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Timestamp: 2018-04-20 01:23:17+00:00
Document Index: 91461175

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 83', 'art. 38', 'art. 8', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 443']

Novità fiscali del 21 aprile 2011: controlli fiscali: valutazioni del rischio evasivo legate anche alle peculiarità locali; guida fiscale alle ristrutturazioni edilizie aggiornata a marzo 2011; vantaggi fiscali per le imprese appartenenti alle reti d'impresa: disponibile il software di compilazione; plafond IVA: non è grave la mancata compilazione del quadro VC; banca Centrale Europea: variazione tasso di riferimento; INPS: ricorsi amministrativi dal 26 aprile solo on line o tramite gli intermediari abilitati; Assonime: cumulabilità dei “certificati verdi” con le agevolazioni; processo civile e penale solo telematico; indice TFR di marzo 2011
1) Controlli fiscali: valutazioni del rischio evasivo legate anche alle peculiarità locali
2) Guida fiscale alle ristrutturazioni edilizie aggiornata a marzo 2011
3) Vantaggi fiscali per le imprese appartenenti alle reti d’impresa: disponibile il software di compilazione
4) Plafond Iva: non è grave la mancata compilazione del quadro VC
5) Banca Centrale Europea: variazione tasso di riferimento
6) Inps: ricorsi amministrativi dal 26 aprile solo on line o tramite gli intermediari abilitati
7) Assonime: Cumulabilità dei “certificati verdi” con le agevolazioni
8) Processo civile e penale solo telematico
9) Indice TFR di marzo 2011
10) Note informative dal CNDCEC del 20.04.2011: Holding e pari opportunità
I risultati realizzati nell’esercizio 2010 sono dipendenti anche dalla valenza strategica data all’analisi ed alla valutazione del rischio dì evasione e/o di elusione, tarata sulle peculiarità locali, ai finì della selezione delle posizioni da sottoporre a controllo riferita a ciascuna macro-tipologia dei contribuenti:
– grandi contribuenti;
– imprese di medie dimensioni;
– imprese di piccole dimensioni e soggetti esercenti arti e professioni;
Lo ha affermato il Direttore dell’Agenzia delle Entrate nel corso dell’audizione parlamentare del 19.04.2011.
In tale sede sono stati delineati i risultati ottenuti e quelli ancora da realizzare (strategie operative contro evasione fiscale ed elusione).
Per ciascuna tipologia di contribuente sono state realizzate specifiche attività operative.
Per grandi contribuenti il piano di attività ne corso del 2010 sì è articolato su tre direttrici principali:
– attività istruttorie esterne;
– accertamento.
Controlli fiscali nei confronti dei grandi contribuenti
Il tutoraggio, previsto dal ha riguardato nel 2010 le imprese con un volume d’affari o ricavi non inferiore a 200 milioni di euro, tenuto anche conto dei criteri definiti dal provvedimento de Direttore dell’Agenzia de 6 aprile 2009 (nel 2009 la medesima attività aveva riguardato le imprese con volume d’affari o ricavi non inferiore a 300 milioni di euro) e sarà progressivamente esteso fino ad interessare, a regime, tutte e imprese con volume d’affari o ricavi non inferiore a 100 milioni di euro.
In particolare, il tutoraggio si sostanzia in un’attività di monitoraggio dei comportamenti fiscali posti in essere da detti grandi contribuenti attraverso l‘utilizzo dì approcci differenziati in funzione delle caratteristiche specifiche di ognuno.
Il tutoraggio consente un miglioramento dell’interlocuzione tra Amministrazione finanziaria e contribuente, anche ai finì di un progressivo innalzamento del grado di adempimento spontaneo.
Nel corso dell’esercizio sono stati complessivamente sottoposti a tutoraggio 1643 soggetti a fronte dei 996 del 2009.
Sempre riguardo ai grandi contribuenti (con volume di affari o ricavi non inferiori a 100 milioni di euro), sono state realizzate oltre 500 attività istruttorie esterne, tra verifiche e controlli mirati.
Si tratta di controlli sostanziali su soggetti a rischio di evasione e/o elusione effettuati dall’Agenzia al fine di reperire, direttamente nel luogo dove gli stessi svolgono la propria attività, la base imponibile non dichiarata.
Gli accertamenti eseguiti nei confronti di detti grandi contribuenti sono stati oltre 2.600, determinando una conseguente maggiore imposta accertata di circa 5,5 miliardi di euro.
Controlli fiscali verso le imprese di medie dimensioni
Le imprese di medie dimensioni si sono viste intensificare in maniera significativa i controlli sulla base delle analisi del rischio svolte.
