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Timestamp: 2018-09-19 06:38:03+00:00
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Il D.U.R.C. irregolare impedisce l'appalto | Commercialista Telematico
Il D.U.R.C. irregolare impedisce l'appalto
Il DURC irregolare impedisce l’accesso all’appalto. E’ questa la conclusione cui giunge il Consiglio di Stato nella sentenza n. 5936 del 24 agosto 2010 (ud. dell’11 maggio 2010), Sez. V, sede giurisdizionale.
Nell’ambito di una gara di appalto bandita dal Comune di Salerno nel 2006 per l’esecuzione di lavori relativi alla realizzazione di un’isola ecologica denominata “A.”, l’attuale società appellata che aveva già conseguito l’aggiudicazione provvisoria (con un ribasso offerto del 30,390%) veniva poi esclusa dalla gara perché risultata non in regola con la posizione contributiva I.N.P.S. della sede di Napoli, in base alla certificazione D.U.R.C. acquisita dall’Amministrazione in data 2 febbraio 2007.
Esclusa anche un’altra concorrente (non in regola con la posizione INAIL), la gara veniva aggiudicata in via provvisoria e poi in via definitiva all’A.T.I. intimata alla quale venivano in via d’urgenza affidati i lavori prima della stipula del relativo contratto.
L’attuale appellata proponeva ricorso al T.A.R., organo che, dopo aver respinto l’eccezione d’inammissibilità del gravame così come sollevata dal Comune per l’evidenziata carenza di un qualsiasi interesse all’accoglimento dello stesso, ha ritenuto fondato il ricorso rilevando che – a fronte di un D.U.R.C. incompleto e come tale equivoco, in quanto privo di qualsiasi specificazione in ordine all’importo dei relativi contributi non pagati – la stazione appaltante non poteva decidere l’esclusione dalla gara appunto perché sulla base di detto documento non era possibile rendersi conto né della gravità dell’infrazione,né della sicura esistenza della stessa.
Il Comune di Salerno ha appellato la sentenza ribadendo che il ricorso di primo grado doveva essere comunque dichiarato inammissibile ed in ogni caso respinto siccome infondato.
Il Consiglio di Stato rileva, innanzitutto, che la predetta certificazione rilasciata su richiesta della stazione appaltante dallo sportello unico dell’INPS di Napoli in data 2 febbraio 2007,dichiarando l’irregolarità contributiva della società A.E. alla data del 28 novembre 2006,non indica in effetti l’importo dei contributi non versati dalla stessa società a quella data.
Sicchè a giudizio del T.A.R., essa risultava incompleta e come tale assolutamente inutilizzabile perché non consentiva di comprendere l’entità della violazione e quindi la portata della sua gravità.
Osserva il Collegio, però, che così argomentando l’impugnata sentenza ha, tuttavia,trascurato che “detta omissione non poteva di per sé determinare l’assoluta invalidità giuridica e quindi l’assoluta inutilizzabilità dello stesso documento così come doverosamente acquisito ed esistente nel contesto della procedura di appalto in questione. Infatti, dovendosi essenzialmente verificare con riferimento ad una data ben precisa la regolarità o meno della posizione contributiva di un’impresa che partecipava ad una pubblica gara, la stessa certificazione – laddove dichiarava l’effettiva esistenza di detta irregolarità a quella data – non solo era ben chiara ma altresì idonea a giustificare l’esclusione della ricorrente dalla gara in quanto non in regola nei confronti dell’INPS”.
Vero è che, prosegue il Collegio, così decidendo, la stazione appaltante non si è affatto preoccupata in questo caso di comprendere l’entità della violazione e quindi di verificare la dimensione della gravità della stessa in ipotesi neppure accertata nelle competenti sedi giurisdizionali. Vero è anche che,ai fini della esclusione di un’impresa da una pubblica gara, talune sentenze hanno ritenuto non sufficiente il DURC contenente detta semplice attestazione di non regolarità contributiva.
“È pur vero,tuttavia,che (come pure rilevato nella sentenza del TAR) l’orientamento giurisprudenziale prevalente in materia porta ad escludere che le stazioni appaltanti debbano in casi del genere svolgere un’apposita istruttoria per verificare l’effettiva entità e gravità delle irregolarità contributive dichiarate esistenti (con la valenza giuridica della pubblica fede) nel predetto documento ufficiale dell’INPS”.
A ciò aggiungasi che,in casi del genere,è senz’altro ragionevole ritenere che debba essere semmai l’impresa interessata a contestare immediatamente le risultanze del DURC ed ottenere le eventuali rettifiche prima che venga decisa la sua esclusione dalla gara.
Nel caso in esame,invece, l’impresa appellata non solo ha omesso di verificare in via preventiva la regolarità della propria contributiva ma neppure risulta in atti che nell’immediato, dopo l’acquisizione del DURC da parte della stazione appaltante,abbia chiesto ed ottenuto la rettifica di tale documento.
Tanto basta, per confermare anche in questo caso il predetto orientamento giurisprudenziale prevalente in materia e quindi – in riforma dell’impugnata sentenza – il Consiglio di Stato ha accolto l’appello.
La normativa di riferimento in materia di appalti pubblici è costituita dal D.Lgs. n. 163 del 12 aprile 2006, norma che prevede, in presenza di violazioni, definitivamente accertate, l’esclusione dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi; dall’affidamento dei relativi subappalti; e dalla stipula dei relativi contratti.
Dal punto di vista fiscale, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n.41/E del 3 agosto 2010 (sul punto cfr. il puntuale intervento di BONDI’, La regolarità fiscale nel Codice degli appalti pubblici, in www.ilhttps://www.commercialistatelematico.com) ha ribadito che l’irregolarità fiscale rilevante ai fini dell’esclusione dalle procedure di affidamento può dirsi integrata qualora in capo al contribuente sia stata definitivamente accertata una qualunque violazione relativa agli obblighi di pagamento d’imposte e tasse amministrate dall’Agenzia delle Entrate e che pertanto, in ossequio alle disposizioni di cui all’art. 38 del Codice dei contratti pubblici, dovrebbero segnalarsi alle stazioni appaltanti richiedenti esclusivamente le violazioni definitivamente accertate, che sono quelle che rilevano, indipendentemente dall’ammontare.
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