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Timestamp: 2020-01-24 14:51:54+00:00
Document Index: 148554722

Matched Legal Cases: ['art. 89', 'art. 2', 'art. 2', 'art.\n31', 'art. 6', 'art. 90', 'art.\n92', 'art. 99', 'art. 91', 'art. 92', 'art. 96', 'art. 97', 'art. 26', 'art. 13', 'art. 11', 'art.\n83', 'art. 36', 'art.\n36', 'art. 92']

ALLEGATO I - COMMENTO SUL TITOLO IV DEL D. LGS. n. 81/08
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Pagina 1/31 ALLEGATO I COMMENTO SUL TITOLO IV DEL D. LGS. n. 81/08 Il Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili" si compone di 72 articoli ed è suddiviso in 3 capi: - Capo I - Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili (artt. da 88 a 104); - Capo II - Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota (artt. da 105 a 156) - Capo III - Sanzioni – (artt. Da 157 a 160) Capo I Il Capo I raccoglie ed armonizza, in tutto o in parte, la normativa speciale relativa ai lavori edili e di genio civile (D. Lgs. 164/56, D.P.R. 547/55, D. Lgs.
494/96, D.P.R. 222/03). Alla luce di un confronto dettagliato tra gli articoli del decreto legislativo in oggetto e della vecchia normativa (cfr. allegato I, allegato II e allegato III), si riporta nel seguito un commento per gli articoli che hanno subito rilevanti modifiche.
Articolo 89 Definizioni L'art. 89 riporta le "Definizioni". Rispetto all'art. 2 del D. Lgs. 494/96 cambia la definizione di "Responsabile dei lavori" che ora è incaricato, dal committente, della progettazione o del controllo dell'esecuzione dell'opera, mentre l'art. 2 del D. Lgs. 494/96 diceva che tale figura poteva essere incaricata. Ciò comporta, pertanto, l'obbligo di nomina della suddetta figura che deve necessariamente coincidere con il progettista per la fase di progettazione dell'opera e con il direttore dei lavori per la fase di esecuzione dell'opera.
Un'altra novità rispetto al D.
Lgs. 494/96 riguarda il "coordinatore per l'esecuzione" che, oltre a non poter coincidere con il datore di lavoro dell'impresa esecutrice, come già previsto in precedenza, adesso non può coincidere con un dipendente dell'impresa esecutrice o con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP). Per quel che concerne il Piano operativo di sicurezza (POS) il nuovo provvedimento specifica che i contenuti dello stesso sono riportati nell'allegato XV il quale contiene tutte le disposizioni del D.P.R. 222/03 (Regolamento sui contenuti dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei i mobili, in attuazione dell'art.
31, comma 1, della legge 109/94).
Vengono inserite, infine, le definizioni di impresa affidataria (impresa titolare del contratto di appalto con il committente che, nell’esecuzione dell’opera appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi) e di idoneità tecnico-professionale (possesso di capacità organizzative, nonché disponibilità di forza lavoro, di macchine e di attrezzature, in riferimento alla realizzazione dell’opera).
Pagina 2/31 Articolo 90 Obblighi del committente o del responsabile dei lavori Il comma 3 stabilisce che il committente, anche nei casi di coincidenza con l'impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori designa il coordinatore per la progettazione, quando vi siano cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese anche non contemporanea.
Tale designazione pertanto non è più legata, come era in passato, all'entità presunta del cantiere (pari o superiore a 200 uomini-giorno) e alla presenza di rischi particolari con la conseguenza di obbligare anche il committente di piccoli lavori ad ottemperare ad obblighi di notevole rilevanza (redazione del Piano di sicurezza e di coordinamento (PSC), del fascicolo tecnico, della notifica preliminare). Il comma 9 obbliga il committente a verificare l'idoneità tecnico-professionale dell'impresa affidataria oltre che delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, secondo le modalità definite nell'allegato XVII.
In tale allegato si elencano i documenti che le imprese dovranno esibire al committente o al responsabile dei lavori; molti di questi documenti sono, tuttavia, già contenuti nel piano operativo di sicurezza (POS) che tutte le imprese sono tenute a redigere e trasmettere al CSE (documento di valutazione dei rischi, elenco dei dispositivi di protezione individuale, nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, ecc.).
Il legislatore, in tal modo, sembra appesantire alcuni adempimenti di carattere burocratico-cartaceo, piuttosto che semplificarli, in contrasto con quanto espressamente indicato nei criteri di delega. L'efficacia del titolo abilitativo è altresì sospesa in assenza del PSC o del fascicolo o della notifica preliminare, quando previsti (comma 10). Il comma 11 dispone che, nel caso di lavori privati non soggetti a permesso di costruire, il committente non deve designare il coordinatore per la progettazione, ferma restando l'ipotesi di designazione del coordinatore per l'esecuzione qualora, dopo l'affidamento dei lavori ad un'unica impresa, l'esecuzione di essi o di parte di essi sia affidata a una o più imprese.
Se tale interpretazione risultasse corretta, il caso di esclusione dell'obbligo di designazione sarebbe solo quello relativo a lavori, non soggetti a permesso di costruire affidati ad un'unica impresa. Su tale aspetto ci riserviamo di richiedere maggiori chiarimenti all'amministrazione competente. Articolo 91 Obblighi del coordinatore per la progettazione In riferimento al comma 1 lettera b) si segnala che i contenuti del fascicolo che, nel D. Lgs. 494/96 erano demandati ad un apposito decreto interministeriale mai emanato, sono stati riportati nell'allegato XVI.
