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Timestamp: 2016-12-11 02:39:57+00:00
Document Index: 146411707

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art.4', 'art.4', 'art.39', 'art.14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.4', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.22', 'art.4', 'art. 8', 'art.29', 'art. 18', 'art. 44', 'art. 7']

⭐RELAZIONE ESPLICATIVA DELLA CONVENZIONE DEL CONSIGLIO D EUROPA SULLA LOTTA CONTRO LA TRATTA DI ESSERI UMANI
RELAZIONE ESPLICATIVA DELLA CONVENZIONE DEL CONSIGLIO D EUROPA SULLA LOTTA CONTRO LA TRATTA DI ESSERI UMANI
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1 1 RELAZIONE ESPLICATIVA DELLA CONVENZIONE DEL CONSIGLIO D EUROPA SULLA LOTTA CONTRO LA TRATTA DI ESSERI UMANI 272 STCE n 197 Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V.2005 I Introduzione a. La tratta di esseri umani: il fenomeno ed il suo contesto 2 La tratta di esseri umani costituisce un problema prioritario oggi in Europa. Annualmente, migliaia di persone, in gran parte donne e minori, cadono vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale o altro, sia nei propri Paesi che all estero. Tutti gli indicatori vanno nel senso di un incremento nel numero delle vittime. La lotta contro la tratta di esseri umani attira l attenzione del mondo intero, perché essa minaccia i diritti umani ed i valori fondamentali delle società democratiche. 3 La lotta contro questa persistente aggressione alle persone, è solo uno dei fronti su cui il Consiglio d Europa sta combattendo in favore dei diritti della persona e della dignità umana. 4 La tratta di esseri umani, che intrappola le sue vittime, costituisce la forma moderna del vecchio commercio mondiale degli schiavi. Essa gestisce gli esseri umani come una merce da comprare e vendere e da obbligare a lavorare, di solito nell industria del sesso, ma anche ad esempio, in agricoltura, nelle aziende, clandestine o meno, che sfruttano la manodopera, per una paga misera o per nulla. La maggioranza delle vittime della tratta sono donne, ma anche gli uomini possono essere vittime. Inoltre, molte delle vittime sono giovani, talvolta minori. Tutte cercano disperatamente dei mezzi di sussistenza, solo per veder poi la propria vita rovinata dallo sfruttamento e dall avidità di guadagno. 5 Per essere efficace, una strategia per combattere la tratta di esseri umani, deve adottare un approccio multidisciplinare che comprenda la prevenzione, la protezione dei diritti umani delle vittime e l azione giudiziaria contro i trafficanti, ed allo stesso tempo procuri che le leggi pertinenti degli Stati siano armonizzate e che vengano applicate uniformemente ed efficacemente. 6 Fenomeno mondiale, la tratta di esseri umani può essere praticata all interno di un Paese o al di là delle sue frontiere. Spesso legata al crimine organizzato, per il quale rappresenta una delle attività più lucrative, la tratta deve essere combattuta in Europa tanto vigorosamente quanto la droga ed il riciclaggio dei capitali. Infatti, secondo alcune stime, la tratta di esseri umani è al terzo posto nel mondo come attività lucrativa illecita dopo il traffico di armi e di droga. 7 In questo contesto, il Protocollo addizionale delle Nazioni Unite contro la criminalità transnazionale organizzata finalizzato a prevenire, reprimere e punire la tratta di esseri umani, in particolare di donne e minori ( da qui in poi Protocollo di Palermo ) ha posto le fondamenta della lotta internazionale contro la tratta. La Convenzione del Consiglio d Europa, mentre considera il Protocollo di Palermo come un punto di partenza e tiene conto degli altri strumenti giuridici internazionali - universali o regionali pertinenti nella lotta alla tratta di esseri umani, intende rafforzare la protezione garantita da quegli strumenti e sviluppare le disposizioni ivi contenute. 8 Il Protocollo di Palermo contiene la prima definizione comune (ripresa dalla Convenzione del Consiglio d Europa) giuridicamente vincolante a livello internazionale dell espressione tratta di persone ( vedi, sotto, i commenti all articolo 4 della Convenzione). E importante sottolineare a questo punto che la tratta di esseri umani deve essere distinta dal traffico illecito di migranti. Il traffico illecito di migranti è oggetto di un distinto Protocollo alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità transnazionale organizzata (Protocollo contro il traffico illecito di migranti per terra, aria e mare, addizionale alla Convenzione della Nazioni Unite contro la criminalità 283 Relazione esplicativa Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V.2005 transnazionale organizzata). Mentre lo scopo del traffico illecito dei migranti è il trasporto illegale oltre i confini per ottenerne, direttamente o indirettamente, un vantaggio finanziario o un altro vantaggio materiale, il fine della tratta di esseri umani è lo sfruttamento. Inoltre, la tratta di esseri umani non comporta necessariamente un elemento transnazionale e può esistere a livello puramente nazionale. 9 Esistono altri strumenti internazionali suscettibili di contribuire alla lotta contro la tratta di esseri umani e alla protezione delle vittime. Tra gli strumenti delle Nazioni Unite possiamo menzionare le seguenti Convenzioni: - la Convenzione sul lavoro forzato del 28 giugno 1930 (n 29); - la Convenzione per la repressione della tratta di esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione altrui del 2 dicembre 1949; - la Convenzione relativa allo status dei rifugiati del 28 luglio 1951 ed il suo Protocollo relativo allo status dei rifugiati; - la Convenzione sull eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne del dicembre 1979; - la Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989; - la Convenzione dell Organizzazione internazionale del lavoro relativa alla proibizione delle forme peggiori di lavoro minorile del 17 giugno 1999; - il Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti del fanciullo concernente la vendita dei fanciulli, la prostituzione infantile e la pedopornografia del 25 maggio L esperienza ha mostrato che mettere in opera strumenti giuridici a livello regionale, rinforza in modo efficace l azione a livello mondiale. Nel contesto europeo, la Decisione-quadro del Consiglio dell Unione europea del 19 luglio 2002 relativa alla lotta contro la tratta di esseri umani e la Direttiva 2004/81/CE del Consiglio dell Unione europea relativa al titolo di soggiorno da rilasciare ai cittadini di paesi terzi vittime della tratta di esseri umani o coinvolti in azioni di favoreggiamento all immigrazione clandestina e che cooperano con le autorità competenti, regolano alcune delle questioni che riguardano la tratta di esseri umani. Anche la Decisione quadro del Consiglio dell Unione europea del 15 marzo 2001 sullo status delle vittime nei procedimenti penali, è importante nel campo della tratta di esseri umani. b. Azione del Consiglio d Europa 10. Posto che uno degli obiettivi primari del Consiglio d Europa è la salvaguardia e la protezione dei diritti e della dignità della persona umana e che la tratta di esseri umani attenta direttamente i valori sui quali il Consiglio d Europa si basa, è logico che trovare soluzioni a questo problema costituisce una priorità per l Organizzazione. Ciò appare tanto più pertinente se si considera che il Consiglio d Europa ha, tra i suoi 46 Stati membri, Paesi di origine, di transito e di destinazione delle vittime della tratta. 11. Dalla fine degli anni 80, il Consiglio d Europa è stato perciò un punto focale nelle attività di lotta alla tratta di esseri umani 1. In effetti la tratta riguarda un certo numero di argomenti che sono stati trattati nel quadro del Consiglio d Europa, come, ad esempio, lo sfruttamento sessuale di donne e minori, la protezione delle donne contro la violenza, il crimine organizzato e l emigrazione. Il Consiglio d Europa ha assunto varie iniziative in questo scampo e in altri campi ad esso collegati: elaborazione di norme giuridiche e di strategie, attività di ricerca, cooperazione giuridica e tecnica, monitoraggio. 1 Seminario organizzato dal Comitato direttivo per l eguaglianza tra le donne e gli uomini (CDEG) sulla lotta contro la tratta delle donne, considerata come violazione dei diritti umani e della dignità umana (Strasburgo 1991). 294 STCE n 197 Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V.2005 Il Comitato dei Ministri del Consiglio d Europa 12. Nel 1991, il Comitato dei Ministri del Consiglio d Europa, ha adottato la Raccomandazione N R(91) 11 sullo sfruttamento sessuale, la pornografia, la prostituzione e sulla tratta di minori e di giovani adulti. Era il primo testo internazionale che trattava in modo globale queste questioni. Nel 1999, è stato costituito un Comitato di esperti sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento sessuale (PC-SE), in particolare per rivedere la Raccomandazione N R ( 91) Attraverso il lavoro del Gruppo di esperti sulla tratta delle donne ( ), sotto l autorità del Comitato direttore per l eguaglianza tra le donne e gli uomini (CDEG), il Consiglio ha identificato i campi d azione più urgenti in materia, sulla cui base un consulente aveva tracciato un piano generale di azione contro la tratta delle donne 2. Il piano suggeriva delle piste di riflessione e di ricerca allo scopo di formulare delle raccomandazioni agli Stati membri su aspetti legislativi, giudiziari e repressivi della tratta; sull aiuto, il sostegno e la riabilitazione delle vittime ed infine sui programmi di prevenzione e di formazione in materia. 