Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-penale/art-17-codice-penale-pene-principali-specie
Timestamp: 2019-01-22 11:35:51+00:00
Document Index: 67224246

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 593', 'art. 593', 'art. 72', 'art. 17', 'art. 27', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 27', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 444', 'art. 28', 'art. 17']

Art. 17 codice penale: Pene principali: specie | La Legge per tutti
Le pene principali stabilite per i delitti sono: 1) la morte (1); 2) l’ergastolo; 3) la reclusione; 4) la multa.
Le pene principali stabilite per le contravvenzioni sono: 1) l’arresto; 2) l’ammenda (3).
Pene principali: sono quelle inflitte dal giudice con la sentenza penale di condanna; esse sono, per i delitti, la pena di morte, l’ergastolo la reclusione, la multa; per le contravvenzioni, l’arresto e l’ammenda. Le (—) si distinguono a loro volta in detentive, che comportano una restrizione della libertà personale (ergastolo, reclusione e arresto) e pecuniarie, che consistono nel pagamento di una somma di denaro
(multa e ammenda). A tale tradizionale novero di sanzioni si affianca lo speciale sistema sanzionatorio previsto per i reati attribuiti alla competenza penale del giudice di pace.
(1) La Corte cost. con sent. 28-4-1994, n. 168 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di tale articolo «nella parte in cui non esclude l’applicazione della pena dell’ergastolo al minore imputabile».
(2) Detta anche pena capitale. Abolita dal Codice Zanardelli, fu ripristinata dal Codice vigente solo per i delitti più gravi. La pena di morte è stata soppressa, con conseguente assorbimento nell’ergastolo, dapprima per i delitti preveduti dal codice penale ex art. 1, d.lgs.lt. 10-8-1944, n. 224 e poi per i delitti previsti dalle leggi speciali (art. 1, d.lgs. 22- 1-1948, n. 21).
(3) La norma può essere considerata l’unica guida per determinare la natura (penale o amministrativa) di un illecito sanzionato con pena pecuniaria, nonché per distinguere (dato il fallimento dei tentativi volti ad individuare criteri discretivi sostanziali) i delitti dalle contravvenzioni.
Ai fini dell'operatività dell'art. 593, comma terzo, c.p.p. - per il quale sono inappellabili le sentenze di condanna alla sola pena dell'ammenda - il giudice di appello non deve limitarsi a fare riferimento alla denominazione attribuita alla pena nel dispositivo, ma deve innanzitutto verifica re la propria competenza in ordine alla norma incriminatrice cui è correlata la sanzione, procedendo ad una lettura congiunta degli art. 593 c.p.p. e 17 ss. c.p..
È manifestamente infondata l'eccezione di illegittimità costituzionale dell'art. 72 c.p. - in relazione agli art. 17 e 22 stesso codice - per contrasto con gli art. 27 comma 3 e 31 comma 2 cost., laddove si prevede l'irrogazione della pena dell'ergastolo a soggetti "quasi minorenni" (cioè di età compresa tra il diciottesimo ed il ventunesimo anno), atteso che il "giovane adulto" rientra comunque tra i soggetti i quali hanno raggiunto la maggiore età, che rappresenta il limite oltre il quale il soggetto consegue tutti i diritti e tutti i doveri e le responsabilità connesse con l'età adulta.
Cassazione penale sez. I 18 gennaio 2006 n. 7337
È legittimamente disposta la sospensione dei termini della custodia cautelare per tutti gli imputati nell'ipotesi in cui la complessità del dibattimento derivi dalla riunione dei processi; ed invero la complessità del dibattimento ha natura obbiettiva ed unitaria che non consente il riconoscimento di posizioni individuali differenziate, nè cessa di essere tale quando derivi dall'esercizio da parte del giudice del potere discrezionale di cui all'art. 17 c.p.
Cassazione penale sez. II 16 marzo 2000 n. 1480
È manifestamente infondata la q.l.c. degli art. 17 e 22 c.p. nella parte in cui non escludono la pena dell'ergastolo in presenza del vizio parziale di mente; spetta infatti al potere discrezionale del legislatore ordinario stabilire quali reati debbano essere puniti astrattamente con la pena dell'ergastolo.
Cassazione penale sez. I 18 gennaio 1996
È illegittima la previsione dell'ergastolo per gli infradiciottenni in quanto incompatibile con i principi espressi dall'art. 31 cost. che sono ispirati ad una speciale protezione per l'infanzia e la gioventù e favoriscono gli istituti necessari a tale scopo.
Sono costituzionalmente illegittimi, per contrasto con l'art. 31 posto in relazione all'art. 27 comma 3 cost., gli art. 17 e 22 c.p., nella parte in cui non escludono l'applicazione della pena dell'ergastolo al minore imputabile.
Non sono manifestamente infondate - in riferimento agli art. 3 e 27 cost. - le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 444 c.p.p., nelle parti in cui per imputati tossicodipendenti durante programmi di recupero, che non possono usufruire dei benefici di legge, non prevede istituti processuali, come quello contenuto nell'art. 28 d.P.R. n. 448 del 1988 che conferisce al giudice il potere di sospendere il processo al fine di valutare la personalità dell'imputato minore di età, nè prevede forme di sanzioni sostitutive alternative a quelle di cui all'art. 17 c.p.
Pretura Roma 28 novembre 1992