Source: http://www.filcams.cgil.it/tds-confesercenti-ipotesi-di-accordo-22091999/
Timestamp: 2018-09-24 22:15:11+00:00
Document Index: 185409001

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 35', 'art. 18', 'arte\n7', 'art. 3', 'art. 410', 'art. 17', 'art. 412', 'art. 23', 'art. 1', 'art. 57', 'art. 78', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 31', 'art. 28', 'art. 93', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 28', 'art. 35', 'art. 68', 'art. 68', 'art. 68', 'art. 68', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 68', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 5', 'art. 115', 'art. 118', 'art. 115', 'art. 93', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 74', 'art. 1']

TDS CONFESERCENTI, Ipotesi di Accordo 22/09/1999
DEL CCNL PER I DIPENDENTI DA AZIENDE DEL TERZIARIO
DELLA DISTRIBUZIONE E DEI SERVIZI
CONFESERCENTI	FILCAMS-CGIL
Servizi di informatica, telematica, robotica, eidomatica, implementazione e manutenzione di hardware e produzione di software informatici ;
altri servizi alle imprese e alle organizzazioni, quali fornitura di servizi generali, logistici e tecnologici, gestione parcheggi ;
ricerche di mercato, economiche, sondaggi di opinione e telemarketing, televendite, call center ;
l’Ente Bilaterale Nazionale per il Terziario ha i seguenti scopi :
a)	promuovere la costituzione degli enti bilaterali a livello territoriale e coordinarne l’attività, verificandone la coerenza con gli accordi nazionali ;
b)	incentivare e promuovere studi e ricerche sul settore terziario, con particolare riguardo all’analisi dei fabbisogni di formazione ;
c)	promuovere, progettare e/o gestire anche attraverso convenzioni, iniziative in materia di formazione continua, formazione e riqualificazione professionale, anche in collaborazione con le istituzioni nazionali, europee, internazionali, nonché con gli altri organismi orientati ai medesimi scopi ;
d)	attivare, direttamente o in convenzione, le procedure per accedere ai programmi comunitari ispirati e finanziati dai fondi strutturali, con particolare riferimento al Fondo Sociale Europeo e gestirne, direttamente o in convenzione la realizzazione ;
e)	istituire e gestire l’Osservatorio Nazionale, di cui all’art. 6, Prima Parte, del CCNL 8.11.94 per i dipendenti da aziende del terziario della distribuzione e dei servizi, nonché coordinare l’attività degli Osservatori territoriali ;
f)	promuovere ed attivare le iniziative necessarie al fine di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro ;
g)	favorire, anche attraverso azioni formative, le pari opportunità per le donne, in vista della piena attuazione della legge 125/91, nonché il loro inserimento nel mercato del lavoro dopo l’interruzione dovuta alla maternità ;
h)	seguire lo sviluppo del lavoro interinale nell’ambito delle norme stabilite dalla legislazione e delle intese tra le parti sociali ;
i)	ricevere dalle Organizzazioni territoriali gli accordi realizzati a livello territoriale o aziendale curandone l’analisi e la registrazione secondo quanto stabilito dalla legge 936/86 di riforma del CNEL ;
j)	ricevere la notizia della elezione delle rappresentanze sindacali unitarie all’atto della loro costituzione ;
k)	promuovere lo sviluppo e la diffusione di forme integrative nel campo della previdenza e dell’assistenza, secondo le intese tra le parti sociali ;
l)	promuovere studi e ricerche relative alla materia della salute e della sicurezza sul lavoro nell’ambito delle norme stabilite dalla legislazione e dalla contrattazione collettiva nonché assumere funzioni operative in materia, previe specifiche intese tra le parti sociali ;
m)	valorizzare in tutti gli ambiti significativi le specificità delle relazioni sindacali del terziario e delle relative esperienze bilaterali ;
n)	individuare ed adottare iniziative che rispondano all’esigenza di una costante ottimizzazione delle risorse interne all’Ente Bilaterale Nazionale stesso;
o)	attuare gli altri compiti che le parti, a livello di contrattazione collettiva nazionale, decideranno congiuntamente di attribuire all’Ente Bilaterale Nazionale per il Terziario.
Art.5 ter Prima Parte -
ANALISI DI PROBLEMI SETTORIALI DA PARTE DELL’ENTE BILATERALE NAZIONALE
L’Ente Bilaterale nazionale, inoltre, istruisce, su istanza di una delle parti stipulati, la ricognizione di problemi sorti, a livello di singoli settori compresi nella sfera di applicazione del presente contratto e relativi agli effetti derivanti dall’attuazione delle norme contrattuali, in particolare con riferimento a classificazione, sistemi di flessibilità dell’orario anche in conseguenza di nuove modalità di svolgimento dell’attività settoriale, organizzazione del lavoro, innovazioni tecnologiche e le altre materie affidate alle parti.
Le risultanze del lavoro svolto saranno presentate nel corso di apposito incontro alle parti stipulanti al fine di consentire , attraverso la sottoscrizione di specifico accordo , l’inserimento delle stesse nel contesto del presente contratto.
