Source: http://www.avvocatomandico.it/il-30-aprile-scade-il-termine-per-il-saldo-e-stralcio-cosa-dice-la-procedura/
Timestamp: 2019-07-23 21:56:00+00:00
Document Index: 40361877

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Il 30 aprile scade il termine per il "Saldo e Stralcio": cosa dice la procedura | Mandico e Partners
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DEI DEBITI TRIBUTARI E PREVIDENZIALI
TIPOLOGIE DI DEBITI
RINUNCIA AI GIUDIZI IN CORSO ED ESTINZIONE DEL PROCESSO
Il c.d. “saldo e stralcio delle cartelle” è tra le principali misure fiscali contenute nella legge n. 145/2018 (in G.U. n. 302 del 31 dicembre 2018), c.d. pace fiscale 2019, e rappresenta una sorta di «super rottamazione» rivolta alle persone fisiche che abbiano un Isee fino a 20mila euro.
La legge di bilancio 2019 ha introdotto, solo per le persone fisiche, che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica, il cosiddetto “saldo e stralcio” dei debiti fiscali e previdenziali che consente, l’abbattimento integrale delle sanzioni e degli interessi di mora e il versamento del capitale in misura ridotta e variabile a seconda della classe di Isee del debitore.
– di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività previste dall’articolo 36-bis del D.P.R. 600/1973 e dall’articolo 54-bis del D.P.R. 633/1972, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento (art. 1, comma 184 legge 30 dicembre 2018, n. 145);
– dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento (art. 1, comma 185, legge 30 dicembre 2018, n. 145).
Come già rilevato, affinché si possa accedere alla c.d. “super-rottamazione” è necessario che sussista “una grave e comprovata situazione di difficoltà economica”, che la norma dichiara esserci qualora l’Isee del nucleo familiare del debitore non superi i 20.000 euro. L’art.1, co. 186, L. 145/2018 dispone, infatti, che:
<< Ai fini del comma 184 e del comma 185, sussiste una grave e comprovata situazione di difficoltà economica qualora l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) del nucleo familiare, stabilito ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, non sia superiore ad euro 20.000.>>
L’estinzione del debito, in questo caso, interessa quindi solo i soggetti che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica.
È necessario chiarire che ai sensi del co. 189 dell’art. 1 cit., i contribuenti con pendenze aperte di natura tributaria e previdenziale, potranno decidere di aderire alla sanatoria, e manifestare all’agente della riscossione la volontà di avvalersene, compilando entro il 30 aprile 2019 un’apposita dichiarazione, con le modalità e in conformità alla modulistica che lo stesso agente della riscossione ha già pubblicato sul proprio sito internet[2].
il numero di rate con cui intende effettuare il pagamento (come nelle normali domande di rottamazione, se il debitore omette l’indicazione del numero di rate prescelto, si considererà valevole il periodo massimo di dilazione – numero 5-, ferma restando la facoltà di eseguire il versamento in un’unica soluzione entro il
30 novembre 2019);
– o inviata tramite posta elettronica certificata alla casella pec della Direzione Regionale di Agenzia delle entrate-Riscossione di riferimento;
– depositata presso gli Sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione presenti su tutto il territorio nazionale.
Conseguentemente, ai sensi del co. 192 dell’art. 1 cit., entro il 31 ottobre 2019, l’agente della riscossione dovrà comunicare ai contribuenti che hanno presentato la dichiarazione di adesione alla sanatoria l’ammontare complessivo delle somme dovute, nonché quello delle singole rate, il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse. L’Agenzia delle entrate-Riscossione dovrà avvertire, il contribuente della sua automatica inclusione nella c.d. “rottamazione-ter” fornendo, al contempo, l’importo da pagare e le relative scadenze di pagamento.
– a) in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2019;
– b) oppure in 5 rate così suddivise:
35% dell’importo dovuto entro il 30 novembre 2019; 20% dell’importo dovuto entro il 31 marzo 2020; 15% dell’importo dovuto entro il 31 luglio 2020; 15% dell’importo dovuto entro il 31 marzo 2021; il restante 15% entro il 31 luglio 2021.
In caso di pagamento rateale si applica un tasso d’interesse pari al 2% annuo a decorrere dal 1° dicembre 2019, sarà sufficiente anche un ritardo di soli 6 giorni per perdere tutti i benefici ottenuti e decadere così dalla sanatoria de qua.
Ne consegue, che tutti i decaduti dalla prime edizioni della rottamazione (inclusi coloro che non hanno rispettato la scadenza del 7 dicembre scorso), potranno, senza limiti di sorta, avere accesso alla sanatoria del saldo e stralcio.
Il legislatore, con il co. 193 dell’art. 1 cit., ha disciplinato, per i casi di rigetto della richiesta di “saldo e stralcio”, un’ipotesi di confluenza automatica nella rottamazione-ter. Più nel dettaglio, è stato disposto che:
<< Nei casi previsti dal secondo periodo del comma 192, l’agente della riscossione avverte il debitore che i debiti inseriti nella dichiarazione presentata ai sensi del comma 189, ove definibili ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, sono automaticamente inclusi nella definizione disciplinata dallo stesso articolo 3 e indica l’ammontare complessivo delle somme dovute a tal fine, ripartito in diciassette rate, e la scadenza di ciascuna di esse. La prima di tali rate, di ammontare pari al 30 per cento delle predette somme, scade il 30 novembre 2019; il restante 70 per cento è ripartito nelle rate successive, ciascuna di pari importo, scadenti il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2020. Si applicano, a partire dal 1° dicembre 2019, gli interessi al tasso del 2 per cento annuo.>>
Più semplicemente, in ipotesi di rigetto della richiesta di “saldo e stralcio” (stante il difetto dei requisiti prescritti dalla legge per il riconoscimento di grave difficoltà economica, ovvero in presenza di debiti diversi da quelli definibili ai sensi delle norme in esame, con conseguente impossibilità di estinguere il debito), l’agente della riscossione avvertirà il debitore che i suoi debiti, ove possibile, saranno automaticamente inclusi d’ufficio non già nella sanatoria del “saldo e stralcio”, bensì in quella della rottamazione-ter.
In buona sostanza, presentando la dichiarazione di sanatoria “saldo e stralcio”, il contribuente dovrà rinunciare al contenzioso in corso, di qualsiasi natura e in qualunque grado esso si trovi. Sulla falsa riga di quanto già previsto per le precedenti rottamazioni, si ritiene che tali giudizi verranno sospesi dal giudice, fino al pagamento di quanto dovuto, dietro presentazione di copia della stessa dichiarazione.
I commi da 195 a 197 dell’art. 1 cit., disciplinano le procedure di controllo delle autodichiarazioni rese a fini ISEE.
[1] È necessario chiarire che il debito deve essere stato iscritto a ruolo.
[2] Agenzia delle Entrate – Saldo e Stralcio
23 Aprile 2019 /da Monica Mandico
Tags: agenzia delle entrate, equitalia, Monica Mandico, rottamazione cartelle, saldo e stralcio, sovraindebitamento
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