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Timestamp: 2017-06-25 23:27:02+00:00
Document Index: 64300345

Matched Legal Cases: ['art. 100', 'art. 100', 'art. 12', 'art. 90', 'art. 99', 'art. 7', 'art. 27', 'art.98', 'art. 26', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 26', 'art.7', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26']

Committente CAGLIARI. PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (D.Lgs. 81/08) ,24 Euro CAGLIARI - PDF
Committente CAGLIARI. PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (D.Lgs. 81/08) ,24 Euro CAGLIARI
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Virginio Alfieri
1 2 Committente Nominativo Azienda Ospedaliera G. Brotzu Sede Piazzale A. Ricchi 1 Città CAGLIARI E COORDINAMENTO (D.Lgs. 81/08) Cantiere Ubicazione Piazzale A. Ricchi 1 Località CAGLIARI Natura dell'opera Inizio presunto dei lavori 15/01/2012 Ammontare presunto dei lavori ,24 Euro Impianti Solari Integrati: Ospedali Sostenibili Azienda Ospedaliera G. Brotzu Coordinatore per la progettazione Nominativo Dott. Ing. Gianluca Borelli Indirizzo Piazzale A. Ricchi 1 Località CAGLIARI Cagliari, OTTOBRE 2011 Il Coordinatore per la progettazione INTRODUZIONE Obiettivi del Piano di sicurezza e coordinamento Il presente Piano di Sicurezza e di Coordinamento, in seguito denominato PSC, è stato sviluppato e redatto in modo dettagliato ed è stato suddiviso in moduli autonomi, corrispondenti alle diverse categorie di lavoro, al fine di consentire un immediata lettura e comprensione da parte di tutti gli operatori del Cantiere. Tutte le informazioni risultano chiare e sintetiche e, per ogni fase di lavoro prevista e derivante dall analisi degli elaborati di progetto, è possibile dedurre tutti i rischi, con le relative valutazioni, le misure di prevenzione ed i relativi dispositivi di protezione collettivi ed individuali pg 13 da utilizzare. Il PSC contiene l individuazione, l analisi e la valutazione dei rischi, e le conseguenti procedure, gli apprestamenti e le attrezzature atti a garantire, per tutta la durata dei lavori, il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori. Il PSC contiene altresì le misure di prevenzione dei rischi risultanti dalla eventuale presenza simultanea o successiva di più imprese o di lavoratori autonomi ed è redatto anche al fine di prevedere, quando ciò risulti necessario, l utilizzazione di impianti comuni quali infrastrutture, mezzi logistici e di protezione collettiva. Come indicato dall art. 100 del D.Lgs. n. 81/08, il PSC è costituito da una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell'opera da realizzare ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione, atte a prevenire o ridurre i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi i rischi particolari riportati nell Allegato XI dello stesso D.Lgs. 81, nonché la stima dei costi di cui al punto 4 dell Allegato XV. Il piano di sicurezza e coordinamento (PSC) é corredato, come previsto dallo stesso art. 100 del D.Lgs. n. 81/08, da tavole esplicative di progetto, relative agli aspetti della sicurezza, costituiti da una planimetria sull organizzazione del cantiere. Sono stati rispettati i contenuti minimi del piano di sicurezza e di coordinamento, definiti nell allegato XV, ed è stata redatta la stima analitica dei costi della sicurezza, come definiti dallo stesso Allegato XV. Come previsto dal D. Lgs. n. 81/08, il PSC è costituito da una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell opera da realizzare ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione. In particolare il piano contiene i seguenti elementi (indicati nell allegato XV del D.Lgs. 81/08): In riferimento all area di cantiere caratteristiche dell'area di cantiere, con particolare attenzione alla presenza nell'area del cantiere di linee aeree e condutture sotterranee; presenza di fattori esterni che comportano rischi per il cantiere, con particolare attenzione: ai lavori stradali al fine di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori impiegati nei confronti dei rischi derivanti dal traffico circostante ai rischi che le lavorazioni di cantiere possono comportare per l'area circostante. In riferimento all'organizzazione del cantiere le modalità da seguire per la recinzione del cantiere, gli accessi e le segnalazioni; i servizi igienico-assistenziali; la viabilità principale di cantiere; gli impianti di alimentazione e reti principali di elettricità, acqua, gas ed energia di qualsiasi tipo; gli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche; le disposizioni per dare attuazione a quanto previsto dall'articolo 102; le disposizioni per dare attuazione a quanto previsto dall'articolo 92, comma 1, lettera c); le eventuali modalità di accesso dei mezzi di fornitura dei materiali; la dislocazione degli impianti di cantiere; la dislocazione delle zone di carico e scarico; pg 24 le zone di deposito attrezzature e di stoccaggio materiali e dei rifiuti; le eventuali zone di deposito dei materiali con pericolo d'incendio o di esplosione. In riferimento alle lavorazioni, le stesse sono state suddivise in fasi di lavoro e, quando la complessità dell'opera lo richiede, in sottofasi di lavoro, ed è stata effettuata l'analisi dei rischi aggiuntivi, rispetto a quelli specifici propri dell attività delle imprese esecutrici o dei lavoratori autonomi, connessi in particolare ai seguenti elementi: al rischio di investimento da veicoli circolanti nell'area di cantiere; al rischio di seppellimento da adottare negli scavi; al rischio di caduta dall'alto; al rischio di insalubrità dell'aria nei lavori in galleria; al rischio di instabilità delle pareti e della volta nei lavori in galleria; ai rischi derivanti da estese demolizioni o manutenzioni, ove le modalità tecniche di attuazione siano definite in fase di progetto; ai rischi di incendio o esplosione connessi con lavorazioni e materiali pericolosi utilizzati in cantiere; ai rischi derivanti da sbalzi eccessivi di temperatura. al rischio di elettrocuzione; al rischio rumore; al rischio dall'uso di sostanze chimiche. Per ogni elemento dell'analisi il PSC contiene sia le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive richieste per eliminare o ridurre al minimo i rischi di lavoro (ove necessario, sono state prodotte tavole e disegni tecnici esplicativi) sia le misure di coordinamento atte a realizzare quanto previsto nello stesso PSC. Il PSC dovrà essere custodito presso il Cantiere e dovrà essere controfirmato, per presa visione ed accettazione, dai datori di lavoro delle imprese esecutrici. Il presente Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) è parte integrante del Contratto d'appalto delle opere in oggetto e la mancata osservanza di quanto previsto nel PSC costituisce