Source: https://giuridica.net/tribunale-verona-sez-ii-civile-sentenza-n-14632015-del-4-6-2015-dott-coltro/
Timestamp: 2020-02-24 21:04:40+00:00
Document Index: 170972641

Matched Legal Cases: ['art. 648', 'art. 183', 'art. 2269', 'art.\n183', 'art. 633', 'art. 636', 'art. 2239', 'art. 246']

Tribunale di Verona, Sez. II Civile - Sentenza n. 1463/2015 del 4.6.2015 (Dott. Coltro) - Giuridica.net
Home/Sentenze/Tribunale di Verona, Sez. II Civile – Sentenza n. 1463/2015 del 4.6.2015 (Dott. Coltro)
Tribunale di Verona, Sez. II Civile – Sentenza n. 1463/2015 del 4.6.2015 (Dott. Coltro)
0 298 12 minuti di lettura
Il Giudice unico, dottor Massimo Coltro, ha pronunciato la seguente
nella causa civile iscritta al n. 2138/2013 alla quale è stata riunita la n. 2497/2013 del ruolo generale degli affari contenziosi promossa
C.A., rappresentato e difeso dall’avvocato R. B. per mandato a margine dell’atto di citazione e domiciliato presso il suo studio in Verona
– parte attrice opponente –
TK Web di R.B. & C s.a.s. in persona del legale rappresentante, C. B., R.B., rappresentati e difesi dall’avvocato R. C. di Treviso per mandato a margine dell’atto di citazione e domiciliati presso lo studio dell’avvocato L. T. in Verona
M.C., rappresentato e difeso dall’avvocato F. B. per mandato a margine del ricorso per decreto ingiuntivo e domiciliato presso il suo studio in Verona
– parte convenuta opposta-
Oggetto: opposizione a decreto ingiuntivo -accertamento responsabilità professionale
Conclusioni per C.A.
In via preliminare: respingere qualsiasi eventuale avversa richiesta di provvisoria esecutorietà (anche parziale) ex art. 648 cod. proc. civ., risultando la presente opposizione di pronta soluzione e fondata su prova scritta e non avendo il creditore opposto sin qui fornito valida prova idonea a confermare in sede di giudizio di merito, l’esistenza del credito azionato in via monitoria.
In via principale: revocare e/o annullare il decreto ingiuntivo emesso ad istanza di M.C. nei confronti della TK Web s.a.s. di R.B. & C. (già TK Web s.a.s. di C.A. & C.) e di C.A. per tutti i motivi e le causali di cui alla narrativa del presente atto ed ogni altra meglio precisanda nel prosieguo del giudizio.
Nel merito accertare ed acclarare che nulla è dovuto a M.C. dalla società TK Web s.a.s. di R.B. & C (già TK Web s.a.s. di C.A. & C.) e/o da C.A. per qualsivoglia titolo, ragione o causale.
In via riconvenzionale accertare e acclarare la responsabilità professionale di M.C. nell’erronea compilazione delle dichiarazioni dei redditi di TK Web s.a.s. di Avisani Christian & C. relativamente agli anni di imposta 2005, 2006, 2007, 2008 e 2009. In ogni caso: spese di lite, con iva e epa sulle somme imponibili interamente rifusi.
In via istruttoria si chiede di essere abilitati a provare, per testi e per interrogatorio formale del rag. M.C., tutte le circostanze di fatto ritualmente capitolate nella memoria depositata ai sensi dell’art. 183 VI comma n. 2 cod. proc. civ. depositata in data 12 febbraio 2014 e non ammesse nell’ordinanza istruttoria 5 marzo 2014 con i testi ivi indicati.
Conclusioni per TK Web, Cristiano Briarava e R.B.
In via preliminare: che il Giudice autorizzi, per le motivazioni tutte esposte in narrativa gli opponenti alla chiamata in causa del terzo C.A.; nel merito: per le motivazioni tutte esposte nei propri atti introduttivi, respingersi tutte le richieste avversarie ovvero del dott. C. M. nei confronti di TK Web di R.B. & C., di B. C. e di B. R., atteso che nulla potrà essere richiesto ai medesimi attori opponenti in quanto la somma oggetto del decreto ingiuntivo opposto dovrà essere richiesta a C.A. che dovrà tenere indenne e/o manievare gli opponenti da qualsivoglia pretesa da parte del dr. M.C., con ogni conseguente provvedimento di condanna.
In ogni caso, con vittoria di spese, diritti e onorari di causa.
