Source: https://it.scribd.com/document/88005691/Bozza-riforma-mercato-del-lavoro-Italia
Timestamp: 2019-09-20 10:42:23+00:00
Document Index: 176403297

Matched Legal Cases: ['in fine', 'art. 4', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'sentenza ', 'sentenza ', 'in fine', 'in fine', 'art. 18', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 30', 'in fine', 'in fine', 'art. 19', 'art. 7', 'art. 40', 'art. 3', 'art. 46']

Bozza di riforma del mercato del lavoro in Italia (www.corriere.it)
SalvaSalva Bozza riforma mercato del lavoro Italia per dopo
Capo I Disposizioni generali Capo II Tipologie contrattuali Capo III Disciplina in tema di flessibilit in uscita e tutele del lavoratore Sezione I Disposizioni in materia di licenziamenti individuali Sezione II Disposizioni in materia di licenziamenti collettivi Sezione III Rito speciale per le controversie in tema di licenziamenti Capo IV Ammortizzatori sociali, tutele in costanza di rapporto di lavoro e protezione dei lavoratori anziani Sezione I Ammortizzatori sociali Sezione II Tutele in costanza di rapporto di lavoro Sezione III Interventi in favore dei lavoratori anziani e incentivi alloccupazione
Capo V Ulteriori disposizioni in materia di mercato del lavoro Capo VI Politiche attive e servizi per limpiego Capo VII Apprendimento permanente Capo VIII Copertura finanziaria
Art. 1 (Finalit del provvedimento e sistema di monitoraggio e valutazione)
1. La presente legge dispone misure e interventi intesi a realizzare un mercato del lavoro inclusivo e dinamico, in grado di contribuire alla creazione di occupazione, in quantit e qualit, alla crescita sociale ed economica e alla riduzione permanente del tasso di disoccupazione, in particolare: a) favorendo linstaurazione di rapporti di lavoro pi stabili e ribadendo il rilievo prioritario del lavoro subordinato a tempo indeterminato quale forma comune di rapporto di lavoro (c.d. contratto dominante); valorizzando lapprendistato come modalit prevalente di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro; ridistribuendo in modo pi equo le tutele dellimpiego, da un lato, contrastando luso improprio e strumentale degli elementi di flessibilit progressivamente introdotti nellordinamento con riguardo alle tipologie contrattuali; dallaltro, adeguando contestualmente alle esigenze del mutato contesto di riferimento la disciplina del licenziamento, con previsione, altres, di un procedimento giudiziario specifico per accelerare la definizione delle relative controversie; rendendo pi efficiente, coerente ed equo lassetto degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive in una prospettiva di universalizzazione e di rafforzamento delloccupabilit delle persone; contrastando usi elusivi di obblighi contributivi e fiscali degli istituti contrattuali esistenti; promuovendo una maggiore inclusione delle donne nella vita economica e favorendo nuove opportunit di impiego ovvero di tutela del reddito per i lavoratori ultracinquantenni in caso di perdita del posto di lavoro.
2. Al fine di monitorare lo stato di attuazione degli interventi e delle misure di cui alla presente legge e di valutarne gli effetti sullefficienza del mercato del lavoro, sulloccupabilit dei cittadini, sulle modalit di entrata e di uscita nellimpiego, istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in concorso con le altre Istituzioni competenti, un sistema permanente di monitoraggio e valutazione. Al sistema concorrono, altres, le parti sociali attraverso la partecipazione delle organizzazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale dei datori di lavoro e dei lavoratori. 3. Il sistema assicura, con cadenza almeno annuale, rapporti sullo stato di attuazione delle singole misure, sulle conseguenze in termini micro e macroeconomici, nonch sul grado di effettivo conseguimento delle finalit di cui al comma 1. Dagli esiti del monitoraggio e della valutazione di cui al presente articolo, sono desunti elementi per limplementazione ovvero per eventuali correzioni delle misure e degli interventi introdotti dalla presente legge, anche alla luce dellevoluzione del quadro macroeconomico, degli andamenti produttivi, delle dinamiche del mercato del lavoro e, pi in generale, di quelle sociali. 4. Allo scopo di assicurare il monitoraggio e la valutazione indipendenti della riforma, lIstituto Nazionale di Previdenza Sociale (Inps) organizza una banca dati informatizzata anonima,
rendendola disponibile, a scopo di ricerca scientifica, a gruppi di ricerca collegati ad Universit, enti di ricerca o enti anche finalit di ricerca italiani ed esteri. I risultati delle ricerche condotte mediante lutilizzo della banca dati dovranno essere resi pubblici e comunicati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 5. La banca dati di cui al comma 4 contiene i dati individuali anonimi, relativi allet, genere, area di residenza, periodi di fruizione degli ammortizzatori sociali con relativa durata ed importi corrisposti, periodi lavorativi e retribuzione spettante, stato di disoccupazione, politiche attive e di attivazione ricevute. 6. Lattuazione delle disposizioni del presente articolo non pu comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, in quanto la stessa effettuata con le risorse finanziarie, umane e strumentali previste a legislazione vigente.
1. Le disposizioni della presente legge, per quanto da esse non espressamente previsto, costituiscono principi e criteri per la regolazione dei rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui allarticolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, in coerenza con quanto disposto dallarticolo 2, comma 2 del medesimo decreto legislativo. 2. A tal fine il Ministro per la Pubblica Amministrazione e per la semplificazione, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei dipendenti delle Amministrazioni pubbliche, individua e definisce, anche mediante iniziative normative, gli ambiti, le modalit e i tempi di armonizzazione della disciplina relativa ai dipendenti delle Amministrazioni pubbliche.
Art. 3 (Contratti a tempo determinato) 1. Al decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, sono apportate le seguenti modifiche: a) allarticolo 1, il comma 01 sostituito dal seguente: Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro; b) allarticolo 1, dopo il comma 1, inserito il seguente: 1-bis. Il requisito di cui al comma 1 non richiesto nellipotesi del primo rapporto a tempo determinato di durata non superiore a sei mesi, concluso fra un datore di lavoro o utilizzatore e un lavoratore, per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione, sia nella forma del contratto a tempo determinato, sia nel caso di prima missione di un lavoratore nellambito di un contratto di somministrazione a tempo determinato ai sensi del comma 4 dellarticolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276; c) allarticolo 1, comma 2, le parole le ragioni di cui al comma 1 sono sostituite dalle seguenti: le ragioni di cui al comma 1, fatto salvo quanto previsto dal comma 1-bis relativamente alla non operativit del requisito della sussistenza di ragioni di carattere tecnico, organizzativo, produttivo o sostitutivo; d) allarticolo 4, dopo il comma 2 inserito il seguente: 2-bis. Il contratto a tempo determinato di cui allarticolo 1, comma 1-bis del presente decreto non pu essere oggetto di proroga; e) allarticolo 5, comma 2, le parole oltre il ventesimo giorno sono sostituite dalle seguenti: oltre il trentesimo giorno e le parole oltre il trentesimo giorno sono sostituite dalle seguenti: oltre il cinquantesimo giorno; f) allarticolo 5, dopo il comma 2 aggiunto il seguente: 2-bis. Nelle ipotesi di cui al comma 2, il datore di lavoro ha lonere di comunicare al Centro per limpiego territorialmente competente, entro la scadenza del termine inizialmente fissato, che il rapporto continuer oltre tale termine, indicando altres la durata della prosecuzione. Le modalit di comunicazione sono fissate con decreto di natura non regolamentare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.; g) allarticolo 5, comma 3, le parole dieci giorni sono sostituite dalle seguenti: sessanta giorni e le parole venti giorni sono sostituite dalle seguenti: novanta giorni; h) allarticolo 5, comma 4-bis, al primo periodo, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: ; ai fini del computo del periodo massimo di trentasei mesi si tiene altres conto dei periodi di missione aventi ad oggetto mansioni equivalenti, svolti fra i medesimi soggetti, ai sensi del comma 1-bis dellarticolo 1 e dei commi 3 e 4 dellarticolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. 2. Al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 4 dellarticolo 20, dopo il primo periodo inserito il seguente: E fatta salva la previsione di cui al comma 1-bis dellarticolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368.; b) allarticolo 23, il comma 2 abrogato.
3. Alla legge 4 novembre 2010, n. 183, sono apportate le seguenti modificazioni: a) allarticolo 32, comma 3, la lettera a) sostituita dalla seguente: ai licenziamenti che presuppongono la risoluzione di questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro ovvero alla nullit del termine apposto al contratto di lavoro, ai sensi degli articoli 1, 2 e 4 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368. Laddove si faccia questione della nullit del termine apposto al contratto, il termine di cui al comma 1 del predetto articolo 6, che decorre dalla cessazione del medesimo contratto, fissato in 120 giorni, mentre il termine di cui al secondo comma del medesimo articolo 6 fissato in 180 giorni; b) allarticolo 32, comma 3, la lettera d) abrogata. 4. Le disposizioni di cui al comma 3, lettera a), dellarticolo 32 della legge 4 novembre 2010, n. 183, come modificate dal comma 3 del presente articolo, trovano applicazione in relazione alle cessazioni di contratti a tempo determinato verificatesi a decorrere dal 1 gennaio 2013. 5. La disposizione di cui al comma 5 dellarticolo 32 della legge 4 novembre 2010, n. 183, si interpreta nel senso che lindennit ivi prevista ristora per intero il pregiudizio subito dal lavoratore, ivi comprese le conseguenze retributive e contributive relative al periodo compreso fra la scadenza del termine e la pronuncia del provvedimento con il quale il giudice abbia ordinato la ricostituzione del rapporto di lavoro.
Art. 4 (Contratto di inserimento) 1. Gli articoli 54, 55, 56, 57, 58 e 59 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, sono abrogati. 2. Nei confronti delle assunzioni effettuate fino al 31 dicembre 2012, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui al comma 1, nella formulazione vigente anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 5 (Apprendistato) 1. Al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, sono apportate le seguenti modifiche: a) allarticolo 2, comma 1, dopo la lettera a) inserita la seguente: a-bis) previsione di una durata minima del contratto, non inferiore a sei mesi, fatto salvo quanto previsto dallart. 4, comma 5, del presente decreto legislativo;; b) allarticolo 2, comma 1, lettera m), al primo periodo le parole: 2118 del codice civile. sono sostituite dalle seguenti: 2118 del codice civile; nel periodo di preavviso continua a trovare applicazione la disciplina del contratto di apprendistato.; c) allarticolo 2, il comma 3 sostituito dal seguente, esclusivamente con riferimento alle assunzioni decorrenti dal 1 gennaio 2013: 3. Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro pu assumere, direttamente o indirettamente per il tramite delle agenzie di somministrazione di lavoro ai sensi dell'articolo 20, commi 3 e 4, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, non pu superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimo datore di lavoro. Il datore di lavoro che non abbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o che comunque ne abbia in numero inferiori a tre, pu assumere apprendisti in numero non superiore a tre. Le disposizioni di cui al presente comma non si applica alle imprese artigiane per le quali trovano applicazione le disposizioni di cui allarticolo 4 della legge 8 agosto 1985, n. 443. d) allarticolo 2, dopo il comma 3 inserito il seguente: 3-bis. Lassunzione di nuovi apprendisti subordinata alla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il cinquanta per cento degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro. Dal computo della predetta percentuale sono esclusi i rapporti cessati per recesso durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa. Gli apprendisti assunti in violazione dei limiti di cui al presente comma sono considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato, al di fuori delle previsioni del presente decreto, sin dalla data di costituzione del rapporto. 3. Per un periodo di trentasei mesi decorrente dalla data di entrata in vigore della presente legge, la percentuale di cui al primo periodo del comma 3-bis dellarticolo 2 del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167 fissata nella misura del trenta per cento.
Art. 6 (Lavoro a tempo parziale) 1. Allarticolo 3 del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 7, dopo il n. 3, aggiunto il seguente: 4) condizioni e modalit che consentono al lavoratore di richiedere la eliminazione ovvero la modifica delle clausole flessibili e delle clausole elastiche stabilite ai sensi del presente comma.. b) al comma 9, aggiunto, in fine, il seguente periodo: Ferme restando le ulteriori condizioni individuate dai contratti collettivi ai sensi del comma 7, al lavoratore che si trovi nelle condizioni di cui allarticolo 12-bis ovvero in quelle di cui allarticolo 10, primo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, riconosciuta la facolt di revocare il predetto consenso..
