Source: http://www.danielenicotra.it/2019/12/29/legge-di-bilancio-2020-e-decreto-fiscale-collegato-tutte-le-novita/
Timestamp: 2020-01-21 07:41:00+00:00
Document Index: 63615412

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 164', 'art. 9', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 10', 'art. 57', 'art. 51', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 23', 'art. 1', 'art. 70', 'art. 50', 'art. 53', 'art. 60', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 85', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 47', 'art. 73', 'art. 45', 'art. 25', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 53']

Legge di Bilancio 2020 e Decreto Fiscale collegato. Tutte le novità – Dott. Daniele Nicotra
Via libera definitivo alla legge di Bilancio 2020. Nella seduta pomeridiana del 23 dicembre 2019, con 334 voti favorevoli e 232 contrari, la Camera ha votato la fiducia all’art. 1 del disegno di legge di Bilancio (C. 2305), nel testo identico a quello approvato dal Senato, sempre con fiducia, lo scorso 16 dicembre. Il provvedimento, arrivato alla Camera “blindato”, attende ora solo la firma del Capo dello Stato e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
ALIQUOTE IVA – BLOCCO
IMU – DEDUCIBILITÀ
NASPI – COOPERATIVE – IRPEF
TAX CREDIT per la SICUREZZA degli IMMOBILI
IMPRESE AGRICOLE – INCENTIVI
BONUS EDILIZIA, BONUS ENERGIA – PROROGA
SPORT BONUS – PROROGA
COLTIVATORI DIRETTI, IAP – AGEVOLAZIONI
INCENTIVI FISCALI per l’ACQUISIZIONE di BENI STRUMENTALI e per l’ECONOMIA CIRCOLARE
BONUS FORMAZIONE 4.0. – PROROGA
INCENTIVI per FAVORIRE l’UTILIZZO dei PAGAMENTI ELETTRONICI
BONUS SUD – PROROGA
CANONE RAI – ANZIANI a BASSO REDDITO
AUTO AZIENDALI – FRINGE BENEFIT
BONUS EDILIZIA e BONUS ENERGIA – SCONTO in FATTURA
ESTROMISSIONE AGEVOLATA dei BENI – RIAPERTURA dei TERMINI
RIVALUTAZIONE dei BENI d’IMPRESA e delle PARTECIPAZIONI – RIAPERTURA dei TERMINI
CESSIONI IMMOBILIARI – IMPOSTA SOSTITUTIVA
Il Decreto fiscale collegato alla Manovra di fine anno (D.L. 26 ottobre 2019, n. 124) è stato convertito, con modificazioni, in Legge 19 dicembre 2019, n. 157 (G.U. n. 301 del 24 dicembre 2019). Tra le principali novità della conversione in legge la revisione delle disposizioni su appalti, pagamenti elettronici e reati fiscali, nonché le nuove scadenze per 730 ed esterometro.
I primi tre articoli riguardano le nuove limitazioni alle compensazioni (accollo dei debiti, cessazione partita IVA e VIES e limiti alle compensazioni crediti tributari)
CESSAZIONE PARTITA IVA ED ESCLUSIONE DA BANCA DATI VIES
LIMITI ALLE COMPENSAZIONI DEI CREDITI TRIBUTARI
RITENUTE NELLA FILIERA DEGLI APPALTI ED ESTENSIONE DEL REVERSE CHARGE
AGEVOLAZIONI FISCALI PER GLI IMPATRIATI
MESSA A DISPOSIZIONE DI REGISTRI, LI.PE. E DICHIARAZIONE IVA IN BOZZA
CREDITO D’IMPOSTA SUI PAGAMENTI ELETTRONICI
LOTTERIA SCONTRINI E PREMI AGGIUNTIVI
MISURE PER L’AUTOTRASPORTO
Blocco Aliquote IVA
Confermata la “sterilizzazione ” delle clausole di salvaguardia, al fine di evitare l’aumento delle aliquote Iva, che altrimenti sarebbe scattato dal prossimo 1° gennaio. In tal senso è stato sostituito l’art. 1, comma 2, della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019).
Per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018, l’Imu relativa agli immobili strumentali è deducibile ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni nella misura del 50 per cento (art. 3, D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 28 giugno 2019, n. 58).
Al fine di ridurre il carico fiscale sui lavoratori dipendenti, viene istituito un fondo denominato “Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti”, con una dotazione pari a 3mila milioni di euro per il 2020 e a 5mila milioni di euro annui a decorrere dal 2021. La misura sarà attuata con appositi provvedimenti.
Naspi – Cooperative IRPEF
Ai fini Irpef si considera non imponibile la liquidazione anticipata in un’unica soluzione della Naspi (di cui all’art. 8, comma 1, del D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22) destinata alla sottoscrizione di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio. La norma sarà attuata con apposito provvedimento.
Credito d’imposta sulla sicurezza degli immobili
Al fine di incrementare il livello di sicurezza degli immobili, per le spese documentate relative all’acquisizione e predisposizione dei sistemi di monitoraggio strutturale continuo, è riconosciuto un credito d’imposta per ciascuno degli anni 2020 e 2021. Seguirà un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.
Al fine di favorire gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi da parte delle imprese agricole che determinano il reddito agrario ai sensi dell’art. 32 del Tuir, o per i soggetti che effettuano investimenti in beni immateriali strumentali compresi nell’elenco di cui all‘allegato B annesso alla Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge di Stabilità 2017), come integrato dall’art. 1, comma 32, della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018), viene istituito un apposito Fondo per gli investimenti innovativi delle imprese agricole con dotazione di 5 milioni di euro per il 2020. Seguirà decreto ministeriale.
software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della produzione con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio, come la logistica di fabbrica e la manutenzione (quali ad esempio sistemi di comunicazione intra-fabbrica, bus di campo/ fieldbus, sistemi SCADA, sistemi MES, sistemi CMMS, soluzioni innovative con caratteristiche riconducibili ai paradigmi dell’IoT e/o del cloud computing),
software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la produzione automatizzata e intelligente, caratterizzata da elevata capacità cognitiva, interazione e adattamento al contesto, autoapprendimento e riconfigurabi- lità (cybersystem),
sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce; (1)
software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata; (1)
software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio (comunicazione intra-fabbrica, fabbrica-campo con integrazione telematica dei dispositivi on-field e dei dispositivi mobili, rilevazione telematica di prestazioni e guasti dei dispositivi on-field). (1)
Prorogate al 2020 le detrazioni fiscali riconosciute per gli interventi di riqualificazione energetica e di ristrutturazione edilizia (articoli 14 e 16, D.L. 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modifiche dalla Legge 3 agosto 2013, n. 90).
Prorogato a tutto il 2020 lo sport-bonus, cioè il credito d’imposta per le erogazioni liberali per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche, di cui all’art. 1, commi da 621 a 626, della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019). Al riguardo la norma precisa quanto segue:
per i soggetti titolari di reddito d’impresa il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione in tre quote annuali, di pari importo, e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap;
si applica il D.P.C.M. 30 aprile 2019.
Agevolazioni Coltivatori diretti – IAP
Per il 2021, i redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali (Iap) iscritti alla previdenza agricola, concorrono alla formazione della base imponibile ai fini Irpef nella misura del 50% (art. 1, comma 44 , Legge 11 dicembre 2016, n. 232 – Legge di Stabilità 2017).
Alle imprese che dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 (oppure entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti di almeno il 20% del costo di acquisizione) effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate in Italia è riconosciuto un credito d’imposta.
sono agevolabili gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali, ad eccezione dei veicoli di cui all’art. 164, comma 1, del Tuir, dei beni per i quali è prevista un’aliquota tabellare di ammortamento inferiore al 6,5 per cento, dei fabbricati e delle costruzioni, dei beni di cui all’allegato n. 3 annesso alla Legge 28 dicembre 2015, n. 208, nonché dei beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti;
sono inoltre agevolabili gli investimenti in beni immateriali nuovi strumentali di cui all’allegato B annesso alla citata Legge n. 232/2016;
il credito d’imposta è riconosciuto in misura variabile – dal 6 al 40% – a seconda della tipologia di bene;
In pratica, sono soggetti all’agevolazione:
– I beni materiali strumentali, nuovi, ad eccezione di
a) aeromobili da turismo, navi e imbarcazioni da diporto, automezzi destinati al trasporto di fino a 9 persone e autocaravan destinati al trasporto fino a 7 persone;
b) motocicli e ciclomotori, anche se utilizzati solo per l’attività di impresa;
c) autovetture usate per il trasporto pubblico (ad es.Taxi);
d) autovetture intestate alla ditta, ma non usate nell’esercizio d’impresa (ad es. assegnate all’amministratore o ai dipendenti)
e) autovetture utilizzate da agenti e rappresentanti;
Vi rientrano invece gli automezzi, i trattori stradali, gli autoarticolati, gli autotreni.
