Source: http://www.patrimoniopubblico.it/site/d_NewsList.asp?CategoriaNews=20&stat=
Timestamp: 2019-07-23 14:06:21+00:00
Document Index: 29833723

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 36', 'art.27', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 117', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 117', 'art. 36', 'art. 10', 'art. 2']

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È legittimo considerare ad alta valenza turistica lo stabilimento balneare che offre rilevanti servizi alternativi al solo noleggio di ombrelloni
Ai fini della classificazione come area ad alta valenza turistica di un immobile demaniale in concessione, ai sensi dell'art. 3 d.l. 400/1993, è indubbio che la presenza di piscina in eccellente stato di manutenzione, di un fronte mare più ampio, di un ristorante, di una palestra, di un centro estetico identifica una zona demaniale maggiormente profittevole per l'impresa che la gestisce, stante la presumibile maggior attrattiva esercitata dallo stabilimento balneare così connotato e per le rilevanti significative fonti di lucro alternative al solo noleggio degli ombrelloni.
Tra le concessioni demaniali marittime con finalità turistico ricreative non rientrano anche quelle riguardanti i punti di ormeggio
Le concessioni demaniali marittime con finalità turistico ricreative sono unicamente quelle indicate nelle lettere da a) ad f) dell'art. 1, comma 1, d.l. n. 400/1993, in cui non rientrano anche le concessioni riguardanti i «punti di ormeggio»; la diversa natura delle due tipologie di concessione è comprovata peraltro dall'estensione della disciplina sulle misure dei canoni operata dall'art. 1, commi 251 e 252 della legge n. 296 del 2006, che ne presuppone quindi la diversità.
I manufatti precari realizzati per offrire servizi balneari sono soggetti al pagamento dell'ici
Le strutture realizzate per offrire servizi balneari (nella specie locale bar, cabine e gazebo), pur se accertate come precarie ed amovibili perchè costruite con materiale di legno, oltre ad avere rilevanza dal punto di vista urbanistico (tanto che, nella specie, è stato chiesto il permesso di costruire), hanno comunque una capacità reddituale, che è ciò che rileva ai fini dell'imposizione fiscale.
Gestione di stabilimenti balneari: le pertinenze demaniali marittime non destinate ad attività commerciali sono solo i beni strumentali all'attività
Nelle attività di gestione di stabilimenti balneari, per pertinenze demaniali marittime non destinate ad attività commerciali devono intendersi solo quelle che possono configurarsi come beni strumentali all'attività concessoria, mentre non lo sono le attività connesse, le quali sono attività secondarie, con una propria individualità fisica e una propria conformazione strutturale.
La concessione per uno stabilimento balneare nel periodo estivo non ne implica necessariamente l'ottenimento anche nel periodo invernale
L'esistenza di un'autorizzazione al mantenimento di uno stabilimento balneare per il solo periodo estivo non implica che la stessa debba necessariamente essere concessa anche per il periodo invernale: risponde infatti ad un criterio tecnico del tutto logico, o comunque non irragionevole, che la valutazione dell'impatto paesaggistico di tale stabilimento abbia riguardo alla differenza dei contesti, estivo e invernale, nonché al fatto che la concessione per tale ultimo periodo (ovvero, secondo l'id quod plerumque accidit), si giustifica anche alla luce di un complessivo bilanciamento degli interessi in gioco.
I manufatti diversi dalle pertinenze demaniali si devono ritenere privati per diritto di superficie implicito
Non tutti i manufatti insistenti su aree demaniali partecipano della natura pubblica e dell'inerente qualificazione demaniale della titolarità del sedime, poiché solo ad alcuni, nella stessa dizione della legge, appartiene la natura pertinenziale: per gli altri (che la legge indica come impianti di difficile o non difficile rimozione: definizione che appare inadatta a stabilire una differenza di categoria, dato che anche gli immobili pertinenziali possono essere, di per sé, rimovibili con facilità o con difficoltà) si deve allora riconoscere, per esclusione, la qualificazione di cose immobili di proprietà privata fino a tutta la durata della concessione, evidentemente in forza di un implicito diritto di superficie.
