Source: http://www.studiomelchionna.it/bil/03.asp
Timestamp: 2018-01-21 08:29:14+00:00
Document Index: 56912853

Matched Legal Cases: ['art. 65', 'art. 65', 'art. 65', 'art. 62', 'art. 28', 'art. 16', 'art. 34', 'art. 2', 'art. 65', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 10', 'art. 54', 'art. 39', 'art. 7']

ONERI DI UTILITA? SOCIALE / EROGAZIONI LIBERALI Art. 65 (ora 100) - 91bis (ora 78) - D.M. 11.4.01
Sono fiscalmente deducibili solo le donazioni espressamente indicate e nei limiti massimi stabiliti dalla legge; sono cumulabili, salvo rare eccezioni (es.: la deducibilità delle erogazioni di cui all?art. 65.2 lett. a) e b) preclude quella delle erogazioni di cui all?art. 65.2 lett. c-sexies).
L'eccedenza oltre i limiti stabiliti dà luogo a variazioni in aumento in sede di dichiarazione dei redditi. La determinazione delle erogazioni liberali deducibili in % sul reddito tassabile si fonda sulla seguente formula (es. per il 2%):
Erogazione liberale deducibile = Y x 0,02 / 1,02 dove Y è il reddito al lordo delle erogazioni liberali.
Spese sostenute per i dipendenti - Le spese relative ad opere o servizi utilizzabili dalla generalità dei dipendenti o da categorie di dipendenti per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sanitaria o culto sono deducibili per un ammontare non superiore al 5 ? delle spese per lavoro dipendente risultanti dall?Unico (compreso il lavoro interinale, DRE Lombardia n. 67825/00).
Le erogazioni liberali diverse da quelle indicate all?art. 65 (per generalità dei dipendenti e utilità sociale) e all?art. 62.1 (anche singoli dipendenti) non sono ammesse in deduzione.
ONERI DI UTILITA? SOCIALE - Possono essere in denaro o in natura (R.M. n. 234/E del 17.7.02):
Erogazione liberale / Liberalità (§ = alternative)
Art. 65.1
5 ? del costo di lavoro dipendente
Le spese relative ad opere o servizi utilizzabili dalla generalità dei dipendenti o da categorie di dipendenti per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sanitaria o culto sono deducibili per un ammontare non superiore al 5 ? delle spese per lavoro dipendente risultanti dall?Unico (compreso il lavoro interinale, DRE Lombardia n. 67825/00).
Distacco o prestazioni di lavoro a favore delle Onlus;
Art. 65.2
2% del reddito di impresa dichiarato per contributi e donazioni
a persone giuridiche che perseguono esclusivamente finalità di cui al comma 1 o di ricerca scientifica
ad organizzazioni non governative riconosciute idonee per gli aiuti a Paesi in via di sviluppo (art. 28 L. 49/1987);
a favore di persone giuridiche con sede nel Mezzogiorno che perseguono esclusivamente attività di ricerca scientifica; §
a favore di università ed istituti di istruzione universitaria;
se destinate a enti o società che perseguono esclusivamente finalità di culto (compresi enti stranieri quali il Vaticano: R.A.E. n. 76 del 5.3.02), di educazione, istruzione, assistenza sociale, sanitaria o di ricerca scientifica; §
a favore di enti pubblici o privati legalmente riconosciuti che svolgono senza scopo di lucro attività nello spettacolo;
spese sostenute (e rimaste a carico) da soggetti obbligati alla manutenzione, protezione o restauro delle cose vincolate ex L. 1089/1939 e DPR 1409/1963;
1% redd. dichiarato
favore dei concessionari privati per la radiodiffusione sonora aventi carattere comunitario (art. 16.5 L. 223/1990);
? 2.065,83 o, se >, 2% redd. dichiarato
erogazioni in denaro alle Onlus conteggiando eventuali cessioni gratuite di beni oggetto dell?attività (esclusi alimentari e farmaceutici); §
? 2.500,00 o, se superiore, 2% del reddito dichiarato (D.L. n. 138/2002)
favore di associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni, da Federazioni sportive nazionali o da Enti di promozione sportiva o direttamente a favore delle organizzazioni nazionali. Per essere deducibili, i versamenti devono essere effettuati mediante bollettino di c/c postale, bonifico bancario, assegno non trasferibile o carta di credito (C.M. n. 207/E del 14.11.00);
