Source: http://docplayer.it/10475771-Tecnologie-diesel-e-sistemi-frenanti-s-p-a-modello-di-organizzazione-gestione-e-controllo-ex-decreto-legislativo-8-giugno-2001-n.html
Timestamp: 2018-03-24 06:43:32+00:00
Document Index: 24079320

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 25', 'art. 2625', 'art 2637', 'art 2638', 'art.25']

TECNOLOGIE DIESEL E SISTEMI FRENANTI S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. - PDF
Download "TECNOLOGIE DIESEL E SISTEMI FRENANTI S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N."
Giovanna Cara
1 TECNOLOGIE DIESEL E SISTEMI FRENANTI S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. 231 PARTE SPECIALE B: REATI SOCIETARI Approvato dal Consiglio di Amministrazione del 03/11/2014 Pag. 1 di 10
2 INDICE Premessa... 3 B.1 Le fattispecie di reati societari (art. 25-ter del Decreto)... 4 B.2 Processi sensibili... 6 B.3 Principi generali di condotta e comportamento e di assetto del sistema di organizzazione, gestione e controllo... 6 B.4 Principi specifici e componenti del sistema di organizzazione, gestione e controllo Pag. 2 di 10
3 Premessa La presente Parte Speciale, dedicata alla prevenzione dei reati societari e disciplina dei comportamenti ed attività che potrebbero astrattamente configurarli, è strutturata nelle seguenti sezioni:. illustrazione delle fattispecie di reato ascrivibili alla famiglia dei reati societari, astrattamente configurabili nella realtà TDIT; identificazione dei processi ed attività aziendali di TDIT a rischio di potenziale commissione dei suddetti reati e derivanti dalle attività di risk assessment condotte (c.d. Processi Sensibili); per ciascun Processo Sensibile viene inoltre fornita la descrizione sintetica delle attività riconducibili al Processo Sensibile; per ciascun Processo Sensibile vengono illustrate le esemplificazioni più significative delle fattispecie di reato potenzialmente associabili alla realtà TDIT; delineazione dei principi di comportamento e regole di condotta applicabili nella realizzazione delle attività entro i Processi Sensibili, ad integrazione del sistema etico e delle regole di comportamento delineato al Capitolo 4 della Parte Generale del presente Modello; per ciascun Processo Sensibile, o per categorie omogenee di processi, viene infine fornita la previsione di principi specifici di comportamento e di controllo, coerentemente con i principi ispiratori definiti all interno del Capitolo 4 della Parte Generale, ed al fine di rappresentare aspetti peculiari delle componenti del sistema di controllo interno rilevanti ai fini della disciplina del/i Processo/i. Pag. 3 di 10
4 B.1 Le fattispecie di reati societari (art. 25-ter del Decreto) Il Decreto prevede una serie di reati societari, tra i quali si ritiene che quelli che possono essere commessi nell ambito dell attività svolta da TDIT siano i seguenti: False comunicazioni sociali (art c.c.) Tale ipotesi di reato si realizza nel caso in cui ad esempio gli amministratori della Società, con l intenzione di ingannare i soci o il pubblico al fine di trarne ingiusto profitto, espone nei bilanci, relazioni o altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci o al pubblico, fatti materiali non rispondenti al vero, ovvero omette di fornire notizie la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione della Società o del Gruppo di appartenenza, in modo idoneo a indurre in errore i destinatari delle suddette comunicazioni. False comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori (art c.c.) Tale fattispecie di reato sussiste, qualora ricorrano gli elementi richiesti per il realizzarsi del precedente illecito e vi sia un danno per i soci o per i creditori. Impedito controllo (art. 2625, 2 comma c.c.) Tale reato si configura qualora, occultando documenti o con altri idonei artifici, gli amministratori di TDIT impediscano o comunque ostacolino lo svolgimento delle attività di controllo legalmente attribuite ai soci, o al collegio sindacale, cagionando un danno ai soci. Indebita restituzione dei conferimenti (art c.c.) Tale figura di reato si realizza nel caso in cui un amministratore di TDIT, fuori dei casi di legittima riduzione del capitale sociale e sotto qualsiasi forma, restituisca ai soci i conferimenti o li liberi dall obbligo di eseguirli. Illegale ripartizione degli utili e delle riserve (art c.c.) Tale figura di reato ricorre nel caso in cui gli amministratori di TDIT ripartiscano utili o acconti su utili non effettivamente conseguiti o destinati per legge a riserva, ovvero ripartiscano riserve, anche non costituite con utili, che non possono per legge essere distribuite. Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante (art c.c.) - Tale figura di reato si configura qualora gli amministratori di TDIT acquistino o sottoscrivano, al di fuori dei casi previsti dalla legge, azioni sociali, cagionando una lesione all integrità del capitale sociale o delle riserve non distribuibili per legge. Operazioni in pregiudizio dei creditori (art c.c.) Tale figura di reato si realizza nel caso in cui gli amministratori di TDIT, violando le disposizioni di legge a tutela dei creditori, effettuino riduzioni del capitale sociale o fusioni con altra società o scissioni, cagionando danno ai creditori. Formazione fittizia del capitale (art c.c.) Tale figura di reato si configura qualora gli amministratori e i soci conferenti di Pag. 4 di 10
5 TDIT, anche in parte, formino od aumentino fittiziamente il capitale sociale mediante attribuzioni di azioni o quote in misura complessivamente superiore all'ammontare del capitale sociale, sottoscrizione reciproca di azioni, sopravvalutazione rilevante dei conferimenti di beni in natura o di crediti ovvero del patrimonio della Società nel caso di trasformazione. Corruzione tra privati (art c.c.) Tale fattispecie di reato si può configurare qualora un esponente di TDIT dia o prometta denaro o altra utilità ad un esponente di un altra società (amministratore, direttore generale, dirigente preposti alla redazione dei documenti contabili societari, sindaco, liquidatore o soggetti sottoposti alla direzione e vigilanza dei primi), affinché questo compia od ometta atti (ad es. accordi un importante contratto a TDIT per un corrispettivo molto superiore alla media), in violazione degli obblighi inerenti al suo ufficio o degli obblighi di fedeltà, cagionando nocumento alla società. Illecita influenza sull assemblea (art c.c.) Tale fattispecie di reato si configura nell ipotesi in cui un soggetto apicale di TDIT o sottoposto alla direzione e vigilanza di uno di questi (il reato può, infatti, essere commesso da chiunque, quindi anche da soggetti esterni alla Società), con atti simulati o fraudolenti, determini la maggioranza in assemblea, allo scopo di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto. Aggiotaggio (art 2637 c.c.) Tale fattispecie di reato ricorre qualora, ad esempio, il soggetto apicale di TDIT diffonda notizie false ovvero ponga in essere operazioni simulate o altri artifici idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari non quotati, ovvero ad incidere in modo significativo sull affidamento che il pubblico ripone nella stabilità patrimoniale di banche o di gruppi bancari. Ostacolo all esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art 2638 c.c.) Tale fattispecie di reato si realizza qualora nelle comunicazioni alle autorità di vigilanza previste ai sensi della normativa applicabile in materia si espongano fatti materiali non corrispondenti al vero, ovvero si occultino con altri mezzi fraudolenti fatti che si sarebbero dovuti comunicare, al fine di ostacolare l esercizio delle funzioni di vigilanza. Pag. 5 di 10
