Source: https://forum.grnet.it/transito-ruolo-civile-pensione-privilegiata-15345-30
Timestamp: 2020-04-05 06:42:34+00:00
Document Index: 55239069

Matched Legal Cases: ['art. 139', 'art. 133', 'art. 139', 'art. 133', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 133', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 133', 'art. 139', 'sentenza ', 'art. 133', 'art. 139', 'art. 130', 'art. 133', 'art. 130', 'art. 130', 'art. 131', 'art. 139', 'art. 133', 'art. 139', 'art. 133', 'art. 133', 'art. 139', 'art. 133', 'art. 139', 'art. 133', 'art. 133', 'art. 139', 'art. 139', 'art. 133', 'art. 139', 'art. 133', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 139', 'art. 139', 'art. 139', 'art. 133']

Transito ruolo civile/ pensione privilegiata - Pagina 3 - GrNet.it
Messaggio da gianfranco zoppi » dom ago 13, 2017 5:35 pm
Bene. Così sarà chiaro una volta per tutte. Grazie panorama
Messaggio da spartagus57 » dom ago 13, 2017 8:51 pm
Messaggio da Barbara.net » lun ott 16, 2017 3:01 pm
Quanto occorrerà attendere ancora x avere queste risposte?
Messaggio da panorama » ven nov 03, 2017 12:23 pm
Questo Appello da torto al Ministero della Difesa
La Corte d'Appello 1^ precisa comunque:
1) - In tale contesto, dunque, deve ritenersi che, secondo l'insegnamento delle Sezioni Riunite, il requisito necessario per l’ammissibilità del cumulo, in caso di pensione privilegiata con il trattamento di attività, è limitato alla sola ipotesi che deve trattarsi di trattamento derivante da un rapporto “diverso” e che, nella fattispecie che si esamina, il rapporto di attività è diverso da quello che, in ipotesi, potrebbe dar luogo al trattamento privilegiato, trattandosi di un impiego di natura civile, con diverso status rispetto a quello precedentemente ricoperto, sia pure presso lo stesso datore di lavoro, ma è al “servizio” che il legislatore fa espresso richiamo e non già al rapporto con il datore di lavoro. Pertanto, nella fattispecie va affermata la sicura diversità tra il servizio precedentemente svolto dal C.., appartenente alle Forze Armate, rispetto a quello in essere attualmente quale dipendente civile del medesimo Ministero, avuto riguardo sia al diverso status, sia alla qualifica rivestita.
2) - Conclusivamente, per tutte le ragioni interpretative dianzi esposte, le ipotesi di cumulo tra pensione privilegiata e trattamento di attività –di cui al ripetuto art. 139 del T.U. n. 1092/1973– deve prescindere dall'applicazione del precedente art. 133, che concerne esclusivamente la pensione ordinaria del dipendente (se non per l’ipotesi espressamente richiamata nell’ultimo comma dello stesso art. 139 che, peraltro, estende, e non limita, l’ipotesi del cumulo al caso specifico di cui alla lett. c dell’art. 133).
PRIMA SEZIONE CENTRALE DI APPELLO	SENTENZA	343	18/09/2017
PRIMA SEZIONE CENTRALE DI APPELLO SENTENZA 343 2017 PENSIONI 18/09/2017
Salvatore NICOLELLA	Presidente f.f.
