Source: http://www.ediesseonline.it/riviste/rgl/anno-lxiii-2012-n2
Timestamp: 2013-05-19 00:38:29+00:00
Document Index: 122731896

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'sentenza ', 'art. 1751', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 1966', 'art. 7', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.\n1455', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 101', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 6', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 117', 'art. 6', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 28', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4']

ANNO LXIII - 2012 - N2 | Rivista giuridica del lavoro
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ANNO LXIII - 2012 - N2
DOTTRINAGIURISPRUDENZA
subordinazione corte costituzionale lavoro retribuzione Licenziamento individuale Lavoro pubblico Lavoro a termine giurisprudenza osservatorio contratto a termine lavoro subordinato discriminazione condotta antisindacale contratto collettivo legge e autonomia collettiva rapporto di lavoro licenziamento risarcimento del danno sicurezza sociale contrattazione collettiva ANNO LXIII - 2012 - N2 Trimestrale Aprile - Luglio2012
Il tema: il lavoro nero e le imprese fantasmaAlessandro Bellavista:
Il lavoro nero e le imprese fantasma
Alessandro Santoro:
Il lavoro non regolare: un quadro...
Alessandro Bellavista, Alessandro Garilli:
Politiche pubbliche e lavoro sommerso:...
Claudio Treves:
Il lavoro sommerso e le scelte del...
Vito Pinto.:
Gli interventi legislativi regionali di...
Giuseppe Fiengo:
Azioni di contrasto al lavoro sommerso...
Domenico Garofalo:
Profili giurisprudenziali del lavoro...
Andrea Mannino, Franco Scarpelli:
L’abuso della responsabilità...
SaggiLara Lazzeroni:
Osservatorio europeoNiklas Bruun, Klaus Lörcher:
Innovazione sociale: la nuova...
Osservatorio della contrattazione collettivaFlavia Schiavetti:
Rinnovo del Ccnl gomma plastica -...
Alessandro Veltri:
Le tutele degli agenti e dei...
GiurisprudenzaFabrizio Miani Canevari:
Osservatorio. La Corte di Cassazione...
Lorenzo Fassina:
Osservatorio. La Corte Costituzionale....
Massimo Pallini:
Lucia Valente:
Estinzione del diritto alle ferie non...
Francesca Romana Guarnieri:
Coppie omosessuali e pensioni...
Enrico Raimondi:
Gruppi imprenditoriali e codatorialità
Daniela Comandè:
Un accordo «fuori legge». Le parti...
Milena Talarico:
Il sindacato giudiziale di...
Giuseppe Cannati:
La ritorsione indiretta
Filippo Aiello:
In tema di omicidio di una guardia...
Alberto-Mattei:
Un intervento della Cassazione tra...
Luigi Menghini:
I contrasti tra Corte EDU E Corte...
Filippo Basile:
L’art. 28 Stat. alla prova del tempo:...
Laura Foglia:
Totalizzazione dei periodi assicurativi...
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Il tema: il lavoro nero e le imprese fantasma
Il lavoro nero e le imprese fantasma Scritto da: Alessandro Bellavista
Il saggio introduce il tema del fascicolo della Rivista: il fenomeno del lavoro sommerso. L'obiettivo è quello di riflettere sulla situazione attuale, analizzare le molteplici sfaccettature del fenomeno, e suggerire soluzioni ermeneutiche, di politica del diritto e istituzionale. per cercare di risolvere definitivamenteun problema incompatibile con il ruolo che dovrebbe ricoprire l’Italia nel mondo industrializzato.
Il lavoro non regolare: un quadro statistico e alcune valutazioni di policy Scritto da: Alessandro Santoro
Questo a. cerca di ricostruire il quadro statistico sul lavoro irregolare in Italia, analizzandolo alla luce delle policy adottate per contrastarlo, ottenendo due principali conclusioni. La prima è che dall’inizio degli anni Duemila alcune tendenze alla riduzione del lavoro irregolare sembrano effettivamente essersi manifestate, ma alcuni indicatori segnalano un preoccupante “rimbalzo” negli ultimi anni. La seconda è che la riduzione sembra dovuta quasi esclusivamente alla sanatoria del lavoro immigrato irregolare del 2002. lavoro sommerso
Politiche pubbliche e lavoro sommerso: realtà e prospettive Scritto da: Alessandro Bellavista Alessandro Garilli
In questo saggio si mettono in luce le varie politiche che andrebbero adottate per la lotta al lavoro sommerso, ribadendo l’importanza di collocare la questione nella più ampia prospettiva delle politiche per lo sviluppo e per l’occupazione. Inoltre, si rimarca l’importanza di un mutamento delle modalità di azione della classe politica del paese che dovrebbero essere improntate al pieno rispetto del principio di legalità e al rifiuto delle pratiche clientelari. lavoro sommerso
Il lavoro sommerso e le scelte del sindacato Scritto da: Claudio Treves
In questo scritto l'autore, riassumendo le politiche governative in tema di lavoro sommerso degli ultimi anni, segnala come l’azione di contrasto debba avere carattere strutturale, mirando a sostenere il consolidamento delle impreseche operano legalmente e quindi la crescita di occupazione di qualità. Importante è il rilievo che le politiche di destrutturazione del mercatodel lavoro regolare aprono ampi spazi all’espansione del lavoro nero e
irregolare. sindacato
Gli interventi legislativi regionali di contrasto al lavoro nero e di sostegno all’emersione Scritto da: Vito Pinto.
