Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-15260-del-04-06-2019
Timestamp: 2020-08-04 17:55:15+00:00
Document Index: 144986558

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 375', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 11']

Sentenza Cassazione Civile n. 15260 del 04/06/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15260 del 04/06/2019
Cassazione civile sez. VI, 04/06/2019, (ud. 15/05/2019, dep. 04/06/2019), n.15260
sul ricorso 17703-2018 proposto da:
C.C., rappresentata e difesa dall’avvocato GIUSEPPE MARIA
FRUNZI;
15/05/2019 dal Consigliere Dott. SCARPA ANTONIO.
C.C. propone ricorso articolato in unico motivo per la cassazione del decreto reso dalla Corte d’Appello di Roma il 15 dicembre 2017. Questo decreto ha rigettato la domanda di condanna del Ministero della Giustizia all’equa riparazione in favore della ricorrente, per la irragionevole durata di un giudizio civile svoltosi davanti al Tribunale di Napoli ed alla Corte d’Appello di Napoli dal 1999 al 2012, considerando come C.C., che era stata convenuta dalla CA.RI.P.LO. s.p.a., si fosse costituita davanti al Tribunale soltanto con comparsa dell’11 gennaio 2008.
L’unico motivo di ricorso denuncia la violazione della L. n. 89 del 2001, art. 1, commi 1, 2 e 3, e art. 3, comma 5, versione ratione temporis, tenuto conto che la domanda di equa riparazione venne proposta il 10 agosto 2012. Il decreto della Corte d’Appello di Roma viene censurato per aver ritenuto indennizzabile l’irragionevole durata del giudizio solo dal momento in cui la parte si era costituita in giudizio, non potendosi comunque applicare alla fattispecie per cui è causa della L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 2 sexies, lett. b.
Il Collegio ritiene, peraltro, che non ricorra l’ipotesi di manifesta fondatezza del ricorso, come prevista dall’art. 375 c.p.c., comma 1, n. 5, con riferimento alla questione dell’applicabilità della L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 2-sexies, lett. b, nel testo introdotto dalla L. n. 208 del 2015 (e non dal D.L. n. 83 del 2012, come sostiene la ricorrente), il quale dispone che si presume insussistente il pregiudizio da irragionevole durata del processo, salvo prova contraria, nel caso di: “(…) contumacia della parte”. Al riguardo, la L. 28 dicembre 2015, n. 208, art. 1, comma 777, non contempla, per le modifiche introdotte dalla sua lett. d), ovvero appunto per l’art. 2-sexies, alcun regime transitorio, come invece stabilito dalla lett. m), intervenendo sulla L. n. 89 del 2001, art. 6. Contenendo, peraltro, la L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 2-sexies, lett. b), introdotto dalla L. n. 208 del 2015, una presunzione iuris tantum di insussistenza del pregiudizio da irragionevole durata del processo, deve valutarsi se esso ponga una nuova disciplina della formazione e della valutazione della prova nel processo, che, in forza dell’art. 11 preleggi, non può comunque trovare applicazione per i processi già pendenti, nè operare con riguardo ad atti formati sotto il vigore della precedente normativa.