Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/10/la-rimessione-in-termini-riformata-lapplicazione-al-processo-tributario.html
Timestamp: 2018-08-18 02:41:20+00:00
Document Index: 27580214

Matched Legal Cases: ['art. 184', 'art. 153', 'art. 184', 'art. 153', 'art. 184', 'art. 153', 'art 153', 'sentenza ']

La rimessione in termini riformata: l'applicazione al processo tributario | Commercialista Telematico
La rimessione in termini riformata: l'applicazione al processo tributario
La rimessione in termini: art. 184 bis c.p.c. (abrogato); art. 153 c. 2 c.p.c.
L’ultimo intervento della riforma del Codice di procedura civile, attuato dalla L. 69 del 18.06.2009, ha abrogato l’art. 184 – bis c.p.c. creando un nuovo assetto generale per l’istituto della rimessione in termini, ora collocato, con contenuto pressoché identico, nell’art. 153 c. 2 c.p.c..
L’art. 184 bis prevedeva che “la parte che dimostra di essere incorsa in decadenze per cause ad essa non imputabili può chiedere al giudice istruttore di essere rimessa in termini”; attualmente la stessa disposizione è contenuta nell’art. 153 comma 2, rubricato “improrogabilità dei termini perentori”.
A seguito della riforma del 2009, e dunque della “deroga” del comma 2 dell’art 153 relativa all’improrogabilità dei termini, si è collaudato il processo di generalizzazione dell’istituto della rimessione in termini attraverso cui vediamo il passaggio dal sistema fondato sulla regola generale dell’autoresponsabilità da decadenza di tipo “oggettivo”, al sistema dell’autoresponsabilità da decadenza sul fondamento della colpa, di tipo quindi soggettivo (cd. autoresponsabilità “colposa”). Occorre precisare, come autorevole dottrina esprime (Caponi –La rimessione in termini nel processo civile, Milano, 1996) che il concetto di “autoresponsabilità” – e non di “responsabilità” – evidenzia che il comportamento del soggetto non viola alcun dovere verso gli altri ed è finalizzato a realizzare interessi propri del soggetto.
La distinzione è nel fatto che ove la legge non concedesse alcuna possibilità di neutralizzare le conseguenze pregiudizievoli dell’intervento di un impedimento, l’eventuale decadenza del potere verrebbe imputata alla parte sia che l’impedimento sia dovuto a sua colpa, sia che esso sia incolpevole. Ove invece questa possibilità viene concessa, è aperta la strada verso l’autoresponsabilità su fondamento colposo (con la conseguente dimostrazione della parte valutata dal giudice caso per caso). Ciò comporta che d’ora in poi sarà affidato al giudice il compito di trovare, di volta in volta e nel caso concreto, il giusto equilibrio tra l’effettività del diritto alla difesa della parte che invoca la rimessione e, a contrario, la sua improrogabilità.
L’effetto di questa modificazione nel processo tributario è ancora tutto da vagliare e da sperimentare attentamente, però già dal 2008, giurisprudenza di Cassazione cominciava ad appoggiare la teoria della soggettività dell’autoresponsabilità, da verificarsi ad hoc (sentenza n. 3006 dell’8 febbraio 2008). In buona sostanza, per la Corte di Cassazione il giudice tributario può temperare il rigore della previsione di un termine di decadenza ove ritenga che l’errore in cui è incorso il ricorrente possa essere ritenuto scusabile ossia non imputabile alla parte. La rimessione in termini deroga il principio di perentorietà del termine per ricorrere e il suo conseguente effetto di decadenza, cui è collegato il mancato rispetto del termine stesso; costituisce, così, un rimedio avverso l’irricevibilità del ricorso tardivo.
Pertanto, nella materia tributaria la forza maggiore o il caso fortuito possono verificarsi al di fuori del procedimento giudiziale (prima che il processo sia ancora instaurato) ovvero possono riferirsi a decadenze legate ai termini per l’instaurazione del processo o al giudizio d’impugnazione; così, anche nell’ordinamento tributario processuale è configurabile il principio secondo cui gli effetti preclusivi non possono prodursi in modo definitivo, quando la parte si sia trovata per forza maggiore o caso fortuito in circostanze impeditive dell’esercizio del potere.