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Timestamp: 2020-03-29 03:58:46+00:00
Document Index: 119477011

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 145', 'art. 116', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 116']

Sentenza Cassazione Civile n. 19947 del 05/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19947 del 05/10/2016
Cassazione civile sez. VI, 05/10/2016, (ud. 13/07/2016, dep. 05/10/2016), n.19947
sul ricorso 17807/2015 proposto da:
P.C., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA DELLA
LIBERTA’ 20, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO ANELLI, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato ADA DE MARCO giusta
GENERTEL SPA, in persona dei procuratori speciali e legali
CARLO POMA 4, presso lo studio dell’avvocato PAOLO GELLI, che la
avverso la sentenza n. 425/2015 del TRIBUNALE di ROMA, depositata il
udito l’Avvocato Giuseppe Ciliberti (delega avvocato Paolo Gelli)
” P.C. conveniva in giudizio M.S. e la Genertel s.p.a. quale assicuratrice di questi per la r.c.a., chiedendone la condanna alla integrazione del risarcimento dei danni subiti a seguito di un incidente stradale verificatosi nel (OMISSIS) tra il suo motoveicolo e la vettura del M. per responsabilità esclusiva del conducente della vettura.
Il giudice di primo grado accertava un concorso di colpa al 50% e condannava i convenuti in solido a corrispondere al P. Euro 500,00, pari alla differenza tra la metà del danno subito e quanto già percepito stragiudizialmente dall’assicurazione.
Il P. proponeva appello contestando l’attribuito concorso di colpa, e l’impugnazione veniva rigettata dal Tribunale di Roma con la sentenza n. 425/2015 depositata in data 8.1.2015.
P.C. propone ricorse per cassazione articolato in sei motivi cui resiste la Genertel con controricorso.
Il M., intimato, non ha svolto attività difensiva.
Con i primi tre motivi, che possono essere trattati congiuntamente in quanto connessi, il ricorrente contesta che la decisione di appello sia incorsa in violazione di legge (in particolare dell’art. 145 C.d.S., nonchè dell’art. 116 c.p.c.) e nell’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, laddove ha ricostruito i fatti ritenendo che la moto condotta dal ricorrente avesse concorso a provocare l’impatto con l’auto condotta dal M..
Tuttavia, non sussistono le violazioni lamentate.
In particolare, il ricorrente addebita alla sentenza di appello di non aver tenuto in alcun conto la specifica violazione commessa dal M. multato dai vigili sopraggiunti poco dopo il sinistro per violazione dell’obbligo di dare la precedenza. In realtà, la sentenza non ha omesso di considerare tale dato, che non la esimeva dal valutare il concorrente comportamento dell’altro conducente, ed ha confermato la valutazione di concorso di responsabilità avendo riscontrato, anche in capo al P., una violazione delle regole comportamentali esigibili in quelle circostanze di tempo e di luogo (ora notturna, prossimità di un incrocio) consistente in una velocità troppo elevata, che ha determinato la gravità dei danni ai due mezzi. Nessuna violazione dell’art. 116 è riscontrabile, avendo il giudice d’appello dato analiticamente conto dei motivi per i quali non ha ritenuto attendibile il teste le cui dichiarazioni concordavano con quelle del P. e non con quelle dell’unico teste sicuramente presente ai fatti, in quanto le sue dichiarazioni furono verbalizzate sul posto dagli stessi vigili. Neppure sussiste il denunciato omesso esame di una circostanza di fatto, in quanto la circostanza stessa, consistente nella condotta di guida del M., è stata oltre che oggetto del giudizio, analiticamente descritta dal giudice di appello nella ricostruzione dei fatti che egli ha ritenuto più attendibile.
Gli ultimi tre motivi di ricorso, che fanno riferimento ad una nozione di vizio di motivazione più ampia e non più vigente al momento del deposito del ricorso, sono inammissibili.
La Corte rigetta il ricorso. Liquida le spese di giudizio in complessivi Euro 1800,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre accessori e contributo spese generali.