Source: http://www.compliancenet.it/node?page=4
Timestamp: 2017-04-28 10:11:27+00:00
Document Index: 144575892

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 106', 'art. 14', 'art. 20', 'art. 22', 'art. 21', 'arte 1', 'art. 51', 'art. 106']

Posted by admin on Thursday, 22 December 2016 Fonte: Comunicato stampa della Commissione europea in europa.eu
La Commissione europea ha adottato oggi (21 dicembre 2016 ndr) un pacchetto di misure per potenziare la capacità dell'UE di combattere il finanziamento del terrorismo e della criminalità organizzata sulla base degli impegni assunti nel piano d'azione di lotta contro il finanziamento del terrorismo del febbraio 2016.
Le proposte presentate dalla Commissione completeranno e rafforzeranno il quadro giuridico dell'UE in materia di riciclaggio di denaro, flussi illeciti di denaro contante e congelamento e confisca di beni.
Le misure, presentate insieme alla terza relazione sui progressi compiuti verso l'Unione della sicurezza, garantiscono una risposta europea forte e coordinata nella lotta contro il finanziamento del terrorismo e permettono all'UE di fare un passo avanti verso un'Unione della sicurezza efficace e autentica.
Le proposte sono state preparate da un gruppo guidato dal primo vicepresidente Frans Timmermans e dal vicepresidente Valdis Dombrovskis, in collaborazione con i commissari Dimitris Avramopoulos, Pierre Moscovici, Věra Jourová e Julian King.
Con le proposte di oggi, come sottolineato dalla Terza relazione sui progressi compiuti verso un'Unione della sicurezza efficace e autentica, la Commissione europea rafforza la capacità dell'UE di combattere il terrorismo e la criminalità organizzata rendendo più difficile per i terroristi e i criminali finanziare le loro attività e agevolando al contempo gli interventi delle autorità per individuare e bloccare i loro movimenti finanziari.
Individuare i flussi finanziari sospetti e bloccare le fonti di finanziamento del terrorismo rappresenta uno dei modi più efficaci per impedire potenziali attentati terroristici e attività criminali.
Il rintracciamento dei flussi finanziari può anche essere utile per fornire alla polizia e alle autorità di contrasto informazioni fondamentali e strumenti efficaci per le loro indagini.
La Commissione propone oggi una nuova direttiva per perseguire penalmente il riciclaggio dei proventi di reati e fornire alle autorità competenti disposizioni di diritto penale adeguate per perseguire i criminali e i terroristi e incarcerarli.
stabiliscono norme minime per la definizione dei reati penali e delle sanzioni connesse al riciclaggio di denaro, colmando le lacune esistenti al fine di impedire ai criminali di sfruttare le differenze esistenti tra le diverse legislazioni nazionali;
rimuovono gli ostacoli alla cooperazione giudiziaria e di polizia transfrontaliera istituendo disposizioni comuni per migliorare le indagini sui reati connessi al riciclaggio di denaro;
allineano le norme dell'UE agli obblighi internazionali in materia, quali quelli stabiliti dalla convenzione del Consiglio d'Europa di Varsavia e dalle raccomandazioni della task force "Azione finanziaria".
rafforzare i controlli sul denaro contante per coloro che entrano o escono dall'UE con €10 000 o più in contanti;
permettere alle autorità di agire anche in relazione a importi inferiori alla soglia prevista per le dichiarazioni doganali (€10 000), qualora si sospettino attività criminali;
migliorare lo scambio di informazioni tra le autorità e gli Stati membri;
estendere i controlli doganali ai contanti inviati mediante pacchi postali o spedizioni di merci, ai prodotti preziosi come l'oro e alle carte di pagamento prepagate che attualmente non sono oggetto delle normali dichiarazioni doganali.
Rapidi interventi transfrontalieri di congelamento o confisca degli attivi finanziari permetteranno di impedire ai terroristi di utilizzare i propri capitali per commettere ulteriori attentati.