Art. 7 (Lavoro intermittente) 1. Al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: a) al medesimo articolo 34, il comma 2 abrogato; b) allarticolo 35 aggiunto, in fine, il seguente comma: 3-bis. Prima dellinizio della prestazione lavorativa il datore di lavoro tenuto a comunicarne la durata con modalit semplificate alla Direzione territoriale del lavoro competente per territorio, mediante fax o posta elettronica certificata. Con decreto di natura non regolamentare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, da adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate ulteriori modalit semplificate di comunicazione. In caso di violazione degli obblighi di cui al presente comma trova applicazione la sanzione amministrativa da euro 1.000 ad euro 6.000 in relazione a ciascun lavoratore per cui stata omessa la comunicazione. Non trova applicazione la procedura di diffida di cui allarticolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124.; c) gli articoli 37 e 40 sono abrogati. 2. I contratti di lavoro intermittente gi sottoscritti alla data di entrata in vigore della presente legge, che non siano compatibili con le disposizioni di cui al presente articolo, cessano di produrre effetti decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 8 (Lavoro a progetto) 1. Al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono apportate le seguenti modifiche: a) il comma 1 dellarticolo 61 sostituito dal seguente: 1. Ferma restando la disciplina degli agenti e rappresentanti di commercio, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa prevalentemente personale senza vincolo di subordinazione, di cui allarticolo 409 n. 3, del codice di procedura civile, devono essere riconducibili a uno o pi progetti specifici determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore. Il progetto deve essere funzionalmente collegato a un determinato risultato finale e non pu consistere in una mera riproposizione delloggetto sociale del committente, avuto riguardo al coordinamento con lorganizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per lesecuzione dellattivit lavorativa. Il progetto non pu comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi, che possono essere individuate dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente pi rappresentative sul piano nazionale.; b) al comma 1 dellarticolo 62, la lettera b) sostituita dalla seguente: b) descrizione del progetto, con individuazione del suo contenuto caratterizzante e del risultato finale che si intende conseguire; c) al comma 1 dellarticolo 67, le parole: o del programma o della fase di esso sono soppresse; d) il comma 2 dellarticolo 67 sostituito dal seguente: 2. Le parti possono recedere prima della scadenza del termine per giusta causa. Il committente pu altres recedere prima della scadenza del termine anche qualora siano emersi profili di inidoneit professionale del collaboratore tali da rendere impossibile la realizzazione del progetto. Il collaboratore pu recedere prima della scadenza del termine, dandone preavviso, nel caso che tale facolt sia prevista nel contratto individuale di lavoro.; e) allarticolo 68 e allarticolo 69, comma 1, le parole: programma di lavoro o fase di esso sono soppresse; f) al comma 2 dellarticolo 69, aggiunto, in fine, il seguente periodo: Salvo prova contraria a carico del committente, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, sono considerati rapporti di lavoro subordinato sin dalla data di costituzione del rapporto, nel caso in cui lattivit del collaboratore sia svolta con modalit analoghe a quella svolta dai lavoratori dipendenti dellimpresa committente, fatte salve le prestazioni di elevata professionalit che possono essere individuate dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente pi rappresentative sul piano nazionale.; 2. Larticolo 69, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, si interpreta nel senso che lindividuazione di uno specifico progetto costituisce elemento essenziale di validit del rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, la cui mancanza determina la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. 3. Le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione per i contratti di collaborazione stipulati successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 9 (Altre prestazioni lavorative rese in regime di lavoro autonomo) 1. Al Capo I, Titolo VII, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, dopo larticolo 69 aggiunto il seguente: Articolo 69-bis. (Altre prestazioni lavorative rese in regime di lavoro autonomo) 1. Le prestazioni lavorative rese da persona titolare di posizione fiscale ai fini dellimposta sul valore aggiunto sono considerate, salvo che sia fornita prova contraria da parte del committente, rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti: a) che la collaborazione abbia una durata complessivamente superiore ad almeno sei mesi nellarco dellanno solare; b) che il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a pi soggetti riconducibili al medesimo centro dimputazione di interessi, costituisca pi del settantacinque per cento dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nellarco dello stesso anno solare; c) che il collaboratore disponga di una postazione di lavoro presso una delle sedi del committente. 2. La presunzione di cui al comma 1, che determina lintegrale applicazione della disciplina del presente Capo, ivi compresa la disposizione dellarticolo 69, comma 1, trova applicazione con riferimento ai rapporti instaurati successivamente allentrata in vigore della presente disposizione. Per i rapporti in corso a tale data, al fine di consentire gli opportuni adeguamenti, le predette disposizioni si applicano decorsi dodici mesi dallentrata in vigore della presente legge. 3. Quando la prestazione lavorativa di cui al comma 1 si configura come collaborazione coordinata e continuativa, gli oneri contributivi derivanti dallobbligo di iscrizione alla gestione separata dellInps in forza dellarticolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, sono a carico per due terzi del committente e per un terzo del collaboratore, il quale, nel caso in cui la legge gli imponga lassolvimento dei relativi obblighi di pagamento, avr il relativo diritto di rivalsa nei confronti del committente.. 4. La disposizione di cui alla prima parte del primo periodo del comma 3 dellarticolo 61 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, si interpreta nel senso che lesclusione dal campo di applicazione del Capo I del Titolo VII del medesimo decreto riguarda le sole collaborazioni coordinate e continuative il cui contenuto concreto sia riconducibile alle attivit professionali intellettuali per lesercizio delle quali necessaria liscrizione in appositi albi professionali. In caso contrario, liscrizione del collaboratore ad albi professionali non circostanza idonea di per s a determinare lesclusione dal campo di applicazione del presente Capo.
Art. 10 (Associazione in partecipazione con apporto di lavoro) 1. Allarticolo 2549 del codice civile aggiunto, in fine, il seguente comma: Qualora il conferimento dellassociato consista anche in una prestazione di lavoro, il numero degli associati impegnati in una medesima attivit non pu essere superiore a tre, indipendentemente dal numero degli associanti, con lunica eccezione in cui gli associati siano legati da rapporto coniugale, di parentela entro il terzo grado o di affinit entro il secondo. In caso di violazione del divieto di cui al presente comma, il rapporto con tutti gli associati si considera di lavoro subordinato a tempo indeterminato.. 2. I rapporti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro instaurati o attuati senza che vi sia stata uneffettiva partecipazione dellassociato agli utili dellimpresa o dellaffare, ovvero senza consegna del rendiconto previsto dallarticolo 2552 del codice civile, si presumono, salva prova contraria, rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. 3. Larticolo 86, comma 2, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, abrogato.
Art. 11 (Lavoro accessorio) 1. Al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono apportate le seguenti modifiche: a) larticolo 70 sostituito dal seguente: Articolo 70 (Definizione e campo di applicazione) 1. Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attivit lavorative di natura meramente occasionale che non danno luogo, con riferimento alla totalit dei committenti, a compensi superiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare, annualmente rivalutati sulla base della
variazione annuale dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nellanno precedente. Sono escluse dal ricorso al lavoro accessorio le
prestazioni rese nei confronti di committenti imprenditori commerciali o professionisti. 2. Le prestazioni di cui al comma 1 possono comunque essere rese nellambito di attivit agricole di carattere stagionale svolte anche in forma imprenditoriale. 3. Il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio da parte di un committente pubblico consentito nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale e, ove previsto, dal patto di stabilit interno. 4. I compensi percepiti dal lavoratore secondo le modalit di cui allarticolo 72 sono computati ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.
b) allarticolo 72, comma 4, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, dopo il primo periodo aggiunto il seguente: La percentuale relativa al versamento dei contributi previdenziali rideterminata con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali in funzione degli incrementi delle aliquote contributive per gli iscritti alla gestione separata dellInps.. 2. Resta fermo lutilizzo, secondo la previgente disciplina, dei buoni gi richiesti al momento dellentrata in vigore della presente legge e comunque non oltre il 31 maggio 2013.
Art. 12 (Tirocini formativi) 1. Il Governo delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le modalit di cui al comma 90 dellarticolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e successive modificazioni, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dellistruzione, delluniversit e della ricerca, dintesa con la Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, uno o pi decreti legislativi finalizzati ad individuare principi fondamentali e requisiti minimi dei tirocini formativi e di orientamento, nel rispetto dei seguenti princpi e criteri direttivi: a) revisione della disciplina dei tirocini formativi, anche in relazione alla valorizzazione di altre forme contrattuali a contenuto formativo; b) previsione di azioni e interventi volti a prevenire e contrastare un uso distorto dellistituto, anche attraverso la puntuale individuazione delle modalit con cui il tirocinante presta la propria attivit; c) individuazione degli elementi qualificanti del tirocinio e degli effetti conseguenti alla loro assenza, anche attraverso la previsione di sanzioni amministrative, in misura variabile da mille a seimila euro, in conformit alle disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689; d) previsione di non assoluta gratuit del tirocinio, attraverso il riconoscimento di una indennit, anche in forma forfetaria, in relazione alla prestazione svolta.
Capo III Disciplina in tema di flessibilit in uscita e tutele del lavoratore
Sezione I Disposizioni in materia di licenziamenti individuali Art. 13 (Modifiche alla legge 15 luglio 1966, n. 604) 1. Il secondo comma dellarticolo 2, della legge 15 luglio 1966, n. 604, sostituito dal seguente: La comunicazione del licenziamento deve contenere la specificazione dei motivi che lo hanno determinato.. 2. Al secondo comma dellarticolo 6, della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dallarticolo 32, comma 1, della legge 4 novembre 2010, n. 183, la parola duecentosettanta sostituita dalla seguente: centottanta. 3. Il termine di cui al comma 2 trova applicazione in relazione ai licenziamenti intimati dopo la data di entrata in vigore della presente legge. 4. Larticolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, sostituito dal seguente: Ferma lapplicabilit, per il licenziamento per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo, dellarticolo 7 della legge 20 maggio 1970, n. 300, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo di cui allarticolo 3, seconda parte, della legge 15 luglio 1966, n. 604, qualora disposto da un datore di lavoro avente i requisiti dimensionali di cui allarticolo 18, nono comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, come modificato dalla legge recante Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita, deve essere preceduto da una comunicazione effettuata dal datore di lavoro alla Direzione territoriale del lavoro del luogo dove il lavoratore presta la sua opera, e trasmessa per conoscenza al lavoratore. Nella comunicazione di cui al primo comma, il datore di lavoro deve dichiarare lintenzione di procedere al licenziamento per motivo oggettivo e indicare i motivi del licenziamento medesimo nonch le eventuali misure di assistenza alla ricollocazione del lavoratore interessato. La Direzione territoriale del lavoro convoca il datore di lavoro e il lavoratore nel termine perentorio di sette giorni dalla ricezione della richiesta: lincontro si svolge dinanzi alla Commissione provinciale di conciliazione di cui allarticolo 410 del codice di procedura civile. Le parti possono essere assistite dalle organizzazioni di rappresentanza cui sono iscritte o conferiscono mandato oppure da un componente della rappresentanza sindacale dei lavoratori, ovvero da un avvocato o un consulente del lavoro. La procedura di cui al presente articolo, durante la quale le parti, con la partecipazione attiva della Commissione di cui al comma 3, procedono ad esaminare anche soluzioni alternative al recesso, si conclude entro venti giorni dal momento in cui la Direzione territoriale del lavoro ha trasmesso la convocazione per lincontro, fatta salva lipotesi in cui le parti, di comune avviso, non ritengano di proseguire la discussione finalizzata al raggiungimento di un accordo. Se fallisce il tentativo di conciliazione e, comunque, decorso il termine di cui al comma 3, il datore di lavoro pu comunicare il licenziamento al lavoratore. Se la conciliazione ha esito positivo e prevede la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, trova applicazione larticolo 23, comma 2, della legge recante Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita e pu essere previsto, al fine di favorirne la
ricollocazione professionale, laffidamento del lavoratore ad unagenzia di cui allarticolo 4, primo comma, lettere a) e b), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Il comportamento complessivo delle parti, desumibile anche dal verbale redatto in sede di Commissione provinciale di conciliazione e dalla proposta conciliativa avanzata dalla stessa, valutato dal giudice per la determinazione dellindennit risarcitoria di cui allarticolo 18, comma ottavo, della legge 20 maggio 1970, n. 300, e per l'applicazione degli articoli 91 e 92 del codice di procedura civile..
Art. 14 (Tutele del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo) 1. Allarticolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300 sono apportate le seguenti modifiche: a) la rubrica sostituita con la seguente: Tutela del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo; b) i commi dal primo al sesto sono sostituiti dai seguenti: Il giudice, con la sentenza con la quale dichiara la nullit del licenziamento perch discriminatorio ai sensi dellarticolo 3 della legge 11 maggio 1990, n. 108, ovvero intimato in concomitanza col matrimonio ai sensi dellarticolo 35 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, o in violazione dei divieti di licenziamento di cui allarticolo 54, commi 1, 6, 7 e 9, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, ovvero perch riconducibile ad altri casi di nullit previsti dalla legge o determinato da un motivo illecito determinante ai sensi dellarticolo 1345 del codice civile, ordina al datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, indipendentemente dal motivo formalmente addotto e quale che sia il numero dei dipendenti occupati dal datore di lavoro. La presente disposizione si applica anche ai dirigenti. A seguito dellordine di reintegrazione, il rapporto di lavoro si intende risolto quando il lavoratore non abbia ripreso servizio entro trenta giorni dallinvito del datore di lavoro, salvo il caso in cui abbia richiesto lindennit di cui al terzo comma del presente articolo. Il regime di cui al presente articolo si applica anche al licenziamento dichiarato inefficace perch intimato in forma orale. Il giudice, con la sentenza di cui al primo comma, condanna altres il datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore per il licenziamento di cui sia stata accertata la nullit, stabilendo a tal fine unindennit commisurata allultima retribuzione globale di fatto maturata dal giorno del licenziamento sino a quello delleffettiva reintegrazione, dedotto quanto percepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimento di altre attivit lavorative. In ogni caso la misura del risarcimento non potr essere inferiore a cinque mensilit della retribuzione globale di fatto. Il datore di lavoro condannato inoltre, per il medesimo periodo, al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. Fermo restando il diritto al risarcimento del danno come previsto al secondo comma, al lavoratore data la facolt di chiedere al datore di lavoro, in sostituzione della reintegrazione nel posto di lavoro, unindennit pari a quindici mensilit dellultima retribuzione globale di fatto, la cui richiesta determina la risoluzione del rapporto di lavoro, e che non assoggettata a contribuzione previdenziale. La richiesta dellindennit deve essere effettuata entro trenta giorni dalla comunicazione del deposito della sentenza, o dallinvito del datore di lavoro a riprendere servizio, se anteriore alla predetta comunicazione. Il giudice, nelle ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, perch il fatto contestato non sussiste o il lavoratore non lo ha commesso ovvero perch il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle tipizzazioni di giustificato motivo soggettivo e di giusta causa previste dai contratti collettivi applicabili, annulla il licenziamento e condanna il datore di lavoro alla reintegrazione nel posto di lavoro di cui al primo comma e al pagamento di unindennit risarcitoria commisurata allultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello delleffettiva reintegrazione, dedotto quanto il lavoratore ha percepito, nel periodo di
estromissione, per lo svolgimento di altre attivit lavorative, nonch quanto avrebbe potuto percepire dedicandosi con diligenza alla ricerca di una nuova occupazione. In ogni caso la misura dellindennit risarcitoria non potr essere superiore a dodici mensilit della retribuzione globale di fatto. Il datore di lavoro condannato, altres, al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello della effettiva reintegrazione, maggiorati degli interessi nella misura legale senza applicazione di sanzioni per omessa o ritardata contribuzione, per un importo pari al differenziale contributivo esistente tra la contribuzione che sarebbe stata maturata nel rapporto di lavoro risolto dallillegittimo licenziamento e quella accreditata al lavoratore in conseguenza dello svolgimento di altre attivit lavorative. In questultimo caso, qualora i contributi afferiscano ad altra gestione previdenziale, essi sono imputati dufficio alla gestione corrispondente allattivit lavorativa svolta dal dipendente licenziato, con addebito dei relativi costi al datore di lavoro. A seguito dellordine di reintegrazione, il rapporto di lavoro si intende risolto quando il lavoratore non abbia ripreso servizio entro trenta giorni dallinvito del datore di lavoro, salvo il caso in cui abbia richiesto lindennit sostitutiva della reintegrazione nel posto di lavoro ai sensi del terzo comma. Il giudice, nelle altre ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, dichiara risolto il rapporto di lavoro con effetto dalla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di unindennit risarcitoria onnicomprensiva determinata tra un minimo di dodici e un massimo di ventiquattro mensilit dellultima retribuzione globale di fatto, in relazione allanzianit del lavoratore e tenuto conto del numero dei dipendenti occupati, delle dimensioni dellattivit economica, del comportamento e delle condizioni delle parti, con onere di specifica motivazione a tale riguardo. Nellipotesi in cui il licenziamento sia dichiarato inefficace per violazione del requisito di motivazione di cui allarticolo 2, secondo comma, della legge 15 luglio 1966, n. 604, della procedura di cui allarticolo 7 della legge 20 maggio 1970, n. 300, o della procedura di cui allarticolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, si applica il regime di cui al quinto comma, ma con attribuzione al lavoratore di unindennit risarcitoria onnicomprensiva determinata, in relazione alla gravit della violazione formale o procedurale commessa dal datore di lavoro, tra un minimo di sei e un massimo di dodici mensilit dellultima retribuzione globale di fatto, con onere di specifica motivazione a tale riguardo, a meno che il giudice, sulla base della domanda del lavoratore, accerti che vi anche un difetto di giustificazione del licenziamento, nel qual caso applica, in luogo di quelle previste dal presente comma, le tutele di cui ai commi quarto, quinto o sesto. Il giudice applica la medesima disciplina di cui al quarto comma del presente articolo nellipotesi in cui accerti il difetto di giustificazione del licenziamento intimato, anche ai sensi dellarticolo 4, comma 4, e 10, comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68, per motivo oggettivo consistente nellinidoneit fisica o psichica del lavoratore, ovvero che il licenziamento stato intimato in violazione dellarticolo 2110, secondo comma, del codice civile. Pu altres applicare la predetta disciplina nellipotesi in cui accerti la manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per giustifico motivo oggettivo; nelle altre ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del predetto giustificato motivo, il giudice applica la disciplina di cui al quinto comma. In tale ultimo caso il giudice, ai fini della determinazione dellindennit tra il minimo e il massimo previsti, tiene conto, oltre ai criteri di cui al sesto comma, delle iniziative assunte dal lavoratore per la ricerca di una nuova occupazione e del comportamento delle parti nellambito della procedura di cui allarticolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604. Qualora, nel corso del giudizio, sulla base della domanda formulata dal lavoratore, il licenziamento risulti determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari, trovano applicazione le relative tutele previste dal presente articolo.
