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Timestamp: 2018-09-18 19:25:49+00:00
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Inserimento a pettine e ricorso al Presidente della Repubblica: una domanda all'avv. Miceli - Orizzonte Scuola
Inserimento a pettine e ricorso al Presidente della Repubblica: una domanda all’avv. Miceli
In questi giorni sono giunte in redazione molte domande sulla questione relativa alla sentenza della Corte Costituzionale e l’inserimento a pettine nelle graduatorie, tra esse ne abbiamo selezionato una in particolare che abbiamo rivolto all’avv. Miceli il quale ha patrocinato i ricorsi ANIEF. La domanda in questione è la seguente: Chi ha presentato i ricorsi al Presidente della Repubblica può considerare valida la sentenza della Corte di Cassazione o deve attendere il pronunciamento e solo successivamente far valere i propri diritti?
Risposta dell’avv. Miceli
Considerato, tuttavia, che i ricorsi al PDR hanno tempi di decisione non brevi, i ricorrenti al PDR potrebbero essere indirizzati a presentare un ricorso d’urgenza prima delle prossime operazioni di stipula dei contratti
Cito in proposito questa illuminante sentenza:
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. VI – sentenza 2 aprile 2010 n. 1897
– Pres. Barbagallo, Est. De Michele – D’Antonio (Avv. Marotta) c. Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ed altro (n.c.) – (annulla con rinvio T.A.R. Campania – Salerno, snt. n. 518 del 2009).
Giurisdizione e competenza – Concorsi – Insegnanti – Graduatorie per l’abilitazione all’insegnamento in determinate classi – Giurisdizione amministrativa – Sussiste – Ragioni.
a) un primo (ampio) indirizzo giurisprudenziale tende ad escludere, in effetti, la cognizione del giudice amministrativo nella materia di cui trattasi (cfr., fra le tante, Cass. SS.UU. 28 luglio 2009, n. 17466, 13 febbraio 2008, n. 3399, in LexItalia.it, pag. http://www.lexitalia.it/p/81/cassu_2008-02-13.htm, 20 giugno 2007, n. 14290, 18 maggio 2007, n. 11563, 22 luglio 2003, n. 11404, 23 novembre 2000, n. 1203; T.A.R. Toscana, Sez. I, 11 settembre 2008, n. 1965; T.A.R. Sicilia – Catania, sez. II, 24 aprile 2009, n. 792; T.A.R. Campania – Salerno, sez. I, 12 gennaio 2009, n. 21; T.A.R. Lazio – Roma, Sez. I, 20 febbraio 2008, n. 1532). Secondo tale indirizzo le procedure concorsuali, finalizzate all’assunzione presso una pubblica amministrazione, sono rimesse alla cognizione del giudice amministrativo – ex art. 63, comma 4, D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 – solo quando sia attribuito alla medesima amministrazione un potere valutativo e comparativo del merito dei partecipanti (in capo ai quali sussiste un interesse legittimo al corretto espletamento della procedura); quando invece sia in discussione solo la formazione di graduatorie, sulla base di criteri prestabiliti dalla normativa o dalla stessa pubblica autorità, cui residua un potere di mero accertamento, gli aspiranti all’inserimento farebbero valere – per affermare i requisiti propri o contestare, come nella situazione in esame, quelli altrui – un vero e proprio diritto soggettivo al lavoro, rientrante nella cognizione del giudice ordinario;
CORTE DI CASSAZIONE – SEZIONI UNITE CIVILI, sentenza 15-1-2010, pag. http://www.lexitalia.it/p/10/cassu_2010-01-15.htm (sulla nozione di concorso pubblico rilevante ai fini della determinazione della giurisdizione ed in particolare sul giudice competente a decidere una controversia relativa ad una procedura selettiva indetta da un ente locale riservata ai disoccupati iscritti alle liste di collocamento, nel caso in cui per la valutazione dei titoli non sia previsto alcun margine di apprezzamento discrezionale).
CORTE DI CASSAZIONE – SEZIONI UNITE CIVILI, sentenza 17-11-2008, pag. http://www.lexitalia.it/p/82/casssu_2008-11-3.htm (sul giudice competente a decidere controversie relative al collocamento degli insegnanti nelle graduatorie scolastiche ed in particolare per una azione di risarcimento dei danni proposta da un docente a seguito del depennamento da una graduatoria).
18 febbraio 2011 - 5:34 - redazione