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Timestamp: 2020-03-31 02:10:00+00:00
Document Index: 179011682

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 18', 'art.46', 'art. 42', 'art. 70', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 41', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 24', 'art. 5', 'art. 24', 'art. 12', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 24', 'art. 18']

1 Le disposizioni del presente Capo interessano le aree dei Sistemi Ambientali, come individuate nella Tav. 1 "Sistemi Territoriali" del PS:
- della Calvana;
- del Monteferrato appartenenti al Sistema Funzionale delle "Aree Verdi Attrezzate";
- esterne all'ANPIL del Monteferrato.
2 Il riferimento per i Sistemi Ambientali sono le seguenti Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Ambientali" in scala 1:5.000:
Tav. A Monteferrato Nord
Tav. B Monteferrato Sud
Tav. C Calvana Nord
Tav. D Calvana Sud
3 All'interno dei Sistemi Ambientali il RU distingue:
- Aree ad esclusiva e prevalente funzione agricola soggette all'applicazione del Titolo IV, Capo III della LR 1/05;
- Aree a prevalente interesse ambientale soggette a specifica disciplina di salvaguardia ai sensi dell'Art. 39 comma 3 LR 01/05;
- aree ricadenti nell'ANPIL "Monti della Calvana" soggette a specifica disciplina transitoria fino all'approvazione del regolamento di gestione dell'ANPIL;
- aree ricadenti nell'ANPIL "Monteferrato" esterne alle UTOE soggette a specifica disciplina in conformità alle disposizioni della DCR 67/96 e successive modificazioni;
- Aree Attrezzate soggette a specifica disciplina.
4 Il RU con riferimento alla "Carta delle aree ad esclusiva e prevalente funzione agricola" integra e specifica le indicazioni del PS relativamente all'applicazione del Titolo IV, Capo III della LR 1/05 e smi.
5 Gli interventi ricadenti in:
- Aree ad esclusiva funzione agricola sono disciplinati agli Artt. 18, 18.1, 18.2 delle presenti NTA;
- Aree a prevalente funzione agricola sono disciplinati agli Artt. 19, 19.1, 19.2, 19.3 delle presenti
- Aree a prevalente interesse ambientale sono disciplinati agli Artt. 20, 20.1 delle presenti NTA;
- ANPIL "Monti della Calvana" sono disciplinati all'Art. 21 delle presenti NTA;
- ANPIL "Monteferrato" sono disciplinati all'Art. 17.1 delle presenti NTA;
- Aree Attrezzate sono disciplinate nell'ambito delle UTOE di appartenenza. Gli Artt. 22; 22.1; 22.2; 22.3; 22.4 delle presenti NTA ne dettano le disposizioni generali.
6 Tutti gli interventi dovranno garantire la conservazione o il miglioramento delle condizioni originarie, essere compatibili con i caratteri paesistici dei luoghi, in particolare, dovranno salvaguardare la presenza degli elementi caratterizzanti il paesaggio consolidato quali terrazzamenti, muri a secco, alberature a filare, formazioni lineari arboree ed arbustive non colturali, idrografia superficiale e conservare i manufatti e gli elementi vegetazionali caratterizzanti il paesaggio agrario (tabernacoli, cappelle, mulini, fonti, sorgenti, conserve d'acqua, piante annose, alberi monumentali e specie vegetali rare di cui all'Art. 17 comma 3d del PS). Indipendentemente dalla loro collocazione i terrazzamenti ed i muri di contenimento lungo le strade sono da conservare integralmente e nei casi di crolli vanno ripristinati; eventuali soluzioni diverse da quelle originarie potranno essere realizzate purché ambientalmente compatibili sul piano delle tecniche costruttive e dei materiali impiegati e di pari o maggiore efficacia sul piano della difesa del suolo e della regimazione delle acque. Per tali manufatti sono ammessi unicamente interventi di restauro attuati secondo i criteri del restauro scientifico e con tecniche e materiali tradizionali.
7 Ove previsto, dalle Tavole "Usi e modalità d'intervento - I Sistemi Ambientali" è ammessa la realizzazione e/o l'integrazione di viabilità meccanizzata, pedonale e ciclabile.
8 I nuovi edifici rurali realizzabili nelle aree classificate agricole ai sensi delle disposizioni regionali in materia, così come cartografate nelle tavole di cui al comma 2 del presente articolo, possono essere delle seguenti sei tipologie:
a) abitazione rurale (AR): edificio destinato all'abitazione dell'imprenditore agricolo, del collaboratore familiare, del colono o di altra figura professionale alle dipendenze dell'impresa agricola;
b) annesso agricolo (comprese le serre fisse) (AA): edificio non destinato ad abitazione, funzionale allo svolgimento dell'attività aziendale come ricovero di beni strumentali o animali in allevamento e trasformazione/conservazione di prodotti aziendali;
c) annessi e serre eccedenti la capacità produttiva del fondo (ASE): edificio non destinato ad abitazione, funzionale allo svolgimento dell'attività di aziende agricole che non possiedono le superfici minime fondiarie previste;
d) manufatto leggero per l'agricoltura amatoriale (MLAA): edificio posto a servizio di fondi agricoli funzionale ad assolvere lo svolgimento dell'attività agricola amatoriale;
e) Manufatti temporanei (MT): edificio realizzato in legno e funzionale ad assolvere esigenze aziendali a carattere stagionale o comunque temporanee, finalizzate alla produzione di beni o al ricovero di beni strumentali dell'azienda o animali in allevamento;
f) serre temporanee e stagionali (STS): manufatti posti a servizio di fondi agricoli condotti da aziende agricole anche non imprenditori agricoli, funzionale allo svolgimento dell'attività agricola riferita alla durata del ciclo poduttivo.
9 All'art. 18.1 vengono disciplinati gli interventi descritti al comma precedente.
10 Gli interventi di recupero, riordino o miglioramento fondiario e di trasformazione del tipo d'uso del suolo dei terreni agricoli sono disciplinati da quanto indicato dall'Allegato "D" alle presenti NTA.
12 In tutte le aree dei Sistemi Ambientali è vietato il deposito, anche temporaneo, di materiali non destinati all'ordinaria coltivazione dei fondi agricoli. È vietato, inoltre, il parcheggio di roulotte e camper al di fuori delle aree specificamente destinate.
13 Nelle aree ricadenti all'interno dei SIR 40 "La Calvana" e SIR 41 "Monteferrato - Monte Javello" tutti gli interventi non direttamente connessi o necessari alla gestione dei siti e suscettibili di produrre effetti sul SIR dovranno essere sottoposti a valutazione di incidenza, ai sensi dell'Art. 195 della LR 1/2005, che dimostri che gli interventi previsti e la loro attuazione non pregiudicano l'integrità del sito, tenuto conto degli obiettivi di conservazione.
14 Il RU recepisce il censimento di cui al Quadro Conoscitivo del PS ed istituisce l'"Albo comunale degli alberi monumentali e degli elementi vegetali notevoli".
Art. 17.1 Disciplina Area protetta del Monteferrato
1 Il RU conferma la disciplina dell'Area protetta del Monteferrato approvata con DCC n.9 del 18/02/2000 - in adeguamento della DCR 27 febbraio 1996 n. 67, fatto salvo il rispetto di prescrizioni più restrittive eventualmente disposte dal RU, in particolare per quanto riguarda edifici e pertinenze appartenenti al patrimonio storico-architettonico-documentale.
La disciplina delle aree agricole appartenenti all'Area protetta è articolata in riferimento alla classificazione in:
- aree di particolare carattere scientifico
- aree di interesse paesaggistico ambientale
ed all'individuazione all'interno di tali aree di ambiti specifici per i quali valgono ulteriori disposizioni normative;
ai contesti riconosciuti quali Aree a prevalente interesse ambientale si applicano inoltre le disposizioni degli Artt. 20 e 20.1 delle presenti NTA.
La disciplina delle aree incluse nei Sistemi insediativi e delle Aree Attrezzate è riportata negli articoli delle UTOE di appartenenza.
2 Per l'ANPIL Monteferrato è prevista la definizione di specifica disciplina attraverso l'approvazione del Regolamento di gestione da redigersi secondo gli indirizzi definiti dal Piano Pluriennale di Sviluppo Economico e Sociale delle Aree Protette approvato con D.C.P. n. 36/2007.
3 La Commissione Edilizia Integrata di cui all'art. 2 del vigente Regolamento Edilizio costituisce l'organo consultivo del Sindaco per l'istruttoria e la formazione di atti pubblici ed aventi natura urbanistico-edilizia pertinenti l'Area Protetta del Monteferrato.
Fino all'approvazione delle nuove norme del Regolamento Edilizio pertinenti l'Area Protetta dovrà essere acquisito il parere della CEI sulle richieste dei cittadini e sugli atti pubblici che richiedano un giudizio di natura urbanistica od architettonica, ovvero di particolare competenza tecnica.
