Source: https://aipd.it/aipd_scuola/la-circolare-esplicativa-della-direttiva-sui-bes-del-2012-cm-813/
Timestamp: 2018-06-19 14:20:32+00:00
Document Index: 83633595

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 50', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 15']

La circolare esplicativa della Direttiva sui BES del 2012 (CM 8/13) | AIPD Sede Nazionale
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Scheda n.424.
Pertanto in questo commento si riporteranno numerosi brani della stessa, che merita la massima diffusione, essendo stata inviata, oltre che ai destinatari istituzionali (Uffici Scolastici Regionali e Dirigenti Scolastici) anche alle Associazioni presenti nell’Osservatorio ministeriale per l’inclusione scolastica, alle associazioni familiari e degli studenti presenti nei rispettivi Forum, a voler significare che l’inclusione è compito di tutta la società a partire dai compagni degli alunni con BES e dalle loro famiglie.
La Circolare fin dall’inizio insiste molto sulla necessità di un progetto educativo didattico che deve essere predisposto per tutti gli alunni con bisogni educativi speciali anche quelli che hanno uno svantaggio culturale, personale o sociale. Ecco la Circolare:
E, per fugare i rischi di genericità applicative, la Circolare prosegue:
“Alunni con DSA e disturbi evolutivi specifici
Per quanto riguarda gli alunni in possesso di una diagnosi di DSA rilasciata da una struttura privata, si raccomanda - nelle more del rilascio della certificazione da parte di strutture sanitarie pubbliche o accreditate - di adottare preventivamente le misure previste dalla Legge 170/2010, qualora il Consiglio di classe o il team dei docenti della scuola primaria ravvisino e riscontrino, sulla base di considerazioni psicopedagogiche e didattiche, carenze fondatamente riconducibili al disturbo.”
Qui si introduce un temporaneo ruolo di supplenza dei docenti della classe ai ritardi burocratici, fondato però su fondate valutazioni pedagogico-didattiche; ma, è da intendersi che, a mio avviso, ove le certificazioni ufficiali non dovessero pervenire, i docenti dovranno alla fine valutare non confermando le misure compensative e dispensative importanti che avevano anticipato. Ciò ovviamente per evitare “contenzioso” (come sopra detto) in presenza di uno di tali alunni promossi da parte di compagni bocciati con analoghi problemi di profitto.
È da far presente che analoga norma di buon senso pedagogico dovrebbe essere applicata anche agli alunni con disabilità in attesa di certificazione ufficiale.
La Circolare passa poi a fornire chiarimenti per gli alunni con svantaggio culturale e socioeconomico o personale, che è la parte innovativa della Direttiva sui BES:
In ogni caso, non si potrà accedere alla dispensa dalle prove scritte di lingua straniera se non in presenza di uno specifico disturbo clinicamente diagnosticato, secondo quanto previsto dall’art. 6 del D.M. n° 5669 del 12 luglio 2011 e dalle allegate Linee guida.
Si rammenta, infine, che, ai sensi dell’articolo 5 del DPR n° 89/09, le 2 ore di insegnamento della seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado possono essere utilizzate anche per potenziare l'insegnamento della lingua italiana per gli alunni stranieri non in possesso delle necessarie conoscenze e competenze nella medesima lingua italiana, nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche.”
È appena il caso di ricordare che le norme sopra citate precisano inequivocabilmente che, qualora un alunno con DSA (e quindi anche quelli con gli ulteriori BES) chieda ed ottenga non la semplice “dispensa” ma “l’esonero” dallo studio di una lingua straniera (ad eccezione degli stranieri) non potrà conseguire il diploma, potendo ricevere, come già avviene per gli alunni con disabilità certificata, un semplice attestato con i crediti formativi maturati.
1. Fermo restando quanto previsto dall’art. 15 comma 2 della L. n° 104/92, i compiti del Gruppo di lavoro e di studio d’Istituto (GLHI) si estendono alle problematiche relative a tutti i BES. A tale scopo i suoi componenti sono integrati da tutte le risorse specifiche e di coordinamento presenti nella scuola (funzioni strumentali, insegnanti per il sostegno, AEC, assistenti alla comunicazione, docenti “disciplinari” con esperienza e/o formazione specifica o con compiti di coordinamento delle classi, genitori ed esperti istituzionali o esterni in regime di convenzionamento con la scuola), in modo da assicurare all’interno del corpo docente il trasferimento capillare delle azioni di miglioramento intraprese e un’efficace capacità di rilevazione e intervento sulle criticità all’interno delle classi.
· rilevazione dei BES presenti nella scuola;
· raccolta e documentazione degli interventi didattico-educativi posti in essere anche in funzione di azioni di apprendimento organizzativo in rete tra scuole e/o in rapporto con azioni strategiche dell’Amministrazione;
· focus/confronto sui casi, consulenza e supporto ai colleghi sulle strategie/metodologie di gestione delle classi;
· rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusività della scuola;
· raccolta e coordinamento delle proposte formulate dai singoli GLH Operativi sulla base delle effettive esigenze, ai sensi dell’art. 1, c. 605, lettera b, della L. n° 296/06, tradotte in sede di definizione del PEI come stabilito dall'art. 10 comma 5 della L. n° 30 luglio 2010 n. 122;
· elaborazione di una proposta di Piano Annuale per l’Inclusività riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere al termine di ogni anno scolastico (entro il mese di Giugno).
