Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/09/novita-fiscali-del-4-settembre-2009-pubblicato-il-modello-per-la-comunicazione-al-fisco-dei-dati-fiscali-degli-enti.html
Timestamp: 2017-10-23 17:18:27+00:00
Document Index: 121877012

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 6', 'art. 148', 'art. 30', 'art. 148', 'art. 4', 'art. 30', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 168']

Novità fiscali del 4 settembre 2009: pubblicato il modello per la comunicazione al fisco dei dati fiscali degli enti associativi; accatastamento ed esclusione da ICI per i fabbricati rurali; ai giudici tributari sono precluse le valutazioni equitative; ancora da chiarire alcune condizioni per poter usufruire delle agevolazioni Tremonti-ter; detrazione Iva ampia
1) Pubblicato il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli enti associativi
2) Accatastamento: Comporta l’esclusione da ICI per i fabbricati rurali
3) Ai giudici tributari sono precluse le valutazioni equitative
4) Tremonti-ter: condizioni per poterne usufruire ancora da chiarire
5) Collocamento dei lavoratori dello spettacolo
6) Contenzioso tributario: Vale sempre il domicilio eletto
7) Detrazione Iva ampia
Sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate – www.agenziaentrate.gov.it – il 03 settembre 2009 è stato finalmente pubblicato l’atteso modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli enti associativi, peraltro previsto dall’art. 30 del D.L. 185/2008.
In particolare, con il provvedimento del 02/09/2009 (firmato il 03/09/2009 dal direttore dell’Agenzia delle Entrate) è stato approvato il modello che deve essere presentato dagli enti associativi di natura privatistica, incluse le società sportive dilettantistiche e le organizzazioni di volontariato, per potere fruire dei benefici fiscali ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva.
Il modello, da compilare con i dati e le notizie rilevanti ai fini del controllo fiscale, deve essere presentato da tutti gli enti interessati dalla norma.
In particolare, gli enti già esistenti alla data di entrata in vigore del D.L. n. 185/2008 (29 novembre 2008) dovranno presentare il modello entro il 30 ottobre 2009.
Viceversa, per gli enti che si sono costituiti dopo l’entrata in vigore del D.L. n. 185/2008, il modello va presentato entro 60 giorni dalla data di costituzione e, qualora il termine del 60° giorno dovesse scadere prima del 30 ottobre 2009, il modello dovrà essere presentato entro tale data (ossia il 30 ottobre 2009).
Soggetti esclusi dall’obbligo della comunicazione al fisco
L’Agenzia delle Entrate, sia con il suddetto provvedimento che ha approvato il modello sia con il comunicato stampa del 03/09/2009 ha precisato (come in effetti prevede la normativa originaria) che dall’obbligo di comunicazione dei dati, restano escluse alcune specifiche categorie:
– le associazioni pro-loco che abbiano esercitato l’opzione per il regime agevolativo (legge 398 del 1991), avendo realizzato nel periodo d’imposta precedente proventi inferiori a 250mila euro;
– le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali (art. 6 legge 266
del 1991) che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali.
Con ciò sono stati cancellati le contrastanti indicazioni fornite dall’ultimo documento di prassi diffuso dal fisco (circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 12/E del 09/04/2009 la quale ha precisato che l’onere della comunicazione grava anche sugli enti associativi che, in applicazione del comma 1 dell’art. 148 del TUIR, si limitano a riscuotere quote associative oppure contributi versati dagli associati o partecipanti a fronte dell’attività istituzionale svolta dai medesimi).
Con la neo comunicazione l’Agenzia delle Entrate intende tutelare il vasto panorama delle associazioni che fruiscono dei vasti benefici fiscali ma, al contempo, mette in atto le stringenti azioni di prevenzione delle frodi fiscali al fine di contrastarne l’uso distorto che, peraltro, lede la libertà di concorrenza tra gli operatori commerciali.
Nel caso di variazione dei dati precedentemente comunicati (ad es. in caso di nomina di un nuovo Presidente che rappresenta fiscalmente il sodalizio), dovrà essere nuovamente presentato il modello entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione (avendo cura di inserire tutti i dati richiesti nel modello, anche quelli non variati).
In caso di perdita dei requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria e richiamati dall’art. 30 del D.L. n. 185/2008, il modello va ripresentato entro 60 giorni, compilando l’apposita sezione “Perdita dei requisiti”.
Gli enti di tipo associativo che svolgono in via esclusiva o principale attività commerciale non possono fruire del regime di favore previsto dall’art. 148 del TUIR e dall’art. 4, commi quarto e sesto, del DPR n. 633/72.