L’Autore, a partire da una sintetica ricostruzione delle basi istituzionali e politiche della legislazione regionale dell’ultimo decennio, propone una tassonomia dei modelli regolativi in materia di contrasto al lavoro nero articolata in quattro classi tra loro distinte per valutazione del fenomeno (comportamento meramente individuale, per quanto diffuso; comportamento di massa e fattore strutturale degli assetti produttivi) oppure per finalità regolative (emersione del lavoro nero, qualificazione della domanda pubblica in occasione degli appalti). lavoro sommerso
poltiche di emersione
Azioni di contrasto al lavoro sommerso e vigilanza amministrativa Scritto da: Giuseppe Fiengo
Le sanzioni hanno un ruolo decisivo nell’articolata strategia di contrasto al lavoro sommerso. Gli scarsi successi riscossi dalle sanzioni positive negli ultimi anni inducono a privilegiare, almeno per il breve periodo, le sanzioni ispirate ad una logica di deterrenza. Il vigente sistema delle sanzioni negative, pur perfettibile, appare complessivamente rigoroso e completo. I maggiori ostacoli alla repressione del sommerso vanno attualmente rinvenuti nel sistema della vigilanza amministrativa che assume un ruolo essenziale ai fini dell’applicazione effettiva delle norme. lavoro sommerso
Profili giurisprudenziali del lavoro nero Scritto da: Domenico Garofalo
L'autore si sofferma sui principali profili che emergono nelle controversie instaurate dai lavoratori coinvolti, come la difficoltà probatoria in ordine alla sussistenza del rapporto di lavoro, il regime prescrizionale e la posizione contributiva La riflessione si conclude sul diverso e dilagante fenomeno del lavoro irregolare non imposto, bensì "preteso” da quei lavoratori che concorrono in maniera attiva a a determinare la propria condizione di irregolarità onde incrementare il salario di fatto, evadendo contributi e prelievo fiscale, interrogandosi sui rimedi per contrastastare il fenomeno
L’abuso della responsabilità limitata nel contesto del lavoro irregolare: primi spunti di riflessione Scritto da: Andrea Mannino Franco Scarpelli
Gli A.A. affrontano il tema dell’abuso nel ricorso allo schermo giuridico della società di capitali e della responsabilità limitata, quali comportamenti che di fatto rendono più difficile la sanzione delle posizioni di lavoro irregolare. Condotte come l’insufficiente capitalizzazione o la sovrapposizione tra patrimonio sociale e personale del reale imprenditore danno luogo ad abusi che consentono con frequenza l’utilizzo di lavoro irregolare sottraendosi alle relative responsabilità. Il saggio esplora la possibilità di disapplicare le regole in materia di responsabilità limitata
Flessibilità e lavoro Scritto da: Lara Lazzeroni
L’A., prestando attenzione al significato semantico del lemma “flessibilità”, offre un'analisi del processo evolutivo registrato dell’apparato normativo italiano arrivando a constatare la creazione di un vero e proprio modello di flessibilizzazione del fattore lavoro. Mettendo in guardia dall’uso indistinto di espressioni come flessibilità, precarietà, atipicità, facile viatico per un uso del linguaggio normativo in senso ideologizzato, l’A. si sofferma sulle tecniche di flessibilizzazione adottate anche allo scopo di individuare le principali ricadute del modello italiano di flessibilità.
Innovazione sociale: la nuova giurisprudenza della Corte di Strasburgo sui diritti fondamentali del lavoro Scritto da: Niklas Bruun Klaus Lörcher
Il contributo analizza il progressivo riconoscimento dei diritti fondamentali del lavoro da parte della CGCE. In particolare, muovendo dall’interpretazione fornita nelle sentenza Demir e Baykara in armonia con gli standard internazionali sul lavoro, gli Autori si interrogano se e come la Cedu possa costituire un esempio di “innovazione sociale”, e cioè uno strumento per riconoscere nuovi diritti sociali (nello specifico, i diritti all’autonomia collettiva), soffermando l’attenzione conclusiva sugli artt. 8 sulla vita privata e familiare e 14 sulla discriminazione.
Rinnovo del Ccnl gomma plastica - industrie per il triennio 2010-2012 Scritto da: Flavia Schiavetti
SOMMARIO: 1. Premessa. — 2. Le relazioni industriali. — 2.1. La contrattazione
di secondo livello. — 3. L’orario di lavoro. — 4. L’assetto retributivo. — 5. Il
lavoro a tempo parziale. — 6. Il contratto a termine e il contratto di somministrazione
lavoro. — 7. L’apprendistato. — 8. La previdenza complementare.
— 9. L’Assistenza sanitaria integrativa. — 10. Conclusioni. contrattazione collettiva
Le tutele degli agenti e dei rappresentanti commerciali alla luce dei rinnovi degli Aec nel settore commercio Scritto da: Alessandro Veltri
SOMMARIO: 1. La premessa del nuovo Accordo economico collettivo. — 2. Le
definizioni di agente e di rappresentante di commercio. — 3. Il diritto del preponente
di variare unilateralmente zona, clienti, prodotti, misura delle provvigioni.
— 4. La provvigione. — 5. Gravidanza e puerperio. — 6. Patto di non
concorrenza. — 7. La nuova applicazione dell’art. 1751 cod. civ. nell’Accordo
economico collettivo. — 8. Ulteriori novità dell’Accordo e considerazioni
OsservatorioOsservatorio della corte costituzionaleOsservatorio: la Corte CostituzionaleRapporto di lavoroControversie di lavoroDiritto sindacaleSicurezza socialeOsservatorio
Osservatorio. La Corte di Cassazione sezione lavoro anno 2011	Articolo scritto da:
Fabrizio Miani Canevari Nel numero
ANNO LXIII - 2012 - N2	Parole chiave: osservatorio corte di cassazione Lavoro autonomo e subordinato; Avviamento al lavoro; Contratti di lavoro; Interposizione e appalti; Controlli del datore di lavoro; Retribuzione e tempo di lavoro; Mansioni; Procedimento e sanzioni disciplinari; Garanzie dei lavoratori; Licenziamenti; Dimissione; Rinunce e transazioni; Prescrizione; Sciopero e condotta antisindacale. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Osservatorio della corte costituzionale
Osservatorio. La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre gennaio-marzo 2012. Sicurezza Sociale	Articolo scritto da:
LorenzoFassina Nel numero
ANNO LXIII - 2012 - N2	Parole chiave: osservatorio sicurezza sociale 1. Contribuzione gestione commercianti. — 2. Disoccupazione e part-time. — 3. Totalizzazione contributiva enti privatizzati. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Note
ANNO LXIII - 2012 - N2	Parole chiave: osservatorio sicurezza sociale 1. Contribuzione gestione commercianti. — 2. Disoccupazione e part-time. — 3. Totalizzazione contributiva enti privatizzati. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Osservatorio: la Corte Costituzionale
