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Timestamp: 2018-02-24 19:49:42+00:00
Document Index: 158392958

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 6', 'art. 2424', 'art. 18', 'art. 66', 'art. 54', 'art. 17', 'art. 54', 'art. 2', 'art. 54', 'art. 2', 'art. 47', 'art. 170', 'art. 47', 'art. 170', 'art. 66', 'art. 30', 'art. 165']

Modello Unico SP 2008 la dichiarazione dei redditi delle società di persone
Adempimenti dichiarativi: Modello Unico SP 2008 (società di persone)<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Riguardo le tutte le novità normative che hanno interessato i modelli Unico 2008, si rimanda ai precedenti nostri articoli già pubblicati in materia.
In queste sede, invece, ci soffermiamo brevemente, sui principali quadri che interessano il modello Unico 2008 società di persone, ed in particolare sul quadro RE, fermo restando che per ogni ulteriore dettaglio rinviamo alla lettura delle istruzioni ministeriali al modello.
Un ulteriore annotazione è quella che in caso di trasformazione di una società di capitali (IRES) in società di persone, che sceglie di rimanere in contabilità ordinaria, gli adempimenti dichiarativi restano pressoché simili a quelli contenuti nel modello Unico Sc (compilazione del quadro RF, del prospetto di bilancio, del quadro della svalutazione dei crediti, ecc.).
A seguito della novità introdotta dall’art. 1, comma 218, della Legge 24/12/2007, n. 244 (finanziaria 2008), dal 1/1/2008, le società di persone o le associazioni di cui all’art. 6, del D.P.R. n. 600/1973, devono presentare all’Agenzia delle Entrate le dichiarazioni in materia di imposta sui redditi e di IRAP in via telematica entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.
L’obbligo della presentazione telematica si applica per tutti i modelli di dichiarazione (redditi, IVA, IRAP, sostituti d’imposta) che i predetti soggetti sono tenuti a presentare, sia in forma unificata che disgiunta.
Se le dichiarazioni venissero, invece, presentate dai contribuenti, tramite la banca o un ufficio postale, essendo ritenute come non redatte in conformità al modello approvato, verrà applicata la sanzione da 258,00 a 2.065 euro (circolare n. 54/E del 19 giugno 2002).
Ai sensi degli artt. 2 e 8 del D.P.R. n. 322/1998, le dichiarazioni presentate entro 90 giorni dalla scadenza del suddetto termine sono valide, salva l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge.
Soggetti obbligati alla presentazione del modello unico – società di persone ed equiparate
Sono obbligati alla presentazione del Mod. UNICO SP – Società di persone ed equiparate – le società e le associazioni, residenti nel territorio dello Stato, di seguito elencate:
– società di armamento (equiparate alle società in nome collettivo o alle società in accomandita semplice, a seconda che siano state costituite all’unanimità o a maggioranza);
– società di fatto o irregolari (equiparate alle società in nome collettivo o alle società semplici a seconda che esercitino o meno attività commerciale);
Si considerano residenti le società e le associazioni che per la maggior parte del periodo d’imposta hanno la sede legale o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale dell’attività nel territorio dello Stato.
L’oggetto principale è determinato in base all’atto costitutivo, se esistente in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata e, in mancanza, in base all’attività effettivamente esercitata.
– le aziende coniugali non gestite in forma societaria (i coniugi, in questo caso, devono presentare il Mod. UNICO Persone fisiche, utilizzando i quadri di specifico interesse);
– le società di persone ed equiparate non residenti nel territorio dello Stato (in questo caso va
compilato il Mod. UNICO Società di capitali, enti commerciali ed equiparati o il Mod. UNICO Enti non commerciali ed equiparati);
– i condomini; questi devono invece presentare la dichiarazione Mod. 770 SEMPLIFICATO
quali sostituti d’imposta per le ritenute effettuate.
Il Mod. UNICO 2008 SP – Società di persone ed equiparate deve essere utilizzato per dichiarare i redditi prodotti nell’anno 2007, al fine di determinare la quota di reddito (o perdita) imputabile a ciascun socio o associato agli effetti delle imposte personali (Irpef o Ires dovute dai singoli soci).
Il reddito d’impresa viene determinato apportando all’utile, o alla perdita risultante dal conto economico, le variazioni in aumento e in diminuzione conseguenti all’applicazione delle disposizioni contenute nel TUIR o in altre leggi.
