Source: https://www.studiolegalemap.it/violazione-degli-obblighi-di-contenimento-altre-condotte-illecite/
Timestamp: 2020-07-02 18:19:28+00:00
Document Index: 181262738

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 260', 'art. 4', 'art. 452', 'art. 438', 'art. 452']

Violazione degli obblighi di contenimento: altre condotte illecite - Studio Legale Map
Prescindendo dalla violazione “generica” delle misure di contenimento adottate per contenere il contagio da Covid19 (c.d. Coronavirus, se ne è parlato qui), sussistono altre condotte passabili di sanzione penale.
Violazione del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione per coloro che sono sottoposti alla misura della quarantena perché risultati positivi al virus: questa condotta, prevista dall’art. 4, comma 6, del decreto legge n. 19 del 25 marzo 2020, è punito mediante rimando alla contravvenzione di cui all’art. 260 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie (Regio Decreto n. 1265 del 27 luglio 1934), con un aumento ad hoc della pena irrogabile ai sensi del successivo comma 7.
Per l’effetto, chiunque non osservi un ordine legalmente dato per impedire l’invasione o la diffusione di una malattia infettiva dell’uomo, è punito con l’arresto tra 3 a 18 mesi e con l’ammenda da euro 500,00 a euro 5.000,00. Data la natura contravvenzionale del reato, è indifferente che esso venga posto in essere a titolo di dolo ovvero di colpa.
Essendo previste in via cumulativa le pene dell’arresto e dell’ammenda, non sarà possibile in questo caso accedere all’oblazione come forma di estinzione del reato pagando la metà del massimo dell’ammenda stabilita dalla legge.
Epidemia: il medesimo art. 4, co. 6, DL 19/2020, prevedendo la punibilità della condotta sopra descritta, fa salva l’ipotesi che il fatto costituisca violazione dell’art. 452 codice penale o comunque più grave reato.
Il delitto di Epidemia (art. 438 c.p.) punisce con la pena dell’ergastolo chiunque con coscienza e volontà cagioni un’epidemia mediante diffusione di germi patogeni; se la stessa condotta è commessa con colpa (Epidemia colposa, art. 452 c.p.), è invece prevista la pena della reclusione da uno a cinque anni.
Con il termine “epidemia” deve intendersi la manifestazione collettiva di una malattia che rapidamente si diffonde fino a colpire un gran numero di persone in un territorio più o meno vasto e si estingue dopo una durata più o meno lunga; caratteristiche quindi sono:
il carattere contagioso e diffusivo del morbo;
la durata limitata nel tempo del fenomeno;
l’elevato numero (indeterminato o indeterminabile) delle persone colpite;
l’estensione territoriale;
l’incontrollabilità del diffondersi del male;
la contemporaneità del diffondersi dei casi di malattia.
La modalità con cui venga attuata la diffusione dei germi è irrilevante ai fini della configurabilità del reato, che si consuma nel momento e nel luogo in cui si verifica un numero di casi di malattia sufficiente ad integrare la nozione di epidemia.
La scelta del legislatore (per quanto in questo caso identificabile nel Governo, e non nel Parlamento) di prevedere figure di reato scaglionate a seconda delle diverse soglie di offensività della condotta è senz’altro da condividere, corrispondendo alla necessità di modellare il sistema di risposta penale in relazione al progressivo disvalore del fatto.
Al di là della figura dell’illecito amministrativo, ogni altra condotta sussumibile in una delle fattispecie di reato più gravi – brevemente illustrate in questo articolo – andrà attentamente esaminata nelle sue peculiarità concrete, anche e soprattutto (nell’ipotesi dell’epidemia) sotto l’aspetto della sussistenza dell’elemento soggettivo del dolo ovvero della colpa, date le rilevanti implicazioni in punto di pena irrogabile a seconda dei casi.
Category: Articoli 22 Aprile, 2020
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