Source: http://www.unifi.it/bu/5_2006/relazione_annuale_garante_05_06.html
Timestamp: 2015-03-06 11:03:11+00:00
Document Index: 5821356

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 26', 'art. 2']

Unifi - Bollettino Ufficiale - N. 5 (5/2006): Relazione annuale del Garante anno 2005/2006
Anno V, n. 5 - Maggio 2006 - Registrazione Tribunale di Firenze n. 5223 del 4.12.2002
Relazione del Garante, 2 marzo 2006 Relazione annuale del Garante, ex art. 9 del relativo Regolamento di Ateneo, sull’attività svolta nell’anno 2005. Sono pervenute n. 82 istanze dal 1° gennaio al 31 dicembre 2005.
Sono stati emessi, nello stesso periodo, n. 97 pareri, di cui n. 24 relativi ad istanze pendenti alla fine dell’anno precedente.
Per la maggior parte si è trattato di istanze presentate da studenti.
Pochi i problemi sollevati da docenti e ricercatori. A questo proposito è da rilevare che vi sono indizi da cui si può dedurre che non sia sufficientemente diffusa la conoscenza dell’esistenza della figura del Garante.
Anche tra gli studenti si avverte il disagio di una insufficiente pubblicizzazione.
Già, il Garante, in apposita nota, ha segnalato che manca un qualsiasi riferimento alla figura del Garante nella “Guida dell’Ateneo Fiorentino”, che pure è lo strumento più seguito per l’orientamento degli studenti.
Sembra opportuno suggerire l’adozione di strumenti più capillari di pubblicizzazione.
Tra le questioni sollevate da coloro che si sono rivolti al Garante sono prevalenti quelle relative alle tasse e al funzionamento della struttura universitaria; questa, sia con riferimento agli organi accademici sia con riferimento agli uffici di segreteria.
Questa relazione non tratterà degli esposti ritenuti infondati. Per gli altri si limiterà, con accenni di motivazione tratti dai relativi pareri emessi, a quelli che appaiono di maggiore interesse sia ai fini della tutela specifica e immediata dei diritti degli interessati, sia ai fini dell’esigenza di modifica di alcuni aspetti della struttura e del funzionamento degli organismi dell’Ateneo.
Tasse, contributi, diritti di mora, oneri amministrativi.
In merito agli oneri amministrativi per omessa o ritardata autocertificazione del reddito, ritiene il Garante che sia opportuna la riduzione del relativo importo. Gli studenti, soprattutto quelli nelle fasce più basse di reddito, hanno trovato difficoltà a far fronte all’onere, che è apparso non proporzionato all’importo delle tasse e dei contributi.
Si ritiene che l’importo di tali oneri possa essere ridotto a 100 € (cento euro).
Per quanto riguarda invece l’onere amministrativo legato alla falsa autocertificazione o alla omessa modifica della stessa in presenza di un aumento del reddito, l’importo attuale appare giustificabile.
Alcuni esposti hanno riguardato i corsi di specializzazione per gli studenti che si sono immatricolati in date precedenti all’anno accademico 2001/2002. Agli stessi è stato richiesto il pagamento delle tasse in misura massima, essendo stato ritenuto a loro non applicabile il D.P.C.M. del 9 aprile 2001.
Ritiene il Garante che nella specie vi è stata una erronea interpretazione del citato decreto nella parte in cui è precisato che esso ha effetto dall’anno 2001/2002. L’espressione usata nella norma vuol significare soltanto che essa non è applicabile “a partire” dall’anno accademico 2001/2002, mentre è pacifico che da siffatta data essa ha effetto nei confronti di tutti, indipendentemente dalla data di immatricolazione. L’unica limitazione è quella della mancanza di un effetto retroattivo, il che, del resto, salvo eccezioni esplicitamente previste dalla stessa norma, corrisponde ad un principio di ordine generale.
Uno studente comunitario ha lamentato che non gli è stato riconosciuto di avere sostenuto nell’anno accademico 2003/2004 gli esami indispensabili per rientrare nella categoria degli esoneri come prevede la sez. 7 punto 6 del Manifesto degli Studi. Egli aveva sostenuto un esame il 19 dicembre 2003 e un altro esame il 29 marzo 2004.
Ha ritenuto il Garante che, dovendosi fare riferimento all’anno accademico e non all’anno solare, lo studente aveva osservato le condizioni necessarie per ottenere l’esonero dalle tasse.
