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Timestamp: 2017-06-26 00:45:11+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 26', 'art. 46', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 60', 'art. 87', 'sentenza ', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 26', 'art. 100', 'art. 26', 'art. 87', 'art. 46', 'art. 87', 'art. 100', 'art. 131', 'art. 86', 'art. 87', 'art. 100', 'art. 101', 'art. 131', 'art. 24', 'art. 32', 'art. 39', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 46', 'sentenza ', 'art. 99', 'sentenza ', 'art. 60', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 6', 'sentenza ']

1 N /2015REG.PROV.COLL. N /2015 REG.RIC.A.P. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL PO POLO IT ALIANO Il Consig lio di St ato in sede g iurisdizionale (Adunanza Plenaria) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1 di A.P. del 2015, proposto dalla s.r.l. Cogienne, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avvocato Giancarlo Violante Ruggi D'Aragona, con domicilio eletto presso Antonia De Angelis in Roma, Via Portuense, 104; contro Comune di Caserta, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall'avvocato Giuseppe Ceceri, con domicilio eletto presso Studio Legale Bdl in Roma, Via Bocca di Leone, 78; nei confronti di s.r.l. Coedi, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avvocato Luigi Maria D'Angiolella, presso il quale è elettivamente domiciliata in Roma, Via Terenzio, 7; per la riforma della sentenza del T.A.R. CAMPANIA - NAPOLI: SEZIONE I n. https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 1/172 2010/2014, resa tra le parti; Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Caserta e della s.r.l. Coedi; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 25 febbraio 2015 il consigliere Maurizio Meschino e uditi per le parti gli avvocati Violante Ruggi D'Aragona, Ceceri e D'Angiolella; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO 1. Con bando pubblicato l 11 febbraio 2013 il Comune di Caserta ha indetto una procedura aperta per l affidamento della progettazione esecutiva ed esecuzione di lavori inerenti al completamento dell infrastruttura viaria Casola Maddaloni, da aggiudicare con il criterio dell offerta economicamente più vantaggiosa; all esito delle operazioni di valutazione delle offerte tecniche, l impresa Cogienne s.r.l. risultava prima graduata con 71,85 punti, successivamente rideterminati nel massimo dei punti disponibili, pari a 85, secondo le prescrizioni del disciplinare di gara. Nella seduta n. 8 del 2 agosto 2013 la commissione di gara procedeva all apertura dei plichi contenenti le offerte quantitative (offerta economica e tempo di esecuzione); per le imprese Cuks s.r.l., Milea s.r.l., AM Costruzioni Generali s.r.l., Kareko s.r.l., DBL Appalti s.r.l. C& A Costruzioni s.r.l. e Cogienne s.r.l., si rilevava che l offerta economica non riporta l indicazione degli oneri della sicurezza interni o aziendali, la cui quantificazione spetta a ciascuno dei concorrenti in rapporto alla sua https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 2/173 offerta economica. Ai sensi e per gli effetti degli artt. 86 e 87, comma 4 del Codice dei Contratti e dell art. 26, comma 6 del d.lgs. n.81/2008, viene riconosciuta ai costi per la sicurezza da rischio specifico la valenza di elemento essenziale dell offerta, a norma dell art. 46, comma 1-bis, del Codice dei Contratti, la cui mancanza rende la stessa incompleta e, come tale, suscettibile di esclusione (CdS, sez. III, sentenza n. 4622/2012). Veniva così dichiarata aggiudicataria provvisoria la Coedi s.r.l., con complessivi 82,61 punti, avendo proposto un ribasso dell 8%, comprensivo degli oneri di sicurezza generale aziendale, pari a 1.300, dichiarata poi aggiudicataria definitiva con determinazione n del 4 ottobre La Cogienne s.r.l., con il ricorso n del 2013 proposto al Tribunale amministrativo regionale per la Campania, ha chiesto l annullamento: - con il ricorso introduttivo, del verbale di gara n. 8 del 2 agosto 2013 recante la sua esclusione dalla gara; - con primi motivi aggiunti, depositati in data 12 novembre 2013, dei medesimi atti, nonché della determinazione registro unico n del