Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=23195:tn772020&catid=81&Itemid=142
Timestamp: 2020-08-10 20:41:58+00:00
Document Index: 68130329

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 13']

A TUTELA DELL’ECONOMIA LEGALE, PER IL CONTRASTO ALLA COMMERCIALIZZAZIONE DI PRODOTTI CONTRAFFATTI E PERICOLOSI, AL LAVORO NERO / IRREGOLARE E ALL’ABUSIVISMO COMMERCIALE
La Procura Distrettuale della Repubblica di Trento
La Procura della Repubblica di Rovereto
La Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trento
L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale - Direzione Regionale Trentino-Alto Adige
L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro - Dir. Prov. Trento L’Università degli Studi di Trento
Il CRTCU - Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti
INDICAM - Istituto di Contromarca per la lotta alla contraffazione
Il Consorzio di tutela Vini del Trentino
Federazione Trentina della Cooperazione Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini (APOT s.c.a)
CGIL, CISL, UIL del Trentino, anche per conto delle proprie associazioni di tutela dei consumatori, rispettivamente Federconsumatori, Adiconsum, ADOC
Cia, Coldiretti, Confagricoltura del Trentino, AcliTerra, Associazione Contadini trentini
il Comando Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza
di seguito “Parti”,
■ VISTO l’articolo 15, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241, ai sensi del quale le amministrazioni pubbliche possono concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune, i quali, a mente del successivo articolo 2-bis, sono sottoscritti, a pena di nullità, con firma digitale;
■ VISTO il regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, recante “norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti e che abroga il regolamento (CEE) n. 339/93”, per il quale, a far data dal 1° gennaio 2010, gli Stati Membri sono tenuti a porre in essere specifici programmi di vigilanza del mercato, controlli dei prodotti provenienti da Paesi Terzi e la marcatura CE;
■ VISTA la legge 23 aprile 1959, n.189, concernente “Ordinamento del Corpo della Guardia di Finanza" che, all’articolo 1, comma 2, punto 3, demanda alla stessa i compiti di vigilare, nei limiti stabiliti dalle singole leggi, sull’osservanza delle disposizioni di interesse politico - economico;
■ VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 29 gennaio 1999, n. 34, concernente il “Regolamento recante norme per la determinazione della struttura ordinativa del Corpo della Guardia di Finanza, ai sensi dell’articolo 27, commi 3 e 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449", e successive modificazioni e integrazioni;
■ VISTO il decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68, recante “Adeguamento dei compiti del Corpo della Guardia di Finanza, a norma dell’articolo 4 della legge 31 marzo 2000, n. 78", che individua la citata istituzione quale Forza di polizia a ordinamento militare con competenza generale in materia economica e finanziaria, sulla base delle peculiari prerogative conferite dalla legge e che, in particolare:
- all’articolo 2, commi 1 e 2, attribuisce al Corpo compiti di prevenzione, ricerca e repressione delle violazioni in materia di imposte, tasse, contributi, entrate previdenziali e assistenziali, marchi ed altri diritti di privativa industriale e ogni altro interesse economico - finanziario nazionale o dell’unione europea;
- all’articolo 3, comma 1, prevede che il Corpo, in relazione alle proprie competenze in materia economica e finanziaria, possa fornire collaborazione “agli organi istituzionali, alle autorità indipendenti e agli enti di pubblico interesse che ne facciano richiesta”',
■ VISTO il Decreto Ministeriale 15 agosto 2017 “Direttiva sui comparti di specialità delle forze di polizia e sulla razionalizzazione dei presidi di polizia”, secondo cui, all’allegato:
- paragrafo 1.6, il Corpo, nell'esercizio anche delle funzioni di polizia economico- finanziaria, continuerà ad esercitare in via esclusiva i compiti di accertamento e contrasto alla contraffazione dei marchi industriali e alla tutela della proprietà intellettuale nelle frodi agroalimentari, anche al fine di garantire il corretto funzionamento del mercato;
- paragrafo 1.9, nell'ambito del comparto di specialità del lavoro e della legislazione sociale, la Guardia di finanza continuerà ad assicurare i controlli di sua competenza, nell'assolvimento della propria funzione di polizia economico- finanziaria, in base alle disposizioni normative vigenti e secondo le direttive del Ministro dell'economia e delle finanze;
■ VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, concernente "Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi", che, all’articolo 36, ultimo comma, prevede l’obbligo per i soggetti pubblici incaricati istituzionalmente di svolgere attività ispettive o di vigilanza, nonché gli organi giurisdizionali, penali, civili e amministrativi di comunicare alla Guardia di Finanza fatti che possono configurarsi come violazioni tributarie di cui siano venuti a conoscenza a causa o nell’esercizio delle loro funzioni;
■ VISTO il protocollo d’intesa relativo ai rapporti di collaborazione tra l’ispettorato Nazionale del Lavoro e la Guardia di Finanza, siglato in Roma, il 21 dicembre 2017, al fine di tutelare le forme regolari di lavoro da possibili deviazioni, per evasioni fiscali e contributive, nonché di abusi, quali fenomeni di lavoro irregolare e di sfruttamento della manodopera;
■ VISTO il regolamento (UE) n. 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati;
■ VISTO il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali), con particolare riguardo all’articolo 2-ter (“Base giuridica per il trattamento di dati personali effettuato per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all’esercizio di poteri pubblici”)',
■ VISTO il decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101, recante “Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento Generale sulla protezione dei dati)”;
■ VISTO il decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51, di “Attuazione della direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio”, con particolare riferimento all’articolo 47 (“Modalità di trattamento e flussi di dati da parte delle Forze di polizia”) ',
■ VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 2018, n.15, recante “Regolamento a norma dell’articolo 57 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante l’individuazione delle modalità di attuazione dei principi del Codice in materia di protezione dei dati personali relativamente al trattamento dei dati effettuato, per le finalità di polizia, da organi, uffici e comandi di polizia” e, in particolare, l’articolo 13, comma 1, in base al quale "La comunicazione di dati personali a pubbliche amministrazioni o enti pubblici è consentita esclusivamente nei casi previsti da disposizioni di legge o di regolamento o, nel rispetto dei principi richiamati dall’articolo 4, quando è necessaria per l’adempimento di uno specifico compito istituzionale dell’organo, ufficio o comando e i dati personali sono necessari per lo svolgimento dei compiti istituzionali del ricevente"-,
■ CONSIDERATA la volontà manifestata dalle associazioni, dal consorzio e dalle organizzazioni sindacali sopra riportate, di attivare, nell’interesse dei propri associati, ogni possibile iniziativa volta a supportare l’attività del Corpo della Guardia di Finanza, nell’esercizio dei propri compiti istituzionali,
o la criminalità economico - finanziaria ed i tentativi di infiltrazione di quella autoctona o straniera nel tessuto legale dell’economia, costituiscono un freno allo sviluppo complessivo di ogni Paese industrializzato. Solo il loro deciso contrasto può restituire competitività e legalità al mercato, incoraggiare gli investimenti e tutelare le imprese che vi operano nel pieno rispetto delle regole;
