Source: http://bur.regione.emilia-romagna.it/dettaglio-inserzione?i=05fd7497edfa4c73a47fcbc2180a028f
Timestamp: 2019-07-17 14:28:24+00:00
Document Index: 25856682

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 19', 'art. 15', 'art. 90', 'art. 20', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 40', 'art. 8', 'art. 146', 'art. 146', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 28', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 16']

Procedura di Valutazione di impatto ambientale (VIA) relativa al progetto di ampliamento dell'invaso interaziendale denominato "Castagneto" al servizio del Consorzio Irriguo Poggio San Ruffillo nei comuni di Brisighella e di Faenza (RA) — E-R BUR 326/2018
a) la Valutazione di Impatto Ambientale positiva, ai sensi dell’art. 16 della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, sul progetto “ampliamento dell’invaso interaziendale denominato “Castagneto” ad uso irriguo nei Comuni di Brisighella e di Faenza” a servizio del Consorzio Irriguo Poggio San Ruffillo;
b) di dare atto che il progetto in oggetto, secondo gli esiti dell’apposita Conferenza di Servizi conclusasi il giorno 13 luglio 2018, è ambientalmente compatibile e realizzabile a condizione che siano rispettate le prescrizioni previste nei quadri 1.C, 2.C, 3.C, del Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1, di seguito trascritte:
1. Nella realizzazione di infrastrutture lineari si dovrà evitare che le stesse corrano parallelamente ai corsi d'acqua. A tal fine in concomitanza con la comunicazione di fine lavori dovrà essere presentato un apposito elaborato all’Unione della Romagna Faentina e alla Regione Emilia-Romagna – Servizio VIPSA.
2. L’Agenzia Regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione Civile della Regione Emilia-Romagna ha concesso il nulla osta al progetto a i sensi dell’art. 19 L.R. n. 13/2015 e ss.mm.ii. subordinandolo al rispetto delle seguenti prescrizioni:
per gli Aspetti sismici
a) prima dell’inizio dei lavori, dovrà essere fornita adeguata documentazione tecnica prevista dalla vigente regolamentazione regionale, riguardante gli aspetti sismici inerenti la realizzazione del “Nuovo Locale Tecnico”, costituito da struttura prefabbricata in legno, in funzione della rilevanza dell’opera, come di seguito specificato:
se il nuovo manufatto rientra nella casistica degli “Interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici” disciplinati dalla propria deliberazione n. 2272/2016 con riferimento alla voce “Locali per impianti tecnologici ad un solo piano” di cui al Punto A.3.2 lettera a) [L1] oppure lettera b) [L2], dovrà essere prodotta la documentazione prescritta dalla stessa DGR in base al livello di adempimento [L1] o [L2] previsto nello specifico caso;
se il nuovo manufatto non sia riconducibile alla casistica degli interventi disciplinati dalla DGR sopra indicata, l’opera di nuova costruzione rientra nell’ambito di applicazione dell’Art.9 della L.R. n. 19/08 e quindi dovrà essere allegato il progetto esecutivo delle strutture ai sensi dell’Art.12, Comma 1, della stessa L.R. nel rispetto dei contenuti minimi progettuali stabiliti dalla propria deliberazione n. 1373/2011.
Per gli Aspetti idraulici
a) prima dell’inizio dei lavori dovrà essere fornita opportuna documentazione inerente lo studio degli effetti conseguenti ad un possibile collasso arginale (Dam-Break), insieme all’asseverazione della quota dell’argine che sarà effettivamente realizzato come contenimento del bacino;
b) tutti gli attraversamenti del Demanio idrico (Fiume Lamone e rii minori) con le nuove condotte per l’espansione della rete irrigua dovranno essere segnalate con pali di opportuna dimensione su entrambe le sponde dei corsi d’acqua, provvisti di targa che riporti informazioni generali sulla rete idrica interessata;
c) per quanto riguarda l’attraversamento del Fiume Lamone denominato F1, previsto in località Molino del Rosso/Castagneto/Molinaccio/La Vezzana (documento 2_11 del Quadro di riferimento progettuale), le lavorazioni non dovranno modificare la sezione idraulica tarata in corrispondenza del teleidrometro ivi presente. A lavori ultimati dovrà essere fornito all’Agenzia il rilievo della sezione idraulica risultante in conseguenza della realizzazione dello stesso attraversamento;
d) in concomitanza con la realizzazione dell’attraversamento del Fiume Lamone denominato F2, previsto a valle della chiusa di Errano (documento 2_11 del Quadro di riferimento progettuale), dovrà essere eseguito il completo svaso del deposito alluvionale attualmente presente a monte del guado;
e) le opere rientrano in una zona con pericolosità idraulica, così come individuata dal Piano stralcio per il rischio idrogeologico dell'Autorità dei Bacini Regionali Romagnoli e, pertanto, il presente nulla osta non rappresenta garanzia di sicurezza idraulica. In caso di emissione di Allerta idrogeologica-idraulica da parte di ARPAE Emilia-Romagna/Agenzia Regionale Sicurezza Territoriale e Protezione civile, in particolare nelle zone A1 e A2, si dovrà provvedere alla immediata sospensione delle attività di cantiere e dovranno essere evacuati i luoghi soggetti a rischio, fin dalla dichiarazione del livello di criticità ordinaria (codice giallo); sarà cura del proponente consultare la eventuale emissione di allerte al sito https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it/ oppure presso l'Ufficio di Protezione Civile Comunale;
f) durante la realizzazione delle opere in ambito di demanio idrico, il Proponente è tenuto a consentire in qualunque momento l'accesso alle aree demaniali al personale dell’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile per controllo, vigilanza, rilievi e accertamenti, con relativi strumenti, mezzi d’opera e di trasporto.