In particolare “per detti enti la natura commerciale fa sì che anche le quote e i contributi associativi concorrono alla determinazione del reddito d’impresa” (in tal senso recita la circolare n. 12/2009).
In tale eventualità, l’ente (da non commerciale) divenuto commerciale dovrà fare fronte a tutti i connessi adempimenti previsti dalle norme tributarie (istituzione e tenuta dei vari libri contabili, calcolo e versamenti dei vari tributi, Iva, imposte dirette e cosi via).
La trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello andrà effettuata utilizzando il prodotto informatico denominato “MODELLOEAS”, reso disponibile gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate nel sito www.agenziaentrate.gov.it.
In caso di presentazione del modello tramite intermediario abilitato (Dottore Commercialista, ecc.), il rappresentante legale dovrà dichiarare di eleggere domicilio presso l’intermediario di cui si è avvalso per la trasmissione telematica, ai fini di ogni comunicazione inerente lo stesso modello.
Monitoraggio continuo degli enti associativi
L’art. 30 del D.L. n. 185/2008, ha, infatti, previsto un monitoraggio continuo sugli enti associativi, sulle associazioni sportive (riconosciute e non riconosciute) e sulle società di capitali senza scopo di lucro costituite per l’esercizio di attività sportive dilettantistiche.
Tali soggetti, se vorranno conservare le corpose agevolazioni fiscali, dovranno comunicare al Fisco telematicamente una serie di dati fiscali utilizzando l’apposito modello approvato adesso con il suddetto provvedimento delle Entrate.
Tuttavia, la legge di conversione n. 2/2009 del citato D.L. n. 185/2008 ha escluso dal nuovo adempimento una serie di enti.
Inoltre, con la formulazione definitiva della neo disposizione, di fatto, è stato ripristinato, per gli enti sportivi, l’obbligo di iscrizione nel Registro telematico gestito dal Coni per ottenere il riconoscimento ai fini sportivi e quindi per conservare la qualificazione di società sportiva indispensabile per beneficiare delle agevolazioni fiscali previste in materia.
Il Legislatore ha, quindi, subordinato la possibilità di beneficiare delle agevolazioni fiscali che dispongono l’esclusione dalla tassazione delle quote associative e la “decommercializzazione” dei proventi alla sussistenza di due specifiche condizioni:
– l’effettivo possesso dei requisiti qualificanti previsti dalla legge;
– l’invio dei dati e notizie rilevanti ai fini fiscali all’Agenzia delle entrate tramite una specifica procedura telematica.
Nuovo modello per la comunicazione al fisco
– Le associazioni prive di personalità giuridica disciplinate dagli artt. 36 e seguenti del c.c.;
– le associazioni con personalità giuridica di diritto privato ai sensi del D.P.R. 10/02/2000, n. 361;
– le società sportive di capitali o cooperative, costituite secondo le disposizioni vigenti, ad eccezione di quelle che prevedono le finalità di lucro.
– In generale tutti gli enti non commerciali diversi da quelli associativi quali, ad esempio, fondazioni, comitati, ecc;
– le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali di cui all’art. 6 della legge 11/08/1991, n. 266, a condizione che i predetti soggetti non svolgano attività commerciali diverse da quelle marginali individuate con decreto del ministro delle Finanze del 25/05/1995;
– le associazioni pro loco che hanno optato per il regime forfetario di cui alla L. n. 398/1991;
– enti associativi dilettantistici iscritti nell’apposito registro gestito dal CONI che non svolgono attività commerciale.
I fabbricati rurali strumentali sono esclusi da Ici anche se il titolare non possiede terreni agricoli.
Per l’accertamento della ruralità è, quindi, determinante l’accatastamento.
Se non è stato impugnato dal contribuente o dal comune, la questione relativa alla sussistenza della ruralità non potrà essere più messa in discussione nel giudizio sull’Ici.
Al contrario, in presenza di immobili privi di rendita, il giudice investito della controversia Ici dovrà verificare le condizioni di ruralità, fermo restando l’onere della prova in capo al contribuente.
Le Sezioni unite della Corte di cassazione, nella sentenza n. 18565 del 2009, hanno cercato di mettere fine alle controversie fra Comuni e mondo agricolo.
Nei processi tributari i magistrati non possono modificare l’ammontare delle imposte richieste dal fisco con una valutazione equitativa e secondo parametri di esperienza.
La Ctp deve attenersi alla dichiarazione del contribuente e agli accertamenti dell’amministrazione.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19079 del 1° settembre 2009.
I giudici hanno così accolto il ricorso di una contribuente che si era vista ridurre dal giudice i corrispettivi accertati con una valutazione equitativa, mutata dal processo civile.
