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Matched Legal Cases: ['art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 35', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 3']

I Take Away o Fast Food sono somministrazione assistita o non assistita?
Sardegna (Moderatori: Massimo Puggioni, Staff Omniavis) »
Autore Topic: I Take Away o Fast Food sono somministrazione assistita o non assistita? (Letto 11001 volte)
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Re:I Take Away o Fast Food sono somministrazione assistita o non assistita?
« Risposta #8 il: 24 Dicembre 2016, 07:19:38 »
Somministrazione NON ASSISTITA senza vincoli anche per Ministero - Ris. 372321
http://buff.ly/2in1DJA
AS1316 – DISTORSIONI CONCORRENZIALI NEL SETTORE DELLA VENDITA DI ALIMENTI E BEVANDE CON CONSUMO SUL POSTO
http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=37716.0
« Risposta #7 il: 20 Settembre 2013, 08:51:38 »
Io invece indagherei in maniera approfondita. Il fatto che sia uso e costume occupare le gallerie dei centri commerciali con tavoli e sedie non vuol dire che sia conforme alla norma. Al tuo posto farei un salto presso il Comune in cui è ubicato l’immobile e mi toglierei questo dubbio.
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« Risposta #6 il: 19 Settembre 2013, 21:00:09 »
Citazione da: Sergio CASALI - 18 Settembre 2013, 13:21:33
Nel caso del mio concorrente artigiano/Srl, la vendita viene effettuata all'interno del loro negozio alla cassa del bancone quindi non in corridoio, poi i suoi clienti si spostano con il vassoio a consumare sui tavoli.
Quindi non so se si possa sempre applicare l'articolo 3 comma 4 della L.R. 5/2006 poiché la vendita vera e propria non viene formalizzata nel corridoio ma dentro i loro locali, solamente la somministrazione non assistita viene "consumata" nel corridoio.
Ho letto l'articolo e non specifica cosa si intende per "vendita".
Comunque grazie, sono schifato e non esistet in tempo di crisi come questo, che un ristorante prevalga su un fast food essendo adiacenti.
Se io potevo avere un argomento importante che era l'accoglienza ed il fatto che potessi far sedere i clienti comodi rispetto ad un Take Away, ora non ce l'ho più.
Io debbo pagare stipendi con 14 mensilità, loro essendo artigiani no, risparmiano un mese e risparmiano anche sul reddito essendo artigiani.
Poi se vai a vedere i listini oltre il 50% é costituito da prodotti congelati.
Dove é l'artigiano? E' una Srl dove 2 soci su 3 non ci lavorano direttamente ma si interessano di altre attività, ed una ragazza di 25 anni, con il 10% di quote é lasciata a rappresentare "l'artigianalità" di un listino fatto di cose congelate.
Grazie e distintissimi saluti.
CAPISCO LO SFOGO, soprattutto per il differente regime fiscale che c'è fra commercianti ed artigiani e sul fatto che (NON SO se nel caso in questione) in molti casi dietro l'artigiano non c'è una vera e propria impresa artigiana ......
« Risposta #5 il: 19 Settembre 2013, 20:59:20 »
Citazione da: stefano argiolas - 18 Settembre 2013, 08:43:19
Ciao Sergio, io verificherei un altro aspetto se fossi in te. Hai detto che: “L'attività affianco alla mia, ha sistemato nei corridoi della galleria commerciale circa 60 tavoli e 120 posti a sedere”.
Ti evidenzio che la galleria è lo spazio di passaggio tra gli esercizi commerciali che compongono il centro commerciale, nella quale è VIETATA ogni forma di vendita (art. 3, comma 4 LR 5/2006). Pertanto tale spazio deve essere lasciato libero e non può in NESSUN caso essere occupato.
Osservazione interessante ma normalmente il contratto si conclude nell'esercizio.
L'area esterna è spesso area destinabile ad arredi, anche tavoli e sedie, dove formalmente il cliente si siede e consuma liberamente, a prescindere da dove ha comprato i prodotti.
Questa strada penso non sia percorribile.