14. Il problema della tratta ha suscitato la preoccupazione di tutti i Capi di Stato e di Governo del Consiglio d Europa, riuniti nel mese di ottobre del 1997 al Vertice di Strasburgo: la dichiarazione finale, adottata in quella occasione, considera esplicitamente tutte le forme di sfruttamento della donna come una minaccia per la sicurezza dei cittadini e la democrazia in Europa. 15. Numerose attività sono state organizzate a partire da quel Vertice. Il primo tipo di attività riguardava sia la sensibilizzazione che l azione. Il Consiglio d Europa ha organizzato vari seminari per sensibilizzare i Governi e la società civile a questa nuova forma di schiavitù 3.L obiettivo era quello di allertare i diversi attori ( polizia, giudici, operatori sociali, personale delle ambasciate, insegnanti ecc) del loro ruolo nei confronti delle vittime della tratta e sui pericoli che minacciano certe persone. 16. Inoltre, gli Stati membri sono stati incoraggiati ad elaborare piani d azione nazionali contro la tratta. A tale scopo, il Consiglio ha preparato nel 1996 il sopra menzionato piano d azione modello contro la tratta e da allora ha incoraggiato la elaborazione di piani d azione nazionali e regionali, in particolare nell Europa del sud est 4 e nel Caucaso del sud Studi e ricerche sono stati condotti anche per comprendere il problema della tratta nei suoi diversi aspetti. In particolare, il Comitato direttore per l eguaglianza tra donne ed uomini (CDEG) ha preparato uno studio sull impatto dell uso delle nuove tecnologie informatiche sulla tratta di esseri umani Inoltre, numerosi seminari bilaterali e riunioni di esperti hanno avuto luogo in numerosi Stati membri, al fine di fornire loro l assistenza tecnica necessaria per elaborare 2 3 Ad esempio, Seminario internazionale sulla lotta contro la tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale: il ruolo delle Organizzazioni non-governative (Strasburgo, giugno 1998); Seminario sulle buone e cattive pratiche con riferimento all immagine della donna nei media: il caso della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale (Strasburgo, settembre 1998). 4 Nel quadro del Patto di stabilità per l Europa del sud est, il Consiglio d Europa ha organizzato un seminario internazionale su Azioni coordinate contro la tratta di esseri umani nell Europa del sud est: verso una strategia regionale. Su invito delle autorità greche, il seminario ha avuto luogo ad Atene dal 29 giugno al 1 luglio E stato organizzato in collaborazione con l Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, OSCE/ODIHR e l Organizzazione Internazionale per la Migrazione e con il sostegno del Giappone. 5 Un seminario dal tema Un piano d azione regionale contro la tratta di esseri umani nel sud del Caucaso si è tenuto a Tbilisi il 6 ed il 7 di Novembre EG-S-NT (2002) 9 Fin. 305 Relazione esplicativa Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V.2005 o rivedere la legislazione in questo campo e per aiutarli a prendere le misure necessarie a combattere questo flagello. 19. Un iniziativa recente è stata il Progetto LARA, inteso a supportare la riforma della legislazione penale nell Europa del sud-est al fine di prevenire e combattere la tratta di esseri umani. Il progetto è stato avviato nel luglio 2002 e completato nel novembre Questo progetto, che è stato realizzato nel quadro del Gruppo d azione sulla tratta di esseri umani del Patto di stabilità, ha consentito ai Paesi coinvolti di adattare e rivedere la loro legislazione nazionale nel campo della tratta di esseri umani. Come risultato di questo Progetto, quasi tutti i Paesi hanno adottato piani d azione nazionali globali di lotta contro la tratta di esseri umani, piani che comprendono la prevenzione, l azione giudiziaria contro i trafficanti e la protezione delle vittime. 20. Le attività di sensibilizzazione hanno consentito di stabilire un quadro giuridico per lottare contro la tratta di esseri umani. Il Consiglio d Europa ha adottato due specifici testi giuridici relativi alla tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, di cui la maggioranza delle vittime è costituita da donne e minori. Si tratta delle: - Raccomandazione N R(2000) 11 del Comitato dei Ministri agli Stati membri sulla lotta contro la tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale; - Raccomandazione N Rac (2001) 16 del Comitato dei Ministri agli Stati membri sulla protezione dei minori dallo sfruttamento sessuale. 21. Questi testi propongono, per combattere la tratta, una strategia pan-europea che comprende delle definizioni, delle misure generali, un quadro metodologico e d azione, dei mezzi di prevenzione, di assistenza e di protezione delle vittime, delle misure penali e una cooperazione giudiziaria e disposizioni per la cooperazione ed il coordinamento internazionale. 22. Infine, occorre sottolineare che durante la 5 Conferenza ministeriale europea sull eguaglianza tra le donne e gli uomini ( Skopje, gennaio 2003) dedicata al tema: La democratizzazione, la prevenzione dei conflitti ed il consolidamento della pace: le prospettive ed il ruolo delle donne, i Ministri europei della parità tra le donne e gli uomini hanno convenuto che le attività intraprese dal Consiglio d Europa per proteggere e promuovere i diritti fondamentali delle donne devono in primo luogo dare priorità all obiettivo di combattere la violenza contro le donne e la tratta di esseri umani. 23. La tratta di esseri umani è una attività che può essere realizzata da gruppi del crimine organizzato che usano frequentemente la corruzione per eludere la legge ed il riciclaggio di denaro per nascondere i profitti delle loro attività ma può essere realizzata fuori da questo contesto. Di conseguenza, anche altri strumenti giuridici elaborati dal Consiglio d Europa si applicano a questa questione, in particolare quelli che hanno per scopo la protezione dei diritti della persona umana, dei diritti dei minori, dei diritti sociali, dei diritti delle vittime e dei dati a carattere personale, quelli che hanno lo scopo di combattere contro la corruzione, il riciclaggio di denaro ed il crimine cibernetico nonché i trattati sulla cooperazione internazionale in materia penale. Pertanto, le seguenti convenzioni del Consiglio d Europa possono giocare un ruolo nella lotta contro la tratta di esseri umani e la protezione delle vittime : - la Convenzione per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 [STE N 5]; - la Convenzione europea sull estradizione del 13 dicembre 1957 [STE N 24] e i suoi protocolli addizionali; - la Convenzione europea sulla mutua assistenza in materia penale del 20 aprile 1959 [STE N 30] ed i suoi protocolli addizionali; - la Carta sociale europea del 18 ottobre 1961 [STE N 35] e la Carta sociale europea rivista del 3 maggio 1996 [STE N 163]; 316 STCE n 197 Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V la Convenzione europea sull indennizzo delle vittime di reati di violenza del 24 novembre 1983 [STE N 116] ; - la Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi del reato dell 8 novembre 1990 [STE N 141]; - la Convenzione europea sull esercizio dei diritti dell infanzia del 25 gennaio 1996 [STE N 160]; - la Convenzione penale sulla corruzione del 27 gennaio 1999 [STE N 173] e la Convenzione civile sulla corruzione del 4 novembre 1999 [STE N 174]; - la Convenzione sul cibercriminalità del 23 novembre 2001 [STE N 185]. Ad esempio, Seminario internazionale sulla lotta contro la tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale: il ruolo delle Organizzazioni non-governative (Strasburgo, giugno 1998); Seminario sulle buone e cattive pratiche con riferimento all immagine della donna nei media: il caso della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale (Strasburgo, settembre 1998). L Assemblea parlamentare del Consiglio d Europa 24. Nella sua Raccomandazione 1545 (2002) per una campagna contro la tratta delle donne, l Assemblea parlamentare del Consiglio d Europa aveva raccomandato al Comitato dei Ministri, tra le altre cose, di elaborare una Convenzione europea sulla tratta delle donne, aperta agli Stati non-membri e basata sulla definizione di tratta delle donne che figura nella Raccomandazione N R (2000)11 del Comitato dei Ministri sulla lotta contro la tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale. 25. L Assemblea parlamentare è tornata sul tema nel 2003, con la Raccomandazione 1610 (2003) sull emigrazione connessa alla tratta delle donne e alla prostituzione. In questa Raccomandazione l Assemblea raccomanda al Comitato dei Ministri: i. di avviare al più presto possibile la redazione della Convenzione del Consiglio d Europa sulla tratta di esseri umani, che porterà un valore aggiunto agli altri strumenti internazionali grazie al suo approccio dedicato ai diritti umani e alla protezione delle vittime e all inclusione della prospettiva di genere; ii. di vigilare affinché la Convenzione del Consiglio d Europa sulla tratta di esseri umani includesse delle disposizioni che mirassero a: a. introdurre il reato di tratta nel diritto penale degli Stati membri del Consiglio d Europa; b. armonizzare le pene applicabili alla tratta; c. assicurare l effettivo stabilimento della giurisdizione nei confronti dei trafficanti o presunti tali, in modo particolare facilitando l estradizione e l applicazione del principio aut dedere aut judicare in tutti i casi che riguardano la tratta. 