Il primo comma dell’Art. 6, prima parte del CCNL 8/11/94 sostituito dal seguente
L’Osservatorio Nazionale è lo strumento dell’Ente Bilaterale Nazionale del Terziario per lo studio e la realizzazione di tutte le iniziative ad esso demandate sulla base di accordi tra le parti sociali in materia di occupazione, mercato del lavoro, formazione e qualificazione professionale.
Infine all’Art. 7, prima parte, CCNL 8.11.1994, è aggiunto il seguente punto :
Annualmente, a livello regionale e provinciale, di norma entro il primo quadrimestre, le associazioni imprenditoriali territoriali e le corrispondenti organizzazioni sindacali si incontreranno al fine di procedere ad un esame congiunto – articolato per comparti merceologici e settori omogenei – sulle dinamiche strutturali, sulle prospettive di sviluppo, sui più rilevanti processi di ristrutturazione, riorganizzazione, terziarizzazione, affiliazione, concentrazione, internazionalizzazione, esternalizzazione, innovazione tecnologica e sviluppo in atto e sui loro effetti sulla professionalità, nonché sullo stato e sulla dinamica quantitativa e qualitativa dell’occupazione, con particolare riferimento all’occupazione giovanile e femminile.
Art : 16 – Enti bilaterali
1.	L’Ente Bilaterale istituisce l’Osservatorio, che svolge, a livello locale, le medesime funzioni dell’Osservatorio Nazionale realizzando una fase d’esame e di studio idonea a cogliere gli aspetti peculiari delle diverse realtà presenti nel territorio.
A tal fine l’Osservatorio :
a)	programma ed organizza, al livello di competenza, relazioni sulle materie previste alla lettera a) dell’art. 6, prima parte, inviandone i risultati di norma a cadenza trimestrale, all’Osservatorio Nazionale, anche sulla base di rilevazioni realizzate dalle associazioni imprenditoriali in ottemperanza alle disposizioni di cui all’art. 9 della legge n. 56/1987 ; restano ferme, per le imprese, le garanzie previste dall’art. 4, quarto comma, della legge 22 luglio 1961, n. 628 ;
b)	ricerca ed elabora, anche a fini statistici, i dati relativi alla realizzazione ed all’utilizzo degli accordi in materia di contratti di formazione e lavoro e di apprendistato, inviandone i risultati, di norma a cadenza trimestrale, all’Osservatorio Nazionale ;
c)	predispone i progetti formativi per le singole figure professionali, al fine del migliore utilizzo dei contratti di formazione e lavoro ;
d)	riceve dalle Associazioni territoriali aderenti alla Confesercenti anche aggregandole per comparti merceologici e settori omogenei – le comunicazioni di cui agli artt. 32,34,35 bis, ter, quater, seconda parte ; in questo quadro, possono inoltre, essere svolte indagini a campione sull’utilizzo dell’art. 35, Seconda Parte.
2.	La realizzazione delle finalità sopra indicate avviene con modalità e strumenti coerenti con l’impostazione di cui all’Art. 6 Prima Parte e relativo allegato .
L’Ente Bilaterale, inoltre, promuove e gestisce, a livello locale, iniziative in materia di formazione e qualificazione professionale anche in collaborazione con le Regioni e gli altri Enti competenti.
In particolare svolge le azioni più opportune affinché, dagli organismi competenti siano predisposti corsi di studio che, garantendo le finalità di contribuire al miglioramento culturale e professionale dei lavoratori tutelato dal Titolo XI, Seconda Parte, del presente contratto, favoriscano l’acquisizione di più elevati valori professionali e siano appropriati alle caratteristiche delle attività del comparto.
3.	Esso svolge attraverso apposite Commissioni Paritetiche Bilaterali, composte da almeno tre membri rappresentanti, designati dalle OO. SS. territoriali aderenti alle parti stipulanti il presente contratto, le funzioni previste :
dal Titolo VI A Prima Parte (contratti a tempo determinato) ;
dal Titolo VI C Prima Parte (contratti di formazione e lavoro) ;
dal Titolo X, Prima Parte (Tutela della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori) ;
dal Titolo VI Seconda Parte (orario di lavoro) relativamente alle procedure per la realizzazione dei sistemi di flessibilità plurisettimanali previsti negli articoli 35 bis, 35 ter e 35 quater ;
dal Titolo V Seconda Parte (apprendistato);
dal titolo VII – Seconda Parte (part-time) relativamente al lavoro ripartito ed ai contratti a tempo parziale della durata di 8 ore settimanali
4.	Svolge le funzioni di ente promotore delle convenzioni per la realizzazione dei tirocini formativi ai sensi dell’art. 18, legge n. 196/97 e del Decreto Ministeriale 25 maggio 1998
5.	Svolge, in materia di apprendistato, le funzioni eventualmente ad esso affidate da nuove disposizioni di legge in materia.
6.	Svolge le funzioni di supporto in materia di conciliazione ed arbitrato previste dagli Artt. 17 e 17Bis, Prima Parte
7.	Svolge le funzioni in materia di riallineamento retributivo ad esso affidate dagli accordi territoriali in materia.
Ad integrazione e modifica dell’art. 3, dell’accordo di rinnovo 20 gennaio 1997 con decorrenza dal 1° gennaio 2000 il contributo da destinare in favore dell’Ente Bilaterale territoriale è stabilito nella misura dello 0,10% a carico dell’azienda e dello 0,05% a carico del lavoratore su paga base e contingenza.