Con la manovra estiva (D.L. 1° luglio 2009, n. 78) il Legislatore ha inteso introdurre alcune disposizioni per stimolare gli investimenti nel settore produttivo.
In particolare, con l’art. 5, è stata reintrodotta la detassazione degli utili reinvestiti in macchinari, cd. agevolazione Tremonti-ter.
Uno dei requisiti che distinguono la neo misura è che l’oggetto dell’investimento deve essere un bene, macchinario o apparecchiatura, “compreso nella divisione 28 della tabella ATECO, di cui al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 16 novembre 2007”.
La divisione 28 della tabella ATECO identifica i produttori di determinate categorie di macchinari.
Tutte le società, ovvero coloro che producono redditi d’impresa, che dovessero acquistare un’apparecchiatura o un macchinario da un produttore riconducibile a tale categoria di attività economica, possono godere dell’abbattimento degli utili, ai fini IRPEF/IRES, pari al 50% dell’investimento effettuato.
L’agevolazione è quindi pari al 50% del valore dell’investimento effettuato successivamente al 1 luglio 2009 ed entro il 30 giugno 2010, senza particolari ulteriori condizioni (relative a calcoli del livello medio di investimento o a cessioni di beni intervenute nel periodo, come previsto dalle precedenti edizioni della “Legge Tremonti”).
Pertanto, la misura è valida esclusivamente per redditi d’impresa, rimangono quindi esclusi i redditi derivanti da lavoro autonomo.
Come è stato osservato in Dottrina (Valerio Artina in Ipsoa), riguardo l’ipotesi di una società di persone, “Se l’unico adempimento connesso a tale agevolazione risulta essere una variazione in diminuzione degli utili in dichiarazione dei redditi (senza alcun adempimento contabile), allo stato attuale persiste in materia ancora un importante dubbio che riguarda la dichiarazione in cui lo stesso dovrà essere indicato.
La misura ai sensi dell’art. 5, comma 1, D.L. n. 78/2009 è valida “a decorrere dal periodo d’imposta 2010”.
In accordo con ciò, per gli acquisti agevolabili intercorsi nel periodo d’imposta 2009 (tra 1/07/2009 ed il 31/12/2009 per le società con esercizio coincidente con l’anno solare) non è dato di sapere con certezza se la variazione dovrà avvenire nel Modello Unico 2010 (redditi 2009) o dovrà attendere il Modello Unico 2011, né, tantomeno, se lo stesso potrà essere fatto valere all’atto del versamento dei relativi acconti o dei relativi saldi”.
Pertanto, si rimane in attesa di conoscere in merito il pensiero dell’Agenzia delle Entrate.
L’ENPALS, con la circolare n. 16/2009, ha ricordato che per i lavoratori dello spettacolo le assunzioni, le trasformazioni, il trasferimento e la cessazione dei rapporti di lavoro dello spettacolo dovranno essere comunicate utilizzando il modello UNILAV e la procedura telematica.
A seguito della cessazione dell’obbligo di iscrizione del personale artistico e tecnico alle liste e all’elenco speciale costituiti presso l’Ufficio speciale del collocamento dei lavoratori dello spettacolo e relative Sezioni.
Quando sia non revocato nei termini prescritti, resta, infatti, valido dal primo all’ultimo grado del giudizio.
Nel contenzioso tributario, l’elezione di domicilio, una volta effettuata dal contribuente, conserva efficacia anche nei successivi gradi del giudizio.
E’ quindi rituale la notifica dell’appello effettuata al domicilio eletto nel processo di primo grado, così come è legittima quella del ricorso per cassazione effettuata presso il domicilio eletto nel ricorso proposto innanzi al giudice di prime cure, e ciò anche nell’ipotesi in cui il contribuente sia rimasto contumace nel giudizio di secondo grado.
E’ quanto ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza n. 17067 del 22/07/2009.
Nel momento in cui manchino l’elezione di domicilio o la dichiarazione della residenza o della sede nel territorio dello Stato, o se per la loro assoluta incertezza la notificazione o la comunicazione degli atti non sia possibile, questi sono comunicati o notificati presso la segreteria della Commissione tributaria.
Diritto del soggetto estero di esercitare la detrazione dell’Iva sugli acquisti avvalendosi della stabile organizzazione in Italia; estensione del regime fiscale agevolato per le SIIQ anche alle società non residenti; correzione della disciplina fiscale dei proventi derivanti dalla partecipazione agli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari esteri non armonizzati.
