Source: http://www.dimt.it/index.php/it/dirittidellapersona/14406-68la-disciplina-della-data-protection-in-brasile-e-l-introduzione-della-legge-n-12-965-14-c-d-marco-civil-da-internet
Timestamp: 2019-05-20 12:43:40+00:00
Document Index: 140697854

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 5', 'art. 21', 'art. 43', 'art. 86', 'art. 73', 'art. 72', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 43', 'art. 44']

DIMT.IT - La disciplina della data protection in Brasile e l’introduzione della legge n. 12.965/14, c.d. Marco Civil da Internet
Sommario: 1. Introduzione. - 2. La disciplina vigente in Brasile in materia di protezione dei dati personali. - 3. La legge n. 12.965/14, c.d. Marco Civil Da Internet. - 4. Ambito di applicazione della disciplina introdotta dal Marco Civil da Internet. - 5. L’obbligatorietà del consenso dell’utente al trattamento dei propri dati. - 6. Tutela della privacy nelle comunicazioni via e-mail e misure volte a garantire la sicurezza dei dati immessi sul web. - 7. Trasferimento transfrontaliero dei dati. - 8. Conclusioni.
Mentre in Italia si continua a discutere circa l’opportunità di dotarsi di un Bill Of Rights della rete ovvero della necessità di introdurre a livello costituzionale delle disposizioni volte al riconoscimento, ad esempio, dell’accesso ad internet quale diritto sociale [1], stante l’importanza ormai acquisita nell’ambito dell’economia digitale dalla tematica della tutela dei diritti degli utenti del web, oltre oceano, in Brasile, torna ad essere oggetto di discussione la legge n. 12.965/14, c.d. Marco Civil da Internet, emanata dalla Presidente Dilma Rousseff, il 23 aprile del 2014, ed entrata in vigore a partire dal 23 giugno del medesimo anno[2].
Ulteriori disposizioni in materia di protezione dei dati personali sono rinvenibili nel Codigo de Difesa do Consumidor (di seguito anche Codice di difesa del consumatore o Codice) che ha rappresentato finora, la fonte normativa più moderna ed efficace dell’ordinamento brasiliano, per quanto attiene alla tematica della protezione dei dati, stabilendo, per il consumatore, una serie di diritti e garanzie finalizzate a preservare le informazioni personali presenti in registri e banche dati [8].
L’adozione di una disciplina in grado di garantire la protezione e la sicurezza dei dati sul web probabilmente ha subito un’accelerazione, nella tempistica relativa alla sua adozione, rispetto a quanto è accaduto, invece, per l’adozione di un provvedimento organico sulla privacy, per due motivi distinti: da un lato, il coinvolgimento della Presidente Dilma Rousseff nello scandalo Datagate, ha reso il Governo brasiliano più sensibile a detta problematica e, dall’altro, l’adozione di una disciplina in grado di garantire la protezione e la sicurezza dei dati sul web, stante la mancanza di una legge generale sulla privacy, è apparsa, forse, come un punto necessario di partenza, al fine di riuscire ad incentivare gli investimenti delle imprese straniere.
3. La legge n. 12.965/14, c.d. Marco Civil Da Internet.
Il c.d. Marco Civil da Internet è una legge che stabilisce principi, garanzie, diritti e doveri per l’utilizzo della rete internet in Brasile [15].
Il provvedimento in esame si presenta come una vera e propria carta dei diritti di internet ed è una normativa settoriale, visto che si rivolge specificamente agli utenti della rete internet, nonché ai prestatori di servizi sul web. Tale provvedimento, infatti, non regolamenta in modo unitario la privacy, come, ad esempio, il Codice italiano in materia di protezione dei dati personali di cui al d.lgs. n. 196/2003, il quale tratta la materia della protezione dei dati personali non solo nell’ambito delle reti di comunicazione elettronica, tra cui rientra internet, ma anche in altri ambiti che non richiedono per forza l’uso della rete internet per raccogliere i dati (come per esempio, il trattamento dei dati personali dei pazienti in ambito sanitario). Il Codice italiano in materia di protezione dei dati personali, ha, inoltre, composto in maniera organica tutte le innumerevoli disposizioni vigenti in Italia in relazione alla privacy, riunendo in unico contesto i vari provvedimenti legislativi che si sono succeduti nel corso degli anni antecedenti alla sua adozione.
