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Timestamp: 2018-06-20 06:01:11+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.74', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 11', 'art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5']

Forum Ici - Risposte quesiti imposta comunale immobili - Pagina 095a
Il comune avrebbe dovuto provvedere d'ufficio al rimborso
Quesito inviato da Marco in data 26 giugno 2003.
Dovrei essere rimborsato di un pagamento Ici del 2000, in quanto calcolata su rendita presunta più alta di quella definitiva. Ho fatto una visura catastale e la rendita definitiva risulta attribuita prima del 1999. Il comune mi ha detto che non ho diritto al rimborso in quanto il comma 2 dell' art.74 della legge 342/2000 afferma che in nessun caso si fa luogo a rimborso di importi comunque pagati. E' vero ? Spero di no, perchè altrimenti tutte le persone che dovrebberto essere rimborsate non lo saranno.
Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 29 giugno 2003.
Nel caso prospettato non trova applicazione la previsione di cui al comma 2 dell'art. 74 della legge 342/2000, in quanto il contribuente ha effettuato il pagamento dell'Ici in base alla rendita presunta, maggiore di quella attribuita dall'Agenzia del territorio. Sul punto, la circolare ministeriale n. 4/FL del 13 marzo 2001 ha avuto modo di precisare che "nell'eventualità in cui il contribuente abbia versato il tributo in misura maggiore rispetto a quello che risulta dovuto in base alla rendita attribuita, avrà diritto al rimborso delle somme indebitamente versate, sulle quali devono essere corrisposti gli interessi. Infatti, a differenza di quanto è avvenuto con la legge finanziaria dello scorso anno che disciplinava diversamente tale fattispecie, mancando nell'art. 74 specifiche disposizioni al riguardo, devono trovare applicazione le norme di carattere generale che regolano la materia".
Pertanto, ai sensi dell'ultimo periodo del comma 1 dell'art. 11 del D.Lgs. 504/92, il Comune avrebbe dovuto provvedere d'ufficio, senza la necessità della presentazione dell'istanza di rimborso da parte del contribuente, alla restituzione delle somme versate in eccedenza, maggiorate degli interessi computati nella misura indicata nel comma 5 (ora comma 6) dell'art. 14 del decreto Ici (in senso conforme, decreto ministeriale n. 367 del 24 settembre 1999).
Come compilare la dichiarazione Ici
Quesito inviato da Massimo G. in data 26 giugno 2003.
Due particelle del catasto fabbricati (A, B) sono state accorpate nel mese di settembre 2002 in un' unica particella (C), a cui è stata subito (nello stesso mese di settembre 2002) attribuita la rendita catastale definitiva. La particella C è stata venduta nel mese di dicembre 2002. Come va compilata la dichiarazione Ici 2003?
Sembrerebbe logico dichiarare il possesso di A e B per nove mesi, calcolando il valore sulla rendita al 01.01.2002. Dichiarando il possesso di C per i restanti tre mesi, come va calcolato il relativo valore, essendo C "inesistente" al 01.01.2002? Forse si può inserire un valore calcolato sulla somma delle rendite di A e B al 01.01.2002, segnalando che trattasi di valore presunto? O si può lasciare in bianco il relativo campo?
Il contribuente dovrà compilare tre quadri: nel primo descriverà l'unità immobiliare A, indicando come periodo di possesso 9 mesi; nel secondo, l'unità B con lo stesso periodo di possesso; nel terzo, l'unità C, indicando come periodo di possesso 3 mesi. Per evidenziare che si tratta dello stesso immobile, deve essere dato ai tre quadri lo stesso numero d'ordine, con l'aggiunta di una sottonumerazione progressiva: 1/1 per il primo quadro, 1/2 per il secondo e 1/3 per il terzo.
Nel campo 12 deve essere indicato per intero il valore dell'immobile descritto nel quadro, indipendentemente dalla quota e dal periodo di possesso nel corso dell'anno. Il valore deve essere espresso con arrotondamento al centesimo di euro. Per i fabbricati, il valore è costituito dalla rendita catastale, aumentata del 5% e moltiplicata per il coefficiente 100. Il valore da indicare per l'unità C è quello risultante dalla "rendita catastale proposta" (non ancora divenuta definitiva), aumentata del 5% e moltiplicata per 100. Nel campo 13 va poi barrata la casella.
