Source: http://www.danielarotunno.it/2017/08/
Timestamp: 2017-09-22 13:32:51+00:00
Document Index: 131642209

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 42', 'sentenza ']

Archivi Mensili: «agosto 2017»
La Cassazione sull’indennità sostitutiva del preavviso per il lavoratore in età pensionabile
La Corte di Cassazione Civile, con la recentissima ordinanza n. 20499 del 29-08-2017 ha chiarito che “la comunicazione del datore di lavoro di collocamento a riposo del dipendente, in forza della clausola contrattuale di automatica risoluzione del rapporto di lavoro al raggiungimento del sessantacinquesimo anno di età, non integra una ipotesi di recesso datoriale, ma si estrinseca esclusivamente nella volontà del datore di avvalersi di un meccanismo risolutivo previsto in sede di autonomia negoziale”.
In base al principio sopra enunciato, quindi, non deve essere riconosciuta al lavoratore in età pensionabile l’indennità sostitutiva del preavviso in quanto la semplice comunicazione, da parte del datore di lavoro, di collocamento a riposo del dipendente per raggiungimento del limite di età, non può interpretarsi come comunicazione di licenziamento.
Le espressioni sconvenienti del magistrato, utilizzate in un forum di discussione, non sono diffamatorie se non riferibili ad un destinatario individuabile
Le espressioni in incertam personam, ritenute sconvenienti, adoperate da un magistrato intervenuto in un forum di discussione riguardante l’amministrazione della giustizia in uno specifico ufficio giudiziario, non costituiscono illecito disciplinare da reato ai sensi dell’art. 4, 1° comma, lett. d), d.leg. 109/06, poiché esse, non riferibili a un destinatario individuato o individuabile, non hanno portata diffamatoria.
Fonte: Corte di Cassazione; sezioni unite civili; sentenza, 17-03-2017, n. 6965 – Massima a cura de “Il Foro Italiano”.
Dal 10 settembre la notifica di atti giudiziari può arrivare anche da poste private
La Legge sulla Concorrenza 2017 (L. 124/2017) ha previsto che dal 10 settembre 2017, le notifiche degli atti giudiziari possono avvenire anche con soggetti diversi da Poste Italiane.
Dal prossimo 10 settembre diventeranno infatti legittime le notifi…
Reddito di inclusione attivo dal 1 gennaio 2018
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 42 del 29 agosto 2017 ha approvato in esame definitivo un decreto legislativo di attuazione della legge sul contrasto della povertà, il riordino delle prestazioni di natura assistenziale e il rafforzamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali.
Il Decreto introduce, a partire dal 1° gennaio 2018, il Reddito di inclusione (ReI), quale misura unica a livello nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.
I nuclei familiari più deboli che rispondono a determinati requisiti, quindi, dal gennaio del prossimo anno riceveranno un beneficio economico, erogato su dodici mensilità, con un importo che andrà da circa 190 euro mensili per una persona sola, fino a quasi 490 euro per i nuclei con 5 o più componenti e per un periodo massimo di 18 mesi.
Il nucleo familiare del richiedente dovrà avere i seguenti requisiti:
un valore dell’ISEE non superiore a 6.000 euro;
un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa, non superiore a 20.000 euro.
Sono ammessi al ReI, con precedenza, i nuclei con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati ultra cinquantacinquenni.
Tar, la carenza di docenti non autorizza il numero chiuso nelle facoltà umanistiche
La carenza di docenti non rientra tra le ragioni che giustificano l’adozione del numero chiuso per l’accesso all’Università. Il Tar del Lazio, ordinanza 4478/2017 di oggi, ha così accolto l’istanza cautelare presentata dall’Udu – Unione degli Universitari, sospendendo l’efficacia della barriera all’ingresso disposta per il primo anno dei corsi di laurea in Filosofia, Lettere, Scienze dei beni Culturali, Scienze umane, dell’ambiente, del territorio e Storia, Lingue e letterature straniere e comunque …
Avvocato domiciliatario, la sottoscrizione del ricorso fa scattare il compenso
L’avvocato domiciliatario a cui è stata rilasciata procura alle liti ha diritto alla corresponsione del compenso professionale anche se poi in concreto l’atto è stato redatto da altro legale, perché anche la semplice sottoscrizione del ricorso comporta «un’attività di controllo e soprattutto la responsabilità professionale». Con questa motivazione il Giudice di Pace di Milano, con la sentenza del 2 maggio 2017 n. 3849, ha confermato il decreto ingiuntivo per 3mila euro emesso in favore del legale …
Verso proclamazione sciopero giudici di pace e PM onorari
Le organizzazioni rappresentative dei giudici di pace e dei magistrati onorari hanno avviato la procedura per la proclamazione di un nuovo sciopero della categoria, “il nono sciopero consecutivo”, fa sapere in una nota l’Unione Nazionale Giudici di Pace. «Il 15 agosto – prosegue il comunicato – è entrata in vigore la contestata riforma della magistratura onoraria, già sotto i riflettori della Commissione Europea e del Parlamento Europeo – che il 22 novembre assumeranno le dovute determinazioni …
Codice del terzo settore – Modifiche al Codice civile – Trasformazioni, fusioni e scissioni
E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 179 del 2 agosto 2017 (Supplemento Ordinario n. 43), il Decreto legislativo 3 luglio 20187, n. 117, recante “Codice del Terzo settore, a norma dell’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106”.
