Source: https://www.assofacile.it/associazioni-sportive-dilettantistiche-e-riforma-del-terzo-settore-le-asd-sono-obbligate-a-trasformarsi-in-ets/
Timestamp: 2019-07-20 20:56:09+00:00
Document Index: 87520801

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 89', 'art. 148', 'art.46', 'art.80']

Associazioni sportive dilettantistiche e Riforma del Terzo settore: le ASD sono obbligate a – trasformarsi – in ETS? – Software per Associazioni | AssoFacile™ | Gestionale web
Associazioni sportive dilettantistiche. Fonti Normative e obblighi burocratici delle ASD. Le ASD sono obbligate ad adeguarsi all’obbligo ETS a partire dal 2 agosto 2019?
Il legislatore nazionale ha provveduto, in attuazione della legge delega 6 giugno 2016, n. 106, ad emanare ben tre decreti legislativi sulle tematiche attinenti al Terzo Settore. Si tratta in particolare del:
decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 111, Disciplina del 5×1000, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 166 del 18 luglio 2017 ed entrato in vigore il 19 luglio 2017;
decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112, Disciplina dell’impresa sociale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 167 del 19 luglio 2017 ed entrato in vigore il 20 luglio 2017, così come modificato in seguito dal decreto legislativo “correttivo” n. 95 del 20 luglio 2018;
decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, Codice del Terzo settore, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 179 del 2 agosto 2017 ed entrato in vigore il 3 agosto 2017, così come modificato in seguito dal decreto legislativo “correttivo” n. 105 del 3 agosto 2018.
I tre decreti legislativi prevedono inoltre una serie nutrita di decreti e atti attuativi, attualmente ancora in gran parte non adottati.
Quali sono le associazioni che possono essere considerate Enti Del Terzo Settore?
Secondo il Codice Del Terzo Settore sono enti del Terzo settore “…le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni, riconosciute o non riconosciute, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento, in via esclusiva o principale, di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi, ed iscritti nel registro unico nazionale del Terzo settore”.
Gli enti del Terzo settore disciplinati dal Codice coesistono con enti senza scopo di lucro disciplinati dal libro I del codice civile o da leggi speciali, quali:
gli enti che non svolgono in via principale o esclusiva una o più delle attività “di interesse generale” di cui all’art. 5 del CTS;
gli enti che, pur svolgendo in via principale o esclusiva una o più delle attività “di interesse generale” di cui all’art. 5 del CTS, non possono iscriversi nel RUNTS, perché ad esempio sottoposti a direzione e coordinamento o controllati da una pubblica amministrazione o da un altro dei soggetti esclusi dall’art. 4 comma 2 del CTS (formazioni e associazioni politiche, sindacati, associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche le associazioni dei datori di lavoro);
gli enti che, anche se teoricamente ammessi all’iscrizione, preferiscono non iscriversi al Registro unico nazionale del terzo settore (RUNTS) e non divenire ETS al fine di evitare i conseguenti oneri organizzativi e amministrativi, oltre che il controllo da parte delle competenti pubbliche amministrazioni;
gli enti che sceglieranno di non iscriversi al RUNTS per un (lecito) arbitraggio fiscale; in particolare le ASD, in forza dell’art. 89, co. 1, lett. c), solo non iscrivendosi al Registro, continueranno a beneficiare dell’attuale regime forfetario previsto dalla l. 398/1991 (non abrogata dal Codice solo per questi enti, se non iscritti) e dello specifico regime di decommercializzazione dei corrispettivi specifici di cui all’art. 148, comma 3, TUIR, anche a partire dall’entrata in vigore delle disposizioni fiscali contenute nel CTS.
Le Associazioni Sportive Dilettantistiche possono essere considerate enti del Terzo settore (ETS)?
Secondo il Codice del Terzo settore è ricompresa fra le attività di interesse generale “l’organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche”: lo sport dilettantistico viene considerata un’attività di interesse generale. Le ASD non sono elencate fra gli ETS tipici le Associazioni sportive dilettantistiche (ASD), le quali non compaiono fra le sezioni del Registro unico nazionale (RUN) ad oggi esistenti. L’art.46, c.1 del Codice divide infatti il RUN soltaneto secondo le seguenti sezioni:
Le ASD che sono anche APS (iscritte al registro provinciale) possono invece iscriversi al registro degli Enti Del Terzo Settore?
Le ASD che sono anche APS (iscritte al registro provinciale) se vogliono conservare la qualifica di APS, dovranno OBBLIGATORIAMENTE iscriversi al RUN. Il regime 398 e l’attività dietro corrispettivo a soci e tesserati Come detto nei precedenti contributi una delle novità più importanti della Riforma sarà l’abolizione (a partire probabilmente dal 1° gennaio 2020) del regime fiscale agevolato di cui alla Legge 398/1991 per le bande, i cori, le filodrammatiche, le pro-loco e in generale le associazioni senza scopo di lucro.
N.B Qualora una ASD si iscrivesse al RUN non potrebbe più utilizzare il regime 398 ma dovrebbe optare per il regime forfetario previsto dall’art.80 per gli ETS in generale, che rimane però più svantaggioso rispetto al regime 398 sia ai fini dell’IRES che ai fini dell’IVA.
Mauro2019-04-30T10:39:09+02:00