Source: http://www.arpalombardia.it/Pages/Usi-Sostenibili/Derivazioni.aspx
Timestamp: 2018-08-16 00:09:48+00:00
Document Index: 5910560

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 31', 'art. 53', 'art. 8', 'art 1', 'art 3', 'art 4']

Derivazioni - Usi Sostenibili | ARPA Lombardia
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L’utilizzo delle acque superficiali in Lombardia ha origini molto antiche e, nel corso dei secoli, ha subito un continuo incremento, tanto che attualmente l’acqua meteorica che precipita sulla regione è riutilizzata mediamente cinque volte. La quasi totalità dei corsi d’acqua lombardi presenta lungo il proprio corso una sequenza quasi continua di prelievi e di restituzioni di acqua, che viene utilizzata per i vari usi previsti dalla normativa: idroelettrico, irriguo, potabile, igienico, antincendio, zootecnico, industriale e piscicoltura. I tre quarti dell’acqua concessa è finalizzata alla produzione di energia e quasi il 20% all’irrigazione.
L’attività di ARPA
La normativa regionale prevede che i derivatori di acqua pubblica debbano installare e manutenere idonei misuratori delle portate. L’attività di ARPA consiste nell’emissione di pareri in merito alla strumentazione di misura delle portate derivate e rilasciate come Deflusso Minimo Vitale (DMV) presso le opere di derivazione di acque pubbliche.
Si tratta di un’attività a supporto delle Autorità Concedenti (Province, Regione e UTR) nella valutazione dei progetti di rilascio di nuove Concessioni di derivazione o di rinnovi di Concessioni per tutti gli usi delle acque previsti. Nell’emissione dei pareri ARPA esamina innanzitutto la modalità adottata per la misura delle portate, in particolare che la proposta sia effettivamente compatibile con la tipologia delle opere di derivazione presenti (condotte, canali, paratoie, stramazzi…). Viene quindi valutato il corretto posizionamento di tutta la strumentazione necessaria alla misura, nel rispetto delle leggi idrauliche che governano il flusso d’acqua e delle specifiche Norme ISO di riferimento. Infine, vengono analizzate le caratteristiche tecniche della strumentazione in funzione del grado di precisione e di risoluzione necessari ad ottenere una corretta misurazione.
La normativa regionale di riferimento per l’attività di ARPA in merito alle derivazioni acqua pubblica è il Regolamento Regionale 2/2006 che prevede all’art. 18 ”l’obbligo (da parte dei derivatori) di installazione e manutenzione di idonei misuratori delle portate”. Lo stesso Regolamento, al comma 4 dell’art. 33, individua ARPA come soggetto a supporto degli Enti Concedenti nella valutazione dell’idoneità della strumentazione installata. Inoltre, al comma 2 dell’art. 33, è prevista la “…trasmissione all'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) dei dati delle misurazioni.”
Nei pareri rilasciati da ARPA è quindi sempre richiesto ai Gestori di opere di derivazione l’invio dei dati di misura delle portate. A tale scopo sono stati predisposti un documento contenete le istruzioni per la corretta fornitura dei dati di misura delle portate e un documento con le istruzioni per il recupero dello storico.
Progetto di misura delle Portate derivate - MODELLO DERIVAZIONI
Per l’archiviazione dei dati forniti dai gestori, ARPA ha strutturato un’apposita banca dati - BAnca dati Misure portate derivate, acronimo BAM. L’archivio, per sua natura, è in continua evoluzione e arricchimento in funzione delle tempistiche di invio, dell’entrata in funzione di nuovi impianti, di rinnovi di concessione, volture, ecc.
L’eventuale domanda di accesso ai dati BAM, trattandosi di informazioni sensibili, dovrà pervenire tramite PEC - arpa@pec.regione.lombardia.it - all’attenzione della U.O. Usi Sostenibili delle Acque e dovrà contenere le motivazioni e le finalità di utilizzo dei dati.
Autorità Concedente: l’Autorità preposta al rilascio del titolo concessorio a norma di legge, e cioè:
le amministrazioni provinciali per le piccole derivazioni;
la Regione Lombardia e gli Uffici Tecnici Regionali per le grandi derivazioni.
Concessionario di acqua pubblica: Ente, Società o privato cittadino che abbia ricevuto, da parte della Pubblica Amministrazione, la concessione a derivare acqua pubblica per gli usi consentiti dalla legge.
Concessioni in corso di rinnovo: concessioni di derivazione d’acqua con provvedimento di concessione scaduto ed in fase di rinnovo presso le amministrazioni competenti secondo le procedure previste dalla normativa vigente.