violazione delle norme contrattuali. L'impresa appaltatrice o capo gruppo dovrà consegnare copia del PSC alle altre imprese esecutrici, prima dell'inizio dei rispettivi lavori, per i lavori pubblici prima della consegna dei lavori. Entro dieci giorni dell'inizio dei lavori deve essere presa visione da parte dei Rappresentanti dei lavoratori delle imprese esecutrici. Sono ammesse integrazioni al presente PSC da parte dei Datori di Lavoro delle imprese esecutrici, da formulare al Coordinatore per l'esecuzione dei lavori, l'accettazione delle quali non può in alcun modo comportare modifiche economiche ai patti contrattuali. Le prescrizioni contenute nel presente piano, da sole, sono da ritenersi insufficienti a garantire la sicurezza e la salubrità durante l'esecuzione dei lavori. Per tale motivo devono essere ulteriormente dettagliate, a cura dei Datori di Lavoro delle Imprese esecutrici, nei rispettivi Piani Operativi di Sicurezza, da intendersi documenti di dettaglio del PSC. pg 35 Valutazione dei rischi nel Piano di sicurezza e coordinamento La presente sezione costituisce adempimento a quanto disposto all'art. 12, primo periodo, circa i contenuti del PSC, relativamente alla valutazione dei rischi. Come già affermato precedentemente, l'obiettivo primario del PSC è quello di valutare tutti i rischi residui della progettazione e di indicare le azioni di prevenzione e protezione ritenute idonee, allo stato attuale delle conoscenze (fase progettuale), alla loro eliminazione o riconduzione entro limiti di accettabilità. Questa operazione è stata effettuata nel elaborazione del presente PSC. Tutti i rischi segnalati nelle varie sezioni di questo documento, la cui valutazione, per ovvie ragioni, non è riportata nell'elaborato stesso, sono esclusivamente rischi di progettazione, cioè rischi desunti dall'applicazione del progetto senza lo studio di sicurezza, in altri termini, in assenza di alcuno dei provvedimenti indicati nel PSC. Evidentemente, sono rischi valutati inaccettabili. L'applicazione delle procedure e delle protezioni indicati nel presente PSC consentono, in alcuni casi, di eliminare del tutto, ma nella generalità dei casi, di ricondurre i rischi entro limiti di ammissibilità, cioè con il potenziale o di fare danni facilmente reversibili (graffio, piccola ferita, ) ma frequenti o di causare danni anche più elevati molto raramente. Si potrebbe parlare più propriamente di pericoli che di rischi. Un discorso a parte è stato fatto per la valutazione preventiva del rischio rumore. Questa valutazione è stata operata facendo riferimento ai tempi di esposizione e ai livelli di rumore standard individuati da studi e misurazioni la cui validità è riconosciuta dalla commissione prevenzione infortuni. Gestione del Piano di sicurezza e coordinamento Scopo della presente sezione è quello di regolamentare il sistema di rapporti tra i vari soggetti coinvolti dall'applicazione delle norme contenute nel D.Lgs. n. 81/08 ed in particolare dalle procedure riportate nel PSC, al fine di: - facilitare lo scambio delle informazioni e la cooperazione; - definire le modalità di azione del CSE durante la fase esecutiva; - definire l'azione di controllo da parte del Committente o del Responsabile dei lavori; - definire le modalità d'intervento del Committente o del Responsabile nei casi in cui la legislazione lo richiede. Il Coordinatore dei lavori deve interloquire in prima persona con il direttore tecnico di cantiere di parte dell'appaltatore, con i Datori di lavoro delle altre imprese esecutrici e con i Lavoratori autonomi. Il Direttore tecnico di cantiere, per parte dell'appaltatore, i datori di lavoro delle imprese esecutrici (o loro delegati) e i Lavoratori autonomi devono uniformarsi alla prescrizioni contenute nei Piani di sicurezza e alle indicazioni ricevute dal Coordinatore per l'esecuzione. Si rammenta allo scopo, che la violazione da parte delle Imprese e dei Lavoratori autonomi agli artt. 7, 8 del D.Lgs. n. 494/96, come modificato dal D.Lgs. n. 528/99, e alle prescrizioni contenute nel PSC pg 46 costituisce giusta causa di sospensione dei lavori, allontanamento dei soggetti dal cantiere o di risoluzione del contratto. Le imprese esecutrici, prima dell'esecuzione dei rispettivi lavori, devono presentare il proprio Piano Operativo di Sicurezza (POS), da intendersi come piano di dettaglio del PSC, al Coordinatore per l'esecuzione. Non possono eseguire i rispettivi lavori se prima non è avvenuta l'approvazione formale del POS da parte del Coordinatore per l'esecuzione. Nel caso di lavori pubblici, l'appaltatore o il Concessionario, entro trenta giorni dall'aggiudicazione e comunque prima della consegna dei lavori, redige e consegna il POS (complessivo) alla Stazione appaltante. Anche in questo caso i lavori non potranno darsi inizio se non è avvenuta la formale approvazione del POS da parte del Coordinatore per l'esecuzione. È fatto obbligo di cooperare da parte dei Datori di lavoro delle imprese esecutrici e dei Lavoratori autonomi, al fine di trasferire informazioni utili ai fini della prevenzione infortuni e della tutela della salute dei lavoratori. Spetta al Coordinatore per l'esecuzione organizzare tra i Datori di lavoro delle imprese esecutrici e dei Lavoratori autonomi la cooperazione e il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione. Il CSE, al fine di consentire l'attuazione di quanto sopra indicato, dovrà tenere in cantiere delle riunioni di coordinamento, il cui programma è riportato in via generale nella tabella successiva. Denominazione (fasi entranti) Quando Convocati Punti di verifica principali Prima riunione: presentazione e verifica piano Riunione ordinaria periodica Riunione di coordinamento straordinaria Riunione di coordinamento straordinaria nuove imprese Riunione di coordinamento straordinaria modifica del PSC prima dell'inizio dei lavori prima dell'inizio o al cambiamento di fasi di lavoro a verificarsi di situazioni particolari prima dell'ingrasso di nuove imprese in cantiere CSE DTC DLG RSPP (eventuale) CSE DTC Impresa Lavoratore autonomo CSE DTC DLG - Impresa Lavoratore autonomo CSE Impresa - RSPP (eventuale) quando necessario CSE - CSE Impresa - RSPP (eventuale) Presentazione piano e verifica punti principali Procedure particolari da attuare Verifica piano Verifica sovrapposizioni Procedure particolari da attuare Procedure particolari da attuare Verifica piano Nuove procedure concordate Durante l'esecuzione dei lavori, ad opera del CSE, si provvederà a registrare su apposito documento (registro di coordinamento) la data, il motivo e i soggetti intervenuti nella riunione e a redigere un verbale di coordinamento in cui sono riportate sinteticamente le decisioni adottate. pg 57 Inoltre, ad ogni sopralluogo in cantiere, il CSE provvederà