Per l’opposizione avverso le istanze istruttorie di parte opponente.
Conclusioni per la parte convenuta opposta In via principale: concedersi la provvisoria
esecutorietà del decreto ingiuntivo opposto r.g. n. 5379/12 atteso che la somma dovuta non è stata contestata e l’opposizione non è fondata su prova scritta ed è di facile e pronta soluzione.
Nel merito: condannarsi la società TK Web s.a.s. di R.B. & c. s.a.s. nonché i soci accomandatari C. B. e R.B. oltre all’ex socio accomandatario C.A., al pagamento della somma tutta dovuta in forza del decreto ingiuntivo opposto n. 5379/12 r.g. pari ad € 27.381,53 oltre interessi dalla domanda al saldo e alle spese liquidate pari ad € 1.110 oltre accessori di legge, rimborso spese generali e anticipazioni.
In ogni caso con vittoria di compensi e spese di causa.
i. Con atto di citazione ritualmente notificato il 16 febbraio 2013 C.A. evocava in giudizio Cataldo M. avanti al Tribunale di Verona proponendo opposizione contro il decreto n. 5379/2012 emesso dal giudice funzionalmente competente a favore del secondo con ingiunzione di pagamento per € 27.381,53 oltre ad accessori per inadempimento di un contratto d’opera professionale relativo agli anni 2005, 2006, 2007, 2008 e 2009. Contestava la pretesa rilevando che la stessa originava da risentimento nei suoi confronti; che C. M. era stato socio della TK Web fino al 13 aprile del 2010 quando era fuoriuscito (unitamente all’Avisani), cedendo le quota agli attuali soci e che in tale veste, quale socio, si era impegnato ad occuparsi in forma gratuita degli aspetti contabili e fiscali della società; che in forza di questo il credito non risultava giustificato; che tutto ciò era avvalorato anche dal tempo decorso dalle asserite prestazioni alla richiesta di pagamento; che non erano mai stati inviati gli avvisi di parcella e che i documenti erano stati peraltro consegnati a Vincenzo M., padre dell’opposto; che anche la missiva del 31 maggio 2010 non era stata inviata; che era stata stipulata una transazione dalla quale risultava al 17 giugno 2008 che la TK Web era da tempo inattiva con una sola esposizione debitoria verso la Banca Popolare di Marostica e che in tale occasione alcuna pretesa era stata rappresentata dall’opposto; che non sussistevano le condizioni per l’emissione del decreto ingiuntivo stesso; che il rapporto contrattuale di prestazione d’opera non era mai intercorso con Cataldo M. e che le stesse voci inerenti le parcelle non avrebbero potuto essere pretese. In via riconvenzionale chiedeva poi fosse accertato che Cataldo M. aveva erroneamente presentato le dichiarazioni dei redditi della TK Web indicando che 1’A. svolgeva attività prevalente quando, per converso, svolgeva attività per la Fly & Go; che quindi l’Inps per il 2006 aveva chiesto il pagamento dei contributi e che solo a seguito dell’intervento di altro professionista erano stati elisi. Ulteriore richiesta era pervenuta da parte dell’Inps per il 2005. Contrastava infine la richiesta per la concessione della provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo opposto.
Si costituiva Cataldo M. contestando l’opposizione e precisando di aver effettivamente svolto attività professionale per conto della Tk Wb prima dell’A. e poi della TK Web di R.B. e C. B. e che per questo aveva ottenuto il decreto ingiuntivo sia contro il precedente socio accomandatario sia contro gli attuali accomandatari. Precisava di essere stato effettivamente socio della TK Web ma che si era occupato degli aspetti contabili; che l’azione non era espressione di animosità; che il credito era effettivamente esistente mentre alcun danno aveva cagionato.
Con atto di citazione del 22 febbraio 2013 TK Web di R.B. e C s.a.s. nonché C. B. e R.B. proponevano opposizione avverso il medesimo decreto ingiuntivo n. 5379/2012 evocando in giudizio M.C. avanti al Tribunale di Verona e deducendo in particolare che la pretesa non avrebbe potuto essere affermata in quanto le prestazioni si riferivano agli anni dal 2005 al 2009 quando socio accomandatario era C.A. essendo cessato solo nel 2010 con il loro ingresso nella compagine. Chiedevano infine di essere autorizzati a chiamare in causa, per manleva, C.A..
