Source: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Strumenti/Modelli/ModulisticaAP/Modelli+di+dichiarazione/2007/Unico+PF+2007/Fascicolo_2/1_Istruzioni_per_la_compilazione_dei_quadri_aggiuntivi_al_modello_baseXX/4_Quadro_RT_Plusvalenze_di_natura_finanziaria.html
Timestamp: 2016-05-03 12:28:05+00:00
Document Index: 7610542

Matched Legal Cases: ['art. 67', 'art. 44', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 44', 'art. 67', 'art. 68', 'art. 5', 'art. 68', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 68', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 68', 'art. 67', 'art. 68', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 67', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art.\n2', 'art. 5']

Agenzia delle Entrate - Strumenti - 4. QUADRO RT - PLUSVALENZE DI NATURA FINANZIARIA
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4. QUADRO RT - PLUSVALENZE DI NATURA FINANZIARIA
SEZIONE I - PLUSVALENZE ASSOGGETTATE AD IMPOSTA SOSTITUTIVÀ
La presente sezione deve essere compilata dalle persone fisiche residenti in Italia e dai soggetti non residenti
per dichiarare le plusvalenze e gli altri redditi diversi di natura finanziaria indicati nell'art. 67, comma 1, lettere
da c-bis) a c-quinquies), del TUIR, per le quali è dovuta l'imposta sostitutiva nella misura del 12,50 per cento.
Ai fini dell'individuazione delle plusvalenze e dei redditi diversi di natura finanziaria prodotti in Italia dai
soggetti non residenti si veda la voce di Appendice "Plusvalenze e redditi diversi di natura finanziaria dei soggetti
non residenti".
cessione a titolo oneroso di partecipazioni non qualificate (partecipazioni, titoli o diritti che rappresentino una
percentuale complessiva di diritti di voto esercitabili nell'assemblea ordinaria pari o inferiore al 2 o al 20 per
cento, ovvero una percentuale di partecipazione al capitale o al patrimonio pari o inferiore al 5 o al 25 per
cento, secondo che si tratti di società i cui titoli sono negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni).
Non rientra in questa sezione la cessione a titolo oneroso di partecipazioni non qualificate non negoziate
nei mercati regolamentati, in società o enti residenti o localizzati in Stati o territori indicati nella cosiddetta "Black
list" (individuati dal D.M. 21 novembre 2001) sempreché non sia dimostrato tramite l'esercizio del diritto di interpello,
che dal possesso delle suddette partecipazioni non sia conseguito l'effetto di localizzare i redditi nello
Stato o territorio a fiscalità privilegiata. Vi rientrano in ogni caso le cessioni di azioni di risparmio, sempreché
non convertibili, e quote di partecipazione in enti non commerciali residenti (indipendentemente, per queste ultime
due ipotesi, dalla percentuale di partecipazione al capitale o al patrimonio che le stesse rappresentano).
Sono assimilate a tali plusvalenze quelle realizzate mediante cessione di partecipazioni in soggetti esteri nonché
titoli e strumenti finanziari di natura non qualificata di cui all'art. 44, comma 2 lett. a) del TUIR. Vale a dire,
i titoli nonché gli strumenti finanziari in ordine ai quali la relativa remunerazione deve essere costituita esclusivamente
da utili, ossia essere rappresentativa di una partecipazione ai risultati economici della società emittente
(di società appartenenti allo stesso gruppo o dell'affare in relazione al quale gli strumenti finanziari sono stati
emessi). Inoltre, nel caso di titoli strumenti emessi da soggetti esteri tale remunerazione deve essere totalmente
indeducibile dal reddito della società emittente secondo le regole proprie vigenti nel Paese estero di residenza.
