Source: https://studiolegaleramelli.it/2019/04/20/la-diffusione-di-una-dichiarazione-lesiva-della-altrui-reputazione-attraverso-blog-o-social-media-integra-sempre-unipotesi-di-diffamazione-aggravata/
Timestamp: 2019-10-21 17:34:59+00:00
Document Index: 31263867

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 595', 'sentenza ', 'art.2']

La diffusione di una dichiarazione lesiva della altrui reputazione attraverso blog o social media integra sempre un’ipotesi di diffamazione aggravata – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
La diffusione di una dichiarazione lesiva della altrui reputazione attraverso blog o social media integra sempre un’ipotesi di diffamazione aggravata.
Si segnala ai lettori del blog la sentenza di legittimità n. 16564/2019, depositata in data 16.04.2019, in materia di diffamazione a mezzo web che ha scrutinato un caso di esternazioni diffamatorie rese innanzi a giornalisti di testate online (bloggers) potenzialmente idonee a raggiungere una elevata platea di destinatari.
La Corte di appello di Milano confermava, anche agli effetti civili, la condanna dell’imputato per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa in relazione a una dichiarazione resa alla stampa e pubblicata su di un noto periodico nel corso della quale il primo, all’epoca direttore di un noto festival internazionale del cinema, riferiva riguardo alla persona offesa, noto critico cinematografico, di aver scritto una recensione pur avendo lasciato la sala dopo mezz’ora dall’inizio della proiezione della pellicola in oggetto. La corte distrettuale rigettava invece l’appello proposto dalla parte civile per altra ipotesi di reato, sempre a contenuto diffamatorio, per la quale il prevenuto era stato assolto in primo grado.
Interponeva ricorso l’imputato, a mezzo difensore, contestando violazione della legge processuale contestando la competenza territoriale del Tribunale di Milano e la violazione della legge penale sostanziale in merito alla qualificazione giuridica dei fatti.
In particolare, il ricorrente, con l’impugnazione di legittimità, sosteneva che le esternazioni poste all’attenzione di blogger, apparse sul web e poi rilanciate da una testata giornalistica, non possono ricondursi all’ipotesi aggravata della contestata diffamazione.
La Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché estinto il reato a causa del decorso il termine prescrizionale, permanendo la condanna agli effetti civili.
Per quanto concerne la qualificazione giuridica dei fatti (diffamazione aggravata) dal compendio motivazionale della sentenza in commento si riporta per estratto quanto di interesse per gli operatori di diritto:
“Sotto il profilo sostanziale va chiarito che la testata giornalistica telematica, funzionalmente assimilabile a quella tradizionale in formato cartaceo, rientra nella nozione di “stampa” di cui all’art. 1 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (Sez. U, n. 31022 del 29/01/2015, Fazzo, Rv. 264090 – 01). Mentre la diffusione di una dichiarazione lesiva della altrui reputazione attraverso siti web, diversi da quelli delle testate giornalistiche (blog, social media, altre piattaforme internet) integra non una diffamazione semplice di competenza del giudice di pace ma un’ipotesi di diffamazione aggravata ai sensi dell’art. 595, comma terzo, cod. pen., sotto il profilo dell’offesa arrecata “con qualsiasi altro mezzo di pubblicità” diverso dalla stampa, poiché la condotta in tal modo realizzata è potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato, o comunque quantitativamente apprezzabile, di persone, anche se non possa dirsi posta in essere “col mezzo della stampa”, non essendo i social network destinati ad un’attività di informazione professionale diretta al pubblico (Sez. 5, n. 4873 del 14/11/2016, dep. 2017, Manduca, Rv. 269090 – 01).
(…) Il quadro fattuale invocato dal ricorrente si discosta da quello tracciato dai giudici di merito che escludono espressamente che le dichiarazioni del (omissis) siano state rilasciate “in privato”, poiché sono state rese durante una conferenza stampa dedicata ai giornalisti delle testate on line (pag. 3 sentenza Tribunale Milano) e, come detto, la testata giornalistica telematica rientra nella nozione di “stampa”. In ogni caso, anche a voler seguire la tesi del ricorrente circa mere esternazioni fatte in presenza di alcuni blogger, il reato di diffamazione sarebbe comunque aggravato dal ricorso a un “mezzo di pubblicità”, e dunque rientrerebbe nella competenza per materia del Tribunale. È indubbio che rilasciare dichiarazioni ai blogger implichi non solo la consapevolezza ma anche il proposito della pubblicazione delle stesse sul web”.
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