– i beni immateriali nuovi dell’industria 4.0 e cioè
IMPORTANTE: non vi rientrano i beni con un’aliquota di ammortamento inferiore al 6,5%, i fabbricati e le costruzioni.
Il disegno di legge di Bilancio “riscrive” la disciplina dettata per il credito d’imposta riconosciuto per le attività di ricerca e sviluppo.
AMBITO APPLICATIVO delle NUOVE NORME Periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.
ATTIVITÀ AGEVOLATE Investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in “altre attività innovative” (per le singole definizioni, si veda sotto).
SOGGETTI AMMESSI Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito d’impresa.
SOGGETTI ESCLUSI Imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare, dal D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 (Codice delle crisi d’impresa e dell’insolvenza), o da altre leggi speciali o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni.
Imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9, comma 2, del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231.
CONDIZIONI per il RICONOSCIMENTO del CREDITO d’IMPOSTA La fruizione del credito d’imposta è comunque subordinata al rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.
ATTIVITÀ di RICERCA e SVILUPPO Definizione
Sono considerate attività di R&S ammissibili al credito d’imposta le attività di ricerca fondamentale, di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico, come definite rispettivamente alle lettere m), q) e j) del paragrafo 1.3 del punto 15 della Comunicazione della Commissione 27 giugno 2014, n. 2014/C 198/01. Con apposito decreto il Mise stabilirà i criteri per la corretta applicazione di tali definizioni, tenendo conto dei principi generali e dei criteri contenuti nel Manuale di Frascati.
1) Spese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa, nei limiti del loro effettivo impiego in tali operazioni. Le spese di personale relative a soggetti di età non superiore a 35 anni, al primo impiego, in possesso di un titolo di dottore di ricerca o iscritti a un ciclo di dottorato presso un’università italiana o estera o in possesso di una laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico secondo la classificazione UNESCO Isced, assunti dall’impresa con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e impiegati esclusivamente nei lavori di ricerca e sviluppo, concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare.
2) Quote di ammortamento, canoni di leasing o di locazione semplice ed altre spese relative ai beni materiali mobili e dei software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, per l’importo ordinariamente deducibile relativo al periodo d’imposta di utilizzo e nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale di cui sopra. Qualora tali beni siano utilizzati anche per le ordinarie attività produttive dell’impresa, si assume la parte delle quote di ammortamento e delle altre spese imputabile alle sole attività di ricerca e sviluppo.
3) Spese per contratti di ricerca extra-muros aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta. Nel caso di contratti di ricerca extra-muros stipulati con università e istituti di ricerca residenti in Italia, le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta nella misura del 150%. Qualora i contratti siano stipulati con imprese o soggetti appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente, si applicano le stesse regole applicabili nel caso di attività di R&S svolte internamente all’impresa. Si considerano appartenenti allo stesso gruppo le imprese controllate, controllanti o controllate da un medesimo soggetto ai sensi dell’art. 2359 del codice civile, inclusi i soggetti diversi dalle società di capitali. La maggiorazione per le spese di personale prevista per gli under 35 (v. sopra) si applica solo se i soggetti neoassunti qualificati sono impiegati in laboratori e altre strutture di ricerca situate in Italia. Le spese di questa categoria sono ammissibili solo se i soggetti cui vengono commissionati i progetti relativi alle attività di R&S ammissibili al credito d’imposta, anche se appartenenti allo stesso gruppo dell’impresa committente, sono fiscalmente residenti o localizzati in altri Stati Ue o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o in Stati white list (D.M. 4 settembre 1996).
4) Quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, nel limite massimo complessivo di un milione di euro e a condizione che siano utilizzate direttamente ed esclusivamente per lo svolgimento delle attività inerenti ai progetti di R&S ammissibili al credito d’imposta. Tali spese sono ammesse a condizione che derivino da contratti di acquisto o licenza stipulati con soggetti terzi fiscalmente residenti o localizzati in altri Stati Ue o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o in Stati white list (D.M. 4 settembre 1996). Non sono comunque ammesse le spese per l’acquisto, anche in licenza d’uso, dei suddetti beni immateriali derivanti da operazioni intercorse con imprese appartenenti allo stesso gruppo dell’impresa acquirente. Si considerano appartenenti allo stesso gruppo le imprese controllate da un medesimo soggetto, controllanti o collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c., inclusi i soggetti diversi dalle società di capitali.
5) Spese per servizi di consulenza (e servizi equivalenti) inerenti alle attività di R&S ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale ammissibili oppure delle spese ammissibili relative a contratti di ricerca extra-muros, senza tener conto delle maggiorazioni ivi previste, a condizione che i relativi contratti siano stipulati con soggetti residenti in Italia o con soggetti fiscalmente residenti o localizzati in altri Stati membri Ue o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o in Stati white list (D.M. 4 settembre 1996).
6) Spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di R&S ammissibili al credito d’imposta svolte internamente dall’impresa, anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, nel limite massimo del 30% delle spese di personale ammissibili oppure, nel caso di ricerca extra-muros, del 30% dei costi dei relativi contratti.
CERTIFICAZIONE Ai fini della fruizione del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, la certificazione è rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti, iscritti nella sezione A dell’apposito registro. Per le sole imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione della documentazione contabile sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5mila euro.
RELAZIONE TECNICA Anche per questa “versione” del credito d’imposta è necessaria una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta in relazione ai progetti o ai sottoprogetti in corso di realizzazione. Tale relazione dev’essere predisposta a cura del responsabile aziendale delle attività ammissibili o del responsabile del singolo progetto o sottoprogetto e dev’essere controfirmata dal rappresentante legale dell’impresa.
Estesa al periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 l’applicazione del credito d’imposta per la formazione 4.0 (di cui all’art. 1, commi da 46 a 56, della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 – Legge di Bilancio 2018).
SOGGETTI MISURA del CREDITO d’IMPOSTA(*)
PICCOLE IMPRESE 50 per cento delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 300.000 euro
MEDIE IMPRESE 40 per cento delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 250.000 euro
GRANDI IMPRESE 30 per cento delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 250.000 euro
(*) La misura del credito d’imposta è comunque aumentata per tutte le imprese, fermi restando i limiti massimi annuali, al 60 per cento nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o ultra svantaggiati (come definite dal D.M. 17 ottobre 2017).
Attività di formazione svolte da soggetti terzi
Qualora le attività di formazione siano erogate da soggetti esterni all’impresa, si considerano ammissibili al credito d’imposta, oltre alle attività commissionate ai soggetti di cui all’art. 3, comma 6, del D.M. 4 maggio 2018, anche le attività commissionate agli Istituti Tecnici Superiori.
art. 3, comma 6, del D.M. 4 maggio 2018
Continuano ad applicarsi, in quanto compatibili, le disposizioni contenute nel D.M. 4 maggio 2018 ad eccezione della condizione concernente la stipula e il deposito dei contratti collettivi aziendali o territoriali presso l’Ispettorato Territo­riale del Lavoro competente, previsti dall’art. 3, comma 3, del predetto decreto, non più necessari ai fini del ricono­scimento del credito d’imposta.
D.M. 4 maggio 2018
Le imprese che si avvalgono del credito d’imposta sono tenute ad effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico; a tal fine seguirà un apposito provvedimento.
Per le spese documentate, sostenute nel 2020, relative agli interventi – inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna – finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B ai sensi del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444, spetta una detrazione dall’imposta lorda pari al 90 per cento.
Sono considerate zone territoriali omogenee
nell’ipotesi in cui i lavori di rifacimento della facciata, ove non siano di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguardino interventi influenti dal punto di vista termico o interessino oltre il 10 per cento dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, gli interventi devono soddisfare i requisiti di cui al D.M. 26 giugno 2015 e – con riguardo ai valori di trasmittanza termica – i requisiti di cui alla Tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010. In tal caso, ai fini delle verifiche e dei controlli si applica l’art. 14, commi 3-bis e 3-ter, del D.L. 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modifiche dalla Legge 3 agosto 2013, n. 90;
alla misura in esame sono ammessi esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi;
la detrazione è ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi;
si applica il D.M. 18 febbraio 1998, n. 41 (modalità di tenuta e conservazione dei documenti comprovanti la spesa).
