Source: https://www.exeo.it/Articoli/8130/rinnovo-concessione-demaniale.aspx
Timestamp: 2019-08-26 01:04:34+00:00
Document Index: 158437792

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 81', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 37', 'art. 23', 'art. 6', 'art. 01', 'art. 10']

La previsione in una concessione della possibilità per l’ente pubblico di rinnovare a cadenze determinate il rapporto integra una vera e propria potestà di riesame della situazione al momento del rinnovo.
L’obbligo giuridico di rinnovare la convenzione di affidamento del servizio di gestione di un immobile demaniale non ha senso se non nella logica di una pattuizione capace di garantire, per un arco di tempo ragionevole, il concessionario sulla stabilità delle condizioni economiche di gestione del bene immobile e, cioè, essenzialmente, sulla immutabilità del canone di concessione, anche al fine di predisporre un congruo piano ammortamento delle spese di gestione.
Il “rinnovo” comporta un nuovo atto concessorio che ha il medesimo oggetto, ma non necessariamente il medesimo destinatario: tale fattispecie comporta la volontà dell’amministrazione di rinnovare un affidamento in concessione (anziché far cessare qualsiasi affidamento del genere), ma non implica la reiterazione in toto, anche dal punto di vista soggettivo, del titolo precedente.
La possibilità di ottenere il rinnovo della concessione con il semplice pagamento del canone, ove introdotta dalla normativa applicabile, costituisce un regime di favore per l’operatore che non richiede – ai fini del rinnovo del titolo - lo lo svolgimento di alcuna attività amministrativa.
L’amministrazione può decidere, alla scadenza del rapporto di concessione di un bene pubblico, se procedere o meno al rinnovo della concessione medesima (fermo restando, nel primo caso, il doveroso rispetto dei principi dell’evidenza pubblica) e può optare per non rinnovarla ad alcuno.
La previsione di una proroga automatica dei rapporti concessori in corso, i... _OMISSIS_ ...nnovo che apra il mercato, è del tutto contraddittoria rispetto al fine di tutela della concorrenza e di adeguamento ai principi comunitari.
Con riferimento alla concessione di beni demaniali, l’eventuale rinnovo è subordinato all’esistenza di una clausola che preveda tale possibilità.
Il modus operandi del concedente che privilegi il ricorso alla gara pubblica rispetto al rinnovo della concessione demaniale deve ritenersi legittimo in quanto conforme ai principi comunitari, in materia di libera circolazione dei servizi, di par condicio, d'imparzialità e di trasparenza, essendo pacifico che tali principi si applicano anche a materie diverse dagli appalti, essendo sufficiente che si tratti di attività, suscettibile di apprezzamento in termini economici.
In sede di rinnovo della concessione demaniale è certamente consentita una diversa valutazione, congruamente motivata, degli interessi pubblici in gioco rispetto a quella tenuta in perspicua considerazione all’atto dell’affidamento della concessione originaria, ma questo apprezzamento discrezionale va comparato con la posizione soggettiva vantata dal concessionario.
Anche se, in caso di rinnovo della concessione demaniale, si deve procedere alla comparazione delle condizioni offerte dal concessionario e dagli altri aspiranti sul piano della rispondenza agli interessi pubblici, ciò nondimeno non deve necessariamente essere comminata l’esclusione dalla procedura soggetto già detentore della concessione, dovendosi solo far luogo alla depurazione della procedura dai fattori di vantaggio rivenienti in capo al concessionario dalla titolarità della concessione ovvero dalla titolarità di altro rapporto concessorio funzionalmente collegato al primo.
Il concessionario di beni pubblici non può fare affidamento sulla conservazione a tempo indeterminato dello status quo e, quindi, nell’affrontare gli investimenti necessari per l’ampliamento della propria attività deve sempre considerare la possibilità che la ... _OMISSIS_ ...a.
La posizione del gestore c.d. uscente aspirante al rinnovo o alla proroga di un rapporto contrattuale pubblico in scadenza, presenta carattere del tutto recessivo rispetto alla scelta dell’amministrazione di indire una gara per la scelta del contraente, anche laddove una limitata possibilità di proroga dell'affidamento in scadenza sia consentita dalla lex specialis o in ragione di circostanze eccezionali non imputabili all'Amministrazione.
