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Timestamp: 2020-01-18 12:59:25+00:00
Document Index: 96926011

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1228', 'art. 360', 'art. 1228', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 25', 'art. 32', 'art. 360', 'art. 2049', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 25', 'art. 32', 'art. 366', 'art. 1228', 'art. 2049', 'art. 1228', 'art. 2049', 'art. 14', 'art. 1228', 'art. 2049', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 1173', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

cassazione 27-3-2015 n. 6243
Cassazione sez. III, 27-3-2015 n. 6243
1. - I coniugi B.P. e V.M. convennero in giudizio l'Azienda Regionale Usl (...omissis...) di Chivasso e L.L., medico di base, perchè fosse accertata la responsabilità di quest'ultimo (a causa del suo negligente comportamento, consistito nell'esser intervenuto con estremo ritardo - soltanto nel pomeriggio del (...omissis...) -, allorchè chiamato - la mattina del (...omissis...) - dalla moglie del B., che presentava sintomi di ischemia cerebrale, e nel prescrivere poi cure del tutto inadeguate) e fossero condannati entrambi i convenuti al risarcimento dei danni patiti dai medesimi attori a seguito della paralisi della parte sinistra del corpo della quale era rimasto affetto il B., con necessità di assistenza e cure continue.
Si costituirono sia l'Azienda Usl (...omissis...) di Chivasso, che il L., contestando la fondatezza della domanda.
Espletato il supplemento di c.t.u. (i cui esiti furono convergenti sul fatto che il tempestivo trattamento farmacologico avrebbe avuto effetti contenitivi del danno alla salute del paziente), con sentenza definitiva del marzo 2008, lo stesso Tribunale condannò in solido L.L. e l'Azienda Regionale ASL (...omissis...) di Chivasso al risarcimento dei danni patiti dagli attori.
2. - Avverso tale decisione proponevano impugnazione sia l'ASL TO (...omissis...) (già ASL (...omissis...) di Chivasso), che L.L., al quale resistevano i coniugi B. e V..
La Corte di appello di Torino, con sentenza resa pubblica in data 22 dicembre 2011: accoglieva il gravame della ASL TO (...omissis...), rigettando la domanda risarcitoria proposta da B.P. e V.M. nei suoi confronti, con integrale compensazione delle spese di primo grado tra le stesse parti; rideterminava in complessivi Euro 70.000,00, a seguito della morte del B. il (...omissis...), la somma dovuta dal L. a titolo di risarcimento del danno futuro;
2.1. - Per quanto ancora rileva in questa sede, la Corte territoriale escludeva la responsabilità ai sensi dell'art. 1228 cod. civ. della ASL TO (...omissis...) osservando, segnatamente, che:
Resiste con controricorso la ASL TO (...omissis...), mentre non ha svolto attività difensiva in questa sede l'intimato L.L..
Il ricorso è stato notificato anche a Bi.Pa., ulteriore erede di B.P..
1. - Con un primo mezzo è denunciata, in via principale e ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e/o falsa applicazione dell'art. 1228 cod. civ. e/o della L. 23 dicembre 1978, n. 833, art. 1, art. 14, comma 3, lett. h), e art. 25, comma 3, e dell'art. 32 Cost..
Con un secondo mezzo è prospettata, in via subordinata e sempre ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e/o falsa applicazionedell'art. 2049 cod. civ. e/o della L. 23 dicembre 1978, n. 833, art. 1, art. 14, comma 3, lett. h), e art. 25, comma 3, e dell'art. 32 Cost..