Deciso lo stanziamento di ulteriori risorse a favore della “Nuova Sabatini”.
Incentivi per favorire i pagamenti elettronici
Con l’obiettivo di incentivare l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, viene introdotta una norma che riconosce un rimborso in denaro alle persone fisiche maggiorenni residenti in Italia che, fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, effettuano abitualmente acquisti con strumenti di pagamento elettronici da soggetti che svolgono attività di vendita di beni e di prestazione di servizi.
Seguirà un decreto ministeriale attuativo della presente norma.
È prevista la proroga al 31 dicembre 2020 del “bonus Sud”. Si tratta del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno disciplinato dall‘art. 1, commi 98 e seguenti, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016).
Il Bonus Sud consiste in un credito d’imposta (normalmente pari al 45%) per gli investimenti in beni strumentali nuovi (impianti, macchinari, attrezzature – ad eccezione dei soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo) effettuati da imprese ubicate nel centro-sud Italia ( Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise e Abruzzo) da utilizzare in compensazione nel modello F24.
Esenzione Canone RAI anziani
A decorrere dal 2020, per i soggetti di età pari o superiore a 75 anni e con un reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente a 8mila euro annui, non conviventi con altri soggetti titolari di un reddito proprio (fatta eccezione per collaboratori domestici, colf e badanti), non è dovuto il canone RAI, ma solo per l’apparecchio televisivo ubicato nel luogo di residenza.
In caso di violazione della norma si applica una sanzione amministrativa, in aggiunta al canone dovuto e agli interessi di mora, di importo compreso tra 500 e 2mila euro per ciascuna annualità evasa (art. 1, comma 132, Legge 24 dicembre 2007, n. 244 – Legge di Bilancio 2018).
La tassazione è stata rimodulata in base alle emissioni di Co2, nel seguente modo (art. 51, comma 4, del Tuir):
Parametro emissioni Percentuale tassazione
Veicoli con emissione di Co2 inferiori a 60g/Km 25%
Veicoli con emissione di Co2 superiori a 60g/km ma non a 160g/km 30%
Veicoli con emissione di Co2 superiori a 160g/km ma non a 190g/km 40% per il 202050% dal 2021
Veicoli con emissione di Co2 superiori a 190g/Km 50% per il 2020
Resta ferma l’applicazione dell’art. 51, comma 4, lettera a), del Tuir, nel testo vigente al 31 dicembre 2019, per i veicoli concessi in uso promiscuo con contratti stipulati entro il 30 giugno 2020.
Ciò vuol dire che per i contratti stipulati entro il 30 giugno 2020, si applicherà la classica percentuale di tassazione ad oggi in vigore (il 30% su una percorrenza standard di 15.000km calcolato sulla base della tabelle ACI)
Abrogato, dal 1° gennaio 2020, lo sconto in fattura generalizzato sulle spese per interventi di efficientamento energetico e di riduzione del rischio sismico. Tale possibilità attualmente è prevista dall’art. 10, commi 1, 2, 3 e 3-ter, del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 28 giugno 2019, n. 58.
Lo sconto in fattura sarà ammesso unicamente per gli interventi di ristrutturazione importante “di primo livello” sulle parti comuni degli edifici condominiali, con un importo di spesa pari o superiore a 200mila euro.
Lo sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi, sarà a quest’ultimo rimborsato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo. Il fornitore che ha effettuato gli interventi ha a sua volta facoltà di cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi. Rimane in ogni caso esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari.
Differimento al 1° luglio 2020 dell’entrata in vigore della plastic tax (Imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego, MACSI), con una imposta fissata a 0,45 euro al kg. Soggetti a tassazione anche i contenitori in tetrapack, che in una precedente versione del testo erano stati esclusi. A tal fine si consideri quanto segue:
sono esclusi dall’applicazione dell’imposta i MACSI che risultino compostabili in conformità alla norma UNI EN 13432:2002, i dispositivi medici classificati dalla Commissione unica sui dispositivi medici (istituita ai sensi dell’art. 57 della Legge 27 dicembre 2002, n. 289 – Finanziaria 2003) nonché i MACSI adibiti a contenere e proteggere preparati medicinali;
l’imposta non è dovuta sui MACSI che risultino compostabili in conformità alla norma UNI EN 13432;
sono escluse dall’applicazione dell’imposta le siringhe rientranti tra i dispositivi medici classificati dalla Commissione unica sui dispositivi medici;
per i MACSI, l’obbligazione tributaria sorge al momento della produzione, dell’importazione definitiva nel territorio nazionale o dell’introduzione nel medesimo territorio da altri Paesi dell’Unione europea e diviene esigibile all’atto dell’immissione in consumo dei MACSI;
per i MACSI provenienti da Paesi terzi, l’importatore;
Slitta al 1° ottobre 2020 la nuova imposta sulle bevande zuccherate, fissata in 10 centesimi al litro per i prodotti finiti.
Per i prodotti da utilizzare previa diluizione l’imposta è di 0,25 euro per kg.
Esigibilità dell’imposta Soggetti obbligati
Per la cessione, anche a titolo gratuito, di bevande edulcorate, da parte del fabbricante nazionale o, se diverso da quest’ultimo, del soggetto nazionale che provvede al condizionamento, a consumatori nel territorio dello Stato ovvero a ditte nazionali esercenti il commercio che ne effettuano la rivendita. Il fabbricante nazionale ovvero il soggetto nazionale che provvede al condizionamento
All’atto del ricevimento di bevande edulcorate da parte del soggetto acquirente, per i prodotti provenienti da Paesi appartenenti all’Unione europea. L’acquirente
Importazione definitiva nel territorio dello Stato per le bevande edulcorate importate da Paesi non appartenenti all’Unione europea. L’importatore
Sono previste specifiche esenzioni soggettive e oggettive.
Per i buoni pasto cartacei, sarà ridotto da 5,29 a 4 euro il limite giornaliero entro il quale è prevista l’esclusione dal reddito di lavoro dipendente; per i buoni pasto elettronici, invece, detta soglia sarà aumentata da 7 a 8 euro.
La Manovra dispone inoltre che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente fino all’importo complessivo giornaliero di 5,29 euro le indennità sostitutive delle somministrazioni di vitto corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o a unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione.
Rimane infine invariata la disciplina delle somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro nonchè quelle in mense organizzate dal datore di lavoro o gestite da terzi, che resterebbero escluse dal reddito di lavoro dipendente (art. 51, comma 2, del Tuir).
Con riferimento alle detrazioni Irpef, vengono introdotte due importanti disposizioni che, per alcune tipologie di spese, fissano alcuni limiti reddituali per fruire delle detrazioni e subordinano la fruibilità delle stesse al pagamento tramite strumenti tracciabili.
Nel dettaglio viene previsto che, partire dal 2020, le detrazioni per spese ai fini IRPEF spettano:
per l’intero importo (19%) qualora il reddito complessivo non ecceda 120.000 euro;
Reddito complessivo: 130.000€
(240.000-130.000)/120.000 = 91,6% del 19% di norma previsto
La detrazione continua invece a spettare per intero, a prescindere dall’ammontare del reddito complessivo, per le spese relative:
agli interessi passivi su mutui (art. 15, comma 1, lett. a) e b), e comma 1-ter , D.P.R. n. 917/1986);
ai medicinali e prestazioni sanitarie (art. 15, comma 1, lett. c), D.P.R. n. 917/1986).
La detrazione del 19 per cento degli oneri indicati nell’art. 15 Tuir (medicinali e prestazioni sanitarie) e in altre disposizioni norma­tive spetta a condizione che l’onere sia so­stenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento previsti dall’art. 23 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 (tra cui carte di debito, di credito e prepagate).
E tuttavia, la predetta disposizione non si applica alle detrazioni spettanti in relazione alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, nonché alle detrazioni per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture pri­vate accreditate al Servizio sanitario nazio­nale.
Estromissione agevolata dei beni aziendali
(ovvero la possibilità di trasferire un bene intestato all’azienda nel patrimonio dell’imprenditore persona fisica)
Il disegno di legge di Bilancio dispone la riapertura dei termini per l’esclusione agevolata dei beni dal patrimonio dell’impresa, rinviando alla disciplina contenuta nell’ art. 1, comma 121, della Legge di Stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208).
Pertanto l’imprenditore individuale che alla data del 31 ottobre 2019 possedeva beni immobili strumentali può, entro il 31 maggio 2020, optare per l’esclusione degli stessi dal patrimonio dell’impresa, con effetto dal periodo di imposta in corso alla data del 1° gennaio 2020, mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva di IRPEF e IRAP nella misura dell’8% della differenza tra il valore normale di tali beni e il relativo valore fiscalmente riconosciuto.
