Source: https://www.tesionline.it/tesi/preview/il-lavoro-penitenziario-dopo-il-d-lgs-n-124-del-2018/54857/3
Timestamp: 2020-08-05 11:11:20+00:00
Document Index: 928035

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 35', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ']

MOSCONI, Il lavoro dentro il carcere tra afflittività e trattamento - Tesionline
quindi, in questo senso è visto in ottica partecipativa.
Per Mengoni il lavoro indica una
pars pro toto, esso individua per prima cosa il “lavoratore” nella sua persona umana
titolare di diritti ed in definitiva come essere dotato di dignità.
Inoltre, la Costituzione
pone a carico dello Stato il compito di rimuovere tutti gli ostacoli sociali ed economici al
fine di realizzare il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i
lavoratori all’organizzazione sociale, politica ed economica del paese attraverso l’art. 3
comma 2. In questo senso, dunque, il lavoro è <<elemento eccitatore di mobilità
sociale>>
, lo stesso non è però un mero mezzo per assicurarsi i mezzi di sussistenza, esso
è strumento per l’affermazione della personalità.
Particolare attenzione meritano l’art. 4
che pone il lavoro come dovere ma anche come diritto di ciascun cittadino nello svolgere
un’attività che concorra al progresso materiale o spirituale della società, in questo senso la
Repubblica promuove le condizioni per rendere effettivo tale diritto, non potendosi
comunque arrivare ad affermare un diritto “giuridicamente qualificato” ed azionabile al
conseguimento di un posto di lavoro
, e l’art. 35 che esplicitamente <<tutela il lavoro in
tutte le sue forme ed applicazioni>>. Queste norme disciplinano il lavoro in senso lato,
senza distinzioni in ordine alla tipologia di rapporto di lavoro eventualmente instaurato
proteggono il lavoro in tutte le sue forme, dunque, sembrano potersi applicare anche al
lavoro penitenziario. Per quanto riguarda quest’ultimo, né il principio di cui all’art. 3 né
quello di cui all’art. 4, sono però rispettati.
La tesi è avvalorata anche dagli  ultimi
approdi giurisprudenziali della Corte Costituzionale
che, attribuendo al lavoro
penitenziario alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria natura di lavoro
subordinato, permettono l’applicazione non solo delle norme in senso lato sopra richiamate
In questi termini lo Stato non è solo democratico ma anche “sociale”. C. MORTATI, Sub art. 1, cit., p.
326, il lavoro è inoltre <<supremo criterio interpretativo>>.
L. MENGONI, Fondata sul lavoro. in M. NAPOLI, Lavoro, diritto, valori, Torino, 2010, p. 5
C. MORTATI, Sub art. 1, cit., p. 326
G. ZAGREBELSKY, Fondata sul lavoro, Torino, 2003, p. 14
G. ZAGREBELSKY, Fondata sul lavoro, cit., p. 39, secondo il quale si tratta non di un diritto in senso
stretto ma di una virtù civica, per altri in modo conforme, sarebbe un dovere <<meramente morale>> C.
MORTATI, Sub art. 1, cit., p. 326
M. NAPOLI, Lavoro, diritto, valori, Torino, 2010, p. 5, le disposizioni sono valevoli per tutte le forme di
lavoro, compresi i contratti atipici e il lavoro autonomo, stante la finalità “socializzante” postulata con la
lettura dell’art. 1 Cost.
G. MOSCONI, Il lavoro dentro il carcere tra afflittività e trattamento: la prospettiva dei diritti, cit., p. 30,
V. FURFARO, Il lavoro penitenziario, aspetti giuridici e sociologici, cit., p.20
In occasione del riconoscimento del diritto alle ferie anche per il lavoratore detenuto, la Corte afferma che i
lavoratori in vinculis sono lavoratori subordinati anche se conservano peculiarità dovute alle esigenze di
ordine e sicurezza relative all’esecuzione della pena. Corte Costituzionale sentenza 10/05/2001 n. 158, in
Diritto penale e processo, n.10, 2001, p. 1244 con commento di F. DELLA CASA “Il riconoscimento del
diritto al riposo annuale retribuito al detenuto che lavora”