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Timestamp: 2018-02-22 03:16:44+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14', 'arte 2', 'arte 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 53', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 20']

Giovedì 04 Dicembre 2014 11:38
01-01-2015 Le News. - Leggere i giornali non è tutto. Credo che predisporre un servizio come questo, anche se non regolare, possa implementare compiutamente ciò che già vi viene inviato a mezzo e-mail (circolari, monografie, circolari assicurative). Non posso assumermi peraltro la responsabilità di ciò che viene scritto: lo sbaglio e la modifica di legge sono sempre in agguato. Mi auguro comunque che lo troviate utile; buona lettura a tutti.
26-11-2015 - Revisori legali. Contributo 2016. - E' stato confermato l'importo del contributo annuale per l'anno 2016, dovuto dagli iscritti nel Registro dei revisori legali, anche per la sezione speciale degli inattivi, nella misura di euro 26,00, da versare in unica soluzione. Lo ha stabilito il decreto 2 ottobre 2015 del ministero dell'Economia e delle Finanze di concerto con il ministero della Giustizia (in “Gazzetta Ufficiale” n. 273 del 23/11/2015). Dunque, l'entità del contributo è rimasto invariato anche per l'anno 2016. Oltre all'ordinario metodo di pagamento - mediante bollettino postale premarcato, su apposito conto corrente intestato a Consip S.p.A. - il decreto prevede anche la possibilità di utilizzare il pagamento elettronico «PagoPA», dell'Agenzia per l'Italia Digitale – AgID. Il contributo deve essere versato entro il 31 gennaio 2016. (Fonte AIDC)
29-10-2015 - Beni in uso a soci o familiari, ultimi giorni per la comunicazione alle Entrate. - Scade venerdì 30 ottobre il termine ultimo per presentare all’Agenzia delle Entrate la Comunicazione dei dati dei beni concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore e la Comunicazione dei finanziamenti e capitalizzazioni effettuati dai soci o familiari dell’imprenditore nei confronti dell’impresa.
Si tratta della comunicazione dei dati relativi ai beni dell’impresa utilizzati, nel corso del 2014, da soci o familiari dell’imprenditore e ai finanziamenti erogati dai soci o familiari a favore dall’impresa nello stesso anno (se l'ammontare complessivo dei versamenti è pari o superiore a 3.600 euro). L’obbligo vale anche se il bene è stato concesso in godimento in anni precedenti, ma è stato utilizzato anche nel corso del 2014. Scadenza fissata al 30° giorno successivo al modello UNICO. Il termine di scadenza è stato definito dal Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 16 aprile 2014. La scadenza è stata fissata al 30° giorno successivo al termine di presentazione del modello UNICO del periodo d’imposta in cui i beni sono stati concessi o permangono in godimento, oppure in cui i finanziamenti/capitalizzazioni sono stati ricevuti. Ne deriva che per la comunicazione relativa al periodo d'imposta 2014, il termine di scadenza è il 30 ottobre 2015. Modalità di presentazione della comunicazione. La comunicazione deve essere effettuata online, tramite Entratel o Fisconline, utilizzando il modello disponibile sul sito internet dell’Agenzia. Per coloro che non sono abilitati ai servizi telematici delle Entrate è possibile rivolgersi agli intermediari. Sempre sul sito web della Entrate sono a disposizione le Faq sull'argomento. (Fonte AIDC)
29-09-2015 - Redditometro - Approvate le nuove linee guida per gli anni 2010 e successivi. Nel 2015, l’Agenzia delle Entrate invierà a 25.000 contribuenti le lettere riguardanti l’accertamento redditometrico effettuato nei loro confronti. Spiccano i liberi professionisti, tra cui medici e avvocati. A seguito della pubblicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate dellacircolare n. 6/E di marzo 2014, il nuovo redditometro è entrato nel vivo. Con l’inizio dell’anno 2015 l’Agenzia inizierà ad inviare a 25.000 contribuenti le prime lettere di invito al contraddittorio, relative all’accertamento dell’anno di imposta 2010. Il nuovo redditometro, introdotto dalD.L. n. 78/2010, ha una logica di applicazione totalmente diversa rispetto al precedente. Il nuovo accertamento sintetico, ai sensi dell’articolo 38 del DPR n. 600/73, non si basa più su elementi indice di capacità contributiva, che attraverso particolari coefficienti convertivano in reddito non dichiarato il semplicepossesso di beni e servizi. Adesso, invece, l’Agenzia è chiamata a ricostruire il reddito del contribuente esclusivamente sulla base delle spese effettivamente sostenute. Per questo motivo vengono presi in considerazione i seguenti elementi: – Spese di ammontare certo, oggettivamente riscontrabile, conosciute dal contribuente e dal Fisco; – spese determinate dall’applicazione di elementi presenti nell’anagrafe tributaria, riferibili a beni a disposizione del contribuente (spese di manutenzione auto basate sulla sua cilindrata, ecc); – Spese per beni e servizi di uso corrente, di ammontare pari alla spesa risultante dall’indagine annuale dell’Istat in relazione a campioni significativi di famiglie, differenziate per composizione a area geografica; – quota di investimenti sostenuta nell’anno per l’acquisto di beni e servizi durevoli; – quota di risparmio formatasi nell’anno. Naturalmente questi elementi non hanno lo stesso peso nella ricostruzione sintetica del reddito dei contribuenti: vi sono alcuni elementi, come le spese certe, investimenti e risparmio che rappresentano dei dati oggettivi, non attaccabili dal contribuente in sede di contraddittorio per la quantificazione degli importi. Le spese per elementi certi, invece, collegano un elemento certo, come il possesso di un bene, ad una spesa annua incerta, determinata attraverso il ricorso a dati statistici. Infine, vi sono le spese Istat, che sono incerte sia nell’ammontare, sia nell’esistenza, in quanto non è certo che il contribuente le abbia effettivamente sostenute. Per questo motivo l’Agenzia delle Entrate ha precisato che nella selezione dei 25.000 contribuenti annui da sottoporre a controllo, le spese in questione non vengono prese in considerazione. Rispetto al vecchio redditometro possiamo, possiamo evidenziare i seguenti elementi di novità. Lo scostamento tra reddito dichiarato e quello accertato, deve essere almeno pari al 20% (e non più il 25%); Lo scostamento riguarderà una singola annualità, e non più due; L’incremento patrimoniale si realizza interamente nell’anno in cui la spesa è stata sostenuta e non più negli ultimi 5; L’eventuale incremento del risparmio non concorre alla determinazione del reddito sintetico; Viene introdotta una procedura di garanzia per il contribuente attraverso un doppio contraddittorio obbligatorio con l’Ufficio accertatore, al fine di raggiungere, possibilmente un accertamento con adesione. Inutile dire che si tratta della solita follia italiana. Chi finisce nel tritacarne viene ... triturato.
30-08-2015 - Bonus ristrutturazione, la fruizione richiede il codice fiscale del piccolo condominio - Con la risoluzione 74 del 27 agosto 2015, l'agenzia delle Entrate risponde ad un interpello sugli adempimenti necessari per fruire della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio abitativo sulle parti comuni di un edificio composto da tre appartamenti distintamente accatastati e di proprietà esclusiva, un piccolo condominio. L’agevolazione è subordinata alla circostanza che sia il condominio l’intestatario delle fatture e l’esecutore, tramite l’amministratore o uno dei condòmini, degli adempimenti richiesti dalla normativa. Pertanto, per la fruizione degli incentivi per i lavori sulle parti comuni è necessario il codice fiscale del condominio, che, nel caso, non è stato chiesto. Tuttavia, l'agenzia delle Entrate trova il rimedio. Visto che:
- gli interventi edilizi sono stati effettuati dopo avere richiesto le autorizzazioni previste al competente ufficio comunale; - i pagamenti relativi agli interventi, effettuati pro quota da ciascuno dei proprietari, sono stati eseguiti mediante l’apposita procedura di bonifico bancario prevista per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione edilizia fiscalmente agevolati (il bonifico “parlante”permette all’istituto bancario o a Poste di operare la prescritta ritenuta dell’8% sulle somme accreditate); - si potrà richiedere l'attribuzione del codice fiscale al condominio, entro il termine della presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui sono state sostenute le spese (nel caso il 2014). Adempimenti. Nella risoluzione le mosse per il perfezionamento della procedura.
Entro il termine della presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2014, in cui sono state sostenute le spese, è necessario: - presentare a un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate la domanda di attribuzione del codice fiscale al condominio, tramite modello AA5/6 - versare mediante F24 (codice tributo 8912), a nome del condominio, con indicazione del cf attribuito, la sanzione minima di 103,29 euro, per omessa richiesta del codice fiscale; - inviare una comunicazione in carta libera all’ufficio delle Entrate competente in relazione all’ubicazione del condominio.
Quanto alla comunicazione unica per tutti i condòmini, devono essere specificati, distintamente per ciascuno di essi: le generalità e il codice fiscale; i dati catastali delle rispettive unità immobiliari; i dati dei bonifici dei pagamenti effettuati per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio; la richiesta di considerare il condominio quale soggetto che ha effettuato gli interventi; le fatture emesse dalle ditte nei confronti dei singoli condòmini, da intendersi riferite al condominio. Il proprietario che ha già presentato il 730/2015 può avvalersi del modello 730 integrativo da presentare entro il 26 ottobre 2015. Non essendo necessario, trattandosi di un piccolo condominio, nominare un amministratore e compilare l’apposito quadro AC del modello Unico Pf, in cui è prevista l’indicazione, tra l’altro, dei dati catastali degli immobili condominiali: andranno specificati nella comunicazione unica per tutti i condòmini.(Fonte AIDC)
29-08-2015 - Evasione contributiva se non si presentano all’INPS le denunce mensili - La Corte di Cassazione, con sentenza n. 17119 del 25 agosto 2015, ha confermato che la mancata presentazione delle denunce mensili all’INPS configura evasione contributiva. D’altra parte, il principio affermato in termini generali dalla giurisprudenza della stessa Corte è che l’omessa o infedele denuncia mensile, all'Istituto previdenziale, dei rapporti di lavoro e delle retribuzioni erogate integri di per sé l’evasione contributiva e non la meno grave omissione contributiva. L’omessa o infedele denuncia porta, infatti, a presumere l’esistenza della volontà datoriale di occultare i dati al fine di non versare i contributi e/o i premi dovuti, per cui grava sul datore inadempiente l'onere di provare la mancanza dell'intento fraudolento e, quindi, la sua buona fede, onere che non può tuttavia reputarsi assolto in ragione dell’avvenuta corretta annotazione dei dati, omessi o infedelmente riportati nelle denunce, sui libri di cui è obbligatoria la tenuta (Cass. 25.06.12 n. 10509 e 27.12.11 n. 28966). Quanto sopra a maggior ragione nel caso di specie in cui risultava che la presentazione dei modelli DM10 era stata omessa per periodi particolarmente lunghi (superiori ai tre anni) e che erano di conseguenza state omesse le denunce riepilogative annuali mod. 770. Il comportamento del datore obbligato è stato, quindi, correttamente ricondotto dall’INPS alla fattispecie più grave dell’evasione, in quanto nella sostanza il credito relativo ai vari periodi di contabilizzazione è rimasto ignoto all’Istituto e sottratto ad ogni verifica. (Fonte AIDC)
27-08-2015 - Modello Intra 12, online la nuova versione semplificata per ENC e agricoltori minimi - Il modello Intra 12, utilizzato per la dichiarazione mensile degli acquisti intracomunitari degli enti non commerciali e dei produttori agricoli esonerati, ha subito alcune modifiche al contenuto e alla sua struttura, che si sono rese necessarie per tenere il passo con i più recenti interventi legislativi. La nuova versione del modello, che in effetti ha subito solo ritocchi marginali, mentre un intervento più consistente si è registrato per quanto riguarda le sue istruzioni, è online sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Esso entrerà in vigore ufficialmente dal 1° ottobre 2015, in sostituzione del modello attualmente in uso, approvato con provvedimento del 16 aprile 2010. La versione restaurata del modello Intra 12, con le relative istruzioni e specifiche tecniche, è stata approvata con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate n. 2015/110450 del 25 agosto 2015. Si tratta di un modello semplificato in cui non compare più l'indicazione dell’ufficio competente e della residenza del dichiarante «estero». Soggetti interessati. Si ricorda che il modello Intra 12 è riservato agli enti non commerciali e agli agricoltori in regime di esonero Iva per segnalare alcune operazioni intracomunitarie ed extraterritoriali per le quali deve essere applicata l’Iva con il metodo del reverse charge, come: gli acquisti intracomunitari di beni e di servizi; i servizi ricevuti da prestatori professionali aventi la residenza in Stati extracomunitari e acquisti di beni effettuati in Italia presso soggetti non residenti. Il modello Intra 12 ha lo scopo di segnalare al Fisco queste operazioni da parte di contribuenti non assoggettati ai normali adempimenti Iva. Presentazione Il modello deve essere presentato entro la fine di ciascun mese, indicando l’ammontare degli acquisti registrati con riferimento al secondo mese precedente. Si può trasmettere unicamente in modalità telematica. I soggetti interessati possono provvedervi direttamente o tramite intermediari abilitati, rispettando le specifiche tecniche allegate allo stesso provvedimento. (Fonte AIDC)
24-08-2015 - Fatturazione elettronica, dal 2016 software ad hoc da parte delle Entrate - Pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 190 del 18 agosto il provvedimento sulla fattura elettronica, il Dlgs n. 127 del 5 agosto 2015. In un'ottica di semplificazione fiscale, il decreto, adottato in base alla legge delega n. 23/2014, pone le basi per l’uso della fatturazione elettronica anche per le transazioni tra privati. L’uso della fattura elettronica è attualmente obbligatorio nei rapporti con la Pubblica amministrazione, mentre tra soggetti passivi d’imposta l’utilizzo di questo canale è facoltativo. Con il nuovo provvedimento si dispone l’utilizzo del canale elettronico non solo per le fatture, ma anche per i corrispettivi. La novità principale prevista dal Dlgs 127/2015 è che dal 1° luglio 2016 l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei contribuenti un servizio gratuito per la “generazione, la trasmissione e la conservazione delle fatture elettroniche”. Analogamente, il ministero dell'Economia si impegna – a partire dal 1° gennaio 2017 – a mettere a disposizione di tutti i soggetti passivi Iva il Sistema di interscambio (Sdi), che ora è usato solo per le fatture in cui è interessata una PA. Lo Sdi si interpone fra la parte che trasmette la fattura e la parte destinata a riceverla con lo scopo di controllare non solo la presenza del codice univoco, che oggi deve essere obbligatoriamente inserito in fattura, ma anche il contenuto del documento stesso. empre dal 1° gennaio 2017, i soggetti non obbligati ad emettere fattura, se non a richiesta del cliente, potranno optare per la “memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica” all’Agenzia delle Entrate, dei corrispettivi giornalieri sia delle cessioni di beni, sia delle prestazioni di servizi. L’opzione avrà effetto a partire dall’inizio dell’anno solare e durerà per un periodo minimo di quattro anni. In caso di mancata revoca, la stessa opzione si estenderà ulteriormente di quinquennio in quinquennio. L’utilizzo di tale sistema elettronico che prevede, appunto, anche la trasmissione elettronica dei dati degli incassi giornalieri, sostituirà ogni registrazione prevista dall’articolo 24 del Dpr 633/72. La trasmissione elettronica dei dati, invece, sarà obbligatoria per chi vende prodotti attraverso i distributori automatici. (Fonte AIDC)
03-08-2015 - Crediti PA, compensazione cartelle esattoriali estesa al 2015 - Le disposizioni previste dal Mef con decreto 24 settembre 2014 (“GU” n. 236 del 10 ottobre 2014) recante “Compensazione, nell’anno 2014, delle cartelle esattoriali in favore di imprese e professionisti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, nei confronti della pubblica amministrazione” si applicano, con le stesse modalità, anche per il 2015, con riferimento alle cartelle notificate entro il 31 dicembre 2014. Lo prevede il nuovo provvedimento ministeriale del 13 luglio 2015, pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 176 del 31 luglio, che fissa le modalità con le quali è possibile effettuare la compensazione delle cartelle esattoriali nei confronti della Pa, anche per l'anno 2015.