Devono, inoltre, essere indicate in questa sezione le plusvalenze relative a contratti di associazione in partecipazione
e di cointeressenza, qualora il valore dell'apporto di capitale sia pari o inferiore al 5 per cento o al
25 per cento del valore del patrimonio netto contabile risultante dall'ultimo bilancio approvato prima della data
di stipula del contratto secondo che si tratti di società i cui titoli sono negoziati in mercati regolamentati o di
altre partecipazioni ovvero qualora il valore dell'apporto sia pari o inferiore al 25 per cento dell'ammontare delle
rimanenze finali e del costo complessivo dei beni ammortizzabili, al netto dei relativi ammortamenti, qualora
l'associante sia una impresa minore (art. 67, comma 1, lett. c-bis);
cessione a titolo oneroso o rimborso di titoli non partecipativi (comprese le obbligazioni e i titoli di Stato),
nonché cessione a titolo oneroso di metalli preziosi e di valute estere se derivanti da depositi o conti correnti
o da cessione a termine. Alla cessione a titolo oneroso della valuta estera è equiparato anche il prelievo
dal conto corrente ovvero dal deposito nel solo caso in cui la giacenza dei depositi complessivamente intrattenuti
dal contribuente superi euro 51.645,69 per almeno sette giorni lavorativi continui (art. 67, comma 1,
lett. c-ter) e comma 1-ter);
contratti derivati, nonché i redditi derivanti da ogni altro contratto a termine che, pur non essendo generalmente
compreso fra i contratti derivati, presenta comunque la caratteristica di poter essere eseguito in forma
differenziale e cioè con il pagamento di semplici differenze di prezzo (art. 67, comma 1, lett. c-quater);
cessione a titolo oneroso ovvero chiusura di rapporti produttivi di redditi di capitale, di crediti pecuniari non rappresentati
da titoli, di strumenti finanziari, nonché quelli realizzati mediante rapporti attraverso cui possono essere
conseguiti differenziali positivi e negativi in dipendenza di eventi incerti (art. 67, comma 1, lett. c-quinquies).
Fra le plusvalenze e i redditi di cui alle lettere c-ter), c-quater) e c-quinquies), del comma 1 dell'art. 67, si comprendono
anche quelli realizzati mediante rimborso o chiusura delle attività finanziarie o dei rapporti ivi indicati
sottoscritti all'emissione o comunque non acquistati da terzi per effetto di cessione a titolo oneroso (art. 67,
comma 1-quater del TUIR).
Le plusvalenze derivanti dalla cessione di strumenti esteri, nonché di azioni estere per le quali non sussistono i
requisti di cui all'art. 44, comma 2, lett. a) del TUIR e che, pertanto, non siano inquadrabili tra quelle alle quali
si applicano le disposizioni delle lettere c) e c-bis) del predetto art. 67, rientrano nell'ambito applicativo delle
disposizioni di cui alle lettere c-ter) e c-quinquies) delle stesso articolo.
Per i contratti di associazioni in partecipazioni stipulati con associanti esteri vedi anche istruzioni alla sezione III.
Per quanto riguarda la cessione di diritti reali di godimento e, in particolare, del diritto di usufrutto e della nuda
proprietà, si veda la voce di APPENDICE "Cessione di diritti reali di godimento relativi a partecipazioni".
Per quanto riguarda i criteri di determinazione della base imponibile l'art. 68, comma 6, del TUIR, prevede
che le plusvalenze sono costituite dalla differenza tra il corrispettivo percepito (ovvero la somma o il valore normale
dei beni rimborsati) ed il costo (ovvero il valore d'acquisto), aumentato di ogni onere inerente alla loro
produzione, compresa l'imposta di successione e donazione, le spese notarili, le commissioni d'intermediazione,
la tassa sui contratti di borsa, ecc., ad eccezione degli interessi passivi.
Nel caso di acquisto per successione si assume come costo di acquisto il valore definito o, in mancanza, quello
dichiarato agli effetti di tale imposta. Per i titoli esenti dal tributo successorio si assume come costo il valore
normale alla data di apertura della successione. Per le successioni aperte successivamente alla data del 25 ottobre
2001 si deve assumere come costo quello sostenuto dal de cuius.
Nel caso di acquisto per donazione il contribuente deve assumere il costo del donante e, cioè, quello che il
donante avrebbe assunto come costo o valore di acquisto se, invece di donare l'attività finanziaria di cui abbia
il possesso, l'avesse ceduta a titolo oneroso.
Nel caso di attività finanziarie per le quali è stata presentata la dichiarazione di emersione (cosiddetto "scudo fiscale")
di cui al decreto legge 25 settembre 2001, n. 350, convertito dalla legge 23 novembre 2001, n. 409,
in mancanza del costo di acquisto i contribuenti possono assumere l'importo indicato nella stessa dichiarazione.
Il costo di acquisto dei titoli partecipativi deve intendersi comprensivo anche dei versamenti, in denaro o in natura,
a fondo perduto o in conto capitale, nonché della rinuncia ai crediti vantati nei confronti della società da
parte dei soci o partecipanti.
Per le partecipazioni nelle società indicate dall'art. 5 del TUIR, il comma 6 dell'art. 68 del TUIR stabilisce che
il costo è aumentato o diminuito dei redditi e delle perdite imputate al socio e dal costo si scomputano, fino a
concorrenza dei redditi già imputati, gli utili distribuiti al socio. In tal modo i redditi della società già tassati in
capo ai soci non sono assoggettati nuovamente a tassazione quali plusvalenze da cessione.