26 Nella Raccomandazione 1611(2003) sul traffico d organi in Europa, l Assemblea parlamentare ha suggerito di concepire, in cooperazione con gli organismi competenti, una strategia europea per combattere il traffico di organi e di progettare, nel quadro della redazione della futura Convenzione del Consiglio d Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani, di includere un protocollo addizionale relativo al traffico di organi e di tessuti di origine umana. 27 La Raccomandazione dell Assemblea parlamentare 1663 (2004) sulla schiavitù domestica: servitù, persone alla pari e mogli acquistate per corrispondenza, raccomanda di combattere la schiavitù domestica in tutte le sue forme. Inoltre, l Assemblea Parlamentare ha ritenuto che il Consiglio d Europa dovesse avere tolleranza zero nei confronti della schiavitù e che, in quanto organizzazione 327 Relazione esplicativa Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V.2005 internazionale a difesa dei diritti dell uomo, avesse il dovere di lottare contro tutte le forme di schiavitù e di tratta di esseri umani. L Assemblea ha sottolineato che il Consiglio d Europa ed i suoi Stati membri, dovevano promuovere e proteggere i diritti umani delle vittime e vegliare perché gli autori di tali crimini fossero assicurati alla giustizia, affinché la schiavitù potesse essere finalmente eliminata dall Europa. L Assemblea parlamentare ha anche espresso il suo sostegno alla redazione della Convenzione del Consiglio d Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani. c. La Convenzione del Consiglio d Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani 28. Contemporaneamente a queste varie attività ed azioni, e anche per dare seguito alla Raccomandazione del Comitato dei Ministri N R (2000) 11, il Comitato direttivo per l eguaglianza tra le donne e gli uomini (CDEG) ha preso l iniziativa di dare un nuovo impulso alle attività del Consiglio d Europa in questo settore e ha redatto uno studio di fattibilità sulla possibilità di elaborare una Convenzione sulla lotta contro la tratta di esseri umani. 29. Il Consiglio d Europa ha stimato che fosse necessario redigere strumento giuridico vincolante che andasse oltre le raccomandazioni o le azioni specifiche. La percezione, da parte dell opinione pubblica europea, del fenomeno della tratta di esseri umani e delle misure che devono essere adottate per combatterla in modo efficace, si sono evolute, rendendo così necessaria l elaborazione di uno strumento giuridicamente vincolante, dedicato alla protezione dei diritti delle vittime e al rispetto dei diritti umani e che cercasse di conciliare gli aspetti relativi ai diritti umani con quelli relativi ai procedimenti penali. 30. Anche se esistono già altri strumenti internazionali in questo campo, una Convenzione del Consiglio d Europa trae vantaggio dal quadro regionale più limitato, contiene disposizioni più precise e può andare oltre i livelli minimi concordati in altri strumenti internazionali. L evoluzione del diritto internazionale dimostra che gli strumenti regionali sono molto spesso necessari per rafforzare le azioni mondiali. Così, gli strumenti europei adottati nel settore della protezione dei minori 7, del riciclaggio dei capitali e del traffico di droga 8 hanno dimostrato di avere un impatto molto positivo sull attuazione delle iniziative assunte a livello mondiale. L elaborazione di una Convenzione del Consiglio d Europa non mira dunque a competere con gli altri strumenti adottati a livello mondiale o regionale, ma a migliorare la protezione da essi accordata e a sviluppare le disposizioni che essi contengono, in particolare in relazione alla protezione dei diritti umani delle vittime della tratta. 31. In occasione della riunione tripartita (Genova,14 febbraio 2003), i rappresentanti di alto livello del Consiglio d Europa, dell Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e dell Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), si sono dichiarati favorevoli alla redazione, da parte del Consiglio d Europa, di una Convenzione sulla tratta degli esseri umani che avesse lo scopo di miglio assicurare la protezione delle vittime e di sviluppare la cooperazione internazionale a livello paneuropeo contro questo grave reato, ed anche hanno appoggiato l idea di promuovere una legislazione a livello nazionale per combattere la tratta. 7 Convenzione europea sull esercizio dei diritti dei minori del 25 Gennaio 1996 [STE N 160] (in relazione alla Convenzione delle Nazioni Unite del 1989 sui diritti del fanciullo). 8 Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi del reato del 1990 [STE N 141] (in relazione alla Convenzione delle Nazioni Unite contro il traffico illecito di droghe narcotiche e sostanze psicotrope del 1988); Accordo del Consiglio d Europa del 1995 sul traffico illecito per mare, che attua l articolo 17 della Convenzione delle Nazioni Unite contro il traffico illecito delle droghe e delle sostanze psicotrope del 1995 [STE N 156]. 338 STCE n 197 Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V L esigenza del Consiglio d Europa di rafforzare la sua azione è stata sottolineata dai Ministri degli Affari esteri nella 112esima (14-15 maggio 2003), 113esima (5-6 novembre 2003) e 114esima (12-13 maggio 2004) sessione del Comitato dei Ministri. Perciò, il Consiglio d Europa ha avviato l elaborazione di una Convenzione sulla lotta contro la tratta di esseri umani. Questa Convenzione, incentrata sulla protezione dei diritti delle vittime ed al rispetto dei diritti umani, si sarebbe proposta di conciliare gli aspetti relativi ai diritti umani e quelli relativi ai procedimenti giudiziari penali. 33. La proposta di preparare una Convenzione del Consiglio d Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani è stata approvata dal Comitato dei Ministri, nella 838esima riunione dei Delegati dei Ministri del 30 aprile del 2003, nel corso della quale è stato adottato il mandato specifico che istituiva un Comitato ad hoc sulla lotta contro la tratta di esseri umani (CAHTEH). Questo Comitato multidisciplinare è stato incaricato di preparare una convenzione che ponesse l accento, in modo equilibrato, sugli aspetti relativi aidiritti della persona umana delle vittime della tratta e a quelli relativi all azione penale contro i trafficanti. 34. Nel settembre 2003, il Consiglio d Europa ha iniziato il negoziato della Convenzione sulla lotta contro la tratta di esseri umani. Il CAHTEH ha tenuto 8 riunioni a settembre ed a dicembre 2003; a febbraio, maggio, giugno/luglio, settembre/ottobre e dicembre 2004 e febbraio 2005 per definire il testo del progetto di Convenzione. 35. Il testo del progetto di Convenzione è stato approvato dal CAHTEH durante la sua riunione del dicembre 2004 ed è stato trasmesso al Comitato dei Ministri perché lo trasmettesse, per parere, all Assemblea parlamentare. Nel gennaio 2005 l Assemblea parlamentare, ha emesso il suo parere sul progetto di convenzione (Parere n 253 (2005) del 26 gennaio 2005) ed il CAHTEH ha preso in esame detto parere nella sua ottava ed ultima riunione del febbraio Il valore aggiunto apportato dalla Convenzione del Consiglio d Europa è costituito prioritariamente dall affermazione che la tratta di esseri umani costituisce una violazione dei diritti umani ed una lesione della dignità e l integrità dell essere umano e che dunque una maggiore protezione è necessaria per tutte le vittime. In secondo luogo, la Convenzione, per il suo campo d applicazione, si riferisce a tutte le forme di tratta (nazionale, transnazionale, legata o meno al crimine organizzato, a fini di sfruttamento), con particolare riferimento alle misure di protezione delle vittime ed alla cooperazione internazionale. In terzo luogo, la Convenzione stabilisce un meccanismo di controllo per assicurare una efficace attuazione delle disposizioni da parte delle Parti. Infine, la Convenzione integra nelle sue disposizioni la parità tra le donne e gli uomini. 37. La Convenzione comprende una Premessa e 10 capitoli. Il Capitolo I è relativo all oggetto, al campo di applicazione, al principio di non-discriminazione e alle definizioni; il Capitolo II è relativo alla prevenzione, alla cooperazione e ad altre misure; il Capitolo III è relativo alle misure per proteggere e promuovere i diritti delle vittime e garantendo l eguaglianza tra le donne e gli uomini; il Capitolo IV, è relativo al diritto penale sostanziale; il Capitolo V è relativo alle indagini, ai procedimenti giudiziari ed al diritto procedurale; il Capitolo VI è relativo alla cooperazione internazionale e alla cooperazione con la società civile; il Capitolo VII stabilisce il meccanismo di monitoraggio; infine i Capitoli VIII, IX e X riguardano le relazioni tra la Convenzione e gli altri strumenti internazionali, gli emendamenti alla Convenzione e le clausole finali. 349 Relazione esplicativa Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V.2005 II. Commento alle disposizioni della Convenzione Titolo 38. Il titolo è conforme alla nuova denominazione ufficiale dei trattati del Consiglio d Europa. A seguito della decisione del Segretario generale, il titolo ufficiale di qualsiasi nuovo trattato sarà d ora in avanti Convenzione (o accordo) del Consiglio d Europa su... Pertanto questa nuova terminologia è stato adottata per la Convenzione. 