« Risposta #4 il: 18 Settembre 2013, 13:21:33 »
« Risposta #3 il: 18 Settembre 2013, 08:43:19 »
« Risposta #2 il: 17 Settembre 2013, 20:19:01 »
Citazione da: Sergio CASALI - 17 Settembre 2013, 13:48:12
Salve, sto impazzendo cercando di trovare riferimenti e/o norme di legge, nazionale o regionale che dicano chiaramente se un società SRL artigiana può effettuare, all'interno di una galleria commerciale, l'attività di ristorazione, senza portare nessuna pietanza ordinata (alla cassa e prepagata) ai tavoli dei loro clienti. Loro si definiscono una take away ma in realtà hanno 120 posti a sedere.
Io posseggo una adiacente attività di ristorazione (un vero ristopizzeria) con regolare licenza di tabella merceologica che mi consente di effettuare la ristorazione con somministrazione. Infatti il cliente da noi si siede al tavolo, ordina, ed una cameriere gli porta al tavolo ciò che ha ordinato.
L'attività affianco alla mia, ha sistemato nei corridoi della galleria commerciale circa 60 tavoli e 120 posti a sedere, con regolare contratto di affitto doppio, uno per gli spazi laboratorio artigianale ed un contratto per i tavoli e le sedie.
Loro sono addirittura una società di capitali SRL nei quali 2 soci su 3 non ci lavorano essendo occupati in altre attività. La conduzione della attività con effettivo impegno giornaliero é demandato ad una terza socia che detiene circa il 10% delle quote della compagine societaria.
La loro visura camerale dice che hanno come attività prevalente secondo la classificazione ATECORI 2007 "LA RISTORAZIONE SENZA SOMMINISTRAZIONE CON PREPARAZIONE CIBI DA ASPORTO" mentre la secondaria classificazione "RISTORAZIONE CON SOMMINISTRAZIONE".
Ho cercato dappertutto la definizione di somministrazione di alimenti e bevande, e centinaia di pagine definiscono che la somministrazione scatta al momento che il pasto preparato e venduto viene consumato sul posto, ulteriori definizioni dicono che in presenza di tavoli e sedie, anche se non vi sono camerieri che consegnano ai tavoli, vi é la somministrazione percui l'artigiano é impossibilitato a farlo.
La sentenza del consiglio di stato N° 5578 del 2008 stabilisce che l'artigiano non può fare somministrazione.
Non ho trovato nel sito della regione Sardegna, nessun riferimento normativo che autorizzi l'artigiano ad effettuare somministrazione se intendiamo per essa, la presenza di sedie e tavoli, anche se, ripeto, non vi é servizio a tavolino (viene pulito dal loro personale a fine giornata) e vengono utilizzate posate e piatti di plastica "usa e getta".
Adesso invece trovo che in altre regioni questa autorizzazione per gli artigiani é arrivata con una legge regionale e si parla infatti di somministrazione non assistita e parrebbe che con questa ulteriore sottoclassificazione agli artigiani, in quelle regioni é consentito avere tavoli e sedie.
Qualcuno può aiutarmi a risolvere questo dilemma? Ovviamente riferendosi al fatto che le attività stanno entrambe in sardegna, dentro un centro commerciale ed adiacenti.
E' ancora proibito agli artigiani fare somministrazione dopo la sentenza del consiglio di stato 5578?
Distintissimi saluti a tutti
la sentenza del 2008 è SUPERATA dal DL 223/2006 come modificato dal DECRETO-LEGGE 6 luglio 2011, n. 98 (in G.U. 06/07/2011, n.155) , convertito con modificazioni dalla L. 15 luglio 2011, n. 111 (in G.U. 16/07/2011, n. 164), che ha disposto (con l'art. 35, comma 6) l'introduzione della lettera d-bis) all'art. 3, comma 1; (con l'art. 35, comma 7) la modifica dell'art. 3, comma 1, lettera d-bis).
Con questa disposizione si introduce la SOMMINISTRAZIONE NON ASSISTITA che modifica radicalmente la definizione di somministrazione (come l'hai descritta anche te).
Adesso si può vendere al bando e consentire al cliente di consumare ai tavoli. Questa NON è somministrazione. La somministrazione "scatta" quando si serve al tavolo.
Quindi la situazione descritta dell'artigiano che vende al banco e poi sistema tavoli dove i clienti si siedono è CONSENTITA.
La norma è stata introdotta all'interno delle norme per favorire la concorrenza e per realizzare situazioni quali quella da te descritta.
Purtroppo, te sei la "vittima" di questa concorrenza, ma la norma vuole proprio questo.
« Risposta #1 il: 17 Settembre 2013, 13:48:12 »