6 B.2 Processi sensibili I Processi identificati come a rischio di commissione dei Reati ai sensi del Decreto sono emersi dall analisi di risk assessment (cfr. Capitolo 2 Processo di redazione e implementazione del Modello ). (omissis) B.3 Principi generali di condotta e comportamento e di assetto del sistema di organizzazione, gestione e controllo La presente sezione illustra le regole di condotta generali e di comportamento, nonché di assetto del sistema di organizzazione, gestione e controllo che, unitamente ai principi definiti al Capitolo 4 della Parte Generale in materia di componenti del sistema di controllo preventivo ed ai principi specifici sanciti nel paragrafo B.4 dovranno essere seguite dai Destinatari al fine di prevenire il verificarsi dei Reati descritti nel Paragrafo B.1. La presente Parte Speciale B prevede l espresso divieto a carico dei Destinatari del presente Modello - di porre in essere comportamenti: tali da integrare le fattispecie di reato sopra considerate (art.25 ter del Decreto); che, sebbene risultino tali da non costituire di per sé fattispecie di reato rientranti tra quelle sopra considerate, possano potenzialmente diventarlo; non in linea o non conformi con i principi e le prescrizioni contenute nel presente Modello, nel Codice Etico e nel Code of Business Conduct. All uopo, ai Destinatari è fatto divieto in particolare di tenere i seguenti comportamenti/effettuare le seguenti operazioni: rappresentare o trasmettere per l elaborazione e la rappresentazione di bilanci, relazioni e prospetti o altre comunicazioni sociali, dati falsi, lacunosi o, comunque, non rispondenti alla realtà, sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società; omettere dati ed informazioni imposti dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società; illustrare i dati e le informazioni utilizzati in modo tale da fornire una presentazione non corrispondente all effettivo giudizio maturato sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Società e sull evoluzione della sua attività, nonché sugli eventuali strumenti Pag. 6 di 10
7 finanziari e relativi diritti; Modello di organizzazione, gestione e controllo agli amministratori è vietato ripartire utili o acconti su utili non effettivamente conseguiti, o destinati per legge a riserva, ovvero ripartire riserve, anche non costituite con utili, che non possono per legge essere distribuite; compiere azioni o tenere comportamenti nei confronti di esponenti di società (siano esse Fornitori, Consulenti, ecc.) che siano o possano essere interpretati come pratiche di corruzione, favori illegittimi, comportamenti collusivi, sollecitazioni, dirette o mediante terzi, di privilegi per sé o per altri rilevanti ai fini della commissione del reato di corruzione tra privati; distribuire o ricevere omaggi commerciali, regali o altre utilità (inclusi pasti, viaggi e attività di intrattenimento) che possano costituire violazione di leggi o regolamenti o siano in contrasto con il Codice Etico o il Code of Business Conduct, o possano - se resi pubblici - costituire un pregiudizio, anche solo di immagine, per TDIT In particolare, non è consentito offrire denaro o utilità di qualsiasi tipo (promesse di assunzione, etc.) o compiere atti di cortesia commerciale, salvo che si tratti di utilità di modico valore ed elargite nel rispetto delle Procedure aziendali e del sistema di autorizzazioni ivi previsto, e sempre che comunque non possano essere in alcun modo interpretate quale strumento per influenzarli nell espletamento dei loro doveri o per indurli a violare i loro obblighi d ufficio o di fedeltà (sia affinché agiscano in un dato senso od omettano di agire), per ricevere favori illegittimi e/o per trarne indebito vantaggio. I regali offerti - salvo quelli di modico valore - devono essere documentati in modo adeguato per consentire le prescritte verifiche; allo stesso modo è vietato ai dipendenti e agli altri destinatari, così come ai loro familiari, accettare omaggi, regali o altri benefici che possano influenzare la loro indipendenza di giudizio o che possano compromettere la reputazione di TDIT. A tal fine, ogni dipendente e destinatario deve evitare situazioni in cui interessi di natura personale possano essere in conflitto con quelli di TDIT, attenersi alle procedure aziendali e ai sistemi di autorizzazione ivi previsti; riconoscere, in favore dei Fornitori, Consulenti, e/o collaboratori esterni, compensi che non trovino adeguata giustificazione in relazione al tipo di incarico da svolgere ed alla prassi vigente nel settore di attività interessato; impedire od ostacolare in qualunque modo, anche occultando documenti o utilizzando altri idonei artifici, lo svolgimento delle attività istituzionali di controllo e di revisione, proprie del Collegio Sindacale del socio e/o delle società di revisione; determinare o influenzare illecitamente l assunzione delle delibere assembleari, ponendo a tal fine in essere atti simulati o fraudolenti che si propongano di alterare artificiosamente il normale e corretto Pag. 7 di 10
