Source: http://www.ingegneri.info/news/ambiente-e-territorio/legge-europea-sostenere-le-fer-ridurre-il-peso-degli-energivori-decarbonizzare/
Timestamp: 2018-02-23 12:46:07+00:00
Document Index: 109171187

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 19', 'art. 39', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 19', 'art. 21']

Legge europea: sostenere le Fer, ridurre il peso degli energivori, decarbonizzare | Ingegneri.info
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All’interno della Legge Europea 2017 (approvata definitivamente alla Camera, lo ricordiamo, l’8 novembre 2017) un intero capo, il Capo VII, contiene disposizioni in materia di energia e di fonti rinnovabili.
Le novità sono contenute negli articoli 19, 20 e 21, e riguardano rispettivamente le industrie energivore, le aste per gli incentivi alle Fer e i cosiddetti “gasivori”.
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Giudizio positivo dal mondo industriale. Con l’approvazione della legge europea – afferma Confindustria in una nota – i principali settori manifatturieri dell’economia italiana – Chimica, Ceramica e Laterizi, Acciaio, Carta, Fonderie, Cemento, Metalli non Ferrosi, Vetro e Automotive – che hanno l’energia tra le maggiori voci di costo, potranno essere più competitivi.
Novità in vigore dal 12 dicembre 2017
La legge 20 novembre 2017, n. 167 (“legge europea 2017” che entrerà in vigore il 12 dicembre 2017 contiene, nel Capo VII, gli articoli (da 19 a 21) che prevedono delle modifiche alle vigenti disposizioni in materia di energia e di fonti rinnovabili. Il loro scopo è adeguare la normativa italiana alla comunicazione 2014/C 200/01 della Commissione, in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020.
Ridurre gli oneri di sistema prodotti dagli energivori… per contenere il peso su consumatori e imprese non energivore
L’art. 19 della “legge europea 2017” adegua la normativa nazionale vigente alla comunicazione 2014/C 200/01 della Commissione, in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020, con riferimento alle imprese a forte consumo di energia elettrica.
In particolare, il comma 1 dell’art. 19 reca una previsione di carattere generale che destina automaticamente alla riduzione delle tariffe elettriche degli utenti che sostengono gli oneri connessi all’attuazione delle misure previste ai commi successivi, almeno il 50% delle risorse derivanti dalle riduzioni per gli anni 2017-2019, della componente tariffaria A3 (la componente destinata a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili ): pertanto, le risorse che verranno ricavate dal calo degli incentivi alle rinnovabili verranno destinate, per un minimo del 50%, al taglio delle bollette degli utenti domestici e delle imprese non energivore.
Ridurre, dunque, gli oneri di sistema per gli energivori per cercare di contenere il peso sui consumatori: si stima che dalle risorse che si libereranno dalla componente A3 potranno essere destinati a tali utenti circa 1 miliardo di euro.
Le previsioni forse più rilevanti della norma sono però sono contenute nei commi 2-5 che modificano la disciplina delle agevolazioni previste per le imprese energivore.
Sotto tale profilo, a gennaio 2018 (“entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore” della “legge europea 2017”), il Ministro dello sviluppo economico (MiSE) dovrà adottare uno o più decreti volti a:
ridefinire le imprese a forte consumo di energia elettrica e le agevolazioni di cui all’art. 39, comma 3, del D.L. n. 83/2012;
i criteri e le modalità con cui l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI) provvede all’attuazione della misura e del piano di adeguamento, per gli ambiti di competenza;
definire in modo progressivo per classi di intensità di consumo elettrico calcolata sul fatturato dell’impresa, purché nel rispetto dei livelli di contribuzione minima stabiliti dalla Commissione europea (comunicazione 2014/C 200/01), applicando parametri di riferimento per l’efficienza del consumo di energia elettrica a livello settoriale o, qualora tali parametri non siano disponibili, utilizzando la media aritmetica del consumo dell’impresa calcolata sugli ultimi tre anni, nonché tenendo eventualmente conto dell’intensità degli scambi a livello internazionale definita a livello settoriale;
definire le modalità di applicazione della clausola sul valore aggiunto lordo (VAL) di cui alla comunicazione 2014/C 200/01.
L’insieme di queste previsioni “costringerà” le aziende che vogliono accedere alle agevolazioni ad adeguarsi alle disposizioni comunitarie in tema di risparmio ed efficienza energetica: solo dopo che esse si saranno adeguate, potranno beneficiarne.
I successivi commi 6 e 7 intervengono sull’ambito di applicazione del regime tariffario speciale per l’approvvigionamento di energia elettrica del sistema ferroviario.
