Source: http://www.mglobale.it/Temi/Iva/Iva_intracomunitaria/Le_Novita_Iva_Nelle_Operazioni_Internazionali.kl
Timestamp: 2018-03-20 15:30:05+00:00
Document Index: 14586938

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 10', 'art. 20', 'art. 7', 'art.7', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 39', 'art. 6', 'art. 39', 'art. 7', 'art. 46', 'art. 21', 'art. 17', 'art. 21', 'art. 13', 'art. 34', 'art. 1766', 'art. 7']

Aggiornati i Vat Rates applicati dai Paesi membri dell'Unione Europea
Autore: Giussani Gian Luca
Dal 1° gennaio 2013, sono entrate in vigore nuove norme Iva che riguardano: gli obblighi di emissione della fattura, la fatturazione differita e l’integrazione della fattura, il momento di effettuazione degli scambi di beni intracomunitari, la registrazione e il contenuto della fattura, i depositi Iva.
Il nuovo art. 21 c.6 bis DPR 633/1972 ha introdotto l’obbligo di emissione della fattura anche per le seguenti operazioni non soggette all’Iva (fuori campo Iva) per carenza del requisito territoriale, se effettuate da soggetti Iva stabiliti in Italia:
cessioni di beni e prestazioni di servizi, diverse dalle operazioni finanziarie (art. 10 DPR 633/72), effettuate nei confronti di operatori economici che sono debitori dell’Iva in un altro stato membro UE, con l’annotazione “inversione contabile”
cessioni di beni e prestazioni di servizi che si considerano effettuate fuori dall’UE, con l’annotazione “operazione non soggetta”.
Tali operazioni, sino al 31 dicembre 2012, non erano sottoposte ad obblighi Iva (fatta eccezione per le cessioni di beni in transito e per le prestazioni di servizi generici rese a operatori di altri paesi UE).
La modifica contenuta nell’art. 20 DPR 633/1972 ha comportato che tali operazioni concorrano a formare il volume d’affari Iva del soggetto passivo, determinando un incremento di tale volume, con conseguenze negative sulla fruibilità di istituti agevolativi legati al volume d’affari, come ad esempio:
la possibilità di eseguire le liquidazioni Iva con cadenza trimestrale anziché mensile (riservata ai contribuenti con volume d’affari non superiore a 400.000 euro ovvero 700.000 euro)
l’accesso al nuovo regime Iva di cassa, riservato ai contribuenti con volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro
la periodicità di presentazione degli elenchi intrastat e delle comunicazioni black list
il diritto di rimborso dell’Iva spettante a coloro che effettuano cessioni all’esportazione per oltre il 25% del fatturato.
Tale effetto negativo è sterilizzato per quanto riguarda l’istituto degli acquisti non imponibili Iva per gli “esportatori abituali”: viene stabilito infatti che, ai fini della verifica dello status di esportatore abituale (10% di esportazioni sul totale volume d’affari), nel volume d’affari non si tiene conto delle operazioni fatturate fuori campo Iva per carenza del requisito territoriale.
Fatturazione differita e integrazione della fattura
Possono essere emesse fatture differite, entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, anche per le prestazioni di servizi nei confronti del medesimo soggetto nello stesso mese solare, purché individuabili attraverso idonea documentazione.
Inoltre, sarà possibile emettere la fattura entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, per le seguenti operazioni (prima soggette a fatturazione istantanea):
prestazioni generiche (non soggette art. 7ter) rese ad operatori di altri paesi Ue o ExtraUe
emissione di autofattura per le prestazioni di servizi generiche (art.7 ter) ricevute da operatori economici ExtraUE.
Con la modifica dell’art. 17 c.2 DPR 633/1972, dal 1 gennaio 2013, il soggetto Iva nazionale che acquista beni o servizi da operatori economici dell’UE, per i quali è tenuto ad adempiere agli obblighi Iva italiani (reverse charge), dovrà osservare la procedura dell’integrazione e registrazione della fattura del fornitore del bene o servizio (secondo le disposizioni degli artt. 46 e 47 del D.L. n. 331/1993).
