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Timestamp: 2018-10-21 06:45:27+00:00
Document Index: 173443500

Matched Legal Cases: ['art.  37', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 18', 'art. 22', 'in fine', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 28']

DECRETO LEGISLATIVO 28 luglio 2008, n. 145 - Attuazione della direttiva 2006/121/CE, che modifica la direttiva 67/548/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose, per adattarle al regolamento (CE) n. 1907/2006 | Chimici.info
<DECRETO LEGISLATIVO 4 agosto 2008, n. 144 – Attuazione della direttiva 2006/22/CE, sulle norme minime per l’applicazione dei regolamenti n. 3820/85/CEE e n. 3821/85/CEE relativi a disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada e che abroga la direttiva 88/599/CEE. (GU n. 218 del 17-9-2008
ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA – COMUNICATO – Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, relativi al mese di agosto 2008>
DECRETO LEGISLATIVO 28 luglio 2008, n. 145 – Attuazione della direttiva 2006/121/CE, che modifica la direttiva 67/548/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose, per adattarle al regolamento (CE) n. 1907/2006
DECRETO LEGISLATIVO 28 luglio 2008, n. 145 - Attuazione della direttiva 2006/121/CE, che modifica la direttiva 67/548/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose, per adattarle al regolamento (CE) n. 1907/2006 concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) e istituisce un'Agenzia europea per le sostanze chimiche. (GU n. 219 del 18-9-2008 - Suppl. Ordinario n.221)
Attuazione  della  direttiva  2006/121/CE,  che modifica la direttiva
67/548/CEE   concernente   il   ravvicinamento   delle   disposizioni
legislative,   regolamentari   ed   amministrative   in   materia  di
classificazione,   imballaggio   ed   etichettatura   delle  sostanze
pericolose,   per   adattarle   al   regolamento  (CE)  n.  1907/2006
concernente  la  registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la
restrizione  delle  sostanze chimiche (REACH) e istituisce un’Agenzia
europea per le sostanze chimiche.
Visto  il  decreto  legislativo  3 febbraio  1997,  n.  52, recante
attuazione  della direttiva 92/32/CEE concernente la classificazione,
imballaggio   ed   etichettatura   delle  sostanze  pericolose,  come
modificato  con  decreto  legislativo  25 febbraio 1998, n. 90, ed in
particolare l’articolo 37, comma 2;
Visto  l’articolo 1,  commi 1  e  3,  e  l’allegato  B  della legge
25 febbraio  2008,  n.  34, recante disposizioni per l’adempimento di
obblighi   derivanti  dall’appartenenza  dell’Italia  alle  Comunita’
europee (legge comunitaria 2007);
Visto il decreto del Ministro della sanita’ in data 28 aprile 1997,
e successive modificazioni, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 192 del 19 agosto 1997;
Vista  la  direttiva  2006/121/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 18 dicembre 2006, che modifica la direttiva 67/548/CEE
del  Consiglio,  concernente  il  ravvicinamento  delle  disposizioni
legislative,    regolamentari   ed   amministrative   relative   alla
classificazione,  all’imballaggio  e all’etichettatura delle sostanze
pericolose per adattarle al regolamento (CE) n. 1907/2006 concernente
la  registrazione,  la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione
delle  sostanze  chimiche (REACH) e che istituisce un’Agenzia europea
per le sostanze chimiche;
adottata nella riunione del 1° aprile 2008;
riunione del 18 luglio 2008;
Ministri  degli  affari  esteri,  dell’ambiente  e  della  tutela del
territorio e del mare, dell’interno, della giustizia, dell’economia e
delle  finanze,  dell’istruzione,  dell’universita’  e della ricerca,
delle  politiche agricole alimentari e forestali e per i rapporti con
Modifiche  all’articolo 1 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
1.  All’articolo 1  del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52,
«1.  Il presente decreto disciplina, relativamente alle sostanze di
cui  all’articolo 2,  comma 1, lettere a) e b), anche se contenute in
preparati,   allorche’   tali  sostanze  siano  immesse  sul  mercato
comunitario:  la  classificazione,  l’imballaggio  e  l’etichettatura
delle sostanze pericolose per l’uomo e per l’ambiente.».
europee (GUCE):
– Il   testo   dell’art.  37  del  decreto  legislativo
3 febbraio 1997, n. 52, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
11 marzo   1997,   n.  58,  supplemento  ordinario,  e’  il
«Art. 37 (Adempimenti successivi). – 1. Con decreto del
Ministro  della  sanita’,  da  emanarsi  entro il 30 aprile
1997,   si   provvede   al   recepimento   delle  direttive
91/632/CEE,  92/37/CEE,  92/69/CEE,  93/21/CEE,  93/72/CEE,
93/101/CE  e  94/69/CE,  della Commissione, rispettivamente
del  28 ottobre  1991,  del  30 aprile  1992, del 31 luglio
1992,  del  27 aprile  1993,  del  1° settembre  1993,  del
1° novembre   1993,   e   del   19 dicembre   1994  e  alla
pubblicazione integrale degli allegati da I a IX.
