Source: https://www.scribd.com/document/49405698/sportunico-ispesl
Timestamp: 2017-03-30 15:32:36+00:00
Document Index: 128528325

Matched Legal Cases: ['art. 329', 'art.7', 'art.1975', 'art.3', 'art. 5', 'art. 2', 'art 4', 'art.1', 'art. 459', 'art. 459', 'art. 11', 'art 7', 'art. 5', 'art. 20', 'art. 462', 'art. 547', 'art. 547']

BrowseInterestsStay InformedCareerPersonal GrowthFiction & BiographiesHealth & FitnessLifestyleCultureBrowse byBooksAudiobooksNews & MagazinesSheet MusicBrowse allUploadSign inJoin3Il presente documento è stato elaborato su iniziativa dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico dal seguente gruppo di lavoro composto dall'ISPESL, dall'ANCI e dal FORMEZ allo scopo di divulgare le attività dell'ISPESL di competenza dello Sportello Unico per le attività produttive, fornendo procedure, riferimenti normativi e fac-simile della modulistica: Ing. Carlo Apponi, Ing. Piero Assogna, Ing. Pietro Balbino, Dr.ssa Rita Bisegna, Ing. Antonio Di Mambro, Ing. Domenico Geraci, Ing. Giulio Lusardi, Dr. Carlo Vito Magli, Ing. Leone Pera, Ing. Paolo Giacobbo Scavo, Dr.ssa Michela Susanna nonchè Maria Stella Natale e Barbara Coletti, con funzione di segreteria. Hanno collaborato: Ing. Vittorio Mazzocchi Direttore del Dipartimento Omologazione e Certificazione dell'ISPESL che ha supervisionato il testo; Ing. Giovanni Pagano Coordinatore dell' U.F.I DOM - Mezzi di sollevamento e trasporto materiali; Ing. Salvatore Siracusa Coordinatore dell' U.F. III DOM - Attrezzature elettriche coadiuvato dal p.i. Gianluca Saputi ; Ing. Matteo Cannerozzi De Grazia Coordinatore dell'U.F. IV - Impianti a pressione del Dipartimento Tecnologie di Sicurezza dell'ISPESL . Il documento, suscettibile di variazione in relazione all'emanazione di eventuali altri provvedimenti legislativi, sarà disponibile per successive modifiche ed integrazioni sulla pagina web del Dipartimento Omologazione e Certificazione dell'ISPESL. http://www.ispesl.it/ispesl/dom/index.htm
Coordinamento Editoriale Rita Bisegna Maria Stella Natale Barbara Coletti
L'ISPESL, a seguito dell'entrata in vigore del D.P.R. 447/1998, contenente il regolamento per l'attuazione dello sportello unico per le attività produttive presso i Comuni, aveva già realizzato un testo sulle competenze dell'Istituto di interesse dello sportello unico, al fine di assicurare ai Comuni una fattiva collaborazione per la semplificazione ed attuazione dei procedimenti di autorizzazione per quanto riguarda la realizzazione e la ristrutturazione degli impianti produttivi nonché per promuovere attività di informazione sulle materie di competenza dell'Istituto. L'evolversi della normativa a livello europeo, con i conseguenti riflessi su quella nazionale, ha indotto ad una rielaborazione del testo, per adeguarlo alle nuove disposizioni e per fornire il fac-simile della modulistica aggiornata. Attualmente l'ISPESL, in fase di riforma, quale Ente di diritto pubblico nel settore della ricerca, svolge, nella sua nuova configurazione giuridica, funzioni di ricerca, di sperimentazione, di controllo, di formazione e di informazione per quanto concerne la prevenzione degli infortuni, la sicurezza sul lavoro e la tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro. Lo svolgimento di tali funzioni è caratterizzato da uniformità di indirizzo su tutto il territorio grazie alla dislocazione territoriale dell'Istituto ed alla professionalità ed esperienza del personale tecnico nei diversi settori riguardanti la sicurezza del lavoro. Il mondo del lavoro, nella sua evoluzione sia tecnologica che giuridicoorganizzativa, per quanto riguarda anche le nuove forme contrattuali, è caratterizzato da continui cambiamenti nella forza lavoro che implicano l'esposizione dei lavoratori a nuovi rischi oltre che a quelli tradizionali. Pertanto, la politica dell'Istituto, nell'espletamento delle attività di competenza, si indirizza sempre più verso una vera e propria “cultura della sicurezza”, per prevenire efficacemente i rischi presenti nei luoghi di lavoro e salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori.
Il Presidente dell'ISPESL Prof. Antonio Moccaldi
Il progresso della attività di comunicazione e di informazione, fulcro delle recenti riforme nella Pubblica Amministrazione, hanno orientato l'Ispesl ad un maggiore impegno nella realizzazione di iniziative, di rilevanza nazionale ed internazionale, finalizzate a sollecitare una più significativa collaborazione e sinergia tra istituzioni pubbliche e aziende private, per l'individuazione e la rimozione dei rischi legati allo sviluppo tecnologico e alle nuove tipologie di lavoro, in relazione al ruolo che l' Istituto è chiamato a svolgere nel mutato contesto europeo. In particolare per quanto attiene la piccola e media impresa (PMI) e l'ambiente domestico, l'Istituto ha favorito campagne di prevenzione, sia a carattere generale sia mirate, potenziando gli strumenti a carattere informativo per rimuovere quelle condizioni che possano essere determinanti nell'accadimento infortunistico. Riguardo gli sportelli unici, istituiti o in corso di istituzione presso i Comuni, per il rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione e modificazione di impianti produttivi, l'Istituto, sensibile allo spirito della normativa attuativa che implica un coinvolgimento di tutte le parti interessate per realizzare la semplificazione e l'accelerazione delle procedure, ha promosso la stesura del presente testo allo scopo di facilitare il compito delle strutture pubbliche, degli imprenditori e dei professionisti. Con la definizione dell'iter procedurale e della modulistica per ogni attività di competenza e con l'indicazione della relativa normativa vigente in materia, il testo si propone, altresì, di assicurare la trasparenza dell'azione amministrativa e di garantire, per le imprese ed i cittadini, il rispetto delle esigenze di tutela della sicurezza e della salute del lavoro, che è alla base dei progetti che l'Istituto ritiene di dover realizzare e della promozione delle attività produttive che implicano un razionale sviluppo economico.
Il Direttore Generale Dott. Umberto Sacerdote
IMPIANTI a pressione e IMPIANTI di riscaldamento
terra E di protezione
ISPESL sede, dipartimenti centrali,
amministrativi E territoriali,
L'istituzione presso i Comuni dello sportello unico per le attività produttive ha avuto non solo la funzione di ottimizzazione e semplificazione delle procedure di autorizzazione per la realizzazione, ampliamento e riconversione di impianti produttivi ma anche quella di localizzazione di impianti industriali e di determinazione di aree destinate ad insediamenti produttivi. La riforma, che trae origine dalla L. 15/3/1997, n. 59, concernente la delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali per la riforma della Pubblica Amministrazione, sancisce la necessità della semplificazione dei procedimenti amministrativi, compresi quelli che agli stessi risultano strettamente connessi e strumentali, in modo da ridurre il numero delle fasi procedimentali e delle amministrazioni intervenienti. Il decreto attuativo D.Lgs. 31/3/1998, n. 112 ha previsto l'attribuzione delle funzioni amministrative, concernenti le procedure autorizzatorie per la realizzazione di impianti produttivi e per la localizzazione degli stessi, ai Comuni attraverso l'istituzione di un'unica struttura responsabile dell'intero procedimento e di uno sportello unico idoneo a garantire a tutti gli interessati l'accesso , anche in via telematica, al proprio archivio informatico contenente i dati riguardanti le domande di autorizzazione, il relativo iter procedurale, la modulistica nonché informazioni a livello locale ed eventuali attività promozionali. In attuazione della citata normativa è stato emanato il D.P.R. 20 ottobre 1998, n. 447, che pur rivestendo la funzione di regolamento per la semplificazione di procedimenti, si presenta con caratteristiche particolari, in quanto non contiene abrogazioni di norme, avendo lo scopo di introdurre un nuovo procedimento amministrativo che comprenda e coordini le procedure autorizzatorie vigenti, semplificando ed accelerando l'iter in attesa che ciascuna delle singole procedure sia riesaminata ai fini della semplificazione. Inoltre il D.P.R. 7/12/2000, n. 440, contenente integrazioni e modificazioni al citato decreto, ha specificato, eliminando i dubbi interpretativi precedentemente sorti, che rientrano tra gli impianti di produzione di beni e servizi quelli relativi a tutte le attività agricole, commerciali e artigiane, le attività turistiche e alberghiere, i servizi resi dalle banche e dagli intermediari finanziari, i servizi di telecomunicazioni. Lo sportello unico ha, quindi, competenza a gestire i procedimenti che riguardano gli impianti relativi a tutte le attività di produzione di beni e servizi. In ordine agli obiettivi della riforma si può affermare, in sintesi, che gli stessi consistono non solo, come già evidenziato, nella attuazione della semplificazione e della accelerazione delle procedure amministrative autorizzatorie, dando certezza ai tempi di definizione delle pratiche, ma anche nella trasparenza dell'azione amministrativa e nella assistenza alle imprese, che hanno un unico interlocutore e che sono
sancendo la inefficacia degli atti compiuti dalle varie amministrazioni. così come modificato dal D. poi. il contributo dell'ISPESL è di particolare importanza. i cui tempi di realizzazione sono prefissati. grazie alle iniziative dei dipartimenti centrali e dei 36 dipartimenti territoriali.
. 4 comma 2 bis del D. L'imprenditore è tenuto. Il compito di seguire l'iter procedurale. funzionali non tanto ad una attivazione immediata della iniziativa imprenditoriale proposta in sede di “sportello”. attività di informazione per diffondere la disciplina in materia di sicurezza e salute del lavoro e di formazione nei confronti dei soggetti individuati dal D.L. A garanzia della realizzazione della riforma. di coordinamento dei diversi momenti di controllo da parte delle istituzioni e della ottimizzazione nella localizzazione di nuove attività. del rispetto delle esigenze di tutela della sicurezza e salute dei lavoratori. che l'art. infatti.R. pertanto. non soltanto la necessità di semplificazione delle procedure. oltre a conoscere l'iter procedurale. l'Istituto propone in modo strutturato per una coerente utilizzazione. l'esercizio e la cessazione di un impianto produttivo. attraverso lo sportello unico per le attività produttive. ha certezza dei tempi di conclusione dello stesso. In questo quadro di promozione delle attività produttive e della conseguente attività di diffusione di informazioni funzionali ad una semplificazione di tale percorso di promozione. Atti il cui scalare iter applicativo consente di realizzare una positiva integrazione tra miglioramento dell'organizzazione produttiva e gestionale ed affidabilità nei confronti degli organismi di vigilanza. ha imposto l'obbligo di presentare le domande in materia di impianti produttivi.P. Nell'ottica della presente riforma. sia per le imprese che per i cittadini. 440/2000. di beni e servizi allo sportello unico per le attività produttive. inoltre. 447/98.R. A tale scopo l'Istituto ha promosso su tutto il territorio. 494/96. una sola autorizzazione. al termine dell'iter procedurale.P. una serie di atti connessi ad adempimenti del comparto “sicurezza del lavoro”. ottiene un solo provvedimento finale. della popolazione e dell'ambiente. essendo individuato tassativamente il termine di conclusione.gs. Si può.P. che è l'interfaccia esterno dell'imprenditore (front-office). ma indispensabili per una corretta gestione della stessa iniziativa nella sua progressione operativa. ma anche la garanzia. a presentare una unica istanza e.R. si evidenzia. Inoltre l'imprenditore.gs. non grava sull'impresa. 626/94 e dal D.12
assistite fino al punto di poter chiedere la convocazione di una conferenza dei servizi al fine di concordare quali siano le condizioni per ottenere il superamento di una eventuale pronuncia negativa.L. 447/98. vi è. in quanto viene assunto direttamente dalla struttura unica. che rappresenta l'ufficio responsabile dell'intero procedimento (back-office). se formati ed emanati al di fuori del procedimento unico. in quanto alla base del D. affermare che l'imprenditore ha un unico interlocutore per tutto il complesso dei procedimenti amministrativi riguardante la costituzione.
