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Timestamp: 2018-12-12 01:09:57+00:00
Document Index: 171824887

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.1', 'art.644', 'art. 2', 'sentenza ']

Tribunale di Siena: un’altra pronuncia destinata a fare storia nei contratti bancari - Scudo Illeciti Bancari
30 novembre 2017 ufficiostampa
Quella pubblicata appena qualche giorno fa, per la precisione il 21 novembre 2017, rappresenta una decisione di grande portata in tema di verifica della possibile usurarietà delle pattuizioni contrattuali di un mutuo stipulato tra un cittadino e la sua banca.
Il Giudice, pronunciandosi sulla vertenza portata alla sua attenzione, ha sciolto parecchi nodi e sanato tante contraddizioni in tema di condizioni di contratto di mutuo e prassi usuraria.
Con questa sentenza l’istituto di credito convenuto è stato condannato al pagamento in favore di parte attrice – un cittadino come tanti – della somma di ben 192.156,94 euro oltre interessi e rivalutazione sulle singole indebite percezioni dal dovuto al saldo effettivo.
Tuttavia, il valore e la portata di questa sentenza sono ancora più ampie: a ben vedere, essa si rivela cruciale per ogni risparmiatore chiamato a verificare la possibile usurarietà dei tassi applicati da parte del suo istituto di credito.
Ecco alcuni aspetti cruciali che emergono dalla menzionata sentenza.
Valutazione usurarietà pattuizioni contrattuali: ecco i criteri giusti
La decisione che il Giudice di Siena ha assunto è interamente imperniata su quanto statuito all’art.1 co.1 L.L.394/2000, convertito in L.24/2001, che letteralmente recita: “si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal loro pagamento”.
Ebbene, proprio prendendo le mosse da questo disposto di legge, il Giudice ha stabilito che “le commissioni per estinzione anticipata, come pure gli interessi moratori, devono intendersi compresi nel calcolo del TAEG al fine del superamento del tasso soglia usura”.
Alla luce di ciò, ne consegue dunque che la valutazione in ordine all’usurarietà delle pattuizioni contrattuali dovrà essere operata ricomprendendo nel TAEG tutte le voci in qualche modo, sia pur indirettamente, connesse all’erogazione del credito, escluse imposte e tasse (art.644 co IV cp).
Fermo restando ciò, c’è da precisare che il parametro cui rapportare il TAEG debba essere in ogni caso quello di cui all’art. 2 co IV L.108/96, mentre il tasso soglia usura è da intendersi sempre e unicamente quello previsto con legge primaria.
Tasso percepito, tasso pattuito e tasso usura: un po’ di chiarezza
La dichiarazione del Giudice non lascia spazio a false interpretazioni: “il tasso di interesse effettivamente percepito dalla banca, calcolato al momento della stipula del contratto, sulla base dei flussi finanziari intercorsi dall’erogazione fino all’estinzione del mutuo (…) supera il tasso soglia usura”.
Nel caso di specie, dunque, anche grazie agli esiti della consulenza tecnica di cui ci si è avvalsi in giudizio, si è riusciti a portare alla luce questa complessa operazione abilmente effettuata dalla banca, tesa a celare tassi usurari dietro operazioni formalmente distinte ma teleologicamente collegate.
Quello che la banca era protesa ad ottenere era un macroscopico ed illecito vantaggio, ma, almeno in questo caso, l’obiettivo non è stato conseguito.
Nell’accogliere la domanda di parte attrice, il Giudice di Siena con la sua sentenza destinata a fare storia nella prassi del diritto bancario, ha in realtà, sia pure di riflesso, protetto non già solo il risparmiatore protagonista di questa vertenza, ma altresì i diritti di centinaia e centinaia di cittadini che, da oggi, di essa potranno avvalersi per tutelare le proprie ragioni in giudizio.
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