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Timestamp: 2018-12-12 03:47:02+00:00
Document Index: 179529788

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.\xa0 1', 'art. 1', 'art.\xa0 30', 'art. 1', 'art.\n23', 'art. 23', 'art. 1', 'art.\n23', 'art. 1', 'art.\xa0 3', 'art. 1', 'art.\xa0 4', 'art.\xa0 19', 'art. 17', 'art. 1', 'art.\xa0 13', 'art.\xa0 8', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 1', 'art.\xa0 8', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art.\xa0 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 3', 'art.\xa0 19', 'art. 3', 'art. 9', 'art.\xa0 6', 'art.\xa0 8', 'art.\xa0 13', 'art.\xa0 3', 'art.\xa0 9', 'art.\xa0 5', 'art. 6', 'art. 9', 'art.\xa0 3', 'art. 9', 'art.\xa0 9', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art.\xa0 8', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 5', 'art.\xa0 10', 'art. 10', 'art.\xa0 5', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 11', 'art.\n9', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 12', 'art. 9', 'art.\xa0 9', 'art. 16']

Home Ambiente & risorse Criteri socio-ambientali sulla via per i finanziamenti agevolati
L'inclusione di criteri socio-ambientali nei progetti da presentare per l'accesso a finanziamenti agevolati concessi a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca. Lo prevede l'articolo 8 del decreto del ministero dello Sviluppo economico 14 febbraio 2017 (in Gazzetta ufficiale del 12 maggio 2017, n. 109) che prevede come la Banca finanziatrice debba verificare, in sede di valutazione del progetto, la sussistenza di potenziali ricadute positive con riferimento ad almeno uno dei seguenti obiettivi:
a) incremento occupazionale di categorie svantaggiate;
b) inclusione sociale di soggetti vulnerabili;
c) raggiungimento di specifici obiettivi volti alla salvaguardia e valorizzazione dell'ambiente, del territorio e dei beni storico-culturali;
d) conseguimento di ogni altro beneficio derivante da una attività di rilevante interesse pubblico o di utilità sociale in grado di colmare uno specifico fabbisogno all'interno di una comunità o territorio attraverso un aumento della disponibilità o della qualità di beni o servizi.
Di seguito il testo integrale del decreto del ministero dello Sviluppo economico 14 febbraio 2017, disponibile anche in pdf alla fine della pagina.
Condizioni e modalita' per l'accesso da parte delle imprese  operanti
nell'ambito dell'economia sociale ai finanziamenti agevolati concessi
a valere sul Fondo rotativo  per  il  sostegno  alle  imprese  e  gli
investimenti in ricerca. (17A03141)
in Gazzetta ufficiale del 12 maggio 2017, n. 109
Visto il decreto del Ministro dello  sviluppo  economico  3  luglio
n. 224 del 26 settembre 2015, recante «Agevolazioni alle imprese  per
la  diffusione  e  il  rafforzamento  dell'economia   sociale»,   che
istituisce, ai sensi dell'art. 1, comma 845, della legge 27  dicembre
2006, n. 296, un regime di aiuto volto a sostenere la  nascita  e  la
crescita delle imprese operanti, in tutto  il  territorio  nazionale,
per il perseguimento degli interessi generali e  delle  finalita'  di
utilita' sociale individuati dalla normativa di settore;
Vista la legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni
e,  in  particolare,  l'art.  1,  commi  da  354  a   361,   relativi
all'istituzione, presso la gestione  separata  di  Cassa  depositi  e
prestiti S.p.a., del «Fondo rotativo per il sostegno alle  imprese  e
gli investimenti  in  ricerca»,  finalizzato  alla  concessione  alle
imprese di finanziamenti  agevolati  sotto  forma  di  anticipazioni,
rimborsabili con un piano di rientro pluriennale;
Visto, in particolare, l'art. 1, comma 357, della citata  legge  n.
311 del 2004, che prevede l'adozione di  un  decreto  di  natura  non
regolamentare del Ministro competente, di concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle  finanze,  con  il  quale  sono  stabiliti,  in
relazione ai singoli interventi previsti dal comma 355 e nel rispetto
dei principi contenuti nei commi dal 354 al 361 e nelle delibere  del
CIPE, i requisiti e le  condizioni  per  l'accesso  ai  finanziamenti
agevolati;
urgenti per la crescita del Paese»  e,  in  particolare,  l'art.  30,
comma 3, il quale prevede che, fermo  restando  quanto  previsto  dai
commi 358, 359, 360 e 361 dell'art. 1 della legge 30  dicembre  2004,
n. 311, le risorse non utilizzate del Fondo rotativo per il  sostegno
alle imprese e gli investimenti in ricerca al 31 dicembre 2012  e,  a
decorrere dal 2013, al 31 dicembre di ciascun  anno,  sono  destinate
alle finalita' del Fondo per la crescita sostenibile di cui  all'art.