2.  Con  decreto  del  Ministro  della  sanita’, previa
comunicazione  al  Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato  e  al Ministro dell’ambiente, si provvede
al  recepimento di ulteriori direttive tecniche di modifica
degli  allegati;  il  decreto e’ emanato di concerto con il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato e
con  il  Ministro  dell’ambiente  ogni  qualvolta  la nuova
direttiva  preveda  poteri  discrezionali  per  il  proprio
3.  I  decreti  di  cui  ai  commi 1 e 2, salvo che sia
diversamente  indicato  dalle  direttive  che  con  essi si
recepiscono,  concedono  sei  mesi per lo smaltimento delle
sostanze  pericolose  gia’  immesse  sul  mercato alla data
della  loro  pubblicazione  nella  Gazzetta Ufficiale della
Repubblica   italiana,  non  conformi,  nell’imballaggio  e
nell’etichettatura,    alle    disposizioni   dei   decreti
medesimi.».
–  Il  decreto  legislativo  25 febbraio  1998,  n. 90,
recante: «Modifiche al decreto legislativo 3 febbraio 1997,
n.   52,   recante  attuazione  della  direttiva  92/32/CEE
concernente  classificazione,  imballaggio ed etichettatura
delle  sostanze  pericolose»  e’  pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 10 aprile 1998, n. 84.
ordinario e’ il seguente:
– Il  decreto  del Ministro della sanita’ del 28 aprile
1997,  recante:  Attuazione  dell’art. 37, commi 1 e 2, del
decreto  legislativo  3 febbraio  1997,  n. 52, concernente
classificazione,   imballaggio   ed   etichettatura   delle
sostanze pericolose, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
19 agosto 1997, n. 192, supplemento ordinario.
– La direttiva 2006/121/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
30 dicembre 2006, n. L 396.
– La  direttiva  67/548/CEE  e’  pubblicata  nella GUCE
16 agosto 1967, n. 196.
– Il  regolamento (CE) n. 1907/2006 e’ pubblicato nella
GUCE 31 maggio 2008, n. L 141.
– Si  riporta  il  testo vigente dell’art. 1 del citato
decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, come modificato
«Art.  1  (Campo  di  applicazione).  –  1. Il presente
decreto  disciplina,  relativamente  alle  sostanze  di cui
all’art. 2, comma 1, lettere a) e b), anche se contenute in
preparati,   allorche’  tali  sostanze  siano  immesse  sul
mercato  comunitario:  la  classificazione, l’imballaggio e
l’etichettatura  delle sostanze pericolose per l’uomo e per
2.  Le norme del presente decreto non si applicano alle
sostanze  ed  ai preparati seguenti che, allo stato finito,
sono destinati all’utilizzatore finale:
a) specialita’  medicinali  ad  uso  umano  o  ad uso
c) miscele di sostanze in forma di rifiuti;
e) alimenti per animali;
f) antiparassitari;
g) sostanze radioattive;
h) altre  sostanze  o  preparati per i quali esistono
procedure  comunitarie  di notifica o di approvazione sulla
base  di  requisiti  equivalenti  a  quelli  stabiliti  dal
3. Il presente decreto non si applica altresi’:
a) al trasporto delle sostanze e preparati pericolosi
per  ferrovia,  su  strada,  per  via fluviale, marittima o
b) alle  sostanze  e preparati in transito soggetti a
controllo  doganale quando non siano oggetto di trattamento
o trasformazione.
4.   Le   norme  del  presente  decreto  si  applicano,
limitatamente   alle   operazioni   di   cui   al  comma 1,
lettera c),  anche  in  caso  di  passaggio  delle sostanze
pericolose  da  una ad altra unita’ produttiva della stessa
impresa,  ferma  restando  l’applicazione  delle  ulteriori
prescrizioni,  per  l’utilizzazione  di  dette  sostanze  e
preparati  da  parte  dei  lavoratori  subordinati  che  il
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, con proprio
decreto,  sentita  la Commissione consultiva permanente per
la  prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro, puo’
stabilire  ai  sensi  del  decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, e successive modificazioni.».
Modifiche  all’articolo 2 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
1.  All’articolo 2  del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52,
«1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) sostanze:  gli elementi chimici ed i loro composti, allo stato
naturale  o  ottenuti  mediante qualsiasi procedimento di produzione,
compresi  gli  additivi  necessari  per  mantenere  la stabilita’ dei
prodotti  e  le  impurezze  derivati  dal  procedimento impiegato, ma
esclusi  i solventi che possono essere eliminati senza incidere sulla
stabilita’ delle sostanze e senza modificare la loro composizione;
b) preparati:  le miscele o le soluzioni costituite da due o piu’
c) immissione sul mercato: la messa a disposizione di terzi e, in
ogni   caso,   l’importazione  nel  territorio  doganale  dell’Unione
d) EINECS   (Inventario   europeo   delle   sostanze  commerciali
esistenti)  l’inventario europeo delle sostanze commerciali esistenti
sul mercato comunitario alla data del 18 settembre 1981;
e) ELINCS  (Elenco  europeo  delle nuove sostanze chimiche) lista
europea  delle  sostanze  immesse  sul  mercato  comunitario  dopo il
18 settembre 1981.».
