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Timestamp: 2017-09-20 04:04:25+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.32', 'art.32', 'art.1', 'art.32', 'art.117', 'art.32', 'art.32', 'art.32', 'art.32', 'art.32', 'art.32', 'art.32', 'art.32', 'art.32', 'art.32', 'art.32', 'art.32', 'art.32', 'art.181', 'art.1', 'art.146', 'art.32', 'art.32']

Condono edilizio 2003: sanabilita' di abusi sostanziali su aree vincolate paesaggisticamente - convegno libro testi condono edilizio sanabilita aree paesaggi
Condono edilizio 2003: sanabilita' di abusi sostanziali su aree vincolate paesaggisticamente
Lecce 12/12/2005
LA SANABILITA' DEGLI ABUSI SOSTANZIALI
SU AREE VINCOLATE PAESAGGISTICAMENTE
Associato di Diritto Penale nell'Università degli Studi di Lecce
Il lavoro dell'Avv. Gaetano Stea tratta il divieto di sanatoria di cui all'art.32, co.27, lett. d ), L. 326/2003 (opere abusive realizzate su immobili soggetti a vincoli ambientali e paesag-gistici in genere imposti da leggi statali e regionali): l'analisi parte dalle prime pronunce del Supremo Collegio penale sul diniego di sospensione del procedimento relativo ad abuso commesso su area vincolata paesaggisticamente, rispetto al quale sia stata presentata la domanda di condono, ed attraverso un percorso argomentativo profondo e rigoroso, giunge a rivelare la superficialità di tale lettura giurisprudenziale.
Focalizzando l'attenzione sul dato letterale normativo, con particolare riferimento alle espressioni “ Fermo restando quanto previsto… ” e “ immobili soggetti a vincoli ”, emerge una voluntas legis diversa dalla voluntas legislatoris : si assume così quale interpretazione corretta, anche tenuto conto della natura della ratio del divieto di cui all'art.32, co.27, lett. d ), L. 326/2003 (formale e non materiale), quella della certa ammissibilità a sanatoria amministrativa dell'opera abusiva realizzata su zone vincolate paesaggisticamente, qualora intervenga il parere favorevole dell'Autorità preposta alla tutela del vincolo stesso.
La trattazione approfondisce altresì la problematica del cd. condono paesaggistico di cui all'art.1, co.37 ss., L. 308/2004, al fine di studiarne i riflessi sul piano urbanistico ed i rapporti con il condono edilizio, teorizzando in maniera estremamente puntuale quella che viene definita la tesi della doppia istanza di condono.
Le soluzioni prospettate dirimono in modo radicale il nodo gordiano della sanatoria degli abusi edilizi sostanziali (cioè, non conformi alle norme ed agli strumenti urbanistici) realizzati su aree vincolate paesaggisticamente, evidenziando l'effetto meramente pubblicitario della relazione governativa al testo DDL sul condono edilizio (…)
Sommario : 1. Cenni introduttivi; 2. Il nuovo condono edilizio; 3. L'intervento del Giudice delle leggi. La dichiarazione di parziale illegittimità costituzionale dell'art.32 L. 326/2003 per violazione dell'art.117, co.3, Cost. I limiti dell'intervento regionale tra il comma 25 ed il comma 27 dell'articolo in esame; 4. I limiti oggettivi e soggettivi alla sanabilità delle opere abusive. L'ambito oggettivo di ammissibilità della domanda di condono dell'illecito edilizio in virtù di quanto previsto dall'art.32, co.25, L. 326/2003; 5. Le opere non suscettibili di sanatoria ai sensi dell'art.32, co.27, L. 326/2003 ed, in particolare, i divieti di sanatoria di cui alle lettere a), b), c) ed e); 6. I divieti di sanatoria di cui all'art.32, co.27, lett. f) e g), L. 326/2003; 7. L'interpretazione dell'inciso “Fermo restando quanto previsto…” posto all'inizio dell'art.32, co.27, L. 326/2003. La derogabilità della norma speciale rispetto a quella generale ed il contenuto annunciativi e non prescrittivi del divieto di sanatoria degli illeciti realizzati sulle aree vincolate paesaggisticamente; 8. L'obiter dictum della Corte costituzionale sull'inciso “Fermo restando quanto previsto…” di cui all'art.32, co.27, L. 326/2003; 9. L'interpretazione estensiva del divieto di sanatoria di cui all'art.32, co.27, L. 326/2003. La prima interpretazione della Suprema Corte penale ed il contenuto