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Timestamp: 2020-01-19 19:14:42+00:00
Document Index: 79322495

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 8']

La legge 15 agosto 1863, n. 1409 ('Procedura per la repressione del brigantaggio e dei camorristi nelle Provincie infette'). Testo legge Pica e decreti collegati - Prima Pagina Italiana Quotidiano On Line
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La dichiarazione di che all'art. 1° della Legge suddetta è fatta per le Provincie di Abruzzo Citeriore, Abruzzo Ulteriore II, Basilicata, Benevento, Calabria Citeriore, Calabria Ulteriore II, Capitanata, Molise, Principato Citeriore , Principato Ulteriore e Terra di Lavoro.
Dato a Torino addì 20 agosto 1863.
Il N° 1424 della Raccolta Ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d'Italia contiene il seguente decreto
Per l'esecuzione dell'art. 5 della Legge 15 agosto 1863 è approvato l'annesso Regolamento vidimato d'ordine Nostro dal Ministro Segretario di Stato per gli affari dell'Interno.
Art. 1. Gli oziosi, vagabondi, le persone sospette, i camorristi e sospetti manutengoli colpiti a termini dell'art. 5 della Legge 15 agosto 1863, dal provvedimento del domicilio coatto, saranno inviati nei luoghi designati dal Ministero dell'Interno.
Art. 2. Il parere della Giunta che a termini del suddetto articolo di Legge dichiara applicabile ad un individuo la misura del domicilio coatto sarà trasmesso al Ministero dell'Interno.
1. Il nome, il cognome, l'età, la patria, la condizione di famiglia, la professione dell'individuo ed i mezzi di sussistenza che egli abbia, o che rimangano alla sua famiglia:
Art. 3. Il Ministero dell'Interno a seconda delle risultanze di questi documenti determina il luogo in cui l'individuo deve soggiacere al domicilio coatto.
Art. 4. La sua traduzione al luogo fissatogli per domicilio, in conformità dell'art. 3, sarà dal Prefetto della provincia, in conseguenza degli ordini ricevuti dal Ministero dell'Interno, affidata alla forza pubblica.
Art. 6. Alla forza pubblica che riceve in consegna il detenuto sarà in un con esso rimesso un estratto dei documenti di cui all'art. 2 del presente Regolamento.
Art. 7. La forza pubblica incaricata dell'accompagnamento di un individuo o di più individui al luogo di domicilio coatto, deve presentarli all'Autorità locale incaricata dal Governo di riceverli e consegnare alla medesima i documenti accennati nell'articolo precedente.
Art. 8. L'Autorità suaccennata lascia ricevuta alla forza pubblica sia dell'individuo che dei documenti che lo riguardano.
Art. 9. Questa ricevuta sarà dalla forza consegnata al Prefetto dal quale emanò l'ordine della traduzione.
1. Del nome, cognome, patria, professione, età, condizione di famiglia d'ogni individuo contro il quale fu determinato il domicilio coatto;
3. Il genere d'imputazione fatta, secondo la classificazione apparente dall'art. 5 della legge 15 agosto 1863;
6. La data della ricevuta dell'individuo e dei documenti rilasciati dall'Autorità in conformità dell'art. 8 di questo Regolamento.
Art. 11. Un estratto di questo registro a cura dell'ufficio di prefettura sarà, entro il periodo di giorni dieci dal giorno in cui avrà ritirato la ricevuta di cui al numero 6 dell'articolo precedente, trasmesso al Ministero dell'Interno.
Art. 12. L'individuo cui è assegnato il domicilio coatto rimane libero sotto l'osservanza delle seguenti discipline.
Art. 14. Allora che l'individuo che deve sottostare al domicilio coatto è dalla forza pubblica presentato all'Autorità di cui all'articolo precedente, la medesima, colla scorta dei documenti che l'accompagnano, fa le volute annotazioni nell'apposito registro per guisa che ne emergano tutte le risultanze di cui all'articolo 10.
