Source: http://www.alternanzagiusta.it/guida/
Timestamp: 2019-04-19 16:14:44+00:00
Document Index: 120197366

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art.3', 'art.4', 'art.3', 'art. 4', 'art.4', 'art.4', 'art.4', 'art. 4', 'art.4', 'art. 4', 'art.6', 'art.5', 'art.5', 'art.5', 'art.5', 'art.5', 'art. 41', 'art.37']

La Guida all'Alternanza Giusta - L'Alternanza Giusta
Scuola e lavoro, una strategia per innovare
Prima parte: l’alternanza scuola lavoro secondo la Legge 107/2015
L’alternanza prima della Legge 107/2015
Le novità della 107/2015 – Le risposte alle tue domande!
Cos’è la nuova alternanza scuola lavoro?
Qual è il monte ore minimo per l’alternanza?
Dov’è possibile effettuare l’alternanza?
Quali attività possono essere svolte nel monte ore dell’alternanza?
Ci sono altri metodi per svolgere l’alternanza scuola lavoro?
Durante l’alternanza i diritti degli studenti sono tutelati?
Cos’è il Registro nazionale per l’alternanza?
Quali responsabilità hanno i Dirigenti Scolastici?
Cosa sono e a cosa servono i Laboratori territoriali per l’occupabilità?
Con quali risorse viene finanziata l’alternanza?
Attenti alle imprese: I problemi nel formare gli studenti
Seconda parte: how to basic: costruire le condizioni per un’alternanza qualificata
Indicatori di qualità del progetto di alternanza
Indicatori di qualità delle strutture ospitanti
Convenzioni tra scuola e impresa
Validità dell’anno scolastico e alternanza
Poli tecnico – professionali
Comitato tecnico scientifico / comitato scientifico
Terza parte: salute e sicurezza nelle attività di alternanza
L’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO SECONDO LA LEGGE 107/2015
Le esperienze di alternanza scuola lavoro sono da lungo tempo realizzate in alcune scuole italiane, ma sono sempre state limitate alla iniziativa di alcuni insegnanti innovatori. Solo dal 2005 l’alternanza viene normata dal Dlgs 77 che attua le disposizione delle legge 53/2003.
Norme successive (DM 4 e 5/2012) la rafforzano e la consigliano ma le esperienze, benché in aumento, rimangono limitate, frammentate e occasionali. I dati del monitoraggio Indire 2013/14 evidenziano che l’attività di alternanza coinvolge solo il 10,7% degli studenti, in gran parte del quarto anno, e il 43,5% delle scuole, di cui solo il 2,4% sono licei.
Le risorse destinate all’alternanza scuola lavoro passano da 11 a 100 milioni annui ripartiti fra le istituzioni scolastiche. A queste risorse potranno aggiungersi parte di quelle del fondo di finanziamento di istituto, i fondi per la formazione dei docenti, utilizzabili anche per la preparazione alla gestione dell’alternanza, i fondi provenienti da finanziamenti europei, nazionali, regionali ed eventuali fondi provenienti da donazioni liberali a favore dell’occupabilità degli studenti per le quali è previsto un credito di imposta.
LE NOVITÀ DELLA 107/2015 – LA RISPOSTA ALLE TUE DOMANDE!
Cos’è la nuova alternanza scuola-lavoro?
La nuova alternanza continua a fare riferimento la legge 53/2003 al D.lgs. 77/2005 dove l’alternanza è definita come “metodologia didattica” e “modalità formativa“, basata sull’alternanza di periodi di apprendimento realizzati a scuola con periodi realizzati in contesti lavorativi, coerente con il profilo educativo culturale e professionale del percorso di istruzione dello studente. Ora però diventa obbligatoria per tutti gli studenti delle ultime tre classi della secondaria superiore.
Nel triennio ogni studente deve realizzare esperienze di alternanza di almeno 400 ore negli istituti tecnici e professionali e di almeno 200 ore nei licei. Possono anche essere effettuate in periodo estivo. In questo modo l’alternanza scuola lavoro diventa parte integrante del curricolo di ogni studente e non più un fatto facoltativo ed aggiuntivo.
Aumenta anche la tipologia di strutture ospitanti che possono accogliere studenti in alternanza oltre alle imprese. Con la legge 107/2015 si può fare alternanza presso:
– Organismi del terzo settore
– Istituti pubblici e privati operanti nel settore del patrimonio e delle attività culturali, artistiche e musicali
– Istituti che svolgono attività afferenti al patrimonio ambientale
– Istituti per la promozione sportiva
– Uffici centrali e periferici del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Le esperienze di alternanza possono essere svolte anche all’estero.
I progetti di alternanza scuola lavoro possono prevedere diversi tipi di attività coerenti con il progetto educativo, oltre ai periodi di tirocinio nel contesto lavorativo, fanno parte del monte ore dell’alternanza le attività: di preparazione, di orientamento, di apprendimento curricolare connesso all’esperienza, di ricerca sul campo, di project work, di incontri con esperti del mondo del lavoro, di formazione in materia di salute e sicurezza del lavoro e di conoscenza sui temi di storia, diritti e mercato del lavoro, ecc.
L’alternanza può essere realizzata anche attraverso la modalità dell‘impresa formativa simulata “mediante la costituzione di un’azienda virtuale animata dagli studenti che svolge un’attività di mercato in rete (e-commerce) e fa riferimento ad un’azienda reale (azienda tutor) che costituisce il modello di riferimento da emulare in ogni fase o ciclo di vita aziendale” (dalla Guida Operativa del Ministero).
I diritti degli studenti sono garantiti e tutelati dalla Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza e sono assicurati corsi di formazione preventiva sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro per gli studenti impegnati in esperienze di alternanza.
