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Timestamp: 2017-09-25 08:35:26+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 7', 'art. 26', 'art. 29', 'art. 27']

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Programmazione didattica e analisi disciplinare
PubblicatoBibiana Guerrini Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "Programmazione didattica e analisi disciplinare"— Transcript della presentazione:
1 Programmazione didattica e analisi disciplinare
A cura di Rosanna Ghiaroni
2 Programmazione didattica e analisi disciplinare
Il riferimento normativo A livello di istituto » (art. 1, DPR 275/1999). “Le istituzioni scolastiche sono espressioni di autonomia funzionale e provvedono alla definizione e alla realizzazione dell’offerta formativa, nel rispetto delle funzioni delegate alle Regioni e dei compiti e funzioni trasferiti agli Enti Locali, ai sensi degli articoli 138 e 139 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112”
3 Programmazione didattica e analisi disciplinare
Il riferimento normativo A livello di istituto (art. 3, DPR 275/99) Il POF “E’ il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia”
4 Programmazione didattica e analisi disciplinare
Il riferimento normativo A livello di istituto CCNL 2006/ art. 28 2. Nel rispetto della libertà d’insegnamento, i competenti organi delle istituzioni scolastiche regolano lo svolgimento delle attività didattiche nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli alunni. A tal fine possono adottare le forme di flessibilità previste dal Regolamento sulla autonomia didattica ed organizzativa delle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 21 della legge n. 59 del 15 marzo 1997 – e, in particolare, dell’articolo 4 dello stesso Regolamento-, tenendo conto della disciplina contrattuale.
5 Programmazione didattica e analisi disciplinare
Il riferimento normativo A livello di collegio dei docenti CCNL 2006/ art. 28 Il piano annuale delle attività . “è deliberato dal collegio dei docenti nel quadro della programmazione dell’azione didattico-educativa e con la stessa procedura è modificato, nel corso dell’anno scolastico, per far fronte a nuove esigenze. Di tale piano è data informazione alle OO.SS. di cui all’art. 7” Orario scolastico e orari degli insegnanti e del personale non insegnante
6 Programmazione didattica e analisi disciplinare
A livello docenti CCNL 2006/ art. 26, 3 3. In attuazione dell’autonomia scolastica i docenti, nelle attività collegiali, attraverso processi di confronto ritenuti più utili e idonei, elaborano, attuano e verificano, per gli aspetti pedagogico – didattici, il piano dell’offerta formativa, adattandone l’articolazione alle differenziate esigenze degli alunni e tenendo conto del contesto socio - economico di riferimento, anche al fine del raggiungimento di condivisi obiettivi qualitativi di apprendimento in ciascuna classe e nelle diverse discipline. Dei relativi risultati saranno informate le famiglie con le modalità decise dal collegio dei docenti
7 Programmazione didattica e analisi disciplinare
A livello docenti CCNL 2006/ art. 29 Attività funzionali all’insegnamento “Tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate dai predetti organi.” 2. Tra gli adempimenti individuali dovuti rientrano le attività relative: a) alla preparazione delle lezioni e delle esercitazioni; b) alla correzione degli elaborati; c) ai rapporti individuali con le famiglie.
8 Programmazione didattica e analisi disciplinare
A livello docenti Il CCNL 2006/ art. 27 PROFILO PROFESSIONALE DOCENTE 1. Il profilo professionale dei docenti è costituito da competenze disciplinari, psicopedagogiche, metodologico-didattiche, organizzativo-relazionali e di ricerca, documentazione e valutazione tra loro correlate ed interagenti, che si sviluppano col maturare dell'esperienza didattica, l'attività di studio e di sistematizzazione della pratica didattica. I contenuti della prestazione professionale del personale docente si definiscono nel quadro degli obiettivi generali perseguiti dal sistema nazionale di istruzione e nel rispetto degli indirizzi delineati nel piano dell’offerta formativa della scuola.
