Source: http://famiglia.welfare.fvg.it/faq-2019/piano-finanziario-2019
Timestamp: 2020-07-05 10:53:10+00:00
Document Index: 63736055

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 812', 'art. 815', 'art. 10', 'art. 18', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 16']

Si tratta della somma delle spese ammissibili a contributo e direttamente riferibili al progetto.
Cos'è la spesa netta?
La spesa netta si ottiene sottraendo dalla spesa ammissibile le entrate.
In che modo si applica il limite del 50% sulle spese per consulenze esterne?
Le spese per consulenze esterne possono costituire al massimo il 50% del totale delle voci di spesa, senza considerare le eventuali “ENTRATE”, date da ulteriori finanziamenti pubblici o privati che coprono la spesa ammissibile.
Per esempio, se la somma delle voci di spesa è pari a € 10.000 e il progetto prevede un ulteriore finanziamento pubblico o privato di € 1.000, la spesa netta sarà di € 9.000. Il limite del 50% per le consulenze esterne dovrà essere però calcolato sul totale delle voci di spesa di € 10.000 e potrà, pertanto, ammontare al massimo ad € 5.000.
I fondi proprio sono fondi del soggetto proponente derivanti, per esempio, da quote associative, partecipazioni costi a carico dell'utenza, erogazioni liberali e donazioni non riferibili alla progettualità per quale si richiede il contributo e rimanenze di cassa.
I fondi propri devono costituire almeno il 10% della spesa netta (spesa ammissibile – entrate).
I fondi propri previsti a titolo di cofinanziamento in misura non inferiore al 10% della spesa netta possono coprire anche spese non ammissibili?
No, con fondi propri possono essere coperte soltanto le spese ammissibili indicate nel piano finanziario.
Il contributo del soggetto partner è considerato un'entrata e non cofinanziamento. Per cofinanziamento (almeno 10% della spesa netta) si intendono infatti solo fondi propri del soggetto proponente.
No, per “ENTRATE” si intendono unicamente le fonti di finanziamento in termini monetari direttamente concesse al progetto quali contributi pubblici o privati.
Sono ammissibili le spese sostenute solo successivamente alla presentazione della domanda e fino alla data di rendicontazione del progetto.
Posso retribuire un socio dell'associazione/cooperativa sociale proponente per la prestazione che svolge all'interno del progetto?
È possibile retribuire un socio dell'associazione/cooperativa sociale proponente in quanto l'art. 31 della L.R. 7/2000 che esclude la possibilità di concedere incentivi di qualsiasi tipo a fronte di rapporti giuridici instaurati, a qualunque titolo, tra società, persone giuridiche, amministratori, soci, ovvero tra coniugi, parenti e affini sino al secondo grado per la loro prestazione è stato derogato per gli interventi relativi all'associazionismo familiare dall'art. 9 comma 59 della L.R. 14/2012.
Verrà tuttavia considerato favorevolmente l'impegno delle associazioni nel valorizzare il lavoro svolto a titolo volontario dai propri soci, in particolar modo ove questi rivestano cariche sociali.
Come posso retribuire il volontario?
Ai sensi dell'art. 17, comma 3 del d.lgs. n. 117/2017 (c.d. “Codice del Terzo Settore”), l'attività del volontario non può essere retribuita. Al volontario possono essere rimborsate dall'associazione/cooperativa sociale presso la quale svolge l'attività soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate per l'attività prestata, entro i limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite dall'associazione/cooperativa sociale medesima. Sono in ogni caso vietati i rimborsi spesa di tipo forfettario e sono fatte salve le disposizioni del comma 4 del medesimo articolo.
Per la rendicontazione dei rimborsi spesa, è possibile scaricare l'apposita modulistica cliccando qui.
Può un soggetto essere sia volontario sia dipendente/collaboratore?
In applicazione dell'art. 17, comma 5 del d.lgs. n. 117/2017 (c.d. “Codice del Terzo Settore”), la qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l'associazione/cooperativa sociale di cui il volontario è socio o associato o presso la quale svolge la propria attività volontaria.
Se un socio svolge una prestazione professionale per il progetto rilasciando fattura, in quale voce del piano finanziario rientra tale spesa?
Nel caso in cui un socio dell'associazione/cooperativa sia titolare di partita iva e presti attività retribuita rilasciando fattura è necessario che tale spesa sia inserita nella voce b) “spese per consulenze e collaborazioni”.
N.B. Le spese per consulenze esterne possono costituire al massimo il 50% del totale delle voci di spesa.
Come sono considerate le remunerazioni sotto forma di prestazione occasionale delle persone coinvolte nelle attività del progetto?
I costi per “personale dipendente e assimilato” (voce di spesa A) riguardano le retribuzioni e gli oneri fiscali corrisposti ai soggetti che prestano la propria attività in base ad un contratto di lavoro subordinato o sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa. Quest'ultima si configura come “lavoro parasubordinato”, assimilato ai redditi da lavoro dipendente ai fini fiscali e caratterizzato, tra l'altro, dal potere di coordinamento del committente, dalla continuità della prestazione (ossia la permanenza del vincolo fra i contraenti) e dalla corresponsione periodica e prestabilita della retribuzione. Questa forma di prestazione lavorativa, pertanto, rientra nella voce di spesa A) di cui all'art. 10, comma 1 del Bando.
Invece, la prestazione di lavoro autonomo occasionale è un'attività svolta dal prestatore in completa autonomia e priva del requisito di continuità. Implica il rilascio, da parte del soggetto, di una fattura (nel caso in cui sia in possesso di partita IVA) o di una ricevuta. Le spese così determinate si inquadrano nella voce B (consulenze e collaborazioni esterne) dell'art. 10, comma 1 del Bando.
