Source: http://www.paoloalfano.it/2010/03/01/multa-notificata-in-ritardo-per-cambio-di-residenza-e-contestazione-del-verbale-2/
Timestamp: 2018-02-18 23:57:16+00:00
Document Index: 14880205

Matched Legal Cases: ['art. 360', 'sentenza ', 'art. 201', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 201', 'art. 247']

Multa notificata in ritardo per cambio di residenza e contestazione del verbale | Avv. Paolo Alfano
Multa notificata in ritardo per cambio di residenza e contestazione del verbale
da Paolo Alfano | Mar 1, 2010 | Giurisprudenza civile | 0 commenti
Il destinatario di un verbale di contravvenzione per violazione delle norme del Codice della Strada, notificato oltre i termini di legge (201 C.d.S) a causa di un trasferimento di residenza tardivamente annotato nell’archivio della Motorizzazione Civile per cause imputabili esclusivamente a inefficienze della Pubblica Amministrazione, può contestare il verbale.
La vicenda nasce da un’opposizione presentata innanzi al Giudice di Pace di Monfalcone avverso un verbale di contravvenzione notificato appunto oltre i 150 giorni dall’accertamento dell’infrazione (ex 201 C.d.S.) a causa di un trasferimento di residenza diligentemente comunicato al Comune e all’Ufficio della Motorizzazione civile (tant’è che quest’ultimo aveva anche provveduto a rilasciare la “fascetta” autoadesiva da apporre sulla carta di circolazione) ma poi non annotato nell’archivio del PRA. Il Giudice di Pace adito, rilevando che la tardiva notifica del verbale fosse dipesa da un tardivo aggiornamento dell’archivio della Motorizzazione, non dipendente da responsabilità dell’automobilista ricorrente, accoglieva l’opposizione.
Il Ministero dell’Interno e l’Ufficio territoriale del Governo di Gorizia proponevano ricorso per Cassazione lamentando motivazione illogica e incongrua (art. 360 c.p.c., n. 5) della sentenza impugnata, dovendosi ritenere non imputabile alla Polizia stradale il ritardo della notifica del verbale, nonché per violazione e falsa applicazione dell’art. 201 C.d.S. (art. 360 c.p.c., n. 3) ritenendo che il termine di 150 giorni di cui alla norma richiamata dovesse decorrere dal momento in cui l’Amministrazione fosse stata in grado di provvedere all’effettiva identificazione del trasgressore e quindi, nel caso de quo, solo dal momento dell’effettivo aggiornamento degli archivi della Motorizzazione civile.
La Seconda Sezione della Corte di Cassazione con sentenza 20 gennaio 2010, n. 928 rigetta il ricorso rilevando che, essendo stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 201 del C.d.S., I comma (Corte cost. n. 198 del 1996), nella parte in cui prevedeva che il termine di cui all’articolo richiamato dovesse decorrere dalla data dell’avvenuta identificazione del trasgressore anziché da quella risultante dai pubblici registri, il tardivo aggiornamento di questi ultimi dipendente da inefficienza della Pubblica Amministrazione non può gravare sul diritto di difesa del cittadino che abbia invece comunicato tempestivamente il proprio cambio di residenza ex art. 247 reg. esec. C.d.S. (Cass. 24673/2006).