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Timestamp: 2018-01-17 04:53:24+00:00
Document Index: 166519873

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1161', 'art. 3', 'art. 107', 'art. 35', 'art. 633']

La vigilanza sull'attività urbanistico - edilizia spetta al dirigente del competente ufficio comunale
Gli articoli 27, 31 e 35 del d.P.R. n. 380/2001 attribuiscono al dirigente o al responsabile del competente ufficio comunale la competenza in materia di vigilanza sull'attività urbanistico-edilizia e di interventi repressivi, con esclusione del coinvolgimento di organi politici.
La chiusura dell'esercizio commerciale fino a 5 giorni presuppone l'occupazione totalmente abusiva di suolo pubblico
La misura interdittiva della chiusura dell'esercizio pubblico fino all'adempimento dell'ordine ripristinatorio e, comunque, per un periodo non inferiore a giorni cinque è legittimamente applicabile a fronte di occupazione di suolo pubblico totalmente abusiva.
Nei casi di occupazione totalmente abusiva di suolo pubblico può essere comminata la sanzione della chiusura dell'esercizio commerciale
Dal combinato disposto degli articoli 20 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 - Codice della Strada e 3, comma 16, della legge 15 luglio 2009, n. 94 discende che può essere comminata la sanzione della chiusura di un esercizio commerciale, fino all'adempimento dell'ordine ripristinatorio e, comunque, per un periodo non inferiore a giorni cinque, per i casi di occupazione totalmente abusiva di suolo pubblico.
Il potere sanzionatorio attribuito dalla l. n. 94/2009 al sindaco deve essere proporzionato alla gravita' della sanzione
Il potere riconosciuto al sindaco dall'art. 3 comma 16 della legge n. 94/2009, al fine di reprimere le violazioni di indebita occupazione di suolo pubblico, pur costituendo espressione di attività discrezionale, deve essere esercitato secondo i canoni della ragionevolezza e congruità rispetto alla gravità della violazione, e deve essere supportato da adeguata istruttoria e motivazione circa le ragioni a fondamento della sanzione.
Occupazione abusiva di immobile demaniale: non può sussistere legittimo affidamento per il perfezionamento di una nuova concessione ingenerato dal comportamento della p.a.
Per chi occupa abusivamente un immobile demaniale non sussiste alcun legittimo affidamento per l'avvenuto perfezionamento di una nuova concessione ingenerato dal comportamento dell'amministrazione: nella soggetta materia non è configurabile l'adozione di un atto di concessione "per fatti concludenti", trattandosi di attività provvedimentale della pubblica amministrazione in cui la volontà si deve esteriorizzare con atti formali nominati e tipici, posto che i beni facenti parte del demanio pubblico non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano.
La sanzione per abusiva o.s.p. è legittima a prescindere dall’avvenuto ripristino dello stato dei luoghi e dal pericolo immanente alla viabilità o ai pedoni
L'occupazione che concretato una sottrazione indebita di suolo pubblico all'uso collettivo, con distrazione del bene alla sua destinazione giuridica senza previo assenso amministrativo e con carattere, quindi, di totale abusività conclamata legittima di per sé la sanzione inflitta dalla p.a., che prescinde sia dall'avvenuto ripristino dello stato dei luoghi (peraltro doveroso, a pena di esecuzione in danno) che dall'esistenza di un pericolo immanente alla viabilità o ai pedoni (circostanza che, peraltro, rileva in re ipsa, in ragione del fatto oggettivo che il suolo pubblico è destinato al transito pedonale/veicolare e non può essere distratto da tale scopo senza preventivo assenso del suo legittimo proprietario), giustificandosi in ragione della sola assenza di un valido ed efficace titolo che legittimi l'occupazione.
Il reato di occupazione abusiva ex art. 1161 cod. nav. ha carattere permanente e si protrae finché persistono l'uso ed il godimento illegittimi
L’occupazione di suolo pubblico abusiva a fini di commercio può concretizzarsi con qualsiasi tipologia di attrezzature fisse o amovibili
L'occupazione di suolo pubblico si connota come abusiva in ragione della sua qualificazione di carattere ontologico/funzionale; per cui, ciò che rileva ai fini del riscontro di (il)legittimità è la mera occupazione materiale, sine titulo, del suolo pubblico (elemento ontologico), posta in essere con qualsiasi tipologia di attrezzature (fisse, amovibili, retraibili, scorrevoli, a scomparsa) al fine di assolvere esigenze strumentali dell'attività commerciale (elemento teleologico).
