Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25483-del-10-10-2019
Timestamp: 2020-04-04 13:07:20+00:00
Document Index: 46661777

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 1', 'art. 49', 'art. 1', 'art. 44', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 49', 'sentenza ', 'art. 384', 'art. 44', 'art. 44', 'sentenza ', 'art. 44']

Sentenza Cassazione Civile n. 25483 del 10/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25483 del 10/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 10/10/2019, (ud. 17/04/2019, dep. 10/10/2019), n.25483
sul ricorso 29487-2017 proposto da:
P.P., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA BARBERINI 47,
presso lo studio dell’avvocato ANGELO PANDOLFO, che lo rappresenta e
avverso la sentenza n. 561/2017 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
che con sentenza in data 2 maggio – 8 giugno 2017 numero 561 la Corte d’Appello di Bologna confermava la sentenza del Tribunale di Rimini, che aveva accolto la opposizione proposta da P.P. nei confronti dell’INPS e di SCCI spa avverso il verbale di accertamento con il quale si assumeva il suo obbligo di iscrizione alla gestione commercianti, ai sensi del D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2, nella qualità di produttore diretto di ALLEANZA TORO spa (già ALLEANZA ASSICURAZIONI spa);
che la Corte territoriale riteneva decisivo il fatto che la parte opponente non fosse riconducibile alla categoria dei produttori di quarto gruppo, come prevista dal contratto collettivo corporativo del 1939 e richiamata dal D.L. n. 269 del 2003, art. 44. Dalla definizione del contratto collettivo corporativo risultava l’assegnazione a tali produttori di una “piazza” o “zona” nella quale operare; inoltre il produttore del quarto gruppo raccoglieva le proposte dei contratti di assicurazione, che firmava. Nella fattispecie di causa la lettera di autorizzazione rilasciata dalla Compagnia non prevedeva un vincolo di piazza o di zona; inoltre l’opponente aveva il potere di segnalare i nominativi di potenziali interessati e non anche di raccoglie proposte di assicurazione.
L’appello dell’INPS era infondato anche in riferimento all’obbligo previsto dalla L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 203, lett. c), in relazione ai soggetti che partecipino personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza, essendo state allegate unicamente risultanze fiscali sintetiche in ordine ai redditi percepiti dal P.;
che avverso la sentenza ha proposto ricorso l’INPS, articolato in un unico motivo, cui ha resistito con controricorso P.P.;
che con l’unico motivo l’INPS ha dedotto violazione e falsa applicazione del Contratto collettivo corporativo per la disciplina dei rapporti tra le agenzie, le subagenzie ed i produttori di assicurazione del 25 maggio 1939 e del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, art. 44, comma 2, convertito con modificazioni dalla L. 24 novembre 2003, n. 326, nonchè, in connessione con quest’ultima Disp., della L. 22 luglio 1966, n. 613, art. 1, della L. 3 giugno 1975, n. 160, art. 29, della L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 1, comma 202, della L. 9 marzo 1989, n. 88, art. 49, comma 1, lett. d).
Richiamate la definizione della figura del produttore assicurativo indicata dalla giurisprudenza di questa Corte, la classificazione dei produttori di assicurazione contenuta nel Contratto Collettivo Corporativo del 25 maggio 1939, art. 1, e le Disp. dello cit. Contratto, artt. 5 e 6, l’INPS ha assunto che la ratio del citato D.L. n. 269 del 2003, art. 44, era quella di contemplare una tutela previdenziale per i produttori svincolati dall’obbligo di lavorare in esclusiva per le agenzie o subagenzie e non inquadrabili come impiegati (diversamente da quelli del primo e del secondo gruppo, che ai sensi del contratto collettivo, art. 9, godevano del trattamento di previdenza stabilito per gli impiegati della agenzie e subagenzie). Per la sussistenza dell’obbligo di iscrizione nella gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali ciò che rivestiva rilievo determinante ai sensi di legge era l’espletamento di un’attività lavorativa di natura commerciale; tale doveva considerarsi la attività dei produttori, in forza di quanto già sancito dalla L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 1, comma 202 e seguenti, che disponeva la iscrizione nella gestione commercianti dei lavoratori autonomi che svolgevano le attività di cui alla L. 9 marzo 1989, n. 88, art. 49, comma 1, d), e cioè le attività commerciali, comprese quelle di produzione, intermediazione e prestazione di servizi.
L’opera di segnalazione di nominativi interessati a stipulare contratti di assicurazione assegnata a controparte con la lettera di autorizzazione costituiva un’attività di intermediazione nella prestazione di servizi rientrante tra le attività commerciali e pertanto iscrivibile alla gestione commercianti in presenza dei requisiti previsti dalla legge.
che ritiene il Collegio si debba rigettare il ricorso, provvedendosi, tuttavia, alla correzione della motivazione della sentenza impugnata, a mente dell’art. 384 c.p.c., u.c..
che preliminarmente si evidenzia che l’impugnazione verte unicamente sulla assunta applicabilità alla fattispecie di causa della previsione del D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2;
che in questa sede deve darsi continuità al principio secondo cui l’obbligo di iscrizione di cui al cit. D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2, non include la posizione dei produttori di assicurazione che svolgono la loro attività direttamente per conto delle imprese assicurative, ma solo quella dei produttori collegati ad agenti o subagenti, in quanto il richiamo della norma al contratto collettivo corporativo intercorrente tra produttori ed agenzie e sub-agenzie e la qualità dei soggetti collettivi contraenti è, per la precisione del rinvio, un elemento significativo utilizzato dal legislatore per strutturare la disposizione, che porta ad escludere la correttezza di interpretazioni analogiche (Cass. n. 1768 del 2018);
che la sentenza impugnata, nel ritenere infondata la pretesa dell’INPS basata sulla applicazione del D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2, ha statuito conformemente all’indicato principio di diritto;