Il costo o valore d'acquisto delle partecipazioni va assunto nel suo importo effettivo e, quindi, senza procedere
all'adeguamento di cui all'abrogato art. 2, comma 5, del D.L. n. 27 del 1991.
Tuttavia per le attività finanziarie detenute al 1º luglio 1998, il costo fiscalmente riconosciuto si assume tenendo
conto anche delle disposizioni di carattere transitorio di cui all'art. 14 del D.Lgs. n. 461 del 1997, qualora
il contribuente se ne sia avvalso.
In caso di rideterminazione del valore delle partecipazioni ai sensi dell'art. 5 della legge n. 448 del 2001 e
dell'art. 2 del D.L. n. 282 del 2002, e successive modificazioni, il contribuente utilizza il valore rideterminato
della partecipazione in luogo del costo o del valore di acquisto.
Per quanto concerne la determinazione della base imponibile delle plusvalenze derivanti dalla cessione a termine
di valute, si assume come costo il valore della valuta calcolato in base al cambio a pronti vigente alla data
di stipula del contratto di cessione.
Nel caso, invece, di cessione a pronti di valute estere prelevate da depositi e conti correnti, la base imponibile è
pari alla differenza tra il corrispettivo della cessione ed il costo della valuta, rappresentato dal cambio storico calcolato
sulla base del criterio "L.I.F.O.", costo che deve essere documentato dal contribuente. Qualora non sia possibile
determinare il costo per mancanza di documentazione, si deve far riferimento al minore dei cambi mensili
determinati con l'apposito decreto ministeriale nel periodo d'imposta in cui la plusvalenza è stata conseguita.
Per quanto concerne la determinazione della base imponibile della cessione a titolo oneroso di titoli diversi da
quelli partecipativi essa è determinata per differenza tra il prezzo di cessione ed il costo di acquisto, calcolato
sulla base del criterio "L.I.F.O." ed incrementato degli oneri strettamente inerenti. Qualora la cessione derivi
dall'esercizio in forma specifica di una "opzione", la plusvalenza è determinata tenendo conto del premio pagato
o incassato, il cui importo deve essere, quindi, dedotto o aggiunto al corrispettivo percepito.
Sempre in tema di determinazione della base imponibile delle plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso
di titoli non partecipativi, si fa presente che ai sensi del comma 7 dell'art. 68 del TUIR, dal corrispettivo
percepito (o dalla somma rimborsata) si scomputano i redditi di capitale maturati ma non ancora riscossi e quindi
sia quelli a maturazione periodica (interessi) che quelli a maturazione non periodica (proventi degli organismi
d'investimento collettivo del risparmio). Tale principio non si applica tuttavia agli utili derivanti dalla cessione
di partecipazioni in società ed enti soggetti all'imposta sul reddito delle società in quanto tali utili sono sempre
imponibili a carico del soggetto che li ha materialmente riscossi, anche se tale soggetto non rivestiva la
qualifica di socio al momento di approvazione della delibera di distribuzione.
Per le valute estere prelevate da depositi e conti correnti si assume come corrispettivo il valore normale della
valuta alla data di effettuazione del prelievo.
Per quanto concerne la determinazione della base imponibile delle plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo
oneroso di metalli preziosi, in mancanza della documentazione del costo di acquisto, le stesse sono determinate
in misura pari al 25 per cento del corrispettivo della cessione.
I redditi derivanti da contratti derivati e da altri contratti a termine di natura finanziaria sono costituiti dal risultato
che si ottiene facendo la somma algebrica sia dei differenziali, positivi o negativi, che degli altri proventi ed oneri
che il contribuente ha percepito o ha sostenuto in relazione a ciascuno dei rapporti di cui alla citata disposizione
dell'art. 67, lett. c-quater). Ciò implica una compensazione sia dei differenziali positivi e negativi che dei
redditi e delle perdite relativi a ciascun contratto rientrante nell'ambito della disposizione in rassegna. Ai fini dell'applicazione
dell'imposta, non è sufficiente che in relazione ai differenziali, proventi ed oneri in questione il
contribuente abbia sostenuto dei pagamenti o abbia incassato delle somme, essendo necessario che tali pagamenti
e incassi abbiano il carattere della definitività, in quanto il contratto sia stato chiuso, eseguito o ceduto.
