Source: http://docplayer.it/9979887-2-2-9-addizionale-regionale-all-imposta-sul-consumo-di-gas-metano-e-imposta-regionale-sostitutiva-per-le-utenze-esenti-arisgam.html
Timestamp: 2018-02-22 15:39:26+00:00
Document Index: 48945298

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 50', 'art. 1']

2.2.9 Addizionale Regionale all imposta sul consumo di gas metano e imposta regionale sostitutiva per le utenze esenti (ARISGAM) - PDF
2.2.9 Addizionale Regionale all imposta sul consumo di gas metano e imposta regionale sostitutiva per le utenze esenti (ARISGAM)
Download "2.2.9 Addizionale Regionale all imposta sul consumo di gas metano e imposta regionale sostitutiva per le utenze esenti (ARISGAM)"
Fausto Perrone
1 2.2.9 Addizionale Regionale all imposta sul consumo di gas metano e imposta regionale sostitutiva per le utenze esenti (ARISGAM) Caratteristiche generali del tributo In attuazione della delega conferita dal Parlamento con l articolo 6, commi 1, lettera b) della legge 14 giugno 1990, n. 158, il Governo ha varato il Dlgs n. 398 del 21 dicembre 1990, pubblicato sulla G.U. n. 301 del 28 dicembre 1990 con il quale è stata istituita, a decorrere dal 1 gennaio 1991, l addizionale regionale all imposta di consumo sul gas metano e, per le utenze esenti, un imposta sostitutiva dell addizionale. L istituzione di questa nuova addizionale era inserita nell ampio progetto che intendeva attribuire alle regioni a statuto ordinario una maggiore autonomia impositiva. 2. Il Sistema Tributario Regionale pag. 25
2 Con il Dlgs n. 398 del 21 dicembre 1990 il legislatore ha previsto: che l addizionale colpisce il consumo di gas metano usato come combustibile per impieghi diversi da quelli delle imprese industriali ed artigiane; che l addizionale è dovuta sul consumo del gas erogato all interno del territorio della regione interessata; che l entità dell addizionale, decisa da ciascuna regione, deve comunque essere compresa entro i limiti minimi di 0,00516 e massimi di 0,02582 al metro cubo di gas metano erogato; l istituzione di un imposta regionale sostitutiva di questa addizionale, e di pari importo, a carico delle utenze esenti; che la disciplina della riscossione dell addizionale e dell imposta sostitutiva, gli adempimenti e le sanzioni sia uniformata a quella dell imposta erariale di consumo sul gas metano di cui all art. 10 del Dl 7 febbraio 1977, n Il Sistema Tributario Regionale pag. 26
3 Il tributo, nel rispetto di quanto previsto dalla legge delega si applicava sul solo consumo di gas metano usato come combustibile per impieghi diversi da quelli delle imprese industriali ed artigiane. A partire dalla data di entrata in vigore del Dl 18 gennaio 1993, n. 8, come modificato dalla L. 12 novembre 1990, n. 68, questa eccezione è venuta a cadere e le sole esenzioni riconosciute dal legislatore sono quelle di cui all art. 6, comma 3 del Dl 15 settembre 1990, n. 26l, come modificato dalla L. 12 novembre 1990, n Le utenze esenti sono state assoggettate ad un imposta regionale sostitutiva dell addizionale, di importo pari a quello dell addizionale stessa. Presupposto impositivo Il presupposto impositivo per l applicazione dell Arisgam è il consumo di gas metano, che avviene nelle regioni a statuto ordinario, come combustibile. Potenzialmente era sottoposto a tassazione il solo gas metano utilizzato come combustibile per impegni diversi da quelli delle imprese industriali ed artigiane, di cui all art. 10 del Dl 7 febbraio 1977, n. 15, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 1977, n. 102, solo successivamente, con il Dl 18 gennaio 1993, n. 8 questa esclusione è venuta a cadere. 2. Il Sistema Tributario Regionale pag. 27
4 Tributi Regionali a gestione statale Imposta Regionale Attività Produttive 2. Il Sistema Tributario Regionale pag. 28
