Source: https://www.testo-unico-sicurezza.com/sanita-pubblica-e-modifiche-al-codice-per-il-trattamento-dei-dati-personali-in-italia.html
Timestamp: 2019-12-12 01:44:09+00:00
Document Index: 46026725

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art 2', 'art. 35', 'art. 2', 'art 2', 'art 99', 'art 89', 'art. 20', 'art. 21', 'art 22', 'art 2']

Codice Privacy come modificato da D.Lgs. 101/2018
Riguardo alla normativa italiana, esaminiamo le modifiche al Codice sugli articoli riguardanti la sanità e la ricerca introdotte dall’ art. 2 ter d.lgs. 101/2018:
La base giuridica prevista per i trattamenti necessari per adempiere un obbligo legale o per esecuzione di compiti di interesse pubblico o connesso a pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento è esclusivamente una norma di legge e, se previsto dalla legge, un regolamento.
Per la comunicazione dei dati personali comuni fra Enti, se non è prevista da norma di legge o regolamento, occorre una comunicazione preventiva al Garante 45 giorni prima del trattamento (poi vale il silenzio-assenso).
Sono abrogati gli articoli riguardo all’obbligo di designazione degli incaricati del trattamento e all’identificazione dei responsabili interni, resta la semplice facoltà di designarli (art 2 quaterdecies).
Resta l’obbligo di segnalare al Garante i trattamenti svolti per un compito di interesse pubblico che possono presentare rischi elevati ai sensi dell’art. 35 del Regolamento.Il titolare deve condurre una valutazione (DPIA) e notificare quali cautele metterà in atto e il Garante potrà prescrivere misure ed accorgimenti a garanzia dell’interessato che il Titolare del trattamento è tenuto ad adottare (art. 2 quinquiesdecies). Il Garante potrà come prima emettere provvedimenti generali con l’indicazione di queste cautele ulteriori.
L’art 2 sexies prevede il trattamento di dati particolari per motivi di interesse pubblico rilevante: sono comprese ed elencate al comma 2 lettere :
t) attivita' amministrative e certificatorie correlate a quelle di diagnosi, assistenza o terapia sanitaria o sociale, ivi incluse quelle correlate ai trapianti d'organo e di tessuti nonchè alle trasfusioni di sangue umano;
u) compiti del servizio sanitario nazionale e dei soggetti operanti in ambito sanitario, nonche' compiti di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro e sicurezza e salute della popolazione, protezione civile, salvaguardia della vita e incolumita' fisica;
aa) tutela sociale della maternita' ed interruzione volontaria della gravidanza, dipendenze, assistenza, integrazione sociale e diritti dei disabili;
(il testo precedente del d.lgs. 196/2003 le indicava agli att. 85-86, ora abrogati)
Per quanto riguarda il trattamento di dati genetici le misure di garanzia vengono definite dal Garante (e sono riviste ogni due anni). Solo per i dati genetici è possibile richiedere anche il consenso come misura ulteriore di protezione e garanzia.
Ora che la tecnologia permette trattamenti di dati sempre più grandi, rapidi e precisi, è cruciale salvaguardare le persone, garantendo che abbiano tutte le informazioni sul trattamento di loro dati: gli artt. 13 e 14 del Regolamento Europeo definiscono la lista completa delle informazioni, da fornire sempre, sia se si raccolgono i dati dall’interessato sia se si ottengono da altre fonti. Nel caso della ricerca scientifica, sono ammesse eccezioni, in particolare se dare le informazioni può compromettere l’esito della ricerca stessa o richiede uno sforzo sproporzionato. Ciò naturalmente non pregiudica tutte le garanzie sul trattamento da osservare.
Il d.lgs. 101/2018 introduce aspetti di dettaglio per informare l’interessato nel caso di trattamento di dati personali in ambito sanitario. Gli articoli di riferimento, tutti modificati, sono il 78, 79 e 80. In particolare, è stato eliminato da tutti gli articoli del Codice il riferimento al consenso.
Le informazioni – complete e comprensibili per l’interessato - devono essere rilasciate preferibilmente per iscritto o esposte in modo visibile nei locali / sui siti a cui si accede e vanno date per i dati raccolti direttamente dall’interessato e per quelli che si ottengono da altre fonti, ad es. archivi interni al SSN.
I Medici di Medicina Generale dovranno informare i pazienti dei trattamenti di dati anche per quanto riguarda il Fascicolo sanitario elettronico, tuttora soggetto a consenso, e per i registri e sorveglianze previste dalla legge.
Visto che il titolare del trattamento dev’essere in grado di dimostrare di aver dato le informazioni, è opportuno mantenere una traccia scritta di questo fatto, a far valere in caso di contestazioni da parte dell’autorità di controllo o ricorsi da parte degli interessati.