I versamenti dovranno essere effettuati entro il 30 novembre 2020 e il 30 giugno 2021.
Viene abrogato il regime forfettario per le partite Iva che fatturano fino a 100mila euro all’anno: l’estensione era prevista dalla legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145). Il nuovo regime è riservato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che nell’anno precedente:
hanno conseguito ricavi o hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65mila euro;
hanno sostenuto spese per un ammontare complessivamente non superiore a 20mila euro lordi per lavoro accessorio (di cui all’art. 70 del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 – legge Biagi), per lavoratori dipendenti e per collaboratori (anche occasionali) di cui all’art. 50, comma 1 , lettere c) e c-bis), del Tuir, anche assunti secondo la modalità riconducibile a un progetto ai sensi degli artt. 61 e seguenti del citato D.Lgs. n. 276/2003, comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati di cui all’art. 53, comma 2 , lettera c), e le spese per prestazioni di lavoro di cui all’art. 60 del Tuir;
hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui rispettivamente agli artt. 49 e 50 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, non eccedenti l’importo di 30.000 euro.
Come già previsto dalla legge di Bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145), inoltre, non possono accedere al regime agevolato gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che:
partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone o associazioni di cui all’art. 5 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, o possiedono quote di controllo in società a responsabilità limitata;
esercitano l’attività nei confronti di ex datori di lavoro ovvero verso soggetti con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta.
Riapertura dei termini al 2020 per la rivalutazione delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola da parte delle persone fisiche, la cui disciplina è contenuta negli artt. 5 e 7 della Legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Finanziaria 2002) e nell’art. 2, comma 2, del D.L. 24 dicembre 2002, n. 282, convertito con modifiche dalla Legge 21 febbraio 2003, n. 27.
Termini e modalità della rideterminazione del valore fiscale dei beni sono allineati a quelli delle norme precedenti:
BENI RIVALUTABILI Partecipazioni non negoziate;Terreni edificabili e con destinazione agricola.
VALORE sul quale si applica la RIVALUTAZIONE Valore di acquisto.
DATA di POSSESSO dei BENI 1° gennaio 2020.
IMPOSTA SOSTITUTIVA Misura
Partecipazioni qualificate: 11%Partecipazioni non qualificate: 11%Terreni: 11%
Può essere rateizzata fino a un massimo di 3 rate annuali di pari importo, a decorrere dal 30 giugno 2020.
Sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi del 3% annuo.
PERIZIA Entro il 30 giugno 2020 dovranno essere effettuati la redazione e il giuramento della perizia.
Il disegno di legge di Bilancio 2020 prevede la riapertura dei termini per effettuare la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni, ai sensi della Sezione II del capo I della Legge 21 novembre 2000, n. 342. Al riguardo si prevede quanto segue:
il maggior valore attribuito ai beni si considera riconosciuto ai fini Ires ed Irap a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata effettuata, attraverso il versamento di un’imposta sostitutiva fissata nelle seguenti misure:
– 12 per cento per i beni ammortizzabili (immobili, impianti, macchinari, beni immateriali);
– 10 per cento per i beni non ammortizzabili (terreni e partecipazioni);
alla misura possono accedere le imprese che non utilizzano i principi contabili internazionali;
sono esclusi i beni alla cui produzione o al cui scambio è destinata l’attività (beni-merce);
la rivalutazione deve riferirsi a beni che risultano dal bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2018;
per poter affrancare il saldo di rivalutazione derivante dall’iscrizione dei maggiori valori, l’imposta sostitutiva è stata fissata al 10 per cento;
le imposte sostitutive di cui sopra devono essere versate:
– per importi complessivi fino a 3.000.000 di euro: in un massimo di 3 rate di pari importo di cui la prima con scadenza entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative al periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita, le altre con scadenza entro il termine rispettivamente previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative ai periodi d’imposta successivi;
– per importi complessivi superiori a 3.000.000 di euro: in un massimo di 6 rate di pari importo, di cui la prima con scadenza entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative al periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita, la seconda entro il termine previsto per il versamento della seconda o unica rata di acconto delle imposte sui redditi relativa al periodo d’imposta successivo, le altre con scadenza, rispettivamente, entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi e il termine previsto per il versamento della seconda o unica rata di acconto delle imposte sui redditi, per i periodi d’imposta successivi (è ammessa la compensazione);
si applicano, se compatibili, gli articoli 11, 13, 14 e 15 della Legge 21 novembre 2000, n. 342, il D.M. 13 aprile 2001, n. 162, il D.M. 19 aprile 2002, n. 86, e l’art. 1, commi 475, 477 e 478, della Legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Finanziaria 2005);
limitatamente ai beni immobili, i maggiori valori iscritti in bilancio ai sensi dell’art. 14 della Legge 342/2000, si considerano riconosciuti con effetto dal periodo d’imposta in corso alla data del 1° dicembre 2021.
Le previsioni di cui all’art. 14, comma 1, della legge 21 novembre 2000, n. 342, si applicano anche ai soggetti che redigono il bilancio in base ai princìpi contabili internazionali, anche con riferimento alle partecipazioni, in società ed enti, costituenti immobilizzazioni finanziarie ai sensi dell’art. 85, comma 3-bis, del Tuir. Per tali soggetti, per l’importo corrispondente ai maggiori valori oggetto di riallineamento, al netto dell’imposta sostitutiva, è vincolata una riserva in sospensione d’imposta ai fini fiscali che può essere affrancata secondo le regole di cui sopra.
Imposta sostitutiva su cessione immobili
Dal 1° gennaio 2020 aumenta dal 20 al 26 per cento l’imposta sostitutiva, di cui all’art. 1, comma 496, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sulle plusvalenze immobiliari per i privati che cedono immobili posseduti da meno di 5 anni.
Riforma IMU-TASI
Si prevede l’abolizione – con effetto dal 2020 – dell’imposta unica comunale (IUC) di cui all’art. 1, comma 639, della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di Stabilità 2014). Fa eccezione a tale regola la Tari, mentre la Manovra interviene sulla disciplina dell’Imu.
Al riguardo la norma precisa tra l’altro quanto segue:
il presupposto dell’imposta è il possesso di immobili;
il possesso dell’abitazione principale (o assimilata) non costituisce presupposto dell’imposta, salvo che si tratti di un’unità abitativa classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9;
per “abitazione principale” si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Qualora i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile;
per “pertinenze” dell’abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo;
è abitazione principale anche la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì ai soli fini dell’applicazione dell’Imu, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso;
per “area fabbricabile” si intende – fatte salve le specificazioni previste dalla norma – l’area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi, ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell’indennità di espropriazione per pubblica utilità;
per “terreno agricolo” si intende il terreno iscritto in catasto, a qualsiasi uso destinato, compreso quello non coltivato;
la base imponibile dell’imposta è costituita dal valore degli immobili. Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutate del 5 per cento ai sensi dell’art. 3, comma 48, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, i seguenti moltiplicatori: 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10; 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5; 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5; 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10; 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5; 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1;
la base imponibile è ridotta del 50 per cento nei seguenti casi: per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui all’art. 10 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42; fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono tali condizioni; unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda una sola abitazione in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all’immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Il beneficio di cui alla presente lettera si estende, in caso di morte del comodatario, al coniuge di quest’ultimo in presenza di figli minori;
l’aliquota di base per l’abitazione principale classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e per le relative pertinenze, è pari allo 0,5 per cento e il comune, con deliberazione del consiglio comunale, può aumentarla di 0,1 punti percentuali o diminuirla fino all’azzeramento;
Per il recupero di importi fino a 10.000 euro, dopo che l’avviso è divenuto titolo esecutivo, prima di attivare una procedura esecutiva e cautelare gli enti devono inviare un sollecito di pagamento con cui si avvisa il debitore che il termine indicato nell’atto è scaduto e che, se non si provvede al pagamento entro 30 giorni, saranno attivate le procedure cautelari ed esecutive. In deroga all’art. 1, comma 544, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, per il recupero di importi fino a 1.000 euro il termine di centoventi giorni è ridotto a sessanta giorni.
In caso di accollo del debito d’imposta altrui (ex art. 8, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212) è disposto il divieto di procedere al relativo versamento tramite compensazione con crediti dell’accollante.