5 Caratteristiche generali del tributo In attuazione della delega conferita dal Parlamento con l art. 3, commi da 143 a 149 e 151 della legge 23 dicembre 1996, n.662, il Governo ha varato il Dlgs n. 446/1997 pubblicato nel S.O. n. 252/L alla G.U. n. 298 del 23 dicembre 1997 con il quale è stata istituita, a decorrere dal 1 gennaio del 1998, l imposta regionale sulle attività produttive (Irap) che costituisce un elemento cardine della riforma del nostro sistema fiscale in senso federale. Presupposto impositivo Coerente con le logiche di base del nuovo tributo e con la sua giustificazione economica è la definizione del presupposto impositivo, che l art. 2 del Dlgs n. 446/1997 individua nell esercizio abituale di un attività diretta alla produzione o allo scambio di beni, ovvero alla prestazione di servizi. La caratteristica principale di tale definizione è dunque quella di prevedere l applicazione dell imposta con riferimento non a qualunque attività produttiva di beni e servizi, ma solo ad una attività autonomamente organizzata Vengono in tal modo ad essere escluse dall ambito di applicazione del tributo tutte quelle attività che pur potendo essere ricondotte astrattamente all esercizio dell impresa, di arti o professioni. non sono tuttavia esercitate 2. Il Sistema Tributario Regionale pag. 29
6 abitualmente mediante un organizzazione autonoma da parte del soggetto interessato. Non possono essere considerate attività autonomamente organizzate le attività professionali tipiche: esse sono ritenute attività protette nel senso che, onde poterle svolgere, è necessario superare un esame di abilitazione. Solo dopo il positivo superamento di tale esame è possibile iscriversi all Ordine professionale per il quale è conseguita l abilitazione a svolgere la relativa attività. Tale premessa, che all evidenza riguarda tutti i liberi professionisti iscritti ad albi professionali, ha un preciso riflesso in terna di organizzazione dell attività degli stessi: tale attività, infatti, non può utilmente svolgersi senza la presenza del libero professionista abilitato posto che la tipicità della sua professione ne richiede in ogni momento la presenza. In altre parole, le attività professionali di un geometra, di un ingegnere, di un architetto, di un avvocato, di un notaio, non possono svolgersi in sua assenza e per quanto possa essere minima l organizzazione professionale della quale egli si serva, la sua presenza nell esercizio dell attività sarà sempre e comunque indispensabile e, all opposto, per quanto ampia e sofisticata sia la predetta organizzazione ad esempio con impiegati, collaboratori, tirocinanti o altro sarà sempre e comunque necessario far riferimento alla presenza personale del professionista abilitato perché l attività di questi possa effettivamente svolgersi. Da ciò si evince pertanto che, relativamente alle attività professionali tipiche per le quali è previsto dalla legge uno specifico esame di abilitazione, sarà il superamento di questo e la conseguente iscrizione del professionista ad un albo od Ordine professionale protetto a costituire l elemento qualificante della professione stessa senza che possa darsi rilievo alcuno all organizzazione della quale egli si serva per lo svolgimento della sua attività. Si può conseguentemente concludere che il profilo organizzativo dell attività professionale non costituisce requisito qualificante dell attività di un libero professionista iscritto ad una professione protetta poiché, complesso o meno che sia tale profilo organizzativo, l attività non potrà mai svolgersi senza 2. Il Sistema Tributario Regionale pag. 30