o la contraffazione, oltre a configurare una frode in commercio, determina non di rado anche una reale situazione di pericolo per il consumatore, poiché i prodotti contraffatti spesso non sono conformi agli standard europei di sicurezza e violano le regole sulla certificazione o etichettatura dei componenti usati e delle caratteristiche intrinseche di qualità del prodotto;
o contraffazione e abusivismo commerciale sono fenomeni in crescita esponenziale, alimentano i circuiti del sommerso e del lavoro nero o irregolare, oltre che dell’immigrazione clandestina, dell’evasione fiscale, previdenziale, assistenziale e del riciclaggio;
o l’impiego di lavoratori in nero o irregolari, l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro (il c.d. “caporalato”), l’interposizione di manodopera da parte di talune cooperative agricole e i fittizi rapporti di lavoro agricolo finalizzati ad ottenere indebite prestazioni previdenziali da parte dell’INPS, tutte le irregolarità nel mondo del lavoro connesse a forme di prevaricazione e violenza ne sono tangibile dimostrazione;
o la gravità degli effetti della contraffazione, del lavoro nero/irregolare, del “caporalato” e dell’abusivismo commerciale per l’intero sistema produttivo europeo e, in particolare, per quello italiano, richiede che tali fenomenologie illecite debbano essere contrastate con uno sforzo unitario ed un patto virtuoso ed operoso tra le diverse parti sociali, ove ciascuna si impegni a giocare il proprio ruolo, valorizzando le proprie competenze ed esperienze;
o il sistema agricolo ed istituzionale trentino hanno dimostrato una grande attenzione nei confronti di fenomeni gravi come il lavoro irregolare, il “caporalato” e la contraffazione, mettendo in campo tutta una serie di strumenti di prevenzione e di contrasto che ora possono essere ulteriormente potenziati e valorizzati;
o formazione e ricerca sulla sicurezza, intesa sia come security che come safety, sono, da sempre priorità dell’università degli Studi di Trento: laboratori e gruppi di ricerca del settore, riconosciuti a livello nazionale e internazionale, pongono la didattica e la ricerca scientifica applicata alla sicurezza al servizio del Sistema Italia, tramite progetti complessi ed interdisciplinari. È, pertanto, auspicabile, in tal senso, un patto virtuoso, un modello di collaborazione proficuo tra mondo della ricerca e della formazione e mondo delle Istituzioni e delle aziende per rispondere alle sfide della sicurezza che il nostro Paese deve affrontare;
o il ruolo della prevenzione, nei fenomeni di irregolarità descritti, riveste un’importanza fondamentale e condivisa; la legge sul “caporalato”, pratiche di innovazione imprenditoriale collegate alla tutela della qualità del lavoro e la contrattazione collettiva, nazionale e territoriale svolta dalle organizzazioni di rappresentanza datoriali e dei lavoratori dipendenti del settore agricolo rappresentano, in tal senso, significativi elementi di avanzamento;
o I Sindacati, le Associazioni di categoria e gli Enti bilaterali possono costituire un importante veicolo di collaborazione proficua per le finalità del presente protocollo anche in termini di formazione, cultura, governo del mercato del lavoro, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, presidio del territorio, regolarità;
sussiste il reciproco interesse a sviluppare rapporti di collaborazione fra le istituzioni, gli enti e le associazioni del presente protocollo, disciplinando modalità di coordinamento e cooperazione idonee a sostenere, nel rispetto dei propri compiti istituzionali, la legalità economico finanziaria nell’ambito del territorio di riferimento,
• considerare le premesse di cui sopra parte integrante del presente protocollo;
• individuare l’ambito di applicazione del presente protocollo nell’attività di prevenzione e contrasto alla produzione, all’importazione ed alla commercializzazione di merci contraffatte, comprese quelle nel settore agroalimentare e del made in Italy, all’abusivismo commerciale, al lavoro nero/irregolare e al “caporalato”, ai tentativi di infiltrazione della criminalità economico - finanziaria nell’economia legale, per la tutela della concorrenza e del libero mercato;
• programmare, pianificare, attuare, monitorare, pubblicizzare e comunicare (realizzando formazione ed informazione) strategie operative comuni, integrate e coordinate per il contrasto alle fenomenologie illecite sopra descritte ed ai loro riflessi sul libero mercato;
• gestire in modo coerente ed integrato il complesso delle attività per la lotta alla contraffazione, al lavoro nero o irregolare, al “caporalato” e all’abusivismo commerciale, mettendo a sistema la cooperazione sinergica tra pubbliche amministrazioni, autorità giudiziarie, forze dell’ordine, enti, sindacati, associazioni di categoria, istituzioni accademiche, rappresentanti del mondo economico, cittadini e consumatori;
• affiancare all’azione repressiva attività che puntino a sensibilizzare, formare e informare l’opinione pubblica e le imprese, diffondendo la consapevolezza degli effetti e degli impatti negativi della contraffazione e dei rischi connessi al consumo di prodotti non originali, spesso distribuiti attraverso forme di commercio abusivo e realizzati da lavoratori sottopagati e sfruttati, nonché la consapevolezza degli effetti e degli impatti negativi per i lavoratori, ma anche per il mondo economico e per la tutela della concorrenza, dei fenomeni di irregolarità nel mondo del lavoro..
Le iniziative di sensibilizzazione e le campagne di comunicazione saranno volte a:
- produrre un radicale cambiamento culturale, che modifichi le attitudini e i modelli di acquisto dei consumatori, in particolare dei giovani, inducendoli a rifiutare le merci e i contenuti creativi in violazione dei diritti di proprietà intellettuale ed industriale sui mercati offline e online,
- informare il cittadino sui rischi derivanti dall’acquisto di articoli contraffatti, sull’ampiezza e pervasività del fenomeno diffuso in tutti i settori produttivi e sulle ricadute sul Paese in termini di mancata occupazione, perdite economico-fiscali e danni alla salute dei cittadini, evidenziandone, nel contesto, il ruolo determinante del crimine organizzato;
- informare i lavoratori, le imprese e in generale i cittadini sulle conseguenze delle irregolarità dei rapporti di lavoro, inducendo lavoratori ma anche imprese a rifiutare proposte di rapporti di lavoro irregolari;
- porre in essere interventi - connotati da intensività, sistematicità, capillarità, massività e multidisciplinarietà - a contrasto di ogni connessa forma di illecito in materia di lavoro, in linea e secondo gli step operativi, già ampiamente collaudati, previsti dal protocollo sottoscritto tra la Guardia di Finanza e l’ispettorato Nazionale del Lavoro, richiamato in preambolo, al fine di coordinare e scambiare dati ed informazioni per uniformare - ove possibile e fatte salve le peculiari attribuzioni e responsabilità di ciascuna Istituzione - l’azione di vigilanza, evitando la sovrapposizione di attività ispettive e promuovendo la programmazione di eventuali interventi contestuali, con possibilità di organizzare, di comune accordo, incontri e corsi formativi a favore del personale interessato alle attività utili per le finalità dell’intesa; inoltre valutare tecnicamente e giuridicamente le possibili condivisioni fra i vari soggetti incaricati di vigilanza in materia di lavoro, di banche dati sui luoghi di lavoro ispezionati;
- coniugare l’azione di contrasto nel settore della contraffazione in senso stretto con una parallela attività mirata a disarticolare eventuali coesistenti fenomeni di abusivismo commerciale organizzato - articolato in reti di vendita di prodotti illegali, riconducibili a regie unitarie ed operanti in ambiti territoriali ben delimitati, con l’esercizio di attività in forma strutturata ed abituale -, allo scopo di assicurare il generale presidio economico del territorio e corrispondere efficacemente alle direttive provenienti dall’Autorità di Governo in concomitanza di particolari periodi dell’anno (stagione estiva, eventi di massa etc.);
