Source: https://avvmichelespadaro.wordpress.com/2015/03/24/rinnovo-permesso-di-soggiorno-la-condanna-per-omicidio-colposo-violazione-codice-della-strada-non-implica-pericolosita-sociale/
Timestamp: 2018-05-27 15:41:18+00:00
Document Index: 171136094

Matched Legal Cases: ['art. 589', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 589']

Rinnovo permesso di soggiorno, la condanna per omicidio colposo (violazione codice della strada) non implica pericolosità sociale | Studio Legale Avv. Michele Spadaro - Il Blog
michelespadaro / 24 marzo 2015
L’Amministrazione dell’interno, in persona del ministro pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Bologna, domiciliataria ex lege;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 20 marzo 2014 il cons. avv. A. Gabbricci e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
“Verificato che il Bejtaga Erzen nel pomeriggio del 30.07.2007 era alla guida in stato di ebbrezza di un’autovettura di grossa cilindrata, di proprietà di terzi, trasportando un passeggero, sulla strada provinciale 285 nella periferia abitata di Rimini, conducendola ad elevatissima velocità, manifestamente incurante della sua irresponsabile e pericolosa condotta di guida già posta in essere molto prima di giungere sul luogo ove avrebbe causato l’incidente. Questi era e comunque doveva essere consapevole dei rischi provocabili dalle modalità della sua guida, la quale con alte probabilità poteva mettere a grave rischio la vita di altre persone, come negli effetti è avvenuto, causando con totale responsabilità, la morte di Uras Fabrizio investendolo sul margine opposto della stessa sede stradale ed il coinvolgimento di altri veicoli ed i rispettivi conducenti, così come anche il trasportato che si trovava sull’auto del medesimo autore. Le dinamiche rilevate dagli agenti accertatori e quelle riferite dai testimoni, descrivono un episodio di inimmaginabile gravità, sia per gli eventi, che per la condotta tenuta dal suo responsabile: omissivo in ogni soccorso alla persona investita, simulatore di danni alla propria persona e riluttante ad ogni collaborazione;
Vista l’applicazione della pena di due anni di reclusione per i reati di cui all’art. 589 c.p. applicata dal GIP di Rimini il 07.06.2007, dal quale atto si rileva peraltro che l’imputato era alla guida con un tasso alcolico il cui valore era oltre il triplo del massimo consentito;
Accertato che lo straniero era stato tratto in arresto dai Carabinieri di Pinerolo (TO) il 16.10.2001 per i reati di cui agli artt. 110, 628 e 629 c.p., ed iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Pinerolo al nr. 2759/2001 per violazione degli artt. 110, 56 e 393 c.p.; procedimento che si è concluso 1’11.03.2002 con il decreto di archiviazione per mancanza di condizioni;
Accertato che l’interessato dagli elementi di fatto acquisiti, risulta appartenere a talune delle categorie indicate nell’art. 1 della Legge 27.12.1956 nr. 1423, come sostituito dall’art. 2 della Legge 03.08.1988 nr. 327 e che pertanto è da ritenersi persona pericolosa per la sicurezza pubblica, in quanto si dimostrata persona incline alle attività illecite e delittuose;
Accertato che l’interessato è potenzialmente una persona in grado di rimettersi alla guida in stato di ebbrezza;
Preso atto che i frequenti casi di assuntori di alcool e stupefacenti alla guida, hanno generato un fenomeno che ha richiamato, più volte l’attenzione del legislatore, dell’opinione pubblica e degli organi giudicanti che riconoscono nella fattispecie di incidenti stradali l’evento doloso;
Accertato che l’interessato crea allarme sociale;
2.1. Secondo il ricorso (eccesso di potere, travisamento dei fatti, mancata considerazione di fatti e circostanze determinanti, carenza di presupposti, incongruenza e illogicità della motivazione, carenza d’istruttoria, violazione dell’art. 13, II comma, del d. lgs. 286/98 e dell’art. 1 l. 1423/56) il provvedimento impugnato si limiterebbe a rilevare l’esistenza del precedente penale a carico del Bejtaga, derivandone senz’altro la pericolosità sociale, mentre la condanna per un unico reato, quello, colposo, di cui all’art. 589 c.p., non ne potrebbe essere ragionevolmente considerata un sintomo adeguato: l’altro precedente citato non avrebbe avuto alcun seguito.
2.2. Egualmente illogico è desumere lo stato di pericolosità del Bejtaga perché egli sarebbe “potenzialmente una persona in grado di rimettersi alla guida in stato di ebbrezza”: un giudizio, questo, privo di qualsiasi giustificazione sia formale che sostanziale.
4.3. Manca, invero, nel provvedimento, la puntuale esposizione di altri elementi di fatto, che, nel complesso, consentano di affermare che il Bejtega sia potenzialmente dedito “alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica”.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento in epigrafe impugnato.
Così deciso in Bologna nella camera di consiglio addì 20 marzo 2014 con l’intervento dei signori magistrati:
24 marzo 2015 in Sentenze. Tag:condanna, omicidio colposo, pericolosità sociale, permesso di soggiorno, rinnovo
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