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Timestamp: 2020-08-12 22:01:05+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 17585 del 05/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17585 del 05/09/2016
Cassazione civile sez. lav., 05/09/2016, (ud. 21/04/2016, dep. 05/09/2016), n.17585
ANTONINI, rappresentato e difeso dall’avvocato ENRICO FRENI, giusta
I.N.A.I.L. SEDE (OMISSIS), in persona del Direttore pro tempore,
studio dell’avvocato LUIGI LA PECCERELLA, che lo rappresenta e
difende unitamente all’avvocato LUCIANA ROMEO, giusta delega in
avverso la sentenza n. 789/2010 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,
depositata il 21/10/2010 R.G.N. 77/2009;
21/04/2016 dal Consigliere Dott. UMBERTO BERRINO;
udito l’Avvocato ROMEO LUCIANA.
Con sentenza del 5/10 – 21/10/2010, la Corte d’appello di Catania – sezione lavoro ha accolto l’impugnazione proposta dall’Inail avverso la sentenza del giudice del lavoro del Tribunale della stessa sede, che l’aveva condannato a corrispondere a M.S. la somma di Euro 725,58 a titolo di rimborso diaria da ricovero limitatamente al periodo di 29 giorni dell’anno 2005, e per l’effetto ha riformato tale statuizione, rigettando la domanda dell’assicurato.
Per la cassazione della sentenza propone ricorso M.S. con due motivi. Resiste con controricorso l’Inail.
1. Col primo motivo il ricorrente denunzia la violazione del D.P.R. n. 1124 del 1965, art. 178, dell’art. 24 del regolamento Inail del 2.7.1941, degli artt. 2 e 19, del regolamento Inail dell’1.6.2000, dell’art. 22 del regolamento Inail n. 23 del 2007 e degli artt. 1 e 11 disp. gen., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3.
Sostiene, invece, il ricorrente che il rimborso delle diarie si fermava nella fattispecie al 2005 e che il regolamento allora già esistente, approvato con delibera consiliare n. 285 dell’1.6.2000, prevedeva, come prestazioni economiche accessorie per gli assistiti che si recavano presso le strutture dell’Inail o che venivano inviati presso altre strutture per accertamenti, forniture e collaudo delle protesi, il diritto: a) al soggiorno alberghiero (ove necessario per la distanza dal luogo di residenza); b) alle spese di viaggio per l’assicurato e l’eventuale accompagnatore; c) alla diaria; d) alla integrazione della rendita quando prevista. Ne consegue, secondo tale impostazione difensiva, che non vi era alcuna ragione, nemmeno derivante da una interpretazione letterale, per negare al ricorrente il beneficio richiesto.
2. Col secondo motivo il ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 1124 del 1965, art. 178, dell’art. 24 del regolamento Inail del 2.7.1941, degli artt. 2 e 19 del regolamento Inail dell’1.6.2000, dell’art. 22 del regolamento Inail n. 23 del 2007 e dell’art. 12 disp. gen., nonchè l’omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5).
Nel reiterare la contestazione di cui al motivo precedente il ricorrente fa rilevare che dallo stesso art. 22 del regolamento n. 23/2007 emerge che le spese per i pasti e per il pernottamento sono due prestazioni economiche distinte e autonomamente rimborsabili rispetto alla diaria. Aggiunge il ricorrente che la circolare Inail n. 56 del 24.8.2004 prevede che la diaria di cui alla precedente circolare n. 32 del 22.9.1994 spetta in misura diversa a seconda che l’assistenza comporti o meno il pernottamento, indicandola come tipologia di spesa a sè stante rispetto alle spese di viaggio. Inoltre, i regolamenti del 2.7.1941 e dell’1.6.2000 prevedono espressamente la spettanza della voce “diaria” in aggiunta alle spese di vitto, soggiorno e viaggio, mentre l’inciso “giorni di viaggio”, contenuto accanto alla voce diaria nel regolamento n. 23/2007, non può che avere il significato di diaria per i giorni di “allontanamento dal luogo di residenza”. Quindi, una corretta interpretazione sistematica della normativa sopra richiamata porta a ritenere, secondo il presente assunto difensivo, che la “diaria per assistenza protesica” è un rimborso a sè stante che spetta all’assistito in aggiunta alle spese di viaggio, vitto e pernottamento per il solo fatto che il medesimo è costretto a soggiornare fuori dal luogo di residenza.
Anzitutto, va precisato che la norma regolamentare applicabile “ratione temporis” nella fattispecie non poteva essere che quella di cui all’art. 19 del Regolamento per l’erogazione di prestazioni di assistenza protesica agli invalidi del lavoro di cui alla circolare n. 54 del 18.7.2000, approvato con delibera n. 295 del 1 giugno 2000 del Consiglio di Amministrazione dell’Inail, posto che la diaria in esame era stata richiesta fino al 2005.