alla redazione di un rapporto di visita in cantiere, come risultato del monitoraggio delle situazioni operative in cantiere al fine di verificare l'applicazione delle disposizioni contenute nei piani di sicurezza. Periodicamente, il CSE provvederà ad inviare copia del registro di coordinamento, il/i verbale/i di coordinamento e il/i rapporto/i di visita al Committente o Responsabile dei Lavori. DATI IDENTIFICATIVI DEL CANTIERE Committente Nominativo AZIENDA OSPEDALIERA G. BROTZU Sede Piazzale A. Ricchi 1 Località CAGLIARI Cantiere Ubicazione cantiere Piazzale A. Ricchi 1 Località CAGLIARI Natura dell'opera Impianti Solari Integrati: Ospedali Sostenibili Azienda Ospedaliera G. Brotzu Inizio presunto dei lavori 15/01/2012 Ammontare presunto dei lavori ,24 EURO INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI COINVOLTI Responsabile dei lavori Nominativo Dott. Ing. Bruno Facen Indirizzo Piazzale A. Ricchi 1 Città CAGLIARI Telefono Progettista generale Nominativo Dott. Ing. Gianluca Borelli Indirizzo Piazzale A. Ricchi 1 Città CAGLIARI Coordinatore della progettazione Nominativo Dott. Ing. Gianluca Borelli Indirizzo Piazzale A. Ricchi 1 Città CAGLIARI pg 68 Direttore lavori Nominativo Dott. Ing. Gianluca Borelli Indirizzo Piazzale A. Ricchi 1 Città CAGLIARI Telefono Coordinatore dell'esecuzione lavori Nominativo Dott. Ing. Gianluca Borelli Indirizzo Piazzale A. Ricchi 1 Città CAGLIARI Telefono Impresa appaltatrice o capogruppo Ragione sociale Indirizzo Città Qualificazione Telefono Rappresentante legale Resp. servizio prevenzione Medico competente Rappresentante dei lavoratori Lavori da eseguire Direttore tecnico di cantiere Nominativo Indirizzo Città Telefono Delegato per la sicurezza in cantiere Nominativo Indirizzo Città Telefono DESCRIZIONE SINTETICA DELL'OPERA Il progetto consiste: nella realizzazione di un sistema grid-connected per la generazione di energia elettrica da fonte energetica rinnovabile solare attraverso trasformazione fotovoltaica, con l ipotesi di utilizzare direttamente l energia prodotta; pg 79 nella realizzazione di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria. DOCUMENTAZIONE DA CUSTODIRE IN CANTIERE Ai sensi della vigente normativa le imprese che operano in cantiere dovranno custodire presso gli uffici di cantiere la seguente documentazione: 1. Notifica preliminare (inviata alla A.S.L. e alla D.P.L. dal committente e consegnata all'impresa esecutrice che la deve affiggere in cantiere - art. 90, D.Lgs. n. 81/2008); 2. Piano di Sicurezza e di Coordinamento; 3. Fascicolo dell'opera; 4. Piano Operativo di Sicurezza di ciascuna delle imprese operanti in cantiere e gli eventuali relativi aggiornamenti; 5. Titolo abilitativo alla esecuzione dei lavori (denuncia di inizio attività, concessione edilizia); 6. Copia del certificato di iscrizione alla Camera di Commercio Industria e Artigianato per ciascuna delle imprese operanti in cantiere; 7. Documento unico di regolarità contributiva (DURC) 8. Certificato di iscrizione alla Cassa Edile per ciascuna delle imprese operanti in cantiere; 9. Copia del registro degli infortuni per ciascuna delle imprese operanti in cantiere; 10. Copia del libro matricola dei dipendenti per ciascuna delle imprese operanti in cantiere; 11. Verbali di ispezioni effettuate dai funzionari degli enti di controllo che abbiano titolo in materia di ispezioni dei cantieri (A.S.L., Ispettorato del lavoro, I.S.P.E.S.L., Vigili del Fuoco, ecc.); 12. Registro delle visite mediche periodiche e idoneità alla mansione; 13. Certificati di idoneità per lavoratori minorenni; 14. Tesserini di vaccinazione antitetanica. Inoltre, ove applicabile, dovrà essere conservata negli uffici del cantiere anche la seguente documentazione: 15. Contratto di appalto (contratto con ciascuna impresa esecutrice e subappaltatrice); 16. Autorizzazione per eventuale occupazione di suolo pubblico; 17. Autorizzazioni degli enti competenti per i lavori stradali (eventuali); 18. Autorizzazioni o nulla osta eventuali degli enti di tutela (Soprintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali, Soprintendenza archeologica, Assessorato regionale ai Beni Ambientali, ecc.); 19. Segnalazione all'esercente l'energia elettrica per lavori effettuati a meno di 5 metri dalle linee elettriche stesse. 20. Denuncia di installazione all'i.s.p.e.s.l. nel caso di portata superiore a 200 kg, con dichiarazione di conformità marchio CE; 21. Denuncia all'organo di vigilanza dello spostamento degli apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 kg; 22. Richiesta di visita periodica annuale all'organo di vigilanza degli apparecchi di sollevamento non manuali di portata superiore a 200 kg; 23. Documentazione relativa agli apparecchi di sollevamento con capacità superiore ai 200 kg, completi di verbali di verifica periodica; 24. Verifica trimestrale delle funi, delle catene incluse quelle per l'imbracatura e dei ganci metallici riportata sul libretto di omologazione degli apparecchi di sollevamenti; 25. Piano di coordinamento delle gru in caso di interferenza; 26. Libretto d'uso e manutenzione delle macchine e attrezzature presenti sul cantiere; 27. Schede di manutenzione periodica delle macchine e attrezzature; 28. Dichiarazione di conformità delle macchine CE; 29. Libretto matricolare dei recipienti a pressione, completi dei verbali di verifica periodica; pg 810 30. Copia di autorizzazione ministeriale all'uso dei ponteggi e copia della relazione tecnica del fabbricante per i ponteggi metallici fissi; 31. Piano di montaggio, trasformazione, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.) per i ponteggi metallici fissi; 32. Progetto e disegno esecutivo del ponteggio, se alto più di 20 m o non realizzato secondo lo schema tipo riportato in autorizzazione ministeriale; 33. Dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico da parte dell'installatore; 34. Dichiarazione di conformità dei quadri elettrici da parte dell'installatore; 35. Dichiarazione di conformità dell'impianto di messa a terra, effettuata dalla ditta abilitata, prima della messa in esercizio; 36. Dichiarazione di conformità dell'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche, effettuata dalla ditta abilitata; 37. Denuncia impianto di messa a terra e impianto di protezione contro le scariche atmosferiche (ai sensi del D.P.R. 462/2001); 38. Comunicazione agli organi di vigilanza della "dichiarazione di conformità " dell'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche. COMPITI E RESPONSABILITA' Coordinatore per la progettazione Il Coordinatore per la progettazione provvede a: redigere il piano di sicurezza e coordinamento, in conformità all'art. 99 del D.Lgs. n. 81/08 e successive modifiche ed integrazioni e regolamentazioni; riportare nel piano di