L'affidamento del privato al rinnovo della concessione demaniale non può che legittimamente soccombere dinanzi all'intera ridefinizione dei parametri di massima occupabilità per il centro storico della città.
Il mero pagamento dei canoni, dopo l’intervenuta scadenza del titolo, non può considerarsi di per sé rinnovo tacito della concessione, così come non si ammette, di norma, che sia tutelabile l’aspettativa del concessionario al rinnovo del rapporto, né che possa riconoscersi il diritto di insistenza del concessionario stesso – benché in qualche modo codificato dall’art. 37 del codice della navigazione – quando l’Amministrazione intenda procedere a nuovo affidamento tramite gara pubblica.
Per la legittima fruizione del bene pubblico, in assenza di formale titolo abilitativo, non esistono forme di tutela particolari dell’affidamento e nemmeno di un “diritto di insistenza”, che non fosse stato esercitato con istanza di proroga prima della scadenza del titolo concessorio, o con immediata domanda di rinnovo.
Il comportamento complessivo dell’Amministrazione che abbia rinnovato nel tempo la concessione di un bene demaniale evidenzia un legittimo affidamento sulla permanenza nella titolarità della concessione maturato in capo al concessionario scaduto, con l’obbligo dell’Amministrazione di effettuare un’adeguata comparazione tra l’interesse pubblico e l’interesse privato.
La concessionaria di un bene pubblico non è titolare (indipendentemente dalla durata del rapporto di concessione) di alcuna aspettativa al rinnovo di un rapporto, il cui diniego, nei limiti della ragionevolezza dell'agire amministrativo, è parificabile al rigetto di un'ordinar... _OMISSIS_ ...n necessita di ulteriore motivazione.
Il concessionario di un bene demaniale non può vantare (se non diversamente disposto nell’atto concessorio) alcuna aspettativa al rinnovo del rapporto.
Per principio generale, la concessionaria di un bene pubblico non è titolare (indipendentemente dalla durata del rapporto di concessione) di alcuna aspettativa al rinnovo di un rapporto il cui diniego, nei limiti della ragionevolezza dell’agire amministrativo, è parificabile al rigetto di un’ordinaria istanza di concessione e non necessita di ulteriore motivazione.
In materia di concessioni di beni pubblici, il concessionario non vanta nessuna aspettativa al rinnovo della concessione che sottrae il bene all'uso comune. Pertanto il diniego di rinnovo non deve essere motivato in ordine ad un sopravvenuto ed eccezionale pubblico interesse, essendo assimilabile, nei limiti ordinari della ragionevolezza e della logicità dell'agire amministrativo, ad un rigetto di una domanda di concessione da motivare, quindi, alla stregua degli elementi concreti ostativi al rilascio.
E' legittimo considerare la permanente situazione di abusività e la pervicace inottemperanza dell’interessato quale ostacolo al rinnovo delle concessioni demaniali marittime.
Il concessionario di un bene pubblico comunale non è titolare di alcuna aspettativa al rinn... _OMISSIS_ ...ego, nei limiti della ragionevolezza dell'agire amministrativo, è parificabile al rigetto di un'ordinaria istanza di concessione e non necessita di ulteriore motivazione, con la conseguenza che l'ente locale, qualora ritenga di destinare un'area pubblica ad una destinazione ritenuta più adeguata alle sue caratteristiche, è libero di non procedere al rinnovo della precedente concessione di suolo pubblico e non deve rendere particolari giustificazioni della scelta operata.
E' illegittimo il diniego di rinnovo di una concessione demaniale marittima che muove dalla circostanza che l’area sarebbe prospiciente il centro abitato se, come risulta anche dai documenti depositati in giudizio, l’area retrostante è in realtà inedificata.
Eventuali difetti di comunicazione del diniego di rinnovo di una concessione demaniale sono irrilevanti, posto che il regime di proroga accordato a tutti i titolari di posteggi non vale a legittimare alcun diritto di insistenza, ritenuto incompatibile con i principi della direttiva servizi 2006/123/CE (c.d. Bolkestein), in quanto ostativo all’esplicazione della libera concorrenza.