3. In merito alla conformità del progetto in relazione al vincolo idrogeologico l’Unione della Romagna Faentina ha espresso parere favorevole da intendersi quale Autorizzazione all’esecuzione di lavori su terreni sottoposti a vincolo idrogeologico, subordinandolo al rispetto delle seguenti prescrizioni:
a) i lavori dovranno essere eseguiti come da progetto presentato; qualsiasi altra opera diversa da quanto specificato negli elaborati progettuali depositati agli atti in formato elettronico presso il Servizio Politiche Forestali e Ambientali dell'Unione della Romagna Faentina (pratica n. 23/2017), è subordinata alla normativa vigente in materia di Vincolo Idrogeologico;
b) i movimenti di terreno dovranno essere limitati allo stretto necessario, eseguiti in modo tecnicamente idoneo e razionale e nella stagione più favorevole, adottando tutti gli accorgimenti necessari ad evitare, durante e dopo l’esecuzione, eventuali danni alla stabilità dei terreni e al buon regime delle acque;
c) l’esecuzione dei lavori non dovrà arrecare alcun danno a piante, strade e scoli esistenti nelle immediate vicinanze dell’area interessata dall’intervento;
d) dovranno essere tassativamente rispettate tutte le prescrizioni relative alle modalità di esecuzione dell’intervento, contenute nella relazione geologica di progetto;
e) limitare il taglio della vegetazione arborea e arbustiva allo stretto necessario per l'apertura della trincea di scavo;
f) si prescrivono controlli di cantiere durante la fase di interramento della condotta, al fine di rilevare eventuali situazioni di possibile ristagno idrico, da rimediare con opere drenanti sub-superficiali;
g) la trincea di scavo dovrà essere prontamente richiusa mediante adeguata compattazione del terreno, affinché non costituisca via preferenziale per l'infiltrazione idrica, per non provocare punti di debolezza lungo i versanti;
h) nei tratti in cui la condotta attraversa i pendii, al fine di evitare possibili zone di innesco di frane, la trincea di scavo dovrà essere munita di apposito sistema drenante per lo smaltimento rapido delle acque di infiltrazione;
i) tutti i lavori dovranno essere rapportati alle modalità ed alle limitazioni delle Prescrizioni di massima e di Polizia forestale vigenti;
j) si dovrà dare comunicazione dell’inizio dei lavori alla competente Stazione dei Carabinieri-Forestale di Brisighella (RA);
k) il provvedimento di V.I.A. finale dovrà essere conservato in modo da esibirlo in caso di controllo da parte dei soggetti autorizzati.
4. Per quanto riguarda l’autorizzazione paesaggistica di competenza dell’Unione della Romagna Faentina con il parere della soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:
a) fatte salve specifiche norme che eventualmente lo vietassero, venga realizzata attorno all’intero invaso (preesistente e ampliato), una piantumazione di essenze arboree almeno in doppio filare, con interposte essenze arbustive, per una armonica articolazione dell’opera nel contesto; il proponente dovrà quindi verificare in corso d’opera l’eventuale sussistenza di oggettivi impedimenti alla realizzazione delle alberature nei termini prescritti, presentando relativa documentazione dimostrativa da sottoporre alla valutazione degli Enti competenti (Unione della Romagna Faentina, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Agenzia Regionale per la Sicurezza territoriale e la protezione Civile-Area Romagna);
b) considerato che la tav. 6 (planimetria dello stato di progetto) individua una nuova condotta che parte dai locali tecnici e attraversa anche il Fiume lamone, senza specificare se si tratta di una condotta aerea o interrata, si prescrive che la condotta che ha origine dai locali tecnici e attraversa il fiume Lamone sia interamente interrata.
