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Timestamp: 2020-02-17 13:29:13+00:00
Document Index: 16501045

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 76', 'art. 25', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 27', 'art. 32', 'art. 27', 'art. 25', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 37', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 28', 'art. 19', 'art. 117', 'art. 37', 'art. 1']

Decreto Legislativo 14 marzo 2003, n. 65 - Imballaggio e etichettatura di preparati pericolosi
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DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2003 n. 65 - Attuazione delle direttive 1999/45/CE e 2001/60/CE relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura dei preparati pericolosi.
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 87 del 14 aprile 2003 - Supplemento ordinario n. 61
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro della salute, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell'economia e delle finanze, dell'ambiente e della tutela del territorio, del lavoro e delle politiche sociali, delle attività produttive e delle politiche agricole e forestali;
1. Il presente decreto disciplina la classificazione, l'imballaggio e l'etichettatura dei preparati immessi sul mercato che contengono almeno una sostanza pericolosa ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e che sono classificati come pericolosi all'esito delle valutazioni di cui agli articoli 4, 5 e 6.
2. Le disposizioni di cui agli articoli 8, commi 3 e 4, 9, comma 2, 13 e 16, comma 1, si applicano anche ai preparati non classificati come pericolosi ai sensi degli articoli 4, 5 e 6, ma che possono presentare dei pericoli specifici.
4. Fatte salve le disposizioni del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 174, il presente decreto si applica anche alla classificazione, all'imballaggio, all'etichettatura e alle schede informative in materia di sicurezza dei biocidi.
a)medicinali per uso umano e veterinario;
b)prodotti cosmetici;
c)miscugli di sostanze che si presentano sotto forma di rifiuti;
d)prodotti alimentari;
e)mangimi;
g) dispositivi medici invasivi o utilizzati a contatto diretto con il corpo umano
6. Le norme del presente decreto non si applicano, altresì :
[Avvertenza] [Note all'art. 1]
Ai fini del presente decreto s'intende per:
a) sostanze: gli elementi chimici ed i loro composti, allo stato naturale o ottenuti mediante qualsiasi procedimento di produzione, compresi gli additivi necessari per mantenere la stabilità dei prodotti e le impurezze derivanti dal procedimento impiegato, ma esclusi i solventi che possono essere eliminati senza incidere sulla stabilità delle sostanze e senza modificare la loro composizione;
e) ricerca e sviluppo scientifici; la sperimentazione scientifica o le analisi e le ricerche chimiche effettuate in condizioni controllate, compresa la determinazione delle proprietà intrinseche, degli effetti e dell'efficacia, non che le ricerche scientifiche relative allo sviluppo del prodotto;
g) Inventario Europeo delle Sostanze Commerciali Esistenti, di seguito denominato EINECS: l'inventario europeo delle sostanze chimiche considerate presenti sul mercato comunitario alla data del 18 settembre 1981 ;
h) Lista Europea delle Sostanze Chimiche Notificate, di seguito denominata ELINCS: l'elenco delle nuove sostanze chimiche notificate, nella comunità europea, a partire del 19 settembre 1981 .
b) comburenti: i preparati che a contatto con altre sostanze, soprattutto infiammabili, provocano una forte reazione esotermica;
1) i preparati che, a contatto con l'aria, a temperatura ambiente e senza apporto di energia, possono subire innalzamenti termici e infiammarsi;
l) irritanti: i preparati non corrosivi, il cui contatto diretto, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose può provocare una reazione infiammatoria;
m) sensibilizzanti: i preparati che, per inalazione o assorbimento cutaneo, possono dar luogo ad una reazione di ipersensibilizzazione per cui una successiva esposizione alla sostanza o al preparato produce reazioni avverse caratteristiche;
n) cancerogeni: i preparati che, per inalazione, ingestione o .assorbimento cutaneo, possono provocare il cancro o aumentarne la frequenza di insorgenza:
q) pericolosi per l'ambiente: i preparati che, qualora si diffondano nell'ambiente, presentino o possano presentare rischi immediati o differiti per una o più delle componenti ambientali.
Determinazione delle proprietà pericolose dei preparati, loro classificazione ed etichettatura.
2. Ove sia necessario effettuare prove di laboratorio ai fini della valutazione delle proprietà pericolose di cui al comma 1, esse sono eseguite sul preparato così come immesso sul mercato.
b) sono classificate ed etichettate provvisoriamente a cura del responsabile dell'immissione sul mercato ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52;
c) sono classificate ed etichettate in base all'articolo 7 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e non figurano ancora nel!' ELINCS:
d) sono contemplate dall'articolo 8 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52;
e) sono classificate ed etichettate in base all'articolo 13 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52;
6. I principi generali della classificazione e del/'etichettatura dei preparati sono applicati ai sensi dell'articolo 37, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e secondo i criteri definiti nell'allegato VI del decreto del Ministro della sanità in data 28 aprile 1997 , pubblicato nel supplemento ordinario n° 164 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 192 del 19 agosto 1997, e successivi aggiornamenti, tranne quando si applicano i criteri alternativi di cui agli articoli 4, 5, 6, e 9 ed i corrispondenti allegati del presente decreto.
[Note all'art. 3]
Valutazione dei pericoli derivanti dalle proprietà chimico-fisiche.
1. I pericoli derivanti dalle proprietà chimico-fisiche di un preparato sono valutati ai sensi dell'articolo 37, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, determinando, secondo i metodi specificati alla parte A dell'allegato V del decreto del Ministro della sanità in data 28 aprile 1997, e successivi aggiornamenti, le proprietà chimico-fisiche del preparato necessarie per una classificazione ed un'etichettatura adeguate, conformemente ai criteri definiti nell'allegato VI di detto decreto.
b) in caso di modifica della composizione di un preparato di composizione nota si concluda, su base scientifica, che una nuova valutazione dei pericoli non comporta un cambiamento di classificazione;
c) se il preparato è immesso sul mercato sotto forma di aerosol, esso soddisfi le disposizioni di cui all'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 21 luglio 1982, n. 741, e definite dall' articolo 1, comma 2, punto 2.4, del decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato 8 maggio 1997, n. 208.
3. I pericoli derivanti dalle proprietà chimico-fisiche di un preparato contemplato dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n.194, sono valutati determinando le proprietà chimico-fisiche del preparato necessarie per una classificazione adeguata secondo i criteri e i metodi definiti negli allegati richiamati al comma 1,salvo se sono accettabili altri metodi in base alle disposizioni degli allegati Il e III del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.194, riconosciuti a livello internazionale.
[Note all'art. 4]
Valutazione dei pericoli per la salute.
b) la determinazione delle proprietà tossicologiche necessarie per una classificazione adeguata, ai sensi dell'articolo 37, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, secondo i criteri dell'allegato VI del decreto del Ministro della sanità in data 28 aprile 1997, e successivi aggiornamenti, ed i metodi indicati nell'allegato V, parte B, del medesimo decreto, salvo se, nel caso di prodotti fitosanitari, sono accettabili altri metodi, in base alle disposizioni degli allegati Il e III del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.194, riconosciuti a livello internazionale.
2. Fatti salvi i requisiti del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.194, solo qualora la persona responsabile dell'immissione in commercio del preparato sia in grado di dimostrare scientificamente che le proprietà tossicologiche del medesimo non possono essere correttamente determinate ne con il metodo indicato al comma 1 l lettera a} , ne sulla base di risultati di prove già effettuate su animali, possono essere utilizzati i metodi indicati al comma 1, lettera b), fermo il rispetto dei decreti legislativi 27 gennaio 1992, n. 116, relativo alla protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici e 27 gennaio 1992, n. 120, relativo all'applicazione dei principi della buona pratica di laboratorio.
3. Fatte salve le disposizioni di cui ai commi 5 e 6 allorché una proprietà tossicologica è stata determinata sulla base delle procedure di cui al comma 1, lettere a) e b), per classificare il preparato si utilizzano i risultati dei metodi indicati alla lettera b), tranne nei caso di effetti cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione, nel qual caso si applica soltanto il metodo di cui alla lettera a) .
5. Qualora si possa dimostrare mediante studi epidemiologici, studi di casi clinici scientificamente validi, o sulla base delle valutazioni statistiche fornite dai centri antiveleni o sulla base dei dati statistici dai dati sulle malattie professionali, che gli effetti tossicologici sul! essere umano differiscono da quelli rilevati applicando i metodi di cui al comma 1, il preparato viene classificato in base ai suoi effetti sull'uomo.
7. Qualora non esistano valide ragioni scientifiche per ritenere che una nuova valutazione del pericolo non porti a modificare la classificazione, per i preparati dì composizione nota, ad eccezione di quelli contemplati dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n.194, classificati ai sensi del comma 11 lettera b), si procede ad una nuova valutazione mediante i metodi indicati al comma 1, lettere a) o b), allorché:
[Note all'art. 5]
Valutazione dei pericoli per l'ambiente.
a) metodo convenzionale descritto all'allegato Il del presente decreto;
b) determinazione delle proprietà pericolose per l'ambiente necessarie per una classificazione adeguata ai sensi dell'articolo 37, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, secondo i criteri dell'allegato VI del decreto del Ministro della sanità in data 28 aprile 1997, e successivi aggiornamenti, ed i metodi indicati nell'allegato V, parte C, del medesimo decreto, salvo se, nel caso di prodotti fitosanitari, sono accettabili altri metodi, in base alle disposizioni degli allegati Il e III del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.194, riconosciuti a livello internazionale. Fatte salve le prove richieste da quest'ultimo decreto, le condizioni di applicazione di metodi di prova sono descritte nella parte C dell'allegato Il del presente decreto.
2. Se è constatata una proprietà ecotossicologica secondo uno dei metodi indicati al comma 1, lettera b), per ottenere nuovi dati, le prove devono essere realizzate secondo i principi della buona pratica dì laboratorio di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 120, e successivi aggiornamenti.
4. Qualora non esistano valide ragioni scientifiche per ritenere che una nuova valutazione del pericolo non porti a modificare la classificazione, per i preparati di composizione nota, ad eccezione di quelli contemplati dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n.194, classificati ai sensi del comma 1, lettera b), si procede ad una nuova valutazione mediante i metodi indicati al comma 1, lettere a) o b), allorché:
b) il fabbricante modifichi la composizione sostituendo o aggiungendo uno o più componenti a prescindere dal fatto che sì tratti o meno di componenti pericolosi secondo le definizioni di cui all'articolo 2.
[Note all'art. 6]
Obblighi generali.
1. I preparati di cui all'articolo 1 possono essere immessi sul mercato soltanto se conformi alle disposizioni del presente decreto.
c) qualsiasi informazione utile concernente le condizioni di imballaggio ai sensi del dell'articolo 8, comma 3, compreso il certificato delle prove, redatto ai sensi dell'articolo 37 comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, secondo i criteri riportati nell'allegato IX, parte A, al decreto del Ministro della sanità in data 28 aprile 1997, e successivi aggiornamenti;
[Note all'art. 7]
b) i materiali che costituiscono l'imballaggio e la chiusura non devono deteriorarsi a contatto con il contenuto, ne formare con questo composti pericolosi;
[Note all'art. 8]
2. I preparati di cui all'articolo 1, comma 2, quali definiti nell'allegato IV, parti B e C, sono immessi sul mercato soltanto se l'etichetta dell'imballaggio risponde alle condizioni del comma 4, lettere a) e b), e alle disposizioni particolari dello stesso allegato IV, parti B e C (1) .
e) frasi di rischio (frasi A) individuati secondo quanto previsto all'allegato VII parte C;
a) per i preparati classificati come facilmente infiammabili, comburenti o irritanti, tranne quelli contrassegnati con R41, o pericolosi per "ambiente e contrassegnati con il simbolo N, non è necessario indicare le frasi R o S;
b) per i preparati classificati infiammabili o pericolosi per l'ambiente non contrassegnati dal simbolo N è necessario indicare le frasi A, ma non è necessario indicare le frasi S.
6. Fatte salve le disposizioni dell'articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.194, sull'imballaggio o sull'etichetta dei preparati contemplati dal presente decreto non possono figurare indicazioni quali non tossico, non nocivo, non inquinante, ecologico o qualsiasi altra indicazione diretta ad indicare il carattere non pericoloso o che induca a sottovalutare i pericoli inerenti tali preparati.
(1) Comma sostituito dall'articolo unico del D.LGS. 28 luglio 2004, n. 260.
Applicazione dei requisiti per l'etichettatura.
4. Le informazioni da apporre sull'etichetta, a norma dell'articolo 9, devono risultare chiaramente sul fondo e la loro dimensione e spaziatura devono essere sufficienti per consentirne un'agevole lettura. Le disposizioni specifiche riguardanti la presentazione ed il formato di queste informazioni, nonché le dimensioni dell'etichetta, sono stabilite, ai sensi dell'articolo 37, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, secondo I criteri riportati nell'allegato VI del decreto del Ministro della sanità in data 28 aprile 1997, e successivi aggiornamenti (1) .
1) quando l'imballaggio e' provvisto di una etichettatura conforme ai regolamenti internazionali relativi al trasporto di merci pericolose e conforme all'articolo 9, comma 4, lettere a), b), c), e) e f); ai preparati classificati in base all'articolo 6 sono altresi' applicabili le disposizioni dell' articolo 9, comma 4, lettera d), concernenti tale proprieta' se quest'ultima non e' stata espressamente indicata sull'etichetta (2) ;
(1) Comma così modificato dall'articolo unico del D.LGS. 28 luglio 2004, n. 260.
