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Timestamp: 2018-05-27 01:39:55+00:00
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Matched Legal Cases: ['arti12', 'arti12', 'arti12', 'arti12', 'arti12', 'arti12', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ']

SOS DONNE ALBANESI - Pagina 2 - Forum Enti.it
SOS DONNE ALBANESI
Messaggioda Tiziana5838 » 26/02/2016, 10:55
Evidentemente quello che ti ha portato è un certificato di nascita riscritto dopo il matrimonio, non formulato neanche come estratto se no i dati dei genitori ci dovevano essere. Io le consiglierei di farselo rifare almeno come estratto se no, le spieghi, non le potresti mai certificare paternità e maternità. Poi se decidi di trascrivere quello che ti ha portato (non mi scandalizzo anzi solidarizzo!) non puoi inserire certamente dati che non compaiono. Il tuo software non può imporre dati: e se la Tizia fosse stata figlia di ignoti mai adottata da nessuno, il software che faceva?
Sul matrimonio poi puoi risolvere con l'annotazione form. 187 che rimanda all'atto di nascita e potrai certificare la sig.ra col cognome maritale, che ormai ha anche per la legge italiana.
In anagrafe i dati paternità e maternità che risultano sul matrimonio puoi metterli.
Messaggioda anajs » 26/02/2016, 13:25
c'è una circolare inviataci dalla Prefettura di Pisa del 17-11-2015 che prevede, in questo caso, l'apposizione di due postille aggiunte manualmente con l'indicazione dei cognomi dei genitori. Chiamerò cittadino e lo inviterò a fare regolarizzare l'atto
Messaggioda Marti12 » 17/04/2018, 13:41
Chiedo aiuto per un atto di cittadinanza.
La signora rumena ha acquisito la cittadinanza italiana con decreto. In anagrafe è iscritta con il cognome del marito. Il decreto di conferimento della cittadinanza ha il cognome di origine (paterno). Coì come nell'atto di nascita che mi ha presentato. Ho letto la circolare 14424/2013 in cui è previsto l'attribuzione del nome di origine già al momento della redazione del decreto di conferimento della cittadinanza.
Il mio è un piccolo comune ed ho un solo caso e di diversi anni fa (dove sul decreto di conferimento di cittadinanza c'è proprio scitto che spetta il cognome paterno in base alla legge italiana). Mentre nel decreto che devo trascrivere adesso non c'è questa indicazione ma è semplicemente indicata la signora con il cognome d'origine (paterno).
Chiedo dunque conferma su come devo operare.
L'atto di cittadinanza di giuramento e l'atto di cittadinanza di trascrizione del decreto, li faccio con il cognome del marito indicando che in base alla legge italiana spetta il cognome paterno oppure gli atti di cittadinanza li faccio con il cognome di origine paterno.
Messaggioda Marti12 » 17/04/2018, 15:28
Ho trovato nel forum un caso simile al mio. Intervento di Onda_blu
viewtopic.php?t=302039
Così provo a rispondermi.
La signora il giuramento lo dovrà fare con il cognome maritale. Perchè tornerà con il cognome da nubile da quando diventa italiana, cioè dopo il giuramento.
Anche io ho l'atto di matrimonio in cui si attesta in cambio del cognome col matrimonio.. Quindi l'atto di matrimonio basta per collegare le due generalità.
Mi pongo un'altra domanda.
Trascrivo l'atto di nascita che mi ha presentato la signora dove ovviamente nelle generalità c'è il cognome da nubile. Nell'annotazione di cittadinanza a margine dell'atto di nascita (formula 140) nella parte del 'cognome e nome', indicherò il cognome paterno e non quello maritale. E' corretto?
Annotazione di acquisto, perdita, rinuncia o riacquisto della cittadinanza
italiana (articolo 49, primo comma, lettera i) del decreto del presidente della
Repubblica 3 novembre 2000, n. 396).
- A seguito di atto o provvedimento (specificare la natura, data e provenienza
dell'atto o del provvedimento), ... [u][u](nome e cognome)[/u][/u] ha acquistato (ovvero:
perduto; o: rinunciato; o: riacquistato) la cittadinanza italiana.
Messaggioda l'auxelugatu » 17/04/2018, 21:55
Così facendo la signora rumena avrà generalità diverse in due stati dell'UE (LUPESCU MARIANA in Italia e CIAUESCU MARIANA in Romania) con violazione del diritto comunitario (mi limito a dire: discriminazione sulla base della nazionalità obbligandola ad avere generalità "italiane" senza tener conto che è anche rumena); sarebbe il caso di chiedere alla signora quali generalità vuole avere, facendole presente (direi per iscritto) che se assume quelle "italiane" deve assumerle anche in Romania...se non lo fa sono affari suoi.
