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Timestamp: 2019-01-21 03:46:55+00:00
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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 20 settembre 2016, n. 3911 - Renato D'Isa
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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 20 settembre 2016, n. 3911
In tema di appalti pubblici, l’idoneità del voto numerico a rappresentare in modo adeguato l’iter logico seguito dalla Commissione nella sua espressione è direttamente proporzionale al grado di specificazione dei criteri allo stesso sottesi. Ne consegue che, tanto più è dettagliata l’articolazione dei criteri e sub-criteri di valutazione, tanto più risulta esaustiva l’espressione del punteggio in forma numerica
sentenza 20 settembre 2016, n. 3911
sul ricorso numero di registro generale 3068 del 2016, proposto dalla
Mi. Te. di Ing. Sa. Co. S.a.s., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Gi. Gi. C.F. (omissis) e Ge. Te. C.F. (omissis), con domicilio eletto presso Ge. Te. in Roma, piazza (…);
M. S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Lo. La. C.F. (omissis) e Ma. Co. C.F. (omissis), con domicilio eletto presso Lo. La. in Roma, via (…);
Ne. Gh. S.r.l., He. Soc. Coop., Me. Se. S.p.a., Ns. Ni. Se. It. S.c. non costituiti in giudizio
per la riforma della sentenza in forma semplificata del T.A.R. della Lombardia, Sezione IV, n. 598/2016
Visto l’atto di costituzione in giudizio della M. S.p.a.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 14 luglio 2016 il Cons. Claudio Contessa e uditi per le parti l’avvocato Ab. An. su delega dell’avvocato Te. e l’avvocato Lo. La.;
Con ricorso proposto dinanzi al T.A.R. della Lombardia e recante il n. 622/2016 l’odierna appellante Mi. Te. s.a.s. esponeva di aver partecipato alla procedura di gara per l’affidamenti in appalto del servizio di pulizia degli immobili ERP di proprietà del Comune di Milano dati in gestione alla M. s.p.a. e di essere stata esclusa dalla procedura all’esito dell’esame dell’offerta tecnica per non aver conseguito in nessuno dei quattro lotti di suo interesse il punteggio minimo di 31 pt. prescritto dall’articolo 10 del Bando di gara.
Il provvedimento di esclusione veniva quindi impugnato in sede giurisdizionale dalla Mi. Te. la quale proponeva altresì motivi aggiunti avverso i provvedimenti di aggiudicazione provvisoria disposti in favore di altre (quattro) concorrenti (una per ciascuno dei lotti di suo interesse).
La sentenza in questione è stata impugnata in appello dalla Mi. Te. la quale ne ha chiesto la riforma articolando quattro motivi (meglio descritti in parte motiva).
Si è costituita in giudizio la M. s.p.a. la quale ha concluso nel senso della reiezione dell’appello.
2. Il Collegio ritiene di poter prescindere dall’eccezione di inammissibilità del primo ricorso sollevata dalla M. s.p.a in quanto il ricorso in appello (così come il ricorso di primo grado) deve essere dichiarato infondato.
3. Con il primo motivo di appello la Mi. Te. lamenta che i primi Giudici abbiano erroneamente respinto il secondo motivo di ricorso, con il quale si era lamentata l’insufficienza del voto numerico espresso in relazione all’offerta tecnica dell’appellane (offerta tecnica cui era stato attribuito, per tutti e quattro i lotti di interesse, un punteggio inferiore a quello minimo di 31 previsto dalla lex specialis di gara per l’ammissione al prosieguo della procedura).
Vero è – aggiunge sul punto l’appellante – che la Commissione sembrerebbe aver predisposto in sede di seduta riservata taluni specifici ‘indicì (presumibilmente volti a consentire una più ponderata attribuzione dei punteggi nell’ambito del range fra il minimo e il massimo), ma il punto è che tale ulteriore articolazione non è stata mai esplicitata nei confronti dei concorrenti, non consentendo loro di effettuare alcun controllo sulle ragioni poste a fondamento dell’espressione dei punteggi numerici.
3.1.1. Ai sensi dell’articolo 83 del previgente Codice dei contratti (che nel caso in esame trova applicazione) la lex specialis di gara deve indicare i criteri di valutazione cui si atterrà la Commissione, nonché – per ciascun criterio di valutazione prescelto e laddove necessario – gli specifici sub-criteri e sub-punteggi.