Commette il reato di invasione di terreno demaniale chi lo occupa pur essendo autorizzato dal soggetto che lo detiene in concessione
Commette il reato di invasione di terreno chi, sia pure autorizzato dal soggetto che lo detiene in concessione, occupa un terreno demaniale; la caratteristica della demanialità del bene occupato deve essere esplicitamente dimostrata.
La valutazione sui pericoli per la sicurezza pubblica non può configurarsi come presupposto del potere sanzionatorio ex legge 94/2009 per occupazione abusiva di suolo pubblico
Anche se è indubbio che tutta la disciplina concernente l'occupazione del suolo pubblico è posta anche a presidio della sicurezza pubblica, sia sotto il profilo della circolazione pedonale che veicolare, tuttavia la lettera del comma 16 dell'art. 3 della legge n. 94 del 2009 non consente di ritenere che una valutazione in concreto circa la sussistenza di pericoli per la sicurezza pubblica debba essere effettuata ogni qualvolta la condotta di occupazione di suolo pubblico abusiva venga sanzionata o che essa costituisca il presupposto per l'esercizio di volta in volta del potere sanzionatorio.
I manufatti realizzati senza titolo abilitativo edilizio su area del demanio statale gravata da vincolo ambientale/paesaggistico oltre che da vincolo idrogeologico, in mancanza anche di alcun provvedimento concessorio, non possono conseguire alcun titolo in sanatoria.
Opere abusive su suoli pubblici: la previa diffida all'autore ha solo la funzione di comunicazione di avvio del procedimento demolitorio d’ufficio
In caso di realizzazione di opere abusive su suoli pubblici, la previa diffida all'autore dell'abuso non è finalizzata a consentire al privato la spontanea esecuzione al fine di escludere il perfezionarsi della sanzione acquisitiva a suo danno, bensì ha la funzione di comunicazione di avvio del procedimento demolitorio d'ufficio.
Il provvedimento di sgombero di un'area comunale rappresenta un provvedimento di gestione amministrativa concreta e rientra nella competenza dei dirigenti, ai sensi dell'art. 107 del d.lgs. n. 267/2000.
L’ordine di demolizione di opere abusive su suoli pubblici può essere rivolto a chi ha l’oggettiva disponibilità dell’area anche se non ha realizzato l'abuso
Poiché la speciale disciplina di cui all'art. 35 del DPR 6 giugno 2001, n. 380, che non prevede l'irrogazione di sanzioni pecuniarie, trova la sua giustificazione nella peculiare gravità della condotta sanzionata, che riguarda la costruzione di opere abusive su suoli pubblici in assenza di un idoneo titolo abilitativo, e l'eliminazione degli abusi è necessaria per ripristinare il corretto assetto del territorio, l'ordine di demolizione può essere legittimamente rivolto anche a chi abbia l'oggettiva disponibilità dell'area sulla quale sono stati rinvenuti i manufatti abusivi, indipendentemente dall'averli realizzati.
Non sussiste alcun contrasto tra l'autorizzazione al subingresso nella concessione demaniale e l'ordinanza di demolizione delle opere edilizie abusive che insistono nel relativo tratto di arenile, trattandosi di provvedimenti che costituiscono espressione di poteri diversi per natura ed in relazione ai presupposti sostanziali che ne determinano l'esercizio.
Il principio di diritto secondo il quale la norma di cui all'art. 633 cod. pen., non è posta a tutela di un diritto ma di una situazione di fatto tra il soggetto e la cosa sta ad indicare che, tutte le volte in cui l'agente sia entrato legittimamente in possesso del bene deve escludersi la sussistenza del reato, pur se, successivamente, il possesso o la detenzione divengano illegittimi, proprio perché il reato in questione è configurabile solo ove l'invasione sia avvenuta ab origine in modo illegittimo; se, invece, la detenzione o il possesso sono iniziati legittimamente, e, poi, per un qualsiasi motivo, sono diventati illegittimi, il reato non è configurabile, perché tutte le questioni che insorgono fra l'avente diritto e colui che rivendica il possesso del bene devono essere risolte alla stregua della normativa civilistica o amministrativa.
Un uomo sembra di carattere assai più spesso perché segue il suo temperamento, che perché segue sempre i suoi principi (Friedrich Wilhelm Nietzsche)