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Timestamp: 2017-08-20 02:43:52+00:00
Document Index: 148460053

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 70', 'art.70', 'artt 52', 'art.72', 'art. 70', 'art. 70', 'art.8', 'art. 22', 'art.1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 34']

Sommario Ambito di applicazione Sistema dei buoni Ambito soggettivo Procedura con voucher telematico Procedura con voucher cartaceo - PDF
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Rosalia Zani
2 Sommario Ambito di applicazione 4 Sistema dei buoni 16 Ambito soggettivo 19 Procedura con voucher telematico 34 Procedura con voucher cartaceo 46 Procedura con voucher acquistato dal tabaccaio 49 Gestione mensile 57 Particolarità 59 Tabella riepilogativa 61 Norme, prassi ed interpelli 63
3 LAVORO ACCESSORIO: CDL INTERMEDIARI PRESSO L INPS A cura della Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro aggiornato con le modifiche introdotte dalla Finanziaria 2010 aggiornato con modalità vendita dai tabaccai 3
4 Dai bagnini alle colf, passando dall agricoltura e dal sostegno al reddito, il lavoro accessorio ha trovato nuovo slancio solo grazie alle recenti modifiche legislative. Con questo lavoro la Fondazione Studi vuole fornire un supporto che consenta ai fruitori di ampliare il campo di intervento consulenziale nei confronti delle aziende clienti, fornendo una valida alternativa per la regolarizzazione di quegli spazi d'azione fino ad ora spesso al di fuori di una corretta gestione. L utilizzo della procedura telematica prevista per l attivazione dei voucher, il pagamento mensile degli stessi tramite F24 e la rendicontazione per l accredito dei contributi ai lavoratori, rappresenta uno dei canali di collegamento tra il cliente ed i nostri studi professionali. Ambito di applicazione LAVORO ACCESSORIO DECRETO LEGISLATIVO n. 276 del Articoli dal n. 70 al n. 73 Come è noto la disciplina del lavoro occasionale accessorio, introdotta nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 276/03, nasce dalla duplice esigenza, da un lato, di attrarre nell'alveo della legalità talune attività lavorative marginali, svolte da soggetti che altrimenti avrebbero operato nel sommerso senza alcuna protezione previdenziale e assicurativa, dall altro di ampliare le opportunità lavorative a favore di soggetti considerati a rischio di esclusione sociale, usciti o non ancora entrati nel mondo del lavoro, prevedendo, nel contempo, la copertura assicurativa. La sua finalità è quella di regolamentare quelle prestazioni occasionali, definite appunto accessorie', che non sono riconducibili a contratti di lavoro in quanto svolte in modo saltuario. Si tratta di una prima ipotesi contrattuale che prescinde dalla qualificazione giuridica a vantaggio della disciplina specifica individuata dal legislatore. 4
5 Ampliamenti dalla Finanziaria 2010 (art. 2 comma 148 e 149 legge n. 191/09) Per il 2010 è stato ampliato il campo di utilizzo del lavoro con i voucher ai lavoratori con part-time, ai giovani universitari in qualunque periodo dell anno, agli enti locali, alle scuole e alle università, ai maneggi e alle scuderie. Esteso anche al 2010 il periodo sperimentale di utilizzo dei buoni lavoro per i percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito. Un numero sempre maggiore di soggetti per i quali è possibile lavorare ottenendo il pagamento tramite buoni lavoro, oltre ad un estensione dei settori produttivi interessati, contribuirà ad accrescere i numeri già alti dichiarati dall Inps, pari a 3.1 milioni di buoni venduti in un anno e posizioni lavorative emerse. Con altri nuovi ambiti di applicazione, sia soggettivi, sia oggettivi riconosciuti dalla Finanziaria 2010, il lavoro accessorio diverrà, come auspicato dalla norma che l ha introdotto, un ottima forma per uscire dal sommerso, per ottenere la protezione previdenziale ed assicurativa e per ampliare le opportunità occupazionali di soggetti che altrimenti non riuscirebbero ad entrare (o rientrare) nel mercato del lavoro. Dal 1 dicembre 2009 in Lombardia e Veneto, inoltre, è stata avviata anche la nuova sperimentazione della vendita nelle tabaccherie. Ed in previsione ci sono nuove semplificazioni per agevolare maggiormente l utilizzo della forma di pagamento. Il lavoro accessorio art. 70 D.L. vo 276/2003 Le novità dalla Finanziaria 2010 Voucher con: pensionati giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti 5
