Source: https://piemontevalledaosta.aifi.net/chi-siamo/lo-statuto/
Timestamp: 2019-04-21 12:34:02+00:00
Document Index: 148498720

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 8', 'art. 45', 'art. 8', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 6']

Lo Statuto | AIFI Piemonte e Valle d'Aosta
Regione Piemonte Valle d’Aosta
Statuto 2018 con valida registrazione del 28/02/2019 -Num. 1200
approvato nell’Assemblea del 03/07/2018
Associazione Italiana Fisioterapisti Regione Piemonte Valle D’Aosta
(DELLA COSTITUZIONE E DELLE NORME FONDAMENTALI)
1. L’Associazione Italiana Terapisti della Riabilitazione Regione Piemonte Valle d’Aosta (detta brevemente A.I.T.R. Piemonte Valle d’Aosta) costituita l’anno millenovecentonovantasei il giorno quattro aprile, in Torino, corso Sicilia n. 35 presso lo studio del notaio Restivo, in Torino, a partire dal giorno 12/11/2002 cambia la propria denominazione in “Associazione Italiana Fisioterapisti-Regione Piemonte Valle D’Aosta” (A.I.FI.- Piemonte Valle d’Aosta) (di seguito denominata “Associazione regionale”).
L’A.I.FI. Piemonte Valle d’Aosta utilizza come simbolo il logo riconosciuto e adottato dall’Associazione Italiana Fisioterapisti (A.I.FI.), con l’inserimento della scritta “A.I.FI. Piemonte Valle d’Aosta” sotto il logo.
2. L’A.I.FI. Piemonte Valle d’Aosta, che ha sede in Torino, corso Francia 46, è Associazione di rilevanza regionale di categoria dei “Fisioterapisti”, così come definiti dal D.M. n. 741 del 14 settembre 1994 e dalle successive norme relative al suddetto profilo professionale. I Fisioterapisti sono i professionisti sanitari che, in possesso del titolo abilitante di laurea o di diploma universitario, o di altro titolo equipollente o riconosciuto equivalente ai sensi della normativa vigente, svolgono in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita od acquisita, in regime di libera professione o di dipendenza da strutture sanitarie pubbliche e private. L’Associazione regionale aderisce, tramite l’A.I.FI. Nazionale, alla World Confederation for Physical Therapy (WCPT) o ad altre associazioni internazionali aventi medesimi scopi.
3. L’A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta aderisce con obbligo di appartenenza all’Associazione Italiana Fisioterapisti detta brevemente A.I.FI., (precedentemente nominata A.I.T.R., costituita a Roma l’8 giugno 1959), rappresentandone l’articolazione regionale per la Regione Piemonte Valle d’Aosta, così come previsto all’art. 18 dello Statuto Nazionale.
4. L’attività dell’ A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta è regolata dalle norme del presente Statuto nonché dalle fonti in esso indicate e dalle deliberazioni degli Organi associativi adottate in conformità di dette norme.
5. L’A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta uniforma le previsioni dell’atto costitutivo, dello statuto e dei regolamenti alle disposizioni contenute nello Statuto Nazionale, in quanto applicabili.
6. L’A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta non ha fini di lucro, non svolge né direttamente né indirettamente, attività imprenditoriale né sindacale.
7. È fatto divieto per l’Associazione di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge. Tutti i proventi, ricavi, rendite ed entrate sono destinati al perseguimento delle finalità associative. Ad essi si applicano le previsioni di cui all’art. 8 del D.Lgs n° 117/2017.
7a. Essa è un ente non commerciale dotata di autonomia gestionale e patrimoniale nell’ambito della regione Piemonte Valle d’Aosta, che opera nel rispetto degli indirizzi e dei programmi deliberati dagli Organi Nazionali e Regionali.
