Source: https://www.e-glossa.it/wiki/119_-_decorrenza_del_termine_di_2_anni_di_sospensione_del_dir._di_recesso%2C_in_caso_di_gradimento_mero_o_di_intrasf._delle_partecipazioni_di_srl.aspx
Timestamp: 2020-05-27 21:18:00+00:00
Document Index: 109062668

Matched Legal Cases: ['art. 2469', 'art. 2469', 'art. 2473', 'art. 2436', 'art. 2530', 'art. 2530']

di Redazione WikiJus I 21/06/2011 Libera
Lo statuto della s.r.l., in presenza di una clausola di mero gradimento o di intrasferibilità delle partecipazioni, può prevedere che il termine (massimo) di due anni di "sospensione" del diritto di recesso decorra non solo dall'atto costitutivo o dalla sottoscrizione della partecipazione, come letteralmente previsto dall'art. 2469 comma 2, cod. civ., bensì anche dall'acquisto di una partecipazione già esistente.
La massima intende puntualizzare il perimetro di applicazione della sospensione del diritto di recesso che - in tema di s.r.l. - può accompagnarsi, a norma dell'art. 2469 cod. civ., ad una clausola di mero gradimento o di intrasferibilità delle partecipazioni; più precisamente, si intende fornire orientamento in ordine a quale possa essere considerato, al di là del dato letterale risultante dall'articolo in parola, il dies a quo del periodo (al massimo) biennale durante il quale il recesso non può essere esercitato.
Con riferimento alla indicazione di cui alla lettera a), appaiono rilevanti i seguenti favorevoli argomenti. La possibilità dell'introduzione del divieto durante societate, in senso assoluto, è dimostrata dall'altra data di decorrenza prevista dal legislatore, coincidente con la sottoscrizione di una nuova quota, il che può ben avvenire, appunto, in relazione ad un aumento di capitale eseguito nel corso della vita dell'ente. Per altro verso, poi, milita a favore della soluzione indicata nella massima il raffronto con la disciplina vigente in tema di s.p.a., che - all'articolo 2355-bis cod. civ. - equipara alla data di costituzione della società, ai fini del computo e del decorso del termine massimo di indisponibilità delle partecipazioni da quella norma consentito, la (successiva) data in cui il vincolo di indisponibilità viene introdotto mediante modificazione statutaria.
Da un lato, non sembra potersi dire che l'inserimento del periodo di sospensione del recesso durante societate possa concretare, in favore dei soci che non abbiano consentito alla relativa delibera, una causa di recesso ai sensi dell'art. 2473 cod. civ.. Tale norma, infatti, annovera tra le cause di recesso la eliminazione di una causa di recesso prevista dall'atto costitutivo, mentre nel caso in esame si tratta di una mera sospensione temporanea di una causa di recesso, prevista dalla legge.
Dall'altro lato è bene chiarire, per quanto appaia scontato, che il recesso in relazione al quale la legge consente il periodo di sospensione di (massimi) due anni è solo quello disciplinato all'articolo 2469 cod. civ., in correlazione alle clausole di intrasferibilità o di mero gradimento da tali norme previste: nella redazione della clausola relativa, pertanto, dovrà essere ben chiaro che a tali specifiche ipotesi la sospensione si riferisce.
a cura di S. Finardi
Appare poi significativa l'ultima precisazione fatta dall'autore citato in merito al dies a quo del limite biennale, che dovrebbe farsi decorrere non tanto dalla data della deliberazione introduttiva, quanto piuttosto dalla iscrizione di quest'ultima nel registro delle imprese, ai sensi dell'art. 2436, comma 5, cod. civ.; inoltre è opportuno tenere presente quanto il medesimo autore sostiene - in piena coerenza con quanto sopra - a proposito della data di decorrenza del suddetto limite biennale in sede di costituzione della società, in ordine alla quale chiarisce che si deve intendere "per tale, ovviamente, l'iscrizione della società nel registro delle imprese (atteso il carattere costitutivo di quest'ultima)".
Nello stesso senso P. Rainelli, Il trasferimento della partecipazione, in Le nuove s.r.l., a cura di M. Sarale, Bologna, 2008, p. 312, il quale, dopo aver rilevato che parte della dottrina si è espressa per un'interpretazione favorevole all'applicazione anche alla fattispecie dell'acquisto ["Per quanto concerne la «sottoscrizione della partecipazione», si è (.) sostenuto che le esigenze di stabilità della compagine sociale possono autorizzare un'interpretazione estensiva, per cui la regola statutaria può legittimamente operare anche per due anni dall'ingresso nella compagine sociale in qualunque modo esso sia avvenuto, anche in forma diversa dalla sottoscrizione della partecipazione (ad esempio a seguito di acquisto a titolo oneroso della quota)"], afferma di ritenere però preferibile "una lettura aderente al dato letterale, che consenta la limitazione del recesso per periodi, comunque non superiori a due anni, decorrenti esclusivamente dalla data di sottoscrizione della partecipazione, intesa in senso proprio, tipicamente in sede di aumento del capitale con ingresso di nuovi soci". Anche questo autore argomenta la propria tesi sulla base della differente formulazione che il medesimo limite incontra nelle società cooperative (v. art. 2530) e conclude appunto che "non si può infatti ignorare che il legislatore ha utilizzato - si presume consapevolmente - una terminologia precisa e univoca, circostanza confermata a contrario dal diverso linguaggio contenuto nell'art. 2530 cod. civ. in tema di cooperative".
Non risultano al momento pronunce giurisprudenziali sulle questioni esaminate.