In tale caso, il pagamento si considera non avvenuto, con applicazione di sanzioni differenziate per l’accollante e l’accollato:
All’accollante Si applicano le sanzioni “ordinarie” (art. 13, comma 1, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471):se il credito indebitamente compensato è esistente: 30% del credito;se il credito è inesistente: dal 100 al 200% dell’importo.
All’accollato Si applica una sanzione “speciale”:pari al 30% dell’importo non versato (oltre al recupero dell’imposta ed interessi);l’accollante è coobbligato in solido per gli importi.
XY s.r.l., nel Mod. Redditi SC 2020 (anno 2019), ha dichiarato un saldo IRES a debito di euro 50.000, che non è in grado di versare.
Si accorda con ZZ s.r.l., che ha presentato la dichiarazione Redditi SC 2020 (2019) a credito per euro 100.000:
– per cedere il debito IRES di euro 50.000,
– riconoscendo un compenso di euro 3.000.
ZZ s.r.l. presenta un F24 in compensazione a saldo zero, utilizzando il proprio credito IRES.
Tale compensazione non è possibile e l’F24 verrà scartato
Cessazione Partita IVA e compensazione dei crediti
Con l’introduzione dei nuovi commi 2-quater e 2-quinquies all’art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, è prevista, a carico dei destinatari di provvedimenti di cessazione della partita IVA, o di esclusione dalla banca dati VIES, relativa ai soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie, l’esclusione dalla possibilità di avvalersi della compensazione orizzontale dei crediti (cioè nel modello F24).
DISPOSIZIONI INTRODOTTE AL D.LGS. N. 241/1997
Destinatari del provvedimento di cessazione della partita IVA Durata: il divieto decorre dalla data della notifica e permane fino a quando la partita IVA risulti cessata.
Crediti interessati: il divieto di compensazione:prescinde dalla tipologia del credito (ad esempio, include crediti IRPEF, IRAP, ecc.) e dall’importo;si estende ai crediti maturati relativi ad eventuali ulteriori attività esercitate, diverse rispetto a quelle oggetto del provvedimento
di esclusione dal VIES Durata: decorre dalla data della notifica e permane fino a quando non siano rimosse le irregolarità che hanno generato l’emissione del provvedimento di esclusione.Crediti interessati: il divieto di compensazione riguarda il solo credito IVA
Violazione La compensazione in violazione a quanto sopra comporta lo scarto del Mod. F24 presentato
per i crediti relativi alle imposte sui redditi e relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi ed all’IRAP, la compensazione orizzontale per importi superiori ad euro 5.000 annui può avvenire a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui emerge il credito
Di fatto, si tratta di un’estensione dei vincoli del monitoraggio dei crediti IVA anche ai crediti tributari diversi dall’IVA, ad eccezione dei crediti dei sostituti d’imposta.
estensione a tutti i soggetti che utilizzano in compensazione orizzontale i crediti dell’obbligo di utilizzo del Mod. F24 Entratel/Fisconline; l’obbligo è esteso anche ai crediti maturati in qualità di sostituto d’imposta per il recupero delle eccedenze di versamento delle ritenute e rimborsi/bonus erogati ai dipendenti (ad esempio, i rimborsi da Mod. 730 e bonus 80 euro).
Decorrenza: le nuove disposizioni si applicano con riferimento ai crediti maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019.
In sede di conversione in legge del decreto, è stato modificato il regime sanzionatorio applicabile: in luogo dell’importo fisso, previsto dal testo originario del decreto-legge (pari a 1.000 euro per ogni delega non eseguita), con le modifiche apportate si applica una sanzione parzialmente proporzionale:
5 per cento dell’importo fino a 5.000 euro;
250 euro per importi superiori a 5.000 euro per ciascuna delega non eseguita.
Estensione del Reverse Charge e nuovi controlli su filiera appalti
Il comma 1 introduce il nuovo art. 17-bis nel D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, in materia di versamento unitario e compensazione.
In primo luogo, il comma 1 dell’art. 17-bis stabilisce che il committente (sostituto d’imposta residente nel territorio dello Stato ai fini delle imposte sui redditi) che affida il compimento di un’opera o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore a 200.000 euro a un’impresa, tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziati comunque denominati, caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera, presso le sedi di attività del committente con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili in qualunque forma, è tenuto a richiedere all’impresa appaltatrice o affidataria e alle imprese subappaltatrici, obbligate a rilasciarla, copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute.
Con risoluzione n. 108 del 23 dicembre 2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il committente è tenuto a richiedere all’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice, copia delle deleghe di pagamento, che la stessa ha l’onere di rilasciare entro i cinque giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento.
L’impresa appaltatrice o affidataria e le imprese subappaltatrici trasmettono al committente e, per le imprese subappaltatrici, anche all’impresa appaltatrice, entro i cinque giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento delle ritenute:
nel caso in cui entro i cinque giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento delle ritenute sia maturato il diritto a ricevere corrispettivi dall’impresa appaltatrice o affidataria e questa o le imprese subappaltatrici non abbiano ottemperato all’obbligo di trasmettere al committente le deleghe di pagamento e le informazioni relative ai lavoratori impiegati, risulti l’omesso o insufficiente versamento delle ritenute fiscali rispetto ai dati risultanti dalla documentazione trasmessa, il committente deve sospendere, finché perdura l’inadempimento, il pagamento dei corrispettivi maturati dall’impresa appaltatrice o affidataria sino a concorrenza del 20 per cento del valore complessivo dell’opera o del servizio ovvero per un importo pari all’ammontare delle ritenute non versate rispetto ai dati risultanti dalla documentazione trasmessa.
L’impresa appaltatrice può ricorrere al ravvedimento operoso.
Quindi, il committente viene raggiunto da una sanzione in misura corrispondente a quella irrogata all’impresa per la violazione da questa commessa, quando si renda responsabile della condotta omissiva, che può consistere:
nell’omessa richiesta della prova del pagamento delle ritenute eseguito dall’impresa;
nell’omessa sospensione del pagamento dei corrispettivi maturati dall’impresa inadempiente e/o
nell’omessa comunicazione dell’inadempimento riscontrato all’Agenzia delle entrate competente entro 90 giorni.
l’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice è obbligata a determinare, operare e versare le ritenute e, qualora fosse inadempiente, rischia di incorre nelle seguenti sanzioni:
in caso di violazione degli obblighi di effettuazione delle ritenute, che prevede l’irrogazione di una sanzione in misura pari al 20 per cento dell’ammontare non trattenuto (art. 14 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471);
per l’omesso/ritardato versamento di ritenute, fino al 30 per cento per ogni importo non versato o versato in ritardo (art. 13 del D.Lgs. n. 471/1997);
sanzione fissa da 100 a 500 euro, irrogabile per incompletezza dei modelli F24, se i documenti utilizzati per i versamenti diretti non contengono gli elementi necessari per l’identificazione del soggetto che li esegue (art. 15, comma 1, del D.Lgs. n. 471/1997).
ATTENZIONE: Il committente che non abbia adempiuto agli obblighi previsti a suo carico dalla norma non rischia alcuna sanzione nel caso in cui l’impresa abbia correttamente determinato e operato le ritenute, versando regolarmente tali importi: ciò significa che la mancanza di una condotta sanzionata per l’impresa esclude l’irrogabilità di una sanzione per il committente.
ATTENZIONE: gli obblighi introdotti non trovano applicazione, qualora le imprese appaltatrici o affidatarie, o subappaltatrici comunichino al committente, allegando la relativa certificazione, la sussistenza nell’ultimo giorno del mese precedente a quello della scadenza prevista (pari a cinque giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento) dei seguenti requisiti:
essere in attività da almeno tre anni, in regola con gli obblighi dichiarativi, e avere eseguito nel corso dei periodi d’imposta cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate nell’ultimo triennio complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10 per cento dell’ammontare dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni medesime (lett. a del comma 5);
non avere iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati agli agenti della riscossione relativi alle imposte sui redditi, all’imposta regionale sulle attività produttive, alle ritenute e ai contributi previdenziali per importi superiori a 50.000 euro, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e siano ancora dovuti pagamenti o non siano in essere provvedimenti di sospensione. Tali disposizioni non si applicano per le somme oggetto di piani di rateazione, per i quali non sia intervenuta decadenza (lett. b del comma 5).
Il comma 8 del nuovo art. 17-bis esclude per le imprese appaltatrici o affidatarie e per le imprese subappaltatrici la possibilità di avvalersi dell’istituto della compensazione quale modalità di estinzione delle obbligazioni relative a:
maturati in relazione ai dipendenti direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio. Detta esclusione opera con riguardo a tutti i contributi previdenziali, assistenziali e premi assicurativi maturati nel corso di durata del contratto, sulle retribuzioni erogate al personale direttamente impiegato nell’esecuzione delle opere o dei servizi affidati.
