Source: https://suap.regione.fvg.it/portale/cms/it/apertura-modifica/Cose-antiche-e-usate-Tenuta-dei-relativi-registri/?md=3803;14782;188975;188976
Timestamp: 2019-09-16 09:03:58+00:00
Document Index: 43414073

Matched Legal Cases: ['art. 126', 'art. 6', 'art. 128', 'art. 128', 'art. 2', 'art. 2215', 'art. 2215']

MODALITÀ TENUTA REGIS...
Cose antiche e usate - Tenuta dei relativi registri
roba vecchia, seconda mano, usato sicuro, antiquariato, cianfrusaglie, registro degli affari
Per “cose antiche” si intendono i beni mobili che rivestano un interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico; di essi si trova una dettagliata elencazione nell’allegato A al D. Lgs. 22.01.2004 n. 42. Il carattere di “antichità” è dato anche dalla vetustà del bene: ad esempio sono “cose antiche” le fotografie aventi più di 50 anni e non appartenenti all’autore, come pure i mezzi di trasporto aventi più di 75 anni, oppure i libri aventi più di 100 anni.
L'avvio del commercio di cose antiche o usate doveva essere comunicato al SUAP ex art. 126 del R.D. n. 773/31; l'obbligo è stato abrogato dall'art. 6 del Decreto Legislativo 25 novembre 2016, n. 222.
Il Consiglio di Stato, con parere 14 febbraio 2018, ha ritenuto che sia ancora obbligatorio tenere il registro delle operazioni compiute giornalmente, previsto dall’art. 128 del T.U.L.P.S.
Parere Prot 557 PAS/U/003342/12020.A1 del 2 marzo 2017
Consiglio di Stato - Adunanza del 14 febbraio 2018 - Permanere dell'obbligo di tenuta del registro previsto da art. 128 T.U.L.P.S.
L'art. 2 del D.P.R. 311/2001 limita peraltro l'obbligo della tenuta del registro delle operazioni a: “gli oggetti d'arte e le cose antiche, di pregio o preziose, nonché al commercio ed alla detenzione da parte delle imprese del settore, comprese quelle artigiane, di oggetti preziosi o in metalli preziosi o recanti pietre preziose, anche usati…”.
Di conseguenza, per il commercio di cose usate prive di valore o di valore esiguo non sussiste l'obbligo della tenuta del registro. Nella Regione FVG si ritiene che il valore esiguo sia riconducibile agli oggetti che, indipendentemente dal valore originario, vengano venduti al dettaglio o all'ingrosso per una somma non superiore ad euro 250,00 (circolare 13615/P del 04/04/2012).
Il registro delle operazioni giornaliere dovrebbe essere vidimato dall'autorità locale di pubblica sicurezza (il Comune), ma il titolare dell'attività può:
procedere ad una semplice autovidimazione del registro cartaceo inviando una dichiarazione al SUAP;
tenere il registro in modalità informatica con le modalità previste dall'art. 2215-bis del Codice Civile, inviandone dichiarazione al SUAP.
L'art. 2215/bis del Codice civile, che disciplina i casi di digitalizzazione e conservazione a norma dei documenti di cui è obbligatoria la tenuta per legge, prevede:
“I libri, i repertori, le scritture e la documentazione la cui tenuta e’ obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento o che sono richiesti dalla natura o dalle dimensioni dell’impresa possono essere formati e tenuti con strumenti informatici.
Le registrazioni contenute nei documenti di cui al primo comma debbono essere rese consultabili in ogni momento con i mezzi messi a disposizione dal soggetto tenutario e costituiscono informazione primaria e originale da cui e’ possibile effettuare, su diversi tipi di supporto, riproduzioni e copie per gli usi consentiti dalla legge.
I libri, i repertori e le scritture tenuti con strumenti informatici, secondo quanto previsto dal presente articolo, hanno l’efficacia probatoria di cui agli articoli 2709 e 2710 del codice civile”.