Strutture per la nautica da diporto: la concessione deve essere rilasciata previo confronto concorrenziale
Nell'art. 1, comma 1, D.L. 5 ottobre 1993, n. 400, come modificato dall'art. 1, commi 251-2 della L. 27 dicembre 2006, n. 296, neall'art. 36 Cod. nav., nell'art.27, c. 6, D.lgs. 18 luglio 2005, n. 171 e negli artt. 3 e 4 D.P.R. 2 dicembre 1997, n. 509 non si ravvisa alcuna ipotesi o possibilità di deroga al principio del confronto concorrenziale ai fini del rilascio delle concessioni demaniali per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto, principio del resto definitivamente consacrato nell'art. 12 della direttiva 2006/123/CE.
Le disposizioni di proroga automatica delle concessioni demaniali marittime devono essere disapplicate
Le proroghe automatiche in via normativa delle concessioni demaniali marittime sono state dichiarate illegittime dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea, V sezione, 14 luglio 2016, n. 458, con la conseguenza che le relative disposizioni legislative devono essere disapplicate.
La tutela dell’affidamento degli operatori balneari nella proroga delle concessioni demaniali marittime è di competenza riservata alla legge statale
La tutela dell'affidamento degli operatori balneari nella proroga delle concessioni demaniali marittime riguarda una sfera di competenza riservata in via esclusiva alla legislazione statale, alla quale unicamente spetta disciplinare in modo uniforme le modalità e i limiti della tutela dell'affidamento dei titolari delle concessioni già in essere nelle procedure di selezione per il rilascio di nuove concessioni, per la ragione, appunto, che la tutela di tale affidamento incide sui criteri e le modalità di affidamento delle concessioni su beni del demanio marittimo, i quali devono essere stabiliti nell'osservanza dei principi della libera concorrenza e della libertà di stabilimento, previsti dalla normativa comunitaria e nazionale, e corrispondenti ad ambiti riservati alla competenza esclusiva statale in forza dell'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost.
Un giudicato non influenza il rilascio di concessione demaniale marittima se non si esprime sulla necessità di procedere ad evidenza pubblica
Un giudicato non ha alcuna influenza sulla conformazione della procedura comparativa a seguito della quale rilasciare la concessione demaniale marittima in quanto quella sentenza non esprime alcun giudizio sulla considerazione, posta a base degli atti in quella sede impugnati, relativa alla necessità di procedere al rilascio di concessioni demaniali marittime all'esito di procedura ad evidenza pubblica
La necessita' di lavori idraulici giustifica la delocalizzazione della concessione demaniale marittima
La delocalizzazione riguardante l'assegnazione d'una superficie corrispondente a quella del rapporto in essere (nella specie sacrificata a causa dei lavori idraulici) non costituisce novazione di un rapporto precedente ed estinto. E' legittima la delocalizzazione di cui all'art. 24, II c., regol cod. nav., approvato col DPR 15 febbraio 1952 n. 328, che non implica né variazioni sostanziali all'oggetto (il quale è la ritraibilità dal bene demaniale delle sue utilità di tipo turistico e balneare), al termine ed alle modalità d'uso del bene, né comporta l'ampliamento dell'estensione di questo.
Concessioni demaniali marittime: criteri e modalità di affidamento regionali devono rispettare i principi comunitari e nazionali di libera concorrenza e stabilimento
I criteri e le modalità di affidamento delle concessioni sui beni del demanio marittimo devono essere stabiliti nel rispetto dei principi della libera concorrenza e della libertà di stabilimento, previsti dalla normativa comunitaria e nazionale, e corrispondenti ad ambiti riservati alla competenza esclusiva statale dall'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost.; competenza esclusiva, quest'ultima, nella quale le pur concorrenti competenze regionali trovano un limite insuperabile.