Gli studenti esprimono una valutazione sull’efficacia e la coerenza dei percorsi rispetto al proprio indirizzo di studi. Tutte le esperienze realizzate e le competenze acquisite sono registrate nel curriculum dello studente insieme a tutte le attività di arricchimento e di personalizzazione del percorso, svolte anche in ambito extra scolastico.
È istituito presso le Camere di Commercio, il Registro nazionale per l’alternanza ed è articolato in due sezioni:
la prima aperta e consultabile gratuitamente in cui sono visibili imprese ed enti pubblici e privati disponibili a svolgere percorsi di alternanza; il numero massimo di studenti ammissibili e i periodi dell’anno nei quali l’azienda è disponibile ad accogliere gli studenti
la seconda, nella quale si iscrivono le imprese, contiene informazioni anagrafiche, attività svolta, soci e collaboratori, fatturato, patrimonio, sito internet, rapporti con altri operatori della filiera disponibili all’alternanza.
Attualmente il registro non è ancora effettivamente funzionante, pochissime imprese si sono iscritte, anche perché non si è ancora risolta la controversia sui costi di registrazione. Il Registro nazionale, tuttavia, rappresenta esclusivamente una dichiarazione di disponibilità delle imprese e non una garanzia che le imprese dispongano dei requisiti necessari alla co-progettazione e alla interazione con le scuole. Non a caso il Ministero nella sua Guida Operativa per le Attività di Alternanza Scuola Lavoro, afferma che il dirigente scolastico non è obbligato a stipulare convenzioni con imprese presenti nel Registro.
È affidata ai dirigenti scolastici la responsabilità di
individuare le strutture ospitanti coerenti con il progetto di alternanza della scuola;
stipulare convenzioni contenenti obiettivi e modalità di realizzazione;
stilare una valutazione sul potenziale formativo specifico delle strutture ospitanti che evidenzi eventuali difficoltà nella collaborazione;
redigere al termine di ciascun anno una scheda di valutazione delle strutture con le quali sono state stipulate convenzioni.
Le istituzioni scolastiche, anche attraverso il Poli tecnico-professionali e con la partecipazione di altri soggetti, possono dotarsi di Laboratori territoriali per l’occupabilità utilizzabili anche al di fuori dell’orario scolastico e finalizzati all’orientamento ai settori del Made in Italy, alla realizzazione di servizi propedeutici al collocamento e alla riqualificazione degli inoccupati.
Tra i soggetti cofinanziatori sono previsti: enti pubblici, enti locali, camere di commercio, università, associazioni, fondazioni, enti di formazione professionale, istituti tecnici superiori, imprese private.
In prima attuazione sono destinati 45 milioni di euro, ridotti poi a 30 a decorre dal 2016.
Per l’acquisizione delle manifestazioni di interesse è stato emanato l’Avviso pubblico dell’8 settembre 2015.
RISCHI DELLA NUOVA NORMATIVA
L’introduzione dell’obbligo e di un significativo monte ore di alternanza determina un cambiamento delle esperienze di alternanza scuola lavoro.
Fino a oggi l’alternanza è stata una realtà molto frammentaria, la cui diffusione è in aumento, ma che coinvolge una minoranza di studenti, circa il 9% della popolazione scolastica della secondaria superiore, in gran parte negli istituti professionali e tecnici per percorsi, soprattutto annuali e biennali, con una durata media di circa 100 ore complessive.
A seguito della nuova legge aumenta enormemente il numero degli studenti e nei contesti lavorativi non si potranno più fare semplici visite ma si dovranno realizzare vere e proprie esperienze di apprendimento.
I rischi sono evidenti e riguardano le scuole, molte delle quali potrebbero essere impreparate a progettare e realizzare impegnative esperienze di apprendimento in alternanza scuola lavoro per tutti gli studenti dell’ultimo triennio della secondaria superiore. Ma soprattutto riguardano le imprese poco disponibili a collaborare con le scuole e raramente dotate di capacità formativa.
Quali sono i requisiti che le cosiddette “strutture ospitanti” devono avere per essere in grado di realizzare un percorso formativo in collaborazione con la scuola? Su questo punto i diversi provvedimenti attuativi della legge 107 e del D.Lgs. 81 (Jobs Act) non individuano una risposta univoca e non prevedono una procedura di accertamento della capacità formativa dei contesti lavorativi cui è affidato l’apprendimento di una parte essenziale del curricolo degli studenti.
La Guida Operativa, sui requisiti delle strutture ospitanti, si limita a dare indicazioni generiche circa l’adeguatezza delle capacità strutturali, tecnologiche e organizzative. Anche le competenze professionali dei tutor aziendali non sono precisate, tranne l’auspicio che posseggano adeguate esperienze, competenze professionali e…”didattiche”, si affermava in una prima stesura della Guida. Nella stesura definitiva le esperienze e competenze di tipo didattico sono sparite e sono state sostituite con quelle, decisamente meno impegnative,“di affiancamento formativo”.
Non sono state istituite, inoltre, procedure di individuazione delle imprese idonee all’alternanza. La legge 107 aveva fatto ben sperare istituendo un Registro nazionale nell’ambito del quale i Dirigenti Scolastici individuano le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili per i percorsi di alternanza. La Guida Operativa, però, considera l’appartenenza al Registro una mera dichiarazione di disponibilità da parte delle imprese e degli enti, cui non è richiesto alcun requisito minimo di capacità formativa. Non solo, è tale il timore di non trovare strutture ospitanti sufficienti per tutte le scuole, da spingere il Ministero ad affermare che il Dirigente Scolastico può stipulare le convenzioni per l’alternanza anche con imprese o enti non presenti nel Registro.
