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Timestamp: 2018-03-22 11:54:39+00:00
Document Index: 73274370

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 3']

ABRUZZO IGT | EUROPEAN WINES' GEOGRAPHICAL INDICATIONS -VINI EUROPEI CON INDICAZIONI GEOGRAFICHE-Sauro Avezza-
Abruzzo › ABRUZZO IGT
COLLI DEL SANGRO I.G.T.
COLLINE FRENTANE I.G.T.
VIGNETI TORINO DI SANGRO
Rettifica Decreto 23 luglio 2010
L’indicazione geografica tipica “Colli Aprutini” accompagnata o meno dalle specificazioni previste dal presente disciplinare di produzione è riservata ai mosti, ai mosti parzialmente fermentati ed ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.
L’indicazione geografica tipica “Colli Aprutini” è riservata ai seguenti vini:
I vini ad indicazione geografica tipica “Colli Aprutini” bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla coltivazione per la regione Abruzzo.
L’indicazione geografica tipica “Colli Aprutini” con la specificazione di uno dei seguenti vitigni:
Nella designazione e presentazione dei vini ad indicazione geografica tipica “Colli Aprutini” è consentito utilizzare il riferimento al nome di due vitigni a condizione che:
La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati con l’indicazione geografica tipica “Colli Aprutini” comprende l'intero territorio amministrativo dei comuni di
Alba Adriatica, Ancarano, Atri, Basciano, Bellante, Bisenti, Campli, Carzano, Castel Castagna, Castellalto, Castiglione Messere Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Cermignano, Civitella del Tronto, Colledara, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro, Montefino, Montorio al Vomano, Morro d'Oro, Mosciano S. Angelo, Nereto, Notaresco, Penna S. Andrea, Pineto, Roseto degli Abruzzi, S. Egidio alla Vibrata, Sant'Omero, Silvi, Teramo, Torano Nuovo, Tortoreto, Tossiccia e la frazione di Trignano del comune di Isola del Gran Sasso d'Italia;
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini ad indicazione geografica tipica “Colli Aprutini” devono essere quelle normali della zona e atte a conferire alle uve e ai vini che ne derivano le specifiche caratteristiche di qualità.
Per i vini a indicazione geografica tipica “Colli Aprutini”, la produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell’ambito aziendale, non deve essere superiore a:
24,00 t/ha per le tipologia bianco, rosso e rosato;
Le uve destinate alla produzione dei vini a indicazione geografica tipica “Colli Aprutini” devono assicurare ai vini
La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore all’80 % per tutti i tipi di vino, ad eccezione della tipologia passito per la quale non deve essere superiore al 50%.
I vini ad indicazione geografica tipica “Colli Aprutini” all'atto dell'immissione al consumo devono avere le seguenti caratteristiche:
“Colli Aprutini” Bianco e Bianco frizzante:
“Colli Aprutini” Rosso e Rosso frizzante:
“Colli Aprutini” Rosato e Rosato frizzante:
“Colli Aprutini” Bianco Passito:
“Colli Aprutini” Rosso Passito:
“Colli Aprutini” Rosso Novello:
“Colli Aprutini” Rosato Novello:
“Colli Aprutini” Bombino:
“Colli Aprutini” Chardonnay:
“Colli Aprutini” Cococciola:
“Colli Aprutini” Falanghina:
“Colli Aprutini” Fiano:
“Colli Aprutini” Malvasia:
“Colli Aprutini” Manzoni bianco:
“Colli Aprutini” Montonico:
“Colli Aprutini” Moscato:
“Colli Aprutini” Passerina:
“Colli Aprutini” Pecorino:
“Colli Aprutini” Pinot bianco:
“Colli Aprutini” Pinot grigio:
“Colli Aprutini” Riesling:
“Colli Aprutini” Sauvignon:
“Colli Aprutini” Trebbiano:
“Colli Aprutini” Verdicchio:
profumo: floreale, fruttato, caratteristico e delicato;
“Colli Aprutini” Vermentino:
“Colli Aprutini” Aglianico:
“Colli Aprutini” Barbera:
“Colli Aprutini” Cabernet (da Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon):
“Colli Aprutini” Ciliegiolo:
“Colli Aprutini” Malbech:
sapore: secco, mediamente acido, caratteristico;
“Colli Aprutini” Merlot:
“Colli Aprutini” Pinot nero:
“Colli Aprutini” Primitivo:
“Colli Aprutini” Sangiovese:
“Colli Aprutini” Syrah:
Nella etichettatura, designazione e presentazione dei vini a indicazione geografica tipica “Colli Aprutini” è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi “extra”, “ fine”, “scelto”, “selezionato”, “superiore” e similari.
