Source: http://www.chimici.info/normativa/decreto-legislativo-27-gennaio-2010-n-11-attuazione-della-direttiva-200764ce-relativa-ai-servizi-di-pagamento-nel-mercato-interno-recante-modifica-delle-direttive-977ce-200265ce-200560/
Timestamp: 2018-07-16 21:46:15+00:00
Document Index: 152176718

Matched Legal Cases: ['art.  32', 'art. 2', 'art. 120', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 8', 'art.  4', 'art. 10', 'art.  3', 'art. 128', 'art. 146', 'art. 146', 'art. 31', 'art. 145', 'art. 144', 'art. 8', 'art. 16', 'art.   115', 'art.  1', 'art. 11', 'art.   106', 'art. 107', 'art.  53', 'art. 106', 'art.\n97', 'art. 57', 'art. 47', 'art.\n114', 'art.  114', 'art. 19', 'art. 56', 'art.   128', 'art. 107', 'art.  106', 'art. 155', 'art.  121', 'art. 126', 'art.  115', 'art.  128', 'art.  132', 'art. 2409', 'art.   133', 'art. 107', 'art.   144', 'art. 121', 'art.  128', 'art.  128', 'art.\n121', 'art. 36', 'art.  11', 'art. 2', 'art. 107', 'art. 106', 'art.  155', 'art. 31', 'art.  109', 'art. 16', 'art. 3', 'art.  5', 'art. 36', 'art. 53', 'art.  10', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 11', 'art.   114', 'art. 11', 'art.  10', 'art.  11', 'art. 11', 'art.  12', 'art.  13', 'art.\n14', 'art. 8', 'art. 12', 'art.  2', 'art. 4', 'art.  370', 'art. 370', 'art. 197', 'art. 9', 'art. 35', 'art. 1', 'art.  128']

DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 11 - Attuazione della direttiva 2007/64/CE, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE, e che abroga la direttiva 97/5/CE. (10G0027) (GU n. 36 del 13-2-2010 | Chimici.info
DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 11 – Attuazione della direttiva 2007/64/CE, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE, e che abroga la direttiva 97/5/CE. (10G0027) (GU n. 36 del 13-2-2010
DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 11 - Attuazione della direttiva 2007/64/CE, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE, e che abroga la direttiva 97/5/CE. (10G0027) (GU n. 36 del 13-2-2010 - Suppl. Ordinario n.29) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 01/03/2010
direttiva 97/5/CE. (10G0027)
– La direttiva 2007/64/CE e’ pubblicata nella  G.U.U.E.
5 dicembre 2007, n. L 319.
– La direttiva 97/7/CE e’ pubblicata nella  G.U.C.E.  4
giugno 1997, n. L 144.
– La direttiva 2002/65/CE e’ pubblicata nella  G.U.C.E.
9 ottobre 2002, n. L 271.
– La direttiva 2005/60/CE e’ pubblicata nella  G.U.U.E.
– La direttiva 2006/48/CE e’ pubblicata nella  Gazzetta
Ufficiale 30 giugno 2006, n. L 177.
– La direttiva 97/5/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.  14
febbraio 1997, n. L 43.
–  L’art.  32,  della  legge  7  luglio  2009,  n.  88,
«Art. 32. (Delega al  Governo  per  l’attuazione  della
direttiva  2007/64/CE  del   Parlamento   europeo   e   del
Consiglio, del 13 novembre 2007,  relativa  ai  servizi  di
pagamento  nel  mercato  interno,  recante  modifica  delle
direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE e  2006/48/CE,  e
abrogazione  della   direttiva   97/5/CE).   –   1.   Nella
predisposizione dei decreti  legislativi  per  l’attuazione
della direttiva 2007/64/CE del  Parlamento  europeo  e  del
direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE e 2006/48/CE, che
abroga  la  direttiva  97/5/CE,  il  Governo  e’  tenuto  a
a) definire il quadro giuridico per la  realizzazione
dell’Area  unica  dei  pagamenti   in   euro   (SEPA),   in
conformita’ con  il  principio  di  massima  armonizzazione
contenuto nella direttiva;
b) favorire la riduzione dell’uso di  contante  nelle
operazioni di pagamento e privilegiare l’utilizzo da  parte
delle pubbliche  amministrazioni,  a  livello  nazionale  e
locale, di strumenti di pagamento elettronici. La  pubblica
amministrazione dovra’ provvedervi con  le  risorse  umane,
c) ridurre gli oneri a carico  delle  imprese  e  dei
fornitori di servizi  di  pagamento,  anche  tenendo  conto
delle scelte effettuate in altri Paesi dell’Unione  europea
e della necessita’ di preservare la  posizione  competitiva
del nostro sistema finanziario ed imprenditoriale;
d) favorire lo sviluppo di un mercato  concorrenziale
dei servizi di pagamento;
e) istituire la categoria degli istituti di pagamento
abilitati alla prestazione  di  servizi  di  pagamento  con
esclusione delle attivita’ di raccolta  di  depositi  e  di
emissione di moneta elettronica;
f)  individuare  nella  Banca  d’Italia   l’autorita’
competente   ad    autorizzare    l’avvio    dell’esercizio
dell’attivita’ e a esercitare il controllo  sugli  istituti
di pagamento abilitati, nonche’ a  verificare  il  rispetto
delle condizioni previste dalla direttiva per  l’esecuzione
delle operazioni di pagamento;
g)  individuare  nella  Banca  d’Italia   l’autorita’
competente  a  specificare  le  regole   che   disciplinano
l’accesso ai sistemi di pagamento,  assicurando  condizioni
di parita’  concorrenziale  tra  le  diverse  categorie  di
prestatori di servizi di pagamento;
h) recepire gli obblighi di trasparenza posti in capo
ai prestatori di servizi di pagamento al fine di consentire
agli  utenti  di  tali   servizi   di   effettuare   scelte
consapevoli, graduando i requisiti informativi in relazione
alle esigenze degli utenti stessi, al rilievo economico del
contratto  concluso  e  al  valore   dello   strumento   di
i) recepire i divieti per i prestatori di servizi  di
pagamento di applicare  spese  aggiuntive  agli  utenti  di
detti servizi per l’esercizio del  loro  diritto  nei  casi
previsti dalla direttiva;
l) assicurare una chiara e corretta  ripartizione  di
responsabilita’ tra i prestatori di  servizi  di  pagamento
coinvolti nell’esecuzione di un’operazione di pagamento, al