N.B. Le remunerazioni sotto forma di lavoro autonomo occasionale rientrano all'interno delle spese per “consulenze e collaborazioni esterne” e sono soggette al vincolo del 50% del totale delle voci di spesa.
In caso di cooperativa, se un dipendente viene impegnato per parte del proprio monte orario previsto (o con lavoro straordinario) per il progetto, questo vale come cofinanziamento con fondi propri?
No. Si precisa che il cofinanziamento con fondi propri non comprende valorizzazioni di risorse ed in generale nel piano finanziario devono essere inseriti valori monetari documentabili. La spesa per il personale impiegato anche parzialmente nella realizzazione del progetto potrà essere inserita nella voce di spesa A (spese per personale), come indicato dall'art. 10, comma 1 lett. a) del Bando.
Come definito dal Codice Civile, esistono beni MOBILI ed IMMOBILI (es. terreni, fabbricati, alberi, ecc.). I beni mobili sono definiti per esclusione dall'art. 812 del Codice Civile, che individua espressamente ciò è “BENE IMMOBILE”, identificando quali BENI MOBILI tutti gli altri beni (diversi dai beni immobili). I beni MOBILI possono essere suddivisi in due grandi categorie: beni mobili REGISTRATI e beni mobili in senso stretto. I beni mobili registrati sono quelli soggetti a iscrizione in pubblici registri (ad es. le autovetture, le navi, ecc.) ed altre disposizioni secondo quanto previsto dall'art. 815 del Codice Civile.
Ai sensi dell'art. 10 comma 3 lettere a) e b) del Bando “Non sono ammissibili le spese per l'acquisto o la ristrutturazione di beni immobili e le spese per l'acquisto di beni mobili registrati.” Non risulta possibile pertanto comprendere fra le spese ammissibili quelle per l'ACQUISTO dei beni IMMOBILI e l'acquisto di beni mobili REGISTRATI, ma è possibile prevederne l'affitto o noleggio.
Si possono acquistare strumenti, attrezzature e materiali attraverso il “mercato online”?
Sì, è possibile acquistare via web. Si ricorda che tutta la documentazione giustificativa di spesa (fatture quietanzate o documenti contabili aventi forza probante equivalente) dovrà essere conservata dal beneficiario, annullata in originale con la dicitura “finanziato interamente (oppure, in caso di attribuzione parziale, finanziato per € ... ) con contributo concesso ai sensi della L.R. 11/2006 art. 18”, indicando il numero e la data del decreto di concessione del contributo per le eventuali verifiche che l'Amministrazione effettuerà.
In che limite è ammesso l'acquisto di strumenti e attrezzature?
Ai sensi dell'art. 10, comma 1, lettera d) del Bando, è possibile acquistare beni ammortizzabili (arredi, hardware, strumenti, attrezzature, ecc.). Ciascun bene tuttavia può essere imputato a progetto e successivamente rendicontato per un valore non superiore a € 516,46 (iva esclusa).
È ammesso il pagamento delle spese (ad esempio per l'acquisto di materiali) in valuta estera?
Sì, è possibile sostenere le spese in valuta estera purché la somma pagata con valuta estera sia rendicontata convertita in euro al tasso di cambio del giorno in cui si è verificato l'acquisto.
No, il costo per le assicurazioni stipulate dal soggetto proponente non è ammissibile come previsto dall'art. 10, comma 3 lettera i) del Bando.
Le disposizioni del bando non pongono limitazioni esplicite sull'acquisto di beni usati perché rientranti in una delle categorie di spesa ammissibile. Tuttavia, in linea di principio, l'acquisto di beni usati potrebbe comportare complicazioni in fase di rendicontazione della relativa spesa, in quanto per tali beni, nel caso vengano acquistati da soggetti non commerciali, è difficile produrre un giustificativo di spesa che abbia tutte le caratteristiche per essere ritenuto valido e idoneo. Inoltre, posto che in caso di ammissione a contributo l'acquisto del bene di fatto viene coperto dal contributo regionale, risulterebbe necessario dimostrare la convenienza economica e la necessità dell'operazione, altrimenti si può incorrere nel rischio che la spesa in fase di rendicontazione non venga riconosciuta.
Le spese per il trasporto, quali il noleggio di pullman o simili e l'acquisto di biglietti dei vari mezzi (bus, treno, barca, ecc.) sono ammesse, purché siano riferite all'attività progettuale.
Non sono ammissibili le spese per le mense o l'acquisto di buoni mensa.
Sono ammissibili le spese per la formazione del personale?
Le spese ammissibili sono soltanto quelle esclusivamente e direttamente riconducibili al progetto. I progetti finanziati dal Bando sono diretti al rafforzamento e alla valorizzazione dei legami solidaristici all'interno dei nuclei coniugali e genitoriali nei rapporti intergenerazionali con le famiglie di origine, nonché alla realizzazione di iniziative volte a favorire la mutualità e la solidarietà tra le famiglie.
Pertanto, sono ammissibili unicamente le spese legate alla realizzazione di progetti che perseguano gli scopi del bando e che abbiano quali destinatari delle attività le famiglie. In quest'ottica, si ritiene che le attività formative rivolte esclusivamente al personale interno non possano rientrare, per le ragioni sopra espresse, tra quelle finanziabili.
È possibile variare il progetto e/o le voci di spesa?
Sì, ai sensi dell'art. 16 del Bando è possibile effettuare variazioni di attività/costo nel limite massimo del 20% delle singole voci/elementi. Tali variazioni devono essere preventivamente richieste via PEC e, previa valutazione, possono essere concesse dall'Amministrazione. È inoltre necessario che la percentuale di cofinanziamento rimanga inalterata, essendo stata oggetto di attribuzione di punteggio da parte della commissione.