Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1282-codice-civile-interessi-nelle-obbligazioni-pecunarie
Timestamp: 2019-12-07 11:32:18+00:00
Document Index: 111421105

Matched Legal Cases: ['art. 1282', 'sentenza ', 'art. 1282', 'art. 1282', 'art. 1226', 'art. 2056', 'art. 1224', 'art. 2056', 'art. 1282']

Art. 1282 codice civile: Interessi nelle obbligazioni pecunarie | La Legge per tutti
I crediti liquidi ed esigibili di somme di danaro producono interessi di pieno diritto, salvo che la legge o il titolo (1) stabiliscano diversamente.
Salvo patto contrario, i crediti per fitti e pigioni non producono interessi se non dalla costituzione in mora (2).
Se il credito ha per oggetto rimborso di spese fatte per cose da restituire, non decorrono interessi per il periodo di tempo in cui chi ha fatto le spese abbia goduto della cosa senza corrispettivo e senza essere tenuto a render conto del godimento (3).
Pigioni: [v. 1608].
Crediti liquidi ed esigibili: crediti determinati con precisione nel loro ammontare e non sottoposti a termine o condizione [v. 1353].
Interessi: frutti civili [v. 820] del denaro, costituiscono il compenso per il suo godimento.
Costituzione in mora: intimazione formale ad adempiere, per mezzo dell’ufficiale giudiziario, o più semplicemente per iscritto senza bisogno di formule sacramentali, rivolta dal creditore al debitore.
(1) L’accordo, il contratto.
(2) È una regola a favore del debitore-conduttore [v. 1571], il quale dovrà pagare gli interessi sui canoni solo se costituito in mora e solo da quel momento, in deroga al principio della automaticità degli interessi (comma 1). La disposizione si giustifica in virtù della debolezza economica di chi ha bisogno di beni di prima necessità (alloggi).
(3) Ad esempio, Tizio riceve in comodato da Caio un’automobile, che fa riparare e continua ad usare. Caio dovrà rimborsare a Tizio tale somma, ma senza interessi, in deroga al principio dell’automaticità degli interessi. Questi saranno invece dovuti per il periodo in cui Tizio non usa l’automobile
Gli interessi sono naturale conseguenza della «fecondità» del denaro. Essi si distinguono in interessi che hanno funzione remuneratoria (compensativa) e interessi che hanno funzione risarcitoria. I secondi sono quelli moratori [v. 1224] e costituiscono un risarcimento del danno per il ritardo nel pagamento di un debito di denaro.
In tema di locazione di immobili urbani, il debito per il pagamento degli oneri accessori costituisce un debito di valuta poiché ha ad oggetto, fin dall'origine, una somma di denaro, sicché, in difetto della prova del pregiudizio da parte del creditore, la rivalutazione monetaria non spetta automaticamente. Rigetta, App. Torino, 14/07/2010
Cassazione civile sez. III 31 ottobre 2014 n. 23157
Cassazione civile sez. III 10 ottobre 2014 n. 21396
Il danno da ritardato adempimento dell'obbligo di risarcire il danno va liquidato applicando un saggio di interessi scelto in via equitativa dal giudice sulla semisomma tra il credito rivalutato alla data della liquidazione ed il credito espresso in moneta dell'epoca dell'illecito. Tali interessi si produrranno dalla data in cui si è verificato il danno (coincidente, per il danno biologico permanente, con quella di consolidamento dei postumi) a quella di liquidazione; dopo tale data il coacervo di capitale e danno da mora, ormai trasformato in una obbligazione di valuta, inizierà a produrre interessi al saggio legale, ai sensi dell'art. 1282, comma 1, c.c..
