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Timestamp: 2019-07-17 04:19:33+00:00
Document Index: 83645530

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 137', 'art. 137', 'art. 101', 'art. 131', 'art. 101', 'art. 220', 'art. 223', 'art. 223', 'art. 220', 'art. 178', 'art. 223', 'sentenza ', 'art. 101', 'art. 101']

Cass. Pen. Sez. III 12/04/2019 n. 16044 - Prelievo di campioni per successive analisi: quali garanzie per l’interessato? - Tuttoambiente.it
n. 16044
Nel caso in cui durante un’ispezione emergano chiaramente indizi di reato è necessario che vengano applicate le garanzie difensive così come previste dal codice penale; in caso contrario gli accertamenti effettuati potrebbero poi considerarsi inutilizzabili. Se, inoltre, a seguito dell’ispezione dovesse ritenersi necessario procedere con l’analisi di campioni per le quali non è prevista la revisione, è obbligo dell’Autorità procedente dare avviso all’interessato del giorno, dell’ora e del luogo ove verranno effettuate le analisi dei campioni. Tale comunicazione non deve essere effettuata con particolari modalità (come ad esempio il sistema della notifica), ma qualunque strumento risulta idoneo a tramettere le informazioni.
La Corte d'Appello di Brescia, con sentenza del 24 aprile 2018 ha confermato la decisione con la quale, in data 11 dicembre 2017, il Tribunale di Bergamo aveva affermato la responsabilità penale di D.R. per il reato di cui agli artt. 81 cod. pen. e 137, commi 1 e 2 d.lgs. 152/2006, perché, nella sua qualità di titolare dell'azienda agricola "A.D." e di proprietario dei terreni di cui ai mappali 7504760-49. censiti al NCT sezione di M.- C. installava ed attivava, in assenza di autorizzazione, una tubazione interrata che collega la vasca di raccolta delle acque reflue industriali, provenienti dal laboratorio caseario dell'azienda agricola, alla "V.d.S.", così effettuando uno scarico non autorizzato in violazione del comma 1 dell'art. 137, nonché per avere superato i limiti tabellari previsti per le acque reflue industriali per i parametri NH4, COD, grassi ed oli animali e vegetali, tensioattivi totali, solidi sospesi, fosforo totale, manganese, clonili ed idrocarburi in occasione del sopralluogo e prelievo del 18/6/2013 in violazione dell'art. 137, comma 2 d.lgs. 152/2006 (fatti accertati in C., il 18/6/2013 ed il 22/8/2014.
2.Con un primo motivo di ricorso deduce la violazione di legge ed il vizio di motivazione, osservando di aver rinnovato, innanzi alla Corte d'Appello, l'eccezione di inutilizzabilità degli esiti degli accertamenti di polizia giudiziaria svolti il 18 giugno 2013 da personale del Corpo Forestale presso l'azienda agricola, perché eseguiti in violazione del combinato disposto degli artt. 220 e 223 disp. att. cod. proc. pen.
3.Con un secondo motivo di ricorso deduce la violazione di legge e, segnatamente, dell'art. 101, comma 7, lett. b) d.lgs. 152/2006, il quale avrebbe equiparato i reflui da allevamento alle acque reflue domestiche.
4.Con un terzo motivo di ricorso censura il mancato riconoscimento dei presupposti per l'applicazione della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis cod. pen., sostenendo che la Corte territoriale non avrebbe tenuto conto di dati oggettivi significativi, quali i volumi di produzione di latte rilevati in occasione del sopralluogo e l'oggettiva incertezza interpretativa offerta dalla formulazione dell'art. 101, comma 7 lett. b), che avrebbe potuto ragionevolmente indurre l'imputato, imprenditore agricolo, a ritenere di poter beneficiare della equiparazione ex lege dei propri reflui a quelli domestici.
1.Il ricorso è inammissibile perché basato su motivi manifestamente infondati.
2.Occorre ricordare, in linea generale, quanto al primo motivo di ricorso, come l'art. 220 disp. att. cod. proc. pen. stabilisca che «quando nel corso di attività ispettive o di vigilanza previste da leggi o decreti emergono indizi di reato, gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant'altro possa servire per l'applicazione della legge penale sono compiuti con l'osservanza delle disposizioni del codice».
L' art. 223 citato stabilisce "qualora nel corso di attività ispettive o di vigilanza previste da leggi o decreti si debbano eseguire analisi di campioni per le quali non è prevista la revisione, a cura dell'organo procedente è dato, anche oralmente, avviso all'interessato del giorno, dell'ora e del luogo dove le analisi verranno effettuate. L'interessato o persona di sua fiducia appositamente designata possono presenziare alle analisi, eventualmente con l'assistenza di un consulente tecnico. A tali persone spettano i poteri previsti dall'articolo 230 del codice".
