Source: https://www.passferrara.it/faq-2/
Timestamp: 2020-08-14 20:51:49+00:00
Document Index: 14998401

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 31', 'art. 21', 'art. 31']

Pass Srl | FAQ - Sicurezza, formazione, lavoro
*FAQ AGGIORNATE AL 01 GENNAIO 2020
NB: aggiornamenti normativi importanti vengono indicati nelle NEWS ad eccezione dei semplici adeguamenti ISTAT dell’importo delle sanzioni.
Chi è Pass S.r.l.?
Pass S.r.l. è una società di servizi che fornisce consulenza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ed in materia ambientale. Pass S.r.l. risolve le problematiche legate alla salute e alla sicurezza sul lavoro in un ottica di qualità, efficacia ed efficienza
È possibile ricevere gli aggiornamenti ai corsi e le news pubblicate da Pass S.r.l.?
Per ricevere tutti gli aggiornamenti riguardanti i corsi e le attività collaterali organizzate o legate a Pass S.r.l. è sufficiente iscriversi alla newsletter o visitare il nostro sito alla sezione News.
Quali corsi è possibile effettuare presso la sede Pass S.r.l.?
Pass S.r.l. organizza corsi di formazione e di aggiornamento in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro (ai sensi del decreto legislativo 81/2008 e s.m.i.) per le seguenti figure: Responsabili e Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (Rspp, Aspp), Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (Rls), Lavoratori, Coordinatori per la progettazione ed esecuzione dei lavori, Dirigenti, Preposti, Addetti alla prevenzione incendi e lotta antincendio, Addetti al primo soccorso e Corsi di formazione per specifiche mansioni e addetti all’utilizzo di particolari attrezzature e macchine, previsti dal d.lgs. 81/2008 e s.m.i. alcuni dei quali regolati da specifici Accordi Stato Regioni. Pass S.r.l mette a disposizione di chiunque fosse interessato un catalogo completo dei corsi richiedibili ed un calendario dei corsi già programmati
A chi sono rivolti i corsi di Pass S.r.l.?
La nostra proposta formativa si rivolge a tutte le funzioni dell’organizzazione aziendale e propone programmi teorici e pratici, con approfondimenti settoriali
Quanto durano i corsi di Pass S.r.l.?
Ogni corso ha una propria durata in base alla normativa vigente ed è verificabile nella scheda di ogni singolo corso
Cosa comprende la proposta formativa di Pass S.r.l.?
Pass S.r.l. propone programmi teorici e pratici, con approfondimenti settoriali. Promuovere la cultura della sicurezza e della salute negli ambienti di lavoro implica che i datori di lavoro, i lavoratori e, in generale, tutti gli operatori della sicurezza acquisiscano consapevolezza dei rischi in cui possono incorrere e siano adeguatamente informati sulla natura dei pericoli che si celano dietro lo svolgimento delle proprie attività quotidiane.
Lo stress lavoro-correlato è il problema di salute più frequente legato all’attività lavorativa in Europa dopo i disturbi muscoloscheletrici. Circa la metà dei lavoratori considera lo stress lavoro-correlato un fenomeno comune nel proprio luogo di lavoro. Il 50-60% di tutte le giornate lavorative perse è riconducibile allo stress lavoro-correlato
Pass S.r.l. può occuparsi anche della progettazione impiantistica antincendio e acustica nei cantieri?
In collaborazione con lo Studio dell’Ing. Stefano Bergagnin, Pass S.r.l si occupa della progettazione di: progetti antincendio per il conseguimento di certificati di prevenzione incendi (CPI) o nell’ambito di procedure semplificate (SCIA), progettazione impianti idrici antincendio, progettazione impianti idrici, progettazione impianti di allarme e rivelazione fumi, coordinamento della sicurezza nei cantieri in fase di progettazione e in fase di esecuzione, Piani Operativi di Sicurezza per le imprese (POS), collaudi, progettazione nel campo dell’acustica, progettazione di interventi di mitigazione del rumore
Come opera Pass S.r.l. in riferimento ai sistemi di gestione organizzativi ISO 9001, ISO 14001 e OHSAS 18001?
Pass S.r.l. fornisce consulenza per la realizzazione e certificazione di sistemi di gestione organizzativi secondo gli standard internazionali, dall’analisi iniziale alla progettazione e assistenza, all’implementazione, fino alla verifica del sistema di gestione e alla pianificazione e l’esecuzione di Audit interni dell’intero Sistema di Gestione presso le diverse funzioni aziendali. Infine, Pass S.r.l. fornisce assistenza alle verifiche ispettive dell’Ente di Certificazione.
