Source: https://www.aclis.it/contratto-collettivo-nazionale-di-lavoro/
Timestamp: 2019-10-22 04:19:53+00:00
Document Index: 117689898

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 13']

Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’area istruzione e ricerca - Aclis
Luglio 24, 2019 Luglio 24, 2019 Marco
CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO DELL’AREA ISTRUZIONE E RICERCA PERIODO 2016-2018
Prefazione: Prof.ssa Maria Rita Salvi, Dirigente Scolastico, formatrice e autore di numerose pubblicazioni inerenti la figura del DS.
Il 13 dicembre 2018 è stato presentato il nuovo Contratto della Dirigenza, area Istruzione e Ricerca, triennio 2016-18. Non sono evidenziate, in questo testo, situazioni di profonda rottura con i Contratti precedenti, sappiamo infatti che ormai questi testi vengono definiti a partire dai precedenti, ne recepiscono le norme, a meno che particolari istituti non subiscano modifiche (art. 1, co.9).
Grande spazio è dedicato alle relazioni sindacali, così come sono state modificate dalla nuova tornata contrattuale definitasi dopo l’Intesa del 30 novembre 2016. Sono definiti gli obiettivi e gli strumenti della relazione sindacale, le nuove regole dell’informazione, le nuove regole della contrattazione, del confronto e la descrizione dei nuovi diritti sindacali (aa. 3-10), ma la questione ha diretto riflesso sulle relazioni sindacali a livello regionale, non di Istituzione scolastica.
Qualche novità è riscontrabile nelle nuove regole a livello di conferimento degli incarichi dirigenziali (art. 12) e tutto il Titolo III si occupa della costituzione del rapporto di lavoro, con particolare attenzione ai diritti alle ferie, con la novità delle ferie e dei riposti solidali (art. 14), descrivendo le cause di possibili sospensioni del rapporto di lavoro (assenze retribuite, assenze per malattie, congedi per le donne vittime di violenza, congedi di paternità/maternità, ecc). Vengono poi definite nuove Linee guida in materia di formazione dei Dirigenti, tutte tese a definire gli obblighi dell’Amministrazione in materia di politiche formative e tipologie di attività, senza alcun riferimento alla obbligatorietà dei percorsi proposti.
Per quanto riguarda le competenze attribuite al Dirigente sembra che la precedente Legge n. 107/15 non abbia inciso in modo significativo sul testo contrattuale. Il riferimento è generico, prevalentemente al D. Lgs 165 del 2001, così come revisionato in seguito, ed è concentrato in un solo articolo, (a. 52), che non aggiunge molto rispetto alle competenze così come precedentemente definite.
Significativo, invece, può essere leggere con attenzione gli aa. 25/33, relativi al Codice disciplinare dei Dirigenti. In questi articoli possono rinvenirsi richiami diretti agli obblighi del Dirigente (art. 26), espressi ovviamente in termini di obblighi ai quali far corrispondere specifiche sanzioni disciplinari (art. 27). Ritengo utile evidenziare che è stato posto significativo accento all’obbligo:
del perseguimento degli obiettivi di innovazione, di qualità dei servizi e di miglioramento dell’organizzazione della amministrazione, nella primaria considerazione delle esigenze della collettività (co.3);
del rispetto della legge, con riguardo anche alle norme regolatrici del rapporto di lavoro e delle disposizioni contrattuali, nonché l’osservanza delle direttive generali e di quelle impartite dall’amministrazione (co.4-a);
di non utilizzare a fini privati le informazioni di cui si disponga per ragioni d’ufficio (co.4-b);
di mantenere una condotta uniformata a principi di correttezza e di collaborazione nelle relazioni interpersonali, all’interno dell’amministrazione, con gli altri dirigenti e con il personale, astenendosi, in particolare nel rapporto con gli utenti, da comportamenti lesivi della dignità della persona o che, comunque, possano nuocere all’immagine dell’Amministrazione (co.4-c);
di sovrintendere, nell’esercizio del proprio potere direttivo, al corretto espletamento dell’attività di tutto il personale assegnato alla struttura cui è preposto, nonché al rispetto delle norme del codice di comportamento e disciplinare, ivi compresa, secondo le disposizioni vigenti, l’attivazione dell’azione disciplinare (co.4-f);
di mantenere un comportamento conforme al proprio ruolo, organizzando ed assicurando la presenza in servizio, correlata alle esigenze della propria struttura ed all’espletamento dell’incarico affidato, nel rispetto della normativa contrattuale e legislativa vigente (co.4-d);
di rispettare le leggi vigenti in materia di attestazione di malattia e di certificazione per l’assenza per malattia (co.4-i).
Ho segnalato solo alcuni passaggi che ritengo significativi, ad esempio il co. 4d, con riferimento all’organizzazione del proprio orario di lavoro, apre uno scenario piuttosto importante alla luce delle recenti norme relative al Decreto concretezza e all’obbligo di rilevazione biometrica della presenza in servizio dei Dirigenti scolastici.
Merita poi di essere menzionato l’art. 13, co.9, laddove si dice chiaramente che le ferie del Dirigente sono un diritto irrinunciabile che egli stesso deve saper organizzare e programmare in ragione degli impegni e delle responsabilità che gli competono, eventualmente delegando le proprie funzioni, nel rispetto della normativa vigente, per garantire la continuità delle attività ordinarie e straordinarie.
Questo co. 9, da solo, certo non ci autorizza a trarre conclusioni affrettate, ma c’è chi vede in queste affermazioni l’ampliamento del potere di delega del D.S. e, conseguentemente, una maggiore valorizzazione del ruolo dei docenti collaboratori che possono, in virtù di questa specifica delega, esercitare, per il tempo di assenza del D.S., le funzioni dirigenziali (attività ordinario e straordinarie). È sostanzialmente il problema del middle management, del quale si discute da anni e che non ha ancora trovato, a livello giuridico e contrattuale, una definizione chiara e prerogative certe.
Per concludere si può affermare che in questo Contratto, peraltro già scaduto (2016/2018),la parte più significativa risieda nell’equiparazione della parte fissa della retribuzione di posizione a quelle di tutti gli altri dirigenti pubblici di II fascia. Equiparazione che dovrebbe aver raggiunto la fase esecutoria, visto che il Contratto è stato firmato definitivamente dall’ARAN e da tutte le sigle sindacali.
Testo completo “Contratto collettivo nazionale Di lavoro dell’area istruzione e ricercaPeriodo 2016-2018″
← Diplomati Magistrali definitivamente esclusi dalle GAE: la Cassazione del 22 luglio 2019
Pubblicata la graduatoria del concorso per dirigenti scolastici →
Docenti neoimmessi in ruolo: firmato il DM per l’anno di prova
Ottobre 28, 2015 admin 0
Modalità assegnazione supplenze – Nota del Miur
Settembre 15, 2015 admin 0