Source: https://www.concretix.it/cambiata-informativa-privacy/
Timestamp: 2019-11-16 23:47:10+00:00
Document Index: 86834750

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 7']

Com'è cambiata l'informativa sulla privacy - Concretix
da Alessandra | 6 Giu, 2018 | Digitalizzazione, Novità fiscali e aggiornamenti software | 0 commenti
Con il nuovo regolamento, l’Unione Europa introduce regole più chiare su informative e consenso, definendo i limiti al trattamento automatizzato dei dati personali. A differenza della normativa precedente, che risale al 1995, dove l’applicabilità territoriale era ambigua, la giurisdizione del GDPR si applica a tutte le società che trattano i dati personali dei cittadini europei, anche se la loro sede si trova all’estero e indipendentemente dal fatto che l’elaborazione dei dati raccolti avvenga nell’Ue o meno.
Il GDPR rafforza quindi i diritti della privacy individuale e, cosa più importante, introduce sanzioni per chi non li rispetta. Le società, infatti, potranno essere multate fino a 20 milioni di euro o in alternativa fino al 4% del loro fatturato globale – equivalente a circa 1,6 miliardi di dollari per Facebook, una delle aziende che conta il maggiore numero di user al mondo e che è stata coinvolta nei recenti scandali di ‘data breach’.
Per quanto riguarda le ammende il GDPR prevede un approccio multilivello: una società può essere multata per non aver ordinato i propri registri, o per non aver notificato al garante della privacy e alla persona interessata una violazione dei suoi dati. Le regole valgono sia per i processori di dati che per i fornitori di servizi. Quindi anche i servizi cloud non sono esenti dal GDPR.
L’informativa è quindi un adempimento obbligatorio e fondamentale per il trattamento dei dati personali.
E’ dunque importante avere consapevolezza delle differenze tra informativa ex art. 13 del Codice della privacy (Dlgs. 196/2003, d’ora in poi “TU”, vigente e applicabile) e informativa che dovrà essere resa ai sensi degli artt. 13 e 14 del GDPR – Regolamento UE 2016/679 (d’ora in poi “GDPR”, già vigente ma applicabile dal 25 maggio 2018).
In questa tabella di www.altalex.com potete trovare la risposte a tante vostre domande
(applicabile dal 25 maggio 2018)
Nella attività da iniziare è previsto il trattamento di dati personali?
L’informativa è un obbligo generale che va adempiuto prima o al massimo al momento di dare avvio alla raccolta per il trattamento di dati personali.Occorre ricordare che l’obbligo non scatta:
quando il trattamento concerne dati che non sono personali bensì anonimi (es., dati aggregati o statistici);
quando il trattamento riguarda i dati di enti / persone giuridiche: la normativa a protezione dei dati personali non concerne le informazioni relative a soggetti diversi dalle persone fisiche (nondimeno l’attenzione deve essere focalizzata sulla circostanza che, quasi sempre, il trattamento di dati dell’ente/persona giuridica include inevitabilmente quello di dati riconducibili alle persone fisiche che vi operano/lavorano).
1 Nella attività da iniziare è previsto il trattamento di dati personali?
Vale integralmente quanto riportato/considerato sull’argomento nell’omologo riquadro per il TU.
Nella attività da iniziare è previsto l’obbligo dell’informativa?
Non deve prestare l’informativa:
il titolare che riceva un curriculum vitaespontaneamente trasmesso dall’interessato, almeno fino al momento del primo contatto successivo con interessato, quando sarà da rendere una informativa breve contenente almeno l’indicazione: 1) della finalità del trattamento; 2) dei soggetti o categorie di soggetti cui i dati possono essere comunicati e l’ambito di diffusione – se prevista – dei medesimi; 3) gli estremi identificativi del titolare ovvero del responsabile per il riscontro all’interessato, se nominato.
2 Nella attività da iniziare è previsto l’obbligo dell’informativa?
Non è tenuta a prestare l’informativa la persona fisica che effettui il trattamento dei dati per attività a carattere esclusivamente personale e domestico.