L’adozione del bando di gara per l'affidamento di un bene pubblico costituisce atto implicito di diniego del rinnovo.
L’abuso del titolo concessorio è elemento idoneo a negare il rinnovo, in quanto fa ragionevolmente presumere che il richiedente non offra garanzie per un corretto e proficuo uso del bene demaniale.
Qualora l’ente locale ritenga di recuperare un’area pubblica ad una destinazione ritenuta più adeguata alle sue caratteristiche, è libero di non procedere al rinnovo della precedente concessione di suolo pubblico e non deve rendere particolari giustificazioni in ordine alla scelta così operata.
E' illegittimo il diniego di rinnovo di concessione demaniale che assume tardivamente di voler tutelare un’area tratturale, della quale era stata consent... _OMISSIS_ ...n periodo di circa quindici anni, intervenendo a distanza di tempo per modificare una situazione del tutto consolidata.
E' illegittimo il diniego di rinnovo di concessione demaniale che non considera, né valuta appieno la compatibilità dell’uso dell’area con la sua destinazione vincolata.
La decisione di estinguere la concessione è giustificata dal fatto che le aree sono state cedute in uso a terzi senza previo assenso dell’autorità concedente.
La decisione dell’Amministrazione di emanare un avviso d’asta pubblica per l'affidamento di una concessione demaniale comporta un evidente - seppur implicito - rigetto della istanza di rinnovo della concessione stessa.
E' illegittimo per eccesso di potere il diniego di rinnovo di concessione demaniale motivato sul presupposto che il concessionario non esercita la concessione demaniale se tale presupposto è contraddetto nei fatti.
La decisione con cui la P.A. nega il rinnovo di una concessione e decide di bandire una gara per l’individuazione del concessionario cui assegnare il bene è da ritenere del tutto legittima e condivisibile, in quanto anche alla materia della concessione dei beni pubblici devono applicarsi i principi discendenti dall'art. 81 del Trattato UE e dalle Direttive comunitarie in materia di appalti, quali quelli della loro necessaria attribuzione mediante procedure concorsuali, trasparenti, non discriminatorie, nonché tali da assicurare la parità di trattamento ai partecipanti.
La disposizione del regolamento comunale per l’applicazione del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche che prevede che le domande di rinnovo ... _OMISSIS_ ...ne di aree pubbliche abbiano in linea di massima priorità rispetto alle richieste di nuova occupazione della medesima area comporta che al precedente concessionario debba essere riconosciuta una posizione di legittimo affidamento, che può essere disattesa soltanto attraverso un analitico ed articolato percorso motivazionale.
Con riferimento alla concessione di beni demaniali deve ritenersi che, laddove il concedente intenda respingere la richiesta di rinnovo, ciò sia astrattamente possibile in un’ottica di perseguimento del superiore interesse pubblico, con il solo limite del necessario rispetto dello stesso obbligo di motivazione dovuto nel caso di rigetto della prima istanza.
E' illegittimo il diniego che non indichi i motivi d’interesse pubblico sopravvenuti, ostativi all’accoglimento delle istanze di rinnovo della concessioni demaniali formulate da chi, senza soluzione di continuità, sia da tempo concessionario del bene demaniale.
Il diniego di rinnovo, in una situazione giuridica consolidata che vede coinvolti gli interessi dell’operatore economico o sociale che, pianificando costi e ricavi, si avvale strumentalmente dei beni demaniali in concessione per svolgere la propria attività, è equiparato alla disciplina della revoca di provvedimento favorevole.
In materia di rinnovo della concessione demaniale, i principi di derivazione comunitaria a tutela della concorrenza (imparzialità, trasparenza, parità di trattamento, imparzialità) sono applicabili anche alle concessioni di beni pubblici fungendo da parametro di interpretazione e limitazione del diritto di insistenza di cui all’articolo 36 del codice della navigazione.
La concessione di suolo pubblico non attribuisce al concessionario alcun diritto d’insistenza, né alcuna aspettativa giuridicamente tutelata al rinnovo del rapporto.