– Si  riporta  il  testo vigente dell’art. 2 del citato
«Art.  2  (Definizioni).  –  1.  Ai  fini  del presente
a) sostanze: gli elementi chimici ed i loro composti,
allo   stato   naturale   o   ottenuti  mediante  qualsiasi
procedimento di produzione, compresi gli additivi necessari
per  mantenere  la  stabilita’  dei prodotti e le impurezze
derivati  dal procedimento impiegato, ma esclusi i solventi
che   possono   essere   eliminati   senza  incidere  sulla
stabilita’  delle  sostanze  e  senza  modificare  la  loro
b) preparati: le miscele o le soluzioni costituite da
due o piu’ sostanze;
c) immissione sul mercato: la messa a disposizione di
terzi  e,  in  ogni  caso,  l’importazione  nel  territorio
doganale dell’Unione europea;
d) EINECS    (Inventario   europeo   delle   sostanze
commerciali  esistenti) l’inventario europeo delle sostanze
commerciali esistenti sul mercato comunitario alla data del
18 settembre 1981;
e) ELINCS   (Elenco   europeo  delle  nuove  sostanze
chimiche)  lista europea delle sostanze immesse sul mercato
comunitario dopo il 18 settembre 1981.
2.  Ai  sensi  del  presente  decreto  sono considerati
pericolosi le sostanze ed i preparati:
a) esplosivi:  le  sostanze  ed  i  preparati solidi,
liquidi,  pastosi  o  gelatinosi  che, anche senza l’azione
dell’ossigeno  atmosferico,  possono provocare una reazione
esotermica   con   rapida  formazione  di  gas  e  che,  in
determinate   condizioni  di  prova,  detonano,  deflagrano
rapidamente  o  esplodono  in  seguito  a  riscaldamento in
condizione di parziale contenimento;
b) comburenti:  le  sostanze  ed  i  preparati  che a
contatto  con  altre sostanze, soprattutto se infiammabili,
provocano una forte reazione esotermica;
c) estremamente   infiammabili:   le  sostanze  ed  i
preparati   liquidi   con   il   punto  di  infiammabilita’
estremamente  basso  ed  un punto di ebollizione basso e le
sostanze  ed  i  preparati  gassosi  che  a  temperatura  e
pressione ambiente si infiammano a contatto con l’aria;
1)  le  sostanze ed i preparati che, a contatto con
l’aria,  a temperatura ambiente e senza apporto di energia,
possono   subire   innalzamenti   termici   e   da   ultimo
infiammarsi;
2)  le  sostanze  ed i preparati solidi che possono
facilmente  infiammarsi  dopo  un  breve  contatto  con una
sorgente  di  accensione  e  che  continuano a bruciare o a
consumarsi   anche  dopo  il  distacco  della  sorgente  di
3)  le sostanze ed i preparati liquidi il cui punto
d’infiammabilita’ e’ molto basso;
4)  le  sostanze ed i preparati che, a contatto con
l’acqua   o  l’aria  umida,  sprigionano  gas  estremamente
infiammabili in quantita’ pericolose;
e) infiammabili:  le  sostanze ed i preparati liquidi
con un basso punto di infiammabilita’;
f) molto  tossici: le sostanze ed i preparati che, in
caso  di  inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in
piccolissime   quantita’,   possono  essere  letali  oppure
provocare lesioni acute o croniche;
g) tossici:  le  sostanze ed i preparati che, in caso
di   inalazione,  ingestione  o  assorbimento  cutaneo,  in
piccole  quantita’,  possono essere letali oppure provocare
lesioni acute o croniche;
h) nocivi: le sostanze ed i preparati che, in caso di
inalazione,  ingestione  o  assorbimento  cutaneo,  possono
essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche;
i) corrosivi:  le  sostanze  ed  i  preparati  che, a
contatto  con i tessuti vivi, possono esercitare su di essi
un’azione distruttiva;
l) irritanti:   le   sostanze   ed  i  preparati  non
corrosivi,  il  cui contatto diretto, prolungato o ripetuto
con  la  pelle  o  le  mucose  puo’  provocare una reazione
m) sensibilizzanti:  le  sostanze ed i preparati che,
per inalazione o assorbimento cutaneo, possono dar luogo ad
una   reazione   di   ipersensibilizzazione   per  cui  una
successiva esposizione alla sostanza o al preparato produce
reazioni avverse caratteristiche;
n) cancerogeni:  le  sostanze ed i preparati che, per
provocare il cancro o aumentarne la frequenza;
o) mutageni:  le  sostanze  ed  i  preparati che, per
produrre   difetti   genetici  ereditari  o  aumentarne  la
p) tossici  per il ciclo riproduttivo: le sostanze ed
i  preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento
cutaneo, possono provocare o rendere piu’ frequenti effetti
nocivi  non  ereditari  nella  prole o danni a carico della
funzione   o   delle   capacita’  riproduttive  maschili  o
q) pericolosi   per  l’ambiente:  le  sostanze  ed  i
preparati   che,   qualora   si  diffondano  nell’ambiente,
presentano  o possono presentare rischi immediati differiti
per una o piu’ delle componenti ambientali.».