Articolo 93 Responsabilità dei committenti e dei responsabili dei lavori La formulazione del comma 1 del presente articolo aumenta le responsabilità del committente rispetto a quanto previsto al comma 1 dell'art. 6 del D. Lgs. 494/96. Infatti adesso il committente è comunque obbligato a verificare che il responsabile dei lavori adempia ai propri obblighi (art. 90), a verificare che il coordinatore per l'esecuzione segnali le inosservanze delle imprese alle norme di
Pagina 3/31 sicurezza, proponga la sospensione dei lavori, l'allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto (art.
92, comma 1, lettera e)) e a verificare la trasmissione della notifica preliminare (art. 99). Il comma 2 esonera, invece, il committente dalla responsabilità di verificare che il coordinatore per la progettazione abbia redatto il PSC e il fascicolo (art. 91, comma 1), e dalla responsabilità di verificare che il coordinatore per l'esecuzione svolga correttamente i propri compiti (art. 92, comma 1, lettere a), b), c), e d)).
Articolo 96 Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti L'art. 96 ha esteso gli obblighi che prima erano esclusivamente di pertinenza dei datori di lavoro, ai dirigenti ed ai preposti. Sono stati inoltre aggiunti alcuni obblighi in merito all'organizzazione del cantiere ed alla protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche. Si segnala in particolare che è stato inserito, al comma 2, il principio, fortemente voluto dall'ANCE, secondo il quale l'accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici del piano di sicurezza e di coordinamento e la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento all'obbligo di redazione del documento unico di valutazione dei rischi derivanti dalle interferenze (DUVRI).
Articolo 97 Obblighi del datore di lavoro dell’impresa affidataria Essendo stata definita l'impresa affidataria, l'art. 97 stabilisce gli obblighi in capo al datore di lavoro dell'impresa stessa tra cui la vigilanza sulla sicurezza dei lavori affidati e sull'applicazione da parte delle imprese subappaltatrici e dei lavoratori autonomi, di quanto contenuto nel PSC. Il datore di lavoro dell'impresa affidataria è anche responsabile degli obblighi di cui all'art. 26 (Obblighi connessi ai contratti di appalto o d'opera o di somministrazione) con esclusione della redazione del documento unico di valutazione dei rischi e del documento di valutazione dei rischi proprio di ciascuna impresa.
Si fa notare come siano stati assegnati all'impresa affidataria obblighi propri del coordinatore in fase di esecuzione. Articolo 98 Requisiti professionali del coordinatore per la progettazione, del coordinatore per l'esecuzione dei lavori In merito ai corsi di formazione sono stati inseriti nuovi aspetti: l'obbligo della verifica finale di apprendimento, le modalità di svolgimento dei corsi e l'obbligo dell'aggiornamento quinquennale della durata complessiva di 40 ore.
Pagina 4/31 Articolo 101 Obblighi di trasmissione Al comma 3 si specifica che l'impresa esecutrice deve trasmettere il proprio piano operativo di sicurezza all’impresa affidataria, la quale, previa verifica della congruenza rispetto al proprio, lo trasmette al coordinatore per l’esecuzione.
I lavori hanno inizio dopo l’esito positivo delle suddette verifiche che sono effettuate tempestivamente e comunque non oltre 15 giorni dall’avvenuta ricezione. Nella formulazione dell'art. 13 del D. Lgs. 494/96 era previsto invece che ciascuna impresa esecutrice trasmettesse direttamente il proprio POS al coordinatore per l'esecuzione. Ancora una volta l'impresa affidataria è chiamata a svolgere compiti propri del coordinatore in fase di esecuzione.
Articolo 103 Modalità di previsione dei livelli di emissione sonora L'articolo 16 del D. Lgs. 494/96 consentiva al datore di lavoro di calcolare l'esposizione quotidiana personale di un lavoratore al rumore, in fase preventiva, sulla base di studi e misurazioni validati dalla Commissione prevenzione infortuni. Tale principio fu inserito proprio per tener conto delle specificità delle lavorazioni di cantiere e per il carattere di temporaneità delle stesse. La nuova formulazione fa riferimento non più all'esposizione quotidiana personale di un lavoratore, bensì alla emissione sonora di attrezzature di lavoro, macchine ed impianti.
Tale aspetto necessita di un chiarimento dal momento che sembra invalidare la metodologia, riconosciuta dal Ministero del lavoro, adottata finora nel settore delle costruzioni. Capo II Il Capo II raggruppa la vecchia normativa per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni (D.P.R. 164/56), ad esclusione degli articoli riferiti alle macchine che trovano ubicazione nell'allegato V del decreto, alcuni concetti del D. Lgs. 626/94 (ad esempio la definizione di lavori in quota, l'inserimento del Piano di montaggio uso e smontaggio (Pi.M.U.S.), ecc.), ed aspetti del D.P.R. 547/55.
Le circolari ed i decreti in materia di sicurezza nelle costruzioni che si sono susseguiti nel tempo e che riguardano aspetti tecnici, hanno trovato la loro collocazione negli allegati al decreto stesso.
E' il caso ad esempio della circolare ministeriale in merito alle verifiche di sicurezza dei ponteggi metallici fissi, i cui contenuti attualmente sono riportati in allegato XIX. In tale Capo è visibile un palese intento del legislatore di svecchiare quei concetti elaborati più di 50 anni fa ed ormai superati: sono stati eliminati i riferimenti a tecniche oggi non più adottate (ad es. la fosse della calce) mentre si è tenuto conto dell'evoluzione tecnologica al fine di garantire un'apertura verso i nuovi materiali in uso e verso le tecnologie esistenti, ma anche future. Ne è un esempio evidente le Sezione V: PONTEGGI FISSI che si applica non solo ai ponteggi costituiti da elementi metallici, come riportato nel D.P.R.