Se si arriva a spingere i Dirigenti scolatici a contravvenire una chiara indicazione della legge (comma 40: “Il dirigente scolastico individua, all’interno del registro…”) significa che la fiducia di trovare, già da quest’anno per le sole classi terze, le strutture disponibili e idonee è davvero scarsa.
Sono quindi evidenti i rischi di esperienze di alternanza dequalificate con imprese prive di capacità formativa oppure di finzioni per assolvimenti formali dell’obbligo. Si troveranno convenienti le opzioni per l’alternanza nei periodi estivi benché maggiori siano i rischi di utilizzo degli studenti come manodopera gratuita da parte delle strutture ospitanti.
In particolare i rischi di sfruttamento degli studenti e di dequalificazione dei percorsi formativi sono più evidenti nelle aree territoriali dal tessuto produttivo debole come quelle del Mezzogiorno e in quelle coinvolte da processi di crisi e di mobilità del personale. D’altra parte il deficit formativo del sistema produttivo italiano è purtroppo noto: meno di un terzo delle imprese italiane forma i propri dipendenti, la metà della media europea, e altrettanto al di sotto rispetto agli altri paesi sviluppati è la presenza tra gli occupati di lavoratori con alte qualifiche.
La logica adottata dalla legge 107 deve essere cambiata, non basta annunciare che ora l’alternanza è obbligatoria. La giusta scelta di potenziare l’interazione tra scuola lavoro deve essere perseguita mettendo al primo posto l’obiettivo di costruire le condizioni per l’apprendimento basato sul lavoro. Per rimettere le cose sul binario giusto occorre allora istituire immediatamente una Cabina di Regia Nazionale, come richiesto da CGIL CISL UIL, con diramazioni regionali, per lo sviluppo del rapporto scuola lavoro in cui siano presenti le istituzioni coinvolte (Ministeri dell’Istruzione e del Lavoro, Regioni) e le Parti Sociali.
Occorre coinvolgere attivamente le Parti Sociali per realizzare accordi (settoriali, territoriali, di rete, di filiera, …) finalizzati alla promozione, diffusione e sostegno delle esperienze di rapporto scuola lavoro. Le esperienze più avanzate realizzate nel nostro Paese di interazione tra scuola lavoro sono, infatti, il risultato di accordi sindacali (vedi esperienze Enel e Ducati).
Si tratta di un lavoro, magari poco appariscente e mediatico, ma indispensabile per creare le condizioni per diffondere interazioni di qualità tra scuola e lavoro: incentivare le imprese che sviluppano la propria capacità formativa, promuovere l’utilizzo integrato delle risorse disponibili (legge 107, legge 440, Fondi Europei, Fondi Interprofessionali) per la formazione dei tutor e delle professionalità educative nei posti di lavoro, introdurre negli accordi contrattuali riconoscimenti normativi e retributivi per il personale impegnato nelle esperienze scuola lavoro.
La prima verifica da operare per capire se il progetto di alternanza che la scuola sta definendo in attuazione della legge 107/2015 risponde ad alcune caratteristiche qualitative. Di seguito un elenco di indicatori che potranno essere utili per capire il livello di qualità del progetto elaborato e per riflettere sulle prospettive di miglioramento:
il percorso di alternanza fa parte del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) e prevede una progressività dello sviluppo dell’esperienza nel corso del triennio;
è stato costituito il Comitato Tecnico Scientifico negli Istituti Tecnici e negli Istituti Professionali e il Comitato Scientifico nei Licei livello di scuola/rete/filiera/territoriale o un gruppo di lavoro dedicato all’alternanza;
il percorso di alternanza è stato progettato con la struttura ospitante;
il progetto non considera l’alternanza come un’attività aggiuntiva, non separa il momento formativo da quello applicativo ma integra esperienza scolastica e lavorativa attribuendo ad esse una valenza formativa equivalente;
la progettazione dell’alternanza promuove il ripensamento del modo tradizionale di fare scuola, della sua organizzazione e metodologia didattica;
il percorso di alternanza è personalizzato, tiene conto delle attitudini, delle capacità e degli interessi dello studente anche nell’individuazione riguardo alle strutture ospitanti;
prevede la definizione delle competenze attese dall’esperienza di alternanza e il loro raccordo con il profilo educativo culturale e professionale (raccordo tra competenze tecnico-professionali, trasversali e competenze disciplinari) evidenziando se sono parte del profilo oppure se sono aggiuntive;
sono state realizzati accordi tra scuola, territorio e mondo del lavoro;
la progettazione si basa sulla definizione dei fabbisogni formativi sulla base dell’analisi del territorio e dell’evoluzione del mondo del lavoro;
non concentra le esperienze solo in alcuni anni del triennio o non privilegia i periodi di sospensione delle lezioni, considerando l’alternanza una perdita di tempo o comunque una forma di apprendimento debole;
prevede periodi di preparazione alle esperienze di apprendimento in contesto lavorativo e attività di rielaborazione successive;
l’eventuale decisione di effettuare l’esperienza nel periodo estivo è motivata dalla scelta di strutture ospitanti che svolgono attività stagionali e non dal considerarla una perdita di tempo per lo svolgimento del programma;
le esperienze di alternanza sono documentate;
prevede la certificazione delle competenze sulla base del D.lgs. 13/13, di tutte le competenze apprese attraverso l’esperienza di alternanza.
