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Timestamp: 2020-07-08 05:20:32+00:00
Document Index: 121044091

Matched Legal Cases: ['art. 79', 'art. 58', 'art. 60', 'art. 159', 'art. 177', 'art. 934', 'art. 554', 'art. 596', 'art. 765', 'art. 552', 'art. 594', 'art. 620', 'art. 772', 'art. 828', 'art. 60', 'art. 80', 'art. 36', 'art. 98', 'art. 15', 'art. 151', 'art. 17', 'art. 177', 'art. 89', 'art. 31', 'art. 58', 'art. 60', 'art. 57', 'art. 2', 'art. 324', 'art. 2', 'art. 57', 'art. 818', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 58', 'art. 60', 'art. 58', 'art. 60', 'art. 68', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 106', 'art. 106', 'art. 93', 'art. 1', 'art. 321', 'art. 106', 'art. 265', 'art. 77', 'art. 179', 'art. 3', 'art. 323', 'art. 163', 'art. 324', 'art. 79', 'art. 18', 'art. 378', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 35', 'art. 20', 'art. 3', 'art 83', 'art. 110', 'art. 93', 'art. 169', 'art. 58', 'art. 60', 'art. 94', 'art. 934', 'art. 936', 'art. 116', 'art. 360', 'art. 281', 'art. 110', 'art. 219', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 52', 'art. 832', 'art. 58', 'art. 60', 'art. 126', 'art. 127', 'art. 92', 'art. 68', 'art. 110', 'art. 37', 'art. 169', 'art. 14', 'art. 886', 'art. 806', 'art. 58', 'art. 60', 'art. 169', 'art. 14', 'art. 828', 'art. 58', 'art. 60', 'art. 135', 'art. 126', 'art. 33']

Lawbrary | LEF - Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento
Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento
I. Della organizzazione(1 - 30)
II. Regole diverse(31 - 37)
I. Delle diverse specie d'esecuzione(38 - 45)
II. Del luogo dell'esecuzione(46 - 55)
III. Dei periodi preclusi, delle ferie e delle sospensioni (56 - 63)
IV. Della notificazione degli atti esecutivi(64 - 66)
V. Della domanda d'esecuzione(67 - 68)
VI. Dell'esecuzione contro un coniuge vivente in comunione di beni (68 - 68)
VII. Dell'esecuzione in caso di rappresentanza legale o curatela(68 - 68)
VIII. Del precetto esecutivo e della opposizione(69 - 87)
IX. Continuazione dell'esecuzione (88 - 88)
Della esecuzione in via di pignoramento
I. Del pignoramento(89 - 115)
II. Della realizzazione (116 - 150)
Dell'esecuzione in via di realizzazione del pegno(151 - 158)
Della procedura di fallimento
I. Della procedura ordinaria di fallimento(159 - 176)
II. Della esecuzione cambiaria(177 - 189)
III. Della dichiarazione di fallimento senza preventiva esecuzione(190 - 194)
IV. Della revoca del fallimento(195 - 196)
I. Degli effetti del fallimento sui beni del debitore(197 - 207)
II. Degli effetti del fallimento sui diritti dei creditori(208 - 220)
Della liquidazione del fallimento
I. Della determinazione dell'attivo e della definizione della procedura (221 - 231)
II. Della grida e della convocazione dei creditori (232 - 234)
III. Dell'amministrazione della massa(235 - 243)
IV. Della verificazione dei crediti e della graduazione dei creditori(244 - 251)
V. Della liquidazione della massa(252 - 260)
VI. Della ripartizione(261 - 267)
VII. Della chiusura del fallimento(268 - 270)
Del sequestro(271 - 281)
Disposizioni speciali relative a pigioni e affitti(282 - 284)
Disposizioni speciali relative ai rapporti di trust(284 - 284)
Della revocazione (285 - 292)
Della procedura concordataria
I. Moratoria concordataria(293 - 304)
II. Disposizioni generali sul concordato(305 - 313)
III. Del concordato ordinario(314 - 316)
IV. Del concordato con abbandono dell'attivo(317 - 331)
V. Del concordato nella procedura di fallimento(332 - 332)
VI. Dell'appuramento bonale dei debiti mediante trattative private(333 - 336)
Della moratoria straordinaria(337 - 350)
Disposizioni finali(351 - 352)
Disposizioni finali della modifica del 16 dicembre 1994 (1 - 4)
Disposizione finale della modifica del 24 marzo 2000
Disposizione finale della modifica del 19 dicembre 2003
Disposizione transitoria della modifica del 21 giugno 2013
dell'11 aprile 1889 (Stato 1° gennaio 2019)
visto l'articolo 64 della Costituzione federale2 (Cost.),3
A. Cir­con­da­ri d'ese­cu­zio­ne e cir­con­da­ri dei fal­li­men­ti1
1Per la pro­ce­du­ra d'ese­cu­zio­ne e di fal­li­men­to il ter­ri­to­rio di ogni Can­to­ne for­ma uno o più cir­con­da­ri.
2I Can­to­ni de­ter­mi­na­no il nu­me­ro e la cir­co­scri­zio­ne di que­sti cir­con­da­ri.
3Un cir­con­da­rio pei fal­li­men­ti può com­pren­de­re più cir­con­da­ri d'ese­cu­zio­ne.
1 Ogni art. vie­ne cor­re­da­to di un Tit. mar­gi­na­le, n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° dic. 1994 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1). Di det­ta mod. è te­nu­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
B. Uf­fi­ci d'ese­cu­zio­ne e uf­fi­ci dei fal­li­men­ti
1. Or­ga­niz­za­zio­ne
1In ogni cir­con­da­rio d'ese­cu­zio­ne è isti­tui­to un uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne di­ret­to da un uf­fi­cia­le ese­cu­to­re.
2In ogni cir­con­da­rio dei fal­li­men­ti è isti­tui­to un uf­fi­cio dei fal­li­men­ti di­ret­to da un uf­fi­cia­le dei fal­li­men­ti.1
3All'uf­fi­cia­le è ag­giun­to un sup­plen­te che ne fa le ve­ci nei ca­si di in­com­pa­ti­bi­li­tà o d'im­pe­di­men­to al­la di­re­zio­ne dell'uf­fi­cio.2
4Gli uf­fi­ci d'ese­cu­zio­ne e gli uf­fi­ci dei fal­li­men­ti pos­so­no es­se­re di­ret­ti dal­lo stes­so uf­fi­cia­le.3
5Per il re­sto, l'or­ga­niz­za­zio­ne de­gli uf­fi­ci spet­ta ai Can­to­ni.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
2. Re­tri­bu­zio­ne
La re­tri­bu­zio­ne dell'uf­fi­cia­le ese­cu­to­re, di quel­lo dei fal­li­men­ti e dei lo­ro sup­plen­ti è di com­pe­ten­za dei Can­to­ni.
C. As­si­sten­za
1Gli uf­fi­ci d'ese­cu­zio­ne e gli uf­fi­ci dei fal­li­men­ti pro­ce­do­no al­le ope­ra­zio­ni di lo­ro com­pe­ten­za su ri­chie­sta de­gli uf­fi­ci, del­le am­mi­ni­stra­zio­ni spe­cia­li del fal­li­men­to, co­me pu­re dei com­mis­sa­ri e dei li­qui­da­to­ri di un al­tro cir­con­da­rio.
2Gli uf­fi­ci, le am­mi­ni­stra­zio­ni spe­cia­li del fal­li­men­to, i com­mis­sa­ri e i li­qui­da­to­ri pos­so­no pro­ce­de­re ad at­ti del lo­ro uf­fi­cio an­che al di fuo­ri del lo­ro cir­con­da­rio, se l'uf­fi­cio com­pe­ten­te per ter­ri­to­rio vi ac­con­sen­te. La com­pe­ten­za per la no­ti­fi­ca­zio­ne de­gli at­ti ese­cu­ti­vi che non av­ven­ga per po­sta, per il pi­gno­ra­men­to, per la ven­di­ta agli in­can­ti e per la ri­chie­sta d'in­ter­ven­to del­la for­za pub­bli­ca spet­ta tut­ta­via uni­ca­men­te all'uf­fi­cio do­ve l'at­to de­ve es­se­re com­piu­to.
Cbis. Pro­ce­du­re ma­te­rial­men­te con­nes­se
1Nei fal­li­men­ti e nel­le pro­ce­du­re con­cor­da­ta­rie ma­te­rial­men­te con­nes­si, gli or­ga­ni di ese­cu­zio­ne for­za­ta non­ché le au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za e giu­di­zia­rie coin­vol­ti coor­di­na­no nel li­mi­te del pos­si­bi­le i lo­ro at­ti.
2I giu­di­ci del fal­li­men­to e del con­cor­da­to coin­vol­ti co­me pu­re le au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za pos­so­no, di co­mu­ne ac­cor­do, de­si­gna­re l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'in­sie­me del­le pro­ce­du­re.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2014 (RU 2013 4111; FF 2010 5667).
D. Re­spon­sa­bi­li­tà
1Il Can­to­ne è re­spon­sa­bi­le del dan­no ca­gio­na­to il­le­ci­ta­men­te dai fun­zio­na­ri, da­gli im­pie­ga­ti, dai lo­ro au­si­lia­ri, dal­le am­mi­ni­stra­zio­ni spe­cia­li del fal­li­men­to, dai com­mis­sa­ri, dai li­qui­da­to­ri, dal­le au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za e giu­di­zia­rie, co­me pu­re dal­la po­li­zia, nell'adem­pi­men­to dei com­pi­ti lo­ro as­se­gna­ti dal­la pre­sen­te leg­ge.
2Il dan­neg­gia­to non ha azio­ne con­tro il col­pe­vo­le.
3Il di­rit­to can­to­na­le di­sci­pli­na l'eser­ci­zio del re­gres­so dei Can­to­ni con­tro le per­so­ne che han­no ca­gio­na­to il dan­no.
4Se la gra­vi­tà del pre­giu­di­zio lo giu­sti­fi­ca, può es­se­re chie­sto il pa­ga­men­to di una som­ma a ti­to­lo di ri­pa­ra­zio­ne mo­ra­le.
2. Pre­scri­zio­ne
1L'azio­ne di ri­sar­ci­men­to del dan­no si pre­scri­ve in un an­no dal gior­no in cui il dan­neg­gia­to ha avu­to co­no­scen­za del dan­no e in ogni ca­so in die­ci an­ni dal gior­no dell'at­to che ha ca­gio­na­to il dan­no.
2Se pe­rò il dan­no de­ri­va da un at­to pu­ni­bi­le, a ri­guar­do del qua­le la le­gi­sla­zio­ne pe­na­le sta­bi­li­sce una pre­scri­zio­ne più lun­ga, que­sta si ap­pli­ca an­che all'azio­ne di ri­sar­ci­men­to.
3. Com­pe­ten­za del Tri­bu­na­le fe­de­ra­le
Se l'azio­ne di ri­sar­ci­men­to è fon­da­ta sull'at­to il­le­ci­to dell'au­to­ri­tà can­to­na­le su­pe­rio­re di vi­gi­lan­za o dell'istan­za can­to­na­le su­pe­rio­re dei con­cor­da­ti, il Tri­bu­na­le fe­de­ra­le è so­lo com­pe­ten­te.
E. Ver­ba­li e re­gi­stri
1. Te­nu­ta, pro­va e ret­ti­fi­ca­zio­ne
1Gli uf­fi­ci d'ese­cu­zio­ne e gli uf­fi­ci dei fal­li­men­ti sten­do­no ver­ba­le del­le lo­ro ope­ra­zio­ni non­ché del­le do­man­de e di­chia­ra­zio­ni lo­ro pre­sen­ta­te e ten­go­no i re­gi­stri.
2I ver­ba­li e i re­gi­stri fan­no fe­de fi­no a pro­va con­tra­ria.
3L'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne ret­ti­fi­ca d'uf­fi­cio o su do­man­da del­la per­so­na toc­ca­ta le iscri­zio­ni er­ro­nee.
2. Con­sul­ta­zio­ne
1Chiun­que ren­da ve­ro­si­mi­le un in­te­res­se può con­sul­ta­re i ver­ba­li e i re­gi­stri de­gli uf­fi­ci d'ese­cu­zio­ne e de­gli uf­fi­ci dei fal­li­men­ti, non­ché chie­der­ne estrat­ti.
2Ta­le in­te­res­se è in par­ti­co­la­re re­so ve­ro­si­mi­le se la do­man­da di estrat­to ri­sul­ta da un nes­so di­ret­to con la con­clu­sio­ne o la li­qui­da­zio­ne del con­trat­to.
3Gli uf­fi­ci non pos­so­no dar no­ti­zia a ter­zi cir­ca pro­ce­di­men­ti ese­cu­ti­vi:
nul­li o an­nul­la­ti in se­gui­to a im­pu­gna­zio­ne o a de­ci­sio­ne giu­di­zia­le;
per i qua­li il de­bi­to­re ha eser­ci­ta­to con suc­ces­so l'azio­ne di ri­pe­ti­zio­ne dell'in­de­bi­to;
per i qua­li il cre­di­to­re ha ri­ti­ra­to l'ese­cu­zio­ne;
per i qua­li il de­bi­to­re ab­bia pre­sen­ta­to una do­man­da in tal sen­so al­me­no tre me­si do­po la no­ti­fi­ca­zio­ne del pre­cet­to ese­cu­ti­vo, sem­pre che en­tro un ter­mi­ne di 20 gior­ni im­par­ti­to dall'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne il cre­di­to­re non for­ni­sca la pro­va di aver av­via­to a tem­po de­bi­to la pro­ce­du­ra di eli­mi­na­zio­ne dell'op­po­si­zio­ne (art. 79-84); se ta­le pro­va è for­ni­ta in un se­con­do tem­po o l'ese­cu­zio­ne è pro­se­gui­ta, gli uf­fi­ci pos­so­no nuo­va­men­te dar no­ti­zia di que­st'ul­ti­ma a ter­zi.
4Per i ter­zi, il di­rit­to di con­sul­ta­zio­ne si estin­gue cin­que an­ni do­po la chiu­su­ra del pro­ce­di­men­to. Suc­ces­si­va­men­te, estrat­ti so­no ri­la­scia­ti sol­tan­to ad au­to­ri­tà giu­di­zia­rie o am­mi­ni­stra­ti­ve per pro­ce­di­men­ti pen­den­ti pres­so di lo­ro.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
2 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 16 dic. 2018, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 4583; FF 2015 2641 4779).
F. De­po­si­to di som­me e di og­get­ti pre­zio­si
Gli uf­fi­ci d'ese­cu­zio­ne e dei fal­li­men­ti so­no te­nu­ti a de­po­si­ta­re pres­so lo sta­bi­li­men­to dei de­po­si­ti le som­me, le car­te-va­lo­ri e gli og­get­ti pre­zio­si di cui en­tro tre gior­ni dal ri­ce­vi­men­to non sia sta­to di­spo­sto.
G. Ri­cu­sa­zio­ne
1I fun­zio­na­ri e gli im­pie­ga­ti de­gli uf­fi­ci d'ese­cu­zio­ne e de­gli uf­fi­ci dei fal­li­men­ti e i mem­bri dell'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za non pos­so­no eser­ci­ta­re le lo­ro fun­zio­ni:
ne­gli af­fa­ri pro­pri;
ne­gli af­fa­ri del co­niu­ge, del part­ner re­gi­stra­to o del­la per­so­na con cui con­vi­vo­no di fat­to;
ne­gli af­fa­ri dei pa­ren­ti ed af­fi­ni in li­nea ret­ta o, fi­no al ter­zo gra­do, in li­nea col­la­te­ra­le;
ne­gli af­fa­ri di una per­so­na di cui sia­no rap­pre­sen­tan­ti le­ga­li, man­da­ta­ri o im­pie­ga­ti;
ne­gli af­fa­ri in cui pos­sa­no per al­tri mo­ti­vi ave­re in­te­res­si.
2L'uf­fi­cia­le te­nu­to a ri­cu­sar­si tra­smet­te im­me­dia­ta­men­te le do­man­de al suo sup­plen­te e ne av­vi­sa il cre­di­to­re con let­te­ra sem­pli­ce.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 16 dell'all. al­la L del 18 giu. 2004 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2005 5685; FF 2003 1165).
3 In­tro­dot­to dal n. 16 dell'all. al­la L del 18 giu. 2004 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2005 5685; FF 2003 1165).
H. Ne­go­zi giu­ri­di­ci vie­ta­ti
Ai fun­zio­na­ri e im­pie­ga­ti de­gli uf­fi­ci d'ese­cu­zio­ne e de­gli uf­fi­ci dei fal­li­men­ti è vie­ta­to con­clu­de­re ne­go­zi per pro­prio con­to ri­guar­do al cre­di­to per il qua­le l'uf­fi­cio pro­ce­de o all'og­get­to che è in­ca­ri­ca­to di rea­liz­za­re. Gli at­ti che con­trav­ven­go­no a que­sto di­vie­to so­no nul­li.
I. Pa­ga­men­ti all'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne
1L'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne è te­nu­to ad ac­cet­ta­re ogni pa­ga­men­to fat­to per con­to del cre­di­to­re istan­te.
2Il pa­ga­men­to fat­to all'uf­fi­cio li­be­ra il de­bi­to­re.
K. Au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za
1. Au­to­ri­tà can­to­na­le
a. De­si­gna­zio­ne
1Ogni Can­to­ne de­ve de­si­gna­re un'au­to­ri­tà in­ca­ri­ca­ta di vi­gi­la­re su­gli uf­fi­ci d'ese­cu­zio­ne e su­gli uf­fi­ci dei fal­li­men­ti.1
2I Can­to­ni pos­so­no inol­tre isti­tui­re au­to­ri­tà in­fe­rio­ri di vi­gi­lan­za per uno o più cir­con­da­ri.
b. Ispe­zio­ne e san­zio­ni di­sci­pli­na­ri
1L'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za de­ve ispe­zio­na­re al­me­no una vol­ta all'an­no la ge­stio­ne di ogni uf­fi­cio.
2Nei con­fron­ti dell'uf­fi­cia­le o dell'im­pie­ga­to pos­so­no es­se­re pre­se le mi­su­re di­sci­pli­na­ri se­guen­ti:1
la mul­ta si­no a 1000 fran­chi;
la so­spen­sio­ne dall'uf­fi­cio per una du­ra­ta non mag­gio­re di sei me­si;
la de­sti­tu­zio­ne.
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
2. Con­si­glio fe­de­ra­le1
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le eser­ci­ta l'al­ta vi­gi­lan­za sul­le ese­cu­zio­ni e sui fal­li­men­ti e cu­ra l'uni­for­me ap­pli­ca­zio­ne del­la pre­sen­te leg­ge.2
2Ema­na le di­spo­si­zio­ni e i re­go­la­men­ti ne­ces­sa­ri all'at­tua­zio­ne del­la me­de­si­ma.
3Può im­par­ti­re istru­zio­ni al­le au­to­ri­tà can­to­na­li di vi­gi­lan­za e ri­chie­de­re da es­se an­nua­li re­la­zio­ni.
5Coor­di­na la co­mu­ni­ca­zio­ne elet­tro­ni­ca tra gli uf­fi­ci di ese­cu­zio­ne e dei fal­li­men­ti, tra gli uf­fi­ci del re­gi­stro fon­dia­rio e del re­gi­stro di com­mer­cio, non­ché tra i tri­bu­na­li e il pub­bli­co.4
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 6 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 1205; FF 2001 3764).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 6 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 1205; FF 2001 3764).
3 Abro­ga­to dal n. II 17 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 dic. 2008, con ef­fet­to dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1739; FF 2006 6593).
4 In­tro­dot­to dal n. II 17 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 dic. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1739; FF 2006 6593).
L. Tas­se
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce la ta­rif­fa del­le tas­se.
2Gli at­ti del­la pro­ce­du­ra d'ese­cu­zio­ne e di fal­li­men­to so­no esen­ti da bol­lo.
M. Ri­cor­so
1. All'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za
1Sal­vo i ca­si nei qua­li la pre­sen­te leg­ge pre­scri­va la via giu­di­zia­le, è am­mes­so il ri­cor­so all'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za con­tro ogni prov­ve­di­men­to di un uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne o di un uf­fi­cio dei fal­li­men­ti, per vio­la­zio­ne di una nor­ma di di­rit­to o er­ro­re d'ap­prez­za­men­to.1
2Il ri­cor­so2 dev'es­se­re pre­sen­ta­to en­tro die­ci gior­ni da quel­lo in cui il ri­cor­ren­te eb­be no­ti­zia del prov­ve­di­men­to.
3È am­mes­so in ogni tem­po il ri­cor­so per de­ne­ga­ta o ri­tar­da­ta giu­sti­zia.
4In ca­so di ri­cor­so, l'uf­fi­cio può, fi­no all'in­vio del­la sua ri­spo­sta, ri­con­si­de­ra­re il prov­ve­di­men­to im­pu­gna­to. Se ema­na una nuo­va de­ci­sio­ne, la no­ti­fi­ca sen­za in­du­gio al­le par­ti e ne dà co­no­scen­za all'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za.3
2 Nuo­vo ter­mi­ne giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
2. All'au­to­ri­tà su­pe­rio­re di vi­gi­lan­za
1La de­ci­sio­ne di un'au­to­ri­tà in­fe­rio­re di vi­gi­lan­za può es­se­re de­fe­ri­ta all'au­to­ri­tà can­to­na­le su­pe­rio­re di vi­gi­lan­za en­tro die­ci gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne.
2Con­tro una de­ci­sio­ne dell'au­to­ri­tà in­fe­rio­re è am­mes­so in ogni tem­po il ri­cor­so all'au­to­ri­tà can­to­na­le su­pe­rio­re di vi­gi­lan­za per de­ne­ga­ta o ri­tar­da­ta giu­sti­zia.
3. Al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le
Il ri­cor­so al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le è ret­to dal­la leg­ge del 17 giu­gno 20052 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le.
4. Ter­mi­ni in ma­te­ria di ese­cu­zio­ne cam­bia­ria
Nel­le ese­cu­zio­ni cam­bia­rie i ter­mi­ni d'im­pu­gna­zio­ne so­no ri­dot­ti a cin­que gior­ni; l'au­to­ri­tà de­ve de­ci­de­re en­tro ugual ter­mi­ne.
