Source: http://www.consiglioregionale.calabria.it/upload/integrali_aula/10_022_28062016.htm
Timestamp: 2019-09-22 22:56:33+00:00
Document Index: 81137492

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 10', 'art. 27', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 27', 'art.11', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 44', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 3', 'art.39']

SEDUTA Di MARTEDì 28 GIUGNO 2016
La seduta inizia alle 16,06
GIUDICEANDREA, Segretario Questore f.f.
Ha chiesto di parlare sull’ordine dei lavori il consigliere Bova. Ne ha facoltà.
Presidente, chiedo che venga inserita all’ordine del giorno, per la discussione e la votazione, la proposta di legge numero 154/10^, protocollata stamane al numero 26292, che modifica la legge regionale numero 37 del 28 dicembre 2015, e la mozione sulla centrale a carbone di Saline Ioniche che reca il protocollo numero 26301. Entrambe sono state protocollate presso la Segreteria del Consiglio regionale.
Pongo in votazione l’inserimento all’ordine del giorno della proposta di legge numero 154/10^ e la mozione sulla centrale a carbone di Saline Ioniche, presentate dal consigliere Bova.
Presidente, buonasera, chiedo l’inversione del primo punto all’ordine del giorno affinché diventi ultimo punto.
Pongo in votazione la richiesta di inversione del primo punto all’ordine del giorno avanzata dal consigliere D’Acri.
Proposta di legge numero 72/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Modifiche alla legge regionale 16 maggio 2013, numero 25 - Attribuzione all’Azienda Calabria Verde della funzione di supporto alla Protezione civile regionale”
Il secondo punto all’ordine del giorno riguarda la proposta di legge numero 72/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Modifiche alla legge regionale 16 maggio 2013, numero 25 - Attribuzione all’Azienda Calabria Verde della funzione di supporto alla Protezione civile regionale”.
Il consigliere Aieta, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.
Signor Presidente, si tratta di modifiche alla legge regionale numero 25 del 16 maggio 2013 che recita “Attribuzione all’Azienda Calabria Verde della funzione di supporto alla Protezione civile regionale”.
La Commissione ha esaminato sia i profili di merito sia le conseguenze di carattere finanziario derivanti dall’approvazione della presente proposta di legge.
Nello specifico si prevede di modificare il comma 1 dell’articolo 4 della legge regionale numero 25 del 2013, nel quale sono individuate le funzioni dell’Azienda Calabria Verde, introducendo la lettera d bis) che aggiunge testualmente ai compiti dell’Azienda "in occasione di calamità naturali, attività di supporto alla Protezione civile regionale, compatibili con le funzioni e le competenze del personale dipendente".
A questa proposta è pervenuto parere favorevole da parte del dipartimento Agricoltura.
Durante i lavori della Commissione abbiamo audito il generale Aloisio Mariggiò, nuovo commissario di Azienda Calabria Verde, il quale, dichiarandosi favorevole all’approvazione della proposta in discussione, suggeriva – e la Commissione approvava - di apportare delle modifiche all’articolo 1 della stessa, che sono state recepite.
Dal punto di vista finanziario, la proposta di legge contiene all’articolo 2 la clausola d’invarianza di spesa.
Nessuno chiede di parlare. Pongo in votazione l’articolato della proposta di legge numero 72/10^.
Proposta di legge numero 144/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Modifiche all’articolo 11 della legge regionale 16 maggio 2013, numero 25 (Istituzione dell’Azienda regionale per la forestazione e le politiche della montagna – Azienda Calabria Verde – e disposizioni in materia di forestazione e di politiche della montagna”
Il terzo punto all’ordine del giorno riguarda la proposta di legge numero 144/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Modifiche all’articolo 11 della legge regionale 16 maggio 2013, numero 25 (Istituzione dell’Azienda regionale per la forestazione e le politiche della montagna – Azienda Calabria Verde – e disposizioni in materia di forestazione e di politiche della montagna”.
Signor Presidente, questo provvedimento propone alcune modifiche alla legge regionale numero 25 del 2013 che istituiva Azienda Calabria Verde.
Nello specifico, si prevede di eliminare il secondo periodo dell’articolo 11 della legge regionale numero 25 del 2013, secondo il quale il personale ex AFOR sarebbe dovuto transitare “In un ruolo regionale a parte”, conservando l’originario regime contrattuale, con oneri finanziari a carico del Piano attuativo annuale di forestazione.
Infatti, il transito nel ruolo regionale di questi dipendenti, sia pure di natura separata, andrebbe ad incidere sul rispetto delle norme in materia di contenimento della spesa.
Nel corso dei lavori della Commissione è stato audito un rappresentante del dipartimento Personale, l’avvocato Tassone, il quale ha confermato le problematiche di compatibilità con l’applicazione della legge regionale numero 25 del 2013 anche in virtù di alcuni rilievi che sono sopraggiunti da parte del MEF.
Anche il dipartimento Bilancio, ribadendo che dall’applicazione di questa proposta di legge non derivano oneri ulteriori - diretti o indiretti - a carico del bilancio regionale, ha avanzato gli stessi rilievi sollevati dall’avvocato Tassone.
Nessuno chiede di parlare. Pongo in votazione l’articolato della proposta di legge numero 144/10^.
Questa modifica nasce dalla considerazione che il previsto “ruolo regionale a parte” non è mai stato istituito e, comunque, mal si concilia con la normativa in materia di spesa del personale.
ESAME ABBINATO – Progetto di legge numero 97/10^ di iniziativa del consigliere Giudiceandrea, recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 29 marzo 2013, numero 15 (Norme sui servizi educativi alla prima infanzia)”
Progetto di legge numero 127/10^ di iniziativa del consigliere Nicolò, recante: “Modifica alla legge regionale 29 marzo 2013, numero 15, recante: ‘Norme sui servizi educativi per la prima infanzia’ ”
E’ in discussione un testo unificato: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 29 marzo 2013, numero 15 (Norme sui servizi educativi alla prima infanzia)”.
Siamo adesso al quarto punto all’ordine del giorno che riguarda l’esame abbinato dei progetti di legge: numero 97/10^ di iniziativa del consigliere Giudiceandrea, recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 29 marzo 2013, numero 15 (Norme sui servizi educativi alla prima infanzia)”; numero 127/10^ di iniziativa del consigliere Nicolò, recante: “Modifica alla legge regionale 29 marzo 2013, numero 15, recante: ‘Norme sui servizi educativi per la prima infanzia’”.
Il relatore, consigliere Mirabello, ha facoltà di svolgere la relazione.
Grazie Presidente, in realtà con questo testo poniamo all’Aula alcune modifiche che riguardano la legge regionale del 29 marzo 2013, numero 15, che sono state proposte – nella fattispecie – dal collega Giudiceandrea, per aspetti riguardanti l’introduzione di una nuova figura di educazione sociale, quella delle cosiddette Tagesmutter, e dal consigliere Nicolò e che riguardano entrambe le "Norme sui servizi educativi per la prima infanzia" in relazione ai termini per l’adeguamento delle strutture previste nella stessa norma.
Per questa ragione, dopo aver approvato in Commissione entrambi i provvedimenti, proposti sia dal consigliere Giudiceandrea sia dal consigliere Nicolò, abbiamo proposto, in buona sostanza, un disegno di legge unico che contemplasse entrambe le proposte.
Credo che su entrambi i provvedimenti, sia sulla proposta originale del consigliere Nicolò sia su quella del consigliere Giudiceandrea, siano stati presentati degli emendamenti.
A questo punto, trattandosi di un testo di legge che poniamo all’attenzione dell’Aula in forma unificata che è stata redatta dalla Commissione, sarà opportuno andare nello specifico ad analizzare i due disegni di legge che poi saranno unificati.
In buona sostanza, introduciamo anche in Calabria la figura delle cosiddette Tagesmutter, cioè delle assistenti per i minori, in sostituzione degli asili nido, con delle forme che sono state mutuate da esperienze che si sono sviluppate in altre regioni con le cosiddette “mamme di giorno”.
Si tratta di un servizio complementare rispetto ai nidi di infanzia che può fornire risposte flessibili e differenziate che vengono incontro alle esigenze dei genitori e possono comportare anche una apertura verso esperienze professionali ed educative, quindi, opportunità di lavoro ai calabresi. Queste esperienze che provengono da altre regioni di Italia possono anche essere mutuate nelle nostre realtà.
L’altro aspetto relativo al provvedimento presentato dal consigliere Nicolò riguarda lo specifico della normativa relativa alla proroga dei termini per l’adeguamento dei requisiti strutturali delle case della prima infanzia, con la possibilità di superare uno step che era stato previsto ad aprile 2015, nel bel mezzo del percorso scolastico, e con la possibilità di dare ai Comuni anche un tempo ulteriore per adeguare questo tipo di certificazione ai fini dello svolgimento di questa attività. Grazie, Presidente.
E’ aperta la discussione generale. Nessuno chiede di parlare; passiamo all’approvazione dell’articolato.
All’articolo 2 è stato proposto l’emendamento protocollo numero 25504, a firma del consigliere Giudiceandrea, che ha facoltà di illustrarlo e che recita così: “All’art. 2, dopo il comma 1 è inserito il seguente comma: <Alla fine della lettera a dell’art. 7, comma 2 della L.R. 15 del 2013 è aggiunto il seguente periodo: Per Tagersmutter (profilo professionale riconosciuto attraverso la L. 4/2012 che disciplina le professioni non normate) si intende chi oltre il diploma di scuola superiore di secondo grado dimostri nel proprio CV professionale di avere frequentato idoneo corso di formazione in Tagersmutter (mamme di giorno) di almeno 250 ore di cui 200 di lezioni frontali e 50 di tirocinio", il servizio di Tagersmutter si caratterizza per la centralità della casa che ospita i bambini, per l’affido nominale da parte delle famiglie dei bambini, per la flessibilità degli orari, e il collegamento con un ente non profit.>”.
Presidente, sulle Tagersmutter vi è una discussione che ci vede utilizzare un termine altoatesino anche qui in Calabria.
La possibilità di poter avere questo servizio sotto forma di una previsione esplicita di legge si è resa necessaria perché abbiamo la necessità di regolamentare un tipo di servizio che nei Comuni spesso non è riconosciuto e che la legge regionale non riconosce neanche per la concessione di contributi.
Si tratta di quelle educatrici che hanno dei titoli di studio, diploma o equipollenti, che hanno sostenuto un corso di formazione professionale regionale di almeno 250 ore – è specificato nel regolamento – e che possono ricevere i bimbi sotto i 5 anni all’interno delle loro abitazioni destinando una parte della loro casa (una stanza ed un bagno) secondo standards qualitativi e normativi specificatamente previsti.
Chiediamo che la proposta di legge venga approvata senza nessun tipo di emendamento. Grazie.
Consigliere Giudiceandrea ritira, quindi, formalmente l’emendamento?
L’emendamento è ritirato.
All’articolo 3 è stato presentato l’emendamento protocollo 26050, a firma del consigliere Mirabello, che così recita: “Al comma 1 dell’articolo 3, le parole “entro il 30 aprile 2017” sono sostituite con le parole “entro il 30 aprile 2018”.
Prego, consigliere Mirabello.
Presidente, l’emendamento è stato presentato dal sottoscritto unitamente al consigliere Nicolò, proponente del testo di legge. E’ pervenuta, in realtà, anche una osservazione dal Settore legislativo sull’emendamento perché in effetti la ratio di una modifica era quella di consentire la proroga di due anni.
E’ stato sottolineato che far cadere – mi si scusi il bisticcio di parole – la scadenza durante il corso dell’anno scolastico potrebbe produrre lo stesso problema tra due anni. Chiedo direttamente all’Aula, pertanto, di modificare l’emendamento; cioè, laddove si prevede come scadenza il 30 aprile 2018 stabilire un termine al 30 giugno 2018, in modo che si concluda l’anno scolastico e le Commissioni possano lavorare in modo più favorevole e coincidente con la chiusura dell’anno scolastico.
