Source: http://lexbrowser.provinz.bz.it/doc/it/lp-1997-13%C2%A7160%C2%A7360/legge_provinciale_11_agosto_1997_n_13/capo_iii_piano_urbanistico_comunale/span_art_29_salvaguardia_della_ricettivit%C3%A0_turistica_span.aspx
Timestamp: 2019-07-23 05:12:31+00:00
Document Index: 31719910

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 3', 'art. 29', 'art. 3', 'art. 29', 'art. 3', 'art. 29', 'art. 3', 'art. 29', 'art. 6', 'art. 29', 'art. 9', 'art. 3']

Normativa provinciale Urbanistica L Legge provinciale 11 agosto 1997, n. 13 CAPO III Piano urbanistico comunale Art. 29 (Salvaguardia della ricettività turistica)
(1) Al fine di salvaguardare la ricettività turistica nel territorio provinciale gli edifici sedi di pubblici esercizi, anche in caso di demolizione e successiva ricostruzione, non possono avere destinazione d'uso diversa.
(2) Nei seguenti casi è possibile derogare al divieto di modificare la destinazione d'uso:
edifici o parti di essi esistenti in una zona residenziale e che non sono stati ampliati in applicazione delle relative disposizioni possono essere trasformati interamente o parzialmente, purché almeno il 60 per cento della cubatura trasformata venga utilizzata per abitazioni convenzionate ai sensi dell’articolo 79, salvo le eccezioni di cui all'articolo 27, comma 3; 45)
edifici che al momento della domanda di modifica della destinazione d'uso si trovano in una zona residenziale e che sono stati ampliati qualitativamente o quantitativamente in applicazione delle relative disposizioni, scaduto il vincolo, sono soggetti, nei limiti della cubatura ammissibile in base alla densità edilizia o della cubatura esistente prima dell'ampliamento, alla disciplina di cui alla lettera a). Scaduto il vincolo, il consiglio comunale può autorizzare la modifica della destinazione d'uso della cubatura ampliata in abitazioni convenzionate ai sensi dell’articolo 79. La Giunta provinciale emana le relative direttive; 46)
edifici che al momento della domanda di modifica della destinazione d'uso si trovano in zona di verde agricolo, verde alpino o bosco, anche se sono stati ampliati qualitativamente o quantitativamente in applicazione delle relative disposizioni, scaduto il vincolo possono essere trasformati in abitazioni convenzionate ai sensi dell'articolo 79 nei limiti della cubatura esistente prima dell'ampliamento. Fino al 40 per cento di tale cubatura può essere trasformato per l'attività di affitto di camere e appartamenti per ferie. In caso di cessazione di tale attività la cubatura deve essere trasformata in abitazioni convenzionate. Scaduto il vincolo, la Giunta provinciale può autorizzare, su richiesta del consiglio comunale, la modifica della destinazione d’uso in abitazioni convenzionate ai sensi dell’articolo 79 anche per la cubatura ampliata, nel limite massimo di 2.000 metri cubi. L'edificio deve, però, essere situato ad una distanza non superiore a 300 metri dal prossimo centro edificato e la superficie coperta esistente non deve in nessun caso essere ampliata oltre il 30 per cento; 47)
esercizi pubblici ricettivi con non più di 20 posti letto, registrati alla data dell’entrata in vigore della presente lettera, possono essere trasformati in appartamenti convenzionati oppure in appartamenti che sono utilizzati per l’affitto di camere ed appartamenti ammobiliati per ferie oppure per l’agriturismo. Cessata l’attività tale cubatura deve essere trasformata in appartamenti convenzionati, senza che venga rimborsato il contributo sul costo di costruzione. 48)
(3) Nella concessione edilizia deve essere prevista la demolizione della parte della cubatura esistente al momento del rilascio della concessione edilizia, che per effetto del comma 2 non può essere trasformata. L'avvenuta demolizione costituisce presupposto per il rilascio della licenza d'uso. Se la demolizione non avviene entro il termine di cui all'articolo 72, comma 1, la concessione edilizia decade.
(4) I pubblici esercizi sono definiti nella legge provinciale 14 dicembre 1988, n. 58.
(5) Nel regolamento di esecuzione alla presente legge può essere previsto l'ampliamento qualitativo di esercizi ricettivi esistenti in zone residenziali, per i quali è necessario a tale fine derogare agli indici di edificazione stabiliti dal piano urbanistico comunale. Con lo stesso regolamento di esecuzione vengono determinati i criteri per l'ampliamento qualitativo degli esercizi di somministrazione di pasti e bevande nonché la relativa norma transitoria.
(6) La concessione edilizia per l'ampliamento qualitativo di pubblici esercizi ai sensi del comma 5, è condizionata alla presentazione di un atto unilaterale d'obbligo con il quale il sindaco viene autorizzato ad annotare nel libro fondiario il vincolo che la costruzione è destinata a pubblico esercizio. Il vincolo ha durata ventennale. L'atto unilaterale d'obbligo vale anche per i progetti non contenenti varianti essenziali ai sensi dell'articolo 82, comma 2, e per i quali la concessione edilizia viene rilasciata entro tre anni dalla sottoscrizione dell'atto d'obbligo. Decorso il vincolo ventennale, il sindaco rilascia il nulla osta per la cancellazione del vincolo nel libro fondiario.
(7) L'annotazione tavolare della destinazione a pubblico esercizio o a esercizio ricettivo significa che gli edifici aziendali, compresa l'area di pertinenza, formano un compendio immobiliare indivisibile, a tempo indeterminato e a prescindere dalla data dell'annotazione. In caso di cambio di destinazione d'uso ai sensi del comma 2, l'indivisibilità non si estende alla cubatura oggetto del cambio della destinazione d'uso. A pena di nullità, gli atti aventi per oggetto il distacco e l'alienazione di parti del compendio immobiliare devono essere preceduti dal nulla osta della Giunta provinciale. Con delibera della Giunta provinciale vengono definiti i criteri per il rilascio di tale nulla osta. Le aree non edificate, che non siano necessarie per la gestione dell’esercizio, possono essere distaccate prescindendo dal nulla osta. 49) 50)
La lettera a), dell'art. 29, comma 2, è stata così sostituita dall'art. 3, comma 8, della L.P. 19 luglio 2013, n. 10.
La lettera b), dell'art. 29, comma 2, è stata così modificata dall'art. 3, comma 9, della L.P. 19 luglio 2013, n. 10.
La lettera c), dell'art. 29, comma 2, è stata così modificata dall'art. 3, comma 10, della L.P. 19 luglio 2013, n. 10.
La lettera d), dell'art. 29, comma 2, è stata aggiunta dall'art. 3, comma 11, della L.P. 19 luglio 2013, n. 10.
L'art. 29 è stato sostituito dall'art. 6 della L.P. 2 luglio 2007, n. 3.
L'art. 29, comma 7, è stato sostituito dall'art. 9, comma 4, della L.P. 10 giugno 2008, n. 4, e poi così modificato dall'art. 3, comma 12, della L.P. 19 luglio 2013, n. 10.