5. Pro­ce­du­ra avan­ti al­le au­to­ri­tà can­to­na­li di vi­gi­lan­za2
2Al­la pro­ce­du­ra da­van­ti al­le au­to­ri­tà can­to­na­li di vi­gi­lan­za si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni se­guen­ti:4
le au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za, ogni vol­ta che agi­sco­no in que­sta ve­ste, de­vo­no de­si­gnar­si co­me ta­li e se del ca­so co­me au­to­ri­tà su­pe­rio­re o in­fe­rio­re di vi­gi­lan­za;
l'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za con­sta­ta i fat­ti d'uf­fi­cio. Es­sa può chie­de­re la col­la­bo­ra­zio­ne del­le par­ti e, se ri­fiu­ta­no di pre­sta­re la col­la­bo­ra­zio­ne che da es­se ci si può ra­gio­ne­vol­men­te at­ten­de­re, di­chia­rar­ne ir­ri­ce­vi­bi­li le con­clu­sio­ni;
l'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za ap­prez­za li­be­ra­men­te le pro­ve; fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 22, es­sa è vin­co­la­ta dal­le con­clu­sio­ni del­le par­ti;
la de­ci­sio­ne sul ri­cor­so de­ve es­se­re mo­ti­va­ta e in­di­ca­re i ri­me­di di di­rit­to; es­sa è no­ti­fi­ca­ta per scrit­to al­le par­ti, all'uf­fi­cio e agli al­tri even­tua­li in­te­res­sa­ti;
le pro­ce­du­re so­no gra­tui­te. La par­te o il suo rap­pre­sen­tan­te che agi­sco­no in ma­la fe­de o in mo­do te­me­ra­rio pos­so­no es­se­re con­dan­na­ti a una mul­ta si­no a 1500 fran­chi, non­ché al pa­ga­men­to di tas­se e spe­se.
3Per il re­sto, i Can­to­ni sta­bi­li­sco­no la pro­ce­du­ra.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 6 dell'O dell'AF del 20 dic. 2006 che ade­gua ta­lu­ni at­ti nor­ma­ti­vi al­le di­sp. del­la L sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le e del­la L sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le (RU 2006 5599; FF 2006 7109).
3 Abro­ga­to dal n. 6 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le, con ef­fet­to dal 1° gen. 2007 (RU 2006 1205; FF 2001 3764).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 6 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 1205; FF 2001 3764).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 6 dell'O dell'AF del 20 dic. 2006 che ade­gua ta­lu­ni at­ti nor­ma­ti­vi al­le di­sp. del­la L sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le e del­la L sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le (RU 2006 5599; FF 2006 7109).
6 In­tro­dot­to dal n. 6 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 1205; FF 2001 3764).
6. De­ci­sio­ni su ri­cor­so
L'au­to­ri­tà che di­chia­ra fon­da­to un ri­cor­so an­nul­la o ri­for­ma gli at­ti im­pu­gna­ti. Es­sa or­di­na l'ese­cu­zio­ne di quel­li dei qua­li il fun­zio­na­rio ab­bia sen­za mo­ti­vo ri­fiu­ta­to o ri­tar­da­to il com­pi­men­to.
N. De­ci­sio­ni nul­le
1So­no nul­le le de­ci­sio­ni che vio­la­no pre­scri­zio­ni ema­na­te nell'in­te­res­se pub­bli­co o nell'in­te­res­se di per­so­ne che non so­no par­te nel pro­ce­di­men­to. L'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za con­sta­ta d'uf­fi­cio la nul­li­tà an­che quan­do la de­ci­sio­ne non sia sta­ta im­pu­gna­ta.
2L'uf­fi­cio può so­sti­tui­re la de­ci­sio­ne nul­la con una nuo­va de­ci­sio­ne. Non­di­me­no, se pres­so l'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za è pen­den­te un pro­ce­di­men­to ai sen­si del ca­po­ver­so 1, la so­sti­tu­zio­ne è am­mis­si­bi­le fi­no all'in­vio del­la ri­spo­sta da par­te dell'uf­fi­cio.
O. Di­spo­si­zio­ni can­to­na­li d'ese­cu­zio­ne
1. Au­to­ri­tà giu­di­zia­rie
I Can­to­ni de­si­gna­no le au­to­ri­tà giu­di­zia­rie com­pe­ten­ti per le de­ci­sio­ni de­fe­ri­te al giu­di­ce dal­la pre­sen­te leg­ge.
2. Sta­bi­li­men­ti di de­po­si­to
I Can­to­ni de­si­gna­no gli sta­bi­li­men­ti ob­bli­ga­ti ad ac­cet­ta­re i de­po­si­ti nei ca­si pre­vi­sti dal­la pre­sen­te leg­ge («sta­bi­li­men­ti di de­po­si­ti»). Es­si so­no re­spon­sa­bi­li dei de­po­si­ti fat­ti pres­so ta­li sta­bi­li­men­ti.
1 Abro­ga­to dal n. II 17 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 dic. 2008, con ef­fet­to dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1739; FF 2006 6593).
4. Ef­fet­ti di di­rit­to pub­bli­co del pi­gno­ra­men­to in­frut­tuo­so e del fal­li­men­to
1In quan­to il di­rit­to fe­de­ra­le non sia ap­pli­ca­bi­le, i Can­to­ni pos­so­no pre­scri­ve­re che il pi­gno­ra­men­to in­frut­tuo­so e il fal­li­men­to pro­du­ca­no ef­fet­ti di di­rit­to pub­bli­co, qua­li l'ine­leg­gi­bi­li­tà a fun­zio­ni pub­bli­che, l'in­ter­di­zio­ne dall'eser­ci­zio di una pro­fes­sio­ne o di un'at­ti­vi­tà su­bor­di­na­ta a au­to­riz­za­zio­ne. È esclu­sa la pri­va­zio­ne dei di­rit­ti ci­vi­ci co­me pu­re la pub­bli­ca­zio­ne de­gli at­te­sta­ti di ca­ren­za di be­ni.
2Agli ef­fet­ti di di­rit­to pub­bli­co de­ve es­se­re po­sto ter­mi­ne qua­lo­ra il fal­li­men­to sia re­vo­ca­to, tut­ti i cre­di­to­ri al be­ne­fi­cio di un at­te­sta­to di ca­ren­za di be­ni sia­no sta­ti sod­di­sfat­ti o tut­ti i lo­ro cre­di­ti sia­no pre­scrit­ti.
3Qua­lo­ra il co­niu­ge o il part­ner re­gi­stra­to del de­bi­to­re sia l'uni­co cre­di­to­re che su­bi­sca per­di­te, gli ef­fet­ti di di­rit­to pub­bli­co del pi­gno­ra­men­to in­frut­tuo­so e del fal­li­men­to non pos­so­no es­se­re pro­nun­cia­ti.2
5. Rap­pre­sen­tan­za nel pro­ce­di­men­to ese­cu­ti­vo
1Chiun­que ha l'eser­ci­zio dei di­rit­ti ci­vi­li è au­to­riz­za­to a rap­pre­sen­ta­re al­tre per­so­ne nel pro­ce­di­men­to ese­cu­ti­vo. Ciò va­le an­che per la rap­pre­sen­tan­za pro­fes­sio­na­le. I Can­to­ni pos­so­no, per mo­ti­vi gra­vi, vie­ta­re a una per­so­na di eser­ci­ta­re la rap­pre­sen­tan­za pro­fes­sio­na­le.
2Le spe­se per la rap­pre­sen­tan­za da­van­ti agli uf­fi­ci d'ese­cu­zio­ne e agli uf­fi­ci dei fal­li­men­ti non pos­so­no es­se­re ac­col­la­te al­la con­tro­par­te.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015 (Rap­pre­sen­tan­za pro­fes­sio­na­le nel pro­ce­di­men­to ese­cu­ti­vo), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 3643; FF 2014 7505).
P. Co­mu­ni­ca­zio­ne cir­ca l'or­ga­niz­za­zio­ne nel Can­to­ne
1I Can­to­ni in­di­ca­no al Con­si­glio fe­de­ra­le i cir­con­da­ri di ese­cu­zio­ne e dei fal­li­men­ti, l'or­ga­niz­za­zio­ne dei re­la­ti­vi uf­fi­ci, co­me pu­re le au­to­ri­tà de­si­gna­te in ap­pli­ca­zio­ne del­la pre­sen­te leg­ge.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le prov­ve­de al­la con­ve­nien­te pub­bli­ci­tà di ta­li in­di­ca­zio­ni.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 6 dell'O dell'AF del 20 dic. 2006 che ade­gua ta­lu­ni at­ti nor­ma­ti­vi al­le di­sp. del­la L sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le e del­la L sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le (RU 2006 5599; FF 2006 7109).
R. Pro­ce­di­men­ti ese­cu­ti­vi spe­cia­li
1La pre­sen­te leg­ge non si ap­pli­ca all'ese­cu­zio­ne nei con­fron­ti di Can­to­ni, Di­stret­ti e Co­mu­ni, in quan­to la ma­te­ria sia di­sci­pli­na­ta da nor­me spe­cia­li fe­de­ra­li o can­to­na­li.
2So­no inol­tre sal­ve le di­spo­si­zio­ni di al­tre leg­gi fe­de­ra­li che pre­ve­do­no pro­ce­du­re ese­cu­ti­ve spe­cia­li.
S. Trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li e di­rit­to in­ter­na­zio­na­le pri­va­to
So­no sal­vi i trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li e le di­spo­si­zio­ni del­la leg­ge fe­de­ra­le del 18 di­cem­bre 19872 sul di­rit­to in­ter­na­zio­na­le pri­va­to (LDIP).
II. Regole diverse
A. Ter­mi­ni
Sal­vo che la pre­sen­te leg­ge di­spon­ga al­tri­men­ti, al com­pu­to, all'os­ser­van­za e al de­cor­so dei ter­mi­ni si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni del Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 di­cem­bre 20082 (CPC).
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 17 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 dic. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1739; FF 2006 6593).
2. Os­ser­van­za del ter­mi­ne
2Un ter­mi­ne è pu­re os­ser­va­to se pri­ma del­la sua sca­den­za è adi­to un uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne o dei fal­li­men­ti in­com­pe­ten­te; que­sto tra­smet­te sen­za in­du­gio il re­la­ti­vo at­to scrit­to all'uf­fi­cio com­pe­ten­te.3
4Se una co­mu­ni­ca­zio­ne scrit­ta è vi­zia­ta in mo­do ri­me­dia­bi­le, de­ve es­se­re da­ta la pos­si­bi­li­tà di ri­pa­ra­re il vi­zio.
2 Abro­ga­to dal n. II 17 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 dic. 2008, con ef­fet­to dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1739; FF 2006 6593).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 17 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 dic. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1739; FF 2006 6593).
4 Abro­ga­to dal n. II 17 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 dic. 2008, con ef­fet­to dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1739; FF 2006 6593).
3. Mo­di­fi­ca­zio­ne e re­sti­tu­zio­ne
1I ter­mi­ni fis­sa­ti nel­la pre­sen­te leg­ge non pos­so­no es­se­re mo­di­fi­ca­ti me­dian­te ac­cor­do del­le par­ti.
2Un ter­mi­ne più lun­go o una pro­ro­ga pos­so­no es­se­re con­ces­si al­la par­te in­te­res­sa­ta nel pro­ce­di­men­to, se abi­ta all'este­ro o se de­ve es­se­re av­vi­sa­ta me­dian­te pub­bli­ca­zio­ne.1
3La par­te in­te­res­sa­ta nel pro­ce­di­men­to può ri­nun­cia­re ad av­va­ler­si dell'inos­ser­van­za di un ter­mi­ne, se que­sto è sta­to isti­tui­to nel suo esclu­si­vo in­te­res­se.2
4Chi è sta­to im­pe­di­to ad agi­re en­tro il ter­mi­ne sta­bi­li­to da un osta­co­lo non im­pu­ta­bi­le a sua col­pa può chie­de­re all'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za o all'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria com­pe­ten­te la re­sti­tu­zio­ne del ter­mi­ne. Egli de­ve, en­tro il me­de­si­mo ter­mi­ne dal­la ces­sa­zio­ne dell'im­pe­di­men­to, inol­tra­re la ri­chie­sta mo­ti­va­ta e com­pie­re pres­so l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te l'at­to omes­so.3
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
Abis. Tra­smis­sio­ne per via elet­tro­ni­ca
1Un at­to scrit­to può es­se­re tra­smes­so per via elet­tro­ni­ca agli uf­fi­ci di ese­cu­zio­ne e agli uf­fi­ci dei fal­li­men­ti, non­ché al­le au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za.
2L'at­to de­ve es­se­re mu­ni­to di una fir­ma elet­tro­ni­ca qua­li­fi­ca­ta se­con­do la leg­ge del 18 mar­zo 20162 sul­la fir­ma elet­tro­ni­ca. Il Con­si­glio fe­de­ra­le può pre­ve­de­re ec­ce­zio­ni per la pro­ce­du­ra col­let­ti­va.
il for­ma­to dell'at­to e dei re­la­ti­vi al­le­ga­ti;
1 In­tro­dot­to dal n. II 17 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 dic. 2008 (RU 2010 1739; FF 2006 6593). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 6 dell'all. al­la L del 18 mar. 2016 sul­la fir­ma elet­tro­ni­ca, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4651; FF2014 913).
B. No­ti­fi­ca­zio­ne
1. Per scrit­to e per via elet­tro­ni­ca
1Gli av­vi­si e le de­ci­sio­ni de­gli uf­fi­ci d'ese­cu­zio­ne, de­gli uf­fi­ci dei fal­li­men­ti e del­le au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za so­no no­ti­fi­ca­ti me­dian­te in­vio po­sta­le rac­co­man­da­to o in al­tro mo­do con­tro ri­ce­vu­ta, sem­pre che la pre­sen­te leg­ge non di­spon­ga al­tri­men­ti.
2Pre­vio as­sen­so del de­sti­na­ta­rio, gli av­vi­si e le de­ci­sio­ni pos­so­no es­se­re no­ti­fi­ca­ti per via elet­tro­ni­ca. De­vo­no es­se­re mu­ni­ti di una fir­ma elet­tro­ni­ca se­con­do la leg­ge del 18 mar­zo 20162 sul­la fir­ma elet­tro­ni­ca. Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na:
il for­ma­to de­gli av­vi­si e del­le de­ci­sio­ni non­ché dei re­la­ti­vi al­le­ga­ti;
il mo­men­to in cui gli av­vi­si o le de­ci­sio­ni so­no con­si­de­ra­ti no­ti­fi­ca­ti.3
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 6 dell'all. al­la L del 18 mar. 2016 sul­la fir­ma elet­tro­ni­ca, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4651; FF2014 913).
2. Me­dian­te pub­bli­ca­zio­ne
1Le pub­bli­ca­zio­ni so­no an­no­ta­te nel Fo­glio uf­fi­cia­le sviz­ze­ro di com­mer­cio e nel Fo­glio uf­fi­cia­le can­to­na­le in­te­res­sa­to. La pub­bli­ca­zio­ne sul Fo­glio uf­fi­cia­le sviz­ze­ro di com­mer­cio è de­ter­mi­nan­te per il cal­co­lo dei ter­mi­ni e le con­se­guen­ze del­la pub­bli­ca­zio­ne.
2Qua­lo­ra le cir­co­stan­ze lo ri­chie­da­no, la pub­bli­ca­zio­ne si fa an­che in al­tri fo­gli o per mez­zo di pub­bli­co ban­do.
C. Ef­fet­to so­spen­si­vo
Le ap­pel­la­zio­ni e i ri­cor­si han­no ef­fet­to so­spen­si­vo sol­tan­to per de­cre­to spe­cia­le dell'au­to­ri­tà adi­ta o del suo pre­si­den­te. Ta­le de­cre­to de­ve es­se­re im­me­dia­ta­men­te co­mu­ni­ca­to al­le par­ti.
D. De­fi­ni­zio­ni
1L'espres­sio­ne «ipo­te­ca» ai sen­si del­la pre­sen­te leg­ge com­pren­de l'ipo­te­ca, la car­tel­la ipo­te­ca­ria, i pe­gni im­mo­bi­lia­ri del di­rit­to an­te­rio­re, gli one­ri fon­dia­ri, ogni di­rit­to di pri­vi­le­gio su de­ter­mi­na­ti fon­di e il pe­gno su­gli ac­ces­so­ri di un fon­do.2
2L'espres­sio­ne «pe­gno ma­nua­le» com­pren­de il pe­gno mo­bi­lia­re, il pe­gno sul be­stia­me, il di­rit­to di ri­ten­zio­ne, il di­rit­to di pe­gno su cre­di­ti ed al­tri di­rit­ti.
3L'espres­sio­ne «pe­gno» com­pren­de tan­to il pe­gno im­mo­bi­lia­re quan­to quel­lo mo­bi­lia­re.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 58 Tit. fin. CC, in vi­go­re dal 1° gen. 1912 (RU 24 233 Tit. fin. art. 60).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 4 del­la LF dell'11 dic. 2009 (Car­tel­la ipo­te­ca­ria re­gi­stra­le e di­rit­ti rea­li), in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4637; FF 2007 4845).
Titolo secondo: Della esecuzione
I. Delle diverse specie d'esecuzione
A. Og­get­to dell'ese­cu­zio­ne e spe­cie d'ese­cu­zio­ne
1L'ese­cu­zio­ne ha per sco­po di ot­te­ne­re il pa­ga­men­to di da­na­ro o la pre­sta­zio­ne di ga­ran­zie.
2L'ese­cu­zio­ne co­min­cia con la no­ti­fi­ca­zio­ne del pre­cet­to ese­cu­ti­vo e si pro­se­gue in via di pi­gno­ra­men­to o di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno, op­pu­re in via di fal­li­men­to.
3L'uf­fi­cia­le ese­cu­to­re de­ter­mi­na qua­le spe­cie d'ese­cu­zio­ne si deb­ba ap­pli­ca­re.
B. Ese­cu­zio­ne in via di fal­li­men­to
1L'ese­cu­zio­ne si pro­se­gue in via di fal­li­men­to e cioè co­me «ese­cu­zio­ne or­di­na­ria in via di fal­li­men­to» (art. 159 a 176) o co­me «ese­cu­zio­ne cam­bia­ria» (art. 177 a 189) quan­do il de­bi­to­re sia iscrit­to nel re­gi­stro di com­mer­cio in una del­le se­guen­ti qua­li­tà:
ti­to­la­re di una dit­ta com­mer­cia­le (art. 934 e 935 CO1);
so­cio di una so­cie­tà in no­me col­let­ti­vo (art. 554 CO);
so­cio il­li­mi­ta­ta­men­te re­spon­sa­bi­le di una so­cie­tà in ac­co­man­di­ta (art. 596 CO);
mem­bro dell'am­mi­ni­stra­zio­ne di una so­cie­tà in ac­co­man­di­ta per azio­ni (art. 765 CO);
so­cie­tà in no­me col­let­ti­vo (art. 552 CO);
so­cie­tà in ac­co­man­di­ta (art. 594 CO);
so­cie­tà ano­ni­ma o in ac­co­man­di­ta per azio­ni (art. 620 e 764 CO);
so­cie­tà a ga­ran­zia li­mi­ta­ta (art. 772 CO);
so­cie­tà coo­pe­ra­ti­va (art. 828 CO);
as­so­cia­zio­ne (art. 60 CC3);
fon­da­zio­ne (art. 80 CC5);
so­cie­tà di in­ve­sti­men­to a ca­pi­ta­le va­ria­bi­le (art. 36 del­la L del 23 giu. 20067 su­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi, LI­Col);
so­cie­tà in ac­co­man­di­ta per in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le (art. 98 LI­Col).
3L'in­scri­zio­ne pro­du­ce ef­fet­to sol­tan­to dal gior­no sus­se­guen­te a quel­lo del­la pub­bli­ca­zio­ne nel Fo­glio uf­fi­cia­le sviz­ze­ro di com­mer­cio10.
2 Abro­ga­to dal n. 3 dell'all. al LF del 16 dic. 2005 (Di­rit­to del­la so­cie­tà a ga­ran­zia li­mi­ta­ta; ade­gua­men­to del di­rit­to del­la so­cie­tà ano­ni­ma, del­la so­cie­tà coo­pe­ra­ti­va, del re­gi­stro di com­mer­cio e del­le dit­te com­mer­cia­li), con ef­fet­to dal 1° gen. 2008 (RU 2007 4791; FF 2002 2841, 2004 3545).
4 In­tro­dot­ta dal n. II 3 dell'all. al­la L del 23 giu. 2006 su­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 5379; FF 2005 5701).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
6 In­tro­dot­to dal n. II 3 dell'all. al­la L del 23 giu. 2006 su­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 5379; FF 2005 5701).
8 In­tro­dot­to dal n. II 3 dell'all. al­la L del 23 giu. 2006 su­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 5379; FF 2005 5701).
9 Abro­ga­to dall'art. 15 n. 1 di­sp. fin. e trans. Tit. XXIV-XX­XIII CO, con ef­fet­to dal 1° lug. 1937 (RU 53 189).
10 Nuo­vo ter­mi­ne giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
2. Du­ra­ta de­gli ef­fet­ti dell'iscri­zio­ne nel re­gi­stro di com­mer­cio
1Le per­so­ne in­scrit­te nel re­gi­stro di com­mer­cio ri­man­go­no sog­get­te al­la pro­ce­du­ra di fal­li­men­to, an­che do­po la can­cel­la­zio­ne da quel re­gi­stro, per sei me­si dal­la pub­bli­ca­zio­ne di que­sta nel Fo­glio uf­fi­cia­le sviz­ze­ro di com­mer­cio.
2Se pri­ma del­lo sca­de­re di que­sto ter­mi­ne il cre­di­to­re ha chie­sto la con­ti­nua­zio­ne dell'ese­cu­zio­ne o il pre­cet­to per l'ese­cu­zio­ne cam­bia­ria, l'ese­cu­zio­ne si pro­se­gue in via di fal­li­men­to.1
C. Ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno
1Per i cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno l'ese­cu­zio­ne si pro­se­gue in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno (art. 151 a 158) an­che con­tro i de­bi­to­ri sog­get­ti al­la pro­ce­du­ra di fal­li­men­to.
1bisSe un'ese­cu­zio­ne in via di pi­gno­ra­men­to o di fal­li­men­to è in­tro­dot­ta per un cre­di­to ga­ran­ti­to da pe­gno, il de­bi­to­re può chie­de­re, me­dian­te ri­cor­so (art. 17), che il cre­di­to­re eser­ci­ti dap­pri­ma il suo di­rit­to sull'og­get­to del pe­gno.
2Per gli in­te­res­si e le an­nua­li­tà di un cre­di­to ga­ran­ti­ti da ipo­te­ca si può tut­ta­via pro­ce­de­re, a scel­ta del cre­di­to­re, in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno op­pu­re, se­con­do la per­so­na del de­bi­to­re, in via di pi­gno­ra­men­to o di fal­li­men­to. So­no sal­ve le di­spo­si­zio­ni in ma­te­ria di ese­cu­zio­ne cam­bia­ria (art. 177 cpv. 1).
D. Ese­cu­zio­ne in via di pi­gno­ra­men­to
1In tut­ti gli al­tri ca­si l'ese­cu­zio­ne si pro­se­gue in via di pi­gno­ra­men­to (art. 89 a 150).
2Se un de­bi­to­re vie­ne iscrit­to nel re­gi­stro di com­mer­cio, le do­man­de di con­ti­nua­zio­ne dell'ese­cu­zio­ne pen­den­ti con­tro di lui so­no cio­no­no­stan­te ese­gui­te in via di pi­gno­ra­men­to, fin­ché non sia sta­to di­chia­ra­to il suo fal­li­men­to.
