Source: https://www.consiglio.marche.it/attivita/assemblea/sedute/scheda.php?seduta=120&leg=IX
Timestamp: 2020-04-02 14:41:13+00:00
Document Index: 118179539

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 20', 'art. 8', 'art. 1', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

Consiglio - Assemblea legislativa regionale delle Marche - Resoconto della seduta n.120 del 11/06/2013
Resoconto della seduta n.120 del 11/06/2013
SEDUTA N. 120 DELL’11 GIUGNO 2013
PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 120 dell'11 giugno 2013.
n. 333 in data 28 maggio, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Disciplina dei procedimenti contrattuali regionali”, assegnata alla I^ Commissione in sede referente.
n. 499 dei Consiglieri Carloni, Ciriaci, Massi, Marinelli, Marangoni, Zaffini, D'Anna, Foschi, Natali, Acquaroli “Creazione sede distaccata Istituto agrario di Pesaro presso l'area Codma di Fano”;
n. 500 dei Consiglieri Natali, Foschi, Marinelli, Massi, Zinni, Romagnoli, Acquaroli, Ciriaci, Trenta, Zaffini, Marangoni, D'Anna “Interventi a favore dei pazienti affetti da malattie rare”;
n. 501 del Consigliere Cardogna “Centro ricerche floristiche Marche Aldo J.B. Brilli-Cattarini”;
n. 502 dei Consiglieri Bucciarelli, D'Anna, Binci, Bugaro “Ripristino dell'Ospedale "Maria Montessori" di Chiaravalle e istituzione di un tavolo di lavoro”;
n. 503 del Consigliere Binci “Realizzazione di un polo ad energie rinnovabili per la produzione di energia elettrica, alimentato a biomasse della potenza termica nominale pari a 47 Mwt nel Comune di Fermo";
n. 504 dei Consiglieri Marinelli, Massi “Esuberi Indesit”;
n. 505 del Consigliere Latini “Robur Macerata – gestione campi”;
n. 506 dei Consiglieri Ricci, Badiali, Giancarli “Piano di riassetto della Indesit Company”;
n. 507 delle Consigliere Romagnoli, Ciriaci “Diffida al riavvio procedimento di autorizzazione centrale biomasse Campiglione di Fermo”.
Comunico, inoltre, che in data 6 giugno ho provveduto, con decreto n. 16, alla nomina di un consulente supplente del Collegio dei revisori dei conti della Società Sviluppo Marche S.p.A. (SVIM).
PRESIDENTE. Nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi si è detto di anticipare il punto 3 rispetto ai punti 1 e 2. C'è qualche richiesta di intervento prima di questo? Ha la parola il Consigliere Natali.
Comunicazione, ai sensi dell’art. 35, sesto comma, del R.I.
Giulio NATALI. Presidente, disturbo sempre lei, perché il Presidente Spacca non c'è, non c'è quasi mai, l'Assessore Mezzolani non so che fine ha fatto, perché c'è un problema. Non so se ricorda quando un mese fa, ho chiesto dei documenti, mi sono arrivati tutti meno quelli dell'Assessore Mezzolani, quelli sulle consulenze, sulle liste d'attesa che io sto aspettando.
Siccome non ho più intenzione di aspettare, perché mi sono veramente rotto le scatole, e non uso altri termini perché rispetto quest'Assemblea, faccio anche presente che i documenti connessi ai documenti che ho avuto dall'Asur, relativi alla gestione del calore all'Ospedale di Ascoli Piceno - una cosetta da poco, roba da un milione e qualche centinaia di migliaia di euro all'anno, è stata prorogata, per quattro anni, senza gara, qui vedo tutte persone che della legge si fanno forti - non arrivano, per cui io a questo punto, solo per rispetto a lei, le comunico che domani presenterò una denuncia alla Procura della Repubblica.
PRESIDENTE. Se le cose stanno come lei dice, non posso fare altro che stigmatizzare. Questo non è il comportamento, d'altra parte lei sa che io più che sollecitare, come ho fatto con il mio scritto per queste cose, non posso fare. Ognuno, poi, si assume le proprie responsabilità, anche perché se non c'è il diritto all'informazione dei Consiglieri, penso cosa possa accadere, mentre c'è tutta questa grande retorica sull'open governament, ad un singolo cittadino. La trasparenza è un atto importante, quindi, difendo la richiesta che lei ha fatto.
Enzo GIANCARLI. Chiedo scusa, sono d'accordo per discutere subito il punto 3. Volevo chiedere il rinvio, ad altra seduta, del punto 7 all'ordine del giorno, per tre ragioni. Primo: non c'è ancora l'acquisizione agli atti della proclamazione dell'esito del referendum; secondo: non c'è ancora il nome; terzo: domani c’è un incontro al Ministero degli Interni con i Sindaci a cui ho l'onore di partecipare. Approfitto, Presidente, per ringraziarla perché mi ha fatto seguire tutta questa interessante riforma delle istituzioni locali sia nei territori che a livello centrale.
PRESIDENTE. La proposta di legge n. 281 viene, quindi, rinviata. In sede di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi mi è stato detto che dovrebbe essere rinviato anche il punto 6 che fa riferimento alla proposta di legge n. 293. Rinviamo, quindi, alla prossima seduta i punti 6 e 7.
Ora, se l'Aula è d'accordo, come concordato con i Presidenti dei Gruppi direi di passare al punto 3.
Elezione dei Vice Presidenti dell'Assemblea Legislativa
(articoli 4, quarto comma, e 6, secondo comma, del Regolamento Interno) - voto limitato a uno
PRESIDENTE. Voglio ricordare che sono da eleggere entrambi i Vice Presidenti in quanto le dimissioni, come è avvenuto nel caso dell'ex Vice Presidente Giorgi, che è stata chiamata a fare l'Assessore, comportano anche la decadenza dell'altro Vice Presidente, quello espressione della minoranza.
Pregherei i collaboratori di distribuire le schede.
Il voto è limitato ad uno. Il Regolamento prevede la limitazione ad uno, perché così c'è la garanzia che venga eletto un Vice Presidente espressione della maggioranza ed un Vice Presidente espressione della minoranza.
Ha la parola il Consigliere Ricci.
Mirco RICCI. Grazie Presidente, in 30 secondi, ma penso che sia opportuno farlo, ovviamente, ringrazio la Vice Presidente Giorgi, che lascia, per il lavoro che ha svolto e mi sento di presentare per il nostro gruppo, e confido anche per la maggioranza, la candidatura a Vice Presidente della Consigliera Ortenzi.
Non ha bisogno di presentazioni, la conoscete bene, la conosciamo bene per il lavoro che ha svolto, per quello che ha fatto in Consiglio, per le capacità che ha dimostrato.
Il gruppo del PD ripone nella Consigliera Ortenzi molta stima e rispetto per le capacità che ha dimostrato, anche quelle umane, pensiamo che sia una candidatura autorevole, forte, adatta a ricoprire il ruolo di Vice Presidente di questo Consiglio regionale.
Francesco MASSI. A nome del gruppo PdL, naturalmente un invito rivolto a tutti i colleghi del centro destra, ripropongo la candidatura del Consigliere Bugaro.
La sintonia di pensiero è nota, non mi è difficile ribadire questo concetto, quindi, esprimo stima per la candidatura espressa dal PD, credo che l'accoppiata di Vice Presidenti Bugaro-Ortenzi sarà molto utile a quest'Aula.
Giulio NATALI. A nome del CDM, noi non siamo stati consultati da nessuno, non so se il partito che propone il Vice Presidente Bugaro ha avviato delle consultazioni all'interno, ma per la stima che abbiamo verso il Consigliere Bugaro votiamo tranquillamente pur non essendo stati consultati da nessuno.
PRESIDENTE. Credo Natali che questo sia dipeso dal particolare momento di concitazione elettorale. Se non ci sono altri interventi, direi di procedere con l'appello nominale e, quindi, con la votazione.
(Il Consigliere segretario Pieroni effettua la chiamata)
Umberto TRENTA. Il capogruppo della minoranza non ha ritenuto di fare una riunione preventiva per rivedere tutto l'assetto, quindi, motivando con questa cosa, ritengo e metto a giudizio, poi motiverò, la votazione nulla e pongo in essere la sfiducia al Capogruppo Francesco Massi.
PRESIDENTE. Le questioni interne ai gruppi non ci riguardano …
PRESIDENTE. Sono chiuse le votazioni. Facciamo lo scrutinio. Consigliere Trenta se lei vuol votare vota, se no si siede e sta zitto.
PRESIDENTE. Do l'esito della votazione per l’elezione dei Vice Presidenti.
Votanti n. 38,
Nulle: nessuna,
Bianche n. 1.
Bugaro n. 17,
Ortenzi n. 20.
Dichiaro eletti Vice Presidenti dell'Assemblea legislativa delle Marche la Consigliera Ortenzi e il Consigliere Bugaro.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda il Vice Presidente Bugaro è la continuazione di un'esperienza che è cominciata insieme, quindi, sono felice di proseguire questo cammino insieme a lui, per quanto riguarda la Consigliera Ortenzi le auguro di svolgere un buon lavoro in un Ufficio di Presidenza che si è contraddistinto, in questi tre anni, per la condivisione di uno stile che è quello di lavorare nell'esclusivo interesse dell'Assemblea legislativa e della comunità marchigiana di cui questa Assemblea è espressione massima.
Prego la Consigliera Ortenzi di venire a sedersi nel banco della Presidenza.
Interrogazione n. 1241
del Consigliere Marinelli
“Mancato avvio dello studio randomizzato sui pazienti marchigiani, rientrante in quello nazionale denominato "Brave Dreams", per valutare l'efficacia dell'intervento di angioplastica delle principali vene cerebrali extracraniche in corso di Insufficienza venosa cronica cerebro-spinale (CCVSI) associata a Sclerosi multipla (SM)”
“Studio randomizzato su Insufficienza venosa cronica cerebro-spinale (CCSVI) e Sclerosi multipla (SM)”
"Trattamento della CCSVI (Insufficienza venosa cronica cerebro-spinale) richiesta diagnosi e trattamento via SSN"
del Consigliere Acquaroli
"Progetto diagnostico Sclerosi multipla e CCSVI (Chronic cerebro spinal venous insufficiency)"
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le interrogazione n. 1241 del Consigliere Marinelli, n. 628 dei Consiglieri Marinelli e Massi, n. 368 del Consigliere Latini, n. 379 del Consigliere Acquaroli, abbinate. Non vedo l'Assessore Mezzolani, quindi, sono rinviate.
Interrogazione n. 1110
della Consigliera Giorgi
“Situazione Best S.p.A.”
Interrogazione n. 1175
“Villa Igea – Reparto malattie della nutrizione”
PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Giorgi.
Paola GIORGI. Presidente ho inviato, proprio ieri, una comunicazione alla sua Segreteria comunicando il ritiro delle due interrogazioni, la n. 1110 e la n. 1175.
Interrogazione n. 982
“Situazione della SOD di Odontostomatologia chirurgica e speciale degli Ospedali riuniti di Ancona”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 982 del Consigliere Bucciarelli, rinviata per l’assenza dell’Assessore.
Interrogazione n. 1135
del Consigliere Traversini
“Riconversione delle strutture ospedaliere di polo”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1135 del Consigliere Traversini, rinviata per l’assenza dell’Assessore.
Interrogazione n. 1121
“Immigrati: rimpatri forzati e rimpatri volontari assistiti”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1121 del Consigliere Zaffini. Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Viventi.
Luigi VIVENTI. Chiedo scusa, contrariamente alle mie abitudini, leggerò questa risposta perché sto prendendo, in questi giorni, possesso del nuovo incarico nell'assessorato e, quindi, non credo di avere la professionalità e la conoscenza sufficiente su questa materia per rispondere a braccio. Chiedo scusa, ma leggerò quanto preparato dagli uffici, non è una risposta proprio breve, però abbiate pazienza.
Programma di ritorno volontario assistito nel Paese di origine, gestito dall'Organizzazione Internazionale delle Migrazioni, unico organismo individuato dallo Stato a realizzare tali interventi.
Il programma permette il ritorno in patria in condizioni di sicurezza e dignità a favore di stranieri, giunti in Italia dal 1 gennaio 2011 e accolti in una struttura di accoglienza attivata dalla struttura commissariale per l’emergenza migranti.
Il programma è rivolto agli stranieri arrivati in Italia dal 1° gennaio 2011 ospitati in una struttura di accoglienza gestita dalla struttura commissariale per l’emergenza migranti e appartenenti alle seguenti categorie:
- richiedenti asilo;
- richiedenti asilo denegati, entro dei termini per presentare ricorso;
- titolari di un permesso per protezione internazionale che rinunciano allo status;
- titolari di un permesso di soggiorno per motivi umanitari in corso di validità di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 aprile 2011;
- titolari di un permesso di soggiorno per motivi umanitari.
L’intervento per il superamento dell’emergenza umanitaria in relazione all’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti ai popoli del Nord Africa è iniziato a seguito del DPCM del 7 aprile 2011 con cui è stato dichiarato lo stato di emergenza umanitaria nel territorio del Nord Africa. L’organismo gestore dell’emergenza è stato individuato nel Capo Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in accordo con le Regioni.
Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 ottobre 2011 lo stato di emergenza in relazione all’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti ai paesi del Nord Africa è stato prorogato fino al 31 dicembre 2012.
A quella data erano presenti e ospitati presso le strutture di accoglienza 405 soggetti, di cui 6 migranti (ex art. 20 D.Lgs. 286/98), 389 richiedenti asilo e 10 minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo.
I migranti e i richiedenti asilo, sono stati ospitati per il 2012 a Marzocca di Senigallia, Macerata, Jesi, Pesaro, Porto Sant’Elpidio, Falerone, Fermo, Civitanova Marche, Senigallia, Ascoli Piceno, Magliano di Tenna, Castelraimondo, Acqualagna, Falconara Marittima.
Per quanto riguarda i minori non accompagnati richiedenti asilo, i Comuni di Loro Piceno, Ancona, Falconara Marittima, Ostra, Monteleone di Fermo, Macerata, Lunano e Fermo si sono occupati della loro sistemazione presso strutture di accoglienza idonee.
Dal punto di vista finanziario, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha disposto, sulla contabilità speciale a favore del Soggetto Attuatore della Regione Marche, dall’inizio dell’anno 2012 fino alla fine dello stesso anno, l’importo complessivo di 7.470.482 euro quale rimborso per le spese di accoglienza sostenute dalle strutture precedentemente elencate.
Dal 1° gennaio di quest'anno le competenze dell’Emergenza Nord Africa sono passate dalla Protezione Civile alle Prefetture, attraverso il Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati (S.P.R.A.R.)
Nello scorso anno, nelle Marche, si segnalano 6 casi di rimpatri volontari assisti, promossi, in autonomia dall’Associazione Gruppo Umana Solidarietà di Macerata.
La Regione Marche non ha ricevuto alcuna richiesta di rimpatrio volontario assistito da nessuno degli organismi individuati per l’accoglienza dei migranti provenienti dal Nord Africa, nonostante che con la DGR 1510/11 la Giunta Regionale avesse destinato la quota di 50.000,00 euro per tali interventi.
Roberto ZAFFINI. Grazie. Sono abbastanza sbalordito, capisco la novità per l'Assessore Viventi, abbiamo parlato di richiedenti asilo, di emergenza, di accoglienza, ma la mia interrogazione era ben precisa ed era riferita alla possibilità della RVA, rimpatrio volontario assistito, nel paese di origine, finanziato da un fondo europeo che è giunto alla sua quarta annualità. Questo gode di progetti internazionali per la migrazione di ritorno e per le Marche ci sono 1 milione e 800 mila euro divisi per questi quattro anni.
Il dato che mi è stato dato è che ci sono stati solo 6 casi di rimpatri …
Roberto ZAFFINI. Io non ce l'ho con lei, io ce l'ho con la Regione Marche che ha una possibilità economica notevole, ho qui tutto il progetto dei rimpatri, me lo sono studiato: che cos'è il rimpatrio volontario assistito, chi può utilizzarlo, ed ho dei dati che dicono che in tre anni hanno usufruito di questo finanziamento in solo sei casi.
In una situazione così drammatica, dove i nostri perdono il lavoro, dove continuiamo a vedere dei bei giovanotti per strada, nei bar, che usufruiscono anche della casa popolare, forza da lavoro che dovrebbe andare dov'è il Pil, qui, a casa nostra, non abbiamo più il Pil, quindi, se c'è una possibilità …, altre Regioni lo stanno sfruttando, io ho dei dati, all'inizio nel 2009 ci sono stati 162 casi, sono aumentati a 474 ed poi sono arrivati a 1.500. Sono sempre pochi, però, in proporzione a sei ... mi sembra che ci sia veramente poca pubblicità di questa possibilità. Farebbe bene a tanti immigrati tornarsene a casa perché probabilmente andrebbero in zone dove il Pil è in crescita rispetto a, nostro, e libererebbero dei posti e dell’assistenza sociale, servizi che in questo momento sarebbero da indirizzare alle nostre difficoltà, ai nostri anziani, ai nostri disoccupati, ai nostri giovani.
La Regione è sicuramente inadempiente, in Toscana sono diverse le associazioni, gli enti che stanno facendo capo alla rete Rirva, rete italiana per il ritorno volontario assistito, è la Regione stessa che monitora e sprona a incentivare un rimpatrio di ritorno perché, diciamolo chiaramente, è solo questione di povertà e, probabilmente, la povertà in altri paesi, in questo momento, fa soffrire meno che da noi che sappiamo bene quanto sia difficile vivere in un Paese ex benestante con poche risorse.
