Source: http://mobile.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/15/R15*54
Timestamp: 2020-01-24 03:05:46+00:00
Document Index: 137248764

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 116', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 116', 'art. 15']

Presunzione di veridicità dei bilanci depositati dal debitore
Fallimento – Dichiarazione – Requisiti dimensionali dell’impresa – Produzione dei bilanci – Impresa non tenuta alla redazione del bilancio – Strumento di prova privilegiato ma non esclusivo
Ai fine della dimostrazione del requisito dimensionale dell’impresa di cui all’art. 1, comma 2, legge fall., i bilanci d'esercizio dei tre anni anteriori rappresentano uno strumento di prova privilegiato, ma danno vita, ad alcuna forma di onere probatorio esclusivo (cfr. Cass., 2 ottobre 2018, n. 23948, Cass., 18 giugno 2018, n. 16067, che peraltro si pongono in linea di dichiarata continuità, di sintonia, con l'orientamento sviluppato sin dall'entrata in vigore dell'attuale comma 2 dell'art. 1 legge fall., per l'appunto sostanzialmente orientato nel senso di ammettere pure prove diverse dai bilanci).
Sul piano sistematico, poi, l'imposizione di un «pregiudiziale» deposito dei bilanci di esercizio ai fini della verifica dei presupposti di sottrazione al fallimento si mostrerebbe all'evidenza distonica, non coerente, con una normativa che oggi si disinteressa (a differenza del passato) del requisito della regolare tenuta della contabilità da parte dell'imprenditore che chiede di essere ammesso al benefico del concordato preventivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 26 Novembre 2018, n. 30541. Segue...
Fallimento – Requisiti di non fallibilità ex art. 1, comma 2, l.fall. – Onere probatorio a carico del debitore – Bilanci degli ultimi tre esercizi – Valore probatorio – Prudente apprezzamento ex art. 116 c.p.c. – Motivata inattendibilità – Conseguenze
In tema di fallimento, ai fini della prova della sussistenza dei requisiti di non fallibilità di cui all'art. 1, comma 2, l.fall., i bilanci degli ultimi tre esercizi che l'imprenditore è tenuto a depositare, ai sensi dell'art. 15, comma 4, l.fall., costituiscono strumento di prova privilegiato dell'allegazione della non fallibilità, in quanto idonei a chiarire la situazione patrimoniale e finanziaria dell'impresa, senza assurgere però a prova legale, essendo soggetti alla valutazione, da parte del giudice, dell'attendibilità dei dati contabili in essi contenuti secondo il suo prudente apprezzamento ex art. 116 c.p.c., sicché, se reputati motivatamente inattendibili, l'imprenditore rimane onerato della prova della sussistenza dei requisiti della non fallibilità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Novembre 2018, n. 30516. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Poteri istruttori del tribunale - Onere di deposito dei bilanci - Presunzione di veridicità - Affidamento del giudice del merito sui dati dagli stessi risultanti
I bilanci depositati dal debitore, in osservanza alle disposto di cui all'art. 15, comma 4, legge fall., sono assistiti da presunzione di veridicità, così che l'adempimento dell'onere di deposito di cui alla citata disposizione giustifica l'affidamento del giudice del merito sui dati dagli stessi risultanti ed esclude il vizio di legittimità per il mancato ricorso ai poteri istruttori d'ufficio, salva rimanendo la facoltà della parte di dimostrare la falsità dei bilanci stessi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Dicembre 2015. Segue...