8. E’ fatto obbligo per l’Associazione regionale di devolvere il patrimonio sociale, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad A.I.F.I. Nazionale o ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 45 del D.lgs 117/2017 salva diversa destinazione imposta dalla legge. Si applicano comunque le limitazioni previste dall’art. 8 del D.Lgs 117/2017.
9. La durata dell’ A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta è illimitata.
10. È stabilita per l’A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta l’intrasmissibilità della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte.
11. Non è prevista la rivalutabilità della quota o contributo associativo.
12. Norme particolari inerenti alla convocazione ed al funzionamento degli Organi dell’Associazione, nonché tutti gli aspetti dell’attività associativa non espressamente disciplinati dallo Statuto, saranno oggetto di appositi regolamenti deliberati dalla Direzione Regionale, secondo le disposizioni di cui all’articolo 21 del presente Statuto.
1. L’A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta si propone di rappresentare, tutelare e promuovere la categoria dei fisioterapisti nella Regione Piemonte Valle d’Aosta, coniugare gli interessi dei suoi membri con i bisogni della comunità e sviluppare la conoscenza e l’approfondimento scientifico della professione, incluse la pratica professionale, la formazione e la ricerca.
a. definire e promuovere principi etici e deontologici, che siano vincolanti per gli associati e riferimento per tutti i fisioterapisti, garantendo e vigilando sul loro rispetto;
b. affermare e sviluppare il ruolo e le competenze professionali del fisioterapista nei processi di prevenzione, valutazione, intervento e di mantenimento, relativi a menomazioni, limitazioni funzionali e disabilità;
c. definire, mantenere e promuovere standard e linee guida per l’esercizio professionale ai fini del miglioramento continuo dello stato di salute/benessere della collettività;
d. sviluppare la formazione in riabilitazione e migliorare le conoscenze scientifiche, professionali e culturali degli associati e in genere dei fisioterapisti; a tal fine, l’Associazione può promuovere la pubblicazione di opere e di editoriali a carattere scientifico e divulgativo nelle materie di competenza, promuovere e collaborare con i mass media per la diffusione di una corretta informazione sulle tematiche della riabilitazione;
f. promuovere e collaborare con il Ministero della Salute, le Regioni, le Province autonome di Trento e di Bolzano, le aziende sanitarie, gli altri organismi e istituzioni sanitarie pubbliche e con le associazioni dei cittadini per la tutela della salute anche perseguendo legalmente ogni forma di esercizio abusivo della professione;
g. tutelare e implementare il rispetto del codice deontologico da parte dei professionisti, nei vari contesti operativi o regimi contrattuali (libera professione o alla dipendenza di terzi soggetti);
h. promuovere gli atti necessari per addivenire ad una struttura associativa a carattere federativo.
(DEI LIVELLI ASSOCIATIVI TERRITORIALI)
1. L’ambito regionale coincide con il territorio delle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta di riferimento.
Nei casi in cui le dimensioni e/o il bacino di utenza delle Regioni siano particolarmente limitati o comunque su richiesta di due o più AIFI regionali, su autorizzazione della direzione nazionale, l’AIFI Piemonte Valle d’Aosta può fondersi con altre associazioni regionali AIFI per formare un’articolazione territoriale interregionale. In questo caso, tutti i riferimenti statutari in cui venga indicata la regione, si intendono come interregionali.
2. La Direzione Regionale può definire una specifica articolazione interna, in considerazione delle specifiche realtà territoriali. Tale organizzazione sarà normata da apposito regolamento.
3. L’AIFI Piemonte Valle d’Aosta ha autonomia giuridica, economica e finanziaria ed è organizzata secondo le norme previste dallo statuto Nazionale.
4. L’AIFI Piemonte Valle d’Aosta persegue le finalità indicate nello statuto Nazionale, nel proprio ambito di riferimento. I rapporti tra il livello Nazionale e quello Regionale sono disciplinati nel capo II dello statuto Nazionale.