Fino al 31 dicembre 2012, la procedura dell’integrazione della fattura di operatore UE riguardava solo i beni e le prestazioni cosiddette “generiche” (art. 7ter) mentre per le prestazioni “non generiche” doveva essere emessa l’autofattura.
Per le operazioni effettuate dal 1 gennaio 2013, la procedura di integrazione riguarda anche le prestazioni di servizi non generiche (da 7quater a 7septies)
Momento di effettuazione delle prestazioni di servizi
Dal 1° gennaio 2013 non è cambiato il criterio specifico (art. 6 comma 6 DPR 633/1972), in vigore dal 17 marzo 2012, secondo cui le prestazioni di servizi “generiche” intervenute tra soggetti passivi Iva nazionali e soggetti passivi d’imposta esteri si considerano effettuate:
all’atto dell’ultimazione
oppure, se di carattere periodico o continuativo, alla data di maturazione del corrispettivo, salvo l’eventuale pagamento anticipato, totale o parziale, dell’importo dovuto. In tale ultima circostanza, la prestazione di servizi si considera effettuata, limitatamente all’ammontare pagato, alla data del pagamento.
Se effettuate in modo continuativo nell’arco di un periodo superiore ad un anno, le medesime prestazioni, qualora in un anno non venga eseguito alcun pagamento, si considerano effettuate al termine di ciascun anno solare, fino al momento della loro ultimazione. L’emissione anticipata della fattura da parte del prestatore non determina l’effettuazione (nemmeno parziale) dell’operazione.
Anche per le prestazioni “non generiche” (diverse da quelle disciplinate dall’art. 7ter), dal 1° gennaio 2013 non è cambiato il criterio generale (art. 6 c.3 e 4) per individuare il momento di effettuazione della prestazione: tali prestazioni si considerano effettuate all'atto del pagamento del corrispettivo. Se anteriormente al verificarsi degli eventi indicati nei precedenti commi o indipendentemente da essi sia emessa fattura, o sia pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l'operazione si considera effettuata, limitatamente all'importo fatturato o pagato, alla data della fattura o a quella del pagamento.
Momento di effettuazione degli scambi di beni intracomunitari
Per gli scambi di beni intracomunitari è cambiato dall’1 gennaio 2013 il momento di effettuazione degli stessi (modifica art. 39 DL 331/1993).
Fino al 31 dicembre 2012:
l’acquisto di beni mobili intracomunitario si considerava effettuato alla consegna dei beni all’acquirente nel territorio italiano, se il trasporto avveniva con mezzi del cedente, o al momento dell’arrivo nel luogo di destinazione, se la merce giungeva in Italia con i mezzi dell’acquirente. Se anteriormente era ricevuta fattura o era pagato il corrispettivo, l’operazione si considerava effettuata in tale momento
la cessione di beni mobili intracomunitaria si considerava effettuata,secondo le regole generali dell’art. 6 DPR 633/1972, alla data di spedizione o consegna, ovvero al momento del pagamento o emissione della fattura se anteriore.
Dal 1 gennaio 2013 si prevede che:
le cessioni e gli acquisti intracomunitari si considerano effettuati nel momento di inizio del trasporto o della spedizione all’acquirente o terzi per suo conto, a partire dal territorio dello stato di provenienza. Se anteriormente viene emessa la fattura, l’operazione si considera effettuata alla data di emissione della fattura. Non è più previsto alcun effetto Iva in caso di pagamento anticipato.
Altra previsione innovativa (art. 39 c.3 DL 331/1993) è quella secondo cui le cessioni e gli acquisti intracomunitari effettuati in modo continuativo nell’arco di un periodo di tempo superiore a un mese (es. cessioni in esecuzione di contratti di somministrazione), si considerano effettuati al termine di ciascun mese.
Operazione Fino al 31/12/2012
Dal 1/1/2013
Cessione Ue beni
Fatturazione anticipata ovvero pagamento anticipato
Operazioni continuativa: al momento del pagamento
Inizio trasporto o spedizione dallo stato
Fatturazione anticipata. Non assume rilevanza il pagamento del corrispettivo
Operazioni continuativa: al termine di ciascun mese
Acquisto Ue beni
Consegna o arrivo in Italia
Fatturazione o pagamento anticipato
Inizio trasporto o spedizione dallo stato UE
Servizi generici (art. 7 ter DPR 633772)
Momento di ultimazione ovvero pagamento.