La proposta di regolamento sul riconoscimento reciproco degli ordini di congelamento e confisca dei proventi di reato permetterà di:
disporre di uno strumento giuridico unico per il riconoscimento degli ordini di congelamento e confisca in altri paesi dell'UE, semplificando l'attuale quadro giuridico. Il regolamento si applicherebbe immediatamente in tutti gli Stati membri;
ampliare l'ambito di applicazione delle attuali norme sul riconoscimento transfrontaliero, al fine di includere la confisca nei confronti di terze persone collegate ai criminali. Rientra in tale ambito la confisca nei casi in cui gli autori dei reati non sono condannati, ad esempio perché fuggiti o deceduti;
migliorare la rapidità e l'efficienza degli ordini di congelamento o di confisca grazie a un documento standard e all'obbligo per le autorità competenti di comunicare tra loro. Le norme fissano termini chiari che prevedono scadenze più ravvicinate per gli ordini di congelamento;
garantire che il diritto delle vittime all'indennizzo e alla restituzione sia rispettato. Nel caso di esecuzioni transfrontaliere di ordini di confisca, il diritto della vittima è prioritario rispetto all'interesse dello Stato di esecuzione e di emissione.
Come previsto nel piano d'azione di lotta contro il finanziamento del terrorismo e come indicato nella relazione sui progressi compiuti verso l'Unione della sicurezza di oggi, la Commissione presenterà una proposta per rafforzare i poteri delle autorità doganali per quanto riguarda la lotta contro il finanziamento del terrorismo attraverso gli scambi commerciali nel 2017.
La Commissione intende inoltre ampliare il campo di applicazione della normativa vigente in materia di commercio illegale di beni culturali a un numero maggiore di paesi.
Nella relazione sui progressi compiuti la Commissione incoraggia inoltre i colegislatori a trovare nelle prossime settimane un accordo sulla revisione della IV direttiva antiriciclaggio.
(image from http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Money-laundering.svg) Anti-Money Laundering in Italy - 2014 Report (June, 21st 2015), word version (1.3 M, 60 pp.), pdf version (1.4 M, 60 pp.) - English version (here the Italian version)
ComplianceNet: AntiriciclaggioEuropa Read more about UE: perseguibilità penale del riciclaggio e norme più severe contro finanziamento terrorismo (22 dicembre 2016)
Posted by admin on Wednesday, 21 December 2016 Fonte: sito ABI
Accordo Banca d'Italia/ABI per la sicurezza informatica
Nasce il CertFin, il nuovo organismo altamente specializzato nella cybersecurity del settore bancario e finanziario, con l’obiettivo di prevenire e contrastare le minacce informatiche legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’economia digitale.
La Banca d’Italia, l’Associazione bancaria italiana e il Consorzio ABI Lab hanno firmato oggi a Roma una convenzione per rafforzare la collaborazione sulla cybersecurity.
L’accordo – sottoscritto dal Direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, dal Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini e dal Presidente di ABI Lab, Pierfrancesco Gaggi - prevede la realizzazione di un Cert (Computer emergency response team), ossia di una struttura altamente specializzata, dedicata al settore finanziario italiano, che avrà l’obiettivo di prevenire e contrastare le minacce informatiche legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’economia digitale.Il nuovo organismo si chiamerà CertFin e sarà basato sul principio della cooperazione tra pubblico e privato.
Le decisioni strategiche e di indirizzo del CertFin saranno affidate a un Comitato Strategico presieduto dalla Banca d’Italia e dall’ABI, mentre i servizi saranno coordinati da una direzione operativa gestita dal Consorzio ABI Lab e messi a disposizione dei partecipanti su base cooperativa, grazie al coinvolgimento degli operatori finanziari italiani.
Il comunicato di Banca d’Italia
“Banca d’Italia e Abi firmano un accordo per rafforzare la sicurezza informatica”, 20 dicembre 2016 (pdf, 2 pp.)
Banca d’Italia – Vigilanza BCE: priorità per il 2016 (8 gennaio 2016)
Banca d’Italia: anatocismo, consultazione su proposta delibera CICR (24 agosto 2015)
Banca d’Italia: modifiche ai provvedimenti su adeguata verifica della clientela e AUI (31 luglio 2015)
ComplianceNet: ABIBanca d'ItaliaSicurezza Read more about CyberSecurity: accordo Bankit e ABI. Nasce CERTIF (21 dicembre 2016)
Posted by admin on Tuesday, 20 December 2016 Fonte: sito UIF
Quaderno UIF N. 6 - L'utilizzo delle banconote di taglio elevato come potenziale strumento di riciclaggio. Lo studio del 2011 con una nota di aggiornamento
di Alessia Cassetta, Alberto Di Filippo e Valeria Roversi
Classificazione JEL: E42, K20, K42.