In primo luogo merita particolare attenzione il fatto che tale provvedimento, come già peraltro accennato, venga considerato da alcuni come una carta costituzionale che traccia diritti e doveri dei cittadini brasiliani per quanto concerne l’accesso al web [19]. Ciò in quanto il Marco Civil da internet, non disciplina solo la materia della sicurezza dei dati sul web, ma sancisce anche principi generali in materia di gestione dei dati personali degli utenti, net neutrality e libertà d’espressione online, affermando, tra l’altro, che l’accesso ad internet è un diritto essenziale per l’esercizio del diritto alla cittadinanza [20].
Il principio della protezione dei dati personali degli utenti trova, nel testo in argomento, una esplicita consacrazione laddove è sancito che la disciplina dell’uso di internet è vincolata al rispetto del principio della protezione della privacy e della protezione dei dati personali nelle forme stabilite dalla legge [21]. La garanzia del diritto alla privacy e alla libertà d’espressione si estende, poi, anche alle comunicazioni ed è condizione necessaria per poter garantire il pieno esercizio del diritto d’accesso ad internet [22].
Anche in questa fase il metodo utilizzato per giungere all’adozione del Marco Civil da Internet ha continuato a basarsi sul costante dialogo con la società civile. A tal proposito sono state organizzate ulteriori consultazioni volte ad arricchire e migliorare la bozza di legge che, in un secondo momento, è stata resa pubblica e collocata su una piattaforma web denominata E-Democracia. Grazie alla pubblicazione del testo gli utenti della rete hanno potuto discutere liberamente circa le eventuali modifiche da apportare al progetto di legge. Tali proposte sono giunte anche attraverso Twitter ed è stata sempre la società civile, mediante il predetto metodo di regolamentazione condivisa, a suggerire l’adozione delle scelte che apparivano maggiormente adeguate al fine dell’approvazione finale del testo di legge.
Tale previsione è essenzialmente volta ad evitare che società come Google o Facebook riescano a giustificare modalità di trattamento dei dati più elastiche, utilizzando come scappatoia il fatto che i dati degli utenti si trovano su server collocati al di fuori del Brasile.
La nuova normativa, poi, oltre a prevedere come presupposto essenziale al trattamento dei dati degli utenti il libero consenso espresso da parte degli stessi, richiede, altresì, che i contratti di prestazioni di servizi contengano informazioni chiare e complete circa il regime di protezione dei dati ovvero circa il regime di gestione dei registri di connessione e d’accesso alle applicazioni internet. Tale assunto trova applicazione in relazione ai regolamenti che dovranno adottare le imprese che offrono servizi sul web al fine di chiarire, in linea con le disposizioni del Marco Civil da Internet, quale sia il proprio sistema di gestitone dei dati [29].
Tali disposizioni rispecchiano i principi generali vigenti in Europa in materia di protezione dei dati personali, quali, ad esempio, il principio di liceità del trattamento, secondo cui il trattamento è lecito solo se conforme alla legge o il principio di finalità, secondo il quale l’utilizzazione dei dati personali deve corrispondere alle finalità comunicate all’interessato prima che il trattamento dei dati abbia inizio. In linea con il principio generale, sempre di matrice europea, di correttezza del trattamento dei dati, il Marco Civil da Internet prevede, altresì che, le informazioni attinenti al trattamento dei dati, devono essere inserite nei contratti di prestazione dei servizi nonché nelle disposizioni relative alle condizioni d’uso delle applicazioni internet [32]. Al fine di garantire a pieno il rispetto del principio secondo cui il trattamento dei dati dell’utente deve essere sottoposto al previo consenso espresso da parte dello stesso, il Marco Civil da Internet richiede, altresì, che la manifestazione del consenso dell’utente avvenga in forma separata rispetto all’accettazione dalle altre clausole contrattuali [33].
Prima di procedere con l’esame della predetta disciplina è opportuno, però, evidenziare, come il Marco Civil da Internet, nonostante faccia riferimento a due distinte categorie di prestatori di servizi sul web - provedor de conexão à internet e provedor de aplicações de internet - di fatto non contenga alcuna definizione esplicita di tali concetti.
In mancanza di indicazioni esplicite sul punto, occorre, quindi, fare un passo indietro e cercare quanto meno di comprendere il significato che assumono nel Marco Civil da Internet i concetti di provedor de conexão à internet e di provedor de aplicações de internet.
