Source: http://www.studiodinoloi.it/2017/01/31/circolare-start-up-innovative-n-12017-le-ultime-opportunita/
Timestamp: 2019-05-24 05:46:02+00:00
Document Index: 83774996

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 29', 'art. 4', 'art. 24', 'art. 1325', 'art. 2', 'art. 24', 'art. 2480', 'art. 24', 'art. 4', 'art. 25', 'art. 3']

Circolare Start up innovative n. 1/2017. Le ultime opportunità. – Studio Dino Loi
Circolare 1/2017 del 30 gennaio 2017
Agevolazioni sulla costituzione delle start up innovative: costituzione senza notaio
Agevolazioni per le modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto delle start up costituite in forma di S.r.l.
I requisiti per costituire una start up innovativa sono di due categorie: quelli c.d. “cumulativi” e quelli c.d. “alternativi”
La Legge di bilancio 2017 (Legge 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, c. 66) ha stabilizzato e potenziato le agevolazioni fiscali per le start up innovative
In particolare, l’art. 29, del D.L. 179/2012, come riformulato dal legislatore, prevede la stabilizzazione dell’agevolazione (salva l’autorizzazione comunitaria) e dunque spetterà per gli anni a venire senza limite temporale.
Dal 2017 l’incentivo per le persone fisiche è potenziato in due modi:
si eleva dal 19% al 30% la detrazione IRPEF, e
si porta da Euro 500.000 ad Euro 1.000.000 l’importo dell’investimento massimo detraibile.
Pertanto, dal 2017, una persona fisica che versa un milione nel capitale sociale di start up innovative otterrà una minore IRPEF da pagare per Euro 300.000 (fino al 2016, invece, lo sconto massimo era di Euro 95.000).
Dal 2017 l’incentivo per i soggetti IRES è così potenziato:
si eleva dal 20% al 30% la percentuale per il calcolo della deduzione IRES.
Il tetto di investimento annuo fermo a Euro 1.800.000.
Pertanto, dal 2017, un versamento di Euro 1.800.000 nel capitale della start up genererà per una S.r.l. o una S.p.A. investitrice una deduzione di Euro 540.000 e un risparmio IRES al 24% di Euro 129.600, rispetto ai precedenti 99.000.
in deroga a quanto previsto dagli artt. 2328 e segg. c.c., l’art. 4, co. 10-bis, il D.L. 24.1.2015, n. 3, stabilisce che: “al solo fine di favorire l’avvio di attività imprenditoriale e con l’obiettivo di garantire una più uniforme applicazione delle disposizioni in materia di start-up innovative e di incubatori certificati, l’atto costitutivo e le successive modificazioni di start-up innovative sono redatti per atto pubblico ovvero per atto sottoscritto con le modalità previste dall’articolo 24 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. L’atto costitutivo e le successive modificazioni sono redatti secondo un modello uniforme adottato con decreto del Ministro dello sviluppo economico e sono trasmessi al competente ufficio del registro delle imprese di cui all’articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni”.
Il modello standard di atto costitutivo e statuto di S.r.l., è stato approvato con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 17 febbraio 2016.
Il decreto ministeriale in esame prevede che l’atto costitutivo sia redatto in forma elettronica ai sensi degli artt. 20 e ss., D.Lgs. 82/2005 (Codice dell’Amministrazione Digitale – CAD), nonché sottoscritto in forma elettronica a norma dell’art. 24 del CAD, da parte di ciascun contraente (o da parte dell’unico sottoscrittore, nel caso di S.r.l. unipersonale). Inoltre, ai fini del rispetto sostanziale del principio della consensualità di cui all’art. 1325 c.c., in caso di atto plurilaterale, tutte le sottoscrizioni devono essere apposte entro complessivi 10 giorni.
Il decreto ministeriale individua poi all’art. 2 tutti i controlli formali e relativi alla normativa antiriciclaggio che devono essere svolti dall’Ufficio del Registro delle imprese all’atto dell’iscrizione nella sezione ordinaria della S.r.l. start-up costituita sulla base del modello standard sottoscritto a norma dell’art. 24 del CAD.
