Source: https://www.laleggepertutti.it/165734_termine-di-notifica-del-decreto-ingiuntivo
Timestamp: 2018-06-18 14:52:32+00:00
Document Index: 61309641

Matched Legal Cases: ['art. 644', 'art. 650', 'art. 644', 'art. 140', 'art. 650', 'art. 8', 'art. 650', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 644', 'sentenza ', 'art. 644', 'art. 140', 'art. 139', 'art. 650', 'art. 644', 'art. 140', 'art. 143', 'art. 650', 'art. 644', 'art. 644', 'art. 644', 'art. 188']

Termine di notifica del decreto ingiuntivo
Lo sai che? Termine di notifica del decreto ingiuntivo
Il decreto ingiuntivo deve essere notificato entro 60 giorni altrimenti perde efficacia.
Una volta che il giudice ha emesso il decreto ingiuntivo, questo deve essere notificato al debitore, a cura dell’avvocato del creditore, nei successivi 60 giorni altrimenti perde efficacia. Se però la notifica deve avvenire fuori dal territorio italiano, il termine diventa di 90 giorni [1]. Il termine di notifica del decreto ingiuntivo decorre dal giorno in cui il decreto stesso viene depositato in cancelleria [2].
Con l’introduzione del processo civile telematico, il decreto ingiuntivo viene emesso in formato digitale; pertanto l’avvocato che ne ha richiesto l’emissione dovrà entrare nel polisweb con il proprio dispositivo di firma digitale ed estrarre il decreto ingiuntivo telematico da notificare.
1 Caratteristiche del termine di notifica del decreto ingiuntivo
2 Proroga del termine di notifica del decreto ingiuntivo
3 Mancata notifica del decreto ingiuntivo entro il termine di 60 giorni
4 Sentenze sulla notifica del decreto ingiuntivo
4.1 Notifica nulla o comunque viziata
4.2 Notifica tardiva
Caratteristiche del termine di notifica del decreto ingiuntivo
Il termine di notifica del decreto ingiuntivo è perentorio. Per cui alla sua scadenza il decreto ingiuntivo non è più utilizzabile e perde efficacia. Il creditore, sempre che il suo diritto non si sia nel frattempo prescritto, può però sempre chiedere un nuovo decreto ingiuntivo.
Secondo la Cassazione [3] il termine di notifica del decreto ingiuntivo è soggetto alla sospensione feriale nel periodo che va dal 1° al 31 agosto. Questo significa, ad esempio, che se il decreto è stato depositato in cancelleria il 26 luglio, il termine di notifica del decreto ingiuntivo non scade il 25 ottobre bensì il 24 novembre (poiché tutto il mese di agosto non si calcola).
Proroga del termine di notifica del decreto ingiuntivo
Data la perentorietà del termine di notifica del decreto ingiuntivo non è possibile chiedere al giudice una proroga dello stesso. Peraltro, qualora il creditore provveda alla notificazione del medesimo dopo il decorso di tale termine, le ragioni del debitore, ivi comprese quelle relative all’inefficacia del titolo prevista dalla citata norma, possono essere fatte valere solo con l’ordinaria opposizione al decreto da esperirsi entro 40 giorni dalla suddetta notifica.
Mancata notifica del decreto ingiuntivo entro il termine di 60 giorni
Se il decreto non viene notificato nel termine di legge diventa inefficace. L’inefficacia del decreto ingiuntivo in conseguenza della notificazione oltre il termine può essere dedotta solo dalla parte interessata e non è quindi rilevabile dal giudice d’ufficio [4].
Il creditore può presentare un nuovo ricorso per ottenere un altro decreto ingiuntivo, anche nel caso in cui l’inefficacia non sia stata dichiarata dal giudice [5].
Se il creditore, nonostante il decorso del termine, notifica il decreto ingiuntivo il debitore ne può far dichiarare l’inefficacia solo proponendo opposizione al decreto ingiuntivo stesso. Non può quindi eccepire tale eccezione con l’opposizione all’esecuzione forzata qualora, facendo divenire definitivo il decreto, il creditore dovesse poi procedere al pignoramento. Diversa è invece l’ipotesi in cui l’ingiunto ritiene che la notificazione del decreto sia inesistente, sostiene cioè che nei suoi riguardi non è mai stata eseguita un’operazione di notificazione giuridicamente qualificabile come tale: è ad esempio il caso di notificazione effettuata in luogo o a mani di persona privi di ogni relazione con l’ingiunto. In tal caso l’ingiunto può proporre opposizione all’esecuzione forzata e tale rimedio è proponibile, ove l’esecuzione inizi, fino a che il processo esecutivo non si sia concluso.
Se un decreto ingiuntivo non è notificato, o la notifica di esso è giuridicamente inesistente, la parte contro la quale è stato emesso può, decorso il termine di 60 giorni, chiederne la declaratoria di inefficacia [6]. Si pensi al caso del debitore che ha saputo informalmente che il creditore ha ottenuto un decreto ingiuntivo e sta tentando di notificarglielo.