Art. 17 – Procedure
Ai sensi di quanto previsto dagli artt. 410 e seguenti del codice di procedura civile, come modificati dal Decreto Legislativo 31.3.1998 n. 80 e dal Decreto Legislativo 29.10.1998 n. 387, per tutte le controversie individuali singole o plurime relative all’applicazione del presente contratto e di altri contratti e accordi comunque riguardanti rapporti di lavoro nelle aziende comprese nella sfera di applicazione del presente contratto, è previsto il tentativo obbligatorio di conciliazione in sede sindacale secondo le norme e le modalità di cui la presente articolo da esperirsi nella Commissione Paritetica Territoriale di conciliazione costituita presso l’Ente Bilaterale Territoriale del Terziario.
La Commissione di conciliazione territoriale è composta :
per i datori di lavoro, da un rappresentante dell’Associazione competente per territorio ;
per i lavoratori, da un rappresentante dell’Organizzazione sindacale locale firmataria del presente contratto della FILCAMS-CGIL, della FISASCAT-CISL o della UILTuCS -UIL , cui il lavoratore sia iscritto o abbia conferito mandato.
1.	Ove il tentativo di conciliazione di cui all’art. 410 c.p.c. o all’art. 17, prima parte, del presente contratto, non riesca o comunque sia decorso il termine previsto per il suo espletamento e ferma restando la facoltà di adire l’autorità giudiziaria, secondo quanto previsto dalla Legge 11 agosto 1973, n. 533, ciascuna delle parti può promuovere il deferimento della controversia ad un Collegio arbitrale, secondo le norme previste dal presente articolo.
2.	A tal fine, è istituito a cura delle Associazioni Territoriali, aderenti alle organizzazioni stipulanti, un Collegio di arbitrato che dovrà pronunciarsi sulle istanze previste al precedente primo comma. Il Collegio di arbitrato competente è quello del luogo in cui è stato promosso il tentativo di conciliazione.
3.	L’istanza della parte, avente medesimo oggetto e contenuto dell’eventuale precedente tentativo di conciliazione e contenente tutti gli elementi utili a definire le richieste, sarà presentata, attraverso l’organizzazione cui la parte stessa aderisce e/o conferisce mandato, alla Segretaria del Collegio di arbitrato e contemporaneamente all’altra parte. L’istanza sottoscritta dalla parte promotrice sarà inoltrata, a mezzo raccomandata A/R o raccomandata a mano, entro 30 giorni successivi alla conclusione del tentativo obbligatorio di conciliazione. L’altra parte è tenuta a manifestare la propria eventuale adesione al Collegio arbitrale entro il termine di 15 giorni dal ricevimento dell’istanza, con facoltà di presentare contestualmente o fino alla prima udienza uno scritto difensivo. Entrambe le parti possono manifestare la propria volontà di rinunciare alla procedura arbitrale con dichiarazione scritta da recapitare alla segreteria del Collegio fino al giorno antecedente alla prima udienza.
Il collegio è composto da tre membri, uno dei quali designato dalla organizzazione imprenditoriale della Confesercenti territorialmente competente, un altro designato dalla organizzazione sindacale territoriale FILCAMS, FISASCAT e UILTUCS a cui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato, un terzo con funzioni di Presidente, nominato di comune accordo dalle predette organizzazioni territoriali.
c)	eventuali ulteriori elementi istruttori
9.	Il Collegio emetterà il proprio lodo entro 45 giorni dalla data della prima riunione, dandone tempestiva comunicazione alle parti interessate, salva la facoltà del Presidente di disporre una proroga fino ad un massimo di ulteriori 15 giorni, in relazione a necessità inerenti lo svolgimento della procedura.
12.	Il lodo arbitrale acquista efficacia di titolo esecutivo, osservate le disposizioni dell’art. 412 quater.
Relazione sindacali a livello aziendale
a)	200 dipendenti se operano nell’ambito di una sola provincia;
b)	300 dipendenti se operano nell’ambito di una sola regione;
c)	400 dipendenti se operano nell’ambito nazionale;
Qualora l’esame abbia per oggetto problemi e dimensioni di carattere regionale o nazionale, l’incontro si svolgerà ai relativi livelli, su richiesta di una delle parti, convocato dalle rispettive Organizzazione Imprenditoriali.
Nel corso di tale incontro l’azienda esaminerà con le Organizzazioni Sindacali le prevedibili implicazioni degli investimenti predetti, i criteri della loro localizzazione, gli eventuali problemi della situazione dei lavoratori, con particolare riguardo all’occupazione sia nei suoi aspetti qualitativi che quantitativi, interventi di formazione riqualificazione del personale connessi ad iniziative o direttive dei pubblici poteri a livello nazionale e comunitario.
Le parti ribadiscono l’impegno ad avviare il confronto in riferimento alle problematiche relative ai rapporti di lavoro atipico o parasubordinato nell’intento di pervenire alla definizione di regole e normative specifiche in materia.
