Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2012/06/il-nuovo-regime-dei-minimi-terza-parte.html
Timestamp: 2018-06-23 14:00:30+00:00
Document Index: 34517607

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 27']

Il nuovo regime dei minimi (terza parte) | Commercialista Telematico
Il nuovo regime dei minimi (terza parte)
1.8 L’opzione o l’uscita dal regime
Nei punti da 4.1. a 4.4. del detto provvedimento sono disciplinate le modalità con le quali i soggetti in possesso dei requisiti per avvalersi del nuovo regime dei minimi possono, invece, adottare un altro regime contabile, applicando l’IVA e le imposte sui redditi nei modi ordinari. Ciò può avvenire per opzione (anche in sede di inizio dell’attività) o per legge (al superamento dei limiti previsti o al venir meno delle altre condizioni o al verificarsi delle cause di esclusione) ovvero a seguito di accertamento.
E’ stato, in particolare, precisato che gli esercenti arti e professioni possono optare per:
il nuovo regime contabile agevolato introdotto dall’art. 27, comma 3, dello stesso D.L. n. 98 del 2011;
il regime contabile “semplificato” di cui all’art. 19 del DPR n. 600 del 1973;
il regime di contabilità “ordinaria” di cui all’art. 3 del DPR n. 695 del 1996.
Gli imprenditori individuali possono, invece, optare per:
il regime contabile “semplificato” di cui all’art. 18 del DPR n. 600 del 1973;
il regime di contabilità “ordinaria” di cui all’art. 14 del DPR n. 600 del 1973.
L’opzione avviene, come chiarito nella circolare n. 73/E del 2007, tramite comportamento concludente, addebitando, ad esempio, l’IVA ai propri cessionari o committenti o esercitando il diritto alla detrazione della stessa imposta.
Nel punto 4.4. del provvedimento è stato ribadito che la detta opzione va comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata.
Nella circolare n. 17/E del 2012 è stato precisato che:
la comunicazione deve essere effettuata nella prima dichiarazione annuale IVA (compilando il quadro VO) relativa al periodo d’imposta cui si riferisce la scelta operata, in conformità al regolamento approvato con il DPR 10 novembre 1997, n. 442;
il contribuente che, iniziando l’attività, scelga di utilizzare il regime fiscale per le nuove iniziative produttive di cui all’articolo 13 della legge n. 388 del 2000, deve manifestare la propria scelta nel modello di richiesta della partita IVA, come previsto nel punto 2 del Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 14 marzo 2001.
Nel provvedimento non è stato richiamato il principio, contenuto nel comma 110 dell’art. 1 della legge n. 244 del 2007, in base al quale l’opzione è valida per almeno un triennio e, trascorso tale periodo minimo, resta valida per ciascun anno successivo: ciò in quanto nel punto 3.3. dello stesso provvedimento è stato stabilito che una volta usciti, anche a seguito di opzione, dal regime dei minimi non è più possibile rientrarvi.
Il regime cessa di avere efficacia dall’anno successivo a quello in cui vengono a mancare le condizioni previste ovvero si realizza una delle cause di esclusione.
Nel caso in cui i ricavi o compensi superano di oltre il 50 per cento il limite di 30.000 euro il regime cessa di avere applicazione nell’anno stesso in cui avviene il superamento. In tale ipotesi il contribuente deve porre in essere gli ordinari adempimenti contabili ed extracontabili posti a carico degli imprenditori e dei professionisti. In particolare, è dovuta l’imposta sul valore aggiunto relativa alle operazioni effettuate nel corso dell’intero anno solare, che, per la frazione d’anno antecedente al superamento del limite, è determinata mediante scorporo dai corrispettivi, secondo le regole contenute nell’art. 27, ultimo comma, del D.P.R. n. 633 del 1972, …