Le disposizioni dal comma quarto al comma settimo si applicano al datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, che in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale ha avuto luogo il licenziamento occupa alle sue dipendenze pi di quindici lavoratori o pi di cinque se trattasi di imprenditore agricolo, nonch al datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, che nellambito dello stesso comune occupa pi di quindici dipendenti ed allimpresa agricola che nel medesimo ambito territoriale occupa pi di cinque dipendenti, anche se ciascuna unit produttiva, singolarmente considerata, non raggiunge tali limiti, e in ogni caso al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che occupa pi di sessanta dipendenti. Ai fini del computo del numero dei dipendenti di cui allottavo comma si tiene conto dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato parziale per la quota di orario effettivamente svolto, tenendo conto, a tale proposito, che il computo delle unit lavorative fa riferimento allorario previsto dalla contrattazione collettiva del settore. Non si computano il coniuge ed i parenti del datore di lavoro entro il secondo grado in linea diretta e in linea collaterale. Il computo dei limiti occupazionali di cui al nono comma non incide su norme o istituti che prevedono agevolazioni finanziarie o creditizie. Nellipotesi di revoca del licenziamento, purch effettuata entro il termine di quindici giorni dalla comunicazione al datore di lavoro dellimpugnazione del medesimo, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuit, con diritto del lavoratore alla retribuzione maturata nel periodo precedente alla revoca, e non trovano applicazione i regimi sanzionatori previsti dal presente articolo..
2. Alla legge 4 novembre 2010, n. 183, articolo 30, comma 1, in fine, aggiunto il seguente periodo: Linosservanza delle disposizioni di cui al precedente periodo, in materia di limiti al sindacato di merito sulle valutazioni tecniche, organizzative e produttive che competono al datore di lavoro, costituisce motivo di impugnazione per violazione di norme di diritto.
Sezione II Disposizioni in materia di licenziamenti collettivi Art. 15 (Modifiche alla legge 23 luglio 1991, n. 223) 1. Allarticolo 4, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223, al secondo periodo, la parola: Contestualmente sostituita dalle seguenti: Entro sette giorni dalla comunicazione dei recessi. 2. Allarticolo 4, comma 12, della legge 23 luglio 1991, n. 223, aggiunto, in fine, il seguente periodo: Gli eventuali vizi della comunicazione di cui al comma 2 del presente articolo possono essere sanati, ad ogni effetto di legge, nellambito di un accordo sindacale concluso nel corso della procedura di licenziamento collettivo. 3. Larticolo 5, comma 3, della legge 23 luglio 1991, n. 223, sostituito dal seguente: Qualora il licenziamento sia intimato senza losservanza della forma scritta, si applica il regime sanzionatorio di cui allart. 18, primo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300. In caso di violazione delle procedure richiamate allart. 4, comma 12, si applica il regime di cui al settimo comma del predetto articolo 18. In caso di violazione dei criteri di scelta previsti dal comma 1, si applica il regime di cui al quarto comma del medesimo articolo 18. Ai fini dellimpugnazione del licenziamento trovano applicazione le disposizioni di cui allarticolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604.
Sezione III Rito speciale per le controversie in tema di licenziamenti
Art. 16 (Ambito di applicazione) 1. Le disposizioni della presente sezione si applicano alle controversie aventi ad oggetto limpugnativa dei licenziamenti nelle ipotesi regolate dallarticolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300 e successive modificazioni, anche quando devono essere risolte questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro.
Art. 17 (Tutela urgente) 1. La domanda si propone con ricorso al Tribunale in funzione di giudice del lavoro. Il ricorso deve avere i requisiti di cui allarticolo 125 del codice di procedura civile. Con il ricorso non possono essere proposte domande diverse da quelle di cui allarticolo 16, salvo che siano fondate sugli identici fatti costitutivi. A seguito della presentazione del ricorso il giudice fissa ludienza di comparizione delle parti, con decreto da notificarsi a cura del ricorrente, anche a mezzo di posta elettronica certificata. 2. Ludienza di comparizione deve essere fissata non oltre trenta giorni dal deposito del ricorso. Il giudice, sentite le parti e omessa ogni formalit non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene pi opportuno agli atti di istruzione indispensabili richiesti dalle parti o disposti dufficio e provvede, con ordinanza immediatamente esecutiva, allaccoglimento o al rigetto della domanda. 3. Lefficacia esecutiva del provvedimento di cui al comma 2 non pu essere sospesa o revocata fino alla pronuncia della sentenza con cui il giudice definisce il giudizio instaurato ai sensi dellarticolo 18.
Art. 18 (Opposizione) 1. Contro lordinanza di accoglimento o di rigetto di cui allarticolo 17, comma 2, pu essere proposta opposizione con ricorso contenente i requisiti di cui allarticolo 414 del codice di procedura civile, da depositare innanzi al Tribunale che ha emesso il provvedimento opposto entro trenta giorni dalla notificazione dello stesso, o dalla comunicazione se anteriore. Con il ricorso non possono essere proposte domande diverse da quelle di cui allarticolo 16, salvo che siano fondate sugli identici fatti costitutivi o siano svolte nei confronti di soggetti rispetto ai quali la causa comune o dai quali si intende essere garantiti. Il giudice fissa con decreto ludienza di discussione non oltre i successivi sessanta giorni, assegnando allopposto termine per costituirsi fino a dieci giorni prima delludienza. 2. Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione dell'udienza, deve essere notificato, anche a mezzo di posta elettronica certificata, dallopponente allopposto almeno trenta giorni prima della data fissata per la sua costituzione. 3. Lopposto deve costituirsi mediante deposito in cancelleria di memoria difensiva a norma e con le decadenze di cui allarticolo 416 del codice di procedura civile. Se lopposto intende chiamare un terzo in causa deve, a pena di decadenza, farne dichiarazione nella memoria difensiva. 4. Nel caso di chiamata in causa a norma degli articoli 102, secondo comma, 106 e 107 del codice di procedura civile, il giudice fissa una nuova udienza entro i successivi sessanta giorni, e dispone che siano notificati al terzo, ad opera delle parti, il provvedimento nonch il ricorso introduttivo e l'atto di costituzione dellopposto, osservati i termini di cui al comma 2. 5. Il terzo chiamato deve costituirsi non meno di dieci giorni prima dell'udienza fissata, depositando la propria memoria a norma del comma 3. 6. Quando la causa relativa alla domanda riconvenzionale non fondata su fatti costitutivi identici a quelli posti a base della domanda principale il giudice ne dispone la separazione. 7. Alludienza, il giudice, sentite le parti, omessa ogni formalit non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene pi opportuno agli atti di istruzione ammissibili e rilevanti richiesti dalle parti nonch disposti d'ufficio, ai sensi dall'articolo 421 del codice di procedura civile, e provvede con sentenza all'accoglimento o al rigetto della domanda, dando, ove opportuno, termine alle parti per il deposito di note difensive fino a dieci giorni prima delludienza di discussione. La sentenza, completa di motivazione, deve essere depositata in cancelleria entro dieci giorni dalludienza di discussione. La sentenza provvisoriamente esecutiva e costituisce titolo per liscrizione di ipoteca giudiziale.
Art. 19 (Reclamo e ricorso per cassazione) 1. Contro la sentenza che decide sul ricorso ammesso reclamo davanti alla Corte d'appello entro trenta giorni dalla comunicazione, o dalla notificazione se anteriore. 2. Non sono ammessi nuovi mezzi di prova o documenti, salvo che il collegio, anche d'ufficio, li ritenga indispensabili ai fini della decisione ovvero la parte dimostri di non aver potuto proporli in primo grado per causa ad essa non imputabile. 3. La Corte d'appello fissa con decreto ludienza di discussione nei successivi sessanta giorni e si applicano i termini previsti dai commi 1, 2 e 3 dellarticolo 18. Alla prima udienza, la Corte pu sospendere lefficacia della sentenza reclamata se ricorrono gravi motivi. La Corte dappello, sentite le parti, omessa ogni formalit non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene pi opportuno agli atti di istruzione ammessi e provvede con sentenza all'accoglimento o al rigetto della domanda, dando, ove opportuno, termine alle parti per il deposito di note difensive fino a dieci giorni prima delludienza di discussione. La sentenza, completa di motivazione, deve essere depositata in cancelleria entro dieci giorni dalludienza di discussione. 4. In mancanza di comunicazione o notificazione della sentenza si applica larticolo 327 del codice di procedura civile. 5. Il ricorso per cassazione contro la sentenza deve essere proposto, a pena di decadenza, entro sessanta giorni dalla comunicazione della stessa, o dalla notificazione se anteriore. La sospensione dellefficacia della sentenza deve essere chiesta alla Corte dappello, che provvede a norma del comma 3. 6. La Corte fissa ludienza di discussione non oltre sei mesi dalla proposizione del ricorso. 7. In mancanza di comunicazione o notificazione della sentenza si applica larticolo 327 del codice di procedura civile.
Art. 20 (Priorit nella trattazione delle controversie) 1. Alla trattazione delle controversie regolate dagli articoli da 16 a 19 devono essere riservati particolari giorni nel calendario delle udienze.
Art. 21 (Disciplina transitoria) 1. Gli articoli da 16 a 20 si applicano alle controversie instaurate successivamente allentrata in vigore della presente legge.
Sezione I Ammortizzatori sociali Art. 22 (Assicurazione Sociale per lImpiego (ASpI) Ambito di applicazione) 1. A decorrere dal 1 gennaio 2013 e in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla predetta data istituita, presso la Gestione delle Prestazioni Temporanee, di cui allarticolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, lAssicurazione Sociale per lImpiego (ASpI), con la funzione di fornire ai lavoratori, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione, una indennit mensile di disoccupazione. 2. Sono compresi nellambito di applicazione dellASpI tutti i lavoratori dipendenti, ivi compresi gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all'instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata, ai sensi dellarticolo 1, comma 3, della legge 3 aprile 2001, n. 142, con esclusione dei dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni di cui allarticolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 3. Le disposizioni di cui alla presente sezione non si applicano nei confronti degli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato, per i quali trovano applicazione le norme di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, e successive modificazioni, all'articolo 25 della legge 8 agosto 1972, n. 457, e all'articolo 7 della legge 16 febbraio 1977, n. 37, e allarticolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247.
Art. 23 (Requisiti) 1. Lindennit di cui allarticolo 22 riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino i seguenti requisiti: a) siano in stato di disoccupazione ai sensi dellarticolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni; b) possano far valere almeno due anni di assicurazione e almeno un anno di contribuzione nel biennio precedente l'inizio del periodo di disoccupazione. 2. Sono esclusi dalla fruizione dellindennit di cui allarticolo 22 i lavoratori che siano cessati dal rapporto di lavoro per dimissioni o per risoluzione consensuale del rapporto, fatti salvi i casi in cui quest'ultima sia intervenuta nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604.
Art. 24 (Importo dellindennit e contribuzione figurativa) 1. Lindennit di cui allarticolo 22 rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilit aggiuntive, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33. 2. Lindennit mensile rapportata alla retribuzione mensile ed pari al 75 per cento nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore nel 2013 allimporto di 1.180 euro mensili, annualmente rivalutato sulla base della variazione annuale dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nellanno precedente; nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo lindennit pari al 75 per cento del predetto importo incrementata di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo. Lindennit mensile non pu in ogni caso superare limporto mensile massimo di cui alla lettera b) dellarticolo 1, comma 2, della legge 13 agosto 1980, n. 427. 3. Allindennit di cui allarticolo 22 non si applica il prelievo contributivo di cui allarticolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41. 4. Allindennit di cui allarticolo 22 si applica una riduzione del 15 per cento dopo i primi sei mesi di fruizione. Lindennit medesima, ove dovuta, viene ulteriormente decurtata del 15 per cento dopo il dodicesimo mese di fruizione. 5. Per i periodi di fruizione dellindennit sono riconosciuti i contributi figurativi nella misura settimanale pari alla media delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi due anni. I contributi figurativi sono utili ai fini del diritto e della misura dei trattamenti pensionistici; essi non sono utili ai fini del conseguimento del diritto nei casi in cui la normativa richieda il computo della sola contribuzione effettivamente versata.