Si costituiva anche nel caso M.C. contestando l’opposizione sul rilievo per cui aveva effettivamente svolto le attività delle quali chiedeva il pagamento e che a norma dell’art. 2269 cod. civ. era prevista la responsabilità per i debiti precedenti in capo ai nuovi soci accomandatari.
Le cause venivano quindi riunite avanti al decidente.
Rigettata l’istanza per la concessione della provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo venivano assegnati i termini per memorie ex art.
183 6° co. cod. proc. civ., poi dimesse.
Le cause venivano istruita documentalmente e con l’assunzione di prove costituende.
Era quindi trattenuta in decisione, sulle conclusioni espresse, con la concessione dei termini ordinari e perentori per il deposito degli scritti conclusivi; depositati in via telematica.
ii. Osserva il Tribunale.
iii. E’ fondata l’eccezione estintiva di parte opponente in forza della quale si sostiene che il decreto ingiuntivo sarebbe stato emesso in mancanza dei presupposti (art. 633 cod. proc. civ.) e segnatamente in assenza della prova scritta.
Infatti l’ingiunzione di pagamento è stata emessa sulla base delle due fatture riportanti l’importo complessivo di € 27.381,53 quando l’asseverazione al Collegio dei dottori commercialisti risulta in contrasto con le parcelle presentate stante la convalida per il solo importo di € 22.327 oltre al contributo del 4% ed alle spese. Il decreto ingiuntivo, quindi, risulta emesso per l’importo maggiore di € 27.381,53 oltre ad accessori non sulla base della conforme asseverazione.
Ebbene la domanda monitoria relativa a crediti per prestazioni professionali deve essere accompagnata dalla parcella delle spese e prestazioni, munita della sottoscrizione del ricorrente e corredata dal parere della competente associazione professionale (Cass. civ. 31 ottobre 2011 n. 22655) altrimenti, in mancanza, la prova scritta non risulta esistente. Infatti il parere dell’associazione professionale che ai sensi dell’art. 636 secondo comma cod. proc. civ. deve accompagnare la domanda al pagamento di crediti per prestazioni professionali. Quando il loro ammontare non è determinato in base a tariffa obbligatoria è vincolante il relativo parere solo per la pronuncia del decreto ingiuntivo (Cass. Civ. Sez. 2A n. 9514 del 30 ottobre 1996). Ne consegue che nel caso, ove l’ingiunzione è stata emessa per un importo maggiore rispetto a quello asseverato dal Collegio dell’ordine, il decreto ingiuntivo è stato illegittimamente emesso e, come tale, va revocato.
iv. Nel merito, a giudizio del Tribunale, l’opposizione è fondata e va accolta, il decreto ingiuntivo va quindi revocato e, per l’effetto, va rigettata la pretesa svolta dalla TK Web di R.B. & C e da R.B. e C. B., di manleva nei confronti di A. C.
Invero, a tale ultimo proposito, non tanto per effetto del fatto che TK Web di R.B. & C e R.B. e C. B. siano subentrati nella qualifica di soci nella TK Web dopo che le obbligazioni sarebbero state invece assunte da C.A., posto che a tal riguardo osta l’art. 2239 cod. civ. a norma del quale chi entra a far parte di una società già costituita risponde con gli altri soci per le obbligazioni sociali anteriori all’acquisto della qualità di socio: come esattamente nel caso; ma per l’inesistenza stessa della pretesa creditoria in accoglimento delle eccezioni di parte opponente C.A..
Innanzi tutto occorre evidenziare (così la visura camerale dimessa) che la TK Web di R.B. & C. s.a.s. è stata costituiti il 9 settembre del 2.005 e dall’inizio i soci sono stati C.A. e M. Cataldo. Il 6 maggio del 2010 entrambi i soci originari sono receduti con subentro, per quanto interessa, di C. B. e R.B. a seguito infatti della cessione delle quote societarie (doc. 3 di parte opponente).
Pacifico quanto sopra, risulta peraltro evidente (così l’atto di precetto dimesso) che C.A. aveva agito anche in sede esecutiva per il pagamento di somme contro Cataldo M. per € 12.688,02 in data di poco antecedente all’emissione dell’ingiunzione che odiernamente occupa.