Modifiche  all’articolo 3 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
1.  L’articolo 3 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e’
«Art.  3  (Determinazione  e  valutazione  delle  proprieta’  delle
sostanze). – 1. I test relativi alle sostanze da realizzarsi ai sensi
del  presente decreto sono effettuati conformemente alle prescrizioni
dell’articolo 13  del  regolamento  (CE)  n. 1907/2006 concernente la
registrazione,  la  valutazione,  l’autorizzazione  e  la restrizione
per le sostanze chimiche.».
Modifiche  all’articolo 5 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
1.  L’articolo 5 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e’
«Art.  5  (Obblighi  generali).  – 1. Le sostanze, in quanto tali o
sotto forma di preparati, possono essere immesse sul mercato soltanto
se sono state imballate ed etichettate a norma degli articoli 19, 20,
21  e  22  e  dei  criteri  di cui all’allegato VI e, per le sostanze
registrate,    in    base   alle   informazioni   ottenute   mediante
l’applicazione  degli  articoli 12  e  13  del  regolamento  (CE)  n.
1907/2006, salvo se trattasi di preparati per i quali altre direttive
prevedono disposizioni specifiche.
2.  Le  misure  di  cui  al  comma 1  si  applicano fino al momento
dell’inserimento  della sostanza nell’allegato I o fino al momento in
cui  e’  adottata,  secondo la procedura di cui all’articolo 29 della
direttiva  67/548/CEE,  la  decisione  di  non inserirla nello stesso
Modifiche all’articolo 20 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
1.  All’articolo 20,  comma 1,  del  decreto legislativo 3 febbraio
1997, n. 52, le lettere d) ed e), sono sostituite dalle seguenti:
«d) le  frasi  tipo  relative  ai  rischi specifici derivanti dai
pericoli dell’uso della sostanza, dette “frasi R”. Esse devono essere
formulate  secondo  le  modalita’  dell’allegato III. Per le sostanze
pericolose  contenute  nell’allegato  I  debbono  essere  adottate le
“frasi  R”  in  esso  indicate, mentre per le sostanze pericolose non
ancora  contenute  nel suddetto allegato I le “frasi R” da usare sono
assegnate in base alle norme dell’allegato VI;
e) le  frasi  tipo  concernenti  consigli  di  prudenza  relativi
all’uso della sostanza, dette “frasi S”. Esse devono essere formulate
secondo  le  modalita’  dell’allegato  IV. Per le sostanze pericolose
contenute  nell’allegato  I  debbono  essere adottate le “frasi S” in
esso indicate, mentre per le sostanze pericolose non ancora contenute
nel suddetto allegato I, le “frasi S” da usare sono assegnate in base
alle norme dell’allegato VI;».
– Si  riporta  il testo vigente dell’art. 20 del citato
«Art.  20  (Etichettatura).  – 1. L’etichettatura delle
sostanze  pericolose  deve  recare in caratteri leggibili e
indelebili:
a) la  denominazione  della  sostanza  conforme a una
delle   denominazioni  riportate  nell’allegato  I.  Se  la
sostanza  non figura nell’allegato I, la denominazione deve
basarsi     su    una    nomenclatura    internazionalmente
b) il  nome  e l’indirizzo completo nonche’ il numero
di  telefono  del  responsabile dell’immissione sul mercato
stabilito  all’interno dell’Unione europea, che puo’ essere
il fabbricante, l’importatore o il distributore;
c) i    simboli   di   pericolo,   se   previsti,   e
l’indicazione  di  pericolo  che  comporta  l’impiego della
sostanza.  I  simboli  e  le indicazioni di pericolo devono
essere  conformi all’allegato II ed essere stampati in nero
su  fondo  giallo-arancione.  I simboli e le indicazioni di
pericolo   da  usare  per  ciascuna  sostanza  sono  quelli
riportati  nell’allegato  I.  Alle  sostanze pericolose non
ancora   contenute   nell’allegato   I,   i  simboli  e  le
indicazioni  di  pericolo sono assegnati in base alle norme
dell’allegato  VI.  Quando  ad  una sostanza sono assegnati
piu’  simboli,  salvo  disposizioni  contrarie riportate in
allegato  I,  l’obbligo  di  apporre  il  simbolo  T  rende
facoltativi  i  simboli  X  e  C,  l’obbligo  di apporre il
simbolo  C  rende  facoltativo  il  simbolo X, l’obbligo di
apporre il simbolo E rende facoltativi i simboli F e O;
d) le   frasi   tipo  relative  ai  rischi  specifici
derivanti  dai  pericoli  dell’uso  della  sostanza,  dette
“frasi   R”.   Esse  devono  essere  formulate  secondo  le
modalita’  dell’allegato  III.  Per  le sostanze pericolose
contenute nell’allegato I debbono essere adottate le “frasi
R”  in esso indicate, mentre per le sostanze pericolose non
ancora  contenute  nel  suddetto allegato I le “frasi R” da
usare sono assegnate in base alle norme dell’allegato VI;
e) le  frasi  tipo  concernenti  consigli di prudenza
relativi  all’uso  della  sostanza,  dette  “frasi S”. Esse
devono  essere formulate secondo le modalita’ dell’allegato
IV.  Per  le  sostanze pericolose contenute nell’allegato I
debbono  essere  adottate  le  “frasi  S” in esso indicate,
mentre  per le sostanze pericolose non ancora contenute nel
suddetto  allegato  I, le “frasi S” da usare sono assegnate
in base alle norme dell’allegato VI;
f) il  numero CE, se assegnato, desunto dall’EINECS o
dall’elenco di cui all’art. 18;
g) l’indicazione   “Etichetta  CE”  per  le  sostanze
contenute nell’allegato I.