6 sabati, le domeniche e nei periodi di vacanza da parte di giovani con meno di 25 anni (regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici) per universitari prestazioni in qualunque periodo dell anno enti locali percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito (max 3000 euro anno) maneggi e scuderie nuovi settori imprese familiari anche non del commercio turismo e servizi scuole e università (con giovani studenti under 25) nuovi soggetti lavoratori già titolari di part - time ma non con il medesimo datore (sperimentale per 2010) universitari (under 25) in qualsiasi periodo dell anno percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito (max 3000 euro) (esteso al 2010) 6
7 Il committente Per committente (o beneficiario) si intende il datore di lavoro richiedente la prestazione il prestatore Il prestatore delle attività è il lavoratore Diversificazione dei limiti del compenso Il limite del compenso erogabile dal singolo committente deve intendersi al netto (in analogia con i criteri che regolano le posizioni assicurative nella gestione separata) (Circolare Inps n.88/09) Valore lordo Valore netto Ai sensi dell art.70 del Dlgs n. 276/03 costituiscono rapporti di natura meramente occasionale e accessoria le attività che danno complessivamente luogo, con riferimento al medesimo committente, a compensi a compensi lordi fino euro nel corso di un anno solare. In via sperimentale per il 2009 e 2010 il limite si abbassa a euro lordi per i percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al euro euro 7
8 reddito). Le imprese familiari possono utilizzare prestazioni di lavoro accessorio per un importo complessivo non superiore, nel corso di ciascun anno fiscale, a euro lordi euro (in regime contributivo ordinario come lavoro subordinato lordo euro ) Lavoro autonomo o lavoro subordinato L utilizzo del lavoro accessorio prescinde dalla connotazione della prestazione. È pertanto possibile sia in caso di lavoro subordinato, sia di lavoro autonomo. Infatti la qualificazione sotto il profilo giuridico del singolo rapporto concretamente realizzato non dipende dal modello contrattuale prefigurato dall'ordinamento o dal rispetto di predeterminati limiti oggettivi di tipo quantitativo, ma va verificato in termini qualitativi sul piano dei fatti in funzione della presenza o meno del requisito della subordinazione. Il lavoro accessorio si differenzia, quindi, da tutte le altre tipologie di attività (subordinata, parasubordinata e autonoma) in quanto nato in forma sperimentale al fine di far emergere dal lavoro sommerso alcune tipologie di attività che altrimenti sarebbero rimaste prive di tutele. 8
9 Ambito di effettuazione delle prestazioni di lavoro accessorio: a) di lavori domestici; b) di lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti, anche nel caso in cui il committente sia un ente locale c) dell'insegnamento privato supplementare; d) di manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarietà anche in caso di committente pubblico; e) di qualsiasi settore produttivo, compresi gli enti locali, le scuole e le università, il sabato e la domenica e durante i periodi di vacanza da parte di giovani con meno di venticinque anni di età se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l università. f) di attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati, da casalinghe e da giovani di cui alla lettera e) ovvero delle attività agricole svolte a favore dei soggetti di cui all'articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; g) dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile, limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi; h) della consegna porta a porta e della vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica; h-bis) di qualsiasi settore produttivo compresi gli enti locali da parte di pensionati; h-ter) di attività di lavoro svolto nei maneggi e nelle scuderie; per il 2010 in qualsiasi settore produttivo da parte di titolari di contratti part-time 9
