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Timestamp: 2018-10-19 06:31:29+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 117']

Novità fiscali del 18 ottobre 2011, il numero verde di Equitalia | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 18 ottobre 2011, il numero verde di Equitalia
1) Cambiato il garante del contribuente
2) Cassazione: decisioni alterne sull’invio dell’avviso di accertamento anticipato
3) TFR di settembre sale al 2,90%
4) Principi contabili internazionali e TFR
5) Domestici extraue in attesa del click day
6) Soggetti promotori tirocini formativi di orientamento e/o di inserimento
7) Riforma dell’IVA: risoluzione del Parlamento europeo
8) Equitalia: per le informazioni assistenza continua
Il garante del contribuente sarà solo un organo monocratico e il ruolo non potrà più essere ricoperto da dirigenti dell’Amministrazione finanziaria (o dai generali della Guardia di Finanza) a riposo.
Le nuove regole entreranno in vigore dal mese di gennaio 2012.
Il Consiglio dei Ministri, nella sua seduta del 14 ottobre 2011, ha, infatti, approvato il DDL di stabilità finanziaria per il triennio 2012-2014 ed il disegno di legge sul bilancio di previsione dello Stato per il medesimo triennio.
Per il predetto triennio, la manovra economico-finanziaria recata dai Decreti Legge n. 98/2011 (convertito in Legge n. 111/2011) e n. 138/2011 (convertito in Legge n. 148/2011) si completa con l’odierno disegno di legge di stabilità.
Tra le misure ivi contenute, oltre a quella sul garante, emergono le seguenti:
Per partecipare ai concorsi pubblici per personale dirigenziale della P.A. si dovrà versare una tassa compresa tra i 10 e i 15 euro.
Abolito il compenso agli intermediari abilitati (Commercialisti) per l’invio telematico di Unico
Scompare il contributo di un euro a dichiarazione per l’invio telematico delle dichiarazioni dei redditi.
Per i Caf, invece, viene previsto l’aumento a € 14,00 per gli invii del modello 730 e € 26,00 per il modello 730 congiunto. L’aggiornamento resterà fisso per gli anni 2011, 2012 e 2013.
Ruolo unico della giustizia tributaria
Delineato il ruolo unico per i giudici tributari. Sarà tenuto dal consiglio di presidenza della giustizia tributaria.
Con l’istituzione del ruolo unico i giudici potranno essere trasferiti su base nazionale, senza obbligo di residenza e senza alcuna indennità.
Restano ferme le incompatibilità. I trasferimenti vengono disposti all’esito di procedure di interpello bandite dal consiglio di presidenza della giustizia tributaria (Cpgt).
“Indietro tutta” della Suprema Corte sui termini per l’invio anticipato dell’avviso di accertamento.
Stavolta, con la sentenza n. 21203 del 14 ottobre 2011, la Corte di Cassazione ha sostenuto che il mancato rispetto dei 60 giorni per l’emissione dell’atto non è causa di nullità.
La vicenda è derivata dalla scorrettezza (nei riguardi dell’art. 12, comma 7, della Legge n. 212/2000) posta in essere dall’ufficio del fisco che nell’emettere un atto di irrogazioni sanzioni, non ha rispettato i 60 giorni dal precedente verbale di constatazione (PVC) della violazione.
La Commissione Provinciale e poi quella Regionale avevano ritenuto nullo l’atto impositivo, così come stabilito da alcune precedenti sentenze della Cassazione, che, tuttavia, adesso, cambiando parere, ha dato torto a tali Commissioni tributarie sottostanti, riconoscendo, invece, le aspettative dell’Amministrazione finanziaria.
Da ricordare che sia la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 244 del 2009, sia la stessa Cassazione, con le recenti sentenze, hanno stabilito che detti accertamenti anticipati sono nulli, tranne che contengano l’adeguata motivazione della particolare urgenza che ha determinato l’adozione anticipata degli atti da parte dell’Amministrazione finanziaria.
In particolare, secondo la stessa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18906 del 16 settembre 2011, é nullo l’avviso di accertamento tributario emesso prima dei 60 giorni dalla conclusione delle indagini fatte dal fisco.
Ciò vale anche quando l’Amministrazione finanziaria non abbia svolto una vera e propria attività di verifica presso il contribuente ma un reperimento di documenti fiscali poiché la norma non effettua distinzione in tal senso.
