Source: https://www.tuttogenealogia.it/index.php?name=PNphpBB2&file=viewtopic&p=139955&amp
Timestamp: 2019-06-18 13:14:40+00:00
Document Index: 28180464

Matched Legal Cases: ['art. 107', 'art. 177', 'art. 177', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 22', 'art. 177', 'art. 177', 'art. 177', 'art. 185', 'art. 16', 'art. 177']

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Inviato: 29 Dic 2018 - 17:19
Come forse sapete, a Settembre scorso é entrato in vigore il Decreto Legislativo in oggetto (
Casus belli: Il comune di Bari da cui ho richiesto copie integrali di Atti di Nascita e Morte fino a Ottobre, ieri mi ha risposto negandomi di fornire analoghe copie adducendo la seguente risposta:
In risposta alla sua richiesta si rappresenta che ai sensi dell'art. 107 del DPR n. 396/2000 e del D.Lgs n. 101/2018, che ha abrogato espressamente l'art. 177 del D.Lgs n. 196/2003 che prevedeva il rilascio delle copie integrali decorsi 70 anni, gli estratti per copia integrale possono essere rilasciati solamente al diretto interessato, oppure a soggetti diversi a condizione che venga presentata motivata istanza comprovante l'interesse personale e concreto del richiedente a fini di tutela di una situazione giuridicamente rilevante
il rilascio di copie integrali per la ricostruzione del proprio albero genealogico non costituisce un interesse giuridicamente rilevante.
Vi siete giá trovati a confrontarvi con risposte analoghe da altri Comuni italiani? Come suggerireste di muovermi o rispondere?
Inviato: 29 Dic 2018 - 18:46
In una precedente discussione avevo fatto una considerazione in merito:
Alla fine della giostra, come sempre, penso bisognerà attendere che il Legislatore si dia una svegliata ed intervenga a mettere una pezza interpretativa.
Io, per fortuna ed almeno per il momento, non ho avuto alcun problema... (ecco, l'ho detto... me la sono cercata... )
Inviato: 30 Dic 2018 - 01:58
Leggo proprio ora che il Garante per la Privacy si è espresso in merito al codice deontologico per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica, pubblicato in coda al D. Lgs. 101/2018:
In sostanza il Garante ha verificato che il codice deontologico in questione sia conforme al GDPR e ne ufficializza il contenuto.
Il codice sembra avere carattere generale, ma negli artt. 4, 5 e 10 è abbastanza chiaro che l'accesso ai documenti degli archivi storici è tutt'altro che vietato...
Inviato: 30 Dic 2018 - 09:41
elfobianco ha scritto:
Queste regole deontologiche restituiranno cià che ci è stato tolto con l'abrogazione dell'art. 177 del precedente 196/2003. Anzi, a ben vedere sono anche più specifiche, in quanto prevedono lo scopo storico (art. 2), mai contemplato in precedenza e spesso motivo di discussione con gli uffici di Stato Civile. Inoltre, ristabiliscono la questione dei settant'anni (art. 10, comma 2).
Dette regole potrebbero anche intaccare l'inossidabile art. 22 della legge Bosetti & Gatti, che viene usata sempre più spesso dagli uffici dell'anagrafe, per negare lo stato di famiglia storico.
Inviato: 30 Dic 2018 - 10:34
Ho appena riscritto al comune di Bari. Vediamo come si porranno.
Inviato: 30 Dic 2018 - 11:06
Sandime ha scritto:
Lo spero vivamente. Anche perché lo scopo del Legislatore, quello europeo prima con il GDPR e quello italiano poi nel successivo accoglimento, è quello di tutelare i dati degli interessati secondo norme ben precise, istituendo diritti e doveri rivolti sia agli interessati che ai soggetti titolari dei trattamenti. La Privacy non può diventare certo lo spauracchio da invocare ogni qualvolta ci si voglia svincolare da una corretta interpretazione normativa (per ignoranza o per malafede ).
Anche se è chiaro che il GDPR non si applichi ai dati delle persone decedute (considerando n. 27), il legislatore ha voluto lasciar spazio agli stati membri per eventuali norme specifiche per il loro trattamento.
Chi vivrà vedrà... e spererà...
Inviato: 30 Dic 2018 - 11:12
lblasi ha scritto:
Probabile che non facciano comunque seguito alla richiesta, in quanto il provvedimento non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (oltre ad un tempo non definito, affinché venga recepito a suon di circolari interne).
Inviato: 30 Dic 2018 - 12:04
Le copie (integrali) dello Stato Civile (tribunale), per lo stesso Comune di Bari (fino al 1900), sono state rese pubbliche da antenati/org. Ovvero dal Sistema Archivistico Nazionale, nato da un accordo tra il Ministro per i beni e le attività culturali e oltre ad altri (anche) con il Presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani.
