Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-civile/libro-primo/titolo-i/capo-i/art50ter.html
Timestamp: 2020-07-07 05:50:42+00:00
Document Index: 42764303

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 56', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50']

Art. 50 ter codice di procedura civile - Cause nelle quali il tribunale giudica in composizione monocratica - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura civile > LIBRO PRIMO - Disposizioni generali > Titolo I - Degli organi giudiziari > Capo I - Del giudice > Articolo 50 ter
Articolo 50 ter Codice di procedura civile
Cause nelle quali il tribunale giudica in composizione monocratica
Dispositivo dell'art. 50 ter Codice di procedura civile
Fonti → Codice di procedura civile → LIBRO PRIMO - Disposizioni generali → Titolo I - Degli organi giudiziari → Capo I - Del giudice
Fuori dei casi previsti dall'articolo 50 bis, il tribunale giudica in composizione monocratica (1).
(1) Gli articoli 50bis, 50ter e 50quater, fanno parte della nuova Sezione VI bis, Della composizione del tribunale, inserita ex art. 56, d.lgs. 19-2-1998, n. 51, a decorrere dal 2-6-1999.
La norma indica nuovamente che il Tribunale, a meno che non si verta in una delle ipotesi tassativamente previste all'art. 50 bis del c.p.c., giudica in composizione monocratica, ovvero con un solo giudice, e non in forma collegiale.
Spiegazione dell'art. 50 ter Codice di procedura civile
Da questa norma si deduce che il Tribunale ha normalmente composizione monocratica, assumendo l’assetto collegiale solo nei casi previsti dalla norma che precede.
In entrambi i tipi di composizione è comunque giudice unico (avendo assunto in un unico ufficio i compiti che prima erano devoluti al Pretore), dovendosi evitare di confondere tale espressione con la diversa nozione di giudice monocratico, qui contenuta.
Infatti, il Tribunale, sia che decida in composizione monocratica che in veste collegiale, resta sempre giudice unico di prima istanza, non potendo l’unicità essere riferita alla persona fisica del magistrato giudicante.
Si ritiene che questa norma non confligga con quelle disposizioni speciali che, seppure non incluse nell’art. 50 bis del c.p.c., agiscono nel senso di mantenere al collegio la relativa attribuzione, né impedisca che il legislatore possa introdurre nuove ipotesi di collegialità anch’esse speciali al di là di quelle di cui al predetto art. 50 bis c.p.c. (un esempio lo si ritrova nella Legge 431/1998, contenente la disciplina delle locazioni e del rilascio di immobili adibiti ad uso abitativo).