23, comma 2, del medesimo decreto-legge, nel limite  massimo  del  70
Visto il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze  e  del
Ministro dello sviluppo economico 26 aprile  2013,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana  n.  130  del  5  giugno
2013, che stabilisce le modalita' di ricognizione delle  risorse  non
utilizzate del Fondo rotativo per il  sostegno  alle  imprese  e  gli
investimenti di ricerca e reca in allegato una prima ricognizione  di
risorse non utilizzate, per un importo pari  a  1.847,63  milioni  di
euro da destinare per il 70 per cento agli interventi del  Fondo  per
la crescita sostenibile di cui all'art. 23 del  decreto-legge  n.  83
Vista la delibera del CIPE n. 74  del  6  agosto  2015,  pubblicata
2016, che, ai sensi dell'art. 1, comma 355, della legge  n.  311  del
2004, approva l'assegnazione a favore del  Ministero  dello  sviluppo
economico, per gli interventi di  sostegno  all'economia  sociale  da
realizzare attraverso il regime di aiuto di cui al predetto decreto 3
luglio 2015, di risorse pari a euro  200.000.000,00  a  valere  sulla
quota del 30 per cento  delle  risorse  del  Fondo  rotativo  per  il
sostegno alle imprese e gli investimenti  di  ricerca  non  destinate
agli interventi del Fondo per la crescita sostenibile di cui all'art.
23 del decreto-legge n. 83 del 2012;
Visto il decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  n.
72963 del 12 luglio 2006, con il quale sono disciplinati  i  criteri,
le condizioni e le modalita' di concessione  della  garanzia  statale
sulle risorse erogate da Cassa depositi e prestiti  S.p.a.  a  valere
ricerca, ai sensi del comma 359 dell'art. 1 della legge  n.  311  del
Visto il decreto del direttore generale del Tesoro n. 90562 del  15
novembre 2011, concernente le procedure e le modalita' operative  del
monitoraggio  dei  finanziamenti  agevolati  e   l'intervento   della
garanzia dello Stato, adottato ai  sensi  dell'art.  3  del  predetto
decreto ministeriale n. 72963 del 12 luglio 2006;
Visto il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze n. 5119
del 21 febbraio 2014, concernente la misura del  tasso  di  interesse
sulle somme erogate in anticipazione a valere sulle risorse del Fondo
rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in  ricerca,
emanato ai sensi dell'art. 1, comma 358, della legge n. 311 del 2004;
Visto il regolamento (UE) n. 651/2014  della  Commissione,  del  17
giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti  compatibili  con
il mercato interno in applicazione  degli  articoli  107  e  108  del
Trattato, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione  europea  L
187 del 26 giugno 2014, e, in particolare, l'allegato I  al  predetto
regolamento, recante la definizione di microimpresa, piccola  impresa
e media impresa;
Vista la legge 7 agosto 1990, n.  241,  e  successive  modifiche  e
Visto il  decreto  legislativo  31  marzo  1998,  n.  123,  recante
«Disposizioni per la razionalizzazione degli interventi  di  sostegno
pubblico alle imprese, a norma dell'art.  4,  comma  4,  lettera  c),
Visto il decreto-legge 1°  luglio  2009,  n.  78,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 e,  in  particolare,
l'art.  19,  comma  5,   che   disciplina   la   facolta',   per   le
amministrazioni dello Stato, cui sono attribuiti per  legge  fondi  o
interventi  pubblici,  di  affidamento  della  relativa  gestione   a
societa' a capitale interamente pubblico;
Vista la nota del 13 giugno 2016, prot. n. 13187, con la  quale  e'
stato trasmesso lo schema di decreto interministeriale  al  Ministero
dell'economia e delle finanze ed al  Ministero  del  lavoro  e  delle
politiche sociali per l'acquisizione del previsto concerto;
Tenuto conto delle osservazioni del Ministero del  lavoro  e  delle
politiche sociali trasmesse al Ministero dello sviluppo economico  ed
al Ministero dell'economia e delle finanze con  nota  del  24  giugno
2016, prot. 9907;
Acquisito il concerto del Ministero dell'economia e  delle  finanze
per l'avvenuto decorso del termine di cui all'art. 17-bis della legge
7 agosto 1990, n. 241;
1.  Ai  fini  del  presente  decreto,  sono  adottate  le  seguenti
a) «FRI»: il Fondo rotativo per il sostegno alle  imprese  e  gli
investimenti in ricerca di cui all'art. 1, comma 354, della legge  30
dicembre 2004, n. 311;
