Source: https://francescosecli.com/2016/05/10/attivita-di-vigilanza-e-procedimento-ispettivo-linps-aggiorna-le-istruzioni-operative/
Timestamp: 2019-06-24 12:03:14+00:00
Document Index: 117439342

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 33', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 33', 'art. 13']

Attività di vigilanza e procedimento ispettivo: l’INPS aggiorna le istruzioni operative – FRANCESCO SECLÌ
Con la circolare n. 76 del 9 maggio 2016 l’INPS, anche in prospettiva della piena operatività dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, riepiloga, ai fini della loro armonizzazione, ed aggiorna le istruzioni operative sull’attività di vigilanza e sul procedimento ispettivo, al fine di garantire uniformità di comportamento e trasparenza, sia all’interno che all’esterno dell’Istituto, a tutela dei lavoratori, della leale concorrenza tra imprese e del mercato.
La circolare richiama innanzitutto i criteri in base ai quali va organizzata l’attività ispettiva.
È dunque necessario che gli ispettori siano impiegati, salvo casi eccezionali, nella specifica attività di controlli esterni, limitandone la presenza negli uffici delle sedi allo stretto indispensabile.
A tal fine l’Istituto ribadisce che l’intervento irrituale nelle procedure concorsuali, nei verbali della DTL o nelle pratiche che possono trovare la loro soluzione in una verifica puramente contabile-amministrativa, dovrà essere evitato salvo limitati casi di effettiva necessità.
È di tutta evidenza che l’attività istituzionale del personale appartenente al ruolo ispettivo, effettuata al di fuori della sede, deve essere autorizzata dal dirigente dell’Area manageriale “Vigilanza” di appartenenza ai fini degli adempimenti previsti dalla procedura Sap – presenza.
Particolare attenzione deve essere posta alla rendicontazione dell’attività effettuata fuori sede avendo cura di riportare nella predetta procedura gli effettivi orari di lavoro prestati, validati dal dirigente dell’Area manageriale “Vigilanza” di appartenenza. Su tale aspetto si evidenzia che resta in capo al predetto dirigente il rispetto dei vincoli del riposo settimanale e giornaliero dettato dal D.Lgs. n. 66/2003.
Al riguardo, l’INPS evidenzia la particolare valenza ai fini istruttori del supporto dell’applicativo Piattaforma per l’Attività di Vigilanza, che consente di ottenere una sintesi di tutte le informazioni disponibili all’Istituto relativamente a un dato soggetto (persona fisica o giuridica), nonché di individuare tutte le eventuali relazioni esistenti con altri soggetti ad esso collegati. Ulteriori informazioni possono essere acquisite attraverso la consultazione di banche dati esterne quali, a mero titolo esemplificativo, Puntofisco, SIAN, SISTER, tramite le necessarie abilitazioni o con la collaborazione dei funzionari amministrativi eventualmente già autorizzati.
L’INPS evidenzia poi l’importanza di promuovere e realizzare incontri periodici, quale momento di coinvolgimento diretto degli operatori e strumento di socializzazione dei risultati, nonché misurazione dell’efficacia dell’azione sul campo e della validità stessa dei programmi.
Alla fase di assegnazione e preparazione dell’ispezione segue quella dell’accesso ispettivo presso il soggetto da sottoporre a verifica, da effettuarsi nei corrispondenti luoghi di lavoro secondo i modi e i tempi consentiti dalla legge ai sensi del vigente art. 13, comma 1, D.Lgs. n. 124/2004, così come riformulato dall’art. 33 della L. n. 183/2010.
Ai fini dell’esercizio del potere di ispezione, gli ispettori possono accedere ai locali delle aziende, agli stabilimenti, ai laboratori, ai cantieri e a qualsiasi altro luogo di lavoro come negozi, esercizi pubblici, studi professionali e ai locali nei quali viene svolta un’attività lavorativa assoggettabile alle norme di legge sull’assicurazione sociale (art. 3, comma 1, lett. a, D.L. n. 463/1983, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 638/1983).
Al riguardo, l’INPS ribadisce che tale accesso va condotto secondo i principi di collaborazione e rispetto che devono caratterizzare i rapporti tra personale ispettivo e soggetto ispezionato, in modo tale da recare la minore turbativa possibile allo svolgimento dell’attività lavorativa in corso, ferme restando le finalità e le esigenze proprie dell’accertamento stesso.