Art. 25 (Durata) 1. A decorrere dal 1 gennaio 2016 e in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla predetta data: a) per i lavoratori di et inferiore a 55 anni, lindennit di cui allarticolo 22 viene corrisposta per un periodo massimo di 12 mesi, detratti i periodi di indennit eventualmente fruiti, anche in relazione ai trattamenti brevi di cui allarticolo 28 (miniASpI); b) per i lavoratori di et pari o superiore ai 55 anni, lindennit corrisposta per un periodo massimo di 18 mesi, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni, detratti i periodi di indennit eventualmente fruiti nel medesimo periodo in base allarticolo 23 ovvero allarticolo 28 della presente legge.
Art. 26 (Procedura) 1. Lindennit di cui allarticolo 22 spetta dallottavo giorno successivo alla data di cessazione dellultimo rapporto di lavoro ovvero dal giorno successivo a quello in cui sia stata presentata la domanda. 2. Per fruire dellindennit i lavoratori aventi diritto debbono, a pena di decadenza, presentare apposita domanda, esclusivamente in via telematica, allIstituto Nazionale di Previdenza Sociale, entro il termine di sessanta giorni dalla data di spettanza del trattamento. 3. La fruizione dellindennit condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione di cui allarticolo 1, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni.
Art. 27 (Nuova occupazione) 1. In caso di nuova occupazione del soggetto assicurato con contratto di lavoro subordinato, lindennit di cui allarticolo 22 sospesa dufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie di cui allarticolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, fino ad un massimo di sei mesi; al termine di un periodo di sospensione di durata inferiore a sei mesi lindennit riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa. 2. Nei casi di sospensione, i periodi di contribuzione legati al nuovo rapporto di lavoro possono essere fatti valere ai fini di un nuovo trattamento nellambito dellASpI o della mini-ASpI. 3. In caso di svolgimento di attivit lavorativa in forma autonoma, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile sai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, il soggetto beneficiario deve informare lInps entro trenta giorni dallinizio dellattivit, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarre da tale attivit. Il predetto Istituto provvede, qualora il reddito da lavoro autonomo sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, a ridurre il pagamento dellindennit di un importo pari all80 per cento dei proventi preventivati, rapportati al tempo intercorrente tra la data di inizio dellattivit e la data di fine dellindennit o, se antecedente, la fine dellanno. La riduzione di cui al periodo precedente viene conguagliata dufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi; nei casi di esenzione dallobbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, viene richiesta al beneficiario una apposita autodichiarazione concernente i proventi ricavati dallattivit autonoma. 4. Nei casi di cui al comma 3, la contribuzione Invalidit Vecchiaia Superstiti versata in relazione allattivit di lavoro autonomo non d luogo ad accrediti contributivi e viene riversata alla Gestione delle Prestazioni Temporanee, di cui allarticolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88.
Art. 28 (Assicurazione Sociale per lImpiego. Trattamenti brevi (mini-ASpI)) 1. A decorrere dal 1 gennaio 2013, ai soggetti di cui al comma 2 dellarticolo 22, che non raggiungano il requisito contributivo di 52 settimane di contribuzione negli ultimi 2 anni, ma possano far valere almeno 13 settimane di contribuzione di attivit lavorativa negli ultimi dodici mesi, per la quale siano stati versati o siano dovuti i contributi per la assicurazione obbligatoria, liquidata una indennit di importo pari a quanto definito nellarticolo 24. 2. Lindennit di cui al comma 1 corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla met delle settimane di contribuzione nellultimo anno, detratti i periodi di indennit eventualmente fruiti nel periodo. 3. Allindennit di cui al presente articolo si applicano le disposizioni di cui allarticolo 22, comma 3, e degli articoli 23, 24, 26 e 27. 4. In caso di nuova occupazione del soggetto assicurato con contratto di lavoro subordinato, lindennit sospesa dufficio sulla base delle comunicazioni obbligatorie di cui allarticolo 9bis, comma 2, del decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, fino ad un massimo di cinque giorni; al termine del periodo di sospensione lindennit riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa. 5. Le prestazioni di cui allarticolo 7, comma 3, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, si considerano assorbite, con riferimento ai periodi lavorativi dellanno 2012, nelle prestazioni della mini-ASpI liquidate a decorrere dal 1 gennaio 2013.
Art. 29 (Contribuzione di finanziamento) 1. Con effetto sui periodi contributivi maturati a decorrere dal 1 gennaio 2013, al finanziamento delle indennit di cui agli articoli da 22 a 28 concorre il contributo di cui allarticolo 12, comma 6, e 28, comma 1, della legge 3 giugno 1975, n. 160. 2. Continuano a trovare applicazione, in relazione al contributo di cui al comma 1, le eventuali riduzioni derivanti dai provvedimenti di riduzione del costo del lavoro operate dallarticolo 120 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e dallarticolo 1, comma 361, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, nonch le misure compensative di cui allarticolo 8 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248. 3. Per i lavoratori per i quali il contributo di cui al comma 1 non trovava applicazione, ed in particolare per i soci lavoratori delle cooperative di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 602, il contributo decurtato della quota di riduzione di cui allarticolo 120 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e allarticolo 1, comma 361, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, che non sia stata ancora applicata, a causa della mancata capienza delle aliquote vigenti, alla data di entrata in vigore delle citate leggi. 4. Con effetto sui periodi contributivi di cui al comma 1, ai rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato si applica un contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, pari all1,4 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. 5. Il contributo addizionale di cui al comma 4 non si applica: a) ai lavoratori assunti a temine in sostituzione di lavoratori assenti; b) ai lavoratori assunti a termine per lo svolgimento delle attivit stagionali di cui al D.P.R. 7 ottobre 1963, n. 1525 e successive modificazioni; c) agli apprendisti; d) ai lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui allarticolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 6. Nei limiti delle ultime sei mensilit il contributo addizionale di cui al comma 4 restituito, successivamente al decorso del periodo di prova, al datore di lavoro in caso di trasformazione del contratto a tempo indeterminato. La restituzione avviene anche qualora il datore di lavoro assuma il lavoratore con contratto di lavoro a tempo indeterminato entro il termine di sei mesi dalla cessazione del precedente contratto a termine. In tale ultimo caso, la restituzione avviene detraendo dalle mensilit spettanti un numero di mensilit ragguagliato al periodo trascorso dalla cessazione del precedente rapporto di lavoro a termine. 7. In tutti i casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per causa diversa dalle dimissioni, intervenuti a decorrere dal 1 gennaio 2013, dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma pari al cinquanta per cento del trattamento mensile iniziale di ASpI per ogni 12 mesi di anzianit aziendale negli ultimi tre anni. Nel computo dellanzianit aziendale sono compresi i periodi di lavoro con contratto diverso da quello a tempo determinato, se il rapporto proseguito senza soluzione di continuit o se comunque si dato luogo alla restituzione di cui al comma 4. 8. Il contributo di cui al comma 7 dovuto anche per le interruzioni dei rapporti di apprendistato diverse dalle dimissioni o dal recesso del lavoratore, ivi incluso il recesso del datore di lavoro ai sensi dellarticolo 2, comma 1, lettera m) del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167. 9. Il contributo di cui al comma 7 non dovuto, fino al 31 dicembre 2016, nei casi in cui sia dovuto il contributo di cui allarticolo 5, comma 4, della legge 23 luglio 1991, n. 223. 10. A decorrere dal 1 gennaio 2017, nei casi di licenziamento collettivo in cui la dichiarazione di eccedenza del personale di cui all'articolo 4, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223, non
abbia formato oggetto di accordo sindacale, il contributo di cui al comma 7 moltiplicato per 3 volte. 11. Al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, apportata la seguente modifica: con effetto dal 1 gennaio 2013 allarticolo 2, comma 2 aggiunta la seguente lettera: f) assicurazione sociale per limpiego in relazione alla quale, in via aggiuntiva a quanto previsto in relazione al regime contributivo per le assicurazioni di cui alle precedenti lettere ai sensi della disciplina di cui allarticolo 1, comma 773, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, con effetto sui periodi contributivi maturati a decorrere dal 1 gennaio 2013 dovuta dai datori di lavoro per gli apprendisti artigiani e non artigiani una contribuzione pari all1,31 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Resta fermo che con riferimento a tale contribuzione non operano le disposizioni di cui allarticolo 22, comma 1, della legge 12 novembre 2011 , n. 183. 12. Laliquota contributiva di cui al comma 11, di finanziamento dellASpI, non ha effetto nei confronti delle disposizioni agevolative che rimandano, per lidentificazione dellaliquota applicabile, alla contribuzione nella misura prevista per gli apprendisti. 13. Allarticolo 1, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 602, dopo le parole: provvidenze della gestione case per lavoratori sono inserite le seguenti: ; Assicurazione Sociale per lImpiego. 14. A decorrere dal 1 gennaio 2013 laliquota contributiva di cui allarticolo 12, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 ridotta al 2,6 per cento.
Art. 30 (Decadenza) 1. Si decade dalla fruizione delle indennit di cui alla presente Sezione nei seguenti casi: a) perdita dello stato di disoccupazione; b) inizio di una attivit in forma autonoma senza che il lavoratore effettui la comunicazione di cui allarticolo 27, comma 3; c) raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato; d) acquisizione del diritto a pensione o assegno ordinario di invalidit, sempre che il lavoratore non opti per lindennit erogata dallAssicurazione Sociale per lImpiego. 2. La decadenza si realizza dal momento in cui si verifica levento che la determina, con obbligo di restituire lindennit che eventualmente si sia continuato a percepire.
Art. 31 (Contenzioso) 1. Allarticolo 46, comma 1, della legge 9 marzo 1989, n. 88, dopo la lettera d) inserita la seguente: d-bis) le prestazioni dellAssicurazione Sociale per lImpiego (ASpI). 2. Ai contributi di cui allarticolo 8 si applica la disposizione di cui allarticolo 26, comma 1, lettera e), della legge 9 marzo 1989, n. 88.
Art. 32 (Disposizioni transitorie relative alla durata) 1. In relazione ai casi di cessazione dalla precedente occupazione intervenuti fino al 31 dicembre 2012, trovano applicazione le disposizioni in materia di indennit di disoccupazione ordinaria non agricola di cui allarticolo 19 del Regio Decreto Legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272, e successive modificazioni. 2. La durata massima legale, in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1 gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2015, disciplinata nei seguenti termini: a) per le prestazioni relative agli eventi intercorsi nellanno 2013: otto mesi per i soggetti con et anagrafica inferiore a cinquanta anni e dodici mesi per i soggetti con et anagrafica pari o superiore a cinquanta anni; b) per le prestazioni relative agli eventi intercorsi nellanno 2014: otto mesi per i soggetti con et anagrafica inferiore a cinquanta anni, dodici mesi per i soggetti con et anagrafica pari o superiore a cinquanta anni e inferiore a cinquantacinque anni, quattordici mesi per i soggetti con et anagrafica pari o superiore a cinquantacinque anni, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni,; c) per le prestazioni relative agli eventi intercorsi nellanno 2015: dieci mesi per i soggetti con et anagrafica inferiore a cinquanta anni, dodici mesi per i soggetti con et anagrafica pari o superiore a cinquanta anni e inferiore a cinquantacinque anni, sedici mesi per i soggetti con et anagrafica pari o superiore a cinquantacinque anni, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni.
Art. 33 (Disposizioni transitorie relative allindennit di mobilit ed alle indennit speciali di disoccupazione in edilizia) 1. Per i lavoratori collocati in mobilit a decorrere dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2016 ai sensi dellarticolo 7 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni e integrazioni il periodo massimo di diritto della relativa indennit di cui allarticolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223 ridefinito nei seguenti termini: a) lavoratori collocati in mobilit nel periodo dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2013: i. lavoratori di cui allarticolo 7, comma 1: dodici mesi, elevato a ventiquattro per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a trentasei per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni; ii. lavoratori di cui allarticolo 7, comma 2: ventiquattro mesi, elevato a trentasei per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a quarantotto per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni; b) lavoratori collocati in mobilit nel periodo dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2014: i. lavoratori di cui allarticolo 7, comma 1: dodici mesi, elevato a ventiquattro per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a trenta per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni; ii. lavoratori di cui allarticolo 7, comma 2: diciotto mesi, elevato a trenta per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a quarantadue per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni; c) lavoratori collocati in mobilit nel periodo dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015: i. lavoratori di cui allarticolo 7, comma 1: dodici mesi, elevato a diciotto per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a ventiquattro per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni; ii. lavoratori di cui allarticolo 7, comma 2: dodici mesi, elevato a ventiquattro per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a trentasei per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni; d) lavoratori collocati in mobilit nel periodo dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2016: i. lavoratori di cui allarticolo 7, comma 1: dodici mesi, elevato a diciotto per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni; ii. lavoratori di cui allarticolo 7, comma 2: dodici mesi, elevato a diciotto per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a ventiquattro per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni.