Diamoci da fare, non pensavo che i dati fossero così esigui, soprattutto non c'è la conoscenza di questo progetto Rva, diamoci da fare perché io vi starò con il fiato addosso, ci sono 1 milione e 800 mila euro di fondi europei internazionali che devono essere utilizzati per questo scopo, ogni posto di assistenza e di assistenzialismo liberato da un immigrato, sono soldi in più per i nostri disoccupati, per i nostri anziani. Mi raccomando diamoci da fare.
Interrogazione n. 1050
“Istituzione laboratorio di emodinamica presso l'Ospedale Inrca di Ancona”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1050 del Consigliere Bugaro, viene rinviata per l’assenza dell’Assessore.
Interrogazione n. 1092
dei Consiglieri Sciapichetti, Giancarli
“Interventi di reindustrializzazione delle aree coinvolte dalla crisi del Gruppo A. Merloni”
Interrogazione n. 601
“Drammatica posizione lavoratori della A. Merloni”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le interrogazioni n. 1092 dei Consiglieri Sciapichetti, Giancarli e la n. 601 del Consigliere Latini, abbinate. Ha la parola per la risposta l'Assessore Giannini.
Sara GIANNINI. L'accordo di programma della "Merloni", inizialmente sottoscritto nell'aprile 2010 è stato rimodulato nel mese di ottobre 2012 e prevede un intervento congiunto di MISE e Regione, insieme alla Regione Umbria, per la reindustrializzazione del territorio colpito dalla crisi teso al reimpiego della forza lavoro attualmente in CIGS e che conta circa 1500 lavoratori in esubero distribuiti fra Marche ed Umbria.
Il territorio compreso nell'area di crisi conta 56 Comuni della Regione Marche e 17 della Regione Umbria.
La rimodulazione ha interessato le modalità di utilizzo e la finalizzazione delle risorse messe a disposizione dallo Stato e dalle Regioni.
Non è intervenuto su altri aspetti quali ad esempio la perimetrazione dell'area di crisi in quanto ciò avrebbe portato non ad una rimodulazione quanto piuttosto ad una modifica di merito, non sostenibile sotto il profilo giuridico non essendo cambiate le condizioni originarie che hanno giustificato l'intervento.
E’ giusto ricordare che l'art. 8 dell'accordo 2010 individua i Comuni il cui territorio rientra nei sistemi locali di lavoro interessati dalla crisi dell’Antonio Merloni, che presentano una specializzazione manifatturiera maggiore del 25% della media di ripartizione del centro Italia, confrontandoli con quelli interessati dalle ordinanze che hanno perimetrato gli interventi del sisma del 1997 anche sulla base delle indicazioni delle Regioni interessate (indotto ex Ardo).
In tal senso risulta impossibile soddisfare la richiesta del Comune di San Severino di rivisitazione della delimitazione territoriale.
Vorrei anche precisare che il Presidente della Giunta in una lettera di gennaio scorso agli stessi Consiglieri ha risposto le motivazioni per le quali non era possibile riperimetrare e vorrei anche specificare, per chiarezza, che tale Comune non rientrava nemmeno nella perimetrazione del 2010 per cui è semplicemente una ripetizione di quello che preveda l'accordo firmato originariamente nel 2010.
Resta in ogni caso impregiudicata, e questa mi pare la cosa da sottolineare, la possibilità di occupazione degli ex dipendenti Merloni abitanti a San Severino Marche che possono essere chiamati a coprire posti di lavoro dove questi verranno creati senza discriminazione alcuna. D'altra parte progetti di impresa potranno essere agevolati attraverso il Fondo di Coesione (ex Fas), attualmente è stato già emanato un bando, esterno all'area di crisi e che opera su tutto il territorio regionale.
La cessione degli assets da parte dell'Amministrazione straordinaria ha infatti reso necessaria la predetta rimodulazione spostando l'attenzione degli interventi dall'utilizzo delle strutture al massimo assorbimento del personale ex Merloni rimasto in CIGS, anche con nuovi progetti di investimento. Vorrei sottolineare che la legge 181 ha come obiettivo il reimpiego ed il riutilizzo del personale in esubero, per cui il tema che affronta e gli investimenti che mette a disposizione hanno questo obiettivo, quello di rimettere nel mercato del lavoro e nel ciclo della produzione i lavoratori dichiarati in esubero.
Coloro che risiedono a San Severino e che erano dipendenti dell'ex Ardo hanno gli stessi identici diritti di tutti gli altri dipendenti di essere richiamati dalle imprese che investono nel territorio in progetti. Devo anche sottolineare che i progetti che stanno arrivando non sono moltissimi, quindi, dobbiamo anche provocare, stimolare fortemente il territorio per questo.
I due principali strumenti per l'attuazione dell'accordo di programma sono la L.181/89 di fonte ministeriale con una dotazione finanziaria di 35 milioni di euro, e un intervento con i fondo FAS di fonte regionale con una dotazione di circa 7,5 milioni il cui bando è stato pubblicato sul BUR della Regione il 9 maggio u.s., una parte è per le aree di crisi, è per la zona del fabrianese che è area di crisi rilevata nazionalmente e l'altra è per l'ascolano, anche questa area di crisi rilevata al Mise.
Accanto ai due strumenti principali sono previsti altri interventi di sostegno, I'autoimpiego è, però, temporaneamente sospeso per carenza di fondi perché veniva finanziato con risorse nazionali, interventi regionali per favorire forme cooperative, per la ricerca e l'innovazione.
I due interventi poggiano sulla selezione di progetti imprenditoriali che prevedono rioccupazione del personale ex Merloni tanto che le percentuali di contribuzione dell'aiuto pubblico variano in funzione della riassunzione di detto personale.
AI fine di facilitare la predisposizione delle proposte è stato attivato un punto di contatto, il cui punto di riferimento è appunto la Svim, per facilitare sia le proposte che per orientare gli interessati, orientare sulle diverse proposte territoriali, sulle possibili disponibilità di strutture o di opportunità.
Alla data del 20 maggio al punto di contatto sono arrivate 15 proposte di progetto con investimenti superiori a 2 milioni di euro (elegibili alla 181/89), e 32 proposte di progetti al di sotto dei 2 milioni di euro (elegibili al FAS o all'autoimpiego). I contatti complessivi del presidio territoriale sono ad oggi superiori a 140 cosi suddivisi :
Imprese n. 65, Privati n. 49, Enti n. 26.
Il 31 maggio si è aperto lo sportello per la presentazione dei progetti a valere sul FAS, si è chiuso il 3 giugno con il clik day, risultano pervenute 51 proposte progettuaIi, di cui solo 13 dell'area del fabrianese, il resto dell’area di Ascoli e di tutta la regione, zone che non sono inserite nelle aree di crisi.
Relativamente agli strumenti per agevolare la riassunzione del personale ex Merloni è stato inoltre attivato l'accesso al fondo FEG, Fondo Europeo per la Globalizzazione, che consente I'inserimento facilitato del personale ex Merloni attraverso l'assistenza alla predisposizione dei profili lavorativi, la formazione e l'incentivo all'assunzione. Tali interventi si sommano alle facilitazioni previdenziali previste dalle norme nazionali per l'assunzione di lavoratori in CIGS e/o in mobilità.
Poiché I'intervento finanziario del FEG prevede la partecipazione pubblica da parte dello stato membro e viene erogato su rendiconto, la Regione ha provveduto a predisporre appositi capitoli sul bilancio 2013 con una dotazione complessiva di 500.000 euro.
Non va inoltre sottaciuto che la Regione Marche, in virtù del precedente accordo, quello del 2010, già ha erogato, a difesa della coesione del territorio poco meno di 38 milioni di euro e più precisamente:
- 3,6 i milioni di euro sono stati messi a disposizione dal fondo di garanzia per le PMI del distretto e dell'indotto Merloni che ha consentito 1.732 operazioni creditizie per liquidità, ristrutturazione del debito ed investimenti per 97 milioni di finanziamenti complessivi erogati del sistema creditizio;
- 13,8 milioni di euro sono stati utilizzati per la protezione dei lavoratori delle piccole imprese sotto i 15 dipendenti con gli ammortizzatori sociali in deroga;
- 8,5 milioni di euro hanno agevolato progetti di investimento per trasferimento tecnologico, ricerca ed innovazione delle PMI;
- 9,3 milioni di euro di interventi regionali specifici per le PMI del distretto hanno riguardato aiuti alle assunzioni, creazione di imprese, tirocini, progetti e voucher formativi;
- 2,5 milioni di euro destinati al sostegno di iniziative cooperative promosse anche da lavoratori provenienti da aziende in crisi: interventi per capitale di rischio, abbassamento interessi su prestiti, investimenti innovativi, nuove iniziative cooperative.
Per riassumere il territorio del Comune di San Severino non è stato mai compreso nell'accordo di programma Merloni, non sono stati inseriti altri Comuni nella rideterminazione dell'accordo perché questo ha riguardato la rimodulazione degli interventi, piegando soprattutto sul reimpiego dei lavoratori. I lavoratori residenti nel Comune di San Severino che rientrano nell'elenco della modalità dell'adp Merloni hanno gli stessi identici diritti di tutti gli altri ad essere reimpiegati.
Noi a questo punto abbiamo deciso, insieme all’Assessore Luchetti, di fare anche un punto sull'accordo di programma perché riteniamo che debbano essere maggiormente coinvolte le amministrazioni comunali anche per la creazione di pacchetti per gli investimenti che riguardano probabilmente, io credo, il reperimento di tutti i territori disponibili, le aziende dismesse, i fabbricati dismessi e la possibilità di accompagnarle con facilitazioni fiscali, tipo l'Imu, la diminuzione degli oneri, la rateizzazione più prolungata e così via.
Facciamo anche questo lavoro e lo faremo anche per il Comune di San Severino perché tutti i lavoratori dell'ex Ardo possano trovare collocazione in attività produttive.
PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Sciapichetti.
Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Assessore per la risposta dettagliata e precisa che ha dato, soprattutto, mi pare che nella parte finale del suo intervento abbia recepito lo spirito della interrogazione che abbiamo presentato.
L'impegno è quello di continuare quest'opera di sostegno che mi pare molto efficace, soprattutto, la concertazione con il territorio e con i Sindaci interessati mi sembra un aspetto molto importante.
Dino LATINI. Grazie Presidente, la mia interrogazione non toccava l'aspetto del Comune di San Severino in quanto non era incluso nel perimetro degli interventi, ma si inseriva nell'ambito della posizione dei lavoratori dell'Antonio Merloni per quanto riguarda l'accordo siglato nel novembre 2011 e, poi, nella situazione della trasformazione degli stabilimenti attraverso l'acquisizione da parte della Società Porcarelli dall'inizio dl 2012.
Sulla situazione degli interventi per i 1.300 lavoratori che di fatto erano, in qualche modo, nella prima fase degli ammortizzatori esclusi da qualsiasi azione che potesse poi vederli inseriti nell'attività della J&P di Giovanni Porcarelli, era stato chiesto quale prospettiva di assegnare loro per quanto riguarda, prima di tutto, l'aspetto lavorativo e poi, ovviamente, l'aspetto dei redditi derivanti da qualsiasi occupazione.
Ringrazio l'Assessore per la risposta che ha dato e, per quanto riguarda il quadro complessivo degli interventi, la Regione non solo è stata chiamata, ma volontariamente ha messo in piedi, differentemente da altre Regioni che non hanno neanche in qualche modo iniziato quei percorsi che sono facoltativi, l'attività di aiuto nelle grandi crisi dei settori importanti, come l'Antonio Merloni per le Marche.
Volevo indicare, in termini oggettivi, che questa fase, che definirei burocratica, in cui questi lavoratori non riescono a vedere, se non in una minimissima parte, una prospettiva di lavoro deve essere, in qualche modo, comunicata loro, per dare quella chance che era stata indicata e che, in qualche modo, era stata ricercata affinché l'iniziativa di competenza, o comunque quella che la Regione si era assunta di adottare e sostenere, potesse in qualche modo trovare una concretizzazione, la più rapida possibile.
Lo spezzettamento degli interventi che è stato messo in piedi configura un’azione brillante se ottiene quelle finalità che la Regione insieme al Ministero e, soprattutto, insieme agli stessi lavoratori ha determinato ed ha programmato, ma determina una situazione di ansia e di preoccupazione fortissima, oggi più che mai, a seguito della parallela crisi dell'Indesit, se non riusciamo a far capire che il percorso è in itinere, ma che ancora non dà gli sviluppi agognati da tutti.
L'invito che faccio, anzi il suggerimento, è quello di comunicare alle persone interessate che sono moltissime, 1.500, oggi circa 1.300, affinché abbiano prospettive o comunque una speranza di lavoro pari ai 700 che sono stati impiegati dalla società J&P. Industries di Porcarelli.
del Consigliere D'Anna
“Rete di rilevamento inquinamento atmosferico: senza la validazione dei dati a rischio la salute dei cittadini di Pesaro, Fano e del resto delle Marche”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'interrogazione n. 1093 del Consigliere D'Anna. Ha la parola, per la risposta, l'Assessore Malaspina.
Maura MALASPINA. II d.lgs. 155/10 all'articolo 1, comma 4 lett. h) stabilisce che: "La rete di misura è soggetta alla gestione o al controllo pubblico. Il controllo pubblico è assicurato dalle Regioni o dalle Province autonome o, su delega, dalle agenzie regionali per la protezione dell'ambiente. Le stazioni di misurazione non soggette a tale gestione o controllo non sono utilizzate per le finalità del presente decreto".
Nel territorio della Regione Marche le centraline di monitoraggio della qualità dell'aria ambiente sono di proprietà delle varie Province.
Finora tali centraline sono state gestite dalle Province, ciascuna per suo conto, mediante propri hardware e software, nonché avvalendosi di ditte di manutenzione mediante appalto.
I siti di monitoraggio erano molti, variamente diffusi sul territorio, ma solo pochi di questi erano funzionali alla valutazione della qualità dell'aria per le finalità della normativa nazionale e comunitaria vigente fino all'entrata in vigore del D.Lgs. 155/2010, ed infatti solo i dati di queste poche centraline la Regione trasmetteva ufficialmente al MATTM e questi alla Commissione europea.
II passaggio alla gestione da parte della Regione richiedeva innanzitutto la disponibilità diretta, in capo alla Regione stessa, delle centraline, nonché dell'hardware e del software necessari.
Scartata a priori l'ipotesi di acquistare ex novo le centraline, perché la Regione avrebbe dovuto stanziare alcuni milioni di euro (circa 180.000,00 - 200.000,00 euro per ogni centralina, per un numero di centraline da 15 a 23), mentre le Province avrebbero dovuto dismettere le proprie, ci si è subito orientati ad acquisirle in comodato dalle Province, salvo in futuro trattarne l'acquisto come materiale usato.
Ci si è anche orientati a cederne la detenzione all'ARPAM, anche perché già validava le risultanze del monitoraggio per conto delle Province, affinché le gestisse, a spese della Regione.
Tuttavia le numerose attività da sviluppare per adempiere a quanto disposto dall'art. 1 del D.Lgs. 155/2010 non erano immediatamente attuabili. Nel frattempo non poteva che continuare il monitoraggio da parte delle Province, in regime di proroga, come in effetti è avvenuto fino a tutto il 2012. Per ristorare le Province delle spese sostenute durante il regime di proroga e per consentire loro di continuare il monitoraggio il più a lungo possibile, con DGR 84 del 31 gennaio 2012 recante "Determinazione criteri e modalità per il conferimento di contributi alle Province per la gestione della rete di monitoraggio della qualità dell'aria ambiente", avvalendosi dello stanziamento disponibile, la Regione ha stabilito per gli anni 2011 e 2012 di contribuire alla gestione della rete, solo per i siti di monitoraggio di interesse comunitario, secondo la vecchia zonizzazione.
La nuova zonizzazione non è stata ancora approvata formalmente dalla Regione in quanto, dopo la prima proposta inviata al MATTM in data 31 marzo 2011, a seguito di varie interlocuzioni, non si è ancora ottenuto il parere favorevole.
Nel frattempo, con DGR del 4 aprile 2011 n. 440, la Regione ha incaricato I'ARPAM di redigere lo stato di consistenza del materiale in possesso delle Province, il capitolato speciale d'appalto per la manutenzione della rete regionale e di stimare i costi per l'adeguamento dell'attrezzatura, per l'avvio e per la manutenzione della rete, che poi I'ARPAM stessa avrebbe gestito.
Dalla documentazione fornita dall'ARPAM è emerso che sarebbero stati necessari 1.192.000,00 euro circa IVA inclusa per l'adeguamento e circa 529.000,00 euro IVA inclusa per la manutenzione annuale di una rete di 23 stazioni.
A causa della mancanza di uno stanziamento sufficiente di risorse nell'assestamento di bilancio 2012 e nel bilancio 2013, non è stato possibile mettere I'ARPAM in condizione di bandire la gara di carattere comunitario per l'adeguamento, l'avviamento e la manutenzione della rete.
