Source: https://www.cerianiangelo.it/category/news/page/2/
Timestamp: 2020-05-30 12:47:36+00:00
Document Index: 50127145

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 14', 'art. 2407', 'art. 37', 'art. 2086', 'art.15', 'art.23', 'art. 17']

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F24 compensati: nuovi obblighi di invio telematico
da Redazione | Feb 13, 2020
La legge di bilancio 2020, ha modificato il co. 49-bis dell’art. 37 del DL 4.7.2006 n. 223 (conv. L. 4.8.2006 n. 248), il quale estende ora ai contribuenti non titolari di partita IVA l’obbligo di utilizzare i sistemi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per la presentazione dei modelli F24 contenenti compensazioni, senza limiti di importo:
di crediti relativi alle imposte sui redditi (IRPEF e IRES) e alle relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito e all’IRAP;
dei crediti d’imposta ai fini agevolativi da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.
I contribuenti non titolari di partita IVA, infatti, per la presentazione dei modelli F24 contenenti compensazioni dei suddetti crediti, potevano utilizzare anche i servizi telematici messi a disposizione dalle banche (home/remote banking), dalle Poste, a condizione che non si trattasse di modelli F24 “a saldo zero” o di crediti d’imposta agevolativi che richiedevano comunque l’utilizzo dei sistemi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
In pratica, anche per la presentazione da parte dei contribuenti non titolari di partita IVA dei modelli F24 contenenti compensazioni, l’utilizzo dei sistemi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate diventa un obbligo generalizzato.
L’obbligo di utilizzare i sistemi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per la presentazione dei modelli F24 contenenti compensazioni era previsto anche per la compensazione:
dei crediti relativi alle ritenute alla fonte;
da parte dei contribuenti titolari di partita IVA.
Con le modifiche in esame, tale obbligo viene esteso:
ai contribuenti non titolari di partita IVA;
a tutti i crediti maturati in qualità di sostituto d’imposta. Con quest’ultima previsione, più ampia rispetto ai crediti relativi alle ritenute alla fonte, si è infatti voluto estendere l’obbligo in esame anche, in particolare, ai crediti relativi:
ai rimborsi erogati dai sostituti d’imposta a seguito della presentazione dei modelli 730;
al c.d. “bonus Renzi” (80,00 euro al mese in busta paga).
La nuova disciplina si applica con riferimento ai crediti maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2019. Si tratta quindi, ad esempio, dei crediti emergenti dai modelli REDDITI 2020 relativi ai contribuenti non titolari di partita IVA (es. IRPEF, cedolare secca), che potranno essere utilizzati in compensazione “orizzontale” solo presentando i modelli F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
Per essere sempre informato su novità, scadenze e normative
da Redazione | Feb 11, 2020
Il Business Plan, inteso come strumento di analisi continuativa del posizionamento strategico dell’impresa e delle sue performance, sta diventando imprescindibile per gli imprenditori, che devono fronteggiare la variabilità dei fattori esterni ed interni all’impresa, anche alla luce dell’entrata in vigore del nuovo codice della crisi.
Gli obiettivi e le funzioni di questo fondamentale documento di gestione sono:
Gestire e monitorare il modello di business e le sue performance e le operazioni straordinarie (finanziamenti, M&A, Bandi Pubblici);
Valutare gli aspetti finanziari: solvibilità patrimoniale/finanziaria e redditività economica, definendo i capitali necessari, le fonti di finanziamento, i profitti attesi e lo stato patrimoniale;
Analizzare il mercato di riferimento, il posizionamento aziendale, il piano strategico ed operativo, la struttura di management ed individuare il margine di rischio per il successo del business.
Nessuno meglio del commercialista può supportare l’imprenditore nella redazione di questo documento, sempre meno facoltativo e con l’entrata in vigore della legge sulla Crisi d’Impresa, imprescindibile.
Funzioni e responsabilità di sindaci e revisori alla luce del Nuovo codice della crisi di impresa
da Redazione | Feb 6, 2020
Allo stato attuale, i limiti vigenti per la nomina dell’organo di controllo o del revisore – società di revisione, nell’ambito delle SRL sono:
€ 4 milioni quale totale dell’attivo dello stato patrimoniale;
€ 4 milioni quale ammontare dei ricavi delle vendite/prestazioni;
n. 20 unità quale media di dipendenti occupati nell’esercizio.
