Source: http://www.camera.it/leg17/465?tema=riforma_elettorale
Timestamp: 2016-09-30 13:27:54+00:00
Document Index: 52949588

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 56', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 56', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 83', 'art. 56', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 19', 'sentenza ', 'sentenza ']

Il nuovo sistema elettorale della Camera
Il 1° luglio 2016 è entrato in vigore il nuovo sistema elettorale per la Camera dei deputati come definito dalla legge 6 maggio 2015, n. 52. I collegi elettorali per l'elezione dei componenti della Camera dei deputati, in base a quanto previsto dalla nuova legge elettorale, sono stati determinati dal decreto legislativo 7 agosto 2015, n. 122, sul quale si sono espresse le competenti Commissioni parlamentari. visualizza l'infografica
I collegi elettorali della Camera
5 dossier,
Nella Gazzetta Ufficiale dell'11 agosto 2015, n. 185 è stato pubblicato il decreto legislativo 7 agosto 2015, n. 122, che determina i collegi elettorali per l'elezione di componenti della Camera dei deputati, in base a quanto previsto dalla nuova legge elettorale (legge 6 maggio 2015, n. 52, cd. italicum). Lo schema di decreto legislativo (n. 189) è stato sottoposto al parere parlamentare. Le competenti commissioni parlamentari hanno espresso parere favorevole con osservazioni il 30 luglio 2015.
La nuova legge elettorale – le cui disposizioni si applicano a decorrere dal 1° luglio 2016 - ha infatti delegato il Governo (art. 4) all'adozione di un decreto legislativo relativo alla determinazione dei collegi plurinominali nell'ambito di ciascuna circoscrizione, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, sulla base di principi e criteri direttivi ivi indicati.
La determinazione dei collegi ha per oggetto il numero e la delimitazione territoriale degli stessi all'interno di ciascuna circoscrizione.
In base alla nuova legge elettorale le liste dei candidati sono presentate in 20 circoscrizioni elettorali suddivise nell'insieme in 100 collegi plurinominali ad eccezione delle circoscrizioni Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e Trentino-Alto Adige/Südtirol, per cui sono previste disposizioni particolari.
Tenuto conto dei principi e criteri previsti dalla delega legislativa che, in base alla formulazione della legge, assumono una valenza vincolante per il legislatore delegato, escludendo le circoscrizioni Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige, sono stati costituiti 100 collegi plurinominali (in Molise è costituito un collegio plurinominale, come previsto dalla legge). Oltre alla circoscrizione Molise, in applicazione dei principi e criteri direttivi stabiliti dalla legge, le circoscrizioni Umbria e Basilicata risultano costituite in un unico collegio plurinominale.
La popolazione dei collegi si attesta, come media nazionale, intorno ai 582 mila abitanti.
Il numero dei collegi plurinominali da costituire è stato determinato con il metodo dei quozienti interi e dei più alti resti in proporzione al numero di seggi assegnati alla circoscrizione come previsto dall'art. 56 della Costituzione e dalla legge 52/2015.
La popolazione di ciascun collegio non si scosta dalla media della popolazione dei collegi della circoscrizione di più del 20 per cento in eccesso o in difetto, come previsto nei criteri direttivi.
E' assicurata la continuità del territorio di ciascun collegio, salvo il caso in cui il territorio stesso comprenda porzioni insulari.
Con riferimento al Trentino-Alto Adige, la previsione della legge, a carattere vincolante, stabilisce che gli otto collegi uninominali ivi presenti – determinati in base all'art. 7 della legge 277/1993 - devono essere tali da assicurare che il territorio di nessun collegio sia compreso in più di una circoscrizione provinciale.
Nella circoscrizione Friuli Venezia Giulia è stabilita l'esigenza che uno dei collegi plurinominali sia costituito in modo da favorire l'accesso alla rappresentanza dei candidati espressione della minoranza linguistica slovena.
Analogamente, è presente il criterio in base al quale, nelle zone con minoranze linguistiche riconosciute, la definizione dei collegi deve essere tale da agevolare la loro inclusione nel minor numero possibile di collegi.
Alcuni criteri di delega recano espressioni "di norma" e "ove possibile".
In base a tali criteri, ciascun collegio plurinominale corrisponde, di norma, al territorio di una provincia o al territorio di più province fra loro contigue.
Nel caso di province di dimensione estesa, in senso demografico, i collegi sono definiti mediante accorpamento dei territori dei collegi uninominali stabiliti dal d. Igs. 536/1993, escludendo, ove presenti, i comuni compresi in un'altra provincia.