Sentenze sulla notifica del decreto ingiuntivo
Notifica nulla o comunque viziata
Nell’ambito della disciplina dettata dall’art. 644 c.p.c., l’inefficacia del decreto ingiuntivo è legittimamente riconducibile alla sola ipotesi in cui manchi o sia inesistente la notifica nel termine stabilito dalla norma predetta poiché la notificazione del decreto ingiuntivo comunque effettuata, anche se nulla, è pur sempre indice della volontà del creditore di avvalersi del decreto stesso. Pertanto, potendo tale nullità od irregolarità essere fatta valere a mezzo dell’opposizione tardiva di cui al successivo art. 650 c.p.c., deve essere esclusa la presunzione di abbandono del titolo che costituisce il fondamento della previsione di inefficacia di cui all’ art. 644 c.p.c.
Cass. lav., 29 agosto 2011 n. 17759; conforme Cass. 31 ottobre 2007, n. 22959.
Nel caso di nullità della notificazione del decreto ingiuntivo – diversamente dall’ipotesi di inesistenza che sussiste quando la notifica sia stata eseguita in luoghi o nei confronti di persone non aventi alcuna relazione con il destinatario perché a lui totalmente estranei – è esperibile l’opposizione tardiva ai sensi dell’articolo 650 c.p.c. La notificazione è nulla o semplicemente irregolare quando sia stata effettuata in un luogo o a persona che, pur diversi da quelli indicati dalla legge (articolo 139 c.p.c.), abbiano comunque con il destinatario un collegamento. La proposizione dell’opposizione tardiva è, tuttavia, subordinata alla prova da parte dell’intimato di non avere avuto conoscenza del decreto emesso “inaudita altera parte” causa l’irregolarità, al pari della prova del caso fortuito o di forza maggiore, della notificazione del decreto. (Nella specie l’opponente aveva dedotto che il decreto ingiuntivo gli era stato notificato, ai sensi dell’art. 140 c.p.c., in luogo diverso dall’effettiva dimora essendosi egli trasferito altrove ma, poichè il luogo della notifica era risultato essere ancora a quel tempo la sua residenza anagrafica, la S.C. ha ritenuto che l’opposizione tardiva era stata correttamente rigettata).
Cass. 24 ottobre 2008 n. 25737.
Nel caso in cui la nullità di notifica del decreto ingiuntivo abbia impedito alla parte intimata di avere tempestiva conoscenza del decreto e di proporre opposizione nel termine ordinario, il solo rimedio idoneo a far valere detto vizio e la conseguente inefficacia del decreto, quale titolo per l’esecuzione forzata, è l’opposizione tardiva prevista dall’art. 650 c.p.c. e non quella contemplata dagli artt. 615 e 617 c.p.c.
Cass. 6 febbraio 1998, n. 1202.
Qualora la notificazione del decreto ingiuntivo sia affetta non da giuridica inesistenza, ma da nullità (non rilevando a tal fine che il plico postale non sia stato consegnato al destinatario, ma sia rimasto depositato presso l’ufficio postale fino al compimento del periodo di giacenza, a norma dell’art. 8, D.P.R. 29 maggio 1982, n. 655) tale vizio spiega rilievo solo ai fini dell’ammissibilità dell’opposizione tardiva, a norma dell’art. 650 c.p.c.
Cass. 24 settembre 1997, n. 9372.
Ai fini della validità della notificazione eseguita ai sensi dell’art. 143 c.p.c. per le persone irreperibili, il giudice deve accertare in base alle prove dedotte se il notificante era in grado di conoscere, adottando la comune diligenza, il luogo in cui poteva essere effettuata la notificazione, fermo restando che la notificazione effettuata in assenza dei presupposti necessari per l’applicazione di tale disposizione è nulla, ma non è giuridicamente inesistente. (Nella specie la S.C. ha confermato la decisione del giudice di merito, che aveva escluso la nullità della notificazione di un decreto ingiuntivo, tentata una prima volta presso il domicilio del debitore con esito negativo, perché questi risultava trasferito altrove, e ripetuta venti giorni dopo ex art. 143 c.p.c., dopo aver acquisito certificazione anagrafica che attestava ancora la residenza nella medesima città, non potendo l’ingiungente conoscere il luogo della nuova residenza, stabilita solo sei giorni prima della ripetizione della notifica).
Cass. 18 aprile 2006, n. 8955.
Il principio per cui la notificazione effettuata ai sensi dell’art. 143 c.p.c. in assenza dei presupposti necessari per l’applicazione di tale disposizione è nulla ma non è giuridicamente inesistente comporta che qualora la notificazione eseguita con modalità di cui alla norma sopraindicata abbia ad oggetto un decreto ingiuntivo l’opposizione dell’intimato esplica effetto sanante della pregressa nullità, sicché ove l’opponente si limiti a dedurre l’inefficacia del decreto a norma dell’art. 644 c.p.c. senza contestare ulteriormente la pretesa fatta valere in via monitoria, l’inammissibilità dell’opposizione, per difetto di interesse, rende inammissibile, sotto lo stesso profilo, l’appello proposto contro la sentenza che abbia deciso sull’opposizione e il ricorso per cassazione contro quest’ultima.
