Source: http://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/html/2018/10/16/0809/comunic.htm
Timestamp: 2020-05-30 03:41:19+00:00
Document Index: 119729026

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﻿Commissioni Riunite (VIII e IX) - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 16 ottobre 2018
Martedì 16 ottobre 2018. — Presidenza del presidente della IX Commissione, Alessandro MORELLI, indi del presidente della VIII Commissione, Alessandro Manuel BENVENUTO. – Intervengono il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Vito Claudio Crimi, e il Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, Edoardo Rixi.
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento in titolo, rinviato, da ultimo, nella seduta del 15 ottobre 2018.
Alessandro MORELLI, presidente, avverte che sono pervenuti diversi ricorsi sulle inammissibilità dichiarate nella seduta di ieri.
Con riferimento ai ricorsi presentati all'articolo 1, la Presidenza ritiene di riammettere il subemendamento Braga 0.1.55.12, volto a prevedere una relazione al Parlamento sullo stato di attuazione da parte delle concessionarie autostradali del piano degli investimenti previsti dagli atti convenzionali, nel presupposto che la relazione ivi prevista riguardi gli investimenti relativi alla messa in sicurezza delle infrastrutture prevista dall'articolo 1-ter, comma 2 introdotto dall'emendamento 1.55 del Governo.
La Presidenza si riserva di comunicare successivamente la decisione sugli altri ricorsi.
Avverte, altresì, che i Relatori hanno presentato l'emendamento 1.100 (vedi allegato 1) che è in distribuzione e che ad esso non sono stati presentati subemendamenti nei termini fissati.
Ricorda che la deputata Bruno Bossio ha dichiarato di sottoscrivere gli emendamenti 12.58 e 12.61 a prima firma Borghi.
Nessuno chiedendo di intervenire sul complesso degli emendamenti, dà quindi Pag. 23la parola ai relatori per l'espressione dei pareri sulle proposte emendative presentate all'articolo 1.
Roberto MORASSUT (PD) ricorda di aver chiesto, nella seduta di ieri, un termine per la presentazione di subemendamenti agli emendamenti dei relatori. Auspica di non essere stato frainteso, riferendosi, detto termine, agli emendamenti presentati dai relatori nel termine fissato per i Gruppi nella giornata di giovedì scorso alle ore 19.
Alessandro MORELLI, presidente, chiarisce che nella seduta di ieri è stato stabilito che il termine per la presentazione dei subemendamenti avrebbe riguardato esclusivamente gli emendamenti del relatore presentati dopo il termine generale fissato per la giornata di giovedì 11 ottobre 2018. Segnala, al riguardo, che solo il Partito Democratico ha presentato subemendamenti agli emendamenti dei relatori.
Roberto MORASSUT (PD) ribadisce di aver inteso che sui futuri emendamenti presentati dai relatori si sarebbe fissato un termine più ampio, essendosi fissato alle 19 di ieri quello per gli emendamenti già presentati.
Alessandro Manuel BENVENUTO (Lega), riguardo alle considerazioni svolte dal collega Morassut ritiene che forse c’è stato un fraintendimento in ordine alla fissazione del termine per la presentazione dei subemendamenti.
Chiara BRAGA (PD) sottolineando che la causa prima del fraintendimento è la presentazione di emendamenti, da parte dei relatori, nei medesimi termini fissati per i Gruppi, invita la presidenza a definire un metodo chiaro di lavoro utile al buon esito dell'esame di un provvedimento così importante. Sottolinea che così non sembra, stante il rinvio della pronuncia di ammissibilità in esito ai ricorsi presentati, sui cui tempi chiede alla presidenza un termine chiaro.
Alessandro MORELLI, presidente, conferma che le decisioni sui ricorsi presentati avverso le pronunce di inammissibilità saranno comunicate certamente prima dell'esame di ciascun articolo.
Flavio DI MURO (Lega), relatore per la IX Commissione, esprime, anche a nome del relatore per la VIII Commissione, parere contrario su tutte le proposte emendative riferite all'articolo 1, ad eccezione degli emendamenti 1.100 dei relatori e 1.55 del Governo, su cui esprime parere favorevole.
Propone, inoltre, l'accantonamento degli emendamenti Gagliardi 1.34 e Stumpo 1.35, sui quali ritiene necessario un ulteriore approfondimento.
Il Viceministro Edoardo RIXI esprime parere conforme a quello dei relatori sulle proposte emendative riferite all'articolo 1.
Simone BALDELLI (FI) prega i relatori di indicare correttamente i numeri delle proposte emendative al momento dell'espressione dei pareri.
Gianluca ROSPI, relatore per la VIII Commissione, preannuncia la presentazione di un emendamento dei relatori riferito al comma 2 dell'articolo 1 e chiede pertanto una breve sospensione della seduta.
La seduta, sospesa alle 10.45, è ripresa alle 10.50.
Alessandro MORELLI, presidente, annuncia che i relatori hanno presentato l'emendamento 1. 101 (vedi allegato 1).
Simone BALDELLI (FI) si appella alle presidenze affinché garantiscano il buon andamento dei lavori delle Commissioni evitando la presentazione a singhiozzo di emendamenti da parte dei relatori e del Governo. Stigmatizza altresì che le Commissioni siano riunite in un'aula evidentemente inadeguata a consentire un efficiente Pag. 24svolgimento dei lavori data la massiccia partecipazione di parlamentari. Evidenzia come il Governo si sia preso già molto tempo per la scrittura del decreto-legge in esame e che si sono svolte numerose audizioni. Desidera quindi stigmatizzare la presentazione di emendamenti da parte dei relatori nel termine generale fissato per i parlamentari probabilmente al fine di non farli ulteriormente subemendare. Ritiene quindi necessario capire l'intenzione dei relatori rispetto al prosieguo dei lavori delle Commissioni evidenziando l'opportunità che si possa prevedere la presentazione da parte dei relatori di tutti gli emendamenti in un'unica sessione al fine di poter fissare un unico termine per la presentazione dei subemendamenti. Rinnova, infine, l'appello ai presidenti affinché garantiscano un ragionevole ed ordinato andamento dei lavori nelle Commissioni medesime.
Chiara BRAGA (PD) chiede alla presidenza precisazioni sul termine per i subemendamenti all'emendamento 1.101 dei Relatori.
Alessandro MORELLI, presidente, fa presente che, trattandosi di una mera soppressione, l'emendamento non è subemendabile.
Luciano PIZZETTI (PD) evidenzia che, pur in presenza di un atteggiamento estremamente costruttivo delle opposizioni, la maggioranza si è chiusa a qualsiasi confronto, come si evince dal parere contrario espresso su tutte le proposte emendative, molte delle quali rispondenti a richieste emerse nel corso delle audizioni e prive di oneri finanziari.
Diego SOZZANI (FI) si unisce alle considerazioni dei colleghi appena intervenuti confermando un atteggiamento pienamente collaborativo da parte del suo gruppo. Stigmatizza l'espressione di tutti i pareri negativi da parte dei relatori sulle proposte emendative riferite all'articolo 1, appellandosi alle presidenze affinché si adoperino per un'organizzazione dei lavori più efficiente.
