Source: http://www.sindacatofsi.it/2016/03/05/lavoro-in-edilizia-retribuzione-virtuale-inapplicabile-ai-contratti-part-time/
Timestamp: 2017-11-20 15:30:19+00:00
Document Index: 84233117

Matched Legal Cases: ['art. 78', 'art. 78', 'art. 116', 'art 116', 'art 78', 'art 29', 'art 1', 'art 3']

Lavoro in edilizia: retribuzione virtuale inapplicabile ai contratti part time | Sindacato FSI
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Lavoro in edilizia: retribuzione virtuale inapplicabile ai contratti part time
Sentenza 24 marzo 2015
Il Giudice del lavoro di Reggio Calabria dott. Arturo D’Ingianna pronunziando all’udienza del _24/03/2015
nel proc.n. 418 / 2014 rg ,
sul ricorso depositato il 6.2.2014
da C. D. (avv. RADICI VERONICA e SURACE FRANCESCO)
nei confronti di INAIL ( avv.A. D’Agostino)
ha emesso e dato lettura del seguente dispositivo, così definitivamente provvedendo:
“Accoglie la domanda e dichiara la insussistenza della pretesa contributiva dell’INAIL di cui al verbale emesso nei confronti della parte ricorrente contestato con il ricorso
Compensa a metà le spese di giudizio e condanna parte resistente al pagamento alla ricorrente della restante parte che liquida complessivamente in 1000,00 .Euro. per compensi professionali, oltre spese forfettarie al 15 % nonché oltre iva e cpa se dovute, con distrazione a favore dei procuratori di parte ricorrente dichiaratisi antistatari
Reggio Calabria 24/03/2015
Arturo D’Ingianna
Nella presente controversia parte ricorrente ha riassunto il giudizio e convenuto l’Inail dopo ordinanza del Tribunale di Locri che ha declinato la competenza e ha compensato le spese.
In giudizio l’Inail si costituiva e richiamava la memoria già depositata in prima fase;
nel merito osservava che in materia di verbali ispettivi vigeva il principio di presunzione di legittimità dell’accertamento; che il ricorrente si era limitato ad una contestazione generica; che la ditta ricorrente era individuale, inquadrata nel settore industria, in attività dal 1997;
che il verbale ispettivo aveva accertato nell’unica PAT attiva la n. 11532679 irregolarità nell’importo delle retribuzioni autoliquidate per la voce di rischio 3232 in relazione all’anno 2009; che la ditta non aveva i requisiti previsti dalla legge per l’assunzione di lavoratori a tempo parziale e pertanto applicate le retribuzioni del rapporto a tempo pieno.
Rimessa la causa in decisione, la domanda è fondata.
La domanda contesta la variazione del rapporto assicurativo relativo al Codice Ditta 538256/71, emesso da INAIL sede di Reggio Calabria notificato il 7.3.2013
Nonché il verbale unico di accertamento e notificazione INAIL n. 201200187 del28.1.2013 emesso da INAIL di Reggio Calabria
Parte ricorrente ha chiesto di accertare:
Che i limiti dell’art. 78 ccnl industria edilizia non sono vincolanti per i rapporti di lavoro tra la ditta ricorrente e i suoi dipendenti in quanto né il ricorrente, né i dipendenti erano iscritti ad associazioni sindacali o datoriali, né hanno inteso dare diretta applicazione ai medesimi;
che era illegittima l’applicazione della contribuzione previdenziale ed assicurativa virtuale per orario normale (full-time) anche al contratto part-time, seppur stipulato in esubero ai limiti previsti dal CCNL non prevedendolo alcuna norma legislativa, né lo stesso art. 78 del ccnl industria, e comunque perché il lavoro effettivamente svolto corrisponde a quello contrattualmente pattuito part-time per cui il ricorrente ha già regolarmente versato i contributi;
che illegittima era l’applicazione della sanzione prevista dall’art. 116 comma 8 lettera a) della L 388/2000 in quanto il presupposto legislativo non corrispondeva alle circostanze di fatto riscontrate dagli ispettori inail.;
per l’effetto statuire che non era dovuta alcuna somma a titolo di contribuzioni virtuali assicurative in favore dell’inail, nonché per sanzioni, in riferimento ai rapporti di lavoro oggetto dell’ispezione di cui al verbale opposto e al provvedimento di variazione assicurativa opposto, e che dunque essi sono illegittimi con ogni atto precedente e consequenziale
Ciò premesso, in ordine all’oggetto del contendere e le questioni dibattute , in sostanza occorre verificare la sussistenza dei presupposti di legittimità per la somma di cui al verbale opposto.