fine di garantirne  il  reciproco  affidamento  nonche’  il
regolare funzionamento dei servizi di pagamento;
m) prevedere procedure di reclamo  degli  utenti  nei
confronti dei fornitori di servizi di pagamento;
n)   prevedere   procedure   per    la    risoluzione
stragiudiziale      delle       controversie       relative
all’utilizzazione di servizi di pagamento;
o) prevedere disposizioni transitorie  in  base  alle
quali i soggetti che hanno iniziato a prestare i servizi di
pagamento di cui  all’allegato  alla  direttiva  2007/64/CE
conformemente al diritto nazionale vigente prima della data
di  entrata  in  vigore  del  decreto  legislativo  possano
continuare tale attivita’ fino al 30 aprile 2011;
p)  individuare  nella  Banca  d’Italia   l’autorita’
competente a emanare la normativa di attuazione del decreto
legislativo e a recepire  afferenti  misure  di  attuazione
adottate  dalla  Commissione  europea  con   procedura   di
q)  introdurre  le  occorrenti   modificazioni   alla
normativa vigente, anche di derivazione comunitaria, per  i
singoli settori interessati dalla normativa da attuare,  al
fine di realizzarne il migliore coordinamento;
r) prevedere per  la  violazione  delle  disposizioni
dettate in attuazione  della  direttiva  l’applicazione  di
sanzioni amministrative pecuniarie non inferiori nel minimo
a euro 500 e non superiori nel massimo a euro 500.000.
2. Dall’esercizio della delega di cui al presente  art.
– Il decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385,  e’
– L’art. 2, del decreto-legge 1° luglio  2009,  n.  78,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1° luglio 2009, n. 150,
convertito con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n.
102, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 4 agosto 2009,  n.
179, S.O. cosi’ recita:
«Art. 2.  (Contenimento  del  costo  delle  commissioni
bancarie). – 1. A decorrere dal 1° novembre 2009,  la  data
di valuta per il beneficiario per  tutti  i  bonifici,  gli
assegni circolari e quelli bancari non puo’  mai  superare,
rispettivamente,  uno,  uno   e   tre   giorni   lavorativi
successivi alla data del versamento. Per i medesimi titoli,
a decorrere dal 1° novembre 2009, la data di disponibilita’
economica  per  il  beneficiario  non  puo’  mai  superare,
rispettivamente,   quattro,   quattro   e   cinque   giorni
lavorativi successivi alla data del versamento. A decorrere
dal 1° aprile 2010, la data di disponibilita’ economica non
puo’ mai superare i quattro giorni per tutti i  titoli.  E’
nulla  ogni  pattuizione  contraria.  Resta  fermo   quanto
previsto dall’art. 120, comma 1, del decreto legislativo 1°
2. Allo scopo  di  accelerare  e  rendere  effettivi  i
benefici derivanti dal divieto della commissione di massimo
scoperto, all’art. 2-bis,  del  decreto-legge  29  novembre
2008, n. 185, art. 1, convertito  dalla  legge  28  gennaio
2009, n. 2, alla fine del comma 1 e’ aggiunto  il  seguente
periodo: «L’ammontare del corrispettivo omnicomprensivo  di
cui al periodo precedente non puo’ comunque superare lo 0,5
per cento, per trimestre, dell’importo dell’affidamento,  a
pena di nullita’ del patto di  remunerazione.  Il  Ministro
dell’economia  e  delle  finanze   assicura,   con   propri
provvedimenti,   la   vigilanza    sull’osservanza    delle
prescrizioni del presente articolo.».
3. Al comma 5-quater dell’art. 2 del  decreto-legge  29
legge 28 gennaio 2009, n. 2,  sono  aggiunti,  in  fine,  i
seguenti periodi: «Nel caso  in  cui  la  surrogazione  del
mutuo prevista dal citato art. 8 del decreto-legge n. 7 del
2007 non si perfezioni entro il termine  di  trenta  giorni
dalla data della richiesta da parte della banca cessionaria
alla  banca   cedente   dell’avvio   delle   procedure   di
collaborazione interbancarie  ai  fini  dell’operazione  di
surrogazione,  la  banca  cedente  e’  comunque  tenuta   a
risarcire il cliente in misura pari all’1% del  valore  del
mutuo per ciascun mese o frazione di mese di ritardo. Resta
ferma la possibilita’ per la  banca  cedente  di  rivalersi
sulla banca cessionaria nel caso il ritardo  sia  dovuto  a
cause imputabili a quest’ultima.».
4. Le disposizioni dei commi 2 e 3  del  presente  art.
entrano in vigore a decorrere  dalla  data  di  entrata  in
vigore   della   legge   di   conversione   del    presente
4-bis.  Al  fine  di  consentire  la   promozione,   la
prosecuzione e il sostegno di programmi di  microcredito  e
microfinanza finalizzati allo sviluppo economico e  sociale
del Paese e di favorire la lotta alla poverta’, nel  quadro
degli  obiettivi  della   strategia   e   degli   strumenti
anticrisi,  in  favore  del  Comitato  nazionale   italiano
permanente per il microcredito, di  cui  all’  art.  4-bis,
comma  8,  del  decreto-legge  10  gennaio  2006,   n.   2,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11  marzo  2006,
n. 81, a decorrere dall’anno 2010 e’ autorizzata  la  spesa
annua  di  1,8  milioni  di  euro  da  destinare  anche  al
funzionamento del Comitato medesimo. Al relativo  onere  si
provvede mediante corrispondente riduzione della  dotazione
del Fondo per interventi strutturali di politica economica,
di cui all’ art. 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre
–  L’art.  3,  comma  1,  lettera   a),   del   decreto
legislativo 6 settembre  2005,  n.  206,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 8 ottobre  2005,  n.  235,  S.O.,  cosi’
«Art. 3. (Definizioni).  –  1.  Ai  fini  del  presente
codice, ove non diversamente previsto, si intende per:
a) consumatore o utente: la persona fisica che agisce
per   scopi   estranei    all’attivita’    imprenditoriale,
commerciale,  artigianale  o  professionale   eventualmente
svolta;».