Secondo una parte della dottrina la figura del provedor de conexão à internet coincide con la definizione di provedor de acesso ou provedor de conexão ovvero con la persona giuridica che fornisce ai consumatori il servizio di accesso ad internet [39]. I concetti di provedor de acesso ou provedor de conexão a loro volta erano usati in Brasile, da una differente corrente dottrinaria, ancor prima dell’introduzione del Marco Civil da Internet, al fine di individuare delle categorie di prestatori di servizi che altro non erano se non una specificazione del concetto generale di provedor de serviços de internet ovvero della persona naturale e/o giuridica che fornisce servizi relazionati al funzionamento di internet [40].
Tornado all’esame della figura del provedor de conexão à internet occorre, altresì, rilevare come la corrente dottrinaria sopra citata ricomprenda in tale categoria di prestatori di servizi anche i provedores de serviço de acesso. Il concetto di provedores de serviço de acesso era utilizzato, peraltro, da un’altra dottrina, sempre anteriormente rispetto all’introduzione del Marco Civil da Internet, per distinguere i prestatori di servizi di accesso alla rete dai provedores de serviços online che erano, invece, definiti come dei soggetti che non fornivano l’accesso ad internet ma utilizzavano la rete per fornire altre tipologie di servizi [41].
Per poter dare una definizione del secondo concetto in esame ovvero della figura del provedor de aplicações de internet occorre far riferimento proprio a quanto appena suesposto visto che l’attività svolta dal predetto prestatore di servizi può essere definita come l’attività di un’impresa, di un’organizzazione e/o di una persona naturale che professionalmente o autonomamente, indipendentemente dagli obiettivi economici, fornisce un congiunto di funzionalità al quale si può accedere per mezzo di un terminale connesso ad internet [42].
Il mancato rispetto delle previsioni contenute nel testo in esame, da parte dei provedor de conexão à internet e dei provedor de aplicações de internet, dà luogo alle seguenti sanzioni, applicabili anche cumulativamente ed indipendentemente dalla possibilità di inquadrare il medesimo comportamento nelle altre previsioni penali, civili e/o amministrative: avvertimento, multa pari al 10% del fatturato del gruppo economico in Brasile, sospensione temporanea dell’attività e sospensione definitiva dell’attività [44].
Il testo oggetto della presente analisi rimette, però, all’adozione di una futura regolamentazione la disciplina specifica relativa alle informazioni che devono fornire i provedor de conexão à internet e provedor de aplicações de internet affinché possa essere dimostrato il rispetto da parte loro della legge brasiliana circa lo svolgimento delle rispettive attività [45].
Il testo in esame, inoltre, non individua neanche l’Autorità amministrativa competente ad applicare le predette sanzioni e si discute circa l’eventuale attribuzione di tale competenza in capo all’Agência Nacional de Telecomunicações, o in capo al Ministério das Comunicações, ovvero al Comitê Gestor da Internet no Brasil [47].
Basti pensare, infatti, che in Italia il trasferimento anche temporaneo di dati personali al di fuori del territorio dello Stato, se diretto verso un Paese non appartenente all'Unione europea è consentito solo nelle circostanze di cui all’art. 43 del d.lgs. n. 196/2003 (di seguito, Codice Privacy) [54]. In assenza delle predette “circostanze” vige un esplicito divieto di trasferimento transfrontaliero dei dati, laddove tali dati, seppure generati sul territorio italiano, siano diretti verso paesi non membri dell’unione Europea e ≪l'ordinamento del Paese di destinazione o di transito dei dati non - assicuri - un livello di tutela delle persone adeguato≫ [55].
La suddetta divergenza circa il mancato inserimento nel testo in esame del divieto al trasferimento dei dati all’estero sembrerebbe un punto secondario rispetto al fatto che il Marco Civil da Internet, potrebbe costituire un primo passo al fine di incentivare gli investimenti delle imprese italiane ed europee che eviterebbero, alla luce dei nuovi principi stabiliti, di incorrere nel suddetto divieto di trasferimento transfrontaliero dei dati. Tale provvedimento, state l’allineamento con alcuni dei principi vigenti in Italia ed in Europa in materia di protezione dei dati, potrebbe essere, altresì, funzionale ad attrarre nuovi clienti visto che il successo di alcuni servizi legati alla rete internet, come ad esempio quelli di cloud computing, è legato proprio alla fiducia che l’utente ha nella gestione delle proprie informazioni.
