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Timestamp: 2019-12-07 11:35:38+00:00
Document Index: 121761059

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 21']

Sunday 21 May 2017 13:35:07
della sentenza del CONSIGLIO DI STATO - SEZ. IV n. 04079/2015, resa tra le parti, concernente approvazione programma integrato di intervento per opere di urbanizzazione
1. Con il ricorso in esame, i signori *chiedono che questo Consiglio di Stato voglia disporre per l’ottemperanza alla propria sentenza 1 settembre 2015 n. 4079.
- “prima del concreto avvio dell’attività di trasformazione del terreno già cimiteriale, che presuppone, tra l’altro, l’intervenuto trasferimento presso altro cimitero delle spoglie mortali inumate nel cimitero soppresso . . . non possono perciò dirsi venuti meno gli interessi pubblici che il vincolo di rispetto cimiteriale intende tutelare e che si identificano innanzi tutto in esigenze di natura igienico-sanitaria e di salvaguardia della peculiare sacralità dei luoghi destinati all’inumazione e alla sepoltura; nonché nell’esigenza di preservare un’area di possibile espansione della cinta cimiteriale, che solo la materiale esecuzione di interventi attuativi della disposta soppressione è idonea a far cessare”;
- “nel caso di specie, deve ritenersi che, pur essendo trascorsi diversi decenni dall’ultima inumazione, il predetto cimitero non è mai stato sottoposto alla bonifica prescritta . . . quindi il vincolo cimiteriale, contrariamente a quanto sostenuto dalle parti resistenti, non è mai venuto meno”;
- “né, tantomeno, è possibile introdurre una scissione tra utilizzo del terreno cimiteriale e sussistenza del vincolo di rispetto”.
- con delibera 14 febbraio 2016 n. 37, avente ad oggetto “conferma deliberazioni del Consiglio comunale n. 100 del 2007 e n. 14 del 2008”, disponeva: “di convalidare, con tutti i relativi allegati, la deliberazione del Consiglio comunale 28 novembre 2007 n. 100, con la quale veniva adottato il P.I.I. (programma integrato di intervento) relativo all’area ubicata in via **e la successiva deliberazione del Consiglio comunale 26 febbraio 2008 con la quale veniva definitivamente approvato il P.I.I.”;
- con delibera 19 aprile 2016 n. 78, procedeva ad “approvare la definitiva convalida, con tutti gli allegati, delle deliberazioni del Consiglio comunale n. 100 del 28 novembre 2017 e n. 14 del 26 febbraio 2008”.
3. Con successivo ricorso per motivi aggiunti, i signori * e * ribadiscono la domanda volta ad ottenere l’esatta e piena ottemperanza alla sentenza di questo Consiglio di Stato n. 4079/2015, impugnando altresì la delibera GM n. 78/2016, medio tempore adottata, deducendo l’invalidità derivata della medesima e riproponendo i motivi già proposti con il ricorso per l’ottemperanza “che possono pianamente estendersi anche alla deliberazione GC n. 78/2016”.
- per un verso, il Comune di Lumezzane ha proceduto alla “convalida” di atti già annullati in sede giurisdizionale e, dunque, non più esistenti nell’ordinamento giuridico;
- per altro verso - anche a voler attribuire agli atti adottati (pur in contrasto con quanto dagli stessi affermato), valore di approvazione “nuova ed autonoma” del P.I.I., e non già di convalida degli atti precedenti - il Comune di Lumezzane ha adottato atti di “riapprovazione” dello strumento urbanistico attuativo in contrasto con quanto affermato dalla sentenza passata in giudicato, e ciò in violazione dell’art. 21-septies l. n. 241/1990.
In via generale, la giurisprudenza di questo Consiglio ha avuto modo di osservare che, per effetto dell’art. 21-nonies sopra citato, appare evidente “l'intendimento del legislatore di consentire oggi, in via generale, il mantenimento in vita di provvedimenti affetti soltanto da vizi di carattere formale”, come quello di incompetenza, e che, in tal caso, non si necessita di particolare, dettagliata motivazione in ordine all’oggetto del provvedimento da convalidare e degli atti a questo antecedenti (Cons. St., sez. IV, 29 maggio 2009 n. 3371).
In sostanza, è stato affermato, con vincolo di giudicato, che fintanto che vi sia destinazione del luogo a “cimitero” (il che prescinde dalla sua effettiva utilizzazione con nuove sepolture, ma richiede, oltre a ciò, “l’intervenuto trasferimento presso altro cimitero delle spoglie mortali” ed una necessaria attività di bonifica), sussiste il vincolo di rispetto cimiteriale, del quale occorre tenere conto per ogni attività urbanistico - edilizia.
definitivamente pronunciando sul ricorso proposto da * e * (n. 3684/2016 r.g.), lo accoglie e, per l’effetto:
c) condanna il Comune di Lumezzane e * , al pagamento, in favore della parte ricorrente, delle spese ed onorari del presente giudizio, che liquida, a carico di ciascuno di essi, nella complessiva somma di Euro 5.000,00 (cinquemila/00), oltre accessori come per legge.