Source: https://www.unive.it/pag/8256/
Timestamp: 2018-07-17 09:37:33+00:00
Document Index: 65646232

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 14', 'art. 20', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 9']

Dottorato di Ricerca: Regolamenti
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In vigore dal 13/07/2018 (96 K)
In vigore dall'a.a. 2018/2019 (110 K)
I Corsi di dottorato sono istituiti dal Consiglio di Amministrazione, previo parere obbligatorio del Senato Accademico, su proposta di uno o più Dipartimenti, sentita la Consulta per il Dottorato di ricerca. L’istituzione è disposta previo esame, da parte del Nucleo di Valutazione dell’Ateneo, della sussistenza dei requisiti per l’accreditamento di cui alla normativa di riferimento.
Ciascuna proposta di istituzione di un Corso di dottorato deve specificare l’area o le aree scientifico - disciplinari di riferimento, la tematica generale e gli obiettivi formativi, i relativi programmi di ricerca e di didattica, articolati in CFU ove necessario ai fini del rilascio del titolo di Master di cui all’art. 6 comma 2. Nella proposta devono, inoltre, essere specificati:
I Corsi di dottorato sono attivati con delibera del Consiglio d’Amministrazione, previo accreditamento concesso dal MIUR, su conforme parere dell’ANVUR - Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. La domanda di accreditamento relativamente a ciascun Corso di dottorato viene presentata dall' Ateneo al MIUR, corredata della documentazione attestante il possesso dei requisiti richiesti.
Al fine di ottemperare a quanto previsto dalla normativa vigente in merito ai requisiti per l’accreditamento, vengono organizzate attività, anche in comune tra più Dottorati, di formazione disciplinare ed interdisciplinaree di perfezionamento linguistico e informatico, nonché, nel campo della gestione della ricerca e della conoscenza dei sistemi di ricerca europei ed internazionali, della valorizzazione dei risultati della ricerca e della proprietà intellettuale.
In particolare, in caso di convenzioni o di consorzi con Università italiane e/o con Enti di ricerca italiani si dovrà stabilire,in base alla normativa vigente, oltre alla sede amministrativa, l’apporto in termini di docenza, la disponibilità di risorse finanziarie e di strutture operative e scientifiche che garantiscano la sostenibilità del Corso e il contributo di borse di dottorato per ciascun ciclo da parte di ciascuna Università e/o Ente.
Il Consiglio di Amministrazione ripartisce le borse di dottorato MIUR/Ateneo, in applicazione dei criteri approvati sentito il Senato Accademico, nei limiti dei fondi disponibili e tenendo conto di quanto previsto dalla normativa vigente di cui al successivo art. 14.
Art. 6 - Durata dei Corsi di dottorato e rilascio titoli intermedi
Ai Corsi di dottorato, il cui primo anno è organizzato prevedendo insegnamenti strutturati con modalità valutative che consentano il riconoscimento di crediti (CFU), è data la facoltà di prevedere nella proposta di istituzione il rilascio del titolo di Master universitario di secondo livello secondo i regolamenti d’Ateneo vigenti.
TITOLO III - Organizzazione e funzionamento dei Corsi di dottorato
La Consulta per il Dottorato di ricerca è composta dai tutti i Coordinatori dei Corsi di dottorato. Per i Corsi di Dottorato interateneo con sede amministrativa presso altro Ateneo è prevista la partecipazione alla Consulta del Coordinatore o di un rappresentante di Ca’ Foscari nel Collegio dei docenti del Corso di Dottorato [1] .
Ai fini dello svolgimento delle proprie funzioni, la Consulta è convocata almeno una volta l’anno, ove utile o necessario, anche per via telematica. Le delibere della Consulta sono assunte a maggioranza dei votanti. Le sedute della Consulta potranno avere luogo anche in via telematica.
Il Collegio dei docenti del Dottorato deve essere composto dal numero minimo di 16 docenti di Università italiane di cui non più di un quarto di ricercatori; nel caso di convenzioni e consorzi, ai fini del numero minimo, possono inoltre essere conteggiati componenti primi ricercatori e dirigenti di ricerca o ruoli analoghi ed esperti esterni di comprovata qualificazione in numero non superiore a un quarto dei soggetti interni. Queste figure possono inoltre entrare a far parte del Collegio docenti anche di Corsi di dottorato non convenzionati o consortili in aggiunta ai 16 docenti di cui sopra ed in ogni caso ad un numero non superiore alla metà dei componenti.
