Source: http://trasporti.provincia.venezia.it/trasp_pubbloc/tpl.html
Timestamp: 2019-10-21 22:51:45+00:00
Document Index: 46048286

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 23', 'art. 13', 'art. 87', 'art. 6', 'art. 49', 'art. 82', 'art. 85', 'art. 6', 'art. 49', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 1269', 'art. 515', 'art. 1270', 'art. 225', 'art. 99', 'art. 15', 'art. 225', 'art. 1187', 'art. 1231']

Home trasporto pubblico locale:
1. BACINO DI TRAFFICO DI VENEZIA - BACINO DI TRAFFICO DEL VENETO ORIENTALE
2. CONCESSIONE DI AUTOLINEE EXTRAURBANE
2.1.1 INIZIATIVA DELLA PROVINCIA
2.1.2 INIZIATIVA DEL RICHIEDENTE
2.2 TASSE DI CONCESSIONE E CONTRIBUTI DI SORVEGLIANZA
2.3 VIGILANZA E SANZIONI
3. AUTORIZZAZIONI PER SERVIZI OCCASIONALI
3.2 TASSE DI CONCESSIONE E CONTRIBUTI DI SORVEGLIANZA
3.3 VIGILANZA E SANZIONI
4. AUTORIZZAZIONI PER IMPIEGO DI AUTOBUS DI LINEA IN SERVIZIO DI NOLEGGIO CON CONDUCENTE ("PERMESSI FUORI LINEA")
4.2 TASSE DI CONCESSIONE
4.3 VIGILANZA E SANZIONI
5. AUTORIZZAZIONI PER SERVIZI ATIPICI (SERVIZI REGOLARI A CONTRATTO)
5.1 AUTOBUS UTILIZZABILI
5.2 ENTE COMPETENTE
5.4 AUTORIZZAZIONE
5.5 TASSE DI CONCESSIONE E CONTRIBUTI DI SORVEGLIANZA
5.6 VIGILANZA E SANZIONI
6. CONCESSIONE DI LINEE DI NAVIGAZIONE INTERNA, LAGUNARE E FLUVIALE
6.1.1 INIZIATIVA DELLA PROVINCIA
6.1.2 INIZIATIVA DEL RICHIEDENTE
6.2 TASSE DI CONCESSIONE E CONTRIBUTI DI SORVEGLIANZA
6.3 VIGILANZA E SANZIONI
7. LE IMPRESE DI TRASPORTO NELLA PROVINCIA DI VENEZIA
7.1 BACINO DI VENEZIA
7.2 BACINO DEL VENETO ORIENTALE
La Regione Veneto, con legge 8 maggio 1985, n° 54, ha organizzato il territorio, ai fini dell'esercizio delle funzioni amministrative in materia di trasporto pubblico locale, in Bacini di Traffico, generalmente coincidenti con l'ambito provinciale, delegando in proposito le Province in qualità di Autorità di Bacino, in attuazione della legge 10 aprile 1981, n° 151.
Il territorio della Provincia di Venezia, per le sue particolari caratteristiche, è stato invece suddiviso in due Bacini di Traffico, Venezia e Veneto Orientale, pertanto la Provincia esercita le funzioni delegate relative a due bacini, che hanno la seguente composizione:
BACINO DI VENEZIA
BACINO DEL VENETO ORIENTALE
Le funzioni delegate, relative al quadro dei servizi individuati dai Piani di Bacino, consistono in:
Concessione all'istituzione ed all'esercizio di autolinee extraurbane di trasporto viaggiatori
Concessione all'istituzione ed all'esercizio di linee di navigazione interna, lagunare e fluviale, di trasporto di viaggiatori e cose
Autorizzazione al prolungamento di autolinee urbane in altro comune
Autorizzazione per servizi aggiuntivi, occasionali e speciali
Concessione di autostazioni
Determinazione dei sistemi tariffari
Approvazione degli orari e delle tariffe dei servizi di trasporto
Rilascio agevolazioni tariffarie
Vigilanza sulla regolarità dell'esercizio e relative sanzioni
Istruttoria per l'erogazione di contributi regionali in conto esercizio ed in conto capitale
Vigilanza sul trattamento del personale delle aziende di competenza regionale
Decisione dei ricorsi degli agenti dipendenti di imprese di trasporto contro cambi di qualifica
Determinazione delle trattenute per risarcimento dei danni causati da dipendenti di imprese di trasporto
Nomina del presidente del consiglio di disciplina delle aziende
Sanzioni per violazioni commesse da utenti dei servizi di trasporto pubblico locale
Con leggi successive, la regione ha altresì delegato alle Province funzioni di qualificazione per la nomina dei dipendenti delle aziende come agenti accertatori in materia di violazioni tariffarie (L.R. n° 35/94) e funzioni di autorizzazione in materia di autoservizi atipici (L.R. n° 46/94).