10 I vantaggi per: il committente l utilizzo della formula del lavoro occasionale ed accessorio, esclude qualsiasi sospetto di lavoro irregolare. Infatti, la contribuzione previdenziale ed assistenziale ridotta, va alla gestione separata e l INPS si preoccuperà di fare i conguagli sulla contribuzione figurativa connessa al versamento delle integrazioni salariali e, quindi, esclude la possibilità che gli organi di vigilanza possano contestare alcun fatto omissivo o non legale; è prevista inoltre la copertura assicurativa INAIL, per eventuali infortuni sul lavoro e riduzione al minimo degli adempimenti di carattere amministrativo e dei rischi di vertenze. il prestatore ha il vantaggio di poter integrare il suo reddito senza imposizioni fiscali e senza alcuna incidenza sul suo stato di occupato o inoccupato avendo comunque una copertura previdenziale ed assicurativa; è espressamente previsto che il percepito (con il limite massimo di euro) è legittimamente cumulabile con le prestazioni economiche erogate a sostegno del reddito; il lavoratore-prestatore, non ricade nel lavoro sommerso privo di tutele. 10
11 Focus sulle semplificazioni Il particolare tipo di rapporto di lavoro, in ossequio ai principi che ne hanno ispirato l introduzione, è caratterizzato da una serie di peculiarità. CONTRATTO DI LAVORO E COMUNICAZIONI Non è richiesta la sottoscrizione di un contratto di lavoro, inoltre il committente non è soggetto all obbligo di comunicazione preventiva ai Servizi per l Impiego essendo tale informazione resa comunque in via preventiva all atto di prenotazione dei voucher a prescindere dalla procedura utilizzata. LIBRO UNICO DEL LAVORO I lavoratori accessori non vanno registrati sul Libro Unico del Lavoro in quanto si tratta di lavoro occasionale. L esenzione vale anche ove il committente ne fosse provvisto (risposta n 25 sezione B del Vademecum del Ministero del lavoro). INPS Le attività di lavoro occasionale accessorio, non danno diritto alle prestazioni a sostegno del reddito erogate dell'inps (disoccupazione, maternità, malattia, assegni familiari, etc.), ma sono riconosciute ai fini dell'anzianità contributiva e del diritto alla pensione e danno luogo all'accredito di contributi utili al diritto e al calcolo della pensione in proporzione ai compensi percepiti. INAIL I prestatori godono della copertura assicurativa INAIL. In particolare ai prestatori di lavoro occasionale saranno riconosciute dall Inail le ordinarie prestazioni compreso il danno biologico. Il dm 12 marzo 2008 prevede che, se il committente ha utilizzato la 11
12 procedura cartacea per la richiesta dei voucher, senza comunicare all'inail i dati anagrafici e il codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro, dovrà restituire all'inail l'ammontare delle eventuali prestazioni liquidate per eventuale infortunio al lavoratore non denunciato. In ipotesi di utilizzo di procedura telematica il committente è esonerato dalla comunicazione all Inail. Agli effetti della determinazione della misura delle prestazioni economiche è assunta quale base imponibile la retribuzione valida ai fini della determinazione del minimale di legge per la liquidazione delle rendite. Il committente è esonerato dalla responsabilità civile per gli infortuni sul lavoro subiti dal prestatore. ATTENZIONE INFORTUNI DA DENUNCIARE ENTRO 2 GIORNI In caso di infortunio o di malattia professionale, il beneficiario ed il prestatore sono tenuti agli adempimenti degli obblighi previsti dagli artt 52 e 53 del TU Inail, alla stregua degli altri lavoratori (comunicazione immediata dell infortunio e malattia professionale per il prestatore, denuncia d infortunio e malattia professionale per il committente nei tempi previsti). DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO Trattandosi di un rapporto la cui disciplina è prevista dalla legge, al lavoro accessorio non si applicano i diritti tipici del rapporto di lavoro subordinato e/o autonomo. Con la conseguenza che non trova applicazione il contratto collettivo di lavoro e gli istituti giuridici dell orario di lavoro. Poiché e previsto nella procedura di prenotazione dei voucher, sia essa telematica che cartacea, l obbligo di inserire il luogo della prestazione, nel caso in cui vi fosse la necessità di modificarlo da subito o in corso d opera, il committente dovrà o comunicare, in fase di rendicontazione, le variazioni avvenute o, nel caso di esaurimento di quelli disponibili, prenotarne di nuovi avendo cura di indicare la nuova sede di lavoro. 12
