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Timestamp: 2020-08-05 10:37:13+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 609', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 609', 'art. 609', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 609', 'sentenza ', 'art. 609', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 609', 'art. 609', 'sentenza ', 'art. 609', 'sentenza ', 'art. 609', 'sentenza ', 'art. 530', 'art. 609', 'sentenza ', 'art. 530', 'art. 530', 'art. 609', 'art. 530', 'art. 609', 'sentenza ', 'art. 609', 'art. 6', 'art. 609', 'art. 530', 'art. 609', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 530', 'art. 1', 'art. 609', 'sentenza ']

Art. 609 quinquies codice penale - Corruzione di minorenne - Brocardi.it
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Articolo 609 quinquies Codice penale
Dispositivo dell'art. 609 quinquies Codice penale
(1)Chiunque compie atti sessuali in presenza di persona minore di anni quattordici(2), al fine di farla assistere, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
b) se il reato è commesso da persona che fa parte di un'associazione per delinquere e al fine di agevolarne l'attività;
La pena è aumentata fino alla metà quando il colpevole sia l'ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato, o che abbia con quest'ultimo una relazione di stabile convivenza(3) .
(1) Il presente articolo è stato aggiunto dalla l. 15 febbraio 1996, n. 66, sostituito dall'art. 4, della l. 1 ottobre 2012, n. 172. Precedentemente recitava: "Chiunque compie atti sessuali in presenza di persona minore di anni quattordici, al fine di farla assistere, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni."
(2) La norma richiede l'attualità dell'atto rispetto al minore che dunque deve essere cosciente ed in grado di percepire ciò che si svolge alla sua presenza, non essendo però necessario che ne capisca il significato.
(3) Tale comma è stato inserito dall’art. 1, comma 3, del d.lgs. 4 marzo 2014, n. 39.
La disposizione in esame trova la propria ratio nell'esigenza di garantire al minore uno sviluppo armonioso ed equilibrato della propria sfera sessuale.
Spiegazione dell'art. 609 quinquies Codice penale
Il bene giuridico tutelato è il corretto sviluppo sessuale del minore di anni quattordici.
La norma punisce infatti chi compia atti sessuali in presenza di un minore di anni quattordici, con lo scopo di farlo assistere (dolo specifico).
Alla medesima pena è sottoposto colui che faccia assistere il minore al compimento di atti sessuali o a rappresentazioni pornografiche, al fine di indurla a compiere o a subire atti sessuali. La clausola di sussidiarietà del secondo comma sta ad indicare che la fattispecie in oggetto è costruita come condotta prodromica al compimento di atti sessuali con minorenne di cui all'articolo 609 quater, configurandosi tale ultimo delitto (con assorbimento del reato di corruzione di minorenne), nel caso di realizzazione effettiva dell'intento.