Ai sensi dell’art. 23, della Legge 28 febbraio 1987, n. 56, le Parti individuano ipotesi per le quali sono consentite assunzioni con contratti di lavoro a termine di durata non inferiore a un mese e non superiore a dodici mesi, comunque prorogabili, ai sensi della legge 18 aprile 1962, n. 230.
a)	incrementi di attività in dipendenza di ordini, commesse o progetti straordinari;
b)	punte di più intense attività non ricorrenti, derivate da richieste di mercato alle quali non si riesca a far fronte con i normali organici aziendali;
c)	assunzione per sostituzione di lavoratori assenti per ferie;
d)	aspettative diverse da quelle già previste dall’art. 1, lettera b), Legge 230/62;
e)	assunzione per sostituzione part time post maternità ex art. 57 bis, seconda parte.
Le imprese non potranno avere contemporaneamente alle loro dipendenze lavoratori assunti per le predette ipotesi di contratto a termine in numero superiore al 10% dell’organico in forza a tempo indeterminato in ogni unità produttiva. Nelle singole unità produttive che abbiano meno di 30 dipendenti è consentita in ogni caso la stipulazione dei predetti contratti per tre lavoratori. Ai fini della percentuale predetta non si computano le assunzioni effettuate con contratto a termine nelle ipotesi previste direttamente dalla legge (n. 230/62; D.L. 876/77 convertito nella L. 18/78 e successive proroghe), con contratto di formazione e lavoro, né quelle effettuate ai sensi dell’art. 78, Seconda Parte.
Le aziende che intendono avvalersi del presente provvedimento sono tenute, pena la decadenza, a darne preventiva comunicazione scritta ad apposita Commissione costituita presso l’Ente Bilaterale territoriale e, su richiesta di questa, a fornire indicazione analitica delle tipologie dei contratti a termine intervenuti per effetto di norme diverse da quelle del presente contratto. La Commissione, ove ritenga che con la richiesta venga a configurarsi un quadro di utilizzo anomalo dell’istituto del contratto a termine, ha facoltà di segnalare i casi alle parti stipulanti il presente contratto che, valuta anche in contraddittorio con l’impresa i programmi occupazionali e le prospettive di consolidamento dei contratti a termine, potranno, quando traggano conferma della anomalia segnalata, procedere alla sospensione della richiesta stessa, anche temporanea, nei confronti delle imprese interessate.
Art. – Accordo 23 luglio 1998 – Casi di ammissibilità del lavoro interinale
1 – adempimenti di pratiche o di attività di natura tecnico – contabile – amministrativa a carattere saltuario che non sia possibile espletare con l’organico in servizio;
2 – esigenze di lavoro temporaneo per l’organizzazione di fiere, mostre, mercati nonché per le attività connesse;
3 – punte di più intensa attività temporanea dovuta a flussi straordinari di clientela o commesse di lavoro a cui non si possa far fronte con i normali assetti organizzativi aziendali. In tale fattispecie la stipula di contratti di lavoro temporaneo di durata superiore ad un mese è subordinata alla preventiva verifica della disponibilità all’assunzione a tempo determinato dei lavoratori con la stessa qualifica nei cui confronti ricorrano le condizioni di cui all’art. 23, comma 2 legge n. 56 del 1987 e che abbiano manifestato la volontà di esercitare il diritto di precedenza.
4 – necessità non programmabili connesse alla manutenzione straordinaria, nonché al ripristino della funzionalità e sicurezza degli impianti;
5 – assistenza specifica nel campo della prevenzione e sicurezza sul lavoro, in relazione a nuovi assetti organizzativi e/o produttivi e/o tecnologici;
6 – sostituzione di lavoratori temporaneamente inidonei a svolgere le mansioni assegnate, ai sensi del D. Lgs. 626/94.
Art. …….. – Assistenza sanitaria integrativa
Resta inteso che i costi relativi vanno ricompresi nelle erogazioni previste dal punto 2 – Assetti contrattuali – dell’accordo 23 luglio 1993 e della Premessa e dagli artt. 11 e 12 del titolo secondo – Secondo livello di contrattazione – Prima Parte del presente contratto, nonché dall’art. 4 dell’accordo di rinnovo 20 gennaio 1997 e ne mantengono le caratteristiche e le specificità.
Art. ……… Previdenza complementare
Le parti si impegnano a realizzare quanto previsto in materia di previdenza complementare dal protocollo firmato in data 20.1.1997.
A decorrere dal 1° luglio 1987 o se successiva, dalla data di attribuzione della categoria di Quadro da parte dell’azienda, verrà mensilmente corrisposta ai lavoratori interessati un’indennità di funzione pari al lire 60.000 (sessantamila) lorde per 14 mensilità, assorbibili al 40% da indennità similari, da eventuali superminimi individuali nonché da elementi retributivi concessi con clausole espresse di assorbimento ovvero a titolo di acconto o di anticipazione sul presente contratto.
A decorrere dal 1° gennaio 1991 l’indennità di funzione è incrementata a L. 100.000 lorde per 14 mensilità.