Pongo in votazione l’emendamento, come riformulato con lo spostamento della scadenza da parte del consigliere Mirabello.
Pongo in votazione l’articolo 3 come emendato.
Pongo in votazione la legge nel suo complesso, come modificata, con autorizzazione al coordinamento formale.
Sull’ordine dei lavori ha chiesto di parlare il consigliere Sergio. Ne ha facoltà.
Signor Presidente, colleghi consiglieri, chiedo venga posta all’ordine del giorno la proposta di legge numero 141/10^ recante: “Modifiche alla legge regionale 31 dicembre 2015, numero 39 <Disposizioni relative alla costituzione di una società per azioni finalizzata all’esercizio dello scalo aeroportuale di Crotone>”.
Pongo in votazione l’inserimento della proposta all’ordine del giorno.
Proposta di legge numero 146/10^ di iniziativa dei consiglieri Battaglia, Aieta, D’acri, Neri, recante: “Disposizioni in materia di rateizzazione dei debiti tributari e delle relative sanzioni”
Siamo al punto cinque all’ordine del giorno che recita proposta di legge numero 146/10^ di iniziativa dei consiglieri Battaglia, Aieta, D’acri, Neri, recante: “Disposizioni in materia di rateizzazione dei debiti tributari e delle relative sanzioni”.
Anche qui, signor Presidente, la Commissione ha esaminato sia i profili di merito sia le conseguenze di carattere finanziario derivanti dall’approvazione della presente proposta di legge.
Il provvedimento in oggetto intende riformare il sistema di rateazione dei debiti tributari.
L’attuale sistema di rateazione, infatti, si ritiene non adeguato al contesto socio-economico del territorio per la perdurante crisi che sta attanagliando le famiglie e le aziende calabresi.
Il progetto si compone di quattro articoli, il primo dei quali disciplina le modalità di rateizzazione dei debiti tributari e delle relative sanzioni amministrative.
In particolare, il contribuente o l’organizzazione che si trovino rispettivamente in condizioni economiche disagiate o in temporanea situazione di obiettiva difficoltà, possono presentare istanza di rateizzazione, venendo così autorizzati ad un pagamento in rate mensili non superiori a 72.
La proposta specifica, inoltre, che affinché questa rateizzazione possa essere concessa è necessario che l’importo dovuto sia superiore a euro 200,00 per le persone fisiche e superiore ad euro 800,00 per le organizzazioni. Per quanto riguarda le organizzazioni non lucrative l’importo deve essere superiore ad euro 600,00.
La norma prevede anche che per i debiti superiori ad euro 35.000 questa istanza sia corredata da idonee forme di garanzia.
In merito alla proposta di legge il dipartimento Bilancio, con nota del direttore generale, ha dichiarato la compatibilità della proposta con la vigente normativa e attestato l’assenza di oneri diretti o indiretti a carico del bilancio regionale.
Il dipartimento concorda con quanto espresso nella relazione tecnico-finanziaria di accompagnamento in relazione al fatto che la dilazione dei pagamenti previsti da parte dei contribuenti possa avere un impatto finanziario in termini di maggiori entrate sul bilancio regionale.
Il primo firmatario di questa legge è il consigliere Battaglia. Cofirmatari i consiglieri Aieta, D’Acri e Neri.
Ha chiesto di parlare il consigliere Battaglia. Ne ha facoltà.
Presidente, solo per sottolineare l’importanza del provvedimento, firmato con i consiglieri Aieta, D’Acri e Neri, che restituisce un po’ di equità sociale ad una regione fortemente disagiata ed ultima negli indicatori di povertà ed a livello nazionale.
Ha già detto tutto il consigliere Aieta e non voglio aggiungere altro se non un appello che rivolgo alla Giunta regionale ed al dipartimento Bilancio, in particolare rispetto al fatto che se il Regolamento attuativo verrà approvato in tempi celeri si riuscirà a far applicare questo provvedimento già ai ruoli che sono - circa 350 mila - in partenza nei prossimi mesi e che riguardano decine, centinaia, migliaia di famiglie di calabresi. Grazie.
Nessuno chiede di parlare. Pongo in votazione l’articolato della proposta di legge numero 146/10^.
Proposta di legge numero 126/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Modifiche alla legge regionale 23 aprile 2009, numero 14 (Nuova disciplina per l’esercizio dell’attività agrituristica, didattica e sociale nelle aziende agricole)”
Siamo adesso al punto sei all’ordine del giorno che riguarda la proposta di legge numero 126/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Modifiche alla legge regionale 23 aprile 2009, numero 14 (Nuova disciplina per l’esercizio dell’attività agrituristica, didattica e sociale nelle aziende agricole)”.
Anche qui, signor Presidente, la Commissione ha esaminato sia i profili di merito sia le ricadute finanziarie derivanti dall’approvazione della presente proposta di legge.
Il provvedimento, in effetti, intende modificare la legge regionale numero 14 del 2009, adeguandone il contenuto normativo al processo di riordino delle funzioni amministrative rientranti nelle materie di competenza regionale.
Infatti, la Regione riassume le funzioni già trasferite alle Province con la legge regionale numero 34 del 2002; tra queste funzioni amministrative vi rientrano quelle in materia di agriturismo.
E’ stata confermata dal dipartimento Bilancio l’invarianza finanziaria e viene suggerito di prevedere espressamente che la partecipazione alle Commissioni che si incaricheranno di valutare progetti e provvedimenti all’articolo 1 avvenga a titolo gratuito.
Si fa, inoltre, presente che sarebbe opportuno, in modo da seguire l’ordine numerico dell’articolato della legge che viene modificata, che l’articolo 1 del disegno di legge contenga le modifiche all’articolo 12 della legge numero 14 del 2009 e, di conseguenza, l’articolo 2 contenga quelle relative all’articolo 13 della predetta legge.
Questa modifica potrebbe essere realizzata autorizzando il coordinamento formale.
Nessuno chiede di parlare. Pongo in votazione l’articolato della proposta di legge numero 126/10^.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 123/10^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2015 e della relazione sulla gestione”
Proposta di provvedimento amministrativo numero 129/10^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Integrazione deliberazione numero 17 del 28 aprile 2016 «Approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2015 e della relazione sulla gestione»”
Siamo adesso all’esame dei punti sette e otto all’ordine del giorno che riguardano sia la proposta di provvedimento amministrativo numero 123/10^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2015 e della relazione sulla gestione” sia la proposta di provvedimento amministrativo numero 129/10^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Integrazione deliberazione numero 17 del 28 aprile 2016 «Approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2015 e della relazione sulla gestione»”.
Il relatore del provvedimento, consigliere Neri, ha facoltà di svolgere le due relazioni sui provvedimenti.
Presidente, procedo a svolgere un’unica relazione per entrambi i provvedimenti inseriti al punto 7 ed 8 dell’ordine del giorno.
Le proposte di provvedimento amministrativo numero 123 e numero 129 riguardano l’approvazione del Rendiconto del Consiglio regionale relativo all’esercizio 2015 e della relativa “Relazione sulla gestione”.
Tali proposte sono state approvate dall’Ufficio di Presidenza con proprie deliberazioni, rispettivamente la numero 17 del 28 aprile 2016 e la numero 21 del 23 giugno 2016.
Il Rendiconto dell’esercizio finanziario 2015 del Consiglio regionale della Calabria è stato predisposto ed elaborato nel rispetto della normativa vigente che regola la contabilità regionale ed è costituito dal Rendiconto finanziario, dallo Stato Patrimoniale e dalla Relazione sulla gestione.
Allo schema del Rendiconto sono allegati, inoltre, i Rendiconti dei Gruppi consiliari, come previsto dall’articolo 12, comma 1 del decreto legge 10 ottobre 2012, numero 174.
Il Bilancio del Consiglio regionale è costituito, al netto delle partite di giro e dei servizi di terzi: dai trasferimenti correnti e dalle entrate extratributarie, per la parte entrata; dalle spese correnti e dalle spese in conto capitale, per la parte spesa.
Le entrate del Consiglio regionale sono costituite, in particolare, dai trasferimenti della Giunta regionale, dai contributi versati dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e altre entrate minori riguardanti la riscossione dei canoni fitto sale consiliari, gli interessi sui fondi giacenti in cassa, il rimborso degli emolumenti dei dipendenti comandati presso altre pubbliche amministrazioni.
La percentuale di realizzo delle entrate alla fine dell’esercizio 2015, rispetto alle previsioni finali di bilancio, è stata del 93,71 per cento.
Le entrate accertate al 31 dicembre 2015 ammontano, infatti, ad euro 71.701.389,20 di cui sono stati incassati euro 61.377.319,79, generando residui attivi, relativi all’esercizio 2015, per euro 10.324.069,44.
Le spese del Consiglio regionale sono costituite, al netto delle partite di giro e dei servizi di terzi: dalle spese per il trattamento indennitario di consiglieri, assessori ed ex consiglieri regionali; dalle spese istituzionali del Consiglio, quali spese di rappresentanza, di patrocinio e contributi, spese per manifestazioni e convegni; dalle spese per il funzionamento dei Gruppi consiliari; dalle spese per il personale addetto alla struttura amministrativa e alle strutture speciali del Consiglio, incluse le spese relative ai servizi di controlli fiscali e sanitari del personale e quelle per le attività di formazione, qualificazione ed aggiornamento; delle spese per il finanziamento della società in house “Portanova S.p.A.”; dalle spese che afferiscono alla gestione e al funzionamento del Consiglio, quali approvvigionamenti e manutenzione ordinaria di beni mobili e di consumo, acquisto di servizi, utenze, canoni; dalle spese sostenute per l’acquisto di libri e pubblicazioni destinati al Polo culturale “Mattia Preti”; dalle spese per consulenze, per i compensi dei componenti degli organi statutari, quali il Co.Re.Com., la Commissione per le Pari Opportunità, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, nonché del Collegio dei Revisori dei Conti e dell’Organo Indipendente di Valutazione; dalle spese relative agli interventi di programmazione, progettazione, realizzazione, manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti e degli immobili del Consiglio regionale e, altresì, dalle spese relative all’adeguamento alle normative di sicurezza sui luoghi di lavoro; dalle spese per patrocinio legale e per le funzioni delegate dall’AG.COM al CO.RE.COM Calabria.
La percentuale di realizzo delle spese alla fine dell’esercizio 2015, rispetto alle previsioni finali di bilancio, è stata del 78 per cento.
Infatti, è stato impegnato l’importo di euro 69.495.717,03 e sono stati effettuati pagamenti per euro 58.171.113,80, pari all’83,70 per cento, generando, così, residui passivi, relativi all’esercizio 2015, per euro 11.324.603,23.
La spesa complessiva ha subito una riduzione rispetto all’anno precedente di euro 1.573.811,95, pari al 2,21 per cento.
Nell’esercizio 2015, il Consiglio regionale ha rispettato l’obbligo di contenimento della spesa di personale, disposto dall’articolo 1 comma 557 e 557 quater della legge numero 296 del 2006, nonché i vincoli di finanza pubblica relativi al contenimento delle spese per: studi e consulenze, relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza, acquisto di mobili e arredi, sponsorizzazioni, missioni e aggiornamento del personale, acquisto e manutenzione autovetture.
Il Risultato di amministrazione del Consiglio regionale al 31 dicembre 2015 è pari ad euro 5.267.343,80 di cui: avanzo vincolato: €. 695.029,29; avanzo accantonato: €. 2.000.000,00; Avanzo destinato agli investimenti: €. 1.215.112,81; avanzo libero: €. 1.357.201,70.
