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Timestamp: 2018-02-19 12:18:33+00:00
Document Index: 124805827

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.  1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art.  7', 'art. 5', 'art. 4', 'art.  1', 'art.\n1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 3', 'art.\n3', 'art.\n4', 'art.  5', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4']

DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2008, n. 120 - Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, di attuazione della direttiva 2004/107/CE relativa all'arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell'aria ambiente. (GU n. 162 del 12-7-2008 | Ingegneri.info
<MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 24 giugno 2008
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 7 luglio 2008>
DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2008, n. 120 – Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, di attuazione della direttiva 2004/107/CE relativa all’arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell’aria ambiente. (GU n. 162 del 12-7-2008
DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2008, n. 120 - Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, di attuazione della direttiva 2004/107/CE relativa all'arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell'aria ambiente. (GU n. 162 del 12-7-2008 )
DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2008 , n. 120
Modifiche  ed  integrazioni  al decreto legislativo 3 agosto 2007, n.
152, di attuazione della direttiva 2004/107/CE relativa all’arsenico,
il  cadmio,  il  mercurio,  il  nichel  e gli idrocarburi policiclici
Visto  il  decreto  legislativo  3 agosto  2007,  n.  152,  recante
attuazione  della  direttiva  2004/107/CE, concernente l’arsenico, il
aromatici nell’aria ambiente;
l’adempimento  degli  obblighi derivanti all’Italia dall’appartenenza
alle  Comunita’  europee. Legge comunitaria 2006, ed, in particolare,
l’articolo 1,  comma 5,  che consente, entro diciotto mesi dalla data
della loro entrata in vigore, di apportare correzioni ed integrazioni
ai decreti legislativi ivi previsti;
Considerata  la  necessita’  di  apportare  al  decreto legislativo
3 agosto  2007, n. 152, correzioni e integrazioni volte a precisarne,
in  aderenza  alla  citata  direttiva  2004/107/CE,  alcune modalita’
delle  finanze,  del lavoro, della salute e delle politiche sociali e
Disposizioni   correttive   e  integrative  del  decreto  legislativo
3 agosto 2007, n. 152
1.  All’articolo 2,  comma 1,  lettera h),  del decreto legislativo
3 agosto  2007,  n.  152,  la  parola:  «spaziale»  e’ soppressa e le
parole: «e dei modelli» sono sostituite dalle seguenti: «o sulla base
dei modelli».
2.  All’articolo 3  del  decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152,
«2.  Le  regioni  e  le province autonome individuano, sulla base
delle  valutazioni effettuate ai sensi dell’articolo 4, le zone e gli
agglomerati  in cui i livelli degli inquinanti di cui al comma 1 sono
inferiori  al rispettivo valore obiettivo. In tali zone e agglomerati
le  regioni  e le province autonome assicurano che i livelli di detti
inquinanti  si  mantengano inferiori al rispettivo valore obiettivo e
si  adoperano  per  mantenere il migliore stato di qualita’ dell’aria
compatibilmente con le esigenze dello sviluppo sostenibile.»;
b) al comma 3, le parole: «in conformita’ alle disposizioni» sono
sostituite  dalle  seguenti: «sulla base delle valutazioni effettuate
ai sensi».
3. All’articolo 5 del decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, il
comma 3 e’ sostituito dal seguente:
«3.  Nelle  zone  e negli agglomerati diversi da quelli previsti al
inquinanti   di   cui  all’articolo 1,  comma 1,  conformemente  alle
previsioni  dell’allegato  III,  paragrafo II,  e  dell’allegato  IV,
paragrafo I.».
4.  All’articolo 8  del  decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152,
a) al  comma 2,  le parole: «all’anno 2007» sono sostituite dalle
seguenti: «all’anno 2008»;
«8-bis.  I  dati  relativi  ai  livelli di concentrazione ed alle
deposizioni  di cui all’articolo 5, commi 4 e 5, sono trasmessi dalle
regioni  e dalle province autonome al Ministero dell’ambiente e della
tutela  del territorio e del mare e all’APAT, secondo quanto previsto
ai  commi 2,  3, 5 e 7. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio  e  del  mare provvede alla trasmissione di tali dati alla
Commissione europea secondo quanto previsto al comma 8».
5.  All’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 3 agosto 2007,
n. 152, le parole: «,anche in via delegata,» sono soppresse.
6.  L’allegato  I  al decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, e’
sostituito dal seguente allegato:
(previsto all’art. 3, comma 1)
Valori   obiettivo   per   l’arsenico,  il  cadmio  il  nichel  e  il
Inquinante           |        Valore obiettivo [1]
Arsenico           |              6,0 ng/m3
Cadmio            |              5,0 ng/m3
Nichel            |              20,0 ng/m3
Benzo(a)pirene        |              1,0 ng/m3
[1]  Il  valore obiettivo e’ riferito al tenore totale di ciascun
inquinante  presente  nella  frazione PM10 del materiale particolato,
calcolato  come  media  su  un  anno  civile»    7.  All’allegato II,
paragrafo II, punto 2, del decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152,
le  parole:  «e  tecniche  di modellizzazione, utilizzando a tal fine
anche  le  informazioni  ricavate dagli inventari delle emissioni» e’
sostituito   dal  seguente:  «con  le  informazioni  derivanti  dagli
inventari delle emissioni e delle tecniche di modellizzazione».