In tale prospetto vanno indicate le voci di bilancio risultanti dallo schema di stato patrimoniale,
redatto alla fine dell’esercizio, secondo i criteri indicati nell’art. 2424 del codice civile.
Pertanto nel prospetto occorre indicare taluni dati, che consentono di esporre le svalutazioni e gli accantonamenti operati in bilancio e la loro parte deducibile.
Il quadro RG deve essere compilato dalle società di persone esercenti attività commerciali in regime di contabilità semplificata di cui all’art. 18 del D.P.R. n. 600/1973.
Sono ammesse alla tenuta della contabilità semplificata e, quindi, determinano il reddito ai sensi dell’art. 66 del TUIR, le società che non hanno optato per il regime di contabilità ordinaria e che, nel periodo d’imposta precedente, hanno conseguito ricavi per un ammontare
non superiore:
– a euro 309.874,14 per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi;
– a euro 516.456,90 per le imprese aventi per oggetto altre attività.
Per le imprese che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attività si fa
riferimento all’ammontare dei ricavi relativi all’attività prevalente, a condizione che i ricavi siano annotati distintamente; in mancanza si considerano prevalenti le attività diverse dalle prestazioni di servizi.
Nel rigo RE1, colonna 1, va indicato il codice dell’attività svolta in via prevalente desunto dalla tabella di classificazione delle attività economiche, ATECO 2007.
Il campo 2 del rigo RE1 va compilata dai soggetti per i quali non operano gli studi di settore o i parametri.
Nel rigo RE2 va indicato l’ammontare lordo complessivo dei compensi, in denaro e in natura, anche sotto forma di partecipazione agli utili, al netto dell’IVA, derivanti dall’attività professionale o artistica, percepiti nell’anno, compresi quelli derivanti da attività svolte all’estero. I citati compensi devono essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali o assistenziali posti dalla legge a carico del soggetto che li corrisponde.
Al riguardo, l’ammontare della maggiorazione del 4% addebitata ai committenti in via definitiva (professionisti iscritti all’INPS gestione separata) non viene considerata come i contributi previdenziali dei professionisti iscritti in albi (ad es. commercialisti, avvocati, ecc.) e, pertanto, costituisce parte integrante dei compensi da indicare nel presente rigo.
Nel rigo RE3, colonna 2, va indicato l’ammontare lordo complessivo degli altri proventi ed, in
– degli interessi moratori e degli interessi per dilazione di pagamento percepiti nell’anno;
– dei proventi conseguiti in sostituzione di redditi derivanti dall’esercizio di arti e professioni e delle indennità conseguite, anche in forma assicurativa, per il risarcimento dei danni consistenti nella perdita dei citati redditi (salvo che si tratti di indennità relative a redditi prodotti in più anni, per le quali è prevista la tassazione separata);
– dell’importo che deve essere recuperato a tassazione, a seguito di cessioni a terzi o di destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’attività di beni oggetto dell’investimento, fino a concorrenza del reddito detassato nel periodo in cui è stato realizzato l’investimento, per la parte ad esso riferibile.
Tale importo va evidenziato anche nella colonna 1.
Parimenti, in caso di erogazione di un contributo in un esercizio successivo rispetto a quello in cui si è verificato l’investimento agevolato ai sensi della predetta legge, l’agevolazione spettante sul bene acquistato deve essere rideterminata considerando il valore dell’investimento realizzato al netto del predetto contributo.
(Ai sensi della dell’art. 54, comma 1-quater, del TUIR) concorrono a formare il reddito di lavoro autonomo i corrispettivi percepiti a seguito di cessione della clientela o di elementi immateriali comunque riferibili all’attività artistica o professionale.
Tuttavia (ai sensi della lettera g-ter, del comma 1 dell’art. 17 del TUIR), se il compenso, derivante dalla cessione della clientela o di elementi immateriali, sia riscosso interamente nel periodo d’imposta, l’associazione può optare per la tassazione separata imputando gli importi nel quadro RM.
Nel rigo RE4 vanno indicate, ai sensi dell’art. 54, commi 1-bis e 1-ter, del TUIR, le plusvalenze dei beni strumentali, compresi gli immobili acquistati nel 2007 ed esclusi gli oggetti d’arte, di antiquariato o da collezione, se realizzate mediante cessione a titolo oneroso o mediante il risarcimento, anche in forma assicurativa, per la perdita o il danneggiamento dei beni e qualora i beni siano destinati al consumo personale o familiare dell’associato o a finalità estranee all’arte o professione.
