Source: http://dailyenmoveme.com/it/rinnovabili/centro-studi-del-senato-commenti-allarticolo-30-del-decreto-legge-24-giugno-2014-n-91
Timestamp: 2017-05-29 09:41:58+00:00
Document Index: 104096866

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 24', 'art. 12']

Centro Studi del Senato: Commenti all'Articolo 30 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91 | Rinnovabili | Ago-14
Home › Rinnovabili › Centro Studi del Senato: Commenti all'Articolo 30 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91 Centro Studi del Senato: Commenti all'Articolo 30 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91
Inviato da Felice Lucia il Ven, 01/08/2014 -Login o registrati per inviare commenti
Il comma 1 introduce una serie di semplificazioni amministrative per la realizzazione di interventi di efficienza energetica e di piccoli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare solare fotovoltaico: ciò avviene inserendo un articolo 7-bis nel decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2011/77/CE e 2003/30/CE). In particolare, si precisano i contenuti degli interventi già realizzabili con semplice comunicazione, prevedendo un modello unico approvato dal MISE, sentita l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, che sostituisce i modelli eventualmente adottati dai Comuni, dai gestori di rete e dal GSE SpA. Con riferimento alle comunicazioni di competenza del Comune, il modulo contiene esclusivamente:
b) la dichiarazione del proprietario di essere in possesso della documentazione rilasciata dal progettista circa la conformita' dell'intervento alla regola d'arte e alle normative di settore. Tali dichiarazioni ricadono tutte sotto l'ambito di operatività della disciplina cosiddetta autocertificatoria (articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445), prevedendosi altresì che il Comune e le altre autorità competenti effettuano i controlli sulla veridicità delle dichiarazioni, applicando le sanzioni previste dall'articolo 76 del medesimo decreto.
Si stabiliscono, inoltre, modalità semplificate per l’acquisizione degli atti di assenso eventualmente necessari, consentendo agli interessati di allegarli alla comunicazione predetta, ovvero di richiedere allo sportello unico per l'edilizia di acquisirli d'ufficio, allegando la documentazione strettamente necessaria allo scopo. In tale caso, il Comune provvede entro il termine di quarantacinque giorni dalla presentazione della comunicazione, decorsi inutilmente i quali il responsabile dello sportello unico indice la conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. Le amministrazioni che esprimono parere positivo possono non intervenire alla conferenza di servizi e trasmettere i relativi atti di assenso, dei quali si tiene conto ai fini dell'individuazione delle posizioni prevalenti per l'adozione della determinazione motivata di conclusione del procedimento. L'inizio dei lavori è sospeso fino all'acquisizione dei medesimi atti. Lo sportello unico per l'edilizia comunica tempestivamente all'interessato l'avvenuta acquisizione degli atti di assenso.
Tale disposizione consente, una riduzione degli oneri per le pratiche di realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici collocati sugli edifici e, ferme restando le disposizioni tributarie in materia di accisa sull'energia elettrica, sottrae all'acquisizione di atti amministrativi di assenso l'installazione di impianti solari fotovoltaici e termici con le modalità di cui all'articolo 11, comma 3, del decreto legislativo n. 115 del 2008, su edifici non ricadenti fra quelli vincolati.
Sono, altresì, introdotte al comma 2 - mercé l'inserimento di un articolo 8-bis nel medesimo decreto legislativo - ulteriori misure di semplificazione per la realizzazione di impianti di produzione di biometano e la conversione a biometano di impianti di produzione di energia elettrica da biogas, che consentono una diminuzione degli oneri economici gravanti sulle bollette elettriche, riducendo l’uso di biocarburanti diversi dal biometano, prevalentemente di importazione. Anche qui restano ferme restando le disposizioni tributarie in materia di accisa sul gas naturale; indi si prevede che, per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio degli impianti di produzione di biometano e delle relative opere di modifica, ivi incluse le opere e le infrastrutture connesse, si applicano le procedure di cui agli articoli 5 e 6 del decreto citato. A tali fini si utilizza l'autorizzazione unica, a meno che non si ricada nell'obbligo di procedura abilitativa semplificata: esso vige per i nuovi impianti di capacità produttiva, come definita ai sensi dell'articolo 21, comma 2, non superiore a 100 standard metri cubi/ora, nonché per le opere di modifica e per gli interventi di parziale o completa riconversione alla produzione di biometano di impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione, che non comportano aumento e variazione delle matrici biologiche in ingresso.Infine, nel comma 4-bis dell'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003 n. 387, dopo la parola "biomassa, sono inserite le seguenti: ", ivi inclusi gli impianti a biogas e gli impianti per produzione di biometano di nuova costruzione,". Si segnala che l’art. 12 del d.lgs. n. 387 del 2003 disciplina le procedure autorizzative per l’apertura dell’impianto e seleziona gli interessi che in tale fase possono assumere rilievo. Nella sentenza 11/06/2014 n. 166 la Corte costituzionale, nel dichiarare l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, comma 4, della legge della Regione Puglia 21 ottobre 2008, n. 31 (Norme in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili e per la riduzione di immissioni inquinanti e in materia ambientale) - nonché, in via consequenziale, l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, comma 5, della legge della Regione Puglia n. 31 del 2008 - ha in proposito sostenuto: "Una volta che l’opera sia stata realizzata, non è certamente escluso che vengano introdotti incentivi affinché, unitamente alla produzione dell’energia pulita, essa serva a valorizzare l’agricoltura locale; ed anzi, l’art. 26, comma 4-bis, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159 (Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l’equità sociale), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 29 novembre 2007, n. 222, lo prevede espressamente, al pari dell’art. 8 del decreto del Ministero dello sviluppo economico 6 luglio 2012 (Attuazione dell’art. 24 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, recante "Incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici"). Si tratta, tuttavia, di profili che assumono rilievo nella sola fase posteriore alla localizzazione dell’opera, e che in nessun caso ne condizionano l’avvio, ai sensi dell’art. 12 del d.lgs. n. 387 del 2003".
