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Timestamp: 2018-02-25 10:04:52+00:00
Document Index: 15390416

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 1336', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 377']

Corte di Cassazione S.U. N° 14319/2011 – il Comune non deve risarcire il cittadino che subisce il furto dell'auto nelle zone di sosta a pagamento – 28.06.2011. - - Giudice di Pace
Corte di Cassazione S.U. N° 14319/2011 – il Comune non deve risarcire il cittadino che subisce il furto dell'auto nelle zone di sosta a pagamento – 28.06.2011. -
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha affermato il seguente principio di diritto: “ L'istituzione da parte dei Comuni, previa deliberazione della Giunta, di aree di sosta a pagamento ai sensi dell'art. 7, primo comma, lettera f), d. lgs. 30 aprile 1992 n. 285 (codice della strada), non comporta l'assunzione dell'obbligo del gestore di custodire i veicoli su di esse parcheggiati se l’avviso "parcheggio incustodito" è esposto in modo adeguatamente percepibile prima della conclusione del contratto (artt. 1326, primo comma, e 1327 cod. civ.) perché l’esclusione della custodia attiene all'oggetto dell'offerta al pubblico (art. 1336 cod. civ.), e l’univoca qualificazione contrattuale del servizio, reso per finalità di pubblico interesse, normativamente disciplinate, non consente il ricorso al sussidiario criterio della buona fede, ovvero al principio della tutela dell'affidamento incolpevole sulle modalità di offerta del servizio (quali ad esempio l'adozione di recinzioni, di speciali modalità di accesso ed uscita, dispositivi o personale di controllo), per costituire l’obbligo della custodia, potendo queste costituire organizzazione della sosta”.
SENTENZA N° 14319 DEL 28 GIUGNO 2011
(Pres Vittoria – Rel. Chiarini)
La società Axa assicurazioni conveniva nel 1999 dinanzi al Tribunale di Milano l’azienda Trasporti Municipali chiedendone la condanna, a titolo di rivalsa, al pagamento di lire 50 milioni, indennizzate al proprio assicurato, L..B., per il furto dell'auto Jeep Grand Cherokee, da lui utilizzata in leasing, parcheggiata dal medesimo chiusa a chiave con l’antifurto inserito, nell'area (omissis), in prossimità della stazione della metropolitana milanese, stazione (omissis) , gestita a pagamento dalla suddetta azienda.
Con sentenza del 30 aprile 2004 la Corte di appello di Milano rigettava il gravame dell'Axa assicurazioni sulle seguenti considerazioni: 1) l’area di parcheggio Cascina Gobba, realizzata dal Comune di Milano in attuazione del programma di decongestionamento dei centri urbani, imposto dall'art. 6 della legge 24 marzo del 1989 n. 122 ai Comuni di 15 città, era finalizzata "all'interscambio con sistemi di trasporto collettivo", nella specie con la metropolitana, stazione (omissis) ; 2) l'art. 15 di detta legge aveva aggiunto la lettera d) al quinto comma dell'art. 4 decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959 n. 393, riprodotto nell'art. 7 lettera f) decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285, recante il nuovo codice della strada, che prevede il parcheggio del veicolo anche senza custodia, subordinato al pagamento di una somma da calcolare mediante dispositivi di controllo della durata, previa fissazione delle relative condizioni e tariffe; 3) in attuazione di detta normativa il Comune aveva deliberato - atto n. 1740/1993 - di destinare le aree di interscambio di linea a parcheggio "sorvegliato senza custodia dei veicolo", in tal modo tutelando l’interesse pubblico, in città di intenso traffico, a reperire uno spazio per parcheggiare l'auto, senza i costi derivanti dalla custodia, ed ha concesso il relativo servizio all'azienda Trasporti Milanesi; 4) perciò, avendo il B. optato per il parcheggio incustodito, la causa del contratto non è la custodia, ma la locazione dell'area, il cui corrispettivo, a tempo, è determinato da dispositivi automatici, senza rilevanza né del tipo di struttura adibito a parcheggio - silos, strada, recinzione - né della presenza di personale addetto a riscuotere il corrispettivo o alla sorveglianza della sicurezza e manutenzione ed integrità delle strutture ed attrezzature, del flusso dei veicoli, e del rispetto della disciplina della sosta nelle aree, e legittimato a ricevere la denunzia dei danni di cui l’ente deve rispondere, ma senza espletare attività di custodia dei veicoli; 5) in varie parti dell'infrastruttura ove aveva parcheggiato il B. era affisso il regolamento contenente l'offerta della sosta, ottimizzata da semafori, impianti video e recinzione, e munita di dispositivi di controllo per disciplinare le modalità di accesso e uscita e rilasciare un contrassegno, non identificativo dell'auto o del conducente, ma misuratore dei tempi d'uso dell'area, in cui era espressamente richiamata la delibera comunale n. 1740/1993 che esclude la responsabilità dell'A.T.M. per furto del veicolo, contemplata invece per i danni arrecati alle strutture e attrezzature e per l’incendio; 6) questa offerta è stata accettata dall'utente con l’introduzione, del veicolo nel parcheggio secondo le modalità prescritte, ponendolo in sosta in qualsiasi spazio libero, senza affidarlo in custodia a nessuno, e ritirando il biglietto al fine di pagare l'utilizzazione dell'area all'A.T.M., che ha adempiuto l’obbligo di assicurare l’occupazione dello spazio per il tempo richiesto.
Ha proposto ricorso per cassazione l'Axa Assicurazioni cui ha resistito la s.p.a. A.T.M..
La causa, a seguito di ordinanza 683/2010 della III sezione civile di segnalazione del contrasto di giurisprudenza all'interno della medesima - Cass. 27 gennaio 2009 n. 1957, contra Cass. 13 marzo 2009, n. 6169 - sull disciplina applicabile nel caso di furto di un veicolo parcheggiato in un'area recintata, gestita da una società privata, e sulla natura ed efficacia delle clausole di esclusione della responsabilità ex recepto stabilite nel regolamento di parcheggio in attuazione del potere amministrativo conferito al Comune dal precitato art. 7, comma primo, lett. f) dlgs n. 285 del 1992 di istituire apposite aree a pagamento anche senza obbligo della custodia dei veicoli - indipendentemente dalle modalità di organizzazione dei parcheggio [recinzioni, accesso e uscita, dispositivi di controllo] – secondo le modalità manifestate con apposito regolamento esposto prima di accedere all'apposita area - e così assimilando questo tipo di contratto di parcheggio a quello di locazione di area - da valutare alla luce delle norme sulla tutela dei consumatore, ha rimesso la causa al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite sulla questione se "in caso di parcheggio istituito dal Comune, previa deliberazione della Giunta, in un'area recintata a ciò predisposta e gestita da una società privata, al contratto atipico di parcheggio stipulato dall'utente con la predetta società siano applicabili le norme relative al deposito, con la conseguente responsabilità del gestore nel caso di furto del veicolo, oppure le norme relative al contratto di locazione (di area), con esclusione della responsabilità del gestore per la custodia dei veicoli in essa parcheggiati".
1.- I difensori della ricorrente Vinci ed Ottavi, all'odierna udienza, hanno lamentato di non aver ricevuto la comunicazione prescritta dall'art. 377 cod. proc. civ., secondo comma.
Infatti l'Axa Assicurazioni con comparsa, autenticata, del 17 aprile 2007, nel revocare il mandato all'avv. Domenico Mugnano, con studio in Milano conferito a questi e all'avv. Luigi Ottavi del foro di Roma presso il quale aveva eletto domicilio con procura speciale in calce al ricorso - non soltanto ha nominato in sua sostituzione l'avv. Paolo Vinci, con studio in Milano, ma ha altresì eletto domicilio in Roma presso io studio dell'avv. Maria Concetta Trovato. Pertanto la notifica dell'udienza dinanzi a queste Sezioni Unite è stata effettuata dall'ufficiale giudiziario in data 15 settembre 2010 a questo nuovo domicilio eletto dalla ricorrente.