8 procedimento di formazione della volontà assembleare; agli amministratori è vietato restituire, anche simulatamente, i conferimenti ai soci o liberarli dall obbligo di eseguirli, fatte salve ovviamente le ipotesi di legittima riduzione del capitale sociale; agli amministratori è vietato ripartire utili o acconti su utili non effettivamente conseguiti, o destinati per legge a riserva, ovvero ripartire riserve, anche non costituite con utili, che non possono per legge essere distribuite; agli amministratori è vietato acquistare o sottoscrivere azioni sociali o della società controllante al di fuori dei casi consentiti dalla legge, con ciò cagionando una lesione all integrità del capitale sociale o delle riserve non distribuibili per legge; agli amministratori è vietato effettuare riduzioni del capitale sociale o fusioni con altre società o scissioni in violazione delle norme di legge, con ciò cagionando un danno ai creditori; agli amministratori è vietato formare o aumentare fittiziamente il capitale sociale mediante attribuzioni di azioni per somma inferiore al loro valore nominale, sottoscrizione reciproca di azioni o quote, sopravvalutazione rilevante dei conferimenti di beni in natura o di crediti, ovvero del patrimonio sociale in caso di trasformazione. In particolare, i Destinatari devono osservare i seguenti obblighi: i Destinatari devono osservare una condotta improntata a principi di integrità, correttezza e trasparenza nell attività di formazione del bilancio. Pertanto, è vietato indicare o inviare per l elaborazione o l inserimento di dati falsi, artefatti, incompleti o comunque non rispondenti al vero, sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della Società. E fatto inoltre divieto di porre in essere attività e/o operazioni volte a creare disponibilità extracontabili (ad esempio ricorrendo a fatture per operazioni inesistenti o alla sovra fatturazione), ovvero volte a creare fondi neri o contabilità parallele, anche per valori inferiori alle soglie di rilevanza penale poste dagli artt e 2622 c.c. Una particolare attenzione deve essere dedicata alla stima delle poste contabili: i soggetti che intervengono nel procedimento di stima devono attenersi al rispetto del principio di ragionevolezza ed esporre con chiarezza i parametri di valutazione seguiti, fornendo ogni informazione complementare che sia necessaria a garantire la veridicità del documento. Il bilancio deve inoltre essere completo sotto il profilo dell informazione societaria e deve contenere tutti gli elementi richiesti dalla legge e dalle Istruzioni di Vigilanza. Analoga correttezza è richiesta agli amministratori, ai sindaci, agli eventuali direttori generali, agli eventuali liquidatori nella redazione di tutte le altre comunicazioni imposte o comunque previste dalla legge e dirette ai soci o al Pag. 8 di 10
9 pubblico, affinché le stesse contengano informazioni chiare, precise, veritiere e complete; i Destinatari devono osservare una condotta tesa a garantire il regolare funzionamento di TDIT, e la corretta interazione tra i suoi organi sociali, assicurando ed agevolando ogni forma di controllo sulla gestione sociale, nei modi previsti dalla legge, nonché la libera e regolare formazione della volontà assembleare; i Destinatari nel compimento di operazioni di qualsiasi natura su strumenti finanziari ovvero nella diffusione di informazioni relative ai medesimi, devono attenersi al rispetto dei principi di correttezza, trasparenza, completezza dell informazione, tutela del mercato e rispetto delle dinamiche di libera determinazione del prezzo dei titoli; ai Destinatari è fatto assoluto divieto di diffondere, concorrere a diffondere, in qualunque modo, informazioni, notizie o dati falsi o porre in essere operazioni fraudolente o comunque fuorvianti in modo anche