Osservatorio. La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre gennaio-marzo 2012. Rapporto di lavoro	Articolo scritto da:
MassimoPallini Nel numero
ANNO LXIII - 2012 - N2	Parole chiave: osservatorio rapporto di lavoro 1. Finanziamento degli oneri per le prestazioni di lavoro straordinario del personale della Protezione civile. — 2. Illegittimità della stabilizzazione dei Lsu della Regione Molise. — 3. Illegittimità di incarichi regionali di collaborazione
con il potere politico attribuibili soltanto sulla base di criteri fiduciari e non selettivi. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Rapporto di lavoro
Estinzione del diritto alle ferie non godute per causa di malattia: la Corte di Giustizia ci ripensa	Sentenza:
Corte di Giustizia UE, N.causa C 214/10-22 Novembre 2011
ANNO LXIII - 2012 - N2	Parole chiave: Ferie – Orario di lavoro – Direttiva n. 2003/88/Ce – Estinzione del diritto alle ferie annuali retribuite non godute - Malattia La Corte di Giustizia afferma che il diritto alle ferie annuali retribuite non può essere cumulato senza limiti temporali. Esso si estingue al termine del periodo di riporto quando il lavoratore a causa di una malattia di lunga durata non abbia potuto esercitare il diritto alle ferie né durante il periodo di riferimento né durante il periodo di riporto stabilito dalla contrattazione collettiva in misura adeguata. La Corte tuttavia non chiarisce se l’estinzione del diritto alle ferie in tali circostanze incida anche sul diritto secondario alla indennità sostitutiva delle ferie non godute. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Giustizia UE, N.causa C 214/10-22 Novembre 2011
(Corte di Giustizia UE
N:causa C 214/10 - 22 Novembre 2011)
Grande Sezione. V. Skouris, Pres., E. Levits (relatore), V. Trstenjak avvocato generale,KHS AG (avv. P. Brasse, Rechtsanwalt)c. Winfried Schulte (’avv. H.-J. Teuber, Rechtsanwalt).
Note: Estinzione del diritto alle ferie non godute per causa di malattia: la Corte di Giustizia ci ripensaParole chiave: Ferie – Orario di lavoro – Direttiva n. 2003/88/Ce – Estinzione del diritto alle ferie annuali retribuite non godute - Malattia :: Ferie – Organizzazione dell’orario di lavoro – Art. 7, Direttiva n. 2003/88/Ce – Diritto alle ferie annuali retribuite – Estinzione del diritto alle ferie annuali retribuite non godute per causa di malattia allo scadere di un termine previsto dalla normativa nazionale.
L’art. 7, n. 1, della Direttiva n. 2003/88/Ce, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, deve essere interpretato nel senso che non osta a norme o a prassi nazionali, quali i contratti collettivi, che, prevedendo un periodo di riporto di quindici mesi allo scadere del quale il diritto alle ferie annuali retribuite si estingue, limitano il cumulo dei diritti a tali ferie di un lavoratore inabile al lavoro durante più periodi di riferimento consecutivi.
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Note
Coppie omosessuali e pensioni complementari di vecchiaia: il caso Römer	Sentenza:
Corte di Giustizia Ue, N.causa C-147/08-10 Mag 2011
Francesca Romana Guarnieri Nel numero
ANNO LXIII - 2012 - N2	Parole chiave: Discriminazioni – Parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro – Nozione di «retribuzione» – Esclusioni – Regime di previdenza – Metodo di calcolo – Discriminazione fondata sulle tendenze sessuali È una discriminazione fondata sulle tendenze sessuali l’attribuzione di una pensione di anzianità versata al partener di un’unione civile registrata inferiore rispetto a quella concessa a una persona regolarmente sposata. Gli Stati membri sono liberi di scegliere la propria legislazione interna in materia di stato civile, ma sono tenuti a evitare che questa produca effetti contrari al diritto Ue. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Giustizia Ue, N.causa C-147/08-10 Mag 2011
N:causa C-147/08 - 10 Mag 2011)
Grande Sezione – Pres. Skouris, Est. Šváby – Römer c. Freie und Hansestadtc Hamburg (Avv. Gen. Niilo Jääskineen).
Note: Coppie omosessuali e pensioni complementari di vecchiaia: il caso RömerParole chiave: Discriminazioni – Parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro – Nozione di «retribuzione» – Esclusioni – Regime di previdenza – Metodo di calcolo – Discriminazione fondata sulle tendenze sessuali :: Discriminazioni – Parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro – Princìpi generali del diritto dell’Unione – Art. 157 TfUe – Direttiva n. 2000/78/Ce – Ambito di applicazione – Nozione di «retribuzione» – Esclusioni – Regime di previdenza professionale sotto forma di pensione complementare di vecchiaia per gli ex dipendenti di un ente locale e i loro superstiti – Metodo di calcolo di tale pensione che avvantaggia i beneficiari coniugati rispetto a quelli che vivono nell’ambito di un’unione civile registrata – Discriminazione fondata sulle tendenze sessuali.
È una discriminazione fondata sulle tendenze sessuali l’attribuzione di una pensione di anzianità versata al partner di un’unione civile registrata inferiore rispetto a quella concessa a una persona regolarmente sposata. Gli Stati membri sono liberi di scegliere la propria legislazione interna in materia di stato civile, ma sono tenuti a evitare che questa produca effetti contrari al diritto Ue. Se sul piano interno la situazione del partner di un’unione registrata è paragonabile, seppure non identica, a quella di una persona sposata gli Stati non possono prevedere una diversità di trattamento nel calcolo della pensione di anzianità.
Gruppi imprenditoriali e codatorialità	Sentenza:
Corte di cassazione, N.25270-29 Novembre 2011
Enrico Raimondi Nel numero
ANNO LXIII - 2012 - N2	Parole chiave: Gruppo d’impresa Imputazione del rapporto alla capogruppo L’Autore, dopo aver ricordato le posizioni assunte nel corso del tempo dalla dottrina e dalla giurisprudenza in materia di rapporto di lavoro nei gruppi imprenditoriali, esamina a quali condizioni è possibile ravvisare una situazione di contitolarità del rapporto di lavoro. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di cassazione, N.25270-29 Novembre 2011
N:25270 - 29 Novembre 2011)
Sez. lav. – Pres. Roselli,
Est. Meliadò, P.M. Finocchi Ghersi (conf.) – Fiat Partecipazioni Spa,
Fiat Group Automobiles Spa (avv.ti De Luca Tamajo, Donamico,
Dirutigliano) c. B.R. (avv.ti Bin e Cossu).
