Source: https://gruppomaurizi.it/impatto-acustico/
Timestamp: 2019-11-21 22:26:35+00:00
Document Index: 151169724

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 8', 'art. 21', 'art.6', 'art.21', 'arte 5']

Impatto Acustico - Gruppo Maurizi
Impatto AcusticoRedazione2019-10-14T12:56:27+01:00
La Valutazione di Impatto Acustico Ambientale
La Valutazione di Impatto Acustico Ambientale è una valutazione che il Comune richiede nel caso si voglia installare un insediamento produttivo o una infrastruttura, può essere richiesta al momento della presentazione della pratica Scia di apertura attività, quando si richiede l’autorizzazione unica ambientale (AUA) oppure per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale
La valutazione di impatto acustico serve a determinare se l’opera in esame rispetta i limiti di emissione ed immissione sonora stabiliti dalla zonizzazione acustica del comune di appartenenza.
La classificazione acustica del territorio, è effettuata dai comuni ai sensi della Legge n.447/1995 e s.m.i., i quali provvedono alla suddivisione del territorio comunale nelle diverse classi omogenee (attraverso i Piani di Classificazione Acustica), individuate secondo la Tabella A del D.P.C.M. 14/11/97 e ss.mm.ii.:
CLASSE I – aree particolarmente protette: rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo ed allo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici.
CLASSE III – aree di tipo misto: rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali, uffici con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali; aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici.
CLASSE IV – aree di intensa attività umana: rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie.
CLASSE VI – aree esclusivamente industriali: rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi.
Quali tipologie di aziende devono predisporre la valutazione di impatto acustico?
Inquinamento acustico normativa
La legge n. 447/95 denominata “Legge quadro sull’inquinamento acustico” all’art. 8, comma 4 prevede che l’autorizzazione alla realizzazione di infrastrutture adibite ad attività sia rilasciata dopo la fornitura di una documentazione di previsione di impatto acustico, stabilisce che tutte le attività produttive ed esercizi pubblici che dispongono di apparecchi rumorosi debbano predisporre la valutazione di impatto acustico.
La legge n. 447/95, all’art. 8, comma 2 prescrive che si debba produrre una relazione di impatto acustico ogni volta che:
si decide di costruire, modificare o potenziare un’opera edile (tra quelle che sono elencate nella legge);
si intenda avviare una nuova attività produttiva, commerciale o ricreativa;
si presenta una domanda per il rilascio di permessi di costruire per nuovi impianti, infrastrutture di attività produttive o servizi commerciali;
un ente pubblico o un comune ne faccia richiesta.
Le valutazioni di impatto acustico non hanno una scadenza, quindi non necessitano di un aggiornamento periodico, ma devono in genere essere nuovamente redatte ogni qualvolta si decida di effettuare un ampliamento all’attività, una modifica o inserire una nuova sorgente sonora rumorosa che può determinare una variazione dei livelli di emissione sonora precedentemente calcolati o rilevati.
La valutazione di impatto acustico è una valutazione effettuata da un tecnico competente in acustica iscritto all’elenco nazionale dei tecnici competenti in acustica ex art. 21 d.lgs. 17 febbraio 2017, n. 42 di seguito il link del data base dell’elenco nazionale dei tecnici competenti: https://agentifisici.isprambiente.it/enteca/home.php
L’autocertificazione di impatto acustico può essere richiesta dalle imprese che rientrano nelle attività a bassa rumorosità elencate nell’Allegato B del decreto semplificazione DPR 227/2011, fatta eccezione per l’esercizio di ristoranti, pizzerie, trattorie, bar, mense, attività ricreative, agroturistiche, culturali e di spettacolo, sale da gioco, palestre, stabilimenti balneari che utilizzino impianti di diffusione sonora ovvero svolgano manifestazioni ed eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali.
In tali casi è fatto obbligo di predisporre adeguata documentazione di previsione di impatto acustico ai sensi dell’articolo 8, comma 2, della legge 26 ottobre 1995, n. 447.
L’autocertificazione di solito viene presentata al momento della presentazione della scia commerciale di apertura dell’attività.
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La valutazione d’impatto acustico previsionale verifica i livelli di rumorosità che caratterizzano un’area sulle sorgenti – già esistenti – le cui emissioni concorrono al raggiungimento della rumorosità che caratterizza il territorio indagato.
La valutazione di impatto acustico, a seconda degli orari lavorativi dell’attività, può riguardare sia il periodo diurno (06.00-22.00) che il periodo notturno (22.00-06.00)
Le misure del rumore nell’ambiente esterno vanno eseguite in prossimità dei potenziali recettori disturbati al fine di verificare il rispetto dei limiti assoluti di emissione e di immissione previsti dalla classificazione acustica del territorio.
