Source: http://www.architetto.info/normativa/decreto-legislativo-14-giugno-2011-n-104-attuazione-della-direttiva-200915ce-relativa-alle-disposizioni-ed-alle-norme-comuni-per-gli-organismi-che-effettuano-le-ispezioni-e-le-visite-di-controll/
Timestamp: 2018-12-10 00:56:38+00:00
Document Index: 129107826

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art.  76', 'art. 87', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 81', 'art.\n117', 'art.  11', 'art.\n1', 'art.   117', 'art. 5', 'art.  14', 'art.\n2', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 1', 'art.   117', 'art. 2', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 11', 'art.  7', 'art. 6', 'art. 6', 'art.\n8', 'art. 10', 'art. 6', 'art.\n6', 'art.  12', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 1']

DECRETO LEGISLATIVO 14 giugno 2011, n. 104 - Attuazione della direttiva 2009/15/CE relativa alle disposizioni ed alle norme comuni per gli organismi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attivita' delle amministrazioni marittime. (11G0147) - (GU n. 159 del 11-7-2011 | Architetto.info
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DECRETO LEGISLATIVO 14 giugno 2011, n. 104 – Attuazione della direttiva 2009/15/CE relativa alle disposizioni ed alle norme comuni per gli organismi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attivita’ delle amministrazioni marittime. (11G0147) – (GU n. 159 del 11-7-2011
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DECRETO LEGISLATIVO 14 giugno 2011, n. 104 - Attuazione della direttiva 2009/15/CE relativa alle disposizioni ed alle norme comuni per gli organismi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attivita' delle amministrazioni marittime. (11G0147) - (GU n. 159 del 11-7-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 26/07/2011
DECRETO LEGISLATIVO 14 giugno 2011 , n. 104
Attuazione della direttiva 2009/15/CE relativa alle  disposizioni  ed
alle norme comuni per gli organismi che effettuano le ispezioni e  le
visite di controllo delle navi e per le  pertinenti  attivita’  delle
amministrazioni marittime. (11G0147)
Vista  la  direttiva  2009/15/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio, del 23 aprile 2009, relativa  alle  disposizioni  ed  alle
norme comuni per gli organismi  che  effettuano  le  ispezioni  e  le
amministrazioni marittime (rifusione);
Vista la legge 4 giugno  2010,  n.  96,  recante  disposizioni  per
l’adempimento di  obblighi  derivanti  dall’appartenenza  dell’Italia
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2009,  ed  in  particolare
gli articoli da 1 a 5, e l’allegato A;
Visto il regolamento (CE) n. 391/2009 del Parlamento europeo e  del
Consiglio, del 23 aprile 2009, relativo  alle  disposizioni  ed  alle
visite di controllo delle navi (rifusione);
Visto il decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314, attuativo della
direttiva 94/57/CE e della direttiva 97/58/CE,  come  modificato  dal
decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 169;
Visto il decreto  legislativo  11  agosto  2003,  n.  275,  che  ha
modificato  il  decreto  legislativo  3  agosto  1998,  n.  314,   in
attuazione della direttiva 2001/105/CE, che ha emendato la  direttiva
94/57/CE;
Vista la legge 5 giugno 1962, n. 616;
Visto il regolamento (CE) n. 2099/2002 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 5 novembre 2002, che istituisce  un  Comitato  per  la
sicurezza marittima  e  la  prevenzione  dell’inquinamento  provocato
dalle navi (comitato COSS) e  recante  modifica  dei  regolamenti  in
materia di sicurezza marittima  e  di  prevenzione  dell’inquinamento
provocato dalle navi;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
riunione del 9 giugno 2011;
Sulla proposta del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  e  del
Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti,  di  concerto  con  i
Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e  delle
finanze, dell’ambiente e della tutela del territorio  e  del  mare  e
dello sviluppo economico;
1. Il presente  decreto  legislativo  disciplina  il  rapporto  tra
l’Amministrazione e gli organismi da questa  preposti  all’ispezione,
al controllo ed alla  certificazione  delle  navi  battenti  bandiera
italiana, ai fini della conformita’ alle  convenzioni  internazionali
sulla sicurezza in mare e sulla prevenzione dell’inquinamento marino,
perseguendo inoltre l’obiettivo della libera prestazione dei servizi.
2. Il presente decreto fissa  le  condizioni  in  base  alle  quali
l’Amministrazione,   nel   rispetto   dei    principi    della    non
discriminazione e dell’efficacia dell’azione amministrativa:
a)  autorizza  un  organismo   riconosciuto   al   rilascio   dei
certificati statutari per  proprio  conto,  nonche’  ad  eseguire  le
ispezioni e i relativi controlli;
b) affida in tutto o in parte ad  un  organismo  riconosciuto  le
ispezioni e i controlli di cui al comma 1, riservandosi il potere  di
rilascio dei relativi certificati.
– Il testo delle note qui pubblicato e’  stato  redatto
dall’amministrazione  competente  per  materia   ai   sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico  delle  disposizioni
sulla  promulgazione  delle  leggi,   sull’emanazione   dei
decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle
pubblicazioni   ufficiali   della   Repubblica    italiana,
approvato con decreto del Presidente  della  Repubblica  28
dicembre 1985, n. 1092,  al  solo  fine  di  facilitare  la
lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
e’  operato  il  rinvio.  Restano  invariati  il  valore  e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
– Per le direttive CEE vengono forniti gli  estremi  di
pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  delle  Comunita’
europee (GUCE).
–  L’art.  76   della   Costituzione   stabilisce   che
l’esercizio della  funzione  legislativa  non  puo’  essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e  soltanto  per  tempo  limitato  e  per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di  promulgare  le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di  legge  ed  i
regolamenti.
– La direttiva 2009/15/CE e’ pubblicata nella  G.U.U.E.
28 maggio 2009, n. L 131.
– Il testo degli articoli da 1 a 5  e  dell’allegato  A
della legge 4 giugno 2010, n. 96, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 25 giugno 2010, n. 146, S.O., cosi’ recita:
«Capo I – Disposizioni generali  sui  procedimenti  per
l’adempimento degli obblighi comunitari. – Art.  1  (Delega
al Governo per l’attuazione di  direttive  comunitarie).  –
1.Il Governo e’ delegato ad adottare, entro il  termine  di
recepimento indicato in ciascuna delle  direttive  elencate
negli allegati A e B,  i  decreti  legislativi  recanti  le
norme  occorrenti  per  dare   attuazione   alle   medesime
direttive. Per le direttive elencate negli allegati A e  B,
il cui termine di recepimento sia gia’ scaduto ovvero scada
nei tre mesi successivi alla  data  di  entrata  in  vigore
della presente legge, il Governo e’ delegato ad adottare  i
decreti legislativi di attuazione entro tre mesi dalla data
di entrata in vigore della medesima legge. Per le direttive
elencate negli allegati A e B, che non prevedono un termine
di recepimento,  il  Governo  e’  delegato  ad  adottare  i
decreti legislativi entro dodici mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge.