Nel rigo RE5, colonna 3, va indicato l’importo complessivo dei compensi non annotati nelle
scritture contabili, comprensivo dell’importo di colonna 1 qualora il contribuente intenda avvalersi delle seguenti disposizioni:
– ”Adeguamento ai compensi determinati in base ai parametri” il cui importo va evidenziato in colonna 1 (Art. 3, comma 126, della legge 23 dicembre 1996, n. 662).
– ”Adeguamento ai compensi determinati in base agli studi di settore” il cui importo va evidenziato in colonna 1 (Art. 10 della legge 8 maggio 1998, n.146).
In colonna 2 va indicata l’eventuale maggiorazione del 3% prevista dall’art. 2, comma 2-bis del D.P.R. 31 maggio 1999, n. 195.
Tale maggiorazione, deve essere versata entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito.
Nel rigo RE6 va indicata la somma dei compensi e proventi dei righi RE2, RE3 colonna 2, RE4 e RE5 colonna 3.
Nel rigo RE7 vanno indicati:
– le spese sostenute nell’anno per l’acquisizione di beni mobili strumentali il cui costo unitario non è superiore a euro 516,46 ovvero il 50% di dette spese se i citati beni sono utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’arte o della professione e per l’uso personale o familiare del socio o dell’associato;
– l’ammontare delle quote di ammortamento di competenza dell’anno relative ai beni mobili strumentali, cioè utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’arte o della professione, determinate secondo i coefficienti stabiliti dagli appositi decreti ministeriali ovvero il 50% di dette quote se i citati beni sono utilizzati promiscuamente;
– l’80% delle quote di ammortamento relative ad apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico.
– il 40% della quota di ammortamento delle autovetture, autocaravan, ciclomotori e motocicli, limitatamente ad un solo veicolo per ogni socio o associato, senza tenere conto della parte di costo di acquisto che eccede euro 18.075,99, per le autovetture e autocaravan, euro 4.131,66, per i motocicli e euro 2.065,83, per i ciclomotori;
– il 90% dell’ammontare delle quote di ammortamento dei veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti.
Non sono deducibili le quote di ammortamento relative agli aeromobili da turismo, alle navi e
Nel rigo RE8 vanno indicati:
– i canoni di locazione finanziaria maturati nel periodo d’imposta per i beni mobili strumentali a condizione che la durata del contratto non sia inferiore alla metà del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito dagli appositi decreti ministeriali ovvero il 50% di detti canoni se i citati beni sono utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’arte della professione e per l’uso personale o familiare di ciascun socio o associato;
– il 40% dell’ammontare dei canoni di locazione finanziaria delle autovetture, autocaravan, ciclomotori e motocicli, con riferimento ad un veicolo per ogni socio o associato, senza tener conto dell’ammontare dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo di detti veicoli che eccede euro 18.075,99, per le autovetture e autocaravan, euro 4.131,66, per i
motocicli e euro 2.065,83, per i ciclomotori, ragguagliati ad anno; peraltro, la deducibilità dei canoni dei contratti di leasing stipulati a partire dal 1° gennaio 2007 è condizionata al rispetto del requisito della durata minima del contratto che non deve essere inferiore al periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito dagli appositi decreti ministeriali;
– il 90% dell’ammontare dei canoni di locazione finanziaria dei veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti;
– l’80% del canone di locazione finanziaria relativo ad apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico.
Nel rigo RE9 vanno indicati:
– l’80% del canone di locazione e/o di noleggio relativo ad apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico;
– il canone di locazione e/o di noleggio per i beni mobili strumentali ovvero il 50% di detti canoni se i citati beni sono utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’arte o della professione e per l’uso personale o familiare di ciascun socio o associato;
– il 40% dei canoni di locazione e/o di noleggio, senza tenere conto dell’ammontare dei canoni che eccede euro 3.615,20, per le autovetture ed autocaravan, euro 774,69, per i motocicli ed euro 413,17, per i ciclomotori, ragguagliati ad anno, limitatamente ad un solo veicolo per socio o associato;
– il 90% dell’ammontare dei canoni di locazione e/o di noleggio dei veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti.