determinazione area n. 367 del 30 settembre 2013 del Comune di Caserta, Area di coordinamento tecnico, avente ad oggetto: POR Campania Asse 6 Ob. Op. 6.1 PIU EUROPA della Città di Caserta Intervento 105. Infrastruttura viaria Casola/Valle di Maddaloni di aggiudicazione definitiva; di ogni altro atto connesso; -con secondi motivi aggiunti, depositati in data 13 dicembre 2013, dei medesimi atti. 3. Il Tribunale amministrativo regionale per la Campania, sezione prima, con la sentenza n del 2014, pronunciata in forma semplificata ai https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 3/174 sensi dell art. 60 cod. proc. amm., ha respinto il ricorso introduttivo affermando che: a) il bando, nel prevedere un livello di progettazione definitiva rimesso alla stazione appaltante, non impediva ai concorrenti una specificazione degli oneri di sicurezza in sede di redazione (loro spettante) del progetto esecutivo, essendo questo il livello di progettazione sufficiente per il calcolo di tali oneri ai fini dell offerta economica; solo le imprese partecipanti sono infatti in possesso di tutti gli elementi sui costi interni o aziendali utili per valutarne l incidenza in rapporto all entità e alla qualità dell offerta economica; b) l obbligo di indicare gli oneri relativi alla sicurezza è desumibile dal disposto dell art. 87, comma 4, del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (Codice de i contratti pubblici ; in seguito Codice ), senza che al riguardo sia necessaria una specifica sanzione in seno alla lex specialis; c) la violazione di tale prescrizione legislativa giustifica l irrogazione della doverosa sanzione espulsiva. Il Tribunale ha inoltre dichiarato irricevibile per tardività il terzo motivo del ricorso introduttivo (di impugnazione della legge di gara) e inammissibili, per carenza di interesse, i primi e i secondi motivi aggiunti con cui la ricorrente aveva impugnato l aggiudicazione definitiva disposta a favore della controinteressata Coedi s.r.l. 4. La Cogienne s.r.l., con l appello n del 2014, ha chiesto l annullamento della sentenza di primo grado. 5. La V Sezione di questo Consiglio, all udienza del 21 ottobre 2014 in cui la causa è stata trattenuta per la decisione, non definitivamente pronunciando sull appello, ne ha disposto il deferimento dell Adunanza Plenaria con l ordinanza 16 gennaio 2015, n. 88, per l esame della questione di diritto attinente alla corretta interpretazione dell art. 87, https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 4/175 comma 4, del Codice, che il primo giudice ha ritenuto norma da cui discende l obbligo per le imprese partecipanti di indicare, a pena di esclusione, gli oneri relativi alla sicurezza in maniera analitica sin dal momento di presentazione delle offerte. 6. All udienza del 25 febbraio 2015 la causa è stata trattenuta per la decisione. DIRITTO 1. L ordinanza di rime ssion e il relativo quesito. Nell ordinanza di rimessione della V Sezione si indicano le due tipologie di costi per la sicurezza previste ai sensi della normativa, si richiamano le interpretazioni dell art. 87, comma 4, del Codice date in giurisprudenza e si pone quindi il quesito per l Adunanza Plenaria Le due tipologie di costi r la pesicureza. I costi in questione sono: - quelli da interferenze, contemplati dagli articoli 26, commi 3, 3-ter e 5, del d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) e 86, comma 3-ter, 87, comma 4, e 131 del Codice, che: a) servono a eliminare i rischi da interferenza, intesa come contatto rischioso tra il personale del committente e quello dell appaltatore, oppure tra il personale di imprese diverse che operano nella stessa sede aziendale con contratti differenti; b) sono quantificati a monte dalla stazione appaltante, nel D.U.V.R.I (documento unico per la valutazione dei rischi da interferenze, art. 26 del d.lgs. n. 81 del 2008) e, per gli appalti di lavori, nel PSC (piano di sicurezza e coordinamento, art. 100 D. Lgs. n. 81/2008); c) non sono soggetti a ribasso, perché ontologicamente diversi dalle prestazioni stricto sensuoggetto di affidamento; -quelli interni o aziendali, cui si riferiscono l art. 26, comma 3, quinto https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 