Le disposizioni relative all'anno in corso entrano in vigore lo stesso giorno di pubblicazione ufficiale del provvedimento, ossia il 31 luglio 2015. Così, le imprese ed i professionisti, che vantano crediti con la Pubblica amministrazione, potranno compensarli con i debiti iscritti a ruolo: ossia potranno compensare le cartelle esattoriali con i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili per somministrazione, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della Pa e certificati, a condizione che la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato (ai sensi dell'articolo 28-quater del Dpr n. 602/1973). Per l'estinzione del debito a ruolo è necessario verificare la condizione dell’esistenza e della validità della certificazione. (Fonte AIDC)
29-07-2015 - Modello 770/2015, ufficiale la proroga al 21 settembre - A pochi giorni dal termine ultimo per la presentazione del modello 770, previsto per fine luglio 2015, la tanto invocata proroga della scadenza del modello di dichiarazione è arrivata. opo che lo scorso 25 luglio il Vice ministro dell’Economia, Luigi Casero, ha ribadito l’intenzione del Governo di prorogare la data per la presentazione del modello 770 dal 31 luglio al 21 settembre 2015, il 28 luglio 2015, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha firmato il relativo Dpcm che ora attende solo la pubblicazione sulla “Gazzetta Ufficiale”. Lo ha annunciato lo stesso Casero nel corso della riunione al Ministero con la commissione Economia e fiscalità del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro, durante la quale è stato presentato un pacchetto di proposte di semplificazione degli adempimenti. Dunque, ormai non ci sono più dubbi: ci sarà tempo fino al 21 settembre 2015 per la presentazione del modello 770, sia Ordinario che Semplificato. La proroga del modello 770/2015 ha comportato l’automatico slittamento anche per la scadenza delle CU 2015 relative a redditi non dichiarabili tramite il modello 730. Ricordiamo che le richieste di proroga erano divenute pressanti soprattutto da parte di professionisti ed intermediari, che chiedevano più tempo per poter svolgere il proprio lavoro con minore pressione, vista anche la proroga degli studi di settore e degli altri adempimenti. Le reazioni delle categorie professionali. I Consulenti del lavoro – presieduti da Marina Calderone – auspicano che si tratti dell'ultima proroga e che per il futuro il calendario delle scadenze fiscali cambi, puntando su una sua razionalizzazione. La presidente Calderone ha, infatti, tenuto a precisare che “Il nostro scopo è quello di rendere la vita di imprese e professionisti più semplice. Lavoriamo affinché anche tramite le nostre proposte si riesca a centrare questo obiettivo”. Sempre dai Consulenti sono, poi, arrivate proposte di semplificazione degli adempimenti a costo zero per l'Erario che tendono ad attenuare il costo degli adempimenti, ora stimati intorno ai 17 miliardi l’anno. In particolare, la categoria sottolinea l’esigenza di una rivisitazione dei termini di scadenza di denunce periodiche la cui finalità non riguarda calcoli di imposte, ma solo la resa di notizie/informazioni all'Amministrazione finanziaria, al fine di consentire controlli fiscali più mirati come gli accertamenti sintetici. Il tutto per evitare, anche in futuro, nuovi accavallamenti di date.
Soddisfazione è stata espressa anche dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti che per primi si erano battuti per il rinvio, per cui la proroga era di fatto obbligata per evitare l'ingorgo fiscale. Con l'ulteriore precisazione resa da Luigi Mandolesi (delegato alla fiscalità del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili), secondo il quale “la soluzione vera al problema ricorrente della proroga è l’abolizione del 770 semplificato, stante il fatto che l’Agenzia dispone già di tutti i dati che le servono attraverso le Certificazioni uniche”. (Fonte AIDC)
28-07-2015 - Tassa bancomat. -Arriva da Rossella Orlandi, direttrice dell'Agenzia delle Entrate, invece, la precisazione che non ci sarà alcun ripensamento su quella che è stata ribattezzata la “tassa sul bancomat”. Nel decreto sulle sanzioni è, infatti, prevista l'eliminazione di una sanzione impropria (considerata di fatto molto pesante), collegata a prelevamenti nel reddito di impresa non rilevabili in modo chiaro, perché non identificabili i beneficiari del pagamento. Al suo posto, sarà introdotta, però, una sanzione proporzionata, con un elemento significativo di attenzione graduato al differente comportamento e che si applicherà ai soli imprenditori, non essendo la stessa applicabile anche ai professionisti. Pertanto, al posto di una sanzione “rilevante impropria”, vi sarà la nuova sanzione dal 10 al 50% dei prelevamenti non giustificati degli imprenditori: questi infatti “non saranno più considerati come ricavi in sede di rettifica, ma saranno esclusivamente colpiti in misura commisurata al loro ammontare”. L'intervento della Orlandi si è reso necessario per rispondere alla presa di posizione di Rete imprese Italia, che aveva considerata la tassa inserita del Dlgs sanzioni come “assurda e addirittura peggiore della disciplina vigente”. (Fonte AIDC)
24-07-2015 - Regime di vantaggio anche per le nuove attività del 2015. - E' possibile applicare il regime fiscale di vantaggio anche per i soggetti che hanno iniziato una nuova attività di impresa, arte o professione nel 2015, ma prima dell’entrata in vigore della norma del Dl n. 192/2014, convertito con L. n. 11/2015, che ha prorogato il regime. La situazione del regime di favore fa luce sull'applicazione del regime dei minimi, che risulta dall'abbinamento della Legge di Stabilità 2015 e dal D.L. n. 192/2014, l'agenzia delle Entrate con risoluzione n. 67 del 23 luglio 2015. Il documento ricorda che la legge 23 dicembre 2014, n. 190 - Legge di Stabilità 2015 – ha introdotto il regime forfetario che ha sostituito tutti i regimi fiscali di favore in vigore al 31 dicembre 2014 (regime fiscale di vantaggio per le nuove iniziative produttive e lavoratori in mobilità, regime contabile agevolato, regime per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo). Il quadro, però, prevede due eccezioni: l’articolo 1, comma 88, della stessa Legge di Stabilità che permette ai soggetti in attività, che al 31 dicembre 2014 applicavano il regime di vantaggio, la facoltà di continuare ad avvalersene fino al compimento del quinquennio o fino al compimento del trentacinquesimo anno di età; l'articolo 10, comma 12-undecies, Dl n. 192/2014, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, che deroga all'abrogazione posta dalla legge di stabilità e stabilisce la proroga del regime fiscale di vantaggio per i soggetti, che avendone i requisiti, decidono di avvalersene, consentendone la scelta nel 2015. Nuove attività avviate nel 2015. Ma il regime fiscale di vantaggio opera esclusivamente verso i soggetti che intraprendono un’attività di impresa, arte o professione nell’anno 2015. Circa le modalità di applicazione del regime, si fa presente che l'adesione ad esso è una facoltà, pertanto, il contribuente deve evidenziare l'opzione nel modello A/7 di inizio attività ovvero nella dichiarazione dei redditi per il 2015 (Unico 2016), allegando il modello per le opzioni presente nella dichiarazione Iva.
Questo vale anche per coloro che hanno iniziato la nuova attività nel 2015, prima dell’entrata in vigore del citato art. 10, comma 12-undecies, del D.L. 192 del 2014, che entro 30 giorni dalla pubblicazione della presente risoluzione o entro la prima liquidazione Iva successiva se la stessa scade dopo il predetto termine, dovranno apportare le opportune rettifiche dei documenti emessi con addebito dell'imposta. (Fonte AIDC)
08-07-2015 - Proroga modelli 730. - Ufficiale la proroga per Caf e professionisti. E' stato pubblicato, sulla “Gazzetta Ufficiale” del 6 luglio 2015, il Dpcm del 26 giugno 2015 con il differimento al 23 luglio 2015 della scadenza per la trasmissione dei 730 ordinario e precompilato tramite Caf e professionisti abilitati. i ricorda che ad annunciare il decreto era intervenuto il comunicato Stampa Mef n. 137 del 1° luglio 2015. La proroga riguarda solo i Caf e i professionisti che abbiano inviato l'80% dei 730/2015 entro la scadenza ordinaria (7 luglio 2015, ultimo giorno anche per l’invio diretto, senza intermediari, del 730 precompilato). l rinvio interessa: la consegna al contribuente della copia dei modelli 730 elaborati e del relativo prospetto di liquidazione; la comunicazione del risultato contabile e la trasmissione in via telematica all'Agenzia dei modelli 730. (Fonte AIDC)
06-07-2015 - Unico 2015. Scade la proroga per partite Iva, contribuenti minimi e nuovi forfetari. - In base a quanto disposto dal Dpcm del 9 giugno 2015, scade oggi – 6 luglio 2015 – il termine per effettuare i pagamenti delle imposte e dei contributi dovuti sulla base delle dichiarazioni 2015 per i contribuenti che sono rientrati nella proroga. Il Dpcm del 9.6.2015, pubblicato nella “Gazzetta Ufficiale” n. 134 del 12 giugno, ha infatti prorogato al 6 luglio 2015 i termini di versamento delle imposte derivanti da Unico e Irap 2015 per i contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore. Contribuenti in proroga. In virtù di tale provvedimento, dunque, sono rientrati nella proroga le seguenti categorie di soggetti: i titolari di partita Iva che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore, a condizione che abbiano dichiarato ricavi o compensi superiori a 5.164.569,00 euro; i contribuenti minimi e i nuovi forfetari; i contribuenti che dichiarano un reddito imputato “per trasparenza” (socio di Srl trasparente ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del Tuir) e anche il socio di società di persone, di associazione professionale, collaboratore d’impresa familiare e coniuge in azienda coniugale che siano comunque assoggetti agli studi di settore e abbiano raggiunto il limite dei ricavi previsti dalla legge; i soci di Srl non trasparente; i contribuenti che applicano il regime fiscale di vantaggio per imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, previsto dall’articolo 27, comma 1 e 2, del Dl 98/2011. La condizione per fruire della proroga è che i suddetti contribuenti, oltre ad aver rispettato le condizioni descritte, abbiano anche una posizione Iva attiva nel 2014.
