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Timestamp: 2020-01-28 06:53:07+00:00
Document Index: 185784434

Matched Legal Cases: ['art.17', 'art.9', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 13', 'art.9', 'sentenza ', 'art. 13']

CANCELLAZIONE DAL BOLLETTINO PROTESTI - Cancellazione protesti - Milano
CANCELLAZIONE DAL BOLLETTINO PROTESTI
Submitted by admin on Mar, 14.07.2015 - 20:30 with No comments
La legge 235/2000 “Nuove norme in materia di cancellazione dagli elenchi dei protesti cambiari”, ha modificato le precedenti regole inerenti la cancellazione dei protesti (legge 77/1955 e legge 108/1996).
Qui di seguito riportiamo due moduli: il primo serve per chiedere la cancellazione del protesto dal bollettino, ed il secondo per chiedere la preventiva riabilitazione al Tribunale, quando necessaria.
MODELLO PER LA CANCELLAZIONE DAL BOLLETTINO
Ricordiamo che la cancellazione può essere chiesta:
– nel caso in cui entro il termine di 12 mesi dalla levata del protesto il debitore esegua il pagamento della cambiale o del vaglia cambiario (pagherò) comprensiva degli interessi e delle spese maturate (che potrebbero comprendere quelle delle eventuali azioni esecutive messe in atto dal creditore, precetto e pignoramento);
– nel caso di riabilitazione del protestato ai sensi dell’art.17 della legge 108/96 (necessaria quando il protesto riguarda un assegno o quando si e’ pagato un protesto cambiario oltre l’anno suddetto);
– qualora il protesto sia stato levato illegittimamente o erroneamente (in questo caso il decreto di riabilitazione non e’ ovviamente necessario e può procedere anche la banca o il pubblico ufficiale che si siano accorti dell’errore).
Attenzione! La cancellazione dei protesti di assegni è possibile solo in caso di errore o illegittimità della levata oppure ottenendo la riabilitazione da parte del Tribunale. Essa e’ necessaria anche volendo chiedere la cancellazione dei protesti di cambiali (tratte o pagherò) pagate oltre i 12 mesi dalla levata di protesto.
Per ottenere la cancellazione dal bollettino va presentata un’apposita istanza presso la Camera di commercio competente per territorio, pagando il bollo di 14,62 euro e i diritti di segreteria (8 euro per titolo, ai sensi del decreto del Ministero delle Attività Produttive del 30.10.2001).
L’stanza dev’essere sottoscritta dal debitore/protestato ma può anche essere spedita per posta allegando copia del proprio documento di identità. Se viene fatta recapitare da un terzo questi deve esibire anche il proprio documento.
Gli allegati cambiano a seconda del caso:
– se la richiesta segue il pagamento entro 12 mesi dalla levata di protesto, si dovrà documentare detto pagamento allegando l’atto di protesto e il titolo originale quietanzato (dalla banca o dal creditore). In alternativa può’ essere allegato il certificato di una banca attestante il deposito, vincolato a favore del portatore, dell’importo del titolo maggiorato da interessi e spese (ai sensi dell’art.9 del dpr 290/1975), accompagnato dal certificato di protesto rilasciato dal pubblico ufficiale levatore. In alcuni casi e’ sufficiente invece una dichiarazione scritta del debitore. E’ bene, in ogni caso, seguire le disposizioni della specifica camera di commercio a cui ci si rivolge;
– se la richiesta segue una riabilitazione va allegato il decreto di riabilitazione ottenuto dal Tribunale;
– se la richiesta riguarda un protesto ritenuto illecito o errato nella domanda dovranno sempre essere specificati esplicitamente i motivi per i quali si ritiene la levata del protesto illegittima o erronea e dovrà essere allegata tutta la documentazione probatoria possibile. Se si possiedono e’ bene anche allegare i titoli protestati.
Fac-simile di:
“ISTANZA AL PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA,
ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI …………..”
