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Timestamp: 2019-07-18 12:02:04+00:00
Document Index: 137270144

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 145', 'art. 145', 'art. 314', 'art. 33', 'art. 33']

06 Luglio 2015 | di Marco Bona
Occorre considerare che l’attivazione della procedura di negoziazione assistita ha effetti anche sul versante della prescrizione e della decadenza. A questo riguardo sovviene l’art. 8 («Interruzione della prescrizione e della decadenza») del d.l. 12 settembre 2014, n. 132, così come convertito dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, mutuato dalla disciplina sulla mediazione (cfr. art. 5, comma 6, d.l. n. 28/2010).
24 Giugno 2015 | di Deborah Bianchi
La web reputation è il prezzo della persona on line. Volutamente provocatoria, questa frase deve imporre la riflessione sulla natura della persona digitale quale patrimonio informativo fluttuante nell’Internet. Questa caratteristica espone il soggetto ad un alto rischio di manipolazione da parte degli operatori della Rete (motori di ricerca, social network, aggregatori di notizie, ecc..). La disciplina Data Protection è fondamentale per garantire il bene-Persona nell’Internet. Violare la web reputation significa compiere violenza sul soggetto informativo acquisendone il controllo con gravissime implicazioni manipolatorie. La persona può trovarsi collocata in momenti temporali che non esistono più; può assistere incredula al disconoscimento pubblico di qualifiche professionali realmente possedute o viceversa vedersi attribuite qualifiche negative immeritate; può trovarsi spettatrice impotente ammantata da un’identità totalmente estranea alla propria; può a propria insaputa essere venduta per gli scopi più disparati. I danni subiti sono prevalentemente pregiudizi alla vita di relazione e/o danni psichici a cui sempre occorre aggiungere il danno patrimoniale calcolato nella misura del costo di una campagna reputazionale positiva. Il prezzo della persona on line finora stimato in via equitativa parte da un minimo di euro 2.000 fino a un massimo di euro 70.000. Il principio di integralità del risarcimento impone però l’applicazione del metodo tabellare sulla scorta di perizie condotte da collegi di esperti di psicologia giuridica, computer forensics e campagne reputazionali.
Il problema del concorso tra cause umane e naturali e il danno cd. incrementativo
15 Giugno 2015 | di Daniela Zorzit
All’interprete che si avventura tra i tortuosi e (sempre più) sorprendenti percorsi del danno alla persona può capitare di imbattersi in una questione piuttosto insidiosa: come disciplinare le ipotesi in cui l’evento lesivo sia il portato di una interazione tra il comportamento del soggetto agente e le pregresse condizioni psico-fisiche della vittima? Il tema viene solitamente inquadrato entro il paradigma del “concorso tra cause naturali ed umane”: per esemplificare (traendo spunto dai repertori), si può pensare al caso in cui lo stress subito dal lavoratore per il demansionamento si combini con la peculiare condizione di fragilità / vulnerabilità emotiva dello stesso e provochi una sindrome depressiva che, in altra persona, non sarebbe insorta.
Negoziazione assistita e procedure liquidative r.c.a.: quando e come spedire l’invito formale?
08 Giugno 2015 | di Marco Bona
La negoziazione assistita è stata prevista quale condizione di procedibilità innanzitutto per le controversie «in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti» (art. 3, comma 1, d.l. n. 132/2014, così come convertito dalla L. 10 novembre 2014, n. 162). In questo campo la scelta dell’esatto momento, in cui procedere alla spedizione dell’invito formale a stipulare la convenzione, necessita di tenere conto della parallela condizione di proponibilità sancita dall’art. 145 Cod. Ass.. Nello specifico occorre comprendere come la previsione della negoziazione assistita quale condizione di procedibilità si coordini con il decorso dello spatium deliberandi imposto dall’art. 145 Cod. Ass. ai danneggiati a condizione di proponibilità e con le procedure liquidative di cui agli artt. 148 e 149 Cod. Ass..
21 Maggio 2015 | di Amelia Laura Crucitti
Il danno all’immagine costituisce una figura di costruzione giurisprudenziale e un autonomo strumento di tutela dell’identità e della reputazione della persona giuridica pubblica. La ratio dell’istituto è ravvisabile nel recupero della credibilità pubblica da parte dell’amministrazione, essenziale per un corretto dialogo con i cittadini. La disciplina della fattispecie è fondata sulla necessità dell’ordinamento di intervenire per ridurre ed eliminare i danni che derivano dalla lesione alla sua dignità e al suo prestigio. I margini di operatività sono dettati dalla L. n. 102/2009, che ha limitato l’esercizio dell’azione di risarcimento ai casi in cui l’illecito costituisce reato ex art. 314 e ss. c.p. ed ha sancito la possibilità che le procure della Corte dei Conti esercitino l’azione per il risarcimento del danno all’immagine nei soli casi e nei modi previsti dalla L. n. 97/2001 (Cass., S.U., sent., 21 febbraio 2013, n. 4283).
Come liquidare e personalizzare il danno morale aggravato dalla condotta
05 Maggio 2015 | di Marco Bona
Non è raro rinvenire in giurisprudenza il principio per cui, ai fini della liquidazione del danno non patrimoniale, occorre considerare anche la gravità della condotta. In questo contributo si sviluppa oltre tale indicazione attraverso la doctrine del “danno morale aggravato dalla condotta”, già formalizzata per la prima volta dall’Autore nel 2010 ed ora ulteriormente affinata nei suoi risvolti teorici e pratici.
29 Aprile 2015 | di Antonino Barletta
L’ordinanza della Suprema Corte (Cass. n. 27391/2014) affronta la questione dell’applicabilità del foro del consumatore ai sensi dell’art. 33 cod. cons. alla struttura sanitaria pubblica in materia di responsabilità sanitaria e per malpratice medica. In particolare, in tema di risarcimento danni derivanti dall’esecuzione della prestazione sanitaria e medica se il rapporto fra l’utente e la struttura sanitaria del Servizio sanitario nazionale (o convenzionata) abbia corso con l’espletamento di una serie di prestazioni aggiuntive, il cui costo sia posto direttamente a carico dell’utente e non del SSN ed anzi con l’espressa esclusione dell’operatività delle procedure del SSN, trova applicazione l’art. 33 cod. cons., in quanto nel suddetto rapporto la struttura sanitaria si è posta direttamente nei confronti dell’utente come “professionista”.
17 Aprile 2015 | di Alberto Guariso
La giurisprudenza di merito in tema di contrasto alle discriminazioni si va man mano arricchendo di interventi e diventa sempre più il vero “diritto vivente” della non-discriminazione. La ragione non è casuale: nel giudizio sulla discriminazione il delicato equilibrio tra contrapposti valori e interessi trova composizione solo in una attenta e equilibrata considerazione del “fatto” e dunque è logico che il Giudice di merito ne sia il protagonista.