Conf. Corte d’Appello Torino 11 luglio 2007.
Note: Gruppi imprenditoriali e codatorialitàParole chiave: Gruppo d’impresa :: codatorialità :: imputazione :: Gruppo d’impresa – Società capogruppo – Ingerenza nella gestione
dei rapporti di lavoro con le società del gruppo – Imputazione
del rapporto alla capogruppo – Configurabilità – Fondamento
In presenza di un gruppo di società, la concreta ingerenza della società capogruppo
nella gestione del rapporto di lavoro dei dipendenti delle società controllate, ove ecceda
il ruolo di direzione e coordinamento generale alla stessa spettante sul complesso
delle attività delle suddette società, determina l’assunzione in capo alla medesima società
capogruppo della qualità di datore di lavoro, in quanto soggetto effettivamente
utilizzatore della prestazione e titolare dell’organizzazione produttiva nella quale
l’attività lavorativa è inserita con carattere di subordinazione.
Un accordo «fuori legge». Le parti non possono negoziare ex ante l’iscrizione nelle liste di mobilità	Sentenza:
Corte di Cassazione, N.24828-24 Novembre 2011
ANNO LXIII - 2012 - N2	Parole chiave: Mobilità Sussidi e indennità di disoccupazione Un accordo transattivo, formalizzato in sede sindacale, che ha per oggetto l’indennità di mobilità costituisce lo spunto per affrontare la fattispecie del negozio in frode alla legge e l’inderogabilità della materia previdenziale. A partire dai passaggi interpretativi della sentenza si sviluppano considerazioni critico-ricostruttive sul peculiare regime di invalidità applicato dai giudici della Corte di Cassazione in caso di elusione di una norma imperativa, individuata nell’art. 7 legge n. 223/1991. Attraverso l’ipotesi interpretativa dell’art. 1966, comma 2, cod. civ., e la clausola generale articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Cassazione, N.24828-24 Novembre 2011
N:24828 - 24 Novembre 2011)
Est. Berrino – P.M. Gaeta (conf.) – L.L. (avv.ti Bussa, Giusti) c.
L.G. & C. Srl (avv.ti Pagni, Del Punta).
Conf. Corte d’Appello Firenze 10 giugno 2008, n. 859.
Note: Un accordo «fuori legge». Le parti non possono negoziare ex ante l’iscrizione nelle liste di mobilitàParole chiave: mobilità :: Sussidi e indennità di disoccupazione :: Mobilità – Sussidi e indennità di disoccupazione – Indennità di
mobilità ex art. 7, legge n. 223 del 1991 – Natura previdenziale
– Conseguenze – Accordo transattivo in deroga alla legge –
Validità – Esclusione.
L’indennità di mobilità ai lavoratori licenziati, di cui all’art. 7, legge n. 223 del
1991, configura una prestazione previdenziale che trova la sua fonte di disciplina in
una inderogabile norma di legge. Ne consegue che è nullo per frode alla legge l’accordo
transattivo modificativo della disciplina legale che regola i tempi, le modalità e i
requisiti oggettivi che presiedono all’erogazione della suddetta indennità, ancorché
stipulato in sede sindacale, tra un datore di lavoro e un lavoratore. In particolare la
frode sussiste nell’ipotesi in cui le parti, a seguito del licenziamento del lavoratore,
concordano in via transattiva un impegno del datore di lavoro ad attivare la procedura
di mobilità con contestuale reintegra del lavoratore, ma con sospensione della
prestazione Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Note
Il sindacato giudiziale di proporzionalità nel licenziamento disciplinare	Sentenza:
Corte di cassazione, N.18955-16 Settembre 2011
Corte di cassazione, N.17739-29 Agosto 2011
Milena Talarico Nel numero
ANNO LXIII - 2012 - N2	Parole chiave: Licenziamento individuale Licenziamento disciplinare La Cass., intervenendo in materia di licenziamento disciplinare, detta le linee guida per il corretto svolgimento, ad opera dei giudici di merito, del sindacato di proporzionalità, senza tralasciare l'importanza degli standard valutativi esistenti nella realtà sociale. La Corte sancisce, inoltre, la necessità di effettuare il giudizio di proporzionalità valutando l'inadempimento in senso accentuativo rispetto alla "non scarsa importanza” e dichiara condizione di legittimità della sanzione affissione del codice disciplinare ove le violazione attenga a profili organizzativi articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di cassazione, N.18955-16 Settembre 2011
N:18955 - 16 Settembre 2011)
Sez. lav., ord. – Pres. De
Renzis, Est. Tria, P.M. Basile (conf.) – Italcar Snc (avv.ti Maresca,
Sorbello) c. C.P. (avv. Caruso).
Conf. Corte d’Appello Messina 6 ottobre 2008.
Note: Il sindacato giudiziale di proporzionalità nel licenziamento disciplinareParole chiave: Licenziamento individuale :: Licenziamento disciplinare :: Licenziamento individuale – Licenziamento disciplinare – Mancata
affissione codice disciplinare – Illegittimità – Violazione di regole
di comportamento previste dal contratto collettivo
L’obbligo di affissione del codice disciplinare ai fini della legittimità del licenziamento
disciplinare sussiste soltanto nel caso in cui siano violate prescrizioni strettamente
attinenti all’organizzazione aziendale, per lo più ignote alla collettività. Per
il caso, invece, di comportamenti manifestamente contrari agli interessi dell’impresa,
legati a violazione di doveri fondamentali del rapporto, contrari al cd. minimo etico
o a norme di rilevanza penale, non è necessario provvedere all’affissione del codice
disciplinare poiché il potere sanzionatorio del datore discende in tali casi direttamente
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte di cassazione, N.17739-29 Agosto 2011
N:17739 - 29 Agosto 2011)
Sez. lav., ord. – Pres. Roselli,
Est. Tria, P.M. Basile (conf.) – Iper Montebello Spa (avv. Menegazzi)
c. M.G. (avv.ti Verticchio, Boiocchi).