Restano di competenza comunale:
le autolinee urbane, che si svolgono interamente all'interno del territorio di un Comune, a meno che non colleghino in via principale una stazione ferroviaria od un aeroporto.
Restano di competenza regionale:
le autolinee interregionali, che interessano il territorio di due regioni;
le autolinee Gran Turismo.
Restano di competenza statale, e sono disciplinate dalla legge 28 settembre 1939, n° 1822:
le autolinee interregionali, che interessano il territorio di più di due regioni;
le autolinee internazionali;
per i relativi procedimenti si rinvia al regolamento approvato con D.P.R. 22 aprile 1994, n° 369.
La normativa prevede la delega alla Provincia di tutte le attività di concessione per autolinee il cui percorso interessi più comuni compresi in uno stesso bacino di traffico, nonché per le autolinee che collegano in via principale una stazione ferroviaria od un aeroporto, anche se svolte all'interno di un comune.
Per autolinee che interessano più bacini di traffico, la delega è assegnata alla Provincia nel cui territorio si esercita la maggiore attività relativa al movimento viaggiatori.
Per autolinee che interessano due regioni, la Regione Veneto di massima mantiene l'esercizio delle funzioni.
L'attività della Provincia di Venezia riguarda attualmente autolinee gestite direttamente a mezzo di due Consorzi costituiti come Aziende Speciali (Consorzio ACTV per il Bacino di Venezia, Consorzio ATVO per il Bacino del Veneto Orientale), e autolinee in concessione alle imprese private Brusutti e Zani.
Le funzioni consistono in:
nuove concessioni a richiesta diretta a seguito di procedimento istruttorio comparativo (conferenza di servizi), proroghe e rinnovi;
accertamenti del mantenimento del possesso dei requisiti di capacità professionale, onorabilità, capacità finanziaria e idoneità tecnica;
revoche;
modificazioni di percorso, fermate, programmi di esercizio, periodi di esercizio, orari;
certificazione delle percorrenze a fini contributivi presso la Regione Veneto;
autorizzazione alla distrazione degli autobus per corse fuori linea;
parco mezzi impiegato nei servizi concessi (immissione e distrazione);
vigilanza e controllo della regolarità dell'esercizio;
incidenti nell'esercizio;
vigilanza sul personale addetto all'esercizio.
Occorre distinguere tra procedimento ad iniziativa della Provincia o ad iniziativa dell'impresa interessata.
2.1.1. INIZIATIVA DELLA PROVINCIA
Avviene per l'esercizio di linee previste dal Piano di Bacino e sue modificazioni, si segue il procedimento istruttorio comparativo previsto dall'art. 11 della L.R. n° 54/85 al fine di individuare l'esercente che sia in grado di fornire le migliori prestazioni tecnico-economiche.
Eventuali contributi in conto esercizio vengono erogati direttamente dalla Regione Veneto.
2.1.2. INIZIATIVA DEL RICHIEDENTE
La domanda di concessione, sottoscritta dal titolare o legale rappresentante dell'impresa, deve contenere le seguenti indicazioni:
denominazione dell'impresa richiedente, sede, codice fiscale, e/o partita I.V.A., iscrizione al Registro delle Imprese; generalità del titolare o del legale rappresentante dell'impresa;
finalità di traffico e di interesse pubblico che si intendono soddisfare con l'istituendo servizio;
modalità di esercizio proposte;
percorso e fermate, programma, periodo, orari e prescrizioni di esercizio;
entità in termini numerici degli utenti del bacino di carico da soddisfare;
dimostrazione chiara e dettagliata dell'impossibilità di soddisfare in tutto o in parte le accertate esigenze di pubblica utilità attraverso i servizi di trasporto già esistenti;
servizi gestiti dall'impresa con particolare riguardo a quelli interessanti il bacino di utenza dell'autolinea richiesta;
mezzi organizzativi e commerciali posseduti, materiale rotabile da adibire allo svolgimento del servizio;
tariffe che, sulla base dei costi dimostrativi e dei presunti ricavi, l'impresa intende applicare.