Rita LORETO	Consigliere
Emma ROSATI	Consigliere
Pina M. Adriana LA CAVA	Consigliere relatore
Elena TOMASSINI	Consigliere
nel giudizio pensionistico di appello iscritto al n. 49849 del registro di Segreteria, proposto dal Ministero della Difesa, rappresentato e difeso dalla dott.ssa Isabella Cimmino, avverso la sentenza n. 2103/2014 della Sezione giurisdizionale per la regione Campania, depositata il 30 dicembre 2014 e resa nei confronti del sig. Francesco C.. (C.F. OMISSIS), rappresentato e difeso dall’avv. Giuseppe Vitolo, presso il cui studio, in Roma via Lungotevere dei Mellini n. 17, lo stesso è elettivamente domiciliato;
visti l’atto di appello e tutti gli altri atti di causa;
uditi, nella odierna pubblica udienza del 13 settembre 2016, il relatore Consigliere Pina M. Adriana La Cava, Il dott. Umberto Nucci e la dott.ssa Rosa Maria Gianfico per il Ministero appellante e il difensore dell’appellato;
premesso in fatto e ritenuto in diritto quanto segue:
Il Ministero della Difesa ha proposto appello avverso la sentenza della Sezione giurisdizionale regionale della Campania in epigrafe, che ha accolto il ricorso proposto dall’odierno appellato avverso la nota del 21 aprile 2010 con la quale l’Amministrazione di appartenenza gli comunicava di non poter procedere alla lavorazione della pratica di pensione privilegiata in quanto, costituendo il rapporto di attività “derivazione e continuazione” di quello precedente, non è ammesso il cumulo, ai sensi degli articoli 133 e 139 del d.p.r. n. 1092/73, della pensione, normale o di privilegio, riferibile a servizio militare con il trattamento di attività.
Sul punto, dagli atti si evince che il sig. C.., in servizio nell’Esercito Italiano, aveva chiesto nel 2004, in costanza di servizio, il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di una propria patologia e che la C.M.O. di II istanza di Padova giudicava, in data 13 maggio 2005, il suddetto “non idoneo” al servizio militare in modo permanente e si idoneo al transito nei corrispondenti ruoli del personale civile del Ministero della Difesa. A seguito di domanda prodotta in tal senso, il sig. C.., con contratto sottoscritto in data 1° ottobre 2008, veniva assunto (ai sensi e per gli effetti dell’art. 36 del D.P.R. n. 145 del 24 marzo 1981) quale dipendente civile dell’amministrazione della Difesa in qualità di operatore di amministrazione.
In seguito, in costanza di trattamento di attività il C.., chiedeva (domanda prodotta il 5 maggio 2008) la concessione dell’equo indennizzo e/o la pensione privilegiata ordinaria per l’infermità riconosciuta dipendente da causa di servizio; seguiva il diniego dell’Amministrazione e l’impugnativa dell’interessato di fronte al Giudice territoriale campano, decisa con la citata la sentenza di accoglimento fondata sul presupposto che “…il nuovo rapporto di servizio (quale Operatore di Amministrazione), connotato dagli obblighi ed oneri tipici della carriera civile, si caratterizza per una evidente diversità, innanzitutto qualitativa, rispetto a quello, incentrato sugli obblighi e mansioni afferenti alla peculiare attività militare svolto dal ricorrente (quale Caporal Maggiore) presso la medesima Amministrazione della Difesa…. ”. Per l’effetto, il predetto Giudice di prime cure ha riconosciuto la cumulabilità del trattamento di attività connessa al servizio civile svolto dall’interessato con il trattamento privilegiato “….. eventualmente da conseguire in collegamento con il precedente rapporto di servizio militare…”.
Con il proposto appello -con il quale è stata avanzata contestuale istanza di sospensiva, accolta da questa Sezione con ordinanza n. 19/2016 del 16 febbraio 2016- il Ministero della Difesa appellante ha eccepito, primariamente, la violazione della disciplina dettata in materia dal T.U. n. 1092/1973 quanto alla non cumulabilità tra pensione normale e trattamento di attività quando il nuovo rapporto, come nella fattispecie, costituisce derivazione, continuazione o rinnovo di quello precedente, ai sensi del combinato disposto degli artt. 133 e 139 del suddetto T.U..
Nell’atto di gravame si contesta anche il fatto che il Giudice di primo grado ha omesso di valutare, come espressamente richiesto in quella sede, la sussistenza dei requisiti di legge per il riconoscimento del diritto a pensione privilegiata vantato dall’appellato nei confronti dell’amministrazione, in considerazione del fatto che in applicazione dell’articolo 64 del d.p.r. n. 1092/1973 (applicabile ai dipendenti civili dello Stato) il diritto alla pensione di privilegio si matura in presenza anche del requisito dell’inabilità al servizio; mentre in applicazione dell’articolo 67 del medesimo d.p.r. (applicabile nei confronti del personale militare) si prescinde dal requisito dell’inabilità al servizio essendo sufficiente che le lesioni o le infermità vengano accertate come dipendenti da causa di servizio. Il Giudice di prime cure avrebbe omesso, in sostanza, “….di valutare le considerazioni esposte dall’Amministrazione della Difesa nella memoria difensiva, nelle quali si dava contezza delle ragioni ostative all’accoglimento della pretesa attorea”.