3 Ha il titolare reso in precedenza una informativa per attività similare?
Per stabilire se si è di fronte ad una attività similare se non identica, bisogna fare precipuo riferimento alla finalità del trattamento. In ogni caso, l’eventuale nuova informativa potrà non comprendere gli elementi già noti all’interessato.
3 L’interessato dispone già delle informazioni?
In questo caso l’informativa non è dovuta.
I dati sono raccolti presso l’interessato o presso un terzo?
Nel caso di raccolta dei dati presso il terzo, l’informativa è data all’interessato:
4 I dati sono raccolti presso l’interessato o presso un terzo?
(Nel caso di raccolta presso terzi) Il titolare è sempre tenuto ad informare l’interessato?
Il TU individua tre fattispecie nelle quali il titolare non è tenuto a informare l’interessato, quando:
5 (Nel caso di raccolta presso terzi) Il titolare è sempre tenuto ad informare l’interessato?
Il GDPR individua le fattispecie in cui il titolare non è tenuto a informare l’interessato, quando:
L’informativa è da rendere in forma scritta o orale?
Sono forme parimenti ammesse dalla legge ma è chiaro che una informativa scritta (riportata su supporto cartaceo/digitale e inviata/consegnata al destinatario con evidenza della ricezione da parte del medesimo) costituisce prova obiettiva dell’assolvimento dell’obbligo da parte del titolare.
6 Quali requisiti di forma sono stabiliti per l’informativa?
con un linguaggio semplice e chiaro (in particolare per il caso di minori).
Come segnalato per il TU, anche qui può essere opportuno che il titolare si procuri e conservi una evidenza del rilascio dell’informativa.
Quale è/quali sono la/le finalità del trattamento
Si tratta di una domanda-chiave per la corretta redazione dell’informativa, per rispondere alla quale occorre effettuare una analisi preventiva, di tipo squisitamente logico. Può riscontrarsi in tal modo come all’interno di una presunta unica finalità ve ne siano, in realtà, più di una.Occorre pertanto che:
a ciascuna finalità del trattamento siano correlate tutte le informazioni imposte dall’art. 13 (è un po’ come se, nel caso di finalità plurime, si redigessero altrettante informative in un unico contesto documentale);
l’interessato (il soggetto, cioè, cui i dati si riferiscono) sia messo in condizione di scegliere liberamente, per es., di prestare il consenso al primo trattamento e non al secondo (libertà del consenso).
7 Quale è/quali sono la/le finalità del trattamento?
Vale integralmente quanto riportato/considerato nell’omologo riquadro per il TU.
La domanda è riferita soprattutto alle cautele/misure di sicurezza adottate al fine di eseguire il trattamento nel rispetto dei principi di riservatezza, integrità e disponibilità dei dati. E’ sufficiente che l’informativa rechi una descrizione di sintesi, senza cioè entrare in dettagli che potrebbero renderla oltremodo lunga, faticosa e incomprensibile.
8 Quali sono le modalità del trattamento?
L’informativa ai sensi del GDPR non è chiamata a informare specificamente sull’argomento.
La base giuridica del trattamento è richiesta dal GDPR mentre non è direttamente richiamata dal TU. La ricognizione di cui al successivo punto 11 fornisce in ogni caso una informazione al proposito.
9 Qual è la base giuridica del trattamento?
Per base giuridica del trattamento si può intendere la fonte/origine/giustificazione del trattamento:
in una norma di legge
nell’adempimento di un contratto
nella soddisfazione di una richiesta dell’interessato.
Nel caso di sussistenza di un obbligo legale o contrattuale, può essere opportuno fornire indicazioni più precise.
Il trattamento è necessario per perseguire un legittimo interesse del titolare o di terzi?
Nel TU non si fa riferimento al legittimo interesse del titolare o di terzi di cui al GDPR. Dal punto di vista sostanziale, la relativa informazione può dirsi compresa nell’ambito delle finalità del trattamento. 10 Il trattamento è necessario per perseguire un legittimo interesse del titolare o di terzi?