164/56, ma anche ad elementi non metallici.
Pagina 5/31 E' stata superata quindi l'inadeguatezza del vecchio decreto che in alcuni punti manifestava una rigidità che non consentiva l'applicazione di tecniche diverse da quelle espressamente scritte. Per chiarire meglio questo concetto si può far riferimento all'ancoraggio dei ponteggi: il D.P.R. 164/56 prevedeva esclusivamente l'adozione di sistemi a rombo, la nuova normativa prevede anche l'adozione di sistemi di pari efficacia. Tali aspetti sono indubbiamente apprezzabili. Tenendo in considerazione le suddette premesse, nel seguito vengono analizzati i concetti introdotti dal legislatore ex novo.
Articolo 105 Attività soggette Il legislatore ha esteso il campo di applicazione del vecchio D.P.R. 164/56 anche ai lavoratori autonomi. Inoltre ha dettagliato le tipologie di lavoro cui si applica il Capo II. Articolo 107 Definizioni Viene mutuata la definizione di lavoro in quota dal D. Lgs. 626/94. Articolo 114 Protezione dei posti di lavoro I posti di lavoro in cui si svolgono lavorazioni a carattere continuativo devono essere protetti. Tale concetto non è nuovo, in quanto già espresso nel D.P.R. 164/56, ma la nuova normativa consente di utilizzare una protezione effettuata mediante un solido impalcato contro la caduta di materiali, senza far riferimento ad inutili dimensioni prefissate.
Articolo 117 Lavori in prossimità di parti attive Appare poco chiara la formulazione del presente articolo che va a modificare l'art. 11 del D.P.R. 164/56. Sono stati eliminati i riferimenti a distanze prefissate (5 metri) indicando, tra le precauzioni da adottare per poter effettuare lavori in prossimità di parti elettriche attive, quella di "tenere in permanenza persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni altra attrezzatura, a distanza di sicurezza". Sembrerebbe pertanto che venga lasciata al datore di lavoro una discrezionalità nella valutazione della distanza di sicurezza dalle linee elettriche o da impianti elettrici con parti attive non protette, ma andando a confrontare tale articolo con quanto riportato nell'art.
83 che tratta lo stesso argomento, si evincerebbe la possibilità di far riferimento ad una specifica tabella (Tabella 1 dell'allegato IX) che riporta le distanze minime di sicurezza in funzione dei valori di tensione. Tale riferimento tuttavia non è esplicito poiché manca un espresso richiamo allo stesso articolo 83 e pertanto questo aspetto richiede un necessario chiarimento.
Pagina 6/31 Articolo 119 Pozzi, scavi e cunicoli L'aggiunta del comma 7 richiede che nei pozzi e nei cunicoli sia prevista una adeguata assistenza all’esterno e le dimensioni devono essere tali da permettere il recupero di un lavoratore infortunato privo di sensi. Articolo 131 Autorizzazione alla costruzione ed all'impiego Nell'ottica di aggiornare e migliorare le condizioni di sicurezza in funzione del progresso tecnico e normativo il legislatore ha inserito la possibilità di richiedere al Ministero del Lavoro e della previdenza sociale, oltre all'autorizzazione alla costruzione ed all'impiego, anche la rispondenza del ponteggio, già autorizzato, alle norme UNI.
Articolo 133 Progetto I commi sono stati aggiornati alla luce di quanto riportato al comma 1 dell'art. 36-quater del D.Lgs. n. 626/94. Pertanto si parla di calcolo di resistenza e stabilità e non solo di calcolo per i ponteggi di altezza superiore a 20 metri e per quelli per i quali nella relazione di calcolo non sono disponibili le specifiche configurazioni strutturali utilizzate con i relativi schemi di impiego nonché per le altre opere provvisionali, costituite da elementi metallici o non. Per i ponteggi per i quali nella relazione di calcolo non sono disponibili le specifiche configurazioni strutturali utilizzate con i relativi schemi di impiego, il comma 2 dell'art.
36-quater del D. Lgs. 626/94 consentiva al datore di lavoro di non procedere alla redazione di un calcolo di resistenza e stabilità nel caso in cui provveda all'assemblaggio del ponteggio in conformità ai capi IV, V, VI del D.P.R. 164/56 che nel decreto in oggetto sono stati integralmente riportati. Con l'attuale formulazione questa possibilità viene esclusa.
Articolo 138 Norme particolari Il legislatore ha inserito un nuovo comma (comma 2) per allinearsi alle norme di buona tecnica europee e per tener conto delle nuove tecnologie esistenti: le tavole del piano di calpestio possono avere un distacco dalla muratura non superiore a 30 centimetri. Nello stesso articolo ha introdotto alcune deroghe all'applicazione delle disposizioni relative ai ponteggi in legno ai ponteggi costituiti da elementi metallici o non, che trovano la loro giustificazione nelle norme di buona tecnica europee, nel progresso tecnologico e nell'ottica del miglioramento continuo delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.
Pagina 7/31 Articolo 151 Ordine delle demolizioni Viene specificato che il programma contenente la successione dei lavori di demolizione è contenuto nel POS, tenendo conto di quanto indicato nel PSC, ove previsto. Articolo 152 Misure di sicurezza Nel caso di operazioni di demolizione dei muri di altezza inferiore ai due metri (e non più inferiori a 5 metri) non sono richiesti ponti i sevizio indipendenti dall'opera in demolizione e non si applica il divieto di lavorare e fare lavorare sul muro stesso.
Capo III Il confronto tra l'apparato sanzionatorio previsto dal presente decreto e quello previsto dalla previgente normativa è riportato: − nella Tabella 1 per quanto riguarda il confronto con le sanzioni del D.