dell'art.32, co.26, lett. a), L. 326/2003: l'esclusione della sanabilità degli abusi più gravi realizzati su tutte le aree vincolate; 10. (segue) La Suprema Corte penale ed il divieto di sanatoria degli abusi sostanziali realizzati sulle zone vincolate paesaggisticamente; 11. L'obbligatorietà della sospensione del procedimento penale. Gli effetti estintivi penali degli abusi edilizi non sanabili. I poteri del giudice penale ed il carattere deflattivo del condono edilizio; 12. Osservazioni critiche alla lettura estensiva del divieto di sanatoria di cui all'art.32, co.27, lett. d), L. 326/2003. Cenni sull'interpretazione normativa. L'espressione “immobili sottoposti a vincoli…” di cui all'art.32 L. 326/2003; 13. L'ambito applicativo del divieto di sanatoria di cui all'art.32, co.27, lett. d), L. 326/2003 rispetto alla normativa di settore a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere; 14. L'ambito applicativo del divieto di sanatoria di cui all'art.32, co.27, lett. d), L. 326/2003 rispetto alla normativa a tutela dei beni ambientali e paesaggistici; 15. La voluntas legis nell'interpretazione letterale del divieto di sanatoria degli abusi sugli immobili vincolati paesaggisticamente. Il potere di procedere alla demolizione degli illeciti edilizi realizzati su beni paesaggistici e lo ius superveniens all'indomani della novella del testo unico sull'edilizia. Gli immobili sottoposti a vincolo di cui all'art.32, co.3, DPR 380/2001; 16. L'interpretazione letterale del divieto di sanatoria di cui all'art.32, co.27, lett. d), L. 326/2003, alla stregua della voluntas legis. Indifferenza della relazione governativa e degli atti preparatori. La necessità dell'individuazione del vincolo e del bene tutelato; 17. Il condono paesaggistico. Cenni preliminari; 18. Le condizioni di sanabilità degli abusi paesaggistici. La perentorietà dei termini procedimentali per l'accertamento di compatibilità paesaggistica di cui all'art.181, co.1-quater, D.lgs. 42/2004, applicabile al condono di cui all'art.1, co.37 ss., L. 308/2004; 19. I criteri di accertamento della compatibilità paesaggistica. L'autorizzazione paesaggistica di cui all'art.146 D.lgs. 42/2004 e l'accertamento di compatibilità paesaggistica di cui agli artt.181, co.1-quater, D.lgs. 42/2004 e 1, co.37, L. 308/2004. Peculiarità e differenze; 20. L'indennità pecuniaria maggiorata e la sanzione aggiuntiva ad effetto oblatorio; 21. Gli effetti amministrativi del condono paesaggistico e le ripercussioni in materia edilizia; 22. La demolizione dell'abuso edilizio sostanziale compatibile con il contesto paesaggistico. La frattura logico-giuridica del sistema repressivo dell'abuso edilizio-paesaggistico nella previsione condonistica ed il dubbio di incostituzionalità del condono paesaggistico straordinario; 23. I rapporti tra il condono edilizio ed il condono paesaggistico. La sanabilità dell'abuso edilizio sostanziale realizzato su bene paesaggistico. Gli effetti della revoca del vincolo sul divieto di cui all'art.32, co.27, lett. d), L. 326/2003. La tesi esplicita doppia istanza di condono; 24. Rilievi critici alla sanabilità edilizia degli abusi sostanziali su bene paesaggistico in virtù della doppia istanza di condono. Il condono paesaggistico come verifica delle esigenze ambientali nel periodo transitorio previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Disinteresse regionale all'impugnativa costituzionale del condono paesaggistico; 25. La tesi implicita della doppia istanza di condono. La domanda di definizione dell'illecito edilizio su zona vincolata paesaggisticamente come richiesta di accertamento di compatibilità ambientale ex ante . La forma e la tutela del legittimo affidamento del cittadino nel caos condonistico; 26. Ancora sull'irragionevole divieto di sanatoria di cui all'art.32, co.27, lett. d), L. 326/2003 in pendenza delle procedure di revisione dei vincoli paesaggistici ex artt.143, 145 e 156 D.lgs. 42/2004. Disparità di trattamento ed incoerenza dell'azione amministrativa. Considerazioni conclusive.
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