Qualora la domanda sia presentata al fine di realizzare una gestione in "pool" da parte di più imprese, si applicano le norme europee per le associazioni temporanee di imprese di cui all'art. 23 del D.Lgs. 158/95, attuativo delle direttive CEE 90 e 93/38 relative alle procedure di appalti di servizi pubblici nei settori esclusi, tra i quali rientrano i trasporti: in base ad esse la domanda deve essere presentata da una sola impresa, capogruppo mandataria. L'impresa deve essere individuata da un mandato collettivo speciale con rappresentanza, risultante da scrittura privata autenticata da allegarsi alla domanda, da cui deve risultare la procura al legale rappresentante dell'impresa capogruppo che sottoscrive la domanda stessa. La domanda dovrà contenere l'indicazione specifica delle modalità di espletamento del servizio da parte delle singole imprese. I requisiti di idoneità richiesti a ciascuna impresa mandante devono essere posseduti nella misura corrispondente al servizio rispettivamente espletato. La responsabilità del servizio ricadrà in modo solidale su tutte le imprese temporaneamente associate, con riserva da parte della Provincia di far valere direttamente le responsabilità facenti capo alle singole imprese. Resta inteso che qualsiasi modificazione soggettiva o oggettiva inerenti ad una delle imprese associate comporta la possibilità per la Provincia di mantenere la concessione con espressa autorizzazione, o di recedere dal rapporto.
idonea documentazione del possesso dei requisiti professionali di cui al D.M. 448/91;
cartina geografica nella quale siano individuati, con colorazioni diverse, il percorso richiesto, il percorso delle eventuali autolinee finitime, il percorso delle linee ferroviarie gestite dalle F.S. S.p.A., da concessionari o da gestioni commissariali governative, il percorso di autolinee di competenza statale, regionale, provinciale e comunale interferenti;
tabelle orarie con l'indicazione della velocità in base alla quale sono stati calcolati i tempi di percorrenza, tabelle polimetriche tariffarie.
Sulle domande di concessione di autolinee presentate, l'Ufficio svolge un'immediata istruttoria preliminare volta a verificare:
l'esistenza dei requisiti previsti;
la concorrenza con i preesistenti servizi ferroviari;
l'idoneità dell'istituendo servizio a soddisfare l'interesse pubblico individuato.
In caso di esito negativo, l'Ufficio emana un provvedimento di rigetto che viene comunicato al richiedente entro sessanta giorni dal ricevimento della domanda.
In caso di esito positivo, le domande sono discusse nell'ambito di una conferenza di servizi, nel corso della quale, in contraddittorio tra le parti intervenute, l'Ufficio raccoglie gli elementi necessari ad accertare l'effettiva sussistenza del pubblico interesse.
Alla conferenza sono invitate, con un anticipo di almeno dieci giorni, tutte le imprese ritenute interessate, ivi comprese le Ferrovie dello Stato S.p.A., la Regione Veneto, l'Ufficio Provinciale della MCTC e le amministrazioni locali competenti per territorio.
Nel corso della conferenza di servizi viene illustrata la domanda da parte dell'Ufficio, con particolare riferimento alla pubblica utilità dell'istituendo servizio, alla rispondenza delle modalità di esercizio del servizio al pubblico interesse rilevato in zona, alla possibilità di coordinamento di esso con i servizi, anche ferroviari, gestiti nel bacino di interesse, fornendo un quadro il più possibile completo ed esaustivo di tutti i servizi, su ferro e su gomma, presenti nel bacino di interesse.
Le amministrazioni e le imprese invitate alla conferenza di servizi possono presentare, entro la data fissata per il suo svolgimento, opposizioni e domande comparative riguardanti l'istituzione del servizio, così come possono presentare opposizioni anche nel corso della conferenza, in relazione a fatti o circostanze che emergano nell'ambito della stessa. Il termine ultimo per la presentazione delle osservazioni, oposizioni e domande comparative scritte è stabilito tassativamente entro il decimo giorno successivo alla data della conferenza.
