Source: http://www.reporterscuola.it/site/EP/contributi-pensionistici-attenzione-alla-prescrizione.html
Timestamp: 2018-07-22 23:58:29+00:00
Document Index: 139060576

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 13', 'art. 31']

Contributi pensionistici: attenzione alla prescrizione!? | EP
Venerdì 22 Giugno 2018 23:23 | Autore: RS |
Attenzione alla complessità del combinato disposto delle varie normative! Infatti “le disposizioni … si applicano a far data dall’1 gennaio 2019”.
1) Fonte» dal web_INPS C_169-17_2018-06-23»
Tali disposizioni, stante il riordino generale della materia operato dalla L. n. 335/1995, si applicano anche alle contribuzioni di pertinenza delle Gestioni pensionistiche pubbliche, trattandosi di forme esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti alle quali espressamente la Riforma Dini ha fatto riferimento; pertanto, tali contribuzioni sono assoggettate al termine di prescrizione quinquennale.
La disposizione in esame prevede, con riferimento alla CPDEL, alla CPS e alla CPUG, che nei casi in cui si accerti che il versamento dei contributi dovuti abbia avuto inizio “… da data posteriore a quella dalla quale ricorreva la obbligatorietà della iscrizione… la sistemazione dell’iscrizione con recupero dei relativi contributi… viene limitata soltanto ai servizi prestati nell’ultimo decennio immediatamente anteriore alla data di inizio dell’avvenuto versamento dei contributi. La liquidazione del trattamento di quiescenza si effettua tenendo presente l’intero servizio utile, comprendendo anche gli eventuali servizi di obbligatoria iscrizione non assistiti dal versamento dei contributi o dalla predetta sistemazione”.
Con riferimento ai lavoratori iscritti alla CTPS, è preliminarmente opportuno assumere in considerazione che lo speciale regime previsto dall’art. 31 della legge n. 610/1952 si applica “…agli iscritti alla data di entrata in vigore della presente legge o successivamente agli Istituti di previdenza…”. Al riguardo, occorre rammentare che, per i dipendenti dello Stato, non esisteva, sino al 31 dicembre 1995, una gestione separata dei trattamenti pensionistici affidata ad un Istituto di previdenza, tanto che le prestazioni previdenziali erano gestite direttamente dalle singole amministrazioni statali. È solo a partire dal 1° gennaio 1996 che, con l’articolo 2, comma 1, della legge 335 del 1995, viene “…istituita presso l’INPDAP la gestione separata dei trattamenti pensionistici ai dipendenti dello Stato, nonché alle altre categorie di personale i cui trattamenti di pensione sono a carico del bilancio dello Stato…”.
È vero quindi che, all’epoca della entrata in vigore della legge 610 del 1952, i dipendenti dello Stato non rientravano nell’ambito applicativo della legge e, per quanto di interesse ai fini della presente analisi, dell’art. 31 della legge medesima, ma vi sono rientrati a pieno titolo a seguito dell’istituzione della CTPS presso il disciolto Istituto di previdenza INPDAP. Pertanto, dalla data di costituzione della CTPS anche ai dipendenti pubblici ad essa iscritti è ragionevole ritenere che si applichi il regime previsto dall’art. 31 della legge 610 del 1952.
Per ciò che concerne, in particolare, le contribuzioni dovute alla CPDEL, alla CPS, alla CPUG e alla CTPS, come già accennato al par. 3, ai sensi dell’art. 31, comma 2 della L. n. 610/1952, gli enti datori di lavoro sono tenuti a sostenere l’onere del trattamento di quiescenza, spettante per i periodi di servizio utile prestato dal lavoratore e non assistiti dal corrispondente versamento di contribuzione; la quantificazione del predetto onere avverrà secondo le regole e i criteri di calcolo vigenti in materia di rendita vitalizia ex art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, che si ritiene debbano essere mutuate per la fattispecie in esame, attesa la finalità che la riserva costituita ai fini della rendita suddetta persegue; tale riserva matematica, infatti, mira a realizzare il medesimo effetto dell’ormai non più possibile adempimento dell’obbligo contributivo da parte di chi era tenuto all’adempimento. In linea con quanto disposto dall’art. 31, comma 2 citato, in tema di riparto dell’onere dell’intero trattamento di quiescenza tra datore di lavoro pubblico e istituti previdenziali, l’onere del trattamento di quiescenza relativo ai periodi di servizio per i quali sia stato tempestivamente effettuato il versamento della relativa contribuzione è a carico dell’INPS.