fino al 25% del reddito imponibile
beni di interesse culturale o ambientale ceduti gratuitamente ad enti che ne assicurino la conservazione (art. 34 L. 394/1991);
? 1.549,37 o, se
> 2% redd. dichiarato
a favore di associazioni di promozione sociale iscritte nei registri di legge;
erogazioni a favore di Stato, Enti pubblici, fondazioni ed associazioni riconosciute che, senza scopo di lucro, svolgono o promuovono attività di studio, ricerca, documentazione (D.Lgs. 490/99 art. 2);
elargizioni concesse alle vittime delle richieste estorsive e dell?usura;
fino alla concorrenza dell?ammontare elargito a favore di partiti e movimenti politici: un importo pari al 19% delle erogazioni liberali in denaro per importi compresi tra ? 258,23 e 25.822,84 effettuate mediante versamento bancario o postale;
erogazioni in denaro, destinate a finanziare progetti culturali, effettuate a favore dello Stato, delle Regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e di associazioni legalmente riconosciute (art. 65.2 c-nonies);
erogazioni in denaro a Stato, enti territoriali, altre istituzioni pubbliche o private riconosciute per la realizzazione di programmi per la ricerca scientifica sanitaria.
L?Iva senza esercizio di rivalsa non rientra nella % di deducibilità.
Le cessioni di beni relativi ad attività produttive dismesse, effettuate gratuitamente nei confronti degli enti locali e degli enti pubblici, non costituiscono realizzo di plusvalenze; il valore fiscalmente riconosciuto dei beni ceduti è ammesso in deduzione (art. 4 L. 608 del 28.11.96).
Associazioni sportive dilettantistiche - La Finanziaria 2003 (L. 289/2002) in vigore dal 1.1.03 ha portato delle innovazioni anche sulle erogazioni fatte dalle imprese alle associazioni.
Erogazioni liberali - L?erogazione è considerata spesa di pubblicità e quindi completamente deducibile entro il limite di ? 200.000,00. L?eccedenza, se suffragata da un contratto di pubblicità o sponsorizzazione sarà deducibile, altrimenti sarà considerata spesa di rappresentanza.
Contributi - Gli Enti che erogano i contributi non sono obbligati ad effettuare la ritenuta 4%.
Oggetto delle donazioni possono essere:
a) denaro;
b) beni-merce: ossia beni che danno origine a ricavi (soggetti ad Iva);
c) beni patrimoniali: beni che danno origine a plusvalenze (soggetti ad Iva);
d) beni appositamente acquistati: vedere § Omaggi.
Le erogazioni liberali di beni-merce fatte ad enti pubblici, associazioni riconosciute o fondazioni aventi esclusivamente finalità di assistenza, beneficenza, educazione, istruzione, studio o ricerca scientifica, sono esenti da Iva ex art. 10/633 n. 12.
Le scritture contabili possono essere esenti da Iva ex art. 10/633 o soggette ad imposta, e riguardare sia beni merce che immobilizzazioni:
CESSIONE GRATUITE DI BENI ALLE ONLUS
Le cessioni gratuite di beni devono essere provate nel seguente modo:
comunicazione preventiva, mediante raccomandata a.r., all?Ufficio delle Entrate e alla Guardia di Finanza della futura cessione gratuita. Quando cedente e cessionario siano sotto la giurisdizione di uffici diversi, si ritiene che la comunicazione debba essere inviata a tutti gli uffici interessati;
indicazione di data, ora e luogo di inizio del trasporto, della destinazione finale dei beni nonché dell?ammontare complessivo, sulla base del prezzo di acquisto e/o produzione, dei beni gratuitamente ceduti. La comunicazione deve pervenire ai suddetti uffici almeno cinque giorni prima della consegna;
emissione del "Documento di Trasporto" progressivamente numerato;
dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la quale l?ente ricevente attesti natura, qualità e quantità dei beni ricevuti corrispondente ai dati contenuti nel documento di trasporto. La dichiarazione dovrà essere obbligatoriamente conservata dal cedente;
annotazione, entro il 15° giorno del mese successivo all?erogazione, nei registri Iva ovvero in apposito prospetto, della quantità e qualità dei beni ceduti gratuitamente nel mese precedente.