Nicola STUMPO (LeU) si associa alle considerazioni espresse dal collega che l'ha preceduto, sottolineando che le proposte emendative presentate, seppur in numero consistente, non hanno alcun carattere pretestuoso. In particolare, esprime la propria preoccupazione sulla totale chiusura manifestata dal Governo e dalla maggioranza rispetto finanche agli emendamenti che vanno incontro alle preoccupazioni espresse dal presidente dell'ANAC sulla deroga, contenuta nel decreto, alla normativa antimafia.
Tommaso FOTI (FdI) segnala che il gruppo di Fratelli d'Italia ha presentato un numero limitato di emendamenti di buon senso al fine di migliorare il testo del provvedimento in esame. Prende atto quindi dei pareri negativi espressi dai relatori e preannuncia l'intenzione di condividere tale rammarico con i cittadini di Genova e che certamente si dovrà proseguire con la discussione in Aula.
Chiara BRAGA (PD), intervenendo sull'articolo aggiuntivo 01.01, di cui chiede l'accantonamento, esprime preliminarmente una forte preoccupazione per i contenuti del decreto, che non affrontano compiutamente le emergenze cui è esposta la città di Genova e che prestano il fianco a futuri contenziosi che ritarderanno le opere di ricostruzione del ponte Morandi. Rendendosi disponibile ad accogliere una eventuale riformulazione che questi volesse proporre, invita il Governo a cambiare la propria valutazione sull'emendamento in esame, che prevede un ristoro alle imprese e agli sfollati, quest'ultimo non presente nel testo originario del decreto.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo 01.01.
Nicola STUMPO (LeU), intervenendo sull'emendamento Muroni 1.2, segnala la delicatezza del tema dello smaltimento dei Pag. 25materiali di risulta e delle macerie che devono essere gestiti in modo tale da ridurre l'impatto ambientale.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Muroni 1.2 e Braga 1.5.
Manuela GAGLIARDI (FI), intervenendo sull'emendamento a propria firma 1.3, che illustra, sottolinea che l'estensione delle competenze del Commissario anche alla rigenerazione urbana delle aree sottostanti il ponte costituirebbe un segnale molto positivo dal punto di vista ambientale. Più in generale esprime perplessità rispetto all'impianto dell'articolo 1, che non scioglie i dubbi circa gli eventuali contenziosi della concessionaria nei confronti del Governo.
Nicola STUMPO (LeU) illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 1.4, volto a prevedere interventi di rigenerazione urbana delle aree sottostanti il ponte Morandi.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli identici emendamenti Gagliardi 1.3 e Stumpo 1.4 nonché gli emendamenti Pastorino 1.6 e Germanà 1.7.
Antonino GERMANÀ (FI), rispetto al respingimento del proprio emendamento 1.7, ritiene del tutto ottimistico il termine di dodici mesi per la durata dell'incarico al Commissario straordinario ed esprime dispiacere per la mancata volontà, da parte del Governo, di valutare un termine più realistico.
Le Commissioni con distinte votazioni approvano l'emendamento 1.101 dei relatori (vedi allegato 2) e respingono gli emendamenti Germanà 1.8, nonché i subemendamenti Braga 0.1.55.1, Foti 0.1.55.2 e Pastorino 0.1.55.3.
Raffaella PAITA (PD), intervenendo sul subemendamento Braga 0.1.55.4, sottolinea come il tema dell'indennizzo per i soggetti danneggiati sia di estrema rilevanza e che la cifra prevista nel nuovo emendamento del Governo 1.55 è in realtà inferiore a quella inizialmente indicata nelle trattative con la società Autostrade per l'Italia.
Il Viceministro Edoardo RIXI fa presente che la cifra proposta dalla società Autostrade per l'Italia era onnicomprensiva, mentre all'importo definito dal Governo va aggiunto un ulteriore indennizzo che rende la cifra finale dell'indennità più alta di quella proposta da Autostrade.
Raffaella PAITA (PD) richiede ulteriori precisazioni sull'importo previsto dall'emendamento del Governo.
Il Viceministro Edoardo RIXI ribadisce che l'importo definito dal Governo è superiore a qualsiasi cifra precedentemente indicata, citando a suffragio delle sue dichiarazioni il quotidiano Repubblica che ha stimato per una abitazione di 80 mq un valore di 243 mila euro.
Le Commissioni respingono il subemendamento Braga 0.1.55.4.
Chiara BRAGA (PD) chiede chiarimenti sul parere contrario espresso dai relatori e dal Governo sul suo emendamento a sua prima firma 0.1.55.6 relativo all'indennità per i locatari degli immobili.
Il Viceministro Edoardo RIXI conferma che è prevista una indennità, rinviando al riguardo a quanto scritto nella relazione tecnica allegata all'emendamento del Governo.
Chiara BRAGA (PD) ribadisce che il meccanismo di indennizzo e di rimborso deve prevedere anche l'indennità per l'improvviso sgombero così come previsto dal Programma Regionale Di Intervento Strategico.
Le Commissioni respingono il subemendamento Braga 0.1.55.6.
Nicola STUMPO (LeU), intervenendo sul subemendamento Pastorino 0.1.55.5, che illustra, chiede al Governo un accantonamento, rendendosi disponibile a ritirarlo successivamente ad una compiuta motivazione del parere contrario reso dal Governo.
Chiara BRAGA (PD) sottolinea l'importanza del subemendamento Pastorino 0.1.55.5 analogo a quello appena respinto a sua prima firma. Più in generale, stigmatizza la presentazione da parte del Governo di una nuova relazione tecnica riferita all'emendamento 1.55, ritenendo tale metodo non corretto e preannunciando che l'atteggiamento del Partito democratico di fronte a tale superficialità potrebbe anche cambiare. Ribadisce quindi l'opportunità che il Governo chiarisca le motivazioni di una nuova relazione tecnica per un emendamento già presentato nella giornata di venerdì.
Alessandro MORELLI, presidente, chiarisce che la relazione tecnica all'emendamento 1.55 del Governo era stata già formalizzata in sede di presentazione dell'emendamento e che quella inviata nella giornata di ieri contiene solo una correzione.
Il Viceministro Edoardo RIXI precisa che l'aggiornamento della relazione tecnica, di carattere esclusivamente formale, è volto a specificare meglio le voci che compongono le indennità agli sfollati, essendosi generata al riguardo una certa confusione nella giornata di venerdì.
Chiara BRAGA (PD) ribadisce l'opportunità di comprendere quale sia la correzione formale contenuta nella nuova relazione tecnica e in quale punto preciso della relazione si faccia riferimento all'indennizzo pari a 36.000 euro per i locatari.
Il Viceministro Edoardo RIXI ribadisce che l'emendamento del Governo tiene conto del lavoro già svolto, che ha portato all'emanazione della legge regionale cosiddetta PRIS, dove si prevede che il denaro per lo sgombero venga attribuito ai locatari.
