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Timestamp: 2017-06-28 05:17:10+00:00
Document Index: 30777442

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 33', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 3']

legge 104: Agevolazioni fiscali INPS - diritti e doveri del lavoratore - BlogFinanza.com
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Pubblicato da: Tommaso Piccinni - il: 28-09-2016 16:57
L. 104/1992 art. 33 – D.lgs 151/2001 artt. 33 e 42, come modificati dalla L. 183/2010 e dal D.lgs. 119/2011
Il testo sulla legge 104 è la normativa di riferimento in materia di disabilità. Il fine della legge 104 è quello di prestare assistenza al fine di tutelare l’integrazione sociale e i diritti delle persone con diversi problemi, definiti portatori di handicap.
Indice[Nascondi]Agevolazioni legge 104: a chi spettano?Agevolazioni legge 104: a chi non spettano?Legge 104 INPS: cosa spettaLegge 104 INPS: chiarimentiLegge 104 INPS: casi particolariLegge 104: congedo straordinarioLegge 104: testo sull’estensione del diritto ai parenti e agli affini di 3° grado della persona che versa in grave disabilitàLegge 104: agevolazioni fiscali e requisitiLegge 104: ipotesi eccezionaliLegge 104: come comportarsi in caso di certificazione provvisoriaLegge 104: proroga in caso di verbale rivedibile (circ. 127/2016)Legge 104: referente unico (D.lgs. 119/2011)Legge 104: quanto spetta?Legge 104: è possibile cumulare i permessi?Legge 104: cosa succede in caso di più soggetti disabili?Legge 104: come e a chi presentare ricorso?Come presentare domanda per la legge 104?Agevolazioni legge 104: novità per conviventi e coppie di fattoAgevolazioni acquisto auto legge 104Legge 104: Detrazione Irpef per figli a caricoLegge 104 e detrazioni delle spese sanitarie dei disabiliLegge 104 e detrazioni per spese di assistenza per i non autosufficientiAgevolazione legge 104 per acquisto di pc e sussidi informaticiLegge 104: altre agevolazioniLegge 104 permessi: rischi in caso di abusiLegge 104 e scelta della sede di lavoro Agevolazioni legge 104: a chi spettano?
I permessi retribuiti secondo quanto stabilito dalla legge 104 spettano a tutti i lavoratori dipendenti che si trovano in una delle seguenti condizioni:
Il diritto di usufruire della legge 104, è anche esteso ai parenti e agli affini fino al 3° grado, solo e soltanto se i genitori o il coniuge della persona con disabilità grave abbiano compiuto i 65 anni di età, o nel caso in cui essi siano affetti da patologie invalidanti o nel caso in cui siano deceduti o mancanti secondo quanto previsto dalla modifica della legge (L. 183/2010).
Agevolazioni legge 104: a chi non spettano?
Non sono invece titolari di diritto, ad usufruire delle agevolazioni della legge 104, i seguenti soggetti:
lavoratori a domicilio secondo quanto previsto dalla circolare 80/95, punto 4;
addetti ai lavoro domestici e familiari previsto dalla circolare INPS 80/95, punto 4;
lavoratori agricoli che sono assunti con contratto di lavoro a tempo determinao, o occupati a giornata, e non possono usufruire di tali agevolazioni, né per se stessi, né in qualità di genitori o familiari secondo quanto previsto dalla circolare 133 /2000 punto 3.3;
Legge 104 INPS: cosa spetta
Secondo quanto previsto dall’INPS sulla legge 104, i lavoratori dipendenti che ne facciano richiesta e che versano in una condizione di disabilità o si trovano in situazione di gravità hanno diritto a:
Per i genitori, anche adottivi o affidatari di figli disabili con grave situazione di disabilità, e che abbiano meno di 3 anni possono usufruire in alternativa anche di:
Le agevolazioni della legge 104 per handicap e invalidità non sono uguali per tutti, ed i benefici sono differenti in base al grado di handicap e di invalidità. Nello specifico abbiamo:
Il genitore o il titolare di disabilità, possono usufruire di un prolungamento di un tempo massimo consentito oltre il normale congedo parentale, indipendentemente dal fatto che sia stato in precedenza utilizzato o esaurito.