Deduceva parte ricorrente: il 8.2.2013 riceveva il verbale unico notificato da inail per contestare l’assunzione di n. 4 dipendenti (sig. Lascala Leonardo, sig. Scundi Giuseppe, Sig. Muscari Alessandro e Sig. Pollichemi G.,) “nel periodo da marzo a novembre 2009” con contratto part-time nonostante “la ditta non possedeva i requisiti per riconoscere l’assunzione part-time”;
Che l’inail dunque procedeva ad applicare la retribuzione prevista dalla legge 341/95, ossia la retribuzione virtuale prevista per i lavoratori a tempo pieno;
Che vi era stata poi una variazione del rapporto assicurativo notificato il 7.3.2013 con quantificazione di contribuzione e applicazione di sanzioni art 116 co. 8 lett a legge 388/2000
CCNL applicazione limiti quantitativi ai contratti a tempo parziale -effetti
Un primo punto è se è vincolante il CCNL edilizia ove le parti non lo applicano né i dipendenti sono iscritti ad associazione sindacale stipulanti né il datore.
Secondo il ricorrente il limite previsto per l’assunzione part time non era applicabile
Osserva il decidente che oggetto del giudizio è il solo verbale ispettivo elevato dall’inail e contrassegnato dal n.201200187 del 28.1.2013
Il verbale ispettivo INAIL addebita alla ditta operante nel settore edilizia l’aver occupato quattro lavoratori nel 2009 (sig Lascala Leonardo, sig. Scundi Giuseppe, sig. Muscari Alessandro e Sig. Pollichemi G. ) con contratto a tempo parziale da marzo a novembre 2009; che a dire degli ispettori e richiamando un verbale dell’INPS ( n. 248797 del 28.3.2012), la ditta non poteva assumere a part time e quindi si applicava la retribuzione legge 341/95.
Il richiamato verbale Inps 248797 del 28.3.2012 ( v. produzione Inail ) indicava che i detti 4 lavoratori erano stati assunti part time in eccedenza al limite previsto dal ccnl e richiamava l’art 78 CCNL settore edilizia in vigore dal 1.6.2008 che fissava il limite non superiore al 3 % del totale dei lavoratori occupati a tempo indeterminato restando ferma la possibilità di impiegare almeno un operaio a tempo parziale , laddove non ecceda il 30 % degli operai a tempo pieno dipendenti dell’impresa.
Il verbale INPS riportava che l’azienda aveva occupato sporadicamente un solo operaio a tempo pieno per cui ai sensi dell’art 29 d.l. 244 del 1995 si doveva applicare la retribuzione virtuale sul personale a tempo parziale
Ciò premesso ad avviso del decidente sul punto va ribadito che se in linea di principio il contratto collettivo privatistico è applicabile solo alle parti del rapporto di lavoro che espressamente o tacitamente vi aderiscono nondimeno esistono situazioni in cui la stessa legge rinvia per la disciplina alla contrattazione collettiva per regolare certe situazioni ed a prescindere dai limiti di applicabilità soggettiva cosi estendendo erga omnes la disposizione collettiva. , in via diretta oppure come condizione per fruire di particolari benefici contributivi
Nella specie a fronte della negazione del fatto di applicare il contratto o aderire alle associazioni stipulanti, l’Inail nulla contesta né offre di provare per cui deve ritenersi che la ditta per ragioni pattizie non era vincolata alla contrattazione collettiva edilizia.
Nondimeno occorre verificare se sussiste un vincolo imperativo di fonte legale da cui far ritenere comunque soggetta alla disposizione contrattuale collettiva sopra indicata del limite di accesso alla forma del part time
E’ infatti incontestata l’attività della ricorrente come impresa edilizia ( vedi pure le buste paga che applicano voci edilizia)
La disciplina del tempo parziale prevede .l’intervento in alcuni casi della contrattazione collettiva per disciplinare alcuni aspetti ( v dlgs 61 del 2000)
In particolare art 1 comma 3 recita
< 3. I contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle rappresentanze sindacali aziendali di cui all’articolo 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, ovvero dalle rappresentanze sindacali unitarie possono determinare condizioni e modalita’ della prestazione lavorativa del rapporto di lavoro di cui al comma 2. I contratti collettivi nazionali possono, altresi’, prevedere per specifiche figure o livelli professionali modalita’ particolari di attuazione delle discipline rimesse alla contrattazione collettiva ai sensi del presente decreto.>
In ordine alla la disciplina previdenziale il dlgs cit prevedeva nel periodo di causa
1. La retribuzione minima
oraria, da assumere quale base per il calcolo dei contributi previdenziali dovuti per i lavoratori a tempo parziale, si determina rapportando alle giornate di lavoro settimanale ad orario normale il minimale giornaliero di cui all’articolo 7 del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, e dividendo l’importo cosi’ ottenuto per il numero delle ore di orario normale settimanale previsto dal contratto collettivo nazionale di categoria per i lavoratori a tempo pieno.
