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Timestamp: 2020-02-26 12:34:23+00:00
Document Index: 23561408

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 52', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 2409', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 164', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 164', 'art. 133', 'art. 133', 'art. 164']

mirko buonasperanza – Pagina 6 – Indottriniamoci
La ricusazione del giudice civile per inimicizia.
la “grave inimicizia” ex art. 51 num. 3 cpc. si esemplifica “in comportamenti tenuti dal magistrato al di fuori dell’attività professionale ed estranei al processo”.
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 18395 del 26 luglio 2017, si sono pronunciate in merito ai presupposti necessari per ottenere la ricusazione del giudice civile ex art. 52 cpc., a norma del quale “Nei casi in cui è fatto obbligo al giudice di astenersi, ciascuna delle parti può proporne la ricusazione mediante ricorso contenente i motivi specifici e i mezzi di prova. […]“, statuendo che nel ricorso “devono essere indicati circostanze e fatti concreti, precisi e autonomi rispetto alla realtà processuale, che rivelino l’esistenza di ragioni di rancore o di avversione da parte del Giudice”.
Viene quindi confermato dalla Corte il più recente orientamento che, dal 2014, onera la parte che si ritiene lesa di dimostrare che la “grave inimicizia” ex art. 51 num. 3 cpc. si esemplifica “in comportamenti tenuti dal magistrato al di fuori dell’attività professionale ed estranei al processo”. Per contro, nel caso de quo affrontato dalla Cassazione, il ricorrente lamentava decisioni processuali del tutto errate, arbitrarie ed anomale, spiegabili solo con una grave inimicizia del Giudice nei suoi confronti.
Tuttavia la Corte, stante la tassatività dei motivi ex all’art. 51 cpc., sancisce che non vi è la possibilità di interpretazione estensiva che possa anche “accadimenti esclusivamente processuali” tra i fatti rilevanti per la ricusazione. È inoltre irrilevante per la Corte, ai fini del giudizio sulla ricusazione, la pendenza di una causa per la responsabilità civile del magistrato, poiché esso sarebbe un giudizio nei confronti dello Stato e non nei confronti del magistrato stesso.
Per questo motivo non è configurato nemmeno il requisito della “causa pendente” (sempre ex art. 51, num. 3, cpc.) il quale renderebbe obbligatoria, per il giudice, l’astensione e, in caso di inattività in questo senso, la ricusazione.
Non venendo quindi provata la sussistenza dei su menzionati requisiti del codice, le Sezioni Unite hanno rigettato il ricorso.
Autore mirko buonasperanzaScritto il 23 ottobre 2017 27 ottobre 2017 Categorie diritto civile,Diritto Processuale Civile,Senza categoriaLeave a comment on La ricusazione del giudice civile per inimicizia.
Novità nella riformata legge fallimentare.
L’11 ottobre scorso il Senato ha approvato il testo della nuova legge fallimentare (“pensionando” il R.D. n. 267 del 1942) delegando inoltre il Governo a disciplinare le nuove norme sulla crisi di impresa e sull’insolvenza (variando quindi la legge n. 3 del 2012).
Per quanto concerne le novità:
La riforma abbandona l’espressione “fallimento” sostituendola con “liquidazione giudiziale“, incarnandovi un concordato con la completa liberazione dei debiti entro 3 anni dall’apertura della procedura.
Viene introdotta una fase stragiudiziale preventiva, affidata ad un organismo pubblico a livello provinciale e gestito dalle camere di commercio, col fine di dare sostegno all’impresa e ad anticipare l’emersione della crisi, giungendo ad una composizione assistita della stessa attraverso l’analisi delle cause del malessere economico e finanziario.
Viene creato un giudice specializzato competente nelle procedure concorsuali che saranno ripartite tra un numero ridotto di tribunali, selezionati in base a parametri oggettivi e di adeguatezza lasciando le procedure di dimensioni maggiori alla cognizione dei tribunali delle imprese.
È reso più snello l’istituto del concordato preventivo, restringendo il campo all’ipotesi del cd. “concordato in continuità”, quando cioè l’impresa versa in situazioni di crisi non irreversibile e la proposta può garantire la continuità aziendale con il mantenimento di livelli occupazionali adeguati e assicurando nel tempo una maggiore soddisfazione dei creditori.
La riforma favorisce un processo decisionale più rapido impedendo allo stesso tempo il possibile veto dei creditori di minoranza, prevedendo che il debitore, con l’omologazione del Tribunale, possa ora chiedere che gli “effetti dell’accordo di ristrutturazione vengano estesi anche alla minoranza di creditori che non hanno aderito all’accordo stesso, purché al medesimo abbiano però aderito i titolari di crediti finanziari, pari almeno al 75% dell’ammontare complessivo“.
Nasce il sistema Common, un marketplace unico a livello nazionale per far sì che i beni in vendita nelle procedure concorsuali ed esecutive, siano resi negoziabili non solo a fronte di denaro corrente ma anche con titoli appositi.
È introdotta inoltre la possibilità di una procedura unitaria per la trattazione dell’insolvenza dei gruppi di imprese, individuando un unico tribunale. Per le imprese facenti parte di un gruppo sarà quindi consentito proporre un unico ricorso, sia per l’omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti dell’intero gruppo, sia per l’ammissione delle diverse imprese al concordato preventivo.
Verranno introdotte misure tali da rendere più facile l’accesso al credito, attraverso forme di garanzia che non comportano la perdita del possesso del bene in modo da assicurare un sostegno soprattutto alle imprese medio-piccole. Tra queste misure vi è la possibilità, per l’azienda, di poter continuare ad utilizzare “l’asset per il processo produttivo” o in alternativa disporne “trasferendo la prelazione sul corrispettivo ricavato e altresì concedere la garanzia su beni non ancora attuali ma futuri e determinabili”.