– Per il decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385,
– La direttiva 2003/361/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
20 maggio 2003, n. L 124.
– Per la direttiva 2007/64/CE, si veda nelle note  alle
– Il titolo  VI,  del  citato  decreto  legislativo  1°
settembre 1993, n. 385, reca: «Trasparenza delle condizioni
contrattuali».
– L’art. 128-bis, del  citato  decreto  legislativo  1°
settembre 1993, n. 385, cosi’ recita:
«Art. 128-bis. (Risoluzione delle controversie). – 1. I
dall’ordinamento.».
– L’art. 146,  del  decreto  legislativo  1°  settembre
1993, n. 385, citato nelle premesse, cosi’ recita:
«Art. 146. (Vigilanza sui sistemi di pagamento).  –  1.
La Banca d’Italia promuove il  regolare  funzionamento  dei
sistemi  di  pagamento.  A  tal  fine  essa  puo’   emanare
disposizioni volte ad assicurare sistemi di compensazione e
di pagamento efficienti e affidabili.».
– Per l’art. 146 del decreto  legislativo  n.  385  del
1993 si veda nelle note all’art. 31.
– L’art. 145,  del  decreto  legislativo  1°  settembre
1993, n. 385, cosi’ recita:
«Art. 145.  (Procedura  sanzionatoria).  –  1.  Per  le
violazioni previste nel presente titolo cui e’  applicabile
una sanzione amministrativa, la  Banca  d’Italia  o  l’UIC,
nell’ambito delle  rispettive  competenze,  contestati  gli
all’ente interessati e  valutate  le  deduzioni  presentate
entro trenta  giorni,  tenuto  conto  del  complesso  delle
informazioni   raccolte   applicano   le    sanzioni    con
3. Il  provvedimento  di  applicazione  delle  sanzioni
previste dall’art. 144, commi 3 e  4,  e’  pubblicato,  per
estratto, entro il termine di trenta giorni dalla  data  di
dell’ente  al  quale  appartengono  i  responsabili   delle
violazioni,  su  almeno   due   quotidiani   a   diffusione
applicazione delle altre  sanzioni  previste  dal  presente
titolo e’ pubblicato per estratto sul  bollettino  previsto
dall’art. 8.
4. Contro il provvedimento che applica la  sanzione  e’
ammessa  opposizione  alla  corte  di  appello   di   Roma.
L’opposizione deve essere notificata all’autorita’  che  ha
emesso il provvedimento nel termine di trenta giorni  dalla
data di comunicazione del provvedimento  impugnato  e  deve
essere depositata presso  la  cancelleria  della  corte  di
5.  L’opposizione   non   sospende   l’esecuzione   del
provvedimento. La corte  di  appello,  se  ricorrono  gravi
6. La corte di appello, su istanza delle parti, fissa i
nonche’ per consentire l’audizione  anche  personale  delle
7. La  corte  di  appello  decide  sull’opposizione  in
camera di consiglio, sentito  il  pubblico  ministero,  con
decreto motivato.
8.  Copia  del  decreto  e’  trasmessa,  a  cura  della
cancelleria della corte di appello,  all’autorita’  che  ha
emesso il provvedimento, anche ai fini della  pubblicazione
9.  Alla  riscossione  delle  sanzioni   previste   dal
presente  titolo  si  provvede  mediante  ruolo  secondo  i
termini e le modalita’ previsti dal decreto del  Presidente
della Repubblica 23 settembre 1973, n. 602, come modificato
dal decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46.
10.  Le  banche,  le  societa’  o  gli  enti  ai  quali
solido con questi, del pagamento  della  sanzione  e  delle
e  sono  tenuti  a   esercitare   il   regresso   verso   i
11. Alle sanzioni  amministrative  pecuniarie  previste
dal  presente  titolo  non  si  applicano  le  disposizioni
contenute nell’art. 16 della legge  24  novembre  1981,  n.
–  Il  testo  dell’art.   115,   del   citato   decreto
«Art. 115. (Ambito di applicazione). – 1. Le norme  del
presente  capo  si  applicano  alle  attivita’  svolte  nel
territorio  della   Repubblica   dalle   banche   e   dagli
2. Il  Ministro  dell’economia  e  delle  finanze  puo’
individuare, in considerazione dell’attivita’ svolta, altri
soggetti da sottoporre alle norme del presente capo.
3. Le disposizioni del presente capo si applicano  alle
operazioni previste dal capo II del presente titolo per gli
aspetti non diversamente disciplinati.
3-bis.  Le  disposizioni  del  presente  capo  non   si
applicano ai servizi di  pagamento  disciplinati  dal  capo
II-bis a meno che non  siano  espressamente  richiamate  da
quest’ultimo.».