2. I decreti legislativi sono  adottati,  nel  rispetto
dell’art. 14  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  su
proposta del Presidente del Consiglio dei  Ministri  o  del
Ministro per  le  politiche  europee  e  del  Ministro  con
competenza istituzionale  prevalente  per  la  materia,  di
concerto  con  i  Ministri  degli  affari   esteri,   della
giustizia, dell’economia e delle finanze e  con  gli  altri
Ministri  interessati  in   relazione   all’oggetto   della
direttiva.
3.  Gli  schemi   dei   decreti   legislativi   recanti
attuazione  delle  direttive  elencate   nell’allegato   B,
nonche’, qualora sia previsto il ricorso a sanzioni penali,
quelli relativi  all’attuazione  delle  direttive  elencate
nell’allegato A, sono trasmessi, dopo l’acquisizione  degli
altri pareri previsti dalla legge, alla Camera dei deputati
e al Senato della  Repubblica  affinche’  su  di  essi  sia
espresso il  parere  dei  competenti  organi  parlamentari.
Decorsi quaranta  giorni  dalla  data  di  trasmissione,  i
decreti sono emanati anche in mancanza del parere.  Qualora
il termine per l’espressione del parere parlamentare di cui
al presente comma ovvero i  diversi  termini  previsti  dai
commi 4 e 8 scadano nei  trenta  giorni  che  precedono  la
scadenza  dei  termini  previsti  dai  commi  1   o   5   o
successivamente, questi ultimi sono  prorogati  di  novanta
4.  Gli  schemi   dei   decreti   legislativi   recanti
attuazione  delle  direttive  che  comportino   conseguenze
finanziarie sono corredati della relazione tecnica  di  cui
all’art. 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
Su di essi e’ richiesto anche il parere  delle  Commissioni
parlamentari  competenti  per  i  profili  finanziari.   Il
Governo,  ove  non  intenda  conformarsi  alle   condizioni
formulate con  riferimento  all’esigenza  di  garantire  il
rispetto dell’art. 81, quarto  comma,  della  Costituzione,
ritrasmette alle Camere i testi,  corredati  dei  necessari
elementi  integrativi  di  informazione,   per   i   pareri
definitivi delle Commissioni parlamentari competenti per  i
profili finanziari, che devono essere espressi entro  venti
5. Entro ventiquattro mesi dalla  data  di  entrata  in
vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al  comma
1, nel rispetto dei principi e  criteri  direttivi  fissati
dalla presente legge, il  Governo  puo’  adottare,  con  la
procedura  indicata  nei  commi  2,  3  e  4,  disposizioni
integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai
sensi del citato comma 1, fatto salvo quanto  previsto  dal
comma 6.
6.  I  decreti  legislativi,  relativi  alle  direttive
elencate negli allegati A e B, adottati, ai sensi dell’art.
117, quinto comma, della  Costituzione,  nelle  materie  di
competenza  legislativa  delle  regioni  e  delle  province
autonome,  si  applicano  alle  condizioni  e  secondo   le
procedure di cui  all’art.  11,  comma  8,  della  legge  4
febbraio 2005, n. 11.
7. Il Ministro per le politiche europee,  nel  caso  in
cui una o piu’ deleghe di cui  al  comma  1  non  risultino
esercitate alla scadenza del  termine  previsto,  trasmette
alla Camera dei deputati e al Senato della  Repubblica  una
relazione   che   da’   conto   dei   motivi   addotti    a
giustificazione del ritardo  dai  Ministri  con  competenza
istituzionale prevalente per la materia. Il Ministro per le
politiche europee,  ogni  sei  mesi,  informa  altresi’  la
Camera dei deputati e  il  Senato  della  Repubblica  sullo
stato di attuazione delle direttive da parte delle  regioni
e delle province autonome nelle materie di loro competenza,
secondo  modalita’  di  individuazione  delle   stesse   da
definire con accordo in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano.
8. Il Governo, quando non intende conformarsi ai pareri
parlamentari di cui al comma 3, relativi a sanzioni  penali
contenute  negli  schemi  di  decreti  legislativi  recanti
attuazione delle direttive elencate negli allegati A  e  B,
ritrasmette  con  le  sue  osservazioni  e  con   eventuali
modificazioni i testi alla Camera dei deputati e al  Senato
della  Repubblica.  Decorsi  venti  giorni  dalla  data  di
ritrasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza di
nuovo parere.
Art. 2 (Principi e  criteri  direttivi  generali  della
delega legislativa). – 1. Salvi gli  specifici  principi  e
criteri direttivi stabiliti dalle disposizioni  di  cui  ai
capi II e III, e  in  aggiunta  a  quelli  contenuti  nelle
direttive da attuare, i decreti legislativi di cui all’art.
1 sono informati ai seguenti principi e  criteri  direttivi
a)  le   amministrazioni   direttamente   interessate
provvedono all’attuazione dei decreti  legislativi  con  le
ordinarie strutture amministrative,  secondo  il  principio
della massima  semplificazione  dei  procedimenti  e  delle
modalita’ di organizzazione e di esercizio delle funzioni e
dei servizi;
b) ai  fini  di  un  migliore  coordinamento  con  le
discipline vigenti per i singoli settori interessati  dalla
normativa  da  attuare,  sono  introdotte   le   occorrenti
modificazioni  alle  discipline  stesse,  fatti   salvi   i
procedimenti  oggetto  di  semplificazione   amministrativa
ovvero le materie oggetto di delegificazione;
c) al di fuori dei casi previsti dalle  norme  penali
vigenti, ove necessario per assicurare  l’osservanza  delle
disposizioni  contenute  nei  decreti   legislativi,   sono
previste sanzioni amministrative e penali per le infrazioni
alle disposizioni dei decreti stessi. Le  sanzioni  penali,
nei limiti, rispettivamente, dell’ammenda  fino  a  150.000
euro e dell’arresto fino a tre anni, sono previste, in  via
alternativa o congiunta, solo nei casi in cui le infrazioni
ledono o espongono a pericolo interessi  costituzionalmente
protetti. In tali casi sono previste: la pena  dell’ammenda
alternativa all’arresto per le infrazioni che  espongono  a
pericolo  o  danneggiano  l’interesse  protetto;  la   pena
dell’arresto  congiunta  a  quella  dell’ammenda   per   le
infrazioni che recano un  danno  di  particolare  gravita’.