_OMISSIS_ ...dei beni demaniali è intrinsecamente precario, e non dà origine a un diritto di insistenza, una volta che l’ente gestore del bene demaniale decida che tale utilizzazione è contraria all’interesse pubblico.
A seguito della eliminazione del diritto d’insistenza riservato ai gestori delle spiagge, in occasione del rinnovo delle concessioni (originariamente previsto dall'art. 37, II comma ,II periodo del cod. della navigazione, ora abrogato), la normativa che disciplina il settore va rinvenuta nelle L. n. 422009 e n. 252010, che pongono al centro delle procedure di rilascio delle concessioni di beni demaniali i principi di concorrenza, libertà di stabilimento e valorizzazione delle attività imprenditoriali, in coerenza con i principi stabiliti dal diritto europeo.
Il carattere vincolante dei principi concorrenziali anche in materia di concessioni di beni pubblici è tale da imporre, quando si tratti del rinnovo della concessione, che la gara venga depurata da fattori di vantaggio a favore dell’eventuale precedente concessionario.
Il c.d. «diritto di insistenza», previsto dall’ultimo inciso dell’art. 37, co. 2, cod. nav. è stato soppresso dall’art. 1, co. 18, d.l. 194/2009.
Il titolare di una concessione demaniale marittima non ha titolo per vantare una posizione poziore rispetto ad eventuali altri aspiranti, giacché il diritto di insistenza non può considerarsi tale da determinare sempre e comunque la prevalenza dell'insistente rispetto agli altri eventuali concorrenti, che abbiano prodotto regolare istanza di concessione in relazione agli stessi spazi demaniali.
Lo stato di buona fede sussistente al momento della vendita giudiziaria di un bene che successivamente si scopre essere demaniale e l’ultratrentennale detenzione del bene stesso non comportano una “riserva” assoluta o una posizione “privilegiata” in ordine al rilascio della concessione demaniale.
Il divieto di rinnovo automatico della concessione e il divieto di attribuire vantaggi al concessionario uscente, sanci... _OMISSIS_ ...E, sono stati recepiti dall'Italia, anche al fine di interrompere una procedura di infrazione in corso, attraverso l'eliminazione del diritto di insistenza di cui all'articolo 37 del codice della navigazione.
La proroga ex art. 1, comma 18, del D.L. n. 194/2009 non costituisce una violazione del divieto di rinnovo automatico posto dalla normativa comunitaria giacché non è finalizzata ad eludere il divieto del diritto di insistenza, ma piuttosto a consentire l’adozione di una disciplina della materia completa, impedendo nelle more l’applicazione di diversificate discipline delle concessioni demaniali e rispondendo anche all’esigenza di tutela degli attuali concessionari, riconoscendo un periodo di comporto (peraltro limitato e non prorogabile), idoneo a ridurre gli effetti negativi di un sopravvenuto mutamento di disciplina anche in relazione alle prospettive di remunerazione del capitale investito.
Il diniego di rinnovo della concessione di beni pubblici, comunque esplicitato, nei limiti ordinari della ragionevolezza e della logicità dell'agire amministrativo, non necessita di ulteriore motivazione (essendo parificabile al rigetto di un'ordinaria istanza di concessione), né implica alcun “diritto d'insistenza” allorché la Amministrazione intenda procedere ad un nuovo sistema d'affidamento mediante gara pubblica o comunque procedura comparativa.
Il c.d. diritto di insistenza conferito dall’art. 37 cod. nav. in favore del titolare della concessione demaniale marittima in scadenza, in occasione del suo rinnovo, non può considerarsi tale da determinare sempre e comunque la prevalenza dell’insistente rispetto agli altri eventuali concorrenti, che abbiano prodotto regolare istanza di concessione in relazione agli stessi spazi demaniali, non potendo tale previsione normativa, secondo un’interpretazione conforme ai principi di concorrenzialità di derivazione comunitaria, essere intesa come un meccanismo capace di elidere ogni confronto concorrenziale tra più istanze in competizione.
Anche nel vigore del c.d. diritto di insistenza, codificato nell'ambito dell’art. 37 del codice della navigazione, l'inveramento nell'ordinamento nazionale di fondamentali principi di diritto comunitario non poteva prescindere dall'assoggettamento delle pubbliche Amministrazioni all'obbligo di esperire procedure ad evidenza pubblica ai fini della individuazione del soggetto contraente.