sicurezza e coordinamento la stima analista dei costi della sicurezza; valutare, in collaborazione con il progettista, la congruità dell'importo di progetto in relazione all'ammontare dei costi per la sicurezza; eventualmente, sottoporre al committente o al responsabile dei lavori, previa comunicazione al progettista, integrazioni da apportare al progetto al fine di renderlo comprensivo dei costi della sicurezza; compilare il fascicolo degli interventi ulteriori; (Art. 91, D.Lgs. n. 81/08) eventualmente, su richiesta del committente o del responsabile dei lavori, fornire indicazioni utili e supportare la fase della scelta delle imprese e dei lavoratori autonomi al fine di poter valutare l'idoneità tecnico professionale e la rispondenza dei concorrenti alle esigenze di sicurezza specifica nel piano di sicurezza e coordinamento. Coordinatore per l'esecuzione Il Coordinatore l'esecuzione provvede a: redigere il Piano di Sicurezza e Coordinamento, nel caso in cui la designazione è conseguente alla circostanze che i lavori inizialmente affidati ad un'unica impresa sono in realtà eseguiti da più imprese; (Art. 90, D.Lgs. n. 81/08) compilare il fascicolo degli interventi ulteriori, nel caso in cui la designazione è conseguente alla circostanze che i lavori inizialmente affidati ad un'unica impresa sono in realtà eseguiti da più imprese; (Art. 90, D.Lgs. n. 81/08) verificare, tramite azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione del Piano di sicurezza e coordinamento e delle relative procedure di lavoro (Art. 92, D.Lgs. n. 81/08), garantendo la frequenza delle visite in cantiere sulla base della complessità dell'opera e del grado di affidabilità delle imprese ed assicurando la sua presenza in cantiere nelle fasi di maggiori criticità; verbalizzare ogni visita in cantiere, ogni disposizione impartita per il rispetto del Piano di pg 911 sicurezza e coordinamento, ogni verifica degli avvenuti adeguamenti e, in generale, ogni comunicazione trasmessa alle imprese o da queste ricevute, dandone comunicazione scritta al committente o al responsabile dei lavori; verificare l'idoneità dei Piani operativi di sicurezza, presentati dalle imprese esecutrici, e la loro coerenza con quanto disposto nel Piano di sicurezza e coordinamento; (Art. 92, D.Lgs. n. 81/08) adeguare il Piano di sicurezza e coordinamento e il Fascicolo degli interventi ulteriori; (Art. 92, D.Lgs. n. 81/08) verificare che le imprese esecutrici adeguino i rispettivi Piani operativi di sicurezza; (Art. 92, D.Lgs. n. 81/08) organizzare la cooperazione e il coordinamento tra le imprese e i lavoratori autonomi; (Art. 92, D.Lgs. n. 81/08) verificare l'attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare coordinamento dei Rappresentanti per la sicurezza, finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere; (Art. 92, D.Lgs. n. 81/08) segnalare al Committente o al Responsabile dei lavori le gravi inosservanze (violazioni agli art. 7, 8 e 9 e alle prescrizioni contenute nel piano di sicurezza e coordinamento) da parte delle imprese e ai lavoratori autonomi, previa contestazione scritta, e proporre la sospensione dei lavori, l'allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere o la risoluzione del contratto; (Art. 92, D.Lgs. n. 81/08) comunicare, nel caso in cui il Committente o il Responsabile dei lavori non addotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione di cui al punto precedente, senza fornire idonea giustificazione, le gravi inosservanze all'azienda USL e alla Direzione provinciale del lavoro competenti per territorio; (Art. 92, D.Lgs. n. 81/08) sospendere le singole lavorazioni in caso di pericolo grave imminente direttamente riscontrato, fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate. (Art. 92, D.Lgs. n. 81/08) Il progettista La progettazione di un'opera costituisce l'elemento più delicato del processo di realizzazione degli interventi edilizi o di ingegneria civile. Il progettista, pur non entrando specificatamente nel merito della sicurezza, è colui che determina il livello quantitativo e quantitativo dei potenziali rischi nel cantiere, attraverso le scelte tecnologiche, costruttive e a volte anche architettoniche. Il Progettista, dunque, provvede a: elaborare il progetto secondo criteri diretti a ridurre alla fonte i rischi per la sicurezza e salute dei lavoratori, tenendo conto dei principi generali di tutela; determinare la durata del lavoro o delle singole fasi di lavoro, al fine di permettere la pianificazione dei lavori in condizioni di sicurezza; a collaborare e fornire tutte le informazioni, dati e documentazioni necessarie al coordinatore per la progettazione; prendere in esame ed, eventualmente, sottoporli al committente o al responsabile dei lavori, se designato, le proposte avanzate dal coordinatore per la progettazione che richiedono modifiche al progetto e tesa a migliorare le condizioni di sicurezza e salubrità in cantiere durante l'esecuzione dei lavori; prendere in esame nella redazione del progetto ed, eventualmente, sottoporli al committente o al responsabile dei lavori, se designato, le proposte del coordinatore per la progettazione avanzate per meglio garantire la tutela della sicurezza e salute durante i lavori di pg 1012 manutenzione dell'opera. Il Direttore dei Lavori Il Direttore dei Lavori provvede a: dirigere e controllare sotto l'aspetto tecnico, contabile ed amministrativo, per conto della committenza, la corretta esecuzione dei lavori, nel rispetto del contratto d'appalto e dei suoi allegati; curare che i lavori siano eseguiti a regola d'arte ed in conformità al progetto e al contratto; verificare periodicamente, nel caso di lavori pubblici, il possesso e la regolarità da parte dell'appaltatore della documentazione prevista dalle leggi in materia di obblighi nei confronti dei dipendenti; dialogare con il coordinatore per l'esecuzione, in particolare riferisce tempestivamente nuove circostanze tecniche (per esempio, le varianti al progetto) che possono influire sulla sicurezza; non interferire nell'operato del coordinatore per l'esecuzione; sospendere i lavori su ordine del committente o del responsabile dei lavori e dietro segnalazione del coordinatore per l'esecuzione dei lavori; consentire la sospensione delle singole lavorazioni da parte del coordinatore per l'esecuzione, nel caso in cui quest'ultimo riscontri direttamente un pericolo grave ed immediato per i lavoratori e fino a quando il coordinatore medesimo non verifichi l'avvenuto adeguamenti da parte delle imprese interessate. Le imprese esecutrici Il Datore di lavoro delle imprese esecutrici provvede a: prima dell'inizio dei lavori l'impresa aggiudicataria trasmettere il Piano di sicurezza e coordinamento alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi; redigere