Nell’avanzo vincolato sono confluiti euro 499.606,87 per i trasferimenti che il Consiglio regionale ha ricevuto dall’Agenzia per le Garanzie nelle Comunicazioni per lo svolgimento delle funzioni delegate al Co.Re.Com. Calabria; euro 16.744,86 derivati dalle somme introitate dalla Giunta regionale per la corresponsione dei rimborsi ai componenti della Giunta; euro 178.677,56 per le somme iscritte in base alla legge regionale numero 13/2002 e ss.mm.ii.
La quota accantonata è costituita dagli accantonamenti per le passività potenziali derivanti dal contenzioso legale esistente a fine esercizio. Le quote accantonate del risultato di amministrazione sono utilizzabili solo a seguito del verificarsi dei rischi per i quali sono state accantonate. Quando si accerterà che la spesa potenziale non potrà più verificarsi, la corrispondente quota del risultato di amministrazione sarà liberata dal vincolo.
La quota destinata agli investimenti è costituita dalle entrate in conto capitale senza vincoli di specifica destinazione ed è utilizzabile con provvedimento di variazione del bilancio solo a seguito dell’approvazione consiliare del Rendiconto.
La quota libera del risultato di amministrazione può essere utilizzata dopo l’approvazione del Rendiconto e la verifica degli equilibri di bilancio, nel rispetto della vigente normativa che prevede la destinazione priorità alla copertura dei fabbisogni per eventuali debiti fuori bilancio riconosciuti dall’ente, la salvaguardia degli equilibri di bilancio, per finanziare spese di investimento e così via
Sul Rendiconto Consuntivo il Collegio dei revisori ha espresso parere favorevole con il verbale numero 115 del 27 giugno 2016.
Si rappresenta che il Collegio dei revisori ha esaminato entrambi i provvedimenti: prima la proposta di provvedimento amministrativo numero 123, richiedendo le integrazioni dirette ad inserire la Società Portanova nell’elenco delle immobilizzazioni finanziarie ed il valore finale delle rimanenze; e poi il successivo numero 129 che ha recepito le suddette integrazioni, esprimendo così parere favorevole sul Rendiconto Consuntivo proposto dall’Ufficio di Presidenza.
Considerato che la proposta di provvedimento amministrativo numero 129, dopo averli integrati, riapprova gli allegati del rendiconto contrassegnati dalle lettere da A a V e la relazione sulla gestione e che non sono state apportate variazioni negli allegati da numero 1 a 4 sulla relazione della gestione alla proposta di provvedimento amministrativo numero 123, chiedo al Presidente di porre in votazione contestuale entrambi i provvedimenti.
Volevo porre una domanda al consigliere Neri: a quanto ammonta il risparmio tra il 2015 e il 2016 dell’Ufficio di Presidenza e di tutto il Consiglio regionale, se c’è stato? Questo per capire se abbiamo risparmiato o se il bilancio è sempre più pesante.
Come dicevo nella lettura delle relazioni c’è stata una riduzione del 2,21 per cento pari ad 1 milione 573 mila euro.
Se non ci sono altre richieste di parola pongo in votazione la proposta di approvazione contestuale e congiunta dei provvedimenti.
Pongo in votazione le proposte di provvedimento amministrativo numeri 123/10^ e 129/10^.
Ha chiesto di intervenire il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.
Presidente, su questo e sui seguenti punti che riguardano i piani di classifica dei Consorzi di bonifica ci è stato chiesto un approfondimento da parte di numerose organizzazioni professionali del mondo agricolo.
Pur ritenendo necessario portare a buon fine questi provvedimenti prima della pausa estiva, chiedo un rinvio per consentire alla Giunta regionale di sentire le eventuali osservazioni che verranno da parte delle organizzazioni che hanno chiesto questo incontro per poterci determinare.
Il lavoro che è stato fatto, naturalmente, non è messo in discussione, e anche l’esame da parte della Commissione non è in discussione, ma si tratta di valutare eventuali osservazioni che dovessero essere migliorative o di andare avanti sulla base dei testi che sono stati licenziati dalle Commissioni.
Credo valga la pena disporre un incontro per ascoltare queste osservazioni e un rinvio di questi punti alla prossima seduta di Consiglio regionale.
Se non ci sono interventi pongo in votazione la richiesta di rinvio avanzata dal presidente Oliverio dal punto 9 al punto 19, che riguardano tutte proposte di provvedimento amministrativo sui piani di classifica.
Proposta di legge numero 77/10^ di iniziativa del consigliere Esposito, recante: “Modifiche alla legge regionale 2 maggio 2001, numero 10 (Medicina dello sport e tutela sanitaria delle attività motorie e sportive)”
Siamo adesso all’esame della proposta di legge numero 77/10^ di iniziativa del consigliere Esposito, recante: “Modifiche alla legge regionale 2 maggio 2001, numero 10 (Medicina dello sport e tutela sanitaria delle attività motorie e sportive)” che avevamo messo in coda all’ordine del giorno.
Il consigliere Mirabello, relatore, ha facoltà di illustrare il provvedimento.
Signor Presidente, la proposta di legge che è stata approvata all’unanimità dalla Commissione da me presieduta, a firma del collega Esposito, introduce dei correttevi alla legge regionale 2 maggio 2001, numero 10, relativa alla medicina dello sport e alla tutela sanitaria delle attività motorie e sportive, consentendo alle strutture, non semplicemente alle Aziende sanitarie, ma ai Centri di medicina dello sport, quindi, alle strutture private convenzionate ed autorizzate, la possibilità di concedere – espletate le visite di idoneità che a seconda del tipo di attività possono essere annuali o biennali – la certificazione delle attività sportive agonistiche.
La legge, inoltre, reca anche una importante modifica alla lettera b) dell’articolo 4, prevedendo anche per le attività non agonistiche la certificazione relativa all’attestazione dello stato di buona salute per le attività ludico-motorie, che possa essere rilasciata dai medici di medicina generale, dai pediatri di libera scelta e dai medici specialisti di medicina dello sport, convenzionati e autorizzati dalle associazioni e dal Coni.
Con il provvedimento che proponiamo, in sostanza, prevediamo uno snellimento in procedure che riguardano un altissimo numero di calabresi che svolgono attività sportive, sia agonistiche sia non agonistiche, per quanto riguarda le attività svolte dai giovani nelle scuole, con la possibilità di rilasciare queste certificazioni, non solamente in carico alle Aziende sanitarie ma anche alle strutture convenzionate accreditate che abbiano tutti i requisiti tecnici necessari.
Presidente, condividiamo la necessità di procedere con le modifiche effettuate. Pensiamo che dobbiamo trovare un’altra soluzione perché i ragazzi che si avvicinano allo sport sono tanti e non si riesce a far superare quelle che sono le fasi di pratiche.
Una attività sportiva delle federazioni e di tutti gli enti predisposti non riesce a superare questo problema e pensiamo che questa proposta di legge sia in sintonia con le parti sostituite.
Per quanto riguarda il gruppo La Sinistra siamo d’accordo all’approvazione della proposta, Presidente.
Consigliere Nucera, vuole emendare il testo?
Quindi la sua è una dichiarazione di voto a favore.
Ha chiesto di parlare il consigliere Esposito. Ne ha facoltà.
Ringrazio il relatore della proposta di legge e l’intervento del consigliere che mi ha preceduto e che ha ulteriormente messo in evidenza la ratio che sostiene la modifica che ho presentato.
E’ vero che sempre più giovani si apprestano all’attività agonistica ma è calcolato che, mediamente, in Calabria il 50 per cento di essi non ha redatto mai, annualmente o in modo biennale, a seconda delle discipline sportive, una certificazione medico-agonistica.
Implementare i centri di medicina dello sport convenzionati con la Federazione medico-sportiva italiana è un giusto auspicio ad una reale prevenzione nella materia.
Mi preme sottolineare a quest’Aula che queste modifiche sono in piena conformità con quanto stabilito dalla disciplina statale in materia. Passaggio di non seconda importanza rispetto anche ad una legge di ordine sanitario che viene emanata dalla Regione Calabria; questo Consiglio regionale è tranquillo che queste modifiche vadano in conformità alla legislazione nazionale.
Lo dico in quest’Aula perché non vorrei domani trovarmi a difendere questa proposta di legge in altre sedi. Grazie.
Ha chiesto di parlare il consigliere Ciconte. Ne ha facoltà.
Sono convinto che questa proposta di legge vada approvata. Solo su un punto trovo delle difficoltà ed è quello relativo alla convenzione con la federazione medico-sportivo italiana del Coni.Mi auguro che questa convenzione con il Centro metta in risalto che deve inserire dei professionisti di grande qualità, che abbiano caratteristiche specifiche, che siano specialisti in medicina dello sport e che non vengano delegati altri medici che non hanno i requisiti.
Questa era la cosa prioritaria che mi sembrava opportuno sottolineare perché a volte legiferiamo ma dobbiamo tenere presente quante morti improvvise abbiamo di pazienti che svolgono attività agonistica e non agonistica.
E’ vero, quindi, che va ampliata la platea di medici che vanno a certificare queste situazioni, ma dobbiamo essere sicuri che quei medici siano specialisti idonei a fornire la certificazione. Grazie.
Il consigliere Esposito ha facoltà di parlare per un approfondimento.
Ringrazio il consigliere Ciconte perché, in effetti, ha messo il dito su quello che è il punto di criticità della prevenzione nell’ambito della tutela sanitaria delle attività sportive: le morti improvvise, che possono essere ridotte solo ed esclusivamente se i medici sono specialisti e se i centri convenzionati con la federazione medico sportiva hanno determinati requisiti.
Non si può avere convenzione con la Federazione medico-sportiva italiana se non si è specialisti in medicina dello sport o in cardiologia perché la branca della cardiologia, probabilmente insieme a quella della medicina dello sport, è la specialistica cardine nel poter dichiarare un atleta idoneo all’attività sportiva agonistica.
Va, quindi, in linea con quelle che erano le legittime preoccupazioni del consigliere Ciconte.
Non ci sono altre richieste di parola pongo in votazione l’articolato della proposta di legge numero 77/10^.
Mozione numero 60/10^ di iniziativa del consigliere Bova “Sulla centrale a carbone di Saline Ioniche”
Siamo alla mozione numero 60/10^ di iniziativa del consigliere Bova “Sulla centrale a carbone di Saline Ioniche”.
Prego, consigliere Bova, ha facoltà di illustrarla.
Presidente, la mozione attiene alla famosa vicenda della costruzione della centrale a carbone di Saline Ioniche: una vicenda che è tornata alla ribalta dopo la pronuncia del Consiglio di Stato del 14 gennaio 2016, sentenza depositata a maggio 2016 e con la quale è stato ribaltato il precedente giudizio del Tar Lazio che aveva accolto i ricorsi presentati, oltre che dalla Regione Calabria anche una serie di associazioni ambientaliste operanti sul territorio locale e nazionale.
Mi preme evidenziare a questo pregiatissimo Consiglio che la sentenza del Consiglio di Stato ha ingenerato delle confusioni un po’ gratuite perché si è pensato che il Consiglio di Stato sia intervenuto nel merito, dicendo che è una centrale che va costruita e non va richiesta la famosa “forte intesa” prevista dalla nostra Costituzione ed ormai consolidata anche dalla giurisprudenza costituzionale e amministrativa, per cui in materia energetica sui territori è previsto il consenso delle Regioni di riferimento.
Tra l’altro, la sentenza del Consiglio di Stato recita espressamente che: “…L’intesa ‘forte’ della Regione, ai sensi della giurisprudenza costituzionale citata nell’appellata sentenza, è richiesta nell’ambito del solo procedimento di autorizzazione unica ma non anche nell’ambito della fase sub- procedimentale di VIA-AIA…”; in pratica, tradotto in poche parole, il Consiglio di Stato ci ha detto che non era lì che era richiesta la forte intesa con la Regione Calabria ma nella fase successiva.
Si tratta di ribadire, adesso, questo “no” che la Regione Calabria ha avuto modo di esternare in diverse occasioni sia come Consiglio che come Giunta, anche proponendo i ricorsi al Tar e poi andando a resistere dinanzi al Consiglio di Stato.