gli incentivi ed i servizi a favore delle imprese. la relativa modulistica e ogni informazione utile per attivare strumenti idonei alla diffusione della cultura della sicurezza tra gli imprenditori con riferimento all'attuazione della normativa di sicurezza e alla realizzazione di “impianti sicuri”. importanti funzioni promozionali ed informative. La funzione del presente testo. al di là delle funzioni amministrative. svolge. peraltro. nel proprio territorio. elaborato dal gruppo di lavoro istituito ad hoc. nuove attività economiche.13
Pertanto. conto della evoluzione normativa di settore e in tal senso questa seconda edizione è stata realizzata non solo per fornire una utile ed aggiornata informazione. è quella di indicare l'iter procedurale in ordine alle pratiche di competenza dell'ISPESL. anche se. tiene. ma anche per mostrare l'autorevolezza e professionalità dell'Istituto nel dare all'utenza certezze e riferimenti affidabili. soprattutto per attuare in modo adeguato.
. anche. Il testo che è alla seconda edizione. certezza dei tempi e semplificazione delle procedure costituiscono l'essenza della istituzione dello sportello unico. divulgando le opportunità localizzative.
GS. 22/4/1935 Norme integrative del regolamento approvato con R. D. 12/5/1927. 1331. 56 della legge 29/12/1990. 87/404/CEE e n. D. 15/1/1998. 93 Attuazione della direttiva 97/23/CE in materia di attrezzature a pressione. 29/2/1988 Norme di sicurezza per la progettazione.L. n.L. D. D. 21/11/1972. 311 Attuazione delle direttive n. 824 Approvazione regolamento per la esecuzione del R. l'installazione e l'esercizio dei depositi di gas dipetrolio liquefatti con capacità complessiva non superiore a 5 m3. 25/2/2000.17
Riferimenti legislativi essenziali
R. 12 maggio 1927. che costituisce l'Associazione nazionale per il controllo della combustione.M.GS.D. 824.M. D. del 23/9/2004 Modifica del decreto 29/2/88 recante norme di sicurezza per la progettazione.M.D. D. l'installazione e l'esercizio dei depositi di gas di
. 21/11/1972 Norme per la costruzione degli apparecchi a pressione. n. 1/3/1974 Norme per l'abilitazione alla conduzione di generatori di vapore.D. n. 21/5/1974 Norme integrative del regolamento approvato con R. per la costruzione e la riparazione degli apparecchi a pressione. D. D. 428. sugli apparecchi a pressione. 12 maggio 1927. D. 824 e disposizioni per l'esonero da alcune verifiche e prove stabilite per gli apparecchi a pressione .M.M. n. 27/9/1991. D.M. a norma dell'art.M. 1/12/1975 Norme di sicurezza per apparecchi contenenti liquidi caldi sotto pressione.D. n. n.M. n. 90/488/CEE in materia di recipienti semplici a pressione.M. 190 Regolamento recante norme sulle specifiche tecniche applicative del D. 9/7/1926 n.
serie generale n. 329 Regolamento recante norme per la messa in servizio ed utilizzazione delle attrezzature a pressione e degli insiemi di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 25 febbraio 2000 n. 1/12/2004 n.M.
.125 alla G.18
Sportello unico per le attività produttive • Impianti a pressione e Impianti di riscaldamento
petrolio liquefatto con capacità complessiva non superiore a 5 m3 e adozione dello standard europeo EN12818 per i serbatoi di gas di petrolio liquefatto di capacità < 13 m3 D. 165 del 18 luglio 2005 determinazione delle tariffe spettanti all'ISPESL per prestazioni rese a richiesta e ad utilità dei soggetti interessati. Decreto del Presidente dell'ISPESL 7/7/2005 pubblicato sul supplemento ordinario n. 93.U.
va allegata anche la dichiarazione di
. 824. Le richieste di verifica di nuovo impianto dopo modifiche o reinstallazioni. per le nuove installazioni devono essere presentate dall'utente al Soggetto verificatore. 2°.2) A seguito della richiesta all'ISPESL l'utente riceve un bollettino di c/c postale con indicato l'importo per la prestazione richiesta. 3° o 4° a seconda della producibilità del generatore o della sua superficie di riscaldamento. Se il generatore è certificato CE. che viene erogata dopo la ricezione della attestazione del versamento effettuato.19
Recipienti per gas e Recipienti di vapore Le richieste di verifica di primo impianto o di controllo di messa in servizio. n. La relazione tecnica deve essere firmata da un progettista iscritto all'Albo. Si allega modulo per la richiesta (All. 4. seguono la regolamentazione previgente (R. 47 del R. 329/2004. 12/5/1927. n. ai sensi dell'art. < relazione tecnica di conformità alle norme vigenti. 6 del D. 12/5/1927. Si allega il modulo per la richiesta di primo impianto. il generatore.ai sensi del D.M. 329/2004. La autorizzazione alla installazione deve essere richiesta all'ISPESL per superficie di riscaldamento superiore a 15 mq. (All.1) Alla richiesta devono essere allegati: < pianta del locale di installazione (con scala non inferiore a 1:100).D.D. 329/2004.M. Dopo la autorizzazione alla installazione. L'ISPESL è Soggetto verificatore. n. deve essere sottoposto alla verifica di primo impianto o controllo di messa in servizio. 4 del D. < planimetria dello stabilimento. 329/2004 deve essere richiesta all'ISPESL come Soggetto verificatore allegando alla domanda la documentazione prevista dall'art. in corrispondenza dei relativi servizi.M. 1/3/1974) di grado 1°. Le indicazioni tariffarie sono riportate. 329 art. Tranne che nei casi di esonero previsti dal D. 6. non essendo contemplate nel D. < schema di impianto di depurazione dell'acqua di alimento.M. La verifica di cui all'art. nel corso della quale si verifica anche la correttezza della installazione autorizzata. se non rientra fra le esclusioni dalla verifica di messa in servizio previste per le attrezzature e gli insiemi PED dal D.M. nella Tabella B del Decreto del Presidente dell'ISPESL 7/7/2005. 824 e successive modifiche) e la richiesta va inoltrata all'Ispesl.M. per i generatori deve essere previsto un conduttore con un certificato di abilitazione (D. 21/5/1974.M. 1/12/2004. Generatori di vapore e di acqua surriscaldata È necessaria la preventiva autorizzazione alla installazione del generatore . corredate dalla documentazione prevista dall'art.
M. 329/2004 si applicano le stesse procedure previste per i recipienti per gas e recipienti di vapore. Recipienti per liquidi e tubazioni per liquidi.L. 311) rientrano anche essi nella applicazione del D. In mancanza. Per apparecchi a pressione dotati di portelle e coperchi ad apertura rapida e per i recipienti per tintoria contenenti liquidi ustionanti. le istruzioni per l'uso devono contenere informazioni sufficienti per effettuare l'apertura del recipiente in sicurezza. può essere richiesto anche l'esonero dalla prescrizione relativa alla verifica biennale di funzionamento di cui all'art. 329/2004 con le procedure previste dal D. vapori e gas Se risultano certificati CE in accordo alla direttiva 97/23/CE (PED) e se non rientrano nelle esclusioni previste dall'art. Generatori e recipienti di liquidi surriscaldati diversi dall'acqua Se risultano certificati CE o se rientrano fra le attrezzature costruite in accordo alla regolamentazione previgente. 10 del D. si applicano le stesse procedure previste per i recipienti di vapore e di gas. Tale richiesta va comunque effettuata in aggiunta a quella della verifica e deve essere formulata dal proprietario del recipiente che la sottoscrive unitamente all'utente del recipiente stesso. n.20
conformità CE del generatore stesso o dell'insieme di cui il generatore fa parte. all'entrata in vigore della Direttiva PED.M. Recipienti semplici a pressione Pur essendo stati costruiti in accordo alla direttiva europea sugli apparecchi semplici a pressione (D. la superficie riscaldata e la capacità totale. 29/2/1987. si suggerisce comunque di contattare il Dipartimento ISPESL competente per territorio per informazioni tecniche e procedurali più approfondite.M.M. 2).gs. 329/2004 sull'esercizio degli apparecchi
. deve essere presentata dall'utente una relazione tecnica secondo le istruzioni della Raccolta E dell'ISPESL al riguardo. Nella domanda devono essere riportati oltre ai dati di pressione massima di esercizio anche la producibilità. oltre a richiedere la verifica di primo impianto è necessario attenersi alle disposizioni tecniche della Raccolta E dell'ISPESL attinenti il loro esercizio. Recipienti particolari Per recipienti particolari. 2 del D. Serbatoi per GPL Per tali serbatoi. all'atto della richiesta all'ISPESL della verifica di primo impianto. 27/9/1991. in mancanza di idonee istruzioni per l'uso da parte del fabbricante se sono certificati PED ed in tutti gli altri casi se non sono certificati PED. Si allega il Modulo di richiesta della verifica (All. A causa della complessità dei tipi di installazione dei serbatoi GPL. come i recipienti di stoccaggio di cloro liquido e i recipienti di anidride carbonica o di protossido di azoto liquido.
