Source: http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/informazione-formazione-addestramento-C-56/medico-competente-formazione-dei-lavoratori-AR-15415/
Timestamp: 2016-07-23 09:11:21+00:00
Document Index: 90873049

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 18', 'art. 25', 'art. 18', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 31', 'art. 39', 'e contrario']

25 novembre 2015 - Cat: Informazione, formazione, addestramento
Rifletto sui motivi che escludono il medico
competente dai programmi di formazione in tema di salute e sicurezza sui
L'art. 25 del Testo Unico, al comma 1, lettera a) prevede
che il medico competente partecipi alle attività di formazione e informazione
nei confronti dei lavoratori, per la parte di competenza (articolo non
sanzionato per il medico).
Articolo 25 -
a) collabora con il datore di lavoro e con
il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi,
anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria,
alla predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute
e della integrità psico-fisica dei lavoratori, all’attività di formazione e informazione nei confronti dei
lavoratori, per la parte di competenza, e alla organizzazione del servizio
di primo soccorso considerando i particolari tipi di lavorazione ed
esposizione e le peculiari modalità organizzative del lavoro. Collabora
inoltre alla attuazione e valorizzazione di programmi volontari di “promozione
della salute”, secondo i principi della responsabilità sociale;
Tuttavia l'art. 18, comma 1, lettera g) del D.Lvo 81/08
prevede che il datore di lavoro richieda al medico competente l’osservanza degli
obblighi previsti a suo carico nel presente decreto.
1. Il datore di lavoro, che esercita le
attività di cui all’articolo 3, e i
dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le
attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono:
g) inviare i
sorveglianza sanitaria e richiedere al
medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico nel
Gli obblighi del medico competente sono quelli previsti
dall'art. 25 che, al comma 1, lettera a) prevede appunto che il medico
competente partecipi alle attività di formazione e informazione nei confronti
dei lavoratori, per la parte di competenza.
L'inosservanza del citato comma dell'art. 18 comporta una
sanzione, per il datore di lavoro, stabilita dall'art. 55, comma 5, lettera e):
ammenda da 2.192,00 a 4.384,00 euro. 6-bis. In caso di violazione delle
disposizioni previste dall’articolo 18, comma 1, lettera g, se la violazione si
riferisce a più di cinque lavoratori gli importi della sanzione sono
raddoppiati, se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori gli
importi della sanzione sono triplicati (art. 55, comma 6-bis)
Quindi il mancato coinvolgimento del medico
competente non prevede sanzioni per il medico quanto piuttosto per il
RSPP - ASPP - RSPP Aggiornamento 100 oreCorso online di aggiornamento per RSPP di attività appartenenti a tutti i macrosettori ATECO. Il corso costituisce quota intera del credito formativo quinquennale richiesto (40 + 60 ore). Il motivo invece per il quale le aziende non coinvolgano il
medico sono, a mio avviso, le seguenti.
1) la mancata conoscenza delle norme da parte dei datori di
lavoro (e questo è comprensibile) e da parte di molti R.S.P.P. (e questo lo è
un po' meno).
2) la scarsa attenzione degli R.S.P.P. sul fatto che debbono
coinvolgere il medico anche per tutelare il datore di lavoro oltre che per il
fatto che erogherebbero una formazione un po' più completa.
3) l'affidamento della formazione a società esterne che sono
dotate di struttura propria e forniscono ore di formazione standard poco
attinenti alla reale organizzazione aziendale e che quindi non hanno alcun
interesse nel coinvolgere il medico. 4) il fatto di dover retribuire il medico per la
prestazione; questo ovviamente non succede se il medico assumesse solo
incarichi con retribuzioni forfettarie in modo che siano inclusive tutte le
attività che gli competono. Quindi se il contratto/lettera di incarico
prevedesse tutti gli obblighi come dovrebbe, ciò sarebbe una tutela per
5) l'assenza di audit interni in tema di qualità della
6) l'assenza di controlli esterni
7) l'inerzia degli R.L.S. molto spesso passivi nel loro
8) l'inerzia dei medici che, privi di sanzione, non premono
certamente fuori dalle porte delle aule per partecipare alla formazione.