L'amministrazione non può impedire l’accesso al bene pubblico da parte di chi non ne aveva la precedente disponibilità, perché ciò viola i principi di concorrenza e della libertà di stabilimento garantita dai trattati comunitari.
E' da escludere che la posizione dei privati, aspiranti alla concessione di suolo pubblico, possa es... _OMISSIS_ ... “spettanza” della stessa e che eventuali e più favorevoli provvedimenti in precedenza rilasciati dall’Amministrazione possano essere invocati a parametro di illegittimità/contraddittorietà di sopraggiunte determinazioni più restrittive in materia.
Il diritto di insistenza rileva soltanto nell’ambito della procedura comparativa volta al rilascio della concessione demaniale, a parità delle altre condizioni.
L’art. 37 cod. nav., come modificato dall’art. 1, co. 18, d.l. 194/2009 conv. in l. 25/2010 non prevede più, in sede di rilascio di nuove concessioni, il diritto di preferenza in capo al precedente concessionario.
La circostanza dell’avvenuta effettuazione di informali riunioni e sopralluoghi tra i privati e l’Amministrazione al fine di concordare le modalità di effettuazione di lavori manutentivi sull’area demaniale, nonché la circostanza dell’avvenuto rilascio, da parte della medesima Amministrazione, di alcuni nulla-osta di pubblica sicurezza al fine di svolgere sull’area medesima degli spettacoli, non possono costituire idonei presupposti per affermare la sussistenza in capo a tale privato di una posizione giuridica qualificata al fine del mantenimento della propria insistenza sull’area in questione.
In sede di rinnovo di una concessione spetti all... _OMISSIS_ ...o;ampia discrezionalità nella scelta se procedere o meno al rinnovo del rapporto con il precedente titolare, atteso che il c.d. diritto di insistenza deve essere interpretato conformemente ai principi comunitari, in materia di libera circolazione dei servizi, di par condicio, d’imparzialità e di trasparenza, essendo pacifico che tali principi si applicano anche a materie diverse dagli appalti, essendo sufficiente che si tratti di attività, suscettibile di apprezzamento in termini economici.
Con riferimento alla concessione di beni demaniali, la presenza di una clausola che preveda un eventuale rinnovo, se è condizione necessaria per il rinnovo stesso, salvo che la facoltà non sia espressamente prevista dalla legge, per converso non comporta comunque un diritto di insistenza al rinnovo medesimo da parte del soggetto concessionario.
Il secondo comma dell’art. 1 del DL 400/93, secondo cui le concessioni demaniali marittime alla scadenza si rinnovano automaticamente per altri sei anni, va letto ed interpretate alla luce del principio concorrenziale enunciato dall’art. 37 cod. nav.
Il diritto comunitario impone di eliminare fattori di vantaggio per il precedente concessionario, rendendo del tutto marginale e recessiva l’applicabilità del cd. diritto di insistenza alle concessioni demaniali.
Il diritto di insistenza non costituisce una causa di prelazione assoluta ma solo un’aspettativa qualificata all’attivazione di un rapporto giuridico identico a quello che viene a scadenza.
La natura imperativa ed inderogabile della sopravvenuta normativa di cui all'art. 23 l. n. 62/05 che introduce un divieto generalizzato di rinnovazione dei contratti delle pubbliche amministrazioni implica la sopravvenuta inefficacia delle previsioni, amministrative e contrattuali, configgenti con il nuovo e vincolante principio, che non tollera la sopravvivenza dell’efficacia di difformi clausole negoziali.
DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CESSAZIONE DE... _OMISSIS_ ...t; FORME SEMPLIFICATE
Se la normativa comunale consente il rinnovo della concessione con il semplice pagamento del canone, è illegittimo il provvedimento che dichiara la decadenza per il solo fatto della mancata presentazione dell’istanza di rinnovo della concessione scaduta.