Indicatore di qualità delle strutture ospitanti
Per una buona riuscita delle attività di alternanza scuola lavoro le strutture ospitanti devono essere dotate di almeno di due requisiti essenziali: saper co-progettare con la scuola i percorsi formativi in alternanza e possedere capacità strutturali, tecnologiche e organizzative adeguate al percorso progettato. In particolare, in ordine di complessità:
spazi adeguati per consentire l’esercizio delle attività previste in alternanza scuola lavoro;
in caso di presenza di studenti con disabilità non sono presenti barriere architettoniche;
disponibilità di spazi (aule, laboratori, …) attrezzati e indipendenti da quelli finalizzati alla produzione o, in alternativa possibilità di utilizzare spazi idonei a livello territoriale (poli tecnico-professionali, laboratori territoriali …);
disponibilità di attrezzature idonee per le attività di apprendimento programmate;
le attrezzature garantiscono a ogni studente un’esperienza adeguata e diretta dei processi di lavoro in condizioni di sicurezza;
le attrezzature sono in regola con le norme in materia di verifica e collaudo tecnico.
sono disponibili uno o più tutor aziendali per lo svolgimento delle attività progettate;
il rapporto tra tutor aziendali e studenti è idoneo all’apprendimento da parte degli studenti delle conoscenze, capacità e competenze attese in esito al tirocinio in contesto lavorativo;
la struttura ospitante realizza attività formative per i propri dipendenti e/o ne promuove la partecipazione alla formazione continua;
sono presenti professionalità tecniche adeguate;
sono presenti lavoratori diplomati o laureati;
sono presenti professionalità dotate di competenze educative;
i tutor aziendali sono dotati di competenze formative (titoli, certificazioni, attestati, …) o in alternativa la possibilità di utilizzare professionalità idonee a livello territoriale (poli tecnico-professionali, laboratori territoriali…)
Requisiti di valorizzazione del personale coinvolto
i tutor scolastici e aziendali sono riconosciuti e incentivati nel contesto lavorativo, è previsto un compenso definito nella contrattazione di istituto e aziendale;
le organizzazioni dei rappresentanti dei lavoratori delle strutture ospitanti sono coinvolte attivamente.
L’impresa formativa simulata è una modalità di realizzazione dell’alternanza scuola lavoro che consente l’apprendimento di processi di lavoro reali attraverso la simulazione della costituzione e gestione di imprese virtuali che operano in rete, assistite da aziende reali. Essa può anche costituire una parte del progetto triennale di alternanza scuola lavoro.
Questa modalità, finora utilizzata per alcune specifiche realtà, (in particolare gli istituti tecnici e professionali del settore economico ad indirizzo amministrativo e commerciale) ora sarà utilizzata in modo più ampio, in particolare anche da scuole che non riusciranno a trovare strutture ospitanti disponibili ai percorsi di alternanza. E’ quindi opportuno verificare la presenza delle caratteristiche di qualità del progetto.
Nel caso specifico è previsto che:
le imprese formative simulate siano collegate tra di loro da una piattaforma informatica sostenuta attraverso una centrale di simulazione (Simucenter) che consente la simulazione di azioni legate ad aree specifiche di attività imprenditoriali;
sono previste azioni di sensibilizzazione e orientamento (analisi del territorio);
è previsto l’apprendimento delle conoscenze fondamentali dei concetti di impresa che tenga conto dei diversi punti di vista presenti in materia nel mondo del lavoro e del senso etico dell’interazione economica;
sono identificate con precisione le competenze il cui apprendimento è atteso a conclusione di ogni fase del percorso;
esiste una impresa tutor/madrina disponibile al confronto per l’elaborazione del piano di fattibilità;
anche se non sono possibili tirocini presso aziende, sono comunque previsti contatti continui con le aziende tutor e forme di conoscenza diretta della realtà aziendale, incontri degli studenti con i tutor aziendali, visite guidate degli studenti in azienda, utilizzo dei laboratori aziendali;
sono previste attività cooperative insieme al gruppo di lavoro degli studenti tese a sviluppare capacità di team working;
il percorso formativo in impresa simulata coinvolge l’attività di tutto il consiglio di classe e contribuisce a far acquisire a tutti gli studenti conoscenze e competenze, tecnico-professionali e trasversali (soft skills), spendibili in vari contesti di vita, di studio e di lavoro;
il dirigente scolastico individua per ogni classe coinvolta un referente (tutor interno) che viene formati a operare e a interloquire con la centrale di simulazione (SimuCenter);
il tutor in fase di programmazione presenta ai docenti del consiglio di classe le linee generali e le varie fasi del progetto e il consiglio di classe individua tempi e modi di realizzazione, individuando il contributo di ogni disciplina al progetto.
L’introduzione dei diritti in alternanza purtroppo non ha seguito gli stessi tempi dell’applicazione della legge. Infatti sebbene la discussione sui diritti degli studenti in stage viene da molto lontano, l’uscita di una carta che definisca questi diritti risale all’autunno 2017. Il testo va ad integrarsi con lo Statuto degli Studenti e delle Studentesse (DPR 249 del 1998).
Il decreto 195 del 2017 o Carta dei Diritti degli Studenti e delle Studentesse in Alternanza Scuola Lavoro consta di 7 articolo, di seguito ne sintetizziamo i punti principali. I primi due articoli definiscono le finalità e i destinatari del provvedimento, che definisce diritti e doveri validi per tutti gli studenti di istituti tecnici, professionali e licei impegnati in percorsi di ASL nel triennio (art. 2 comma 1) restano infatti purtroppo esclusi gli studenti dei Centri di Formazione Professionale.
Gli articoli 3 e 4 invece normano le modalità di svolgimento dell’alternanza e i diritti e doveri considerati come tali. A partire dal diritto alla coerenza con il percorso di studi: l’alternanza è parte integrante del percorso di studi, e con esso deve essere coerente (art.3 comma 1, art.4 comma 3).
