Source: http://www.diritto24.ilsole24ore.com/praticanti/primiPiani/2011/08/ricorso-ex-art-700-cpc.php
Timestamp: 2020-01-17 21:39:13+00:00
Document Index: 118052331

Matched Legal Cases: ['art. 700', 'art. 414', 'art. 23', 'art. 91', 'art. 669', 'art. 669', 'art. 700']

a cura di C. Cecchella | 17 Settembre 2012
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In materia di controversie di lavoro, la giurisprudenza di merito ha ritenuto che l'esistenza del periculum in mora, debba essere accertata caso per caso in relazione all'effettiva situazione socioeconomica del 'lavoratore', sicché il ricorrente é tenuto ad allegare e provare circostanze (in ordine alla sua situazione familiare, alla necessità di affrontare spese indilazionabili, alla compromissione del suo equilibrio psico-fisico) dalle quali emerga che la perdita del posto di lavoro o la mancata assunzione e quindi la conseguente perdita (o mancata acquisizione) della retribuzione possa configurarsi come fonte di pregiudizio irreparabile, così da permettere alla controparte l'esercizio di un'effettiva difesa ed al giudice di operare una verifica finalizzata alla tutela di un pregiudizio concretamente e non teoricamente irrimediabile, non potendo il periculum in mora reputarsi esistente in re ipsa neppure nel fatto stesso della disoccupazione, poiché, in caso contrario, ogni licenziamento integrerebbe il pregiudizio imminente ed irreparabile, così da rendere il ricorso all'art. 700 c.p.c. il rimedio ordinario per la contestazione della legittimità del recesso datoriale, in contrasto con la disciplina del processo del lavoro ove è previsto che la forma naturale di impugnativa del licenziamento sia il ricorso ex art. 414 c.p.c. (Trib. S. Maria Capua Vetere, Sez. lav., 13 maggio 2010).
Infine, prima del nuovo intervento riformatore del 2009, si riteneva che l'ordinanza de qua dovesse contenere anche la pronuncia sulle spese - come previsto 'in ogni caso' in materia societaria, all'art. 23, secondo comma, del D.Lgs. 5/2003 (e dunque indipendentemente dalla natura anticipatoria o conservativa del provvedimento, Trib. Bologna, 18 agosto 2005, in Foro It., 2006, I, 274; Trib. Reggio Calabria, 6 novembre 2006, in Giur. Mer., 2007, 1674; Trib. Ivrea, 28 giugno 2006, in Foro It., 2007, I, 1965) - e in ossequio all'orientamento giurisprudenziale secondo il quale l'art. 91 c.p.c. 'trova applicazione con riguardo ad ogni provvedimento, ancorché reso in forma di ordinanza o di decreto, che nel risolvere contrapposte posizioni elimini il procedimento davanti al Giudice che lo emette, quando, in coerenza con il principio di economia dei giudizi, si renda necessario ristorare la parte vittoriosa dagli oneri inerenti al dispendio di attività processuale legata da nesso causale con l'iniziativa dell'avversario' (Cass,. 12 aprile 2001, n. 5469).
L'atto va depositato, se proposto ante causam, nella cancelleria del Giudice competente a conoscere del merito (art. 669-ter c.p.c.); se proposto causa pendente, nella cancelleria del Giudice competente per la stessa (art. 669-quater).
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