Source: http://www.consiglioveneto.it/crvportal/leggi/2006/06lr0023.html
Timestamp: 2018-10-20 15:08:16+00:00
Document Index: 107738537

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 5']

Legge regionale 3 novembre 2006, n. 23 (BUR n. 96/2006) [sommario] [RTF]
1. La Regione del Veneto riconosce il rilevante valore e la finalità pubblica della cooperazione sociale nel perseguimento della promozione umana e dell’integrazione sociale dei cittadini nonché dell’inserimento lavorativo delle persone e dei lavoratori svantaggiati e dei soggetti deboli,(1) nell’interesse generale della comunità.
2 bis. La Giunta regionale, per il pieno raggiungimento delle finalità di cui ai commi 1 e 2, previo parere della Commissione regionale della cooperazione sociale di cui all’articolo 21 e sentita la competente commissione consiliare, definisce le modalità attuative e di intervento secondo quanto previsto dalla presente legge e individua, periodicamente, le specifiche misure necessarie a prevenire e contrastare il fenomeno della falsa cooperazione sociale e ad incrementare i rapporti con le pubbliche amministrazioni, anche mediante la stipula di specifici protocolli al fine di agevolare lo scambio reciproco di flussi informativi inerenti l’emergere di eventuali comportamenti o condotte posti in essere dalle cooperative sociali in violazione della vigente normativa. (2)
a) la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi anche con riferimento agli ambiti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c); (3)
b) la gestione di attività finalizzate all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e delle altre persone deboli, nei settori agricoli, industriali, commerciali o di servizi. (4)
2. Ai fini della presente legge si considerano persone deboli i lavoratori svantaggiati di cui all'articolo 2, comma 1, numeri 4) e 99), del regolamento UE n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014, nonché le persone che versano nelle situazioni di fragilità sociale di cui all'articolo 22 della legge 8 novembre 2000, n. 328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e successive modificazioni. La situazione dei lavoratori di cui al presente comma deve essere attestata e trattata ai sensi della normativa vigente. (5)
Art. 4 bis - Bilancio sociale. (6)
1. Il bilancio sociale della cooperativa sociale è finalizzato a consentire una trasparente comunicazione della tipologia dei prodotti e dei servizi proposti e prestati e della rendicontazione nonché di permettere una idonea valutazione delle performance della propria organizzazione e dell'impatto sociale delle attività svolte. In particolare, tale strumento tiene conto, tra gli altri elementi, della natura dell'attività esercitata, delle dimensioni della cooperativa sociale, delle norme contrattuali di settore applicate, degli eventuali inserimenti lavorativi operati e dei relativi progetti.
2. La Giunta regionale, in armonia con le linee guida definite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112, “Revisione della disciplina in materia di impresa sociale, a norma dell'articolo 2, comma 2, lettera c) della legge 6 giugno 2016, n. 106”, sentita la competente commissione consiliare, che si esprime entro trenta giorni, decorsi i quali si prescinde, predispone uno schema tipo di bilancio sociale per entrambe le tipologie di cooperative sociali previste dall'articolo 2.
3. Fino all’emanazione del provvedimento della Giunta regionale di cui al comma 2, le cooperative sociali possono, comunque, adottare il bilancio sociale.
Art. 4 ter - Codice etico. (7)
1. Al fine di rafforzare i valori di responsabilità sociale, la cultura dell’impresa sociale, il rispetto delle norme e delle politiche aziendali in materia di etica dell’impresa e di correttezza comportamentale, le cooperative sociali possono dotarsi di un codice etico o di comportamento ai sensi del modello di organizzazione, gestione e controllo previsto dall’articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell’articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300.”.
2. La Commissione regionale della cooperazione sociale di cui all’articolo 21 predispone uno schema tipo di codice etico o di comportamento da sottoporre alla Giunta regionale per la sua successiva approvazione.
