Source: https://know.cerved.com/tool-educational/24-pillola-le-modifiche-alla-disciplina-del-codice-civile-in-tema-di-impresa/
Timestamp: 2020-07-13 23:25:57+00:00
Document Index: 119356546

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 14', 'art. 376', 'art. 389', 'art. 375', 'art. 2086', 'art. 2086', 'art. 2086', 'art. 377', 'art. 2475', 'art. 2257']

24° pillola: Le modifiche alla disciplina del codice civile in tema di impresa - Cerved Know
24° pillola: Le modifiche alla disciplina del codice civile in tema di impresa
Il D.L.gs. n. 14/2019 detta varie norme di coordinamento del Codice della crisi e dell’insolvenza con il codice civile specificamente riguardanti l’ambito societario, in attuazione dei criteri di cui all’art. 14 della legge delega
Il D.L.gs. n. 14/2019 detta varie norme di coordinamento del Codice della crisi e dell’insolvenza con il codice civile specificamente riguardanti l’ambito societario, in attuazione dei criteri di cui all’art. 14 della legge delega.
Tale articolo prevedeva infatti che il Governo, nell’esercizio della delega di cui all’articolo 1, procedesse alle modifiche di alcune norme del codice civile, in particolare prevedendo:
b) il dovere dell’imprenditore e degli organi sociali di istituire assetti organizzativi adeguati perla rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale, nonché’ di attivarsi per l’adozione tempestiva di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale;
g) l’estensione dei casi in cui è obbligatoria la nomina dell’organo di controllo, anche monocratico, o del revisore, da parte della società a responsabilità limitata, in particolare prevedendo tale obbligo quando la società per due esercizi consecutivi ha superato almeno uno dei seguenti limiti: 1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro; 3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità;
In attuazione di tali principi la parte II del Codice della Crisi si compone di 10 articoli (artt. 374 – 384) che, con l’unica eccezione dell’art. 376 relativo al rapporto di lavoro, intervengono sulle disposizioni dettate dal codice civile in tema di impresa e, stante il disposto dell’art. 389, si distinguono in:
– disposizioni di immediata attuazione, con entrata in vigore il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione del Codice in Gazzetta Ufficiale e quindi il 16 marzo 2019 (cfr. artt. 375, 377, 378,379);
– altre disposizioni, con entrata in vigore decorsi 18 mesi dalla pubblicazione del Codice in Gazzetta Ufficiale (cfr. artt. 380, 381, 382, 383,384).
Le norme di immediata applicazione sono quelle che riguardano gli assetti organizzativi dell’impresa, la responsabilità degli amministratori e la nomina degli organi di controllo ed è quindi da queste che inizierà la nostra analisi.
Gli assetti organizzativi dell’impresa
L’art. 375, rubricato “assetti organizzativi dell’impresa”, ha modificato l’art. 2086 c.c.. Le modifiche hanno inciso sia sulla rubrica dell’art. 2086 c.c. (in precedenza “Direzione e gerarchia nell’impresa” ora “Gestione d’impresa”), sia sul contenuto della norma.
Alla disposizione codicistica, infatti, è stato aggiunto un secondo comma, a mente del quale l’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di: (i) istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alla dimensione dell’impresa funzionale alla rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita di continuità aziendale; (ii) attivarsi tempestivamente per l’adozione degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.
La norma impone, quindi, la definizione di un complesso di strumenti e procedure organizzative idonee a rilevare la crisi prima che questa si materializzi nella sua irreparabilità, imponendo – inoltre – di attivarsi immediatamente ai primi segnali di questa. Si tratta, in sintesi, di rafforzare i sistemi di controllo interno, orientandoli al recepimento delle difficoltà economiche-finanziarie prima che queste sfocino in un vero e proprio stato di insolvenza.
Inutile dire che i concetti di “crisi” e di “strumenti per il superamento della crisi” sono quelli previsti dal Codice e sui quali ci siamo già intrattenuti. Ciò che è importante sottolineare è che, da una parte, l’obiettivo della emersione anticipata della crisi, sul quale si fonda tutta la Riforma, doveva necessariamente passare per una rilettura delle norme dettate dal Codice Civile in ambito societario posto che l’imprenditore deve dotarsi di strumenti che consentano la rilevazione tempestiva della crisi (e tale adozione non può essere rimessa alla semplice buona volontà dell’imprenditore stesso…) e che, dall’altro, era ed è pacifico che sarebbe occorso del tempo perché tali modifiche potessero essere effettivamente recepite.
Da qui, tra le altre, le ragioni di una ratio legis così lunga: il legislatore ha voluto prima imporre alle imprese gli obblighi in tema di assetti organizzati e solo in un secondo momento – nella speranza che i 18 mesi della vacatio legis siano sufficienti – far entrare in vigore le norme relative all’allerta e alla composizione assistita della crisi.
Un’ultima precisazione: l’assetto organizzativo delineato dal novellato art. 2086 c.c. è esteso dall’art. 377 del Codice a tutti i tipi di società, sia di persone che di capitali.
In questa prospettiva sono state quindi modificate le seguenti norme del codice civile: artt. 2409novies c.c. e 2380bis c.c. per le società per azioni; art. 2475 c.c. per le società a responsabilità limitata; e art. 2257 c.c. per le società di persone.
giugno 2020Tool & Educational