Nel corso dell’anno sono state realizzate, nell’ambito dì questa macro-tipologia di contribuenti, più di 3.000 attività istruttorie esterne, con 325 milioni di maggiore Iva constatata e oltre 3,5 miliardi di maggiori imponibili constatati, nonché 15.500 accertamenti che hanno determinato oltre 6 miliardi di euro di maggiore imposta accertata.
Controlli nei confronti dei soggetti di minori dimensioni e dei professionisti
Nell’ambito dell’attività di controllo nei confronti delle imprese di minori dimensioni e dei professionisti, è stata garantita a livello locale anche nel 2010 un’adeguata strategia di prevenzione e di contrasto dell’evasione dei soggetti cui sì applicano gli studi dì settore, le cui risultanze (congruità dei ricavi o compensi dichiarati, coerenza degli indicatori economici) rappresentano un efficace strumento di “orientamento” ai fini dell’individuazione delle posizioni soggettive da sottoporre a controllo.
Nel corso del 2010 sono stati eseguiti circa 139.600 accertamenti nei confronti di esercenti attività di impresa, arti e professioni che hanno dichiarato per i periodo di imposta accertato un codice di attività a cui risulta associato uno studio di settore.
In particolare, sono stati eseguiti accertamenti nei confronti di soggetti “non congrui” sulla base delle risultanze degli studi di settore, corroborando tali risultanze con ulteriori elementi reperiti nella fase istruttoria esplicitati già nell’invito al contraddittorio, anche allo scopo di favorire l’eventuale definizione ai sensi dell’art. 5, comma 1-bis, del D.Lgs. n. 218/1997.
Controlli nei riguardi degli enti non commerciali
Per quanto riguarda gli enti non commerciali, i controlli sono stati particolarmente focalizzati sugli abusi relativi all’indebito utilizzo delle agevolazioni riservate a questa particolare categoria di soggetti, con il duplice obiettivo di recuperare l‘evasione pregressa e di escludere dalla platea degli enti non commerciali tutti i soggetti privi dei requisiti di appartenenza previsti. Controlli nei confronti delle persone fisiche
Per quanto riguarda i controlli nei confronti delle persone fisiche è proseguita, in linea con la previsione normativa di cui all’art. 83 commi da <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />8 a 15, del D.L. n. 112 del 2008, l’attività di controllo finalizzata alla determinazione sintetica del reddito complessivo.
Tale procedimento di accertamento si fonda sulla sussistenza dì elementi e circostanze di fatto certi (ad esempio, acquisto a titolo oneroso di un bene immobile, acquisto/possesso dì autovetture e/o imbarcazioni, disponibilità di residenze secondarie, abbonamenti a circoli esclusivi, ecc.) che fanno presumere una capacità dì spesa correlata ad esborsi di somme di denaro e a spese di gestione da confrontare con il reddito imponibile dichiarato.
Nel 2010 è proseguita la collaborazione con gli altri principali attori della fiscalità: Gruppo Equitalia, Guardia di Finanza, INPS, Comuni e altre Agenzie fiscali
Prospettive dell’attività del recupero dell’evasione
L’attività sarà caratterizzata, nel corso del 2011, dal consolidamento dei risultati raggiunti nel 2010 con l‘obiettivo di incrementare ulteriormente la qualità e la capacità dissuasiva, attraverso la selezione mirata dei soggetti da sottoporre a controllo sulla base dell’analisi del rischio effettuata per ciascuna macro-tipologia di contribuenti.
Tale obiettivo potrà essere conseguito anche grazie alle recenti previsioni normative introdotte dal DL. n. 78 del 2010, tra le quali vengono citate:
– potenziamento della partecipazione dei Comuni all’attività di accertamento fiscale e contributivo mediante segnalazione di elementi utili all’Agenzia delle Entrate, alla Guardia dì Finanza e all’INPS;
– potenziamento dell’accertamento sintetico (art. 38, commi 4 e segg., de DPR n. 600/1973). In tale ottica, sarà posta la massima attenzione nella ricerca di elementi di spesa e di investimento indicativi di capacità contributiva al fine di intercettare i contribuenti per i quali gli esborsi non sono compatibili con quanto dichiarato;
– presidio delle imprese che presentano, per più di un esercizio, dichiarazioni in perdita fiscale e dei soggetti che hanno indicato un credito VA in dichiarazione;
– adeguato impegno per la realizzazione del piano di accertamenti nei confronti delle imprese di medie dimensioni sulla base di specifiche analisi del rischio;
– maggiore efficacia dei controlli dì massa automatizzati, la cui lavorazione è stata in parte concentrata presso il Centro Operativo di Pescara;
– introduzione di significative novità ai fini della riscossione, per le quali gli accertamenti per imposte sui redditi e IVA dovranno contenere anche l’intimazione al pagamento degli importi in essi indicati entro il termine per la presentazione del ricorso.