– il bando di gara aveva indicato otto elementi di valutazione, a loro volta accorpati nell’ambito di quattro categorie, rispettivamente denominate Sistema organizzativo di fornitura del servizio, Metodologia tecnico-operativa, qualità, sicurezza e ambiente e migliorie;
Pertanto, deve qui trovare puntuale applicazione il consolidato orientamento secondo cui nelle gare pubbliche, e relativamente a quanto attiene alla valutazione delle offerte in sede di gara, il punteggio numerico espresso sui singoli oggetti di valutazione opera alla stregua di una sufficiente motivazione quando l’apparato delle voci e sottovoci fornito dalla disciplina della procedura, con i relativi punteggi, è sufficientemente chiaro, analitico e articolato, sì da delimitare adeguatamente il giudizio della Commissione nell’ambito di un minimo e di un massimo, e da rendere con ciò comprensibile l’iter logico seguito in concreto nel valutare i singoli progetti in applicazione di puntuali criteri predeterminati, permettendo così di controllarne la logicità e la congruità: onde solo in difetto di questa condizione si rende necessaria una motivazione dei punteggi numerici (in tal senso -ex multis -: Cons Stato, IV, 20 aprile 2016, n. 1556; id., III, 7 marzo 2016, n. 921; id., V, 18 gennaio 2016, n. 120).
Al riguardo ci si limita qui a sottolineare che l’articolo 83 comma 4 del previgente Codice dei contratti, nel disporre che il bando di gara per ciascun criterio di valutazione prescelto prevede, ove necessario, i sub-criteri e i sub-pesi o i sub-punteggi, limita la discrezionalità della Commissione aggiudicatrice nella specificazione degli stessi, escludendo ogni facoltà per la stessa d’integrare il bando, e quindi facendo obbligo a quest’ultimo di prevedere e specificare gli eventuali sottocriteri (in tal senso -ex multis -: Cons. Stato, V, 13 maggio 2014, n. 2430).
Alla Commissione restava quindi in radice preclusa la possibilità di introdurre gli ulteriori e più dettagliati criteri invocati dall’appellante, potendo al più la stessa predisporre meri criteri motivazionali inidonei ad integrare i parametri valutativi fissati dalla lex specialis della gara.
Al riguardo il Collegio ritiene qui di richiamare il condiviso orientamento secondo cui l’idoneità del voto numerico a rappresentare in modo adeguato l’iter logico seguito dalla Commissione nella sua espressione è direttamente proporzionale al grado di specificazione dei criteri allo stesso sottesi. Ne consegue che, tanto più è dettagliata l’articolazione dei criteri e sub-criteri di valutazione, tanto più risulta esaustiva l’espressione del punteggio in forma numerica (sul punto -ex multis -: Cons. Stato, V, 3 dicembre 2010, n. 8410).
4. Con il secondo motivo di appello la Mi. Te. lamenta che i primi Giudici abbiano erroneamente respinto il terzo motivo di ricorso, con il quale si era lamentata l’illegittimità del punteggio insufficiente attribuito all’offerta tecnica.
Oltretutto, come già osservato dai primi Giudici, il motivo in questione risulta di dubbia ammissibilità in quanto l’odierna appellante non ha allegato elementi idonei a supportare il superamento del c.d. giudizio di resistenza (i.e.: a dimostrare che, in caso di diversa e più favorevole valutazione relativa all’elemento A2-2, avrebbe verosimilmente conseguito l’aggiudicazione).
Il motivo in questione è in primo luogo infondato in punto di fatto in quanto dall’esame della sentenza appellata emerge che il T.A.R. abbia rilevato la limitazione del motivo a uno solo degli elementi di valutazione rilevanti e non anche che abbia imposto una sorta di confronto singolare con il contenuto specifico delle offerte tecniche delle altre concorrenti.
5. Con il terzo motivo di appello la Mi. Te. lamenta che i primi Giudici abbiano erroneamente respinto il primo motivo di ricorso, con il quale si era lamentata l’illegittima composizione della Commissione giudicatrice, i cui componenti non garantirebbero professionalità dotate dei necessari requisiti di esperienza per espletare al meglio il delicato ruolo di Commissario.