4 Il Comune, in forma singola o associata con i Comuni di Prato e Montemurlo ovvero con la Provincia di Prato, può predisporre programmi di attuazione di settore che individuano i progetti ed i programmi operativi nei vari settori di intervento, previo parere dell'Unione dei Comuni della Val di Bisenzio per quanto di competenza. I settori interessati sono: Agricoltura, Zootecnia, Paesaggio, Tutela e potenziamento delle aree boscate, Rimboschimento, Piani antincendio, Tutela della fauna ed attività venatoria, Tutela della flora e realizzazione di erbari, Creazione di aree a vocazione palustre, Recupero ambientale delle aree degradate, Valorizzazione del patrimonio storico ed ambientale, Sistemi di attrezzature per il tempo libero ed uso pubblico dell'Area Protetta, Centri di interesse culturale, Sistemi di accessibilità e mobilità, Disciplina degli orti familiari e relativi annessi, Disciplina delle recinzioni e delle essenze arboree ed arbustive, Segnaletica per la fruizione; programmi di attuazione per settori diversi da quelli sopra indicati sono ammessi purché finalizzati alla tutela o alla salvaguardia attiva dell'Area Protetta.
Gli Enti pubblici ed i privati, proprietari o aventi titolo, hanno facoltà di presentare proposte di piani, programmi o progetti che possono essere inclusi nei programmi di attuazione.
Per quanto attiene agli assetti edilizi ed urbanistici, i programmi di settore si attuano attraverso piani di iniziativa pubblica che individuino in particolare le aree ed i beni da sottoporre ad esproprio o servitù, gli eventuali comparti, le opere di urbanizzazione e gli schemi di convenzione, i tempi e le modalità di finanziamento delle opere; l'Amministrazione può procedere alla redazione di piani attuativi ogni qualvolta ravvisi la necessità di un'azione coordinata tra più soggetti.
5 Nell'Area Protetta sono in generale compatibili ed ammessi:
- gli interventi per la conservazione del suolo agricolo, per il mantenimento o la realizzazione delle colture e degli impianti ed in particolare le attività agricole che salvaguardano le sistemazioni agrarie storiche e che concorrono al recupero del degrado ambientale,
- gli interventi per la conservazione e gestione del patrimonio boschivo,
- gli interventi per la salvaguardia delle insorgenze floristiche e vegetazionali e per la sistemazione ambientale e vegetazionale,
- gli interventi per il potenziamento e la valorizzazione dei principali eventi antropologici e culturali,
- gli interventi sulla viabilità principale e secondaria.
Tali interventi non dovranno comunque comportare alcuna trasformazione degli assetti morfologici esistenti.
Non è ammessa la demolizione dei cigli e dei terrazzamenti esistenti; è vietata la trasformazione delle aree terrazzate e l'uso di materiali diversi da quelli lapidei per la manutenzione dei terrazzamenti.
Sono ammessi gli interventi di conservazione, manutenzione e ripristino della rete scolante e dei muretti a secco purché sia rispettato l'uso dei materiali esistenti e le tecniche costruttive tradizionali.
6 Nell'Area Protetta sono vietate l'apertura di nuove cave e la realizzazione di qualsiasi impianto per il trattamento di residui e rifiuti di qualunque natura.
È vietata la realizzazione di recinzioni di fondi agricoli, prati pascoli e superfici boscate con reti metalliche, filo spinato, palificazioni metalliche o prefabbricate; eventuali recinzioni di fondi saranno regolamentate tramite programmi di attuazione di settore o dal Regolamento di gestione.
7 Aree di particolare carattere scientifico
Sono aree di particolare carattere scientifico per rilevanza e rarità e comprendono le aree di salvaguardia intensiva di Monte Le Coste, Faggi di Javello, Castiglioni e La Collina. I principali obiettivi sono rappresentati dalla tutela dei valori ambientali, da un uso produttivo dei boschi trattati a ceduo, compatibilmente con la salvaguardia ambientale, e da un uso ricreativo e didattico. La fruibilità ricreativa dovrà comunque essere di tipo esclusivamente pedonale, equestre e ciclabile; nel caso dell'Ambito di Monte Le Coste la circolazione motorizzata dovrà essere limitata ai mezzi per la sorveglianza e la gestione, ai mezzi dei residenti nell'area e ai mezzi agricoli necessari alla conduzione dei fondi.
In tali aree sono consentite le normali attività di coltura del bosco; sono vietati disboscamenti, trasformazioni morfologiche, vegetazionali, colturali e dell'assetto faunistico esistente nonché ogni attività che comporti processi di inquinamento o comunque incompatibili con le finalità di conservazione degli ecosistemi.
8 Aree di interesse paesaggistico ambientale
Sono aree che presentano interesse paesaggistico-ambientale d'insieme che assumono specificità per la rilevanza e rarità dei valori espressi ed aree con distinte peculiarità storico-artistiche, naturalistiche ed ambientali.
In tali aree sono vietate trasformazioni morfologiche e colturali, nonché ogni attività che comporti processi di inquinamento o comunque incompatibili con le finalità di salvaguardia.
Nelle aree prative o coltivate dovrà essere vietato l'accesso con mezzi motorizzati ad eccezione dei mezzi meccanici addetti alla lavorazione dei fondi.
È ammesso il recupero ambientale delle aree degradate ed il recupero di aree agricole abbandonate e/o edificate al fine di creare servizi ricreativi, aree di sosta e di uso pubblico; nel caso di aree boscate le aree degradate saranno individuate con specifico programma di attuazione di settore.
Nelle aree boscate, comprendenti le aree cespugliate nelle quali è in atto una rinnovazione naturale (ex aree incendiate) e le aree denudate percorse da incendi, sono inoltre vietati disboscamenti che esulino dal normale taglio produttivo e trasformazioni vegetazionali e dell'assetto faunistico esistente; la circolazione motorizzata dovrà essere limitata ai mezzi per la sorveglianza e la gestione, ai mezzi dei residenti nell'area e ai mezzi agricoli necessari alla conduzione dei fondi.
Negli Ambiti a vocazione di servizio turistico-ricreativo, appartenenti ai contesti individuati dal Piano Strutturale come spazi di uso pubblico attrezzati a parco e per il gioco e lo sport o per parchi urbani e territoriali dei quali fanno parte anche le Aree Attrezzate dell'Area Protetta, possono essere allocate funzioni culturali e ricreative di iniziativa pubblica, quali soggiorni estivi organizzati, sistemi di percorsi attrezzati con aree di sosta, parcheggi ed aree per attività ricreative. In tali aree sono comunque vietate trasformazioni vegetazionali e dell'assetto faunistico esistente.
Negli Ambiti vincolati a verde privato, dove esistono giardini o parchi privati o colture di alto fusto da conservare, il verde sia di alto fusto che ornamentale dovrà essere mantenuto o reintegrato ed è vietata la realizzazione di impianti sportivi; eventuali nuove recinzioni dovranno essere realizzate con materiali coerenti al contesto.
Nell'Ambito di rispetto paesaggistico-ambientale del Mulinaccio è fatto divieto di eseguire ogni opera che cotituisca pregiudizio all'attuale stato esteriore dei luoghi quali movimenti di terra o trasformazioni vegetazionali; i programmi di attuazione di settore possono prevedere modifiche allo stato dei luoghi solo al fine di meglio valorizzare il complesso edilizio e la sua pertinenza.
Nell'Ambito del nucleo di Popigliano tutti gli interventi dovranno essere finalizzati al mantenimento dell'unitarietà del borgo ed alla sua conservazione e valorizzazione, anche attraverso operazioni di recupero del degrado dell'intorno ambientale, nel rispetto degli elementi caratterizzanti il contesto. Gli interventi nel nucleo sono pertanto subordinati alla redazione di un apposito Piano di Recupero, nel quale dovrà in particolare essere curato lo studio dei rapporti tra pertinenze, edifici e percorsi.
Gli ambiti delle emergenze vegetazionali dovranno essere perimetrati attraverso specifico programma di attuazione di settore che proporrà anche le modalità di intervento. In tali ambiti dovrà essere limitata o vietata qualsiasi forma di alterazione eccetto i percorsi pedonali e le opere di controllo e/o valorizzazione previste dalle presenti NTA o da programmi di attuazione di settore.
9 Viabilità e parcheggi pubblici
Per le strade principali - direttrici e circuiti di maggior importanza per il traffico veicolare e per accedere ai margini delle zone escursionistiche - è vietato modificare in modo sostanziale il tracciato esistente nonché ampliare la carreggiata esistente; sono fatti salvi gli interventi riguardanti la manutenzione delle superfici esistenti, drenaggi e banchine e piccoli ampliamenti e parziali modifiche di tracciato ove sussista la necessità per sicurezza e stabilità.
