Source: https://legali.com/spip.php?article1997
Timestamp: 2019-05-23 22:59:27+00:00
Document Index: 166492191

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 17', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 7', 'art. 323', 'art. 8']

Il Garante del contribuente per la Puglia invita i Consorzi di Bonifica (...) - Legali.com
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martedì 8 novembre 2016, di Maurizio Villani
Con le importanti note del 27 settembre 2016 prot. n. 1787/2016 e 1788/2016 (in allegato), il Garante del contribuente per la Puglia ha invitato il Consorzio di Bonifica dellâ€™Arneo, il Consorzio di Bonifica Ugento Li Foggi ed il Concessionario della Riscossione SO.G.E.T. S.p.A., ad attivare, nellâ€™ambito della rispettiva competenza, il procedimento di annullamento in autotutela di tutti gli atti impositivi (iscrizioni a ruolo, avvisi bonari e/o cartelle di pagamento ed ingiunzioni) emessi nei confronti dei contribuenti consorziati per il contributo consortile cod. 630 relativo allâ€™anno 2014 per bonifica fabbricati e terreni e, cod. 648 relativo allâ€™anno 2012 per opere irrigue (questâ€™ultimo invito rivolto soltanto al Consorzio di Bonifica Ugento Li Foggi ed alla SO.G.E.T. S.p.A.).
Tale invito Ã¨ stato sollecitato da vari contribuenti a seguito degli esposti individuali presentati al Garante del contribuente per la Puglia in varie date dellâ€™anno 2015 e 2016.
1) violazione dellâ€™obbligo di motivazione dellâ€™atto ai sensi dellâ€™art. 7, Legge n. 212/2000 e mancanza delle indicazioni difensive previste dalla stessa norma;
2) violazione dellâ€™art. 17 della Legge Regionale n. 40 del 12.03.2012, secondo il quale il contributo in questione â€œÃ¨ dovuto dai proprietari dei beni immobili, agricoli ed extra agricoli, situati nel perimetro di contribuenza, che traggono un â€œbeneficio diretto e specificoâ€ dalle opere di bonifica gestite dal Consorzioâ€ .
In tutti i casi posti allâ€™attenzione del Garante i contribuenti sottolineavano come nessuno dei consorziati avesse tratto alcun beneficio, considerato che â€œnessuna opera di manutenzione sarebbe stata fatta dal Consorzio da diversi anniâ€ , sollecitando il Garante ad attivare, ai sensi dellâ€™art. 13, comma sesto, Legge n. 212/2000, il procedimento di annullamento in autotutela degli atti impositivi.
Ebbene, quanto alla prima eccezione di mancanza delle garanzie difensive previste dallâ€™art. 7 della Legge n. 212/2000 nellâ€™avviso di pagamento, il Garante, pur ritenendola fondata, ha sottolineato come tale violazione non essendo assistita da nessuna sanzione di nullitÃ specifica puÃ² essere fatta valere soltanto innanzi al Giudice Tributario, ex art. 21 octies della Legge n. 241/1990; mentre del tutto infondata Ã¨ lâ€™ulteriore eccezione del difetto di motivazione degli avvisi, in quanto gli stessi contengono i dati sufficienti a soddisfare il precetto di cui al comma 1, dellâ€™art. 7 citato.
Per quanto attiene, invece, alla seconda eccezione, il Garante lâ€™ha ritenuta meritevole di considerazione, non giÃ in relazione alla mancanza del conseguimento di un beneficio diretto ed immediato dallâ€™attivitÃ del Consorzio, quanto per la mancata esecuzione, da parte del Consorzio, delle opere di bonifica e di manutenzione necessarie.
A tal riguardo, vengono infatti in rilievo gli artt. 17 e 18 della Legge Regionale n. 38 che giustificano e legittimano il pagamento dei contributi consortili: nella specie, lâ€™asserita mancanza delle opere di bonifica e manutenzione necessarie, costituisce giuridicamente, sul piano tributario, il presupposto di fatto per lâ€™esercizio legittimo del potere impositivo da parte dellâ€™Ente, non essendo sufficiente a legittimare la pretesa impositiva la mera inclusione dellâ€™immobile nel perimetro consortile, ma occorre invece un incremento del valore dellâ€™immobile soggetto a contributo che sia in rapporto causale con le opere di bonifica e la loro manutenzione, cosÃ¬ da tradursi in una qualitÃ aggiunta allâ€™immobile (principio consolidato nella giurisprudenza della Suprema Corte â€“ cfr. SS.UU. n. 877 del 1984; id. nn. 8957 e 8960 del 1996; id. n. 968 del 1998; id. 9493 del 1998).
Non essendoci traccia o prova dellâ€™esecuzione delle opere, lâ€™imposta richiesta Ã¨ illegittima e, pertanto, il Garante sollecita i Consorzi e i Concessionari della Riscossione ad intervenire mediante annullamento in autotutela di tutti gli atti di accertamento e/o riscossione, sottolineando come, sebbene la risoluzione giuridico â€“ tributaria dallo stesso offerta non Ã¨ vincolante, tuttavia una ingiustificata non applicazione potrebbe determinare effetti giuridici negativi, quali lâ€™intervento della Corte dei Conti ed eventualmente, ove ricorrente, lâ€™applicazione dellâ€™art. 323 c.p. (abuso dâ€™ufficio), in quanto i Consorzi di Bonifica sono persone giuridiche pubbliche, ai sensi dellâ€™art. 8 Legge Regionale n. 4 del 13.08.2012.
Infine, lâ€™invito Ã¨ rivolto anche al rimborso, oltre gli interessi come per legge, a favore degli aventi diritto che hanno pagato.