Art. 34 (Addizionale sui diritti dimbarco) 1. A decorrere dal 1 gennaio 2016 le maggiori somme derivanti dallincremento delladdizionale di cui all'articolo 6-quater, comma 2, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, sono riversate alla gestione degli interventi assistenziali e di sostegno dellInps di cui allarticolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88. 2. Allarticolo 6-quater del decreto legge 31 gennaio 2005 n. 7, convertito con modificazioni con legge 31 marzo 2005 n. 43, e successive modificazioni e integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 2, dopo le parole destinato sono aggiunte le seguenti: fino al 31 dicembre 2015; b) dopo il comma 3, sono aggiunti i seguenti commi: 4. La riscossione dellincremento delladdizionale comunale di cui al comma 2 avviene a cura dei gestori di servizi aeroportuali, con le modalit in uso per la riscossione dei diritti di imbarco. Il versamento da parte delle compagnie aeree avviene entro 90 giorni dalla fine del mese in cui sorge lobbligo. 5. Le somme riscosse sono comunicate mensilmente allInps da parte dei gestori di servizi aeroportuali con le modalit stabilite dallIstituto e riversate allo stesso Istituto, entro la fine del mese successivo a quello di riscossione, secondo le modalit previste dagli articoli 17 e seguenti del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni e integrazioni. Alle somme di cui al predetto comma 2 si applicano le disposizioni sanzionatorie e di riscossione previste dallarticolo 116, comma 8, lettera a), della legge 23 dicembre 2000, n. 388, per i contributi previdenziali obbligatori. 6. La comunicazione di cui al comma 5 costituisce accertamento del credito e d titolo, in caso di mancato versamento, ad attivare la riscossione coattiva, secondo le modalit previste dallart. 30 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 e successive modifiche e integrazioni. 3. I soggetti tenuti alla riscossione trattengono, a titolo di ristoro per le spese di riscossione e comunicazione, una somma pari allo 0,25% del gettito totale. In caso di inadempienza rispetto agli obblighi di comunicazione si applica una sanzione amministrativa da euro 2.000 ad euro 12.000. LInps provvede allaccertamento delle inadempienze e allirrogazione delle conseguenti sanzioni. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689. 4. All'articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, aggiunta, in fine, la seguente lettera: "i) alle somme che i soggetti tenuti alla riscossione dellincremento alladdizionale comunale debbono riversare allInps, ai sensi dellarticolo 6-quater del decreto legge 31 gennaio 2005 n. 7, convertito, con modificazioni, con legge 31 marzo 2005 n. 43, e successive modificazioni e integrazioni.
Art. 35 (Indennit una tantum per i collaboratori coordinati e continuativi disoccupati) 1. A decorrere dallanno 2013, nei limiti delle risorse di cui al comma 1 dellarticolo 19 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, riconosciuta una indennit ai collaboratori coordinati e continuativi di cui all'articolo 61, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata presso l'Inps di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con esclusione dei soggetti individuati dall'articolo 1, comma 212, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, i quali soddisfino in via congiunta le seguenti condizioni: a) abbiano operato, nel corso dellanno precedente, in regime di monocommittenza; b) abbiano conseguito l'anno precedente un reddito lordo complessivo soggetto a imposizione fiscale non superiore al limite di 20.000 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati intervenuta lanno precedente; c) con riguardo all'anno di riferimento sia accreditato, presso la predetta Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, un numero di mensilit non inferiore a uno; d) abbiano avuto un periodo di disoccupazione ai sensi dellarticolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, ininterrotta di almeno due mesi nellanno precedente; e) risultino accreditate nell'anno precedente almeno quattro mensilit presso la predetta Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995. 2. Lindennit pari a una somma del 5 per cento del minimale annuo di reddito di cui allarticolo 1, comma 3, della legge 3 agosto 1990, n. 233, moltiplicato per il minor numero tra le mensilit accreditate lanno precedente e quelle non coperte da contribuzione. 3. La somma di cui al comma 2 liquidata in un'unica soluzione se di importo pari o inferiore a 1.000 euro, ovvero in importi mensili di importo pari o inferiore a 1.000 euro se superiore. 4. Restano fermi i requisiti di accesso e la misura del trattamento vigenti alla data del 31 dicembre 2012 per coloro che hanno maturato il diritto entro tale data ai sensi dellarticolo 19, comma 2 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni, con legge 28 gennaio 2009, n. 2. 5. Con effetto dal 1 gennaio 2013 sono soppresse le lettere a), b) e c) del comma 1 dell articolo 19 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
Art. 36 (Aumento contributivo lavoratori iscritti Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995) 1. Allarticolo 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, al primo periodo le parole e in misura pari al 26 per cento a decorrere dallanno 2010 sono sostituite dalle seguenti: , in misura pari al 26 per cento per gli anni 2010 e 2011, in misura pari al 27 per cento per lanno 2012, al 28 per cento per lanno 2013, al 29 per cento per lanno 2014, al 30 per cento per lanno 2015, al 31 per cento per lanno 2016, al 32 per cento per lanno 2017 e al 33 per cento a decorrere dallanno 2018 e al secondo periodo aggiungere, in fine, le seguenti: per gli anni 2008-2011, al 18 per cento per lanno 2012, al 19 per cento per lanno 2013, al 20 per cento per lanno 2014, al 21 per cento per lanno 2015, al 22 per cento per lanno 2016, al 23 per cento per lanno 2017 e al 24 per cento a decorrere dallanno 2018..
Art. 37 (Gestione della transizione verso il nuovo assetto di ammortizzatori sociali) 1. Al fine di garantire la graduale transizione verso il regime delineato dalla riforma degli ammortizzatori sociali di cui alla presente legge, assicurando la gestione delle situazioni derivanti dal perdurare dello stato di debolezza dei livelli produttivi del Paese, per gli anni 20132016 il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, pu disporre, sulla base di specifici accordi governativi e per periodi non superiori a dodici mesi, in deroga alla normativa vigente, la concessione, anche senza soluzione di continuit, di trattamenti di integrazione salariale e di mobilit, anche con riferimento a settori produttivi e ad aree regionali, nei limiti delle risorse finanziarie a tal fine destinate nellambito del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come rifinanziato dal comma 2 del presente articolo. 2. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, confluita nel Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decretolegge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, incrementata di euro 1.000 milioni per ciascuno degli anni 2013 e 2014, di euro 700 milioni per lanno 2015 e di euro 400 milioni per lanno 2016. 3. Nell'ambito delle risorse finanziarie destinate alla concessione, in deroga alla normativa vigente, anche senza soluzione di continuit, di trattamenti di integrazione salariale e di mobilit, i trattamenti concessi ai sensi dellarticolo 33, comma 21, della legge 12 novembre 2011 n. 183 nonch ai sensi del comma 1 del presente articolo possono essere prorogati, sulla base di specifici accordi governativi e per periodi non superiori a dodici mesi, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La misura dei trattamenti di cui al periodo precedente ridotta del 10 per cento nel caso di prima proroga, del 30 per cento nel caso di seconda proroga e del 40 per cento nel caso di proroghe successive. I trattamenti di sostegno del reddito, nel caso di proroghe successive alla seconda, possono essere erogati esclusivamente nel caso di frequenza di specifici programmi di reimpiego, anche miranti alla riqualificazione professionale, organizzati dalla regione. Bimestralmente il Ministero del lavoro e delle politiche sociali invia al Ministero dell'economia e delle finanze una relazione sull'andamento degli impegni delle risorse destinate agli ammortizzatori in deroga. 4. Al fine di garantire criteri omogenei di accesso a tutte le forme di integrazione del reddito, si applicano anche ai lavoratori destinatari dei trattamenti di integrazione salariale in deroga e di mobilit in deroga, rispettivamente, le disposizioni di cui all'articolo 8, comma 3, del decretolegge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, e di cui all'articolo 16, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n. 223.
Art. 38 (Aliquota di finanziamento e di computo della gestione autonoma coltivatori diretti, mezzadri e coloni) 1. Con effetto dal 1 gennaio 2013 le aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e di computo di cui alle tabelle b) e c) in allegato n. 1 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, si applicano ai lavoratori iscritti alla gestione autonoma coltivatori diretti, mezzadri e coloni dellInps gi non interessati dalla predetta disposizione incrementale. Le aliquote di finanziamento sono comprensive del contributo addizionale del 2 per cento previsto dallarticolo 12, comma 4, della legge 2 agosto 1990, n. 233.
Art. 39 (Abrogazioni) 1. Sono abrogate, a decorrere dal 1 gennaio 2013, le seguenti disposizioni: a) legge 23 luglio 1991, n. 223, articolo 3; b) decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, art. 19, commi 1-bis, 1-ter, 2 e 2-bis; c) decreto legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito con modificazioni in legge 20 maggio 1988, n. 160, art. 7, comma 3; d) R.D.L. 4 ottobre 1935, n. 1827, art. 40. 2. abrogato, a decorrere dal 1 gennaio 2016, larticolo 3 della legge 23 luglio 1991, n. 223; 3. Sono abrogate, a decorrere dal 1 gennaio 2017, le seguenti disposizioni: a) legge 23 luglio 1991, n. 223, articolo 5, commi 4, 5 e 6; b) legge 23 luglio 1991, n. 223, articoli da 6 a 9; c) legge 23 luglio 1991, n. 223, articolo 10, comma 2; d) legge 23 luglio 1991, n. 223, articolo 16, commi da 1 a 3; e) legge 23 luglio 1991, n. 223, articolo 25, comma 9; f) decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, art. 3, commi 3 e 4; g) legge 6 agosto 1975, n. 427, articoli da 9 a 19. 4. Alla legge 23 luglio 1991, n. 223, articolo 4, comma 1, le parole Le procedure di mobilit sono sostituite dalle seguenti: La procedura di licenziamento collettivo. 5. Alla legge 23 luglio 1991, n. 223, articolo 4, comma 3, le parole la dichiarazione di mobilit sono sostituite dalle seguenti: il licenziamento collettivo e le parole programma di mobilit sono sostituite dalle parole: programma di riduzione del personale. 6. Alla legge 23 luglio 1991, n. 223, articolo 4, comma 8, le parole procedura di mobilit sono sostituite dalle seguenti: procedure di licenziamento collettivo. 7. Alla legge 23 luglio 1991, n. 223, articolo 4, comma 9, le parole collocati in mobilit sono sostituite dalla seguente: licenziati. 8. Alla legge 23 luglio 1991, n. 223, articolo 4, comma 10, le parole collocare in mobilit sono sostituite dalla seguente: licenziare. Allo stesso comma, le parole posti in mobilit sono sostituite dalla seguente: licenziati. 9. Alla legge 23 luglio 1991, n. 223, articolo 5, commi 1 e 2, le parole collocare in mobilit sono sostituite dalla seguente: licenziare.
Sezione II Tutele in costanza di rapporto di lavoro Sezione II Tutele in costanza di rapporto di lavoro Art. 40 (Estensione della disciplina in materia di integrazione salariale straordinaria a particolari) settori 1. Allarticolo 12 della legge 23 luglio 1991, n. 223, dopo il comma 3 inserito il seguente: 4. A decorrere dal 1 gennaio 2013 le disposizioni in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale ed i relativi obblighi contributivi sono estesi alle seguenti imprese: a) imprese esercenti attivit commerciali con pi di cinquanta dipendenti; b) agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici, con pi di cinquanta dipendenti; c) imprese di vigilanza con pi di quindici dipendenti; d) imprese del trasporto aereo a prescindere dal numero di dipendenti; e) imprese del sistema aeroportuale a prescindere dal numero di dipendenti.
Art. 41 (Indennit di mancato avviamento al lavoro per i lavoratori del settore portuale) 1. A decorrere dal 1 gennaio 2013 ai lavoratori addetti alle prestazioni di lavoro temporaneo occupati con contratto di lavoro a tempo indeterminato nelle imprese e agenzie di cui all'articolo 17, commi 2 e 5, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e successive modificazioni, e ai lavoratori dipendenti dalle societ derivate dalla trasformazione delle compagnie portuali ai sensi dell'articolo 21, comma 1, lettera b), della medesima legge n. 84 del 1994, e successive modificazioni, riconosciuta un'indennit di importo pari a un ventiseiesimo del trattamento massimo mensile di integrazione salariale straordinaria, comprensiva della relativa contribuzione figurativa e degli assegni per il nucleo familiare, per ogni giornata di mancato avviamento al lavoro, nonch per le giornate di mancato avviamento al lavoro che coincidano, in base al programma, con le giornate definite festive, durante le quali il lavoratore sia risultato disponibile. L'indennit riconosciuta per un numero di giornate di mancato avviamento al lavoro pari alla differenza tra il numero massimo di ventisei giornate mensili erogabili e il numero delle giornate effettivamente lavorate in ciascun mese, incrementato del numero delle giornate di ferie, malattia, infortunio, permesso e indisponibilit. L'erogazione dei trattamenti di cui al presente comma da parte dell'Inps subordinata all'acquisizione degli elenchi recanti il numero, distinto per ciascuna impresa o agenzia, delle giornate di mancato avviamento al lavoro, predisposti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in base agli accertamenti effettuati in sede locale dalle competenti autorit portuali o, laddove non istituite, dalle autorit marittime. 2. Alle imprese e agenzie di cui all'articolo 17, commi 2 e 5, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e successive modificazioni, e alle societ derivate dalla trasformazione delle compagnie portuali ai sensi dell'articolo 21, comma 1, lettera b), della medesima legge n. 84 del 1994, e successive modificazioni, nonch ai relativi lavoratori, esteso lobbligo contributivo di cui allarticolo 9 della legge 29 dicembre 1990, n. 407.
Art. 42 (Istituzione dei fondi di solidariet bilaterali) 1. Al fine di assicurare la definizione, entro lanno 2013, di un sistema inteso ad assicurare adeguate forme di sostegno per i lavoratori dei diversi comparti, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente pi rappresentative al livello nazionale stipulano, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, accordi collettivi e contratti collettivi, anche intersettoriali, aventi ad oggetto la costituzione di fondi di solidariet bilaterali per i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale, con la finalit di assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dellattivit lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria. 2. Entro i successivi novanta giorni, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze si provvede allistituzione presso lInps dei fondi cui al comma 1. 3. Con le medesime modalit di cui ai commi 1 e 2 possono essere apportate modifiche e integrazioni agli atti istitutivi di ciascun fondo. Le modifiche aventi ad oggetto la disciplina delle prestazioni o la misura delle aliquote sono adottate con decreto direttoriale dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e delleconomia e delle finanze, sulla base di una proposta del comitato amministratore. 4. I decreti di cui al comma 2 determinano, sulla base degli accordi, lambito di applicazione del fondo, con riferimento al settore di attivit, alla natura giuridica dei datori di lavoro ed alla classe di ampiezza dei datori di lavoro. Il superamento delleventuale soglia dimensionale fissata per la partecipazione al fondo si verifica mensilmente con riferimento alla media del semestre precedente. 5. I fondi di cui al comma 1 non hanno personalit giuridica e costituiscono gestioni dellInps. 6. Gli oneri di amministrazione di ciascun fondo sono determinati secondo i criteri definiti dal regolamento di contabilit dellInps. 7. Listituzione dei fondi obbligatoria per tutti i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale in relazione alle imprese che occupano mediamente pi di 15 dipendenti. Le prestazioni e i relativi obblighi contributivi non si applicano al personale dirigente se non espressamente previsto. 8. In aggiunta a quella definita al comma 1, i fondi possono avere le seguenti finalit: a) assicurare ai lavoratori una tutela in caso di cessazione dal rapporto di lavoro, integrativa rispetto allassicurazione sociale per limpiego; b) prevedere assegni straordinari per il sostegno al reddito, riconosciuti nel quadro dei processi di agevolazione all'esodo, a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni; c) contribuire al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi nazionali o comunitari. 9. Per le finalit di cui al comma 8 i fondi di solidariet possono essere istituiti, con le medesime modalit di cui al comma 1, anche in relazione a settori e classi di ampiezza gi coperti dalla normativa in materia di integrazioni salariali. Per le imprese nei confronti delle quali trovano applicazione gli articoli 4 e seguenti della legge n. 223 del 1991 in materia di indennit di mobilit, gli accordi e contratti collettivi con le modalit di cui al comma 1 possono prevedere che il fondo di solidariet sia finanziato, a decorrere dal 1 gennaio 2017, con unaliquota contributiva nella misura dello 0,30% delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali. 10. Gli accordi ed i contratti di cui al comma 1 possono prevedere che nel fondo di solidariet confluisca anche leventuale fondo interprofessionale istituito dalle medesime parti firmatarie ai sensi dellarticolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. In tal caso al fondo affluisce anche il
gettito del contributo integrativo stabilito dall'articolo 25, quarto comma, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, e successive modificazioni, con riferimento ai datori di lavoro cui si applica il fondo e le prestazioni derivanti dallattuazione del primo periodo del presente comma sono riconosciute nel limite di tale gettito.