Pass S.r.l. è in grado di individuare e valutare tutti i rischi per la sicurezza e la salute negli ambienti di lavoro?
Pass S.r.l. si occupa dell’individuazione e valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute negli ambienti di lavoro, elaborando la documentazione necessaria all’azienda per ottemperare agli obblighi di legge e per migliorare il proprio sistema di gestione della sicurezza e salute sul luogo di lavoro.
Cosa può fare Pass S.r.l. in ambito di adeguamento della direttiva 2013/35/UE in riferimento alla possibilità di esposizione a campi elettromagnetici?
Pass S.r.l. è in grado di valutare i rischi dell’azienda, calcolare i valori di riferimento (VA e VLE) necessari a un adeguato confronto parametrico e offrire la formazione necessaria ai lavoratori, nonché studiare un programma d’azione idoneo.
Cosa rischiano i datori di lavoro in caso di mancata formazione del personale?
Datore di Lavoro: i datori di lavoro possono svolgere il ruolo di RSPP. Per farlo hanno bisogno di una formazione adeguata. In caso di inadempienza sono previsti l’arresto da 3 a 6 mesi e ammenda da 2.792,06 Euro a 7.147,67 Euro.
Dirigenti e Preposti: la formazione per dirigenti e preposti è a carico del datore di lavoro. Le sanzioni in caso di mancata formazione sono l’arresto da 2 a 4 mesi e ammenda da 1.340,19 Euro a 5.807,48 Euro.
RSPP: per la mancata formazione degli RSPP non datori di lavoro, è previsto l’arresto da 3 a 6 mesi e ammenda da 2.792,06 Euro a 7.147,67 Euro.
RLS: il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza viene scelto dai lavoratori stessi e per svolgere questo ruolo deve seguire un apposito corso di formazione a carico del Datore di Lavoro. Nel caso in cui non gli venisse consentito il datore di lavoro sarebbe punibile con l’arresto 2 a 4 mesi e ammenda da 1.340,19 Euro a 5.807,48 Euro.
Addetti Prevenzione Incendio e Addetti Primo Soccorso: queste figure devono essere presenti in ogni azienda in numero variabile a seconda delle dimensioni e del numero di lavoratori. Anch’essi devono ricevere una formazione per poter ricoprire tali ruoli, in caso di mancata formazione il datore di lavoro potrebbe essere arrestato tra 2 a 4 mesi oppure dovrà pagare un’ammenda da 1.315,00 € a 5.699,20 €.
Addetti all’uso attrezzature di lavoro: l’art. 73 del D.Lgs. 81/08 prevede che i lavoratori addetti all’uso di particolari attrezzature ricevano un’adeguata formazione a carico del datore di lavoro, se così non fosse quest’ultimo si troverebbe a pagare una multa da 2.792,06 Euro a 7.147,67 Euro oppure potrebbe essere condannato da 3 a 6 mesi di carcere.
Lavoratori: tutti i lavoratori devono seguire un corso di formazione e informazione sui rischi dell’attività lavorativa (formazione generale e specifica). Il datore di lavoro è tenuto a fornirla a proprie spese e nell’orario di lavoro. Anche in questo caso per mancata formazione ci sarebbe l’arresto da 2 a 4 mesi e ammenda da 1.340,19 Euro a 5.807,48 Euro.
È possibile svolgere la formazione a distanza (E-learning)?
Secondo l’accordo Stato Regioni del 21-12-2011, l’utilizzo delle modalità di apprendimento in e-learning è consentito per: formazione generale lavoratori (4 ore), corso di aggiornamento per preposti (6 ore), corso di formazione dirigenti (16 ore), formazione aggiuntiva per preposti (4 ore delle 8 ore previste), corso di aggiornamento per lavoratori a rischio basso (6 ore).
Con che frequenza devono essere rinnovati i corsi di formazione da parte dei lavoratori?
In attuazione del D.Lgs. 81/2008 le aziende che vedono la presenza di altre persone oltre al titolare sul luogo di lavoro devono frequentare corsi obbligatori in materia di sicurezza sul lavoro che riepiloghiamo nella seguente tabella.
Quali sono le normative di sicurezza nei luoghi di lavoro in vigore?
