Source: http://www.aranagenzia.it/orientamenti-applicativi/comparti/regioni-ed-autonomie-locali/istituti-particolari/6965-mensa-e-buoni-pasto.html
Timestamp: 2017-10-17 09:43:02+00:00
Document Index: 31255642

Matched Legal Cases: ['art.15', 'art.45', 'art.39', 'art.45', 'art.45', 'art.51', 'art.34', 'art.46', 'art.13', 'art.45', 'art.45']

[ral_16]Mensa e buoni pasto
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Presso un ente l’orario di lavoro è articolato nei seguenti termini:
- dalle 8 alle 13,30;
- dalle 13,30 alle 14,00 pausa mensa
- dalle 14,00 alle 15,42 con possibilità di effettuare lavoro straordinario o recupero orario
In relazione a tale orario di lavoro, al dipendente che rivesta una carica elettiva e fruisca di permessi per lavori consiliari dalle ore 8,00 alle ore 13,30 e, nel pomeriggio, nell’arco delle due ore successive, rientri in servizio presso, va erogato il buono pasto?
Il dipendente, invece, che presti nella mattinata attività lavorativa presso l’ente e si assenti, fruendo di permessi per partecipazione ai lavoro consiliari dalle ore 14, 00 alle ore 16, 00, e rientri in ufficio (con un intervallo tra orario di uscita dal servizio e quello di rientro superiore a due ore), ha diritto all’erogazione del buono pasto?
Il dipendente che presti attività lavorativa presso l’ente sino alle 11,30 e si assenti per permesso per partecipazione a lavori consiliari fino alle 0re 14, rientrando successivamente in ufficio e proseguendo la giornata lavorativa (con un intervallo tra orario di uscita dal servizio e quello di rientro superiore a due ore) ha diritto all’erogazione del buono pasto:
Un dipendente a tempo indeterminato fruisce di permessi allo studio per la frequenza di un master universitario di II livello. Le lezioni sono seguite telematicamente presso la sede dell’ente nei giorni del giovedì e del venerdì dalle ore 14,30 alle 19,30. Possono essere erogati i buoni pasto al dipendente nelle giornate nelle quali, dopo aver prestato servizio nelle ore antimeridiane (8-14), segue le lezioni per la formazione di cui si è detto? E’ assimilabile la partecipazione ad un corso di formazione rispetto alla frequenza di un master da svolgersi obbligatoriamente nella sede di servizio?
In relazione alla disciplina dei buoni pasto, di cui agli artt.45 e 46 del CCNL del 14.9.2000, su quale importo deve essere calcolata la quota di 1/3 da porre a carico del dipendente fruitore tra:
a) valore facciale del buono (ad es. € 8);
b) costo effettivo del buono acquisito dall’ente , mediante adesione a convenzione Consip (ad es. € 6,90, corrispondente ad € 8, meno lo sconto praticato).
E’ possibile riconoscere al buono pasto ad un lavoratore che, nell’ambito di una organizzazione del lavoro per turno, svolga attività lavorativa nel turno pomeridiano ma al mattino esegua anche prestazioni di lavoro straordinario?
Un ente, per esigenze contabili dovute alle critiche condizioni economiche finanziarie in cui versa, in sede di approvazione del bilancio ha dovuto eliminare la spesa per l’erogazione dei buoni pasto. E’ possibile utilizzare le risorse dell’art.15 non utilizzate nel 2015 per finanziare l’erogazione dei buoni pasto nel 2016?
E’ possibile erogare i buoni pasto ad alcuni dipendenti nelle giornate nelle quali, dopo aver prestato regolare servizio nelle ore antimeridiane (dalle 8 alle 14) hanno partecipato nelle ore pomeridiane ad un corso di formazione della durata di quattro ore (dalle 15 alle 19)?
Sulla base delle previsioni degli artt.45 e 46 del CCNL del 14.9.2000, si chiede se è possibile riconoscere un secondo buono pasto:
b) al dipendente che, non turnista, protrae la propria attività lavorativa nelle ore serali?
Una amministrazione già riconosce ai propri dipendenti il buono pasto sostitutivo del servizio mensa, ai sensi dell’art.45, comma 1, del CCNL del 14.9.2000. La stessa può istituire anche un servizio mensa, con possibilità di scelta dei dipendenti tra assegnazione del buono pasto e fruizione della mensa, garantendo quell’alternanza prevista dalla disciplina contrattuale e dando maggiore possibilità di scelta al dipendente?
Un dipendente di un ente presta servizio in posizione di comando, a tempo parziale, anche presso un altro ente.