E. Ec­ce­zio­ni all'ese­cu­zio­ne in via di fal­li­men­to
L'ese­cu­zio­ne in via di fal­li­men­to è in ogni ca­so esclu­sa per:
im­po­ste, tri­bu­ti, tas­se, spor­tu­le, mul­te e al­tre pre­sta­zio­ni fon­da­te sul di­rit­to pub­bli­co e do­vu­te a pub­bli­che cas­se o a fun­zio­na­ri;
1bis.2pre­mi dell'as­si­cu­ra­zio­ne ob­bli­ga­to­ria con­tro gli in­for­tu­ni;
con­tri­bu­ti pe­rio­di­ci di man­te­ni­men­to o d'as­si­sten­za in vir­tù del di­rit­to di fa­mi­glia e con­tri­bu­ti di man­te­ni­men­to se­con­do la leg­ge del 18 giu­gno 20044 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta;
pre­te­se ten­den­ti al­la pre­sta­zio­ne di ga­ran­zia.
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2003, in vi­go­re dal 1° lug. 2004 (RU 2004 2757; FF 2002 7175).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 16 dell'all. al­la L del 18 giu. 2004 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2005 5685; FF 2003 1165).
4 RS 211.231
F. Ri­ser­va del­le di­spo­si­zio­ni spe­cia­li
1. Rea­liz­za­zio­ne de­gli og­get­ti con­fi­sca­ti
La rea­liz­za­zio­ne di og­get­ti con­fi­sca­ti in vir­tù di leg­gi d'or­di­ne pe­na­le o fi­sca­le op­pu­re in vir­tù del­la leg­ge del 18 di­cem­bre 20152 sui va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li di pro­ve­nien­za il­le­ci­ta ha luo­go se­con­do le di­spo­si­zio­ni del­le re­la­ti­ve leg­gi fe­de­ra­li o can­to­na­li.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 31 cpv. 2 n. 2 del­la LF del 18 dic. 2007 sui va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li di pro­ve­nien­za il­le­ci­ta, in vi­go­re dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1803; FF 2014 4555).
2. Pre­sti­to a pe­gno
La rea­liz­za­zio­ne dei cre­di­ti de­gli isti­tu­ti di pre­sti­to a pe­gno è di­sci­pli­na­ta dall'ar­ti­co­lo 910 del Co­di­ce ci­vi­le (CC)2.
II. Del luogo dell'esecuzione
A. Fo­ro or­di­na­rio d'ese­cu­zio­ne
1Il de­bi­to­re dev'es­se­re escus­so al suo do­mi­ci­lio.
2Le per­so­ne giu­ri­di­che e le so­cie­tà in­scrit­te nel re­gi­stro di com­mer­cio so­no escus­se al­la lo­ro se­de; le per­so­ne giu­ri­di­che non in­scrit­te, al­la se­de prin­ci­pa­le del­la lo­ro am­mi­ni­stra­zio­ne.
3Per de­bi­ti di un'in­di­vi­sio­ne ognu­no dei par­te­ci­pan­ti può es­se­re escus­so al luo­go do­ve la co­mu­nio­ne eser­ci­ta la sua at­ti­vi­tà eco­no­mi­ca, quan­do non esi­sta una rap­pre­sen­tan­za.1
4La co­mu­nio­ne dei com­pro­prie­ta­ri per pia­ni è escus­sa al luo­go in cui si tro­va il fon­do.2
1 In­tro­dot­to dall'art. 58 Tit. fin. CC, in vi­go­re dal 1° gen. 1912 (RU 24 233 Tit. fin. art. 60).
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 1994, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
B. Fo­ri spe­cia­li d'ese­cu­zio­ne
1. Fo­ro del luo­go di di­mo­ra
I de­bi­to­ri che non han­no sta­bi­le do­mi­ci­lio pos­so­no es­se­re escus­si nel luo­go di lo­ro di­mo­ra.
2. Fo­ro del­la suc­ces­sio­ne
Fi­no al­la di­vi­sio­ne od al­la co­sti­tu­zio­ne di una in­di­vi­sio­ne od al­la li­qui­da­zio­ne d'uf­fi­cio, l'ere­di­tà può es­se­re escus­sa col­la spe­cie di ese­cu­zio­ne ap­pli­ca­bi­le al de­fun­to, al luo­go in cui egli po­te­va es­se­re escus­so al mo­men­to del­la sua mor­te.
3. Fo­ro del de­bi­to­re do­mi­ci­lia­to all'este­ro
1Per le ob­bli­ga­zio­ni as­sun­te a con­to di una lo­ro azien­da nel­la Sviz­ze­ra i de­bi­to­ri do­mi­ci­lia­ti all'este­ro pos­so­no es­se­re escus­si al­la se­de del­la me­de­si­ma.
2I de­bi­to­ri do­mi­ci­lia­ti all'este­ro, che per l'adem­pi­men­to di un'ob­bli­ga­zio­ne han­no elet­to un do­mi­ci­lio spe­cia­le nel­la Sviz­ze­ra, pos­so­no es­se­re escus­si per la me­de­si­ma al do­mi­ci­lio elet­to.
4. Fo­ro del luo­go in cui si tro­va la co­sa
1Per i cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno ma­nua­le l'ese­cu­zio­ne si può pro­muo­ve­re tan­to al luo­go de­ter­mi­na­to giu­sta gli ar­ti­co­li 46 a 50, quan­to al luo­go in cui si tro­va il pe­gno o la sua par­te di mag­gior va­lo­re.1
2Pei cre­di­ti ipo­te­ca­ri l'ese­cu­zio­ne si può fa­re sol­tan­to nel luo­go in cui si tro­va il fon­do ipo­te­ca­to. Se è di­ret­ta con­tro più fon­di ipo­te­ca­ti si­tua­ti in di­ver­si cir­con­da­ri, si fa in quel­lo do­ve tro­va­si la par­te di mag­gior va­lo­re dei me­de­si­mi.
5. Fo­ro del se­que­stro
L'ese­cu­zio­ne pre­ce­du­ta da se­que­stro può es­se­re pro­mos­sa an­che al luo­go in cui si tro­va l'og­get­to se­que­stra­to.1 Tut­ta­via la com­mi­na­to­ria e la do­man­da di fal­li­men­to pos­so­no es­se­re no­ti­fi­ca­te sol­tan­to nel luo­go in cui si de­ve escu­te­re il de­bi­to­re in via or­di­na­ria.
C. Fo­ro in ca­so di cam­bia­men­to di do­mi­ci­lio
Se il de­bi­to­re cam­bia do­mi­ci­lio do­po la no­ti­fi­ca­zio­ne del pi­gno­ra­men­to, del­la com­mi­na­to­ria di fal­li­men­to o del pre­cet­to nel­la ese­cu­zio­ne cam­bia­ria, l'ese­cu­zio­ne si pro­se­gue al do­mi­ci­lio pre­ce­den­te.
D. Fo­ro in ca­so di fal­li­men­to del de­bi­to­re in fu­ga
Con­tro un de­bi­to­re in fu­ga il fal­li­men­to si di­chia­ra nel luo­go dell'ul­ti­mo suo do­mi­ci­lio.
E. Prin­ci­pio dell'uni­tà del fal­li­men­to
Il fal­li­men­to di uno stes­so de­bi­to­re non può es­se­re aper­to con­tem­po­ra­nea­men­te, nel­la Sviz­ze­ra, in più di un luo­go. Si re­pu­ta aper­to do­ve ven­ne pri­ma di­chia­ra­to.
III. Dei periodi preclusi, delle ferie e delle sospensioni
A. Prin­ci­pi e no­zio­ni
Fat­ti sal­vi i ca­si di se­que­stro o di prov­ve­di­men­ti con­ser­va­ti­vi che non am­met­to­no di­la­zio­ne, non si può pro­ce­de­re ad at­ti ese­cu­ti­vi:
nei pe­rio­di pre­clu­si, cioè tra le ore 20 e le 7, co­me pu­re di do­me­ni­ca e nei gior­ni uf­fi­cial­men­te ri­co­no­sciu­ti co­me fe­sti­vi;
du­ran­te le fe­rie, cioè set­te gior­ni pri­ma e set­te gior­ni do­po la Pa­squa e il Na­ta­le, co­me pu­re dal 15 lu­glio al 31 lu­glio; que­sta di­spo­si­zio­ne non si ap­pli­ca tut­ta­via all'ese­cu­zio­ne cam­bia­ria;
con­tro un de­bi­to­re cui sia sta­ta con­ces­sa la so­spen­sio­ne (art. 57-62).
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013, in vi­go­re dal 1° gen. 2014 (RU 2013 4111; FF 2010 5667).
B. So­spen­sio­ne
1. Ser­vi­zio mi­li­ta­re, ser­vi­zio ci­vi­le o ser­vi­zio di pro­te­zio­ne ci­vi­le2
a. Du­ra­ta
1L'ese­cu­zio­ne con­tro un de­bi­to­re in ser­vi­zio mi­li­ta­re, ser­vi­zio ci­vi­le o ser­vi­zio di pro­te­zio­ne ci­vi­le è so­spe­sa per tut­ta la du­ra­ta del ser­vi­zio.3
2Se il de­bi­to­re ha pre­sta­to, sen­za in­ter­ru­zio­ni no­te­vo­li, al­me­no tren­ta gior­ni di ser­vi­zio pri­ma del li­cen­zia­men­to o del con­ge­do, la so­spen­sio­ne con­ti­nua an­co­ra du­ran­te le pri­me due set­ti­ma­ne sus­se­guen­ti al li­cen­zia­men­to o al con­ge­do.
3Trat­tan­do­si di con­tri­bu­ti pe­rio­di­ci di man­te­ni­men­to o d'as­si­sten­za in vir­tù del di­rit­to di fa­mi­glia, il de­bi­to­re può es­se­re escus­so an­che du­ran­te la so­spen­sio­ne.4
4Il de­bi­to­re che pre­sta ser­vi­zio mi­li­ta­re o di pro­te­zio­ne ci­vi­le in qua­li­tà di fun­zio­na­rio o im­pie­ga­to del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o del Can­to­ne non frui­sce del­la so­spen­sio­ne.5
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 2 del­la LF del 28 set. 1949, in vi­go­re dal 1° feb. 1950 (RU 1950 57).
2 Nuo­ve espr. giu­sta il n. 4 dell'all. del­la LF del 6 ott. 1995 sul ser­vi­zio ci­vi­le so­sti­tu­ti­vo, in vi­go­re dal 1° ott. 1996 (RU 1996 1445; FF 1994 III 1445). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
b. Ob­bli­go d'in­for­ma­re dei ter­zi
1Quan­do non si può pro­ce­de­re ad un at­to d'ese­cu­zio­ne per­ché il de­bi­to­re pre­sta ser­vi­zio mi­li­ta­re, ser­vi­zio ci­vi­le o ser­vi­zio di pro­te­zio­ne ci­vi­le, le per­so­ne mag­gio­ren­ni che fan­no par­te del­la sua eco­no­mia do­me­sti­ca, o se si trat­ta di at­ti no­ti­fi­ca­ti in uno sta­bi­li­men­to in­du­stria­le o com­mer­cia­le, i la­vo­ra­to­ri o, se­con­do il ca­so, il da­to­re di la­vo­ro so­no te­nu­ti sot­to mi­nac­cia di pe­na (art. 324 n. 5 CP2) a in­di­ca­re all'uf­fi­cia­le l'in­di­riz­zo di ser­vi­zio e l'an­no di na­sci­ta del de­bi­to­re.3
1bisL'uf­fi­cia­le ri­cor­da al­le per­so­ne te­nu­te all'ob­bli­go d'in­for­ma­re i lo­ro do­ve­ri co­me pu­re le con­se­guen­ze pe­na­li dell'inos­ser­van­za.4
2Il co­man­do mi­li­ta­re com­pe­ten­te co­mu­ni­ca all'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne, se ri­chie­sto, la da­ta del li­cen­zia­men­to o del con­ge­do del de­bi­to­re.
1 In­tro­dot­to dall'art. 2 del­la LF del 28 set. 1949, in vi­go­re dal 1° feb. 1950 (RU 1950 57). Ve­di an­che la no­ta all'art. 57.
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
5 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 1994, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
c. Ga­ran­zia del pe­gno im­mo­bi­lia­re
1Nei con­fron­ti di un de­bi­to­re, cui è sta­ta con­ces­sa la so­spen­sio­ne dell'ese­cu­zio­ne a cau­sa del ser­vi­zio mi­li­ta­re, ser­vi­zio ci­vi­le o ser­vi­zio di pro­te­zio­ne ci­vi­le, la ga­ran­zia del pe­gno im­mo­bi­lia­re per gli in­te­res­si (art. 818 cpv. 1 n. 3 CC2) si esten­de a tut­ta la du­ra­ta del­la so­spen­sio­ne.3
2In ma­te­ria di ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno, il pre­cet­to ese­cu­ti­vo de­ve es­se­re no­ti­fi­ca­to an­che du­ran­te la so­spen­sio­ne se que­sta du­ra da al­me­no tre me­si.
d. In­ven­ta­rio
1Se un de­bi­to­re frui­sce del­la so­spen­sio­ne dell'ese­cu­zio­ne a cau­sa del ser­vi­zio mi­li­ta­re, ser­vi­zio ci­vi­le o ser­vi­zio di pro­te­zio­ne ci­vi­le, il cre­di­to­re può esi­ge­re che per la du­ra­ta del­la so­spen­sio­ne l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne com­pi­li un in­ven­ta­rio dei be­ni con gli ef­fet­ti pre­vi­sti dall'ar­ti­co­lo 164.2 Il cre­di­to­re de­ve tut­ta­via ren­de­re ve­ro­si­mi­le che il suo cre­di­to esi­ste e che es­so è mes­so in pe­ri­co­lo con at­ti del de­bi­to­re o di ter­zi in­te­si a fa­vo­ri­re sin­go­li cre­di­to­ri a dan­no di al­tri o a dan­neg­gia­re i cre­di­to­ri in ge­ne­re.
2L'in­ven­ta­rio può es­se­re evi­ta­to se ven­go­no for­ni­te ga­ran­zie per il cre­di­to del cre­di­to­re istan­te.
e. Re­vo­ca da par­te del giu­di­ce
Il giu­di­ce com­pe­ten­te per il ri­get­to dell'op­po­si­zio­ne può re­vo­ca­re con ef­fet­to im­me­dia­to, in ge­ne­ra­le op­pu­re per sin­go­li cre­di­ti, la so­spen­sio­ne con­ces­sa a cau­sa del ser­vi­zio mi­li­ta­re, ser­vi­zio ci­vi­le o ser­vi­zio di pro­te­zio­ne ci­vi­le, se il cre­di­to­re istan­te ren­de ve­ro­si­mi­le che:
il de­bi­to­re ha sot­trat­to be­ni all'azio­ne dei suoi cre­di­to­ri o com­pie at­ti in­te­si a fa­vo­ri­re sin­go­li cre­di­to­ri a dan­no di al­tri o a dan­neg­gia­re i cre­di­to­ri in ge­ne­re; op­pu­re
il de­bi­to­re, in ser­vi­zio mi­li­ta­re vo­lon­ta­rio o in ser­vi­zio vo­lon­ta­rio di pro­te­zio­ne ci­vi­le, non ha bi­so­gno del­la so­spen­sio­ne per po­ter prov­ve­de­re al­la pro­pria esi­sten­za eco­no­mi­ca, op­pu­re
il de­bi­to­re pre­sta ser­vi­zio mi­li­ta­re vo­lon­ta­rio o ser­vi­zio vo­lon­ta­rio di pro­te­zio­ne ci­vi­le per sot­trar­si ai suoi im­pe­gni.
1 In­tro­dot­to dall'art. 2 del­la LF del 28 set. 1949 (RU 1950 57). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
Art. 57e
f. Ser­vi­zio mi­li­ta­re, ser­vi­zio ci­vi­le o ser­vi­zio di pro­te­zio­ne ci­vi­le del rap­pre­sen­tan­te le­ga­le
Le di­spo­si­zio­ni sul­la so­spen­sio­ne so­no ap­pli­ca­bi­li an­che al­le per­so­ne ed al­le so­cie­tà il cui rap­pre­sen­tan­te le­ga­le si tro­va in ser­vi­zio mi­li­ta­re, ser­vi­zio ci­vi­le o ser­vi­zio di pro­te­zio­ne ci­vi­le, fin­tan­to che es­se non sia­no in gra­do di de­si­gna­re un al­tro rap­pre­sen­tan­te.
2. De­ces­so
L'ese­cu­zio­ne con­tro un de­bi­to­re cui sia mor­to il co­niu­ge, il part­ner re­gi­stra­to, un pa­ren­te o un af­fi­ne in li­nea ret­ta o una per­so­na che vi­ve in co­mu­nio­ne do­me­sti­ca con lui è so­spe­sa du­ran­te due set­ti­ma­ne a con­ta­re dal gior­no del­la mor­te.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 16 dell'all. al­la L del 18 giu. 2004 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2005 5685; FF 2003 1165).
3. Nell'ese­cu­zio­ne per i de­bi­ti del­la suc­ces­sio­ne
1L'ese­cu­zio­ne per de­bi­ti di una suc­ces­sio­ne è so­spe­sa du­ran­te due set­ti­ma­ne a con­ta­re dal gior­no del­la mor­te, non­ché du­ran­te il ter­mi­ne per ac­cet­ta­re o ri­nun­cia­re1 all'ere­di­tà.2
2L'ese­cu­zio­ne ini­zia­ta con­tro il de­fun­to pri­ma del­la mor­te può es­se­re con­ti­nua­ta con­tro la sua ere­di­tà a ter­mi­ni dell'ar­ti­co­lo 49.3
3Con­tro gli ere­di può es­se­re pro­se­gui­ta sol­tan­to quan­do si trat­ti di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno o quan­do, in una ese­cu­zio­ne per via di pi­gno­ra­men­to, sia­no de­cor­si i ter­mi­ni sta­bi­li­ti da­gli ar­ti­co­li 110 e 111 per la par­te­ci­pa­zio­ne al me­de­si­mo.
1 Nuo­vo ter­mi­ne giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 2 del­la LF del 28 set. 1949, in vi­go­re dal 1° feb. 1950 (RU 1950 57).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 58 Tit. fin. CC, in vi­go­re dal 1° gen. 1912 (RU 24 233 Tit. fin. art. 60).
4. In­car­ce­ra­zio­ne
Se vie­ne escus­so un de­te­nu­to che non sia prov­vi­sto di rap­pre­sen­tan­te, l'uf­fi­cia­le gli as­se­gna un ter­mi­ne per prov­ve­der­se­ne.1 Du­ran­te que­sto ter­mi­ne l'ese­cu­zio­ne è so­spe­sa.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 12 dell'all. al­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).
5. Ma­lat­tia gra­ve
In ca­so di gra­ve ma­lat­tia del de­bi­to­re, l'uf­fi­cia­le può ac­cor­dar­gli la so­spen­sio­ne per un tem­po de­ter­mi­na­to.
6. Epi­de­mia o pub­bli­ca ca­la­mi­tà
In ca­so di epi­de­mia o di pub­bli­ca ca­la­mi­tà e in tem­po di guer­ra, il Con­si­glio fe­de­ra­le, o il Go­ver­no can­to­na­le con il con­sen­so del Con­si­glio fe­de­ra­le, può ac­cor­da­re la so­spen­sio­ne per de­ter­mi­na­te par­ti del ter­ri­to­rio o di po­po­la­zio­ne.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227 137; FF 1991 III 1).
C. Ef­fet­ti sul­la de­cor­ren­za dei ter­mi­ni
Le fe­rie e le so­spen­sio­ni non im­pe­di­sco­no la de­cor­ren­za dei ter­mi­ni. Tut­ta­via, il ter­mi­ne a di­spo­si­zio­ne del de­bi­to­re, del cre­di­to­re o di ter­zi che vie­ne a sca­de­re du­ran­te le fe­rie o le so­spen­sio­ni è pro­ro­ga­to fi­no al ter­zo gior­no do­po la fi­ne del­le me­de­si­me. Nel com­pu­to del ter­mi­ne di tre gior­ni non si tie­ne con­to dei sa­ba­ti, del­le do­me­ni­che e dei gior­ni uf­fi­cial­men­te ri­co­no­sciu­ti co­me fe­sti­vi.
IV. Della notificazione degli atti esecutivi
A. Al­le per­so­ne fi­si­che
1Gli at­ti ese­cu­ti­vi si no­ti­fi­ca­no al de­bi­to­re nel­la sua abi­ta­zio­ne o nel luo­go in cui suo­le eser­ci­ta­re la sua pro­fes­sio­ne. Quan­do non vi si tro­vi, la no­ti­fi­ca­zio­ne può es­se­re fat­ta a per­so­na adul­ta del­la sua fa­mi­glia o ad uno de' suoi im­pie­ga­ti.
2Ove non si tro­vi al­cu­na del­le no­mi­na­te per­so­ne, l'at­to ese­cu­ti­vo vie­ne con­se­gna­to ad un fun­zio­na­rio co­mu­na­le o di po­li­zia, per­ché lo ri­met­ta al de­bi­to­re.
B. Al­le per­so­ne giu­ri­di­che, so­cie­tà ed ere­di­tà in­di­vi­se
1Se l'ese­cu­zio­ne è di­ret­ta con­tro una per­so­na giu­ri­di­ca o con­tro una so­cie­tà, la no­ti­fi­ca­zio­ne si fa al rap­pre­sen­tan­te del­le me­de­si­me, e cioè:
1.1per un Co­mu­ne, un Can­to­ne o la Con­fe­de­ra­zio­ne, al pre­si­den­te dell'au­to­ri­tà ese­cu­ti­va, o al ser­vi­zio de­si­gna­to da que­st'au­to­ri­tà;
2.2per una so­cie­tà ano­ni­ma, una so­cie­tà in ac­co­man­di­ta per azio­ni, una so­cie­tà a ga­ran­zia li­mi­ta­ta, una so­cie­tà coo­pe­ra­ti­va o un'as­so­cia­zio­ne iscrit­ta nel re­gi­stro di com­mer­cio, a qua­lun­que mem­bro dell'am­mi­ni­stra­zio­ne o del­la di­re­zio­ne, co­me pu­re a qua­lun­que di­ret­to­re o pro­cu­ra­to­re;
per al­tra per­so­na giu­ri­di­ca, al pre­si­den­te dell'am­mi­ni­stra­zio­ne o all'am­mi­ni­stra­to­re;
per una so­cie­tà in no­me col­let­ti­vo o in ac­co­man­di­ta, a qua­lun­que so­cio am­mi­ni­stra­to­re ed a qua­lun­que di­ret­to­re e pro­cu­ra­to­re3.
2Ove pe­rò le ri­cor­da­te per­so­ne non si tro­vi­no in uf­fi­cio, la no­ti­fi­ca­zio­ne si po­trà fa­re ad al­tro fun­zio­na­rio od im­pie­ga­to.
3Se l'ese­cu­zio­ne è di­ret­ta con­tro un'ere­di­tà non di­vi­sa, la no­ti­fi­ca­zio­ne si fa al rap­pre­sen­tan­te dell'ere­di­tà o se que­sti non è co­no­sciu­to ad uno de­gli ere­di.4
3 Nuo­vo ter­mi­ne giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
4 In­tro­dot­to dall'art. 58 Tit. fin. CC, in vi­go­re dal 1° gen. 1912 (RU 24 233 Tit. fin. art. 60).
C. Al de­bi­to­re do­mi­ci­lia­to all'este­ro o in ca­so di no­ti­fi­ca­zio­ne im­pos­si­bi­le
1Quan­do il de­bi­to­re non di­mo­ri nel luo­go dell'ese­cu­zio­ne, gli at­ti ese­cu­ti­vi si con­se­gna­no al­la per­so­na o nel lo­ca­le da lui in­di­ca­ti in quel luo­go stes­so.