- favorire, in collaborazione con le associazioni imprenditoriali, degli utenti e consumatori, e le organizzazioni sindacali, anche per mezzo degli Enti Bilaterali Trentini, la creazione di sinergie e strumenti volti a consentire un ulteriore avanzamento nel presidio delle attività sul territorio, nonché azioni di informazione e/o formazione preventiva sul territorio regionale, in particolare per le micro e piccole aziende, sulla normativa e gli adempimenti amministrativi riguardanti la produzione, l’importazione, la vendita di prodotti e la tutela dei lavoratori;
- favorire e incentivare la diffusione di buone pratiche quali la costituzione di reti di imprese ex I. 33/2009 che rispondano alle istanze di valorizzazione del territorio come contesto di innovazione imprenditoriale ma al contempo di presidio di legalità e tutela della qualità del lavoro;
- incentivare azioni di informazione preventiva sul territorio per i cittadini-consumatori, in collaborazione con le associazioni dei consumatori e gli organismi del c.d. terzo settore, anche rispetto ai valori connessi ai prodotti agro-alimentari a filiera corta e con certificazione di qualità;
- realizzare forme di collaborazione fra gli enti deputati ai controlli, gli enti preposti al rilascio delle autorizzazioni e gli enti e associazioni che forniscono assistenza e collaborazione alle aziende, perché sia costantemente monitorato sul territorio l’andamento degli insediamenti aziendali con particolare riguardo a quelli che possono rivelarsi sensibili ai fini che si propone il presente Protocollo;
- partecipare, anche attraverso propri rappresentanti, a riunioni periodiche per definire le attività amministrativo-contabili necessarie per l’attuazione del presente protocollo;
- individuare gli immobili ove collocare in sicurezza i prodotti sequestrati o confiscati e le modalità per smaltire i beni destinati o alla distruzione o all’eventuale riciclo, allo scopo di evitare danni ambientali;
- stipulare, qualora necessario, accordi, anche in forma bilaterale, di attuazione del presente protocollo d’intesa.
PER IL RAGGIUNGIMENTO DEI FINI ANZIDETTI:
il COMANDO REGIONALE TRENTINO - ALTO ADIGE DELLA GUARDIA DI FINANZA in virtù:
- del ruolo del Corpo quale Forza di polizia a competenza generale in materia economica e finanziaria e dei compiti ad essa demandati dalla Legge 23 aprile 1959, n. 189, dal Decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68 e dal D.M. 15 agosto 2017, “Direttiva sui comparti di specialità delle forze di polizia e sulla razionalizzazione dei presidi di polizia’’, per la sua peculiare caratteristica di unico organo di polizia giudiziaria in grado di contrastare qualsiasi illecito economico-finanziario, sia in campo amministrativo che penale, con competenze specialistiche che spaziano dall’analisi dei flussi finanziari all’esame di contabilità e bilanci aziendali;
- della marcata proiezione investigativa della Guardia di Finanza attuata secondo un approccio trasversale e multidisciplinare ai fenomeni illeciti oggetto del presente protocollo,
pur evidenziando che l’attività di collaborazione, sancita dal presente protocollo, non prevede l’assunzione di specifici obblighi in termine di controlli da eseguire, bensì verrà sviluppata, compatibilmente con gli obiettivi assegnati dal Ministro dell’Economia e delle Finanze con la direttiva annuale per l’azione amministrativa e la gestione, nei limiti delle risorse disponibili e senza maggiori oneri a carico dell’Amministrazione;
• collaborare con tutte le Parti del presente Protocollo;
• partecipare, su richiesta, per quanto di competenza, compatibilmente con l’attività di servizio ed i preminenti compiti istituzionali, alle iniziative di informazione e formazione dedicate alle imprese ed ai consumatori;
• pianificare e svolgere, compatibilmente con gli altri prioritari compiti d’istituto, controlli periodici congiunti con gli uffici ispettivi della Provincia Autonoma di Trento, l’INPS e l’INAIL concordati sulla base dei riscontri che dovessero emergere nell’ambito dell’attività di monitoraggio prevista dal presente protocollo;
• ricevere in modalità protetta, nonché, compatibilmente con gli obiettivi annualmente assegnati e con le prioritarie esigenze di servizio, sviluppare sul piano operativo, a seguito di autonoma valutazione, le segnalazioni, le notizie i dati e le informazioni concernenti illeciti in materia di contraffazione dei marchi ed agroalimentare, sicurezza dei prodotti, tutela del made in Italy, nonché forme di abusivismo commerciale e di violazioni alla normativa sul lavoro, vale a dire l’impiego di manovalanza in nero o irregolare e l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro o “caporalato”.
- nell’ambito del Comando Regionale Trentino Alto Adige della Guardia di Finanza, con sede in Trento, viene istituita ed opererà la “Cabina di Regia”¹, con il compito di ricevere - all’indirizzo di posta elettronica dedicato cabinadiregia.taa(g)gdf.it²- i flussi informativi³ provenienti, come dettagliatamente specificato nel prosieguo, dai rispettivi “referenti per il coordinamento delle attività e delle procedure” o punti di contatto preventivamente individuati dalla Provincia Autonoma di Trento, dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trento, dal Codacons, dal Centro Ricerca e Tutela Consumatori e Utenti, da Indicam, dal Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella, dal Consorzio Tutela Vini del Trentino, da CGIL, CISL, UIL, Cia, Coldiretti, Confagricoltura del Trentino, AcliTerra, Associazione Contadini trentini e singolarmente elencati nel presente protocollo;
- detti flussi informativi⁴, concernenti presunti illeciti commessi nei settori oggetto del presente protocollo, saranno analizzati e valorizzati dalla "Cabina di Regia" che, al ricorrerne delle condizioni ed a seguito di autonoma valutazione, li trasformerà in input info-operativi per i competenti Reparti alle dipendenze del Comando Regionale Trentino - Alto Adige della Guardia di Finanza;
• ferma restando l’autonomia del Corpo nell’analisi e sviluppo degli elementi informativi ricevuti dalle altre Parti del presente Protocollo, utilizzare, nell’ambito dei propri compiti d’istituto, i dati e gli elementi acquisiti per orientare e rafforzare l’azione di prevenzione, ricerca e repressione degli illeciti economici e finanziari, in danno del bilancio dello Stato e dell’unione europea;
• comunicare, alle Pubbliche Amministrazioni ed agli Enti Pubblici, che esercitano funzioni di amministrazione attiva, deputati ai controlli, con potere sanzionatorio e/o preposti al rilascio di autorizzazioni, nei casi previsti da disposizioni di legge o di regolamento ovvero quando i dati personali sono utilizzati per lo svolgimento dei rispettivi compiti istituzionali e limitatamente alle informazioni necessarie per tali adempimenti⁵, le risultanze delle attivazioni pervenute dalle altre Parti, nel contesto del dispositivo di contrasto agli illeciti oggetto del presente protocollo, nonché l’esito di analisi tecniche eseguite. Detti enti, a loro volta, comunicheranno alla Guardia di Finanza eventuali iniziative assunte e/o i provvedimenti conseguentemente adottati. Il tutto dovrà avvenire nel pieno rispetto delle vigenti disposizioni di legge in tema di segreto investigativo penale, sulla riservatezza della fase istruttoria contabile e sul segreto d’ufficio e con le modalità ritenute più sicure. In ogni caso, la Guardia di Finanza, nell’ambito delle iniziative di formazione ed informazione, sopra citate, potrà fornire, anche alle Parti private, indicazioni in ordine a “linee guida” ed a “best practice" da adottare.
