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Timestamp: 2019-05-19 13:04:05+00:00
Document Index: 76139329

Matched Legal Cases: ['art. 80', 'art.12', 'art.80', 'art.28', 'art. 34', 'sentenza ', 'art.41', 'art.47', 'art.50', 'art.47', 'art. 33', 'art.42']

In base alla normativa vigente il Giudice Tutelare o il Tribunale per i Minorenni, anche in relazione alla durata dell’affidamento (art. 80 comma 1 l. n.184/1983), può disporre che gli assegni familiari e le prestazioni previdenziali siano erogate temporaneamente al nucleo affidatario.
In base alla normativa vigente le detrazioni di imposta per carichi di famiglia sono previste anche per i nuclei affidatari, purchè il minore affidato risulti a carico (art.12 DPR n.917/1986) e ciò sia comprovato da un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria (art.80 legge 183/1984).
Il contributo economico erogato dai servizi a supporto delle spese per l’affidamento non costituisce reddito. Nel modello 730 e nel modello unico, il minore con residenza presso la famiglia affidataria può essere indicato come “minore affidato”, con diritto ad avere la relativa detrazione.
Le spese mediche sostenute in suo favore possono altresì essere portate in detrazione dal reddito dell’affidatario.
La nuova legislazione per il sostegno alla maternità e alla paternità (Dlgs n.151/2001 così come modificato dalla l.n.244/2007) e la legge n.149/2001 stabiliscono che i genitori adottivi o affidatari hanno gli stessi diritti in materia di congedo di maternità o paternità, di congedi parentali, di congedi per malattia del figlio/a, di congedi per riposi giornalieri.
Come recita la circolare INPS n.16 del 4.2.2008 “la lavoratrice che prende in affidamento un minore ai sensi della legge 184/1983, artt.2 e ss (affidamento non preadottivo) ha diritto all’astensione dal lavoro per un periodo complessivo pari a tre mesi entro l’arco temporale di cinque mesi decorrenti dalla data di affidamento del minore all’interessata; entro i predetti cinque mesi, il congedo in esame è fruito dall’interessata in modo continuativo o frazionato. Il congedo spetta a prescindere dall’età del minore all’atto dell’affidamento ed è riconosciuto, pertanto, anche per i minori che, all’atto dell’affidamento, abbiano superato i sei anni di età”.
“Spetta, per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua, al padre lavoratore dipendente subordinatamente al verificarsi di una delle condizioni di cui all’art.28 del T.U. (decesso o grave infermità della madre, abbandono, affidamento esclusivo) nonché in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che vi rinunci anche solo parzialmente”.
“In attuazione delle nuove disposizioni, i genitori adottivi e affidatari, analogamente ai genitori biologici, possono fruire del congedo parentale entro i primi otto anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare, indipendentemente dall’età del bambino all’atto dell’adozione o affidamento e comunque non oltre il compimento della maggiore età dello stesso.
Fermi restando i predetti limiti temporali, (oltre i quali non spettano né il congedo né la relativa indennità) il trattamento economico pari al 30% della retribuzione è riconoscibile per un periodo massimo complessivo di sei mesi tra i due genitori entro i tre anni dall’ingresso del minore in famiglia; viceversa, qualunque periodo di congedo richiesto oltre i tre anni dall’ingresso (anche ad esempio il primo mese) nonché i periodi di congedo ulteriore rispetto ai sei mesi, ancorchè fruiti entro i primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia, potranno essere indennizzati a tale titolo subordinatamente alla verifica delle condizioni reddituali previste dal comma 3 dell’art. 34 del T.U.
Uno dei genitori affidatari può usufruire dei riposi giornalieri pari a due ore entro il primo anno dall’ingresso in famiglia del bambino affidato (sentenza Corte Costituzionale n.104 del 2003) quando l’orario di lavoro sia pari o superiore a sei ore giornaliere; qualora l’orario giornaliero di lavoro sia inferiore alle sei ore il riposo è pari a un’ora. I riposi giornalieri non comportano riduzione alla retribuzione.
Si segnala inoltre, la circolare INPS n.91/2003 che puntualizza alcuni importanti aspetti relativi ai casi di affidamento di due o più minori entrati nella famiglia affidataria alla stessa data. Tale circolare prevede l’applicazione dell’art.41 del T.U. n.151/2001 e successive modificazioni, che afferma il raddoppio dei riposi in caso di parto plurimo, essendo quest’ultimo equiparabile all’ingresso in famiglia avvenuto nella stessa data, di due o più minori anche non fratelli.
Congedi per malattia del bambino affidato
Entrambi i genitori affidatari, alternativamente, hanno diritto di astenersi dal lavoro per i periodi corrispondenti alle malattie di ciascun figlio affidato, fino al compimento del sesto anno di età (artt. 47 e 50 del D lgs n.151/2001).
Ciascun genitore, alternativamente, ha altresì diritto di astenersi dal lavoro nel limite di cinque giorni lavorativi all’anno, per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i tre e gli otto anni (art.47 comma 2)
L’art.50 integra, prevedendo che “qualora all’atto dell’adozione o dell’affidamento il minore abbia un’età compresa fra i sei e i dodici anni, il congedo per la malattia del bambino è fruito nei primi tre anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare alle condizioni previste dall’art.47, comma 2”.
Minore affidato portatore di handicap
In riferimento alla legge n. 104 /1992, art. 33 e al D.lgs n.151/2001 artt.42 e 45, gli affidatari di un minore portatore di handicap in situazione di gravità accertata, se entrambi lavoratori, hanno diritto in alternativa fra loro a:
- assenza facoltativa dal lavoro, in alternativa, due ore giornaliere di permesso retribuito fino al compimento del terzo anno di età del bambino, purchè quest’ultimo non sia ricoverato a tempo pieno presso strutture (art.42 l.104/1992). I riposi giornalieri vengono retribuiti al 100%;
- tre giorni di permesso mensile, retribuiti, dai tre anni in poi del minore con
handicap e sempre che non sia ricoverato a tempo pieno presso strutture.