L’indicazione geografica tipica “Colli Aprutini", ai sensi dell’art. 14 del DLgs 61/2010, può essere utilizzata come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte da vigneti coltivati nell’ambito del territorio delimitato nel precedente articolo 3 e iscritti allo schedario viticolo per le relative denominazioni di origine, a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare l’indicazione geografica tipica di cui trattasi abbiano i requisiti previsti per una o più delle tipologie di cui al presente disciplinare.
La zona geografica delimitata dall’art. 3 comprende una parte significativa della provincia di Teramo costituita da un’ampia ed estesa fascia collinare litoranea, seguita dalla collina interna e pedemontana che si spinge sino ai piedi del massiccio del Gran Sasso, nella parte centromeridionale, ed i Monti della Laga, nella parte settentrionale.
La vocazione di questi terreni, di natura argillo-limosa con intercalazioni più sciolte nella parte litoranea, con pendenze in genere piuttosto contenute e buone esposizioni, è indirizzata verso la viticoltura e l’olivicoltura, colture che determinano uno sfruttamento normale del suolo e lo preservano da fenomeni di erosione accelerata. Le precipitazioni medie annuali della zona sono comprese tra i 600 mm della fascia costiera agli oltre 800 mm/anno della collina interna.
La piovosità e ben distribuita nel corso dell’anno, con un periodo più piovoso comunque compreso tra ottobre e dicembre (circa 70 mm/mese) mentre il mese con il minimo assoluto è quello di luglio (intorno ai 40 mm).
Il clima è di tipo temperato caldo, con temperature medie comprese tra i 13°C di aprile ai 15°C di ottobre, con punte di 24-25°C nei mesi di luglio ed agosto.
Notevoli sono le escursioni termiche tra giorno e notte, favorite dalla vicinanza del massiccio del Gran Sasso e dei Monti della Laga, così come la ventilazione che determinano condizioni ottimali per la sanità delle uve e l’accumulo di sostanze aromatiche nei grappoli, dando origine a vini dai profumi intensi e caratterizzati.
L’indice termico di Winkler, ossia la temperatura media attiva nel periodo aprile-ottobre, è compreso tra 1.800 gradi-giorno (aree più interne) ed i 2.200 gradi-giorno (collina litoranea), che assicurano la completa e corretta maturazione di tutti i vitigni presenti in zona, da quelli precoci come lo Chardonnay ed il Sauvignon, a quelli a maturazione media quali il Trebbiano, il Pecorino e la Passerina, a quelli tardivi come il Montonico ed il Montepulciano.
Il territorio citato da Polibio era proprio quello a ridosso dell’area Piceno-Aprutina ossia l’attuale provincia di Teramo che, sin da allora, era rinomata per la qualità dei suoi vini.
Dopo Polibio sono stati numerosi gli autori che nei loro scritti hanno descritto ed elogiato la vitivinicoltura della terra Aprutina.
Ma accanto alle eloquenti parole di scrittori famosi, si affiancano anche quelle altrettanto chiare dell’avvocato Gian
Francesco Nardi (1746-1813) che, nell’opera Saggi su l’Agricoltura Arti e Commercio della provincia di Teramo pubblicata nel 1789, a proposito della vitivinicoltura nel circondario teramano riferisce: “Noi tutto giorno attendiamo a coltivare le vigne.
Ma grazie all’instancabile opera del senatore e ministro del Regno d’Italia Giuseppe Devincenzi (1846-1903) la viticoltura teramana si avviò ben presto verso un rapido rinnovamento che pose questo territorio tra i primi in Italia.
Il Devincenzi, Ministro dell’Agricoltura Industria e Commercio dal 1871 al 1874 nonché Presidente della Società dei Viticoltori Italiani, costituita nel 1884, in un Indirizzo ai proprietari ed ai coltivatori del 1885 faceva importanti considerazioni sulla coltivazione e sulla qualità dei vini, indicando anche gli indirizzi agronomici ed enologici da prendere ad esempio per produrre buoni vini.