(2) Numero sostituito dall'articolo unico del D.LGS. 28 luglio 2004, n. 260.
Deroghe alle norme di etichettatura e di imballaggio.
1. Gli articoli 8, 9 e 10 non si applicano agli esplosivi immessi sul mercato allo scopo di produrre come effetto pratico esplosioni o effetti pirotecnici.
2. Gli articoli 8, 9 e 10 non si applicano a taluni preparati pericolosi ai sensi degli articoli 4, 5 e 6 , definiti all'allegato VI che non presentano, nella forma in cui sono immessi sul mercato, rischi di natura chimico-fisica o rischi per la salute o per l'ambiente.
3. Quando gli imballaggi sono di dimensioni ridotte o sono altrimenti inadatti per consentire un'etichettatura conforme a quanto previsto dall'articolo 10, commi 1 e 2, l'etichetta può essere realizzata in dimensioni ridotte, comunque non inferiore a 10 centimetri quadrati ed il simbolo deve misurare almeno un centimetro quadrato.
5. Il Ministro della salute stabilisce altresi', di concerto con le Amministrazioni competenti e con le modalita', di cui al comma 4:
a) in deroga agli articoli 9 e 10, i casi in cui gli imballaggi dei preparati pericolosi che non sono classificati come nocivi, estremamente infiammabili, facilmente infiammabili o infiammabili, irritanti o comburenti possono non essere etichettati o possono essere etichettati in modo diverso, quando contengano quantitativi talmente limitati da non comportare alcun pericolo sia per le persone che manipolano tali preparati che per terzi;
b) in deroga agli articoli 9 e 10 , i casi in cui gli imballaggi dei preparati pericolosi, classificati conformemente all'articolo 6, possono non essere etichettati o possono essere etichettati in modo diverso, quando contengano quantitativi talmente limitati da non comportare alcun pericolo per l'ambiente;
c) in deroga agli articoli 9 e 10, i casi in cui gli imballaggi dei preparati pericolosi che non ricadono nelle fattispecie di cui alle lettere a) e b), sono etichettati in altro modo idoneo, qualora le dimensioni ridotte non consentano l'etichettatura di cui agli articoli 9e 10 e non vi sia motivo di temere un pericolo sia per le persone che manipolano tali preparati che per terzi (1).
6. In caso di applicazione dei commi 3, 4 e 5, non e' consentito l'impiego di simboli, indicazioni di pericolo, frasi di rischio (R) o consigli di prudenza (S) diversi da quelli stabiliti dal presente decreto (1).
1 .In caso di utilizzo di una tecnica di comunicazione a distanza, quale definita dal decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 185, ai fini della conclusione di un contratto avente ad oggetto un preparato contemplato dal presente decreto legislativo, il fornitore, fermo restando il rispetto delle disposizioni di cui all'art. 3 del citato decreto legislativo n. 185 del 1999, deve informare l'acquirente del tipo di pericolo e delle precauzioni d'uso indicate sull'etichetta del prodotto.
[Note all'art. 12]
Scheda informativa in materia di sicurezza.
1. Per consentire agli utilizzatori professionali di adottare le misure necessarie per la protezione della salute, della sicurezza e dell'ambiente sul luogo di lavoro, il responsabile dell'immissione sul mercato di un preparato pericoloso ai sensi dell'articolo 1, comma 1, deve fornire gratuitamente, al destinatario del preparato stesso una scheda informativa in materia di sicurezza su supporto cartaceo ovvero, nel caso in cui il destinatario disponga dell'apparecchiatura necessaria per il ricevimento su supporto informatico.
2. Su richiesta di un utilizzatore professionale, il responsabile dell'immissione sul mercato di un preparato deve fornire una scheda di sicurezza contenente informazioni adeguate per i preparati non classificati come pericolosi ai sensi degli articoli 4, 5 e 6, ma che contengono in concentrazione individuale uguale o maggiore all' 1 per cento in peso, per i preparati diversi da quelli gassosi, e uguale o maggiore allo 0,2 per cento in volume per i preparati gassosi, almeno una sostanza che presenti pericoli per la salute o per l'ambiente o una sostanza per la quale esistono limiti di esposizione comunitari sul posto di lavoro.
[Note all'art. 13]
Riservatezza delle informazioni.
1. Il responsabile dell'immissione sul mercato del preparato puo' essere autorizzato a fare riferimento ad una sostanza mediante una denominazione che identifichi i principali gruppi chimici funzionali o mediante una denominazione alternativa, qualora possa dimostrare che la divulgazione dell'identita' chimica della sostanza, sull'etichetta o sulla scheda informativa in materia di sicurezza, compromette il carattere riservato della sua proprieta' intellettuale. Tale possibilita' e' ammessa nei casi in cui la sostanza e' classificata come:
a) irritante, ad eccezione di quelle cui e' stata attribuita la frase di rischio R41, o irritante in combinazione con una o piu' delle altre proprieta' di cui all'Allegato VII, parte A, punto 4;
b) nociva, o nociva in combinazione con una o piu' proprieta' di cui all'Allegato VII, parte A, punto 4, che presenta, da sola, effetti acuti letali (1).
3. Il responsabile dell'immissione sul mercato che intenda avvalersi dell' autorizzazione di cui al comma 1, presenta apposita domanda al Ministero della salute, redatta in conformità a quanto disposto nell' Allegato V.
4. Il Ministero della salute può chiedere ulteriori informazioni al responsabile dell'immissione sul mercato qualora lo ritenga necessario ai fini di una corretta valutazione della richiesta.
5. Il Ministero della salute notifica la sua decisione al richiedente, il quale, in caso di accoglimento della domanda, trasmette copia dell'autorizzazione a ciascuno degli Stati membri nei quali intende immettere il prodotto sul mercato.
6. Le informazioni considerate riservate, portate a conoscenza del Ministero della salute, sono trattate a norma dell'articolo 17 del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52.
[Note all'art. 14]
Organismo incaricato di ricevere le informazioni relative ai preparati pericolosi.
1. L'Istituto superiore di sanità è l'organismo incaricato di ricevere le informazioni relative ai preparati immessi sul mercato e considerati pericolosi per i loro effetti sulla salute o in base ai loro effetti a livello fisico e chimico, compresa al composizione chimica, disciplinati dal presente decreto.
2. Il responsabile dell'immissione sul mercato di un preparato pericoloso e i fabbricanti o le persone responsabili della commercializzazione dei prodotti autorizzati o registrati come biocidi ai sensi del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 174, e classificati come pericolosi ai sensi del presente decreto, devono inviare all'Istituto Superiore di Sanità le informazioni di cui all'allegato XIsecondo le modalità ivi riportate. Le informazioni così raccolte costituiscono l'Archivio dei preparati pericolosi.
3. Le informazioni ed i dati, contenuti nell'archivio di cui al comma 2, sono utilizzabili esclusivamente per rispondere a richieste di carattere sanitario in vista di misure preventive o curative e in particolare caso d'urgenza, mediante consultazione dell'archivio preparati pericolosi da parte dei centri antiveleni, riconosciuti idonei ad accedere all'archivio, sulla base dei criteri indicati nell'Allegato XI.
4. Per gli stessi scopi di cui al comma 3, le informazioni contenute nell'Archivio preparati pericolosi possono essere fornite ad altri soggetti a cura dell'Istituto superiore di sanità.
5. I soggetti che sono a conoscenza delle, informazioni contenute nell'archivio preparati pericolosi sono tenuti a mantenere la riservatezza delle stesse e a non utilizzare quanto a loro conoscenza per scopi diversi da quelli per i quali hanno avuto il diritto di accesso alle informazioni medesime.
8. Qualora l'Istituto superiore di sanità riscontri che per un prodotto vi sono state ripetute richieste di informazione, ne dà immediata comunicazione al responsabile dell'immissione sul mercato, nonché al Ministero della salute.
[Note all'art. 15]
Limitazione alla libera circolazione.
1. Qualora sussistano motivi per ritenere che un preparato immesso sul mercato in conformità al presente decreto costituisce un rischio per la salute umana o per l'ambiente, il Ministero della salute o il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, in base alla loro sfera di competenza, possono, con provvedimento d'urgenza, vietare temporaneamente o sottoporre a condizioni particolari l'uso o la vendita del preparato medesimo.
2. Delle disposizioni di cui al comma 1 viene data immediata informazione alla Commissione Europea e agli altri Stati membri, precisando i motivi che giustificano le disposizioni medesime.
[Note all'art. 17]
3. Le sanzioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano al commerciante al dettaglio che pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo preparati pericolosi in confezioni originali, semprechè non sia a conoscenza della violazione e la confezione originale non presenti segni di alterazione.
4. Le violazioni delle disposizioni di cui all'articolo 12 in materia di vendita a distanza sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro mille ad euro settemilacinquecento .
[Note all'art. 19]
1. In relazione a quanto disposto dall'articolo 117, quinto comma, della Costituzione e fatto salvo quanto previsto dalla legge di procedura dello Stato di cui alla stessa disposizione normativa, le norme del presente decreto e dei decreti ministeriali applicativi nelle materie di legislazione concorrente si applicano per le regioni e province autonome che non abbiano ancora provveduto al recepimento delle direttive 1999/45/CE e 2001/60/CE sino alla data di entrata in vigore della normativa di attuazione di ciascuna regione e provincia autonoma. Tale normativa di attuazione è adottata da ciascuna regione e provincia autonoma nel rispetto dei principi fondamentali desumibili dal presente decreto.
3. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono concessi sei mesi per lo smaltimento delle scorte dei preparati pericolosi presenti nel magazzino del produttore e dodici mesi per lo smaltimento di quelle già immesse sul mercato, purché conformi alla previgente normativa (1) .
4. per i preparati che rientrano nell'ambito di applicazione dei decreti legislativi del 17 marzo 1995, n. 194, e 25 febbraio 2000, n. 174, le disposizioni entrano in vigore il 30 luglio 2004.
(1) Vedi proroghe di cui all'articolo 7-duodevicies del D.L. 31 gennaio 2005, n. 7.
Allegato I (1)
(1) Allegato modificato dall'articolo unico del D.LGS. 28 luglio 2004, n. 260.
Allegato II (1)
(DISPOSIZIONI SPECIALI PER I RECIPIENTI CONTENENTI PREPARATI OFFERTI O VENDUTI AL PUBBLICO art. 8, comma3)
Recipienti che devono essere muniti di chiusura di sicurezza per bambini
1. I recipienti di qualsiasi capacita' contenenti preparati offerti o venduti al dettaglio e etichettati come molto tossici, tossici o corrosivi, secondo l'articolo 9 e nelle condizioni previste all'articolo 5 del presente decreto legislativo devono essere muniti di chiusure di sicurezza per bambini (1) .
2. I recipienti di qualsiasi capacita' contenenti preparati che presentano un pericolo all'inalazione (Xn. R65) e classificati ed etichettati in base al punto 3.2.3 dell'allegato VI del decreto del Ministero della sanita' del 28 aprile 1997 e successivi aggiornamenti, ad eccezione dei preparati immessi sul mercato sotto forma di aerosol o in un recipiente munito di un sistema di nebulizzazione sigillato.
3. I recipienti di qualsiasi capacita' contenenti almeno una delle sostanze di seguito enumerate e presente in concentrazione uguale o superiore alla concentrazione limite specifica.
N.                   Identificazione                Limite di
della sostanza                 concentrazione
CAS Reg. n         Nome          EINECS n.
1       67-56-1         Metanolo      (( 200-659-6 ))  > o = a 3%
2       75-09-2         Diclorometano (( 200-838-9 ))  > o = a 1%
che sono offerti o venduti al dettaglio devono essere muniti di chiusure di sicurezza per bambini.
Recipienti che devono recare un'indicazione di pericolo riconoscibile al tatto
I recipienti di qualsiasi capacita' contenenti preparati offerti o venduti al dettaglio ed etichettati come molto tossici, tossici, corrosivi, nocivi, estremamente infiammabili o facilmente infiammabili secondo l'articolo 9 e nelle condizioni previste agli articoli 4 e 5 del presente decreto, devono recare un'indicazione di pericolo riconoscibile al tatto.
Questa disposizione non si applica agli aerosol classificati solo come estremamente infiammabili o facilmente infiammabili.
(1) Allegato così modificato dall'articolo unico del D.LGS. 28 luglio 2004, n. 260.
(DISPOSIZIONI SPECIALI CONCERNENTI L'ETICHETTATURA DI TALUNI PREPARATI)
A. Preparati classificati pericolosi ai sensi degli articoli 4, 5 e 6
1. Preparati venduti al pubblico
1.1. L'etichetta dell'imballaggio che contiene tali preparati deve riportare, oltre agli specifici consigli di prudenza, appropriati consigli di prudenza S1, S2, S45 o S46 secondo i criteri stabiliti all'allegato VI del decreto del Ministero della sanita' del 28 aprile 1997 e successivi aggiornamenti.
1.2. Se tali preparati sono classificati molto tossici (T+), tossici (T) o corrosivi (C) ed e' materialmente impossibile fornire una simile informazione sull'imballaggio stesso, l'imballaggio che contiene tali preparati deve essere corredato da istruzioni per l'uso precise e comprensibili a tutti e comprendenti, se necessario, informazioni relative alla distruzione dell'imballaggio vuoto.
2. Preparati destinati ad essere utilizzati mediante nebulizzazione
L'etichetta dell'imballaggio contenente tali preparati deve obbligatoriamente riportare il consiglio di prudenza S23 accompagnato da uno dei consigli di prudenza S38 o S51 scelto secondo i criteri di applicazione stabiliti all'allegato VI del decreto del Ministero della sanita' del 28 aprile 1997 e successivi aggiornamenti.
