Source: https://urp.ordinepsicologilazio.it/kb/faq.php?id=169
Timestamp: 2019-11-13 05:25:40+00:00
Document Index: 72283521

Matched Legal Cases: ['art.348', 'art.2', 'art.1', 'art. 5', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 47']

01. Quali sono gli adempimenti per costituire uno studio professionale individuale?
Per poter costituire uno studio professionale occorre seguire alcuni adempimenti fiscali e amministrativi che si cercherà di illustrare schematicamente di seguito.
Iscrizione all’Albo:
per esercitare la professione di Psicologo, ai sensi della L. 56 del 18 febbraio 1989, è obbligatorio iscriversi alla sezione A dell’Albo territoriale di riferimento degli Psicologi. L’iscrizione deve essere effettuata precedentemente all’inizio dello svolgimento dell’attività. Lo svolgimento dell’attività di psicologo senza l’abilitazione e l’iscrizione al relativo albo costituisce reato di abusivo esercizio di una professione perseguibile ai sensi dell’art.348 del codice penale.
Apertura Partita Iva:
antecedentemente alla effettuazione della prima prestazione professionale è necessario presentare la dichiarazione di inizio attività tramite il Modello AA9/11 (Provv. Agenzia delle Entrate 18 maggio 2012). Il Modello è reperibile direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate al seguente link:
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Partita+IVA/AA9_11+Apertura+variazione+chiusura+PF/Modello+PI+PF/
Alternativamente sarà possibile trovarlo in forma cartacea direttamente presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Il modello andrà compilato con i propri dati anagrafici, indicazione del domicilio fiscale e del codice attività Ateco 2007 che per gli Psicologi è unico ed è il n. 86.90.30 –attività svolta da psicologi. Tale codice identifica dal punto di vista fiscale l’attività svolta ed attribuisce allo Psicologo il corrispondente Studio di Settore. Il Modello AA9/11 compilato in ogni sua parte va presentato direttamente ad un qualunque ufficio dell’Agenzia delle Entrate (in duplice copia), anche da persona delegata, oppure telematicamente tramite intermediari abilitati (commercialista, Caf);
Iscrizione all’ENPAP:
ai fini previdenziali è prevista obbligatoriamente per legge l’iscrizione alla cassa di previdenza degli psicologi Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi. Infatti l’art.2 del D. Lgs 10 febbraio 1996, n. 103 e l’art.1 del regolamento per l'attuazione delle attività di previdenza approvato con D.M. del 15/10/1997-G.U. n. 255 del 31/10/1997 e successive modificazioni prevedono che lo Psicologo debba obbligatoriamente iscriversi all’ENPAP entro 90 giorni dalla data di conseguimento del “primo compenso” generato da prestazioni di natura libero professionale riconducibili all’attività di psicologo”. Si intende quale primo compenso l’incasso del primo compenso per prestazione professionale. L’iscrizione comporta un onere per il professionista riferibile ad un contributo soggettivo, un contributo integrativo ed un contributo di maternità i cui
valori sono periodicamente aggiornati e sono consultabili sul sito istituzionale dell’ ENPAP al seguente indirizzo: http://www.enpap.it
Alla data di redazione del presente documento le misure contributive sono le seguenti (da verificare sul sito ENPAP):
A) contributo Soggettivo: generalmente pari al 10% del reddito netto professionale ai fini IRPEF con un minimo annuale pari a € 780,00. A scelta dell´iscritto si può versare un´aliquota maggiore pari al 14, 16, 18 o 20,%. Il minimo soggettivo può essere ridotto in presenza di particolari condizioni:
- da € 780,00 a € 390,00 – se si è lavoratori dipendenti o pensionati di altro Ente di previdenza obbligatoria o, a partire dall’anno 2012, titolari di pensione erogata dall’ENPAP o se si è stati in condizione di inattività professionale per almeno sei mesi nel corso dell´anno solare (es. per malattia);
- da € 780,00 a € 260,00 – se, per l´anno a cui si riferisce la riduzione, si è iscritti all´ENPAP complessivamente da non oltre 3 anni e l´età anagrafica non supera i 35 anni.
- da € 780,00 a € 156,00 – se è stato conseguito nell´anno un reddito professionale inferiore a € 1.560,00.
B) contributo Integrativo: è il contributo posto a carico di coloro che ricevono le prestazioni del professionista (c .d. contributo 2%) ed è addebitabile al cliente direttamente in fattura.
C) Contributo di maternità: per l´anno 2013 il contributo è stato determinato in misura fissa in euro 130,00 ed è dovuto da tutti a prescindere da età e reddito ed è finalizzato alla costituzione del fondo necessario all´Ente per l´erogazione delle indennità di maternità alle iscritte libere professioniste.
Stipula di una polizza assicurativa professionale:
ai sensi dell’ art. 5 comma 1 D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137 “il professionista e' tenuto a stipulare, anche per il tramite di convenzioni collettive negoziate dai consigli nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti, idonea assicurazione per i danni derivanti al cliente dall'esercizio dell’ attività professionale, comprese le attività di custodia di documenti e valori ricevuti dal cliente stesso. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell'assunzione dell'incarico, gli estremi della polizza professionale, il relativo massimale e ogni variazione successiva”. L’assicurazione fa riferimento alla responsabilità civile del professionista ed ha lo scopo di assicurare al cliente un risarcimento dei danni subiti per errori o negligenze derivanti dalla prestazione professionale ricevuta. Il professionista è tenuto a far conoscere ai clienti, evidenziandolo al momento dell'assunzione dell'incarico, gli estremi della polizza professionale, il relativo massimale e ogni variazione successiva.