5/176 periodo, del d.lgs n. 81 del 2008 e gli artt. 86, comma 3-bis, e 87, comma 4, secondo periodo, del Codice, che: a) sono quelli propri di ciascuna impresa connessi alla realizzazione dello specifico appalto, sostanzialmente contemplati dal DVR, documento di valutazione dei rischi; b) sono soggetti a un duplice obbligo in capo all amministrazione e all impresa concorrente. Per ciò che concerne la stazione appaltante, gli artt. 86, comma 3-bis, e 87, comma 4, del Codice si riferiscono necessariamente agli oneri di sicurezza aziendali, poiché considerano eventuali anomalie delle offerte e giudizi di congruità incompatibili con i costi di sicurezza da interferenze, fissi e non soggetti a ribasso. Ne deriva che per tali oneri la valutazione che si impone all amministrazione non è la relativa predeterminazione rigida ma il dovere di stimarne l incidenza, secondo criteri di ragionevolezza e di attendibilità generale, nella determinazione di quantità e valori su cui calcolare l importo complessivo dell appalto. Quanto alle imprese che partecipano alle gare, invece, esse devono specificamente indicare gli oneri di sicurezza aziendali, dato che trattasi di valutazioni soggettive rimesse alla loro esclusiva sfera valutativa. Tale tipologia di oneri, infatti, varia da un impresa all altra ed è influenzata dalla singola organizzazione produttiva e dal tipo di offerta formulata da ciascuna impresa La questioneinterpretativa. L art. 87, comma 4, del Codice, relativo agli oneri aziendali, dispone che <<Non sono ammesse giustificazionin relazione agli oneri di sicureza in conformità all'articolo 131, nonché al piano di sicurezza e coordiname nto di cui all'articolo 12, decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494 e alla relativa stima dei costi conforme all'articolo 7, to decre del Presidente della Repubblica 3 luglio 2003, n Nella valutazionedell'anomalia la stazione appaltante tiene conto dei costi https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 6/177 relativi alla sicureza, che devono essere specificamente indicati nell'offerta e risultare congrui rispetto all'e ntità e alle caratteristiche dei servizi o delle forniture.>> La questione che si pone è se questa disposizione riguardi soltanto gli appalti di servizi e di forniture, cui si riferisce espressamente l inciso finale del testo. Dalla lettura del comma emerge infatti che mentre il primo periodo ribadisce per tutti gli appalti che gli oneri della sicurezza non sono soggetti a ribasso d asta in relazione al piano di sicurezza e coordinamento, il secondo periodo precisa che l indicazione relativa ai costi della sicurezza deve essere sorretta da caratteri di specificità e di congruità ai fini della valutazione dell anomalia dell offerta, facendo però riferimento esplicito, questa volta, solo ai settori dei servizi e delle forniture La giurisprudenza. Secondo una prima lettura, di matrice estensiva, la ratio della norma, che impone ai concorrenti di indicare già nell offerta l incidenza degli oneri di sicurezza aziendali, risponde a finalità di tutela della sicurezza dei lavoratori e, quindi, a valori sociali e di rilievo costituzionale che assumono rilevanza anche nel settore dei lavori pubblici. Anzi, proprio in quest ultimo settore il ripetersi di infortuni gravi, dovuto all utilizzo di personale non sempre qualificato, porta a ritenere che l obbligo di indicare sin dall offerta detti oneri debba valere ed essere apprezzato con particolare rigore. Inoltre, depone in tal senso anche la collocazione sistematica della norma citata, che è appunto inserita nella parte del Codice dedicata ai Contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture (Cons. Stato, sez. III, 3 ottobre 2011, n. 5421; sez. V, 19 luglio 2013, n. 3929). Si è poi osservato (Cons. Stato, sez. III, 3 luglio 2013, n. 3565) che tale indicazione costituisce sia nel comparto dei lavori che in https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 7/178 quelli dei servizi e delle forniture un adempimento imposto dagli artt. 86 comma 3 bis e 87 comma 4, d.lg. 12 aprile 2006 n. 163 all'evidente scopo di consentirealla stazione appaltante di adempiere al suo onere di verificare il rispetto di norme inderogabili