3. Preparati contenenti una sostanza contrassegnata dalla frase R33:
"Pericolo di effetti cumulativi"
Se un preparato contiene almeno una sostanza contrassegnata dalla frase R33, l'etichetta del preparato deve riportare il testo di questa frase R33, come indicato nell'allegato III del decreto del Ministro della sanita' 28 aprile 1997 e successivi aggiornamenti, qualora tale sostanza sia presente nel preparato in concentrazione pari o superiore all'1%, a meno che all'allegato III del decreto del Ministero della sanita' dell'11 aprile 2001 e successivi aggiornamenti, siano indicati valori diversi (1).
4. Preparato contenente una sostanza contrassegnata dalla frase R64:
"Possibile rischio per i neonati nutriti con latte materno"
Se un preparato contiene almeno una sostanza caratterizzata dalla frase tipo R64, l'etichetta del preparato deve riportare il testo di questa frase R64, come indicato nell'allegato III del decreto del Ministro della sanita' 28 aprile 1997 e successivi aggiornamenti, qualora tale sostanza sia presente nel preparato in concentrazione pari o superiore all'1%, a meno che all'allegato III del decreto del Ministero della sanita' dell'11 aprile 2001 e successivi aggiornamenti, siano specificati valori diversi (1).
B. Altri preparati indipendentemente dalla loro classificazione ai sensi degli articoli 4, 5 e 6
1. Preparati contenenti piombo
1.1. Pitture e vernici
L'etichettatura dell'imballaggio di pitture e vernici, il cui tenore in piombo totale determinato secondo la norma ISO 6503-1984 e' superiore a 0,15% (espresso in peso di metallo) del peso totale del preparato, deve recare le seguenti indicazioni:
"Contiene piombo. Da non utilizzare su oggetti che possono essere masticati o succhiati dai bambini".
Per gli imballaggi il cui contenuto e' inferiore a 125 ml, deve essere riportata la frase seguente:
"Attenzione! Contiene piombo"
2. Preparati contenenti cianoacrilati
2.1. Colle
L'imballaggio contenente direttamente colle a base di cianoacrilato deve riportare le seguenti indicazioni:
"Cianoacritato.
Si incolla alla pelle e agli occhi in pochi secondi.
Tenere fuori dalla portata dei bambini."
Adeguati consigli di prudenza devono essere uniti all'imballaggio.
3. Preparati contenenti isocianati
L'etichetta dell'imballaggio dei preparati contenenti isocianati (monomeri, oligomeri, prepolimeri, ecc., tal quali o in miscuglio) deve riportare le seguenti indicazioni:
"Contiene isocianati.
Leggere le informazioni fornite dal fabbricante."
4. Preparati contenenti resine epossidiche di peso molecolare medio = 700
L'etichetta dell'imballaggio dei preparati contenenti resine eposaidiche di peso molecolare medio = 700 deve riportare le seguenti indicazioni:
"Contiene resine epossidiche.
5. Preparati contenenti cloro attivo venduti al pubblico
L'imballaggio dei preparati contenenti piu' dell'1% di cloro attivo deve riportare le seguenti indicazioni:
"Attenzione! Non utilizzare in combinazione con altri prodotti.
Possono formarsi gas pericolosi (cloro)".
6. Preparati contenenti cadmio (leghe) e destinati ad essere utilizzati per la brasatura e la saldatura.
L'imballaggio di tali preparati deve recare in forma leggibile ed indelebile le seguenti menzioni:
"Attenzione! Contiene cadmio.
Durante l'utilizzazione si sviluppano fumi pericolosi.
Leggere le informazioni fornite dal fabbricante.
Rispettare le disposizioni di sicurezza."
7. Preparati disponibili sotto forma di aerosol
Fatte salve le disposizioni del presente decreto, anche ai preparati disponibili sotto forma di aerosol si applicano le disposizioni di etichettatura di cui ai punti 2.2 e 2.3 dell'allegato al decreto del Ministero dell'Industria, Commercio e Artigianato, n. 2DB dell'8 maggio 1997.
8. Preparati contenenti sostanze non ancora completamente testate
Se un preparato contiene almeno una sostanza che, in base all'articolo 13, punto 8, del Decreto Legislativo n. 52 del 3 febbraio 1997 reca la menzione "attenzione - sostanza non ancora completamente sottoposta a test", l'etichetta del preparato deve recare la menzione "attenzione - questo preparato contiene una sostanza non ancora completamente sottoposta a test", qualora questa sostanza sia presente in concentrazione pari o superiore all'1%.
9. Preparati non classificati come sensibilizzanti ma contenenti almeno una sostanza sensibilizzante
L'etichetta dell'imballaggio dei preparati contenenti almeno una sostanza classificata come sensibilizzante presente in concentrazione pari o superiore allo 0,1% o in concentrazione pari o superiore a quella specificata in una nota specifica dell'allegato III del decreto del Ministero della sanita' dell'11 aprile 2001 e successivi aggiornamenti, deve recare l'indicazione:
"Contiene (nome della sostanza sensibilizzante): puo' provocare una reazione allergica".
10. Preparati liquidi contenenti idrocarburi alogenati
L'etichetta dell'imballaggio dei preparati liquidi che non presentano un punto d'infiammabilita' o presentano un punto d'infiammabilita' superiore a 55 °C e contengono un idrocarburo alogenato e sostanze infiammabili o facilmente infiammabili in concentrazione superiore al 5% deve recare, se del caso, la seguente indicazione:
"Puo' diventare facilmente infiammabile durante l'uso" o "Puo' diventare infiammabile durante l'uso".
11. Preparati contenenti una sostanza a cui si applica la frase R67:
"L'inalazione dei vapori puo' provocare sonnolenza e vertigini".
Quando un preparato contiene una o piu' sostanze contraddistinte dalla frase R67, l'etichetta del preparato deve contenere tale frase per esteso come stabilito all'allegato III del decreto del Ministero della sanita' 28 aprile 1997 e successivi aggiornamenti, quando la concentrazione totale di queste sostanze presenti nel preparato e' uguale o superiore al 15%, a meno che:
- il preparato sia gia' classificato con le frasi R20, R23, R26, R68/20, R39/23 o R39/26, oppure il preparato sia in confezione che non supera i 125 ml.
12. Cementi e preparati di cemento
Gli imballaggi di cementi e preparati di cemento contenenti piu' di dello 0,0002% di cromo solubile ( VI) sul peso totale secco del cemento devono recare l'iscrizione seguente:
"Contiene cromo (VI). Puo' produrre una reazione allergica" a meno che il preparato non sia gia' classificato ed etichettato come sensibilizzante con la frase R43.
C. Per i preparati non classificati ai sensi degli articoli 5, 6 e 7 ma contenenti almeno una sostanza pericolosa
1. Preparati non destinati alla vendita al pubblico L'etichetta dell'imballaggio dei preparati di cui al comma 2 dell'articolo 14 del presente decreto deve recare l'indicazione seguente:
"Scheda dati di sicurezza disponibile su richiesta per gli utilizzatori professionali".
(1) Punto così modificato dall'articolo unico del D.LGS. 28 luglio 2004, n. 260.
(RISERVATEZZA DELL'IDENTITA' CHIMICA DI UNA SOSTANZA, articolo 14)
Informazioni che devono figurare nella richiesta di riservatezza
Note introduttive:
A. L'articolo 14 precisa a quali condizioni il responsabile dell'immissione sul mercato puo' avvalersi della riservatezza.
B. Per evitare piu' dichiarazioni di riservatezza relative alla stessa sostanza utilizzata in preparati diversi, e' sufficiente un'unica richiesta di riservatezza se alcuni preparati hanno:
le stesse componenti pericolose presenti nella stessa gamma di concentrazione;
la stessa classificazione e la stessa etichettatura:
gli stessi stilizzi.
Per non rivelare l'identita' chimica della stessa sostanza presente in tutti i preparati in questione, deve essere utilizzata un'unica denominazione alternativa. La richiesta di riservatezza deve comprendere tutte le informazioni previste nella richiesta qui di seguito, senza dimenticare il nome o la denominazione commerciale di ciascun preparato.
C. La denominazione alternativa utilizzata sull'etichetta deve essere la stessa che figura nella rubrica 2
"Composizione/informazioni sugli ingredienti" dell'allegato al decreto del Ministero della Sanita' del 4 aprile 1997, e successivi aggiornamenti.
Questo implica l'uso di una denominazione alternativa che fornisca sufficienti informazioni sulla sostanza per garantire una manipolazione senza pericolo del preparato.
D. Nel presentare la richiesta di utilizzo di una denominazione alternativa, il responsabile dell'immissione sul mercato deve tener conto della necessita' di tornire informazioni sufficienti a garantire che siano prese le necessarie precauzioni per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro e che possano essere ridotti al minimo i rischi derivanti dalla manipolazione del preparato.
Richiesta di riservatezza
A norma dell'articolo 14, la richiesta di riservatezza deve obbligatoriamente comprendere le informazioni seguenti:
1. Nome e indirizzo completo (compreso il numero di telefono) del responsabile dell'immissione sul mercato all'interno della Comunita' (produttore, importatore o distributore).
2. Indicazione precisa della/e sostanza/e per la/e quale/i e' richiesta la riservatezza, e della denominazione alternativa.
Numero CAS     Numero EINECS     Nome chimico secondo  Denominazione
nomenclatura interna- alternativa
zionale e classifi-
cazione (allegato I
(( 67/548/CEE )) del
Consiglio o classifi-
cazione provvisoria
N.B.: Per le sostanze classificate provvisoriamente, bisogna
aggiungere le informazioni (riferimenti bibliografici) che
dimostrano che la classificazione provvisoria è stata
effettuata tenendo conto di tutti i dati pertinenti e
disponibili relativi alle proprietà della sostanza.
3. Motivazione della riservatezza (probabilità - plausibilità).
4. Norme/i commerciale/i o designazione/i del/i preparato/i.
5. La denominazione o il nome commerciale sono gli stessi in tutta la Comunità:
SI [] NO []
In caso negativo, precisare il nome o la denominazione commerciale utilizzati negli altri Stati membri:
Austria: Belgio: Danimarca Germania: Grecia: Finlandia: Francia:
Spagna: Svezia: Irlanda: Italia: Lussemburgo: Paesi Bassi:
Portogallo: Regno Unito:
6. Composizione del/i preparato/i (come definita nel punto 2 dell'allegato al decreto del Ministero della Sanita' del 4 aprile 1997, e successivi aggiornamenti.
7. Classificazione del/dei preparato/i a norma dell'articolo 3 (1).
8. Etichettatura del/dei preparato/i a norma dell'articolo 9 (1).
9. Utilizzi previsti del/dei preparato/i.
10. Scheda informativa in materia di sicurezza a norma del decreto del Ministro della sanita' 4 aprile 1997 e successivi aggiornamenti (1)
Guida lessicale per stabilire le denominazioni alternative (nomi generici)
Questa guida lessicale e' basata sulla procedura di classificazione delle sostanze pericolose (ripartizione delle sostanze in famiglie), quale riportata nell'allegato III del decreto del Ministero della sanita' dell'11 aprile 2001 e successivi aggiornamenti.
Possono essere utilizzate denominazioni alternative a quelle basate sulla seguente guida. Tuttavia, le denominazioni scelte devono fornire in ciascun caso informazioni sufficienti a garantire che il preparato possa essere manipolato senza rischi e che possano essere prese le necessarie precauzioni per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro.
Le famiglie sono definite nel modo seguente:
sostanze inorganiche od organiche che hanno in comune l'elemento chimico piu' caratteristico che determina le loro proprieta'. Il nome della famiglia e' dedotto dal nome dell'elemento chimico. Queste famiglie sono numerate come all'allegato I in base al numero atomico dell'elemento chimico (da 001 a 103):
sostanze organiche che hanno in comune il gruppo funzionale piu' caratteristico che determina le loro proprieta'.
Il nome della famiglia e' dedotto dal nome del gruppo funzionale.
Queste famiglie sono numerate in base al numero convenzionale di cui all'allegato I (da 601 a 650).
In alcuni casi sono state aggiunte sottofamiglie che raggruppano le sostanze che hanno in comune caratteristiche specifiche.
2. Determinazione del nome generico
La determinazione del nome generico avviene secondo la seguente procedura generale, in due tappe consecutive:
i) identificazione dei gruppi funzionali e degli elementi chimici presenti nella molecola;
ii) presa in considerazione dei gruppi funzionali e degli elementi chimici piu' significativi.
I gruppi funzionali e gli elementi identificati presi in considerazione sono i nomi delle famiglie e delle sottofamiglie definiti al punto 3 seguente, il cui elenco non ha tuttavia carattere esclusivo.
3. Ripartizione delle sostanze in famiglie e in sottofamiglie
Numero della         Famiglie                          Sottofamiglie
famiglia Allegato
III del D.M.