Art. 5 - Albo regionale delle cooperative sociali. (8)
2 bis. Al fine di evitare duplicazioni di presenza nella compagine sociale delle cooperative sociali iscritte all’Albo nonché di facilitarne l’attività di controllo e vigilanza, la Giunta regionale adotta una anagrafe informatizzata contenente i nominativi dei membri del consiglio di amministrazione cui sia stata conferita la legale rappresentanza, ivi compresi institori e procuratori generali, dei membri degli organi con poteri di direzione o di vigilanza o dei soggetti muniti di poteri di rappresentanza, di direzione o di controllo, e del direttore tecnico. A tali fini la Giunta regionale può avvalersi della collaborazione delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
2 ter. Nell’anagrafe vengono riportati anche i nominativi dei soggetti di cui al comma 1 qualora gli stessi abbiano operato in cooperative sociali cancellate dall’Albo ai sensi dell’articolo 6, comma 6, per almeno i cinque anni successivi alla cancellazione. (9)
Art. 6 - Iscrizione e cancellazione dall’Albo. (10)
3 bis. Le cooperative sociali iscritte all’Albo, qualora nel corso dell’anno non siano state sottoposte alla revisione cooperativa di cui al decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220 “Norme in materia di riordino della vigilanza sugli enti cooperativi, ai sensi dell'articolo 7, comma 1, della L. 3 aprile 2001, n. 142, recante: “Revisione della legislazione in materia cooperativistica, con particolare riferimento alla posizione del socio lavoratore”” e successive modificazioni, o non abbiano ricevuto il relativo certificato o attestazione, formulano apposita richiesta al Ministero competente, ovvero, nel caso di cooperative aderenti ad una associazione di rappresentanza riconosciuta ai sensi della vigente normativa, a queste ultime. (11)
4 bis. Non possono essere iscritte all’Albo le cooperative sociali in cui sussistano in capo ai membri del consiglio di amministrazione cui sia stata conferita la legale rappresentanza, ivi compresi institori e procuratori generali, ai membri degli organi con poteri di direzione o di vigilanza o ai soggetti muniti di poteri di rappresentanza, di direzione o di controllo, o al direttore tecnico i motivi di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d'appalto o concessione secondo quanto previsto dall’articolo 80, commi 1 , 2 e 3, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 “Codice dei contratti pubblici” e successive modificazioni. (12)
5. La struttura regionale competente in materia di servizi sociali, al fine di verificare la permanenza dei requisiti di iscrizione delle cooperative sociali, provvede con cadenza biennale alla revisione dell'Albo. A tali fini le cooperative iscritte trasmettono alla struttura regionale competente in materia di servizi sociali:
a) le variazioni dello statuto, del numero di soci e degli altri dipendenti e collaboratori, evidenziando gli eventuali soggetti svantaggiati e deboli;
b) la dichiarazione degli enti previdenziali attestante la regolarità dei versamenti effettuati;
c) la copia del certificato o dell’attestazione della revisione cooperativa cui sono state sottoposte ovvero, in assenza di questi, la copia della richiesta al Ministero competente o all’associazione di rappresentanza, di cui al comma 3 bis;
d) qualora abbiano ottenuto contributi o incentivi regionali, una relazione che specifichi le modalità di utilizzo degli stessi. (13)
5 bis. La struttura regionale competente in materia di servizi sociali, d’ufficio o su segnalazione, effettua annualmente sulle cooperative sociali verifiche a campione in relazione al possesso dei requisiti di iscrizione all’Albo. Le cooperative sociali che non adempiono o adempiono in modo parziale o difforme alle richieste della struttura regionale competente in materia di servizi sociali effettuate in sede di verifica, previa formale diffida ad adempiere entro sessanta giorni, sono cancellate dall’Albo. (14)
c) non sia stata effettuata entro l'anno, per cause imputabili alla cooperativa sociale, la revisione cooperativa di cui al decreto legislativo n. 220 del 2002, e successive modificazioni; (15)
c bis) la cooperativa sociale non abbia il certificato o l’attestazione annuale della revisione cooperativa ovvero, in assenza di questi, la copia della richiesta al Ministero competente o all’associazione di rappresentanza, di cui al comma 3 bis; (16)
f) la cooperativa sociale non rispetta le disposizioni previste dall’articolo 6 della legge 3 aprile 2001, n. 142 “Revisione della legislazione in materia cooperativistica, con particolare riferimento alla posizione del socio lavoratore” e successive modificazioni;
f bis) nelle ipotesi di cui al comma 5 bis e all’articolo 15, comma 2 ter. (17)
