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Timestamp: 2018-04-22 12:46:25+00:00
Document Index: 185578720

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 143']

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Consiglio di Stato, Sezione Quarta, sentenza 24 febbraio 2017 n. 873
Pubblicato il 26 febbraio 2017 da uxs04548
Nell’ipotesi delle cd. “zone bianche” rimaste prive di una destinazione urbanistica specifica, la necessità della preventiva approvazione dello strumento urbanistico attuativo discende dalla stessa natura di alcuni interventi edilizi che, proprio per effetto della complessità e della incidenza urbanistica degli edifici, necessitano intrinsecamente di quel raccordo con l’intera strumentazione urbanistica che può essere assicurato solo dalla pianificazione attuativa. E’ immune da vizi l’annullamento di un permesso di costruire per un intervento in zona bianca – non ancora avviato – di consistente ampiezza , fondato su una sopravvenuta deliberazione di indirizzo del consiglio comunale che, con riferimento specifico all’intervento in questione al fine di prevedere i confini e la portata della modifica da effettuare sul territorio comunale, aveva ribadito la necessità della previa approvazione del piano urbanistico attuativo ed aveva impegnato il Sindaco e la Giunta a porre in essere ogni iniziativa nei confronti degli Uffici comunali necessaria per la piena attuazione del principio.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato ampiezza, approvazione, attuativa, attuativo, complessità, comunale, comunali, confini, consiglio comunale, consistente, definita necessità, deliberazione, destinazione, edifici, edilizi, Giunta, immune, incidenza, indirizzo, iniziativa, interventi, legittimo, Modifica, natura, permesso di costruire, pianificazione, portata, preventiva, principio, prive, raccordo, sindaco, strumentazione, strumento, territorio, uffici, urbanistica, urbanistico, vizi annullamento, zone bianche
Consiglio di Stato, Sezione Quarta, sentenza 13 gennaio 2017 n.72
Pubblicato il 15 gennaio 2017 da uxs04548
Le scelte urbanistiche e la loro motivazione difficilmente vanno ricondotte ad un unico documento sul quale si definisce e manifesta l’esercizio della potestà discrezionale dell’amministrazione (sia pure nelle forme previste per l’espressione di tale “volontà”), redatto dal medesimo organo collegiale, ma più ragionevolmente sono desumibili sia dai documenti di accompagnamento ai piani (ordini del giorno, mozioni e simili, puntualmente messi in votazione ed approvati), sia dalla coerenza complessiva delle scelte effettuate dall’amministrazione comunale. E ciò a maggior ragione laddove un organo come il consiglio comunale non si limiti a definire un generale indirizzo politico – amministrativo dell’ente cui è legato da rapporto di immedesimazione, ma debba effettuare concrete scelte di pianificazione urbanistica che, se esprimono in generale una visione dello sviluppo della comunità e del suo territorio, si sostanziano a valle in puntuali definizioni (zonizzazioni) del territorio e delle sue potenzialità, che abbisognano di una rappresentazione tecnico-giuridica e grafica, che certamente travalica le competenze dell’organo decidente. Una volta che l’organo collegiale (consiglio comunale) recepisce e rende proprie le argomentazioni illustrate da altri uffici od organi legittimamente inseriti nel procedimento di adozione del piano, non può affermarsi che vi sia una sorta di pedissequa ed acritica remissività dell’organo competente a scelte altrui, bensì una piena espressione di potestà discrezionale, le cui motivazioni sono ben ricavabili (anche) dagli atti del procedimento.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato accompagnamento, adozione, amministrativo, amministrazione, approvati, atti, coerenza, collegiale, competenze, complessiva, comunale, comunità, consiglio comunale, decidente, decisione, definizioni, deliberazione, discrezionale, documenti, documento, ente, esercizio, generale, giuridica, grafica, immedesimazione, indirizzo, motivazione, mozioni, ordini del giorno, organi, organo, piani urbanistici, pianificazione, piano, piano regolatore, piano strutturale, politico, potestà, PRG., procedimento, PSC, rapporto, rappresentazione, sviluppo, tecnico, territorio, uffici, unico, urbanistica, visione, votazione, zonizzazioni
Corte di Conti, Sezione Giurisdizionale Campania, sentenza 23.9.2015 n.905. Della gestione imprudente di una locazione di edificio scolastico rispondono per danno erariale il dirigente provinciale e l’assessore.
Pubblicato il 15 ottobre 2015 da uxs04548
La nullità del recesso – dichiarata in un giudizio civile – da un contratto di locazione di edificio scolastico operato dal Dirigente provinciale, è il segno di una condotta improntata a grave imperizia ed imprudenza nella gestione di un rapporto contrattuale e configura un illecito esercizio del potere amministrativo, rendendo altresì dannoso per l’erario il corrispondente esborso delle somme pagate per canoni e danni per mancata custodia accertati nella sentenza civile. Sussiste la responsabilità erariale dell’assessore competente per non aver assunto alcuna iniziativa conoscitiva e/o sollecitatoria in ordine alla gestione dell’edificio, in ordine al quale esso era a conoscenza dell’abbandono dello stesso da parte della popolazione scolastica e, poi, del grave stato di deterioramento in cui si era venuto a trovare, non venendo in rilievo l’esercizio di un generalizzato potere di indirizzo/controllo verso il dirigente, bensì un intervento specifico legittimato da fatti concreti di cui aveva avuto conoscenza, suscettibili tra l’altro di comportare grave impatto finanziario per l’amministrazione. Continua a leggere→
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato amministrativo, assessore, canoni, civile, conoscenza, controllo, corte dei conti, custodia, danni, dirigente, edificio, ente, erariale, esercizio, finanziario, giudizio, illecito, impatto, imperizia, imprudenza, indirizzo, iniziativa, intervento, locazione, mancata, nullità, potere, provincia, recesso, responsabilità, scolastico, specifico
Corte di Cassazione, sez. VI Civile, sentenza 21 aprile, n. 8114. Per l’ufficiale giudiziario è sufficiente l’informazione negativa del portiere dello stabile per considerare sconosciuto il destinatario della notifica.
Pubblicato il 23 aprile 2015 da uxs04548
Dovendosi ritenersi integrata la normale diligenza richiesta al notificante, è legittima la notifica dell’atto di citazione effettuata ai sensi dell’art. 143 cod. proc. civ. qualora il notificante abbia previamente proceduto a notificare l’atto nella residenza risultante dall’anagrafe e, dalle informazioni assunte dall’ufficiale notificante presso il portiere dello stabile, il notificando sia risultato sconosciuto all’indirizzo noto. All”Ufficiale Giudiziario, che non è dotato di particolari poteri di indagine, non può richiedersi l’uso di diligenza straordinaria nello svolgimento di indagini approfondite, dovendo, piuttosto, ricadere sul notificando, che abbandoni l’originaria residenza senza preoccuparsi della necessaria registrazione anagrafica, il rischio della irreperibilità.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato 143 c.p.c., diligenza, indagine, indirizzo, informazioni, notifica, portiere, sconosciuto, ufficiale giudiziario