11/04/2001 e
001              Composti dell'idrogeno
002              Composti dell'elio
003              Composti del litio
004              Composti del berillio
005              Composti del boro
006              Composti del carbone
Composti inorganici del carbone
Sali dell'acido cianidrico
Urea e derivati
007              Composti dell'azoto
Composti acidi dell'azoto
008              Composti dell'ossigeno
009              Composti del fluoro
010              Composti del neon
011              Composti del sodio
012              Composti del magnesio
Derivati organometallici del magnesio
013              Composti dell'alluminio
Derivati organometallici dell'alluminio
014              Composti del silicio
015              Composti del fosforo
Composti acidi del fosforo
Composti del fosfonio
Fosforamidi e derivati
016              Composti dello zolfo
Composti acidi dello zolfo
017              Composti del cloro
018              Composti dell'argon
019              Composti del potassio
020              Composti del calcio
021              Composti dello scandio
022              Composti del titanio
023              Composti del vanadio
024              Composti del cromo
Composti del cromo IV (cromati)
025              Composti del manganese
026              Composti del ferro
027              Composti del cobalto
028              Composti del nichel
029              Composti del rame
030              Composti dello zinco
Derivati organometallici dello zinco
031              Composti del gallio
032              Composti del germanio
033              Composti dell'arsenico
034              Composti del selenio
035              Composti del bromo
036              Composti del cripton
037              Composti del rubinio
038              Composti dello stronzio
039              Composti dell'ittrio
040              Composti dello zirconio
041              Composti del niobio
042              Composti del molibdeno
043              Composti del tecnezio
044              Composti del rutenio
045              Composti del rodio
046              Composti del palladio
047              Composti dell'argento
048              Composti del cadmio
049              Composti dell'indio
050              Composti dello stagno
Derivati organometallici dello stagno
051              Composti dell'antimonio
052              Composti del tellurio
053              Composti dello iodio
054              Composti dello xeno
055              Composti del cesio
056              Composti del bario
057              Composti del lantanio
058              Composti del ceario
059              Composti del praseodimio
060              Composti del neodimio
061              Composti del promezio
062              Composti del samario
063              Composti dell'europio
064              Composti del gadolinio
065              Composti del terbio
066              Composti del disprosio
067              Composti dell'olmio
068              Composti dell'erbio
069              Composti del tulio
070              Composti dell'itterbio
071              Composti del lutezio
072              Composti dell'afnio
073              Composti del tantalio
074              Composti del tungsteno
075              Composti del renio
076              Composti dell'osmio
077              Composti dell'iridio
078              Composti del platino
079              Composti dell'oro
080              Composti del mercurio
Derivati organometallici del mercurio
081              Composti del tallio
082              Composti del piombo
Derivati organometallici del piombo
083              Composti del bismuto
084              Composti del potonio
085              Composti dell'astato
086              Composti del radon
087              Composti del francio
088              Composti del radio
089              Composti dell'attinio
090              Composti del torio
091              Composti del protoattinio
092              Composti dell'uranio
093              Composti del nettunio
094              Composti del plutonio
095              Composti dell'americio
096              Composti del curio
097              Composti del berkelio
098              Composti del californio
099              Composti dell'einsteinio
100              Composti del fermio
101              Composti del mendelevio
102              Composti del nobelio
103              Composti del laurenzio
601              Idrocarburi
Idrocarburi aliciclici
602              Idrocarburi alogenati(*)
Idrocarburi alifatici alogenati (*)
Idrocarburi aromatici alogenati (*)
Idrocarburi aliciclici alogenati (*)
(*) Da precisare secondo la famiglia
corrispondente all'alogeno
603              Alcoli e derivati
Alcoli alifatici
Alcoli aromatici
Alcoli aliciclici
Alcanolamine
Derivati epossidici
Glicoli e polioli
604              Fenoli e derivati
Derivati alogenati (*) dei fenoli
(*) Da precisare secondo la famiglia corrispon-
dente all'alogeno.
605              Aldeidi e derivati
Aldeidi alifatiche
Aldeidi aromatiche
Aldeidi alicicliche
Acetati alifatici
Acetati aromatici
Acetati aliciclici
606              Chetoni e derivati
Chetoni alifatici
Chetoni aromatici (*)
Chetoni aliciclici
(*) Compresi i chinoni
607              Acidi organici e derivati
Acidi alifatici
Acidi alifatici alogenati (*)
Acidi aromatici
Acidi aromatici alogenati (*)
Acidi aliciclici
Acidi aliciclici alogenati (*)
Anidridi di acido alifatico
Anidridi di acido alifatico alogenato (*)
Anidridi di acido aromatico
Anidridi di acido aromatico alogenato (*)
Anidridi di acido aliciclico
Anidridi di acido aliciclico alogenato (*)
Sali di acido alifatico
Sali di acido alifatico alogenato (*)
Sali di acido aromatico
Sali di acido aromatico alogenato (*)
Sali di acido aliciclico
Sali di acido aliciclico alogenato (*)
Esteri di acido alifatico
Esteri di acido alifatico alogenato (*)
Esteri di acido aromatico
Esteri di acido aromatico alogenato (*)
Esteri di acido aliciclico
Esteri di acido aliciclico alogenato (*)
Alogenuri d'acile
608              Nitrili e derivati
609              Nitrocomposti
610              Composti cloronitrati
611              Azossicomposti e azocomposti
612              Derivati amminici
Ammine alifatiche e derivati
Ammine alicicliche e derivati
Ammine aromatiche e derivati
Anilina e derivati
Benzidina e derivati
613              Basi eterocicliche e derivati
Benzimidazolo e derivati
Imidazolo e derivati
Chinolina e derivati
Triazina e derivati
Triazolo e derivati
614              Glucosidi e alcaloidi
Alcaloidi e derivati
Glucosio e derivati
615              Cianati e isocianati
Cianati
616              Ammidi e derivati
Acetammide e derivati
617              Perossidi organici
647              Enzimi
648              Derivati complessi del carbone
Estratto acido
Estratto alcalino
Residuo di estratto di olio di antracene
Frazione di olio di antracene
Olio carbolico
Residuo di estratto di olio carbolico
Liquidi di carbone, estrazione con solvente
Liquidi di carbone, solventi per l'estrazione
con solvente liquido
Carbolio
Residuo di estratto di catrame di carbone
Coke (catrame di carbone) bassa temperatura,
pece di alta temperatura
Coke (catrame di carbone), pece di alta
Coke (catrame di carbone), mista pece di
carbone di alta temperatura
Benzolo grezzo
Fenoli grezzi
Basi di catrame grezze
Basi distillate
Fenoli distillati
Distillati (carbone), estrazione con solvente
liquido, primaria
Distillati (carbone), idrocracking di
Distillati (carbone), frazione intermedia
idrogenata di idrocracking di estrazione con
Residui di estrazione (carbone), catrame di
carbone a bassa temperatura, alcalino
Combustibili, diesel, estrazione del carbone
con solvente, di idrocracking idrogenati
Combustibili per aerei a reazione, estrazione
del carbone con solvente, d'idrocracking
Benzina, estrazione del carbone con solvente,
nafta di idrocracking
Prodotti da trattamento termico
Olio di antracene pesante
Ridistillati di olio di antracene pesante
Olio leggero lavato, altobollente
Olio leggero lavato, mediobollente
Olio leggero lavato, bassobollente
Ridistillati di olio leggero, altobollenti
Ridistillati di olio leggero, mediobollenti
Ridistillati di olio leggero, bassobollenti
Olio metinaftalenico
Residuo di estratto di olio di metilnaftalene
Nafta (carbone) estrazione con solvente di
Olio naftalenico
Residuo di estratto di olio naftalenico
Olio nafulenico ridistillato
Ridistillati di pece
Residui peciosi trattati termicamente
Pece ossidata
Prodotti di pirofisi
Ridistillati
Residui (carbone), estrazione con solvente
Catrame, carbone bruno
Catrame, carbone bruno, bassa temperatura
Olio di catrame, altobollente
Olio di catrame, mediobollente
Olio lavaggio gas
Residuo di estratto di olio lavaggio gas
Olio lavaggio ridistillato
649              Derivati complessi del petrolio
Petrolio grezzo
Nafta con basso punto di ebollizione
Nafta modificata con basso punto di ebollizione
Nafta di cracking catalitico con basso punto di
Nafta di reforming catalitico con basso punto
Nafta di cracking termico con basso punto di
Nafta di "hydrotreating" con basso punto di
Nafta con basso punto di ebollizione non
specificata
Cherosene ottenuto per via diretta
Cherosene non specificato
Gasolio da cracking
Gasolio non specificato
Olio base non raffinato o mediamente raffinato
Olio bue non specificato
Estratto aromatico distillato
Estratto aromatico distillato (trattato)
Olio di sedimento
Paraffina molle
650              Sostanze diverse
Non utilizzare queste famiglie ma le famiglie e
le sottofamiglie summenzionate
Numero della Famiglie Sottofamiglie
001 Composti dell'idrogeno
002 Composti dell'elio
003 Composti del litio
004 Composti del berillio
005 Composti del boro
006 Composti del carbone
007 Composti dell'azoto
008 Composti dell'ossigeno
009 Composti del fluoro
010 Composti del neon
011 Composti del sodio
012 Composti del magnesio
013 Composti dell'alluminio
014 Composti del silicio
015 Composti del fosforo
016 Composti dello zolfo
017 Composti del cloro
018 Composti dell'argon
019 Composti del potassio
020 Composti del calcio
021 Composti dello scandio
022 Composti del titanio
023 Composti del vanadio
024 Composti del cromo
025 Composti del manganese
026 Composti del ferro
027 Composti del cobalto
028 Composti del nichel
029 Composti del rame
030 Composti dello zinco
031 Composti del gallio
032 Composti del germanio
033 Composti dell'arsenico
034 Composti del selenio
035 Composti del bromo
036 Composti del cripton
037 Composti del rubinio
038 Composti dello stronzio
039 Composti dell'ittrio
040 Composti dello zirconio
041 Composti del niobio
042 Composti del molibdeno
043 Composti del tecnezio
044 Composti del rutenio
045 Composti del rodio
046 Composti del palladio
047 Composti dell'argento
048 Composti del cadmio
049 Composti dell'indio
050 Composti dello stagno
051 Composti dell'antimonio
052 Composti del tellurio
053 Composti dello iodio
054 Composti dello xeno
055 Composti del cesio
056 Composti del bario
057 Composti del lantanio
058 Composti del ceario
059 Composti del praseodimio
060 Composti del neodimio
061 Composti del promezio
062 Composti del samario
063 Composti dell'europio
064 Composti del gadolinio
065 Composti del terbio
066 Composti del disprosio
067 Composti dell'olmio
068 Composti dell'erbio
069 Composti del tulio
070 Composti dell'itterbio
071 Composti del lutezio
072 Composti dell'afnio
073 Composti del tantalio
074 Composti del tungsteno
075 Composti del renio
076 Composti dell'osmio
077 Composti dell'iridio
078 Composti del platino
079 Composti dell'oro
080 Composti del mercurio
081 Composti del tallio
082 Composti del piombo
083 Composti del bismuto
084 Composti del potonio
085 Composti dell'astato
086 Composti del radon
087 Composti del francio
088 Composti del radio
089 Composti dell'attinio
090 Composti del torio
091 Composti del protoattinio
092 Composti dell'uranio
093 Composti del nettunio
094 Composti del plutonio
095 Composti dell'americio
096 Composti del curio
097 Composti del berkelio
098 Composti del californio
099 Composti dell'einsteinio
100 Composti del fermio
101 Composti del mendelevio
102 Composti del nobelio
103 Composti del laurenzio
601 Idrocarburi
602 Idrocarburi alogenati(*)
603 Alcoli e derivati
604 Fenoli e derivati
605 Aldeidi e derivati
606 Chetoni e derivati
607 Acidi organici e derivati
608 Nitrili e derivati
609 Nitrocomposti
610 Composti cloronitrati
611 Azossicomposti e azocomposti
612 Derivati amminici
613 Basi eterocicliche e derivati
614 Glucosidi e alcaloidi
615 Cianati e isocianati
616 Ammidi e derivati
617 Perossidi organici
647 Enzimi
648 Derivati complessi del carbone
649 Derivati complessi del petrolio
650 Sostanze diverse
4. Applicazione pratica
Dopo aver stabilito se la sostanza appartiene a una o piu' famiglie o sottofamiglie dell'elenco, il nome genetico puo' essere stabilito nel seguente modo:
4.1. Se il nome di una famiglia o di una sottofamiglia e' sufficiente a caratterizzare gli elementi chimici o i gruppi funzionali significativi, tale nome e' scelto come nome generico:
1,4 diidrossibenzene famiglia 604: fenoli e derivati nome generico: derivato di fenolo Butanolo famiglia 603: alcoli e derivati sottofamiglia: alcoli alifatici nome generico: alcole alifatico 2-isopropossietanolo famiglia 603: alcoli e derivati sottofamiglia: eteri di glicole nome generico: etere di glicole Metile acrilato famiglia 607: acidi organici e derivati sottofamiglia: acrilati nome generico: acrilato
4.2. Se il nome di una famiglia o di una sottofamiglia non è sufficiente a caratterizzare gli elementi chimici o i gruppi funzionali significativi, il nome generico è una combinazione del nome di più famiglie o sottofamiglie:
Clorobenzene famiglia 602: Idrocarburi alogenati sottofamiglia: idrocarburi aromatici alogenati famiglia 017: composti del cloro nome generico: idrocarburo aromatico clorurato Acido 2, 3, 6-triclorofenilacetico famiglia 607: acidi organici sottofamiglia: acidi aromatici alogenati famiglia 017: composti del cloro nome generico: acido aromatico clorurato 1-cloro-1-nitropropano famiglia 610: derivati cloronitrati famiglia 601: idrocarburi sottofamiglia: idrocarburi alifatici nome generico: idrocarburo alifatico cloronitrato Ditiopirofosfato di tetrapropile famiglia 015: composti del fosforo sottofamiglia: esteri fosforici famiglia 016: composti dello zolfo nome generico: estere tiofosforico
N.B.: Per alcuni elementi, in particolare dei metalli, il nome della famiglia o della sottofamiglia può essere precisato dalle parole "inorganici" o "organici"
Cloruro di mercurio famiglia 080: composti del mercurio nome generico: composto inorganico del mercurio Acetato di bario famiglia 056: composti del bario nome generico: composto organico del bario Etile nitrato famiglia 007: composti dell'azoto sottofamiglia: nitriti nome generico: nitrito organico Idrosolfito di sodio famiglia 016: composti dello zolfo nome generico: composto inorganico dello zolfo
I suddetti esempi riguardano sostanze ricavate dall'allegato III del decreto del Ministero delta sanita' dell'11 aprile 2001 a successivi aggiornamenti.