Il Consiglio di dipartimento nomina il Collegio dei docenti di ciascun Dottorato di cui è sede amministrativa. Per i Corsi Interdipartimentali la nomina avviene sentiti i Dipartimenti coinvolti. Eventuali modifiche della composizione del Collegio dei docenti andranno approvate dal Consiglio del Dipartimento che è sede amministrativa, su proposta del Coordinatore . I docenti sono scelti in base ad una riscontrata evidenza internazionale della ricerca da loro svolta nei campi disciplinari di interesse per il Corso, con particolare riferimento agli ultimi 5 anni.
Il Collegio dei docenti individua uno o più Supervisori del singolo dottorando di cui almeno uno tra i propri componenti ovvero tra i docenti dell’Ateneo o degli Atenei convenzionati, con le funzioni di cui al successivo comma 12.
Il Coordinatore resta in carica tre anni accademici con possibilità di rinnovo del mandato per una sola volta consecutiva. La carica è incompatibile con quella di Rettore, Prorettore, Direttore di Dipartimento o di Scuola. Il Coordinatore designa un sostituto per i casi di assenza o di impedimento, Vice-coordinatore, che lo rappresenta con diritto di voto nella Consulta per il Dottorato di ricerca.
convocare e presiedere il Collegio dei docenti e curare l’esecuzione delle delibere;
assegnare a ciascun dottorando, sentito il Collegio, almeno un Supervisore ed eventuali esperti esterni che lo coadiuvano;
redigere, la scheda annuale dell’anagrafe ministeriale dei Corsi di dottorato;
assumere il ruolo di relatore della tesi finale di Dottorato.
L’ammissione al Dottorato, fatto salvo quanto previsto al successivo art. 20, avviene sulla base di una selezione a evidenza pubblica: il bando di indizione di tale selezione è emanato annualmente dal Rettore.
Ciascuna commissione è composta da almeno tre membri e comunque in numero dispari, compreso il presidente, scelti tra professori ordinari e associati, ricercatori a tempo indeterminato e a tempo determinato. La commissione può essere integrata da non più di due esperti scelti nell'ambito degli enti e delle strutture pubbliche e private di ricerca in caso di borse finanziate dall’esterno. Possono altresì essere previsti dei consulenti con il compito esclusivo di sostenere la commissione nella valutazione su specifiche discipline.
I componenti delle commissioni e i relativi supplenti sono nominati dal dal Rettore, su proposta del Collegio dei Docenti.
Art. 12 - Diritti e doveri, incompatibilità dei dottorandi
L’ammissione al Dottorato comporta un impegno esclusivo e a tempo pieno: i dottorandi hanno l'obbligo di frequentare le attività didattiche previste dai Corsi di dottorato, di svolgere l’attività di ricerca assegnata dal Collegio dei docenti e di sostenere le previste verifiche; sono inoltre tenuti a rispettare il Codice etico dell’Ateneo. A conclusione di ogni anno di Corso sono altresì tenuti a presentare al Collegio dei docenti una relazione sull’avanzamento della ricerca. Tutte le attività lavorative devono essere autorizzate dal Collegio dei docenti, con la sola esclusione di quelle che si non si configurano come contratto di lavoro dipendente o che prevedono una retribuzione lorda inferiore ai 5.000,00 Euro annui, purché compatibili con l’impegno richiesto. Per i dottorandi senza borsa va in ogni caso valutata in concreto l’eventuale incompatibilità derivante dall’attività lavorativa senza che questo determini un comportamento lesivo di diritti tutelati a livello costituzionale, quali il diritto allo studio per i capaci e meritevoli anche se privi di mezzi.
I dottorandi possono svolgere attività di ricerca, perfezionamento e formazione in Italia o all’estero previo nulla osta del Collegio dei docenti. Durante tale periodo i dottorandi sono tenuti a relazionarsi con il Supervisore e a sostenere le previste verifiche, con modalità definite dal Collegio dei docenti. L’attività svolta all’estero ai fini valutativi deve avere una durata minima di 30 giorni e massima di 18 mesi.
L'iscrizione al Dottorato è incompatibile con l'iscrizione ad altri Dottorati presso altre Università o istituti di ricerca italiani e/o stranieri (fatte salve le co-tutele), con l'iscrizione a Corsi di Laurea e di Laurea magistrale, Master universitari di primo e di secondo livello (fatto salvo quanto previsto dall’art. 6 comma 2), Scuole di specializzazione, Corsi di Tirocinio Formativo Attivo (TFA).
Ai dottorandi, quale parte integrante del progetto formativo, verrà richiesto di di svolgere attività didattica integrativa o di assistenza alla didattica, nei limiti previsti dalla norma, e in particolare, secondo quanto previsto all’art. 8, comma 11, lettera g), del presente regolamento.