Mi preme evidenziare – anche se è circostanza abbastanza nota – che si è creata in questi anni una grossa sinergia tra associazioni e movimento a sostegno del “No” alla centrale a Saline Ioniche che ha travalicato i confini calabresi ed italiani.
Il 13 giugno 2014 – è un dato che è bene che conosciamo – ci è arrivata, in questo senso, dalla Svizzera una grande lezione di civiltà. Il popolo del Cantone dei “Grigioni” con un referendum ha votato nel 2014 contro la possibilità che le società a partecipazione cantonale potessero investire nella costruzione di centrali a carbone fuori dal territorio elvetico, obbligando, in tal modo, la Repower, socio di maggioranza della Sei S.p.A., che è la società che ha presentato la richiesta di autorizzazione a costruire la centrale e poi ad esercitare la relativa attività, ad uscire dal progetto della centrale.
Devo ancora dire che il 15 gennaio 2015 il Consiglio comunale di Rimini, sotto la pressione del Comitato acqua pubblica Emilia Romagna Re-Common, votava una delibera che impegnava il Sindaco a contestare la partecipazione di HERA S.p.A. -multiutility, a rilevante partecipazione pubblica e secondo azionista della SEI- e intimare l’uscita dal progetto per la centrale di Saline, mentre nel corso dell’annuale assemblea dei soci, tenutasi il 13 maggio 2016, il Presidente del Consiglio di amministrazione di Repower annunciava la messa in liquidazione della SEI S.p.A.
Si tratta di mettere la parola fine a questa vicenda ed ecco perché il Consiglio regionale impegna la Giunta regionale “…ad adottare una delibera che preso atto delle risultanze della procedura di rilascio VIA per come adottate con il decreto numero 115 del 5 aprile 2013 del Ministro dell’Ambiente e come dettagliatamente formulate nel parere numero 559 del 21 ottobre 2010, reso dalla Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente della tutela del Territorio e del Mare, confermi il dissenso della Regione Calabria alla costruzione della centrale a carbone a Saline Joniche, anche in assenza di esplicita richiesta del Ministero, con provvedimento motivato, che deve specificatamente tenere conto delle risultanze dell’istruttoria ed esporre in modo chiaro e dettagliato le ragioni del dissenso dalla proposta ministeriale di intesa, indicando, al contempo, proposte alternative di destinazione dell’area interessata, corredate dall’indicazione delle necessarie coperture finanziarie, facendo anche ricorso alle risorse comunitarie oggetto del POR Calabria – tanto caro a chi mi sta vicino - 2014/2020, provvedendo a costituire inoltre una task force che includa tutte le "sensibilità " espresse anche dal mondo dell’associazionismo, nonché adotti ogni provvedimento ritenuto utile e conducente al fine di scongiurare il pericolo della costruzione della centrale a carbone e sostenere per quell’area una destinazione d’uso coerente con quelle che sono le vocazioni del territorio”.
In buona sostanza, lo voglio aggiungere, diciamo alla Giunta regionale che non basta dire “no” alla costruzione della Centrale ma dobbiamo dire qual è la destinazione da dare, cosa vogliamo fare, quali sono le vocazioni e quali le risorse. Ecco, qualcosa che sia ben strutturato per poter essere accolto dal nostro Ministero. Grazie, Presidente.
Alla mozione che ha presentato il consigliere Bova - e che mi trova d’accordo - vorrei aggiungere che da consigliere provinciale ho fatto una battaglia per dire “no” alla centrale di Saline e poiché dobbiamo dire le cose come stanno, sia il presidente Loiero sia il presidente Scopelliti hanno detto “no” alla centrale. Noi lo abbiamo già detto e lo ribadiamo.
Penso, però, che non basta più dire “no” e mi rivolgo alla Giunta regionale ed al presidente Oliverio. Dobbiamo specificare quanto meno l’intervento che andremo a fare ed i tempi necessari a bonificare quell’area.
Andare, poi, avanti e vedere i progetti o lo vediamo dopo cosa dobbiamo fare in quell’area, ma penso che l’assessore, la Giunta regionale ed il presidente Oliverio debbano fornire dei tempi per bonificare l’area, renderla fruibile e restituirla ai cittadini. E’ questo, secondo me, un primo passaggio che il Consiglio, la Giunta regionale e la maggioranza devono fare al più presto, altrimenti la politica non è più credibile e nessuno sarà più credibile.
Ha chiesto di intervenire l’assessore Rizzo. Ne ha facoltà.
Ritengo innanzitutto, sia necessario ascoltare le associazioni di categoria che ci hanno chiesto di essere audite. Prima di prendere qualsiasi decisione vorremmo avere una partecipazione popolare che sia la più ampia possibile.
Sulla bonifica le idee sono molto chiare ed i tempi dipendono dal piano di caratterizzazione che dobbiamo subito approntare ma credo che l’idea sul futuro dell’area sia demandata non solo ad una nostra idea progettuale ma alla concertazione che dobbiamo fare sul territorio.
Pongo in votazione la mozione numero 60 presentata dal consigliere Bova.
Proposta di legge numero 154/10^ di iniziativa dei consiglieri Bova, Battaglia, Neri, recante “Modifiche alla legge regionale 28 dicembre 2015, numero 37”
Siamo alla proposta di legge numero 154/10^ di iniziativa dei consiglieri Bova, Battaglia, Neri, recante “Modifiche alla legge regionale 28 dicembre 2015, numero 37”.
Il relatore, consigliere Bova, ha facoltà di svolgere la relazione.
BOVA Arturo (Democratici Progressisti), relatore
Signor Presidente, è una proposta di modifica alla legge regionale numero 37 che si concretizza in alcune modifiche alla legge regionale numero 35/2009 e successive modifiche ed integrazioni che sarebbero, poi, “Procedure per la denuncia degli interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica”.
Gli interventi, infatti, riguardano sia il comma 3 dell’articolo 14 sia il comma 2 dell’articolo 17 della legge regionale in premessa.
La prima delle due modifiche si rende necessaria onde specificare che “gli enti territoriali” ivi richiamati si identificano con le amministrazioni comunali, al fine della corretta applicazione dell’articolo 14. Anche perché ci sarebbe un po’ di contraddizione nell’attuale vigente formulazione.
La seconda modifica, invece, si sostanzia nel differimento del termine, previsto dal citato comma 2 dell’articolo 17, relativo al regime transitorio, dall’attuale 30 giugno 2016 al 31 dicembre 2016.
Ciò al fine di consentire l’adeguamento delle strutture tecniche regionali, cui è demandata l’attività in materia di edilizia sismica, all’introduzione della nuova piattaforma informatica denominata SI.SMICA, per come previsto dall’articolo 1 e seguenti della modificanda legge regionale numero 37 del 2015.
Tale adeguamento, stante pure le segnalazioni pervenute dagli Ordini professionali interessati, è di importanza rilevante poiché consentirebbe lo svolgimento, nei termini e con le modalità previsti dalla normativa sismica, dell’attività istruttoria e dell’eventuale rilascio dell’atto autorizzativo per tutte le opere ivi contemplate.
Si fa presente, infine, che le proposte modifiche non comportano alcun onere economico per il bilancio della Regione Calabria, per come emerge, pure, dalla predisposta clausola di neutralità finanziaria all’articolo 3.
E’ prevista, infine, all’articolo 4 l’immediata entrata in vigore della legge, stante l’imminente scadenza del termine di cui al prefato articolo 17, comma 2.
Presidente, ne chiedo l’approvazione.
L’assessore Musmanno vuole intervenire?
Credo che sia una proposta accoglibile in entrambi gli articoli: il primo, come documentato, corregge una piccola svista che meglio caratterizza la qualificazione degli enti territoriali; la seconda, sostanzialmente, è una proroga dei termini che accogliamo, visto che viene fondamentalmente dal basso; è una istanza degli ordini professioni che ci sollecitano a dare tempo perché gli uffici possano essere pronti a recepire l’introduzione del pacchetto sismica, i cui tempi di applicazione e di utilizzo non sono soggetti a ulteriori modifiche.
Nessuno chiede di parlare. Pongo in votazione l’articolato della proposta di legge numero 154/10^.
Proposta di legge numero 141/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Modifica alla legge regionale 31 dicembre 2015, numero 39 (Disposizioni relative alla costituzione di una società per azioni finalizzata all’esercizio dello scalo aeroportuale di Crotone)”
Siamo alla proposta di legge numero 141/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Modifica alla legge regionale 31 dicembre 2015, numero 39 (Disposizioni relative alla costituzione di una società per azioni finalizzata all’esercizio dello scalo aeroportuale di Crotone)”.
Il consigliere Sergio, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.
Signor Presidente, colleghi consiglieri, sulla proposta di legge numero 141/10^ “Modifica alla legge regionale 31 dicembre 2015, numero 39” ringrazio i colleghi per aver accettato la proposta di integrazione dell’ordine del giorno, inserendo questa punto che ha carattere di urgenza.
Più precisamente queste modifiche si rendono necessarie per aderire ai rilievi formulati dal Ministero dell’economia e finanze e dalla Agenzia per la Commissione di garanzia in sede all’esame della suddetta legge.
Il Ministero dell’economia e finanze nello specifico ha osservato che all’articolo 3, comma 2, della legge regionale numero 39 si fa riferimento all’articolo 10 della legge di contabilità regionale numero 8 del 2002, anziché all’articolo 39, comma 10, del decreto legislativo numero 118 del 2011, che, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera e) della Costituzione, rappresenta l’unica disciplina armonizzata dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio cui le Regioni devono fare riferimento, in ossequio alla competenza esclusiva dello Stato e a garanzia della unitarietà della disciplina contabile dei bilanci pubblici.
Il secondo punto riguardava il rilievo posto dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, alla luce della riforma in atto della pubblica amministrazione e, in particolare, della bozza del decreto attuativo della legge numero 224 del 2015 (Legge Madia), relativo al riordino della disciplina delle partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri, il cui articolo 5 prevede che la costituzione di una società a partecipazione pubblica, nelle ipotesi e per le finalità ammesse dal precedente articolo 4, sia realizzata attraverso atti amministrativi sottoposti ad un onere di motivazione analitica e ad un processo di verifica ad opera della Corte dei conti e dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Occorre assicurare che in futuro la Regione non si sottragga all’onere motivazionale imposto dal citato articolo 5 ed al successivo processo di verifica.
Dal punto di vista finanziario si evidenzia che la proposta di legge è corredata da relazione tecnico-finanziaria, nella quale si specifica che dalla attuazione della stessa non derivano oneri a carico del bilancio regionale.
La Commissione bilancio, nella seduta del 28 giugno 2016, ha esaminato la proposta di legge dal punto di vista finanziario ed ha proceduto a modificare la rubrica dell’articolo 2 da clausola di invarianza finanziaria a clausola di neutralità finanziaria.
La proposta ha, pertanto, carattere meramente ordinamentale e si rende necessaria al fine di aderire ai rilievi formulati sia dal Mef sia da Agcom.
Detta neutralità è stata confermata anche dal dipartimento Bilancio con nota acquisita al protocollo numero 26219 del 28 giugno 2016.
Fatte queste premesse, chiedo al Consiglio l’esame e l’approvazione della suddetta proposta di legge. Grazie.
Per come è emerso in Commissione - il presidente Sergio ricorderà perfettamente - abbiamo approvato questa modifica, che nasce dalle osservazioni fatte dal Mef e dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.
Erano opportune queste modifiche, approvate qualche giorno fa in Commissione, da parte della Giunta regionale; tra l’altro, era emersa la necessità che venisse chiarito in Consiglio regionale quale sia la percentuale della quota della Regione Calabria nell’ambito di questa costituenda società.
Perché né nella prima proposta di legge, né in questa modifica chiesta per l’adeguamento delle osservazioni fatte a livello governativo, viene contemplata. Non so se c’è qualcuno della Giunta regionale che potrebbe delucidare il Consiglio regionale.