Pare, invero, che il paese sudamericano da un lato si sia reso perfettamente conto della necessità di introdurre delle regole all’avanguardia in materia di data protection sul web - in una realtà, come quella odierna, che fa largo uso della tecnologia informatica - dall’altro lato, però, che abbia tentato di colmare, con l’adozione del Marco Civil da Internet, una lacuna ben più ampia.
L’idea di dotarsi di un Bill Of Rights della rete ovvero la consapevolezza della necessità di introdurre nell’ordinamento giuridico delle disposizioni volte al riconoscimento, ad esempio, dell’accesso ad internet quale diritto fondamentale, trova riscontro anche nell’iniziativa italiana volta all’adozione di una carta dei diritti degli utenti del web, che, tuttavia, è ancora lontana dal vedere la luce, nonché nei dibattiti, che ciclicamente tornano ad essere oggetto di provvedimenti legislativi e/o giurisprudenziali, in materia di accesso alla rete come diritto sociale e di net neutrality.
[1] Si veda, al riguardo, il disegno di legge costituzionale n. 1561 del 10 luglio 2014, recante disposizioni volte al riconoscimento del diritto di accesso ad internet, depositato presso il Senato della Repubblica. Il predetto disegno di legge prospetta l’inserimento nella Costituzione della Repubblica italiana dell’articolo 34-bis, che riconduce il diritto di accesso ad internet nell’ambito dei rapporti etico-sociali. Più specificamente, lo scopo perseguito dal legislatore con il predetto intervento normativo consiste nella creazione di un diritto sociale all’accesso ad internet che si concretizza in una pretesa soggettiva a prestazioni pubbliche, ovvero in un servizio universale che le istituzioni devono garantire tramite investimenti, politiche sociali ed educative, al pari di quanto già avviene, ad esempio, con l’accesso all’istruzione, la sanità o la previdenza. A conferma di ciò basti notare come la collocazione del suddetto diritto nel presente progetto di riforma sia tutt’altro che causale visto che l’art. 34-bis si trova proprio dopo l’art. 34 relativo all’istruzione.
[4] Costituzione della Repubblica federale del Brasile, art. 5 ≪são invioláveis a intimidade, a vida privada, a honra e a imagem das pessoas, assegurado o direito a indenização pelo dano material ou moral decorrente de sua violação≫, disponibile al seguente link: http://www.planalto.gov.br/ccivil_03/constituicao/constituicao.htm . Si veda, altresì, G.M. Dezem, in F. Del Masso; J. Abrusio; M.A. Florencio Filho (a cura di) Marco Civil da Internet lei 12.965/2014, São Paulo, 2014, p. 65.
[7] l. n. 10.406, del 10 gennaio del 2002 recante Código Civil, art. 21: ≪a vida privada da pessoa natural é inviolável, e o juiz, a requerimento do interessado, adotará as providências necessárias para impedir ou fazer cessar ato contrário a esta norma≫, disponibile al seguente link: http://www.planalto.gov.br/ccivil_03/leis/2002/l10406.htm .
[9] l. n. 8.078, dell’11 settembre del 1990, art. 43: ≪o consumidor, sem prejuízo do disposto no art. 86, terá acesso às informações existentes em cadastros, fichas, registros e dados pessoais e de consumo arquivados sobre ele, bem como sobre as suas respectivas fontes≫.
[13] l. n. 8.078, dell’11 settembre del 1990, art. 73: ≪deixar de corrigir imediatamente informação sobre consumidor constante de cadastro, banco de dados, fichas ou registros que sabe ou deveria saber ser inexata: pena detenção de um a seis meses ou multa≫.
[14] l. n. 8.078, dell’11 settembre del 1990, art. 72: ≪impedir ou dificultar o acesso do consumidor às informações que sobre ele constem em cadastros, banco de dados, fichas e registros: pena detenção de seis meses a um ano ou multa≫.
[19] Sul punto occorre precisare come anche il Deputato Alessandro Molon, relatore della legge abbia in molteplici circostanze affermato che il Marco Civil da internet può essere considerato come una carta costituzionale. Si veda a tal proposito il seguente articolo: http://www.bbc.co.uk/portuguese/noticias/2014/03/140219_marco_civil_internet_mm.