7. Il provvedimento di cancellazione è comunicato a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno alla cooperativa sociale nonché alla direzione provinciale del lavoro e alla camera di commercio territorialmente competenti ed è pubblicato per estratto nel Bollettino ufficiale della Regione del Veneto. La cooperativa sociale cancellata dall’Albo non può richiederne l’iscrizione prima che siano decorsi tre anni dalla cancellazione. (18)
8. La cancellazione dall'Albo comporta la risoluzione dei rapporti con gli enti pubblici per la gestione dei servizi e delle attività di cui all’articolo 2, comma 1, nonché la perdita dei benefici contributivi e degli altri vantaggi previsti dalla presente legge. Qualora la cooperativa sociale abbia ricevuto vantaggi economici ai sensi della presente legge in presenza dei casi e delle condizioni che determinano la cancellazione dall’Albo e tale condizione sia accertata, previa diffida e secondo le procedure di legge, la stessa decade dal beneficio ed è tenuta alla restituzione delle somme percepite. (19)
8 bis. La Giunta regionale, previo parere della Commissione regionale della cooperazione sociale di cui all’articolo 21, sentita la competente commissione consiliare, stabilisce modalità, termini, procedure e requisiti in ordine all’iscrizione e alla cancellazione dall’Albo nonché all’effettuazione delle verifiche a campione. La commissione consiliare si esprime entro trenta giorni dalla richiesta decorsi i quali la Giunta regionale può prescindere dal parere. (20)
Art. 10 - Affidamento dei servizi e convenzioni. (21)
Art. 11 - Concessione della titolarità dei servizi e accordi procedimentali. (22)
1 bis. Per l’affidamento di servizi alle cooperative sociali di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), viene riconosciuta una maggiorazione del punteggio nei seguenti casi:
a) adozione del bilancio sociale di cui all’articolo 4 bis, fino a quando l’adozione del bilancio sociale è facoltativa ai sensi dell’articolo 4 bis, comma 3;
b) adozione del codice etico di cui all’articolo 4 ter;
c) percentuale maggiore del 30 per cento di persone svantaggiate di cui all’articolo 3, comma 1;
d) presenza oltre alla percentuale del 30 per cento delle persone svantaggiate, di cui all’articolo 3, comma 1, anche di persone deboli di cui all’articolo 3, comma 2. (23)
1 ter. La Giunta regionale previo parere della Commissione regionale della cooperazione sociale di cui all’articolo 21, sentita la competente commissione consiliare, definisce i criteri e le modalità per la maggiorazione del punteggio di cui al comma 1 bis. La commissione consiliare si esprime entro trenta giorni dalla richiesta decorsi i quali la Giunta regionale può prescindere dal parere. (24)
f) il rispetto delle norme contrattuali di settore e l’applicazione della vigente contrattazione collettiva sottoscritta dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria;(25)
h) la qualificazione professionale degli operatori e la pianificazione di percorsi formativi;(26)
i) la valutazione comparata costi/qualità desunta da corrispondenti servizi pubblici o privati;
i bis) l’assolvimento degli obblighi di legge e contrattuali per la regolarità contributiva;
i ter) l’assolvimento degli obblighi di legge in materia di salute e di sicurezza sul lavoro. (27)
f bis) il rispetto delle vigenti normative e delle norme contrattuali di settore nel contratto applicato alle persone svantaggiate e ai soggetti deboli, ferma restando l’applicazione della vigente contrattazione collettiva sottoscritta dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria e la garanzia di un’equa retribuzione. (28)
Art. 13 – Riserva negli appalti e nelle concessioni. (29)
1. Fatta salva la normativa statale ed europea in materia di appalti e concessioni, le stazioni appaltanti possono riservare la partecipazione alle procedure di appalto e di concessione o possono riservarne l'esecuzione a cooperative sociali, che svolgono le attività di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), ovvero ad analoghi operatori economici aventi sede negli stati membri della Unione europea, qualora lo scopo principale degli stessi sia l'integrazione sociale e professionale di persone svantaggiate o con disabilità, nel contesto di programmi di lavoro protetti, e quando almeno il 30 per cento dei lavoratori impiegati in relazione ai singoli appalti o concessioni sia composto da lavoratori svantaggiati o con disabilità di cui all’articolo 3, comma 1. Per la scelta del contraente o del concessionario può essere riconosciuta una maggiorazione del punteggio, qualora in relazione ai singoli appalti o concessioni siano impiegati come lavoratori una percentuale superiore al 30 per cento di lavoratori svantaggiati o con disabilità ovvero soggetti rientranti fra le persone deboli di cui all’articolo 3, comma 2.