La Corte territoriale, nell'escludere la responsabilità civile della ASL TO (...omissis...) (già ASL (...omissis...) di Chivasso) per i danni patiti dai coniugi B. e V. a seguito dell'illecito accertato nei confronti del medico di base L.L., avrebbe errato nell'applicazione delle norme anzidette e ciò alla luce delle ragioni, diffusamente argomentate, che gli stessi ricorrenti compendiano nel "quesito di diritto" (non già necessario ai sensi dell'art. 366-bis cod. proc. civ., quale disposizione inapplicabile ratione temporis alla presente impugnazione) che segue, il quale individua nella sua effettiva portata la questione sottoposta all'esame di questa Corte: "Con riferimento al caso in cui sia stata accertata la responsabilità civile del cd. "medico di base" per i pregiudizi da questo arrecati ad un paziente iscritto al SSN, dica l'Ecc.ma Corte di Cassazione adita se del risarcimento dei danni debba rispondere anche la ASL, con la quale detto professionista è convenzionato, ai sensi dell'art. 1228 c.c. e/o dell'art. 2049 c.c., regimi di responsabilità che prescindono dalla sussistenza di una culpa in vigilando del debitore principale (art. 1228 c.c.) o del padrone/committente (art. 2049 c.c.), disposizioni entrambe da interpretarsi alla luce di quanto espressamente stabilito sia dalla L. 23 dicembre 1978, n. 833, art. 14, comma 3, lett. h ("nell'ambito delle proprie competenze l'unità sanitaria locale provvede in particolare:... h) all'assistenza medico-generica e infermieristica, domiciliare e ambulatoriale"), norma dalla quale si evince che sono le aziende sanitarie locali che, in quanto tenute in concreto a "provvedere" all'assistenza medico-generica, sono soggetti sia debitori (art. 1228 c.c.) e sia committenti (art. 2049 c.c.) delle prestazioni in questioni, e sia dellaL. n. 833 del 1978, art. 25, comma 3 ("l'assistenza medicogenerica e pediatrica è prestata dal personale dipendente o convenzionato del servizio sanitario nazionale operante nelle unità sanitarie locali o nel comune di residenza del cittadino"), norma dalla quale si ricava che la ASL (il soggetto istituzionalmente debitore delle prestazioni di medicina generale nei confronti degli iscritti al SSN) può alternativamente decidere, a propria discrezionalità e con suo rischio di impresa, per l'attuazione dell'assistenza medico generica e pediatrica, cui è obbligata ex lege, di avvalersi di propri dipendenti oppure di medici convenzionati, rimanendo in entrambe le ipotesi il debitore e committente delle prestazioni di medicina generale".
Sicchè, la scelta del "medico di fiducia", ove non si opti per il medico pubblico dipendente operante nella USL (giacchè la legge postula anche una tale alternativa, sempre frutto di opzione fiduciaria, là dove questa sia resa concretamente esercitabile in forza di apposito modulo organizzativo in seno alla medesima USL), dovrà necessariamente cadere sul medico convenzionato operante nel comune di residenza dell'utente del S.S.N. (art. 25, comma 4), il quale medico, a sua volta, è selezionato "secondo parametri definiti nell'ambito degli accordi regionali", in modo tale che l'accesso "alle funzioni di medico di medicina generale del Servizio sanitario nazionale... sia consentito prioritariamente ai medici forniti dell'attestato di cui alD.Lgs. 8 agosto 1991, n. 256, art. 2" (D.Lgs. n. 502 del 1992, art. 8, lett. g).
Ed ancor più stringenti sono diventati i principi che devono essere considerati dagli accordi collettivi di cui all'art. 8 citato (come modificato dal citatoD.Lgs. n. 229 e da successivi interventi legislativi), ai quali devono conformarsi le convenzioni con i medici di medicina generale. Principi che, tra l'altro, riguardano (comma 1): la necessità che le prestazioni da assicurare siano ricondotte ai LEA (lett. Oa) e che siano erogate in base a standard (lett. b- septies); l'organizzazione sull'arco dell'intera giornata dell'attività assistenziale, con offerta integrata tra medici di medicina generale, guardia medica e medicina dei servizi e degli specialisti ambulatoriali (lett. b-bis) ed individuazione di obiettivi e programmi da parte delle ASL (lett. b-sexies); la previsione dell'accesso "al ruolo unico per le funzioni di medico di medicina generale del Servizio sanitario nazionale", in base ad "una graduatoria unica per titoli" (lett. f); la previsione della "adesione obbligatoria dei medici all'assetto organizzativo e al sistema informativo definiti da ciascuna regione, al Sistema informativo nazionale, compresi gli aspetti relativi al sistema della tessera sanitaria" (lett. m-ter).