Quando il trattamento è necessario per il perseguimento del legittimo interesse del titolare del trattamento o di terzi (es., trattamento finalizzato a prevenire delitti, ecc.) – a condizione che non prevalgano gli interessi o i diritti e le libertà fondamentali dell’interessato che richiedono la protezione dei dati personali, in particolare se l’interessato è un minore -, è necessario che il titolare espliciti detto interesse.
Il conferimento dei dati può essere dovuto:
ad un obbligo di legge
ad un obbligo contrattuale
ad una richiesta dell’interessato.
Da ciò si desume la natura obbligatoria o facoltativa del conferimento.
11 L’interessato è obbligato a fornire i dati?
L’informativa deve precisare se l’interessato possa o meno rifiutare di fornire i dati e quali siano le conseguenze dell’eventuale rifiuto.
Quali sono le conseguenze del rifiuto di fornire i dati da parte dell’interessato?
Questa informazione consegue logicamente al contenuto di quella di cui al precedente punto. Ciò comporta la distinzione tra i casi in cui, essendo implicato/a:
un obbligo di legge, il rifiuto di fornire i dati impedisca l’assolvimento dell’obbligo ed esponga eventualmente l’interessato anche a sanzioni contemplate dall’ordinamento giuridico
un obbligo contrattuale, il rifiuto di fornire i dati precluda l’esecuzione del contratto ed esponga l’interessato ad una eventuale responsabilità per inadempimento contrattuale
una richiesta dell’interessato, questi semplicemente non riceva la prestazione richiesta
12 Quali sono le conseguenze del rifiuto di fornire i dati da parte dell’interessato?
Vedasi punto precedente. Dal punto di vista logico-giuridico valgono le considerazioni svolte nell’omologo riquadro per il TU.
Anche questo è un quesito fondamentale per l’informativa. Impone di prefigurare a priori il flusso delle informazioni dal titolare verso l’esterno. Si presti attenzione al fatto che:
deve trattarsi di un flusso informativo coerente con la finalità del trattamento (ad es., se i dati sono raccolti per finalità di esecuzione di un rapporto di lavoro, non è lecito che i dati siano comunicati ad una società che si occupa di web-marketing);
ad ogni finalità del trattamento si associa un elenco di soggetti a cui i dati dovranno/potranno essere comunicati.
Al fine di rendere il contenuto dell’informativa insensibile alle variazioni contingenti, è suggerita l’indicazione non già delle persone fisiche/giuridiche, bensì della categoria (es., non “il rag. Mario Rossi” bensì il “ragioniere/dottore commercialista”) come la legge stessa consente.
Oltre alla comunicazione di dati a terzi, l’interessato deve altresì essere informato dell’eventuale diffusione di detti dati, ove prevista e coerente con le finalità del trattamento (la diffusione non potrà mai concernere dati idonei a rivelare lo stato di salute).
Lo scopo di questo requisito particolarmente importante dell’informativa è:
rendere edotto l’interessato della destinazione dei dati a sé riferiti;
metterlo in condizione di esercitare pienamente i diritti di controllo sull’utilizzo dei dati.
13 Chi sono i destinatari (o le eventuali categorie di destinatari) dei dati
E’ requisito analogo a quello già previsto nell’informativa ex art. 13 TU. Anche qui la finalità della norma è rendere consapevole l’interessato della destinazione dei dati a sé riferiti e permettergli l’esercizio dei vari diritti connessi al trattamento.Valgono dunque tutte le ulteriori considerazioni svolte nell’omologo riquadro per il TU.
E’ previsto il trasferimento dei dati extra-UE o ad organizzazioni internazionali?
L’informazione sull’eventuale trasferimento dei dati extra-UE / ad organizzazioni internazionali – specificamente richiesta dal GDPR – è da inserire, almeno come indicazione dei destinatari dei dati, all’interno di quanto previsto al punto precedente. Nel TU è del resto presente una disciplina del trasferimento dei dati in Paesi extra-UE, in adempimento della quale può essere necessario il consenso stesso dell’interessato (che ovviamente presuppone una idonea informativa).