Nel 2011 la UIF ha realizzato uno studio sull’utilizzo delle banconote di taglio elevato come potenziale strumento di riciclaggio.
Lo studio documentava i rischi di un uso improprio del taglio apicale da parte della criminalità, evidenziando come la forte dinamica della domanda del biglietto da 500 euro osservata dal 2002 difficilmente fosse riconducibile a un utilizzo fisiologico dei mezzi di pagamento.
Lo studio — pur essendo stato citato in numerose occasioni, da ultimo nel rapporto di Europol “Why is cash still king?” — era rimasto inizialmente riservato, essendo stato diffuso solo a un ristretto ambito di autorità nazionali e internazionali.
In questo Quaderno il lavoro viene presentato nella versione del 2011, accompagnata da un aggiornamento basato sui dati disponibili al 2015.
Nell’insieme, le informazioni disponibili presso la UIF confermano i significativi rischi connessi al potenziale utilizzo di banconote di taglio elevato per attività illecite e di riciclaggio.
In considerazione di analoghi timori, la BCE ha deciso di terminare la stampa dei biglietti di taglio apicale indicativamente alla fine del 2018.
Alessia Cassetta, Alberto Di Filippo e Valeria Roversi, “Quaderno UIF N. 6 - L'utilizzo delle banconote di taglio elevato come potenziale strumento di riciclaggio. Lo studio del 2011 con una nota di aggiornamento” 20 dicembre 2016 (pdf ,1.3 M, 25 pp.)
ComplianceNet: Antiriciclaggio Read more about Quaderno UIF: Utilizzo banconote taglio elevato come potenziale strumento di riciclaggio (20 dicembre 2016)
Posted by admin on Tuesday, 20 December 2016 Fonte testo e immagine: Wired.it Reggio Calabria la provincia più a rischio, bar e ristoranti le attività più facili per lavare i soldi. Lo studio del centro universitario Transcrime
ComplianceNet: Antiriciclaggio Read more about Dove si ricicla il denaro sporco in Italia (Wired, 20 dicembre 2016)
La Vigilanza bancaria della BCE pubblica le priorità per il 2017 (16 dicembre 2016)
Posted by admin on Friday, 16 December 2016 Fonte: sito bankingsupervision.europa.eu
Tre aree di rischio fondamentali resteranno prioritarie nel 2017: i rischi connessi ai modelli imprenditoriali e alla redditività, il rischio di credito (con particolare attenzione ai crediti deteriorati) e la gestione dei rischi.
Nuova enfasi sugli effetti riconducibili alla Brexit e alla concorrenza proveniente dal settore della tecnofinanza.
Sotto osservazione anche le attività esternalizzate dalle banche e i relativi rischi.
La Banca centrale europea (BCE) ha oggi (15 dicembre 2016 ndr) pubblicato le proprie priorità per il 2017 concernenti la vigilanza degli enti creditizi significativi nell’area dell’euro.
L’attenzione è rivolta principalmente ai rischi fondamentali fronteggiati al momento dalle banche, tra cui la necessità di adattarsi a condizioni finanziarie quali la debole crescita economica nell’area dell’euro e le incertezze geopolitiche gestendo nel contempo le attività finanziarie preesistenti.
La Vigilanza bancaria della BCE si concentrerà quindi sui rischi legati ai modelli imprenditoriali e alla redditività, sul rischio di credito (con particolare riguardo ai crediti deteriorati) e sulla gestione dei rischi.
Queste aree rientravano già tra le priorità del 2016, ma per ciascuna di esse saranno ora approfonditi nuovi ambiti.
“La vigilanza bancaria è un settore dinamico. Il mondo in cui viviamo è mutato, come pure il contesto economico e regolamentare. Esamineremo più da vicino gli effetti derivanti per gli intermediari dalla Brexit, dal settore della tecnofinanza e dalle attività bancarie esternalizzate”, ha affermato Danièle Nouy, Presidente del Consiglio di vigilanza della BCE.
La BCE si soffermerà inoltre su specifiche classi di attività, adottando un nuovo approccio basato sulla combinazione di indagini in loco e a distanza, ad esempio nel caso dei prestiti a imprese del settore marittimo.
In aggiunta, la funzione di vigilanza intraprenderà una nuova analisi tematica per fare il punto delle attività esternalizzate dalle banche e verificare come queste gestiscano i relativi rischi.
