Source: https://legali.com/spip.php?article2085
Timestamp: 2019-11-17 13:25:06+00:00
Document Index: 20101652

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 6', 'art. 119', 'art. 6', 'art.3', 'art. 117', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 117', 'art. 119', 'art. 52', 'art. 3', 'sentenza ']

ROTTAMAZIONE DEI RUOLI: ARRIVA LA PRONUNCIA DI LEGITTIMITÃ€ DELLA CORTE (...) - Legali.com
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venerdì 16 febbraio 2018, di Maurizio Villani
La Corte Costituzionale, con sentenza n.29/2018, depositata il 14/02/2018, si Ã¨ pronunciata per la prima volta sulla legittimitÃ costituzionale della definizione agevolata dei ruoli (D.L. n.193/2016), c.d. â€œrottamazioneâ€ .
PiÃ¹ specificamente, la regione Toscana, con ricorso depositato nel febbraio 2017, ha sollevato due questioni di legittimitÃ relative agli artt. 6, commi 1 e 10, e 6-ter, del D.L. n.193/2016 (convertito con modificazioni dalla L. n.225/2016) sostenendo la presunta violazione degli artt. 117, terzo e quarto comma, 119, primo e secondo comma, e 3 della Costituzione.
In particolare la Giunta regionale ha ritenuto incostituzionali gli articoli 6 e 6-ter della legge fiscale, perchÃ© in contrasto con l’autonomia tributaria regionale e responsabili di creare disparitÃ tra le Regioni.
ïƒ˜	in primo luogo, ha rilevato la presunta violazione delle competenze regionali in materia di tributi propri.
Secondo la regione Toscana (in relazione allâ€™art. 6, commi 1 e 10, del DL n. 193/2016), la rottamazione dei ruoli, includendo la totalitÃ delle entrate affidate allâ€™agente della riscossione, tra cui i tributi regionali, avrebbe comportato la violazione della riserva di competenza in materia di tributi propri (in quanto la definizione agevolata comprende anche tributi regionali rispetto ai quali sussiste la potestÃ legislativa della Regione). Inoltre, le disposizioni impugnate sarebbero in contrasto con lâ€™art. 119 Cost., primo e secondo comma, lasciando le regioni prive di una entrata, senza prevedere meccanismi di rientro o di compensazione, ed impedendo di esercitare correttamente le attribuzioni regionali, con conseguente violazione della loro autonomia finanziaria. La disciplina in oggetto, sotto l’aspetto dell’incidenza sostanziale sull’autonomia finanziaria dell’ente, avrebbe, quindi, arrecato un pregiudizio alle casse regionali;
ïƒ˜	in secondo luogo, ha impugnato lâ€™articolo 6-ter del DL n.193/2016, nella parte in cui ha rimesso alle decisioni degli enti territoriali, che si fossero avvalsi ai fini della riscossione dellâ€™ingiunzione fiscale , la scelta di adottare o meno la normativa sulla rottamazione (lâ€™art. 6 ter del D.L. n.193/2016 ha previsto la possibilitÃ per gli enti locali di ricorrere alla procedura di definizione agevolata anche nei casi di entrate tributarie riscosse mediante ingiunzione di pagamento, subordinando lâ€™adesione alla rottamazione ad una libera scelta dellâ€™ente; di converso, nel caso di somme iscritte a ruolo, la rottamazione Ã¨ stata imposta in via del tutto automatica).
Secondo la regione Toscana, la disposizione avrebbe introdotto unâ€™ingiustificata e irragionevole disparitÃ di trattamento tra le Regioni e gli enti locali che hanno affidato, a suo tempo, la riscossione coattiva allâ€™Agente della riscossione - Equitalia, rispetto agli enti che hanno scelto di avvalersi di concessionari privati: mentre i primi sono stati obbligati a sottostare alla cosiddetta â€œrottamazione delle cartelleâ€ , gli altri hanno avuto la possibilitÃ di regolamentare la suddetta definizione agevolata, compresa la possibilitÃ di non prevederla.
CiÃ², a dire della ricorrente, avrebbe determinato unâ€™irragionevole disparitÃ di trattamento tra i vari enti locali e regionali. Sarebbe, quindi, stato violato il principio di uguaglianza di cui allâ€™art.3 della Costituzione.
Si Ã¨ costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dallâ€™Avvocatura generale dello Stato, chiedendo il rigetto del ricorso della regione Toscana, sulla scorta del fatto che le disposizioni impugnate atterrebbero a scelte di fondo e a obiettivi di risanamento finanziario che legittimamente il legislatore ha perseguito nellâ€™esercizio della competenza legislativa esclusiva in materia di â€œsistema tributario e contabile dello Stato, e perequazione delle risorse finanziarieâ€ , ai sensi dellâ€™art. 117, secondo comma, lettera e), Cost..
Con riferimento alla prima questione di legittimitÃ , la Consulta ha inteso chiarire che la definizione agevolata dei ruoli prevista dal D.L. n. 193/2016 non ha assorbito in alcun modo le competenze regionali e degli enti locali. PiÃ¹ semplicemente, si Ã¨ trattato di una riforma di sistema, avente ad oggetto la riscossione mediante ruoli e la soppressione di Equitalia, che ha richiesto la previsione di una disciplina centralizzata e omogenea.
