Source: http://confcommerciobari.it/desc_articolo.php?id=156175
Timestamp: 2017-09-21 12:19:54+00:00
Document Index: 18735221

Matched Legal Cases: ['art 12', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 26', 'art. 25', 'art. 2222', 'art. 21']

Si informa che la Commissione per gli interpelli, istituita ai sensi dell'art 12 del d.lgs. 81/08 e s.m.i. presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ha fornito chiarimenti interpretativi in ordine ad alcuni aspetti inerenti l'applicazione delle disposizioni in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Si riportano, di seguito, le risposte ai quesiti di maggiore interesse per i nostri settori.
Obblighi degli allievi di istituti di istruzione, identificazione degli enti bilaterali e organismi paritetici, informazione e formazione di docente non dipendente chiamato in caso di urgenza.
In merito ai quesiti esposti la Commissione si è così espressa:
Fermo restando che tutti gli strumenti devono essere utilizzati secondo i principi di diligenza e prudenza, il d.lgs. 81/08 equipara ai lavoratori gli allievi degli istituti di istruzione e universitari e i partecipanti ai corsi di formazione professionale unicamente nei casi e per il tempo in cui si faccia uso di laboratori e attrezzature di lavoro in genere, esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici;
Nel richiamare l'Accordo Stato Regioni del 25 luglio 2012, che ha dato indicazioni relative a quanto previsto dell'art. 37, in merito alla richiesta di collaborazione agli Organismi paritetici territorialmente presenti per la organizzazione di attività formative da parte del datore di lavoro, la Commissione ha ribadito che il territorio di riferimento possa essere individuato nella provincia. Nei casi in cui il sistema della pariteticità non sia articolato a livello provinciale, la richiesta di collaborazione opererà a livello regionale. Nel caso in cui gli OO.PP. non siano presenti, il datore di lavoro potrà rivolgersi ad un livello superiore a quello regionale.
Si precisa comunque nell'interpello che non è onere del datore di lavoro dimostrare la non presenza dell'Organismo paritetico nel settore e nel territorio in cui lo stesso svolge la propria attività.
Premesso che l'Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011 prevede il riconoscimento dei crediti formativi alla costituzione di un nuovo rapporto di lavoro o di somministrazione con una azienda dello stesso settore produttivo, il datore di lavoro può dimostrare l'adempimento di cui all'art. 37 del d.lgs. 81/08 (obbligo di formazione) chiedendo al lavoratore l'esibizione dell'attestato di frequenza. Diversamente, qualora il lavoratore sia privo della formazione prevista dall'Accordo sopra richiamato, il datore di lavoro dovrà provvedere ad avviare il lavoratore ai corsi di formazione.
Documenti che l'impresa appaltatrice è obbligata a consegnare al committente
La Commissione, dopo aver richiamato l'art. 26, comma 1, che prevede l'obbligo per il datore di lavoro committente di verificare l'idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici attraverso l'acquisizione del certificato d'iscrizione alla Camera di commercio e l'acquisizione dell'autocertificazione del possesso dei requisiti tecnici, ritiene che il datore di lavoro committente non possa richiedere copia del DUVRI, in quanto la redazione di tale documento, da allegare al contratto di appalto o di opera, è un obbligo, nei casi previsti, del datore di lavoro committente. Quest'ultimo potrà richiedere, viceversa, tutti i documenti e le informazioni necessarie ai fini dell'elaborazione del DUVRI.
Sorveglianza sanitaria: "collaborazione" del medico competente
Viene richiesta alla Commissione la corretta interpretazione dell'art. 25 comma 1 lett. a) del d.lgs. 81/08, ossia come debba intendersi il termine "collabora" da parte del medico competente.
A tale proposito viene precisato che l'attività di collaborazione del medico competente è stata ampliata dal T.U. sulla sicurezza, in quanto viene estesa anche alla programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria, all'attività di formazione e informazione dei lavoratori, per la parte di competenza e alla organizzazione del servizio di primo soccorso, introducendo una sanzione penale per la violazione degli obblighi di collaborazione alla valutazione dei rischi.
Pertanto, a parere della Commissione, anche se la valutazione dei rischi è un obbligo non delegabile del datore di lavoro, il medico competente è obbligato a collaborare sulla base delle informazioni ricevute dal datore di lavoro o acquisendole di sua iniziativa attraverso ad esempio la visita degli ambienti di lavoro o l'acquisizione di elementi utili desunti dalla cartella sanitaria.
L'obbligo di collaborazione va pertanto inteso in maniera attiva, e qualora il medico competente sia nominato dopo la redazione della valutazione dei rischi, subentrando ad un altro medico competente, il nuovo medico competente dovrà provvedere alla rivisitazione della v.d.r. previa acquisizione delle necessarie informazioni.
Mancata vidimazione del registro infortuni
La Commissione specifica che, in attesa dell'emanazione del decreto interministeriale istitutivo del SINP (Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione), che disciplinerà le comunicazioni relative agli infortuni (facendo quindi venir meno le disposizioni relative al registro degli infortuni), sono soggette al registro tutte le aziende che ricadono nella sfera di applicazione dello stesso.
Il registro deve essere redatto conformemente al modello approvato con DM 12.9. 1958 (come modificato dal DM 5 dicembre 1996), vidimato dalla ASL competente per territorio e conservato a disposizione dell' ODV.
La sua mancata tenuta o vidimazione comporterà pertanto per il datore di lavoro l'applicazione della relativa sanzione amministrativa.
Obbligo della redazione del d.v.r. per i volontari
Circa la sussistenza o meno di tale obbligo, la Commissione ritiene che il regime applicabile, per i soggetti che prestano la propria attività volontariamente e a titolo gratuito (o con mero rimborso spese) per le associazioni sportive dilettantistiche, sia quello previsto per i lavoratori autonomi di cui all'art. 2222 del c.c., e per i quali viene disposta l'applicazione dell'art. 21 del d.lgs. 81/08 (obbligo di utilizzo delle attrezzature di lavoro conformi alle normative e obbligo di uso di DPI).
Inoltre, evidenzia ancora la Commissione, qualora i soggetti sopra richiamati svolgano la loro prestazione nell'ambito di una organizzazione di un datore di lavoro, quest'ultimo è tenuto a fornire al soggetto dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti lavorativi e sulle misure di prevenzione ed emergenza adottate.
Articolo visto 1517 volte