8. All’allegato III, paragrafo II, del decreto legislativo 3 agosto
2007, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al  punto  1,  lettera a),  le  parole:  «presso le aree» sono
sostituite dalle seguenti: «nelle aree»;
b) al  punto  1,  lettera b),  dopo la parola: «popolazione» sono
inserite le seguenti: «in generale»;
c) al  punto  3,  le  parole:  «L’area di rappresentativita» sono
sostituite   dalle   seguenti:   «In   via   ordinaria,   l’area   di
rappresentativita»;
d) al  punto  5,  secondo  periodo, le parole: «installata, negli
stessi  siti,»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «installata,  con
riferimento   agli   stessi  siti,»  e  la  parola:  «sottovento»  e’
sostituita dalla seguente: «sopravento».
9.   All’allegato   III,   paragrafo III,   punto  2,  del  decreto
legislativo 3 agosto 2007, n. 152, le parole: «sull’ambiente esterno»
sono  soppresse  e dopo le parole: «pianificazione territoriale» sono
aggiunte le seguenti: «ed agli altri vincoli imposti dalla legge».
10.  All’allegato  III,  paragrafo IV, secondo periodo, del decreto
legislativo  3 agosto  2007, n. 152, dopo la parola: «documentazione»
sono  aggiunte  le  seguenti:  «in modo da garantire che i criteri di
selezione restino validi nel tempo».
11.  All’allegato IV, paragrafo I, punto 3, del decreto legislativo
3 agosto  2007,  n.  152, dopo le parole: «percentuali di incertezza»
sono inserite le seguenti: «riportate in tabella».
12.  All’allegato  V del decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152,
a) il  titolo  e’ sostituito dal seguente: «Metodi di riferimento
per la valutazione dei livelli degli inquinanti»;
b) al  punto  2.1.  il  periodo  da: «,o il metodo previsto dalla
norma ISO 12884:2000» fino a: «liquid cromatography» e’ soppresso;
c) ai  punti  4  e  5,  le parole: «dei tassi di» sono sostituite
dalla seguente: «della»;
d) al  punto 7, le parole: «le procedure», ovunque presenti, sono
sostituite dalle seguenti: «le procedure di prova».
13.  All’appendice I del decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152,
al  punto  3.1,  la  parola:  «Alconox» e’ sostituita dalla seguente:
«Detergente»   e   al   punto   4.2,  ultimo  capoverso,  la  parola:
«concentrazione» e’ sostituita dalla seguente: «quantita».
14. All’appendice II del decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152,
a) il  titolo  e’ sostituito dal seguente: «Metodo di riferimento
per il campionamento e l’analisi della deposizione del mercurio»;
b) al  punto  4,  la  parola:  «Swagelook»  e’  sostituita  dalle
seguenti: «per tubi in teflon»;
c) al  punto  5.12,  le  parole:  «(Merk cod. 1.06839.1000)» e le
parole:  «tipo  swagelook»  sono soppresse; le parole: «lo swagelook»
sono   sostituite   dalle   seguenti:  «il  raccordo»  e  la  parola:
«swagelook» e’ sostituita dalla seguente: «raccordo».
– Il  decreto  legislativo  3 agosto  2007,  n. 152, e’
pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale del 13 settembre 2007,
n. 213, S.O.
– L’art.  1,  comma 5,  della legge 25 gennaio 2006, n.
29,  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale dell’8 febbraio
2006, n. 32, S.O., cosi’ recita:
«5. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore
comma 1, fatto salvo quanto previsto dal comma 6.».
– Il testo dell’art. 2 del decreto legislativo 3 agosto
2007,  n.  152, come modificato dal presente decreto, cosi’
«Art.  2 (Definizioni).  –  1.  Ai  fini  del  presente
decreto si applicano le seguenti definizioni:
a) aria   ambiente:  l’aria  esterna  presente  nella
troposfera,  ad esclusione di quella presente nei luoghi di
b) inquinante:     qualsiasi     sostanza     immessa
direttamente  o indirettamente dall’uomo nell’aria ambiente
che  puo’  avere  effetti  dannosi  sulla  salute  umana  o
sull’ambiente nel suo complesso;
c) livello:  concentrazione  nell’aria ambiente di un
inquinante  o  deposito  di  questo su una superficie in un
dato periodo di tempo;
d) valore    obiettivo:    concentrazione   nell’aria
ambiente  stabilita al fine di evitare, prevenire o ridurre
effetti nocivi per la salute umana e per l’ambiente, il cui
raggiungimento,   entro   un   dato  termine,  deve  essere
perseguito  mediante tutte le misure a tale fine necessarie
che non comportano costi sproporzionati;
e) deposizione   totale:  massa  totale  di  sostanze
inquinanti  che,  in una data area e in un dato periodo, e’
trasferita   dall’atmosfera  al  suolo,  alla  vegetazione,
all’acqua,  agli  edifici  e  a  qualsiasi  altro  tipo  di
f) zona: parte del territorio nazionale delimitata ai
sensi e ai fini del presente decreto;
g) agglomerato:  zona con una popolazione superiore a
250.000 abitanti o, se la popolazione e’ pari o inferiore a
250.000  abitanti,  con una densita’ di popolazione per km2
tale  da  richiedere,  secondo  la  regione  competente per
territorio,  l’applicazione delle disposizioni del presente
decreto riferite agli agglomerati;
h) area  di  superamento: area, ricadente all’interno
di  una  zona  o  di  un  agglomerato, nella quale e’ stato
rilevato  il superamento del valore obiettivo; tale area e’
individuata   sulla  base  della  rappresentativita’  delle
misurazioni  fisse o indicative o sulla base dei modelli di
diffusione degli inquinanti;
i) misurazioni  fisse:  misurazioni dei livelli degli
inquinanti effettuate in stazioni ubicate presso siti fissi
di  campionamento  continuo  o  discontinuo,  eccettuate le
misurazioni indicative;
l) misurazioni  indicative:  misurazioni  dei livelli
degli  inquinanti  effettuate  con una regolarita’ ridotta,
alle  condizioni  stabilite nell’allegato IV, sezione I, in
stazioni  ubicate  presso  siti  fissi  di  campionamento o
mediante  laboratori  mobili  o,  in relazione al mercurio,
metodi  di misura manuali come le tecniche di campionamento
diffusivo;
m) idrocarburi    policiclici   aromatici:   composti
organici  con  due  o  piu’  anelli aromatici fusi, formati
interamente da carbonio e idrogeno;
n) mercurio   gassoso   totale:  vapore  di  mercurio
elementare (Hg0) e mercurio gassoso reattivo.».