Art. 43 (Fondo di solidariet residuale per lintegrazione salariale) 1. Per i settori, tipologie di datori di lavoro e classi dimensionali comunque superiori ai 15 dipendenti, non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale, per i quali non siano stipulati, entro il 31 marzo 2013, accordi collettivi volti allattivazione di un fondo di solidariet, istituito, con decreto non regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, un fondo di solidariet residuale, cui contribuiscono i datori di lavoro dei settori identificati. 2. Il fondo residuale finanziato con i contributi dei datori di lavoro e dei lavoratori dei settori coperti, secondo quanto definito dallarticolo 44 garantisce la prestazione di cui allarticolo 46, comma 1, per una durata non superiore a un ottavo delle ore complessivamente lavorabili da computare in un biennio mobile, in relazione alle causali di riduzione o sospensione dellattivit lavorativa previste dalla normativa in materia di cassa integrazione ordinaria e straordinaria. 3. Alla gestione del fondo provvede un comitato amministratore, avente i compiti di cui allarticolo 47, comma 1, e composto da esperti designati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente pi rappresentative a livello nazionale, nonch da due funzionari, con qualifica di dirigente, in rappresentanza, rispettivamente, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero delleconomia e delle finanze. Le funzioni di membro del comitato sono incompatibili con quelle connesse a cariche nell'ambito delle organizzazioni sindacali.
Art. 44 (Contributi di finanziamento) 1. I decreti di cui agli articoli 42 e 43 determinano le aliquote di contribuzione ordinaria, ripartita tra datori di lavoro e lavoratori nella misura di due terzi ed un terzo, in maniera tale da garantire la precostituzione di risorse continuative adeguate sia per lavvio dellattivit sia per la situazione di regime, da verificarsi anche sulla base dei bilanci di previsione di cui al comma 3. 2. Qualora sia prevista la prestazione di cui allarticolo 46, comma 1, previsto, a carico del datore di lavoro che ricorra alla sospensione o riduzione dellattivit lavorativa, un contributo addizionale, calcolato in rapporto alle retribuzioni perse, nella misura prevista dai decreti di cui agli articoli 42 e 43 e comunque non inferiore all'1,5%. 3. Per la prestazione straordinaria di cui all'art. 46, comma 2, lettera b), dovuto, da parte del datore di lavoro, un contributo straordinario di importo corrispondente al fabbisogno di copertura degli assegni straordinari erogabili e della contribuzione correlata. 4. Ai contributi di finanziamento, si applicano le disposizioni vigenti in materia di contribuzione previdenziale obbligatoria, ad eccezione di quelle relative agli sgravi contributivi.
Art. 45 (Risorse finanziarie) 1. I fondi istituiti ai sensi dellarticolo 42 e 43 hanno obbligo di bilancio in pareggio e non possono erogare prestazioni in carenza di disponibilit. 2. Gli interventi a carico dei fondi sono concessi previa costituzione di specifiche riserve finanziarie ed entro i limiti delle risorse gi acquisite. 3. I fondi istituiti ai sensi degli articoli 42 e 43 hanno obbligo di presentazione, sin dalla loro costituzione, di bilanci di previsione a 8 anni basati sullo scenario macroeconomico coerente con il pi recente Documento di Economia e Finanza e relativa Nota di Aggiornamento. 4. Sulla base del bilancio di previsione di cui al comma 3, il comitato amministratore di cui allarticolo 47 ha facolt di proporre modifiche in relazione allimporto delle prestazioni o alla misura dellaliquota. Le modifiche sono adottate, anche in corso danno, con decreto direttoriale dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e delleconomia e delle finanze, verificate le compatibilit finanziarie interne al fondo, sulla base della proposta del comitato amministratore. 5. In caso di necessit di assicurare il pareggio di bilancio ovvero di far fronte a prestazioni gi deliberate o da deliberare ovvero di inadempienza del comitato amministratore in relazione allattivit di cui al comma 4, laliquota contributiva pu essere modificata con decreto direttoriale dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e delleconomia e delle finanze, anche in mancanza di proposta del comitato amministratore. In ogni caso, in assenza delladeguamento contributivo di cui al comma precedente, lInps tenuto a non erogare le prestazioni in eccedenza.
Art. 46 (Prestazioni) 1. I fondi di cui allarticolo 42 assicurano almeno la prestazione di un assegno ordinario di importo pari allintegrazione salariale, di durata non superiore a un ottavo delle ore complessivamente lavorabili da computare in un biennio mobile, in relazione alle causali previste dalla normativa in materia di cassa integrazione ordinaria o straordinaria. 2. I fondi di cui allarticolo 42 possono inoltre erogare le seguenti tipologie di prestazione: a) prestazioni integrative, in termini di importi o durate, rispetto a quanto garantito dallAssicurazione Sociale per lImpiego; b) assegni straordinari per il sostegno al reddito, riconosciuti nel quadro dei processi di agevolazione all'esodo, a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni; c) contributi al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi nazionali o comunitari. 3. Nei casi di cui al comma 1 il fondo provvede inoltre a versare la contribuzione correlata alla prestazione alla gestione di iscrizione del lavoratore interessato. La contribuzione dovuta computata in base a quanto previsto dallarticolo 40 della legge 4 novembre 2010, n. 183. 4. La contribuzione correlata di cui al comma 3 pu altres essere prevista, dai decreti istitutivi, in relazione alle prestazioni di cui al comma 2. In tal caso, il fondo provvede a versare la contribuzione correlata alla prestazione alla gestione di iscrizione del lavoratore interessato.
Art. 47 (Gestione dei fondi) 1. Alla gestione di ciascun fondo istituito ai sensi dellarticolo 42, provvede un comitato amministratore con i seguenti compiti: a) predisporre, sulla base dei criteri stabiliti dal consiglio di indirizzo e vigilanza dell'INPS, i bilanci annuali, preventivo e consuntivo, della gestione, corredati da una propria relazione, e deliberare sui bilanci tecnici relativi alla gestione stessa; b) deliberare in ordine alla concessione degli interventi e dei trattamenti e compiere ogni altro atto richiesto per la gestione degli istituti previsti dal regolamento; c) fare proposte in materia di contributi, interventi e trattamenti; d) vigilare sull'affluenza dei contributi, sull'ammissione agli interventi e sull'erogazione dei trattamenti, nonch sull'andamento della gestione; e) decidere in unica istanza sui ricorsi in ordine alle materie di competenza; f) assolvere ogni altro compito ad esso demandato da leggi o regolamenti. 2. Il comitato composto da esperti designati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori stipulanti laccordo o il contratto collettivo, in numero complessivamente non superiore a dieci, nonch da due funzionari, con qualifica di dirigente, in rappresentanza, rispettivamente, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero delleconomia e delle finanze. Le funzioni di membro del comitato sono incompatibili con quelle connesse a cariche nell'ambito delle organizzazioni sindacali. Ai componenti del comitato non spetta alcun emolumento, indennit o rimborso spese. 3. Il comitato nominato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e rimane in carica per quattro anni o per la diversa durata prevista decreto istitutivo. 4. Il presidente del comitato eletto dal comitato stesso tra i propri membri. 5. Le deliberazioni del comitato vengono assunte a maggioranza e, in caso di parit nelle votazioni, prevale il voto del presidente. 6. Partecipa alle riunioni del comitato amministratore del fondo il collegio sindacale dell'Inps, nonch il direttore generale dell'Istituto o un suo delegato, con voto consultivo. 7. L'esecuzione delle decisioni adottate dal comitato amministratore pu essere sospesa, ove si evidenzino profili di illegittimit, da parte del direttore generale dell'Inps. Il provvedimento di sospensione deve essere adottato nel termine di cinque giorni ed essere sottoposto, con l'indicazione della norma che si ritiene violata, al presidente dellIstituto nellambito delle funzioni di cui allarticolo 3, comma 5, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479; entro novanta giorni, il presidente stabilisce se dare ulteriore corso alla decisione o se annullarla. Trascorso tale termine la decisione diviene esecutiva.
Art. 48 (Riconversione dei fondi di solidariet istituiti ai sensi dellarticolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662) 1. La disciplina dei fondi di solidariet istituiti ai sensi dellarticolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, adeguata alle norme previste dal presente capo con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, sulla base di accordi collettivi e contratti collettivi, da stipularsi tra le organizzazioni comparativamente pi rappresentative a livello nazionale entro il 30 giugno 2013. 2. Lentrata in vigore dei decreti di cui al comma 1 determina labrogazione del decreto ministeriale recante il regolamento del relativo fondo.
Art. 49 (Riconversione del fondo di solidariet di cui allarticolo 1-ter del decreto legge 5 ottobre 2004 n. 249, convertito, con modificazioni, con legge 3 dicembre 2004, n. 291) 1. La disciplina del fondo di cui allarticolo 1-ter del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291, adeguata alle norme previste dal presente capo con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, sulla base di accordi collettivi e contratti collettivi, anche intersettoriali, stipulati entro il 30 giugno 2013 dalle organizzazioni comparativamente pi rappresentative a livello nazionale nel settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale.
Art. 50 (Riconversione del fondo di solidariet di cui allarticolo 59, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449) 1. La disciplina del fondo di cui allarticolo 59, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, adeguata alle norme previste dal presente capo con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, sulla base di accordi collettivi e contratti collettivi, anche intersettoriali, stipulati entro il 30 giugno 2013 dalle organizzazioni comparativamente pi rappresentative a livello nazionale nel settore del trasporto ferroviario.
Art. 51 (Abrogazioni) 1. A decorrere dal 1 gennaio 2013 sono abrogate le seguenti disposizioni: a) decreto legge 5 ottobre 2004 n. 249, convertito con modificazioni dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291, articolo 1-bis; b) legge 22 dicembre 2008 n. 203, articolo 2, comma 37. 2. A decorrere dal 1 gennaio 2014 sono abrogate le seguenti disposizioni: a) legge 23 dicembre 1996, n. 662, articolo 2, comma 28; b) decreto ministeriale 27 novembre 1997, n. 477; c) decreto legge 5 ottobre 2004 n. 249, convertito con modificazioni dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291, articolo 1-ter; d) legge 27 dicembre 1997, n. 449, articolo 59, comma 6, relativamente agli ultimi tre periodi.
Art. 52 (Interventi in favore dei lavoratori anziani) 1. Nei casi di eccedenza di personale, accordi tra datori di lavoro che impieghino mediamente pi di quindici dipendenti e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello aziendale possono prevedere che, al fine di incentivare lesodo dei lavoratori pi anziani, il datore di lavoro si impegni a corrispondere ai lavoratori una prestazione di importo pari al trattamento di pensione che spetterebbe in base alle regole vigenti, ed a corrispondere allInps la contribuzione fino al raggiungimento dei requisiti minimi per il pensionamento. I lavoratori coinvolti nel programma di cui al comma 1 debbono raggiungere i requisiti minimi per il pensionamento, di vecchiaia o anticipato, nei quattro anni successivi alla cessazione dal rapporto di lavoro. Allo scopo di dare efficacia allaccordo di cui al comma 1, il datore di lavoro interessato presenta apposita domanda allInps, accompagnata dalla presentazione di una fidejussione bancaria a garanzia della solvibilit in relazione agli obblighi. Laccordo diviene efficace a seguito della validazione da parte dellInps, che effettua listruttoria in ordine alla presenza dei requisiti in capo al lavoratore ed al datore di lavoro. A seguito dellaccettazione dellaccordo il datore di lavoro obbligato a versare mensilmente allInps la provvista per la prestazione e per la contribuzione figurativa. In ogni caso, in assenza del versamento mensile di cui al presente comma, lInps tenuto a non erogare le prestazioni. In caso di mancato versamento lInps procede a notificare un avviso di pagamento; decorsi 180 giorni dalla notifica senza lavvenuto pagamento lInps procede alla escussione della fidejussione. Il pagamento della prestazione avviene da parte dellInps, con le modalit previste per il pagamento delle pensioni. LIstituto provvede contestualmente allaccredito della relativa contribuzione figurativa.
Art. 53 (Incentivi alloccupazione per i lavoratori anziani e le donne nelle aree svantaggiate) 1. In relazione alle assunzioni effettuate, a decorrere dal 1 gennaio 2013, con contratto di lavoro dipendente, a tempo determinato, in somministrazione, in relazione a lavoratori di et non inferiore a cinquanta anni, disoccupati da oltre dodici mesi, spetta, per la durata di dodici mesi, la riduzione del 50 per cento dei contributi a carico del datore di lavoro. Nei casi di cui al primo comma, se il contratto trasformato a tempo indeterminato, la riduzione si prolunga fino al diciottesimo mese dalla data di assunzione. Nei casi di cui al primo comma, qualora lassunzione sia effettuata con contratto di lavoro a tempo indeterminato, la riduzione dei contributi spetta per un periodo di diciotto mesi dalla data di assunzione. Le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione nel rispetto del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, anche in relazione alle assunzioni di donne di qualsiasi et, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nellambito dei fondi strutturali comunitari e nelle aree di cui allarticolo 2, punto 18), lettera e) del predetto regolamento, annualmente individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, nonch in relazione alle assunzioni di donne di qualsiasi et prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti.