– Il testo  vigente  dell’art.  1  del  citato  decreto
«Art. 1.  (Definizioni).  –  1.  Nel  presente  decreto
marzo 1942, n. 267 ;
–  strumenti  di  mercato   monetario   (assegni,
– strumenti finanziari a termine e opzioni;
–  contratti  su  tassi   di   cambio   e   tassi
– valori mobiliari;
h-quater) «partecipazioni»: le azioni, le quote e gli
h-quinquies)    «partecipazioni    rilevanti»:     le
partecipazioni che comportano il controllo della societa’ e
le  partecipazioni  individuate  dalla  Banca  d’Italia  in
conformita’ alle deliberazioni del CICR, con riguardo  alle
diverse fattispecie disciplinate, tenendo conto dei diritti
di voto e degli altri diritti che  consentono  di  influire
sulla societa’.
gestione ed ai suoi componenti.
e ai loro componenti.
h-sexies)  «istituti  di  pagamento»:   le   imprese,
diverse  dalle  banche   e   dagli   istituti   di   moneta
elettronica, autorizzate a prestare i servizi di  pagamento
di cui alla lettera f), n. 4);
h-septies) «istituti di  pagamento  comunitari»:  gli
istituti di pagamento aventi sede legale e  amministrazione
centrale  in   uno   stesso   Stato   comunitario   diverso
h-octies) «succursale di un istituto  di  pagamento»:
una sede che costituisce parte, sprovvista di  personalita’
giuridica, di un  istituto  di  pagamento  e  che  effettua
direttamente,   in   tutto   o   in   parte,    l’attivita’
dell’istituto di pagamento.».
legislativo n. 385 del 1993, come modificato  dal  presente
«Art. 5. (Finalita’ e destinatari della  vigilanza).  –
1. Le autorita’ creditizie esercitano i poteri di vigilanza
a esse attribuiti dal presente decreto legislativo,  avendo
riguardo  alla  sana  e  prudente  gestione  dei   soggetti
vigilati, alla  stabilita’  complessiva,  all’efficienza  e
alla  competitivita’  del   sistema   finanziario   nonche’
all’osservanza delle disposizioni in materia creditizia.
2. La vigilanza si esercita nei confronti delle banche,
dei gruppi bancari, degli  intermediari  finanziari,  degli
istituti  di  moneta  elettronica  e  degli   istituti   di
3. Le  autorita’  creditizie  esercitano  altresi’  gli
altri poteri a esse attribuiti dalla legge.».
– Il testo dell’art. 11, del citato decreto legislativo
«Art. 11. (Raccolta del risparmio). – 1.  Ai  fini  del
presente decreto  legislativo  e’  raccolta  del  risparmio
l’acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sia  sotto
forma di depositi sia sotto altra forma.
2. La raccolta del risparmio tra il pubblico e’ vietata
ai soggetti diversi dalle banche.
2-bis. Non costituisce raccolta del  risparmio  tra  il
pubblico la ricezione di fondi  connessa  all’emissione  di
2-ter. Non costituisce raccolta del  risparmio  tra  il
pubblico la ricezione di fondi  da  inserire  in  conti  di
pagamento utilizzati esclusivamente per la  prestazione  di
3. Il CICR  stabilisce  limiti  e  criteri,  anche  con
riguardo all’attivita’ ed alla forma giuridica del soggetto
che acquisisce fondi, in  base  ai  quali  non  costituisce
raccolta del risparmio tra il  pubblico  quella  effettuata
presso  specifiche  categorie  individuate  in  ragione  di
rapporti societari o di lavoro.
4. Il divieto di raccolta del risparmio tra il pubblico
a)   agli   Stati    comunitari,    agli    organismi
internazionali  ai  quali  aderiscono  uno  o  piu’   Stati
comunitari, agli enti pubblici  territoriali  ai  quali  la
raccolta  del  risparmio  e’  consentita   in   base   agli
ordinamenti nazionali degli Stati comunitari;
b) agli Stati extracomunitari ed ai  soggetti  esteri
abilitati da speciali disposizioni del diritto italiano;
c) alle societa’, per la raccolta effettuata ai sensi
del codice civile mediante obbligazioni, titoli  di  debito
od altri strumenti finanziari;
d)  alle  altre  ipotesi  di  raccolta  espressamente
consentite dalla  legge,  nel  rispetto  del  principio  di
tutela del risparmio.
4-bis.   Il   CICR   determina    i    criteri    per
l’individuazione  degli  strumenti   finanziari,   comunque
denominati,  la  cui  emissione  costituisce  raccolta  del
4-ter. Se non disciplinati dalla legge, il CICR fissa
limiti all’emissione e, su proposta formulata  dalla  Banca
d’Italia sentita  la  CONSOB,  puo’  determinare  durata  e
taglio   degli   strumenti   finanziari,   diversi    dalle
obbligazioni, utilizzati per la raccolta tra il pubblico.
4-quater. Il CICR, a fini  di  tutela  della  riserva
dell’attivita’ bancaria, stabilisce criteri e limiti, anche
in deroga a quanto  previsto  dal  codice  civile,  per  la
raccolta  effettuata  dai  soggetti  che   esercitano   nei
confronti  del  pubblico  attivita’   di   concessione   di
finanziamenti sotto qualsiasi forma.
4-quinquies. A fini  di  tutela  del  risparmio,  gli
investitori professionali, che ai sensi del  codice  civile
rispondono   della   solvenza   della   societa’   per   le
obbligazioni, i titoli di  debito  e  gli  altri  strumenti
finanziari emessi dalla stessa,  devono  rispettare  idonei
requisiti patrimoniali stabiliti dalle competenti autorita’
5. Nei casi previsti dal comma 4, lettere c) e d), sono
comunque precluse la raccolta di  fondi  a  vista  ed  ogni
forma di raccolta collegata all’emissione od alla  gestione
di mezzi di pagamento a spendibilita’ generalizzata.».
–  Il  testo  dell’art.   106,   del   citato   decreto
«Art. 106. (Elenco  generale).  –  1.  L’esercizio  nei
confronti del pubblico delle  attivita’  di  assunzione  di
partecipazioni,  di  concessione  di  finanziamenti   sotto
qualsiasi forma, e di intermediazione in cambi e’ riservato
a intermediari finanziari iscritti in  un  apposito  elenco
tenuto dall’UIC.
2. Gli intermediari finanziari  indicati  nel  comma  1
possono  svolgere  esclusivamente  attivita’   finanziarie,
fatte salve le riserve di attivita’ previste dalla legge.