la PROVINCIA AUTONOMA di TRENTO si impegna a:
• collaborare, nel rispetto delle proprie competenze, alle attività previste dal presente protocollo, con eventuali compartecipazioni di natura finanziaria alle relative spese, compatibilmente e nei limiti delle disponibilità di bilancio, in particolare per la realizzazione e/o la promozione di iniziative rivolte alla popolazione per la sensibilizzazione sulle problematiche connesse ai temi della contraffazione, dell’abusivismo commerciale e della tutela del made in Italy e del diritto d’autore, nonché dei collegati profili relativi al lavoro nero o irregolare, all’intermediazione illecita e allo sfruttamento di manodopera o “caporalato”; fra dette iniziative, in particolare, si impegna a promuovere il servizio qualificato di incontro tra domanda e offerta di lavoro erogato dall’Agenzia del lavoro, tramite i Centri per l’impiego, a favore delle aziende operanti in Trentino e dei cittadini in cerca di occupazione;
• contribuire, altresì, sotto il profilo logistico, strumentale e finanziario, anche prevedendo l’acquisizione di mezzi tecnici, compatibilmente e nei limiti delle disponibilità di bilancio, per realizzare un’azione combinata, che intensifichi le attività di controllo del territorio e quelle investigative per il contrasto alla criminalità ed all’illegalità, con correlate iniziative sussidiarie capaci di migliorare la vivibilità e la qualità della vita, coniugando prevenzione, mediazione dei conflitti, controllo e repressione;
• diffondere, tramite il Dipartimento Istruzione e cultura, nelle scuole di ogni ordine e grado, la conoscenza e consapevolezza del fenomeno e delle sue pericolose conseguenze in termini di salute, economici e, più in generale, di ostacolo all’affermazione del concetto di legalità;
• diffondere gli obiettivi del presente protocollo tra i Comuni e le Comunità di Valle situati nell’ambito della Provincia Autonoma, sia sollecitandone l’adesione, sia promuovendo lo scambio di ogni utile flusso informativo;
Nello specifico, la Provincia Autonoma di Trento:
- fungerà da collettore unico delle informazioni/segnalazioni/notizie ricevute dagli enti territoriali e dalle Agenzie/Società e/o uffici direttamente o indirettamente da essa dipendenti o controllati, i quali, rivestendo, di fatto, l’imprescindibile ruolo di “sensore” sul territorio, sono in grado di acquisire, valutare e contestualizzare elementi informativi qualificati, ovvero connotati da un maggior livello di attendibilità, concretezza ed attualità, ad esclusione di informazioni/segnalazioni e notizie ricevute direttamente da strutture provinciali competenti ad effettuare i relativi controlli;
- per il tramite del proprio “referente per il coordinamento delle attività e delle procedure” designato, inoltrerà tale patrimonio conoscitivo, dopo averlo, eventualmente ed ulteriormente elaborato, integrato, strutturato, valorizzato e qualificato, all’indirizzo di posta elettronica dedicato cabinadiregia.taa(a)gdf.it. attivo presso la ‘'Cabina di Regia", istituita nell’ambito del Comando Regionale Trentino - Alto Adige della Guardia di Finanza, secondo le modalità tecniche già delineate alle pagine 7 e 8 del presente protocollo, ferma restando la possibilità che eventuali informazioni/segnalazioni e notizie trasmesse dai soggetti di cui al precedente alinea possano essere inoltrate alle strutture provinciali competenti ad effettuare i relativi controlli;
• collaborare nell’ambito dell’attività di vigilanza sull’esecuzione di tutte le leggi in materia di lavoro e di previdenza sociale nelle aziende, industriali, commerciali, negli uffici, nell’agricoltura e in genere ovunque è prestato un lavoro salariato o stipendiato, svolta dal proprio Ufficio Ispettivo del Lavoro, secondo le modalità previste dagli articoli 4 e 5 del protocollo di intesa fra la Guardia di Finanza e l’ispettorato nazionale
del lavoro di data 21 dicembre 2017 o secondo ulteriori modalità concordate anche successivamente fra i soggetti sopra indicati;
• mettere a disposizione la propria competenza in ordine allo svolgimento di incontri formativi e controlli congiunti con gli altri enti a vario titolo competenti nelle materie oggetto del protocollo, con particolare riferimento ad attività ispettive a carattere preventivo e repressivo nel comparto lavoristico, previdenziale e assicurativo;
• sollecitare l’adesione al presente protocollo dell’AZIENDA SANITARIA in ordine alle eventuali verifiche tecniche sui prodotti oggetto di accertamenti e sequestri;
la PROCURA DISTRETTUALE DELLA REPUBBLICA di TRENTO e la PROCURA DELLA REPUBBLICA di ROVERETO, oltre quanto già previsto dall’ultimo comma dell’articolo 36 del DPR 600/1973, richiamato in preambolo, garantiscono il raccordo investigativo delle notizie di reato inviate, da tutte le Forze di Polizia, in materia di contraffazione, sicurezza dei prodotti, forme di abusivismo commerciale, lavoro nero o irregolare, intermediazione illecita e sfruttamento di manodopera o “caporalato”, attuando, laddove possibile, in sinergia con la predetta “Cabina di Regia" istituita presso il Comando Regionale Trentino - Alto Adige della Guardia di Finanza, la trasfusione degli elementi informativi ivi inseriti, incluse le generalità delle persone fisiche e giuridiche coinvolte, sì da consentire la conseguente attivazione della componente operativa del Corpo per l’efficace e puntuale contrasto delle condotte illecite oggetto del presente protocollo;
la CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA di TRENTO, anche in rappresentanza delle Associazioni provinciali di categoria, si impegna a:
• mettere a disposizione del Comando Regionale Trentino - Alto Adige della Guardia di Finanza notizie, informazioni, analisi di contesto utili e dati sui soggetti economici iscritti nelle proprie banche dati, per il perseguimento delle finalità collaborative sancite nel presente protocollo;
• segnalare alla Guardia di Finanza, in modo motivato, le misure o i contesti su cui ritiene opportuno siano indirizzate eventuali attività di analisi e approfondimento, fornendo informazioni ed elementi ritenuti utili;
• sensibilizzare le imprese e le Associazioni provinciali di categoria sugli obiettivi del presente protocollo, promuovendo e sollecitando lo scambio di ogni informazione utile, anche attraverso l’istituzione di un apposito tavolo periodico di consultazione. Analogamente a quanto precedentemente descritto circa il flusso informativo intercorrente tra la Guardia di Finanza e la Provincia Autonoma di Trento:
- presso le Associazioni provinciali di categoria convergeranno le segnalazioni provenienti dagli associati, in forma singola o collettiva;
- le stesse Associazioni, dopo averle eventualmente arricchite di ulteriori elementi conoscitivi disponibili, inoltreranno tali segnalazioni alla Camera di Commercio di Trento, oppure, in accordo con quest’ultima, direttamente alla Guardia di Finanza, secondo le modalità descritte nel successivo alinea, ferma restando la possibilità di inviare le segnalazioni di competenza direttamente alle strutture provinciali tenute ad effettuare i relativi controlli;
