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Timestamp: 2019-05-26 03:00:40+00:00
Document Index: 182674340

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3']

Sentenza n. 143 del 2014 - RGN 126/2012
Presidente: VIETTI . Estensore: VIRGA.
LA SCARSA RILEVANZA DEL FATTO QUALE CAUSA GENERALE DI ESCLUSIONE DELL'ILLECITO DISCIPLINARE.
Illecito disciplinare fuori dell'esercizio delle funzioni - L'uso della qualità di magistrato al fine di conseguire vantaggi ingiusti per sé o per altri - Magistrato del pubblico ministero - Utilizzo dell'auto di servizio e del personale di procura - Finalità estranee ai compiti di ufficio - Trasferimento alla sede della commissione tributaria provinciale per la celebrazione della relativa udienza- Circostanze idonee ad escludere la compromissione della immagine del magistrato - Limitato numero di trasferimenti - Sussistenza di comprovate ragioni di sicurezza - Tragitto e tempi di utilizzo estremamente contenuti - Conseguenze - Scarsa rilevanza del fatto - Illecito disciplinare - Insussistenza.
Non integra l'illecito disciplinare fuori dell'esercizio delle funzioni per l'uso della qualità di magistrato al fine di conseguire vantaggi ingiusti per sé o per altri la condotta del magistrato del pubblico ministero il quale per raggiungere la sede della commissione tributaria provinciale per celebrarvi, quale componente della medesima, la relativa udienza, si faccia accompagnare da personale in servizio presso la sezione di polizia giudiziaria, con un auto di servizio, qualora tale condotta sia circoscritta ad un numero assai limitato di casi, risulti imposta da comprovate ragioni di sicurezza del magistrato ed il tragitto , come pure i tempi di permanenza fuori sede, siano estremamente contenuti, atteso che l'insieme di tali circostanze consente di ritenere il fatto di scarsa rilevanza, ai sensi dell'art. 3-bis del d. lgs. n. 109/06
Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 23/02/2006 num. 109 art. 3 com. 1 lett. a
Decreto Legisl. 23/02/2006 num. 109 art. 3 bis
Sentenza n. 143 del 2014
Avv. Michele Giuseppe VIETTI - Vice Presidente del Consiglio
con l'intervento del Sostituto Procuratore Generale dott. Ignazio Patrone, delegato dal Procuratore Generale presso la Corte Suprema di Cassazione e con l'assistenza del magistrato addetto alla Segreteria della Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura, ha pronunciato la seguente
nel procedimento disciplinare n. 126/2012 R.G. nei confronti del
sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di UFF. 1, (difeso dal dott. NOME 2)
dell'illecito disciplinare di cui all'art. 3, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109, perché utilizzava la propria qualità di magistrato reggente la Procura della Repubblica di UFF. 2 (nel periodo 22 novembre 2007 - 19 novembre 2008) al fine di conseguire l'ingiusto vantaggio consistito nel farsi accompagnare da LUOGO 1 alla sede della commissione tributaria provinciale di LUOGO 2 (per motivi attinenti alla propria qualità di componente di tale commissione e non per ragioni dell'ufficio di Procura) da personale in servizio presso la sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di UFF. 2, nonché con auto di servizio. In particolare ciò avveniva almeno in quattro occasioni, ovvero il 14 dicembre 2007 ed il 25 gennaio 2008 ad opera di NOME 3, ed il 14 marzo 2008 ed il 18 aprile 2008 ad opera di NOME 4, se non in numero maggiore di volte come riferito dal NOME 4 in sede di interrogatorio dinanzi alla Procura di UFF. 3 il 25 maggio 2012, distogliendo altresì il predetto personale dai compiti di ufficio per l'intera mattinata.
Notizia circostanziata del fatto acquisita l'8 giugno 2012 (data della richiesta di archiviazione formulata dalla Procura della Repubblica di UFF. 3).
Il Procuratore Generale conclude chiedendo l'assoluzione ex art. 3 bis D.Lgs. 109/2006.
