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Timestamp: 2020-06-03 08:41:09+00:00
Document Index: 66783987

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 27', 'art. 66']

Regime Fiscale Detrazioni e Deduzioni per erogazioni liberali a Onlus e enti del Terzo Settore. | propit.it - Forum per la Casa
Mi sono reso conto quest'anno con la dichiarazione Redditi PF, che la casistica della percentuale detraibile per erogazioni liberali, si differenzia a seconda della tipologia dell'ente beneficiario.
Ero fermo ad una unica aliquota del 19%.
n erogazioni liberali per attività culturali ed artistiche (righi da RP8 a RP13, codice 26);
n erogazioni liberali a favore di enti operanti nello spettacolo (righi da RP8 a RP13, codice 27);
n erogazioni liberali a favore di fondazioni operanti nel settore musicale (righi da RP8 a RP13, codice 28);
n erogazioni liberali alle ONLUS (righi da RP8 a RP13, codice 61);
n erogazioni liberali ai partiti politici (righi da RP8 a RP13, codice 62);
n erogazioni liberali in denaro o in natura a favore delle ONLUS o APS (righi da RP8 a RP13, codice 71);
n erogazioni liberali in denaro o in natura a favore delle organizzazioni di volontariato OV (righi da RP8 a RP13, codice 76);
Immagino che tali distinzioni siano contemplate dall'art. 83 del D.Lgs 117/17 e relativi commi coi soliti rimandi.
In pratica qualcuno sa esemplificare i soggetti delle varie tipologie di Onlus?
E ad esempio le donazioni a parrocchie in caso di raccolta fondi per interventi di manutenzione straordinaria chiese ecc come vengono considerate?
OVVIAMENTE non sapevo la risposta, così ho "barato" andando a chiedere a Zio Google, che mi ha mostrato questo risultato di ricerca che risale a giugno 2019, quindi abbastanza recente e attendibile:
Donazione alla parrocchia, in quali casi è detraibile?
Desiderando effettuare una donazione/liberalità/offerta non sostentamento del clero, ad una parrocchia, persona giuridica dotata di codice fiscale, chiedo se sia prevista la possibilità di una deduzione/detrazione fiscale ed eventualmente quale sia l'importo massimo consentito e le modalità per...
Desiderando effettuare una donazione/liberalità/offerta non sostentamento del clero, ad una parrocchia, persona giuridica dotata di codice fiscale, chiedo se sia prevista la possibilità di una deduzione/detrazione fiscale ed eventualmente quale sia l'importo massimo consentito e le modalità per effettuarlo.
Grazie. (11 giugno 2019)
La risposta al suo quesito dipende dalla finalità della donazione: se si tratta di sostenere lavori di restauro e risanamento conservativo di chiese (e relative pertinenze) di immobili tutelati in base al Codice dei beni culturali e del paesaggio, la donazione è detraibile. Negli altri casi no. Lo ha chiarito l'Agenzia delle entrate con la risoluzione 42/2005. E' invece sempre riconosciuta l'agevolazione fiscale nel caso in cui si tratti di donazioni fatte a Onlus che fanno capo alla parrocchia. E' necessario che la donazione venga effettuata con strumenti tracciabili e non in contanti. Se si tratta di un ente del Terzo settore la donazione è deducibile dal reddito complessivo netto del soggetto erogatore nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato. Altrimenti è prevista la detrazione del 30% su un massimo di 30.000 euro l'anno.
Grazie. Non avevo idea se la parrocchia avesse personalità giuridica è relativo CF.
Rimangono le altre onlus, associazioni, fondazioni: quali le aliquote ?
Potrebbe ibteressare anche questo:
Donazioni e Detrazioni ONLUS.pdf
627,1 KB Visite: 10
Devi verificare la tipologia, ma una ottima parte della risposta te la sei già data al post numero 1.
E' il caso di prendere visione della natura giuridica delle associazioni a cui doni denaro, per non sbagliare con le detrazioni.
Grrazie per le risposte. Nel frattempo sto leggendo alcuni articoli del web
Coronavirus e crowdfunding, boom di donazioni online ma l’ospedale deve aderire alla raccolta fondi
Donazioni ed erogazioni liberali: i versamenti spontanei a favore di organizzazioni no-profit possono beneficiare di agevolazioni
Quali sono le agevolazioni fiscali per chi compie una donazione? Quali deduzioni e detrazioni sono previste per aziende e persone fisiche?
Ho anche trovato l'elenco e presumo la categoria delle varie onlus nel sito Agenzia delle Entrate: mi pare tutto abbastanza macchinoso. Certo per i beneficiari questa varietà di aliquote porta vantaggi, ma insomma....
Un ulteriore documento di sintesi mi pare sia questo
Tutto sulla riforma del terzo settore. Notizie, video-focus, eventi, la normativa e “La Riforma. Istruzioni per l’uso”, una guida online gratuita in oltre 80 schede
Da quanto si riesce a reperire sul web, direi che a distanza di 3 anni, al di la dei 180 gg previsti, non risulta ancora disponibile alla consultazione il Registro Unico de Terzo Settore.
basty, volevo segnalarti la nascita della nuova ONLUS denominata P.O.S.S.E.S.S.O.R.E.
Se vuoi ti passo l'IBAN. E' consentito il recupero IRPEF del 90% dopo trent'anni dalla data del versamento.
Troppo gentile.... ma vedi, mi stavo interessando proprio perchè avevo avuto la tua stessa idea.....
A parte gli scherzi.... non è che abbia chissà quali donazioni da scalare, .... ma per caso mi sono accorto che quella regola del 30% non era limitata alla situazione straordinaria che stiamo vivendo, ma legata ad una legge del '17: e così ho scoperto che anche per queste "semplici" operazioni sono riusciti a creare una giungla di aliquote.