Nelle   predette   ipotesi,   in   luogo   dell’arresto   e
dell’ammenda, possono essere  previste  anche  le  sanzioni
alternative di cui agli articoli 53 e seguenti del  decreto
legislativo  28  agosto  2000,  n.  274,  e   la   relativa
competenza del giudice di pace. La sanzione  amministrativa
del pagamento di una somma non inferiore a 150 euro  e  non
superiore a 150.000 euro e’ prevista per le infrazioni  che
ledono o espongono a pericolo interessi diversi  da  quelli
indicati nei periodi  precedenti.  Nell’ambito  dei  limiti
minimi e  massimi  previsti,  le  sanzioni  indicate  nella
presente  lettera  sono  determinate  nella  loro  entita’,
tenendo   conto   della   diversa   potenzialita’    lesiva
dell’interesse protetto che ciascuna infrazione presenta in
astratto, di specifiche qualita’ personali  del  colpevole,
comprese  quelle  che  impongono  particolari   doveri   di
prevenzione, controllo o vigilanza, nonche’  del  vantaggio
patrimoniale che  l’infrazione  puo’  recare  al  colpevole
ovvero alla persona  o  all’ente  nel  cui  interesse  egli
agisce. Entro i limiti  di  pena  indicati  nella  presente
lettera  sono  previste   sanzioni   identiche   a   quelle
eventualmente  gia’  comminate  dalle  leggi  vigenti   per
violazioni omogenee e di pari  offensivita’  rispetto  alle
infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi. Nelle
materie  di  cui  all’art.   117,   quarto   comma,   della
Costituzione, le sanzioni amministrative  sono  determinate
dalle regioni;
d) eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e
che   non   riguardano    l’attivita’    ordinaria    delle
amministrazioni statali o regionali possono essere previste
nei decreti legislativi recanti  le  norme  necessarie  per
dare attuazione alle direttive, nei soli limiti  occorrenti
per  l’adempimento  degli  obblighi  di  attuazione   delle
direttive stesse; alla  relativa  copertura,  nonche’  alla
copertura  delle  minori  entrate  eventualmente  derivanti
dall’attuazione  delle  direttive,  in   quanto   non   sia
possibile farvi fronte con  i  fondi  gia’  assegnati  alle
competenti amministrazioni, si provvede a carico del  fondo
di rotazione di cui all’art. 5 della legge 16 aprile  1987,
n. 183;
e)  all’attuazione  di   direttive   che   modificano
precedenti direttive gia’ attuate con legge o  con  decreto
legislativo si procede, se la  modificazione  non  comporta
ampliamento   della   materia   regolata,   apportando   le
corrispondenti  modificazioni  alla  legge  o  al   decreto
legislativo di attuazione della direttiva modificata;
f) nella predisposizione dei decreti  legislativi  si
tiene conto delle eventuali modificazioni  delle  direttive
comunitarie   comunque   intervenute   fino   al    momento
dell’esercizio della delega;
g) nella  predisposizione  dei  decreti  legislativi,
relativi alle direttive elencate negli allegati A e  B,  si
tiene conto delle esigenze di coordinamento  tra  le  norme
previste nelle direttive medesime e quanto stabilito  dalla
legislazione  vigente,  con  particolare  riferimento  alla
normativa in materia di lavoro e politiche sociali, per  la
cui revisione e’ assicurato il coinvolgimento  delle  parti
sociali interessate, ai fini della definizione di eventuali
specifici avvisi comuni e dell’acquisizione, ove  richiesto
dalla complessita’ della materia, di un parere delle stesse
parti sociali sui relativi schemi di decreto legislativo;
h) quando si verificano sovrapposizioni di competenze
tra amministrazioni diverse o comunque  sono  coinvolte  le
competenze  di  piu’  amministrazioni  statali,  i  decreti
legislativi individuano, attraverso le piu’ opportune forme
di coordinamento, rispettando i principi di sussidiarieta’,
differenziazione, adeguatezza e leale collaborazione  e  le
competenze delle regioni e degli altri  enti  territoriali,
le procedure per salvaguardare l’unitarieta’  dei  processi
decisionali, la trasparenza, la  celerita’,  l’efficacia  e
l’economicita’  nell’azione  amministrativa  e  la   chiara
individuazione dei soggetti responsabili;
i) quando non sono di ostacolo i diversi  termini  di
recepimento, sono attuate con un unico decreto  legislativo
le  direttive  che  riguardano  le  stesse  materie  o  che
comunque comportano modifiche degli stessi atti normativi.
Art.  3  (Delega   al   Governo   per   la   disciplina
sanzionatoria di violazioni di disposizioni comunitarie). –
1. Al fine di assicurare la piena integrazione delle  norme
comunitarie nell’ordinamento nazionale, il  Governo,  fatte
salve le norme penali vigenti,  e’  delegato  ad  adottare,
entro due anni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge,  disposizioni  recanti  sanzioni  penali  o
amministrative per le violazioni di obblighi  contenuti  in
direttive  comunitarie  attuate  in  via  regolamentare   o
amministrativa, ai sensi delle leggi comunitarie vigenti, o
in regolamenti comunitari pubblicati alla data  di  entrata
in vigore della presente legge, per i quali non  sono  gia’
previste sanzioni penali o amministrative.
2. La delega di  cui  al  comma  1  e’  esercitata  con
decreti legislativi adottati ai sensi  dell’art.  14  della
legge 23 agosto 1988, n. 400, su  proposta  del  Presidente
del Consiglio dei Ministri o del Ministro per le  politiche
europee e del Ministro della giustizia, di concerto  con  i
Ministri competenti per materia. I decreti  legislativi  si
informano ai principi e criteri direttivi di  cui  all’art.
2, comma 1, lettera c).
3.  Gli  schemi  dei  decreti  legislativi  di  cui  al
presente articolo sono trasmessi alla Camera dei deputati e
al Senato della Repubblica per l’espressione del parere  da
parte dei competenti organi parlamentari con le modalita’ e
nei termini previsti dai commi 3 e 8 dell’art. 1.
Art. 4 (Oneri relativi a prestazioni e a controlli).  –
1. In relazione agli oneri per prestazioni e per controlli,
si applicano le disposizioni dell’art. 9, commi 2 e  2-bis,
della legge 4 febbraio 2005, n. 11.