L'Ufficio regionale competente ha comunque provveduto a:
- concedere all'ARPAM le esigue risorse disponibili nel bilancio 2012 pari a 165.854,36 euro ai fini della presa in carico, della messa in sicurezza, dell'avvio e della gestione ordinaria della rete di monitoraggio della qualità dell'aria ambiente per parte del 2013;
- attivare, considerato che le Province avevano comunicato di non poter proseguire il monitoraggio in regime di proroga per tutto il 2013, le procedure per la presa in consegna del materiale dalle Province, per l'avviamento e per la manutenzione per un periodo iniziale, purtroppo breve, e di una rete ridotta, comunque sufficiente ai fini comunitari, secondo la vecchia ma tuttora vigente zonizzazione, in attesa dell'approvazione di quella nuova;
- stipulare, nel limite delle suddette risorse stanziate nel bilancio 2012 apposite convenzioni tra la Regione, le singole Province, l'ARPAM, il cui schema è stato approvato con DGR n. 25 del 21/01/2013;
- ad approvare, con DGR n. 25 del 21/01/2013 uno schema di rete di rete generale di misura dell'aria ambiente e uno schema di rete ristretta di misura dell'aria ambiente per l'avvio del monitoraggio, comunque più che sufficiente per le esigenze di monitoraggio comunitarie.
Soltanto dopo l'adeguamento iniziale, la messa in sicurezza e l'avvio, si conoscerà la spesa effettivamente sostenuta per tali operazioni e si saprà quanto resterà dello stanziamento impegnato nel 2012 e di quello superiore, ma comunque esiguo, di competenza 2013 (circa 300.000,00 euro) da utilizzare per la prosecuzione della gestione e quindi si saprà per quanto tempo questa potrà durare, in attesa di nuove risorse finanziarie.
Giancarlo D'ANNA. Assessore, lei ha preso questo incarico da qualche giorno, evidentemente ancora non è dentro il discorso delle pm10 e delle centraline, una questione che si ripete da troppi anni, che va avanti da troppi anni.
Io ricordo che anche nella scorsa legislatura ci sono state diverse interrogazioni, non solo del sottoscritto, relativamente alle problematiche legate alla presenza di pm10, a ragion veduta perché questa è una Regione, se ci fosse l'Assessore Mezzolani forse potrebbe anche confermarlo, che, negli ultimi anni, ha visto un aumento importante dei tumori infantili, i tumori infantili sono strettamente collegati anche all'inquinamento atmosferico, e un aumento anche di alcune patologie che sono strettamente collegate alla presenza di inquinanti, ad iniziare dalle pm10 all'interno delle quali si trovano anche polveri di amianto. Un altro problema questo che questa Regione non è stata capace di risolvere negli ultimi anni, tanto è vero che ci sono solo in provincia di Pesaro e Urbino oltre 4.000 edifici, tra pubblici e privati, che contengono amianto e che disperdono nell'aria parte di quelle particelle che poi vanno a finire anche nelle pm10 ed in polveri molto più piccole.
Questa come premessa, sentire nella risposta che si stanno valutando i siti di monitoraggio di interesse comunitario credo che sia una risposta molto distante da quella che è la realtà, perché qui a noi non interessano i siti di interesse della Comunità Europea, a noi interessano le realtà, ce ne abbiamo una qua vicino Ancona-Torrette, ce le abbiamo nelle grandi città e ce le abbiamo anche nelle piccole città, la presenza della pm10 è costante e francamente alcune soluzioni che sono state più volte prospettate, che sono quelle di lavare le strade, o da ultima quella di non fornire i dati e, quindi, di non prendere i provvedimenti che questi dati obbligherebbero a prendere, mi sembrano folli.
Viviamo in una Regione dove l'ultima soluzione che è stata adottata è quella di non fornire i dati, i dati non si forniscono o non sono utilizzati per prendere quei provvedimenti.
Questo è folle, cioè la Regione dice che prima c'erano le centraline e che adesso sta valutando se acquistarle, il Comune ce l’ha nel suo territorio, ma non può far niente perché la Regione non le ha acquistate dalla Provincia. Alla fine il risultato è che continua ad esserci un aumento di tumori infantili o di patologie collegate all'inquinamento per una questione squisitamente burocratica che, alla fine, fa comodo a tutti.
Investire in prevenzione è sempre un qualcosa che si espone a tutti, ma che non si attua mai. Qui stiamo parlando di un problema, ormai decennale, che non è stato mai assolutamente e seriamente risolto, se non con dei cartelli pubblicitari come quelli di vietare l'ingresso alle marmitte di un certo tipo, la zona blu, la zona verde, i bollini vari, però, di fatto, questo problema non è stato assolutamente risolto.
Qui non si tratta, Assessore, di un passaggio di gestione perché la Regione avrebbe dovuto coordinare le intenzioni e una serie di provvedimenti che avrebbero dovuto riguardare tutto il territorio regionale, soprattutto e prioritariamente, quelle realtà nelle quali devono essere presi dei provvedimenti simili. E’ inutile chiudere al traffico o fare delle modifiche in una zona della città o in città limitrofe perché le polveri si spostano.
Questo è qualcosa che non è stato mai affrontato in modo serio, ripeto, basta andare a verificare nell'archivio le varie interrogazioni, le mozioni che ci sono state nel corso degli ultimi anni, si cerca di tamponare con delle risposte che generalmente vanno sempre nell'indirizzo della mancanza di risorse. Il problema è che anche quando c'erano le risorse questi provvedimenti non sono stati mai presi, quindi, è una questione di volontà politica, di disattenzione, di dare priorità ad altre problematiche sulle quali magari c'è più dibattito perché più visibili, ma le cose invisibili, come il pm10 o come l'amianto restano tali anche per chi ha il dovere di prendere dei provvedimenti.
Questa è un’ulteriore interrogazione che va nella direzione di “facciamo quello che diciamo”, oppure togliamo di mezzo tutte queste belle centraline, risparmiamo soldi, che poi si rivela un risparmio fittizio perché tutto questo si ripercuote sulla salute dei cittadini e, quindi, sulla sanità.
E' un circolo vizioso che francamente deve finire, è un circolo vizioso che può trovare delle alternative valide che sono quelle dell'utilizzo dei mezzi pubblici o la spinta ad un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici. Anche da questo punto di vista, Assessore, non c'è quell’attenzione che dovrebbe esserci. E’ di questi giorni un impegno, tanto per fare un esempio, che le ferrovie dello Stato, Trenitalia, aveva preso con questa Regione per due fermate del Frecciarossa a Senigallia ed a Fano. Sono stati venduti i biglietti, il giorno prima la gente si è trovata, quella più fortunata, che aveva prenotato via internet, con un sms sul telefonino, gli altri come dei fessi ad aspettare alla stazione un treno che non sarebbe mai arrivato.
Ci sono dei treni locali che vanno evidentemente spinti maggiormente, c'è una linea a mio avviso da recuperare, ma non solo a mio avviso, che è quella della Fano Urbino che potrebbe mettere in collegamento l'entroterra con la costa e, quindi, con i servizi che ci sono sulla costa, anche perché è la stessa Regione che sta spostando una serie di servizi importanti lungo la costa, ad iniziare dal discorso della sanità.
Le alternative ci sono, non sono quelle di mettere il cartello, ma di attuare una politica che vada abbinata a delle scelte chiare, che sono quelle di una mobilità diversa, non dico sostenibile, perché a furia di parlare di sviluppo sostenibile qua siamo arrivati in una situazione drammatica dal punto di vista ambientale, quindi l'utilizzo dei mezzi pubblici ed una politica che vada incontro ad una mobilità diversa come quella delle biciclette, ove è possibile, soprattutto nelle zone pianeggianti e quindi, una politica di piste ciclabili fatte come Cristo comanda, altrimenti, Assessore, ci nascondiamo dietro un rimpallo di competenze all'interno del quale poi mettiamo sempre il discorso economico, non ci son i soldi e, quindi, lasciamo tutto com'è.
Francamente questa è una non risposta, so che non l'ha preparata lei, quindi, capisco benissimo, però l'invito, se vuole iniziare bene questo suo incarico, è quello di prendere a cuore questa tematica, io l'incalzerò su questa, ci rivediamo fra qualche mese, magari, con un’interrogazione per capire se qualche cosa, da questo punto di vista, è cambiato e se lei vuol prendere un serio impegno su queste tematiche.
“Riordino degli interventi in materia di bonifica e irrigazione. Fusione del Consorzio di Bonifica del Musone, Potenza, Chienti, Asola e Alto Nera e del Consorzio di Bonifica dell'Aso, del Tenna e del Tronto”
(Nuova titolazione) “Riordino degli interventi in materia di bonifica e di irrigazione. Costituzione del Consorzio di Bonifica delle Marche e fusione dei Consorzi di Bonifica del Foglia, Metauro e Cesano, del Musone, Potenza, Chienti, Asola e Alto Nera, dell'Aso, del Tenna e del Tronto”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 87 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Perazzoli.
Paolo PERAZZOLI. Questa proposta di legge arriva in Aula dopo una lunga, ricca e proficua discussione, durata un paio di anni, in particolare con i Comuni, le associazioni imprenditoriali e agricole, i consorzi di bonifica esistenti.
Mi pare si possa dire che abbiamo fatto un buon lavoro, abbiamo riscritto completamente la proposta di legge della Giunta, andiamo in una direzione diversa da quella che era stata presentata, che era contestata largamente, e raggiungiamo un risultato pressoché unanime.
Spero che nel corso della discussione i colleghi della minoranza possano prendersi anche loro tutto il merito, com'è giusto che sia, dell'approvazione di una legge che credo che sia un buon lavoro.
Abbiamo sanato alcuni fatti che hanno portato i consorzi, in questi anni, ad operare in modo debole, hanno prodotto debiti anche perché si occupavano solo dell'irriguo e avevano una struttura che non era utilizzata appieno.
Abbiamo registrato resistenze diffuse nel territorio, in qualche caso retaggio della storia antica di questi consorzi, che sono dannose, che hanno fatto sì che, in questi anni tra le leggi che approvava il Consiglio, i ricorsi al Tar, i ricorsi alla Corte Costituzionale, si sia delineato un quadro legislativo di riferimento dei consorzi delle Marche negativo. Abbiamo avuto una situazione di conflittualità e un territorio non ben governato per responsabilità di tutti, anche degli enti pubblici e dei soggetti privati.
Avviamo con questa legge un processo di riorganizzazione, perché qui non si mette in piedi un soggetto di autogoverno del mondo agricolo, ma un soggetto che ha l'ambizione del governo unitario del territorio, perché il territorio - ogni tanto qui ne parliamo quando avvengono, come ieri, in una piccola parte del territorio grandinate, alluvioni, smottamenti - è come il corpo di una persona, va curato, va tenuto in forma e con questa legge vogliamo fare questo, anche nell'ottica di un superamento delle Province. Individuare un soggetto che con la partecipazione dei proprietari dei fondi e degli enti pubblici, dei Comuni, possa essere un soggetto che si candidi a governare questo territorio e a sviluppare una politica positiva di risanamento ambientale.
Questo è un riformismo vero, io dico, come diciamo nell'ordine del giorno che proponiamo di approvare insieme alla legge, con il quale impegniamo la Giunta regionale a verificare fra un anno e continuamente perché si avrà bisogno di aggiustamenti sulla base di un’esperienza reale, del governo reale del territorio.
L' obiettivo è quello di avere, per un periodo lungo, almeno 10 milioni l'anno da poter spendere per il territorio. Altrimenti parliamo del territorio come i coccodrilli che piangono dopo aver mangiato i propri figli.
Il nostro territorio ce lo stiamo mangiando, invece dobbiamo curarlo.
L'impalcatura è un consorzio unico, regionale, ma non della Regione, è uno strumento del territorio, dei soci, quindi, dei proprietari di immobili e dei Comuni, con un Consiglio di Amministrazione di sei componenti, garantisce, prevediamo l'accoglimento di un emendamento, la presenza di tutti i comprensori, con un Presidente e un Vicepresidente. Per il Presidente è stata prevista un’indennità pari a quella di un Sindaco di un Comune di 10.000 abitanti, quindi, non può essere superiore a quella, per tutti i componenti della Giunta c'è un gettone di presenza, per il resto ci sono solo rimborsi spese.
Il consorzio è composto da 31 componenti, così come sono 31 i rappresentanti dei singoli comprensori, è articolato in sei comprensori, con una specificità nel sud dove storicamente ci sono tre consorzi, quello del Tenna, quello dell'Aso e quello del Tronto i quali, però, hanno nell'Assemblea regionale una minore rappresentanza singola.
I 31 componenti sono così suddivisi: quindici per gli immobili extraurbani, sostanzialmente agricoli, tre per gli immobili a uso industriale, artigianale e commerciale, dodici rappresentanti dei Comuni, uno delle associazioni ambientaliste.
Per essere chiari le assemblee dei comprensori non gestiscono, esprimono pareri e potranno per alcune questioni avere delle deleghe dal Cda regionale.
La programmazione è una programmazione regionale, che dura cinque anni. Abbiamo previsto il piano generale di bonifica, all'articolo quattro.
Una novità importante è quella di aver previsto la suddivisione del territorio regionale in sub bacini, della dimensione minima di 500 ha e, per ognuno, l’individuazione di un’impresa agricola di presidio, perché riteniamo che il territorio tutti i giorni, tutti gli anni, vada tenuto sotto controllo con possibilità di piccoli interventi.
La contribuenza generale, so che dico delle cose che io, di modesta intelligenza, ci ho messo dei mesi a capire, i colleghi probabilmente saranno più veloci di me, capiranno subito, sono soldi che si pagano, è indissolubilmente legata ai benefici che si hanno dall'azione del consorzio. Sulla base della contribuenza si hanno i diritti elettorali, divisi in più categorie, che non vi spiego perché se no facciamo troppa confusione, questo meccanismo è ineliminabile perché previsto dalla legge nazionale e dall'accordo Stato-Regioni.
Per le risorse, prima ho parlato di circa 10 milioni di euro l'anno, l'obiettivo sarebbe, secondo me, quello giusto, oltre alla contribuenza legata ai benefici dell'azione di bonifica e di irrigazione ci saranno i soggetti gestori del servizio idrico integrato che avranno competenza nella gestione dei fondi. La depurazione e, quindi, l'acqua piovana che cade sulle città, non dovrebbe andare nelle fogne, in realtà va nei fossi e contribuisce ad aggravare il peso della gestione della rete idrica. Soprattutto nelle città costiere è complicato individuare quale soggetto deve realizzare opere di sistemazione idraulica per evitare che l'acqua piovana vada nella rete fognaria, e quindi, nel depuratore. Per questo prevediamo la possibilità di una quota di partecipazione in questo senso.
Un'altra fonte di entrata sarà quella delle convenzioni con i Comuni perché, per legge, i corsi d'acqua quando entrano nell'ambito urbano sono di competenza dei Comuni i quali, come tutti sapete, sono in condizioni economiche difficili, da qui la possibilità di convenzionarsi con il consorzio e di individuare le eventuali opere da fare nell'ambito urbano e chi deve pagare.
L'altra fonte per avere risorse per investimenti più significativi è quella di presentare progetti al Ministero per il risanamento ambientale.
Tutto il territorio è interessato alla bonifica.
Un altro aspetto che abbiamo chiarito, a me è capitato quando facevo il Sindaco, un po' di anni fa, è che quando avvengono situazioni gravi, come spesso capita quando ci sono acquazzoni forti, si pensa subito alle terre immediatamente vicine al centro abitato, e allora si emettono ordinanze che, in qualche caso, vengono eseguite, in qualche altro caso non vengono eseguite, quindi, abbiamo la possibilità di individuare il consorzio per interventi sostitutivi qualora i proprietari siano inadempienti, sempre previa ordinanza del Sindaco, del Prefetto o del Presidente della Giunta regionale.
Pensiamo di aver fatto una buona legge e proponiamo, siccome c’è stata una richiesta forte, un ordine del giorno che accompagna la legge con cui impegniamo la Giunta, da qui a un anno, a relazione in Consiglio sull'andamento e sull'attività che porterà avanti il Commissario straordinario nell'azione di fusione dei consorzi e di costituzione del nuovo soggetto e a favorire la stipula di un'assicurazione che garantirà il risarcimento dei danni ai proprietari degli immobili, danni dovuti ad inadempienza o a carenze del consorzio, perché abbiamo visto che il risarcimento dei danni dallo Stato non viene, quindi, rimandiamo alle convenzioni tra Comuni e consorzio l’individuazione e le modalità di pagamento delle opere che si realizzeranno negli ambiti urbani.
Qui c'è un doppio sospetto, da una parte la storia ci porta a dire che, soprattutto, nel sud ci sono stati contenziosi enormi sulle bollette che dovevano essere pagate dagli abitanti dei quartieri delle città, dall'altra c'è la preoccupazione delle associazioni agricole che gli agricoltori possano essere chiamati a pagare per opere che si fanno nella città. E’ chiaro che il principio deve essere che ognuno paga per i benefici effettivi che ottiene dall'azione del consorzio.
Credo che abbiamo fatto un buon lavoro, vero, parliamo di ambiente non in modo astratto, abbiamo creato uno strumento efficace che, in qualche modo, raccoglie le esperienze migliori di altre Regioni, in particolare della Toscana. Crediamo che sia una buona legge, con l'impegno a rivederla nei prossimi mesi perché possiamo perfezionarla, nella speranza che, nel frattempo, il Parlamento abbia risolto questa annosa questione delle Province, altro soggetto importante che deve garantire la tenuta del territorio, ma che sappiamo avere scarsità di risorse assolute. In questo modo noi riportiamo a unità che è la cosa più importante, perché il territorio è uno e insieme va garantito.
PRESIDENTE. Ha la parola la relatrice di minoranza Consigliera Ciriaci.
Graziella CIRIACI. Grazie Presidente, sostituisco per questo incarico il Consigliere Bucciarelli e lo faccio con immenso piacere perché con il Consigliere Perazzoli e in III^ Commissione abbiamo lavorato affinché questa proposta di legge rappresenti il più possibile le esigenze del territorio.
