Source: https://www.piazzapitagora.it/2020/04/02/se-la-farmacia-dona-al-comune-una-partita-di-mascherine/
Timestamp: 2020-08-10 08:36:53+00:00
Document Index: 83752002

Matched Legal Cases: ['art. 66', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 66', 'art. 66']

SE LA FARMACIA DONA AL COMUNE UNA PARTITA DI MASCHERINE - Piazza Pitagora
Posted by (roberto santori) | 2 Apr 2020 | Gestionale, News, Prima pagina
Avrei intenzione di cedere una intera partita di mascherine 94 scatole da 20 pezzi, totale acquisto circa 800 euro, alla comunità, quindi al Sindaco di …
Basta una fattura di cessione gratuita?
Se la donazione è effettuata per il tramite di una pubblica amministrazione riteniamo senz’altro [v. in proposito Sediva News del 26/03/2020] applicabile l’art. 66 del D.L. 18/2020 (l’ormai famoso “Cura Italia”), e pertanto l’erogazione liberale resta integralmente deducibile ai fini delle II.DD/Irap in base al costo sostenuto dalla farmacia per l’acquisto dei prodotti donati.
Ai fini Iva, tuttavia, trattandosi di cessioni di beni oggetto dell’attività propria della farmacia (art. 2, comma 2, n. 4) del D.P.R. 633/72), se al momento dell’acquisto è stata portata in detrazione l’iva [come accade nella quasi totalità dei casi e quindi (riteniamo a buona ragione) anche nel vostro] al momento della cessione della merce, anche se operata a titolo gratuito, deve essere versata la relativa imposta calcolata, però, sulla base dello stesso costo di acquisto dei beni e non del prezzo di cessione al pubblico (art. 13, comma 2, lett. c, D.P.R. 633/72).
Dovrà pertanto essere emessa in formato elettronico:
un’autofattura, nel caso in cui presumibilmente non si voglia addebitare e riscuotere la relativa imposta al/dal Comune;
una fattura ordinaria al Comune per la sola imposta, nel caso contrario.
La fattura dovrà indicare la tipologia dei prodotti ceduti, il numero di pezzi e il loro valore unitario (al costo, come detto).
Quanto agli obblighi di documentazione richiesti dall’art. 4 del D.M. Lavoro del 28/11/2019 (v. la citata Sediva News), riteniamo che possano essere assolti anche mediante uno scambio di PEC tra farmacia e pubblica amministrazione nel quale la farmacia indicherà sempre la tipologia, il numero e il costo unitario dei beni ceduti, dichiarando inoltre la volontà di effettuare un’erogazione liberale ai sensi dell’art. 66, comma 2, del D.L. 18/2020 [ad esempio: “Si cedono a titolo gratuito n. 50 DPI tipo FFP3 Marca______ costo unitario 5,20 – Erogazione liberale ai sensi dell’art. 66, comma 2, de D.L. 17/03/2020 n. 18”], mentre da parte sua la pubblica amministrazione esprimerà l’accettazione della liberalità e contestualmente l’impegno alla sua destinazione esclusiva nell’emergenza sanitaria in atto.
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