(PREPARATI DI CUI ALL'ARTICOLO 11, COMMA 2)
I preparati di cui al punto 9.3 dell'allegato VI del decreto del Ministero della sanita' del 28 aprile 1997e suocessivi aggiornamenti
Criteri per l'individuazione delle sostanze ai fini di cui all'articolo 9, comma 4, lettera c)
Ai fini dell'etichettatura del preparato, il responsabile dell'immissione sul mercato deve rispettare le seguenti condizioni:
1. per i preparati classificati T+, T, Xn, in base all'articolo 5 si devono prendere in considerazione unicamente le sostanze T+, T, Xn presenti in concentrazione pari o superiore al limite rispettivo piu' basso (limite Xn) fissato per ciascuna di esse all'allegato I del decreto del Ministro della sanita' 28 aprile 1997 e successivi aggiornamenti o, in mancanza, all'allegato I, parte B, del presente decreto (1);
2. per i preparati classificati C, in base all'articolo 5, si devono prendere in considerazione unicamente le sostanze C presenti in concentrazione pari o superiore al limite piu' basso (limite Xi) fissato all'allegato I del decreto del Ministro della sanita' 28 aprile 1997 e successivi aggiornamenti o, in mancanza, all'allegato I, parte B, del presente decreto (1);
3. deve figurare in etichetta il nome delle sostanze che hanno portato a classificare il preparato in una o piu' delle sottoindicate categorie di pericolo:
a) cancerogeno, categoria 1, 2 o 3;
b) mutageno categoria 1, 2 o 3;
c) tossico per il ciclo riproduttivo categoria 1, 2 o 3:
d) molto tossico, tossico o nocivo a causa di effetti non letali dopo un'unica esposizione;
e) tossico o nocivo a causa degli effetti gravi dopo esposizione ripetuta o prolungata:
f) sensibilizzante
4. non deve figurare in etichetta il nome di qualsiasi sostanza che abbia portato a classificare il preparato in una o piu' delle categorie di pericolo seguenti, a meno che la sostanza non debba essere menzionata ai sensi dei punti 1, 2 e 3: c) esplosivo, d) comburente, e) estremamente infiammabile, f) facilmente infiammabile, g) infiammabile, h) irritante, i) pericoloso per l'ambiente.
5. in linea generale, un massimo di quattro nomi chimici e' sufficiente ad identificare le sostanze precipuamente responsabili di pericoli rilevanti per la salute che hanno portato alla classificazione ed alla scelta delle corrispondenti frasi di rischio. In certi casi possono risultare necessari piu' di quattro nomi chimici.
6. Laddove richiesto, il nome chimico deve corrispondere ad una delle denominazioni di cui all'allegato I del decreto del Ministro della sanita' 28 aprile 1997 e successivi aggiornamenti, o ad una nomenclatura chimica riconosciuta a livello internazionale, qualora la corrispondente denominazione non figuri ancora in tale allegato (1).
Criteri per l'individuazione dei simboli di cui all'articolo 9, comma 4, lettera d)
Ai fini dell'etichettatura del preparato i simboli e le indicazioni di pericolo che esso presenta devono essere conformi alle indicazioni degli allegati II e VI del decreto del Ministro della Sanita' 28 aprile 1997 e successivi aggiornamenti e sono apposti in base ai risultati della valutazione dei pericoli effettuata a norma degli allegati I, II e III del presente decreto. I simboli devono essere stampati in nero su sfondo giallo arancio. Qualora su un preparato si debba apporre piu' di un simbolo di pericolo, si seguono i criteri:
a) Il simbolo T rende facoltativi i simboli C e X, salvo se sia altrimenti previsto all'allegato III del decreto del Ministro della sanita' 11 aprile 2001 e successivi aggiornamenti;
b) Il simbolo C rende facoltativo il simbolo X;
c) Il simbolo E rende facoltativi i simboli F e O;
d) il simbolo Xn, rende facoltativo il simbolo X;
Criteri per l'individuazione delle frasi di rischio (frasi R) di cui all'art. 9, comma 4, lettera e)
Ai fini dell'etichettatura del preparato:
a) le indicazioni concernenti i rischi specifici (frasi R) devono essere conformi alle disposizioni dell'allegato III e dell'allegato VI del decreto del Ministro della sanita' 28 aprile 1997 e successivi aggiornamenti e sono attribuite in base ai risultati della valutazione dei pericoli di cui agli allegati I, II e III del presente decreto.
b) Le frasi tipo "estremamente infiammabile" o "facilmente infiammabile" possono essere omesse se riprendono un'indicazione di pericolo utilizzata in applicazione del comma 5.
c) In generale, non e' necessario menzionare piu' di sei frasi R per descrivere i rischi; a tal fine le frasi combinate enumerate nell'allegato III decreto del Ministro della sanita' 28 aprile 1997 e successivi aggiornamenti sono considerate frasi uniche.
Tuttavia, se il preparato appartiene simultaneamente a piu' categorie di pericolo, tali frasi tipo devono coprire l'insieme dei pericoli principali presentati dal preparate. In alcuni casi, pero', possono essere necessarie piu' di sei frasi R;
Criteri per l'individuazione dei consigli di prudenza di cui all'art. 9, comma 4, lettera f)
a) le indicazioni concernenti i consigli di prudenza (frasi S) devono essere conformi alle disposizioni contenute nell'allegato IV del presente decreto e a quelle dell'allegato VI del decreto del Ministro della sanita' 28 aprile 1997 e successivi aggiornamenti e sono attribuite in base ai risultati della valutazione dei pericoli di cui agli allegati I, II e III del presente decreto.
b) In generale, non e' necessario menzionare piu' di sei frasi per descrivere i consigli di prudenza piu' opportuni; a tal fine le frasi combinate enumerate nell'allegato IV decreto del Ministro della sanita' 28 aprile 1997 e successivi aggiornamenti sono considerate frasi uniche. In alcuni casi, pero', possono essere necessarie piu' di sei frasi S.
c) L'imballaggio e' accompagnato da consigli di prudenza relativi all'utilizzazione del preparato qualora sia materialmente impossibile apporli sull'etichetta o sull'imballaggio stesso;
(SOSTANZE DI CUI ALL'ARTICOLO 3, COMMA 3, LETTERA a))
a) le sostanze che figurano nell'allegato III del Decreto del Ministro della sanita' 11 aprile 2001 e successivi aggiornamenti.
b) le sostanze che figurano nell'ELINCS in base all'articolo 21 della direttiva 92/32/CEE.
(TABELLA DELLE CONCENTRAZIONI DI CUI ALL'ARTICOLO 3, COMMA 4)
Categorie di pericolo   Concentrazione da prendere in
delle sostanze          considerazione per
Preparati gassosi    altri preparati
vol/vol%           peso/peso%
Molto tossico                 > o = a 0,02           > o = a 0,1
Tossico                       > o = a 0,02           > o = a 0,1
Categoria 1 o 2               > o = a 0,02           > o = a 0,1
Tossico per la riproduzione
Nocivo                        > o = a 0,2            > o = a 1
Corrosivo                     > o = a 0,02           > o = a 1
Irritante                     > o = a 0,2            > o = a 1
Sensibilizzante               > o = a 0,2            > o = a 1
Categoria 3                   > o = a 0,2            > o = a 1
Pericoloso per
L'ambiente N                                         > o = a 0,1
Ozono                         > o = a 0,1            > o = a 0,1
Pericoloso per l'ambiente                            > o = a 1
Tali concentrazioni sono prese in considerazione salvo se l'allegato III del decreto del Ministro della sanità del 11 aprile 2001 e successivi aggiornamenti o gli allegati I, parte B o II, parte B del presente decreto prevedano valori inferiori, e salvo se diversamente indicato nell'allegato IV del presente decreto.
(TABELLA DELLE CONCENTRAZIONI DI CUI AGLI ARTICOLI 5, COMMA 7, LETTERA a), E 6, COMMA LETTERA a))
Intervallo di concentrazione        Variazione ammessa della
iniziale del componente             concentrazione iniziale del
< o = a  2,5%                              ± 30%
> 2,5 < o = a 10%                             ± 20%
> 10 < o = a 25%                              ± 10%
> 25 < o = a 100%                             ±  5%
(CRITERI PER FORNIRE LE INFORMAZIONI DI CUI ALL'ARTICOLO 15)
1. I fabbricanti, gli importatori o i distributori di preparati pericolosi disciplinati dall'articolo 15, comma 1, del presente decreto forniscono all'Istituto Superiore di Sanita', per ciascun preparato, le seguenti informazioni:
b) il nome e l'indirizzo, l'indicazione del numero di telefono, telelax ed eventuali indirizzi di posta elettronica del responsabile dell'immissione sul mercato italiano;
2. Le informazioni ed i dati di cui al comma 1 relativi ai preparati pericolosi immessi sul mercato prima dell'entrata in vigore del presente decreto, se non ancora comunicati ai sensi dell'articolo 2 del decreto del Ministro della Sanita' 19 aprile 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, Serie generale n° 274 del 23 novembre 2000, devono essere forniti entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto nella gazzetta Ufficiale della repubblica italiana.
3. Le informazioni e i dati di cui al comma 1 devono essere forniti su supporto elettronico utilizzando il programma appositamente compilato, fornito dall'Istituto superiore di sanita' su disco ottico su richiesta degli interessati, oppure scaricabile direttamente dal sito internet dell'istituto.
4. Per i preparati pericolosi immessi per la prima volta sul mercato dopo l'entrata in vigore del presente decreto, i fabbricanti, gli importatori o i distributori devono fornire le informazioni e i dati di cui al comma 1 entro trenta giorni dall'avvenuta immissione sul mercato.
5. I fabbricanti, gli importatori o i distributori sono inoltre tenuti ad informare l'Istituto superiore di sanita' della cessazione dell'immissione sul mercato dei preparati per i quali sono state fornite le informazioni e i dati di cui al comma 1.
Indicazioni da fornire e criteri per la predisposizione della documentazione
Il programma operativo fornito dall'Istituto superiore di sanita' consente una compilazione assistita del formulario elettronico necessario alla definizione dell' Archivio preparati.
1) Nome commerciale del preparato Deve essere indicata la designazione o il nome commerciale del preparato.
2) Altre denominazioni commerciali del preparato Vanno riportate le altre denominazioni utilizzate dall'azienda per identificare prodotti di composizione simile, cioe' rientranti negli intervalli di variabilita' compositiva indicati di seguito; in questo modo e' possibile, per serie di prodotti, fornire un'unica scheda informativa, indicando al presente punto tutte le altre identificazioni commerciali dei prodotti con l'Istituto superiore di sanita' per l'Archivio preparati pericolosi, e che resta uguale anche se in futuro per una certa azienda il reale numero di partita IVA dovesse cambiare.
3) Codice dell'azienda E' un codice che consente di gestire in modo informatico le informazioni fornite. Deve essere un codice specifico per ogni azienda; va utilizzato preferibilmente il numero di partita IVA, che diventa il codice di riferimento dell'azienda nei rapporti con l'Istituto superiore di sanita' per l'Archivio preparati pericolosi, e che resta uguale anche se in futuro per una certa azienda il reale numero di partita IVA dovesse cambiare.
4) Codice del prodotto E' un codice che viene automaticamente attribuito al prodotto dal programma, ma che puo' essere modificato dal compilatore, allo scopo di immettere un proprio codice interno. Nei casi in cui una scheda faccia riferimento ad una famiglia di prodotti, secondo quanto indicato al punto 2), viene comunque assegnato un solo codice.
5) Identificazione del responsabile dell'immissione sul mercato italiano Deve essere indicata l'azienda responsabile dell'immissione sul mercato italiano che appare sull'etichetta del prodotto (fabbricante, importatore o distributore).
a) per i preparati pericolosi immessi sul mercato italiano da aziende non italiane, l'informazione deve essere fornita all'ISS direttamente da dette aziende;
b) per i preparati pericolosi importati o distribuiti da aziende italiane, qualora l'importatore o il distributore non conosca l'esatta composizione del prodotto, lo stesso importatore o distributore del prodotto puo' compilare il formulano indicando come unico componente il nome e il codice originale del preparato, chiedendo al produttore di inviare a sua volta una dichiarazione sullo stesso preparato in cui siano inserite le informazioni sulla composizione;
- nel caso di preparato pericoloso utilizzato come materia prima, qualora l'utilizzatore non disponga delle informazioni sui componenti non pericolosi presenti, egli presenta una dichiarazione in cui indica, fra i componenti, il nome del preparato-materia prima e dell'azienda fornitrice. Poiche' detta azienda fornitrice ha anch'essa l'obbligo, ai sensi del presente decreto, di fornire all'ISS le informazioni richieste, lo stesso ISS puo' disporre delle informazioni complessive circa la composizione completa del preparato finale (1).