Le eventuali domande comparative devono contenere:
la denominazione dell'azienda o dell'impresa proponente, la sede, il codice fiscale e/o la partita I.V.A., l'iscrizione al Registro delle Imprese, nonché le generalità del titolare o del legale rappresentante e il possesso dei requisiti professionali di cui al D.M. 448/91;
l'individuazione del servizio;
i titoli preferenziali eventualmente posseduti, con particolare riguardo ai servizi di linea statali od interferenti;
gli autoservizi gestiti, in sede locale, in relazione allo specifico bacino di traffico d'interesse;
i mezzi organizzativi e commerciali posseduti e il materiale rotabile che l'impresa intende adibire al servizio.
Le opposizioni presentate, devono, a pena di inammissibilità, contenere un'adeguata motivazione, e l'indicazione delle ragioni che sconsigliano l'istituzione del servizio.
Il procedimento si conclude con un provvedimento di concessione motivato, costituito da un atto di concessione ed annesso disciplinare, previa verifica del possesso dei requisiti di onorabilità e capacità finanziaria di cui al D.M. 448/91, e versamento delle tasse di concessione e del contributo di sorveglianza.
In luogo del provvedimento di concessione, qualora si renda necessario appurare la sussistenza di flussi di traffico che realmente giustifichino l'istituzione di un pubblico servizio di linea, può essere emanato un provvedimento di autorizzazione in via sperimentale ai sensi dell'art. 13 della L.R. n° 54/85, di durata almeno annuale, con riserva di decisione dietro presentazione di un dettagliato rendiconto dei costi, dei ricavi e del traffico assolto.
Il possesso dei requisiti di cui al D.M. 448/91 viene verificato all'atto del rilascio del provvedimento di concessione o di autorizzazione, nonché alla scadenza di ciascun quinquennio dalla data di rilascio, con le modalità previste dall'apposita circolare della Direzione Generale MCTC.
2.2. TASSE DI CONCESSIONE E CONTRIBUTI DI SORVEGLIANZA
Vanno versate le tasse di concessione, di rilascio ed annuali, ed i relativi contributi di sorveglianza nelle misure previste dalla tariffa allegata al D.Lgs. 22 giugno 1991, n° 230, numero d'ordine 41, distinte per tipologia di servizio.
2.3. VIGILANZA E SANZIONI
Nel caso di servizio di linea esercitato in assenza di regolare atto di concessione, si accerta la violazione prevista dall'art. 87 comma 6 del Codice della Strada e si applica la sanzione amministrativa da L 587.500 a L 2.350.000, più la sospensione della carta di circolazione da due a otto mesi.
Si accerta altresì la violazione prevista dall'art. 6 comma 1 della L.R. 6 agosto 1993, n° 33 in materia di evasione di tasse di concessione regionali, e si applica la sanzione amministrativa da un minimo del doppio ad un massimo del sestuplo del tributo evaso.
Nel caso di ritardato pagamento, si applica una sovrattassa del 10% se il versamento avviene entro 30 giorni, e del 20% successivamente, comunque prima della contestazione del mancato pagamento.
Le imprese esercenti autolinee possono anche richiedere, per l'esecuzione di servizi all'interno della propria rete, l'autorizzazione ad effettuare corse riservate o servizi di noleggio, qualificati come servizi occasionali
L'impresa presenta annualmente la domanda di autorizzazione, che viene rilasciata dalla Provincia con la stessa validità. Il versamento delle tasse di concessione e dei contributi di sorveglianza può essere fatto periodicamente, e ne va fornito rendiconto dettagliato alla Provincia.
3.2. TASSE DI CONCESSIONE E CONTRIBUTI DI SORVEGLIANZA
Vanno versate le tasse di concessione, di rilascio ed annuali, ed i relativi contributi di sorveglianza nelle misure previste dalla tariffa allegata al D.Lgs. 22 giugno 1991, n° 230, numero d'ordine 41.6.
3.3. VIGILANZA E SANZIONI
Nel caso di impiego di autobus, su percorso appartenente alla rete di esercizio, ma con modalità diverse da quelle consuete, da parte dell'impresa esercente, in assenza dell'autorizzazione per servizio occasionale, si accerta la violazione prevista dall'art. 49 della L.R. n° 54/85 e si applica la sanzione amministrativa da L 500.000 a L 2.500.000.
