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Timestamp: 2017-12-13 17:15:28+00:00
Document Index: 142935176

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 35', 'sentenza ', 'art. 61', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 14', 'art. 14']

On. Cesare Damiano Ministro del Lavoro e Previdenza Sociale. On. Barbara Pollastrini Ministro per i diritti e le pari opportunità - PDF
On. Cesare Damiano Ministro del Lavoro e Previdenza Sociale. On. Barbara Pollastrini Ministro per i diritti e le pari opportunità
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1 On. Livia Turco Ministro per la Salute On. Rosy Bindi Ministro delle Politiche per la Famiglia On. Cesare Damiano Ministro del Lavoro e Previdenza Sociale On. Barbara Pollastrini Ministro per i diritti e le pari opportunità On. Tiziano Treu Presidente Comissione Lavoro e Previdenza Sociale Senato On.le Ministro, il disegno di legge della Finanziaria 2008 ci ha riservato un amara sorpresa. L articolo 61, comma 1, interpretazione autentica degli articoli 25 e 35 del Testo Unico per la tutela della maternità e paternità, Dlgs 151/2001
2 propone una gravissima riduzione dei diritti delle lavoratrici madri ai fini pensionistici, esattamente il contrario dell intera ratio del testo Unico stesso, ispirato al riconoscimento sociale del valore della maternità e paternità. L art. 25, com è noto, riguarda la possibilità che il periodo di congedo obbligatorio di maternità verificatosi fuori dal rapporto di lavoro possa essere accreditato figurativamente senza alcun onere per la lavoratrice e venire quindi utilizzato ai fini pensionistici. L art. 35 riguarda l accredito come riscatto oneroso del congedo parentale fuori dal rapporto di lavoro, nel limite massimo di cinque anni, sempre ai fini pensionistici. Dall entrata in vigore del Testo Unico, come sindacati CGIL, CISL e UIL, unitamente ai nostri Patronati INCA,INAS e ITAL, abbiamo combattuto le interpretazioni restrittive degli enti, INPS e INPDAP, delle norme citate. La giurisprudenza in materia si è attestata su una significativa sentenza della Corte dei Conti a Sezioni Unite, n. 7/ 06 che si è pronunciata in senso favorevole alle lavoratrici madri ed ai lavoratori padri interessati. Il disegno di legge della finanziaria 2008 tronca brutalmente questo pluriennale percorso, e mutila i diritti pensionistici delle lavoratrici : nella nostra esperienza quotidiana, migliaia sono le donne che si sono avvalse delle norme citate ai fini del diritto e della misura della propria pensione (1). Le chiediamo, pertanto, di adoperarsi per la soppressione di questo articolo. Da parte nostra, non lasceremo intentato nulla per evitare la riduzione dei diritti della maternità e paternità. Fiduciosi nel suo agire per annullare questa misura penalizzante e per ripristinare l originaria finalità del Testo Unico, le inviamo cordiali saluti. I Coordinamenti donne CGIL CISL UIL Aitanga Giraldi Annamaria Parente Nirvana Nisi I Patronati sindacali INCA INAS ITAL Luigina De Santis Sante Marzotto Alberto Sera (1) Alleghiamo una breve nota tecnica e qualche esempio di danno, che la norma, se approvata, produrrebbe.
3 Atto Senato 1817 XV Legislatura legge finanziaria 2008 Art. 61, primo comma Commento Il primo comma dell art. 61 prevede che: Le disposizioni degli articoli 25 e 35 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, si applicano agli iscritti in servizio alla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo. Sono fatti salvi i trattamenti pensionistici più favorevoli già liquidati alla data di entrata in vigore della presente legge. 1- La Corte dei Conti, a Sezioni Riunite, n. 7/2006/QM, diretta a garantire l uniformità di indirizzo, con approfondita ed argomentata
4 motivazione, è pervenuta alla conclusione che il diritto all accreditamento figurativo de quo è per volontà del legislatore senza le precedenti limitazioni temporali e, ancora, per ulteriore conseguenza e per palmare interpretazione letterale, esercitabile prescindendo dalla sussistenza di una costanza di servizio. 2- Pertanto, la copertura contributiva compete anche se il periodo di astensione virtuale si colloca interamente prima del 1 gennaio 1994 ( inserisci riferimento legislativo..) ed anche se il rapporto di servizio era già stato risolto, per collocamento in quiescenza, alla data di entrata in vigore dell art. 25. Infatti, come ha bene evidenziato la Corte, con la citata sentenza, le norme contenute nella Costituzione, dirette alla tutela della maternità consentono di dare rilievo all evento, indipendentemente dalla sussistenza di rapporto di lavoro in atto al momento dell evento maternità ed al momento di entrata in vigore della norma che accorda il beneficio ovvero al momento della presentazione della domanda. 3- In coerenza con l ampiezza della tutela costituzionale, l art. 25, in particolare, ha dato rilievo all evento maternità svincolandolo dall attualità del rapporto di lavoro in coincidenza con la gravidanza, ed anche in coincidenza con l entrata in vigore della norma attributiva del beneficio, ponendo, come unico requisito, il possesso di uno specifico requisito contributivo quinquennale, e come condizione, la presentazione della domanda. 4- In considerazione della natura dell evento tutelato, non trovano applicazione, in questa materia, neppure le norme vigenti nel settore pubblico, che limitano la facoltà di riscatto in coincidenza del servizio. Correttamente la Corte dei Conti richiama, quale antecedente dell art. 25, l art. 14 d. lgs. n. 503/92 che ha attribuito la facoltà di riscattare a proprio carico anche i periodi assenza facoltativa dal lavoro per
5 gravidanza, presso tutte le forme di previdenza obbligatoria per lavoratori dipendenti, con modalità necessariamente uniformi, e quindi prescindendo dai limiti previsti per altre ipotesi di riscatto non comprese nell art. 14 citato. Qualche esempio del danno che la norma produrrebbe: - lavoratrice che, acquisito il diritto a pensione di vecchiaia grazie anche ai contributi figurativi del congedo obbligatorio, sta attendendo di compiere l età legale di pensione - lavoratrice che ha avuto la certificazione del diritto a pensione di anzianità anche grazie ai contributi figurativi - lavoratrice che ha completato i 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995 anche grazie ai contributi figurativi, ricadendo nel sistema retributivo e che abbia cessato il lavoro.