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Timestamp: 2017-09-23 12:46:49+00:00
Document Index: 173924775

Matched Legal Cases: ['art. 1453', 'art. 1385', 'art. 1385', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 1385', 'Cass. Sez. ', 'art. 1385']

DIRITTO AGRARIO MEDICINA BUDRIO, SAN GIOVANNI PERSICETO AVVOCATO ESPERTO DIRITTO AGRARIO BOLOGNA | Avvocato a Bologna - Studio Legale Bologna Avvocato Sergio Armaroli
DIRITTO AGRARIO MEDICINA BUDRIO, SAN GIOVANNI PERSICETO AVVOCATO ESPERTO DIRITTO AGRARIO BOLOGNA
l’applicazione dell’art. 1453 c.c., bensì della disciplina dettata in tema di caparra confirmatoria dall’art. 1385 c.c., si osserva che le censure mosse si basano su una ricostruzione dei fatti alternativa rispetto a quella compiuta dalla Corte di Appello, la quale, con motivazione corretta sul piano logico e giuridico, ha accertato che la convenuta, a seguito dell’invito rivoltole dalla T. a presentarsi, il 23-12-1993, dinanzi al notaio F. per la stipula del contratto definitivo, si è rifiutata senza giustificato motivo di sottoscrivere il rogito predisposto dal pubblico ufficiale. E non par dubbio che una simile condotta concreta un grave inadempimento degli obblighi derivanti dal contratto preliminare, tale da legittimare, ai sensi dell’art. 1385, comma 2, c.p.c., l’esercizio, da parte della promittente venditrice, del diritto di recesso e di incameramento della caparra confirmatoria.
CORTE DI CASSAZIONE. SEZ. VI CIVILE – ORDINANZA 24 novembre 2011, n.24841 – Pres. Goldoni – est. Matera
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La Corte di Appello, con apprezzamento in fatto non censurabile in sede di legittimità, ha accertato che le parti manifestarono la volontà di eseguire il preliminare anche dopo la scadenza del termine previsto per la stipula del contratto definitivo (16-12-1991), con ciò implicitamente dando atto della non essenzialità di tale termine. E infatti, secondo la ricostruzione della vicenda operata nella sentenza impugnata, la Cave Mantovane s.r.l., in data 7-9-1992, invitò la T. a prendere contatti per la stipula di tale contratto, e l’attrice, in data 7-8-1993, provvide a notificare il preliminare ai proprietari dei fondi confinanti. Successivamente la T. , con lettera raccomandata del 3-12-1993, invitò la società convenuta a presentarsi dinanzi al notaio F. il 23-12-1993 per la stipula del contratto, ma la promittente acquirente si rifiutò senza giustificazione di sottoscrivere il rogito. Ciò posto e atteso che, secondo quanto dedotto dalla stessa ricorrente, i confinanti, a seguito della notificazione del contratto preliminare, si astennero dall’esercitare il diritto di prelazione, è ben evidente che la Corte di Appello, nell’addebitare alla convenuta la mancata stipula dell’atto definitivo dinanzi al notaio F. e, quindi, nel collocare temporalmente il suo inadempimento in un momento successivo alla denuntiatio, non è incorsa in alcuna violazione dell’art. 8 della l. 590/1965.
Come è stato puntualizzato da questa Corte, in tema di caparra confirmatoria, la parte non inadempiente che abbia agito per l’esecuzione (o la risoluzione) del contratto ed il risarcimento dei danni può, in sostituzione di tali originarie pretese, legittimamente invocare (senza incorrere nelle preclusioni derivanti dalla proposizione dei ‘nova’ in sede di gravame) la facoltà di cui all’art. 1385, comma 2, c.c., poiché tale modificazione delle istanze originarie costituisce legittimo esercizio di un perdurante diritto di recesso rispetto alla domanda di adempimento, ed un’istanza di ampiezza più ridotta rispetto all’azione di risoluzione (Cass. Sez. 2, 11-1-1999 n. 186; Sez. 2, 23-9-1994 n. 7644). Nel caso di specie, pertanto, l’iniziale proposizione della domanda di esecuzione in forma specifica del contratto preliminare non precludeva all’attrice la possibilità di avvalersi, in corso di causa, in sostituzione di tale originaria pretesa, della facoltà di recesso di cui ai citato art. 1385, comma 2, c.c..
Il ricorso può essere trattato in camera di consiglio, in applicazione degli artt. 376, 380 bis e 375 c.p.c.’.