Nel caso in cui un contratto derivato di tipo traslativo che comporti la consegna dell'attività sottostante sia eseguito
mediante tale consegna e non già mediante il pagamento del differenziale, il provento imponibile va determinato
secondo le disposizioni - già esaminate - concernenti le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo
oneroso di titoli, strumenti finanziari o di valute estere.
Tra i proventi e gli oneri che concorrono a formare il reddito o la perdita complessivamente realizzata mediante
l'utilizzo dei contratti derivati e degli altri contratti a termine rientranti nell'ambito applicativo dell'art. 67, lett.
c-quater), del TUIR, devono essere inclusi anche i premi pagati e riscossi su opzioni, sia di tipo traslativo che
differenziale, in quanto anch'essi costituiscono veri proventi ed oneri. Ai sensi del comma 8 dell'art. 68 del
TUIR, i premi in questione non devono concorrere a formare il reddito o la perdita nel periodo d'imposta in cui
essi sono stati riscossi o pagati, ma nel periodo d'imposta in cui l'opzione è stata esercitata ovvero è scaduto
il termine per il suo esercizio, in quanto è solo con il venire meno dell'opzione che può considerarsi effettivamente
compiuta l'operazione economica ad essa sottesa.
L'applicabilità di questa regola è stata esclusa, peraltro, nel caso in cui l'opzione sia stata chiusa anticipatamente
mediante la stipula di una opzione eguale e contraria per la stessa scadenza, come pure nel caso in cui l'opzione
sia stata ceduta a terzi. In dette ipotesi, infatti, ai fini dell'imputazione dei premi non è necessario attendere
la scadenza del termine stabilito per l'esercizio del diritto d'opzione, in quanto con il verificarsi di tali eventi i
premi assumono i caratteri previsti per la loro imponibilità come proventi o per la loro deducibilità come oneri.
Ai fini della determinazione delle plusvalenze e degli altri proventi realizzati mediante la cessione a titolo oneroso
o la chiusura di rapporti produttivi di redditi di capitale e mediante la cessione a titolo oneroso ovvero il
rimborso di crediti pecuniari o di strumenti finanziari, nonché quelli realizzati mediante rapporti attraverso cui
possono essere conseguiti differenziali positivi e negativi in dipendenza di un evento incerto di cui all'art. 67,
comma 1, lettera c-quinquies), del TUIR, il comma 9 dell'art. 68 del TUIR stabilisce che i redditi in questione
sono costituiti dalla differenza positiva tra i corrispettivi percepiti (ovvero le somme rimborsate) ed i corrispettivi
pagati (ovvero le somme corrisposte), aumentati di ogni onere inerente alla loro produzione, con esclusione degli
interessi passivi. Da ciò deriva che nei casi di specie non è ammessa la deducibilità delle minusvalenze e
dei differenziali negativi.
Nel caso in cui l'ammontare delle minusvalenze (o perdite) sia superiore a quello delle plusvalenze (o redditi),
indicate nella presente sezione, l'eccedenza è portata in deduzione, fino a concorrenza, dalle plusvalenze
dei periodi d'imposta successivi, ma non oltre il quarto, a condizione che tale situazione sia evidenziata nella
dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui essa si è verificata.
Le minusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate, titoli non partecipativi, certificati, valute,
metalli preziosi, crediti pecuniari e altri strumenti finanziari non possono essere portate in deduzione dalle
plusvalenze di partecipazioni qualificate e viceversa.
Il contribuente è tenuto a compilare e a conservare un apposito prospetto nel quale indicare, per ognuna delle
operazioni eseguite, l'ammontare lordo dei corrispettivi, l'ammontare dei relativi costi e il risultato del calcolo
effettuato. Questo prospetto dovrà essere esibito o trasmesso, su richiesta, all'Agenzia delle Entrate.
I righi da RT1 a RT10 devono essere utilizzati per il calcolo dell'imposta sostitutiva sulle plusvalenze e altri redditi
diversi derivanti da partecipazioni non qualificate e da titoli non partecipativi, certificati, valute, metalli preziosi,
crediti pecuniari e altri strumenti finanziari, i cui corrispettivi siano stati percepiti nel corso del 2006.
Nel rigo RT1, indicare il totale dei corrispettivi derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate, dalla
cessione o rimborso di titoli, valute, metalli preziosi, nonché differenziali positivi e altri proventi.
La casella di colonna 1 del rigo RT2 va barrata nel caso in cui un soggetto abbia provveduto alla rideterminazione
del costo delle partecipazioni ai sensi dell'art. 5 della legge n. 448 del 2001 e dell'art. 2 del D.L. n.
