Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2019/07/non-necessario-esibire-autorizzazione-indagini-finanziarie.html
Timestamp: 2019-10-24 05:13:21+00:00
Document Index: 107389210

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 3', 'art. 7']

Le autorizzazione alle indagini finanziarie non richiedono di essere allegate, motivate o esibite.
Vediamo perché, attraverso il parere più volte espresso dalla Cassazione.
Cassazione, ordinanza 7747/2019:
non serve l’esibizione dell’autorizzazione alle indagini finanziarie
Con l’ordinanza n.7747 del 20 marzo 2019 la Corte di Cassazione ha reiterato l’insegnamento secondo cui:
“In tema di accertamento dell’IVA, l’autorizzazione prescritta dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 51, comma 2, n. 7 (nel testo, applicabile “ratione temporis”, risultante dalle modifiche introdotte dalla L. 30 dicembre 1991, n. 413, art. 18, comma 2, lett. c) e d)) ai fini dell’espletamento delle indagini bancarie risponde a finalità di mero controllo delle dichiarazioni e dei versamenti d’imposta e non richiede alcuna motivazione; pertanto, la mancata esibizione della stessa all’interessato non comporta l’illegittimità dell’avviso di accertamento fondato sulle risultanze delle movimentazioni bancarie acquisite dall’Ufficio o dalla Guardia di Finanza, potendo l’illegittimità essere dichiarata soltanto nel caso in cui dette movimentazioni siano state acquisite in materiale mancanza dell’autorizzazione, e sempre che tale mancanza abbia prodotto un concreto pregiudizio per il contribuente.” (Cass., Sez. 5, Sentenza n. 16874 del 21/07/2009 – Rv. 609290 – 01).
Autorizzazioni alle indagini finanziarie: alcune note e riferimenti
La sentenza che si annota investe, di fatto, la questione legata alla motivazione (si veda nota 1).
Sul punto specifico appare particolarmente interessante l’ordinanza n. 19961 del 6 ottobre 2015, dove la Corte di Cassazione ha declinato sostanzialmente tre principi: l’autorizzazione alle indagini finanziarie non va allegata, né esibita, né motivata (si veda nota 2).
I 3 principi individuati dalla Cassazione (ordinanza n. 19961/2015)
1) Autorizzazione alle indagini finanziarie non allegata
Come già riportato sopra:
“In tema di accertamento dell’IVA, l’autorizzazione prescritta dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 51, comma 2, n. 7 […] ai fini dell’espletamento delle indagini bancarie risponde a finalità di mero controllo delle dichiarazioni e dei versamenti d’imposta e non richiede alcuna motivazione; pertanto, la mancata esibizione della stessa all’interessato non comporta l’illegittimità dell’avviso di accertamento fondato sulle risultanze delle movimentazioni bancarie acquisite dall’Ufficio o dalla Guardia di Finanza, potendo l’illegittimità essere dichiarata soltanto nel caso in cui dette movimentazioni siano state acquisite in materiale mancanza dell’autorizzazione, e sempre che tale mancanza abbia prodotto un concreto pregiudizio per il contribuente“.
(Cass. n. 16874/2009)
2) Autorizzazione alle indagini finanziarie non motivata
“L’autorizzazione necessaria agli Uffici per l’espletamento di indagini bancarie non deve essere corredata dall’indicazione dei motivi, non solo perché in relazione ad essa la legge non dispone alcun obbligo di motivazione, a differenza di quanto invece stabilito per gli accessi e le perquisizioni domiciliari, ma anche perché la medesima, nonostante il “nomen iuris” adottato, esplicando una funzione organizzativa, incidente esclusivamente nei rapporti tra uffici e avendo natura di atto meramente preparatorio, inserito nella fase di iniziativa del procedimento amministrativo di accertamento, non è nemmeno qualificabile come provvedimento o atto impositivo; tipologie di atti per le quali, rispettivamente, la L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 3, comma 1 e la L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 7, prevedono l’obbligo di motivazione”.
(Cass. n. 14026/2012; Cass. 5849/12)
3) Autorizzazione alle indagini finanziarie non esibita
“Affinché l’erario possa utilizzare il risultato di accertamenti bancari effettuati nei confronti del contribuente è necessario che tali accertamenti siano stati debitamente autorizzati, ma non anche che il provvedimento di autorizzazione (la cui illegittimità può essere fatta valere dinanzi al giudice tributario soltanto…