
Il Ministero dell’Industria, del commercio e dell’artigianato ha diramato una circolare comunicando che vi è una riconosciuta inadeguatezza – sotto il profilo delle esigenze di sicurezza – delle norme tecniche di fabbricazione relative ai carrelli elevatori poiché rimangono significativi livelli di rischio di lesioni, anche gravissime a carico dell’operatore addetto. Richiama perciò l’attenzione dei soggetti interessati sulla necessità di provvedere ad apportare le necessarie integrazioni ai carrelli prima di metterli in commercio, se nuovi, o prima di metterli di nuovo a disposizione dei lavoratori, se già in servizio. Rammenta inoltre che, nelle more del completamento di dette azioni, si potrà continuare ad usare i carrelli solo a condizione che siano adottate misure temporanee alternative che garantiscano un livello di sicurezza equivalente.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.146 del 26/06/2001 Riferimento Normativo: Circolare 8/6/2001 n.7808
BOMBOLE IN ACCIAIO SENZA SALDATURA DI CAPACITÀ COMPRESA TRA 0.5 E 5 LITRI
Il Ministero dei trasporti e della navigazione ha emanato un decreto relativo alla progettazione,costruzione e verifiche di approvazione e revisione delle bombole in acciaio senza saldatura di capacità compresa tra 0.5 e 5 litri. Viene riconosciuta l’opportunità di estendere alle menzionate bombole le stesse norme di progettazione e costruzione e le stesse verifiche di approvazione, nonché le stesse modalità e periodicità di revisione, previste dalle norme vigenti per le bombole con capacità superiore
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.109 del 12/05/2001 Riferimento Normativo: D. M. 19/04/2001
PRESSIONE MASSIMA DI CARICA DELLE BOMBOLE DI ARGON, ARIA, AZOTO, CRIPTON, ELIO, NEON E OSSIGENO.
Il Ministero dei trasporti e della navigazione ha emanato un decreto che definisce in 300 bar la pressione massima di carica ammessa per le bombole dei seguenti gas compressi: argon, aria, azoto, cripton, elio, neon e ossigeno. Dette bombole devono essere progettate, costruite e sottoposte ad omologazione e verifica iniziale secondo norme o progetti di norme europee allegati al decreto.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.141 del 20/06/2001 Riferimento Normativo: D.M. 15/03/2001