Alle dottorande si applicano le disposizioni a tutela della maternità di cui alla normativa vigente in materia, anche ai sensi del successivo art. 13.
Ai dottorandi la cui carriera risulti ancora aperta a distanza di 3 anni dalla data di conclusione del ciclo, viene applicata la “decadenza d’ufficio”, con conseguente chiusura della posizione e perdita dei diritti connessi allo status di dottorando.
Art. 13 - Sospensione, esclusione e rinuncia agli studi
È diritto del dottorando, per non più di 2 volte nella sua carriera, ottenere la sospensione dal Corso, per 1 o 2 semestri consecutivi per:
frequenza del Tirocinio Formativo Attivo (TFA).
Durante il periodo di sospensione di cui alle lettere a) e b) il dottorando può mantenere, a domanda, il godimento della borsa, fermo restando che la borsa di dottorato sarà erogata per la durata massima prevista dal bando.
Per riprendere il Corso dopo il periodo di sospensione, il dottorando dovrà presentare apposita richiesta agli uffici preposti. Le scadenze amministrative saranno differite della durata pari al periodo di sospensione. Il Collegio dei docenti indicherà il percorso didattico/formativo da seguire per la prosecuzione e il completamento del Corso. La sospensione non può essere richiesta in maniera retroattiva.
In caso di ritiro dal Corso durante il periodo di sospensione, l’importo della borsa eventualmente percepito dovrà essere restituito.
In qualsiasi momento il dottorando può presentare domanda di rinuncia agli studi. In caso di rinuncia agli studi in corso d’anno il dottorando è tenuto alla restituzione degli importi della borsa di studio, che abbia percepito indebitamente dopo la data di rinuncia agli studi. In caso di rinuncia agli studi di dottorandi privi di borsa non è dovuto il pagamento della seconda rata qualora il ritiro avvenga entro i termini previsti dalle disposizioni amministrative dell’Ateneo.
Art. 14 - Borse di dottorato
L'Ateneo, inoltre, può deliberare l’assegnazione ai dottorandi di contributi per favorire la mobilità e di premi per l’attività di ricerca.
Art. 15 - Contributi per la frequenza
Il Consiglio d'Amministrazione, sentito il Senato Accademico, delibera l'ammontare dei contributi per la frequenza al Dottorato graduandone l’importo in base alla condizione economica, secondo i principi generali in materia di diritto allo studio.
Hanno diritto all'esonero totale dalla tassa regionale per il Diritto allo Studio e dei contributi universitari:
i dottorandi beneficiari di borsa di studio regionale e quelli risultati idonei;
i dottorandi titolari di borsa del Ministero degli Affari Esteri (l’esonero, negli anni accademici successivi al primo, è condizionato al rinnovo della borsa da parte del Ministero).
Sono tenuti al solo pagamento dell'imposta di bollo e della tassa regionale per il Diritto allo Studio:
i dottorandi titolari di borse di dottorato;
i dottorandi con invalidità riconosciuta pari o superiore al 66%;
i dottorandi in co-tutela in ingresso per gli anni di ricerca presso l’Ateneo, salvo quanto diversamente previsto dalla specifica convenzione;
i dottorandi in prolungamento di iscrizione.
Art. 16 - Apprendistato di alta formazione e ricerca e Dottorato industriale
a) ai laureati fino ai 29 anni assunti in un’impresa tramite contratti di apprendistato di alta formazione e di ricerca;
b) ai dipendenti impegnati in attività di elevata qualificazione (Dottorato Industriale).
Art. 17 - Esame finale e conseguimento del titolo
Il titolo di dottore di ricerca (Dott.Ric. o Ph.D.) viene rilasciato a seguito della positiva valutazione di una tesi di ricerca che contribuisca all’avanzamento delle conoscenze o del metodo scientifico nel campo di indagine prescelto.
L’ammissione alla discussione pubblica è subordinata al deposito della tesi finale da parte del dottorando nell’archivio istituzionale d’Ateneo ad accesso aperto, che garantisce la conservazione e la pubblica consultabilità in rete del testo completo; sarà cura dell’Ateneo effettuare il deposito telematico a norma di legge presso le Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze.
I dottorandi dovranno verificare il proprio lavoro di tesi attraverso l’utilizzo del software antiplagio adottato dall’Ateneo.
Il Supervisore, esclusivamente in caso di co-tutela di tesi, può chiedere al Collegio dei docenti, entro il termine di conclusione del terzo anno, di prolungare la durata del Corso di dottorato del proprio dottorando di sei o dodici mesi. In caso la richiesta venga accolta, il dottorando resterà a tutti gli effetti studente dell’Ateneo per l’intera durata del prolungamento.
