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Timestamp: 2020-07-13 15:23:36+00:00
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Passeggeri sempre indennizzati | Legalità democratica CILD
Passeggeri sempre indennizzati
8. L’articolo 17 del regolamento n. 1371/2007 così prevede:
9. L’articolo 30 del regolamento n. 1371/2007 prevede quanto segue:
10. L’articolo 32 del regolamento n. 1371/2007 così dispone:
11. Gli Stati membri stabiliscono il regime sanzionatorio applicabile per inosservanza delle disposizioni del presente regolamento e adottano tutte le misure necessarie per assicurarne l’attuazione. Le sanzioni previste sono effettive, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano alla Commissione le disposizioni in materia di sanzioni entro il 3 giugno 2010 e, senza indugio, qualsiasi ulteriore modifica in merito».
6 – L’articolo 44 dell’allegato riguarda l’indennizzo in caso di ritardo nella consegna di un veicolo.
9 – Per esempio, sentenza del 15 dicembre 1994, Bayer/Commissione (C‑195/91 P, Racc. pag. I‑5619).
10 – Per esempio, sentenza del 10 aprile 2003, Parlamento/SERS (C‑167/99, Racc. pag. I‑3269).
11 – V., per esempio, sentenza del 14 giugno 2012, CIVAD (C‑533/10, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 26 e giurisprudenza ivi citata).
12 – V., per analogia, sentenze del 19 novembre 2009, Sturgeon (C‑‑402/07 e C‑432/07, Racc. pag. I‑10923, punti da 43 a 45); del 22 dicembre 2008, Wallentin‑Hermann (C‑549/07, Racc. pag. I‑11061, punto 20); del 31 gennaio 2013, McDonagh (C‑12/11, non ancora pubblicata nella Raccolta, punti 31 e 32), e del 4 ottobre 2012, Finnair (C‑22/11, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 38).
13 – V., per analogia, sentenze del 4 marzo 2010, Commissione/Italia (C‑297/08, Racc. pag. I‑1749, punto 86) e la reazione di un’«autorità diligente» in relazione a circostanze asseritamente imputate a forza maggiore, e Parlamento/SERS, cit. (punto 118), sulla prevedibilità per il committente, prima dell’inizio dei lavori, della possibilità che si verifichino alcuni inadempimenti da parte delle imprese che li realizzano.
16 – V. i paragrafi da 40 a 45 delle conclusioni dell’avvocato generale Bot nella causa McDonagh, in merito alla ripartizione del rischio tra il vettore aereo e il viaggiatore in relazione alle conseguenze della forza maggiore. Come ha confermato la sentenza, l’obbligo di assistenza del vettore è stato valutato diversamente rispetto all’obbligo di risarcire i danni.
22 – V., ad esempio, sentenza del 22 dicembre 2010, Gavieiro (da C‑444/09 a C‑456/09, Racc. pag. I‑14031, punto 73 e giurisprudenza ivi citata). Analogamente, v. la sentenza più recente del 24 maggio 2012, Amia (C‑97/11, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 38). La giurisprudenza Costanzo è stata criticata perché non rispetterebbe la separazione dei poteri nel diritto degli Stati membri, in quanto sembra richiedere alle autorità amministrative di andare oltre i limiti imposti ai loro poteri dalla normativa nazionale, comprese le misure legislative di diritto primario. V., ad esempio, de Witte, B. «Direct Effect, Primacy, and the Nature of the EU Legal Order», in Craig, P. e de Búrca G., The Evolution of EU Law (Oxford, 2011) 323 a pag. 333. Per uno studio dettagliato v., Verhoeven, M. The Costanzo Obligation: the obligations of national administrative authorities in the case of incompatibility between national law and European law (Intersentian, 2011).
23 – Sentenza del 22 novembre 2012, Westbahn Management (C‑136/11, non ancora pubblicata nella Raccolta).