9) la fornitura del medico competente alle azienda da parte
di società intermediarie: poliambulatori, società di servizi che retribuiscono
il medico a prestazione erogata e non per gli obblighi che gli competono E allora mi chiedo: ma cosa spiegheranno i formatori in tema
di rischi per la salute, in tema di effetti su organi bersaglio, in tema di
anatomia, fisiologia, patologie, risposte dell'organismo, prevenzione medica,
malattie professionali, ecc.?
Quale sarebbe quindi l'iter corretto? Il servizio di
prevenzione e protezione, stabilendo il programma formativo dovrebbe
condividere i contenuti con il medico competente, affidandogli un monte ore
quale docente
Consiglio ai medici competenti: verbalizzate, nel corso dei
sopralluoghi o altre relazioni la vostra disponibilità a partecipare ai
programmi formativi aziendali.
Consiglio alle aziende e agli R.S.P.P.: considerata la
pesante sanzione prevista qualora il datore di lavoro non richiami il medico
competente agli obblighi previsti dal Testo Unico, richiedete in forma scritta
al medico competente la partecipazione alla formazione.
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...conclusione opinabile e senza particolari fondamentiRispondi Autore: Flavio Napolitano25/11/2015 (11:16:20)In una realtà economica in cui si fa fatica a promuovere e incentivare anche la redazione di un DVR, è di difficile riscontro la realizzazione di quanto menzionato giustamente in questo articolo... Pongo una ulteriore riflessione: Ma quanti medici competenti conoscete nella vostra attività che PARTECIPANO alla redazione del DVR? Certo tutti si fa... con i soldi... ma spiegarlo ai clienti e convincerli è molto piu difficile che redigere il DVR stessoRispondi Autore: pietro ferrari25/11/2015 (13:52:06)Semplice e chiaro.
Sono completamente d'accordo con Ravalli.
cordialmenteRispondi Autore: Luca Vannucchi25/11/2015 (15:55:11)Faccio il mestiere di RSPP e Formatore EHS dal 1999, e vorrei proporre il punto 10.
Sarebbe opportuno che i medici seguissero dei corsi di formazione ai formatori come noi, cosa che pochissimi di quelli che consco fanno perchè non si sentono obbligati.
Inoltre coloro che veramente si propongono concretamente sulla progettazione della formazione posso contarli sulle dita di una mano, molti se coinvolti svicolano, altri conducono la lezione in modo unidirezionale come a un congresso, è dopo mezza ora hanno già perso l'atttenzione dell'aula.
Tutto ciò accade anche in aziende certificate OHSAS 18001 dove il datore di lavoro e il SPP sono molto attenti e sensibili sia per cultura che per cogenza legislativa. Concordo che sarebbe importantissimo formare da parte di specialisti quali sono i MC gli argomenti che avete enunciato, ma occorre che molti medici del lavoro prima imparino a fare i formatori.
Rispondi Autore: Giorgio Fiorentini25/11/2015 (16:19:46)Condivido pienamente quanto riportato dal Dr Ravalli. Mi permetto di sottolineare 3 cose:
1- la sottovalutazione delle proprie responsabilità da parte dei DDL.
2-l'inadeguatezza numerica del SPP (art. 31 D.Lgs. 81/08)
3- la mancata nomina(ove richiesto) del Medico Competente Coordinatore (art. 39).
Purtroppo ciò avviene anche in Aziende pubbliche. La ASL di Lecce ne è un chiaro esempio.Rispondi Autore: enzo raneri26/11/2015 (09:06:06)L'articolo 33 del Decreto 81/2008 stabilisce che l'RSPP deve "proporre" la formazione da erogare ai Lavoratori: io faccio questo in un apposito capitolo del DVR.
Alla redazione del DVR deve collaborare il Medico Competente: io prevedo che il Medico rediga un apposito verbale di collaborazione (di cui fornisco un modulo di massima, in cui può proporre modifiche e/o integrazioni.