5. Per quanto riguarda il nulla osta sulla tutela archeologica di competenza della soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:
a) visto che l’area oggetto dell’intervento ricade in una zona a media potenzialità archeologica si dispone che le opere di escavazione dell’ampliamento dovranno essere precedute dall’esecuzione di sondaggi preventivi, tali da garantire un’adeguata campionatura dell’area interessata dal progetto, al fine di rilevare eventuali criticità archeologiche ed adottare le opportune misure di tutela; tutti i lavori di scavo relativi all’impianto di distribuzione e collegamento alla rete dovranno essere assoggettati a controllo archeologico in corso d’opera. siano realizzate con controllo archeologico affidato a operatori archeologi di provata professionalità esterni all’Amministrazione. Il controllo dovrà essere eseguito con oneri non a carico di questo Ufficio secondo le indicazioni fornite da questa Soprintendenza, che assumerà la direzione scientifica dell’intervento”;
b) i sondaggi preventivi, da realizzarsi attraverso l'uso di mezzo meccanico dotato di benna liscia, dovranno essere eseguiti su un campione sufficientemente rappresentativo (sia in estensione, sia in profondità) per la definizione delle caratteristiche della stratificazione e dell'eventuale presenza di evidenze archeologiche;
c) l'esecuzione delle opere di archeologia preventiva e di controllo dovrà essere attuata da operatori archeologi specializzati, senza alcun onere per questa Soprintendenza, che assumerà la direzione scientifica dell'intervento. I tempi e modalità di esecuzione dei lavori dovranno essere concordati con il funzionario responsabile di zona e dovranno raggiungere la quota di fondo scavo necessaria per i previsti lavori. I controlli potranno essere interrotti solo all'intercettazione accertata del suolo vergine o di situazioni compromesse da interventi di scavo precedenti, tali da aver cancellato la leggibilità di qualunque sedimentazione;
d) la società incaricata della sorveglianza dovrà produrre settimanalmente rapporto sulla progressione dei lavori, anche in assenza di rinvenimenti (tratto interessato dalla sorveglianza, operatori presenti, eventuali segnalazioni, sospensioni, ecc.); tali rapporti potranno essere anche anticipati via mail, ma andranno in seguito allegati alla Relazione Archeologica Definitiva;
e) nel corso dei lavori la sorveglianza potrà essere sospesa per i tratti che, alle quote di posa dell'opera, si presentino completamente compromessi; di questo andrà resa notizia, anche anticipata via mail, nella Relazione Archeologica Definitiva, con relativo posizionamento;
f) in caso di rinvenimenti archeologici dovrà essere data immediata comunicazione a questa Soprintendenza, che procederà a fornire le indicazioni dovute su tempi e modalità di intervento (compreso eventuale scavo stratigrafico e scientifico);
g) il nulla osta definitivo - che potrà essere rilasciato anche settore per settore - sarà emesso a seguito della consegna, da parte della ditta archeologica incaricata, della Relazione Archeologica;
h) nella Relazione Archeologica Definitiva dovrà essere prodotta adeguata documentazione grafica e fotografica (fotografie per ogni pozzetto e colonne stratigrafiche in scala 1:20, posizionate sul tracciato e quotate, in caso di presenza di stratigrafia conservata).
6. L’Ente di gestione per i parchi e la Biodiversità – Romagna, ai fini di una positiva Valutazione di incidenza, prescrive di:
a) contenere al massimo la cantierizzazione, sia in termini temporali sia relativamente all’occupazione del territorio, così da arrecare il minor disturbo possibile alle specie faunistiche presenti in zona;
b) limitare il più possibile l’impatto dei mezzi meccanici utilizzando macchine di dimensioni contenute, percorsi opportunamente delimitati e modalità di accesso e transito rispettose dell’ambiente;
c) eseguire i lavori, in modo tecnicamente idoneo e razionale, adottando tutti gli accorgimenti utili onde evitare eventuali danni alla stabilità dei terreni ed al buon regime delle acque;
d) limitare il taglio delle piante allo stretto necessario (piante cresciute all'interno o a ridosso della cunetta stradale) per la posa in opera della tubazione;
e) adottare l’impiego di strumenti, macchine e modalità d’intervento che agiscano mediante taglio netto di fusti e rami, evitando di lacerare, slabbrare o strappare la vegetazione;
f) l’esecuzione dei lavori non dovrà arrecare alcun danno a piante, terreni e suoli esistenti nelle immediate vicinanze dell’area interessata;
g) ripristinare e riportare alle condizioni iniziali le aree di cantiere e la viabilità di accesso e di servizio.
7. Prima dell’inizio dei lavori dovrà essere approvata dall’organo comunale, a pena di decadenza della conclusione positiva del procedimento di VIA, la convenzione per l’estrazione e la commercializzazione del materiale inerte.
8. L’invaso deve rispettare una capacità massima di accumulo pari a mc 249.680.
9. La portata massima di derivazione di acque dal Fiume Lamone è di 30 l/s corrispondente a volume complessivo annuo di circa 327.240 m3/a.
10. Il DMV medio da lasciare defluire in alveo da maggio a settembre dovrà essere di 0,31 mc/s e il DMV medio da ottobre a aprile dovrà essere di 0,46 mc/s.
11. E’ necessario l’installazione di strumenti tecnicamente idonei a fornire la corretta misurazione delle portate prelevate.