Questa era, del resto, un’opinione comune in Commissione - vero, Presidente? -, emersa in modo unanime, rispetto a quelli che eravamo presenti. Abbiamo apprezzato in Commissione l’onestà intellettuale ed il modo in cui ha governato e coordinato i lavori il presidente Sergio.
Vorrei, quindi, sapere se dai banchi della Giunta regionale abbiamo la possibilità di conoscere in che percentuale la Regione Calabria, alla luce di questo finanziamento, va ad incidere sulla istituenda società per l’aeroporto di Crotone, nella speranza che tra la Regione e gli enti comunali si possa avere anche la maggioranza in capo a questa nuova società di supporto all’aeroporto di Crotone.
Per quanto riguarda il discorso della percentuale, in questo momento la Regione non ha la maggioranza, nel senso che i 200 mila euro non sono sufficienti per avere la maggioranza all’interno della nuova società aeroportuale.
E’ chiaro che si tratta dell’intervento che fa la Regione, insieme all’amministrazione comunale, insieme a quella di Lamezia Terme e di Reggio Calabria, per un rilancio dell’attività aeroportuale.
L’intento è quello di creare una rete aeroportuale che possa vedere l’area di Crotone assorbire tutta la fascia della Sibaritide e tentare, quanto è più possibile, di avvicinarla.
Il problema, in questo momento, è la nuova gara per l’aeroporto di Crotone perché, come sa, RyanAir sta lasciando l’aeroporto di Crotone e si andrà a nuova gara. Naturalmente anche la nuova società dovrà avere una nuova convenzione.
Il sindaco di Crotone si è appena insediato, per cui sarà nostra cura audirlo per cercare di disporre, insieme all’amministrazione comunale di Crotone, un piano programmatico.
Nessuno chiede di parlare. Pongo in votazione l’articolato della proposta di legge numero 141/10^.
Avendo esaurito i punti all’ordine del giorno la seduta è tolta.
La seduta termina alle 17,19
Hanno chiesto congedo i consiglieri Gentile, Graziano, Guccione, Orsomarso, Salerno, Scalzo, Sculco.
È stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge di iniziativa dei consiglieri:
Bova, Battaglia, Neri - “Modifica alla legge regionale 28 dicembre 2015, n. 37” (P.L. n. 154/10^)
E’ stata assegnata alla quarta Commissione consiliare - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente – ed alla seconda - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero – per il parere.
È stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza:
“Integrazione deliberazione numero 17 del 28 aprile 2016 «Approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2015 e della relazione sulla gestione»” (P.P.A. n. 129/10^)
Comunicazione elezione alla carica di Vice Presidente e Segretario del Comitato Regionale per le Comunicazioni (CORECOM)
In data 27 giugno 2016 si è riunito il Comitato Regionale per le Comunicazioni (CORECOM) ed ha eletto alla carica di Vice Presidente l’Avv. Massimiliano CILEONE e, alla carica di Segretario l’Avv. Frank Mario SANTACROCE, giusto verbale n. 1 del 27 giugno 2016.
la Calabria è una regione dalle enormi potenzialità, dotata di uno straordinario patrimonio culturale, storico e naturalistico. Sono fattori che dovrebbero portare la Calabria al vertice tra le regioni con il maggiore appeal turistico. In realtà, sebbene questa ultima stagione estiva abbia segnato un cambio di passo in termini di presenze turistiche molto c'è da fare per ridisegnare un'offerta che possa interessare i flussi turistici internazionali. Infatti, nonostante la Calabria abbia tutte le potenzialità per garantire un'offerta turistica continuativa, la stagione turistica calabrese è legata soprattutto al turismo balneare e a quello montano e si concentra in pochi mesi all'anno. Oltretutto sono diversi i limiti strutturali e organizzativi che di fatto impediscono alla nostra regione di essere competitiva sul mercato internazionale anche per tutto ciò che concerne la produzione e l'esportazione dei prodotti calabresi. Il sistema dei trasporti, in particolare, risulta essere totalmente inadeguato per le potenzialità di sviluppo della Calabria;
per ciò che concerne il turismo i problemi più evidenti sono legati ai limiti strutturali, al sistema dei trasporti e all'assenza di diversificazione e destagionalizzazione. Proprio in merito a quest'ultimo punto abbiamo presentato alcune proposte di legge che mirano ad incentivare la creazione di un vero e proprio modello di sviluppo funzionale alle dinamiche del turismo calabrese e fortemente legato alle vocazioni territoriali della Calabria. Basti pensare alla proposta sulla Tutela e valorizzazione economica dei paesaggi rurali tradizionali (PL n. 33/10^), attraverso cui si vuole valorizzare il patrimonio agricolo, socio-culturale e ambientale agevolando le iniziative di coloro i quali adottano tecniche agricole a basso impatto ambientale, promuovono il recupero e la valorizzazione sostenibile del patrimonio edilizio rurale e la ricostituzione ambientale dei paesaggi degradati. In molte parti d'Italia è già ampiamente diffuso il turismo legato ai paesaggi rurali tradizionali, la Calabria, in tal senso ha già tutte le caratteristiche e le potenzialità per rappresentare un punto di riferimento nel settore. Così come è da evidenziare la ricchezza e la bellezza dei borghi storici dei Comuni calabresi. Il suono dei campanili, il fascino dei luoghi storici e la ricchezza del patrimonio culturale calabrese possono e devono essere un'opportunità di sviluppo e crescita per le comunità territoriali e per le amministrazioni locali. Anche in questo settore abbiamo presentato una proposta di legge per la Rigenerazione sostenibile dei centri storici urbani a vocazione turistica e istituzione del marchio di alta ospitalità turistica Borgo Storico Ospitale (PL n. 47/10) che mira ad incentivare la realizzazione e la gestione dei borghi storici ospitali e sostenere il compimento di iniziative e di azioni utili per una promozione turistica volta alla valorizzazione e all'animazione del patrimonio storico, ambientale e culturale. Va nella stessa direzione la proposta di legge legata alla Valorizzazione dieta mediterranea italiana di riferimento (PL n. 54/10^), attraverso cui si vuole promuovere un modello di educazione alimentare legato anche allo stile di vita calabrese. La proposta di legge mette in piedi una governance del complesso sistema di valorizzazione economica delle produzioni, delle filiere produttive e degli stili di vita connessi al modello di dieta mediterranea italiana di riferimento. In tutto il mondo la dieta mediterranea rappresenta un punto di riferimento di grande rilevanza per le abitudine alimentari e sono evidenti, in tal senso, le potenzialità turistiche che una regione come la Calabria, dotata di uno straordinario patrimonio enogastronomico, potrebbe esprimere. Legate a queste proposte, già radicate nella cultura e nelle vocazioni dei territori calabresi ce n'è un'altra che mira invece a portare la Calabria in un contesto di sviluppo in grado di attrarre flussi turistici da tutto il mondo. Mediante le Misure per promuovere il turismo sportivo mediante la diffusione del gioco del golf e la realizzazione di impianti golfistici (PL n. 71/10^) si individua nel turismo golfistico un'importante opportunità economica a supporto del sistema alberghiero e dell'intero sistema turistico regionale. Oltretutto attraverso la realizzazione dei campi da golf si concretizzerebbe un importante contributo all'ambiente ed al recupero di aree naturali degradate, in quanto sono finalizzati alla realizzazione e gestione di vaste aree verdi, quindi, con l'esaltazione della bellezza naturalistica tipica della zona. Oggi il golf è praticato da moltissime persone di varia estrazione sociale e culturale, l'organizzazione golfistica mondiale si trova attualmente in un momento di forte espansione, con una previsione a tutto il 2015 di circa 25 milioni di presenze esclusivamente per la pratica di questo sport. La Calabria, per il suo patrimonio paesaggistico, può diventare un vero e proprio punto di riferimento nel mondo per la pratica di questo sport e, contestualmente, attrarre milioni di turisti che perfino non esitano a raggiungere anche da oltreoceano mete nel Mediterraneo molto vicine alla nostra penisola;
le proposte di legge sopra indicate puntano alla valorizzazione del patrimonio naturalistico, enogastronomico, storico, paesaggistico e culturale calabrese legandolo ad uno stile di vita sano, equilibrato e innovativo in grado di ergersi a modello di riferimento europeo;
constatato però che il turismo pur essendo sempre stato considerato un'attività rilevante per la Calabria, è stato trattato finora, anche dai vari governi regionali che si sono succeduti, come un'attività economica marginale, per la quale vi è stata quasi esclusivamente un'incentivazione a pioggia fuori da ogni logica programmatoria ed una promozione del mare, della montagna e delle bellezze naturali dell'isola senza una visione d'insieme che avrebbe potuto creare le condizioni per rendere possibile ed appagante il soggiorno durante tutto il corso dell'anno;
rilevato che non vi è mai stata, conseguentemente, una reale politica di sviluppo basata sul turismo, volta a moltiplicare le presenze in Calabria nel corso dell'anno e a sviluppare le diverse attività collegate realizzando progetti integrati tra di loro che abbiano potuto far fare un salto di qualità ai servizi offerti;
rilevato che oggi occorre una radicale inversione di rotta, in quanto l'esigenza di rinnovamento espressa due anni orsono con l'inizio della nuova legislatura regionale non è ancora riuscita a produrre una svolta realmente significativa in materia politica economica;
ritenuto che appare opportuno, con riferimento alle attività connesse al turismo, da un lato rimodulare il sistema degli interventi di sostegno, premiando le scelte di qualità, e dall'altro individuare alcune "aree di sviluppo turistico" nelle quali si operi con progetti organici e integrati che promuovano investimenti pubblici e privati;
considerato che si è scelto di avviare e redigere un Masterplan per lo "Sviluppo Turistico dell'Altopiano Silano", scegliendo come località principali dell' “area di sviluppo turistico", Camigliatello Silano e Lorica, che rappresentano i nuclei abitativi e turistici più importanti della zona;
tale Masterplan ha come obiettivo quello di mettere a fuoco e proporre degli interventi che potrebbero rilanciare il turismo in Sila, proponendo una forte destagionalizzazione dello stesso e garantendo quindi un flusso turistico costante;
rilevato che per quanto riguarda i progetti organici di investimento nelle due località suddette, che saranno meglio identificati nello studio di fattibilità da redigere, occorre che essi siano idonei a creare, nel rispetto di un'alta qualità ambientale, tutte le infrastrutture necessarie affinché in tale aerea poi possa completarsi uno sviluppo che crei ricchezza e possibilità occupative non per il periodo limitato dei 40/50 giorni clou della stagione invernale ma per tutto il periodo dell'anno, nel quale il clima della Calabria è senza eguali in Europa. Occorrerà inoltre realizzare prioritariamente gli interventi atti a risolvere il problema delle grandi infrastrutture di collegamento permettendo al turista che atterra a Lamezia Terme di raggiungere l'altopiano in tempi brevi e con semplicità;
rilevato che appare, inoltre, utile stabilire una sorta di corsia preferenziale che consenta alle attività turistiche di ottenere in tempi certi e brevi il complesso delle autorizzazioni di legge, rimuovendo i troppi vincoli preventivi di tipo urbanistico ed edilizio; sarebbe opportuno introdurre anche degli incentivi, sotto forma di credito di imposta, alle attività private che investano nel settore turistico nell'aree indicate dal Masterplan;
considerato infine che le opere del Master Plan sono state previste da realizzare ed impiantare nell'ambito di aree e/o immobili già nella disponibilità della Regione Calabria o di Enti sub-regionali (Arsac) questo per dare al piano una concreta capacità realizzativa appena terminato l'iter approvativo. Lo sviluppo della fase progettuale nei suoi tre livelli di approfondimento tecnico (progettazione di fattibilità tecnica ed economica, progettazione definitiva, progettazione esecutiva) e la successiva fase di realizzazione delle opere, da prevedere suddivise in stralci funzionali, la cui cantierabilità ed entrata in esercizio deve essere svincolata ed indipendente dai restanti interventi che costituiscono il Master Plan. Per dare all'intero progetto una concreta possibilità di sviluppo rapido, nella fase progettuale e di appalto, è necessario prevedere una cabina di regia da costituire nell'ambito della pubblica Amministrazione ( a guida Arasc e con apporto di professionalità specifiche da reperire anche presso altri Enti), ricorrendo laddove strettamente necessario a professionalità esterne, in particolare nella fase progettuale definitiva ed esecutiva; a tal proposito è da evidenziare la presenza in Arsac ex ARSSA di professionalità di elevato livello, nell'ambito della gestione di opere pubbliche e della loro realizzazione. Con i presupposti sopradetti si potrà procedere ad una rapida impostazione dei singoli interventi ed allo studio della loro fattibilità assicurando:
l. Il raggiungimento e soddisfacimento delle finalità che il progetto si prefigge;
2. La qualità tecnica, ambientale e di valenza turistica nel contesto dell’altopiano silano;
3. La conformità di tutti gli interventi alle norme ambientali, urbanistiche e di tutela dei beni culturali e paesaggistici;
4. La valorizzazione di strutture ed opere già esistenti limitando fortemente consumo di nuovo suolo;
5. Il rispetto dei vincoli idrogeologici, sismici e forestali;
6.La razionalizzazione delle attività di progettazione e delle connesse verifiche e controlli, anche nelle fasi esecutive, emanate ed applicate da un unico organo (cabina di regia) con competenza sull'intero programma (Master Plan);
7.La progettazione di opere ed interventi di carattere ambientale, paesaggistico, agronomico e forestale si farà ricorso alle molteplici professionalità già appartenenti agli Enti (Arsac ed altri);
8.La realizzazione di opere a carattere agronomico e forestale si farà ricorso a risorse interne agli Enti Sub- Regionali (Arsac e Calabria Verde);
9.La immediata cantierabilità delle opere per la totale assenza di procedure espropriative (aree e strutture già di proprietà).