13 CIRCOLARE Inps n.104/08 All interno del flusso sono ricomprese le comunicazioni all INAIL, da effettuarsi prima dell inizio della prestazione, concernenti i dati riferiti all attività lavorativa affidata al prestatore (luogo e periodo della prestazione) nonché i dati anagrafici del committente e del prestatore. Tali comunicazioni devono intendersi riferite anche alle eventuali variazioni sopravvenute del periodo di lavoro (cessazione/nuova assunzione, con conseguente modifica del periodo di attività) che devono essere trasmesse all INAIL sempre preventivamente rispetto all inizio della medesima variazione. Per tali comunicazioni l INAIL mette a disposizione il fax n Non avendo inoltre il carattere della continuità l erogazione del valore del voucher non rientra nel campo di applicazione dell art del codice civile e pertanto non spetta il TFR. ART.2120 cc omissis Salvo diversa previsione dei contratti collettivi la retribuzione annua, ai fini del comma precedente, comprende tutte le somme, compreso l'equivalente delle prestazioni in natura, corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, a titolo non occasionale e con esclusione di quanto è corrisposto a titolo di rimborso spese omissis PARTICOLARITA PER STRANIERI EXTRAUE Si ritiene che l utilizzo del lavoro accessorio da parte dei cittadini extracomunitari, non consenta né il rilascio, né il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro. 13
14 Essendo comunque consentito l utilizzo, nonostante la norma non lo preveda, si ritiene che il committente non possa prescindere dal preventivo accertamento della regolare presenza dello straniero extracomunitario sul territorio italiano. Ai fini di tale accertamento non è sufficiente possedere il codice fiscale per provare la regolarità del permesso di soggiorno che potrebbe anche essere scaduto. I cittadini sprovvisti del codice fiscale possono presentarsi all'ufficio locale dell'agenzia delle Entrate con un documento di riconoscimento; per gli stranieri, occorre passaporto oppure permesso di soggiorno. Il soggetto, quindi, potrebbe essere in possesso del numero di codice fiscale senza esser provvisto di permesso di soggiorno. Particolarità legate allo speciale rapporto Istituti contrattuali Non maturano Non spettano TFR Ferie Mensilità aggiuntive Permessi Scatti di anzianità Etc. Straordinari Lavoro supplementare Lavoro notturno Premi ed incentivi Etc. Prestazioni previdenziali Non spettano prestazioni a sostegno del reddito erogate dell'inps (disoccupazione, maternità, malattia, assegni familiari, etc.) Spettano INPS: anzianità contributiva e diritto alla pensione 14
15 ordinarie prestazioni dall INAIL compreso il danno biologico Non si applica Lavoro extracomunitario Adempimenti non richiesti regime delle trasferte orario di lavoro non consente né il rilascio né il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro si ritiene sia necessario il possesso di un regolare permesso che consenta lo svolgimento di attività lavorativa subordinata o autonoma comunicazione preventiva telematica al Centro per l impiego sottoscrizione di un contratto di lavoro registrazione sul libro Unico del Lavoro 15
16 Sistema dei buoni Il pagamento mediante i buoni' (o voucher) Il pagamento delle prestazioni di lavoro occasionale accessorio avviene attraverso il meccanismo dei buoni', il cui valore nominale, è pari a 10 euro. E, inoltre, disponibile un buono multiplo, del valore di 50 euro equivalente a cinque buoni non separabili. Il valore nominale è comprensivo della contribuzione (pari al 13%) a favore della gestione separata INPS, che viene accreditata sulla posizione individuale contributiva del lavoratore; di quella in favore dell'inail per l'assicurazione contro gli infortuni (7%) e di un compenso al concessionario (Inps), per la gestione del servizio, pari al 5%. Pertanto il valore netto del voucher da 10 euro nominali, cioè il corrispettivo netto della prestazione, in favore del lavoratore, è quindi pari a 7,50 euro. Il valore netto del buono multiplo da 50 euro, cioè il corrispettivo netto della prestazione, in favore del lavoratore, è quindi pari a 37,50 euro. I buoni 'cartacei' acquistati dal datore di lavoro, e non utilizzati, sono rimborsabili esclusivamente restituendoli presso le Sedi Inps, le quali emetteranno a favore del datore di lavoro un bonifico domiciliato per il loro controvalore e rilasceranno una ricevuta. Il concessionario del servizio non svolge soltanto il servizio di «cambia - buono» ma ha una funzione attiva, nel senso che è il garante dell'avvenuto versamento contributivo ed assicurativo nei confronti degli Istituti previdenziali i cui estremi, probabilmente, andranno riportati sulla tessera magnetica dei lavoratori. Suscita, invece, qualche dubbio interpretativo la disposizione relativa ai prestatori occasionali rese in favore dell'impresa familiare: gli stessi saranno pagati con i "voucher'', la contribuzione sarà quella piena prevista per i lavoratori subordinati (non per questo gli stessi saranno considerati come tali), ma, probabilmente, sarà difficile valutare e verificare i parametri di riferimento della prestazione. 16