7 la presenza personale del professionista abilitato e la struttura organizzativa da sola non potrà mai supplire alla sua assenza personale (Commissione tributaria regionale di Bologna - Sezione staccata di Parma). Da tale ampia definizione ne deriva una capacità contributiva autonoma, di tipo reale e basata sulla capacità produttiva che deriva dalla combinazione dei diversi fattori impiegati nella produzione dei beni e servizi. Secondo tale impostazione, non è necessario per l identificazione delle fattispecie imponibili che l attività si qualifichi come soggettivamente ed oggettivamente lucrativa, e neppure che abbia il carattere dell economicità, ben potendo la stessa consistere in una mera erogazione di servizi. Acquistano significato, pertanto, anche quelle unità produttive che non vendono sul mercato (enti non commerciali ed organi e amministrazioni dello Stato), ma che comunque, per il fatto di esercitare un attività organizzata, da un lato beneficiano di servizi pubblici e creano costi per la collettività locale, dall altro manifestano una loro autonoma capacità contributiva. A tale proposito. il secondo periodo dell art. 2 del predetto decreto legislativo completa la definizione del presupposto impositivo attribuendo rilievo all elemento soggettivo rispetto a quello oggettivo (attività esercitata), prevedendo che costituiscono in ogni caso presupposto di imposta le attività svolte dagli organi e dalle amministrazioni dello Stato, anche se configurano l esercizio di una pubblica funzione. L aver identificato il presupposto impositivo nell esercizio abituale di un attività diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi, rileva anche per l identificazione dell oggetto dell imposta. A tale fine l esercizio di una attività viene assunto a indice di una autonoma capacità contributiva, distinta dal reddito, dal patrimonio, dal consumo e dalle altre manifestazioni di potenzialità economica colpita già assunte a fondamento di imposte e tributi vigenti nel nostro ordinamento tributario. 2. Il Sistema Tributario Regionale pag. 31
8 Il meccanismo impositivo dell lrap ma soprattutto il presupposto per la sua applicazione ha sollevato, sin dall introduzione del nuovo tributo regionale, da parte di una certa dottrina e del mondo dei professionisti in genere dubbi sulla sua legittimità costituzionale. I dubbi interpretativi e le eccezioni sollevate hanno alimentato un vivace contenzioso sul quale si è pronunciata la Corte Costituzionale la quale ha riconosciuto inammissibili o non fondate le numerose questioni di legittimità sollevate da molte Commissioni Tributarie ed ha conseguentemente sancito la legittimità della disciplina dell imposta rispetto ai principi costituzionali di uguaglianza e capacità contributiva. I provvedimenti di rimessione alla Corte provenivano da altrettanti giudizi promossi, avanti ai giudici tributari di primo grado, da lavoratori autonomi che avevano impugnato il silenzio-rifiuto formatosi sulle istanze di rimborso relative all imposta versata per l anno 1998 ed in particolare dall Ordinanza emessa il: 6 ottobre 1999 dalla Commissione tributaria provinciale di Torino; 18 ottobre 1999, dalla Commissione tributaria provinciale di Como; 23 settembre 1999 (2 ordinanze) dalla Commissione tributaria provinciale di Torino; 27 ottobre 1999 dalla Commissione tributaria provinciale di Milano; 29 febbraio 2000 dalla Commissione tributaria provinciale di Piacenza; 21 marzo 2000 dalla Commissione tributaria provinciale di Parma; 23 marzo 2000 dalla Commissione tributaria provinciale di Como; 27 marzo 2000 dalla Commissione tributaria provinciale di Lecco; 10 e 26 maggio 2000 dalla Commissione tributaria di 1 di Bolzano; 5 giugno 2000 dalla Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia; 19 giugno 2000 dalla Commissione tributaria provinciale di Trapani; 2. Il Sistema Tributario Regionale pag. 32