24 – Su questo punto vorrei operare un’analogia con la sentenza della Corte del 7 dicembre 2010, Vebic (C‑439/08, Racc. pag. I‑12471), in cui è stato dichiarato che, in forza dell’obbligo di applicare efficacemente gli articoli 101 TFUE e 102 TFUE, un’autorità nazionale garante della concorrenza deve avere il diritto di agire in qualità di convenuta, o interveniente nei procedimenti di impugnazione aventi ad oggetto una sua decisione. La Schienen-Control Kommission ha pieno diritto di farlo. Tuttavia, le sarebbe inevitabilmente precluso l’esercizio di tale diritto qualora agisse essa stessa nel ruolo di giudice.
25 – Sentenza Gavieiro, cit. (punto 73).
26 – Sentenza SGS Belgium e a., cit.
27 – Sentenza del 17 settembre 2002, Muñoz e Superior Fruiticola (C‑253/00, Racc. pag. I‑7289).
28 – In tal senso, v. sentenza del 22 dicembre 2010, DEB (C‑279/09, Racc. pag. I‑13849). V., inoltre, le possibili soluzioni alternative offerte ai consumatori nelle controversie transfrontaliere dalla direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale (GU L 136, pag. 3).
31 – Sentenze del 16 dicembre 1976, Comet (45/76, Racc. pag. 2043) e Rewe (33/76, Racc. pag. 1989).
32 – Sentenza del 13 marzo 2007, Unibet (C‑432/05, Racc. pag. I‑2271).
34 – Per l’analisi della differenza tra il principio di autonomia procedurale nazionale e il principio dell’«autonomia nella definizione dei rimedi giurisdizionali», che ha creato un rapporto sempre più complesso tra il principio di effettività, come elaborato nella sentenza Rewe, e il principio fondamentale della tutela giurisdizionale effettiva, come esaminato nelle sentenze quali Unibet e Impact, v. Prechal, S. and Widdershoven, R. «Redefining the Relationship between “Rewe effectiveness” and Effective Judicial Protection» 4 Review of European Adminstrative Law (2011) pag. 31 ss., in particolare pag. 33.
35 – Il diritto a un ricorso effettivo garantito dall’articolo 47 della Carta è stato recentemente esaminato dalla Corte nella sentenza del 28 luglio 2011, Diouf (C‑69/10, non ancora pubblicata nella Raccolta).
36 – Per quanto riguarda quest’ultimo obbligo, conformemente all’articolo 167 EisbG, chi non pubblica le condizioni di indennizzo ai sensi dell’articolo 22a, paragrafo 1, EisbG, può essere condannato dall’autorità amministrativa distrettuale, e non dalla Schienen-Control Kommission, ad una pena pecuniaria fino ad EUR 2 180.
37 – Per uno studio dettagliato sul delicato equilibrio tra i poteri dei giudici amministrativi relativamente ai rimedi giurisdizionali e il mantenimento della separazione dei poteri, v. la relazione generale dell’VIII Congresso dell’International Association of Supreme Administrative Jurisdictions, Madrid, 2004.
38 – Sentenza Factortame e a., cit.
39 – Sentenza Unibet, cit. (punto 55).
40 – Sentenza Impact, cit. (punto 44 e la giurisprudenza ivi citata).
42 – Osservo che il Trattato di Lisbona ha conservato i limiti tradizionali sui rimedi che la Corte e il Tribunale possono predisporre, ossia le misure provvisorie e sospensive (articoli 278 e 279 TFUE), il potere di annullare gli atti dell’Unione (articoli 264 e 266 TFUE) e il potere di concedere il risarcimento dei danni (articoli 268 e 340, secondo e terzo comma, TFUE). Ciò si traduce, quindi, nell’irricevibilità di qualsiasi domanda, da parte di un ricorrente, di adottare una particolare misura che imponga all’istituzione dell’Unioene europea di cui trattasi di intraprendere una determinata azione per rimediare a un presunto torto. V. sentenze del 15 settembre 1998, ENS e a./Commissione (T‑374/94, T‑375/94, T‑384/94 e T‑388/94, Racc. pag. II‑3141, punto 53).
43 – Osservo, per analogia, un parallelismo con la responsabilità dello Stato relativamente alle norme imputabili agli Stati membri e alle istituzioni dell’Unione nella sentenza del 4 luglio 2000, Bergaderm e Goupil/Commissione (C‑352/98 P, Racc. pag. I‑5291).
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