b) «decreto  3  luglio  2015»:  il  decreto  del  Ministro  dello
sviluppo economico 3 luglio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della  Repubblica  italiana  n.  224  del  26  settembre  2015,   che
2006, n.  296,  un  regime  di  aiuto  volto  alla  diffusione  e  al
c) «Ministero»: il Ministero dello sviluppo economico;
d) «CDP»: la Cassa depositi e prestiti S.p.a.;
e) «ABI»: l'Associazione bancaria italiana;
f) «Banca finanziatrice»: la banca italiana o  la  succursale  di
banca estera comunitaria o  extracomunitaria  operante  in  Italia  e
autorizzata all'esercizio dell'attivita' bancaria di cui all'art.  13
del decreto legislativo  1°  settembre  1993,  n.  385  e  successive
modifiche e integrazioni, recante «Testo unico delle leggi in materia
bancaria e creditizia», aderente alla convenzione di cui all'art.  8,
comma 4, del decreto 3 luglio 2015;
g) «programma di investimento»: il piano di impresa riferito agli
investimenti e alle spese  oggetto  della  domanda  di  agevolazione,
finalizzati alla creazione o allo  sviluppo  di  un'impresa  operante
nell'ambito dell'economia sociale appartenente alle categorie di  cui
all'art. 3, comma 1, del decreto 3 luglio  2015  che  presenti  spese
ammissibili, al netto dell'IVA, non inferiori a euro 200.000,00 e non
superiori a euro 10.000.000,00 e che rispetti gli ulteriori requisiti
di cui all'art. 4 del medesimo decreto;
h) «Finanziamento  agevolato»:  il  finanziamento  a  medio-lungo
termine concesso da CDP al soggetto beneficiario per le spese oggetto
della domanda di agevolazione  presentata  ai  sensi  del  decreto  3
i)  «Finanziamento  bancario»:  il  finanziamento  a  medio-lungo
termine concesso dalla Banca finanziatrice al  soggetto  beneficiario
per le spese oggetto della  domanda  di  agevolazione  presentata  ai
sensi del decreto 3 luglio 2015;
l) «Finanziamento»: l'insieme del Finanziamento agevolato  e  del
Finanziamento bancario;
m) «Convenzione»: la  convenzione  stipulata  tra  il  Ministero,
l'ABI e CDP, sentito  il  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche
sociali, per la  disciplina  dei  reciproci  rapporti  derivanti  dal
Finanziamento agevolato ai sensi dell'art. 8, comma 3, del decreto  3
n) «delibera di finanziamento»:  documento  redatto  secondo  gli
schemi definiti dalla Convenzione,  attestante  la  deliberazione  di
Finanziamento bancario nonche' la valutazione del merito  di  credito
effettuata  per  conto  di  CDP  anche  sul  Finanziamento  agevolato
adottato dalla  Banca  finanziatrice  secondo  i  propri  modelli  di
1. Il presente decreto disciplina, ai sensi dell'art. 1, comma 357,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311 e  dell'art.  8,  comma  1,  del
decreto 3 luglio 2015, le condizioni e le modalita' per l'accesso  ai
finanziamenti agevolati concessi a valere  sul  FRI  da  parte  delle
imprese operanti nell'ambito dell'economia sociale che presentino  un
programma di investimento come definito all'art. 1, comma 1,  lettera
1. Ai sensi dell'art. 7 del  decreto  3  luglio  2015,  le  risorse
destinate ai finanziamenti agevolati di cui al presente decreto  sono
individuate dal CIPE secondo quanto stabilito dall'art. 1, comma 355,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Resta ferma la possibilita'  di
associare ai predetti finanziamenti agevolati gli aiuti  sotto  forma
di contributi non rimborsabili  di  cui  all'art.  6,  comma  4,  del
decreto 3 luglio 2015 a valere sulle fonti di  copertura  finanziaria
indicate dall'art. 7, comma 2, del medesimo decreto. I criteri  e  le
modalita' relativi alla predetta associazione sono stabiliti  con  il
decreto di cui all'art. 8, comma 2, dello  stesso  decreto  3  luglio
2.  In  sede  di  prima  applicazione,  e  fatte  salve   eventuali
successive assegnazioni disposte dal  CIPE,  sono  utilizzate  per  i
finanziamenti agevolati di cui al presente decreto,  le  risorse  del
FRI individuate con la delibera del CIPE n. 74  del  2015  menzionata
nelle premesse, per un ammontare pari a euro 200.000.000,00.
3. In applicazione delle previsioni di cui all'art. 7, comma 3, del
decreto 3 luglio 2015, le risorse di cui al  presente  articolo  sono
riservate nella misura del  60  per  cento  dell'importo  annualmente
disponibile alle imprese classificate di piccola e media  dimensione,
secondo i criteri di  cui  all'allegato  I  al  regolamento  (UE)  n.
