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Timestamp: 2019-01-20 03:10:35+00:00
Document Index: 25843314

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 25', 'art. 5', 'art. 16', 'sentenza ']

Cass. pen. Sez. III, Sent., 13/06/2012, n. 23230 | Open Media Coalition
I giornali e i periodici online non rispondono del reato di omessa registrazione della testata previsto dagli artt. 5 e 16 della Legge n. 47 del 1948 in quanto con riferimento alle testate elettroniche tale adempimento è previstoai soli fini del conseguimento delle provvidenze in favore dell’editoria (in applicazione di tale principio, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza con cui la Corte di Appello di Catania aveva condannato l’imputato per aver intrapreso la diffusione on line di un periodico prima che fosse intervenuta la registrazione delle testata presso la cancelleria del Tribunale)
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 10 maggio 2012, n. 23230
(Non sussiste l’obbligo di registrazione per i siti internet)
3.4. L’estensione dell’obbligo di registrazione per il giornale on line – previsto dalla citata L. n. 62/2001, ripetesi, ai soli fini delle provvidenze economiche – anche in riferimento alla norma di cui all’art. 5 L. 47/1948 con conseguente applicabilità (in caso di omessa registrazione) della sanzione penale di cui all’art. 16 citata legge sulla stampa, costituisce interpretazione analogica in “malam partem” non consentita ai sensi dell’art. 25, comma secondo, Costituzione e 14 delle Disposizioni sulla legge generale (vedi sulla materia de qua sez. III sent. N. 10535 del 11/12/2008, depositata il 10/03/2009; sez. V n. 35511/2010 del 16/07/2010.
4. Alla luce delle argomentazioni finora svolte, consegue che – non sussistendo nei confronti di Carlo Ruta l’obbligo della registrazione del giornale on linedenominato “Accade in Sicilia”, ai sensi dell’art. 5 L. 47/1948 – lo stesso va assolto del reato di cui all’art. 16 citata legge n. 47/1948, come contestato in atti, perché il fatto non sussiste, con conseguente annullamento, senza rinvio, della sentenza della Corte di Appello di Catania, in data 2/5/2011.