ATTENZIONE: La disposizione non si applica alle imprese appaltatrici e subappaltatrici o affidatarie che presentano i requisiti previsti per potere procedere autonomamente al versamento delle ritenute.
Il comma 3 dell’art. 4 del D.L. n. 124/2019 inserisce una nuova lettera (a-quinquies) all’art. 17, sesto comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, in cui sono riportate le categorie di beni e servizi per le quali l’Italia applica il meccanismo dell’inversione contabile, detto reverse charge.
La lett. a-quinquies) estende l’inversione contabile in materia di IVA alle prestazioni effettuate:
mediante contratti di appalto,
affidamento a soggetti consorziati,
che vengano svolti con il prevalente utilizzo di manodopera (labour intensive) presso le sedi di attività del committente con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà del committente o ad esso riconducibili.
La norma pertanto aggiunge le prestazioni d’opera alle operazioni per cui è già prevista l’applicazione dell’inversione contabile, quali le prestazioni di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento degli edifici, i subappalti in edilizia.
Gli artt. da 5 a 11 introducono delle disposizioni finalizzata a prevenire le frodi nell’ambito
della circolazione degli idrocarburi;
dell’applicazione delle accise.
Sono modificate le norme della legge di bilancio 2018 volte alla prevenzione e al contrasto delle frodi IVA nel settore della vendita di carburanti.
Sono introdotte disposizioni, volte a contrastare l’uso fraudolento di taluni prodotti, classificabili come oli lubrificanti, venduti e utilizzati in modo illecito come carburanti per autotrazione o combustibili per riscaldamento, con la finalità di evadere il pagamento dell’accisa (art. 7-bis del D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504).A tale fine, viene stabilito che alcuni oli lubrificanti, individuati con i codici di nomenclatura combinata doganale NC da 2710 19 81 a 2710 19 99, anteriormente alla loro immissione in consumo, devono circolare nel territorio nazionale muniti di un codice amministrativo di riscontro emesso dal sistema informatizzato dell’ADM e annotato sulla documentazione di trasporto.
È introdotto, in favore di alcuni esercenti attività di trasporto merci e passeggeri, un limite massimo all’importo rimborsabile, che è parametrato in un litro di gasolio, consumato da ciascuno dei veicoli che possono beneficiare dell’agevolazione di accisa, per ogni chilometro percorso. L’importo cui si riferisce il parametro è relativo a ciascun trimestre di richiesta dell’agevolazione. Decorrenza: le disposizioni si applicano ai consumi di gasolio commerciale effettuati dal 2020.
Si interviene sull’art. 1 del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, in materia di immatricolazione di autoveicoli e motoveicoli di provenienza comunitaria, prevedendo che la sussistenza delle condizioni di esclusione dal versamento IVA mediante il Mod. F24-ELIDE va verificata in via preventiva dall’Agenzia, che stabilirà, con provvedimento, termini e modalità. Gli esiti del controllo sono trasmessi al Dipartimento Trasporti, che può immatricolare autoveicoli, motoveicoli e rimorchi provenienti da Stati UE solo se risultino trasmesse telematicamente dall’Agenzia le informazioni circa l’assolvimento degli obblighi IVA da parte degli obbligati e se non vi siano, all’atto dell’istanza di immatricolazione, cause ostative all’introduzione sul territorio nazionale dell’autoveicolo. I controlli saranno effettuati anche nei confronti degli acquirenti privati (ad esempio, per la verifica della correttezza dell’applicazione del regime del margine da parte del venditore UE).
Gli esercenti dei depositi fiscali di stoccaggio (di capacità non inferiore a 3.000 metri cubi) dovranno dotarsi del cd. sistema INFOIL, ovvero di un sistema informatizzato per la gestione della detenzione e della movimentazione della benzina e del gasolio usato come carburante, entro il 30 giugno 2020. Tempi e modalità di esecuzione: sono stabiliti con determina dell’ADM.
Viene previsto che con determina dell’ADM sono stabiliti tempi e modalità per introdurre l’obbligo, entro il 30 giugno 2020, di presentazione solo in forma telematica del documento di accompagnamento doganale (compreso il DAS) per la benzina e il gasolio usato come carburante, soggetti ad accisa.
Con la modifica apportata, cioè con l’estensione dell’istituto, anche a tributi non amministrati dall’Agenzia delle entrate, la riduzione delle sanzioni a 1/7, 1/6 e 1/5 sarà applicabile anche al diritto camerale e ai tributi locali.
È opportuno distinguere i:
tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate (IRPEF, addizionali comunali e regionali all’IRPEF, IRES, IRAP, cedolare secca, imposta sostitutiva contribuenti minimi o forfetari ed altre imposte sostitutive indicate in dichiarazione dei redditi, ritenute d’acconto o d’imposta, IVA, imposta di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni, tassa vidimazione libri sociali) dai
tributi non amministrati dall’Agenzia delle entrate (IMU, TASI, TARI, diritto camerale).
Modifica alla disciplina dei TRUST
In relazione ai trust “non opachi” (quelli per i quali i beneficiari risultano “individuati”) opera la tassazione per trasparenza in capo a questi ultimi (indipendentemente dalla percezione dei relativi redditi). In particolare, è previsto che costituiscono redditi di capitale i redditi corrisposti a residenti italiani da trust (o istituti aventi analogo contenuto) stabiliti in Stati e territori a fiscalità privilegiata ex art. 47-bis del TUIR, anche qualora i percipienti residenti non possano essere considerati beneficiari “individuati” ex art. 73 del TUIR (avviene quando la distribuzione è subordinata a una scelta discrezionale del trustee).
Dunque, i redditi prodotti in tali Paesi e corrisposti dal trust a residenti italiani sono considerati redditi di capitale ai fini IRPEF, anche se i percipienti non risultino fra i soggetti beneficiari identificati dall’atto costitutivo del trust o da altro documento.
Inoltre (nuovo comma 4-quater dell’art. 45 del TUIR), qualora non risulti possibile distinguere tra redditi e patrimonio, l’intero ammontare percepito è incluso nella determinazione del reddito.
L’ultima modifica interviene sull’art. 25 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, recante disposizioni in merito al monitoraggio, controllo e ispezione sulle imprese cui sono concesse le agevolazioni, sia per aggiornare alcuni riferimenti normativi, sia per attribuire alla Gdf la facoltà di accedere alle informazioni sul titolare effettivo di persone giuridiche e trust, contenute in apposita sezione del Registro delle imprese.
I PIR sono piani individuali di risparmio a lungo termine; si tratta di strumenti finanziari che consentono di investire nell’equity o nel debito di PMI italiane, garantendo al sottoscrittore un elevato appeal fiscale e alle aziende una forma di finanziamento alternativa al credito bancario. L’attrattività del PIR deriva dal fatto di beneficiare dell’esenzione dalle imposte sui redditi e da quelle di successione. I redditi ricavabili dai PIR, infatti, beneficiano dell’esenzione:
dalle imposte sui redditi derivanti dagli strumenti finanziari e dalla liquidità che concorrono a formare il PIR (sia i redditi di capitale, che i redditi diversi);
dall’imposta sulle successioni relativa agli strumenti finanziari che compongono il piano, in caso di trasferimento a causa di morte.
I tratti essenziali (linee guida del MEF del 4 ottobre 2017) dei PIR sono i seguenti:
i destinatari dell’agevolazione sono persone fisiche residenti;
l PIR si costituisce destinando somme o valori a investimenti qualificati, composti da strumenti finanziari qualificati, ovvero emessi da società italiane o UE (o SEE) con stabile organizzazione in Italia, che non svolgono attività immobiliare, in base al seguente vincolo di composizione:
gli strumenti qualificati sono almeno pari al 70 per cento del piano;
almeno il 30 per cento del citato 70 per cento è destinato ad imprese non inserite nel Ftse Mib o indici esteri equivalenti;
esiste un limite di concentrazione del 10 per cento in relazione a strumenti di uno stesso emittente e alla liquidità (depositi e c/c);
sia il vincolo, sia il limite devono essere rispettati per almeno 243 giorni all’anno;
esiste un holding period di cinque anni di detenzione degli strumenti.
Titolare di un PIR può essere anche un minorenne: ciò consente un’interessante pianificazione fiscale familiare, in quanto la soglia annua (30.000 euro) e quella complessiva (150.000 euro) dell’investimento potranno essere moltiplicate per il numero dei figli, estendendo così l’agevolazione.