[20] l. n. 12.965, del 23 aprile del 2014, art. 7: ≪o acesso à internet é essencial ao exercício da cidadania≫. Si veda sul punto la relazione di accompagnamento al progetto di legge presentata dal potere esecutivo e disponibile al seguente link: http://www.camara.gov.br/sileg/integras/1238721.pdf e si veda, altresì, il progetto di legge presentato al Congresso Nacional http://www.camara.gov.br/sileg/integras/912989.pdf.
[28] l. n. 12.965, del 23 aprile del 2014, art. 7 ≪o acesso à internet é essencial ao exercício da cidadania, e ao usuário são assegurados os seguintes direitos: I - inviolabilidade da intimidade e da vida privada, sua proteção e indenização pelo dano material ou moral decorrente de sua violação; II - inviolabilidade e sigilo do fluxo de suas comunicações pela internet, salvo por ordem judicial, na forma da lei; III - inviolabilidade e sigilo de suas comunicações privadas armazenadas, salvo por ordem judicial≫. Si veda, R. L. Monteiro, in F. Del Masso; J. Abrusio; M.A. Florencio Filho (a cura di), Marco Civil da Internet lei 12.965/2014, São Paulo, 2014, pp. 145-146.
[29] l. n. 12.965, del 23 aprile del 2014, art. 7 ≪informações claras e completas constantes dos contratos de prestação de serviços, com detalhamento sobre o regime de proteção aos registros de conexão e aos registros de acesso a aplicações de internet, bem como sobre práticas de gerenciamento da rede que possam afetar sua qualidade≫. Si veda, altresì, R.L. Monteiro, in F. Del Masso; J. Abrusio; M.A. Florencio Filho (a cura di) Marco Civil da Internet lei 12.965/2014, São Paulo, 2014, p.146.
[30] l. n. 12.965, del 23 aprile del 2014, art. 7 ≪não fornecimento a terceiros de seus dados pessoais, inclusive registros de conexão, e de acesso a aplicações de internet, salvo mediante consentimento livre, expresso e informado ou nas hipóteses previstas em lei≫. Sul punto: C.E.E. OLIVEIRA, Aspectos Principais da Lei nº 12.965, de 2014, o Marco Civil da Internet: subsídios à comunidade jurídica, in Núcleo de Estudos e Pesquisas da Consultoria Legislativa, texto para Discussão n. 148, 2014, p. 6. Disponibile al link: http: //www12.senado.gov.br/publicacoes/estudos-legislativos/tipos-de-estudos/textos-para-discussao/td-148-aspectos-principais-da-lei-no-12.965-de-2014-o-marco-civil-da-internet-subsidios-a-comunidade-juridica.
Si veda, altresì, la relazione di accompagnamento al progetto di legge, p. 30, (disponibile al seguente link: http://www.camara.gov.br/sileg/integras/1238721.pdf ), laddove si fa riferimento al metodo convenzionalmente chiamato di opt-in per la manifestazione del consenso libero ed informato dell’utente al trattamento dei propri dati e p. 42 laddove si fa riferimento alla necessità del previo consenso dell’internauta al trattamento dei dati.
[31] Si veda, R.L. Monteiro, in F. Del Masso; J. Abrusio; M.A. Florencio Filho (a cura di), Marco Civil da Internet lei 12.965/2014, São Paulo, 2014, p. 147.
[32] l. n. 12.965, del 23 aprile del 2014, art. 7 ≪informações claras e completas sobre coleta, uso, armazenamento, tratamento e proteção de seus dados pessoais, que somente poderão ser utilizados para finalidades que: a) justifiquem sua coleta; b) não sejam vedadas pela legislação; e c) estejam especificadas nos contratos de prestação de serviços ou em termos de uso de aplicações de internet≫.
[34] Si veda sul punto R.L. Monteiro, in F. Del Masso; J. Abrusio; M.A. Florencio Filho (a cura di), Marco Civil da Internet lei 12.965/2014, São Paulo, 2014, p. 149.
[35] l. n. 12.965, del 23 aprile del 2014, art. 7 ≪exclusão definitiva dos dados pessoais que tiver fornecido a determinada aplicação de internet, a seu requerimento, ao término da relação entre as partes, ressalvadas as hipóteses de guarda obrigatória de registros previstas nesta Lei≫.