Un ulteriore criterio - da rispettare "di norma" - riguarda il mantenimento dell'integrità del territorio comunale, salvo il caso dei comuni che, per ampiezza demografica, devono essere divisi in più collegi. In quest'ultima ipotesi, i collegi sono definiti "di norma" mediante accorpamento dei territori dei collegi uninominali stabiliti dal D.Lgs. 536/1993.
Infine, principi e criteri direttivi non completamente vincolanti ("di norma") riguardano l'esigenza di tenere conto, per il bacino territoriale di ciascun collegio, dell'omogeneità economico-sociale e delle caratteristiche storico-culturali nonché della continuità del territorio di ciascun collegio.
La Tabella A allegata al decreto legislativo contiene, per ciascuna circoscrizione ripartita in più collegi, l'elenco degli stessi e la rispettiva composizione data, nella maggiornaza dei casi, dall'elenco dei collegi uninominali Camera 1993 il cui territorio è compreso nel collegio plurinominale e dai singoli comuni che pure ne fanno parte (nei casi in cui il territorio del collegio uninominale sia stato ripartito in più collegi plurinominali).
La Tabella B allegata al Decreto legislativo contiene la composizione degli otto collegi uninominali del Trentino-Alto Adige, che corrisponde a quella determinata dal D.lgs. 536/1993, sulla base dell'art. 7 della legge 277/1993.
L'elenco dei comuni compresi nei collegi plurinominali di cui alla Tabella A e l'elenco dei comuni compresi nei collegi uninominali del Trentino-Alto Adige di cui alla Tabella B sono disponibili nel sito dati.camera.it.
Determinazione dei collegi elettorali della Camera dei deputati D.Lgs. 7 agosto 2015, n. 122
Servizio Studi Collana: Atti del Governo n°193/4,
Determinazione dei collegi elettorali della Camera dei deputati Note sulla composizione dei collegi e cartografia
Servizio Studi Collana: Atti del Governo n°193,
Determinazione dei collegi elettorali della Camera dei deputati Elenco dei Comuni
Servizio Studi Collana: Atti del Governo n°193/1,
Determinazione dei collegi elettorali della Camera dei deputati Calcolo del risultato delle elezioni europee 2014 secondo la formula prevista dalla Legge n. 52/2015
Servizio Studi Collana: Atti del Governo n°193/2,
Determinazione dei collegi elettorali della Camera dei deputati I comuni di Torino, Milano, Roma e Napoli
Servizio Studi Collana: Atti del Governo n°193/3,
Collegi elettorali della Camera dei deputati - Elenco dei comuni
Nella seduta del 4 maggio 2015 il Parlamento ha approvato, in via definitiva, il nuovo sistema elettorale della Camera (legge 6 maggio 2015, n. 52).
Il nuovo sistema elettorale della Camera dei deputati, che si applica a decorrere dal 1° luglio 2016, si basa sui seguenti principali elementi:
– la suddivisione del territorio nazionale in 20 circoscrizioni elettorali, corrispon- denti alle regioni, divise a loro volta (ad esclusione di Valle d'Aosta e Trenti- no-Alto Adige) in complessivi 100 collegi plurinominali;
– l'assegnazione a ciascun collegio di un numero di seggi compreso tra tre e nove;
– la previsione di disposizioni speciali per le circoscrizioni Valle d'Aosta e Trenti- no-Alto Adige, nelle quali sono costituiti collegi uninominali; per il Trentino-Alto Adige, inoltre, tre seggi sono assegnati con sistema proporzionale;
– l'attribuzione dei seggi alle liste su base nazionale;
– la definizione di una soglia del 3 per cento dei voti validi, su base nazionale, quale requisito di accesso alla ripartizione dei seggi (previsioni specifiche sono definite per le liste rappresentative di minoranze linguistiche);
– l'attribuzione di 340 seggi alla lista che ottiene almeno il 40 per cento dei voti validi su base nazionale;
– la previsione di un turno di ballottaggio tra le due liste che ottengono il maggior numero di voti qualora nessuna lista raggiunga la soglia del 40 per cento; alla lista che prevale nel ballottaggio sono attribuiti 340 seggi;
– l'esclusione della possibilità per le liste di collegarsi in coalizione nonché della possibilità di apparentamento o collegamento fra liste in caso di ballottaggio;
– la ripartizione dei seggi avviene successivamente nelle circoscrizioni, in misura proporzionale al numero di voti che ciascuna lista ha ottenuto; segue quindi la
ripartizione dei seggi nei collegi plurinominali in cui si articolano le circoscri- zioni, anche in tal caso in misura proporzionale al numero di voti ottenuto da ciascuna lista;
– la previsione, ai fini della presentazione delle liste nei collegi plurinominali per i partiti o i gruppi politici organizzati, del deposito presso il Ministero dell'interno dello statuto;