(DEI PROVENTI)
1. I proventi dell’AIFI Piemonte Valle d’Aosta sono rappresentati dalle quote associative, ordinarie o straordinarie, dai contributi di enti pubblici o privati e da eventuali donazioni, eredità e lasciti testamentari, che siano accettati dalla Direzione Regionale e non contrastino in alcun modo con gli scopi dell’Associazione né siano di ostacolo all’indipendenza o all’autonomia della sua gestione, né possano configurare conflitto di interesse con il Servizio Sanitario Nazionale, anche se forniti attraverso soggetti collegati.
3. L’AIFI Piemonte Valle d’Aosta fornisce supporto territoriale, attenendosi alle procedure definite da apposita delibera della Direzione Nazionale.
4. L’AIFI Piemonte Valle d’Aosta non esercita attività imprenditoriali né vi partecipa, salvo quelle necessarie per le attività di formazione continua.
5. Ulteriori proventi di AIFI Piemonte Valle d’Aosta possono derivare anche da rimborsi per spese amministrative sostenute.
(DEI SOCI)
a) siano in possesso dei titoli professionali indicati all’articolo 1;
b) abbiano presentato domanda di ammissione e la stessa sia stata accolta;
c) siano in regola con il versamento della quota associativa annuale;
d)esercitino la Professione in modo prevalente nell’ambito del territorio Regionale/interregionale ai sensi dell’art. 19 comma 1 dello Statuto Nazionale A.I.FI..
3. La Direzione Regionale provvede alla tenuta, aggiornamento annuale dell’elenco degli iscritti all’Associazione Regionale e collabora secondo le indicazioni ricevute al trattamento dei dati dei Soci.
4. L’Associazione riconosce come Sostenitori le persone fisiche e giuridiche, pubbliche o private, che ne supportino l’azione mediante aiuti e/o sovvenzioni a carattere periodico o, se una tantum, secondo le condizioni stabilite dalla Direzione Nazionale.
5. La Direzione Regionale AIFI Piemonte Valle d’Aosta può proporre alla Direzione Nazionale A.I.FI. la nomina di membri Onorari tra coloro che, per capacità, incarichi o cariche ricoperte, hanno reso all’Associazione servizi di particolare importanza, o che hanno raggiunto posizioni di indiscusso prestigio nel campo accademico e professionale e in ambito sociosanitario.
7. I membri Sostenitori, Onorari e i partecipanti Studenti non hanno diritto di voto, né capacità elettorale. Essi non concorrono alla determinazione del numero degli iscritti utile ai fini del riconoscimento ministeriale di rappresentatività dell’ Associazione.
(DOVERI DEI SOCI E DEGLI ADERENTI)
c) curare l’aggiornamento professionale continuo ed obbligatorio; l’Associazione verifica, attraverso strumenti idonei, l’effettivo assolvimento di tale obbligo.
6. L’AIFI Piemonte Valle d’Aosta entro 30 giorni dal ricevimento della completa documentazione accetta o respinge le richieste d’iscrizione. In caso di diniego fornisce documentata motivazione.
3.Costituisce motivo di esclusione la perdita dei requisiti di cui all’articolo 5, comma 1 lettera a.
d) Il Collegio Regionale Revisori dei Conti;
3. Tutti gli eletti o nominati negli organi associativi non devono aver subito sentenza di condanna passate in giudicato in relazione all’attività dell’Associazione. Essi rilasciano inoltre, preventivamente all’assunzione della carica, una dichiarazione attestante l’assenza di conflitti di interesse.
1. All’Assemblea Regionale sono chiamati a partecipare tutti i Soci Ordinari, regolarmente iscritti.
b) Discute ed approva il bilancio consuntivo annuale e quello previsionale;
d) discute sulle relazioni presentate dal Presidente Regionale, dal vicepresidente, dal segretario e dal tesoriere;
e) delibera sulle modifiche allo Statuto Regionale proposte o dalla Direzione Regionale o da due terzi dei Soci, sullo scioglimento dell’Associazione Regionale e sulla devoluzione del patrimonio.