Non è possibile usufruire del congedo parentale ordinario e di prolungamento del congedo parentale per un periodo superiore a 3 anni e deve essere goduto entro il compimento del 12esimo anno di vita del bambino.
Tutti i genitori adottivi e affidatari, possono usufruire di un prolungamento del congedo parentale per un periodo massimo di 3 anni, comprensivo però anche del periodo di congedo parentale ordinario.
Nei primi 12 anni di ingresso del bambino minore riconosciuto disabile e che versa in una situazione di gravità, indipendentemente da quella che è l’età del bambino nel momento in cui è adottato o affidato e comunque non oltre il compimento della maggiore età del bambino stesso.
A tutti i genitori biologici che abbiano un figlio disabile e che versa in una situazione di gravità e che ha un’età compresa i 3 ed i 12 anni, o anche che siano riconosciuti come genitori adottivi o affidatari, hanno diritto in alternativa a quanto sopra:
3 giorni di permesso mensili, con la possibilità di usufruirli anche ad ore;
possibilità di prolungare il congedo parentale;
Nel caso in cui, invece, si tratta di genitori biologici o affidatari e che si trovano nelle condizioni su descritte, ma che abbiano un’età superiore ai 12 anni, spettano:
3 giorni di permesso mensili, con possibilità di richiederle frazionate in ore;
genitori, coniuge, parenti e affini della persona disabile in situazione di gravità spettano:
Oltre ai permessi, ( conosciuti da tutti come 3 giorni al mese di astensione per assistenza familiare a disabile), chi assiste un familiare convivente con handicap grave può anche richiedere un congedo retribuito, per un periodo massimo di 2 anni, riferibile all’intero arco della vita lavorativa.
Il congedo, può essere richiesto anche frazionato. Quest’agevolazione o meglio, questo congedo straordinario previsto dalla legge 104, deve seguire un preciso iter e possono richiederlo in base al grado di parentela, i seguenti soggetti:
È necessario, produrre anche in questo caso, il certificato di handicap che ne attesti la gravità secondo quanto previsto dalla Legge 104.
Legge 104: testo sull’estensione del diritto ai parenti e agli affini di 3° grado della persona che versa in grave disabilità
Hanno diritto anche ad usufruire dei 3 giorni di permesso mensili, anche i parenti e agli affini di 3° grado della persona con disabilità che versa in situazione di gravità. Possono però usufruire di questo, solo e soltanto se i genitori o il coniuge della persona disabile, hanno compiuto i 65 anni di età o che si trovano anch’essi affetti da patologie invalidanti; sono deceduti o mancanti secondo quanto previsto dalla legge 183/2010 – circolare 155/2010.
Attenzione: secondo l’interpretazione dell’espressione mancanti, la si deve intendere come situazione di assenza naturale e giuridica ovvero celibato o stato di figlio naturale non riconosciuto, e che deve ricomprendere anche altre condizione ad essa giuridicamente assimilabile, continuativa e debitamente certificata da chi di competenza, come autorità giudiziaria o pubblica autorità, quale: divorzio, separazione legale o abbandono.
La possibilità di passare dal 2° al 3° grado di assistenza si verifica anche nel momento in cui 1 solo dei soggetti menzionati si coniuge, sia genitore, si trovi in una delle seguenti condizioni:
affetto da patologie invalidanti.
In quest’ultimo caso, ai fini dell’individuazione di tali patologie, si devono tenere in considerazione soltanto quelle permanenti, secondo quanto previsto dall’art. 2, comma 1, lettera d), numeri 1, 2 e 3 del Decreto Interministeriale n. 278 del 21 luglio 2000.