Modifica al regime degli impatriati
Per effetto di tali modifiche, i redditi di:
assimilati a quelli di lavoro dipendente e
prodotti in Italia, concorrono alla formazione del reddito complessivo:
limitatamente al 30 per cento del loro ammontare (con esenzione quindi del 70 per cento);
per gli sportivi professionisti la misura è invece del 50 per cento;
i suddetti redditi sono imponibili al 10 per cento per i soggetti che trasferiscono la residenza nel Mezzogiorno.
L’agevolazione è applicabile, in generale, per cinque periodi d’imposta, decorrenti dall’anno di trasferimento della residenza fiscale in Italia.
Tuttavia, il regime di favore può trovare applicazione per ulteriori cinque periodi d’imposta, con reddito imponibile per tale periodo in misura pari al 50 per cento, in presenza di figli o nel caso di acquisto di proprietà immobiliare residenziale in Italia.
Sono stati, inoltre, semplificati i requisiti di accesso:
è sufficiente che i lavoratori non siano stati residenti in Italia nei due periodi d’imposta precedenti il trasferimento,
che si impegnino a risiedere in Italia per almeno due anni e
che prestino l’attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano.
estensione al periodo d’imposta 2020 della disciplina transitoria che esonera dall’obbligo di fatturazione elettronica i soggetti che:
inviano i dati al STS (ai fini dell’elaborazione della precompilata);
pur non essendo tenuti all’invio dei dati al STS, emettono comunque fatture relative a prestazioni sanitarie effettuate verso le persone fisiche (con estensione al 2020 di quanto previsto dal D.L. 14 dicembre 2018, n. 135, per il 2019);
a decorrere dal 1° luglio 2020, viene tramutato in obbligo in via esclusiva l’attuale facoltà data ai soggetti tenuti all’invio dei dati al STS di potere assolvere all’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica all’Agenzia dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri ai fini IVA mediante l’invio dei corrispettivi giornalieri al STS con strumenti tecnologici che garantiscono l’inalterabilità e la sicurezza dei dati.
Lotteria degli scontrini: Non potendo trasmettere le fatture in formato elettronico, tutti coloro che emettono le fatture solo al Sistema Tessera Sanitaria non saranno in grado di poter fornire ai propri cliente il codice numerico necessario per poter partecipare alla lotteria degli scontrini.
IVA precompilata e Registri in bozza
L’avvio della predisposizione da parte dell’Agenzia delle bozze precompilate dei registri IVA e delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche è differito al 1° luglio 2020.
La bozza della dichiarazione IVA è messa a disposizione a partire dalle operazioni IVA 2021.
DETTAGLIO DELLE MODIFICHE
Bozze registri IVA e comunicazioni LI.PE. A partire dalle operazioni IVA effettuate dal 1° luglio 2020, in via sperimentale, nell’ambito di un programma di assistenza on line basato sui dati delle operazioni acquisiti con le fatture elettroniche e con le comunicazioni delle operazioni transfrontaliere, nonché sui dati dei corrispettivi acquisiti telematicamente, l’Agenzia mette a disposizione dei soggetti passivi dell’IVA residenti e stabiliti in Italia, nell’area riservata del proprio, le bozze dei seguenti documenti: registri delle fatture e degli acquisti;comunicazioni delle liquidazioni periodiche dell’IVA.
Bozza dichiarazione IVA A partire dalle operazioni IVA 2021 (e non più dalle operazioni IVA 2020), l’Agenzia mette a disposizione dei soggetti passivi IVA residenti e stabiliti in Italia, nell’area riservata del proprio sito, la bozza della dichiarazione annuale IVA.
Nuovi termini presentazione 730 e modello CU
L’art. 16-bis, inserito in sede di conversione del decreto fiscale, inserisce numerose modifiche in materia di:
estende la platea dei contribuenti che possono ottemperare agli adempimenti fiscali utilizzando la dichiarazione modello 730 e che possono usufruire delle attività di supporto dei Centri di assistenza fiscale (CAF);
rimodula i termini entro cui i CAF dipendenti, i professionisti abilitati e i sostituti d’imposta devono effettuare le comunicazioni ai contribuenti e all’Agenzia delle entrate (10 ottobre);
differisce dal 7 al 16 marzo il termine ultimo per consegnare la CU al dipendente ed inviarla altresì all’Agenzia Entrate.
Esterometro con cadenza Trimestrale
La presentazione dell’esterometro diventa a cadenza trimestrale (cfr. il comma 1-bis dell’art. 16 del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124).La presentazione mensile ha comportato fino a oggi un eccessivo aggravio per le imprese, senza alcun apparente vantaggio per l’Amministrazione finanziaria.
È introdotta una specifica comunicazione (“compliance”) tra Agenzia e contribuente per individuare il quantum dovuto nel caso di ritardato, omesso o insufficiente versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.
A tale fine, l’Agenzia comunica al contribuente, con modalità telematiche, l’ammontare dell’imposta da versare, la sanzione dovuta, ridotta ad 1/3, e gli interessi.
Interessi: l’Agenzia comunica gli interessi di mora dovuti fino all’ultimo giorno del mese antecedente a quello dell’elaborazione della comunicazione.
Iscrizione a ruolo a titolo definitivo: avviene, ad opera del competente Ufficio dell’Agenzia, qualora il contribuente non provveda al pagamento in tutto o in parte delle somme dovute entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.
In sede di conversione del D.L. n. 124/2019 è stato previsto che, nel caso in cui il tributo non superi la soglia annua di 1.000 euro, il versamento possa essere assolto con cadenza semestrale, entro il 16 giugno ed entro il 16 dicembre di ciascun anno.
Il decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio 2020 prevede :
l’abbassamento, dal 1° luglio 2020, del limite dei contanti da 3.000 a 2.000 euro;
dal 1° gennaio 2022, un ulteriore abbassamento a 1.000 euro;
l’introduzione, a partire dal 1° luglio 2020, di specifiche sanzioni, in caso di mancata accettazione di pagamento tramite POS.
Affinché sussista violazione, il trasferimento deve avvenire:
tra soggetti diversi (“costituenti distinti centri di interesse” – GdF, circolare 19 marzo 2012, n. 83607);
diversi da istituti bancari, Poste italiane e Istituti di moneta elettronica (IMEL).
Il divieto non trova applicazione ai “passaggi” tra la sfera aziendale (o professionale) e quella privata dell’imprenditore (o professionista); quest’ultimo potrà prelevare senza limiti dalla cassa aziendale (o dello studio professionale).
Trova applicazione nei passaggi tra la società (ad esempio, s.r.l. unipersonale) ed il socio (anche unico) o amministratore (in quanto soggetto giuridico diverso dalla società).
La limitazione riguarda il valore “complessivo” oggetto di trasferimento, estendendosi alle cd. “operazioni frazionate”, cioè ai pagamenti inferiori al limite, che appaiono artificiosamente frazionati, quale ne sia la causa/titolo. Il frazionamento in più importi inferiori al limite è ammesso nel caso in cui lo stesso sia previsto dalla prassi commerciale o da accordi contrattuali.
Con le modifiche introdotte, la disciplina sanzionatoria che si verrà a determinare è la seguente:
– violazioni commesse e contestate dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021: si applicherà la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 50.000 euro;
– violazioni commesse e contestate dal 1° gennaio 2022: si applicherà la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 50.000 euro.
È introdotto un credito d’imposta pari al 30 per cento delle commissioni addebitate (v. RF 193/2019) per pagamenti effettuati, a decorrere dal 1° luglio 2020, con carte di credito, debito o prepagate.
ASPETTI RELATIVI AL CREDITO D’IMPOSTA
Destinatari Esercenti attività d’impresa e arti o professioni, a condizione che i ricavi/compensi nel periodo d’imposta precedente siano di ammontare non superiore a euro 400.000
Spettanza Spetta per le commissioni dovute in relazione a cessioni/prestazioni rese nei confronti di consumatori finali dal 1° luglio 2020
Applicazione Rispetto dei limiti e condizioni previsti in materia di aiuti de minimis
Utilizzo Solo in compensazione mediante F24, a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa
Aspetti dichiarativi Va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione e in quelle successive fino alla conclusione del suo utilizzo
Aspetti reddituali Non è imponibile ai fini dei redditi e IRAP;non rileva ai fini del rapporto di deduzione degli interessi passivi e componenti negativi di reddito di cui agli artt. 61 e 109, comma 5, del TUIR
I premi della lotteria degli scontrini:
non concorrono, per l’intero ammontare, alla formazione del reddito del vincitore percepito nel periodo d’imposta di riferimento;
non sono soggetti ad alcun prelievo erariale.
