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Timestamp: 2018-10-22 14:49:34+00:00
Document Index: 75916442

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 67', 'art. 182', 'art. 160']

Novità fiscali del 23 marzo 2011: modello 730/2001: operazioni da osservare per il visto di conformità; norme di comportamento del collegio sindacale; DPS: entro il 31 marzo gli studi professionali devono aggiornare il documento; flussi extracomunitari 2011: partite le domande di nulla osta stagionale | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 23 marzo 2011: modello 730/2001: operazioni da osservare per il visto di conformità; norme di comportamento del collegio sindacale; DPS: entro il 31 marzo gli studi professionali devono aggiornare il documento; flussi extracomunitari 2011: partite le domande di nulla osta stagionale
1) Modello 730/2001: operazioni da osservare per il visto di conformità
2) Regole di determinazione del reddito dei soggetti tenuti alla adozione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS
3) Norme di comportamento del collegio sindacale
4) DPS: entro il 31 marzo gli studi professionali devono aggiornare il documento
5) Flussi extracomunitari 2011: partite le domande di nulla osta stagionale
Il rilascio del visto di conformità (art. 35, comma 2 del D.Lgs. n. 241/1997) sul modello 730/2011 elaborato deve essere conseguente alla verifica:
– della corrispondenza dell’ammontare delle ritenute, anche a titolo di addizionali, con quello delle relative certificazioni esibite (CUD; certificati dei sostituti d’imposta per le ritenute relative a redditi di lavoro autonomo occasionale, di capitale etc.);
– degli attestati degli acconti versati o trattenuti;
– delle deduzioni dal reddito non superiori ai limiti previsti dalla legge e della corrispondenza alle risultanze della documentazione esibita e intestata al contribuente o, se previsto, ai familiari a carico;
– delle detrazioni d’imposta non eccedenti i limiti previsti dalla legge e della corrispondenza con le risultanze dei dati della dichiarazione e della relativa documentazione esibita;
– dei crediti d’imposta non eccedenti le misure previste per legge e spettanti sulla base dei dati risultanti dalla dichiarazione e dalla documentazione esibita;
– dell’ultima dichiarazione presentata in caso di eccedenza d’imposta per la quale si è richiesto il riporto nella successiva dichiarazione dei redditi.
A tal fine, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 14/E del 14/03/2011, ha specificato che il sostenimento della spesa per i farmaci è comprovato esclusivamente da fattura o da scontrino (o copia leggibile dello stesso) in cui devono essere specificati la natura, la qualità e la quantità dei prodotti acquistati e il codice fiscale del destinatario.
Pertanto, occorre verificare tutta la documentazione necessaria, ai sensi della normativa vigente, per il riconoscimento di alcuni oneri come ad esempio:
– copia della polizza attestante i requisiti richiesti per i premi di assicurazione sulla vita;
– il contratto di mutuo e il contratto di compravendita per l’acquisto dell’immobile adibito ad abitazione principale, per la detrazione degli interessi passivi;
– il contratto di mutuo per la costruzione e la ristrutturazione dell’immobile adibito ad abitazione principale, per la detrazione degli interessi passivi;
– tutta la documentazione necessaria ai fini del riconoscimento della detrazione
d’imposta del 41% e/o del 36% per le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio;
– tutta la documentazione prevista per il riconoscimento della detrazione d’imposta del 55% per le spese per la riqualificazione energetica.
Il controllo da parte del CAF o del professionista abilitato, in relazione a spese suddivise in più anni, deve essere effettuato ad ogni utilizzo dell’onere ai fini del riconoscimento della detrazione d’imposta.
Al riguardo, la circolare n. 26/E del 31 maggio 2005 ha chiarito che il soggetto che presta l’assistenza fiscale potrà “qualora abbia già verificato la documentazione in relazione ad una precedente rata e ne abbia eventualmente
conservato copia, non richiederne di nuovo al contribuente l’esibizione”.
Il rilascio del visto di conformità non implica il riscontro della correttezza degli elementi reddituali indicati dal contribuente (ad esempio, l’ammontare dei redditi fondiari, dei redditi diversi e delle relative spese di produzione), salvo l’ammontare dei redditi da lavoro dichiarati nel modello 730 che deve corrispondere a quello esposto nelle certificazioni (CUD).
Inoltre, non devono essere effettuate valutazioni di merito riguardo a spese o situazioni soggettive che incidono ai fini della determinazione del reddito o delle imposte dovute.
Pertanto, il contribuente non deve esibire la documentazione relativa all’ammontare dei redditi indicati nella dichiarazione (es. certificati catastali di terreni e fabbricati posseduti, contratti di locazione stipulati), né quella relativa alle detrazioni soggettive di imposta.