Possono usufruire anche di permessi frazionabili ad ore ma solo entro un limite orario mensile. Per il calcolo delle ore si deve considerare che il limite massimo mensile fruibile è uguale all’orario normale di lavoro settimanale, diviso il numero dei giorni lavorativi settimanali per 3.
Per poter richiedere le agevolazioni previste dalla legge 104, si devono tenere conto di alcuni importanti requisiti:
essere lavoratori dipendenti (non importa che si tratti di contratto part time o tempo pieno );
che la persona richiedente, anche per conto di una terza persona, per la quale si richiede di usufruire dei permessi, versi in condizioni di disabilità grave secondo quanto stabilito dall’articolo 3 comma 3 della legge 104/92 riconosciuta dalla Commissione Medica Integrata ASL/INPS (art. 4, comma 1 L. 104/92);
Legge 104: ipotesi eccezionali
Secondo quanto prestabilito dalla circolare 32/2012 fanno eccezione le seguenti situazioni:
interruzione del ricovero dalla struttura a tempo pieno per necessità del disabile, al fine di effettuare visite e terapie appositamente certificate;
ricovero a tempo pieno di un disabile che sia considerato in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine;
ricovero a tempo pieno del disabile che necessita di assistenza di un familiare o di un genitore, documentato dai sanitari della struttura;
è possibile richiedere il permesso nel caso in cui usufruisce dei permessi al fine di assistere un famigliare disabile e che sia residente in un comune situato ad una distanza dalla propria residenza a 150 Km. In questo caso, si deve certificare attraverso titolo di viaggio (da consegnare al proprio datore di lavoro), il raggiungimento del luogo di residenza dell’assistito. Per ulteriori informazioni in merito è possibile consultare il testo legge 104 integrale sul D.lgs. 119/2011.
In tutte queste eccezioni, è possibile richiedere i permessi previsti dalla legge 104.
Legge 104: come comportarsi in caso di certificazione provvisoria
Nel caso in cui non sia rilasciata per tempo la certificazione attestante la disabilità grave secondo quanto previsto dall’art. 3, comma 3 della L. 104/92) entro 45 giorni dalla presentazione della domanda, l’interessato può presentare apposito certificato rilasciato dal medico specialista nella patologia denunciata e che sia in servizio presso l’ASL, dal quale si evince la situazione di gravità del soggetto, secondo quanto dettato dal d.l. n. 324/1993 convertito in legge n. 423/1993 – circ. n. 32/2006 – circ. 127/2016.
All’interno della certificazione provvisoria devono essere indicati, al fine di essere considerata idonea:
socio-lavorative, relazionali e situazionali;
assunzione da parte del medico di responsabilità di quanto attestato in verità, scienza e coscienza.
Attenzione: la certificazione provvisoria rilasciata dalla Commissione Medica Integrata ASL/INPS ai sensi dell’articolo 4 della L. 104/92 può essere presa in considerazione anche prima dei 45 giorni dalla domanda di riconoscimento di disabilità fino all’emissione del provvedimento definitivo. Sono in caso di patologie oncologiche, la certificazione provvisoria potrà essere considerata utile anche dopo 15 giorni dalla presentazione della domanda alla Commissione Medica Integrata. Nel caso in cui, invece, il provvedimento definitivo non accerti la disabilità grave, è possibile procedere al recupero delle somme indebitamente percepite dal soggetto che ha fruito di tali permessi retribuiti.