Nell’appello si evidenzia, inoltre, che il sig. C.. è transitato nell’impiego civile a domanda e non attraverso pubblico concorso e che ricorre, perciò, la fattispecie disciplinata, in combinato disposto, dagli 133 e 139 T.U. n. 1092/1973 e, segnatamente, l’ipotesi di cui alla lettera f) dell’art. 133 di transito in via automatica, senza soluzione di continuità e con collocamento in posizione soprannumeraria, il che esclude la diversità del rapporto di servizio, quale requisito necessario per l’operatività del previsto cumulo.
Si conclude con la richiesta di annullamento della impugnata sentenza e il rigetto, per infondatezza, della domanda del preteso cumulo.
In data 14 gennaio 2016 è stata depositata in atti una memoria difensiva nell’interesse del sig. C.., con la quale si chiede la reiezione dell’appello e la conferma della sentenza di primo grado, stante in particolare la diversità del rapporto di servizio da quello che ha dato luogo alla pensione di privilegio e la conseguente operatività ai sensi dell’articolo 139 del d.p.r. 1092/73 trattandosi di pensione privilegiata e non già dell’art. 133 dello stesso d.p.r. che disciplina la diversa ipotesi di “cumulo tra stipendio con pensione ordinaria”. Quindi, l’unico limite al cumulo in questione, posto dal citato art. 139, per l’appellato, è rappresentato dalla sussistenza della “diversità del rapporto di servizio”, che nel caso di specie ricorre atteso che l’assegnazione ai ruoli civili (a seguito di contratto individuale di lavoro dell’1.10.2008) presuppone “obblighi e oneri di lavoro diversi da quelli precedentemente svolti”. Infatti la qualifica di Caporal Maggiore Scelto prima rivestita presuppone mansioni militari affatto differenti da quelle che sono richieste nel ruolo civile come “Operatore di amministrazione”.
Si conclude con la richiesta di conferma della sentenza del Giudice territoriale per la Campania con vittoria di spese.
All'odierna pubblica udienza le parti presenti hanno ribadito le rispettive pretese.
L'appello va respinto poiché infondato.
Premesso, in fatto, che l'istruttoria relativa alla concessione del trattamento di privilegio non è stata svolta dal Ministero, che ha ritenuto di respingere la domanda dell’appellato sulla base del divieto di cumulo del (futuro e ipotetico) trattamento privilegiato con quello in godimento in qualità di dipendente civile, ritiene il Collegio che l'Amministrazione appellante non abbia fatto corretta applicazione della normativa in argomento, confondendo l'ambito di operatività dell'art. 133 del d.P.R. n. 1092 del 1973 con quello del successivo art. 139.
Si devono, in proposito, ricordare le disposizioni del T.U. n. 1092 del 1973 che hanno disciplinato la materia del cumulo di pensione e trattamento di attività e, per primo, l’art. 130 (titolato “Pensione normale diretta e trattamento di attività”) il quale recita, al primo comma, che “E’ ammesso il cumulo, salvo quanto disposto negli articoli seguenti, di una pensione normale diretta o di un assegno equivalente con un trattamento di attività quando detti trattamenti derivino da servizi resi alle dipendenze delle amministrazioni statali, comprese quelle con ordinamento autonomo, di regioni….”.
Con richiamo espresso solo a tale disposizione, il successivo art. 133 (titolato “Divieto di cumulo”) prescrive che “Il cumulo dei trattamenti di cui al primo comma dell'art. 130 non è ammesso nei casi in cui il nuovo rapporto costituisce derivazione, continuazione o rinnovo di quello precedente che ha dato luogo alla pensione.