a tutela dei fondamentali interess i dei lavoratorin relazione all'entità ed alle caratteristiche del lavoro, servizio o fornitura da affidare; stante la natura di obbligo legale rivestita dall'indicazione, è irrilevante la circostanza che la lex specialis di gara non abbia richiesto la medesima indicazione, rendendosi altrimenti scusabile una ignorantia legis; poiché la medesima indicazione riguarda l'offerta, non può ritenersene consentita l'integrazionemediante esercizio del potere/dovere di soccors o da parte della stazione appaltante, ex art. 46 comma 1 bis, cit. d.lg. n. 163 del 2006, pena la violaz ione della par condicio tra i concorrenti. Tuttavia, recentemente, la giurisprudenza amministrativa (in particolare Cons. Stato, sez. V: 7 maggio 2014, n. 2343; 9 ottobre 2013, n. 4964) ha dato una lettura diversa ritenendo che l obbligo di indicare nell offerta gli oneri di sicurezza aziendali riguardi solo gli appalti di servizi o di forniture in ragione della speciale disciplina normativa riservata agli appalti di lavori, che appunto si connota per l analisi preventiva dei costi della sicurezza aziendale, che sua volta si spiega alla luce della maggiore rischiosità insita nella predisposizione cantieri, affermandosi che l obbligo di dichiarare, a pena di esclusione, i costi per la sicurezza interna previsto dall art. 87, comma 4, d.lgs. n. 163/2006 si applica alle sole proceduredi affidamento di forniture di servizi. Per i lavori, al contrario, la quantificazione è rimesa al piano di sicurezza e coordinamento ex art. 100 d.lgs. n. 81/2008, predisposto dalla stazione appaltante ai sensi dell art. 131 cod. contratti pubblici. Non si può infatti trascurare, si sostiene, che è comunque obbligatoria la valutazione, ai fini della congruità dell offerta, del costo del lavoro e della sicurezza in forza del comma 3-bis dell art. 86 del Codice secondo cui: << nella valutazione dell anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 8/179 di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutareche il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delleforniture>, essendosi così indicate espressamente tutte le possibili tipologie di appalti pubblici, compresi i lavori, per cui si deve ritenere, a contrario, che, non avendo utilizzato la medesima locuzione estensiva nel comma 4 dell art. 87, tale ultima norma va riferita ai soli contratti pubblici presi espressamente in considerazione, ossia quelli aventi ad oggetto servizi e forniture Il quesito per l Adunanza naria. Ple Su questa base viene rimessa all Adunanza Plenaria la soluzione della questione preliminare dell estensione dell articolo 87, comma 4, del Codice anche ai contratti pubblici relativi a lavori. Si chiede in particolare di verificare se, in ogni caso, la sanzione dell esclusione debba essere comminata anche laddove l obbligo di specificazione degli oneri non sia stato prescritto dalla normativa di gara; e se, ai fini della soluzione, possa avere rilievo la peculiarità della fattispecie, data dalla circostanza che viene in rilievo un appalto integrato, caratterizzato dall affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dell esecuzione dei lavori sulla scorta di un progetto definitivo predisposto dalla stazione appaltante. 2. La soluzione del quesito. L Adunanza Plenaria ritiene che nelle procedure di affidamento relative ai contratti pubblici di lavori i concorrenti debbano indicare nell offerta economica i costi per la sicurezza interni o aziendali La giurisprudenza contraria è motivata, come visto, ritenendo che per i lavori la quantificazione dei detti costi è rimessa al piano di https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 9/1710 sicurezza e coordinamento di cui agli articoli 100 del d.lgs. n. 81 del 2008 e 131 del Codice (in seguito PSC), venendo integrati questi riferimenti normativi con il richiamo di quanto disposto dal d.p.r. 5 ottobre 2010, n. 207 (recante il regolamento di attuazione del Codice), in particolare negli articoli 24, comma 3, 32 e 39 (Cons. Stato, Sez. V: n del 2015; n del 2013) La tesi non è condivisibile poiché, come precisato nell ordinanza di rimessione, il PSC è riferito ai costi di sicurezza quantificati a monte dalla stazione