Source: http://www.aiga.it/comunicati/comunicato-stampa-del-30-11-2017/
Timestamp: 2019-06-19 18:58:53+00:00
Document Index: 53308392

Matched Legal Cases: ['art. 69', 'art. 69', 'art. 438', 'art. 69', 'art. 69', 'art. 438']

AIGA - CS2 2017-11-30 AIGA: no alla riforma del rito abbreviato e dell’art. 69 c.p.
AIGA: no alla riforma del rito abbreviato e dell’art. 69 del Codice penale
Nella giornata di ieri, 29 novembre 2017, la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge di n. 4376, proposto il 21 marzo scorso, contenente la modifica dell’art. 438 del Codice di procedura penale che disciplina l’istituto del rito abbreviato, oltre alla modifica dell’art. 69 Codice penale.
Il ddl prevede l’introduzione di un nuovo comma 1-bis, le cui disposizioni precludono l’accesso al rito per alcuni delitti specificamente indicati (omicidio aggravato, sequestro di persona con morte del sequestrato ed altri).
Il criterio che ha ispirato il Legislatore nella selezione delle fattispecie, come si evince espressamente dalla discussione del ddl, è la volontà di non garantire uno sconto di pena all’imputato (solo) per una scelta processuale.
Tale intervento si inserisce a pieno titolo nel solco di quelle iniziative di chiara matrice simbolica (o, come è stato acutamente osservato, compulsiva), finalizzate a garantire l’ennesima concessione, in materia penale, da parte della politica, al populismo più greve che vede nella privazione delle garanzie difensive e nella compressione delle scelte processuali l’unica espressione legislativa.
La stessa logica sottende l’ennesima riforma dell’art. 69 Codice penale, già oggetto di riforme di contenuto analogo censurate dalla Corte costituzionale.
L’AIGA ha sempre criticato tale modo di procedere. Lo stesso si pone infatti in aperto contrasto con la nostra cultura giuridica e affida alla pena esemplare una funzione di controllo generale e preventivo che non trova alcuna corrispondenza o giustificazione nella Carta costituzionale.
Inoltre, la frequenza e la frammentarietà degli interventi in ambito penale, spesso tra di loro disarticolati e contraddittori, costituiscono motivo di disorientamento per l’interprete e impediscono di cogliere una ratio comune sottesa all’impianto generale dell’ordinamento penale, laddove la chiarezza della tecnica legislativa, al contrario, è essenziale.
Per tali ragioni, l’Associazione Italiana Giovani Avvocati nel condannare fermamente la modifica del Codice di Rito nel senso prospettato, chiede con forza a Governo e Parlamento che la riforma dell’art. 438 del Codice di Procedura Penale venga stralciata dal Senato della Repubblica quando verrà posta in discussione, anche in ragione della manifesta incostituzionalità del testo e l’arbitrarietà della scelta dei delitti che verrebbero esclusi dall’accesso allo sconto di pena previsto dal testo vigente.