Non sono deducibili i canoni di locazione, anche finanziaria, e di noleggio relativi agli aeromobili da turismo, alle navi e imbarcazioni da diporto.
Nel rigo RE10 vanno indicati:
– il 50% della rendita catastale dell’immobile di proprietà o posseduto a titolo di usufrutto o di altro diritto reale, utilizzato promiscuamente per l’esercizio dell’arte o della professione e per l’uso personale o familiare del socio o associato, a condizione che la società o associazione non disponga nel medesimo comune di altro immobile adibito esclusivamente all’esercizio dell’arte o della professione; in caso di immobili acquisiti mediante locazione, anche finanziaria, va indicato il 50% del relativo canone.
Per i contratti di leasing stipulati entro il 31 dicembre 2006, è deducibile il 50% della rendita catastale;
– l’ammontare della quota di ammortamento, di competenza dell’anno, del costo di acquisto o di costruzione dell’immobile strumentale acquistato o costruito entro il 14 giugno 1990, ovvero acquistato nel periodo 1° gennaio 2007 – 31 dicembre 2007; peraltro, per gli immobili strumentali acquistati nel 2007, gli importi deducibili delle quote di ammortamento devono essere ridotti ad un terzo;
– l’ammontare del canone di locazione corrisposto nell’anno 2007 per l’immobile utilizzato esclusivamente per l’esercizio dell’arte o della professione;
– la rendita catastale dell’immobile strumentale utilizzato in base a contratto di locazione finanziaria ovvero il canone di locazione finanziaria se trattasi di contratti stipulati entro il 14 giugno 1990 ovvero contratti stipulati nel periodo 1° gennaio 2007 – 31 dicembre 2007.
Per i contratti stipulati nel 2007 la deduzione è ammessa a condizione che la durata del contratto non sia inferiore alla metà del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e, comunque, con un minimo di otto anni e un massimo di quindici se lo stesso ha per oggetto beni immobili;
– l’ammontare della quota deducibile di competenza dell’anno delle spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione non imputabili ad incremento del costo degli immobili utilizzati nell’esercizio dell’arte e della professione, nonché le quote di competenza delle spese straordinarie sostenute negli esercizi precedenti;
– le altre spese relative all’immobile strumentale a qualunque titolo utilizzato, con esclusione della locazione finanziaria, come ad esempio le spese condominiali e per riscaldamento;
– il 50% delle spese per servizi e della quota deducibile di competenza delle spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione non imputabili ad incremento del costo degli immobili adibiti promiscuamente all’esercizio dell’arte o della professione e all’uso personale o familiare del socio o associato, di proprietà o utilizzati in base a contratto di locazione, anche finanziaria, nonché le quote di competenza delle spese straordinarie sostenute negli esercizi precedenti.
Nel rigo RE11, relativamente ai lavoratori dipendenti ed assimilati, vanno indicati:
– l’ammontare complessivo di quanto corrisposto a titolo di retribuzione, al lordo dei contributi assistenziali e previdenziali, compresi quelli versati alla gestione separata presso l’INPS, a carico del dipendente e del datore di lavoro nonché delle ritenute fiscali;
– le quote di accantonamento per indennità di quiescenza e di previdenza maturate nel periodo d’imposta nonché la parte di indennità per la cessazione del rapporto di lavoro non coperta da precedenti accantonamenti e l’ammontare dei relativi acconti e anticipazioni;
– i premi pagati alle compagnie di assicurazione che sostituiscono in tutto o in parte le suddette quote maturate nell’anno.
Non sono deducibili i compensi corrisposti al coniuge, ai figli, affidati o affiliati, minori di età o permanentemente inabili al lavoro, nonché agli ascendenti del socio o associato per il lavoro prestato o l’opera svolta nei confronti della società o associazione, in qualità di lavoratore dipendente o assimilato.
L’indeducibilità riguarda anche gli accantonamenti di quiescenza e previdenza, nonché i premi pagati alle compagnie di assicurazioni che sostituiscono in tutto o in parte i suddetti accantonamenti maturati nello stesso periodo di imposta.
Rimangono, invece, deducibili i contributi previdenziali e assistenziali versati dalla società o associazione per i familiari sopra indicati.
Nel rigo RE12 va indicato l’ammontare complessivo dei compensi corrisposti a terzi per prestazioni professionali e servizi direttamente afferenti l’attività artistica o professionale del contribuente.