Art. 5 (Delega al Governo  per  il  riordino  normativo
nelle materie interessate dalle direttive  comunitarie).  –
1. Il Governo  e’  delegato  ad  adottare,  senza  nuovi  o
maggiori oneri a carico  della  finanza  pubblica,  con  le
modalita’ e secondo i principi e criteri direttivi  di  cui
all’art. 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e  successive
modificazioni,  entro  ventiquattro  mesi  dalla  data   di
entrata in vigore di ciascuno dei  decreti  legislativi  di
cui all’art. 1, comma 1, della presente legge, testi  unici
o  codici  di  settore  delle   disposizioni   dettate   in
attuazione delle deleghe conferite dalla presente legge per
il  recepimento  di  direttive  comunitarie,  al  fine   di
coordinare le  medesime  con  le  altre  norme  legislative
vigenti nelle stesse materie. Qualora i  testi  unici  o  i
codici di settore riguardino  principi  fondamentali  nelle
materie  di  cui   all’art.   117,   terzo   comma,   della
Costituzione o in altre materie di interesse delle regioni,
i relativi schemi di decreto legislativo sono sottoposti al
parere della Conferenza permanente per i  rapporti  tra  lo
Stato, le regioni e le province autonome  di  Trento  e  di
Bolzano nonche’ al parere  della  Commissione  parlamentare
per le questioni regionali.
2. I testi unici e i codici di settore di cui al  comma
1 riguardano materie o settori  omogenei.  Le  disposizioni
contenute nei testi unici  o  nei  codici  di  settore  non
possono  essere  abrogate,  derogate,  sospese  o  comunque
modificate, se non in modo esplicito mediante l’indicazione
puntuale  delle   disposizioni   da   abrogare,   derogare,
sospendere o modificare.».
«Allegato A (Art. 1, commi 1 e 3).
2007/33/CE del Consiglio, dell’11 giugno 2007, relativa
alla lotta ai nematodi a cisti della patata e che abroga la
direttiva 69/465/CE.
2008/72/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008,  relativa
alla commercializzazione delle piantine di  ortaggi  e  dei
materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle
sementi (Versione codificata).
2008/106/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19  novembre  2008,  concernente  i  requisiti  minimi   di
formazione per la gente di mare (rifusione).
2008/119/CE del Consiglio, del 18  dicembre  2008,  che
stabilisce le norme minime per la  protezione  dei  vitelli
(Versione codificata).
2008/120/CE del Consiglio, del 18  dicembre  2008,  che
stabilisce le norme minime  per  la  protezione  dei  suini
2008/124/CE della Commissione, del  18  dicembre  2008,
che limita la commercializzazione delle sementi  di  talune
specie di piante foraggere,  oleaginose  e  da  fibra  alle
sementi  ufficialmente  certificate  “sementi  di  base”  o
“sementi certificate” (Versione codificata).
2009/15/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,  del
23 aprile 2009, relativa alle disposizioni  ed  alle  norme
comuni per gli organismi che effettuano le ispezioni  e  le
visite  di  controllo  delle  navi  e  per  le   pertinenti
attivita’ delle amministrazioni marittime (rifusione).
2009/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,  del
6 maggio  2009,  sull’impiego  confinato  di  microrganismi
geneticamente modificati (rifusione).
2009/143/CE del Consiglio, del 26  novembre  2009,  che
modifica la direttiva 2000/29/CE  per  quanto  riguarda  la
delega dei compiti di analisi di laboratorio.
2009/145/CE della Commissione, del  26  novembre  2009,
che prevede talune deroghe per l’ammissione  di  ecotipi  e
varieta’ vegetali tradizionalmente coltivati in particolari
localita’ e regioni e  minacciati  dall’erosione  genetica,
nonche’ di varieta’ vegetali prive di valore intrinseco per
la produzione vegetale a fini commerciali ma sviluppate per
la  coltivazione  in  condizioni  particolari  e   per   la
commercializzazione  di   sementi   di   tali   ecotipi   e
varieta’.».
– Il regolamento (CE) n. 391/2009 e’  pubblicato  nella
G.U.U.E. 28 maggio 2009, n. L 131.
– Il decreto legislativo 3  agosto  1998,  n.  314,  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 29 agosto 1998, n. 201.
– Il decreto legislativo 19  maggio  2000,  n.  169  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 giugno 2000, n. 145.
– Il decreto legislativo 11 agosto  2003,  n.  275,  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 ottobre 2003, n. 234.
– La legge 5  giugno  1962,  n.  616  (Sicurezza  della
navigazione e della vita  umana  in  mare),  e’  pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 5 luglio 1962, n. 168.
– Il regolamento (CE) n. 2099/2002 e’ pubblicato  nella
G.U.C.E. 29 novembre 2002, n. L 324.