- nel caso di un preparato non pericoloso utilizzato come materia prima, l'azienda utilizzatrice, se non in grado di fornire all'ISS le informazioni di cui al presente decreto, presenta una dichiarazione in cui indica, tra i componenti, il nome del prodotto e della ditta fornitrice, in maniera che lo stesso ISS possa, all'occorrenza, stabilire contatti con detto fornitore allo scopo di acquisire le informazioni necessarie.
Questa indicazione deve essere fornita, nell'ambito dell'aggiornamento periodico, per permettere di eliminare dalla banca dati, dopo un certo periodo di tempo dalla segnalazione, i prodotti che non sono piu' disponibili sul mercato; essi non vengono comunque cancellati, almeno per un certo periodo, ma sono inseriti in un archivio parallelo.
7) Tipologia d'uso del preparato
Allo scopo di identificare in modo univoco la tipologia merceologica del preparato, viene accluso nel programma un elenco di tipologie di impiego dei prodotti; il dichiarante deve fare riferimento alle voci indicate o, quando non si riconoscesse in tali identificazioni, fornire una tipologia d'uso sotto la voce "altri".
8) Elementi identificativi del preparato
Deve essere indicato lo stato fisico del preparato (solido, liquido, gassoso, pastoso, aerosol, altro da specificare) e quelle caratteristiche chimico fisiche di interesse, che sono comunque facoltative e che possono essere fornite se rilevanti ai fini del pronto intervento. Si raccomanda tuttavia di fornire il valore di pH se rilevante ai fini della pericolosita' per l'uomo.
9) Composizione del preparato
Si deve distinguere tra componenti classificati pericolosi e componenti non classificati come pericolosi: a) Per ogni componente pericoloso si deve fornire:
- Il nome chimico, che e' quello dell'Allegato III del decreto del Ministro della sanita' 11/04/2001 e successivi aggiornamenti per le sostanze ufficialmente classificate, e un nome chimico internazionalmente riconosciuto per quelle non presenti in tale allegato; per facilitare le operazioni di identificazione di tali componenti e al contempo automatizzare al massimo le operazioni di inserimento dati, il programma fornisce l'elenco aggiornato delle sostanze presenti in detto Allegato III, riportate con una nomenclatura di riferimento in lingua italiana;
- Il n. CAS o il n. CEE; questa informazione e' necessaria per identificare in modo univoco la sostanza; se non si dispone di almeno uno di questi numeri si deve indicare, nel campo relativo al n. CAS, n.d. (non disponibile);
- L'esatta percentuale di presenza del componente (informazione facoltativa) o, obbligatoriamente, l'intervallo di presenza secondo i seguenti valori: 0-1% 1-5% 5-10% 10-20% 20-30% 30-50% 50-75% 75-100%
Le sostanze devono essere citate, se classificate molto tossiche, tossiche, cancerogene di categorie 1 e 2, mutagene di categoria 1 e 2, tossiche per la riproduzione di categoria 1 e 2, se presenti al disopra di 0,1% in peso e, se classificate corrosive, nocive, sensibilizzanti, irritanti, se presenti al di sopra dell'1%.
Per le sostanze classificate per rischi fisici (infiammabilita', comburenza, esplosivita) il limite e' fissato all'1%.
b) Per i componenti non pericolosi si puo' fornire, in alternativa all'esatta denominazione chimica, un'identificazione per famiglia di appartenenza che metta comunque in evidenza i gruppi funzionali significativi, secondo le indicazioni accluse al programma.
Il limite al di sopra del quale tali sostanze vanno citate e' stabilito al 5%
10) Descrizione dell'imballaggio
Questa informazione e' facoltativa e di massima deve essere fornita per i prodotti che vengono venduti al dettaglio quando la forma, il colore, il tipo di imballo possono consentire di individuare la tipologia del prodotto anche in assenza del nome commerciale.
Dichiarazione delle benzine per autotrazione
Per quanto riguarda la dichiarazione delle benzine per autotrazione, con piombo e senza piombo, e' consentito di:
a) utilizzare la voce generica "benzina - miscela di frazioni petrolifere C4-C11 con intervallo di distillazione 25-220 °C" contenuta nell'inventario Europeo EINECS con il n. CAS 86290-81-5 e con il n. EINECS 289-220-8;
b) dichiarare la presenza di benzene nell'intervallo 0-1%;
c) dichiarare la presenza di idrocarburi aromatici nell'intervallo 30-50%;
d) dichiarare la presenza generica di additivi ossigenati indicando la concentrazione massima presente;
e) dichiarare, per le benzine con piombo, la presenza generica di piombo alchili nell'intervallo 0-1%.
Criteri di qualita' e riservatezza dei Centri Antiveleni (CAV)
- Locali e attrezzature dedicate esclusivamente al CAV.
- Attivita' 24 ore al giorno.
- Stato giuridico che caratterizza il CAV come struttura riconosciuta all'interno del Servizio Sanitario Nazionale.
- Registrazione di tutti gli interventi effettuati.
- Personale dedicato con adeguata idoneita' professionale.
- Accesso diretto alla consulenza telefonica per la popolazione in generale.
- Strutture informatiche adeguate e non accessibili in rete.
- Linea telefonica in entrata dedicata al CAV, nonche' linea telefonica per collegamento telematico.
- Attivita' documentata per almeno un biennio in conformita' alla Risoluzione CEE 90/C 329/03.
- Assunzione di responsabilita' formale sull'utilizzo delle informazioni riservate da realizzare attraverso chiavi di accesso personalizzate.
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto dall'amministrazione competente per materia ai sensi dell'art. 10, comma 3 del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
- L'art. 76 della Costituzione stabilisce chel'esercizio della funzione legislativa non puo' essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
- La direttiva 1999/45/CE e' pubblicata in GUCE n. L 200 del 30 luglio 1999.
- La direttiva 2001/60/CE e' pubblicata in GUCE n. L 226 del 22 agosto 2001.
- La legge 30 luglio 2002, n. 180, reca: «Delega al Governo per il recepimento delle direttive comunitarie 1999/45/CE, 1999/74/CE, 1999/105/CE, 2000/52/CE, 2001/109/CE, 2002/4/CE e 2002/25/CE».
- La direttiva 1999/74/CE e' pubblicata in GUCE n. L 203 del 3 agosto 1999.
- La direttiva 1999/105/CE e' pubblicata in GUCE n. L 011 del 15 gennaio 2000.
- La direttiva 2000/52/CE e' pubblicata in GUCE n. L 193 del 29 luglio 2000.
- La direttiva 2001/109/CE e' pubblicata in GUCE n. L 013 del 16 gennaio 2002.
- La direttiva 2002/4/CE e' pubblicata in GUCE n. L 030 del 31 gennaio 2002.
- La direttiva 2002/25/CE e' pubblicata in GUCE n. L 098 del 15 aprile 2002.
- La legge 1° marzo 2002, n. 39, reca: «Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee. Legge comunitaria 2001»."
- Il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, reca: «Attuazione della direttiva 92/32/CEE concernente classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose». L'art. 25, commi 1 e 2 e l'art. 37, commi 1 e 2, cosi' recitano:
«Art. 25 (Scheda informativa in materia di sicurezza).
- 1. Per consentire agli utilizzatori professionali di prendere le misure necessarie per la protezione dell'ambiente, nonche' della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, il fabbricante, l'importatore o il distributore che immette sul mercato una sostanza pericolosa deve fornire gratuitamente, su supporto cartaceo o per via elettronica, al destinatario della sostanza stessa, una scheda informativa in materia di sicurezza in occasione o anteriormente alla prima fornitura; egli e' tenuto altresi' a trasmettere, ove sia venuto a conoscenza di ogni nuova informazione al riguardo, una scheda aggiornata.
2. La scheda di cui al comma 1 deve essere redatta in lingua italiana, nell'osservanza delle disposizioni da adottarsi con decreto del Ministro della sanita' entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto, in conformita' alle direttive comunitarie; la scheda deve riportare, come informazione, la data di compilazione e dell'eventuale aggiornamento».
«Art. 37 (Adempimenti successivi). -
1. Con decreto del Ministro della sanita', da emanarsi entro il 30 aprile 1997, si provvede al recepimento delle direttive 91/632/CEE, 92/37/CEE, 92/69/CEE, 93/21/CEE, 93/72/CEE, 93/101/CE e 94/69/CE, della Commissione, rispettivamente del 28 ottobre 1991, del 30 aprile 1992, del 31 luglio 1992, del 27 aprile 1993, del 1° settembre 1993, del 1° novembre 1993, e del 19 dicembre 1994 e alla pubblicazione integrale degli allegati da I a IX. 2. Con decreto del Ministro della sanita', previa comunicazione al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e al Ministro dell'ambiente, si provvede al recepimento di ulteriori direttive tecniche di modifica degli allegati; il decreto e' emanato di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e con il Ministro dell'ambiente ogni qualvolta la nuova direttiva preveda poteri discrezionali per il proprio recepimento.».
- Il decreto legislativo 16 luglio 1998, n. 285, reca: «Attuazione di direttive comunitarie in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura dei preparati pericolosi, a norma dell'art. 38 della legge 24 aprile 1998, n. 128».
- Per il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, vedi note alle premesse. L'art. 2 cosi' recita:
«Art. 2 (Definizioni). - 1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) sostanze: gli elementi chimici ed i loro composti, allo stato naturale o ottenuti mediante qualsiasi procedimento di produzione, compresi gli additivi necessari per mantenere la stabilita' dei prodotti e le impurezze derivati dal procedimento impiegato, ma esclusi i solventi che possono essere eliminati senza incidere sulla stabilita' delle sostanze e senza modificare la loro composizione;
b) preparati: le miscele o le soluzioni costituite da due o piu' sostanze;
c) polimero: una sostanza, composta di molecole caratterizzate dalla sequenza di uno o piu' tipi di unita' monomeriche, che comprenda una maggioranza ponderale semplice di molecole contenenti almeno tre unita' monomeriche aventi un legame covalente con almeno un'altra unita' monomerica o altro reagente e sia costituita da meno di una maggioranza ponderale semplice di molecole dello
stesso peso molecolare. Tali molecole debbono essere distribuite su una gamma di pesi molecolari in cui le differenze di peso molecolare siano principalmente attribuibili a differenze nel numero di unita' monomeriche. Nel contesto di tale definizione per «unita' monomerica» si intende la forma sottoposta a reazione di un monomero in un polimero;
d) notifica: gli atti, con le informazioni richieste, presentati, all'unita' di notifica di cui all'art. 27 o all'autorita' competente di altro Stato membro dell'Unione europea, dal notificante quale definito alla lettera i);
e) immissione sul mercato: la messa a disposizione di terzi e, in ogni caso, l'importazione nel territorio doganale dell'Unione europea;
f) ricerca e sviluppo scientifici: la sperimentazione scientifica o le analisi o le ricerche chimiche effettuate in condizioni controllate, comprese la determinazione delle proprieta' intrinseche, degli effetti e dell'efficacia, nonche' le ricerche scientifiche relative allo sviluppo del prodotto;
g) ricerca e sviluppo di processo: ogni ulteriore sviluppo di una sostanza nel corso del quale i settori di applicazione della sostanza stessa vengono controllati utilizzando impianti pilota o prove di produzione;
h) EINECS (Inventario europeo delle sostanze commerciali esistenti): l'inventario europeo delle sostanze commerciali esistenti sul mercato comunitario alla data del 18 settembre 1981;
i) notificante: la persona che presenta la notifica di cui al punto d), che puo' essere:
1) per le sostanze fabbricate nell'Unione europea, il fabbricante che immette sul mercato una sostanza in quanto tale o incorporata in un preparato;
2) per le sostanze fabbricate fuori dell'Unione europea, la persona stabilita nell'Unione europea che sia responsabile dell'immissione sul mercato comunitario di una sostanza, in quanto tale o incorporata in un preparato, o la persona stabilita nella Comunita', che, allo scopo di presentare una notifica per una determinata sostanza immessa sul mercato comunitario, in quanto tale o
incorporata in un preparato, e' designata dal fabbricante come suo unico rappresentante.
