Source: http://www.anolf.it/archivio/circolari/minint_27_02_2001.htm
Timestamp: 2019-09-22 06:08:01+00:00
Document Index: 88758624

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 29', 'art. 5', 'art. 29', 'art 5', 'art.5']

Ministero dell'Interno: Circolare del 27/02/2001
n. 300.C/2001/300/A/6.5/1^ DIV.
OGGETTO: Art. 5, comma 7, del D.P.R. 3 I Agosto1999, n°394 Vistingresso per familiare al seguito.
L'art. 5, comma 7, del D.P.R. 3 I agosto1999, n. 394 disciplina, com'è noto, il rilascio del visto d'ingresso per familiare al seguito che può essere concesso, a norma dell'art. 29, comma 4, del D.L.vo 286/98,allo straniero che intenda entrare in Italia al seguito di un familiare straniero titolare di carta di soggiorno o di visto per lavoro subordinato relativo a contratto non inferiore a un anno o per lavoro autonomo non occasionale ovvero per studio o per motivi religiosi.
Tra i requisiti indicati dal citato art. 5, comma 7, figura, alla lettera b), il nulla osta alla questura, u file anche ai finì dell'accertamento della disponibilità di un alloggio, a norma dell'art. 29, comma 3, lettera a), del testo unico, e dei mezzi di sussistenza di cui allo stesso articolo, comma 3, lettera b).
A tal fine, l'interessato - e cioè il titolare del visto principale - dovrà rivolgere apposita istanza alla questura del luogo dove andrà a risiedere, indicando i familiari in cui favore intende richiedere il visto per "familiare al seguito" e conferendo, contestualmente, apposita delega a cittadino italiano o straniero regolarmente soggiornante in Italia per la produzione della documentazione indicata dall'art 5, comma 7, lettera b) del D.P.R. 394/99.
Il delegato, nell'esibire la predetta istanza alla questura competente, dovrà, per conto dello straniero che intende fare ingresso in Italia per i motivi di cui all'ari. 29, comma 4, del D.L.vo 286/98 con i familiari al seguito, documentare:
Si rammenta che, a norma dell'ari 29, comma 3, lettera a) del D.L.vo 286/98, nell'ipotesi di ingresso al seguito di uno dei genitori di un figlio di età inferiore agli anni 14, si prescinde dalla predeùa certificazione, essendo sufficiente il consenso del titolare dell'alloggio nel quale il minore effettivamente dimorerà.
La formulazione letterale della norma induce, tuttavia, a restringere il suo ambito di applicazione al solo caso in cui il cittadino extracomunitario che intende fare ingresso in Italia con il figlio infraquattordicenne al seguito non abbia la disponibilità diretta dell'immobile, in titolarità altrui (si pensi, per esempio, a coloro che, in ragione del proprio lavoro, - occupano il medesimo. alloggio del titolare: collaboratori domestici, custodi, ecc.).
- la disponibilità di mezzi di sussistenza, parametrati agli importi previsti dall'ari. 29, comma 3, del Testo Unico.
Al riguardo, si evidenzia che, qualora il visto principale venga richiesto per motivi di lavoro subordinato, l'accertamento del reddito, ai fini del rilascio del nulla osta di cui all'art.5, comma 7 lettera b) del D.P.R. 394/99, non potrà che essere fondato su una valutazione presuntiva, tenuto conto del compenso pattuito nel contratto di lavoro che, pertanto, dovrà essere esibito.