Nel rigo RE13 va indicato l’ammontare degli interessi passivi sostenuti nel periodo d’imposta per finanziamenti relativi all’attività artistica o professionale (compresi quelli sostenuti per l’acquisto dell’immobile strumentale) o per dilazione nei pagamenti di beni acquistati per l’esercizio dell’arte o della professione.
Non sono deducibili gli interessi versati dai contribuenti che hanno optato per il versamento trimestrale dell’IVA.
Nel rigo RE14 vanno indicati i consumi.
Ai fini della determinazione del dato in esame va considerato l’ammontare deducibile delle spese sostenute nell’anno per i servizi telefonici, compresi quelli accessori, i consumi di energia elettrica, i carburanti, lubrificanti e simili utilizzati esclusivamente per la trazione di autoveicoli.
Nel rigo RE15, colonna 1, va indicato l’ammontare delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande in pubblici esercizi sostenute dal committente per conto del professionista e da questi addebitate in fattura, integralmente deducibili dal reddito di lavoro autonomo ai sensi del comma 5 dell’art. 54 del TUIR.
In colonna 2 va indicato l’intero ammontare delle stesse spese effettivamente sostenute dal professionista.
In colonna 3, va indicato l’importo deducibile, corrispondente alla somma di colonna 1 più colonna 2.
Nel rigo RE16, colonna 2, va indicato l’ammontare complessivo delle spese di rappresentanza effettivamente sostenute e idoneamente documentate per un importo complessivo non superiore all’1% dell’ammontare dei compensi (indicati nel rigo RE6 decurtato dell’importo indicato nel rigo RE3, colonna 1 e RE4).
Sono comprese nelle spese di rappresentanza anche quelle sostenute per l’acquisto o l’importazione di oggetti di arte, di antiquariato o da collezione, anche se utilizzati come beni strumentali per l’esercizio dell’arte o professione, nonché quelle sostenute per l’acquisto o l’importazione di beni destinati ad essere ceduti a titolo gratuito.
Nella colonna 1 deve essere indicato l’ammontare complessivo delle spese sostenute.
Nel rigo RE17 va indicato il 50% delle spese di partecipazione a convegni, congressi e simili, ovvero a corsi di aggiornamento professionale, comprese quelle sostenute per l’eventuale viaggio e soggiorno ai fini della citata partecipazione.
Nel rigo RE19 vanno indicati:
– l’80% delle spese di manutenzione relative ad apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico.
– il 40% delle spese sostenute nel periodo d’imposta, limitatamente a un solo veicolo per ogni socio o associato, per l’acquisto di carburanti, lubrificanti e simili (benzina, gasolio, metano ecc.), utilizzati per la trazione di autovetture, autocaravan, ciclomotori e motocicli, nonché il 90% delle stesse spese sostenute per i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti;
– il 40% delle altre spese (diverse da quelle sostenute per l’acquisto di carburanti, lubrificanti
e simili, utilizzati esclusivamente per la trazione), limitatamente ad un solo veicolo per ogni socio o associato, relative alle autovetture, autocaravan, ciclomotori e motocicli, nonché il 90% delle citate spese sostenute relativamente ai veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti;
– i maggiori importi deducibili delle spese e degli altri componenti negativi relativi ai veicoli, compresi quelli concessi ai dipendenti in fringe benefit, per il periodo d’imposta in corso alla data del 3 ottobre 2006, rispetto a quelli dedotti sulla base della disciplina vigente di cui all’art. 2, comma 71, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286;
– il 50% delle spese di impiego dei beni mobili adibiti promiscuamente all’esercizio dell’arte o della professione e all’uso personale o familiare del socio o associato e utilizzati in base a contratto di locazione finanziaria o di noleggio;
– l’ammontare delle altre spese inerenti l’attività professionale o artistica, effettivamente sostenute e debitamente documentate, inclusi i premi di assicurazione per rischi professionali, tenendo presente che le spese afferenti i beni o servizi utilizzati in modo promiscuo sono deducibili nella misura del 50%.
Nel rigo RE20 va, infine, indicato il totale delle spese, mentre nel rigo RE21 va indicata la differenza tra l’importo di rigo RE6 e quello di rigo RE20.
Nella colonna 1 dei righi da RN1 ad RN9, vanno indicati i redditi (o le perdite) dichiarati dalle società o associazioni nei singoli quadri RF, RG, RE, RA, RD, RB, RT, RH e RL.