impegna la Giunta regionale ed il Presidente della Regione Calabria, affinché si proceda nel più breve tempo possibile:
a)all'approvazione del Masterplan per lo "Sviluppo Turistico dell 'Altopiano Silano" allegato alla presente mozione;
b)alla redazione di uno studio di fattibilità, con relativa individuazione dei fondi necessari, per l'identificazione dei progetti organici di investimento nelle località principali dell"area di sviluppo turistico", Camigliatello Silano e Lorica, che rappresentano i nuclei abitativi e turistici più importanti della zona.
(59, 28.06.2016) Greco, Aieta, Bevacqua, D’Acri, Giudiceandrea, Guccione, Sergio
in data 18 agosto 2008 la Società S.E.I S.p.A. presentava al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) istanza di rilascio dell’autorizzazione unica alla costruzione e all’esercizio di una centrale termoelettrica alimentata a carbone, della potenza di 1320 Mwe, e delle relative opere connesse, ai sensi dell’art. 1 del decreto legge 7 febbraio 2002 n. 7 (convertito in Legge 9 aprile 2002 n. 55), da realizzarsi in località Saline Joniche, nel territorio del Comune di Montebello Jonico in provincia di Reggio Calabria.
Subito dopo la presentazione della suddetta istanza, la S.E.I. S.p.A. presentava al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del mare e del Territorio e al Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Turismo (MIBACT), ai sensi dell’art. 23 del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152, la richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) con riguardo alla centrale di cui al progetto, seguita dall’attivazione pubblica della procedura di VIA per il tramite di pubblicazione su quotidiani di diffusione nazionale e locale.
Con nota del Ministero procedente del 23 settembre 2008, si comunicava alla S.E.I. S.p.A. la sospensione del procedimento in attesa di conoscere gli esiti della parallela procedura VIA.
Successivamente in data 19 febbraio 2009, la Regione Calabria comunicava al MISE la deliberazione del 6 ottobre 2008 n. 686 con la quale la Giunta regionale disponeva di non accordare l’intesa regionale al procedimento di autorizzazione alla realizzazione della centrale. Tale delibera prendeva atto di un documento elaborato e sottoscritto dal Presidente della Giunta regionale, dal Presidente della provincia di Reggio Calabria e dai Sindaci di Reggio Calabria, Montebello Jonico (comune dove dovrebbe realizzarsi l’insediamento industriale), Motta San Giovanni, Bagaladi, San Lorenzo e Condofuri, con il quale i sottoscrittori manifestavano il loro dissenso alla realizzazione del progetto.
Il MISE, a sua volta, trasmetteva siffatta decisione della Giunta regionale, anche ai sensi dell’art. 10-bis della legge 7 agosto 1990 n. 241, a tutte le Amministrazioni coinvolte nel procedimento autorizzativo.
In data 31 agosto 2009 la S.E.I. S.p.A. formulava richiesta di applicazione della procedura disciplinata dall’art. 27 della legge n. 99 del 2009 al procedimento autorizzativo relativo alla centrale in questione, comunicando nel contempo la suddetta richiesta al MISE, al MATTM e al MIBACT nonché alla Regione Calabria.
In data 8 giugno 2010 il MIBACT rendeva parere negativo comunicandolo al MATTM.
In data 21 ottobre 2010 la Commissione tecnica VIA/VAS, con parere n. 559, esprimeva parere favorevole al progetto, affermando la compatibilità ambientale del proposto progetto di realizzazione di centrale.
In data 28 marzo 2011 il MIBACT confermava il parere negativo a suo tempo espresso in ordine alla procedura di autorizzazione alla realizzazione del progetto di centrale, ribadendo la non compatibilità ambientale dell’opera.
Stante siffatto empasse scaturente dalla difformità dei pareri, in data 18 aprile 2011 l’Ufficio di Gabinetto del MATTM chiedeva ai competenti uffici della Presidenza del Consiglio l’attivazione della procedura prevista dall’art. 5 comma 2 lett. c-bis, della legge 23 agosto 1988 n. 400 (a mente del quale il Presidente del Consiglio dei Ministri, a nome del Governo “può deferire al Consiglio dei Ministri, ai fini di una complessiva valutazione ed armonizzazione degli interessi pubblici coinvolti, la decisione di questioni sulle quali siano emerse valutazioni contrastanti tra amministrazioni a diverso titolo competenti in ordine alla definizione di atti e provvedimenti”).
In seguito alla trasposizione del procedimento in capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con D.P.C.M. del 15 giugno 2012, il Presidente decretava la compatibilità ambientale e l’autorizzazione al successivo esercizio con riferimento al progetto di centrale proposto da S.E.I. S.p.A., condizionandone la realizzazione al rispetto delle prescrizioni e delle disposizioni contenute negli allegati al decreto.
Successivamente il MATTM, con decreto n. 115 del 5 aprile 2013, decretava la compatibilità ambientale dell’opera di cui al progetto presentato da S.E.I. S.p.A., rilasciando l’autorizzazione integrata ambientale all’esercizio della centrale.
Avverso il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 giugno 2012, e avverso il decreto del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare n. 115 del 5 aprile 2013, veniva interposto ricorso dinanzi al TAR Lazio da parte della Regione Calabria, Comune di Montebello Jonico, Comune di Condofuri, WWF, Legambiente, Greenpeace, L.i.p.u., Italia Nostra, C.A.I., Consorzio di Tutela del Bergamotto, Associazione Ambientalista “Mondo Verde Club”, Associazione “Eureka”, Associazione “I Fossatesi nel Mondo”, Associazione Culturale “Nemesisi” e Associazione “Pro Pentadattilo” chiedendone l’annullamento perché affetti entrambi da gravi e numerose patologie.
Il TAR Lazio (Sezione Seconda Quater), con sentenza n. 03402/2015 del 27.02.2015 annullava il DPCM e (di conseguenza) il DM sul presupposto della necessarietà della partecipazione della Regione Calabria alla procedura. Testualmente, si legge nella citata sentenza, “… Il Collegio ritiene che, proprio perché il Legislatore ha dichiarato come necessaria l’intesa della Regione interessata, il Presidente del Consiglio dei Ministri prima e il MATTM poi avrebbero dovuto tentare di individuare un percorso di avvicinamento istituzionale tra le diverse posizioni espresse in campo e comunque avrebbero dovuto motivare attentamente e puntualmente circa le coordinate tecniche che consentirebbero di superare le numerose contestazioni ‘di merito’ manifestate dalla Regine Calabria e dal MIBACT, allineandosi invece alla posizione della Commissione Tecnica VIA senza alcuna motivazione specifica idonea ad illustrare il fondamento delle valutazioni tecnico giuridiche assunte dal Consiglio per raggiungere la decisione favorevole al rilascio dell’autorizzazione, peraltro a fronte di posizioni nitidamente espresse in senso non favorevole rispetto al progetto nel corso della conferenza di servizi da altre Amministrazioni invitate a parteciparvi”.
Avverso la sentenza del TAR Lazio, veniva proposto appello al Consiglio di Stato da S.E.I. S.p.A., dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal MATTM dal MISE e dal MIBACT.