Ai Quadri del settore del Terziario della Distribuzione e dei Servizi verrà riconosciuta una assistenza sanitaria integrativa. Le Parti stipulanti il presente contratto, ne stabiliranno, entro il 31 dicembre 1999, le modalità ed i criteri di attuazione con apposito Protocollo d’Intesa.
Le Parti convengono sull’obbiettivo di estendere l’assistenza sanitaria integrativa anche ai Quadri in quiescenza che intendano aderire a detta forma di assistenza.
Art. 28 ter – Formazione: durata (nuovo)
Art. 30 quinquies – Nuove disposizioni in tema di apprendistato
(nuova durata)
Le parti, considerato che è in corso una revisione e razionalizzazione dei rapporti di lavoro con contenuto formativo in conformità con le direttive dell’Unione Europea, alla luce delle nuove normative introdotte, a seguito del Patto per il lavoro del 24 settembre 1996, della legge 19 luglio 1997 n. 196 in materia di promozione dell’occupazione, ed in particolare in adempimento all’art. 16 che disciplina l’apprendistato, riconoscono in tale istituto uno strumento prioritario per l’acquisizione delle competenze utili allo svolgimento della prestazione lavorativa ed un percorso orientato tra sistema scolastico e mondo del lavoro utile a favorire l’incremento dell’occupazione giovanile, in un quadro che consenta di promuovere lo sviluppo del settore e la sua capacità competitiva nei mercati internazionali, anche in considerazione dei processi di trasformazione e di informatizzazione che rendono necessario un costante aggiornamento rispetto alle mutevoli e diversificate esigenze della clientela.
In questo quadro le parti concordano sulla necessità che il Ministero del Lavoro e le Regioni si attivano per un’adeguata offerta formativa programmata e finanziata dalle pubbliche istituzioni.
Le parti convengono che, in applicazione di quanto previsto dall’art. 16, primo comma, della Legge 196/97 possono essere assunti come apprendisti i giovani di qtà non inferiore a 16 anni e non superiore a 24, ovvero 26 nelle aree indicate nel citato primo comma dell’art. 16. Qualora l’apprendista sia portatore di handicap i limiti di età di cui al presente comma sono elevati di due anni.
Art. 21 – Assunzione
Il datore di lavoro deve ottenere l’autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro territorialmente competente, cui dovrà precisare le condizioni della prestazione richiesta agli apprendisti, il genere di addestramento al quale saranno adibiti e la qualifica che esse potranno conseguire al termine del rapporto.
Nel rapporto di apprendistato il lavoro a tempo parziale avrà durata non inferiore al 60 per cento della prestazione di cui all’art. 31 e seguenti. Seconda Parte, ferme restando le ore di formazione medie annue di cui all’art. 28 ter, Seconda Parte e le durate di cui agli artt. 28, 29 e 30 quinquies Seconda Parte.
Sono fatti salvi, altresì, gli accordi in materia già esistenti alla di stipula del presente Accordo.
a)	paga base tabellare:
-	per la prima metà del periodo di apprendistato il 70% della paga base tabellare corrisposta ai lavoratori qualificati;
-	per al seconda metà del periodo di apprendistato l’85% della paga base tabellare corrisposta ai lavoratori qualificati.
b)	Indennità di contingenza:
-	secondo le misure e le modalità previste dalla legge 26 febbraio 1986, n. 38.
a)	per i primi tre giorni di malattia, limitatamente a tre eventi morbosi in ragione d’anno, ad un’indennità pari al 60% della retribuzione lorda cui avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto;
b)	in caso di ricovero ospedaliero e per tutta la durata dello stesso, entro i limiti di cui all’art. 93, Seconda Parte, ad un’indennità a carico del datore di lavoro, pari al 60% della retribuzione lorda cui avrebbe diritto in caso di normale svolgimento del rapporto.
L’impegno formativo dell’apprendista è regolato sulla base della correlazione tra la qualifica professionale, la mansione da conseguire ed il titolo di studio in possesso dell’apprendista secondo le seguenti modalità.
Al secondo livello di contrattazione potrà essere stabilito un differente impegno formativo e specifiche modalità di svolgimento della formazione interna ed esterna, in coerenza con le cadenze dei periodi lavorativi tenendo conto delle esigenze determinate dalle fluttazioni stagionali dell’attività.
Per la formazione degli apprendisti ai sensi del Decreto ministeriale 20 maggio 1999, attuativo dell’art. 16 della L. 196/97, le aziende faranno riferimento ai contenuti formativi elaborati a titolo sperimentale dalle parti stipulanti il presente CCNL.
·	competenze relazionali
·	organizzazione ed economia
·	disciplina del rapporto di lavoro
·	sicurezza sul lavoro
secondo il modello sperimentale (allegato 1) che costituisce parte integrante del presente Accordo.
·	conoscere i prodotti e servizi di settore e contesto aziendale
·	conoscere e saper applicare le basi tecniche scientifiche della professionalità
·	conoscere e saper utilizzare tecniche e metodi di lavoro
·	conoscere e saper utilizzare strumenti e tecnologie di lavoro (attrezzature, macchinari e strumenti di lavoro)
·	conoscere ed utilizzare misure di sicurezza individuale e tutela ambientale
·	conoscere le innovazioni di prodotto, di processo e di contesto secondo il modello sperimentale (allegato 2) che costituisce parte integrante del presente Accordo.