14 E’ previsto il trasferimento dei dati extra-UE o ad organizzazioni internazionali?
In caso affermativo, l’informativa deve chiarire all’interessato:
se esista o meno una decisione di adeguatezza della Commissione UE (ovvero se la Commissione ha deciso che il paese terzo, un territorio o uno o più settori specifici all’interno del paese terzo, o l’organizzazione internazionale in questione garantiscono un livello di protezione adeguato. In tal caso il trasferimento non necessita di autorizzazioni specifiche;
Qual è il periodo di conservazione dei dati?
Non è richiesta dal TU una informazione concernente il tempo o periodo di conservazione dei dati.
15 Qual è il periodo di conservazione dei dati?
Si tratta di una informazione non sempre agevole. Implica una capillare autoanalisi dell’organizzazione del titolare, che deve preventivamente definire il tempo di conservazione dei dati, ovviamente, in relazione alla finalità del trattamento. E’ evidente che un trattamento di dati che si protragga oltre la scadenza temporale connessa, deve quanto meno essere preceduto da una nuova informativa ed essere sottoposto, ove richiesto, al consenso dell’interessato.Se l’indicazione di tale periodo non è possibile, si debbono perlomeno esplicitare i criteri per determinarlo.
L’interessato è informato dei diritti di cui all’art. 7?
L’informativa deve contenere una pur succinta informazione dove si riepilogano i diritti dell’interessato:
ad ottenere la conferma dell’esistenza o meno dei dati personali e, nel caso, la loro comunicazione in forma intelligibile; l’aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi abbia interesse, l’integrazione dei dati; la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati;
di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta, ovvero al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.
16 L’interessato è informato dei suoi diritti?
Il trattamento contempla un processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione?
L’informazione su un eventuale processo automatizzato (ivi inclusa la profilazione) – per quanto non specificamente richiesta dal TU – può ritenersi compresa nella esplicitazione delle finalità e delle modalità del trattamento.
17 Il trattamento contempla un processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione?
Il titolare è tenuto a informare l’interessato dell’eventuale esistenza di un processo decisionale automatizzato, ivi inclusa la profilazione, intesa dal GDPR come qualsiasi forma di trattamento automatizzato di dati personali consistente nell’utilizzo di tali dati personali per valutare determinati aspetti personali relativi a una persona fisica, in particolare per analizzare o prevedere aspetti riguardanti il rendimento professionale, la situazione economica, la salute, le preferenze personali, gli interessi, l’affidabilità, il comportamento, l’ubicazione o gli spostamenti di detta persona fisica.
Può sembrare una domanda banale. Non sempre, tuttavia, è immediata o agevole l’identificazione del titolare del trattamento: in tal caso occorre senz’altro comprendere a chi siano riconducibili le scelte fondamentali concernenti il trattamento e, segnatamente, quelle attinenti alle finalità e alle modalità del trattamento.L’informativa deve contenere il nome e cognome o la ragione sociale/denominazione del titolare, con i necessari riferimenti per i contatti (sede legale, numero di telefono, indirizzo mail, ecc.).
18 Chi è titolare del trattamento?
Valgono qui considerazioni analoghe a quelle dell’omologo riquadro per il TU.L’art. 13 GDPR impone la esplicitazione:
dell’identità del titolare (nome e cognome /ragione sociale/denominazione, domicilio/sede, ecc.);
dei dati di contatto (telefono, e mail, ecc.).
E’ nominato un responsabile del trattamento?
La nomina di un responsabile del trattamento è facoltativa. Il titolare vi ricorre, al fine di indicarla nell’informativa, quando vuole procurare agli interessati un interlocutore dedicato, presso cui essi possano esercitare i diritti di cui all’art. 7 ed ottenere il c.d ‘riscontro’. Il responsabile può essere:
una persona fisica (come sovente accade)
un organismo interno o anche un ente/persona giuridica.
Per conseguenza, i dati identificativi del responsabile e quelli di contatto con il medesimo – ove nominato – debbono figurare nell’informativa.
19 E’ nominato un responsabile della protezione dei dati?
L’informativa deve contenere in tal caso (anche) i dati di contatto del detto responsabile (sempre se nominato).
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