Nello spazio riservato alle "Annotazioni" deve essere precisato che nel mese di settembre 2002 le unità A e B sono state accorpate per formare l'unica unità C.
L'obbligo del pagamento Ici sorge con l'inserimento del terreno nel Prg
Quesito inviato da Spatola in data 26 giugno 2003.
Dopo aver letto molte risposte già date, rimaniamo con il seguente dubbio che vorremo definitivamente sciogliere: l'obbligo del pagamento dell'ICI per un terreno agricolo diventato edificabile quando nasce del tutto?
Il terreno in questione è stato inserito in un piano di lottizzazione regolarmente approvato; attualmente sono in itinere gli adempimenti connessi alla stipula della convenzione sottoscritta tra la ditta e il comune.
In linea di principio, il puro inserimento del terreno nel piano regolatore generale (PRG) dà luogo all'applicazione del tributo comunale. Secondo l'interpretazione ministeriale ciò che conta è dunque la "vocazione" edificatoria (si veda Corte Costituzionale, sentenza n. 5 del 30 gennaio 1980). Ai fini dell'Ici, il tributo si rende dovuto anche nel caso in cui gli strumenti urbanistici attuativi (ad esempio, piano di lottizzazione, piano di recupero e piano particolareggiato) non siano stati completati in tutto il loro iter (si veda circolari ministeriali n. 37 del 10 giugno 1986 e n. 47/E del 27 maggio 1998; Consiglio di Stato, decisione n. 581 del 1° giugno 1993; Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza n. 10406 del 3 dicembre 1994; Commissione tributaria centrale, sezione V, decisione n. 4830 del 2 ottobre 1996).
Appartamento dato in affitto e poi tenuto a disposizione
Quesito inviato da Fabio in data 26 giugno 2003.
Deve essere presentata la dichiarazione ICI (o, se prevista dal Comune, la comunicazione di variazione) per un appartamento, ogni volta che si passa da una condizione di appartamento dato in affitto ad una di appatamento tenuto a disposizione e viceversa, con un arco di tempo tra la stipula dei due contratti di affitto superiore ad un mese?
Le istruzioni ministeriali per la compilazione della dichiarazione Ici per l'anno 2002 precisano che non costituiscono causa di variazione, e quindi non determinano di per sé l'obbligo di presentazione della dichiarzione, l'assoggettamento dell'immobile ad aliquota o aliquote diverse rispetto a quelle applicate per l'anno precedente, come nel caso di un appartamento che nel corso dell'anno venga dato in affitto e poi tenuto a disposizione, o viceversa.
Il valore delle aree fabbricabili è quello venale in comune commercio
Quesito inviato da Teresa in data 26 giugno 2003.
Ho un terreno di 5000 mq che si trova in zona bt1. So di dover pagare l' Ici anche se non c'è ancora una lottizzazione, ma non so quanto. Il valore venale fissato dal comune per l'anno 2003 è di 37,40 euro a metro quadrato e l'aliquota è del 6.5 per mille. Hanno detto che non conta la rendita catastale o il reddito dominicale, ma così diventa una cifra assurda!
Se il Comune ha fissato per il suo terreno edificabile un valore venale di 37,40 euro a mq e un'aliquota del 6,5 per mille, l'ammontare dell'imposta per l'anno 2003 risulterebbe di 1.215,50 euro. Resta comunque ferma la regola generale stabilita dal comma 5 dell'art. 5 del D.Lgs. 504/92, secondo la quale il valore delle aree fabbricabili è quello venale in comune commercio. Ciò comporta che il contribuente può ben dichiarare un valore inferiore a quello stabilito nel regolamento e il Comune ritenerlo congruo in quanto corrispondente al valore di mercato. Se però il Comune intende accertare un maggior valore, l'accertamento deve essere motivato.