Ulteriore incentivo a fare "donazioni forzose" ad una pletora di commercialisti....: che dovranno essere interpellati, se non dal donante, quanto meno dal donatario, per stabilire a che fascia appartengono.
Per curiosità sono andato a scaricare e leggere il Dlgs 117/17 agli articoli interessati: e poi scopro che le varie categorie assegnate alle varie onlus, esempio "Beneficenza" oppure "Assistenza Sociale e Socio Sanitaria" tuttora in essere, sembrerebbero superate dal Dlgs che parla d APS, OV e via discorrendo: ma l'elenco nuovo non esiste.
In tutto questo, aggiungo che io e te ne sappiamo più del Centro di Assistenza Fiscale, dove ogni anno trovo gente nuova che, a giudicare dalle affermazioni lavorative che fanno, sembrano proprio persone prese col criterio "Passavo di qui e così...".
Quindi, in sintesi, se non sei tu ad indicare al C.A.F. qual è la percentuale di detrazione IRPEF, loro molto probabilmente sbaglieranno. Tanto con l'apposizione della tua firma li esoneri da ogni responsabilità (c'è scritto), quindi dove sta il problema?
Ti conviene allora fondare un'associazione religiosa, così l'immobile dove essa avrà sede non pagherà l'IMU. Un po' di quadri religiosi qua e là, luce soffusa, odore d'incenso ovunque, e l'IMU è scongiurata!
O sennò puoi fondare un'associazione sportiva dilettantistica, anch'essa non paga l'IMU: https://www.anifeurowellness.it/esenzione-IMU-anche-per-le-societa-sportive-dilettantistiche/
Tanto con l'apposizione della tua firma li esoneri da ogni responsabilità (c'è scritto),
Corresponsabilità, forse. Ma anche il CAF ha la responsabilità del controllo: se gli hai fornito le pezze giustificative, spetta a loro la responsabilità dell'uso che ne fanno...
Ti conviene allora fondare un'associazione religiosa,
O sennò puoi fondare un'associazione sportiva dilettantistica,
Hai dimenticato, come molti del resto, le associazioni sindacali, le sedi di partito ecc. ecc.: il beneficio che include gli edifici ecclesiastici adibiti al culto ed alla promozione sociale, comprende molti altri enti che poi magari sono i primi a scandalizzarsi e chiamare in causa la chiesa.
Ora che ci sia una miriade di abusi mascherati, tipo bar, ristoranti ed alberghi, e non parlo del baretto dell'oratorio, è un fatto che si constata dappertutto, ma ... non si limita agli ambienti religiosi.
Purtroppo (o per fortuna? )siamo fatti così: siamo un popolo che ha fantasia ....
La direttiva era così chiara ed esaustiva che la Agenzia delle Entrate ha ritenuto di cominciare ad emettere una circolare (la 8 del 3/4/20) di ben 75 pagine.
Ecco cosa risponde in merito alle donazioni dirette ad ospedali
5.5 Modalità di effettuazione delle erogazioni liberali effettuate a strutture ospedaliere QUESITO: È possibile ricomprendere nelle previsioni agevolative di cui all’art. 66 del Decreto anche le donazioni effettuate direttamente alle strutture ospedaliere sul territorio?
RISPOSTA: L’art. 66 del Decreto intende incentivare le erogazioni liberali «finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19». In particolare:  il comma 1 dell’art. 66 prevede che per le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno 2020 dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali, in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 spetta una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’imposta sul reddito pari al 30%, per un importo non superiore a 30.000 euro;  il comma 2, mutuando la disciplina agevolativa prevista dall’articolo 27 della legge n. 133 del 1999 (cui fa rinvio), garantisce, come chiarito nel precedente paragrafo 5.2, la deducibilità delle erogazioni liberali in denaro e la non tassazione del valore dei beni ceduti gratuitamente, che non determinano plusvalenze o ricavi fiscalmente rilevanti. Ciò a condizione che anche tali erogazioni liberali, effettuate nel 2020 dai soggetti titolari di reddito di impresa, siano finalizzate al sostegno dell'emergenza da COVID 19. Pertanto, coerentemente con la finalità perseguita dall’art. 66 del Decreto, volta ad incentivare la destinazione delle erogazioni liberali finalizzate al finanziamento degli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, si ritiene che rientrino nel novero delle donazioni agevolabili ai sensi della predetta disposizione: - le donazioni effettuate in favore degli enti espressamente elencati dallo stesso art. 66 (Stato, regioni, fondazioni, ecc.), nonché quelle eseguite anche per il tramite degli enti richiamati dall’art. 27 della 13 maggio 1999, n. 133 cui il comma 2 dell’art. 66 del Decreto fa rinvio; - donazioni eseguite dai soggetti indicati nei commi 1 e 2 dello stesso articolo 66 (persone fisiche, enti non commerciali, soggetti titolari di reddito di impresa), non necessariamente per il tramite e/o favore degli enti espressamente indicati dalla norma, ma direttamente in favore delle strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private che, sulla base di specifici atti delle competenti autorità pubbliche, sono coinvolte nella gestione dell’emergenza COVID-19. Tale conclusione risulta coerente, sotto il profilo sistematico, anche con la previsione extra-fiscale dell’articolo 4 del Decreto che al comma 1 stabilisce che le regioni e le province autonome possono attivare, anche in deroga ai requisiti autorizzativi e di accreditamento, aree sanitarie anche temporanee sia all’interno che all’esterno di strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private, o di altri luoghi idonei, per la gestione dell’emergenza COVID- 19, sino al termine dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020.
Passami la battuta: con i loro "chiarimenti" fanno passare la voglia di fare le donazioni!