solo potenzialmente idoneo a provocare un alterazione del prezzo di strumenti finanziari; i Destinatari devono: a) comportarsi sempre con diligenza, correttezza e trasparenza, nell interesse del pubblico degli investitori e del mercato; b) organizzarsi in modo da escludere la ricorrenza di situazioni di conflitto di interesse e, in tali occasioni, assicurare comunque l equilibrata tutela degli interessi in conflitto; c) adottare misure affinché non si realizzi un indebita circolazione/diffusione, all interno della Società e del Gruppo, di informazioni rilevanti; nessuna pratica discutibile o illegale può essere in alcun caso giustificata o tollerata per il fatto che essa è consuetudinaria nel settore nel quale TDIT opera. Nessuna prestazione dovrà essere imposta o accettata se la stessa può essere raggiunta solo compromettendo gli standard etici della Società; gli organi societari ed i dipendenti della Società, devono attenersi scrupolosamente e rispettare eventuali limiti previsti nelle deleghe organizzative o procure conferite dalla Società; tutti i dipendenti TDIT e i Collaboratori sono tenuti a rispettare le procedure, direttive e policy aziendali applicabili alle attività svolte nell ambito dei Processi Sensibili; eventuali situazioni di incertezza in ordine ai comportamenti da tenere, all interpretazione della normativa vigente e delle procedure interne devono essere sottoposte all attenzione del superiore gerarchico e/o dell OdV. Pag. 9 di 10
10 B.4 Principi specifici e componenti del sistema di organizzazione, gestione e controllo (omissis) Pag. 10 di 10
Codice etico. Sapri Broker S.r.l. Aggiornato il 15/10/2013. Sapri broker srl 01084191004
Codice etico Sapri Broker S.r.l. Aggiornato il 15/10/2013 Introduzione 4 Missione......4 Valori aziendali e adozione del Codice Etico......4 Principi generali. Rispetto di leggi e regolamenti 5 1. Attività
GE MEDICAL SYSTEMS ITALIA SPA GE MEDICAL SYSTEMS ITALIA S.P.A. Codice di Comportamento Etico Integrativo
GE MEDICAL SYSTEMS ITALIA S.P.A. Codice di Comportamento Etico Integrativo 1 Premessa Il Decreto Legislativo n. 231 dell 8 giugno del 2001 ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento la responsabilità
Codice etico. (Allegato al Modello Organizzativo ex D.Lgs 231/2001)
Codice etico (Allegato al Modello Organizzativo ex D.Lgs 231/2001) FIDIMPRESA LAZIO scpa Il contenuto del presente documento costituisce materiale INDICE CODICE ETICO... 3 Regole di comportamento... 3
CODICE ETICO - S.A.R. Trasporti Soc. Coop. P.A.
CODICE ETICO - S.A.R. Trasporti Soc. Coop. P.A. INTRODUZIONE Il presente Codice Etico è stato elaborato per definire in maniera esplicita i principi etici fondamentali, che costituiscono, da sempre, l
la liceità delle operazioni e della propria attività, intesa come il rispetto della Legge e delle consuetudini;
CODICE ETICO 1 1. Premessa. Zignago Vetro S.p.A. (in breve la Società ) adotta il presente Codice Etico al fine di definire con chiarezza l insieme dei valori che la stessa riconosce e condivide e che
CODICE ETICO Società Svizzera d Assicurazione contro la Grandine, Sede Secondaria Italiana
Società Svizzera d Assicurazione contro la Grandine, Sede Secondaria Italiana Approvato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 21 febbraio 2007 PREMESSA Ai tempi della fondazione della Schweizerische
CODICE ETICO Ex Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n.231 e successive modificazioni
Residenza per Anziani Ex Decreto Legislativo 8 giugno 20 n.231 e successive modificazioni Data di emissione revisione Pag 1 di 14 INDICE 1. INTRODUZIONE 2. PRINCIPI GENERALI 2.1 Centralità della persona
Codice Etico. Puglia Sviluppo SpA
Rev. 02 del 09 ottobre 2014 Pag. 1 di 18 Codice Etico di Puglia Sviluppo SpA Rev. 02 del 09 ottobre 2014 Pag. 2 di 18 Sommario 1. La missione di Puglia Sviluppo... 3 2. Valori aziendali e principi etici...
PUNTO SERVICE Cooperativa Sociale a r.l. CODICE ETICO
PUNTO SERVICE Cooperativa Sociale a r.l. CODICE ETICO Revisione N. 1 del 14/12/2012 1 INDICE SEZIONE I... 5 PRINCIPI GENERALI 1.1 Premessa...5 1.2 Finalità del Codice Etico...5 1.3 Destinatari del Codice