Inoltre, nel rigo RN10, le società che risultano dalla trasformazione di una società soggetta all’IRES in società non soggetta a tale imposta, devono indicare l’ammontare delle riserve costituite prima della trasformazione, escluse quelle di cui al comma 5 dell’art. 47 del TUIR, da imputare ai soci qualora si verifichino le ipotesi di cui all’art. 170, comma 4, lett. a) e b), del TUIR.
In base a tale disposizione, nel caso di trasformazione, di una società soggetta all’IRES in società non soggetta a tale imposta, le riserve costituite prima della trasformazione (escluse quelle di cui al comma 5 dell’arti. 47) vanno imputate ai soci:
Le riserve escluse dall’indicazione nel rigo RN 10
Si tratta di quelle di cui al comma 5 dell’art. 47 del TUIR, da imputare ai soci qualora si verifichino le ipotesi di cui all’art. 170, comma 4, lett. a) e b), del TUIR.
Ai sensi del citato comma 5, non costituiscono utili le somme e i beni ricevuti dai soci delle società soggette all’IRES a titolo di ripartizione di riserve o altri fondi costituiti con sopraprezzi di emissione delle azioni o quote, con interessi di conguaglio versati dai sottoscrittori di nuove azioni o quote, con versamenti fatti dai soci a fondo perduto o in conto capitale e con saldi di rivalutazione monetaria esenti da imposta; tuttavia le somme o il valore normale dei beni ricevuti riducono il costo fiscalmente riconosciuto delle azioni o quote possedute.
L’imputazione ai soci va effettuata anche nel caso in cui le società di persone, che derivano da un’operazione di trasformazione effettuata nel 2007, compilino il quadro RG, dal momento che le riserve non sono ricostituite in mancanza del bilancio.
Tale imputazione va effettuata anche dalle società di persone risultanti da trasformazione effettuata negli anni precedenti che nel periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione hanno variato il regime di determinazione del reddito, passando da quello “ordinario” a quello “semplificato” di cui all’art. 66 del TUIR.
Sulla base dei dati risultanti dal quadro RN, dal quadro RK, nonché dal quadro RS, RM, RU o RH, la società o associazione deve rilasciare a ciascun socio o associato un prospetto da cui risultino la ragione sociale, la sede, il codice fiscale e il codice di attività desumibile dalla classificazione delle attività economiche (ATECO 2007), nonché l’eventuale iscrizione all’albo delle imprese artigiane.
Nel suddetto prospetto devono essere indicati:
1) i dati identificativi del socio o associato;
2) il reddito (o la perdita) dichiarato agli effetti dell’imposta personale nei righi da RN1 a RN9; in caso di perdita va precisato se si tratta di perdita riportabile negli esercizi successivi ma non oltre il quinto, ovvero riportabile senza limiti di tempo;
3) la quota percentuale di partecipazione agli utili spettante al socio o associato;
4) le quote delle riserve di cui al rigo RN10 costituite prima della trasformazione da società soggetta all’IRES in società di persone, imputabili ai singoli soci;
5) qualora la società sia “non operativa” e/o detenga partecipazioni in società non operative, le quote di reddito minimo di cui all’art. 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724 e successive modifiche, risultanti dal rigo RN12, nonché l’ammontare delle perdite non compensate risultante dal rigo RN13;
6) le ritenute d’acconto e le imposte pagate all’estero, indicando separatamente quelle effettivamente pagate da quelle figurative imputabili al singolo socio o associato.
Al fine di consentire al socio di fruire del credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero è necessario indicare:
– l’anno di percezione del reddito estero, l’ammontare del reddito prodotto in ciascun Stato estero e la relativa imposta pagata con riferimento alla quota di partecipazione del singolo socio. Per i redditi d’impresa prodotti all’estero mediante stabile organizzazione, va indicata l’imposta del periodo di competenza il cui pagamento avverrà a titolo definitivo entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al primo periodo d’imposta successivo (art. 165, comma 5, del TUIR).
Le imposte figurative derivano da redditi prodotti nel territorio di Stati esteri sulla base di una apposita clausola contenuta nelle convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni.
In questi casi, se gli Stati esteri hanno esentato in tutto o in parte tali redditi, ai soci spetta il credito per l’imposta estera come se questa fosse stata effettivamente pagata;