Se il recipiente ha il prodotto pressione per volume (bar x litri) superiore a 3000.3). RD di denuncia. firmato dall'installatore (All. Generatori di vapore) ed in particolare al Titolo I del D.2) e la conduzione del generatore seguono le procedure già illustrate per i generatori di vapore. firmata da un progettista iscritto all'Albo. 1/12/1975 ed alla Raccolta H dell'ISPESL.M. Si riporta il relativo modulo (All. la relativa richiesta. da parte dell'installatore. La denuncia si effettua per impianti con potenzialità globale superiore a 35 KW (30000 Kcal/h). Impianti ad acqua surriscaldata L'autorizzazione alla installazione dell'impianto ad acqua surriscaldata. 4).deve essere presentata.2). che attesti la conformità dell'impianto alle norme vigenti (rif. seguono le procedure già descritte per i recipienti di gas (D. che è riferita essenzialmente al generatore ed ai suoi accessori di sicurezza. ovvero la sostituzione o la modifica del generatore con aumento della potenzialità o variazione (aumento) della pressione di targa. anche per essi va fatta la richiesta di verifica di primo impianto con la stessa procedura prevista per i recipienti di gas. Forni industriali Se i forni industriali sono certificati CE in accordo alla Direttiva PED o costruiti. Le modifiche riguardano i dispositivi di protezione del generatore. che si allega. Per quanto riguarda le verifiche di primo o nuovo impianto. Se non sono certificati CE e sono Forni per oli minerali deve essere presentata domanda all'ISPESL unitamente ad una relazione tecnica firmata da un progettista iscritto all'Albo. da formulare col Modulo (All. Unitamente alla richiesta deve essere presentata una relazione tecnica. deve essere presentato anche il Certificato dell'Organismo Notificato che ha effettuato le prove di costruzione. 329/2004). in accordo alla normativa previgente. < il Mod. denuncia di impianto termico con richiesta di esame progetto.V. La verifica va richiesta con lo stesso Modulo (All. La denuncia riguarda gli impianti termici nuovi o da modificare e deve essere antecedente ai lavori.M. 1/12/1975 . Alla richiesta deve essere allegata la dichiarazione di conformità CE con le istruzioni per l'uso.M. e pertanto. ≥ 8000 e PS > 12 bar.RR/1 che si allega.21
a pressione. con il Modulo (All. se hanno P. Alla denuncia devono essere allegati: < il Mod. Impianti di riscaldamento Ai sensi del D. RR . firmato dal progettista e riguardante
. La relazione deve essere redatta in conformità alle disposizioni della Raccolta F dell'ISPESL.norme di sicurezza per apparecchi contenenti liquidi caldi sotto pressione.1). deve essere richiesta all'ISPESL.
all'atto della messa in servizio. Si allega fac-simile di dichiarazione (All. A seguito dell'esito favorevole dell'esame progetto. nella Tabella B del Decreto del Presidente dell'ISPESL 7/7/2005. A seguito della richiesta all'ISPESL l'utente riceve un bollettino di c/c postale con indicato l'importo per la prestazione richiesta. Le indicazioni tariffarie sono riportate.22
il progetto e la relazione tecnica con allegato il disegno dell'impianto. eventualmente completati con specifica relazione aggiuntiva (All.6).M. all'ISPESL e alla ASL competenti per territorio. una dichiarazione di messa in servizio redatta ai sensi dell'art.7). 329/2004 (All. che viene erogata dopo la ricezione della attestazione del versamento effettuato.5 e All. < i dati complementari richiesti dall'Appendice VI alla Raccolta R. in corrispondenza dei relativi servizi. 6 del D. deve essere presentata richiesta per l'effettuazione della prima verifica omologativa sull'impianto (All.9). l'utilizzatore deve presentare.
.8). per tutte le attrezzature ed insiemi a pressione.
via titolare/legale rappresentante della ditta
prov n
chiede l'autorizzazione alla installazione del generatore descritto in calce.L. 47 del R.
DATI DESCRITTIVI DELL’APPARECCHIO Generatore di: Vapore/acqua surriscaldata Numero di matricola Numero di fabbrica Pressione Temperatura Producibilità/Potenzialità/Superficie Il Legale Rappresentante Costruttore
.D.S. 12/5/1927. n.le I.S. 824.
Il sottoscritto residente in con sede sociale in via ai sensi dell'art.P .ALLEGATO 1
Spett.E.
L.le I.2004.S.E.4 del D. Il Legale Rappresentante e-mail n
(Timbro e Firma) (1) Indicare REC per RECipiente.24
Spett. GEN per GENeratore. 329
Il sottoscritto della Ditta con Sede Legale in telefono
in qualità di via fax CHIEDE LA VERIFICA DI MESSA IN SERVIZIO
delle singole attrezzature a pressione di seguito elencate:
Tipo di attrezzatura o insieme (1) Costruttore N.P . 1.12. di Fabrica o Matricola Natura P T V (bar) (°C) (litri) del Fluido (2) (3) Gruppo Fluido (1 o 2) Tabella Categoria I-II-III-IV
Costituente l’insieme N° fab ________ e installate presso il proprio insediamento produttivo di: Comune telefono Via fax Si allega Copia dichiarazione di conformità CE o frontespizio libretto matricolare delle attrezzature o dell’insieme. TUB per TUBazione 2 (2) Nel caso di Generatore di vapore indicare nella domanda anche la superficie di riscaldamento in m e la producibilità in t/h (3) Nel caso di Tubazione indicare il DN
Oggetto: Richiesta di verifica di messa in servizio ai sensi dell’art. n.
RR/1 (A L L .12. 18 D.
Oggetto: Denuncia di impianto termico ad acqua calda ai sensi dell’art.1975.ALLEGATO 3
Spett.M. via.S. RD (A L L . 8)
nella sua qualità di legale rappresentante della ditta installatrice
CHIEDE L’esame progetto relativo all'impianto di riscaldamento installato in: di cui si allega la documentazione in duplice copia
Allegati: A • Mod.le I. provincia. 6) • Schema di progetto • Dati complementari: (Appendice VI.A L L . 01. 5 . A L L .P .S.E. Utente Indirizzo Comune Il sottoscritto con sede in
(città.L. 4) A • Mod RR .
Nel caso di impianti con più generatori la potenzialità è la somma delle potenzialità dei vari generatori. Data
(°) Per potenzialità si intende quella del focolare (cioè del bruciatore). della pratica
Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro Denuncia di impianto centrale di riscaldamento ad acqua calda
Indirizzo di installazione dell’impianto Comune
Nome o ragione sociale Indirizzo Comune
DATI ANAGRAFICI DELL’INSTALLATORE
Nome o ragione sociale Indirizzo per invio corrispondenza Comune
Potenzialità globale (°)
NUOVA ESISTENTE DA MODIFICARE
ESTREMI IMPIANTO DA MODIFICARE
destinazione per servizi: Cognome Recapito: Comune Indirizzo:
riscaldamento ambienti Nome Provincia
Nella mia qualità di legale rappresentante della ditta installatrice dichiaro che gli elementi forniti corrispondono alla realtà.
AGLI UFFICI:
Dipartimento di UBICAZIONE N.L.E.P . .S. . (*) Potenzialità del focolare (kW)
1 2 3 4 5 (*) Usare solamente i coici indicati CODICE TIPO GENERATORI
. Magazzino Ospedale Pubblico spettacolo Ristorante
Scuola Stabilimento industriale Studio.
matricola Tecnico I. ore
. Codice tipo (*) Costruttore Numero di fabbica Pressione di targa (bar) Codice comb.S.ALLEGATO 5
MOD. Pratica
Indirizzo e località Comune
NUOVO GIÀ ESISTENTE AL 6/5/1976 DA MODIFICARE Anno di installazione impianto
RISCALDAMENTO AMBIENTI PRODUZIONE ACQUA CALDA PER SERVIZI
CARATTERISTICHE DEI GENERATORI FACENTI PARTE DELL’IMPIANTO N° d’ord.
. Museo Negozio. . . Potenzialità globale dell’impianto CODICI COMBUSTIBILI
A F G V A F C D E F G
A tubi d’acqua A tubi di fumo Ad elementi di ghisa Altri tipi Abitazioni permanenti Abitazioni per vacanza Albergo Casa di cura Casa di riposo Caserma Collegio
1 2 3 4 H I L M N O P
Carbon fossile Olio combustibile Gasolio Metano Q R S T U V Z
5 Gas di città 6 GPL 9 Altro tipo
DESTINAZIONE LOCALI RISCALDATI
Impianto sportivo Luogo di culto Mostra. Ufficio privato Ufficio Pubblico Cabina riduzione gas metano Altre non indicate
Esame del progetto: data
con adduzione meccanica dell’aria comburente?
Allegati: Calcolo di dimensionamento dell’eventuale valvola di scarico termico. n.28
MOD. graduato fino a
fino a °C
attacco per controllo pozzetto per il controllo
Esiste l’interruttore termico automatico di regolazione? Esiste l’interruttore termico automatico di blocco? Esiste il pressostato di blocco? Esiste il flussostato?
DISPOSITIVI E SISTEMI SPECIALI PER IMPIANTI ALIMENTATI A COMBUSTIBILE SOLIDO
Esiste il dispositivo di allarme acustico? Esiste il dispositivo di arresto automatico dell’aria comburente? L’impianto è a circolazione naturale.B. Per impianti più complessi. senza organi di intercettazione sul circuito dell’acqua? Il generatore è corredato di: Il riscaldatore (o lo scambiatore) è munito di scarico di sicurezza termico? Il generatore è corredato di focolare meccanico. ordine 1 )
barrare solo le caselle interessate
Capacità totale Dislivello vaso/generatore Tubo di sfogo diametro interno protezione dal gelo diametro interno Tubo di troppo pieno scarico visibile protezione dal gelo Tubazione di sicurezza: protezione dal gelo Potenzialità nominale resa all’acqua Dei generatori serviti Diametro interno minimo Lunghezza effettiva Lunghezza virtuale
litri utile
litri m mm si no mm si no si no si no KW mm m m
Capacità totale Dislivello generatore/sommità impianto Dislivello vaso/valvola di sicurezza Tipo autopressurizzato a diaframma kW ripartita su n. con il seguente sistema
VALVOLA A TRE VIE DI INTERCETTAZIONE DEL GENERATORE VALVOLA DI SCARICO TERMICO
Diametro della valvola Diametro interno Tubo di sfogo lunghezza effettiva Lunghezza virtuale
Manometro. graduato in Termometro. RR/1
Contenuto di acqua dell’impianto: litri VASO DI ESPANSIONE APERTO
(con rif. presentare una separata relazione firmata come sopra
no no no scambiatore di calore di emergenza no no
riscaldatore d’acqua di consumo
(firma e timbro dell’albo)
Note: N. Pressione iniziale p1 Pressione di targa Diametro interno tubo di collegamento Valvole di sicurezza (n.1) Tipo ordinaria Diametro interno orifizio Pressione di taratura Sovrappressione Portata di scarico di vapore Portata di scarico di acqua Esiste blocco del flusso di combustibile? Il reintegro è parziale totale si no ad alzata controllata Potenzialità nominale globale dei generatori serviti: ±
litri m m pre-pressurizzato circuiti bar bar bar qualificata mm bar % kg/h kg/h . al gener.
Il sottoscritto in qualità di titolare della ditta-amministratore del condominio sito in visto l’esito positivo dell’esame progetto dell'impianto termico ad acqua calda avente matricola ISPESL chiede ai sensi di legge le verifiche omologative di primo impianto.S.le I.ALLEGATO 7
Spett.P .
delle valvole di scarico termico e delle eventuali valvole di intercettazione a tre vie risultano ubicate in modo da non recare danni alle persone o alle cose in caso di intervento che gli organi di sicurezza. è stato posto in essere accorgimento tale da rendere l'identificazione stessa univoca e certa che la lunghezza virtuale della tubazione di sicurezza e dell’eventuale tubo di sfogo. non sono superiori a quanto dichiarato che il diametro del tubo di sicurezza e la capacità utile del vaso aperto non sono inferiori a quanto dichiarato che il tubo di collegamento del vaso chiuso. a prova idraulica alla pressione di 1. la portata delle valvole di sicurezza e delle valvole di scarico termico e la capacità del vaso chiuso non sono inferiori a quanto dichiarato che il contenuto di acqua dell’impianto si intende non superiore a quanto dichiarato. salvo il caso di impianto a vaso chiuso ove sia assicurata la correlazione tra l’aumento di temperatura e l'aumento di pressione: correlazione per la quale occorre che il vaso sia corrispondente al reale contenuto dell'impianto che lo scarico delle valvole di sicurezza. di protezione e controllo sono ubicati entro le misure consentite dalla legge dall'uscita di intervento che esiste l'indipendenza dei dispositivi di protezione mediante due o più circuiti separati (salvo il caso in cui operino su un bruciatore azionato da un motore monofase)
.5 volte la pressione max di esercizio che in mancanza di elementi identificativi del generatore. con esito favorevole.30
DICHIARAZIONE (Appendice VI) Relativa all'impianto di riscaldamento installato presso:
(ragione sociale e indirizzo di installazione esatti)
I sottoscritt in qualità di: progettista direttore dei lavori installatore sotto la propria responsabilità e per quanto di propria competenza dichiara/no quanto segue: di essere responsabile come progettista di tutti i dati forniti sia nella o nelle relazioni che nei disegni che il generatore installato della potenzialità nominale di ______ Kw e pressione di _______ bar è idoneo a sopportare la massima pressione alla massima temperatura raggiungibile sull'impianto che il generatore di calore privo della targa di costruzione (solo per impianti esistenti) è stato sottoposto. nel caso di valvole di intercettazione a tre vie.
