Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_societario/2489
Timestamp: 2019-05-22 20:37:42+00:00
Document Index: 106631315

Matched Legal Cases: ['art. 2489', 'art. 2394', 'art. 100', 'art. 18', 'art. 147', 'art. 15', 'art. 2487', 'art. 2489', 'art. 2491', 'art. 2492', 'art. 1709']

Art. 2488
Art. 2490
Scioglimento e liquidazione delle società di capitali
Art. 2489
Poteri, obblighi e responsabilità dei liquidatori
I. Salvo diversa disposizione statutaria, ovvero adottata in sede di nomina, i liquidatori hanno il potere di compiere tutti gli atti utili per la liquidazione della società.
II. I liquidatori debbono adempiere i loro doveri con la professionalità e diligenza richieste dalla natura dell'incarico e la loro responsabilità per i danni derivanti dall'inosservanza di tali doveri è disciplinata secondo le norme in tema di responsabilità degli amministratori.
Cancellazione di società a responsabilità limitata - Responsabilità del liquidatore per i danni patiti dai creditori - Natura aquiliana - Responsabilità contrattuale concorrente dei soci di società a responsabilità limitata cancellata nei confronti dei danni diretti patiti dai creditori.
Ai sensi degli artt. 2498 comma 2 e 2495 comma 2 c.c., l’azione di responsabilità nei confronti del liquidatore può essere avanzata da parte del creditore asseritamente danneggiato solo ove sia dimostrata la responsabilità aquiliana gravante in capo al soggetto che impersoni l’organo sociale, posto che tra il creditore danneggiato ed il liquidatore non sussiste vincolo obbligatorio alcuno, rappresentando la violazione dei doveri gestori imposti dalla legge solo l’espressione dell’antigiuridicità della condotta che si che si assume lesiva dei diritti del creditore medesimo e, come tale foriera di danno.
Il richiamo generale operato dall’art. 2489 c.c. alla disciplina della responsabilità degli amministratori e, quindi, alla disciplina di cui all’art. 2394 c.c., comporta che, rispetto ai creditori sociali ed al loro interesse di essere soddisfatti anche ove la società sia in fase di liquidazione, i liquidatori siano tenuti all’osservanza dei doveri inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale, subendo pregiudizio i creditori medesimi in ragione del fatto che i liquidatori, con il loro comportamento colposo, non abbiano preservato il patrimonio sociale, così rendendolo incapiente al fine di soddisfare le pretese vantate verso la società.
Nelle ipotesi di azione di responsabilità ex artt. 2489 e 2495 c.c. nei confronti del liquidatore di una società a responsabilità limitata cancellata i creditori non soddisfatti possono far valere le loro pretese, oltre che nei confronti del liquidatore colpevole, anche nei confronti dei soci, nei limiti delle somme da questi riscosse in base al bilancio di liquidazione, posto che la responsabilità aquiliana del liquidatore è del tutto concorrente con la responsabilità contrattuale dei soci, subentrando essi, nei limiti della loro responsabilità intra vires, nel rapporto negoziale già in essere tra il creditore e la società medesima. (Vincenzo Cannarozzo) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 28 Giugno 2018. Segue...
Fallimento – Dichiarazione – Impugnazione – Società estinta – Capacità ed interesse ad impugnare – Esclusione.
Siccome estinta, la persona giuridica che proponga reclamo avverso la sua dichiarazione di fallimento ha perso la capacità giuridica, con la conseguenza che essa non ha alcuna capacità processuale né interesse ad impugnare (art. 100 c.p.c.) la sua dichiarazione di fallimento, che avrebbe potuto viceversa essere contestata, nella qualità di soggetti interessati ex art. 18, comma 4, l.fall., da coloro che in essa avevano ricoperto ruoli gestori o che ne avevano avuto la rappresentanza (quindi ex amministratori e liquidatori) o che ne erano stati soci.
Ove sia domandato il fallimento di una società estinta, non è necessario instaurare il contraddittorio nei confronti dei soci (sempre che la loro posizione venga in rilievo come meri successori della società estinta, il che non accade quando, trattandosi di società di persone, la responsabilità degli ex soci abbia carattere personale ed illimitato, dovendosi in quest’ipotesi assicurare il loro personale diritto di difesa avverso l’iniziativa fallimentare che ne può determinare il fallimento ex art. 147 l.fall.), né nei confronti dei cessati organi rappresentativi, con la cancellazione essendosene irreversibilmente risolto il legame con questa.