Art. 14 - Durata e subentro. (30)
1. Al fine di garantire attraverso la continuità del servizio un adeguato livello qualitativo delle attività e un efficace processo di programmazione, i contratti relativi alla fornitura di beni e servizi caratterizzati da prestazioni ricorrenti hanno, di norma, durata pluriennale. In caso di avvicendamento nell’affidamento di servizi o nella stipula di convenzioni la cooperativa sociale subentrante, fermo restando il rispetto della normativa vigente, garantisce ai lavoratori livelli retributivi analoghi a quelli precedentemente percepiti. (31)
2. omissis (32)
2. La struttura regionale competente in materia di servizi sociali e i comuni possono effettuare sulle cooperative sociali verifiche sui servizi oggetto di affidamento e di conferimento:
a) secondo le modalità e nel rispetto della normativa regionale vigente e dei requisiti e degli standard di cui alla legge regionale 16 agosto 2002, n. 22 “Autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali” e successive modificazioni;
b) con riferimento all’applicazione della vigente contrattazione collettiva alle persone svantaggiate ed ai soggetti deboli, all’eventuale utilizzo di contratti impropri, nonché al rispetto delle normative negli inserimenti lavorativi. (33)
2 bis. La struttura regionale per l'attività ispettiva e di vigilanza di cui alla legge regionale 5 agosto 2010, n. 21 “Norme per la riorganizzazione del servizio ispettivo e di vigilanza per il sistema socio-sanitario veneto” e successive modificazioni, effettua, ai sensi e secondo le procedure previste dalla medesima legge regionale, oltre alle verifiche di cui al comma 2, il controllo e la vigilanza sul possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente per l’iscrizione all’Albo, anche in costanza del rapporto contrattuale.
2 ter. Le cooperative sociali che non adempiono o adempiono in modo parziale o difforme alle richieste effettuate dalla struttura regionale competente in materia di servizi sociali e dalla struttura regionale per l'attività ispettiva e di vigilanza nell’esercizio delle rispettive attività di controllo e vigilanza, ai sensi dei commi 2 e 2 bis, previa formale diffida ad adempiere entro sessanta giorni, sono cancellate dall’Albo ai sensi e secondo le procedure di cui all’articolo 6. (34)
1. La Regione, in applicazione delle finalità e dei principi della presente legge, concede annualmente alle cooperative sociali contributi per la promozione del settore e il sostegno di singole iniziative, nel rispetto della normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato. (35)
c) ai processi di riqualificazione tecnico-professionale del personale direttamente impiegato nell’attività propria della cooperativa sociale, anche in relazione a nuove disposizioni normative in materia di profili professionali, mediante appositi progetti formativi, da realizzare con enti ed organismi accreditati ai sensi della legge regionale 9 agosto 2002, n. 19 “Istituzione dell’elenco regionale degli organismi di formazione accreditati”; (36)
3. La Regione può, altresì, concedere alle cooperative sociali agevolazioni fiscali su base regionale relativamente ai tributi di propria pertinenza. (37)
1. La Regione, in osservanza della normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato, può sostenere le cooperative sociali che svolgono attività a favore delle nuove categorie di persone deboli di cui all’articolo 3, comma 2, con interventi contributivi corrispondenti al cinquanta per cento degli oneri previdenziali versati per i nuovi lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato. (38)
1. Al fine di sostenere e sviluppare l’attività progettuale delle organizzazioni regionali di rappresentanza del movimento della cooperazione sociale giuridicamente riconosciute e operanti in ambito nazionale con sede legale in Veneto, sono annualmente concessi in loro favore contributi per specifici progetti, nel rispetto della normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato. (39)
2 bis. La Commissione trasmette alla competente commissione consiliare, entro trenta giorni dalla loro adozione, i pareri espressi nell’esercizio della propria funzione. (40)
Art. 23 bis - Clausola valutativa. (41)
1. Il Consiglio regionale controlla l'attuazione della presente legge e valuta i risultati ottenuti dalle azioni intraprese per favorire la promozione, la diffusione e lo sviluppo del sistema delle cooperative sociali nel Veneto.
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Giunta regionale, entro il 30 giugno di ogni anno, presenta al Consiglio regionale una relazione che descrive e documenta le azioni e gli interventi progressivamente attivati, nonché gli esiti dei monitoraggi disposti dalla presente legge, indicando i soggetti coinvolti nell'attuazione, i beneficiari raggiunti e le loro caratteristiche, il grado di utilizzo delle risorse messe a disposizione secondo le diverse modalità e finalità di aiuto previste, il grado di partecipazione alle misure offerte, il grado di soddisfazione della domanda espressa, le eventuali criticità incontrate e le modalità con cui vi si è fatto fronte. Nella relazione sono, altresì, evidenziate le misure adottate al fine di prevenire e contrastare il fenomeno della falsa cooperazione sociale.