Un territorio che ha bisogno di essere governato, un territorio che ha bisogno, in un certo senso, di organizzare le funzioni dei consorzi di bonifica, ne ha molto bisogno perché sappiamo tutti il risultato dei consorzi precedenti.
Abbiamo lavorato affinché questa riorganizzazione possa diventare e trasformare i consorzi di bonifica in soggetto di coordinamento e di tutela di tutti territori della regione Marche.
Voglio ancora sottolineare con soddisfazione il contributo effettivo che c'è stato dato anche dagli uffici, in quanto abbiamo potuto valutare più proposte, abbiamo potuto fare incontri e concertazioni a non finire, forse anche troppi, in un certo senso, per chi vedeva del tempo trascorrere. E’ una legge che non poteva essere limitata a una settimana di tempo, abbiamo ascoltato le proposte, non una, che venivano dal territorio, tant'è vero che con gli emendamenti abbiamo accolto le osservazioni e le abbiamo anche reintegrate.
Sto facendo un discorso che, in un certo senso, un po' mi imbarazza, in quanto essendo parte della minoranza non riesco a svolgere un ruolo di opposizione perché ritengo che gli uffici e noi Consiglieri della III^ Commissione abbiamo fatto un lavoro degno e dignitoso e, soprattutto, di tutela, come dicevo prima.
Un obiettivo ben preciso lo abbiamo, tra l'altro, messo per quanto riguarda il discorso della verifica che verrà effettuata dopo un anno, quindi, dovremmo vedere se questo percorso di adeguamento funziona o non funziona e quali potrebbero essere le modifiche o gli aggiustamenti.
Ho visto leggendo la prima stesura che c'era stata mandata, che l'autonomia del comprensorio del territorio dell'Aso, non per campanilismo ma per esigenza, non era stata compresa, mi è stata data questa possibilità in quanto questo comprensorio ha un'autonomia territoriale per esigenze particolarissime. Il lavoro svolto dai dirigenti e dal direttore ha fatto di questo comprensorio un ente più operativo che promotore della gestione stessa.
Sono state realizzate anche delle attività relative alle fonti energetiche che hanno permesso, dal punto di vista economico, forse, uno dei pochi respiri che hanno avuto tutti i consorzi della Regione Marche.
Altra cosa che vorrei sottolineare è che noi, come Commissione, abbiamo presentato un ordine del giorno che aggiusta alcune osservazioni, sono stati presentati anche degli emendamenti. Per quanto riguarda il nostro voto mi aspetto l'approvazione o meno degli emendamenti presentati, quindi, con dichiarazione di voto dichiareremo la nostra posizione come opposizione.
Colgo l'occasione, visto che vedo la dott.ssa Sardella, di farle i complimenti perché ha fatto un grosso lavoro, un lavoro di concertazione, di coordinamento e, soprattutto, di qualificazione nella stesura di questa legge.
Aspettiamo l'approvazione o meno degli emendamenti che sono stati presentati per fare, poi, la nostra dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Acquaroli.
Francesco ACQUAROLI. Grazie Presidente. Questa legge nasce, per lo meno l'urgenza di rimettere mano ai consorzi di bonifica, dall'approvazione in Aula di un mio emendamento, circa due anni fa, quasi due anni fa, che di fatto abrogava le funzioni pubbliche dei consorzi di bonifica.
Non so se lo ricordate, ma a margine di quella approvazione è diventata prioritaria la volontà dell'Aula e della Giunta di rimettere mano a questa parte legislativa per fornire una risposta alle esigenze del territorio.
Vorrei entrare un po' nel merito di quello che accade quel giorno quando presentai quell'emendamento, a seguito del quale ci furono anche delle polemiche, la gente diceva: “Ma il Consigliere Acquaroli è impazzito, l'Aula è impazzita, abroga i consorzi di bonifica senza una motivazione?”
In realtà la mia azione e l'azione dell'Aula aveva un senso. Vi chiedo un po' di attenzione perché stiamo per votare una legge che toccherà moltissimi cittadini della regione Marche, moltissimi, quindi, sarebbe opportuno che quest'Aula facesse uno sforzo per consentire di produrre il migliore atto possibile, perché non vorrei che, com'è successo per il fotovoltaico e per il biogas, prima si approvano le leggi e poi, quando gli effetti sono devastanti, veniamo qua e facciamo finta che non sia accaduto nulla o che nessuno c'era.
Questa è una legge importante che toccherà la vita di molti cittadini marchigiani, quindi, è importante discuterne bene oggi.
Dicevo che all'epoca uno dei consorzi, ad un tratto, ha iniziato a mandare, dopo alcuni anni di sonno, delle cartelle e, in provincia di Macerata, che è parzialmente toccata da questo consorzio, sono arrivate circa 40.000 cartelle, timbrate Equitalia. Immaginatevi quando arriva a casa una cartella, anche di valore non importante, di 10, 15, 20, 30, 50 euro timbrata Equitalia, scatta il panico. Si pensa ad una multa, si pensa a qualcosa che colpisce il cittadino per una mancanza, invece, era il consorzio che tramite Equitalia chiedeva la tassa annua per la pulizia dei fossi, per la sistemazione, per la bonifica e via dicendo. Senza aver fatto, in qualche maniera, un'azione preventiva di avviso, di comunicazione, di interlocuzione con il territorio. Anzi di fatto il consorzio era commissariato ed aveva superato di qualche mese gli anni che consentivano il commissariamento del consorzio stesso, quindi, questo è stato visto, da parte dei più, come un'azione insensata, non legittimata da un procedimento, da un iter che avesse consentito l'individuazione delle opere primarie da fare, con un iter con cui farle, con degli obiettivi da raggiungere. Quella tassa era chiesta ai tantissimi cittadini all'oscuro di tutto e di tutti.
Allora viste le polemiche forti, immaginate quando arrivano 40.000 circa cartelle da pagare le polemiche scattano, e visto il risultato che si era ottenuto sul territorio, il mio emendamento ha avuto la maggioranza. Oggi siamo qui a distanza di qualche anno a discutere di una nuova legge, una legge che noi vorremmo approvare. Posso dire che mi sono impegnato anche con colloqui chiarificatori con il consorzio, ho potuto apprezzarne l'opera fatta, ho potuto vedere anche il materiale umano di cui dispone il consorzio di bonifica di Macerata e, sinceramente, sono rimasto favorevolmente colpito.
Questa legge, così come viene in Aula, se da una parte si pone degli obiettivi alti, dall'altra mi colpisce per alcune specificità a cui ho cercato di rimediare con degli emendamenti. Parlo, in particolar modo, di quello che è uno dei dubbi più grandi che in qualche maniera mi colpisce, e riguarda l'assemblea del consorzio. Vedo che nell'assemblea del consorzio non ci sono solo i proprietari dei terreni, essendo questo un consorzio obbligatorio tra proprietari di territori. Capisco che questa è una legge che si pone degli obiettivi che vanno anche oltre la proprietà stessa e che, in qualche maniera, cerca di garantire tutti quelli che, direttamente o indirettamente, ne traggono beneficio, però la questione è che, secondo me, sbagliamo a dare un'adesione all'assemblea a persone che non hanno il ruolo di proprietario, secondo me, questa cosa non è legittima da un punto di vista giuridico e, quindi, chiedo dei chiarimenti in questa Aula.
L'altro aspetto è il ruolo che devono avere i rappresentanti dei Comuni, ma non comprendo a cosa serva, e guardate che la mia sensibilità ambientalista l’ho dimostrata in questi anni, come possa essere utilizzato e il ruolo che possa avere nell'assemblea, il rappresentante delle associazioni ambientaliste. Non vedo e, soprattutto, non ne comprendo il motivo per cui questo deve andare a votare i vertici apicali del consiglio d'amministrazione del consorzio.
Se il consorzio, è un consorzio obbligatorio tra i proprietari terrieri, i proprietari terrieri, siano agricoli o industriali, devono votare il consiglio di amministrazione, qualsiasi altra intromissione, è un’intromissione grave, dal mio punto di vista, e attenzione perché il consorzio sarà e diventerà, come diceva il Consigliere Perazzoli, un consorzio unico regionale, quindi, avrà rilevanza regionale.
Se questo è un consorzio obbligatorio tra i proprietari terrieri che devono garantire una funzione pubblica è un discorso, ma in qualche maniera la versione dell'assemblea mi fa guardare più ad una politicizzazione del consorzio, cosa che non è emersa in tutti gli incontri che ho fatto con il consorzio stesso, dove si è parlato del coinvolgimento diretto degli agricoltori, del coinvolgimento diretto di chi vive il territorio, della riscoperta e della valutazione del nostro territorio, dove dissi di inserire anche le strade vicinali perché sono un grande patrimonio, un patrimonio per tutto il nostro territorio agricolo, eno gastronomico e turistico. Bisogna che questa questione venga chiarita oggi in questa Aula, perché è fondamentale per il nostro voto favorevole alla legge.
Possiamo sbagliarci, la mia interpretazione non vuole essere maligna, possiamo sbagliarci, allora qualcuno mi risponda e mi dica se questo è un consorzio obbligatorio tra proprietari terrieri o non lo è, e i rappresentanti dei Sindaci e un rappresentante delle associazioni ambientaliste a quale titolo votano il consiglio di amministrazione del consorzio stesso, perché se stiamo bleffando noi questo non lo accettiamo, se qualcuno tenta di politicizzare per l'ennesima volta il nostro territorio, noi non lo accettiamo.
Dino LATINI. Devo in qualche modo associarmi a chi mi ha preceduto proprio per dire che affrontare questo problema, dopo anni che se ne discute, dopo situazioni più o meno felici, per quanto riguarda i consorzi esistenti, è la prova di buona partecipazione all'azione amministrativa territoriale e di una forte capacità della Regione di prendere in mano un tema che, considerati i rovesci naturali che si hanno e che abbiamo subìto dal 2006 in poi, è diventato una necessità.
Inoltre, trasformare in norma quello che sostanzialmente è un'esigenza, cioè coniugare interventi in materia di bonifica con quelli d'irrigazione e di miglioramento fondiario, per assicurare la tutela e il risanamento del suolo e del sottosuolo, così come prevedono le leggi in materia, come è lo spirito anche di questa proposta di legge in generale, quello che è l'idem sentire su questo argomento, è davvero estremamente difficile. Ancor più difficile coniugare, in futuro, le norme con le richieste che proverranno dai territori e proverranno anche dai consorzi esistenti.
Dai territori proviene la necessità di un ente che sia in grado di definire, soprattutto per quanto riguarda la questione dei canali, degli scoli, dei canali di irrigazione artificiale, dei fossi, fino ad arrivare a quelli che sono veri e propri affluenti dei fiumi, chi è il titolare della programmazione, della prevenzione e, diciamo così, degli atti ablativi, cioè degli atti di intervento d'imperio per dare una continuità alla tutela del territorio e una salvaguardia ai relativi corsi d'acqua.
Finora è stato un rimpallo fra Comuni, Province, Province e Comuni con qualche intervento, nei casi di eccezionale gravità, da parte della Regione con i commissari, ma non c'era un soggetto unico, quindi, la realizzazione del consorzio unico delle Marche, come ente pubblico economico di natura associativa, è un fatto importante ed è importante che all'interno delle Province interessate vi sia anche l'unità su questo aspetto e su questa finalità da parte dei consorzi esistenti che, probabilmente, anzi ne sono sicuro, hanno intuito la necessità che da soli non sarebbero arrivati da nessuna parte.
In alcune situazioni vi è stato l'aiuto reciproco dei consorzi stessi, proprio per la difficoltà di dare risposte, non solo per quanto attiene alla tutela dei corsi minori, ma per quanto riguarda la pulizia e la bonifica dei grossi corsi d'acqua, non ultima la vicenda della diga nel pesarese.
Questo aspetto è indubbiamente qualificabile come un passaggio, a mio avviso, non vorrei usare definizioni trionfalistiche, usurate o retoriche, davvero importante se non storico, perché da quello che è stato negli anni '20, il primo intervento nelle Marche nella bonifica, con l'idea della centralizzazione attraverso il recupero delle acque della montagna, per dare a tutto il nostro territorio la possibilità di un utilizzo irriguo e, soprattutto, dell'utilizzo irriguo per quanto riguarda lo sviluppo del territorio agricolo, credo che siamo arrivati a una qualificazione superiore di quella che è la rete esistente, in un'opera di contenimento della bonifica e del controllo del territorio stesso.
Vorrei appuntare la mia attenzione, anzi, vorrei segnalare la necessità, non tanto di una modifica della norma con degli emendamenti, al di là di quelli che ho presentato che riguardano situazioni di natura più che altro giuridica, diciamo così, sulla situazione del poderale interpoderale, su cui è intervenuto, in parte, anche il collega che mi ha preceduto, fino ad arrivare alla questione della collaborazione con il consiglio di amministrazione o della garanzia che lo stesso può avere per gli interventi.
Io credo che le inefficienze attuative, che noi possiamo incontrare, per non ripetere gli errori del passato, sono sotto due ordini di profili importanti.
Il primo profilo è la contribuenza, non è una questione soltanto che i Comuni, gli enti o altri soggetti chiamati obbligatoriamente ad intervenire, siano o non siano in grado, sappiamo tutti quanto sono forti le difficoltà degli enti locali a essere presenti, ma dobbiamo tener conto di un aspetto che è fondamentale, finora i proprietari terrieri finora sono stati chiamati soltanto a fare opere di intervento di natura secondaria o a sostituire direttamente, come diceva giustamente il relatore di maggioranza Consigliere Perazzoli, in ripristino su attività che aveva già compiuto la pubblica amministrazione, in casi di urgenza e necessità, ma non sono mai stati fatti partecipi di una programmazione che, forse aggiornata ai tempi moderni, è la buona manutenzione agraria dei fondi e delle vicinanze dei corsi d'acqua.
La compartecipazione all'interno di questo consorzio deve essere visibile, non solo i proprietari limitrofi ai corsi d'acqua ma, direi, tutti i soggetti imprenditori agricoli coinvolti nelle varie posizioni - non dimentichiamo che buona parte oggi dei fondi agricoli sono soggetti a degli affitti, quindi, a soggetti terzi che più spesso utilizzano, in qualche modo, e sfruttano il territorio agricolo - in una posizione, dicevo, che sia quella di un protagonismo fattivo, non soltanto subìre la norma e pagare la contribuenza che, credo, possa apparire, di anno in anno, una situazione di passività se non si fa parte della cabina di regia per quelli che sono gli interventi strutturali da fare sul territorio.
Credo che questo sia un compito che non risiede nell'eventuale modifica della norma, perché più di così credo che sarà difficile ottenere, quanto di un monitoraggio continuo da parte, essendo un ente unico della Regione Marche, della giunta, degli organi a cui abbiamo deputato l'attività, non solo annuale, di monitorare in maniera continuativa lo sviluppo iniziale, almeno nei primi 5, 10 anni di questo consorzio, per calibrare gli interventi in funzione di quelle che sono le vere esigenze territoriali, la cui espressione nasce da chi vive il territorio, non nasce né dalla commissione idraulica esterna, né dai Ctu, che possiamo chiamare per fare i grandi piani per la pluvialità o quant'altro. Nasce da chi tutti giorni sa come gira il percorso dell'acqua in quel determinato canale, quali sono, diciamo così, gli elementi depuranti o gli elementi che, in qualche modo, aggravano la situazione, quanti in maniera abusiva scaricano e portano a delle situazioni non confacenti che ostruiscono i corsi d'acqua stessi.
L'altro aspetto sempre in tema di contribuenza, su cui mi sembra che non ci sia stata un'attenzione specifica, riguarda le aziende che oggi utilizzano, diciamo così, anzi gestiscono il servizio idrico integrato. Non dobbiamo dimenticare che nell'ambito del servizio idrico integrato c'è proprio questa necessità di inserire sempre di più, in forza anche nel referendum del 2011, una partecipazione di spesa per i grandi progetti che toccano anche una parte, non certamente in maniera principale, il discorso del miglioramento dei corsi d'acqua, quindi, del miglioramento di quello che è una parte della legge o comunque dell'assetto normativo di cui stiamo discutendo, cioè il decreto attuativo n. 471 del '99. Coinvolgere, quindi, le aziende, le società consortili che gestiscono a livello regionale, per ambito, sub ambiti, il servizio idrico integrato e far si che una parte della contribuenza se non in termini economici, quanto meno in termini anche di realizzazione di opere, si incroci effettivamente con quella che diventerà la necessità dell'attività del consorzio.
L'altro aspetto fondamentale, l'altro profilo su cui vorrei portare l'attenzione del Consiglio, è quello che questo tipo di programmazione e, quindi, questo tipo di attività può avere una concretizzazione positiva e concreta solo se riusciamo a dare un significato vero, che è quello del miglior sfruttamento, in senso positivo, dei terreni e della miglior salvaguardia dei canali, dei corsi d'acqua, rispetto non solo all'abitato, ma anche al territorio agricolo. Se accanto a questo inseriamo altre situazioni che privilegiano, per tutela ambientale, addirittura l'opposto, cioè la permanenza di arbusti, di alberi fino a 10 anni nei corsi d'acqua che diventano motivo di ostruzione e quant'altro, chiaramente, noi andiamo a sfaldare quello che è un nobile intento e rischiamo di mettere le basi, anche dal punto di vista legislativo, per non fare nulla perché la tutela di una semplice situazione predomina su quello che è un aspetto molto più ampio.