39. Inoltre, il termine lotta, ripreso nel titolo della Convenzione, comporta la previsione di misure legislative ma anche di altre iniziative da assumere per combattere la tratta di esseri umani. Per lotta contro la tratta di esseri umani si devono intendere non solo le misure di diritto penale destinate a combattere la tratta, ma anche le misure di prevenzione e di assistenza alle vittime. Premessa 40. La premessa riafferma l impegno dei firmatari nei confronti dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Inoltre, sottolinea che l adesione alla Convenzione è aperta ad altri firmatari oltre che agli Stati membri del Consiglio d Europa. 41. La Convenzione si basa sul riconoscimento, già affermato nel paragrafo 5 della Premessa alla Raccomandazione N R(2000)11 del Comitato dei Ministri agli Stati membri sulla lotta contro la tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale, che la tratta di esseri umani costituisce una violazione dei diritti umani ed un offesa alla dignità e all integrità dell essere umano. Il riconoscimento della tratta come violazione dei umani può avere conseguenze per quei sistemi giuridici che dispongono di misure di protezione speciali nel caso di violazione dei diritti fondamentali. 42. Il riconoscimento della tratta di esseri umani come violazione dei diritti umani appare direttamente o indirettamente in un grande numero di dichiarazioni e di strumenti giuridici internazionali. La Raccomandazione Rac (2002)5 del Comitato dei Ministri agli Stati membri sulla protezione delle donne contro la violenza, definisce la violenza contro le donne come fenomeno che include la tratta e afferma che la violenza contro le donne viola i loro diritti umani e le loro libertà fondamentali ed impedisce loro, parzialmente o totalmente, di esercitarli. La Convenzione inter- americana sulla prevenzione, la punizione e l eliminazione della violenza contro le donne, afferma, nella Premessa, che la violenza contro le donne costituisce una violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. La definizione di violenza contro le donne dell articolo 2 di questa Convenzione, comprende la tratta di esseri umani tra le forme di violenza contro le donne. L Unione europea, nella sua Decisione-quadro del Consiglio dell Unione europea relativa alla lotta contro la tratta di esseri umani del 19 luglio 2002, afferma che la tratta di esseri umani costituisce una violazione grave dei diritti fondamentali della persona e della dignità umana.. (paragrafo 3). Anche gli organi di sorveglianza dei trattati delle Nazioni Unite, in particolare il Comitato per i diritti dell uomo ed il Comitato per l eliminazione della discriminazione contro le donne, hanno identificato la tratta di esseri umani come una violazione dei diritti della persona umana 9. 9 Vedi, tra l altro, i Documenti delle Nazioni Unite: CCPR/CO/79/LVA, del 6/11/2003 e A/53/38rev.1. Vedi anche, la Decisione N 557 del Consiglio permanente dell OSCE: Piano d azione dell OSCE per combattere la tratta di esseri umani, del 24 Luglio 2003 e la Dichiarazione di Budapest sulla salute pubblica e la tratta di esseri umani del marzo Vedi anche, il secondo paragrafo della Premessa alla Convenzione sulla prevenzione del traffico di donne e di minori a scopo di prostituzione dell Associazione dell Asia del Sud per la cooperazione regionale (SAARC). 3510 STCE n 197 Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V Inoltre, lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale, all articolo 7, stabilisce che: Ai fini del presente Statuto, come crimine contro l umanità s intende uno qualsiasi dei seguenti atti quando è commesso nel quadro di un attacco generalizzato o sistematico diretto contro qualsiasi popolazione civile, con la consapevolezza dell attacco: [ ] (c ) Riduzione in schiavitù; [ ] Per riduzione in schiavitù s intende il fatto di esercitare su una persona l uno qualunque o l insieme dei poteri legati al diritto di proprietà, anche nel quadro della tratta di esseri umani, in particolare di donne e di minori. 44. L applicazione orizzontale della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell uomo e delle libertà fondamentali, è argomento dibattuto da molti anni. Comunque, la giurisprudenza della Corte europea per i diritti dell uomo offre chiare indicazioni a favore dell applicabilità della Convenzione ai rapporti tra privati, nel senso che la Corte ha riconosciuto la responsabilità degli Stati contraenti, per quegli atti commessi da individui o gruppi di individui, quando questi Stati non hanno adottato adeguate misure di protezione. Il primo giudizio in questo senso è stato emesso con la sentenza X e Y contro l Olanda 10, nel quale la Corte giudicò che sussistesse un obbligo dello Stato di prevedere norme penali per assicurare una protezione efficace degli individui. La mancata adozione di tali misure, da quel momento, può comportare una violazione della Convenzione dei diritti dell uomo. Nella sentenza Young, James e Webster contro il Regno Unito 11, la Corte si è espressa nel modo seguente secondo l articolo 1 (art. 1), ogni Stato contraente riconosce a tutti coloro che ricadano nella propria giurisdizione, i diritti e le libertà definiti nella Convenzione ; pertanto, quando la violazione di uno essi derivi da una mancata osservanza di questo obbligo da parte del legislatore nazionale, sullo Stato ne ricade la responsabilità. Ora, sebbene la causa immediata degli eventi che hanno dato luogo a questo caso sia stato l accordo del 1975 tra le Ferrovie Britanniche ed i sindacati dei ferrovieri, fu la legge nazionale in vigore a quel tempo che rese legittimo il trattamento di cui si lamentavano gli interessati. La responsabilità dello Stato convenuto, per tutte le violazioni della Convenzione che ne sono derivate, poggia quindi su questa base; [ ] Da allora 12, è stata riconosciuta la responsabilità degli Stati contraenti per quegli atti commessi da individui o da gruppi di individui, in violazione della Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo. 45. La tratta di esseri umani è diventata uno dei maggiori flagelli in Europa. Questo fenomeno che riguarda uomini, donne e minori, ha raggiunto un livello senza precedenti, così che possiamo parlare di una nuova forma di schiavitù. L art.4 della Convenzione dei diritti dell uomo proibisce la schiavitù ed il lavoro forzato e stabilisce che: Nessuno può essere tenuto in schiavitù o in stato di servitù; 2. Nessuno può esser costretto a compiere un lavoro forzato o obbligatorio [ ]. La definizione della tratta di esseri umani, ripresa nell art.4 della presente Convenzione, si riferisce in modo specifico alla schiavitù (vedi di seguito i commenti all articolo 4). 46. Il principale valore aggiunto della presente Convenzione in relazione agli altri strumenti internazionali è quello della sua attenzione ai diritti umani ed alla protezione delle vittime. Pertanto il paragrafo 5 della Premessa afferma che il rispetto dei diritti e la protezione delle vittime, così come la lotta contro la tratta di esseri umani, devono essere i principali obiettivi. 47. In relazione al principio di non discriminazione, è necessario ricordare che la Raccomandazione 1545 (2002) dell Assemblea parlamentare del Consiglio d Europa, campagna contro la tratta delle donne, chiedeva l inclusione di una clausola di non- 10 Corte europea DH, X e Y contro l Olanda del 26 marzo 1985, Serie A n 91, paragrafo Corte europea DH, Young James e Websters contro Regno Unito del 13 Agosto 1981, Serie A, n 44, paragrafo Vedi, tra le altre, le seguenti sentenze: Corte europea DH, Z e altri contro Regno Unito del 23 Settembre 1998, Raccolta delle sentenze e delle Decisioni 1998-VI, paragrafo 73; Corte europea DH, M.C. contro Bulgaria del 4 Dicembre 2003; richiesta n 39272/98. 3611 Relazione esplicativa Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V.2005 discriminazione basata su quella proposta dall Assemblea nel Parere n 216 (2000) sul progetto di Protocollo n 12 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell uomo. (vedi oltre i commenti all articolo 3). 48. La Premessa alla Convenzione fa riferimento anche alle Dichiarazioni dei Ministri degli Affari esteri degli Stati membri del Consiglio d Europa in occasione delle Sessioni 112sima, 113sima e 114sima del Comitato dei Ministri, come sopra indicato. 49. La Premessa contiene un elenco dei più importanti strumenti giuridici internazionali che riguardano la tratta di esseri umani nel quadro del Consiglio d Europa, dell Unione europea e delle Nazioni Unite. In particolare, occorre sottolineare che, come sopra detto, il Consiglio d Europa attraverso il Comitato dei Ministri e l Assemblea parlamentare ha elaborato un importante numero di strumenti destinati conoscere e combattere la tratta di esseri umani sotto i suoi diversi aspetti. Il posto importante che questa Convenzione attribuisce al Protocollo addizionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità transnazionale organizzata, per prevenire, reprimere e punire la tratta di esseri umani in particolare di donne e minori, si riflette nell adozione della definizione di tratta di esseri umani basata sul Protocollo. In quanto complemento e sviluppo di questo Protocollo delle Nazioni Unite, che si concentra sull aspetto della prevenzione del crimine, la Convenzione del Consiglio d Europa definisce chiaramente la tratta in primo luogo ed innanzitutto come una violazione dei diritti umani e mette l accento sugli aspetti relativi alla protezione delle vittime. Lo scopo della Convenzione è quello di rafforzare la protezione assicurata dal protocollo e sviluppare le norme da esso enunciate. 