Tali atti diverranno esecutivi decorsi sessanta giorni dalla notifica e, in caso di mancato pagamento, entro trenta giorni dalla scadenza si potrà avviare a procedura di riscossione coattiva;
– ulteriore rafforzamento del controllo delle compensazioni.
Altre azioni riguarderanno a prosecuzione dell’attività di controllo nei confronti degli enti non commerciali, nonché di contrasto dei fenomeni fraudolenti, in particolare in materia di IVA nazionale e comunitaria, anche mediante la definizione di specifici piani operativi e metodologie di prevenzione e contrasto.
Iscrizione ai fini tributari delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche nel Registro tenuto da CONI
In base alla D.L. n. 136/2004, convertito dalla Legge n. 176/2004 il CONI è l’unico soggetto certificatore dell’attività sportiva dilettantistica.
Pertanto, l‘Agenzia delle Entrate, in presenza del mancato riconoscimento da parte de CONI dello svolgimento di un attività sportiva dilettantistica, non può che disconoscere la spettanza delle agevolazioni fiscali previste per il settore.
Quanto all’attività di controllo, viene evidenziato che è stata posta particolare attenzione al contrasto dell’abuso dei regimi agevolativi riguardanti, in generale, tutte le tipologie di enti associativi
L’azione di controllo è stata, quindi, indirizzata nei confronti di quei soggetti per i quali è risultata l’esistenza di vere e proprie imprese commerciali dissimulate sotto forma di associazioni culturali, sportive, di formazione e similari, che, non dichiarando i proventi conseguiti, tra l‘altro alterano la leale concorrenza tra imprese.
Infine, è stato rilevato che nel mondo associativo, non di rado, l’ambito di attività formalmente dichiarata (culturale, sportivo, di formazione, ecc.) non corrisponde a quello di effettiva appartenenza, stante l’attività in concreto svolta dall’associazione.
Lo ha ricordato la consueta guida dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata il 19.04.2011, incentrata sulle ristrutturazioni edilizie (ora aggiornata a marzo 2011).
L’agevolazione è applicabile alle abitazioni facenti parte di edifici interamente ristrutturati dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2012 ed acquistati entro il 30 giugno 2013.
Tale guida rammenta, inoltre, che ormai non ha più scadenza l’applicazione dell’aliquota Iva agevolata del 10%, per le prestazioni di servizi e le forniture di beni relative agli interventi di recupero edilizio di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata.
– Della detrazione lrpef del 19% sugli interessi passivi pagati per mutui stipulati per la costruzione (e la ristrutturazione) dell’abitazione principale;
– dell’applicazione dell’aliquota Iva al 4% sui beni finiti acquistati per la costruzione di abitazioni non di lusso (a prescindere che siano prima casa o meno) ed edifici assimilati.
Nella citata guida sono esposte in dettaglio le istruzioni per poter utilizzare al meglio le principali agevolazioni fiscali previste per gli interventi di recupero edilizio.
I contribuenti hanno la possibilità di detrarre dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (lrpef) le spese sostenute fino al 31 dicembre 2012 per la ristrutturazione di case di abitazione e delle parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato.
Dal 1° ottobre 2006, l’importo massimo di spesa (48.000 euro), per cui è possibile fruire dell’agevolazione lrpef, va riferito alla singola unità immobiliare e non più ad ogni persona fisica che abbia sostenuto le spese.
Per conseguenza, tale ammontare va suddiviso tra tutti i soggetti aventi diritto alla detrazione (ad esempio marito e moglie cointestatari di un’abitazione possono calcolare la detrazione spettante sull’ammontare complessivo di spesa di 48.000 euro).
Per esempio, per le spese sostenute nel corso del 2009 per lavori iniziati in anni precedenti, si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione non ha superato il limite complessivo di 48.000 euro.
I contribuenti di età non inferiore a 75 e 80 anni possono ripartire la detrazione rispettivamente in cinque o tre rate annuali di pari importo.
Possono optare per questa diversa ripartizione della detrazione anche per le spese sostenute in anni precedenti.
E’ stata resa disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione software: 1.0.0 del 20/04/2011.
Il software AgevolazioneReti consente la compilazione delle comunicazioni contenenti i dati per la fruizione dei vantaggi fiscali per le imprese appartenenti alle reti d’impresa (mod. Reti).
Sono legittimi gli acquisti in esenzione Iva oltre i limiti del plafond anche in mancanza della compilazione del quadro VC se la contabilità obbligatoria dell’azienda è in regola con il regime scelto.