A titolo esemplificativo, queste alcune ipotesi che il contribuente può autocertificare:
– la destinazione dell’immobile acquistato ad abitazione principale nei termini previsti dalla norma, ai fini della detrazione degli interessi passivi derivanti da contratto di mutuo;
– la sussistenza delle condizioni previste dall’art. 3 della legge n. 104 del 1992 per il riconoscimento di portatore di handicap per se stesso e per i familiari a carico risultanti dalla documentazione sanitaria rilasciata dagli organi abilitati all’accertamento dell’invalidità.
Dopo l’adozione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS, l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 7/2011 ha fornito alcuni chiarimenti a quanti, tra gli operatori, sono chiamati (per obbligo o per facoltà) ad applicare in sede di predisposizione dei propri bilanci i criteri di contabilità assunti in sede comunitaria come regole di redazione dei bilanci societari.
Recepimento in ambito comunitario dei principi contabili internazionali
Per garantire massima trasparenza e comparabilità dell’informativa finanziaria da parte di tutte le società quotate nei mercati regolamentati dell’Unione Europea, è stato emanato il Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002, disciplinante l’adozione e l’utilizzo dei principi contabili internazionali IAS/IFRS.
Gli IAS (“International Accounting Standards”), e le relative interpretazioni “Standing Interpretations Committee” (“SIC”), sono stati adottati dall’”International Accounting Standards Committee” (“IASC”), standard settler internazionale impegnato nell’emanazione di principi miranti all’armonizzazione delle regole per la redazione dei conti delle società.
Dall’aprile del 2001, a seguito della sostituzione dello IASC a favore dell’”International Accounting Standards Board” (“IASB”), i principi contabili internazionali di nuova adozione e le relative interpretazioni vengono denominati rispettivamente “International Financial Reporting Standards” (“IFRS”) e “International Financial Reporting Interpretations Committee” (“IFRIC”), ferma restando la possibilità del menzionato organismo di rivisitare i principi contabili internazionali già emanati.
La scelta di recepire i principi contabili internazionali attraverso un meccanismo dotato di applicabilità diretta (self executing) quale è il regolamento, deriva dal fatto che l’uso dello strumento della direttiva non sarebbe risultato agevole, tenuto conto anche del fatto che i principi contabili internazionali sono oggetto di continue rivisitazioni e che i singoli Stati, nell’attuare le medesime direttive, avrebbero potuto registrare qualche ritardo.
L’approccio comunitario ha previsto per le società quotate nei mercati regolamentati degli Stati membri l’utilizzo del regolamento per recepire i principi contabili IAS/IFRS.
Diversamente, per le società non quotate si è inteso modificare le direttive contabili già adottate, al fine di rendere i relativi bilanci maggiormente compatibili con il nuovo assetto IAS compliant in attesa di opportune valutazioni in merito al recepimento comunitario dei principi emanati dallo IASB per la redazione del bilancio delle piccole e medie imprese (cd. IFRS for SMES’s).
L’emanazione del regolamento comunitario n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002, disciplinante l’adozione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS, ha dato attuazione al processo di armonizzazione della normativa contabile comunitaria.
“Al fine di garantire un elevato livello di trasparenza e comparabilità dei bilanci”, il Regolamento prevede che le società quotate nei mercati regolamentati dell’Unione Europea debbano, al più tardi a partire dal 2005, obbligatoriamente redigere il proprio bilancio consolidato, adottando i principi contabili internazionali, e le relative interpretazioni, emanati dallo IASB.
Tale regolamento, inoltre, prevede che i principi contabili internazionali possano essere adottati solo se:
– non sono contrari al principio di cui all’art. 2, paragrafo 3, della direttiva 78/660/CEE (IV Direttiva) e all’art. 16, paragrafo 3, della direttiva 83/349/CEE (VII Direttiva) e contribuiscono all’interesse pubblico europeo;
– rispondono ai criteri di comprensibilità, pertinenza, affidabilità e comparabilità richiesti dall’informazione finanziaria necessaria per adottare le decisioni economiche e valutare l’idoneità della gestione.
Inoltre, il medesimo Regolamento riconosce la facoltà di applicare gli IAS/IFRS ai conti annuali delle società quotate e ai conti annuali e consolidati delle società non quotate nei mercati regolamentari dell’Unione Europea.