[40] Sul punto, M. Leonardi, Responsabilidade Civil dos Provedores de Serviço de Internet, São Paulo, 2005. p. 19: ≪provedor de Internet é a pessoa natural ou jurídica que fornece serviços relacionados ao funcionamento da Internet, ou por meio dela, sendo que provedor de serviços é o gênero do qual as demais categorias (...) são espécies≫.
[42] Sul punto F. Meinberg Ceroy, Os conceitos de provedores no Marco Civil da Internet, cit. La predetta dottrina evidenzia che, nonostante la previsione contenuta nel primo comma dell’art. 15 della legge n. 12.965, del 23 aprile del 2014, faccia esplicito riferimento, ai fini dell’applicabilità della disciplina in esame, all’attività posta in essere dal provedor de aplicações de internet, costituito sotto forma di persona giuridica, che esercita la propria attività professionalmente e con fini economici, tale assunto, nel comma immediatamente successivo del medesimo articolo, verrebbe integrato, laddove si legge che un provvedimento giudiziale può obbligare, per un certo periodo di tempo, i provedores de aplicações de internet che non rientrano nell’ambito di applicazione del comma precedente – in quanto non organizzati sotto forma di persona giuridica che esercita un’attività imprenditoriale - ≪desde que se trate de registros relativos a fatos específicos em período determinado≫. In relazione a questo punto specifico altri, infatti, ritengono che uno dei limiti posti dal Marco Civil da Internet all’acquisizione delle prove utili ai fini di investigazione dei reati telematici, sia proprio quello di stabilire che l’obbligo di conservazione dei registri, ricada solo a carico dei provedores de aplicações de internet costituiti sotto forma di persona giuridica che esercitano la propria attività professionalmente, con fini economici. Si veda sul punto G. Giova, in F. Del Masso; J. Abrusio; M.A. Florencio Filho (a cura di), Marco Civil da Internet lei 12.965/2014, São Paulo, 2014, p.173.
[43] l. n. 12.965, del 23 aprile del 2014, art. 10: ≪a guarda e a disponibilização dos registros de conexão e de acesso a aplicações de internet de que trata esta Lei, bem como de dados pessoais e do conteúdo de comunicações privadas, devem atender à preservação da intimidade, da vida privada, da honra e da imagem das partes direta ou indiretamente envolvidas≫. Si tenga presente che tale articolo nei commi successivi elenca, poi, una serie di ipotesi in cui i dati, di cui al comma precedente, devono essere obbligatoriamente forniti all’autorità giudiziaria: ≪o provedor responsável pela guarda somente será obrigado a disponibilizar os registros mencionados no caput, de forma autônoma ou associados a dados pessoais ou a outras informações que possam contribuir para a identificação do usuário ou do terminal, mediante ordem judicial, na forma do disposto na Seção IV deste Capítulo, respeitado o disposto no art. 7o. 2o O conteúdo das comunicações privadas somente poderá ser disponibilizado mediante ordem judicial, nas hipóteses e na forma que a lei estabelecer, respeitado o disposto nos incisos II e III do art. 7o. 3o O disposto no caput não impede o acesso aos dados cadastrais que informem qualificação pessoal, filiação e endereço, na forma da lei, pelas autoridades administrativas que detenham competência legal para a sua requisição. 4o As medidas e os procedimentos de segurança e de sigilo devem ser informados pelo responsável pela provisão de serviços de forma clara e atender a padrões definidos em regulamento, respeitado seu direito de confidencialidade quanto a segredos empresariais≫.
[47] Si veda il link: https://blogdovladimir.wordpress.com/2014/05/05/breves-comentarios-ao-marco-civil-da-internet/ . Sul punto l’Istitudo Brasileiro de difesa do Consumidor ritiene, invece, che possa essere creato un sistema integrato composto da entità, di natura pubblica e privata, ciascuna con poteri distinti: http://www.idec.org.br/em-acao/em-foco/consulta-sobre-marco-civil-da-internet-recebe-contribuices-do-idec.
[49] l. n. 12.965, del 23 aprile del 2014, art. 15: ≪o provedor de aplicações de internet constituído na forma de pessoa jurídica e que exerça essa atividade de forma organizada, profissionalmente e com fins econômicos deverá manter os respectivos registros de acesso a aplicações de internet, sob sigilo, em ambiente controlado e de segurança, pelo prazo de 6 (seis) meses, nos termos do regulamento≫. Si veda sul punto G. Giova, in F. Del Masso; J. Abrusio; M.A. Florencio Filho (a cura di), Marco Civil da Internet lei 12.965/2014, São Paulo, 2014, pp.156-176.
