Source: https://www.condominioweb.com/come-vanno-ripartite-le-spese-di-manutenzione-della-montante-elettrica-condominiale-tra.1844
Timestamp: 2019-04-23 05:06:54+00:00
Document Index: 61091000

Matched Legal Cases: ['art. 1123', 'sentenza ', 'art. 1123', 'art. 1137', 'art. 1123', 'art. 1137']

Ripartizione spese della montante elettrica
Come vanno ripartite le spese di manutenzione della montante elettrica condominiale tra tutti i titolari?
Ai sensi dell'art. 1123 c.c., e in mancanza di un accordo derogatorio dei criteri ivi indicati, le spese di manutenzione della montante elettrica condominiale vanno ripartite tra tutti i titolari delle utenze elettriche in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, con la conseguenza che la delibera che disponga la ripartizione delle spese in parti eguali è da considerarsi invalida.
Poiché attinente al procedimento di formazione della volontà assembleare, il vizio è quello dell'annullabilità. È quanto statuito dal Tribunale di Bari con la sentenza in rassegna.
(L'apposizione del contatore di energia elettrica sul muro dell'androne condominiale.)
In assenza di deroghe, ognuno partecipa in proporzione ai millesimi di proprietà. Tale situazione, indipendentemente dall'uso in concreto dell'androne, impone al ricorrente di contribuire alle spese della montante elettrica condominiale.
Dette spese tuttavia non vanno ripartite in parti uguali, come erroneamente deliberato in assemblea, bensì in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, secondo quanto stabilito dall'art. 1123 c.c..
Annullabilità della delibera. Il Tribunale barese si sofferma altresì sulla natura della invalidità che inficia la deliberazione impugnata.
Trattandosi di vizio che attiene alla formazione della volontà assembleare, la relativa delibera è da considerarsi affetta da annullabilità (e non da nullità, come sostenuto dal ricorrente), con conseguente necessità di impugnarla nel termine perentorio di 30 giorni, secondo il procedimento disciplinato dall'art. 1137 c.c.
(Nullità della delibera assembleare nel caso di criterio di ripartizione non previsto dalla legge o dal regolamento)
In tale senso, peraltro, si è pronunciata anche la giurisprudenza di legittimità, che pone una distinzione tra delibere con le quali sono stabiliti i criteri di ripartizione (per le quali è necessario, a pena di radicale nullità, il consenso unanime dei condomini) dalle delibere - come quella in esame - con le quali si provvede a ripartite in concreto le spese medesime.
Queste ultime, ove adottate in violazione dei criteri di cui all'art. 1123 c.c. o degli accordi derogatori eventualmente adottati, devono considerarsi annullabili e la relativa impugnazione va proposta nel termine di decadenza di trenta giorni previsto dall'art. 1137, ultimo comma, c.c. (cfr. Cass. civ. 21/05/2012, n. 8010; Cass. civ. 15/02/2011, n. 3704).
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