9 3 luglio 2000 dalla Commissione tributaria provinciale di Genova. La Corte Costituzionale con sentenza maggio 2001, n. 156 ha esaminato puntualmente i vari passaggi delle numerose questioni di legittimità rimesse al suo giudizio, rigettandole tutte fatta eccezione per quella in merito alla non applicabilità dell imposta ai lavoratori autonomi che esercitano la loro attività in assenza di una organizzazione. A tale proposito infatti la Corte riconosce infatti che... è evidente che nel caso di una attività professionale che fosse svolta in assenza di elementi di organizzazione... risulterà mancante il presupposto stesso dell imposta sulle attività produttive. Sulla scia di questa affermazione il contenzioso che è proseguito vede numerose decisioni di Commissioni tributarie di merito che continuano a sostenere la carenza del presupposto di applicazione dell imposta nei confronti dei professionisti o degli esercenti attività d impresa privi di organizzazione: Commissione tributaria di Parma. Sez. V - sent. nn. 64 e 65 del 14 novembre 2001, dep. il 14 nov. 2001; Commissione tributaria di Parma, Sez. III - sent. nn. 93 e 94 del 18 ottobre 2001, dep. il 15 novembre L addizionale Regionale all IRPEF 2. Il Sistema Tributario Regionale pag. 33
10 Caratteristiche generali del tributo Con la legge del 23 dicembre 1996 n. 662 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 28 dicembre 1996, il Parlamento, al fine di semplificare e razionalizzare gli adempimenti dei contribuenti, ha delegato il Governo ad istituire, mediante l emanazione di un decreto legislativo, l addizionale regionale all imposta sul reddito sul reddito delle persone fisiche. La delega, che lasciava undici mesi di tempo al governo per istituire il nuovo tributo, prevedeva anche l istituzione dell addizionale regionale sulle attività produttive, e l abolizione di alcuni tributi. L art. 3, comma 143, lettera a) della legge del 23 dicembre 1996, n. 662, nell istituire il tributo ha individuato anche i limiti dell aliquota: questa doveva essere compresa tra lo 0,5 e l l%. Il Governo ha dato attuazione alla delega con l art. 50 del Dlgs 15 dicembre 1997, n. 446, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 dicembre 1997, n Con questo provvedimento ha istituito l addizionale regionale all Irpef, ed ha previsto espressamente la non deducibilità dell addizionale in esame ai fini di altre imposte, tasse o contributi. Presupposto impositivo Il presupposto impositivo all addizionale coincide con quello richiesto per l applicazione dell imposta sul reddito delle persone fisiche, di cui all art. 1 del Dpr 22 dicembre 1986, n Secondo il disposto di questo articolo il presupposto dell imposta sul reddito delle persone fisiche è il possesso di un reddito, sia esso in natura o in denaro, riconducibile ad almeno una delle seguenti categorie: 2. Il Sistema Tributario Regionale pag. 34
11 L elenco delle categorie indicate deve essere considerato esaustivo e non suscettibile di estensione, per esempio non vengono presi in considerazione i redditi derivanti da attività illecite. La coincidenza esistente tra le due imposte dal punto di vista del presupposto impositivo comporta l automatica estensione all addizionale di tutte le implicazioni che l articolo i determina per quanto riguarda la determinazione dell Irpef, e questo soprattutto in sede di attribuzione dell esatta valenza dell espressione possesso di reddito. Questa però risulta essere troppo limitata per trovare applicazione anche nell ambito del diritto tributario, in particolar modo con riferimento al reddito. Il possesso in questo caso deve essere inteso come la possibilità di fruire del reddito stesso, a prescindere sia dalla titolarità giuridica che dalla diretta produzione dello stesso (questa interpretazione del concetto di possesso di reddito ha riflessi anche per quanto riguarda i comportamenti elusivi di coloro che attribuiscono in modo fittizio la titolarità del reddito ad un altro soggetto al solo fine di ridurre la tassazione o sottrarsi completamente ad essa). Un altra problematica inerente il possesso di reddito è relativa alla difficoltà di attribuire un valore ai cosiddetti redditi in natura. Il reddito rilevante ai fini dell addizionale all lrpef, così come ai fini Irpef, è determinato, 2. Il Sistema Tributario Regionale pag. 35
