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Timestamp: 2018-09-22 01:27:41+00:00
Document Index: 61256880

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 17']

Diario quotidiano del 3 luglio 2017: in arrivo altre 100mila lettere di compliance per il 2014 | Commercialista Telematico
Diario quotidiano del 3 luglio 2017: in arrivo altre 100mila lettere di compliance per il 2014
1) Dal 1 luglio 2017 sono soggetti allo split payment imprese e professionisti nei rapporti con P.A. e partecipate
4) Promozione dell’adempimento: arrivano altre 100mila lettere di compliance per valutare se mettersi in regola
5) Trasporti internazionali: esenzione Iva applicata in maniera restrittiva
7) Tributi ipotecari e catastali: istituiti i codici per il modello F24
8) Split payment IVA: Decreto attuativo “sotto la lente” di Assonime
9) Novità in tema di rinuncia ai crediti da parte dei soci affrontate da Assonime
10) Cessioni auto intracomunitarie e regime IVA
Le novità sulla disciplina dello split payment decorrono dal 1° luglio 2017. In particolate, l’art. 1 del D.L. 50/2017, convertito in L. 96/2017 (vedi testo coordinato), ne ha ampliato l’ambito applicativo a tutte le imprese e professionisti. Per gli aspetti operativi è stato emanato il Decreto Ministeriale 27/6/2017, contenente diverse modifiche al Decreto 23/1/2015 che regolava precedentemente queste operazioni.
(per altri approfondimenti si veda l’articolo a cura Dott. Nicola Forte: QUI ed inoltre l’intera sezione dedicata allo SPLIT: QUI)
Come è noto, l’art. 17-ter del D.P.R. 633/1972, introdotto con decorrenza dal 1° gennaio 2015, dispone che, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi eseguite nei confronti di enti della Pubblica Amministrazione, l’Iva venga in ogni caso versata dai medesimi soggetti pubblici (c.d. split payment): i fornitori di beni e servizi nei confronti della P.A. riscuotono l’importo del corrispettivo al netto dell’Iva, che viene poi versato direttamente all’Erario dalla P.A. stessa. In tal modo, il cedente/prestatore, non incassando l’imposta, non deve farla concorrere nella relativa liquidazione dell’Iva.
La disciplina dello split payment si applica quando il cessionario committente – il cliente destinatario della fattura – rientra nelle amministrazioni pubbliche, come definite dall’art. 1, comma 2, L. 196/2009, ossia l’elenco Istat dei soggetti facenti parte della P.A., elenco che viene periodicamente aggiornato. Il Ministero delle Finanze ha pubblicato nei giorni scorsi un elenco con i codici fiscali della P.A. interessate. Esiste poi anche la possibilità di farsi rilasciare dalla P.A. l’attestazione di essere soggetta alla disciplina dello split payment.
– società controllate, ai sensi dell’art. 2359, comma 1, n. 1) e 2), cod. civ. (maggioranza o influenza in assemblea), direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri;
– società controllate, ai sensi dell’art. 2359, comma 1, n. 1), cod. civ. (maggioranza in assemblea), direttamente dalle Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni, unioni di Comuni;
– società controllate direttamente o indirettamente, ai sensi dell’art. 2359, comma 1, n. 1), cod. civ. (maggioranza in assemblea), dalle società appena indicate, anche se quotate, ovvero rientrati nell’elenco Istat delle P.A.;
L’art. 17-ter del D.P.R. 633/1972, nella sua versione precedente, stabiliva al comma 2 un esonero riguardante i compensi fatturati da professionisti e quindi soggetti a ritenuta. Il D.L. 50/2017 convertito nella Legge 96/2017 interviene eliminando tale previsione: pertanto, a decorrere dal 1° luglio 2017, in occasione di operazioni con la P.A. e società partecipate come sopra individuate tutti i professionisti e le imprese devono emettere fatture con l’applicazione dello split …