Né è ipotizzabile che il procedimento notificatorio possa essere eseguito nelle speciali forme previste dall’art. 15 l.fall, poiché queste presuppongono l’esistenza della società, non potendosi configurare alcun obbligo nei confronti di una società estinta di mantenere attive ed operanti, all’esito della liquidazione dei rapporti attivi e passivi e della conseguente cancellazione dal registro delle imprese, la casella di posta elettronica certificata e la sede legale, ovvero anche solo una di esse; la loro conservazione si porrebbe, infatti, in contrasto con l’obbligo, posto a carico del liquidatore dagli artt. 2487 e segg. c.c., di liquidare il patrimonio sociale (art. 2487 lett. c, art. 2489 c.c.) allo scopo di estinguere i debiti sociali (art. 2491 c.c.) e di distribuire l’eventuale residuo attivo tra i soci (art. 2492 c.c.), obbligo cui nessuna norma della legge fallimentare deroga. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 02 Febbraio 2018. Segue...
Concordato preventivo - Delibera della proposta e delle condizioni di concordato - Potere degli amministratori - Estensione al liquidatore - Esclusione - Delibera dell’assemblea - Necessità.
Il potere di deliberare la proposta e le condizioni di concordato preventivo che l’articolo 152 legge fall. riconosce agli amministratori non è automaticamente estensibile al liquidatore della società, il quale deve, pertanto, essere a ciò espressamente autorizzato dall’assemblea. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Giugno 2016, n. 12273. Segue...
Scioglimento e liquidazione delle società - Responsabilità del liquidatore - Azione sociale di responsabilità come strumento di conservazione del patrimonio sociale - Mezzo di controllo del liquidatore - Esclusione.
Il liquidatore che, nell'espletamento dell'incarico, abbia disatteso gli obblighi gravanti a suo carico, può essere chiamato in responsabilità dalla medesima società, quante volte, con le sue omissioni o condotte illecite, abbia cagionato un pregiudizio al patrimonio sociale, con la precisazione che l'azione di responsabilità esercitata dalla società tende alla reintegrazione del patrimonio sociale danneggiato dal liquidatore e, dunque, costituisce uno strumento di conservazione di tale patrimonio e non un mero mezzo di controllo dell'operato del medesimo liquidatore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Febbraio 2015. Segue...
Scioglimento e liquidazione delle società - Responsabilità del liquidatore - Natura contrattuale.
L'azione di responsabilità nei confronti del liquidatore ha natura contrattuale, in quanto ha origine dall'inadempimento dei doveri imposti al liquidatore dalla legge o dall'atto costitutivo, ovvero dall'inadempimento dell'obbligo generale di vigilanza e di intervento preventivo e successivo; obblighi tutti che vengono a gravare sui liquidatori in forza del mandato loro conferito e del rapporto che, per effetto della preposizione e del susseguente inserimento nell'organizzazione sociale, si instaura con la società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Febbraio 2015. Segue...
Scioglimento e liquidazione delle società - Responsabilità del liquidatore - Natura contrattuale - Ripartizione dell'onere della prova.
Dalla qualificazione della responsabilità del liquidatore in termini di responsabilità contrattuale, discende che, mentre sulla società che agisce grava l'onere di dimostrare la sussistenza delle violazioni agli obblighi (che costituiscono obbligazioni di mezzi e non di risultato), i pregiudizi concretamente sofferti ed il nesso eziologico tra l'inadempimento ed il danno prospettato, incombe, per converso, sul liquidatore l'onere di dimostrare la non imputabilità a sé del fatto dannoso, ovvero di fornire la prova positiva, con riferimento agli addebiti contestati, dell'osservanza dei doveri e dell'adempimento degli obblighi posti a suo carico. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Febbraio 2015. Segue...
Scioglimento e liquidazione delle società - Responsabilità del liquidatore - Natura contrattuale - Onere della prova - Allegazione e prova del nesso eziologico tra condotte illecite e danni prospettati.
Al liquidatore che si sia reso responsabile di condotte illecite non può essere imputato ogni effetto patrimoniale dannoso che la società sostenga di aver subito; al contrario, lo stesso, legato alla società da un rapporto di mandato, è tenuto a rispondere dei soli pregiudizi riguardabili come conseguenza immediata e diretta dell'inadempimento ascrittogli. Per tale ragione, l'affermazione della responsabilità risarcitoria esige che la società istante alleghi e dimostri, tra l'altro, il nesso eziologico tra le condotte illecite ed i danni prospettati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Febbraio 2015. Segue...