2 bis. L’Assemblea Regionale, di norma ogni tre anni entro il mese di giugno, è convocata come assemblea elettiva e:
a) elegge, tra i Soci Ordinari iscritti da almeno tre anni consecutivamente e che non abbiano subito sentenze di condanna passate in giudicato in relazione all’attività dell’Associazione, i membri elettivi (minimo 5 e in numero dispari) della Direzione Regionale e tra essi elegge il presidente Regionale;
d) elegge, con la proporzionalità stabilita dallo statuto Nazionale, i delegati per il congresso Nazionale
e) discute le relazioni presentate dal Presidente Regionale uscente e dalle altre cariche della Direzione Regionale e si esprime su eventuali mozioni presentate.
3. L’Assemblea Regionale è convocata dal Presidente Regionale o, in sua vece, dalla maggioranza dei componenti della Direzione Regionale, mediante comunicazione a mezzo stampa associativa, e/o sito internet, e/o posta ordinaria, e/o fax, e/o posta elettronica; da pubblicare od inviarsi ai Soci Ordinari almeno 30 giorni prima della data di svolgimento.
6. L’ufficio di Presidenza dell’Assemblea Regionale è costituito dal Presidente e da un Segretario e, se elettiva, anche da due Questori, eletti tra i congressisti. Tali funzioni sono incompatibili con le candidature per gli organi associativi.
8. Le elezioni degli organi e le deliberazioni sulle persone sono fatte a scrutinio segreto.
9. È possibile il voto attraverso strumenti elettronici che garantiscano la sicurezza e la segretezza del voto.
1. L’Assemblea Straordinaria può essere richiesta e convocata, con le stesse modalità dell’articolo 9 comma 3:
b) dalla maggioranza dei componenti della Direzione Regionale;
2: I termini per la convocazione sono ridotti a 20 giorni, La mancata convocazione nei termini e nelle modalità indicate costituirà motivo di commissariamento della Regione (Art,18 comma 3 dello statuto Nazionale).
(DELLA DIREZIONE REGIONALE)
1. La Direzione Regionale è costituita da i membri eletti dall’Assemblea Regionale.
2. Nell’ambito della prima riunione, della Direzione Regionale il Presidente nomina tra i restanti eletti il Vicepresidente, il Segretario e il Tesoriere.
2 a. La Direzione Regionale è presieduta dal Presidente Regionale e, in caso di suo impedimento, dal Vicepresidente Regionale.
4. In caso di dimissioni, di impedimento permanente o morte di un membro eletto dall’Assemblea entrerà a far parte della direzione Regionale il primo dei non eletti.
4 bis. In caso di dimissioni, di impedimento permanente o morte del Presidente Regionale, la Direzione Regionale potrà convocare un Assemblea Regionale Straordinaria o eleggere alla carica il Vice Presidente. In tale ultimo caso il mandato cessa alla scadenza del mandato del Presidente dimissionario e non concorre ai fini di cui all’art. 12, comma 2 del presente Statuto.
a) garantire la tutela delle scelte operate dall’ Assemblea Regionale;
c) indicare le linee annuali di indirizzo programmatico e le strategie politiche nel campo della formazione, della tutela giuridica e della rappresentanza della categoria per il perseguimento degli obiettivi associativi, in coerenza con quanto stabilito dall’ Assemblea Regionale;
e) approvare l’attribuzione di deleghe secondo quanto previsto dall’art. 12 comma 3a
f) Esaminare ed approvare il bilancio regionale preventivo e consuntivo, predisposti dal Tesoriere Regionale, da sottoporre all’approvazione da parte dell’Assemblea Regionale;
g) determinare l’eventuale incremento della quota associativa regionale in relazione al bilancio preventivo approvato, fino al 100% della quota di iscrizione Regionale stabilita dalla Direzione Nazionale;
6. I titolari di cariche elettive Regionali hanno diritto esclusivamente al rimborso delle spese documentate sostenute per conto dell’Associazione.