651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014,  che  dichiara  alcune
europea. Una quota pari al 25 per cento  della  predetta  riserva  e'
Titolarita' degli adempimenti tecnico-amministrativi
1. Gli adempimenti tecnici e amministrativi assegnati al  Ministero
dal decreto 3 luglio 2015 sono svolti dalla  Direzione  generale  per
gli incentivi  alle  imprese  del  Ministero  medesimo,  fatto  salvo
l'utilizzo, eventualmente previsto dal  decreto  del  Ministro  dello
sviluppo economico di cui all'art. 3, comma 2, di societa' o enti  in
possesso  dei  necessari  requisiti  tecnici,  organizzativi   e   di
terzieta', ai sensi dell'art. 3, comma 2, del decreto legislativo  31
marzo 1998, n. 123 e dell'art.  19,  comma  5,  del  decreto-legge  1
luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni con legge  3  agosto
1. Ai sensi di quanto previsto, rispettivamente, dall'art. 3, comma
2, lettera f), e dall'art. 9, comma 5,  lettera  f),  del  decreto  3
luglio 2015, ai  fini  dell'accesso  al  Finanziamento  agevolato  le
imprese devono aver ricevuto una positiva valutazione del  merito  di
credito da parte di una Banca finanziatrice e  devono  allegare  alla
domanda di agevolazione la delibera di finanziamento assunta  per  la
copertura della percentuale di spese ammissibili di cui  all'art.  6,
2. La  Banca  finanziatrice  e'  scelta  dall'impresa  che  intende
presentare domanda  di  agevolazione  nell'ambito  dell'elenco  delle
banche aderenti alla Convenzione, pubblicato, ai sensi  dell'art.  8,
comma 4, del decreto  3  luglio  2015,  nei  siti  istituzionali  del
Ministero, dell'ABI e di CDP.
3.  Possono  aderire  alla  Convenzione,   secondo   le   modalita'
individuate dalla stessa, le  banche  italiane  o  le  succursali  di
banche estere comunitarie o extracomunitarie  operanti  in  Italia  e
autorizzate all'esercizio dell'attivita' bancaria di cui all'art.  13
modifiche e integrazioni,  in  possesso  dei  seguenti  requisiti  di
esperienza specifica:
a) metodologie di valutazione specifiche. Il  predetto  requisito
e' soddisfatto qualora la banca abbia adottato sistemi e  criteri  di
valutazione specifici  per  l'ammissione  al  credito  delle  persone
giuridiche  e  degli  enti  operanti  negli   ambiti   di   attivita'
individuati dalle disposizioni  di  cui  all'art.  3,  comma  1,  del
decreto  3  luglio  2015,  volti  a  valorizzare  le  caratteristiche
economico-finanziarie e sociali degli stessi;
b) consistenza del finanziamento erogato all'economia sociale. Il
predetto  requisito  e'  soddisfatto  qualora,  negli  ultimi  cinque
esercizi finanziari chiusi precedentemente alla data della  richiesta
di adesione, il finanziamento erogato alle persone giuridiche e  agli
enti di cui di cui alla lettera a) sia pari almeno al  50  per  cento
del credito complessivamente erogato dalla banca  ovvero  qualora  la
media annuale del  credito  erogato  nel  medesimo  quinquennio  alle
predette  persone  giuridiche  ed  enti  non  sia  inferiore  a  euro
4.  Per  effetto   dell'adesione   alla   Convenzione,   la   Banca
finanziatrice  assume  gli  impegni,  regolati  da  apposito  mandato
conferito da  CDP,  relativi  allo  svolgimento  delle  attivita'  di
valutazione del merito creditizio di cui all'art.  9,  comma  8,  del
decreto 3 luglio 2015, anche per conto di CDP, e  si  obbliga,  oltre
che a rilasciare la  delibera  di  finanziamento,  alla  stipula  del
contratto  di  Finanziamento  e   all'erogazione   e   gestione   del
Finanziamento, anche in nome e per conto di CDP.
5. La Convenzione disciplina i rapporti originati dalla concessione
del Finanziamento agevolato, nel rispetto  di  quanto  stabilito  dal
decreto 3 luglio 2015 e dal presente decreto.
Concorso finanziario della Banca finanziatrice e caratteristiche  del
1.  Il  Finanziamento  agevolato  deve  essere   associato   a   un
Finanziamento bancario a tasso di  mercato  di  pari  durata  erogato
dalla  Banca  finanziatrice  di  cui  all'art.  5.  Il  Finanziamento
agevolato e il Finanziamento bancario sono regolati in modo  unitario
da un unico  contratto  di  Finanziamento,  per  una  percentuale  di
copertura delle spese ammissibili pari all'80 per cento.  Nell'ambito
del contratto di Finanziamento, la quota di Finanziamento bancario e'
2. Il tasso del Finanziamento agevolato  e'  fissato  nella  misura
dello 0,5 per cento annuo.
3. L'inizio del rimborso della  quota  capitale  del  Finanziamento
bancario non puo' avere luogo fintantoche' non sia  stato  rimborsato
almeno il 50 per cento del differenziale, in termini di capitale, tra
il Finanziamento agevolato e il Finanziamento bancario.
4. Restano ferme le  ulteriori  caratteristiche  del  Finanziamento
agevolato prescritte con riferimento alla durata, alla prestazione di
garanzie, ai metodi di calcolo delle agevolazioni,  al  rispetto  dei
massimali previsti dalla normativa  europea  di  riferimento  nonche'
agli altri elementi stabiliti dall'art. 6 del decreto 3 luglio 2015.
1. Nel rispetto delle previsioni di cui all'art. 9  del  decreto  3
luglio 2015, la procedura di accesso alle  agevolazioni  si  articola
nelle  seguenti  fasi,  indicate   secondo   l'ordine   di   relativa
a) presentazione al Ministero della domanda  di  agevolazione  da
parte dell'impresa in possesso dei requisiti di cui  all'art.  3  del
decreto 3 luglio 2015;
c) espressione del  parere  da  parte  del  Comitato  tecnico  di
valutazione congiunta di cui all'art. 9,  comma  13,  del  decreto  3
f)  stipula  del  contratto  di   Finanziamento   tra   l'impresa
beneficiaria e la Banca finanziatrice.
2. Con riferimento alla fase di cui alla lettera a) del comma 1, la
domanda di agevolazione, formulata nel rispetto delle  indicazioni  e
utilizzando gli schemi forniti dal provvedimento di cui  all'art.  9,
comma 2, del decreto  3  luglio  2015,  deve  essere  corredata,  tra
l'altro, della delibera di  finanziamento,  attestante  la  capacita'
economico-finanziaria dell'impresa  richiedente,  e  di  un  allegato
tecnico alla predetta delibera redatto secondo  gli  schemi  definiti
nella Convezione, nel quale e' evidenziata la validita' del programma
di investimento in termini di impatti socio-ambientali dello  stesso,
rilevati sulla base degli elementi di cui all'art. 8.
3. Con riferimento alla fase di cui alla lettera b) del comma 1, il
Ministero procede agli adempimenti previsti dall'art. 9, comma 7, del
decreto 3 luglio 2015 entro 60 giorni dal ricevimento  della  domanda
di cui al comma 1, lettera a), fatto salvo quanto previsto  al  comma
8, trasmettendo gli esiti istruttori positivi al Comitato di  cui  al
comma 1, lettera c). Qualora l'esito dell'istruttoria  sia  negativo,
il Ministero  comunica  all'impresa  richiedente  i  motivi  ostativi
all'accoglimento della domanda ai sensi dell'art. 10-bis della  legge
7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche e integrazioni,  dandone
comunicazione anche alla Banca finanziatrice.
4. Con riferimento alla fase di cui alla lettera c) del comma 1, il
Comitato tecnico di valutazione congiunta  esprime  parere,  positivo
ovvero negativo, in ordine all'ammissibilita' di ciascuna iniziativa,
sotto il profilo degli impatti positivi  attesi  dalla  realizzazione
del programma interessato di cui  all'art.  8,  pronunciandosi  sulla
base degli elementi  comunicati  dal  Ministero.  Il  Comitato  opera
seguendo   l'ordine   cronologico   di   ricevimento   delle   schede
illustrative e, ove compatibile con il numero e la complessita' delle
iniziative da esaminare, esprime il proprio parere nella prima seduta
mensile successiva al ricevimento  delle  istruttorie.  In  relazione
alle iniziative che hanno  ricevuto  parere  negativo,  il  Ministero
comunica all'impresa richiedente i motivi  ostativi  all'accoglimento
della domanda ai sensi dell'art. 10-bis della legge 7 agosto 1990, n.
241 e successive  modifiche  e  integrazioni,  dandone  comunicazione
anche alla Banca finanziatrice. In relazione alle iniziative  per  le
quali il Comitato ha espresso parere positivo, il Ministero trasmette
il medesimo parere a CDP che provvede ai sensi del comma 5.