Le Parti, considerato il carattere sperimentale del presente Accordo, convengono sulla opportunità di costituire un’apposita Commissione per la definizione dei contenuti dell’attività formativa degli apprendisti nell’ambito dell’Ente Bilaterale nazionale del Terziario.
Art. 28 quinquies – Tutor
Le parti si impegnano ad attivare iniziative congiunte presso le Istituzioni al fine di ottenere le agevolazioni contributive previste ai sensi dell’art. 16, comma 3°, della legge n. 196/97 e dell’art. 4, del D.M. 8 aprile 1998 per i lavoratori impegnati in qualità di tutore, comprendendo fra questi anche i titolari, o i loro familiari coadiutori, delle imprese con meno di 15 dipendenti.
Art. 30 ter – Sfera di applicazione
L’apprendistato è ammesso per tutte le qualifiche e mansioni comprese nel terzo, quarto e quinto livello della classificazione del personale, con esclusione delle figure professionali individuate nei punti n. 21), 23) e 24) del quinto livello. E’ inoltre ammesso per le seguenti qualifiche e mansioni appartenenti al secondo livello (n. 3, n. 4, n. 5, n. 13, n. 18, n. 28, n. 29, n. 30, n. 31, n. 38), con esclusione delle figure con funzione di coordinamento e controllo, è inoltre ammesso per quelle individuate nei punti nn. 1), 6) e 18) del sesto livello.
Ai sensi ed alle condizioni previste dall’art. 16, secondo comma, della Legge n. 196/97 è possibile instaurare rapporti di apprendistato anche con giovani in possesso di titolo di studio post- obbligo o di attestato di qualifica professionale idonei rispetto all’attività da svolgere, con i limiti di un impegno formativo ridotto, così come previsto dall’art. 28 ter.
Considerato che la legge 19/7/97 n. 196, prevede la partecipazione degli apprendisti alle iniziative di formazione, le parti convengono che il numero di apprendisti che l’imprenditore ha facoltà di occupare nella propria azienda non può superare il 100 per cento dei lavoratori specializzati e qualificati in servizio presso l’azienda stessa.
Art. 30 quinquies – Durata
II livello	36 mesi
III livello	36 mesi
IV livello	36 mesi
V livello	24 mesi
VI livello	12 mesi
Art. 32 – Articolazione dell’orario settimanale
Nel caso in cui l’azienda faccia ricorso al sistema di flessibilità previsto dall’art. 35, Seconda Parte, il monte ore di permessi di cui al III comma dell’art. 68, Seconda Parte, sarà, per l’anno di riferimento, incrementato di 8 ore. Il suddetto monte ore sarà disciplinato con i criteri e le modalità previste dall’art. 68, Seconda Parte.
Si realizza attraverso l’assorbimento di 72 ore di permesso retribuito delle quali 16 al primo comma dell’art. 68, Seconda Parte, e 56 al terzo comma dell’art. 68, Seconda Parte.
1.	per le aziende di cui all’art. 32, lett. a. 2), Seconda parte:
Ai lavoratori a cui si applica tale criterio di flessibilità verrà riconosciuto, in luogo di quanto previsto dall’art. 32, lett. a.2), seconda parte, un incremento del monte ore annuo dei permessi retribuiti di cui all’art. 68, seconda parte, pari a 45 minuti per ciascuna settimana di superamento dell’orario normale settimanale.
2.	per le aziende di cui all’art. 32, lett. b) e c), Seconda parte:
Art. 35 ter – Flessibilità dell’orario – ipotesi aggiuntiva B
1.	superamento dell’orario contrattuale in particolari periodi dell’anno sino al limite di 44 ore settimanali per un massimo di 24 settimane;
2.	superamento dell’orario contrattuale in particolari periodi dell’anno sino al limite di 48 ore settimanali per un massimo di 24 settimane.
In caso di mancata fruizione dei riposi compensativi individuali di cui agli artt. 35 bis e ter, le ore di maggior lavoro prestare e contabilizzate nella banca delle ore saranno liquidate con la maggiorazione prevista per le ore di straordinario corrispondente entro e non oltre il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di maturazione.
Al fine di consentire il confronto di cui al primo comma degli artt. 35 bis e ter, Seconda parte, le aziende con contrattazione aziendale provvederanno a comunicare il programma di flessibilità alle RSU/RSA e alle OOSS. Territoriali. Le altre imprese effettueranno analoga comunicazione all’Ente Bilaterale competente per territorio.
L’azienda provvederà altresì a comunicare per iscritto, un congruo preavviso, ai lavoratori interessati il programma definito di applicazione della flessibilità; le eventuali variazioni dovranno essere tempestivamente comunicate per iscritto.
Ai fini dell’applicazione della flessibilità di cui agli art. 35 bis e 35 ter, Seconda parte, per anno si intende il periodo di 12 mesi seguenti la data di avvio del programma annuale di flessibilità.