Le Commissioni respingono il subemendamento Pastorino 0.1.55.5.
Chiara BRAGA (PD), intervenendo sul subemendamento a sua prima firma 0.1.55.7, ne illustra le finalità, chiarendo come esso sia volto a prevedere che i progetti di messa in sicurezza delle infrastrutture devono essere approvati dalla competente direzione generale del MIT entro sessanta giorni dalla presentazione da parte dei concessionari autostradali, al fine di tutelare attribuzioni da sempre attribuite alla indicata direzione generale di vigilanza sulle concessioni autostradali del Ministero.
Il Viceministro Edoardo RIXI ritiene che il quadro delle competenze sia chiaramente definito dall'articolo 12 del decreto-legge istitutivo della Agenzia per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali e pertanto ribadisce il parere contrario del Governo sul subemendamento Braga 0.1.55.7, in quanto riferito all'articolo 1.
Le Commissioni respingono il subemendamento Braga 0.1.55.7.
Tommaso FOTI (FdI), intervenendo sul proprio subemendamento 0.1.55.9, evidenzia la discrasia tra i tempi di entrata in funzione della nuova Agenzia e i tempi in cui le concessionarie autostradali sono Pag. 27chiamate ad intervenire per la messa in sicurezza delle infrastrutture.
Le Commissioni respingono il subemendamento Foti 0.1.55.9.
Luciano PIZZETTI (PD) illustra le finalità del subemendamento Braga 0.1.55.10., sottolineando come esso si muova esattamente nella stessa linea dell'articolo 1-ter introdotto dall'emendamento del Governo, essendo volto a rafforzarne le finalità di tutela della pubblica incolumità e di sicurezza delle infrastrutture.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono i subemendamenti Braga 0.1.55.10 e 0.1.55.11.
Chiara BRAGA (PD), intervenendo sul proprio subemendamento 0.1.55.12, fa presente che questo, come il successivo subemendamento a sua prima firma 0.1.55.13, prevede la presentazione di una relazione sullo stato di attuazione degli interventi di messa in sicurezza di cui all'articolo 1-ter introdotto dall'emendamento del Governo. Ritiene che questo assicuri al Parlamento un ruolo di controllo e di supporto e giudica incomprensibile il parere contrario, soprattutto se espresso da forze politiche che al riguardo hanno dato in passato lezioni che oggi sembrano aver dimenticato.
Luciano PIZZETTI (PD), ad integrazione delle considerazioni svolte dalla collega Braga, ribadisce come i subemendamenti in esame non rechino nuovi o maggiori oneri e pertanto non condivide il parere contrario espresso dai relatori e dal Governo, dal momento che si tratta di garantire un ruolo più pregnante al Parlamento sul tema della trasparenza, tema che dovrebbe essere caro anche al partito a cui appartiene il sottosegretario Crimi. Chiede quindi un ulteriore chiarimento circa il parere contrario espresso e l'accantonamento dei subemendamenti Braga 0.1.55.12 e 0.1.55.13.
Manuela GAGLIARDI (FI) sottoscrive, a nome del gruppo di Forza Italia, il subemendamento Braga 0.1.55.12, ritenendo che realizzi un sistema virtuoso di collaborazione tra Parlamento e Governo.
Davide GARIGLIO (PD), nel condividere le considerazioni svolte dai colleghi del suo gruppo appena intervenuti, ribadisce di non comprendere la ratio del parere contrario espresso dai relatori e dal Governo, sottolineando la necessità di garantire la centralità del ruolo del Parlamento così come rivendicato anche dal Presidente della Camera Fico nel suo discorso di insediamento nonché dal Ministro Toninelli nel corso della sua audizione sulle linee programmatiche.
Il sottosegretario Vito Claudio CRIMI ribadisce l'impegno del Governo alla trasparenza e alla collaborazione con il Parlamento. Quanto al parere contrario esso è motivato dal fatto che non è opportuno limitare ad una mera relazione l'interazione con il Parlamento, essendo il Governo sempre disponibile a riferire qualora gli venga richiesto.
Andrea ORLANDO (PD) evidenzia come in base all'intervento ora svolto dal Sottosegretario Crimi bisognerebbe abolire tutte le relazioni previste dal Governo sull'attuazione di obblighi previsti all'interno di provvedimenti normativi. Certamente è sempre possibile utilizzare gli strumenti del sindacato ispettivo, ma in questo frangente esprime sconcerto per le dichiarazioni svolte dal rappresentante del Governo.
Simone BALDELLI (FI), pur condividendo la limitatezza delle relazioni presentate al Parlamento come strumento di collaborazione tra istituzioni, giudica incomprensibile il parere contrario espresso dal Governo, che ha manifestato, per bocca del sottosegretario Crimi, la piena volontà di comunicare con il Parlamento. Invita pertanto il Governo a proporre una riformulazione rispetto ai tempi di presentazione della relazione, qualora fosse Pag. 28questo l'aspetto problematico che ha motivato il parere contrario.
Luciano PIZZETTI (PD) giudica del tutto capziose le argomentazioni svolte da parte del Governo e raccomanda di non confondere un obbligo di informazione al Parlamento, che qui si vorrebbe introdurre con una norma specifica, da una mera facoltà attribuita al Governo. Ribadisce quindi la richiesta di accantonamento per i subemendamenti Braga 0.1.55.12 e 0.1.55.13.
Diego SOZZANI (FI) chiede un'ulteriore riflessione rispetto al subemendamento in esame che interviene, indipendentemente dalla vicenda di Genova, a dare informazioni al Parlamento sullo stato dell'intera rete autostradale successivamente agli interventi a carico delle concessionarie.
Nicola STUMPO (LeU) giudica singolare l'atteggiamento del Governo rispetto ad emendamenti che non mettono in discussione il decreto-legge, ribadendo l'opportunità che venga garantito il principio della trasparenza, argomento sul quale sarebbe decisamente opportuno si trovi un accordo preciso in questo frangente.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) ritiene che la trasparenza si debba dimostrare attraverso atti formali e giudica pertanto inaccettabile l'intervento del sottosegretario Crimi.
Gianluca ROSPI, relatore per la VIII Commissione, ricorda che l'articolo 13 del provvedimento in esame prevede l'istituzione di un archivio informatico nazionale delle opere pubbliche accessibile a tutti al fine di garantire un costante monitoraggio sullo stato delle opere pubbliche medesime.
Stefania PEZZOPANE (PD) esprime sorpresa per la posizione del Governo sul subemendamento in esame, che ritiene del tutto in sintonia con lo spirito con cui l'attuale Governo dichiara di voler governare il Paese. Nel sottolineare il comportamento ineccepibile tenuto finora dal Partito Democratico rispetto all'esame del provvedimento, stigmatizza la contrarietà del Governo su una disposizione che a suo giudizio avrebbe già dovuto essere contenuta nel testo. Osserva infine che non ravvede nel comportamento di quello che dovrebbe essere un «Governo del cambiamento» alcun elemento di novità rispetto al passato.