Contribuenti non in proroga. Non hanno beneficiato del differimento al 6 luglio: le persone fisiche che non esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo, comprese quelle che partecipano a società o associazioni non trasparenti, ossia coloro che non sono interessati dagli studi di settore; i contribuenti che dichiarano ricavi o compensi superiori a 5.164.569,00 euro; i contribuenti per i quali trovano applicazione i parametri, dato che per l'attività esercitata non sono stati approvati gli studi di settore; gli imprenditori agricoli titolari solo di reddito agrario; gli enti non commerciali senza attività commerciale e gli enti non profit di cui alla legge 398/91. i soggetti Ires con termini ordinari di versamento successivi al 16 giugno 2015 per effetto della data di approvazione del bilancio o del rendiconto di esercizio oppure per una diversa chiusura del periodo d'imposta. Per i soggetti che non hanno beneficiato della proroga ed hanno saltato l'appuntamento fissato a giugno resta valido il termine del 16 luglio 2015 per pagare il saldo 2014 e il primo acconto del 2015, applicando alle imposte dovute la maggiorazione dello 0,4%. Stessa data vale anche per coloro che hanno saltato l'appuntamento di giugno pensando erroneamente di rientrare nella proroga del 6 luglio. Versamenti prorogati. La proroga riguarda tutti i versamenti risultanti dal modello UNICO (anche in forma unificata) e IRAP 2015, il cui termine di versamento “ordinario” era fissato al 16 giugno 2015. Quindi, oltre al saldo 2014 e all’acconto 2015 di IRPEF, IRES e IRAP, risultano differiti anche i versamenti relativi ad addizionali IRPEF; il saldo IVA per i soggetti che presentano la dichiarazione in forma unificata; i contributi previdenziali; l'imposta sostitutiva per il regime nuove iniziative e dei minimi; la cedolare secca sugli affitti e le imposte patrimoniali (Ivie e Ivafe). Per effetto del citato Dpcm, i termini di versamento delle imposte risultano fissati: • a lunedì 6 luglio 2015 (anziché 16.6.2015), senza alcuna maggiorazione; • a giovedì 20 agosto 2015 (anziché 16.7.2015) con la maggiorazione dello 0,40%. (Fonte AIDC)
20-05-2015 - Non spetta al Fisco valutare l'opportunità dei costi rispetto all'oggetto dell'attività. - Con sentenza n. 10319 del 20 maggio 2015, la Corte di cassazione ha respinto il ricorso promosso dall'agenzia delle Entrate contro una sentenza della Ctr della Lombardia con cui era stato confermato l'annullamento di un avviso di accertamento, ai fini Iva, Irpeg e Irap emesso nei confronti di una società. L'avviso in esame, in particolare, aveva negato alla società contribuente la deducibilità di alcuni costi relativi al contratto di somministrazione in atto fra quest'ultima, come società controllata, e la società controllante, in quanto considerati inerenti all'attività della seconda e, quindi, estranei all'attività aziendale ed al contesto della contribuente medesima. Nel confermare la statuizione dei giudici regionali, la Suprema corte ha evidenziato come, pur rientrando nei poteri dell'amministrazione finanziaria la valutazione di congruità dei costi e dei ricavi esposti nel bilancio e nelle dichiarazioni e la rettifica di queste ultime, anche se non ricorrano le irregolarità nella tenuta delle scritture contabili o vizi degli atti giuridici compiuti, un sindacato di tale genere non sembra possa spingersi - come per contro aveva dedotto l'agenzia delle Entrate nel suo atto di impugnazione - sino alla verifica oggettiva circa la necessità o l'opportunità dei costi rispetto all'oggetto dell'attività. Diversamente opinando, infatti, il controllo attingerebbe a valutazioni di strategia commerciale che sono invece riservate all'imprenditore. Nella medesima decisione, la Corte di legittimità ha, altresì, ricordato come, in materia di imposte sui redditi, affinché un costo sostenuto sia fiscalmente deducibile dal reddito d'impresa, non è necessario che esso sia stato sostenuto per ottenere una ben precisa e determinata componente attiva di quel reddito, ma è sufficiente che esso sia correlato in senso ampio all'impresa in quanto tale, sia stato sostenuto, ossia, al fine di svolgere una attività potenzialmente idonea a produrre utili. (Fonte AIDC)
17-05-2015 - 730 precompilato. Verso un rinvio per la scadenza del 7 luglio?. - A causa delle numerose problematiche ancora esistenti nei modelli 730 predisposti dall'agenzia delle Entrate ed inviati ai contribuenti, è stato chiesto, durante l'incontro di ieri tra i vertici degli intermediari e i tecnici dell'agenzia delle Entrate, di prendere in considerazione un rinvio della scadenza del 7 luglio 2015, data in cui i Caf sono tenuti a trasmettere la dichiarazione precompilata. Le criticità riguardano: il mancato conteggio dal parte delle Entrate delle detrazioni da lavoro dipendente e la mancanza da parte del contribuente della certificazione unica, posseduta invece dall'Agenzia, che avviene, ad esempio, quando il contribuente ha avuto dei datori di lavori in fallimento o in liquidazione. (Fonte AIDC)
14-05-2015 - Avviso alla Snc annullato, il giudicato giova anche ai soci. - Il giudicato di annullamento dell'avviso di accertamento notificato alla Snc, fa stato nel processo relativo ai soci, in ragione del carattere oggettivamente pregiudiziale dello stesso, in relazione al quale la mancata partecipazione al giudizio dei soci non è stata di alcun pregiudizio agli stessi. Ossia, l'annullamento dell'avviso giova anche ai soci che non hanno partecipato al giudizio introdotto dalla società. E' quanto ricordato dalla Cassazione nel testo della sentenza n. 8155 del 22 aprile 2015. I giudici di legittimità hanno, in particolare, evidenziato come una soluzione interpretativa come quella evidenziata, assicuri adeguata soddisfazione alla esigenza di unitarietà dell'accertamento degli elementi comuni della fattispecie impositiva e non arrechi alcun pregiudizio al diritto di difesa dell'amministrazione giudiziaria; ed infatti, l'ufficio ha comunque partecipato al giudizio introdotto dal ricorso della società o di un socio e, quindi, non può invocare alcun limite del giudicato nei propri confronti. Nel caso specificamente esaminato, era stata ritenuta infondata, con sentenza del Ctp di Roma, la pretesa fiscale concernente il reddito di partecipazione ai fini Irpef formulata dall'amministrazione finanziaria nei confronti di un socio di Snc, in considerazione dell'accertamento negativo dei medesimi presupposti di fatto e di diritto che avevano portato all'emissione dell'avviso di accertamento notificato alla società di persone. Detta sentenza, peraltro, era passata in giudicato per omessa impugnazione. In considerazione di questa statuizione, la Corte di legittimità ha ritenuto che tutti gli altri litisconsorti necessari ex art. 14 D.Lgs. n. 546/1992, rimasti estranei a tale giudizio, fossero legittimati ad invocare, nelle distinte controversie in cui rivestivano la posizione di parti processuali, la “vis expansiva” del predetto accertamento irrevocabile che escludeva la sussistenza degli elementi comuni costitutivi della fattispecie impositiva. (Fonte AIDC)
08-05-2015 - Salvi i professionisti senza Pos, il Ddl verrà ritirato. - A seguito delle numerose proteste delle varie categorie professionali, ma anche per la mancanza di coperture finanziarie, il Ddl 1747, attualmente all’esame della Commissione Finanze del Senato, che prevede sanzioni fino a mille euro per i professionisti che non hanno adempiuto all’obbligo di installare il Pos per i pagamenti sopra i 30 euro, sarà presto ritirato. Dunque, per il momento, nessuna sanzione è prevista a carico dei professionisti che non hanno provveduto all’installazione del dispositivo per accettare i pagamenti in moneta elettronica, ma soprattutto è scongiurata l’ipotesi più grave di essere sospesi dall’attività per non essersi adeguati nei tempi. Proprio il fatto che all’articolo 1 del Ddl è sancito che il professionista munito di Pos possa portare in detrazione una quota percentuale (da stabilire di volta in volta) degli importi pagati tramite il dispositivo elettronico, ha lasciato spazio a diverse interpretazioni, ma soprattutto ha fatto capire che tutto ciò si sarebbe tradotto in un onere per la finanza pubblica, al momento privo di copertura. Di qui, la battuta d’arresto del disegno di legge, che sarebbe andato in contro anche alla bocciatura della Commissione bilancio del Senato, in attesa di avviare una più ampia consultazione fra tutte le parti interessate. Le Reazioni- È ovvio, a questo punto, che serve un confronto attivo su un nuovo testo, fermo restando, secondo Giovanni Bilardi, firmatario del Ddl, che è comunque “necessario trovare il modo da un lato di imporre delle sanzioni per chi non si adegua, e dall'altro lato prevedere degli incentivi per chi è ligio al dovere. La ratio di fondo, infatti, è quella di mettere a disposizione dei fruitori dei servizi professionali un'opzione in più di pagamento, non di penalizzare ulteriormente i professionisti”. È proprio su quest’ultimo aspetto che si trovano d’accordo la maggior parte delle categorie professionali e soprattutto i Commercialisti e i Consulenti del Lavoro, che hanno ribadito la necessità di invertire il rapporto. Secondo Rosario De Luca, presidente della Fondazione studi CdL, infatti, invece di penalizzare e perseguire i professionisti occorre incentivarli, evitando che gli oneri collegati con i nuovi adempimenti ricadano sui cittadini e sui professionisti stessi. (Fonte AIDC)
04-05-2015 - Modello 730 precompilato. Partita la “fase-2” delle correzioni. - La prima fase dell’operazione 730 precompilato, che ha avuto inizio lo scorso 15, aprile con la messa a disposizione da parte del Fisco della dichiarazione dei redditi online per circa 20 milioni di pensionati, lavoratori dipendenti e assimilati, è terminata. Dopo aver avuto il tempo per consultare il modello 730 predisposto quest’anno, per la prima volta, dall’Amministrazione finanziaria (con codice Pin di Fisconline o con il Pin dispositivo dell’Inps), la stessa platea di soggetti interessati ha, ora, la possibilità di passare all’azione e decidere se integrare personalmente il modello precompilato oppure rivolgersi ad un Caf o ad un professionista abilitato. Vi è tempo fino al 7 luglio 2015 per correggere, aggiungere i dati mancanti (circa sette contribuenti su dieci potrebbero decidere di inserire le spese sanitarie quest’anno non ricomprese nel modello) oppure semplicemente accettare così com’è la dichiarazione dei redditi precompilata e ritrasmetterla all’Agenzia delle Entrate da se o delegando il proprio sostituto d’imposta, un Caf o altro intermediario. Duplice opzione La scelta di agire personalmente, tramite internet, non ha costi aggiuntivi per il contribuente, anche se in tal caso è maggiore il rischio di eventuali errori, dato che il 730 verrà inviato al Fisco senza visto di conformità. Per chi si avvale di un professionista/Caf, invece, vi è il costo da sostenere per coprire gli oneri amministrativi del servizio reso, oltre a quello per la polizza assicurativa che gli intermediari da quest’anno sono obbligati a sottoscrivere per coprire i rischi di eventuali errori. Il prezzo, comunque, potrà variare da caso a caso, tenendo conto che vi sono agevolazioni per coloro che sono iscritti ad associazioni e sindacati e maggiorazioni per chi deve presentare dichiarazioni più complesse. Nel prezzo entrerà poi anche il costo dell’apposizione del visto di conformità per coloro che fino all’anno scorso hanno presentato il 730 compilato in forma solo cartacea tramite il Caf, dato che dal 2015 la trasmissione gratuita non è più prevista. (Fonte AIDC)
30-04-2015 - Chiarimenti Age. - Con la circolare n. 17 del 24 aprile 2015, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti su alcune questioni interpretative riguardanti gli oneri detraibili, gli oneri deducibili, i redditi di lavoro dipendente e le imposte indirette. L’Agenzia ha, infatti, raccolto in un unico documento di prassi vari dubbi in materia di Irpef prospettati dai Caf e da altri intermediari.
