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Timestamp: 2017-04-30 18:46:21+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.8', 'art. 33', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 16']

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ott '11 26 Nuove norme in materia di praticanti procuratori. Disegno di Legge
Modifiche al R.D.L 27 novembre, n.1578 in materia di praticanti procuratori
d’iniziativa dei senatori Donatella Poretti, Marco Perduca, Luciana Sbarbati, Emanuela Granaiola,Vittoria Franco, Maria Fortuna Incostante, Pietro Ichino, Carlo Sangalli, Luigi De Sena
ONOREVOLI SENATORI. – In Italia esistono circa 30.000 praticanti avvocato (stima del CNF anno 2008): è un esercito di potenziali partite IVA che attendono il superamento dell’esame di abilitazione per introdursi nel mondo del lavoro.
L’esame di abilitazione alla professione forense rappresenta un ostacolo per tutti i giovani praticanti avvocato, visto che detta prova viene superata annualmente, a livello nazionale, da una percentuale media del 30%.
L’art.8 R.D.L. 1578/1933, prevede al secondo comma che “I praticanti procuratori, dopo un anno dalla iscrizione nel registro di cui al primo comma, sono ammessi, per un periodo non superiore a sei anni, ad esercitare il patrocinio davanti ai tribunali del distretto nel quale è compreso l’ordine circondariale che ha la tenuta del registro suddetto, limitatamente ai procedimenti che, in base alle norme vigenti anteriormente alla data di efficacia del decreto legislativo di attuazione della legge 16 luglio 1997, n. 254, rientravano nelle competenze del pretore. Davanti ai medesimi tribunali e negli stessi limiti, in sede penale, essi possono essere nominati difensori d’ufficio, esercitare le funzioni di pubblico ministero e proporre dichiarazione di impugnazione sia come difensori sia come rappresentanti del pubblico ministero […]”.
Il praticante avvocato, quindi, con determinati limiti di materia e territoriali potrebbe già dopo un anno di tirocinio aprirsi una Partita IVA e lavorare autonomamente. È scoraggiato però ad entrare nel mondo del lavoro, per via di quel limite temporale di 6 anni. Effettivamente, se un praticante avvocato abilitato al patrocinio (c.d. Patrocinatore Legale) si aprisse una partita IVA ed uno studio autonomo, avrebbe una grossa “spada di Damocle” sulla testa: perdere dopo 6 anni la possibilità di patrocinare e conseguentemente ritrovarsi senza lavoro, avendo “buttato” al vento 6 anni di contributi alla Cassa Forense.
L’ “uovo di Colombo” – capace di aumentare, e di non poco, le entrate dello Stato – è quello di eliminare il limite di 6 anni: si verrebbe così a creare una figura intermedia di professionista, il Patrocinatore Legale, che aprirebbe le porte al mondo del lavoro a circa 30.000 giovani, senza contrastare l’art. 33 della Costituzione. Il Patrocinatore Legale potrebbe quindi decidere se rimanere tale (con limiti di materia e territorio) ovvero tentare, senza assilli, la strada che lo abiliti al pieno esercizio della Professione.
Se solo i 30.000 Patrocinatori Legali che si verrebbero così a creare versassero allo Stato la media di € 1.000 annue, l’Italia incasserebbe 30.000.000 euro in più, a partire da subito.
Altra positiva innovazione, che si propone, è che, sempre in campo forense, finito il tirocinio, risultino abilitati ipso iure i diplomati post-laurea alla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali istituita secondo quanto previsto dall’art. 17, commi 113 e 114, della legge 15 maggio 1997, n. 127 e dall’art. 16 del d. lgs. 17 novembre 1997, n. 398, emanato in base alla delega conferita dal citato art. 17, comma 113: l’ingresso in detta scuola è a numero programmato, è biennale e sono previsti tirocini. Si consideri infatti che il diploma (attualmente) esonera da un anno di pratica forense.
(Modifiche all’art. 8 secondo comma del regio decreto legge n. 1578 del 1933)
1. All’art. 8, secondo comma, del r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578, le parole “, per un periodo non superiore ai sei anni,” sono abrogate.