Scioglimento e liquidazione delle società - Liquidatore - Prosecuzione dell'attività di impresa - Eccezionalità - Delibera assembleare - Necessità.
Il potere-dovere del liquidatore di proseguire l'attività di impresa è eccezionale, e giustificato proprio e solo nell'ottica del miglior perseguimento delle finalità proprie della fase liquidatoria; esso, inoltre, richiede un'apposita deliberazione assembleare, contestuale o successiva alla nomina. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Febbraio 2015. Segue...
Società di capitali - Responsabilità di amministratori e liquidatori - Irregolarità o omissioni nella tenuta delle scritture contabili e dei libri sociali - Prova del danno conseguente - Necessità.
A fondare la responsabilità degli amministratori e dei liquidatori non possono mai valere, di per sé, le irregolarità o omissioni nella tenuta delle scritture e dei libri della società laddove non risulti che, per effetto delle stesse, si siano prodotti danni al patrimonio sociale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Febbraio 2015. Segue...
Società di capitali - Compenso di amministratori e liquidatore - Presunzione di onerosità - Omessa o inadeguata previsione del compenso - Azione giudiziale per la determinazione.
La giurisprudenza di legittimità, con pronunce rese in tema di compenso dell'amministratore, ma con valutazioni estensibili anche al liquidatore, operando un'applicazione estensiva del disposto dell'art. 1709 c.c. in tema di mandato, ha più volte affermato che in favore degli amministratori e dei liquidatori delle società di capitali, salva espressa clausola di esclusione trasfusa nell'atto costitutivo o nello statuto, opera una presunzione di onerosità o non gratuità dell'incarico, onde l'attribuire o meno un compenso per l'attività prestata da tali soggetti non rientra nei poteri discrezionali dell'assemblea, ché, anzi, ove nessuna previsione in ordine a tale compenso vi sia nell'atto costitutivo e l'assemblea di una società di capitali rifiuti od ometta di stabilire il corrispettivo dovuto all'amministratore o al liquidatore, ovvero lo determini in misura manifestamente inadeguata, l'interessato (amministratore o liquidatore) può agire per la determinazione giudiziale del predetto compenso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Febbraio 2015. Segue...
Concordato preventivo - Società poste in liquidazione - Continuazione dell'attività d'impresa - Contrasto con gli articoli 2486 e 2489 c.c. che limita i poteri degli amministratori - Esclusione - Condizioni..
La proposizione di una domanda di concordato che preveda la continuazione dell'attività di impresa posta in liquidazione è compatibile con la previsione di cui all'articolo 2489 c.c., il quale limita il potere dei liquidatori agli atti utili per la liquidazione della società, ed anche con la previsione di cui all'articolo 2486 c.c., il quale limita i poteri degli amministratori della società non ancora posta in liquidazione alla conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale. La falcidia dei crediti ed il conseguente abbattimento del passivo previsti nel concordato consentono, infatti, di eliminare le condizioni patrimoniali che avevano imposto la messa in liquidazione della società; la previsione del conseguimento di utili e la conservazione dell'avviamento aziendale consentono, inoltre, di tutelare l'integrità del patrimonio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 30 Giugno 2012. Segue...
Cancellazione dal registro delle imprese – Estinzione della società – Sopravvenienze passive – Compatibilità – Responsabilità dei liquidatori – Consapevolezza di sopravvenienze passive potenziali – Costituzione in giudizio del liquidatore dopo l’estinzione della società – Responsabilità ex artt. 2489 e 2395 c.c..
Il liquidatore della società rimasto contumace nel giudizio promosso contro la società quando questa era ancora attiva e che si costituisce in giudizio dopo l’estinzione della società per effetto della sua liquidazione e cancellazione dal registro delle imprese tacendo tali circostanze di fatto è responsabile per i crediti accertati nei confronti della stessa. (Roberto Sereni Lucarelli) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 20 Gennaio 2012. Segue...
Società di capitali – Causa di scioglimento – Alienazione di beni e asset aziendali – Omesso pagamento dei creditori – Nullità..
Sono affetti da nullità gli atti con i quali una società di capitali, in presenza di una causa di scioglimento, provveda ad alienare gli asset aziendali ai soci o a terzi senza aver prima provveduto al pagamento dei creditori sociali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 27 Novembre 2009. Segue...