Massime relative all'art. 609 quinquies Codice penale
Cass. pen. n. 31263/2017
Ai fini della configurabilità del reato di corruzione di minorenne è sufficiente l'esibizione, a persona minore degli anni 14, di foto pedopornografiche (nella specie minori con genitali in mostra), in modo tale da coinvolgere emotivamente la persona offesa e compromettere la sua libertà sessuale.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 31263 del 22 giugno 2017)
Cass. pen. n. 3196/2009
Il delitto di corruzione di minorenne e quello di atti osceni in luogo pubblico concorrono formalmente se la condotta dell'agente non si limita ad offendere il pudore o l'onore sessuale, ma è posta in essere anche in modo da coinvolgere emotivamente la persona offesa. (Fattispecie nella quale il reo aveva esibito in una pubblica via il proprio organo sessuale, afferrandolo prima con una e poi con entrambe le mani alla presenza di una minore cui lo aveva mostrato).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 3196 del 23 gennaio 2009)
Cass. pen. n. 15633/2008
In tema di reati sessuali, il dolo specifico richiesto ai fini della configurabilità del delitto di corruzione di minorenne (art. 609 quinquies, c.p. ) è incompatibile con il dolo eventuale.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 15633 del 15 aprile 2008)
Cass. pen. n. 9111/2008
In tema di reati sessuali, il delitto di corruzione di minorenne (art. 609 quinquies c.p.) si configura anche nel caso di una presenza temporanea del minore in occasione dello svolgimento di un rapporto sessuale tra adulti. (Fattispecie nella quale una minore aveva assistito ad un rapporto sessuale tra la madre ed un altro uomo, rapporto nel corso del quale era stata fatta allontanare).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 9111 del 28 febbraio 2008)
Cass. pen. n. 44681/2005
Il bene giuridico tutelato nel delitto di corruzione di minorenni consiste nella salvaguardia di un sereno sviluppo psichico della sfera sessuale di soggetti di età minore, che non deve essere turbato dal trauma che può derivare dall'assistere ad atti sessuali compiuti con ostentazione da altri.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 44681 del 7 dicembre 2005)
Cass. pen. n. 33006/2003
Non sussiste il concorso apparente, sotto il profilo dell'assorbimento tra il reato di cui all'art. 609 quater (atti sessuali con minorenne) e quello di cui all'art. 609 quinquies (corruzione di minorenne) c.p., in quanto essi configurano due fattispecie diverse ed il loro concorso è soltanto eventuale, essendo possibile che si realizzi l'uno senza l'altro.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 33006 del 5 agosto 2003)
Cass. pen. n. 9223/2000
È configurabile il tentativo di corruzione di minorenne nell'attività di chi proponga ad un minore di mostrargli il proprio pene e descriva, fin nei dettagli, la manovra della masturbazione maschile, pur senza commettere atti sessuali, essendo gli atti ora descritti idonei e diretti in modo non equivoco alla commissione del reato ove previsto dall'art. 609 quinquies c.p., pur arrestandosi ad una fase in cui non abbia avuto ancora inizio l'attività sessuale.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 9223 del 25 agosto 2000)
Cass. pen. n. 4264/1999
Non è configurabile il reato, anche soltanto tentato, di corruzione di minorenne di cui all'art. 609 quinquies c.p., nell'ipotesi in cui l'agente mostri a minori giornali e videocassette a contenuto pornografico, esulando la predetta condotta dal concetto e dal significato di atto sessuale che deve necessariamente concretizzarsi in un'attività fisica che coinvolga in qualche modo direttamente gli organi sessuali, maschile o femminile, con il proposito, nell'ipotesi di reato che qui interessa, di farvi assistere i minori per suscitare in loro l'eccitazione dei sensi.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 4264 del 2 aprile 1999)
Cass. pen. n. 5164/1997
La legge 15 febbraio 1996, n. 66 (Norme contro la violenza sessuale) ha abrogato, tra gli altri, l'art. 530 c.p. (Corruzione di minorenni), introducendo nuove disposizioni e, in particolare, l'art. 609 quinquies, alla stregua del quale la condotta del soggetto attivo del reato deve materializzarsi nel compimento di atti sessuali in presenza di persona minore di anni quattordici «al fine di farla assistere». Si è in tal modo operato un intervento che presuppone, ai fini del delitto in questione, il dolo specifico: si esige che — oltre alla coscienza e volontà del fatto materiale — il soggetto agisca per un fine particolare che è, per l'appunto, previsto come elemento soggettivo costitutivo della fattispecie legale. (Nella specie la S.C. ha ritenuto che il dolo specifico risultava chiaramente dalle modalità e dalla qualità dei fatti ascritti all'imputato, il quale, al fine di far assistere il minore agli atti sessuali compiuti sulle persone di altri minori, non aveva mancato di mostrargli riviste e fotografie pornografiche, sollecitando in tal guisa l'attenzione e la presenza dello stesso).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 5164 del 3 giugno 1997)