La Difesa conclude chiedendo l'assoluzione per esclusione degli addebiti.
Con esposto del 23 luglio 2011, il luogotenente dei Carabinieri in congedo NOME 5 riferiva alcuni comportamenti, ritenuti scorretti e abusivi, posti in essere dal sost. proc. dott. NOME 1 nel periodo in cui il predetto magistrato reggeva di fatto la procura della Repubblica di UFF. 2. In esito alle indagini preliminari condotte, l'8 giugno 2012 la procura della Repubblica di UFF. 3, competente ex art. 11 c.p.p., non ravvisando nei diversi fatti ascritti alcuna ipotesi di reato, chiedeva l'archiviazione del procedimento, che veniva disposta dal GIP il successivo 18 giugno 2012.
Poiché dalle indagini preliminari era emerso che per partecipare all'udienza della commissione tributaria provinciale di LUOGO 2, di cui era componente, in quattro occasioni il predetto magistrato aveva utilizzato un'autovettura della sezione di p.g. presso la procura di UFF. 2, condotta da personale in servizio presso quella sezione, e sulla considerazione che tale fatto, pur non integrando un'ipotesi di reato, era suscettibile di rilievo disciplinare, il 31 ottobre 2012 il Procuratore generale presso la Corte di Cassazione contestava al dott. NOME 1 l'illecito extrafunzionale indicato in epigrafe.
All'esito dell'istruttoria condotta, il 25 marzo 2013 il Procuratore generale chiedeva il proscioglimento dell'incolpato in considerazione della scarsa rilevanza del fatto ai sensi dell'art. 3-bis del d.lgs n. 109/2006.
Essendo stata disattesa detta richiesta con ordinanza della Sezione disciplinare del 12 settembre 2013, al termine dell'ulteriore attività istruttoria espletata, il Procuratore generale ha chiesto la fissazione dell'udienza di discussione.
Nella conseguente fase dibattimentale è stata acquisita la documentazione prodotta nell'interesse dell'incolpato e il procedimento è stato deciso come da dispositivo in atti sulle conclusioni delle parti riportate in premessa.
Anzitutto va disattesa l'eccezione di decadenza, sollevata dalla difesa nel corso della discussione, perché l'azione disciplinare è stata proposta il 31 ottobre 2012, entro il termine di un anno previsto dall'art. 15.1 del d.lgs. n. 109/06, decorrente dalla notizia circostanziata del fatto, acquisita dal Procuratore generale a seguito dell'archiviazione del procedimento penale, disposta dal GIP di Genova il 18 giugno 2012.
Nel merito, dalla documentazione in atti e dalle stesse ammissioni del dott. NOME 1 risulta che, in quattro occasioni e, precisamente, nei giorni 14 dicembre 2007 e 25 gennaio, 14 marzo e 18 aprile 2008, per partecipare all'udienza della commissione tributaria di LUOGO 2, di cui era componente, l'incolpato si è avvalso di un'autovettura in dotazione alla sezione di p.g. della procura di UFF. 2 e del relativo autista appartenente a quella struttura. Un tale comportamento integra l'illecito disciplinare ascritto perché il NOME 1 ha approfittato della sua qualità di magistrato per raggiungere con l'auto di servizio la sede di LUOGO 2 della commissione, conseguendo un vantaggio indubbiamente indebito, non essendo ricompresa l'attività di giudice tributario tra i compiti allo stesso assegnati quale procuratore della Repubblica f.f..