E? fatta deroga alla comunicazione preventiva qualora i beni oggetto della cessione gratuita siano facilmente deperibili oppure quando si tratta di cessione di valore non superiore ai 5.164,57 (valore da riferire ad ogni singola operazione di liberalità effettuata e non al monte cessioni gratuite effettuate nell?anno).
Iva ? Essendo la cessione gratuita di beni operazione estranea all?esercizio di impresa, ex art. 19-bis.2 (rettifica della detrazione) il soggetto erogante che avesse detratto l?Iva all?atto di acquisto del bene ora donato, dovrà versare l?imposta allora detratta. Tale rettifica d?imposta deve essere effettuata nella dichiarazione annuale relativa all?anno in cui è stata effettuata la cessione gratuita. Sono escluse da rettifica dell?Iva le cessioni di beni non rientranti nella propria attività d?impresa purché il valore non ecceda ? 25,82, le liberalità aventi per oggetto beni per i quali non sia stata operata all?acquisto la detrazione d?imposta, le cessioni di prodotti alimentari non più commercializzati o non più idonei alla commercializzazione quando questi siano ritirati presso i luoghi di esercizio dell?impresa direttamente dai soggetti indicati nell?art. 10/633.
Imposte - Le cessioni gratuite di cui sopra sono deducibili dal reddito nel limite del 2% del reddito di impresa tassabile entro il massimo di ? 2.065,82 (importo non cumulabile ma alternativo a quello delle erogazioni in denaro). Nessun limite di deducibilità è previsto per le cessioni di prodotti farmaceutici ed alimentari e per le cessioni di beni a favore di popolazioni colpite da calamità pubbliche.
DONAZIONE DI OPERE LIBRARIE E DOTAZIONI INFORMATICHE
Non costituiscono né ricavi né plusvalenze le cessioni gratuite effettuate da imprese (e professionisti) di prodotti editoriali (su supporto cartaceo o informatico) e dotazioni informatiche (hardware e software) nei confronti di enti locali, istituti di previdenza e pena, istituzioni scolastiche, orfanotrofi ed enti religiosi (comprese le parrocchie). Iva - Tali donazioni sono escluse da Iva in quanto equiparate alla distruzione dei beni, art. 54 L. 342/2000. Adempimenti ai fini probatori - La donazione dovrà alternativamente risultare da: - annotazione nel libro giornale o altro libro tenuto a norma del c.c. o in apposito registro tenuto a norma dell?art. 39/633 o in uno dei registri previsti dagli artt. 23, 24, 25/633 da cui risultino natura, qualità e quantità dei beni, nonché i beneficiari dell?omaggio; - documento di trasporto o da altro valido documento di trasferimento.
OMAGGI DI PRODOTTI ALIMENTARI
I prodotti alimentari non idonei alla commercializzazione (o non più commercializzabili perché, ad esempio, vicini alla data di scadenza), dati in omaggio a enti pubblici, assistenziali e Onlus, ai fini Iva si considerano distrutti (art. 7.15 L. 133/99). Non è quindi necessaria l?emissione della fattura essendo sufficiente l' emissione di apposito documento di trasporto o l?annotazione in uno dei registri previsti dagli artt. 23, 24, 25/633 da cui risultino natura, qualità e quantità dei beni, nonché i beneficiari dell?omaggio. La cessione è esclusa da Iva ma non si hanno riflessi sulle detrazione eventualmente effettuate al momento dell' acquisto.