50. Come sopra menzionato, nel corso del negoziato di questa Convenzione, sono stati presi in considerazione anche altri strumenti giuridici internazionali pertinenti. 51. In conclusione, il valore aggiunto di questa nuova Convenzione del Consiglio d Europa, in rapporto agli altri strumenti giuridici internazionali esistenti è: il riconoscimento della tratta di esseri umani come violazione dei diritti della persona umana; l attenzione particolare rivolta all assistenza alle vittime e alla protezione dei loro diritti fondamentali; un campo d applicazione globale che copre: - tutte le forme di tratta: nazionale o transnazionale, legate o meno alla criminalità organizzata; - tutte le vittime della tratta: la Convenzione si applica a ogni persona vittima della tratta, che sia una donna, un minore o un uomo; la messa in opera di un quadro giuridico completo per la protezione delle vittime e dei testimoni attraverso l adozione di misure vincolanti; la messa in opera di un meccanismo di monitoraggio efficace ed indipendente. L esperienza ha mostrato che, nei campi in cui tali meccanismi indipendenti esistono (ad esempio la tortura e le minoranze nazionali), questi godono di grande credibilità presso gli Stati Parte e la natura cooperativa di tali meccanismi è pienamente compresa e riconosciuta; che una Convenzione del Consiglio d Europa trae beneficio da un contesto regionale più ristretto, contiene disposizioni più precise e va oltre le norme minime approvate in altri strumenti internazionali. 3712 STCE n 197 Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V.2005 Capitolo I - Oggetto, campo d applicazione, principio di non-discriminazione e definizioni Articolo 1 Oggetto della Convenzione 52. L articolo 1 della Convenzione definisce dell oggetto della Convenzione e indica, al primo comma, che essa ha l obiettivo di: a. prevenire e combattere la tratta di esseri umani, garantendo la parità tra le donne e gli uomini; b. proteggere i diritti umani delle vittime della tratta e delineare un quadro completo di protezione e di assistenza delle vittime e dei testimoni, che garantisca la parità tra le donne e gli uomini, ed assicurare indagini e procedimenti giudiziari efficaci contro questi reati; c. promuovere la cooperazione internazionale nel campo della lotta contro la tratta di esseri umani. 53. La lettera a) del primo comma, sottolinea la necessità di mettere in opera misure sia per prevenire che per combattere la tratta di esseri umani. Nel fare ciò, è importante tenere conto delle esigenze specifiche delle vittime della tratta, che siano donne, minori o uomini. In effetti la Convenzione, pur applicandosi egualmente alle donne, ai minori e agli uomini, riconosce che devono essere adottate misure specifiche intese a prevenire ed a combattere la tratta di esseri umani che garantiscano l uguaglianza tra le donne e gli uomini ed un approccio integrato fondato sui diritti dei minori. 54. Per parità tra le donne e gli uomini si intende una visibilità, una autonomia, una responsabilità e una partecipazione uguale delle donne e degli uomini in tutte le sfere delle vita pubblica e privata. Essa si oppone alla disuguaglianza - e non alla differenza tra i sessi. L uguaglianza tra le donne e gli uomini impone di accettare e di valorizzare in modo uguale la complementarietà delle donne e degli uomini e la diversità dei ruoli che essi ricoprono nella società. L eguaglianza tra donne e uomini comprende non solo la non-discriminazione basata sul sesso, ma anche misure positive per raggiungere la parità tra le donne e gli uomini. La parità deve essere promossa sostenendo politiche specifiche a favore delle donne, che sono più suscettibili di essere esposte a pratiche che possono essere qualificate come torture o trattamenti disumani o degradanti ( violenze fisiche, stupro, mutilazioni genitali e sessuali, tratta al fine di sfruttamento sessuale). Queste violazioni dei diritti umani delle donne sono ancora comuni e sono aumentate in modo allarmante in alcune regioni d Europa. Si osserva che la Raccomandazione Rac (2005)del Comitato dei Ministri agli Stati membri sulla protezione delle donne contro la violenza, considera la tratta di esseri umani come una forma di violenza contro le donne. La Dichiarazione del Comitato dei Ministri sulla parità delle donne e degli uomini del 16 novembre 1988, è stata una pietra miliare: essa afferma che il principio di parità tra le donne e gli uomini è parte integrante dei diritti umani e che la discriminazione basata sul sesso costituisce un ostacolo all esercizio delle libertà fondamentali. 55. In rapporto a ciò, occorre rilevare che la parità tra le donne e gli uomini non è riducibile al principio di non-discriminazione (previsto all articolo 3), e che la presa in considerazione di questo aspetto fanno parte del mandato del Comitato ad hoc contro la tratta di esseri umani (CAHTEH). Inoltre si ricorda che il principio d eguaglianza tra le donne e gli uomini fa parte integrante dei diritti umani e che la discriminazione basata sul sesso costituisce un ostacolo all esercizio delle libertà fondamentali. 3813 Relazione esplicativa Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V La lettera b) del comma 1 fa riferimento alla multidisciplinarietà necessaria per combattere la tratta di esseri umani in maniera efficace. La multidisciplinarietà non è solamente alla base di questa Convenzione, ma dove essere anche alla base di qualsiasi azione intrapresa a livello nazionale contro questo flagello. 57. In conformità all articolo 1, due dei principali obiettivi di questa Convenzione sono la protezione dei diritti delle vittime della tratta e l azione penale nei confronti dei responsabili. I redattori hanno ritenuto che questi due obiettivi sono connessi. 58. La lettera c) del primo comma, tratta della questione della cooperazione internazionale. In effetti, solo unendo le forze gli Stati potranno sconfiggere la tratta; isolati hanno scarse possibilità di successo. La cooperazione internazionale prevista dalla Convenzione non si limita al campo penale (campo in cui il Consiglio d Europa ha già adottato numerosi testi di riferimento vedi i commenti al Capitolo VI), ma copre anche la prevenzione della tratta, l assistenza e la protezione delle vittime e pone questi argomenti al centro delle preoccupazioni degli Stati, sia che siano Stati di origine, di accoglienza o di transito. 59. Al fine assicurare una efficace attuazione da parte delle Parti, il comma 2 dell articolo 1 prevede che la Convenzione crei uno specifico meccanismo di controllo, il Gruppo di esperti sulla lotta contro la tratta di esseri umani (di qui in avanti denominato GRETA ). Si tratta di un valore aggiunto essenziale della Convenzione. GRETA in effetti è uno strumento destinato ad assicura il rispetto delle disposizioni della Convenzione da parte delle Parti e a garantire la sua efficacia nel tempo (vedi i commenti al Capitolo VII) Articolo 2 Campo d applicazione 60. Questa disposizione fissa il campo d applicazione della Convenzione. In primo luogo, determina che la Convenzione si applica a tutte le forme di tratta di esseri umani. La Convenzione, così, si applica a chiunque sia la vittima della tratta, donna, uomo o minore. 61. In secondo luogo, i redattori hanno voluto che la Convenzione chiarisse che si applica alla tratta nazionale o transnazionale, legata o meno alla criminalità organizzata. Tutto ciò perché fosse chiaro che la Convenzione ha un campo d applicazione più ampio e mira anche a rafforzare come è indicato nell art.39 - il Protocollo di Palermo. L articolo 1 comma 2, del Protocollo di Palermo dispone in effetti che le disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità transnazionale organizzata si applicano mutatis mutandis al Protocollo salvo che il Protocollo stesso stabilisca altrimenti e l articolo 3 comma 1 della Convenzione delle Nazioni Unite precisa che essa si applica a certi reati quando hanno carattere transnazionale 13 e che vi è implicato un gruppo criminale organizzato 14. In virtù dell articolo 2 della Convenzione, i Capitoli dal II al VI si applicano dunque anche se la tratta è stata commessa solo a livello nazionale e non vi è implicato nessun gruppo criminale organizzato. 13 L articolo 3 comma 2 della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità transnazionale organizzata, stabilisce che un reato è di natura transnazionale se: a) è commesso in più di uno Stato; b) è commesso in uno Stato, ma una parte sostanziale della sua preparazione, pianificazione, realizzazione o controllo, è avvenuta in un altro Stato; c) è commesso in uno Stato, ma implica un gruppo criminale organizzato che svolge attività criminali in più di uno Stato; o d) è commesso in uno Stato, ma ha effetti sostanziali in un altro Stato. 