Cass. 22 gennaio 1997, n. 668.
Qualora la notificazione del decreto ingiuntivo, tempestivamente effettuata nel termine prescritto dall’art. 644 c.p.c., sia affetta non da giuridica inesistenza, ma da nullità – come nel caso in cui sia stata effettuata con le formalità previste dall’art. 140 c.p.c., anziché con quelle di cui all’art. 139 c.p.c. – tale vizio spiega rilievo solo al fine dell’ammissibilità dell’opposizione tardiva a norma dell’art. 650 c.p.c. – se ed in quanto abbia impedito all’intimato di avere tempestiva conoscenza del decreto, mentre resta sanato per effetto dell’opposizione stessa, ordinaria o tardiva.
Cass. 28 gennaio 1995, n. 1038.
Qualora la notificazione del decreto ingiuntivo, tempestivamente nel termine prescritto dall’art. 644 c.p.c. sia affetta non da giuridica inesistenza, ma da nullità, come nel caso in cui sia stata effettuata con le formalità previste dall’art. 140 c.p.c., anziché con quelle di cui all’art. 143 c.p.c., tale vizio spiega rilievo solo al fine dell’ammissibilità della opposizione tardiva, a norma dell’art. 650 c.p.c., se ed in quanto abbia impedito all’intimato di avere tempestiva conoscenza del decreto, mentre resta sanato per effetto della proposizione della opposizione stessa, ordinaria o tardiva.
Cass. 4 novembre 1980, n. 5907.
La notificazione del decreto ingiuntivo dopo il decorso del termine di quaranta giorni dalla pronuncia comporta l’inefficacia del provvedimento, ma non incide sulla qualificabilità del ricorso per ingiunzione come domanda giudiziale, con la conseguenza che, ove su detta domanda, a seguito dell’opposizione dell’intimato che eccepisca l’inefficacia, si costituisca il rapporto processuale il giudice adito ha il potere-dovere, alla stregua delle comuni regole del processo di cognizione, non soltanto di vagliare la consistenza dell’eccezione, ma anche di decidere sulla fondatezza della pretesa avanzata dal creditore ricorrente.
Cass.18 aprile 2006, n. 8955.
Qualora il creditore, munito di decreto ingiuntivo, provveda alla notificazione del medesimo dopo il decorso del termine di efficacia fissato dall’art. 644 c.p.c., le ragioni del debitore, ivi comprese quelle relative all’inefficacia del titolo prevista dalla citata norma, possono essere fatte valere solo con l’ordinaria opposizione da esperirsi nel termine prefissato dal provvedimento notificato; in tale giudizio il debitore opponente che si limiti ad eccepire l’inefficacia del titolo tardivamente notificato non può impedire che ad un’eventuale dichiarazione di inefficacia del decreto si accompagni la decisione da parte del giudice dell’opposizione in merito all’esistenza del diritto fatto valere con il ricorso per ingiunzione, e l’inosservanza da parte del creditore del termine di cui all’art. 644 c.p.c. può acquisire rilevanza, nel caso di rigetto dell’opposizione, solo ai fini della condanna alle spese del giudizio, consentendo l’esclusione di quelle relative all’ottenimento dell’ingiunzione dichiarata inefficace.
Cass. 30 marzo 1995, n. 3783; conforme Cass. lav., 13 gennaio 1992, n. 287; Cass. 10 maggio 1991, n. 5234.
Qualora il creditore abbia notificato il decreto ingiuntivo dopo il decorso del termine di efficacia di cui all’art. 644 c.p.c., le ragioni del debitore (ivi comprese quelle relative alla inefficacia del titolo) possono essere fatte valere solo con l’opposizione ordinaria e non anche con l’opposizione all’esecuzione, né attraverso gli strumenti processuali previsti dagli artt. 188 disp. att. c.p.c. e 650 c.p.c., i quali presuppongono, rispettivamente, la mancanza o la giuridica inesistenza della notificazione del decreto stesso o il difetto incolpevole della tempestiva conoscenza.
Cass. 25 marzo 1985, n. 2090.
[1] Art. 644 cod. proc. civ.
[2] Cass. sent. n. 22959/07, n. 7160/01.
[3] Cass. sent. n. 22959/07, n. 5447/99.
[4] Cass. sent. n. 7764/05.
[5] Cass. sent. n. 9132/03.
[6] Ai sensi dell’art. 188 disp. att. cod. proc. civ., o con la procedura prevista dai primi due commi, o con autonoma domanda (ultimo comma). Così Cass. sent. n. 9872/97.