2.  Per le sostanze irritanti, facilmente infiammabili,
infiammabili  o comburenti, non e’ necessaria l’indicazione
delle  relative  “frasi  R”  e  “frasi  S”  se il contenuto
dell’imballaggio  non  supera  i  125 millilitri. Lo stesso
vale  per  le  sostanze  nocive  che, in imballaggi di pari
contenuto, non sono vendute al consumatore.
3.  Indicazioni  quali  “non  tossico”,  “non nocivo” o
qualsiasi  altra analoga non devono figurare sull’etichetta
o sull’imballaggio delle sostanze che rientrano nell’ambito
del presente decreto.».
Modifiche all’articolo 22 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
1.  All’articolo 22 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52,
«4.  Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro, della salute e delle
politiche  sociali,  sentito  il  parere  dell’Istituto  superiore di
sanita’,  in  deroga  agli articoli 20 e 21, sono stabiliti i casi in
cui  gli  imballaggi  delle  sostanze  che  non sono esplosive, molto
tossiche  o tossiche, possono non essere etichettati o possono essere
etichettati  in  modo diverso quando contengano quantitativi talmente
limitati  da  non  comportare  alcun  pericolo sia per le persone che
manipolano tali sostanze che per terzi.».
– Si  riporta  il testo vigente dell’art. 22 del citato
«Art.  22  (Deroghe  alle  norme  di etichettatura e di
imballaggio).   –  1. Gli  articoli 19,  20  e  21  non  si
applicano  alle  munizioni  ed  agli  esplosivi immessi sul
mercato   allo  scopo  di  produrre  esplosioni  o  effetti
pirotecnici,  per  i  quali  restano  ferme le disposizioni
vigenti  in materia, ne’ fino al 30 aprile 1997, al propano
ed al gas di petrolio liquefatto.
2.  Quando  gli imballaggi sono di dimensione ridotta o
sono  altrimenti  inadatti  per consentire un’etichettatura
conforme  alle  dimensioni ed alle modalita’ applicative di
cui  agli  articoli 20  e 21, commi 1 e 2, l’etichetta puo’
essere  realizzata  in  dimensioni  ridotte;  la superficie
dell’etichetta  non  puo’  comunque  essere  inferiore a 10
centimetri  quadrati  ed il simbolo deve misurare almeno un
centimetro quadrato.
3.  Nel  caso  in cui risulti materialmente impossibile
effettuare   un’etichettatura   conforme   alle   modalita’
applicative  di  cui al comma 2, il Ministro della sanita’,
di concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato,  con  il  Ministro dell’ambiente e con il
Ministro  del lavoro e della previdenza sociale, stabilisce
le caratteristiche cui deve corrispondere l’etichetta.
4.  Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e
delle  politiche  sociali,  sentito il parere dell’Istituto
superiore di sanita’, in deroga agli articoli 20 e 21, sono
stabiliti  i  casi in cui gli imballaggi delle sostanze che
non  sono esplosive, molto tossiche o tossiche, possono non
essere  etichettati  o  possono  essere etichettati in modo
diverso quando contengano quantitativi talmente limitati da
non  comportare  alcun  pericolo  sia  per  le  persone che
Modifiche all’articolo 28 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
1.  All’articolo 28 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52,
dopo il comma 6, sono aggiunti, in fine, i seguenti :
«6-bis.  In  base  alle  vigenti  disposizioni,  resta in capo agli
uffici  competenti delle amministrazioni dello Stato, delle regioni e
degli  enti  locali,  l’attivita’  di  vigilanza  sull’immissione sul
mercato e sulla commercializzazione delle sostanze pericolose.
6-ter.  Con  decreto  del Ministro del lavoro, della salute e delle
politiche  sociali, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della
tutela  del  territorio  e  del  mare, con il Ministro dello sviluppo
economico  e  con  il  Ministro  dell’economia  e delle finanze, sono
stabilite,  sulla  base  del costo effettivo del servizio, le tariffe
per  l’integrale copertura dei costi dei controlli di cui al presente
articolo e  le  relative  modalita’  di versamento. Tali tariffe sono
aggiornate almeno ogni due anni.