Viene definito anche un tempo limite entro cui può essere svolta l’alternanza, ovvero le ore stabilite nel progetto di convenzione, ogni ora esterna infatti non può essere certificata e per questo non va sostenuta (art.3 comma 4 e 5).
Viene poi ribadita la necessità e il diritto ad un ambiente di apprendimento favorevole alla crescita della persona e ad una formazione qualificata, coerente con l’indirizzo di studio seguito, che rispetti e valorizzi l’identità di ciascuno (art. 4 comma 3).
Fondamentale è anche il diritto all’informazione preventiva sul progetto e sulle finalità educative e formative, sul percorso personalizzato, sulle competenze e sugli obblighi del percorso (art.4 comma 4).
Particolari attenzioni vanno anche agli studenti con disabilità, infatti gli studenti con disabilità hanno diritto all’autonomia nell’inserimento del mondo del lavoro (art.4 comma 5).
Per il riconoscimento delle competenze acquisite è fondamentale che avvengano nelle dovute maniere, tenendo conto che è la scuola a cui compete ogni certificazione delle competenze raggiunte e la valutazione dello studente e al tutor aziendale compete unicamente una valutazione scritta del percorso svolto. Queste valutazioni hanno un peso nell’ammissione agli esami di Stato (art.4 comma 7).
È poi definito anche il diritto alla valutazione dei percorsi da parte degli studenti. Infatti la scuola è tenuta a predisporre gli strumenti per una valutazione fatta dallo studente sull’efficacia e sulla coerenza del suo percorso (art. 4 comma 8).
Come nel DPR 249 vengono normate anche le modalità per reclami e impugnazioni. Viene infatti definito il diritto di ricorso e reclamo, in caso di provvedimento disciplinare a danno dello studente (come da art.4 comma 13) lo studente può presentare ricorso entro 30 giorni, all’istituzione scolastica di appartenenza (art. 4 comma 14). Lo studente e il genitore possono inoltre presentare reclamo presso l’Ufficio Scolastico Regionale in caso di violazione degli articoli 2, 3, 4 e 5 della Carta dei Diritti (art.6 comma 3). Proprio su queste vicende per qualsiasi necessità contattate il nostro numero verde.
L’articolo 5 invece è interamente dedicato alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro/apprendimento.
Gli studenti hanno diritto a ricevere delle formazioni preventive su salute e sicurezza, una di carattere generale e una specifica riguardo a salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (a carico dei dirigenti scolastici), che devono venire certificate e riconosciute e che fanno parte del monte ore di alternanza (art.5 comma 1 e 2). Si stabilisce che il numero di studenti ammessi in una struttura sia determinato in funzione delle effettive capacità strutturali, tecnologiche ed organizzative della struttura ospitante, nonché in ragione della tipologia di rischio (art.5 comma 4). Si stabilisce poi un numero minimo di tutor in base al rischio: 5 studentesse e/o studenti per ogni tutor interno, per attività ad alto rischio; 8 studentesse e/o studenti per ogni tutor per attività a medio rischio; 12 studentesse e/o studenti per ogni tutor per attività a basso rischio (art.5 comma 4). Allo studente deve essere garantita sorveglianza sanitaria (art.5 comma 5). Tutti gli studenti in alternanza hanno diritto ad un’assicurazione da parte dell’INAIL che è gratuita per tutti (art.5 comma 6).
Con l’articolo 6 invece viene definito il diritto degli studenti a partecipare ad alcune decisioni in merito, infatti tre studenti del coordinamento regionale delle consulte provinciali hanno diritto a partecipare alla Commissione territoriale per l’alternanaza scuola-lavoro, istituita presso ogni Ufficio Scolastico Regionale.
Abbiamo sintetizzato i principali diritti che gli studenti oggi hanno, stabiliti dopo un lungo lavoro di emendamento e confronto, nel quale tuttavia sono stati rigettati la maggior parte degli emendamenti e proposte delle associazioni che chiedevano tutele reali e concrete per tutti.
A nostro avviso infatti mancano ancora provvedimenti in merito alla gratuità dell’alternanza che in quanto metodologia didattica non è accettabile che preveda costi aggiuntivi in quanto il diritto allo studio deve essere garantito e gratuito nel nostro paese, oltre che l’obbligo a pagare per fare alternanza andrebbe a generare ulteriori diseguaglianze sui percorsi e la possibilità di apprendimento.
Altro tema a nostro avviso trattato con troppa superficialità è invece il regolamento dei tempi dell’alternanza che non obbligando alla curricolarità degli orari lasciano numerosi spazi sia per la sostituzione di manodopera, sopratutto in estate, sia per la riduzione delle attività volontarie che gli studenti praticano al di fuori dell’orario scolastico che risultano così danneggiate.
Convenzioni tra scuola ed impresa
L’esperienza in contesti di lavoro è progettata ed attuata sulla base di una convenzione che viene stipulata tra la scuola e l’impresa. Nelle convezioni le scuole fanno riferimento alle finalità del percorso in alternanza con particolare attenzione alle attività da svolgersi durante l’esperienza di lavoro, alle norme e alle regole da osservare, all’indicazione degli obblighi assicurativi, del rispetto della normativa sulla privacy e sulla sicurezza dei dati.
La convenzione presenta, solitamente in calce o con specifico allegato, il patto formativo e un modello di attestazione riguardante la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e dei relativi adempimenti. Nella convenzione devono risultare le condizioni di svolgimento del percorso formativo (vedi Guida Operativa pagg. 66-69).
