Source: http://legislazionetecnica.it/5026013/fonte/ord-c-cass-civ-10-10-2018-n-25057
Timestamp: 2018-11-16 16:43:49+00:00
Document Index: 172369970

Matched Legal Cases: ['art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1667', 'art. 1669', 'sentenza ', 'art. 1669', 'art. 1668', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1667', 'art. 1669']

Sulla decorrenza dei termini per la denuncia ex art. 1669 c.c., si veda anche: Sent. C. Cass. civ. 24/04/2018, n. 10048.
Appalti - Difetti gravi dell’opera - Denuncia del committente - Conseguenti riparazioni eseguite dall'appaltatore - Configurano riconoscimento dei difetti
In caso di riparazioni eseguite dall’appaltatore a seguito di denuncia dei difetti dell’opera da parte del committente, il termine decennale di prescrizione previsto dall’art. 1669 C.c. inizia a decorrere ex novo dall’esecuzione dei lavori, dovendosi intendere questa come riconoscimento dei vizi; questo principio va coordinato con il principio secondo cui il termine in questione inizia a decorrere dal momento in cui il committente consegua un apprezzabile grado di conoscenza oggettiva della gravità dei difetti (di conseguenza, nel caso in cui la sufficiente conoscenza dei difetti sia stata raggiunta soltanto dopo l’esecuzione delle riparazioni ed in conseguenza dell’inefficacia di queste, il termine prescrizionale deve farsi decorrere da questo successivo momento e non già dall’esecuzione delle riparazioni).
Appalti - Difetti gravi dell’opera - Denuncia - Termine - Decorrenza - Dopo manifestazione della gravità dei difetti
Il termine per la denunzia di gravi difetti dell’opera ai sensi dell’art. 1669 c.c. non inizia a decorrere finché il committente non abbia conoscenza sicura dei difetti e tale consapevolezza non può ritenersi raggiunta sino a quando non sia manifestata la gravità dei difetti medesimi e non sia acquisita, in ragione degli effettuati accertamenti tecnici, la piena comprensione del fenomeno e la chiara individuazione ed imputazione delle sue cause, non potendosi onerare il danneggiato della proposizione di azioni giuridiche a carattere esplorativo.
Appalti - Difetti gravi dell'opera - Considerati tali dal giudice - Ammissibilità.
In tema di appalto, il giudice può qualificare la domanda proposta ricollegandola all'art. 1669 c.c. invece di considerarla quale richiesta di adempimento contrattuale ai sensi dell'art. 1667 c.c., allorché a suo fondamento siano dedotti difetti della costruzione così gravi da incidere sugli elementi essenziali dell'opera stessa.
1. In tema di responsabilità extracontrattuale dell’appaltatore, il difetto di costruzione che, ai sensi dell’art. 1669 Cod. civ., legittima il committente alla relativa azione, può consistere in una qualsiasi alterazione, conseguente ad un’insoddisfacente realizzazione dell’opera, che, pur non riguardando parti essenziali della stessa (e perciò non determinandone la rovina od il pericolo di rovina ), bensì quegli elementi accessori o secondari che ne consentono l’impiego duraturo cui è destinata (quali, ad esempio, le condutture di adduzione idrica, i rivestimenti, l’impianto di riscaldamento, la canna fumaria), incida negativamente ed in modo considerevole sul godimento dell’immobile medesimo. (Nella specie relativa a difettosa impermeabilizzazione del manto di copertura dell’edificio con relativi problemi di infiltrazione, la S.C. ha ritenuto che incombeva all’appaltatore - ricorrente in Cassazione avverso la sentenza di merito che aveva riconosciuto la sua responsabilità - segnalare e riportare in ricorso gli elementi probatori non valutati dal giudice di merito - dai quale emergeva l’assunta insussistenza dell’ampiezza del fenomeno e della conseguente gravità delle infiltrazioni).
2. In tema di responsabilità dell’appaltatore per rovina e difetti di cose immobili ai sensi dell’art. 1669 Cod. civ., l’identificazione degli elementi conoscitivi necessari e sufficienti perché possa individuarsi la del vizio ai fini del computo dei termini annuali posti dalla norma - il primo di decadenza per effettuare la denunzia ed il secondo, che dalla denunzia stessa inizia a decorrere, di prescrizione per promuovere l’azione - deve effettuarsi sia con riguardo alla gravità dei difetti dell’edificio che con riguardo al collegamento causale dei dissesti all’attività progettuale e costruttiva espletata, sicché, non potendosi onerare il danneggiato della proposizione di azioni generiche a carattere esplorativo, la conoscenza completa idonea a provocare la decorrenza del doppio termine (decadenziale e prescrizionale) deve ritenersi acquisita, in assenza di anteriori esaustivi elementi, solo all’atto dell’acquisizione delle disposte relazioni peritali. Ne consegue che la denunzia di gravi vizi da parte del committente può implicare un’idonea ammissione di valida scoperta degli stessi tale da costituire il dies a quo per la decorrenza del termine di prescrizione e, a maggior ragione, tale da far supporre una conoscenza dei difetti di tanto antecedente da implicare la decadenza, solo quando, in ragione degli effettuati accertamenti tecnici, risulti dimostrata la piena comprensione dei fenomeni e la chiara individuazione ed imputazione delle loro cause, per l’un effetto, alla data della denunzia e, per l’altro, a data ad essa convenientemente anteriore.
1. Appalti - Difetti dell'opera - Eliminabili - Richiesta di risarcimento danno e non di risoluzione del contratto - Ammissibilità. 2. Appalti - Difetti dell'opera - Per inidoneità del terreno di fondazione del costruendo edificio - Responsabilità dell'appaltatore - Ancora maggiore se è anche progettista e direttore dei lavori.