Agevolazioni multiple su immobili – Dopo la chiusura di un lavoro agevolato su un immobile può esserne avviato subito un altro. Non deve trascorrere un periodo di tempo minimo tra i diversi interventi per considerarli autonomi e per beneficiare per entrambi di un limite di spesa di 96.000 euro ciascuno. Quindi, se su un immobile già oggetto di ristrutturazione negli anni precedenti, viene effettuata una nuova ristrutturazione, che non consiste nella prosecuzione dei lavori già realizzati, il contribuente potrà avvalersi di una nuova detrazione nei limiti in vigore nel momento dei bonifici di pagamento. Pertanto, se per un intervento di recupero edilizio si è usufruito della detrazione del 50% su spese fino a 96.000 euro per gli anni passati, è ora possibile agevolare un’altra spesa di 96.000 euro per un intervento autonomo e distinto rispetto ai precedenti e l’autonomia del nuovo lavoro deve essere desumibile oltre che dagli adempimenti amministrativi riguardanti l’attività edilizia, anche dagli elementi riscontrabili in via di fatto (denuncia di inizio attività, collaudo dell’opera e dichiarazione di fine lavori). Trasferimento mortis causa e rate residue della detrazione - Le rate residue della detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili, non possono essere trasferite agli eredi del soggetto acquirente dal momento che non sono applicabili le stesse regole che disciplinano il bonus sulle ristrutturazioni. Per quanto riguarda, invece, i beni immobili, la circolare 17/E specifica in merito alla detrazione sulle ristrutturazioni edilizie, che se l’erede, che detiene l’immobile direttamente al momento del decesso dell’avente diritto, concede poi in comodato o locazione l’immobile stesso, non potrà fruire delle rate di detrazione degli anni in cui l’immobile non è da lui detenuto direttamente. Potrà, invece, tornare a beneficiare della detrazione delle rate residue solo nel momento in cui otterrà di nuovo la detenzione materiale e diretta del bene. Spese per il coniuge separato – In caso di separazione dei coniugi, sono deducibili dal reddito gli assegni periodici pagati al coniuge per il suo mantenimento. Tra tali spese deducibli rientra anche il cosiddetto contributo casa, pagato periodicamente all’ex coniuge e al figlio per la copertura dei canoni di locazione e per le spese condominiali, se ciò risulta dal provvedimento di separazione legale del giudice, in quanto considerate come un contributo per il mantenimento del coniuge. Tale deducibilità è riconosciuta pari alla metà delle spese sostenute; mentre nel caso in cui l’ammontare del contributo casa non è fissato dall’autorità giudiziaria, esso può essere determinato per relationem. Reddito estero - Il reddito estero deve essere tassato dai contribuenti residenti in Italia rideterminandolo secondo le regole interne relative alle varie categorie. Specifica, dunque, la circolare 17/E/2015 che alla determinazione del reddito di lavoro dipendente non concorrono i contributi versati dal datore di lavoro, quindi, il reddito estero va dichiarato al netto dei contributi previdenziali obbligatori versati all’estero. (Fonte AIDC)
24-04-2015 - Gestione Artigiani e Commercianti. Imposizione contributiva anno di imposta 2015. - L’INPS, con messaggio n. 2776 del 22 aprile 2015, facendo seguito alla circolare n. 26/2015, ha comunicato che è stata ultimata l’elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla gestione previdenziale Artigiani e Commercianti per l’anno 2015. Sono stati, quindi, predisposti i modelli “F24” necessari per il versamento della contribuzione dovuta che sono disponibili in versione precompilata nel Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti alla sezione Posizione assicurativa – Dati del modello F24 dove è possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento. Le comunicazioni contenenti i dati e gli importi utili per il pagamento della contribuzione dovuta, sono disponibili, sempre nel Cassetto, anche alla sezione Comunicazione bidirezionale – Modelli F24. E’ previsto, inoltre, l’invio di email di alert ai titolari di posizione assicurativa, ovvero ai loro intermediari delegati, per i quali l’Istituto è in possesso di recapito email. (Fonte AIDC)
18-04-2015 - Le principali novità di Unico SC. - Ecco in sintesi le principali novità del modello unico SC 2015: - La soppressione dei campi riservati all’indicazione della sede egale e/o del domicilio fiscale; - l’inserimento di nuovi campi per l’apposizione del visto di conformità ai fini redditi e/o IVA; - la deducibilità dal reddito d’impresa dell’IMU degli immobili strumentali nella nuova misura del 20%; - la possibilità di trasformare l’eccedenza ACE in credito IRAP nonché l’aumento dal 3% al 4% dell’aliquota per determinare la deduzione ACE spettante; - la necessità di indicare se nel 2014 è stata effettuata o meno la conservazione elettronica di almeno un documento fiscale; - l’implementazione del quadro TR per il monitoraggio della c.d. Exit tax”; - l’inserimento del nuovo quadro OP per l’esercizio dell’opzione per il regime della c.d. “Tonnage tax”, del consolidato e della trasparenza fiscale.
10-04-2015 - Le principali novità di Unico PF parte 2 e 3). - Ecco in sintesi le principali novità del modello unico 2015 PF. - La rivalutazione di terreni e partecipazioni detenuti all’1.1.2014 da esporre, rispettivamente, nel quadro RM ed RT; - l’inserimento di un’apposita casella nel quadro RW per indicare la presenza di più di 2 cointestatari; - la deducibilità dell’IMU versata nel 2014 dal reddito d’impresa nella nuova misura del 20%; - il credito d’imposta spettante alle imprese che hanno investito in beni strumentali nuovi (c.d. “Tremonti-quater”); - la necessità di indicare se nel 2014 è stata effettuata o meno la conservazione elettronica di almeno un documento fiscale.
06-04-2015 - Le principali novità Irap. - Ecco in sintesi le principali novità del modello Irap.- la possibilità di trasformare l’eccedenza ACE in credito IRAP; - il nuovo rigo IS6 “Deduzione per incremento occupazionale” a seguito della riproposizione, con riconoscimento a regime della deduzione IRAP per gli incrementi occupazionali; - l’inserimento del nuovo rigo IS35 “Società di persone e imprese individuali …” per esprimere l’opzione /revoca per la determinazione dell’IRAP con il metodo da bilancio da parte di società di persone e ditte individuali in contabilità ordinaria; - l’aumento della deduzione forfetaria nonché dell’“ulteriore deduzione”.
01-04-2015 - Le principali novità di Unico PF parte 1). - Ecco in sintesi le principali novità del modello unico 2015 PF. - L’eliminazione nel Frontespizio dell’indicazione relativa allo Stato civile”; - la possibilità di specificare in caso di “dichiarazione unificata” la dichiarazione sulla quale è apposto il visto di conformità; -la necessità di indicare nel riquadro “Familiari a carico” il odice fiscale anche dei figli residenti all’estero; - la presenza di un’apposita casella nel quadro RB per beneficiare della cedolare secca “agevolata” (10%) per gli immobili siti in Comuni in cui è stato deliberato lo stato di emergenza; - l’indicazione nel quadro RC del “Bonus 80 euro” riconosciuto ed erogato dal datore di lavoro; - la nuova Sezione VII nel quadro CR dedicata all’indicazione del c.d. “Art – bonus”; - il nuovo rigo RP32 dedicato alla deduzione spettante per le abitazioni acquistate / costruite nel 2014 e concesse in locazione a canone “concordato.
28-03-2015 - Tasi, il modello di dichiarazione valido è quello Imu. - A seguito di numerose segnalazioni pervenute al ministero dell’Economia e delle Finanze sulla circostanza che alcuni Comuni hanno emanato un apposito modello, valido nel loro territorio, ai fini della dichiarazione relativa al tributo per i servizi indivisibili, la Direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale dello stesso Mef è intervenuta, con la risoluzione n. 3/Df del 25 marzo 2015, per specificare che il modello di dichiarazione Tasi non può essere diverso per ciascun Comune. Dalla lettura delle norme che disciplinano tale tributo emerge chiaramente che il modello di dichiarazione deve essere unico e adottato con decreto del ministro dell’Economa e delle Finanze. Il Comune deve solo provvedere a mettere a disposizione il modello, ma non ha anche l’onere di predisporlo. Dopo che i vari tributi locali, in virtù dell’art. 1, comma 639, della Legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono confluiti nell'Imposta unica comunale (Iuc), è emersa la volontà del legislatore di predisporre per essi alcune disposizioni comuni, vista la loro stretta interconnessione. Proprio per tali ragioni, il successivo comma 687 precisa che “ai fini della dichiarazione relativa alla Tasi si applicano le disposizioni concernenti la presentazione della dichiarazione dell'Imu”. Ne deriva, dunque, che anche per quanto riguarda la dichiarazione Tasi, il modello valido da utilizzare è quello approvato con decreto del Mef, in analogia a quanto espressamente previsto dal Dl n. 201/2011 per l’Imu, e non quello deliberato dal Comune. Nella circolare si ricorda, infine, che già nelle Faq del 3 giugno 2014, la direzione tributaria Mef si era espressa sull’argomento specificando che “la dichiarazione IMU vale anche ai fini TASI”. (Fonte AIDC)
25-03-2015 - Tutto sul 730 precompilato. - Il 730 precompilato si arricchisce della circolare 11 del 23 marzo 2015 dell’Agenzia delle entrate, di un video-tutorial su Youtube e di un sito di assistenza ad hoc. La circolare. Nel rispondere a specifici quesiti formulati da contribuenti, sostituti d’imposta e intermediari, il documento chiarisce che: - la dichiarazione si considera comunque accettata se è trasmessa con modifiche che non incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta (si forniscono esempi di modifiche che incidono e non); - se il 730/2014 è stato presentato in forma congiunta sono predisposte due precompilate, una per ciascun coniuge (se i coniugi vogliono presentare la dichiarazione in forma congiunta, non accettando le precompilate devono rivolgersi al sostituto, al Caf o al professionista abilitato per un nuovo 730/2015); - l’esclusione dal controllo formale per l'accettazione della precompilata comprende gli oneri forniti dai soggetti previsti dall’articolo 3 del Dlgs 175/2014 (interessi passivi sui mutui, premi assicurativi e contributi previdenziali), ma non gli oneri comunicati dal sostituto d’imposta con la certificazione unica. L'Agenzia ricorda che dal 15 aprile 2015 è accessibile l'area riservata del sito info730 (il sito dedicato). Saranno a disposizione dei contribuenti/delegati, oltre al 730 precompilato relativo al 2014: - un foglio informativo con l’elenco dei dati riguardanti la dichiarazione precompilata disponibili presso l’Agenzia ( sono segnalati gli oneri dubbi non utilizzati o parzialmente utilizzati nella precompilata così il contribuente può verificare i motivi del mancato inserimento ed integrare); - l’esito della liquidazione (credito o debito) della dichiarazione e il prospetto di liquidazione del 730 assieme al dettaglio dei risultati della liquidazione. La circolare si occupa delle deleghe. La delega può essere sia elettronica che cartacea, ma il sostituto d’imposta può accedere alle dichiarazioni precompilate dei sostituiti, per i quali ha trasmesso la Certificazione unica, solo se risulta aver prestato loro l’assistenza fiscale l'anno precedente. Sostituti, Caf e professionisti accedono alle precompilate anche con l’invio di un file contenente l’elenco, per i sostituti con un numero massimo di 20 percipienti, dei contribuenti per i quali si richiedono le dichiarazioni precompilate. I canali sono Entratel o Fisconline. Caf e professionisti possono anche effettuare l’accesso a una singola dichiarazione via web. La gestione delle deleghe prevede un apposito registro cronologico, sul quale vanno annotate progressivamente le deleghe acquisite con la relativa data, il codice fiscale e i dati anagrafici del delegante, gli estremi del documento d’identità. Si precisa che opera l'estensione delle regole per la conservazione delle copie delle dichiarazioni e dei relativi prospetti di liquidazione alle deleghe per prelevare il 730 precompilato, che saranno conservate da Caf e professionisti abilitati fino al quarto anno successivo alla presentazione della dichiarazione e dai sostituti d’imposta fino al secondo anno successivo alla presentazione del modello. (Fonte AIDC). Lo Studio ricorda ai clienti che a fare data da quest'anno, NON effettuerà più il servizio di compilazione del Modello 730.