Per le strade secondarie - strade che servono gli edifici dell'Area protetta, incluse vicinali ed interpoderali sterrate - è vietato modificare in modo sostanziale il tracciato esistente nonché l'ampliamento della carreggiata esistente; sono fatti salvi parziali modifiche di tracciato che si ritenessero necessarie al fine del recupero e della valorizzazione dei complessi edilizi, salvo il mantenimento del vecchio tracciato come testimonianza storica, e gli interventi riguardanti la manutenzione delle superfici esistenti, drenaggi e banchine e piccole modifiche ove sussista la necessità per sicurezza e stabilità.
Su tutte le altre strade - strade poderali e boschive - è vietata la circolazione di qualsiasi veicolo a motore, ad eccezione di quelli adibiti alla sorveglianza ed alla gestione o alla coltivazione dei fondi fino alla redazione di uno specifico programma di attuazione di settore o del Regolamento di Gestione.
Su tutte le strade ed i sentieri dovrà essere sempre mantenuto il pubblico transito, consentendo in ogni caso la fruizione pedonale, equestre e ciclabile; eventuali limitazioni potranno essere solo quelle normalmente derivanti dalla buona organizzazione della circolazione veicolare e per la prevenzione di situazioni di pericolo.
L'individuazione di percorsi ad esclusivo uso pedonale è effettuata con specifico programma di attuazione di settore.
È vietata l'apertura di nuove strade o carrarecce.
I parcheggi pubblici o di uso pubblico devono essere realizzati con pavimentazioni inerbite per almeno il 50% della superficie complessiva ed essere totalmente permeabili, con essenze arboree locali per almeno 1 albero ogni 3 posti auto.
10 Impianti ed infrastrutture tecnologiche
L'installazione di impianti per telefonia mobile e/o telecomunicazione o di linee elettriche aeree ad alta e media tensione è ammessa, nel rispetto delle procedure previste dalle vigenti norme statali e regionali in materia, solo per evidenti motivi di interesse pubblico e ove si tratti di strutture non altrimenti ubicabili ed a condizione che siano esplicitamente previste e garantite tutte le misure necessarie al contenimento ed alla mitigazione degli impatti ambientali e visuali. Impianti ed infrastrutture devono in ogni caso essere collocati nelle posizioni di minore esposizione alle visuali panoramiche ed essere inserite in modo coerente nel contesto ambientale e paesaggistico.
11 Destinazioni d'uso
Oltre a quella agricola, le destinazioni d'uso consentite sono quella residenziale ed i servizi pubblici o di uso pubblico, fatto salvo quanto disposto per le Aree attrezzate e per altri ambiti specificamente disciplinati dalle presenti NTA.
Per il patrimonio edilizio rurale esistente è ammesso il cambio di destinazione d'uso, secondo le disposizioni dell'Art. 18.1 comma 12 delle presenti NTA, nel rispetto dei tipi di intervento ammessi.
12 Patrimonio edilizio esistente
La disciplina del presente comma si applica al patrimonio edilizio esistente, con esclusione degli edifici appartenenti al patrimonio di interesse storico-architettonico-documentale, per i quali si rinvia alle disposizioni specifiche dell'Allegato A ed alle disposizioni generali dell'Art. 5.1 comma 5-6-7 delle presenti NTA.
Il rilievo e l'analisi degli edifici preliminari agli interventi dovranno evidenziare, oltre allo stato attuale dell'immobile, la successione degli eventuali ampliamenti, la presenza di superfetazioni e l'uso che ha dato origine agli elementi edificati ed alla sistemazione degli spazi esterni. Nel caso di edifici realizzati precedentemente al 1960 è comunque prevista la conservazione dell'impianto tipologico con obbligo di rimozione delle superfetazioni evidenziate dallo studio preliminare nel caso di cambio d'uso. Tramite Piano di Recupero sono consentiti interventi di demolizione delle superfetazioni e realizzazione di pari Volume ai fini del miglioramento ed adeguamento ambientale, igienico-sanitario e funzionale.
Non è comunque ammessa la nuova realizzazione di tettoie, porticati, verande, balconi e terrazzi.
Negli Ambiti a vocazione di servizio turistico-ricreativo, in attesa della realizzazione delle finalità pubbliche previste, per gli edifici esistenti non appartenenti al patrimonio edilizio di interesse storico-architettonico-documentale sono consentiti esclusivamente interventi fino al risanamento conservativo di cui all'Art. 5.1 comma 3 delle presenti NTA.
Il frazionamento di edifici realizzati precedentemente al 1960 è subordinato alla redazione di un Piano di Recupero esteso all'intera area di pertinenza nel caso di formazione di più di tre nuove unità immobiliari e nel caso di intervento riferito ad interi nuclei, complessi ed insediamenti rurali; dovranno contestualmente essere individuati locali adeguati alla manutenzione dell'intorno.
Edifici con destinazione d'uso agricola
Sono previsti interventi di ristrutturazione edilizia così come descritti dell'Art. 18.1 comma 10 delle presenti NTA, con esclusione di ampliamenti (addizioni volumetriche e interventi pertinenziali art. 5,5 comma 2 lettere g e h e comma 5) riferiti ad abitazioni rurali; non sono ammessi ristrutturazioni urbanistiche, trasferimenti di volumetrie e sostituzioni edilizie.
Edifici con destinazione d'uso non agricola
Sono previsti interventi di ristrutturazione edilizia così come descritti dell'Art. 18.1 comma 11 delle presenti NTA; è consentita, limitatamente agli edifici realizzati successivamente al 1960, la demolizione di volumi secondari facenti parte di un medesimo organismo edilizio e loro ricostruzione nella stessa quantità o in quantità inferiore anche in diversa collocazione sul lotto di pertinenza, purché migliorativa, anche aggregati all'edificio principale.
Interventi pertinenziali
Sono previsti i seguenti interventi pertinenziali di cui all'art. 5.5:
- comma 2 f) purché la realizzazione di volumi tecnici e cantine non comporti anche la realizzazione di rampe esterne; nel caso di terrapieni gli interventi sono comunque ammessi esclusivamente in presenza di dislivelli del terreno esistenti, senza alcuna alterazione della morfologia dei luoghi ed è ammessa una Slp massima pari a 12 mq. per unità immobiliare, fermo restando il divieto di realizzare una volumetria superiore al 20% del volume (V) dell'edificio principale di riferimento;
nella realizzazione di autorimesse, cantine e volumi tecnici interrati nei terrapieni formati da dislivelli del terreno esistenti dovranno essere impiegati materiali compatibili e coerenti con il contesto, adottando gli opportuni accorgimenti per garantirne il corretto inserimento paesistico. Tali opere dovranno in ogni caso essere localizzate in prossimità degli edifici esistenti e non dovranno implicare la realizzazione di nuova viabilità o di nuovi percorsi, anche se interni alla pertinenza.
Eventuali depositi di gas o combustibili dovranno essere interrati.
Le sistemazioni esterne non dovranno alterare l'immagine complessiva o essere in contrasto con le caratteristiche degli edifici, fatta salva la possibilità di ripristino dell'assetto originario, ove inequivocabilmente documentabile.
Per recinzioni ed accessi vale quanto previsto al comma 15 dell'art. 18.1 delle presenti NTA.
Eventuali recinzioni saranno comunque localizzate in corrispondenza di elementi di divisione esistenti quali limiti di colture, ciglioni, scarpate, filari di piante e comunque in posizione tale da non alterare il rapporto tra l'edificio e l'ambiente circostante. Per gli ingressi è vietato l'impiego di cancellate e pilastri di sostegno eccedenti, per dimensioni e tipologia, il loro ruolo e funzione; le recinzioni avranno altezza tale da garantire comunque il mantenimento delle visuali preesistenti, sia verso l'esterno, sia verso l'interno.
Non sono consentiti movimenti di terra che comportino alterazioni morfologiche delle aree di pertinenza, fatto salvo il caso del ripristino di condizioni preesistenti degradate, come nel caso di muri di sostegno crollati.
Dovranno essere tutelate le alberature esistenti.
Nelle Aree di particolare carattere scientifico e negli Ambiti di rispetto paesaggistico-ambientale del Mulinaccio e del nucleo di Popigliano dovrà essere individuato l'intorno ambientale dell'edificio e delle parti od annessi da mantenere ad uso agricolo o per la manutenzione e la salvaguardia dell'area.
13 Nuove costruzioni rurali
Nuovi annessi rurali (AA) possono essere previsti a seguito dell'approvazione di PMAA, secondo le disposizioni dell'Art. 18.1 comma 14 delle presenti NTA, o se previsti dai programmi di attuazione di settore, nel rispetto delle disposizioni della L.R. 1/05 e relativo Regolamento di Attuazione e dell'Allegato 2 alle NTA del PTC di Prato. Per tali annessi valgono inoltre le disposizioni dell'Art. 18.1 comma 4 delle presenti NTA.