- la Camera di Commercio di Trento, a sua volta, per il tramite del proprio “referente per il coordinamento delle attività e delle procedure” designato, inoltrerà tale patrimonio conoscitivo, dopo averlo, eventualmente ed ulteriormente elaborato, integrato, strutturato, valorizzato e qualificato, all’indirizzo di posta elettronica dedicato cabinadiregia.taafàgdf.it, attivo presso la “Cabina di Regia”, istituita nell’ambito del Comando Regionale Trentino - Alto Adige della Guardia di Finanza, secondo le modalità tecniche già delineate alle pagine 7 e 8 del presente protocollo, ferma restando la possibilità di inviare le segnalazioni di competenza direttamente alle strutture provinciali tenute ad effettuare i relativi controlli;
• contribuire alle verifiche tecniche, eventualmente necessarie, a seguito di accertamenti e sequestri di merci e prodotti agroalimentari contraffatti e pericolosi, falsi “made in Italy” e marchiature CE, tramite laboratori di analisi accreditati, compatibilmente con i propri compiti istituzionali e con l’assunzione dei relativi costi annui, quantificabili, a titolo previsionale, in una somma non superiore a euro 10.000,00;
• organizzare e contribuire con appositi stanziamenti, anche tramite le associazioni di categoria, alla realizzazione delle iniziative di informazione e formazione dirette alle aziende;
l’I.N.P.S. - DIREZIONE REGIONALE TRENTINO - ALTO ADIGE, premesso che:
o intende evidenziare il ruolo della “Rete del lavoro agricolo di qualità", istituita dall’art. 6, D.L. n. 91/2014, convertito con modificazioni dalla L. 116/2014, e novellato con L. 199/2016, art. 8, al fine di selezionare imprese agricole che, rispondendo a determinati requisiti, si qualificano per il rispetto delle norme in materia di lavoro e legislazione sociale e in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto;
o detta “Rete del lavoro agricolo di qualità" costituisce un utile strumento per il contrasto dei fenomeni di lavoro irregolare e ciò nel rispetto della legalità e della dignità dei lavoratori,
■ favorire la diffusione di tale strumento e l’adesione delle aziende meritevoli all’apposito elenco gestito dalla Cabina di Regia di cui all’art. 6, comma 2 del citato D.L. 91/2014. Valuterà, inoltre, la costituzione di una sezione territoriale della suddetta “Rete del lavoro agricolo di qualità", per una migliore rispondenza alle esigenze e problematiche locali, promuovendo a livello territoriale le iniziative previste dal comma 4, lettera c- ter), e svolgendo compiti di promozione di modalità sperimentali di intermediazione fra domanda e offerta di lavoro nel settore agricolo;
■ mettere a disposizione la propria competenza in ordine allo svolgimento di incontri formativi e controlli congiunti con gli altri enti a vario titolo competenti nelle materie oggetto del presente protocollo, con particolare riferimento ad attività ispettive a carattere preventivo e repressivo nel comparto lavoristico, previdenziale ed assicurativo;
l’I.N.A.I.L. - DIREZIONE PROVINCIALE DI TRENTO si impegna a mettere a disposizione la propria competenza in ordine allo svolgimento di incontri formativi e controlli congiunti con gli altri enti a vario titolo competenti nelle materie oggetto del presente protocollo, con
particolare riferimento ad attività ispettive a carattere preventivo e repressivo nel comparto lavoristico, previdenziale, infortunistico ed assicurativo;
l’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI di TRENTO si impegna a mettere a disposizione, compatibilmente con i propri compiti e fini istituzionali e nel rispetto dei propri regolamenti interni e della normativa in ambito universitario, attrezzature, professionalità e i propri laboratori per le verifiche tecniche sui prodotti oggetto di accertamenti, nonché esperti di comunicazione.
In particolare, un qualificato apporto verrà assicurato:
0 dall’istituto di Scienze della Sicurezza (ISSTN), dal Dipartimento “Facoltà di Giurisprudenza” (FDG) e dal Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’informazione (DISI) dell’università degli Studi di Trento, anche tramite l’utilizzo di:
- software e algoritmi in grado di identificare e classificare automaticamente i siti illegali;
- tecnologia “blockchain”, onde conferire trasparente certezza e tracciatura della provenienza delle merci;
- app per semplificare e favorire l’interazione tra le parti sociali e le diverse componenti istituzionali a vario titolo coinvolte;
il CODACONS, quale associazione autonoma, senza scopo di lucro, che persegue esclusivamente obiettivi di solidarietà sociale, con finalità di tutela dei diritti e degli interessi individuali e collettivi dei consumatori ed utenti, si impegna a:
• sensibilizzare gli associati e più in generale gli utenti ed i consumatori sugli obiettivi del presente protocollo, promuovendo e sollecitando lo scambio di ogni informazione utile;
• implementare una piattaforma informatica di segnalazione di illeciti, aperta a tutti. L’obiettivo non è certamente quello di stimolare la delazione o sostituirsi alle autorità di polizia ma offrire ai cittadini che segnalano una modalità meno "formale" e impegnativa rispetto a una vera e propria denuncia;
• raccogliere le segnalazioni su presunti illeciti commessi nei settori oggetto del presente protocollo provenienti dagli associati, dagli utenti e dai consumatori, in forma individuale e collettiva;
• inviare, per il tramite del proprio “referente per il coordinamento delle attività e delle procedure” designato, tali segnalazioni, dopo averle, eventualmente ed ulteriormente elaborate, integrate, strutturate, valorizzate e qualificate, all’indirizzo di posta elettronica dedicato cabinadiregia.taa(q)gdf.it, attivo presso la “Cabina di Regia", istituita nell’ambito del Comando Regionale Trentino - Alto Adige della Guardia di Finanza, secondo le modalità tecniche già delineate alle pagine 7 e 8 del presente protocollo;
• diffondere tra gli associati, gli utenti ed i consumatori, anche attraverso la promozione di iniziative di informazione e formazione, la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno e delle sue pericolose conseguenze in termini di salute, economici e, più in generale, di ostacolo all’affermazione del concetto di legalità;
il CENTRO Dl RICERCA E TUTELA DEI CONSUMATORI E DEGLI UTENTI, quale associazione autonoma, senza scopo di lucro, che persegue esclusivamente obiettivi di solidarietà sociale, con finalità di tutela dei diritti e degli interessi individuali e collettivi dei consumatori ed utenti, si impegna a:
• inviare, per il tramite del proprio “referente per il coordinamento delle attività e delle procedure” designato, tali segnalazioni, dopo averle, eventualmente ed ulteriormente elaborate, integrate, strutturate, valorizzate e qualificate, all’indirizzo di posta elettronica dedicato cabinadiregia.taa(q)gdf.it, attivo presso la "Cabina di Regia”, istituita nell’ambito del Comando Regionale Trentino - Alto Adige della Guardia di Finanza, secondo le modalità tecniche già delineate alle pagine 7 e 8 del presente protocollo, ferma restando la possibilità di segnalazione diretta alle strutture della Provincia competenti per le materie di volta in volta interessate;
INDICAM, quale associazione che:
- ha per scopo la promozione, l’organizzazione e l’attuazione di qualsiasi iniziativa che tenda ad evitare la contraffazione dei diritti di proprietà industriale e dei prodotti, compreso lo sviluppo e la diffusione di tecnologie atte ad ostacolare ogni attività di contraffazione comunque intrapresa, nonché la ricerca, lo studio e la definizione dei fenomeni di violazione nei settori di riferimento delle imprese associate, quasi tutti rappresentati (es.: alimentare, tessile, arredo, automotive, orologiero, pellettiere, occhialeria, cosmetico/profumiero);
