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Timestamp: 2019-05-26 13:29:08+00:00
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Protocollo 14 – Studio Legale – Avv. Antonio Nardone
Corte europea dei diritti dell’uomo: più filtri per arginare la valanga di ricorsi
RATIFICA ED ESECUZIONE DEL PROTOCOLLO N. 14 ALLA CONVENZIONE PER LA SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DELL’UOMO E DELLE LIBERTA’ FONDAMENTALI EMENDANTE IL SISTEMA DI CONTROLLO DELLA CONVENZIONE, FATTO A STRASBURGO IL 13 MAGGIO 2004
(Pubblicata sulla “Gazzetta Ufficiale” del 5 gennaio 2006 n. 4)
Art. 1 – Autorizzazione alla ratifica
1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare il Protocollo n. 14 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, emendante il sistema di controllo della Convenzione, fatto a Strasburgo il 13 maggio 2004.
Art. 2 –Ordine di esecuzione
1. Piena ed intera esecuzione e data al Protocollo di cui all’articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall’articolo 19 del Protocollo stesso.
Camera dei deputati (atto n. 5912):Presentato dal Ministro degli affari esteri (FIND i19 giugno 2005. Assegnato alla III commissione (Affari esteri), in sede referente, i123 giugno 2005 con pareri delle commissioni I, II e V. Esaminato dalla III commissione il 5 e 7 luglio 2005. Esaminato in aula l’8 luglio 2005 ed approvato 13 luglio 2005.
Senato della Repubblica (atto n. 3546):Assegnato alla III commissione (Affari esteri), in sede referente, il 18 luglio 2005 con pareri delle commissioni I, II, V, XIV e commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani.Esaminato dalla III commissione il 4 e 11 ottobre 2005. Relazione scritta presentata il 19 ottobre 2005 (atto n. 3546-A relatore sen. PIANETTA). Esaminato in aula e approvato il 22 novembre 2005.
Le disposizioni del Protocollo n. 14
Protocollo n. 14 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, emendante il sistema di controllo della Convenzione
(contengono le modifiche alla Convenzione, per la cui lettura si rinvia alle pagine che seguono)
1. Il Presente Protocollo e aperto alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa, firmatari della Convenzione, che possono esprimere il loro consenso ad essere vincolati da:
b. firma con riserva di ratifica, di accettazione o di approvazione, seguita da ratifica, accettazione o approvazione.
2. Gli strumenti di ratifica, di accettazione o di approvazione saranno depositati presso it Segretario Generale del Consiglio d’Europa.
Il presente Protocollo entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi dopo la data in cui tutte le Parti della Convenzione avranno espresso il loro consenso ad essere vincolate dal Protocollo, conformemente alle norme dell’articolo 18.
1. Alla data dell’entrata in vigore del presente Protocollo, le sue disposizioni si applicano a tutti i ricorsi pendenti davanti alla Corte, nonché a tutte le sentenze la cui esecuzione e oggetto della sorveglianza del Comitato dei Ministri.
2. Il nuovo criterio di ricevibilità inserito dall’articolo 12 del presente Protocollo nell’articolo 35, paragrafo 3b) della Convenzione, non si applica ai ricorsi dichiarati ricevibili prima dell’entrata in vigore del Protocollo. Entro due anni dopo l’entrata in vigore del presente Protocollo, solo le Sezioni e la Sezione allargata possono applicare il nuovo criterio di ricevibilità.
Alla data di entrata in vigore del presente Protocollo, la durata del mandato dei giudici che compiono il loro primo mandato e prorogata a pieno titolo, al fine di ottenere un totale di nove anni. Gli altri giudici pongono fine al loro mandato, il quale e legittimamente prorogato di due anni.
a. qualsiasi firma;
c. la data di entrata in vigore del presente Protocollo conformemente all’articolo 19; e
d. ogni altro atto notifica o comunicazione relativa al presente Protocollo.
Come cambia la Convenzione europea
Le modifiche introdotte dal Protocollo 14, ratificato con la legge 280/2005, sono riportate in neretto.
Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (firmata a Roma il 4 novembre 1950)
Considerato che il fine del Consiglio d’Europa e quello di realizzare un’unione più stretta tra i suoi Membri, e che uno dei mezzi per conseguire tale fine e la salvaguardia e lo sviluppo dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali;
Riaffermato il loro profondo attaccamento a queste Libertà fondamentali che costituiscono le basi stesse del-la giustizia e della pace nel mondo e il cui mantenimento si fonda essenzialmente, da una parte, su un regime politico veramente democratico e, dall’altra, su una concezione comune e un comune rispetto dei Diritti dell’Uomo a cui essi si appellano;
Risoluti, in quanto governo di Stati europei animati da uno stesso spirito e forti di un patrimonio comune di tradizioni e di ideali politici, di rispetto della libertà e di preminenza del diritto, a prendere le prime misure atte ad assicurare la garanzia collettiva di certi diritti enunciati nella Dichiarazione Universale.
1. Il diritto alla vita di ogni persona e protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il delitto è punito dalla legge con tale pena.
2. La morte non si considera liana in violazione di questo articolo quando risulta da un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario:
Articolo 3 – Divieto della tortura
Nessuno può essere sottoposto a tortura ne a pene o trattamenti inumani o degradanti.
Articolo 4 – Divieto di schiavitù e del lavoro forzato
2. Nessuno può essere costretto a compiere un lavoro forzato 0 obbligatorio.
3. Non e considerato lavoro forzato o obbligatorio ai sensi di questo articolo:
b. ogni servizio di carattere militare o, nel caso di obiettori di coscienza nei paesi dove l’obiezione di coscienza e riconosciuta legittima, ogni altro servizio sostitutivo di quello militare obbligatorio;
Articolo 5 – Diritto alla libertà ed alla sicurezza
1. Ogni persona ha diritto alla libertà e alla sicurezza. Nessuno può essere privato della libertà, salvo che nei cast seguenti e nei mode prescritti dalla Legge:
a. se e detenuto regolarmente in seguito a condanna da parte di un tribunale competente;
b. se e in regolare stato di arresto o di detenzione per violazione di un provvedimento emesso, conformemente alla legge, da un tribunale o per garantire l’esecuzione di un obbligo prescritto dalla Legge;
f. se si tratta dell’arresto o della detenzione regolari di una persona per impedirle di entrare irregolarmente nel territorio, o di una persona contro la quale e in corso un procedimento d’espulsione o d’estradizione.
2. Ogni persona arrestata deve essere informata, al pin presto e in una lingua a lei comprensibile, dei motivi dell’arresto e di ogni accusa elevata a suo carico.
4. Ogni persona privata della libertà mediante arresto o detenzione ha il diritto di presentare un ricorso ad un tribunale, affinché decida entro breve termine sulla legittimità della sua detenzione e ne ordini la scarcerazione se la detenzione e illegittima.
5. Ogni persona vittima di arresto o di detenzione in violazione ad una delle disposizioni di questo articolo ha diritto ad una riparazione.
1. Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un ter-mine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale deciderà sia delle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che le venga rivolta. La sentenza deve essere resa pubblicamente, ma l’accesso alla sala d’udienza può essere vietato alla stampa e al pubblico durante tutto o parte del processo nell’interesse della morale, dell’ordine pubblico o del-la sicurezza nazionale in una società democratica, quando lo esigono gli interessi dei minori o la protezione della vita privata delle parti in causa, o nella misura giudicata strettamente necessaria dal tribunale, quando in circostanze speciali la pubblicità può pregiudicare gli interessi della giustizia.
2. Ogni persona accusata di un reato e presunta innocente lino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata.
a. essere informato, nel pin breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in un modo dettagliato, della natura e dei motivi dell’accusa elevata a suo carico;
1. Nessuno può essere condannato per una azione o una omissione che, al momento in cui e stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o internazionale. Parimenti, non può essere inflitta una pena pin grave di quella applicabile al momento in cui il reato e stato commesso.
2.Il presente articolo non ostacolerà il giudizio e la condanna di una persona colpevole di una azione o di una omissione che, al momento in cui e stata commessa, era un crimine secondo i principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili.
2. Non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una società democratica, e necessaria per la sicurezza nazionale, per la pubblica sicurezza, per il benessere economico del paese, per la difesa dell’ordine e per la prevenzione dei reati, per la protezione della salute o della morale, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui.
1. Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la liberty di cambiare religione o credo, cosi come la libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti.
1. Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiera. 11 presente articolo non impedisce agli Stati di sottoporre a un regime di autorizzazione le imprese di radiodiffusione, di cinema o di televisione.
1. Ogni persona ha diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà d’associazione, ivi compreso diritto di partecipare alla costituzione di sindacati e di aderire ad essi per la difesa dei propri interessi.
Articolo 15 – Deroga in caso di stato di urgenza
3. Ogni Alta Parte Contraente che eserciti tale diritto di deroga tiene informato nel modo pin completo Segretario Generale del Consiglio d’Europa sulle misure prese e sui motivi che le hanno determinate. Deve ugualmente informare il Segretario Generale del Consiglio d’Europa della data in cui queste misure cessano d’essere in vigore e in cui le disposizioni della Convenzione riacquistano piena applicazione.
Articolo 16 – Restrizioni politica degli stranieri
Articolo 17 – Divieto dell’abuso del diritto
Articolo 18 – Restrizione dell’uso di restrizioni ai diritti
Le restrizioni che, in base alla presente Convenzione, sono poste a detti diritti e liberty possono essere applicate solo allo scopo per cui sono state previste.
Per assicurare il rispetto degli impegni derivanti alle Alte Parti Contraenti dalla presente Convenzione e dai suoi protocolli, e istituita una Corte europea dei Diritti dell’Uomo, di seguito denominata “la Corte”. Essa funziona in maniera permanente.
3. Per tutta la durata del loro mandato, i giudici non possono esercitare alcuna attività incompatibile con le esigenze di indipendenza, di imparzialità o di disponibilità da una attività esercitata a tempo pieno; ogni problema the sorga nell’applicazione di questo paragrafo e deciso dalla Corte.
1. I giudici sono eletti dall’Assemblea parlamentare a titolo di ciascuna Alta Parte Contraente, a maggioranza dei voti espressi, su una lista di tre candidate presentata dall’Alta Parte Contraente.
2. La stessa procedura e seguita per completare la Corte nel caso in cui altre Alti Parti Contraenti aderiscano e per provvedere ai seggi divenuti vacanti.
1. I giudici sono eletti per una durata di nove anni. Essi non sono rieleggibili.
2. II mandato dei giudici termina non appena essi raggiungono l’età di settanta anni.
3. I giudici rimangono in funzione fintanto che non sono sostituiti. Tuttavia, essi continuano a dirimere i casi di cui sono gia investiti.
4. Un giudice può essere sollevato dalle sue funzioni solo se gli altri giudici decidono, a maggioranza di due terzi, che tale giudice ha smesso di corrispondere alle condizioni richieste.
Articolo 24 – Cancelliere e relatori
1. La Corte dispone di una cancelleria le cui incombenze e la cui organizzazione sono stabilite dal regolamento della Corte.
2. Quando siede in formazione di giudice unico, la Corte a assistita da relatori che esercitano le loro funzioni sotto l’autorità del presidente della Corte. Essi fanno parte della cancelleria della Corte.
e. elegge il cancelliere ed uno o pin vice-cancellieri;
f. fa qualsiasi domanda a titolo dell’articolo 26, paragrafo 2.
Articolo 26 – Formazione del giudice unico, comitati,Sezioni e Sezione allargata
1. Per esaminare i casi presentati al suo cospetto, la Corte siede in formazione di giudice unico, in comitati di tre giudici, in Sezioni di sette giudici ed in una Sezione allargata di diciassette giudici. Le sezioni della Corte costituiscono i comitati per un periodo determinato.
2. A richiesta dell’Assemblea plenaria della Corte, il Comitato dei Ministri può, con una decisione unanime e per un determinato periodo, ridurre a cinque it numero dei giudici delle Sezioni.
3. Un giudice che siede in quanto giudice unico non esamina alcun ricorso presentato contro l’Alta Parte contraente a titolo della quale questo giudice a stato eletto.
4. Il giudice eletto a titolo di un’Alta Parte contraente della controversia a membro di diritto della Sezione e della Sezione allargata. Qualora il giudice fosse assente, o non in grado di assolvere le sue funzioni, la persona scelta dal presidente della Corte su di un elenco preliminarmente sottoposto da tale Parte esercita le sue funzioni in quanta di giudice.