17 Valore del voucher e riferimento temporale Il DM 12 marzo 2008 ha stabilito il valore del voucher pari a 10 euro considerato che, al lordo degli oneri contributivi a carico del lavoratore, la media oraria delle retribuzioni nel 2007 nel settore agricolo è proprio pari a 10 euro non frazionabili. Pertanto, il parametro di pagamento minimo che devono adottare i committenti/datori di lavoro è pari a un buono per ogni ora di lavoro effettivamente prestato. Peraltro, l estensione sul piano normativo ad altri settore economici, oltre a quello agricolo che ha dato luogo alla parametrizzazione economica del buono, si ritiene non alteri il parametro orario del valore del buono. Resta ferma la possibilità per i committenti/datori di lavoro di riconoscere un trattamento di miglior favore. VOUCHER /BUONI Valore nominale dei buoni 10 euro Buono multiplo da 50 euro (pari a 5 buoni) valore del buono pari a 1 ora di lavoro prestato Contribuzione e spese gestione servizio 13% all Inps 7% all Inail 5% al gestore del servizio (attualmente l INPS) Netto al lavoratore 7,5 euro per buono singolo 37,50 euro per buono multiplo totale esenzione fiscale (art.72 comma3 dlgs n.276/03) Accredito contributivo L'accredito dei contributi sulla posizione assicurativa individuale del prestatore avviene mediante l'invio da parte del sistema di gestione di 17
18 un flusso dati verso gli archivi della Gestione separata, le cui caratteristiche tecniche sono analoghe a quelle del flusso E-MENS. La contribuzione viene identificata dal codice rapporto "16" relativo alle "prestazioni occasionali di tipo accessorio". 18
19 Datori di lavoro domestici Ambito soggettivo L occasionalità e le esigenze temporanee stanno alla base della possibilità di avviare con lavoro accessorio persone per la cura della famiglia. Il testo originario della legge Biagi indicava piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresa l assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con handicap. Con la legge 133/08 il quadro si è semplificato e il riferimento è ai lavori domestici, senza limitazioni. Tutti i datori di lavoro che assumono alle proprie dipendenze lavoratori per per esigenze solo temporanee di lavoro domestico possono utilizzare il lavoro accessorio di cui all art. 70 e seguenti del Dlgs n. 276/03, come riformato dal dl n. 112/08 convertito dalla legge n. 133/08 e modificato dalla legge 33/09, attraverso il sistema di consegna dei buoni lavoro (o voucher) con i quali i committenti corrispondono la retribuzione e, contestualmente, versano la contribuzione a fini previdenziali e assicurativi verso INPS ed INAIL. A quali attività domestiche si applica il lavoro occasionale di tipo accessorio? Per aderire alla finalità della norma, il ricorso ai voucher per i lavori domestici può essere effettuato solamente per quelle attività, che per la loro natura occasionale e accessoria, fino ad oggi non sono assistite da alcuna tutela previdenziale e assicurativa, quindi attività non riconducibili a un rapporto di lavoro già disciplinato dalla legge (il rapporto di lavoro domestico, di cui alla legge 2 aprile 1958, n. 339 ha uno specifico obbligo assicurativo previsto dal D.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1403) Ricordiamo, dunque, la necessità di riservare il lavoro accessorio alle attività di natura temporanea e complementare. Tali attività non sono fisiologicamente riconducibili, per la durata o per il carattere discontinuo della prestazione, ad un contratto di lavoro strutturato secondo la disciplina di legge e del CCNL relativo. L avvio di questa impostazione, infatti, non è certo volto alla destrutturazione del lavoro standard già ben regolamentato. Vige in ogni caso la presunzione di legge che individua nel rispetto del parametro economico il requisito per la classificazione del lavoro accessorio. 19
