Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2016/07/la-permuta-e-operazioni-permutative-riflessi-ai-fini-iva.html
Timestamp: 2020-04-09 12:52:32+00:00
Document Index: 174549889

Matched Legal Cases: ['art. 1552', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6']

La permuta e operazioni permutative: riflessi ai fini IVA | Commercialista Telematico
La permuta e operazioni permutative: riflessi ai fini IVA
dedichiamo un approfondimento di 10 pagine alla gestione dell’iva nelle operazioni di permuta, facendo particolare attenzione alle permute immobiliari;il contratto di permuta è sempre un’operazione fiscalmente complessa che rischiede di gestire con attenzione il rapporto con l’imposta di registro, la definizione delle impost eipocatastali e la scelta del valore normale del bene
Oltre alle cessioni e in generale alle operazioni a titolo oneroso, assumono rilevanza ai fini tributari, in particolare per quanto riguarda i profili IVA, sia le permute [in cui un bene viene scambiato con un altro bene], sia le operazioni permutative [cessione di bene contro prestazione di servizi, ovvero scambio tra prestazioni di servizi].
Sotto il profilo civilistico, la permuta si pone – ex art. 1552, c.c. – come il contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento tra le due parti della proprietà di cose, o di altri diritti. L’art. 11, D.P.R. 26.10.1972, n. 633, tratta delle operazioni permutative in ambito IVA.
Lo schema contrattuale della permuta si realizza mediante la manifestazione del consenso dei contraenti [in attuazione del principio consensualistico]. Rispetto al contratto di compravendita, la più notevole peculiarità del contratto di permuta consiste nella natura della controprestazione, rappresentata non dalla corresponsione di un «prezzo» in danaro, bensì dalla cessione di un bene o di un diritto.
Rispetto al contratto di permuta, la nozione di «operazioni permutative» ai fini IVA circoscrive fattispecie diverse, dal momento che il citato art. 11 prevede la separata soggezione all’imposta di cessioni di beni e e prestazioni di servizi effettuate in corrispettivo di altre cessioni di beni o prestazioni di servizi, o per estinguere precedenti obbligazioni [anche se il contratto è unico, le operazioni permutative devono infatti essere considerate autonomamente].
Prestazioni in contropartita di altre prestazioni
Secondo la norma di comportamento n. 150 del 31.10.2002 dell’Associazione Dottori Commercialisti di Milano [ADC, ora Associazione Italiana Dottori Commercialisti, AIDC], le operazioni permutative sono caratterizzate dalla mancata previsione di specifici corrispettivi in denaro, con la conseguenza che, ai fini della determinazione della base imponibile, si deve fare ricorso al criterio del valore normale dei servizi scambiati, ai sensi dell’art. 13, c. 2, lett. d, del D.P.R. n. 633/1972.
Ai sensi dell’art. 6, c. 3, del D.P.R. n. 633/1972, il momento impositivo per le prestazioni di servizi è rappresentato dal pagamento del corrispettivo. Tenuto conto di quanto sopra esposto, nella permuta di servizi l’esecuzione di una delle due prestazioni ha rilevanza ai fini dell’individuazione del momento impositivo, in quanto essa costituisce il pagamento corrispettivo dell’altra.
Il contraente che rende per primo il servizio non è obbligato all’emissione della propria fattura in quanto, non avendo ancora ricevuto il servizio scambiato, non ne ha ottenuto il pagamento, che costituisce momento impositivo per le prestazioni di servizi ai sensi dell’art. 6, c. 3, del D.P.R. n. 633/1972. L’altro contraente, che riceve il servizio, è invece obbligato all’immediata emissione della fattura, indipendentemente dal fatto di non avere ancora eseguito la propria prestazione, avendone comunque già ottenuto il pagamento in natura costituito dal servizio ricevuto, ai sensi dell’art. 6, c. 4, del D.P.R. n. 633/1972.
Orientamenti dell’amministrazione
L’amministrazione finanziaria è intervenuta sulla tematica delle permute di servizi con la risoluzione ministeriale n. 75 del 26.5.2000, relativamente alle operazioni poste in essere nell’ambito di una convenzione stipulata tra la Società Servizi Aeroportuali S.p.a. (SEA) e la società «SEA Parking».
In dettaglio, la SEA, concessionaria dello Stato per la costruzione e la gestione degli Aeroporti di Linate e Malpensa, aveva subconcesso alla SAP [da essa partecipata al 20%] – in data 16.5.1986 – «l’uso delle porzioni di terreno del sedime aeroportuale di proprietà dello Stato» al fine di realizzare opere e infrastrutture per il parcheggio delle auto da parte dei viaggiatori.
La predetta convenzione prevedeva che, a titolo di corrispettivo, la «SEA Parking»:
riconoscesse mensilmente alla SEA una…