7. Provvede a dare adeguata pubblicità allo Statuto, alle delibere relative alle elezioni ed alla individuazione dei titolari delle cariche sociali, al Codice Deontologico nonché ai bilanci, mediante opportuna pubblicazione sul sito associativo.
8. La Direzione Regionale si riunisce in via ordinaria almeno tre quattro volte all’anno e in via straordinaria su convocazione del Presidente Regionale con avviso scritto, telegramma o a mezzo fax, o posta elettronica, da inviare almeno sette quindici giorni prima della data della riunione, con indicazione dell’ordine del giorno. Nell’ipotesi di particolare urgenza il preavviso è ridotto a sette giorni.
10. Le riunioni sono validamente costituite se ad esse sono presenti almeno la metà più uno dei membri aventi diritto. Per le riunioni della Direzione Regionale le deliberazioni sono adottate per alzata di mano ed a maggioranza assoluta dei voti rappresentati. Le votazioni sulle persone si effettuano a scrutinio segreto. Ciascun membro della Direzione Regionale ha diritto ad un (1) voto.
(DEL PRESIDENTE REGIONALE)
3. Il Presidente Regionale, sentiti Vice Presidente, Segretario e Tesoriere, convoca le riunioni della Direzione Regionale e ne predispone i programmi e gli schemi di lavoro. In caso di urgenza, adotta provvisoriamente i provvedimenti di competenza della Direzione Regionale, che dovranno essere ratificati da questa nella prima riunione utile successiva.
3/a. Sottopone all’approvazione della Direzione Regionale l’attribuzione di deleghe, a soci, come Responsabili di ambiti di particolare interesse strategico o rilevanza quali la comunicazione esterna, la formazione universitaria di base e post-base, la promozione della ricerca, lo sviluppo scientifico e culturale, lo sviluppo della libera professione, lo sviluppo nel sistema pubblico e privato accreditato, le relazioni con l’estero e quant’altro ritenuto di utilità per il progresso della Professione e dell’Associazione negli specifici ambiti territoriali.
4. In caso di impedimento temporaneo o assenza del Presidente Regionale, le sue funzioni sono esercitate dal Vice Presidente Regionale.
5. Il Vice Presidente Regionale, oltre che vicariare il Presidente in caso di sua assenza o impedimento, potrà operare su delega specifica del Presidente su temi di interesse associativo.
6. Il Presidente Regionale, cessato dalla carica, ricopre il ruolo di Past-President dell’Associazione Regionale sino alla fine del mandato del Presidente Regionale che gli è subentrato. Il Past-President partecipa di diritto, senza diritto di voto, ai lavori della Direzione Regionale.
(DEL COLLEGIO REGIONALE DEI REVISORI DEI CONTI)
3. La funzione di componente il Collegio Regionale dei Revisori dei Conti è incompatibile con qualsiasi carica negli Organi Nazionali e Regionali dell’Associazione.
a. accertare la regolare tenuta della contabilità e la corrispondenza del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
b. compiere, almeno ogni trimestre, accertamenti sull’entità del patrimonio e la consistenza di cassa;
c. esaminare i libri contabili ed i bilanci, preventivi e consuntivi, prima della loro presentazione;
redigere una relazione annuale, da allegare ai bilanci, contenente le proprie osservazioni sulla gestione finanziaria.
(DELLE NORME IN MATERIA DI BILANCIO)
1. E’ fatto obbligo per l’AIFI Piemonte Valle d’Aosta di redigere e sottoporre annualmente all’approvazione dell’assemblea Regionale, un Bilancio di esercizio formato da stato patrimoniale e conto economico, con l’indicazione dei proventi e degli oneri nonché dal rendiconto finanziario. Il documento dovrà essere accompagnato dalla relazione di missione che illustra le poste di bilancio, l’andamento economico e finanziario e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie.