L’art. 20 della “legge europea 2017” adegua la normativa nazionale alla comunicazione 2014/C 200/01 della Commissione, in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020, attraverso misure di sostegno alla produzione di energia da fonti rinnovabili. In particolare, l’art. 20, al comma 1, lettera a) sostituisce il comma 3 dell’art. 24 del D.Lgs. n. 28/2011: a seguito della riformulazione della norma, l’incentivo riguarderà la produzione di energia elettrica da impianti di potenza nominale fino a un valore che sarà stabilito con appositi decreti, di cui tuttavia si anticipano alcuni elementi.
Sempre questa lettera a) stabilisce che la diversificazione dell’incentivo per fonti e per scaglioni di potenza sarà finalizzata esclusivamente alla riduzione dei costi, anziché a commisurare l’incentivo stesso ai costi specifici degli impianti, tenendo conto delle economie di scala: viene anche precisato che l’incentivo riconosciuto è quello applicabile alla data di entrata dell’impianto in esercizio.
La lettera b), modifica il comma 4, lettera c) dell’art. 24 del D.Lgs. n. 28/2011: la novità ha ad oggetto le procedure d’asta al ribasso per impianti di potenza nominale superiore ai valori minimi stabiliti per l’accesso agli incentivi di cui sopra, gestite tramite il GSE (Gestore Servizi Energetici).
Tali procedure, che in base alla previgente normativa riguardavano un contingente di potenza da installare per ciascuna fonte o tipologia d’impianto, per effetto delle nuove disposizioni si applicheranno ai contingenti di potenza anche riferiti a più tecnologie e specifiche categorie di intervento.
“Gasivori” e finanziamento di misure per la decarbonizzazione
L’articolo 21 adegua la normativa nazionale alla comunicazione 2014/C 200/01 della Commissione, in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020, con riferimento alle imprese a forte consumo di gas naturale. Come già l’art. 19, anche l’art. 21 demanda a un decreto del MiSE la definizione delle imprese a forte consumo di gas naturale, indicandone i requisiti e i parametri.
La norma mira a consentire la rideterminazione dell’applicazione al settore industriale dei corrispettivi a copertura degli oneri generali del sistema del gas il cui gettito è destinato al finanziamento di misure volte al raggiungimento di obiettivi comuni in materia di decarbonizzazione.
I riferimenti da rispettare rimangono, come detto, i criteri dettati dalla Comunicazione 2014/C 200/01. Sarà invece compito dell’AEEGSI, su indirizzo adottato dal MiSE, rideterminare:
i corrispettivi a copertura degli oneri generali del sistema del gas (il cui gettito è destinato al finanziamento di misure volte al raggiungimento di obiettivi comuni in materia di decarbonizzazione),
i criteri di ripartizione dei medesimi oneri a carico dei clienti finali. L’AEEGSI dovrà adottare i provvedimenti necessari a garantire che tutti i consumi di gas superiori a 1 milione di Smc/anno per usi non energetici non siano assoggettati all’applicazione dei corrispettivi tariffari stabiliti per la copertura degli oneri generali del sistema del gas il cui gettito è destinato al finanziamento di misure in materia di obiettivi comuni per la decarbonizzazione.
Il giudizio di Confindustria
Con l’approvazione della legge europea – afferma Confindustria in una nota – i principali settori manifatturieri dell’economia italiana – Chimica, Ceramica e Laterizi, Acciaio, Carta, Fonderie, Cemento, Metalli non Ferrosi, Vetro e Automotive – che hanno l’energia tra le maggiori voci di costo, potranno essere più competitivi.
Le imprese italiane, infatti, beneficeranno delle stesse condizioni di quelle tedesche per quanto riguarda gli oneri parafiscali della bolletta elettrica. Tra questi va ricordato che il costo per il finanziamento delle fonti rinnovabili, principale componente parafiscale, è stato di circa 50 €/Mwh (componente tariffaria A3) superando di circa 48 €/Mw il costo all’ingrosso dell’energia elettrica.
La misura – che riguarderà oltre 3.100 imprese con un indotto occupazionale di quasi 500.000 occupati – rappresenta un risultato importante anche sul piano dell’equità tra aziende energivore, sia grandi che piccole e medie. Infatti, oltre 600 tra le realtà produttive coinvolte nel provvedimento, registrano un fatturato inferiore ai 50 mln di Euro e di queste 2.209 sono PMI con un fatturato inferiore ai 10 mln di Euro
Novità sugli ascensori
Citiamo infine l’articolo 23 reca disposizioni ai fini dell’integrale attuazione della direttiva 2014/33/UE per l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori e ai componenti di sicurezza per ascensori, con specifico riferimento ai certificati di abilitazione.
Tag: energiaenergia elettricaenergia rinnovabilegaslegge europearisparmio energetico
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