Il Progettista Il Direttore dei lavori La Ditta installatrice
CCIAA di Impianto matr. intercettazioni o tratti discendenti.
(Contrassegnare con una crocetta le voci interessate)
. il loro funzionamento è reciprocamente indipendente sia elettricamente che meccanicamente e il loro posizionamento e la loro taratura è tale che la temperatura dell'acqua e la pressione non superino i limiti stabiliti dalla normativa che le parti non visibili dell’impianto. il contenuto totale di acqua dello stesso e il dimensionamento della tabulazione di sicurezza.31
che le valvole di intercettazione a tre vie non presentano posizioni di manovra in cui siano contemporaneamente intercettate le vie di uscita oppure in cui una delle due vie dia completamente chiusa e l'altra aperta solo parzialmente che i tubi di sicurezza. il vaso di espansione e i tubi di sfogo e di troppo pieno sono protetti o non soggetti al gelo che gli accessori di sicurezza. controllo e comando installati sono idonei alle condizioni di massimo esercizio (pressione o temperatura). Ragione sociale Installazione
n. di collegamento vaso/generatore di calore. di troppo pieno e di sfogo sono realizzati in modo da non presentare punti di accumulo di incrostazioni o depositi e hanno tutte le curve. con raggio di curvatura non inferiore a 1.5 volte il diametro interno del tubo stesso che i tubi di sicurezza. sono conformi a quanto dichiarato nel progetto che nell’impianto è prevista la sola valvola di sicurezza essendoci correlazione tra l'aumento di temperatura e l'aumento di pressione che l’impianto è protetto da valvola di scarico termico con reintegro come in progetto che l’impianto è protetto da valvole di intercettazione del combustibile che la pressione di precarica dei vasi di espansione pressurizzati è di ………… bar che l’apporto di calore viene interrotto automaticamente all'arresto delle pompe di circolazione mediante flussostato o asservimento elettrico pompe/bruciatore. che non presenta in alcun punto riduzioni di sezione. misurate all'asse del tubo.
2 (2) Nel caso di Generatore di vapore indicare nella domanda anche la superficie di riscaldamento in m e la producibilità in t/h. 6 comma 4
. fab ________ e installate presso il proprio insefiamento produttivo di: Comune telefono Via fax Si allega
1.2 1.2004.le I.6 comma 1 lettera a):
Tipo di attrezzatura o insieme (1) Costruttore N. GEN per GENeratore. di Fabrica o Matricola Natura P T V (bar) (°C) (litri) del Fluido (2) (3) Gruppo Fluido (1 o 2) Tabella Categoria I-II-III-IV
Costituente l’insieme N.P .6 comma 1 lettera c) Verbale di verifica obbligatoria di messa in servizio. protezione e controllo” adottate perchè ritenute adeguate (art . se ne ricorre il caso (art.3): Attestazione ai sensi dell’art. 5 (in sostituzione del verbale di cui al precedente punto 1.E.M.1
(1) Indicare REC per RECipiente.S. 329 Il sottoscritto della Ditta con Sede Legale in telefono via fax DICHIARA LA MESSA IN SERVIZIO delle singole attrezzature a pressione di seguito elencate (art. 2. n.S.12.4 per attrezzature/insiemi di cui all’art.L. 1. (3) Nel caso di Tubazione indicare il DN.3 1. 6 comma 1 lettera e) per attrezzature/insiemi di cui all’art. ai sensi dell’art 4 comma 1 (art .6 comma 1 lettera d) Elenco dei componenti operanti in regime di scorrimento viscoso o sottoposti a fatica oligociclica. TUB per TUBazione. e le misure di “sicurezza. 4: Relazione tecnica con schema di impianto recante le condizioni di installazione e di esercizio.6 comma 1 lettera b) Dichiarazione di installazione conforme a quanto previsto dal manuale d’uso (art .32
Spett. 6 del D.
Oggetto: Dichiarazione di messa in servizio ai sensi dell’art.1 1. e-mail
D. 445 testo unico delle disposizioni legislative e regolamenti in materia di documentazione amministrativa.93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relativi alle macchine. D. 28/12/2000 n.
. D.P. 12/9/1959 attribuzione dei compiti e determinazione delle modalità e delle documentazioni relative all'esercizio delle verifiche e dei controlli previste dalle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro. 91/368/CEE. n.P. serie generale n. n.R. 4/8/1999. 165 del 18 luglio 2005 determinazione delle Tariffe spettanti all'ISPESL per prestazioni rese a richiesta e ad utilità dei soggetti interessati.
Decreto del Presidente dell'ISPESL 7/7/2005 pubblicato sul supplemento ordinario n. 359 attuazione della direttiva 95/63/CEE che modifica la direttiva 89/655/CEE relativa ai requisiti minimi di sicurezza e salute per l'uso di attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori.U.Lgs. 24/7/1996. 459 regolamento per l'attuazione delle direttive 89/392/CEE.M. 125 alla G.R. D.
). • modello I: gru motorizzate di portata superiore a 200 Kg. < modifica sostanziale: si verifica quando gli elementi della macchina sono sostituiti con altri di dimensioni e caratteristiche differenti. • modello H: idroestrattori a forza centrifuga con diametro esterno del paniere superiore a 50 cmm. un apparecchio di sollevamento messo a disposizione dopo aver subìto modifiche costrut-
. che quindi possono introdurre nell'uso della macchina dei rischi non previsti in fase di progettazione da parte del costruttore (come già citato.39
A) MACCHINE DISCIPLINATE DAL DPR 459/1996 PROVVISTE DELLA MARCATURA CE E RIENTRANTI NEL D. • modello E: ponti mobili sviluppabili su carro.M. I ed L del D. nuova immissione sul mercato anche. alla Direttiva. aumento della velocità di rotazione degli organi lavoratori. autorizzati dal costruttore e che non modificano le caratteristiche meccaniche. < componente di sicurezza: componente immesso sul mercato allo scopo di assicurare con la sua utilizzazione una funzione specifica di sicurezza della macchina e il cui guasto pregiudica la sicurezza delle persone esposte. < macchina usata: macchina funzionante. E. altresì. ruote di una gru a ponte. gancio di sollevamento. per la sua distribuzione commerciale o per il suo impiego. 12/9/1959: • modello D: scale aeree ad inclinazione variabile. G. • modello F: ponti sospesi. sia a titolo oneroso sia gratuito. ad esempio. È considerata. 12/9/1959 1 Elencazione delle macchine Macchine di cui ai modelli D. funi. F. < immissione sul mercato: costituisce la prima messa a disposizione sul territorio della Comunità Europea di un prodotto soggetto alla direttiva (macchina/componente di sicurezza). ingranaggi. ecc. le funzioni e le prestazioni dell'apparecchio (esempio: motori elettrici. < manutenzione straordinaria: l'insieme delle operazioni di manutenzione previste nel manuale d'uso e manutenzione che riguardano la sostituzione di pezzi con ricambi originali o commerciali. sostituzione di quadro di comando con altro a controllo numerico.M. Per esse il fabbricante rilascia dichiarazione di conformità CE secondo l'Allegato II B. ad esempio: cambiamento di modalità di utilizzo. 2 Terminologia < macchine incomplete o da incorporare in altre macchine più complesse: quelle destinate ad essere assemblate in altre macchine e quindi non costruite per una propria funzione. • modello L: argani e paranchi motorizzati di portata superiore a 200 Kg. • modello G: argani per ponti sospesi. modifiche dimensionali). H. < manutenzione ordinaria: l'insieme delle operazioni di manutenzione previste nel manuale di uso e manutenzione da parte del costruttore per mantenere in efficienza la macchina. ma con un tempo di vita residua ridotto rispetto a quello previsto dal fabbricante in fase di dimensionamento e di progettazione della stessa.
del D. 459/96 < designazione della serie o del tipo < eventualmente numero di serie
. ben visibile e leggibile per tutto il prevedibile periodo di vita della macchina.R. 459/96. comma 3. chiunque utilizzi macchine di cui al precedente punto 1 marcate CE ha l'obbligo di denunciare all’ISPESL l'avvenuta installazione dell'apparecchio (All. 3 Obblighi dell'utilizzatore Ai sensi della procedura prevista dall'art. 459/96 mediante la dichiarazione CE di conformità di cui all'allegato II punto A e l'apposizione della marcatura di conformità CE di cui all'art.R. 24/7/ 1996. n. 459/96.R.R. e della circolare del Ministero dell'Industria. 459 di recepimento della Direttiva 89/392/CEE. salvo il caso in cui esse possono funzionare in modo indipendente. È considerata altresì nuova messa in servizio anche l'impiego di una macchina usata o di un componente usato (cioè costruiti in base alla normativa previgente e già in servizio alla data del 21/9/1996) qualora assoggettato a variazioni delle modalità di utilizzo. ma avendo subìto modifiche sostanziali. per le stesse si ha una nuova immissione sul mercato comportante l'obbligo di una nuova marcatura CE. 11.M.P. purché corredate della dichiarazione del fabbricante di cui al punto B dell'allegato II al D. deve avere una targa.P.P. per dichiarazione del costruttore o di un suo mandatario residente nell'Unione Europea. il rilascio del libretto delle verifiche. non rientranti nella ordinaria o straordinaria manutenzione. cui seguirà. non previste direttamente dal costruttore.P. con almeno le seguenti indicazioni: < nome del fabbricante e suo indirizzo < marcatura costituita dalla sigla CE. del D.P. secondo il modello indicato nell'allegato III al D. 162054 del 25/6/1997. 12/9/1959.P. Le macchine che. per essere immessa sul mercato e messa in servizio. 4 Procedure Prima dell'immissione sul mercato o della messa in servizio di una macchina rientrante nel D.R. Oltre alla dichiarazione CE di conformità. Rientrano nell'obbligo di cui sopra anche le macchine che sono state immesse sul mercato in data anteriore al 21/9/1996. dopo l'effettuazione della 1ª verifica.10). il costruttore o il suo mandatario residente nella Unione Europea (per le macchine costruite al di fuori del territorio della UE) deve attestare la conformità ai RES (Requisiti Essenziali di Sicurezza) indicati nell'allegato l. 459/96. possono circolare sul mercato prive della marcatura di conformità CE. sono destinate ad essere incorporate o assemblate con altre macchine per costituire una macchina cui si applichi il D. del Commercio e dell'Artigianato n. 5 del D.R.40
Sportello unico per le attività produttive • Macchine
tive non rientranti nella ordinaria o straordinaria manutenzione. < messa in servizio: costituisce la prima utilizzazione di un prodotto (macchina/componente di sicurezza) sul territorio della Comunità Europea. una macchina di cui al punto 1.