3. Per la finalità di cui al comma 2 la Giunta regionale, previo parere della Commissione regionale della cooperazione sociale di cui all’articolo 21, sentita la competente commissione consiliare, individua gli indicatori per la misurazione e la valutazione degli obiettivi di cui alla presente legge. La commissione consiliare si esprime entro trenta giorni dalla richiesta decorsi i quali la Giunta regionale può prescindere dal parere.
4. La Regione può promuovere forme di valutazione partecipata coinvolgendo cittadini e soggetti attuatori degli interventi previsti. Le competenti strutture del Consiglio regionale e della Giunta regionale si raccordano per la migliore valutazione della presente legge.
5. Qualora entro il termine di cui al comma 2 la Giunta regionale non abbia proceduto all’attuazione del presente articolo ne riferisce, entro i successivi trenta giorni, direttamente al Consiglio regionale presentando una relazione che indichi le motivazioni del ritardo nell’attuazione nonché le difficoltà insorte.
6. Il Consiglio regionale e la Giunta regionale pubblicano sui propri siti web istituzionali i dati e i documenti adottati in relazione alle attività valutative previste dal presente articolo.
Art. 25 - Abrogazione e norme transitorie. (42)
2. omissis (43)
3. omissis (44)
4. omissis (45)
(1) Comma così modificato da comma 1 art. 1 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 che ha aggiunto dopo le parole “dei cittadini” le parole “nonché dell’inserimento lavorativo delle persone e dei lavoratori svantaggiati e dei soggetti deboli,”
(2) Comma aggiunto da comma 2 art. 1 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 . Vedi la disposizione transitoria recata dal comma 3 dell’art. 1 della legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(3) Rideterminata l’aliquota IRAP per queste cooperative sociali, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2008, da lett. d) e da lett. e) del comma 1 dell’art. 8 della legge regionale 12 gennaio 2009, n. 1 .
(4) L’articolo 8, comma 3, della legge regionale 12 gennaio 2009, n. 1 , conferma per queste cooperative l’esenzione IRAP già prevista dal comma 1 dell’articolo 5 della legge regionale 21 dicembre 2006, n. 27 .
(5) Comma sostituito da comma 1 art. 2 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(6) Articolo inserito da comma 1 art. 3 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(7) Articolo inserito da comma 1 art. 4 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 . Vedi la disposizione transitoria recata dal comma 2 dell’art. 4 della legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(8) Vedi la deliberazione della Giunta regionale 3 aprile 2007, n. 897 (pubblicata nel BUR n. 41 del 1 maggio 2007) “Istituzione dell’Albo Regionale delle cooperative sociali. Indicazione dei requisiti per l’iscrizione, la conferma dell’iscrizione e la cancellazione. (L.R. 23/2006 art. 5 e 6)”.
(9) Commi 2 bis e 2 ter aggiunti da comma 1 art. 5 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 . Vedi la disposizione transitoria recata dal comma 2 dell’art. 5 della legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(10) Vedi la deliberazione della Giunta regionale 3 aprile 2007, n. 897 (pubblicata nel BUR n. 41 del 1 maggio 2007) “Istituzione dell’Albo Regionale delle cooperative sociali. Indicazione dei requisiti per l’iscrizione, la conferma dell’iscrizione e la cancellazione. (L.R. 23/2006 art. 5 e 6)”. Vedi le disposizioni transitorie recate dai commi 11 e 12 dell’art. 6 della legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(11) Comma aggiunto da comma 1 art. 6 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(12) Comma aggiunto da comma 2 art. 6 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(13) Comma così sostituito da comma 3 art. 6 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(14) Comma aggiunto da comma 4 art. 6 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(15) Lettera sostituita da comma 5 art. 6 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(16) Lettera aggiunta da comma 6 art. 6 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(17) Lettera aggiunta da comma 7 art. 6 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(18) Comma così modificato da comma 8 art. 6 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 che ha aggiunto le parole “La cooperativa sociale cancellata dall’Albo non può richiederne l’iscrizione prima che siano decorsi tre anni dalla cancellazione.”.
