Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-458-cod-proc-penale-richiesta-di-giudizio-abbreviato
Timestamp: 2020-01-23 23:52:14+00:00
Document Index: 42168260

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 50', 'art. 458', 'art. 1', 'art. 50', 'art. 3', 'art. 458', 'art. 458', 'art. 3', 'art. 458', 'art. 568', 'art. 458', 'art. 583', 'art. 458', 'art. 458', 'art. 24', 'art. 458', 'art. 456', 'art. 458', 'art. 446', 'art. 178']

Art. 458 cod. proc. penale: Richiesta di giudizio abbreviato | La Legge per tutti
1. L’imputato, a pena di decadenza, può chiedere il giudizio abbreviato depositando nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari la richiesta, con la prova della avvenuta notifica al pubblico ministero, entro quindici giorni dalla notificazione del decreto di giudizio immediato (1).
2. Se la richiesta è ammissibile, il giudice fissa con decreto l’udienza dandone avviso almeno cinque giorni prima al pubblico ministero, all’imputato, al difensore e alla persona offesa. Nel giudizio si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 438, commi 3 e 5, 441, 441-bis, 442 e 443; nel caso di cui all’articolo 441-bis, comma 4, il giudice, revocata l’ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato, fissa l’udienza per il giudizio immediato (2).
3. Le disposizioni del presente articolo non si applicano quando il giudizio immediato è stato richiesto dall’imputato a norma dell’articolo 419 comma 5 (3).
(3) La Corte costituzionale, con sentenza 12-22 gennaio 2015, n. 1(Gazz. Uff. 28 gennaio 2015, n. 4 – Prima serie speciale), ha dichiarato, tra l’altro, l’illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui prevede che, nel processo minorile, nel caso di giudizio abbreviato richiesto dall’imputato in seguito a un decreto di giudizio immediato, la composizione dell’organo giudicante sia quella monocratica del giudice per le indagini preliminari e non quella collegiale prevista dall’art. 50-bis, comma 2, del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12.
Va dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 458 c.p.p. e dell'art. 1, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448 (Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni), nella parte in cui prevedono che, nel processo minorile, nel caso di giudizio abbreviato richiesto dall'imputato in seguito a un decreto di giudizio immediato, la composizione dell'organo giudicante sia quella monocratica del giudice per le indagini preliminari e non quella collegiale prevista dall'art. 50-bis, comma 2, del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 (Ordinamento giudiziario), ritenendosi fondata la violazione dell'art. 3, comma 1, Cost., per la struttura monocratica, anziché collegiale, del giudice del giudizio abbreviato richiesto dopo l'emissione del decreto di giudizio immediato. La sua funzione è uguale a quella svolta dal giudice collegiale dell'udienza preliminare, sicché la diversa composizione dell'organo giudicante è priva di ragioni che possano giustificare il sacrificio dell'interesse del minore, la cui tutela è affidata di norma alla struttura collegiale di tale organo.
Corte Costituzionale 22 gennaio 2015 n. 1
È ammissibile la richiesta di giudizio abbreviato formulata, a seguito del decreto di giudizio immediato, in via subordinata unitamente a quella di patteggiamento purché entrambe siano formulate nei termini di legge giacché, scaduto il termine di cui all'art. 458, comma 1, c.p.p., resta preclusa la possibilità di ottenere che si proceda con giudizio abbreviato.