Lgs. 494/96; − nella Tabella 2 per quanto riguarda il confronto con le sanzioni del D.P.R. 164/56.
TABELLA 1 pagina 8 di 31 SANZIONI NEL D. LGS. 494/96 SANZIONI NEL TU Art. 20. Contravvenzioni commesse dai committenti e dai responsabili dei lavori. Art. 157 Contravvenzioni commesse dai committenti e dai responsabili dei lavori. Con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni per la violazione degli articoli 3, commi 1, secondo periodo, 3, 4 e 4-bis; 6, comma 2; Art. 3 1. Al fine di permettere la pianificazione dell’esecuzione in condizioni di sicurezza dei lavori o delle fasi di lavoro che si devono svolgere simultaneamente o successivamente tra loro, il committente o il responsabile dei lavori prevede nel progetto la durata di tali lavori o fasi di lavoro.
3. Nei cantieri in cui à prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea, il committente o il responsabile dei lavori, contestualmente all'affidamento dell'incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione in ognuno dei seguenti casi: a) nei cantieri la cui entità presunta è pari o superiore a 200 uomini-giorno; b) nei cantieri i cui lavori comportano i rischi particolari elencati nell’allegato II. 4. Nei casi di cui al comma 3, il committente o il responsabile dei lavori, prima dell’affidamento dei lavori, designa il coordinatore per l’esecuzione dei lavori, che deve essere in possesso dei requisiti di cui all’articolo 10.
4-bis. La disposizione di cui al comma 4 si applica anche caso in cui, dopo l’affidamento dei lavori a un’unica impresa, l’esecuzione dei lavori o di parte di essi sia affidata a una o più imprese. Art. 6 2. La designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione, non esonera il committente o il responsabile dei lavori dalle responsabilità connesse alla verifica dell’adempimento degli obblighi di cui all’articolo 4, comma 1, e 5, comma 1, lettera a).
Con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 10.000 euro per la violazione degli articoli 90, commi 1 secondo periodo, 3, 4 e 5: Art.
90 1. Al fine di permettere la pianificazione dell'esecuzione in condizioni di sicurezza dei lavori o delle fasi di lavoro che si devono svolgere simultaneamente o successivamente tra loro, il committente o il responsabile dei lavori prevede nel progetto la durata di tali lavori o fasi di lavoro. 3. Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea, il committente, anche nei casi di coincidenza con l’impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori, contestualmente all'affidamento dell'incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione.
5. La disposizione di cui al comma 4 si applica anche nel caso in cui, dopo l'affidamento dei lavori a un'unica impresa, l'esecuzione dei lavori o di parte di essi sia affidata a una o più imprese. SANZIONE ELIMINATA NEL T.U. b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da lire un milione a lire cinque milioni per la violazione dell’articolo 3, comma 8, lettera a): Art. 3 8. Il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori a un’unica impresa: b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1250 a 5000 euro per la violazione dell’articolo 90, comma 9, lettera a): Art.
90 9. Il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un'unica impresa:
TABELLA 1 pagina 9 di 31 SANZIONI NEL D. LGS. 494/96 SANZIONI NEL TU a) verifica l’idoneità tecnico-professionale delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare, anche attraverso l’iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato. a) verifica l'idoneità tecnico-professionale dell’impresa affidataria, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare, con le modalità di cui all’allegato XVII. Nei casi di cui al comma 11, il requisito di cui al periodo che precede si considera soddisfatto mediante presentazione da parte dell’impresa del certificato di iscrizione alla Camera di commercio, industria e artigianato e del documento unico di regolarità contributiva, corredato da autocertificazione in ordine al possesso degli altri requisiti previsti dall’allegato XVII; c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione a lire sei milioni per la violazione degli articoli 11, comma 1; 13, comma 1.
Art. 11 1. Il committente o il responsabile dei lavori, prima dell'inizio dei lavori, trasmette all'Azienda unità sanitaria locale e alla Direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti la notifica preliminare elaborata conformemente all'allegato III nonché gli eventuali aggiornamenti nei seguenti casi: a) cantieri di cui all'articolo 3, comma 3; b) cantieri che, inizialmente non soggetti all’obbligo di notifica, ricadono nelle categorie di cui alla lettera a) per effetto di varianti sopravvenute in corso d’opera; c) cantieri in cui opera un’unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a duecento uominigiorno.
Art. 13. Obbligo di trasmissione 1.Il committente o il responsabile dei lavori trasmette il piano di sicurezza e di coordinamento a tutte le imprese invitate a presentare offerte per l’esecuzione dei lavori. In caso di appalto di opera pubblica si considera trasmissione la messa a disposizione del piano a tutti i concorrenti alla gara di appalto. c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1200 a 3600 euro per la violazione dell'articolo 101, comma 1 primo periodo: SANZIONE ELIMINATA NEL T.U. Art. 101 Il committente o il responsabile dei lavori trasmette il piano di sicurezza e di coordinamento a tutte le imprese invitate a presentare offerte per l'esecuzione dei lavori.
ELIMINATA LA SANZIONE PER IL SECONDO PERIODO SANZIONE NON PREVISTA NEL D. LGS. 494/96 d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2000 a 6000 euro per la violazione dell' articolo 90, comma 9 lettera c). Art. 90 9. Il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un'unica impresa: c) trasmette all’amministrazione competente prima dell’inizio dei lavori, oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività, il nominativo delle imprese esecutrici dei lavori unitamente alla documentazione di cui alle lettere a) e b). L'obbligo di cui al periodo che precede sussiste anche in caso di eseguiti in economia mediante affidamento delle singole lavorazioni a lavoratori autonomi, ovvero di lavori realizzati direttamente con proprio personale dipendente senza ricorso all’appalto.