Decisamente interessante ed opportuna è l’introduzione nel Codice Civile di un articolo (il 42-bis) dedicato alla disciplina delle trasformazioni, fusioni e scissioni degli enti del titolo II del libro I del Codice Civile stesso, in attuazione di specifica indicazione contenuta all’art. 3 della legge delega n. 106/2016. La lett. e) del comma 1, dell’art. 3 prevede, in particolare, di “disciplinare il procedimento per ottenere la trasformazione diretta e la fusione tra associazioni e fondazioni, nel rispetto del principio generale della trasformabilità tra enti collettivi diversi introdotto dalla riforma del diritto societario di cui al D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6”.
In attuazione di quanto sopra, il nuovo Codice, in vigore dal 3 agosto 2017, prevede, all’articolo 98, l’inserimento, al Libro I, Titolo II (Delle persone giuridiche), Capo III (Delle associazioni non riconosciute e dei comitati), del nuovo art. 42-bis, rubricato “Trasformazione, fusione e scissione”, nel quale si stabilisce quanto segue:
Se non è espressamente escluso dall’atto costitutivo o dallo statuto, le associazioni riconosciute e non riconosciute e le fondazioni di cui al presente titolo possono operare reciproche trasformazioni, fusioni o scissioni.
La trasformazione produce gli effetti di cui all’articolo 2498 Codice civile.
Nell’ipotesi di trasformazione, l’organo di amministrazione deve predisporre due relazioni:
una relazione relativa alla situazione patrimoniale dell’ente in via di trasformazione contenente l’elenco dei creditori, aggiornata a non più di centoventi giorni precedenti la delibera di trasformazione, nonché
una relazione che ricalcherà le caratteristiche delle relazioni per la trasformazione di società di capitali in società di persone, delineate dall’articolo 2500-sexies del Codice civile.
Pertanto la seconda relazione illustrerà le motivazioni e gli effetti della trasformazione e una copia di essa resterà depositata presso la sede sociale durante i trenta giorni che precedono l’assemblea convocata per deliberare la trasformazione.
Nella misura in cui risultino compatibili, si applichino alla trasformazione anche i seguenti articoli del Codice civile: 2499, sui limiti alla trasformazione; 2500, su contenuto, pubblicità ed efficacia della trasformazione; 2500-bis, sulla validità dell’atto dopo la pubblicità della trasformazione e sul diritto al risarcimento del danno eventualmente spettante ai partecipanti all’ente trasformato ed ai terzi danneggiati dalla trasformazione; 2500-ter, limitatamente però al secondo comma di esso, che riguarda il capitale della società e la determinazione dei
valori attuali degli elementi dell’attivo e del passivo; 2500-quinquies, che concerne la responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali preesistenti; 2500-nonies, sull’eventuale opposizione da parte dei creditori.
Alle fusioni e alle scissioni si applicano, rispettivamente, in quanto compatibili, le disposizioni di cui alle sezioni II dalla sezione II (Della fusione delle società, articoli da 2501 a 2505-quater) e dalla sezione III (Della scissione delle societa?, articoli da 2506 a 2506-quater) del Capo X, Titolo V, Libro V del Codice civile.
Gli atti relativi alle trasformazioni, alle fusioni e alle scissioni per i quali il Libro V prevede l’iscrizione nel Registro delle imprese dovranno essere iscritti, nel caso di enti del Terzo settore, nel Registro unico nazionale del Terzo settore. Si tratta di: progetti di fusione (articolo 2501-ter); deliberazioni e decisioni di fusione (articolo 2502-bis); atti di fusione (articolo 2504); progetti di scissione (articolo 2506-bis).
Per un approfondimento dell’argomento e per scaricare il testo del decreto clicca qui.
La guardia medica che rifiuti di effettuare la visita a domicilio commette il reato di “rifiuto di atti d’ufficio”
Condannata a 6 mesi di reclusione la guardia medica che si è rifiutata di effettuare la visita domiciliare non aderendo alla richiesta di intervento urgente.
Con la sentenza n. 39428 del 22 agosto 2017 la Corte di Cassazione Penale, come più volte affermato dalla giurisprudenza di legittimità, ha ribadito che “integra il delitto di rifiuto di atti d’ufficio la condotta del sanitario in servizio di Guardia medica che non aderisca alla richiesta di intervento domiciliare urgente e si limiti a consigliare per via telefonica la somministrazione di un farmaco, nonostante l’iniziale diagnosi sia stata confermata all’esito del successivo controllo ospedaliero del paziente” ed ha così confermato la condanna del medico.
E’ entrata in vigore il 29 agosto la legge annuale per il mercato e la concorrenza, approvata il 2 agosto 2017, con lo scopo di promuovere lo sviluppo della concorrenza e garantire la tutela dei consumatori in applicazione dei princìpi dell’Unione europea in materia di libera circolazione e apertura dei mercati.
Il provvedimento interviene su diversi settori, come Assicurazioni, Fondi pensione, Comunicazioni, Poste, Energia, Ambiente, Banche, Avvocati, Notai, Ingegneri, Odontoiatri, Farmacie, Trasporti e Turismo e si pone i seguenti obiettivi:
stimolare la crescita e la produttività in Italia;
ridurre il costo di beni e servizi;
garantire nuove e più efficaci tutele per i consumatori;
promuovere l’innovazione;
attirare maggiori investimenti in Italia.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha predisposto un’infografica con tutte le informazioni sul tema.