5. Con riferimento alla fase di cui alla lettera d)  del  comma  1,
CDP, entro i 10  giorni  lavorativi  successivi  al  ricevimento  del
parere di cui  al  comma  4,  adotta  la  delibera  di  Finanziamento
agevolato e la trasmette al Ministero, il quale provvede ai sensi del
6. Con riferimento alla fase di cui alla lettera e) del comma 1, il
Ministero adotta il provvedimento di concessione  delle  agevolazioni
previsto dall'art. 9, comma 11, del decreto 3 luglio 2015 e  provvede
tempestivamente alla relativa trasmissione all'impresa  beneficiaria,
a CDP e alla Banca finanziatrice. L'efficacia  del  provvedimento  di
concessione  e'   subordinata   alla   stipula   del   contratto   di
Finanziamento di cui al comma 1, lettera f).
7. Con riferimento alla fase di cui alla lettera f) del comma 1, la
Banca  finanziatrice  procede   alla   stipula   del   contratto   di
Finanziamento con l'impresa beneficiaria, in nome e per conto proprio
e di CDP  entro  90  giorni  dal  ricevimento  del  provvedimento  di
concessione di cui al comma 6, pena la decadenza delle  agevolazioni.
Il predetto termine di 90 giorni puo' essere prorogato dal  Ministero
su richiesta dell'impresa beneficiaria o della  Banca  finanziatrice.
Copia  del  contratto  di   Finanziamento   stipulato   e'   tramessa
tempestivamente  dalla  Banca  finanziatrice  a  CDP,  che   comunica
l'avvenuta stipula al Ministero secondo le modalita' stabilite  dalla
8. In ognuna delle fasi di cui al presente articolo,  il  Ministero
puo'  richiedere  all'impresa  beneficiaria  i   chiarimenti   e   le
integrazioni necessari rispetto ai dati e ai documenti gia'  forniti,
assegnando un congruo termine per la risposta. Nel  caso  in  cui  la
documentazione o le informazioni richieste non siano presentate entro
il  termine  assegnato,  la  domanda  di  agevolazioni  si  considera
9. La Convenzione specifica l'impegno della Banca  finanziatrice  a
corrispondere alle richieste del Ministero e definisce, altresi',  le
modalita' per garantire lo scambio di  informazioni  tra  i  soggetti
coinvolti negli adempimenti di cui al presente articolo.
Valutazione   dell'impatto   socio-ambientale   dei   programmi    di
1. Ai fini della valutazione dell'impatto socio-ambientale  di  cui
all'art. 7, comma 2, la Banca  finanziatrice  verifica,  per  ciascun
programma di investimento, tenuto conto del territorio di riferimento
e dei soggetti destinatari, la  sussistenza  di  potenziali  ricadute
positive con riferimento ad almeno uno dei seguenti obiettivi:
c) raggiungimento di specifici obiettivi volti alla  salvaguardia
e  valorizzazione  dell'ambiente,   del   territorio   e   dei   beni
d)  conseguimento  di  ogni  altro  beneficio  derivante  da  una
attivita' di rilevante interesse pubblico o di  utilita'  sociale  in
grado  di  colmare  uno  specifico  fabbisogno  all'interno  di   una
comunita' o territorio attraverso un aumento della  disponibilita'  o
della qualita' di beni o servizi.
2. Con il provvedimento di cui all'art. 9, comma 2, del  decreto  3
luglio 2015 sono fornite le  opportune  specificazioni  in  relazione
agli elementi rilevanti ai fini della valutazione di cui al comma 1.
1. Ai fini dell'erogazione del Finanziamento agevolato per stati di
avanzamento lavori di cui all'art. 10  del  decreto  3  luglio  2015,
ciascuna  richiesta  di  erogazione,  formulata  nel  rispetto  delle
indicazioni e utilizzando gli schemi forniti con il provvedimento  di
cui all'art. 9, comma 2, del medesimo decreto  3  luglio  2015,  deve
essere  presentata  al  Ministero  corredata   della   documentazione
necessaria  per  i  riscontri  e  le  verifiche  sugli   investimenti
2. La documentazione di cui al comma 1 consiste in titoli di  spesa
anche  non  quietanzati  e  nelle  dichiarazioni  indicate   con   il
provvedimento di cui all'art. 9, comma 2, del decreto 3 luglio  2015,
dalle  quali  deve  risultare  la  sussistenza   dei   requisiti   di
ammissibilita' delle spese esposte previsti dall'art. 5 del decreto 3
luglio 2015. Ciascuna  erogazione,  ad  eccezione  della  prima,  e',
comunque, subordinata alla  dimostrazione  dell'effettivo  pagamento,
mediante esibizione delle relative quietanze,  dei  titoli  di  spesa
presentati ai fini dell'erogazione precedente. Il numero, i  tempi  e
la consistenza minima delle  erogazioni  sono  definite,  nei  limiti
previsti dalla Convenzione, dal contratto  di  Finanziamento,  tenuto
conto dell'ammontare e dell'articolazione delle  spese  previste  dal
programma di investimento e, comunque, per un numero non superiore  a
3. Il Ministero, ricevuta la  richiesta  di  erogazione,  corredata
della  documentazione  di  spesa  e  delle  relative   dichiarazioni,
verifica la completezza dei predetti documenti e la pertinenza  delle
spese esposte al programma agevolato,  nonche'  tutte  le  condizioni
previste  dalla  normativa  vigente  in  materia  di  erogazione   di
contributi pubblici, comunicando alla Banca finanziatrice,  entro  30
giorni dal ricevimento della richiesta di  erogazione,  la  quota  di
Finanziamento eventualmente spettante.  E'  fatto  salvo  il  maggior
termine previsto al comma 5 per l'erogazione del saldo.