– l'articolazione delle liste elettorali con un candidato capolista e un elenco di can- didati; all'elettore è consentito esprimere fino a due preferenze, per candidati di sesso diverso (cd. "doppia preferenza di genere"), tra quelli che non sono capoli- sta: sono quindi proclamati eletti dapprima i capolista, successivamente, i candi- dati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze;
– la previsione del divieto di candidature in più collegi, neppure di altra circoscri- zione, ad eccezione dei capolista, che possono essere candidati, al massimo, in 10 collegi;
– l'introduzione di previsioni volte a promuovere le pari opportunità tra donne e uomini nell'accesso alle cariche elettive: in particolare, i candidati devono essere presentati - in ciascuna lista - in ordine alternato per sesso; al contempo, i capo- lista dello stesso sesso non possono essere più del 60 per cento del totale in ogni circoscrizione; nel complesso delle candidature circoscrizionali di ciascuna lista, inoltre, nessun sesso può essere rappresentato in misura superiore al 50 per cento;
– la previsione di disposizioni per consentire ai cittadini temporaneamente all'e- stero per motivi di studio, lavoro o cure mediche di votare per corrispondenza nella circoscrizione Estero nonché agli elettori appartenenti alle Forze armate ed alle Forze di polizia, impegnati nelle missioni internazionali, di votare secondo le modalità che saranno definite di intesa tra i ministri competenti.
Il primo elemento che caratterizza il nuovo sistema elettorale è la suddivisione del territorio nazionale in 20 circoscrizioni elettorali ripartite nell'insieme in 100 collegi plurinominali (ad eccezione di Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige, per cui sono previste disposizioni particolari) (art. 1 del TU). Le 20 circoscrizioni corrispondono al territorio delle Regioni (Tabella A legge 52/2015).
Si ricorda che il sistema di ripartizione dei seggi nelle circoscrizioni è espressa- mente indicato dall'art. 56, quarto comma, della Costituzione: fatti salvi i 12 seggi da attribuire nella circoscrizione Estero, si divide per 618 il numero degli abitanti della Repubblica, come risultante dall'ultimo censimento generale della popolazione, e si distribuiscono i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
La determinazione dei collegi plurinominali è stata definita dal decreto legisla- tivo 7 agosto 2015, n. 122, sulla base della delega contenuta nell'art. 4 della legge 52/2015. Il decreto legislativo individua l'articolazione dei collegi nella Tabella A allegata al medesimo decreto.
La legge 52/2015 modifica anche la disciplina relativa alla presentazione delle candidature per le parti riguardanti, in particolare, la sottoscrizione delle firme, la compilazione delle liste, l'introduzione di disposizioni a tutela della parità di genere, nonché i limiti alla possibilità di candidature plurime.
La nuova disciplina (art. 18-bis TU) prescrive, ai fini della presentazione delle liste, la sottoscrizione da parte di almeno 1.500 e non più di 2.000 elettori.
È confermata la norma che prevede - in caso di scioglimento della Camera che anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni - la riduzione alla metà del numero di sottoscrizioni necessarie. Resta fermo, inoltre, che nessuna sottoscrizione è richiesta (art. 18-bis, comma 2, TU):
a) per i partiti o gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare in entrambe le Camere all'inizio della legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi elettorali;
b) per i partiti o gruppi politici rappresentativi di minoranze linguistiche ricono- sciute che abbiano conseguito almeno un seggio in occasione delle ultime ele- zioni per la Camera o per il Senato.
L'art. 19 TU, come novellato, conferma che nessun candidato può essere incluso, come già oggi, in liste con diversi contrassegni (nello stesso o in altro collegio), mentre consente ai soli candidati capolista di essere inclusi in liste con il medesimo contrassegno, in una o più circoscrizioni, fino ad un massimo di dieci collegi.
– nel complesso delle candidature circoscrizionali di ciascuna lista, nessun sesso può essere rappresentato in misura superiore al cinquanta per cento, con arro- tondamento all'unità superiore;
– nella successione interna delle liste nei collegi, i candidati sono collocati in lista secondo un ordine alternato di genere;
– nel numero complessivo di candidati capolista nei collegi di ciascuna circoscri- zione, non può esservi più del 60 per cento dei candidati dello stesso sesso, con arrotondamento aritmetico.
