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Timestamp: 2018-09-25 20:39:19+00:00
Document Index: 19972534

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 195', 'art. 183', 'sentenza ', 'art. 2033', 'sentenza ', 'art. 348', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 2']

La Corte di Appello di Milano conferma in secondo grado la condanna alla banca per anatocismo - B-Controller. Tutela i tuoi interessi
La Corte di Appello di Milano conferma in secondo grado la condanna alla banca per anatocismo
Milano la corte di Appello conferma il giudizio con la sentenza di condanna ( che già era stata pronunciata in primo grado ) contro la Banca il tribunale ha rigettato i motivi d’appello perché ritenuti infondati e carenti di ragionevoli probabilità di accoglimento. Quindi niente restituzione alla Banca delle somme illegittimamente addebitate.
Ordinanza n. cronol. dei
- dr,ssa - Presidente
dr. - Consigliere
dr.ssa - Consigliere relatore ed est
sciogliendo la riserva assunta all'udienza del 22 dicembre 2015 nella causa d'appello vertente
elettivamente domiciliata presso lo studio degli avvocati
che la rappresentano e difendono giusta procura a margine della comparsa di costituzione e risposta del giudizio dì primo grado,
elettivamente domiciliati in presso lo studio dell'avvocato
rappresentati e difesi dal prof Avv. giusta procura allegata in
RG n. •
Con atto di citazione notificato in data e
agivano in giudizio davanti al Tribunale di Milano nei confronti di Banca
chiedendo che fosse ricalcolato il saldo avere tra le parti, previa accertamento dell'illegittima applicazione di interessi ultralegali, di spese, di commissioni non concordate, di interessi anatocistici e di interessi usurai. La banca si costituiva in giudizio chiedendo il rigetto della domanda.
11 Tribunale di Milano, con sentenza n, depositata in data . così decideva:
I. Dichiara l'incompetenza territoriale del tribunale di Milano con riferimento alle domande svolte in relazione al contratto di .finanziamento del 20.05.201.1 per essere competente il Tribunale di Alessandria e, per l'effetto, fissa termine di 90 giorni dalla comunicazione della presente sentenza per la riassunzione delle domande davanti al Tribunale competente. 2. Dichiara la carenza di legittimazione attiva in capo ai signori e in relazione alle domande svolte con riferimento al contratto dì conto corrente. 3. Accertata l'illegittima applicazione da parte della Banca della capitalizzazione degli interessi passivi. di interessi ultralegali, di commissioni e spese non pattuite, determina alla data del 30.06.2002 un saldo a credi/o della , euro 59.550,22 e per l'effetto dispone che la Banca
Provveda alla rettifica del conto corrente cointestato alla stessa. 4. condanna la
Banca in persona del legale rappresentante pro tempore, alla revisione delle
spese di lite in favore di in persona del legale rappresentante pro
tempore, che si liquidano per spese esenti. in 458,00 e per compensi professionali nella somma omnicomprensiva di 6' 10.000,00 oltre rimborso spese forfettarie 15% sui compensi accessori previdenziali e .fiscali nella misura di legge, se dovuti. 5. Pone definitivamente a carico della convenuta le .spese di CTU liquidate in euro 2.400,00 oltre oneri-.
Contro tale sentenza, Banca ha proposto appello chiedendo, previa istanza
di sospensione, la riforma della pronuncia sulla base dei seguenti motivi:
Ordinanza n. cronol.
R.G. n..
INAMMISSIBILITÀ DELL'AZIONE ESERCITATA DA PER INESISTENZA
DELLA PROCURA ALLE LITI;
2. COMPLETA INATTENDIBILITÀ DELLA CTU POSTA ALLA BASE DELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO;
3. CONTRADDITTORIETÀ DELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO IN ORDINE A ULTERIORI ASPETTI INERENTI ALLA DOCUMENTAZIONE POSTA ALLA BASE DELLA CTU;
4. IMPUGNAZIONE DEI CAPI DELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO INERENTI ALLE SPESE;
5. PRESCRIZIONE DEL DIRIn0
Esaminata la comparsa degli appellati — che, ritualmente costituitisi_ hanno chiesto, nel merito_ la reiezione dell'impugnazione - nonché gli atti e le risultanze documentali, la Corte ritiene che il gravame proposto non abbia ragionevoli probabilità di accoglimento e che, pertanto, debba dichiararsi inammissibile, ex art. 348 bis «.p.c.
Sorreggono l'espresso convincimento le seguenti considerazioni.
Oggetto dell'appello è quella parte della sentenza in cui il Tribunale, dopo avere rilevato l'inammissibilità dell'azione esercitata da ha ritenuto che la banca fosse tenuta a restituire alla società la somma di € 59.550,22, cosi come calcolata in sede di CTU. ponendo le spese di lite a carico dell'istiuto di credito.
