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Timestamp: 2019-10-15 23:26:16+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 727', 'art. 21', 'art. 30', 'art. 727', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Il reato di cui all'art. 727, comma 2, ha natura permanente e la consumazione inizia nel momento in cui l'autore tiene l'animale nella condizione vietata e termina nel momento in cui rimuove detta condizione o ne perde la disponibilità.
Tribunale Udine Sent., 30/04/2019
Il Tribunale di Udine, in composizione monocratica, nella persona del giudice dott. Mauro Qualizza all'udienza del 10 aprile 2019 ha pronunciato la seguente
M.A., nato a P. (U.) il (...) ed ivi residente in via della C. C. 1 - con domicilio eletto presso l'abitazione della madre C.M. in P. (U.) in via T. 102 -
1) Della contravvenzione p. dall'art. 21 co. 1 lett. bb) e p. dall'art. 30 lett. 1) L. 11 febbraio 1992, n. 157 perché deteneva per la successiva vendita nel bagaglio dell'autovettura Fiat Uno targata (...) n 10 uccelli selvatici "Tordi Bottacci".
Accertato in Cividale del Friuli il 01.09.2017.
2) Della contravvenzione p. e p. dall'art. 727 comma 2 c.p. perché deteneva n 10 uccelli selvatici "Tordi Bottacci" in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze, trasportandoli a bordo dell'autovettura Fiat Uno targata (...) in 10 piccole scatole forate, a loro volta collocate dentro ad uno scatolone con sopra una coperta che riponeva nel bagagliaio dell'autovettura.
Accertato in Cividale del Friuli, il 1.09.2017
Con l'intervento del Pubblico Ministero dott.ssa Marzia Gaspardis (con delega) e del difensore di fiducia avv.to Maurizio Landelli del foro di Udine
Tratto a giudizio per rispondere delle imputazioni in epigrafe circostanziate con decreto di citazione di data 22 giugno 2018, A.M., in atti generalizzato, non compariva al processo.
All'udienza del 15 marzo 2019 il difensore con procura speciale avanzava tempestiva istanza di giudizio abbreviato. Il giudice disponeva in conformità e la discussione era differita al 10 aprile 2019, udienza nella quale, sulle conclusioni in epigrafe trascritte, era data lettura del dispositivo di sentenza integralmente riprodotto in calce.
Premessa la piena utilizzabilità degli atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero, a fronte dell'indicata opzione per il rito abbreviato, le prove acquisiste confermano la tesi d'accusa limitatamente al reato sub 1). Quanto alla contravvenzione sub 2), invece, la sentenza sarà assolutoria per insussistenza del fatto.
Attorno alle ore 13.30 del 1 settembre 2017, infatti, A.M. fu fermato per un controllo da una pattuglia della Squadra Volante del Commissariato di Cividale del Friuli (UD), mentre sedeva alla guida di una Fiat Uno targata (...) nella locale via F.. Gli agenti domandarono i documenti di circolazione e subito notarono la presenza d'un insolito scatolone nel bagagliaio della vettura. A.M. affermò ch'esso conteneva animali selvatici vivi, e gli operanti effettivamente accertarono trattarsi d'una decina di volatili, verosimilmente appartenenti alla famiglia dei tordi, trattenuti in altrettante piccole scatole forate di cartone, appositamente oscurate con una coperta. A.M., che non aveva alcuna autorizzazione al trasporto e al commercio di animali, dichiarò spontaneamente che si stava recando a Palmanova (UD), ove presso il locale casello autostradale avrebbe trovato una persona proveniente da Ferrara, con la quale aveva pattuito la cessione dei volatili per quaranta Euro cadauno (cfr. la c.n.r. 2.9.2017, a foglio (...) nel fascicolo del pubblico ministero).
Uno degli esemplari riuscì a fuggire durante il trasferimento dalle menzionate scatole ad apposite gabbie. Gli altri nove furono invece portati presso il Centro Recupero Fauna Selvatica di Campoformido per i necessari accertamenti. I veterinari incaricati constatarono trattarsi di nove tordi bottacci in buone condizioni di salute, senza segni evidenti di malattie, senza segni di vischio sulle zampe e verosimilmente catturati appena il giorno precedente (cfr. il verbale di accertamenti urgenti 12.9.2017, a foglio (...) nel fascicolo del pubblico ministero).
Le successivi indagini, peraltro, evidenziarono che A.M. aveva stabili contatti con persone gravate da precedenti per illeciti in materia di fauna selvatica, e che la sua prima fonte di sostentamento erano, verosimilmente, i proventi derivanti soprattutto dalla cattura e vendita di fauna selvatica. Tant'è che i tordi bottacci erano destinati a essere ceduti a tale I.G.R., titolare di un ristorante nella zona di Vicenza (cfr. l'annotazione di p.g. 6.11.2017, a foglio (...) nel fascicolo del pubblico ministero).