12. Per quanto riguarda le interferenze con le infrastrutture stradali l’Unione della Romagna Faentina nel proprio parere sulla viabilità pubblica prescrive che:
a) gli spessori del sottofondo stradale ed i conglomerati previsti devono essere realizzati tenendo conto delle prescrizioni del Regolamento scavi del Comune di Faenza (atto C.C. n. 275 del 15/11/2010 - prot. n. 44926 del 19/11/2010 e successive modifiche) e relativi Allegati; inoltre, deve essere previsto il ripristino definitivo esteso della superficie stradale come prescritto dal regolamento stesso;
b) i lavori di scavo dovranno essere eseguiti rispettando le norme tecniche allegate al regolamento in oggetto, in particolare la profondità del tubo sulla sede stradale dovrà essere superiore a 1 ml. ed in corrispondenza dei fossi dovrà avere una profondità di almeno 50 cm. rispetto al piano di scorrimento del fosso stesso. Per gli altri attraversamenti dovrà essere acquisito il parere degli enti interessati (Provincia, Anas, ecc.);
c) dovrà essere presentata la richiesta di autorizzazione allo scavo su suolo pubblico per la realizzazione sia degli interventi di attraversamento stradale che per i tratti longitudinari in pertinenza stradale, di competenza del Comune di Faenza, ai sensi del regolamento scavi vigente;
d) per gli scavi su strade vicinali non consorziate con servitù di uso pubblico, dovrà essere richiesto il consenso dei frontisti;
e) tutte le modifiche alla viabilità ordinaria, necessarie per i lavori di realizzazione delle opere di attraversamento della sede stradale e di posizionamento delle tubazioni lungo le fasce di pertinenza stradale, sono subordinate all'ottenimento preventivo dell'ordinanza prevista dal Codice della Strada, ammessa anche in versione cumulativa. Si precisa che in fase cantieristica per la segnaletica occorre fare riferimento al D.M. 10/7/2002 e s.m.i.
13. Per quanto riguarda gli aspetti sulle interferenze delle opere con la viabilità pubblica provinciale, la provincia di Ravenna – Servizio di programmazione Territoriale prescrive che:
a) gli attraversamenti sotterranei dovranno essere realizzati avendo cura di non danneggiare le pertinenze stradali, con l'impiego di attrezzatura spingitubo e/o presso trivella o T.O.C., alla profondità non inferiore a m 1,00 sotto il piano di scorrimento di progetto del fondo fosso di guardia e/o sotto il piano viabile;
b) dovrà essere impiegato un tubo camicia di dimensioni adeguate, provvisto a distanza di almeno 2 m dal ciglio fosso, lato campagna, di pozzetto o valvola di intercettazione al fine di evitare pericolose perdite d'acqua sotto il piano viabile;
c) il soggetto attuatore dovrà comunque, in fase esecutiva, prima di realizzare ogni singolo intervento, in corrispondenza della rete stradale provinciale, ottenere specifica autorizzazione/concessione provinciale all'occupazione permanente di aree e spazi demaniali interessati dal singolo intervento di attraversamento (e/o fiancheggiamento), avendo cura di rispettare le singole e specifiche prescrizioni in essa contenute;
d) al fine di ridurre l'incidenza giornaliera dei transiti non dovrà essere superata la soglia giornaliera per la movimentazione di terreno di 50 viaggi andata e ritorno / giorno;
e) dovrà essere prevista l’installazione di adeguata segnaletica di preavviso del pericolo sull'innesto, sia verticale che orizzontale, dotata di dispositivi luminosi a luce lampeggiante (eventualmente alimentati da energia solare) segnalando l'incrocio e i mezzi d'opera in manovra;
f) dovrà essere prevista la messa in posa di uno specchio parabolico in corrispondenza dell'immissione per facilitare le manovre di svolta a sinistra. Segnaletica da collocarsi nel rispetto dei criteri stabiliti dal Codice della Strada e secondo le disposizioni di dettaglio operative da definirsi successivamente con il Settore LL.PP. della Provincia e del Comune;
g) il trasporto del materiale dovrà avvenire impiegando esclusivamente mezzi isolati di peso, a pieno carico, non superiore a t. 40, gli autocarri carichi dovranno viaggiare a velocità moderata (max 40 Km/ora) mantenendo tra essi una distanza non inferiore a m. 300 e dovranno ridurre la velocità, adottando le opportune cautele ed accorgimenti nell'incrociare altri automezzi di tipo pesante. Dovrà essere evitato nel modo più assoluto, adottando gli opportuni accorgimenti, che gli autocarri depositino sul piano viabile della provinciale fango od altro materiale; in questo senso il percorso di uscita sulla provinciale dovrà essere pavimentato per almeno 100 metri a ritroso rispetto all'immissione stessa;
h) i trasporti dovranno essere interrotti in presenza di condizioni meteorologiche sfavorevoli (pioggia intensa, neve, nebbia, ectF) ed in presenza di condizioni particolari; Il titolare della autorizzazione all'intervento dovrà impegnarsi a non danneggiare, con il trasporto del materiale scavato, la sovrastruttura stradale, i fossi di guardia, le banchine stradali e le relative pertinenze della SP n. 302 R Brisighellese Ravennate, fino all'innesto con la SS n. 9 Via Emilia. In questo senso il soggetto che si occupa della movimentazione del materiale estratto, dovrà mantenere in atto a favore dell’Amministrazione Provinciale, una fideiussione per complessivi € 70.000,00 a titolo di cauzione, che dovrà essere tenuta a disposizione dell'Amministrazione, a garanzia degli eventuali danni arrecati alla viabilità provinciale. A tal proposito si prevede, preliminarmente all'avvio dei transiti lungo la strada provinciale, di effettuare un sopralluogo congiunto, al fine di constatare lo stato di conservazione del piano viabile provinciale interessato;
i) al termine delle attività di trasporto degli inerti dovrà essere previsto un ulteriore sopralluogo tecnico congiunto al fine di verificare lo stato di consistenza del corpo stradale e delle relative pertinenze al fine di accertare eventuali danni. Al termine dei trasporti la cauzione sarà restituita al soggetto attuatore previo conguaglio fra le spese sostenute per i lavori stradali di ripristino, in caso di mancato adempimento agli obblighi succitati.