– Il testo dell’art. 3 del decreto legislativo 3 agosto
2007,  n.  152,  come modificato dal presente decreto cosi’
«Art.  3 (Perseguimento  del  valore  obiettivo).  – 1.
L’allegato   I   stabilisce  i  valori  obiettivo  relativi
2. Le regioni e le province autonome individuano, sulla
base  delle valutazioni effettuate ai sensi dell’art. 4, le
zone e gli agglomerati in cui i livelli degli inquinanti di
cui   al   comma 1  sono  inferiori  al  rispettivo  valore
obiettivo.  In  tali  zone  e  agglomerati  le regioni e le
province   autonome  assicurano  che  i  livelli  di  detti
inquinanti  si  mantengano  inferiori  al rispettivo valore
obiettivo e si adoperano per mantenere il migliore stato di
qualita’  dell’aria  compatibilmente  con le esigenze dello
3. Le regioni e le province autonome individuano, sulla
cui  al  comma 1  superano  il rispettivo valore obiettivo,
evidenziando   le  aree  di  superamento  e  le  fonti  che
4.  Nelle zone e negli agglomerati di cui al comma 3 le
regioni  e  le province autonome adottano, nei limiti delle
risorse  disponibili  a legislazione vigente, le misure che
non comportano costi sproporzionati necessarie a perseguire
il raggiungimento del valore obiettivo entro il 31 dicembre
2012,  con  priorita’  per le misure che intervengono sulle
principali  fonti di emissione. Il perseguimento del valore
obiettivo  non  comporta,  per  gli  impianti  soggetti  al
decreto  legislativo  18 febbraio  2005,  n. 59, condizioni
piu’  rigorose  di  quelle  connesse all’applicazione delle
5.  Per  i livelli del benzo(a)pirene nelle aree urbane
elencate  nel  decreto  del  Ministro dell’ambiente in data
25 novembre   1994,   i   commi 2  e  3  si  applicano  con
riferimento    all’obiettivo   di   qualita’   definito   e
individuato dagli allegati II e IV di tale decreto. In tali
aree urbane, le regioni e le province autonome adottano, in
caso di superamento dell’obiettivo di qualita’, un piano di
risanamento,   al   quale   si  applicano  le  disposizioni
contenute  nel  decreto  del Ministro dell’ambiente e della
tutela  del  territorio 1° ottobre 2002, n. 261, e, in caso
di  rischio  di  superamento dell’obiettivo di qualita’, un
piano   di   azione   ai  sensi  dell’art.  7  del  decreto
legislativo  4 agosto  1999,  n.  351.  Se tali aree urbane
coincidono  anche  in  parte  con le zone e gli agglomerati
individuati  ai  sensi  degli articoli 7, 8 e 9 del decreto
legislativo 4 agosto 1999, n. 351, le regioni e le province
autonome possono adottare piani integrati.».
– Il testo dell’art. 5 del decreto legislativo 3 agosto
«Art.  5 (Stazioni  di  misurazione  in  siti  fissi di
campionamento).  –  1. Alle stazioni di misurazione in siti
fissi di campionamento si applicano i criteri di ubicazione
su  macroscala,  i criteri di ubicazione su microscala e le
procedure  stabiliti  dall’allegato  III, sezioni II, III e
IV. I criteri previsti dall’allegato III, sezioni II e III,
si estendono a tutte le misurazioni indicative.
2.  Nelle  zone  e negli agglomerati di cui all’art. 4,
commi 4  e  5, nei quali le misurazioni fisse costituiscono
l’unica  fonte  di  informazioni  sulla  qualita’ dell’aria
ambiente,  deve  essere  assicurato  un  numero  minimo  di
stazioni  di  misurazione  di  ciascun  inquinante  di  cui
all’art.  1,  comma 1, pari a quello previsto dall’allegato
III, sezione V.