Nel respingere il ricorso delle Entrate, la Corte Suprema ha chiarito che l’avviso di accertamento emesso dall’ufficio del fisco prima dei 60 giorni dalle informazioni raccolte dalla Guardia di finanza è nullo.
Solo in casi di particolare urgenza e, quindi, previo atto motivato, può essere emesso un provvedimento anticipato.
A settembre il coefficiente di rivalutazione del trattamento di fine rapporto è 2,909827. L’indice dei prezzi al consumo calcolato dall’Istituto nazionale di statistica, con esclusione del prezzo dei tabacchi lavorati, è al valore di 103,2.
Tramite i dati resi noti Il 14 ottobre 2011 dall’Istituto di statistica è, quindi, possibile calcolare il dato del trattamento di fine rapporto, introdotto dalla Legge n. 297/82.
Ias, al via il restyling su fondi e TFr: Mutate le regole per l’indicazione in bilancio dei trattamenti garantiti ai dipendenti.
Le modifiche introdotte allo Ias 19 dovranno essere applicate a partire dal 2013, ma l’adeguamento deve avvenire prima. Tutti gli effetti fiscali dovranno essere confrontati con l’anno fiscale precedente. Nella maggior parte dei casi, così, la valutazione delle nuove disposizioni dovrà essere effettuata a partire dal 1 gennaio 2012.
In relazione all’assunzione dei lavoratori domestici extraue ll click-day potrebbe essere disposto nel mese di febbraio 2012.
Lo precisa il seguente documento pubblicato dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, ieri (17/10/2011) sul proprio sito (www.consulentidellavoro.it):
“L’assunzione dei lavoratori domestici segue regole e procedure identiche a prescindere dalla nazionalità. Sono necessarie, però, verifiche preventive e adempimenti aggiuntivi per gli extracomunitari.
Il controllo del permesso di soggiorno (PDS) in possesso del lavoratore straniero, infatti, è un atto preventivo che il datore di lavoro domestico intenzionato ad assumere deve effettuare al fine di verificare la possibilità di svolgimento di lavoro subordinato regolare in Italia. Mentre per i soggetti appartenenti all’Unione Europea (compresi gli ultimi ingressi di Bulgaria e Romania) non è necessario alcun adempimento o documento aggiuntivo rispetto al lavoratore italiano, per gli extracomunitari il datore dovrà richiedere anche il PDS e verificare la situazione alloggiativa del lavoratore.
I PDS che consentono di svolgere lavoro subordinato in Italia sono numerosi ma è frequente che il lavoratore entrato illegalmente in Italia o con PDS turistico, ritenga di potersi occupare presso le famiglie. Non è così, in quanto la normativa italiana definisce con chiarezza quali siano le attività consentite per ogni PDS posseduto. In tali ipotesi il lavoratore dovrebbe rientrare in patria e il datore potrà presentare istanza di nulla osta d’ingresso solo dopo che sarà stato pubblicato un nuovo decreto flussi che stabilisce le quote d’ingresso annuali. Presumibilmente si tratterà di attendere la fine dell’anno e il click-day potrebbe essere stabilito a febbraio 2012.
Per i cittadini di Bulgaria e Romania, Stati che sono entrati a far parte dell’Ue nel 2007, che intendono occuparsi presso le famiglie, nonostante il periodo transitorio preveda fino al 31 dicembre 2011 una procedura (seppur semplificata) di autorizzazione al lavoro, non è necessario alcun visto o nulla osta, perché il lavoro domestico rientra tra le attività esentate.
Effettuate le suddette verifiche il datore può, quindi, procedere con l’assunzione con le consuete modalità. Un’ulteriore attenzione va posta all’adempimento aggiuntivo stabilito dalla norma: la comunicazione del contratto di soggiorno (mod. Q) allo Sportello Unico competente e la comunicazione dell’eventuale concessione dell’alloggio all’autorità di Pubblica Sicurezza.
Si tratta di dichiarazioni specifiche sulle modalità di svolgimento del lavoro e su alcune garanzie fondamentali (alloggio, spese di rimpatrio, ecc.) nel primo caso e sui dati dell’alloggio nel secondo”.
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 17 ottobre 2011)
La Fondazione dei Consulenti del Lavoro è pienamente legittimata a promuovere i tirocini formativi, indipendentemente dagli accreditamenti regionali.
Tuttavia, per il caso in cui i tirocini siano finanziati, per uniformarsi a quanto indicato nel bando/concorso promosso dalla Regione, sarà necessario seguirne le connesse disposizioni.