Ogni lista è composta da un candidato capolista e da un elenco di candidati, pre- sentati secondo un ordine numerico (art. 18, comma 3, TU).
Possono accedere alla ripartizione dei seggi le liste che ottengono, su base nazio- nale, almeno il 3 per cento dei voti validi, salve le disposizioni particolari per la Valle d'Aosta ed il Trentino-Alto Adige (art. 1, comma 1, lettera e) legge 52/2015).
I seggi alle liste sono attribuiti su base nazionale con il metodo dei quozienti interi e dei più alti resti. Sono comunque attribuiti 340 seggi alla lista che ottiene, su base nazionale, almeno il 40 per cento dei voti validi o, in mancanza, a quella che prevale in un turno di ballottaggio tra le due con il maggior numero di voti, esclusa ogni forma di collegamento tra liste o di apparentamento in caso di ballottaggio (art. 1, comma 1, lettere d) e f)).
– qualora li abbia conseguiti, è confermata l'assegnazione dei seggi risultante dalla suddetta ripartizione;
– qualora non li abbia conseguiti, alla lista maggioritaria viene attribuito il numero aggiuntivo di seggi necessario per raggiungere il totale di 340 seggi; i restanti seggi sono ripartiti tra le altre liste con il metodo dei quozienti interi e dei più alti resti.
Ove, infine, nessuna lista abbia ottenuto il 40 per cento dei voti, si procede ad un turno di ballottaggio fra le due liste più votate; alla lista che risulta vincente al ballottaggio vengono quindi assegnati 340 seggi.
Completata l'assegnazione dei seggi alle liste a livello nazionale, l'Ufficio procede alla ripartizione dei seggi nelle circoscrizioni (come previsto dall'art. 83, comma 1,
n. 8)). La ripartizione è effettuata in misura proporzionale al numero di voti che ciascuna lista ha ottenuto in una determinata circoscrizione, con l'obiettivo di far sì che ciascuna circoscrizione ottenga al termine, come somma di tutti i seggi in essa assegnati a tutte le liste, il totale dei seggi ad essa spettanti ai sensi dell'art. 56 della Costituzione. Il sistema di ripartizione fra le circoscrizioni richiama in gran parte quello introdotto dalla legge n. 270 del 2005.
Sono quindi proclamati eletti, fino a concorrenza dei seggi che spettano a ciascuna lista in ogni circoscrizione, dapprima, i capolista nei collegi, quindi i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze.
Qualora in un collegio non sia possibile assegnare tutti i seggi ad una lista perché la lista stessa ha esaurito il numero di candidati, l'Ufficio centrale circoscrizionale assegna i seggi alla lista in un altro collegio della medesima circoscrizione in cui la lista stessa abbia la maggior parte decimale del quoziente inutilizzata, a partire dal capolista e, successivamente, in base alla graduatoria delle preferenze ottenute dagli altri candidati. Qualora residuino ancora seggi da assegnare alla lista, l'Ufficio lo assegna in un altro collegio della medesima circoscrizione in cui la lista stessa abbia la maggior parte decimale del quoziente già utilizzata; anche in tal caso si segue lo stesso criterio: prima il capolista e poi i candidati in ordine di preferenze ottenute (art. 84, co. 2, TU).
Qualora anche dopo tali operazioni residuino ancora seggi da assegnare alla lista, l'Ufficio centrale circoscrizionale ne dà comunicazione all'Ufficio centrale nazionale, il quale individua la circoscrizione in cui la lista stessa abbia la maggior parte decimale del quoziente inutilizzata e ne dà comunicazione a sua volta all'Ufficio centrale circoscrizionale competente. Quest'ultimo provvede all'assegnazione del seggio, sempre nell'ordine descritto (art. 84, comma 3, TU).
In tutte le operazioni in caso di parità della parte decimale, si procede mediante sorteggio (art. 84, comma 4, TU).
L'articolo 85 prevede che il deputato eletto in più collegi plurinominali dichiari alla Presidenza della Camera, entro otto giorni dalla data dell'ultima proclamazione, il collegio prescelto. In mancanza di opzione si procede mediante sorteggio.
La disposizione si ricollega alla possibilità di candidature plurime prevista dall'art. 19 TU per i candidati capolista e conferma il meccanismo previsto nella legge n. 270 del 2005 per le opzioni fra circoscrizioni.
È altresì disciplinata l'attribuzione dei seggi vacanti nelle circoscrizioni Valle d'A- osta e Trentino-Alto Adige: nel caso si tratti di collegi uninominali si procede ad elezioni suppletive; nel caso in cui si tratti di uno dei seggi attribuiti con metodo proporzionale in Trentino-Alto Adige, il seggio è assegnato al primo dei candidati non eletti nell'ordine progressivo di lista (commi 3 e 3-bis).
