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Timestamp: 2017-11-20 04:03:03+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 38', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 38', 'art. 73', 'art. 5', 'art. 73', 'art. 154', 'art. 73', 'art. 27', 'art. 73', 'art. 67', 'art. 23', 'art.18', 'art. 165', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 5']

Novità fiscali del 27 aprile 2007
1) INVIO DEI CORRISPETTIVI: PARERE FAVOREVOLE DEL GARANTE DELLA PRIVACY<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Il Garante per la protezione dei dati personali, il 12 aprile 2007, ha dato parere favorevole al Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate contenente le modalità operative per l’invio telematico dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi come disposto dal D.L. n. 223/2006.
Adesso si attendono le necessarie comunicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.
2) IVA, RESIDENZA SVINCOLATA DAL CERTIFICATO
Il certificato attestante la qualifica di soggetto passivo dell’Iva, rilasciato ai fini del rimborso dell’Iva pagata in un altro stato membro, dall’autorità tributaria del paese di residenza, non garantisce che l’impresa sia stabilita nel paese di rilascio.
Fino a prova contraria la sede dell’attività economica (identificata nel luogo in cui l’impresa svolge effettivamente la propria attività, connotato dalla presenza di mezzi umani e tecnici sufficienti per operare in modo autonomo) coincide con la sede sociale.
Questo il parere reso dall’avvocato generale presso la Corte di giustizia Ue il 19 aprile 2007 nel procedimento pregiudiziale C-76/06.
3) SOCIETÀ PER AZIONI: AZZERAMENTO E REINTEGRAZIONE DEL CAPITALE SOCIALE: IPOTESI DI NULLITÀ DELLA DELIBERA
Ricorre un’ipotesi di nullità (e non di annullabilità) allorché la delibera di azzeramento e di reintegrazione del capitale sociale di una S.p.A. sia stata adottata in base ad una situazione patrimoniale della società non aggiornata, e assunta sulla base di una determinazione delle perdite al lordo delle riserve. Pertanto, si è in presenza del caso più grave (l’atto è sempre nullo all’origine).
(Cassazione civile Sentenza, Sez. I, 02/04/2007, n. 8221)
4) PRESTAZIONI LIBERO-PROFESSIONALI RESE DA UNA SOCIETÀ E NULLITÀ DEL CONTRATTO
Obbligazioni che nascono da un contratto d’opera professionale: Le attività di assistenza e consulenza in materia legale e tributaria rientrano tra le prestazioni professionali protette che possono essere svolte soltanto dai professionisti iscritti nei relativi albi e non possono formare oggetto di contratto con una società di professionisti.
In osservanza di tale principio, la Corte di cassazione ha respinto il ricorso proposto da una società di professionisti contro la sentenza di appello (pronunciata dal Tribunale) che aveva confermato la decisione di revoca (da parte del Giudice di Pace) di un decreto ingiuntivo, prima concesso dallo stesso, per il pagamento di alcune somme di denaro, sia a titolo di attività elaborazione dei dati (attività consentita alla società) sia di quelle di consulenza e assistenza in materia legale e tributaria (attività rientranti tra le prestazioni professionali protette).
(Cassazione civile Sentenza, Sez. III, 18/04/2007, n. 9237)
5) LA GUIDA DELLE FINANZE SULLE AGEVOLAZIONI FISCALI PER I DISABILI CON LE NOVITA’ DELLA FINANZIARIA 2007
Sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate – www.agenziaentrate.gov.it – é dal 26/04/2007 disponibile la versione aggiornata della “Guida alle agevolazioni fiscali per i disabili”, con le novità introdotte dalla Finanziaria 2007.
Tra gli argomenti trattati all’interno della guida emergono:
– Figli a carico e spese sanitarie . acquisto e mantenimento di veicoli;
– altri mezzi di ausilio e sussidi tecnici e informatici;
– agevolazioni per l’assistenza personale;
6) TRATTAMENTO FISCALE CESSIONE DI ENERGIA ELETTRICA IN ITALIA
L’Agenzia delle Entrate ha fornto la corretta interpretazione dell’art. 7, D.P.R. n. 633/1972 con riferimento ad un contratto di tolling agreement stipulato da una società residente in Svizzera, senza stabile organizzazione in Italia, che produce, trasporta, compra e vende elettricità e gas in tutta Europa, con una società italiana («producer»), che si impegna a produrre energia elettrica dietro la corresponsione di un compenso.
Ai fini della tassazione IVA, le cessioni di gas e energia elettrica devono avvenire nel luogo di stabilimento dell’acquirente.
