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Timestamp: 2017-11-22 11:55:11+00:00
Document Index: 61024470

Matched Legal Cases: ['art.104', 'art.43', 'art. 104', 'art. 87', 'art. 104', 'art. 2484', 'art. 104', 'art.2382', 'art. 104', 'art. 104', 'art. 87', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 104', 'art. 2487', 'art. 2382', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 2382', 'art. 46']

Partecipazioni e cause pendenti - FALLIMENTI - La Legge Fallimentare - FORUM FALLIMENTARE
Forum FALLIMENTI - La Legge Fallimentare: Partecipazioni e cause pendenti
Partecipazioni e cause pendenti
i soci di una società fallita snc ha le seguenti partecipazioni personali in alcune srl (premetto che tali partecipazioni non sono state inserite nell'inventario):
1) in una srl fallita. In questo caso per farmi autorizzare a non acquisire all'attivo le partecipazioni devo seguire esclusivamente la procedura prevista dall'art.104-ter comma 8 quindi inserire la richiesta nel programma di liquidazione? Oppure anche prima della presentazione del programma di liquidazione posso farmi autorizzare dal comitato dei creditori (o in mancanza da GD) a non acquisire le partecipazioni?;
2) in due srl dove ci ci sono anche altri soci non falliti di cui una con un patrimonio immobiliare. In questo caso dopo aver valutato la convenienza all'acquisizione all'attivo, come devo procedere? Devo nominare un perito per la valutazione degli immobili e delle quote di partecipazione? Posso valutare io le quote di partecipazione oppure devo nominare un commercialista?
3) in una srl unipersonale dove l'unico socio è il fallito. In questo caso come devo procedere? Se non conveniente potrei non acquisire all'attivo la partecipazione altrimenti dovrò metterla in liquidazione. In questo caso l'attività della società è bloccata oppure dato che l'amministratore è un soggetto terzo non fallito l'attività prosegue?
- per la nomina del comitato creditori è possibile nominare la banca che ha fatto istanza di fallimento e io curatore potrei farmi autorizzare ad avere rapporti con il loro legale anzichè direttamente con la banca?
- i soci hanno in essere un indagine penale che riguarda un'altra società di cui sono soci. Tale causa rientra tra quelle di cui all'art.43 lf per cui il giudizio si interrompe ed ho 3 mesi di tempo per riassumerlo oppure dato che non riguarda la società fallita non mi interessa?
RE: Partecipazioni e cause pendenti
1- La rinuncia ad acquisire all'attivo beni del fallito può anche precedere la formazione del programma di liquidazione, per cui può azionare fin da subito la procedura di cui all'ottavo comma dell'art. 104ter.
2-La valutazione delle quote di partecipazione , come qualsiasi altro bene, può essere eseguita dal curatore o da uno stimatore che nomina lo stesso curatore, giusto il disposto del secondo comma dell'art. 87, per il quale, appunto "Il curatore, quando occorre, nomina uno stimatore". Ovviamente la norma riguarda i beni che vengono inventariati, ma a maggior ragione la libertà di scelta può essere utilizzata, prima dell'inventario al fine proprio di valutare la convenienza ad acquisire il bene tuttavia conviene sempre servirsi di un terzo, a meno che non si tratti di beni di scarso valore e la cui stima discende da listini o altro. Il problema che incontrerà, sia lei che un eventuale stimatore potrà essere la scarsa disponibilità degli altri soci a mettere a disposizione le informazioni necessarie, nel qual caso, le converrebbe inventariare le quote in modo da assumere la qualifica di socio al posto del fallito e poi chiedere la stima, salvo ad abbandonare i beni ex art. 104ter ove risultasse non conveniente la loro conservazione e liquidazione.
3- Le regole dettate per la partecipazione del soggetto fallito in una srl ordinaria crediamo che valgano anche per le partecipazioni in una srl unipersonale in quanto la srl unipersonale non è una nuova forma di società, ma una società a responsabilità limitata classica, con l'unica differenza di avere, per espressa volontà dell'imprenditore, un unico socio, il che comporta determinate conseguenze sulla responsabilità del socio, il quale, per godere della responsabilità limitata, deve aver versato l'intero capitale sociale, aver eseguito le forme di pubblicità, ecc. Pertanto, anche le società unipersonali possono sciogliersi nei casi elencati nell'art. 2484 c.c., nè troviamo disposizioni particolari sullo scioglimento di tale tipo di società, come ad esempio per le società in nome collettivo o in accomandita semplice, nelle quali il venire meno della pluralità dei soci o delle varie categorie di soci e la mancata ricostruzione della pluralità è causa di scioglimento.
Se così è- e lo diciamo non senza qualche perplessità- lei come curatore del fallimento personale potrà rinunciare all'acquisizione ex art. 104ter ricorrendone i presupposti, o potrà acquisire la quota per venderla o mettere in liquidazione la società
4-Nel comitato dei creditori può far parte anche il creditore cha ha chiesto il fallimento ma lei non può chiedere di essere autorizzato ad avere rapporti con il legale di un componente del comitato anzichè direttamente con lui in quanto è solo chi fa parte del comitato che può farsi rappresentare da altro soggetto quale un legale.