I datori di lavoro devono effettuare. a corredo della macchina stessa. la manutenzione e l'installazione. i mezzi necessari per l'esecuzione delle operazioni esclusi gli apparecchi di misurazione. Per le macchine di cui al punto 1 rientranti nel campo di applicazione del D. L'utilizzatore ha l'obbligo di rispettare in modo integrale quanto indicato nel manuale relativamente all'uso. Ai fini della compilazione del suddetto libretto. i datori di lavoro devono mettere a disposizione dei funzionari incaricati degli Organi di vigilanza. l'ISPESL procede ad una rilevazione dei dati caratteristici sulla macchina già in servizio e delle condizioni di installazione.M. che il costruttore ha l'obbligo di fornire. l'installazione. mediante personale specializzato. nonché le denunce di avvenuta installazione. alla compilazione e al rilascio del libretto delle verifiche secondo i modelli del D. funzionamento e della congruità della utilizzazione alla sua destinazione. il costruttore o il suo mandatario ha l'obbligo di fornire il manuale. 12/9/1959 se è stato già rilasciato il libretto delle verifiche. Per le operazioni inerenti l'effettuazione delle verifiche periodiche di legge. il personale occorrente. sotto la propria responsabilità. 12/9/1959. rilasciato dal costruttore. la manutenzione.P. 459/96 sono in vigore le seguenti procedure: < dopo l'avvenuta presentazione della denuncia di installazione da parte dell'utente in qualità di datore di lavoro. devono essere conservate presso gli utilizzatori ed essere esibite ad ogni richiesta degli organi di vigilanza o di controllo. previo pagamento delle competenze tariffarie secondo il Decreto del Presidente dell'ISPESL (7/7/2005). Nel caso di cessazione dell'esercizio. secondo le istruzioni.M. l’ISPESL provvede alla effettuazione della 1ª verifica. L'installatore deve installare la macchina.12 e 13) per il trasferimento di apparecchi di sollevamento) art.R. < successivamente a tale adempimento. Inoltre. le verifiche trimestrali delle funi e catene degli impianti e apparecchi di sollevamento. Le documentazioni concernenti le verifiche. sotto la vigilanza di un preposto. di modifiche sostanziali e di trasferimento o spostamento di una macchina di cui al punto 1. l'ISPESL invia l'originale del libretto all'utilizzatore che ha presentato la denuncia di installazione dell'apparecchio e copia dello stesso agli Organi di vigilanza territoriali
. riportando nello stesso esclusivamente i dati caratteristici rilevabili dalla macchina marcata CE o desumibili dal manuale delle istruzioni d'uso e manutenzione. 16 del D. i datori di lavoro devono tempestivamente inoltrare comunicazione scritta all'ISPESL se è stata già presentata la denuncia ma l'apparecchio non è ancora stato sottoposto a 1ª verifica ISPESL oppure degli Organi di vigilanza (All. contenente le istruzioni per l'uso. redatto nella lingua dell'utilizzatore.41
< anno di costruzione.
M. 459/96 e successive disposizioni procedurali definite dalle circolari dell'ISPESL e del Ministero dell'Industria. 12/9/1959 SPROVVISTE DI LIBRETTO MATRICOLARE ENPI O ISPESL PERCHÉ MAI DENUNCIATE DALL'UTENTE PRIMA DEL 21/9/1996 E. comprese le modifiche non rientranti nei casi sopra citati. Per le macchine di cui al punto 1 già in servizio.Lgs. 3. ben precise assunzioni di responsabilità da parte del costruttore delle macchine che. Secondo le norme transitorie di cui all'art. 459/96. possono ancora essere oggetto di denuncia all'ISPESL secondo la procedura preesistente alla
. n. nella dichiarazione di conformità CE. rispetto alla legislazione precedente. titolare del controllo del mercato in materia di osservanza alle direttive comunitarie di prodotto. dovrà essere comunicata tempestivamente dall'utilizzatore direttamente agli organi di vigilanza in conformità al disposto del D. del D. NON SOTTOPOSTE A 1ª VERIFICA DA PARTE DEGLI ENTI PREPOSTI.42
per i successivi adempimenti di competenza ovvero per le verifiche periodiche. certificati di origine dei componenti e dei materiali che deve restare disponibile ai fini di un eventuale controllo da parte del Ministero delle Attività Produttive. ma non condiziona in alcun modo l'esercizio dell'attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza dei lavoratori che gli stessi organi svolgono istituzionalmente. verbali di prove. così come modificato dall' art. ha l'obbligo di indicare tutte le disposizioni pertinenti alle quali la macchina è conforme e l'eventuale riferimento alle norme armonizzate e alle norme e specificazioni tecniche nazionali applicate. che subiscono modifiche costruttive non rientranti nella normale o straordinaria manutenzione o assoggettate a variazioni delle modalità di utilizzo non previste dal costruttore. 626/94. nuova marcatura CE dell'apparecchio. a titolo di sanatoria.". Ogni altra variazione.. inoltre. Nulla è mutato.P. comportando la modifica nuova immissione sul mercato. e. 4/8/1999. permane l'obbligo di denuncia all'ISPESL. del D. 12/9/1959..M. comma 2. per gli accertamenti periodici di queste macchine.. 36. Sussistono.P. del Commercio e dell'Artigianato. comma 1. ai sensi del D. il quale dispone che: ".
B) MACCHINE DI CUI AL D. La disponibilità del libretto è finalizzata al miglioramento dell'espletamento delle verifiche periodiche di legge da parte dei tecnici delle ASL.R. QUINDI.R.. Si ricorda infine che il costruttore deve predisporre il fascicolo tecnico contenente note di calcolo.Le modalità e le procedure tecniche delle verifiche seguono il regime giuridico corrispondente a quello in base al quale l'attrezzatura è stata costruita e messa in servizio. dette macchine. come espressamente ricordato dall' art. 11 del D. Lgs. quindi. 359.
38 del D. 162054/97. cioè tutti gli allegati tecnici indicati: 1. L'utilizzatore dovrà. che quindi intende utilizzare nella propria attività una macchina usata che rientra nei casi sopracitati. comunque. un documento da cui risulti la trascrizione del montaggio della gru e i suoi dati identificativi. del Commercio e dell'Artigianato n. 12/9/1959 SPROVVISTE DI LIBRETTO MATRICOLARE/CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
. L’ISPESL provvederà ad esaminare la documentazione tecnica di cui sopra.M. prima del 21/9/1996. Per apparecchi di sollevamento omologati di serie dall'ISPESL presso il costruttore (esempio gru a torre. 445 (esempio: bolla di accompagnamento del venditore della macchina all'acquirente. L'utente. dovrà procedere alla presentazione della denuncia all'ISPESL (All. ecc. 459/96.R. 3 3 Per gli idroestrattori nella circolare ISPESL 16 aprile 1994 n.R. paranchi ecc. dimostrare e attestare. C) MACCHINE DI CUI AL D. 445/2000 sopra richiamato e con espressa assunzione delle relative responsabilità in ordine alle sanzioni penali di cui al successivo art.P. 28/12/2000. 77 del 23/12/1976 come poi chiarito anche dalla circolare del Ministero dell'Industria. la documentazione tecnica secondo la procedura vigente all'atto della messa in servizio. 57. al posto della documentazione tecnica completa secondo la circolare di cui sopra. occorre presentare: < dichiarazione di conformità del prototipo omologato a firma del costruttore.). numero di fabbrica.43
data di cui sopra. secondo gli articoli 18 e 19 del D. < documento sostitutivo degli allegati tecnici rilasciato dal costruttore e vidimato ISPESL.11) allegando. n. gru su autocarro. anno di costruzione. mediante atto certo in originale o in copia conforme. carta di circolazione del mezzo per le gru su autocarro.R. ad effettuare le prove di collaudo ed a rilasciare il certificato di omologazione. 459/96 e che ha dunque una diretta conoscenza del fatto che l'immissione sul mercato e la messa in servizio delle macchine è anteriore alla data di entrata in vigore del D. argani . 76. quali marca. del 25/6/1997. oltre all'atto certo o alla dichiarazione di cui sopra. Tale dichiarazione da intestarsi all'ISPESL dovrà essere resa e sottoscritta con le modalità prescritte dall'art. per gli apparecchi di sollevamento nella circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n.P.P.P.) e provvisti di compendio delle caratteristiche tecniche essenziali vidimato ISPESL .R. 2 Per i ponti mobili sviluppabili su carro nella circolare ISPESL 13 gennaio 1988 n. oppure mediante una dichiarazione del soggetto che ha immesso sul mercato la macchina precedentemente all'entrata in vigore del D.
E. in quanto non risultano operanti. quindi. sulla base della documentazione tecnica a corredo della denuncia. L’ISPESL competente provvederà ad esaminare la documentazione tecnica. così come nel precedente punto B) . l'utente dovrà farne denuncia all'ISPESL allegando le documentazioni indicate nel punto B). ma non possono sostituire la documentazione tecnica prevista al suddetto punto B). Alle macchine di cui al D. convenzioni o accordi di reciprocità a livello governativo relativamente alle attività di controllo preventivo e periodico sulle macchine di che trattasi da chiunque effettuate (nota del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 10/07/2000 n. PERCHÉ.M. Da quanto sopra esposto. secondo la procedura prevista dalla normativa previgente già citata e rilascerà il certificato di omologazione.
D) DENUNCIA E 1ª VERIFICA DI MACCHINE IMMESSE SUL MERCATO O MESSE IN SERVIZIO IN ALTRI PAESI DELL'U. In questo caso l’ISPESL provvederà a concludere il procedimento di omologazione.
. PRIMA DEL 21/9/1996 E INTRODOTTE IN ITALIA DOPO QUESTA DATA. NON SONO ANCORA STATE SOTTOPOSTE A 1ª VERIFICA OMOLOGATIVA DA PARTE DELL'ISPESL. ad effettuare le prove di collaudo ed a rilasciare il certificato di omologazione.12/9/1959 provenienti da altro paese dell'Unione Europea immesse sul mercato prima dell'entrata in vigore della Direttiva Macchine e quindi non marcate CE. allo stato attuale.44
ISPESL. ANCHE SE REGOLARMENTE DENUNCIATE DALL'UTENTE PRIMA DEL 21/9/1996. si applicano le procedure indicate al punto B). prima della messa in servizio della macchina sul territorio nazionale. indirizzata all'ISPESL). Eventuali documentazioni attestanti collaudi o verifiche effettuate ad opera di Organismi riconosciuti nei suddetti paesi possono costituire atto certo per attestare l'effettiva data di immissione sul mercato della macchina. 21219/OM-5/a.
146. 459 (SO n. prov n cap tel modello Portata max numero di fabbrica
All'uopo allega: 1. comma 3. del Commercio e dell'Artigianato n. n.S. del 6/9/1996 alla G.U. denuncia la messa in servizio del seguente apparecchio costruttore anno di costruzione installato presso la Ditta sita in via e chiede il rilascio del libretto delle verifiche. 11. 209: Direttiva Macchine) e della circolare del Ministero dell'Industria.ALLEGATO 10
MODELLO DI DENUNCIA APPARECCHI MARCATI CE Spett. del 4/7/1997).P .S. del D. 162054. Copia dichiarazione di conformità CE Il Legale Rappresentante
.le I. n.E.R. 154.L.