2In man­can­za di ta­le in­di­ca­zio­ne, la no­ti­fi­ca­zio­ne si fa per mez­zo dell'uf­fi­cio del do­mi­ci­lio del de­bi­to­re o per po­sta.
3Se il de­bi­to­re è do­mi­ci­lia­to all'este­ro, la no­ti­fi­ca­zio­ne si fa per mez­zo del­le au­to­ri­tà di quel luo­go o, in quan­to un trat­ta­to in­ter­na­zio­na­le lo pre­ve­da op­pu­re lo Sta­to sul ter­ri­to­rio del qua­le de­ve av­ve­ni­re la no­ti­fi­ca­zio­ne lo am­met­ta, per po­sta.1
4La no­ti­fi­ca­zio­ne si fa me­dian­te pub­bli­ca­zio­ne quan­do:
il do­mi­ci­lio del de­bi­to­re è sco­no­sciu­to;
il de­bi­to­re per­si­ste a sot­trar­si al­la no­ti­fi­ca­zio­ne;
il de­bi­to­re è do­mi­ci­lia­to all'este­ro e la no­ti­fi­ca­zio­ne giu­sta il ca­po­ver­so 3 non è pos­si­bi­le in un ter­mi­ne ra­gio­ne­vo­le.2
3 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 1994, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
V. Della domanda d'esecuzione
A. Do­man­da d'ese­cu­zio­ne
1La do­man­da d'ese­cu­zio­ne si pre­sen­ta per iscrit­to o ver­bal­men­te all'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne. Es­sa de­ve enun­cia­re:
il no­me ed il do­mi­ci­lio del cre­di­to­re e dell'even­tua­le suo rap­pre­sen­tan­te e, ove di­mo­ri all'este­ro, il do­mi­ci­lio da lui elet­to nel­la Sviz­ze­ra;
in man­can­za d'in­di­ca­zio­ne spe­cia­le, que­sto do­mi­ci­lio si re­pu­ta elet­to pres­so l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne;
il no­me ed il do­mi­ci­lio del de­bi­to­re e, al ca­so, del suo le­ga­le rap­pre­sen­tan­te; nel­la do­man­da di ese­cu­zio­ne con­tro un'ere­di­tà dev'es­se­re in­di­ca­to a qua­li ere­di deb­ba far­si la no­ti­fi­ca­zio­ne;
l'am­mon­ta­re del cre­di­to o del­le ga­ran­zie ri­chie­ste, in va­lu­ta le­ga­le sviz­ze­ra, e pei cre­di­ti frut­ti­fe­ri la mi­su­ra de­gli in­te­res­si e il gior­no dal qua­le so­no do­man­da­ti;
il ti­to­lo di cre­di­to con la sua da­ta e, in di­fet­to di ti­to­lo, la cau­sa del cre­di­to.
2Pei cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno la do­man­da de­ve con­te­ne­re inol­tre le in­di­ca­zio­ni pre­scrit­te dall'ar­ti­co­lo 151.2
3Del­la do­man­da d'ese­cu­zio­ne si de­ve dar at­to gra­tui­ta­men­te al cre­di­to­re che lo ri­chie­da.
B. Spe­se d'ese­cu­zio­ne
1Le spe­se d'ese­cu­zio­ne so­no a ca­ri­co del de­bi­to­re, ma il cre­di­to­re è te­nu­to ad an­ti­ci­par­le. In man­can­za di ta­le an­ti­ci­pa­zio­ne, l'uf­fi­cio può in­tan­to so­spen­de­re l'at­to ese­cu­ti­vo, dan­do­ne av­vi­so al cre­di­to­re.
2Il cre­di­to­re ha di­rit­to di pre­le­va­re sui pa­ga­men­ti del de­bi­to­re le spe­se d'ese­cu­zio­ne.
VI. Dell'esecuzione contro un coniuge vivente in comunione di beni
A. No­ti­fi­ca­zio­ne de­gli at­ti ese­cu­ti­vi. Op­po­si­zio­ne
1Se l'ese­cu­zio­ne è di­ret­ta con­tro un co­niu­ge vi­ven­te in co­mu­nio­ne di be­ni, il pre­cet­to ese­cu­ti­vo e tut­ti gli al­tri at­ti ese­cu­ti­vi de­vo­no es­se­re no­ti­fi­ca­ti an­che all'al­tro co­niu­ge; quan­do ta­le si­tua­zio­ne pa­tri­mo­nia­le del de­bi­to­re sia fat­ta va­le­re sol­tan­to nel cor­so del pro­ce­di­men­to, l'uf­fi­cio prov­ve­de sen­za in­du­gio al­le no­ti­fi­ca­zio­ni omes­se.
2Cia­scun co­niu­ge può fa­re op­po­si­zio­ne.
1 Ori­gi­na­rio art. 68bis. In­tro­dot­to dall'art. 15 n. 3 di­sp. fin. e trans. Tit. XXIV-XX­XIII CO (RU 53 189). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 3 del­la LF del 5 ott. 1984 che mo­di­fi­ca il CC, in vi­go­re dal 1° gen. 1988 (RU 1986 122 153 art. 1; FF 1979 II 1119).
2 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 1994, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
B. Di­spo­si­zio­ni spe­cia­li
1Me­dian­te la pro­ce­du­ra di ri­ven­di­ca­zio­ne2 (art. 106-109), il de­bi­to­re o il suo co­niu­ge può far va­le­re che un be­ne pi­gno­ra­to ap­par­tie­ne ai be­ni pro­pri di que­st'ul­ti­mo.
2Se l'ese­cu­zio­ne ver­te uni­ca­men­te sui be­ni pro­pri del de­bi­to­re e sul­la sua quo­ta di be­ni co­mu­ni, cia­scun co­niu­ge può inol­tre, me­dian­te la pro­ce­du­ra di ri­ven­di­ca­zio­ne (art. 106-109), op­por­si al pi­gno­ra­men­to di be­ni co­mu­ni.
3Se l'ese­cu­zio­ne è con­ti­nua­ta sui be­ni pro­pri e sul­la quo­ta di be­ni co­mu­ni, il pi­gno­ra­men­to e la rea­liz­za­zio­ne di que­st'ul­ti­ma so­no ret­ti dall'ar­ti­co­lo 132; ri­ma­ne sal­vo il pi­gno­ra­men­to di en­tra­te suc­ces­si­ve pro­ve­nien­ti dall'at­ti­vi­tà lu­cra­ti­va del co­niu­ge escus­so (art. 93).3
4La quo­ta di be­ni co­mu­ni non può es­se­re rea­liz­za­ta4 all'in­can­to.
5L'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za può chie­de­re al giu­di­ce di pro­nun­cia­re la se­pa­ra­zio­ne dei be­ni.
1 In­tro­dot­to dal n. II 3 del­la LF del 5 ott. 1984 che mo­di­fi­ca il CC, in vi­go­re dal 1° gen. 1988 (RU 1986 122 153 art. 1; FF 1979 II 1119).
4 Nuo­vo ter­mi­ne giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
VII. Dell'esecuzione in caso di rappresentanza legale o curatela
1. De­bi­to­re mi­no­ren­ne
1Se il de­bi­to­re è mi­no­ren­ne, gli at­ti ese­cu­ti­vi si no­ti­fi­ca­no al rap­pre­sen­tan­te le­ga­le. Se è sta­ta isti­tui­ta una cu­ra­te­la se­con­do l'ar­ti­co­lo 325 CC2, gli at­ti ese­cu­ti­vi so­no no­ti­fi­ca­ti al cu­ra­to­re e ai de­ten­to­ri dell'au­to­ri­tà pa­ren­ta­le, sem­pre che la no­mi­na del cu­ra­to­re sia sta­ta co­mu­ni­ca­ta all'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne.
2Se tut­ta­via il cre­di­to de­ri­va dall'eser­ci­zio di una pro­fes­sio­ne o di un me­stie­re au­to­riz­za­ti, ov­ve­ro è in re­la­zio­ne con l'am­mi­ni­stra­zio­ne del pro­ven­to del la­vo­ro o dei be­ni li­be­ri da par­te di un mi­no­ren­ne (art. 321 cpv. 2, 323 cpv. 1 e 327b CC), gli at­ti ese­cu­ti­vi si no­ti­fi­ca­no al de­bi­to­re e al suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le.
2. De­bi­to­re mag­gio­ren­ne sot­to­po­sto a una mi­su­ra di pro­te­zio­ne de­gli adul­ti
1Se l'am­mi­ni­stra­zio­ne dei be­ni di un de­bi­to­re mag­gio­ren­ne spet­ta a un cu­ra­to­re o a un man­da­ta­rio de­si­gna­to con man­da­to pre­cau­zio­na­le e l'au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne de­gli adul­ti ne ha av­vi­sa­to l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne, gli at­ti ese­cu­ti­vi so­no no­ti­fi­ca­ti al cu­ra­to­re o al man­da­ta­rio.
2 Gli at­ti ese­cu­ti­vi si no­ti­fi­ca­no pu­re al de­bi­to­re se non è li­mi­ta­to nell'eser­ci­zio dei di­rit­ti ci­vi­li.2
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 25 set. 2015 (Rap­pre­sen­tan­za pro­fes­sio­na­le nel pro­ce­di­men­to ese­cu­ti­vo), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 3643; FF 2014 7505).
3. Li­mi­ta­zio­ne del­la re­spon­sa­bi­li­tà
Nel­la pro­ce­du­ra di ri­ven­di­ca­zio­ne (art. 106 a 109), se il de­bi­to­re ri­spon­de sol­tan­to con i be­ni li­be­ri, si può far va­le­re l'estra­nei­tà del be­ne pi­gno­ra­to a que­sti be­ni.
VIII. Del precetto esecutivo e della opposizione
A. Pre­cet­to ese­cu­ti­vo
1. Con­te­nu­to
1Ri­ce­vu­ta la do­man­da d'ese­cu­zio­ne, l'uf­fi­cio sten­de il pre­cet­to ese­cu­ti­vo.
2Il pre­cet­to con­tie­ne:
le in­di­ca­zio­ni del­la do­man­da d'ese­cu­zio­ne;
l'in­giun­zio­ne di pa­ga­re al cre­di­to­re, en­tro ven­ti gior­ni, il cre­di­to e le spe­se d'ese­cu­zio­ne o, se que­sta ha per sco­po la pre­sta­zio­ne di ga­ran­zie, di for­nir­le;
l'av­ver­ti­men­to che, ove il de­bi­to­re in­ten­da con­te­sta­re il cre­di­to in tut­to o in par­te od il di­rit­to del cre­di­to­re di pro­ce­de­re per es­so in via ese­cu­ti­va, do­vrà di­chia­rar­lo all'uf­fi­cio («fa­re op­po­si­zio­ne») en­tro die­ci gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne del pre­cet­to;
la com­mi­na­to­ria che, ove il de­bi­to­re non ot­tem­pe­ri al pre­cet­to, né fac­cia op­po­si­zio­ne, l'ese­cu­zio­ne se­gui­rà il suo cor­so.
2. Ste­su­ra
1Il pre­cet­to è ste­so in dop­pio ori­gi­na­le; l'uno pel de­bi­to­re, l'al­tro pel cre­di­to­re. In ca­so di dif­for­mi­tà dei due ori­gi­na­li, pre­va­le quel­lo no­ti­fi­ca­to al de­bi­to­re.
2Se per lo stes­so de­bi­to si pro­ce­de con­tem­po­ra­nea­men­te con­tro più de­bi­to­ri, a cia­scu­no di es­si è no­ti­fi­ca­to un pre­cet­to.1
3. Mo­men­to del­la no­ti­fi­ca­zio­ne
1Ri­ce­vu­ta la do­man­da d'ese­cu­zio­ne, il pre­cet­to è no­ti­fi­ca­to al de­bi­to­re.1
2Ove sia­no pre­sen­ta­te più do­man­de d'ese­cu­zio­ne con­tro lo stes­so de­bi­to­re, tut­ti i pre­cet­ti de­vo­no es­se­re no­ti­fi­ca­ti con­tem­po­ra­nea­men­te.
3Ad una do­man­da pre­sen­ta­ta po­ste­rior­men­te non si può in al­cun ca­so da­re cor­so pri­ma che ad una an­te­rio­re.
4. For­ma del­la no­ti­fi­ca­zio­ne
1La no­ti­fi­ca­zio­ne è fat­ta dall'uf­fi­cia­le, da un im­pie­ga­to dell'uf­fi­cio o per po­sta.1
2All'at­to del­la con­se­gna co­lui che pro­ce­de al­la no­ti­fi­ca­zio­ne de­ve at­te­sta­re su am­be­due gli ori­gi­na­li, in qual gior­no ed a chi que­sta sia sta­ta fat­ta.
B. Pro­du­zio­ne dei mez­zi di pro­va
1Do­po l'aper­tu­ra dell'ese­cu­zio­ne il de­bi­to­re può chie­de­re in ogni tem­po che il cre­di­to­re sia in­vi­ta­to a pre­sen­ta­re pres­so l'uf­fi­cio i mez­zi di pro­va con­cer­nen­ti la pre­te­sa uni­ta­men­te a una pa­no­ra­mi­ca di tut­te le sue pre­te­se sca­du­te nei con­fron­ti del de­bi­to­re.
2L'in­vi­to non ha al­cun ef­fet­to sui ter­mi­ni, che con­ti­nua­no a cor­re­re. In ca­so di ina­dem­pi­men­to o di adem­pi­men­to tar­di­vo del cre­di­to­re il giu­di­ce, in una li­te suc­ces­si­va, tie­ne tut­ta­via con­to nel­la de­ci­sio­ne sul­le spe­se pro­ces­sua­li e sul­le ri­pe­ti­bi­li del fat­to che il de­bi­to­re non ave­va avu­to la pos­si­bi­li­tà di pren­de­re vi­sio­ne dei mez­zi di pro­va.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 2018, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 4583; FF 2015 2641 4779).
1. Ter­mi­ne e for­ma
1Se l'escus­so in­ten­de fa­re op­po­si­zio­ne, de­ve di­chia­rar­lo ver­bal­men­te o per scrit­to, im­me­dia­ta­men­te a chi gli con­se­gna il pre­cet­to o, en­tro die­ci gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne del pre­cet­to, all'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne.1
2Se l'escus­so con­te­sta sol­tan­to una par­te del cre­di­to, de­ve in­di­ca­re esat­ta­men­te l'im­por­to con­te­sta­to, al­tri­men­ti si re­pu­ta con­te­sta­to l'in­te­ro cre­di­to.2
3Del­la di­chia­ra­zio­ne di op­po­si­zio­ne si de­ve dar at­to gra­tui­ta­men­te al de­bi­to­re che lo ri­chie­da.
2. Mo­ti­vi
1Non è ne­ces­sa­rio mo­ti­va­re l'op­po­si­zio­ne. Ad­du­cen­do­ne i mo­ti­vi, il de­bi­to­re non ri­nun­cia a far va­le­re ul­te­rio­ri ec­ce­zio­ni.
2Il de­bi­to­re che con­te­sta di es­se­re ri­tor­na­to a mi­glior for­tu­na (art. 265, 265a) de­ve di­chia­rar­lo espli­ci­ta­men­te nell'op­po­si­zio­ne, al­tri­men­ti si re­pu­ta che egli ab­bia ri­nun­cia­to a ta­le ec­ce­zio­ne.
3So­no sal­ve le di­spo­si­zio­ni sull'op­po­si­zio­ne tar­di­va (art. 77) e sull'op­po­si­zio­ne nell'ese­cu­zio­ne cam­bia­ria (art. 179 cpv. 1).
3. Co­mu­ni­ca­zio­ne al cre­di­to­re
1Il con­te­nu­to dell'op­po­si­zio­ne è no­ti­fi­ca­to al cre­di­to­re istan­te sul suo esem­pla­re; quan­do l'op­po­si­zio­ne non ab­bia avu­to luo­go, se ne fa men­zio­ne.
2Det­to esem­pla­re dev'es­se­re no­ti­fi­ca­to al cre­di­to­re istan­te im­me­dia­ta­men­te do­po l'op­po­si­zio­ne o, se non fu fat­ta, ap­pe­na sca­du­to il ter­mi­ne del­la me­de­si­ma.
4. Op­po­si­zio­ne tar­di­va per cam­bia­men­to del cre­di­to­re
1Se il cre­di­to­re cam­bia in cor­so d'ese­cu­zio­ne, l'escus­so può fa­re op­po­si­zio­ne in un se­con­do tem­po, si­no al­la ri­par­ti­zio­ne o al­la di­chia­ra­zio­ne di fal­li­men­to.1
2L'escus­so de­ve pre­sen­ta­re op­po­si­zio­ne scrit­ta e mo­ti­va­ta al giu­di­ce del luo­go dell'ese­cu­zio­ne en­tro die­ci gior­ni dal­la co­no­scen­za del cam­bia­men­to del cre­di­to­re, ren­den­do ve­ro­si­mi­li le ec­ce­zio­ni op­po­ni­bi­li al nuo­vo cre­di­to­re.2
3Il giu­di­ce, ri­ce­vu­to l'at­to di op­po­si­zio­ne, può or­di­na­re la prov­vi­so­ria so­spen­sio­ne dell'ese­cu­zio­ne; udi­te le par­ti, de­ci­de sull'am­mis­si­bi­li­tà dell'op­po­si­zio­ne.
4Se l'op­po­si­zio­ne tar­di­va è am­mes­sa ma un pi­gno­ra­men­to è già sta­to ese­gui­to, l'uf­fi­cia­le im­par­ti­sce al cre­di­to­re un ter­mi­ne di die­ci gior­ni per pro­muo­ve­re l'azio­ne di ri­co­no­sci­men­to del suo cre­di­to. Tra­scor­so in­frut­tuo­sa­men­te il ter­mi­ne, il pi­gno­ra­men­to de­ca­de.3
5L'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne av­vi­sa il de­bi­to­re di ogni cam­bia­men­to di cre­di­to­re.4
5. Ef­fet­ti
1L'op­po­si­zio­ne so­spen­de l'ese­cu­zio­ne.
2Se il de­bi­to­re con­te­sta sol­tan­to una par­te del cre­di­to, l'ese­cu­zio­ne può pro­se­guir­si per l'am­mon­ta­re non con­te­sta­to.
D. Eli­mi­na­zio­ne dell'op­po­si­zio­ne
1. Me­dian­te la pro­ce­du­ra ci­vi­le o am­mi­ni­stra­ti­va
Se è sta­ta fat­ta op­po­si­zio­ne con­tro l'ese­cu­zio­ne, il cre­di­to­re, per far va­le­re la pro­pria pre­te­sa, de­ve se­gui­re la pro­ce­du­ra ci­vi­le o am­mi­ni­stra­ti­va. Può chie­de­re la con­ti­nua­zio­ne dell'ese­cu­zio­ne sol­tan­to in for­za di una de­ci­sio­ne ese­cu­ti­va che tol­ga espres­sa­men­te l'op­po­si­zio­ne.
2. Me­dian­te ri­get­to de­fi­ni­ti­vo
a. Ti­to­li di ri­get­to
1Se il cre­di­to è fon­da­to su una de­ci­sio­ne giu­di­zia­ria ese­cu­ti­va, il cre­di­to­re può chie­de­re in giu­di­zio il ri­get­to de­fi­ni­ti­vo dell'op­po­si­zio­ne.2
2So­no pa­ri­fi­ca­ti al­le de­ci­sio­ni giu­di­zia­rie:3
le tran­sa­zio­ni e i ri­co­no­sci­men­ti di de­bi­to giu­di­zia­li;
1bis.4 i do­cu­men­ti pub­bli­ci ese­cu­ti­vi se­con­do gli ar­ti­co­li 347-352 CPC5;
le de­ci­sio­ni di au­to­ri­tà am­mi­ni­stra­ti­ve sviz­ze­re;
le de­ci­sio­ni de­fi­ni­ti­ve re­la­ti­ve al­le spe­se di con­trol­lo pro­nun­cia­te da­gli or­ga­ni di con­trol­lo in vir­tù dell'ar­ti­co­lo 16 ca­po­ver­so 1 del­la leg­ge del 17 giu­gno 20059 con­tro il la­vo­ro ne­ro;
nell'am­bi­to dell'im­po­sta sul va­lo­re ag­giun­to, ren­di­con­ti fi­sca­li e av­vi­si di tas­sa­zio­ne che so­no pas­sa­ti in giu­di­ca­to con il su­ben­tra­re del­la pre­scri­zio­ne del di­rit­to di tas­sa­zio­ne, non­ché av­vi­si di tas­sa­zio­ne che so­no pas­sa­ti in giu­di­ca­to con il ri­co­no­sci­men­to scrit­to da par­te del con­tri­buen­te.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 17 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 dic. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1739; FF 2006 6593).
6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 17 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 dic. 2008, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1739; FF 2006 6593).
7 Abro­ga­to dal n. II 17 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 dic. 2008, con ef­fet­to dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1739; FF 2006 6593).
8 In­tro­dot­to dal n. 3 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 con­tro il la­vo­ro ne­ro, in vi­go­re dal 1° gen. 2008 (RU 2007 359; FF 2002 3243).
9 RS 822.41
10 In­tro­dot­to dal n. 2 dell'all. al­la LF del 30 set. 2016, in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2017 3575; FF 2015 2161).
b. Ec­ce­zio­ni
1Se il cre­di­to è fon­da­to su una de­ci­sio­ne ese­cu­ti­va di un tri­bu­na­le sviz­ze­ro o di un'au­to­ri­tà am­mi­ni­stra­ti­va sviz­ze­ra, l'op­po­si­zio­ne è ri­get­ta­ta in via de­fi­ni­ti­va a me­no che l'escus­so pro­vi con do­cu­men­ti che do­po l'ema­na­zio­ne del­la de­ci­sio­ne il de­bi­to è sta­to estin­to o il ter­mi­ne per il pa­ga­men­to è sta­to pro­ro­ga­to ov­ve­ro che è in­ter­ve­nu­ta la pre­scri­zio­ne.
2Se il cre­di­to è fon­da­to su un do­cu­men­to pub­bli­co ese­cu­ti­vo, l'escus­so può sol­le­va­re al­tre ec­ce­zio­ni con­tro l'ob­bli­go di pre­sta­zio­ne, sem­pre che sia­no im­me­dia­ta­men­te com­pro­va­bi­li.
3Se la de­ci­sio­ne è sta­ta pro­nun­cia­ta in un al­tro Sta­to, l'escus­so può inol­tre av­va­ler­si del­le ec­ce­zio­ni pre­vi­ste dal per­ti­nen­te trat­ta­to o, in man­can­za di que­sto, dal­la leg­ge fe­de­ra­le del 18 di­cem­bre 19872 sul di­rit­to in­ter­na­zio­na­le pri­va­to, sem­pre che un tri­bu­na­le sviz­ze­ro non ab­bia già pro­nun­cia­to su ta­li ec­ce­zio­ni.3
3 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 3 n. 2 del DF dell'11 dic. 2009 (ap­pro­va­zio­ne ed ese­cu­zio­ne del­la Conv. di Lu­ga­no), in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 5601; FF 2009 1435).