6-quater.  Il decreto di cui al comma 6-ter si applica alle regioni
e  alle  province  autonome  di  Trento  e di Bolzano nell’ambito dei
controlli  di loro competenza fino all’emanazione di proprie tariffe,
sulla  base  del  costo  effettivo  del  servizio,  con loro apposite
6-quinquies.  Nelle  more  dell’adozione  del  decreto  di  cui  al
comma 6-ter,  l’ammontare  della  tariffa  dovuta  per lo svolgimento
delle  attivita’  di  cui al comma 1, e’ determinata in euro duemila,
salvo  conguaglio,  da  versare in apposito capitolo dell’entrata del
bilancio  dello Stato, per la successiva riassegnazione al pertinente
capitolo di spesa.».
– Si  riporta  il testo vigente dell’art. 28 del citato
«Art.  28  (Controlli).  – 1. Al fine dell’accertamento
dell’osservanza   delle   norme   del   presente   decreto,
l’immissione  sul  mercato  e  la commercializzazione delle
sostanze  pericolose  sono  soggette  alla  vigilanza degli
uffici competenti, in base alle vigenti disposizioni, delle
amministrazioni  dello  Stato,  delle  regioni e degli enti
locali;  a tal fine il relativo personale puo’ procedere in
qualunque momento ad ispezioni presso luoghi di produzione,
deposito   e   vendita,  richiedere  dati,  informazioni  e
documenti,  prelevare  campioni  in numero massimo di tre a
titolo   gratuito,   sigillati  all’atto  del  prelievo,  e
ciascuno in quantita’ sufficiente per una analisi completa.
2.  Nei  casi  di  constatata infrazione alle norme del
presente  decreto,  il  Ministero  della sanita’, in ambito
nazionale, e i competenti uffici delle regioni e degli enti
locali,    nell’ambito   del   territorio   di   rispettiva
competenza, dispongono il divieto di commercializzazione ed
il  sequestro  in  via  amministrativa delle merci a cura e
comunque  a spese del trasgressore, adottando le necessarie
prescrizioni  per  il  loro  ritiro  e  la  loro  custodia,
garantendo  la sicurezza degli operatori, della popolazione
e  dell’ambiente.  I provvedimenti adottati dalle regioni e
dagli enti locali sono portati tempestivamente a conoscenza
del  Ministero  della  sanita’,  che  procede  ai necessari
accertamenti ai fini dell’eventuale estensione delle misure
all’intero territorio nazionale.
3.  In caso di immediato o grave pericolo per la salute
o  la  sicurezza,  le  autorita’  di cui al comma 2 possono
immediatamente  adottare  le misure provvisorie necessarie,
ivi  incluso  il divieto di commercializzazione e il ritiro
4.  Le  misure di cui ai commi 2 e 3 si applicano anche
nel  caso  in cui l’interessato non consenta agli uffici di
cui  al  comma 1  la tempestiva acquisizione dei campioni e
dei documenti di cui allo stesso comma.
5.  Su  richiesta della ditta interessata, il Ministero
della  sanita’  puo’  consentire l’adeguamento del prodotto
alle   disposizioni   del  presente  decreto  ai  fini  del
successivo dissequestro.
6.  I  soggetti  che,  ai sensi del comma 1, effettuano
ispezioni  e  prelievi  di  campioni  nell’esercizio  delle
funzioni  loro  demandate,  sono  tenuti  agli  obblighi di
riservatezza  relativamente alle informazioni acquisite, in
conformita’ alle norme vigenti.
6-bis. In base alle vigenti disposizioni, resta in capo
agli  uffici  competenti delle amministrazioni dello Stato,
delle regioni e degli enti locali, l’attivita’ di vigilanza
sull’immissione  sul  mercato  e  sulla commercializzazione
delle sostanze pericolose.
6-ter.  Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro, della
salute  e  delle  politiche  sociali,  di  concerto  con il
Ministro  dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare,  con  il  Ministro  dello sviluppo economico e con il
Ministro  dell’economia  e  delle  finanze, sono stabilite,
sulla base del costo effettivo del servizio, le tariffe per
l’integrale  copertura  dei  costi  dei controlli di cui al
presente  articolo e  le  relative modalita’ di versamento.
Tali tariffe sono aggiornate almeno ogni due anni.
6-quater.  Il  decreto di cui al comma 6-ter si applica
alle  regioni  e  alle  province  autonome  di  Trento e di
Bolzano  nell’ambito  dei controlli di loro competenza fino
all’emanazione  di  proprie  tariffe,  sulla base del costo
effettivo del servizio, con loro apposite disposizioni.
6-quinquies.  Nelle  more  dell’adozione del decreto di
cui al comma 6-ter, l’ammontare della tariffa dovuta per lo
svolgimento   delle   attivita’   di  cui  al  comma 1,  e’
determinata  in  euro duemila, salvo conguaglio, da versare
in apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato,
per  la successiva riassegnazione al pertinente capitolo di
spesa.».
– Si  riporta  il testo vigente dell’art. 29 del citato
«Art.  29 (Esami e analisi di campioni). – 1. Gli esami
e  le analisi dei campioni prelevati dalle autorita’ locali
sono eseguiti dai laboratori competenti per territorio.