Art. 54 (Principi generali concernenti gli incentivi alle assunzioni) 1. Al fine di garantire unomogenea applicazione degli incentivi allassunzione, ivi compresi quelli previsti dallarticolo 8, comma 9, della legge 29 dicembre 1990, n. 407, e dagli articoli 8, commi 2 e 4, e 25, comma 9, della legge 23 luglio 1991 n. 223, per i periodi di vigenza come ridefiniti dalla presente legge, si definiscono i seguenti principi: a) gli incentivi non spettano se lassunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva; gli incentivi sono esclusi anche nel caso in cui il lavoratore avente diritto allassunzione viene utilizzato mediante contratto di somministrazione; b) gli incentivi non spettano se il datore di lavoro o lutilizzatore con contratto di somministrazione abbiano in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui lassunzione (o la trasformazione) o la somministrazione siano finalizzate allacquisizione di professionalit sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori sospesi oppure sia effettuata presso una diversa unit produttiva. c) Gli incentivi non spettano con riferimento a quei lavoratori che siano stati licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume ovvero risulti con quest'ultimo in rapporto di collegamento o controllo; in caso di somministrazione tale condizione si applica anche allutilizzatore. 2. Ai fini della determinazione del diritto agli incentivi e della loro durata si cumulano i periodi in cui il lavoratore ha prestato lattivit in favore dello stesso soggetto, a titolo di lavoro subordinato o somministrato; non si cumulano le prestazioni in somministrazione effettuate dallo stesso lavoratore nei confronti di diversi utilizzatori, anche se fornite dalla medesima Agenzia, salvo che tra gli utilizzatori ricorrano assetti proprietari sostanzialmente coincidenti ovvero intercorrano rapporti di collegamento o controllo 3. Allarticolo 8, comma 9, della legge 29 dicembre 1990, n. 407, le parole quando esse non siano effettuate in sostituzione di lavoratori dipendenti dalle stesse imprese per qualsiasi causa licenziati o sospesi sono sostituite dalle seguenti: quando esse non siano effettuate in sostituzione di lavoratori dipendenti dalle stesse imprese licenziati per giustificato motivo oggettivo o per riduzione del personale o sospesi. 4. Linoltro tardivo delle comunicazioni telematiche obbligatorie inerenti linstaurazione e la modifica di un rapporto di lavoro o di somministrazione producono la perdita di quella parte dellincentivo relativa al periodo compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato e la data della tardiva comunicazione.
Art. 55 (Tutela della maternit e paternit e contrasto del fenomeno delle dimissioni in bianco) 1. Il comma 4 dellarticolo 55 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sostituito dal seguente: 4. La risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni presentate dalla lavoratrice, durante il periodo di gravidanza, e dalla lavoratrice o dal lavoratore durante i primi tre anni di vita del bambino o nei primi tre anni di accoglienza del minore adottato o in affidamento, o, in caso di adozione internazionale, nei primi tre anni decorrenti dalle comunicazioni di cui allarticolo 54, comma 9, devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali competente per territorio. A detta convalida sospensivamente condizionata lefficacia della risoluzione del rapporto di lavoro.. 2. Al di fuori dellipotesi di cui allarticolo 55, comma 4, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, come sostituito dal presente articolo, lefficacia delle dimissioni della lavoratrice o del lavoratore e della risoluzione consensuale del rapporto sospensivamente condizionata alla convalida effettuata secondo modalit individuate con decreto non regolamentare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, presso la Direzione territoriale del lavoro o il Centro per limpiego territorialmente competenti, ovvero presso le sedi individuate dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente pi rappresentative sul piano nazionale. 3. In alternativa alla procedura di cui al comma 2, lefficacia delle dimissioni della lavoratrice o del lavoratore e della risoluzione consensuale del rapporto sospensivamente condizionata alla sottoscrizione di apposita dichiarazione della lavoratrice o del lavoratore apposta in calce alla ricevuta di trasmissione della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro di cui allarticolo 21 della legge 29 aprile 1949, n. 264. Con decreto, di natura non regolamentare, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, possono essere individuate ulteriori modalit semplificate per accertare la veridicit della data e la autenticit della manifestazione di volont del lavoratore, in relazione alle dimissioni o alla risoluzione consensuale del rapporto, in funzione dello sviluppo dei sistemi informatici e della evoluzione della disciplina in materia di comunicazioni obbligatorie. 4. Nellipotesi in cui la lavoratrice o il lavoratore non proceda alla convalida di cui al comma 2 ovvero alla sottoscrizione di cui al comma 3, il rapporto di lavoro si intende risolto, per il verificarsi della condizione sospensiva, qualora la lavoratrice o il lavoratore non aderisca, entro sette giorni dalla ricezione, allinvito a presentarsi presso le sedi di cui al comma 2 ovvero allinvito ad apporre la predetta sottoscrizione, che gli sia stato trasmesso dal datore di lavoro tramite comunicazione scritta, ovvero non effettui la contestazione di cui al comma 6. 5. La comunicazione contenente linvito, cui deve essere allegata copia della ricevuta di trasmissione di cui al comma 3, si considera validamente effettuata quando recapitata al domicilio della lavoratrice o del lavoratore indicato nel contratto di lavoro o ad altro domicilio formalmente comunicato dalla lavoratrice o dal lavoratore al datore di lavoro, ovvero consegnata alla lavoratrice o al lavoratore che ne sottoscrive copia per ricevuta.
6. Nei sette giorni di cui al comma 4, che possono sovrapporsi con il periodo di preavviso lavorato, la lavoratrice o il lavoratore pu contestare lefficacia delle dimissioni e della risoluzione consensuale, offrendo le proprie prestazioni al datore di lavoro. 7. Qualora, in mancanza della convalida ovvero della sottoscrizione di cui al comma 3, il datore di lavoro non provveda a trasmettere alla lavoratrice o al lavoratore la comunicazione contenente linvito entro il termine di trenta giorni dalla data delle dimissioni e della risoluzione consensuale, le dimissioni si considerano definitivamente prive di effetto. 8. Salvo che il fatto costituisca reato, il datore di lavoro che abusi del foglio firmato in bianco dalla lavoratrice o dal lavoratore al fine di simularne le dimissioni o la risoluzione consensuale del rapporto, punito con la sanzione amministrativa da euro 5.000 ad euro 30.000. Laccertamento e lirrogazione della sanzione sono di competenza delle Direzioni territoriali del lavoro. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689.
Art. 56 (Sostegno alla genitorialit) 1. Al fine di sostenere la genitorialit, promuovendo una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli allinterno della coppia e per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, in via sperimentale per gli anni 2013 2015: a) il padre lavoratore dipendente, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, ha lobbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di tre giorni, anche continuativi, dei quali due giorni in sostituzione della madre e con un riconoscimento di unindennit giornaliera a carico dellInps pari al cento per cento della retribuzione e il restante giorno in aggiunta allobbligo di astensione della madre con un riconoscimento di unindennit giornaliera pari al cento per cento della retribuzione. Il padre lavoratore tenuto a fornire preventiva comunicazione in forma scritta al datore di lavoro dei giorni prescelti per astenersi dal lavoro, almeno quindici giorni prima dei medesimi. Allonere derivante dalla presente lettera valutato in 78 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013-2015 si provvede, quanto a 65 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013-2015, a valere sulle risorse del Fondo per il finanziamento di interventi a favore dell'incremento in termini quantitativi e qualitativi dell'occupazione giovanile e delle donne di cui allarticolo 24, comma 27, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, il quale viene corrispondentemente ridotto, e quanto a 13 milioni di euro per ciascuno degli anni 20132015 ai sensi dellarticolo 70 della presente legge. b) nei limiti delle risorse di cui al comma 3 e con le modalit di cui al comma 2 disciplinata la possibilit di concedere alla madre lavoratrice, al termine del periodo di congedo di maternit, per gli undici mesi successivi e in alternativa al congedo parentale di cui al comma 1, lettera a), dellarticolo 32 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, la corresponsione di voucher per lacquisto di servizi di baby-sitting da richiedere al datore di lavoro 2. Con decreto, di natura non regolamentare, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero delleconomia e delle finanze, da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti, nei limiti delle risorse di cui al comma 3: a) i criteri di accesso e le modalit di utilizzo delle misure sperimentali di cui al presente articolo; b) il numero e limporto dei voucher, tenuto anche conto dellindicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare di appartenenza. 3. Il decreto di cui al comma 2 provvede altres a determinare, per la misura sperimentale di cui al comma 1, lettera b), e per ciascuno degli anni 2013-2015, la quota di risorse del citato Fondo di cui allarticolo 24, comma 27, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nel limite delle quali riconosciuto il beneficio previsto dalla predetta misura sperimentale.
Art. 57 (Efficace attuazione del diritto al lavoro dei disabili) 1. Allarticolo 4, comma 1, della legge 13 marzo 1999, n. 68, il primo periodo sostituito dal seguente: Agli effetti della determinazione del numero di soggetti disabili da assumere, sono computati di norma tra i dipendenti tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato. Ai medesimi effetti, non sono computabili: i lavoratori occupati ai sensi della presente legge, i soci di cooperative di produzione e lavoro, i dirigenti, i lavoratori assunti con contratto di inserimento, i lavoratori occupati con contratto di somministrazione presso lutilizzatore, i lavoratori assunti per attivit da svolgersi allestero per la durata di tale attivit, i soggetti impegnati in lavori socialmente utili assunti ai sensi dellarticolo 7 del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, i lavoratori a domicilio, i lavoratori che aderiscono al programma di emersione, ai sensi dellarticolo 1, comma 4bis, della legge 18 ottobre 2001, n. 383. Restano salve le ulteriori esclusioni previste dalle discipline di settore.. 2. Allarticolo 6, comma 1, della legge 12 marzo 1999, n. 68, dopo il primo periodo aggiunto il seguente: I medesimi organismi sono tenuti a comunicare, anche in via telematica, con cadenza almeno mensile, alla competente Direzione territoriale del lavoro il mancato rispetto degli obblighi di cui allarticolo 3, nonch il ricorso agli esoneri, ai fini della attivazione degli eventuali accertamenti.. 3. Allarticolo 5 della legge 12 marzo 1999, n. 68, dopo il comma 8-quater aggiunto il seguente: 8-quinquies. Al fine di evitare abusi nel ricorso allistituto dellesonero dagli obblighi di cui allarticolo 3 e di garantire il rispetto delle quote di riserva, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare, ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sessanta giorni dallentrata in vigore della presente disposizione, sono ridefiniti i procedimenti relativi agli esoneri, i criteri e le modalit per la loro concessione e sono stabilite norme volte al potenziamento delle attivit di controllo..
Art. 58 (Interventi volti al contrasto del lavoro irregolare degli immigrati) 1. Allarticolo 22, comma 11, secondo periodo, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, le parole per un periodo non inferiore a sei mesi sono sostituite dalle seguenti: per un periodo non inferiore ad un anno ovvero per tutto il periodo di durata della prestazione di sostegno al reddito percepita dal lavoratore straniero, qualora superiore. Decorso il termine di cui al periodo precedente, trovano applicazione i requisiti reddituali di cui allarticolo 29, comma 3, lettera b).
Capo VI Politiche attive e servizi per limpiego Art. 59 (Modifiche al decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181) 1. Al decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, sono apportate le seguenti modifiche: a) allarticolo 3 la rubrica sostituita dalla seguente: Livelli essenziali delle prestazioni concernenti i servizi per limpiego; b) allarticolo 3, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: 2. Nei confronti dei beneficiari di ammortizzatori sociali per i quali lo stato di disoccupazione costituisca requisito, gli obiettivi e gli indirizzi operativi di cui al comma 1 debbono prevedere almeno lofferta delle seguenti azioni: colloquio di orientamento entro i tre mesi dallinizio dello stato di disoccupazione; azioni di orientamento collettive tra i tre ed i sei mesi dallinizio dello stato di disoccupazione, con formazione sulle modalit pi efficaci di ricerca di occupazione adeguate al contesto produttivo territoriale; formazione della durata complessiva non inferiore a due settimane tra i sei ed i dodici mesi dallinizio dello stato di disoccupazione, adeguata alle competenze professionali del disoccupato ed alla domanda di lavoro dellarea territoriale di residenza; proposta di adesione ad iniziative di inserimento lavorativo entro la scadenza del periodo di percezione del trattamento di sostegno del reddito. 3. Nei confronti dei beneficiari di integrazione salariale o di altre prestazioni in costanza di rapporto di lavoro, che comportino la sospensione dallattivit lavorativa per un periodo superiore ai sei mesi, gli obiettivi e gli indirizzi operativi di cui al comma 1 debbono prevedere almeno lofferta di formazione professionale della durata complessiva non inferiore a 2 settimane adeguata alle competenze professionali del disoccupato. c) allarticolo 4, comma 1, la lettera a) abrogata; d) allarticolo 4, comma 1, lettera c), le parole con durata del contratto a termine o, rispettivamente, della missione, in entrambi i casi superiore almeno a otto mesi, ovvero a quattro mesi se si tratta di giovani, sono soppresse; e) allarticolo 4, comma 1, la lettera d) sostituita dalla seguente: d) sospensione dello stato di disoccupazione in caso di lavoro subordinato di durata inferiore a sei mesi..
Art. 60 (Sistema informativo ASpI; monitoraggio dei livelli essenziali dei servizi erogati; sistema premiale) 1. Con accordo in Conferenza Unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ed in coerenza con i documenti di programmazione degli interventi cofinanziati con fondi strutturali europei definito un sistema di premialit, per la ripartizione delle risorse del fondo sociale europeo, legato alla prestazione di politiche attive e servizi per limpiego. 2. Entro il 30 giugno 2013 lInps predispone e mette a disposizione dei servizi competenti di cui allarticolo 1, comma 2, lettera g) del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, una banca dati telematica contenente i dati individuali dei beneficiari di ammortizzatori sociali, con indicazione dei dati anagrafici, di residenza e domicilio, dei dati essenziali relativi al tipo di ammortizzatore sociale di cui beneficia. 3. Ai fini della verifica della erogazione dei servizi in misura non inferiore ai livelli essenziali definiti ai sensi dellarticolo 3 del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, fatto obbligo ai servizi competenti di cui allarticolo 1, comma 2, lettera g) del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, di inserire nella base dati di cui al comma 1, con le modalit definite dallInps, i dati essenziali concernenti le azioni di politica attiva e di attivazione svolte nei confronti dei beneficiari di ammortizzatori sociali. 4. Lattuazione delle disposizioni del presente articolo non pu comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, in quanto la stessa effettuata con le risorse finanziarie, umane e strumentali previste a legislazione vigente.