2. Gli assegni per il nucleo familiare spettano ai lavoratori a tempo parziale per l’intera misura settimanale in presenza di una prestazione lavorativa settimanale di durata non inferiore al minimo di ventiquattro ore. A tal fine sono cumulate le ore prestate in diversi rapporti di lavoro. In caso contrario spettano tanti assegni giornalieri quante sono le giornate di lavoro effettivamente prestate, qualunque sia il numero delle ore lavorate nella giornata.
Qualora non si possa individuare l’attivita’ principale per gli effetti dell’articolo 20 del testo unico delle norme sugli assegni familiari, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797, e successive modificazioni, gli assegni per il nucleo familiare sono corrisposti direttamente dall’INPS. Il comma 2 dell’articolo 26 del citato testo unico e’ sostituito dal seguente:
“Il contributo non e’ dovuto per i lavoratori cui non spettano gli assegni a norma dell’articolo 2.”.
3. La retribuzione da valere ai fini dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei lavoratori a tempo parziale e’ uguale alla retribuzione tabellare prevista dalla contrattazione collettiva per il corrispondente rapporto di lavoro a tempo pieno. La retribuzione tabellare e’ determinata su base oraria in relazione alla durata normale annua della prestazione di lavoro espressa in ore. La retribuzione minima oraria da assumere quale base di calcolo dei premi per l’assicurazione di cui al presente comma e’ stabilita con le modalita’ di cui al comma 1.
4. Nel caso di trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale e viceversa, ai fini della determinazione dell’ammontare del trattamento di pensione si computa per intero l’anzianita’ relativa ai periodi di lavoro a tempo pieno e proporzionalmente all’orario effettivamente svolto l’anzianita’ inerente ai periodi di lavoro a tempo parziale.>
Dall’esame della legge si evince che demanda al contratto collettivo di poter fissare condizioni e modalita’ della prestazione lavorativa del rapporto di lavoro di cui al comma 2.
La legge non demanda un limite quantitativo di utilizzabilità del contratto part time ma solo condizioni e modalità della prestazione, cosa diversa da condizioni e modalità della stipulazione del contratto di lavoro e di accesso al contratto.
Il riferimento alla sola prestazione lavorativa appare infatti voler limitare l’intervento della contrattazione collettiva alla fase esecutiva del contratto e dunque al contenuto dell’attività del lavoratore a tempo parziale e non alle condizioni di accesso alla tipologia contrattuale.
IL legislatore ove ha inteso demandare anche un contingentamento di speciali tipologie di rapporti di lavoro lo ha detto espressamente ( v disciplina del contratto a termine ( v dlgs 368/2001e succ modifiche )
Il rapporto di lavoro a tempo parziale del resto è previsto e incentivato dall’ordinamento comunitario europeo ( v già direttiva 97/81 /CE del 15.12.1997) e e quello nazionale ( v art 3 co. 3 legge 30 /2003).
L’effetto della previsione della contrattuale collettiva di porre un limite al ricorso alla tipologia di rapporto di lavoro a tempo parziale si pone dunque al fuori della previsione della legge e non può determinare che i contratti stipulati in eccedenza alla previsione contrattuale debbano ritenersi illegittimi e nulli né la conseguenza di una i estensione del parametro contributivo proprio del tempo pieno ad un rapporto part time neppure potendosi trarre dalla legislazione del settore edilizio l’applicazione comunque della tariffa contributiva intera .Nemmeno l’istituto sostiene la detta tesi per cui deve concludersi che vige , ove non derogato dalla legge o da fonti da essa delegate , il principio di corrispondenza della contribuzione al tipo di rapporto realmente eseguito
Nella specie nessun elemento è offerto che i contratti a tempo parziale abbiano in realtà durata diversa e maggiore di quella pattuita
Ne discende che la contestazione di parte ricorrente va accolta e ritenuta infondata la pretesa dell’istituto
SANZIONI ART 116 LEGGE 388 /2000
Il Verbale di accertamento applica le sanzioni per omissione
Parte ricorrente contesta anche le sanzioni non essendo dovuta la contribuzione ulteriore richiesta ed avendo già saldato quella dovute e che lo stesso istituto accertava la regolarità eccetto per i rapporto ritenuti in eccedenza al limite contrattuale collettivo.
L’accoglimento della impugnazione del verbale sul piano della contribuzione virtuale come sopra discussa determina anche l’infondatezza delle sanzioni Spese del giudizio compensate per metà per la non agevole interpretazione della normativa ancorchè però la giurisprudenza di merito nota abbia già più volte disconosciuto fondamento alla tesi dell’istituto e del Ministero e nel resto poste a carico dell’iNAIL.
Reggio Calabria…24.3.2015
Dott. Arturo D’Ingianna5