Source: https://www.miolegale.it/sentenze/corte-giustizia-ue-509-2009/
Timestamp: 2019-08-26 07:07:55+00:00
Document Index: 32941484

Matched Legal Cases: ['art. 234', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11']

Corte di Giustizia UE, 23 aprile 2009, C-509/07
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avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dal Tribunale di Bergamo con decisione 4 ottobre 2007, pervenuta in cancelleria il 21 novembre 2007, nella causa
– per il sig. Scarpelli, dagli avv.ti F. Maffettini e G. Pozzi;
2 Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra il sig. Scarpelli e la NEOS Banca SpA (in prosieguo: la «NEOS Banca») in merito all’esecuzione di un contratto di credito concluso per l’acquisto di un’automobile che non è mai stata consegnata.
3 Il ventunesimo ‘considerandò della direttiva 87/102 prevede quanto segue:
4 Il venticinquesimo ‘considerandò di detta direttiva dichiara quanto segue:
8 In data 20 giugno 2003, l’acquirente, sig. Scarpelli, rivoltosi alla società Autobrembate, venditrice, di proprietà del sig. Brioli Duilio, per acquistare un’autovettura della marca Audi A4 1900 TD, ha sottoscritto, unitamente al contratto di acquisto di tale veicolo, un modulo – fornito dal venditore – di richiesta di prestito alla società Finemiro SpA, cui è subentrata la NEOS Banca, creditrice.
14 La NEOS Banca si è costituita in giudizio opponendosi alle richieste del sig. Scarpelli sull’assunto che l’art. 11 della direttiva 87/102 prevede l’esonero della responsabilità del creditore in tutti i casi in cui manca un rapporto di esclusiva tra quest’ultimo e il fornitore.
17 Secondo il Tribunale di Bergamo, tenuto conto delle indicazioni date dal ventunesimo ‘considerandò della direttiva 87/102, non è certo che il rapporto di esclusiva sia presupposto necessario per attribuire diritti maggiori al consumatore.
«Se l’art. 11, #n. 2, della direttiva 102/87/CEE# debba interpretarsi nel senso che l’accordo tra fornitore e finanziatore in base al quale il credito è messo esclusivamente da quel creditore a disposizione dei clienti di quel fornitore, sia presupposto necessario del diritto del consumatore di procedere contro il creditore – in caso di inadempimento del fornitore – anche quando tale diritto sia: a) solo quello della risoluzione del contratto di finanziamento; oppure b) quello di risoluzione e di conseguente restituzione delle somme pagate al finanziatore».
20 Quanto agli obiettivi della direttiva 87/102, dai ‘considerandò della stessa risulta che è stata adottata al duplice scopo di assicurare, da una parte, la realizzazione di un mercato comune del credito al consumo (terzo, quarto e quinto ‘considerandò) e, dall’altra, di proteggere i consumatori che sottoscrivono tali crediti (sesto, settimo e nono ‘considerandò) (sentenze 23 marzo 2000, causa C-208/98, Berliner Kindl Brauerei, Racc. pag. I-1741, punto 20, e 4 marzo 2004, causa C-264/02, Cofinoga, Racc. pag. I-2157, punto 25).
22 Tale disposizione dev’essere letta alla luce del ventunesimo ‘considerandò della direttiva 87/102 che, con riferimento al regime istituito all’art. 11 di detta direttiva, indica esplicitamente che «il consumatore, almeno nelle circostanze sotto definite, deve godere, nei confronti del creditore, di diritti che si aggiungono ai suoi normali diritti contrattuali nei riguardi di questo». Sempre ai sensi dello stesso ‘considerandò, «le circostanze di cui sopra sussistono quando tra il creditore e il fornitore di beni o servizi esiste un precedente accordo in base al quale il credito è messo da quel creditore a disposizione esclusivamente dei clienti di quel fornitore per consentire al consumatore l’acquisto di merci o di servizi da tale fornitore».
24 Va inoltre rilevato che una siffatta interpretazione dell’art. 11 della direttiva 87/102 è in linea con il tipo di armonizzazione effettuata con tale direttiva. Infatti, secondo il suo venticinquesimo ‘considerandò, non dovrebbe essere escluso che gli Stati membri possano mantenere o adottare misure più severe per la protezione del consumatore, dal momento che tale direttiva impone un’armonizzazione minima in materia di credito al consumo. Gli Stati membri sono quindi liberi di stabilire una normativa più favorevole per i consumatori.
31 Conseguentemente, occorre risolvere la questione sollevata dichiarando che l’art. 11, n. 2, della direttiva 87/102 deve essere interpretato nel senso che, in una situazione come quella della causa principale, l’esistenza di un accordo tra il creditore ed il fornitore, sulla base del quale un credito è concesso ai clienti di detto fornitore esclusivamente da quel creditore, non è un presupposto necessario del diritto per tali clienti di procedere contro il creditore in caso di inadempimento delle obbligazioni che incombono al fornitore al fine di ottenere la risoluzione del contratto di credito e la conseguente restituzione delle somme corrisposte al finanziatore.
L’art. 11, n. 2, della direttiva del Consiglio 22 dicembre 1986, 87/102/CEE, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di credito al consumo, deve essere interpretato nel senso che, in una situazione come quella della causa principale, l’esistenza di un accordo tra il creditore ed il fornitore, sulla base del quale un credito è concesso ai clienti di detto fornitore esclusivamente da quel creditore, non è un presupposto necessario del diritto per tali clienti di procedere contro il creditore in caso di inadempimento delle obbligazioni che incombono al fornitore al fine di ottenere la risoluzione del contratto di credito e la conseguente restituzione delle somme corrisposte al finanziatore.