3. L’iscrizione nell’elenco e’ subordinata al ricorrere
delle seguenti condizioni:
a) forma di  societa’  per  azioni,  di  societa’  in
accomandita  per  azioni,  di  societa’  a  responsabilita’
limitata o di societa’ cooperativa;
c) capitale sociale versato non  inferiore  a  cinque
volte il capitale minimo previsto per la costituzione delle
d) possesso, da parte dei titolari di  partecipazioni
e degli esponenti aziendali, dei requisiti  previsti  dagli
articoli 108 e 109.
4. Il Ministro dell’economia e delle  finanze,  sentiti
la Banca d’Italia e l’UIC:
a) specifica il contenuto  delle  attivita’  indicate
nel  comma  1,  nonche’  in   quali   circostanze   ricorra
l’esercizio nei  confronti  del  pubblico.  Il  credito  al
consumo si considera comunque esercitato nei confronti  del
pubblico anche quando sia limitato all’ambito dei soci;
b)  per  gli  intermediari  finanziari  che  svolgono
determinati tipi di attivita’, puo’,  in  deroga  a  quanto
previsto dal comma  3,  vincolare  la  scelta  della  forma
giuridica,   consentire   l’assunzione   di   altre   forme
giuridiche e stabilire diversi requisiti patrimoniali.
5. L’UIC indica le modalita’ di iscrizione  nell’elenco
e da’ comunicazione delle iscrizioni alla Banca d’Italia  e
6. Al fine di verificare il rispetto dei requisiti  per
l’iscrizione  nell’elenco,   l’UIC   puo’   chiedere   agli
intermediari finanziari dati, notizie, atti e documenti  e,
se necessario, puo’ effettuare  verifiche  presso  la  sede
degli intermediari stessi, anche con la  collaborazione  di
7. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione,
direzione e controllo presso  gli  intermediari  finanziari
comunicano  all’UIC,  con   le   modalita’   dallo   stesso
stabilite,  le  cariche  analoghe  ricoperte  presso  altre
societa’ ed enti di qualsiasi natura.».
– Il testo dell’art. 107 del citato decreto legislativo
«Art.  107.  (Elenco  speciale).  –  1.   Il   Ministro
dell’economia e delle finanze, sentite la Banca d’Italia  e
la  CONSOB,   determina   criteri   oggettivi,   riferibili
all’attivita’ svolta, alla dimensione  e  al  rapporto  tra
indebitamento  e  patrimonio,  in  base   ai   quali   sono
individuati  gli  intermediari  finanziari  che  si  devono
iscrivere  in  un  elenco  speciale  tenuto   dalla   Banca
2. La Banca d’Italia, in conformita’ alle deliberazioni
del CICR,  detta  agli  intermediari  iscritti  nell’elenco
speciale  disposizioni  aventi  ad  oggetto   l’adeguatezza
patrimoniale  e  il  contenimento  del  rischio  nelle  sue
diverse configurazioni, l’organizzazione  amministrativa  e
contabile e i controlli interni, nonche’  l’informativa  da
rendere  al  pubblico  sulle  predette  materie.  La  Banca
d’Italia   adotta,   ove   la   situazione   lo   richieda,
provvedimenti   specifici   nei   confronti   di    singoli
intermediari per le materie  in  precedenza  indicate.  Con
riferimento  a  determinati  tipi  di  attivita’  la  Banca
d’Italia  puo’  inoltre  dettare  disposizioni   volte   ad
assicurarne il regolare esercizio.
2-bis. Le disposizioni emanate ai  sensi  del  comma  2
prevedono  che   gli   intermediari   finanziari   iscritti
nell’elenco speciale possano utilizzare:
a) le valutazioni del rischio di  credito  rilasciate
da societa’ o enti esterni  previsti  dall’art.  53,  comma
2-bis, lettera a);
b) sistemi interni di misurazione dei rischi  per  la
determinazione   dei   requisiti    patrimoniali,    previa
3. Gli intermediari inviano alla Banca d’Italia, con le
modalita’ e nei termini  da  essa  stabiliti,  segnalazioni
periodiche, nonche’ ogni altro dato e documento richiesto.
4. La Banca  d’Italia  puo’  effettuare  ispezioni  con
facolta’ di richiedere l’esibizione di documenti e gli atti
4-bis. La Banca d’Italia puo’ imporre agli intermediari
il divieto di intraprendere nuove operazioni e disporre  la
riduzione delle attivita’, nonche’ vietare la distribuzione
di utili o di altri elementi del patrimonio per  violazione
di norme di legge o di disposizioni emanate  ai  sensi  del
5. Gli  intermediari  finanziari  iscritti  nell’elenco
speciale restano iscritti  anche  nell’elenco  generale;  a
essi non si applicano i commi 6 e 7 dell’art. 106.
6. Gli  intermediari  finanziari  iscritti  nell’elenco
speciale, quando siano stati autorizzati all’esercizio  dei
servizi di investimento ovvero abbiano acquisito fondi  con
obbligo  di  rimborso  per  un   ammontare   superiore   al
patrimonio, sono assoggettati  alle  disposizioni  previste
nel titolo IV, capo I, sezioni I e  III,  nonche’  all’art.
97-bis in quanto compatibile; in luogo degli  articoli  86,
commi 6 e 7, e 87, comma 1, si applica l’art. 57, commi 4 e
5, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.
7. Agli intermediari iscritti nell’elenco previsto  dal
comma  1  che  esercitano  l’attivita’  di  concessione  di
finanziamenti  sotto  qualsiasi  forma  si   applicano   le
disposizioni dell’art. 47.
7-bis. Gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco
previsto dal comma 1 possono prestare servizi di  pagamento
a condizione  che  siano  autorizzati  ai  sensi  dell’art.
114-novies, comma 4, e  iscritti  nel  relativo  albo.  Con
riferimento all’attivita’ di  prestazione  dei  servizi  di
pagamento si applicano le disposizioni previste nel  titolo
V-ter.».