Queste sono le mie paure più che di ordine legislativo di ordine attuativo, su questo credo sia necessario monitorare, ripeto, da parte della Giunta, come previsto in un articolo della proposte di legge, non solo annualmente ma, ripeto, nei primi passi, quasi giornalmente, l'attività del consiglio d'amministrazione che può, in qualche modo, dare la dritta definitiva per la finalizzazione che il consorzio dovrà avere.
Ultimo punto il budget che avrà a disposizione, ne parlava prima il Consigliere Perazzoli, 10 milioni l'anno è una cifra di modesto valore per tutti i corsi d'acqua che sono, in qualche modo, interessati nel territorio marchigiano, ma non è una cifra di scarso valore se noi la sappiamo coniugare con gli interventi che siamo in grado o che saremo in grado di attuare, attraverso questo avvio di progettazione, con gli altri soggetti che volontariamente o per necessità, il famoso discorso dei Comuni per altre situazioni, potranno intervenire sull'ambito stesso del budget. La somma di 10 milioni di euro è molto importante e credo che se sfruttata adeguatamente sulle falde del nostro territorio, in termini provinciali, ci darà una situazione di pulizia, di monitoraggio dei corsi, costante e continua.
Ultimo aspetto quello repressivo, molto spesso le ordinanze che i Comuni hanno emanato, nel corso degli anni, per la cura e la salvaguardia dei corsi d'acqua e la pulizia sono rimaste deserte, le sanzioni a carico dei proprietari che non hanno rispettato e dei soggetti che hanno abusato dei corsi d'acqua sono di poca consistenza, credo che in una fase successiva ci sarà bisogno di reintervenire proprio per l'aspetto repressivo, per non perdere quella finalità importante che, ovviamente, l'investimento continuo che il consorzio attraverso la contribuenza avrà occasione di poter utilizzare, possa, in qualche modo, svanire soltanto perché pochi o alcuni sono in grado di rendere sfregiante anche un'azione molto importante come quella che potrebbe essere messa a punto da questa legge.
Enzo MARANGONI. Grazie Presidente. Questa proposta di legge, a mio avviso, ha sicuramente delle luci, ma anche parecchie ombre e per questo motivo ho presentato diciotto emendamenti al fine di migliorarla e di qualificarla un po' meglio.
Gli emendamenti li illustro adesso nella discussione, anziché dopo, sono finalizzati sostanzialmente: 1) a tutelare di più gli agricoltori; 2) a ridurre la burocrazia che rimane in questa proposta di legge; 3) a dare maggiore attenzione a quello che è lo scopo precipuo del consorzio e cioè effettuare i veri interventi di manutenzione idraulica sui corsi d'acqua.
Il collega Consigliere Acquaroli che mi ha preceduto nell'intervento ha ricordato la triste, tristissima vicenda del recupero dei canoni da parte degli attuali consorzi di bonifica verso agricoltori ignari, addirittura, in certi casi, questo è avvenuto anche oltre i cinque anni rispetto al periodo di riferimento, quindi, a prescrizione avvenuta.
Alcuni emendamenti che ho fatto cercano di tutelare per legge, nero su bianco, diciamo così, per descriverli in maniera concreta, i consorziati affinché non avvengono più simili fatti. Cerco di mettere un freno alle richieste vessatorie dei consorzi.
Inoltre proprio al fine di limitare, diciamo così, il peso della burocrazia che ammazza sempre qualunque buona intenzione e qualunque buona legge, l'abbiamo visto anche in passato in tanti altri casi, bisogna evitare che questo consorzio unico diventi l'ennesimo baraccone, altrimenti gli obiettivi ci sfuggono. Allora in un emendamento io chiedo che i contributi degli agricoltori non siano usati, se non in una giusta e piccola percentuale, per mantenere la burocrazia del nuovo consorzio, altrimenti andiamo ad alimentare, a sostenere, un carrozzone, un nuovo carrozzone, un nuovo ente, direi, quasi inutile per certi aspetti.
Altri interventi emendativi che ho fatto riguardano misure, diciamo, concrete, fattive, per garantire la trasparenza e l'accesso agli atti da parte dei consorziati e per il recepimento di indicazioni delle associazioni di categoria degli agricoltori, come ad esempio, il fatto che le spese dei proprietari di immobili del consorzio devono essere ripartite in ragione del beneficio conseguito e questo in base al piano di riparto del consorzio stesso.
Quello che però mi stupisce tanto e non mi convince del tutto, mi ha convinto in parte, ma non del tutto, è il fatto che con questa nuova legge tutta la regione Marche, cioè tutto il territorio regionale viene classificato di bonifica, cioè tutti i Comuni della Marche, tutta la regione è da bonificare per certi aspetti, nel senso che fa parte dei territori di bonifica. Questo per certi aspetti è anche giustificabile per altri un po' meno, ora attenzione, non vorrei che sia la premessa, il preludio, l'anticamera, diciamo così, per creare un ennesimo tributo di fatto regionale a questo punto, mascherato nelle pieghe di una nuova legge a danno di tutti i cittadini marchigiani, anche quelli che dal punto di vista territoriale, logistico, orografico, non avrebbero alcun beneficio, ce ne sono in alcuni casi, dalle attività di manutenzione dei corsi d'acqua. Non è che per caso abbiamo trovato, avete trovato come al solito, l'escamotage per tassare nuovamente tutti cittadini marchigiani? Vi lascio con questo punto di domanda.
Fabio BADIALI. Voglio intervenire su questa legge, soprattutto, per elogiare il lavoro svolto dalla Commissione, che ho l'onore di presiedere, e da tutti i componenti , dico tutti, maggioranza e minoranza, che hanno lavorato alacremente e con spirito di collaborazione massimo, soprattutto, il collega Consigliere Perazzoli che si è veramente impegnato al massimo e che si è innamorato di questa proposta di legge.
Questa proposta di legge sembrava una cosa talmente complicata e complessa che non potesse vedere la luce di questa Aula, gli interessi erano tanti, ogni provincia aveva il suo consorzio, addirittura due in qualche provincia, farne uno unico è stata una volontà politica forte di cui tutti hanno tenuto conto e di cui tutti si sono convinti, questa è la soluzione più giusta, più attinente e più rispondente alle esigenze della realtà.
Fino a oggi sappiamo che i consorzi non sempre hanno funzionato per il meglio, non per responsabilità di chi li dirigeva, ma anche per una serie di normative che non erano chiare, che non erano rispondenti alla realtà, molto spesso sui territori c'era il dualismo tra chi diceva di pagare e chi diceva di no, diventava una specie di, passatemi questo termine, campagna elettorale, c'era un accanimento su certe questioni.
Con questa proposta di legge penso che abbiamo risolto tanti di quei problemi, soprattutto, quello di ridare fiducia agli utenti, agli agricoltori, ai cittadini che risiedono in quei comprensori in cui dovranno essere messe in atto quelle opere indispensabili per la salvaguardia dell'ambiente, dei fiumi, dei fossi, dei canali, dell'irrigazione, della bonifica, tutte cose che sono necessarie.
Noi parliamo sempre e ci riempiamo sempre la bocca di prevenzione, la prevenzione è indispensabile, la prevenzione è indispensabile per quanto riguarda l'applicazione di leggi sul terremoto, la prevenzione è indispensabile per quanto riguarda le aste fluviali o i fossi, la prevenzione è indispensabile quanto riguarda le frane, cioè parliamo sempre di prevenzione, ma non abbiamo mai agito una volta in prevenzione, prevenendo, oppure in azioni talmente limitate che non me le ricordo neanche, noi siamo sempre più bravi a rincorrere il problema.
In questo caso c'è la prevenzione, la prevenzione vera, se i consorzi funzionano fanno veramente prevenzione. Oggi non sappiamo chi deve intervenire su un fosso di proprietà privata, non sappiamo chi deve intervenire su strutture private su cui nessuno ha la responsabilità e su cui tutti se ne lavano le mani. Con questo modo si interviene, il consorzio individua il tratto dove intervenire, fa il progetto e ripartisce i conti in base alle partecipazioni dei terreni, degli abitanti, dei piazzali delle industrie, dei Comuni, non soltanto gli agricoltori interverranno, ma interverrà una parte importante.
E' per questo che dentro il Consiglio ci sono i rappresentanti, la stragrande maggioranza sono agricoltori, e sono: quindici agricoltori, penso che questo sia importante perché sono la parte principale della struttura, tre membri in rappresentanza dei proprietari di immobili ad uso industriale, commerciale e artigianale, come dicevo prima le nostre imprese marchigiane, il modello marchigiano non è soltanto previsto nelle zone industriali, i capannoni non sono soltanto lì, ma sono parcellizzate su tutto il territorio regionale, troviamo capannoni anche in posti che erano prettamente agricoli, costruiti negli anni 60, 70, 80 che ancora hanno una funzione e continuano a lavorare, mi auguro che continuino per sempre, ma le acque piovane di quel piazzale vanno dentro i canali di scolo e di conseguenza devono intervenire anche loro, in minima parte, su questa questione, dodici membri designati da apposita assemblea dei Sindaci dei Comuni facenti parte dello stesso comprensorio, cioè anche qui dodici Sindaci che sono la vita diretta dei cittadini, delle istituzioni, il Sindaco è rappresentante di tutti i cittadini che risiedono nel suo Comune, di conseguenza il Sindaco è super partes, se non lo è, vuol dire che non fa bene il suo lavoro, vuol dire che non è un Sindaco ed io conosco, tutti voi conoscete amministratori, l'abbiamo fatto tutti, che non si trincerano dietro una parte ma bensì rappresentano l'intero territorio comunale. Poi c'è un membro designato dalle associazioni ambientaliste regionali, anche qui Consigliere Acquaroli è stato detto che questo non ha senso, questo non viene previsto dalla legge, questo ha senso, secondo me e secondo la Commissione, perché è soltanto una persona, è una persona su 31, perché parliamo di ambiente, parliamo di salvaguardia dell'ambiente, perciò coinvolgiamo, oltre ai diretti interessati che sono gli agricoltori, che sono i proprietari terrieri, che sono i proprietari di industrie, che sono i Sindaci, anche questo mondo che, a volte è vero, non ha fatto del bene al paese, sono il primo a dirlo, a volte gli ambientalisti non hanno fatto il bene del paese, ma a volte hanno dato un contributo importante per tante parti. Sono convinto che una persona all'interno di questo organismo sia una persona capace e intelligente per affrontare la questione e dare un contributo.
Mi rivolgo ancora a tutta l'Assemblea per dare più spessore e più peso a questa legge che andiamo ad approvare, a questa proposta di legge n. 87 che, veramente, sia la soluzione di tanti problemi e che non sia soltanto parcelle mandate ai cittadini che non ne hanno nessun beneficio. Quando si vedrà che il beneficio è concreto, serio, quando si vedrà che i 5, 10, 25 euro del cittadino sono devoluti in maniera attenta e, sicuramente, anche in maniera intelligente, questo, penso, andrà nella strada giusta.
Umberto TRENTA. Grazie Presidente. Noi torniamo nell'esposizione del Consigliere Badiali a riproporre un inciso preciso, quando parla di riordino degli interventi in materia di bonifica e di irrigazione ritenuti interventi che riguardano i consorzi di bonifica nelle Marche, io vorrei mettere in evidenza la ragione maggiore di questo riordino che è un riordino economico e non delle funzioni.
Le funzioni di un consorzio sono lì, sono quelle, ma sono una sovrapposizione ad altri enti, quali Province e Comuni, allora mi viene non da pensar male, ma di fare una riflessione alquanto critica.
Con questa proposta di legge noi inquadriamo, con chiarezza, il costo dell'operazione che grava sui bilanci stessi, quindi, in sintesi su quello che ha voluto la Regione con questo atto fortissimo dal punto di vista politico, pregnante di contenuti che forse ha notato solo il Consigliere Badiali, ma che a me …, proprio perché ci sono alcune riflessioni da porre in essere che riguardano il concetto proprio delle bonifiche, l’ingerenza a volte antipatica sulla stesura dei piani regolatori che appartengono ai Comuni che vedono in questo ente partecipato dai Comuni territorialmente competenti. Quello più chiaro di tutti è venuto in Aula diverse volte e dal 2000 è un assillo per questa maggioranza, riguarda il consorzio F del Tronto. Noi lì abbiamo assistito a quello che voi chiamate riordino, c'è uno sbilancio finanziario terribile, di cui oggi, ancora oggi non si trova traccia per capire perché sia avvenuto, come sia avvenuto, quali siano le cause che l'hanno determinato. Pertanto, oggi, è difficile sostenere con forza, così come pretenderebbe il Consigliere Badiali, e capire quali sono le parti più compromesse, il pubblico, il privato, la scelta della programmazione, il finanziamento a quelle opere che vengono individuate come necessarie dai Comuni.
Dire e dare la possibilità ad un consorzio di fare e mettere su le famose gabelle, sono quelle tasse che avvengono in maniera del tutto, secondo me, non competente per quella che è la funzione di un consorzio.
Bisognerebbe garantire ai cittadini che le immissioni di ruoli straordinari non originino poi una tassazione eccessivamente elevata, ma eccessivamente elevata con i tempi di oggi significa …, questi nuclei così industriali, che ormai sono, diciamo, alla fine della loro esistenza, in quanto è proprio una crisi nera, profonda del settore industriale nazionale, figuriamoci per quello che riguarda il profondo sud delle Marche per non dire nord dell'Abruzzo che si trova di fronte a incombenze ormai non più procrastinabili.
La sopravvivenza di questi organismi in una legge regionale per quanto possa, ripeto caro Consigliere Badiali, essere così fortemente voluta, non sappiamo da chi, ma presumo che lei si riferisca a questa maggioranza, non può trovare condivisione se non con degli emendamenti mirati che dovrebbero essere sostenuti perché vanno ad essere un correttivo di quella che potrebbe essere una legge iniqua, foriera di nuove tassazioni.
Emendamento 1/1 del Consigliere Acquaroli. Lo pongo in votazione.
Articolo 1, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Sub emendamento 2/1/1 della Consigliera Bellabarba. Lo pongo in votazione.
Emendamento 2/1 della III Commissione. Lo pongo in votazione.
Articolo 2, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Emendamento 3/1 del Consigliere Acquaroli. Lo pongo in votazione.
Emendamento 3/2 del Consigliere Acquaroli. Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE. C’è il voto della Bellabarba? Non risulta, ma è presente. Devo ripetere la votazione sull’emendamento 3/2 (…).
Emendamento 3/2 lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Acquaroli, Natali, Silvetti.
Favorevoli: Acquaroli, Bugaro, Carloni, D'Anna, Foschi, Latini, Marangoni, Massi, Natali, Pieroni, Romagnoli, Silvetti, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Busilacchi, Camela, Cardogna, Comi, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Malaspina, Marconi, Ortenzi, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Traversini, Bellabarba.
Articolo 3, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Emendamento 4/1 del Consigliere Acquaroli. Lo pongo in votazione.
Emendamento 4/2 del Consigliere Marangoni.
PRESIDENTE. Scusate colleghi, io chiedo un attimo di attenzione, ognuno di voi, non da oggi, svolge queste funzioni, non mi sembra molto difficile, è un’opzione tra tre tasti. Non voglio fare, come dice qualcuno, il maestrino, gli emendamenti sono noti da tempo, se ogni volta dobbiamo fare questa figura …, vi invito ad essere un po’ più attenti. Tutto qui.
Ha la parola il Consigliere Badiali.
Fabio BADIALI. Le lezioni le prendo da tutti perché tutti abbiamo da imparare, Presidente, però premetto che gli emendamenti sono stati presentati ieri alle due, sono 30, 40 emendamenti che abbiamo visto stamattina alle 8,30. Allora un attimo di calma e di attenzione perché quando lei parla e i Consiglieri replicano viene fuori una confusione. Allora o siamo seri, come lo siamo sempre stati, specialmente con questa legge, specialmente in Commissione, oppure se non lo siamo, aspettiamo ogni volta cinque minuti di tempo, Presidente, e ragioniamo sulla questione.
Io non chiedo questo ma ...
(Interrompe la consigliera Romagnoli)
PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ciriaci.
Graziella CIRIACI. Ho chiesto la parola, Presidente, proprio in risposta al Consigliere Badiali, sono pienamente d'accordo sulla calma nel votare gli emendamenti, però, non chiediamo la calma solo quando vengono approvati quelli della minoranza perché altrimenti il messaggio diventa un messaggio distorto.
Fabio BADIALI. Presidente, è un no e lo vorrei motivare. E’ un no motivato, altrimenti sembra che sia un no a priori e non lo è.
E' no perché per la legge il bando di gara va inserito nei provvedimenti attuativi, non possiamo approvare questo dentro una legge.
La legge è una cosa seria, non possiamo metterci tutto, e gli emendamenti fatti la mattina alle 8,30 non ci permettono di sviscerare la legge al 100% perché i funzionari, che fanno un lavoro eccezionale, a volte hanno delle difficoltà, questo, però, lo abbiamo individuato e non si può mettere nella legge.
Non è una contrarietà, perché quelli che sono sì, ci sono molti si, li abbiamo fatti perché crediamo che abbiano posto un problema vero.
Enzo MARANGONI. A chiarimento gli emendamenti sono stati tutti presentati ieri entro le ore 13, come da Regolamento, Consigliere Badiali, quindi, avete avuto tutto il tempo per ragionarci, studiarli e quant'altro, primo aspetto.