(19) Comma così modificato da comma 9 art. 6 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 che ha aggiunto le parole “Qualora la cooperativa sociale abbia ricevuto vantaggi economici ai sensi della presente legge in presenza dei casi e delle condizioni che determinano la cancellazione dall’Albo e tale condizione sia accertata, previa diffida e secondo le procedure di legge, la stessa decade dal beneficio ed è tenuta alla restituzione delle somme percepite.”.
(20) Comma aggiunto da comma 10 art. 6 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(21) Vedi la deliberazione della Giunta regionale 18 dicembre 2007, n. 4189 (pubblicata nel BUR n.11 del 5 febbraio 2008) “Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Individuazione delle modalità di affidamento dei servizi alle cooperative sociali ed approvazione delle convenzioni-tipo. (L.R. 23/2006)”.
(22) Vedi la deliberazione della Giunta regionale 18 dicembre 2007, n.4189 (pubblicata nel BUR n.11 del 5 febbraio 2008) “Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Individuazione delle modalità di affidamento dei servizi alle cooperative sociali ed approvazione delle convenzioni-tipo. (L.R. 23/2006)”.
(23) Comma aggiunto da comma 1 art. 7 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(24) Comma aggiunto da comma 2 art. 7 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(25) Lettera così modificata da lett. a)comma 4 art. 7 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 che ha aggiunto alla fine le parole “e l’applicazione della vigente contrattazione collettiva sottoscritta dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria;”.
(26) Lettera così modificata da lett. b) comma 4 art. 7 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 che ha aggiunto alla fine le parole “e la pianificazione di percorsi formativi”.
(27) Commi i bis) e i ter) aggiunti da lett. c) comma 4 art. 7 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(28) Lettera aggiunta da comma 5 art. 7 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(29) Articolo sostituito da comma 1 art. 8 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(30) Rubrica modificata da comma 1 art. 9 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 che ha sostituito la parola “corrispettivi” con la parola “subentro”. Vedi la deliberazione della Giunta regionale 18 dicembre 2007, n.4189 (pubblicata nel BUR n.11 del 5 febbraio 2008) “Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Individuazione delle modalità di affidamento dei servizi alle cooperative sociali ed approvazione delle convenzioni-tipo. (L.R. 23/2006)”.
(31) Comma così modificato da comma 2 art. 9 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 che ha aggiunto alla fine le parole “In caso di avvicendamento nell’affidamento di servizi o nella stipula di convenzioni la cooperativa sociale subentrante, fermo restando il rispetto della normativa vigente, garantisce ai lavoratori livelli retributivi analoghi a quelli precedentemente percepiti.”.
(32) Comma soppresso da comma 3 art. 9 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(33) Comma sostituito da comma 1 art. 10 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(34) Commi 2 bis e 2 ter aggiunti da comma 2 art. 10 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(35) Comma così sostituito da comma 1 art. 9 legge regionale 16 agosto 2007, n. 23 .
(36) Lettera così modificata da comma 2 art. 9 legge regionale 16 agosto 2007, n. 23 .
(37) Comma così sostituito da comma 1 art. 3 legge regionale 21 dicembre 2006, n. 27 .
(38) Comma così sostituito da comma 3 art. 9 legge regionale 16 agosto 2007, n. 23 .
(39) Articolo così sostituito da comma 4 art. 9 legge regionale 16 agosto 2007, n. 23 .
(40) Comma aggiunto da comma 1 art. 11 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(41) Articolo inserito da comma 1 art. 12 legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 . Vedi la disposizione transitoria recata dal comma 2 dell’art. 12 della legge regionale 4 ottobre 2018, n. 32 .
(42) Con deliberazione della Giunta regionale 3 aprile 2007, n. 897 (pubblicata nel BUR n. 41 del 1 maggio 2007) “Istituzione dell’Albo Regionale delle cooperative sociali. Indicazione dei requisiti per l’iscrizione, la conferma dell’iscrizione e la cancellazione. (L.R. 23/2006 art. 5 e 6)” e deliberazione della Giunta regionale 18 dicembre 2007, n.4189 (pubblicata nel BUR n.11 del 5 febbraio 2008) “Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Individuazione delle modalità di affidamento dei servizi alle cooperative sociali ed approvazione delle convenzioni-tipo. (L.R. 23/2006)” è stata data attuazione agli articoli 5, 6, 10,11 e14 e conseguentemente sono venute meno le disposizioni transitorie di cui ai commi 3 e 4 del presente articolo.
(43) Norma ad efficacia esaurita.
(44) Norma ad efficacia esaurita.
(45) Norma ad efficacia esaurita.