5. Fanno altresì parte della Sezione allargata il presidente della Corte, i vice presidenti, i presidenti delle Sezioni ed altri giudici designati conformemente al regolamento della Corte. Quando il caso e deferito alla Sezione allargata in forza dell’articolo 43, nessun giudice della Sezione che ha pronunziato la sentenza può avervi un seggio, ad eccezione del Presidente della Sezione e del giudice che ha esercitato le sue funzioni a titolo dell’Alta Parte contraente interessata.
Articolo 27 – Competenza del giudice unico
1. Un giudice unico può dichiarare che un ricorso presentato ai sensi dell’articolo 34 e irricevibile oppure radiarlo dal ruolo quando questa decisione può essere presa senza esame complementare.
2. La decisione a definitiva.
3. Se il giudice unico non dichiara che il ricorso è irricevibile o non lo cancella dal ruolo, lo trasmette ad un comitato o ad una sezione per l’esame complementare.
1. Un comitato investito da un ricorso individuate presentato ai sensi dell’articolo 34 può, con un voto unanime,
a. dichiararlo irricevibile o radiarlo dal ruolo quando una siffatta decisione può essere adottata senza esame preliminare; oppure,
b. dichiararlo ricevibile e pronunziare contestualmente una decisione in merito quando la questione relativa all’interpretazione o all’applicazione della Convenzione o dei suoi Protocolli che a all’origine del caso, e oggetto della giurisprudenza consolidata della Corte.
3. Se il giudice eletto a titolo dell’Alta Parte contraente parte della controversia non fa parte del Comitato, quest’ultimo può, in qualsiasi momento della procedura invitarlo a partecipare
alla procedura in sostituzione di uno dei suoi membri, in considerazione di tutti i fattori pertinenti, ivi compreso il fatto di sapere se questa Parte ha contestato l’applicazione della procedura del paragrafo 1.b.
1. Se nessuna decisione e stata presa in forza degli articoli 27 o 28, e se nessuna decisione e stata adottata in forza dell’articolo 28, una Sezione si pronuncia sulla ricevibilità ed il merito dei ricorsi individuali presentati ai sensi dell’articolo 34. La decisione sulla ricevibilità può essere presa separatamente.
2. Una delle Camere si pronuncia sulla ricevibilità e sul merito dei ricorsi governativi presentati in virtù. dell’articolo 33. Salvo decisione contraria della Corte in casi eccezionali, la decisione sulla ricevibilità viene presa separatamente.
Articolo 30 – Dichiarazione d’incompetenza favore della Grande Camera
Se la questione oggetto del ricorso all’esame di una Camera solleva gravi problemi di interpretazione della Convenzione o dei suoi protocolli, o se la sua soluzione rischia di condurre ad una contraddizione con una sentenza pronunciata anteriormente dalla Corte, la Camera, fino a quando non abbia pronunciato la sua sentenza, può spogliarsi della propria competenza a favore della Grande Camera a meno che una delle parti non vi si opponga.
a. si pronuncia sui ricorsi presentati ai sensi dell’articolo 33 o dell’articolo 34 quando it caso le sia stato deferito dalla Camera ai sensi dell’articolo 30 o quando il caso le sia stato deferito ai sensi dell’articolo 43;
b. si pronuncia sulle questioni di cui la Corte investita dal Comitato dei Ministri in forza dell’articolo 46, paragrafo 4; e
1. La competenza della Corte si estende a tutte le questioni concernenti l’interpretazione e l’applicazione della Convenzione e dei suoi protocolli che siano sottoposte ad essa nelle condizioni previste dagli articoli 33, 34, 46 e 47.
2. In caso di contestazione sulla questione della propria competenza, e la Corte che decide.
1. La Corte non può essere adita se non dopo l’esaurimento delle vie di ricorso interne, qual e inteso secondo i principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti ed entro un periodo di sei mesi a partire dalla data della decisione interna definitiva.
2. La Corte non accoglie nessun ricorso avanzato sulla base dell’articolo 34, se:
a. e anonimo; oppure
b. e essenzialmente identico ad uno precedentemente esaminato dalla Corte o gia sottoposto ad un’altra istanza internazionale d’inchiesta o di regolamentazione e non contiene fatti nuovi.