In assenza del documento unico di regolarità contributiva, anche in caso di variazione dell’impresa esecutrice dei lavori, l’efficacia del titolo abilitativo è sospesa.
TABELLA 1 pagina 10 di 31 SANZIONI NEL D. LGS. 494/96 SANZIONI NEL TU Art. 22. Sanzioni relative agli obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti. Art. 159. Sanzioni per i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti. 1. I datori di lavoro delle imprese esecutrici e, nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, i dirigenti e i preposti che dirigono o sovrintendono le attività delle imprese stesse, sono tenuti all’osservanza delle pertinenti disposizioni del presente decreto. 2. Il datore di lavoro è punito con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da due a cinque milioni per la violazione dell’articolo 14, comma 1, primo periodo.
Art. 14 1. Prima dell’accettazione del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 12 e delle modifiche significative apportate allo stesso, il datore di lavoro di ciascuna impresa esecutrice consulta il rappresentante per la sicurezza e gli fornisce eventuali chiarimenti sul contenuto del piano SANZIONE ELIMINATA NEL T.U. 3. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni per la violazione degli articoli 9, comma 1, lettera a); 12, comma 3 Art. 9. Obblighi dei datori di lavoro. 1. I datori di lavoro: a) adottano le misure conformi alle prescrizioni di cui all'allegato IV.
SANZIONE NON PREVISTA NEL D. LGS. 494/96 Art. 12. Piano di sicurezza e di coordinamento. 3. I datori di lavoro delle imprese esecutrici e i lavoratori autonomi sono tenuti ad attuare quanto previsto nel piano di cui al comma 1 e nel piano operativo di 1. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 3000 a 12000 euro per la violazione degli articoli 96, comma 1, lettere a), b), c), e g), 97 comma 1, 100, comma 3, 117,118, 121, 126, 128, comma 1, 145, commi 1 e 2, 1481 ; Art. 96 1. I datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici, anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti: a) adottano le misure conformi alle prescrizioni di cui all'allegato XIII; b) predispongono l'accesso e la recinzione del cantiere con modalità chiaramente visibili e individuabili; c) curano la disposizione o l’accatastamento di materiali o attrezzature in modo da evitarne il crollo o il ribaltamento; g) redigono il piano operativo di sicurezza di cui all'articolo 89, comma 1, lettera h).
Art. 97 1. Il datore di lavoro dell’impresa affidataria vigila sulla sicurezza dei lavori aggiudicati e sull’applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del piano di sicurezza e coordinamento. Art. 100 3. I datori di lavoro delle imprese esecutrici e i lavoratori autonomi sono tenuti ad attuare quanto previsto nel piano di cui al comma 1 e nel piano operativo di sicurezza. 1 La parte evidenziata si riferisce alle sanzioni del DPR 164/56 (cfr. Tabella 2).
TABELLA 1 pagina 11 di 31 SANZIONI NEL D. LGS. 494/96 SANZIONI NEL TU sicurezza. SANZIONE NON PREVISTA NEL D.
LGS. 494/96 SANZIONE NON PREVISTA NEL D. LGS. 494/96 c) con l’arresto sino a due mesi o con l’ammenda da 500 a 2000 euro per la violazione degli articoli 96, comma 1, lettera d), e 97, comma 3, nonché per la violazione delle disposizioni del Capo II del presente Titolo non altrimenti sanzionate2 ; Art. 96 1. I datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici, anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti: d) curano la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche che possono compromettere la loro sicurezza e la loro salute.
Art. 97 3. Il datore di lavoro dell’impresa affidataria deve, inoltre: a) coordinare gli interventi di cui agli articoli 95 e 96; b) verificare la congruenza dei piani operativi di sicurezza (POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della trasmissione dei suddetti piani operativi di sicurezza al coordinatore per l’esecuzione. b) con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione a lire sei milioni per la violazione degli articoli 12, comma 4; 13, commi 2 e 3. Art. 12 4. I datori di lavoro delle imprese esecutrici mettono a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza copia del piano di sicurezza e di coordinamento e del piano operativo di sicurezza almeno dieci giorni prima dell’inizio dei lavori.
Art. 13 2. Prima dell’inizio dei lavori l’impresa aggiudicataria trasmette il piano di cui al comma 1 alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi. 3. Prima dell’inizio dei rispettivi lavori ciascuna impresa esecutrice trasmette il proprio piano operativo di sicurezza al coordinatore per l’esecuzione. d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1200 a 3600 euro per la violazione degli articoli 100, comma 4, e 101, commi 2 e 3. Art. 100 4. I datori di lavoro delle imprese esecutrici mettono a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza copia del piano di sicurezza e di coordinamento e del piano operativo di sicurezza almeno dieci giorni prima dell'inizio dei lavori.
Art. 101 2. Prima dell'inizio dei lavori l'impresa affidataria trasmette il piano di cui al comma 1 alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi.
3. Prima dell'inizio dei rispettivi lavori ciascuna impresa esecutrice trasmette il proprio piano operativo di sicurezza all’impresa affidataria, la quale, previa verifica della congruenza rispetto al proprio, lo trasmette al coordinatore per l’esecuzione. I lavori hanno inizio dopo l’esito positivo delle suddette verifiche che sono effettuate tempestivamente e comunque non oltre 15 giorni dall’avvenuta ricezione. 2. Il preposto è punito nei limiti dell'attività alla quale è tenuto in osservanza degli obblighi generali di cui all'articolo 19: Articolo 19 Obblighi del preposto 1. In riferimento alle attività indicate all’articolo 3, i preposti, 2 La parte evidenziata si riferisce alle sanzioni del DPR 164/56 (cfr.