A tale scopo, il Gruppo procederà ad un’analisi delle criticità e dei punti di forza degli interventi di inclusione scolastica operati nell’anno appena trascorso e formulerà un’ipotesi globale di utilizzo funzionale delle risorse specifiche, istituzionali e non, per incrementare il livello di inclusività generale della scuola nell’anno successivo. Il Piano sarà quindi discusso e deliberato in Collegio dei Docenti e inviato ai competenti Uffici degli UUSSRR, nonché ai GLIP e al GLIR, per la richiesta di organico di sostegno, e alle altre istituzioni territoriali come proposta di assegnazione delle risorse di competenza, considerando anche gli Accordi di Programma in vigore o altre specifiche intese sull'integrazione scolastica sottoscritte con gli Enti Locali. A seguito di ciò, gli Uffici Scolastici regionali assegnano alle singole scuole globalmente le risorse di sostegno secondo quanto stabilito dall’ art. 19 comma 11 della Legge n° 111/11.
Nel mese di settembre, in relazione alle risorse effettivamente assegnate alla scuola - ovvero, secondo la previsione dell’art. 50 della L. n° 35/12, alle reti di scuole -, il Gruppo provvederà ad un adattamento del Piano, sulla base del quale il Dirigente scolastico procederà all’assegnazione definitiva delle risorse, sempre in termini “funzionali”.
È questo uno dei passaggi più significativi della Circolare, poiché richiama, potenziandolo, il ruolo dei GLHI, troppo spesso ancora ignorati in alcune scuole attribuendogli i compiti inclusivi anche per tutti gli altri casi di BES (denominandolo ora GLI, gruppo di lavoro per l’inclusione).
A proposito del passaggio della circolare in cui si dice l'USR assgna alle singole scuole le risorse e che le scuole assegnano alle singole classi le risorse effettivamente ricevute, è appena il caso di ricordare che le famiglie, qualora riscontrino un'assegnazione di ore di sostegno o di assistenze per l'autonomia e la comunicazione o la formazione di prime classi con più di 22 alunni compreso quello con disabilità, mantengono ovviasmente il diritto di ricorrere al TAR per ottenere il rispetto dei loro diritti in base alla normativa che li riconosce (art. 13 comma 3 della L. n° 104/92; L. n° 122/10, art. 9 comma 15; DPR n° 81/09, artt. 4 e 5 comma 2).
· un concreto impegno programmatico per l’inclusione, basato su una attenta lettura del grado di inclusività della scuola e su obiettivi di miglioramento, da perseguire nel senso della trasversalità delle prassi di inclusione negli ambiti dell’insegnamento curricolare, della gestione delle classi, dell’organizzazione dei tempi e degli spazi scolastici, delle relazioni tra docenti, alunni e famiglie;
· criteri e procedure di utilizzo “funzionale” delle risorse professionali presenti, privilegiando, rispetto a una logica meramente quantitativa di distribuzione degli organici, una logica “qualitativa”, sulla base di un progetto di inclusione condiviso con famiglie e servizi sociosanitari cherecuperi l’aspetto “pedagogico” del percorso di apprendimento e l’ambito specifico di competenza della scuola;
· l’impegno a partecipare ad azioni di formazione e/o di prevenzione concordate a livello territoriale.
3. La rilevazione, il monitoraggio e la valutazione del grado di inclusività della scuola sono finalizzate ad accrescere la consapevolezza dell’intera comunità educante sulla centralità e la trasversalità dei processi inclusivi in relazione alla qualità dei “risultati” educativi. Da tali azioni si potranno inoltre desumere indicatori realistici sui quali fondare piani di miglioramento organizzativo e culturale. A tal fine possono essere adottati sia strumenti strutturati reperibili in rete [come l’“Index per l’inclusione” (www.unibg.it/dati/persone/247/5822.pdf N.d.R) o il progetto “Quadis”(www.quadis.it/jm/)], sia concordati a livello territoriale. Ci si potrà avvalere inoltre dell’approccio fondato sul modello ICF dell’OMS e dei relativi concetti di barriere e facilitatori.”
La Circolare dedica la sua ultima parte ai chiarimenti della Direttiva sul ruolo dei CTS, Centri Territoriali di Supporto. È chiarito che essi sono collegati e coordinati con i GLIP, di cui all’art. 15 commi 1, 3 e 4 della L. n° 104/92 che, proprio in forza di tale norma estendono le loro competenze anche ai DSA ed agli altri BES.
Si precisa che i CTI, Centri Territoriali per l’Inclusione di tutti gli alunni con BES, a livello di reti di scuole, si debbono collegare con altri organismi precedentemente costituiti per i soli alunni con disabilità (CDH, Centri Territoriali per l’Inclusione scolastica e i Centri Territoriali di Risorse per l’integrazione scolastica).
Si insiste molto sul coordinamento a livello regionale di tutti questi organismi tramite i GLIR, inizialmente previsti dalle Linee guida del 4 agosto 2009, opportunamente più volte richiamate, per i soli alunni con disabilità.
Si ringraziano i Dirigenti Generali e gli esperti che hanno saputo formulare questo testo e ci si augura che il nuovo Ministro ed i Dirigenti generali ministeriali vorranno applicarlo, farlo applicare ed ulteriormente approfondire.
n° 433. Il P.A.I. - Piano delle Attività Inclusive (Nota 1551/13)