9 Programmazione didattica e analisi disciplinare
10 Programmazione didattica e analisi disciplinare
11 Programmazione didattica e analisi disciplinare
La programmazione del docente Il dipartimento disciplinare - la mappa disciplinare (l’individuazione dei nuclei fondanti della disciplina) - l’analisi didattica (dalla disciplina alla materia, selezione di conoscenze significative rispetto ad un’area tematica
12 Programmazione didattica e analisi disciplinare
La programmazione del docente Il consiglio di classe - La progettazione del percorso didattico - Definizione metodi didattici - Ridefinizione dei contenuti - Trasversalità, interdisciplinarità e ricomposizione dei saperi - Definizione dei processi didattici
13 Programmazione didattica e analisi disciplinare
La programmazione del docente Il consiglio di classe - I modelli UU.DD. Moduli Aree di progetto Forme di flessibilità curricolare
14 L’analisi disciplinare
Un processo di scomposizione e ricomposizione di una disciplina scolastica per ottenere: I nodi (concetti, idee chiave, regole portanti) I legami (le connessioni associative e discriminative Per disegnare la mappa disciplinare
15 L’analisi disciplinare
PRECONDIZIONI PER LA CONOSCENZA In primo luogo dobbiamo notare che qualunque oggetto, evento, azione del mondo esterno può diventare una sorgente di informazione purché sia incorporato in un circuito dotato di una rete opportuna in cui esso possa produrre cambiamenti. (G. Bateson, Verso un’ecologia della mente)
16 Analisi disciplinare Materie, discipline, saperi
Sistemi di rappresentazione della conoscenza Le mappe concettuali L’analisi disciplinare L’analisi didattica Mappe e insegnamento Linee guida per l’analisi disciplinare
17 SISTEMI DI RAPPRESENTAZIONE DELLA CONOSCENZA
L’analisi disciplinare SISTEMI DI RAPPRESENTAZIONE DELLA CONOSCENZA Sistema oggettivo Ricerca e rappresentazione dei concetti e delle loro connessioni Sapere disciplinare Individuazione di relazioni tra le competenze dichiarative e le competenze procedurali Mappe concettuali
18 L’analisi disciplinare
MAPPE CONCETTUALI Sistemi grafici di rappresentazione delle strutture della conoscenza ( informazioni e conoscenze) Rappresentano una gamma di relazioni tra concetti, gerarchie, legami trasversali Esplicitazione nuclei fondamentali MAPPA MENTALE O COGNITIVA Rappresentazione della conoscenza elaborata dal soggetto Riproduce lo stile cognitivo del soggetto Selezione di conoscenze significative rispetto ad un’area tematica
19 Stile cognitivo “le differenze individuali durature ed internamente
Procedure di apprendimento soggettive Consuetudini di studio apprese e messe in atto “le differenze individuali durature ed internamente coerenti nell’organizzazione e nel funzionamento cognitivo” (Ausubel)
20 Stile cognitivo Didattica
analisi degli stili cognitivi e delle strategie di apprendimento: ogni alunno ha la sua strategia (logica del soggetto) da coniugare con la logica dell’oggetto (la disciplina) decentramento del docente
21 L’analisi disciplinare
SISTEMI DI RAPPRESENTAZIONE DELLA CONOSCENZA Sistema soggettivo Archivi mentali - Organizzazione del proprio sapere Apprendimento significativo Depositi organizzati di conoscenze FLESSIBILE Si modifica DINAMICO Si arricchisce Strategie conoscitive: Insieme non lineare di Intuizioni Associazioni Connessioni Integrazioni Formalizzazioni Astrazioni Mappe cognitive
22 L’analisi disciplinare
I QUATTRO PILASTRI DELL’EDUCAZIONE (J.Delors- UNESCO) Imparare a conoscere Imparare a fare Imparare a vivere con gli altri Imparare a essere
23 L’analisi disciplinare
LE POLITICHE EUROPEE Il libro bianco di J. Delors Si afferma la necessità dell’apprendimento come processo che dura per tutto l’arco della vita. Gli obiettivi del libro bianco: Valorizzare il capitale umano per tutta la vita, innestando la formazione continua sulla formazione iniziale; Garantire una solida formazione di base e il collegamento tra la vita scolastica e la vita attiva; Incrementare l’attività di apprendistato e di tirocinio presso le imprese per facilitare la transizione alla vita attiva.