a) nave: la nave di bandiera italiana che rientri  nel  campo  di
applicazione delle convenzioni internazionali;
b)  nave  battente  bandiera  di  uno  Stato  membro:  una   nave
registrata in uno Stato membro  e  battente  bandiera  di  uno  Stato
membro conformemente alla legislazione di quest’ultimo. Le  navi  che
non corrispondono a questa  definizione  sono  equiparate  alle  navi
battenti bandiera di un Paese terzo;
c)  ispezioni  e  controlli:  ispezioni  e  controlli  che   sono
obbligatori in forza delle convenzioni internazionali;
d)  convenzioni  internazionali:  le   convenzioni   di   seguito
indicate, unitamente  ai  protocolli,  ai  successivi  emendamenti  e
relativi codici obbligatori:
1) la Convenzione internazionale del 1° novembre  1974  per  la
salvaguardia della vita umana in mare (SOLAS 74), resa esecutiva  con
legge 23 maggio 1980, n. 313, e con legge 4 giugno 1982, n. 488,  che
ha approvato il  successivo  protocollo  del  17  febbraio  1978,  ad
eccezione del capo XI-2 del relativo allegato;
2) la Convenzione internazionale del 5 aprile 1966 sulla  linea
di carico (LL66), resa esecutiva in Italia con decreto del Presidente
della Repubblica 8 aprile 1968, n.  777,  entrato  in  vigore  il  21
luglio 1968, e successivi emendamenti del 1971 e 1979, resi esecutivi
in Italia con decreto del Presidente della Repubblica 8 ottobre 1984,
n. 968;
3) la Convenzione internazionale del 2  novembre  1973  per  la
prevenzione  dell’inquinamento  causato  da  navi   (MARPOL   73/78),
ratificata con legge  29  settembre  1980,  n.  662,  e,  per  quanto
riguarda il protocollo del 1978, con legge 4  giugno  1982,  n.  438,
entrata in vigore in Italia il 2 ottobre 1983;
e) organismo:  un  soggetto  giuridico  ed  i  soggetti  da  esso
controllati e collegati, che svolgono compiti rientranti nel campo di
applicazione del presente decreto;
f) organismo riconosciuto: qualsiasi  organismo  riconosciuto  ai
sensi del regolamento (CE) n. 391/2009;
g) autorizzazione: l’atto con il quale,  ai  sensi  del  presente
decreto, l’Amministrazione delega ad  un  organismo  riconosciuto  il
rilascio dei certificati statutari delle navi, nonche’ ad eseguire le
ispezioni ed i relativi controlli;
h) affidamento: l’atto  con  il  quale,  ai  sensi  del  presente
decreto, l’Amministrazione delega in tutto o in parte ad un organismo
riconosciuto  l’effettuazione  dei  controlli   e   delle   ispezioni
finalizzati  al  rilascio  dei  certificati  statutari  delle   navi,
riservandosi il potere di rilascio dei relativi certificati;
i) certificato statutario: il certificato rilasciato dallo  Stato
o, per suo conto, da un  organismo  riconosciuto  conformemente  alle
convenzioni internazionali;
l) norme e procedure: le prescrizioni  fissate  da  un  organismo
riconosciuto per la progettazione, la costruzione, l’equipaggiamento,
la manutenzione e il controllo tecnico delle navi;
m) certificato di classe: il documento rilasciato da un organismo
riconosciuto che  certifica  l’idoneita’  delle  navi  a  determinati
impieghi o servizi secondo  le  norme  e  procedure  fissate  e  rese
pubbliche dall’organismo stesso;
n) Amministrazione:  il  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti, con riferimento alla convenzione sulla salvaguardia  della
vita umana in mare ed alla convenzione sulla linea di carico,  ed  il
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, con
riferimento alla convenzione sulla prevenzione dell’inquinamento  del
mare da navi;
o) autorita’ marittime locali: gli uffici locali  in  conformita’
alle attribuzioni loro conferite dall’articolo 17  del  codice  della
navigazione, approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327;
p)  certificato  di  sicurezza  radio  per  navi  da  carico:  il
certificato introdotto  dal  protocollo  del  1988  che  modifica  la
convenzione sulla salvaguardia della  vita  umana  in  mare  (SOLAS),
adottato dall’Organizzazione marittima internazionale (IMO).
Note all’art. 2:
– La legge  23  maggio  1980,  n.  313  (Adesione  alla
convenzione internazionale del  1974  per  la  salvaguardia
della vita umana in mare, con allegato, aperta alla firma a
Londra  il  1°  novembre  1974,  e  sua   esecuzione),   e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 luglio 1980, n. 190,
– Il decreto del Presidente della Repubblica  8  aprile
1968, n. 777 (Esecuzione della  convenzione  internazionale
sulla linea di massimo  carico,  adottata  a  Londra  il  5
aprile 1966), e’ pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  13
luglio 1968, n. 176, S.O.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 8  ottobre
1984, n. 968, e’ pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  29
gennaio 1985, n. 24.
– La legge 29 settembre 1980,  n.  662,  e’  pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 23 ottobre 1980, n. 292, S.O.
– La legge 4 giugno 1982, n. 438, e’  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 15 luglio 1982, n. 193, S.O.
– Per il regolamento (CE) n. 391/2009 si vedano le note
alle premesse.
– Il testo dell’art. 17 del Codice  della  navigazione,
approvato  con  regio  decreto  30  marzo  1942,  n.   327,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 aprile 1942, n.  93,
ed. speciale, e aggiornato dalla legge 29 novembre 2007, n.
222, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30 novembre  2007,
n. 279, S.O. cosi’ recita:
«Cod. nav. Art. 17 (Attribuzioni degli uffici  locali).
–  Il  direttore   marittimo   esercita   le   attribuzioni
conferitegli dal presente codice, dalle altre leggi  e  dai
Il capo del compartimento, il capo del circondario e  i
capi degli altri  uffici  marittimi  dipendenti,  oltre  le
attribuzioni conferite a  ciascuno  di  essi  dal  presente
codice, dalle altre leggi e  dai  regolamenti,  esercitano,
nell’ambito  delle  rispettive  circoscrizioni,  tutte   le
attribuzioni amministrative relative alla navigazione e  al
traffico  marittimo,   che   non   siano   specificatamente
conferite a determinate autorita’.».
Adempimento degli obblighi
derivanti dalle convenzioni internazionali
1. L’Amministrazione, nell’esercizio delle proprie  responsabilita’
e  nell’adempimento  degli  obblighi  derivanti   dalle   convenzioni
internazionali, da’ adeguata esecuzione  alle  norme  riguardanti  le
ispezioni ed i controlli delle navi ed il  rilascio  dei  certificati
statutari,  nonche’  dei  certificati  di  esenzione  a  norma  delle
suddette convenzioni internazionali.
2.  L’Amministrazione  opera  secondo  le  pertinenti  disposizioni
dell’allegato e dell’appendice della risoluzione A.847 (20) dell’IMO,
relativa alle  Linee  guida  per  assistere  gli  Stati  di  bandiera
nell’attuazione degli strumenti IMO.
1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,  con  proprio
decreto, di concerto con il Ministero dell’ambiente  e  della  tutela
del territorio e del mare  per  i  profili  di  competenza,  ove  non
provveda direttamente  al  rilascio  e  al  rinnovo  dei  certificati
statutari, autorizza gli organismi riconosciuti che ne fanno  domanda
e che sono in possesso dei requisiti fissati in materia dal  presente
decreto, al rilascio ed al rinnovo dei  certificati  statutari  e  ad
eseguire le ispezioni ed i relativi controlli.
1. Fatto salvo quanto disposto dal  comma  2,  il  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto, di concerto  con
il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e  del  mare
per  i  profili  di  competenza,  ove  non  provveda  ad   effettuare
direttamente le ispezioni e i  controlli  relativi  al  rilascio  dei
certificati statutari, affida  i  suddetti  compiti  di  ispezione  e
controllo  ai  fini  del  rilascio  dei  certificati  statutari  agli
organismi riconosciuti che ne fanno domanda e che  sono  in  possesso
dei requisiti fissati in materia dal presente  decreto,  riservandosi
il potere di rilascio dei certificati stessi.