L’obbligo scatta al superamento anche solo di una delle condizioni sopra esposte per due esercizi consecutivi e cessa quando per tre esercizi consecutivi nessuno dei tre limiti sopra citati sarà superato.
Per le società con esercizio coincidente con l’anno solare, in sede di prima applicazione si deve avere riguardo agli esercizi 2017 e 2018.
L’obbligo scatta anche quando la società:
controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti.
Ai sensi dell’art. 14 del nuovo CCII (Codice della Crisi di Impresa e dell’Insolvenza), l’organo di controllo/revisore – società di revisione:
verificherà che l’organo amministrativo valuti costantemente l’adeguatezza dell’assetto organizzativo dell’impresa;
verificherà la sussistenza dell’equilibrio economico-finanziario dell’impresa e il prevedibile andamento della gestione;
segnalerà per iscritto (con avviso di ricezione) all’organo amministrativo l’esistenza di fondati indici di crisi in cui versa l’impresa stessa.
In quest’ultima ipotesi, se la segnalazione nei confronti dell’organo amministrativo avverrà tempestivamente, l’organo di controllo/revisore sarà riparato dalla responsabilità solidale art. 2407 Codice Civile. In ultimo, ma non certamente per importanza, l’art. 37 del nuovo CCII prevede che la domanda di apertura della liquidazione giudiziale (la procedura che equivale all’attuale fallimento) può essere proposta anche con ricorso degli organi che svolgono funzioni di controllo e di vigilanza sull’impresa.
È evidente l’importanza che assume l’istituzione di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, posto a carico dell’imprenditore che operi in forma societaria o collettiva in base al novellato art. 2086 del Codice Civile.
Tale assetto, doveroso anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi d’impresa e della perdita della continuità aziendale, darà vita ai documenti di programmazione, pianificazione e controllo sui quali si concentrerà l’attenzione degli organi di controllo e/o dei revisori.
Per quanto riguarda questo aspetto, l’affidabilità del sistema informativo interno aziendale è indispensabile sia per l’imprenditore che se ne deve avvalere, dimostrandone l’adeguatezza, sia per “il controllore”, che ne deve verificare l’effettiva valenza.
Per entrambe le parti (imprenditore e “controllore”) il sistema informativo deve potere raggiungere l’obiettivo di ridurre il grado di rischio insito ad ogni livello dell’attività d’impresa.
La complessità dei processi di produzione e di commercializzazione di beni e servizi necessita certamente dell’ausilio di sistemi informatici/informativi. Ciò non solo per la rilevazione dei dati e delle informazioni da processare per la migliore ottimizzazione dei fattori produttivi in ottica economica ma, come richiede oggi il nuovo CCII, anche per prevedere e monitorare i flussi finanziari di sostenibilità dei debiti per almeno i sei mesi successivi al tempo di osservazione.
Detraibilità spese sostenute dal 01.01.2020: novità
da Redazione | Gen 13, 2020
La Legge n. 160 del 27 dicembre 2019, comma 679 (Legge di Stabilità 2020) ha stabilito che, a decorrere dal 01 gennaio 2020, al fine di poter beneficiare nella dichiarazione dei redditi 730/2021, redditi 2020, della detrazione di tutti gli oneri indicati nell’art.15 del TUIR e in altre disposizioni normative che consentono la detrazione Irpef del 19%, il pagamento dovrà avvenire solamente mediante:
• ulteriori sistemi “tracciabili”, diversi da quello in contanti, previsti dall’art.23 del D.Lgs. n. 241/97, tra cui carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.
Il comma 680 esclude da questa previsione, consentendone il pagamento anche in contanti, dei seguenti oneri:
• medicinali e dispositivi medici;
• prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.
Di seguito alcuni esempi di spese per le quali il pagamento con denaro contante fa perdere il diritto alla detrazione: spese sanitarie diverse da quelle sopra riportate (esempio visite specialistiche private non erogate in strutture convenzionate al S.S.N.); spese per istruzione; spese funebri; spese per l’assistenza personale; spese per attività sportive per ragazzi; spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede; erogazioni liberali; spese veterinarie; premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni; spese sostenute per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale; ecc…
In mancanza di chiarimenti dell’Amministrazione Finanziaria che specifichino il tipo di controllo che dovrà effettuare il CAF sulla documentazione relativa a tali oneri, oltre alle quietanze di pagamento della spesa (ad esempio le fatture, ricevute ecc.), si consiglia di conservare anche copia del bonifico bancario o postale, ricevuta di pagamento con carta di credito ecc.