La distanza della spiaggia dall'albergo non consente di denegarne la concessione demaniale
La distanza di una spiaggia dall'albergo del richiedente non consente il rigetto della relativa istanza di concessione demaniale marittima laddove si tratti di una distanza tale da rendere non plausibile che, come comunemente può accadere, i clienti della spiaggia la raggiungano dall'albergo, ove abbiano parcheggiato le loro automobili, sia a piedi sia con un mezzo dedicato del tipo di una navetta.
Non tutti i beni possono essere oggetto di concessione: dipende dal bene e dalla sua pubblica fruibilita’
In sede di valutazione dell'interesse demaniale, cioè dell'interesse pubblico che il bene non sia sottratto al normale uso generale pubblico ai sensi dell'art. 36 del codice della navigazione, l'Amministrazione può considerare e valutare tutti gli interessi pubblici specifici che, insorgenti dalla dimensione territoriale del bene, interferiscono sull'uso individuale a base della richiesta di concessione; questa, proprio in quanto viene considerata eccezionale, deve essere del tutto compatibile con l'intero spettro delle esigenze pubblicistiche gravanti sul territorio in cui ricade l'area oggetto della richiesta concessione. La possibilità di concedere tratti del demanio a privati va valutata in rapporto allo stato dei luoghi e al richiamo che un certo bene esercita presso il pubblico.
Il rinnovo delle concessioni demaniali marittime ex art. 10 l. 88/2001 è automatico e senza soluzione di continuità
Nel caso in cui il rinnovo della concessione avvenga in forza di una scelta discrezionale della p.a. che, nella decisione sulla migliore utilizzazione del bene demaniale, ritenga di dare la preferenza al concessionario uscente anche in ragione del cd. diritto di insistenza, il “rinnovo” costituisce a tutti gli effetti una nuova concessione anche se stipulata fra i medesimi soggetti ed avente il medesimo oggetto, atteso che non si tratta della prosecuzione del precedente rapporto concessorio ma della costituzione di un nuovo rapporto che richiede un'espressa manifestazione di volontà delle parti (alla quale si riallaccia un rinnovato esercizio della pubblica funzione afferente la gestione del bene).
La segnalazione delle violazioni del subconcessionario è un onere del titolare di concessione demaniale
Essendo responsabile per l'ipotesi di abusiva occupazione di area demaniale commessa dal subconcessionario, il concessionario ha il dovere di vigilare sul comportamento del terzo gestore, segnalando all'Amministrazione eventuali violazioni, al fine di evitare l'irrogazione di decadenze e sanzioni nei suoi confronti.
L’obbligo di smontare la struttura balneare al termine della stagione è legittimo se adeguatamente motivato
La Soprintendenza può imporre l'obbligo di smontare la struttura al termine della stagione estiva, ma, tenuto conto del generale obbligo di motivazione vigente per tutti i provvedimenti amministrativi, nonché dell'eventuale favore espresso dal legislatore regionale per la destagionalizzazione (nella specie, ai sensi dell'art. 2 della l.r. Sicilia n. 15 del 2005) deve puntualmente indicare le ragioni che giustificano tale limitazione.
Il titolare di concessione demaniale marittima ha un diritto reale sul bene concesso e può tutelarlo in sede giudiziaria e presso la capitaneria di porto
Il titolare di concessione demaniale marittima nei confronti di terzi privati si pone quale titolare di diritto reale sul bene concesso, e in tale sua veste egli può agire a tutela dei propri diritti nelle competenti sedi giudiziarie, e può altresì sollecitare l'intervento della Capitaneria di Porto, tenuta a vigilare sulla sicurezza della navigazione.
Io dico a tutti voi che qui oggi sono stato trattato... senza rispetto, io vi ho fatto guadagnare, io vi ho fatto ricchi, e vi ho chiesto ben poco, bene, non me lo volete dare, e io me lo piglio! (da 'Il Padrino, III')