14. In merito all’autorizzazione alla produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico galleggiante):
a) è obbligatoria l’osservanza del D.M. n. 37/2008 in materia di sicurezza sugli impianti;
b) ai sensi dell'art. 15.5, PARTE III del D.M. 10/9/2010 "L'Autorizzazione Unica prevede un termine per l'avvio e la conclusione dei lavori decorsi i quali, salvo proroga, la stessa perde efficacia. I suddetti termini sono congruenti con i termini di efficacia degli atti amministrativi che l'autorizzazione recepisce e con la dichiarazione di pubblica utilità. Resta fermo l'obbligo di aggiornamento e di periodico rinnovo cui sono eventualmente assoggettate le autorizzazioni settoriali recepite nell'Autorizzazione Unica.";
c) ai sensi e per gli effetti di cui alla L.R. n. 15/2013 ”Disciplina generale dell’edilizia” e ss.mm.ii. e nel rispetto di quanto disposto nei vigenti regolamenti comunali in materia, si dispone che l’inizio dei lavori dovrà avvenire entro 1 anno dalla data della presente autorizzazione e se ne dovrà dare preventiva comunicazione ad ARPAE SAC di Ravenna e all’Unione dei Comuni della Romagna Faentina e comunque non oltre la data di inizio lavori, inoltre si dovrà documentare eventuali ritardi dovuti a causa di forza maggiore, non imputabili al titolare dell’autorizzazione, e concordare con gli Enti citati un nuovo termine;
d) la fine lavori dovrà avvenire entro 3 anni dalla data del loro inizio e se ne dovrà dare contestuale comunicazione ad ARPAE SAC di Ravenna e all’Unione dei Comuni della Romagna Faentina;
e) prima della comunicazione di inizio lavori il Consorzio Irriguo Poggio-San Ruffillo dovrà depositare in originale ad ARPAE SAC di Ravenna una polizza fidejussoria bancaria o assicurativa, avente come beneficiario ARPAE - Direzione Regionale, via Po n. 5, 40139 Bologna, di importo pari a 8.242,88 euro (dicasi ottomiladuecentoquarantadue/88 euro), a copertura dell’intero costo degli interventi di dismissione e delle opere di rimessa in pristino del progetto e conforme ai contenuti della DDG n. 55/2016; a seguito della comunicazione di accettazione da ARPAE SAC di Ravenna potrà essere deposita la comunicazione di inizio lavori;
f) in ordine agli adempimenti sulla sicurezza del cantiere e al mercato del lavoro, dovrà essere presentata a corredo della comunicazione di inizio lavori, la seguente documentazione:
Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) in originale in corso di validità (non anteriore a tre mesi);
dichiarazione del committente/responsabile dei lavori di avere effettuato verifiche previste dall’art. 90, comma 9, lettere a) e b) del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.;
notifica preliminare o motivazione per cui non sia necessaria;
g) il proponente dovrà impegnarsi a comunicare ad ARPAE SAC di Ravenna e all’Unione dei Comuni della Romagna Faentina la cessazione dell'esercizio dell'impianto e la comunicazione di inizio e fine lavori di dismissione dell'impianto;
h) i costi del piano smaltimento e il valore della fidejussione a garanzia dell'obbligo di ripristino dovranno essere rivalutati sulla base del tasso di inflazione programmata ogni 5 anni; parimenti detta garanzia dovrà essere aggiornata all'atto del rilascio del rinnovo dell'autorizzazione;
i) il mancato adeguamento della garanzia finanziaria nei tempi di cui al punto 11 comporterà, previa diffida da parte dell'Ente competente, la revoca dell'Autorizzazione unica rilasciata;
j) dovranno essere citati gli estremi dell’atto di autorizzazione alla produzione di energia da fonti rinnovabili in tutte le future domande tendenti ad ottenere titoli edilizi per le eventuali successive modifiche da apportare al progetto definitivo approvato e oggetto della presente;
k) varianti in corso d’opera dovranno essere richieste o presentate ai sensi della normativa vigente;
l) il presente atto autorizzativo, unitamente agli eventuali allegati, dovrà essere esibito in cantiere ai Funzionari comunali, agli Ufficiali ed agenti di Polizia Giudiziaria in base alle specifiche richieste;