5-Sull'indagine penale non interferisce il fallimento, nel senso che la prima non si interrompe per effetto del fallimento. Ciò che potrebbe diventare improcedibile è l'eventuale costituzione di parte civile ai fini del risarcimento danni, perché questa domanda, di carattere civilistico e consistente in una pretesa di pagamento, è soggetta al principio della esclusività dell'accertamento del passivo.
RE: RE: Partecipazioni e cause pendenti
Vorrei specificare che l'inventario è già stato depositato ma le partecipazioni non sono state inventariate in quanto ne sono venuto a conoscenza successivamente al deposito. Il cancelliere non ha ritenuto opportuno integrare l'inventario.
1) Come devo procedere? Posso comunque farmi autorizzare a non acquisire all'attivo le partecipazioni?
2) Per valutare la partecipazione posso comunque fare l'istanza per la nomina del perito?
3) La srl unipersonale è una srl semplificata. Cambia qualcosa nel caso di fallimento dell'unico socio rispetto alla srl ordinaria?
4) nel caso in cui il fallito sia anche amministratore di una srl ordinaria decade dalla carica? In alcuni vostri interventi in questo forum avete risposto di si in altri avete risposto che non si applica alla srl la disciplina prevista per le spa dall'art.2382 cc.
RE: RE: RE: Partecipazioni e cause pendenti
L'art. 104ter prevede due ipotesi quella della non acquisizione del bene e quella della dismissione del bene già acquisito. Il fatto che nel caso lei non abbia proceduto all0'inventario delle quote né fatta alcuna comunicazione alla società partecipata fa rientrare la fattispecie nella prima ipotesi, per cui il procedimento ex art. 104ter sarà finalizzato alla non acquisizione delle quote.
Quanto alla nomina del perito noi stessi abbiamo detto nella precedente risposta che "conviene sempre servirsi di un terzo, a meno che non si tratti di beni di scarso valore e la cui stima discende da listini o altro" e aggiunto che, in applicazione analogica del secondo comma dell'art. 87 l.f.; nulla esclude, anzi è sicuramente più tranquillante farsi autorizzare, ma l'autorizzazione eventualmente va chiesta al comitato dei creditori (e in mancanza al giudice delegato, in via sostitutiva) in quanto è questo organo che autorizza la nomina dei coadiutori (art. 32) e di ogni altro ato rilevante di gestione (art. 35).
Sul punto tre ci sembra di aver già risposto nel precedente post, quando sul punto abbiamo concluso dicendo che "lei come curatore del fallimento personale potrà rinunciare all'acquisizione ex art. 104ter ricorrendone i presupposti, o potrà acquisire la quota per venderla o mettere in liquidazione la società", ove è chiaro che il fallimento personale non può che essere quello dell'unico socio.
Per quanto riguarda l'effetto del fallimento personale sulla carica di amministratore da questi tenuta in una srl, è vero che abbiamo dato risposte differenti nel corso del tempo, in quanto questa materia, come tante altre, è soggetta ad evoluzione sia normativa che giurisprudenziale, ed infatti noi che avevamo sostenuto la decadenza, dopo l'intervento della Cassazione del 2013 abbiamo cambiato idea. In una risposta del 2014 scrivevamo, infatti quanto segue:
"Come è noto, la disciplina delle società a responsabilità limitata, a seguito della novella di cui al D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, in vigore del 1 gennaio 2004, non regolamenta le cause di ineleggibilità e di decadenza degli amministratori di tale società né contiene (come in passato faceva l'art. 2487 c.c.), un rinvio alle norme dettate dall'art. 2382 c.c. per la società per azioni. Si è detto che il silenzio sul punto vada imputato a mera dimenticanza, ma la Cassazione (Cass. 08/08/2013 n. 18904) ha di recente preso una posizione nettamente contraria a questa soluzione, sostenendo che il citato silenzio debba ritenersi indicativo di una precisa volontà del legislatore, che, se avesse voluto provvedere in materia, avrebbe dovuto farlo esplicitamente. Determinate è stata la considerazione che la nuova disciplina fallimentare abbia dettato una limitazione degli effetti a carico del fallito, sul piano personale, della sentenza di fallimento - e, in particolare, abbia abrogato l'art. 50, che prevedeva il registro dei falliti, e l'art. 5, co. 2, lett. a) del D.Lgs. n. 114 del 1998, che vietava l'iscrizione nel registro delle imprese dei soggetti dichiarati falliti, fino alla pronuncia della sentenza di riabilitazione.
Alla luce di queste argomentazioni, conclude la Corte, deve ritenersi che le nomine degli amministratori di società a responsabilità limitata non sono più soggette a cause di ineleggibilità o di decadenza nè risultano applicabili per analogia le norme dettate per la società per azioni dell'art. 2382 c.c., con la conseguenza che - salva diversa previsione statutaria - il fallimento dell'amministratore di società a responsabilità limitata non ne determina l'incapacità alla carica sociale".
Questa è la nostra attuale posizione, fermo restando che la conservazione della carica da parte dell'amministratore è fatto irrilevante per la curatela, se non ai fini di cui all'art. 46 l,.f. e che rimane ferma l'acquisizione della quota, che è un bene immateriale che entra, salvo rinuncia, a far parte dell'attivo fallimentare.