È possibile che tali iniziative richiedano più di un anno.
La BCE concluderà anche diverse analisi tematiche già avviate, che riguardano fra l’altro il potenziale impatto dello standard internazionale di rendicontazione finanziaria IFRS 9 sulle banche e sulla loro aderenza ai principi stabiliti dal Comitato di Basilea in materia di aggregazione e segnalazione dei dati sui rischi. Lo standard, applicabile agli strumenti finanziari, entrerà in vigore nel 2018.
È inoltre in corso un’analisi mirata dei modelli interni tesa a valutare l’adeguatezza dei modelli interni di primo pilastro, utilizzati dalle banche per calcolare i requisiti patrimoniali minimi previsti per legge. L’esercizio comprende i rischi di credito, di mercato e di controparte; le relative verifiche in loco prenderanno il via nel primo semestre del 2017.
Esternalizzazione di funzioni aziendali (outsourcing)
Scrive la BCE:
“L’espansione della gamma di attività che le banche possono voler esternalizzare comporta l’insorgere di nuovi rischi connessi a questa pratica.
La vigilanza bancaria europea avvierà pertanto un’analisi tematica per fare il punto delle attività esternalizzate dalle banche e verificare come queste gestiscono i relativi rischi (anche di natura informatica)”.
Per eventuali richieste gli organi di informazione sono invitati a contattare Uta Harnischfeger (tel. +49 69 1344 6321).
Tel. +49 69 1344 7455, E-mail: media@ecb.europa.eu, Internet: www.bankingsupervision.europa.eu
SSM supervisory priorities 2017 - italiano (pdf, 34 K, 3 pp.
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Posted by admin on Tuesday, 13 December 2016 Fonte: sito MEF
La direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio (c.d. IV Direttiva AMLD), abrogando le precedenti direttive in materia di antiriciclaggio ed allineando gli Stati membri ai più avanzati standard internazionali di settore, ha introdotto disposizioni finalizzate ad ottimizzare l’utilizzo degli strumenti di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, costituendo, a partire dallo spirare del termine di recepimento, l’unico atto legislativo dell’Unione europea cui dovranno conformarsi gli Stati membri nel definire i propri ordinamenti interni.
In particolare, l’articolo 2 paragrafo 7 della citata direttiva prevede che “Nel valutare il rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo ai fini del presente articolo, gli Stati membri devono prestare particolare attenzione alle attività finanziarie considerate particolarmente suscettibili, per loro natura, di uso o abuso a fini di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo”.
Ai fini del recepimento di tale specifica disposizione l’articolo 15, comma 2, lettera l) della legge 12 agosto 2016, n. 170, prevede uno specifico criterio di delega per l’adozione di una disciplina organica di settore diretta a garantire il monitoraggio ed il contrasto di attività criminali riconducibili all’attività di compravendita di oggetti in oro e di preziosi usati da parte degli operatori economici non riconducibili agli operatori professionali in oro disciplinati dalla legge 17 gennaio 2000, n. 7.
Il Dipartimento del tesoro, ritiene opportuno sottoporre a consultazione pubblica lo schema di decreto legislativo, predisposto nel rispetto del citato criterio di delega per il recepimento della IV Direttiva AMLD.
La consultazione è curata dall’Ufficio IV – Direzione V del Dipartimento del tesoro.
I commenti possono essere inviati per e-mail, specificando nell’oggetto l’argomento posto in consultazione, entro il 23 dicembre 2016, all’indirizzo: dt.antiriciclaggio@tesoro.it.
I commenti pervenuti saranno resi pubblici al termine della consultazione, salvo espressa richiesta di non divulgarli.
Il generico avvertimento di confidenzialità del contenuto della e-mail, in calce alla stessa, non sarà considerato una richiesta di non divulgare i commenti inviati.
Testo in consultazione
Disciplina organica del settore dei compro oro in attuazione dell’articolo 15, comma 2, lettera l) della legge 12 agosto 2016, n. 170 – testo in consultazione (pdf, 232 K, 8 pp.)
ComplianceNet: AntiriciclaggioMEF Read more about MEF: antiriciclaggio, consultazione pubblica per la regolamentazione dei compro oro (13 dicembre 2016)
Posted by admin on Tuesday, 13 December 2016 (immagine tratta da wikimedia.org) Il 30 novembre scorso il MEF ha posto in consultazione lo schema di decreto legislativo attuativo della Direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento Europeo e del Consiglio (c.d. “IV AMLD”) che sostituisce il D.Lgs. n. 231/2007. Cosa prevede il reebot della disciplina italiana in materia di antiriciclaggio pre-consultazione, Versione 4.0?
di Alessio Castronuovo
Perentoriamente, da “destinatari” a “soggetti obbligati” (art. 3).
