Source: http://www.mglobale.it/temi/pubblicazioni/giuffre/vendita_e_pagamenti_internazionali_la_gestione_del_contenzioso.kl
Timestamp: 2017-11-23 13:15:29+00:00
Document Index: 22890766

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 77', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 3']

Pubblichiamo un abstract tratto dal nuovo libro di Diego Comba e Monica Rosano “I contratti internazionali: la vendita e i pagamenti” (Ed. Giuffré). Sconto del 12,5% a favore dei lettori di Mercato Globale.
Il libro tratta delle soluzioni / clausole contrattuali più idonee a risolvere i problemi tipici che le imprese incontrano nel commercio internazionale. A differenza di altre opere più accademiche dedicate alla negoziazione e redazione dei contratti, gli autori dedicano particolare attenzione alla lettura e alla spiegazione delle norme e della giurisprudenza e ai casi concreti frutto di esperienza professionale vissuta.
L’EFFICACIA DELLA SENTENZA
È innanzitutto importante chiarire un equivoco molto diffuso tra gli operatori economici: la determinazione del giudice competente a decidere le controversie che eventualmente nasceranno e la determinazione della legge che tale giudice dovrà applicare per risolvere tali controversie sono problemi sostanzialmente differenti, regolati da leggi diverse e che le parti devono affrontare nel contratto in due distinte clausole. Ad esempio, non è infrequente che un giudice italiano sia chiamato a decidere di una lite tra un agente tedesco e un preponente italiano applicando la legge tedesca.
Il primo problema che si pone nella redazione di una clausola di scelta di un giudice statale - quale giudice competente a risolvere le controversie che potranno nascere dal contratto - consiste nel controllo preventivo di quale efficacia avrà la sentenza nel Paese della controparte (nel caso, naturalmente, in cui il giudice scelto non sia il giudice del Paese della controparte).
Nei casi in cui non sia possibile fare affidamento sull’esecuzione forzata della sentenza nei confronti del debitore insolvente, occorre averne preventivamente conoscenza, al fine di optare per altre forme di tutela, quali gli strumenti o le garanzie di pagamento offerte, a livello internazionale, dal sistema bancario.
L’unica certezza che la sentenza - che risolve la controversia nata dal contratto - venga eseguita nel Paese della controparte è che i due Paesi (quello del giudice e quello della controparte) abbiano firmato un trattato sul riconoscimento reciproco delle sentenze commerciali.
In caso contrario, lo Stato riconoscerà soltanto l’autorità dei propri giudici e sottoporrà, pertanto, a un complesso riesame la sentenza e gli atti di causa, con conseguenti tempi ed esiti alquanto incerti. Occorre sottolineare che quest’ultima è la situazione più diffusa, almeno per le sentenze italiane.
L’Italia ha, infatti, firmato trattati sul riconoscimento delle sentenze soltanto con:
alcuni Paesi dell’area mediterranea, tra i quali si annoverano, ad esempio, la Tunisia, l’Egitto, il Libano, il Marocco, la Turchia
con alcuni paesi europei non appartenenti alla Comunità europea, tra i quali la Svizzera, la Norvegia, la Polonia, la Finlandia
in America Latina, con il Brasile e con l’Argentina.
Sulla questione della giurisdizione, la Legge 218/1995 in materia di diritto internazionale privato, stabilisce all’art. 3 che la giurisdizione italiana sussiste soltanto nelle seguenti ipotesi:
il convenuto è domiciliato o residente in Italia
il convenuto ha un rappresentante che sia autorizzato a stare in giudizio a norma dell’art. 77 c.p.c.
negli altri casi in cui è prevista dalla legge.
Pertanto questo articolo stabilisce in quali casi il giudice abbia la competenza giurisdizionale per pronunciarsi in relazione a fattispecie che presentano elementi di estraneità rispetto all’ordinamento giuridico statale. Il domicilio e residenza andranno determinati in base alle norme sostanziali italiane, in virtù dell’art. 12 della L. 218/1995 (in riferimento alle persone giuridiche per domicilio si intende la sede amministrativa).
La giurisdizione sussiste inoltre in base ai criteri stabiliti dalle sezioni 2, 3 e 4 del titolo II della Convenzione concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale e protocollo, firmati a Bruxelles il 27 settembre 1968, resi esecutivi con L. 21 giugno 1971, n. 804, anche allorché il convenuto non sia domiciliato nel territorio di uno Stato contraente, quando si tratti di una delle materie comprese nel campo di applicazione della Convenzione.
Sul piano comunitario, è entrato in vigore il 1° marzo 2002 il Reg. 44/2001 il quale determina la competenza dei giudici in materia civile e commerciale. Tale Regolamento statuisce che le decisioni emesse in uno Stato membro dell’Unione europea (UE) siano riconosciute negli altri Stati membri senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento, salvo in caso di contestazione (nel presente regolamento per «Stato membro» si intendono tutti gli Stati membri, ad eccezione della Danimarca).
La dichiarazione di esecutività deve essere rilasciata a seguito di un controllo meramente formale dei documenti prodotti, senza che il giudice possa rilevare d'ufficio i motivi di diniego dell'esecuzione indicati nel regolamento.
Il principio fondamentale è quello secondo cui la competenza spetta al giudice dello Stato membro in cui è domiciliato il convenuto, indipendentemente dalla cittadinanza di quest'ultimo. Il domicilio viene determinato a norma della legge dello Stato membro cui appartiene il giudice adito. Qualora una parte non sia domiciliata nello Stato membro i cui giudici sono aditi, il giudice, per stabilire se essa ha il domicilio in tale Stato membro, deve applicare la legge di un altro Stato membro.
