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Timestamp: 2017-08-21 19:51:12+00:00
Document Index: 109086455

Matched Legal Cases: ['art. 82', 'art. 176', 'art. 54', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 444']

LE NOVITÀ FISCALI DI SETTEMBRE 2008
Si riporta, nel seguito, una sintesi delle principali novità fiscali di interesse per le imprese relative al mese di settembre 2008.
1. IRES/IRPEF/IRAP – Istituzione codice tributo per credito di imposta attività ricerca e sviluppo (Ris. 361/E);
2. IRPEF – Stock options - Abolizione del regime agevolato (Circ. 54/E);
3. IRES/IRPEF/IRAP – Operazioni straordinarie - Opzione per l'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'Irap (Circ. 57/E);
4. IRES/IRPEF – Paesi a fiscalità privilegiata - Deduzione dei costi relativi a prestazioni di servizi rese da professionisti (Ris. 363/E);
5. IRES/IRPEF/IVA - Prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande (Circ. 53/E);
6. IVA – Servizi finanziari e assicurativi – Proposta della Commissione Europea di modifica della Sesta direttiva - Risoluzione del Parlamento Europeo del 25 settembre 2008;
7. Varie - Modalità di adesione ai processi verbali di constatazione (Circ.55/E);
8. Varie – Approvazione modello comunicazione adesione processi verbali di constatazione (Provvedimento 10/09/2008);
9. Varie - Imposta sostitutiva per rivalutazione dei beni d'impresa (Ris. 362/E);
10. Varie – Patteggiamento in sede penale costituisce elemento di prova in contenzioso tributario (Sentenza Corte di Cassazione n. 22548/08);
11. Varie – Validità negli accertamenti fiscali dei documenti extracontabili (Sentenza Corte di Cassazione n. 22548/08).
1. IRES/IRPEF/IRAP – Istituzione codice tributo per credito di imposta attività ricerca e sviluppo (Ris. 361/E)
Con la Risoluzione n. 361/E del 25 settembre 2008, l’Agenzia delle Entrate fornisce informazione dell’istituzione del codice tributo “6808” per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta in favore delle imprese per i costi sostenuti per attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo.
Tale credito d’imposta, previsto dall’articolo 1, commi da 280 a 283 della Legge n. 296/06, come modificato dall’articolo 1, comma 66 della Legge n. 244/07 e concesso, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2006 e fino alla chiusura del periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2009, per i costi sostenuti in relazione ad attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo, è utilizzabile ai fini dei versamenti delle imposte sui redditi e dell’IRAP; l’eventuale eccedenza rispetto ai versamenti dovuti può essere fruita in compensazione a decorrere dal mese successivo al termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta con riferimento al quale il credito è concesso.
2. IRPEF – Stock options - Abolizione del regime agevolato (Circ. 54/E)
L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 54/E del 9 settembre, chiarisce la portata e le conseguenze dell’abrogazione del regime agevolato di imposizione delle stock options (articolo 51, comma 2, lettera g-bis) del TUIR), recata con le disposizioni del D.L. n. 112/08.
Il previgente regime di favore escludeva da IRPEF il reddito costituito dalla differenza tra il valore delle azioni al momento dell’assegnazione e l’ammontare corrisposto dal dipendente, a condizione che tale ammontare fosse almeno pari al valore delle azioni stesse alla data dell’offerta e che le partecipazioni possedute dal dipendente non eccedessero il 10% dei diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria o di partecipazione al capitale della società.
Venivano inoltre richieste le seguenti ulteriori condizioni:
· l’opzione doveva essere esercitabile non prima che fossero trascorsi tre anni dalla sua attribuzione;
· al momento in cui l’opzione diveniva esercitabile la società doveva essere quotata in mercati regolamentati;
· il beneficiario doveva mantenere almeno per i cinque anni successivi all’esercizio dell’opzione un investimento nei titoli oggetto di opzione non inferiore alla differenza tra il valore delle azioni al momento dell’assegnazione e l’ammontare corrisposto dal dipendente.
In assenza di una delle menzionate condizioni, il reddito era soggetto all’imposizione ordinaria come reddito di lavoro dipendente.
L’articolo 82, comma 23, del D.L. n. 112/08, convertito dalla Legge n. 133/08 ha abrogato il regime agevolativo, con l’effetto che la differenza tra il valore delle azioni al momento dell’assegnazione dell’opzione e l’ammontare corrisposto dal dipendente concorre sempre alla formazione del reddito di lavoro dipendente.