Secondo aspetto, nel merito di questo emendamento che riguarda i tempi di realizzazione, il 4/2, i consorzi hanno spesso progettato opere mai realizzate, oppure opere che hanno visto la luce solo dopo anni e anni. Questo è il senso di questo emendamento ed è pienamente giustificato, altro che inammissibile o incomprensibile, o, addirittura, che non avete avuto il tempo di valutarlo, ma stiamo scherzando Consigliere Badiali?
Paolo PERAZZOLI. In un piano generale non si possono mettere i tempi di realizzazione perché dipendono dai depositi di finanziamento, da tante questioni, adesso rischiamo …, da una parte si dice di non burocratizzare, dall’altra poniamo una serie di vincoli che rischiano di vanificare il lavoro, quindi, non ha senso mettere questa cosa qui in un piano generale che è regionale.
Emendamento 4/3 del Consigliere Latini. Lo pongo in votazione.
Articolo 4, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Emendamento 6/1 del Consigliere Marangoni, se passa decade il 6/1 bis. Lo pongo in votazione.
Emendamento 6/1bis della III^ Commissione. Lo pongo in votazione.
Emendamento 6/2 del Consigliere Marangoni, se non passa decade il 6/8. Lo pongo in votazione.
Emendamento 6/3 del Consigliere Latini. Lo pongo in votazione.
Paolo EUSEBI. Sull'ordine dei lavori, chiedo cinque minuti di sospensione.
PRESIDENTE. Siete d'accordo?
PRESIDENTE. Poniamo in votazione la sospensione. Consigliere Busilacchi, il Regolamento dice che se uno si oppone io sono obbligato a porre in votazione la proposta, quindi, il mio non è un atto di imperio.
E' aperta la votazione, chi vota si è a favore della proposta del Consigliere Eusebi.
PRESIDENTE. Sono le 12,40 ci vediamo alle ore 13,00.
La seduta è sospesa alla ore 12,40.
La seduta riprende alle ore 12,55.
PRESIDENTE. Bene ridiamo inizio alla seduta.
Emendamento 6/4 del Consigliere Acquaroli. Lo pongo in votazione.
Emendamento 6/5 del Consigliere Marangoni. Ha la parola la Consigliera Ciriaci.
Graziella CIRIACI. Grazie Presidente, si sta facendo troppa confusione, chiedo, quindi, al Presidente della Commissione, visto che gli emendamenti sono stati analizzati in Commissione, che vengano illustrati uno per uno anche in Aula ed eventualmente motivato il perché e il come non vengono accolti.
PRESIDENTE. Basterebbe dire qual è il parere della Commissione. Ha la parola il Consigliere Badiali.
Fabio BADIALI. Parere contrario in quanto è inserito, è doppio.
Il parere è contrario in quanto è ripetitivo, è già previsto all'interno della legge, stiamo parlando dell'emendamento 6/5. Parere contrario della Commissione.
PRESIDENTE. Emendamento 6/5. Lo pongo in votazione.
Emendamento 6/6 del Consigliere Acquaroli. Ha la parola il Consigliere Acquaroli.
Francesco ACQUAROLI. Su questo emendamento, Presidente, chiedo un attimo di riflessione all'Aula.
In sostanza leggo l'articolo che vorrei modificare, il comma uno ter dice: "Per l'attuazione del piano di bonifica qualora gli enti locali si avvalgono delle convenzioni di cui all'articolo 3, comma tre bis, viene delimitato un ulteriore periodo di contribuenza specifico per le proprietà immobiliari che ricevono beneficio dalla realizzazione delle opere idrauliche previste". Sapete che significa? Significa che ci potrebbero essere dei proprietari di terreni che si vedono recapitare un'ulteriore contribuenza a casa o aggravata senza un preavviso, in qualche maniera, dato e tutto questo potrebbe avvenire dicendo, non si sa chi lo dirà, che questo proprietario avrebbe avuto dei benefici.
Io chiedo di modificarlo, dicendo invece un'altra cosa: gli interventi che esulano dalla pubblica utilità, perché se c'è pubblica utilità non è che può pagare solo un proprietario terriero, che apportano specifico beneficio in conseguenza della realizzazione delle opere idrauliche concordate con i privati, vengono pagati, se c'è una specifica utilità e l'opera è concordata con il proprietario, altrimenti no.
Fabio BADIALI. Parere contrario perché qui parliamo di immobili urbani, non parliamo di terreni agricoli, perciò il consorzio guarda alla pubblica utilità, guarda in generale su questa questione, non ha un caso specifico. E' specificato, Consigliere Acquaroli, mi permetto di dirle che ci stiamo lavorando da un anno e mezzo, con esperti, adesso che possa essere un emendamento ...
(Interrompe il Consigliere Acquaroli)
Fabio BADIALI. Non contesto assolutamente, però di questa cosa siamo convinti, non riguarda quello che lei dice. Parere contrario.
Moreno PIERONI. Presidente, intervengo su questo come Gruppo Socialista perché ritengo che sia uno degli snodi fondamentali della legge.
Vorrei chiedere al Presidente Consigliere Badiali di valutare bene quello che ha detto e le affermazioni, in quanto, al di là degli esperti e dei tecnici che ci lavorano da tanto tempo, abbiamo visto cosa hanno fatto per le biomasse, per il fotovoltaico e quant'altro.
Io non mi fermerei al semplice principio e alla semplice stesura fatta dai tecnici, credo che la politica debba essere attenta a non lasciare in mano a coloro che dovranno poi definire le modalità per il pagamento di questi immobili, di queste aree, da parte di non si sa chi ..., venga, a mio avviso, approvato l'emendamento presentato dal Consigliere Acquaroli in quanto è più chiaro rispetto alla genericità espressa dall'articolo di questa proposta di legge.
Invito, veramente, al di là delle contrapposizioni, a trovare una serenità almeno su questo argomento, su questo articolo, per non ritrovarci poi, fra un anno a discutere, come è successo con il consorzio di bonifica, famoso, della vallata del Musone, dove sono arrivati a pioggia migliaia di inviti a pagare tramite Equitalia. Noi dobbiamo evitare questo, cari colleghi, perciò la legge deve essere più chiara possibile.
Invito il Presidente a rivalutare il suo intervento e a recepire questa proposta di emendamento perché non dobbiamo lavorare in contrapposizione, ma dobbiamo lavorare perché la prospettiva dei nostri concittadini, su quello che devono pagare, sia certa.
PRESIDENTE. La richiesta è chiarissima, è uno stimolo ad accogliere l'emendamento. Ha la parola il Consigliere Perazzoli.
Paolo PERAZZOLI. Se non entriamo nell'ordine di idee che abbiamo lavorato per costruire un soggetto nuovo che gestisce in modo unitario il territorio, noi su ogni aspetto dovremmo ridire tutto, si paga in rapporto alla contribuenza, ma questo comma, l'1 ter - prego i Consiglieri di ascoltare perché se lo dico per me, io l'ho imparato a memoria e non mi serve - dice: "Per l'attuazione del piano di bonifica o qualora gli enti locali si avvalgono delle convenzioni di cui all'articolo 3, comma 3 bis, viene delimitato un ulteriore perimetro di contribuenza specifico per le proprietà immobiliari che ricevono beneficio dalla realizzazione delle opere idrauliche previste".
E' chiarissimo se uno che ha fatto il Sindaco, come lei, Consigliere Pieroni. Faccio la fattispecie: il Comune di San Benedetto, così non sbaglio di sicuro, ha delle zone che si allagano e quando piove dalla collina viene acqua e fango. Il Comune si convenziona con il consorzio ed individua le opere da fare. Chi paga? Devono pagare i beneficiari di questo intervento, ...
(Interrompe il Consigliere Pieroni)
Paolo PERAZZOLI. ... no questo lo decide il Comune. Il Comune, lo ha previsto la legge di questo Stato, può decidere di finanziarlo se ha i soldi, se no individua un nuovo perimetro di contribuenza, ma lo deve comunicare, non è che lo può far così ...
PRESIDENTE. No, state a sentire, non funziona così. Finito l'intervento del Consigliere Perazzoli, io ho iscritti a parlare su questo emendamento i Consiglieri Natali e Trenta.
Giulio NATALI. Sull'emendamento per modo di dire. Mi sembra che in Commissione ci sia stata, non voglio dire confusione, la confusione è per chi non era in Commissione, evidentemente, perché vedo che sia nella maggioranza che nella minoranza ci sono comportamenti che potrebbero sembrare anche schizofrenici. Vorrei, al di là della relazione di maggioranza e della relazione di minoranza, che l'Assessore competente ci facesse un quadro della situazione.
PRESIDENTE. La verità è che questa è una materia complessa e complicata e lo sforzo è quello di realizzare una cosa assolutamente innovativa per cui ci possono essere delle perplessità o dei dubbi in modo trasversale e bipartisan, questo sta nelle cose, certo svolgere più di tanto un confronto in Aula diventa complicato, l'abbiamo rinviata anche di un'ulteriore settimana ...
(Interrompe il Consigliere Natali)
PRESIDENTE. E' stata rinviata di un'ulteriore settimana in cui, se ci doveva essere un approfondimento, secondo me, poteva esserci. Per carità, l'Aula poi è libera di confrontarsi, credo, però, che sia difficile fare qui quello che non si è riusciti a fare in Commissione, penso che sia complicato. Grazie Consigliere Natali, ultimo intervento sull'emendamento ...
PRESIDENTE. Chiedere è lecito rispondere è cortesia, io posso fare solo moral suasion nei confronti dell'Assessore e lo faccio, siccome è nei suoi confronti, in modo vibrato.
Ha la parola il Consigliere Trenta.
Umberto TRENTA. Grazie Presidente, mi rallegro con lei per la sua pronta guarigione per cui ha chiesto l'anticipazione. Questo mi fa piacere dal punto di vista personale, poi le rubo (...) questa mattina ha chiesto l'anticipazione sulla votazione per l'Ufficio di Presidenza motivandola con il fatto che si sentiva poco bene. La vedo in ottima salute e questo mi rallegra e mi conforta.
Moral suasion, benissimo Presidente, io proporrei al Presidente Badiali di ritirare immediatamente la proposta di legge e di fare gli approfondimenti necessari, perchè far venire in Aula una legge dove gli unici Consiglieri che forse conoscono gli emendamenti e la loro natura sono della Commissione ..., viene in Aula questo provvedimento e lo presenta nella sua arringa dicendo che è un forte atto politico, sinceramente, io mi trovo fortemente in imbarazzo l'ho detto prima, ecco perché auspicavo gli emendamenti che, poi, sono venuti in Aula.
Lei ritira l'atto, si fanno gli approfondimenti, l'Assessore che è un Assessore arguto ed intelligente, per non trovarsi spiazzato, l'Assessore che ha la delega di competenza, fa le sue controdeduzioni, le sue affermazioni, i suoi miglioramenti a questa proposta di legge, dopo di che, Presidente, per la moral suasion torna in Aula, forse tutti quanti abbiamo le idee più chiare e, con i chiarimenti dovuti, la possiamo votare anche emendandola.
Francesco ACQUAROLI. Grazie Presidente. Ringrazio il Consigliere Trenta, perché l'ho detto a margine, ma non era tanto a margine, era centrale nel mio intervento, io ci terrei al fatto che questa legge venisse approvata a larga maggioranza, perchè questa è una legge che tocca ogni singola unità di territorio della nostra regione. Non possiamo approvarla in fretta, i dubbi e le perplessità non sono dubbi di parte, Presidente Badiali lei sa bene che io non ho nulla contro gli ambientalisti, perché la mia sensibilità, l'ho detto prima, ambientalista è stata dimostrata in Commissione, in quest'Aula, ripetutamente, senza nessuna sorta di pudore e non l'ho mai negata, però, credo che quando si tratta di una legge così importante e in un momento così delicato, dove abbiamo già dato ampia dimostrazione di esser stati colti in fallo, sul fotovoltaico, sul biogas, in altre questioni, anche sul consorzio di bonifica, credo che sospenderla e un attimo rivederla insieme, magari, con un altro passaggio in Commissione, chiarendo le posizioni, possa essere una posizione più che legittima e anche un'azione di responsabilità nei confronti di tutti i cittadini marchigiani.
Fabio BADIALI. Grazie Presidente, Io l'ho detto stiamo facendo una rivoluzione in un bicchiere d'acqua, in poche parole. Per capire, è vero che certi emendamenti li abbiamo approvati perché li condividevamo ed ad altri abbiamo detto no perché erano già inseriti nella legge, però, a questo punto se vengono reinseriti vorrà dire che faremo una legge che sarà più lunga di quattro righe, per estremizzare il concetto.
Io non sono disposto a riportare la legge in Commissione perché c'è stata, c'è stata troppo tempo, invece, possiamo approvare questo emendamento, il 6/6 e anche il 6/7. Possiamo approvarli perché non è una questione di maggioranza o di minoranza, è una questione di intelligenza, non stiamo a discutere su una cosa che può anche stare dentro.
PRESIDENTE. Complimenti Consigliere Badiali mi sembra un atteggiamento molto sensato.
Emendamento 6/6. Lo pongo in votazione per appello nominale richiesto dai Consiglieri Acquaroli, Foschi, Natali.
Favorevoli: Acquaroli, Badiali, Bellabarba, Binci, Bugaro, Busilacchi, Canzian, Carloni, Ciriaci, Comi, D'Anna, Donati, Foschi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Latini, Luchetti, Malaspina, Marangoni, Marconi, Massi, Mezzolani, Natali, Perazzoli, Ricci, Romagnoli, Sciapichetti, Silvetti, Solazzi, Traversini, Trenta, Zaffini, Zinni.
Emendamento 6/7 del Consigliere Acquaroli. Lo pongo in votazione.
Emendamento 6/8 del Consigliere Marangoni. Ha la parola il Consigliere Badiali.
Fabio BADIALI. E' già scritto nella legge, perciò non ha significato. Parere contrario.
PRESIDENTE. Emendamento 6/8. Lo pongo in votazione.
Emendamento 6/9 del Consigliere Acquaroli. Ha la parola il Consigliere Badiali.
Fabio BADIALI. E' già inserito nella legge, parere contrario.
PRESIDENTE. Emendamento 6/9. Lo pongo in votazione.
Emendamento 8/1 del Consigliere Acquaroli, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Francesco ACQUAROLI. Questa, come dice il Consigliere Perazzoli, è una parte fondamentale della legge, perché è la parte che di fatto determina chi e come vengono eletti gli organi del consorzio di bonifica e, quindi, i rappresentanti del territorio.
Come ho detto prima in due occasioni, io non ho nulla in contrario al fatto che le associazioni ambientaliste prendano parte all'iter, ma siccome c'è una parte della legge che prevede una proposta di Giunta sul piano di bonifica, che poi verrà approvata dal Consiglio, credo che sia quello il contesto dove i rappresentanti delle associazioni ambientaliste possano portare il loro contributo.
Mettere negli organi, anche con diritto di voto, i rappresentanti di un'associazione - il consorzio è, comunque, un ente obbligatorio tra le parti che hanno un titolo, un diritto, hanno delle proprietà terriere, un interesse - credo che sia come inserire in un cestino di mele, una pera, non c'entra niente.
Garantiamo, allora, in giunta e in assemblea, perché qui la questione non è politica, io sollevo una questione tecnica. Tecnicamente un consorzio che ha degli interessi, rappresenta un'unione di interessi, è un consorzio obbligatorio tra tutti i proprietari, ha anche un ruolo pubblico, può inserire un rappresentante delle associazioni ambientaliste? Questa è una domanda che faccio agli uffici legislativi.
Fabio BADIALI. Il parere della Commissione è contrario.
PRESIDENTE. Emendamento 8/1. Lo pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri Acquaroli, Natali, Silvetti.
Favorevoli: Acquaroli, Bugaro, Carloni, D'Anna, Donati, Foschi, Latini, Marangoni, Natali, Romagnoli, Silvetti, Zaffini, Zinni.
Contrari: Badiali, Binci, Busilacchi, Camela, Canzian, Cardogna, Comi, Eusebi, Giancarli, Giannini, Giorgi, Luchetti, Malaspina, Marconi, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Ricci, Sciapichetti, Traversini, Bellabarba.
Astenuti: Ciriaci, Massi, Trenta.
Emendamento 9/1 del Consigliere Marangoni. Cosa dice la Commissione? (…) Favorevole all’emendamento.
Emendamento 9/2 del Consigliere Acquaroli, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Francesco ACQUAROLI. Anche qui non riesco a capire. Questo è un consorzio di bonifica, ripeto, composto da tutti i proprietari agricoli e non agricoli, e per l'impostazione, che tra l'altro condivido, del ruolo pubblico che deve avere questo consorzio, inseriamo i rappresentanti dei Sindaci.
Mi sembra che ci sia una disparità negli articoli che sono presenti nella legge e, in secondo luogo, anche nelle proporzioni. A me sembra che le proprietà agricole in questa regione siamo infinitamente superiori alle proprietà industriali e alle proprietà dei Comuni, quindi, credo che l'interesse del consorzio di bonifica debba essere in qualche maniera proporzionale.
Qui sono state stravolte queste proporzioni e riescono quasi ad essere determinanti, dico quasi ad essere determinanti, da soli i rappresentanti dei Comuni. Per questo ho detto all'inizio che è una legge politicizzata, dove in realtà si espropria i proprietari terrieri del loro ruolo.
Questo non lo condivido, questo è un articolo centrale. Il rappresentante delle associazioni ambientaliste non c'entra niente con i proprietari e con chi ha un interesse diretto in quanto gestisce una funzione idraulica o una funzione relativa all'assetto del territorio. Questa è una questione di proporzioni, tra l'altro, vi faccio notare che in due parti dello stesso articolo si danno proporzioni diverse ai rispettivi settori: agricoltura, industria, artigianato, commercio e Comuni.