Il divieto di cui sopra opera nei casi di:
a) riammissione in servizio di personale civile;
b) richiamo alle armi di personale militare provvisto di pensione per il precedente servizio militare;
c) nomina all'impiego civile di sottufficiale o graduato, in applicazione delle particolari disposizioni concernenti riserva di posti in favore di detti militari;
d) nomina conseguita mediante concorso riservato esclusivamente a soggetti che hanno già prestato servizio ovvero a tali soggetti insieme con appartenenti a particolari categorie di professionisti;
e) conferimento di incarichi di insegnamento in scuole o istituti dello stesso grado di quelli presso cui è stato prestato il servizio precedente in qualità di incaricato;
f) nomina senza concorso a posto statale o presso gli enti di cui all'art. 130, conseguita in derivazione o in continuazione o, comunque, in costanza di un precedente rapporto d'impiego rispettivamente con lo Stato o con gli enti stessi.
Nei casi in cui il precedente rapporto abbia dato titolo alla liquidazione di un trattamento di pensione, il trattamento stesso è sospeso.
Al termine del nuovo servizio spetta il trattamento di quiescenza secondo il disposto del quarto comma dell’art. 131.”.
Infine, l’art. 139 dello stesso T.U. (titolato “Pensione privilegiata”), disciplina, autonomamente dalle precedenti disposizioni, l’ipotesi di cumulo della pensione privilegiata, prevedendo al primo e secondo comma che “La pensione privilegiata o l'assegno rinnovabile sono cumulabili con un trattamento di attività ovvero con altro trattamento pensionistico derivante da un rapporto di servizio diverso da quello che ha dato luogo alla pensione o all'assegno anzidetti.
Qualora l'interessato chieda la riunione o la ricongiunzione dei servizi, si applicano le norme di cui al titolo VII.”.
Il richiamo espresso al predetto art. 133 che fa l’art. 139 sul cumulo in caso di pensione privilegiata è previso unicamente all’ultimo comma dello stesso articolo 139 per stabilire che “Le disposizioni dei commi precedenti si applicano anche per i sottufficiali e i graduati che abbiano conseguito, con o senza soluzione di continuità, la nomina ad impiego civile di cui all'art. 133, lettera c)”.
Dalla riportata disciplina, pertanto, si evince che -come da tempo hanno chiarito dalle Sezioni Riunite di questa Corte dei conti nella pronuncia resa in sede di questione di massima n. 21/M/1998- le predette norme di cui agli articoli 130 e 133 (per combinato disposto espresso del legislatore), da una parte, e l’articolo 139, dall’altra, riguardano ambiti del tutto diversi.
Il citato art. 133 regola, infatti, il divieto di cumulo tra il trattamento pensionistico ordinario e altri trattamenti di attività o pensione, laddove vi sia un rapporto di “derivazione, continuazione o rinnovo” nei casi specificamente indicati nelle lettere da a) ad f), mentre l'art. 139 concerne il diverso caso della pensione privilegiata, conseguita per infermità o lesioni contratte per causa di servizio, cui viene riservato un trattamento più favorevole di più ampia cumulabilità tra il trattamento di attività (o altro trattamento pensionistico), con l’unica ovvia esclusione che il trattamento di attività sia connesso ad un rapporto di servizio “diverso” da quello che ha dato origine al trattamento pensionistico privilegiato, senza fare alcun espresso richiamo alla necessità di “derivazione”, “continuazione” o “rinnovo” del precedente rapporto di lavoro previsto per il cumulo della pensione ordinaria, né al divieto per le ipotesi tassativamente previste all’art. 133.
Facendo, quindi, riferimento alla formulazione delle norme di cui trattasi, l’esegesi dianzi esposta risponde sia ai canoni interpretativi letterale e sistematico sia, massimamente, al principio secondo cui il legislatore “ubi voluit dixit, noluit tacuit”, oltre che ad una esigenza di logica e di ragionevolezza a cui deve sempre rispondere la disciplina normativa che regola istituti complessi e che presiedono al canone interpretativo della ratio legis (non risponderebbe a criteri di logica e di ragionevolezza la previsione di una norma autonoma per regolare l’ipotesi del cumulo della pensione privilegiata e, poi, per via interpretativa ritenere ammissibile l’applicazione della disciplina prevista per il cumulo della pensione ordinaria -peraltro di minore favore- a meno che ciò non sia, sebbene pleonasticamente, ma espressamente previsto dallo stesso legislatore).
