Source: https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=380539
Timestamp: 2019-07-18 09:52:24+00:00
Document Index: 99712407

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 20', 'art.80', 'art. 2', 'art. 20', 'art.80', 'art. 53', 'art. 20', 'art. 80']

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1547 del 22 ottobre 2018
Finanziamento progettualità finalizzate all'inclusione e al reinserimento sociale e/o lavorativo delle fasce socialmente deboli - Reddito Inclusione Attiva (R.I.A.). Prosecuzione ed estensione della sperimentazione - DGR n. 1622 del 12.10.2017.
Con il presente provvedimento si intende garantire la prosecuzione e l’estensione del finanziamento dei programmi di intervento - Reddito d’inclusione attiva (R.I.A.).
In questi ultimi anni la crisi economica ha avuto pesanti effetti anche sul territorio della nostra Regione. Come descritto nel Documento di Economia e Finanza Regionale – DEFR 2019-2021 (DGR n. 71/CR del 26/06/2018)) in Veneto risulta a rischio povertà o esclusione sociale il 17,9% della popolazione, a rischio povertà relativa il 12,2% e in una condizione di grave deprivazione materiale il 5% della popolazione. Si riscontra inoltre che il 6,7 % delle persone vive in famiglie con bassa intensità lavorativa.
I dati indicano inoltre un aumento delle diseguaglianze. Infatti, come sottolinea sempre il DEFR, ad un aumento del reddito per le famiglie più ricche corrisponde un aumento della percentuale delle famiglie a rischio povertà, per cui “il 40% più povero della popolazione vede diminuire il proprio reddito familiare pro capite del 2,8%, rispetto a una variazione positiva per la popolazione complessiva (+6,1%)”. Infine si pone l’accento da un lato sulla stretta connessione tra il rischio di povertà materiale e l’esclusione sociale e dall’altro su come il trovarsi in determinate categorie ‘vulnerabili’ (per esempio le donne sole con figli a carico, gli anziani senza reti forti di sostegno, i minori in famiglie in difficoltà socio-economiche e/o i minori stranieri non accompagnati, i giovani con un basso livello d’istruzione o in condizioni lavorative e/o abitative precarie) richieda un intervento multidimensionale, che miri alla riattivazione della persona e a una sua piena inclusione sociale.
Il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale continua così ad essere un tema centrale e urgente a tutti i livelli istituzionali. Come richiamato dalla programmazione europea, sconfiggere la povertà e lavorare per una crescita sostenibile significa anche prevenire e interrompere la trasmissione di una condizione di disagio alle generazioni future.
A livello nazionale questo impegno si è tradotto nell’adozione del D.Lgs. n. 147 del 15 settembre 2017, con cui è stato introdotto il Reddito di Inclusione (Re.I.), misura nazionale di contrasto alla povertà in sostituzione al Sostegno all’Inclusione Attiva – S.I.A.
Nel rispetto delle indicazioni dettate dal Piano nazionale di contrasto alla povertà (art. 14 del 147/2017) a livello regionale è stato adottato il Piano Regionale (d’ora in avanti il Piano) per il contrasto alla povertà, approvato in via definitiva dalla Commissione di valutazione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali il 30 agosto 2018.
Il Piano, oltre a definire le linee programmatiche per il prossimo triennio 2018 - 2020, rappresenta soprattutto l’intento della Regione di adoperarsi per la valorizzazione e la diffusione di un modello di welfare centrato sull’empowerment della persona e delle istituzioni, attivando le risorse già presenti in modo sostenibile e generativo.