15-03-2015 - Gestione Separata e liberi professionisti. Le aliquote contributive 2015. - L’art. 10-bis, D.L. n. 142 del 31 dicembre 2014, n. 142 - c.d. Milleproroghe – convertito dalla Legge n. 11 del 27 febbraio 2015, ha sostituito il primo periodo dell’art. 1, comma 744, Legge n. 147/2013 e variato quanto già previsto dall’art. 1, comma 79, Legge n. 247/2007. Stante quanto sopra, con circolare n. 58 dell’11 marzo 2015, l’INPS ha comunicato che ai lavoratori autonomi, titolari di partita IVA, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della Legge n. 335/95, per l’anno 2014 e 2015 si applica l’aliquota contributiva del 27%, per l’anno 2016 si applica l’aliquota contributiva del 28% e per l’anno 2017 del 29%. Per i soggetti iscritti alla Gestione Separata, i contributi dovuti per l’anno 2015 sono calcolati applicando le seguenti aliquote: Liberi Professionisti - Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie: 27,72% (27,00 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva); - Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria: 23,50%; Collaboratori e figure assimilate - Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie: 30,72% (30,00 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva); - Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria: 23,50%. (Fonte AIDC)
10-03-2015 - Fatturazione elettronica a regime, ultimi chiarimenti. - Dal 31 marzo 2015 la fatturazione elettronica entra a regime e il cartaceo non sarà più permesso. Pertanto, come sollecita una recente missiva del ministro Padoan ai sindaci e ai presidenti di Regione, tutte le amministrazioni, centrali e locali, dovranno aver predisposto le strutture e la tecnologia per ricevere dai fornitori la fattura on line. Il quadro della procedura, l’ambito di applicazione dell’adempimento e l'elenco delle amministrazioni interessate, sono forniti dai Dipartimenti delle Finanze del Mef e della Funzione Pubblica (per la pubblica amministrazione e semplificazione) della presidenza del Consiglio dei ministri, con la circolare n. 1/DF del 9 marzo 2015 pubblicata dall'Economia. La circolare chiarisce che le classi di amministrazioni destinatarie non sono solo quelle dell’elenco Istat ma anche le autorità indipendenti e, comunque, le amministrazioni disciplinate all’articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 165/2001. Dunque, l'iniziale coinvolgimento di Ministeri, incluse le scuole di ogni ordine e grado, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale è esteso a Regioni, Province, Comuni, Comunità montane e a tutte le altre amministrazioni centrali, comprese le amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le istituzioni universitarie, le Camere di Commercio, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, il Coni, tutti gli enti pubblici non economici compresi gli ordini professionali e l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN). Intanto, l'altra parte degli interessati vede i commercialisti preparati alla sfida. Il 26 marzo 2015 a Roma l’assemblea dei segretari di tutti gli Ordini provinciali tratterà il tema. Si ricorda che il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili ha predisposto una piattaforma con un programma per la gestione delle fatture elettroniche: 12 invii sono gratuiti ma poi le altre saranno a pagamento, circa un euro ciascuna, per il servizio di emissione e conservazione per 10 anni. La piattaforma di fatturazione elettronica per gli Ordini sarà del tutto gratuita, a prescindere dal numero di operazioni. (Fonte AIDC)
06-03-2015 - Il Milleproroghe in poche parole. - REGIME DEI MINIMI. E’stata prevista la riapertura dei termini per l’adesione al vecchio regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile (con imposta sostitutiva al 5%), anche da parte dei contribuenti che hanno avviato l’attività nel 2015. ALIQUOTE GESTIONE SEPARATA. E’ stato previsto il blocco per l’anno 2015, dell’aliquota contributiva al 27,72% dovuta dai liberi professionisti iscritti alla Gestione separata INPS. Inoltre, è stata riscritta l’originaria tabella di marcia prevista dalla Legge Fornero, che portava l’aliquota contributiva al 33%, nel 2018. Infatti, il calendario che stabilisce l’incremento contributivo è stato così modificato: - 27,72% per il 2015; - 28,72% per il 2016; - 29,72% per il 2017. Attenzione: La novità riguarda esclusivamente i liberi professionisti con partita Iva non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie. Nessun blocco si è registrato invece, per i titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria. Per questi ultimi, infatti, l’aliquota di riferimento per il 2015 è salita di 1 punto percentuale e mezzo, attestandosi al 23,50%, in luogo del 22% previsto. Nulla di nuovo per gli altri iscritti alla Gestione separata INPS in via “esclusiva” (No partita Iva), per i quali l’aliquota è salita al 30,72% per quest’anno. RATEAZIONE EQUITALIA. Si riaprono i termini per chiedere un piano di rate per i debiti con il fisco. Chi è decaduto fino a fine 2014 può fare la richiesta entro il 31 luglio. Niente azioni esecutive per chi accede a un nuovo piano. SPLIT PAYMENT E APPALTI. La Legge di conversione del Decreto Milleproroghe prevede l’incremento dal 10% al 20% dell'anticipo del prezzo in favore dell'appaltatore dell'importo contrattuale stabilito. In tal caso la volontà del Legislatore è quella di attenuare almeno in parte gli effetti negativi dello Split Payment introdotto dalla Legge di Stabilità. REVERSE CHARGE: CESSIONE BENI CON POSA IN OPERA. Per le prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici, rese a soggetti passivi IVA, è prevista l’applicazione del Reverse Charge a partire dal 1° Gennaio 2015. Attenzione. Nel caso di cessione di impianti con relativa installazione, con prevalenza del dare sul fare, non potrà trovare applicazione il Reverse Charge, in quanto quest’ultimo trova applicazione per le prestazioni di servizi. L’Amministrazione Finanziaria, in riferimento alla lettera a), comma 6, dell’art. 17, D.P.R. 633/1972, ha chiarito che le prestazioni di fornitura di beni con posa in opera sono escluse dall’applicazione del “Reverse Charge”, qualora la posa in opera assuma una funzione accessoria rispetto alla fornitura del bene. In tali casi, infatti, l’operazione si configura come cessione di beni e non come prestazione di servizi. Anche la Corte di Giustizia UE con la Sentenza C-111/2005, depositata il 29 marzo 2007, è intervenuta sulla questione, stabilendo la differenza fra fornitura di beni con posa in opera e le prestazioni di servizi, specificando i requisiti che il contratto deve possedere per essere qualificato come una fornitura. In particolare, il giudice comunitario ha affermato che la fornitura con posa in opera rappresenta una cessione di beni quando si verificano le seguenti ipotesi: a) il prezzo dei beni prevale sul costo totale dell’operazione; b) l’attività consiste nella mera posa dei beni, senza alterarne la natura; c) la posa in opera dei beni viene effettuata senza necessità di adattarli alle esigenze specifiche del cliente. Occorre sempre valutare dunque in sede di fatturazione se la cessione e installazione di impianti costituisce cessione di beni o piuttosto prestazione di servizi. Inoltre si fa notare che l’applicazione pratica della normativa è ancora foriera di fortissimi dubbi interpretativi. NUOVA ADDIZIONALE REGIONALE. Si ricorda che l’articolo 8 del Decreto Semplificazioni fiscali uniforma la data di riferimento del domicilio fiscale ai fini dell’addizionale regionale e comunale, ora fissata per entrambe le imposte al 1° gennaio dell’anno di riferimento. In precedenza, ai fini riferimento al domicilio fiscale alla data del 31 dicembre dell’anno di riferimento ovvero alla data della cessazione del rapporto di lavoro se precedente. STUDI DI SETTORE: ILLEGITTIMO L’ATTO FONDATO SUL MERO SCOSTAMENTO. In tema di accertamento standardizzato mediante l’applicazione dei parametri e degli studi di settore, l’Ufficio finanziario è tenuto a svolgere indagini volte ad accertare concretamente la capacità reddituale del contribuente che abbia fornito in sede di contradditorio idonea e documentata giustificazione del rilevato scostamento tra il reddito dichiarato e quello desunto dalla mera applicazione degli standard. La determinazione del maggior reddito basato sul semplice scostamento dagli studi di settore senza considerare la situazione specifica del contribuente è in contrasto con il principio costituzionale di capacità contributiva (art. 53 Costituzione). È quanto emerge dalla sentenza n. 43/02/15 della Commissione Tributaria Regionale di Catanzaro. MODELLO F24 Elide. Ricordiamo che a decorrere dal 1.01.2015 il Modello F24 Elide ha sostituito definitivamente il Mod. F23 per il pagamento dell’imposta di registro e connessi relativa alla registrazione dei contratti di locazione ed affitto di beni immobili. Il contribuente può continuare ad utilizzare il Modello F23 per i pagamenti diversi da quelli relativi alle locazioni come comodato, affitto d’azienda, distribuzione utili ecc… Per i contribuenti titolari di P.Iva, il mod.F24 Elide deve essere presentato con modalità telematiche, mentre i contribuenti privi di partita Iva possono presentarlo in modalità cartacea solo per importi inferiori a € 1.000. JOBS ACT: IL RIORDINO DEI CONTRATTI DI LAVORO. Il 15 dicembre scorso è entrato in vigore la L.183/2014 (Jobs Act) per la revisione della normativa in materia di lavoro. Nel frattempo sono stati emanati alcuni DDL e altri verranno emanati quali provvedimenti attuativi in materia di armonizzazione degli ammortizzatori sociali, di servizi per il lavoro e di politiche attive, semplificazione delle procedure e di riordino delle forme contrattuali (lavoro a tempo parziale, intermittente, determinato, accessorio, apprendistato, somministrazione). Si raccomanda di porre attenzione ai rispettivi consulenti del lavoro ai fini del recepimento della nuova normativa in fase di completamento e attuazione. RENT TO BUY. Una delle novità più rilevanti in campo immobiliare nel 2015 è sicuramente l’introduzione nel nostro ordinamento della normativa sul “Rent to Buy”, non solo dal punto di vista fiscale, ma anche contrattuale, e quindi civilistico. L’Amministrazione Finanziaria è intervenuta con la Circolare n. 4/E del 19.02.2015 fornendo chiarimenti dal punto di vista civilistico e fiscale, ma non basta. Il Rent to Buy è un contratto “nuovo”, non disciplinato dal Codice civile, ma oggi, dunque, da una legislazione speciale. Lo schema del “Rent to Buy” è il seguente: A) un soggetto, proprietario dell’immobile lo concede in godimento a un altro soggetto, che acquisisce il diritto all’acquisto pagando una serie di canoni. Si tratta quindi di una “concessione di godimento, in vista dell’acquisto dell’immobile stesso, oggetto di godimento, da parte di chi lo conduce per il periodo convenuto”. In pratica si tratta di una locazione con patto di acquisto. A tal proposito va detto che i pregi derivanti dal fatto che il Legislatore abbia “normato” tale contratto, derivano dal fatto che lo stesso possa essere trascritto nei registri immobiliari. Ciò significa che se anche l’immobile viene venduto dal proprietario a terzi, chi compra il bene deve sopportare la presenza del conduttore e soprattutto rispettarne il diritto di acquisto. Quindi un’eventuale vendita non è pregiudizievole per chi ha ottenuto il godimento. La nuova norma ha, poi, sancito che la trascrizione ha un’efficacia decennale. Attenzione. Al momento vi invito a NON lasciarvi andare a facili entusiasmi e a NON usufruire di questo strumento operativo. Ciò, dato che la normativa (sia civile che fiscale) è ancora in forte evoluzione. Preoccupa soprattutto l’aspetto fiscale dove la “voracità” dell’Age, potrebbe portare ad una sostanziale sconvenienza a stipulare atti di questo tipo. MOD. 730/2015 - PROVVEDIMENTI AG.ENTRATE. I Mod.730 precompilati, ai fini dell’integrazione, non verranno spediti per posta ai contribuenti! In particolare, i sostituti d’imposta che prestano assistenza fiscale, i Caf ed i professionisti abilitati ricevono in via telematica dall’Agenzia delle Entrate solo le dichiarazioni 730 precompilate degli assistiti che abbiano conferito apposita delega, formulando una richiesta contenente l’elenco dei codici fiscali di tali contribuenti, con l’indicazione dei dati relativi alla delega ricevuta nonché informazioni desunte dalla dichiarazione relativa all’anno d’imposta precedente, …dati da riportare poi su un nuovo Registro fiscale… Attenzione. Ricordo che, visto l’aumento esponenziale degli aspetti burocratici e della assurda solidarietà fiscale imposta dallo Stato, lo scrivente, da quest’anno ha cessato il servizio. FATTURAZIONE ELETTRONICA. Dal prossimo 31 marzo, tutte le Amministrazioni dello Stato non potranno più accettare dai propri fornitori di beni/servizi fatture emesse o trasmesse in forma cartacea e procedere al relativo pagamento, neppure parzialmente, finché non riceveranno la fattura in formato elettronico conforme ai requisiti previsti dal DM n. 55/2013. Il MEF con circolare del 9.03.2015 ha precisato che l’ambito soggettivo della “fatturaPA” deve essere esteso, oltre che agli enti e ai soggetti indicati nell’elenco pubblicato annualmente dall’ISTAT e alle Autorità indipendenti, a “tutte le Amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura e le loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e, fino alla revisione organica della disciplina di settore, il CONI.