(Modifiche all’art. 17 primo comma del regio decreto legge n. 1578 del 1933)
1. All’art. 17, primo comma, numero 6 del r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578, sono aggiunte le seguenti parole: “oppure aver conseguito il diploma biennale alla Scuola di Specializzazione per le professioni forensi di cui all’art. 17, commi 113 e 114, della legge 15 maggio 1997, n. 127 ed all’art. 16 del d. lgs. 17 novembre 1997, n. 398″.
6 Risposte to “Nuove norme in materia di praticanti procuratori. Disegno di Legge” Jacques Says:
ottobre 27th, 2011 at 17:55 Molte grazie ai Senatori Poretti e Perduca, così potrò finalmente esercitare la professione di avvocato avendo già conseguito il Diploma di specializzazione forense.
Quando diventerà legge dell Stato il disegno di legge?
ottobre 30th, 2011 at 17:23 Proposta di legge molto interessante…un giusto riconoscimento per chi decide di approfondire gli studi ed un buon modo per valorizzare le scuole di specializzazione per le professioni legali!
novembre 2nd, 2011 at 19:52 E’ ovviamente impossibile prevedere quando e se un disegno di legge diventera’ una legge!
ora lo presentiamo anche come emendamento alla manovra economica e vedremo se il Governo che rassicura l’Europa sulle liberalizzazioi anche delle professioni cogliera’ l’occasione per farle davvero.
apicella Says:
aprile 1st, 2012 at 19:43 salve, io vorrei esprimere la mia visione della questione.Sono una neolaureata in giurisprudenza e ad ottobre mi iscrivo alla SSPL, la mia preoccupazione è proprio in questo, terminerò tra 2 anni la sspl e nello stesso momento tra 2 anni dovrò partecipare all esame di stato di abilitazione, la sspl mi farà trascurare in automatico la pratica, per potermi concentrare sullo studio.Lo studio dal canto suo non mi permetterà di lavorare, pertanto s tra 2 anni non supero l’esame avrò perso 2 anni di opportunità di lavoro.questo mi blocca, e mi fa pensare: vale la pena andare alla sspl?o meglio buttarsi nel mondo del lavoro date le già gravi e difficoltose condizioni economiche in cui versiamo?ma attenzione, se non mi formo alla sspl, dirò addio a un sogno, il concorso in magistratura,perchè essendo donna ho il tempo contato, sto per sposarmi e procastinare il mio accesso al concorso per uditore significa rischiare di non parteciparvi più.il rischio-ovvio-è dato dal sopravvenire di figli.se il ddl andrà a buon fine, molte come me investirebbero con entusiasmo in una formazione alta qual è la sspl, con tempi più vicini sia per iniziare una propria attività siaper accedere al concorso per uditoregiudiziario.spero che la mia testimonianza sia spunto di riflessione.grazie per l’attenzione
dicembre 19th, 2012 at 10:24 Salve, La ringrazio per la sensibilità domostrata per questa fondamentale questione.
Purtroppo recentemente è stato respinto il seguente emendamento proposto anche da Lei: Proposta di modifica n. 2.4 al ddl S.601-711-1171-1198-B	in riferimento all’articolo 2.
presentato il 27/11/2012 in II Giustizia del Senato da Marco PERDUCA (PD)	e altri 1 cofirmatari
Vorrei sapere se è Sua/Vostra intenzione riproporlo oppure se ritiene definitivamente accantonata la questione sul valore legale abilitante da destinare al diploma rilasciato dalla scuola di specializzazione, la cui normativa di riferimento, come giustamente è scritto nella relazione d’accompagnamento all’emendamento, risulta monca di tale necessaria previsione.
Per favorire un risultato positivo, ritiene che gli iscritti alla SSPL debbano intraprendere qualche iniziativa a supporto? La ringrazio in anticipo per una Sua eventuale cortese risposta
giugno 19th, 2013 at 16:46 Salve, il tutto non deve tacere, è fortemente discriminante quanto accaduto con questa riforma truffa, si truffa, perchè toglie il lavoro a migliaia di persone dopo anni sui libri.