Per cui -ritiene il Collegio- che non è consentito all’interprete ipotizzare, nel silenzio del legislatore, una lettura di un combinato disposto anche dell’art. 139 con l’art. 133 (al pari di quanto è, viceversa, espressamente previsto per gli artt. 130 e 133). Del resto il canone interpretativo del “combinato disposto” deve sopperire a vuoti normativi e, comunque, a regolare fattispecie ulteriori rispetto ad previsioni normative, applicazione che deve ritenersi esclusa per gli istituti di cumulo appena esaminati che hanno una loro compiuta formulazione.
In tale contesto, dunque, deve ritenersi che, secondo l'insegnamento delle Sezioni Riunite, il requisito necessario per l’ammissibilità del cumulo, in caso di pensione privilegiata con il trattamento di attività, è limitato alla sola ipotesi che deve trattarsi di trattamento derivante da un rapporto “diverso” e che, nella fattispecie che si esamina, il rapporto di attività è diverso da quello che, in ipotesi, potrebbe dar luogo al trattamento privilegiato, trattandosi di un impiego di natura civile, con diverso status rispetto a quello precedentemente ricoperto, sia pure presso lo stesso datore di lavoro, ma è al “servizio” che il legislatore fa espresso richiamo e non già al rapporto con il datore di lavoro. Pertanto, nella fattispecie va affermata la sicura diversità tra il servizio precedentemente svolto dal C.. appartenente alle Forze Armate, rispetto a quello in essere attualmente quale dipendente civile del medesimo Ministero, avuto riguardo sia al diverso status, sia alla qualifica rivestita.
Non ignora il Collegio che, sul punto, sussistono contrasti giurisprudenziali in seno alle Sezioni di appello di questa Corte. Alcune pronunce di questa stessa Sezione, infatti, (cfr. sentenze n. 614/2015 e 432/2015, ex pluribus) hanno negato l'ammissibilità del cumulo alla luce della continuità del rapporto civile seguente all'inidoneità al servizio del dipendente (che successivamente ha chiesto la concessione della pensione privilegiata), sulla base dell'esegesi dell'art. 133, lett. f), che esclude dall'operatività del divieto i casi di accesso al secondo rapporto a seguito di pubblico concorso, sia pure con quote di riserva . Per l'orientamento della II Sezione giurisdizionale centrale d’appello, (ex plurimis n. 640 del 2016) che si ritiene di seguire, invece, alla luce della su riportata decisione delle Sezioni Riunite -come già anticipato- il concetto di “diversità” che va applicato nell'art. 139 è differente da quello di “non derivazione” dal precedente rapporto, indipendentemente dalla circostanza che il dipendente militare sia o meno transitato nel servizio civile.
Conclusivamente, per tutte le ragioni interpretative dianzi esposte, le ipotesi di cumulo tra pensione privilegiata e trattamento di attività –di cui al ripetuto art. 139 del T.U. n. 1092/1973– deve prescindere dall'applicazione del precedente art. 133, che concerne esclusivamente la pensione ordinaria del dipendente (se non per l’ipotesi espressamente richiamata nell’ultimo comma dello stesso art. 139 che, peraltro, estende, e non limita, l’ipotesi del cumulo al caso specifico di cui alla lett. c dell’art. 133).
Ne consegue che la sentenza impugnata si giudica immune dai lamentati vizi di violazione e falsa applicazione degli artt. 133 e 139 del d.P.R. n. 1092 del 1973, per cui l'appello del Ministero della Difesa va respinto e la sentenza impugnata confermata.
