Source: https://krlavoro.it/pagine/id9-Collaborazioni-occasionali
Timestamp: 2017-09-22 02:28:06+00:00
Document Index: 57356161

Matched Legal Cases: ['art. 61', 'art. 61', 'art. 61', 'art 61', 'art. 2222', 'art. 44']

L'art. 61 del D. Lgs. 276/2003, nel ridefinire i rapporti di collaborazione subordinandoli alla presenza di un progetto specifico,ha ritenuto non meritevoli della tutela del progetto le collaborazioni di breve durata e di modesto importo.
Gli elementi caratterizzanti di queste collaborazioni sono la durata, non supeiori a 30 giorni con lo stesso committente, e il compenso previsto, che non può superare i 5.000 euro nell’anno solare.
Sotto il profilo giuridico, e quindi anche previdenziale, queste collaborazioni restano a tutti gli effetti delle collaborazioni coordinate e continuative, di cui conservano i requisiti tipici.
Pertanto, ai sensi della L. 335/95 istitutiva della Gestione Separata, si iscrivono (oggi come in passato) sempre e comunque alla Gestione, qualunque sia la durata e qualunque sia l'importo.
Sotto il profilo fiscale inoltre esse sono assimilate ai redditi da lavoro dipendente, il che implica l'applicazione delle stesse norme di definizione della base imponibile.
Le collaborazioni occasionali non vanno confuse né con il lavoro autonomo occasionale, né con il lavoro occasionale.
La collaborazione occasionale è un tipo di collaborazione non subordinata per lavori meramente saltuari. Proprio per la sua "limitata portata", la prestazione occasionale si distingue da quella di tipo accessorio, resa da particolari categorie di soggetti, e dall'attività di lavoro autonomo vero e proprio, mancando un coordinamento ed una continuità nelle prestazioni.
Nell'ipotesi in cui la collaborazione occasionale perda i suoi requisiti (svolgimento dell'attività per periodi non superiori a 30 giorni per anno solare e compenso non superiore a € 5.000 per anno solare per ciascun committente), troveranno applicazione o il lavoro a progetto (se c'è l'elemento della coordinazione) oppure il lavoro autonomo (per più prestazioni abituali). In questi casi ci sarà l'obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS e il pagamento dei relativi contributi.
L'art. 61 del D. Lgs. esclude da questo tipo di rapporto di lavoro i seguenti soggetti:
i professionisti intellettuali, con iscrizione ad apposito albo;
le collaborazioni coordinate e continuative resea favore di associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate ed agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI (i compensi corrisposti da detti soggetti nell’esercizio diretto di attività sportive o per co-co-co amministrativo-gestionali non sono più soggetti a contribuzione)
le collaborazioni occasionali (c.d. mini co-co-co), ovvero le co-co-co che hanno una durata inferiore a 30 giorni ed un importo non superiore a 5.000 euro nell’anno solare con lo stesso committente. Il superamento anche di uno solo dei due limiti fa quindi scattare l’obbligo del progetto; viceversa l’obbligo non scatta se uno o entrambi i limiti vengono superati per effetto del susseguirsi, in capo allo stesso collaboratore, di una pluralità di rapporti.
Al contrario di quanto previsto per i contratti di lavoro occasionale di tipo accessorio, le collaborazioni occasionali possono essere utilizzate in qualsiasi tipologia di attività lavorativa.
Nel caso in cui venga superato il parametro temporale del limite dei 30 giorni o quello economico del limite retributivo annuale di 5000 euro, troveranno applicazione, rispettivamente, le disposizioni previste dall'art. 61 del D.Lgs 276/2003 e dalla Circ. 9/2004.
Pertanto, se, nel rapporto tra committente e collaboratore, è ravvisabile un certo grado di continuità si applicano le disposizioni previste per il lavoro a progetto dall'art 61 comma 1 D.L.gs. 276/2003.
Nell'ipotesi in cui, invece, il collaboratore percepisce un compenso superiore a 5.000 euro da uno stesso committente nel medesimo anno solare, ma per una o più prestazioni del tutto singolari ed episodiche, non riconducibili quindi ad uno o più progetti specifici o programmi di lavoro, si applicherà la disciplina del contratto d'opera di cui all'art. 2222 del codice civile.
In entrambi i casi, nell'ipotesi di superamento del limite annuo retributivo di 5.000 euro e a prescindere dal numero dei committenti delle prestazioni occasionali, il collaboratore ha l'obbligo di iscrizione alla gestione separata Inps di cui alla L. 335/95 e al pagamento dei relativi contributi (Circ.9/2004).
Tassazione fiscale e previdenziale
L’art. 44, c. 2 del D.L. 269/03, convertito in Legge 326/03, ha disposto che a decorrere dal 1° gennaio 2004 l’iscrizione alla Gestione Separata dei lavoratori autonomi occasionali per redditi fiscalmente imponibili superiori a 5.000 euro nell’anno solare, considerando la somma dei compensi corrisposti da tutti i committenti occasionali.
Pertanto i primi 5.000 euro annui costituiscono una soglia di esenzione dall’obbligo contributivo.
Con messaggio n. 36780 dell'8/11/2005, l'INPS ha precisato che il lavoratore iscritto alla gestione separata INPS non deve iscriversi nuovamente nel momento in cui cambia committente. Al contrario, qualora intraprenda un'attività di lavoro autonomo in qualità di professionista non iscritto ad albi o casse professionali, è tenuto ad una nuova iscrizione versando in proprio la relativa contribuzione.
Il lavoratore occasionale presta la propria attività dietro pagamento di un corrispettivo assoggettato a ritenuta d'acconto del 20%. Naturalmente il pagamento del corrispettivo non esaurisce tutti gli obblighi fiscali del lavoratore che dovrà pagare, sui propri guadagni complessivi, l'integrazione della aliquota Irpef legata al raggiungimento di specifici scaglioni di reddito.
Ultimo aggiornamento il 2013-11-27 18:08:57