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Timestamp: 2020-06-05 12:42:19+00:00
Document Index: 40128604

Matched Legal Cases: ['art. 149', 'art. 1', 'art. 150', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 126', 'art. 9', 'art. 150', 'art. 24', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Giovedì 09 Febbraio 2017 17:21	Francesco Annunziata
Con la ordinanza che segue la Corte di Cassazione ha ritenuto che la procedura di indennizzo diretto prevista dall'art. 149 del codice delle assicurazioni private (decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209) è ammissibile anche in caso di collisione che abbia riguardato più di due veicoli, con esclusione della sola ipotesi in cui, oltre al veicolo dell'istante e a quello nei cui confronti questi rivolge le proprie pretese, siano coinvolti ulteriori veicoli (i cui conducenti siano) responsabili del danno. Ciò emerge chiaramente, continua la Corte, dalla lettera dall'art. 1, comma 1, lettera d), del regolamento emanato ai sensi dell'art. 150 del codice delle assicurazioni private, che contiene la disciplina del risarcimento diretto dei danni derivanti dalla circolazione stradale (D.P.R. 18 luglio 2006 n. 254), e che prevede che la suddetta procedura sia applicabile in caso di «collisione avvenuta nel territorio della Repubblica tra due veicoli a motore identificati e assicurati per la responsabilità civile obbligatoria dalla quale siano derivati danni ai veicoli o lesioni di lieve entità ai loro conducenti, senza coinvolgimento di altri veicoli responsabili» (Cass. III sezione Civile,Ordinanza del 07.02.2017).
Sabato 07 Gennaio 2017 00:00	Francesco Annunziata
Il Tribunale aveva ritenuto che non integrava violazione del diritto di difesa la mancata indicazione, nel verbale di contestazione, del decreto prefettizio di individuazione della strada su cui era stata rilevata l'infrazione tra quelle extraurbane nelle quali era consentito l'utilizzo di dispositivi finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni. Con la sentenza in esame la Corte di Cassazione ha affermato che la mancata indicazione degli estremi del decreto prefettizio nel verbale di contestazione integra un vizio di motivazione del provvedimento sanzionatorio, che pregiudica il diritto di difesa e non è rimediabile nella fase eventuale di opposizione (Cass. Civile, Sez. VI, sentenza del 20.12.2016, n. 26441)
Cass. 26964/2016 Omessa comunicazione dati conducente: il trascorrere del tempo rende i ricordi evanescenti.
Venerdì 30 Dicembre 2016 10:15	Francesco Annunziata
Con la sentenza che segue la Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo cui in tema di violazione per omessa comunicazione dei dati del conducente di un veicolo ai sensi dell'art. 126-bis cod. strada, ove la contestazione della violazione principale sia avvenuta tardivamente, va esclusa la sussistenza dell'obbligo, per il proprietario del veicolo, di comunicare gli estremi del conducente del mezzo al momento del rilevamento dell'infrazione, in quanto la tempestività della contestazione risponde alla ratio di porre il destinatario in condizione di difendersi, considerato che il trascorrere del tempo rende evanescenti i ricordi (Cass. Civile, sez. VI, ordinanza del 23.12.2016, n. 26964).
Sabato 24 Dicembre 2016 00:00	Francesco Annunziata
In tema di risarcimento diretto dei danni derivanti dalla circolazione stradale, l'art. 9, comma 2, del d.P.R. 18 luglio 2006, n. 254, emanato in attuazione dell'art. 150, comma l, del d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209, il quale, per l'ipotesi di accettazione della somma offerta dall'impresa di assicurazione, esclude che siano dovuti al danneggiato i compensi di assistenza professionale diversi da quelli medico-legali per i danni alla persona, si interpreta nel senso che sono comunque dovute le spese di assistenza legale sostenute dalla vittima perché il sinistro presentava particolari problemi giuridici, ovvero quando essa non abbia ricevuto la dovuta assistenza tecnica e informativa dal proprio assicuratore, dovendosi altrimenti ritenere nulla detta disposizione per contrasto con l'art. 24 Cost., e perciò da disapplicare, ove volta ad impedire del tutto la risarcibilità del danno consistito nell'erogazione di spese legali effettivamente necessarie (Cassazione Civile, III sez., sentenza del 19.02.2016 n. 3266).
Il provvedimento di sgravio di cartelle esattoriali annullate va chiesto all'ente creditore (M. Cuomo)
Mercoledì 21 Dicembre 2016 00:00	Maria Cuomo
Nella sentenza in commento, il Giudice di Pace, dopo aver premesso che lo sgravio della cartella esattoriale è la procedura attraverso la quale l'Ufficio dell'ente creditore che ha inviato all'Agente di riscossione l'ordine di incassare determinate somme dal debitore, invia all'agente della riscossione stesso, un provvedimento nel quale annulla tutto o in parte l'ordine di incasso contenuto nella cartella esattoriale, perché non sono più dovute le somme richieste, ha ritenuto l'inammissibilità della domanda mancando, nel caso in esame, una prova in merito alla conoscenza dell'annullamento delle cartelle, mancando la prova del sollecito del provvedimento di sgravio all'Ente e risultando omessa la vocatio in ius dei soggetti titolari dell'obbligo a procedere allo sgravio (Giudice di Pace di Nola - sentenza del 10 dicembre 2016).
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