Source: https://legislazionetecnica.it/2518486/normativa-edilizia-appalti-professioni-tecniche-sicurezza-ambiente/risoluz-min-economia-e-fin-17-02-2016-n-1-df/imu-e-tasi-bonus-50-comodato
Timestamp: 2020-02-18 12:30:11+00:00
Document Index: 122264925

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1803', 'art. 1350']

Risoluz. Min. Economia e Fin. 17/02/2016, n. 1/DF | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN14382
Il documento reca chiarimenti in merito ad alcuni quesiti posti in materia di applicazione dell'IMU e della TASI in relazione alle agevolazioni introdotte dalla legge di stabilità 2016 (articolo 1, comma 10, L. 208/2015), che ha previsto la riduzione del 50% della base imponibile IMU e TASI degli immobili dati in uso gratuito ai parenti in linea retta entro il primo grado (genitori e figli), che li utilizzano come abitazione principale, ossia vi hanno la residenza anagrafica e la dimora abituale.
Le condizioni per poter usufruire del bonus sono le seguenti:
gli immobili non devono appartenere alle categorie "di lusso" (A/1, A/8, e A/9);
il contratto di comodato deve essere registrato (in caso di contratto verbale l’adempimento può essere effettuato previa esclusiva presentazione del modello 69, in duplice copia, nel quale deve essere indicato che si tratta di un "Contratto verbale di comodato");
il comodante deve possedere un solo immobile in Italia (ovvero, oltre a quello concesso in comodato, un altro nello stesso comune, adibito a propria abitazione principale);
il comodante deve risiedere anagraficamente e avere la dimora abituale nel comune dell’abitazione data in comodato al genitore/figlio.
Con particolare riguardo alla quota della TASI, infine, viene chiarito che il proprietario dell’appartamento, in caso di comodato, dovrà versare la tassa, calcolata sulla base imponibile del 50%, nella percentuale stabilita dal comune per il 2015. Nel caso in cui il comune non abbia provveduto a tale determinazione, il comodante dovrà applicare la TASI nella misura del 90% dell’ammontare complessivo del tributo (ai sensi dell’art. 1, comma 681, L. 147/2013).
Articolo 1, comma 10
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1. Quadro normativo e considerazioni di carattere generale anche in ordine alla potestà regolamentare dei comuni
L’art. 1, comma 10, della legge n. 208 del 2015 R ha inserito, nel comma 3 dell’art. 13 del D. L. 6 dicembre 2011, n. 201 R, convertito con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 R, la lett. 0a) che prevede un ulteriore caso di riduzione della base imponibile dell’IMU.
A questo proposito, è bene premettere che le disposizioni di cui alla citata lett. 0a) e le relative considerazioni che si vanno ad effettuare, si applicano anche alla TASI, dal momento che, ai sensi del comma 675 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 R, la base imponibile della TASI è la stessa dell’IMU.
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2. Registrazione del contratto di comodato
In merito, occorre innanzitutto richiamare la norma di cui all’art. 1803 del Codice Civile che definisce il comodato come “il contratto col quale una parte consegna all'altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l'obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta.
Va evidenziato, inoltre, che il comodato può essere redatto in forma verbale o scritta, in quanto non deve rivestire la forma scritta a pena nullità, ai sensi dell’art. 1350 del medesimo Codice.
Pertanto, al fine di chiarire come opera la registrazione, è oppo
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3. Possesso di un solo immobile da parte del comodante ed esemplificazioni
Sono sorti dubbi interpretativi in merito alla portata della norma di favore laddove si richiede che il comodante possieda “un solo immobile” in Italia e cioè se con tale locuzione il Legislatore abbia inteso riferirsi all’immobile in senso lato con la conseguenza che il possesso, ad esempio, di un terreno agricolo o di un negozio, impedisce il riconoscimento dell’agevolazione oppure al solo immobile a uso abitativo.
A questo proposito, si precisa che la disposizione di cui alla citata lett. 0a) si colloca nell’ambito del regime delle agevolazioni riconosciute per gli immobili ad uso abitativo e, dunque, laddove la norma richiama in maniera generica il concetto di immobile, la stessa deve intendersi riferita all’immobile ad uso abitativo.
Pertanto, il possesso di un altro immobile che non sia destinato a uso abitativo non impedisce il riconoscimento dell’agevolazione in trattazione.
Le considerazioni sin qui svolte valgono anche per il possesso delle pertinenze, in quanto le stess
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4. La determinazione della quota della tasi a carico del comodante sugli immobili in comodato
Ulteriori dubbi riguardano la quota della TASI che deve essere corrisposta dal comodante, una volta determinata l’imposta tenendo conto della riduzione del 50% della base imponibile.