20 Le prestazioni inquadrabili nell alveo dell occasionalità, elencate all art. 70 del Dlgs 276/03 vanno, ovviamente, calate nella realtà e valutate attentamente prima di gestirle attraverso i buoni lavoro. Infatti non è la tipologia di attività, ma la modalità con cui la stessa viene resa a qualificarne il rapporto. Ad esempio nel caso dei lavori domestici potrebbe correttamente essere retribuito con i voucher il giardiniere che viene chiamato a potare la siepe di casa una o due volte l anno, come pure la baby sitter chiamata per alcune sere ad accudire i bambini. Il ricorso ai buoni è riservato alle famiglie E da escludere l utilizzo in forma mediata e strutturata, tramite datori di lavoro imprenditori o soggetti che operano con fini di lucro che inviano proprio personale per svolgere lavoro in ambito domestico. Utilizzo dai datori di lavoro domestico (famiglie) per esigenze solo temporanee di lavoro domestico Vale solo per: discontinuità e occasionalità Può essere attivato da tutti i datori di lavoro (famiglie) che assumono alle proprie dipendenze lavoratori per l'espletamento di attività domestiche che si qualificano per tratti di discontinuità, in maniera meramente occasionale e che non danno complessivamente luogo, con riferimento al medesimo committente, a compensi superiori a 5.000,00 euro nel corso di un anno solare. L INPS con la Circolare 44 del 24 marzo 2009 comunica che il ricorso ai voucher per i lavori domestici può essere effettuato solamente per quelle attività, di natura occasionale e accessoria, fino ad oggi non sono assistite da alcuna tutela previdenziale e assicurativa, quindi non riconducibili: 20
21 né a un rapporto di lavoro già disciplinato dalla legge (il rapporto di lavoro domestico, di cui alla legge 2 aprile 1958, n. 339 ha uno specifico obbligo assicurativo previsto dal D.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1403), né a regolamentazioni contrattuali afferenti a tale ambito lavorativo (CCNL del 16 febbraio 2007). Le prestazioni rese per esigenze solo temporanee di lavoro domestico possono essere retribuite con i voucher e, trattandosi di lavoro occasionale di tipo accessorio, non comportano alcun obbligo di comunicazione di assunzione. Ai sensi dell art.8 del dm 12 marzo 2008, l attivazione del lavoro accessorio non costituisce motivo di esonero per l assicurazione obbligatoria contro gli infortuni in ambito domestico introdotta con la legge n. 493/99. Produttori agricoli A quali attività agricole si applica il lavoro occasionale di tipo accessorio Le attività agricole previste dall'art. 22 della Legge n. 133/2008 si riferiscono sia a quelle stagionali sia a quelle non stagionali. Ai fini dell'individuazione di una attività agricola come stagionale si può fare riferimento all'elenco del DPR n. 1525/63 Elenco che determina le attività a carattere stagionale di cui all'art.1, comma secondo, lettera A), della Legge 18 aprile 1962, n. 230, sulla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato' per la parte che concerne il settore agricolo (disciplina aggiornata dal Dlgs n.368/01). 21
22 Il carattere stagionale delle attività è riferibile anche alle coltivazioni in serra se per estensione rientrano nell'elenco del DPR. Considerando che l'elenco del DPR n. 1525/1963 non è esaustivo, è opportuno valutare con flessibilità il carattere stagionale di altre attività agricole. Per quanto riguarda le attività agrituristiche l'esplicita precisazione contenuta all'art. 2, comma 2, legge n. 96/2006 ha chiarito l'inquadramento agricolo dei lavoratori addetti ad attività agrituristica, a prescindere dalla mansione da essi espletata (cuochi, camerieri, etc.). Sulla natura stagionale dell'agriturismo si pronunciava espressamente l'originaria legge quadro (cfr. art. 2, lett. a, L. 730/85), mentre la nuova legge quadro (L. n. 96/2006) non contiene più questa precisazione esplicita. Deve ritenersi tuttavia che la stagionalità resti, anche nel nuovo quadro normativo, una connotazione essenziale dell'agriturismo, considerata la natura delle attività in cui esso si concretizza, che si riferiscono sia all'ambito agricolo sia a quello turistico, entrambi connotati da stagionalità per definizione. Le attività svolte nelle aziende florovivaistiche sono considerate affini a quelle agricole. In base al CCNL per operai agricoli e florovivaisti rientrano in questa categoria le aziende: 1) vivaistiche produttrici di piante olivicole, viticole e da frutto, ornamentali e forestali; 2) produttrici di piante ornamentali da serra; 3) produttrici di fiori recisi comunque coltivati; 4) produttrici di bulbi, sementi di fiori, piante portasemi, talee per fiori e piante ornamentali 22