Roberto MORASSUT (PD) desidera ricordare le dichiarazioni fatte dal Ministro Toninelli durante l'audizione alla Camera dei deputati a fine agosto, che hanno riguardato anche la questione della pubblicazione degli atti relativi alle concessioni autostradali, pubblicazione che il Ministro Toninelli ha rivendicato con grande veemenza. A tale riguardo giudica quindi del tutto ridicola la posizione assunta oggi dal Governo rispetto alla richiesta di un atto formale di informazione al Parlamento rispetto agli impegni assunti dalle concessionarie sugli investimenti da realizzare. Nel ribadire, altresì la necessità di un coordinamento tra le competenze in materia di vigilanza sulle concessioni fra il Ministero delle infrastrutture dei trasporti e la nuova Agenzia per la sicurezza di cui all'articolo 12, intende ricordare al Movimento 5 Stelle le sue posizioni in tema di trasparenza. Ribadisce, infine, la necessità che sia indicata una data chiara entro la quale il Governo adempia ad un obbligo di informazione nei confronti del Parlamento.
Giorgio MULÈ (FI) stigmatizza l'atteggiamento del Governo che pregiudizialmente ha espresso parere contrario su tutte le proposte emendative presentate dalle opposizioni, malgrado queste abbiano tenuto un atteggiamento costruttivo e civile, non manifestando alcun intento ostruzionistico. Ritiene che la risposta del sottosegretario Crimi, vertendo su temi di natura politica, inquini la discussione sul subemendamento in esame, che, oltre a non comportare oneri, obbedisce alla richiesta di trasparenza ostentata dall'attuale maggioranza sia nelle discussioni Pag. 29parlamentari che attraverso i mezzi di informazione. Ne chiede pertanto una rivalutazione.
Il Sottosegretario di Stato Vito Claudio CRIMI dichiara che da parte del Governo non c’è nessuna preclusione a fornire le informazioni necessarie per garantire la trasparenza totale in tale materia. Propone quindi che i subemendamenti presentati dalla deputata Braga 0.1.55.12 e 0.1.55.13 siano riformulati all'articolo 12 o 13 del decreto-legge in esame, prevedendo in quella sede l'obbligo di presentazione di una relazione al Parlamento.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, chiarisce quindi che è stato formulato un invito al ritiro dei subemendamenti in questione ai fini di una loro ricollocazione ad altri articoli del provvedimento.
Simone BALDELLI (FI) ritiene opportuno che si proceda ad un accantonamento dei subemendamenti Braga 0.1.55.12 e 0.1.55.13 in attesa della riformulazione del Governo.
Il sottosegretario Vito Claudio CRIMI ribadisce l'invito al ritiro delle proposte subemendative, dichiarando l'impegno del Governo a riaffrontare la questione all'interno dell'articolo 12.
Chiara BRAGA (PD) dichiara di non accettare la proposta di riformulazione avanzata dal Governo in quanto gli articoli 12 e 13 non affrontano la tematica della trasparenza. Propone quindi di sospendere brevemente la seduta ai fini di una corretta riformulazione come subemendamenti all'emendamento 1.55 del Governo.
Flavio DI MURO, relatore per la IX Commissione, ribadisce l'invito al ritiro dei subemendamenti in questione e preannuncia la disponibilità dei relatori a presentare un nuovo emendamento a loro firma.
Chiara BRAGA (PD) ribadisce la sua difficoltà a voler cedere un tema di tale rilevanza che il suo gruppo ha deciso di portare all'attenzione delle Commissione e dichiara di non accettare l'invito al ritiro, chiedendo su questo l'assunzione di una chiara responsabilità da parte del Governo.
Le Commissioni respingono il subemendamento Braga 0.1.55.12.
Davide GARIGLIO (PD), con riguardo alle dichiarazioni del sottosegretario Crimi sulla efficacia della interazione tra Governo e Parlamento, fa presente di avere esercitato il diritto di accesso agli atti previsto dalla normativa vigente, richiedendo al Ministero copia del decreto di nomina della Commissione incaricata di condurre l'analisi costi/benefici sulle grandi opere, e di avere ricevuto dal Ministero, a tre mesi di distanza e solo tramite la Presidenza della Commissione, copia di un altro decreto. Esprime pertanto dubbi sia sulla trasparenza che sull'efficacia delle risposte date dal Governo e ritiene vieppiù utile l'approvazione di una norma che permetta al Parlamento di avere informazioni adeguate rispetto al piano trionfalistico di interventi sulle opere pubbliche che il Governo pensa possa essere realizzato entro il prossimo anno.
Le Commissioni respingono il subemendamento Braga 0.1.55.13.
Giorgio MULÈ (FI), intervenendo per dichiarazione di voto sull'emendamento 1.55 del Governo, evidenzia che esso raccoglie in qualche modo le sollecitazioni emerse nel corso delle audizioni e del dibattito svoltosi durante l'esame del provvedimento. Esprime in particolare forti perplessità circa la compatibilità delle disposizioni contenute al comma 6 dell'articolo 1 e quanto previsto dal nuovo comma 7 che potrebbe determinare l'insorgere di un pericolo contenzioso in sede giudiziaria. Ribadendo quindi come sia interesse assolutamente condiviso che la Pag. 30ricostruzione del ponte Morandi avvenga in tempi rapidi, invita il Governo ad un'ulteriore riflessione sulle criticità evidenziate rispetto al ruolo attribuito alla società Autostrade.
Diego SOZZANI (FI) ritiene estremamente problematica e di dubbia interpretazione, come anche sottolineato dal presidente dell'ANAC, l'affermazione della responsabilità del concessionario all'interno di una legge. Osserva che non è chiaro il percorso intrapreso riguardo alla revoca della concessione ed esprime preoccupazione per l'atteggiamento del Governo che presume di poter operare in barba alla normativa. Chiede pertanto al Governo rassicurazioni sia riguardo all'efficacia della norma rispetto ad eventuali procedure di contenzioso sia riguardo alla definizione di un quadro regolatorio chiaro, all'interno del quale il Commissario straordinario possa agire con tranquillità.
Davide GARIGLIO (PD), nel condividere la necessità di garantire un monitoraggio adeguato sulla sicurezza delle infrastrutture stradali, sottolinea come debbano essere individuati gli strumenti più idonei. A tale riguardo fa presente che le disposizioni di cui al comma 3 del nuovo articolo 1-ter presentato dal Governo prevedono l'obbligo per le concessionarie di garantire la sicurezza delle infrastrutture senza possibilità di imputazione sulle tariffe autostradali. Al riguardo la relazione tecnica afferma che da tali disposizioni non derivano ulteriori oneri finanziari ma si chiede se tali disposizioni siano idonee a raggiungere gli obiettivi che il Governo intende perseguire.
Chiara BRAGA (PD) stigmatizza l'atteggiamento del Governo che non da risposta ad alcuna delle richieste delle opposizioni. Preannuncia il voto contrario del proprio Gruppo sull'emendamento in esame, che non interviene efficacemente riguardo alla ricostruzione del ponte né reca misure sufficienti a favore degli sfollati.