3. Me­dian­te ri­get­to prov­vi­so­rio
1Se il cre­di­to si fon­da so­pra un ri­co­no­sci­men­to di de­bi­to con­sta­ta­to me­dian­te at­to pub­bli­co o scrit­tu­ra pri­va­ta, il cre­di­to­re può chie­de­re il ri­get­to prov­vi­so­rio dell'op­po­si­zio­ne.
2Il giu­di­ce lo pro­nun­cia, sem­pre­ché il de­bi­to­re non giu­sti­fi­chi im­me­dia­ta­men­te del­le ec­ce­zio­ni che in­fir­ma­no il ri­co­no­sci­men­to di de­bi­to.
b. Ef­fet­ti
1Spi­ra­to il ter­mi­ne del pa­ga­men­to, il cre­di­to­re che fe­ce ri­get­ta­re l'op­po­si­zio­ne può chie­de­re, se­con­do la per­so­na del de­bi­to­re, il pi­gno­ra­men­to prov­vi­so­rio o in­sta­re per la for­ma­zio­ne dell'in­ven­ta­rio a' ter­mi­ni dell'ar­ti­co­lo 162.
2Tut­ta­via l'escus­so, en­tro ven­ti gior­ni dal ri­get­to dell'op­po­si­zio­ne, può do­man­da­re con la pro­ce­du­ra or­di­na­ria il di­sco­no­sci­men­to del de­bi­to al giu­di­ce del luo­go dell'ese­cu­zio­ne.1
3Se l'escus­so omet­te di fa­re ta­le do­man­da o se que­sta è re­spin­ta, il ri­get­to dell'op­po­si­zio­ne e, se­con­do i ca­si, il pi­gno­ra­men­to prov­vi­so­rio di­ven­ta­no de­fi­ni­ti­vi.2
4Il de­cor­so del ter­mi­ne di cui all'ar­ti­co­lo 165 ca­po­ver­so 2 è so­spe­so tra il gior­no in cui ven­ne pro­mos­sa l'azio­ne di di­sco­no­sci­men­to del de­bi­to e la sua de­fi­ni­zio­ne giu­di­zia­le. Non­di­me­no, il giu­di­ce del fal­li­men­to po­ne ter­mi­ne agli ef­fet­ti dell'in­ven­ta­rio quan­do ces­sa­no di esi­ste­re le con­di­zio­ni per or­di­nar­lo.3
4. Pro­ce­du­ra di ri­get­to
1Il giu­di­ce del luo­go d'ese­cu­zio­ne pro­nun­cia sul­la do­man­da di ri­get­to dell'op­po­si­zio­ne.
2Non ap­pe­na ri­ce­vu­ta la do­man­da, dà all'escus­so la pos­si­bi­li­tà di espri­mer­si ver­bal­men­te o per scrit­to, poi co­mu­ni­ca la de­ci­sio­ne en­tro cin­que gior­ni.
E. An­nul­la­men­to o so­spen­sio­ne giu­di­zia­li dell'ese­cu­zio­ne
1. In pro­ce­du­ra som­ma­ria
Se l'escus­so pro­va per mez­zo di do­cu­men­ti che il de­bi­to con i re­la­ti­vi in­te­res­si e con le spe­se è sta­to estin­to o che gli è sta­ta con­ces­sa una di­la­zio­ne, può ot­te­ne­re in ogni tem­po dal tri­bu­na­le del luo­go dell'ese­cu­zio­ne nel pri­mo ca­so l'an­nul­la­men­to, e nel se­con­do la so­spen­sio­ne dell'ese­cu­zio­ne.
2. In pro­ce­du­ra or­di­na­ria e in pro­ce­du­ra sem­pli­fi­ca­ta2
1A pre­scin­de­re da una sua even­tua­le op­po­si­zio­ne, l'escus­so può do­man­da­re in ogni tem­po al tri­bu­na­le del luo­go dell'ese­cu­zio­ne l'ac­cer­ta­men­to dell'ine­si­sten­za del de­bi­to, del­la sua estin­zio­ne o del­la con­ces­sio­ne di una di­la­zio­ne.3
2Se, do­po aver sen­ti­to le par­ti ed esa­mi­na­to i do­cu­men­ti pro­dot­ti, il tri­bu­na­le ri­tie­ne che la do­man­da è mol­to ve­ro­si­mil­men­te fon­da­ta, pro­nun­cia la so­spen­sio­ne prov­vi­so­ria dell'ese­cu­zio­ne:
nell'ese­cu­zio­ne in via di pi­gno­ra­men­to o di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno, pri­ma del­la rea­liz­za­zio­ne o, se que­sta ha già avu­to luo­go, pri­ma del­la ri­par­ti­zio­ne;
nell'ese­cu­zio­ne in via di fal­li­men­to, do­po la no­ti­fi­ca­zio­ne del­la com­mi­na­to­ria di fal­li­men­to.
3Se l'azio­ne è am­mes­sa, il tri­bu­na­le, se­con­do il ca­so, an­nul­la o so­spen­de l'ese­cu­zio­ne.
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 2018, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 4583; FF 2015 2641 4779).
F. Azio­ne di ri­pe­ti­zio­ne per pa­ga­men­to in­de­bi­to
1Chi per omes­sa op­po­si­zio­ne o pel ri­get­to di que­sta ha pa­ga­to l'in­de­bi­to può, en­tro un an­no dal pa­ga­men­to, ri­pe­te­re in giu­di­zio la som­ma sbor­sa­ta.1
2L'azio­ne per la ri­pe­ti­zio­ne dell'in­de­bi­to si può pro­muo­ve­re, a scel­ta dell'at­to­re, o avan­ti al giu­di­ce dell'ese­cu­zio­ne o al fo­ro or­di­na­rio del con­ve­nu­to.
3In ec­ce­zio­ne all'ar­ti­co­lo 63 del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni (CO)2, per ave­re di­rit­to al­la re­sti­tu­zio­ne è suf­fi­cien­te pro­va­re l'ine­si­sten­za del de­bi­to.3
G. Ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno ed ese­cu­zio­ne cam­bia­ria
Pel pre­cet­to nel­la ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno, val­go­no le spe­cia­li di­spo­si­zio­ni de­gli ar­ti­co­li 151 a 153; pel pre­cet­to e per l'op­po­si­zio­ne nel­la ese­cu­zio­ne cam­bia­ria, quel­le de­gli ar­ti­co­li 178 a 189.
IX. Continuazione dell'esecuzione
1Se l'ese­cu­zio­ne non è sta­ta so­spe­sa in vir­tù di un'op­po­si­zio­ne o di una de­ci­sio­ne giu­di­zia­le, tra­scor­si ven­ti gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne del pre­cet­to il cre­di­to­re può chie­der­ne la con­ti­nua­zio­ne.
2Que­sto di­rit­to si estin­gue de­cor­so un an­no dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne del pre­cet­to. Se è sta­ta fat­ta op­po­si­zio­ne, il ter­mi­ne re­sta so­spe­so tra il gior­no in cui è sta­ta pro­mos­sa l'azio­ne giu­di­zia­ria o am­mi­ni­stra­ti­va e la sua de­fi­ni­zio­ne.
3Del­la do­man­da di con­ti­nua­zio­ne è da­to at­to gra­tui­ta­men­te al cre­di­to­re che lo ri­chie­de.
4A ri­chie­sta del cre­di­to­re, l'am­mon­ta­re del cre­di­to espres­so in va­lu­ta este­ra può es­se­re ri­con­ver­ti­to in va­lu­ta sviz­ze­ra al cor­so del gior­no del­la do­man­da di con­ti­nua­zio­ne.
Titolo terzo: Della esecuzione in via di pignoramento
I. Del pignoramento
1. Mo­men­to
Se il de­bi­to­re è sog­get­to all'ese­cu­zio­ne in via di pi­gno­ra­men­to, l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne, ri­ce­vu­ta la do­man­da di con­ti­nua­zio­ne, pro­ce­de sen­za in­du­gio al pi­gno­ra­men­to o vi fa pro­ce­de­re dall'uf­fi­cio del luo­go do­ve si tro­va­no i be­ni da pi­gno­ra­re.
2. Av­vi­so
Il de­bi­to­re dev'es­se­re av­vi­sa­to del pi­gno­ra­men­to al­me­no il gior­no pri­ma. L'av­vi­so ri­chia­me­rà le di­spo­si­zio­ni dell'ar­ti­co­lo 91.
3. Ob­bli­ghi del de­bi­to­re e dei ter­zi
1Il de­bi­to­re è te­nu­to, sot­to mi­nac­cia di pe­na:
ad as­si­ste­re al pi­gno­ra­men­to o a far­vi­si rap­pre­sen­ta­re (art. 323 n. 1 CP2);
a in­di­ca­re, si­no a con­cor­ren­za di quan­to sia ne­ces­sa­rio per un suf­fi­cien­te pi­gno­ra­men­to, tut­ti i suoi be­ni, com­pre­si quel­li che non so­no in suo pos­ses­so, co­me pu­re i cre­di­ti e i di­rit­ti ver­so ter­zi (art. 163 n. 1 e 323 n. 2 CP).3
2Se il de­bi­to­re omet­te sen­za giu­sti­fi­ca­zio­ne suf­fi­cien­te di as­si­ste­re al pi­gno­ra­men­to o di far­vi­si rap­pre­sen­ta­re, l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne può or­di­nar­ne l'ac­com­pa­gna­men­to per mez­zo del­la po­li­zia.
3Su ri­chie­sta dell'uf­fi­cia­le, il de­bi­to­re de­ve apri­re i lo­ca­li e i ri­po­sti­gli. Se ne­ces­sa­rio, l'uf­fi­cia­le può chie­de­re l'aiu­to dell'au­to­ri­tà di po­li­zia.
4I ter­zi che de­ten­go­no be­ni del de­bi­to­re o ver­so i qua­li que­sti van­ta cre­di­ti han­no, sot­to mi­nac­cia di pe­na (art. 324 n. 5 CP), lo stes­so ob­bli­go di in­for­ma­re del de­bi­to­re.
5Le au­to­ri­tà han­no lo stes­so ob­bli­go di in­for­ma­re del de­bi­to­re.
6L'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne ri­cor­da espli­ci­ta­men­te agli in­te­res­sa­ti i lo­ro ob­bli­ghi co­me pu­re le con­se­guen­ze pe­na­li dell'inos­ser­van­za.
3RU 2005 79
4. Be­ni im­pi­gno­ra­bi­li
1So­no im­pi­gno­ra­bi­li:
1.1gli og­get­ti de­sti­na­ti all'uso per­so­na­le del de­bi­to­re o del­la sua fa­mi­glia, qua­li abi­ti, ef­fet­ti per­so­na­li, uten­si­li, uten­si­li di ca­sa, mo­bi­li o al­tri og­get­ti, in quan­to in­di­spen­sa­bi­li a ga­ran­ti­re una qua­li­tà mi­ni­ma di vi­ta;
1a.2gli ani­ma­li do­me­sti­ci non te­nu­ti a sco­po pa­tri­mo­nia­le o lu­cra­ti­vo;
2.3i li­bri re­li­gio­si e gli og­get­ti del cul­to;
3.4gli ar­ne­si, gli ap­pa­rec­chi, gli stru­men­ti e i li­bri, in quan­to sia­no ne­ces­sa­ri al de­bi­to­re e al­la sua fa­mi­glia per l'eser­ci­zio del­la pro­fes­sio­ne;
4.5a scel­ta del de­bi­to­re, due vac­che da lat­te, due gio­ven­che, quat­tro ca­pre o pe­co­re, ol­tre al be­stia­me mi­nu­to, col fo­rag­gio e con la pa­glia ne­ces­sa­ri per quat­tro me­si, quan­do det­ti ani­ma­li sia­no in­di­spen­sa­bi­li al so­sten­ta­men­to del de­bi­to­re e del­la sua fa­mi­glia o al man­te­ni­men­to del­la sua azien­da;
5.6le prov­vi­ste di vit­to e di com­bu­sti­bi­le ne­ces­sa­rie al de­bi­to­re ed al­la sua fa­mi­glia per i due me­si suc­ces­si­vi al pi­gno­ra­men­to, ov­ve­ro il de­na­ro li­qui­do o i cre­di­ti in­di­spen­sa­bi­li per ac­qui­star­li;
6.7gli ef­fet­ti di ab­bi­glia­men­to, di equi­pag­gia­men­to e ar­ma­men­to, il ca­val­lo di ser­vi­zio e il sol­do di un mi­li­ta­re, l'im­por­to gior­na­lie­ro per le pic­co­le spe­se ver­sa­to a chi pre­sta ser­vi­zio ci­vi­le, non­ché gli ef­fet­ti di ab­bi­glia­men­to e di equi­pag­gia­men­to e l'in­den­ni­tà di una per­so­na te­nu­ta a pre­sta­re ser­vi­zio di pro­te­zio­ne ci­vi­le;
7.8il di­rit­to a ren­di­te vi­ta­li­zie co­sti­tui­te giu­sta gli ar­ti­co­li 516 a 520 CO9;
8.10le pre­sta­zio­ni d'as­si­sten­za e i sus­si­di elar­gi­ti da as­so­cia­zio­ni o cas­se di be­ne­fi­cen­za o di soc­cor­so in ca­so di ma­lat­tia, in­di­gen­za o mor­te, co­me pu­re da al­tre si­mi­li isti­tu­zio­ni;
le ren­di­te, in­den­ni­tà in ca­pi­ta­le e al­tre pre­sta­zio­ni elar­gi­te al­la vit­ti­ma o ai suoi pa­ren­ti per le­sio­ni cor­po­ra­li, dan­no al­la sa­lu­te o mor­te d'uo­mo, in quan­to co­sti­tui­sca­no in­den­ni­tà a ti­to­lo di ri­pa­ra­zio­ne mo­ra­le, o ri­sar­ci­men­to per le spe­se di cu­ra o per l'ac­qui­sto di mez­zi au­si­lia­ri;
9a.12le ren­di­te giu­sta l'ar­ti­co­lo 20 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 di­cem­bre 194613 sull'as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia e per i su­per­sti­ti o giu­sta l'ar­ti­co­lo 50 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 giu­gno 195914, sull'as­si­cu­ra­zio­ne per l'in­va­li­di­tà le pre­sta­zio­ni giu­sta l'ar­ti­co­lo 12 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 19 mar­zo 196515 sul­le pre­sta­zio­ni com­ple­men­ta­ri all'as­si­cu­ra­zio­ne per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l'in­va­li­di­tà, co­me pu­re le pre­sta­zio­ni del­le cas­se di com­pen­sa­zio­ne per in­den­ni­tà fa­mi­lia­ri;
i di­rit­ti non an­co­ra esi­gi­bi­li a pre­sta­zio­ni pre­vi­den­zia­li e al li­be­ro pas­sag­gio nei con­fron­ti di fon­di di pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le;
11.17i be­ni de­sti­na­ti a svol­ge­re com­pi­ti di pub­bli­co im­pe­rio ap­par­te­nen­ti a uno Sta­to este­ro o a una ban­ca cen­tra­le este­ra.
2So­no inol­tre im­pi­gno­ra­bi­li gli og­get­ti per i qua­li vi è senz'al­tro da pre­su­me­re che il ri­ca­vo ec­ce­de­reb­be di co­sì po­co la som­ma del­le spe­se da non giu­sti­fi­ca­re la lo­ro rea­liz­za­zio­ne. Ta­li og­get­ti de­vo­no tut­ta­via es­se­re in­di­ca­ti nel ver­ba­le di pi­gno­ra­men­to con il lo­ro va­lo­re di sti­ma.18
3Gli og­get­ti di cui al ca­po­ver­so 1 nu­me­ri 1 a 3 so­no pi­gno­ra­bi­li se di va­lo­re ele­va­to; tut­ta­via es­si pos­so­no es­se­re tol­ti al de­bi­to­re sol­tan­to do­po che il cre­di­to­re ha mes­so a di­spo­si­zio­ne del de­bi­to­re, in lo­ro so­sti­tu­zio­ne, og­get­ti del me­de­si­mo va­lo­re d'uso op­pu­re la som­ma ne­ces­sa­ria per il lo­ro ac­qui­sto.19
4So­no sal­ve le di­spo­si­zio­ni spe­cia­li sull'im­pi­gno­ra­bi­li­tà pre­vi­ste dal­la leg­ge fe­de­ra­le del 2 apri­le 190820 sul con­trat­to d'as­si­cu­ra­zio­ne (art. 79 cpv. 2 e 80 LCA), dal­la leg­ge fe­de­ra­le del 9 ot­to­bre 199221 sul di­rit­to d'au­to­re (art. 18 LDA) e dal Co­di­ce pe­na­le (CP)22 (art. 378 cpv. 2 CP).23
2 In­tro­dot­to dal n. IV del­la LF del 4 ott. 2002 (Ar­ti­co­lo di prin­ci­pio su­gli ani­ma­li), in vi­go­re dal 1° apr. 2003 (RU 2003 463; FF 2002 3734 5207).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 3 del­la LF del 28 set. 1949, in vi­go­re dal 1° feb. 1950 (RU 1950 57).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 3 del­la LF del 28 set. 1949, in vi­go­re dal 1° feb. 1950 (RU 1950 57).
6 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 3 del­la LF del 28 set. 1949, in vi­go­re dal 1° feb. 1950 (RU 1950 57).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 4 dell'all. del­la LF del 6 ott. 1995 sul ser­vi­zio ci­vi­le so­sti­tu­ti­vo, in vi­go­re dal 1° ott. 1996 (RU 1996 1445; FF 1994 III 1445).
8 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
10 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
11 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
12 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
13 RS 831.10
14 RS 831.20
15 [RU 1965 535, 1971 32, 1972 2483 n. III, 1974 1589 n. II, 1978 391 n. II 2, 1985 2017, 1986 699, 1996 2466 all. n. 4, 1997 2952, 2000 2687, 2002 701 n. I 6 3371 all. n. 9 3453, 2003 3837 all. n. 4, 2006 979 art. 2 n. 8. RU 2007 6055 art. 35]. Ora: giu­sta l'art. 20 del­la LF del 6. ott. 2006 (RS 831.30).
16 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
17 In­tro­dot­to dall'art. 3 del­la LF del 28 set. 1949 (R 1950 I 57). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
18 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
19 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
20 RS 221.229.1
21 RS 231.1
22 RS 311.0. Ora: l'art 83 cpv. 2.
23 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
5. Red­di­ti li­mi­ta­ta­men­te pi­gno­ra­bi­li
1Ogni pro­ven­to del la­vo­ro, gli usu­frut­ti e il lo­ro pro­dot­to, le ren­di­te vi­ta­li­zie e gli ali­men­ti, le pen­sio­ni e le pre­sta­zio­ni di qual­sia­si ti­po de­sti­na­te a ri­sar­ci­re una per­di­ta di gua­da­gno o una pre­te­sa de­ri­van­te dal di­rit­to al man­te­ni­men­to, se­gna­ta­men­te le ren­di­te e le in­den­ni­tà in ca­pi­ta­le che non so­no im­pi­gno­ra­bi­li giu­sta l'ar­ti­co­lo 92, pos­so­no es­se­re pi­gno­ra­ti in quan­to, a giu­di­zio dell'uf­fi­cia­le, non sia­no as­so­lu­ta­men­te ne­ces­sa­ri al so­sten­ta­men­to del de­bi­to­re e del­la sua fa­mi­glia.
2Ta­li red­di­ti pos­so­no es­se­re pi­gno­ra­ti per un an­no al mas­si­mo dal gior­no dell'ese­cu­zio­ne del pi­gno­ra­men­to. Se al pi­gno­ra­men­to par­te­ci­pa­no più cre­di­to­ri, il ter­mi­ne de­cor­re dal pri­mo pi­gno­ra­men­to ese­gui­to su ri­chie­sta di un cre­di­to­re del grup­po in que­stio­ne (art. 110 e 111).
3Se du­ran­te il de­cor­so di ta­le ter­mi­ne l'uf­fi­cio ha co­no­scen­za di una mo­di­fi­ca­zio­ne de­ter­mi­nan­te per l'im­por­to da pi­gno­ra­re, es­so com­mi­su­ra il pi­gno­ra­men­to al­le mu­ta­te cir­co­stan­ze.
6. Pi­gno­ra­men­to di frut­ti pri­ma del rac­col­to
1I frut­ti non an­co­ra rac­col­ti o se­pa­ra­ti dal suo­lo non pos­so­no es­se­re pi­gno­ra­ti:
sui pra­ti, avan­ti al pri­mo apri­le
sui cam­pi, avan­ti al pri­mo giu­gno;
nel­le vi­gne, avan­ti al ven­ti ago­sto.
2L'alie­na­zio­ne del­le mes­si fat­ta pri­ma o nei gior­ni suin­di­ca­ti è nul­la di fron­te al cre­di­to­re pi­gno­ran­te.
3So­no sal­vi i di­rit­ti spet­tan­ti al cre­di­to­re con pe­gno im­mo­bi­lia­re sui frut­ti non an­co­ra rac­col­ti o se­pa­ra­ti dal suo­lo co­me par­ti co­sti­tu­ti­ve del pe­gno, a con­di­zio­ne pe­rò che il cre­di­to­re stes­so ab­bia ini­zia­to la pro­ce­du­ra di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno pri­ma del­la rea­liz­za­zio­ne dei frut­ti pi­gno­ra­ti.1
7. Or­di­ne del pi­gno­ra­men­to
1Si de­vo­no pi­gno­ra­re in pri­mo luo­go i be­ni mo­bi­li, com­pre­si i cre­di­ti e le pre­te­se li­mi­ta­ta­men­te pi­gno­ra­bi­li (art. 93). So­no pi­gno­ra­ti an­zi­tut­to gli og­get­ti di com­mer­cio quo­ti­dia­no, ma i me­no ne­ces­sa­ri pri­ma de­gli in­di­spen­sa­bi­li.1
2I be­ni im­mo­bi­li pos­so­no es­se­re pi­gno­ra­ti sol­tan­to in quan­to quel­li mo­bi­li non ba­sti­no a co­pri­re il cre­di­to.2
3Da ul­ti­mo so­no pi­gno­ra­ti gli og­get­ti col­pi­ti da se­que­stro, quel­li in­di­ca­ti dal de­bi­to­re co­me ap­par­te­nen­ti a ter­zi e quel­li ri­ven­di­ca­ti da ter­zi.
4Ove sia­no pi­gno­ra­te prov­vi­ste di fo­rag­gi, si do­vrà pi­gno­ra­re, a ri­chie­sta del de­bi­to­re, an­che una cor­ri­spon­den­te quan­ti­tà di be­stia­me.