Ai sensi del comma 24 dell’art. 82 citato l’abrogazione si applica in relazione alle azioni assegnate ai dipendenti a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto (25 giugno 2008). Ne consegue che anche in relazione ai piani di stock options deliberati anteriormente a tale data, ma le cui azioni siano assegnate dopo il 25 giugno, trova applicazione il regime ordinario di tassazione dei redditi di lavoro dipendente.
Secondo i chiarimenti offerti dall’Agenzia delle Entrate la data di assegnazione delle azioni coincide con quella di esercizio del diritto di opzione, indipendentemente dal momento in cui avviene la materiale emissione o consegna del titolo (o le equivalenti annotazioni contabili).
Poiché i redditi derivanti dall’esercizio dell’opzione costituiscono redditi di lavoro dipendente, l’Agenzia chiarisce che per tale compenso in natura sono applicabili le disposizioni di cui all’articolo 23 del D.P.R. n. 600/73, in tema di ritenute. Pertanto il sostituto di imposta dovrà cumulare il compenso in natura derivante dall’esercizio dell’opzione con la retribuzione del periodo di paga nel quale le azioni sono assegnate.
In caso di incapienza degli esborsi di denaro sui quali il sostituto, esercitando il diritto di rivalsa, deve operare la ritenuta, il dipendente è tenuto a versare al datore di lavoro l’ammontare della ritenuta per la quale la rivalsa non è stata operata.
Infine, viene precisato che l’eventuale plusvalenza derivante dalla cessione delle azioni rappresenta, ai sensi dell’articolo 68, comma 6 del TUIR, un capital gain da tassare con aliquota del 12,5%.
3. IRES/IRPEF – Operazioni straordinarie - Opzione per l'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'Irap (Circ. 57/E)
Con la circolare n. 57/E del 25 settembre 2008, l’Agenzia delle Entrate ha diramato i primi chiarimenti sulle modalità applicative dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP, introdotta dai commi 46 e 47 dell’articolo 1 della n. 244/07, in relazione alle operazioni di conferimento d’azienda, fusione e scissione.
A seguito delle modifiche apportate dal citato comma 46, l’articolo 175 del TUIR disciplina esclusivamente le operazioni di conferimento di partecipazioni di controllo e di collegamento effettuate tra soggetti residenti, nell’esercizio di imprese commerciali. Ai sensi del comma 1 dell’articolo 175, ai fini dell’applicazione dell’articolo 86 del TUIR, si considera valore di realizzo quello attribuito alle partecipazioni ricevute in cambio delle partecipazioni conferite, nelle scritture contabili del conferente ovvero, se superiore, quello attribuito alle partecipazioni conferite nelle scritture contabili del soggetto conferitario. Poiché la disposizione fa specifico riferimento all’articolo 86 del TUIR, l’Agenzia precisa che nel caso in cui dal conferimento si realizzi una minusvalenza patrimoniale, dovrà trovare applicazione la disciplina prevista dagli articoli 9 e 101 del TUIR.
Poiché, inoltre, l’articolo 175 fa riferimento alle scritture contabili (alternativamente del soggetto conferente o conferitario, a seconda del valore attribuito alle partecipazioni), viene precisato che il regime in esame sembra essere applicabile anche ai soggetti in contabilità semplificata.
A seguito delle novità introdotte dalla Finanziaria 2008, l’articolo 176 del TUIR, relativo alla disciplina fiscale dei conferimenti d’azienda, prevede per le operazioni effettuate a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, un regime obbligatorio di neutralità fiscale, con possibilità di richiedere, mediante opzione in dichiarazione dei redditi e versamento di un’imposta sostitutiva, il riconoscimento fiscale dei maggiori valori iscritti in bilancio in relazione alle immobilizzazioni materiali ed immateriali relative all’azienda ricevuta.
Tale regime di neutralità fiscale potrà essere applicato indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto conferitario.
· il soggetto conferente deve assumere quale valore della partecipazione ricevuta l’ultimo valore fiscalmente riconosciuto dell’azienda conferita;
· il soggetto conferitario deve subentrare, ai fini fiscali, nella posizione del conferente in ordine agli elementi dell’attivo e del passivo dell’azienda stessa, facendo risultare da apposito prospetto di riconciliazione, da allegare alla dichiarazione dei redditi, i dati esposti in bilancio ed i valori fiscalmente riconosciuti.