282 del 2002 e successive modificazioni.
Nel rigo RT2, colonna 2, indicare l'importo complessivo del costo fiscalmente riconosciuto dei titoli, valute, metalli
preziosi o rapporti, determinato secondo le istruzioni precedentemente fornite, tenendo conto anche delle
disposizioni di carattere transitorio previste dal D.Lgs. n. 461 del 1997 qualora il contribuente se ne sia avvalso
ovvero del costo rideterminato. Per i metalli preziosi, in mancanza della documentazione attestante il costo
di acquisto, indicare il 75 per cento dell'importo del relativo corrispettivo indicato nel rigo RT1.
ATTENZIONE Si ricorda che nel caso di rideterminazione del valore d'acquisto di partecipazioni, in società
non quotate, qualificate e non qualificate effettuate con perizia giurata di stima ai sensi dell'art. 5 della L. 28
dicembre 2001 n. 448 e dell'art. 2 del D.L. n. 282 del 2002 e successive modificazioni, l'assunzione del
valore "rideterminato" - in luogo del costo del valore d'acquisto - non consente il realizzo di minusvalenze.
Inoltre, in occasione di cessioni delle partecipazioni rivalutate, il confronto tra il corrispettivo di vendita e il valore
di perizia non può dar luogo a minusvalenze fiscalmente rilevanti. Ciò vale anche nell'ipotesi di rideterminazione
parziale del costo della partecipazione.
Nel rigo RT3, colonna 2, indicare l'imponibile che si ottiene per differenza tra l'importo del rigo RT2, colonna
2, e quello del rigo RT1.
Se il risultato è negativo riportare tale importo nella colonna 1 ed indicare zero nella colonna 2. La minusvalenza
potrà essere portata in diminuzione delle eventuali plusvalenze della medesima categoria realizzate nei
periodi d'imposta successivi ma non oltre il quarto, e deve essere riportato nella colonna 5 del rigo RT10. Tali
minusvalenze non possono essere portate in diminuzione delle plusvalenze, indicate nelle Sezioni II e III del
presente quadro.
Nel rigo RT4, devono essere riportate le minusvalenze indicate nel rigo RT10 del quadro RT del Modello UNICO
2006 Persone fisiche, da portare in compensazione con le plusvalenze indicate nella presente Sezione.
Nel rigo RT5, colonna 2, devono essere indicate le eccedenze di minusvalenze certificate dagli intermediari
anche se relative ad anni precedenti ma non oltre il quarto (indicate in colonna 1).
La somma degli importi di cui ai righi RT4, e RT5, colonna 2, non può essere superiore all'importo di cui al rigo
RT3, colonna 2.
Nel rigo RT6, indicare la differenza tra l'importo del rigo RT3, colonna 2, e gli importi dei righi RT4 e RT5, colonna
Nel rigo RT7, indicare l'imposta sostitutiva, pari al 12,50 per cento dell'importo di rigo RT6.
Nel rigo RT8, indicare l'eccedenza d'imposta sostitutiva risultante dalla precedente dichiarazione fino a concorrenza
dell'importo indicato nel rigo RT7. A tal fine si deve tener conto dell'eccedenza dell'imposta sostitutiva
riportata nel rigo RX6, colonna 4 del quadro RX del Modello UNICO 2006, Persone fisiche, al netto dell'importo
già compensato ai sensi del D.Lgs. n. 241 del 1997, utilizzando il modello F24.
Nel rigo RT9, indicare l'ammontare dell'imposta sostitutiva dovuta che è pari alla differenza tra l'importo del
rigo RT7 e l'importo del rigo RT8.
Nel rigo RT10, indicare, suddivise per ciascun periodo d'imposta, le eventuali quote residue delle minusvalenze
risultanti dalle dichiarazioni relative ai periodi d'imposta 2002, 2003, 2004, 2005 e dalla presente dichiarazione,
che non si sono potute compensare nella presente Sezione. Si precisa che in tale rigo non devono
essere indicate le minusvalenze certificate dagli intermediari.
SEZIONE II - PLUSVALENZE DERIVANTI DALLA CESSIONE DI PARTECIPAZIONI QUALIFICATE
La presente sezione deve essere compilata dalle persone fisiche residenti in Italia e dai soggetti non residenti per
dichiarare le plusvalenze e gli altri redditi diversi di natura finanziaria indicati nell'art. 67, comma 1, lettera c) del
TUIR, i quali concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 40 per cento del loro ammontare.
