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Timestamp: 2019-02-21 04:19:05+00:00
Document Index: 27176751

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30']

Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza 30 agosto 2016, n. 35813 - Renato D'Isa
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L’art. 30 ord. pen. contempla due distinte ipotesi, in presenza delle quali è possibile- concedere il permesso. La prima, disciplinata dal comma 1, riguarda l’imminente pericolo di vita di un familiare o di un convivente. La seconda, disciplinata dal comma 2, è definita con riferimento a tre elementi: il carattere eccezionale della concessione; la particolare gravità dell’evento; l’attinenza dei medesimo alla vita familiare. L’eccezionalità della concessione e la particolare gravità dell’evento si confermano e rafforzano vicendevolmente, concorrendo a definire un fatto dei tutto al di fuori della quotidianità sia per il suo intrinseco rilievo sia per la non frequenza del suo verificarsi. Quanto all’attinenza alla vita familiare, sebbene la disposizione faccia uso soltanto di questo aggettivo, è da ritenere che il legislatore abbia inteso contemplare, come ha espressamente fatto per l’analogo permesso premio previsto per l’imminente pericolo di vita di un familiare o di un convivente, eventi legati alla vita della famiglia sia legale che di fatto. L’istituto del permesso ex art. 30 ord. pen. si connota, quindi, come rimedio eccezionale diretto a evitare, per finalità di umanizzazione della pena, che all’afflizione propria della detenzione si assommi inutilmente quella derivabile all’interessato dall’impossibilità di essere vicino ai congiunti o di adoperarsi in favore degli stessi in occasione di vicende particolarmente avverse della vita familiare. Sotto tale profilo, dunque, l’istituto di cui all’art. 30 ord. pen. si caratterizza in modo tale da non consentirne l’utilizzazione come strumento del trattamento. Il permesso ordinario deve essere tenuto distinto dal permesso premio (art. 30 ter ord. pen.) che ha, invece, una valenza premiale, come suggerisce, dei resto, la stessa denominazione dell’istituto. La relativa esperienza costituisce parte integrante del programma di trattamento (art. 30-ter, comma 1). Il permesso premio è un incentivo alla collaborazione del detenuto con l’istituzione carceraria in funzione del premio previsto e, al tempo stesso, rappresenta uno strumento di rieducazione, in quanto consente un iniziale reinserimento dei condannato in società. Il beneficio diviene, altresì, attraverso l’osservazione da parte degli operatori penitenziari degli effetti sul condannato del temporaneo ritorno in libertà, strumento diretto ad agevolarne la progressione rieducativa