Se periodico al momento di maturazione
Pagamento del corrispettivo o fatturazione anticipata
​Registrazione e contenuto della fattura
La registrazione delle fattura relativa alla cessione di beni intracomunitaria deve avvenire entro il termine di emissione della fattura, ossia entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
La registrazione delle fatture relative agli acquisti intracomunitari deve effettuarsi, per la parte a debito, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricezione e con riferimento a quest’ultimo mese.
In caso di mancato ricevimento della fattura entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, occorre emettere autofattura entro il 15 del terzo mese successivo all’effettuazione (art. 46 c.5 DL 331/1993).
Per quanto riguarda il contenuto della fattura (art. 21 c.2 DPR 633/1972):
è stato introdotto l’obbligo di indicare in fattura il numero di partita iva del cessionario o committente (il numero Iva per operatori economici stabiliti in altro Stato membro UE), oppure il codice fiscale se il cessionario o committente non è operatore economico
è stata prevista la numerazione che identifichi la fattura in modo univoco; a tale proposito la risoluzione n. 1 del 10 gennaio 2013 ha riconosciuta la validità di fatture, emesse in anni diversi, contrassegnate dal medesimo numero progressivo
se l’acquirente/committente è un operatore economico stabilito in Italia o in altro paese UE, che agisce in tale veste, occorre indicare in ogni caso sulla fattura il relativo numero di partita Iva
se l’acquirente/committente non è operatore economico o non agisce in tale veste ed è residente/domiciliato in Italia occorre invece indicare il codice fiscale
le fatture relative a operazioni interne sottoposte al meccanismo del “reverse charge”, per esempio prestazioni dei subappaltatori edili, cessioni di rottami ecc.. devono recare l’annotazione “inversione contabile” (art. 17 c. 5 e 74 DPR 633/1972)
le autofatture emesse dall’acquirente/committente devono essere qualificate come “autofattura” (art. 21 c. 6ter).
Per quanto concerne la conversione in euro degli importi in valuta estera (art. 13 c.4 DPR 633/1972) figuranti sulla fattura, è stata accordata la possibilità di effettuare la conversione sulla base del tasso di cambio pubblicato dalla BCE.
Importanti novità sono contenute nell’art. art. 34, comma 44, DL n. 179/2012, aggiunto dalla legge di conversione n. 221/2012.
L’introduzione delle merci nei depositi IVA deve ritenersi regolarmente effettuata quando le merci sono oggetto di prestazioni di servizi – incluse le prestazioni di perfezionamento e le manipolazioni usuali:
senza necessità di tempi minimi di giacenza
né obbligo di scarico della merce dai mezzi di trasporto.
L’introduzione si intende realizzata anche negli spazi limitrofi al deposito senza che sia necessaria la preventiva introduzione nel deposito.
Verificate queste condizioni i requisiti del contratto di deposito (art. 1766 cc) si intendono rispettati.
L’estrazione dei beni in Italia avverrà mediante autofatturazione. Gli effetti del DL 179/12 sono retroattivi.
Locazione a lungo termine di mezzi di trasporto b2c
Un’ulteriore novità 2013 già prevista dal Dlgs 18/2010 modifica l’art. 7sexies lett. e) DPR 633/72 è stato ampliato con la lettera e-bis) come segue:
La territorialità si considera rispettata (in Italia) quando:
il committente è stabilito in Italia e il mezzo utilizzato nella UE
il committente è ExtraUE ma il mezzo utilizzato in Italia ad eccezione delle imbarcazioni di diporto. In Italia solo se
- imbarcazione messa a disposizione in Italia da soggetto passivo e utilizzata nella UE
- prestatore e messa a disposizione Extra UE, ma utilizzata in Italia.
Se l’imbarcazione è messa a disposizione in uno stato Ue o ExtraUE diverso dallo stabilimento del prestatore, si applica il principio della committenza corretto dal luogo di utilizzo.