Il sottoscritto residente in legale rappresentante della ditta con sede sociale in via esercente attività di via
ai sensi dell'art. .U. del 25/6/1997 (G. n.P 24/7/1996.
prima della messa in servizio presso lo stabilimento/cantiere della ditta sita in prov via n il seguente apparecchio costruttore numero fabbrica anno costruzione Portata max e ne chiede la verifica ai sensi di legge
Allo scopo allega i seguenti documenti in originale: 1) disegno di insieme dell'apparecchio (quotato o in scala). 146.S. 12/9/1959 (G. 6) atto certo.R. n.154. 2). 209: .
. 4) schemi funzionali degli impianti elettrici e/o fluidodinamici. attestante l'immissione sul mercato dell'apparecchio prima del 21/9/1996 (esempio: copia della fattura di acquisto o della bolla di consegna o dichiarazione del soggetto che ha immesso sul mercato la macchina precedentemente all’entrata in vigore del D. 3) e 4) per gli apparecchi di sollevamento di serie). comma 3. 3) disegno quotato delle sezioni delle strutture principali considerate nel calcolo. del D.U.S. n.P .P 459/1996).R.
Ai sensi dell' art 7. n. deI D. del Commercio e dell'Artigianato n.162054 del 25/6/1997(G. abilitato a norma di legge all'esercizio della professione. del 6/9/1996 alla G.M.46
MODELLO DI DENUNCIA APPARECCHI IMMESSI SUL MERCATO E MESSI IN SERVIZIO PRIMA DEL 21/9/1996. 459 (SO n. della procedura prevista dall'art. 5) documento sostitutivo agli allegati tecnici fornito dalla ditta costruttrice e vidimato ISPESL. . Il sottoscritto residente in legale rappresentante della ditta con sede sociale in via esercente attività di nato a via prov n il n cap tel
denuncia. NON MARCATI CE E MAI DENUNCIATI Spett. 11.L.E.P 24/7/1996. 2) relazione di calcolo dell'apparecchio redatta in lingua italiana. del 4/7/1997). Direttiva Macchine) e della circolare del Ministero dell'Industria.U. con certificato in originale di conformità al prototipo omologato a firma del costruttore (in sostituzione dei documenti di cui ai precedenti punti 1). 299 dell'11/12/1959).U. firmata da tecnico laureato o diplomato. n.le I.
L.S.le I.P .M. DEI D. 299.U. dal cantiere di via e a rimontarlo nel cantiere di via prov n prov n cap cap
Si resta in attesa dell'intervento sul luogo d'installazione di un V/s funzionario tecnico per l'effettuazione della 1ª verifica.12/9/1959) Spett. Il sottoscritto residente in legale rappresentante della ditta con sede sociale in via nato a via prov n il n cap tel
comunica a codesto dipartimento di aver provveduto a smontare l'apparecchio di sollevamento: tipo costruttore anno costruzione già denunciato in data
numero fabbrica Portata max
e non ancora sottoposto alla 1ª verifica di legge.M. 16.E. del D. n.ALLEGATO 12
MODELLO DI COMUNICAZIONE ALL'ISPESL PER LO SPOSTAMENTO DI APPARECCHIO DI SOLLEVAMENTO IN ALTRO CANTIERE O STABILIMENTO GIÀ DENUNCIATO MA NON ANCORA OMOLOGATO (ART 16. 12/9/1959 (G.
In osservanza dell'art. dell' 11/12/1959). Il Legale Rappresentante
del D. Il sottoscritto residente in legale rappresentante della ditta con sede sociale in via prov n cap tel via nato a il n
comunica a codesto ufficio di aver provveduto a smontare l'apparecchio di sollevamento tipo costruttore anno costruzione matr. 16. Il Legale Rappresentante
.le Organo di Vigilanza
In osservanza dell’art. numero fabbrica Portata max prov n prov n cap cap
Si resta in attesa dell'intervento sul luogo d'installazione di un V/s funzionario tecnico per l'effettuazione della verifica di V/s competenza.M. 12/09/1959 (G. ENPI/ISPESL dal cantiere di via e a rimontarlo nel cantiere di via mod.48
MODELLO DI COMUNICAZIONE AGLI ORGANI DI VIGILANZA DELLO SPOSTAMENTO DI APPARECCHIO DI SOLLEVAMENTO IN ALTRO CANTIERE O STABILIMENTO
Spett. n.U. 299 dell’11/12/1959).
186 Disposizioni concernenti la produzione di materiali. 547 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. n. 46 Norme per la sicurezza degli impianti.R. n. D. 06/12/1992. Decreto del Presidente dell’ISPESL 7/7/2005 pubblicato sul supplemento ordinario n. D. serie generale 265 del 18 Luglio 2005 determinazione delle tariffe spettanti all’ISPESL per prestazioni rese a richiesta e ad utilità dei soggetti interessati.R. 447 Regolamento di attuazione della Legge 5 marzo 1990 n. D.R. 689 Determinazione delle aziende e lavorazioni soggette.R. macchinari. installazioni e impianti elettrici ed elettronici.P.
. n. D. 125 G.P. di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi. 462 Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche. Legge 01/03/1968.U.P. n. apparecchiature. n. 26/05/1959.P.P.53
D. n. n. D. ampliamento e trasformazione degli impianti nel rispetto delle norme di sicurezza.P. 18/04/1994. 392 Regolamento recante disciplina del procedimento di riconoscimento delle imprese ai fini della installazione. n. ai fini della prevenzione degli incendi. 380 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. 06/06/2001.R.R. Legge 05/03/1990. 27/04/1955. 22/10/2001. al controllo del Comando del Corpo dei vigili del fuoco. 46 in materia di sicurezza degli impianti.
26/5/1959. gli impianti telefonici regolamentati dal D.R. a differenza di quanto avveniva in regime di omologazione da parte dell'ISPESL con il D.M.R. 2) Per verifica dell'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche si deve intendere la verifica del sistema di protezione dalle fulminazioni dirette per le attività di cui agli articoli 38 e 39 del D. n.P. 519/93. 27/4/1955. 1 del D. ecc. non specificatamente abolite dal D.R.P. 689 Per queste ultime. 2).3) sostituendo il D.P.U.R. Più precisamente: < strutture metalliche e camini industriali se non “autoprotetti”. n. 462/01. di cui si dispone la dichiarazione di conformità.P.P. realizzato mediante interruzione automatica del circuito. 1 comma 2 del D.M. saranno assoggettati alle verifiche a campione solo gli impianti non “autoprotetti”. Con il D. Il decreto assegna all'ISPESL il controllo a campione della “prima verifica sulla conformità alla normativa vigente degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche ed i dispositivi di messa a terra degli impianti elettrici” (art. 20 marzo 1956 n. 323 “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro negli impianti telefonici”. le attività dove non c'è presenza di personale subordinato. non rientrano nel campo di attività del D.R. 22 ottobre 2001. il campo di applicazione del decreto si ritiene riferito alle verifiche previste dal D.P. 186). agli impianti di terra e agli impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione sono regolati dal D. 1/3/1968.P. 2. 547 nelle attività con lavoratori subordinati o ad essi equiparati (art. 462/01 (esempio le verifiche degli impianti di terra dei produttori e distributori di energia elettrica.P. per i quali non è stato abolito il verbale di verifica -modello “O” di cui al D.R.R.R. n.R. 462/01 per tali impianti “la dichiarazione di conformità equivale a tutti gli effetti ad omologazione dell'impianto” (art. 547/55. n. 12/9/1959-) . 462.R.R. Si ritengono ancora esclusi dal campo di applicazione del decreto quegli impianti regolamentati da apposite procedure. Nelle more di emanazione dei decreti previsti dall'art. 547/1955).P.55
Dal 23 gennaio 2002 i procedimenti relativi alle installazioni ed ai dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche. 519/93 che prevedeva da parte dell'Ispesl la omologazione degli impianti di terra e scariche atmosferiche e abolendo i modelli di denuncia A (per le scariche atmosferiche) e B (per impianti di terra). Così. n. secondo quanto definito dalla legislazione vigente in materia (L. < attività elencate nel D. pubblicato sulla G.P. 547/55 nell'art.P.P. In relazione a quanto sopra si può così sintetizzare: 1) per verifica dell'impianto di terra si deve intendere la verifica del sistema di protezione dai contatti indiretti. 462/01 le attività escluse dal D. ad esempio.
.6 del 8 gennaio 2002.R.
R. Per questi la dichiarazione di conformità deve essere conservata sul posto a disposizione degli organi di vigilanza. 5/3/1990. essere conservati presso il luogo dove è situato l'impianto e resi disponibili in occasione della visita del verificatore. va inoltrata all’ISPESL unitamente al modulo (All. al fine di acquisire i dati necessari per la formulazione dei criteri di campionatura. impianti di scariche atmosferiche in ambienti industriali.R. deve essere rilasciata dall'installatore una dichiarazione di verifica dell'impianto e di installazione “a regola d'arte” ai sensi della L. ai fini dell'effettuazione degli accertamenti tecnici. l’ISPESL procederà all’invio dei bollettini di pagamento delle proprie competenze ai vari utenti e successivamente darà comunicazione scritta o telefonica della data di verifica (le indicazzioni tariffarie sono riportate in corrispondenza dei relativi servizi Decreto del Presidente dell’ISPESL 7/7/2005). Per gli impianti che non rientrano nel campo di applicazione della L. 462/01 prevede che il datore di lavoro. Inoltre si precisa che la dichiarazione di conformità in originale. 46 (es. impianti di illuminazione pubblica.P. Quindi non sussiste nessun obbligo di invio della dichiarazione di conformità per gli impianti che abbiano subìto ampliamenti e modifiche dei quadri elettrici principali e secondari. Tale obbligo sussiste solo su impianti di nuova installazione o che abbiano subito un rifacimento totale (esempio: cambio del contratto di fornitura da bassa tensione ad alta tensione. nel caso di Sportello Unico non operante. Impianti di terra Per quanto indicato nella premessa.14) firmato dal datore di lavoro.P.). la suddetta dichiarazione è presentata allo stesso. Non è necessario inviare con la dichiarazione di conformità anche gli allegati obbligatori e facoltativi previsti dal DM 20/02/92. 447/98. devono essere inviate le dichiarazioni di conformità degli impianti elettrici relativi ad attività dove c'è la
. invece. cambio di destinazione di uso dei locali da ordinari a speciali ad esempio locali uso medico. Tali allegati devono. 186. debba inviare la dichiarazione di conformità rispettivamente all'ISPESL ed all'ARPA o ASL competenti per territorio. entro 30 giorni dalla messa in esercizio dell'impianto. ecc. Ai sensi del Decreto del Presidente dell’ISPESL 7/7/2005 per ogni dichiarazione di conformità presentata all’ISPESL è dovuto un contributo forfetario in c/c postale pari a 30 finalizzato alla formazione e gestione dell’anagrafe degli impianti denunciati. copia conforme o fotocopia. 1/3/1968.56
Sportello unico per le attività produttive • Impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche
Obblighi del datore di lavoro nei confronti dell'ISPESL L'art. che potrà richiedere in visione ed eventualmente acquisirli in copia. che provvede all'inoltro ai soggetti di cui sopra territorialmente competenti. Nei comuni singoli o associati ove sia operante lo Sportello Unico per le Attività Produttive ai sensi del D. Per alcuni dipartimenti territoriali tale modulo può presentare alcune variazioni per accordi regionali. 2 comma 2 del D. n. ecc. Dopo la campionatura. n.).