La valutazione degli apprendimenti realizzati nei percorsi di alternanza scuola lavoro è parte integrante della valutazione finale dello studente ed è effettuata dai docenti del consiglio di classe, tenuto conto delle attività di valutazione in itinere svolte dal tutor esterno sulla base degli strumenti predisposti. La valutazione delle competenze acquisite attraverso l’alternanza concorre alla determinazione del voto di profitto delle discipline coinvolte, del voto di condotta e partecipa all’attribuzione del credito scolastico.
Le competenze acquisite attraverso le attività di alternanza scuola lavoro sono certificate sulla base di modelli elaborati e compilati d’intesa tra scuola e soggetto ospitante secondo le indicazioni contenute nel D.Lgs. 13/2013 che introduce anche in Italia le indicazioni europee sulla certificazione delle competenze comunque acquisite.
Gli elementi minimi che devono essere riportati nei modelli di certificazione secondo il D.Lgs. 13/3013 sono elencati dalla Guida Operativa a pag. 103: dati anagrafici e dell’istituto scolastici, riferimenti alla convenzione, competenze acquisite con riferimento all’ordinamento e all’indirizzo di studi, dati relativi ai contesti di lavoro, lingua utilizzata nel contesto lavorativo.
La certificazione è uno strumento essenziale per la spendibilità delle competenze acquisite nella prosecuzione degli studi e nel mondo del lavoro, promuove inoltre l’auto-valutazione e l’auto-orientamento.
La certificazione delle competenze sviluppate attraverso l’alternanza è acquisita entro la data dello scrutinio di ammissione degli esami di Stato ed è inserita nel curriculum dello studente. La valutazione ha ricadute sugli apprendimenti disciplinari e sul voto di condotta. Inoltre il consiglio di classe procede all’assegnazione di crediti per l’attribuzione del voto finale dell’esame di maturità.
La terza prova scritta è predisposta tenendo conto anche delle competenze, conoscenze e abilità acquisite dagli studenti e certificate congiuntamente dalla scuola e dalla struttura ospitante nell’ambito delle esperienze condotte in alternanza. Le commissioni di esami negli istituti tecnici e professionali possono avvalersi di esperti del mondo economico e produttivo e, in questo contesto, possono valorizzare le esperienze di alternanza realizzate dallo studente.
I periodi di alternanza, che si svolgono durante l’attività didattica, contribuiscono al raggiungimento del numero minimo di frequenza, pari ad almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato, oltre ai fini del raggiungimento del monte ore previsto dal progetto di alternanza. I periodi di alternanza che si svolgono durante la sospensione delle attività didattiche concorrono soltanto alla validità del percorso di alternanza che richiede la frequenza di almeno tre quarti del monte ore previsto dal progetto.
Al Dirigente Scolastico è affidato il compito di individuare le strutture ospitanti nell’ambito del Registro Nazionale per l’alternanza oppure, in seconda istanza, anche al di fuori di esso. Stipula le convenzioni con le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili percorsi di alternanza al termine di ogni anno scolastico stende una scheda di valutazione finale sulle strutture convenzionate in cui sono evidenziate le specificità del loro potenziale formativo e le eventuali difficoltà incontrate nella collaborazione.
I Poli tecnico‐professionali costituiscono una modalità organizzativa di condivisione delle risorse pubbliche e private disponibili. Essi sono costituiti, con riferimento alle caratteristiche del sistema produttivo del territorio, da reti formalizzate tra soggetti pubblici e privati attraverso accordi di rete, che contengono i seguenti elementi essenziali:
l’individuazione dei soggetti: almeno due istituti tecnici e/o professionali, due imprese, un ITS e un organismo di formazione professionale;
le risorse finanziarie allo scopo destinate;
il programma di rete, definito all’atto di costituzione del Polo, contenente gli obiettivi strategici di innovazione e di innalzamento della qualità dei servizi formativi a sostegno dello sviluppo delle filiere produttive sul territorio e dell’occupazione dei giovani, anche attraverso la promozione dei percorsi in apprendistato.
I Poli Tecnico-Professionali, dove le Regioni li hanno costituiti, possono favorire lo sviluppo qualitativo delle attività di alternanza scuola lavoro perché promuovono l’integrazione delle risorse professionali, logistiche e strumentali di cui dispongono gli istituti tecnici, gli istituti professionali, le strutture formative accreditate dalle Regioni e gli Istituti Tecnici Superiori.
Nei Poli, infatti, le imprese sono impegnate a mettere a disposizione le proprie risorse professionali e strumentali, e le scuole ad attivare le flessibilità organizzativa.
Le figure professionali obbligatorie sono il tutor interno (scolastico) e il tutor esterno (aziendale), spesso affiancati da docenti con funzioni strumentali per l’alternanza e/o da un referente di progetto con funzioni di coordinamento delle attività previste dai progetti di alternanza.
Il tutor interno dell’istituzione scolastica o formativa: assicura il raccordo tra scuola, studente, famiglia, azienda per promuovere quella corresponsabilizzazione necessaria alla positiva riuscita del percorso formativo. Si occupa di sostenere lo studente durante tutto il processo di apprendimento. Elabora, insieme al tutor esterno, il patto formativo che verrà sottoscritto dalle parti coinvolte (scuola, impresa, studenti). Aggiorna inoltre il Consiglio di classe sul procedere dell’attività e verifica lo svolgimento dei percorsi definiti nel progetto educativo con la collaborazione del tutor esterno. Acquisisce elementi per il monitoraggio e la valutazione. È designato dall’istituzione scolastica.