appaltante, specialmente in relazione alle interferenze, e non alla quantificazione dei costi aziendali delle imprese. Il d.lgs. n. 81 del 2008, il cui art. 100 individua il contenuto del PSC (con la stima dei costi della sicurezza quali indicati nell allegato XV), dispone infatti che <<Il committente o il responsabile dei lavori trasmette il piano di sicurezza e di coordinamento a tutte le impreseinvitatea presentare offerte per l'esecuzione dei lavori. e, quanto agli appalti pubblici di lavori, che <<In caso di appalto di opera pubblica si considera trasmissione la messa a disposizione del piano a tutti i concorre nti alla gara di appalto.>> (art. 101, comma 1), essendo stato anche previsto che durante la progettazione dell opera <<e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte>> deve essere redatto il PSC da parte del coordinatore per la progettazione che il committente designa nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici (articoli 91 e 90). L art. 131 del Codice dispone, per la fase dell intervenuta aggiudicazione, che entro i trenta giorni successivi e comunque prima della consegna dei lavori, l appaltatore o il concessionario, redige e consegna alle amministrazioni aggiudicatrici e ai soggetti aggiudicatori, in ogni caso, un piano operativo di sicurezza (POS, di cui al punto del citato allegato XV), <<per quanto attiene alle proprie scelteautonome https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 10/1711 relative responsabilità nell'organizzazione del cantier e nell'esecuzione dei lavori, da considerare come piano complementaredi dettaglio del piano di sicurezza e di coordinamento >> (comma 2, lett. c), in riferimento perciò alla specifica organizzazione del cantiere da parte delle imprese esecutrici nel quadro dato dal PSC. L articolo dispone poi, nel comma 3, che i piani in esso citati formano parte integrante del contratto di appalto o di concessione ; i relativi oneri vanno evide nziati nei bandi di gara e non sono soggetti a o ribass d'asta.>> Neppure appaiono risolutive, a sostegno della tesi che qui si discute, le ulteriori norme del d.p.r. n. 207 del 2010 sopra citate: l art. 24, comma 3, dispone infatti che il progetto definitivo, se posto a base di gara, deve essere corredato dal PSC, sulla cui base si determina il costo per la sicurezza <<nel rispetto dell allegato XV >> del d.lgs. n. 81 del 2008; l art. 32 include tra le spese generali a carico dell esecutore le spese di adeguamento del cantiere in osservanza del detto d.lgs. <<di cui è indicata la quota di incidenza sul totale delle spesegenerali, ai fini degli adempime nti previsti dall'articolo 86, comma 3-bis>> del Codice; l art. 39, infine, dispone nel comma 2 che <<I contenuti del piano di sicurezza e di coordiname nto sono il risultato di scelteprogettuali ed organizzative conformi alle misure generali di tutela di cui all' articolo 15 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, secondo quanto riportato nell' allegato XV al medesimo decreto in termini di contenuti minimi. In particolare la relazionetecnica, corredata da tavoleesplicativedi progetto, deve prevedere l'individuazione, l'analisi e la valutazione dei rischi in riferimento all'area e all'organizazionedello specifico cantiere, alle lavorazioninterferenti ed ai rischi aggiuntivi rispetto a quelli specifici propri dell'attività delle singole impresesecutrici o dei lavoratori autonomi. >>. Non emergono perciò da nessuna di queste norme prescrizioni o elementi preclusivi dell indicazione dei costi interni nelle offerte per l affidamento di lavori. https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 11/1712 2.4. Assume invece rilievo decisivo la circostanza che l obbligo di procedere alla previa indicazione di tali costi, pur se non dettato expressis verbisdal legislatore, si ricava in modo univoco da un interpretazione sistematica delle norme regolatrici della materia date dagli articoli 26, comma 6, del d.lgs. n. 81 del 2008 e 86, comma 3-bis, e 87, comma 4, del Codice Gli articoli 26, comma 6, del d.lgs. n. 81 del 2008 e 86, comma 3-bis, del Codice, recano nel primo periodo il seguente identico testo: <<Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell'anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificame nteindicato e risultare congruo rispetto ntità all'ee alle caratteristiche dei lavori, dei rvizi se o delleforniture.