Ai fini dell'individuazione delle plusvalenze e dei redditi diversi di natura finanziaria prodotti in Italia dai soggetti
non residenti si veda la voce di Appendice "Plusvalenze e redditi diversi di natura finanziaria dei soggetti non
residenti". Si tratta delle plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni qualificate (partecipazioni,
titoli e diritti che rappresentino una percentuale superiore al 2 o al 20 per cento dei diritti di voto esercitabili nell'assemblea ordinaria, ovvero al 5 o al 25 per cento del capitale o del patrimonio, a seconda che si
tratti, rispettivamente, di titoli negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri o di altre partecipazioni) costituite
dalla cessione di azioni, diverse dalle azioni di risparmio, e di ogni altra partecipazione al capitale o al patrimonio
delle società di persone ed equiparate residenti nel territorio dello Stato (ad esclusione delle associazioni tra
artisti e professionisti), delle società ed enti commerciali residenti nel territorio dello Stato, nonché delle società ed
enti non residenti nel territorio dello Stato (nel cui ambito sono compresi anche le associazioni tra artisti e professionisti
e gli enti non commerciali). Le partecipazioni al capitale o al patrimonio in soggetti esteri nonché i titoli e
gli strumenti finanziari sono assimilati alle azioni qualora sussistono le condizioni di cui all'art. 44, comma 2 lett.
a) del TUIR (vedi istruzioni alla sezione I). Sono sempre assimilate alle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni
qualificate quelle realizzate mediante la cessione di strumenti finanziari di cui alla lett. a) del comma
2 dell'art. 44 del TUIR (vedi istruzioni alla sezione I) quando non rappresentano una partecipazione al patrimonio.
Devono essere indicate in questa sezione le plusvalenze relative a contratti di associazione in partecipazione
e di cointeressenza qualora il valore dell'apporto sia superiore al 5 per cento o al 25 per cento del valore del patrimonio
netto contabile risultante dall'ultimo bilancio approvato prima della data di stipula del contratto secondo
che si tratti di società i cui titoli sono negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni, ovvero qualora
il valore dell'apporto sia superiore al 25 per cento dell'ammontare delle rimanenze finali e del costo complessivo
dei beni ammortizzabili, al netto dei relativi ammortamenti, qualora l'associante sia una impresa minore.
Ai fini della determinazione delle plusvalenze e delle minusvalenze si applicano i criteri previsti dall'articolo 68,
illustrati nel paragrafo "Determinazione della base imponibile" relativo alla sezione I, a cui si rinvia.
Tuttavia, per effetto delle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 344 del 2003 al comma 3 dell'articolo 68 del
TUIR, concorre alla formazione del reddito complessivo il 40 per cento delle plusvalenze derivanti dalla cessione
di partecipazioni qualificate, e quelle ad esse assimilate, sommato algebricamente al 40 per cento delle
relative minusvalenze.
In deroga ai criteri ordinari di determinazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate,
il comma 4 dell'articolo 68 stabilisce che concorrono a formare integralmente il reddito complessivo del
contribuente le plusvalenze relative a partecipazioni in società residenti in Paesi o territori a regime fiscale privilegiato
di cui al decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze emanato ai sensi dell'articolo 167, comma
4, del TUIR. In relazione a quest'ultime plusvalenze dovrà essere compilata la Sezione III del presente quadro.
Nel caso in cui l'ammontare delle minusvalenze (o perdite) sia superiore a quello delle plusvalenze (o redditi), indicate
nella presente sezione, il 40 per cento dell'eccedenza è portata in deduzione, fino a concorrenza, dal
40 per cento delle plusvalenze dei periodi d'imposta successivi, ma non oltre il quarto, a condizione che tale situazione
sia evidenziata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui essa si è verificata.
Le minusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate non possono essere portate in deduzione
dalle plusvalenze di partecipazioni non qualificate e viceversa.
effettuato. Questo prospetto dovrà essere esibito o trasmesso, su richiesta, all'Agenzia delle Entrate. Modalità di compilazione della Sezione II
I righi da RT11 a RT17 devono essere utilizzati per il calcolo del reddito imponibile relativo alle plusvalenze
derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate i cui corrispettivi sono stati percepiti nel corso del 2006.
Nel rigo RT11, indicare il totale dei corrispettivi delle cessioni di partecipazioni qualificate.
La casella di colonna 1 del rigo RT12 va barrata nel caso in cui un soggetto abbia provveduto alla rideterminazione
del costo delle partecipazioni ai sensi dell'art. 5 della legge n. 448 del 2001 e dell'art. 2 del D.L.
n. 282 del 2002 e successive modificazioni.