In sentenza si legge: << â€¦ le disposizioni impugnate si inseriscono in un piÃ¹ ampio contesto normativo (art. 1 del d.l. n. 193 del 2016) caratterizzato dallo scioglimento, a decorrere dal 1Â° luglio 2017, delle societÃ del Gruppo Equitalia (ad eccezione di Equitalia giustizia spa che continua a occuparsi della gestione del Fondo unico giustizia), con la conseguente attribuzione delle relative funzioni ad un apposito ente pubblico economico (Agenzia delle entrate-Riscossione), sottoposto allâ€™indirizzo e alla vigilanza del Ministro dellâ€™economia e delle finanze e al monitoraggio della stessa Agenzia (...) si Ã¨ in presenza, pertanto, di una riforma di sistema, sia pure limitata nel tempo, avente ad oggetto specificamente la riscossione mediante ruoli; una procedura caratterizzata da esigenze unitarie che impongono una disciplina centralizzata ed omogenea per tutte le Regioni e gli enti interessati. In questa prospettiva, in particolare, non puÃ² assumere rilievo il fatto che siano coinvolte anche le imposte â€œproprieâ€ delle Regioni, come lamenta la ricorrente, atteso che, sul piano formale, non si giustificherebbero modalitÃ diverse di una procedura naturalmente unitaria, e, sul piano sostanziale, ne deriverebbe la necessitÃ di moltiplicare lâ€™emissione dei ruoli in relazione ai differenti tipi di imposte, con un appesantimento operativo incompatibile con la finalitÃ perseguita di migliorare la razionalitÃ e la efficienza del sistema. Ricorrono, dunque, le condizioni che legittimano lâ€™esercizio della potestÃ legislativa concorrente dello Stato del Â«coordinamento [...] del sistema tributarioÂ» ai sensi dellâ€™art. 117, terzo comma, Cost. nonchÃ© dellâ€™art. 119, secondo comma, Cost., e in conseguenza non sussiste la lamentata lesione delle competenze regionali in materia di autonomia finanziaria>>.
Inoltre, per ciÃ² che attiene allâ€™asserito pregiudizio arrecato alle casse regionali, la Consulta ha chiarito che la Regione ricorrente non ha dimostrato il calo di gettito determinato dalla novella, ancor piÃ¹ se si considera che, secondo le stime statali, la stessa abbia prodotto un incremento di entrate.
Con riferimento alla seconda questione di legittimitÃ costituzionale prospettata dalla regione Toscana, la Consulta ha respinto la censura, specificando che Ã¨ legittima la disciplina in materia di ingiunzioni di pagamento, atteso che:<< (â€¦) Come si Ã¨ giÃ chiarito, la riforma ha un ambito specifico e limitato, che trova la sua ratio giustificatrice nellâ€™affidamento della riscossione delle imposte ad Equitalia, prima, e allâ€™ente ad essa succeduto, poi, tramite la emissione di ruoli. Da questo ambito rimane dunque estraneo il sistema dellâ€™ingiunzione, che Ã¨ gestito dagli enti impositori, direttamente ovvero tramite affidamento a terzi, ai sensi dellâ€™art. 52 del decreto legislativo15 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione dellâ€™imposta regionale sulle attivitÃ produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dellâ€™Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonchÃ© riordino della disciplina dei tributi locali). Se ciÃ² nonostante il legislatore statale ha ritenuto di prendere in considerazione anche questa procedura esecutiva, appare corretto che sia stata rimessa agli stessi enti la scelta della estensione o meno della definizione agevolata, oltre alla relativa disciplina, nel rispetto dellâ€™ordinario riparto di competenze. Il diverso trattamento tra i due metodi di riscossione, dunque, non comporta la violazione dellâ€™art. 3 Cost., nÃ© sotto il profilo della disparitÃ di trattamento, attesa la loro differenza strutturale proprio sul punto qualificante dellâ€™intervento legislativo, nÃ© sotto quello della ragionevolezza>>.
In buona sostanza, con riguardo alla lesione dellâ€™autonomia della Regione, la sentenza della Corte Costituzionale ha ritenuto condivisibile che il legislatore abbia rimesso alla volontÃ degli enti che si avvalgono dellâ€™ingiunzione fiscale la scelta di aderire o meno alla rottamazione, proprio alla luce del fatto che il sistema dell’ingiunzione Ã¨ autonomo e gestito dagli enti impositori direttamente o tramite affidamento a terzi.
In definitiva, la Corte Costituzionale ha rigettato le eccezioni sollevate dalla regione Toscana, facendo leva sulla peculiaritÃ della definizione agevolata. A parere della Consulta, la rottamazione non ha travalicato le competenze delle regioni e degli enti locali; si Ã¨ trattato di una misura volta a evitare che Agenzia delle entrate-Riscossione, ex Equitalia, nascesse giÃ oberata da un pesante fardello di arretrato di carichi pendenti. Pertanto, non vi Ã¨ stata nÃ© alcuna lesione delle prerogative delle regioni in tema di tributi propri, nÃ© una disparitÃ di trattamento rispetto alle previsioni in materia di ingiunzione fiscale, secondo le quali la definizione agevolata rappresenta una mera facoltÃ dellâ€™ente impositore. Si Ã¨ trattato di una riforma di sistema per la quale Ã¨ stato necessario prevedere una disciplina chiara, omogena e centralizzata per tutte le regioni e gli enti interessati.