>>. L art. 87, comma 4, secondo periodo, del Codice dispone, come già visto, che <<Nella valutazionedell'anomalia la stazione appaltante tiene conto dei costi relativi alla sicurezza, chedevono essere specificamente indicati nell'offerta e risultare congrui rispetto all'entità e alle caratteristich e dei servizi o delle forniture. >> Nelle norme non risulta prescritto in modo espresso l obbligo dei concorrenti di esporre i costi della sicurezza nelle offerte per lavori, poiché gli articoli 26, comma 6, e 86, comma 3-bis, sembrano prima facie riguardare, per l indicazione dei costi in tutti i tipi di appalti, soltanto gli enti aggiudicatori mentre l art. 87, comma 4, del Codice, richiama l indicazione nelle offerte dei costi per la sicurezza soltanto per gli appalti di servizi e forniture, ai fini della valutazione dell anomalia Questa lettura, per quanto basata sulla formulazione testuale delle norme, risulta però illogica. https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 12/1713 Non appare coerente, infatti, imporre alle stazioni appaltanti di tenere espresso conto nella determinazione del valore economico di tutti gli appalti dell insieme dei costi della sicurezza, che devono altresì specificare per assicurarne la congruità, e non imporre ai concorrenti, per i soli appalti di lavori, un identico obbligo di indicazione nelle offerte dei loro costi specifici, il cui calcolo, infine, emergerebbe soltanto in via eventuale, nella non indefettibile fase della valutazione dell anomalia; così come non si rinviene la ratio di non prescrivere la specificazione dei detti costi per le offerte di lavori, nella cui esecuzione i rischi per la sicurezza sono normalmente i più elevati Si tratterebbe in definitiva di una normativa che, incidendo negativamente sulla completezza della previsione dei costi per la sicurezza per le attività più rischiose, risulterebbe incoerente con la prioritaria finalità della tutela della sicurezza del lavoro, che ha fondamento costituzionale negli articoli 1, 2 e 4 e, specificamente, negli articoli 32, 35 e 41 della Costituzione, e <<trascende i contrapposti interessi delle stazioni appaltanti e delle imprese partecipanti a proceduredi affidamento di contratti pubblici, rispettivamente di aggiudicare questi ultimi alle migliori condizioni consentite dal mercato, da un lato, e di massimizzare l utile ritraibile dal contratto dall altro>> (Sez. V, n del 2014, citata). Per evitare una soluzione ermeneutica irragionevole e incompatibile con le coordinate costituzionali si deve allora accedere ad una interpretazione degli articoli 26, comma 6, del d.lgs. n. 81 del 2008 e 86, comma 3-bis, del Codice, nel senso che l obbligo di indicazione specifica dei costi di sicurezza aziendali non possa che essere assolto dal concorrente, unico in grado di valutare gli elementi necessari in base alle caratteristiche della realtà organizzativa e operativa della singola impresa, venendo altrimenti addossato un onere di impossibile https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 13/1714 assolvimento alla stazione appaltante, stante la sua non conoscenza degli interna corporis dei concorrenti. Si aggiunga che un approccio ermeneutico che non imponesse la specificazione dei costi interni nell offerta per lavori priverebbe il giudizio di anomalia delle previe indicazioni al riguardo da sottoporre a verifica così inficiando l attendibilità del giudizio finale Per quanto considerato, a presidio di diritti fondamentali dei lavoratori sanciti nella stessa Costituzione, si deve allora fare capo ad una lettura delle norme costituzionalmente orientata, unica idonea a ricomporre le incongruenze rilevate, che porta a ritenere l obbligo dei concorrenti di presentare i costi interni per la sicurezza del lavoro anche nelle offerte relative agli appalti di lavori, ricostruendosi il quadro normativo, in sintesi, nel modo seguente: -a) le stazioni appaltanti, nella predisposizione degli atti di gara per lavori e al fine della valutazione dell anomalia delle offerte, devono determinare il