4. La Banca finanziatrice, una volta ricevuta la  comunicazione  di
cui al comma 3,  provvede  ad  effettuare  le  verifiche  di  propria
competenza con riferimento alle condizioni previste dal contratto  di
Finanziamento, e dispone tempestivamente l'erogazione della quota  di
Finanziamento spettante, previa messa a  disposizione  delle  risorse
necessarie all'erogazione del Finanziamento  agevolato  da  parte  di
CDP, secondo quanto stabilito dalla Convenzione.
5. L'ultima erogazione a saldo di cui all'art.  10,  comma  2,  del
decreto 3 luglio 2015 e' richiesta dall'impresa beneficiaria, entro 6
mesi dalla data di ultimazione  del  programma,  congiuntamente  alla
presentazione, di un rapporto tecnico finale concernente il programma
realizzato,  corredato  della  documentazione  relativa  alle   spese
sostenute,    ove    non    precedentemente    trasmessa.     L'esito
dell'istruttoria  operata  dal  Ministero  sulla  base  dei  predetti
documenti e' comunicato alla Banca finanziatrice entro 60 giorni  dal
relativo ricevimento, al fine dell'erogazione del saldo dovuto ovvero
dell'eventuale recupero delle somme erogate e non spettanti.
6. Ai sensi dell'art. 10, comma 3, del decreto 3  luglio  2015,  la
Convenzione contiene  le  opportune  specificazioni  in  ordine  agli
impegni della Banca finanziatrice e di  CDP  in  relazione  a  quanto
1. Gli impegni relativi alla gestione  del  Finanziamento,  assunti
dalla Banca  finanziatrice  ai  sensi  dell'art.  5,  comma  4,  sono
regolati dalla Convenzione, nel rispetto della  disciplina  contenuta
nel presente decreto e nel decreto 3 luglio 2015 nonche'  assicurando
l'adeguata trasparenza delle operazioni e il contenimento degli oneri
a carico delle imprese beneficiarie.
1. L'impresa beneficiaria e' tenuta a  comunicare  al  Ministero  e
alla Banca finanziatrice ogni intervenuta modifica dei  dati  esposti
nella domanda di agevolazione. In caso di  modifiche  che  comportino
variazioni del programma di investimento ovvero di natura  soggettiva
conseguente a operazioni societarie o di cessione dell'attivita',  la
predetta  comunicazione  deve  essere  accompagnata  da   un'adeguata
2. Le variazioni di cui al  secondo  periodo  del  comma  1  devono
essere assentite dal Ministero previa verifica della permanenza delle
condizioni richieste per beneficiare delle agevolazioni ai sensi  del
presente decreto. L'esito  delle  verifiche  predette  e'  comunicato
all'impresa  beneficiaria  entro  30  giorni  dal  ricevimento  della
richiesta, ovvero, ove risulti necessario  rinnovare  la  valutazione
del  merito  di  credito,  entro  60  giorni  e,   comunque,   previa
acquisizione  della  nuova   valutazione   da   parte   della   Banca
finanziatrice.
3. Nel caso in cui la Banca  finanziatrice,  in  esito  alla  nuova
valutazione di cui al comma 2, pur confermando il merito di  credito,
evidenzi modifiche  all'impatto  socio-ambientale  del  programma  di
investimento gia' rilevato ai sensi dell'art. 8, il Ministero ne  da'
tempestiva informazione al Comitato tecnico di valutazione congiunta,
che procede a rinnovare il proprio parere.
4. Qualora dalle  verifiche  effettuate  dal  Ministero  emerga  la
necessita' di chiarimenti e integrazioni rispetto ai dati e documenti
forniti  dall'imprese  beneficiaria,  si  applica  quanto   stabilito
dall'art. 7, comma 8.