3.  Nelle  zone  e  negli agglomerati diversi da quelli
previsti al comma 2 il numero delle stazioni di misurazione
e la risoluzione spaziale delle tecniche di modellizzazione
e   di  stima  obiettiva  devono  risultare  sufficienti  a
rilevare la concentrazione degli inquinanti di cui all’art.
1,  comma 1,  conformemente  alle  previsioni dell’allegato
III, sezione II, e dell’allegato IV, sezione I.
4.  Al fine di verificare la costanza dei rapporti, nel
tempo  e  nello  spazio,  tra il benzo(a)pirene e gli altri
idrocarburi     policiclici    aromatici    di    rilevanza
tossicologica,   le   regioni   e   le   province  autonome
assicurano, presso almeno sette stazioni di misurazione del
benzo(a)pirene   presenti   sul  territorio  nazionale,  la
misurazione   di   benzo(a)antracene,  benzo(b)fluorantene,
benzo(j)fluorantene,                   benzo(k)fluorantene,
indeno(1,2,3-cd)pirene    e   dibenzo(a,h)antracene.   Tali
stazioni    sono   scelte,   con   decreto   del   Ministro
dell’ambiente  e  della  tutela  del territorio e del mare,
d’intesa  con il Ministero della salute e con la Conferenza
unificata  di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281,  in  modo  da  individuare le variazioni geografiche e
l’andamento  a  lungo  termine delle concentrazioni. A tali
stazioni  di  misurazione  si  applicano  i  criteri  e  le
5.   E’  assicurata,  presso  almeno  tre  stazioni  di
misurazione  di fondo presenti sul territorio nazionale, la
misurazione   indicativa   delle  concentrazioni  nell’aria
ambiente   dell’arsenico,   del  cadmio,  del  nichel,  del
benzo(a)pirene   e   degli  altri  idrocarburi  policiclici
aromatici  di  cui  al  comma 4,  nonche’ della deposizione
totale  di  tali inquinanti. Tale misurazione indicativa ha
altresi’  ad oggetto le concentrazioni del mercurio gassoso
totale  nell’aria  ambiente  e  la  deposizione  totale del
mercurio.  Sulla  base di appositi accordi con altri Stati,
nel  rispetto  degli  indirizzi  forniti  dalla Commissione
europea, tali stazioni di misurazione possono essere comuni
a piu’ Stati con riferimento a zone confinanti.
6.  Le  stazioni  di misurazione di cui al comma 5 sono
scelte  con  decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e della
tutela del territorio e del mare, d’intesa con il Ministero
della  salute  e  con  la  Conferenza  unificata  di cui al
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra le stazioni
di  fondo presenti sul territorio nazionale, incluse quelle
appartenenti alla rete realizzata in sede di attuazione del
programma denominato “European monitoring and evaluation of
pollutants”  (EMEP).  Tali  stazioni sono scelte in modo da
individuare le variazioni geografiche e l’andamento a lungo
termine  delle  concentrazioni  in  aria  ambiente  e delle
deposizioni.  A  tali  stazioni  di  misurazione si applica
quanto  previsto  dall’allegato  III, sezioni II, III e IV.
Con  lo  stesso decreto ministeriale si individuano, tra le
stazioni  prescelte,  quelle  in  cui  si effettua anche la
misurazione indicativa del mercurio bivalente particolato e
7.  Con  decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e della
tutela  del  territorio  e  del  mare,  di  concerto con il
Ministero  della salute, sentita la Conferenza unificata di
cui  al  decreto  legislativo  28 agosto 1997, n. 281, sono
disciplinate le modalita’ di utilizzo dei bioindicatori per
la  valutazione  degli  effetti  degli  inquinanti  di  cui
all’art. 1, comma 1, sugli ecosistemi.».
– Il testo dell’art. 8 del decreto legislativo 3 agosto
«Art.  8 (Comunicazione  di  informazioni). – 1. Per le
zone  e  gli  agglomerati individuati ai sensi dell’art. 3,
comma 3,  le  regioni e le province autonome trasmettono al
mare    e   all’Agenzia   nazionale   per   la   protezione
dell’ambiente   e   per   i  servizi  tecnici,  di  seguito
denominata APAT:
a) l’elenco   di   tali   zone   e  agglomerati,  con
individuazione delle aree di superamento;
b) i   livelli  di  concentrazione  degli  inquinanti
oggetto di valutazione;
c) le  informazioni  circa  i motivi dei superamenti,
con particolare riferimento alle fonti;
d) le  informazioni  circa  la popolazione esposta ai
superamenti.
2. Le informazioni di cui al comma 1 sono trasmesse con
cadenza  annuale  entro il 30 giugno dell’anno successivo a
quello  a  cui  si  riferiscono  e, per la prima volta, con
riferimento all’anno 2008.
3. Ai fini della trasmissione delle informazioni di cui
al  comma 1  si  osservano, ove gia’ definite, le modalita’
stabilite dalla Commissione europea.