3. La Corte dichiara irricevibile qualsiasi ricorso individuale presentato in applicazione dell’articolo 34 qualora ritenga:
a. che il ricorso e incompatibile con le disposizioni della Convenzione o dei suoi Protocolli, manifestamente infondato o abusivo; oppure
b. che il ricorrente non ha subito alcun danno rilevante, a meno che il rispetto dei diritti dell’Uomo garantiti dalla Convenzione e dai suoi Protocolli non esiga un esame del ricorso per quanto riguarda il merito e a patto di non rigettare, per questa ragione alcuna causa che non sia stata debitamente esaminata da un tribunale interno.
1. Per qualsiasi questione all’esame di una Camera e o della Grande Camera, un’Alta Pane Contraente Il cui cittadino sia ricorrente ha diritto di presentare osservazioni per iscritto e di partecipare alle udienze.
2. Nell’interesse di una corretta amministrazione della giustizia, il presidente della Corte può invitare ogni Alta Parte Contraente che non e parte in causa o ogni persona interessata diversa dal ricorrente a presentare osservazioni per iscritto o a partecipare alle udienze.
3. In qualsiasi caso dinanzi ad una Sezione o ad una Sezione allargata, il Commissario ai diritti dell’Uomo del Consiglio d’Europa può presentare osservazioni scritte e partecipare alle udienze.
a. che il ricorrente non intende pin mantenerlo; oppure
b. che la controversia e stata risolta; oppure
c. che non e più giustificato, per ogni altro motivo di cui la Corte accerta l’esistenza, proseguire l’esame del ricorso.
2. La Corte può decidere una nuova iscrizione al ruolo di un ricorso quando ritenga che ciò e giustificato dalle circostanze.
Articolo 38 – Esame contraddittorio del caso
La Corte esamina il caso in contraddittorio con i rappresentanti delle Parti e, se del caso, procede ad un’indagine per lo svolgimento efficace della quale le Alte Parti contraenti interessate forniranno tutte le agevolazioni necessarie.
Articolo 39 – Regolamenti amichevoli
1. In qualsiasi momento della procedura, la Corte può mettersi a disposizione degli interessati al fine di addivenire ad un regolamento amichevole del caso, nel rispetto dei diritti dell’Uomo come lo riconoscono la Convenzione ed i suoi Protocolli.
2. La procedura descritta al paragrafo 1 e confidenziale.
3. In caso di regolamento amichevole, la Corte cancella il ricorso dal ruolo con una decisione che si limita ad un breve esposto dei fatti e della soluzione adottata.
4. Questa decisione e trasmessa al Comitato dei Ministri che sorveglia l’esecuzione dei termini della composizione amichevole come figurano nella decisione.
1. L’udienza e pubblica a meno che la Corte non decida diversamente a causa di circostanze eccezionali.
Se la Corte dichiara che vi e stata violazione della Convenzione o dei suoi protocolli e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette che in modo incompleto di riparare le conseguenze di tale violazione, la Corte accorda, quando e il caso, un’equa soddisfazione alto parte lesa.
1. La sentenza della Grande Camera e definitiva.
a. quando le parti dichiarano che non richiederanno rinvio del caso dinnanzi alla Grande Camera; oppure
b. tre mesi dopo la data della sentenza, se non e stato richiesto il rinvio del caso dinnanzi alla Grande Camera; oppure
3. La sentenza definitiva e pubblicata.
2. Se la sentenza non esprime in tutto o in parte l’opinione unanime di ogni giudice avrà diritto di unirvi l’esposizione della sua opinion individuate.
1. Le Alte Parti contraenti s’impegnano a conformarsi alle sentenze definitive della Corte per le controversie di cui sono parte.
2. La sentenza definitiva della Corte e trasmessa al Comitato dei Ministri che ne sorveglia l’esecuzione.
3. Ove il Comitato dei Ministri ritenga che la sorveglianza di una sentenza definitiva e intralciata dalla difficoltà d’interpretare tale sentenza, esso può investire la Corte affinché si pronunzi su tale questione d’interpretazione. La decisione di investire la Corte e presa con un voto a maggioranza di due terzi dei rappresentanti aventi diritto ad un seggio nel Comitato.