03-03-2015 - Il Milleproroghe è legge. - È stato pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" n. 49 del 28 febbraio 2015 il testo del decreto legge n. 192/2014, coordinato con la legge di conversione n. 11 del 27 febbraio 2015. Così, dopo 48 ore dalla sua approvazione definitiva in Parlamento, il Milleproroghe trova la sua ufficialità ed entra in vigore. Tra le novità di maggiore interesse, quella riguardante i nuovi termini per richiedere la dilazione dei debiti con il Fisco.
27-02-2015 - Visto di conformità al 730, adempimenti e garanzie dei professionisti abilitati. - Il Dlgs 175/2014, con l’introduzione in via sperimentale della dichiarazione dei redditi precompilata, ha apportato anche delle modifiche alla disciplina dell’assistenza fiscale da parte degli intermediari abilitati. Nello specifico, le novità riguardano l’ambito dei controlli formali, delle sanzioni e della responsabilità degli intermediari chiamati ad apporre il visto di conformità. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 7 del 26 febbraio 2015, offre un quadro esaustivo degli adempimenti a carico di Caf e professionisti che prestano assistenza fiscale. Adempimenti dei professionisti. Si chiarisce, in primo luogo, che per l’esercizio della facoltà di rilasciare il visto di conformità, i professionisti abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni devono presentare alla Dre competente territorialmente in base al loro domicilio fiscale, una comunicazione con i dati anagrafici, il domicilio e la denominazione o ragione sociale. Alla comunicazione deve essere allegata la copia della polizza assicurativa, la dichiarazione di possesso dei requisiti richiesti dall’articolo 8, comma 1 del Dl 164/199 e la dichiarazione di non sussistenza di provvedimenti di sospensione all’ordine di appartenenza del professionista. Dalla data di presentazione della comunicazione, il professionista può prestare assistenza fiscale, ferma restando la verifica dei requisiti da parte della Direzione regionale. Ma il professionista deve anche essere in possesso dell’abilitazione alla trasmissione telematica delle dichiarazioni fiscali rilasciata dall’Agenzia delle Entrate. I professionisti che possono apporre il visto di conformità devono essere iscritti negli albi professionali. Sono abilitati al rilascio del visto di conformità sulla dichiarazione 730 unicamente gli iscritti all’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili e gli iscritti nell'albo dei consulenti del lavoro, mentre ne restano esclusi i soggetti iscritti nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio per la sub categoria tributi alla data del 30 settembre 1993. Adempimenti dei Caf. L’attività di assistenza fiscale da parte dei Caf è subordinata al rilascio di un’autorizzazione dell’agenzia delle Entrate e, in particolare, della Direzione regionale territorialmente competente, con riferimento al luogo dove la società richiedente ha la sede legale. Garanzie. Il Dl semplificazioni fiscali ha rivisto anche le garanzie che devono essere prestate dagli intermediari abilitati per la copertura dei rischi derivanti dall’assistenza fiscale. Una novità specificata dalla circolare 7/E è l’innalzamento a tre milioni di euro della soglia del massimale. Dunque, caf e professionisti devono provvedere a far innalzare a 3 miluioni di euro, dai precedenti 2 milioni, la soglia del massimale della polizza da loro stipulata e, inoltre, devono richiedere l’estensione della garanzia stessa. Gli intermediari abilitati devono perciò richiedere una garanzia assicurativa anche per la nuova fattispecie di visto infedele apposto su un modello 730. Infatti, in caso di apposizione di visto infedele su un modello 730, gli intermediari sono tenuti al pagamento di una somma pari alle imposte, interessi e sanzioni che sarebbero stati richiesti al contribuente a seguito del controllo effettuato ai sensi dell’articolo 36-ter, dpr 600/1973, fatte salve le ipotesi in cui l'errore non sia imputabile a dolo o colpa grave del contribuente. (Fonte AIDC).
24-02-2015 - Diritto annuale CCIAA per il 2015. - In attuazione della Legge 11 agosto 2014, n. 114, relativa alla riduzione del 35% del diritto annuale dovuto per l’anno 2015 alle camere di commercio, col Decreto 8 gennaio 2015 (“Gazzetta Ufficiale” n. 44, del 23 febbraio 2015), il Ministero dello Sviluppo economico ha comunicato gli importi del diritto annuale relativi: - alle imprese che dal 1° gennaio 2015 chiedono l’iscrizione o l’annotazione nel Registro delle imprese o aprono nuove unità locali o sedi secondarie, nonché - ai nuovi soggetti REA. (Fonte AIDC)
14-02-2015 - Ritenute versate in eccesso. - Le ritenute versate in eccesso rispetto al dovuto, a decorrere dall’1.1.2015, potrà essere scomputato dai successivi versamenti esclusivamente tramite compensazione nel modello F24. Non sarà quindi più possibile lo “scomputo diretto”. Con una recente Risoluzione sono stati istituiti gli appositi codici tributo per evidenziare nel modello F24 l’importo a credito, derivante dal maggior versamento, da utilizzare in compensazione.
13-02-2015 - Lettere d’intento, nuovo modello ma valido anche il vecchio. - Parla del provvedimento 19388 dell’11 febbraio 2015, con cui sono state approvate, d’intesa con l’Agenzia delle Dogane, alcune modifiche al modello, alle istruzioni e alle specifiche tecniche della dichiarazione d’intento degli esportatori abituali, la nota dell’Agenzia delle entrate del 12 febbraio 2015. Con la modifica nel campo 1 del riquadro “Dichiarazione”, che vede ora la scritta “una sola operazione per un importo fino a euro”, sarà possibile indicare un valore presunto relativamente all’imponibile ai fini Iva, riferito alla singola operazione doganale. Questo perché il valore si definisce, normalmente, solo in un momento successivo a quello dell’invio della lettera. Nel comunicato si informa che le dichiarazioni già presentate con la versione precedente del modello non devono essere nuovamente inviate, poiché l’importo indicato nel campo 1 del riquadro “Dichiarazione” si intenderà comunque riferito alla nuova dicitura (“importo fino a euro”). La disciplina del decreto semplificazioni (Dlgs 175/2014) permetterà - appena ci sarà la condivisione (entro 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto) Entrate - Dogane della banca dati delle lettere d’intento trasmesse telematicamente - di evitare la consegna della dichiarazione d’intento agli uffici doganali. Intanto dalle Dogane arrivano le istruzioni sul modello Con la nota n. 17631/RU dell’11 febbraio 2015, l’Agenzia delle Dogane spiega la nuova procedura. E’ terminata la fase transitoria; dunque, a decorrere dal 12 febbraio 2015, i soggetti che intendono avvalersi dell’utilizzo del plafond IVA sono tenuti ad attenersi alle nuove modalità di trasmissione telematica delle dichiarazione d’intento, preventivamente all’operazione di acquisto o di importazione di beni o servizi. Tra le precisazioni è indicato che è necessario consegnare al fornitore o prestatore, ovvero in dogana, anche la ricevuta di presentazione della lettera trasmessa alle Entrate. (Fonte AIDC) ATTENZIONE ALLA DATA OPERAZIONE. Colgo l'occasione per ricordare che l'operazione va posta in essere successivamente alla ricezione della dichiarazione di intento e il momento di effettuazione dell'operazione NON è la fatturazione ma, in genere, la consegna.
12-02-2015 - Lettere d’intento il modello già cambia . - Con provvedimento direttoriale n. 19388/2015 dell’11 febbraio 2015, l’Agenzia delle Entrate approva una nuova versione, con correzione delle istruzioni per la compilazione, del modello per la trasmissione telematica delle lettere d’intento degli esportatori abituali, da poco approvato con provvedimento del 12 dicembre 2014. Le modifiche sono state apportate al quadro “Dichiarazione” delle operazioni singole. Nel campo 1 del quadro è specificato che la dichiarazione si riferisce a una sola operazione “fino” all’ammontare che sarà indicato nello spazio del modello.
09-02-2015 - Lettere d’intento, dal 12 febbraio pienamente operative le nuove regole. - Dal 12 febbraio 2015 diverranno pienamente operative le nuove regole sul modello di lettera d’intento relativo a operazioni senza applicazione dell’Iva da applicare a decorrere dal 1° gennaio 2015 (articolo 20, comma 3, Dlgs 175/2014). Dal 1° gennaio 2015, infatti, l’obbligo di comunicare al Fisco le operazioni senza applicazione d'imposta ricade sull’esportatore abituale che è tenuto a trasmettere telematicamente all'Agenzia delle Entrate apposita dichiarazione (lettera d'intento). Mentre al fornitore o prestatore di servizi rimane l’obbligo di controllare che il committente abbia trasmesso all'Agenzia la lettera d'intento tramite riscontro telematico, oltre che quello di riepilogare nella Dichiarazione Iva annuale i dati contenuti nelle dichiarazioni d'intento ricevute. Per la trasmissione delle dichiarazioni d'intento ai sensi della nuova procedura il Fisco ha approvato un nuovo modello con le relative istruzioni e specifiche tecniche. Fine periodo transitorio. Dunque, ora, non si potrà più utilizzare il modello adottato con Dm 6 dicembre 1986, ma si dovrà utilizzare appunto il nuovo modello DI approvato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 12 dicembre 2014. Mentre, per il periodo dal 1° gennaio all’11 febbraio 2015 non necessariamente il fornitore deve aver ricevuto dal proprio cliente il nuovo modello utilizzabile per l’anno 2015, essendo appunto in vigore un periodo transitorio. Ne consegue che ora va sollecitato il cliente affinché invii il nuovo modello DI delle Entrate, dal momento che la lettera d’intento, compilata sul vecchio modello e ricevuta dal fornitore del bene o dal prestatore del servizio, non avrà più alcuna rilevanza ai fini della fatturazione a parite proprio dal prossimo 12 febbraio. In caso contrario, si dovrà ritenere che non si possano emettere fatture senza Iva dato che l’utilizzo del nuovo modello è incompatibile con la vecchia procedura. Necessariamente per fatturare senza Iva, il fornitore dovrà ricevere dall’esportatore abituale la ricevuta del modello DI inviato alle Entrate e verificarne l’inoltro, riscontrato telematicamente l’avvenuta presentazione all’Agenzia. Dalla stessa Amministrazione finanziaria è giunta la precisazione che le lettere di intento spedite ai fornitori con le procedure vigenti nel 2014, ossia con le vecchie modalità, non devono essere trasmesse telematicamente alle Entrate. (Fonte AIDC)
07-02-2015 - La finanziaria in pillole (05). - “SPLIT PAYMENT”. E’ previsto un particolare meccanismo di assolvimento dell’IVA (“c.d. split payment”) per le cessioni i beni / prestazioni di servizi effettuate nei confronti di Enti pubblici, che, ancorché non siano debitori d’imposta, saranno tenuti “in ogni caso” a versare l’IVA direttamente all’Erario e non al fornitore, entro termini e con modalità che saranno stabiliti da uno specifico DM. In particolare tale regime trova applicazione relativamente alle fatture emesse nei confronti dello Stato, organi dello Stato anche se aventi personalità giuridica, Enti pubblici territoriali e rispettivi consorzi, CCIAA, istituti universitari, ASL ed enti ospedalieri, Enti pubblici di ricovero e cura con prevalente carattere scientifico, di assistenza e beneficenza e di previdenza, purché non siano già debitori d’imposta ai sensi della disciplina IVA (ad esempio, reverse charge). Per i contribuenti interessati dal nuovo regime, è prevista la possibilità di richiedere in tutto o in parte il rimborso dell’eccedenza detraibile (annuale / trimestrale). ESTENSIONE REGIME IVA “ROTTAMI” . Anche le cessioni di bancali in legno (pallet) recuperati a cicli di utilizzo successivi al primo sono assoggettate al regime IVA dei “rottami”. Di conseguenza le cessioni dei predetti beni sono assoggettate al reverse charge. NUOVO” RAVVEDIMENTO OPEROSO. E’ introdotta una serie di modifiche alla disciplina del ravvedimento operoso, nonché l’abolizione progressiva di alcuni istituti deflattivi del contenzioso. Innanzitutto, con la modifica del comma 8 dell’art. 2, DPR n. 322/98 contenente la disciplina della dichiarazione integrativa a sfavore presentata entro i termini dell’accertamento, viene fatto espresso rinvio al ravvedimento operoso ex art. 13, D.Lgs. n. 472/97. Contestualmente, al citato art. 13 sono state introdotte le nuove lett. a-bis), b-bis) e b-ter) riferite a 3 nuove fattispecie di ravvedimento. Non ha subito modifiche la lett. c) relativa all’ipotesi di ritardata presentazione delle dichiarazioni. In particolare è prevista la riduzione della sanzione: - ad un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori / omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, viene eseguita entro il novantesimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro 90 giorni dall'omissione o dall'errore; - ad un settimo del minimo se la regolarizzazione degli errori / omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro 2 anni dall'omissione o dall'errore; - ad un sesto del minimo se la regolarizzazione degli errori / omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre 2 anni dall'omissione o dall'errore. DICHIARAZIONE IVA. E’ previsto l’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA annuale: - in forma autonoma. Non è pertanto più consentita l’inclusione della stessa nel mod. UNICO; - entro il mese di febbraio di ogni anno; - l’abrogazione dell’obbligo di presentare la comunicazione dati IVA. Le predette disposizioni sono applicabili “a decorrere dalla dichiarazione relativa all’imposta sul valore aggiunto dovuta per il 2015”. RITENUTA BONIFICI SPESE RECUPERO PATRIMONIO EDILIZIO / RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA. È disposto l’aumento dal 4% all’8% della ritenuta che banche/Poste sono tenute ad operare all’atto dell’accreditamento dei bonifici relativi a spese per le quali l’ordinante intende beneficiare della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio / risparmio energetico. ALIQUOTA IVA E-BOOK. In sede di approvazione è stata prevista la riduzione dell'aliquota IVA per gli e-book (libri/periodici in formato elettronico) che passa dal 22% al 4% in quanto sono considerati libri “tutte le pubblicazioni identificate da codice ISBN e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica.”