In particolare, l’art. 7, comma 2, lett. a) del D.P.R. n. 633/1972, dispone che si considerano territorialmente rilevanti e quindi sono assoggettate ad IVA in Italia le cessioni di gas e energia elettrica effettuate a soggetti passivi rivenditori domiciliati in Italia o ivi residenti (senza aver stabilito all’estero il proprio domicilio) o quando gli acquisti sono effettuati per una stabile organizzazione che si trova in territorio italiano.
Inoltre, si stabilisce, conformemente la norma comunitaria (art. 38 della Direttiva 2006/112/CE) che “per soggetto passivo rivenditore si intende un soggetto passivo la cui principale attività in relazione all’acquisto di gas ed elettricità è costituita dalla rivendita di detti beni ed il cui consumo personale di detti prodotti e’ trascurabile….”.
Tale disciplina si differenzia da quella prevista per tutti gli altri soggetti non rivenditori per i quali il criterio di collegamento con il territorio dello Stato é stabilito in relazione all’uso o al consumo in Italia dei predetti beni (art. 7, secondo comma, lett. b) del D.P.R. n. 633/1972).
La circostanza che una società acquisti gas per utilizzarlo al fine di ottenere energia elettrica non osta alla qualifica della stessa come “soggetto passivo rivenditore”.
Infatti, gli acquisti sono finalizzati non al consumo, ma alla produzione dell’energia che sarà successivamente rivenduta ad altri soggetti.
Per conseguenza gli acquisti di gas effettuati da un soggetto residente in Svizzera senza stabile organizzazione in Italia, sono da considerarsi fuori campo di applicazione del tributo (art. 7, secondo comma, del D.P.R. n. 633 del 1972).
Viceversa, per le prestazioni di servizi svolte da una società italiana a favore della società svizzera, relative alla trasformazione del gas in energia elettrica, non si applica la norma nazionale (art. 7, quarto comma, lettera d, che, recependo la direttiva comunitaria, prevede la tassazione nel paese del committente di determinati servizi, tassativamente elencati).
Nella circolare n. 54 del 23 dicembre 2004, paragrafo 2.3, sono stati inclusi tra i servizi “direttamente collegati” la modulazione, lo stoccaggio, la rigassificazione del gas liquido, giacché operazioni direttamente collegate alle reti di distribuzione.
Poiché si tratta di servizi di lavorazione di un bene mobile, gli stessi sono territorialmente rilevanti ai sensi dell’art. 7, quarto comma, lett. d) del D.P.R. n. 633 del 1972 e devono, quindi, essere assoggettati ad IVA in Italia.
Pertanto, il prestatore nazionale deve emettere fattura con applicazione dell’imposta nei confronti del committente non residente.
Su tali prestazioni di servizi (aventi ad oggetto contratti d’opera, di appalto e simili che hanno per oggetto la produzione di beni si applica la stessa aliquota che sarebbe applicabile nel caso di cessione dei beni prodotti) si applica l’aliquota agevolata qualora siano rispettate le specifiche destinazioni previste dal numero 103) della tabella A, parte III.
A tal fine il numero 103) della tabella A, parte III, allegata al D.P.R. n. 633/1972 prevede l’applicazione dell’aliquota agevolata del 10% ai seguenti beni “energia elettrica per uso domestico; energia elettrica e gas per uso di imprese estrattive, agricole e manufatturiere comprese le imprese poligrafiche, editoriali e simili; energia elettrica per il funzionamento degli impianti irrigui, di sollevamento e di scolo delle acque, utilizzate dai consorzi di bonifica e di irrigazione; energia elettrica fornita ai clienti grossisti di cui all’art. 2, comma 5, del D.Lgs. 16 marzo 1999, n. 79;…”.
Per individuare il trattamento fiscale ai fini IVA delle successive cessioni di energia elettrica effettuate dalla società svizzera, occorre in primo luogo verificare la sussistenza del requisito della territorialità:
– se il cessionario é soggetto passivo rivenditore, la cessione si considera effettuata nel territorio dello Stato se lo stesso ha ivi il domicilio o la residenza (senza avere il domicilio all’estero) o una stabile organizzazione destinataria dei beni ceduti, ovvero ha in Italia una stabile organizzazione per la quale gli acquisti sono effettuati;
– se il cessionario é soggetto diverso dal rivenditore, la cessione si considera effettuata nel territorio dello Stato se i beni sono usati o consumati nel territorio dello Stato medesimo.