Dobbiamo chiarirci le idee su questo articolo, io sono contrario a come è impostato, finché non ci chiariamo le idee non è giusto che questi vadano a votare il consiglio di amministrazione del consorzio espropriando i legittimi titolari delle politiche dei consorzi nella nostra regione.
Attenzione, perché con questa legge si può autorizzare in maniera legittima e veloce anche una tassazione, come prima abbiamo stabilito, per funzioni senza il coinvolgimento diretto dei cittadini. Su questo faccio un altro appunto, io ho avuto anche un incontro con il consorzio di Macerata, eravamo d'accordo che bisognasse fare una legge che, in qualche maniera, coinvolgesse i proprietari delle terre, li informasse, non facesse trovare loro a casa le cartelle di Equitalia senza sapere il perché. Questo mi sembra l'atteggiamento completamente opposto, allora vi chiedo di ridiscuterne un attimo e di approvare questo emendamento.
Sono disposto a dare, con un equilibrio diverso, anche il voto ai rappresentanti dei Comuni, sono perplesso sul voto al rappresentante delle associazioni ambientaliste.
In maniera diversa, con un equilibrio diverso, sono d'accordo a dare il voto ai rappresentanti dei Comuni, ma basta guardare la proporzione tra terre agricole, terre commerciali, artigianali, industriali e terre dei Comuni, interesse dei Comuni, per capire che andiamo ad occupare un territorio che non è nostro.
Fabio BADIALI. Secondo me le obiezioni poste dal collega Consigliere Acquaroli non sono pertinenti, nel senso che i rappresentanti dei Comuni sono i Sindaci. I Sindaci sono figure super partes, l'ho detto prima nel mio intervento e continuo a ribadirlo, sono persone che hanno a 360° a cuore le sorti del loro territorio, per cui devono guardare sia gli imprenditori che gli agricoltori, tutti su questa questione.
Sono 12, gli altri sono 18, sono 15 agricoltori, più un artigiano, più ... Sono 18 le figure e 12 i Sindaci, non si possono escludere i Sindaci che sono anche i soggetti che mettono le risorse per i finanziamenti al consorzio, non c'è una politicizzazione su questa questione, c'è soltanto la coerenza di far partecipare a 360° su un territorio dei consorzi a livello regionale, le figure degli agricoltori, degli imprenditori, dei cittadini che sono rappresentati dai Sindaci e dall'ambientalista che è 1 su 31.
La Commissione è contraria all’emendamento.
Francesco ACQUAROLI. So che non è mio diritto intervenire di nuovo, però, voglio dire solo una cosa: questo emendamento, questo articolo in qualche maniera potrebbero condizionare il voto finale della legge, quindi, riflettiamoci bene.
Se vogliamo una legge condivisa riparliamone, magari cambiando gli equilibri delle rappresentanze, almeno cambiando gli equilibri delle rappresentanze, se non c'è questo, c’è il rischio che si vada a una legge non votata da tutti.
PRESIDENTE. Quale proposta fa per rimodulare questa richiesta? La presenza dei Sindaci come dovrebbe essere prevista? Per capire, così vediamo.
Francesco ACQUAROLI. Abbassare la quota dei Sindaci da 12 a 8, garantendo più i proprietari dei terreni, delle aree agricole, industriali e commerciali.
Paolo PERAZZOLI. Questo in effetti è uno degli articoli fondamentali della legge e approvare quest'emendamento significa fare una legge diversa. E’ chiaro questo? Quindi i Consiglieri quando votano non si devono distrarre per telefonare o altro.
I Comuni non vengono introdotti adesso, ci sono sempre stati, da quando sono nati i consorzi con la legge del 1904. Da sempre, solo che l'Italia del 1904 era prevalentemente fondi agricoli e i Comuni avevano un ruolo marginale, oggi con questa legge, anche nell'ottica del superamento delle Province, abbiamo voluto dare un ruolo importante ai Comuni. Tenete conto che nella proposta iniziale io avevo messo 15 rappresentanti dei Comuni, perché ci sono i Comuni della costa, ci sono Comuni interamente agricoli, ci sono Comuni montani, quindi, con 12 in un comprensorio vengono rappresentate tutte le aree. Quando il territorio non viene tenuto bene, e noi lo sappiamo perché ancora oggi dobbiamo finire di rimborsare i Comuni per le spese sostenute per l'ultima alluvione, alcuni Comuni hanno rischiato il dissesto, allora quel Comune non è interessato? Deve essere consultivo? Ma stiamo scherzando?
Uno dei motivi fondamentali dei ricorsi è stato che un organismo, sostanzialmente di governo delle associazioni agricole, metteva i ruoli nelle città, con questo oggi noi vogliamo portarlo a unità. Il territorio non va diviso a fette, è l'errore che è stato fatto nel corso degli anni, dobbiamo riportarlo ad unità, e l'unità si trova solo con i Comuni, perché i fondi urbani ed extraurbani, per parlare di soldi, i fondi agricoli sono una eredità del passato, sono in maggioranza, ma i Comuni devono partecipare perché pagano. L'acqua piovana che cade in collina va in discesa, non c'è Cristo che tenga, e dove va a finire? Va nei canali e, quindi, anche il Comune è un socio obbligato al consorzio e noi gli diamo una rappresentanza adeguata anche perché pensiamo, sulla base dell'esperienza, chi ha fatto l'amministratore lo sa, che i Comuni oggi non sono in grado di governare i corsi d'acqua in ambito urbano.
La legge non a caso ha avuto il parere unanime del Cal, adesso noi qui abbiamo i paladini che non hanno seguito niente, che diventano i paladini degli agricoltori, dei Comuni, della Provincia, eccetera, io credo che la cosa vada ..., non voglio dare lezioni a nessuno, anzi la voglio dare, quando sono interessato ad una legge, che non riguarda la mia Commissione, io vado in quella Commissione e cerco, in quell'occasione, di far valere la mia opinione, non di far trovare il Consiglio in una situazione di sorpresa, in cui molti sanno poco di quello che si discute.
In IV Commissione si è discusso della legge sul piano casa o sul Por, io ci sono andato per evitare di fare in Aula la baraonda e avere poi i risultati si vedono.
Credo che questo emendamento vada respinto perché snaturerebbe l'idea che insieme abbiamo costruito con le associazioni, anche con gli agricoltori, che certo vorrebbero più un ruolo loro, certo, ma noi abbiamo trovato un equilibrio in questo modo, in cui i proprietari dei fondi sono la maggioranza, il 60%, i Comuni, che rappresentano tutti, sono in un momento di equilibrio e non si devono creare blocchi necessariamente contrapposti.
I Comuni non sono solo le città, la maggior parte dei Comuni marchigiani sono a prevalenza agricola.
PRESIDENTE. Se ho ben capito c'è una richiesta che condiziona il voto sull'intera legge, ridurre da 12 a 8 ...
Francesco ACQUAROLI. Non voglio contraddire il Consigliere Perazzoli sul discorso dei Sindaci, portiamo a sedici i rappresentanti degli agricoltori, togliendone uno a quello dell'area commerciale, industriale e artigianale.
PRESIDENTE. Bene mi sembra ragionevole contempera le esigenze ... Dottoressa si occupa entro i prossimi 30 secondi di rendere votabile questa cosa? Dallo sguardo capisco che è si, allora io sospenderei la votazione dell’emendamento 9/2 e passerei al 9/3. Siete d'accordo?
Emendamento 9/3 del Consigliere Acquaroli. Ha la parola il Consigliere Badiali.
Fabio BADIALI. Contrario perché è uno su trentuno, c'è l'ambientalista, abbiamo detto che c'è, lo abbiamo detto prima ...
PRESIDENTE. Emendamento 9/3. Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 10, in sospeso c'è l'emendamento da redigere, più la votazione dell'articolo 9 come emendato. Il problema è quello di modificare l'articolo 8.
Scusate un attimo il tema è questo: l'emendamento 9/2 naturalmente andrebbe ritirato, perché il discorso è nato dall'emendamento 9/2 in quanto c'era la proposta di non riconoscere il diritto di voto ai membri designati dall'assemblea dei sindaci.
La procedura può essere questa: lei ritira l'emendamento 9/2, l'Aula valuta un errore sulla votazione dell'articolo 8 e l'articolo 8 si modifica, ma se tutta l'Aula è d'accordo. Non c'è altra possibilità, se non quella di fare una proposta di legge successiva.
E’ d'accordo a ritirare questo? (…) Ritiriamo il 9/2, a questo punto ritirando il 9/2 possiamo votare il 9 o lo votiamo dopo? No, benissimo. Annulliamo la votazione sull'8 perché c'era un errore sulla votazione. Chi sta costruendo l'emendamento sull'8? (…)
PRESIDENTE. Noi annulliamo la votazione, se siamo tutti d'accordo, sull'articolo 8 e lo rivotiamo da capo compresi gli emendamenti.
PRESIDENTE. E’ un emendamento nuovo che fa la Commissione. Non snaturiamo la tecnica, se no ci cacciamo in un problema. Ripartiamo!
L’emendamento è l'8/01 giusto? Allora abbiamo detto che annulliamo la votazione sull'intero all'articolo 8, ricominciamo a votare.
Emendamento 8/01 della III Commissione, che prevede i numeri 14, 2 12, 1. No, scusate, 16, 2, 12 ,1. Lo pongo in votazione.
Emendamento 8/1 del Consigliere Acquaroli. Ritirato
Articolo 8, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Emendamento 9/1 del Consigliere Marangoni. Lo pongo in votazione.
Emendamento 9/2 del Consigliere Acquaroli. Ritirato
Emendamento 9/3 del Consigliere Acquaroli. (…) Va bene parere contrario della Commissione. Lo pongo in votazione.
Articolo 9, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Emendamento 10/1 del Consigliere Latini.
Articolo 10, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Emendamento 13/1 del Consigliere Acquaroli. Lo pongo in votazione.
Articolo 13, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Emendamento 14/1 del Consigliere Marangoni. Ha la parola il Consigliere Badiali.
Fabio BADIALI. Il parere della Commissione è contrario, quello che il Consigliere Marangoni chiede: “da sottoporre alla Giunta regionale per l’approvazione” è già previsto all'articolo 16, comma 7.
PRESIDENTE. Emendamento 14/1. Lo pongo in votazione.
Emendamento 14/1bis della III Commissione. Lo pongo in votazione.
Emendamento 14/2 del Consigliere Latini. Lo pongo in votazione.
Emendamento 14/3 del Consigliere Marangoni. Ha la parola il Consigliere Badiali.
Fabio BADIALI. Parere contrario.
PRESIDENTE. Emendamento 14/3. Lo pongo in votazione.
Articolo 14, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Emendamento 16/1 del Consigliere Marangoni. Ha la parola il Consigliere Badiali.
Fabio BADIALI. Parere contrario, è previsto dalle nome dell’ordinamento civile.
PRESIDENTE. Emendamento 16/1. Lo pongo in votazione.
Emendamento 16/2 del Consigliere Marangoni, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Enzo MARANGONI. Volevo ringraziare la Commissione perché alcuni emendamenti li ho presentati una settimana fa e sono stati accolti perché vi siete riuniti dopo, non sapevo di questo accoglimento, grazie. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie Consigliere Marangoni, questo è senso di intelligenza, poi, questo apprezzamento in Aula va sottolineato positivamente, lo dico in tutta verità e condivisione.
Emendamento 16/3 del Consigliere Marangoni. Lo pongo in votazione.
Emendamento 16/4 del Consigliere Marangoni. Lo pongo in votazione.
Emendamento 16/5 del Consigliere Marangoni. Ritirato
Emendamento 16/6 del Consigliere Marangoni. Ritirato
Articolo 16. Lo pongo in votazione.
Emendamento 17/1 del Consigliere Marangoni. Lo pongo in votazione.
Articolo 17, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Articolo 18. Soppresso.
Sub emendamento 19/1/1 della Consigliera Ciriaci. Lo pongo in votazione.
Emendamento 19/1 del Consigliere Massi. Lo pongo in votazione.
Emendamento 19/2 della III Commissione. Lo pongo in votazione.
Articolo 19, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Emendamento 20/1 della III Commissione. Lo pongo in votazione.
Articolo 20, così come emendato. Lo pongo in votazione.
Abbiamo un ordine del giorno che tutti conoscete a firma del Consigliere Badiali, in qualità di Presidente della III Commissione. Lo pongo in votazione.
Massimo BINCI. Brevemente per motivare il voto favorevole a questa legge che ritengo sia un'opportunità importante per intervenire su alcune questioni che riguardano la modifica dei consorzi di bonifica, allargando le competenze anche a questioni fondamentali che fino ad ora erano, in qualche modo, rimaste non gestite, come la gestione di tutto il reticolo idrografico minore e gli interventi sul territorio per combattere il dissesto idrogeologico.
La legge prevede che i piani delle opere di bonifica, sia quelli privati che gli interventi di miglioramento fondiario, siano da sottoporre al preventivo parere dell'Autorità di Bacino, proprio perché debbono, alla base, prevedere una corretta gestione da un punto di vista idrologico ed anche dal punto di vista della prevenzione del dissesto idrogeologico. L'altra questione riguarda la gestione dei fossi, dei rivi e dei colatori pubblici e la soppressione dei ristagni, tutto il deflusso delle acque, intervenendo, in qualche modo, anche nella gestione agricola dei fondi per quanto riguarda la corretta regimentazione delle acque.
La legge, tra l'altro, prevede, sempre tra le funzioni di cui all'articolo 14, che il consorzio fornisca dati e collabori con la Regione per le attività di previsione e prevenzione del rischio idrogeologico ed idraulico, quindi, per la prima volta ci sarà un osservatorio e anche un punto di programmazione generale a livello regionale con delle risorse, perché questo consorzio unico regionale sarà dotato di risorse. Ci sarà, tra l'altro, anche un discorso di migliore utilizzo delle risorse, di possibilità di dare priorità, modificando una modalità, purtroppo, molto presente nella gestione del territorio che è quella dell'intervento a pioggia, senza una programmazione unica regionale.
In questo caso si potrebbe, dipende da come verrà gestita da questo consorzio, invertire la tendenza.
Altra questione importante sulle competenze è la pianificazione degli usi delle acque volte a ridurre gli sprechi, i consumi e il controllo degli effettivi emungimenti raccordandosi con le strutture regionali che svolgono le attività di monitoraggio. Anche questa è una funzione molto importante perché non possiamo accorgerci della gestione e dell'uso dell'acqua solo quando nelle crisi estive viene a mancare, quindi, un discorso di pianificazione degli usi è fondamentale.
L'ultima questione è quella della manutenzione ordinaria che può essere affidata agli imprenditori agricoli, anche come fonte importante di reddito integrativo per le aziende agricole.
L’ultima questione è il potere sostitutivo nel caso di inosservanza da parte della Giunta regionale.
Ritengo che sia una legge importante, che certamente dovrà affrontare la prova dei fatti perché è una legge che ancora non è stata messa alla prova dei fatti però è anche compito degli amministratori, dei Consiglieri e, in questo caso, anche dei cittadini andare a verificare quella che è l'operatività e quella che è la gestione nell'interesse del bene comune.
Francesco ACQUAROLI. Sono il primo intervento che lei autorizza.
Grazie a tutta l'Aula. A questo punto mi sento anche di dover ringraziare, nonostante, i toni accesi, tanti colleghi, anche della maggioranza, che hanno dato un contributo a riaprire le questioni e i dubbi che noi avevamo, dal mio punto di vista, legittimamente sollevato.
L'appello alla deontologia del Consigliere regionale che deve partecipare alle Commissioni, sinceramente, lo respingo al mittente perché, ripeto, questa legge ha una storia ben precisa, nasce da una deformazione che è avvenuta sui territori, del ruolo che i consorzi avrebbero dovuto storicamente avere e nasce da una mancanza d'informazione, da un coinvolgimento dei territori, della politica, delle istituzioni e del consorzio.
Da lì oggi siamo arrivati a un punto conclusivo, come più volte sostenuto in questo lasso di tempo, dall'approvazione dell'emendamento, che abrogava le funzioni pubbliche del consorzio, ad oggi io ho sempre sostenuto che se la legge fosse stata buona, noi l'avremmo sostenuta e votata.
Io credo che - dopo la discussione, con l'approvazione degli emendamenti, di molti degli emendamenti che noi abbiamo proposto, soprattutto quello che garantisce, non un equilibrio ma all'agricoltura la maggioranza nelle assemblee dei comprensori e, credo, anche nell'assemblea del consorzio, che serve a garantire un'autorevolezza e quella che è la priorità - questa legge dà una risposta, come diceva anche il Consigliere Binci, a tutto il percorso minore dei fossi, a tutto quello che è l’assetto del territorio che, in qualche maniera, è importante ed è fondamentale per la vita e per anche una gestione giusta e sana del nostro territorio.
Il coinvolgimento dell'agricoltura, ricordiamocelo qualora fra qualche tempo ci fosse la volontà da parte della politica o di qualche tecnico di andare a sopprimere quello che è il ruolo dell'agricoltura nei territori, è fondamentale, perché questa legge, dal mio punto di vista, può essere una buona legge, ma fondamentale, per l'efficacia e il funzionamento, sarà come verrà interpretata nei territori, come gli agricoltori, i proprietari terrieri, dell'industria, del commercio, dell'artigianato, come i Sindaci riusciranno ad interpretarla.