TABELLA 1 pagina 12 di 31 SANZIONI NEL D. LGS. 494/96 SANZIONI NEL TU secondo le loro attribuzioni e competenze, devono: a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti; b) verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; c) richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; d) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato; f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta; g) frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall’articolo 37.
4. I preposti sono puniti con l’arresto sino a due mesi o con l’ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni per la violazione degli articoli 9, comma 1, lettera a); 12, comma 3. Art. 9. Obblighi dei datori di lavoro. 1. I datori di lavoro: a) adottano le misure conformi alle prescrizioni di cui all'allegato IV; Art. 12 3. I datori di lavoro delle imprese esecutrici e i lavoratori autonomi sono tenuti ad attuare quanto previsto nel piano di cui al comma 1 e nel piano operativo di sicurezza.
a) con l'arresto sino a due mesi o con l'ammenda da 500 a 2000 euro per la violazione degli articoli 96, comma 1, lettera a), 100, comma 3, 121, 136, commi 5 e 6, 137, comma 1, 145, commi 1 e 23 ; Art.
96 1. I datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici, anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti: a) adottano le misure conformi alle prescrizioni di cui all'allegato XIII; Art. 100 3. I datori di lavoro delle imprese esecutrici e i lavoratori autonomi sono tenuti ad attuare quanto previsto nel piano di cui al comma 1 e nel piano operativo di sicurezza. 3 La parte evidenziata si riferisce alle sanzioni del DPR 164/56 (cfr. Tabella 2).
TABELLA 1 pagina 13 di 31 SANZIONI NEL D. LGS. 494/96 SANZIONI NEL TU Art. 21. Contravvenzioni commesse dai coordinatori Art. 158. Sanzioni per i coordinatori Il coordinatore per la progettazione è punito con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni per la violazione dell'articolo 4, comma 1. Art. 4. Obblighi del coordinatore per la progettazione. 1. Durante la progettazione dell’opera e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte, il coordinatore per la progettazione: a) redige il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 12, comma 1; b) predispone un fascicolo contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, tenendo conto delle specifiche norme di buona tecnica e dell’allegato II al documento Ue 26/05/93.
Il fascicolo non è predisposto nel caso di lavori di manutenzione ordinaria di cui all’articolo 31, lettera a), della legge 5 agosto 1978, n. 457, articolo 31 lettera a).
Il coordinatore per la progettazione è punito con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 3000 a 12000 euro per la violazione dell'articolo 91, comma 1. Art. 91 1. Durante la progettazione dell'opera e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte, il coordinatore per la progettazione: a) redige il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100, comma 1, i cui contenuti sono dettagliatamente specificati nell’allegato XV; b) predispone un fascicolo, i cui contenuti sono definiti all'allegato XVI, contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, tenendo conto delle specifiche norme di buona tecnica e dell'allegato II al documento UE 26 maggio 1993.
2. Il coordinatore per l'esecuzione dei lavori è punito: a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni per la violazione dell'articolo 5, comma 1, lettere a), b) c) e) ed f) e comma 1-bis; Art. 5 1. Durante la realizzazione dell'opera, il coordinatore per l'esecuzione dei lavori provvede a: a) verificare, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 12 e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro; b) verificare l’idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento di cui all’articolo 12, assicurandone la coerenza con quest’ultimo, e adeguare il piano di sicurezza e coordinamento e il fascicolo di cui all’articolo 4, comma 1, lettera b), in relazione all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, nonché verificare che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza; c) organizzare tra i datori di lavoro, ivi compresi i 2.
Il coordinatore per l'esecuzione dei lavori è punito: a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 3000 a 12000 euro per la violazione dell'articolo 92, comma 1, lettere a), b) c) e) ed f) e con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 3000 ad 8000 euro per la violazione dell'art. 92, comma 2; Art. 92 1. Durante la realizzazione dell'opera, il coordinatore per l'esecuzione dei lavori: a) verifica, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100 e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro; b) verifica l'idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento di cui all'articolo 100, assicurandone la coerenza con quest’ultimo, adegua il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100 e il fascicolo di cui all'articolo 91, comma 1, lettera b), in relazione all'evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, verifica che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di
TABELLA 1 pagina 14 di 31 SANZIONI NEL D. LGS. 494/96 SANZIONI NEL TU lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione; e) segnalare al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alle disposizioni degli articoli 7, 8 e 9, e alle prescrizioni del piano di cui all’articolo 12 e proporre la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto. Nel caso in cui il committente o il responsabile dei lavori non adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornirne idonea motivazione, il coordinatore per l’esecuzione provvede a dare comunicazione dell’inadempienza alla Azienda unità sanitaria locale territorialmente competente e alla Direzione provinciale del lavoro; f) sospendere in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.
1-bis. Nei casi di cui all’articolo 3, comma 4-bis, il coordinatore per l’esecuzione, oltre a svolgere i compiti di cui al comma 1, redige il piano di sicurezza e di coordinamento e predispone il fascicolo, di cui all’articolo 4, comma 1, lettere a) e b). sicurezza; c) organizza tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione; e) segnala al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alle disposizioni degli articoli 94, 95 e 96 e alle prescrizioni del piano di cui all'articolo 100, e propone la sospensione dei lavori, l'allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto.
Nel caso in cui il committente o il responsabile dei lavori non adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornire idonea motivazione, il coordinatore per l'esecuzione dà comunicazione dell'inadempienza alla azienda unità sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti; f) sospende, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.