Inoltre, vengono istituiti premi speciali aggiuntivi per i consumatori che utilizzano strumenti di pagamento elettronici. La lotteria è rivolta alle persone fisiche maggiorenni, residenti in Italia, che effettuano acquisti di beni/servizi fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte/professione.
Premi aggiuntivi sono previsti anche per gli esercenti che, ai fini della certificazione delle operazioni di vendita/cessione, utilizzano i registratori telematici.
Si rinvia ad apposito provvedimento l’istituzione dei premi e le modalità attuative delle disposizioni in esame.
È disposta la segnalazione per l’esercente che, all’atto dell’acquisto rifiuti il codice fiscale del contribuente o non trasmetta all’Agenzia i dati della cessione/servizio, non consentendo, così, al contribuente di partecipare alla lotteria scontrini.
Autoscuole e imponibilità IVA
Con entrata in vigore nel 2020, si limita il perimetro delle prestazioni didattiche esenti da IVA.
In particolare, tramite modifica dell’art. 10 del D.P.R. n. 633/1972, viene previsto che l’esenzione IVA non riguarda più le “prestazioni didattiche di ogni genere”, ma viene limitata alle lezioni per il conseguimento delle patenti non professionali.
In sostanza, sarà assoggettato ad IVA l’insegnamento della guida automobilistica ai fini dell’ottenimento delle patenti di guida per i veicoli delle categorie B e C1, in quanto insegnamento non rientrante tra le materie “scolastiche” o “universitarie”.
Il pregresso: la norma fa espressamente salvi (dunque, non sanzionabili né passibili di accertamento) i comportamenti difformi adottati dai contribuenti prima della data di entrata in vigore della disposizione in esame.
La norma, nel sopprimere l’esonero da certificazione dei corrispettivi (lett. q del comma 1 dell’art. 2 del D.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696), dispone che per tali prestazioni le autoscuole, dal 1° gennaio 2020:
in generale: saranno ordinariamente obbligate alla “certificazione telematica” dei corrispettivi;
fino al 30 giugno 2020: potranno documentare i corrispettivi mediante il rilascio della ricevuta/scontrino fiscale (cioè con una modalità “cartacea”, anche se hanno dichiarato un volume d’affari 2018 superiore a euro 400.000).
Il comma 2 dell’art. 32 fa espresso riferimento all’insegnamento per il conseguimento delle patenti di guida in cat. B e C1; tuttavia, appare evidente che, per l’estraneità con le materie scolastiche/universitarie:
– qualsiasi altra tipologia di patente (cat. A, AM, C, ecc.) non potrà fruire dell’esenzione IVA;
– così come qualsiasi altro insegnamento alla guida di “mezzi” (ad esempio, patente nautica, aeronautica, ecc.).
REATO NORMA NOVITÀ
Dichiarazione fraudolenta mediante fatture e altri documenti falsi Art. 2 del D.Lgs. n. 74/2000 Viene confermato l’innalzamento delle attuali pene ad un minimo di 4 ed un massimo di 8 anni, se l’imposta evasa supera 100.000 euro, mentre vengono mantenute quelle attuali (da un minimo di 1,5 a un massimo di 6 anni), se è inferiore a tale soglia.Per questo reato non esistono soglie di punibilità, costituendo dunque reato anche l’evasione di un solo euro, quando attuata mediante false fatturazioni.
Emissione nell’interesse di terzi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti Art. 8 del D.Lgs. n. 74/2000 Viene prevista la stessa rimodulazione delle pene, a seconda che ci si trovi sopra o sotto la soglia di 100.000 euro.
Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi Art. 3 del D.Lgs. n. 74/2000 Scatta quando:l’imposta evasa è superiore a 30.000 euro ela base imponibile sottratta a tassazione è superiore al 5 per cento di quella dichiarata o a 1,5 milioni di euro.Viene confermato l’innalzamento delle pene ad un minimo di 3 ed un massimo di 8 anni, rispetto all’attuale minimo di 1,5 e massimo di 6 anni.
Dichiarazione infedele Art. 4 del D.Lgs. n. 74/2000 Viene confermato l’abbassamento della soglia di punibilità da 150.000 euro a 100.000 euro, mentre l’aumento delle pene (prima di questa riforma, da 1 a 3 anni) viene “limato” da 2 a 4,5 anni, invece che da 2 a 5.Viene ripristinata l’esimente penale per le dichiarazioni infedeli:se queste discendono da valutazioni che differiscono di meno del 10 per cento da quelle giudicate corrette,spetta, se lo scostamento fino al 10 per cento riguarda complessivamente tutte le valutazioni rilevanti e non ciascuna considerata singolarmente.
Omessa dichiarazione Art. 5 del D.Lgs. n. 74/2000 Aumento delle pene da un minimo di 2 a un massimo di 5 anni (ante D.L. n. 124/2019, da 1,5 a 4 anni).La soglia di punibilità è a partire da 50.000 euro.
Occultamento o distruzione di documenti contabili per fini di evasione fiscale Art. 10 del D.Lgs. n. 74/2000 Si passa dagli attuali minimo e massimo di 1,5 e 6 anni a un minimo di 3 e un massimo di 7 anni.
“Confisca per sproporzione” Artt. 12-ter del D.Lgs. n. 74/2000 – Art. 240-bis c.p. Nei casi di condanna per i reati di fatture false (artt. 2 e 8) con elementi fittizi oltre 200.000 euro eper i reati di frode mediante altri artifici (art. 3), con imposta evasa oltre 100.000 euro, nonchéper i reati di sottrazione fraudolenta (art. 11, comma 1), quando l’ammontare di imposte, sanzioni e interessi è superiore a 100.000 euro, e di falso in transazione fiscale (art. 11, comma 2), quando l’ammontare degli elementi attivi inferiori a quelli effettivi o degli elementi passivi fittizi è superiore a 200.000 euro.
Una volta pronunciata la sentenza definitiva di condanna o di patteggiamento, trova applicazione la confisca con riguardo ai beni e alle utilità che risultino sproporzionati rispetto al reddito dichiarato (o alla propria attività economica), di cui il condannato non riesca a giustificare la provenienza.
Essa realizza una sorta di inversione dell’onere della prova basata su una presunzione di illegittimità della provenienza dei beni.
Viene oggi stabilita l’applicabilità della confisca per sproporzione, qualora:
per il reato di dichiarazione fraudolenta per operazioni inesistenti, l’ammontare degli elementi passivi fittizi sia superiore a 200.000 euro;
per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, di cui all’art. 3, l’imposta evasa superi 100.000 euro;
per il delitto di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, se l’importo non rispondente al vero, indicato nelle fatture o nei documenti risulti superiore a 200.000 euro;
per la sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, qualora:
l’ammontare di imposte, sanzioni e interessi sia superiore a 100.000 euro e
l’ammontare degli elementi attivi inferiori a quelli effettivi o degli elementi passivi fittizi sia superiore a 200.000 euro.
ATTENZIONE: I reati non sono punibili, qualora i debiti tributari, comprensivi di interessi e sanzioni, siano stati estinti mediante l’integrale pagamento degli importi dovuti, a seguito del ravvedimento operoso o della presentazione della dichiarazione omessa, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo.
Ciò purché il ravvedimento o la presentazione della dichiarazione siano intervenuti prima della conoscenza da parte dell’autore del reato di verifiche nei suoi confronti.
L’art. 53 del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, stabilisce che, al fine di accrescere la sicurezza del trasporto su strada e di ridurre gli effetti climalteranti derivanti dal trasporto merci su strada, per gli anni 2019 e 2020, in aggiunta alle risorse previste dalla vigente legislazione per gli investimenti da parte delle imprese di autotrasporto, sono stanziate ulteriori risorse, pari a 12,9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020.
Tali risorse sono destinate al rinnovo del parco veicolare delle imprese attive sul territorio italiano iscritte:
al Registro elettronico nazionale (R.E.N.) e
all’Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi.
ATTENZIONE: A decorrere dal 1° gennaio 2020, gli utilizzatori di veicoli in locazione a lungo terminesenza conducente, sulla base del contratto annotato nell’archivio nazionale dei veicoli ai sensi dell’articolo 94, comma 4-bis, del codice della strada, sono tenuti in via esclusiva al pagamento della tassa automobilistica (bollo) con decorrenza dalla data di sottoscrizione del contratto e fino alla scadenza del medesimo.