Nei fatti così ricostruiti, ad avviso del tribunale, pacificamente comprovato è il reato sub 1), posto che i volatili in questione, appartenenti alla fauna selvatica, erano detenuti a fini di vendita per diretta ammissione dell'imputato, il quale si sarebbe dovuto incontrare con un acquirente lo stesso pomeriggio del 1 settembre 2017. L'articolo 21 della L. n. 157 del 1992 stabilisce infatti il divieto assoluto di vendere, detenere per vendere, acquistare uccelli vivi o morti nonché loro parti o prodotti derivati facilmente riconoscibili anche se importati dall'estero, appartenenti a tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri dell'Unione europea. Peraltro, la dichiarazione con la quale l'imputato ha ammesso la destinazione alla vendita degli esemplari è pienamente utilizzabile in sede di giudizio abbreviato, giacché spontaneamente resa agli operanti.
Non sussiste, invece, la fattispecie sub 2). Invero, l'attuale articolo 727 del codice penale, come modificato con L. n. 189 del 2004, prevede due distinte ipotesi di contravvenzioni: l'abbandono di animali (che corrisponde al nuovo titolo della norma) e la detenzione di essi in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze. In particolare, il reato di cui all'articolo 727, comma secondo, del codice penale ha natura permanente. La consumazione inizia nel momento in cui l'autore tiene gli animali nella condizione vietata e termina nel momento in cui rimuove detta condizione o ne perde la disponibilità (Cass. sez. III, 3.2.2015 - dep. 22.5.2015 - n. 21460, imp. Cazzaniga, Rv. 26399801). La Suprema Corte ha costantemente affermato che configurano il reato de quo, anche nella formulazione novellata dell'articolo 727 del codice penale, non soltanto quei comportamenti che offendono il comune sentimento di pietà e mitezza verso gli animali destando ripugnanza per la loro aperta crudeltà, ma anche quelle condotte che incidono sulla sensibilità dell'animale, producendo un dolore. Vi rientrano anche situazioni colpose di abbandono e incuria che offendono la sensibilità psicofisica degli animali quali autonomi esseri viventi, capaci di reagire agli stimoli del dolore come alle cure amorevoli dell'uomo. La norma, in ogni caso, presuppone l'accertamento di un'obiettiva condizione di sofferenza degli animali connessa alle complessive modalità della detenzione, eventualmente anche nella sola fase del trasporto.
Nel caso in disamina, tuttavia, i veterinari del Centro Recupero Fauna Selvatica non riscontrarono alcuna situazione di sofferenza. I volatili, infatti, erano in buone condizioni di salute, non avevano segni di malattie o "deplumazione" né presentavano alcuna lesione. Il tragitto per condurli sino all'acquirente finale, inoltre, era di breve durata, sicché anche la permanenza nelle piccole gabbie di cartone sarebbe stata del tutto temporanea quand'anche non fossero intervenuti i verbalizzanti. Da qui la sentenza assolutoria dal reato sub 2) per insussistenza del fatto, non essendovi prova di un'obiettiva condizione di grave sofferenza inferta ai volatili seppur limitatamente alla fase del trasporto.
Affermata, così, la penale responsabilità di A.M. per la sola contravvenzione sub 1), occorre premettere che la natura tutt'altro che occasionale della condotta - realizzata da un soggetto che intratteneva stabili contatti con persone gravate da precedenti per illeciti in materia di fauna selvatica e la cui primaria fonte di sostentamento erano, verosimilmente, i proventi derivanti dalla cattura e dalla vendita di tali animali - non lascia spazio a una sentenza assolutoria per particolare tenuità del fatto e neppure lascio spazio al riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. Il numero non particolarmente elevato degli esemplari detenuti a fini di vendita consente tuttavia d'infliggere la pena pecuniaria, che può essere contenuta in Euro 1.600 di ammenda. La pena anzidetta deve essere dimezzata alla pena finale di Euro 800 di ammenda ai sensi dell'articolo 442, comma secondo, del codice di procedura penale.
Alla condanna consegue il pagamento delle spese processuali, ai sensi dell'articolo 535 del codice di procedura penale.
I volatili in sequestro, se non già liberati, devono essere confiscati.
Il tribunale di Udine, in composizione monocratica,
visti e applicati gli articoli 442 533 e 535 c.p.p.
l'imputato colpevole del reato a lui ascritto al capo 1) di rubrica e, operata la riduzione per il rito, lo
Letto l'articolo 240 c.p.
la confisca dei volatili in sequestro.
letto l'articolo 530 c.p.p.
l'imputato dal reato sub 2) perché il fatto non sussiste.
Motivazione riservata nel termine di giorni 90 ai sensi dell'articolo 544, comma terzo, c.p.p..
Così deciso in Udine, il 10 aprile 2019.