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Timestamp: 2017-01-24 19:25:32+00:00
Document Index: 112066317

Matched Legal Cases: ['art. 72', 'art. 72', 'art. 12', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 9', 'art.12', 'art. 13', 'art.13', 'art. 12', 'art. 72']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 34 del 14.03.2005
27/7/2000 n. 212. Consiglio Nazionale delle Ricerche -. DPR 26 ottobre 1972, n.
633, art. 72, terzo comma, numero 3. Nota di chiarimenti
d'interpello di cui all'oggetto pervenuta in originale il 2 agosto scorso,
concernente l'applicabilità dell'art. 72,
terzo comma, numero 3, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, in relazione alle
operazioni connesse all'esecuzione di contratti di ricerca scientifica conclusi
con la Comunità europea, è stato esposto il seguente
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche- Istituto Z -
sede di ....., ha vinto due concorsi indetti dalla Commissione Europea
nell'ambito del Quinto (periodo 1998-2002) e del Sesto Programma Quadro
(2002-2006) di azioni comunitarie di ricerca e sviluppo tecnologico entrando a
far parte di due "Reti di formazione" di tipo consortile con altri
partners comunitari: "Rete di K" e "Rete di Y".
Per i suddetti programmi, la Commissione Europea-
Direzione Generale XII Scienza, Ricerca e Sviluppo- ha sottoscritto con
l'istante due contratti ad hoc per lo svolgimento dei lavori, in applicazione
della procedura generale prevista dall'art. 12 del Reg. 2321/2002 del 16.12.2002
(in G.U.C.E. 30.12.2002, serie L 355/23).
A tali contratti è conseguita l'erogazione al CNR- di
contributi finanziari pari a 200.000.000 euro per il primo progetto e a
260.000.000 per il secondo. Tali risorse, erogate per la realizzazione di
attività comunitarie di ricerche riconosciute prioritarie dalla Comunità
europea, sono state destinate per il 60% ai costi di assunzione di ricercatori
di nazionalità obbligatoriamente diversa da quella dell'ente che li ospita e
per il restante 40% per l'acquisto di materiale a supporto delle attività dei
ricercatori medesimi.
Il finanziamento comunitario conseguirebbe, quindi, ad
un effettivo contratto di ricerca caratterizzato da un rapporto sinallagmatico
tra l'erogazione del finanziamento e l'attività di ricerca da realizzare.
Pertanto, l'esecuzione del progetto di ricerca diventa
un obbligo contrattuale, essendo le relative erogazioni comunitarie connesse al
perseguimento di obiettivi e finalità proprie della Comunità nel campo della
Ricerca Scientifica e dello Sviluppo Tecnologico.
In particolare, viene chiesto se sia corretto applicare
il beneficio della non imponibilità IVA prevista dall'art. 72, terzo comma, numero 3, del citato
DPR 633/72 alle operazioni di cessione dei beni e prestazioni di servizi
effettuati a sostegno dell'attività di formazione dei ricercatori ospitati
nell'ambito dei contratti stipulati con la Comunità europea.
Il CNR ritiene che la fattispecie in oggetto
integri l'ipotesi dei contratti di ricerca conclusi con la Comunità europea,
per i quali risulta applicabile l'art. 72,
terzo comma, numero 3, del DPR 633/72.
A tal fine, potrebbe rilasciare ai fornitori
un'apposita dichiarazione nella quale siano contenuti gli estremi del contratto
stipulato con la Comunità a supporto della richiesta di non applicazione
La soluzione interpretativa prospettata
dall'istante può essere condivisa, in quanto congruente con la formulazione
letterale dell'art. 72, terzo
comma, numero 3 del DPR 633/72.
Tale disposto normativo stabilisce, infatti, la non
imponibilità delle operazioni - cessioni di beni e prestazioni di servizi-
effettuate "alle Comunità Europee, nell'esercizio delle proprie funzioni
istituzionali, anche se effettuate ad imprese o enti per l'esecuzione di
contratti di ricerca e di associazione conclusi con le dette Comunità".
Si rende, pertanto, necessario verificare, in primis,
se vi sia un vincolo contrattuale di ricerca tra la Comunità europea e il CNR.
Tale verifica implica, quindi, l'accertamento relativo:
- alla sussistenza di obblighi e
adempimenti conseguenti all'erogazione;
- allo stato effettivo degli interessi
delle parti in esame in merito ai risultati della ricerca, elementi
imprescindibili per stabilire se i finanziamenti erogati rientrino tra
corrispettivi per prestazioni di servizi o tra contributi non afferenti a
specifiche attività da porre in essere.
In primis, si rileva che la sussistenza del predetto
vincolo contrattuale è già nel nomen iuris attribuito dalle parti ai negozi
posti in essere (contratto).
Il rapporto tra l' UE e l'Istituto Z si concretizza in
due distinti contratti di ricerca con la definizione da parte della Comunità di
obiettivi, tempi e modalità di esecuzione, da parte del contraente, delle
prestazioni relative all'organizzazione ed attuazione dei programmi di ricerca
finanziati dai relativi contributi comunitari.
L'art. 1 dei contratti in esame, rileva che, a fronte
del contributo finanziario comunitario per la realizzazione del progetto,
"il contraente principale esegue i lavori indicati nel presente contratto
(il progetto) secondo le disposizioni in esso stabilite".
In particolare, la Comunità affida al contraente
principale l'esecuzione di prestazioni relative all'organizzazione ed attuazione
dell'attività di ricerca, con la necessaria libertà nella scelta dei partners
e dei mezzi più opportuni per il raggiungimento dell'obiettivo del progetto.