4.   Le  regioni  e  le  province  autonome  comunicano
tempestivamente  al  Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare:
a) la    documentazione    relativa   all’istruttoria
effettuata  al  fine  di individuare le misure necessarie a
perseguire  il  raggiungimento  dei  valori  obiettivo e di
individuare, tra le stesse, quelle che non comportano costi
sproporzionati;
b) nei  casi  in cui l’istruttoria ha esito positivo,
le misure adottate ai sensi dell’art. 3, comma 4;
c) piani  di  risanamento adottati ai sensi dell’art.
3, comma 5.
5. La trasmissione delle informazioni di cui ai commi 1
e   4   e’  effettuata  tramite  supporto  informatico  non
6.  Le  regioni  e  le province autonome trasmettono al
mare,  entro  quattro  mesi dalla data di entrata in vigore
del   presente   decreto,   informazioni   circa  i  metodi
utilizzati  per  la valutazione preliminare di cui all’art.
4,  comma 2.  Il Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio   e  del  mare  trasmette  tempestivamente  tali
7.  L’APAT verifica la completezza e la correttezza dei
dati pervenuti e la conformita’ del formato e trasmette gli
esiti  di  tale verifica al Ministero dell’ambiente e della
tutela  del  territorio  e del mare nei due mesi successivi
alla data di cui al comma 2.
8.  Il  Ministero  dell’ambiente  e  della  tutela  del
territorio  e del mare trasmette alla Commissione europea e
al  Ministero  della  salute,  nei tre mesi successivi alla
data  prevista  nel  comma 2,  le  informazioni  di  cui al
comma 1  e  l’elenco  delle  misure  e  dei piani di cui al
comma 4 adottati nell’anno precedente.
8-bis.  I dati relativi ai livelli di concentrazione ed
alle  deposizioni  di  cui  all’art.  5,  commi 4 e 5, sono
trasmessi  dalle  regioni  e  dalle  province  autonome  al
mare e all’APAT, secondo quanto previsto ai commi 2, 3, 5 e
e  del  mare  provvede  alla trasmissione di tali dati alla
Commissione europea secondo quanto previsto al comma 8.».
– Il testo dell’art. 9 del decreto legislativo 3 agosto
«Art.   9 (Informazione   del   pubblico).   –   1.  Le
amministrazioni  che  esercitano,  le funzioni previste dal
presente  decreto  assicurano,  nel  rispetto  del  decreto
legislativo  19 agosto 2005, n. 195, l’accesso del pubblico
e  la diffusione al pubblico delle informazioni disponibili
circa  le  concentrazioni  nell’aria  ambiente e i tassi di
deposizione   di   arsenico,   cadmio,   mercurio,  nichel,
benzo(a)pirene,   benzo(a)antracene,   benzo(b)fluorantene,
benzo(j)          fluorantene,         benzo(k)fluorantene,
indeno(1,2,3-cd)pirene e dibenzo(a, h) antracene e circa le
misure  e  i  piani di cui all’art. 3, commi 4 e 5. Ai fini
della  diffusione  al  pubblico  si utilizzano strumenti di
adeguata   potenzialita’   e   di   facile  accesso,  quali
radiotelevisione,     stampa,    pubblicazioni,    pannelli
informativi e reti informatiche.
2.  Le  informazioni di cui al comma 1 indicano anche i
superamenti annuali dei valori obiettivo di cui all’art. 3,
comma 1,  segnalando  i  motivi  del  superamento  e l’area
interessata.  In  tal  caso  le  informazioni devono essere
corredate  da  una  breve  relazione  circa  lo stato della
qualita’ dell’aria rispetto al valore obiettivo e circa gli
eventuali   effetti   del   superamento   sulla   salute  e
3.  Le  informazioni  di cui ai commi 1 e 2 devono essere
aggiornate, precise e confrontabili ed essere rese in forma
chiara e comprensibile.».
– Il  testo  dell’allegato  II  del decreto legislativo
3 agosto   2007,  n.  152,  come  modificato  dal  presente
(previsto dall’art. 4, comma 1)
Soglie   di   valutazione  superiore  e  inferiore  per
arsenico, cadmio, nichel e benzo(a)pirene
I. Soglie di valutazione superiore e inferiore.
Si  applicano le seguenti soglie di valutazione superiore
e inferiore:
—->  Vedere Tabella a pag. 6    Vedere Tabella
a pag. 8    Vedere Tabella a pag. 8    Vedere Tabella da pag. 11 a
pag. 12   500 °C.
Tutti  i  reattivi,  l’acqua utilizzata per il lavaggio
della   vetreria   e   dei   materiali  utilizzati  per  la
preparazione delle soluzioni devono essere ad elevato grado
Tutti  i  reagenti  devono  riportare: numero di lotto,
data e procedura di preparazione.
Un  Bianco  reagenti  deve  essere  effettuato per ogni
reagente preparato.
Acqua  deionizzata con una conducibilita’ di 18 MOmega
/cm,  preparata  da  un  sistema  ad  Osmosi-Inversa. Viene
utilizzata per la preparazione di tutti i reagenti e per il
risciacquo  di tutta la vetreria e materiali utilizzati per
l’analisi e il campionamento.