Lo diffida della sorveglianza alla quale è sottoposto, lo ammonisce a procacciarsi utile e stabile occupazione e gli aggiunge di dichiarare fra dieci giorni l'occupazione alla quale intende darsi e la località scelta a sua abitazione.
Art. 15. Se l'individuo non è in grado di trovare per sè immediatamente un alloggio, l'Ufficiale di P. S. farà che sia ricoverato nelle caserme od in altro luogo adatto.
Art. 17. I confinati, dopo l'ammessione alla vita libera nel luogo loro assegnato, non potranno assentarsi da quello, nè oltrepassare i limiti che saranno fissati nel luogo medesimo dall'Ufficiale di P. S. d'accordo col Comandante la piazza o la guarnigione militare ivi stanziata.
Art. 19. I confinati dovranno far constare della loro presenza quante volte lo richiegga l'Ufficiale di P. S. e nel modo che sarà dallo stesso prescritto.
Art 20. E vietato ai confinati di vagare dopo un'ora di notte. Coloro che dovessero star fuori di casa oltre quell'ora per ragioni di negozio, di traffico, di lavoro o di occupazione dovranno riportarne l'autorizzazione scritta dall'Ufficiale di P. S.
Art. 21. L'Ufficiale di P. S. di concerto col Sindaco locale prenderà le particolari misure necessarie a garantire l'ordine e la pubblica sicurezza senza danneggiare la libertà degli altri abitanti del luogo. Egli concerterà del pari col Sindaco e col Comandante della piazza o guarnigione le consegne da farsi per iscritto alla forza armata per impedire le evasioni dei confinati, senza danneggiare ugualmente la libertà degli altri abitanti del luogo.
Art. 22. Se l'individuo soggetto al domicilio coatto è capo di famiglia gli individui della famiglia che ne dipendono, ossia il coniuge ed i figli, saranno autorizzati a recarsi presso di lui, qualora giustifichino avere i mezzi pel viaggio e per la propria sussistenza, e qualora non vi ostino ragioni di polizia.
Art. 23. Saranuo titoli a speciali riguardi verso i soggetti a domicilio coatto l'attività al lavoro, la frequenza, alle scuole che fossero istituite nel luogo e la condotta regolare.
Art. 26. La decorrenza del domicilio coatto comincia dal dì in cui l'individuo fu consegnato dalla forza pubblica all'autorità competente.
Art. 27. Se l'individuo sia chiamato a comparire dinanzi a qualunque Giudice o Tribunale fuori del luogo del domicilio coatto, vi sarà tradotto dalla pubblica forza e depositato nelle pubbliche carceri.
Art. 29. Saranno rassegnate al Ministero dell'Interno le domande di confinati per cambiamento di domicilio quando giustifichino di aver altrove assicurata stabile occupazione e presentino idonea garanzia di persona proba.
Art. 30. Allorché l'individuo avrà compiuto il termine del domicilio coatto, sarà alla prima occasione inviato con foglio di via obbligatorio e con indennità di viaggio, se ne abbisogni, al luogo nel quale avrà dichiarato voler fissare la sua residenza.
Art. 31. In caso di morte di un individuo durante il di lui domicilio coatto si eseguiranno le leggi vigenti sullo stato civile, e se ne darà contemporaneo avviso al Ministero dell'Interno.
Art. 32. Allo scadere d'ogni trimestre sarà trasmessa dall'Ufficiale di P.S. al Ministero dell'Interno lo stato di presenza con indicazione della condotta mantenuta da ciascun confinato, e delle punizioni disciplinari alle quali fu sottoposto.
Il Delegato rende pure ogni trimestre al Ministero dell'Interno un conto generale, morale, economico, statistico per tutti i rami di servizio a lui affidati col presente Regolamento, e nel modo che gli sarà indicato dal Ministero medesimo.