Con specifico riferimento al prelievo di campioni da utilizzare in successive analisi, si è chiarito che occorre distinguere tra il prelevamento inerente ad attività amministrativa disciplinato dall'art. 223 disp. att. cod. proc. pen. e quello relativo ad attività di polizia giudiziaria, anche se precedente all'acquisizione della "notitia criminis", per il quale è applicabile l'art. 220 disp. att. cod. proc. pen., poiché operano, in tale seconda ipotesi, in via genetica le norme di garanzia della difesa previste dal codice di rito, determinandosi una nullità d'ordine generale di cui all'art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen. nel caso della loro inosservanza, mentre, per la prima, i diritti della difesa devono essere assicurati solo laddove emergano indizi di reato, nel qual caso l'attività amministrativa non può più definirsi "extra- processum"(Sez. 3, n. 5235 del 24/5/2016 (dep. 2017), Lo Verde, Rv. 269213. Conf. Sez. 2, n. 52793 del 24/11/2016, Ballaera, Rv. 268766; Sez. 3, n. 10484 del 12/11/2014 (dep. 2015), Grue, Rv. 262698; Sez. 3, n. 15372 del 10/2/2010, Fiorillo, Rv. 246597; Sez. 3, n. 23369 del 14/5/2002, PM in proc. Scarpa, Rv. 221627).
L’avviso all'interessato del giorno, dell'ora e del luogo di esecuzione delle analisi su campioni, svolte nel corso di attività ispettive o di vigilanza, in tali casi, non prescrive la notifica e non prevede particolari modalità, essendo utilizzabile qualunque strumento idoneo a comunicare le informazioni necessarie (Sez. 3, n. 9790 del 19/12/2014 (dep. 2015), Arsena, Rv. 262750), ciò in quanto l'unica garanzia richiesta per le anzidette attività ispettive è quella prevista dall'art. 223 disp. att. cod. proc. pen., che impone il preavviso all'interessato del giorno, dell'ora e del luogo dove si svolgeranno le analisi dei campioni (Sez. 3, n. 15170 del 29/1/2003, Piropan M, Rv. 224456).
3.Fatte tali premesse, deve rilevarsi che la Corte territoriale, nel confermare l'infondatezza dell'eccezione già respinta in precedenza dal primo giudice, ha posto in evidenza alcuni dati fattuali significativi, con i quali il ricorrente non si confronta se non in parte.
La Corte territoriale osserva, poi, che gli accertamenti svolti presso l'azienda dell'imputato erano atti di iniziativa della Provincia di Bergamo, autorità del tutto autonoma rispetto alla polizia locale che aveva esperito precedenti accertamenti su segnalazione contro ignoti e che la Provincia, assistita da personale del Corpo Forestale, del comune di C. e della A.S.L. territoriale aveva effettuato l'accertamento nell'esercizio delle sue funzioni istituzionali ispettive e di vigilanza.
4.Ciò posto, osserva il Collegio che la sentenza impugnata, sulla base di elementi fattuali concreti, illustrati in maniera congrua e non contraddittoria, rende opportunamente conto del fatto che l'attività ispettiva, svolta per iniziativa di un ente, quale l'amministrazione provinciale, cui è demandata attività ispettiva e di vigilanza estranea all'attività di polizia giudiziaria, veniva svolta in un ambito che non aveva alcuna attinenza con situazioni in quel momento suscettibili di valutazione in sede penale, chiarendo anche la diversa ed autonoma sorte che aveva avuto l'unico, a quanto pare, procedimento iscritto dalla Procura della Repubblica contro ignoti e poi archiviato.
La circostanza, indicata nel ricorso, che le autorità intervenute nel sopralluogo, alla luce delle precedenti segnalazioni effettuate alla Procura, non potessero non ipotizzare la rilevanza penale di quanto andavano verificando, resta una mera supposizione di una circostanza indimostrabile in assenza di dati oggettivi, tale non essendo, per le ragioni indicate dalla Corte di appello, la preesistenza di un fascicolo contro ignoti.
Quanto al mancato avviso dell'apertura dei campioni e delle analisi, il ricorrente contesta quanto affermato dai giudici dell'appello, osservando che il verbale di prelievo, richiamato da quello di apertura dei campioni, non conterrebbe alcun riferimento a tale avviso (entrambi gli atti sono allegati in copia al ricorso).
Occorre a tale proposito osservare che il verbale di apertura del campione, il quale consiste in un modulo prestampato da compilare, alla voce "la data e l'ora di apertura del campione sono state comunicate mediante:" reca barrata la casella corrispondente alla voce "verbale di prelievo".
L’art. 101 d.lgs. 152/06 prevede l'assimilazione alle acque reflue domestiche, tra l'altro, delle acque provenienti da imprese dedite ad allevamento di bestiame.
6.Ciò posto, afferma il ricorrente che anche i reflui provenienti dall'attività casearia da lui svolta, in quanto correlata con quella di allevamento, andrebbero assimilati alle acque reflue domestiche ai sensi dell'art. 101, comma 7, lett. b) d.lgs. 152/06 ed a tale scopo confronta il tenore letterale della disposizione con quello della lettera a) precedente, dove l'utilizzazione dell'avverbio "esclusivamente" sarebbe indicativo della volontà del legislatore di una più puntuale delimitazione dell'ambito di operatività della disposizione, volontà che non avrebbe inteso invece esplicitare con riferimento agli allevamenti.
7.Anche il terzo motivo di ricorso è manifestamente infondato.