Chiarito quanto sopra e considerato che le prestazioni professionali per le quali Cataldo M. chiede il pagamento si riferiscono ad anni anche di molto antecedenti l’attuale azione, alla luce di quanto sopra occorre trarre le debite conseguenze anche in considerazione del non secondario rilievo per cui gli avvisi di parcella (docc. 3 e 4) dimessi dal M. non risultano affatto consegnati all’A. ma al padre del M. stesso, Vincenzo, come risulta dalle allegazioni di parte opponente e con ogni conseguente effetto sulla prova della attività professionale e della sua partecipazione alla controparte che non risulta certo databile in quegli anni (il 2008) ma successivamente. È per altra parte vero che in quel periodo la TK Web era domiciliata in Via Nogarola n. 12 a Schio ove gli atti sarebbero stati consegnati, ma l’importanza della pretesa anche economica, avrebbe dovuto giustificare ben altra forma di consegna rispetto quella avvenuta: parcelle emesse da M.C. contro TK Web e consegnate con la richiesta relativa al padre di M.C.: Vincenzo Cataldo. Il tutto in palese conflitto di interessi anche considerandosi che è emerso in via di fatto che la sede operativa della TK Web era presso la Fly & Go di Verona (così le dichiarazioni di M. P. e quelle di P. P. testimone, quest’ultimo, capace di deporre ex art. 246 cod. proc. civ. in quanto non portatore di un interesse attuale e diretto a partecipare al presente giudizio in quanto il fatto che il medesimo abbia in essere una causa per il pagamento di una parcella di C. M., non giustifica certo la evocazione o l’intervento nel presente giudizio stante la diversità evidente dei presupposti e dei soggetti).
Per il resto, si osserva.
Non risulta innanzi tutto contrario alla posizione del socio di società di persone lo svolgimento, da parte di questi, di attività lavorativa anche professionale per conto della società stessa e a titolo oneroso non ostandovi, sul punto, alcuna preclusione normativa. Ciò detto, tuttavia nel caso di specie, proprio alla luce dell’evidente contrasto tra le parti sopra tratteggiato (che per altro non attiene agli altri opponenti società TK, B. e B.); proprio in considerazione del lasso di tempo decorso dalle prestazioni che si assumono svolte e degli ulteriori elementi indiziari (la consegna delle parcelle al padre dell’opposto), è necessario accertare se C. M. avesse svolto o meno le relative attività professionali a titolo gratuito, come sostiene l’opponente A. ovvero a titolo oneroso.
Ora se si escludono, come risulta opportuno per evidente inattendibilità soggettiva anche per quanto sopra evidenziato (la consegna delle parcelle), le dichiarazioni di V. M., padre dell’opposto (anche in quanto contrastanti di fatto con quelle, maggiormente veritiere, degli altri testimoni P. e P., disoccupato il secondo ed entrambi non più alle dipendenze di società riconducibili alle parti) e quelle delle mogli dell’A. e di Cataldo M., evidentemente testimoni non soggettivamente attendibili, risulta pervero che l’attività prestata da C. M., nell’ambito della TK Web di C.A. è stata a titolo gratuito e segnatamente a titolo di apporto di lavoro del socio a fronte del pari apporto di lavoro dell’altro socio C. A.
Infatti i testimoni M. P. e P. P., sufficientemente attendibili e comunque non altrimenti sconfessati, hanno dichiarato che tra C.A. e C. M. era in essere un accordo verbale in forza del quale il primo avrebbe dovuto apportare il proprio lavoro a favore della TK Web seguendo la realizzazione dei siti e la parte grafica e Cataldo M. avrebbe dovuto apportare il suo lavoro nel settore della contabilità sempre della TK Web s.a.s.. Anzi il testimone Paparetti ha riferito, a giustificazione ulteriore di quanto sopra, che Cataldo M. avrebbe dichiarato per vicende legate alla Fly & Go.
“Se non fai come dico io faccio lo stesso scherzo che ho fatto a C. A. ed emetto parcella sulla società anche se eravamo d’accordo diversamente…” il tutto a dimostrare ulteriormente, con valenza confessoria non altrimenti smentita, che l’attività di Cataldo M. nella TK Web avrebbe dovuto essere intesa nel senso di apporto di lavoro commercialistico e di tenuta della contabilità relativamente alla posizione di socio e sostanzialmente senza che potessero essere successivamente affermate pretese economiche verso la società.
