Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2020/04/per-la-cassa-integrazione-accordo-non-obbligatorio.html
Timestamp: 2020-05-26 21:35:58+00:00
Document Index: 163343444

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 15', 'art. 12', 'art. 19', 'art. 22', 'art. 19', 'art. 22']

Cassa integrazione: accordo non obbligatorio - Commercialista telematico
Sebbene il Decreto Cura Italia faccia ritenere necessario l’accordo, quantomeno per la CIG in deroga, l’analisi puntuale della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, fornisce interpretazione diversa, ritenendo quindi che, come per la CIG ordinaria, non sia necessario l’accordo bensì un tentativo di esperimento del medesimo.
La Cassa integrazione alla luce del D.L. Cura Italia: premessa
Come noto, il Decreto Legge “Cura Italia”, D.L. n. 18/2020, ha introdotto specifiche misure per le aziende, allo scopo di garantire, a tutti i soggetti coinvolti, la possibilità di accesso alla cassa integrazione, sia essa ordinaria, in deroga, con assegno ordinario, e anche nel caso di fruizione di cassa integrazione straordinaria. Esamineremo se, per usufruire della Cassa integrazione è necessario o meno l’accordo con i sindacati.
Le disposizioni da prendere in esame sono quelle contenute agli artt. 19 e 22 del medesimo decreto, le quali prevedono delle dinamiche in parte diverse per l’accesso ai trattamenti di interazione salariale rispetto alla normalità dei casi.
Tra queste differenze, basti ricordare che per l’accesso alla CIG durante la situazione emergenziale i datori di lavoro:
sono dispensati, tra gli altri, dall’obbligo di informazione e consultazione di cui all’art. 14, c. 1, D.Lgs. n. 148/2015 e dal rispetto del termine di 15 giorni dalla sospensione/riduzione oraria per l’accesso alla domanda di CIGO (art. 15, c. 1, D.Lgs. n. 148/2015);
possono accedere alla CIG anche se abbiano già fruito nel biennio mobile delle 52 settimane di cui all’art. 12 del D.Lgs. n. 148/2015, e non vedranno conteggiare i periodi per l’emergenza Covid-19 nel computo del limite dei 24 mesi nel quinquennio mobile previsto per il computo della durata massima dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria;
non devono rispettare il limite di 1/3 delle ore lavorabili;
potranno optare per il pagamento diretto della CIG nei confronti dei lavoratori.
La questione della consultazione e dell’accordo
Una norma suscita però particolari dubbi, ossia quella concernente la necessarietà dell’accordo per l’accesso alla CIG.
Infatti, il disposto dell’art. 19, co. 2, prevede che:
“I datori di lavoro che presentano domanda di cui al comma 1 sono dispensati dall’osservanza dell’articolo 14 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 […] fermo restando l’informazione, la consultazione e l’esame congiunto che devono essere svolti anche in via telematica entro i tre giorni successivi a quello della comunicazione preventiva”.
Ma anche per la cassa integrazione in deroga il disposto normativo prevede cenni in merito al raffronto con le oo.ss.: in particolare, ai sensi del comma 1, art. 22, “Le Regioni e Province autonome, […] possono riconoscere, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, previo accordo che può essere concluso anche in via telematica con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga”.
La norma, come fatto notare dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, comporta una serie di dubbi difficili da analizzare, in quanto se da una parte l’art. 19 chiarisce che l’obbligo dei datori di lavoro è quello di garantire “informazione, consultazione ed esame congiunto”, senza alcun obbligo di addivenire a un accordo, la disposizione di cui all’art. 22 comporta una serie di problematiche derivanti da fatto che la norma parla espressamente di accordo (tranne che per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti).
L’opinione della Fondazione Studi CdL
Sebbene la norma potrebbe indurre a ritenere che l’accordo sia necessario per l’accesso alla cassa integrazione in deroga, la Fondazione Studi, con l’Approfondimento del 6 aprile 2020 fornisce spunti di riflessione e conferme del fatto che in realtà tale accordo non parrebbe essere conditio sine qua non per l’accesso al trattamento in deroga.
In particolare, viene portato all’attenzione il fatto che nell’iter di concessione della cassa integrazione – anche quando la fase della consultazione sindacale possa essere richiesta obbligatoriamente – non si richiederebbe il…