In tema di IVA, il contribuente, che intenda successivamente formulare la richiesta di rimborso degli interessi, non ha l'onere di impugnare nel termine di legge il provvedimento dell'Amministrazione finanziaria con cui viene disposto, limitatamente al capitale, il rimborso delle somme richieste a titolo di eccedenza IVA nella relativa dichiarazione, trattandosi di atto privo di valore di disconoscimento implicito del diritto agli interessi, per i quali non sia stata formulata alcuna specifica istanza, attesa l'autonomia delle obbligazioni per il debito principale e per gli interessi. Cassa con rinvio, Comm. Trib. Reg. Lombardia, 30/09/2011
Cassazione civile sez. VI 25 luglio 2014 n. 17020
In materia tributaria, qualora il ricorso del contribuente sia accolto solo parzialmente e la sentenza di merito confermi la legittimità del titolo impugnato, l'intervenuta sospensione giudiziale della riscossione di cartelle di pagamento non determinala necessità di una nuova iscrizione a ruolo per gli interessi intanto maturati sull'importo dell'imposta dovuta, fondandosi tale pretesa sul principio generale di cui all'art. 1282, primo comma, cod. civ. secondo cui i crediti liquidi ed esigibili di somme di denaro producono interessi di pieno diritto in misura del tasso legale, salvo che la legge o il titolo dispongano diversamente Dichiara inammissibile, Comm. Trib. Reg. Bologna, 06/07/2011
Cassazione civile sez. trib. 11 luglio 2014 n. 15970
Il diritto sulle somme pretese a titolo di rivalutazione sulla componente dell'indennizzo per danni da vaccinazione obbligatoria, costituita dall'indennità integrativa speciale, nel caso in cui tali somme non siano state poste in riscossione ovvero messe a disposizione dell'avente diritto, è soggetto alla prescrizionale ordinaria decennale, e non a quella quinquennale, che presuppone la liquidità del credito, da intendere, non secondo la nozione comune desumibile dall'art. 1282 cod. civ., ma quale effetto del completamento del procedimento amministrativo di liquidazione della spesa (cosiddetto procedimento di contabilità). Rigetta, App. Torino, 24/11/2011
Cassazione civile sez. VI 03 aprile 2014 n. 7885
In tema di interessi, sono stati stabiliti i seguenti principi: a) esiste un principio generale di equità che impone di compensare con l'attribuzione degli interessi il conseguimento, in ritardo rispetto al sorgere del credito, della disponibilità di una somma di denaro, somma che arricchisce il patrimonio del debitore che non paga subito, con correlativo lucro cessante di chi dovrebbe ottenerla e non ne ha la disponibilità; b) il ritardo a carico del debitore deve rapportarsi al momento in cui il controvalore avrebbe dovuto essere spontaneamente pagato. La prova, in proposito, può essere data anche mediante presunzioni semplici e facendo ricorso all'art. 1226 c.c. (criteri equitativi) e, quindi, in questo ambito di equo apprezzamento (art. 2056 c.c.) il lucro cessante può essere liquidato col criterio degli interessi, senza dovere necessariamente fare ricorso al tasso degli interessi legali; c) nell'ambito della suddetta valutazione equitativa può tenersi conto, soprattutto quando l'intervallo di tempo fra l'illecito e il suo risarcimento è cospicuo e l'inflazione è ragguardevole, del graduale mutamento del potere di acquisto della moneta, calcolando gli interessi (per esempio anno per anno) sul valore della somma via via rivalutata nell'arco del suddetto ritardo oppure calcolando indici medi di valutazione; d) deve, quindi, escludersi che la base di calcolo dei suddetti interessi possa essere quella della somma rivalutata al momento della liquidazione, se gli interessi vengono fatti decorrere - come consente il sistema - dal momento del fatto illecito; invero, gli interessi non costituiscono un debito di valore, ma un criterio di commisurazione del danno da ritardato conseguimento di una somma di denaro che, all'epoca del fatto, era - per definizione- non rivalutata; e) non si tratta di danno presunto per legge (art. 1224 primo comma), ma di danno che deve essere allegato e provato, con tutti i mezzi, anche presuntivi e mediante l'utilizzo di criteri equitativi (secondo comma dell'art. 2056). Tra detti criteri può utilizzarsi quello più semplice degli interessi ad un tasso che non deve essere necessariamente quello legale, perchè l'equità potrebbe far ritenere eccessivo o esiguo un interesse quale è quello attuale; f) sulla somma finale liquidata saranno dovuti i normali interessi legali (ex art. 1282 c.c.).
Tribunale Torre Annunziata 13 gennaio 2014 n. 227