– decreto legislativo n. 81 dell’ 9 Aprile 2008 (D.Lgs. 81/08) definito anche Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Questo D.Lgs. è stato successivamente modificato ed integrato da altre leggi (L. n. 88/09; D.Lgs. n. 106/09, ed altre ancora tra cui il D.Lgs. 151/2015);
– accordi Stato-Regioni del 26 gennaio 2006, del 21 dicembre 2011, del 22 febbraio 2012 e del 25 luglio 2012 (Linee applicative)
Il Testo Unico sulla sicurezza, D.Lgs. 81/2008, nell’art. 3 prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro, in tutti i settori di attività privati o pubblici. La normativa si applica ogniqualvolta vi sia un Datore di Lavoro (DDL) e almeno un lavoratore di qualsiasi tipologia contrattuale, che sia o no pagato. Tutte le aziende (società di capitali; società di persone, snc o sas, con 2 soci di cui uno è datore di lavoro e l’altro è assimilato a lavoratore; ditta individuale con almeno un lavoratore con qualsiasi tipologia contrattuale) devono adempiere agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08. Sono escluse le imprese famigliari senza dipendenti, i lavoratori autonomi e le associazioni di volontariato.
Ai fini della formazione, come si classificano le attività in base ai livelli di rischio?
Nell’allegato 1 dell’accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 è riportata la suddivisione di tutte le attività identificate dal codice ATECO in 3 livelli di rischio BASSO-MEDIO-ALTO. Di seguito indichiamo le macroaree delle attività raggruppate per livello di rischio.
Rischio BASSO – Commercio ingrosso e dettaglio; Attività Artigianali non assimilabili alle precedenti (carrozzerie, riparazione veicoli, lavanderie, parrucchieri, pianificatori, pasticceri, ecc.); Alberghi; Ristoranti; Assicurazioni; Immobiliari; Informatica Associazioni ricreative, culturali, sportive; Servizi Domestici; Organizzazioni Extraterritoriali.
Rischio MEDIO – Agricoltura; Pesca; Trasporti, magazzinaggi, comunicazioni; Assistenza sociale NON residenziale (85.32); Pubblica Amministrazione; Istruzione.
Rischio ALTO – Estrazione minerali; Altre Industrie Estrattive; Costruzioni; Industrie Alimentari ecc.; Tessili, Abbigliamento; Conciarie, Cuoio; Legno; Carta, Editoria, Stampa; Minerali non metalliferi; Produzione e lavorazione metalli; Fabbricazione macchine, apparecchi; Meccanici; Fabbricazione macchine, apparecchi elettrici, elettronici; Autoveicoli; Mobili; Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas, acqua; Smaltimento rifiuti; Raffinerie – Trattamento combustibili nucleari; Industria chimica, fibre; Gomma, Plastica; Sanità; Assistenza sociale residenziale (85.31).
Le norme che definiscono la formazione e l’aggiornamento di RSPP, lavoratori, preposti e dirigenti sono contenute nell’accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (G.U.) n. 8 del 11 gennaio 2012. In questo accordo sono specificati i contenuti e la durata dei corsi sia di formazione che di aggiornamento obbligatori, in relazione al codice ATECO e al livello di rischio dell’azienda, come previsti dall’articolo 37 del D.Lgs. 81/08.
Chi è il datore di lavoro DDL?
Il Datore di lavoro, art. 2, è il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, identificabile con il soggetto che ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.
L’RSPP – Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione – è la persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’art. 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi. Il Servizio di Prevenzione e Protezione provvede a: individuare i fattori di rischio; elaborare misure preventive e protettive per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro; proporre programmi di informazione e formazione; fornire specifiche informazioni ai lavoratori sui rischi potenziali e sulle misure di prevenzione da adottare.
Chi può essere nominato l’RSPP?
Ai sensi degli art. 31 e 34 del D.Lgs. 81/08, per svolgere l’incarico di RSPP è necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore e della formazione specifica (moduli A, B e C) previsti dall’accordo Stato Regioni del 26-01-2006. Tale compito può essere ricoperto da: il Datore di lavoro stesso (accordo Stato-Regioni del 21-12-2011), un dipendente dell’azienda o un consulente esterno
Quanti RSPP deve avere un’azienda?
Quali obblighi formativi ha l’RSPP?
L’articolo 32 del D.Lgs. 81/2008 identifica le capacità ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione interni o esterni e prescrive l’obbligo di frequenza di specifici corsi di formazione, con verifica dell’apprendimento. L’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016 definisce i contenuti e le modalità di svolgimento. E’ necessario frequentare un percorso formativo che prevede:
_ MODULO A: (durata 28 ore – credito permanente valido per tutte le attività);
_ MODULO B: è il corso correlato alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative. L’articolazione degli argomenti formativi e delle aree tematiche del Modulo B è strutturata prevedendo un Modulo comune a tutti i settori produttivi della durata di 48 ore. Il suddetto modulo comune è esaustivo per tutti i settori produttivi ad eccezione dei quattro per i quali il percorso deve essere integrato con la frequenza di moduli di specializzazione. Il modulo comune è propedeutico per l’accesso ai moduli di specializzazione. Sono previsti inoltre aggiornamenti quinquennali di 40 ore per gli RSPP, 20 ore per gli ASPP.