E' possibile ottenere autorizzazioni per impiegare temporaneamente autobus normalmente adibiti ad uso di terzi - servizio di linea in servizio di noleggio con conducente ("fuori linea"), per servizi massimi della durata di cinque giorni.
L'impresa concessionaria deve essere regolarmente abilitata all'esercizio del servizio di noleggio con conducente con autobus, e deve produrre una domanda allegando il prospetto da cui risulti, per ogni periodo dell'anno, il numero massimo di mezzi che giornalmente può essere distratto dal servizio di linea, cui normalmente è adibito, senza che ne sia pregiudicata la regolarità dell'esercizio, per insufficienza di mezzi in servizio o di scorta: l'impresa comunica anche un elenco dettagliato dei mezzi che intende utilizzare in servizio di noleggio, mantenendolo aggiornato.
La Provincia determina quindi il numero massimo di autorizzazioni giornalmente rilasciabili, comunicando l'elenco degli autobus e i loro aggiornamenti alla Direzione Provinciale MCTC che provvede ad accertare, in sede di revisione annuale, l'idoneità tecnica del singolo mezzo distraibile.
L'impresa presenta la domanda per ogni servizio di noleggio effettuato da un autobus, utilizzando l'apposito modulo: la domanda va presentata in bollo da L 20.000 per le imprese private, e deve essere allegata una ulteriore marca da bollo da L. 20.000 da applicare sull'autorizzazione: deve essere allegata anche l'attestazione dell'avvenuto versamento della tassa di concessione regionale.
Ottenuta l'autorizzazione, che viene rilasciata all'atto stesso della presentazione della domanda se non risultano particolari impedimenti connessi al mantenimento della regolarità del servizio di linea, l'impresa può recarsi alla Direzione Provinciale MCTC per ottenere l'autorizzazione tecnica prevista dall'art. 82 comma 6 del Codice della Strada, secondo le direttive emanate dal Ministero dei Trasporti e della navigazione con proprio decreto e in ottemperanza alle circolari esplicative.
4.2. TASSE DI CONCESSIONE
Vanno versate le tasse di concessione nelle misure previste dalla tariffa allegata al D.Lgs. 22 giugno 1991, n° 230, numero d'ordine 46.
4.3. VIGILANZA E SANZIONI
La vigilanza sui servizi di fuori linea spetta agli organi abilitati all'espletamento dei servizi di polizia stradale e ai funzionari regionali e provinciali addetti alla vigilanza sulla regolarità dell'esercizio delle linee da cui gli autobus vengono temporaneamente distratti.
Nel caso di impiego di autobus di linea in servizio di noleggio con conducente con l'autorizzazione provinciale ma senza l'autorizzazione tecnica della Direzione Provinciale MCTC, si accerta la violazione dell'art. 85 comma 4 del Codice della Strada, che comporta una sanzione amministrativa da L 587.500 a L 2.350.000 e la sospensione della carta di circolazione per un periodo da due a otto mesi.
Nel caso di impiego di autobus privo anche dell'autorizzazione provinciale, si accerta altresì la violazione prevista dall'art. 6 comma 1 della L.R. 6 agosto 1993, n° 33 in materia di evasione di tasse di concessione regionali, e si applica la sanzione amministrativa da un minimo del doppio ad un massimo del sestuplo del tributo evaso.
Nel caso di impiego non autorizzato di autobus acquistato con contributo regionale in conto capitale, si accerta una ulteriore violazione dell'art. 49 comma 1 della L.R. n° 54/85 - impiego di autobus sovvenzionato ad uso diverso dal servizio pubblico di linea senza le prescritte autorizzazioni - che comporta una sanzione amministrativa da L 500.000 a L 2.500.000.
La Regione Veneto, con legge n° 46/94, e successivi chiarimenti emanati con apposita circolare, ha regolamentato l'esercizio dei servizi regolari di trasporto con autobus realizzati in seguito alla stipulazione di apposito contratto di trasporto tra un vettore ed un organizzatore del servizio stesso, che assume a suo carico il costo del trasporto.
