Source: http://domoforum.it/2014/02/norme-e-sentenze-recenti-2/
Timestamp: 2018-07-21 03:52:51+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2847', 'art. 2848', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2847', 'art. 2848', 'sentenza ', 'art. 1669', 'sentenza ']

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Norme e sentenze Immobiliari recenti – 2
1588 cod. civ., Accettazione eredità minore, art. 2847 c.c, art. 2848 c.c., Cassazione dep 18 gennaio 2014 nr. 841, Cassazione Sentenza 5 febbraio 2014 n. 2610, Cassazione Sentenza 5 febbraio 2014 n. 2619, Cassazione sentenza n. 1980 2014, Cassazione sentenza n. 2436 10 febbraio 2014, Circolare Agenzia delle entrate n. 36/E/2013, Durata Ipoteca
RASSEGNA DI RECENTE GIURISPRUDENZA GIURIDICA E FISCALE SETTORE IMMOBILIARE
Norme e sentenze recenti – 2
Durata Ipoteca
La perenzione dell’ipoteca non comporta la nullità del pignoramento( Cassazione Sentenza 5 febbraio 2014 n. 2610)
Trascorsi vent’anni l’estinzione dell’efficacia dell’ipoteca (ex art. 2847 c.c) non priva il creditore del proprio diritto di credito, né della possibilità di avvalersi in futuro della prelazione; e neppure del diritto ad iscrivere ipoteca (art. 2848, comma 1, c.c.).
Accettazione eredità minore
Accettazione dell’eredità con beneficio di inventario : la maggior età fa scattare gli obblighi( Cassazione dep 18 gennaio 2014 nr. 841)
L’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario da parte del minore deve avvenire con la maggiore età. Anzi, i minori non s’intendono decaduti dal beneficio d’inventario, se non al compimento di un anno dalla maggiore età. È da questo momento, quindi, che decorre il termine per assolvere agli obblighi fiscali con la presentazione della dichiarazione di successione.
Gravi difetti dell’opera
Gravi difetti dell’immobile: ne risponde anche il venditore, se ha provveduto alla costruzione dell’opera ( Cassazione sentenza n. 2436 10 febbraio 2014)
L’azione di responsabilità per rovina e difetti di beni immobili, prevista dall’art. 1669 c.c., può essere esercitata non solo dal committente contro l’appaltatore, ma anche dall’acquirente contro il venditore che abbia costruito l’immobile sotto la propria responsabilità, allorché lo stesso venditore abbia assunto, nei confronti dei terzi e degli stessi acquirenti, una posizione di diretta responsabilità nella costruzione dell’opera, e sempre che si tratti di gravi difetti, i quali, al di fuori dell’ipotesi di rovina o di evidente pericolo di rovina, pur senza influire sulla stabilità dell’edificio, pregiudichino o menomino in modo rilevante il normale godimento, la funzionalità o l’abitabilità del medesimo. (da dirittoegiustizia.it)
Locazione danni
Locazione : il conduttore ha l’onere di provare che i danni riscontrati dal proprietario non sono a lui imputabili (Cassazione Sentenza 5 febbraio 2014 n. 2619)
Spetta all’affittuario provare che i danni riscontrati dal proprietario dell’appartamento non sono imputabili a lui. Infatti, in assenza di prova contraria, si presume il «buono stato» dell’immobile.
“Incombe al conduttore, ai sensi degli articoli 1590 e 1588 cod. civ., l’onere di dare piena prova liberatoria della non imputabilita’ a lui di ogni singolo danno riscontrato all’immobile locato al termine della locazione ed all’atto della riconsegna, presumendosi buono lo stato di quello all’inizio del rapporto ed esclusi solo i danni da normale deterioramento o consumo in rapporto all’uso dedotto in contratto, sicche’ e’ erronea l’integrale reiezione della domanda di risarcimento dei danni stessi proposta dal locatore, ove manchi o sia incompleta la prova sull’imputabilita’ di quelli.”
Recesso Locazione
Locazione : clausola di recesso valida anche se inserita in un successivo documento contrattuale, purchè sottoscritto dalle parti (Cassazione sentenza n. 1980 2014; depositata il 29 gennaio 2014)
Legittimo il recesso anticipato da un contratto di locazione da parte del Comune fondato sulla valenza negoziale di una determina.
Quest’ultima, ancorché indubbiamente assistita da natura provvedimentale interna all’ente, aveva tuttavia esplicato nella specie altresì efficacia contrattuale nel momento in cui entrava a far parte (formale e sostanziale) del regolamento negoziale di rinnovo; e trovava in questa sede l’accettazione da parte delle locatrici, attestata da una sottoscrizione che (nell’opposta tesi di sua esclusiva rilevanza quale atto amministrativo) non avrebbe altrimenti avuto ragion d’essere alcuna.
“Ai fini della sussistenza del requisito della forma scritta nei contratti non occorre che la volontà negoziale sia manifestata dai contraenti contestualmente e in un unico documento, dovendosi ritenere il contratto perfezionato anche qualora le sottoscrizioni siano contenute in documenti diversi, anche cronologicamente distinti, qualora, sulla base di una valutazione rimessa al giudice di merito, si accerti che il secondo documento è inscindibilmente collegato al primo, sì da evidenziare inequivocabilmente la formazione dell’accordo.”
Impianto fotovoltaico bene immobile?
L’impianto fotovoltaico costituisce bene mobile o immobile ai fini fiscali? (Circolare Agenzia delle entrate n. 36/E/2013)
Secondo quanto chiarito dalla Circolare n. 36/E/2013, gli impianti fotovoltaici costituiscono beni immobili quando sono iscrivibili nelle categorie catastali D/1 (opifici) o D/10 (immobili rurali) e quando sono posizionati sulle pareti o su un tetto, oppure sono realizzati su aree di pertinenza comuni o esclusive di un fabbricato.
Gli impianti fotovoltaici sono classificati, invece, come “beni mobili” e, come tali, non sono quindi iscrivibili a Catasto quando soddisfano almeno uno dei seguenti requisiti:
la potenza nominale dell’impianto non è superiore a 3 chilowatt per ogni unità immobiliare servita dall’impianto stesso;
la potenza nominale complessiva, espressa in chilowatt, non è superiore a tre volte il numero delle unità immobiliari, le cui parti comuni sono servite dall’impianto, indipendentemente dalla circostanza che sia installato al suolo oppure sia architettonicamente o parzialmente integrato a immobili già censiti al catasto edilizio urbano;
per le installazioni ubicate al suolo, il volume individuato dall’intera area destinata all’intervento (comprensiva, quindi, degli spazi liberi che dividono i pannelli fotovoltaici) e dall’altezza relativa all’asse orizzontale mediano dei pannelli stessi, è inferiore a 150/m3, ( limite volumetrico stabilito dall’articolo 3, comma 3, lettera e, del DM 2/1/ 1998, n. 28.