Il tutor esterno è il referente dell’impresa o della struttura ospitante. È incaricato di assicurare il raccordo tra impresa, scuola, studente: agisce in stretta collaborazione con il tutor interno, con il quale coopera nell’analisi dell’andamento dell’esperienza. Assicura l’accoglienza e l’inserimento stabilendo una relazione corretta dello studente con l’impresa, è, quindi, la persona di riferimento per lo studente durante la fase di stage/tirocinio. È inoltre tenuto a fornire all’istituzione scolastica o formativa gli elementi concordati per valutare le attività dello studente e l’efficacia dei processi formativi. È designato dalla struttura che ospita lo studente.
Le gestione dell’informazione è determinante per la riuscita dei progetti di alternanza.
Informazione, comunicazione e documentazione garantiscono il coinvolgimento dell’utenza e la partecipazione di docenti, studenti e famiglie. Anche le realtà locali devono essere coinvolte nella diffusione del progetto e devono essere coinvolti i rappresentanti dei genitori, degli insegnanti e degli studenti. È opportuno utilizzare tutti gli strumenti disponibili: sportelli dedicati, stampa, tv locali, dibattiti, ecc.
Il Comitato Tecnico Scientifico (o il Comitato Scientifico per i licei) svolge un ruolo di raccordo sinergico tra gli obiettivi educativi della scuola, le innovazioni della ricerca scientifica e tecnologica, le esigenze del territorio e i fabbisogni professionali espressi dal mondo produttivo. Possono avere funzione consultiva e di proposta per l’organizzazione delle aree di indirizzo e l’utilizzazione degli spazi di autonomia e flessibilità.
Il CTS può fornire un valido contributo all’alternanza, in quanto costituisce uno strumento in cui si incrociano aspettative diverse (mondo della scuola ‐ mondo del lavoro) e in cui si confrontano per condividere proposte formative unitarie. In relazione agli obiettivi da conseguire, le scuole hanno strutturato due tipi di CTS: uno relativo al singolo istituto ed uno di territorio che raccoglie le istanze di più istituti (di territorio o di rete).
SALUTE E SICUREZZA NELLE ATTIVITA’ DI ALTERNANZA
*vignetta da fare*
Quando gli studenti terminano gli studi ed entrano – quasi sempre attraverso stage o tirocini – nel mondo del lavoro quasi mai sono consapevoli dell’importanza della sicurezza sul posto di lavoro: non solo perché non sono a conoscenza dei riferimenti normativi, ma anche perché non sono in grado di valutare i rischi e di essere quindi pienamente coscienti delle proprie azioni. Pochi sanno che la normativa riguardante la tutela della salute e la sicurezza si concentra anche sul benessere psicofisico e sociale dell’individuo. Per tali ragioni, è necessario incentivare la cultura della sicurezza fin dalla più giovane età, e in luogo più adatto a svolgere questa funzione non può che essere la scuola. In questa sede infatti i ragazzi possono imparare a difendersi dai pericoli insiti nei luoghi di lavoro e saperne valutare i rischi di natura strutturale o ambientale. Progetti come quello dell’Alternanza scuola-lavoro sono particolarmente validi non solo perché avvicinano gli studenti al mondo del lavoro, ma anche perché è stato dimostrato che migliorano l’educazione e la formazione dei ragazzi.
Per raggiungere questi obiettivi quindi il dirigente scolastic, dovrà assicurare congiuntamente agli Uffici Scolastici Regionali, con accordi territoriali presso gli enti preposti per competenza, le seguenti condizioni:
-garantire la sorveglianza sanitaria, qualora necessaria, ai sensi dell’art. 41 del D.Lgs.81/2008, in particolare, il dirigente scolastico dovrà prevedere che gli allievi siano sottoposti alla visita preventiva da parte del medico competente dell’istituzione scolastica e che tale visita medica, dovrebbe avere una validità estesa a tutta la durata del percorso di alternanza e consentire agli studenti di svolgere la propria attività anche in diverse strutture ospitanti, per la stessa tipologia di rischio.
-assicurare presso l’INAIL contro gli infortuni sul lavoro e malattie professionali gli studenti impegnati, nei casi previsti dagli artt.1 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica n.1124/65;
-stipulare un’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi; le coperture assicurative devono riguardare anche attività eventualmente svolte dagli studenti al di fuori della sede operativa della struttura ospitante, purché ricomprese nel progetto formativo dell’Alternanza scuola lavoro;
-garantire agli allievi che partecipano presso l’istituzione scolastica al progetto Alternanza scuola lavoro un’adeguata formazione generale in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
In riferimento agli interventi di formazione è opportuno sapere che è possibile ridurre gli oneri a carico della struttura ospitante attraverso varie modalità, attraverso le quali possono essere erogati i fondi necessari a sostenere le spese per sostenere le attività di formazione tramite i seguenti accordi :
-territoriali: Stipulati con gli Uffici Scolastici Regionali e con enti deputati alla formazione, tra i quali l’INAIL e gli organismi paritetici previsti negli Accordi Stato Regioni del 21/12/2011 e del 25/07/2012;
-svolti attraverso percorsi formativi in modalità e-learning, anche in convenzione con le piattaforme pubbliche esistenti riguardanti la formazione generale, come previsto dall’allegato 1 dell’Accordo Stato Regioni del 21.11.2011;
-di collaborazione, integrazione e compartecipazione finanziaria da determinarsi in sede di convenzione.
Quindi l’istituzione scolastica, dopo aver provveduto agli adempimenti sopraelencati, dovrà parallelamente provvedere all’individuazione delle figure di garanzia (cioè le persone che devono garantire la sicurezza), con le quali gli allievi si troveranno ad interagire. Gli attori della prevenzione, previsti dalla normativa sono:
-il Datore di Lavoro della scuola inviante (cioè il Dirigente Scolastico);
-il Tutor scolastico (assimilabile a un Preposto), che segue lo studente;
-il Datore di Lavoro dell’azienda che ospita lo studente;
-il Tutor dell’azienda (assimilabile a un Preposto), che sovrintende e vigila sullo studente;
-i due Responsabili (cioè quello della scuola e quello dell’azienda ospitante) del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)”.