Tali servizi, chiamati atipici benché di fatto costituiscano una categoria ormai tipica del trasporto collettivo, sono essenzialmente destinati a:
clienti di discoteche, super o ipermercati, etc.;
dipendenti di imprese, per gli spostamenti casa-lavoro o interni tra sedi;
studenti di scuole pubbliche o private (scuolabus);
portatori di handicap per l'accesso a strutture riabilitative od ospedaliere.
In particolare, la progressiva terziarizzazione dei servizi di scuolabus e trasporto disabili in precedenza esercitati da Comuni ed ULSS con personale e mezzi propri ha richiesto una migliore regolamentazione della possibilità di immettere in servizio gli autobus necessari, classificati mezzi adibiti ad uso di terzi - noleggio con conducente, ma esentati dal rigido contingentamento delle autorizzazioni comunali al singolo mezzo, per il rilascio della carta di circolazione.
Si vedano in proposito anche le circolari emanate dall'Ufficio Trasporti della Provincia di Venezia.
5.1. AUTOBUS UTILIZZABILI
Il servizio atipico è sostanzialmente assimilato ad un servizio di noleggio continuativo, e pertanto possono esservi impiegati autobus già adibiti a servizi di noleggio (con l'eventuale nullaosta del comune, se il servizio si svolge anche parzialmente al di fuori del proprio territorio) o di linea (con la necessaria autorizzazione dell'Ente concedente il servizio di linea a distrarre il mezzo e ad adibirlo al servizio di noleggio).
A tal fine, per l'esercizio di servizi di scuolabus e di trasporto disabili, i Comuni interessati da tali servizi possono rilasciare apposite autorizzazioni al servizio di noleggio da rimessa con autobus, a richiesta ed in deroga al contingentamento comunale, purché i mezzi in questione siano rispettivamente:
classificati dalla MCTC come scuolabus e siano di colore giallo;
attrezzati permanentemente con sistemi di ritenuta idonei al trasporto promiscuo di persone normodotate e di disabili non deambulanti.
5.2. ENTE COMPETENTE
L'autorizzazione viene rilasciata dal Comune, se il servizio si svolge interamente all'interno del proprio territorio, e dalla Provincia negli altri casi. In caso di servizi interprovinciali, previo accordo tra i rispettivi uffici, fa fede la sede di destinazione del servizio. In caso di servizi interregionali, si procede nel rispetto delle norme applicate dall'altra Regione.
La verifica dei requisiti di cui al D.M. 448/91 viene possibilmente svolta sulla base del possesso di altra concessione o autorizzazione che consente l'utilizzo di autobus già immatricolato, il cui possesso costituisce presupposto per l'impiego nel servizio da autorizzare.
Nel caso di imprese che accedono per la prima volta al mercato (possibilità concessa solo per servizi atipici per trasporto di studenti o disabili):
l'Ente che rilascia l'autorizzazione al servizio atipico provvede alla verifica dei requisiti dell'onorabilità e della capacità professionale;
l'Ente che rilascia l'autorizzazione per l'esercizio del servizio di noleggio con autobus appositamente adattato (in deroga al contingentamento comunale) provvede alla verifica del possesso della capacità finanziaria in relazione al numero di autobus da immatricolare.
L'impresa interessata deve presentare domanda in bollo alla Provincia di Venezia, o al Comune inviandola per conoscenza alla Provincia di Venezia, utilizzando l'apposito modulo e allegando tutta la documentazione necessaria.
In caso di prima autorizzazione, una volta accertata la possibilità di rilascio, si devono versare alla Regione Veneto le tasse di concessione ed il contributo di sorveglianza nelle misure previste per le concessioni di autolinee, e trasmettere l'attestazione all'Ente che deve rilasciare l'atto.
5.4. AUTORIZZAZIONE
L'autorizzazione viene rilasciata dopo il controllo della regolarità delle dichiarazioni e della documentazione prodotta, e della non interferenza del servizio da istituirsi con preesistenti collegamenti regolari di linea.
L'autorizzazione ha durata eguale a quella del contratto che istituisce il servizio, e può presentare particolari prescrizioni di esercizio in relazione alla natura ed alle modalità dello stesso.
Qualora l'autorizzazione abbia validità pluriennale, all'atto della proroga, tacita o meno, o del rinnovo, devono essere versate alla regione Veneto le tasse di concessione ed il contributo di sorveglianzae l'attestazione deve essere trasmessa all'Ente che ha rilasciato l'atto.
