Source: https://www.prontoprofessionista.it/articoli/truffa-aggravata-di-energia-elettrica-il-caso-avvocati-penale-avv-olindo-paolo-preziosi-avellino-avellino-campania-6255.html
Timestamp: 2018-10-16 12:05:02+00:00
Document Index: 175416028

Matched Legal Cases: ['sentenza\n', 'art. 640', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 445', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Truffa aggravata di energia elettrica: il caso | ProntoProfessionista.it
Cosa può succedere al titolare della licenza di un tabacchi destinatario di una sentenza
di condanna per truffa aggravata di energia elettrica?
1. IL CASO: posizionamento di magnete sul contatore dell’energia elettrica.
Il magnete è un vecchio trucco impiegato per raggirare il fornitore e pagare meno energia di quella che si è effettivamente consumata. E' sufficiente posizionare un magnete, ossia una calamita sopra al contatore dell'energia elettrica ed i consumi registrati sono inferiori a quelli reali. Il trucco del magnete funziona anche sui contatori dell'energia elettronici alterandone i consumi. Il magnete riesce a bloccare il funzionamento del trasformatore presente all'interno del contatore. Per farlo occorre utilizzare un magnete molto potente e di una forma opportuna che porti alla saturazione del nucleo del trasformatore. Nel caso di specie il magnete è stato apposto sul contatore di un esercizio commerciale bar/tabacchi. Cosa può succedere al titolare della licenza del tabacchi?
2. CONSEGUENZE CIVILI.
Si rischia un’azione civile di risarcimento del danno da parte della società erogatrice del servizio. Il fornitore può richiedere il pagamento sia della bolletta che dei danni subiti.
Con un'analisi storica dei consumi, la società può anche richiedere il pagamento dell'energia che è stata rubata in tutto quel periodo di tempo.
3. CONSEGUENZE PENALI.
Il soggetto che ha posto in essere la condotta illecita sarà destinatario di una denuncia penale per truffa aggravata in danno all’ente pubblico, fattispecie prevista dall’art. 640 cp.. Tale articolo prevede l’applicazione di una pena edittale che va da 6 mesi a 3 anni di reclusione e da 51 a 1.032 euro di multa. La pena è aumentata da 1 a 5 anni di reclusione e da 309 a 1549 euro di multa nei casi previsti dal secondo comma. Nel nostro caso ricorre l’ipotesi disciplinata dal 2 comma n.1.
4. PROCEDIMENTO PENALE E REVOCA DELLA LICENZA
La legge speciale n. 1293/1957 disciplina l’organizzazione e la vendita dei generi di monopolio. La stessa prevede espressamente le cause di rilascio, sospensione, decadenza e revoca della licenza. In particolare:
- (art. 6) non può gestire una rivendita di tabacchi chi:
b) per delitto punibile con la reclusione non inferiore nel minimo ad anni tre, ancorché, per effetto di circostanze attenuanti, sia stata inflitta una pena di minore durata ovvero per delitto per cui sia stata irrogata una pena che comporta l'interdizione perpetua dai pubblici uffici;
c) per delitto contro il patrimonio, la moralità pubblica, il buon costume, la fede pubblica, la pubblica Amministrazione, l'industria ed il commercio, tanto se previsto dal Codice penale quanto da leggi speciali ove la pena inflitta sia superiore a trenta giorni di reclusione ovvero ad una multa commutabile, a norma del Codice penale, nella reclusione non inferiore a trenta giorni a meno che, in entrambi i casi, il condannato non goda della sospensione condizionale della pena;
l’Amministrazione può sospendere dal servizio il rivenditore denunziato per uno dei reati di cui alle lettere b), c); nel caso di condanna che importi interdizione temporanea dai pubblici uffici, la sospensione è obbligatoria;
- decadenza:
a) quando ricorra nei suoi confronti uno dei casi di esclusione previsti dall'art. 6 L.1293/57;
d) quando abbia riportato condanna che importi interdizione temporanea dai pubblici uffici per un periodo superiore a due anni.
- disdetta:
del controllo d'appalto o alla revoca della gestione delle rivendite nei seguenti casi:
3) mancata vigilanza sull'operato del coadiutore o dell'assistente quando questi abbia commesso nella rivendita uno dei reati che comporti esclusione ai sensi dell'art. 6.
5. POSSIBILI SOLUZIONI
· Riconoscimento delle attenuanti generiche;
· Neutralizzazione dell’aggravante di cui al 2 comma n. 1 per effetto del riconoscimento delle attenuanti generiche;
· Riduzione quindi della pena base da max edittale di 5 anni di reclusione a 3 anni, diminuzione fino a 1/3 per la scelta del rito = 3 anni - 1/3 = 2 anni di reclusione ; riduzione della multa da 1549 a 1.032, diminuzione fino a 1/3 per la scelta del rito = 1032 - 1/3 (344) euro = 688 euro di multa ;
· Non devono essere pagate le spese del procedimento;
· Non vengono applicate le pene accessorie (difatti nel caso di specie alla condanna dovrebbe seguire l’applicazione della pena accessoria della interdizione da una professione o da un’arte, disciplinata dall’art. 30 c.p.; essa consiste nella privazione del condannato della capacità di esercitare una professione, arte, industria, commercio o mestiere per le quali è richiesto il rilascio di una specifica abilitazione, autorizzazione, permesso o licenza da parte dell’autorità o della sospensione dall’esercizio di una professione o di un’arte);
· Concessione della sospensione condizionale della pena;
· Il reato si estingue se nei 5 anni successivi l’imputato non commette reati della stessa indole, quando la pena irrogata non supera i due anni;
· Non menzione nel casellario giudiziale (a riguardo è necessario precisare che ciò vale solo quando il casellario giudiziale venga richiesto dal cittadino ad esempio per scopi di lavoro- apparirà un casellario parziale; qualora invece venga richiesto dalla pubblica amministrazione o dalla autorità giudiziaria, sarà visibile anche la sentenza di patteggiamento);
· Pur prevedendo l’art. 445 cpp comma 1 bis che la sentenza di patteggiamento equivale ad una sentenza di condanna, la giurisprudenza di legittimità è concorde nel ritenere che, avendo la stessa natura negoziale, non pervenendo il giudice ad un accertamento della responsabilità nel merito, non può essere considerata una sentenza di condanna;
· La sentenza è inefficace nei giudizi civili e/o amministrativi.
Rito ordinario:
· Possibilità di pervenire ad una sentenza di assoluzione con formula piena;
· Possibilità di pervenire ad una sentenza di condanna, beneficiando delle attenuanti generiche, sospensione condizionale della pena (di conseguenza anche l’applicazione delle pene accessorie seguirà la sorte della pena principale, ovvero sarà sospesa) ;
· Possibilità, in caso di condanna, di beneficiare della prescrizione, eventualmente anche in appello.
Nonostante gli innumerevoli benefici dei riti premiali, io protendo sempre per il rito ordinario.