Per i nuovi annessi e serre eccedenti la capacità produttiva del fondo (ASE) vale quanto disposto all'Art. 18.1 comma 8 delle presenti NTA; tali annessi dovranno sostituire quelli precari, condonati o saltuari eventualmente presenti, garantendo l'eliminazione di eventuali situazioni di degrado.
Non è consentita la costruzione di nuove abitazioni rurali (AR).
14 Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale
Per i Programmi Aziendali Pluriennali di Miglioramento Agricolo Ambientale valgono le disposizioni dell'Art. 18.1 comma 14 delle presenti NTA.
15 Annessi per la conduzione di fondi agricoli minori (MT), Manufatti leggeri per l'agricoltura amatoriale (MLAA), Serre temporanee e serre con copertura stagionale (STS), Recinzioni di fondi agricoli a protezione dai danni provocati dalla fauna selvatica, per il ricovero e/o allevamento di animali
Valgono le disposizioni dell'Art. 18.1 delle presenti NTA, fermo restando il rispetto delle prescrizioni del presente comma.
Tali disposizioni si applicano - per quanto attiene ad annessi e manufatti - alle zone appartenenti alle Aree di interesse paesaggistico ambientale esterne a specifici Ambiti ed a tutte le zone classificabili agricole in base all'uso reale del suolo, quando ciò sia riconosciuto dall'ufficio dell'ANPIL; sono comunque escluse le superfici boscate. Non sono inoltre ammessi nel caso di aziende produttive stabili con dimensioni inferiori ad 1 ettaro derivanti da frazionamenti effettuati nei cinque anni precedenti la richiesta di realizzazione di manufatto, fatta eccezione per i frazionamenti derivanti da successioni.
Le opere di recinzione per difesa delle colture dalla fauna selvatica sono ammesse anche nelle aree classificabili come castagneto da frutto in base all'uso reale del suolo.
Per i manufatti disciplinati dal presente comma non sono comunque consentiti allacciamenti alle reti tecnologiche di acqua, gas, telefonia ed energia elettrica.
Il rilascio dei titoli autorizzativi è subordinato alla sottoscrizione di un atto amministrativo d'obbligo denominato "Patto di manutenzione", compilato secondo gli schemi che saranno predisposti dall'ufficio Pianificazione e Gestione del Territorio. Col Patto di manutenzione il richiedente dichiara e sottoscrive l'impegno:
- al rispetto di tutte le normative di riferimento;
- alla rimozione del manufatto al venir meno delle condizioni che ne hanno permesso la realizzazione e al ripristino dei luoghi in caso di cessazione della conduzione del fondo o di altra contestata inadempienza;
- a non modificare la destinazione d'uso agricola dell'annesso;
- a non alienare separatamente dall'annesso il fondo a cui si riferisce;
- a mantenere nel fondo la coltivazione agricola;
- ad effettuare la ordinaria manutenzione del fondo.
Nella relazione allegata all'istanza per l'installazione dei manufatti - ad eccezione delle serre da parte di conduttori di fondi a scopo amatoriale - dovranno essere in particolare descritti la consistenza e lo stato di conservazione della vegetazione (alberi isolati o in gruppi, filari, siepi, macchie, formazioni ripariali, alberature monumentali, boschi o loro parti), la presenza di acque superficiali, corsi d'acqua, rete drenante minore, sorgenti e pozzi, la natura e lo stato di conservazione di manufatti storici, manufatti precari esistenti, tabernacoli e simili, strade rurali, sistemazioni idraulico-agrarie.
L'installazione di manufatti leggeri per l'agricoltura amatoriale ed annessi per la conduzione di fondi agricoli minori è subordinata all'ottenimento di permesso di costruire temporaneo la cui durata sia legata alla permanenza dell'attività agricola del fondo.
L'installazione delle serre dovrà avvenire a seguito di comunicazione al sindaco.
L'installazione di recinzioni dei fondi agricoli minori è consentita previa presentazione di Segnalazione Certificata di Inizio Attività.
Non è ammessa l'installazione di manufatti, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper o case mobili, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, depositi, magazzini e simili realizzati al di fuori delle procedure previste dal presente comma.
Recinzioni di fondi agricoli a protezione dai danni provocati dalla fauna selvatica, per il ricovero e/o allevamento di animali
La realizzazione di recinzioni è consentita esclusivamente nelle zone prive di bosco, con l'unica eccezione di quelle classificabili come castagneto da frutto in base all'uso reale del suolo, al fine di proteggere le colture dai danni causati dalla fauna selvatica o per l'allevamento ed il ricovero di animali equini, bovini, suini, ovini, caprini, animali da cortile e per i cani da caccia. L'effettivo o potenziale danno alle colture deve essere documentato e dimostrato contestualmente alla richiesta del titolo abilitativo.
Le recinzioni non devono in ogni caso impedire il passaggio pedonale dei fruitori dell'Area Protetta e non possono essere impedite le opportunità di fruizione dei percorsi della rete sentieristica. Non è consentito chiudere le strade vicinali di uso pubblico, le strade comunali, i percorsi storici ed i percorsi facenti parte della Rete Escursionistica Toscana di cui alla L.R. 17/98 e del Club Alpino Italiano (CAI); pertanto le recinzioni devono essere dotate di opportuni scavallamenti. In presenza di percorsi della rete sentieristica e viaria di uso pubblico, fatto salvo quanto stabilito dal Codice della Strada, nel caso in cui il fondo da recintare si trovi alla stessa quota del percorso, la recinzione deve essere posta ad almeno 1,5 ml. dal ciglio della carreggiata per i percorsi carrabili o comunque percorribili con mezzi motorizzati e ad almeno 1 ml. dal ciglio del sentiero battuto per i percorsi pedonali.
Le recinzioni dei fondi agricoli minori non possono superare l'altezza di 2,50 ml. e possono essere realizzate con pali in legno e filo elettrico, staccionata in legno, pali in legno e rete metallica con il bordo inferiore ad almeno 25 cm. di altezza dal piano di campagna in alcuni tratti, per consentire il passaggio degli animali di piccola taglia non responsabili di danni alle colture (filo acciaio con rivestimento in lega di zinco protettiva a maglie di dimensione orizzontale fissa di 20 cm. e con dimensione verticale digradante dall'alto al basso da 20 cm. a 5 cm. o con caratteristiche similari). Le recinzioni per la tenuta di animali possono avere tipologie variabili da concordare con il Servizio Edilizia del Comune di Vaiano e l'Unità Operativa ANPIL del Monteferrato del Comune di Montemurlo, nei casi in cui il fondo sia in tutto o in parte compreso nel territorio dell'Area Protetta.
Art.17.2 Viabilità agro-forestale e altre infrastrutture rurali
1 Si definisce viabilità agro-forestale l'insieme dei tracciati, esistenti o di nuova realizzazione, a percorrenza pedonale o motorizzata, funzionali allo svolgimento delle attività agro-silvo-pastorali.
Si tratta dei tracciati di penetrazione entro le superfici agricole e forestali a partire dalla viabilità pubblica e loro ramificazioni e di raccordo della viabilità pubblica con le strutture aziendali, con l'esclusione dei percorsi di collegamento ad edifici adibiti a residenza o luogo di lavoro non agricolo.
a) Viabilità esistente
Sulla viabilità esistente sono ammessi modesti interventi di adeguamento funzionali al miglioramento delle caratteristiche della sede viaria e della regimazione delle acque, che risultino efficaci nel prevenire e contrastare gli incendi e che in generale migliorino e rendano più sicura l'accessibilità ai fondi da parte dei mezzi di servizio. Gli unici interventi ammessi per la stabilizzazione del piano viario sono quelli che impieghino terra naturale, pietrisco, ghiaia o altro materiale semplice senza aggiunta di additivi, leganti e simili. Esclusivamente per la viabilità di collegamento delle residenze rurali con la viabilità principale, nelle dirette pertinenze di queste ultime e nei tracciati di collegamento fra le strutture aziendali potrà essere consentito la messa in opera di pavimentazioni a basso impatto paesistico. Le eventuali opere di sostegno delle terre dovranno essere realizzate esclusivamente in pietrame (a secco o cementato) o con tecniche di ingegneria naturalistica, come pure tutte le altre opere murarie a vista. Non è ammessa la chiusura delle strade vicinali o di interesse pubblico né la realizzazione di recinzioni che interrompano la continuità delle strade poderali o interpoderali;
b) Nuova viabilità a carattere permanente
La realizzazione di nuova viabilità agraria e forestale a carattere permanente (cioè ad uso continuativo o ricorrente per l'accesso al bosco o ai terreni agricoli) può essere ammessa dietro presentazione di uno specifico progetto che ne dimostri la necessità in funzione delle esigenze di gestione aziendale o di tutela ambientale. I tracciati dovranno essere realizzati con modesti movimenti di terra, tali da non creare pregiudizio alla stabilità della pendice o danneggiamento ai terreni contermini e dotati delle opportune opere di presidio per evitare l'innesco di fenomeni di dissesto del piano viario o della pendice attraversata. Le eventuali opere di sostegno delle terre dovranno essere realizzate esclusivamente in pietrame (a secco o cementato) o con tecniche di ingegneria naturalistica, come pure tutte le altre opere murarie a vista. Gli interventi ammessi per la stabilizzazione del piano viario sono quelli indicati per la viabilità esistente. Una volta realizzati tutti i nuovi tracciati dovranno essere preclusi al traffico veicolare privato extraziendale con installazione di sbarre o catene agli accessi.