Lo schema di decreto legislativo posto in consultazione, attuativo della Direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento Europeo e del Consiglio (di seguito, in breve, “schema di decreto”), elenca - tutti - i soggetti obbligati alle nuove misure di prevenzione.
Agli intermediari bancari, finanziari e assicurativi, anche di un altro Stato membro, stabiliti con o senza succursale sul territorio nazionale, si aggiungono - con precisa previsione - gli intermediari e le società fiduciarie ex art. 106 del TUB, i confidi e i soggetti eroganti micro-credito compliant alla nuova disciplina loro applicabile.
Tra gli altri operatori finanziari rientrano, invece, le società fiduciarie c.d. “statiche”, i consulenti finanziari, i cambiavalute e gli intermediari del credito iscritti negli elenchi OAM, ad eccezione della rete distributiva italiana di istituti di pagamento e moneta elettronica comunitari, di cui si discorrerà nella Parte II. La categoria dei professionisti è implementata dall’ipotesi in cui notai, avvocati o dottori commercialisti risultino curatori fallimentari o commissari giudiziali nelle procedure concorsuali, con riguardo al fallito e alle parti in causa.
Nella lista degli operatori non finanziari obbligati sono inseriti i prestatori di servizi relativi a società e trust, i soggetti che esercitano l’attività di commercio di cose antiche, l’attività di case d’asta o galleria d’arte nonché la mediazione civile. Inoltre, entrano nel campo di applicazione aml i provider di valuta virtuale.
Da ultimo, la platea dei prestatori di servizi di gioco on line o su rete fisica - quantomeno nella prima versione dello schema di decreto - si allarga anche alle ipotesi di offerta del lotto, delle lotterie ad estrazione istantanea o ad estrazione differita e concorsi pronostici.
MEF, Regulatory e organismi interessati
Gli artt. 4-14, del nuovo Titolo I, dello schema di decreto, definiscono con maggiore incisività gli assetti istituzionali coinvolti nella prevenzione e nel contrasto dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, fortificandone la collaborazione.
In tale ottica, spicca la possibilità per il MEF, su proposta del Comitato di sicurezza finanziaria, di affrancare taluni soggetti dall’osservanza degli adempimenti aml, ivi comprese le pubbliche amministrazioni. Tale esenzione interviene al solo ricorrere di parametri puntualmente fissati in sede di analisi nazionale dei rischi, o, sostanzialmente, laddove rilevato basso (esiguo, inesistente) rischio di riciclaggio.
Confermato il ruolo centrale delle funzioni attribuite all’UIF. Rafforzate dalla possibilità di accedere, oltre che ai dati contenuti nell’anagrafe tributaria, dei conti e dei depositi, anche alle informazioni contenute nell’anagrafe immobiliare.
L’Unità istituita presso Banca d’Italia, peraltro, ha accesso tout court alle informazioni sulla titolarità effettiva di persone giuridiche e trust espressi, contenute in apposite sezioni del Registro delle imprese; al pari del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, della DIA e delle Autorità di vigilanza di settore.
In particolare a quest’ultime (Banca d’Italia, CONSOB e IVASS) spetta il rinnovo della regolamentazione secondaria di settore in materia di organizzazione, procedure e controlli interni ovvero di adeguata verifica della clientela e valutazione del rischio.
Per completezza, il perimetro istituzionale previgente viene ampliato dall’ingresso delle cc.dd. “amministrazioni e organismi interessati”, chiamati ad accertare e vigilare l’inosservanza degli obblighi aml relativamente alle violazioni commesse dai soggetti obbligati su cui esercitano le proprie attribuzioni istituzionali.
Ulteriore novità contenuta nello schema di decreto concerne la consacrazione dell’analisi nazionale dei rischi (art. 14). Con cadenza quinquennale, salvo particolari necessità o nuovi rischi, il Comitato di Sicurezza finanziaria analizza e valuta il rischio nazionale di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo. A tal fine individua le minacce più rilevanti e le vulnerabilità del sistema nazionale di prevenzione, di investigazione e di repressione dei fenomeni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, i metodi e i mezzi di svolgimento di tali attività e i settori maggiormente esposti al rischio.
