Source: https://www.studiorussotto.net/category/contabilita/
Timestamp: 2018-10-15 10:31:00+00:00
Document Index: 132445051

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 16', 'art. 66', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 2612', 'art. 66', 'art. 17', 'art. 2621']

Contabilità Archivi | Studio Dott. Angelo Russotto Commercialista
9 febbraio 2018 studio
Il termine per la stampa annuale dei registri fiscali (registri iva, libro giornale, libro inventari e mastrini) tenuti con sistemi meccanografici è previsto “entro tre mesi dal termine di presentazione delle dichiarazioni dei redditi” (D.L. 10 giugno 1994, n. 357, art. 7, convertito, con modificazioni, in legge 8 agosto 1994, n. 489).
al 31 gennaio 2018 (tre mesi dopo il 31 ottobre 2017) per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare (01/01 – 31/12);
Per quanto riguarda il registro beni ammortizzabili, l’art. 16, D.P.R. n. 600/1973, impone come termine di predisposizione e stampa, quello di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, quindi per l’anno 2016 entro il 31 ottobre 2017.
Con riferimento al libro inventari, si ricorda che entro la scadenza dovrà essere non solo stampato, ma anche firmato dall’imprenditore e/o legale rappresentante pena, nei casi più gravi, “l’invalidazione della contabilità”.
nei libri o scritture a modulo continuo o a fogli singoli la denominazione o la partita IVA dell’impresa e il tipo di libro vanno riportati su tutte le pagine;
Per il libro giornale ed il libro inventari, la numerazione delle pagine deve effettuarsi prima della loro utilizzazione e per ciascun anno, con l’indicazione pagina per pagina dell’anno cui si riferisce. L’anno da indicare è quello cui fa riferimento la contabilità e non quello in cui è effettuata la stampa della pagina.
Qualora si eserciti la facoltà di vidimare i libri (l’obbligo di vidimazione iniziale è stato soppresso ma resta la facoltà), la numerazione è progressiva per anno, con l’indicazione dell’anno in cui è effettuata la bollatura (Circolare Agenzia delle Entrate n. 92/E del 22 ottobre 2001).
Per i soggetti che non assolvono in modo forfetario la tassa di concessione governativa, per la numerazione e bollatura di libri o registri, l’imposta di bollo è pari a € 32,00 ogni 100 pagine o frazione
i consorzi di cui all’articolo 2612 c.c.;
Per i soggetti che assolvono in modo forfetario la tassa di concessione governativa, per la numerazione e bollatura di libri o registri, l’imposta di bollo è pari a € 16,00 ogni 100 pagine o frazione.
le Cooperative edilizie; occorre indicare sul libro il titolo di esenzione: art. 66, commi 6 bis e 6 ter, D.L. n. 331/1993 convertito con legge n. 427/1993;
le O.N.L.U.S. – Organizzazioni non lucrative di utilità sociale – (art. 17 D.Lgs. n. 460/1997);
le cooperative sociali, che devono però indicare il numero di iscrizione nell’albo delle cooperative.
contabilitàimposta di bollolibro giornalelibro inventarimache da bolloregistro beni ammortizzabilistampatassa di concessione governativa
Contabilità, Fisco, Riscossioni e versamenti
14 marzo 2017 studio
516,46 euro per le società con capitale sociale all’1 gennaio 2017 superiore a 516.456,90 euro.
Le società neocostituite devono versare la tassa di concessione governativa con bollettino postale. I versamenti per le annualità successive devono essere effettuati esclusivamente mediante modello F24 (codice tributo 7085 – sezione “Erario” – annualità per la quale si versa la tassa).
societàtassa di concessione governativa
Stampa di libro giornale e libro inventari
25 gennaio 2017 studio
entro il 30 dicembre 2016 (tre mesi dopo il 30 settembre 2016) per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare (01/01 – 31/12);
per le società di capitali con termine di presentazione della dichiarazione redditi diverso dal 30 settembre, la scadenza della stampa dei registri scade entro tre mesi dall’invio del loro relativo modello unico.
Per quanto riguarda il registro beni ammortizzabili, l’art. 16 del D.P.R. n. 600/1973 impone, come termine di predisposizione e stampa, quello di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, quindi per l’anno 2015 entro il 30 settembre 2016.
Qualora si eserciti la facoltà di vidimare i libri (l’obbligo di vidimazione iniziale è stato soppresso ma resta la facoltà), la numerazione è progressiva per anno, con l’indicazione dell’anno in cui è effettuata la bollatura (Agenzia delle Entrate, Circolare n. 92 del 22 ottobre 2001).
Per i soggetti che non assolvono in modo forfetario la tassa di concessione governativa, per la numerazione e bollatura di libri o registri, l’imposta di bollo è pari a € 32,00 ogni 100 pagine o frazione.
i consorzi di cui all’art. 2612 c.c.;
le cooperative edilizie, occorre indicare sul libro il titolo di esenzione (art. 66, commi 6 bis e 6 ter, D.L. n. 331/1993, convertito con legge n. 427/1993);
le O.N.L.U.S., Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (art. 17, D.Lgs. n. 460/1997);
libro giornalelibro inventarimache da bollomastrininumerazioneregistri ivaregistro dei beni ammortizzabilitassa di concessione governativavidimazione
È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 27 maggio 2015, n. 69 contenente, oltre ad un pacchetto di norme “anticorruzione”, anche la riforma del reato disciplinato dall’art. 2621 del Codice civile titolato “False comunicazioni sociali”.
Le nuove disposizioni, in vigore dal prossimo 14 giugno 2015, reintroducono il reato di falso in bilancio, con sanzioni fino a 5 anni di reclusione per le società non quotate e 8 anni per le quotate. È prevista una riduzione della pena per i fatti di “lieve entità” e l’esclusione della punibilità nei casi di “particolare tenuità del fatto”, circostanza questa che deve essere valutata dal giudice avuto riguardo all’entità del danno cagionato a società, soci e creditori.
Il reato di falso in bilancio può essere ascritto a:
dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari
sindaci e liquidatori
in ipotesi di esposizione “consapevole” di “fatti materiali rilevanti” non rispondenti al vero, oppure di omissione “consapevole” di “fatti materiali rilevanti” la cui comunicazione è imposta dalla legge, sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società (o del gruppo al quale la stessa appartiene), in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore.
L’indicazione errata di dati rilevanti oppure l’omessa esposizione di cui sopra, può riguardare:
altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico, che siano previste dalla legge.
amministratorianticorruzionebilanciodirigentireclusionesindaci