Conf. Corte d’Appello Brescia 17 gennaio 2009.
Note: Il sindacato giudiziale di proporzionalità nel licenziamento disciplinareParole chiave: Licenziamento individuale :: Licenziamento disciplinare :: Licenziamento individuale – Licenziamento disciplinare – Proporzionalità
– Standard valutativi – Lieve entità del danno patrimoniale
e assenza di recidiva – Mancata lesione del vincolo fiduciario
– Illegittimità.
Spetta al giudice di merito, con una valutazione incensurabile in sede di legittimità
ove congruamente motivata, considerare la proporzionalità della sanzione
espulsiva non sulla base di una valutazione astratta del fatto addebitato, ma tenendo
conto di ogni aspetto concreto della vicenda processuale, sulla base anche degli
standard valutativi della realtà sociale. Nel giudizio di proporzionalità, in ogni caso,
la gravità dell’inadempimento deve esser valutata in senso accentuativo a tutela
del lavoratore rispetto alla regola della «non scarsa importanza» di cui all’art.
1455 cod. civ. L’irrogazione della massima sanzione è giustificata solo in presenza di un notevole inadempimento tale da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria
del rapporto. Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Note
La ritorsione indiretta	Sentenza:
Corte di cassazione, N.17087-8 Agosto 2011
Corte di cassazione, N.10097-9 Mag 2011
Giuseppe Cannati Nel numero
ANNO LXIII - 2012 - N2	Parole chiave: Licenziamento individuale Ritorsione diretta e indiretta La Cassazione affronta l'interessante caso di una ritorsione indiretta, compiuta cioè a danni di un lavoratore diverso dall'autore della condotta non gradita dall'imprenditore. Nell'occasione è confermato l'indirizzo secondo cui il licenziamento ritorsivo è un atto illecito al quale, data l'analogia di struttura, si applica la disciplina dettata per i licenziamenti discriminatori. Nella nota ci si sofferma ampiamente sulla ritorsione indiretta e si esaminano brevemente altre questioni, ancora non definitivamente risolte riguardanti le fattispecie ritorsive e quelle discriminatorie. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di cassazione, N.17087-8 Agosto 2011
N:17087 - 8 Agosto 2011)
Sez. lav. – Pres. Foglia, Est.
Ianniello, P.M. Finocchi Ghersi (diff.) – M.V. (avv.ti Grattarola e
Spinoso) c. L.V. Srl (avv.ti Boccia e Marelli).
Cassa Corte d’Appello Torino 22 maggio 2008.
Note: La ritorsione indirettaParole chiave: Licenziamento individuale :: licenziamento ritorsivo :: Licenziamento individuale – Ritorsione diretta e indiretta del
datore di lavoro – Onere della prova – Nullità dell’atto ed effetto
reintegratorio
lavoro a un comportamento legittimo tenuto dal lavoratore colpito (diretto) o anche
da un’altra persona a quest’ultimo legata (indiretto), che attribuisce all’atto stesso
il connotato dell’ingiustificata vendetta. Quando tale reazione sia il motivo unico
e determinante del recesso, il licenziamento è nullo e si applica l’art. 3 della legge n.
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte di cassazione, N.10097-9 Mag 2011
N:10097 - 9 Mag 2011)
Sez. III civ. – Pres. Preden,
Est. Chiarini, P.M. Russo (conf.) – Ivlnl Srl (avv.ti Ferraro F. e Ferraro
G.), Bpa Spa (avv. Sabbatino) e Ma Spa c. S.A. (avv.ti Romanelli
e Muto).
Conf. Corte d’Appello Napoli 30 dicembre 2005.
Note: La ritorsione indirettaParole chiave: infortunio sul lavoro :: Sicurezza sul lavoro – Infortunio – Doveri del datore di lavoro.
Sicurezza sul lavoro – Infortunio – Servizio di sorveglianza – Decesso
del lavoratore addetto al servizio di piantonamento a seguito
di rapina – Nesso di causalità – Responsabilità del datore
di lavoro e del committente – Danno ai superstiti.
di rapina – Nesso di causalità – Responsabilità del
committente – Danno ai superstiti
Il datore di lavoro deve predisporre le misure necessarie a garantire l’incolumità
del lavoratore e vigilare sulla loro osservanza da parte di quest’ultimo. Ai sensi delle disposizioni del Ccnl, l’istituto di vigilanza è tenuto a fornire alla
guardia giurata, in servizio di piantonamento, il giubbotto antiproiettile che deve ritenersi
ricompreso nella nozione di «equipaggiamento». Inoltre l’istituto di vigilanza
risponde del danno allorché abbia omesso di accertarsi che la vittima avesse effettivamente
indossato il giubbotto antiproiettile. Il committente – istituto bancario – risponde del danno patito dai familiari della
guardia giurata deceduta a seguito di rapina allorché abbia omesso di attivare il servizio
di videosorveglianza presente in loco. Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Note
In tema di omicidio di una guardia giurata in servizio presso una banca	(Corte di cassazione
9 Mag 2011, n.10097)
Filippo Aiello Nel numero
ANNO LXIII - 2012 - N2	Parole chiave: Sicurezza sul lavoro infortunio sul lavoro Il caso commentato dall’autore riguarda l’omicidio, a seguito di rapina, di una guardia giurata in servizio di piantonamento per il quale la Suprema Corte ha riconosciuto, a carico del datore di lavoro e dell’istituto di credito committente, l’obbligo di risarcimento del danno patito dai superstiti. L’autore, nel commentare la sentenza, esamina la tematica della responsabilità del datore di lavoro e del committente per i danni conseguenti ad infortunio sul lavoro o malattia professionale. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Controversie di lavoro
Un intervento della Cassazione tra tutela effettiva del contraddittorio e celerità del rito lavoristico	(Corte di cassazione
22 Novembre 2011, n.24573)
Pres. Roselli, Est. Berrino,
P.M. Gaeta (conf.) – Soc. Candela graniti (avv.ti Spanedda, Pepe)
c. Manunta.
Conf. Corte d’Appello Cagliari, Sez. dist. Sassari, 18 maggio 2009
Alberto-Mattei Nel numero
ANNO LXIII - 2012 - N2	Parole chiave: Controversie di lavoro e previdenza Lettura del dispositivo il contraddittorio si estrinseca non come valore astratto, ma come
mezzo di tutela effettiva delle parti coinvolte, volto a consentire alle parti la piena
esplicazione del loro diritto di concorrere alla formazione
del convincimento del giudice per la composizione finale della lite.