2. Ai sensi del presente decreto sono considerati pericolosi le sostanze ed i preparati:
a) esplosivi: le sostanze ed i preparati solidi, liquidi, pastosi o gelatinosi che, anche senza l'azione dell'ossigeno atmosferico, possono provocare una reazione esotermica con rapida formazione di gas e che, in determinate condizioni di prova, detonano, deflagrano rapidamente o esplodono in seguito a riscaldamento in condizione di parziale contenimento;
b) comburenti: le sostanze ed i preparati che a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una forte reazione esotermica;
c) estremamente infiammabili: le sostanze ed i preparati liquidi con il punto di infiammabilita' estremamente basso ed un punto di ebollizione basso e le sostanze ed i preparati gassosi che a temperatura e pressione ambiente si infiammano a contatto con l'aria;
1) le sostanze ed i preparati che, a contatto con l'aria, a temperatura ambiente e senza apporto di energia, possono subire innalzamenti termici e da ultimo infiammarsi;
2) le sostanze ed i preparati solidi che possono facilmente infiammarsi dopo un breve contatto con una sorgente di accensione e che continuano a bruciare o a consumarsi anche dopo il distacco della sorgente di accensione;
3) le sostanze ed i preparati liquidi il cui punto d'infiammabilita' e' molto basso;
4) le sostanze ed i preparati che, a contatto con l'acqua o l'aria umida, sprigionano gas estremamente infiammabili in quantita' pericolose;
e) infiammabili: le sostanze ed i preparati liquidi con un basso punto di infiammabilita';
f) molto tossici: le sostanze ed i preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in piccolissime quantita', possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche;
g) tossici: le sostanze ed i preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in piccole quantita', possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche;
h) nocivi: le sostanze ed i preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche;
i) corrosivi: le sostanze ed i preparati che, a contatto con i tessuti vivi, possono esercitare su di essi un'azione distruttiva;
l) irritanti: le sostanze ed i preparati non corrosivi, il cui contatto diretto, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose puo' provocare una reazione infiammatoria;
m) sensibilizzanti: le sostanze ed i preparati che, per inalazione o assorbimento cutaneo, possono dar luogo ad una reazione di ipersensibilizzazione per cui una successiva esposizione alla sostanza o al preparato produce reazioni avverse caratteristiche;
n) cancerogeni: le sostanze ed i preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono provocare il cancro o aumentarne la frequenza;
o) mutageni: le sostanze ed i preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono produrre difetti genetici ereditari o aumentarne la frequenza;
p) tossici per il ciclo riproduttivo: le sostanze ed i preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono provocare o rendere piu' frequenti effetti nocivi non ereditari nella prole o danni a carico della funzione o delle capacita' riproduttive maschili o femminili;
q) pericolosi per l'ambiente: le sostanze ed i preparati che, qualora si diffondano nell'ambiente, presentano o possono presentare rischi immediati differiti per una o piu' delle componenti ambientali.».
- Il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194, reca: «Attuazione della direttiva 91/414/CEE in materia di immissione in commercio di prodotti fitosanitari».
- Il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 174, reca: «Attuazione della direttiva 98/8/CE in materia di immissione sul mercato di biocidi».
- Per il titolo del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, vedi note alle premesse. Gli articoli 6, 7, 8 e 13 cosi' recitano:
«Art. 6 (Obbligo di ricerca). - 1. I fabbricanti, gli importatori e i distributori di sostanze pericolose che non figurano ancora nell'allegato I, ma sono incluse nell'EINECS, sono obbligati ad effettuare idonee ricerche per conoscere i dati pertinenti ed accessibili esistenti per quanto riguarda le proprieta' di tali sostanze.
2. In base alle informazioni acquisite ai sensi del comma 1, gli stessi soggetti di cui al comma 1 devono imballare nonche' etichettare provvisoriamente tali sostanze conformemente a quanto stabilito dagli articoli 19, 20, 21 e 22, nonche' dai criteri di cui all'allegato VI.
3. Qualora per determinate sostanze iscritte nell'EINECS siano stati ottenuti dati mediante prove effettuate con metodi diversi da quelli definiti nell'allegato V, e sorgano dubbi sulla classificazione provvisoria adottata dal fabbricante, dall'importatone o dal distributore, fatto salvo quanto previsto dalla legge 23 dicembre 1978 n. 833, art. 32, il Ministero della sanita' convoca una conferenza di servizi cui partecipano i Ministeri interessati all'attuazione del presente decreto, per valutare se i dati sono adeguati per procedere alla classificazione ed etichettatura ovvero se sono necessarie nuove prove da effettuarsi conformemente ai metodi definiti dall'allegato V; tale valutazione tiene anche conto dell'esigenza di ridurre al minimo le prove sugli animali vertebrati.».
«Art. 7 (Notifica completa). - 1. Il notificante di una sostanza e' tenuto a presentare, all'unita' di notifica di cui all'art. 27, una notifica comprendente:
a) un fascicolo tecnico contenente le informazioni necessarie ed i dati disponibili per valutare i rischi prevedibili, immediati o differiti, che la sostanza puo' presentare per l'uomo e per l'ambiente; il fascicolo deve contenere almeno le informazioni ed i risultati degli studi di cui all'allegato VII, parte A, nonche' la descrizione dettagliata e completa degli studi effettuati e dei metodi utilizzati o l'indicazione dei loro riferimenti bibliografici;
b) una dichiarazione riguardante gli effetti negativi della sostanza, in relazione ai diversi impieghi prevedibili;
c) la proposta di classificazione e di etichettatura della sostanza ai sensi del presente decreto;
d) la proposta di scheda informativa in materia di sicurezza, di cui all'art. 25, solamente per le sostanze pericolose;
e) l'eventuale dichiarazione del fabbricante che abbia sede fuori dell'Unione europea che lo designi, ai fini della notifica, come unico suo rappresentante nell'Unione europea;
f) l'eventuale motivata richiesta di non applicare, per giustificati motivi, alla notifica in disposizioni di cui all'art. 15, comma 2, per un periodo non superiore ad un anno a decorrere dalla data della stessa notifica.
2. Oltre alle informazioni di cui sopra, il notificante puo' fornire all'unita' di notifica una propria valutazione del rischio reale o potenziale per l'uomo e per l'ambiente secondo quanto stabilito dall'art. 3, comma 3.
3. Fatto salvo il disposto dell'art. 14, il notificante di una sostanza gia' notificata e' tenuto ad informare l'unita' di notifica quando:
a) il quantitativo della sostanza immesso sul mercato raggiunge 10 tonnellate all'anno per fabbricante o 50 tonnellate complessive per fabbricante;
b) il quantitativo della sostanza immesso sul mercato raggiunge 100 tonnellate all'anno per fabbricante o 500 tonnellate complessive per fabbricante;
c) il quantitativo della sostanza immesso sul mercato raggiunge 1000 tonnellate all'anno per fabbricante o 5000 tonnellate complessive per fabbricante.
4. Nel caso di cui al comma 3, lettera a), l'unita' di notifica puo' esigere che talune o tutte le prove o studi complementari di cui al livello I dell'allegato VIII siano realizzati entro il termine da essa stabilito.
5. Nel caso di cui al comma 3, lettera b), l'unita' di notifica esige che siano realizzati, entro il termine da essa stabilito, le prove e gli studi complementari di cui al livello I dell'allegato VIII; il notificante tuttavia puo' dimostrare che una determinata prova o un determinato studio non e' appropriato o che sarebbe preferibile una prova o uno studio scientifico alternativo.
6. Nel caso di cui al comma 3, lettera c), l'unita' di notifica stabilisce un programma di prove o di studi secondo le modalita' di cui al livello 2 dell'allegato VIII, che il notificante deve realizzare entro il terminestabilito.
7. Il notificante deve trasmettere all'unita' di notifica i risultati degli studi effettuati, sia quando le prove complementari vengano realizzate volontariamente da parte dello stesso notificante, che quando vengano realizzate ai sensi dei commi 4, 5 e 6.».
«Art. 8 (Notifica semplificata). - 1. Il notificante che intenda immettere sul mercato una sostanza in quantitativi inferiori ad una tonnellata all'anno per fabbricante e' tenuto a presentare, all'unita' di notifica, una notifica comprendente:
a) un fascicolo tecnico contenente le informazioni necessarie e i dati utili disponibili per valutare i rischi prevedibili, immediati o differiti, che la sostanza puo' presentare per l'uomo e per l'ambiente; il fascicolo deve contenere almeno le informazioni ed i risultati degli studi di cui all'allegato VII, parte B;
b) una descrizione dettagliata e completa degli studi realizzati e dei metodi utilizzati o dei loro riferimenti bibliografici, qualora richiesto dall'unita' di notifica;
c) le altre informazioni di cui all'art. 7, comma 1.
2. Il notificante puo' limitarsi a fornire le informazioni di cui all'allegato VII, parte C, per il fascicolo tecnico delle sostanze immesse sul mercato in quantitativi inferiori a 100 kg all'anno per fabbricante, fatte salve le disposizioni dell'art. 16, comma 1.
3. Il notificante, qualora abbia presentato un fascicolo semplificato di notifica ai sensi del comma 2, fornisce all'unita' di notifica, prima che i quantitativi della sostanza immessa sul mercato raggiungano cento chilogrammi all'anno per fabbricante o prima che i quantitativi complessivi immessi sul mercato raggiungano i cinquecento chilogrammi per fabbricante, le informazioni complementari necessane per completare il fascicolo tecnico conformemente all'allegato VII, parte B.
4. Il notificante, qualora abbia presentato un fascicolo semplificato di notifica ai sensi del comma 1, presenta all'unita' di notifica, prima che il quantitativo della sostanza immessa sul mercato raggiunga una tonnellata all'anno per fabbricante o prima che i quantitativi complessivi immessi sul mercato raggiungano le cinque tonnellate per fabbricante, una notifica completa conformemente al disposto dell'art. 7.
5. Le sostanze notificate ai sensi dei commi 1 e 2 debbono essere imballate ed etichettate provvisoriamente secondo quanto prescritto dagli articoli 19, 20, 21 e 22; nel caso in cui, in base ai dati disponibili, non sia possibile procedere compiutamente all'etichettatura secondo quanto stabilito agli articoli 20, 21 e 22, l'etichetta deve contenere, oltre alle informazioni ottenute con le prove gia' realizzate, l'avvertenza «Attenzione: sostanza non ancora completamente sottoposta a test».
«Art. 13 (Deroghe). - 1. Le disposizioni degli articoli 7, 8, 14 e 15 non si applicano alle seguenti sostanze:
a) sostanze che figurano nell'EINECS;
b) additivi e sostanze impiegati esclusivamente negli alimenti per animali;
c) sostanze impiegate come additivi nei prodotti alimentari e sostanze utilizzate esclusivamente come aromi nei prodotti alimentari;
d) ingredienti attivi utilizzati esclusivamente per le specialita' medicinali ad uso umano ed a uso veterinario, con esclusione dei prodotti chimici intermedi;
e) sostanze utilizzate esclusivamente per altre categorie di prodotti per le quali esistono procedure comunitarie di notifica o di omologazione e per le quali le prescrizioni relative alle informazioni da presentare sono uguali a quelle previste dal presente decreto. Tali sostanze sono quelle elencate in allegato A; con decreto del Ministro della sanita' si provvede ad integrare tale allegato in conformita' alle integrazioni disposte in sede comunitaria.
2. In deroga agli articoli 7 e 8, si considerano notificate ai sensi del presente decreto allorche' siano soddisfatte le relative condizioni, le seguenti sostanze:
a) i polimeri, ad eccezione di quelli contenenti 2 per cento o piu', in forma legata, di una sostanza non inclusa nell'EINECS;
b) le sostanze immesse sul mercato in quantitativi inferiori a dieci chilogrammi all'anno per fabbricante a condizione che il fabbricante o l'importatore fornisca all'unita' di notifica le informazioni previste nell'allegato VII, parte C, punti 1 e 2;
c) le sostanze immesse sul mercato in quantitativi non superiori ai cento chilogrammi all'anno per fabbricante a condizione che siano destinate esclusivamente ad attivita', effettuate in condizioni controllate, di ricerca e di sviluppo scientifici;
d) le sostanze immesse sul mercato e destinate all'attivita' di ricerca e di sviluppo finalizzati al processo con un numero limitato di clienti registrati ed in quantitativi esigui, corrispondenti alle esigenze della ricerca e dello sviluppo finalizzati al processo, per il periodo di tempo e alle condizioni di cui al comma 5.
3. Il notificante che si avvale della deroga di cui al comma 2, lettera c), deve tenere un registro relativo all'identita' della sostanza, ai dati utilizzati per l'etichettatura ed alle quantita', nonche' un elenco dei clienti.
4. Le informazioni di cui al comma 3 devono essere presentate su richiesta all'autorita' di vigilanza e all'unita' di notifica.
5. La deroga di cui al comma 2, lettera d), e' valida per un anno, prorogabile in circostanze eccezionali per non piu' di un'ulteriore anno su richiesta motivata dell'interessato, a condizione che il fabbricante o l'importatore comunichi all'unita' di notifica la loro identita', i dati utilizzati per l'etichettatura, i quantitativi, la giustificazione dei quantitativi, l'elenco dei clienti ed il programma di ricerca e di sviluppo finalizzati al processo e si conformi alle eventuali disposizioni impartite dalla stessa unita' di notifica; tali disposizioni possono prevedere informazioni comunque non eccedenti quelle previste dall'art. 8.
6. Il notificante che si avvale della deroga di cui al comma 2, lettera d), e' tenuto a garantire che la sostanza o il preparato in cui la sostanza e' incorporata venga manipolato esclusivamente dal personale dei clienti in condizioni controllate e che non siano mai messi a disposizione del pubblico, ne' in quanto tali, ne' in un preparato. Allo scadere della deroga il notificante e' tenuto a notificare le sostanze che hanno beneficiato della deroga di cui al comma 5.
7. L'unita' notifica, ove reputi che possa sussistere un rischio inaccettabile per l'uomo e per l'ambiente, puo' estendere la restrizione di cui al comma 6 a qualsiasi prodotto contenente la nuova sostanza e fabbricato nel corso di una attivita' di ricerca e di sviluppo finalizzati al processo.
8. Le sostanze di cui al comma 2 devono essere imballate nonche' etichettate provvisoriamente dal fabbricante stesso o dal suo rappresentante secondo quanto prescritto dagli articoli 19, 20, 21 e 22 nonche' dai criteri di cui all'allegato VI; nel caso in cui non sia possibile etichettare tali sostanze conformemente agli articoli 20, 21 e 22, non essendo disponibili tutti i risultati delle prove di' cui all'allegato VII, parte A, l'etichetta deve recare, oltre alle informazioni ottenute con le prove gia' realizzate, la seguente avvertenza:
«Attenzione: sostanza non ancora completamente sottoposta a test».
