Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-11698-del-08-06-2016
Timestamp: 2020-06-04 05:03:48+00:00
Document Index: 89056323

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 38', 'art. 2728', 'art. 32', 'art. 38']

Sentenza Cassazione Civile n. 11698 del 08/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11698 del 08/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 08/06/2016, (ud. 12/05/2016, dep. 08/06/2016), n.11698
sul ricorso 10502/2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 5955/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della LOMBARDIA SEZIONE DIST. di BRESCIA del 14/10/2014,
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, nei confronti di C.E. (che non resiste), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia Sez. Staccata di Brescia n. 5955/64/2014, depositata in data 14/11/2014, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di avvisi di accertamento emessi per maggiore IRPEF dovuta in relazione agli anni d’imposta 2006, 2007 e 2008, a seguito di rideterminazione, in via sintetica, del reddito imponibile (titolare di attività di commercio ambulante) – è stata riformata la decisione di primo grado, che aveva respinto il ricorso del contribuente.
In particolare, i giudici d’appello hanno sostenuto che, essendo il redditometro uno strumento di “accertamento di natura statistica”, con il quale si tende a ricostruire il reddito complessivo presunto del contribuente “attraverso l’utilizzo di presunzioni semplici” o “presunzioni relative”, suscettibili di essere superate dal contribuente con prova contraria, nella fattispecie, quest’ultimo aveva documentato di avere “goduto nel 2006 – anno di acquisto delle autovetture – di un finanziamento di Euro 20.000,00, tale da conferirgli una disponibilità patrimoniale superiore a quella risultante dai redditi dichiarati” ed inoltre non era ravvisabile “un elemento rappresentativo di ricchezza nella disponibilità di un’abitazione non di proprietà, ma in locazione con un canone inferiore a 500 Euro mensili, mentre per una delle autovetture risultava documentato che una parte dei costi di manutenzione era stata imputata all’attività commerciale svolta.
1. L’Agenzia delle Entrate ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, art. 2728 c.c., D.M. 10 settembre 1992, D.M. 19 novembre 1992, D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 32, avendo i giudici della C.T.R. assegnato al possesso dei “beni indice”, individuati con decreti ministeriali, una funzione meramente esemplificativa e priva di qualsiasi forza probatoria, attribuendo all’Ufficio ogni onere probatorio.
Questa Corte (Cass. 25104/2014; Cass. 14885/2015) ha già affermato che “in tema di accertamento delle imposte sui redditi, qualora l’ufficio determini sinteticamente il reddito complessivo netto in relazione alla spesa per incrementi patrimoniali, la prova documentale contraria ammessa per contribuente del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 38, comma 6, nella versione vigente “ratione temporis”, non riguarda la sola disponibilità di redditi esenti o di redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, ma anche (entità di tali redditi e la durata del loro possesso, che costituiscono circostanze sintomatiche del fitto che la spesa contestata sia stata sostenuta proprio con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta”.
Nella specie, la C.T.R., a fronte degli elementi presuntivi di una certa capacità patrimoniale del contribuente, ha valutato la prova contraria offerta dal contribuente (non addossando dunque sull’Amministrazione finanziaria l’onere della prova, come lamentato in ricorso), ritenendo che questi avesse fornito adeguata giustificazione della disponibilità di redditi “esenti o soggetti a ritenuta alla fonte”, in primis un finanziamento, in rapporto alle spese incrementative effettivamente “significative”, con valutazione nel merito del materiale probatorio, esente da censure in quanto congruamente motivata.