Le parti, riconoscendo l’opportunità che i lavoratori siano messi in condizione di utilizzare i riposi compensativi di cui all’ultimo comma degli artt. 35 bis e 35 ter, Seconda parte, che sono a disposizione del singolo lavoratore, convengono di istituire la banca delle ore la cui fruizione avverrà con le seguenti modalità:
·	i lavoratori che potranno assentarsi contemporaneamente dall’unità produttiva per usufruire dei riposi compensativi, non dovranno superare la percentuale del 10% della forza occupata ed escludendo dai periodi dell’anno interessati all’utilizzo dei permessi i mesi di luglio, agosto e dicembre. Per la giornata di sabato o quella di maggiore intensità lavorativa nell’arco della settimana la percentuale non dovrà superare il5% della forza occupata. Per le unità produttive al di sotto dei 30 dipendenti, tale diritto sarà goduto individualmente e a rotazione tra tutto il personale interessato;
·	i riposi compensativi saranno normalmente goduti in gruppi di 4 o 8 ore;
·	per rispondere a particolari esigenze aziendali, diverse modalità potranno essere concordate nell’ambito dei confronti previsti in sede decentrata aziendale o territoriale.
I riposi compensativi nonché i permessi retributivi aggiuntivi di cui agli articoli 35 bis e 35 ter non possono essere assorbiti da altri trattamenti aziendali in atto in materia di riduzione, permessi e ferie.
Sono fatti salvi eventuali accordi collettivi in essere in materia di flessibilità
1.	il periodo di prova per i nuovi assunti;
2.	la durata della prestazione lavorativa ridotta e le relative modalità da ricondurre ai regimi di orario esistenti in azienda. La prestazione individuale sarà fissata fra datore di lavoro e lavoratore in misura non inferiore ai seguenti limiti:
a)	16 ore, nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario settimanale;
b)	64 ore, nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario mensile;
c)	532 ore, nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario annuale;
3.	Il trattamento economico e normativo secondo criteri di proporzionalità all’entità della prestazione lavorativa.
La prestazione lavorativa giornaliera fino a 4 ore non potrà essere frazionata nell’arco della giornata
Art. 45 bis – Lavoro ripartito
1.	Il contratto di lavoro ripartito è il contratto con il quale due o più lavoratori assumono in solido un’unica obbligazione lavorativa subordinata.
2.	Il contratto, stipulato in forma scritta, deve indicare la misura percentuale e la collocazione temporale del lavoro giornaliero, settimanale, mensile o annuale che si preveda venga svolto da ciascuno dei lavoratori interessati, ferma restando la possibilità per gli stessi lavoratori di determinare discrezionalmente, in qualsiasi momento, la sostituzione ovvero la modificazione consensuale della distribuzione dell’orario di lavoro.
3.	Conseguentemente, la retribuzione verrà corrisposta a ciascun lavoratore in proporzione alla quantità di lavoro effettivamente prestato.
4.	I lavoratori devono informare preventivamente il datore di lavoro sull’orario di lavoro di ciascun lavoratore con cadenza almeno settimanale.
5.	Gli accordi individuali dovranno prevedere la garanzia per il datore di lavoro dell’adempimento dell’intera prestazione dovuta da ciascuno dei lavoratori solidamente obbligati.
6.	Entro il 20 febbraio di ogni anno, le imprese comunicheranno all’Ente Bilaterale Territoriale, il numero dei contratti di lavoro ripartito instaurati nell’anno precedente, utilizzando il modello appositamente predisposto dall’Ente stesso.
Le parti, in considerazione del carattere di novità presentato dalla disciplina del lavoro ripartito, cui assegnano carattere sperimentale, si impegnano ad esaminare gli effetti in occasione del rinnovo del CCNL.
Ai sensi del quarto comma dell’art. 5, Legge 863/84, sono autorizzate, quando vi sia accordo tra datore di lavoro e lavoratore, prestazioni di lavoro supplementare, nella misura di 120 ore annue, con riferimento alle seguenti specifiche esigenze organizzative:
·	compilazione degli inventari e dei bilanci o analoghe brevi necessità di intensificazione dell’attività lavorativa aziendale;
·	particolari difficoltà organizzative derivanti da concomitanti assenze per malattia o infortunio di altri dipendenti.
Le ore di lavoro supplementare verranno retribuite con la quota oraria della retribuzione di fatto di cui all’art. 115 Seconda Parte, secondo le modalità previste dall’art. 118 a), Seconda Parte, e la maggiorazione forfetariamente e convenzionalmente determinata nella misura del 35%, comprensiva di tutti gli istituti differiti, ivi compreso il trattamento di fine rapporto, da calcolare sulla quota oraria della retribuzione di fatto di cui all’art. 115, Seconda Parte.
Ferma restando l’applicabilità della presente norma, mantengono validità gli accordi aziendali già esistenti.
Art. 54 – Registro lavoro supplementare
Le ore di lavoro supplementare saranno cronologicamente annotate, a cura dell’azienda, su apposito registro, che dovrà essere esibito in visione, a richiesta delle Organizzazioni Sindacali regionali, provinciali o comprensoriali, presso la sede della locale Associazione Imprenditoriale, con l’obiettivo di consentire alle Parti, di norma annualmente, il monitoraggio circa l’utilizzo del lavoro supplementare, al fine di concordare il consolidamento di quota parte delle ore di lavoro supplementare. Ciò in rapporto all’organizzazione del lavoro o alle cause che l’abbiano reso necessario.