Deflusso minimo vitale (DMV): è definito all’art. 31 delle NTA del PTUA come “il deflusso che, in un corso d’acqua naturale deve essere presente a valle delle captazioni idriche al fine di mantenere vitali le condizioni di funzionalità e di qualità degli ecosistemi interessati”.
Derivazione d’acqua: qualsiasi prelievo di acqua da corpi idrici esercitato mediante opere, manufatti o impianti fissi o mobili. Costituiscono la derivazione l’insieme dei seguenti elementi: opere di raccolta, regolazione, estrazione, derivazione, condotta, uso, restituzione e scolo delle acque. Sono definite piccole derivazioni quelle che non eccedono i limiti di cui all’articolo 6 del r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775 e grandi derivazioni quelle che superano i predetti limiti.
Nuove Concessioni: nuove istanze di grandi e piccole derivazioni non ancora attuate e in fase d’istruttoria presentate agli uffici competenti al rilascio del provvedimento finale di concessione.
Portata massima di concessione: valore istantaneo massimo, espresso in l/s, del prelievo consentito dal provvedimento di concessione nell’unità di tempo.
Portata media: valore medio, espresso in l/s, del prelievo, risultante dal rapporto tra il volume di prelievo e il periodo nell’arco dell’anno solare per il quale il prelievo è concesso.
Volume di prelievo: quantità massima di acqua, espressa in m3, complessivamente prelevabile in virtù della concessione nell’arco di un anno solare
Regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 “Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici”
Legge 18 maggio 1989, n 183 “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo”
Legge 2 maggio 1990, n. 102 “Disposizioni per la ricostruzione e la rinascita della Valtellina e delle adiacenti zone delle province di Bergamo, Brescia e Como, nonché della provincia di Novara, colpite dalle eccezionali avversità atmosferiche dei mesi di luglio ed agosto 1987”
Legge 5 gennaio 1994, n. 36 “Disposizioni in materia di risorse idriche”
Decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 “Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole”;
Legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26, “Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche” ed in particolare il titolo V recante “Disciplina delle Risorse Idriche”
Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 “Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità”;
Delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Po 3 marzo 2004 n. 7 “Obiettivi e priorità d’intervento per la redazione dei piani di tutela delle acque”;
Regolamento Regionale 24 marzo 2006, n. 2 “Disciplina dell'uso delle acque superficiali e sotterranee, dell'utilizzo delle acque a uso domestico, del risparmio idrico e del riutilizzo dell'acqua in attuazione dell'articolo 52, comma 1, lettera c) della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26”;
“Programma di Tutela e Uso delle Acque” (PTUA), approvato in via definitiva dalla Giunta regionale con deliberazione n. 2244 del 29 marzo 2006, comprendente le Norme Tecniche di Attuazione (NTA);
Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”;
Deliberazione Giunta Regionale 19 dicembre 2007, n. 6232 “Determinazioni in merito all’adeguamento delle derivazioni al rilascio del Deflusso Minimo Vitale e contestuale revoca della D.G.R. n. 3863/2006”;
Legge regionale 29 ottobre 2013, n. 9 “Disposizioni in materia ambientale. Modifiche alle leggi regionali n. 26/2003, n. 7/2012 e n. 5/2010”
Deliberazione della Giunta regionale 3 luglio 2015, n. X/3783 “Specifiche tecniche e procedurali relative alla misurazione e al monitoraggio telematico in continuo del deflusso minimo vitale, in attuazione all’art. 53 ter, comma 4, della legge regionale n. 26/2003”;
Legge Regionale 5 agosto 2015, n. 22 “Assestamento al bilancio 2015/2017 – I° provvedimento con modifiche di leggi regionali” - in particolare art. 8 comma 13 lettera v)
Legge Regionale 8 agosto 2016, n. 22 "Assestamento al bilancio 2016/2018 - I provvedimento di variazione con modifiche di leggi regionali", con riferimento all'articolo 11 - modifica dell'articolo 53 ter della L.R. 26/2003
Decreto n. 13732 del 22.12.2016 Regione LombardiaDecreto n. 13732 del 22.12.2016 Regione Lombardia - “Modalità e tempi di attuazione degli obblighi di installazione di sistemi per la misurazione e il monitoraggio telematico in continuo del deflusso minimo vitale (DMV) per le derivazioni di acqua superficiale”
Cosa deve contenere il Progetto per la misura delle portate derivate e del DMV?
ARPA ha predisposto un fac-simile di Progetto nel quale sono riportate tutte le informazioni necessarie per una corretta redazione dei progetti.
Come deve essere fornito ad ARPA il Progetto di misurazione delle portate derivate e rilasciate?