Per tale motivo, la pronuncia in commento rende evidente, in particolare nel
passaggio laddove la società ricorrente ritiene leso il principio ex art. 101 cod.
proc. civ., che, nella peculiare celerità del rito lavoristico dove il giudice è in grado
di avere un quadro della lite anche prima della discussione articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Note
I contrasti tra Corte EDU E Corte Costituzionale sulle leggi retroattive che eliminano diritti di lavoratori e pensionati	Sentenza:
Corte Costituzionale, N.15-26 Gennaio 2012
Corte Costituzionale, N.303-10 Novembre 2011
Corte Costituzionale, N.257-30 Settembre 2011
Corte Edu, N.17972-14 Febbraio 2012
Corte Edu, N.43549-7 Giugno 2011
Corte Edu, N.46286-31 Mag 2011
ANNO LXIII - 2012 - N2	Parole chiave: corte costituzionale Controversie di lavoro e previdenza corte edu 1. Contrasti in atto e contrasti potenziali. — 2. Rapporti tra Cedu e ordinamento interno secondo la Corte Costituzionale. — 3. Corte Costituzionale e Corte Edu sulle leggi con effetti retroattivi. — 4. La Corte Costituzionale e il caso Ata. — 5. Il caso Ata e la Corte di Strasburgo. — 6. I termini del contrasto. — 7. La sentenza Scattolon. — 8. Norme Cedu e applicazione diretta. — 9. La sentenza Agrati — 10. La sentenza Maggio. — 11. La nuova rimessione alla Corte Costituzionale: quali argomenti nuovi per un giudizio. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte Costituzionale, N.15-26 Gennaio 2012
N:15 - 26 Gennaio 2012)
Pres. Quaranta, Est. Criscuolo – Inps (avv. Maritato) c. L.L. e altra.
Note: I contrasti tra Corte EDU E Corte Costituzionale sulle leggi retroattive che eliminano diritti di lavoratori e pensionatiParole chiave: infondatezza :: insussistenza :: contribuzione previdenziale :: Controversie di lavoro e previdenza :: legge di interpretazione autentica :: questioni di legittimità costituzionale :: Controversie di lavoro e previdenza – Contribuzione previdenziale – Soci amministratori di Srl – Opera prestata nell’impresa commerciale – Iscrizione all’Inps – Legge di interpretazione autentica – Obbligo di doppia iscrizione – Artt. 3, 24, comma 1, 102, 111, comma 2, e 117, comma 1, Cost. – Questione di legittimità costituzionale – Infondatezza.
Controversie di lavoro e previdenza – Contribuzione previdenziale – Soci amministratori di Srl – Opera prestata nell’impresa commerciale – Iscrizione all’Inps – Legge di interpretazione autentica – Obbligo di doppia iscrizione – Art. 6 Cedu – Violazione – Insussistenza.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 12, co. 11, d.l. n. 78/2010, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, co. 1, l. n. 122/2010, sollevata dalla Corte d’Appello di Genova in riferimento agli artt. 3, 24, co. 1, 102, 111, co. 2, e 117, co. 1, Cost., in riferimento all’art. 6 della Cedu. (1)
Spetta innanzitutto al legislatore nazionale e alla Corte Costituzionale valutare, con riferimento a princìpi, diritti e beni di rilievo costituzionale e nell’ambito del margine di apprezzamento riconosciuto dalla Cedu ai singoli ordinamenti statali, la sussistenza dei motivi imperativi di interesse generale che giustifichino interventi legislativi
con efficacia retroattiva.
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte Costituzionale, N.303-10 Novembre 2011
N:303 - 10 Novembre 2011)
Pres. Quaranta, Est. Mazzella – C.C. (avv.ti Vacirca e Angiolini) e S.G. (avv.ti Carpagnano e De Michele) c. Poste Italiane Spa (avv.ti Maresca e Pessi).
Note: I contrasti tra Corte EDU E Corte Costituzionale sulle leggi retroattive che eliminano diritti di lavoratori e pensionatiParole chiave: legittimità costituzionale :: Controversie di lavoro e previdenza :: disciplina contratto a termine :: Controversie di lavoro e previdenza – Contratto a termine – Conversione – Indennità onnicomprensiva – Retroattività – Cause in corso – Alterazione – Art. 6 Cedu – Violazione – Insussistenza.
Il co. 7 dell’art. 32 della l. n. 183/2010, prevedendo l’estensione dei co. 5 e 6 dello stesso articolo ai giudizi in corso, non ha prodotto un’ingerenza illecita del legislatore nell’amministrazione della giustizia diretta ad alterare la soluzione di una o più controversie a beneficio di una parte, contrastante con il divieto di cui all’art. 6 della Cedu. Nella fattispecie, infatti, ricorrono tutte le condizioni in presenza delle quali la Corte Edu ritiene compatibili con l’art. 6 della Convenzione disposizioni nazionali dalla portata retroattiva volte a regolare, in materia civile, diritti già risultanti da leggi in vigore; sussistono, in particolare, le ragioni di utilità generale di una simile nuova disciplina.
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte Costituzionale, N.257-30 Settembre 2011
N:257 - 30 Settembre 2011)
Pres. Quaranta, Est. Criscuolo – P.R. e altra c. Inps (avv. Caliulo).
Note: I contrasti tra Corte EDU E Corte Costituzionale sulle leggi retroattive che eliminano diritti di lavoratori e pensionatiParole chiave: legittimità costituzionale :: cedu :: legge di interpretazione autentica :: contribuzione previdenziale dei salariati agricoli avventizi :: effetto peggiorativo :: costituzione :: Controversie di lavoro e previdenza – Contribuzione previdenziale – Salariati agricoli avventizi – Retribuzione pensionabile – Legge di interpretazione autentica – Effetto peggiorativo – Artt. 38, comma 2, 53, 3, 111, commi 1 e 2, 117, comma 1, Cost. – Questioni di legittimità costituzionale inammissibili e infondate.
