Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/obbligo-2
Timestamp: 2018-07-22 14:55:04+00:00
Document Index: 135979009

Matched Legal Cases: ['art. 2597', 'art. 1351', 'art. 2932', 'sentenza ', 'art. 282', 'art. 32', 'art. 41', 'art. 2087', 'art. 34', 'art. 3']

Obbligo – La Legge per tutti
Che significa? Obbligo
Obbligo (d. civ.): L’Obbligo è il dovere di tenere un comportamento funzionalmente rivolto alla realizzazione di un interesse particolare facente capo ad un determinato soggetto. Tale dovere è correlato ad un diritto soggettivo altrui, nell’ambito di un rapporto giuridico. Il comportamento in cui si sostanzia può consistere in un dare (es.: pagare una somma di denaro), un fare (es.: eseguire un manufatto), un non fare (es.: astenersi dalla concorrenza) od un praestare (es.: Obbligo a contrarre [vedi]).
Si tratta di un Obbligo imposto a determinati soggetti di concludere un contratto.
Un Obbligo legale a contrarre è imposto ai monopolisti a favore di chiunque richieda le prestazioni che formano oggetto dell’impresa, in ossequio al principio della parità di trattamento (art. 2597 c.c.).
Un Obbligo a contrarre di fonte convenzionale consegue alla stipulazione di un contratto preliminare, art. 1351 c.c.
In entrambi i casi, colui che ha diritto alla conclusione del contratto, ove l’altra parte non adempia, può ottenere ex art. 2932 c.c. una sentenza costitutiva che produca gli effetti del contratto non concluso, sempreché ciò sia possibile e non sia escluso dal titolo.
[vedi Alimenti].
Obbligo di dimora (d. pen.): [vedi Divieto e obbligo di dimora].
Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (d. p. pen.): È una misura cautelare [vedi] che consiste nell’obbligo di presentazione periodica a un ufficio di polizia giudiziaria, in modo da controllare la reperibilità dell’imputato, senza comprometterne le esigenze di vita o di lavoro (art. 282 c.p.p.).
La misura non incide sullo stato di libertà, limitandosi a imporre all’imputato un adempimento periodico e lasciandone inalterata la libertà di locomozione e circolazione, sicché il sottoposto non può essere considerato in situazione assimilabile alla custodia cautelare in carcere [vedi], con cui invece si realizza concretamente una privazione della libertà. Ne deriva la non computabilità in detrazione dalla pena definitiva.
Obbligo di sicurezza del datore di lavoro (d. lav.): È Obbligo del datore di lavoro di garantire l’integrità fisica e morale del lavoratore, derivante da due fondamentali precetti costituzionali: la tutela del diritto alla salute di ogni individuo (art. 32 Cost.) e le limitazioni all’iniziativa economica privata che non può svolgersi in modo da arrecare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana (art. 41 Cost.).
La tutela dell’integrità psico-fisica del lavoratore costituisce uno dei principali Obbligo derivanti dal contratto di lavoro. Il codice civile prevede, infatti, che il datore di lavoro è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa tutte le misure necessarie a garantire la completa tutela del lavoratore (art. 2087 c.c.).
La norma impone al datore di lavoro di conformarsi al criterio della massima sicurezza tecnologicamente possibile, adottando nell’organizzazione produttiva le migliori misure di prevenzione e protezione disponibili in base al progresso tecnologico, indipendentemente da ogni valutazione di tipo economico.
Il datore di lavoro deve attuare non solo le misure tassativamente previste dalla legge, ma anche tutte quelle altre misure che in concreto, in base alla sua esperienza, possono salvaguardare la salute del lavoratore. Inoltre il datore di lavoro deve controllare o far controllare che i lavoratori eseguano in piena sicurezza le proprie mansioni ed osservino le misure di sicurezza, sia individuali che collettive, prescritte (cd. culpa in vigilando).
L’Obbligo ha trovato attuazione in una vasta disciplina analitica in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, sviluppatasi sin dagli anni Cinquanta e progredita significativamente sulla scorta delle direttive dell’Unione europea [vedi Igiene e sicurezza sul lavoro].
Obbligo scolastico (d. cost.): La previsione dell’Obbligo di istruzione, inteso come frequenza della scuola per un determinato numero di anni, dunque definito anche Obbligo scolastico, è contenuta nella Costituzione che, all’art. 34, recita: «L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita».
Attraverso l’Obbligo si dà attuazione pratica al diritto allo studio che consiste nella posizione soggettiva che tutti i cittadini hanno di vedersi riconosciuta e garantita la frequenza scolastica per almeno otto anni, con la rimozione di tutti gli ostacoli che si possono frapporre alla realizzazione della personalità individuale, in base all’art. 3 della Costituzione.
L’Obbligo scolastico, come previsto dalla Carta costituzionale, è stato ampliato attraverso interventi normativi succedutisi nel corso del tempo.
Allo stato la L. 296/2006 stabilisce che è obbligatoria l’istruzione impartita per almeno 10 anni finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il 18° anno di età.
In base a tale previsione, risulta che fino al sedicesimo anno di età è necessario frequentare una scuola; tra i sedici e i diciotto anni, in base al diritto-dovere di istruzione e formazione è possibile completare il percorso in una scuola, nella formazione professionale regionale o nell’apprendistato.