2. Ai sensi dell’art. 20 del codice civile L’Assemblea Regionale sarà convocata, per l’approvazione del bilancio dell’esercizio sociale, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, ma anche entro un termine maggiore, non superiore in ogni caso a sei mesi, quando particolari esigenze lo richiedono.
3. Il bilancio di esercizio, presentato all’approvazione dell’assemblea regionale/interregionale, dovrà essere accompagnato dalla relazione del Collegio Regionale dei Revisori dei Conti.
5. I bilanci preventivi, ove adottati, e i consuntivi sono pubblicati sul sito istituzionale della stessa.
1.Il Collegio Regionale dei Probiviri è costituito da tre componenti eletti dall’Assemblea Regionale.
2. La funzione di componente il Collegio Regionale e dei Probiviri è incompatibile con qualsiasi carica negli Organi Nazionali, Regionali e nelle Associazioni interregionali.
3. Per essere proboviro è necessario avere l’età minima di quaranta anni, essere iscritto almeno da cinque anni ed avere riconosciuti requisiti di probità, serietà, saggezza, onestà civica e professionale e non essere mai incorso in alcun provvedimento disciplinare.
3 a. Il Presidente del Collegio Regionale dei probiviri, ha diritto di partecipare, senza voto
deliberativo, alle riunioni della Direzione Regionale
a. in merito alle infrazioni commesse dai componenti gli Organi Regionali;
b. in merito ai fatti disciplinarmente rilevanti commessi dai soci durante lo svolgimento dei lavori dell’Assemblea Regionale.
5. Il Collegio Regionale dei Probiviri, qualora riscontri fatti disciplinarmente rilevanti o costituenti reato commessi dai componenti gli Organi Territoriali ed attinenti comunque la gestione dell’Associazione, può informarne la Direzione Regionale affinché promuova le necessarie azioni civili e/o denunce-querele.
6. Il Collegio Regionale dei Probiviri nomina al suo interno il Presidente ed il Segretario; quest’ultimo sostituisce il Presidente in caso di suo impedimento. Il collegio giudicante è formato dal Presidente e degli altri componenti. I componenti il Collegio devono astenersi da giudicare qualora emergessero ragioni di specifica incompatibilità.
7. Nei casi di cui alle lettere a) e b) del comma quarto del presente articolo, l’azione disciplinare è promossa dal Presidente del Collegio Regionale dei Probiviri, anche su richiesta del Presidente Regionale o di membri della Direzione Regionale. Nel caso di cui alla lettera b), l’azione può essere promossa anche su richiesta scritta di almeno il 10% degli iscritti, la quale dovrà essere rimessa alla Direzione Regionale, per un primo giudizio di non manifesta infondatezza.
8. Nei confronti del Presidente Regionale/interregionale, l’azione è promossa dalla Direzione Regionale/interregionale.
1. L’Associazione può avvalersi di esperti per consulenze, pareri ed indirizzi tecnici nei vari settori di attività. Il ricorso a consulenti esterni è subordinato alla preventiva presentazione dei progetti, dei relativi costi e dei criteri di scelta del consulente.
ART. 17 (G.I.S. GRUPPI DI INTERESSE SPECIALISTICO)
1. I GIS, Gruppi di Interesse Specialistico di A.I.FI. secondo la loro articolazione, possono
prevedere gruppi a carattere Regionale, secondo gli specifici regolamenti approvati dalla Direzione Nazionale.
(PROCEDIMENTO DISCIPLINARE INTERREGIONALE)
1. Gli associati che si rendono responsabili di violazioni al Codice Deontologico, sono sottoposti a provvedimento disciplinare. Il procedimento disciplinare è attivato dalla Presidenza Regionale che, raccolte le informazioni, ne dà comunicazione all’interessato e al Presidente del Collegio dei Probiviri Regionale.