valore economico degli appalti includendovi l idonea stima di tutti i costi per la sicurezza con l indicazione specifica di quelli da interferenze; i concorrenti, a loro volta, devono indicare nell offerta economica sia i costi di sicurezza per le interferenze (quali predeterminati dalla stazione appaltante) che i costi di sicurezza interni che essi determinano in relazione alla propria organizzazione produttiva e al tipo di offerta formulata; -b) la ratio del puntuale richiamo, nell art. 87, comma 4, secondo periodo del Codice, della specifica indicazione dei costi per la sicurezza per le offerte negli appalti di servizi e forniture appare individuabile, in questo quadro, in relazione alla particolare tipologia delle prestazioni richieste per questi appalti rispetto a quelli per lavori e alla rilevanza di ciò nella fase della valutazione dell anomalia (cui la norma è espressamente https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 14/1715 riferita); il contenuto delle prestazioni di servizi e forniture può infatti essere tale da non comportare necessariamente livelli di rischio pari a quelli dei lavori, rilevando l esigenza sottesa alla norma in esame, pur ferma la tutela della sicurezza del lavoro, di particolarmente correlare alla entità e caratteristiche di tali prestazioni la giustificazione dei relativi, specifici costi in sede di offerta e di verifica dell anomalia Da quanto sopra consegue che, ai sensi dell art. 46, comma 1-bis, del Codice, l omessa specificazione nelle offerte per lavori dei costi di sicurezza interni configura un ipotesi di <<mancato adempime nto alle prescrizioni previste dal presente codice>> idoneo a determinare <<incertezza assoluta sul contenuto dell offerta >> per difetto di un suo elemento essenziale, e comporta perciò, anche se non prevista nella lex specialis, l esclusione dalla procedura dell offerta difettosa per l inosservanza di un precetto a carattere imperativo che impone un determinato adempimento ai partecipanti alla gara (cfr. Cons. Stato, A.P. sentenza n. 9 del 2014), non sanabile con il potere di soccorso istruttorio della stazione appaltante, di cui al comma 1 del medesimo articolo, non potendosi consentire di integrare successivamente un offerta dal contenuto inizialmente carente di un suo elemento essenziale. 3. Il principio di diritto. L Adunanza Plenaria afferma pertanto il seguente principio di diritto: Nelleprocedure di affidamento di lavori i partecipanti alla gara devono indicare nell offerta economica i costi interni per la sicureza del lavoro, pena l esclusione dell offe rta dalla procedura anche se non ta previs nel bando di gara. 4. L Adunanza Plenaria, ritenuto che il principio di diritto affermato valga riguardo alla complessiva articolazione del quesito posto nell ordinanza di rimessione, restituisce gli atti alla Sezione quinta di questo Consiglio, ai sensi dell art. 99, comma 4, cod. proc. amm., per le https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 15/1716 ulteriori pronunce sul merito della controversia e sulle spese del giudizio. P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Adunanza Plenaria) affermato il principio di diritto di cui in motivazione, restituisce gli atti alla Sezione quinta per ogni ulteriore statuizione nel merito della controversia e sulle spese del giudizio Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 25 febbraio 2015, con l'intervento dei magistrati: Giorgio Giovannini, Presidente Riccardo Virgilio, Presidente Pier Giorgio Lignani, Presidente Stefano Baccarini, Presidente Alessandro Pajno, Presidente Vito Poli, Consigliere Francesco Caringella, Consigliere Maurizio Meschino, Consigliere, Estensore Carlo Deodato, Consigliere Nicola Russo, Consigliere Salvatore Cacace, Consigliere Sergio De Felice, Consigliere Raffaele Greco, Consigliere IL PRESIDENTE L'ESTENSORE IL SEGRETARIO https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 16/1717 DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 20/03/2015 (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.) Il Dirigente della Sezione https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmproxy 17/17 Documenti analoghi
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