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Timestamp: 2020-01-28 19:44:09+00:00
Document Index: 87777743

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 86', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 252', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 118', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 38', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 9', 'art. 1']

Partenza – Roma, 30.01.2008
Prot. 25 / I / 0001663
All‘INPS
Direzione Generale - Servizio contributi e vigilanza
All’INPGI
All’IPSEMA
All’ENASARCO
Al Comando Generale ch’la Guardia di Finanza
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 279 del 30 novembre 2007 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale 24 ottobre 2007 che, in applicazione dell’art. 1, comma 1176, della L. n. 296/2006 (Finanziaria 2007) stabilisce “le modalità di rilascio, i contenuti analitici del documento unico di regolarità contributiva di cui al comma 1175, nonché le tipologie di pregresse irregolarità di natura previdenziale ed in materia di tutela delle condizioni di lavoro da non considerare ostative al rilascio del documento medesimo”.
È utile ricordare infatti che. oltre a quanto da ultimo previsto dall’art. 1, comma 1175, della legge Finanziaria 2007 in ordine alla fruizione dei “benefici normativi e contributivi”, ai sensi dell’art. 1, comma 553, L. n. 266/2005 (legge Finanziaria 2006), che ha modificato la previsione già contenuta nell’art. 10, comma 7, D.L. n. 203/2005 convertito dalla L. n. 248/2005, le imprese di tutti i settori sono tenute a presentare il DURC anche per accedere ai benefici e alle sovvenzioni comunitarie “per la realizzazione di investimenti”. Inoltre, ai sensi dell’art. 2 del D.L. n. 210/2002, convertito dalla L. n. 266/2002 e dell’art. 86, comma 10, del D.Lgs. n. 276/2003, che modifica l’art. 3, comma 8, del D.Lgs. n. 494/1996, il DURC rientra tra la documentazione necessaria per l’assegnazione di appalti pubblici o per l’abilitazione (permesso di costruire o DIA) alla esecuzione di appalti privati nel settore dell’edilizia.
Per quanto attiene invece al campo di applicazione del Decreto va sottolineato che - superando il precedente orientamento interpretativo fornito da questo Ministero (v. risposta ad interpello prot. n. 3144 del 22 dicembre 2005), nell’ottica di una lettura sistematica della disciplina in materia - il DURC è richiesto anche ai lavoratori autonomi, ancorché privi di dipendenti, “nell’ambito delle procedure di appalto di opere, servizi e forniture pubblici e nei lavori privati dell’edilizia” ciò in quanto ad una più approfondita analisi l’art. 3, comma 8, del D.Lgs. n. 494/1996, avente ad oggetto le verifiche svolte dal committente nei confronti degli appaltatori, fa esplicito riferimento non soltanto alle “imprese esecutrici” ma anche ai “lavoratori autonomi”. Del resto, va rilevato che in alcuni ambiti settoriali (ad es. edilizia), l’estrema parcellizzazione e la destrutturazione dei processi produttivi ha determinato l’effetto di incrementare in modo esponenziale il numero delle posizioni lavorative autonome rispetto al numero dei lavoratori dipendenti e pertanto, anche sotto il profilo dell’interpretazione logico-sistematica, non appare in linea con ratio normativa escludere gli stessi lavoratori autonomi dagli obblighi di certificazione della regolarità contributiva.
Per quanto attiene alla Casse edili, anch’esse interessate al rilascio della certificazione di regolarità contributiva per le aziende del settore ai sensi della disciplina in materia di appalti pubblici e privati, la disposizione si rifà alla nozione di ente bilaterale di cui all’art. 2, comma 1 lett. h), del D.Lgs. n. 276/2003 in quanto le Casse edili rappresentano proprio una delle prime manifestazioni della bilateralità legata allo specifico settore delle costruzioni. In virtù di tale definizione, dalla data di entrata in vigore del decreto, solo le Casse costituite “da una o più associazioni dei datori o dei prestatori di lavoro stipulanti il contratto collettivo nazionale che siano, per ciascuna parte, comparativamente più rappresentative sul piano nazionale” possono dunque essere ammesse al rilascio della certificazione di regolarità contributiva, anche in virtù del fatto che solo per quest’ultime è verificato il rispetto del principio di reciprocità. Tale principio introdotto dall’art. 9, comma 77, della L. n. 415/1998 (“le casse edili che non applicano la reciprocità con altre casse edili regolarmente costituite non possono rilasciare dichiarazioni liberatorie di regolarità contributiva”) e ribadito dall’art. 252, comma 5, del D.Lgs, n. 163/2006 (c.d. Codice dei contratti pubblici) - comporta il riconoscimento dei versamenti effettuati presso ciascuna Cassa ai fini della ricostruzione unitaria della posizione lavorativa del lavoratore edile la cui attività, come noto, è caratterizzata da una forte mobilità tra diverse aziende.