All’atto dell’accesso, il personale ispettivo ha l’obbligo di qualificarsi oltre che nei confronti del datore di lavoro o di chi ne fa le veci, anche nei confronti del personale presente sul luogo di lavoro e di ogni altro soggetto di cui all’art. 3, comma 1, lett. b, del citato D.L. n. 463/1983, con cui occorra interloquire ai fini dell’accertamento.
Ove si renda necessario, gli ispettori sono tenuti altresì ad informare il soggetto sottoposto ad ispezione o un suo rappresentante, dei poteri attribuiti dalla legge agli organi di vigilanza per l’esercizio delle funzioni ispettive, nonché del potere di sanzionare ex art. 3, comma 3, del medesimo D.L. n. 463/1983, eventuali comportamenti omissivi o commissivi diretti ad impedire l’esercizio dell’attività di vigilanza o comportamenti da cui si deduca in modo inequivocabile la volontà di ostacolare la stessa.
In relazione alla mole, alle caratteristiche e alla collocazione della documentazione da esaminare, la verifica della stessa può essere effettuata presso la sede (uffici, unità locali, etc.) del soggetto ispezionato, presso le sedi degli intermediari abilitati ove funzionale alle esigenze dell’accertamento, ovvero presso gli uffici del personale ispettivo procedente.
L’art. 13 del D.Lgs. n. 124/2004, così come riformulato dall’art. 33 della Legge n. 183/2010, ha dettato disposizioni che regolamentano la c.d. procedimentalizzazione dell’attività ispettiva, prescrivendo l’obbligatorietà della verbalizzazione sia nella fase iniziale che conclusiva dell’accertamento e i relativi contenuti inderogabili.
In conformità ai contenuti prescritti dal medesimo comma 1 dell’art. 13, D.Lgs. n. 124/2014, il verbale di primo accesso dovrà contenere l’identificazione delle persone trovate intente al lavoro e la descrizione puntuale delle modalità del loro impiego, nonché ogni utile notizia circa l’effettiva attività lavorativa svolta.
Analogamente per quanto concerne l’acquisizione delle dichiarazioni dei lavoratori, l’INPS evidenzia che nei casi in cui le dimensioni del soggetto ispezionato siano tali da non consentire di intervistare tutto il personale impiegato, l’accertamento potrà essere svolto attraverso l’acquisizione di un numero limitato di dichiarazioni sulla base di un campione significativo di personale, da cui sia possibile dedurre con sufficiente chiarezza ed uniformità le modalità di espletamento delle prestazioni riferibili all’insieme stesso della forza lavoro. I criteri di selezione di detto campione dovranno essere esplicitati in sede di verbalizzazione, come nel caso ad esempio di attività di tipo seriale e ripetitivo, rispetto alle quali il campione consente di risalire alle modalità di svolgimento delle prestazioni dell’intero organico aziendale impiegato.
In particolare, l’INPS sottolinea la necessità, laddove possibile, che il contenuto delle dichiarazioni raccolte dai lavoratori, in quanto non dotate di valenza probatoria precostituita, sia confermato da altri elementi documentali di carattere formale e/o informale o da quanto risulta da ulteriori dichiarazioni rilasciate da altri lavoratori o da terzi. Di quest’ultime, le c.d. dichiarazioni incrociate, va dato atto nell’ambito del profilo motivatorio del provvedimento.
Riguardo alle modalità di notifica, l’INPS rileva l’importanza di procedere alla notifica a mani del destinatario del verbale, metodo che garantisce la certezza e la determinatezza dell’adempimento.
Con riferimento alle fasi successive alla conclusione dell’accertamento, l’INPS rammenta che, in generale, la competenza dell’ispettore cessa con la notifica a mani o a mezzo raccomandata del verbale contenente l’addebito contributivo. Tuttavia l’Istituto ritiene utile riepilogare alcuni oneri che permangono in tale fase.
In caso di rilevazione di ipotesi di reato perseguibili d’ufficio, il personale ispettivo dovrà provvedere a riferire in merito al Direttore di Sede, corredando il tutto con ogni documentazione costituente fonte di prova del reato, ai sensi degli artt. 331 e ss. c.p.p. L’obbligo del rapporto giudiziario si considererà adempiuto per effetto stesso dell’informativa al Dirigente responsabile, che a sua volta dovrà riferire i fatti in questione all’Autorità Giudiziaria.
Inps – Circolare N. 76/2016
FONTE: http://bit.ly/23DWBVC
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10 maggio 2016 alle 9:59