Controversie di lavoro e previdenza – Contribuzione previdenziale – Salariati agricoli avventizi – Retribuzione pensionabile – Legge di interpretazione autentica – Effetto peggiorativo – Art. 6 Cedu – Conformità.
Controversie di lavoro e previdenza – Contribuzione previdenziale – Salariati agricoli avventizi – Retribuzione pensionabile – Legge di interpretazione autentica – Effetto peggiorativo – Art. 14 Cedu – Conformità.
Sono inammissibili e infondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 2, co. 5, l. n. 191/2009 in riferimento agli artt. 38, co. 2, e 53 Cost., e 3, 111, co. 1 e 2, 117, co. 1, Cost., in relazione agli artt. 6 e 14 della Cedu (4).
La norma censurata, che interpreta in modo peggiorativo una precedente disposizione in materia di modalità di calcolo della retribuzione da porre a base della contribuzione e delle prestazioni pensionistiche dei salariati agricoli a tempo determinato, non contrasta con l’art. 117, co. 1, Cost. per violazione degli obblighi
derivanti allo Stato dall’art. 6 della Cedu (5).
Non vìola nemmeno l’art. 14 della Cedu, che vieta discriminazioni per l’origine sociale e per la ricchezza nell’ambito di applicazione della Convenzione (6).
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte Edu, N.17972-14 Febbraio 2012
N:17972 - 14 Febbraio 2012)
Sez. II – Pres. Tulkens – Arras e altri c. Italia.
Note: I contrasti tra Corte EDU E Corte Costituzionale sulle leggi retroattive che eliminano diritti di lavoratori e pensionatiParole chiave: cedu :: Controversie di lavoro e previdenza :: legge di interpretazione autentica :: peggioramento del trattamento :: Controversie di lavoro e previdenza – Pensione – Ex dipendenti del Banco di Napoli – Trattamento perequativo – Specialità – Permanenza – Negazione – Contenzioso – Legge di interpretazione autentica – Trattamento perequativo speciale – Eliminazione – Art. 6 Cedu – Violazione – Sussiste.
Contrasta con l’art. 6 della Cedu l’art. 1, comma 55, della legge n. 243/2004 che, in presenza di molteplici sentenze in senso contrario, ha eliminato lo speciale trattamento perequativo delle pensioni già previsto per gli ex dipendenti degli enti pubblici creditizi (7).
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte Edu, N.43549-7 Giugno 2011
N:43549 - 7 Giugno 2011)
ricorsi nn. 43549/2008, 6107/2009, 5087/2009, Sez. II – Pres. Tulkens – Agrati e altri (avv. Sullam) c. Italia (agenti Spatafora e Lettieri).
Note: I contrasti tra Corte EDU E Corte Costituzionale sulle leggi retroattive che eliminano diritti di lavoratori e pensionatiParole chiave: lavoro pubblico :: personale ata :: Controversie di lavoro e previdenza :: legge di interpretazione autentica :: peggioramento :: contrasto con cedu :: Controversie di lavoro e previdenza – Lavoro pubblico – Trasferimento del personale Ata dagli enti locali allo Stato – Trattamento economico – Legge di interpretazione autentica – Peggioramento – Art. 6 Cedu – Violazione – Sussiste – Art. 1, Protocollo 1 – Violazione – Sussiste.
L’art. 1 l. 266/2005, laddove interpreta autenticamente l’art. 8 l. 124/1999 limitando i diritti del personale Ata, trasferito dagli enti locali allo Stato, al solo «maturato economico», da una parte, non è giustificato dalla sussistenza delle ragioni imperative di interesse generale che consentono agli Stati di disciplinare, in materia civile e mediante nuove disposizioni retroattive, i diritti derivanti da leggi già esistenti, violando, di conseguenza,
le disposizioni di cui all’art. 6 della Cedu; dall’altro, dà vita a un’ingerenza dello Stato nell’esercizio del diritto di proprietà che i lavoratori interessati potevano far valere in base alla legislazione precedente che contrasta con l’art. 1 del Protocollo.
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte Edu, N.46286-31 Mag 2011
N:46286 - 31 Mag 2011)
ricorsi nn. 46286/2009, 52851/2008, 53727/2008, 54486/2008, 56001/2008, Sez. II – Pres. Tulkens – Maggio e altri c. Italia.
Note: I contrasti tra Corte EDU E Corte Costituzionale sulle leggi retroattive che eliminano diritti di lavoratori e pensionatiParole chiave: Controversie di lavoro e previdenza :: contrasto con cedu :: legge di intepretazione autentica :: trattamento peggiorativo :: Controversie di lavoro e previdenza – Pensione – Pensioni di vecchiaia – Lavoro svolto in Svizzera – Rimpatrio – Trasferimento dei contributi previdenziali – Pensione retributiva – Calcolo – Legge di interpretazione autentica – Ricalcolo in senso peggiorativo – Art. 6 Cedu – Violazione – Sussiste – Art. 1, Protocollo 1 – Violazione – Non sussiste.
L’art. 1 co. 777 l. 296/2006, laddove interpreta autenticamente l’art. 5 co. 2 d.P.R. 488/1968 riducendo la retribuzione su cui calcolare la pensione dei lavoratori italiani che avevano chiesto il trasferimento all’Inps dei contributi da loro versati all’assicurazione sociale svizzera, vìola le disposizioni di cui all’art. 6 Cedu, in quanto ha modificato definitivamente, a danno di un intera categoria di persone, l’esito dei giudizi pendenti nei quali lo Stato era parte in assenza di un motivo di interesse generale sufficientemente impellente da superare i pericoli inerenti all’utilizzo della legislazione retroattiva. Considerazioni di carattere finanziario ovvero la necessità di ristabilire un equilibrio nel sistema pensionistico non giustificano il legislatore.
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Diritto sindacale
L’art. 28 Stat. alla prova del tempo: da norma a garanzia dell’effettività dei diritti sindacali a strumento di lotta nella p.a.	Sentenza:
Filippo Basile Nel numero
ANNO LXIII - 2012 - N2	Parole chiave: lavoro pubblico condotta antisindacale informazione sindacati obbligo consultazione 1. Premessa. Le azioni per comportamento antisindacale nella pubblica
amministrazione. — 2. L’assemblea sindacale nel comparto Scuola. Limiti
nelle modalità di svolgimento. — 3. Informazione preventiva, concertazione,
consultazione negli atti di valenza generale dei Comuni. — 4. Conclusioni. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte Appello Caltanisetta, N.295-24 Giugno 2011
Pres. Nicastro,
Est. Catalano – Comune di Piazza Armerina (avv.ti Bonura e
Mela) c. Cisl-F.P. Enna (avv. Lo Giudice).