Art. 61 (Semplificazione delle procedure in materia di acquisizione dello stato di disoccupazione) 1. Nei casi di presentazione di una domanda di indennit nellambito dellAssicurazione Sociale per lImpiego la dichiarazione di cui allarticolo 2, comma 1, del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, pu essere resa dallinteressato allInps, che trasmette la dichiarazione al servizio competente per territorio mediante il sistema informativo di cui allarticolo 60. 2. Al fine di semplificare gli adempimenti connessi al riconoscimento degli incentivi allassunzione, le Regioni e le Province mettono a disposizione dellInps, secondo modalit dallo stesso indicate, le informazioni di propria competenza necessarie per il riconoscimento degli incentivi allassunzione, ivi comprese le informazioni relative alliscrizione nelle liste di mobilit, di cui allarticolo 6, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, e le informazioni relative al possesso dello stato di disoccupazione e alla sua durata, ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181 e successive modificazioni. Le informazioni di cui al periodo precedente sono messe inoltre a disposizione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblicazione nella borsa continua nazionale del lavoro di cui all'articolo 15 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni.
Art. 62 (Offerta di lavoro congrua) 1. Il lavoratore sospeso dallattivit lavorativa e beneficiario di una prestazione di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro, ai sensi del Capo IV Sezione II della presente legge provvedimento decade dal trattamento qualora rifiuti di essere avviato ad un corso di formazione o di riqualificazione o non lo frequenti regolarmente senza un giustificato motivo. 2. Il lavoratore destinatario di una indennit di mobilit o di indennit o sussidi, la cui corresponsione collegata allo stato di disoccupazione o inoccupazione, decade dai trattamenti medesimi, quando: a) rifiuti di partecipare senza giustificato motivo ad una iniziativa di politica attiva o di attivazione proposti dai servizi competenti di cui allarticolo 1, comma 2, lettera g), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, o non vi partecipi regolarmente; b) non accetti una offerta di un lavoro inquadrato in un livello retributivo non inferiore del 120 per cento rispetto allimporto lordo dellindennit cui ha diritto. 3. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano quando le attivit lavorative o di formazione ovvero di riqualificazione si svolgono in un luogo che non dista pi di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore, o comunque che raggiungibile mediamente in 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblici. 4. Nei casi di cui ai commi precedenti il lavoratore destinatario dei trattamenti di sostegno del reddito perde il diritto alla prestazione, fatti salvi i diritti gi maturati. 5. E fatto obbligo ai servizi competenti di cui allarticolo 1, comma 2, lettera g) del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, di comunicare tempestivamente gli eventi di cui ai commi precedenti allInps, che provvede ad emettere il provvedimento di decadenza, recuperando le somme eventualmente erogate per periodi di non spettanza del trattamento. 6. Avverso il provvedimento di cui al comma 5 ammesso ricorso al comitato provinciale di cui allarticolo 44 della legge 9 marzo 1989, n. 88.
Art. 63 (Disposizioni in materia di incontro tra domanda e offerta di lavoro) 1. Allarticolo 6, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003 n. 276, dopo la lettera f) inserita la seguente: g) lIstituto Nazionale di Previdenza Sociale, con riferimento ai lavoratori che beneficino di prestazioni per le quali lo stato di disoccupazione sia un requisito.
Art. 64 (Abrogazioni) 1. Allarticolo 8, comma 16, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 le parole i disoccupati ed i loro familiari a carico sono soppresse. 2. Al decreto legge 5 ottobre 2004, n. 249, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2004 n. 291, larticolo 1-quinquies abrogato. 3. Allarticolo 19 del decreto legge 29 novembre 2008 n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, il comma 10 abrogato.
Art. 65 (Delega al Governo in materia di politiche attive e servizi per limpiego) 1. Allarticolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 30, alinea, le parole , entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono sostituite dalle seguenti: entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione; b) al comma 30, la lettera a) sostituita dalla seguente: a) servizi per limpiego e politiche attive; c) al comma 31, dopo la lettera e) sono inserite le seguenti: e-bis) attivazione del soggetto che cerca lavoro, in quanto mai occupato, espulso o beneficiario di ammortizzatori sociali, al fine di incentivarne la ricerca attiva di una nuova occupazione; e-ter) qualificazione professionale dei giovani che entrano nel mercato del lavoro; e-quater) formazione nel continuo dei lavoratori; e-quinquies) riqualificazione di coloro che sono espulsi, per un loro efficace e tempestivo ricollocamento; e-sexies) collocamento di soggetti in difficile condizione rispetto alla loro occupabilit; e-septies) armonizzazione delle disposizioni degli emanandi decreti con le disposizioni di cui al Capo VI della legge recante Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita.
Capo VII Apprendimento permanente Art. 66 (Finalit) 1. In linea con le indicazioni dellUnione europea, per apprendimento permanente si intende qualsiasi attivit di apprendimento intrapresa dalle persone in modo formale, non formale e informale, nelle varie fasi della vita al fine di migliorare le conoscenze, le capacit e le competenze, in una prospettiva personale, civica, sociale e occupazionale. Le relative politiche sono determinate a livello nazionale attraverso la concertazione istituzionale dello Stato con le regioni e le autonomie locali e il confronto con le parti sociali, a partire dalla individuazione e riconoscimento del patrimonio culturale e professionale comunque accumulato dai cittadini e dai lavoratori nella loro storia personale e professionale, da documentare attraverso la piena realizzazione di una dorsale informativa unica. 2. Ai fini di cui al comma 1, per apprendimento formale si intende quello che si attua nel sistema nazionale di istruzione e formazione e nelle universit e istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, concludendosi con il conseguimento di un titolo di studio o di una qualifica professionale o di una certificazione riconosciuta. Alla realizzazione e allo sviluppo della relativa offerta, in particolare, concorrono, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubbblica: - i centri provinciali per listruzione degli adulti, di cui allarticolo 1, comma 632, della legge 27 dicembre 2006, n. 296; - le strutture formative accreditate dalle regioni; - la Scuola superiore della pubblica amministrazione, per quanto riguarda il personale dipendente dalla pubblica amministrazione; - le parti sociali, anche mediante i Fondi interprofessionali, per lo sviluppo della formazione continua e della formazione in apprendistato di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167. 3. Ai fini di cui al comma 1, per apprendimento non formale si intende quello caratterizzato da una scelta intenzionale, che si realizza al di fuori dei sistemi indicati al comma 2, in ogni organismo che persegua scopi educativi e formativi, anche del volontariato e del privato sociale e nelle imprese che rispondono ai criteri di cui allarticolo 68, comma 1, lettera e). 4. Ai fini di cui al comma 1, per apprendimento informale si intende quello che prescinde da una scelta intenzionale e che si realizza nello svolgimento, da parte di ogni persona, di attivit nelle situazioni di vita quotidiana e nelle interazioni che in essa hanno luogo, nellambito del contesto di lavoro, familiare e del tempo libero.
Art. 67 (Sistemi integrati territoriali) 1. Ai fini di cui allarticolo 66, su proposta del Ministro dellistruzione, delluniversit e della ricerca e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito il Ministro dello sviluppo economico, sono definite, nel confronto con le parti sociali, linee guida in sede di Conferenza Unificata ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, per la individuazione di criteri generali e priorit per la costruzione, in modo condiviso con le regioni e le autonomie locali, di sistemi integrati territoriali collegati organicamente alle strategie per la crescita economica, accesso al lavoro dei giovani, riforma del welfare, invecchiamento attivo, esercizio della cittadinanza attiva, anche da parte degli immigrati. Tali sistemi sono caratterizzati da flessibilit organizzativa e di funzionamento, prossimit ai destinatari, capacit di riconoscere e certificare le competenze acquisite dalle persone. I relativi piani di intervento, di durata triennale, comprendono, nei limiti delle risorse destinate da soggetti pubblici a legislazione vigente e da soggetti privati, una pluralit di azioni, con priorit per quelle riguardanti: a) il sostegno alla costruzione, da parte delle persone, dei propri percorsi di apprendimento formale, non formale ed informale di cui allarticolo 66, commi 3 e 4, ivi compresi quelli di lavoro, facendo emergere ed individuando i fabbisogni di competenza delle persone in correlazione con le necessit dei sistemi produttivi e dei territori di riferimento, con particolare attenzione alle competenze linguistiche e digitali; b) il riconoscimento di crediti formativi e la certificazione degli apprendimenti comunque acquisiti; c) la fruizione di servizi di orientamento lungo tutto il corso della vita. 2. Alla realizzazione e allo sviluppo dei sistemi integrati territoriali di cui al comma 1 concorrono anche le universit, nella loro autonomia, attraverso linclusione dellapprendimento permanente nelle loro strategie istituzionali, unofferta formativa flessibile e di qualit, che comprende anche la formazione a distanza, per una popolazione studentesca diversificata, appropriati servizi di orientamento e consulenza, partenariati nazionali, europei e internazionali a sostegno della mobilit delle persone e dello sviluppo sociale ed economico. 3. Lattuazione delle disposizioni del presente articolo non pu comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, in quanto la stessa effettuata con le risorse finanziarie, umane e strumentali previste a legislazione vigente.
Art. 68 (Individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e certificazione delle competenze) 1. Ai fini di cui allarticolo 67, comma 1, lettera b), il Governo delegato ad adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro dellistruzione, delluniversit e della ricerca e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e semplificazione, sentito il Ministro dello sviluppo economico, nel rispetto dellautonomia delle istituzioni scolastiche, delle universit e degli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica, un decreto legislativo per la definizione delle norme generali per lindividuazione e la validazione degli apprendimenti non formali ed informali e la certificazione delle competenze, sulla base dei seguenti princpi e criteri direttivi: a) riconoscimento e validazione dei saperi acquisiti, anche a distanza, dai cittadini e dai lavoratori quale attestazione dellapprendimento non formale e informale e certificazione dellinsieme delle conoscenze, abilit e competenze possedute dalla persona; la validazione effettuata nel rispetto delle scelte e dei diritti individuali e in modo da assicurare a tutti pari opportunit, anche ai fini dellaccesso; b) definizione di standard nazionali e procedure per la certificazione delle competenze, ivi incluse quelle connesse allottenimento della qualifica nei percorsi di apprendistato, con riguardo ai risultati formativi effettivamente conseguiti e alle competenze teorico-pratiche effettivamente possedute, attraverso lidentificazione di una metrica e di metodologie uniformi da predisporre a cura di enti alluopo preposti e in continuit e coerenza con quanto in essere nel segmento dellistruzione scolastica; c) ponderazione dei crediti spendibili ai fini del rientro nei percorsi dellistruzione scolastica e universitaria, da effettuare in modo da garantire lequit e il pari trattamento su tutto il territorio nazionale; d) definizione di procedure e criteri di validazione dellapprendimento non formale ed informale ispirati a principi di equit, adeguatezza e trasparenza, semplificazione, valorizzazione del patrimonio culturale e professionale accumulato nel tempo dai cittadini e dai lavoratori e previsione di sistemi di garanzia della qualit anche a tutela dei fruitori dei servizi di istruzione e formazione offerti dalle strutture che operano nei contesti non formali di cui allarticolo 66, comma 3; e) definizione di procedure per laccreditamento dei soggetti che fanno parte del sistema pubblico nazionale di cui allarticolo 69, abilitati allindividuazione e validazione degli apprendimenti e al rilascio delle relative certificazioni; f) previsione di criteri generali per il riconoscimento della capacit formativa delle imprese, previo confronto con le parti sociali. 2. Per ladozione del decreto legislativo di cui al comma 1 si fa applicazione delle disposizioni di cui al comma 90 dellarticolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247, in quanto compatibili. 3. Dallemanazione del decreto legislativo attuativo delle deleghe previste dal presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Art. 69 (Sistema pubblico nazionale di certificazione delle competenze) 1. Il sistema pubblico nazionale di certificazione delle competenze si fonda su standard minimi di servizio omogenei su tutto il territorio nazionale nel rispetto dei principi di accessibilit, riservatezza, trasparenza, oggettivit e tracciabilit. 2. La certificazione delle competenze acquisite nei contesti formali, non formali ed informali di cui allarticolo 1 un atto pubblico finalizzato a garantire la trasparenza e il riconoscimento degli apprendimenti, in coerenza con gli indirizzi fissati dallUnione europea. Le relative procedure sono ispirate a criteri di semplificazione, tracciabilit e accessibilit della documentazione e dei servizi, soprattutto attraverso la dorsale informativa unica di cui allarticolo 66, comma 1. 3. Per competenza certificabile ai sensi del comma 1, si intende un insieme strutturato di conoscenze e di abilit, acquisite nei contesti di cui allarticolo 66 e riconoscibili anche come crediti formativi, previa apposita procedura di validazione degli apprendimenti non formali e informali secondo quanto previsto allarticolo 68. 4. Per certificazione delle competenze si intende lintero processo che conduce, nel rispetto delle norme di accesso agli atti amministrativi e di tutela della privacy, al rilascio di un certificato, un diploma o un titolo che documenta formalmente laccertamento e la convalida effettuati da un ente pubblico o da un soggetto accreditato ai sensi dellarticolo 68, comma 1, lettera d). 5. Le certificazioni riguardanti il sistema di istruzione e formazione professionale si riferiscono a figure, intese quali standard definiti a livello nazionale, e a profili, intesi come standard regionali definiti anche in termini di declinazione territoriale delle predette figure nazionali. 6. Con linee guida, definite in sede di Conferenza Unificata a norma del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, su proposta del Ministro dellistruzione, delluniversit e della ricerca e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro per la funzione pubblica e la semplificazione, sono definiti standard omogenei di certificazione rispondenti ai principi di cui al comma 1, che contengono gli elementi essenziali per la riconoscibilit e ampia spendibilit delle certificazioni in ambito regionale, nazionale ed europeo, anche con riferimento ai livelli e ai sistemi di referenziazione dellUnione europea. 7. Le competenze acquisite nellambito dei percorsi di apprendimento formali, non formali ed informali certificate sono registrate nel libretto formativo del cittadino istituito dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
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