Attivazione indirizzo di posta elettronica certificata (PEC):
in base alla Legge n°2/2009 è obbligatorio per tutti i professionisti iscritti in albi di dotarsi di un indirizzo PEC e di comunicarlo all’Ordine professionale. La PEC è un servizio di posta elettronica che permette di ottenere la garanzia del ricevimento del messaggio da parte del destinatario e della integrità del messaggio ricevuto. Il messaggio inviato tramite pec ha lo stesso valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno tradizionale, a condizione che sia stato spedito ad altro indirizzo di posta certificata. Per ottenere una casella PEC è sufficiente rivolgersi ad uno dei Gestori iscritti nel registro CNIPA (consultabile al sito http://www.cnipa.gov.it). L’Ordine degli Psicologi del Lazio ha sottoscritto una convenzione con Poste italiane per poter fornire gratuitamente a ciascun iscritto una casella di posta elettronica certificata.
Affissione targa professionale:
è possibile affiggere la targa professionale sulle parti comuni del condominio in cui si esercita l’attività professionale senza preventiva richiesta all’assemblea condominiale. Occorre verificare se il Regolamento di condominio non lo vieta o subordina al consenso dell’assemblea condominiale. L’affissione all’esterno della struttura in cui si svolge l’attività è soggetta a disciplina comunale e dunque è necessario richiedere l’autorizzazione al comune di competenza. Ad esempio il Regolamento del Comune di Roma recante norme in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni stabilisce che le targhe professionali sono ammesse lateralmente agli ingressi di stabili od esercizi e non possono superare le dimensioni di cm 50x60 (previa autorizzazione). In via generale, la targa esposta all’esterno dello studio professionale non deve contenere messaggi promozionali, ma esclusivamente: il nome, l’attività svolta e il luogo dello studio.
L’imposta comunale sulla pubblicità si applica quando i mezzi pubblicitari (es. targa professionale) siano esposti o effettuati in luoghi pubblici o aperti al pubblico, o, comunque, da tali luoghi percepibili.
Sono esenti dall’imposta comunale sulla pubblicità, ai sensi dell’art. 17, comma 1-bis del D.lgs. 507/93, le targhe con superficie fino a 5 mq. Infatti al di là di altre considerazioni condominiali, la Corte di Cassazione civile, sez. tributaria, con sentenza 07.10.2010 n° 16722 ha confermato l’applicabilità della norma per la targa che identifica la sede dello studio professionale.
Anche la Circolare del Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento per le politiche fiscali, n. 3 del 3 maggio 2002 ha ritenuto in tal senso che "devono essere ricomprese tra le fattispecie che godono del beneficio in questione (....) i mezzi pubblicitari esposti dai professionisti (medici, avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, ecc), che possono rientrare nella definizione di cui al citato D.P.R. n. 495 del 1992, art. 47, in quanto assolvono al compito di individuare la sede dove si svolge un'attività economica".
Comunicazione al Comune per TARES
La TARES è la tariffa comunale sui rifiuti e servizi in vigore dal mese di luglio 2013. E’ determinata su base annua a seconda della quantità e della qualità dei rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia dell’attività svolta. Ciascun professionista che detiene un immobile per svolgimento dell’attività è tenuto a comunicare al Comune l’inizio attività e a pagare l’imposta. La disciplina per l’applicazione del tributo è demandata ai regolamenti adottati dai Consigli comunali, sebbene numerose indicazioni – sui criteri di determinazione della tariffa, su specifiche ipotesi di riduzioni tariffarie, sugli aspetti procedurali concernenti la presentazione della dichiarazione e l’accertamento nonché le sanzioni – siano contenute nel decreto stesso. Per le utenze non domestiche (Uffici e Società) il calcolo della tariffa tiene conto dei metri quadri dell’immobile e della quantità dei rifiuti prodotta dalle singole categorie (cat 10- uffici agenzie studi professionali) che sono individuate sulla base dei codici attività ai fini IVA. Nel caso in cui nell’immobile adibito a civile abitazione sia svolta anche un’attività economica o professionale (esercizio di un’impresa o attività di lavoro autonomo), chi occupa il locale dovrà indicare sia la superficie destinata all’utenza abitativa che quella utilizzata per l’attività che costituirà un’autonoma utenza non domestica.
Obblighi privacy e consenso informato al trattamento sanitario:
il cliente deve ricevere un’informativa, orale o scritta prima della raccolta dei dati e dare per iscritto il suo consenso al trattamento. A livello organizzativo e strutturale nel caso di trattamento cartaceo è prevista l’adozione di strumenti per la custodia dei documenti afferenti la clientela e l’assegnazione dei compiti agli incaricati al trattamento dei dati. Nel caso di trattamento informatico, oltre ai precedenti adempimenti, si devono adottare procedure di conservazione credenziali di accesso, sistemi di protezione dati (hacker, virus), e di backup.
Approfondimenti sulla normativa in tema di privacy e la relativa modulistica è reperibile sul sito dell’Ordine degli Psicologi del Lazio al seguente link: http://www.ordinepsicologilazio.it/esercitare/deontologia_professionale/vademecum_privacy/pagina5.html.
Il cliente deve essere adeguatamente informato sui vari aspetti delle prestazioni offerte dal professionista come: le finalità del trattamento e le modalità di esecuzione, i rischi e i disagi che il paziente può subire durante la prestazione; i benefici che si possono ottenere. Lo psicologo nella fase iniziale del rapporto professionale deve, dunque, acquisire dal paziente il consenso al trattamento sanitario. Sul sito dell’Ordine degli Psicologi del Lazio è reperibile un facsimile di consenso informato, al seguente link:
http://www.ordinepsicologilazio.it/esercitare/deontologia_professionale/consenso_informato/