Le spese di lite seguono la soccombenza e, pertanto, il Ministero della Difesa dovrà rifondere all’appellato l’importo quantificato in € 1.000,00 (euro mille/00), oltre IVA e CPA.
definitivamente pronunciando, disattesa ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione, respinge l'appello in epigrafe e conferma l'impugnata sentenza. Condanna l’appellante a rifondere all’appellato le spese di costituzione e difesa del presente grado quantificate in € 1.000,00 (euro mille/00) oltre IVA e CPA.
Nulla sulle spese di giudizio.
Manda alla Segreteria, per il seguito di competenza.
Così deciso, in Roma, nelle camere di consiglio dei giorni 13 e 30 settembre 2016 e 13 dicembre 2016.
(F.to Pina M. Adriana LA CAVA)	(F.to Salvatore NICOLELLA)
Depositata in Segreteria il 18/9/2017
Per Daniela D’AMARO
F.to Annalisa ZAMPARESE
Messaggio da enryely » ven nov 03, 2017 9:53 pm
grazie Panorama per portarci sempre queste boccate d'aria pura!
Messaggio da naturopata » gio dic 14, 2017 6:12 pm
Messaggio da naturopata » gio dic 14, 2017 6:14 pm
naturopata Appassionato
Appassionato Messaggi: 95Iscritto il: ven mag 19, 2017 3:24 pm
Messaggio da panorama » ven dic 15, 2017 10:51 am
Messaggio da enryely » ven dic 15, 2017 2:12 pm
Ex Maresciallo M.M. ora all'impiego civile.
Messaggio da panorama » ven dic 15, 2017 3:28 pm
La Corte dei Conti ha detto che la PPO e lo stipendio sono cumulabili e quindi, ha dato torto al Ministero della Difesa che interpretava al contrario.
Messaggio da enryely » ven dic 15, 2017 4:08 pm
Possiamo festeggiare allora?
Avevo interpretato male allora il punto 2:
(La Corte) AFFERMA
1) “- ai termini e agli effetti dell’art. 139, terzo co., del D.P.R. n. 1092/73, le fattispecie nelle quali il titolare di pensione di privilegio per infermità contratte durante il servizio militare, cessato per inidoneità al S.M.I. ed immesso nei ruoli civili della pubblica amministrazione, ricadono nell’ambito della disciplina di cui ai primi due commi dell’art. 139, ancorché l’immissione del militare nei ruoli civili sia avvenuta non ad esito di concorso, e anche qualora il transito sia avvenuto a domanda;
2) - anche in tali fattispecie il diritto al cumulo è impedito, ai sensi dell’art. 139, primo co., qualora sia accertato che il nuovo rapporto di servizio sia diverso da quello che ha dato luogo alla pensione privilegiata, senza che ai fini dell’accertamento della “diversità” dei due servizi possano trovare applicazione, in via diretta o quale criterio interpretativo, le disposizioni di cui alle lettere dalla a) alla f) dell’art. 133 del medesimo D.P.R.”.
Messaggio da naturopata » ven dic 15, 2017 5:56 pm
Mi immagino ora le mirabolanti interpretazioni delle diverse amministrazioni, dei diversi giudici sparsi in tutta Italia e di tutti gli avvocati sparsi in tutta Italia.
Messaggio da spartagus57 » lun dic 18, 2017 11:22 pm
naturopata ha scritto: Mi immagino ora le mirabolanti interpretazioni delle diverse amministrazioni, dei diversi giudici sparsi in tutta Italia e di tutti gli avvocati sparsi in tutta Italia.
Kikkillone
Messaggio da Kikkillone » mar dic 19, 2017 9:21 pm
Ciao ragazzi sono un ex sottocapo di seconda classe della marina militare transitato ai ruoli civili del ministero della difesa. Sono stato militare dal 06/09/2004 al 15/06/2014 , congedato per patologia si dipendente da causa di servizio Tabella A8. Ho fatto domanda per il riconoscimento della Pensione privileggiata e per fine gennaio dovrei prendere i soldi .Sapete dirmi con precisione quanto andro' a prendere ? Come si fa il calcolo? Di quali dati avete e ho bisogno per calcolare quanto prendero'?
Messaggio da enryely » mer dic 20, 2017 1:52 am
Ciao conviene che per la tua richiesta apri un post apposito nella sezione Marina Militare.