Quasi mai avviene che il Medico lo compili dettagliatamente e sopratutto... spontaneamente
Penso che basterebbe questoRispondi Autore: claudia scaccia26/11/2015 (16:20:48)Credo sia opportuno evidenziare che per poter svolgere il ruolo di formatore in corsi per lavoratori anche il Medico, come ogni formatore, dovrebbe avere i requisiti richiesti dal Decreto Interministeriale in vigore dal marzo 2014. Se è ragionevole supporre che nella formazione di un RSPP ci siano con buona probabilità gli argomenti richiesti da tale decreto o che i requisiti siano raggiungibili con poche ore di approfondimenti mirati, altrettanto non credo sia per i Medici Competenti, che non potrebbero neanche, nella maggior parte dei casi, avvalersi del sesto criterio.Rispondi Autore: Alessandro Claudio Orefice26/11/2015 (18:39:11)Un grazie a Cristiano Ravalli, che in senso ostinato e contrario all’andazzo (p.e. vedasi l’interminabile discussione sull’obbligo o meno se registrare i near miss in azienda oppure rimuovere la riflessione su ciò che non è accaduto ma che avrebbe potuto essere), non smette di pungolare (laddove il dente duole). Personalmente ho iniziato una quindicina di anni fa, grazie alla condivisione del lavoro ed alla pazienza di RSPP come me interessati, a condividere il senso di progettazione ed erogazione della formazione HR, così da prevedere il coinvolgimento di MC nei momenti di formazione. Fare quello che qualcuno (solo perché comanda) vorrebbe per risparmiare sui costi, senza considerare quel che (anche a lui) serve sul piano dei risultati da raggiungere riguardo alle persone ed alla loro tutela, è una contraddizione che sul piano del service management (che oltre ad osservare in azienda, ho insegnato in università a tanti giovani), sarebbe particolarmente utile per la salute ed il benessere organizzativo, per le prestazioni, per assicurare la qualità delle relazioni di lavoro e finanche per i risultati dell’impresa. Non mi sono mai attenuto troppo nella mia esperienza professionale , né tanto meno oggi, a quel che era (o non era) obbligatorio. L’obbligo non è mai stato generatore di senso educativo (con i figli, poi), mentre la riflessione sul suo senso e “sul perché sì e perché no”, sì. Fare (o far fare le cose le cose) perché si è obbligati e, soprattutto, chiedere alle persone di eseguirle, ‘ste cose, per questo motivo, è una ‘contraddictio in adjecto’ che non c’entra un beneamato nulla di nulla con la formazione. Anzi nella mia esperienza di motivazione, ne è la fossa. Non ho mai visto nessuno fare bene qualcosa perché ne è obbligato, specie dopo che gli ho girato le spalle e l’ho lasciato solo. Evidentemente si preferisce essere schiavi della profezia che si autoavvera e ritenere che la formazione, come educazione a essere protagonisti attivi e consapevoli del proprio spazio nei contesti di azione in azienda, ancora oggi non sia un bene e che debba andare vada di pari passo con iniezioni da cavallo di fordismo. Nell’economia dei servizi questo atteggiamento manageriale è un disastro. Ma va bene, continuiamo così, facciamoci del male. Oppure coinvolgiamo i MC dei processi di formazione. Se sono buoni professionisti, ce ne saranno grati. Se storcono il naso e ti rispondono che vogliono fare i fornitori, ma a me non è mai accaduto di sentirmi rispondere così, meglio dare forfait e cercare partner altrove. Esegui il login a Facebook per pubblicare il commento anche sulla tua bachecaEsegui il login tramite Google+!Esegui il login tramite Twitter!Nome e cognome:(obbligatorio)E-Mail (ricevi l'avviso di altri commenti all'articolo)Inserisci il tuo commento:Ho letto e approvato la policy dei commenti. Il post che sto inserendo non contiene offese e volgarità, non è diffamante, non è pubblicitario e non viola le leggi italiane.