L’appellante ritiene di poter condividere l’orientamento richiamato dal T.A.R., secondo cui il requisito dell’esperienza enunciato dall’articolo 84, comma 2 del previgente Codice dei contratti non vada inteso in senso – per così dire – atomistico, ma vada riferito alla Commissione nel suo complesso.
Si tratta qui di chiarire, in relazione alle peculiarità del caso in esame, la portata applicativa del comma 2 dell’articolo 84 del previgente Codice dei contratti, secondo cui “la commissione, nominata dall’organo della stazione appaltante competente ad effettuare la scelta del soggetto affidatario del contratto, è composta da un numero dispari di componenti, in numero massimo di cinque, esperti nello specifico settore cui si riferisce l’oggetto del contratto”.
Ancora più in particolare si tratta di chiarire se la previsione secondo cui i Commissari devono essere esperti del settore stia ad individuare in modo necessario un dato di tipo cronologico (nel senso che l’esperienza necessaria potrà dirsi sussistente solo se maturata nell’ambito di un arco temporale minimo), ovvero un dato di carattere qualitativo e sostanziale nel senso che un’esperienza particolarmente qualificata, pur se concentrata in un ambito temporale limitato, possa comunque soddisfare il richiamato requisito).
– che il Presidente, Ing. Co. Bi., è il Direttore della Divisione casa della M. s.p.a. e che, in tal veste, coordina le attività di gestione di un patrimonio abitativo composto da oltre 38mila unità. L’Ing. Bi. risulta altresì in possesso di rilevanti certificazioni nel settore del Project management e riveste il ruolo di responsabile unico del procedimento nell’ambito di contratti di appalto nel settore delle pulizie;
– che l’arch. Da. Ca. è responsabile della sede territoriale Nord-Est della Divisione Casa di M. s.p.a. (e in tale veste ha il compito di controllare l’attività prestata dai fornitori per l’area territoriale di competenza, anche nel campo delle pulizie) e vanta specifica esperienza nella qualità di Commissario di gara;
– che il terzo membro, arch. Ve. Pi. è responsabile dei servizi generali delle sedi della M. s.p.a., ha curato gli atti di gara di decine di procedure e vanta un curriculum formativo del tutto compatibile con l’oggetto della gara per cui è causa (la stessa ha infatti conseguito un Master in Economia e finanza delle costruzioni e del mercato immobiliare e un Master per la formazione di Tecnici del controllo della qualità e della gestione della sicurezza del cantiere).
Ad avviso del Collegio, quindi, la qualifica di ‘esperto nello specifico settoré cui inerisce l’appalto può essere riconosciuta – ed auspicabilmente – nel caso di prolungata esperienza nel settore in parola, ma può essere parimenti riconosciuta nelle ipotesi in cui – come nel caso in esame – risulti una particolare significatività e qualità delle esperienze formative e professionali vantate da ciascun Commissario.
6. Con il quarto motivo di appello la Mi. Te. lamenta che i primi Giudici abbiano erroneamente respinto il quarto motivo di ricorso, con il quale si era lamentata la violazione delle regole di pubblicità delle sedute previste dallo stesso articolo 8 del Bando di gara.
– che all’appellante non era stata data la comunicazione delle date previste per lo svolgimento delle sedute pubbliche (e tanto, in violazione dell’articolo 79 del’Codice dei contrattì), in tal modo palesando la violazione dei principi di pubblicità e di trasparenza che dovrebbe presidiare lo svolgimento delle pubbliche gare.
– che l’articolo 8 del Bando stabiliva che le comunicazioni relative alla gara (ivi comprese, quindi, quelle relative alle date delle sedute della Commissione) sarebbero state rese pubbliche sul sito Internet della M. s.p.a. – Sezione Bandi di gara;
– che (contrariamente a quanto affermato dall’appellante) l’articolo 79 del previgente Codice dei contratti non obbliga l’amministrazione aggiudicatrice a fornire una comunicazione individuale circa le date delle singole sedute, gravando piuttosto sulla stessa il solo obbligo (che qui risulta soddisfatto) di rendere adeguatamente conoscibili e reperibili da parte di tutti i concorrenti (anche) le informazioni relative alle date delle sedute della Commissione.
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 14 marzo 2017, n. 1166