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Timestamp: 2019-03-24 17:31:51+00:00
Document Index: 146448593

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4']

Giovedì 19 Novembre 2015 15:15 | | |
Il Ddl Stabilità 2016, nella versione arrivata al Senato, conferma la proroga del bonus mobili per tutto il 2016 con le condizioni finora previste, cioè: detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili e/o grandi elettrodomestici rientranti nella categoria A+ (A per i forni), su un tetto di spesa di 10.000 euro, a condizione che l'acquisto sia legato ad interventi di recupero del patrimonio edilizio per i quali si usufruisce della relativa detrazione. Il Ddl introduce, tuttavia, un altro tipo di "bonus mobili" specifico per le giovani coppie, in particolare per le coppie costituenti nucleo familiare da almeno 3 anni, in cui almeno uno dei due non superi i 35 anni, che acquistano una casa da adibire ad abitazione principale. Il bonus in questo caso sarà slegato dalla ristrutturazione e sarà, invece, legato all'acquisto della casa. Il bonus consiste in una detrazione Irpef del 50% per le spese di acquisto di soli mobili (non elettrodomestici) per un tetto massimo di spesa di 8.000 euro (contro i 10 mila del bonus mobili ordinario).
Anche in questo caso, la detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Il bonus mobili per le giovani coppie non è cumulabile con il bonus mobili ordinario, né con la detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio.
L'art. 4 del DDL stabilità 2016 modifica il regime di imponibilità Imu dei terreni agricoli. Viene ripristinato, ai fini dell'esenzione Imu dei terreni agricoli, il vecchio criterio contenuto nella circolare 9/1993, in vigore prima dell'emanazione del DM 28.11.2014, che aveva stabilito il criterio altimetrico, e del D.l. 4/2015, che aveva sostituito il criterio altimetrico con la classificazione Istat del territorio. Inoltre vengono abrogate le disposizioni contenute nei commi 5 e 8-bis dell'art. 13 del DL 201/2011 (relative alla determinazione della base imponibile dei terreni), e nei commi 1-9bis dell'art. 1 del D.l. n. 4/2015 (relative all'individuazione dei terreni agricoli imponibili/esenti IMU per il 2014 e 2015). In base alle modifiche effettuate, dal 2016, saranno esenti Imu i terreni agricoli: ricadenti in aree montane e di collina, secondo i criteri stabiliti dalla CM 9/1993; posseduti e condotti da coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (di cui all'art. 1 del D.lgs. 99/2004), iscritti alla previdenza agricola (CD e IAP), indipendentemente dalla loro ubicazione; ubicati nelle isole minori (art. 1 comma 1 lett. a-bis del D.l. 4/2015); a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale, a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile. Il DDL stabilità 2016 ha modificato anche il termine entro cui i Comuni devono pubblicare le delibere e i regolamenti Imu sul Portale del federalismo fiscale. La data, attualmente fissata al 21 ottobre, è stata anticipata al 14 ottobre.
Legge di Stabilità 2016: locatario esente da TASI
L'art. 4 comma 4 del DDL stabilità 2016 apporta alcune modifiche alla disciplina della TASI. Viene stabilita l'esenzione dalla TASI per le abitazioni principali, ad esclusione di quelle c.d. di lusso, ossia classificate nelle categorie A1, A8 e A9. A seguito di questa importante modifica, in caso di locazione si stabilisce che l'utilizzatore, che destina l'immobile ad abitazione principale, sia esente dalla Tasi. La Tasi sarà, invece, dovuta dal possessore, nella percentuale stabilita dal comune per l'anno 2015, o in mancanza nella percentuale pari al 90% dell'ammontare complessivo del tributo. Il ristoro del mancato gettito verrà effettuato tramite il fondo di solidarietà comunale (per le ragioni a statuto ordinario e Sicilia e Sardegna), e tramite un minor accantonamento per le regioni Friuli Venezia Giulia e Valle d'Aosta. Come per l'Imu, anche per la TASI viene anticipata al 14 ottobre la data entro cui i comuni devono pubblicare le delibere sul Portale del federalismo fiscale.
Credito d'imposta per le spese di bonifica dell'amianto sostenute dalle società
Nel Ddl «Collegato ambientale «(atto Senato n. 1676), è stato approvato un emendamento presentato dal Governo che prevede un credito di imposta del 50% delle spese sostenute nel 2016 per interventi di bonifica dell’amianto anche su beni e strutture produttive (con fondi pari a 5,6 milioni di euro per il triennio 2017-2019). Attualmente, infatti, tali interventi di bonifica dell'amianto sono detraibili solo per le persone fisiche nella misura del 50% e, in taluni casi, del 65% se contestualmente vengono eseguiti interventi di risparmio energetico. Il Ddl, invece, prevede un credito d'imposta del 50% per le società. Il credito di imposta non si applicherà per investimenti di importo unitario inferiore a 20mila euro. L’importo del credito sarà ripartito in tre quote di pari importo da recuperare in sede di dichiarazione dei redditi. Il credito non concorre alla determinazione del reddito né dell’imponibile Irap. Modalità e termini di applicazione del beneficio saranno definite da uno specifico decreto del Mef.
Certificazione unica, i commercialisti chiedono una proroga al 15 marzo
Ieri il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, durante l’audizione presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, ha proposto uno slittamento almeno al 15 marzo per la trasmissione telematica delle nuove Certificazioni Uniche integrate all’Agenzia delle Entrate e la limitazione dell’obbligo di invio alle sole certificazioni riferite ai soggetti ammessi all’utilizzo della dichiarazione precompilata (con eventuale differimento, se proprio l’invio fosse necessario, per i soggetti non ammessi all’utilizzo del 730 precompilato). Inoltre, il Consiglio chiedel'azzeramento delle sanzioni, o almeno la loro riduzione, nel primo anno di invio dei dati da parte dei professionisti sanitari al sistema Tessera sanitaria nazionale, in vista dell’ingresso dei dati sanitari nel 730 precompilato.
Il 30 novembre prossimo scade il termine per il versamento della seconda o unica rata d'acconto delle imposte derivanti da UNICO 2015: IRPEF, IRES, IRAP, “cedolare secca”, IVIE e IVAFE, maggiorazione IRES per le società di comodo, imposte sostitutive. Per il calcolo dell'acconto con il metodo storico, contrariamente a quanto accaduto negli ultimi due appuntamenti, la percentuale dell’acconto dovuto sarà quest’anno unica (pari al 100%) sia per l’Irpef, sia per l’Ires. Per le persone fisiche e le società di persone (Irpef, imposta sostitutiva per i “nuovi” contribuenti minimi, Ivie, Ivafe) l’acconto risulta dovuto se l’imposta determinata sul 2014 è superiore a 52 euro. Per le società di capitali, invece, l’acconto è dovuto se l’imposta del 2014 è pari o superiore a 21 euro.