Il sottoscritto …………………………………………. nato a …………. il ……..; residente in ………………………………. in via-piazza …………….; codice fiscale n. …………..;
1. Importo euro ………………. scadenza……………….
data del protesto ………………. notaio ………………
2. Importo euro ………………. scadenza……………….
3. Importo euro ………………. scadenza……………….
4. Importo euro ………………. scadenza……………….
che in data ……; il sottoscritto ha adempiuto al pagamento delle somme recate dai predetti titoli, unitamente agli interessi maturati come dovuti e alle spese per il protesto, come si evince dagli allegati,
luogo e data ………… firma…………………………………………………… “.
Nota importante: questo e’ il modello generico allegato alla legge (n.77/1955). Prima di utilizzarlo sarebbe bene rivolgersi alla Camera di commercio competente -anche collegandosi al loro sito internet- per verificare se la stessa abbia adottato una modulistica diversa, magari piu’ specifica.
MODELLO PER LA RIABILITAZIONE
Per poter chiedere la cancellazione di un protesto che riguarda un assegno (bancario o postale), oppure una cambiale pagata oltre un anno dalla levata e’ sempre necessario ottenere la riabilitazione da parte del Tribunale di competenza.
Il provvedimento di riabilitazione e’ concesso a condizione che:
– venga dimostrato il pagamento del titolo protestato;
– sia trascorso almeno un anno dalla levata di protesto;
– il debitore non sia stato protestato nell’ultimo anno solare (per esempio un protesto del 20/9/2006 si potra’ riabilitare dopo il 20/9/2007 se nel frattempo non vi sono stati altri protesti).
– Il ricorso puo’ essere presentato in carta semplice al presidente del Tribunale del luogo di residenza del protestato (*), pagando il contributo unificato di 70 euro e una marca da bollo da € 8,00;
– dev’essere allegato l’atto di protesto;
– devono essere allegate le prove dell’avvenuto pagamento, ovvero il titolo quietanzato e/o la dichiarazione del creditore che il debitore ha adempiuto alla propria obbligazione con il pagamento della somma;
– potrebbe essere richiesta una dichiarazione della camera di commercio relativamente al fatto che il soggetto non ha subito nell’ultimo anno ulteriori protesti.
– nel caso in cui i titoli protestati siano più di uno la riabilitazione puo’ essere chiesta con una sola istanza cumulativa.
– nel caso in cui il debitore non sia in grado di reperire il creditore e quindi una sua dichiarazione o il titolo quietanzato, può allegare al ricorso un certificato emesso da una banca attestante il deposito dell’importo del titolo vincolato al portatore.
(*) principio sancito dalla sentenza di Cassazione n. 18639/2005. In realta’ sul punto -non precisato dalla legge- c’e’ discordanza interpretativa: alcuni tribunali e camere di commercio sostengono che la riabilitazione dev’essere ottenuta presso il tribunale del luogo ove e’ stato levato il protesto, l’ultimo se si procede per piu’ di uno. Il consiglio e’ di informarsi, prima di inoltrare la pratica, presso il tribunale della propria zona.
“ISTANZA AL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI …………………….
Istanza ai sensi dell’articolo 17 della legge 7 marzo 1996, n. 108, e successive modificazioni
Io sottoscritto /a…………………………………………. nato/a a …………. il ……..; residente in ………………………………. in via-piazza …………….; codice fiscale n. …………..;
Che ——- (esporre i fatti relativi al titolo protestato con descrizione dello stesso e della data del protesto);
Che ——- (indicare le modalità del pagamento del debito ed allegare la relativa documentazione);
Che dal —— (indicare la data del protesto) ad oggi, non ho subito ulteriori protesti,
All’Ill.mo Presidente del Tribunale, l’accordo della riabilitazione come disposto dall’ art. 17 della Legge 108/96.
Si produce….. (elencare la documentazione)
Dichiaro che è dovuto il contributo unificato di € 70,00 come previsto dall’ art. 13, comma 1, lett. b, DPR 115/2002 e sono disposto ad effettuare eventuali integrazioni.
luogo e data……………………Firma……………………”
Nota importante: questo modello e’ esemplificativo e generico. Prima di utilizzarlo sarebbe bene rivolgersi al Tribunale competente per verificare se lo stesso ne abbia adottato uno diverso, piu’ specifico.