14 L articolo 2 comma a) della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità transnazionale organizzata stabilisce che: l espressione gruppo criminale organizzato indica un gruppo strutturato di tre o più persone che esiste da un certo tempo e agisce di concerto con l obiettivo di perpetrare uno o più reati gravi o reati stabiliti in conformità alla presente Convenzione, allo scopo di trarne, direttamente o indirettamente, un beneficio finanziario o un altro vantaggio materiale. 3914 STCE n 197 Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V In fine, nel caso di tratta transnazionale, la Convenzione si applica sia alle vittime che sono entrate o che sono legalmente presenti sul territorio del Paese che le accoglie, che a quelle che sono entrate o sono presenti illegalmente. Così, in alcuni casi, le vittime della tratta sono portate illegalmente in un paese, ma in altri casi esse entrano nel paese in modo legale come turisti, future spose, artisti, personale domestico, ragazze alla pari o richiedenti asilo, in funzione della legislazione dei diversi Stati. La Convenzione si applica ad entrambi i tipi di situazione. Tuttavia, certe specifiche disposizioni (articoli 13 e 14) non si applicano che alle vittime che soggiornano illegalmente. Articolo 3 - Principio di non discriminazione 63. Questa disposizione vieta la discriminazione nell attuazione della Convenzione da parte dalle Parti ed in particolare nel godimento delle misure destinate a proteggere ed a promuovere i diritti delle vittime, che sono stabiliti nel Capitolo III. Il significato di discriminazione contenuto nell articolo 3 è identico a quello che è stato formulato nel contesto dell articolo 14 nella Convenzione sulla salvaguardia dei diritti dell uomo e delle libertà fondamentali (CEDH). 64. La nozione di discriminazione è stata interpretata in modo costante dalla Corte europea dei diritti dell uomo nella sua giurisprudenza relativa all art.14 della Convenzione dei diritti dell uomo. In particolare, questa giurisprudenza ha chiarito che non ogni distinzione o differenza di trattamento sia equivalente ad una discriminazione. Così la Corte ha giudicato, ad esempio, nella sentenza relativa alla questione Abdulaziz, Cabales e Balkandali contro Regno Unito, che una differenza di trattamento è discriminatoria se manca di giustificazione obiettiva e ragionevole, cioè se non persegue uno scopo legittimo o se non c è un ragionevole rapporto di proporzionalità tra i mezzi impiegati e lo scopo che si vuole raggiungere. ( sentenza del 28 Maggio 1985, serie A, N 94, paragrafo 72). 65. Nella misura in cui non tutte le distinzioni o le differenze di trattamento equivalgono a discriminazione ed in ragione del carattere generale del principio di non discriminazione, non è stato considerato necessario né opportuno includere una clausola restrittiva nella presente Convenzione. Nel diritto nazionale della maggioranza, se non della totalità, degli Stati membri del Consiglio d Europa, talune distinzioni basate sulla nazionalità sono ad esempio operate per certi diritti o prestazioni. Le situazioni nelle quali tali distinzioni sono perfettamente accettabili sono sufficientemente salvaguardate dal significato stesso della nozione di discriminazione, così come descritta nel paragrafo precedente, poiché le distinzioni per le quali esiste una giustificazione oggettiva e ragionevole non costituiscono discriminazione. Inoltre, è opportuno ricordare che, secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell uomo, un certo margine di discrezionalità è lasciato alle autorità nazionali per determinare se e in quale misura delle differenze tra situazioni per altri aspetti analoghe giustifichino distinzioni di trattamento giuridico. L ampiezza del margine di discrezionalità varierà secondo le circostanze, il campo ed il contesto (vedi, ad esempio, la sentenza del 28 novembre, 1984 nella questione Rasmussen contro Danimarca, Serie A, N 87, paragrafo 40). 66. La lista dei motivi di discriminazione indicati nell articolo 3 è identica a quella contenuta nell articolo 14 della Convenzione per i diritti dell uomo e alla lista contenuta nel Protocollo N 12 della Convenzione stessa. Questa soluzione è stata considerata preferibile ad altre, quale quella di includere espressamente alcuni motivi supplementari che riguardano la non-discriminazione (ad esempio, lo stato di salute, la disabilità fisica o mentale, l orientamento sessuale e l età). La ragione di ciò, non è stata la mancanza di consapevolezza del fatto che tali motivi potessero rivestire una particolare importanza in ragione della condizione delle vittime della tratta, ma piuttosto il fatto che tale inclusione è inutile dal punto di vista giuridico, perché la lista dei motivi di discriminazione non è 4015 Relazione esplicativa Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V.2005 esaustiva e l inclusione di qualsiasi altro motivo supplementare specifico potrebbe dar luogo a interpretazioni a contrario indesiderabili relative a discriminazioni basate su motivi non previsti. Si ricorda che Corte europea dei diritti dell uomo ha già applicato l articolo 14 in ordine a motivi di discriminazione non menzionati in questa disposizione ( vedi, ad esempio, per quel che riguarda il motivo dell orientamento sessuale, la sentenza del 21 dicembre 1999 nella questione Salguiero da Silva Mouta contro Portogallo). 67. L articolo 3 fa riferimento all attuazione della presente Convenzione da parte dalle Parti. Questa espressione intende definire la portata del divieto di discriminazione. In particolare, l articolo 3 vieta che una vittima venga discriminata nel godimento delle misure previste nel Capitolo III della Convenzione destinate a proteggere e promuovere i suoi diritti. 68. E da notare che la Convenzione prevede essenzialmente delle obbligazioni positive a carico delle Parti. Così, l articolo 12 richiede alle Parti di fornire certe prestazioni di assistenza alle vittime della tratta come, ad esempio, condizioni di vita in grado di assicurare la loro sussistenza, attraverso mezzi quali un alloggio conveniente e sicuro, un assistenza psicologica e materiale e l accesso alle cure mediche d urgenza. In modo simile, l articolo 14 prevede il rilascio di un permesso di soggiorno rinnovabile per le vittime della tratta di esseri umani. In virtù dell articolo 3, queste misure devono essere applicate senza discriminazioni, cioè senza distinzioni ingiustificate. 69. In questo modo, l articolo 3 della Convenzione potrebbe essere violato, anche in assenza della violazione di altre disposizioni della Convenzione, se le misure previste da queste disposizioni fossero messe in opera in modo diverso per certe categorie di persone ( ad esempio, in funzione del sesso, dell età o della nazionalità) senza che questa differenza di trattamento possa essere ragionevolmente giustificata. Articolo 4 - Definizioni Introduzione relativa alle definizioni dell articolo I redattori ritengono che in virtù della Convenzione, le Parti non saranno obbligate a riprodurre alla lettera, nel loro leggi nazionali, le disposizioni contenute nell articolo 4, a condizione che detta leggi coprano le disposizioni in modo compatibile con i principi della Convenzione e offrano un quadro equivalente per la sua attuazione. Definizione di tratta di esseri umani 71. La definizione dell articolo 4 della tratta di esseri umani non è la prima definizione giuridica internazionale del fenomeno. Ad esempio, la Raccomandazione Rac N R (2000) 11 del Comitato dei Ministri agli Stati membri sulla tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale dà una definizione di tratta. Detta definizione tuttavia ha un campo d applicazione limitato, contrariamente alla definizione prevista nella presente Convenzione, alla tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale. 72. Per combattere efficacemente contro il fenomeno della tratta e soccorrere le vittime è fondamentale il ricorso ad una definizione di tratta di esseri umani che sia oggetto di consenso a livello internazionale. Pertanto la definizione di tratta di esseri umani ripresa all articolo 4 (a) della Convenzione è identica a quella della tratta di persone contenuta nell articolo 3 (a) del Protocollo di Palermo. L articolo 4 da (b) a (d) della Convenzione è identico all articolo 3 da (b) a (d) del Protocollo di Palermo. L insieme dell articolo 3 del Protocollo, forma in effetti un tutto che era conveniente riprendere tal quale nella presente Convenzione. 4116 STCE n 197 Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V La definizione di tratta di esseri umani è essenziale nella misura in cui condiziona l applicazione delle disposizioni contenute nei capitoli dal II al VI. 74. Secondo la definizione, la tratta di esseri umani consiste in una combinazione di tre elementi di base, ciascuno dei quali deve trovarsi nella lista indicata nella definizione: l azione di: reclutamento, trasporto, trasferimento, alloggio o accoglienza di persone ; per mezzo : della minaccia dell uso o con l uso della forza o di altre forme di coercizione, con il rapimento, con la frode, con l inganno, con l abuso di autorità o della condizione di vulnerabilità o con l offerta o l accettazione di pagamenti o vantaggi per ottenere il consenso di una persona che ha autorità su un altra. Scopo: a fini di sfruttamento. Lo sfruttamento comprende, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione altrui o altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro o i servizi forzati, la schiavitù o pratiche simili alla schiavitù, la servitù o l espianto di organi. 