c) Nuova viabilità forestale a carattere temporaneo
La realizzazione di nuova viabilità forestale a carattere temporaneo, così come definita all'art.46 del DPGR 48/R/03 "Regolamento Forestale della Toscana", rimane esclusa dalla presente disciplina urbanistica per quanto attiene la eseguibilità dell'opera. Questi tracciati, comunque, a fine lavori, dovranno essere ripristinati, rinsaldati o preclusi al traffico privato extraziendale nei modi che l'Ente Delegato alla gestione del Vincolo idrogeologico e forestale riterrà più opportuni.
d) Imposti, piazzali ed altre opere connesse alla gestione agro-forestale
Valgono le stesse disposizioni di cui ai precedenti punti b e c a seconda che le opere abbiano carattere permanente o temporaneo.
Art. 18 Aree ad esclusiva funzione agricola
1 Sono le aree destinate all'attività agricola in senso stretto, in cui l'attività ha strutturato in passato l'intero sistema territoriale e rappresenta ancor oggi l'elemento caratterizzante la morfologia del territorio, del sistema insediativo e del paesaggio. Tali aree vengono individuate nelle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Ambientali" del RU. Rientrano in questa categoria:
- le aree di elevato pregio ai fini di produzione agricola, anche potenziale, per le peculiari caratteristiche pedo-climatiche, di acclività e giacitura dei terreni e/o per la presenza di rilevanti infrastrutture agrarie e/o sistemazioni territoriali;
- le aree caratterizzate da assetti di particolare pregio in chiave paesistica, i cui elementi costitutivi concorrono alla formazione di un quadro d'insieme di singolare bellezza e unicità nell'agro-paesaggio comunale;
- le aree boscate così come individuate dalla LR 39/00 e sue modifiche e integrazioni;
- i pascoli calvanini così come delimitati nella "Carta dell'uso del suolo" del PS.
Art. 18.1 Disciplina degli interventi
1 Tutti gli interventi sono disciplinati dalla LR 1/2005 e relativo Regolamento di attuazione (DPGR 9/2/07 n. 5/R) e nell'Allegato 3, punto 6, delle Norme del PTC di Prato con le specificazioni che seguono.
I nuovi edifici rurali realizzabili nelle aree classificate ad esclusiva funzione agricola come rappresentate nelle tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Ambientali" in scala 1:5.000 del RU, possono essere delle seguenti sei tipologie:
a) abitazione rurale (AR);
b) annesso agricolo (comprese le serre fisse)(AA);
c) annessi e serre eccedenti la capacità produttiva del fondo (ASE);
d) manufatto leggero per l'agricoltura amatoriale (MLAA);
e) manufatto temporaneo (MT);
f) serre temporanee e stagionali (STS).
3 Nuove abitazioni rurali (AR):
- nuovi edifici rurali a scopo abitativo sono ammessi solo se necessari alle esigenze del conduttore del fondo, dei familiari e dei coadiuvanti o addetti a tempo indeterminato impegnati nell'azienda agricola. In considerazione del ricco patrimonio edilizio rurale suscettibile di recupero, l'edificazione di nuove residenze rurali è ammessa quando sia verificata l'impossibilità di utilizzare e/o recuperare a residenza edifici esistenti anche destinati ad altro uso, ancorché ruderi, e a condizione che ne venga vincolata con atto d'obbligo del richiedente la destinazione agricola per un tempo non inferiore a venti anni dalla loro ultimazione;
- possono presentare istanza per la realizzazione di nuovi edifici rurali ad uso abitativo esclusivamente imprenditori agricoli, come definiti dalla normativa regionale in materia;
- la realizzazione di nuova residenza agricola potrà avvenire solo a seguito dell'approvazione del Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale (PAPMAA) i cui contenuti sono specificati dalle legislazione regionale in materia integrata dalle disposizioni del PTC della provincia; in merito alle superfici fondiarie minime ed ai rapporti fra edifici e superfici fondiarie, valgono le disposizioni dell'allegato 3 alle NTA del PTC provinciale;
- salvo i casi di cui all'Art. 46 della LR 1/05, non è ammessa alcuna edificazione a fini abitativi sui fondi agricoli provenienti dal frazionamento di fondi più estesi avvenuto negli ultimi 20 anni; l'azienda richiedente dovrà inoltre dimostrare che negli ultimi dieci anni sul complesso dei terreni nella sua disponibilità ricadenti nel territorio comunale, non siano stati effettuati frazionamenti di edifici rurali (ad uso di annesso o residenza), cambiamenti di destinazione d'uso di residenze rurali preesistenti o nuove edificazioni ad uso abitativo. Nel Programma possono essere inseriti anche i terreni pervenuti all'imprenditore agricolo in virtù di contratti di affitto di fondi rustici, debitamente registrati, stipulati da non meno di 20 anni e che manterrano la loro validità per il periodo dell'atto d'obbligo; possono essere incluse nel PAPMAA, e quindi non si intendono provenienti dal frazionamento di fondi rustici, le superfici che pervengano nella proprietà aziendale a seguito di acquisto, eseguito in qualsiasi tempo, di intere altre proprietà;
- la dimensione massima di nuove abitazioni rurali viene stabilita in mq. 150 di Slp ed altezza massima m. 6.50. Le nuove residenze dovranno essere realizzate preferibilmente in adiacenza o accorpate ad altri edifici e comunque in sintonia con il contesto di riferimento. I progetti dovranno rispettare la morfologia dei terreni e non comportare eccessivi movimenti di terra.
L'uso dei materiali, colori, coperture elementi di finitura e tecniche costruttive dovrà essere di tipo tradizionale locale (privilegiando le tonalità chiare e la muratura in pietra a vista) e, comunque, coerente con il contesto ed il paesaggio;
- non è consentita l'apertura di nuove strade carrabili a servizio delle nuove abitazioni rurali, i nuovi edifici dovranno quindi essere posti in prossimità di tracciati carrabili esistenti eventualmente da sistemare ed adeguare alle nuove funzioni;
- nei casi in cui non sia possibile o economicamente sostenibile il collegamento alla pubblica fognatura, lo smaltimento dovrà essere organizzato attraverso sistemi individuali, previa valutazione di tipo idrogeologico, con particolare predilezione verso sistemi chiusi di tipo naturale (evitando quindi infiltrazione nel suolo degli effluenti) quali la fitodepurazione ed il lagunaggio.
4 Nuovi annessi agricoli (AA)
- nuovi annessi rurali sono ammessi solo se necessari alla conduzione del fondo e, in considerazione del ricco patrimonio edilizio rurale suscettibile di recupero, quando sia verificata l'impossibilità di utilizzare e/o recuperare edifici esistenti anche destinati ad altro uso, ancorché in stato di rudere;
- la realizzazione di nuovi annessi agricoli potrà avvenire solo a seguito dell'approvazione del Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale (PAPMAA) di cui all'art. 42 della LR 1/05; in merito alle superfici fondiarie minime ed ai rapporti fra edifici e superfici fondiarie, valgono le disposizioni dell'allegato 3 alle NTA del PTC provinciale;
- Non sono soggetti alla presentazione del PAPMAA i manufatti aziendali di cui all'art. 70 della LR 65/14, come meglio disciplinato agli art. 1, art. 2 e art. 3 del DPGR 63/R/2016. Per tale fattispecie l'imprenditore agricolo si impegna a mantenere i manufatti per il solo periodo in cui sono necessari allo svolgimento dell'attività agricola, obbligandosi alla rimozione e al rirpistino dello stato dei luoghi una volta cessata la necessità di utilizzo;
- non è ammessa l'edificazione di AA soggetti a programma aziendale sui fondi provenienti dal frazionamento non programmato di fondi più estesi avvenuto negli ultimi 15 anni o che, nello stesso periodo, siano stati oggetto di vendita o cambiamento di destinazione d'uso di annessi agricoli preesistenti; possono essere incluse nel PAPMAA, e quindi non si intendono provenire da frazionamenti, le superfici che pervengano nella proprietà aziendale a seguito di acquisto, eseguito in qualsiasi tempo, di intere altre proprietà; nel Programma possono essere inseriti anche i terreni pervenuti all'imprenditore agricolo in virtù di contratti di affitto di fondi rustici, debitamente registrati, stipulati per non meno di 15 anni e che manterrano la loro validità per il periodo dell'atto d'obbligo;
- gli annessi rurali dovranno essere realizzati preferibilmente in adiacenza o accorpate ad altri edifici e comunque in sintonia con il contesto di riferimento. I progetti dovranno rispettare la morfologia dei terreni e non comportare eccessivi movimenti di terra. L'uso dei materiali, colori, coperture elementi di finitura e tecniche costruttive dovrà essere di tipo tradizionale locale. È ammesso anche l'utilizzazione di materiali leggeri come ad esempio il legno e similari purché idonei al contesto;
- l'annesso agricolo soggetto a programma aziendale non potrà mutare in alcun caso la destinazione d'uso agricola e dovrà essere rimosso al termine di validità del PAPMAA (fissata in almeno 10 anni), a cura e spese del richiedente, a meno che, almeno sei mesi prima del termine originario, lo stesso non presenti apposita revisione del programma in scadenza o ne attui uno nuovo;
- la convenzione o atto d'obbligo per la realizzazione di annessi agricoli previa programma aziendale dovrà prevedere penali a garanzia della rimozione dell'annesso. In ogni caso le penali non devono essere inferiori al maggior valore determinato dall'inadempienza.
