Source: https://studiolegaleramelli.it/2018/12/23/anche-il-tentativo-non-riuscito-di-prelevare-con-il-bancomat-illecitamente-detenuto-configura-il-reato-di-indebito-utilizzo-della-carta-di-credito/
Timestamp: 2019-10-21 17:21:19+00:00
Document Index: 31919448

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55']

Anche il tentativo non riuscito di prelevare con il bancomat illecitamente detenuto configura il reato di indebito utilizzo della carta di credito – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Anche il tentativo non riuscito di prelevare con il bancomat illecitamente detenuto configura il reato di indebito utilizzo della carta di credito.
Si segnala ai lettori del blog l’interessante sentenza n. 57802/2018 – depositata il 20.12.2018, che affronta il tema sempre più attuale dell’illecito utilizzo della carta di credito o carta di debito (bancomat) da parte del soggetto che ne sia venuto in possesso illecitamente.
Nel caso di specie, la difesa del giudicabile, già condannato nel doppio grado di merito per rapina, tentato uso della carta di credito e tentata estorsione, denunciava con il ricorso per cassazione, tra gli altri, anche vizio di legge e carenza di motivazione della sentenza resa dalla Corte di appello di Milano nella parte in cui aveva confermato la sentenza resa dal locale Tribunale che aveva riconosciuto l’imputato colpevole del reato previsto e punito dall’art. 55, comma 9, d.lgs. 21 novembre 2007, n.231, nonostante l’azione posta in essere dall’agente non avesse prodotto l’evento di danno (prelievo di somme di denaro) per avere la persona offesa, vittima di rapina, indicato un codice diverso da quello reale.
La Suprema corte ha rigettato il ricorso, non ritenendo fondata la doglianza difensiva che evocava nel caso di specie la riconduzione dell’azione del prevenuto alla categoria del reato impossibile, stigmatizzando, al contrario, l’errore i cui era incorso il giudice di primo grado per aver qualificato l’azione come tentativo di reato in luogo della consumazione dello stesso.
Di seguito si riporta il passaggio della motivazione che affronta in diritto il tema del perimetro punitivo dell’indebito utilizzo della carta di credito sottoposto allo scrutinio di legittimità:
“La invocata riconduzione alla categoria del reato impossibile della condotta di chi impossessatosi illecitamente di una carta bancomat non riesce ad effettuare prelievi perché non conosce il codice pin non si confronta con la consolidata giurisprudenza di legittimità secondo cui il reato di indebita utilizzazione a fini di profitto di una carta di credito di cui all’art. 55, comma 9, d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 si consuma anche nell’ipotesi in cui l’utilizzazione di una carta ‘bancomat’, di provenienza furtiva da parte di chi non è in possesso del codice PIN, è effettuata mediante la digitazione casuale di sequenze numeriche presso uno sportello di prelievo automatico di denaro, senza ottenere alcun prelievo di denaro.(Sez. 5, n. 17923 del 12/01/2018 – dep. 20/04/2018, PG in proc. Pasquale, Rv. 273033; Sez. 2, n. 7019 del 17/10/2013 – dep. 13/02/2014, Balestra e altro, Rv. 259004; Sez. 2, n. 45901 del 15/11/2012 – dep. 26/11/2012, Tracogna e altro, Rv. 254358).
Nel caso di specie i giudici di merito riconoscendo il tentativo e non assegnando al fatto la corretta qualificazione giuridica, ovvero quella di reato “consumato” all’illecito utilizzo della carta di debito hanno effettuato una interpretazione favorevole all’imputato, non emendabile in sede di legittimità poiché al riconoscimento della corretta qualificazione si associa la modifica in peius della forbice edittale entro la quale è possibile definire il trattamento sanzionatorio”
Art. 55, comma 9, d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231
[5. Chiunque al fine di trarne profitto per se’ o per altri, indebitamente utilizza, non essendone titolare, carte di credito o di pagamento, ovvero qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all’acquisto di beni o alla prestazione di servizi, e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da 310 euro a 1.550 euro. Alla stessa pena soggiace chi, al fine di trarne profitto per se’ o per altri, falsifica o altera carte di credito o di pagamento o qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all’acquisto di beni o alla prestazione di servizi, ovvero possiede, cede o acquisisce tali carte o documenti di provenienza illecita o comunque falsificati o alterati, nonche’ ordini di pagamento prodotti con essi.] (2)
Per le violazioni delle disposizioni di cui all’articolo 131-ter del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e’ ordinata, nei confronti degli agenti in attivita’ finanziaria che prestano servizi di pagamento attraverso il servizio di rimessa di denaro di cui all’articolo 1, comma 1, lettera n), del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, la confisca degli strumenti che sono serviti a commettere il reato. [In caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale per il delitto di cui al comma 5 e’ ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, nonche’ del profitto o del prodotto, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero quando essa non e’ possibile, la confisca di beni, somme di denaro e altre utilita’ di cui il reo ha la disponibilita’ per un valore corrispondente a tale profitto o prodotto.] (3)
Gli strumenti sequestrati ai fini della confisca di cui al comma 6 nel corso delle operazioni di polizia giudiziaria, sono affidati dall’Autorita’ giudiziaria agli organi di polizia che ne facciano richiesta.
[1] Articolo modificato dall’articolo 27, comma 1, lettera r) del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141, come modificato dall’articolo 18, comma 1, del D.Lgs. 19 settembre 2012, n. 169, dall’articolo 6, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 29 ottobre 2016, n. 202, e successivamete sostituito dall’articolo 5, comma 1, del D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90.
[2] Comma abrogato dall’articolo 7, comma 1, lettera s), del D.Lgs. 1° marzo 2018, n. 21. Vedi l’articolo 493-ter del codice penale.
[3] Comma modificato dall’articolo 7, comma 1, lettera s), del D.Lgs. 1° marzo 2018, n. 21. Vedi l’articolo 493-ter del codice penale.
Quadro della più recente giurisprudenza di legittimità.
Corte appello Roma sez. I, 01/03/2016, n.1776
L’indebita utilizzazione a fine di profitto proprio o altrui da parte di chi non ne sia titolare, di carte di credito o analoghi strumenti di prelievo o pagamento, integra il reato previsto e punito dall’art. 55 comma nono D.Lgs. n. 231 del 2007 e non quello di truffa che resta assorbito. Alla medesima conclusione deve pertanto, giungersi anche con riguardo alla frode informatica poiché il nucleo qualificante della fattispecie in esame è costituito dall’indebito utilizzo della carta bancomat appunto ricettacolo di proventi di reato e prescinde a maggior ragione dalla eventuale alterazione fraudolenta di un sistema informatico che eventualmente resterebbe del tutto assorbita.
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