Queste alcune delle misure previste da uno schema di decreto legge che è stato presentato il 03.09.2009 al Consiglio dei ministri (si veda in Italia Oggi del 03.09.2009), al fine di rimuovere dall’ordinamento nazionale talune difformità con la normativa comunitaria già censurate dalla corte di giustizia, ovvero oggetto di procedimenti pendenti.
Recupero dell’iva da parte dei soggetti esteri.
Nella sentenza 16 luglio 2009, C-244/08, la Corte di giustizia ha ritenuto non conforme alla direttiva Iva la normativa nazionale nella parte in cui non consente al soggetto non residente che abbia una stabile organizzazione in Italia di avvalersene per esercitare la detrazione sugli acquisti effettuati nel nostro paese, costringendolo invece a seguire la procedura del rimborso. Il decreto prevede quindi di apportare le dovute modifiche al DPR n. 633/72, peraltro ripristinando la normativa preesistente al D.Lgs. n. 191/2002, al fine di stabilire che l’esistenza della stabile organizzazione in Italia, da un lato, non consente al soggetto estero di nominare un rappresentante fiscale o di identificarsi direttamente e, dall’altro, non permette l’accesso alla procedura di rimborso diretto ex art. 38-ter.
Per conseguenza, qualora il soggetto estero effettui operazioni nei confronti di clienti non soggetti passivi d’imposta dovrà adempiere agli obblighi Iva attraverso la stabile organizzazione.
Analogamente, per il recupero dell’Iva relativa agli acquisti effettuati in Italia direttamente, il soggetto estero non sarà più costretto a chiedere il rimborso, ma dovrà avvalersi della stabile organizzazione.
Regime SIIQ
La commissione ha avviato una procedura di infrazione perché il regime speciale previsto per le società immobliari di investimento quotate si applica soltanto alle SpA fiscalmente residenti in Italia, escludendo quindi le stabili organizzazioni di società estere.
In proposito, è stato osservato che per le SIIQ la quota del reddito d’impresa esente, riferita all’attività di locazione immobiliare, viene assoggettata ad imposizione in capo ai partecipanti all’atto dell’attribuzione dei relativi dividendi (le SIIQ sono obbligate a distribuire almeno l’85% degli utili di esercizio provenienti dall’attività esente).
Per conseguenza, tale regime non sarebbe applicabile tout court alle stabili organizzazioni di soggetti esteri, giacché gli utili da esse prodotti, seppure derivanti da un’attività di locazione immobiliare, sono sempre riconclucibili alla società estera cui fa capo la stabile organizzazione e sono sottoposti a ritenuta secondo la normativa nazionale vigente nello stato di residenza del soggetto che li distribuisce, per cui la rinuncia all’imposizione nei confronti delle stabili organizzazioni estere da parte dello stato italiano non avvantaggerebbe gli investitori partecipanti nella società estera, ma lo stato estero.
Per tentare di superare i rilievi mossi dalla commissione, quindi, il decreto introduce una disciplina che non si limita ad estendere il regime fiscale SIIQ alle stabili organizzazioni di società estere, ma prevede anche, nel caso di società estere che svolgano prevalentemente attività di locazione immobiliare in Italia tramite stabili organizzazioni, l’imposizione, nei confronti della società estera, del reddito prodotto dalle stabili organizzazioni con un’aliquota Ires pari alla misura della ritenuta che sarebbe stata applicata sui dividendi prodotti da una SIIQ italiana, ossia il 20%.
OICVM di diritto estero
Un’altra procedura di infrazione riguarda il regime fiscale applicabile ai proventi derivanti dalla partecipazione agli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari esteri non armonizzati, la cui diversità rispetto a quello per i fondi mobiliari non armonizzati di diritto italiano, ad avviso della commissione, viola i principi di diritta comunitario relativi alla libera circolazione dei capitali nell’ambito dell’Ue e dello spazio economico europeo.
In particolare, mentre i proventi dei fondi nazionali sono tassati con un’imposta sostitutiva sulla base del principio di maturazione, quelli di diritto estero sono tassati in base al criterio del realizzato.
Per superare il problema, viene prevista una parziale modifica del sistema e la reintroduzione dell’equalizzatore.
I proventi derivanti dalla partecipazione agli OICVM di diritto estero non armonizzati e assoggettati a forme di vigilanza nei paesi esteri nei quali sono istituiti, situati negli stati membri dell’Ue e negli stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo che sono inclusi nella lista stabilita dal DM emanato ai sensi dell’art. 168-bis del Tuir, non concorreranno più alla formazione del reddito imponibile dei partecipanti, ma saranno assoggettati ad una ritenuta nella misura del 12,50%, che sarà a titolo di imposta nel caso di percipienti non imprenditori.