Nel rigo RT12, colonna 2 indicare l'importo complessivo del costo fiscalmente riconosciuto delle partecipazioni
e dei diritti, determinato secondo le istruzioni precedentemente fornite tenendo conto anche delle disposizioni
di carattere transitorio previste dal D.Lgs. n. 461 del 1997 qualora il contribuente se ne sia avvalso ovvero
del costo rideterminato.
ATTENZIONE Si ricorda che nel caso di rideterminazione del valore d'acquisto di partecipazioni in società
Inoltre, in occasione della cessione delle partecipazioni rivalutate, il confronto tra il corrispettivo di vendita e il
valore di perizia non può dar luogo a minusvalenze fiscalmente rilevanti. Ciò vale anche nell'ipotesi di rideterminazione
Nel rigo RT13, colonna 2, indicare l'importo delle plusvalenze che si ottiene per differenza tra l'importo del rigo
RT11 e quello del rigo RT12, colonna 2.Se il risultato è negativo riportare tale importo nella colonna 1 ed
indicare zero nella colonna 2. La minusvalenza potrà essere portata in diminuzione delle eventuali plusvalenze
della medesima categoria realizzate nei periodi d'imposta successivi ma non oltre il quarto, e deve essere
riportata nella colonna 5 del rigo RT24. Tali minusvalenze non possono essere portate in diminuzione delle plusvalenze,
indicate nelle Sezioni I e III del presente quadro.
Nel rigo RT14, possono essere riportate le minusvalenze indicate nel rigo RT24 del quadro RT del Modello
UNICO 2006 Persone fisiche, da portare in compensazione con le plusvalenze derivanti da partecipazioni
qualificate della presente sezione.
Nel rigo RT15, indicare la differenza tra l'importo del rigo RT13, colonna 2 e quello del rigo RT14. Le eventuali minusvalenze residue vanno indicate nel rigo RT24, suddivise per ciascun periodo d'imposta.
Nel rigo RT16, indicare l'ammontare imponibile ai fini dell'IRPEF, da riportare nel quadro RN, nel rigo RN1,
colonna 2, costituito dal 40 per cento dell'importo del rigo RT15.
Nel rigo RT17, indicare l'imposta sostitutiva versata nella misura del 12,50 per cento anche mediante un intermediario
(imposta sostitutiva a credito) ai sensi dell'art. 5, comma 4, del D.Lgs. n. 461 del 1997, con riferimento
a plusvalenze relative a partecipazioni di natura qualificata.
SEZIONE III - PLUSVALENZE DERIVANTI DALLA CESSIONE DI PARTECIPAZIONI IN SOCIETà O ENTI RESIDENTI O LOCALIZZATI IN STATI O TERRITORI AVENTI UN REGIME FISCALE PRIVILEGIATO
I righi da RT18 a RT23 devono essere utilizzati per il calcolo del reddito imponibile relativo alle plusvalenze
derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate in società o enti, residenti o localizzati in Stati o territori
elencati nella cosiddetta "black list", i cui corrispettivi sono stati percepiti nel corso del 2006.
Vedere in APPENDICE la voce "Paesi e territori aventi un regime fiscale privilegiato" Nel rigo RT18, indicare il totale dei corrispettivi delle cessioni di partecipazioni qualificate.
La casella di colonna 1 del rigo RT19 va barrata nel caso in cui un soggetto abbia provveduto alla rideterminazione
Nel rigo RT19, colonna 2 indicare l'importo complessivo del costo fiscalmente riconosciuto delle partecipazioni
e dei diritti, determinato secondo le istruzioni fornite con riferimento alla disciplina introdotta dal D.Lgs. n.
461 del 1997, tenendo conto anche delle disposizioni di carattere transitorio qualora il contribuente se ne sia
avvalso ovvero del costo rideterminato.
Nel rigo RT20, colonna 2, indicare l'importo delle plusvalenze che si ottiene per differenza tra l'importo del rigo
RT18 e quello del rigo RT19, colonna 2.
periodi d'imposta successivi ma non oltre il quarto, e deve essere riportata nel rigo RT25. Tali minusvalenze non
possono essere portate in diminuzione delle plusvalenze indicate nelle Sezioni I e II del presente quadro.
Nel rigo RT21, possono essere riportate le minusvalenze indicate nel rigo RT24 (eccedenze fino all'anno 2003)
e nel rigo RT25 del quadro RT del Modello UNICO 2006 Persone fisiche, da portare in compensazione con
le plusvalenze derivanti da partecipazioni qualificate della presente sezione.