m) il titolare dell'autorizzazione, il direttore dei lavori e l’assuntore dei medesimi, sono responsabili di ogni inosservanza delle norme di legge, dei regolamenti, delle prescrizioni e delle modalità esecutive fissate nell'atto autorizzativo;
n) tutte le opere ed interventi previsti dal progetto dovranno essere realizzate in conformità alla documentazione progettuale presentata all’interno della presente procedura agli atti di ARPAE Struttura Autorizzazioni e Concessioni di Ravenna pratica SINADOC n. 2018/12525;
o) l’esercente ha l’obbligo di informare ARPAE SAC di Ravenna e l’Unione dei Comuni della Romagna Faentina entro il 15 febbraio di ogni anno dei dati di esercizio, dei programmi di manutenzione degli impianti che comportino arresti di lunga durata nonché della definitiva messa fuori servizio dei medesimi. Il Rapporto annuale, sezione “Dati di esercizio” deve contenere informazioni aggiornate e di dettaglio riguardanti in particolare:
la produzione energetica totale definita come energia elettrica equivalente;
l’energia autoconsumata e l’energia prelevata dalla rete;
la caratterizzazione dei principali impatti ambientali (risorse naturali utilizzate, emissioni in atmosfera, produzione e gestione scarichi idrici e rifiuti, odori, rumore, campi elettromagnetici, impegno delle reti locali per l’approvvigionamento degli impianti);
le iniziative di formazione e informazione degli operatori addetti;
rapporti con la comunità locale;
le eventuali situazioni incidentali;
p) all’emanazione della Delibera della Giunta Regionale di cui all’art. 20 comma 3 della L.R. n. 26/2004, i dati di cui al punto precedente dovranno essere implementati con gli ulteriori dati eventualmente previsti nella delibera citata;
q) gli impianti di generazione energetica vanno mantenuti in stato di perfetta efficienza, anche attraverso i programmi di monitoraggio e di manutenzione di cui in progetto;
r) per quanto riguarda l’illuminazione esterna si prescrive che il progetto sia conforme alla normativa regionale L.R. 19/2003 e s.m.i. e alla propria deliberazione n. 1732 del 12/11/2015;
s) l’impianto dovrà essere condotto con modalità e mezzi tecnici atti ad evitare pericoli per l’ambiente e al personale addetto.
15. Per quanto riguarda il permesso di costruire l’Unione della Romagna Faentina nel proprio parere prescrive che:
a) l’intervento dovrà essere conforme alla normativa antisismica, indipendentemente da ogni altro aspetto progettuale, eventuali modifiche al progetto necessarie per la rigorosa conformità alla normativa antisismica dovranno essere oggetto di apposita variante prima dell’inizio dei lavori;
b) ogni eventuale intervento in variante durante l'esecuzione dei lavori dovrà essere oggetto di valutazione ai fini delle corrette procedure in materia edilizia e paesaggistica.
16. Al fine di limitare la polverosità e l'impatto in generale sulla matrice aria dell'attività di ampliamento dell'invaso, devono essere messi in atto tutte le mitigazioni previste dal progetto e dalla normativa vigente, in particolare:
dovranno essere messi in atto tutti gli accorgimenti tali da evitare il sollevamento di polveri e l’imbrattamento della sede stradale pubblica. In caso venga ravvisata una criticità in tale senso durante l’attività di cantiere, dovrà essere tempestivamente realizzato e correttamente gestito un sistema di lavaggio dei pneumatici degli automezzi utilizzati atto a contenere l’eventuale esternalità e nell’area in prossimità dell'uscita del cantiere si dovrà prevedere un sistema di lavaggio delle ruote con ugelli ad alta pressione;
per un tratto maggiore di 50 m prima della immissione nella viabilità pubblica, il fondo della pista deve essere adeguatamente compattato e costituito da materiale atto a minimizzare gli impatti della polverosità indotta dalla movimentazione. Dovrà essere quindi presentata una relazione all’Unione della Romagna Faentina, al Servizio VIPSA della Regione Emilia-Romagna al completamento dell’escavazione degli inerti.