_MODULO C: (durata 24 ore- credito permanente valido per tutte le attività).
La durata di formazione per il datore di lavoro che ricopre l’incarico di RSPP cambia in relazione al livello di rischio della sua azienda: Rischio BASSO (16 ore), Rischio MEDIO (32 ore), Rischio ALTO (48 ore). I Datori di Lavoro che svolgono direttamente la funzione di responsabili dei servizi di prevenzione e protezione sono tenuti a frequentare corsi di aggiornamento secondo gli indirizzi nelle modalità e nelle tempistiche definite nell’accordo Stato-regioni del 21/12/2011. La durata dell’aggiornamento obbligatorio quinquennale è in relazione del livello di rischio dell’attività. Rischio BASSO (6 ore), Rischio MEDIO (10 ore), Rischio ALTO (14 ore).
Quali sanzioni sono previste per mancata formazione o aggiornamento degli RSPP?
La mancata formazione degli RSPP (sia interni che esterni) comporta la decadenza dell’incarico con l’applicazione di pesanti sanzioni in capo al Datore di Lavoro (arresto da 3 a 6 mesi e ammenda da € 2.740,00 a € 7.014,00).
La formazione o l’aggiornamento dei lavoratori sono obbligatorie?
Tutti i lavoratori di tutti i settori devono essere formati. I percorsi formativi sono suddivisi in 2 livelli consecutivi quali formazione generale di 4 ore uguale per tutti e formazione specifica in base al lavoro svolto e al livello di rischio dell’azienda, ossia: 4 ore per settori a rischio basso, 8 ore per settori a rischio medio e 12 ore per settori a rischio alto. Dopo la formazione obbligatoria il datore di lavoro deve adempiere all’aggiornamento continuo del lavoratore che è quantificabile in 6 ore ogni 5 anni per tutti i settori. L’accordo invita a distribuire l’aggiornamento durante tutto il periodo dei 5 anni quindi con corsi di 1-2 ore per anno.
Quali sanzioni sono previste per mancata formazione o aggiornamento di lavoratori, RLS, RSPP e addetti?
Per il datore di lavoro che non adempie agli obblighi di formazione dei lavoratori in relazione alla mansione svolta nell’ambito dell’azienda è prevista la sanzione di arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.740,00 € a 7.014,00 €. Sono inoltre previste sanzioni anche per il lavoratore che volutamente non partecipa alla formazione indicata.
L’RLS – Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza – è la persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. Nelle aziende o unità produttive fino a 15 lavoratori il RLS è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo secondo quanto previsto dall’articolo 48 del D.Lgs. 81/08. Nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il RLS è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, il rappresentante è eletto dai lavoratori della azienda al loro interno. Il numero minimo di RLS dipende dal numero di dipendenti: 1 RLS nelle aziende o unità produttive sino a 200 lavoratori; 3 RLS nelle aziende o unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori; 6 RLS in tutte le altre aziende o unità produttive oltre i 1.000 lavoratori.
Quali obblighi formativi ha l’RLS?
Ai sensi dell’Art. 37 del D.lgs 81/08 il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza –RLS-deve partecipare a una formazione specifica di 32 ore i cui contenuti minimi previsti sono: principi giuridici comunitari e nazionali; legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro; principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi; definizione e individuazione dei fattori di rischio; valutazione dei rischi; individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione; aspetti normativi dell’attività di rappresentanza dei lavoratori; nozioni di tecnica della comunicazione. La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità di aggiornamento periodico della formazione, la cui durata non deve essere inferiore a: 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori.
Che cos’è il DVR (documento valutazione rischi)?
Un’azienda senza dipendenti e con un socio, cosa deve fare in merito alla sicurezza?
Se l’associato in partecipazione non svolge attività lavorativa e non ci sono altri lavoratori dipendenti, l’unico obbligo è quello previsto dall’art. 21 del T.U in quanto il datore di lavoro è l’unico lavoratore e svolge l’attività in piena autonomia (per il lavoratore autonomo la formazione è facoltativa). Se l’associato presta la propria opera all’interno dell’azienda è a tutti gli effetti un lavoratore e quindi per il datore di lavoro (l’altro socio) scattano tutti gli obblighi previsti in caso di presenza di dipendenti, incluso quello della formazione del lavoratore.
Chi sono l’addetto al Primo Soccorso e l’addetto antincendio e da chi vengono nominati?
