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Timestamp: 2020-01-22 10:20:59+00:00
Document Index: 163581225

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 384']

Sentenza Cassazione Civile n. 22225 del 12/09/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22225 del 12/09/2018
Cassazione civile sez. VI, 12/09/2018, (ud. 19/04/2018, dep. 12/09/2018), n.22225
sul ricorso 673-2017 proposto da:
ITALTRAFF S.R.L.;
avverso la sentenza n. 2617/29/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
Con sentenza n. 2617/29/2015, depositata il 7 dicembre 2015, la CTR della Puglia – sezione staccata di Taranto – rigettò l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate nei confronti della S.r.l. Italtraff avverso la sentenza di primo grado della CTP di Taranto, che aveva accolto il ricorso della contribuente avverso ruolo e cartella di pagamento emessi per il recupero di somme dovute a seguito di adesione della contribuente alle definizioni agevolate di cui alla L. n. 289 del 2002, artt. 8,9 e 14.
1. Con l’unico motivo la ricorrente Amministrazione finanziaria denuncia violazione del D.P.R. n. 322 del 1998, art. 2,comma 8, e della L. n. 289 del 2002, art. 9, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nella parte in cui la sentenza impugnata ha riconosciuto l’ammissibilità di una dichiarazione integrativa volta ad emendare una dichiarazione presentata ai fini della fruizione del condono ai sensi delle succitate disposizioni di cui alla L. n. 289 del 2002.
Questa Corte (cfr. Cass. sez. 5, 30 giugno 2016, n. 13401), premesso che ciascuna delle diverse ipotesi di definizione agevolata previste dalla legge n. 289/2002 costituisce una propria specifica disciplina, di stretta interpretazione, non suscettibile di essere integrata in via ermeneutica nè dalle norme generali dell’ordinamento tributario, nè da quelle dettate per altre forme di definizione, ha quindi espressamente affermato il principio secondo cui “non sono estensibili al condono le disposizioni relative alla facoltà di presentazione di dichiarazioni integrative, prevista dal D.P.R. n. 322 del 1998, art. 8, recante disposizioni regolamentari in materia di dichiarazioni relative alle imposte”.
La sentenza impugnata, che ha ritenuto suscettibile di emenda la dichiarazione presentata ai fini di fruire del condono ai sensi delle succitate disposizioni di cui alla L. n. 289 del 2002, in quanto affetta da errore materiale, si pone dunque in contrasto con i principi innanzi menzionati e va per l’effetto cassata.
2. Non ricorrendo necessità di ulteriori accertamenti di fatto, la causa può quindi essere decisa nel merito, ai sensi dell’art. 384 c.p.c., comma 2, ultima parte, con pronuncia di rigetto dell’originario ricorso della contribuente.
3. Avuto riguardo all’andamento del doppio gado del giudizio di merito, possono essere compensate tra le parti le relative spese, ponendosi a carico dell’intimata, secondo soccombenza, quelle del giudizio di legittimità, liquidate come da dispositivo.