il Piano operativo di sicurezza; nel caso di lavori pubblici, in assenza di piano di sicurezza e coordinamento, redigere anche il piano sostitutivo di sicurezza; prima dell'inizio dei rispettivi lavori trasmettere il proprio Piano operativo di sicurezza al Coordinatore per l'esecuzione; mettere a disposizione dei Rappresentanti per la sicurezza copia dei piani di sicurezza 10 giorni prima dell'inizio dei lavori; prima dell'accettazione del Piano di sicurezza e coordinamento consultare il rappresentante per la sicurezza; prima dell'accettazione delle modifiche significative al Piano di sicurezza e coordinamento consultare il rappresentante per la sicurezza; designare gli addetti alla gestione dell'emergenza; inserire nel cartello di cantiere i nominativi dei coordinatori per la sicurezza; affiggere copia della notifica in cantiere; partecipare direttamente o tramite delegato alle riunioni convocate dal coordinatore; prendere atto dei rilievi del coordinatore per l'esecuzione; osservare le misure generali di tutela attuare quanto previsto nei piani di sicurezza; curare le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi; curare che lo stoccaggio e l'evacuazione dei detriti e delle macerie avvenga correttamente; sottoporre il cantiere a visita semestrale del Medico competente e del Responsabile del ervizio di prevenzione e protezione; tenere la riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi. pg 1113 I lavoratori autonomi I lavoratori autonomi provvedono a: attenersi a quanto previsto nei piani di sicurezza; attenersi alle indicazioni fornite dal Coordinatore per l'esecuzione; utilizzare le attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni previste dalle norme; utilizzare i dispositivi di protezione individuale in conformità alle norme; I dirigenti e i preposti Con i termini di dirigenti e preposti nel cantiere si intendono il direttore tecnico di cantiere e i capi squadra. I dirigenti provvedono a: adottare le misure conformi alle prescrizioni di cui all'allegato IV; attuare quanto previsto nei piani di sicurezza; esercitare la sorveglianza sull'attuazione di tutte le misure di sicurezza previste nei piani di sicurezza affidati alla sovrintendenza dei suoi preposti nonché dei responsabili delle imprese co-esecutrici o dei fornitori o sub-appaltatori; mettere a disposizione dei Rappresentanti per la sicurezza copia dei piani di sicurezza 10 giorni prima dell'inizio dei lavori; prima dell'inizio dei lavori l'impresa aggiudicataria trasmettere il Piano di sicurezza e coordinamento alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi; prima dell'inizio dei rispettivi lavori trasmettere il proprio Piano operativo di sicurezza al Coordinatore per l'esecuzione; I preposti provvedono a: adottare le misure conformi alle prescrizioni di cui all'allegato IV; attuare quanto previsto nei piani di sicurezza; sorvegliare sull'attuazione di tutte le misure di sicurezza previste nei piani di sicurezza ed affidati alla propria squadra. I lavoratori I lavoratori dipendenti provvedono a: osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale; utilizzare correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro, nonché i dispositivi di sicurezza; utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione; segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di protezione, nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui si venga a conoscenza; non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo; non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di propria competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori; sottoporre ai controlli sanitari previsti nei loro confronti; contribuire all'adempimento di tutti gli obblighi imposti dall'autorità competente o comunque necessari a tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori durante il lavoro; non rifiutare la designazione ad addetto alla gestione dell'emergenza, se non per giustificato pg 1214 motivo; sottoporre ai programmi di formazione e addestramento; utilizzare le attrezzature di lavoro e i DPI conformemente all'informazione, alla formazione ed all'addestramento ricevuti; curare le attrezzature e i DPI messi a disposizione; non apportare modifiche alle attrezzature di lavoro e ai DPI di propria iniziativa; segnalare immediatamente qualsiasi difetto od inconveniente rilevato nelle attrezzature di lavoro o nei DPI messi a disposizione; segnalare qualsiasi infortunio o incidente relativo all'uso di agenti biologici; abbandonare immediatamente l'area interessata da eventi imprevedibili o incidenti. CARATTERISTICHE AREA DEL CANTIERE L'area del cantiere non presenta particolari rischi per la presenza di sottoservizi che possano interessare le lavorazioni. FATTORI ESTERNI CHE COMPORTANO RISCHI PER IL CANTIERE I lavori saranno effettuati sulla struttura ospedaliera, pertanto particolare cura sarà posta nel montaggio del ponteggio, nella sua messa in sicurezza e nella sistemazione di adeguata segnaletica. RISCHI CHE LE LAVORAZIONI DI CANTIERE COMPORTANO PER L'AREA CIRCOSTANTE I rischi che le lavorazioni comportano per l'esterno sono costituite essenzialmente dalla possibile caduta dall'alto di attrezzi e materiali. Come misure preventive si predispone un ponteggio corredato di pedana di protezione per la caduta di materiali dall'alto e rete protettiva. Poiché nell'ambiente circostante vi sarà molto probabilmente la presenza di altre persone, vi sarà un traffico pedonale nei pressi del ponteggio e sotto di esso in quanto vi saranno gli ingressi all ospedale. Sarà cura dell'impresa predisporre adeguati camminamenti protetti anche per la caduta dall'alto di materiali e attrezzature, stante l'impossibilità di interrompere l'attività dell ospedale durante il periodo del cantiere. L'onere per la messa in sicurezza dell'area circostante il cantiere e per permettere il passaggio dei pedoni, negli ingressi obbligati all ospedale, è corrisposto per intero all'impresa nei costi per la sicurezza, tra le voci di allestimento del ponteggio e della recinzione del cantiere, che devono essere realizzati in modo da scongiurare la caduta di materiale dall'alto fuori dall'area recintata, evitare che personale non addetto al cantiere oltrepassi la recinzione. ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE Principi generali Con le presenti prescrizioni di Piano di Sicurezza e Coordinamento si intende disciplinare, fornendo le specifiche prestazionali e normative, il sistema generale di implementazione del cantiere, allo scopo di garantire condizioni di base sufficientemente valide a salvaguardare la sicurezza e la salubrità dei lavoratori sin dall'inizio dei lavori. La corretta impostazione organizzativa del cantiere consente, inoltre, di avere benefici anche sotto il profilo della produzione e quindi dell'economia dei lavori. In linea generale, salvo le più dettagliate specifiche fornite successivamente, con il progetto di cantiere si intendono raggiungere i seguenti obiettivi: - garantire la segnalazione e il divieto di accesso agli estranei nel cantiere; - limitare al minimo le interferenze con la viabilità ordinaria; - consentire l'accesso ai mezzi e ai pedoni in sicurezza; - regolamentare il traffico dei pedoni e dei veicoli all'interno del cantiere; pg 1315 - allocare le aree di produzione di cantiere in modo da non interferire tra loro e con le altre attività svolte all'interno o all'esterno del cantiere; - assicurare adeguata fornitura di energia, con impianti regolarmente costituiti; - assicurare il rispetto delle condizioni minime di igiene del lavoro; - assicurare la corretta gestione delle emergenze. Le indicazioni fornite nella presente sezione devono essere lette con l'esame congiunto del lay-out di cantiere, riportato nel presente piano di sicurezza e coordinamento, dove sarà possibile rilevare informazioni specifiche sui singoli apprestamenti di cantiere. Recinzione fissa di cantiere Requisiti prestazionali L'area interessata dai lavori dovrà essere completamente recintata, allo scopo di garantire il divieto di accesso ai non addetti ai lavori. La recinzione dovrà risultare sufficientemente robusta e visibile. Allo scopo dovrà avere, salvo diverso avviso del regolamento edilizio comunale, un'altezza di metri 2,00 da terra e potrà essere costituita da reti plastiche colorate (arancione) e/o metalliche elettrosaldate impostate su strutture portanti lignee o in ferro ovvero da cesate in legno (tavole accostate o pannelli di lamiera). Le partizioni piene, ma all'occorrenza anche le altre, devono essere opportunamente controventate, per contrastare efficacemente l'azione del vento e le altre eventuali forze orizzontali accidentali. Per quanto concerne il dimensionamento, la tipologia e il numero degli accessi, con eventuale separazione tra accesso pedonale e veicolare, si rimanda alla lettura del lay-out di cantiere. In ogni caso, per l'accesso unico di cantiere si dovrà realizzare un passo di larghezza che superi di almeno 1,40 metri il massimo limite di sagoma dei veicoli in transito, segnalando opportunamente il possibile transito dei pedoni. Sugli accessi devono essere esposti i cartelli di divieto, pericolo e prescrizioni, in conformità al D.Lgs. n. 81/08 e il cartello d'identificazione di cantiere, conforme alla circolare del ministero dei lavori pubblici n. 1729/ul 01/06/1990. In zona trafficata da pedoni e/o da veicoli la recinzione deve essere illuminata. L'illuminazione non dovrà costituire un pericolo elettrico, pertanto dovrà essere a bassissima tensione di alimentazione, fornita da sorgente autonoma o tramite trasformatore di sicurezza, o se posta ad un'altezza superiore a 200 centimetri da terra anche a bassa tensione (220 Volt) ma con idoneo grado d'isolamento e protezione. Per la protezione dei pedoni, se non esiste un marciapiede o questo sarà occupato dal cantiere, si deve provvedere a delimitare (vedi lay-out di cantiere) un corridoio di transito pedonale, lungo il lato o i lati prospicienti il traffico veicolare, della larghezza di almeno 1,00 metro. Detto marciapiede potrà essere costituito da marciapiede temporaneo costruito sulla carreggiata oppure da un striscia di carreggiata protetta, sul lato del traffico, da barriere o da un parapetto di circostanza segnalati dalla parte della carreggiata. Se il cantiere o i suoi depositi determina (vedi lay-out di cantiere) un restringimento della carreggiata si provvederà ad apporre il segnale di pericolo temporaneo di strettoia. Se la larghezza della strettoia è inferiore a 5,60 metri occorre istituire il transito a senso unico alternato, regolamentato a vista (con segnale dare precedenza nel senso unico alternato), da manovrieri (muniti di apposita paletta o bandiera di colore arancio fluorescente) o a mezzo semafori, in accordo con le autorità preposte (comune, provincia, ANAS). pg 1416 Viabilità carrabile di cantiere Requisiti prestazionali Durante l'esecuzione dei lavori deve essere garantita in cantiere la corretta e sicura viabilità delle persone e dei veicoli, evitando possibili interferenze tra pedoni e mezzi, ingorghi sui percorsi stradali e di aree di lavoro e ostacoli vari da compromettere l'efficacia delle vie ed uscite d'emergenza. La viabilità di cantiere deve rispondere a requisiti di solidità e stabilità, ed avere dimensioni ed andamento tali da non costituire pericolo ai lavoratori operanti nelle vicinanze. La superficie deve essere sufficientemente solida in relazione al peso dei mezzi a pieno carico che vi devono transitare. Per evitare cedimenti del fondo stradale, le vie di circolazione dei mezzi devono correre a sufficiente distanza dagli scavi. In caso contrario, quando non è possibile fare altrimenti, si dovrà provvedere al consolidamento delle pareti degli scavi. I dislivelli nelle vie di circolazione devono essere raccordati con opportune rampe inclinate che, se destinate anche ai pedoni, devono essere di pendenza inferiore all'8%. Le vie di circolazione interne al cantiere, quando possono costituire pericolo per i pedoni, devono essere opportunamente delimitate e comunque segnalate. Il traffico dovrà essere regolamentato, limitando la velocità massima di circolazione a non più di 30 km/h. Nelle vie di circolazione si devono garantire buone condizioni di visibilità (non inferiore a 30 lux), eventualmente si provvederà a garantire il livello minimo di illuminamento facendo ricorso all'illuminazione artificiale. Le rampe di accesso agli scavi di splateamento o sbancamento devono avere carreggiata solida, atte a resistere al transito dei mezzi di trasporto di cui è previsto l'impiago, adeguata pendenza in relazione alle possibilità dei mezzi stessi. La larghezza delle rampe deve essere tale da consentire un franco non inferiore a 70 centimetri oltre la larghezza d'ingombro del veicolo. Nei tratti lunghi, con franco limitato ad un solo lato, devono avere piazzole o nicchie di rifugio, lungo il lato privo di franco, ad intervalli non superiore a 20 metri l'una dall'altra. Il transito sotto ponti sospesi, ponti a sbalzo, scale aeree e altri luoghi simili e/o con pericoli di caduta gravi, deve essere obbligatoriamente impedito. Viabilità pedonale di cantiere Requisiti prestazionali Durante l'esecuzione dei lavori deve essere garantita in cantiere la corretta e sicura viabilità delle persone e dei veicoli, evitando possibili interferenze tra pedoni e mezzi, ingorghi sui percorsi stradali e di aree di lavoro e ostacoli vari da compromettere l'efficacia delle vie ed uscite d'emergenza. Nelle vie di circolazione si