75. La tratta di esseri umani è una combinazione degli elementi sopra indicati e non di alcuni di essi presi isolatamente. Ad esempio, l alloggiare persone (azione), con l uso della minaccia dell uso o con l uso della forza (mezzo) al fine di lavoro forzato (scopo), è una condotta che deve essere qualificata come tratta di esseri umani. O ancora: il reclutamento di persone (azione) con l inganno (mezzo) al fine di sfruttamento della prostituzione (scopo). 76. Perché si abbia tratta di esseri umani, in linea di principio occorre la riunione di elementi appartenenti alle tre categorie sopra indicate (azione, mezzi, scopo). Tuttavia, un eccezione è prevista per quanto riguarda i minori: in virtù dell articolo 4 (c), il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l alloggio o l accoglienza di un minore a fini di sfruttamento, deve essere considerato come tratta di esseri umani, anche se ciò non comporta nessuno dei mezzi elencati alla lettera (a) dell articolo 4. Ai sensi dell articolo 4(d), il termine minore, indica qualsiasi persona minore di 18 anni di età. 77. Così il fenomeno della tratta supera largamente la semplice circolazione di persone organizzata a scopo di lucro. Quel che distingue la tratta dall introduzione clandestina di emigranti sono gli elementi aggiuntivi critici che consistono nel ricorso ad uno dei mezzi indicati (forza, frode, abuso di una condizione di vulnerabilità e così via..) durante tutta l azione o in una certa fase della stessa, a fini di sfruttamento. 78. Le azioni che la Convenzione prende in considerazione sono: il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l alloggio o accoglienza di persone. La definizione intende comprendere l intera sequenza delle azioni che portano allo sfruttamento delle vittime. 79. I redattori hanno esaminato la questione dell uso delle nuove tecnologie dell informazione in materia di tratta di esseri umani. Essi hanno ritenuto che la definizione di tratta di esseri umani contenuta nella Convenzione si applica anche quando la tratta viene praticata con l uso delle nuove tecnologie dell informazione. Così, ad esempio, quando la definizione si riferisce al reclutamento di una persona, questo reclutamento è considerato tale con qualsiasi mezzo sia stato effettuato (orale, a mezzo stampa, via internet, ecc.). Non si è ritenuto dunque necessario includere una nuova disposizione su questa questione nella Convenzione che rendesse le disposizioni di cooperazione internazionale contenute nella Convenzione sulla cibercriminalità [STE N 185] applicabili alla tratta di esseri umani. 80. Per quanto riguarda il trasporto, si osserva che la Convenzione non richiede che ci sia un passaggio di frontiera perché questo sia da considerarsi elemento 4217 Relazione esplicativa Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V.2005 costitutivo della tratta di esseri umani. In modo simile, l articolo 2, che definisce il campo di applicazione della Convenzione, dispone che essa si applica sia alla tratta transnazionale che nazionale. La Convenzione non richiede neppure, nel caso di tratta transnazionale, che la vittima sia entrata illegalmente o sia illegalmente presente su un territorio. Può esservi quindi tratta di esseri umani anche quando un confine è stato attraversato legalmente e la presenza sul territorio è legale. 81. I mezzi sono: la minaccia della forza o con o l uso della forza o di altre forme di coercizione, con il rapimento, con la frode, con l inganno, con l abuso di autorità o della condizione di vulnerabilità o con l offerta o l accettazione di pagamenti o vantaggi per ottenere il consenso di una persona che ha autorità su un altra. 82. La frode e l inganno sono comportamenti frequentemente usati dai trafficanti, così come quando fanno credere alle vittime che otterranno un contratto di lavoro interessante, quando invece sono destinate ad essere sfruttate. 83. Con il termine abuso di una condizione di vulnerabilità, s intende l abuso di qualsiasi situazione in cui la persona coinvolta non ha altra scelta reale ed accettabile che quella di soggiacere all abuso. Può quindi trattarsi di qualsiasi tipo di vulnerabilità, che può essere fisica, psicologica, affettivo, familiare, sociale od economica. Questa situazione potrebbe, ad esempio, essere una situazione amministrativa precaria o illegale, una situazione di dipendenza economica o uno stato di salute fragile. In breve, si tratta dell insieme delle situazioni di estrema difficoltà che possono indurre un essere umano ad accettare di essere sfruttato. Gli individui che abusano di tale situazione commettono una flagrante violazione dei diritti della persona umana ed un oltraggio alla sua dignità ed alla sua integrità, alle quali non è possibile rinunciare in nessun caso. 84. I mezzi considerati sono dunque diversi: si può trattare del rapimento di donne a fini di sfruttamento sessuale, di adescamento di bambini per utilizzarli nella rete dei pedofili o della prostituzione, di violenze commesse dai prosseneti per tenere sotto il loro controllo le prostitute, dell abuso della vulnerabilità di un/a adolescente o di una persona adulta vittima di violenze sessuali o di altro genere o dell abuso della precarietà e della povertà di un adulto che speri di migliorare la propria situazione o quella della sua famiglia. Comunque, questi diversi casi riflettono differenze di grado piuttosto che di natura di un fenomeno che in ogni caso può essere definito come tratta e che si basa sull uso di tali metodi. 85. Lo scopo deve essere lo sfruttamento della persona. La Convenzione prevede che: lo sfruttamento comprende, almeno, lo sfruttamento della prostituzione altrui o altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro o i servizi forzarti, la schiavitù o pratiche simili alla schiavitù, la sevitù o l espianto di organi. Ciò significa che il legislatore nazionale può individuare altre forme di sfruttamento, ma deve almeno considerare le forme di sfruttamento menzionate come elementi costitutivi della tratta di esseri umani. 86. Le forme di sfruttamento specificate dalla definizione includono al tempo stesso lo sfruttamento sessuale, lo sfruttamento del lavoro e l espianto di organi. In effetti, la criminalità tende a diversificare sempre di più le proprie attività per fornire persone da sfruttare in tutti i settori nei quali si presenti una domanda. 87. Con riferimento alla definizione, non c è bisogno che una persona sia stata sfruttata, perché ci sia tratta di esseri umani. E sufficiente che essa sia stata oggetto di una delle azioni indicate nella definizione grazie al ricorso ad uno dei mezzi specificati a fini di sfruttamento. La tratta di esseri umani di conseguenza esiste anche prima del reale sfruttamento della vittima. 4318 STCE n 197 Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V Per quanto riguarda lo sfruttamento della prostituzione altrui o altre forme di sfruttamento sessuale, si osserva che la Convenzione ne tratta solo nel contesto della tratta di esseri umani. I termini sfruttamento della prostituzione altrui e altre forme di sfruttamento sessuale non sono definiti nella Convenzione. La Convenzione quindi non incide sul modo in cui gli Stati Parte trattano la questione della prostituzione nella loro legislazione nazionale. 89. La Convenzione non dà neppure una definizione di lavoro forzato. Esistono tuttavia in materia numerosi strumenti internazionali pertinenti, per esempio l art.4 della Dichiarazione universale dei diritti dell uomo, l art. 8 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, la Convenzione concernente il lavoro forzato o obbligatorio (Convenzione N 29) dell OIL e la Convenzione sull abolizione del lavoro forzato (Convenzione N 105) dell OIL (1957). 90. L articolo 4 della Convenzione sui diritti dell uomo proibisce, senza definirlo, il lavoro forzato. I suoi autori hanno preso a modello la Convenzione dell OIL sul lavoro forzato o obbligatorio N 29 del 29 giugno 1930, che qualifica come forzato o obbligatorio qualsiasi lavoro o servizio richiesto ad una persona dietro minaccia di una qualunque pena e per il quale la medesima persona non si è offerta spontaneamente. Nella sentenza sul caso Van der Mussele contro Belgio (sentenza del 23 novembre 1983, Serie A, N 70, paragrafo 37), la Corte ha constatato il valore relativo del criterio del previo consenso ed ha optato per un approccio che tiene conto di tutte le circostanze del caso. In particolare ha osservato che, secondo il caso e le circostanze, una persona non sarebbe stata considerata come se avesse dato in anticipo il suo pieno consenso a compiere certe attività. Da allora, la validità del consenso deve essere valutata alla luce di tutte le circostanze del caso. 91. L articolo 4 (b) della presente Convenzione si inquadra in questa giurisprudenza della Convenzione dei diritti dell uomo in quanto considera che il consenso di una vittima della tratta di esseri umani allo sfruttamento considerato, così come è definito alla lettera (a) dell articolo 4, è irrilevante se è stato usato uno qualsiasi dei mezzi di cui si riferisce la lettera (a). 