5 Nuovi annessi e serre eccedenti la capacità produttiva del fondo (ASE)
- in deroga alle superfici minime fondiarie (come definite nell'Allegato 3, punto 6, delle Norme del PTC di Prato) e comunque non al di sotto dell'80% di queste, potrà essere consentita la realizzazione di nuovi annessi agricoli esclusivamente alle tipologie di aziende indicate all'art. 5 del DPGR 5/R/07, oltre all'allevamento di equidi elencato all'art. 6 del DPGR 63/R/2016; tali manufatti dovranno essere rimossi in caso di trasferimenti, anche parziali, del fondo sul quale insistono e nel caso di trasformazione dell'azienda a metodi di coltivazione non biologici; per le aziende ad indirizzo cinotecnico, la deroga alle superfici minime potrà essere riconosciuta solo se le stesse si doteranno di appositi sistemi di depurazione naturale delle acque reflue ed i manufatti dovranno essere rimossi nel caso di trasferimento, anche parziale, del fondo sul quale insistono;
- l'installazione sul fondo di ASE potrà essere richiesta dal titolare dell'azienda agricola che gestisce lo stesso;
- non è ammessa l'edificazione di ASE sui fondi provenienti dal frazionamento non programmato di fondi più estesi avvenuto negli ultimi 15 anni o che, nello stesso periodo, siano stati oggetto di vendita o cambiamento di destinazione d'uso di annessi agricoli preesistenti; non si intendono provenire da frazionamenti, le superfici che pervengano nella proprietà aziendale a seguito di acquisto, eseguito in qualsiasi tempo, di intere altre proprietà; nel Programma possono essere inseriti anche i terreni pervenuti all'imprenditore agricolo in virtù di contratti di affitto di fondi rustici, debitamente registrati, stipulati da non meno di 15 anni e che manterrano la loro validità per il periodo dell'atto d'obbligo;
- i progetti dovranno rispettare la morfologia dei terreni e comportare movimenti di terra per lo stretto indispensabile alla realizzazione dei manufatti; verificata l'impossibilità di realizzarli in adiacenza agli edifici esistenti, dovranno essere scelte collocazioni tali da evitare situazioni di "emergenza visiva", ricorrendo, quando la morfologia dei terreni lo consente, ad utilizzare il dislivello del terreno per interrare o seminterrare i manufatti;
- l'uso dei materiali, colori, coperture elementi di finitura e tecniche costruttive dovrà essere di tipo tradizionale locale. È ammesso anche l'utilizzazione di materiali leggeri come ad esempio il legno e similari purché idonei al contesto;
- eventuali nuove cantine potranno essere realizzate nelle misura massima di mq. 60 per ogni ettaro di vigneto specializzato od ogni 1500 piante, e nella misura del 60% per i vigneti non specializzati;
- l'annesso agricolo realizzato secondo la presente disciplina non potrà mutare in alcun caso la destinazione d'uso agricola (LR 1/05 art. 41 comma 6) e dovrà essere rimosso nel caso di trasferimento di proprietà anche parziale del fondo su cui insistono;
6 Nuovi manufatti leggeri per l'agricoltura amatoriale (MLAA)
- l'installazione sul fondo di MLAA potrà essere richiesta dal proprietario del fondo o dal titolare dell'azienda agricola che gestisce lo stesso, anche per finalità di attività agricola amatoriale;
- l'istanza sarà corredata da appositi elaborati tecnici che illustrino dettagliatamente le caratteristiche colturali-produttive del fondo e la dotazione di attrezzature del richiedente (entrambe con riferimento al momento della presentazione della istanza), le caratteristiche, le dimensioni del manufatto (che ovviamente deve essere proporzionato alle necessità per il ricovero dei mezzi di produzione o dei prodotti o di animali da cortile), i materiali utilizzati la localizzazione sul fondo e la conformità dell'opera alla LR 1/05, al PTC della Provincia di Prato e alla presente disciplina;
- l'installazione del manufatto non dovrà comportare alcuna modificazione morfologica dei luoghi, ad eccezione dei soli plinti di fondazione dei pilastri; l'altezza sarà di m. 2,40, tetto a capanna con inclinazione delle falde massima 30%; non potranno essere provvisti di dotazioni che ne consentano l'utilizzo abitativo, ancorchè saltuario o temporaneo. In linea generale i materiali e le tecniche costruttive sono le seguenti:
- strutture portanti e tamponamenti: legno;
- pavimento: terra battuta o legno;
- porte ed infissi: legno;
- copertura: tegole canadesi.
Le pareti esterne non potranno essere in alcun modo tinteggiate con vernici coprenti la tonalità naturale del legno; per la difesa dalle intemperie è ammesso l'uso di impregnanti antifungini e resine idrorepellenti entrambi a tonalità neutra. I proprietari dovranno smaltire i residui vegetali dei prodotti coltivati, nonché quelli derivanti dalla ripulitura del fondo, mediante interramento o tecniche di compostaggio (queste ultime da effettuarsi in strutture realizzate consorzialmente con i conduttori circonvicini); in nessun modo questi residui potranno essere bruciati, conferiti alla discarica comunale, gettati nei fondi contermini o abbandonati in qualunque altro luogo. Non dovrà essere utilizzata ad uso irriguo l'acqua dell'acquedotto comunale o derivarne, se non con apposita autorizzazione, dai corsi d'acqua limitrofi. Non dovranno essere utilizzate condotte d'adacquamento multicolori e/o realizzate con materiale di riciclo.
Le dimensioni dei manufatti sono le seguenti:
- SAU compresa tra 0 mq. e 2000 mq. fino a 8 mq. di Slp ;
- SAU compresa tra 2000 mq. e 3000 mq. fino a 12 mq. di Slp ;
- SAU compresa tra 3000 mq. e 6000 mq. fino a 16 mq. di Slp ;
- SAU maggiore di 6000 mq. fino a mq. 24 di Slp.
Nel caso di allevamento di cavalli, le dimensioni dei MLAA (box per i cavalli e spazi di supporto quali selleria o deposito) sono le seguenti:
- SAU compresa tra 0 mq e 6000 mq fino a 20 mq di Slp;
- SAU maggiore di 6000 mq fino a mq 54 di Slp;
l'altezza in gronda dei box per i cavalli non potrà essere superiore a m. 3,00.
L'installazione di MLAA all'interno delle pertinenze degli edifici appartenenti al patrimonio di interesse storico-architettonico-documentale non è ammessa per insediamenti ai quali sia attribuita in tutto o in parte la classe a oppure b (edifici vincolati ai sensi del DLgs. 42/2004 e di eccezionale pregio e valore storico-architettonico oppure segnalati di particolare interesse storico-architettonico-documentale).
L'installazione di MLAA è ammessa esclusivamente qualora il fondo risulti privo di ulteriori manufatti edilizi di caratteristiche analoghe ancorchè precari. Su ciascun fondo è ammessa una sola costruzione, ad eccezione dei box per i cavalli che potranno essere realizzati anche come ricoveri singoli.
I MLAA dovranno essere rimossi al termine del periodo di impiego.
