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Timestamp: 2018-05-22 05:22:46+00:00
Document Index: 109549498

Matched Legal Cases: ['art.25', 'art 25', 'art. 2', 'art. 137', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 257', 'art. 258', 'art. 260', 'art. 260', 'art. 260', 'art. 259', 'art. 260', 'art. 279']

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1 PARTE SPECIALE Illeciti ambientali 51
2 1. Funzione della Parte Speciale Per effetto del D.Lgs. n. 121/2011, dal 16 agosto 2011 è in vigore l'art.25 - undecies, D.Lgs. n. 231/2001, che prevede l'introduzione di numerosi illeciti ambientali, tra i reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti. La nuova disciplina è frutto del recepimento della direttiva comunitaria 2008/99/CE. Obiettivo della presente Parte Speciale è quello di definire i principi di carattere generale a cui la Società e tutti i destinatari, come sopra individuati, devono attenersi, in modo da prevenire il verificarsi dei reati in essa considerati. Nello specifico, la presente Parte Speciale ha lo scopo di: a) indicare i principi procedurali che i Dipendenti, gli Organi Sociali, i Consulenti e Partner Commerciali di Simp sono chiamati a osservare ai fini della corretta applicazione del Modello; b) fornire all'odv, e ai responsabili delle altre funzioni aziendali che cooperano con il medesimo, gli strumenti esecutivi per esercitare le attività di controllo, monitoraggio e verifica. La presente Parte Speciale si riferisce a comportamenti posti in essere dai Dipendenti e dagli Organi Sociali di Simp, nonché dai Consulenti e Partner Commerciali come già definiti nella Parte Generale e più nello specifico è rivolta a tutto il personale Simp e a chiunque, nell ambito dei rapporti con l azienda possa, con i suoi comportamenti o omissioni, dare attuazione, a vari livelli, alle norme, adottate internamente e/o imposte dall esterno, in materia di tutela dell ambiente. 52
3 2. I Reati ambientali (art 25 undecies del D.Lgs. 231/2001) La presente parte speciale si riferisce ai reati commessi in violazione delle norme a tutela dell ambiente, contenuti, nell'articolo 25 undecies del decreto 231/2001, introdotto dall art. 2 del D.Lgs. n. 121/2011, del 7 luglio 2011 recante Attuazione della direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale dell ambiente, nonché della direttiva 2009/123/CE che modifica la direttiva 2005/35/CE relativa all inquinamento provocato dalle navi e all introduzione di sanzioni per violazioni, pubblicata nella GU n.177 del 1 agosto 2011 e in vigore dal 16 agosto Si precisa che vengono riportati i soli reati che potrebbero afferire l attività di SIMP Spa. In relazione al D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 (Norme in materia ambientale) Inquinamento idrico (art. 137) - scarico non autorizzato (autorizzazione assente, sospesa o revocata) di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose (co. 2); - scarico di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose in violazione delle prescrizioni imposte con l autorizzazione o da autorità competenti (co. 3); - scarico di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose in violazione dei limiti tabellari o dei limiti più restrittivi fissati da Regioni o Province autonome o dall'autorità competente (co. 5, primo e secondo periodo); - violazione dei divieti di scarico sul suolo, nelle acque sotterranee e nel sottosuolo (co. 11); - scarico in mare da parte di navi o aeromobili di sostanze o materiali di cui è vietato lo sversamento, salvo in quantità minime e autorizzato da autorità competente (co.13). 53
4 Gestione di rifiuti non autorizzata (art. 256) - raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti, non pericolosi e pericolosi, in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione (art. 256, co. 1, lett. a) e b); - realizzazione o gestione di una discarica non autorizzata (art. 256, co. 3, primo periodo); - realizzazione o gestione di discarica non autorizzata destinata, anche in parte, allo smaltimento di rifiuti pericolosi (art. 256, co. 3, secondo periodo); - attività non consentite di miscelazione di rifiuti (art. 256, co. 5); - deposito temporaneo presso il luogo di produzione di rifiuti sanitari pericolosi (art. 256, co. 6). Siti contaminati (art. 257) - inquinamento del suolo, del sottosuolo, delle acque superficiali e delle acque sotterranee con il superamento delle concentrazioni soglia di rischio (sempre che non si provveda a bonifica, in conformità al progetto approvato dall autorità competente) e omissione della relativa comunicazione agli enti competenti (co. 1 e 2). La condotta di inquinamento di cui al co. 2 è aggravata dall utilizzo di sostanze pericolose. Falsificazioni e utilizzo di certificati falsi di analisi di rifiuti (artt. 258 e 260-bis) - predisposizione di un certificato di analisi dei rifiuti falso (per quanto riguarda le informazioni relative a natura, composizione e caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti) e uso di un certificato falso durante il trasporto (art. 258, co. 4, secondo periodo); - predisposizione di un certificato di analisi di rifiuti falso, utilizzato nell ambito del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti - SISTRI; inserimento di un certificato falso nei dati da fornire ai fini della tracciabilità dei rifiuti (art. 260-bis, co. 6); - trasporto di rifiuti pericolosi senza copia cartacea della scheda SISTRI Area movimentazione o del certificato analitico dei rifiuti, nonché uso di un certificato di analisi contenente false indicazioni circa i rifiuti trasportati in ambito SISTRI (art. 260-bis, co. 6 e 7, secondo e terzo periodo); - trasporto di rifiuti con copia cartacea della scheda SISTRI Area movimentazione fraudolentemente alterata (art. 260-bis, co. 8, primo e secondo 54
5 periodo). La condotta di cui al co. 8, secondo periodo, è aggravata se riguarda rifiuti pericolosi. Traffico illecito di rifiuti (artt. 259 e 260) - spedizione di rifiuti costituente traffico illecito (art. 259, co. 1). La condotta è aggravata se riguarda rifiuti pericolosi; - attività organizzate, mediante più operazioni e allestimento di mezzi e attività continuative, per il traffico illecito di rifiuti (art. 260). Delitto, caratterizzato da dolo specifico di ingiusto profitto e pluralità di condotte rilevanti (cessione, ricezione, trasporto, esportazione, importazione o gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti). La pena è aggravata in caso di rifiuti ad alta radioattività (co. 2). Inquinamento atmosferico (art. 279) - violazione, nell'esercizio di uno stabilimento, dei valori limite di emissione o delle prescrizioni stabiliti dall'autorizzazione, dai piani e programmi o dalla normativa, ovvero dall'autorità competente, che determini anche il superamento dei valori limite di qualità dell'aria previsti dalla vigente normativa (co. 5). 55
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL DECRETO LEGISLATIVO 231/01 PARTE SPECIALE D REATI AMBIENTALI D - 1 / 24 SOMMARIO 1 INTRODUZIONE 3 1.1 Metodologia utilizzata per l individuazione