92. Con riferimento alla definizione di servizi forzati, la Corte ha ugualmente giudicato, nella sentenza Van der Mussele contro il Belgio, che l espressione lavoro forzato, usata nell articolo 4 della Convenzione per i diritti dell uomo, doveva essere intesa in modo estensivo e comprendere il concetto di servizi forzati (sentenza del 23 novembre 1983, Serie A, N 70, paragrafo 33). Da allora, per quanto riguarda la Convenzione per i diritti dell uomo, non si fa più distinzione tra i due concetti. 93. La schiavitù non viene definita nella Convenzione, ma molti strumenti internazionali e la legislazione nazionale di molti Paesi definiscono o trattano della schiavitù e delle pratiche analoghe ad essa (ad esempio, la Convenzione di Ginevra sulla schiavitù del 25 settembre 1926, così come emendata dal Protocollo di New York del 7 dicembre 1953; la Convenzione addizionale relativa all abolizione della schiavitù, alla tratta degli schiavi e alle istituzioni e pratiche analoghe alla schiavitù del 7 settembre 1956; la Convenzione relativa alla proibizione delle forme peggiori di lavoro minorile (Convenzione N 182 dell OIL ). 94. La definizione di tratta di esseri umani non si riferisce direttamente al problema delle adozioni illegali. Tuttavia, quando un adozione illegale può essere assimilata ad una pratica vicina alla schiavitù, come definita dalla lettera d) dell articolo 1 della Convenzione supplementare relativa all abolizione della schiavitù, alla tratta degli schiavi e alle 4419 Relazione esplicativa Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V.2005 istituzioni e pratiche analoghe alla schiavitù, essa rientra egualmente nel campo di applicazione della Convenzione. 95. Gli organi della Convenzione per i diritti dell uomo, hanno definito il termine servitù. Per la Commissione europea per i diritti dell uomo, si tratta dell obbligo di vivere e lavorare sulla proprietà altrui e fornire certi servizi, pagati o meno, unito all impossibilità di cambiare condizione ( Domanda N 7906/77, D.R.17, p. 59; vedi anche la relazione della Commissione sul caso Van Droogenbroeck del 9 lglio 1980, Serie B, Vol 44, p.30, paragrafi da 78 a 80). Ne emerge che la servitù è una forma particolare di schiavitù, che si differenzia da questa ultima meno per la natura che per il grado. Sebbene la servitù costituisca una condizione di vita e implichi una forma particolarmente grave di negazione della libertà. (caso Van Droogenbroeck, sentenza del 24 gugno 1982, Serie A, N 50, p.32, paragrafo 58), non possiede tutte le caratteristiche del diritto di proprietà tipiche della schiavitù. 96. Lo sfruttamento comprende anche l espianto di organi Il principio per il quale il corpo umano o parti di esso non possono in quanto tali essere l oggetto di un profitto finanziario fa parte dell acquis giuridico del Consiglio d Europa. Questo principio, che figurava già nella Risoluzione del Comitato dei Ministri (78) 29 e che è stato confermato, in particolare, nella dichiarazione finale della terza Conferenza dei Ministri europei della sanità (Parigi,1987), è stato stabilito nell articolo 21 della Convenzione sui diritti dell uomo e la biomedicina [STE N 164]. Il principio è stato poi riaffermato nel su Protocollo addizionale relativo al trapianto di organi e di tessuti di origine umana (STE N 186) aperto alla ratifica nel gennaio del L art.22 di questo protocollo proibisce esplicitamente il traffico di organi e di tessuti. Si deve anche sottolineare che l Assemblea parlamentare del Consiglio d Europa ha adottato un rapporto sul traffico di organi in Europa (Doc. 9822, 3 giugno 2003, Commissione per gli affari sociali, la salute e la famiglia, Relatrice: Sig.a Ruth-Gaby Vermut-Mangold, Svizzera, SOC) e la Raccomandazione 1611 (2003) sul traffico di organi in Europa. 97. L articolo 4 (b) precisa che il consenso di una vittima della tratta di esseri umani, allo sfruttamento previsto, nel senso di cui alla lettera (a) dell art.4, è indifferente laddove sia stato usato uno qualsiasi dei mezzi indicati nella lettera (a). La questione del consenso non è semplice e non è facile determinare dove finisce la libera scelta e dove inizia la coercizione. Nella tratta, alcune persone non sanno affatto quello che le aspetta, altre sanno perfettamente che si tratta, ad esempio, di prostituirsi. Comunque, anche se una persona desidera trovare un lavoro, ed eventualmente prostituirsi, ciò non significa che essa voglia acconsentire a subire abusi di ogni tipo. Per questa ragione, l articolo 4 (b) prevede che esiste tratta di esseri umani sia quando la vittima acconsente sia quando non acconsente ad essere sfruttata. 98. Dal combinato delle lettere (b) e (c) dell articolo 4 risulta che il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l alloggio o l accoglienza di un minore a fini di sfruttamento, sono considerati come tratta di esseri umani. E senza importanza se i mezzi riportati nella lettera (a). siano stati usati o meno. E altresì senza importanza se il minore abbia acconsentito o meno ad essere sfruttato. Definizione di vittima 99. Il concetto di vittima è stato utilizzato molte volte nella Convenzione. I redattori hanno ritenuto che fosse essenziale definirlo. In particolare, le misure previste nel Capitolo III, sono destinate ad essere applicate alle persone che sono vittime ai sensi della Convenzione La Convenzione definisce la vittima come qualsiasi persona fisica che è soggetta alla tratta di esseri umani, così come definita nel presente articolo. Come 4520 STCE n 197 Lotta contro la tratta degli esseri umani, 16.V.2005 spiegato in precedenza, vittima è qualsiasi persona che subisca una combinazione di elementi (azione mezzi - scopo), indicati nell articolo 4 (a) della Convenzione. Tuttavia, in applicazione dell articolo 4 (c), quando questa persona è un minore, deve essere considerato come vittima anche se non è stato usato nessuno dei mezzi indicati nell articolo 4 (a). Capitolo II Prevenzione, cooperazione ed altre misure 101. Il Capitolo II contiene varie disposizioni relative alla prevenzione, nel senso più ampio del termine. Alcune disposizioni si riferiscono a misure di prevenzione, intese in senso stretto (articoli 5 e 6), mentre altre sono relative a misure specifiche in materia di controllo, sicurezza e cooperazione (articoli 7, 8 e 9) per la prevenzione e la lotta alla tratta di esseri umani. Articolo 5 Prevenzione della tratta di esseri umani 102. La tratta di esseri umani è un fenomeno multiforme e settoriale, le cui implicazioni riguardano molti settori della società. Per essere efficace, e data anche la natura del fenomeno, l azione di prevenzione della tratta deve essere coordinata. Il primo comma dell articolo 5 è quindi inteso a promuovere un approccio multidisciplinare del coordinamento, e richiede che le Parti adottino misure per stabilire o rafforzare il coordinamento a livello nazionale, tra i vari organismi responsabili della prevenzione e della lotta contro la tratta di esseri umani. Questo paragrafo stabilisce la necessità del coordinamento di tutti i settori, la cui azione risulta essenziale per prevenire e combattere la tratta, vale a dire del coordinamento tra le istanze competenti in campo sociale, di polizia, dell emigrazione, doganali, giudiziarie, amministrative ed anche tra le organizzazioni non governative, le altre organizzazioni competenti e gli altri soggetti della società civile Il comma 2 dell articolo 5 offre una lista esemplificativa di politiche e di programmi di prevenzione che le Parti devono stabilire o sostenere, in particolare nei confronti delle persone vulnerabili alla tratta e dei professionisti interessati. I redattori hanno ritenuto fosse importante includere tra i destinatari di tali politiche e programmi professionisti interessati, vale a dire tutte le persone che possono venire in contatto con le vittime della tratta nello svolgimento della propria attività professionale (polizia, assistenti sociali, medici, ecc..). Tali misure sono di natura diversa e possono avere effetto a breve, medio e lungo termine. Ad esempio, le ricerche in materia di lotta contro la tratta sono essenziali per la messa a punto di metodi efficaci di prevenzione. Le campagne d informazione, di sensibilizzazione ed educative costituiscono misure importanti di prevenzione a breve termine, in particolare nei Paesi di origine. Le iniziative sociali ed economiche intervengono sulle cause profonde e strutturali della tratta e richiedono investimenti a lungo termine. E generalmente riconosciuto che il miglioramento delle condizioni economiche e sociali nei Paesi di origine e la lotta contro la povertà estrema, sarebbero il modo più efficace di prevenire la tratta. Inoltre, tra le iniziative sociali ed economiche, quelle che mirano a migliorare la formazione e ad accrescere le possibilità occupazionali per le persone suscettibili di essere i bersagli privilegiati dei trafficanti, per la loro stessa natura favoriscono efficacemente la prevenzione della tratta di esseri umani Ai sensi del comma 3 dell articolo 5, le Parti devono promuovere un approccio preventivo basato sui diritti della persona umana. Per questo i redattori hanno considerato che le politiche ed i programmi adottati in applicazione del comma 2 dovessero essere basati su un approccio integrato di parità tra le donne e gli uomini così 46 Vedere altro
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