Il lungo percorso storico che ha caratterizzato la viticoltura teramana ha trovato, a metà degli ’90 del novecento, nel riconoscimento di una sottozona del Montepulciano d’Abruzzo e di una specifica denominazione di territorio, il Controguerra, i punti di maggiore qualificazione della produzione vinicola dell’area in oggetto, ritenuta l’area di produzione dei vini più interessanti d’Abruzzo.
i vitigni idonei alla produzione dei vini in questione sono quelli tradizionalmente coltivati nell’area di produzione, in particolare i vitigni Montepulciano per i rossi ed il Trebbiano per i bianchi, cui si sono affiancati agli inizi degli anni ’80 del novecento sia vitigni internazionali quali Merlot e Cabernet sia vitigni autoctoni come Passerina , Pecorino e
Montonico.
sono quelle tradizionali sia a pergola abruzzese sia soprattutto a filare; i sesti di impianto ed i sistemi di potatura sono tali da perseguire la migliore disposizione della superficie fogliare delle viti in funzione della razionalizzazione delle operazioni colturali e la gestione della chioma.
sono quelle tradizionalmente consolidate in zona per la vinificazione in bianco o in rosso di vini tranquilli di una certa struttura, complessità ed armonia.
In particolare, i vini rossi aventi come base il Montepulciano presentano caratteristiche chimico fisiche tipiche dei vini di grande struttura e corpo, mentre al sapore e all’odore si riscontrano i caratteri tipici del vitigno ossia frutti rossi maturi, vegetale, spezie.
I vini bianchi aventi come base il Trebbiano, cui si affianca spesso la Passerina e nelle aree più interne il Montonico, si presentano di buona struttura, aciduli, freschi e profumati. Quelli con specificazione di vitigno, ottenuti utilizzando non meno dell’85% del vino di riferimento, presentano i caratteri tipici dei medesimi.
L’indicazione geografica tipica “Colli del Sangro” accompagnata o meno dalle specificazioni previste dal presente disciplinare di produzione è riservata ai mosti, ai mosti parzialmente fermentati ed ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.
L’indicazione geografica tipica “Colli del Sangro” è riservata ai seguenti vini:
I vini ad indicazione geografica tipica “Colli del Sangro” bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla coltivazione per la regione Abruzzo.
L’indicazione geografica tipica “Colli del Sangro” con la specificazione di uno dei seguenti vitigni:
Nella designazione e presentazione dei vini ad indicazione geografica tipica “Colli del Sangro” è consentito utilizzare il riferimento al nome di due vitigni a condizione che:
La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti a essere designati con l’indicazione geografica tipica “Colli del Sangro” comprende l'intero territorio amministrativo dei comuni di
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini ad indicazione geografica tipica “Colli del Sangro” devono essere quelle normali della zona e atte a conferire alle uve e ai vini che ne derivano le specifiche caratteristiche di qualità.
Per i vini a indicazione geografica tipica “Colli del Sangro”, la produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell’ambito aziendale, non deve essere superiore a:
25,00 t/ha per le tipologie bianco, rosso e rosato;
Le uve destinate alla produzione dei vini a indicazione geografica tipica “Colli del Sangro” devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
I vini ad indicazione geografica tipica “Colli del Sangro” all’atto dell’immissione al consumo devono avere le seguenti caratteristiche:
“Colli del Sangro” Bianco e Bianco frizzante:
“Colli del Sangro” Rosso e Rosso frizzante:
“Colli del Sangro” Rosato e Rosato frizzante:
“Colli del Sangro” Bianco Passito:
“Colli del Sangro” Rosso Passito:
“Colli del Sangro” Rosso Novello:
“Colli del Sangro” Rosato Novello:
“Colli del Sangro” Chardonnay:
“Colli del Sangro” Cococciola:
“Colli del Sangro” Falanghina:
“Colli del Sangro” Fiano:
“Colli del Sangro” Garganega:
“Colli del Sangro” Greco:
“Colli del Sangro” Malvasia bianca lunga:
“Colli del Sangro” Manzoni bianco:
“Colli del Sangro” Montonico:
“Colli del Sangro” Moscato:
“Colli del Sangro” Passerina:
“Colli del Sangro” Pecorino:
“Colli del Sangro” Pinot bianco:
“Colli del Sangro” Pinot grigio:
“Colli del Sangro” Riesling:
“Colli del Sangro” Sauvignon:
“Colli del Sangro” Trebbiano:
“Colli del Sangro” Vermentino:
“Colli del Sangro” Aglianico:
“Colli del Sangro” Barbera:
“Colli del Sangro” Cabernet (da Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon):
“Colli del Sangro” Ciliegiolo:
“Colli del Sangro” Merlot:
“Colli del Sangro” Pinot nero:
“Colli del Sangro” Primitivo:
“Colli del Sangro” Sangiovese:
“Colli del Sangro” Syrah:
Nella etichettatura, designazione e presentazione dei vini a indicazione geografica tipica “Colli del Sangro” è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi “extra”, “fine”, “scelto”, “selezionato”, “superiore” e similari.