Il regime di neutralità rende irrilevante ai fini fiscali l’eventuale iscrizione nelle scritture contabili del soggetto conferente o del soggetto conferitario di valori diversi da quelli fiscalmente riconosciuti.
Il comma 2 dell’articolo 176 (come modificato dalla Legge Finanziaria 2008), in maniera innovativa, prevede che le disposizioni del comma 1 si applicano anche se il conferente o il conferitario è un soggetto non residente, qualora il conferimento abbia ad oggetto aziende situate nel territorio dello Stato.
La Finanziaria 2008, mediante l’inserimento del comma 2-ter nel corpus dell’articolo 176 del TUIR, ha introdotto la possibilità, per la società conferitaria di optare per l’applicazione di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive, sui maggiori valori attribuiti in bilancio agli elementi dell’attivo costituenti immobilizzazioni materiali ed immateriali, ottenendone, conseguentemente, il riconoscimento fiscale.
La società conferitaria può sfruttare questa possibilità esercitando l’opzione nella dichiarazione dei redditi relativa all’esercizio nel corso del quale è stata posta in essere l’operazione o, al più tardi, in quella del periodo d’imposta successivo. Il regime si sostanzia nell’applicazione, in tutto o in parte, sui maggiori valori attribuiti in bilancio agli elementi dell’attivo costituenti immobilizzazioni materiali e immateriali relativi all’azienda ricevuta, di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP, con aliquota del 12 per cento sulla parte dei maggiori valori ricompresi nel limite di 5 milioni di euro, del 14 per cento sulla parte dei maggiori valori che eccede 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e del 16 per cento sulla parte dei maggiori valori che eccede i 10 milioni di euro.
I maggiori valori assoggettati a imposta sostitutiva si considerano riconosciuti ai fini dell’ammortamento a partire dal periodo d’imposta nel corso del quale è esercitata l’opzione; in caso di realizzo dei beni anteriormente al quarto periodo d’imposta successivo a quello dell’opzione, il costo fiscale è ridotto dei maggiori valori assoggettati a imposta sostitutiva e dell’eventuale maggior ammortamento dedotto e l’imposta sostitutiva versata è scomputata dall’imposta sui redditi.
Il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 25 luglio 2008 emanato ai sensi dell’articolo 1, comma 47, della Legge Finanziaria 2008, ha disciplinato l’applicazione dell’imposta sostitutiva.
La scelta di godere del regime di imposizione sostitutiva è esercitabile esclusivamente dalla società conferitaria; l’Agenzia osserva che l’opzione spetta sempre al conferitario anche nell’ipotesi di soggetti trasparenti (società di persone o società di capitali che hanno optato per la trasparenza fiscale).
Oggetto dell’affrancamento sono i disallineamenti tra il valore civile iscritto dal soggetto conferitario, ed il valore fiscale dei beni e degli altri elementi conferiti che, ai sensi del primo comma dell’articolo 176 del TUIR, è pari al valore fiscale che gli stessi beni avevano presso il soggetto conferente.
Secondo quanto indicato dall’Agenzia, non possono formare oggetto di affrancamento né i disallineamenti derivanti da deduzioni extracontabili effettuate ai sensi dell’articolo 109, comma 4, del TUIR, né eventuali altri disallineamenti, relativi a beni già presenti nel bilancio della società conferitaria prima dell’operazione straordinaria.
Ciò che rileva ai fini del dell’applicazione dell’imposta sostitutiva, sottolinea l’Agenzia, inoltre, è il disallineamento dei valori relativi agli elementi classificati dal soggetto conferitario, secondo corretti principi contabili, nella categoria delle immobilizzazioni materiali e immateriali, incluso l’avviamento. Non rileva quindi, la classificazione contabile dei medesimi beni operata, prima del conferimento, dal soggetto conferente.
Nel caso di applicazione dell’imposta sostitutiva in maniera parziale, come precisato dal decreto ministeriale, il riallineamento va operato per categorie omogenee di immobilizzazioni.
L’Agenzia fornisce alcune precisazioni anche in merito al rapporto tra la presente disciplina e l’agevolazione introdotta dalla Legge n. 296/06 (Finanziaria 2007), articolo 1, commi da 242 a 249, il cosiddetto bonus aggregazioni.