In questo quadro socio-economico e di interventi politico-sociali si colloca la misura regionale di inclusione attiva – R.I.A., finanziata dal 2013 e giunta oggi alla sua IV edizione. Il R.I.A., forte dell’esperienza pluriennale maturata nei territori della nostra Regione, è divenuto un modello per altri interventi in campo sociale. La sua trasferibilità è determinata da più fattori metodologici:
pur riconoscendo la centralità della persona, del nucleo familiare e delle singole soggettività coinvolte, il percorso attivato con questa misura restituisce e porta un valore aggiunto alle comunità in termini di relazioni, legami, competenze e risorse, tutti elementi che si traducono, prima di tutto, in prevenzione contro il rischio di una più acuta emarginazione o cronicizzazione delle problematiche sociali e della povertà stessa.
anticipando quanto previsto dal Piano regionale per il contrasto alla povertà, il R.I.A. ha permesso di sperimentare forme di collaborazione tra comuni e altri enti (in particolare quelli del Terzo Settore), promuovendo la logica di rete, lo scambio di buone prassi e dando concreta attuazione al principio di sussidiarietà;
facendo proprio anche l’approccio integrato, il R.I.A. è una misura complementare, che può essere proposta a seguito della valutazione multidimensionale delle equipe e integrare interventi inseriti nel progetto individualizzato dei beneficiari/e ReI.
Con DGR n. 1622 del 12/10/2017, considerati sia i risultati positivi raggiunti sia la volontà di nuovi Comuni di aderire alla misura, è stata finanziata la IV annualità del progetto R.I.A. con un importo pari a Euro 2.800.000,00 e con DDR nr. 135 del 13.11.2017 e 163 del 13.12.2017 si è assunto il relativo impegno di spesa.
Tra i vari risultati raggiunti dal R.I.A., si menziona come la IV edizione veda il coinvolgimento complessivo di 147 Comuni e di diverse centinaia di partner tra associazioni, parrocchie, fondazioni, forze dell’ordine, imprese sociali e private ed altri enti.
Tutto ciò premesso, si ravvisa l’opportunità di assicurare ai Comuni capoluogo e ai loro Comuni partner la continuità dei programmi di intervento per il reinserimento sociale e/o lavorativo delle fasce socialmente deboli, prevedendo per l’esercizio corrente un finanziamento di Euro 2.800.000,00.
Inoltre, al fine di diffondere le buone prassi e tenuto conto anche dei nuovi bisogni sociali che stanno emergendo in modo capillare in tutto il territorio regionale, si propone di stanziare, anche per la prossima annualità, in favore dei territori provinciali per il tramite dei Comuni capoluogo, un ulteriore importo di Euro 875.148,61 nel corrente esercizio, per l’estensione del R.I.A. a nuovi Comuni.
A tale riguardo, in data 26 giugno u.s. si è tenuta una riunione tecnica propedeutica tra la Direzione regionale Servizi sociali e i tecnici dei Comuni capoluogo, al fine di informare gli stessi della nuova iniziativa e di definire i criteri di ripartizione di questa ulteriore cifra.
Successivamente in data 3 agosto 2018 è stata trasmessa agli Assessori alle Politiche Sociali e ai Direttori dei Servizi Sociali dei Comuni capoluogo di Provincia una richiesta di formale adesione all’iniziativa de quo, da trasmettere alla Regione.
Relativamente all’importo di Euro 2.800.000,00 per la prosecuzione del R.I.A. e all’ulteriore importo di Euro 875.148,61 per la sperimentazione relativa all’estensione del R.I.A. nel territorio regionale, nell’Allegato A, parte integrante ed essenziale del presente atto, sono indicate le disposizioni attuative contenenti in particolare i criteri per l’individuazione dei beneficiari. Questo documento sostituisce l’Allegato A della Delibera 2897 del 30.12 2013 che istituiva il RUI – ora R.I.A.
Tale lavoro di aggiornamento è stato svolto di concerto con i Comuni capoluogo di Provincia in modo da meglio rispecchiare il cambiamento sociale in atto ed adeguare la misura ai nuovi bisogni. Nell’Allegato B, anch’esso parte integrante del presente documento, sono contenute le disposizioni attuative in merito ai criteri per l’estensione del R.I.A. a nuovi Comuni, per la ripartizione dei fondi e per le modalità di monitoraggio e rendicontazione.
