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Timestamp: 2019-01-22 09:24:00+00:00
Document Index: 132735903

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.1895', 'art.21', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 27']

Polizza assicurazione avvocati: slitta l'obbligo. Fregati gli avvocati diligenti
Polizza assicurazione avvocati: slitta l’obbligo. Fregati gli avvocati diligenti
5 Luglio 2013 | Autore: Ditelo Voi
> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Luglio 2013
Slitta, a data da destinarsi, l’obbligo di stipulare la polizza assicurazioni per gli avvocati: rimangono “fregati” coloro che, diligentemente, avevano già firmato un contratto biennale con Le Assicurazioni Generali S.p.A., con la convenzione della Cassa Forense.
Avv. Mariella La Spada, mariellalaspada@yahoo.it
Studio in Zurigo, Aubrigstrasse, 8
Per volontà del Consiglio Nazionale Forense, slitta l’obbligo per gli avvocati di stipulare la polizza assicurativa sulla responsabilità professionale: la data non è più quella del 13 agosto, ma è da destinarsi.
Cosa possono fare gli avvocati che, nel frattempo, hanno aderito alla Convenzione Cassa Forense con le Assicurazioni Generali S.p.a, vincolandosi per due anni? Chi tutelerà l’esercito di iscritti all’Albo avvocati che, momentaneamente, non svolgono l’attività professionale e che, per difendere il titolo, dovranno adeguarsi al nuovo oneroso obbligo?
Dopo essersi detto, in lungo e in largo, che dal 13 Agosto 2013 [1] sarebbe dovuto entrare in vigore l’obbligo per gli Avvocati di stipulare una polizza assicurativa sulla responsabilità professionale, una circolare del CNF dello scorso 28 giugno [2] ha stabilito che tale obbligo slitta al quando il Ministero avrà determinato “le condizioni essenziali e i massimali minimi delle polizze” [3].
Nel frattempo, tutti coloro che si sono diligentemente mossi per adeguarsi a tale dovere di legge, magari aderendo alla Convenzione Cassa Forense con Le Assicurazioni Generali S.p.a. (su cui peraltro pesa il giudizio negativo dell’Antitrust), si trovano vincolati per due anni ad un esborso di 369,00 Euro l’anno, per via di un repentino e discrezionale cambiamento di idee del CNF.
Peraltro, analizzando la Polizza Convenzione Generali con Cassa Forense, molti sono i dubbi interpretativi.
Il primo è più importante è a chi si rivolge tale Convenzione: agli iscritti alla cassa [4] o anche a coloro che non lo sono? È obbligato, il giovane avvocato, iscritto solo all’albo e che non esercita la professione,
Si tratta di una Convenzione destinata ai soli iscritti alla Cassa Forense [4] o anche a coloro che, pur di mantenere il titolo e non potendo pagare la previdenza, preferiscono restare iscritti solo all’albo (ricordiamo, infatti, che non è ancora in vigore l’obbligo di contestuale iscrizione alla cassa e all’albo)? In tal caso, però, il contratto di assicurazione potrebbe essere nullo per carenza di rischio [5], posto che il professionista iscritto non svolge un’attività professionale.
I suddetti avvocati, purtroppo, sono obbligati alla stipula della polizza da una Legge Forense che non effettua distinzioni di sorta.
Ci si augura che il CNF si ispiri di più a criteri di solidarietà, a tutela di tutti gli avvocati iscritti all’albo e di tutti i praticanti abilitati, iscritti negli appositi Registri.
[1] Art.12 Legge Forense n.247/2012
[2] Circolare n. 14/C/2013.
[3] Art.12,co.5 l.c.
[4] Ex art. 3 della stessa polizza.
[5] Come recita l’art.1895 del codice civile.
05/07/2013 alle 09:52
interessante osservazione quella della nulltà per carenza di rischio. mi ero occupato del tema in un altro articolo (https://www.laleggepertutti.it/33002_avvocati-obbligo-di-assicurazione-e-del-pos-quale-senso-per-i-para-subordinati) e sotto un’altra ottica, e in effetti non avevo considerato questo aspetto.
Davide Sole ha detto:
05/07/2013 alle 15:49
Ci sono stati chiarimenti per quanto riguarda l’obbligo di stipulare anche una polizza infortuni che era riportato nel decreto?
05/07/2013 alle 15:58
Nulla per carenza di rischio? Dunque perché chi è iscritto all’albo ma non alla cassa(iscrizione non obbligatoria)non eserciterebbe un’attività professionale.Credo d’essermi perso qualche passaggio giacché a me sembra una teoria paragonabile alle famose catalanate.
05/07/2013 alle 17:53
La circostanza che l’iscrizine alle cassa forense non sia obbligatoria, non è vera. chi si iscrive all’ordine degli avvocati, da inizio anno , deve essere iscritto alla cassa. NOn hanno fatto pagare solo perché, ad oggi, non c’è un regolamento per i nuovi iscritti .
05/07/2013 alle 18:26
L’obbligo dei due anni è tutta da verificare in sede giudiziale; così come è da verificare che la disdetta vada data un anno prima con doppia raccomandata. Prima ancora di parlare di obbligatorietà o meno, io porrei la mia attenzione sulle clausule di questa convenzione che, ad aggravare il tutto, è stato firmato da Cassa Avvocati, cioè da persone che si suppone conoscano il diritto, a favore dei propri iscritti. L’apposizione di tali clausule nell’accordo, quindi nei singoli contratti lascia di stucco, perché palesemente a sfavore dei contraenti-consumatori.
Avv.Mariella La Spada ha detto:
05/07/2013 alle 20:00
Gli iscritti all’Albo degli Avvocati, che non esercitano l’attivita’ professionale e non sono iscitti alla Cassa Forense, sono secondo gli ultimi datii forniti da Cassa Forense circa 60.000.