5. La Banca finanziatrice provvede ad effettuare  le  modifiche  al
contratto di Finanziamento  che  dovessero  rendersi  necessarie  per
effetto delle variazioni positivamente valutate ai sensi del presente
articolo.  La  Convenzione  specifica  gli  ulteriori   impegni   del
Ministero e della Banca finanziatrice in relazione alle variazioni di
1.   L'impresa   beneficiaria    ha    facolta'    di    estinguere
anticipatamente,  anche  parzialmente,  il  Finanziamento   agevolato
dietro corresponsione da parte della  medesima  impresa  beneficiaria
della commissione contrattualmente prevista per detta  evenienza  dal
contratto di Finanziamento, determinata entro i limiti previsti dalla
1. Le agevolazioni sono revocate,  oltre  che  al  ricorrere  delle
circostanze previste all'art. 12, comma 1, del decreto 3 luglio 2015,
nel  caso  di  esito  negativo  delle  verifiche   sulle   variazioni
intervenute ai sensi dell'art. 11, nonche' nel caso di ingiustificata
violazione degli obblighi posti a  carico  dell'impresa  beneficiaria
dal presente decreto, con particolare riferimento  alla  trasmissione
del rapporto tecnico finale sul programma realizzato di cui  all'art.
9, comma 5,  alla  comunicazione  e  illustrazione  delle  variazioni
intervenute secondo quanto previsto dall'art. 11 e alla  trasmissione
delle informazioni e dei dati  necessari  al  monitoraggio  ai  sensi
dell'art. 14. La revoca e',  inoltre,  disposta  nel  caso  di  grave
violazione  di  specifiche  norme  settoriali,   anche   appartenenti
all'ordinamento europeo e negli altri  casi  eventualmente  previsti,
entro  i  limiti  stabiliti  dalla  Convenzione,  dal  contratto   di
2. Ai sensi dell'art. 12, comma 4, del decreto 3  luglio  2015,  in
caso di recupero delle somme erogate ovvero di  detrazione  di  parte
delle stesse dalle erogazioni successive a seguito  di  provvedimenti
di revoca, le medesime vengono maggiorate di  un  interesse  pari  al
tasso  ufficiale   di   riferimento   (TUR)   calcolato   alla   data
dell'erogazione, secondo quanto specificato dalla Convenzione,  ferme
restando le maggiorazioni  di  tasso  e  le  sanzioni  amministrative
pecuniarie eventualmente applicabili ai sensi dell'art. 9 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 123.
1. Ai sensi della delibera del CIPE n. 74 del 2015,  il  Ministero,
sentito il Ministero del lavoro e delle politiche  sociali,  presenta
al Dipartimento  per  la  programmazione  e  il  coordinamento  della
politica economica entro il 30 giugno di ciascun anno, una  specifica
relazione sui risultati dei programmi di investimento  e  l'efficacia
degli interventi finanziati con le risorse assegnate  dalla  delibera
precitata. La prima delle predette  relazioni  e'  presentata  il  30
giugno dell'anno successivo a  quello  di  apertura  dei  termini  di
presentazione delle domande di agevolazione  a  valere  sul  presente
2. Gli impatti attesi dell'intervento di cui  al  presente  decreto
sono determinati tramite gli indicatori e i relativi valori-obiettivo
individuati con il provvedimento di cui  all'art.  9,  comma  2,  del
decreto  3  luglio  2015.  I  predetti  indicatori   e   i   relativi
valori-obiettivo  potranno  essere  rideterminati  in   funzione   di
cambiamenti della situazione di contesto o del  quadro  giuridico  di
riferimento, o a seguito di modifiche procedurali che incidano  sulla
tempistica e sulle modalita' di realizzazione dell'intervento  e  dei
programmi finanziati.
3. Al fine di predisporre la relazione di cui  al  comma  1,  anche
sulla base degli indicatori e valori-obiettivo di  cui  al  comma  2,
l'impresa beneficiaria e' tenuta a trasmettere, a partire dalla  data
di stipula del contratto di Finanziamento e fino al  terzo  esercizio
successivo a quello  di  ultimazione  del  programma  agevolato,  una
specifica  dichiarazione  redatta  secondo  gli  schemi  forniti  dal
in cui sono evidenziati elementi utili alla verifica di cui al  comma
2.  Gli  obblighi  informativi  a  carico  di  CDP  e  delle   Banche
finanziatrici utili alle attivita' di cui al presente  articolo  sono
specificati dalla Convenzione.
4. Restano fermi gli obblighi a carico delle  imprese  beneficiarie
stabiliti dall'art. 16 del  decreto  3  luglio  2015  ai  fini  delle
attivita' di controllo e monitoraggio.
Criteri socio-ambientali
Industria 4.0: agevolazioni sì, ma solo per i virtuosi dell’ambiente e della sicurezza