Source: https://renatodisa.com/corte-costituzionale-sentenza-n-7-del-23-gennaio-2013-non-perde-la-patria-potesta-il-genitore-che-sia-condannato-per-soppressione-di-stato-per-non-avere-dichiarato-la-nascita-di-un-figlio-nei-temp/
Timestamp: 2019-04-23 09:59:10+00:00
Document Index: 135433633

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 117', 'art. 3', 'sentenza ']

Corte Costituzionale, sentenza n. 7 del 23 gennaio 2013. Non perde la patria potestà il genitore che sia condannato per soppressione di stato (per non avere dichiarato la nascita di un figlio nei tempi previsti) - Renato D'Isa
Home Corte Costituzionale Corte Costituzionale 2013 Corte Costituzionale, sentenza n. 7 del 23 gennaio 2013. Non perde la...
Corte Costituzionale, sentenza n. 7 del 23 gennaio 2013. Non perde la patria potestà il genitore che sia condannato per soppressione di stato (per non avere dichiarato la nascita di un figlio nei tempi previsti)
6. — Ma la questione risulta fondata anche sul versante della necessaria conformazione del quadro normativo agli impegni internazionali assunti dal nostro Paese sul versante specifico della protezione dei minori. Come ha infatti puntualmente rammentato la Corte rimettente, sulla falsariga dei rilievi svolti nella richiamata sentenza n. 31 del 2012, vengono qui in discorso, quali norme interposte rispetto al principio sancito dall’art. 117, primo comma, Cost., una serie di importanti – e per quel che qui rileva, del tutto univoci – strumenti di carattere pattizio. La disciplina oggetto di impugnativa, infatti, viene a porsi in evidente ed insanabile frizione, anzitutto con la Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 27 maggio 1991, n. 176 (Ratifica ed esecuzione della convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989), posto che l’art. 3, primo comma, di tale Convenzione stabilisce che «In tutte le decisioni relative ai fanciulli di competenza sia delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente».
Corte Costituzionale, sentenza n. 1 del 15 gennaio 2013. Capo dello...