02-02-2015 - La finanziaria in pillole (04). - CREDITO D’IMPOSTA AUTOTRASPORTATORI. A decorrere dall’1.1.2015, il credito d’imposta relativo all’agevolazione sul gasolio per autotrazione a favore degli autotrasportatori non spetta per i veicoli di categoria Euro 0 o inferiore. A detto credito d’imposta inoltre non è applicabile fino al 2018 la riduzione del 15% prevista dalla Finanziaria 2014. L’agevolazione in esame quindi può essere fruita dagli autotrasportatori in misura integrale (100%) dal 2014 al 2018. RENDITA CATASTALE IMMOBILI AD USO PRODUTTIVO. Per la determinazione della rendita catastale degli immobili ad uso produttivo non rilevano le componenti dell’immobile che, ancorché caratterizzanti la destinazione economica dello stesso, risultano prive dei requisiti di “immobiliarità”. Il requisito dell’immobiliarità va inteso come stabilità nel tempo rispetto alle componenti strutturali dell’unità immobiliare, c.d. “imbullonati”. RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI. È disposta la riapertura della possibilità di rideterminare il costo d’acquisto di: - terreni edificabili e agricoli posseduti a titolo di proprietà, usufrutto, superficie ed enfiteusi; - partecipazioni non quotate in mercati regolamentati, possedute a titolo di proprietà e usufrutto; - alla data dell’1.1.2015, non in regime di impresa, da parte di persone fisiche, società semplici e associazioni professionali, nonché di enti non commerciali. E' fissato al 30.6.2015 il termine entro il quale provvedere: - alla redazione ed all’asseverazione della perizia di stima; - al versamento dell’imposta sostitutiva. Va evidenziato che, in sede di approvazione, l’aliquota dell’imposta sostitutiva dovuta è stata raddoppiata e pertanto risulta pari al: - 4% per le partecipazioni non qualificate; - 8% per le partecipazioni qualificate e per i terreni. ESTENSIONE REVERSE CHARGE. Il reverse charge è esteso anche a: - prestazioni di servizi, relative ad edifici, di pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento; - trasferimenti di: - quote di emissioni di gas a effetto serra; - altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla citata Direttiva; - certificati relativi a gas e energia elettrica; - cessioni di gas e di energia elettrica ad un soggetto passivo rivenditore. In sede di approvazione il reverse charge è stato esteso anche alle cessioni di beni effettuate nei confronti di ipermercati, supermercati e discount alimentari fermo restando il rilascio di un’apposita autorizzazione UE.
31-01-2015 - Dichiarazioni dei redditi 2015, online tutti i modelli definitivi. - Ultimata la pubblicazione online sul proprio sito internet da parte dell’Agenzia delle Entrate dei nuovi modelli di dichiarazione dei redditi, con le relative istruzioni, da utilizzare per il periodo d’imposta 2014. A darne notizia un comunicato stampa del 30 gennaio 2015. Con distinti provvedimenti del Direttore dell’Agenzia, infatti, sono stati approvati nella stessa data i nuovi modelli di dichiarazione Unico 2015-PF, Unico 2015-SC, Unico 2015-SP, Unico 2015-ENC oltre al modello per il Consolidato nazionale e mondiale 2015 ed al modello Irap, da presentare tutti entro il 30 settembre 2015. Analogamente, vi è stato il via libera definito anche per altri 5 modelli, tre Ine e due Parametri, che viaggiano insieme al modello Unico. I modelli definitivi, che recepiscono le novità normative intervenute nel corso del 2014, confermano gli aggiustamenti che erano stati evidenziati già in sede di compilazione delle loro bozze. Modello Unico PF. La versione definitiva del modello Unico PF online evidenzia alcune significative novità come, per esempio, la liquidazione del bonus degli 80 euro introdotto dal Governo Renzi con decorrenza dal mese di maggio 2014. Il credito d’imposta entrato a regime con la Stabilità per il 2015 deve ora essere ricalcolato nella dichiarazione dei redditi del 2014 tenendo conto di tutti i redditi dichiarati. Nel quadro RU viene recepito il nuovo credito d’imposta nella misura del 65% per le erogazioni liberali a sostegno della cultura (Art-bonus). Via libera anche alla deduzione del 20% del costo di acquisto o di costruzione delle abitazioni, che entro 6 mesi dall’acquisto o dalla costruzione sono state affittate e al campo per la cedolare secca per i canoni di locazione a canone concordato, con aliquota ridotta dal 15% al 10%. Modello Unico SP e SC. I due modelli risultano molto più snelli nella parte relativa al loro frontespizio, per ciò che concerne i dati da riportarvi. Sia nel modello delle società di persone che di capitali, infatti, è stata semplificata la parte iniziale con l’eliminazione dei campi relativi alla sede legale e al domicilio fiscale della società o associazione e quelli relativi all'indirizzo estero del rappresentante firmatario della dichiarazione. Nella versione definitiva della dichiarazione dei redditi delle società per l’anno 2014, inoltre, compaiono le due novità per l’incentivo alla capitalizzazione delle imprese (Ace): il coefficiente passa al 4% e trova spazio la possibilità di trasformare le deduzioni non utilizzate in crediti di imposta da compensare con l’Irap. Nel quadro RU vi è sempre la possibilità indicare i numerosi incentivi riconosciuti alle società – sotto forma di crediti d’imposta – a partire proprio dalla dichiarazione dei redditi 2015. Nei modelli relativi ai redditi del 2014 è prevista una specifica casella per quanti presentano il modello unificato (redditi e Iva) che consente di certificare a quale dichiarazione compresa in Unico 2015 si riferisce il visto di conformità: se alla dichiarazione dei redditi oppure alla dichiarazione Iva o ad entrambe. (Fonte AIDC)
26-01-2015 - La finanziaria in pillole (03). - NUOVO REGIME FISCALE FORFETARIO. Dal 2015 entra in vigore un nuovo regime forfetario riservato alle persone fisiche (imprese e lavoratori autonomi), che sostituisce l’attuale regime delle nuove iniziative, dei minimi e contabile agevolato, che vengono sostanzialmente abrogati. Il nuovo regime è applicabile a coloro che rispettano i requisiti di seguito evidenziati e quindi non è riservato soltanto ai soggetti che intraprendono una nuova attività. Il regime in esame è un regime naturale. È comunque consentita l’opzione per l’applicazione del regime ordinario, con vincolo minimo triennale. L’accesso al regime è consentito a condizione che nell’anno precedente: • i ricavi/compensi, ragguagliati ad anno, non siano superiori a specifici limiti, differenziati a seconda dell’attività esercitata, evidenziati nella tabella di seguito riportata; • siano state sostenute spese non superiori ad € 5.000 lordi per lavoro accessorio; dipendenti e collaboratori; compensi ad associati in partecipazione; prestazioni di lavoro di familiari; • il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali al 31.12 non superi € 20.000. A tal fine non vanno considerati i beni immobili comunque acquisiti ed utilizzati né i beni di costo unitario non superiore a € 516,46. Inoltre, ulteriore condizione per poter adottare il nuovo regime deve essere che il reddito d’impresa/lavoro autonomo deve risultare prevalente rispetto a quello di lavoro dipendente/assimilato. Tale condizione non va verificata in caso di “rapporto di lavoro cessato” ovvero se la somma dei predetti redditi non è superiore a € 20.000. E’ una condizione demenziale: così facendo in parecchi chiuderanno la partita iva ed entreranno nel sommerso. Il regime in esame non può essere adottato dai soggetti: che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfetari ai fini della determinazione del reddito; non residenti; che, in via esclusiva o prevalente, effettuano cessioni di fabbricati / porzioni di fabbricato, di terreni edificabili ovvero di mezzi di trasporto nuovi nei confronti di soggetti UE; che, contestualmente all’esercizio dell’attività, partecipano a società di persone / associazioni professionali / srl trasparenti. Caratteristiche del nuovo regime. I soggetti che aderiscono al nuovo regime, analogamente a quanto previsto per il regime dei minimi: sono esonerati dall’applicazione e dal versamento dell’IVA, salvo che in relazione agli acquisti di beni intraUE di importo annuo superiore a € 10.000 e ai servizi ricevuti da non residenti con applicazione del reverse charge; non possono esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA a credito; non sono soggetti a ritenuta alla fonte sui ricavi / compensi conseguiti; non sono tenuti ad operare ritenute alla fonte; sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili sia ai fini IVA che II.DD.. Detti soggetti sono tenuti alla numerazione e conservazione delle fatture d’acquisto / bollette doganali, all’obbligo di certificazione dei corrispettivi e conservazione dei relativi documenti; non sono soggetti agli studi di settore / parametri. Come si determina il reddito. Il reddito è determinato applicando ai ricavi/compensi un coefficiente di redditività differenziato a seconda dell’attività esercitata. Il reddito così determinato, ridotto dei contributi previdenziali versati, è soggetto ad un’imposta, pari al 15%, sostitutiva dell’IRPEF e relative addizionali e dell’IRAP. In caso di entrata/uscita dal nuovo regime forfetario si rendono applicabili le consuete disposizioni in tema di rettifica della detrazione dell’IVA a credito e di eliminazione degli effetti di duplicazione dell’imposizione diretta. Passaggio al nuovo regime. Per i soggetti che nel 2014 hanno applicato il regime delle nuove iniziative, dei minimi ovvero il regime contabile agevolato, abrogati dal 2015, sono previste specifiche disposizioni dirette a gestire il passaggio al nuovo regime forfetario. In particolare gli stessi, se in possesso dei requisiti previsti, passano “automaticamente” al nuovo regime forfetario. In caso di inizio dell’attività da meno di 3 anni e di adozione nel 2014 del regime delle nuove iniziative ovvero dei minimi è riconosciuta la possibilità di usufruire della riduzione ad 1/3 del reddito forfetario per i periodi d’imposta che residuano al compimento del triennio in cui opera detta riduzione. Nei confronti dei contribuenti che nel 2014 hanno adottato il regime dei minimi è prevista una clausola di salvaguardia in base alla quale gli stessi possono continuare ad applicare detto regime fino al termine del quinquennio ovvero al compimento dei 35 anni d’età. BONUS BEBÉ. Per ogni figlio nato o adottato nel periodo 1.1.2015 – 31.12.2017 è riconosciuto un assegno di importo annuo di € 960. Tale assegno: è erogato, previa richiesta, dall’INPS mensilmente a decorrere dal mese di nascita / adozione; non concorre alla formazione del reddito complessivo; è corrisposto fino al compimento del terzo anno d’età ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione, per i figli di cittadini italiani o di uno Stato UE ovvero di cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno residenti in Italia; spetta a condizione che il valore dell’indicatore ISEE relativo al nucleo familiare del genitore richiedente l’assegno, non superi € 25.000. In caso di ISEE pari o inferiore a € 7.000 il bonus è raddoppiato. Le somme in esame non rilevano ai fini della verifica del limite di reddito per la spettanza del “Bonus 80 euro” ex art. 13, comma 1-bis, TUIR. Le disposizioni attuative della novità in esame sono demandate ad un apposito DPCM. E’ ovvio che se un dipendente coniuge di un parlamentare (che guadagna decine di migliaia di euro/mese non fa parte del nucleo famigliare prende lo stesso il bonus. ... OPS! BONUS WI-FI ALBERGHI. La concessione del credito d’imposta (c.d. “Bonus digitalizzazione”) riconosciuto a favore degli esercizi ricettivi per le spese relative al wi-fi è subordinata: alla gratuità del servizio a disposizione dei clienti; alla velocità di connessione, pari ad almeno 1 megabit/s in download.