- per il conseguimento del proprio scopo, organizza, coerentemente con la propria missione da statuto, molteplici attività riconducibili all’advocacy, al rapporto con le forze dell’ordine, alla formazione e disseminazione di informazioni e di notizie per il sostegno della proprietà intellettuale,
• raccogliere le segnalazioni su presunti illeciti commessi nel settore di pertinenza, oggetto del presente protocollo, provenienti dagli associati, dagli utenti e dai consumatori, in forma individuale e collettiva;
• inviare, per il tramite del proprio “referente per il coordinamento delle attività e delle procedure” designato, tali segnalazioni, dopo averle, eventualmente ed ulteriormente elaborate, integrate, strutturate, valorizzate e qualificate, all’indirizzo di posta elettronica dedicato cabinadiregia.taafàgdf.it. attivo presso la “Cabina di Regia”, istituita nell’ambito del Comando Regionale Trentino - Alto Adige della Guardia di Finanza, secondo le modalità tecniche già delineate alle pagine 7 e 8 del presente protocollo;
• organizzare attività di formazione alle forze dell’ordine e ad ogni altro soggetto individuato anche successivamente al fine di condividere spunti di indagine, informazioni utili per la tracciabilità ed il riconoscimento dei prodotti originali, dando accesso alle forze di polizia formate alla app INDICAM “Mercurius”, creata per dare agli operatori di polizia la possibilità di disporre su smartphone di informazioni utili, erogate dalle imprese, per una più efficace attività investigativa;
• diffondere tra gli associati, gli utenti ed i consumatori, anche attraverso la promozione di iniziative di informazione e formazione, la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno e delle sue pericolose conseguenze in termini di salute, economici e, più in generale, di ostacolo all’affermazione del concetto di legalità, nonché potendo organizzare attività di scambio di know-how con imprese sul territorio al fine di mettere a frutto l’esperienza accumulata in decenni di attività e condivisa con le oltre 150 imprese associate;
il CONSORZIO PER LA TUTELA DEI VINI VALPOLICELLA, quale associazione di viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori della zona di produzione dei Vini della Valpolicella, area immediatamente contigua, a sud della provincia di Trento, che ha per scopo la valorizzazione del territorio di raccolta dell’uva, la tutela del marchio e della viticoltura della zona DOCG e DOC, la vigilanza, la salvaguardia e la difesa delle denominazioni Valpolicella DOC, Valpolicella Ripasso DOC, Amarone della Valpolicella DOCG, Recioto della Valpolicella DOCG, che viene coinvolta nel presente Protocollo in via funzionale alla potenziale valorizzazione dell’utilizzo del software e delle tecnologie elaborate dall’università di Trento per l’identificazione e la classificazione automatica dei siti illegali e per la tracciatura della provenienza delle merci, riguardanti anche brevetti, marchi industriali e prodotti agroalimentari tutelati del Trentino, si impegna a;
• sensibilizzare i consorziati ed i settori produttivi dell’indotto sugli obiettivi del presente protocollo, promuovendo e sollecitando lo scambio di ogni informazione utile;
• raccogliere segnalazioni provenienti dai consorziati, dai settori produttivi dell’indotto e dai consumatori, in forma individuale e collettiva, su presunti illeciti commessi negli ambiti oggetto del presente protocollo ai danni dei prodotti giurisdizionalmente tutelati (Valpolicella DOC, Valpolicella Ripasso DOC, Amarone della Valpolicella DOCG, Recioto della Valpolicella DOCG);
• inviare, previo coordinamento con l’ICQRF - Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali di Roma, per il tramite del proprio “referente per il coordinamento delle attività e delle procedure” designato, tali segnalazioni, dopo averle, eventualmente ed ulteriormente elaborate, integrate, strutturate, valorizzate e qualificate, all’indirizzo di posta elettronica dedicato cabinadiregia.taa(a)gdf.it, attivo presso la “Cabina di Regia”, istituita nell’ambito del Comando Regionale Trentino - Alto Adige della Guardia di Finanza, secondo le modalità tecniche già delineate alle pagine 7 e 8 del presente protocollo;
• diffondere tra i consorziati, i settori produttivi dell’indotto ed i consumatori, anche attraverso la promozione di iniziative di informazione e formazione, la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno e delle sue pericolose conseguenze in termini di salute, economici e, più in generale, di ostacolo all’affermazione del concetto di legalità;
• implementare le attività di monitoraggio testando i nuovi sistemi informatici anticontraffazione messi a disposizione dall’università degli Studi di Trento, come tecnologia “blockchain”, software e algoritmi in grado di identificare e classificare automaticamente siti web contenenti presunti prodotti contraffatti ed eventuali illeciti nell’utilizzo dei riferimenti alle “Denominazioni di Origine” (Valpolicella DOC, Valpolicella Ripasso DOC, Amarone della Valpolicella DOCG, Recioto della Valpolicella DOCG);
• in accordo con il predetto l’Ateneo trentino, offrire disponibilità a studenti universitari interessati per attività di formazione sugli elementi di originalità dei prodotti tutelati ed esperienze su casi di studio afferenti la contraffazione o l’uso improprio dei riferimenti alle “Denominazioni di Origine”, anche sul web;
il CONSORZIO TUTELA VINI DEL TRENTINO, quale associazione interprofessionale di categoria che svolge le funzioni di tutela, di promozione, di valorizzazione, di informazione del consumatore e di cura generale degli interessi delle Denominazioni di origine protette e delle Indicazioni geografiche protette trentine, nonché azioni di vigilanza sulle medesime, si impegna a:
• raccogliere segnalazioni provenienti dai consorziati, dai settori produttivi dell’indotto e dai consumatori, in forma individuale e collettiva, su presunti illeciti commessi negli ambiti oggetto del presente protocollo ai danni dei prodotti giurisdizionalmente tutelati D.O.C. Trentino; D.O.C. Trento; D.O.C. Teroldego Rotaliano; D.O.C. Casteller; D.O.C. Valdadige; I.G.T. Vigneti delle Dolomiti; I.G.T. Vallagarina);
• inviare, previo coordinamento con l’ICQRF - Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali di Roma, per il tramite del proprio “referente per il coordinamento delle attività e delle procedure” designato, tali segnalazioni, dopo averle, eventualmente ed ulteriormente elaborate, integrate, strutturate, valorizzate e qualificate, all’indirizzo di posta elettronica dedicato cabinadiregia.taafàgdf.it. attivo presso la “Cabina di Regia”, istituita nell’ambito del Comando Regionale Trentino - Alto Adige della Guardia di Finanza, secondo le modalità tecniche già delineate alle pagine 7 e 8 del presente protocollo;
• diffondere tra i consorziati, i settori produttivi dell’indotto ed i consumatori, anche attraverso la promozione di iniziative di informazione e formazione, la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno e delle sue pericolose conseguenze in termini di salute, economici e, più in generale, di ostacolo all’affermazione del concetto di legalità.