1. In caso di appalto in presenza di vizi costruttivi che non pregiudicano in assoluto la destinazione dell'opera, pur limitandone in modo notevole l'ordinario godimento, il committente può, ai sensi dell'art. 1668 Cod.civ., agire nei confronti dell'appaltatore anche soltanto con l'azione di risarcimento del danno (ossia senza chiedere la risoluzione del contratto). 2. Nell'appalto per la costruzione di un edificio, l'indagine sulla natura e la consistenza del suolo edificatorio rientra nei compiti dell'appaltatore, ove manchi una diversa previsione contrattuale; in tale situazione, pertanto, i difetti della costruzione, derivanti da vizi ed inidoneità del suolo, comportano la responsabilità dello stesso. Nel caso, poi, in cui l'appaltatore abbia svolto anche i compiti di ingegnere progettista e di direttore dei lavori, l'obbligo di diligenza è ancora più rigoroso ed in presenza di situazioni rivelatrici di possibili fattori di rischio (come, nella specie, risorgenza della falda idrica in caso di eventi meteorici) deve eseguire gli opportuni interventi per accertarne la causa ed apprestare i necessari accorgimenti tecnici volti a garantire la realizzazione dell'opera senza difetti costruttivi.
Appalti - Responsabilità dell'appaltatore - Eventi dannosi - Conseguenti a sua inosservanza di direttive del committente - Sua responsabilità - Sussistenza - Condizioni.
La responsabilità propria dell'appaltatore, in relazione allo speciale contenuto delle obbligazioni nascenti a suo carico dal contratto di appalto, sussiste anche nell'ipotesi in cui la sua sfera di autonomia e discrezionalità venga limitata dal controllo e dall'ingerenza del committente e dalle istruzioni dal medesimo impartite, direttamente o tramite il direttore dei lavori, tale sfera di autonomia dovendosi ritenere esclusa nel solo caso in cui ingerenza ed istruzioni abbiano una continuità ed una analiticità tali da elidere, nell'esecutore, ogni facoltà di vaglio, di guisa che il rapporto di appalto si trasforma, "ipso facto", in un rapporto di lavoro subordinato. Pertanto, l'autonomia e la responsabilità dell'appaltatore nell'esecuzione dell'opera non vengono meno per il solo fatto che egli abbia ottemperato a specifiche richieste o a direttive del committente, sia perché tale circostanza non è idonea a trasformarlo in "nudus minister" di quest'ultimo, sia perché egli, comunque, non è tenuto a seguire supinamente direttive che importino lesioni di diritti assoluti dei terzi, ai quali non può opporre di aver cagionato il danno nella esecuzione degli obblighi contrattuali assunti verso il committente.
Edilizia e immobili - Appaltatore - Indagine sul suolo su cui va costruito un fabbricato - Obbligo dell'appaltatore - Eventuale cedimento fondazioni - Responsabilità dell'appaltatore in solido con il progettista.
L'indagine sulla natura e consistenza del suolo sul quale deve essere realizzato un fabbricato, implicante una specifica attività conoscitiva da svolgersi con l'uso di particolari mezzi tecnici, spetta all'appaltatore, quale soggetto obbligato a realizzare l'opera commessagli mettendo a disposizione la propria organizzazione, e che, pertanto, risponde dei vizi della costruzione dipendenti dal cedimento delle fondazioni dovuto alle caratteristiche geologiche del suolo. In solido con l'appaltatore risponderà, ove risulti che i predetti vizi dipendano da una progettazione inadeguata alle predette condizioni geologiche del terreno, anche il progettista.
Sent.C. Cass. 22/06/1995, n. 7080
1. Appalti - Difetti gravi dell'opera - Domanda di condanna dell'appaltatore alla loro eliminazione - Qualificazione come domanda di risarcimento in forma specifica di danno da responsabilità extracontrattuale - Ammissibilità - Condizioni. 2. Appalti - Difetti gravi dell'opera - Azione di garanzia ex art. 1669 Cod. civ. - Legittimazione attiva di qualsiasi titolare del bene.
1. Nell'esercizio del potere di interpretazione e qualificazione della domanda, il giudice del merito non è condizionato dalla formula adottata dalla parte, dovendo egli tenere conto piuttosto del contenuto sostanziale della pretesa desumibile dalla situazione dedotta in causa e delle eventuali precisazioni nel corso del giudizio nonché del provvedimento chiesto in concreto, senza altri limiti che quello di rispettare il principio della corrispondenza della pronuncia alla richiesta e di non sostituire d'ufficio una diversa azione a quella formalmente proposta; pertanto, la domanda con la quale venga chiesta la condanna dell'appaltatore ad eliminare i vizi dell'opera, bene è qualificata dal giudice di merito quale domanda di risarcimento in forma specifica del danno da responsabilità extracontrattuale ai sensi dell'art. 1669 Cod. civ. anziché quale richiesta di adempimento contrattuale a norma dell'art. 1667 Cod. civ., allorché a suo fondamento siano dedotti difetti della costruzione così gravi da incidere sugli elementi essenziali dell'opera stessa, influendo sulla sua durata e compromettendone la conservazione. 2. L'azione di garanzia ai sensi dell'art. 1669 Cod. civ. ha natura personale e può esser fatta valere da qualsiasi titolare del bene oggetto della garanzia, senza necessità che al giudizio partecipino gli altri comproprietari, ancorché possa determinarsi in sede di esecuzione un'interferenza fra il diritto al risarcimento del danno in forma specifica riconosciuto a colui che ha agito in giudizio ed i diritti degli altri comproprietari, dovendo in tal caso il danneggiato, per l'esecuzione dei lavori necessari per l'eliminazione dei difetti, procurarsi il consenso degli altri comproprietari.