Io sono convinto che il ruolo che dobbiamo svolgere oggi, dopo l'approvazione di questa legge, non debba più essere un ruolo legislativo ma un ruolo politico e, siccome io reputo questa una legge fondamentale per il nostro territorio, per abbattere i costi di gestione del territorio, per abbattere anche i costi che a posteriori vengono dati quando ci sono i danni, noi da oggi dobbiamo, in qualche maniera, andare nelle province, nei comprensori, a parlare, a far capire, a dare la spinta giusta affinché il consorzio non diventi un carrozzone, ma la risposta e la proiezione delle esigenze e delle aspettative del territorio.
La risposta giusta a quelle esigenze e a quelle aspettative, quindi, il mio invito a questa Aula è quello di approvare questa legge, sperando di averla migliorata e di averla resa migliore, uscire da questa Aula e avere tutti insieme un ruolo culturale nei confronti di questa legge, nei confronti di chi dovrà in qualche maniera attuarla.
Questo è il mio auspicio e questa dovrebbe essere anche la volontà della Presidenza del Consiglio che si dovrebbe impegnare, dal mio punto di vista, insieme alla Giunta, a farsi promotrice di un'azione di informazione nei confronti di tutti quelli che sono i proprietari che ne saranno toccati, ne sono tantissimi, da questa nuova normativa.
Questo è il mio invito e spero che venga accolto, con questo dico che il nostro gruppo, il CDM, sarà favorevole a questa legge.
Graziella CIRIACI. Grazie Presidente, tra l'altro colgo anch'io l'occasione per augurarle buon lavoro e per complimentarmi per l'entrata di una nuova donna nell'Ufficio di Presidenza.
Per quanto riguarda l'argomento, io esprimo con grande soddisfazione la mia condivisione a questa legge così emendata, con gli emendamenti sollecitati e confrontati dal Consigliere Acquaroli perché, anche se con un numero, abbiamo dato un segnale forte all'agricoltura. Su questo sono pienamente d'accordo.
Ho ascoltato con molta attenzione il suo intervento, Consigliere Acquaroli, perché il lavoro che abbiamo fatto per arrivare alla conclusione della legge, che riguarda la manutenzione di un territorio, riguarda la salvaguardia di un territorio, riguarda l'operatività, è uno strumento per l'agricoltura, non è soltanto una salvaguardia, ma è anche uno strumento per chi lavora in agricoltura. Aver, quindi, lavorato su questa legge in modo univoco, con confronti, prima qualcuno diceva: "Avete lavorato e ne avete fatto quasi un compromesso", no, Consigliere Perazzoli, la guardo in modo deciso, l'ultimo confronto verbale forte l'abbiamo fatto prima fuori e devo dire che la passione, la forza per fare una legge degna, dignitosa e operativa per questo territorio, l’abbiamo messa, tutto il nostro impegno sia in Commissione, con i colleghi Consiglieri Foschi e Marinelli sempre presenti, che in Consiglio per accogliere gli ultimi emendamenti presentati.
Il nostro voto sarà favorevole, ma con una sollecitazione molto forte, ossia che, Consigliere Perazzoli mi rivolgo ancora a lei, l'attivazione di questa legge, soprattutto nel primo anno, dove l'operatività verrà decisa solo ed esclusivamente dalla Giunta, possa essere fatta in modo tale che chi vive su questo territorio e chi opera nell'agricoltura possa non essere penalizzato, ulteriormente penalizzato, visto che, l'abbiamo detto in più interventi, in quest'Aula oggi, veniamo da un periodo dove l'esattore è arrivato a casa degli agricoltori con un importo da pagare e non sapevamo neanche perché e per come, in momenti difficilissimi.
Confermo ancora il nostro voto favorevole e vigileremo, soprattutto, affinché tutto ciò non succeda.
Enzo MARANGONI. Vicepresidente che piacere vederla lì, anche se il mio nome è illeggibile, in futuro mi auguro che possa leggerlo meglio. Tutte donne siete, una cosa incredibile, complimenti.
Solo per dire che io ho presentato 18 emendamenti, sono stati quasi tutti accolti in parte in Commissione, in parte in questa Aula, quindi voterò a favore della legge. L'unico rammarico che ho, ma non incide sul voto, è una riserva mentale, cioè il fatto che tutto il territorio regionale, tutti i Comuni entrano nel consorzio, mi auguro che non ci sia dietro il tranello che fra un po' spunti un tributo regionale ad hoc, per zone e Comuni che non beneficeranno, ci sono anche queste, di alcun servizio di manutenzione idraulica.
Che non ci sia, quindi, la solita fregatura, perché io vi curo, vi guardo, se questo dovesse accadere farò in modo di ricordarvi questo mio intervento, l'avevo già fatto prima in sede di dibattito. Grazie.
Paolo PERAZZOLI. Sono contento oggi perché credo che stiamo facendo una cosa buona e giusta. E’ attesa, questa è la cosa importante, noi qui abbiamo messo in evidenza i timori di una parte della popolazione, ma non abbiamo messo in evidenza le attese dei dipendenti che sanno che, se non si approva questa legge, il rischio era quello di continuare a produrre debiti, con la perdita del posto di lavoro.
Con questa legge noi ridiamo funzioni a un consorzio che, dove è ben diretto, ha dimostrato di poter fare e fare bene.
Voglio ringraziare tutti, qualcuno ha parlato di compromesso, ma il compromesso è uno degli obiettivi, uno dei mezzi della politica, è arte sublima dell'essere umano, noi siamo imbarbariti, negli ultimi vent'anni, perché ogni volta che si cercava il compromesso si parlava di inciucio, vedendo il confronto politico come armate contrapposte.
Io che vengo da lontano e non voglio andare tanto lontano, anche quando c'erano i contrasti ideologici del passato, le contrapposizioni attuali non c'erano, nelle assemblee c'era un confronto e si cercava la mediazione, la maggioranza degli atti veniva approvata all'unanimità.
Voglio ringraziare gli uffici, credo che dovremmo rivedere il Regolamento, qualche cosa dobbiamo rivederla, non si possono presentare gli emendamenti fino al giorno prima per leggi che, in qualche caso, sono complesse e impongono a tutti, ma soprattutto agli uffici, uno stress nelle ultime ore, inutile, che porta un po' di caos in pieno Consiglio. Detto questo, voglio ringraziare gli uffici.
Il lavoro che abbiamo fatto, debbo dire che più passava il tempo e più ci appassionava, perché in Commissione ci siamo resi conto che stavamo lavorando a una cosa che abbiamo costruito noi, perché questa legge è completamente diversa dalla proposta da cui siamo partiti.
E' una buona legge, adesso la palla passa alla Giunta, qualcuno ironicamente ha detto: “Ma di chi è la competenza? Di quale Assessorato?” Inizialmente l'ha proposto Paolo Petrini, Assessore all'agricoltura, perché nasceva da quel concetto antico che riguardasse esclusivamente il mondo agricolo. Con questa discussione spero che abbiamo chiarito che riguarda tutti, adesso io non so se deciderà la Giunta, se è di competenza dell'Assessore all'ambiente o dell'Assessore all'agricoltura, perché è una legge che riguarda tutti. Si mettano al lavoro. Importante adesso è individuare, faccio qui la raccomandazione, una personalità, come commissario, che sappia fare, che abbia esperienza, carisma e abbia dimostrato capacità di fare, perché 18 mesi sembrano tanti, ma per le cose da fare, non sono tanti e se poi fa prima meglio ancora.
Credo che questo vada fatto appena possibile, in modo che possiamo procedere. Mi auguro di rimetterci mano in questa legislatura, perché la prossima non ci sarò, perché significherebbe che il Parlamento italiano ha abolito le Province e noi dovremo vedere come questo consorzio possa ricondurre a unità tutto il territorio marchigiano.
PRESIDENTE. Dopo questa dichiarazione testamentaria del Consigliere Perazzoli, passerei al Consigliere Trenta.
Umberto TRENTA. Grazie Presidente. Io devo fare uno pro, il de profundis, uno contro, mi dispiace per loro, ci sarò, come dissi a qualcuno tempo fa, io tornerò in Regione, lei tornerà nel nulla, e questo è.
Questa io la chiamo legge quiz, Presidente. Al di là del fatto che una legge va sempre bene se risponde ad una richiesta precisa dei territori, se è migliorativa, se è garantista per i posti di lavoro, però, qualche osservazione fatemela fare.
Ascoltando gli interventi, come verrà interpretata, quali saranno i costi, quale sarà l'impatto, come interagirà nel raccordo tra i vari enti, quali saranno i benefici, quale sarà il ruolo culturale, quindi, la promozione culturale di questa legge, come verrà attuata, come reagiranno i tanti toccati da questa legge, arrivo a qualche simpatica osservazione, consona al mio carattere estroverso, Presidente.
Abbiamo percorso questo strumento per l'agricoltura con una legge degna, dignitosa per questo territorio, mi auguro che sia il territorio delle Marche, non sia solo quello sotto casa nostra, e arriva la sollecitazione, simpaticamente il Consigliere Perazzoli dice: “Signori miei dove i consorzi hanno operato bene, dove sono stati ben diretti, hanno dato risultati positivi”. Fermo restando che qui c'è un elenco di consorzi che raggruppano tante cose, vorrei sapere dov'è che non hanno operato bene e con quali risultati, più o meno catastrofici. Fa, poi, un altro inciso, sempre sulla legge, questo è simpatico perché noi abbiamo già qualcosa in Aula che potrebbe essere importante, dobbiamo andare a vedere i regolamenti. Va bene, vediamo questi regolamenti, poi la profetica osservazione del Consigliere Perazzoli: “Comunque questa è una buona legge”. Profetica osservazione, allora dico, Consigliere Perazzoli, quando aboliranno le Province forse lei non sarà in Aula, io mi auguro di si, perché è una nota positiva di quest'Aula, il contributo, per lo meno, di chi ha fatto il Sindaco e sa che significa operare, non parlare in teoria, perché poi ne rispondi direttamente al tuo elettorato, ma soprattutto alla tua popolazione tutta, nessuno escluso.
Ritorno a quel mio fatto iniziale, Presidente Consigliere Badiali, forse sarebbe stato meglio estenderla con un lavoro migliore e qui è giusta l'osservazione del Consigliere Perazzoli che dice quando una cosa interessa partecipiamo alla Commissione, cosa che non posso dire alla neo eletta al Consiglio di Presidenza Consigliera Ortenzi, volevo interagire con lei in Commissione, forse da oggi non potrò più, ma nell'ambito dei regolamenti riuscirò a parlare anche con lei, istituzionalmente, per quello che è accaduto oggi in Aula, che ritengo abbia un pregiudizio, proprio su questa legge, perché il Presidente Solazzi ha detto se tutti siete d'accordo, io non ho risposto alla provocazione del Consigliere Binci, ero tentato, poi mi ha anticipato e allora lo farò per iscritto, Presidente, perché caro Consigliere Binci scripta manent verba volant. Capisce? Se no la posso aiutare, quindi, caro Presidente, per iscritto le dirò osservazioni su quello che voi oggi approvate in Aula, perché io non sarò né contro, né a favore, ma non partecipo alla votazione.
Dino LATINI. Grazie Presidente, sarò brevissimo perché il mio voto sarà favorevole. Mi associo all'intervento del Consigliere Perazzoli per quanto riguarda il metodo che è stato usato, soprattutto in Aula, ma sono convinto anche in Commissione, al fine di raggiungere una legge che, a mio avviso, è storica, non soltanto perché i precedenti risalgono ad alcuni decenni or sono, ma perché i tentativi che sono stati compiuti, nel corso degli ultimi anni, per risolvere questa situazione, soprattutto per risolverla alla luce delle necessità che via via sono aumentate, non solo nel campo della bonifica e dell'irrigazione, ma anche di quegli interventi, a cui ha accennato nel suo primo intervento il Consigliere Perazzoli, relativi alle alluvioni che noi abbiamo subìto in varie parti del territorio marchigiano negli ultimi anni, aveva bisogno di una norma che, in qualche modo, corrispondesse alla forza, alla richiesta prima di tutto dei consorzi di bonifica esistenti e, attraverso essi, della popolazione e dei soggetti interessati, che non tocca più soltanto il mondo agrario e agricolo ma tocca una serie di soggetti che, in qualche modo, hanno messo le basi attraverso imprese, aziende, urbanizzazione del territorio, in una buona parte di quelle che sono le parti finali di canali, di fossi, situazioni che si rifanno alla necessità degli interventi dei consorzi stessi. Quindi, il primo risultato più importante che è stato raggiunto, è quello di aver affrontato questa fatica, averla affrontata con la mente sgombra dal raggiungimento di una posizione partitica o politica, ma prima di tutto amministrativa e istituzionale.
Anche il metodo che è stato scelto, al di là della dialettica che si è sviluppata questa mattina in Aula, è stato proprio quello di cercare di comprendere le valutazioni che ogni singolo Consigliere e, attraverso lui, anche le istanze oggettive che portava, quindi, gli interessi legittimi che voleva far cadere. Anche l'ultima votazione della proposta di legge in Aula era frutto non di posizione partitica, ma della necessità di valutare ogni singolo aspetto perché questa è una legge che non costituisce un ponte per il futuro, ma una pietra importante per la realizzazione di un settore, anzi per realizzare gli strumenti necessari, affinché un settore, cioè la tutela di una parte del nostro territorio agricolo sia, in qualche modo, legata a un soggetto in grado di dare risposte e di darle a 360°, indipendentemente dalla capacità finanziaria, avere un soggetto da parte della pubblica amministrazione in grado di rispondere a quelle che sono le esigenze delle tre, quattro categorie interessate agli interventi in materia di bonifica e di irrigazione.
Colgo l'occasione proprio per ringraziare tutti gli altri colleghi per il dibattito che si è sviluppato qui e per quello fatto, ripeto, in Commissione perché credo che il frutto di questa legge avrà, in qualche modo, quei benefici e, soprattutto, quegli auspici che tutti noi desideriamo avvengano attraverso la sua votazione.
Paola GIORGI. Grazie Presidente, pur non avendo competenza specifica e diretta sulle deleghe che prima indicava il Consigliere Perazzoli, agricoltura e ambiente, ritengo che questa proposta di legge vada, in qualche maniera, a toccare, in maniera non indiretta ma diretta, anche le funzioni relative alla difesa del suolo per quanto riguarda le problematiche legate al dissesto idrogeologico, più volte in Aula, durante il dibattito è uscita fuori questa questione, quindi, io non posso che giudicare positivamente, per questa parte, la proposta di legge.
C'è stato sul tema dei consorzi di bonifica tanto dibattito, però se c'è dibattito sull'esistenza dei consorzi di bonifica è importante ribadire che non è un tema di natura regionale, ma sicuramente è un tema di competenza nazionale. Quello che noi dobbiamo fare, per quanto ci è consentito, è tenere in evidenza le funzioni e fare in modo che le funzioni che i consorzi di bonifica svolgono siano svolte nella migliore maniera, nel contesto territoriale, per avere dei risultati.
Sicuramente una legge che riordina tutti i consorzi e fa un nuovo consorzio è di per sè molto importante, perché razionalizza. In questa proposta che, ormai spero diventerà legge, c'è anche il riconoscimento dell'attività, prima si parlava solo di bonifica e quando si parla di bonifica, vado a vedere cosa dice il dizionario ed il dizionario dice: “la bonifica è il risanamento, il prosciugamento di un terreno paludoso per renderlo idoneo agli insediamenti umani e all'agricoltura anche il terreno risanato”. Questa nuova proposta di legge riconosce l'attività, un’attività innanzitutto permanente, così com'è stata strutturata, per la sostenibilità ambientale, per la tutela delle risorse idriche e per la difesa idraulica.
Su questi propositi, di carattere generale, faccio un intervento, naturalmente, molto breve, il riordino dei consorzi con la fusione in un unico consorzio obbligatorio rimane assolutamente positiva, considerato anche che il consorzio, così come è stata scritta la proposta di legge, quindi la legge che verrà approvata, in futuro potrà essere convenzionato, come abbiamo detto, con le amministrazioni pubbliche per gli interventi di competenza esclusiva o mista.
Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente, pochissime parole.
Credo che il Presidente Badiali sottolineava con grande efficacia il valore di questa legge quando diceva che dopo tantissimo tempo abbiamo, finalmente, una nuova legge, abbiamo finalmente il consorzio di bonifica delle Marche.
E' stato sicuramente un percorso lungo, faticoso, complesso, è stato arricchito questo percorso dal confronto, mi sento di dire, è sicuramente un tassello importante di quella che dovrà essere la nuova legge sulla gestione e sul governo del territorio, ma anche di quella che è l'agricoltura di qualità, perché chi conosce il territorio, chi conosce il territorio dove opera il consorzio di bonifica sa qual è l'agricoltura che c'è in quelle realtà.
Io, però, sono intervenuto non soltanto perché volevo sottolineare il valore di questa legge, ma perché il relatore di maggioranza, il Consigliere Perazzoli, a metà del percorso mi ha reso partecipe di un bellissimo incontro che lui ha avuto, era un incontro di carattere vero, fra persone che stavano costruendo una cosa importante, fra molte persone, lo volevo ringraziare qui in questa Aula, anche perché quel confronto dentro un ragionamento lungo, che è stato fatto, era sicuramente la dimostrazione della capacità della politica di svolgere una funzione importante, di essere efficace e di non perdere mai di vista il benessere della propria comunità.
Credo che questa legge oltre al merito ha sicuramente questo valore democratico.
PRESIDENTE. Proposta di legge n. 87, così come emendata, la pongo in votazione.
Vi auguro buon pomeriggio ci vediamo martedì prossimo. La seduta è sciolta