17. Per quel che riguarda il rumore, dovranno essere seguite le opportune accortezze al fine di contenere l’emissione sonora con gli accorgimenti di cui alla normativa vigente, in particolare durante la fase di cantiere che risulta essere quella più critica. A tal fine dovrà essere prodotta una relazione di impatto acustico entro la fine della fase di escavazione degli inerti ad ARPAE Sezione provinciale di Ravenna e all’URF;
c) di dare atto che la Conferenza di Servizi ha specificato nel Rapporto Ambientale che la verifica di ottemperanza prevista dall’art. 28 del D.Lgs. n. 152/06 per le prescrizioni ambientali di cui ai nn. 1, 8, 9, 10, 11, 16, 17 spetta per quanto di competenza a:
N.1: Unione della Romagna Faentina
N.8: Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile-Servizio Area Romagna
N.9: ARPAE SAC di Ravenna
N.10: ARPAE SAC di Ravenna
N.11: ARPAE SAC di Ravenna
N.16: Servizio VIPSA della Regione Emilia-Romagna
N.17: ARPAE Sezione provinciale di Ravenna
d) di dare atto che la Conferenza di Servizi ha specificato nel rapporto Ambientale che il controllo delle prescrizioni NN. 2, 3, 4, 5, 6, 7, 12, 13, 14, 15, viene effettuato direttamente dalle Autorità competenti al rilascio degli atti provvedimentali allegati alla DGR di approvazione della presente procedura di VIA;
e) di dare atto che il proponente è tenuto al rispetto di tutte le prescrizioni contenute nel rapporto ambientale che costituisce l’Allegato 1 della presente delibera e nelle autorizzazioni allegate alla presente Delibera;
f) di dare atto che la Conferenza ha, inoltre, fatto presente che essendo entrato in vigore il D. Lgs. 104/17 che ha modificato il D.Lgs n. 152/06, il mancato rispetto delle condizioni ambientali del provvedimento di VIA comporta quanto previsto dall’art. 29 del D.Lgs n. 152/06;
g) di dare atto che ARPAE, Struttura Autorizzazioni e Concessioni di Ravenna, che ha partecipato alla seduta conclusiva della Conferenza di Servizi e ha firmato il Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente delibera, ha trasmesso alla Regione Emilia-Romagna con nota acquisita al PG.2018.498413 del 16/7/2018 i seguenti atti:
- il rinnovo di concessione ordinaria di prelievo acque superficiali pubbliche e di occupazione aree demaniali con attraversamenti, con variante non sostanziale e cambio di titolarità per il progetto approvato, (determinazione dirigenziale n. DET-AMB-2018-3624 del 14/7/2018, che costituisce l’Allegato 2 ed è parte integrante e sostanziale della presente delibera;
- il provvedimento di Autorizzazione Unica ai sensi del D.Lgs. n. 387/2003 (determinazione dirigenziale n. DET-AMB-2018-3623 del 14/7/2018, che costituisce l’Allegato 3 ed è parte integrante e sostanziale della presente delibera;
h) di dare atto che l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Romagna che non ha partecipato alla seduta conclusiva della Conferenza di Servizi, con nota acquisita dalla Regione Emilia-Romagna al PG.2017.0668114 del 19/10/2017 ha inviato la valutazione d’incidenza sui Siti SIC/ZPS cod.IT4070011 “Vena del Gesso Romagnola” e SIC 4070025 “Calanchi Pliocenici dell’Appennino faentino” e il nulla-osta ai sensi dell’art. 40 della L.R. n. 6/2005 e dell’art. 8 della L.R. n. 10/2005, che costituiscono l’Allegato 4 ed è parte integrante e sostanziale della presente delibera;
i) di dare atto che l’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la protezione Civile che non ha partecipato alla seduta conclusiva della Conferenza di Servizi, con nota n. 32073 del 13/7/2018, acquisita dalla Regione Emilia-Romagna al PG.2018.495472 del 13/7/2018 ha inviato il Nulla Osta sugli aspetti sismici ed idraulici, che costituisce l’Allegato 5 ed è parte integrante e sostanziale della presente delibera;
j) di dare atto che la Provincia di Ravenna che non ha partecipato alla Conferenza di Servizi conclusiva, ha inviato il proprio parere di competenza ai sensi della L.R. n. 9/99 (con nota acquisita dalla Regione Emilia-Romagna al PG.2018.282043 del 19/4/2018); inoltre ha trasmesso con nota acquisita dalla Regione Emilia-Romagna al PG.2018.493077 del 12/7/2018 il proprio parere sulla viabilità, che costituisce l’Allegato 6 ed è parte integrante e sostanziale della presente delibera;
k) di dare atto che l’Unione della Romagna Faentina che ha partecipato alla seduta conclusiva della Conferenza di Servizi e ha firmato il Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 parte integrante e sostanziale della presente delibera, ha espresso il proprio parere di competenza previsto dalla L.R. n. 9/99 e ha trasmesso alla Regione Emilia-Romagna le seguenti determinazioni e/o pareri:
- autorizzazione paesaggistica rilasciata ai sensi dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004 per l’ampliamento dell’invaso irriguo interaziendale, realizzazione di recinzione a contorno, inserimento di impianto fotovoltaico galleggiante, deposito e sistemazione delle terre di scavo su area vicina e attraversamento fluviale con sistemazione localizzata della sponda sinistra del Fiume Lamone in area demaniale nel Comune di Brisighella sull’area posta in Via Molino Rosso (acquisita come proposta dalla Regione Emilia-Romagna al PG.2018.492200 del 11/7/2018) e formalizzata successivamente con Atto n. 24/2018, acquisito dalla Regione Emilia-Romagna al PG.2018.565518 del 5/9/2018, che costituisce l’Allegato 7 ed èparte integrante e sostanziale della presente delibera;
