Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n5-del-15012016.html
Timestamp: 2016-12-07 14:35:16+00:00
Document Index: 130995209

Matched Legal Cases: ['art.44', 'art. 2', 'art. 1', 'art.2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 116']

Circolare INPS n.5 del 15.01.2016 REGISTRAZIONE GRATUITA
Circolare INPS n.5 del 15.01.2016 Gestione Pubblica - Conguaglio previdenziale di fine anno 2015.
Si forniscono chiarimenti e precisazioni sulle operazioni di conguaglio previdenziale 2015 per i datori di lavoro iscritti alla gestione dipendenti pubblici
A decorrere dal 1° novembre 2012, con riferimento alle retribuzioni erogate dal mese di ottobre 2012, le denunce individuate come ListaPosPA nell’ambito del flusso Uniemens rappresentano le nuove modalità di comunicazione dei dati per la valorizzazione della posizione assicurativa, per il calcolo del dovuto contributivo e per la costituzione e l’alimentazione delle posizioni di previdenza complementare per le Amministrazioni, gli Enti e le Aziende, il cui personale sia iscritto alla Gestione Dipendenti Pubblici.
Al riguardo, si rappresenta che l’Istituto con circolari n.105 del 7 agosto 2012 e n.6 del 16 gennaio 2015 e n.81 del 22 aprile 2015 ha fornito ai sostituti di imposta le istruzioni per la compilazione delle denunce mensili analitiche.
Con la presente circolare vengono riepilogate le indicazioni per le operazioni di conguaglio 2015.
Per quel che concerne l’aspetto contributivo, le operazioni di conguaglio consentono la corretta applicazione dei massimali contributivi e delle aliquote correlate all'imponibile.
Le operazioni di conguaglio costituiscono un adempimento a carico dei sostituti di imposta principali e, in ogni caso, non sollevano i sostituti di imposta dall’obbligo di trasmettere mensilmente, in via telematica, le informazioni necessarie per il calcolo dei contributi, per l'implementazione delle posizioni assicurative individuali e per l'erogazione delle prestazioni (art.44, comma 9, del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269 convertito con modificazione dalla legge 24 novembre 2003, n. 326).
Di seguito, si forniscono le indicazioni per effettuare le operazioni di conguaglio annuale 2015 per i redditi imponibili ai fini pensionistici, corrispondenti ai valori delle retribuzioni liquidate, nel periodo di riferimento, al lavoratore subordinato.
Ai fini del conguaglio contributivo dell’anno 2015 per la Gestione Dipendenti Pubblici occorre tenere conto di tutti i redditi riferiti ai periodi compresi tra il 1/1/2015 e il 31/12/2015.
Devono essere considerati i redditi denunciati nei quadri E0, riferiti al 2015 nonché i redditi 2015 denunciati nei quadri V1, causale 1, causale 2, causale 5, e causale 7.
Si evidenzia che i quadri V1, (causale 1, 2, 5 e 7) da considerare ai fini delle operazioni di conguaglio sono esclusivamente quelli che hanno un periodo di riferimento (data inizio e data fine del V1) compreso nell’anno 2015 relativi a somme erogate nel 2015.
Nel caso in cui i quadri V1, causale 5, abbiano annullato quadri E0 e V1 riferiti al 2015, i quadri annullati non devono essere considerati ai fini delle operazioni di conguaglio. Non devono essere, altresì, considerati ai fini delle operazioni di conguaglio i quadri riferiti al 2015, annullati da V1, causale 6.
2.1 Tetti retributivi ai fini dell’aliquota aggiuntiva 1%
Ai sensi dell’articolo 3 ter, comma 1, della legge n. 438 del 14 novembre 1992 di conversione del decreto legge 19 settembre 1992, n.384 e dell’articolo 1, comma 241, della legge n. 662 del 23 dicembre 1996 per i dipendenti pubblici e privati è stata prevista, a decorrere dal 1° gennaio 1993, l’aliquota aggiuntiva dell’1% a carico dell’iscritto, nel caso in cui l’aliquota a suo carico sia inferiore al 10%.
L’aliquota dell’1% si applica sulle quote di retribuzione eccedenti il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile. Ogni anno, i tetti retributivi oltre i quali viene applicata la maggiorazione vengono aggiornati in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai ed impiegati.
Si rammenta che per l’anno 2015 la fascia retributiva annua oltre la quale deve essere corrisposta l’aliquota dell’1% è pari ad € 46.123,00, corrispondente ad € 3.844,00 mensili.