Nel caso di specie, una società ha ricevuto un avviso di accertamento a seguito dell’acquisto di beni in regime di esenzione “sforando” i limiti imposti dal plafond senza considerare che non era stato compilato il quadro VC.
La società ha poi presentato ricorso presso la C.T.P. di Milano che lo ha respinto. Tale giudizio non favorevole al contribuente è stato confermato anche nel secondo grado di giudizio.
E’ stato, invece, ribaltato dalla Suprema Corte di Cassazione che accolto la richiesta del contribuente.
La causa è stata, quindi, rimessa ai giudici milanesi affinché si possano nuovamente pronunciare sul caso. Per la difesa non si è tenuto conto dell’art. 8 del D.p.r. n. 633/1973 e dell’art. 1 del D.p.r. n. 442/1997.
In particolare, i giudici hanno accolto le ragioni del contribuente, secondo cui le opzioni riguardanti il regime dell’IVA possono anche essere manifestate con comportamenti concludenti.
Per conseguenza, l’omessa compilazione del quadro VC non determina l’inefficacia del regime di esonero dall’applicazione dell’imposta, ma solo l’irrogazione delle sanzioni previste in caso di omessa oppure irregolare comunicazione.
(Cassazione, sentenza n. 9028 del 2011)
A decorrere dal 13 aprile 2011, la Banca Centrale Europea ha fissato nella misura dell’1,25% il nuovo tasso ufficiale di riferimento. Tale variazione incide sulla determinazione del tasso di differimento e di dilazione da applicare agli importi dovuti a titolo di contribuzione agli enti di previdenza. Gli interessi di dilazione e di differimento, a partire dalla contribuzione dovuta per il mese di aprile 2011, saranno quindi calcolati applicando l’aliquota del 7,25%.
La modifica produce effetti anche nei confronti delle somme aggiuntive per ritardato od omesso versamento dei contributi.
(Inps, circolare n. 68 del 2011)
A partire da martedì 26 aprile i ricorsi amministrativi potranno essere presentate all’Inps esclusivamente attraverso il canale telematico o per tramite degli intermediari abilitati.
Il ricorso amministrativo è necessario per la procedibilità delle controversie in materia di previdenza e assistenza obbligatorie ai sensi dell’art. 443 c.p.c. Concluso il periodo transitorio, quindi da martedì 26 aprile, per la domanda di ricorso amministrativo non potranno più essere presentate in modalità cartacea, ma solo attraverso uno dei seguenti canali:
– via Web – la richiesta telematica dei servizi è accessibile direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto, www.inps.it nello spazio riservato ai “Servizi Online”;
– tramite i patronati e tutti gli intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.
(Inps, nota del 20.04.2011)
Assonime, con la Circolare n. 10 del 2011 analizza il D.Lgs. n. 28 del 3 marzo 2011 con il quale il legislatore ha risolto positivamente il dubbio interpretativo relativo alla possibilità di cumulare il beneficio derivante dai certificati verdi con l’ulteriore agevolazione fiscale “Tremonti-ter”.
(Assonime, nota del 20.04.2011)
Con il Decreto n. 44 del 2011 sono state stabilite le regole tecniche per l’adozione delle tecnologie informatiche nel processo civile e penale.
Per dialogare con l’esterno, a partire dal 03.05.2011, gli uffici giudiziari dovranno utilizzare la posta elettronica certificata (Pec).
Tra l’altro, la Pec dovrà essere utilizzata per:
– la notificazione: l’ufficio giudiziario dovrà notificare i documenti informatici con Pec e restituire gli atti con la relazione di notificazione sottoscritta con firma digitale;
– la trasmissione dei documenti;
– la richiesta copie degli atti e dei documenti.
Inoltre, viene disposto che il sistema tradizionale del deposito dei documenti cartacei verrà sostituito con la ricezione degli atti informatici.
L’istituto centrale di statistica ha reso noto che l’indice per il mese di marzo 2011 ai fini del TFR è pari a 1,192576.
Pubblicate dal CNDCEC le due seguenti note informative:
Holding degli enti locali, attività finanziaria e modelli di governance
E’ stato approvato il 06 aprile dal CNDCEC il documento su Holding degli enti locali, attività finanziaria e modelli di governante. (CNDCEC, nota informativa n. 32 del 20-04-2011)
Il Comitato Pari opportunità del CNDCEC intende esortare la costituzione di comitati in ogni ordine Territoriale, al fine di rimuovere gli ostacoli che impediscono la realizzazione di pari opportunità tra uomo e donna nella libera professione
(CNDCEC, nota informativa n. 33 del 20.04.2011)