In tale ipotesi, ai sensi dell’art. 17, terzo comma, del D.P.R. n. 633/1972, gli obblighi relativi alle cessioni “sono adempiuti dai cessionari… medesimi qualora agiscano nell’esercizio di imprese, arti e professioni”.
Infine, la società svizzera, senza stabile organizzazione in Italia, che abbia effettuato nel territorio dello Stato esclusivamente cessioni di gas e energia elettrica, può chiedere il rimborso ai sensi dell’ottava direttiva comunitaria, recepita nell’art. 38-ter del D.P.R. n. 633/1972.
Per ottenere il rimborso il soggetto estero non deve avere un rappresentante fiscale in Italia né deve essersi ivi identificato direttamente.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 26/04/2007 n. 79)
7) SOCIETA’ PROFESSIONALE NON RESIDENTE, SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITA’ (CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE) IN ITALIA PER MEZZO DI UNA BASE FISSA: DISCIPLINA FISCALE
I redditi prodotti da una società di diritto inglese, caratterizzata dal punto di vista fiscale dal regime della trasparenza, vengono imputati direttamente a ciascun socio.
L’assenza di soggettività passiva della società trasparente, impedisce, ai fini delle imposte sui redditi, di considerare tale ente come “residente” nel Regno Unito per l’applicazione delle Convenzioni contro le doppie imposizioni.
Pertanto, non si può applicare, nel caso in questione, il trattato stipulato tra l’Italia e la Gran Bretagna.
Premesso ciò, l’art. 73, comma 1, lettera d) del Tuir dispone che sono soggetti passivi dell’IRES “le società e gli enti di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato”.
In tale ambito devono essere comprese anche le società e le associazioni indicate nell’art. 5 del Tuir.
Il titolo II, capi IV e V del Tuir dettano la disciplina fiscale rispettivamente delle società ed enti commerciali non residenti e degli enti non commerciali non residenti.
L’ elemento distintivo degli enti non commerciali rispetto a quelli commerciali é costituito dal fatto che i primi non hanno quale oggetto esclusivo o principale lo svolgimento di un’attività di natura commerciale.
Per gli enti non residenti l’oggetto principale é determinato in base all’attività effettivamente esercitata nel territorio dello Stato.
Pertanto, ai fini della qualificazione dell’ente non residente, occorre avere riguardo alla natura dell’attività svolta in Italia, prescindendo dalla connotazione che l’ente medesimo assume nell’ordinamento del paese di appartenenza.
Per qualificare correttamente i redditi prodotti dalla base fissa in Italia della società inglese occorre considerare il tipo di attività che intende svolgere in Italia: La base fissa svolgerà attività professionale di assistenza e consulenza legale, svolta nel rispetto delle leggi italiane regolanti tali attività e operante secondo l’ordinamento interno della professione di appartenenza.
Pertanto, non svolgendo attività commerciale, i redditi prodotti in Italia dalla base fissa (soggetta ad IRES ai sensi dell’art. 73, comma 1, lettera d) del Tuir) seguono le regole di determinazione proprie degli enti non commerciali non residenti con conseguente applicazione degli artt. 153 e 154 del Tuir.
Quindi, le società e associazioni tra artisti e professionisti non residenti (con o senza stabile organizzazione o base fissa in Italia), determinano il proprio reddito complessivo sommando il risultato netto delle singole categorie di reddito individuate dal Titolo I del Tuir e applicando le deduzioni e le detrazioni previste dall’art. 154 del Tuir.
Riguardo i redditi di lavoro autonomo, questi seguono le regole di determinazione proprie della categoria reddituale di appartenenza e, quindi, si applicano gli artt. 53 e seguenti del Tuir, con l’obbligo per la società di diritto inglese di compilare, tra gli altri, il quadro RE del modello Unico-Enti non commerciali ed equiparati 2007, indicando nel rigo RE24 l’ammontare delle ritenute eventualmente subite sui compensi derivanti dall’attività professionale.
Va poi analizzato il regime fiscale dei redditi che i soci residenti in Italia percepiscono in sede di ripartizione dell’utile maturato dalla società inglese a fronte di partecipazioni non qualificate.
I soggetti residenti in Italia che percepiscono redditi derivanti dalla partecipazione non qualificata in società o enti non residenti di cui all’art. 73, comma 1, lettera d) del Tuir, producono redditi di capitale (derivanti dal possesso di partecipazioni similari alle azioni), assoggettati a tassazione al momento della percezione, purché “la relativa remunerazione sia totalmente indeducibile nella determinazione del reddito nello Stato estero di residenza del soggetto emittente; a tal fine l’indeducibilità deve risultare da una dichiarazione dell’emittente stesso o da altri elementi certi e precisi” (circolare n.4/E del 18 gennaio 2006).
