Source: https://www.diritto.it/alla-corte-di-giustizia-la-mancanza-della-fase-del-contraddittorio-prima-dellemissione-dellinformativa-antimafia-interdittiva/
Timestamp: 2020-07-13 07:14:04+00:00
Document Index: 29550840

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 41', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 91', 'art. 92', 'art. 93', 'sentenza ']

Alla Corte di Giustizia l'emissione dell'informativa antimafia
Qui la sentenza: Tar Puglia - III sez. - sentenza n. 28 del 13-01-2020
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, sede di Bari chiede alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di chiarire se gli artt. 91, 92 e 93 del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nella parte in cui non prevedono il contraddittorio in favore del soggetto nei cui riguardi l’Amministrazione si propone di rilasciare una informativa antimafia interdittiva siano compatibili con il principio del contraddittorio, così come riconosciuto quale principio di diritto dell’Unione.
La norma (norma parametro) dell’Unione Europea sul rispetto del contraddittorio
L’Unione Europea detta talune norme in materia di contraddittorio.
In particolare, l’articolo 41 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea del 7 dicembre 2000 prevede espressamente il diritto del cittadino europeo a una buona amministrazione.
Il diritto ad una buona amministrazione comprende in particolare… a) il diritto di ogni persona di essere ascoltata prima che nei suoi confronti venga adottato un provvedimento individuale che le rechi pregiudizio (sempre art. 41 Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea).
Il diritto dell’Unione riconosce, pertanto, la sussistenza di un principio del contraddittorio di carattere endoprocedimentale, da far valere al di fuori del diritto di difesa nel processo giurisdizionale e da intendere nel senso che “ ogni qualvolta l’Amministrazione si proponga di adottare nei confronti di un soggetto un atto ad esso lesivo, i destinatari di decisioni che incidono sensibilmente sui loro interessi devono essere messi in condizione di manifestare utilmente il loro punto di vista in merito agli elementi sui quali l’Amministrazione intende fondare la sua decisione (…).
Il principio del contraddittorio appartiene, oltretutto, al catalogo dei principi generali del Diritto dell’Unione in base all’art. 6, par. 3 del Trattato sull’Unione Europea, a mente del quale “i diritti fondamentali garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri, fanno parte del diritto dell’Unione in quanto principi generali”.
La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea è fonte di diritto primario dell’Unione Europea, al pari dei Trattati istitutivi.
L’art. 6, par. 1 del Trattato sull’Unione Europea, stabilisce che “L’Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi sanciti nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea del 7 dicembre 2000, adottata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo, che ha lo stesso valore giuridico dei trattati”.
Peraltro, le fonti di diritto primario dell’Unione Europea, allorquando presentino i caratteri della sufficiente precisione e del carattere incondizionato possono avere efficacia diretta all’interno degli ordinamenti nazionali in modo da creare a favore dei singoli posizioni giuridiche soggettive direttamente tutelabili dinnanzi ai giudici nazionali.
Le norme nazionali (norme oggetto) sulle quali il Tar Puglia solleva la questione pregiudiziale
Attraverso il rinvio pregiudiziale il Tar Puglia formula un quesito sull’artt. 91, 92 e 93 del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
Tali disposizioni prevedono la disciplina dell’Informativa antimafia (art. 91), i termini per il rilascio delle informazioni antimafia (art. 92) ed i poteri di accesso e accertamento del prefetto (art. 93).
In particolare, il Tar non condivide l’assunto della natura cautelare del provvedimento, poichè non si tratta di una misura provvisoria e strumentale ma di un atto conclusivo del procedimento amministrativo avente effetti definitivi.
Peraltro, il legislatore nazionale ha realizzato nel corso degli anni allargamenti dell’area di applicazione dell’informativa, al fine di rafforzare quei settori di contrasto alla criminalità necessitanti particolari strumenti di tutela, come il contrasto alle mafie.
Inoltre, il rinvio pregiudiziale è disciplinato dall’articolo 100 del Regolamento di procedura della Corte di Giustizia sugli “Effetti della domanda di pronuncia pregiudiziale”.
In particolare, l’articolo 100 del Regolamento di procedura della Corte di Giustizia prevede che “La Corte resta investita della domanda di pronuncia pregiudiziale fintantoché il giudice che ha adito la Corte non abbia ritirato la sua domanda. Il ritiro di una domanda può essere preso in considerazione sino alla notifica della data di pronuncia della sentenza agli interessati menzionati dall’articolo 23 dello statuto. Tuttavia, la Corte, in qualsiasi momento, può constatare la sopravvenuta mancanza dei presupposti della sua competenza.”