Si  sciolgono  30 gr  di NH2OH.HCl in acqua Milli-Q per
arrivare al volume finale di 100 ml in un matraccio. Questa
Soluzione  viene purificata tramite l’aggiunta di 0,5 ml di
SnCl2  e  lasciata gorgogliare per 12 ore con Azoto (esente
da mercurio). La soluzione preparata deve essere conservata
in  una  bottiglia  scura  di  Teflon in frigorifero per un
massimo  di  trenta  giorni,  allo  scadere  dei quali deve
essere preparata nuovamente.
10.8  gr di Potassio Bromuro (KBr) vengono sciolti in 1
L  di  HCl  Conc.  di grado ultrapuro agitando la soluzione
tramite  un  piccolo  magnete  rivestito  in Teflon. Quando
tutto  il  KBr  e’  disciolto  si  aggiungono  15.2  gr. di
Potassio  Bromato  (KBrO3)  [2]. Questo processo porta alla
formazione  di  Bromo  e  Cloro  gassosi, pertanto tutto il
trattamento  deve  essere  effettuato  rigorosamente  sotto
cappa  chimica. Dopo l’aggiunta del sale, la soluzione deve
raggiungere  una  colorazione giallo scuro. La soluzione di
BrCl preparata deve esser conservata a temperatura ambiente
sotto   cappa.   Tale   soluzione   deve  essere  preparata
nuovamente  ogni mese. Prima dell’addizione della quantita’
opportuna ai campioni da analizzare, deve essere effettuato
un  bianco della soluzione stessa come di seguito riportato
nella procedura «bianco dei reattivi».
[2] Per  ridurre  il contenuto di mercurio nei reagenti
di  partenza  si consiglia di porre in muffola a 250 °C per
una notte il KBr e il KBrO3, quindi si lasciano raffreddare
in  essiccatore  contenente gel di silice e carbone attivo.
Quest’operazione  e’  consigliata  ogni  qualvolta  si deve
preparare la soluzione di BrCl.
In  un  matraccio  da  100 ml si solubilizzano 20 gr di
SnCl2  con circa 70 ml di acqua Milli-Q; si aggiungono alla
soluzione  10 ml di HCl Conc. di grado ultrapuro e si porta
a  volume  con acqua Milli-Q. Per eliminare dalla soluzione
eventuali  tracce di mercurio si lascia passare all’interno
della  stessa  un  flusso  di  Azoto (esente da mercurio) a
300-400  cc/min per una notte. La soluzione preparata viene
conservata  in  frigorifero  a  +4  °C  in una bottiglia di
Teflon  scura  per un massimo di trenta giorni allo scadere
dei quali la soluzione deve essere preparata nuovamente.
La   soluzione  Madre  di  mercurio  e’  una  soluzione
standard (1000 mg/l in HNO3).
Lo  Standard  Secondario  si ottiene trasferendo 100 mL
della soluzione madre (1 mg/ml in HNO3) dentro un matraccio
da  1  L  cui  si aggiungono 5 ml di BrCl conc., si porta a
volume  con  acqua  Milli-Q  e  si  agita vigorosamente. La
soluzione e’ stabile per piu’ di un anno.
Lo  Standard  di Lavoro viene preparato prelevando 2 µl
di  Standard  Secondario  successivamente  trasferiti in un
matraccio  da  100  ml,  con  l’aggiunta  di 1 ml di BrCl e
portando  a volume con acqua Milli-Q. Lo Standard di Lavoro
deve essere preparato ogni trenta giorni.
Viene  utilizzata  per  la  preparazione delle trappole
campione,  trappole  analitiche e trappole soda Lime. Prima
dell’uso  viene riposta in muffola a 500 °C per due/tre ore
al  fine di eliminare eventuali tracce di mercurio presenti
all’interno   della   stessa,   si  lascia  raffreddare  in
essiccatore  contenente gel di silice e carbone attivo e si
conserva in buste di polietilene con chiusura a zip.
La  Trappola  Soda  Lime viene utilizzata per adsorbire
l’umidita’  e  gli alogeni nella fase di Purge and Trap del
mercurio  dal campione, poiche’ la presenza di umidita’ e/o
alogeni  riduce  l’efficienza  delle  trappole  e,  quindi,
l’affidabilita’ delle stesse.
La  Trappola di Soda Lime puo’ essere realizzata con un
tubo  di  teflon  della  lunghezza  di 10 cm e del diametro
esterno  di  3/8″  con  alle due estremita’ due raccordi in
teflon  da 3/8″ a 1/4″. L’impaccamento della trappola viene
eseguito  nel  seguente  modo:  ad una delle due estremita’
avvitare  il  raccordo  in  teflon,  inserire  dalla  parte
opposta  uno  strato  di  circa  1  cm  di  lana di quarzo,
riempire  il  tubo  con  la  Soda  Lime fino a circa 1.5 cm
dall’estremita’  del  tubo,  inserire uno strato di lana di
quarzo  di  circa  1  cm  e avvitare il secondo raccordo in
teflon.  Nelle  due  estremita’ da 1/4″ inserire e avvitare
due  pezzi  di  tubo  in  Teflon  da  1/4″  della lunghezza
appropriata per il posizionamento nella linea del purge and
trap  dove  viene condizionata come descritto nella sezione
5.13 Preparazione delle Trappole d’oro.
I  granuli  di oro o di quarzo ricoperti con oro, usati
nelle  trappole  vengono impaccati in un tubicino di quarzo
di   10-12   cm   di   lunghezza   avente  all’interno  due
dentellature come illustrato in Figura 2.