Adeguata verifica della clientela e criteri per la determinazione del titolare effettivo
Il nuovo Titolo II, innovato dallo schema di decreto, compie il refresh delle disposizioni antiriciclaggio dettate in materia di adeguata verifica della clientela, conservazione dei dati e delle informazioni acquisite, nonché degli obblighi di segnalazione.
Fondamentalmente analoghe le attività da porre in essere e i parametri generali d’azione per il perfezionamento della customer due diligence, occorre, di contro, soffermarsi sui nuovi criteri per la determinazione della titolarità effettiva di clienti diversi dalle persone fisiche (art. 20).
Al riguardo, in prima istanza permane la regola “aurea”, secondo cui il titolare effettivo di clienti diversi dalle persone fisiche coincide con la persona fisica o le persone fisiche cui, in ultima istanza, è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente ovvero il relativo controllo.
In particolare, nell’espressa fattispecie di cliente-società di capitali, costituisce:
proprietà diretta: la titolarità di una partecipazione superiore al 25% del capitale sociale, detenuta da persona fisica;
proprietà indiretta: la titolarità di una percentuale di partecipazioni superiore al 25 % del capitale sociale, posseduta per il tramite di società controllate, società fiduciarie o interposta persona.
Laddove non ancora individuabile “in maniera univoca” la proprietà diretta o indiretta dell’ente, il titolare effettivo risulta colui il quale controlla l’ente in forza:
del controllo della maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria;
del controllo di voti sufficienti per esercitare un'influenza dominante in assemblea ordinaria;
dell’esistenza di particolari vincoli contrattuali che consentano di esercitare un’influenza dominante.
In via residuale, titolari effettivi dell’ente ai fini aml sono i soggetti apicali, incaricati, dunque, di poteri di amministrazione o direzione della società.
Nel caso in cui il cliente sia un’associazione, una fondazione, o un’altra istituzione di carattere privato, i titolari effettivi sono, cumulativamente,: i fondatori, se ancora in vita; i beneficiari, quando individuati o facilmente individuabili ovvero i soggetti apicali.
E il titolare effettivo di trust? Diversamente che nel D.Lgs. n. 231/2007, lo schema di decreto ricollega l’identificazione del titolare effettivo di trust al pacchetto informativo da trasmettere al Registro delle imprese (art. 22, comma 5). Più precisamente, la “comunicazione” riguarda la titolarità effettiva del trust, per tale intendendosi:
l’identità del fondatore, del fiduciario o dei fiduciari, di altra persona per conto del fiduciario;
dei beneficiari o classe di beneficiari;
della altre persone fisiche che esercitano il controllo sul trust e di qualunque altra persona fisica che esercita, in ultima istanza, il controllo sui beni conferiti nel trust attraverso la proprietà diretta o indiretta o attraverso altri mezzi.
La comunicazione di titolarità effettiva
Al trittico degli obblighi antiriciclaggio - adeguata verifica della clientela, conservazione delle informazioni acquisite e segnalazione di operazione sospetta - lo schema di decreto ne introduce un quarto: la comunicazione di titolarità effettiva.
Sicché, ai sensi del nuovo art. 21, le imprese dotate di personalità giuridica, le persone giuridiche private e i trustee, comunicano telematicamente al Registro delle imprese tutte le informazioni relative ai propri titolari effettivi. Comunicate, tali informazioni sono conservate in apposite sezioni del Registro delle imprese secondo le tempistiche e le modalità tecniche, anche di accesso, definite dal MEF, di concerto con il MISE.
Proprio in virtù del neonato obbligo, gli amministratori e/o il fondatore (o i rappresentanti dell’ente) acquisiscono - e conservano per cinque anni - le informazioni riguardanti la titolarità effettiva dell’ente gestito. Tali indicazioni, peraltro, sono fornite anche ai soggetti obbligati allorché funzionali all’assolvimento dell’adeguata verifica della clientela.
Diversamente, i trustee custodiscono le informazioni acquisite per un periodo non inferiore a cinque anni dalla cessazione dell’incarico fiduciario, rendendole prontamente accessibili alle autorità competenti.