L’indicazione geografica tipica “Colli del Sangro", ai sensi dell’art. 14 del DLgs 61/2010, può essere utilizzata come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte da vigneti coltivati nell’ambito del territorio delimitato nel precedente articolo 3 e iscritti allo schedario viticolo per le relative denominazioni di origine, a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare l’indicazione geografica tipica di cui trattasi abbiano i requisiti previsti per una o più delle tipologie di cui al presente disciplinare.
La zona geografica delimitata dall’art. 3 comprende la parte centrale della provincia di Chieti costituita dalla collina litoranea e soprattutto dalla collina interna e pedemontana che si spinge sino ai piedi del massiccio della Maiella.
La vocazione di questi terreni, di natura argillo-limosa, è indirizzata verso la viticoltura e l’olivicoltura, colture che determinano uno sfruttamento normale del suolo e lo preservano da fenomeni di erosione accelerata.
Le precipitazioni medie annuali della zona si aggirano sugli 800 mm/anno, con circa 74 giorni piovosi di cui mediamente 8 nei mesi da ottobre ad aprile e 4 da maggio a settembre. La piovosità e ben distribuita nel corso dell’anno, con un periodo più piovoso comunque compreso tra ottobre e dicembre (circa 90 mm/mese) mentre il mese con il minimo assoluto è quello di luglio (intorno ai 45 mm).
Il clima è di tipo temperato, con temperature medie annuali di circa 14°C e temperature mensili da aprile ad ottobre comprese tra i 14 ed i 16°C, con punte di 24-25°C nei mesi di luglio ed agosto. Notevoli sono le escursioni termiche tra giorno e notte, favorite dalla vicinanza del massiccio della Maiella, così come la ventilazione che determinano condizioni ottimali per la sanità delle uve e l’accumulo di sostanze aromatiche nei grappoli, dando origine a vini dai profumi intensi e caratterizzati. L’indice termico di Winkler, ossia la temperatura media attiva nel periodo aprile-ottobre, si aggira intorno a 2.000 gradi-giorno, che assicurano la completa e corretta maturazione di tutti i vitigni presenti in zona, da quelli precoci come lo Chardonnay ed il Sauvignon, a quelli a maturazione media quali il Pecorino, il Sangiovese, il Trebbiano, a quelli tardivi come il Montepulciano.
Grazie poi agli Scherzi ditirambici di fra’ Berbardo Maria Valera (1711-1783), nativo di Giuliano Teatino in provincia di Chieti, composti nella seconda metà del ‘700, siamo in grado di conoscere i nomi di due vini regionali assai richiesti per le loro qualità organolettiche: il bianco di Castellamare, a quei tempi ascritta all’Abruzzo Ulteriore Primo e posta sulla sponda sinistra della foce del fiume Pescara, e la Lacrima di Tollo, un rosso, quest’ultimo, che il frate cappuccino ritiene di gran lunga superiore al Montepulciano (quello della Toscana) degustato mentre era al Convento dell’Ordine a Siena, ma che era del tutto sconosciuto nella zona Frentano-Marrucina (Lanciano-Chieti).
La produzione complessiva era di 670.000 ettolitri di cui il 56% rosso ed il 44% bianco.
i vitigni idonei alla produzione dei vini in questione sono quelli tradizionalmente coltivati nell’area di produzione, in particolare i vitigni Montepulciano per i rossi ed il Trebbiano per i bianchi, cui si sono affiancati agli inizi degli anni ’80 del novecento sia vitigni nazionali che internazionali.
La particolare conformazione orografica del territorio di produzione, caratterizzata da colline ampie e soleggiate, associata alla presenza del mare Adriatico ad est e del massiccio della Maiella a ovest, determina un ambiente adeguatamente ventilato, luminoso, particolarmente favorevole alla coltivazione della vite. Dall’interazione dei fattori naturali (clima e suolo) con quelli umani legati alla tradizione ed alle tecniche di coltivazione, nascono vini di grande qualità, dalla spiccata tipicità legata al territorio ed al vitigno di provenienza.
Decreto 02 marzo2010
L’indicazione geografica tipica “Colline Frentane” accompagnata o meno dalle specificazioni previste dal presente disciplinare di produzione è riservata ai mosti, ai mosti parzialmente fermentati ed ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.