7 - Manufatti temporanei (MT)
- la costruzione di manufatti temporanei, funzionali per svolgere attività produttive stagionali o comunque rispondere a necessità aziendali temporanee, è riservata ai conduttori delle aziende agricole che gestiscono i fondi;
- i manufatti temporanei(MT) potranno essere realizzati a seguito di comunicazione o di SCIA, che contenga le informazioni elencate agli art. 1 comma 4 e art. 2 comma 3 del DPGR 63/R/2016;
- i materiali consentiti per la realizzazione dei manufatti temporanei sono gli stessi elencati per i MLAA; dovranno essere semplicemente appoggiati a terra o al massimo ancorati al suolo con semplice infissione dei montanti o dei picchetti di ancoraggio;
- le dimensioni dei MT dovranno essere proporzionate alle esigenze colturali-produttive o di ricovero temporanee indicate nella istanza;
- l'istanza dovrà essere corredata di impegno alla rimozione del manufatto al termine del periodo di impiego;
- nel caso in cui, a fine del periodo di impiego indicato nella comunicazione, il manufatto non venga rimosso, il Comune provvederà alla rimozione a completa spesa del proprietario inadempiente;
8 - Serre temporanee e serre con copertura stagionale (STS)
- la costruzione di serre stagionali e le serre a copertura stagionale di cui all'Art. 41 comma 8 della LR 1/05, è riservata ai conduttori delle aziende agricole che gestiscono i fondi;
- le serre temporanee e le serre a copertura stagionale (STS) potranno essere realizzate a seguito di comunicazione o di SCIA, che contenga le informazioni elencate agli art. 1 comma 4 e art. 2 comma 3 del DPGR 63/R/2016;
- i materiali consentiti per le serre stagionali sono, per la copertura potranno essere utilizzati i film plastici translucidi e le reti ombreggianti; dovranno essere semplicemente appoggiati a terra o al massimo ancorati al suolo con semplice infissione dei montanti o dei picchetti di ancoraggio;
- le dimensioni delle STS dovranno essere proporzionate alle esigenze colturali-produttive o di ricovero temporanee indicate nella istanza;
- per le serre con copertura stagionale l'impegno alla rimozione è riferito alla sola copertura.
9 Criteri generali
- non sono comunque ammessi interventi di nuova edificazione in aziende di superficie inferiore a i 6.000 mq., ad esclusione dei MLAA;
- nei fondi agricoli, qualunque sia la loro estensione, potranno essere installati recipienti o realizzati serbatoi da destinare a conserva d'acqua per l'irrigazione delle colture, a condizione che siano collocati interrati; le condotte di adduzione dell'acqua dai punti di raccolta dovranno essere interrate. In nessun caso il loro rifornimento potrà avvenire prelevando acqua dai pubblici acquedotti;
- è vietata la costruzione di nuovi edifici ad uso abitativo o di annesso agricolo nelle aree definibili "boscate" ai sensi della LR 39/00 e successive modificazioni; in tali aree potranno solo essere installati solo i MLAA, osservando le regole previste in materia di vincolo paesaggistico;
- qualsiasi tipo di nuovo edificio rurale, ad eccezione solo dei MT, STS o MLAA, dovrà essere dotato di un sistema di recupero ed accumulo delle acque meteoriche da destinare all'irrigazione estiva delle colture o altro uso aziendale, opportunamente dimensionato in funzione delle superfici impermeabili di raccolta (i tetti le eventuali aree esterne pavimentate) e della piovosità media della zona;
- tutti i nuovi interventi dovranno rispettare i caratteri morfologici e paesistici del luogo contenendo al minimo l'impatto visivo ed utilizzando materiali coerenti con il contesto ambientale; non sono ammesse localizzazioni che provochino l'interruzione o grave modificazione della continuità visiva in rapporto al paesaggio ed alle preesistenze storiche o di altri elementi di valore e dovranno essere realizzati senza compromettere eventuali elementi riconosciuti come Invarianti Strutturali o Emergenze dal PS; i movimenti di terra dovranno essere limitati allo stretto indispensabile alla realizzazione dei manufatti; verificata l'impossibilità di realizzarli in adiacenza agli edifici esistenti, si dovranno scegliere collocazioni territoriali tali da evitare situazioni di "emergenza visiva", ricorrendo, quando la morfologia dei terreni lo consente, al loro incasso nel piano campagna per quanto possibile;
- tutti gli interventi ammessi che prevedano nuova edificazione o trasformazione di spazi esterni con rilevanti modificazioni dei suoli sono subordinati alla presentazione di una relazione e di elaborati tecnici che ne giustifichino la realizzazione e ne dimostrino il contenimento dell'impatto paesistico;
10 Interventi sul patrimonio edilizio esistente con destinazione agricola.
Sul patrimonio edilizio esistente con destinazione d'uso agricola sono previsti interventi di ristrutturazione edilizia descritti di seguito, fatto salvo quanto disciplinato all'Allegato A per il patrimonio di interesse storico-architettonico-documentale. In tutti i casi l'ammissibilità degli interventi che seguono dovrà essere valutata in relazione al valore degli edifici oggetto di intervento e alla loro ubicazione. Gli interventi di ristrutturazione edilizia previsti sono i seguenti (Art. 5.2 delle presenti NTA):
- comma 2 a). Gli interventi relativi al punto 2) sono ammessi qualora gli elementi eventualmente sostituiti o modificati non siano di pregio architettonico e/o decorativo; gli interventi relativi al punto 3) dovranno comunque rispettare il disegno complessivo della facciata interessata e quella degli edifici adiacenti; gli interventi relativi al punto 4) e al punto 6) non dovranno essere realizzati sui fronti principali; gli interventi relativi al punto 7) nel rispetto delle parti di pregio architettonico e/o decorativo;
- comma 2 b);
- comma 2 e);
- comma 3) unicamente nel caso di edifici che presentino situazioni di fatiscenza e/o statiche tali da non consentire interventi di risanamento, la ricostruzione dovrà avvenire sulla base di adeguata documentazione storica, con lo stesso ingombro planivolumetrico, nella stessa collocazione e con materiali analoghi dell'edificio originario. L'intervento può anche essere effettuato su parte dell'edificio.
- per ogni abitazione rurale sono previsti i seguenti ampliamenti una tantum:
- 30 mq. di Slp (l'intervento non dovrà comportare l'aumento delle unità immobiliari);
- per ogni abitazione rurale sono inoltre previsti i seguenti interventi pertinenziali di cui all'art. 5.5, e precisamente:
- comma 2 f);
- comma 5 (con i criteri dell'art. 24, comma 7, lettera f);
- per gli annessi agricoli riferibili all'unità aziendale, senza modifica della destinazione d'uso, è previsto un aumento una tantum di 40 mq. di Slp ;
- in tutti i casi l'altezza massima degli edifici non dovrà superare ml. 7.50;
- gli interventi descritti non dovranno comportare la perdita della destinazione d'uso agricola degli immobili;
- previa approvazione del PAPMAA e fermo restando il rispetto delle superfici fondiarie minime previste dal PTC, sul patrimonio edilizio esistente con destinazione d'uso agricola sono consentiti: ristrutturazioni urbanistiche; trasferimenti di volumetrie e addizioni volumetriche ad opera dell'imprenditore agricolo non professionale; trasferimenti di volumetrie ed ampliamenti volumetrici non riconducibili a quelli descritti al presente comma; mutamento della destinazione d'uso agricola degli edifici che fanno parte di aziende agricole che mantengono in produzione superfici fondiarie minime superiori a quelle previste nel PTC;
- Nel caso di interventi comportanti ampliamenti volumetrici sia riferiti alle abitazioni rurali che agli annessi, l'imprenditore si impegna non modificare la destinazione d'uso per 10 anni dalla realizzazione degli interventi;
11 Interventi sul patrimonio edilizio esistente con destinazione non agricola
Sul patrimonio edilizio esistente con destinazione d'uso non agricola sono previsti interventi di ristrutturazione edilizia, fatto salvo quanto disciplinato all'Allegato A per il patrimonio di interesse storico-architettonico-documentale. In ogni caso l'ammissibilità degli interventi che seguono dovrà essere valutata in relazione al valore degli edifici oggetto di intervento e alla loro ubicazione. Gli interventi di ristrutturazione edilizia previsti sono i seguenti (Art. 5.2, comma 2 delle presenti NTA):
- comma 2 a). Gli interventi relativi al punto 2) sono ammessi qualora gli elementi eventualmente sostituiti o modificati non siano di pregio architettonico e/o decorativo; gli interventi relativi al punto 3) dovranno comunque rispettare il disegno complessivo della facciata interessata e
quella degli edifici adiacenti; gli interventi relativi al punto 4) e al punto 6) non dovranno essere realizzati sui fronti principali; gli interventi relativi al punto 7) nel rispetto delle parti di pregio architettonico e/o decorativo;
- comma 3) unicamente nel caso di edifici che presentino situazioni di fatiscenza e/o statiche tali da non consentire interventi di risanamento, la ricostruzione dovrà avvenire sulla base di a deguata documentazione storica, con lo stesso ingombro planivolumetrico, nella stessa collocazione e con materiali analoghi dell'edificio originario. L'intervento può anche essere effettuato su parte dell'edificio.