In particolare, l’Agenzia ritiene che qualora il contribuente, in relazione alla medesima operazione straordinaria, abbia beneficiato dell’agevolazione di cui alla Legge n. 296/06 potrà optare per l’applicazione dell’imposta sostitutiva sui residui maggiori valori eventualmente presenti in bilancio e non riconosciuti fiscalmente in quanto eccedenti il limite di 5 milioni di euro. Ai fini dell’individuazione dell’aliquota cui assoggettare il residuo ammontare dei disallineamenti presenti, non si deve tener conto della parte di maggiori valori che ha ottenuto il riconoscimento fiscale gratuito ai sensi del c.d. bonus aggregazioni.
Con riguardo invece ai casi di successive operazioni viene precisato che l’ultimo valore fiscale riconosciuto in capo al soggetto conferente deve ritenersi eventualmente comprensivo anche dei maggiori valori iscritti in bilancio in occasione di operazioni di riorganizzazione aziendale che hanno beneficiato del bonus aggregazioni.
Circa le modalità con le quali l’opzione per la tassazione sostitutiva viene perfezionata, è ribadito quanto già indicato nel decreto, ossia che l’opzione per il regime dell’imposta sostitutiva deve essere esercitata distintamente, in relazione a ciascuna operazione di conferimento, con l’effetto che l’individuazione delle classi omogenee di immobilizzazioni deve essere effettuata in relazione ad ogni singola operazione di conferimento e soprattutto, con la conseguenza che il contribuente sarà tenuto ad effettuare distinte opzioni per le diverse operazioni di conferimento poste in essere.
L’opzione per la disciplina dell’imposta sostitutiva esercitata in dichiarazione è considerata perfezionata con il versamento della prima delle tre rate dell’imposta dovuta; quindi, secondo l’interpretazione ministeriale, il puntuale e congruo versamento della prima rata è sufficiente a perfezionare l’esercizio dell’opzione per la disciplina dell’imposta sostitutiva.
L’Agenzia ritiene, inoltre, che in virtù del richiamo operato dal decreto ministeriale, secondo cui all’imposta sostitutiva in esame sono applicabili le norme in materia di liquidazione, accertamento, riscossione, contenzioso e sanzioni previste ai fini delle imposte sui redditi, ritiene che ciascuna delle tre rate previste per il pagamento della imposta sostitutiva possa essere versata, con la maggiorazione dello 0,40 per cento, entro trenta giorni dalla scadenza del termine previsto per il versamento a saldo delle imposte riferite alla relativa dichiarazione dei redditi. Non viene consentito, invece, rateizzare ulteriormente le tre rate previste in quanto le modalità di versamento rateale sono già fissate dalla disciplina dell’imposta sostitutiva in esame.
Di particolare rilievo è l’interpretazione dell’Agenzia fornita in merito alle modalità di applicazione delle aliquote dell’imposta sostitutiva sui maggiori valori emergenti dai conferimenti, nel caso di effettuazione di più operazioni nel corso dello stesso periodo di imposta. Infatti, secondo l’Agenzia, il riferimento operato dal comma 2-ter dell’articolo 176 del TUIR, ai maggiori valori complessivamente considerati, comporta che, ai fini della determinazione dell’aliquota applicabile, rileva l’ammontare complessivo dei maggiori valori, anche relativi a più operazioni di conferimento, che l’impresa conferitaria intende affrancare nel periodo d’imposta. Qualora, cioè, uno stesso soggetto sia destinatario di più conferimenti d’azienda, ai fini delle aliquote applicabili, occorre considerare la totalità dei maggiori valori che si intendono affrancare, cumulando tutte le operazioni effettuate nel medesimo periodo d’imposta.
Il momento in cui l’opzione per l’imposta sostitutiva viene esercitata assume rilevanza ai fini della decorrenza degli effetti del riallineamento in esame; infatti, i maggiori valori assoggettati ad imposta sostitutiva, si considerano fiscalmente riconosciuti, ai fini delle imposte sui redditi, sin dall’inizio del periodo d’imposta nel corso del quale è stato effettuato il versamento della prima rata.
Va ricordato che, le disposizioni della Legge Finanziaria 2008 prevedono che il regime dell’imposta sostitutiva di cui al comma 2-ter dell’articolo 176 del TUIR sia applicabile anche per affrancare ai fini fiscali i maggiori valori emersi in occasione di operazioni di fusione e scissione.