Innanzitutto la scuola, dopo aver identificato le figure di garanzia, dovrà valutare i rischi legati alla realizzazione degli stage o dell’alternanza scuola-lavoro, e assicurare le relative misure di prevenzione e di gestione affinché gli studenti siano il più possibile tutelati. Per centrare l’obiettivo della sicurezza nel periodo di alternanza occorrerà considerare la “sicurezza” delle aziende ospitanti come requisito imprescindibile.
Al fine di ottemperare agli obblighi di Legge in materia di salute e sicurezza, nel Manuale “Gestione del sistema e cultura della prevenzione nella scuola” (edizione 2013, a cura dell’Inail e del Miur), sono individuati tutti gli adempimenti necessari per verificare le condizioni di sicurezza connesse all’organizzazione dell’alternanza scuola lavoro e le relative misure di prevenzione e di gestione. In questo testo è stato pubblicato un fac-simile di scheda, utile al dirigente scolastico per poter inquadrare i dati riferiti all’azienda e raccogliere informazioni utili anche dal punto di vista della sicurezza. All’interno della scheda infatti vengono rivolti all’azienda quesiti circa i dati riferiti all’azienda, all’attività dell’allievo e sulla sicurezza.
Ad esempio, nella sezione concernente l’attività dell’allievo, si chiede se nel luogo di lavoro si utilizzano macchine e sostanze pericolose, e in quella sulla sicurezza viene richiesto all’azienda se è possibile verificare la presenza di determinati aspetti legati alla salute e sicurezza sul lavoro.
In esame vengo presi in considerazione sia la possibilità di poter svolgere da parte del tutor scolastico un sopralluogo preliminare dell’azienda – se presente nel documento di valutazione dei rischi – che la valutazione dei rischi connessi alla presenza di allievi, ma anche se la mansione svolta richiede la sorveglianza sanitaria e l’effettività disponibilità nel fornire i Dpi necessari allo svolgimento della mansione.
L’azienda quindi dovrà garantire all’istituto scolastico e al SPP (Servizio di prevenzione e protezione) della scuola:
-l’ottemperanza agli obblighi di legge;
-la valutazione dei rischi specificatamente riferita all’esperienza di stage;
-l’informazione dell’allievo sui rischi generali dell’azienda e specifici riferiti alla mansione a cui sarà adibito, nonché sulle misure di prevenzione ed emergenza in atto;
-l’integrazione della formazione già erogata dalla scuola e assicurando da quanto previsto dall’art.37 del D.Lgs.81/08;
-la messa a disposizione dei Dpi, qualora la mansione svolta dall’allievo lo preveda;
-la sorveglianza dell’allievo , se prevista dalla valutazione dei rischi per le attività alle quali potrà essere adibito;
-la disponibilità ad ospitare un sopralluogo preliminare in presenza del tutor dell’istituto, del tutor aziendale e del Responsabile del SPP aziendale.
In caso lo stage comportasse la frequentazione, anche di breve periodo, nei cantieri, l’impresa dovrà aggiornare il POS e dotare l’allievo di cartellino di riconoscimento.
Invece i compiti riferiti all’istituto scolastico sono:
-le garanzie assicurative dell’allievo;
-la formazione generale come previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 21/12/11;
-la presenza di un tutor che segua l’allievo.
Inoltre la figura del tutor scolastico assume un importante ruolo per lo studente, l’istituto e l’azienda.
Per questa figura dovrà essere previsto un percorso specifico sui temi della salute e sicurezza, curato dal SPP e dal Medico competente, se nominato. Dopo aver ricevuto l’adeguata formazione in materia di salute e sicurezza, in collaborazione con il SPP (Servizio di prevenzione e protezione), dovrà, organizzare un percorso formativo rivolto ai gruppi di classe preliminarmente all’avvio agli stage, che potrà rientrare nel modulo di formazione specifica previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 21/12/11.
Le mansioni del SPP scolastico:
Il SPP (servizio prevenzione e protezione) dell’istituto scolastico, nel progetto di alternanza scuola lavoro agisce con il coinvolgimento e la collaborazione con diverse figure professionali (Rspp aziendale, tutor aziendale, ect). Tra i compiti attribuiti vengono suddivisi in: revisione delle procedure amministrative e organizzative e predisposizione dell’informazione e formazione di tutor e allievi.
Per quanto riguarda la revisione delle procedure amministrative, esso dovrà:
-valutare con il referente d’istituto e i tutor scolastici per gli stage la congruità della prassi in vigore;
-stabilire con il DS (Dirigente scolastico) e il referente d’istituto per gli stage i requisiti relativi alla sicurezza, le procedure di reperimento e i criteri di selezione delle aziende che ospitano gli stage e le modalità di verifica dei requisiti e di collaborazione tra azienda e scuola.
-condividere con il DSGA il modello di convenzione e definire gli aspetti amministrativi commessi all’assicurazione contro gli infortuni.
-in riferimento, alla predisposizione dei piani formativi per tutor scolastici e allievi, dovrà garantire;
-la pianificazione dei percorsi formativi da rivolgere ai tutor scolastici e agli allievi, nel periodo antecedente all’inizio del periodo di alternanza;
-la condivisione con i tutor della proposta formativa degli allievi e il piano di formazione previsto;
-l’integrazione del piano di formazione proposto insieme all’istituto con la parte specifica riguardante il progetto di stage.