704. chirurgici. Impianti di protezione contro le scariche atmosferiche Per quanto indicato nella premessa.P. apprendisti.
. < per impianti in cantieri devono intendersi quelli installati in cantieri di costruzione e di demolizione quali definiti dalla norma CEI 64-8/7. ad esclusione di quelli installati in cantieri. oltre ad effettuare regolare manutenzione dell'impianto. In ogni caso l'individuazione di tali ambienti rientra tra le specifiche responsabilità del datore di lavoro.1. in accordo con la norma CEI 64-8/7. < per impianti in locali adibiti ad uso medico devono intendersi quelli installati in locali destinati a scopi diagnostici. di sorveglianza o riabilitazione dei pazienti (inclusi i trattamenti estetici e i solarium). che vi dovrà provvedere in fase di valutazione dei rischi presenti nelle attività aziendali. se non autoprotette. sulla base della Direttiva 11 marzo 2002 “Procedure per l'individuazione. Non devono pertanto inviare la dichiarazione di conformità le aziende a conduzione familiare. un maggior rischio di quello che presentano gli ambienti ordinari. ecc). sono soggetti all'obbligo dell'invio della dichiarazione di conformità: < gli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche installati per la protezione delle attività elencate nel D. a far sottoporre lo stesso a verifica periodica ogni cinque anni. condomini in assenza di portierato o personale dipendente. terapeutici. art. quelli installati in ambienti che presentano. Per l'effettuazione di queste verifiche il datore di lavoro può rivolgersi all'ASL o all'ARPA o ad eventuali organismi individuati dal Ministero delle Attività Produttive. Non rientrano nell'obbligo della denuncia gli impianti telefonici e tutte le attività regolamentate da apposite normative (esempio produttori e distributori di energia elettrica). 6 e 7 del D.57
presenza di lavoratori subordinati o similari (es. La valutazione della autoprotezione della struttura deve essere effettuata a cura del datore di lavoro avvalendosi di un esperto.P. 462/01. sezione 710. < per impianti negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio devono intendersi. < le strutture metalliche se non autoprotette. ecc. ecc.R.15). sezione 751. ai sensi degli articoli 4. degli organismi di ispezione di tipo A”. in caso di incendio. soci di cooperative. Obblighi di verifica da parte del datore di lavoro Il datore di lavoro è tenuto. 689/59 (All.R. in locali adibiti ad uso medico e negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio per i quali la periodicità è biennale. come definiti nella norma CEI 64-8/7-V2.
P 27/4/1955. 3 . (Il presente modello potrebbe presentare qualche variazione per accordi I.P. .39 D.S.le I.58
Spett.Data presumibile chiusura: OSPEDALE E CASA DI CURA AMBULATORIO MEDICO AMBULATORIO VETERINARIO CENTRO ESTETICO EDIFICIO SCOLASTICO LOCALE DI PUBBLICO SPETTACOLO STABILIMENTO INDUSTRIALE Tipo di attività: ATTIVITA' AGRICOLA ATTIVITA' COMMERCIALE ILLUMINAZIONE PUBBLICA IMPIANTO A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO Tipo di attività: TERZIARIO Tipo di attività: ALTRO Tipo di attività:
Numero degli addetti:
VERIFICA IMPIANTO PROTEZIONE CONTRO I FULMINI a) Parafulmini ad asta si no n.P. TIPO DI ALIMENTAZIONE Dalla rete B. 1) Barrare le caselle che interessano.L.R.R.D. 547/55 . dell'impianto di protezione d) Capannoni metallici per i quali si richiede la verifica si no n.S.S. b) Parafulmini a gabbia si no n.S. recipienti e serbatoi metallici per i quali si richiede la verifica si no n.R. Cabine di trasformazione N. N 1 superficie protetta mq N 2 superficie mq c) Strutture. 2) Scrivere in stampatello.E.P 22/10/2001 N° 462 . Il presente modulo deve essere compilato in tutte le sue parti.Regioni)
. 547 IN PRESENZA DI LAVORATORI SUBORDINATI Art.
MODELLO DI TRASMISSIONE DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ D.L.R. dell'impianto di protezione e) Per cantieri edili indicare il numero di strutture metalliche per le quali si richiede la verifica dell'impianto di protezione dai fulmini n.P . Dispersori
Il sottoscritto in qualità di con sede sociale in via
della ditta prov n cap tel
invia DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ della Ditta installatrice con sede in via prov n tel e-mail cap
Allegati obbligatori conservati presso la Ditta utente:
Messa a terra Protezione contro le scariche atmosferiche (Art.T. 689/59) Luoghi con pericolo di esplosione
Ubicazione dell'impianto: città
Tipo di impianto soggetto a verifica:
CANTIERE .E. PER NUOVO IMPIANTO A CURA DEL DATORE DI LAVORO SOTTOPOSTO AGLI OBBLIGHI DEL D.P. 38 . N. Media tensione Alta tensione Impianto di produzione autonoma Potenza installata KW N.B.
Produzione di creme e lucidi per pavimenti.preparazione e lavorazione di olii lubrificanti ed affini. magazzini e rivendite di benzina. benzina. per quantità superiori a 500 kg. produzione di emulsioni bituminose da petroli. esausti o bruciati. Distillazione di catrame e depositi di benzolo per quantità superiore a 500 kg. 9 10 Aziende nelle quali si esegue la seconda lavorazione del vetro con l'impiego di oltre 15 cannelli di gas. d’ord. lavorazione ulteriore di petroli. per quantitativi di gas superiori a 500 kg. Produzione di rajon e di cellophane e di prodotti affini ottenuti con l'impiego di solventi infiammabili. petrolio. per capacità complessiva delle bombole superiori a 2000 litri. raffinazione. 212 del 4/9/1959) . Produzione di fibre tessili poliviniliche. si sviluppano e si detengono prodotti infiammabili. Produzione e depositi di solfuro di carbonio.U. 547 . miscele lubrificanti ed affini (distillazione. altre eventuali lavorazioni affini). a) del D. con l'impiego di gas combustibili con impianto generatore centralizzato ovvero con oltre 5 posti di lavoro. 689 (G. reazione. Impianti per la saldatura o per il taglio dei metalli. Denominazione e settore di attività
1 Officine od impianti per la produzione di gas combustibili ottenuti per distillazione. mobili.R. Aziende per la produzione di gas combustibili compressi disciolti o liquefatti. Produzione di vernici con solventi infiammabili. Tabella A Aziende nelle quali si producono. 5 6 7 8 Centrali di compressione. Distillerie e depositi di alcool a concentrazione superiore al 60 per cento in volume. olii minerali ed altri prodotti idrocarburati infiammabili o combustibili. 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 Estrazione di olii con solventi infiammabili. incendiabili o esplodenti (art. n. Produzione di acqua ragia vegetale. 2 3 4 Aziende che utilizzano gas combustibili per sottoporli a successive trasformazioni. si impiegano. Trattamento dei prodotti ortofrutticoli con l'impiego di acetilene. rigenerazione di olii minerali. ecc.. stazioni di travaso e depositi di metano e di gas idrocarburati.R. etilene ed altri gas carburati. Aziende in cui viene eseguita la iniezione di olii creosolati. N. Aziende per l'idrogenazione di olii e grassi. degli olii minerali. Produzione di inchiostri da stampa con impiego di solventi infiammabili. 11 Depositi. 12 13 14 Autorimesse pubbliche. Magazzini e depositi di bombole o bidoni di gas combustibili: compressi. carburazione od altri processi.
. metalli.ALLEGATO 15
D. Produzione di colle animali con impiego di solventi infiammabili. distillazione di rocce asfaltiche.P 27/4/1955.
N. distillazione a bassa temperatura di combustibili fossili. Stabilimenti per la lavorazione del greggio petrolifero. Lavatura a secco con solventi infiammabili. calzature e di altri prodotti affini.P del 26/05/59 n. disciolti o liquefatti. Reparti di collaudo e prova negli stabilimenti per la costruzione e riparazione di motori a combustione interna. lett. ottenuti con l'impiego sostanze infiammabili. trattamento degli olii minerali. 36. Produzione della glicerina con esclusione del processo per idrolisi dai grassi.
000 kg. di nerofumo e di vernici nere. 6-5-1940. ossido di etilene. dicloroetilene. cianografiche e fotografiche.
Laboratori di attrezzerie e scenografia teatrale. Aziende per la produzione di polveri di carbone. acetone. rame. dietilamina. solfuro di carbonio. metilcicloesano. di carbolinoleum. etilbenzene. Aziende per la preparazione del crine vegetale. Magazzini per deposito e classificazione di carta usata. dello sparto e simili.
Aziende per la produzione della gomma. legno. tabacco. ovvero di cacao. Macinazione e raffinazione dello zolfo. di alluminio. vulcanite e di altri prodotti affini. destrina. Aziende per la produzione di agglomerati di materiali combustibili. acetato di etile. trementina).
. etere metilico. esano. acetato di metile.
Industrie chimiche per la produzione di resine sintetiche di coloranti organici ed intermedi e di prodotti farmaceutici con impiego di solventi ed altri prodotti infiammabili (acrilnitrile. carta filata e trucioli di carta. etere etilico. cerate e simili. toluolo. cicloesano. di cartoni e feltri catramati.
Aziende che producono. Aziende per la produzione di carte calcografiche. Produzione di carburo di calcio e depositi per quantità superiori a 1. formiato di etile. alcool butilico. alcool isopropilico.D. ottenuti con l'impiego di sostanze infiammabili Produzione di solventi infiammabili per uso industriale (acetato di amile. impiegano o detengono sostanze esplodenti considerate tali dal regolamento al Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con R. Produzione e depositi di pellicole infiammabili. etilamina. acetato di isopropile.
Produzione di tele cerate. etere vinilico. nitropropano. dimetilbenzene. Aziende in cui si producono o impiegano polveri di magnesio. metilisobutilchetone. eptano. manganese. della guttaperca e dei relativi manufatti. acetato di vinile. acetato di propile. Aziende per la fabbricazione di cavi e conduttori elettrici isolati. acetato di isobutile.
Produzione e depositi di fiammiferi. acido acetico. alcool isoamilico. benzina. dell'elektron e delle leghe ad alto tenore di magnesio. butilene. butadiene. eliografiche.
Aziende per la produzione del magnesio. di stracci.60
Reparti di verniciatura a spruzzo con solventi infiammabili con oltre 5 addetti. lavorazione della paglia. ossido di mesitile. furfurolo. etere isopropilico. amiantite. stirolo monomero). cloruro di etile. acetato di isoamile. Aziende in cui viene prodotto ed utilizzato il fosforo ed il sesquisolfuro di fosforo e relativi depositi. n. Aziende per la produzione di ebanite. Riserie con potenzialità superiore ai 100 q. cloroformio. Preparazione del fosforo e suo impiego per la produzione di composti. produzione di farina e di trucioli di legno e legno macinato.