Secondo quanto risulta dal Manifesto degli Studi a.a. 2005/2006, gli studenti in possesso di laurea che intendono iscriversi ad altro corso di laurea sono tenuti a pagare tasse e contributi nella misura massima.
Ritiene il Garante che ciò appare in contrasto con l’art. 3 del D.P.R. 25 luglio 1997 che stabilisce che “le Università graduano l’importo dei contributi universitari secondo criteri di equità e solidarietà in relazione alle condizioni economiche degli iscritti, utilizzando metodologie adeguate a garantire effettiva progressività, anche allo scopo di tutelare gli studenti di più disagiata condizione economica”. Se ne ha sostanziale conferma nel D.P.C.M. 9 aprile 2001 emanato ai sensi dell’art. 4 della legge 2 dicembre 1991 n. 390, che, all’art. 4, richiamando gli artt. 3 e 34 della Costituzione, ha come finalità quella di “rimuovere” gli ostacoli di ordine economico e sociale che, di fatto, limitano l’uguaglianza dei cittadini nell’accesso all’istruzione superiore e “consentire” ai capaci e ai meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti negli studi.
Altro problema è stato sollevato in merito all’importo del diritto di mora da pagare nel caso in cui non siano state pagate le tasse nell’anno precedente. È stato preteso che fossero pagati due distinti diritti di mora evidentemente riferibili a due diverse scadenze delle rate previste.
Ritiene il Garante che l’obbligo del pagamento della tassa relativa all’anno precedente, come previsto dall’art. 26 R.D. n. 1269/38, quale condizione per l’iscrizione all’anno successivo, non può comportare un doppio aggravio per diritti di mora. Le tasse relative all’anno precedente non hanno distinti termini di scadenza nel corso dell’anno successivo. D’altra parte la previsione del pagamento delle tasse universitarie in due rate è dovuta principalmente a ragioni di opportunità organizzativa.
Studenti laureandi fuori corso del corso di laurea in Cultura e Stilismo della Moda hanno lamentato di essere stati richiesti del pagamento di un contributo aggiuntivo stabilito per l’uso dei laboratori pur non usufruendo né di laboratori né di materiali messi a disposizione dell’Università, essendo essi fuori corso e già muniti di tutte le attestazioni di frequenza ai corsi e ai laboratori.
Il parere del Garante è stato favorevole agli studenti, in quanto i contributi aggiuntivi hanno giustificazione se rapportati agli anni di durata del corso di laurea e al conseguente utilizzo effettivo dei laboratori e di quant’altro sia posto a fondamento del contributo. Dall’art. 2 del Regolamento in materia di contributi universitari (D.P.R. 25 luglio 1997 n. 306) si deduce che in effetti il pagamento dei contributi è legato alla fruizione dei servizi resi dall’Università, per cui, cessata la fruizione dei servizi, deve ritenersi cessato anche l’obbligo di pagare il relativo contributo.
Considerazioni relative al funzionamento della struttura universitaria con riferimento agli organi accademici e agli uffici di segreteria.
Si segnala l’esposto di numerosi studenti di Psicologia, che hanno lamentato una eccessiva difficoltà dell’esame di inglese, la mancanza di colloquio con il docente di riferimento, il diniego del consenso a prendere visione del documento contenente la prova sostenuta.
Quanto alla prima questione, il Garante ha rilevato che egli non può intervenire in materia attinente ai criteri di scelta, modalità e valutazione delle prove di esame, essendo ciò di competenza e responsabilità esclusiva dei docenti.
Rientra invece nella materia dei diritti degli studenti quella relativa ai colloqui con i docenti, almeno nei giorni all’uopo fissati.
Il docente che vi si sottrae viene meno ad un preciso dovere.
Infine non vi sono ragioni perché non sia consentito agli studenti di prendere visione della prova sostenuta.
Il colloquio col docente, da un lato, e la visione del documento della prova, dall’altro, costituiscono, peraltro, elementi utili per una riflessione adeguata sulle eventuali carenze in cui gli studenti sono incorsi e contribuiranno a programmare un approccio più consapevole agli studi per migliorare conoscenza e profitto.
Uno studente che ha ottenuto il trasferimento a Firenze da altra Università (la relativa delibera è stata adottata nel mese di febbraio 2005) è stato richiesto del pagamento dell’onere amministrativo di 200 euro per omessa presentazione dell’autocertificazione del reddito nei termini previsti dal Manifesto degli Studi.
Nella fattispecie il Garante ha ritenuto la necessità di prevedere nel Manifesto de