4bisL'uf­fi­cia­le può sco­star­si da que­st'or­di­ne qua­lo­ra le cir­co­stan­ze lo giu­sti­fi­chi­no o se il cre­di­to­re e il de­bi­to­re di co­mu­ne ac­cor­do lo ri­chie­do­no.3
5In ogni ca­so il fun­zio­na­rio de­ve con­ci­lia­re, per quan­to sia pos­si­bi­le, gli in­te­res­si del cre­di­to­re e quel­li del de­bi­to­re.
b. Cre­di­ti ver­so il co­niu­ge o il part­ner re­gi­stra­to
I cre­di­ti del de­bi­to­re ver­so il suo co­niu­ge o il suo part­ner re­gi­stra­to so­no pi­gno­ra­ti sol­tan­to in ca­so di in­suf­fi­cien­za dei suoi al­tri be­ni.
1 In­tro­dot­to dal II 3 del­la LF del 5 ott. 1984 che mo­di­fi­ca il CC (RU 1986 122; FF 1979 II 1119). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 16 dell'all. al­la L del 18 giu. 2004 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2005 5685; FF 2003 1165).
B. Ef­fet­ti del pi­gno­ra­men­to
1È fat­to di­vie­to al de­bi­to­re, sot­to mi­nac­cia di pe­na (art. 169 CP1), di di­spor­re, sen­za au­to­riz­za­zio­ne dell'uf­fi­cia­le, de­gli og­get­ti pi­gno­ra­ti. L'uf­fi­cia­le pro­ce­den­te ri­cor­da espli­ci­ta­men­te al de­bi­to­re il di­vie­to co­me pu­re le con­se­guen­ze pe­na­li dell'inos­ser­van­za.2
2Gli at­ti di di­spo­si­zio­ne del de­bi­to­re so­no nul­li in quan­to ne sia­no pre­giu­di­ca­ti i di­rit­ti che il cre­di­to­re ha ac­qui­si­to col pi­gno­ra­men­to, sot­to ri­ser­va de­gli ef­fet­ti dell'ac­qui­sto del pos­ses­so da par­te di ter­zi di buo­na fe­de.3
3 In­tro­dot­to dall'art. 58 Tit. fin. CC, in vi­go­re dal 1° gen. 1912 (RU 24 233 Tit. fin. art. 60).
C. Sti­ma. En­ti­tà del pi­gno­ra­men­to
1Il fun­zio­na­rio sti­ma gli og­get­ti pi­gno­ra­ti fa­cen­do­si as­si­ste­re, ove oc­cor­ra, da pe­ri­ti.
2Il pi­gno­ra­men­to è li­mi­ta­to a quan­to ba­sti per sod­di­sfa­re dei lo­ro cre­di­ti, in ca­pi­ta­le, in­te­res­si e spe­se, i cre­di­to­ri pi­gno­ran­ti.
D. Mi­su­re cau­te­la­ri
1. Per i be­ni mo­bi­li
1Il de­na­ro, i bi­gliet­ti di ban­ca, i ti­to­li al por­ta­to­re, le cam­bia­li e gli al­tri ti­to­li gi­ra­bi­li, gli og­get­ti di me­tal­lo pre­zio­so e gli al­tri og­get­ti di va­lo­re so­no pre­si in cu­sto­dia dall'uf­fi­cio.1
2Le al­tre co­se mo­bi­li pos­so­no es­se­re la­scia­te prov­vi­so­ria­men­te nel­le ma­ni del de­bi­to­re o del ter­zo pos­ses­so­re con l'ob­bli­go di te­ner­le pron­te ad ogni ri­chie­sta.
3Que­sti og­get­ti do­vran­no pe­rò es­se­re col­lo­ca­ti in cu­sto­dia dell'uf­fi­cio o d'un ter­zo, se l'uf­fi­cia­le lo re­pu­ti op­por­tu­no o se il cre­di­to­re giu­sti­fi­chi che ciò è ne­ces­sa­rio per ga­ran­ti­re i di­rit­ti co­sti­tui­ti in suo fa­vo­re dal pi­gno­ra­men­to.2
4L'uf­fi­cio può in­te­res­sar­si an­che di co­se sul­le qua­li un ter­zo ab­bia un di­rit­to di pe­gno. Ove non ven­ga­no rea­liz­za­te, gli sa­ran­no re­sti­tui­te.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 apr. 1924, in vi­go­re dal 1° gen. 1925 (RU 40 391).
2. Per i cre­di­ti
In ca­so di pi­gno­ra­men­to di cre­di­ti o di di­rit­ti non ri­sul­tan­ti da ti­to­li al por­ta­to­re o all'or­di­ne, si av­ver­te il ter­zo de­bi­to­re che d'ora in­nan­zi non po­trà fa­re un pa­ga­men­to va­li­do se non all'uf­fi­cio.
3. Per gli al­tri di­rit­ti. Ri­scos­sio­ne
L'uf­fi­cio cu­ra la con­ser­va­zio­ne dei di­rit­ti pi­gno­ra­ti e ri­scuo­te i cre­di­ti sca­du­ti.
4. Per i fon­di
a. An­no­ta­zio­ne nel re­gi­stro fon­dia­rio
1Il pi­gno­ra­men­to di un fon­do li­mi­ta la fa­col­tà di di­spor­ne. L'uf­fi­cio co­mu­ni­ca sen­za in­du­gio il pi­gno­ra­men­to all'uf­fi­cio del re­gi­stro fon­dia­rio, con la da­ta e la som­ma per la qua­le è fat­to, af­fin­ché pro­ce­da sen­za in­du­gio all'an­no­ta­zio­ne. So­no pu­re co­mu­ni­ca­te la par­te­ci­pa­zio­ne di al­tri cre­di­to­ri e la ces­sa­zio­ne del pi­gno­ra­men­to.
2L'an­no­ta­zio­ne è ra­dia­ta se la rea­liz­za­zio­ne non è chie­sta en­tro due an­ni dal pi­gno­ra­men­to.
b. Frut­ti e red­di­ti
1Il pi­gno­ra­men­to di un fon­do com­pren­de an­che i frut­ti e gli al­tri red­di­ti ed av­vie­ne sen­za pre­giu­di­zio dei di­rit­ti spet­tan­ti ai cre­di­to­ri con pe­gno im­mo­bi­lia­re.
2L'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne de­ve da­re co­mu­ni­ca­zio­ne del pi­gno­ra­men­to a que­sti cre­di­to­ri, ed al ca­so agli in­qui­li­ni ed agli af­fit­tua­ri.
3Egli cu­ra l'am­mi­ni­stra­zio­ne e la col­tu­ra del fon­do2.
c. Rac­col­ta dei frut­ti
1L'uf­fi­cio cu­ra la rac­col­ta dei frut­ti (art. 94 e 102).
2In ca­so di bi­so­gno, si pre­le­ve­rà da es­si quan­to sia ne­ces­sa­rio al so­sten­ta­men­to del de­bi­to­re e del­la sua fa­mi­glia.
5. Per i be­ni co­mu­ni
In ca­so di pi­gno­ra­men­to di un usu­frut­to o di una quo­ta in un'ere­di­tà in­di­vi­sa, in una so­cie­tà o al­tra co­mu­nio­ne, l'uf­fi­cio ne dà av­vi­so ai ter­zi in­te­res­sa­ti.
6. Spe­se di con­ser­va­zio­ne e man­te­ni­men­to dei be­ni pi­gno­ra­ti
A ri­chie­sta dell'uf­fi­cio, il cre­di­to­re de­ve an­ti­ci­pa­re le spe­se di con­ser­va­zio­ne e di man­te­ni­men­to dei be­ni pi­gno­ra­ti.
E. Pre­te­se di ter­zi (ri­ven­di­ca­zio­ne)
1. Men­zio­ne e co­mu­ni­ca­zio­ne
1Se vien fat­to va­le­re che sul be­ne pi­gno­ra­to un ter­zo è ti­to­la­re di un di­rit­to di pro­prie­tà, di pe­gno o di un al­tro di­rit­to in­com­pa­ti­bi­le con il pi­gno­ra­men­to o che de­ve es­se­re pre­so in con­si­de­ra­zio­ne in pro­se­gui­men­to di ese­cu­zio­ne, l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne ne fa men­zio­ne nel ver­ba­le di pi­gno­ra­men­to o, se que­sto è già sta­to no­ti­fi­ca­to, ne dà spe­cia­le av­vi­so al­le par­ti.
2I ter­zi pos­so­no no­ti­fi­ca­re le lo­ro pre­te­se fin­tan­to che la som­ma ri­ca­va­ta dal­la rea­liz­za­zio­ne del be­ne pi­gno­ra­to non sia sta­ta ri­par­ti­ta.
3Do­po la rea­liz­za­zio­ne, i ter­zi pos­so­no far va­le­re al di fuo­ri del­la pro­ce­du­ra ese­cu­ti­va le pre­te­se fon­da­te sul di­rit­to ci­vi­le in ca­so di fur­to, smar­ri­men­to o pri­va­zio­ne con­tro la sua vo­lon­tà di co­sa mo­bi­le (art. 934 e 935 CC2) op­pu­re in ca­so di ac­qui­si­zio­ne in ma­la fe­de (art. 936 e 974 cpv. 3 CC). La ven­di­ta a trat­ta­ti­ve pri­va­te giu­sta l'ar­ti­co­lo 130 del­la pre­sen­te leg­ge è equi­pa­ra­ta al­la ven­di­ta all'asta pub­bli­ca ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 934 ca­po­ver­so 2 CC.
2. Se­gui­to del­la pro­ce­du­ra
a. In ca­so di pos­ses­so esclu­si­vo del de­bi­to­re
1Il de­bi­to­re e il cre­di­to­re pos­so­no con­te­sta­re pres­so l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne la pre­te­sa del ter­zo, quan­do que­sta ri­guar­da:
un be­ne mo­bi­le in pos­ses­so esclu­si­vo del de­bi­to­re;
un cre­di­to o un al­tro di­rit­to, se la pre­te­sa del de­bi­to­re ap­pa­re più fon­da­ta di quel­la del ter­zo;
un fon­do, se la pre­te­sa non ri­sul­ta dal re­gi­stro fon­dia­rio.
2L'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne im­par­ti­sce lo­ro un ter­mi­ne di die­ci gior­ni per far va­le­re que­sto di­rit­to.
3Su do­man­da del de­bi­to­re o del cre­di­to­re, il ter­zo è in­vi­ta­to a pro­dur­re i suoi mez­zi di pro­va all'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne en­tro lo spi­ra­re del ter­mi­ne d'op­po­si­zio­ne. L'ar­ti­co­lo 73 ca­po­ver­so 2 si ap­pli­ca per ana­lo­gia.
4Se la pre­te­sa del ter­zo non è con­te­sta­ta, si ri­tie­ne che es­sa sia am­mes­sa nell'ese­cu­zio­ne in at­to.
5Se la pre­te­sa è con­te­sta­ta, l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne im­par­ti­sce al ter­zo un ter­mi­ne di ven­ti gior­ni per pro­muo­ve­re l'azio­ne di ac­cer­ta­men­to del suo di­rit­to nei con­fron­ti di co­lui che lo con­te­sta. Se il ter­zo non pro­muo­ve l'azio­ne, la sua pre­te­sa non è pre­sa in con­si­de­ra­zio­ne nell'ese­cu­zio­ne in at­to.
b. In ca­so di pos­ses­so o di co­pos­ses­so del ter­zo
1Il cre­di­to­re e il de­bi­to­re pos­so­no pro­muo­ve­re nei con­fron­ti del ter­zo l'azio­ne di con­te­sta­zio­ne del­la sua pre­te­sa, quan­do que­sta ri­guar­da:
un be­ne mo­bi­le in pos­ses­so o co­pos­ses­so del ter­zo;
un cre­di­to o un al­tro di­rit­to, se la pre­te­sa del ter­zo ap­pa­re più fon­da­ta di quel­la del de­bi­to­re;
un fon­do, se la pre­te­sa ri­sul­ta dal re­gi­stro fon­dia­rio.
2L'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne im­par­ti­sce lo­ro un ter­mi­ne di ven­ti gior­ni per pro­muo­ve­re l'azio­ne.
3Se nes­su­na azio­ne è pro­mos­sa, la pre­te­sa è ri­te­nu­ta ri­co­no­sciu­ta nell'ese­cu­zio­ne in at­to.
4Su do­man­da del cre­di­to­re o del de­bi­to­re, il ter­zo è in­vi­ta­to a pro­dur­re all'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne i suoi mez­zi di pro­va en­tro lo sca­de­re del ter­mi­ne per pro­muo­ve­re l'azio­ne. L'ar­ti­co­lo 73 ca­po­ver­so 2 si ap­pli­ca per ana­lo­gia.
c. Fo­ro
1So­no pro­mos­se al luo­go dell'ese­cu­zio­ne:
le azio­ni fon­da­te sull'ar­ti­co­lo 107 ca­po­ver­so 5;
le azio­ni fon­da­te sull'ar­ti­co­lo 108 ca­po­ver­so 1, in quan­to il con­ve­nu­to sia do­mi­ci­lia­to all'este­ro.
2Se è di­ret­ta con­tro un con­ve­nu­to do­mi­ci­lia­to in Sviz­ze­ra, l'azio­ne fon­da­ta sull'ar­ti­co­lo 108 ca­po­ver­so 1 è pro­mos­sa al do­mi­ci­lio di que­st'ul­ti­mo.
3Se la pre­te­sa ri­guar­da un fon­do, l'azio­ne è pro­mos­sa in tut­ti i ca­si avan­ti il giu­di­ce del luo­go ove è si­tua­to il fon­do o la par­te di mag­gior va­lo­re di es­so.
4Il giu­di­ce co­mu­ni­ca all'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne l'in­tro­du­zio­ne dell'azio­ne e la de­ci­sio­ne de­fi­ni­ti­va. …2
5Per quan­to ri­guar­da gli og­get­ti li­ti­gio­si, l'ese­cu­zio­ne è so­spe­sa fi­no a de­ci­sio­ne de­fi­ni­ti­va, e i ter­mi­ni per chie­de­re la rea­liz­za­zio­ne (art. 116) so­no so­spe­si.
2 Per. abro­ga­to dal n. II 17 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 dic. 2008, con ef­fet­to dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1739; FF 2006 6593).
F. Par­te­ci­pa­zio­ne al pi­gno­ra­men­to
1I cre­di­to­ri che pre­sen­ta­no do­man­da di con­ti­nua­zio­ne dell'ese­cu­zio­ne en­tro tren­ta gior­ni dall'ese­cu­zio­ne di un pi­gno­ra­men­to par­te­ci­pa­no a que­sto. L'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne com­ple­ta il pi­gno­ra­men­to man ma­no, in quan­to sia ne­ces­sa­rio per co­pri­re tut­ti i cre­di­ti di que­sto grup­po.1
2I cre­di­to­ri che pre­sen­ta­no la do­man­da di con­ti­nua­zio­ne dell'ese­cu­zio­ne so­lo do­po lo sca­de­re del ter­mi­ne di tren­ta gior­ni for­ma­no nel­lo stes­so mo­do ul­te­rio­ri grup­pi con pi­gno­ra­men­to se­pa­ra­to.2
3I be­ni già pi­gno­ra­ti pos­so­no es­se­re nuo­va­men­te og­get­to di un suc­ces­si­vo pi­gno­ra­men­to, ma sol­tan­to nel­la mi­su­ra in cui la som­ma ri­ca­va­ta­ne non spet­ti ai cre­di­to­ri che pro­ce­det­te­ro al pi­gno­ra­men­to an­te­rio­re.
2. Par­te­ci­pa­zio­ne pri­vi­le­gia­ta
1Han­no di­rit­to di par­te­ci­pa­re, sen­za pre­ven­ti­va ese­cu­zio­ne, al pi­gno­ra­men­to du­ran­te qua­ran­ta gior­ni a con­ta­re dall'ese­cu­zio­ne del pi­gno­ra­men­to:
il co­niu­ge o il part­ner re­gi­stra­to del de­bi­to­re;
i fi­gli del de­bi­to­re per i cre­di­ti ine­ren­ti ai rap­por­ti con i ge­ni­to­ri e le per­so­ne mag­gio­ren­ni per i cre­di­ti de­ri­van­ti da un man­da­to pre­cau­zio­na­le (art. 360-369 CC4);
i fi­gli mag­gio­ren­ni e gli abia­ti­ci del de­bi­to­re per i cre­di­ti fon­da­ti su­gli ar­ti­co­li 334 e 334bis CC5;
il co­sti­tuen­te di un con­trat­to di vi­ta­li­zio per i cre­di­ti fon­da­ti sull'ar­ti­co­lo 529 CO6.
2Le per­so­ne di cui al ca­po­ver­so 1 nu­me­ri 1 e 2 pos­so­no eser­ci­ta­re ta­le di­rit­to sol­tan­to se il pi­gno­ra­men­to è av­ve­nu­to du­ran­te il ma­tri­mo­nio, l'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, l'au­to­ri­tà pa­ren­ta­le o l'ef­fi­ca­cia del man­da­to pre­cau­zio­na­le, op­pu­re nel ter­mi­ne di un an­no do­po la lo­ro fi­ne; la du­ra­ta di un pro­ces­so o di un pro­ce­di­men­to ese­cu­ti­vo non vie­ne com­pu­ta­ta. Per i mi­no­ren­ni o le per­so­ne sot­to­po­ste a una mi­su­ra di pro­te­zio­ne de­gli adul­ti la di­chia­ra­zio­ne di par­te­ci­pa­zio­ne al pi­gno­ra­men­to può es­se­re fat­ta an­che dall'au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne dei mi­no­ri e da quel­la di pro­te­zio­ne de­gli adul­ti.7
3In quan­to da es­so co­no­sciu­ti, l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne in­for­ma, con let­te­ra sem­pli­ce, gli aven­ti di­rit­to di par­te­ci­pa­zio­ne al pi­gno­ra­men­to.
4L'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne dà av­vi­so del­la do­man­da di par­te­ci­pa­zio­ne al de­bi­to­re e ai cre­di­to­ri, im­par­ten­do lo­ro un ter­mi­ne di die­ci gior­ni per con­te­star­la.
5Se vie­ne con­te­sta­ta, la par­te­ci­pa­zio­ne è am­mes­sa sol­tan­to con gli ef­fet­ti di un pi­gno­ra­men­to prov­vi­so­rio, e l'istan­te de­ve pro­muo­ve­re l'azio­ne en­tro ven­ti gior­ni al luo­go dell'ese­cu­zio­ne; tra­scor­so in­frut­tuo­sa­men­te il ter­mi­ne, la sua par­te­ci­pa­zio­ne è ca­du­ca. …8
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 12 dell'all. al­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 12 dell'all. al­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).
8 Per. abro­ga­to dal n. II 17 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra ci­vi­le del 19 dic. 2008, con ef­fet­to dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1739; FF 2006 6593).
G. At­to di pi­gno­ra­men­to
1. Ste­su­ra
1Per ogni pi­gno­ra­men­to vie­ne ste­so un ver­ba­le («at­to di pi­gno­ra­men­to») sot­to­scrit­to dall'uf­fi­cia­le o dall'im­pie­ga­to che vi pro­ce­de. Es­so enun­cia i no­mi dei cre­di­to­ri e del de­bi­to­re, l'am­mon­ta­re del cre­di­to, il gior­no e l'ora del pi­gno­ra­men­to, i be­ni pi­gno­ra­ti ed il lo­ro prez­zo di sti­ma, co­me pu­re, quan­do ne sia il ca­so, le pre­te­se dei ter­zi.
2Se ven­go­no pi­gno­ra­ti og­get­ti già col­pi­ti da se­que­stro, la par­te­ci­pa­zio­ne del cre­di­to­re se­que­stran­te al pi­gno­ra­men­to è men­zio­na­ta nel ver­ba­le (art. 281).
3Ove non si tro­vi­no be­ni pi­gno­ra­bi­li o non se ne tro­vi­no in quan­ti­tà suf­fi­cien­te, se ne fa pu­re men­zio­ne.
2. Ag­giun­te
La par­te­ci­pa­zio­ne di nuo­vi cre­di­to­ri a un pi­gno­ra­men­to e i pi­gno­ra­men­ti com­ple­men­ta­ri so­no an­no­ta­ti in co­da all'at­to di pi­gno­ra­men­to.
3. No­ti­fi­ca­zio­ne ai cre­di­to­ri e al de­bi­to­re
Tra­scor­so il ter­mi­ne di par­te­ci­pa­zio­ne di tren­ta gior­ni, l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne no­ti­fi­ca sen­za in­du­gio una co­pia de­gli at­ti di pi­gno­ra­men­to ai cre­di­to­ri e al de­bi­to­re.
4. At­to di pi­gno­ra­men­to va­li­do co­me at­te­sta­to di ca­ren­za di be­ni
1Se non esi­sto­no be­ni pi­gno­ra­bi­li, il ver­ba­le di pi­gno­ra­men­to co­sti­tui­sce pel cre­di­to­re l'at­te­sta­to di ca­ren­za di be­ni a' sen­si dell'ar­ti­co­lo 149.
2Es­so va­le co­me at­te­sta­to prov­vi­so­rio di ca­ren­za di be­ni ed ha gli ef­fet­ti in­di­ca­ti nell'ar­ti­co­lo 271 nu­me­ro 5 e nell'ar­ti­co­lo 285, quan­do in ba­se al­la sti­ma uf­fi­cia­le i be­ni pi­gno­ra­bi­li non sia­no suf­fi­cien­ti.
3L'at­te­sta­to prov­vi­so­rio di ca­ren­za di be­ni con­fe­ri­sce inol­tre al cre­di­to­re il di­rit­to di esi­ge­re, en­tro il ter­mi­ne di un an­no pre­vi­sto dall'ar­ti­co­lo 88 ca­po­ver­so 2, il pi­gno­ra­men­to di be­ni nuo­va­men­te sco­per­ti. Le di­spo­si­zio­ni sul­la par­te­ci­pa­zio­ne (art. 110 e 111) so­no ap­pli­ca­bi­li.1
II. Della realizzazione
A. Do­man­da di rea­liz­za­zio­ne
1. Ter­mi­ne
1Il cre­di­to­re può do­man­da­re la rea­liz­za­zio­ne dei be­ni mo­bi­li, cre­di­ti e al­tri di­rit­ti pi­gno­ra­ti non pri­ma di un me­se né più tar­di di un an­no dal pi­gno­ra­men­to e, quan­do si trat­ti di fon­di, non pri­ma di sei me­si né più tar­di di due an­ni dal pi­gno­ra­men­to.
2Qua­lo­ra ven­ga pi­gno­ra­to il sa­la­rio fu­tu­ro e il da­to­re di la­vo­ro non ab­bia con­se­gna­to al­la sca­den­za le som­me pi­gno­ra­te, la rea­liz­za­zio­ne del di­rit­to a que­ste som­me può es­se­re do­man­da­ta en­tro quin­di­ci me­si dal pi­gno­ra­men­to.
3Qua­lo­ra la par­te­ci­pa­zio­ne di più cre­di­to­ri ab­bia com­por­ta­to pi­gno­ra­men­ti com­ple­men­ta­ri, i ter­mi­ni de­cor­ro­no dall'ul­ti­mo pi­gno­ra­men­to com­ple­men­ta­re frut­tuo­so.