24 L’analisi disciplinare
LE POLITICHE EUROPEE L’analisi disciplinare Il libro bianco di Cresson e Flynn “Insegnare e apprendere. Verso la società cognitiva” Parole d’ordine: Flessibilità nei sistemi di istruzione; Nuove metodiche per l’insegnamento degli adulti; Pluralità di linguaggi per rispondere alle richieste di una società multiculturale e multietnica; Maggiore autonomia agli istituti scolastici per consentire risposte adeguate a bisogni diversificati.
25 L’analisi disciplinare
La “società cognitiva” è definita da: Società dell’informazione con lo sviluppo delle tecnologie della comunicazione che ha prodotto una rivoluzione nell’organizzazione del lavoro e della produzione; Estensione a livello mondiale degli scambi con lo sviluppo del mercato globale; Civiltà scientifica e tecnologica, con le conseguenze in positivo e in negativo (rapporto scienza/etica).
26 L’analisi disciplinare
L’analisi delle discipline dalle discipline di studio all’universo dei saperi rapporto quantità/qualità di conoscenze e competenze Trasferibilità delle conoscenze da generali a specifiche Da specifiche a specifiche
27 L’analisi disciplinare
DISCIPLINE SISTEMATIZZAZIONE DEL SAPERE STRUTTURE CONCETTUALI Modelli di indagine Sintassi Procedimenti Comprensione Codificazione Elaborazione Costruzione del significato Procedure di analisi Acquisizione dei livelli di padronanza Sistematizzazione MAPPA COGNITIVA Selezione di conoscenze significative rispetto ad un’area tematica
28 L’analisi disciplinare
non scompone ma ricompone i saperi “L’educazione generale deve promuovere una intelligenza generale capace di riferirsi al complesso, al contesto in modo multidimensionale e al globale” (Morin)
29 La complessità dei saperi
Poiché la nostra educazione ci ha insegnato a separare e a non legare le conoscenze, l’insieme di queste costituisce un puzzle inintelleggibile. Le interazioni, le retroazioni, i contesti, le complessità che si trovano nel no man’s land tra le discipline diventano invisibili. (…) L’incapacità di organizzare il sapere sperso e compartimentato porta all’atrofia della disposizione mentale naturale a contestualizzare e a globalizzare. (Edgar Morin, I sette pilastri del sapere, 1999)
30 L’analisi disciplinare
non scompone ma ricompone i saperi
31 L’analisi disciplinare
è il processo di scomposizione e ristrutturazione dei contenuti disciplinari è lo strumento per la programmazione didattica è il fondamento per la costruzione della mappa disciplinare LA MAPPA CONCETTUALE E’ COSTRUITA IN BASE A NODI	LEGAMI Associazioni discriminazioni Concetti Idee chiave regole Mappe globali Mappe analitiche
32 L’analisi disciplinare
Dai saperi alle materie scolastiche SAPERI (discipline) Sottoinsiemi strutturati secondo il grado e il tipo di scuola MATERIE MEDIAZIONE DELLA SCUOLA Finalità	Principi regolativi Obiettivi didattici	Prestazioni osservabili e misurabili Modalità	Metodi e tecniche Linguaggi	Aree semantiche di settore Tipologia delle verifiche	Competenze diverse Definizione di: Programmazione delle modalità e delle fasi di controllo dei processi
33 L’analisi disciplinare
RAPPORTO TRA MAPPA E INSEGNAMENTO MODELLO MODI DI APPRENDIMENTO STILE DI INSEGNAMENTO PROCESSO Lista Albero Tabella Rete Accumulo Classificazione Sintesi Connessione Lineare Gerarchico Multicomponenziale Ipertestuale Crescere Salire Incrociare Navigare Giuseppe Martini, “L’analisi disciplinare apre la programmazione” in ANP Notizie,1994
34 L’analisi disciplinare