Secondo i dati forniti dal Ministero delle Sviluppo Economico le start up costituite con tale modalità agevolativa sono state 180 a fine 2016.
Più dell’80 per cento hanno adottato un capitale iniziale inferiore a Euro 10.000. In particolare, oltre la metà, 92 imprese (51,1%), hanno adottato un capitale iniziale compreso tra Euro 5.000 e Euro 10.000. 54 (30%) hanno un capitale compreso tra Euro 1,00 e Euro 5.000,00.
Più del 75 per cento operano nel macro-settore dei servizi alle imprese.
Ben 98 delle neo costituite hanno indicato come requisito quello del 15 per cento di spese previste in Ricerca e Sviluppo.
In deroga a quanto previsto dall’art. 2480, secondo capoverso, c.c., gli atti modificativi dell’atto costitutivo e dello statuto delle start up innovative costituite in forma di S.r.l. potranno essere redatti in forma elettronica e firmati digitalmente a norma dell’art. 24 del CAD, dal Presidente dell’assemblea e da ciascuno dei soci che hanno approvato la delibera, nel caso di società pluripersonale, o dall’unico socio nel caso di società unipersonale, in totale conformità al modello standard.
Tale documento dovrà poi essere presentato per l’iscrizione al Registro delle imprese territorialmente competente entro 30 giorni dalla data dell’Assemblea che ha apportato le modifiche.
Entro 10 giorni dalla data di protocollo del deposito, effettuate le opportune verifiche, l’Ufficio del Registro delle Imprese procederà all’iscrizione provvisoria dell’atto modificativo nella sezione ordinaria del Registro delle imprese, con la dicitura aggiuntiva «modifica di atto costitutivo di start-up a norma dell’art. 4 comma 10 -bis del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, iscritta provvisoriamente in sezione ordinaria, in corso di iscrizione in sezione speciale» ed entro i successivi 10 , verificata in capo alla società la permanenza dei requisiti di start up, iscriverà la notizia nella sezione speciale ed eliminerà la dicitura “iscritta provvisoriamente in sezione ordinaria, in corso di iscrizione in sezione speciale”.
Ai sensi dell’art. 25, co. 2, D.L. 179/2012, le start up innovative devono possedere i seguenti requisiti “cumulativi”:
a partire dal secondo anno di attività, devono avere un totale del valore della produzione annua (voce A del Conto economico) risultante dall’ultimo bilancio approvato entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio, non superiore a Euro 5.000.000,00;
non devono aver distribuito utili dall’anno della loro costituzione, né devono distribuirli per tutta la durata del regime agevolativo;
non devono essere costituite per effetto di un’operazione di scissione o fusione, né a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.
Oltre ai requisiti “cumulativi” sopra illustrati le start up innovative devono possedere almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti “alternativi”:
sostenere “spese in ricerca e sviluppo […] uguali o superiori al 15 per cento del maggior valore fra costo e valore totale della produzione della start up innovativa”. Sono escluse le spese per l’acquisto e la locazione di beni immobili, mentre sono comprese le spese relative allo sviluppo precompetitivo e competitivo (sperimentazione, prototipazione e sviluppo del business plan), le spese relative ai servizi di incubazione forniti da incubatori certificati, i costi lordi di personale interno e consulenti esterni impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, inclusi soci ed amministratori, le spese legali per la registrazione e la protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d’uso. Le spese di ricerca e sviluppo devono risultare dall’ultimo bilancio approvato ed essere descritte nella Nota integrativa, ovvero in assenza di bilancio nel primo anno di vita, la loro effettuazione dovrà risultare da una dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante in cui sia indicata una previsione dettagliata delle spese in attività di ricerca e sviluppo che la start up innovativa intende sostenere;
impiegare come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo:
in percentuale uguale o superiore a 1/3 della forza lavoro complessiva, personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’Università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno 3 anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, oppure
in percentuale uguale o superiore a 2/3 della forza lavoro complessiva, personale in possesso di laurea magistrale ai sensi dell’art. 3 del Regolamento di cui al D.M. Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 22.10.2004, n. 270;
essere “titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tali privative siano direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività di impresa”.