23 Una ulteriore agevolazione per le attività agricole minori f) di attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati, da casalinghe e da giovani di cui alla lettera e) ovvero delle attività agricole svolte a favore dei soggetti di cui all'articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; Il riferimento di cui alla lettera f) dell articolo 70 va inteso come una ulteriore agevolazione per i produttori agricoli che nell anno precedente abbiano realizzato (o in caso di inizio di attività, prevedano di realizzare) un volume d affari inferiore ai euro. Infatti la seconda parte della rubricata lettera f) prevede la generica possibilità di utilizzare il particolare tipo di rapporto di lavoro nei confronti di detti soggetti a prescindere da ogni qualificazione del prestatore. Ciò è del tutto evidente in quanto il legislatore solo nella prima parte della lettera f) dedicata alle attività agricole di carattere stagionale, dispone una tassativa elencazione dei soggetti che possono realizzare la prestazione. Il comma 6 dell art. 34 del DPR 633/72, interamente riscritto dal DL 3 ottobre 2006 n. 262 individua il nuovo limite di euro di volume d affari al di sotto del quale le attività agricole godono di particolari agevolazioni. Ricordiamo in particolare l esonero dal versamento dell Iva e da tutti gli obblighi documentali e contabili. È opportuno ricordare che il suddetto volume d affari deve essere costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti agricoli e ittici compresi nella prima parte della tabella A) allegata al citato Dpr n. 633 del Inoltre poiché i produttori agricoli potrebbero anche rinunciare al regime di esonero esercitando l opzione per l applicazione dell imposta nei modi ordinari, con le modalità stabilite nel Dpr 10 novembre 1997, n. 442, ai fini dell utilizzo del lavoro accessorio, occorre fare riferimento alle modalità con cui l azienda applica il DPR 633/72 e non limitarsi alla mera verifica del volume d affari. I percettori di prestazioni integrative di sostegno al reddito possono prestare lavoro occasionale accessorio entro il limite di 3 mila euro netti nell'anno solare (interamente cumulabili). Il computo dell'indennità di disoccupazione agricola per il lavoratore agricolo che ha svolto lavoro accessorio entro la soglia di 3 mila euro netti di compenso, non subisce 23
24 detrazioni. Qualora tale compenso abbia superato il limite dei 3 mila euro netti, la somma eccedente dovrà essere rapportata al salario medio giornaliero utilizzato per il calcolo della prestazione, al fine di individuare le giornate che devono essere considerate non indennizzabili (Messaggio Inps n /10). In materia di lavoro accessorio nell ambito delle imprese agricole è intervenuto il Ministero del lavoro con l interpello n.16/10 in merito alla possibilità per i percettori di integrazioni salariali o di sostegno al reddito di svolgere prestazioni occasionali di tipo accessorio in favore di imprese agricole e in merito alla fruizione delle prestazioni di lavoro accessorio svolte da lavoratori in part-time. Casalinghe occupabili per lavori occasionali accessori nelle attività agricole Le suddette lavoratrici possono trovare occupazione nelle attività agricole: - di tipo stagionale come per studenti sotto i 25 anni e pensionati; - nelle aziende agricole che nell anno solare precedente hanno realizzato un volume d affari non superiore a euro; - nelle aziende agricole che esercitano la loro attività nei comuni montani individuati dalla Regione. Il termine casalinghe Il termine casalinghe va sicuramente riferito anche ai soggetti di sesso maschile (per il principio di parità). Con il termine casalinga deve intendersi un soggetto che svolge, senza vincolo di subordinazione, lavori non retribuiti in relazione a responsabilità familiari e che non presti attività lavorativa autonoma o alle dipendenze di terzi. Secondo quanto stabilito dall Avviso comune in materia di lavoro e previdenza in agricoltura, sottoscritto dalle Parti Sociali il 26 giugno 2009, ai fini del lavoro accessorio in agricoltura, per casalinga deve intendersi il soggetto che non abbia prestato lavoro subordinato in agricoltura nell anno in corso e in quello precedente. 24