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Timestamp: 2020-08-04 16:56:57+00:00
Document Index: 55969332

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 277', 'art. 111', 'art. 360', 'art. 56', 'art. 360', 'art. 2', 'art. 360', 'art. 2697', 'art. 56', 'art. 15', 'art. 360', 'art. 366', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 184', 'sentenza ', 'art. 180', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 184', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 112']

Sentenza Cassazione Civile n. 25092 del 24/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25092 del 24/10/2017
Cassazione civile, sez. III, 24/10/2017, (ud. 25/01/2017, dep.24/10/2017), n. 25092
sul ricorso 30255-2014 proposto da:
CIM CALCE IDRATATE MARCELLINA SRL IN CONCORDATO PREVENTIVO, in
persona del legale rappresentante p.t. sig. B.F.,
CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato ARNALDO
GIOCONDI giusta procura in calce al ricorso;
DILOG SRL, in persona del liquidatore, legale rappresentante p.t.
dott. P.P., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA OSLAVIA,
40, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE ALLEGRA, che la
avverso la sentenza n. 605/2014 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
25/01/2017 dal Consigliere Dott. LUIGI ALESSANDRO SCARANO;
udito l’Avvocato ARNALDO GIOCONDI;
udito l’Avvocato GIUSEPPE ALLEGRA.
Con sentenza del 23/10/2014 la Corte d’Appello di Perugia – su giudizi riuniti e per quanto ancora d’interesse in questa sede -, rigettato quello proposto dalla società CIM – Calce Idrante Marcellina – s.p.a., in parziale accoglimento del gravame interposto in via incidentale dalla società Dilog s.p.a. e in conseguente parziale riforma della pronunzia Trib. Terni n. 23/2011, ha ridotto l’ammontare liquidato dal giudice di prime cure in applicazione delle tariffe a forcella ex L. n. 298 del 1974 a carico di quest’ultima a favore della prima per effettuati trasporti di cose.
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito la società CIM – Calce Idrante Marcellina – s.r.l. (già CIM – Calce Idrante Marcellina -s.p.a.) propone ora ricorso per cassazione, affidato a 4 motivi.
Resiste con controricorso la società DILOG s.p.a. in liquidazione.
Con il 1 motivo la ricorrente denunzia “violazione dell’art. 277 c.p.c., artt. 1175,1373 e 1181 c.c., art. 111 Cost.”, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 2.
Con il 2 motivo denunzia violazione della L. n. 298 del 1974, art. 56,D.P.R. n. 56 del 1978, artt. 16 e 17 in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 2.
Con il 3 motivo denunzia violazione degli artt. 2934 e 2951 c.c., D.L. n. 82 del 1993, art. 2 conv. in L. n. 162 del 1993, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 2.
Con il 4 motivo denunzia violazione degli artt. dell’art. 2697 c.c., artt. 61,62 e 183 c.p.c., L. n. 298 del 1974, art. 56,D.P.R. n. 56 del 1978, artt. 16, 17 e 18, D.M. Trasporti 18 novembre 1982, art. 15 in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 2.
Va anzitutto osservato esso risulta formulato in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, atteso che la ricorrente fa riferimento ad atti e documenti del giudizio di merito (in particolare, alla “trattativa commerciale per la cessione del ramo d’azienda trasporti… con contestuale contratto di servizi con esclusiva”, alla “documentazione relativa alla propria attività, ivi comprese le tariffe che quella, sino ad allora, aveva pagato per i trasporti commissionati a terzi… (doc. 1 – 2 3 e 4 note ex art. 184 c.p.c.)”, alla “lettera dell’8/1/2002… (doc. n. 6 note art. 184 c.p.c.)”, all'”offerta per rilevare il Vs. ramo d’azienda trasporti più dettagliata contenente anche il progetto di acquisizione… (doc. n. 8 note art. 184 c.p.c.)”, alla “lettera del 6/2/2002… (doc. n. 9)”, alla risposta della Dilog spa” del “17/2/2002 (doc. n. 10)”, al “preliminare di cessione di ramo d’azienda… (doc. n. 11 note istruttorie)”, all'”ultima lettera del 17/2/2002″, alle “allegate… tariffe… per tutti i futuri trasporti (allegato C pag. 1 e 2 al preliminare – doc. n. 11)”, al “”contratto di servizi con esclusiva” della durata di 7 anni (doc. n. 12 note art. 184 c.p.c.)”, alle contestate “reciproche inadempienze”, al “giudizio iscritto al n. 2150705 avente per oggetto la risoluzione del contratto per fatto e colpa della CIM spa ed il conseguente risarcimento danni”, alla “domanda riconvenzionale” della CIM, ad “alcune fatture dei trasporti asseritamente non pagate”, al “giudizio iscritto al n. 2712/05 per il pagamento dell’indennità d’incasso delle fatture”, alla “sentenza n. 252/08”, agli atti di appello, al “ricorso depositato il 10/6/2005, iscritto al n. 1654/2005″, all'”atto di citazione notificato il 19/7/2005”, alla “postume lettere di vettura”, al verbale della “prima udienza del 23/2/2006 (r.g. 2591/2006)”, alle “note ex art. 180”, alla “certificazione della Provincia di Terni nella quale si attestava che mai la Dilog spa aveva depositato alcuna lettera di vettura e missiva della stessa Dilog spa nella quale si elencavano i terzisti ai quali era abituata a far ricorso”, alla “sentenza n. 23/2011 del 26/11/2010, pubblicata il 13/1/2011”, all’atto di “appello avverso la sentenza n. 23/2011″, alla disposta CTU, all'”impugnazione del decreto di archiviazione”, al “D.I. n. 586 del 2004 per il pagamento di fatture asseritamente non pagate”, al “ricorso per d.i. (doc. n. 21 all. note art. 184 c.p.c.)”, alle prodotte “lettere di vettura”) limitandosi a meramente richiamarli, senza invero debitamente (per la parte strettamente d’interesse in questa sede) riprodurli nel ricorso ovvero, laddove riprodotti, senza fornire puntuali indicazioni necessarie ai fini della relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta presso la Corte di Cassazione, al fine di renderne possibile l’esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche) dell’esatta collocazione nel fascicolo d’ufficio o in quello di parte, e se essi siano stati rispettivamente acquisiti o prodotti (anche) in sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239, e, da ultimo, Cass., 6/11/2012, n. 19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
Senza sottacersi, da un canto, che i motivi risultano invero tutti formulati in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 2, senza che risulti sollevata alcuna questione concernente la competenza; e, per altro verso, avuto in particolare riferimento al 1 motivo del ricorso, che la ricorrente lamenta essere “di tutta evidenza che la Corte d’Appello di Perugia, non meno che il Tribunale di Terni, non si sia, in alcun modo, pronunciata sull’eccezione di improponibilità delle due domande azionate per ottenere il pagamento delle tariffe a forcella” senza invero nemmeno prospettare (parte quanto più sopra rilevato in ordine all’erroneo riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 2) error in procedendo ex art. 112 c.p.c..
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 9.200,00, di cui Euro 9.000,00 per onorari, oltre a spese generali ed accessori come per legge.