Atteso che le imprese non obbligate a redigere i propri bilanci in conformità ai principi contabili IAS/IFRS dovranno continuare ad uniformarsi alle direttive contabili precedentemente emanate, si è resa necessaria l’adozione della direttiva n. 2003/51/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2003, (c.d. di modernizzazione delle direttive contabili) che, nel modificare le direttive 78/660/CEE, 83/349/CEE, 86/635/CEE e 91/674/CEE relative ai conti annuali e ai conti consolidati di taluni tipi di società, delle banche e altri istituti finanziari e delle imprese di assicurazione, ha previsto che siano assicurate condizioni di parità di trattamento a tutte le società siano esse obbligate o meno all’adozione degli IAS/IFRS.
Art. 2 del D. Lgs 38/2005
[lettera a)]
Le società emittenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati di qualsiasi Stato membro dell’Unione europea (1)
Obbligo 2005
Obbligo 2006 (Facoltà 2005)
[lettera b)]
Le società aventi strumenti finanziari diffusi tra il pubblico di cui all’articolo 116 del TUF (2)
[lettera c)]
Le banche italiane di cui all’articolo 1 del TUB; le società finanziarie capogruppo dei gruppi bancari iscritti nell’albo di cui all’articolo 64 del TUB; le società di intermediazione mobiliare di cui all’articolo 1, comma 1, lettera e), del TUF; le società di gestione del risparmio di cui all’articolo 1, lettera o), del TUF; le società finanziarie iscritte nell’albo di cui all’articolo 107 del TUB; gli istituti di moneta elettronica di cui al titolo V-bis del TUB.
[lettera d)]
Le società che esercitano attività di assicurazione (nell’ambito di applicazione dell’articolo 88, commi 1 e 2, e quelle di cui all’articolo 95, comma 2, del codice delle assicurazioni private)
Obbligo 2006
[emettono strumenti finanziari negoziati e che non redigono il bilancio consolidato]
[lettera e)]
Le società incluse nel bilancio consolidato redatto dai soggetti obbligati alla redazione del bilancio consolidato in conformità agli IAS/IFRS diverse dalle precedenti (3)
Facoltà 2005
[lettera f)]
Le società, che redigono il bilancio consolidato, diverse da quelle indicate alle lettere precedenti (4)
Facoltà 2005 [redigono per opzione il bilancio consolidato in conformità agli IAS/IFRS]
lettera g)]
Le società diverse da quelle
precedenti (5)
Facoltà subordinata all’emanazione di un apposito decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze
1 diverse da quelle di cui alla successiva lettera d)
2 diverse da quelle di cui alla successiva lettera d)
3 Diverse dalle società che possono redigere il bilancio in forma abbreviata, ai sensi dell’articolo 2435-bis del codice civile.
4 Diverse dalle società che possono redigere il bilancio in forma abbreviata, ai sensi dell’articolo 2435-bis del codice civile.
5 Diverse dalle società che possono redigere il bilancio in forma abbreviata, ai sensi dell’articolo 2435-bis del codice civile.
E’ stato, finalmente, pubblicato il 22 marzo 2011, sul sito www.cndcec.it , il documento (peraltro, in pubblica consultazione) redatto con la collaborazione della Commissione per le norme di comportamento degli organi di controllo legale delle società.
La premessa di tale documento avverte che l’approvazione preliminare delle Norme di comportamento 9, 10 e 11 da parte del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, avvenuta in data 16 marzo 2011, e detta pubblica consultazione costituiscono tappe essenziali dell’iter che condurrà alla statuizione definitiva di tre nuove Norme di comportamento del collegio sindacale, destinato ad implementare quelle già emanate ed entrate in vigore il 1° gennaio 2011.
Le Norme di comportamento del collegio sindacale intendono disciplinare le seguenti materie:
– Norma 9. Attività del collegio sindacale in caso di omissione degli amministrazioni;
– Norma 10. Attività del collegio sindacale nelle operazioni sociali straordinarie e nelle altre operazioni rilevanti;
– Norma 11. Attività del collegio sindacale nella crisi di impresa.
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha, quindi, invitato l’intera professione, le Istituzioni e tutti i soggetti interessati a presentare le proprie osservazioni in merito al documento.
I contributi potranno essere inviati tramite la procedura appositamente prevista nel sito www.commercialisti.it entro il 31 maggio 2011.
Al termine della consultazione, tenuto conto delle osservazioni pervenute, il Consiglio Nazionale approverà il testo definitivo.
Norma 9: Attività del collegio sindacale in caso di omissione degli amministratori
I sindaci sono chiamati a svolgere funzioni vicarie dell’organo amministrativo nei casi espressamente previsti dalla legge.
Norma 10: Attività del collegio sindacale nelle operazioni sociali straordinarie e nelle altre operazioni rilevanti
Nell’ambito delle operazioni sociali, il collegio sindacale vigila sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sull’osservanza della legge e dello statuto, accertando la conformità agli stessi delle delibere e dei relativi atti di esecuzione.