Reparti di preparazione alla filatura delle fibre tessili vegetali ed artificiali che bruciano con sviluppo di fiamma e relativi depositi. iridina. Magazzini di deposito di fibre tessili vegetali ed artificiali che bruciano con sviluppo di fiamma. formiato di metile.li nelle 24 ore. lavorazione del sughero. aldeide acetica. etere metiletilico. nafta. alcool etilico. ossisolfuro di carbonio. altre fabbricazioni affini. clorobenzene. diossano. bromuro di etile. nonché di cascami e fibre tessili vegetali ed artificiali che bruciano con sviluppo di fiamma. Molini per cereali ad alta macinazione con potenzialità superiore a 200 q. Produzione di surrogati del caffè. Magazzini per deposito di carte e cartoni catramati.
Produzione e depositi di celluloide e di oggetti vari dello stesso materiale. benzolo. tessuti gommati e prodotti affini. butadone.li nelle 24 ore. bromuro di metile. produzione di linoleum e prodotti affini. della trebbia e simili. 635. acetato di butile. Aziende nelle quali si fa impiego di pellicole infiammabili. alcool metilico. latte. sughero ed altre sostanze organiche.
Aziende per la lavorazione della foglia del tabacco con oltre 100 addetti. Aziende in genere nelle quali sono occupati contemporaneamente in un unico edificio a più di un piano oltre 500 addetti. Industria dell'arredamento e dell'abbigliamento con oltre 75 addetti.ALLEGATO 15
Tabella B Aziende e lavorazioni che per dimensioni. nelle quali sono occupati contemporaneamente oltre 15 addetti. b) del D. Magazzini di vendita con oltre 50 addetti.
. lett. N.
Attività esercitate in locali costruiti prevalentemente in legno o con solai o scale in legno. ubicazione ed altre ragioni presentano in caso di incendio gravi pericoli per la incolumità dei lavoratori (art. Fabbriche di mobili e di infissi con oltre 50 addetti. Industria della carta con oltre 100 addetti e della cartotecnica con oltre 25 addetti. 547 .R.P 27/4/1955.
ISPESL sede. dipartimenti centrali.
amministrativi E territoriali.
segreteria. 06/4714276/378 . 220/E .06/94181426 .(00184) Roma . 06/2094311 Via Fontana Candida.(00198) Roma .it MEDICINA DEL LAVORO Via Fontana Candida.(00198) ROMA . 06/4714247/8 .it SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE Via Alessandria.it DIPARTIMENTO INFORMATICO -STATISTICO PER LE ATTIVITÀ AMMINISTRATIVO CONTABILI Via Alessandria.ludovisi@ispesl. 06/47141 Via Alessandria.Fax 06/4714387 gerardo.Fax 06/44232269 segreteria.Fax 06/8414145 dts@ispesl.dre@ispesl.(00040) Monte Porzio Catone (RM) . 06/44280447 . 1 .it
DIPARTIMENTI CENTRALI IGIENE DEL LAVORO Via Fontana Candida.Fax 06/44250972 doc@ispesl.dml@ispesl.Fax 06/48906750 urp@ispesl. 7 . 06/9419456 .it TECNOLOGIE DI SICUREZZA Via Alessandria.Monte Porzio Catone (RM) .Tel.(00184) Roma .segreteria@ispesl. 06/44250973 . 1.dpgrep@ispesl.Tel.it
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. 06/44250648 .(00040) . 220/E .Fax 06/44251019 .Tel.Tel.Fax 06/94181419 giusepperomano.Tel. 167 .segreteria.it OMOLOGAZIONE E CERTIFICAZIONE Via Alessandria.Tel. 220/E .(00184) Roma .(00198) Roma .(00133) ROMA .(00184) Roma .it DOCUMENTAZIONE INFORMAZIONE E FORMAZIONE Via Alessandria.(00198) Roma . 167 . 220/E . 06/94181 Fax Istituto 06/4818493 Sito Internet: www.06/44280333 . 220/E .it INSEDIAMENTI PRODUTTIVI ED INTERAZIONE CON L’AMBIENTE Via Urbana. 06/4714284/228 . 06/442801 Via Torraccio di Torrenova.(00040) Monte Porzio Catone (RM) . 06/44280359 . 220/E .Tel. 1 .Fax 06/44251008 dom.Fax 06/4744017 giancarlo. 167 .Fax 06/4714240 .dis.
it (PC.Tel.Fax 010/5763639 . TP) Pescara (65121) < C.it (LI. 0744/402078 .Fax 0583/418300 .Tel.Tel. 0586/884624 .ispesl.padova@libero. 133 . Francesco d’Assisi.MC) Aosta (11100) < Via Abbè Gorret. 6/12 .LC. 108 . 0471/272222 .presso Fondazione S. 10 . 0874/698045-46 .ispesl.ispesl.sassari@tiscalinet. 9 . 34 .Tel. 40 . SA) Padova (35131) < Via Berchet. 011/502720-7-8-9 . KR) .it (BZ. PN. 40 . 081/4237711 . 031/265266-2762901.Via Ferrata.it (TO. 0583/418803 .Tel. Como (22100) < V.ispeslbz@libero.Fax 031/260047.Fax 0961/701499 .ispesl@ispesl.ispeslmi@libero. 164 .Fax 045/594199 .ispesldipcb@tin.Fax 041/5040189. RC. TN) Brescia (25122) < Via S.leone. 123 . TV) Verona (37122) < Via L.direzione@ispesldipartimentogenova.it (BO.Fax 079/217392 .Fax 080/5232660 .ispeslna@libero.Fax 030/294801 .191.Fax 02/70636032 . PI) Lucca (55100) < Via Buonamici.099/4540301 Fax 099/4535900 . 17 .8007071 .ispesl. LE) Terni (05100) < Via della Rinascita. Lombroso.Fax 011/503826 .Fax0874 /628109 . 7/9 . 015/8494919-29-39 .Fax 0825/31299 . 0382/592504
DIPARTIMENTI TERRITORIALI CON SIGLA DELLE PROVINCE DI COMPETENZA
Alessandria (15100) < Via C. MT) Roma (00153) < Via Bargoni. 045/8032482 . 06/2051390/3 . PR. BN) Bari (70122) < Via Piccinni. EN.it (CO. RN) .Tel.it (AL. 071/201855 .Fax 0165/35750 . 32 .Fax 055/210882 . 055/289681. 8 .Tel.potenza@libero. Livorno (57123) < Via Grande.ispeslbi@tiscali. 12 . Cesare. 079/217172/217392 . 049/651263/651422 .ispesl.Tel. OR) Campobasso (86100) < Via N.it (GE. MO) Bolzano (39100) < Via Orazio.191.Tel.Tel.PU.le Ungheria. 19 . FE.191. TE) Piacenza (29100) < Via San Bartolomeo.1. Cadorna.VA) Firenze (50121) < Via G.Tel. 0523/480084/480819 . 0165/231480/264400 .al. NU) Taranto (74100) < Via D’Aquino. 107 . 035/244164 .Fax 0744/420171 .Tel. 0968/209822 .Tel. 3 .ispeslvenezia@tin.Fax 035/239214 . 041/950896 .Medicina lavoro/Ospedale Maggiore di Parma .Tel.Fax 071/201041 .it (ME) Milano (20133) < Via Mangiagalli. 7 . 090/661677 .ispesldipme@tiscali. 099/4525025 .Fax 081/4207253 .ispesl-forli@ispesl-forli. FR. 06/94181 . RI.191.191.Tel. MN) Cagliari (09124) < Via Malta.le G. SR) Catanzaro (88100) < Via F Spasari.ispesl-an@libero. RA.Tel.VB.Fax 015/8407331 .Fax 0521/033076 Pavia . AG.zza Brignole.torino@tiscali.Via Fontana Candida.so Vittorio Emanuele II.so Turati. 0961/741082/.it (CB. TS) Venezia-Mestre (30172) < C.it (CT. BR. 3 . 030/2408811 .ao@libero.Tel.Tel. LT.Fax 06/2052820 Lamezia Terme (CZ) .it (BI. 0825/31586 . 095/316595 . 7 .it (CZ.bo@libero.Tel. 091/331696/333356 . RG.Tel. 82 .Fax 051/4215160 . 085/4212024 .Tel.Fax 06/9419453 Roma . PV) Napoli (80121) < Via Lomonaco. IS) Catania (95129) < L.ispesl. LO.CH.Fax 0131/262730 .191.Fax 095/316080 .Viale Gramsci.lu@tiscalinet.ispeslpa@supereva. RO.direzione@ispeslbari.ispeslfi@yahoo. La Pira.it (UD.ispesl.Tel. AQ . 06/5839271 .ispesllivorno@sysnet. 46 Tel.ispesl. 10 . PO.ispeslud@libero. 070/651236 070/659235 . FG) Bergamo (24122) < Via G. 0131/252653 . 4 . AR.Tel. PT) Messina (98123) < Via dei Mille.dipartimento@ispeslct.Fax 085/4210486 . Sauro.cz@virgilio.it (RM. Poloni. 11 . 3 .Via Torraccio di Torrenova.ispeslverona@virgilio.Fax 0523/499679 . RE) Potenza (85100) < Via della Pineta.it (PD. Paglia.pescara@tiscali.ispesl.744590-68 .it (CA.Fax 090/6408543 . BL. VT) Sassari (07100) < Via Amendola. 0432/501669 . 02/2360351 . 051/4215111 .Tel. PG) Torino (10128) < C.it (MI.it (LU.it (PE. 3 . Cerruti. CN) Udine (33100) < V. 010/576361 .it (SS.so del Popolo.AP .980121 . 6 . 129 .Tel.it (NA.ispesl-bs@ispesl.Tel. IM.Tel.CENTRI DI RICERCA: (00040) (00133) (88046) (43100) (27100) Monte Porzio Catone (Roma) .VC) Bologna (40121) < Via C.Tel.Tel. 080/5237641/5244040 .AT) Ancona (60123) < Via L.pera@libero. SP SV) .it (BA. CL.Fax 0586/896913 .Tel.Tel. GR.191. 0971/37061 .Fax 0968/209580 Parma . 0543/63325/402047 . 14 .Fax 0971/35069 -0971/26686 . Boldrini. GO. CE.Fax 049/658641 .diproma@tiscali.Fax 0543/401415 .it (BG) Biella (13900) < Via V. Crispi.it (PZ. 10 .ispeslta@libero.Tel. 11/c . 14 .go dei Vespri. 45 .presso centro servizi avanzati Zona Industriale ex SIR .ispesl.it (AV.it (VE. MS.Tel. 0521/033075 .Fax 070/673956 .ispeslbergamo@istsup.Fax 0432/504187 .dipartimento@ispeslcomo.it (FI.it (FO.cagliari@tiscali. VV.Tel.le Genova (16122) < P .SO.Tel. CS.Tel.it (TA. 89bis .Fax 091/332709 . 17 .Tel.ispeslterni@libero.Fax 06/58330680 .Maugeri .Tel.ispesl.it (AO) Avellino (83100) < Via Pescatori.Tel. NO.14 .Fax 0471/283728 .it (PA.it (BS.it (TR. SI) Forlì (47100) < P della Vittoria. 49 .ispesl-av@jumpy.it (AN. VI) Palermo (90139) < Via F.it (VR)
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