La FEDERAZIONE TRENTINA DELLA COOPERAZIONE, quale unica associazione di rappresentanza del mondo cooperativo trentino, si impegna a:
• diffondere tra i consorziati, i settori produttivi dell'indotto ed i consumatori, anche attraverso la promozione di iniziative di informazione e formazione, la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno e delle sue pericolose conseguenze in termini di salute, economici e, più in generale, di ostacolo all’affermazione del concetto di legalità;
• promuovere la collaborazione tra cooperative di diversi settori per la diffusione in agricoltura del contratto di rete quale forma di valorizzazione di opportunità occupazionali e di innovazione organizzativa in un quadro di legalità e tutela per i lavoratori coinvolti.
L’ASSOCIAZIONE PRODUTTORI ORTOFRUTTICOLI TRENTINI (APOT s.c.a.), quale associazione di rappresentanza del mondo ortofrutticolo cooperativo trentino, si impegna a:
• sensibilizzare i consorziati ed i soci produttori sugli obiettivi del presente protocollo, promuovendo e sollecitando lo scambio di ogni informazione utile;
• diffondere tra i consorziati, anche attraverso la promozione di iniziative di informazione e formazione, la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno e delle sue pericolose conseguenze in termini di salute, economici e, più in generale, di ostacolo all’affermazione del concetto di legalità;
• promuovere la diffusione in agricoltura di standard di certificazione volontaria di riconosciuta valenza per aumentare il livello di sicurezza delle proprie produzioni (es. IPM, Biologico BRC, IFS, Global Gap...), per la prevenzione del fenomeno del caporalato ed il rispetto dei lavoratori (GRASP).
CGIL, CISL, UIL - anche per conto delle proprie associazioni di tutela dei consumatori Federconsumatori, Adiconsum e ADOC - e CIA, COLDIRETTI, CONFAGRICOLTURA TRENTINO, ACLITERRA e ASSOCIAZIONE CONTADINI TRENTINI
□ l’art. 6 della L. 94/2014, come modificato dall’art. 8 della L. 199/2016, “Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento lavorativo in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo", prevede la possibilità di istituire le sezioni territoriali della “Rete del lavoro agricolo di qualità", con sede presso la Commissione Provinciale Integrazione Salari Operai Agricoli (CISOA), su accordo delle Parti Sociali competenti dello specifico territorio;
0 il Contratto Collettivo Provinciale di Lavoro per gli operai agricolo e florovivaisti della Provincia Autonoma di Trento, sottoscritto da FLAI-CGIL, FAI-CISL, UILA-UIL e Cia, Coldiretti e Confagricoltura del Trentino, prevede l’intenzione delle Parti firmatarie, anche per il tramite di E.B.T.A. - Ente Bilaterale Trentino dell’Agricoltura, di promuovere ed organizzare la suddetta sezione territoriale;
0 E.B.T.A. assume in sé, tra le sue funzioni, anche quelle che afferiscono a materie legate alla promozione della regolarità, alla qualità del lavoro, alla formazione professionale, nonché in tema di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e nel governo del mercato del lavoro,
• richiedere che venga convocata la prima riunione presso la Commissione CISOA dell’INPS di Trento della Sezione territoriale della "Rete del lavoro agricolo di qualità";
• sensibilizzare e diffondere, per il mezzo di E.B.T.A., tra le imprese ed i lavoratori agricoli e florovivaisti dipendenti i contenuti e le finalità del presente protocollo;
• mettere a disposizione del Comando Regionale Trentino - Alto Adige della Guardia di Finanza notizie, informazioni, analisi di contesto, competenze e attività proprie di E.B.T.A., utili per il perseguimento delle finalità collaborative sancite nel presente protocollo;
• raccogliere le segnalazioni su presunti illeciti commessi nel settore di pertinenza, oggetto del presente protocollo, provenienti dagli associati in forma individuale e collettiva ed inviarle, per il tramite del proprio “referente per il coordinamento delle attività e delle procedure” designato, dopo averle, eventualmente ed ulteriormente elaborate, integrate, strutturate, valorizzate e qualificate, all’indirizzo di posta elettronica dedicato cabinadiregia.taa(a)gdfit. attivo presso la “Cabina di Regia", istituita nell’ambito del Comando Regionale Trentino - Alto Adige della Guardia di Finanza, secondo le modalità tecniche già delineate alle pagine 7 e 8 del presente protocollo; resta ferma la possibilità di inviare tali segnalazioni direttamente alle strutture provinciali competenti ad effettuare i relativi controlli.
La realizzazione della reciproca collaborazione, dell’interscambio informativo e, più in generale, il trattamento dei dati personali gestiti nell’ambito delle attività svolte in virtù del presente protocollo sono improntati al rispetto dei principi di correttezza, liceità, trasparenza e necessità dettati dal regolamento (UE) n. 2016/679, nonché all’osservanza delle disposizioni del D.Lgs. n. 196/2003, del D.Lgs. n. 101/2018, del D.Lgs. n. 51/2018 e del DPR n. 15/2018.
A tal fine, in attuazione degli articoli 32 del citato Regolamento e 25 del D.Lgs. 51/2018, le Parti, che operano in qualità di titolari autonomi nell’ambito delle rispettive competenze e delle proprie finalità, adottano misure tecniche e organizzative adeguate per garantire e dimostrare la conformità alle citate disposizioni dei trattamenti di dati personali svolti nell’ambito del protocollo, nonché il rispetto dei principi ivi previsti, anche con riguardo ai flussi informativi tra le parti. In relazione a tali flussi, i dati oggetto di scambio, devono essere adeguati, pertinenti e limitati rispetto alle finalità per le quali sono trattati e la trasmissione avviene con modalità idonee a garantire la sicurezza e la protezione dei dati, osservando i criteri individuati dal Garante in materia di comunicazione di informazioni tra i soggetti pubblici.