TESTO 1. Dopo l'articolo 7 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 è inserito il seguente: «Art. 7-bis. - (Semplificazione delle procedure autorizzative per la realizzazione di interventi di efficienza energetica e piccoli impianti a fonti rinnovabili). -- 1. Dal 1o ottobre 2014, la comunicazione per la realizzazione, la connessione e l'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, soggetti alla previsione del comma 11 dell'articolo 6, viene effettuata utilizzando un modello unico approvato dal Ministro dello sviluppo economico, sentita l'Autorità per l'energia elettrica e il gas ed il sistema idrico, che sostituisce i modelli eventualmente adottati dai Comuni, dai gestori di rete e dal GSE SpA. Con riferimento alle comunicazioni di competenza del Comune, di cui agli articoli 6, comma 11, e 7, commi 1, 2 e 5, il modulo contiene esclusivamente: a) i dati anagrafici del proprietario o di chi abbia titolo per presentare la comunicazione, l'indirizzo dell'immobile e la descrizione sommaria dell'intervento; b) la dichiarazione del proprietario di essere in possesso della documentazione rilasciata dal progettista circa la conformità dell'intervento alla regola d'arte e alle normative di settore. 2. Le dichiarazioni contenute nella comunicazione di cui al comma 1 sono rese ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Il Comune e le autorità competenti effettuano i controlli sulla veridicità delle predette dichiarazioni, applicando le sanzioni previste dall'articolo 76 del medesimo decreto. 3. Nei casi in cui sia necessario acquisire atti amministrativi di assenso, comunque denominati, l'interessato può: a) allegarli alla comunicazione di cui al comma 1, ovvero
b) richiedere allo sportello unico per l'edilizia di acquisirli d'ufficio, allegando la documentazione strettamente necessaria allo scopo. In tale caso, il Comune provvede entro il termine di quarantacinque giorni dalla presentazione della comunicazione, decorsi inutilmente i quali si applica l'articolo 20, comma 5-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. L'inizio dei lavori è sospeso fino all'acquisizione dei medesimi atti. Lo sportello unico per l'edilizia comunica tempestivamente all'interessato l'avvenuta acquisizione degli atti di assenso. 4. I soggetti destinatari della comunicazione resa con il modello unico di cui al comma 8 non possono richiedere documentazione aggiuntiva. 5. Ferme restando le disposizioni tributarie in materia di accisa sull'energia elettrica, l'installazione di impianti solari fotovoltaici e termici con le modalità di cui all'articolo 11, comma 3, del decreto legislativo n. 115 del 2008, su edifici non ricadenti fra quelli di cui all'articolo 136, comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, non è subordinata all'acquisizione di atti amministrativi di assenso, comunque denominati.». 2. Dopo l'articolo 8 del citato decreto legislativo n. 28 del 2011 è inserito il seguente:
«Art. 8-bis. - (Regimi di autorizzazione per la produzione di biometano). -- 1. Ferme restando le disposizioni tributarie in materia di accisa sul gas naturale, per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio degli impianti di produzione di biometano e delle relative opere di modifica, ivi incluse le opere e le infrastrutture connesse, si applicano le procedure di cui agli articoli 5 e 6. A tali fini si utilizza:
2. Nel comma 4-bis dell'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003 n. 387, dopo la parola "biomassa", sono inserite le seguenti: ", ivi inclusi gli impianti a biogas e gli impianti per produzione di biometano di nuova costruzione,".
Legend, progetto a Ferrara per sfruttare l'entalpia come fonte energetica rinnovabile e a impatto zero