Legge 104: proroga in caso di verbale rivedibile (circ. 127/2016)
Per tutti i lavoratori dipendenti, che beneficiano della legge 104, secondo quanto previsto dai verbali con revisione che sono previsti a partire dal 19 agosto 2014 possono continuare a far valere ed usufruire delle stesse agevolazioni, fino a che non sia concluso per intero l’iter sanitario di revisione. In questo caso, si deve tenere conto che:
per i lavoratori per i quali l’indennità è anticipata dal datore di lavoro:
possono continuare ad usufruire del permesso retribuito dei 3 giorni mensili, nel periodo compreso tra la data di scadenza del verbale rivedibile e il completamento dell’iter sanitario di revisione. In questo caso, non si deve presentare una nuova domanda;
possono fruire del prolungamento del congedo parentale o dei permessi orari retribuiti, per tutto il periodo di vacanza, compreso tra la data di scadenza del verbale e il completamento dell’iter sanitario di revisione, soltanto presentando nuova domanda;
per tutti i lavoratori, il cui pagamento, derivi direttamente dall’INPS, per il periodo compreso tra la data di scadenza del verbale e il completamento dell’iter sanitario di revisione, devono presentare una nuova domanda al fine di usufruire di tutte le prestazioni, compresi anche i 3 giorni di permesso mensili.
Devono comunicare tempestivamente all’INPS e al datore di lavoro, i lavoratori e i familiari che usufruiscono della legge 104, qualsiasi tipo di variazione inerente la situazione di fatto e di diritto dichiarata nella domanda a suo tempo presentata.
Legge 104: referente unico (D.lgs. 119/2011)
Secondo quanto previsto dall’art. 33 della legge n. 104/92 e secondo quanto previsto per il congedo straordinario (art. 42 del D.lgs. 151/2001), i permessi, non possono essere riconosciuti a più di un lavoratore per assistenza della stessa persona disabile.
L’unica eccezione è fatta solo per i genitori, a cui viene riconosciuta la possibilità di fruire ad entrambi, delle agevolazioni, ma alternativamente e mai in contemporanea. Il giorno in cui uno dei 2 genitori usufruisce dei permessi, l’altro non può utilizzare il congedo straordinario.
Tutti coloro che usufruiscono del congedo parentale fino al 12° anno di vita del bambino, potranno avere un’indennizzo pari al 30% della retribuzione effettivamente corrisposta.
La legge 104, prevede anche l’erogazione della 13° mensilità e delle mensilità aggiuntive, calcolate e già inserite nella retribuzione giornaliera, che deve essere presa in riferimento per il calcolo dell’indennità. Questa deve essere corrisposta a carico dell’Istituto. Il datore di lavoro per tanto non deve corrispondere la quota relativa alla gratifica natalizia poiché sono già comprese nell’indennità erogata e pagata dall’INPS.
Legge 104: modalità di pagamento (Circ. 80/1995, punto 4, circ. 119/1980, messaggio n. 28997/2010)
Per tutti i lavoratori che ne hanno diritto, l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro per conto dell’INPS, il quale poi, previo conguaglio finale, offre la possibilità di compensare con il credito inerente ai contributi e dovuti. Vine invece, erogata direttamente dall’INPS, per le seguenti categorie di lavoratori, a prescindere che si tratti di contratto a tempo determinato o di contratto a tempo indeterminato:
Legge 104: è possibile cumulare i permessi?
Il prolungamento del congedo parentale, dei riposi orari giornalieri e dei permessi mensili, possono essere fruiti alternativamente e sono compatibili a seguito di normale congedo parentale e congedo per malattia del medesimo figlio fruito però dall’altro genitore secondo quanto disposto dall’art. 42, comma 4, D.lgs. 151/2001.
Sono compatibili i permessi orari ex lege n. 104/1992 per un figlio con disabilità grave inferiore a 3 anni in aggiunta ai permessi permessi orari (c.d. per allattamento) per un altro figlio. Le due cose sono complementari e l’una non estingue l’altra. Durante questo periodo, entrambi i genitori non possono usufruire del congedo straordinario secondo quanto previsto dall’ex art. 42, c.5 T.U.
In sostanza, i permessi giornalieri possono essere cumulati con il congedo parentale e con il congedo per malattia del figlio ai sensi dell’art. 42, quarto comma, legge n. 104/1992.
