Source: https://www.studiocataldi.it/guide_legali/processo-del-lavoro/ricorso-in-appello.asp
Timestamp: 2018-11-15 11:30:42+00:00
Document Index: 137304052

Matched Legal Cases: ['art. 433', 'art. 434', 'sentenza ', 'art. 414', 'sentenza ', 'art. 434', 'sentenza ', 'art. 434', 'art. 435']

Le sentenze emesse dal Tribunale in funzione di giudice del lavoro possono essere impugnate con ricorso avanti la Corte d'Appello territorialmente competente, anch'essa in funzione di giudice del lavoro (art. 433, comma 1, c.p.c.). L'art. 434 c.p.c., che disciplina la forma e il contenuto del ricorso di impugnazione, è stato recentemente riformato dalla Legge n. 134/2012. Al contrario della precedente disposizione, il legislatore ha specificato in maniera più dettagliata il contenuto dell'atto di impugnazione di una sentenza relativa al rito del lavoro.
Il ricorso d'appello deve contenere tutte le indicazioni già previste dall'art. 414 c.p.c.
per il ricorso in primo grado. L'atto d'appello deve essere motivato. La motivazione, a pena di inammissibilità, deve contenere:
l'indicazione delle parti interessate dalla sentenza che si vuole impugnare; l'indicazione delle modifiche che vengono richieste alla ricostruzione del fatto di specie operata dal giudice di primo grado; l'indicazione delle circostanze su cui si fonda la violazione di legge; la descrizione della rilenza di dette circostanze ai fini della decisione appellata (art. 434, comma 1, c.p.c. così come da ultimo riformata).
Il legislatore, in questo modo, delinea i caratteri sostanziali dell'atto di appello.
Il ricorso deve essere depositato dal ricorrente presso la cancelleria della Corte d'Appello entro 30 giorni dalla notifica della sentenza di primo grado o entro 40 giorni se la suddetta notifica andava effettuata all'estero.
Se l'esecuzione della pronuncia è iniziata prima della notificazione della sentenza, si potrà proporre l'appello riservandosi di motivare in un secondo momento, entro i termini già previsti dall'art. 434 c.p.c.
Effettuato il deposito del ricorso, il Presidente della Corte d'Appello nomina con decreto il relatore entro 5 giorni dalla data di deposito e fissa, entro 60 giorni da questa data (80 se occorre procedere con la notificazione all'estero), l'udienza di discussione avanti al collegio (art. 435, comma 1, c.p.c.). La Corte d'Appello in funzione di giudice del lavoro ha una formazione collegiale. Entro i successivi 10 giorni dal deposito del suddetto decreto, l'appellante provvede a notificare il ricorso e il provvedimento di fissazione dell'udienza all'appellato. Occorre rispettare il termine minimo dei 25 giorni (60 se occorre notificare all'estero) tra la data in cui si effettua la notifica all'appellato e quella dell'udienza di discussione.
Per intervento della Corte Costituzionale la cancelleria deve comunicare all'appellante che è stato depositato il decreto emesso dal Presidente e quindi dalla data di comunicazione decorre il termine dei dieci giorni per effettuare la notifica degli atti all'appellato.