Source: https://www.ingegneri.cc/nel-mirino-dello-sblocca-cantieri.html
Timestamp: 2020-05-26 21:12:05+00:00
Document Index: 142475920

Matched Legal Cases: ['art. 59', 'art.113', 'art. 3', 'art. 65', 'art. 66', 'art. 93', 'art. 65', 'art. 94', 'art.3', 'art. 94', 'art. 65', 'art. 2', 'art. 2']

Sblocca Cantieri: progettazione, interventi in zona sismica e rigenerazione urbana
Nel mirino dello Sblocca Cantieri: progettazione, interventi in zona sismica e rigenerazione urbana
Con l’entrata in vigore del neo-decreto Sblocca Cantieri del 18 aprile 2019, n. 32, vengono attuate una serie di modifiche su aspetti presenti nel Codice Appalti (D.lgs. 50/2016).
Tuttavia non è l’unico provvedimento interessato, perché a subire le nuove disposizioni è anche il Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001).
Ma andiamo per gradi in modo da analizzare quali sono le novità che interessano sia l’edilizia pubblica, sia l’edilizia privata.
In particolare di seguito sono indicate le innovazioni apportate dal provvedimento circa la progettazione nelle gare, le costruzioni in zona sismica e la rigenerazione urbana.
Quali novità introduce lo sblocca cantieri circa la progettazione?
Si parla di progettazione all’art. 59 del Codice Appalti, in particolare con l’entrata in vigore dello Sblocca Cantieri, dopo il comma 1-bis è inserita la prescrizione chiarificatrice circa i requisiti minimi per lo svolgimento della progettazione oggetto del contratto:
“I requisiti minimi per lo svolgimento della progettazione oggetto del contratto sono previsti nei documenti di gara nel rispetto del presente codice e del regolamento di cui all’articolo 216, comma 27-octies; detti requisiti sono posseduti dalle imprese attestate per prestazioni di sola costruzione attraverso un progettista raggruppato o indicato in sede di offerta, in grado di dimostrarli, scelto tra i soggetti di cui all’articolo 46, comma 1; le imprese attestate per prestazioni di progettazione e costruzione documentano i requisiti per lo svolgimento della progettazione esecutiva laddove i predetti requisiti non siano dimostrati dal proprio staff di progettazione”.
Nel caso i requisiti per lo svolgimento della progettazione non siano dimostrati dal proprio staff di progettazione, le imprese attestate per prestazioni di progettazione e costruzione devono documentare la presenza di operatori, esterni alle loro strutture, in possesso dei requisiti per lo svolgimento della progettazione esecutiva.
Con lo Sblocca Cantieri viene, inoltre, re-introdotto l’incentivo del 2% anche alla progettazione, difatti al comma 2 dell’art.113 del Codice Appalti vengono aggiunte una serie di attività soggette a tale incentivo, ovvero:
coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e esecuzione dei lavori;
verifica preventiva della progettazione.
Mentre scompaiono dal sopracitato comma: “le attività di programmazione della spesa per investimenti, di valutazione preventiva dei progetti, di predisposizione e di controllo delle procedure di gara e di esecuzione dei contratti pubblici”.
Con lo Sblocca Cantieri quali novità sono introdotte per le costruzioni in zona sismica?
Gli articoli 3 e 5, del decreto legge Sblocca Cantieri, interessano rispettivamente Disposizioni in materia di semplificazione della disciplina degli interventi strutturali in zone sismiche e Norme in materia di rigenerazione urbana ed introducono innovazioni per l’edilizia privata.
Nel dettaglio per quanto concerne l’art. 3, questo va ad integrare una mancanza riguardante i materiali e i sistemi costruttivi citati al comma 1 dell’art. 65 del Testo Unico dell’Edilizia. Difatti la precedente espressione che precisava l’applicazione delle disposizioni alle sole opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica, con lo Sblocca Cantieri, viene sostituita con opere realizzate con materiali e sistemi costruttivi disciplinati dalle norme tecniche in vigore.
Con il neo-decreto viene, inoltre attuato, uno snellimento burocratico che prevede la presentazione di una singola copia del progetto e della relazione tecnica, da parte del costruttore allo sportello unico competente che a sua volta dovrà rilasciare esclusivamente l’attestazione dell’avvenuto deposito che sarà l’unico documento da conservare in cantiere (ai sensi dell’art. 66 TUE). Analogamente, dovrà essere presentata una sola copia della documentazione di fine lavori a carico del Direttore dei Lavori.
Per i progetti di costruzioni in zone sismiche, di cui all’art. 93 del TUE, sono cambiati i commi 3 e 4 che citano direttamente le NTC, mentre al comma 5 viene specificato che la documentazione necessaria alla richiesta è considerata già completa della denuncia dei lavori di cui all’art. 65.
L’art. 94bis nel TUE “Disciplina degli interventi strutturali in zone sismiche”, rappresenta una fondamentale novità introdotta dall’art.3, comma 1 dello Sblocca Cantieri, che regola i tre differenti tipi d’interventi nei confronti della pubblica incolumità, ovvero: interventi rilevanti, interventi di minore rilevanza, interventi privi di rilevanza.
Per quanto concerne gli interventi di riparazione o intervento locale sulle costruzioni esistenti e per gli interventi privi di rilevanza (art. 94bis, comma 1, lettera b), n. 2 e lettera c), n. 1) non è necessaria la presentazione della relazione a strutture ultimate (art. 65 commi 6, 7 e 8). Allo stesso modo, per gli interventi appena citati, il certificato di collaudo è sostituito dalla dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori.
Rigenerazione urbana e sblocca cantieri. Cosa accade ai limiti del DM n .1444?
Relativamente all’articolo 5 del decreto Sblocca Cantieri, questo oltre ad incidere sul TUE, attua cambiamenti anche sul Decreto interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 che si applica ai piani regolatori generali, piani particolareggiati e lottizzazioni convenzionate; ai nuovi regolamenti edilizi con annesso programma di fabbricazione e relative lottizzazioni convenzionate; alle revisioni degli strumenti urbanistici esistenti.
In sintesi, viene modificato il TUE all’art. 2bis inserendo l’obbligo, in capo alle regioni e alle provincie autonome, di derogare ai limiti imposti dal DM 1444/1968. In particolare per quanto riguarda i limiti di distanza tra i fabbricati viene inserita come modifica nel TUE, attraverso l’inserimento del comma 1ter all’art. 2bis, che in caso di demolizione e ricostruzione, quest’ultima dovrà avvenire rispettando i limiti di altezza del demolito e le distanze preesistenti assicurando la coincidenza dell’area di sedime e del volume dell’edificio ricostruito con quello demolito.