9. Nel caso in cui una delle sostanze di cui al comma 2 risulti, sulla base delle conoscenze disponibili, molto tossica, tossica, cancerogena, tossica per il ciclo riproduttivo o mutagena, il notificante deve comunicare all'unita' di notifica tutte le informazioni di cui all'allegato VII, parte A, punti 2.3, 2.4 e 2.5 e fornire, ove disponibili, i dati relativi alla tossicita' acuta.
- Per l'art. 37, comma 2, del citato decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52 vedi note alle premesse.
- Il decreto del Ministro della sanita' 28 aprile 1997, reca: «Attuazione dell'art. 37, commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, concernente classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose."
- L'allegato VI, del citato decreto, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19 agosto 1997, n. 192, S.O.
- Per il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52 e l'art. 37, comma 2, vedi note alle premesse.
- Per il decreto del Ministro della sanita' 28 aprile 1997 e l'allegato VI, vedi note all'art. 3.
- L'allegato V, parte A, del citato decreto del Ministero della sanita' 28 aprile 1997, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19 agosto 1997, n. 192, S.O.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 21 luglio 1982, n. 741, reca: Attuazione della direttiva (CEE) n. 324 del 1975 relativa ai generatori aerosol.». L'art. 7, cosi' recita:
«Art. 7. - Con decreto da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con il Ministro della sanita', dispone le modifiche delle norme tecniche di cui all'allegato al presente decreto necessarie per adeguarle alle misure adottate ai sensi degli articoli 6, 7 e 10 della direttiva attuata con il presente decreto.».
- Il decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato dell'8 maggio 1997, n. 208, reca: «Regolamento recante recepimento della direttiva 94/1/CEE della Commissione, riguardante adeguamento tecnico della direttiva 75/324/CEE del Consiglio, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli aerosol.». Si precisa che il testo vigente dell'art. 1, comma 2, punto 2.4., e' modificato dal punto 1.8 dell'allegato al decreto del Presidente della Repubblica 21 luglio 1982, n. 741.
- Per il titolo del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194, vedi note all'art. 1.
Gli allegati II e III del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194, Sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale 27 maggio 1995, n. 122, S.O.
- Per il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e l'art. 37, comma 2, vedi note alle premesse.
- Per il decreto ministeriale 28 aprile 1997, e l'allegato VI, vedi note all'art. 3.
- L'allegato V, parte B, del citato decreto ministeriale 28 aprile 1997 e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19 agosto 1997, n. 192, S.O.
- Per il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194, vedi note all'art. 1.
- Per gli allegati II e III del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194, vedi note all'art. 4.
- Per il decreto ministeriale 28 aprile 1997 e l'allegato VI vedi note all'art. 3.
- - Per il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194, vedi note all'art. 1.
- - Per gli allegati II e III, del citato decreto vedi note all'art. 4.
- Il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 120, reca: «Attuazione delle direttive n. 88/320/CEE e n. 90/18/CEE in materia di ispezione e verifica della buona prassi di laboratorio.».
- Per il titolo del decreto del Ministro della sanita' 28 aprile 1997, vedi note all'art. 3.
- L'allegato IX, parte A, del citato decreto ministeriale 28 aprile 1997 e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19 agosto 1997, n. 192, S.O.
- Per il titolo del decreto del Ministro della sanita' 28 aprile 1997, vedi note all'art. 3. L'allegato IX e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19 agosto 1997, n. 192, S.O.
- Il decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 185, reca: «Attuazione della direttiva 97/7/CE relativa alla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza». L'art. 3 cosi' recita:
«Art. 3 (Informazioni per il consumatore). - 1. In tempo utile, prima della conclusione di qualsiasi contratto a distanza, il consumatore deve ricevere le seguenti informazioni:
f) esistenza del diritto di recesso o di esclusione dello stesso ai sensi dell'art. 5, comma 3;
- Il decreto del Ministro della sanita' 4 aprile 1997, reca: Attuazione dell'art. 25, commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n 52, concernente classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose, relativamente alla scheda informativa in materia di sicurezza.
- Per il titolo del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e l'art. 25 vedi note alle premesse.
- Per il titolo del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, vedi note alle premesse. L'art. 17 cosi' recita:
"Art. 17 (Riservatezza delle informazioni). - 1. Nel caso in cui il notificante ritiene che la diffusione delle informazioni potrebbe danneggiarlo sul piano industriale o commerciale, puo' specificare quali delle informazioni di cui agli articoli 7, 8 e 14 richiedano un trattamento riservato ed esigano pertanto che sia mantenuto il segreto nei confronti di altre persone che non siano le autorita' competenti e la Commissione europea. In tal caso debbono essere fornite le relative giustificazioni.
2. Il segreto industriale e commerciale per quanto riguarda le notifiche e le informazioni trasmesse in applicazione dell'art. 7, commi 1 e 2, nonche' dell'art. 8, commi 1, 2 e 3, non puo' essere applicato:
a) alla denominazione commerciale della sostanza;
b) al nome del fabbricante e del notificante;
c) ai dati fisico-chimici della sostanza previsti dall'allegato VII;
d) ai possibili mezzi per rendere innocua la sostanza;
e) alla sintesi dei risultati delle prove tossicologiche ed ecotossicologiche;
f) al grado di purezza della sostanza ed all'identita' delle impurezze o degli additivi che sono pericolosi, qualora tali dati siano indispensabili ai fini della classificazione e dell'etichettatura ed ai fini dell'inserimento della sostanza nell'allegato I;
g) ai metodi ed alle precauzioni raccomandati di cui al punto 2.3 ed alle misure di emergenza di cui ai punti 2.4 e 2.5 delle parti A, B e C dell'allegato VII;
h) alle informazioni contenute nella scheda informativa in materia di sicurezza;
i) ai metodi analitici che consentono di individuare la sostanza pericolosa una volta immessa nell'ambiente e di determinare l'esposizione umana diretta alla stessa sostanza, nel caso di sostanze dell'allegato I.
3. Il notificante, nel caso in cui rendasuccessivamente pubbliche le informazioni prima riservate, deve informarne l'unita' di notifica.
4. L'unita' di notifica sulla base delle indicazioni ricevute:
a) decide quali informazioni sono protette dal segreto industriale e commerciale, conformemente ai commi 1, 2 e 3; tali informazioni devono essere mantenute segrete ed essere comunicate alle autorita' competenti degli altri Stati membri e alla Commissione europea;
b) puo' stabilire che siano indicate soltanto con la denominazione commerciale, per un periodo massimo di tre anni, le sostanze notificate comprese nell'elenco di cui all'art. 18 e non classificate pericolose; tuttavia, se ritiene che la pubblicazione della denominazione chimica prevista dalla nomenclatura IUPAC (Unione Internazionale di Chimica Pura ed Applicata) possa rivelare informazioni in merito allo sfruttamento commerciale o alla fabbricazione della sostanza, puo' disporre che la stessa venga registrata con la sola denominazione commerciale per un periodo superiore a tre anni.
5. L'unita' di notifica puo' richiedere alla Commissione europea che le sostanze pericolose siano riportate nell'elenco di cui all'art. 18 con la sola denominazione commerciale sino al loro inserimento nell'allegato I.
6. Le informazioni riservate comunicate all'unita' di notifica dalle autorita' competenti degli altri Stati membri sono mantenute segrete.
7. Tutte le informazioni riservate possono essere comunicate alle persone direttamente coinvolte in procedimenti amministrativi o giudiziari, comportanti sanzioni, avviati con l'obiettivo di controllare le sostanze immesse sul mercato nonche' alle persone che devono prendere parte o essere ascoltate nell'ambito dell'esercizio dei poteri di informazione, vigilanza e controllo del Parlamento.
- Il decreto legislativo n. 174 del 25 febbraio 2000 reca: «Attuazione della direttiva 98/8/CE in materia di immissione sul mercato di biocidi.».
- Per il titolo del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, vedi note alle premesse. Gli articoli 28 e 29 cosi' recitano:
«Art. 28 (Controlli). - 1. Al fine dell'accertamento dell'osservanza delle norme del presente decreto, l'immissione sul mercato e la commercializzazione delle sostanze pericolose sono soggette alla vigilanza degli uffici competenti, in base alle vigenti disposizioni, delle amministrazioni dello Stato, delle regioni e degli enti locali; a tal fine il relativo personale puo' procedere in qualunque momento ad ispezioni presso luoghi di produzione, deposito e vendita, richiedere dati, informazioni e documenti, prelevare campioni in numero massimo di tre a titolo gratuito, sigillati all'atto del prelievo, e ciascuno in quantita' sufficiente per una analisi completa.
2. Nei casi di constatata infrazione alle norme del presente decreto, il Ministero della sanita', in ambito nazionale, e i competenti uffici delle regioni e degli enti locali, nell'ambito del territorio di rispettiva competenza, dispongono il divieto di commercializzazione ed il sequestro in via amministrativa delle merci a cura e comunque a spese del trasgressore, adottando le necessarie prescrizioni per il loro ritiro e la loro custodia, garantendo la sicurezza degli operatori, della popolazione e dell'ambiente. I provvedimenti adottati dalle regioni e dagli enti locali sono portati tempestivamente a conoscenza del Ministero della sanita', che procede ai necessari accertamenti ai fini dell'eventuale estensione delle misure all'intero territorio nazionale.
3. In caso di immediato o grave pericolo per la salute o la sicurezza, le autorita' di cui al comma 2 possono immediatamente adottare le misure provvisorie necessarie, ivi incluso il divieto di commercializzazione e il ritiro dal mercato.
4. Le misure di cui ai comma 2 e 3 si applicano anche nel caso in cui l'interessato non consenta agli uffici di cui al comma 1 la tempestiva acquisizione dei campioni e dei documenti di cui allo stesso comma.
5. Su richiesta della ditta interessata, il Ministero della sanita' puo' consentire l'adeguamento del prodotto alle disposizioni del presente decreto ai fini del successivo dissequestro.
6. I soggetti che, ai sensi del comma 1, effettuano ispezioni e prelievi di campioni nell'esercizio delle funzioni loro demandate, sono tenuti agli obblighi di riservatezza relativamente alle informazioni acquisite, in conformita' alle norme vigenti.».
«Art. 29 (Esami e analisi di campioni). - 1. Gli esami e le analisi dei campioni prelevati dalle autorita' locali sono eseguiti dai laboratori competenti per territorio.
2. Quando dall'analisi risulti che i prodotti non corrispondono ai requisiti fissati dal presente decreto, il direttore del laboratorio trasmette immediata denuncia all'autorita' competente, unendovi il verbale di prelevamento ed il certificato di analisi.Contemporaneamente, a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, comunica all'esercente presso cui e' stato fatto il prelievo i risultati dell'analisi. Analoga comunicazione e' fatta al fabbricante, all'importatore o al distributore nel caso che il prelievo riguardi campioni in confezioni originali; entro trenta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione gli interessati possono presentare alla autorita' che ha disposto il prelievo istanza di revisione di analisi.
3. Le analisi di revisione sono eseguite presso l'Istituto superiore di sanita' entro i termini fissati ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.
4. L'Istituto superiore di sanita' avverte, con congruo anticipo, l'interessato, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, del giorno, dell'ora e del luogo in cui avranno inizio le operazioni di revisione; l'interessato ha diritto di farsi assistere, nelle dette operazioni, dal suo difensore o da un consulente tecnico.
5. In caso di mancata presentazione nei termini della istanza di revisione e nel caso che l'analisi di revisione confermi quella di prima istanza, l'autorita' competente trasmette denuncia alla autorita' giudiziaria e ne informa il Ministero della sanita'.
6. Gli esami e le analisi dei campioni prelevati dalle autorita' centrali sono eseguiti dall'Istituto superiore di sanita', il quale trasmette il proprio parere, corredato dai risultati e con l'indicazione delle eventuali misure ritenute opportune, al Ministero della sanita', per l'adozione dei provvedimenti di competenza.
7. In caso di immediato o grave pericolo per la salute o la sicurezza, le autorita' di cui all'art. 28, comma 2, possono immediatamente adottare le misure provvisorie necessarie, ivi incluso il divieto di commercializzazione e l'ordine di ritiro dal mercato; ai fini dell'eventuale revoca di tali misure si applica la procedura di cui ai commi 3 e 4.».
Note all'art. 19.
- L'art. 117 della Costituzione, cosi' recita:
«Art. 117. - La potesta' legislativa e' esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonche' dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attivita' culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potesta' legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. Spetta alle Regioni la potesta' legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all'attuazione e all'esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalita' di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza. La potesta' regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni. La potesta' regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I comuni, le province e le citta' metropolitane hanno potesta' regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite. Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parita' degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parita' di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive. La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni. Nelle materie di sua competenza la Regione puo' concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato.».
- Per il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, vedi note alle premesse. L'art. 37, comma 3, cosi' recita:
«3. I decreti di cui ai commi 1 e 2, salvo che sia diversamente indicato dalle direttive che con essi si recepiscono, concedono sei mesi per lo smaltimento delle sostanze pericolose gia' immesse sul mercato alla data della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, non conformi, nell'imballaggio e nell'etichettatura, alle disposizioni dei decreti medesimi.
- Il decreto del Ministro della salute 14 giugno 2002, reca: «Recepimento della direttiva 2001/59/CE recante XXVIII adeguamento al progresso tecnico della direttiva 67/548/CEE, in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura di sostanze pericolose». - Il testo vigente dell'allegato I e' sostituito dal decreto ministeriale 28 aprile 1997, ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 del presente decreto.