Nel rigo RT22, indicare la differenza tra l'importo del rigo RT20, colonna 2 e quello del rigo RT21. Tale importo
costituisce l'ammontare imponibile ai fini dell'IRPEF, da riportare nel quadro RN, nel rigo RN1, colonna 2.
Nel rigo RT23, indicare l'imposta sostitutiva pagata nella misura del 12,50 per cento, anche mediante un intermediario
Minusvalenze non compensate nell'anno
Nel rigo RT24, colonne da 1 a 4, indicare, suddivise per ciascun periodo d'imposta, le eventuali quote residue
delle minusvalenze risultanti dalle dichiarazioni relative ai periodi d'imposta 2002, 2003, che non si sono
potute compensare nella Sezione II e III, quelle relative ai periodi d'imposta 2004 e 2005 che non si sono
potute compensare nella sezione II e nella colonna 5 le minusvalenze della sez. II derivanti dalla presente dichiarazione.
Nel rigo RT25, nella colonna 4, indicare, l'eventuale quota residua delle minusvalenze risultante dalla dichiarazione
relativa ai periodi d'imposta 2004 e 2005, e nella colonna 5 le minusvalenze della sezione III derivanti
dalla presente dichiarazione. Riepilogo importi a credito
Nel rigo RT26, indicare:
a colonna 1, l'ammontare dell'eccedenza d'imposta sostitutiva risultante dalla precedente dichiarazione e riportata
nel rigo RX6, colonna 4, del quadro RX del Modello UNICO 2006;
a colonna 2, la parte dell'eccedenza compensata ai sensi del D.Lgs. n. 241 del 1997, utilizzando il modello
a colonna 3, l'eventuale credito residuo da riportare nel rigo RX6 del quadro RX, costituito dal risultato della
RT26 col. 1 - RT26 col. 2 - RT8
Nel rigo RT27, indicare l'ammontare complessivo dell'imposta sostitutiva versata con riferimento a plusvalenze
relative a partecipazioni di natura qualificata, costituito dalla somma degli importi indicati nei righi RT17 e
RT23. Tale importo deve essere riportato nel rigo RN21, colonna 2, del quadro RN.
RIDETERMINAZIONE DEL VALORE DELLE PARTECIPAZIONI DI CUI ALL'ART. 67, COMMA 1, LETT. C E C-BIS DEL TUIR AI SENSI DELL'ART. 2 DEL D.L. N. 282 DEL 2002 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI Nei righi da RT28 a RT32 devono essere distintamente indicate le operazioni poste in essere ai sensi dell'art.
2 del decreto legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito con modificazioni in legge 21 febbraio 2003, n.
27 e successive modificazioni, secondo le disposizioni previste dall'art. 5 della legge 28 dicembre 2001 n.
448, relative alla rideterminazione del valore delle partecipazioni, quote o diritti non negoziati nei mercati regolamentati,
posseduti alla data del 1º gennaio 2005 per le quali il valore di acquisto è stato rideterminato
sulla base di una perizia giurata di stima ed è stato effettuato sino al 30 giugno 2006 il relativo versamento
dell'imposta sostitutiva (ovvero della prima rata).
Si fa presente, che la plusvalenza conseguita per la cessione di tali partecipazioni dovrà essere regolarmente
indicata nelle apposite sezioni I, II o III del quadro RT qualora il relativo corrispettivo sia stato percepito nel corso
Nel caso di versamento cumulativo dell'imposta per più partecipazioni, quote o diritti deve essere distintamente
indicato il valore della singola partecipazione, quota o diritto, con la corrispondente imposta sostitutiva dovuta
su ciascuno di essi. A tal fine, qualora necessario, possono essere utilizzati più modelli RT.
nella colonna 1, il valore rideterminato risultante dalla perizia giurata di stima;
nella colonna 2 l'aliquota:
del 4% per le partecipazioni qualificate;
del 2% per le partecipazioni non qualificate;
nella colonna 3 l'imposta sostitutiva dovuta;
nella colonna 4, deve essere barrata la casella se l'importo dell'imposta sostitutiva dovuta è stato rateizzato;
nella colonna 5, deve essere barrata la casella se l'importo dell'imposta sostitutiva dovuta indicata nella colonna
3 è parte di un versamento cumulativo. Menu di StrumentiCodici per i versamenti e codici attivitàModelliProcedure di controlloScadenzarioSoftware di compilazioneSpecifiche tecnicheStudi di settore e parametri