Messaggioda Marti12 » 17/04/2018, 23:09
Grazie della risposta. Credo la signora voglia le generalità come indicate nel decreto, però sarò precisa nel segnalarle che assumendo le generalità secondo la legge italiana è opportuno modificarle anche in Romania.
Premetto che sono una novellina ma mi sembra ci siano un pò di contraddizioni e faccio fatica ad assimilare queste cose.
Mi ha presentato un decreto di conferimento della cittadinanza con, in ogni sua parte, il cognome da nubile e dove non c'è traccia del cognome da maritata. E devo accettarlo così com'è: far fare il giuramento e poi trascrivere il decreto nel cui testo dell'atto di cittadinanza scrivo 'ho ricevuto da cognome da maritata la richiesta verbale di trascrivere il decreto...' e nel decreto c'è il cognome da nubile e nessun riferimento al cognome da maritata.
Il giorno successivo al giuramento posso cambiare le generalità in anagrafe (da cognome da maritata a cognome da nubile). Così la signora ha lasua c.i. con le nuove generalità. Avendole fatto presente (per iscritto ) che se assume le generalità italiane è opportuno che le assuma anche in Romania.
Su richiesta della signora, trascrivo l'atto di nascita che mi ha presentato e dove c'è il cognome da nubile. Porrei due annotazioni:
1. A seguito di decreto n. del, Cognome da Maritata con giuramento del , atto n.1/2018 dei registri di cittadinanza del Comune di ,ha acquistato la cittadinanza italiana. (formula 140)
2. Conseguentemente al conferimento della cittadinanza italiana a Cognome da Maritata, alla stessa compete il prenome e il cognome paterno (conome da nubile) in conformità alla legge italiana. (formula 159)
Messaggioda Marti12 » 18/04/2018, 11:52
Mi correggo. La signora mi ha detto stamattina che ha già preso accordi con una dottoressa della Prefettura, che dopo il giuramento varierà il cognome e riprenderà quello del marito.
Mia figlia direbbe: stiamo facendo il giro dell'oca.
Messaggioda USC81 » 18/04/2018, 12:28
http://forum.enti.it/viewtopic.php?f=2&t=312499
in particolare gli interventi di Catone e (ex) Tarabela del 27/2/2017, che prospettano soluzioni che mi sento di condividere.
Fossi in te, se la signora non lo chiede per iscritto (informata delle conseguenze della scelta a livello comunitario), non varierei nulla della situazione attuale, e procederei con le trascrizioni e le relative annotazioni, con le accortezze proposte dai due colleghi.
Messaggioda Marti12 » 18/04/2018, 18:06
Ho letto gli interventi di @catone e @l'auxelugatu.
La signora questa mattina mi ha detto che è in contatto con un funzionario della prefettura e che le ha detto che dopo il giuramento faranno la variazione del cognome (ossia riacquisterà il cognome del marito). Ho sentito una collega di un comune vicino al mio e più grande (nel mio comune l'ultima pratica di trascrizione di decreto di conferimento di cittadinanza è del 2013 e nel decreto c'è che la signora (albanese) va identificata con cognome paterno in base alla legge italiana) e la prassi che seguono è l'opposo di quella seguita da @catone. Deduco che la mia Prefettura da per certo che l'ufficiale di stato civile cambi le generalità sulla base del decreto con cognome paterno e atto di nascita con cognome paterno. (Sempre il giro dell'oca??)
Ringrazio per i consigli, per me sono un momento di crescita. Contiuo a studiarci su.
Messaggioda Sman » 19/04/2018, 13:52
Il cognome dei genitori manca nel 100% degli atti albanesi, viene indicato soltanto nell'akt integral lindje (spero di aver azzeccato come si scrive) che i comuni locali fanno una fatica a rilasciare. In questi casi indichiamo i genitori solo con il nome e senza il cognome ovvero XXX.
Certamente in caso di minori esigiamo l'atto integrale completo.
Messaggioda Marti12 » 19/04/2018, 16:14
Riporto un articolo dell'ottobre 2016 di una rivista di Stato Civile cui il mio Comune è abbonato.
Decreto di conferimento o concessione della cittadinanza italiana e atto di nascita del neocittadino - Generalità (artt. 5 e 9 legge 91/1992).