Con sentenza del 14 gennaio 2016, il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) accoglieva gli appelli interposti e, per l’effetto, annullava la sentenza impugnata, sul presupposto che “…l’intesa ‘forte’ della Regione, ai sensi della giurisprudenza costituzionale citata nell’appellata sentenza, è richiesta nell’ambito del solo procedimento di autorizzazione unica-funzionale alla costruzione dell’infrastruttura – ex d.l. n. 7 del 2002 (rispettivamente ex d.l. n. 239 del 2003), ma non anche nell’ambito della fase sub-procedimentale di v.i.a. – a.i.a., dove l’apporto della Regione risulta circoscritto alla sola fase istruttoria in sede di Conferenza di servizi (v. art. 25, comma 2, d.lgs. n. 152 del 2006), non sussistendo un potere di codecisione della Regione sulla V.I.A. di competenza statale (nella specie ai sensi dell’art. 10 d.lgs. n. 152 del 2006 collimante con l’a.i.a., trattandosi di progetto di competenza statale ricadente nel campo di applicazione di cui all’allegato XII alla Parte Seconda del d.lgs. n. 152 del 2006)”;
considerato che: in merito alla costruzione della centrale a carbone a Saline Joniche il Consiglio regionale si è espresso già varie volte in senso negativo, ribadendo la contrarietà della Regione Calabria alla sua costruzione, e che la Giunta regionale anche alla luce di questa nuova pronuncia del Consiglio di Stato deve agire in continuità ed in coerenza con le decisioni unanimi già assunte per impedire la realizzazione di un’opera che rischia di compromettere il tessuto ambientale, paesaggistico ed economico di un’area che ha bisogno di un modello di sviluppo alternativo e coerente con le sue vocazioni, peculiarità e potenzialità;
detta centrale a carbone non servirà alla produzione di energia per la Regione Calabria che già produce energia elettrica in eccesso rispetto ai propri consumi, ma sarà l’ennesima violazione del territorio calabrese. Tenuto presente che l’art. 1, comma 2, primo capoverso, della L. 55/02, così come modificato dal comma 30 dell’art. 27, L. 23 luglio 2009, n. 99 che recita:
“L’autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata a seguito di un procedimento unico, al quale partecipano le Amministrazioni statali e locali interessate, svolto nel rispetto dei principi di semplificazione e con le modalità di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, d’intesa con la regione interessata. L’eventuale rifiuto regionale dell’intesa deve essere espresso con provvedimento motivato, che deve specificatamente tenere conto delle risultanze dell’istruttoria ed esporre in modo chiaro e dettagliato le ragioni del dissenso dalla proposta ministeriale di intesa”;
considerato che: allo stato della legislazione vigente e alla luce della giurisprudenza costituzionale e amministrativa, occorrendo “l’intesa forte” della Regione Calabria, ossia il consenso della stessa, perché possa essere autorizzata dal Ministero per lo Sviluppo Economico la costruzione della centrale a carbone a Saline Joniche, si ritiene necessario confermare il dissenso di questo Consiglio regionale nonché quello della Giunta regionale alla costruzione della centrale a carbone;
considerato che: durante questi anni si è creata una sinergia tra associazioni e movimenti a sostegno del NO alla centrale di Saline Joniche che ha travalicato i confini calabresi e anche quelli italiani. Il 13 giugno 2014 anche dalla Svizzera ci arrivava un segnale di civiltà: il popolo del Cantone dei Grigioni con un referendum votava contro la possibilità che le società a partecipazione cantonale potessero investire nella costruzione di centrali a carbone fuori dal territorio elvetico, in tal modo obbligando la Repower, socio di maggioranza della S.E.I. S.p.A., a uscire dal progetto della centrale. Il 15 gennaio 2015 il Consiglio Comunale di Rimini, sotto la pressione del Comitato Acqua Pubblica Emilia Romagna e di Re-Common, votava una delibera che impegnava il Sindaco a contestare la partecipazione di HERA S.p.A. (multi utility a rilevante partecipazione pubblica e secondo azionista della S.E.I.) e intimare l’uscita dal progetto per la centrale di Saline mentre nel corso dell’annuale assemblea dei soci tenutasi il 13 maggio 2016, il Presidente del Consiglio di Amministrazione di Repower annunciava la messa in liquidazione della S.E.I. S.p.A.;
essendo il procedimento per l’autorizzazione ancora pendente, è giunto il momento di porre fine a questa vertenza che pende sul futuro dello sviluppo sostenibile della Calabria;
ad adottare una delibera che, preso atto delle risultanze della procedura di rilascio V.I.A., per come adottate con il decreto n. 115 del 5 aprile 2013 del Ministro dell’Ambiente e come dettagliatamente formulate nel parere n. 559 del 21.10.2010, reso dalla Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente della tutela del Territorio e del Mare, confermi il dissenso della Regione Calabria alla costruzione della centrale a carbone a Saline Joniche, anche in assenza di esplicita richiesta del Ministero, con provvedimento motivato, che deve specificatamente tenere conto delle risultanze dell’istruttoria ed esporre in modo chiaro e dettagliato le ragioni del dissenso dalla proposta ministeriale di intesa, indicando, al contempo, proposte alternative di destinazione dell’area interessata, corredate dall’indicazione delle necessarie coperture finanziarie, facendo anche ricorso alle risorse comunitarie oggetto del POR Calabria 2014/2020, provvedendo a costituire inoltre una task force che includa tutte le “sensibilità” espresse anche dal mondo dell’associazionismo, nonché adotti ogni provvedimento ritenuto utile e conducente al fine di scongiurare il pericolo della costruzione della centrale a carbone e sostenere per quell’area una destinazione d’uso coerente con quelle che sono le vocazioni del territorio.
(60; 28.06.2016) Bova
(Modifiche alla legge regionale 16 maggio 2013, n. 25)
1. Al comma 1 dell'articolo 4 (Funzioni e organi dell'Azienda Calabria Verde) della legge regionale 16 maggio 2013, n. 25 (Istituzione dell'Azienda regionale per la forestazione e le politiche per la montagna -Azienda Calabria Verde - e disposizioni in materia di forestazione e di politiche della montagna), è aggiunta la seguente lettera:
“d bis) in occasione di calamità naturali, attività di supporto alla Protezione civile regionale,
compatibili con le funzioni e le competenze del personale dipendente”.
1. Dall'attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
2. Azienda Calabria Verde provvede agli adempimenti previsti dalla presente legge con le risorse
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel
Bollettino Ufficiale della Regione.
(Modifica art.11)
1. Il secondo periodo del comma 3 dell’articolo 11 della legge regionale 2013, n. 25 (Istituzione dell’Azienda regionale per la forestazione e le politiche della montagna - Azienda Calabria Verde - e disposizioni in materia di forestazione e di politiche della montagna) è abrogato.
(Clausola d’invarianza)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.
(Modifica art. 4)
1. Alla fine della lettera b) del comma 3 dell’articolo 4 della legge regionale 29 marzo 2013, n. 15 (Norme sui servizi educativi per la prima infanzia), sono aggiunte le parole: “comprensivi del servizio tagesmutter”.
(Modifica art. 7)
1. Alla lettera a) del comma 2 dell’articolo 7 della l.r. 15/2013, dopo le parole: “o dell’educatore”, sono inserite le seguenti: “o tagesmutter”.
(Modifica art. 23)
1. Al comma 1 dell'articolo 23 della l.r. 15/2013, le parole: “entro tre anni dall’entrata in vigore della presente legge” sono sostituite dalle seguenti: “entro il 30 aprile 2017”.
1. La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria (BURC).
(Disposizioni in materia di rateazione dei debiti tributari e delle relative sanzioni)
l. A seguito del ricevimento di un avviso di accertamento, il contribuente che si trovi in condizioni economiche disagiate, definite con deliberazione della Giunta regionale, può, su istanza, essere autorizzato al pagamento in forma rateizzata del debito tributario accertato o derivante dall'avvenuta irrogazione di una sanzione amministrativa tributaria comprensivo di sanzioni, interessi e oneri accessori.
2. Il numero massimo di rate mensili è fissato in settantadue.
3. Nel caso di persone fisiche la rateazione è concessa, entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza, dal dirigente competente in materia di tributi, secondo fasce di reddito del nucleo familiare, in relazione al numero di componenti dello stesso e secondo fasce di debito, definite con deliberazione della Giunta regionale entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la commissione consiliare competente.
4. Nel caso di organizzazioni, con o senza personalità giuridica, in temporanea situazione di obiettiva difficoltà, la rateazione è concessa dal dirigente competente in materia di tributi, secondo fasce di reddito e di debito definite con deliberazione della Giunta regionale entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la commissione consiliare competente.
5. Il debitore deve presentare istanza di rateazione, corredata da idonee forme di garanzia per i debiti superiori a trentacinquemila euro, secondo le modalità definite con deliberazione della Giunta regionale, entro il termine di sessanta giorni dalla notificazione dell'atto di accertamento a pena di decadenza, allegando copia della documentazione attestante il reddito di cui al comma 3 o la situazione di obiettiva difficoltà di cui al comma 4.
7. La rateazione non è accordata qualora l'importo complessivamente dovuto in base all'atto impositivo sia pari o inferiore a duecento euro per le persone fisiche e a ottocento euro per le organizzazioni. Per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale l'importo di cui al periodo precedente è determinato in seicento euro.
8. In caso di omesso pagamento di un numero di rate pari ad un decimo del numero di rate complessivo, anche non esecutive, la struttura competente invia avviso di decadenza dal beneficio con conseguente obbligo del debitore di estinguere il debito residuo entro il termine di sessanta giorni dall'avvenuta notifica dell'avviso di decadenza stesso, prorogabile a novanta giorni sulla base di una richiesta motivata in ordine alle ragioni del mancato pagamento, inviata alla struttura competente che deve rispondere entro i successivi quarantacinque giorni dal ricevimento della stessa, decorsi i quali la richiesta si intende accettata. Se entro tale termine il debitore non ha effettuato il pagamento, il debito residuo è iscritto a ruolo per il suo recupero coattivo, fatto salvo l'esito positivo della preventiva escussione delle forme di garanzia presentate per i debiti superiori ai trentacinquemila euro.
9. Al contribuente decaduto dal beneficio della rateazione non può essere concessa una successiva rateazione prima del decorso del termine di ventiquattro mesi dalla data di decadenza.
10. La disposizione di cui al comma 9 si applica anche ad istanze di rateazione presentate dal contribuente decaduto dal beneficio per anni d'imposta e tributi regionali diversi.
l. Sono abrogate tutte le disposizioni di legge e di regolamenti regionali in contrasto con la presente legge.
l. Dall'attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri finanziari a carico del bilancio regionale.
2. Nel caso in cui si verifichino, o siano in procinto di verificarsi, scostamenti rispetto alle previsioni delle entrate di cui all'articolo l, la Giunta regionale provvede con atto amministrativo alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall'attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie di parte corrente iscritte nella Missione U.01, Programma U.01.01 “Organi Istituzionali” dello stato di previsione della spesa del bilancio finanziario della Regione Calabria per gli anni 2016-2018.
3. La Giunta regionale è autorizzata ad apportare le conseguenti variazioni al documento tecnico di accompagnamento di cui all'articolo 51 del decreto legislativo 23 giugno 201l, n. 118.
l. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria (BURC).
(Modifiche all’articolo 13)
1. L'articolo 13 della l . r . n . 1 4 / 2 0 0 9 è così modificato:
a) nella rubrica la parola “provinciale” è sostituita dalla seguente: “regionale”;
“1. Presso la Regione è istituito l’elenco regionale dei soggetti abilitati all'esercizio dell’attività di agriturismo, alla cui tenuta provvede un’apposita commissione, composta da:
a) il dirigente generale del dipartimento della Giunta regionale competente in materia di agricoltura, o un suo delegato, che la presiede;
b) un rappresentante per ogni organizzazione professionale agricola maggiormente rappresentativa;
c) un rappresentante per ogni associazione agrituristica operante nella Regione di emanazione delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative.
La partecipazione alla Commissione è a titolo gratuito e non dà luogo alla corresponsione di compensi, gettoni, emolumenti, indennità o rimborsi spese, comunque denominati.”;
c) i commi 2 e 3 sono abrogati;
d) al comma 4 le parole “provinciale per l'agriturismo” sono sostituite dalle seguenti: “del settore della Giunta regionale competente in materia di agriturismo”;
e) al comma 5 la parola “provinciale”, dovunque ricorrente, è sostituita dalla seguente: “regionale”;
f) al comma 6 la parola “provinciale” è sostituita dalla seguente: “regionale”;
g) al comma 7 la parola “provinciale” è sostituita dalla seguente: “regionale”;
h) al comma 9 la parola “Provincia”, dovunque ricorrente, è sostituita dalla seguente: “Regione”.
(Modifiche all'articolo 12)
1. L'articolo 12 della l.r. n. 14/2009 è così modificato:
a) al comma 1 le parole “, organizzato su base provinciale” sono soppresse;
b) al comma 2 le parole “Le Province organizzano e curano” sono sostituite dalle seguenti: “La
Regione organizza e cura”;
c) al comma 4 la parola “provincia” è sostituita dalla seguente: “Regione”.
(Modifiche all'articolo 14)
1.L'articolo 14 della l.r. n. 14/2009 è così modificato:
a) al comma 1 la parola “provinciale”, dovunque ricorrente, è sostituita dalla seguente: “regionale”;
b) al comma 1bis le parole: “alla Provincia,” sono soppresse;
c) al comma 5 la parola “Provincia” è sostituita dalla seguente: “Regione”.
(Modifiche all'articolo 15)
1. Il comma 1 dell'articolo 15 della l.r. n. 14/2009 è così modificato:
a) la parola “Provincia”, dovunque ricorrente, è sostituita dalla seguente: “Regione”.
(Modifiche all'articolo 16)
1. L'articolo 16 della l.r. n. 14/2009 è così modificato:
“2. Il Programma annuale d'intervento della Regione è adottato dal dirigente generale del dipartimento della Giunta regionale competente in materia di agricoltura, di concerto con le associazioni agrituristiche emanazione delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative nella regione, ed è approvato dal Consiglio regionale unitamente al bilancio annuale
di previsione. Il Programma contiene:
a) la perimetrazione delle zone d'intervento;
b) le iniziative agrituristiche in atto con l'indicazione delle aziende autorizzate ai sensi della presente legge;
c)le proposte d'intervento da realizzare.”;
(Modifiche all'articolo 17)
1. L'articolo 17 della l.r. n. 14/2009 è così modificato:
a) al comma 2 le parole: “da un rappresentante di ciascuna amministrazione provinciale” sono soppresse;
b) al comma 4 le parole “regionale per l’agriturismo” sono sostituite dalle seguenti: “del settore della Giunta regionale competente in materia di agriturismo”;
c) al comma 5 le parole: “dalle Province e” sono soppresse.