– Il testo dell’art.  114-quater,  del  citato  decreto
«Art. 114-quater. (Vigilanza). – 1.  Agli  istituti  di
disposizioni contenute  nel  Titolo  II,  Capi  III,  fatta
eccezione per l’art. 19, commi 6 e 7, e IV; nel Titolo III,
fatta eccezione per l’art. 56; nel Titolo IV, Capo I, fatta
eccezione per la Sezione IV; nel Titolo VI, Capi I  e  III;
nel Titolo VIII, articoli 134, 139 e 140.
moneta elettronica.».
–  Il  testo  dell’art.   128,   del   citato   decreto
«Art. 128. (Controlli). – 1. Al fine di  verificare  il
rispetto delle disposizioni del presente titolo,  la  Banca
d’Italia puo’ acquisire informazioni, atti e  documenti  ed
eseguire  ispezioni  presso  le  banche,  gli  istituti  di
pagamento   e   gli   intermediari   finanziari    iscritti
nell’elenco speciale previsto dall’art. 107.
2. Nei confronti degli intermediari finanziari iscritti
nel solo elenco  generale  previsto  dall’art.  106  e  nei
confronti dei soggetti indicati nell’art. 155, comma  5,  i
controlli previsti dal comma  1  sono  effettuati  dall’UIC
che, a tal fine, puo’ chiedere la collaborazione  di  altre
3. Con riguardo ai  soggetti  indicati  nell’art.  121,
comma 2, lettera c) e ai beneficiari e ai terzi destinatari
delle disposizioni previste dall’art. 126-quater, comma  3,
i controlli previsti dal comma 1 sono demandati al Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato  al  quale
compete, inoltre,  l’irrogazione  delle  sanzioni  previste
dagli articoli 144, commi 3 e 4, e 145, comma 3.
4.  Con  riguardo  ai  soggetti  individuati  ai  sensi
dell’art.  115,  comma  2,  il  CICR  indica  le  autorita’
competenti a effettuare i controlli previsti dal comma 1  e
a irrogare le sanzioni previste dagli articoli 144, commi 3
e 4, e 145, comma 3.
5. In caso di ripetute  violazioni  delle  disposizioni
concernenti  gli  obblighi  di  pubblicita’,  il   Ministro
dell’economia e delle  finanze,  su  proposta  della  Banca
d’Italia o dell’UIC o delle altre  autorita’  indicate  dai
CICR ai sensi del comma  4,  nell’ambito  delle  rispettive
competenze, puo’ disporre  la  sospensione  dell’attivita’,
anche  di  singole  sedi  secondarie  per  un  periodo  non
superiore a trenta giorni.».
–  Il  testo  dell’art.  128-bis,  del  citato  decreto
3-bis.La Banca d’Italia, quando riceve  un  reclamo  da
–  Il  testo  dell’art.  132-bis,  del  citato  decreto
«Art. 132-bis. (Denunzia al pubblico  ministero  ed  al
tribunale). – 1. Se vi e’ fondato sospetto che una societa’
svolga  attivita’  di  raccolta  del  risparmio,  attivita’
bancaria, attivita’ di  emissione  di  moneta  elettronica,
prestazione di servizi di pagamento o attivita’ finanziaria
in violazione degli articoli 130, 131, 131-bis,  131-ter  e
132, la Banca d’Italia o l’UIC possono denunziare  i  fatti
al   pubblico   ministero   ai   fini   dell’adozione   dei
provvedimenti previsti dall’art. 2409  del  codice  civile,
ovvero  possono  richiedere  al  tribunale  l’adozione  dei
medesimi provvedimenti. Le spese  per  l’ispezione  sono  a
carico della societa’.».
–  Il  testo  dell’art.   133,   del   citato   decreto
«Art. 133. (Abuso di denominazione). – 1. L’uso,  nella
denominazione  o  in  qualsivoglia   segno   distintivo   o
comunicazione rivolta al pubblico,  delle  parole  «banca»,
«banco», «credito», «risparmio» ovvero di  altre  parole  o
locuzioni, anche in lingua straniera, idonee  a  trarre  in
inganno    sulla    legittimazione     allo     svolgimento
dell’attivita’ bancaria e’ vietato a soggetti diversi dalle
1-bis. L’uso, nella  denominazione  o  in  qualsivoglia
segno  distintivo  o  comunicazione  rivolta  al  pubblico,
dell’espressione  «moneta  elettronica»  ovvero  di   altre
parole o locuzioni, anche in  lingua  straniera,  idonee  a
trarre in inganno  sulla  legittimazione  allo  svolgimento
dell’attivita’  di  emissione  di  moneta  elettronica   e’
vietato  a  soggetti  diversi  dagli  istituti  di   moneta
elettronica e dalle banche.
1-ter. L’uso, nella  denominazione  o  in  qualsivoglia
dell’espressione «istituto di pagamento»  ovvero  di  altre
dell’attivita’ di prestazione di servizi  di  pagamento  e’
vietato a soggetti diversi dagli istituti di pagamento.
2. La Banca  d’Italia  determina  in  via  generale  le
ipotesi in cui, per l’esistenza di controlli amministrativi
o in base a elementi di fatto, le  parole  o  le  locuzioni
indicate  nei  commi  1,  1-bis  e  1-ter  possono   essere
utilizzate da soggetti diversi dalle banche, dagli istituti
di moneta elettronica e dagli istituti di pagamento.
3. Chiunque contravviene al disposto dei commi 1, 1-bis
e 1-ter e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria
da euro 5.164 a euro 51.645. La stessa sanzione si  applica
a chi, attraverso informazioni e comunicazioni in qualsiasi
forma, induce in altri il  falso  convincimento  di  essere
sottoposto alla vigilanza della  Banca  d’Italia  ai  sensi
dell’art. 107.».
–  Il  testo  dell’art.   144,   del   citato   decreto
«Art. 144. (Altre sanzioni amministrative  pecuniarie).