Per cui (a prescindere dalla distinzione d'ufficio) non si capisce perchè per lo stesso atto del 1899 (per dire), istituzionalmente reso pubblico, del quale abbisogno di copia integrale certificata, quest'ultima mi venga bellamente rifiutata, per la (per carità, legittima) mancanza dell'interesse personale a fini di tutela di una situazione giuridicamente rilevante". E a seguire, per gli anni successivi.
Ad ogni modo, l'allegato delle Regole deontologiche del Garante della Privacy, mi fa ben sperare.
Inviato: 11 Gen 2019 - 10:04
Non conoscevo questo documento del garante della privacy, ma che valenza ha? Cioè come si può forzare il legislatore a prendere posizione in tal senso?
L'abrogazione dell'art. 177 del precedente 196/2003 rende i documenti dello stato civile praticamente incomunicabili ed inaccessibili, il che è evidentemente un'assurdità.
Anche io ho avuto a che fare col comune di Bari, e l'impiegato mi ha detto chiaramente che hanno approfittato del Regolamento privacy per eliminare l'art. 177 (che con la privacy c'entra ben poco visto che gli stessi documenti sono consultabili su fs) per ragioni pratiche, ovvero perchè erano costretti ad effettuare molte ricerche di carattere genealogico a fronte di richieste spesso molto vaghe.
E io lo capisco pure, ma devono operare diversamente, non so ad esempio prevedendo un costo per il servizio di ricerca, ma inviando gratuitamente gli estratti integrali a fronte di una richiesta precisa.
In alternativa, e secondo me sarebbe la via più corretta, gli archivi di stato dovrebbero farsi carico obbligatoriamente di questo patrimonio documentario.
Gli atti dello stato civile sono archivi pubblici e dunque accessibili a tutti gratuitamente, sebbene soggetti a limitazioni per le informazioni sensibili che riportano. Si definiscano dei limiti cronologici, ad esempio i famosi 70 anni (ma anche di più!).
Passati i 70 anni gli ads dovrebbero avere l'obbligo di raccogliere e rendere accessibili tali atti (usando i registri del tribunale).
Invece in Italia tutto è fluido, si va sempre ad interpretazioni
Inviato: 11 Gen 2019 - 10:22
In realtà, seppure l'art. 177 sia stato abrogato dal D. Lgs. 101/2018, le regole deontologiche allegate al decreto estendono e chiariscono molti degli articoli che sono stati abrogati.
Infatti, nelle "Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica" allegate al decreto, agli artt. 5, 7 e 10, ci sono indicazioni ben precise (del Legislatore, non del Garante, badate bene) su quali sono le modalità di fruizione degli archivi da parte degli interessati.
Il Garante è stato chiamato in causa solo per verificare che tali regole deontologiche rispettassero la normativa Europea in materia di trattamento dei dati, così come previsto dal GDPR.
Ma dalla normativa all'applicazione, si sa, ce ne passa...
Inviato: 12 Gen 2019 - 09:46
In effetti ad oggi ancora nessuna risposta..
Inviato: 12 Gen 2019 - 13:59
A parte il progetto "Antenati", la SAN ecc.
I suddetti codici deontologici esistono dal 2001. Erano già presenti nella 196/2003 ex 675/1996 (Capo IV – Norme Finali, art. 185); sono richiamati dall’art. 16 della 101/2018 e una volta verificate le conformità, verranno debitamente reinseriti nella stessa 101.
Quindi hanno ragione quelli che dicono che detti codici deontologici non colmano il vuoto legislativo dell’abrogato art. 177 (196/2003) ma è proprio la mancanza di una nuova legge (o articolo ad hoc) per la disciplina anagrafica dello stato civile che potrebbe, di fatto, rendere attuativi i suddetti codici, una volta pubblicati sulla GU (con valenza dispositiva).
Le "Regole deontologiche ... per scopi di ricerca storica ...", all'allegato 1, affermano che (Capo I/Art. 1/Comma 2): "le ... regole riguardano i trattamenti di dati personali effettuati per scopi storici in relazione ai documenti conservati presso archivi delle pubbliche amministrazioni, enti pubblici e che (Capo III/Art. 10/Comma 2) "i documenti relativi alla salute ovvero alla vita o all’orientamento sessuale oppure (a) rapporti riservati di tipo familiare, divengono liberamente consultabili settanta anni dalla loro data".
Messa così, mi stai dicendo che (con le dovute precauzioni) già potrei consultare un atto presente in un registro di Stato Civile, per un interesse di carattere storico ma la questione è che non puoi ufficializzare una linea guida per il trattamento dei dati già acquisiti, se prima non mi dai (o ripristini) uno strumento legislativo che mi permetta di acquisirli.
Inviato: 16 Gen 2019 - 08:49
Pubblicate in GU (Serie Generale n.12 del 15-01-2019) le Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica.
Inviato: 16 Gen 2019 - 14:29
Inviato: 16 Gen 2019 - 18:38