La nuova legge estende il controllo giudiziale ex art. 2409 cc. anche alle società a responsabilità limitata che dovranno dotarsi di un organo di controllo.
Da ultimo, è stata inserita una norma salva-famiglie, ossia una tutela per chi acquista immobili da costruire: gli atti di trasferimento dovranno essere conclusi, a pena di nullità, per atto pubblico o scrittura privata autenticata, che assicuri quindi il controllo di legittimità da parte del notaio, evitando la sistematica violazione da parte dei costruttori di fornire, al momento della conclusione del contratto anche preliminare, l’assicurazione e la fideiussione a garanzia di colui che acquista.
Autore mirko buonasperanzaScritto il 16 ottobre 2017 Categorie diritto civile,Diritto commerciale,Diritto Processuale Civile,Senza categoriaLeave a comment on Novità nella riformata legge fallimentare.
Con il Ddl n. 2134-S, approvato il 27 settembre 2017, il Parlamento modifica il sistema delle misure di prevenzione contenuto nel codice antimafia (d.lgs. 159/2011)
Autore mirko buonasperanzaScritto il 9 ottobre 2017 9 ottobre 2017 Categorie Diritto penale,diritto penitenziario,Diritto Processuale Penale,Onere della prova,Senza categoriaLeave a comment on BREVI CENNI SUL NUOVO CODICE ANTIMAFIA
Sulla possibilità per la Cassazione di concedere la sospensione condizionale della pena: la Corte può concederla nel caso di diniego non motivato nel giudizio di merito?
La sentenza impugnata deve essere annullata con rinvio, non potendo la Cassazione operare un giudizio, necessariamente di fatto, circa la concedibilità o meno all’ imputato della sospensione condizionale della pena.
La quarta sezione della Corte di Cassazione, con la sentenza numero 41988 del 2017, ha ripreso in considerazione la possibilità, nello stesso giudizio di legittimità, di annullare la pronuncia impugnata e concedere, direttamente in quella sede, la sospensione condizionale della pena nel caso di “immotivato diniego sul punto” da parte del giudice di merito.
Gli ermellini hanno aderito alla giurisprudenza prevalente secondo la quale, “nel caso in cui l’imputato abbia richiesto con l’atto di appello la concessione della sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna inflittagli dal giudice di primo grado ed il giudice d’appello non abbia preso in considerazione tale richiesta, omettendo qualsiasi pronuncia sul punto, la sentenza impugnata deve essere annullata in parte qua con rinvio, non potendo la Corte di Cassazione operare un giudizio, necessariamente anche di fatto, soprattutto con riferimento al giudizio prognostico indicato nell’art. 164 cp., circa la concedibilità o meno all’imputato dei benefici richiesti”.
A questo orientamento se ne contrappone un secondo, per cui, “in caso di immotivato diniego della sentenza impugnata, da parte del giudice di merito, sarebbe possibile annullare senza rinvio la stessa concedendo direttamente in sede di legittimità la sospensione condizionale della pena”.
Quest’ultimo indirizzo non può però essere condiviso, in quanto, come recita la sentenza in esame, il primo comma dell’art. 164[1] cp. “prevede che la sospensione condizionale della pena è ammessa soltanto se, avuto riguardo alle circostanze indicate nell’art. 133[2], il giudice presume che il colpevole si asterrà dal commettere ulteriori reati, con conseguente formulazione di un giudizio prognostico che non può essere limitato alla verifica della mancanza delle condizioni ostative (entità della pena, precedenti penali, ecc. ecc.) ma che, per contro, esclude ogni automatismo, implicando l’esercizio di un potere discrezionale, così come espressamente stabilito dall’art. 133 al quale l’art. 164 rinvia”.
A conclusione la Corte precisa inoltre che “il giudizio prognostico previsto dalla norma in questione va effettuato non solo sulla base della situazione esistente al momento in cui è stata pronunciata la condanna, ma anche degli elementi sopravvenuti attraverso una valutazione che sfugge dunque, anche per tale aspetto, al giudizio di legittimità e resta affidata alla discrezionalità del giudice di appello”.
[1] Art. 164 cp. Limiti entro i quali è ammessa la sospensione condizionale della pena.
a chi ha riportato una precedente condanna a pena detentiva per delitto, anche se è intervenuta la riabilitazione, né al delinquente o contravventore abituale o professionale;
allorché alla pena inflitta deve essere aggiunta una misura di sicurezza personale perché il reo è persona che la legge presume socialmente pericolosa.
[2] Art. 133 cp. Gravità del reato: valutazione agli effetti della pena.
Autore mirko buonasperanzaScritto il 2 ottobre 2017 1 ottobre 2017 Categorie Diritto penale,Diritto Processuale Penale,Senza categoriaLeave a comment on Sulla possibilità per la Cassazione di concedere la sospensione condizionale della pena: la Corte può concederla nel caso di diniego non motivato nel giudizio di merito?
Per la Corte di Cassazione qualora si procedesse ad una personalizzazione del danno non patrimoniale richiamando voci che potrebbero riferirsi astrattamente a qualsiasi soggetto che fosse incorso ordinariamente nelle medesime conseguenze lesive, si creerebbe una duplicazione risarcitoria inammissibile.
Autore mirko buonasperanzaScritto il 25 settembre 2017 24 settembre 2017 Categorie diritto civile,Diritto Processuale Civile,Onere della prova,Responsabilità civileLeave a comment on Risarcimenti personalizzati e danno non patrimoniale davanti alla Cassazione