Non possono, invece, entrambi i genitori, fruire dei benefici previsti dall’articolo 33 della legge n. 104/1992 durante il periodo di congedo straordinario. Sono invece compatibili, sempre richiedendoli all’interno dello stesso mese, i premessi per congedo straordinario secondo l’art. 33, c. 3, Legge n. 104/1992 senza però che essi si sovrappongono.
La circolare n. 155/2010, chiarisce poi, che essendo delle misure straordinarie di sostegno, la fruizione dei benefici dei 3 giorni di permesso mensili, del prolungamento del congedo parentale e delle ore di riposo, le si deve intendere alternative e non cumulative per un periodo di 30 giorni.
Nel caso in cui, il titolare di contratto di lavoro subordinato, assista più soggetti disabili, la legge prevede che questo, possa:
cumulare più permessi tenendo presente che il cumulo di più permessi in capo allo stesso lavoratore è ammissibile solo a condizione che il familiare da assistere sia il coniuge o un parente o un affine entro il primo grado o entro il secondo grado, qualora uno dei genitori o il coniuge della persona disabile in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni o siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (circ. n. 32/2012).
Nel caso in cui si evince un rifiuto del riconoscimento della legge 104, il lavoratore può presentare ricorso presso il Comitato Provinciale della Struttura territoriale Inps competente rispetto alla residenza del lavoratore. Il tutto è dettagliatamente enunciato nella circolare 182/1997, punto 11. Il ricorso presso il Comitato Provinciale non preclude la possibilità però di adire per altre vie, anche giudiziarie.
La presentazione delle domande, inerente ai permessi retribuiti (L.104/92), deve essere effettuata in modalità telematica attraverso differenti sistemi, a scelta del contribuente:
attraverso sistema telematico accessibile direttamente tramite PIN, collegandosi al sito INPS, seguendo la procedura Invio OnLine di Domande di Prestazioni a Sostegno del Reddito;
attraverso patronati, ed i rispettivi servizi telematici;
Qualsiasi tipo di variazione, deve essere comunicata tempestivamente sia all’INPS sia al datore di lavoro inerente sopratutto alla situazioni di fatto e di diritto che ne varia quanto dichiarato nella domanda originaria.
Solo nel caso in cui si tratta di affidamento, in allegato alla domanda devono essere presentati i seguenti documenti inerenti le informative su:
Agevolazioni legge 104: novità per conviventi e coppie di fatto
Anche i conviventi, delle persone affette da disabilità grave, potranno usufruire dei permessi previsti dalla legge 104/92. La platea dei destinatari si allarga, includendo coniugi e parenti fino al secondo grado, partner non sposati.
Le sentenza ha dichiarato per tanto irragionevole che nei soggetti legittimati a fruire del permesso mensile per la legge 104 non sia inclusi anche i conviventi delle persona portatrici di handicap o che versano in una grave situazione. La corte, continua, ancora, affermando che l’esclusione dei conviventi dal beneficio di permesso dal lavoro e assistenza al cittadino con handicap viola gli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione. In sostanza abbiamo che:
Articolo 2 della Costituzione: riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo “sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”.
Articolo 3 della costituzione: stabilisce in maniera complementare che è compito della Repubblica “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” che impediscano il pieno sviluppo della persona umana.
la Repubblica “tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo” e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nella garanzia della salute e dei diritti inviolabili per tutti è da leggere anche l’assistenza ai disabili compiuta dai parenti e dai compagni, siano essi sposati in matrimonio o conviventi.
È prevista la possibilità per coloro che acquistano una macchina con la legge 104, di usufruire di una detrazione dell’IRPEF del 19% inerente alla spesa sostenuta, fino ad un massimo di spesa pari a € 18.075,99. L’acquisto di tali veicoli, da diritto all’applicazione dell’IVA con aliquota del 4% e si ha diritto anche all’esenzione del bollo e all’esonero dell’imposta sulla trascrizione del passaggio di proprietà.
disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione, secondo quanto previsto dalla legge 104 articolo 3 comma 3 o che siano affetti da pluriamputazioni;
Tutti coloro che hanno un figli con handicap grave a carico, possono secondo quanto previsto dalla legge 104, usufruire del diritto ad un aumento delle detrazioni pari a € 400 per figli a carico. In pratica, per i genitori che hanno un figlio minore di 3 anni, la detrazione teorica sarà pari a € 1.620 e non € 1.220, e € 1.350 invece di € 950 per altri figli.
