Source: http://www.avvocatoabologna.it/risarcimento-incidenti-stradali/legge-990-69-anche-la-sosta-del-veicolo-e-da-ascriversi-al-concetto-di-sinistro-stradale-ove-il-danno-si-verifichi-in-conseguenza-di-attivita-prodromica-al-movimento-dell.html
Timestamp: 2017-06-25 19:15:58+00:00
Document Index: 67917721

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anche la sosta del veicolo è da ascriversi “al concetto di sinistro stradale”, ove il danno si verifichi “in conseguenza di attività prodromica al movimento della vettura | Avvocato a Bologna - Studio Legale Bologna Avvocato Sergio Armaroli
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Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 19 novembre 2015 – 19 febbraio 2016, n. 3257
Presidente Spirito – Relatore Vincenti
anche la sosta del veicolo è da ascriversi “al concetto di sinistro stradale”, ove il danno si verifichi “in conseguenza di attività prodromica al movimento della vettura
Nella materia del danno e del suo risarcimento viene riportata una interessantissima sentenza circa un grave incident estradale, sentenza che ha visto un cospiquo risaricento e la soluzione a un quesito di diritto :
Accerti e dichiari la Corte, enunciando il relativo principio di diritto, che alla stregua dell’art. 2054 c.c., dell’art. 3 del D.L.vo 30.04.1992 n. 285, dell’art. 157 del D.L.vo 30.04.1992 n. 285, degli artt. 1, 18 e 23 della 1. 24.12.1969 n. 990 nell’ampio concetto di circolazione stradale come possibile fonte di responsabilità, deve essere ricompresa anche la posizione di arresto del veicolo e pertanto anche il veicolo sul quale sia in atto il compimento da parte del conducente di operazioni prodromi che o funzionali alla messa in marcia”
1)ai fini della qualificazione di fatto dannoso derivante dalla circolazione ai sensi dell’art. 2054 cod. civ., con conseguente applicazione della legge n. 990 del 1969 sulla assicurazione obbligatoria, anche la sosta del veicolo è da ascriversi “al concetto di sinistro stradale”, ove il danno si verifichi “in conseguenza di attività prodromica al movimento della vettura, o a causa del fatto della mera sosta ed in assenze di cause esterne”, salvo, dunque, che essa “sia la mera occasione per il verificarsi del fatto dannoso” ovvero “manchi alcun collegamento funzionale con l’attività di circolazione”.
2)Sicché, lo sganciamento della rampa del carrello posteriore del veicolo anzidetto (peraltro, necessitante di riparazione e, quindi, in costanza di difetto manutentivo), in sosta sulla pubblica via, ha configurato un utilizzo (altresì imperito da parte del proprietario) del mezzo medesimo corrispondente alle caratteristiche proprie di costruzione ed alla sua utilitas, con conseguente riconducibilità del fatto illecito alla circolazione stradale, nella sua omnicomprensiva dimensione dinamico-statica, e, pertanto, alla luce dei principi sopra evidenziati, integra la sussistenza dei presupposti per l’operatività della garanzia assicurativa.
DANNO DA ERRORE MEDICO RISARCIMENTO DANNI DEL MEDICO E DELL’OSPEDALE- DANNO MALASANITÀ’ VICENZA
A seguito della rimessione ex art. 374 cod. proc. civ. operata dall’ordinanza interlocutoria in precedenza indicata, le Sezioni Unite civili (con la sentenza n. 8620 del 29 aprile 2015, in controversia risarcitoria per danni conseguenti a sinistro mortale determinato dall’imperita manovra del conducente di un mezzo in sosta, munito di un braccio meccanico di sollevamento, per effetto della quale un cassone metallico, in fase di caricamento, era scivolato travolgendo la vittima) hanno enunciato il principio di diritto cosi massimato: “Il concetto di circolazione stradale di cui all’art. 2054 cod. civ. include anche la posizione di arresto del veicolo e ciò in relazione sia all’ingombro da esso determinato sugli spazi addetti alla circolazione, sia alle operazioni propedeutiche alla partenza o connesse alla fermata, sia, ancora, rispetto a tutte le operazioni che il veicolo è destinato a compiere e per il quale può circolare sulle strade. Ne consegue che per l’operatività della garanzia per R.C. A. è necessario che il veicolo, nel suo trovarsi sulla strada di uso pubblico o sull’area ad essa parificata, mantenga le caratteristiche che lo rendano tale in termini concettuali e, quindi, in relazione alle sue funzionalità non solo sotto il profilo logico ma anche delle eventuali previsioni normative, risultando invece indifferente l’uso che in concreto se ne faccia, sempreché esso rientri nelle caratteristiche del veicolo medesimo”.
