Source: https://www.diritto.it/i-condomini-che-non-intervengono-in-primo-grado-non-possono-impugnare-la-sentenza/
Timestamp: 2017-08-16 21:53:15+00:00
Document Index: 120160157

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Accoti Paolo - Trebisacce (CS), 6 marzo 2017
Qui la sentenza: Corte di Cassazione - sez. II civile - sentenza n. 4336 del 21-2-2017
Premesso che, a seguito della riforma della materia condominiale (L. 220/2012), sia in dottrina che in giurisprudenza si è fatta strada l’ipotesi per cui il legislatore abbia inteso riconoscere una qualche forma di personalità giuridica, quand’anche <<attenuata>>, in capo al condominio (Cfr.: Cass. Sez. Unite n. 19663/2014; Luana Tagliolini, Prove di personalità giuridica, Il Sole 24 Ore), permane tuttavia il principio per cui lo stesso, quale ente di gestione, non ha una personalità distinta da quella dei singoli condòmini, motivo per cui <<il giudicato formatosi all’esito di un processo in cui sia stato parte l’amministratore di un condominio, fa stato anche nei confronti dei singoli condomini, pure se non intervenuti in giudizio>> (Cass. n. 12343/2002; Cass. n. 12911/2012).
Nel giudizio incardinatosi nei confronti del condominio e della società che curava la manutenzione dell’ascensore – con la chiamata in causa, ad opera di quest’ultima, della compagnia di assicurazioni che la garantiva per la responsabilità civile -, a seguito della domanda di risarcimento del danno proposta dai genitori di una minore precipitata nel vano di corsa dell’ascensore, il Tribunale, affermata la concorrente responsabilità del condominio e della società di manutenzione, li condannava al risarcimento del danno, con condanna della compagnia di assicurazioni alla manleva in favore della società predetta.
La Suprema Corte nel respingere il ricorso, premette che affinché sussista la legittimazione ad impugnare la sentenza con l’opposizione di terzo ordinaria (art. 404 Cpc), è necessario che l’opponente sia portatore di un autonomo diritto, incompatibile con le statuizioni della sentenza pronunciata tra altre parti.
Tuttavia, è noto il principio per cui <<il giudicato formatosi all’esito di un processo in cui sia stato parte l’amministratore di un condominio, fa stato anche nei confronti dei singoli condomini, pure se non intervenuti in giudizio, atteso che il condominio è ente di gestione sfornito di personalità giuridica distinta da quella dei singoli condomini (Cass., Sez. II, 22 agosto 2002, n. 12343; Cass., Sez. III, 24 luglio 2012, n. 12911)>>.
Da ciò ne discende che <<deve essere esclusa in capo ai condomini istanti la legittimazione all’opposizione ordinaria ex art. 404 cod. proc. civ., non essendo essi terzi rispetto alla situazione giuridica affermata con la sentenza passata in giudicato, la quale ha riconosciuto la responsabilità del condominio>>.
Ed invero <<i condomini opponenti sono parti originarie rispetto alla lite conclusa con la sentenza impugnata con l’opposizione di terzo (Cass., Sez. III, 16 maggio 2011, n. 10717)>>, infatti, nel caso di specie, <<è stato citato in giudizio il condominio nella sua interezza ed unitarietà e si è costituito il relativo amministratore senza sollevare eccezioni in relazione alla carenza di legittimazione passiva di una parte dei condomini (i condomini appartenenti alle scale A, B e C), i quali non hanno ritenuto di intervenire in giudizio per eccepire la mancanza di ogni responsabilità a loro carico>>.
Semmai, <<i condomini opponenti avrebbero dovuto intervenire nel giudizio in cui la difesa è stata assunta dall’amministratore o anche avvalersi, in via autonoma, dei mezzi di impugnazione dell’appello o del ricorso per cassazione per evitare gli effetti sfavorevoli della sentenza pronunciata nei confronti del condominio rappresentato (Cass., n. 10717 del 2011, cit.; Cass., Sez. II, 6 agosto 2015, n. 16562)>>, pertanto, in mancanza, il ricorso deve essere rigettato ed i condòmini ricorrenti condannati al pagamento delle spese di lite, senza dimenticare che il condominio parziale è un istituto creato esclusivamente per la semplificazione dei rapporti interni alla collettività condominiale, la qual cosa non fa venir meno la rappresentanza del condominio, nella sua interezza, in capo all’amministratore.