La precisazione è contenuta nella circolare n. 1066 (Prot. n. 8816/U/24) del 14 ottobre 2011 del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro.
Diffusa al fine fare luce sui numerosi quesiti riguardanti la possibilità di istituire tirocini formativi da parte dei delegati della Fondazione Consulenti per il Lavoro, a causa delle recenti novità introdotte dalla Legge n. 148/2011 (manovra di ferragosto).
Denota, inizialmente, tale circolare che il quadro giuridico, dopo l’interpello n. 36/2011 del Ministero del Lavoro, è abbastanza chiaro, non lasciando alcun dubbio interpretativo.
Difatti, come ha già chiarito la stessa circolare n. 4/2011 della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, viene posto in evidenza che l’art. 11 della Legge n. 148/2011 non ha introdotto nuovi meccanismi di accreditamento rispetto al passato.
Per evitare abusi, sono stati soltanto precisati quali debbano essere i requisiti per i soggetti promotori, affinché possano essere legittimati a promuovere i relativi tirocini.
Fermo restando la competenza regionale in materia, continuano a trovare applicazione le disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 276/2003 che legittima specifici soggetti privati allo svolgimento dell’attività di intermediazione.
In particolare, prosegue la circolare dei C.N.C.L., l’art. 2, lett. b) del D.Lgs. n. 276/2003 definisce l’attività di intermediazione quale “mediazione tra domanda e offerta di lavoro, anche in relazione all’inserimento lavorativo dei disabili e dei gruppi di lavoratori svantaggiati, comprensiva tra l’altro:
della raccolta dei curricula dei potenziali lavoratori; della preselezione e costituzione della relativa banca dati; della promozione e gestione dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro; della effettuazione, su richiesta del committente, di tutte le comunicazioni conseguenti alle assunzioni avvenute a seguito dell’attività di intermediazione; dell’orientamento professionale; della progettazione ed erogazione di attività formative finalizzate all’inserimento lavorativo”.
Conclude, infine, la circolare affermando che, la Fondazione Consulenti per il Lavoro è in possesso di una abilitazione specifica per l’esercizio di queste attività che la sentenza n. 50/2005 della Corte Costituzionale, ha ribadito rientrare tra i servizi di potestà statale che determinano i livelli essenziali delle prestazioni di cui all’art. 117, secondo comma, lettera m).
Tutto questo comporta “la legittimazione ex ante della Fondazione Consulenti per il Lavoro alla promozione dei tirocini formativi, indipendentemente dagli accreditamenti regionali. In realtà c’è un’ipotesi in cui detti accreditamenti possono essere ritenuti necessari: quando detti tirocini vengono finanziati. In tali casi, infatti, al fine di uniformarsi al dettato specifico del bando/concorso promosso dalla Regione, occorrerà necessariamente seguire le disposizioni da essa impartite”.
Il Parlamento europeo, nella risoluzione del 13 ottobre 2011, ha formulato alcune proposte per la riforma dell’IVA, accogliendo favorevolmente la pubblicazione del libro verde sul futuro dell’IVA, con il quale la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica con le parti interessate sulle regole su cui basare una riformulazione dell’attuale disciplina dell’imposta.
In particolare, per quanto riguarda la struttura dell’imposta, le esenzioni e le aliquote, afferma Assonime nella nota del 17 ottobre 2011, il Parlamento europeo:
– Concorda sulla proposta della Commissione di passare alla tassazione nel paese di destinazione in materia di scambi intracomunitari;
– invita la Commissione ad elaborare, entro la fine di dicembre 2012, una proposta per semplificare l’imposizione transfrontaliera;
– sottolinea l’eccessiva complessità delle regole sulla detrazione;
– auspica un riavvicinamento delle aliquote tra i vari Stati membri;
– invita gli Stati membri a stabilire entro gennaio 2012 un elenco di beni e servizi che dovrebbero usufruire di esenzioni o riduzioni di aliquota;
– è favorevole alla determinazione di aliquote uniformi tra gli Stati sui prodotti culturali, a prescindere dalle relative modalità di vendita, ed alla previsione del medesimo regime IVA per tutti i prodotti editoriali, anche non cartacei;
– segnala fenomeni di distorsioni di mercato nel settore dei trasporti;
– richiede per tutti i trasporti transfrontalieri l’armonizzazione delle aliquote e regole armonizzate sulla detraibilità;
– sollecita l’elaborazione di una strategia “verde”, incentrata sulla riduzione delle aliquote su beni e servizi efficienti sotto il profilo energetico.