La nuova disciplina per l'elezione della Camera dei deputati contiene disposizioni speciali per le circoscrizioni Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige.
I voti espressi nei collegi uninominali, infatti - oltre a determinare l'elezione del candidato uninominale - sono computati in sede nazionale per la determinazione della lista maggioritaria e per la determinazione delle soglie di accesso alla riparti- zione dei seggi. Quei medesimi voti - dal momento che hanno già dato luogo alla elezione di un candidato nella circoscrizione - non sono peraltro considerati ai fini della ripartizione dei seggi assegnati nella restante parte del territorio nazionale.
– se il premio di maggioranza non è attribuito - in quanto la lista maggioritaria con l'assegnazione proporzionale ha già ottenuto almeno 340 seggi - i seggi sono attribuiti proporzionalmente, con il metodo d'Hondt;
– se il premio di maggioranza è attribuito alla lista maggioritaria – sia a seguito di verifica positiva del raggiungimento del 40 per cento dei voti validi, sia a seguito di ballottaggio - i seggi sono assegnati per due terzi alla lista maggioritaria e il restante terzo è ripartito tra le liste di minoranza.
La proposta approvata dalla Camera in prima lettura aggiornato a 31 marzo 2014
La sentenza 1/2014 e la relazione della Corte costituzionale aggiornato a 31 marzo 2014
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Riforme costituzionali L'esame presso la Camera dei deputati
Il 5 dicembre 2013, a seguito della pronuncia della Consulta (sentenza 1/2014), la Conferenza dei presidenti di gruppo della Camera ha convenuto, sulla base della dichiarazione di urgenza deliberata presso la stessa Camera, all'unanimità, il 31 luglio 2013, di richiedere l'iscrizione all'ordine del giorno della I Commissione dei progetti di legge in tema di modifica della legge elettorale. Questa delibera era basata sull'obiettivo di attivare possibili intese con il Senato circa la priorità dell'esame dei provvedimenti tra le due Camere.
Quindi, il 10 dicembre, la I Commissione della Camera ha iniziato l'esame di diverse proposte di legge e di tre petizioni popolari in materia elettorale, con riserva di proseguirlo una volta definita la procedura delle intese con l'altro ramo del Parlamento. Per i contenuti di tali proposte di legge si veda il dossier del Servizio studi Modifiche alle norme per l'elezione della Camera e del Senato - A.C. 3 e abb. sotto indicato.
Il 12 dicembre, con un comunicato stampa congiunto, i Presidenti dei due rami del Parlamento hanno comunicato la raggiunta intesa sul passaggio della materia elettorale alla Camera e, allo stesso tempo, hanno convenuto sull'esigenza, "anche ai fini di un'equilibrata condivisione dell'impegno riformatore, che il Senato abbia la priorità nell'esame dei progetti di legge di riforma costituzionale già presentati e preannunciati, in particolare quelli concernenti il superamento del bicameralismo paritario e per l'avvio di un più moderno ed efficiente bicameralismo differenziato".
Il 9 gennaio 2014, l'Ufficio di Presidenza della I Commissione della Camera ha quindi concordato di svolgere un ciclo di audizioni di esperti da concludere entro il 17 gennaio e, nello stesso giorno. Il 22 gennaio 2014 il relatore e Presidente della I Commissione ha presentato una proposta di testo unificato e il 24 gennaio la Commissione ha adottato come testo base per il seguito dell'esame la nuova proposta di testo unificato del relatore. Il 28 gennaio la Commissione ha quindi iniziato la discussione sul complesso degli emendamenti presentati il giorno precedente. Il 30 gennaio la Commissione ha dato mandato al relatore di riferire favorevolmente all'Assemblea che ha iniziato l'esame il giorno stesso.
Nella seduta dell'11 marzo l'Assemblea ha deliberato lo stralcio dell'articolo 2 relativo al sistema di elezione del Senato della Repubblica e ha approvato gli emendamenti della Commissione relativi alla formula elettorale. Il giorno seguente l'Assemblea ha approvato il testo.
Modifiche alle norme per l'elezione della Camera e del Senato Scheda di lettura
Servizio Studi Collana: Progetti di legge n°98,
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Altri temi di Affari costituzionali e ordinamento della Repubblica
Modifiche al trattamento economico e previdenziale dei parlamentari e dei consiglieri regionali
D.L. 210/2015: proroga termini
L'Intesa tra lo Stato e l'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai