Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/Famiglia/legittimita
Timestamp: 2019-02-20 14:18:40+00:00
Document Index: 70256458

Matched Legal Cases: ['art. 156', 'art. 155', 'art. 2643', 'art. 19', 'art. 282', 'art. 448', 'art. 3']

Se il marito paga un mutuo, va detratto dal reddito nel giudizio per un assegno di mantenimento in favore la moglie.
Mantenimento in favore del coniuge debole – Eventuale rata di mutuo che grava sul reddito dell'onerato.
Nella determinazione dell’obbligo del mantenimento in favore del coniuge debole, ex art. 156 c.c., il giudice deve tener conto dell’eventuale rata di mutuo che grava sul reddito dell’onerato (Nel caso di specie, la moglie aveva un reddito mensile netto di 1.400 euro a fronte del reddito mensile netto del marito di 2.600 euro; il marito era però onerato di una rata mensile di mutuo di circa 900 euro mensili). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 04 November 2015, n. 22603.
Divorzio e separazione dei coniugi: l'ipoteca prevale sulla assegnazione della casa familiare.
L'art. 155 quater cod. civ., laddove prevede che «il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibill e opponibili a terzi ai sensi dell'art. 2643» va interpretato nel senso che questi provvedimenti non hanno effetto riguardo al creditore ipotecario che abbia acquistato il suo diritto sull'immobile in base ad un atto iscritto anteriormente alla trascrizione del provvedimento di assegnazione e che perciò può far vendere coattivamente l'immobile come libero. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 20 April 2016, n. 7776.
Giurisdizione: separazione e figli.
Responsabilità genitoriale – Obbligazioni alimentari – Controversia in materia di rapporti coniugali – Giudizio di separazione / divorzio – Riparto della giurisdizione.
Il giudice della separazione giudiziale non ha giurisdizione sulle condizioni di affidamento, collocamento, mantenimento dei figli ove questi siano residenti in altro Stato Membro. Con ordinanza del 16 luglio 2015 la Corte di giustizia ha così deciso: «l'articolo 3, lettere c) e d), del regolamento (CE) n. 4/2009 del Consiglio, del 18 dicembre 2008, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, dev'essere interpretato nel senso che, qualora un giudice di uno Stato membro sia investito di un'azione relativa alla separazione o allo scioglimento del vincolo coniugale tra i genitori di un figlio minore e un giudice di un altro Stato membro sia chiamato a pronunciarsi su un'azione per responsabilità genitoriale riguardante detto figlio, una domanda relativa a un'obbligazione alimentare nei confronti di quello stesso figlio è unicamente accessoria all'azione relativa alla responsabilità genitoriale, ai sensi dell'articolo 3, lettera d), di tale regolamento». Si deve dunque concludere dichiarando la giurisdizione dello Stato di residenza dei fanciulli, sulla domanda relativa alle condizioni di affidamento e mantenimento dei figli minori. Tale domanda risulta infatti accessoria alla controversia relativa alla responsabilità genitoriale, anziché alla controversia relativa alla separazione giudiziale dei coniugi. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 05 February 2016, n. 2276.
Revirement della Cassazione in tema di tassazione dei trasferimenti immobiliari occasionati da vicende di separazione e divorzio.
Trasferimenti immobiliari – Separazione/ Divorzio – Benefici fiscali previsti dall’art. 19 legge n. 74 del 1987.
Cassazione civile, sez. V, tributaria, 17 February 2016, n. 3110.
Competenza del giudice civile per regolare i rapporti tra padre e figli, in presenza di misura cautelare penale.
Misura cautelare penale – Applicata a persona con figli – Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal coniuge e dai figli – Diritto a frequentare i figli – Competenza del giudice civile a regolare i rapporti – Sussiste.
L’art. 282 ter c.p.p., comma 2, prevede che il divieto di avvicinamento possa essere imposto anche in riferimento a prossimi congiunti della persona offesa od a persone con questa conviventi, o, comunque, legati da relazione affettiva, qualora sussistano "ulteriori esigenze di cautela" ravvisabili anche nei loro confronti: va, però, rimarcato che tale misura – ove applicata nei confronti di un genitore - non è volta ad impedire il diritto di visita/frequentazione genitore-figlio, bensì ad impedire che l'indagato possa reiterare la condotta recandosi presso i luoghi frequentati dalla parte offesa, sicchè ove lo stesso intenda incontrare il minore anche in forma protetta ed al limite anche tramite servizi sociali, dovrà rivolgere apposita istanza in sede civile per la diversa regolamentazione del diritto di visita ed incontro. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 17 November 2015, n. 45686.
Cessazione dell'obbligo alimentare a favore del genitore indegno in assenza di pronuncia di decadenza dalla responsabilità genitoriale.
Famiglia - Obbligo del figlio di versare gli alimenti al genitore - Previsione che l'adempimento non è dovuto al genitore nei cui confronti è stata pronunciata la decadenza dalla responsabilità genitoriale - Conseguente impossibilità per il giudice di valutare, nel caso concreto, la cessazione dell'obbligo alimentare a favore del genitore "indegno" in assenza di pronuncia di decadenza dalla responsabilità genitoriale .
E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 448-bis del codice civile, sollevata, in riferimento all’art. 3 della Costituzione. Nella materia degli alimenti sono possibili diversi tipi di intervento, quanto alla individuazione dei fatti giustificativi, del giudice competente ad accertarli e del procedimento da adottarsi, agli effetti della auspicata declaratoria “postuma” di decadenza (ora per allora) dalla responsabilità genitoriale nei confronti del figlio ormai maggiorenne, al fine della esclusione dell’obbligo alimentare di quest’ultimo nei confronti del genitore, con la conseguenza, che la scelta tra tali eventuali interventi (peraltro ampliativi di una deroga al generale dovere di solidarietà) resta, comunque, riservata alla discrezionalità del legislatore. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 17 February 2016, n. 34.
Divorzio e rilevanza di una occupazione de facto.
Giudizio di divorzio – Valutazione delle capacità patrimoniali – Godimento di un immobile – Sussiste – Occupazione de facto – Rilevanza – Esclusione.
In sede di divorzio, ai fini della determinazione dell’assegno divorzile, occorre tenere conto dell’intera consistenza patrimoniale di ciascuno dei coniugi e, conseguentemente, ricomprendere qualsiasi utilità suscettibile di valutazione economica, compreso l’uso di una casa di abitazione, valutabile in misura pari al risparmio di spesa che occorrerebbe sostenere per godere dell’immobile a titolo di locazione; tuttavia, se l’immobile risulta occupato de facto, la valutazione di una tale utilità fuoriesce dall’ambito valutativo proprio dei valori legalmente posseduti da ciascuno dei coniugi, rimanendo la difficoltà di liberazione dell’immobile da parte del suo proprietario una dato di fatto estraneo alla ponderazione delle rispettive posizioni patrimoniali e reddituali. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 11 January 2016, n. 223.
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