Cass. pen. n. 4761/1997
La legge 15 febbraio 1996, n. 66, contenente le nuove norme contro la violenza sessuale, ha espressamente abrogato, fra gli altri, l'art. 530 c.p., introducendo in detto codice gli artt. 609 quater (Atti sessuali con minorenne) e 609 quinquies (Corruzione di minorenne). In conseguenza, più che l'abolizione della norma di cui all'art. 530 c.p., si è verificata una novazione legislativa, la quale ha ridisegnato i confini del delitto di «Corruzione di minorenni», sicché l'abrogazione di cui alla legge n. 66 del 1996 va intesa nel senso che le condotte poste in essere sotto l'imperio della precedente normativa sono da considerare depenalizzate solo se non coincidono con quelle descritte nelle nuove disposizioni di legge o in altre norme del codice penale: secondo il vigente art. 609 quinquies c.p. commette il reato di «corruzione di minorenne» solo colui che compie atti sessuali «in presenza» di persona minore di quattordici anni, «al fine di farla assistere», mentre il compimento di atti di libidine su persona consenziente minore di sedici anni — ipotesi prevista dall'abrogato art. 530 c.p. — non costituisce reato, a mente dell'art. 609 quater c.p., a meno che autore del fatto sia l'ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore o altra persona cui, per ragioni di cura, d'educazione, d'istruzione, di vigilanza o di custodia il minore è affidato.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 4761 del 20 maggio 1997)
Cass. pen. n. 1032/1997
In tema di reato di corruzione di minorenne, secondo l'art. 609 quinquies c.p., introdotto dall'art. 6 legge 15 febbraio 1996, n. 66 (Norme contro la violenza sessuale), è punito «chiunque compie atti sessuali in presenza di persona minore di anni quattordici, al fine di farla assistere»: scompare, quindi, dalla previsione normativa della nuova corruzione di minorenne, la precedente ipotesi degli atti di libidine commessi su persona minore degli anni sedici. Quando il minorenne non fa semplicemente da spettatore, ma egli stesso è destinatario delle attenzioni dell'agente, e cioè subisce gli atti sessuali, non si potrà più ipotizzare il delitto di «corruzione di minorenne», ma la diversa figura criminosa prevista dall'art. 609 quater (Atti sessuali con minorenne), sempre che ne sussistano le condizioni, e cioè che il minore non abbia compiuto gli anni quattordici oppure che egli, avendoli compiuti, ma non essendo ancora sedicenne, sia legato da un particolare vincolo (di parentela o di familiarità) all'agente. (Nella specie, relativa ad annullamento senza rinvio perché il fatto contestato sub art. 530 c.p. non è previsto dalla legge come reato, la S.C. ha osservato che la minorenne aveva quindici anni all'epoca dei fatti e nessun rapporto — tra quelli indicati dall'art. 609 quater, comma 1 n. 2, c.p. — la legava all'imputato, per cui il comportamento a questi addebitato, e cioè di essersi congiunto carnalmente con lei — non ricorrendo ipotesi di violenza sessuale, in quanto la stessa era consenziente — deve considerarsi decriminalizzato, non essendo più previsto dalla legge come reato, poiché, in assenza di norme transitorie, deve applicarsi il disposto dell'art. 2, comma 2, c.p., che stabilisce il principio dell'effetto retroattivo dell'abolitio criminis ovvero della non ultrattività della norma incriminatrice).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1032 del 6 febbraio 1997)
Cass. pen. n. 10484/1996
In tema di corruzione di minorenni, a seguito dell'abrogazione dell'art. 530 c.p. ad opera dell'art. 1 della legge 15 febbraio 1996, n. 66, gli atti sessuali con i minorenni e la corruzione di minorenni, ora previsti rispettivamente dagli artt. 609 quater e 609 quinquies c.p., presuppongono, quando non ricorra l'elemento della violenza o taluno degli altri fatti previsti dall'art. 609 bis c.p., che il fatto sia compiuto in danno di persona minore degli anni quattordici ovvero degli anni sedici quando vi sia abuso di rapporti di parentela o di altri rapporti assimilati.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 10484 del 6 dicembre 1996)
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