Linee guida per l’analisi disciplinare Possesso critico della disciplina sviluppo storico Nuclei concettuali struttura Regole Metodologia dominante Ambiti di applicazione Rapporti con altre discipline Struttura concettuale Valenza formativa Valore strumentale Rilevanza sociale
35 L’analisi disciplinare
Linee guida per l’analisi disciplinare Possesso critico della disciplina Valenza formativa Rilevanza sociale Analisi epistemologica e pedagogica Potenziale di abilità mentali e di capacità operative stimolabili Esigenze della realtà Analisi delle funzioni richieste dal sociale Analisi delle professioni e dei compiti
36 L’analisi disciplinare
UNIVERSO DI ARGOMENTI LA SELEZIONE DEI CONTENUTI Insieme di argomenti capace di FAR COMPRENDERE La struttura concettuale della disciplina (teorie, idee, principi, concetti) La struttura sintattica (procedimenti, modelli, strumenti) e di PORRE IN RELAZIONE logica dell’oggetto (da conoscere, da apprendere) didattica logica del soggetto (chi apprende)
37 L’analisi disciplinare
LA SCELTA DEI METODI METODI Strutture organizzative formali del sapere programmazione adattamento Metodi e strategie DIDATTICHE rivolti alle strutture cognitive di chi apprende
38 L’analisi disciplinare
Principi centrali della programmazione in unità di apprendimento significative Materie significative Differenziazione progressiva Conciliazione integrativa Organizzazione sequenziale Organizzazione a spirale Uso di organizzatori e temi integrativi Dimensione astratta/concreta dello sviluppo cognitivo Consolidamento
39 L’analisi disciplinare
Principi centrali della programmazione in unità di apprendimento significative Differenziazione progressiva Processo di perfezionamento e definizione dei concetti e dei significati attraverso la differenziazione e l’accesso controllato ad una crescente complessità “L’apprendimento significativo comporta l’organizzazione gerarchica della struttura cognitiva, in termini di una graduazione progressiva di inclusività, e con un meccanismo di accrescimento attraverso un processo di progressiva differenziazione di un’area indifferenziata.” (Ausubel 1968)
40 L’analisi disciplinare
Differenziazione progressiva Principi centrali della programmazione in unità di apprendimento significative Gli allievi che costruiranno mappe concettuali in concomitanza con lo sviluppo di un determinato argomento, si impegneranno nella revisione dei concetti sovraordinati e soprattutto nella suddivisione gerarchica di questi in nuovi concetti subordinati via via più specifici e differenziati. Il processo didattico: Presentare prima le idee più generali Progressivamente differenziare specificità e particolarità Conciliare le vecchie idee con le nuove Riferirsi ad un compito precedente Fare integrazioni e rimuovere dissonanze cognitive
41 L’analisi disciplinare
Principi centrali della programmazione in unità di apprendimento significative Conciliazione integrativa Il processo didattico Evitare l’organizzazione per compartimenti stagni -	Mettere in evidenza i rapporti, le somiglianze, le differenze significative Dalla sequenzialità alla trasversalità Creare interazioni cognitive - “Scoprire” o riconoscere relazioni e integrazioni costruttive tra concetti che in un primo momento apparivano indipendenti o divergenti.. Questo processo, secondo Novak, è incentivato dalla ricerca e dalla definizione di legami trasversali durante la costruzione di mappe concettuali
42 L’analisi disciplinare
“cercare un solo complesso di schemi concettuali che abbracci tutte le scienze è altrettanto illusorio che cercare la fontana della giovinezza o la pietra filosofale” (Ausubel)
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