2. Il Ministero dello sviluppo economico effettua le ispezioni ed i
controlli  ai  fini  del  rilascio  del  certificato   di   sicurezza
radioelettrica per navi da carico e, per  quanto  di  competenza,  ai
fini del rilascio del certificato di sicurezza passeggeri.
3. I certificati statutari per i quali i  compiti  di  ispezione  e
controllo sono stati dati in affidamento ai sensi del  comma  1  sono
rilasciati  in  Italia  direttamente  dall’Amministrazione,  per   il
tramite delle  autorita’  marittime  locali  e,  all’estero,  per  il
tramite delle autorita’ consolari.
4. L’organismo riconosciuto affidato ai sensi del comma 1  fornisce
i   dati    relativi    agli    accertamenti    tecnici    effettuati
all’Amministrazione che, ai sensi del comma 3, provvede  al  rilascio
dei relativi certificati statutari, previa verifica delle  risultanze
degli  accertamenti  stessi  e  ferma  restando  la  possibilita’  di
ispezione.
Limitazione del numero degli organismi
e trattamento reciproco
1. L’Amministrazione, quando agisce in applicazione degli  articoli
4 e 5, autorizza o affida ad un organismo riconosciuto, che  presenti
istanza ai sensi dell’articolo 8, lo svolgimento  delle  funzioni  di
cui agli articoli 4 e 5, fatte salve le disposizioni degli articoli 7
e 9.  L’amministrazione  puo’,  in  funzione  di  motivate  esigenze,
limitare il numero degli organismi da essa autorizzati o affidati.
Accordi di autorizzazione e di affidamento
1.  L’Amministrazione,   prima   di   autorizzare   gli   organismi
riconosciuti ai sensi dell’articolo 4 o di affidare ad essi i compiti
di ispezione e controllo ai sensi dell’articolo 5, stipula un accordo
scritto con i suddetti organismi che definisce gli specifici  compiti
e funzioni dell’organismo stesso e che contiene:
a) le disposizioni dell’appendice II della risoluzione A.739 (18)
dell’IMO, come emendata dalla risoluzione MSC.280 (81) dell’IMO sulle
linee  guida  per  il  rilascio  delle  autorizzazioni  a  favore  di
organismi che agiscono per  conto  dell’Amministrazione,  sulla  base
dell’ allegato, alle appendici e agli altri  elementi  del  documento
dell’IMO MSC/Circular 710 e MEPC/Circular 307 sul modello di  accordo
per il rilascio di autorizzazioni a favore di organismi  che  operano
per conto dell’Amministrazione;
b) la disposizione secondo cui l’Amministrazione,  condannata  da
un organo giurisdizionale a  seguito  di  sentenza  definitiva  o  di
giudizio arbitrale a risarcire il danno derivante  da  dolo  o  colpa
imputabile ai servizi dell’organismo, ha diritto a un  indennizzo  da
parte dell’organismo nella misura pari ai danni ad esso imputabili;
c)  le  disposizioni  per  un  controllo   periodico   da   parte
dell’Amministrazione  o  di   un   ente   imparziale   designato   da
quest’ultima   sull’attivita’   che   l’organismo   riconosciuto   ed
autorizzato svolge per suo conto, come stabilito dall’articolo 9;
d)  le  disposizioni  relative  alla  possibilita’  di  ispezioni
dettagliate a campione delle navi;
e) le disposizioni per la comunicazione  obbligatoria  e  per  la
pubblicazione  sul  sito  web   dell’organismo   delle   informazioni
pertinenti  sulla  propria  flotta  classificata,  su  trasferimenti,
modifiche,  sospensioni  e  ritiri  della  classe,   come   stabilito
dall’articolo 10.
2. Il primo  rilascio,  da  parte  dell’organismo  riconosciuto  ed
autorizzato,   dei   certificati    di    esenzione    e’    soggetto
all’approvazione dell’Amministrazione.
3. L’Amministrazione fornisce alla Commissione europea informazioni
dettagliate sul rapporto funzionale instaurato ai sensi del  comma  1
con gli organismi riconosciuti.
Modalita’ e condizioni per l’autorizzazione
e l’affidamento
1.  L’organismo  riconosciuto,  per  essere  autorizzato  ai  sensi
dell’articolo 4 ovvero affidato ai sensi dell’articolo 5, deve:
a) redigere ed aggiornare, in lingua italiana o inglese, le norme
e le procedure  applicabili,  di  cui  all’articolo  2,  lettera  l),
nonche’ le istruzioni e i modelli di rapporto;
b)  avere  una  rappresentanza  con  personalita’  giuridica  nel
territorio dello Stato italiano.
2. L’organismo riconosciuto che intende  chiedere  l’autorizzazione
di  cui  all’articolo  4  o  l’affidamento  di  cui  all’articolo  5,
presenta, in duplice copia, al Ministero delle infrastrutture  e  dei
trasporti apposita istanza corredata da:
a) testo in  lingua  italiana  o  inglese  delle  norme,  con  le
relative  interpretazioni,  regolamenti,  istruzioni  e  modelli   di
rapporto, emanate  ed  applicate  ai  fini  dello  svolgimento  delle
attivita’ per le quali sono chiesti l’autorizzazione o l’affidamento;
b) documentazione comprovante l’istituzione di una rappresentanza
con personalita’ giuridica nel territorio dello Stato italiano.
3. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,  con  proprio
del territorio e del mare per  i  profili  di  competenza,  adotta  i
provvedimenti di autorizzazione e di affidamento entro il termine  di
centottanta giorni dalla data di ricevimento delle istanze.
1. L’Amministrazione verifica che gli organismi  che  agiscono  per
suo conto in autorizzazione o in affidamento  svolgano  efficacemente
le funzioni  per  le  quali  sono  stati  delegati,  a  soddisfazione
dell’Amministrazione stessa.
2. Ai fini delle verifiche di cui  al  comma  1,  l’Amministrazione
puo’ effettuare le ispezioni di cui all’articolo 7, comma 1,  lettera
d), e valuta le informazioni acquisite ai sensi dell’articolo 10.
3. L’Amministrazione effettua  le  verifiche  di  cui  al  comma  1
periodicamente e almeno ogni due anni e  trasmette  alla  Commissione
europea e agli altri Stati membri una relazione sui  risultati  delle
verifiche effettuate, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello
in cui queste sono state effettuate.
