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Timestamp: 2018-07-16 18:36:23+00:00
Document Index: 165273861

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'sentenza ', 'art.38', 'sentenza ']

Riportiamo qui di seguito la decisione numero 8044 del 15 novembre 2010 pronunciata dal Consiglio di Stato
N. 08044/2010 REG.SEN.
N. 02488/2010 REG.RIC.
Sul ricorso numero di registro generale 2488 del 2010, proposto da:
Ricorrente S.r.l., rappresentato e difeso dagli avv. Arcangelo D’Avino, Paolo D’Avino, con domicilio eletto presso Alberto D’Auria in Roma, via Calcutta, 45;
Comune di Napoli, rappresentato e difeso dagli avv. Anna Pulcini, Giuseppe Tarallo, con domicilio eletto presso Gian Marco Grez in Roma, corso Vittorio Emanuele II, 18; ALFA Engineering S.r.l., Gielle di Luigi Galatucci;
della sentenza del T.A.R. CAMPANIA – NAPOLI: SEZIONE I n. 01207/2010, resa tra le parti, concernente della sentenza del T.A.R. CAMPANIA – NAPOLI: SEZIONE I n. 01207/2010, resa tra le parti, concernente AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI MANUTENZIONE DEGLI ESTINTORI INSTALLATI NELLE SCUOLE E NEGLI UFFICI COMUNALI..
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 2 luglio 2010 il Cons. Francesco Caringella e uditi per le parti gli avvocati A. D’Avino e Tarallo;
1. Con il provvedimento impugnato in primo grado la stazione appaltante ha annullato l’aggiudicazione provvisoria disposta in favore della società ricorrente per violazione dell’art. 38, lett. c) ed f), del d. lgs. n. 163 del 2006; ciò in quanto la società aggiudicataria, costituita in data 7/10/2008, avendo rilevato il ramo di azienda della ALFA Controll con contratto di affitto sottoscritto il 29/10/2008 stipulato dall’unico socio liquidatore della medesima, avrebbe mancato di adempiere agli obblighi dichiarativi sia per l’azienda cessionaria che per l’impresa cedente, dei cui requisiti si avvale; sicché la concorrente avrebbe omesso dimostrare la insussistenza di condanne penali per reati che incidono sull’affidabilità morale e professionale anche con riferimento agli amministratori e direttori tecnici dell’impresa cessati dalla carica nel triennio antecedente la data di pubblicazione del bando; tanto più che il già citato amministratore della impresa cedente avrebbe precedenti (patteggiamento) per turbativa d’asta e corruzione appunto ai danni del Comune di Napoli.
L’appellante censura la sentenza di prime cure riproponendo e sviluppando gli argomenti posti a sostegno del ricorso di prime cure.
La Sezione ha, in particolare, osservato che manca nel Codice appalti una norma, con effetto preclusivo, che preveda in caso di cessione d’azienda antecedente alla partecipazione alla gara un obbligo specifico di dichiarazioni in ordine ai requisiti soggettivi della cedente riferita sia agli amministratori e direttori tecnici in quanto l’art.38 richiede il possesso e la dimostrazione dei requisiti generali di partecipazione solo in capo al soggetto concorrente. Ne discende che in assenza di tale norma e siccome la cessione di azienda comporta non una successione a titolo universale del cessionario al cedente bensì una successione nelle posizioni attive e passive relative all’azienda tra soggetti che conservano distinta personalità giuridica, non può essere esclusa l’impresa cessionaria del ramo d’azienda che non abbia presentato le relative dichiarazioni in ordine alla posizione della cedente.
3. L’appello deve pertanto essere accolto.
Ne consegue l’accoglimento del ricorso di prime cure e l’annullamento degli atti in quella sede gravati.
Sussistono, tuttavia, i presupposti per la compensazione delle spese di giudizio.
Accoglie l’appello e, per l’effetto, in riforma della sentenza appellata, accoglie il ricorso originario e annulla gli atti impugnati in primo grado.