4. Ove il Comitato dei Ministri ritenga che un’Alta Parte contraente rifiuti di attenersi ad una sentenza definitiva in una controversia di cui e parte, esso può, dopo aver messo in mora questa Parte e mediante una decisione, adottata con un voto a maggioranza dei due terzi dei rappresentanti aventi diritto ad un seggio nel Comitato, investire la Corte della questione dell’osservanza di questa Parte degli obblighi relativi al paragrafo 1.
5. Se la Corte accerta una violazione del paragrafo 1, essa rinvia il caso al Comitato dei Ministri affinché esamini i provvedimenti da adottare. Qualora la Corte accerti che non vi e stata violazione del paragrafo 1, essa rinvia il caso al Comitato dei Ministri, il quale decide di porre fine al suo esame.
3. La decisione del Comitato dei Ministri di chiedere un parere alla Corte e adottata con un voto della maggioranza dei rappresentanti che hanno it diritto di avere un seggio al Comitato.
La Corte decide se la domanda di parere consultivo presentata dal Comitato dei Ministri 6 di sua competenza secondo l’articolo 47.
2. Se il parere non esprime in tutto o in parte l’opinione unanime dei giudici, ogni giudice avra diritto di unirvi l’esposizione della sua opinione individuale.
3. II parere della Corte e trasmesso al Comitato dei Ministri.
Disposizioni vane
Articolo 52 – Indagini del Segretario Generale
Ogni Alta Parte Contraente, alla domanda del Segretario Generale del Consiglio d’Europa, fornirà le spiegazioni richieste sul modo in cui il proprio diritto interne, assicura l’effettiva applicazione di tulle le disposizioni della presente Convenzione.
Nessuna delle disposizioni della presente Convenzione può essere interpretata in modo da limitare o pregiudicare i Diritti dell’Uomo e le Liberia fondamentali che possano essere riconosciuti in base alle leggi di ogni Pane Contraente o in base ad ogni altro accordo al quale essa partecipi.
Articolo 55 – Rinuncia ad altri modi di regolamentazione delle controversie
Le Alte Parti Contraenti rinunciano reciprocamente, salvo compromesso speciale, a prevalersi dei trattati, delle convenzioni o delle dichiarazioni che esistono fra di loro allo scopo di sottoporre, mediante ricorso, una controversia nata dall’interpretazione o dall’applicazione della presente Convenzione ad una procedura di regolamentazione diversa da quelle previste da detta Convenzione.
1. Ogni Stato, al momento della ratifica o in ogni altro momento successivo, può dichiarare, mediante notifica indirizzata al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, che la presente Convenzione si applicherà, con riserva del paragrafo 4 del presente articolo, in tutu i territori o in determinati territori di cui assicura le relazioni internazionali.
3. Nei suddetti territori le disposizioni della presente Convenzione saranno applicate tenendo conto delle necessità
4. Ogni Stato che ha fatto una dichiarazione conformemente al primo paragrafo di questo articolo può, in ogni momento, dichiarare relativamente a uno o a pin territori previsti in tale dichiarazione che accetta la competenza della Corte a ricevere ricorsi di persone fisiche, di organizzazioni non governative o di gruppi di privati come previsto dall’articolo 34 della Convenzione.
Articolo 57 – Riserva
1. Ogni Stato, al momento della firma della presente Convenzione o del deposito del suo strumento di ratifica, può formulare una riserva riguardo ad una particolare disposizione della Convenzione, nella misura in cui una legge in quel momento in vigore sul suo territorio non sia conforme a tale disposizione. Le riserve di carattere genera-le non sono autorizzate ai termini del presente articolo.
1. La presente Convenzione e aperta alla firma dei Membri del Consiglio d’Europa. Essa sarà ratificata. Le ratifiche saranno depositate presso Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa.
3. La presente Convenzione entrerà in vigore dopo deposito di dieci strumenti di ratifica.
5. Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa notificherà a tutti i Membri del Consiglio d’Europa l’entrata in vigore della Convenzione, i nomi delle Alte Parti Contraenti che l’avranno ratificata, nonché il deposito di ogni altro strumento di ratifica che si sia avuto successivamente.