L’Agenzia conferma che possono avvalersi del regime di imposizione sostitutiva anche i soggetti che, a seguito della adozione dei principi contabili internazionali, iscrivono nei propri bilanci i plusvalori sui beni acquisiti a seguito e per effetto di una fusione o una scissione, senza dare luogo a disavanzi che, per i predetti soggetti, non hanno evidenza contabile.
Ai fini IRAP, assai rilevante appare l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate secondo cui, in assenza dell’applicazione dell’imposta sostitutiva, i maggiori valori iscritti in bilancio dalla società avente causa a seguito delle operazioni di riorganizzazione aziendale (conferimento, fusione, scissione), non sono riconosciuti fiscalmente ai fini del tributo regionale. Il principio generale di neutralità delle operazioni di fusione, scissione e conferimento di azienda comporta, secondo l’Agenzia che, ai fini IRAP, non sia possibile dar rilevanza ai maggiori valori iscritti, salvo il ricorso all’affrancamento mediante l’imposta sostitutiva di cui all’art. 176, comma 2-ter del TUIR, nonostante il chiaro intento del Legislatore, con della Finanziaria 2008, di derivare i valori che generano la base imponibile IRAP dai dati contabilizzati secondo corretti principi contabili.
4. IRES/IRPEF – Paesi a fiscalità privilegiata - Deduzione dei costi relativi a prestazioni di servizi rese da professionisti (Ris. 363/E)
Con la Risoluzione n. 363/E del 29 settembre, l’Agenzia delle Entrate affronta il tema della deducibilità dei costi relativi a professionisti domiciliati in paesi black list. Il D.L. n. 262/06, convertito con la Legge n. 286/06, aveva esteso il regime previsto dall’articolo 110 del TUIR anche ai costi relativi a professionisti domiciliati in paesi a fiscalità privilegiata.
L’Agenzia, interrogata sul momento da cui la nuova disciplina decorre, ha chiarito che, come precisato con la Circolare n. 1/E del 2007, per le disposizione del D.L. n. 262/06 per le quali non è prevista un’entrata in vigore specifica, resta confermata l’entrata in vigore a partire dal periodo d’imposta in corso al 3 ottobre 2006, in conformità a quanto previsto in via generale dall’articolo 48 del medesimo decreto.
Con riferimento alle operazioni alle quali, in concreto, le modifiche risultano applicabili, viene chiarito che:
· in aderenza ai principi di tutela dell’affidamento dei contribuenti e di certezza dei rapporti giuridici, le nuove regole non si applicano per le prestazioni professionali rese in esecuzione di incarichi specifici e ben delimitati sotto l’aspetto sia oggettivo sia temporale, conferiti in epoca precedente alla loro entrata in vigore;
· in ogni caso sono indeducibili ai sensi dell’articolo 110, comma 12-bis TUIR, i costi relativi a prestazioni di servizi rese da professionisti black list in esecuzione di incarichi conferiti a partire dal 3 ottobre 2006, a condizione che tale circostanza risulti da elementi obiettivamente riscontrabili.
5. IRES/IRPEF/IVA - Prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande (Circ. 53/E)
A seguito delle modifiche introdotte dal D.L. n. 112/08, convertito con la Legge n. 133/08, con la Circolare n. 53/E del 5 settembre, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in relazione alla nuova disciplina applicabile sia ai fini delle imposte dirette che dell’Iva alle prestazioni alberghiere e alle somministrazioni di alimenti e bevande, a seguito delle modifiche introdotte dal D.L. n. 112/08, convertito con la Legge n. 133/08. In merito si rinvia alla nostra news, pubblicata il 5 settembre scorso.
6. IVA – Servizi finanziari e assicurativi – Proposta della Commissione Europea di modifica della Sesta direttiva - Risoluzione del Parlamento Europeo del 25 settembre 2008
Il 25 settembre il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione con la quale vengono avanzate proposte di emendamento al testo approvato dalla Commissione Europea recante la modifica delle disposizioni della Sesta direttiva Iva in materia di servizi finanziari e assicurativi.
7. Varie - Modalità di adesione ai processi verbali di constatazione (Circ.55/E)
L’articolo 83, comma 18 del D.L. n. 112/08, convertito con la Legge n. 133/08, ha introdotto, mediante l’inserimento dell’articolo 5-bis nel D Lgs. n. 218/97, un nuovo istituto: l’adesione al processo verbale di constatazione. Tale istituto è già operativo, poiché trova applicazione ai verbali di constatazione consegnati a decorrere dal 25 giugno 2008 (data di entrata in vigore del D.L. n. 112/08).