2. Le­git­ti­ma­zio­ne at­ti­va
1Il di­rit­to di chie­de­re la rea­liz­za­zio­ne com­pe­te, in cia­scun grup­po, ad ogni sin­go­lo par­te­ci­pan­te.
2Pos­so­no chie­de­re la rea­liz­za­zio­ne an­che i cre­di­to­ri che a' ter­mi­ni dell'ar­ti­co­lo 110 ca­po­ver­so 3 pi­gno­ra­ro­no be­ni sol­tan­to per l'ec­ce­den­za.
3. In ca­so di pi­gno­ra­men­to prov­vi­so­rio
Non pos­so­no chie­der­la in­ve­ce i cre­di­to­ri che ot­ten­ne­ro sol­tan­to un pi­gno­ra­men­to prov­vi­so­rio. Con­tro di lo­ro non de­cor­ro­no frat­tan­to i ter­mi­ni dell'ar­ti­co­lo 116.
4. Ef­fet­ti
1I be­ni pi­gno­ra­ti si rea­liz­za­no con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 122 a 143a.
2La rea­liz­za­zio­ne è so­spe­sa non ap­pe­na la som­ma ri­ca­va­ta rag­giun­ge l'im­por­to to­ta­le dei cre­di­ti, per i qua­li il pi­gno­ra­men­to è prov­vi­so­rio o de­fi­ni­ti­vo. Ri­ma­ne sal­vo l'ar­ti­co­lo 144 ca­po­ver­so 5.
5. Av­vi­so al de­bi­to­re
L'uf­fi­cio av­vi­sa il de­bi­to­re, en­tro tre gior­ni, che il cre­di­to­re ha do­man­da­to la rea­liz­za­zio­ne.
6. Estin­zio­ne dell'ese­cu­zio­ne
L'ese­cu­zio­ne è pe­ren­ta se la do­man­da di rea­liz­za­zio­ne non è sta­ta fat­ta nel ter­mi­ne le­ga­le o se, ri­ti­ra­ta, non fu più rin­no­va­ta.
B. Rea­liz­za­zio­ne di be­ni mo­bi­li e cre­di­ti
1. Ter­mi­ni
1I be­ni mo­bi­li e i cre­di­ti so­no rea­liz­za­ti dall'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne non pri­ma di die­ci gior­ni né più tar­di di due me­si dal ri­ce­vi­men­to del­la do­man­da di rea­liz­za­zio­ne.1
2I frut­ti non an­co­ra rac­col­ti o se­pa­ra­ti dal suo­lo, non pos­so­no es­se­re rea­liz­za­ti sen­za il con­sen­so del de­bi­to­re pri­ma che sia­no giun­ti a ma­tu­ri­tà.
b. Dif­fe­ri­men­to del­la rea­liz­za­zio­ne
1Se il de­bi­to­re ren­de ve­ro­si­mi­le di es­se­re in gra­do di estin­gue­re con pa­ga­men­ti ra­tea­li il suo de­bi­to e si im­pe­gna a ver­sa­re con­grui e re­go­la­ri ac­con­ti all'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne, l'uf­fi­cia­le, do­po pa­ga­men­to del­la pri­ma ra­ta, può dif­fe­ri­re la rea­liz­za­zio­ne di do­di­ci me­si al mas­si­mo.2
2Nell'ese­cu­zio­ne per cre­di­ti col­lo­ca­ti in pri­ma clas­se (art. 219 cpv. 4), la rea­liz­za­zio­ne può es­se­re dif­fe­ri­ta di sei me­si al mas­si­mo.3
3L'uf­fi­cia­le fis­sa l'im­por­to e la sca­den­za del­le ra­te te­nen­do con­to del­le con­di­zio­ni tan­to del de­bi­to­re quan­to del cre­di­to­re.
4In ca­so di so­spen­sio­ne dell'ese­cu­zio­ne, la pro­ro­ga si ri­tie­ne pro­lun­ga­ta per la du­ra­ta del­la so­spen­sio­ne. Le ra­te e le lo­ro sca­den­ze so­no fis­sa­te di nuo­vo al­lo spi­ra­re del­la so­spen­sio­ne.4
5L'uf­fi­cia­le mo­di­fi­ca la sua de­ci­sio­ne, d'uf­fi­cio o su istan­za del cre­di­to­re o del de­bi­to­re, in quan­to le cir­co­stan­ze lo ri­chie­da­no. La pro­ro­ga ca­de se una ra­ta non è ver­sa­ta a tem­po de­bi­to.5
1 Nuo­vo te­sto giu­sto l'art. 5 del­la LF del 28 set. 1949, in vi­go­re dal 1° feb. 1950 (RU 1950 57).
c. Rea­liz­za­zio­ne an­ti­ci­pa­ta
1Sul­la do­man­da del de­bi­to­re, la rea­liz­za­zio­ne si può fa­re an­che pri­ma che il cre­di­to­re sia au­to­riz­za­to a chie­der­la.
2L'uf­fi­cia­le può sem­pre pro­ce­de­re al­la rea­liz­za­zio­ne de­gli og­get­ti espo­sti a ra­pi­do de­prez­za­men­to, ov­ve­ro la cui con­ser­va­zio­ne o de­po­si­to com­por­ti­no spe­se ec­ces­si­ve.1
2. Pub­bli­ci in­can­ti
a. Pre­pa­ra­ti­vi
1La rea­liz­za­zio­ne si fa ai pub­bli­ci in­can­ti, dei qua­li so­no re­si no­ti pre­ce­den­te­men­te il luo­go, il gior­no e l'ora.2La for­ma di pub­bli­ca­zio­ne del ban­do, il mo­do, il tem­po ed il luo­go de­gli in­can­ti so­no de­ter­mi­na­ti dall'uf­fi­cia­le col mag­gior ri­guar­do pos­si­bi­le agli in­te­res­si del­le par­ti. Non è ri­chie­sta l'in­ser­zio­ne del ban­do nel fo­glio uf­fi­cia­le.
3Quan­do il de­bi­to­re, il cre­di­to­re e i ter­zi in­te­res­sa­ti ab­bia­no in Sviz­ze­ra una di­mo­ra co­no­sciu­ta o un rap­pre­sen­tan­te, l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne li av­vi­sa con let­te­ra sem­pli­ce, al­me­no tre gior­ni pri­ma, del gior­no, dell'ora e del luo­go dell'in­can­to.1
b. Ag­giu­di­ca­zio­ne. Prin­ci­pio dell'of­fer­ta suf­fi­cien­te
1Do­po tre chia­ma­te, gli og­get­ti da rea­liz­za­re so­no ag­giu­di­ca­ti al mag­gior of­fe­ren­te, pur­ché l'of­fer­ta ec­ce­da l'im­por­to de­gli even­tua­li cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno po­zio­ri a quel­lo del cre­di­to­re pro­ce­den­te.
2Se non è fat­ta un'of­fer­ta suf­fi­cien­te, l'ese­cu­zio­ne ces­sa ri­guar­do all'og­get­to da rea­liz­za­re.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 6 del­la LF del 28 set. 1949, in vi­go­re dal 1° feb. 1950 (RU 1950 57).
c. Ri­nun­cia al­la rea­liz­za­zio­ne
Se ap­pa­re evi­den­te che un'ag­giu­di­ca­zio­ne non sa­rà pos­si­bi­le in ba­se all'ar­ti­co­lo 126, l'uf­fi­cia­le può, a do­man­da del cre­di­to­re pro­ce­den­te, ri­nun­zia­re al­la rea­liz­za­zio­ne e ri­la­scia­re un at­te­sta­to di ca­ren­za di be­ni.
d. Og­get­ti di me­tal­lo pre­zio­so
Gli og­get­ti di me­tal­lo pre­zio­so non si pos­so­no ag­giu­di­ca­re per un prez­zo in­fe­rio­re al va­lo­re del me­tal­lo.
e. Mo­do di pa­ga­men­to e con­se­guen­ze del­la mo­ra
1Il pa­ga­men­to de­ve es­se­re ef­fet­tua­to im­me­dia­ta­men­te do­po l'ag­giu­di­ca­zio­ne. L'uf­fi­cia­le può tut­ta­via ac­cor­da­re un ter­mi­ne per il pa­ga­men­to di 20 gior­ni al mas­si­mo. La con­se­gna av­vie­ne sol­tan­to quan­do l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne può di­spor­re ir­re­vo­ca­bil­men­te del de­na­ro.1
2Il pa­ga­men­to può es­se­re ef­fet­tua­to in con­tan­ti fi­no a 100 000 fran­chi. Se il prez­zo è su­pe­rio­re, il pa­ga­men­to del­la par­te ec­ce­den­te ta­le im­por­to de­ve es­se­re ef­fet­tua­to per il tra­mi­te di un in­ter­me­dia­rio fi­nan­zia­rio ai sen­si del­la leg­ge del 10 ot­to­bre 19972 sul ri­ci­clag­gio di de­na­ro. L'uf­fi­cia­le sta­bi­li­sce il mo­do di pa­ga­men­to.3
3Se il pa­ga­men­to non è fat­to nel ter­mi­ne pre­scrit­to, l'uf­fi­cio or­di­na un nuo­vo in­can­to al qua­le si ap­pli­ca l'ar­ti­co­lo 126.4
4Il pre­ce­den­te de­li­be­ra­ta­rio ed i suoi fi­de­ius­so­ri ri­spon­do­no del­la mi­nor som­ma ri­ca­va­ta e d'ogni al­tro dan­no. Gli in­te­res­si per­du­ti so­no cal­co­la­ti nel­la mi­su­ra del cin­que per cen­to.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 3 del­la LF del 12 dic. 2014 con­cer­nen­te l'at­tua­zio­ne del­le Rac­co­man­da­zio­ni del Grup­po d'azio­ne fi­nan­zia­ria ri­ve­du­te nel 2012, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 1389; FF 2014 563).
2 RS955.0
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 3 del­la LF del 12 dic. 2014 con­cer­nen­te l'at­tua­zio­ne del­le Rac­co­man­da­zio­ni del Grup­po d'azio­ne fi­nan­zia­ria ri­ve­du­te nel 2012, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 1389; FF 2014 563).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 7 del­la LF del 8 set. 1949, in vi­go­re dal 1° feb. 1950 (RU 1950 57).
3. Ven­di­ta a trat­ta­ti­ve pri­va­te
In luo­go dell'in­can­to si può pro­ce­de­re al­la ven­di­ta a trat­ta­ti­ve pri­va­te:1
quan­do tut­ti gli in­te­res­sa­ti vi ac­con­sen­to­no espli­ci­ta­men­te;
quan­do si trat­ti di car­te-va­lo­ri o d'al­tri og­get­ti che han­no un prez­zo di bor­sa o di mer­ca­to ed il prez­zo of­fer­to rag­giun­ga il cor­so del­la gior­na­ta;
quan­do si trat­ta di og­get­ti di me­tal­lo pre­zio­so per i qua­li le of­fer­te fat­te all'in­can­to non han­no rag­giun­to il va­lo­re del me­tal­lo e se ne of­fre que­sto prez­zo;
nel ca­so dell'ar­ti­co­lo 124 ca­po­ver­so 2.
4. As­se­gna­zio­ne dei cre­di­ti
1I cre­di­ti del de­bi­to­re che non han­no un prez­zo di bor­sa o di mer­ca­to, se tut­ti i cre­di­to­ri pi­gno­ran­ti lo ri­chie­da­no, so­no as­se­gna­ti in pa­ga­men­to per il lo­ro va­lo­re no­mi­na­le ai cre­di­to­ri ov­ve­ro ad al­cu­ni di es­si per con­to di tut­ti. In que­sto ca­so, i cre­di­to­ri su­ben­tra­no nei di­rit­ti del de­bi­to­re fi­no a con­cor­ren­za dei lo­ro cre­di­ti.
2Con l'ac­cor­do di tut­ti i cre­di­to­ri pi­gno­ran­ti, tut­ti o al­cu­ni di es­si, sen­za pre­giu­di­zio dei lo­ro di­rit­ti ver­so il de­bi­to­re, pos­so­no fa­re va­le­re a pro­prio no­me, con­to e ri­schio i cre­di­ti pi­gno­ra­ti. Es­si de­vo­no ot­te­ne­re l'au­to­riz­za­zio­ne dell'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne. La som­ma ri­ca­va­ta ser­ve a co­pri­re le spe­se e i cre­di­ti di co­lo­ro che han­no pro­ce­du­to in tal mo­do. L'ec­ce­den­za è con­se­gna­ta all'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne.1
5. Pro­ce­du­re spe­cia­li di rea­liz­za­zio­ne
1Se si trat­ta di be­ni d'al­tra spe­cie, co­me un usu­frut­to, una quo­ta di un'ere­di­tà in­di­vi­sa, di una in­di­vi­sio­ne di fa­mi­glia, di una so­cie­tà o di al­tra co­mu­nio­ne, l'uf­fi­cia­le fa de­ter­mi­na­re il mo­do del­la lo­ro rea­liz­za­zio­ne dall'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za.
2La stes­sa re­go­la va­le per la rea­liz­za­zio­ne del­le in­ven­zio­ni, dei ti­to­li di pro­te­zio­ne del­la va­rie­tà, dei di­se­gni o mo­del­li in­du­stria­li, dei mar­chi di fab­bri­ca e di com­mer­cio e dei di­rit­ti d'au­to­re.2
3Udi­ti gli in­te­res­sa­ti, l'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za può or­di­na­re l'in­can­to, af­fi­da­re la rea­liz­za­zio­ne ad un am­mi­ni­stra­to­re o pren­de­re al­tri prov­ve­di­men­ti.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 8 del­la LF del 28 set. 1949, in vi­go­re dal 1° feb. 1950 (RU 1950 57).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 52 n. 1 del­la LF del 20 mar. 1975 sul­la pro­te­zio­ne del­le no­vi­tà ve­ge­ta­li, in vi­go­re dal 1° giu. 1977 (RU 1977 862; FF 1974 I 1399).
6. Con­te­sta­zio­ne del­la rea­liz­za­zio­ne
1La rea­liz­za­zio­ne può es­se­re con­te­sta­ta sol­tan­to me­dian­te ri­cor­so con­tro l'ag­giu­di­ca­zio­ne o l'at­to di ven­di­ta a trat­ta­ti­ve pri­va­te.
2Il ter­mi­ne di ri­cor­so pre­vi­sto dall'ar­ti­co­lo 17 ca­po­ver­so 2 de­cor­re dal mo­men­to in cui il ri­cor­ren­te ha avu­to co­no­scen­za dell'at­to con­te­sta­to e po­te­va co­no­sce­re i mo­ti­vi d'im­pu­gna­zio­ne.
3Il di­rit­to di ri­cor­so è pe­ren­to un an­no do­po la rea­liz­za­zio­ne.
2 Tit. abro­ga­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 1994, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
C. Rea­liz­za­zio­ne dei fon­di
1I fon­di so­no rea­liz­za­ti ai pub­bli­ci in­can­ti dall'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne non pri­ma di un me­se né più tar­di di tre me­si dal gior­no del ri­ce­vi­men­to del­la do­man­da di rea­liz­za­zio­ne.
2Su istan­za del de­bi­to­re e con l'ac­cor­do espli­ci­to di tut­ti i cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi e pi­gno­ran­ti, si può pro­ce­de­re al­la rea­liz­za­zio­ne an­che pri­ma che un cre­di­to­re sia le­git­ti­ma­to a ri­chie­der­la.
2. Con­di­zio­ni dell'in­can­to
a. Av­vi­so
1Le con­di­zio­ni dell'in­can­to so­no sta­bi­li­te dall'uf­fi­cio in con­for­mi­tà de­gli usi lo­ca­li e in mo­do da ot­te­ne­re la mag­gior som­ma pos­si­bi­le.
2Es­se ven­go­no espo­ste nell'uf­fi­cio al­me­no die­ci gior­ni pri­ma dell'in­can­to, per­ché ognu­no pos­sa pren­der­ne co­gni­zio­ne.
b. Con­te­nu­to
1Le con­di­zio­ni dell'in­can­to de­vo­no in­di­ca­re che i fon­di so­no ag­giu­di­ca­ti con tut­ti gli one­ri che li gra­va­no (ser­vi­tù, one­ri fon­dia­ri, pe­gni im­mo­bi­lia­ri, di­rit­ti per­so­na­li an­no­ta­ti) e che le ob­bli­ga­zio­ni per­so­na­li che ne de­ri­va­no so­no ac­col­la­te al de­li­be­ra­ta­rio. Il pre­ce­den­te de­bi­to­re di un'ipo­te­ca o di una car­tel­la ipo­te­ca­ria è li­be­ra­to se il cre­di­to­re non gli no­ti­fi­ca en­tro un an­no dall'ag­giu­di­ca­zio­ne di te­ner­lo an­co­ra per ob­bli­ga­to (art. 832 CC1). Se so­no esi­gi­bi­li, i de­bi­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno im­mo­bi­lia­re non ven­go­no as­se­gna­ti, ben­sì estin­ti col ri­ca­vo del­la rea­liz­za­zio­ne.2
2Le con­di­zio­ni dell'in­can­to sta­bi­li­sco­no inol­tre qua­li spe­se deb­ba so­ste­ne­re il de­li­be­ra­ta­rio.
c. Mo­do di pa­ga­men­to
1L'uf­fi­cia­le sta­bi­li­sce il mo­do di pa­ga­men­to nel­le con­di­zio­ni d'in­can­to; può ac­cor­da­re un ter­mi­ne per il pa­ga­men­to di sei me­si al mas­si­mo.
2Il pa­ga­men­to può es­se­re ef­fet­tua­to in con­tan­ti fi­no a 100 000 fran­chi. Se il prez­zo è su­pe­rio­re, il pa­ga­men­to del­la par­te ec­ce­den­te ta­le im­por­to de­ve es­se­re ef­fet­tua­to per il tra­mi­te di un in­ter­me­dia­rio fi­nan­zia­rio ai sen­si del­la leg­ge del 10 ot­to­bre 19972 sul ri­ci­clag­gio di de­na­ro.
d. Ter­mi­ne per il pa­ga­men­to
Quan­do sia con­ces­so un ter­mi­ne, il fon­do ri­ma­ne, fi­no al pa­ga­men­to del prez­zo, sot­to l'am­mi­ni­stra­zio­ne dell'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne, per con­to e ri­schio dell'ac­qui­ren­te. Non può nel frat­tem­po es­se­re fat­ta al­cu­na iscri­zio­ne nel re­gi­stro fon­dia­rio sen­za il con­sen­so dell'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne. L'uf­fi­cio può inol­tre esi­ge­re al­tre ga­ran­zie per il pa­ga­men­to.
3. In­can­to
a. Ban­do. In­si­nua­zio­ne dei di­rit­ti
1L'av­vi­so dell'in­can­to, («ban­do») è pub­bli­ca­to al­me­no un me­se pri­ma.
2Il ban­do con­tie­ne:
il luo­go, il gior­no e l'ora dell'in­can­to;
l'in­di­ca­zio­ne del gior­no dal qua­le sa­ran­no espo­ste le con­di­zio­ni dell'in­can­to;
3.1 l'in­giun­zio­ne ai cre­di­to­ri ipo­te­ca­ri e a tut­ti gli al­tri in­te­res­sa­ti di in­si­nua­re all'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne, en­tro ven­ti gior­ni, le lo­ro pre­te­se sul fon­do, spe­cial­men­te per in­te­res­si e spe­se. L'in­giun­zio­ne de­ve con­te­ne­re la com­mi­na­to­ria che, sca­du­to il ter­mi­ne pre­det­to, es­si po­tran­no par­te­ci­pa­re al­la som­ma ri­ca­va­ta dal­la rea­liz­za­zio­ne sol­tan­to in quan­to i lo­ro di­rit­ti sia­no iscrit­ti nel re­gi­stro fon­dia­rio.
3Si­mi­le in­giun­zio­ne è di­ret­ta an­che ai pos­ses­so­ri di ser­vi­tù, in quan­to sia an­co­ra ap­pli­ca­bi­le il di­rit­to can­to­na­le.2
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 58 Tit. fin. CC, in vi­go­re dal 1° gen. 1912 (RU 24 233 Tit. fin. art. 60).
b. Av­vi­so agli in­te­res­sa­ti
L'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne no­ti­fi­ca, con let­te­ra sem­pli­ce, co­pia del ban­do al cre­di­to­re, al de­bi­to­re e, all'oc­cor­ren­za, al ter­zo pro­prie­ta­rio del fon­do, non­ché ad ogni al­tro in­te­res­sa­to iscrit­to nel re­gi­stro fon­dia­rio, sem­pre­ché ab­bia­no un do­mi­ci­lio co­no­sciu­to o un rap­pre­sen­tan­te.
c. Ap­pu­ra­men­to dell'elen­co one­ri. Sti­ma
1Pri­ma dell'in­can­to, l'uf­fi­cia­le con­sta­ta, in ba­se al­le in­si­nua­zio­ni pre­sen­ta­te da­gli aven­ti di­rit­to e all'estrat­to del re­gi­stro fon­dia­rio, gli one­ri gra­van­ti il fon­do (ser­vi­tù, one­ri fon­dia­ri, pe­gni im­mo­bi­lia­ri, di­rit­ti per­so­na­li an­no­ta­ti).
2L'uf­fi­cia­le co­mu­ni­ca l'elen­co di ta­li one­ri agli in­te­res­sa­ti, im­par­ten­do lo­ro un ter­mi­ne di die­ci gior­ni per con­te­star­lo. So­no ap­pli­ca­bi­li gli ar­ti­co­li 106 a 109.
3L'uf­fi­cia­le or­di­na inol­tre una sti­ma del fon­do e la co­mu­ni­ca agli in­te­res­sa­ti.
d. Dif­fe­ri­men­to dell'in­can­to
1Se un di­rit­to iscrit­to nell'elen­co de­gli one­ri è con­te­sta­to, l'in­can­to de­ve es­se­re dif­fe­ri­to si­no a de­ci­sio­ne sul­la li­te, sem­pre­ché si pos­sa am­met­te­re che que­sta in­flui­reb­be sul prez­zo d'ag­giu­di­ca­zio­ne o che pro­ce­den­do all'in­can­to si pre­giu­di­che­reb­be­ro al­tri in­te­res­si le­git­ti­mi.
2Tut­ta­via, se la li­te ver­te uni­ca­men­te sul­la qua­li­tà di ac­ces­so­rio o sul­la de­ter­mi­na­zio­ne dei cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi ga­ran­ti­ti da un ac­ces­so­rio, si può pro­ce­de­re all'in­can­to del fon­do e dell'ac­ces­so­rio.
e. Dop­pio tur­no d'asta
1Qua­lo­ra il fon­do sia sta­to gra­va­to, sen­za il con­sen­so del cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio an­te­rio­re, da ser­vi­tù, da one­ri fon­dia­ri o da un di­rit­to per­so­na­le an­no­ta­to e la pre­ce­den­za del di­rit­to di pe­gno ri­sul­ti dall'elen­co de­gli one­ri, il cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio può pre­ten­de­re, en­tro die­ci gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne dell'elen­co de­gli one­ri, che il fon­do sia mes­so agli in­can­ti con o sen­za que­sto ag­gra­vio.