Le informazioni circa la titolarità effettiva degli enti dotati di personalità giuridica, e delle persone giuridiche private, contenute nelle apposite sezioni del Registro delle imprese sono accessibili:
alle autorità competenti, senza alcuna restrizione;
alle autorità preposte al contrasto dell’evasione fiscale, con le modalità all’uopo stabilite da apposito decreto del MEF;
ai soggetti obbligati, a supporto degli adempimenti dettati in materia di adeguata verifica della clientela;
ai soggetti portatori di interessi pubblici o diffusi, nei casi in cui la conoscenza della titolarità effettiva sia necessaria per curare o difendere, nel corso di un procedimento giurisdizionale, un interesse corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, quando si abbiano ragioni, concrete e documentate, per dubitare che la titolarità effettiva sia diversa da quella legale.
Differentemente, l’accesso alla sezione speciale del Registro delle imprese contenente le informazioni riguardanti la titolarità effettiva dei trust produttivi di effetti giuridici rilevanti ai fini fiscali è consentito alle sole autorità competenti, nonché ai soggetti obbligati, ove di ausilio alle attività di customer due diligence.
Chi è Alessio Castronuovo?
Legal, compliance & aml officer. Laureato in Giurisprudenza, specializzato nella disciplina antiriciclaggio e nel regulatory compliance bancario e finanziario.
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Money transfer: fine delle asimmetrie normative? Il Quotidiano Ipsoa, May 5, 2016
Voluntary disclosure e segnalazioni antiriciclaggio: i dati UIF, Il Quotidiano Ipsoa,April 18, 2016
Bce, la vigilanza bancaria 2016 (ComplianceNet, 5 febbraio 2016)
SOS nella voluntary, Italia Oggi October 10, 2015
La nuova disciplina antiriciclaggio: princìpi e criteri direttivi (ComplianceNet, 9 novembre 2015)
Tesi di laurea: “Sistema bancario e misure di prevenzione al riciclaggio del denaro” - intervista ad Alessio Castronuovo (29 ottobre 2015)
ComplianceNet: Antiriciclaggio Read more about Antiriciclaggio 4.0, quali novità? Parte 1 (13 dicembre 2016)
Posted by admin on Friday, 9 December 2016 Fonte: dirittobancario.it - fonte immagine: "Bitcoin paper wallet generated at bitaddress" di Open Source - http://bitaddress.org con licenza MIT tramite Wikimedia Commons)
ComplianceNet: Bitcoin Read more about Criptomoneta e distacco dalla moneta legale: il caso bitcoin (Dirittobancario.it, 9 dicembre 2016)
Posted by admin on Wednesday, 7 December 2016 Il sistema antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo in Svizzera è nel suo complesso valido ma servono alcuni miglioramenti per raggiungere una efficacia completa
Fonte: sito FATF (unofficial traduzione in italiano a cura di Agatino Grillo, web, lk, tw, fb)
GAFI-FATF ha condotto un assessment (pdf, 3.5 M, 248 pp.) del sistema antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo (AML/CFT framework) della Svizzera sulla base delle raccomandazioni promulgate dallo stesso GAFI nel 2012.
L’assessment ha valutato sia il livello di efficacia del sistema svizzero AML / CFT sia la sua “conformità tecnica” con le raccomandazioni del GAFI.
Rispetto al precedente assessment GAFI-FATF del 2005, la Svizzera ha rafforzato il suo sistema AML/CFT.
Questi miglioramenti si basano su una chiara volontà politica di promuovere l'integrità del mercato finanziario elvetico: le riforme normative pertanto sono state volte a soddisfare i requisiti delle raccomandazione GAFI in modo da essere in grado di meglio fronteggiare i significativi rischi di riciclaggio di denaro che la Svizzera deve affrontare.
Dal punto di vista operativo, le autorità di polizia elevetiche hanno dimostrato l'efficacia dei loro metodi di indagine durante la collaborazione giudiziaria nei casi di riciclaggio internazionale.
Alcune di queste indagini internazionali legati a gravi casi di corruzione hanno portato al rimpatrio di una considerevole quantità di beni ai paesi danneggiati.
Le autorità di vigilanza monitorizzano continuamente le istituzioni finanziarie e gli enti non finanziari regolamentati seguendo un approccio basato sul rischio.
Il team GAFI-FATF di valutazione invita le autorità svizzere a rafforzare il controllo sugli obblighi di segnalazioni di operazioni sospette, in particolare per le istituzioni finanziarie.