La Circolare n. 55/E del 17 settembre illustra alcuni aspetti del funzionamento di questo nuovo istituto.
Oggetto dell’adesione sono i verbali di constatazione in materia di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto che consentano l’emissione di accertamenti parziali (previsti dall’articolo 41-bis del D.P.R. n. 600/73 e dall’articolo 54 del D.P.R. n. 633/72).
Come chiarito dall’Agenzia, possono formare oggetto di adesione soltanto i processi verbali che constatano violazioni sostanziali delle norme sulle imposte sui rediti e dell’Iva. I rilievi contenuti nel PVC devono constatare l’esistenza di:
· redditi imponibili non dichiarati, totalmente o parzialmente;
· deduzioni, esenzioni e agevolazioni in tutto o in parte non spettanti;
· imposte o maggiori imposte non versate, escluse le ipotesi di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del D.P.R. n. 600/73;
· imposta sul valore aggiunto non dichiarata, totalmente o parzialmente;
· detrazioni in tutto o in parte non spettanti; imposta o maggior imposta sul valore aggiunto non versata, escluse le ipotesi di cui all'art. 54-bis del D.P.R. n. 633/72.
Solo per le menzionate violazioni, infatti, è possibile utilizzare lo strumento dell’accertamento parziale.
L’adesione deve avere ad oggetto il contenuto integrale del verbale di constatazione. A tale riguardo, viene chiarito che l'adesione può riferirsi esclusivamente agli imponibili ed alle imposte oggetto delle violazioni sostanziali constatate, con distinto e necessario riguardo a tutti i periodi d'imposta interessati dalle violazioni medesime (e non solo a taluni di essi).
L’adesione viene perfezionata mediante una comunicazione che il contribuente deve inviare all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente (per il periodo o i periodi che possono formare oggetto di adesione) e all’organo che ha redatto il verbale.
La comunicazione deve essere effettuata utilizzando l’apposito modello approvato con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate (si veda infra), che il contribuente (o il suo rappresentante legale) deve sottoscrivere ai fini della validità dell’adesione.
La validità dell’adesione è subordinata al rispetto del termine di presentazione della comunicazione; tale termine scade, ordinariamente, il trentesimo giorno successivo a quello della consegna del processo verbale di constatazione.
Per i processi verbali consegnati entro il 22 agosto (data di entrata in vigore della Legge n. 133/08, di conversione del D.L. n. 112/08) è stata disposta una proroga del termine di presentazione della comunicazione, fissato nel 30 settembre 2008. L’Agenzia chiarisce che qualora tali comunicazioni siano state inviate su modello non conforme rispetto a quello approvato, devono essere nuovamente inviate utilizzando l’apposito modello.
Conseguenza dell’adesione al PVC è l’emissione di un atto di definizione dell’accertamento parziale, che deve indicare gli elementi e la motivazione (rappresentata dalla intervenuta adesione) su cui la definizione si fonda nonché la liquidazione delle maggiori imposte, delle sanzioni e delle altre somme eventualmente dovute, anche in forma rateale.
L'atto di definizione dell'accertamento parziale deve essere notificato al contribuente entro i 60 giorni successivi alla data di presentazione all'Ufficio della comunicazione dell'adesione.
La notifica dell'atto di definizione dell'accertamento parziale determina il completamento del procedimento previsto dall'art. 5-bis e fa sorgere, in capo al contribuente, l'obbligo di versare le somme dovute risultanti dall'atto di definizione medesimo, con la possibilità di effettuare un versamento rateale senza la necessità di prestare le garanzie ordinariamente previste.
Nel caso in cui il contribuente non adempia al versamento delle somme dovute, ai sensi del comma 4 dell’articolo 5-bis, l’Ufficio competente provvede all’iscrizione a ruolo a titolo definitivo di tali somme. Come segnalato dall’Agenzia, questa procedura rappresenta una novità nel procedimento, rispetto a quello di accertamento con adesione. Infatti, mentre quest’ultimo istituto si perfeziona con il versamento integrale o della prima rata delle somme dovute, l’adesione ai verbali di constatazione trova efficacia, indipendentemente dal versamento degli importi dovuti, con la notifica dell’atto di definizione dell’accertamento parziale.
