Source: https://renatodisa.com/2011/07/04/corte-di-cassazione-sezione-ii-ordinanza-n-14564-del-472011-la-mancata-indicazione-del-numero-di-matricola-dellapparecchiatura-non-prevista-dal-codice-quale-contenuto-necessario-del-verbale/
Timestamp: 2017-10-20 03:09:28+00:00
Document Index: 41534376

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 142', 'sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 142', 'sentenza ', 'sentenza ']

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Corte di Cassazione, sezione II, ordinanza n. 14564 del 4/7/2011. La mancata indicazione del numero di matricola dell’apparecchiatura, non prevista dal codice quale contenuto necessario del verbale, non può mai essere motivo di nullità della sanzione per violazione del diritto di difesa
By Avv. Renato D'Isa on 4 luglio 2011 • ( Lascia un commento )
Corte di cassazione, sezione II, ordinanza 4 luglio 2011 n. 14564. La mancata indicazione del numero di matricola dell’apparecchiatura, non prevista dal codice quale contenuto necessario del verbale, non può mai essere motivo di nullità della sanzione per violazione del diritto di difesa
Corte di Cassazione, sezione II, ordinanza n. 14564 depositata il 4.7.2011.
Lo ha precisato la seconda sezione civile della Cassazione con l’ordinanza del 4 luglio 2011 n. 14564 accogliendo il ricorso del Comune (che farà da “apripista” a tanti altri).
È stato cassato – quanto deciso in primo e secondo grado – uno dei motivi più utilizzati dagli avvocati, spazzato via de plano.
In entrambe i gradi di giudizio il verbale era stato annullato proprio per l’assenza dell’indicazione del numero di matricola sul verbale.
Pertanto è stato enunciato il seguente principio di diritto: “la mancata indicazione del numero di matricola dell’apparecchiatura, non prevista dal codice quale contenuto necessario del verbale, non può mai essere motivo di nullità della sanzione per violazione del diritto di difesa“.
Il tribunale di Vigevano, secondo la Corte, ha contraddetto tutti gli insegnamenti resi in materia dalla Giurisprudenza di legittimità[2]
Sorrento, 4/7/2011.
[1] Sentenza scaricabile e consultabile sul sito del sole 24 ore – Guida al Diritto
[2] Corte di Cassazione Sezione 2 civile, sentenza 19 novembre 2007, n. 23978
In tema di sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità stabiliti, come previsto dall’art. 142 codice della strada, non devono sottoposte ai controlli previsti dalla legge n. 273 del 1991 istituitiva del sistema nazionale di taratura. Tale sistema di controlli, infatti, attiene alla materia cd metrologica diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed è competenza di autorità amministrative diverse, rispetto a quelle pertinenti al caso di specie.
Corte di Cassazione Sezione II civile, sentenza 21 agosto 2007, n. 17754
Ai fini della legittimità della rilevazione della velocità mediante telelaser e della sua validità probatoria, non è necessario che l’apparecchio sia munito di dispositivo di documentazione fotografica ma solo che sia debitamente omologato e la velocità venga rilevata in modo chiaro ed accertabile mentre la concreta individuazione del veicolo rimane compito degli agenti di polizia accertatori, diretti ed unici gestori ex art. 12 cod. strada delle apparecchiature in questione. (In applicazione del principio La Corte ha cassato la sentenza del giudice di pace che aveva annullato la sanzione amministrativa derivante da eccesso di velocità ritenendo tecnicamente inaffidabile il dispositivo in questione).
Corte di Cassazione Sezione II civile, sentenza 25 giugno 2008, n. 1736.
In tema di sanzioni amministrative conseguenti alla violazione dei limiti di velocità previsti dall’art. 142 del codice della strada, il legislatore non ha adottato, in relazione alle apparecchiature di controllo automatico (c.d. “autovelox”) in dotazione alle Forze di polizia, nessuna disposizione che commini la decadenza delle omologazioni rilasciate; ne consegue che, nel giudizio di opposizione alla relativa sanzione amministrativa, non sussiste alcun ulteriore onere probatorio, a carico dell’Amministrazione, relativo alla perdurante funzionalità delle predette apparecchiature.
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