L’orario di lavoro del suddetto dipendente è così articolato:
a) – dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,00 alle ore 14,00, presso l’ente di appartenenza;
b) - il martedì ed il giovedì, dalle 15,00 alle 18,00, presso l’ente che beneficia del comando.
In tale contesto, può il dipendente fruire del servizio mensa presso l’ente di appartenenza?
Le ore di permesso dei riposi giornalieri, di cui all’art.39 del D.Lgs.n.151/2001 possono essere considerate utili ai fini della corresponsione dei buoni pasto? Quali altri permessi possono essere considerati utili per la medesima finalità?
Alla luce delle previsioni degli artt.45 e 46 del CCNL del 14.9.2000, è possibile prevedere il riconoscimento del buono pasto anche nei casi di attività prestata dai dipendenti in orario pomeridiano con prosecuzione nelle ore serali?
Qual è l’esatta portata applicativa dell’art.45, comma 3, del CCNL del 14.9.2000, secondo il quale: “sono fatti salvi gli eventuali accordi di maggior favore in atto”? In particolare, con riferimento alla durata della pausa pranzo prevista dal comma 2 del medesimo art.45 del CCNL del 14.9.2000 (non superiore a due ore e non inferiore a 30 minuti) possono essere considerate come accordo di maggior favore le disposizioni di una delibera di giunta del 1999 che, nulla dicendo in ordine alla durata minima e massima della pausa pranzo ai fini della del diritto al buono pasto, consentiva di erogare quest’ultimo oltre i limiti temporali minimi e massimi? Si precisa anche che, a partire dal 2001, il valore nominale del buono pasto è stato aumentato due volte su richiesta delle OO.SS., ma la corresponsione dello stesso è avvenuta sempre a prescindere dalla durata della pausa pranzo.
Il personale vanta o meno un diritto soggettivo perfetto alla mensa o ai buoni pasto sostitutivi, in una situazione di carenza di risorse finanziarie presso l’ente?
Un dipendente, chiamato ad espletare funzioni di giudice popolare si è assentato dal lavoro per tale ragione ed è rientrato in servizio nelle ore pomeridiane in una giornata in cui è previsto il rientro settimanale (15,30-18,30). Al suddetto dipendente spetta il buono sostitutivo della mensa in tale giornata?
Un ente eroga al personale (dipendenti, dirigenti e segretario) un buono pasto al giorno, nei soli giorni di servizio nei quali è previsto il rientro pomeridiano. Poiché nelle ore serali si svolgono riunioni con la partecipazione del suddetto personale, con riferimento ai tre diversi contratti (art.51 del CCNL dei segretari del 16.5.2001; art.34 del CCNL del 23.12.1999 per i dirigenti; art.46 del CCNL del 14.9.2000 per i dipendenti), è possibile erogare due buoni pasto nel medesimo giorno e cioè uno per il rientro pomeridiano ed uno per quello serale? E’ possibile erogare il buono pasto in presenza del solo rientro serale (con servizio, quindi, di mattino e di sera)?
In relazione alla disciplina contrattuale in materia di mensa e buoni pasto è’ possibile riconoscere il buono pasto agli Agenti di P. M. che prestino attività lavorativa nelle ore pomeridiane e serali (es dalle ore 17.00 alle ore 23.00)?
Alla luce delle previsioni degli artt. 45, comma 4, e 46, comma 1, del CCNL del 14.9.2000, è possibile stabilire il valore nominale del buono pasto nella quota dei 2/3 che rimane a carico dell’ente e demandare al dipendente utilizzatore l’onere di corrispondere direttamente all’esercizio convenzionato la quota di 1/3 a suo carico?
I dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale verticale, con articolazione dell’orario di lavoro su tre o quattro giorni settimanali, nei giorni di rientro pomeridiano nel corso dei quali effettuano più di sei ore lavorative con una pausa di almeno mezzora, hanno diritto al buono pasto?
L’espressione contenuta nell’art.13 del CCNL del 9.5.2006 “… fermo restando l’attribuzione del buono pasto” deve intendersi nel senso di una deroga alle previsioni dell’art.45 del CCNL del 14.9.2000, nel senso di riconoscere comunque al personale individuato in sede di contrattazione integrativa il diritto al buono pasto, con oneri a carico del datore di lavoro, nella misura di 2/3 e secondo modalità da concordarsi rispetto alla collocazione della pausa? Oppure essa deve essere interpretata come conferma del precedente regime e, quindi, nel senso che il buono pasto è da attribuirsi solo se ne ricorrono le condizioni operanti nell’ente in attuazione dell’art.45 del CCNL del 14.9.2000 e, pertanto, solo in presenza di orario c.d. “spezzato”?