Flavio DI MURO (Lega) chiarisce che l'emendamento 1.55 del Governo, recante numerose modifiche all'articolo 1, è stato redatto anche sulla base delle istanze della comunità locali ed ha sostanzialmente ricevuto il parere favorevole del presidente della regione Toti e del sindaco di Genova Bucci. L'obiettivo è che il Commissario straordinario possa lavorare rapidamente e con strumenti giuridici adeguati.
Giorgio MULÈ (FI) evidenzia una contraddizione tra quanto espresso dal relatore e quanto dichiarato stamane dal Commissario straordinario in ordine ad una apertura nei confronti della società Autostrade per l'Italia.
Raffaella PAITA (PD) osserva di essere rimasta sorpresa dalle dichiarazioni del relatore Di Muro che tenta di interpretare le dichiarazioni fatte dal sindaco Bucci. Ricorda che in realtà nel corso delle audizioni svolte dalle Commissioni sono emerse numerose criticità che non sono tutte risolte dall'emendamento del Governo sia sul piano tecnico che sul piano giuridico. Evidenzia altresì che le risorse finanziarie individuate nel decreto-legge non sono sufficienti a realizzare tutti gli obiettivi che il Governo intende raggiungere.
Le Commissioni approvano l'emendamento 1.55 del Governo (vedi allegato 2).
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, avverte che a seguito dell'approvazione dell'emendamento 1.55 del Governo sono da ritenersi preclusi gli emendamenti Baldelli 1.9, Pastorino 1.10 e Bagnasco 1.11.
Chiara BRAGA (PD), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.13, osserva che esso da un lato fissa al 31 dicembre 2019 il termine per il ripristino del sistema viario a Genova e dall'altro dettaglia l'operato del Commissario straordinario, mutuando una dizione normativa contenuta in tutti i provvedimenti di istituzione di Commissari straordinari. Osserva che questo costituisce una garanzia riguardo all'operato del Commissario, i cui Pag. 31atti saranno così protetti da eventuali impugnative, dalle quali conseguirebbero inevitabilmente paralisi e ritardi.
Le Commissioni respingono l'emendamento Braga 1.13.
Manuela GAGLIARDI (FI) illustra l'emendamento a sua prima firma 1.12, volto a prevedere interventi di rigenerazione urbana delle aree sottostanti il ponte Morandi, invitando il Governo ad un'ulteriore riflessione che tenga conto degli elementi emersi nel corso delle audizioni dei rappresentanti della attività produttive di Genova.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli identici emendamenti Gagliardi 1.12 e Pastorino 1.14, nonché l'emendamento Pastorino 1.15.
Antonino GERMANÀ (FI), intervenendo sull'emendamento a propria firma 1.16, osserva che la mancata esplicitazione, all'interno del decreto-legge, delle norme derogabili genera confusione e rallenta l'operato del Commissario straordinario.
Le Commissioni respingono l'emendamento Germanà 1.16.
Chiara BRAGA (PD) intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.17 richiama l'attenzione sulla necessità dell'applicazione delle norme del codice antimafia così come evidenziato dal presidente dell'ANAC Cantone nel corso della sua audizione. Ricorda inoltre come anche la locuzione «extrapenale» presenta alcuni dubbi interpretativi ed invita il Governo ad una riflessione più approfondita sui profili problematici evidenziati. Ritiene infatti che occorra garantire la legalità e la trasparenza ed evitare infiltrazioni mafiose con procedure già da tempo sperimentate. Si tratta infatti di garantire interventi assai complessi in materia di sgomberi, demolizioni e smaltimento di macerie e non crede che gli obiettivi di una maggiore tempestività e semplificazione degli adempimenti richiesti possano giustificare il venire meno del rispetto della legalità. Si dichiara pertanto disponibile anche a valutare un emendamento presentato dal Governo.
Andrea ORLANDO (PD) si associa alle considerazioni della collega Braga. Ritiene che il Governo si stia assumendo una enorme responsabilità nel derogare alla normativa antimafia, soprattutto in una regione dove alcuni comuni sono stati sciolti per infiltrazione mafiosa. Richiama la copiosa letteratura sui rischi indotti da procedure di carattere eccezionale e ricorda la campagna svolta nella scorsa legislatura da una delle forze attualmente al Governo sul punto. Invita pertanto il Governo ad un ripensamento rispetto al parere contrario, anche al fine di sottrarre questo dibattito all'Assemblea, con il rischio di uno scontro politico forte e del coinvolgimento dell'opinione pubblica.
Luciano PIZZETTI (PD) richiama l'importanza dell'emendamento in esame, sottolineata anche dal presidente dell'Anac nel corso dell'audizione svoltasi presso le Commissioni e chiede pertanto un riesame del parere.
Nicola STUMPO (LeU) chiede chiarimenti ai rappresentanti del Governo in merito all'effettiva intenzione del legislatore di consentire al Commissario per la ricostruzione di derogare alla normativa antimafia. Al riguardo, ricordando come nel corso delle audizioni sia stata evidenziata la necessità di apportare alcune modifiche e integrazioni al provvedimento, desidera sapere se questo aspetto rientri tra quelli da integrare e segnala la possibilità di accantonare le proposte emendative riguardanti tale questione, per consentire una loro migliore valutazione.
Roberto MORASSUT (PD) sottolinea la necessità di trovare un delicato equilibrio tra le esigenze di rapidità nella ricostruzione e quelle di trasparenza delle relative procedure. Segnala inoltre che anche il presidente dell'ANAC Cantone, pur comprendendo Pag. 32come la norma sia stata dettata allo scopo di superare lentezze burocratiche, abbia evidenziato la possibilità che in tal modo si invii un messaggio poco chiaro alla criminalità organizzata.
Davide GARIGLIO (PD) osserva che il provvedimento in esame presenta alcune peculiarità rispetto alla prassi. In particolare sottolinea le norme di carattere ordinamentale, che prevedono una revisione unilaterale degli obblighi dei concessionari autostradali, introdotte con l'approvazione dell'emendamento del Governo 1.55 e inserite in un Capo avente ad oggetto interventi urgenti per il comune di Genova. Si interroga poi sulla correttezza dell'espressione «extrapenale», della quale propone la sostituzione.
Passando poi al contenuto dell'emendamento Braga 1.17, del quale è cofirmatario, sottolinea il pericolo di consentire una deroga alla normativa antimafia, soprattutto in considerazione delle forti pressioni delle organizzazioni criminali nel settore delle costruzioni. Ritiene inoltre che, se un simile intervento fosse stato proposto dal Partito democratico, le forze dell'attuale maggioranza, primo fra tutti il sottosegretario Crimi, avrebbero insinuato che si voleva agevolare la criminalità.