Possono essere per tanto, portate in deduzione, le spese mediche generiche e quelle inerenti all’assistenza specifica. In questo caso, i genitori, possono portare in deduzione integralmente, dal reddito, le spese mediche generiche e di assistenza specifica.
Legge 104 e detrazioni delle spese sanitarie dei disabili
Secondo quanto previsto dalla legge 104 in merito alla detrazione per spese sanitarie per disabili, è possibile portare in detrazione del 19% dall’IRPEF le seguenti spese per acquisto di:
spese sostenute per adattamento di ascensore o costruzione di rampe, (detrazione IRPEF 36%, fruita soltanto sull’eccedenza della quota di spesa su cui è stata già goduta la detrazione per ristrutturazione edilizia)
Legge 104 e detrazioni per spese di assistenza per i non autosufficienti
Possono essere portate in detrazione dall’IRPEF, anche le spese sostenute per l’assistenza fino ad un massimo di € 2.100 all’anno, solo però se il reddito non è superiore a € 40.000. In questo caso il beneficio, può essere cumulato anche portando in deduzione la spesa per i contributi versati ai collaboratori domestici fino però ad un massimo di € 1.549,37.
Agevolazione legge 104 per acquisto di pc e sussidi informatici
Anche le spese per per l’acquisto di mezzi tecnici ed informatici quali ad esempio: pc, fax, modem, tablet, telefoni, ecc., Per i portatori di handicap grave secondo quanto previsto dalla legge 104, possono essere detratti al 19% e godono dell’applicazione anche questi come le automobili dell?IVA agevolata al 4%.
Legge 104: altre agevolazioni
Possono inoltre essere sfruttate le seguenti agevolazioni, al fine di acquistare e mantenere le spese per cane guida, o anche esenzione dalla tassa sulle imbarcazioni, e una franchigia di € 1.500.000 sull’imposta sulle successioni e le donazioni, oppure la possibilità di sfruttare l’aliquota Iva al 4% per acquistare prodotti editoriali specifici.
Legge 104 permessi: rischi in caso di abusi
I lavoratore che abusano dei permessi della Legge 104 rischiano il licenziamento in tronco, che diventa legittimo se lo stesso utilizza le ore di permesso settimanale al fine di svolgere i propri affari personali, anziché per assistere il parente disabile.
Questo è quanto confermato dalla sentenza della Cassazione, n° 17968 del 13 settembre 2016, dove, è stata respinta la richiesta di un lavoratore dipendente del Comune licenziato perché ha usufruito del permesso al fine di frequentare lezioni universitarie. Secondo la cassazione, il licenziamento è legittimo, in quanto il beneficio previsto dalla legge 104 non ha funzione compensativa o di ristoro delle energie impiegate dal dipendente per l’assistenza prestata al disabile.
In altre parole, tutti i lavoratori, che ne usufruiscono di queste agevolazioni, devono solo prestare assistenza ai familiari durante le ore di permesso che gli sono state accordate. Il licenziamento per abuso della Legge 104 diventa legittimo per 2 motivazioni:
I lavoratori portatori di handicap grave secondo quanto previsto dalla legge 104 o che assiste un parente in possesso della medesima condizione, ha il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, salvo caso contrario previsto da motivi aziendali.
I dipendenti pubblici, che hanno un’invalidità superiore a 2/3, hanno diritto di scegliere prioritaria le sedi disponibili. Il lavoratore che beneficia della legge 104, non può essere adibito al lavoro notturno, festivo o domenicale contro la sua volontà. Può inoltre richiedere la trasformazione del contratto da lavoro a tempo pieno a par time .
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