Art. 92 2. Nei casi di cui all'articolo 90, comma 5, il coordinatore per l'esecuzione, oltre a svolgere i compiti di cui al comma 1, redige il piano di sicurezza e di coordinamento e predispone il fascicolo, di cui all'articolo 91, comma 1, lettere a) e b). b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque milioni per la violazione dell'articolo 5, comma 1, lettera d). Art. 5 comma 1 d) verificare l’attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere.
b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1250 a 5000 euro per la violazione dell'articolo 92, comma 1, lettera d).
Art. 92 1. Durante la realizzazione dell'opera, il coordinatore per l'esecuzione dei lavori: d) verifica l'attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere.
TABELLA 1 pagina 15 di 31 SANZIONI NEL D. LGS. 494/96 SANZIONI NEL TU Art. 21. Contravvenzioni commesse dai lavoratori autonomi Art. 160 Sanzioni per i lavoratori4 I lavoratori autonomi sono puniti con l'arresto fino ad un mese o con l'ammenda da lire trecentomila a lire un milione e duecentomila per la violazione degli articoli 7, comma 1, e 12, comma 3.
Art. 7. Obblighi dei lavoratori autonomi. 1. I lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nei cantieri: a) utilizzano le attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni del titolo III del decreto legislativo n. 626 del 1994; b) utilizzano i dispositivi di protezione individuale conformemente a quanto previsto dal titolo IV del decreto legislativo n. 626 del 1994; c) si adeguano alle indicazioni fornite dal coordinatore per l'esecuzione dei lavori, ai fini della sicurezza. Art. 12 3. I datori di lavoro delle imprese esecutrici e i lavoratori autonomi sono tenuti ad attuare quanto previsto nel piano di cui al comma 1 e nel piano operativo di sicurezza.
1.I lavoratori autonomi sono puniti: a) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1000 a 5000 euro per la violazione dell'articolo 100, comma 3; SANZIONE NON PREVISTA NEL T.U. ECCETTO LETTERA C Art. 100 3. I datori di lavoro delle imprese esecutrici e i lavoratori autonomi sono tenuti ad attuare quanto previsto nel piano di cui al comma 1 e nel piano operativo di sicurezza. b) con l'arresto fino ad un mese o con l'ammenda da 500 a 2000 euro per la violazione dell'articolo 94. Articolo 94 (Obblighi dei lavoratori autonomi) 1.I lavoratori autonomi che esercitano la propria attività nei cantieri, fermo restando gli obblighi di cui al presente decreto legislativo, si adeguano alle indicazioni fornite dal coordinatore per l'esecuzione dei lavori, ai fini della sicurezza (SANZIONE NON NUOVA, CFR.
RIGA PRECEDENTE) 4 Non sono previste per i lavoratori sanzioni che si riferiscono al Capo I, ma solo al Capo II (cfr. Tabella 2).
TABELLA 1 pagina 16 di 31 SANZIONI NEL DPR 164/56 SANZIONI NEL TU Art. 77 (Contravvenzioni commesse dai datori di lavoro e dai dirigenti) Art. 159. Sanzioni per i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti. 1. I datori di lavoro e i dirigenti sono puniti: a) con l'arresto da tre mesi a sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 12, 15, 17, 24 primo comma, 27 primo comma, 29 quarto comma, 41, 49 secondo comma, 56 primo comma, 57 primo e secondo comma, 67 primo e secondo comma; LA SANZIONE ERA PREVISTA ANCHE NEL DPR 164, MA CON L'ARRESTO DA 2 A 4 MESI O CON AMMENDA DA 1 MILIONE A 5 MILIONI.
Art. 12 (Splateamento e sbancamento) 1. Nei lavori di splateamento o sbancamento eseguiti senza l'impiego di escavatori meccanici, le pareti delle fronti di attacco devono avere una inclinazione o un tracciato tali, in relazione alla natura del terreno, da impedire franamenti. Quando la parete del fronte di attacco supera l'altezza di m 1,50, è vietato il sistema di scavo manuale per scalzamento alla base e conseguente franamento della parete.
2. Quando per la particolare natura del terreno o per causa di piogge, di infiltrazione, di gelo o disgelo, o per altri motivi, siano da temere frane o scoscendimenti, deve essere provveduto all'armatura o al consolidamento del terreno. 3. Nei lavori di escavazione con mezzi meccanici deve essere vietata la presenza degli operai nel campo di azione dell'escavatore e sul ciglio del fronte di attacco. 4. Il posto di manovra dell'addetto all'escavatore, quando 1. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 3000 a 12000 euro per la violazione degli articoli 96, comma 1, lettere a), b), c), e g), 97 comma 1, 100, comma 35 , 117,118, 121, 126, 128, comma 1, 145, commi 1 e 2, 148; Articolo 117 Lavori in prossimità di parti attive 1.
Quando occorre effettuare lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, ferme restando le norme di buona tecnica, si deve rispettare almeno una delle seguenti precauzioni: a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei lavori; b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano l’avvicinamento alle parti attive; c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni altra attrezzatura a distanza di sicurezza.
2. La distanza di sicurezza deve essere tale che non possano avvenire contatti diretti o scariche pericolose per le persone tenendo conto del tipo di lavoro, delle attrezzature usate e delle tensioni presenti. Articolo 118 Splateamento e sbancamento 1. Nei lavori di splateamento o sbancamento eseguiti senza l'impiego di escavatori meccanici, le pareti delle fronti di attacco devono avere una inclinazione o un tracciato tali, in relazione alla natura del terreno, da impedire franamenti. Quando la parete del fronte di attacco supera l'altezza di m 1,50, è vietato il sistema di scavo manuale per scalzamento alla base e conseguente franamento della parete.
