Source: http://www.psy.it/glossario-di-salute-e-sicurezza-del-lavoro
Timestamp: 2016-09-26 15:34:49+00:00
Document Index: 36676538

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art.6', 'art. 6', 'art.28', 'art. 38', 'art. 29', 'art. 30', 'art.32']

Glossario di salute e sicurezza del lavoro | Consiglio Nazionale Ordine Psicologi
Glossario di salute e sicurezza del lavoro
addetto al servizio di prevenzione e protezione (ASPP): persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’art. 32 del d.lgs.81/08, facente parte del servizio prevenzione e protezione dai rischi;
buone prassi: soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le norme di buona tecnica, adottate volontariamente e finalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, elaborate e raccolte dalle Regioni, dall’ISPESL, Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (oggi confluito nell’INAIL), dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e dagli organismi paritetici di cui all’articolo 51 del d.lgs. 81/08 (vedi anche relativa voce), validate dalla Commissione consultiva permanente di cui all’art.6 dello stesso decreto, previa istruttoria tecnica dell’ISPESL, che provvede a assicurarne la più ampia diffusione;
Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza del lavoro: commissione costituita da rappresentanti Stato e delle Regioni, da rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro; è disciplinata dall’art. 6 del d.lgs. 81/08 che ne elenca altresì i compiti, tra i quali l’elaborazione delle indicazioni per la valutazione del rischio stress lavoro-correlato;
documento di valutazione dei rischi (DVR): relazione che attesta la valutazione dei rischi effettuata dal datore di lavoro; deve contenere: a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa. La scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione; b) l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione; c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; d) l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; e) l’indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; f) l’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.
esperto esterno: tale figura non è esplicitamente menzionata dal d.lgs.81/08, ma è principio consolidatoche se le competenze dell’azienda sono insufficienti per organizzare adeguatamente le attività di protezione e protezione, il datore di lavoro è obbligato a fare ricorso a competenze (persone e servizi) esterne all’impresa e allo stabilimento. L’Accordo sociale europeo sullo stress lavoro-correlato, recepito dall’art.28 del d.lgs. 81/08, stabilisce che “laddove nel luogo di lavoro non siano presenti professionalità adeguate, possono essere chiamati esperti esterni, secondo la legislazione europea e nazionale, gli accordi collettivi e la prassi”;
lavoratore: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso; l’associato in partecipazione di cui all’articolo 2549, e seguenti del Codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all’articolo 18 della Legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle Leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l’allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l’allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; i volontari del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile; il lavoratore di cui al Decreto Legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni;
linee guida: atti di indirizzo e coordinamento per l’applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza predisposti dai ministeri, dalle regioni, dall’ISPESL (oggi confluito nell’INAIL) e dall’INAIL e approvati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano;
medico competente (MC): medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all’art. 38 del d.lgs.81/08, che collabora, secondo quanto previsto all’art. 29, comma 1, dello stesso decreto, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al d.lgs.81/08;
modello di organizzazione e di gestione: modello organizzativo e gestionale per la definizione e l’attuazione di una politica aziendale per la salute e sicurezza, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, lettera a), del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, idoneo a prevenire i reati di cui agli articoli 589 e 590, terzo comma, del Codice penale, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute sul lavoro; l’attuazione del modello di organizzazione e gestione approvato può sollevare dalla responsabilità amministrativa ed è disciplinato nel dettaglio dall’art. 30 del d.lgs.81/08;
norma tecnica: specifica tecnica, approvata e pubblicata da un’organizzazione internazionale, da un organismo europeo o da un organismo nazionale di normalizzazione (es. UNI, ISO, etc. ) la cui osservanza non sia obbligatoria;
organismi paritetici: organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, quali sedi privilegiate per: la programmazione di attività formative e l’elaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro; la l’assistenza alle imprese finalizzata all’attuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla Legge o dai Contratti collettivi di riferimento;
responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP): persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’art.32 del d.lgs. 81/08, designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi;
responsabilità sociale delle imprese: integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle loro attività commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate;
servizio di prevenzione e protezione dai rischi (SPP): insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori;
Testo Unico della sicurezza e salute sul lavoro: il d.lgs.81/08 viene talvolta indicato come “Testo Unico”, nonostante non tutti i giuristi siano d’accordo con tale dicitura;