In caso di cessazione anticipata della validità del contratto, l'autorizzazione va restituita all'Ente competente.
Copia dell'autorizzazione va conservata a bordo dei mezzi utilizzati, unitamente all'eventuale nullaosta per l'impiego del mezzo.
5.5. TASSE DI CONCESSIONE E CONTRIBUTI DI SORVEGLIANZA
5.6. VIGILANZA E SANZIONI
La vigilanza sui servizi atipici spetta ai Comuni e alle Province, ai primi compete inoltre l'irrogazione delle eventuali sanzioni amministrative.
Nel caso di servizio atipico esercitato in assenza di regolare atto autorizzativo, si accerta la violazione prevista dall'art. 6 della L.R. n° 46/94 e si applica la sanzione amministrativa da L 1.000.000 a L 3.000.000.
Nel caso di omesso pagamento delle tasse di concessione, si accerta la violazione prevista dall'art. 6 comma 1 della L.R. 6 agosto 1993, n° 33 in materia di evasione di tasse di concessione regionali, e si applica la sanzione amministrativa da un minimo del doppio ad un massimo del sestuplo del tributo evaso.
La normativa prevede la delega alla Provincia relativa a tutte le attività di concessione per linee di navigazione interna, lagunare e fluviale, anche se svolte all'interno di un solo comune.
L'attività della Provincia di Venezia riguarda attualmente le linee di navigazione della città di Venezia e della sua Laguna, ivi compreso il collegamento intercomunale tra Venezia e Chioggia, gestite direttamente dal Comune di Venezia a mezzo del Consorzio ACTV costituito come Azienda Speciale, e linee di navigazione lagunare e fluviale esercite dalle imprese private Coop. S. Marco e ACI Servizi.
certificazione della produzione in ore di moto a fini contributivi presso la Regione Veneto;
flotta impiegata nei servizi concessi (immissione e distrazione);
Va detto che il regime amministrativo delle acque provinciali è assai complesso, in particolare nelle acque lagunari di Venezia si intrecciano competenze proprie o delegate di molti enti od organismi, che ai fini della navigazione le assimilano parte alle acque marittime, nelle quali vige peraltro la libertà di cabotaggio per il traffico passeggeri e merci (cosiddetta "libertà dei mari") e parte alle acque interne, nelle quali vige invece il regime di concessione vero e proprio, previsto dal codice della navigazione e dal regolamento per la navigazione interna: si veda in proposito l'art. 1269 del Codice della Navigazione e l'art. 515 del Regolamento per la Navigazione Marittima, come integrato dalla L. 5 marzo 1963, n° 366.
Per di più, i servizi pubblici di navigazione comunale e provinciale di Venezia sono regolati da una disciplina speciale, art. 1270 del Codice della Navigazione, che li assimila in parte ai servizi di navigazione interna e in parte ai servizi di navigazione marittima: la parte amministrativa fa riferimento alla navigazione interna ( art. 225 del Codice della Navigazione, art. 99 e 128 del Regolamento per la Navigazione Interna ), la parte tecnica fa riferimento alla navigazione marittima (artt. 519 e 523 del Regolamento per la Navigazione Marittima).
Le navi da adibire ai servizi di linea lagunari sono iscritte nei registri dell'Autorità Marittima, come pure il personale addetto proviene dalle relative matricole, benché impiegati in servizi di navigazione interna a tutti gli effetti: data l'unicità del caso veneziano, lo Stato non ha evidentemente ritenuto di disciplinare in modo più preciso tutte le funzioni ed attività invece dettagliatamente previste per il trasporto terrestre di linea, con il risultato di una limitata capacità di programmazione, intervento e controllo da parte dei singoli enti competenti, e quindi anche della Provincia, soprattutto nei riguardi dei servizi eserciti in assenza dei titoli amministrativi altrimenti prescritti in navigazione interna vera e propria.
I servizi lungo le aste fluviali (Naviglio Brenta, Litoranea Veneta e diramazioni) sono invece totalmente sottoposti a regime di navigazione interna, benché la Litoranea Veneta sia classificata di navigazione promiscua, quindi accessibile a navi sia in regime di navigazione interna che di navigazione marittima.