12 oltre che dai redditi in denaro, anche da quelli in natura per i quali però sorge il problema della loro valutazione. Generalmente la valutazione di questoa tipologia di reddito viene fatta ai prezzi di mercato, prendendo a riferimento listini, tariffe ed altri elementi in uso presso coloro che hanno fornito i beni che compongono il reddito stesso, ma può accadere che questa operazione non sia così immediata Compartecipazione Regionale all IVA I soggetti tenuti a pagare questo tributo sono gli stessi tenuti al pagamento dell'imposta sul valore aggiunto. Ad esempio, coloro che esercitano professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi, sia in ambito agricolo che commerciale; coloro che svolgono una delle attività commerciali o agricole di cui agli artt e 2135 codice civile, anche se non organizzate in forma di impresa; gli esercenti arti e professioni. E' soggetta ad Iva anche la cessione di beni, qualunque sia il genere, che comporti il trasferimento della proprietà ovvero la costituzione o il trasferimento di diritti reali sui beni medesimi. 2. Il Sistema Tributario Regionale pag. 36
13 Compartecipazione all Accisa sulle benzine Soggetto passivo del tributo è il Concessionario dell'impianto di distribuzione o, per sua delega, la società petrolifera che sia unica rifornitrice dell'impianto medesimo. Il pagamento della quota regionale dell' accisa deve essere effettuato mensilmente in apposita contabilità speciale di girofondi aperta presso ciascuna sezione di Tesoreria Provinciale; le somme vengono poi trasferite nell'apposito conto corrente cumulativo aperto presso la Tesoreria Centrale dello Stato. 2. Il Sistema Tributario Regionale pag. 37
14 La ripartizione tra le regioni beneficiarie delle somme affluite sul conto corrente di Tesoreria è effettuato dalla Direzione generale del Tesoro entro il 20 di ciascun mese; le somme così ripartite vengono poi versate sui singoli conti correnti ordinari intestati alle Regioni a Statuto Ordinario. 2.3 Il sistema informativo tributario attuale L attuale sistema informativo tributario può essere caratterizzato dalle seguenti considerazioni: Utilizza diverse sorgenti informative e banche dati sia interne che esterne. Le principali sorgenti esterne sono il Ministero dell economia e delle finanze, tramite le Agenzie delle Entrate e delle Dogane (quest ultima per le accise e le imposte di consumo) e tramite SOGEI S.p.A., per informazioni sull IRAP, l addizionale IRPEF per l interrogazione dell archivio nazionale delle tasse automobilistiche (SGATA Sistema di gestione delle tasse automobilistiche); sempre il Ministero dell Economia e delle finanze tramite la Ragioneria generale dello Stato per ulteriori informazioni inerenti l Irap e l addizionale all Irpef nonché la compartecipazione all IVA; l ACI che gestisce in rapporto di convenzione con la Regione l archivio regionale delle tasse automobilistiche. Non consente ai soggetti passivi (cittadini, imprese, ) di accedere in modo diretto a informazioni relative alla loro posizione tributaria. 2.4 Tasse Automobilistiche L ACI ha realizzato e gestisce in regime di convenzione l Archivio Regionale delle Tasse Automobilistiche. La Regione ha attualmente accesso in consultazione a tale archivio. In generale dovrebbe essere riconsiderata l impostazione complessiva della gestione di questo tributo per consentire alla Regione di assumere un ruolo guida più attivo, con particolare riferimento alla gestione della base dati. 2. Il Sistema Tributario Regionale pag. 38