– A.L. decedette il (omissis) a seguito delle lesioni riportate nel sinistro occorsogli il precedente (omissis) presso l’officina di riparazioni di infissi meccanici di cui era titolare il fratello. In tale occasione, l’A. fu colpito al volto dalla rampa del “carrellone” a rimorchio dell’autocarro di V.G. , il quale aveva parcheggiato il mezzo sulla pubblica via nei pressi dell’officina per provvedere alla riparazione dell’asse di detta rampa. Il medesimo V. , allorché intento “a preparare il veicolo per la riparazione”, aveva “sganciato il tirante della rampa”, senza calcolare la distanza che lo separava dall’A. posto alle sue spalle, che, quindi, come detto, fu investito dalla stessa rampa, riportando lesioni con esiti rivelatisi mortali.
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– Avverso tale decisione proponeva gravame la Ras Assicurazioni S.p.A., che veniva accolto dalla Corte di appello di Palermo, la quale, con sentenza resa pubblica il 9 agosto 2007, rigettava, nei soli confronti della medesima Ras Assicurazioni S.p.A., la domanda proposta dagli attori A.C. , T.G. e A.M. .
– Per la cassazione di tale sentenza ricorrono congiuntamente A.C. , T.G. e A.M. , in proprio e quali eredi di A.L. , affidando le sorti dell’impugnazione ad un unico articolato motivo.
– I ricorsi, in quanto impugnano la medesima sentenza, vanno riuniti ai sensi dell’art. 335 cod. proc. civ., dovendo qualificarsi come incidentale quello del V. , giacché proposto successivamente.
– Con l’unico motivo del ricorso principale degli A. e della T. è denunciata violazione, falsa ed erronea applicazione degli artt. 3 e 157 del d.lgs. n. 285 del 1992, 157, 1, 18 e 23 della legge n. 990 del 1969 e 2054 cod. civ., nonché vizio di motivazione.
– Con l’unico motivo del ricorso incidentale del V. è dedotta, del pari, violazione, falsa ed erronea applicazione degli artt. 3 e 157 del d.lgs. n. 285 del 1992, 157, 1, 18 e 23 della legge n. 990 del 1969 e 2054 cod. civ., nonché vizio di motivazione.
– I due ricorsi, principale ed incidentale – ciascuno con unico motivo ed entrambi incentrati sulla comune questione dei limiti del concetto di circolazione ai fini dell’operatività delle norme sulla assicurazione obbligatoria – sono ammissibili e fondati.
– In accoglimento di entrambi i ricorsi, la sentenza impugnata va, dunque, cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto (vertendo il punto ancora controverso soltanto sulla questione in iure – oggetto del presente giudizio di legittimità – della operatività della garanzia assicurativa, nonché essendovi già giudicato nei confronti del V. , assicurato per la r.c.a. presso l’Allianz, sia sulla responsabilità, che sul quantum del complessivo risarcimento dovuto ai congiunti di A.L. ), la causa può essere decisa nel merito ai sensi dell’art. 384 cod. proc. civ., con condanna della Allianz S.p.A., in solido con V.G. , al pagamento in favore degli attori della somma risarcitoria di Euro 567.000,00, oltre interessi e rivalutazione come, anch’essi, indicati nella sentenza del Tribunale di Agrigento n. 102/2003.
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