Source: http://www.privacy.it/archivio/garantesanz200311261.html
Timestamp: 2018-02-20 03:56:15+00:00
Document Index: 40455968

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 9', 'art. 31', 'art. 11', 'art. 37', 'art. 31']

Attivit� giornalistica - Divieto diffusione foto segnaletiche
v. provvedimento del 19 marzo 2003]
Nella riunione odierna, in presenza del prof. Stefano Rodot�, presidente, del prof. Giuseppe Santaniello, vice-presidente, del prof. Gaetano Rasi e del dott. Mauro Paissan, componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;
Rilevato che nei giorni scorsi diversi organi di informazione hanno diffuso varie immagini di foto segnaletiche riguardanti persone, anche nominativamente indicate, sottoposte a misure restrittive della libert� personale, in relazione ad una indagine su stupefacenti e prostituzione in corso a Roma, immagini poste con evidenza a disposizione di organi di stampa da operatori di polizia, come emerge dalle recenti pagine di quotidiani che mostrano un operatore che esibisce a giornalisti numerose foto segnaletiche;
Constatato in particolare che, dalle prime risultanze acquisite da questa Autorit�, le citate foto segnaletiche risultano, allo stato, pubblicate dai seguenti quotidiani: "la Repubblica" del 21, 22 e 23 novembre 2003, "Il Corriere della sera" del 25 e 26 novembre 2003, "Il Messaggero"del 20 novembre 2003, "Il Giornale" del 21 novembre 2003, il "Tempo" del 20 novembre 2003, "Il Mattino" del 21 novembre 2003 e l'"Avvenire" del 26 novembre 2003;
Rilevato altres� che da segnalazioni pervenute le predette foto segnaletiche risultano essere state diffuse anche da testate televisive in fase di individuazione;
Visto l'art. 8 del codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attivit� giornalistica (provvedimento del Garante 29 luglio 1998, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 179 del 3 agosto 1998), il quale, al comma 2, dispone che "Salvo rilevanti motivi di interesse pubblico o comprovati fini di giustizia e di polizia, il giornalista non riprende n� produce immagini e foto di persone in stato di detenzione senza il consenso dell'interessato";
Rilevato che la pubblicazione delle immagini sopra richiamate ha comportato violazioni delle predette disposizioni con pregiudizio per la dignit� delle persone interessate che � tutelata dalla legge n. 675/1996 anche in riferimento ai trattamenti di dati personali per scopi di prevenzione, accertamento o repressione dei reati;
Constatato, in particolare, che in relazione ai casi sopra indicati di divulgazione delle immagini fotografiche segnaletiche degli indagati non risultano sussistenti i necessari fini di giustizia e di polizia per la messa a disposizione di giornalisti delle immagini e la loro conseguente diffusione;
Rilevato che il Garante ha gi� constatato in altri casi l'illiceit� di siffatto trattamento di dati, da ultimo con provvedimento del 19 marzo 2003;
Considerato che in tema di divulgazione di dati personali concernenti persone coinvolte a vario titolo in indagini o procedimenti penali si � peraltro svolto in passato un confronto proficuo tra il Garante e i vertici delle forze dell'ordine, con ampia convergenza di vedute riguardo alla necessit� di garantire una corretta applicazione delle norme vigenti, tenendo presente l'esigenza di assicurare al tempo stesso il perseguimento delle finalit� di accertamento, prevenzione e repressione dei reati e il rispetto dei diritti della personalit� degli interessati; considerato che in tale circostanza si era anche concordato sulla necessit� del rispetto dei principi di liceit� e correttezza, nonch� di pertinenza e non eccedenza rispetto alle finalit� per cui i dati sono raccolti e successivamente trattati (art. 9, 1, lett. a) e d) legge n. 675/1996);
Considerato che tale proficuo confronto aveva trovato sbocco in ulteriori istruzioni da parte di forze dell'ordine e, in particolare, in una circolare del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno, trasmessa anche alle questure (circolare N. 123/A/183.B.320 del 26 febbraio 1999), che richiamava anche l'attenzione sulla necessit� che, anche nell'ipotesi di evidente ed indiscutibile "necessit� di giustizia o di polizia" alla diffusione di immagini, "il diritto alla riservatezza ed alla tutela della dignit� personale va sempre tenuto nella massima considerazione";
Considerato che il Garante, ai sensi dell'art. 31, comma 1, lett. l), della legge n. 675/1996, come modificato dall'art. 11, comma 2, del d.lg. 28 dicembre 2001, n. 467, ha il compito di vietare anche in parte o di disporre il "blocco" dei dati personali se il trattamento risulta "illecito o non corretto (�) oppure quando, in considerazione della natura dei dati o, comunque, delle modalit� del trattamento o degli effetti che esso pu� determinare, vi � il concreto rischio del verificarsi di un pregiudizio rilevante per uno o pi� interessati";
Ritenuta la necessit� di vietare alle testate sopra indicate l'ulteriore diffusione delle immagini in questione, pena l'applicazione della sanzione di cui all'art. 37, comma 1, della legge n. 675/1996, con effetto dalla data di comunicazione del presente provvedimento, e ritenuta la necessit� di disporre analogo divieto nei riguardi delle testate televisive a carattere nazionale indicate in atti;
1) ai sensi dell'art. 31, comma 1, lett. l), della legge n. 675/1996, vieta all'editore e al direttore responsabile dei quotidiani "la Repubblica", "Il Corriere della sera", "Il Messaggero", "Il Giornale", "Il Tempo", "Il Mattino" e l'"Avvenire", nonch� delle testate televisive indicate in atti, l'ulteriore diffusione delle immagini indicate in premessa e segnala ai soggetti destinatari del presente provvedimento, ai sensi della lettera c) del medesimo articolo, la necessit� di conformare i trattamenti di dati personali ai principi richiamati nel provvedimento medesimo, astenendosi da ulteriori trattamenti in difformit� dei medesimi principi;
2) dispone l'invio di copia del presente provvedimento ai competenti consigli regionali e al Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, al Capo della Polizia-Direttore generale della pubblica sicurezza.