Source: https://www.chiarini.com/concordato-preventivo-integrale-pagamento-iva/
Timestamp: 2018-07-20 04:26:58+00:00
Document Index: 155840305

Matched Legal Cases: ['art. 111', 'art. 182', 'art. 2778', 'art. 160', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 182', 'art. 1', 'art. 182', 'sentenza ']

Concordato Preventivo - Integrale Pagamento IVA - Studio Legale Chiarini
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Gli Avv.ti Giovanni e Gabriele Chiarini hanno assistito con successo una società di capitali nell’impugnazione, con ricorso straordinario per Cassazione ex art. 111 Cost., di un provvedimento con il quale era stata dichiarata inammissibile una domanda di concordato preventivo.
Avv.ti Gabriele e Giovanni Chiarini
La proposta di concordato preventivo presentata
– al 100% dei crediti privilegiati ritenuti “non falcidiabili” ex art. 182 ter L.F. (IVA e ritenute non versate);
– al 50% dei crediti privilegiati vantati da lavoratori subordinati e da professionisti;
– al 40% dei crediti privilegiati “falcidiabili” per altri tributi e accessori su oneri previdenziali;
– al 17,38% dei crediti chirografari.
Il provvedimento dichiarativo dell’inammissibilità della proposta
– la proposta prevedeva il soddisfacimento al 100% dei crediti privilegiati vantati dall’Erario, dall’INPS e dall’INAIL (per IVA e ritenute non versate), ed il soddisfacimento al 50% dei crediti privilegiati vantati dai lavoratori dipendenti e dai professionisti;
– ai sensi degli artt. 2777 c.c. e 2751 bis c.c., immediatamente dopo le spese di giustizia sono collocati i crediti dei lavoratori e poi quelli dei professionisti, mentre i crediti per IVA e ritenute non versate sono collocati dall’art. 2778 c.c. in posizione decisamente postergata (rispettivamente al n. 19 e al n. 1);
– la proposta concordataria, quindi, si sarebbe tradotta in una indebita alterazione delle cause legittime di prelazione, in contrasto con l’art. 160, comma 2, L.F., perché avrebbe offerto il pagamento integrale di crediti (IVA e ritenute non versate) aventi privilegio inferiore a quello che connota altri crediti (lavoratori e professionisti), che sarebbero stati soddisfatti solo al 50%;
– ciò avrebbe inibito l’ammissione alla procedura di concordato preventivo.
Il ricorso straordinario per Cassazione ex art. 111 Cost.
L’accoglimento da parte della Suprema Corte
Cassazione civile, sez. VI 09 febbraio 2016, n. 2560 – Pres. Dogliotti – Est. Magda Cristiano.
Concordato preventivo – Obbligatorietà dell’integrale pagamento dei crediti per Iva e ritenute – Conseguente necessità di pagamento integrale dei crediti di grado anteriore – Esclusione
In tema di concordato preventivo, l’obbligatorietà dell’integrale pagamento dei crediti relativi ad Iva e ritenute operate e non versate, dei quali la proposta può prevedere esclusivamente la dilazione, non presuppone l’obbligo dell’integrale pagamento dei crediti privilegiati di grado anteriore.
Aggiornamenti giurisprudenziali e normativi
In proposito, deve tuttavia segnalarsi la sentenza 7 aprile 2016, C-546/14, con cui la Corte di Giustizia UE – nel confermare la posizione dell’Avvocato Generale UE – ha smentito l’orientamento giurisprudenziale della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale italiane, ed ha stabilito che la procedura di concordato preventivo prevista dall’art. 182-ter l.f. è compatibile con il diritto comunitario anche se viene previsto il pagamento soltanto parziale del debito IVA da parte dell’imprenditore in difficoltà finanziaria, a condizione che un esperto indipendente attesti che l’Erario non otterrebbe un pagamento maggiore in caso di fallimento.
Da ultimo, come noto, la legge di bilancio per il 2017 (art. 1, comma 81, legge n. 232/2016), ha – tra l’altro – modificato l’art. 182-ter L.F. in tema di transazione fiscale nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione, definitivamente ammettendo la falcidiabilità – pur con i limiti ivi specificati – di IVA e ritenute.
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concordato preventivo, IVA