L’acquisto della cittadinanza italiana ex artt. 5 e 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91 interviene per emanazione di decreto prefettizio o presidenziale e a seguito del giuramento di cui all’art. 10 della legge reso dinanzi all’ufficiale dello stato civile o, all’estero, dinanzi all’autorità diplomatica o consolare italiana. Il decreto dev’essere trascritto nei registri di cittadinanza subito dopo la redazione del verbale di giuramento riportando esattamente le indicazioni che vi compaiono, in modo particolare per quanto riguarda le generalità dell’interessato.
L’ufficiale dello stato civile non ha titolo, nel procedimento in questione, per apportare modifiche o correzioni ai dati presenti nel provvedimento che, si ricorda, porta la firma dell’autorità responsabile del procedimento. Le modalità seguite nel dare indicazione delle generalità dell’interessato nei decreti a firma del Prefetto e in quelli a firma del Presidente della Repubblica risultano allo stato attuale diverse: l’indicazione prevalente per quanto attiene al cognome e nome è quella che ne stabilisce l’individuazione dall’atto di nascita prodotto dall’interessato. Indicazioni in tal senso sono state emanate dal Ministero dell’Interno e sono contenute nella Circolare del 23 dicembre 2013, n. 14424. Questa modalità operativa seguita dagli Organi preposti alla formazione dei decreti di cittadinanza, comporta comunque un differente trattamento per le donne coniugate o vedove, poichè in alcuni Stati esse ottengono l’atto di nascita con l’indicazione del cognome della famiglia di origine, mentre in altri la donna è generalizzata con il cognome del marito o dell’ex marito, assunto dopo il matrimonio.
Di conseguenza il decreto di cittadinanza sarà formato in un caso attribuendo alla donna il cognome originariamente portato in quanto
derivato dalla famiglia di appartenenza, in altro caso invece con l’indicazione del cognome assunto successivamente, per matrimonio.
In tutti i modi, l’ufficiale dello stato civile, dopo la trascrizione dell’atto di nascita, nell’apporre l’annotazione di acquisto della cittadinanza italiana potrà opportunamente far constare il cognome e il nome che per la legge italiana assume il neocittadino desumendolo da quanto compare nel decreto, integrando la formula 140 di cui al D.M. 5 aprile 2002 con tale precisazione, al fine di creare certezza in merito alle generalità della personadivenuta italiana.
Nell’ipotesi di contestazioni rispetto al cognome e/o al nome che risulta riportato nel decreto di concessione della cittadinanza, è consigliabile invitare il cittadino a rivolgersi direttamente alla Prefettura per eventuali correzioni del provvedimento.
È inoltre ormai diffusa la prassi che il neo cittadino, qualora abbia subito una modifica del cognome o del nome in modo non conforme all’identità già detenuta in qualità di cittadino straniero, si rivolga nuovamente alla Prefettura per dare corso al procedimento di cambiamento del cognome e/o del nome come previsto agli artt. 84 e segg. D.P.R. 396/2000 e successive modifiche. La Prefettura adotta, in genere in tempi relativamente brevi, il decreto con cui ripristina le generalità precedenti del richiedente.
Messaggioda l'auxelugatu » 19/04/2018, 21:43
Ma perché deve essere la Prefettura a "ridare" le generalità possedute precedentemente su richiesta dell'interessata? Dato che, come ormai ripeto alla noia, un cittadino europeo non può avere generalità diverse in stati diversi dell'Unione, se, nel frattempo che la Prefettura decide sul vecchio/nuovo cognome, l'interessato/a avesse problemi dovuti alle diverse generalità, che si fa? Le decisioni della Corte di Giustizia Europea valgono erga omnes e qualunque autorità, anche amministrativa (come l'UDSC), è tenuto ad applicarle, disapplicando la normativa interna. Non è vero che serve una sentenza di un tribunale italiano o una circolare ministeriale. Io, se c'è alla base una sentenza europea non mi creo nessun problema. Alla prima contestazione da parte di chicchessia, Prefettura, Procura ecc., parte una lettera per Bruxelles, segnalando l'eventuale decisione che contrasti con il diritto o sentenze comunitarie.
Messaggioda Sman » 20/04/2018, 08:13
Senza offesa per nessuno, siete tutti colleghi esperti e competenti:
- che la Prefettura decida in tempi brevi è una bella battuta
- che Bruxelles risponda alla nota del collega, almeno in tempi decenti, è ancora più bella
Teoricamente avete tutti ragione ma allo sportello faccia a faccia con il cittadino, con altri 40 in coda fuori, carte alla mano è diversa, spesso vanne prese decisioni in pochi minuti.
Purtroppo da me non c'è un giuramento ogni 5 anni ma circa 25 al giorno.