Quanto invece alla efficacia temporale della previsione che individua i presupposti di legittimazione delle Casse va precisato che la presente normativa non ha alcun effetto di “cristallizzazione” o di “legittimazione” del passato in quanto i criteri di identificazione dei requisiti delle Casse che si propongono come titolari di una funzione certificativa di rilievo pubblico erano già stati definiti con la citata normativa del 1998 (principio di reciprocità) e dall’art. 2 del D.Lgs. n. 276/2003 (definizione di ente bilaterale).
La norma prevede inoltre, in via di prima sperimentazione, che al rilascio del DURC saranno ammessi anche altri enti bilaterali (evidentemente diversi dalle Casse edili) che osservano i requisiti di cui al citato art. 2, comma 1 lett. h), del D.Lgs. n. 276/2003 c che provvederanno a stipulare una apposita convenzione con gli Istituti previdenziali da approvare da parte del Ministero del lavoro. Al riguardo, tenuto conto delle indicazioni interpretative già fomite in passato da questo Ministero con riferimento agli obblighi di contribuzione nei confronti di tali Enti, si ritiene che la certificazione di regolarità contributiva rilasciata, diversamente da quanto avviene per le Casse Edili (come meglio detto più avanti), non possa che riguardare la correntezza dei versamenti nei soli confronti di INPS e INAIL ovvero degli altri Istituti che gestiscono forme di previdenza obbligatorie.
A tal fine la disposizione precisa che, in tali casi, la richiesta di certificazione ed il suo rilascio rappresentano una procedura meramente “virtuale”, in quanto “l’istituto previdenziale che rilascia il DURC è lo stesso soggetto che animate il richiedente alla fruizione del beneficio contributivo”. Pertanto, in osservanza dei principi espressi dalla L. n. 241/1990 - volti sia ad evitare ogni appesantimento delle procedure amministrative non necessitato da specifiche circostanze, sia a favorire l’uso della telematica nei rapporti tra amministrazioni e i privati - il richiedente provvederà semplicemente ad indicare, come in passato e secondo le abituali procedure, il codice identificativo del beneficio richiesto lasciando all’Istituto la verifica del requisito della regolarità contributiva ai fini della fruizione della agevolazione richiesta.
- secondo l’art. 118, D.Lgs. n. 163/2006, l’impresa che opera negli appalti pubblici è tenuta ad “osservare integralmente il trattamento economico e normativo stabilito dai contratti collettivi nazionali e territoriali in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni”.
- secondo l’art. 3, comma 8 lett. b), D.Lgs. n. 494/1996, l’impresa che opera nell’ambito dell’appalti edili privati è tenuta a comunicare al committente il contratto collettivo applicato, stipulato dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative;
- secondo l’art. 1, comma 1175, L. n. 296/2006 (Finanziaria 2007), l’impresa, qualsiasi sia la sua specializzazione edile, è tenuta al rispetto del contratto collettivo per ottenere i benefici economici e normative previsti dalla legislazione vigente;
Il termine di 30 giorni decorre dalla ricezione della richiesta, ma rimane sospeso nella ipotesi prevista dall’articolo 7, comma 3 del Decreto che prevede un meccanismo di “preavviso di accertamento negativo”. In sostanza tale previsione, ricalcando quanto già previsto in via generale dall’art. 10 bis della L. n. 241/1990, introduce una “sospensione” (non una interruzione) del termine di 30 giorni per l’emissione del DURC, sino ad un massimo di 15 giorni dalla data di comunicazione della irregolarità, durante i quali l’interessato ha la possibilità di sanare la propria posizione. Il meccanismo del “preavviso” non trova tuttavia applicazione nelle ipotesi di cui al successivo articolo 8, comma 3 che introduce - come si dirà meglio in seguito - una sorta di “franchigia”, che consente l’emissione di un DURC regolare anche in presenza di omissioni contributive di modesta entità.