2Qua­lo­ra la prio­ri­tà del di­rit­to di pe­gno non ri­sul­ti dall'elen­co de­gli one­ri, si pro­ce­de al dop­pio tur­no d'asta sol­tan­to se il ti­to­la­re dell'one­re sud­det­to ri­co­no­sce la prio­ri­tà del di­rit­to di pe­gno, op­pu­re se il cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio non pro­muo­ve al luo­go ove è po­sto il fon­do, en­tro die­ci gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne dell'elen­co de­gli one­ri, l'azio­ne di ac­cer­ta­men­to del­la prio­ri­tà del suo cre­di­to.
3Se il prez­zo of­fer­to per il fon­do con il nuo­vo ag­gra­vio non ba­sta per sod­di­sfa­re il cre­di­to­re, e se la rea­liz­za­zio­ne sen­za l'ag­gra­vio per­met­te di ot­te­ne­re un prez­zo mag­gio­re, il cre­di­to­re può do­man­dar­ne la can­cel­la­zio­ne dal re­gi­stro fon­dia­rio. Sod­di­sfat­to il cre­di­to­re, l'even­tua­le ec­ce­den­za spet­ta in pri­mo luo­go, a ti­to­lo di in­den­ni­tà, al ti­to­la­re dell'one­re si­no a con­cor­ren­za del suo va­lo­re.
4. Ag­giu­di­ca­zio­ne. Prin­ci­pio dell'of­fer­ta suf­fi­cien­te. Ri­nun­cia al­la rea­liz­za­zio­ne
So­no ap­pli­ca­bi­li le di­spo­si­zio­ni ri­guar­dan­ti l'ag­giu­di­ca­zio­ne e il prin­ci­pio dell'of­fer­ta suf­fi­cien­te (art. 126), co­me pu­re la ri­nun­cia al­la rea­liz­za­zio­ne (art. 127).
5. Con­se­guen­ze del­la mo­ra
1Se il pa­ga­men­to non è fat­to nel ter­mi­ne pre­scrit­to, l'ag­giu­di­ca­zio­ne è re­vo­ca­ta e l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne or­di­na im­me­dia­ta­men­te un nuo­vo in­can­to. L'ar­ti­co­lo 126 è ap­pli­ca­bi­le.1
2Il pre­ce­den­te de­li­be­ra­ta­rio ed i suoi fi­de­ius­so­ri ri­spon­do­no del­la mi­nor som­ma ri­ca­va­ta e d'ogni al­tro dan­no. Gli in­te­res­si per­du­ti so­no cal­co­la­ti nel­la mi­su­ra del cin­que per cen­to.
6. Di­spo­si­zio­ni com­ple­men­ta­ri
Per il re­sto, al­la rea­liz­za­zio­ne dei fon­di si ap­pli­ca­no gli ar­ti­co­li 123 e 132a.
7. Ven­di­ta a trat­ta­ti­ve pri­va­te
1In luo­go dell'in­can­to, si può fa­re la ven­di­ta a trat­ta­ti­ve pri­va­te, se tut­ti gli in­te­res­sa­ti vi ac­con­sen­to­no e il prez­zo of­fer­to è pa­ri al­me­no a quel­lo di sti­ma.
2La ven­di­ta può aver luo­go sol­tan­to do­po l'ap­pu­ra­men­to dell'elen­co one­ri ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 138 ca­po­ver­so 2 nu­me­ro 3 e ca­po­ver­so 3 non­ché 140, co­me pu­re in ap­pli­ca­zio­ne per ana­lo­gia de­gli ar­ti­co­li 135 a 137.
D. Ri­par­ti­zio­ne
1. Mo­men­to. Mo­da­li­tà
1La ri­par­ti­zio­ne ha luo­go to­sto­chè sia­no rea­liz­za­ti tut­ti i be­ni col­pi­ti da un me­de­si­mo pi­gno­ra­men­to.
2Si pos­so­no fa­re an­che pri­ma del­le ri­par­ti­zio­ni prov­vi­so­rie.
3Sul­la som­ma ri­ca­va­ta si pre­le­va­no in­nan­zi­tut­to le spe­se d'am­mi­ni­stra­zio­ne, di rea­liz­za­zio­ne e di ri­par­ti­zio­ne e, all'oc­cor­ren­za, d'ac­qui­sto di un og­get­to di so­sti­tu­zio­ne (art. 92 cpv. 3).1
4La som­ma net­ta ri­ca­va­ta vie­ne di­stri­bui­ta ai cre­di­to­ri in­te­res­sa­ti si­no a con­cor­ren­za dei lo­ro cre­di­ti, com­pre­si gli in­te­res­si fi­no al gior­no dell'ul­ti­ma rea­liz­za­zio­ne e le spe­se d'ese­cu­zio­ne (art. 68).2
5Le quo­te spet­tan­ti ai cre­di­ti pei qua­li eb­be luo­go un pi­gno­ra­men­to prov­vi­so­rio so­no de­po­si­ta­te nel frat­tem­po pres­so lo sta­bi­li­men­to dei de­po­si­ti.
2. Pi­gno­ra­men­to com­ple­men­ta­re
1Quan­do la som­ma ri­ca­va­ta non ba­sti a co­pri­re l'am­mon­ta­re dei cre­di­ti, l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne pro­ce­de sen­za in­du­gio a un pi­gno­ra­men­to com­ple­men­ta­re e rea­liz­za nel mo­do più ra­pi­do gli og­get­ti pi­gno­ra­ti. Non è ne­ces­sa­rio che un cre­di­to­re ne fac­cia istan­za e l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne non è te­nu­to ad os­ser­va­re i ter­mi­ni or­di­na­ri.
2Se nel frat­tem­po l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne ha ese­gui­to un al­tro pi­gno­ra­men­to, i di­rit­ti co­sì ac­qui­si­ti non so­no pre­giu­di­ca­ti dal pi­gno­ra­men­to com­ple­men­ta­re.
3So­no ap­pli­ca­bi­li le di­spo­si­zio­ni sul­la par­te­ci­pa­zio­ne al pi­gno­ra­men­to (art. 110 e 111).
3. Gra­dua­to­ria e sta­to di ri­par­ti­zio­ne
a. Gra­dua­zio­ne dei cre­di­to­ri
1Se la som­ma ri­ca­va­ta non ba­sta a sod­di­sfa­re tut­ti i cre­di­to­ri, l'uf­fi­cio for­ma lo sta­to di gra­dua­zio­ne dei cre­di­to­ri («gra­dua­to­ria») e lo sta­to di ri­par­ti­zio­ne.
2I cre­di­to­ri so­no col­lo­ca­ti nel­la clas­se che, se­con­do l'ar­ti­co­lo 219, oc­cu­pe­reb­be­ro nel fal­li­men­to del de­bi­to­re. In luo­go del­la di­chia­ra­zio­ne di fal­li­men­to, è de­ter­mi­nan­te il mo­men­to del­la do­man­da di con­ti­nua­zio­ne dell'ese­cu­zio­ne.
b. Av­vi­so
La gra­dua­to­ria e lo sta­to di ri­par­ti­zio­ne so­no de­po­si­ta­ti pres­so l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne. Que­sto ne in­for­ma gli in­te­res­sa­ti e no­ti­fi­ca a ogni cre­di­to­re un estrat­to con­cer­nen­te il suo cre­di­to.
c. Azio­ne di con­te­sta­zio­ne
1Il cre­di­to­re che in­ten­de con­te­sta­re il cre­di­to o il gra­do di un al­tro cre­di­to­re de­ve pro­muo­ve­re con­tro l'in­te­res­sa­to, en­tro ven­ti gior­ni dal ri­ce­vi­men­to dell'estrat­to e da­van­ti al tri­bu­na­le del luo­go d'ese­cu­zio­ne, l'azio­ne di con­te­sta­zio­ne del­la gra­dua­to­ria.1
3Se la do­man­da è am­mes­sa, la par­te del­la som­ma ri­ca­va­ta dal­la rea­liz­za­zio­ne de­sti­na­ta se­con­do lo sta­to di ri­par­ti­zio­ne al con­ve­nu­to ser­ve al sod­di­sfa­ci­men­to dell'at­to­re, si­no a con­cor­ren­za del­la per­di­ta sta­bi­li­ta nel­lo sta­to di ri­par­ti­zio­ne e del­le spe­se pro­ces­sua­li. L'ec­ce­den­za spet­ta al con­ve­nu­to.3
4. At­te­sta­to di ca­ren­za di be­ni
a. Ri­la­scio e ef­fet­ti
1Il cre­di­to­re par­te­ci­pan­te al pi­gno­ra­men­to ri­ce­ve per l'am­mon­ta­re ri­ma­sto sco­per­to del suo cre­di­to un at­te­sta­to di ca­ren­za di be­ni. Il de­bi­to­re ne ri­ce­ve una co­pia.1
1bisL'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne ri­la­scia l'at­te­sta­to di ca­ren­za di be­ni non ap­pe­na sta­bi­li­to l'am­mon­ta­re del­la per­di­ta.2
2Que­sto at­te­sta­to va­le co­me ri­co­no­sci­men­to di de­bi­to a sen­si dell'ar­ti­co­lo 82 e con­fe­ri­sce al cre­di­to­re i di­rit­ti in­di­ca­ti nell'ar­ti­co­lo 271 nu­me­ro 5 e nell'ar­ti­co­lo 285.
3En­tro sei me­si dal ri­ce­vi­men­to di ta­le at­te­sta­to, il cre­di­to­re può pro­se­gui­re l'ese­cu­zio­ne sen­za bi­so­gno di nuo­vo pre­cet­to.
4Il de­bi­to­re non può es­se­re co­stret­to a cor­ri­spon­de­re in­te­res­si su di un cre­di­to ac­cer­ta­to me­dian­te un at­te­sta­to di ca­ren­za di be­ni, né pos­so­no chie­der­glie­ne la ri­fu­sio­ne i con­de­bi­to­ri, fi­de­ius­so­ri o al­tri ob­bli­ga­ti in via di re­gres­so che aves­se­ro do­vu­to pa­gar­li.
b. Pre­scri­zio­ne e can­cel­la­zio­ne
1Il cre­di­to ac­cer­ta­to me­dian­te un at­te­sta­to di ca­ren­za di be­ni si pre­scri­ve in ven­ti an­ni dal ri­la­scio dell'at­te­sta­to di ca­ren­za di be­ni; nei con­fron­ti de­gli ere­di del de­bi­to­re il cre­di­to si pre­scri­ve al più tar­di un an­no a con­ta­re dal gior­no dell'aper­tu­ra del­la suc­ces­sio­ne.
2Il de­bi­to­re può sem­pre estin­gue­re il de­bi­to ver­san­do­ne l'am­mon­ta­re all'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne che ha ri­la­scia­to l'at­te­sta­to di ca­ren­za di be­ni. L'uf­fi­cio con­se­gna l'im­por­to al cre­di­to­re o, se­con­do il ca­so, lo de­po­si­ta pres­so la cas­sa dei de­po­si­ti.
3Do­po il pa­ga­men­to dell'in­te­ro de­bi­to, l'iscri­zio­ne dell'at­te­sta­to di ca­ren­za di be­ni è can­cel­la­ta dal re­gi­stro. Del­la can­cel­la­zio­ne vie­ne da­to at­to al de­bi­to­re che lo ri­chie­da.
5. Re­sti­tu­zio­ne del ti­to­lo di cre­di­to
1I cre­di­to­ri de­vo­no, per mez­zo dell'uf­fi­cia­le, re­sti­tui­re qui­tan­za­ti al de­bi­to­re i ti­to­li dei cre­di­ti in­tie­ra­men­te sod­di­sfat­ti.1
2Ove il cre­di­to sia sod­di­sfat­to sol­tan­to in par­te, il cre­di­to­re con­ser­va il ti­to­lo; l'uf­fi­cio vi in­di­ca o fa in­di­ca­re dall'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per qua­le im­por­to il cre­di­to con­ti­nui a sus­si­ste­re.
3Trat­tan­do­si di rea­liz­za­zio­ne di fon­di, l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne pro­ce­de al­le ne­ces­sa­rie can­cel­la­zio­ni e mu­ta­zio­ni nel re­gi­stro fon­dia­rio di ser­vi­tù, one­ri fon­dia­ri, pe­gni im­mo­bi­lia­ri e di­rit­ti per­so­na­li an­no­ta­ti.2
Titolo quarto: Dell'esecuzione in via di realizzazione del pegno
1La do­man­da d'ese­cu­zio­ne per un cre­di­to ga­ran­ti­to da pe­gno (art. 37) de­ve enun­cia­re, ol­tre al­le in­di­ca­zio­ni enu­me­ra­te nell'ar­ti­co­lo 67, l'og­get­to del pe­gno. All'oc­cor­ren­za, es­sa de­ve inol­tre pre­ci­sa­re:
il no­me del ter­zo che ha co­sti­tui­to il pe­gno o che ne è di­ven­ta­to pro­prie­ta­rio;
se il fon­do pi­gno­ra­to è l'abi­ta­zio­ne fa­mi­lia­re (art. 169 CC2) o l'abi­ta­zio­ne co­mu­ne (art. 14 del­la L del 18 giu. 20043 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta) del de­bi­to­re o del ter­zo.4
2Il cre­di­to­re che do­man­da l'ese­cu­zio­ne per la rea­liz­za­zio­ne di un pe­gno ma­nua­le sul qua­le gra­vi un di­rit­to di pe­gno po­ste­rio­re di un ter­zo (art. 886 CC) de­ve in­for­mar­ne que­st'ul­ti­mo.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
3 RS 211.231
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 16 dell'all. al­la L del 18 giu. 2004 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2005 5685; FF 2003 1165).
B. Pre­cet­to ese­cu­ti­vo
1. Con­te­nu­to. Av­vi­so ai lo­ca­ta­ri e agli af­fit­tua­ri
1Ri­ce­vu­ta la do­man­da d'ese­cu­zio­ne, l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne sten­de il pre­cet­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 69, con le se­guen­ti mo­di­fi­ca­zio­ni:1
il ter­mi­ne da as­se­gnar­si al de­bi­to­re pel pa­ga­men­to è di un me­se se si trat­ta di un pe­gno ma­nua­le, di sei me­si se si trat­ta di un'ipo­te­ca;
la com­mi­na­to­ria di­chia­ra che, qua­lo­ra il de­bi­to­re non ot­tem­pe­ri al pre­cet­to né fac­cia op­po­si­zio­ne, il pe­gno sa­rà rea­liz­za­to.
2Se il fon­do è da­to in lo­ca­zio­ne o in af­fit­to e il cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio pro­ce­den­te pre­ten­de che il di­rit­to di pe­gno sia este­so ai cre­di­ti per pi­gio­ni e fit­ti (art. 806 CC3), l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne ne dà co­mu­ni­ca­zio­ne ai lo­ca­ta­ri e agli af­fit­tua­ri, in­giun­gen­do lo­ro che il pa­ga­men­to del­le pi­gio­ni e dei fit­ti che ver­ran­no a sca­den­za an­drà fat­to all'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne.4
4 In­tro­dot­to dall'art. 58 Tit. fin. CC (RU 24 233 Tit. fin. art. 60). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
2. Ste­su­ra. Si­tua­zio­ne del ter­zo pro­prie­ta­rio del pe­gno
1Il pre­cet­to è ste­so in con­for­mi­tà dell'ar­ti­co­lo 70.
2L'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne no­ti­fi­ca il pre­cet­to an­che al­le se­guen­ti per­so­ne:
al ter­zo che ha co­sti­tui­to il pe­gno o ne è di­ven­ta­to pro­prie­ta­rio;
al co­niu­ge o al part­ner re­gi­stra­to del de­bi­to­re o del ter­zo se il fon­do pi­gno­ra­to è l'abi­ta­zio­ne fa­mi­lia­re (art. 169 CC2) o l'abi­ta­zio­ne co­mu­ne (art. 14 del­la L del 18 giu. 20043 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta).
Il ter­zo e il co­niu­ge pos­so­no fa­re op­po­si­zio­ne al­la stre­gua del de­bi­to­re.4
2bisLe per­so­ne di cui al ca­po­ver­so 2 pos­so­no fa­re op­po­si­zio­ne al­la stre­gua del de­bi­to­re.5
3Qua­lo­ra il ter­zo ab­bia chie­sto la pur­ga­zio­ne del­le ipo­te­che (art. 828 e 829 CC), il fon­do può es­se­re rea­liz­za­to sol­tan­to se, ter­mi­na­to il pro­ce­di­men­to, il cre­di­to­re di­mo­stra all'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne di es­se­re an­co­ra ti­to­la­re di un di­rit­to di pe­gno sul fon­do per il cre­di­to per cui pro­ce­de.6
4Si ap­pli­ca­no inol­tre al pre­cet­to ed al­la op­po­si­zio­ne le di­spo­si­zio­ni de­gli ar­ti­co­li 71 a 86.7
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
5 In­tro­dot­to dal n. 16 dell'all. al­la L del 18 giu. 2004 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2005 5685; FF 2003 1165).
6 In­tro­dot­to dall'art. 58 Tit. fin. CC (RU 24 233 Tit. fin. art. 60). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
7 Pri­mi­ti­vo cpv. 3.
Art. 153a
C. Op­po­si­zio­ne. An­nul­la­men­to dell'av­vi­so ai lo­ca­ta­ri e agli af­fit­tua­ri
1Se è sta­ta fat­ta op­po­si­zio­ne, il cre­di­to­re può chie­der­ne il ri­get­to o pro­muo­ve­re l'azio­ne di ac­cer­ta­men­to del cre­di­to o del di­rit­to di pe­gno en­tro die­ci gior­ni dal­la co­mu­ni­ca­zio­ne dell'op­po­si­zio­ne.
2Il cre­di­to­re soc­com­ben­te nel­la pro­ce­du­ra di ri­get­to può pro­muo­ve­re azio­ne or­di­na­ria en­tro die­ci gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne del­la de­ci­sio­ne.
3Tra­scor­si in­frut­tuo­sa­men­te i ter­mi­ni, l'av­vi­so ai lo­ca­ta­ri e agli af­fit­tua­ri vie­ne re­vo­ca­to.
D. Ter­mi­ni di rea­liz­za­zio­ne
1Il cre­di­to­re può chie­de­re la rea­liz­za­zio­ne di un pe­gno ma­nua­le non pri­ma di un me­se né più tar­di di un an­no, quel­la di un pe­gno im­mo­bi­lia­re non pri­ma di sei me­si né più tar­di di due an­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne del pre­cet­to ese­cu­ti­vo. Se è sta­ta fat­ta op­po­si­zio­ne, i ter­mi­ni ri­man­go­no so­spe­si tra il gior­no in cui fu pro­mos­sa l'azio­ne e quel­lo del­la sua de­fi­ni­ti­va de­fi­ni­zio­ne giu­di­zia­le.1
2L'ese­cu­zio­ne è pe­ren­ta se la do­man­da di rea­liz­za­zio­ne non è sta­ta fat­ta nel ter­mi­ne le­ga­le o se, ri­ti­ra­ta, non fu più rin­no­va­ta.
E. Pro­ce­du­ra di rea­liz­za­zio­ne
1. In­tro­du­zio­ne
1Se il cre­di­to­re ha do­man­da­to la rea­liz­za­zio­ne, gli ar­ti­co­li 97 ca­po­ver­so 1, 102 ca­po­ver­so 3, 103 e 106 a 109 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia al pe­gno.1
2L'uf­fi­cio av­vi­sa il de­bi­to­re, en­tro tre gior­ni, che il cre­di­to­re ha do­man­da­to la rea­liz­za­zio­ne.
2. At­tua­zio­ne
1La rea­liz­za­zio­ne si fa se­con­do gli ar­ti­co­li 122 a 143b. Le con­di­zio­ni d'in­can­to (art. 135) sta­bi­li­sco­no non­di­me­no che la par­te del prez­zo di rea­liz­za­zio­ne spet­tan­te al cre­di­to del pro­ce­den­te de­ve es­se­re pa­ga­ta in de­na­ro, sal­vo pat­tui­zio­ne con­tra­ria tra gli in­te­res­sa­ti. Es­se di­chia­ra­no inol­tre che gli one­ri fon­dia­ri iscrit­ti nel re­gi­stro fon­dia­rio a fa­vo­re del pro­ce­den­te de­vo­no es­se­re can­cel­la­ti.
2I ti­to­li di cre­di­to ga­ran­ti­ti da pe­gno im­mo­bi­lia­re e per i qua­li è de­si­gna­to co­me cre­di­to­re il pro­prie­ta­rio o il por­ta­to­re, da­ti in pe­gno dal pro­prie­ta­rio, so­no ri­dot­ti, in ca­so di rea­liz­za­zio­ne se­pa­ra­ta, all'im­por­to del­la som­ma ri­ca­va­ta.
3. Ri­par­ti­zio­ne
1Sul­la som­ma ri­ca­va­ta si pre­le­va­no in­nan­zi­tut­to le spe­se d'am­mi­ni­stra­zio­ne, di rea­liz­za­zio­ne e di ri­par­ti­zio­ne.1
2La som­ma net­ta ri­ca­va­ta vie­ne quin­di di­stri­bui­ta ai cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi si­no a con­cor­ren­za dei lo­ro cre­di­ti, com­pre­si gli in­te­res­si fi­no al gior­no dell'ul­ti­ma rea­liz­za­zio­ne e le spe­se d'ese­cu­zio­ne.2
3Se la som­ma ri­ca­va­ta non ba­sta a sod­di­sfa­re tut­ti i cre­di­to­ri, l'uf­fi­cia­le for­ma la gra­dua­to­ria dei cre­di­to­ri e de­ter­mi­na i lo­ro ri­par­ti, avu­to ri­guar­do all'ar­ti­co­lo 219 ca­po­ver­si 2 e 3.
4Si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 147, 148 e 150.
4. At­te­sta­to di in­suf­fi­cien­za del pe­gno
1Se la rea­liz­za­zio­ne del pe­gno non è sta­ta pos­si­bi­le per man­can­za di un'of­fer­ta suf­fi­cien­te (art. 126 e 127) o se la som­ma ri­ca­va­ta non co­pre il de­bi­to, l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne ri­la­scia al cre­di­to­re pro­ce­den­te un at­te­sta­to di in­suf­fi­cien­za del pe­gno.1
2Ri­ce­vu­to l'at­te­sta­to, il cre­di­to­re può pro­muo­ve­re l'ese­cu­zio­ne in via di pi­gno­ra­men­to o di fal­li­men­to, se­con­do la per­so­na del de­bi­to­re, sem­pre­ché non si trat­ti di una ren­di­ta fon­dia­ria (art. 33a tit. fin. CC2) o di un al­tro one­re fon­dia­rio. Se pro­ce­de en­tro un me­se, non è ne­ces­sa­rio un nuo­vo pre­cet­to.3
3L'at­te­sta­to di in­suf­fi­cien­za del pe­gno va­le qua­le ri­co­no­sci­men­to di de­bi­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 82.4
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 4 del­la LF dell'11 dic. 2009 (Car­tel­la ipo­te­ca­ria re­gi­stra­le e di­rit­ti rea­li), in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4637; FF 2007 4845).
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