Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-proc-civile/art-303-cod-proc-civile-riassunzione-del-processo
Timestamp: 2016-10-25 17:16:59+00:00
Document Index: 45626282

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2504', 'art. 303', 'art. 125', 'art. 303', 'art. 303', 'art. 303', 'art. 303']

Art. 303 cod. proc. civile: Riassunzione del processo
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Se non avviene la prosecuzione del processo a norma dell’articolo precedente, l’altra parte (1)può chiedere la fissazione dell’udienza, notificando quindi il ricorso e il decreto a coloro che debbono costituirsi per proseguirlo.
In caso di morte della parte il ricorso deve contenere gli estremi della domanda, e la notificazione entro un anno dalla morte puo’ essere fatta collettivamente e impersonalmente agli eredi, nell’ultimo domicilio del defunto (2).
Commento(1) Legittimata attiva è una qualsiasi delle parti contrapposte a quella interessata dall’evento interruttivo, ma può riassumere anche quest’ultima, servendosi dello stesso mezzo del ricorso.
(2) La notificazione collettiva determina la pendenza della lite nei confronti di tutti gli eredi, noti ed ignoti, senza possibilità per il giudice di rilevare la non integrità del contraddittorio. L’onere di individuazione dei legittimati a stare in giudizio si sposta, cioè, dal riassumente agli eredi, i quali nel costituirsi si lasceranno individuare personalmente. Dopo la scadenza del termine annuale, la notificazione va fatta singolarmente a tutti coloro che risultano essere eredi, nella loro qualità di litisconsorti necessari. In tal caso, l’errata individuazione determina la nullità del procedimento e della sentenza pronunciata nei confronti dell’erede apparente.
Giurisprudenza annotataRequisiti dell’atto di riassunzione
In tema di riunione e separazione di cause, i processi in cui sono riunite più cause distinte, connesse ma autonome, possono essere legittimamente riassunti o proseguiti, dopo la dichiarazione di interruzione del procedimento, anche limitatamente ad alcuni soltanto dei rapporti da cui sono composte poiché su ogni parte grava l’onere di riattivare il processo, relativamente alle domande per le quali ha interesse a una pronuncia di merito.
Cass. 26 luglio 2010, n. 17533.
In tema di fusione di una società per incorporazione, l’estinzione che ne deriva ai sensi dell’art. 2504 bis c.c. (nel testo “ratione temporis” vigente) è equiparata alla morte della persona fisica, ai fini della successione nel processo, senza che tuttavia trovino applicazione anche tutte le correlative norme dettate per l’interruzione del processo; avvenuta la dichiarazione di estinzione, non è dunque necessario che il ricorso in riassunzione contenga, ex art. 303, comma 2, c.p.c., gli estremi della domanda (comunque non richiesti a pena di nullità), trattandosi di onere ulteriore, imposto da norma eccezionale non suscettibile di interpretazione analogica, rispetto alla regola generale sugli elementi del ricorso e di cui all’art. 125 disp. att. c.p.c., che ritiene sufficiente il richiamo all’atto introduttivo del giudizio, nella specie effettuato riproducendo le conclusioni dell’originaria citazione.
Cass. 10 dicembre 2008, n. 28989.
Termini e modalità della riassunzione del processo
Poiché l’art. 303 c.p.c. non prevede alcun termine per la notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza, qualora il giudice, anziché fissare il termine secondo il suo prudente apprezzamento, disponga che la notifica sia effettuata “nei termini di legge”, è sufficiente che si provveda alla notifica con un congruo intervallo temporale tra la notifica stessa e l’udienza, sì da consentire alla controparte un adeguato margine per le proprie difese.
Cass. 19 giugno 2009, n. 14353.
Notificazione effettuata collettivamente ed impersonalmente agli eredi della parte defunta
L’art. 303, comma 2, c.p.c. prevede una forma di notificazione agevolata, impersonale e collettiva, agli eredi della parte defunta, per il periodo di un anno dalla morte, dell’atto di riassunzione del processo interrotto; detta norma dispensa il notificante da una ricerca specifica ed individuale degli eredi (che non devono essere designati nominativamente). né tale forma di notifica è impedita se, come nella specie, sia stato depositato in atti il certificato storico della composizione della famiglia del de cuius.
Cass. 16 novembre 2007, n. 23783.
La forma di notificazione agevolata agli eredi della parte defunta prevista dall’art. 303, comma 2, c.p.c. - che costituisce una rilevante deroga ai principi della esatta identificazione nominativa della parte citata in giudizio e del luogo presso cui la notificazione deve essere eseguita - trova fondamento nella presunzione legale che gli eredi, nel periodo di un anno dalla morte, facciano capo al domicilio del “de cuius” per tutte le questioni o i rapporti inerenti la successione, la quale presunzione può avere come punto di riferimento oggettivo esclusivamente l’evento stesso del decesso: ne consegue che il citato art. 303, comma 2, non può essere interpretato nel senso che l’anno durante il quale è consentita la citazione in riassunzione degli eredi della parte defunta in via impersonale nell’ultimo domicilio del “de cuius” decorra dalla conoscenza che la parte abbia dell’evento interruttivo. Cass. 20 ottobre 2008, n. 25548.
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