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Timestamp: 2020-07-15 12:18:55+00:00
Document Index: 133806511

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Sentenza Cassazione Civile n. 12046 del 16/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12046 del 16/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 16/05/2017, (ud. 06/04/2017, dep.16/05/2017), n. 12046
sul ricorso 15912/2016 proposto da:
A.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ATTALIANA
92, presso lo studio dell’avvocato RICCARDO PACE, rappresentato e
difeso dall’avvocato ILARIA DI PUNZIO;
A.C. SOLUZIONI SRL, UCI SRL, N.M. GIA’ S.;
avverso la sentenza n. 2479/2015 del TRIBUNALE di TIVOLI, depositata
il 16/12/2015;
che, con sentenza resa in data 16/12/2015, il Tribunale di Tivoli, in accoglimento dell’appello proposto dalla AC Soluzioni s.r.l. e in riforma della sentenza di primo grado, ha condannato la UCI e S.M., in solido tra loro, al pagamento, in favore della società appellante, delle somme alla stessa dovute quale cessionaria del credito risarcitorio vantato, nei confronti delle convenute, da A.C.;
che, a sostegno della decisione assunta, il tribunale ha evidenziato come il giudice di primo grado non avesse tenuto conto di talune spese sostenute dall’appellante, con la conseguente necessità di includerne il computo negli importi alla stessa dovuti a titolo risa rcitorio;
che, avverso la sentenza d’appello, ha proposto ricorso per cassazione A.C. sulla base di un unico motivo d’impugnazione;
che, con il ricorso proposto, A.C. censura la sentenza impugnata per violazione dell’art. 112 (in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4), per avere il giudice d’appello omesso di provvedere all’esame della domanda di riforma della sentenza di primo grado spiegata dall’odierno ricorrente;
che, al riguardo, trova applicazione, al caso di specie, il consolidato insegnamento della giurisprudenza di legittimità, ai sensi del quale affinchè possa utilmente dedursi in sede di legittimità un vizio di omessa pronunzia, ai sensi dell’art. 112 c.p.c., è necessario, da un lato, che al giudice del merito siano state rivolte una domanda o un’eccezione autonomamente apprezzabili, ritualmente ed inequivocabilmente formulate, per le quali quella pronunzia si sia resa necessaria ed ineludibile, e, dall’altro, che tali istanze siano riportate puntualmente, nei loro esatti termini e non genericamente ovvero per riassunto del loro contenuto, nel ricorso per cassazione, con l’indicazione specifica, altresì, dell’atto difensivo e/o del verbale di udienza nei quali l’una o l’altra erano state proposte, onde consentire al giudice di verificarne, in primis, la ritualità e la tempestività ed, in secondo luogo, la decisività delle questioni prospettatevi;
che, infatti, ove si deduca la violazione, nel giudizio di merito, del citato art. 112 c.p.c., riconducibile alla prospettazione di un’ipotesi di error in procedendo per il quale la Corte di cassazione è giudice anche del “fatto processuale”, detto vizio, non essendo rilevabile d’ufficio, comporta pur sempre che il potere-dovere del giudice di legittimità di esaminare direttamente gli atti processuali sia condizionato, a pena di inammissibilità, all’adempimento da parte del ricorrente, per il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione che non consente, tra l’altro, il rinvio per relationem agli atti della fase di merito, dell’onere di indicarli compiutamente, non essendo legittimato il suddetto giudice a procedere ad una loro autonoma ricerca ma solo ad una verifica degli stessi (cfr. Sez. 2, Sentenza n. 6361 del 19/03/2007, Rv. 596820-01; Sez. 2, Sentenza n. 21226 del 14/10/2010, Rv. 614397-01; Sez. L, Sentenza n. 15367 del 04/07/2014, Rv. 631768-01);
che, nel caso di specie, l’odierno ricorrente ha del tutto omesso di adempiere al ridetto onere di compiuta indicazione degli atti ritenuti rilevanti ai fini della decisione;
che, sulla base delle argomentazioni che precedono, all’accertamento dell’inammissibilità del ricorso non segue l’adozione di alcuna statuizione in ordine alla regolazione delle spese del giudizio di legittimità, non avendo nessuno degli intimati svolto difese in questa sede.