Riguardo all’ambito della ricerca storica, scientifica e statistica l’ art 99 consente espressamente il riuso di dati raccolti in precedenza per altre finalità: Il trattamento di dati personali a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o a fini statistici puo' essere effettuato anche oltre il periodo di tempo necessario per conseguire i diversi scopi per i quali i dati sono stati in precedenza raccolti o trattati.
A salvaguardia dei diritti degli interessati, oltre alle cautele imposte dal Regolamento europeo (art 89) riguardo alla ricerca medica, biomedica ed epidemiologica si esplicita che:
Art. 110 Il consenso dell'interessato per il trattamento dei dati relativi alla salute, a fini di ricerca scientifica in campo medico, biomedico o epidemiologico, non e' necessario quando la ricerca e' effettuata in base a disposizioni di legge o di regolamento o al diritto dell'Unione europea in conformita' all'articolo 9, paragrafo 2, lettera j), del Regolamento, ivi incluso il caso in cui la ricerca rientra in un programma di ricerca biomedica o sanitaria previsto ai sensi dell'articolo 12-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, ed e' condotta e resa pubblica una valutazione d'impatto ai sensi degli articoli 35 e 36 del Regolamento.
Il consenso non è inoltre necessario quando, a causa di particolari ragioni, informare gli interessati risulta impossibile o implica uno sforzo sproporzionato, oppure rischia di rendere impossibile o di pregiudicare gravemente il conseguimento delle finalità della ricerca. In tali casi, il titolare del trattamento adotta misure appropriate per tutelare i diritti, le liberta' e i legittimi interessi dell'interessato, il programma di ricerca è oggetto di motivato parere favorevole del competente comitato etico a livello territoriale e deve essere sottoposto a preventiva consultazione del Garante ai sensi dell'articolo 36 del Regolamento. (omissis)
Art. 110-bis (Trattamento ulteriore da parte di terzi dei dati personali a fini di ricerca scientifica o a fini statistici)4 1. Il Garante puo' autorizzare il trattamento ulteriore di dati personali, compresi quelli dei trattamenti speciali di cui all'articolo 9 del Regolamento, a fini di ricerca scientifica o a fini statistici da parte di soggetti terzi che svolgano principalmente tali attività quando, a causa di particolari ragioni, informare gli interessati risulta impossibile o implica uno sforzo sproporzionato, oppure rischia di rendere impossibile o di pregiudicare gravemente il conseguimento delle finalita' della ricerca, a condizione che siano adottate misure appropriate per tutelare i diritti, le liberta' e i legittimi interessi dell'interessato, in conformita' all'articolo 89 del Regolamento, comprese forme preventive di minimizzazione e di anonimizzazione dei dati.
L’obbligo di condurre la valutazione preventiva di impatto del trattamento (DPIA) rende necessaria una progettazione accurata sia dello studio sia dei sistemi di protezione che verranno messi in atto (cosiddetta privacy by design). Il ruolo dei comitati etici e dell’autorità garante è quello di controllori preventivi e in corso d’opera e rendere pubblica la DPIA consente a chiunque di individuare le potenziali lacune e eventuali difformità in fase di trattamento dei dati.
Maggiore controllo e sicurezza, informazione e trasparenza sono fattori essenziali per ottenere la piena fiducia degli interessati.
Anche riguardo a quest’ambito il Garante può emettere provvedimenti generali di autorizzazione (come è l’autorizzazione generale n. 9) che facilitano i compiti dei ricercatori e dell’autorità stessa e dovrebbero scongiurare ritardi nell’iter di autorizzazaione, dove previsto.
Fra gli ultimi articoli del D.Lgs.101/2018 che contengono norme originali, ossia non modificative di articoli del Codice privacy, quelle che riguardano il nostro ambito di interesse sono:
l’art. 20, che conferma la validità dei Codici di deontologia e di buona condotta già allegati al Codice; essi verranno rivisti dall’Autorità garante per dare loro piena conformità alle norme del Regolamento europeo e ripubblicati come “regole deontologiche”entro 90 giorni. Ove necessario le comunità scientifiche saranno invitate a definire nuove regole e l' art. 21, che allo stesso modo proroga le autorizzazioni generali fissando lo stesso termine per verificarne la piena compatibilità con il Regolamento europeo.
L' art 22 contiene numerose norme che consentono di agire su specifici trattamenti e ambiti nella fase di avvio delle nuove modalità. Il comma 13, peraltro, non può essere inteso come una deroga temporanea all’applicazione piena delle nuove norme.
A livello regionale, resta applicabile il Regolamento per il trattamento dei dati personali sensibili della Regione e delle ASL, emanato nel 2012 sulla base dello schema tipo approvato dal Garante, nelle more delle eventuali nuove indicazioni del Garante stesso. (ai sensi dell' art 2 sexies punto 1 - Trattamento di categorie particolari di dati personali necessario per motivi di interesse pubblico rilevante).
decreto legislativo 101/2018 (modifiche codice privacy)