Poiché ARPA fornisce un supporto alle Autorità Concedenti per la valutazione dei progetti di misura delle portata, il progetto dovrà essere presentato alla Autorità Concedente di riferimento (Provincia, Regione, UTR) che lo invierà formalmente ad ARPA, tramite PEC, per la valutazione.
Esiste un modulo predefinito per l’invio ad ARPA dei dati di portata prelevata e rilasciata come DMV?
Le istruzioni per il corretto invio dei dati ad ARPA sono reperibili al seguente link Allegato 1 - Specifiche relative al file di invio dati
Quali sono le modalità di invio dei dati delle portate derivate ad ARPA?
I file di dati devono essere trasmessi alla PEC dell’Agenzia - arpa@pec.regione.lombardia.it - premunendosi di indirizzarli all’attenzione della U.O. Usi Sostenibili delle Acque.
Si riporta di seguito l’elenco delle norme tecniche internazionali di riferimento che dovranno essere rispettate in funzione della tipologia di strumentazione da installare e nell’esecuzione delle misure di controllo del corretto funzionamento della stessa. In particolare deve essere assicurata la migliore qualità delle rilevazioni riferendosi – ove possibile- alle indicazioni riportate nella pubblicazione “Manual on Stream Gauging”- (2010) World Meteorological Organization WMO. N. 1044.
ISO 3455:2007 Hydrometry -- Calibration of current-meters in straight open tanks
ISO 3846:2008 Hydrometry -- Open channel flow measurement using rectangular broad-crested weirs
ISO 4359:2013 Flow measurement structures -- Rectangular, trapezoidal and U-shaped flumes
ISO 4360:2008 Hydrometry -- Open channel flow measurement using triangular profile weirs
ISO 4362:1999 Hydrometric determinations -- Flow measurement in open channels using structures -- Trapezoidal broad-crested weirs
ISO 4369:1979 Measurement of liquid flow in open channels -- Moving-boat method
ISO 4371:1984 Measurement of liquid flow in open channels by weirs and flumes -- End depth method for estimation of flow in non-rectangular channels with a free overfall (approximate method)
ISO 4373:2008 Hydrometry -- Water level measuring devices
ISO 4374:1990 Liquid flow measurement in open channels -- Round-nose horizontal broad-crested weirs
ISO 4377:2012 Hydrometric determinations -- Flow measurement in open channels using structures -- Flat-V weirs
ISO 6416:2004 Hydrometry -- Measurement of discharge by the ultrasonic (acoustic) method
ISO 8333:1985 Liquid flow measurement in open channels by weirs and flumes -- V-shaped broad-crested weirs
ISO 8368:1999 Hydrometric determinations -- Flow measurements in open channels using structures -- Guidelines for selection of structure
ISO 9123:2001 Measurement of liquid flow in open channels -- Stage-fall-discharge relationships
ISO 9555-1:1994 Measurement of liquid flow in open channels -- Tracer dilution methods for the measurement of steady flow -- Part 1: General
ISO 9555-3:1992 Measurement of liquid flow in open channels -- Tracer dilution methods for the measurement of steady flow -- Part 3: Chemical tracers
ISO 9555-4:1992 Measurement of liquid flow in open channels -- Tracer dilution methods for the measurement of steady flow -- Part 4: Fluorescent tracers
ISO/TR 9824:2007 Hydrometry -- Measurement of free surface flow in closed conduits
ISO 9825:2005 Hydrometry -- Field measurement of discharge in large rivers and rivers in flood
ISO 9827:1994 Measurement of liquid flow in open channels by weirs and flumes -- Streamlined triangular profile weirs
ISO 11655:1995 Measurement of liquid flow in open channels -- Method of specifying performance of hydrometric equipment
ISO 13550:2002 Hydrometric determinations -- Flow measurements in open channels using structures -- Use of vertical underflow gates and radial gates
ISO 14139:2000 Hydrometric determinations -- Flow measurements in open channels using structures -- Compound gauging structures
ISO 14686:2003 Hydrometric determinations -- Pumping tests for water wells -- Considerations and guidelines for design, performance and use
ISO/TS 15768:2000 Measurement of liquid velocity in open channels -- Design, selection and use of electromagnetic current meters
ISO 15769:2010 Hydrometry -- Guidelines for the application of acoustic velocity meters using the Doppler and echo correlation methods
ISO 18365:2013 Hydrometry -- Selection, establishment and operation of a gauging station
ISO/TS 24155:2007 Hydrometry -- Hydrometric data transmission systems -- Specification of system requirements
ISO/TR 24578:2012 Hydrometry -- Acoustic Doppler profiler -- Method and application for measurement of flow in open channels
ISO/TS 25377:2007 Hydrometric uncertainty guidance (HUG)
ISO 26906:2009 Hydrometry -- Fishpasses at flow measurement structures