Tanto premesso, va tuttavia osservato che l'ulteriore attività istruttoria condotta ha consentito di accertare che, oltre ai quattro episodi riportati nel capo d'incolpazione, non risultano altri casi in cui l'incolpato abbia utilizzato l'auto di servizio e il personale di p.g. per espletare attività diverse da quelle rientranti nei suoi compiti d'ufficio, quale procuratore della Repubblica f.f.. Inoltre, va anche considerato che, com'è stato rilevato dal Procuratore generale, il fatto commesso deve essere valutato in concreto, dovendosi verificare se dalla vicenda sia derivata un'effettiva lesione del bene giuridico tutelato dalla disposizione violata. E su tale via mette conto rilevare che, dagli stessi accertamenti condotti in sede penale, è emerso che il dott. NOME 1 aveva svolto indagini in un procedimento penale relativo a un'organizzazione con finalità eversive e terroristiche denominata "cellule di offensiva rivoluzionaria" e che, a causa dell'attività inquirente condotta, era stato oggetto di pesanti intimidazioni e anche di un tentativo d'aggressione fisica, da parte di uno degli indagati, proprio mentre viaggiava con la sua autovettura privata. Per tali vicende, l'incolpato è stato quindi sottoposto a tutela di 4° livello sostituita, dopo il marzo 2007, da un servizio di "vigilanza generica radiocollegata" presso l'abitazione privata e sul luogo di lavoro. Orbene, secondo la versione offerta dal NOME 1, non smentita dall'istruttoria condotta, nell'ottobre 2007 il predetto magistrato si è occupato di altro procedimento a carico di numerose persone, in parte già implicate nelle indagini condotte sulla citata organizzazione, nei cui confronti, nel novembre 2007, ha chiesto la rinnovazione delle misure cautelari e, il successivo dicembre, il rinvio a giudizio. Il dott. NOME 1 ha sostenuto di aver utilizzato l'auto e il personale in servizio presso la sezione di p.g. della procura di UFF. 2 nelle quattro date sopra ricordate, tra il dicembre 2007 e l'aprile 2008, in coincidenza con l'adozione di alcuni atti, come la concessione degli arresti domiciliari in provincia di LUOGO 2 col permesso a uno degli imputato di allontanarsi dall'abitazione la mattina dei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì e la fissazione e celebrazione dell'udienza preliminare, perché l'impiego del mezzo in uso alla sezione di p.g. per recarsi in luoghi frequentati dagli indagati gli dava maggiore sicurezza, tenuto anche conto del fatto che la partecipazione all'udienza della commissione tributaria avveniva, in astratto, a cadenza fissa e, per tale ragione, i suoi spostamenti erano facilmente prevedibili. Peraltro, a detta dell'incolpato, poiché la decisione di partecipare a quelle udienze veniva presa di volta in volta, non vi sarebbero stati i tempi tecnici necessari per attivare una richiesta di dispositivo di sicurezza. Va peraltro considerato che, come accertato in sede penale, l'esistenza di una precedente tutela era circostanza nota allo stesso personale di p.g. che aveva accompagnato il NOME 1 a LUOGO 2 presso la sede della commissione tributaria. Orbene, le indicate ragioni di sicurezza, la stretta contiguità temporale dei quattro viaggi a LUOGO 2 e il ridotto tempo di permanenza presso quella Città, limitato alla sola celebrazione dell'udienza con immediato rientro presso la sede di servizio e, non ultima, la breve distanza chilometrica tra le due sedi, sono circostanze tali da indurre a ritenere che l'Ufficio non abbia subito un particolare pregiudizio in conseguenza del breve allontanamento dell'auto e del personale di servizio. Le indicate considerazioni consentono, pertanto, di ritenere che la già modesta rilevanza del fatto possa considerarsi ulteriormente attenuata, tanto da escludere che la condotta dell'incolpato possa avere leso il bene protetto dall'art. 3, lett. a) del d. lgs. n. 109/06.
In definitiva, la sussistenza di quei connotati di scarsa offensività dei valori tutelati dalla legge che giustifica l'esimente prevista dall'art. 3-bis del d. lgs. n. 109/06, consente di escludere l'illecito disciplinare ascritto per la scarsa rilevanza del fatto, in conformità alla richiesta del Procuratore generale.
La Sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura, Visti gli artt. 18 e 19 del decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109,
il dott. NOME 1 dalla incolpazione ascrittagli per essere rimasto escluso l'addebito ai sensi dell'art. 3-bis del decreto legislativo n. 109/2006.
Tommaso Virga Michele Giuseppe Vietti