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Timestamp: 2019-04-23 14:39:21+00:00
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avverso la sentenza n. 485/2007 della CORTE D'APPELLO di BOLOGNA, depositata il 05/11/2007 R.G.N. 1213/2004;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. APICE Umberto, che ha concluso per l'inammissibilità, in subordine rigetto.
Con la sentenza indicata in epigrafe, all'esito di nuova CTU e in dichiarata adesione alle relative conclusioni, la Corte d'appello di Bologna ha ritenuto fondata la domanda di (Omissis) intesa ad ottenere, nei confronti dell'INPS, l'affermazione del proprio diritto alla maggiorazione contributiva per esposizione all'amianto, prevista dalla Legge n. 257 del 1992, articolo 13, comma 8, osservando, in particolare, che sulla statuizione di primo grado, relativa alla ultradecennalità della esposizione, si era formato il giudicato, in difetto della sua impugnazione da parte dell'INPS, e che ricorreva anche il requisito, contestato in appello dall'Istituto previdenziale, del superamento dei valori limite indicati nel Decreto Legislativo n. 277 del 1991 (c.d. esposizione "qualificata").
Per la cassazione di questa sentenza l'INPS ha proposto ricorso affidato a due motivi, ai quali l'assicurato ha resistito con controricorso.
Le parti hanno anche depositato memoria ex articolo 378 c.p.c..
1. Nel primo motivo l'INPS censura la sentenza impugnata per vizio di motivazione della statuizione con cui è stato accertato il diritto del (Omissis) al richiesto beneficio previdenziale negli stessi termini di cui alla sentenza di primo grado - ossia dal 3 giugno 1974 sino al 7 febbraio 1996 - nonostante la CTU effettuata in appello e condivisa dalla Corte di merito avesse ritenuto superata la "soglia" legale di esposizione solamente sino al dicembre 1993.
6. Quanto alla seconda, le Sezioni unite di questa Corte (sent. n. 22726 del 2011), dando continuità all'orientamento già espresso sulla questione dalla Sezione lavoro, hanno affermato il principio secondo cui l'onere del ricorrente per cassazione di produrre, a pena di improcedibilità del ricorso ai sensi dell'articolo 369 c.p.c., comma 2, n. 4, "gli atti processuali, i documenti, i contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda" è soddisfatto, quanto agli atti e ai documenti contenuti nel fascicolo d'ufficio (dunque, anche quanto alla consulenza tecnica disposta dal giudice, che deve esservi inserita dal cancelliere a mente dell'articolo 168 c.p.c., comma 2, e dell'articolo 347 c.p.c., comma 3), mediante il deposito, insieme al ricorso, della richiesta di trasmissione del detto fascicolo presentata nella cancelleria del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata e restituita al richiedente munita di visto ai sensi dell'articolo 369 c.p.c., comma 3; richiesta che, nella specie, risulta presentata dall'INPS e debitamente depositata unitamente al ricorso.
9. In effetti, nella sentenza impugnata, la Corte territoriale dichiara di condividere e far proprie le conclusioni della consulenza tecnica di ufficio effettuata in appello - conclusioni che evidenziavano l'avvenuta cessazione della esposizione "qualificata" nell'ultimo periodo di lavoro del (Omissis) (1994-1998), per essere, in tale periodo, i valori di riferimento di cui al Decreto Legislativo n. 277 del 1991 compresi tra le 0,02 e 0,05 ff/cc - salvo poi concludere, senza affermare di volersi discostare dal parere del proprio ausiliare, per il rigetto dell'appello dell'INPS e, quindi, per la conferma della sentenza di primo grado che aveva riconosciuto il diritto al richiesto beneficio previdenziale sino al 7.2.1996.
10. Il ricorso dell'INPS va, quindi, accolto conseguendone la cassazione della sentenza impugnata, mentre la causa, non necessitando ulteriori accertamenti in fatto (posto che tutte le circostanze evidenziate dall'Istituto previdenziale trovano obiettivo riscontro negli atti processuali) è decisa direttamente da questa Corte nel merito, con la declaratoria del diritto del (Omissis) alla rivalutazione contributiva da esposizione ad amianto limitatamente al periodo dal 3 giugno 1974 sino al 31 dicembre 1993.
Si compensano tra le parti le spese dell'intero processo (articolo 92 c.p.c.) in ragione del suo esito complessivo.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, dichiara il diritto di (Omissis) alla rivalutazione contributiva da esposizione all'amianto limitatamente al periodo dal 3 giugno 1974 al 31 dicembre 1993. Compensa fra le parti le spese dell'intero processo.