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Conferimento di beni, passività deducibili solo se inerenti
18 Febbraio 2014 | La Redazione Conferimenti
Nel caso di conferimento in una società di beni immobili, diritti reali immobiliari o aziende, la base imponibile ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro va determinata deducendo dai beni e diritti conferiti solo le passività e gli oneri inerenti all’oggetto del trasferimento stesso, e non anche passività e oneri che, pur gravanti sul conferente ed assunti dalla società concessionaria, non possano dirsi collegati all’oggetto medesimo.
Accogliendo il ricorso dell’Agenzia delle Entrate contro una sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, la Corte di Cassazione ha chiarito, nella sentenza del 14 febbraio 2014, n. 3444 i termini della deducibilità degli oneri per la determinazione della base imponibile ai fini dell’imposta di registro in caso di conferimento di immobili o di diritti su immobili. La CTR aveva confermato la pronuncia di primo grado, confermando l’accoglimento dell’impugnazione di un avviso di liquidazione notificato a una società in nome collettivo. L’avviso era stato notificato per liquidare la maggiore imposta derivante dalla errata determinazione della base imponibile dell’imposta di registro, dovuta a seguito del conferimento in esame.
L’Agenzia ha dunque impugnato la pronuncia di secondo grado, adducendo la violazione da parte dei Giudici di merito dell’art. 50 del D.P.R. n. 131/1986. La norma dispone, al comma 3, che per la parte relativa ai conferimenti in società di immobili, diritti reali immobiliari o aziende, la base imponibile è “costituita dal valore dei beni, diritti o aziende al netto di passività o oneri”.
La Suprema cìCorte ha dato ragione all’Agenzia, reputando fondata la censura mossa dall’amministrazione finanziaria. I Giudici, richiamando la precedente giurisprudenza di legittimità (Cass. ord. n. 2577/2011; sent. n. 16768/2002; sent. n. 536/2001), ha ricordato che l’art. 50 citato ha trasposto nell’ordinamento italiano la direttiva 335/69/CEE, secondo cui “l’imposta è liquidata sul valore reale dei beni di qualsiasi natura conferiti o da conferire dai soci, previa deduzione delle obbligazioni assunte e degli oneri sopportati dalla società a causa di ciascun conferimento” (art. 5). La Corte ha sottolineato che proprio il riferimento alla “causa di ciascun conferimento”, contenuto nel suddetto art. 5, non consente di interpretare la norma interna nel senso di permettere una deduzione indiscriminata delle passività e degli oneri gravanti sul bene o diritto conferito, e impone invece un’attenta verifica del collegamento tra la passività e il conferimento del bene. Detta interpretazione è volta anche a evitare, spiegano i giudici di ultima istanza, che diano luogo a riduzione dell’imposta di registro i mutui ipotecari costituiti in funzione di elusione del carico tributario.
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