Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2010&numero=27
Timestamp: 2020-02-25 15:24:29+00:00
Document Index: 56144010

Matched Legal Cases: ['art. 76', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 117', 'sentenza ', 'art. 27', 'art. 76', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 34']

Sentenza 27/2010 (ECLI:IT:COST:2010:27)
Udienza Pubblica del 15/12/2009; Decisione del 25/01/2010
Massime: 34296 34297 34298 34299
Massima n. 34296 Massima successiva
Ricorso della Regione Liguria - Impugnazione di numerose disposizioni del decreto-legge n. 112 del 2008 - Trattazione della sola questione concernente l'art. 76, comma 6- bis - Decisione sulle altre questioni rinviata a separate pronunce.
decreto legge 25/06/2008 n. 112 art. 76 co. 6
Massima n. 34297 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Enti locali - Riduzione dei trasferimenti erariali a favore delle Comunità montane - Ricorso della Regione Liguria - Denunciata violazione dell'autonomia finanziaria regionale per indebita compressione dei mezzi finanziari necessari al funzionamento delle comunità montane - Omessa dimostrazione dell'assunto imputabile a disposizione comunque espressione di principio fondamentale della materia "coordinamento della finanza pubblica" - Non fondatezza della questione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale del medesimo art. 76, comma 6-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133), avente ad oggetto la riduzione dell'importo di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, dei trasferimenti erariali a favore delle comunità montane promossa, in riferimento agli artt. 117, quarto comma, e 119 della Costituzione. In primo luogo, la ricorrente non motiva in alcun modo né, tantomeno, fornisce elementi tali da dimostrare che le comunità montane, a causa della riduzione del fondo loro destinato dallo Stato, non potranno più funzionare; in ogni caso, la disposizione in esame costituisce effettivamente espressione di princípi fondamentali della materia del coordinamento della finanza pubblica. Ciò in quanto il suo scopo è quello di contribuire, su un piano generale, al contenimento della spesa pubblica corrente nella finanza pubblica allargata e nell'ambito di misure congiunturali dirette a questo scopo nel quadro della manovra finanziaria.
Sui riflessi della riduzione dei trasferimenti erariali sull'autonomia finanziaria degli enti locali, v. citate sentenze n. 298/2009; n. 381/2004; n. 437/2001 e n. 507/2000.
Sulla riconducibilità della disciplina delle comunità montane alla competenza residuale delle Regioni, v. citate sentenze n. 237/2009, n. 456, 244/2005 e n. 229/2001.
Massima n. 34298 Massima successiva Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Enti locali - Riduzione dei trasferimenti erariali a favore delle Comunità montane, con priorità degli interventi per quelle situate ad una altitudine media inferiore a settecentocinquanta metri sopra il livello del mare - Previsione di un criterio rigido quale strumento per attuare prioritariamente la riduzione dei trasferimenti erariali - Esorbitanza dai limiti della competenza legislativa statale nella materia "coordinamento della finanza pubblica" - Illegittimità costituzionale in parte qua .
È costituzionalmente illegittimo l'art. 76, comma 6-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 113, nella parte in cui prevede che «i destinatari della riduzione, prioritariamente, devono essere individuati tra le comunità che si trovano ad una altitudine media inferiore a settecentocinquanta metri sopra il livello del mare». Infatti, la previsione di un criterio altimetrico rigido, quale quello individuato dall'art. 76, comma 6-bis, come strumento per attuare la riduzione dei trasferimenti erariali diretti alle comunità montane esorbita dai limiti della competenza statale e viola l'art. 117 Cost., in quanto la disposizione denunciata non si limita a fornire al legislatore regionale alcuni "indicatori" che si presentano non vincolanti, né dettagliati, né auto applicativi, così esorbitando dalla materia del coordinamento della finanza pubblica.
Su questione analoga, risolta, però, nel senso della non fondatezza della questione, v. sentenza n. 237/2009.
decreto legislativo 18/08/2000 n. false art. 27
Massima n. 34299 Massima precedente
Bilancio e contabilità pubblica - Enti locali - Riduzione dei trasferimenti erariali a favore delle comunità montane con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze - Ricorso della Regione Liguria - Mancata previsione, per l'emanazione del decreto, dell'intesa con la Conferenza unificata - Violazione del principio di leale collaborazione - Illegittimità costituzionale in parte qua .
È costituzionalmente illegittimo l'art. 76, comma 6-bis, del decreto-legge n. 112 del 2008, nella parte in cui non prevede per l'emanazione del decreto non regolamentare di attuazione, finalizzato all'attuazione della riduzione dei trasferimenti erariali alle comunità montane, lo strumento dell'intesa con la Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Pur riconoscendosi come adeguato il livello di governo scelto dal legislatore, è necessario il pieno coinvolgimento delle Regioni nella individuazione dei criteri da adottare per la realizzazione della riduzione del fondo da destinare alle comunità montane, esistendo una connessione indissolubile tra i problemi del finanziamento e i problemi della stessa esistenza ed articolazione delle comunità montane.
Sulle comunità montane, v. citata sentenza n. 244/2005.
Secondo l’Avvocatura dello Stato, la riduzione dei trasferimenti disposta dalla norma censurata concerne somme che, attraverso un apposito fondo previsto dall’art. 34, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (Riordino della finanza degli enti territoriali, a norma dell’articolo 4 della L. 23 ottobre 1992, n. 421), lo Stato destina al finanziamento delle comunità montane, nella misura annualmente determinata dalla legge finanziaria. Si tratterebbe, come riconosce la stessa Regione ricorrente, di somme a carico dello Stato, che non rientrano nell’ambito della finanza regionale, perché destinate direttamente alle comunità montane.