- autorizzazione paesaggistica rilasciata ai sensi dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004 per l’attraversamento fluviale con sistemazione localizzata delle sponde del Fiume Lamone in area demaniale (identificati negli elaborati come punti “F1 ed F2”) a seguito del progetto di ampliamento dell’invaso irriguo interaziendale nel Comune di Faenza sulle aree poste in Via Lavezzana ed in località Chiusa di Errano (acquisita come proposta dalla Regione Emilia-Romagna al PG.490822 del 11/7/2018) e formalizzata successivamente con Atto n. 25/2018, acquisito dalla Regione Emilia-Romagna al PG.2018.565522 del 5/9/2018, che costituisce l’Allegato 8 ed è parte integrante e sostanziale della presente delibera;
- il parere relativo al Vincolo Idrogeologico acquisito dalla Regione Emilia-Romagna al PG.2017.726826 del 21/11/2017, che costituisce l’Allegato 9 ed è parte integrante e sostanziale della presente delibera;
- il Permesso di Costruire per la realizzazione della rete di distribuzione nel Comune di Faenza e del locale tecnico per rilancio in località Gerona di Sopra, (acquisito come proposta dalla Regione Emilia-Romagna al PG.2018.493168 del 12/7/2018) e formalizzato successivamente con Atto n. 88/2018 e acquisito dalla Regione Emilia-Romagna al PG./2018/577545 del 13/9/2018, che costituisce l’Allegato 10 ed è parte integrante e sostanziale della presente delibera; tale atto è allegato alla presente delibera su supporto informatico in quanto di dimensioni elevate;
- il Permesso di Costruire per la realizzazione dell’ampliamento dell’invaso irriguo interaziendale e della rete di distribuzione nel Comune di Brisighella, (acquisito come proposta dalla Regione Emilia-Romagna al PG.2018.493168 del 12/7/2018) e formalizzato successivamente con Atto n. 87/2018, acquisito dalla Regione Emilia-Romagna al PG.2018.0577532 del 13/9/2018,che costituisce l’Allegato 11 ed è parte integrante e sostanziale della presente delibera; tale atto è allegato alla presente delibera su supporto informatico in quanto di dimensioni elevate;
l) di dare atto che la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini che non ha partecipato alla Conferenza di Servizi conclusiva, ha espresso i propri pareri di competenza sui controlli archeologici e paesaggistici con note PG.2017.621835 del 21/9/2017 e PG.2018.487653 del 9/7/2018; di tali pareri ne ha preso atto l’Unione della Romagna faentina per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche, i cui contenuti sono stati condivisi nella seduta conclusiva del 13 luglio 2018;
m) di precisare che i termini di efficacia degli atti allegati alla presente delibera decorrono dalla data di approvazione della presente deliberazione;
n) di stabilire l’efficacia temporale per la realizzazione del progetto in 5 anni; decorso tale periodo senza che il progetto sia stato realizzato, il presente provvedimento è reiterato, fatta salva la concessione, su istanza del proponente, di specifica proroga da parte dell’autorità competente;
o) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 4, della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, copia della presente deliberazione al proponente Consorzio Irriguo Poggio – San Ruffillo;
p) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 4, della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, per opportuna conoscenza e per gli adempimenti di rispettiva competenza, copia della presente deliberazione ad Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, Comune di Faenza, Comune di Brisighella, Unione dei Comuni della Romagna Faentina, Provincia di Ravenna, ARPAE SAC e Sezione Territoriale di Ravenna, Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile – Servizio Area Romagna, AUSL Ravenna, Soprintendenza Archeologia, belle Arti e Paesaggio per le Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità-Romagna province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, Regione Emilia-Romagna – Serv.Tutela Risorsa Acqua, Aria e Agenti Fisici, Autorità di Distretto Idrografico del Fiume Po,;
q) di dare atto che le spese a carico del proponente per l’istruttoria relativa alla procedura predetta ai sensi dell’art. 28 della L.R. n. 9/99 e della propria deliberazione n. 1238/2002 sono state correttamente versate alla Regione;
r) di stabilire, ai sensi dell’art. 17, comma 10, della L.R. n. 9/99, che il progetto dovrà essere attuato entro 5 anni dalla pubblicazione del provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale; trascorso tale periodo, salvo proroga concessa, su istanza del proponente, dalla Regione Emilia-Romagna, la presente procedura di VIA deve essere reiterata;
s) di pubblicare per estratto sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico, ai sensi dell’art. 16, comma 3, della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, la presente deliberazione;
t) di pubblicare integralmente sul sito web della Regione Emilia-Romagna, ai sensi dell’art. 16 della L.R. n. 9/99, il presente provvedimento di valutazione di impatto ambientale.