Pertanto, sussistendo obblighi di dare, fare o
permettere da parte del soggetto che riceve il contributo, l'erogazione dei
fondi strutturali comunitari costituisce di per sé il corrispettivo di
prestazioni di servizi rese nei confronti della Comunità Europea, con
conseguente rilevanza, ai fini dell'IVA, del movimento finanziario relativo alla
erogazione dei contributi ai soggetti attuatori (R.M. 3 maggio 1999, n. 72). In
particolare, "quando il soggetto che riceve le somme è tenuto ad un
adempimento in dipendenza di un obbligo contrattuale nei confronti dell'ente
erogante".
Relativamente agli interessi connessi ai risultati
della ricerca nella fattispecie in esame, è significativa l'individuazione del
destinatario effettivo di tali risultati, ossia la "proprietà delle
conoscenze".
Nella fattispecie in esame, va rilevato che il
contratto tipo individuato dall'art. 12 del Regolamento 2321/2002 del 16/12/2002
"relativo alle regole di partecipazione delle imprese, dei centri di
ricerca e delle università, nonché alle regole di attuazione del VI Programma
Quadro della Comunità europea (2002- 2006)", e sul quale sono redatti i
contratti in esame, individua i beneficiari delle "conoscenze" nei
partecipanti al progetto (art. 4):
- "nei limiti degli interessi della
Comunità" (art. 9, comma 4); - concordando "con la Commissione le
modalità di divulgazione delle conoscenze" (art.12);
- concedendole il potere di
"divulgare(...) le conoscenze derivate dal progetto" e il
"diritto irrevocabile ...di "tradurre, riprodurre e distribuire
articoli destinati alla pubblicazione su riviste scientifiche e tecniche, testi
di conferenze ed altri documenti pubblicati dal partecipante, elaborati
nell'ambito del progetto" (art. 13);
- con obbligo di salvaguardare la
riservatezza delle conoscenze da divulgazioni non connesse alle attività
contrattuali, al fine di evitarne un utilizzo esterno alla Comunità stessa
(art.13).
La sussistenza di tali vincoli ad un pieno ed esclusivo
utilizzo delle predette conoscenze, limita sostanzialmente l'attribuzione di
proprietà unica ai partecipanti al progetto, potendola espletare solo
subordinatamente a interessi comunitari e in seguito ad accordi con la
Commissione per il loro diretto impiego.
Anche il rapporto tra i partecipanti al progetto è di
natura contrattuale e strumentale (sub-contratto) rispetto all'accordo stipulato
con la Comunità, in quanto il contraente principale affida l'esecuzione di
parte di quelle opere che si è obbligata a realizzare nei confronti del
committente, ad un terzo. Tale sub-contratto può essere considerato alla
stregua di un mezzo di adempimento, con il quale si realizza una forma di
collaborazione interna finalizzata alla realizzazione del progetto.
Conformemente alla natura giuridica delle prestazioni
rese si ritiene corretta la fatturazione delle medesime, secondo quanto
ipotizzato nell'istanza.
Tali contratti sono redatti sulla base del model
contract dell'Unione Europea - Research Training Networks - in applicazione
della procedura prevista dal Reg. 2321/2002 del 16/12/2002 "relativo alle
regole di partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca e delle
università, nonché alle regole di attuazione del VI Programma Quadro della
Comunità europea (2002- 2006)".
In particolare, l'art. 12 "Contratti ed accordi
consorziali" stabilisce che "la Commissione stipula un contratto per
ogni proposta d'azione indiretta selezionata. Tale contratto è redatto
conformemente alle disposizioni del VI Programma Quadro e del presente
regolamento (...). Dopo aver ascoltato le parti interessate(...), la Commissione
elabora un contratto tipo al fine di facilitare la redazione dei contratti
(...). Relativamente alla forma consorziale dell'atto stipulato, la Commissione
Europea ha previsto, al fine dell'entrata in vigore del contratto, la firma del
solo coordinatore che, entro 60 giorni dall'entrata in vigore del contratto,
invierà alla Commissione il modello firmato da tutti i contraenti elencati nel
contratto, che diventeranno, pertanto, "titolari dei diritti e degli
obblighi spettanti".
E' dunque ammissibile l'estensione del beneficio della
non imponibilità, anche agli acquisti di beni e servizi effettuati direttamente
dai soggetti che stipulano con la CEE i summenzionati contratti di ricerca.
Al contrario, non è possibile applicare lo stesso
trattamento agevolativo alle medesime operazioni se rientranti nello stadio più
a valle della catena commerciale. In particolare, i fornitori dei soggetti che
hanno stipulato i predetti contratti di ricerca, se effettuano a loro volta
acquisti di beni e servizi, non potranno invocare i benefici del citato art. 72, terzo comma, DPR 633/72.
L'agevolazione in questione potrà trovare applicazione
rilasciando, al fornitore dei beni e servizi stessi, un'apposita dichiarazione
in cui risultino gli estremi del contratto, la destinazione degli acquisti, la
quota in percentuale della partecipazione CEE e il corrispondente importo della
fornitura che non deve essere assoggettato al tributo a norma del richiamato
Quanto sopra viene sostenuto a migliore intendimento di
quanto riportato nella nota di risposta del .... 2004 numero prot. ... che la
presente intende sostituire a tutti gli effetti.
- Roma, 10 ore fa	AteneoWeb s.r.l.