2.  Quando  dall’analisi  risulta  che  i  prodotti non
corrispondono ai requisiti fissati dal presente decreto, il
direttore  del  laboratorio  trasmette  immediata  denuncia
all’autorita’    competente,   unendovi   il   verbale   di
prelevamento     ed     il    certificato    di    analisi.
Contemporaneamente,  a  mezzo  di  lettera raccomandata con
avviso  di  ricevimento,  comunica all’esercente presso cui
estato  fatto il prelievo i risultati dell’analisi. Analoga
comunicazione e’ fatta al fabbricante, all’importatore o al
distributore  nel caso che il prelievo riguardi campioni in
confezioni  originali;  entro  trenta  giorni dalla data di
ricevimento  della  comunicazione  gli  interessati possono
presentare  alla  autorita’  che  ha  disposto il prelievo,
istanza  di  revisione  di  analisi,  unendo la ricevuta di
versamento  della somma indicata nel tariffario dei servizi
resi a pagamento dell’Istituto superiore di sanita’.
3.   Le  analisi  di  revisione  sono  eseguite  presso
l’Istituto  superiore di sanita’ entro i termini fissati ai
sensi  della  legge  7 agosto  1990,  n.  241, e successive
4. L’Istituto superiore di sanita’ avverte, con congruo
anticipo,  l’interessato, mediante lettera raccomandata con
avviso  di ricevimento, del giorno, dell’ora e del luogo in
cui    avranno   inizio   le   operazioni   di   revisione;
l’interessato  ha  diritto  di farsi assistere, nelle dette
operazioni, dal suo difensore o da un consulente tecnico.
5.  In  caso di mancata presentazione nei termini della
istanza  di revisione e nel caso che l’analisi di revisione
confermi  quella  di  prima istanza, l’autorita’ competente
trasmette  denuncia alla autorita’ giudiziaria e ne informa
il Ministero della sanita’.
6.  Gli esami e le analisi dei campioni prelevati dalle
autorita’ centrali sono eseguiti dall’Istituto superiore di
sanita’,  il  quale  trasmette il proprio parere, corredato
dai  risultati  e  con l’indicazione delle eventuali misure
ritenute   opportune,   al  Ministero  della  sanita’,  per
l’adozione dei provvedimenti di competenza.
7.  In caso di immediato o grave pericolo per la salute
o  la  sicurezza, le autorita’ di cui all’art. 28, comma 2,
possono   immediatamente  adottare  le  misure  provvisorie
necessarie, ivi incluso il divieto di commercializzazione e
l’ordine  di  ritiro  dal  mercato;  ai fini dell’eventuale
revoca  di  tali  misure  si applica la procedura di cui ai
commi 3 e 4.».
Modifiche all’articolo 29 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
1.  All’articolo 29 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52,
«2. Quando dall’analisi risulta che i prodotti non corrispondono ai
requisiti  fissati dal presente decreto, il direttore del laboratorio
trasmette  immediata  denuncia  all’autorita’ competente, unendovi il
verbale    di    prelevamento   ed   il   certificato   di   analisi.
Contemporaneamente,  a  mezzo  di  lettera raccomandata con avviso di
ricevimento,  comunica  all’esercente  presso  cui  e’ stato fatto il
prelievo  i risultati dell’analisi. Analoga comunicazione e’ fatta al
fabbricante,  all’importatore  o  al  distributore  nel  caso  che il
prelievo  riguardi  campioni  in  confezioni  originali; entro trenta
giorni  dalla data di ricevimento della comunicazione gli interessati
possono  presentare  alla  autorita’  che  ha  disposto  il prelievo,
istanza  di  revisione  di  analisi, unendo la ricevuta di versamento
della  somma  indicata  nel  tariffario  dei servizi resi a pagamento
dell’Istituto superiore di sanita’.».
Modifiche all’articolo 36 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
1.  L’articolo  36  del decreto legislativo del 3 febbraio 1997, n.
52, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 36 (Sanzioni). – 1. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave
reato,  chiunque immette nel mercato le sostanze pericolose di cui al
presente   decreto   in   violazione   delle   disposizioni  in  tema
d’imballaggio  e  di  etichettatura di cui agli articoli 19, 20, 21 e
22, nonche’ in violazione delle disposizioni sulla classificazione di
cui  all’articolo 4  e’  punito  con l’ammenda da 5.000 euro a 30.000
2.  Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato,  chiunque  viola  la
disposizione  di cui all’articolo 23 in tema di pubblicita’ e’ punito
con  la  sanzione  amministrativa  pecuniaria  da 2.000 euro a 15.000
3.  Le  sanzioni  di  cui  al presente articolo non si applicano al
commerciante al dettaglio che pone in vendita o comunque distribuisce
per  il  consumo  sostanze pericolose in confezioni originali, sempre
che  non  sia a conoscenza della violazione e la confezione originale
non presenti segni di alterazione.».