L’indicazione geografica tipica “Colline Frentane” è riservata ai seguenti vini:
I vini ad indicazione geografica tipica “Colline Frentane” bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla coltivazione per la regione Abruzzo.
L’indicazione geografica tipica “Colline Frentane” con la specificazione di uno dei seguenti vitigni:
I vitigni idonei alla coltivazione nella Regione Abruzzo, come sopra richiamato, sono quelli iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con D.M. 7 maggio 2004, e successivi aggiornamenti, riportati nell’allegato 1 del presente disciplinare.
Nella designazione e presentazione dei vini ad indicazione geografica tipica “Colline Frentane” è consentito utilizzare il riferimento al nome di due vitigni a condizione che:
La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini designati con la indicazione geografica tipica “Colline Frentane” comprende l'intero territorio amministrativo dei comuni di
Archi, Atessa, Altino, Bomba, Casoli, Castel Frentano, Fossacesia, Frisa, Lanciano, Mozzagrogna, Paglieta, Perano, Rocca San Giovanni, Sant'Eusanio del Sangro, Santa Maria Imbaro, San Vito Chietino, Torino di Sangro, Treglio,
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini ad indicazione geografica tipica “Colline Frentane” devono essere quelle normali della zona e atte a conferire alle uve e ai vini che ne derivano le specifiche caratteristiche di qualità.
Per i vini a indicazione geografica tipica “Colline Frentane”, la produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell’ambito aziendale, non deve essere superiore a:
26,00 t/ha per le tipologie bianco, rosso e rosato;
Le uve destinate alla produzione dei vini a indicazione geografica tipica “Colline Frentane” devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
I vini ad indicazione geografica tipica “Colline Frentane” all’atto dell’immissione al consumo devono avere le seguenti caratteristiche:
“Colline Frentane” Bianco e Bianco frizzante:
“Colline Frentane” Rosso e Rosso frizzante:
“Colline Frentane” Rosato e Rosato frizzante:
“Colline Frentane” Bianco Passito:
“Colline Frentane” Rosso Passito:
“Colline Frentane” Rosso Novello:
“Colline Frentane” Rosato Novello:
“Colline Frentane” Chardonnay:
“Colline Frentane” Cococciola:
“Colline Frentane” Falanghina:
“Colline Frentane” Fiano:
“Colline Frentane” Greco:
“Colline Frentane” Malvasia:
“Colline Frentane” Manzoni bianco:
“Colline Frentane” Montonico:
“Colline Frentane” Moscato:
“Colline Frentane” Passerina:
“Colline Frentane” Pecorino:
“Colline Frentane” Pinot bianco:
“Colline Frentane” Pinot grigio:
“Colline Frentane” Sauvignon:
“Colline Frentane” Trebbiano:
“Colline Frentane” Vermentino:
“Colline Frentane” Aglianico:
“Colline Frentane” Cabernet (da Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon):
“Colline Frentane” Ciliegiolo:
“Colline Frentane” Merlot:
“Colline Frentane” Pinot nero:
“Colline Frentane” Primitivo:
“Colline Frentane” Sangiovese:
“Colline Frentane” Syrah:
Nella etichettatura, designazione e presentazione dei vini a indicazione geografica tipica “Colline Frentane” è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi “extra”, “fine”, “scelto”, “selezionato”, “superiore” e similari.
L’indicazione geografica tipica “Colline Frentane", ai sensi dell’art. 14 del DLgs 61/2010, può essere utilizzata come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte da vigneti coltivati nell’ambito del territorio delimitato nel precedente articolo 3 e iscritti allo schedario viticolo per le relative denominazioni di origine, a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare l’indicazione geografica tipica di cui trattasi abbiano i requisiti previsti per una o più delle tipologie di cui al presente disciplinare.
La zona geografica delimitata dall’art. 3 comprende la parte centrale della provincia di Chieti costituita da un’ampia ed estesa fascia collinare litoranea, seguita dalla collina interna e pedemontana che si spinge sino ai piedi del massiccio della Maiella che domina imponente l’intero territorio.
Le precipitazioni medie annuali della zona si aggirano sugli 800 mm/anno, con circa 74 giorni piovosi all’anno di cui di media 8 nei mesi da ottobre ad aprile e 4 da maggio a settembre. La piovosità e ben distribuita nel corso dell’anno, con un periodo più piovoso comunque compreso tra ottobre e dicembre (circa 90 mm/mese) mentre il mese con il minimo assoluto è quello di luglio (intorno ai 45 mm).