Ogni  trappola  contiene  approssimativamente 0.7 gr di
granuli  di  quarzo  ricoperti d’oro o di oro mescolato con
granuli  di  quarzo  e  sono impaccati usando della lana di
quarzo   posizionata   all’interno  delle  dentellature.  I
granuli,  la  lana  di  quarzo ed il tubicino devono essere
condizionati a 600 °C per un’ora prima della preparazione e
tutto  l’occorrente  (tubicini, tappi e pinzette di teflon)
deve  essere  pulito  usando  la  procedura precedentemente
Dopo  la  preparazione le trappole vengono identificate
tramite  un  codice  per  poter  rintracciare  la  data  di
preparazione,  i  bianchi  e le risposte analitiche di ogni
singola trappola.
Le  trappole  prima dell’uso devono essere condizionate
mediante  riscaldamento  a  500  °C  per  5  minuti facendo
passare  un  flusso  di  Argon  a  300  cc/min  al  fine di
eliminare tutte le eventuali impurita’ presenti all’interno
della  trappola.  Questa  procedura  di  condizionamento  e
pulizia viene eseguita due volte.
Ad  un’aliquota  di  campione  da 100 ml, introdotta in
bottiglie  di  teflon da 125 ml, si addiziona l’1% (v/v) di
BrCl,  si  chiude  la bottiglia e si lascia reagire al buio
per  almeno 24 ore agitando periodicamente. Nel caso in cui
i  campioni  presentino  un  elevato contenuto di materiale
particellare  la quantita’ di BrCl che si aggiunge a 100 ml
di  campione  deve essere del 5%. Allo scadere delle 24h la
soluzione  deve avere una colorazione giallina dovuta ad un
eccesso  di  BrCl.  Nel  caso  in  cui la soluzione risulti
incolore deve essere ripetuto il trattamento con il BrCl.
Nel  gorgogliatore  (Figura  3)  si  versano  100 ml di
campione  trattato  con il BrCl. Si aggiungono 250 µL della
soluzione  di  Idrossilammina  cloridrato  o  una quantita’
maggiore  rapportata  alla  quantita’  di  BrCl aggiunta al
campione,  si  chiude  e  si  lascia reagire per 5 min. per
ridurre  l’eccesso  di  BrCl nella soluzione. Trascorsi i 5
min.  la  soluzione diventa incolore indicando che tutto il
BrCl e’ stato ridotto.
Si  aggiungono  alla soluzione cosi’ trattata 500 µL di
Cloruro  Stannoso,  si  inserisce nella linea del purge and
trap  una  trappola d’oro campione, precedentemente pulita,
all’estremita’  libera  della Soda Lime Trap (Figura 3), si
apre  il  regolatore  di  gas  impostato  a 450 cc/min e la
soluzione  si  lascia  gorgogliare  per  7 min. La trappola
campione   viene   successivamente   inserita  nella  linea
analitica  (Figura 4) assicurandosi che la parte contenente
il  quarzo ricoperto di oro sia completamente avvolta dalla
resistenza. Si lascia passare un flusso di Argon per 2 min.
all’interno   della  linea  analitica  in  modo  da  pulire
completamente   la   stessa   dall’aria  ambiente  filtrata
all’interno   del   sistema   durante  l’inserimento  della
trappola campione.
Si   procede  quindi  al  desorbimento  della  trappola
campione  attivando  il riscaldamento della resistenza (R1)
per 2 min.; il mercurio desorbito viene trasportato dal gas
carrier  nella linea ed intrappolato sulla seconda trappola
del  sistema  (trappola  analitica).  Si  procede quindi al
raffreddamento    della    trappola    campione    mediante
l’attivazione   della  ventola  di  raffreddamento  (V1)  e
contemporaneamente   si   attiva   il  riscaldamento  della
resistenza (R2) per 2 min. all’interno della quale si trova
la   trappola   analitica.   Il  mercurio  desorbito  viene
trasportato  per  mezzo del gas Carrier (Argon), regolato a
35  cc/min da un mass flow controller (MFC), nella cella di
misura del rivelatore a fluorescenza atomica. Alla fine dei
due  minuti si attiva la ventola (V2) per il raffreddamento
della trappola analitica.
Il  segnale  del rivelatore viene acquisito mediante un
integratore   o   un   sistema  di  acquisizione  dati  per
convertire  il  segnale in area usata successivamente per i
calcoli.  Il rivelatore a fluorescenza atomica (CVAFS) deve
essere  settato in modo da dare una risposta di 1000 mV per
1  ng  di  standard  di  Hg,  mentre la linea di base viene
impostata a 5 mV.
6.2 Condizionamento  Trappola  Soda  lime e Pulizia del
Prima di analizzare la serie di campioni, e’ necessario
condizionare  la  Trappola  di  Soda Lime e pulire la linea
riempiendo  il  gorgogliatore  con  50 ml di acqua Milli-Q,
aggiungendo 1 ml di SnCl2 e lasciando gorgogliare per 15-20
min. a 450 cc/min. Successivamente si effettua un bianco di
sistema per accertare l’assenza di contaminazioni.