A prescindere dal principio di base sulla competenza, in talune circostanze il convenuto può essere citato davanti ai giudici di un altro Stato membro. Con particolare riferimento alla compravendita internazionale, il legislatore comunitario ha previsto all’art. 5.1 un criterio specifico, vale a dire che un soggetto estero può essere convenuto davanti al giudice del luogo in cui i beni sono stati o avrebbero dovuto essere consegnati.
Particolare rilievo rivestono a tal proposito gli Incoterms® 2010 vale a dire i termini di resa richiamati dalle Parti in contratto (ordine/conferma d’ordine, contratto ad hoc, condizioni generali di vendita) con i quali si va a stabilire con precisione il luogo specifico in cui avverrà la consegna della merce oggetto della compravendita.
Nel caso in cui siano previsti più luoghi di consegna, la giurisprudenza comunitaria stabilisce che il giudice competente andrà individuato alla stregua del luogo in cui, in base a criteri economici, è avvenuta la consegna principale.
Giurisprudenza: UE Corte di Giustizia Europea (IV sezione) del 03 maggio 2007 C-386/05 Color Drack c. Lexx
La società austriaca CD e la società tedesca L sono legate da un contratto di compravendita di beni mobili, ai cui sensi la L consegna i suoi prodotti a più rivenditori della CD in Austria, con l’obbligo di riprendere le merci invendute e rimborsarne il prezzo. La controversia principale riguarda l’inadempimento di tale obbligo.
Poiché il regolamento 44/2001 non cita il caso in cui vi siano più luoghi di consegna all’interno delle stesso stato membro, la Corte di Cassazione austriaca si rivolge alla Corte di Giustizia perché chiarisca come va individuato il giudice competente.
La Corte di Giustizia afferma che l’attore è tenuto a rivolgersi al giudice del luogo di consegna principale, che va individuato in base a criteri economici. Solo ove questa operazione non sia possibile, l’attore ha discrezionalità di scelta tra tutti i luoghi di consegna, poiché sono tutti provvisti di una sufficiente prossimità con gli elementi materiali della controversia, inoltre questo permette al convenuto di poter ragionevolmente prevedere davanti a quale giudice potrà essere citato.
I venditori in ambito comunitario dovranno tenere conto del fatto che - in mancanza di adeguata pattuizione - l’acquirente straniero potrebbe avviare un procedimento giudiziale davanti ai giudici del proprio Paese a fronte dell’insorgere di una controversia. Il venditore potrà tuttavia cautelarsi mediante la previsione espressa del luogo di consegna presso la propria sede o comunque all’interno dei confini italiani.
in materia di diritti reali immobiliari e di contratti d'affitto di immobili (sono competenti i giudici dello Stato membro in cui l'immobile è situato)
in materia di validità, nullità o scioglimento delle società o persone giuridiche, o riguardo alla validità delle decisioni dei rispettivi organi (sono competenti i giudici dello Stato membro in cui ha sede la persona giuridica)
in materia di validità delle iscrizioni nei pubblici registri (sono competenti i giudici dello Stato membro nel cui territorio i registri sono tenuti)
in materia di registrazione o di validità di brevetti, marchi, disegni e modelli e di altri diritti analoghi (sono competenti i giudici dello Stato membro nel cui territorio il deposito o la registrazione sono stati richiesti o sono stati effettuati a norma di un atto normativo dell’Unione o di una convenzione internazionale)
Le sentenze italiane non sono, quindi, riconosciute e non hanno, dunque, alcun valore giuridico nella maggior parte del mondo, ivi compresi quelli con i quali l’Italia ha un maggiore interscambio, tra i quali spiccano gli Stati Uniti, il Canada, l’India, il Giappone, la Cina.
Fanno eccezione a quanto appena affermato i paesi appartenenti alla Unione europea, per i quali vige il Reg. 44/2001. Con tale Regolamento i paesi UE garantiscono il riconoscimento delle sentenze commerciali emesse negli altri stati UE senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento. Sono escluse le sentenze che hanno per oggetto la capacità delle persone, il regime patrimoniale dei coniugi, le successioni e i testamenti, il fallimento, concordato e procedure affini, la sicurezza sociale, l’arbitrato.
Per «accordo di scelta del foro esclusivo» si intende, ai sensi dell’art. 3 della Convenzione, un accordo concluso o documentato per iscritto o con qualunque altro mezzo di comunicazione che consenta di accedere alle informazioni e farvi successivamente riferimento, il quale è stato concluso tra due o più parti per designare, ai fini della competenza, a conoscere delle controversie presenti o future nate da un determinato rapporto giuridico, i giudici di uno Stato contraente o uno o più giudici specifici di uno Stato contraente, in modo da escludere la competenza di qualunque altro giudice.
Esempi di clausole di attribuzione della giurisdizione
Ecco due esempi di clausole di attribuzione della giurisdizione o (come si usa dire nella prassi contrattuale) di scelta del “foro competente”.
ART. ……… FORO COMPETENTE
Ogni controversia derivante o comunque connessa con il presente contratto sarà devoluta alla competenza esclusiva del Tribunale di ……………………………………...
All disputes connected with this Contract or the execution thereof shall be settled amicably by negotiation. In case no settlement can be reached, the case shall be settled by arbitration in accordance with the ……………………………………. Rules of International Arbitration of the ……………………………………………………………… in force on the date when the Notice of Arbitration is submitted in accordance with these Rules.
The number of arbitrators shall be ……………………………. The seat of the arbitration shall be in ………………………………………… The arbitral proceedings shall be conducted in ………………………… language.
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