Source: https://www.asgi.it/notizie/carta-sociale-europea-violazioni-italia/
Timestamp: 2018-12-14 15:39:20+00:00
Document Index: 129862400

Matched Legal Cases: ['art.11', 'art.12', 'art.13', 'art.14', 'art.23', 'art.30', '§187', '§123']

Carta sociale europea: ancora violazioni dall'Italia - Asgi
Carta sociale europea: ancora violazioni dall’Italia
04/03/2018 Ingresso / Soggiorno,Lavoro / Diritti sociali,Notizie	Materiali
Misure per combattere le povertà e l’esclusione sociale inadeguate e non coordinate, eccessivo il requisito di 10 anni per avere l’assegno sociale, troppo basso l’importo della pensione di anzianità e mancanza di assistenza per garantire i diritti fondamentali minimi . Il Comitato europeo dei diritti sociali ha presentato le conclusioni sull’Italia.
Il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa nelle 46 pagine dedicate alle conclusioni sull’Italia, presentate il 23 gennaio 2018 sull’attuazione della Carta sociale europea, adottata nel 1961 e integrata da tre Protocolli, ratificata dall’Italia con legge 9 febbraio 1999 n. 30, ha verificato il mancato rispetto nell’attuazione di diversi articoli della Carta, in particolare, sul diritto alla salute, sulla sicurezza sociale e sulla protezione sociale nel periodo 1 gennaio 2012 – 31 dicembre 2015.
Sotto esame i diritti fondamentali dei cittadini ad avere condizioni di lavoro sicure e non nocive (articolo 3), la tutela della salute (art.11), la sicurezza sociale (art.12), l’ assistenza sanitaria e sociale (art.13), servizi di welfare (art.14), protezione degli anziani (art.23), difesa dalla povertà e dall’esclusione sociale (art.30) per i quali l’Italia, per i quali il Comitato evidenzia diverse criticità .
Su 19 situazioni esaminate, solo 6 sono risultate conformi alle previsioni della Carta, 7 sono risultate non conformi, mentre per le restanti 6 è stato richiesto all’Italia maggiori informazioni per comprendere se vi sono violazioni o meno .
In particolare l’Italia non rispetta l’articolo 12.4 della Carta che riguarda il diritto alla parità di trattamento in tema di sicurezza sociale per le persone che si spostano da uno Stato all’altro : per il rilascio dell’assegno sociale previsto dalla Legge 335/1995 ai cittadini stranieri in Italia viene richiesta una residenza di almeno 10 anni, requisito eccessivo a parere del Comitato, e non conforme alla previsione della Carta.
Sempre in tema di sicurezza sociale, il Comitato ricorda che l’Italia deve garantire i diritti sulla base del principio di parità di trattamento ai residenti nel proprio territorio se cittadini di Stati che hanno formato la Carta: in tal senso esso rileva che l’Italia deve ancora adottare accordi bilaterali con diversi Paesi non appartenenti all’Unione europea ma firmatari della Carta come Andorra, Albania, Georgia, Federazione Russa, Armenia, Azerbaijan. Gli stessi diritti e parità di trattamento devono essere assicurati ai cittadini apolidi e ai rifugiati.
Inoltre il Comitato ha rilevato che l’Italia stia violando anche l’articolo 13, paragrafo 1 della Carta: esso prevede che le persone che si trovano in una situazione irregolare devono vedere soddisfatto il loro diritto al soddisfacimento delle necessità materiali fondamentali (cibo, vestiario, riparo) in situazioni di emergenza per far fronte a uno stato di bisogno urgente e serio. E’ compito degli Stati assicurare che questo diritto sia reso effettivo anche nella pratica (Federazione europea delle organizzazioni nazionali che lavorano con i senzatetto (FEANTSA) v. Paesi Bassi, reclamo n. 86/2012, decisione sul merito del 2 luglio 2014 , §187). Il Comitato afferma nel Rapporto sull’Italia che non può accettare l’interruzione della fornitura di tale assistenza di emergenza di base a persone in una situazione estremamente precaria: esso chiede che “anche nel quadro dell’attuale politica migratoria, i mezzi meno onerosi, ossia fornire l’assistenza di emergenza necessaria mentre si mantengono le altre restrizioni relative alla posizione dei migranti in una situazione irregolare, restino a disposizione del governo con riguardo al trattamento di emergenza fornito a tali individui, che hanno oltrepassato il loro diritto legale di rimanere nel paese (reclamo n. 90/2013, Conferenza delle Chiese europee (CEC) v. Paesi Bassi, decisione sul merito del 1o luglio 2014, §123)”.
Il Comitato chiede alla prossima relazione di fornire informazioni aggiornate su come questi requisiti sono soddisfatti per legge e nella pratica.
Le conclusioni del Comitato europeo dei diritti sociali sull’Italia
Sito Internet del Consiglio d’Europa – Carta sociale europea
Consiglio d’Europa: Comitato diritti sociali, richiami all’Italia su pensioni, migranti e lotta alla povertà – SIR
Intervista a Giuseppe Palmisano, presidente del Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa
Consiglio d’Europa, primo rapporto sull’attività del Rappresentante speciale per le migrazioni e i rifugiati