Cassazione penale sez. II 18 novembre 2014 n. 8997
In tema di giudizio abbreviato non preceduto da udienza preliminare, l'eccezione di incompetenza territoriale è proponibile "in limine", ovvero subito dopo compiuto per la prima volta l'accertamento della costituzione delle parti. (Rigetta, App. Milano, 21/05/2013 )
Cassazione penale sez. VI 05 febbraio 2014 n. 8652
È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 458 c.p.p. nella parte in cui fissa in quindici giorni dalla notifica del decreto che dispone il giudizio immediato il termine perentorio entro il quale l'imputato può scegliere di accedere ad un rito alternativo (nella specie, giudizio abbreviato), non consentendo l'esercizio di tale facoltà fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, sollevata per contrasto con gli art. 3, 24 e 111 cost., e 6 comma 3 lett. b) convenzione EDU. Rigetta, App. Bari, 16/04/2012
Cassazione penale sez. II 07 maggio 2013 n. 23036
L' ordinanza che provvede sulla richiesta di giudizio abbreviato ex art. 458 c.p.p. (sia nel caso di diniego che di concessione o ancora di revoca) non è impugnabile, nemmeno sotto il profilo dell' abnormità, atteso il principio di tassatività dei mezzi d' impugnazione previsto dall' art. 568 c.p.p. (Fattispecie nella quale la Corte ha escluso fosse abnorme l' ordinanza del giudice che, accogliendo una richiesta di giudizio abbreviato condizionata ad una ricognizione personale, aveva, però, disposto di procedersi a ricognizione personale cosiddetta "atipica"). Dichiara inammissibile, Trib. Brescia, 01/03/2012
Cassazione penale sez. III 20 febbraio 2013 n. 32085
La richiesta di giudizio abbreviato in seno a rito immediato non può essere formulata a mezzo posta giacché, da un lato, è prevista dall'art. 458, comma 1, c.p.p., quale unica modalità di presentazione, quella del deposito nella cancelleria del g.i.p. con l'avvenuta prova della notifica al p.m. e, dall'altro, deve ritenersi inestensibile il disposto dell'art. 583 c.p.p. in materia di impugnazioni.
Cassazione penale sez. III 10 novembre 2011 n. 44068
La richiesta di giudizio abbreviato in seno a rito immediato non può essere formulata a mezzo posta essendo prevista dall'art. 458, comma 1, c.p.p., quale unica modalità di presentazione, quella del deposito nella cancelleria del g.i.p. con l'avvenuta prova della notifica al p.m.
I termini di durata massima della custodia cautelare per la fase del giudizio abbreviato, anche nell'ipotesi di rito non subordinato ad integrazione probatoria e disposto a seguito di richiesta di giudizio immediato, decorrono dall'ordinanza con cui si dispone il giudizio abbreviato e non dall'emissione del decreto di fissazione dell'udienza di cui all'art. 458, comma 2, c.p.p.
Cassazione penale sez. un. 28 aprile 2011 n. 30200
Qualora la richiesta di patteggiamento a seguito di giudizio immediato venga rigettata per incongruità della pena pattuita, resta preclusa all'imputato la possibilità che si proceda con giudizio abbreviato, se la relativa istanza non sia stata formulata in via subordinata, unitamente a quella di patteggiamento, nei termini di legge. (Nell'enunciare tale principio e sulla base di esso, la Corte ha ritenuto manifestamente infondata, in relazione all'art. 24 cost., la q.l.c. dell'art. 458, comma 1, c.p.p., nella parte in cui non consentirebbe all'imputato che si sia visto rigettare la richiesta di patteggiamento, la possibilità di accedere al giudizio abbreviato). Rigetta, App. Messina, 21/01/2008
Cassazione penale sez. II 22 dicembre 2009 n. 2765
Cassazione penale sez. III 12 novembre 2009 n. 9921
Dalla notifica del decreto che dispone il giudizio immediato decorre, a pena di decadenza, il termine per richiedere il giudizio abbreviato o il “patteggiamento” (art. 456.3 e art. 458.1, espressamente richiamato dall'art. 446.1 c.p.p.). Ne consegue che l'omessa indicazione della facoltà di chiedere riti alternativi o l'errata indicazione dei relativi termini di richiesta, integra nullità di ordine generale sanzionata dall'art. 178.1 lett. c) c.p.p.
Cassazione penale sez. VI 05 maggio 2009 n. 23783