– 1. Nei confronti dei soggetti che  svolgono  funzioni  di
amministrazione o di direzione, nonche’ dei  dipendenti  e’
applicabile la sanzione amministrativa pecuniaria  da  euro
2.582 a euro 129.114 per l’inosservanza delle  norme  degli
articoli 18, comma 4, 26, commi 2 e 3, 34, comma 2, 35, 49,
51, 53, 54, 55, 64, commi 2 e 4, 66, 67, 68, 106, commi 6 e
7,  107,  109,  commi  2  e  3,   114-quater,   114-octies,
114-duodecies, 114-terdecies, 114-quaterdecies, 129,  comma
1, 145, comma 3, 146, comma 2, 147 e 161, comma 5, o  delle
relative  disposizioni  generali  o  particolari  impartite
dalle autorita’ creditizie.
2. Le sanzioni previste nel comma 1 si applicano  anche
ai soggetti che  svolgono  funzioni  di  controllo  per  la
violazione delle norme e delle  disposizioni  indicate  nel
medesimo comma o per non aver vigilato affinche’ le  stesse
fossero  osservate  da  altri.  Per  la  violazione   degli
articoli 52, 61, comma 5, e 112, e’ applicabile la sanzione
prevista dal comma 1.
3. Nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni  di
amministrazione o di direzione, dei dipendenti, nonche’ dei
soggetti indicati nell’art. 121, comma 3, e’ applicabile la
sanzione amministrativa pecuniaria da  euro  5.164  a  euro
64.557  per  l’inosservanza  delle  norme  contenute  negli
articoli  116,  123,  126-ter,  126-quater,  126-quinquies,
126-sexies e  126-septies  o  delle  relative  disposizioni
generali   o   particolari   impartite   dalle    autorita’
4. Nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni  di
sanzione amministrativa pecuniaria fino a euro 258.228  per
l’inosservanza delle norme contenute nell’art.  128,  comma
1, ovvero nel caso di ostacolo all’esercizio delle funzioni
di controllo previste dal  medesimo  art.  128.  La  stessa
sanzione  e’  applicabile   nel   caso   di   frazionamento
artificioso di un unico contratto di credito al consumo  in
una pluralita’ di contratti dei quali  almeno  uno  sia  di
importo inferiore al limite  inferiore  previsto  dall’art.
121, comma 4, lettera a).
5. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste per i
dipendenti dai commi 1, 3 e 4 si applicano anche  a  coloro
che operano sulla  base  di  rapporti  che  ne  determinano
l’inserimento nell’organizzazione  della  banca,  anche  in
forma diversa dal rapporto di lavoro subordinato.
6. -».
Note all’art. 36:
– Il decreto legislativo 28  luglio  2000,  n.  253  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 settembre  2000,  n.
– Per la direttiva 97/5/CE  si  veda  nelle  note  alle
– Il testo dell’art.  11  del  decreto  legislativo  21
novembre 2007, n. 231, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
14 dicembre 2007, n.  290,  come  modificato  dal  presente
«Art. 11. (Intermediari  finanziari  e  altri  soggetti
esercenti attivita’ finanziaria). – 1. Ai fini del presente
decreto per intermediari finanziari si intendono:
f) le societa’ di  investimento  a  capitale  variabile
g) le imprese di assicurazione che  operano  in  Italia
nei rami di cui all’art. 2, comma 1, del CAP;
i) le societa’ che svolgono il servizio di  riscossione
dei tributi;
l) gli  intermediari  finanziari  iscritti  nell’elenco
speciale previsto dall’art. 107 del TUB;
m) gli  intermediari  finanziari  iscritti  nell’elenco
generale previsto dall’art. 106 del TUB;
n) le  succursali  insediate  in  Italia  dei  soggetti
indicati alle lettere precedenti aventi sede legale in  uno
Stato estero»;
a) le societa’ fiduciarie di cui alla legge 23 novembre
1939, n. 1966;
b) i soggetti operanti nel settore finanziario iscritti
nelle sezioni dell’elenco generale previste dall’art.  155,
comma 4, del TUB;
c) i soggetti operanti nel settore finanziario iscritti
comma 5, del TUB;
3. Ai fini del presente  decreto,  per  altri  soggetti
esercenti attivita’ finanziaria si intendono:
a) i promotori finanziari iscritti  nell’albo  previsto
dall’art. 31 del TUF;
b) gli intermediari assicurativi di cui  all’art.  109,
comma 2, lettere a) e b) del CAP che operano  nei  rami  di
cui al comma 1, lettera g);
c) i mediatori creditizi  iscritti  nell’albo  previsto
dall’art. 16 della legge 7 marzo 1996, n. 108;
d)  gli  agenti  in  attivita’   finanziaria   iscritti
nell’elenco previsto dall’art. 3 del decreto legislativo 25
settembre 1999, n. 374.
4. Fermo  restando  quanto  previsto  dall’art.  5  del
codice in materia  di  protezione  dei  dati  personali,  i
soggetti di cui ai commi 1 e 2 stabiliscono che le  proprie
succursali e filiazioni situate in  Stati  extracomunitari,
applichino misure  equivalenti  a  quelle  stabilite  dalla
direttiva in materia di adeguata verifica e  conservazione.
Qualora la legislazione dello  Stato  extracomunitario  non
consenta l’applicazione di misure equivalenti,  i  soggetti
di cui  ai  commi  1  e  2  sono  tenuti  a  darne  notizia
all’autorita’ di vigilanza  di  settore,  in  Italia  e  ad
adottare misure  supplementari  per  fare  fronte  in  modo
efficace al rischio di riciclaggio e di  finanziamento  del
5. I soggetti esercenti attivita’ finanziaria di cui al
comma 3, adempiono agli obblighi di  registrazione  con  la
comunicazione di cui all’art. 36, comma 4.
6. Le linee di condotta e  le  procedure  stabilite  ai
sensi  del  comma  4  sono  comunicate   all’autorita’   di
vigilanza di settore.».