Il sottosegretario Vito Claudio CRIMI conferma la massima attenzione dei partiti che compongono il Governo, sul pericolo che le operazioni di ricostruzione possano costituire occasione di infiltrazione da parte della criminalità organizzata. Osserva peraltro come non sia possibile estendere all'attuale situazione di stringente emergenza considerazioni svolte in occasione dei lavori per Expo 2015.
Sottolinea quindi come alla possibilità di derogare al Codice delle leggi antimafia non corrisponda assolutamente un obbligo di deroga da parte del Commissario straordinario, che avrà comunque la possibilità di decidere caso per caso la migliore condotta da adottare per assicurare l'equilibrio tra rapidità dei lavori e affidamento degli stessi a soggetti liberi da legami con associazioni criminali. Inoltre, ai sensi dell'articolo 1, comma 5, del provvedimento, il Commissario avrà la facoltà di revocare le assegnazioni effettuate o prevedere surroghe di imprese qualora, dopo l'affidamento, dovessero emergere problematiche legate a infiltrazioni mafiose, nonché la possibilità di adottare forme di controllo più stringenti di quelle previste dalla legge.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) concorda sulla necessità di un celere avvio dei lavori di ricostruzione, osservando che il gruppo del Partito democratico, con l'emendamento Braga 1.13, testé respinto dalle Commissioni, aveva proposto di introdurre un termine per la conclusione dei lavori di ricostruzione. Fa però presente che la previsione di regole più stringenti nel momento dell'assegnazione dei lavori potrebbe evitare contestazioni successive, che impedirebbero poi la loro rapida conclusione.
Nicola STUMPO (LeU) osserva come il Governo, affidando al Commissario straordinario la scelta della condotta da adottare nel caso concreto, abbia assegnato allo stesso una enorme responsabilità.
Andrea ORLANDO (PD), ritenendo eccessive le considerazioni del collega Stumpo sulla responsabilità assegnata al Commissario straordinario, osserva comunque che con l'approvazione della disposizione in esame potrebbe contribuire a smontare il sistema di prevenzione, diretto a ridurre il contenzioso ex post. Potrebbe inoltre rappresentare un segnale di incoraggiamento per la criminalità organizzata.
In alternativa a quanto previsto dal comma 5 dell'articolo 1, propone di definire una procedura di carattere eccezionale che consenta di mantenere controlli preventivi, eventualmente prevedendo un rafforzamento del personale della Prefettura di Genova o, se si preferisce, del Ministero dell'interno, che dovrà effettuare detti controlli.
Luciano PIZZETTI (PD), premettendo di non aver alcun dubbio sulla volontà Pag. 33delle forze di maggioranza di combattere la mafia, evidenzia come tale volontà non sia da sola sufficiente a preservare i lavori di ricostruzione del ponte Morandi dalle infiltrazioni criminali. Oltre alla volontà è assolutamente necessaria una base normativa per garantire il rispetto della legalità. Segnala al riguardo l'emendamento Braga 1.30, del quale è cofirmatario, che prevede l'istituzione, presso la prefettura di Genova, di una sezione specializzata del Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, allo scopo di rafforzare i controlli antimafia sui contratti per la ricostruzione.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Braga 1.17 e Muroni 1.19.
Vincenza LABRIOLA (FI), illustrando l'emendamento a sua prima firma 1.20, invita ad accogliere quanto segnalato dal presidente dell'ANAC Cantone in ordine alla necessità di contrastare le possibili infiltrazioni mafiose e sottolinea come opere pubbliche di questa entità siano naturalmente oggetto di pressioni da parte delle organizzazioni criminali.
Ritiene inoltre che la previsione di precise linee di condotta in fase di affidamento dei lavori sia una garanzia per la loro celere conclusione.
Giorgio MULÈ (FI), concordando con la collega Labriola sull'interesse delle organizzazioni mafiose nei confronti dei lavori di ricostruzione del ponte Morandi, ritiene come non sia opportuno affidare esclusivamente al Commissario straordinario la responsabilità di individuare le imprese libere da condizionamenti mafiosi.
Al fine di agevolare le scelte del Commissario potrebbe essere predisposta una lista di imprese in possesso di certificazione antimafia, cosiddetta white list, all'interno della quale il Commissario possa effettuare la scelta delle imprese alle quali affidare i lavori. Potrebbe inoltre essere prevista una procedura rapida, fissando un limite di durata di quindici giorni, per la concessione del certificato antimafia a imprese che ancora non lo abbiano conseguito e vogliano ottenere l'assegnazione dei lavori.
Le Commissioni respingono l'emendamento Labriola 1.20.
Stefania PEZZOPANE (PD) sottoscrive l'emendamento Verini 1.21, che ha finalità analoghe all'emendamento Braga 1.17.
Sottolinea poi come nessun Governo, pur in presenza di interventi catastrofici come i terremoti, abbia mai derogato alle disposizioni del Codice antimafia. Qualora si tema che il rispetto delle previsioni del Codice possa rallentare i lavori di ricostruzione, è necessario predisporre strumenti per l'accelerazione dei controlli, tra i quali il rafforzamento degli uffici incaricati tramite nuove assunzioni, piuttosto che eliminare i controlli.
Ricorda infine un episodio personale, causato da un errore di interpretazione, quando si introdusse la necessità del certificato antimafia per le imprese private, in seguito al terremoto de L'Aquila, che le costò innumerevoli critiche da parte di esponenti del Movimento 5 Stelle, che adesso introducono la deroga in discussione.
Nicola PELLICANI (PD) sottoscrive l'emendamento Verini 1.21.
Rileva che la possibilità di derogare al Codice antimafia sia, al di là delle intenzioni del Governo, un segnale pericoloso alle organizzazioni criminali e un precedente negativo. Sottolinea come il Parlamento non possa permettersi di dare un simile segnale di incoraggiamento alla criminalità organizzata.
Osserva infine come siano state attribuite eccessive responsabilità al Commissario straordinario.
Andrea ORLANDO (PD) rinnova l'invito al Governo a modificare l'articolo 1, comma 5, che sopprime l'obbligo di presentazione del certificato antimafia. Chiede di accantonare l'emendamento Verini 1.21 e di trovare una soluzione che consenta di coniugare l'esigenza di una Pag. 34rapida ricostruzione con quella di difendere la ricostruzione stessa dalle infiltrazioni mafiose.
Roberto MORASSUT (PD), nel sottoscrivere l'emendamento Verini 1.21, osserva come il cambiamento operato dal Governo con la disposizione in discussione rappresenti un ritorno al passato rispetto alle esperienze fatte in occasione di precedenti eventi calamitosi.
Ritenendo che la lotta alla mafia non possa essere considerata un freno all'efficienza, invita il Governo a riconsiderare la valutazione della proposta emendativa in esame.
Davide GARIGLIO (PD) sottoscrive l'emendamento Verini 1.21.
Ricorda ai rappresentanti del Governo come la criminalità organizzata sia un fenomeno ben radicato in molti territori del nostro Paese, non solamente al Sud, e pertanto è necessario combatterla con tutti i mezzi a nostra disposizione, senza alcuna deroga.