20-01-2015 - La finanziaria in pillole (02). - TFR IN BUSTA PAGA. Nei periodi di paga 1.3.2015 – 30.6.2018 (ed in via sperimentale), i lavoratori dipendenti del settore privato con un rapporto di lavoro sussistente da almeno 6 mesi possono chiedere di percepire la quota di TFR in busta. Attenzione: detta scelta è irrevocabile, non può essere usufruita dai lavoratori domestici e da quelli del settore agricolo, il TFR in busta è soggetto a tassazione ordinaria, non è imponibile ai fini previdenziali, non concorre alla formazione del limite di reddito complessivo ex art. 13, comma 1-bis, TUIR, per il riconoscimento del “Bonus 80 euro”. Le modalità attuative della disposizione in esame sono demandate ad un apposito DPCM. CREDITO D’IMPOSTA RICERCA & SVILUPPO. Riscritte le disposizioni in materia di riconoscimento del credito d’imposta a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo (periodo di riconoscimento del beneficio, soggetti interessati, attività agevolabili, spese agevolabili, misura del credito di imposta e le attività di controllo). Qualora venga accertato l’indebito utilizzo del credito, l’Agenzia delle Entrate recupera il relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni. DETRAZIONE LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA. La detrazione IRPEF / IRES relativa ai lavori di riqualificazione energetica è riconosciuta nella misura del 65% per le spese sostenute nel periodo 6.6.2013 – 31.12.2015. La detrazione spetta nella misura del 65% anche per le spese, purché “documentate e rimaste a carico del contribuente”, sostenute per: - interventi su parti comuni condominiali o che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il condominio sostenute nel periodo 6.6.2013 – 31.12.2015; - l'acquisto e posa in opera di schermature solari sostenute nel periodo 1.1 – 31.12.2015, nel limite di € 60.000; - l'acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, sostenute nel periodo 1.1 – 31.12.2015, nel limite di € 30.000. DETRAZIONE INTERVENTI RECUPERO PATRIMONIO EDILIZIO. La detrazione IRPEF relativa ai lavori di recupero del patrimonio edilizio è riconosciuta nella misura del 50% per le spese sostenute nel periodo 26.6.2012 – 31.12.2015. DETRAZIONE PER MOBILI ED ELETTRODOMESTICI. Prorogata dal 31.12.2014 al 31.12.2015 la detrazione IRPEF del 50%, riconosciuta ai soggetti che usufruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio, per le spese sostenute per l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione nonché di grandi elettrodomestici rientranti nella categoria A+ (A per i forni). L’agevolazione è calcolata su un importo non superiore a € 10.000. Ora, inoltre, è previsto che le spese in esame “sono computate, ai fini della fruizione della detrazione … indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni …” del 50%. DETRAZIONE SPESE “SICUREZZA ZONE SISMICHE. La detrazione IRPEF relativa alle spese per interventi finalizzati all’adozione di misure antisismiche: - attivate dal 5.8.2013; - su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) ex OPCM 20.3.2003, n. 3274; - riferite a costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive; spetta nella misura del 65% delle spese sostenute fino al 31.12.2015 (massimo € 96.000 per unità immobiliare). ACQUISTO / ASSEGNAZIONE IMMOBILI RISTRUTTURATI. E’ stato allungato da 6 a 18 mesi il periodo entro il quale l’impresa ristrutturatrice / cooperativa può cedere / assegnare l’unità immobiliare, consentendo all’acquirente / assegnatario di beneficiare della detrazione IRPEF del 50% (fino al 31.12.2015) o 36% (dall’1.1.2016).
14-01-2015 - La finanziaria in pillole (01). - “BONUS 80 EURO” A REGIME. Il credito a favore dei lavoratori dipendenti, c.d. “Bonus 80 euro”, riconosciuto per il 2014, è ora previsto a regime. L’agevolazione in esame, spetta, come in precedenza, ai titolari di: • reddito di lavoro dipendente (esclusi quelli da pensione); • redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. NOVITÀ IRAP. Riconosciuta la deduzione dal valore della produzione IRAP della differenza tra il costo complessivo per il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato e le deduzioni (premio INAIL, cuneo fiscale, contributi previdenziali, apprendisti, disabili, CFL e addetti alla ricerca e sviluppo, indennità di trasferta autotrasportatori, deduzione di € 1.850 per dipendente e 4-quater -deduzione IRAP per incremento della base occupazionale-. La novità in esame, che comporta di fatto la deduzione integrale del costo del lavoro a tempo indeterminato, è applicabile: dalle imprese, dai lavoratori autonomi, dagli agricoltori. Sono esclusi dalla fruizione della nuova deduzione gli enti non commerciali che esercitano esclusivamente attività istituzionale, la cui base imponibile IRAP è determinata con il metodo retributivo.
11-01-2015 - Split Payement. - Il MEF con il Comunicato stampa 9.1.2015, n. 7, ha precisato lo “split payment” è applicabile “alle operazioni fatturate a partire al 1° gennaio 2015, per le quali l’esigibilità dell’imposta si verifichi successivamente alla stessa data”. Tale chiarimento risolve la questione (operativa) dell’applicabilità del nuovo metodo anche alle fatture emesse fino al 31.12.2014, che pertanto non saranno interessate dallo stesso.
10-01-2015 - Dichiarazioni di intento. - Con la Circolare 30.12.2014, n. 31/E l’Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni aspetti relativi alle nuove modalità di redazione ed invio delle dichiarazioni di intento. In particolare, sull'entrata in vigore dell'obbligo di adozione delle nuove metodologie: esse si applicano alle operazioni che verranno effettuate dopo l’11.2.2015. Inoltre: - la verifica di avvenuta presentazione della dichiarazione d’intento all’Agenzia delle Entrate da parte dell’esportatore abituale deve effettuata dal fornitore prima di porre in essere l'operazione; - attualmente può essere eseguita dal sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, tramite una funzione a libero accesso, inserendo il codice fiscale dell’esportatore abituale e quello del cedente/prestatore, nonché il numero di protocollo della ricevuta telematica che l’esportatore abituale ha inviato al fornitore. Le nuove disposizioni non fanno venir meno gli altri adempimenti previsti in capo all’esportatore
abituale e al fornitore ed in particolare: - permane l’obbligo di tenuta dell’apposito registro delle dichiarazioni d’intento; - il fornitore deve continuare ad indicare nelle fatture emesse oltre al regime di non mponibilità IVA, gli estremi della relativa dichiarazione d’intento; - fino all’11.2.2015 l’esportatore abituale può inviare la dichiarazione d’intento al fornitore in applicazione della previgente normativa, fermo restando che: - a decorrere dal 22.12.2014 può applicare le nuove disposizioni, essendo disponibili il software per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate del “Mod. DI” e la funzione di controllo telematico delle ricevute di avvenuta presentazione; - se la dichiarazione d’intento inviata al fornitore con le vecchie modalità è relativa (anche) ad operazioni che verranno effettuate dal 12.2.2015, l’esportatore abituale dovrà provvedere da tale data all’invio del relativo “Mod. DI” ed il fornitore dovrà verificare l’avvenuta presentazione dello stesso prima di effettuare le cessioni / prestazioni senza IVA.
07-01-2015 - Split Payement. - Nella Finanziaria 2015 è stato inserito un nuovo metodo “antievasione” per il versamento dell’IVA all’Erario, in base al quale l’IVA (a debito) viene versata direttamente dal cliente (Ente pubblico) relativamente alle fatture da questo ricevute. Il nuovo metodo è chiamato “split payment”. Tale metodo non ha ancora ottenuto l’autorizzazione da parte della UE ma il legislatore ha deciso di dare applicazione a tale novità già per le operazioni per le quali l’IVA è esigibile dall’1.1.2015. Tale novità perciò comporta un minor incasso da parte del fornitore ed una diminuzione dell’IVA a debito da versare in sede di liquidazione periodica. Molti aspetti (tecnici) non sono ancora stati affrontati, perciò attendiamo ulteriori informazioni-delucidazioni. Per il momento è stato precisato che lo “split payment” NON può essere quindi applicato per: - gli acquisti di beni / prestazioni di servizi soggetti al reverse charge; - le prestazioni di lavoratori autonomi che prestano servizi assoggettati a ritenuta alla fonte “a titolo d’imposta sul reddito”. Gli enti pubblici interessati sono: Stato, Organi dello Stato anche se aventi personalità giuridica, Enti pubblici territoriali e rispettivi consorzi, CCIAA, Istituti universitari, ASL ed enti ospedalieri, Enti pubblici di ricovero e cura con prevalente carattere scientifico, di assistenza e beneficenza e di previdenza. Il riferimento all’esigibilità dell’IVA fa si che il nuovo metodo sarà applicato anche alle fatture emesse entro il 31.12.2014 con “IVA ad esigibilità differita”, pagate dall’Ente pubblico dall’1.1.2015. Anche per tali fatture l’IVA non sarà corrisposta al fornitore bensì versata direttamente a favore dell’Erario da parte dell’Ente pubblico. Per le fatture che dovrete emettere in futuro dovrete indicare in fattura “l’IVA è versata dall’Ente pubblico ai sensi dell’art. 17-ter, DPR n. 633/72”. Non è ancora chiaro se tale novità: - renderà necessarie delle modifiche per il tracciato delle fatture elettroniche (il cui utilizzo generalizzato nei confronti della P.A. è previsto per il 31.3.2015); - comporterà la necessità di emettere note di variazione (note di credito) a seguito del pagamento da parte dell’Ente pubblico della fattura di riferimento (già emesse prima del 01/01/2015 e non ancora saldate a tale data). Non appena verranno resi noti ulteriori dettagli sarà nostra cura tenerVi aggiornati,
02-01-2015 - Esportatori abituali, dal 2015 nuove regole per le lettere d’intento. - Il decreto legislativo sulla Semplificazione fiscale (Dlgs 175/2014, art. 20) sancisce che, a partire dal 1° gennaio 2015, è soppresso l’obbligo per i fornitori degli esportatori abituali di inviare all’Amministrazione finanziaria i dati delle dichiarazioni d’intento, rimettendo l’onere proprio a carico degli stessi esportatori, che saranno così tenuti a trasmettere essi stessi i dati contenuti nella dichiarazione d’intento all'Agenzia delle Entrate, prima di inviarle ai fornitori. Dal 2015, dunque, cambia la procedura per gli acquisti in sospensione d'Iva degli “esportatori abituali”, che quindi saranno tenuti ad accertare che le dichiarazioni d'intento siano state trasmesse al Fisco. Il tutto potrà essere fatto online, utilizzando un apposito modello che l’Agenzia delle Entrate ha approvato, insieme alle relative istruzioni e specifiche tecniche, con provvedimento del 12 dicembre 2014. A loro volta, i fornitori potranno non applicare l’Iva sulle operazioni di esportazione solo dopo aver riscontrato telematicamente l’avvenuta comunicazione delle lettere d’intento all’Agenzia, pena una sanzione pecuniaria che varia dal 100% al 200% dell’imposta. L’esportatore potrà presentare direttamente la dichiarazione, se abilitato ai servizi Entratel o Fisconline, oppure avvalersi di un intermediario. Il provvedimento agenziale stabilisce che fino all’11 febbraio 2015 gli esportatori abituali possono utilizzare le vecchie regole per l’invio delle lettere d’intento al proprio fornitore. Dunque, questi potranno fino alla data indicata inviare le dichiarazioni d'intento ai loro fornitori senza averle preventivamente trasmesse all'Agenzia e i fornitori non saranno tenuti a verificare l'avvenuta trasmissione. La nuova procedura diventerà obbligatoria solo dal 12 febbraio 2015, anche se gli operatori potranno avvalersi del sistema di presentazione in via telematica già dal giorno in cui sarà pubblicato sul sito delle Entrate il software per la trasmissione telematica, denominato “Dichiarazione d’intento” (Fonte AIDC).