La misura dei livelli di rumorosità deve essere conforme alla normativa vigente (D.M. 16.03.1998 e successivi adeguamenti)
Nella relazione di valutazione di impatto acustico deve essere riportato almeno quanto di seguito specificato:
indicazione della tipologia di attività;
indicazione se si tratta di impianti a ciclo produttivo continuo in base al D.M. 11 dicembre 1996;
indicazione della classificazione acustica vigente per l’area sulla quale insiste l’attività e per le zone circostanti, stralcio cartografico della classificazione acustica del territorio; in caso di assenza di classificazione acustica comunale vigente, occorre fare riferimento alla classificazione di cui all’art.6 del DPCM 1/3/1991;
descrizione delle principali sorgenti di rumore presenti.
descrizione delle caratteristiche temporali di funzionamento diurno e/o notturno specificante la durata, il tipo di funzionamento (continuo, periodico, discontinuo, ecc.) e l’eventuale contemporaneità di esercizio delle diverse sorgenti che danno luogo ad emissioni significative nell’ambiente esterno;
Come previsto dal D.M. 16/3/98 per l’effettuazione delle misure del rumore deve essere utilizzato un fonometro di classe 1 delle norme EN 60651/1994 e EN 60804/1994.
La valutazione di impatto acustico previsionale consiste nella previsione degli effetti ambientali, dal punto di vista dell’inquinamento acustico, in seguito alla realizzazione di interventi sul territorio, siano essi costituiti da opere stradali, ferroviarie, attività industriali, commerciali, ricreative e residenziali.
La valutazione di impatto acustico previsionale di una nuova opera può essere effettuata mediante modelli numerici di calcolo come prima fase si provvede ad identificare la situazione acustica ante operam tramite l’effettuazione di misurazioni strumentali;
– come seconda fase si effettuano specifiche attività valutative e di calcolo previsionale, mirate alla quantificazione dell’apporto acustico derivante dal funzionamento degli impianti nelle condizioni di progetto, allo scopo di verificare il futuro rispetto dei limiti di immissione sonora previsti dai regolamenti vigenti.
Se i calcoli previsionali evidenziano un superamento dei limiti stabiliti dalla zonizzazione acustica, il tecnico competente in acustica predispone un progetto di insonorizzazione che ha lo scopo di attenuare il rumore immesso nell’ambiente circostante.
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I principali riferimenti normativi applicabili in materia sono i seguenti:
P.C.M. del 01/03/1991 e s.m.i. “Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno”.
n.447 del 26/10/1995 e s.m.i. “Legge quadro sull’inquinamento acustico”.
P.C.M. del 14/11/1997 e s.m.i. “Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore”.
M. del 11/12/1996 e s.m.i. “Applicazione del criterio differenziale per gli impianti a ciclo produttivo continuo”
M. del 16/03/98 e ss.mm.ii. “Tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico”.
Lgs. n.262 del 04/09/2002 e s.m.i. “Attuazione della Direttiva 2000/14/CE concernente l’emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto”.
Circolare del 06/09/2004 del Ministero dell’ambiente e della Tutela del Territorio “Interpretazione in materia di inquinamento acustico: criterio differenziale e applicabilità dei valori limite differenziali”.
R. Lazio n.18 del 03/08/2001 e s.m.i. “Disposizioni in materia di inquinamento acustico per la pianificazione ed il risanamento del territorio – modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14′”.
Deliberazione C.C. di Ferentino n.29 del 04.07.2011 “Piano di Zonizzazione Acustica del Territorio Comunale. Analisi delle osservazioni pervenute. Approvazione definitiva.”.
lgs. 17 febbraio 2017, n. 42, istituisce presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (MATTM), l’elenco nominativo dei soggetti abilitati a svolgere la professione di tecnico competente in acustica, sulla base dei dati inseriti dalle regioni o province autonome. (art.21, comma 1)
Norma UNI ISO 9884:1997 ”Caratterizzazione acustica del territorio mediante la descrizione del rumore ambientale“.
Norma UNI ISO 9613-1:2006 ”Attenuazione sonora nella propagazione all’aperto – Calcolo dell’assorbimento atmosferico”.
Norma UNI ISO 9613-2:2006 ”Attenuazione sonora nella propagazione all’aperto – Metodo generale di calcolo”.
Norma UNI ISO 11143-1:2005 ” Metodo per la stima dell’impatto e del clima acustico per tipologia di sorgenti”.
Norma UNI ISO 11143-5:2005 ” Metodo per la stima dell’impatto e del clima acustico per tipologia di sorgenti Parte 5: Rumore da insediamenti produttivi (industriali e artigianali)”.