Tale è, del resto, la prospettiva verso cui, proprio in riferimento alle prestazioni assicurate dalla L. n. 833 del 1978, si è decisamente orientata la giurisprudenza costituzionale, assumendo che "ogni persona che si trovi nelle condizioni obiettive stabilite dalla legislazione sull'erogazione dei servizi sanitari ha "pieno e incondizionato diritto" a fruire delle prestazioni sanitarie erogabili, a norma di legge, come servizio pubblico a favore dei cittadini" (C. cost., sent. n. 455 del 1990 e, in precedenza, sent.
n. 175 del 1982).
Sebbene non derivante da "contratto" (nè, ovviamente, da fatto illecito), la sua fonte è comunque da ricomprendersi tra quelle contemplatedall'art. 1173 cod. civ. (ossia, in "atto e fatto idoneo a produrle") e la relativa disciplina è quella, se non altrimenti specificamente derogata, di cui al titolo 1 ("Delle obbligazioni in generale") del libro quarto del codice civile e cioè dettata dagli artt. 1173 e ss. cod. civ.. Si tratta, dunque, di obbligazione qaoad effectum contrattuale, per cui, segnatamente nella sua fase patologica, vengono in rilievo le disposizioni di cui agli artt. 1218 c.c. e ss..
Dunque, il medico generico convenzionato è ausiliario della ASL quanto all'adempimento (e, in tal senso, proprio limitatamente all'adempimento dell'obbligazione, senza incidere quindi sulla soggettività del relativo rapporto, il medico convenzionato può caratterizzarsi anche come sostituto della ASL), da parte di quest'ultima, dell'obbligazione ex lege di prestare assistenza medico- generica all'utente iscritto negli elenchi del S.S.N..
3.10. - Le complessive considerazioni che precedono consentono, quindi, di superare le obiezioni mosse dalla parte controricorrente, sulla scorta, segnatamente, della giurisprudenza delle sezioni penali di questa Corte (incentrata sull'assenza di controllo e vigilanza della ASL sul medico convenzionato, anche in relazione ai contenuti della prestazione prettamente professionale; sulla mancanza di immedesimazione organica del medico nella ASL; sulla mancanza di ogni rapporto, o "contatto", tra ASL e cittadino paziente e sul riconoscimento che "unico debitore del "servizio sanitario" deve essere considerato il medico": tra le altre, Cass. pen. n. 34460/2013, Cass. pen. n. 36502 del 2008, Cass. pen. n. 41982 del 2012), alla quale aveva fatto riferimento anche la Corte di appello di Torino nella impugnata sentenza, erroneamente escludendo la responsabilità civile della ASL TO (...omissis...).
La ASL TO (...omissis...) (già ASL (...omissis...) di Chivasso) deve, pertanto, essere condannata, in solido con il L., al pagamento, in favore di V.M., in proprio e quale erede di B.P., e di B.E., quale erede di B.P., della stessa somma risarcitoria già liquidata (in base alla sentenza di primo grado, come parzialmente riformata dalla sentenza impugnata in questa sede) e posta a carico del medesimo L..
5. - Quanto alla regolamentazione delle spese processuali, la ASL TO (...omissis...) va condannata al pagamento di quelle relative ai gradi di merito, nella stessa misura liquidata a carico del L. in primo e secondo grado.
Le spese del presente giudizio di legittimità vanno interamente compensate tra i ricorrenti e la ASL TO (...omissis...), in ragione della novità e rilevanza della quaestio iuris su cui si è incentrata l'impugnazione. Devono, altresì, essere interamente compensate le anzidette spese tra gli stessi ricorrenti e gli intimati L. L. e Bi.Pa., in quanto l'impugnazione è stata, in questa sede, rivolta unicamente nei confronti della ASL.
cassa in relazione la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, condanna la ASL TO (...omissis...) (già ASL (...omissis...) di Chivasso), in solido con L.L., al pagamento, in favore di V.M., in proprio e quale erede di B.P., e di B.E., quale erede di B.P., della stessa somma risarcitoria già liquidata e posta a carico del L. nei gradi di merito;
condanna, altresì, la medesima ASL TO (...omissis...) al pagamento, in favore dei ricorrenti, delle spese processuali dei due gradi merito, che liquida nello stesso importo già liquidato e posto a carico di L.L. in primo ed in secondo grado;