15 2.5 Tasse di Concessione Regionale Questi tributi vengono gestiti con supporti cartacei. L analisi ha rilevato una totale assenza di: anagrafica dei contribuenti; banca dati dei versamenti 2.6 Imposte regionali sulle concessioni dei beni del demanio e del patrimonio dello stato e canoni di concessione devoluti dalla Stato alla Regione (canoni idrici e minerari) I canoni vengono gestiti con un supporto informatico basato su BD access in cui vengono registrati i dati relativi alle concessioni ed ai versamenti. 2.7 Tassa Regionale per il diritto allo studio universitario Il controllo sui versamenti è effettuato in collaborazione con l A.R.D.S.U. Viene utilizzato un supporto informatizzato con BD access per la informatizzazione dei versamenti. 2.8 Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti L attuale supporto informatico per questo tributo è basato su DB Access, in cui vengono registrati dati relativi alle dichiarazioni annuali e ai pagamenti trimestrali effettuate dai contribuenti (circa 100). Non è implementata la gestione automatizzata dell accertamento d ufficio. 2.9 Arisgam La gestione del tributo viene fatta con DB Access. I contribuenti diretti sono gli enti distributori di Gas (circa 50) che provvedono all esazione del tributo nei confronti degli utenti finali. I controlli sulla congruità dei tributi sono effettuati sulla base delle dichiarazioni sui consumi elaborate dai gestori delle reti anche per gli adempimenti relativi all imposta erariale. 2. Il Sistema Tributario Regionale pag. 39
16 2.10 Addizionale IRPEF e IRAP In relazione a questi tributi, gestiti a livello centrale per il tramite dell Agenzia delle Entrate, il servizio tributario regionale dispone di diverse sorgenti informative dal Ministero delle Finanze, ed in particolare: Collegamento Web con l Anagrafe Tributaria del Ministero. Questo servizio consente di ottenere informazioni dettagliate sulle dichiarazioni (UNICO, mod. 730, etc..) dei singoli contribuenti. Può essere quindi utilizzato per effettuare controlli a campione o come supporto in caso di contenzioso. Accesso all Osservatorio delle Entrate per ottenere dati statistici inerenti i versamenti Irap privata e addizionale IRPEF (F24) oltre ai versamenti di IRAP pubblica (dati al mese). Flussi batch periodici. In particolare esistono dati inviati mensilmente da SOGEI su CD- Rom (dal gennaio 2001) e contengono i dettagli di tutti i versamenti relativi all addizionale IRPEF e IRAP effettuati dai contribuenti nel mese di riferimento. I principali problemi riscontrati in questi dati sono l assenza di informazioni sulla base imponibile (e quindi l impossibilità di verificare la congruità dei versamenti), l assenza di dettagli relativi ad aziende con sedi in più regioni per le quali è quindi necessario effettuare compensazioni al livello inter-regionale, l assenza di informazioni riguardo a quelle caratteristiche d impresa per le quali le regioni hanno facoltà di discriminare le aliquote (natura giuridica, sede attività e attività svolta) oltre che l assenza di dettagli sui versamenti relativi all IRAP effettuati da enti pubblici, per i quali sarebbe necessario individuare un adeguata sorgente informativa (es. le quietanze di versamento). Esistono poi dei flussi dati annuali (dal 1998 al 2000) per i quali sono invece previste informazioni sulle caratteristiche di impresa ai quali si aggiunge un archivio contenente i mandati di pagamento a favore della regione. Questi dati non vengono trattati, per produrre rapporti statistici, e incrociati con i dati contenuti negli archivi di Infocamere. Ciò consentirebbe di verificare i dati anagrafici 2. Il Sistema Tributario Regionale pag. 40
17 delle imprese e di verificare se imprese registrate non hanno effettuato versamenti. Dichiarazioni Irap e addizionale IRPEF anno e successivi aggiornamenti Compartecipazione Regionale all IVA e all accisa sulle benzine Il versamento di questi tributi avviene sotto forma di trasferimenti dallo stato alla regione. Attualmente non si ritiene necessario introdurre supporti specifici per la gestione di questi tributi. 2. Il Sistema Tributario Regionale pag. 41
CIRCOLARE N. _9_. Alla REGIONE SARDEGNA 09100 CAGLIARI
CIRCOLARE N. _9_ MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato Ispettorato Generale di Finanza Ufficio XIV Prot. n. 0017747 (Rif. prot. entrata n. ) Roma, 18