devono garantire buone condizioni di visibilità (non inferiore a 30 lux), eventualmente si dovrà provvedere a garantire il livello minimo di illuminamento facendo ricorso all'illuminazione artificiale. I viottoli e le scale con gradini ricavate nel terreno devono essere muniti di parapetto nei tratti prospicienti il vuoto, quando il dislivello è superiore a metri 2,00; le alzate dei gradini ricavati nel terreno friabile devono essere sostenute con tavole e robusti paletti. Nelle vie d'accesso e nei luoghi pericolosi non proteggibili devono essere obbligatoriamente apposte le opportune segnalazioni ed evitate con idonee disposizioni la caduta di gravi dal terreno a monte dei posti di lavoro. pg 1517 La zona superiore del fronte d'attacco degli scavi deve essere almeno delimitata mediante opportune segnalazioni spostabili con il progredire dello scavo. Il transito sotto ponti sospesi, ponti a sbalzo, sale aeree e altri luoghi simili e/o con pericoli di caduta gravi devono essere obbligatoriamente impedito. Le andatoie e le passerelle devono avere larghezza minima non inferiore a 60 cm, se destinate al solo passaggio dei lavoratori, non inferiore a 120 cm, se destinate anche al trasporto dei materiali. La pendenza non deve essere superiore al 50%. La lunghezza deve essere interrotta da pianerottoli di riposo, posti ad intervalli opportuni. Le andatoie devono avere il piano di calpestio fornito di listelli trasversali fissati sulle tavole di basa, a distanza non maggiore a quella del passo di un uomo carico. Le andatoie e le passerelle devono essere munite verso il vuoto di normali parapetti e tavola fermapiede. Servizi igienico assistenziali con docce di cantiere Requisiti prestazionali Il cantiere dovrà essere dotato di locali per i servizi igienico assistenziali di cantiere dimensionati in modo da risultare consoni al numero medio di operatori presumibilmente presenti in cantiere (vedi layout di cantiere). Nel calcolo dimensionale dei locali si dovranno utilizzare i parametri che normalmente sono adoperati per i servizi nei luoghi di lavoro permanenti. In ogni caso in cantiere si dovrà garantire: - un numero sufficiente di gabinetti, in ogni caso non inferiore a 1 ogni 30 lavoratori occupati per turno (nei lavori in sotterraneo 1 ogni 20 lavoratori), separati (eventualmente) per sesso o garantendo un'utilizzazione separata degli stessi; - un numero sufficiente di lavabi - deve essere garantita acqua in quantità sufficiente, tanto per uso potabile quanto per lavarsi -, in ogni caso almeno 1 ogni 5 lavoratori; - spogliatoi, distinti (eventualmente) per sesso; - locali riposo, conservazione e consunzione pasti, fornito di sedili, tavoli, scaldavivande e lava recipienti; - un numero sufficiente di docce (obbligatorie nei casi in cui i lavoratori sono esposti a sostanze particolarmente insudicianti o lavorano in ambienti molto polverosi od insalubri) dotate di acqua calda e fredda, provviste di mezzi detersivi e per asciugarsi, distinte (eventualmente) per sesso (nei lavori in sotterraneo, quando si occupano oltre 100 lavoratori, devono essere installate docce in numero di almeno 1 ogni 25 lavoratori). Nel caso i locali per le docce, i lavandini e gli spogliatoi del cantiere siano separati, questi locali devono facilmente comunicare tra loro. I servizi igienico assistenziali devono essere costituiti entro unità logistiche (box prefabbricati o baracche allestite in cantiere), sollevati da terra, chiuse, ben protette dalle intemperie (impermeabilizzate e coibentate), areate, illuminate naturalmente ed artificialmente, riscaldate nella stagione fredda, convenientemente arredati, dotate di collegamento alle reti di distribuzione dell'energia elettrica, di adduzione dell'acqua direttamente da acquedotto o da altra fonte e di smaltimento della fognatura o, in alternativa, di proprio sistema di raccolta e depurazione delle acque nere. pg 1618 I locali destinati ai servizi igienico assistenziali devono essere mantenuti in stato di scrupolosa pulizia. Camera di medicazione Requisiti prestazionali (vedi lay-out di cantiere) I cantieri che occupano più di 5 dipendenti, quando sono ubicati lontano dai posti pubblici permanenti di pronto soccorso e le attività che in essi si svolgono presentano rischi di scoppio, asfissia, di infezione o di avvelenamento sono obbligati ad allestire la camera di medicazione. La camera di medicazione deve contenere i presidi di cui all'art. 27 del decreto e deve essere costituita da unità logistica (box prefabbricati o baracche allestite in cantiere), sollevata da terra, chiusa, ben protetta dalle intemperie (impermeabilizzata e coibentata), areata, illuminata naturalmente ed artificialmente, riscaldata nella stagione fredda, convenientemente arredata, dotata di collegamento alle reti di distribuzione dell'energia elettrica, di adduzione dell'acqua direttamente da acquedotto o da altra fonte e di smaltimento della fognatura o, in alternativa, di proprio sistema di raccolta e depurazione delle acque di scarico. La camera di medicazione deve essere mantenuta in stato di scrupolosa pulizia. Movimentazione manuale dei carichi Requisiti prestazionali I datori di lavoro delle imprese esecutrici delle opera devono procedere alla valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi al fine di individuare le relative misure per annullarlo o ridurlo nella massima misura possibile. In seguito alla valutazione dovranno fornire ai lavoratori le seguenti informazioni: - il rischio che corrono i lavoratori che effettuano la movimentazione manuale dei carichi; - peso del carico da manipolare; - il centro di gravità o il lato più pesante nel caso in cui il contenuto di un imballo abbia collocazione eccentrica; - la movimentazione corretta dei carichi. In ogni caso, per ridurre i rischi da movimentazione manuale dei carichi, è necessario: - ridurre il peso (carico da movimentare) entro i limiti di norma (max 30 kg per gli uomini e 20 kg per le donne); - flettere quanto più possibile le ginocchia e non la schiena; - mantenere il carico più possibile vicino al corpo; - evitare le torsioni del tronco; - non sollevare mai i pesi oltre l'altezza delle spalle; - evitare di stoccare i materiali direttamente sul pavimento, meglio riporli su un bancale; - evitare di immagazzinare i prodotti e/o i materiali sul pavimento, al di sotto delle scaffalature; - evitare di movimentare materiali e/o carichi che richiedono l'uso di scale a mano; - evitare la movimentazione di fusti, o altri oggetti di peso elevato, sia a livello di pavimento che da bancale, per rotolamento: dato il peso elevato (anche superiore a 100 kg) questa operazione comporta un alto rischio d'infortunio; - interrompere le azioni ripetitive di sollevamento dei carichi, in modo particolare se la durata