(Modifiche all'articolo 19)
1. L'articolo 19 della l.r. n. 14/2009 è così modificato:
1) le parole “Le Amministrazioni provinciali” sono sostituite dalle seguenti: “La Regione”;
2) la parola “accertano”, dovunque ricorrente, è sostituita dalla seguente: “accerta”;
b) al comma 2 la parola “Provincia” è sostituita dalla seguente: “Regione”;
(Modifiche all'articolo 31)
1.L’articolo 31 della l.r. n. 14/2009 è così modificato:
a) al comma 4 le parole “Dipartimento Agricoltura, all'Osservatorio regionale e alla Provincia competente territorialmente” sono sostituite dalle seguenti: “dirigente generale del dipartimento della Giunta regionale competente in materia di agricoltura ed all’Osservatorio regionale di cui all’articolo 17”.
1. In sede di prima applicazione, nell'elenco regionale dei soggetti abilitati all'esercizio dell'attività di agriturismo, di cui all'articolo 13 della l.r. n. 14/2009, come modificato dall’articolo 1, sono inseriti i soggetti iscritti negli elenchi provinciali soppressi con l’entrata in vigore della presente legge.
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 129/10^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Integrazione deliberazione numero 17 del 28 aprile 2016 «Approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2015 e della relazione sulla gestione»” (Del. 123)
visto il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 "Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42" e ss.mm.ii.;
visto il Regolamento interno di Amministrazione e Contabilità del Consiglio regionale;
- con deliberazione consiliare n. 32 del 21 aprile 2015, è stato approvato il bilancio di previsione del Consiglio regionale per l'esercizio finanziario 2015 ed il bilancio pluriennale per gli esercizi 2015-2017;
- con deliberazione consiliare n. 43 del 31 agosto 2015 sono stati approvati il riaccertamento straordinario dei residui ai sensi dell'articolo 3, comma 7, del D.Lgs. n. 118/2011 e ss.mm.ii., e le variazioni al bilancio di previsione del Consiglio regionale per 2015-2017;
- con deliberazione consiliare n. 71 del 3 dicembre 2015, sono state approvate le variazioni al bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2015-2017, ai sensi dell'articolo 18, comma 1, del Regolamento interno di Amministrazione e Contabilità del Consiglio regionale;
- con deliberazione consiliare n. 110 del 23 giugno 2016 sono stati approvati il riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi al 31.12.2015, ai sensi dell'art. 3, comma 4, del D. Lgs. n. 118/2011 e ss.mm.ii., nonché le variazioni al bilancio finanziario di previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2016-2018;
vista la deliberazione n. 17 del 28 aprile 2016, con la quale l'Ufficio di Presidenza ha proposto al Consiglio regionale l'approvazione del rendiconto del Consiglio regionale per l'esercizio finanziario 2015 e della relazione sulla gestione inerente all'esercizio medesimo;
preso atto che, ai sensi dell'art. 44 del Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale, la Commissione speciale di vigilanza ha redatto ed approvato la relazione sullo schema di conto consuntivo del Consiglio regionale relativo all'esercizio finanziario 2015;
considerato che il Collegio dei Revisori dei Conti, in sede di esame preliminare della deliberazione de qua, ha raccomandato di integrare il rendiconto 2015 del Consiglio regionale inserendo i dati relativi alle rimanenze finali al 31 dicembre 2015 ed alle immobilizzazioni finanziarie;
tenuto conto che l'Ufficio di Presidenza, sulla scorta delle suddette raccomandazioni del Collegio dei Revisori, ha integrato la deliberazione n.17/2016 con la deliberazione n. 21 del 23 giugno 2016, secondo le indicazioni del Collegio, riapprovando, dopo averli integrati, gli allegati del rendiconto contrassegnati dalle lettere da A a V, e la relazione sulla gestione, senza apportare variazioni negli allegati da 1 a 4 alla relazione stessa;
visto il rendiconto dell'esercizio 2015, integrato con i dati richiesti dal Collegio dei Revisori e composto dai seguenti allegati previsti dal D.Lgs n.118/2011 e ss.mm.ii., che costituiscono parte integrante e sostanziale della presente deliberazione:
- riepilogo generale delle entrate 2015 per titoli (Allegato A);
- gestione delle entrate per tipologia (Allegato B);
- prospetto delle entrate per titoli, tipologie e categorie (Allegato C);
- riepilogo generale delle spese 2015 per missioni (Allegato D);
- riepilogo generale delle spese 2015 per titoli (Allegato E);
- gestione delle spese 2015 per missioni e programmi (Allegato F);
- riepilogo delle spese 2015 per titoli e macroaggregati (Allegato G);
- gestione delle uscite 2015 per titoli e macroaggregati - spese correnti spese in conto capitale - spese per rimborso prestiti - spese per servizi per conto terzi e partite di giro (Allegato H);
- schema del rendiconto della gestione dell'esercizio 2015, redatto secondo la normativa antecedente al D.Lgs. n. 118/2011 e ss.mm.ii., avente funzione autorizzatoria (Allegati I ed L);
- elenchi dei residui attivi e passivi al 31.12.2015 (Allegati M e N);
- stato patrimoniale attivo e passivo al 31.12.2015 (Allegati O e P);
- quadro generale riassuntivo (Allegato Q);
- equilibri di bilancio (Allegato R);
- accertamenti assunti nell'esercizio 2015 e nei precedenti ed imputati all'esercizio 2016 e seguenti (Allegato S);
- impegni assunti nell'esercizio 2015 e nei precedenti ed imputati all'esercizio 2016 e seguenti (Allegato T);
- prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione (Allegato U);
- elenco delle previsioni e dei risultati di competenza e di cassa secondo la struttura del piano dei conti (Allegato V);
considerato che, ai sensi dell'articolo 1, comma 10, del decreto legge n.174/2012, sono altresì allegati al presente documento contabile i rendiconti di ciascun Gruppo consiliare relativi all'esercizio 2015, che formano parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
vista la relazione sulla gestione dell'esercizio 2015, redatta ai sensi dell'articolo 11, comma 6, del D.Lgs. n. 118/2011 e s,m.i., unitamente ai relativi allegati, che formano parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
rilevato che il rendiconto dell'esercizio finanziario 2015 espone le seguenti risultanze finali:
QUADRO RIASSUNTIVO DELLA GESTIONE FINANZIARIA ESERCIZIO 2015
(importi in euro €)
FONDO DI CASSA AL 1.1.2015 12.188.234,14
riscossioni 6.024,14 61.377.319,76 61.383.343,90
pagamenti 1.838.964,49 58.171.113,80 60.010.078,29
Fondo di cassa al 31.12.2015 13.561.499,75
PAGAMENTI per azioni esecutive non regolarizzate al 31 dicembre 0,00
Differenza 13.561.499,75
Residui attivi 17.008,69 10.324.069,44 10.341.078,13
Residui passivi 80.791,90 11.324.603,23 11.405.395,13
DIFFERENZA -1.064.317,00
FPV per spese correnti 7.229.838,95
FPV per spese in conto capitale 0,00
Avanzo d'amministrazione al 31 dicembre 2015 5.267.343,80
- la parte vincolata al 31.12.2015 dell'avanzo di amministrazione è così distinta:
Vincoli derivanti da leggi e dai principi contabili 178.677,56
Vincoli derivanti da trasferimenti 516.351,73
Vincoli derivanti dalla contrazione di mutui 0,00
Vincoli formalmente attribuiti dall'ente 0,00
Altri vincoli 0,00
TOTALE 695.029,29
- la parte accantonata al 31.12.2015 è così distinta:
Fondo crediti dubbia esigibilità al 31.12.2015 0,00
Fondo rischi di soccombenza spese legali al 31.12.2014 150.000,00
Fondo rischi di soccombenza spese legali al 31.12.2015 1.850.00,00
TOTALE 2.000.000,00
- la parte destinata agli investimenti è pari ad euro 1.215.112,81;
- la quota di avanzo di amministrazione libero è pari ad euro 1.357.201,70;
preso atto del verbale n. 115 del 27 giugno 2016, con cui il Collegio dei Revisori dei Conti ha espresso parere favorevole all'approvazione del rendiconto del Consiglio regionale per l'esercizio finanziario 2015 e della relazione sulla gestione per il medesimo esercizio;
udito il relatore, Consigliere Neri, che ha proposto all'Assemblea di approvare contestualmente e congiuntamente le deliberazioni dell'Ufficio di Presidenza n.17/2016 e n. 21/2016 rubricate rispettivamente come proposte di provvedimento amministrativo n. 123/10'" e n. 129/10"';
di approvare il rendiconto del Consiglio regionale per l'esercizio finanziario 2015 ed i relativi allegati, che formano parte integrante e sostanziale del presente atto; la relazione sulla gestione per l'esercizio 2015, unitamente ai relativi allegati che formano parte integrante e sostanziale della presente deliberazione.
1. All'articolo 4 della legge regionale 2 maggio 2001, n. 10 (Medicina dello sport e tutela sanitaria delle attività motorie e sportive) sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 3 è sostituito dal seguente: "3. Il giudizio circa la idoneità o la non idoneità, all'attività sportiva agonistica, viene espresso e redatto in conformità a quanto previsto dal D.M. Sanità 18 febbraio 1982 e successive modificazioni ed integrazioni solo ed esclusivamente dai medici del Servizio di Medicina dello Sport e dai medici specialisti di cui all'articolo 12 e dai medici dei Centri di Medicina dello Sport convenzionati con la Federazione Medico Sportiva italiana (FMSI) del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) se ed in quanto autorizzati.";
b) il comma 4 è sostituito dal seguente: "4. Le visite mediche e le conseguenti certificazioni di stato di buona salute, per l'attività ludico-motoria e sportiva non agonistica, possono essere effettuate anche dai medici di medicina generale, dagli specialisti pediatri di libera scelta convenzionati con le Aziende Sanitarie Locali e dai medici specialisti in Medicina dello Sport ovvero dai medici della Federazione Medico Sportiva Italiana (FSMI) del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), ai sensi del D.M. 8 agosto 2014 del Ministero della Salute.".
1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Proposta di legge numero 154/10^ di iniziativa dei consiglieri Bova, Battaglia, Neri, recante “Modifiche alla legge regionale 31 dicembre 2015, numero 37”
(Modifica art. 14)
1. Il comma 3 dell'articolo 14 della legge regionale 28 dicembre 2015, n. 37, recante "Modifica alla legge regionale n. 35/2009 e s.m.i. (Procedure per la denuncia degli interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica)" è sostituito dal seguente: "3. Le funzioni circa l'ottemperanza a quanto disposto dagli articoli 99 del d.p.r. 380/2001 e 24 della l. 64/1974 sono demandate alle amministrazioni comunali.".
(Modifica art. 17)
1. All'articolo 17, comma 2, della l.r. 37/2015, le parole "di sei mesi, decorrenti dall'1 gennaio 2016 e fino al 30 giugno 2016," sono sostituite dalle seguenti "fino al 31 dicembre 2016".
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale telematica della Regione.
Proposta di legge numero 141/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Modifica alla legge regionale 31 dicembre 2015, numero 39 (Disposizioni relative alla costituzione di una società per azioni finalizzata all’esercizio dello scalo aeroportuale di Crotone)” (Del. di Giunta n. 116 del 15/4/2016)
1. L’art. 3,comma 2, della legge regionale 31 dicembre 2015 è sostituito dal seguente:
“La Giunta regionale è autorizzata ad apportare le necessarie modifiche ed integrazioni al documento tecnico di cui all’art.39, comma 10, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42).
La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.