1 bis. Nei confronti del Presidente Regionale i poteri di iniziativa sono della Direzione Regionale e in caso di mancata attivazione, della Direzione Nazionale. Nel caso in cui il Collegio dei Probiviri Regionale non intervenga, l’azione disciplinare può essere esercitata dal Collegio dei Probiviri Nazionale.
1 ter. Di ogni procedimento disciplinare Regionale, dovrà essere informato il Collegio Nazionale dei Probiviri e copia di tutti gli atti dovrà essere inviata alla segreteria Nazionale per essere depositata nel libro verbali del Collegio Nazionale in modo da costituire “giurisprudenza” per i giudizi futuri.
2. Il Collegio dei Probiviri Regionale formalizza la contestazione di addebiti all’associato, che ha tempo venti giorni dalla ricezione della contestazione per presentare propri scritti difensivi e documenti. Egli può avvalersi di un legale e può chiedere di essere sentito o che siano sentite persone informate dei fatti.
4. L’associato può interporre appello al Collegio Nazionale dei Probiviri, dandone comunicazione al Presidente Nazionale ed alla direzione Regionale.
a. l’ammonizione, che consiste nel diffidare l’interessato a non ricadere nella mancanza commessa;
d. la radiazione, che consiste nell’espulsione definitiva dall’ Associazione.
4. il Collegio Regionale dei Probiviri nei casi di cui all’articolo 15 comma 4, lettere a) e b), può disporre la sospensione cautelare a carico del socio sottoposto a procedimento allorché:
a. sussistano ragionevoli motivi per ritenere che abbia violato le norme del Codice Deontologico;
b. nell’ipotesi in cui, nel tempo necessario alla conclusione del procedimento disciplinare, la permanenza della qualità di associato possa comportare un pregiudizio per l’Associazione o costituire un ostacolo all’accertamento dei fatti e delle responsabilità;
c. nel caso in cui l’associato sia sottoposto a procedimento penale, in attesa della sentenza definitiva.
1. Il funzionamento degli Istituti dell’Associazione Regionale dell’AIFI Piemonte Valle d’Aosta e le norme non espressamente contemplate nel presente Statuto sono integrate da regolamenti interni predisposti dai rispettivi Organi ed approvati dalla Direzione Regionale.
a. le attività amministrative di pertinenza, compresa la misura e modalità di rimborso delle spese sostenute dai componenti degli organi associativi;
b. l’organizzazione, le competenze e i limiti dei G.I.S. o di qualsiasi organo o organismo associativo regionale;
c. le modalità per assicurare la partecipazione degli studenti di cui all’art. 5 comma 6 alla vita associativa.
4. Le deliberazioni di cui ai comma precedenti sono adottate a maggioranza assoluta dei componenti della Direzione Regionale.
(DELLE INCOMPATIBILITA’ CON LE CARICHE DELL’ASSOCIAZIONE)
1. L’A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta adotta il medesimo regolamento di A.I.FI Nazionale per la definizione delle incompatibilità tra cariche statutarie e incarichi esterni all’ Associazione che possano risultare in contrasto con gli interessi della stessa.
1. In via transitoria e sino alle determinazioni, da parte del Ministero della Salute, conseguenti alle pronunce giurisdizionali, possono continuare ad essere associati i soggetti in possesso dei titoli di Terapista in Neuropsicomotricità dell’Età Evolutiva conseguiti entro il 17 marzo 1999 (in base alla normativa pregressa a quella attuativa dell’art. 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni) e che abbiano esercitato l’attività di fisioterapista in via prevalente, in regime di lavoro dipendente o autonomo, per un periodo di tre anni nell’ultimo quinquennio. La specifica attività esercitata deve essere formalmente documentata con autocertificazione allegata alla domanda di iscrizione.