Si  collega una trappola pulita alla Trappola Soda Lime
e  si  aggiunge  1 ml  di  SnCl2  alla soluzione utilizzata
precedentemente  per  la  pulizia  del  sistema,  quindi si
lascia gorgogliare per 5 min. a 450 cc/min.
Successivamente  si  procede all’analisi come descritto
precedentemente per i campioni.
Prima  di  ogni serie di analisi deve essere effettuato
un  Bianco  per  testare i reagenti impiegati per l’analisi
dei  campioni.  Il  Bianco  viene effettuato su un campione
precedentemente analizzato e quindi esente da mercurio. Per
un’aliquota  di  100 ml di campione, si utilizzano: 1 ml di
BrCl, 0.25 ml di NH2OH HCl e 0.5 ml di SnCl2.
Si inserisce una trappola pulita immediatamente dopo la
Trappola  Soda  Lime  e  si lascia gorgogliare per 7 min. a
450cc/min.  Successivamente  si  procede  all’analisi  come
descritto precedentemente per i campioni.
Il  risultato  ottenuto  servira’  per  determinare  il
limite  di  rilevabilita’ del metodo e per il calcolo della
concentrazione del campione.
6.3 Curva di Calibrazione e Standard di Controllo.
La  curva  di calibrazione deve essere effettuata prima
di ogni serie di analisi, con un minimo di quattro punti.
Per  ogni  standard  si inserisce una trappola campione
pulita  immediatamente  dopo  la  Trappola  Soda  Lime. Nel
gorgogliatore  contenente  100  ml  di  acqua  Milli-Q,  si
addiziona  l’aliquota di standard di lavoro e 1 ml di SnCl2
e  si lascia gorgogliare per 7 min. a 450 cc/min. Alla fine
del  processo  si analizza la trappola campione seguendo la
procedura descritta per il campione.
Gli Standard di controllo devono essere analizzati ogni
sei campioni, nella maniera precedentemente descritta.
La  Concentrazione di mercurio totale nelle deposizioni
atmosferiche viene espressa in ng/L.
La  Concentrazione di mercurio viene calcolata mediante
Hg ng/L = (C – B)/V x 1000.
C  =  Concentrazione in ng di Hg ricavata dalla curva
di calibrazione;
B  =  Concentrazione in ng di Hg del bianco calcolato
B  =  Bianco  dei  reagenti  +  Bianco  del sistema
V = Volume dell’Aliquota Analitica.
Uno  dei  problemi  piu’  ricorrenti  e’  quello  di un
cattivo funzionamento delle trappole che, come accennato in
precedenza,  devono essere identificate. Ogni campione deve
essere  associato  alla  o alle singole trappole in modo da
tracciare  un’analisi dell’andamento delle stesse nel corso
delle determinazioni.
Il  contatto  delle trappole con vapori di alogeni o il
surriscaldamento     delle    stesse    possono    renderle
Pertanto   e’   consigliabile   controllare  spesso  la
Trappola   Soda   Lime,  sostituirla  quando  necessario  e
controllare che la temperatura di desorbimento non superi i
Se  durante l’analisi si osserva una risposta bassa del
rivelatore   e’   possibile  che  vi  sia  qualche  perdita
all’interno   della   linea   analitica   o  in  quella  di
gorgogliamento.  Ispezionare  le  trappole  campione e Soda
Lime e tutti i raccordi.
Se durante l’analisi si osservano picchi molto larghi o
non  se  ne rilevano affatto, il problema potrebbe derivare
da   una   possibile   perdita   nella   linea   analitica.
L’allargamento  dei  picchi  puo’  anch’essere dovuto ad un
basso  flusso di gas o condensa all’interno delle trappole,
oppure  ad  un  inadeguato riscaldamento. In questi casi e’
consigliabile sostituire le trappole.
Se  la  linea  di base risulta non stabile e’ possibile
che  la lampada UV sia esaurita. Dopo la sostituzione della
stessa  lo strumento si deve stabilizzare per almeno 24 ore
fin  quando  la  lampada  non  va  a regime. Se il problema
persiste,  la  causa  potrebbe  derivare da fluttuazioni di
corrente  o  variazioni  della  temperatura  interna  della
La   temperatura   ambiente  della  stanza  dove  viene
utilizzato  il  rivelatore  a  fluorescenza atomica (CVAFS)
deve  essere  mantenuta  tra  i  20-22  °C. Per temperature
superiori  ai  26 °C potrebbe verificarsi un incremento del
Horvat, M., Kotnik, J., Fajon, V., Logar, M., Zvonaric,
T., Pirrone, N. (2003) Speciation of Mercury in Surface and
Deep-Sea  waters  in  the  Mediterranean  Sea.  Atmospheric
Environment, Vol. 37/S1, 93-108.
CEN/TC    264/WG    25:   Speciation   for   Validation
Measurements  of  a  Method for Determination of Mercury in
Ambient        Air        and       Deposition.       (URL:
http://www.cs.iia.cnr.it/CEN/index.htm).».
Dato a Roma, addi’ 26 giugno 2008
Sacconi,  Ministro  del  la-voro, della
DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2008, n. 120 – Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, di attuazione della direttiva 2004/107/CE relativa all’arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell’aria ambiente. (GU n. 162 del 12-7-2008 redazione redazione 2015-05-05T15:50:08+00:00