Si rammenta che queste specifiche sono valide per le spese sostenute dal 01 gennaio 2020.
Nuove condizioni per l’accesso al regime forfettario
da Redazione | Dic 27, 2019
A far data dal 1.1.2020, si dovrà tenere conto di un paio di nuove condizioni per rientrare nel regime forfettario:
una nuova condizione di accesso, che si affianca al limite dei ricavi/compensi ragguagliati ad anno di 65 mila euro, secondo cui non devono essere sostenute spese per lavoro accessorio, per lavoratori dipendenti e collaboratori di cui all’articolo 50, comma 1, lettera c) e c-bis), Tuir, per gli utili erogati agli associati in partecipazione con apporto costituito da solo lavoro e per le somme corrisposte per le prestazioni di lavoro effettuate dall’imprenditore o dai suoi familiari, per un ammontare complessivo non superiore a 20.000 euro lordi;
una nuova causa di esclusione per coloro che hanno percepito nell’anno precedente redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati di cui agli articoli 49 e 50 Tuir, eccedenti l’importo di 30.000 euro. Tale soglia non deve essere verificata se il rapporto di lavoro è cessato.
In conseguenza delle nuove disposizioni, i contribuenti che decidessero di entrare nel nuovo regime, ma soprattutto quelli che opteranno per la sua conferma nel 2020, devono procedere a verificare il nuovo requisito di accesso (sostenimento di spese per lavoro dipendente non oltre i 20.000 euro lordi) con riferimento all’anno 2019. Per la nuova causa di esclusione (percezione di redditi da lavoro dipendente e assimilati non superiori a 30.000 euro) si ritiene invece di poter fare riferimento ai chiarimenti già forniti dall’Agenzia delle entrate con la circolare 10/E/2016, in forza dei quali è necessario far riferimento ai redditi percepiti nell’anno precedente.
Se tale interpretazione venisse confermata, a seguito dell’introduzione delle due disposizioni sopra richiamate, molti contribuenti che erano forfettari fino al 31.12.2019, non potranno più esserlo dal prossimo 01.01.2020.
Nuovi registratori di cassa: come funziona il credito d’imposta
da Redazione | Nov 13, 2019
Con il nuovo obbligo riguardante l’invio telematico dei corrispettivi, entrante in vigore in due tranche, dal 1° luglio 2019 per i soggetti con volume d’affari superiore a 400.000 euro e dal 1° gennaio 2020 per tutti gli altri, è previsto un bonus d’imposta per l’acquisto o l’adattamento dei registratori di cassa per la trasmissione telematica dei corrispettivi.
Il credito d’imposta è valevole negli anni 2019 e 2020 fino ad esaurimento delle somme stanziate a tal fine ed è stato determinato nella misura del 50% della spesa sostenuta ma fino a un tetto massimo, a seconda che sia un nuovo acquisto o l’adattamento di un registratore di cassa di cui si è già in possesso:
€ 250 in caso di acquisto;
€ 50 in caso di adattamento.
Il contributo, concesso sotto forma di credito d’imposta di pari importo, si dovrà utilizzare esclusivamente in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. n.241 – 2007 tramite modello F24 da presentarsi soltanto tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
L’utilizzo è consentito a partire dalla prima liquidazione periodica dell’IVA successiva al mese in cui è stata registrata la fattura relativa all’acquisto o all’adattamento del misuratore fiscale ma solo se è stato pagato, con modalità tracciabile, il relativo corrispettivo. Pertanto, è indispensabile che il prezzo d’acquisto/adattamento del misuratore avvenga tramite assegni, bancari e postali, circolari e non, vaglia cambiari e postali, nonché, a titolo esemplificativo, addebito diretto, bonifico bancario o postale, bollettino postale, carte di debito, di credito, prepagate, ovvero altri strumenti di pagamento elettronico disponibili, che consentano anche l’addebito in conto corrente.
Per la compensazione del credito d’imposta, in sede di compilazione del modello F24, si dovrà:
• indicare il codice tributo 6899 nella sezione “erario”;
• esporre la somma del contributo nella colonna “importi a credito compensati”;
• valorizzare il campo “anno di riferimento” con l’anno di sostenimento della spesa, nel formato “AAAA”.
Il credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta in cui è stata sostenuta la spesa ed eventualmente nella dichiarazione degli anni d’imposta successivi, fino a quando se ne conclude l’utilizzo.
Approvazione del bilancio 2019
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Credito d’imposta per l’affitto di botteghe e negozi
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