– Il testo dell’art. 53 del citato decreto  legislativo
21 novembre 2007, n.  231,  come  modificato  dal  presente
«Art. 53. (Controlli). – 1. Le autorita’  di  vigilanza
di  settore   nell’ambito   delle   rispettive   competenze
verificano  l’adeguatezza  degli  assetti  organizzativi  e
procedurali e  il  rispetto  degli  obblighi  previsti  dal
presente  decreto  e   dalle   relative   disposizioni   di
attuazione da parte dei  soggetti  indicati  nell’art.  10,
comma 2, dalla lettera a) alla lettera d),  e  lettera  f),
degli intermediari finanziari indicati nell’art. 11,  comma
1, degli altri  soggetti  esercenti  attivita’  finanziaria
indicati all’art. 11, comma 3, lettere a)  e  b),  e  delle
societa’ di revisione di cui all’art. 13, comma 1,  lettera
a). I controlli nei confronti degli intermediari finanziari
di cui all’art. 11, comma 1, lettera c-bis), autorizzati ai
sensi  dell’art.   114-novies,   comma   4,   del   decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e all’art. 11, comma
1, lettera m), possono essere eseguiti, previe  intese  con
l’Autorita’ di vigilanza di riferimento, anche  dal  Nucleo
speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza.
2. I controlli sul rispetto degli obblighi previsti dal
attuazione da parte dei  soggetti  elencati  nell’art.  10,
comma 2,  lettere  e)  e  g),  degli  intermediari  di  cui
all’art.  11,  comma  2,  degli  altri  soggetti  esercenti
attivita’ finanziaria di cui all’art. 11, comma 3,  lettere
c) e d), dei professionisti di cui all’art.  12,  comma  1,
lettere b) e d) dei revisori contabili di cui all’art.  13,
comma 1, lettera b), e degli altri soggetti di cui all’art.
14 sono effettuati dal Nucleo speciale di polizia valutaria
3. Gli ordini professionali di cui all’art. 8, comma 1,
svolgono  l’attivita’  ivi  prevista   sui   professionisti
indicati nell’art. 12, comma 1,  lettere  a)  e  c),  fermo
restando il potere  di  eseguire  controlli  da  parte  del
Nucleo speciale  di  polizia  valutaria  della  Guardia  di
4. La UIF verifica il rispetto  delle  disposizioni  in
tema di prevenzione  e  contrasto  del  riciclaggio  o  del
finanziamento del terrorismo con riguardo alle segnalazioni
di operazioni sospette e ai casi di omessa segnalazione  di
operazione  sospetta.  A  tal   fine   puo’   chiedere   la
collaborazione del Nucleo  speciale  di  polizia  valutaria
5. Le autorita’ di vigilanza,  il  Nucleo  speciale  di
polizia  valutaria  della  Guardia   di   finanza   possono
effettuare  ispezioni  e  richiedere  l’esibizione   o   la
trasmissione di documenti,  atti,  nonche’  di  ogni  altra
informazione  utile.  A  fini   di   economia   dell’azione
amministrativa e di contenimento degli oneri gravanti sugli
intermediari vigilati,  le  autorita’  di  vigilanza  e  il
finanza programmano le rispettive attivita’ di controllo  e
concordano   le   modalita’   per   l’effettuazione   degli
– Il testo dell’art.  2  del  citato  decreto-legge  1°
legge 3 agosto 2009, n. 102, come modificato  dal  presente
di valuta  per  il  beneficiario  di  assegni  circolari  e
bancari tratti su una banca insediata in  Italia  non  puo’
superare, rispettivamente,  uno  e  tre  giorni  lavorativi
economica  per   il   beneficiario   non   puo’   superare,
rispettivamente,  quattro  e   cinque   giorni   lavorativi
successivi alla data del versamento.  A  decorrere  dal  1°
aprile 2010, la data di disponibilita’ economica  non  puo’
superare i quattro giorni lavorativi per tutti i titoli. E’
– L’art. 4 del decreto del Presidente della  Repubblica
10 febbraio 1984,  n.  21,  come  modificato  dal  presente
«Art. 4. L’operazione di accreditamento dello stipendio
e degli altri assegni fissi continuativi al conto  corrente
bancario o  postale  deve  aver  luogo  il  giorno  fissato
dall’art.  370,  secondo   comma,   del   regolamento   per
l’amministrazione del  patrimonio  e  per  la  contabilita’
generale dello Stato, approvato con regio decreto 23 maggio
1924, n. 827, e successive modificazioni.
Il Ministro del tesoro con proprio decreto  fissa,  non
oltre il termine di sei mesi  dall’entrata  in  vigore  del
presente decreto, con l’osservanza dell’art. 370 del  regio
decreto 23 maggio 1924, n. 827, e successive modificazioni,
la  data  da  cui   diviene   operativo   il   sistema   di
accreditamento in conto corrente bancario degli stipendi  e
degli altri assegni fissi continuativi.
L’operazione di accreditamento delle pensioni  e  degli
assegni congeneri ai conti correnti bancari dei beneficiari
deve avere luogo il giorno appositamente stabilito, per  le
diverse specie di trattamenti pensionistici, con il decreto
del  Ministro  del  tesoro  previsto  dal   secondo   comma
dell’art. 197 del testo unico  approvato  con  decreto  del
modificato con l’art. 9 del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 19 aprile 1986, n. 138.  I  relativi  titoli  di
pagamento  sono  estinti  con  tre  giorni  lavorativi   di
anticipo rispetto a quello fissato per l’accreditamento.».
– Per gli articoli 106 e107 del decreto legislativo  1°
settembre 1993, n. 385, si veda nelle note all’art. 35.
– L’art. 1, comma 2 del decreto  legislativo  30  marzo
2001, n. 165, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9  maggio
2001, n. 106, cosi’ recita:
– Il decreto legislativo 25 settembre 1999, n. 374,  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  27  ottobre  1999,  n.
Nota agli articoli 39 e 40:
–  Per  l’art.  128-bis  del  decreto  legislativo   1°
DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 11 – Attuazione della direttiva 2007/64/CE, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE, e che abroga la direttiva 97/5/CE. (10G0027) (GU n. 36 del 13-2-2010 redazione redazione 2015-05-19T04:02:33+00:00