Source: https://renatodisa.com/2015/01/30/consiglio-di-stato-sezione-iv-sentenza-27-gennaio-2015-n-352-e-legittimo-loperato-del-giudice-amministrativo-che-disponga-una-istruttoria-diretta-ad-acquisire-chiarimenti-dallamministrazion/
Timestamp: 2017-11-17 19:28:38+00:00
Document Index: 70210786

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 63', 'sentenza ', 'art. 395', 'art. 106', 'sentenza ', 'art. 583', 'art 583']

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Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 27 gennaio 2015, n. 352. E’ legittimo l’operato del Giudice amministrativo che disponga una istruttoria diretta ad acquisire chiarimenti dall’Amministrazione prima di esaminare il merito della vicenda, pur avendo a disposizione tutta la documentazione, non potendosi in ciò ravvisare una anomalia del processo. Il processo amministrativo, invero, è stato da sempre caratterizzato dal cosiddetto principio dispositivo con il metodo acquisitivo, in virtù del quale al Giudice è stato riconosciuto il potere di disporre incombenti istruttori. Tale regola è stata ampiamente recepita dall’art. 63 del codice del processo amministrativo (D.Lgs. n. 104 del 2010) che riconosce un potere istruttorio ampio e articolato al Giudice volto, nella interezza delle disposizioni ivi recate, ad acquisire fatti, dati, notizie ed elementi di cognizione ritenuti rilevanti o comunque utili alla decisione. Tale norma, in particolare, al comma 1 contempla l’ipotesi in cui, fermo restando l’onere della prova a carico delle parti, il Giudice può chiedere alle parti anche d’ufficio chiarimenti o documenti. Trattasi, dunque, di una cosiddetta richiesta ufficiosa di chiarimenti, che è anch’essa estrinsecazione del potere istruttorio riconosciuto al giudicante e rimesso alla discrezionalità del medesimo
By Avv. Renato D'Isa on 30 gennaio 2015 • ( Lascia un commento )
Con tag:processo amministrativo
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 27 gennaio 2015, n. 343. E’ inammissibile il ricorso per revocazione proposto sulla base di documenti nuovi, pertanto in violazione delle condizioni a cui è assoggettato il mezzo impugnatorio di cui all’art. 395, n. 4, c.p.c., come richiamato dall’art. 106, D.Lgs. n. 104 del 2010
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 28 gennaio 2015, n. 4177. Integra la fattispecie criminosa di cui all’art. 583, comma primo, n. 2 cod. pen., anche l’avulsione di un solo dente incisivo, in quanto occorre far riferimento alla naturale funzionalità dell’organo indipendentemente dalla possibile applicazione di una protesi dentaria. L’ulteriore indebolimento di un organo, la cui funzione sia già limitata a causa di precedente anomalia, costituisce causa per ritenere la sussistenza dell’aggravante di cui al n 2 del primo comma dell’art 583 cod pen.