L’obbligo di gara per il rinnovo della concessione non sussiste solo nel caso di interesse dell’amministrazione a modificare la destinazione del bene, ma anche ad aggiornare le condizioni di concessione. Infatti la fissazione del termine di concessione comporta l’inattualità dell’atto dopo la sua scadenza e la necessità di creare una nuova forma di concorrenza per il mercato che attraverso la gara premi sia l’esigenza dell’ente che le migliori forze del mercato.
La mancanza di una procedura competitiva circa l’assegnazione di un bene pubblico suscettibile di sfruttamento economico introduce una barriera all’ingresso al mercato, determinando una lesione alla parità di trattamento, al principio di non discriminazione ed alla trasparenza tra gli operatori economici, in violazione dei principi comunitari di concorrenza e di libertà di stabilimento.
Il rinnovo di concessioni demaniali senza l’espletamento di una selezione competitiva tra tutti gli interessati contrasta con la normativa comunitaria nella misura in cui consente la reiterazione di affidamenti diretti al preesistente concessionario.
È legittima la scelta della P.A. di non accogliere l’istanza di rinnovo della concessione e di optare, doverosamente, per l’affidamento della concessione stessa tramite procedura ad evidenza pubblica.
Il rinnovo di una concessione di beni pubblici può essere legittimamente disposto bandendo una gara per l’individuazione del con... _OMISSIS_ ...ene, essendo le pubbliche amministrazioni assoggettate all'obbligo di esperire procedure ad evidenza pubblica ai fini dell'individuazione del soggetto contraente.
E' legittima, in quanto idonea a garantire l’affidamento del privato circa la continuità nell’uso dei terreni demaniali, la prassi che prevede il rinnovo delle concessioni mediante la richiesta agli interessati di una dichiarazione di conferma della volontà di proseguire nel rapporto concessorio
Il divieto di rinnovo tacito dei contratti di appalto scaduti ha una portata generale, tanto da estendersi pure alle concessioni di beni pubblici, essendo esso espressione di un principio generale, attuativo di un vincolo comunitario: ciò, allo scopo di garantire la conformazione dell’ordinamento interno a quello comunitario, il quale considera il rinnovo dei contratti pubblici scaduti come un contratto originario, necessitante della sottoposizione ai canoni dell’evidenza pubblica
Non è ammissibile il rinnovo di una concessione per facta concludentia, per l’impossibilità di desumere per implicito la volontà dell’amministrazione di vincolarsi.
Non può ammettersi l’avvenuta formazione di un rinnovo tacito della concessione originariamente rilasciata per facta concludentia, tale effetto non potendo essere integrato, in materia di uso dei beni pubblici (e demaniali, in particolare), dalla riscossione dei canoni da parte del Comune.
Il divieto di rinnovo o proroga automatica dei contratti, anche se fissato dal legislatore in modo espresso solo con riguardo agli appalti di sevizi, opere e forniture, esprime un principio generale attuativo di un vincolo comunitario discendente dal Trattato e, come tale, operante per la generalità dei contratti pubblici ed estensibile anche alle concessioni di beni pubblici.
Deve escludersi che la richiesta di pagamento del canone di occupazione avvenuto medio tempore costituisca manifestazione della volontà dell’amministrazione di concedere di nuovo l’area al privato: è compito, infatti, della Ragion... _OMISSIS_ ...tere i canoni di occupazione indipendentemente dall’esistenza di un titolo e fino all’avvenuta liberazione dell’area a titolo non già del previgente rapporto, ma della sola occupazione abusiva.
Non può parlarsi di revoca delle singole concessioni bensì di mancato rinnovo delle stesse, laddove, la delibera che dispone il riordino del suolo pubblico e l'assegnazione delle aree mediante concorso abbia escluso il rinnovo tacito delle concessioni in essere.
La clausola di rinnovo tacito contenuta in una convenzione perfezionatasi nel periodo di vigenza dell’art. 6, secondo comma, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, è nulla per contrasto con una norma imperativa.
E' illegittimo il silenzio tenuto dall'Amministrazione su di un'istanza di rinnovo di concessione demaniale laddove l'Amministrazione stessa abbia ingenerato incertezza sull’operatività del meccanismo di rinnovo automatico di cui all’art. 01, comma 2 del decreto legge n. 400/1993, come modificato dall’art. 10, comma 1,... _OMISSIS_ ...