4. L’Amministrazione, nell’ambito degli adempimenti degli  obblighi
in materia  di  ispezioni  quale  Stato  di  approdo,  comunica  alla
Commissione europea e agli altri  Stati  membri  i  casi  in  cui  ha
accertato il rilascio di certificati statutari validi,  da  parte  di
organismi riconosciuti operanti per conto di uno Stato di bandiera  a
navi  non  conformi  ai  requisiti   pertinenti   delle   convenzioni
internazionali, oppure i casi di eventuali difetti di navi aventi  un
certificato di  classe  valido,  relativi  ad  elementi  oggetto  del
certificato, e ne  informa  lo  Stato  di  bandiera  interessato.  Le
predette comunicazioni sono effettuate solo per i casi  di  navi  che
rappresentano una minaccia grave per la sicurezza e per l’ambiente  o
che rivelano un comportamento  particolarmente  negligente  da  parte
degli organismi riconosciuti. L’organismo riconosciuto  e’  informato
in merito ai casi in questione al momento dell’ispezione iniziale, in
modo che esso possa adottare  immediatamente  appropriate  misure  di
adeguamento.
5.  L’Amministrazione  verifica  che  le  navi  battenti   bandiera
italiana siano costruite e mantenute in efficienza  conformemente  ai
requisiti in materia di scafo, macchinari e impianti elettrici  e  di
controllo fissati da un organismo riconosciuto.
6.  L’Amministrazione  coopera  con  gli   organismi   riconosciuti
autorizzati ed affidati nello sviluppo di  norme  e  procedure  degli
organismi stessi. Gli organismi riconosciuti autorizzati ed  affidati
sono consultati dall’Amministrazione ai  fini  di  un’interpretazione
coerente delle convenzioni internazionali.
1. Al fine di consentire all’Amministrazione le opportune verifiche
ai sensi dell’articolo 9,  l’organismo  riconosciuto  che  sia  stato
autorizzato o affidato, entro i termini stabiliti  negli  accordi  di
cui all’articolo 7, informa l’Amministrazione del lavoro  svolto  per
suo conto ed in particolare:
a) trasmette una copia di ogni certificato rilasciato e, in  caso
di ispezione iniziale, il rapporto di ispezione;
b) trasmette tutte le informazioni relative alle assegnazioni, ai
trasferimenti, alle modifiche, alle sospensioni  o  alle  revoche  di
classe;
c) informa su deficienze o  inadeguatezze  riscontrate  nelle  navi
d) fornisce un elenco recante le date e  i  luoghi  delle  visite
periodiche e di rinnovo;
e) garantisce l’accesso, su  richiesta,  a  tutti  i  piani  e  i
documenti  inclusi  i  rapporti  d’ispezione  per  il  rilascio   dei
certificati;
f) comunica, anche attraverso la pubblicazione sul  proprio  sito
web, tutte le informazioni pertinenti in merito alla flotta  iscritta
nella sua classe, ai trasferimenti, alle modifiche, alle  sospensioni
o alle revoche di classe, indipendentemente  dalla  bandiera  battuta
dalle navi. Tali informazioni sono  inviate  anche  alla  Commissione
europea;
g)  comunica  elettronicamente  alla  banca  dati  comune   delle
ispezioni  utilizzata  dagli  Stati  membri  per  l’attuazione  della
direttiva 2009/16/CE, relativa al controllo da parte dello  Stato  di
approdo, e pubblica sul proprio sito  web  le  seguenti  informazioni
relative alla propria flotta classificata: trasferimenti,  modifiche,
sospensioni e  revoche  della  classe,  comprese  informazioni  sulle
visite  scadute  ma  non  effettuate,  mancata   applicazione   delle
raccomandazioni, prescrizioni di  classe,  condizioni  o  restrizioni
operative relative alle navi  della  loro  classe,  indipendentemente
dalla bandiera battuta dalle navi;
h) invia gli aggiornamenti relativi alla  documentazione  di  cui
all’articolo 8, comma 2, lettera a);
i) fornisce l’elenco degli ispettori autorizzati che  svolgono  i
servizi di certificazione statutaria e  prestano  la  loro  attivita’
alle esclusive dipendenze dell’organismo;
l) fornisce, su richiesta, ogni altra informazione utile ai  fini
della valutazione del lavoro svolto per conto dell’Amministrazione.
2. L’Amministrazione puo’ richiedere  le  informazioni  di  cui  al
comma 1 anche in formato elettronico.
Note all’art. 10:
– La direttiva 2009/16/CE e’ pubblicata nella  G.U.U.E.
Sospensione e revoca dell’autorizzazione
o dell’affidamento
1. Il  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  quando
ritiene che un organismo riconosciuto non possa piu’ essere  affidato
o autorizzato a svolgere per suo conto i compiti  ad  esso  delegati,
sospende, con decreto, di concerto con il Ministero  dell’ambiente  e
della tutela del territorio e del mare per i profili  di  competenza,
l’autorizzazione o l’affidamento, previa contestazione  all’organismo
dei relativi motivi e  fissando  un  termine  di  trenta  giorni  per
ricevere eventuali elementi giustificativi e controdeduzioni.
2. La sospensione puo’ essere giustificata anche da motivi di grave
rischio  per  la  sicurezza  o  per   l’ambiente.   In   tale   caso,
l’Amministrazione   adotta   il   provvedimento    di    sospensione,
prescindendo dalla contestazione di cui al comma 1.
3. Nel caso in cui l’Amministrazione proceda  alla  sospensione  di
cui al comma 1 perche’ ritiene che l’organismo autorizzato o affidato
non svolga piu’ con efficacia ed in modo soddisfacente le funzioni ad
esso delegate, essa indica nel provvedimento di sospensione i modi  e
i termini entro i quali l’organismo dovra’ ottemperare per  risolvere
le carenze contestate nel provvedimento stesso.  Decorso  inutilmente
il termine stabilito nel provvedimento di sospensione,  il  Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, con decreto di concerto con  il
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare  per
i profili di competenza, revoca l’autorizzazione o l’affidamento.
4. Il Ministero delle infrastrutture e trasporti,  con  decreto  di
concerto con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare, revoca l’autorizzazione ovvero l’affidamento in  caso  di
revoca del riconoscimento di cui all’articolo 7 del regolamento  (CE)
n. 391/2009.
5.  L’Amministrazione  comunica  immediatamente  alla   Commissione
europea e agli altri Stati membri i provvedimenti di sospensione e di
revoca di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, indicandone le motivazioni.
Note all’art. 11:
–  Il  testo  dell’art.  7  del  regolamento  (CE)   n.