di questa fase operativa è prolungata; - fornire i necessari DPI nel caso la movimentazione manuale comporti rischi aggiuntivi di tagli o lacerazioni durante la presa e il trasporto. pg 1719 15. Adempimenti Gli operatori esposti al rischio di movimentazione manuale dei carichi devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria obbligatoria (visita iniziale e periodica) da parte del medico competente aziendale. Impianti elettrico e di messa a terra di cantiere Requisiti prestazionali Per impianto elettrico di cantiere si considera tutta la rete di distribuzione posta a valle del punto di consegna (misuratore) installato dall'ente erogatore. A valle del punto di consegna verrà installato un interruttore onnipolare (entro tre metri dal contatore), il cui distacco toglie tensione a tutto l'impianto. Da questo punto parte la linea che alimenta il quadro generale con summontato un interruttore generale magnetotermico opportunamente tarato contro le sovracorrenti (sovraccarichi e cortocircuiti), che alimenta le linee dell'impianto di cantiere, ognuna delle quali deve essere protetta da un interruttore differenziale ritardato (Id< A). Completeranno l'impianto gli eventuali quadri secondari e i quadretti di piano. Tutti i quadri elettrici di cantiere devono essere conformi alla norma CEI EN (CEI 17-13/4) ed avere grado di protezione minimo IP43 (IP44 secondo la Guida CEI fasc. n. 5492). La rispondenza alla norma di un quadro di cantiere (ASC) è verificata tramite l'applicazione sul quadro di una targhetta dove sono leggibili il nome del costruttore e marchio di fabbrica dell'asc, la designazione del tipo o numero d'identificazione; EN , la natura e il valore nominale della corrente; le tensioni di funzionamento di impiego e nominale. Ogni quadro deve avere un dispositivo per l'interruzione di emergenza, se il quadro non è chiudibile a chiave può assolvere a tale scopo l'interruttore generale di quadro. Le linee devono essere costituite: - per posa mobile, da cavi del tipo H07RN-F o di tipo equivalente ai fini della resistenza all'acqua e all'abrasione, in ogni caso opportunamente protetti contro i danneggiamenti meccanici (transito di persone e mezzi, movimentazione carichi a mezzo di gru e autogrù); - nella posa fissa, da cavi sia flessibili che rigidi i quali devono essere interrati ad una profondità non inferiore a 0,50 metri e protette superiormente con laterizi. Le prese a spina devono essere conformi alla norma CEI EN (CEI 23-12) e approvate da IMQ, con grado di protezione non inferiore ad IP44. Le prese a spina devono essere protette da interruttore differenziale da Id=0,03. Le prese a spina delle attrezzature di potenza superiore a 1000W devono potersi inserire o disinserirsi a circuito aperto. Protezione contro i contatti indiretti La protezione contro i contatti indiretti potrà essere assicurata: - mediante sorgente di energia SELV e PELV (tensione nominale =50V c.a. e 120V c.c.); - mediante impianto di terra coordinato con interruttore differenziale idoneo '; - mediante componenti elettrici di classe II o con isolamento equivalente; - per mezzo di luoghi non conduttori; - per separazione elettrica. Gli impianti elettrici installati nei locali servizi del cantiere (baracche per uffici, bagni, spogliatoi, ) possono essere di tipo ordinario (norma CEI 64-8). pg 1820 Adempimenti L'impianto elettrico dovrà essere realizzato da installatore in possesso dei requisiti prescritti dalla legge n. 46/90. Lo stesso deve sottoporre a collaudo l'impianto realizzato prima della messa in esercizio e redigere la dichiarazione di conformità con tutti gli allegati necessari (ad eccezione del progetto dell'impianto il quale non è obbligatorio ma auspicabile). La richiesta di omologazione dell'impianto di terra deve essere presentata (mod.b) al Dipartimento ISPESL territorialmente competente, entro trenta giorni dalla messa in opera, a cura dell'appaltatore. Per accertare lo stato di efficienza dell'impianto di terra deve essere effettuata, con periodicità biennale, verifica periodica da parte dell'azienda USL competente territorialmente, tramite i Presidi Multizonali di Prevenzione. L'installatore, inoltre, avrà cura di fornire informazioni sufficienti a consentire l'uso corretto e sicuro dell'impianto realizzato da parte dell'impresa utilizzatrice committente. Quest'ultima dovrà garantire la presenza dell'impianto, provvedendo alle dovute operazioni di controllo e manutenzioni, per tutta la durata del dei lavori, consentendo l'uso da parte di tutto le altre imprese e lavoratori autonomi che interverranno, a qualsiasi titolo, in cantiere. Illuminazione di cantiere Requisiti prestazionali Le attività di cantiere saranno svolte abitualmente durante il periodo di luce diurno. Nel caso in cui le attività si dovessero protrarre oltre tale periodo o per nei lavori in ambienti poco illuminati o bui sarà necessario disporre di illuminazione artificiale e di illuminazione di sicurezza per ottenere un illuminamento non inferiore a 30 lux. Potrà esser omessa l'illuminazione di sicurezza quando l'illuminazione artificiale è utilizzata per brevi periodi e in aggiunta a quella solare per rifiniture, oppure è di ausilio al presidio notturno del cantiere (p.to 9 Guida CEI IN 64-17: ). L'illuminazione potrà essere ottenuta tramite impianto fisso, impianto trasportabile e impianto portatile. L'impianto fisso di illuminazione dovrà avere le stesse caratteristiche dell'impianti elettrico di cantiere. In particolare, deve avere un grado protezione che in ambiente normale non deve essere inferiore a IP44, il tracciato dei cavi di alimentazione e la posizione degli apparecchi deve essere tale da non costituire intralcio e devono essere protetti contro gli urti accidentali. Analoghi accorgimenti si devono adottare nel caso in cui si utilizzino apparecchi di illuminazione trasportabili (normalmente a lampada alogena). In particolare, lo spostamento degli apparecchi da una posizione all'altra dovrà avvenire solo dopo aver disattivato l'alimentazione e il cavo di alimentazione deve essere del tipo per posa mobile (H07RN-F o equivalenti). Le lampade portatili dovrà essere conformi alla Norma CEI EN , ed avere almeno le seguenti caratteristiche: - impugnatura in materiale isolante; - parti in tensione, o che possono entrare in tensione, completamente protette; - protezione meccanica della lampadina. Devono avere un grado di protezione non inferiore a IP44 e se utilizzate in luogo conduttore ristretto dovranno essere alimentate mediante circuiti a bassissima tensione di sicurezza SELV. Adempimenti Per la parte in cui sono applicabili, gli stessi dell'impianto elettrico di cantiere. Depositi temporanei: materiali di rifiuto pg 19 Vedere altro
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