Modifiche all’articolo 37 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
1. L’articolo 37 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e’
«Art.  37  (Adempimenti  successivi). – 1. Con decreto del Ministro
del   lavoro,   della   salute  e  delle  politiche  sociali,  previa
comunicazione  al  Ministro  dello  sviluppo  economico e al Ministro
dell’ambiente  e  della tutela del territorio e del mare, si provvede
al  recepimento  di  ulteriori  direttive  tecniche di modifica degli
allegati.   Ogni   qualvolta   una  nuova  direttiva  preveda  poteri
discrezionali per il proprio recepimento viene emanato un decreto del
Ministro  del  lavoro,  della  salute  e  delle politiche sociali, di
concerto  con  il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro
2. I decreti di cui al comma 1, salvo che sia diversamente indicato
dalle  direttive  che con essi si recepiscono, concedono sei mesi per
lo  smaltimento  delle  sostanze  pericolose gia’ immesse sul mercato
alla  data  della  loro  pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica     italiana,    non    conformi,    nell’imballaggio    e
nell’etichettatura, alle disposizioni dei decreti medesimi.».
Modifiche  agli  allegati del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.
52, e abrogazioni
1. Gli allegati V, VII parte A, VII parte B, VII parte C, VII parte
D  e  VIII  del  decreto  legislativo  3 febbraio  1997,  n. 52, sono
2.  I riferimenti agli allegati VII parte A, VII parte B, VII parte
C, VII parte D e VIII del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52,
sono  da  intendersi  come riferimenti ai corrispondenti allegati VI,
VII, VIII, IX, X, XI del regolamento (CE) n. 1907/2006.
3. L’allegato VI del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e’
sostituito dall’allegato I del presente decreto.
4.  Gli  articoli 7,  8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 24, 25,
27,  30,  31, 32, 33, 34, 35 del decreto legislativo 3 febbraio 1997,
n. 52, sono abrogati.
– Gli  allegati  V, VII parte A, VII parte B, VII parte
C, VII parte D, e VIII del citato decreto legislativo n. 52
del 1997, allegati del presente decreto, recavano:
METODI    PER    LA    DETERMINAZIONE    DELLE   PROPRIETA’
FISICO-CHIMICHE, DELLA TOSSICITA’ E DELL’ECOTOSSICITA».
«Allegato VII parte A
INFORMAZIONI RICHIESTE PER IL FASCICOLO TECNICO
(Fascicolo di Base)».
«Allegato VII parte B
CARATTERISTICHE CHE FORMANO OGGETTO
Allegato VII parte C
«Allegato VII parte D
DISPOSIZIONI SPECIFICHE RELATIVE AI FASCICOLI
TECNICI  (FASCICOLO DI BASE) CONTENUTI NELLE .br, NOTIFICHE
DI CUI ALL’ARTICOLO 12».
Informazioni e prove complementari richieste conformemente
all’articolo 7, comma 2».
– Per i riferimenti al regolamento (CE) n. 1907/2006 si
– Gli articoli 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17,
24,  25,  27,  30,  31,  32, 33, 34 e 35 del citato decreto
legislativo  n. 52 del 1997, abrogati dal presente decreto,
recavano:
«Art. 7 (Notifica completa)».
«Art. 8 (Notifica semicompleta)».
«Art. 9 (Sostanze gia’ notificate)».
«Art.  10  (Immissione  sul  mercato  delle  sostanze
notificate)».
«Art.  11 (Quantitativi per sostanze fabbricate fuori
dall’Unione europea)».
«Art. 12 (Polimeri)».
«Art. 13 (Deroghe)».
«Art. 14 (Aggiornamento delle informazioni)».
«Art.  15  (Notifiche  successive  –  Norme intese ad
evitare   la   ripetizione   di   esperimenti   su  animali
vertebrati)».
«Art. 16 (Valutazione del fascicolo notificato)».
«Art. 17 (Riservatezza delle informazioni)».
«Art. 24 (Tariffe per la notifica)».
«Art.   25   (Scheda   informativa   in   materia  di
sicurezza)».
«Art. 27 (Unita’ di notifica)».
«Art.  30  (Definizioni ai fini della valutazione del
rischio)».
«Art. 31 (Principi della valutazione del rischio)».
«Art.  32  (Valutazione  del  rischio  realtivo  alla
salute umana)».
«Art.    33   (Valutazione   del   rischio   relativo
all’ambiente)».
«Art.   34   (Conclusioni   della   valutazione   del
«Art.  35  (Relazione  da  inviare  alla  Commissione
europea)».
Determinazione delle tariffe per i controlli
1.   Il   decreto   interministeriale   di   cui   all’articolo 28,
comma 6-ter,  del  decreto  legislativo  3 febbraio 1997, n. 52, come
modificato  dall’articolo 7,  e’ adottato entro sessanta giorni dalla
2. Le amministrazioni interessate provvedono all’espletamento delle
attivita’   di   competenza  con  le  risorse  umane,  strumentali  e
Dato a Roma, addi’ 28 luglio 2008
Prestigiacomo, Ministro dell’ambiente e
Gelmini,   Ministro   del-l’istruzione,
—->  Vedere Allegato da pag. 8  a  pag. 55
DECRETO LEGISLATIVO 28 luglio 2008, n. 145 – Attuazione della direttiva 2006/121/CE, che modifica la direttiva 67/548/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose, per adattarle al regolamento (CE) n. 1907/2006 redazione redazione 2015-05-19T02:05:35+00:00