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Timestamp: 2018-07-20 02:33:44+00:00
Document Index: 138042391

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 10']

C.M. Ministero del lavoro e della previdenza sociale 13-05-1998, n. 65
Circ. 13-5-1998 n. 65/98
Art. 10 del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469. Disciplina delle modalità di presentazione delle domande per la concessione dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività di mediazione tra domanda ed offerta di lavoro; requisiti in capo all’ente richiedente, rilascio dell’autorizzazione ed ambito regionale della stessa.
Emanata dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Pubblicata nella Gazz. Uff. 1 luglio 1998, n. 151.
1. Soggetti legittimati all’esercizio dell’attività di mediazione tra domanda ed offerta di lavoro.
L’art. 10 del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, disciplina l’attività di mediazione tra domanda ed offerta di lavoro, prevedendo che la stessa possa essere svolta, previa autorizzazione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, da imprese o gruppi di imprese, anche società cooperative con capitale versato non inferiore a 200 milioni di lire nonché da enti non commerciali con patrimonio non inferiore alla predetta somma.
Al fine di provare il possesso dei requisiti suindicati gli enti non commerciali e le imprese non obbligate al rispetto della normativa codicistica prevista a tutela dell’integrità del capitale sociale devono far pervenire una relazione tecnica redatta da un esperto iscritto all’albo dei revisori contabili attestante che il patrimonio dell’ente è di almeno 200 milioni. In ogni caso, a norma dell’art. 10, comma 4, i soggetti indicati devono avere quale oggetto esclusivo l’attività di mediazione tra domanda ed offerta di lavoro; sarà comunque possibile svolgere le attività strumentali al raggiungimento ditale oggetto.
Al fine di tracciare chiari confini con diverse e distinte attività di politica attiva del lavoro, si precisa che non integrano la fattispecie né le società di lavoro temporaneo di cui all’art. 2 della legge 24 giugno 1997, n. 196, né gli enti di formazione professionale di cui all’art. 5 della legge n. 845 del 1978.
Si rammenta che con decreto ministeriale 8 maggio 1998 il Ministro del lavoro e della previdenza sociale ha determinato i criteri e le modalità di cui all’art. 10, comma 12, del decreto legislativo n. 469 del 1997.
2. Domanda per la concessione dell’autorizzazione ed istruttoria.
Le domande andranno inoltrate, a mano o a mezzo raccomandata, alla Direzione generale per l’impiego – Divisione I – cui è attribuita la competenza relativa sia al procedimento istruttorio che al rilascio dell’autorizzazione connessa.
L’istruttoria e la firma della eventuale autorizzazione sono, pertanto, demandate al dirigente della predetta unità che è tenuto a concludere il procedimento entro centocinquanta giorni dalla richiesta, così come stabilito dall’art. 10, comma 4, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469.
In tale termine viene computata anche la fase consultiva che prevede l’acquisizione del parere da parte dell’ente regione territorialmente competente.
L’autorizzazione ha efficacia triennale dal rilascio così come il suo rinnovo. La stessa procedura è necessaria per i rinnovi periodici dell’autorizzazione che hanno uguale efficacia temporale.
A norma dell’art. 10, comma 4, ultima parte, nel caso in cui l’amministrazione non si esprime nei centocinquanta giorni stabiliti per la conclusione del procedimento, si verifica una ipotesi di silenzio rifiuto.
Per tutto ciò che non è previsto dal decreto legislativo n. 469 del 1997, e successiva regolamentazione attuativa ministeriale, si rinvia alla disciplina del codice civile e delle leggi speciali in materia di società di capitali, imprese, consorzi, cooperative ed enti non commerciali.
3. Requisiti logistici e professionali in capo al soggetto richiedente.
3.1. Il comma 7, lettera a), dell’articolo citato prevede che i soggetti richiedenti l’autorizzazione debbano "disporre di uffici idonei".
Al riguardo, si precisa che l’idoneità della sede sarà valutata sulla base dell’insieme delle caratteristiche riferite ai locali ed alle attrezzature, così come più specificamente indicato nello schema di domanda allegato alla presente circolare di cui è parte integrante. Il richiedente dovrà altresì attestare il rispetto delle prescrizioni relative alla sicurezza ed alla salute dei lavoratori di cui al decreto legislativo n. 626 del 1994, e successive integrazioni.
3.2. Per quel che concerne i requisiti professionali degli operatori, di cui alla stessa lettera a), la norma precisa esaustivamente le casistiche ammesse. Si specifica che il numero degli operatori deve essere di almeno due per ogni sede regionale e che tali operatori debbono essere assunti entro trenta giorni dal ricevimento dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività.
A tal fine gli enti s’impegnano a comunicare le avvenute assunzioni tramite invio all’autorità autorizzante dei modelli di cui all’art. 9-bis del decreto legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito nella legge 28 novembre 1996, n. 608 (cosiddetti modelli C/ASS), entro il predetto termine di trenta giorni.
L’art. 10, comma 7, lettera b), delinea le esperienze professionali idonee necessarie per ricoprire le cariche di amministratori, direttori generali, dirigenti muniti di rappresentanza e soci accomandatari.
Il Ministero si riserva di valutare caso per caso l’adeguatezza dei titoli di studio o delle esperienze professionali.
4. Dichiarazione di impegno dei soggetti interessati.
Lo stesso articolo al comma 6 dispone che unitamente alla domanda i soggetti interessati debbono produrre un impegno a fornire all’autorità amministrativa tutti i dati relativi alla domanda ed offerta di lavoro mediante collegamento in rete nonché le informazioni ulteriormente richieste oltre alle variazioni di cui alla lettera b) dello stesso comma.
Tale impegno va predisposto dai legali rappresentanti dell’ente e deve essere redatto in forma di atto notorio o sostitutivo di esso.
5. Ambito regionale dell’autorizzazione.
L’autorizzazione rilasciata dal Ministero indica le regioni o province autonome nell’ambito territoriale delle quali è possibile aprire sedi al fine di esercitare l’attività di mediazione tra domanda ed offerta di lavoro. L’autorizzazione può essere richiesta per aprire sedi in più regioni da parte dello stesso ente, senza che occorra preventivamente costituire distinti soggetti giuridici, nel rispetto delle seguenti condizioni in ciascuna regione per cui si richiede il provvedimento:
presenza di idonei uffici;
competenze professionali in capo agli operatori (minimo 2).
Nel caso di gruppi di imprese, consorzi, società consortili o associazioni di enti non commerciali è possibile richiedere l’autorizzazione valida per le società del gruppo, le imprese del consorzio o gli enti associati, salvo il rispetto delle condizioni organizzative suindicate. Tutte le società del gruppo, le imprese consorziate e gli enti associati dovranno avere come oggetto esclusivo l’attività di mediazione di manodopera così come stabilito dall’art. 10, comma 3, del decreto legislativo n. 469 del 1997. Nei predetti casi la responsabilità del corretto svolgimento delle attività ricade comunque sul soggetto che ha ricevuto l’autorizzazione ministeriale.