Per quanto attiene le concrete modalità di applicazione e versamento, si rappresenta che il contributo deve avere cadenza mensile, salvo conguaglio, a credito o a debito del lavoratore, da effettuarsi in occasione delle operazioni di conguaglio annuale fiscale e previdenziale tenendo conto anche dei redditi da lavoro dipendente o riconducibili ad esso comunicati da altri soggetti.
Le operazioni di conguaglio previdenziale si rendono, altresì, necessarie sia nell’ipotesi di più rapporti di lavoro nel corso dell’anno, sia nell’ipotesi di emolumenti erogati da diversi datori di lavoro, configurabili quali redditi di lavoro dipendente, e riconducibili al rapporto di lavoro del datore di lavoro, sostituto di imposta principale. Si rappresenta, in entrambi i casi, l’obbligo di comunicazione ai fini del superamento della prima fascia di retribuzione pensionabile.
Come noto, l'art. 2, comma 18 della legge n.335/1995 ha stabilito un massimale annuo per la base contributiva e pensionabile degli iscritti successivamente al 31/12/1995 a forme pensionistiche obbligatorie, privi di anzianità contributiva ovvero per coloro che optano per il calcolo della pensione con il sistema contributivo, ai sensi dell’art. 1, comma 23 della legge n. 335/95, così come interpretato dall’art.2 del decreto legge 28 settembre 2001, n. 355, convertito con legge 27/11/2001, n. 417.
Tale massimale – pari a € 100.324,00 per l'anno 2015 - deve essere rivalutato ogni anno in base all'indice dei prezzi al consumo calcolato dall’ISTAT.
Lo stesso trova applicazione per la contribuzione ai fini pensionistici, ivi compresa l'aliquota aggiuntiva dell'1% di cui all'art. 3-ter della legge n.438/1992 nonché, per la contribuzione relativa alla gestione per le prestazioni creditizie e sociali.
Si rammenta che il massimale non è frazionabile a mese e ad esso occorre fare riferimento anche se l'anno solare risulti retribuito solo in parte. Nell’ipotesi di rapporti di lavoro successivi o contemporanei, le retribuzioni percepite in costanza dei diversi rapporti, si cumulano ai fini dell’applicazione del massimale.
Ciascun datore di lavoro, sulla base degli elementi che il lavoratore è tenuto a fornire, provvederà a sottoporre a contribuzione la retribuzione corrisposta mensilmente, fino al raggiungimento del massimale. Nel corso del mese in cui si verifica il superamento del tetto, la quota di retribuzione imponibile ai fini pensionistici sarà calcolata, ove coesistano nel mese rapporti di lavoro subordinato, in modo proporzionale.
Si evidenzia che per i lavoratori dipendenti soggetti alle disposizioni di cui all’articolo 2, comma 18, della Legge n. 335/1995, nel mese in cui si verifica il superamento del massimale, l’elemento <Imponibile> della gestione pensionistica e della gestione credito del quadro E0 deve essere valorizzato nel limite del massimale stesso, mentre la parte eccedente deve essere indicata nell’elemento <ImponibileEccMass> della gestione pensionistica e della gestione credito.
Nel caso in cui, nel corso dell’anno, vi sia stata un’inesatta determinazione dell’imponibile, che abbia causato un versamento dei contributi pensionistici e dei contributi relativi alla gestione credito anche sulla parte eccedente il massimale o, viceversa, un mancato versamento dei contributi, dovranno essere elaborati in corrispondenza dei mesi nei quali è stato rilevato il superamento o l’errata indicazione del massimale, dei quadri V1, causale 5, per annullare e sostituire i quadri errati.
Si evidenzia che nel caso in cui il superamento del massimale derivi anche da redditi erogati da altri soggetti riferiti ad un rapporto di lavoro distinto ovvero riconducibile ad un unico rapporto di lavoro, ciascun sostituto potrà modificare esclusivamente le proprie denunce tenendo conto della formazione nel tempo del montante.
2.3 Massimale contributivo previsto dall’art. 3, comma 7, del decreto legislativo 24 aprile 1997, n. 181, da valere per i direttori generali, amministrativi e sanitari delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere di cui all’art. 3 bis, comma 11, del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229.
Secondo il disposto contenuto nell’art. 3 bis, comma 11, del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 in caso di nomina a direttore generale, amministrativo e sanitario, l’imponibile contributivo è sottoposto ai limiti dei massimali di cui all'articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 24 aprile 1997, n. 181, che vengono annualmente rivalutati sulla base dell’indice ISTAT. Per l’anno 2015 il massimale è pari al €182.874,00.
