Source: http://biblus.acca.it/circolare-cni-decreto-correttivo-appalti-lanalisi-dei-9-interventi-piu-rilevanti/
Timestamp: 2017-08-23 11:53:21+00:00
Document Index: 122106804

Matched Legal Cases: ['art.24', 'art.14', 'art.24', 'art.24', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 36', 'art. 10', 'art.9', 'art. 24', 'art.59', 'art.152', 'art.54']

Correttivo appalti: l'analisi dei 9 interventi più rilevanti secondo il CNI - BibLus-net
Il decreto correttivo al Codice appalti, dlgs 19 aprile 2017, n. 56 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.103 del 5 maggio 2017) ha apportato un numero considerevole di modifiche a diversi articoli del dlgs n. 50/2016.
A seguito delle suddette modifiche il CNI(Consiglio Nazionale degli Ingegneri) ha pubblicato la circolare n.71 del 25 maggio 2017 con cui esprime la propria soddisfazione.
Nel documento vengono analizzati 9 interventi di particolare interesse per l’attività professionale:
Obbligatorietà nell’applicazione del decreto parametri
Introduzione dei commi 8-bis e ter all’art.24 del Codice, relativamente al pagamento dei corrispettivi
Progettazione interna ed esterna alle Stazioni Appaltanti
Ruolo del RUP negli appalti e nelle concessioni
Appalto integrato e scelta delle procedure
Le modifiche (art.14 comma 1 del dlgs 56/2017) sanciscono l’obbligatorietà dell’uso del cosiddetto Decreto Parametri del 17 giugno 2016 per la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara negli appalti per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura.
Il Correttivo conferma quanto già anticipato dall’Anac nelle linee guida per i servizi di ingegneria e architettura.
Introduzione dei commi 8-bis e ter all’art.24 del Codice (pagamento dei corrispettivi)
Le integrazioni (art.24 commi 8 bis e ter del dlgs. 56/2017) escludono la possibilità di subordinare il pagamento del corrispettivo al finanziamento dell’opera, o di prevedere per lo stesso forme di sponsorizzazione o rimborso.
Nel rispetto del decreto parametri, viene imposto di riportare in convenzione le modalità di pagamento dei corrispettivi.
Progettazioni interna ed esterna alle Stazioni Appaltanti
In merito all’eliminazione della priorità di affidamento dei servizi tecnici all’interno della stazione appaltante, resta valido quanto previsto dall’art. 24 del Codice.
Le pubbliche amministrazioni potranno decidere, indifferentemente, di rivolgersi all’interno o all’esterno delle stesse per l’affidamento dei servizi attinenti l’ingegneria e l’architettura.
Con tale disposizione si è già determinato un notevole incremento del mercato dei S.I.A. rispetto al periodo precedente l’entrata in vigore del dlgs 50/2016.
Viene escluso (art. 25 del Correttivo all’art. 36 del Codice) l’obbligo di acquisizione di due o più preventivi per l’affidamento di appalti che ricadono sotto la soglia di 40 mila euro. In tal senso le Stazioni appaltanti possono ricorrere più facilmente all’affidamento diretto.
Per il CNI, tale modifica comporterà una riduzione del ricorso alla procedura del massimo ribasso e dei ribassi ad essa collegati, oltre una semplificazione delle procedure amministrative.
Il ruolo del RUP negli appalti e nelle concessioni
I compiti ed i requisiti del RUP (responsabile unico del procedimento) sono gli stessi di quelli previsti dall’art. 10 del dlgs 163/2006 e dagli art.9 e 10 del dpr 207/2010.
rafforzamento delle funzioni di organizzazione, gestione e controllo della stazione appaltante
migliore qualità e riduzione dei tempi di realizzazione dei lavori
nomina del RUP nel primo atto relativo ad ogni singolo intervento con atto formale del responsabile dell’unità organizzativa
Vengono ridotto di circa la metà i requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi per partecipare alle gare per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura, favorendo un’apertura al mercato dei giovani professionisti e agli operatori di piccole-medie dimensioni.
Appalto integrato: scelta delle procedure
L’art. 24 del Correttivo modifica l’art.59 comma 1 del Codice in materia di scelta delle procedure, attenuando il divieto di ricorrere all’affidamento congiunto di progettazione e ed esecuzione dei lavori.
Si prevede che nella più ampia definizione del partenariato pubblico-privato rientri anche la locazione finanziaria, e che il divieto di appalto integrato non si estenda anche alle opere i cui progetti definitivi sono stati approvati alla data di entrata in vigore del Codice (18 aprile 2016) e i cui bandi di gara siano pubblicati entro un anno dall’emanazione del Correttivo (20 maggio 2018).
Resta esclusa la possibilità di affidare i lavori sulla base di progetto preliminare.
L’intervento ribadisce l‘obbligo di scorporare i costi della sicurezza dal costo dell’importo assoggettato al ribasso d’asta.
Viene ridotto il numero di elaborati necessari per partecipare ad un concorso, attribuendo al solo vincitore (e non a tutti i partecipanti) l’onere di raggiungere il livello di progetto di fattibilità tecnica ed economica entro 60 gg. dalla proclamazione (art.152 comma 4 del Codice).
Criticità che il CNI si impegna ad affrontare nei prossimi mesi
Il CNI si impegna di affrontare nei prossimi mesi alcune criticità sollevate, ma non considerate, tra le quali:
l’esclusione della possibilità di impiego dell’accordo quadro (art.54) per assegnare i SIA
la non condivisione del rilancio dell’utilizzo dell’appalto integrato per le opere i cui progetti sono stati validati prima del 18 aprile 2016
la previsione in capo ai professionisti dell’obbligo di iscrizione, da parte dei dipendenti delle amministrazioni abilitati all’esercizio della professione, al relativo albo professionale
la possibilità di affidare direttamente la progettazione definitiva ed esecutiva al vincitore del concorso di progettazione
mancata previsione di un fondo di rotazione per la progettazione
Tags: CNI, correttivo appalti, Newsletter 520
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