Memore della propria esperienza nella costruzione della metropolitana di Torino, ritiene che sia possibile rispettare le norme antimafia e concludere rapidamente i lavori di ricostruzione del ponte Morandi.
Sottolinea infine come sarà impegnativo distinguere, all'interno del diritto dell'Unione europea, i vincoli inderogabili dalle altre previsioni.
Le Commissioni respingono l'emendamento Verini 1.21
Alessio BUTTI (FdI) afferma di aver inizialmente ritenuto che i relatori avrebbero presentato una proposta emendativa per sopprimere la possibilità di derogare alle disposizioni del Codice antimafia. La discussione in corso di svolgimento lo ha fatto ricredere e si meraviglia ora per il silenzio dei colleghi della maggioranza su una tematica così rilevante, che ha registrato anche la segnalazione del presidente Cantone.
Auspica, come tutti, che il Commissario Bucci possa svolgere il proprio compito con successo, ma a tal fine ritiene indispensabile consentirgli di agire in una cornice di legittimità e di sicurezza, anche a costo di un leggero ritardo nell'avvio dei lavori.
Le Commissioni respingono l'emendamento Butti 1.22.
Carlo FIDANZA (FdI) illustra l'emendamento a sua prima firma 1.23, diretto a evitare ricorsi ex post attraverso l'utilizzo della procedura negoziale senza previa pubblicazione di un bando di gara, prevista dall'articolo 63 del Codice degli appalti, che garantisce la rapidità e la certezza dell'assegnazione dei lavori.
Diego SOZZANI (FI) dichiara di astenersi sull'emendamento Fidanza 1.23.
Le Commissioni con distinte votazioni respingono gli emendamenti Fidanza 1.23, Foti 1.24 e 1.29, Gagliardi 1.25 e Pastorino 1.26.
Simone BALDELLI (FI), intervenendo sul proprio emendamento 1.27, osserva che esso viene incontro ad una richiesta fatta dal Commissario straordinario nel corso dell'audizione.
Le Commissioni con distinte votazioni respingono gli emendamenti Baldelli 1.27 e Foti 1.28.
Chiara BRAGA (PD) intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.30 ribadisce la delicatezza del tema dei controlli antimafia chiarendo che tale emendamento non intende in alcun modo rallentare l'operato del Commissario straordinario. Ribadisce che la tempestività di azione e l'urgenza non possano andare a detrimento della trasparenza delle procedure soprattutto in termini di subappalti laddove la deroga alla disciplina antimafia non può ritenersi accettabile. Chiede quindi al Governo e ai colleghi della maggioranza che sono stati in silenzio Pag. 35durante tutto il dibattito di procedere ad un'attenta riflessione sui profili problematici fin qui evidenziati.
Le Commissioni respingono l'emendamento Braga 1.30.
Nicola STUMPO (LeU) intervenendo sul proprio emendamento Pastorino 1.31, sottolinea che esso intende incrementare la pianta organica dei Vigili del fuoco, visto il perdurare dell'emergenza.
Raffaella PAITA (PD) sottoscrive l'emendamento Pastorino 1.31, associandosi alle considerazioni del collega che l'ha preceduta.
Le Commissioni respingono l'emendamento Pastorino 1.31.
Manuela GAGLIARDI (FI) illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 1.32 volto ad ampliare l'obbligo di indennizzo per i soggetti danneggiati dalle attività di ricostruzioni e ripristino del ponte. Chiede pertanto un accantonamento dell'emendamento in esame e una rivalutazione del parere contrario.
Nicola STUMPO (LeU), condivide le considerazioni che la collega Gagliardi ha espresso sul proprio emendamento, identico all'emendamento Pastorino 1.33.
Roberto CASSINELLI (FI) rappresenta al Governo l'opportunità di valutare l'ampliamento della zona rossa al fine di ricomprendere gli immobili siti in via Enrico Porro all'interno della citata area.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Gagliardi 1.32 e Pastorino 1.33.
Il sottosegretario Vito Claudio CRIMI esprime parere contrario sull'emendamento Gagliardi 1.34 precedentemente accantonato, che prevede una sanzione, per omesso pagamento, nei termini, da parte del concessionario peraltro predeterminata. Fa presente che lo Stato, in quanto soggetto subentrante per il recupero delle somme non pagate, reclamerà gli interessi per mancato pagamento nei termini previsti. Per le medesime ragioni esprime parere contrario sull'emendamento Stumpo 1.35, anch'esso precedentemente accantonato.
Flavio DI MURO, relatore per la IX Commissione, anche a nome del relatore per la VIII Commissione esprime parere contrario in conformità a quello espresso dal Governo sugli emendamenti accantonati.
Manuela GAGLIARDI (FI) insiste perché il Governo riveda il parere contrario sull'emendamento a sua prima firma 1.34 che ritiene introduca una norma di buon senso.
Il sottosegretario di Stato Vito Claudio CRIMI chiarisce che trattandosi di cifre molto elevate si procederà certamente al loro recupero in caso di ritardo nel versamento. Osserva inoltre che la sanzione prevista dall'emendamento non avrebbe alcuna capacità dissuasiva, dati gli importi assai limitati.
Le Commissioni respingono l'emendamento Gagliardi 1.34.
Nicola STUMPO (LeU) intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.35 ne illustra le finalità specificando che esso dispone la sanzione della revoca della concessione in caso di omesso versamento nel termine delle somme da parte della concessionaria. Al riguardo ricorda le numerose dichiarazioni fatte alla stampa da parte del Ministro Toninelli e di altri rappresentanti del Governo in merito alla imminente revoca della concessione. Dichiara quindi di non comprendere il parere contrario formulato in questa sede sul suo emendamento che smaschera un atteggiamento contraddittorio del Governo incapace di far seguire i fatti a dichiarazioni rese troppo frettolosamente.
Le Commissioni respingono l'emendamento Stumpo 1.35.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, avverte che a seguito dell'approvazione dell'emendamento 1.55 del Governo devono ritenersi preclusi gli emendamenti Cassinelli 1.37 nonché gli identici emendamenti Sozzani 1.39 e Dutti 1.40.
Chiara BRAGA (PD), intervenendo sul proprio emendamento 1.41 evidenzia che esso stabilisce un termine per gli affidamenti dei lavori al 30 novembre 2018. Osserva che in tal modo si viene incontro all'urgenza così fortemente manifestata dal Governo e da ultimo in occasione del dibattito sulla deroga all'applicazione della normativa antimafia. Auspica quindi che tale emendamento venga accolto dal Governo esprimendo, in caso contrario, il dubbio che le ragioni dell'urgenza vengano utilizzate per altri scopi.
Raffaella PAITA (PD) ad integrazione dell'intervento della collega Braga ritiene che occorra affidare l'appalto per la ricostruzione del ponte entro il mese di novembre, così come indicato anche dal Commissario straordinario Bucci.
Le Commissioni respingono gli emendamenti Braga 1.41 e Sozzani 1.42.
Chiara BRAGA (PD), intervenendo sull'emendamento 1.100 dei relatori, chiede ai relatori e al Governo cosa si intenda esattamente con la dizione «attività propedeutiche».