391/2009, citato nelle note alle premesse, cosi’ recita:
«Art. 7 – 1. La Commissione revoca il riconoscimento di
un organismo:
a) se il mancato rispetto in forma ripetuta  e  grave
dei criteri minimi  fissati  nell’allegato  I  o  dei  suoi
obblighi a  norma  del  presente  regolamento  e’  tale  da
costituire una minaccia inaccettabile per  la  sicurezza  o
per l’ambiente;
b) se le mancate prestazioni in materia di  sicurezza
e di prevenzione dell’inquinamento sono, in forma  ripetuta
e grave, tali da costituire una minaccia inaccettabile  per
la sicurezza o per l’ambiente;
c)  se  impedisce   o   ostacola   ripetutamente   la
valutazione da parte della Commissione;
d) se non paga le ammende e/o le penalita’ di mora di
cui all’art. 6, paragrafi 1 e 2; o
e) se cerca di ottenere la copertura finanziaria o il
rimborso delle ammende inflittegli ai sensi dell’art. 6.
2. Ai fini delle lettere a) e b) del  paragrafo  1,  la
Commissione decide sulla  base  di  tutte  le  informazioni
disponibili, ed in particolare in base:
a)   ai   risultati   della    propria    valutazione
dell’organismo riconosciuto interessato, a norma  dell’art.
8, paragrafo 1;
b) alle relazioni presentate  dagli  Stati  membri  a
norma dell’art. 10 della direttiva 2009/15/CE;
c) alle  analisi  dei  sinistri  in  cui  sono  state
coinvolte navi classificate dagli organismi riconosciuti;
d) ad ogni eventuale ripetersi  delle  deficienze  di
cui all’art. 6, paragrafo 1, lettera a);
e)  alla  misura  in  cui  e’   colpita   la   flotta
classificata dall’organismo riconosciuto; e
f) all’inefficacia dei provvedimenti di cui  all’art.
6, paragrafo 2.
3.  La  revoca  del  riconoscimento  e’  decisa   dalla
Commissione, di propria iniziativa o su  richiesta  di  uno
Stato membro, secondo la procedura di  regolamentazione  di
cui  all’art.  12,  paragrafo   3,   e   dopo   aver   dato
all’organismo riconosciuto interessato la  possibilita’  di
presentare le proprie osservazioni.».
Spese per il rilascio dell’autorizzazione
e per l’affidamento
1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti,
di  concerto  con  il  Ministro  dell’ambiente  e  della  tutela  del
territorio e del  mare  e  con  il  Ministro  dell’economia  e  delle
finanze,  sono  determinate,  sulla  base  del  costo  effettivo  del
servizio reso, le tariffe a carico degli organismi richiedenti per la
copertura delle spese connesse con le procedure di  autorizzazione  o
affidamento, ivi comprese le verifiche presso gli organismi  istanti,
nonche’ quelle per il rilascio dei certificati. Con lo stesso decreto
sono stabilite le modalita’ di versamento delle tariffe medesime.
1. Dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto  sono
abrogati:
a) il decreto legislativo 3 agosto 1998,  n.  314,  e  successive
b) il decreto del Ministro dei trasporti e della  navigazione  in
data 1° dicembre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del
29  dicembre  2000,  recante  determinazione   delle   modalita’   di
presentazione delle istanze di autorizzazione  e  di  affidamento  da
parte degli organismi riconosciuti.
Note all’art. 13:
– Per il decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314,  si
vedano le note alle premesse.
1.  Fermo  l’obbligo  di  conformarsi  al  presente  decreto,   gli
organismi riconosciuti che,  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente    decreto,     risultano     autorizzati     e     affidati
dall’Amministrazione,  mantengono  l’autorizzazione  e  l’affidamento
gia’ rilasciati.
2. Gli organismi riconosciuti che, alla data di entrata  in  vigore
del   presente   decreto,   risultano    autorizzati    e    affidati
dall’Amministrazione, continuano ad operare sulle  navi  di  bandiera
italiana non rientranti nel campo di applicazione  delle  convenzioni
internazionali limitatamente a quelle gia’ da essi  certificate  alla
suddetta data.
3. L’articolo 3 del decreto legislativo del Capo provvisorio  dello
Stato 22 gennaio 1947, n. 340,  non  si  applica  alle  navi  di  cui
all’articolo 2, comma 1, lettera a), relativamente  alle  convenzioni
internazionali di cui dello stesso articolo 2, comma 1, lettera d).
Note all’art. 14:
– Il testo dell’art. 3 del decreto legislativo del Capo
provvisorio  dello  Stato   22   gennaio   1947,   n.   340
(Riordinamento del Registro  Italiano  navale),  pubblicato
nella  Gazzetta  Ufficiale  23  maggio  1947,  n.  116,   e
ratificato dalla  legge  17  aprile  1956,  n.  561,  cosi’
recita:
«Art. 3. L’Amministrazione statale  puo’,  con  decreto
del Ministro per la marina mercantile,  per  le  navi  e  i
galleggianti destinati alla navigazione  marittima,  e  del
Ministro per i trasporti per  le  navi  ed  i  galleggianti
destinati alla navigazione interna, affidare agli  istituti
autorizzati a norma dell’art. 1 le  operazioni  o  funzioni
attinenti all’accertamento e al controllo delle  condizioni
di navigabilita’, all’assegnazione della linea  di  massimo
carico, alla stazzatura delle navi,  alla  sicurezza  delle
navi  mercantili  e  della  vita  umana   in   mare,   alla
prevenzione ed estinzione degli  incendi  a  bordo,  e,  in
genere, al controllo tecnico  sulle  costruzioni  navali  e
all’esercizio della navigazione.».
Clausola di invarianza
1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri per la finanza  pubblica.  L’amministrazione  provvede
all’esecuzione dei compiti affidati con le risorse umane, strumentali
e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della   Repubblca
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
Dato a Roma, addi’ 14 giugno 2011
Berlusconi, Presidente del  Consiglio
Matteoli,       Ministro        delle
infrastrutture e dei trasporti
Frattini,   Ministro   degli   affari
Alfano, Ministro della giustizia
Tremonti,  Ministro  dell’economia  e
Prestigiacomo, Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio  e  del
Romani,   Ministro   dello   sviluppo
DECRETO LEGISLATIVO 14 giugno 2011, n. 104 – Attuazione della direttiva 2009/15/CE relativa alle disposizioni ed alle norme comuni per gli organismi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attivita’ delle amministrazioni marittime. (11G0147) – (GU n. 159 del 11-7-2011 redazione redazione 2015-05-05T22:02:30+00:00