Tale massimale trova applicazione per la contribuzione ai fini pensionistici, ivi compresa l'aliquota aggiuntiva dell'1% di cui all'art. 3-ter della legge n. 438/1992, nonché per la gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e per la contribuzione previdenziale.
Per i lavoratori dipendenti soggetti alle disposizioni richiamate, nel mese in cui si verifica il superamento del massimale, l’elemento <Imponibile> della gestione pensionistica e della gestione credito del quadro E0 deve essere valorizzato nel limite del massimale stesso, mentre la parte eccedente deve essere indicata nell’elemento <ImponibileEccMass> della gestione pensionistica e della gestione credito.
Analogamente nel mese in cui si verifica il superamento del massimale previdenziale, l’elemento <Imponibile> della gestione previdenziale del quadro E0 deve essere valorizzato nel limite del massimale stesso, mentre la parte eccedente deve essere indicata nell’elemento <ImponibileEccMass> della gestione previdenziale
Si evidenzia che il sostituto di imposta è tenuto a considerare ai fini delle operazioni di conguaglio dell’1% anche i redditi del dipendente riferiti a precedenti rapporti di lavoro avuti nel corso dell’anno. In tale ipotesi, le operazioni di conguaglio devono essere effettuate dall’ultimo datore di lavoro.
Nel caso in cui alla data del 31/12/2015 siano in corso più rapporti di lavoro subordinato, le operazioni di conguaglio contributivo devono essere effettuate dal datore di lavoro il cui rapporto di lavoro ha una data di inizio più remota.
Nel caso di redditi erogati da altri soggetti, riconducibili al rapporto di lavoro del sostituto di imposta principale, (redditi liquidati a personale in posizione di comando o distacco dall’Amministrazione presso cui il dipendente presta servizio, ovvero altri redditi comunque attratti nella sfera dei redditi di lavoro dipendente) deve essere elaborato un quadro V1, causale 7, valorizzando l’elemento <CodMotivoUtilizzo> con il valore 2, inserendo nella denuncia i valori comunicati dall’altro soggetto.
Analogamente dovrà essere elaborato un quadro, V1, causale 7, codice motivo utilizzo 2 nel caso in cui il sostituto di imposta abbia effettuato le operazioni di conguaglio ai fini dell’1% per redditi riferiti ad altri rapporti di lavoro che comportano l’iscrizione ai fondi pensionistici della gestione dipendenti pubblici.
Non è necessario elaborare il suddetto quadro V1, causale 7, codice motivo utilizzo 2 se il sostituto di imposta principale del pubblico dipendente destinatario di tali compensi ha incluso i redditi erogati dall’altra Amministrazione nelle proprie denunce mensili.
Il periodo di riferimento (data inizio e data fine) del V1, causale 7, corrisponde all’anno di riferimento delle operazioni di conguaglio (1/1/2015 – 31/12/2015) ovvero al periodo di riferimento del rapporto di lavoro se inferiore all’anno.
3.1 Termini per l’invio
Per le aziende e le amministrazioni iscritte alla Gestione Dipendenti Pubblici le operazioni di conguaglio devono essere effettuate entro il mese di febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento dei redditi oggetto del conguaglio.
Ne consegue che per i redditi liquidati nel 2015, le operazioni di conguaglio devono essere effettuate entro il mese di febbraio 2016.
3.2 Sanzioni: criteri temporali per il calcolo e modalità di configurazione delle fattispecie sanzionatorie
Ove l’Amministrazione abbia inviato la denuncia (V1 causale 7) nei termini previsti ma non abbia effettuato il versamento - o, in alternativa, abbia presentato domanda di rateazione nei termini indicati nel precedente paragrafo - sui contributi dovuti maturano le sanzioni per omesso/ritardato pagamento, ai sensi dell’art. 116, comma 8, lettera a).
L’Amministrazione che si avvale di personale di altra amministrazione corrispondendo direttamente la retribuzione è tenuta a comunicare tempestivamente le somme corrisposte al sostituto di imposta principale al fine di consentire a quest’ultimo di compilare ed inviare la denuncia mensile nei termini previsti, includendo le somme corrisposte dalle altre amministrazioni ovvero a provvedere direttamente ad effettuare le denunce mensili contributive per le somme corrisposte.
Tale sezione non deve essere compilata se il sostituto di imposta ha provveduto a comunicare mensilmente i dati all’amministrazione pubblica datore di lavoro del dipendente per consentire a quest’ultima di elaborare mensilmente le denunce mensili contributive tenendo conto delle somme complessivamente percepite dal dipendente.
- Melegnano, 22 ore fa	Pacchetto formulario contratti locazione immobili