Le risorse totali a disposizione pari a Euro 2.800.000,00 per R.I.A. prosecuzione e ad euro 875.148,61 per R.I.A. estensione trovano copertura sullo stanziamento del capitolo 103383 “Fondo nazionale per le Politiche sociali – Interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale – Trasferimenti correnti (art. 20, L. 8/11/2000, n. 328 – art.80, co. 17, L.23/12/2000, n. 388)” del Bilancio regionale di previsione 2018-2020. Gli interventi di cui al presente atto afferiscono al Decreto interministeriale del 23 novembre 2017, Macro Livello 5 - Misure di inclusione sociale – Sostegno al reddito. Si precisa infine che le obbligazioni di spesa, per un importo massimo di complessivi Euro 3.675.148,61, saranno assunte con successivo atto del Direttore della Direzione Servizi Sociali.
VISTI gli artt. n. 20 della L. 328/2000 e n. 80 della L. 388/2000;
VISTO il Decreto Legislativo 15 settembre 2017, n. 147;
VISTO il Decreto Interministeriale 23 novembre 2017;
VISTA la DGR n. 71/CR del 26/06/2018;
VISTA la legge regionale 29 novembre 2001, n. 39, artt. 42 e 44;
VISTO l’art. 2 co. 2 della legge regionale n. 54 del 31 dicembre 2012;
VISTA la DGR n. 2897 del 30.12.2013;
VISTA la DGR n. 1622 del 12.10.2017
1. di approvare, per le motivazioni espresse in premessa, la prosecuzione del finanziamento delle progettualità finalizzate all’inclusione e al reinserimento sociale e/o lavorativo delle fasce deboli – Reddito d’inclusione sociale (R.I.A.) di cui alla DGR n. 1622 del 12.10.2017 e la sperimentazione relativa all’estensione del R.I.A. a nuovi Comuni aderenti;
2. di approvare l’Allegato A, parte integrante ed essenziale del presente atto, in cui sono indicati in particolare i criteri per l’individuazione dei beneficiari;
3. di approvare l’Allegato B, parte integrante del presente documento in cui sono contenute le disposizioni attuative contenenti in particolare i criteri per l’individuazione dei Comuni da coinvolgere nella sperimentazione e per la ripartizione dei fondi, le modalità di monitoraggio e rendicontazione;
4. di dare atto che la spesa prevista dal presente provvedimento pari a Euro 3.675.148,61 trova copertura sullo stanziamento del capitolo 103383 “Fondo nazionale per le Politiche sociali – Interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale – Trasferimenti correnti (art. 20, L. 8.11.2000, n. 328 – art.80, co. 17, L.23/12/2000, n. 388” del bilancio regionale di previsione 2018-2020, per l’esercizio 2018, che presenta la sufficiente disponibilità;
5. di determinare in Euro 3.675.148,61 l’importo massimo delle obbligazioni di spesa a cui provvederà con propri atti il Direttore della Direzione Servizi Sociali;
6. di dare atto che la spesa di cui al precedente punto 4 trova copertura nell’accertamento in entrata n. 2558/2018, disposto con DDR n. 51 del 21.06.2018 ai sensi dell’art. 53 del D.lgs. n. 118/2011 e s.m.i. a valere sul capitolo di entrata 001623 “Assegnazione del Fondo nazionale per le Politiche sociali – risorse indistinte (art. 20, L. 8.11.2000, n. 328 –art. 80, co. 17, L. 23.12.2000, n. 388)” (reversale n. 10022);
7. di dare atto che la spesa di cui si prevede l’impegno con il presente atto non rientra nelle tipologie soggette a limitazioni ai sensi della L. R. 1/2011 e non ha natura di debito commerciale;
8. di incaricare la Direzione Servizi Sociali dell’esecuzione del presente atto;
9. di dare atto che il presente provvedimento è soggetto a pubblicazione ai sensi degli articoli 26 e 27 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33;
1547_AllegatoA_380539.pdf
1547_AllegatoB_380539.pdf