2. Quando per la particolare natura del terreno o per causa di piogge, di infiltrazione, di gelo o disgelo, o per altri motivi, siano da temere frane o scoscendimenti, deve essere provveduto all'armatura o al consolidamento del terreno. 3. Nei lavori di escavazione con mezzi meccanici deve essere vietata la presenza degli operai nel campo di azione dell'escavatore e sul ciglio del fronte di attacco. 4. Il posto di manovra dell'addetto all'escavatore, quando questo non sia munito di cabina metallica, deve essere protetto con solido riparo.
5 La parte evidenziata si riferisce alle sanzioni del D.
Lgs. 494/96 (cfr. Tabella 1).
TABELLA 1 pagina 17 di 31 SANZIONI NEL DPR 164/56 SANZIONI NEL TU questo non sia munito di cabina metallica, deve essere protetto con solido riparo. 5. Ai lavoratori deve essere fatto esplicito divieto di avvicinarsi alla base della parete di attacco e, in quanto necessario in relazione all'altezza dello scavo o alle condizioni di accessibilità del ciglio della platea superiore, la zona superiore di pericolo deve essere almeno delimitata mediante opportune segnalazioni spostabili col proseguire dello scavo. Art. 15 (Presenza di gas negli scavi) 1. Quando si eseguono lavori entro pozzi, fogne, cunicoli, camini e fosse in genere, devono essere adottate idonee misure contro i pericoli derivanti dalla presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi, specie in rapporto alla natura geologica del terreno o alla vicinanza di fabbriche, depositi, raffinerie, stazioni di compressione e di decompressione, metanodotti e condutture di gas, che possono dar luogo ad infiltrazione di sostanze pericolose.
2. Quando sia accertata o sia da temere la presenza di gas tossici, asfissianti o la irrespirabilità dell'aria ambiente e non sia possibile assicurare una efficiente aerazione ed una completa bonifica, i lavoratori devono essere provvisti di apparecchi respiratori, ed essere muniti di cintura di sicurezza con bretelle passanti sotto le ascelle collegate a funi di salvataggio, le quali devono essere tenute all'esterno dal personale addetto alla sorveglianza. Questo deve mantenersi in continuo collegamento con gli operai all'interno ed essere in grado di sollevare prontamente all'esterno il lavoratore colpito dai gas.
3. Possono essere adoperate le maschere respiratorie, in luogo di autorespiratori, solo quando, accertate la natura e la concentrazione dei gas o vapori nocivi o asfissianti, esse offrano garanzia di sicurezza e semprechè sia assicurata una efficace e continua aereazione. 4. Quando siasi accertata la presenza di gas infiammabili o esplosivi, deve provvedersi alla bonifica dell'ambiente mediante idonea ventilazione; deve inoltre vietarsi, anche dopo la bonifica, se siano da temere emanazioni di gas pericolosi, l'uso di apparecchi a fiamma, di corpi incandescenti e di apparecchi comunque suscettibili di provocare fiamme o surriscaldamenti atti ad incendiare il gas.
5. Nei casi previsti dal secondo, terzo e quarto comma del presente articolo i lavoratori devono essere abbinati nell'esecuzione dei lavori. Art. 17 (Montaggio e smontaggio delle opere provvisionali) 1. Il montaggio e lo smontaggio delle opere provvisionali devono essere eseguiti sotto la diretta sorveglianza di un 5. Ai lavoratori deve essere fatto esplicito divieto di avvicinarsi alla base della parete di attacco e, in quanto necessario in relazione all'altezza dello scavo o alle condizioni di accessibilità del ciglio della platea superiore, la zona superiore di pericolo deve essere almeno delimitata mediante opportune segnalazioni spostabili col proseguire dello scavo.
Articolo 121 Presenza di gas negli scavi 1. Quando si eseguono lavori entro pozzi, fogne, cunicoli, camini e fosse in genere, devono essere adottate idonee misure contro i pericoli derivanti dalla presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi, specie in rapporto alla natura geologica del terreno o alla vicinanza di fabbriche, depositi, raffinerie, stazioni di compressione e di decompressione, metanodotti e condutture di gas, che possono dar luogo ad infiltrazione di sostanze pericolose. 2. Quando sia accertata o sia da temere la presenza di gas tossici, asfissianti o la irrespirabilità dell'aria ambiente e non sia possibile assicurare una efficiente aerazione ed una completa bonifica, i lavoratori devono essere provvisti di idonei dispositivi di protezione individuale delle vie respiratore, ed essere muniti di idonei dispositivi di protezione individuale collegati ad un idoneo sistema di salvataggio, che deve essere tenuto all'esterno dal personale addetto alla sorveglianza.
Questo deve mantenersi in continuo collegamento con gli operai all'interno ed essere in grado di sollevare prontamente all'esterno il lavoratore colpito dai gas. 3. Possono essere adoperate le maschere respiratorie, in luogo di autorespiratori, solo quando, accertate la natura e la concentrazione dei gas o vapori nocivi o asfissianti, esse offrano garanzia di sicurezza e semprechè sia assicurata una efficace e continua aerazione.
4. Quando si sia accertata la presenza di gas infiammabili o esplosivi, deve provvedersi alla bonifica dell'ambiente mediante idonea ventilazione; deve inoltre vietarsi, anche dopo la bonifica, se siano da temere emanazioni di gas pericolosi, l'uso di apparecchi a fiamma, di corpi incandescenti e di apparecchi comunque suscettibili di provocare fiamme o surriscaldamenti atti ad incendiare il gas. 5. Nei casi previsti dal commi 2, 3 e 4, i lavoratori devono essere abbinati nell'esecuzione dei lavori. SANZIONATO NEL T.U. CON L’ARRESTO DA DUE A QUATTRO MESI O CON L’AMMENDA DA 1500 A 5000 EURO
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