Source: https://studiolegaleramelli.it/2019/04/09/omesso-versamento-iva-applicabile-la-causa-di-non-punibilita-della-particolare-tenuita-del-fatto-per-scostamenti-minimi-dalla-soglia-indicata-nella-norma-incriminatrice/
Timestamp: 2020-08-11 13:12:57+00:00
Document Index: 102564522

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Omesso versamento Iva: applicabile la causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto per scostamenti minimi dalla soglia indicata nella norma incriminatrice. – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Si segnala ai lettori del blog la sentenza di legittimità n. 12906/2019, depositata il 25 marzo 2019, in tema di omesso versamento IVA e applicazione della causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto in caso di scostamenti minimi dalla soglia di punibilità fissata all’art. 10-ter D.Lgs. 74/2000.
La Suprema Corte, in particolare, nel caso di specie, ha ritenuto integrata la fattispecie di cui all’art.131-bis c.p. per superamento inferiore ad € 10.000 del limite indicato dalla normativa penale-tributaria.
La Corte d’appello di Trieste riformava parzialmente la sentenza emessa dal Tribunale di Udine, che aveva condannato l’imputato per il reato di cui all’art. 10-ter del d.lgs. n. 74 del 2000, perché, quale rappresentante di una società di capitali, non aveva versato entro il termine di legge l’imposta sul valore aggiunto dovuta in base alla dichiarazione relativa all’anno 2009, per un importo complessivo di € 259.657 (la soglia di punibilità attualmente è fissata in € 250.000).
Proponeva ricorso per Cassazione la difesa dell’imputato lamentando, tra l’altro, per quanto qui di interesse, la mancata applicazione della causa di non punibilità di cui all’art. 131 bis cod. pen.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso, limitatamente al motivo relativo alla tenuità del fatto, annullando senza rinvio la sentenza impugnata per la non punibilità delle condotte in contestazione.
Di seguito si riporta il passaggio della motivazione che affronta la relativa questione giuridica:
“… la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall’art. 131 bis cod. pen., nel giudizio di legittimità, può essere rilevata d’ufficio, in presenza di un ricorso ammissibile, anche se non dedotta nel corso del giudizio di appello pendente alla data di entrata in vigore della norma, a condizione che i presupposti per la sua applicazione siano immediatamente rilevabili dagli atti e non siano necessari ulteriori accertamenti fattuali a tal fine (ex multis, Sez. 1, n. 27752 del 09/05/2017, Rv. 270271 – 01; Sez. 6, n. 7606 del 16/12/2016 dep. 2017, Rv. 269164). Si deve poi ricordare che, come affermato dalla giurisprudenza di questa Corte, in tema omesso versamento di IVA, la causa di non punibilità della “particolare tenuità del fatto”, prevista dall’art. 131 bis cod. pen., è applicabile soltanto alla omissione per un ammontare vicinissimo alla soglia di punibilità, fissata a euro 250.000,00 dall’art. 10-ter d.lgs. n. 74 del 2000, in considerazione del fatto che il grado di offensività che dà luogo a reato è già stato valutato dal legislatore nella determinazione della soglia di rilevanza penale (ex plurimis Sez. 3, n. 13218 del 20/11/2015; Sez. 3, n. 40774 del 05/05/2015). Orbene, nel caso di specie, la divergenza tra gli importi non versati dall’imputato e la soglia di non punibilità ammonta a meno di euro 10.000,00, importo che può ritenersi prossimo alla soglia predeterminata dal legislatore, discostandosi dalla stessa di meno del 4%, e che non preclude, conseguentemente, una valutazione positiva in termift di tenuità del fatto considerato. Né sussistono, per quanto affermato dai giudici di merito ulteriori elementi ostativi ai fini del riconoscimento della causa di non punibilità”.
Massime di riferimento relative al delitto di omesso versamento dell’IVA:
Cassazione penale , sez. III , 19/01/2016 , n. 9936
In tema di omesso versamento dell’i.v.a., l’applicabilità dell’istituto di cui all’art. 131 bis c.p. è configurabile soltanto qualora l’ammontare dell’imposta non corrisposta risulti di pochissimo superiore a quello fissato dalla soglia di punibilità prevista dall’art. 10 ter d.lg. n. 74 del 2000 (come modifcato dall’art. 8 d.lg n. 158 del 2015), dal momento che la previsione di quest’ultima evidenzia che il grado di offensività della condotta rilevante ai fini della configurabilità dell’illecito penale è stato già valutato dal legislatore. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha escluso la ricorrenza della non punibilità per particolare tenuità del fatto, dal momento che l’ammontare dell’imposta evasa risultava essere oltre il doppio della nuova soglia introdotta dal d.lg. n. 158 cit.).
Cassazione penale , sez. III , 19/11/2015 , n. 18680
Il dirigente ASL che richiede l’aspettativa per lavorare presso una struttura... Il reato di cui all’art. 617-bis c.p. è configurato con la semplice installazione...