Il clima è di tipo temperato caldo, con temperature medie annuali di circa 14,6°C e temperature mensili da aprile ad ottobre comprese tra i 14 ed i 16°C, con punte di 24-25°C nei mesi di luglio ed agosto.
Notevoli sono le escursioni termiche tra giorno e notte, favorite dalla vicinanza del massiccio della Maiella, così come la ventilazione che determinano condizioni ottimali per la sanità delle uve e l’accumulo di sostanze aromatiche nei grappoli, dando origine a vini dai profumi intensi e caratterizzati.
L’indice termico di Winkler, ossia la temperatura media attiva nel periodo aprile-ottobre, si aggira sui 2.000 gradi-giorno, che assicurano la completa e corretta maturazione di tutti i vitigni presenti in zona, da quelli precoci come lo Chardonnay ed il Sauvignon, a quelli a maturazione media quali il Pecorino, il Sangiovese, il Trebbiano e la Passerina, a quelli tardivi come la Cococciola, il Cabernet e il Montepulciano.
Polibio ricordava la produzione di ottimo vino della zona adriatica e scriveva che Annibale “…attraversati e devastati i territori dei Pretuzi, di Adria, nonché dei Marrucini e dei Frentani, si diresse nella sua marcia verso la Iapigia” ossia la Puglia.
Da allora sono innumerevoli le testimonianze storiche sulla presenza della vite e del vino nell’area frentana.
Infatti una preziosa testimonianza dell’importanza della coltura della vite, della vinificazione e del commercio del vino in provincia di Chieti proviene da Giovan Battista De Lectis ed è datata 1576, così come quella di fra’ Serafino Razzi (1531-1611), sacerdote domenicano e Priore prima del convento di Penne (tra luglio 1574 e maggio 1576) e poi di Vasto (tra maggio 1576 e dicembre 1577).
Si producevano vini rossi e bianchi sia crudi che cotti e “in poca quantità, vini cerasuoli (cerasella)”. Grazie alla vocazionalità del territorio ed alla dedizione di migliaia di viticoltori, a partire dai primi anni cinquanta del novecento, soprattutto a seguito della nascita di numerose cantine sociali, quest’area è diventata una tra le più importanti dal punto di vista viticolo a livello regionale, sia per quantità ma anche per qualità dei vini che oggi essa riesce ad esprimere.
i vitigni idonei alla produzione dei vini in questione sono quelli tradizionalmente coltivati nell’area di produzione, in particolare i vitigni Montepulciano per i rossi ed il Trebbiano per i bianchi, cui si sono affiancati agli inizi degli anni ’80 del novecento sia vitigni nazionali sia internazionali, sia ancora sono stati riscoperti vitigni autoctoni come il Pecorino, la Cococciola, il Moscato (biotipo di Frisa).
sono quelle tradizionalmente consolidate in zona per la vinificazione in bianco o in rosso di vini tranquilli di una certa struttura. La spumantizzazione dei vitigni Pecorino e Moscato avviene utilizzando il metodo charmat con eccellenti risultati.
La particolare conformazione orografica del territorio di produzione, caratterizzata da colline ampie e soleggiate, associata alla presenza del mare Adriatico ad est e del massiccio della Maiella a ovest, determina un ambiente adeguatamente ventilato, luminoso, particolarmente favorevole alla coltivazione della vite. In particolare, dall’interazione dei fattori naturali (clima e suolo) con quelli umani legati alla tradizione ed alle tecniche di coltivazione, nascono vini di grande qualità, dalla spiccata tipicità legata al territorio ed al vitigno.
L’indicazione geografica tipica “Colline Pescaresi” accompagnata o meno dalle specificazioni previste dal presente disciplinare di produzione è riservata ai mosti, ai mosti parzialmente fermentati ed ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.
L’indicazione geografica tipica “Colline Pescaresi” è riservata ai seguenti vini:
I vini ad indicazione geografica tipica “Colline Pescaresi” bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla coltivazione per la regione Abruzzo.
L’indicazione geografica tipica “Colline Pescaresi” con la specificazione di uno dei seguenti vitigni:
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e dei vini sopra indicati, le uve dei vitigni a bacca di colore corrispondente, non aromatici, idonei alla coltivazione per la regione Abruzzo, fino ad un massimo del 15%.
Nella designazione e presentazione dei vini ad indicazione geografica tipica “Colline Pescaresi” è consentito utilizzare il riferimento al nome di due vitigni a condizione che:
La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati con l’indicazione geografica tipica “Colline Pescaresi” comprende l’intero territorio amministrativo della
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini ad indicazione geografica tipica “Colline Pescaresi” devono essere quelle normali della zona e atte a conferire alle uve e ai vini che ne derivano le specifiche caratteristiche di qualità.