Quanto agli effetti dell’adesione, l’Agenzia rileva che l’inserimento dell’articolo 5-bis nel corpus normativo del D.Lgs. n. 218/97 sancisce l’appartenenza al genus dell’accertamento con adesione del contribuente del nuovo istituto. Di conseguenza, gli effetti sanciti dall’articolo 2 del D. Lgs. 218/97 sono validi anche per questo istituto, con una sola variante, espressamente prevista dall’articolo 5-bis stesso: la riduzione alla metà delle sanzioni ordinariamente previste per l’accertamento con adesione che quindi, in caso di adesione ai PVC, risultano pari ad un ottavo del minimo edittale.
8. Varie – Approvazione modello comunicazione adesione processi verbali di constatazione (Provvedimento 10/09/2008)
Con provvedimento del 10 settembre u.s. del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, è stato approvato il modello di comunicazione per l’adesione ai verbali di constatazione in attuazione dell’articolo 83, comma 18-quater del D.L. n. 112/08, convertito dalla Legge n. 133/08.
Il modello deve essere presentato all’Ufficio dell’Agenzia territorialmente competente e all’organo che ha redatto il PVC. Nel caso in cui la competenza sia di più uffici, il modello deve essere presentato a tutti gli uffici competenti.
La presentazione deve essere effettuata mediante l’invio con lettera raccomandata con avviso di ricevimento o mediante consegna diretta all’ufficio.
Il provvedimento chiarisce che, per le comunicazioni di adesione presentate anteriormente alla data di pubblicazione del provvedimento in esame, è necessaria una nuova presentazione, da effettuare entro il termine previsto dall’articolo 83, comma 18-ter del D.L. n. 112/08, utilizzando il modello approvato.
9. Varie - Imposta sostitutiva per rivalutazione dei beni d'impresa (Ris. 362/E)
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 362/E del 29 settembre, fornisce precisazioni in merito al momento in cui si considera perfezionata l’operazione di affrancamento del saldo attivo di rivalutazione, in relazione alla misura prevista dal comma 472 della Legge Finanziaria 2006 (Legge n. 266/05). Tale norma prevedeva la possibilità di affrancare il saldo attivo di rivalutazione versando, in tre rate annuali entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi, una imposta sostitutiva del 7%.
Secondo l’Agenzia, l’operazione di affrancamento si perfeziona con l’indicazione nella dichiarazione dei redditi della volontà di avvalersi dell’istituto. Di conseguenza, l’omesso o insufficiente versamento della prima rata di imposta sostitutiva non ha rilevanza ai fini dell’esercizio dell’opzione.
La tesi dell’Agenzia si fonda sul rinvio che la norma della Finanziaria 2006 effettua al comma 478 della Legge n. 311/04, la quale prevede che “per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni e il contenzioso si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi”. Il contribuente, in base a questo rinvio normativo, potrà usufruire degli effetti fiscali degli istituti ai quali ha prestato adesione, anche in mancanza del versamento dell’imposta sostitutiva; gli ammontari dovuti saranno, infatti, oggetto di recupero forzoso attraverso l’iscrizione a ruolo.
10. Varie – Patteggiamento in sede penale costituisce elemento di prova in contenzioso tributario (Sentenza Corte di Cassazione n. 22548/08)
Con la Sentenza n. 22548/08 (depositata il 9 settembre 2008), la Corte di Cassazione ribadisce un principio già affermato (si veda, ad esempio, la Sentenza della Cassazione n. 2213 del 1 febbraio 2008), secondo cui la sentenza penale di applicazione del c.d. patteggiamento (ex art. 444 del codice di procedura penale) costituisce elemento di prova per il giudice di merito. Secondo la Corte di Cassazione, se il giudice di merito intende disconoscere l’efficacia probatoria del patteggiamento, ha il dovere di spiegare le ragioni per cui l’imputato avrebbe ammesso una sua responsabilità insussistente ed il giudice penale abbia prestato fede a tale ammissione.
Il patteggiamento, quindi, può essere utilizzato come prova per l’emissione di un avviso di accertamento e dal giudice tributario nel giudizio sulla legittimità dell’accertamento stesso.
11. Varie – Validità negli accertamenti fiscali dei documenti extracontabili (Sentenza Corte di Cassazione n. 23254/08)
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 23254/08, depositata il 9 settembre 2008, ha dichiarato l’inutilizzabilità ai fini dell’accertamento fiscale di un'agenda trovata nella sede di un cliente della società alla quale è diretto tale accertamento e a quest'ultima intestata.