Inoltre, ai sensi dell’art. 27, comma 4 del D.P.R. n. 600/1973, se percepiti per il tramite di uno dei soggetti indicati nelle lettere a) e b) del comma 1 dell’art. 73 del Tuir “sulle remunerazioni corrisposte a persone fisiche residenti relative a partecipazioni al capitale….non qualificate ai sensi della lettera c-bis del comma 1 dell’art. 67 del medesimo testo unico e non relative all’impresa ai sensi dell’articolo 65 dello stesso testo unico, é operata una ritenuta del 12,50 per cento a titolo d’imposta dai soggetti di cui al primo comma dell’art. 23 che intervengono nella loro riscossione“.
Tali ritenute sono operate al netto delle ritenute applicate dallo Stato estero.
Per quanto riguarda l’applicazione del c.d. netto frontiera, ossia della determinazione della base imponibile al netto delle ritenute fiscali operate all’estero, in sede di tassazione degli utili/dividendi in entrata, lo Stato italiano non può riconoscere valenza fiscale alle somme trattenute, in virtu’ di accordi interni (anche se legittimati dall’Autorita’ fiscale estera), dalla società estera sulle somme corrisposte, a tale titolo, ai soci residenti in Italia.
Tali prelievi, derivanti dall’applicazione di accordi contrattuali che non incidono sul rapporto tributario intercorrente tra Stato estero e soggetto residente.
Nel caso in cui, invece, la materiale riscossione degli utili distribuiti dai soggetti non residenti non dovesse avvenire per il tramite di un intermediario residente che interviene nella riscossione del reddito in qualità di sostituto d’imposta, troverebbe applicazione l’art.18 del Tuir il quale dispone che tali redditi devono essere assoggettati ad un’imposizione sostitutiva da applicare all’utile/dividendo distribuito dal soggetto non residente, che va considerato al lordo delle eventuali ritenute operate all’estero a titolo definitivo ed in Italia a titolo d’acconto.
Pertanto, nel caso in cui l’utile distribuito dall’Ente non residente non dovesse transitare per il tramite di un intermediario residente in Italia, il relativo reddito deve essere assoggettato ad imposizione sostitutiva del 12,50% (senza possibilità di optare per il regime della dichiarazione, né di utilizzare il credito d’imposta di cui all’art. 165 del Tuir) al lordo delle eventuali ritenute subite nello Stato estero.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 26/04/2007 n. 80)
8) APPROVATO IL PROVVEDIMENTO CHE DISPONE L’USO PER TUTTI I COMUNI DEL MODELLO F24 PER PAGARE L’I.C.I.
E’ stato approvato il 26 aprile 2007 il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, provvedimento, protocollo n. 2007/71336, che ha formalmente disciplinato i termini e le modalità di attuazione delle norme contenute nell’art. 37, comma 55, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla Legge 4 agosto 2006, n. 248, in materia di liquidazione dell’Imposta Comunale sugli Immobili in sede di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e al relativo versamento con le modalità del Capo III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
In base all’art. 1 di tale provvedimento, a partire dal 1 maggio 2007 il contribuente ha la facoltà di versare l’imposta comunale sugli immobili (I.C.I.), anche utilizzando i crediti ammessi in compensazione.
Non sono ammessi in compensazione i crediti relativi ai tributi e alle altre entrate degli enti locali, ad esclusione dei crediti relativi alle addizionali all’Irpef.
Ai sensi dell’art. 5, i soggetti con partita IVA devono effettuare i versamenti I.C.I. con il modello F24 esclusivamente con modalità telematiche.
Nel caso in cui il contribuente presenti la dichiarazione dei redditi avvalendosi dell’assistenza fiscale di un soggetto diverso dal sostituto d’imposta, può autorizzare lo stesso soggetto, qualora intermediario abilitato ai sensi dell’articolo 3 comma 3 del D.P.R.
22 luglio 1998, n. 322 e aderente alla convenzione a provvedere al versamento, in nome e
per conto del contribuente stesso, dell’imposta dovuta in acconto e a saldo, anche utilizzando eventuali crediti in compensazione.
Infine, nei casi di dichiarazione dei redditi modello 730 presentata tramite il sostituto d’imposta, o di dichiarazione dei redditi modello Unico, il contribuente provvede autonomamente al versamento delle somme dovute a titolo di ICI, anche tramite un intermediario abilitato convenzionato con l’Agenzia delle Entrate.