[51] l. n. 12.965, del 23 aprile del 2014, art. 13: ≪em qualquer hipótese, a disponibilização ao requerente dos registros de que trata este artigo deverá ser precedida de autorização judicial, conforme disposto na Seção IV deste Capítulo≫; ≪em qualquer hipótese, a disponibilização ao requerente dos registros de que trata este artigo deverá ser precedida de autorização judicial, conforme disposto na Seção IV deste Capítulo≫.
[54] d.lgs. n. 196 del 30 giugno 2003, art. 43: ≪il trasferimento anche temporaneo fuori del territorio dello Stato, con qualsiasi forma o mezzo, di dati personali oggetto di trattamento, se diretto verso un Paese non appartenente all'Unione europea è consentito solo in determinate circostanze: a) l'interessato ha manifestato il proprio consenso espresso o, se si tratta di dati sensibili, in forma scritta; b) è necessario per l'esecuzione di obblighi derivanti da un contratto del quale è parte l'interessato o per adempiere, prima della conclusione del contratto, a specifiche richieste dell'interessato, ovvero per la conclusione o per l'esecuzione di un contratto stipulato a favore dell'interessato; c) è necessario per la salvaguardia di un interesse pubblico rilevante individuato con legge o con regolamento o, se il trasferimento riguarda dati sensibili o giudiziari, specificato o individuato ai sensi degli articoli 20 e 21; d) è necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumità fisica di un terzo. Se la medesima finalità riguarda l'interessato e quest'ultimo non può prestare il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità di intendere o di volere, il consenso è manifestato da chi esercita legalmente la potestà, ovvero da un prossimo congiunto, da un familiare, da un convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora l'interessato. Si applica la disposizione di cui all'articolo 82, comma 2; e) è necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trasferiti esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento, nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale; f) è effettuato in accoglimento di una richiesta di accesso ai documenti amministrativi, ovvero di una richiesta di informazioni estraibili da un pubblico registro, elenco, atto o documento conoscibile da chiunque, con l'osservanza delle norme che regolano la materia; g) è necessario, in conformità ai rispettivi codici di deontologia di cui all'allegato A), per esclusivi scopi scientifici o statistici, ovvero per esclusivi scopi storici presso archivi privati dichiarati di notevole interesse storico ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, di approvazione del testo unico in materia di beni culturali e ambientali o, secondo quanto previsto dai medesimi codici, presso altri archivi privati≫, si veda, altresì, l’art. 44 che elenca gli altri trasferimenti consentiti: ≪Il trasferimento di dati personali oggetto di trattamento, diretto verso un Paese non appartenente all'Unione europea, è altresì consentito quando è autorizzato dal Garante sulla base di adeguate garanzie per i diritti dell'interessato: a) individuate dal Garante anche in relazione a garanzie prestate con un contratto o mediante regole di condotta esistenti nell'ambito di società appartenenti a un medesimo gruppo. L'interessato può far valere i propri diritti nel territorio dello Stato, in base al presente codice, anche in ordine all'inosservanza delle garanzie medesime; b) individuate con le decisioni previste dagli articoli 25, paragrafo 6, e 26, paragrafo 4, della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, con le quali la Commissione europea constata che un Paese non appartenente all'Unione europea garantisce un livello di protezione adeguato o che alcune clausole contrattuali offrono garanzie sufficienti≫.
[56] Si veda quanto riportato nella relazione della BSA - Business Software Alliance, c.d. 2013 BSA Global Cloud Compunting Scorecard, che costituisce un’analisi delle mutevoli politiche relative al cloud computing. La BSA - Business Software Alliance è un’organizzazione anti-pirateria leader nella promozione di politiche pubbliche per il commercio elettronico e l’innovazione tecnologica. Disponibile al seguente link: http://cloudscorecard.bsa.org/2013/assets/PDFs/BSA_GlobalCloudScorecard2013.pdf . Si veda altresì la parte dedicata al Brasile: http://cloudscorecard.bsa.org/2013/assets/PDFs/country_reports/Country_Report_Brazil.pdf.
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Settimana 1408