Source: http://www.prestitisicuri.com/cencellazione-dei-protesti/9
Timestamp: 2017-11-17 17:46:45+00:00
Document Index: 158205912

Matched Legal Cases: ['art.17', 'art.17', 'art.2729', 'art.17', 'art.3', 'art.17', 'art.18', 'art.17', 'art.18', 'art.17']

Cencellazione dei protesti - PrestitiSicuri.com
Articolo sulla Cancellazione dei protesti cambiari per avvenuta riabilitazione.
Ai sensi dell’art.17 l. 108/1996, Disposizioni in materia di usura, il debitore che abbia adempiuto all’obbligazione per la quale il protesto è stato levato e non ne abbia subiti altri trascorso un anno dal suddetto protesto, ha diritto alla riabilitazione ad opera del Presidente del Tribunale (Carbone 1996, 321; Ntuk 1998, I, 480; Carrato 2002, 583); schematizzando, i presupposti della riabilitazione sono quindi:(a) il pagamento del titolo protestato;
(b) e non aver subìto un ulteriore protesto nel corso dell’anno successivo a quello del protesto levato (o dell’ultimo, in caso di più protesti).Tali requisiti « debbono sussistere simultaneamente, avuto riguardo, quanto al secondo, al decorso dell’anno dall’ultimo protesto, in caso di più protesti avvenuti » (App. Torino, decr., 23.4.1997, Giurisprudenza italiana, 1998, I, 481) e devono essere documentalmente comprovati; il « documento giustificativo » (art.17, 2° co., l. 108/1996) si identifica « con la quietanza (…) ovvero con documento equipollente proveniente dal creditore, non potendosi però dare la prova dell’adempimento attraverso altri mezzi di prova, né testimoniale né per presunzioni ex art.2729, 2°co., c.c. » (App. Torino, decr., 23.4.1997, Giurisprudenza italiana, 1998, I, 481).La previsione dell’art.17 l. 108/1996, per dottrina e giurisprudenza prevalenti si applica, condivisibilmente, alle tratte accettate, ai vaglia cambiari e agli assegni (Carbone 1996, 323; Ntuk 1998, 480; Carrato 2002, 584), con obbligo del protestato, rispetto a questi ultimi, di pagamento della c.d. penale prevista dall’art.3 della l.386/1990 (in tal senso Pellizzi e Partesotti 2004, 431): « la riabilitazione, prevista dall’art.17 legge 108/1996, può trovare applicazione ad ogni ipotesi di protesto o di atto equivalente, quale che sia la natura del titolo di credito (cambiale, vaglia cambiario od assegno bancario), non ponendo la norma alcuna limitazione » (Trib. Roma, decr., 19.8.1998, Giurisprudenza italiana, 1999, I, 2085).La norma deve altresì intendersi riferita a qualsiasi debitore protestato, non necessariamente implicato in fatti d’usura; in tal senso depone la generica espressione utilizzata dal legislatore nell’articolo in esame, « debitore protestato », nonché la circostanza che, nella stessa legge 108/1996, « le norme da applicare esclusivamente alle vittime dell’usura sono espressamente indicate. È il caso dell’art.18 che fa espresso riferimento ‘’al debitore che sia parte offesa nel delitto di usura’’ » (Vitullo 2003, 1188).Invero non avrebbe molto senso circoscrivere la riabilitazione ex art.17 l. 108/1996 al debitore usurato, al quale in effetti l’ordinamento appresta già i rimedi della sospensione e della cancellazione del protesto previsti nel successivo art.18. Di avverso avviso è comunque un isolato, a quanto consta, orientamento giurisprudenziale, secondo cui « la previsione dell’art.17 legge 7 marzo 1996 n.108, in tema di riabilitazione a favore di chi abbia subito protesto, presuppone che il debitore protestato sia stato soggetto passivo di usura e non è applicabile indifferentemente a qualsiasi tardivo pagamento di un titolo di credito » (Trib. Venezia 12.2.1998, Giurisprudenza di merito, 1998, 775).Disputata è la circostanza se il debitore abbia diritto ad ottenere la riabilitazione, in unica soluzione, di più protesti, anche levati ad intervalli inferiori ad un anno tra l’uno e l’altro, ferma restando la necessità che non ne abbia più subiti trascorsi dodici mesi dall’ultimo. A voler interpretare la disciplina in discussione come espressione dell’intento del legislatore di consentire al soggetto protestato (anche più volte), e poi ‘ravvedutosi’, di reinserirsi nel circuito del credito ordinario in luogo di quello illegale (come parrebbe attestare l’inclusione della norma nella legge antiusura), il debitore ha diritto ad ottenere la riabilitazione anche alla presenza di più protesti, come sembra preferibile ritenere; a favore di siffatta impostazione gioca anche il rilievo che la norma è precipuamente focalizzata sul debitore protestato piuttosto che sui titoli cambiari.
(articolo tratto da tidona.com)
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