Il Collegio dei docenti nomina i due valutatori esterni, incaricati di proporre o meno l’ammissione di ciascuna tesi alla discussione pubblica. Tali valutatori sono docenti (professori ordinari e associatiprofessori emeriti, ricercatori a tempo indeterminato e a tempo determinato) ovvero primi ricercatori e dirigenti di ricerca o ruoli analoghi di elevata qualifica, anche appartenenti a istituzioni estere, esterni all’Ateneo e ai soggetti che hanno concorso al rilascio del titolo di Dottorato ovvero alle Università convenzionate incluse quelle con le quali esistono accordi di co-tutela.
Il dottorando, ammesso dal Collegio dei docenti alla procedura di valutazione della tesi o trascorso il periodo di rinvio di cui al successivo comma, presenta domanda di esame finale agli uffici preposti e trasmette, tramite l’apposita procedura telematica, la tesi ai due valutatori individuati. Alla tesi deve essere allegata una relazione sulle attività svolte nel corso del Dottorato e sulle eventuali pubblicazioni.
il dottorando procede con il caricamento della tesi nel software antiplagio adottato dall’Ateneo: in caso di verifica positiva la tesi viene automaticamente depositata nell'archivio istituzionale ad accesso aperto. Il dottorando, in casi adeguatamente motivati in relazione alla tutela e sfruttamento economico delle proprietà industriali e/o delle opere dell'ingegno, potrà chiedere che la tesi venga resa liberamente consultabile in rete solo dopo un periodo di tempo non superiore a 12 mesi (embargo della tesi);
La commissione preposta alla discussione pubblica è composta da 3 membri scelti fra professori ordinari e associati, professori emeriti, ricercatori a tempo indeterminato e a tempo determinato di cui almeno uno esterno all’Ateneo. La commissione può essere integrata da non più di due esperti scelti nell'ambito degli enti e delle strutture pubbliche e private di ricerca. Non possono essere componenti della commissione i Supervisori.
Art. 18 - Banche dati MIUR Dottorato
Entro 30 giorni dalla discussione e approvazione della tesi, tranne in caso di embargo della tesi di cui all’art. 17 comma 11 lett. a), l’Ateneo deposita copia della tesi, in formato elettronico, nella banca dati ministeriale. Previa autorizzazione del Collegio dei docenti, possono essere rese indisponibili parti della tesi in relazione all’utilizzo di dati tutelati da segreto industriale ai sensi della normativa vigente in materia. Resta fermo l’obbligo dell'autoarchiviazione elettronica della tesi nell'archivio istituzionale ad accesso aperto dell’Ateneo di cui al precedente art. 17.
Art. 19 - Proprietà dei risultati e diritto di autore
I diritti di proprietà intellettuale sui risultati della ricerca sono disciplinati dal Regolamento di Ateneo.
I beneficiari di borse erogate in ambito di progetti di collaborazione comunitari e internazionali in cui Ca’ Foscari sia partner, possono essere ammessi ai Corsi di dottorato senza ricorrere al bando di cui all’art. 9, purché selezionati attraverso le specifiche procedure stabilite dal regolamento di ciascun programma. Per tale categoria di dottorandi possono essere previsti specifici piani formativi che tengano conto delle caratteristiche dei singoli progetti, non si applicano inoltre i commi 2 e 3 dell’articolo 14, a meno che il regolamento specifico del singolo progetto lo consenta.
Ogni programma di co-tutela presuppone la stipula di una convenzione che deve essere redatta in conformità alle regole previste dallo schema standard predisposto dall’Ateneo. La convenzione di co-tutela può essere stipulata solo a seguito delll'accoglimento da parte del Collegio del Corso di dottorato della richiesta presentata dal dottorando, acquisito il parere positivo del dipartimento.
Il label di “Doctor Europaeus” è rilasciato dall'Ateneo, su proposta del Collegio dei docenti, qualora sussistano le condizioni stabilite dalla Confederazione delle Conferenze dei Rettori dei Paesi dell'Unione Europea e recepite dalla European University Association (EUA). La dicitura “Doctor Europaeus” è apposta sul diploma di Dottorato.
Il presente Regolamento può essere modificato con delibera del Senato Accademico a maggioranza assoluta dei componenti previo parere favorevole del Consiglio di Amministrazione.
[1] Per i Corsi di Dottorato interateneo con sede amministrativa presso altro Ateneo è prevista la partecipazione alla Consulta del Coordinatore o di un rappresentante di Ca’ Foscari nel Collegio dei docenti del Corso di Dottorato.