Ricordiamo che la cancellazione puo’ essere chiesta:
– nel caso in cui entro il termine di 12 mesi dalla levata del protesto il debitore esegua il pagamento della cambiale o del vaglia cambiario (paghero’) comprensiva degli interessi e delle spese maturate (che potrebbero comprendere quelle delle eventuali azioni esecutive messe in atto dal creditore, precetto e pignoramento);
– qualora il protesto sia stato levato illegittimamente o erroneamente (in questo caso il decreto di riabilitazione non e’ ovviamente necessario e puo’ procedere anche la banca o il pubblico ufficiale che si siano accorti dell’errore).
Attenzione! La cancellazione dei protesti di assegni e’ possibile solo in caso di errore o illegittimita’ della levata oppure ottenendo la riabilitazione da parte del Tribunale. Essa e’ necessaria anche volendo chiedere la cancellazione dei protesti di cambiali (tratte o paghero’) pagate oltre i 12 mesi dalla levata di protesto.
L’stanza dev’essere sottoscritta dal debitore/protestato ma puo’ anche essere spedita per posta allegando copia del proprio documento di identita’. Se viene fatta recapitare da un terzo questi deve esibire anche il proprio documento.
– se la richiesta segue il pagamento entro 12 mesi dalla levata di protesto, si dovra’ documentare detto pagamento allegando l’atto di protesto e il titolo originale quietanzato (dalla banca o dal creditore). In alternativa puo’ essere allegato il certificato di una banca attestante il deposito, vincolato a favore del portatore, dell’importo del titolo maggiorato da interessi e spese (ai sensi dell’art.9 del dpr 290/1975), accompagnato dal certificato di protesto rilasciato dal pubblico ufficiale levatore. In alcuni casi e’ sufficiente invece una dichiarazione scritta del debitore. E’ bene, in ogni caso, seguire le disposizioni della specifica camera di commercio a cui ci si rivolge.
– se la richiesta riguarda un protesto ritenuto illecito o errato nella domanda dovranno sempre essere specificati esplicitamente i motivi per i quali si ritiene la levata del protesto illegittima o erronea e dovra’ essere allegata tutta la documentazione probatoria possibile. Se si possiedono e’ bene anche allegare i titoli protestati.
“ISTANZA AL PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI …………..”
data del protesto ………………. notaio ……………….
– Il ricorso puo’ essere presentato in carta semplice al presidente del Tribunale del luogo di residenza del protestato (*), pagando il contributo unificato di 70 euro e una marca da bollo da 8 euro;
– nel caso in cui i titoli protestati siano piu’ di uno la riabilitazione puo’ essere chiesta con una sola istanza cumulativa.
– nel caso in cui il debitore non sia in grado di reperire il creditore e quindi una sua dichiarazione o il titolo quietanzato, puo’ allegare al ricorso un certificato emesso da una banca attestante il deposito dell’importo del titolo vincolato al portatore.
(*) principio sancito dalla sentenza di Cassazione n. 18639/2005. In realta’ sul punto -non precisato dalla legge- c’e’ discordanza interpretativa: alcuni tribunali e camere di commercio sostengono che la riabilitazione dev’essere ottenuta presso il tribunale del luogo ove e’ stato levato il protesto, l’ultimo se si procede per più di uno. Il consiglio e’ di informarsi, prima di inoltrare la pratica, presso il tribunale della propria zona.
“ISTANZA AL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI …………
Dichiaro che e’ dovuto il contributo unificato di € 70,00 come previsto dall’ art. 13, comma 1, lett. b, DPR 115/2002 e sono disposto ad effettuare eventuali integrazioni.
Nota importante: questo modello e’ esemplificativo e generico. Prima di utilizzarlo sarebbe bene rivolgersi al Tribunale competente per verificare se lo stesso ne abbia adottato uno diverso, più specifico.
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