Tale norma regolamentare prevede espressamente che gli assistiti che si recano presso le strutture dell’Inail ovvero vengono inviati presso altre strutture per accertamenti, prescrizione, fornitura, collaudo, adattamento, rinnovo, riparazione dei d.t., hanno diritto alle seguenti prestazioni economiche accessorie secondo le vigenti disposizioni: – Soggiorno alberghiero (ove necessario per la distanza dal luogo di residenza) e spese di viaggio per l’assicurato e per l’eventuale accompagnatore; diaria; integrazione rendita quando prevista. Inoltre, nella parte finale della norma in esame è chiarito che le spese di viaggio debbono essere commisurate al mezzo di trasporto ritenuto più idoneo dal dirigente medico, valutate le difficoltà di deambulazione e movimento dell’assistito.
Orbene, stante la chiarezza del dato letterale di tale norma regolamentare non può esservi alcun dubbio sul fatto che la diaria in esame rappresenta una prestazione economica accessoria distinta ed autonoma rispetto alle spese di soggiorno e di viaggio, tanto che per queste ultime, previste anche per l’eventuale accompagnatore è precisato che debbono essere commisurate al mezzo di trasporto ritenuto più idoneo dal dirigente medico in base alle difficoltà di deambulazione e movimento dell’assistito. Ha, quindi, ragione il ricorrente a dolersi del fatto che la Corte territoriale è incorsa in errore nel ritenere applicabile nella fattispecie il successivo regolamento approvato con delibera n. 23 del 2007 dell’ente, nonostante che la sua richiesta fosse ferma al 2005 e fosse disciplinata dalla precedente disposizione regolamentare del 2000, così com’è fondata la doglianza in ordine alla decisione della stessa Corte di escludere il diritto alla prestazione in esame per i giorni di ricovero presso il centro protesi di (OMISSIS), sulla base del convincimento che la diaria dovesse ritenersi riferita ai giorni di viaggio necessari a raggiungere il centro di cura e a compensare, in via forfettaria, le spese dei pasti e dei pernottamenti.
Invece, dall’inequivocabile contenuto della norma regolamentare del 2000, direttamente applicabile “ratione temporis” nella fattispecie, sì ricava che la diaria per assistenza protesica è un rimborso che spetta all’assistito in aggiunta alle spese di viaggio e di soggiorno per il solo fatto che il medesimo è costretto a soggiornare fuori dal luogo di residenza e non può, quindi, ritenersi comprensiva delle stesse.
Tale interpretazione è anche in linea con le finalità perseguite dal legislatore con le norme primarie di cui agli artt. 66, 90, 126 e 178 del T.U. n. 1124 del 1965, contenente le disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, norme delle quali quelle regolamentari emesse dallo stesso istituto assicuratore rappresentano la concreta attuazione.
Infatti, la norma di cui all’art. 66 del citato Testo unico prevede tra le prestazioni in favore dell’assicurato la fornitura degli apparecchi di protesi e la successiva norma di cui all’art. 90 stabilisce che l’istituto assicuratore è tenuto a provvedere alla prima fornitura degli apparecchi di protesi e degli apparecchi atti a ridurre il grado di inabilità, nonchè alla rinnovazione degli stessi, quando sia trascorso il termine stabilito dall’istituto medesimo allo scopo di garantire la buona manutenzione degli apparecchi da parte dell’infortunato. Nè può trascurarsi di considerare che l’art. 126 prevede che l’assicurazione è esercitata anche con forme di assistenza e di servizio sociale, dell’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, così come il successivo art. 178 dispone che presso l’Inali è istituita una speciale gestione avente per scopo di provvedere, nei limiti e con le forme stabilite dal regolamento approvato con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, al ricovero, alla cura, alla rieducazione, qualificazione, riqualificazione, addestramento e perfezionamento professionale e, in generale, all’assistenza materiale e morale dei grandi invalidi del lavoro.
Quindi, il fatto che l’Inail fosse obbligato per legge a fornire le protesi sanitarie agli invalidi del lavoro e a garantirne la buona manutenzione giustificava ampiamente la scelta dell’organo deliberativo dell’istituto assicuratore di prevedere la compiuta esecuzione di un tale obbligo attraverso il riconoscimento ai relativi assistiti del diritto alle suddette prestazioni accessorie, tra le quali la diaria oggetto di causa, funzionali alla piena attuazione delle finalità delle norme del citato testo unico.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese, alla Corte d’appello di Catania in diversa composizione.