– informazioni riguardanti l’attività svolta in ordine a tali operazioni;
– informazioni preventive in merito al contenuto delle relazioni e dei pareri che intende emettere;
– copia delle relazioni redatte e dei pareri emessi.
A seguire vengono commentate:
Norma 10.1. Aumento di capitale;
Norma 10.2. Riduzione del capitale sociale;
Norma 10.3. Trasformazione;
Norma 10.4. Fusione e scissione;
Norma 10.5. Conferimento di azienda;
Norma 10.6. Prestiti obbligazionari e strumenti finanziari partecipativi;
Norma 10.7. Finanziamenti dei soci;
Norma 10.8. Scioglimento e liquidazione;
Norma 10.9. Recesso del socio;
11. Attività del collegio sindacale nella crisi di impresa
Norma 11.1. Prevenzione ed emersione della crisi;
Norma 11.2. Segnalazione all’assemblea e denunzia al tribunale;
Norma 11.3. Vigilanza del collegio sindacale in caso di adozione di un piano volto al risanamento ex art. 67, comma terzo, lett. d), l.f.;
Norma 11.4. Vigilanza del collegio sindacale in caso di accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis l.f.;
Norma 11.5. Vigilanza del collegio in caso di concordato preventivo ex art. 160 l.f.;
Norma 11.6. Ruolo del collegio sindacale durante il fallimento.
Manca ormai poco tempo per predisporre o riesaminare il trattamento di dati personali di terzi.
Infatti, entro il 31 marzo gli studi professionali devono aggiornare il documento programmatico sulla sicurezza.
Il 31 marzo è la data di scadenza per l’aggiornamento del Dps: Documento programmatico sulla sicurezza.
Entro il 31 marzo di ogni anno va formalizzato ed aggiornato il “Dps”; occorre organizzare le misure di sicurezza dello studio (differenziando le misure “minime” che attengono a trattamenti effettuati con strumenti/dotazioni informatiche, rispetto a quelle che attengono a trattamenti con modalità non informatiche ecc.); organizzare e gestire la formazione teorico-pratico operativa degli incaricati sulla normativa, sui relativi adempimenti, sui profili di sicurezza; munirsi di apposite “credenziali di autenticazioni” per il trattamento dei dati con strumenti elettronici, delimitando comunque sempre anche l’estensione del “campo di applicazione del trattamento/i loro consentito/i” ecc.
Il DPS deve contenere:
– elenco dei trattamenti di dati personali;
– distribuzione dei compiti e delle responsabilità per il trattamento dei dati;
– misure da adottare per garantire l’integrità e la disponibilità dei dati, nonché la protezione delle aree e dei locali, rilevanti ai fini della loro custodia e accessibilità;
– descrizione dei criteri e delle modalità per il ripristino della disponibilità dei dati in seguito a distruzione o danneggiamento;
– previsione di interventi formativi degli incaricati del trattamento per renderli consapevoli dei rischi e delle responsabilità che comporta la trattazione dei dati personali e delle modalità di svolgimento dell’incarico;
– descrizione dei criteri da adottare per garantire l’adozione delle misure minime di sicurezza in caso di trattamenti di dati personali affidati, in conformità al codice, all’esterno della struttura del titolare;
– per i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, l’individuazione dei criteri da adottare per la cifratura o per la separazione di tali dati dagli altri dati personali dell’interessato.
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 22 marzo 2011)
Dal 22 marzo 2011 alle ore 8,00 è ormai operativa la procedura online per l’assunzione di 60.000 lavoratori extracomunitari stagionali.
E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 21 marzo 2011 il DPCM 17 febbraio 2011 di programmazione transitoria delle quote massime di ingresso di lavoratori non comunitari per l’anno 2011.
Sono ammessi in Italia, per motivi di lavoro subordinato stagionale, i cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero entro una quota di 60.000 unità, da ripartire tra le regioni e le province autonome a cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
La quota riguarda:
a) i lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Serbia, Montenegro, Bosnia-Herzegovina, Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, Repubblica delle Filippine, Kosovo, Croazia, India, Ghana, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Ucraina, Gambia, Niger e Nigeria;
b) i lavoratori subordinati stagionali non comunitari dei seguenti Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria: Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto.
Nella quota sono ricompresi anche i lavoratori non comunitari, cittadini dei Paesi indicati nelle lettera a) e b), che abbiano fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale per almeno due anni consecutivi e per i quali il datore d lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.
Per inviare online le domande gli interessati potranno utilizzare il servizio di inoltro telematico disponibil