Per i vini a indicazione geografica tipica “Colline Pescaresi”, la produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell’ambito aziendale, non deve essere superiore a:
24,00 t/ha per le tipologie bianco, rosso e rosato;
Le uve destinate alla produzione dei vini a indicazione geografica tipica “Colline Pescaresi” devono assicurare ai vini
I vini ad indicazione geografica tipica “Colline Pescaresi” all'atto dell'immissione al consumo devono avere le seguenti caratteristiche:
“Colline Pescaresi” Bianco e Bianco frizzante:
“Colline Pescaresi” Rosso e Rosso frizzante:
“Colline Pescaresi” Rosato e Rosato frizzante:
“Colline Pescaresi” Bianco Passito:
“Colline Pescaresi” Rosso Passito:
“Colline Pescaresi” Rosso Novello:
“Colline Pescaresi” Rosato Novello:
“Colline Pescaresi” Biancame:
“Colline Pescaresi” Bombino:
“Colline Pescaresi” Chardonnay:
“Colline Pescaresi” Cococciola:
“Colline Pescaresi” Falanghina:
“Colline Pescaresi” Fiano:
“Colline Pescaresi” Greco:
“Colline Pescaresi” Malvasia:
“Colline Pescaresi” Manzoni bianco:
“Colline Pescaresi” Montonico:
“Colline Pescaresi” Moscato:
“Colline Pescaresi” Mostosa:
profumo: floreale, fruttato, gradevole;
“Colline Pescaresi” Passerina:
“Colline Pescaresi” Pecorino:
“Colline Pescaresi” Pinot bianco:
“Colline Pescaresi” Pinot grigio:
“Colline Pescaresi” Riesling:
“Colline Pescaresi” Sauvignon:
“Colline Pescaresi” Sylvaner verde:
“Colline Pescaresi” Traminer:
“Colline Pescaresi” Trebbiano:
“Colline Pescaresi” Vermentino:
“Colline Pescaresi” Aglianico:
“Colline Pescaresi” Barbera:
“Colline Pescaresi” Cabernet (da Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon):
“Colline Pescaresi” Ciliegiolo:
“Colline Pescaresi” Dolcetto:
colore: rosso rubino con riflessi violacei più o meno intensi;
sapore: secco, debolmente amaro, armonico;
“Colline Pescaresi” Maiolica:
“Colline Pescaresi” Malbech:
“Colline Pescaresi” Merlot:
“Colline Pescaresi” Pinot nero:
“Colline Pescaresi” Primitivo:
“Colline Pescaresi” Sangiovese:
“Colline Pescaresi” Syrah:
Nella etichettatura, designazione e presentazione dei vini a indicazione geografica tipica “Colline Pescaresi” è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi “extra”, “fine”, “scelto”, “selezionato”, “superiore” e similari. E' tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati, non aventi significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore.
L’indicazione geografica tipica “Colline Pescaresi", ai sensi dell’art. 14 del DLgs 61/2010, può essere utilizzata come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte da vigneti coltivati nell’ambito del territorio delimitato nel precedente articolo 3 e iscritti allo schedario viticolo per le relative denominazioni di origine, a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare l’indicazione geografica tipica di cui trattasi abbiano i requisiti previsti per una o più delle tipologie di cui al presente disciplinare.
La zona geografica delimitata dall’art. 3 comprende l’intera provincia di Pescara la quale, fatta eccezione per una stretta fascia più interna a confine con le altre tre province della regione che può considerasi montuosa, è costituita da un’ampia ed estesa fascia collinare litoranea, seguita dalla collina interna ed infine da quella pedemontana che si spinge sino ai piedi del Gran Sasso e della Maiella.
Si tratta per la maggior parte di suoli bruni, suoli bruni calcarei (regisuoli e vertisuoli) nonché suoli bruni mediterranei. La vocazione di questi terreni, per pendenze entro il 25% ed esposti a meridione, è indirizzata verso la viticoltura e l’olivicoltura colture che determinano uno sfruttamento normale del suolo e lo preservano da fenomeni di erosione accelerata.
Le precipitazioni medie annuali della zona sono comprese tra i 600 mm della fascia costiera agli oltre 800 mm/anno della collina interna. Il periodo più piovoso è quello compreso tra ottobre e dicembre (circa 80 mm/mese) mentre il mese con il minimo assoluto è quello di luglio (compreso tra i 30 ed i 40 mm).