Né rilevano più che tanto, alla luce dei dati istruttori di cui sopra, le dichiarazioni rese da S. L., commercialista, la quale ha riferito sì che le attività di cui alle parcelle 1 e 2 sarebbero state effettivamente eseguite da C. M. (circostanza del resto non oggettivamente contestata se non sotto alcuni profili realizzativi peraltro assorbiti – citazione da pagg. 16 in poi) ma che ha poi precisato di non conoscere l’A. e, pertanto, ben difficilmente la stessa avrebbe e può ora essere a conoscenza degli accordi in ambito societario. Il fatto poi che attualmente la TK Web s.a.s. del B. e del B. si avvalga delle prestazioni di C. M. non toglie rilievo a quanto sopra accertato anche in considerazione del fatto che il medesimo, ormai, non risulta più socio della TK Web. Alla luce di quanto sopra va esclusa ogni pretesa economica di natura professionale come attualmente affermata da C. M. nei confronti della TK Web s.a.s. sia dell’A., fino al 2010 socio accomandatario, sia della attuale compagine della TK Web con i soci accomandatari B. e B.. L’attività svolta da C. M., invero e per come chiaramente emerso a livello testimoniale e indiziario, si è concretata solo nell’apporto di lavoro del socio nell’ambito della TK Web s.a.s. senza pretesa, in base agli accordi assunti, di pagamento diverso del corrispettivo.
v. L’opposizione va accolta ed il decreto ingiuntivo n. 5379/2012 va revocato con ogni conseguente effetti sulle spiegate opposizioni di C.A. e della TK Web di R.B. & C. s.a.s. nonché di C. B. e di R.B. che vanno accolte.
vi. Con la domanda riconvenzionale introdotta C.A. ha chiesto fosse accertato l’errore professionale commesso da Cataldo M. e la conseguente responsabilità civile del medesimo che avrebbe errato nel compilare le dichiarazioni dei redditi della TK Web s.a.s. per gli anni 2005, 2006, 2007, 2008 e 2009. L’errore, per l’attore in riconvenzionale, sarebbe derivato dal fatto che C. M. avrebbe compilato le predette dichiarazioni affermando, erroneamente quindi, che C.A. avrebbe svolto attività prevalente per la TK Web s.a.s. quando, nella realtà, l’attività dell’A. sarebbe stata svolta prevalentemente per conto della Fly & Go e così esponendo l’opponente ad una rivalsa da parte dell’INPS per € 26.739,94 poi definita senza alcun pagamento e con ulteriore pretesa dell’INPS per il 2005 pari ad € 4.476,73.
Per poter affermare l’errore ed il conseguente danno occorrerebbe l’allegazione chiara, a fronte dell’avversa contestazione (secondo la quale sarebbe stato proprio l’A. a chiedere di indicare la posizione di socio prevalente della TK Web), e da parte dell’attore in riconvenzionale non solo del fatto di aver svolto attività prevalente per altra compagine (la Fly & Go) ma anche del fatto di aver precisato a Cataldo M. che tale avrebbe dovuto essere la dichiarazione fiscale relativa e non altra.
Tali allegazioni e prove non risultano offerte con la conseguenza che la domanda riconvenzionale, volta ad accertare la relativa responsabilità, va rigettata evidenziandosi ulteriormente che per l’anno di imposta 2006 il ricorso proposto dall’A. contro l’INPS è stato accolto (doc. 17) con conseguente elisione di ogni pretesa contributiva. Per l’anno 2005 non risulta allo stato prova della corresponsione del maggior onere contributivo e quindi del relativo, asserito, pregiudizio come del resto per gli anni successivi. La domanda riconvenzionale va quindi rigettata,
vii. Ogni diversa eccezione, istanza anche istruttoria (irrilevante per quanto sopra detto e per le ragioni di cui all’ordinanza istruttoria anche modificata e che si conferma) e domanda vanno rigettate.
Le spese processuali vanno compensate tra le parti sia per il rigetto delle contrapposte domande sia per quanto riguarda la nuova TK Web s.a.s. per il rigetto a monte della domanda proposta di Cataldo M. a fronte delle insussistenza delle ragioni difensive addotte.
Il Giudice unico, dottor Massimo Coltro,
definitivamente pronunciando nella causa civile promossa da C.A. e da TK Web di R.B. & C s.a.s., da C. B. e da R.B. contro Cataldo M., così provvede :
-è disattesa ogni diversa eccezione, domanda e istanza in accoglimento dell’opposizione revoca il decreto ingiuntivo n. 5379/2012 del Tribunale di Verona;
-compensa le spese processuali tra le parti tutte.
Così deciso in Verona il 21 aprile 2015,
Dott. Massimo Coltro
Tribunale di Verona, Sez. I Civile - Sentenza n. 1464/2015 del 4.06.2015 (Dott.ssa Ghermandi)