Inoltre sarebbe opportuno che le sanzioni applicate per il mancato rispetto dei requisiti AML / CFT, sia alle persone fisiche sia a quelle giuridiche siano commisurate alla gravità dei reati commessi anche per spingere a riconsiderare le politiche attuate in caso di necessità.
La Svizzera dimostra un forte impegno nelle collaborazioni giudiziarie internazionali che la vedono coinvolta ma dovrebbe garantire lo stesso impegno in tutte le forme di cooperazione internazionale in particolare per quanto riguarda la vigilanza dei grandi gruppi finanziari dato il ruolo chiave della piazza finanziaria svizzera.
Le autorità svizzere hanno recentemente adottato nuove misure per affrontare alcuni di questi “punti critici”: questi sviluppi sono i benvenuti e le autorità svizzere sono invitate a garantire l'effettiva attuazione di queste nuove disposizioni di legge.
FATF-GAFI: Rapporto sulle misure USA contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo (6 dicembre 2016)
FATF, “Anti-money laundering and counter-terrorist financing measures –Switzerland”, Fourth Round Mutual Evaluation Report, Full report (pdf, 3.5 M, 248 pp.) December 2016
Earlier reports on Switzerland's measures to combat money aundering and terrorist financing
Presentazione del rapporto Articoli collegati su FATF/GAFI
FATF-GAFI: Money Transfer - linee guida per l’approccio basato sul rischio (29 febbraio 2016)
FATF-GAFI: aggiornamento delle liste dei Paesi con gravi carenze in materia di antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo (3 marzo 2015)
FATF-GAFI: “Guidance on Transparency and Beneficial Ownership” (5 novembre 2014)
FATF/GAFI: “Valute Virtuali, definizioni chiave e potenziali rischi in ambito antiriciclaggio e finanziamento del terrorismo” (11 luglio 2014)
Fatf/Gafi: “rischio di infiltrazioni terroristiche nelle organizzazioni no-profit” (6 luglio 2014)
FATF-GAFI: riciclaggio e finanziamento del terrorismo – vulnerabilità nelle professioni legali (26 giugno 2013)
ComplianceNet: Antiriciclaggio Read more about FATF-GAFI: Rapporto sulle misure della Svizzera contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo (7 dicembre 2016)
Posted by admin on Tuesday, 6 December 2016 Gli Stati Uniti hanno un affidabile sistema di antiriciclaggio del denaro sporco e di lotta al finanziamento del terrorismo. Tuttavia cui sono gravi lacune che impediscono la conoscenza tempestiva delle informazioni sui titolari effettivi
Fonte: sito FATF (unofficial traduzione in italiano a cura di Agatino Grillo)
Il GAFI-FATF e l’Asia/Pacific Group on Money Laundering (APG) hanno condotto un assessment approfondito (pdf, 3 M, 266 pp.) del sistema antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo (AML/CFT framework) negli Stati Uniti ed hanno reso noto la il 4a rapporto di mutua valutazione relativo agli USA.
La potenza globale del dollaro americano e i grandi volumi di transazioni giornaliere del sistema finanziario e bancario americano espongono gli USA a significativi rischi di riciclaggio di denaro. Esistono anche significativi rischi di finanziamento del terrorismo a causa delle caratteristiche di apertura e globalizzazione del sistema finanziario USA e per la presenza di minacce dirette agli interessi degli Stati Uniti da parte di gruppi terroristici.
Negli USA c’è un livello significativo di comprensione di questi rischi.
Il contrasto al finanziamento del terrorismo ha massima priorità e gli Stati Uniti sono molto efficaci in questo settore.
La vigilanza AML / CFT nei settori bancario e finanziario sembra dunque essere efficace nel suo complesso anche grazie al sistema di sanzioni in essere.
Negli ultimi anni sono stati rafforzati i controlli sui casinò e tuttavia manca ancora ancora un sistema di vigilanza AML / CFT per imprese non finanziarie e i professionisti.
Ci sono infatti gravi lacune nel quadro giuridico complessivo che impediscono di conoscere in modo tempestivo i titolari effettivi specie a fronte di strutture societarie complesse che possono nascondere fenomeni di riciclaggio di denaro.
Miglioramenti significativi sono necessari in questi settori.
Rapporto completo (pdf, 3 M, 266 pp.)
Executive Summary (pdf )
Precedente assessment sulle misure USA per il contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo
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