La scelta di introdurre un parametro di valutazione della gravità dell’inadempimento deriva dal fatto che il Legislatore, in più occasioni - e da ultimo con l’art. 38, comma 1 lett. i), del D.Lgs. n. 163/2006 - ha escluso dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti pubblici anche coloro “che hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertale, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali”. La gravità dell’eventuale omissione contributiva trova quindi un fondamento oggettivo nel parametro introdotto dal Decreto limitando di fatto la possibile discrezionalità degli stessi Enti previdenziali ovvero delle stazioni appaltanti in ordine alla verifica di tale requisito.
La disposizione regolamenta l’importante novità, introdotta dal Legislatore, rappresentata dalla individuazione di condizioni ostative, ulteriori rispetto alla mera omissione contributiva, al rilascio di un DURC regolare. L’art. 1, comma 1176, della Finanziaria infatti richiede l’individuazione delle “tipologie di pregresse irregolarità di natura previdenziale ed in materia di tutela delle condizioni di lavoro da (non) considerare ostative al rilascio del documento medesimo”.
In proposito va anzitutto chiarito che, come espressamente previsto dal Decreto, le violazioni in questione devono essere accertate “con provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi”. In sostanza, pertanto, ai fini dell’impedimento al rilascio di un DURC, dette violazioni devono essere state accertate con sentenza passata in giudicato ovvero con ordinanza ingiunzione (evidentemente non impugnata); viceversa, l’estinzione delle violazioni attraverso la procedura della prescrizione obbligatoria ovvero, per quanto concerne le violazioni amministrative, attraverso il pagamento in misura ridotta ex art. 16 della L. n. 689/1981 non integra il presupposto della causa ostativa.
Al riguardo occorre sottolineare che un conto è introdurre una disciplina unitaria riferita alle modalità di rilascio ed ai contenuti analitici del DURC, per rispondere ad evidenti esigenze di armonizzazione dei profili operativi e procedimentali in materia, un conto è invece estendere la portata degli effetti legati al mancato rilascio del Documento oltre Lambito esplicitamente delineato dall’art. 1, comma 1176, della L. n. 296/2006. Va infatti sottolineato che tale disposizione normativa, che rappresenta la fonte primaria di legittimazione del Decreto, fa esplicito riferimento al DURC finalizzato alla fruizione dei benefici normativi e contributivi e pertanto deve ritenersi che Lambito di efficacia delle cause ostative connesse alla violazione della disciplina in materia di tutela delle condizioni di lavoro - cause che peraltro incidono direttamente sui diritti soggettivi degli interessati - non possa essere esteso al DURC rilasciato in occasione di appalti pubblici e privati ma sia da riferirsi al DURC richiesto ai soli fini della fruizione dei predetti benefici normativi e contribuivi.
In tal senso, è possibile fare riferimento ad alcune previsioni in materia di appalti e anche alla più recente normativa in materia di cause interdittive legate alla violazione della disciplina prevenzionistica. Va infatti rilevato che, relativamente alla materia degli appalti, le violazioni alla disciplina sulla salute e sicurezza dei lavoratori già rappresentano “causa ostativa” in quanto, ai sensi dell’art. 38, comma 1 lett. e), sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, né possono essere affidatari di subappalti i soggetti “che hanno commesso gravi infrazioni debitamente accertale alle norme in materia di sicurezza e a ogni altro obbligo derivante dai rapporti di lavoro, risultami dai dati in possesso dell’Osservatorio [dei contratti pubblici]”. Anche in materia di responsabilità amministrativa delle imprese, va ricordato che la L. n. 123/2007, modificando l’art. 25 del D.Lgs. n. 231/2001, ha inserito una specifica disposizione (art. 25 septies, comma 2) secondo cui, in caso di condanna per i delitti di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, all’impresa vengono applicate le sanzioni interdittive di cui all’art. 9, comma 2, della citata legge fra le quali è già previsto “il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione”.
Come anticipato, l’art. 1, comma 1175, della legge Finanziaria per il 2007 prevede che il rilascio di un Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) regolare - unitamente agli “altri obblighi di legge” ed al ‘‘rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale” - sia condizione necessaria per la fruizione di benefici “normativi e contributivi’’.
Allegato Tabella “Tipi contribuzione” con agevolazione contributiva