6.1.1. INIZIATIVA DELLA PROVINCIA
6.1.2. INIZIATIVA DEL RICHIEDENTE
servizi gestiti dall'impresa con particolare riguardo a quelli interessanti il bacino di utenza della linea di navigazione richiesta;
mezzi organizzativi e commerciali posseduti;
progetti relativi agli impianti a terra (approdi);
piani e disegni delle navi e dei galleggianti che si intende adibire al servizio;
preventivo di spesa e piano finanziario, comprendente le tariffe che, sulla base dei costi dimostrativi e dei presunti ricavi, l'impresa intende applicare.
idonea documentazione del possesso dei requisiti professionali;
cartina geografica nella quale siano individuati, con colorazioni diverse, il percorso richiesto e il percorso delle eventuali linee di navigazione finitime;
Sulle domande di concessione di linee di navigazione presentate, l'Ufficio svolge un'immediata istruttoria preliminare volta a verificare:
la concorrenza con i preesistenti servizi di linea;
Alla conferenza sono invitate, con un anticipo di almeno dieci giorni, tutte le imprese ritenute interessate, la Regione Veneto con il Dipartimento per la Viabilità ed i Trasporti, l'Ufficio del Genio Civile Regionale e l'Ispettorato di Porto di Venezia, l'Ufficio Provinciale della MCTC e le amministrazioni locali competenti per territorio, oltre al Magistrato alle Acque, all'Autorità Marittima, all'Autorità Portuale ed al Genio Civile Opere Marittime, competenti per territorio, in caso di linee lagunari,.
Nel corso della conferenza di servizi viene illustrata la domanda da parte dell'Ufficio, con particolare riferimento alla pubblica utilità dell'istituendo servizio, alla rispondenza delle modalità di esercizio del servizio al pubblico interesse rilevato in zona, alla possibilità di coordinamento di esso con i servizi, anche automobilistici, gestiti nel bacino di interesse, fornendo un quadro il più possibile completo ed esaustivo di tutti i servizi, su acqua e su gomma, presenti nel bacino di interesse.
la denominazione dell'azienda o dell'impresa proponente, la sede, il codice fiscale e/o la partita IVA, l'iscrizione al Registro delle Imprese, nonché le generalità del titolare o del legale rappresentante;
i titoli preferenziali eventualmente posseduti, con particolare riguardo ai servizi di navigazione interferenti;
i servizi di navigazione gestiti, in sede locale, in relazione allo specifico bacino di traffico d'interesse;
i mezzi organizzativi e commerciali posseduti e la flotta che l'impresa intende adibire al servizio.
Il procedimento si conclude con un provvedimento di concessione motivato, costituito da un atto di concessione ed annesso disciplinare, previo versamento delle tasse di concessione e del contributo di sorveglianza.
6.2. TASSE DI CONCESSIONE E CONTRIBUTI DI SORVEGLIANZA
Sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto n° 13 del 06/02/1998, è stata pubblicata la legge regionale n° 3 del 03/02/1998, la quale prevede, all'art. 15, che a decorrere dal 01/01/1998, non siano più applicabili le tasse sulle concessioni regionali di cui al numero d'ordine 42 della tariffa allegata al Decreto Legislativo n° 230 del 22/06/1991.
Ne consegue che vengono abolite le tasse di concessione ed i contributi di sorveglianza "per l'esercizio di servizi pubblici di linee di navigazione interna per trasporto di persone o di cose ai sensi dell'art. 225, comma 1 del codice di navigazione".
Tali tasse venivano versate alla Regione Veneto, e non alla Provincia di Venezia.
Nel caso, si siano versate, senza alcuna necessità, somme a tale proposito, al fine di conoscere le modalità per un eventuale rimborso, ci si dovrà rivolgere alla Regione stessa.
6.3. VIGILANZA E SANZIONI
Nel caso di servizio di linea esercitato in assenza di regolare atto di concessione, si accerta la violazione prevista dall'art. 1187 comma 1 del Codice della Navigazione e si applica la sanzione amministrativa da L 200.000 a L 1.000.000.
Va osservato inoltre che eventuali violazioni in ordine alla sicurezza della navigazione sono sanzionate penalmente ai sensi dell'art. 1231 del Codice della Navigazione.
7. LE IMPRESE DI TRASPORTO
7.1. BACINO DI VENEZIA
COOP. S. MARCO MOTOSCAFI
7.2. BACINO DEL VENETO ORIENTALE