Nel quadro di quanto precedentemente definito, i referenti per l’attuazione del presente accordo sono:
a. per la Provincia Autonoma di Trento:
□ sul piano programmatico, il Presidente, Maurizio Fugatti;
□ ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, la Dirigente del Servizio Lavoro, Sandra Cainelli
b. per la Procura Distrettuale della Repubblica di Trento:
□ sul piano programmatico, il Procuratore Distrettuale, Sandro Raimondi;
□ ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, il Procuratore Distrettuale, Sandro Raimondi;
c. per la Procura della Repubblica di Rovereto:
□ sul piano programmatico, il Procuratore della Repubblica, Aldo Celentano;
□ ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, il Sostituto Procuratore della Repubblica, Fabrizio De Angelis;
d. per la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trento:
□ sul piano programmatico, il Presidente, Gianni Bort;
□ ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, il Dirigente Promozione Tutela e Sviluppo del Territorio, Michele Passerini;
e. per l’istituto Nazionale della Previdenza Sociale Direzione Regionale Trentino-Alto Adige:
□ sul piano programmatico, il Direttore Regionale, Antonio Maria di Marco Pizzongolo;
□ ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, la funzionaria addetta all’Area Flussi Contributivi e Vigilanza Documentale, Julka Giordani;
f. per l’istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro Direzione Provinciale di Trento:
D sul piano programmatico, il Direttore Provinciale di Trento, Stefania Marconi;
□ ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, il Direttore, Stefania Marconi;
g. per l’Università degli Studi di Trento:
□ sul piano programmatico, il Rettore, Paolo Collini;
□ ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, il Professore Associato dell’università degli Studi di Trento, Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’informazione, Massimo Donelli;
h. per il Codacons:
□ sul piano programmatico, il Presidente Nazionale, Marco Maria Donzelli;
□ ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, gli Avvocati del Foro di Trento, Zeno Pennelli e Denise Borierò;
i. per il Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti del Trentino:
□ sul piano programmatico, il Presidente, Priska Auer;
ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, il referente Carlo Biasior
j. per Indicam:
□ sul piano programmatico, il Presidente, Mario Peserico;
□ ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, il Segretario Generale, Claudio Bergonzi;
k. per il Consorzio Tutela dei Vini Valpolicella:
□ sul piano programmatico, il Presidente, Andrea Sartori;
D ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, il Direttore, Olga Bussinello;
l. per il Consorzio Tutela Vini del Trentino:
□ sul piano programmatico, il Presidente, Pietro Patton;
□ ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, il Direttore, Graziano Molon;
m. per la Federazione Trentina della Cooperazione:
□ sul piano programmatico, la Presidente del Collegio sindacale, in qualità di legale rappresentante, Patrizia Gentil;
□ ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, il Direttore, Alessandro Ceschi;
n. per l’Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini (APOT s.c.a.):
□ sul piano programmatico, il Presidente, Ennio Magnani;
D ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, il Direttore, Alessandro Dalpiaz;
o. per la CGIL del Trentino:
□ sul piano programmatico, il Segretario Generale, Andrea Grasselli;
D ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, Elisa Cattani;
p. per la CISL del Trentino:
□ sul piano programmatico, il Segretario Generale, Michele Bezzi;
□ ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, il Segretario Generale FAI- CISL, Fulvio Bastiani;
q. per la UIL del Trentino:
□ sul piano programmatico, il Segretario Generale, Walter Alotti;
□ ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, il Segretario UILA-UIL, Fulvio Giaimo;
r. per la Coldiretti del Trentino:
□ sul piano programmatico, il Presidente, Gianluca Barbacovi;
D ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, Enzo Bottos;
s. per la CIA del Trentino:
□ sul piano programmatico, il Presidente, Paolo Calovi;
□ ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, Massimo Tornasi;
t. per la Confagricoltura del Trentino:
□ sul piano programmatico, il Presidente, Diego Coller;
□ ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, Lorenzo Gretter;
u. per ACLITERRA TRENTINO:
□ sul piano programmatico, il Presidente, Flavio Sandri
D ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, il segretario provinciale, Ezio Dandrea;
v. per ASSOCIAZIONE CONTADINI TRENTINI:
□ sul piano programmatico, il Presidente, Luciano Clementi
D ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, Daniele Bergamo;
w. per il Comando Regionale Trentino - Alto Adige della Guardia di Finanza:
□ sul piano programmatico, il Comandante Regionale, Gen. B. Ivano Maccani;
D ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure, il Capo di Stato Maggiore, Col. Claudio Pascucci.
ULTERIORI ASPETTI DELLA COLLABORAZIONE
Allo scopo di consolidare procedure operative e di cooperazione efficaci, le Parti, di comune accordo, possono:
❖ promuovere e organizzare incontri e corsi a favore del rispettivo personale. L’attività formativa in parola è espletata, per la Guardia di Finanza, compatibilmente con i piani di formazione approvati dal Comando Generale;
❖ proporre iniziative ulteriori che, con la collaborazione delle associazioni dei consumatori e degli Imprenditori, favoriscano un consumo consapevole. Analoghe iniziative riguarderanno i giovani ed il mondo della scuola;
❖ definire le scadenze per un monitoraggio quadrimestrale dell’attuazione del presente protocollo e proporre eventuali modifiche degli interventi da intraprendere, al fine di conferire sempre maggiore efficacia all’azione coordinata e sinergica di prevenzione e contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti e pericolosi per la salute, al lavoro nero e all’abusivismo commerciale, nonché di tutela delle regole di libero mercato e sana concorrenza tra soggetti economici.
I rapporti con gli organi di informazione, riguardanti le attività o la collaborazione derivanti dal presente Protocollo, saranno curati di comune accordo, nel quadro delle rispettive regolamentazioni, in modo da assicurare la piena valorizzazione mediatica e strategica delle scelte operate.
Lo svolgimento delle attività disciplinate dal presente Protocollo viene assicurato con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Il presente Protocollo:
■ ha durata di tre anni, a decorrere dalla data di sottoscrizione dello stesso e può essere prorogato per ulteriori tre anni, per espressa volontà delle Parti, da manifestarsi almeno tre mesi prima della scadenza, con apposito scambio di corrispondenza tra tutte le parti a mezzo posta elettronica certificata (PEC);
■ in qualunque momento della sua vigenza, può essere oggetto di eventuali integrazioni o modifiche concordate tra le Parti.
1 La "Cabina di Regia" è presso il Comando Regionale Trentino - Alto Adige della Guardia di Finanza, via Vannetti 15, 38122- Trento, telefono 0461 252506.
2 L'indirizzo istituzionale dedicato di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. sarà accessibile, come prevedono le misure tecnico-organizzative dettate dal Garante per la privacy, con username e password personali, limitatamente a n. 5 militari del Comando Regionale Trentino - Alto Adige, singolarmente individuabili, appartenenti alla Cabina di Regia e coordinati dal Capo di Stato Maggiore, referente per il protocollo ai fini del coordinamento delle attività e delle procedure previste.
3 Le informazioni trasmesse dovranno contenere la sintetica descrizione dei fatti che si presumono, dubbi, irregolari o illeciti e tutti quegli elementi che possano consentire di individuare i responsabili. Qualora si sia in presenza di informazioni tali da far ritenere sussistenti fattispecie penalmente rilevanti, l'ente segnalatore avrà cura di formalizzare una denuncia/querela, ai sensi dell'articolo 331 e ss. del c.p.p., con le ordinarie modalità, all'Autorità Giudiziaria, anche per il tramite la Guardia di Finanza di Trento.
4 Le informazioni dovranno essere compendiate in un documento informatico che, secondo le misure dettate dal Garante per la privacy, dovrà essere: 1) cifrato con metodologie adeguate agli standard tecnologici del momento; 2) inviato in allegato ad una email indirizzata a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., contenente i dati dell'ente/associazione/sindacato segnalatore, il nominativo della persona che ha curato la trasmissione ed un recapito telefonico. Una volta acquisita dalla Cabina di Regia la comunicazione di ricevuta del file criptato, la password potrà essere scambiata con canale diverso dalla mail.
5 Ai sensi dell'art. 13 del D.P.R. n. 15/2018
Fonte: https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-prac-prot-dptrento-procura-inps-altri.pdf