Art. 33. Se l'individuo soggetto al coatto domicilio non si trovi per causa a lui non imputabile in grado di procacciarsi la sussistenza, il Governo potrà accordargli un giornaliero sussidio od in natura od in danaro a seconda dei casi, dentro i limiti determinati dai regolamenti delle case di pena.
Art. 34. A cura del Governo saranno anche apprestati gli oggetti indispensabili di casermaggio, nei casi in cui, secondo gli articoli 15 e 16, e accordato al confinato l'alloggio.
Art. 35. La distribuzione dei sussidi e la conservazione degli oggetti di casermaggio somministrati dal Governo sono affidate all'Ufficiale di P.S. il quale vi provvederà secondo le norme che gli saranno tracciate dal Ministero dell'Interno.
Visto d'ordine di S. M.
Il N° 1433 della Raccolta Ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d'Italia contiene il seguente decreto:
Veduto l'art. 7 della Legge 15 agosto 1863, n. 1409;
Per l'esecuzione dell'art. 7 della Legge 15 agosto 1863, n. 1409 è approvato l'annesso Regolamento vidimato d'ordine Nostro dal Ministro Segretario di Stato per gli affari dell'Interno.
Per la formazione di squadre d'uomini a piedi ed a cavallo per la repressione del brigantaggio.
Art. 1. Occorrendo in qualche provincia del Regno di valersi della facoltà conceduta al Governo dall'articolo 7 della Legge 15 agosto 1863, n. 1409, per la repressione del brigantaggio, il Ministro dell'Interno su richiesta del Prefetto, il quale sentirà il Comandante della zona, potrà decretare l'impiego di squadre di uomini a piedi od a cavallo che volontariamente si offrono ad un tale servizio.
Art. 3. Le squadre saranno date in sussidio alla forza delle stazioni dei Carabinieri e poste sotto l'immediata dipendenza del Comandante la stazione.
4. Attestato di buona condotta dell'Autorità Municipale e dei R. Carabinieri;
Sull'avviso favorevole del Comandante dell'Arma dei R. Carabinieri potranno essere ammessi individui al dissopra di trentacinque anni.
Art. 6. Ogni individuo che fa parte d'una squadra a piedi godrà, per diana L. 0 73 e soprassoldo L. 1 27 e così in totale L. 2.
Gl'individui che fanno parte delle squadre a cavallo avranno per diana L. 0 73 e per soprassoldo L. 4 27 e così in totale L. 5 al giorno.
Art. 10. Il Comandante dell'Arma dei Carabinieri R. del circondario presenterà al Prefetto o Sotto-Prefetto, il giorno primo d'ogni decade, lo stato nominativo da lui vidimato degl'individui, coll'indicazione della stazione e distaccamento militare a cui sono assegnati e delle giornate di presenza alla cui paga han dritto.
Le giornate di presenza all'ospedale sono pagate sul loro soldo, gli uomini a cavallo solamente avran dritto alla rimanenza.
Art. 14. L'armamento è il seguente:
Art. 16. Gli uomini appartenenti alle squadre così formate in conseguenza dell'art. 7 della legge 15 agosto 1863, saranno, in quanto alla disciplina e per i reati da loro commessi, sottoposti alla giurisdizione militare della zona in cui si trovano in servizio e puniti in conformità delle leggi militari.
Essi debbono ubbidienza e subordinazione ai graduati dell'arma dei Reali Carabinieri e dei Comandanti della milizia regolare sotto cui si trovano.
Le mancanze alla disciplina saranno punite dal Comandante la Luogotenenza dell'arma o dall'Ufficiale militare cogli arresti.
Art. 17. Gli uomini arruolati a norma del presente hanno diritto alle pensioni per cagioni di ferite o mutilazioni ricevute in servizio, secondo il disposto dell'art. 8 della legge 15 agosto 1863, n. 1409.
Art. 18. Lo scioglimento delle squadre avrà luogo per Decreto del Ministro dell'Interno.
Però in caso d'urgenza il Prefetto stesso potrà ordinarlo riferendone al Ministro.