Gianluca ROSPI, relatore per la VIII Commissione chiarisce che il termine «propedeutiche» si riferisce ad attività, come ad esempio la rimozione delle macerie, che precedono necessariamente la fase della ricostruzione del ponte.
Diego SOZZANI (FI) chiede ai relatori e al Governo quali siano le motivazioni per la mancata soppressione al riferimento delle attività connesse oltre che di quelle propedeutiche.
Raffaella PAITA (PD) chiede ai relatori ed al Governo di chiarire se nelle citate attività propedeutiche debbano farsi rientrare anche quelle relative allo smontaggio e della demolizione del ponte e di comprendere con quali procedure debbano essere affidati i lavori in tali attività.
Chiara BRAGA (PD) osserva che la soppressione della parola «propedeutiche» lascia intendere che le operazioni di smontaggio e demolizione del ponte non possano essere fatte con procedura negoziata, ma attraverso una gara ad evidenza pubblica.
Il sottosegretario di Stato Vito Claudio CRIMI chiarisce che l'emendamento 1.100 dei relatori, prevedendo la soppressione del termine «propedeutiche» ha lo scopo di non vincolare il commissario straordinario nella scelta del soggetto che dovrà svolgere le suddette attività propedeutiche. Viceversa, per quelle connesse al ripristino del sistema viario si conferma l'esclusione dell'attuale concessionario, al fine di evitare un indebito vantaggio competitivo nel sistema delle concessioni autostradali.
Raffaella PAITA (PD) evidenzia come l'emendamento 1.100 presentato dai relatori aiuta a comprendere che non si può escludere che la società Autostrade possa procedere alla demolizione del ponte. Invita quindi il sottosegretario Crimi a riflettere su quanto testé affermato, osservando che certamente tali attività di demolizione non saranno gratuite.
Diego SOZZANI (FI) ritiene opportuno cercare di comprendere la ratio degli interventi normativi proposti dai relatori e dal Governo, sottolineando come non si possa comprendere fino in fondo il ruolo attribuito all'attuale concessionario che non può essere chiamato a ricostruire il ponte ma potrebbe invece procedere alla sua demolizione. A tale riguardo richiama l'attenzione sul rischio che tale eventualità possa ingenerare ulteriori incertezze e l'insorgere di un pesante contenzioso.
Luciano PIZZETTI (PD) chiede ai relatori e al Governo in che cosa consista esattamente il vantaggio competitivo di cui al comma 7 dell'articolo 1.
Daniela RUFFINO (FI) sottolinea come gli emendamenti presentati dal suo Gruppo sono finalizzati ad ottenere risposte certe al fine di restituire alla città di Genova il necessario ritorno alla normalità. Esprime preoccupazione per questa impostazione piuttosto ondivaga mostrata dal Governo nella scrittura e riscrittura della disposizione.
Nicola STUMPO (LeU) stigmatizza la furia iconoclasta con la quale il Governo ha inteso sin dal principio escludere la concessionaria dalle operazioni inerenti al ponte Morandi, venendo meno ad ogni considerazione di buon senso. Rileva che tutte le questioni problematiche riguardo agli affidamenti vengono ora scaricate sul Commissario straordinario, chiamato ad operare una scelta, perlomeno per quanto riguarda i lavori di demolizione, che chiama in causa anche la concessionaria.
Luciano PIZZETTI (PD) ribadisce la necessità che il Governo chiarisca il significato dell'espressione «vantaggio competitivo» di cui al comma 7 dell'articolo 1.
Il sottosegretario Vito Claudio CRIMI, rispondendo al deputato Pizzetti, fa presente che ammettere il concessionario nel novero dei soggetti potenzialmente affidatari avrebbe causato una sua posizione di vantaggio derivante dalla oggettiva asimmetria informativa, potendo il progetto presentato essere molto più prossimo alla propria linea aziendale della concessionaria, anche in ragione della conoscenza specifica di quella tratta.
Luciano PIZZETTI (PD) osserva che le argomentazioni del Governo inducono a ritenere che i soggetti chiamati a fare il vaglio dei progetti non sono in grado di valutare la migliore offerta, potendo essere tratta in inganno dalla posizione di «vantaggio» di uno dei soggetti in gara.
Nicola STUMPO (LeU) rimarca come il Governo si sia rimangiato la parola in quanto consente che sia coinvolta in prima persona nei lavori, potendo evidentemente fare utili.
Raffaella PAITA (PD) ribadisce la necessità di comprendere quali siano le procedure per affidare lo smontaggio e la demolizione del ponte. In particolare si chiede quali deroghe alla normativa antimafia siano previste per lo svolgimento di tali attività.
Gianluca ROSPI (M5S) afferma che, poiché la prima attività del Commissario sarà quella di chiedere una progettazione esecutiva dell'opera, che partirà dalla demolizione del ponte, nessuno ad oggi può sapere come avverrà tale demolizione. Ricorda inoltre che l'emendamento 1.55 del Governo prevede l'immediata consegna delle tratte A7 e A10 da parte del concessionario al Commissario straordinario che quindi potrà gestire direttamente questa fase.
Il sottosegretario di Stato Vito Claudio CRIMI chiarisce che l'affidamento delle attività propedeutiche al ripristino del sistema viario avverrà secondo la disciplina recata dall'articolo 1 e quindi con le deroghe alla normativa vigente ivi previste.
Raffaella PAITA (PD), nel prendere atto che anche le procedure di demolizione avverranno in deroga alla legislazione antimafia, ritiene del tutto inappropriata la replica del relatore Rospi, che non porta nessun elemento di chiarimento.
Umberto BURATTI (PD) esprime sconcerto per l'andamento confuso dei lavori delle Commissioni. A tale riguardo si chiede se anche venti anni fa i parlamentari avrebbero occupato il loro tempo in un altro modo. Nel ricordare la sua lunga esperienza come sindaco osserva come la normativa introdotta dall'articolo 1 in sostanza sia volta a scaricare tutto sul Commissario straordinario eliminando ogni responsabilità a carico del Governo. Al riguardo Pag. 38segnala che anche nelle ipotesi di situazioni emergenziali in qualità di sindaco ha sempre ritenuto di rispettare tutte le normative vigenti e segnala le osservazioni svolte dal presidente dell'ANAC Cantone in merito alle deroghe sulla normativa antimafia.
Luciano PIZZETTI (PD) paventa il dubbio che la soppressione della parola «propedeutiche» sia finalizzata ad evitare eventuali ricorsi da parte della concessionaria.
Le Commissioni approvano l'emendamento 1.100 dei relatori (vedi allegato 2).
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, avverte che a seguito dell'approvazione dell'emendamento 1.100 dei relatori, risultano preclusi gli emendamenti Germanà 1.43, Mulè 1.44, Lollobrigida 1.45 e Gagliardi 1.46.
Nessun altro chiedendo di intervenire rinvia il seguito dell'esame alla seduta già prevista per la giornata di domani.