Art: 57 Bis – Part time post maternità
Art. 95 -Infortunio
Per la conservazione del posto di lavoro e per la risoluzione del rapporto di lavoro valgono le stesse norme di cui agli artt. 46, 93, 99 e 99 bis
Nei confronti dei lavoratori ammalati la conservazione del posto fissata nel periodo massimo di giorni 180 dall’art. 93, Seconda Parte, del presente contratto, sarà prolungata, a richiesta del lavoratore, per un ulteriore periodo di aspettativa non retribuita e non superiore a 120 giorni alla condizione che siano esibiti dal lavoratore regolari certificati medici.
I lavoratori che intendano beneficiare del periodo di aspettativa di cui al precedente comma dovranno presentare richiesta a mezzo raccomandata A.R prima della scadenza del 180° giorno di assenza per la malattia e firmare espressa accettazione della suddetta condizione.
Art. 99 Bis – Aspettativa non retribuita per infortunio
Il diritto di cui alla lettera c) è riconosciuto anche al padre lavoratore ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 7, legge 9 dicembre 1977, n. 903 alle condizioni previste nello stesso articolo, nonchè in applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 1 del 19 gennaio 1987, ove l’assistenza della madre al minore sia divenuta impossibile per decesso o grave infermità.
La lavoratrice ha diritto alla conservazione del posto per tutto il periodo di gestazione, attestato da regolare certificato medico, e fino al compimento di un anno di età del bambino, salvo eccezioni previste dalla legge (licenziamento per giusta causa, cessazione dell’attività dell’azienda, ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice era stata assunta, cessazione del rapporto di lavoro per scadenza del termine per il quale era stato stipulato, esito negativo della prova).
Ai sensi dell’art. 4, D.P.R. 25 novembre 1976, n. 1026, la mancata prestazione di lavoro durante il periodo di tempo intercorrente tra la data della cessazione effettiva del rapporto di lavoro e la presentazione della certificazione non dà luogo a retribuzione. Il periodo stesso è tuttavia computato nell’anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie, alle mensilità supplementari e al trattamento di fine rapporto.
I periodi di astensione obbligatoria dal lavoro indicati alle lettere a), b), c), devono essere computati nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti contrattualmente previsti, compresi quelli relativi alla tredicesima mensilità, alle ferie ed al trattamento di fine rapporto.
Durante il periodo di assenza obbligatoria e facoltativa la lavoratrice ha diritto ad una indennità pari rispettivamente all’80% ed al 30% della retribuzione, posta a carico dell’INPS dall’art. 74, Legge 23 dicembre 1978, n. 833, secondo le modalità stabilite, e anticipata dal datore di lavoro ai sensi dell’art. 1 della legge 29 febbraio 1980, n. 33. (1)
L’importo anticipato dal datore di lavoro è posto a conguaglio con i contributi dovuti all’INPS, secondo le modalità di cui agli articoli 1 e 2, Legge 29 febbraio 1980, n. 33.
DAL DAL TOTALE
Livelli 1/9/1999 1/7/2000
Quadri 69.444 62.500 131.944
I 62.556 56.300 118.856
II 54.111 48.700 102.811
III 46.250 41.625 87.875
V 36.139 32.525 68.664
VI 32.445 29.200 61.645
VII 27.778 25.000 52.778
Art. .. – Aumenti retributivi per gli operatori di vendita
1/9/1999 1/7/2000
I categoria 37.758 33.982 71.740
II categoria 31.562 28.406 59.968
Art. 121 – Una tantum
A tutto il personale in forza alla data del 1° gennaio 1999 – compresi i giovani assunti con CFL e gli operatori di vendita – verrà erogato un importo “una tantum”.
Per i casi di anzianità inferiore a otto mesi gli importi di cui sopra verranno erogati pro quota in rapporto ai mesi di anzianità di servizio maturata durante il periodo indicato al comma precedente, secondo i criteri previsti dagli artt. 106 e 107 della Seconda Parte del presente contratto. Analogamente si procederà per i casi in cui non sia dato luogo a retribuzione nello stesso periodo a norma di legge e di contratto ad eccezione dell’assenza obbligatoria per maternità.
L’importo “una tantum” sopra definito verrà erogato con il foglio paga di ottobre 1999.
Art. 158 – Inventari
Ogni eventuale deficenza emergente dalle risultanze contabili dovrà, entro il mese successivo alla effettuazione dell’inventario, essere contestata all’interessato, il quale entro 8 giorni dovrà comunicare per iscritto al datore di lavoro le eventuali eccezioni.
Il datore di lavoro dovrà tener conto delle contestazioni formulate dal gestore, specie quando queste si riferiscono a cali, tare, perdite di cottura, deterioramento di merce, ecc., comuni all’esercizio del negozio o spaccio. Le deficenze non giustificate emergenti dopo tale controllo saranno comunicate per iscritto all’interessato, che avrà l’obbligo di rifonderle al datore di lavoro nel termine massimo di 8 giorni dal ricevimento della comunicazione.
Art. 164 – Decorrenza e durata del contratto