Tali figure vengono designate dal datore di lavoro. La loro attività è di primo intervento in caso di emergenze di tipo sanitario (addetti al primo soccorso), e di incendio (addetti prevenzione incendio).
Quali obblighi formativi hanno l’addetto al Primo Soccorso e l’addetto antincendio?
Gli addetti al primo soccorso, designati ai sensi dell’arti. 18 del d.lgs. 81/08 sono formati con istruzione teorica e pratica per l’attuazione delle misure di primo intervento interno e per l’attivazione degli interventi di pronto soccorso. I corsi previsti sono così suddivisi: 16 ore per aziende classificate di gruppo “A” e 12 ore per aziende classificate di gruppo “B” e “C”. Con cadenza triennale è previsto l’obbligo di aggiornamento per la parte pratica: 6 ore per gli addetti delle aziende di gruppo “A” e 4 ore per gli addetti di aziende di gruppo “B” e “C”.
Quanti addetti al Primo Soccorso e antincendio deve avere un’azienda?
Non esistono disposizioni precise circa il numero di addetti al primo soccorso in azienda. È il datore di lavoro, di concerto con RSPP e medico competente, a effettuare la valutazione dei rischi e a decidere, di conseguenza quanti addetti al primo soccorso sono necessari. I parametri da valutare sono numero di dipendenti, organizzazione dell’attività lavorativa e natura dell’attività. In particolare è consigliato prevedere la presenza di almeno un addetto al primo soccorso per ogni unità produttiva e in ogni turno di lavoro, in maniera da non lasciare scoperti i lavoratori in caso di necessità.
Chi conduce le attività formative durante i corsi in aula?
Il personale di Pass S.r.l. che conduce le attività formative è altamente qualificato a norma di legge
È possibile frequentare un corso direttamente in azienda?
Su richiesta, previa stipula di contratto o convenzione, è possibile ricevere corsi “aziendali” riservati e personalizzati, in base alle esigenze dell’azienda
Come va fatta la valutazione del rischio stress lavoro-correlato?
Sebbene spetti ai datori di lavoro la responsabilità giuridica di garantire la corretta valutazione e il controllo dei rischi sul lavoro, è indispensabile coinvolgere anche i lavoratori, che insieme ai loro rappresentanti conoscono meglio di chiunque altro i problemi che possono verificarsi nei luoghi di lavoro. Pass S.r.l. assiste il datore di lavoro nella valutazione dei rischi legati allo stress lavoro correlato, proponendo soluzioni di prevenzione, miglioramento e gestione del rischio efficaci e pratiche, in un’ottica di efficienza rispetto alle reali necessità aziendali. Ogni intervento è pianificato su misura per l’azienda, nel rispetto dei tempi e delle risorse disponibili, conciliando le esigenze della produzione con gli interventi a livello di clima aziendale che vengono proposti.
La raccolta dei dati per la valutazione del rischio stress lavoro-correlato deve essere fatta garantendo l’anonimato dei lavoratori?
Per effettuare una valida valutazione di rischio stress lavoro correlato bisogna assolutamente considerare che i questionari sono strumenti di rilevazione dei vissuti e della percezione soggettiva del gruppo dei lavoratori, ovvero permettono di fotografare lo stato di salute/malessere dei lavoratori in relazione all’organizzazione. Sono da escludere a priori tutti i test-questionari di matrice clinica: questi ultimi sono strumenti esclusivamente mirati a definire profili di personalità e a individuare aspetti psicopatologici individuali, e non hanno nulla a che vedere con l’investigazione degli aspetti organizzativi di una azienda/istituzione. Va garantito l’anonimato alle persone cui viene somministrato il questionario (non può essere usato il veicolo “internet” o “intranet”, laddove sia identificabile la postazione del lavoratore).
La valutazione del rischio stress da chi deve essere eseguita?
“La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato è parte integrante della valutazione dei rischi e viene effettuata (come per tutti gli altri fattori di rischio) dal datore di lavoro avvalendosi del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) con il coinvolgimento del medico competente, ove nominato, e previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS/RLST).” Il datore di lavoro, per effettuare la valutazione di tutti i rischi e quindi anche del rischio stress lavoro-correlato, può comunque avvalersi di professionisti (risorse interne e/o consulenti esterni) esperti nella materia specifica e ciò in virtù anche delle indicazioni fornite dallo stesso D. Lgs. n. 81/2008 con l’art. 31 comma 3 in base al quale “il datore di lavoro può avvalersi di persone esterne all’azienda in possesso delle conoscenze professionali necessarie, per integrare, ove occorra, l’azione di prevenzione e protezione del servizio”.