Il clima è di tipo temperato, con temperature medie comprese tra i 13°C di aprile ed i 15°C di ottobre, con punte di 25°C nei mesi di luglio ed agosto. Notevoli sono le escursioni termiche tra giorno e notte, favorite dalla vicinanza del massiccio del Gran Sasso e della Maiella, così come la ventilazione che determinano condizioni ottimali per la sanità delle uve nonché l’accumulo di sostanze aromatiche nei grappoli, dando origine a vini dai profumi intensi e
L’indice termico di Winkler, ossia la temperatura media attiva nel periodo aprile-ottobre, è compreso tra 1.700 gradi-giorno (aree più interne) ed i 2.300 gradi-giorno (collina litoranea), condizioni che garantiscono la maturazione ottimale sia delle varietà precoci quali Chardonnay, Sauvignon, Moscato, Incrocio Manzoni, sia di quelle medio-tardive quali il Pecorino, la Malvasia ed il Trebbiano, sia di quelle tardive quali il Montepulciano.
In quest’area, ascritta oggi alla provincia di Pescara, vengono infatti a formarsi ricchi feudi, per lo più in tenimento di Torre dei Passeri, Tocco da Casauria e Musellaro.
E’ da ritenersi che le condizioni climatiche e le caratteristiche geologiche dell’alta Val Pescara, particolarmente favorevoli alla viticoltura, siano alla base delle motivazioni che indussero esponenti della nobiltà sulmonese ad espandere i loro possedimenti in quest’area ed è probabile che diversi vitigni, tra cui il Montepulciano, siano stati
trapiantati dai Mezzana a Torre dei Passeri e da qui, il “vitigno portabandiera dell’Abruzzo”, sia migrato agli inizi del 1900 verso il chietino, la costa pescarese ed il teramano.
Da quanto detto si evince che la presenza del vitigno Montepulciano nell’entroterra della provincia di Pescara, oggi
vitigno alla base per la produzione dei vini rossi di quest’area, risale ormai ad oltre due secoli ed è proprio in questa zona che esso ha potuto esprimere tutte le sue potenzialità, evidenziando peculiari caratteristiche legate sia agli aspetti olfattivi che gustativi.
Oltre al Montepulciano in quest’area sono presenti da molto tempo anche numerosi altri vitigni quali il Trebbiano, la Passerina, il Pecorino, il Moscato (quest’ultimo soprattutto nell’area di Castiglione a Casauria) ed in epoca più recente sono stati introdotti con successo anche vitigni internazionali quali Chardonnay, Sauvignon, Riesling, Merlot e Cabernet.
i vitigni idonei alla produzione dei vini in questione sono quelli tradizionalmente coltivati nell’area di produzione da molto tempo, quali il Montepulciano, il trebbiano, il Pecorino, il Moscato, oltre ad altri introdotti agli inizi degli anni ’80 del novecento.
sono quelle tradizionali a pergola abruzzese ma nei nuovi impianti prevale decisamente il filare; i sesti di impianto ed i
sistemi di potatura sono tali da perseguire la migliore disposizione della superficie fogliare delle viti in funzione della razionalizzazione delle operazioni colturali e la gestione della chioma.
In particolare, i vini rossi aventi come base il Montepulciano presentano caratteristiche chimico fisiche tipiche dei vini di grande struttura e corpo, mentre al sapore e all’odore si riscontrano i caratteri tipici del vitigno in particolare i frutti rossi. I vini bianchi aventi come base il Trebbiano si presentano di buona struttura, freschi con sentori fruttati e floreali. Quelli con specificazione di vitigno presentano i caratteri tipici dei medesimi.
Particolare attenzione merita la produzione di vini passiti, sia bianchi aventi come base il vitigno Moscato (biotipo Moscato di Castiglione) sia rossi aventi come base il vitigno Montepulciano.
La particolare conformazione orografica del territorio di produzione, caratterizzata da colline ampie e soleggiate, associata alla presenza del mare Adriatico ad est e dei massicci del Gran Sasso a nordovest e della Maiella a sud-ovest, determina un ambiente adeguatamente ventilato, luminoso, particolarmente favorevole all’espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive della vite.
Dall’interazione dei fattori naturali con l’esperienza maturata dagli operatori e le moderne tecniche di coltivazione e vinificazione nascono vini di grande qualità, dalla spiccata tipicità, fortemente legati al territorio ed al vitigno di provenienza.