Secondo l'appellante tale decisione sarebbe errata, atteso che, innanzitutto,
non avrebbe mai rilasciato, nella persona del suo legale rappresentante, procura alle liti. Non sarebbe, inoltre, condivisibile la decisione del Tribunale di fare proprie le rìsultanze della CTU, le quali sarebbero completamente inattendibili, essendo basate su una documentazione frammentaria e incompleta (dei conti a scalare non riguardanti l'intero periodo contestato). A parere della banca non sarebbe, poi, corretta la decisione del Giudice di primo grado di porre interamente le spese di lite a carico di parte appellante, in quanto le domande formulate da due attori su tre erano state respinte per carenza di legittimazione attiva l Tribunale adito si era dichiarato territorialmente
Ordinanza n. cronoi.. dei
incompetente a decidere sulle domande del contratto di finanziamento. Infine, l'appellante eccepisce che il Giudice di prime cure non avrebbe tenuto conto dell'intervenuta prescrizione del diritto della società di ottenere la rettifica del conto del saldo del cle . avendo esso a oggetto somme asseritamente addebitate in modo illegittimo per oltre i 10 anni precedenti alla notifica dell'atto di citazione (avvenuta in data
Tali censure non appaiono fondate e, pertanto, non presentano ragionevoli probabilità di accoglimento.
La Corte ritiene, innanzitutto, pienamente valida ed esistente la procura alle liti rilasciata da
al proprio difensore nel giudizio di primo grado, atteso che essa è stata posta a margine dell'atto di citazione in cui è stato espressamente indicato che il sig.
agiva in giudizio, sia in qualità di legale rappresentante della società, sia in proprio, quale fideiussore. Sul punto il Collegio ritiene, conformemente a quanto statuito dalla Suprema Corte, che In tema di capacità processuale delle persone giuridiche, la circostanza che la persona fisica titolare della rappresentanza della società che agisce in giudizio abbia, nel sottoscrivere la procura a margine della citazione, omesso di menzionare la sua qualità di rappresentante, non è causa d'invalidità della procura stessa, ove del potere rappresentativo sia stata fatta menzione nelle premesse dell'atto introduttivo (Cfr. Cass. 27340/2011).
La Corte ritiene, inoltre, che non sono fondate le censure svolte dall'appellante alla CM, atteso che le osservazioni poste a fondamento non sono state specificamente e tempestivamente formulate nei termini concessi in primo grado ex art. 195 c.p.c.. Il Collegio rileva., comunque, che non sono condivisibili le censure svolte, fondate sul presupposto che la consulenza sarebbe inattendibile in quanto fondata esclusivamente su degli estratti a scalare, depositati. solo parzialmente. Al riguardo non è, infatti, rilevante la circostanza che la consulenza sia stata effettuata sulla base degli estratti conto a scalare, non avendo la banca provato, come era suo onere, l'inattendibilità, nella fattispecie specifica, di tale documentazione, depositando, ad esempio, calcoli fondati su estratti conto
Ordinanza n. cronol. del
analitici, idonei a dimostrare l’inaffidabilità dei calcoli effettuati sui conti a scalare. Non assume, inoltre, rilevanza il fatto che tali estratti conto siano stati depositati in modo incompleto, in quanto ciò non ha inciso sull'eventuale debito della banca, ma ha rappresentato esclusivamente un pregiudizio per l'odierna appellata in quanto quest'ultima non ha potuto dimostrare l'esatto ammontare delle somme illegittimamente addebitate. È, infine, inammissibile la documentazione prodotta dalla banca nel corso del giudizio di primo grado durante lo svolgimento delle operazioni peritali. essendo stata depositata tardivamente, ossia dopo la scadenza dei termini per il deposito della memoria ex art. 183, comma 6, n. 2 c.p.e...
La Corte ritiene, poi, che è irrilevante la censura svolta alla sentenza laddove il Tribunale ha condannato la banca al pagamento delle spese processuali, atteso che tale liquidazione è avvenuta secondo il principio della soccombenza, tenuto conto delle somme effettivamente riconosciute in favore della società, nel pieno rispetto dei parametri indicati dal D.M. 55/2014.
La Corte ritiene, infine, che non è fondata la censura di prescrizione del diritto della
a ottenere la restituzione di quanto illegittimamente addebitato. 11 Collegio rileva, infatti, che la società abbia agito in giudizio entro il termine prescrizionale decennale decorrente dalla chiusura del conto (avvenuta in data dalla quale decorre il secondo termine prescrizionale per ottenere la restituzione delle somme illegittimamente addebitate, ex art. 2033 c.c.. Alla luce di ciò, pertanto, è pienamente condivisibile la decisione del Tribunale di ritenere la banca tenuta alla restituzione delle somme illegittimamente addebitate nel periodo fra il 30 giugno 2002 e il 30 giugno 2012. non trattandosi di somme prescritte.
Rigettato e, comunque, assorbito ogni altro motivo di appello, compresa la istanza di sospensione della provvisoria esecutorietà, la sentenza n. emessa dal Tribunale di Milano e pubblicata in data 9 giugno 2015, deve essere confermata, a seguito della dichiarazione di inammissibilità dell'appello. ex art. 348 bis c.p.c..
Ordinanza n. cronol.. del
L'appellante, secondo il principio della soccombenza, va condannata a rifondere a controparte le spese processualì che si liquidano come in dispositivo ai sensi del D.M. 55/2014.
La Corte. d'Appello dì Milano così decide:
- dichiara inammissibile, ex art. 348 bis c.p.e., l'appello contro la sentenza del Tribunale di Milano n. , pubblicata in data
condanna l'appellante a rifondere a controparte le spese di giudizio che liquida in curo 4.656,00, oltre spese generali, determinate nella misura dei 15%, ex art. 2 D.M. 55/2014, IVA. e C.PA come per legge;
dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento da parte dell'appellante Banca
dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato di cui all'ari 13 comma quater del .DPR 115/ 2082, così come modificato dall'art comma 17 della L 24.12. 2012 n'
Casi deciso in Milano, nella Camera di consiglio del