Tra gli avvocati italiani al 31/12/2010 , oltre 216.000 sono iscritti agli albi, soltanto 157.000 sono iscritti alla Cassa, perche’ magari sono praticanti in studi notarili, impiegati in Enti o studi commerciali o impegnati in altri studi.
Per essi non c’e’ allo stato di fatto alcuna tutela, per mantenere il titolo di Avvocato devono adeguarsi alle ultime disposizioni previste dalla Leggen.247/2012, che all’art.21 co.8 9 e 10 impone la contestuale iscrizione all’Albo ed alla Cassa Forense.
Tuttavia, tale norma non e’ allo stato di immediata applicazione, ma subordinata all’emanazione di un regolamento della Cassa Nazionale di previdenza forense da adottare entro un anno dall’entrata in vigore della legge.
Giovanni Genova ha detto:
06/07/2013 alle 12:29
Un avvocato senza assicurazione è un incosciente che non meriterebbe neppure di fare la professione. Che ci sia voluto un obbligo di legge perché tutti si assicurassero è una vergogna. Chi ritiene che gli “avvocati diligenti” sono stati fregati dal rinvio non ha capito i termini della questione! L’assicurazione è la minima doverosa tutela che ogni professionista (anche colui che si sente il più bravo al mondo) deve garantire ai propri clienti. Anche il più grande può commettere errori: non può rimetterci il cliente!
07/07/2013 alle 12:33
I termini della questione trattati nell’articolo son ben diversi!
Non si discute sulla necessita” di tale obbligo di assicurarsi contro i rischi derivanti dall’esercizio della professione, ma sui mancati ooportuni distinguo all’interno della categoria, sulla tempistica del Cnf che, nella circolare citata, sembra proiettata verso una polizza collettiva ben piu’ conveniente di quella delle Generali, infine, sulla validita’ di un contratto di assicurazione contro i rischi da attivita’ professionale, per quegli assicurati che, di fatto, non esercitando alcuna professione forense, non incorrono in alcun rischio, pur essendo obbligati ad assicurarsi!!!
07/07/2013 alle 14:23
Evidentemente a me sfugge qualcosa.
Fino alla riforma del 2012 l’esercizio della professione forense NON era condizionato all’iscrizione alla Cassa (artt. 1 e 17, R.D.1933, n. 1578): solo l’esercizio continuativo della professione (ad oggi parametrato al superamento di determinati minimi quanto al volume di affari IVA e al reddito IRPEF, per l’anno 2012 pari rispettivamente ad € 15.300 e € 10.300) di cui all’art. 2, L. 1980, n. 576 comporta l’obbligo di iscrizione alla Cassa.
Non mi pare pertanto corretto dire che il professionista iscritto solo all’Albo e non alla Cassa non svolga un’attività professionale, non essendo obbligato alll’iscrizione alla Cassa se – pur esercitando – non raggiunge i minimi previsti.
Ne consegue che il professionista iscritto (non anche alla Cassa, ma solo) all’abo, potendo svolgere attivita’ professionale, puo’ validamente stipulare un contratto di assicurazione senza incorrere nella nullita’ ex 1895 c.c..
La riforma del 2012 non ha innovato sul punto dei requisiti necessari per l’esercizio della professione forense (art. 2, comma 3, L. 247/2012: “L’iscrizione ad un albo circondariale è condizione per l’esercizio della professione di avvocato”), ma ha imposto all’art. 21, comma 8 che tutti gli avvocati iscritti ad un Albo debbano contestualmente essere iscritti alla Cassa (con conseguente obbligo di pagamento dei contributi, opportunamente ridotti nei primi 5/10 anni di iscrizione) a prescindere da reddito e volume affari IVA.
Il successivo comma 9 del medesimo articolo rimette ad un regolamento della Cassa – da emanarsi entro un anno dall’entrata in vigore della legge 247 – la determinazione dei “minimi contributivi dovuti nel caso di soggetti iscritti senza il raggiungimento di parametri reddituali, eventuali condizioni temporanee di esenzione o di diminuzione dei contributi per soggetti in particolari condizioni e l’eventuale applicazione del regime contributivo.”.
Infine, il comma 1 dello stesso art. 27 subordina la PERMANENZA dell’iscrizione all’albo “all’esercizio della professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente, salve le eccezioni previste anche in riferimento ai primi anni di esercizio professionale.”; sara’ un successivo regolamento del Ministero della Giustizia che, entro due anni, disciplinera’ “le modalità di accertamento dell’esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione, le eccezioni consentite e le modalità per la reiscrizione”, con espressa previsione dell'”esclusione di ogni riferimento al reddito professionale”.
Anche sotto l’imperio della nuova disciplina non mi pare quindi corretto affermare “che non è ancora in vigore l’obbligo di contestuale iscrizione alla cassa e all’albo”, ne’ di conseguenza dubitare che possa trattarsi di “Convenzione destinata ai soli iscritti alla Cassa Forense”: tutti gli avvocati iscritti ad un albo devono essere anche iscritti alla Cassa.
Se cio’ e’ vero, viene meno anche l’osservazione in base alla quale “il contratto di assicurazione potrebbe essere nullo per carenza di rischio, posto che il professionista iscritto non svolge un’attività professionale”.
Sarei grato se qualche cortese Collega confortasse il mio ragionamento oppure mi mostrasse dove esso e’ obnubilato da questa ventosa domenica di luglio.
@Giovanni Genova:
Lei non e’ avvocato, vero?
Secondo lei, quante categorie professionali (in Italia, in Europa e nel mondo) sono assoggettate ad un simile obbligo?