Note: L’art. 28 Stat. alla prova del tempo: da norma a garanzia dell’effettività dei diritti sindacali a strumento di lotta nella p.a.Parole chiave: sindacato :: condotta antisindacale :: lavoro :: pubblico :: ninformazione :: obbligo :: consultazione :: Condotta antisindacale – Atti di valenza generale dei Comuni –
Informazione preventiva ai sindacati – Non dovuta – Omissione
dell’obbligo di consultazione ex art. 6, d.lgs. n. 165/2001 –
In vigenza dell’art. 7 del Ccnl Regioni e Autonomie locali stipulato il 1° aprile
1999, gli atti di valenza generale concernenti il rapporto di lavoro, l’organizzazione
degli uffici e la gestione delle risorse umane sono sottratti all’informazione preventiva
nei confronti dei Sindacati e alla conseguente concertazione. Al contrario, gli stessi
atti soggiacciono all’obbligo di «consultazione» di cui all’art. 6, d.lgs. n. 165/2001,
sicché integra una condotta antisindacale l’adozione dell’atto senza la preventiva
«consultazione»
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte Appello Catania, N.339-27 Aprile 2011
Pres. Nigro,
Est. Cordio – Iti «Stanislavo Cannizzaro» (Avv. dello Stato) c. Cgil-
Scuola Catania (avv. Spataro).
Conf. Trib. Catania 27 maggio 2008.
Note: L’art. 28 Stat. alla prova del tempo: da norma a garanzia dell’effettività dei diritti sindacali a strumento di lotta nella p.a.Parole chiave: lavoro pubblico :: assemblea :: condotta :: antisindacale :: di strada :: CCNL Scuola :: Condotta antisindacale – Assemblea «di strada» – Omissione degli
adempimenti collaborativi del dirigente scolastico – Art. 8
Ccnl Scuola 2003 – Sussiste.
In materia di assemblea sindacale durante l’orario di lavoro sono del tutto irrilevanti
le modalità di svolgimento dell’assemblea, rimesse all’autonoma determinazione
del Sindacato proponente, mentre è inibito all’amministrazione di esercitare ogni
forma di controllo su tali modalità. È antisindacale, pertanto, il comportamento del
dirigente scolastico che, in violazione dell’art. 8, comma 8, Ccnl Scuola 2003, abbia
omesso di preavvertire, mediante circolare interna, il personale della scuola circa
la indizione di un’assemblea sindacale a carattere territoriale in forma di manifestazione
pubblica da svolgersi sulla pubblica via
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Sicurezza sociale
Totalizzazione dei periodi assicurativi e sistema di calcolo contributivo per le casse previdenziali privatizzate...	Sentenza:
Corte Cost., N.8-20 Gennaio 2012
Laura Foglia Nel numero
ANNO LXIII - 2012 - N2	Parole chiave: esclusione disparità di trattamento trattamento pensionistico contribuzione previdenziale CNPR totalizzazione dei periodi assicurativi calcolo contributivo eccesso di delega legittimità costituzionale legge n. 214/2011 L'autrice esamina in maniera sistematica e con spunti critici i contenuti della pronuncia del 20 gennaio 2012, n. 8, con la quale la Corte Costituzionale è stata chiamata a giudicare della legittimità costituzionale della normativa in materia di totalizzazione dei periodi contributivi di cui al d. lgs. n. 42/2006 attuativo della delega di cui alla legge n. 243/2004, con particolare riguardo agli aspetti concernenti il sistema di computo del trattamento pensionistico scaturente dall'applicazione del pro-rata alla luce delle recenti riforme legislative. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte Cost., N.8-20 Gennaio 2012
(Corte Cost.
N:8 - 20 Gennaio 2012)
Pres. Quaranta, Est. Mazzella. – A.A. c. Associazione Cassa nazionale di previdenza e assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali (Cnpr) (avv.ti Luciani e Fusillo).
Note: Totalizzazione dei periodi assicurativi e sistema di calcolo contributivo per le casse previdenziali privatizzate...Parole chiave: disparità di trattamento :: trattamento pensionistico :: esclusione :: contribuzione previdenziale :: CNPR :: totalizzazione dei periodi assicurativi :: calcolo contributivo :: eccesso di delega :: legittimità costituzionale legge n. 214/2011 :: Contribuzione previdenziale – Pensioni erogate dalla Cassa nazionale di previdenza e di assistenza a favore dei ragionieri e dei periti commerciali (Cnpr) – Ridefinizione della disciplina in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi – Determinazione della misura del trattamento pensionistico dovuto con le regole del sistema di calcolo contributivo – Ritenuta irragionevole disparità di trattamento rispetto agli assicurati presso gli enti previdenziali privati ex d.lgs. n. 103 del 1996 – Esclusione – Conseguente infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 3, del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 42, recante «Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi».
Contribuzione previdenziale – Pensioni erogate dalla Cassa nazionale di previdenza e di assistenza a favore dei ragionieri e dei periti commerciali (Cnpr) – Ridefinizione della disciplina in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi – Determinazione della misura del trattamento pensionistico dovuto con le regole del sistema di calcolo contributivo – Ritenuto eccesso di delega in relazione ai criteri di calcolo della quota di pensione gravante sulle gestioni interessate dalla totalizzazione – Esclusione – Conseguente infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 3, del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 42, recante «Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi».
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 3, del
d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 42 (Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi
assicurativi), secondo cui per gli enti previdenziali privatizzati (e tra questi la Cassa
nazionale di previdenza e assistenza a favore dei ragionieri e dei periti commerciali) la
misura del trattamento pensionistico dovuto a seguito di totalizzazione dei periodi assicurativi
è determinata con le regole del sistema di calcolo contributivo sulla base dei
parametri dettati dallo stesso art. 4, comma 3, in riferimento agli artt. 3 e 76 Cost.