Altre indicazioni contenute nella risoluzione riguardano la riduzione degli adempimenti formali.
Al riguardo il Parlamento europeo:
– Richiede agli Stati membri, in collaborazione con le imprese, di individuare le principali difficoltà causate dall’attuale regime IVA, e di condividere idee e migliori prassi per semplificarlo;
– invita la Commissione e gli Stati membri a valutare l’istituzione di una soglia di esenzione per le piccole e medie imprese estesa a tutta l‘Unione europea;
– auspica una riduzione della frequenza delle dichiarazioni periodiche e la semplificazione degli adempimenti per le esportazioni;
– propone una ulteriore riduzione degli oneri burocratici per le organizzazioni senza scopo di lucro;
– è favorevole all’introduzione di un modello europeo di fattura elettronica, in modo da agevolare le operazioni transfrontaliere.
Sotto il profilo dell’efficienza nella riscossione dell’IVA, il Parlamento:
– sottolinea che la lotta alla frode fiscale costituisce una priorità e richiede una maggiore cooperazione tra gli Stati;
– rileva la necessità di migliorare la lotta contro le frodi intracomunitarie;
– segnala l’opportunità di sanzioni amministrative armonizzate per i casi di frode;
– esorta la Commissione ad assicurare il funzionamento della rete Eurofisc;
– auspica un rafforzamento del sistema VIES;
– evidenzia la necessità di un apposito organo di interpretazione europeo, al quale gli Stati possano rivolgersi per ottenere risposte vincolanti.
In generale, il Parlamento europeo, poiché ritiene che in materia di IVA siano necessarie norme chiare che possano essere interpretate in maniera uniforme da parte degli Stati, invita la Commissione ad incrementare il livello di armonizzazione di tali disposizioni, facendo, tra l’altro, ricorso a regolamenti anziché a direttive, giacché strumenti che generano un’immediata armonizzazione e certezza giuridica.
Al via 3 numeri verdi per parlare con Equitalia: Assistenza e informazioni 24 ore su 24.
Equitalia risponde al telefono tutti i giorni, 24 ore su 24, anche nel week end. In linea con gli obiettivi della riorganizzazione del Gruppo che, con la nascita di Equitalia Nord, Equitalia Centro ed Equitalia Sud, punta a rendere più omogenea la gestione dell’attività sul territorio, Equitalia ha attivato tre numeri verdi per garantire assistenza e informazioni ai cittadini nelle rispettive tre aree geografiche di competenza degli agenti della riscossione. Chiamando i contact center, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18, è possibile parlare direttamente con un operatore. Nelle altre fasce orarie, il sabato e la domenica, è attivo un risponditore automatico interattivo che fornisce tutte le principali indicazioni sull’attività di riscossione e sui servizi a disposizione dei contribuenti.
L’attivazione dei tre numeri verdi rappresenta il modo per rendere sempre più facile e trasparente il rapporto con i contribuenti, ampliando le possibilità per ricevere assistenza e mettersi in regola con i pagamenti. I numeri verdi, infatti, si affiancano alla rete di oltre 350 sportelli fisici sul territorio e al servizio online “Scrivi all’Assistenza Contribuenti” su www.gruppoequitalia.it.
Ecco l’elenco dei numeri per agente della riscossione:
800.927.940 numero verde gratuito da telefono fisso
06 72277017 da telefono cellulare o dall’estero (secondo piano tariffario)
Equitalia Centro, Equitalia Sardegna, Equitalia Marche ed Equitalia Pragma:
800.236.876 numero verde gratuito da telefono fisso
06 72277020 da telefono cellulare o dall’estero (secondo piano tariffario)
Equitalia Sud ed Equitalia Basilicata:
800.422.687 numero verde gratuito da telefono fisso
06 72277006 da telefono cellulare o dall’estero (secondo piano tariffario)
Per Equitalia Trentino Alto Adige-Südtirol, in attesa di adottare lo stesso numero di
Equitalia Nord, c’è il numero 0471 294776, attivo con operatore dalle ore 8 alle 13 e dalle 14.30 alle 16.30 (secondo piano tariffario).
(Equitalia, comunicato stampa del 17 ottobre 2011)
E-fattura: le semplificazioni del decreto fiscale
19 ottobre 2018 alle 8:16