- sono previsti i seguenti interventi pertinenziali di cui all'art. 5.5, e precisamente:
- comma 5 (per gli edifici di scarso valore storico architettonico e con i criteri dell'art. 24, comma 7, lettera f);
- nella realizzazione di autorimesse, cantine e volumi tecnici interrati nei terrapieni formati da dislivelli del terreno esistenti dovranno essere impiegati materiali compatibili e coerenti con il contesto, adottando gli opportuni accorgimenti per garantirne il corretto inserimento paesistico; tali opere dovranno in ogni caso essere localizzate in prossimità degli edifici esistenti, limitando la necessità di realizzazione di nuova viabilità o di nuovi percorsi.
12 Interventi sul patrimonio edilizio esistente che comportano il mutamento della destinazione d'uso agricola.
Nel caso di perdita della destinazione d'uso rurale vale quanto indicato all'Art. 45 della LR 1/05 e dell'art. 12 del DPGR 5/R/07 e da quanto indicato nell'Allegato 2, punto 4, delle Norme del PTC di Prato. Nel caso di mutamenti della destinazione d'uso agricola, nell'individuazione delle aree di pertinenza degli edifici dovrà essere tutelato il complesso sistematorio rurale tipico della zona comprese le strade rurali, le specie arboree rilevanti e la flora esistente. Nella delimitazione delle aree di pertinenza il perimetro dovrà essere segnato da elementi naturali facilmente rinvenibili sul terreno o individuato sulla base dello stato originario dei luoghi a partire da documentazioni storiche. Sulla base di tale documentazione può essere concessa una deroga alla superficie di pertinenza minima da collegare agli edifici (mq. 600) di cui all'allegato 2 punto 4 delle norme del PTC di Prato. L'Amministrazione Comunale nello spirito di salvaguardare per quanto possibile l'integrità fisica, formale e funzionale del territorio agricolo può subordinare l'efficacia o il rilascio del titolo a bilitativo alla individuazione di una superficie di pertinenza ritenuta più idonea di quella proposta. Per gli edifici appartenenti al patrimonio di interesse storico-architettonico-documentale gli interventi sono definiti all'Allegato A delle presenti NTA. In ogni caso l'ammissibilità degli interventi dovrà essere valutata in relazione al valore degli edifici oggetto di intervento e alla loro ubicazione.
13 Mutamento della destinazione per la realizzazione di attrezzature di agriturismo.
Le attività agrituristiche possono essere svolte dall'imprenditore agricolo. Ferme restando le disposizioni legislative vigenti e salvo diversa specifica disposizione, nel caso di edifici appartenenti al patrimonio di interesse storico-architettonico-documentale, sono ammessi unicamente gli interventi previsti dall'Allegato A alle presenti norme; per gli altri edifici sono previsti gli interventi descritti al comma 10 del presente articolo, rimangono fermi gli interventi attuabili tramite PAPMAA.
- l'imprenditore agricolo si deve impegnare a non modificare la destinazione d'uso agricola degli edifici per venti anni dalla loro realizzazione;
- a corredo delle attrezzature di agriturismo, salvo diversa specifica disposizione è ammessa la realizzazione di maneggi con strutture smontabili, preferibilmente eseguite in legno e tali da garantire alla cessazione dell'attività il ripristino della situazione originaria dei luoghi;
- è ammessa inoltre la realizzazione di impianti sportivi ad esclusivo uso e in numero adeguato alla dimensione e categoria dell'esercizio. La realizzazione delle piscine è ammessa solo se non comporta rilevanti movimenti di terra né rilevante impatto visivo. La dimensione massima è di mq. 200, il colore del rivestimento interno dovrà essere tale da minimizzarne l'impatto, l'approvvigionamento idrico dovrà avvenire in forma autonoma. Nel caso non sia possibile, l'approvvigionamento idrico dall'acquedotto dovrà essere autorizzato dall'Azienda erogatrice. Le attrezzature di supporto non potranno essere di dimensione superiore a mq. 16. Dimensioni maggiori dei locali di servizio e supporto potranno essere autorizzate previa dimostrazione dell'effettiva necessità aziendale. Dovranno essere realizzate utilizzando materiali e tecniche tipici del contesto agricolo e del paesaggio nonché utilizzando eventuali dislivelli esistenti e comunque senza comportare rilevanti movimenti di terra. Tali attrezzature di supporto, nel caso si tratti di edifici di interesse storico-architettonico-documentale, dovranno essere realizzate interrate o seminterrate e/o ricavate utilizzando vani esistenti, qualora non fosse possibile dovrà essere effettuata apposita valutazione di compatibilità paesistica. Tali interventi dovranno essere realizzati in ambiti spaziali non evidenti e senza compromettere specie vegetali rare, piante annose, ed eventuali elementi riconosciuti come Invarianti Strutturali dal PS.
- l'utilizzazione a destinazione ricettiva di ex annessi è ammessa secondo le disposizioni di legge con le seguenti prescrizioni:
- se gli annessi presentano caratteri di interesse architettonico o documentale o costituiscono parte integrante dell'impianto originario, gli interventi dovranno essere mirati al solo loro recupero;
- salvo diversa specifica indicazione, è ammesso l'incremento della Su, senza che ciò comporti aumento di volume;
Per la redazione dei Programmi di Miglioramento Agricolo Ambientale, vale quanto indicato all'Art. 42 della LR 1/05 e dagli articoli 9, 10, 11 del DPGR 5/R/07 e dell'allegato 2 alle NTA del PTC di Prato. Il piano dovrà essere elaborato con i contenuti di cui al punto 1.2 dell'allegato 2 alle NTA del PTC di Prato; per il calcolo delle superfici fondiarie minime vale quanto indicato nelle norme tecniche del PTC. Tali Programmi dovranno contenere una relazione sulla sostenibilità idrogeologica, paesistica, ambientale delle modificazioni previste oltre a:
- coerenza con quanto disposto dal PTC provinciale (ed in particolare con la disciplina di cui all'Allegato 2 delle Norme);
- coerenza agronomica zootecnica e silvocolturale con le ordinarie pratiche agricole e con l'allegato "D" alle presenti NTA;
- coerenza economica e finanziaria;
- coerenza con quanto disposto dalle presenti NTA;
- il PMAA assume valore di piano attuativo quando preveda la realizzazione di una volumetria superiore a 600 mc;
15 Recinzioni e accesso agli edifici
È prescritta la valorizzazione delle recinzioni murarie originali tradizionali e dei muri di sostegno di antica origine per i quali sono obbligatori interventi di consolidamento e recupero e vietato l'abbattimento o la sostituzione con recinzioni di altra tipologia, materiale o finitura. Per gli edifici appartenenti al patrimonio di interesse storico-architettonico-documentale dovranno essere recuperate le recinzioni o gli elementi di separazione esistenti, utilizzando materiali di recupero o comunque confacenti con l'edificio di riferimento. Per gli edifici di antico impianto, realizzati prima del 1960 anche se non specificamente individuati dal RU quali edifici appartenenti al patrimonio di interesse storico-architettonico-documentale, valgono le stesse prescrizioni. Per gli altri edifici sono consentite nuove recinzioni limitate all'area di pertinenza degli edifici, secondo tipologia, forma, dimensioni, materiali, disegni e tecnologie compatibili con i caratteri edilizi e costruttivi tradizionali, con le caratteristiche delle recinzioni limitrofe e con le rifiniture esterne dell'edificio di cui costituiscono sistemazione.
Pertanto tali recinzioni dovranno conformarsi alle seguenti tipologie:
- muretto basso intonacato o in pietra locale a facciavista;
- muro alto intonacato o in pietra locale a facciavista;
- siepe di essenze autoctone con o senza muretto, con e senza rete;
- staccionate in legno;
- altra tipologia documentata come tradizionale e caratteristica dei luoghi o preesistente. Sarà consentita l'installazione di cancelli metallici purché gli stessi siano di dimensioni limitate in altezza e larghezza, di disegno lineare e con caratteristiche tipologiche rapportate a quelle dell'edificio principale. Qualora la recinzione sia realizzata su pertinenze di edifici rurali od ex rurali, queste dovranno essere improntate alle tipologie adottate tradizionalmente per quel tipo di edifici e dovranno essere generalmente costituite da muretti in materiali a faccia vista o in muratura intonacata di altezza contenute che si assimilino alle vecchie murature perimetrali della aie coloniche ovvero con altra tipologia di cui sia dimostrato il carattere originario nel contesto di riferimento (pianura, collina, ecc.). Eventuali suddivisioni interne, legate all'articolazione delle proprietà, vanno realizzate esclusivamente mediante siepi.
Per tutti gli edifici dovranno essere utilizzati i vialetti di accesso esistenti agli edifici.
Non è consentito in caso di frazionamento degli edifici realizzare nuovi viali d'accesso con entrata autonoma riferita alle diverse unità edilizie.
16 Muretti di contenimento.
I muri di sostegno dei terrapieni, qualora, per cause di forza maggiore, debbano venire sostituiti, vanno ripristinati nel loro aspetto visibile, raccordandoli, nel caso di sostituzione di parti, a quelli non interessati da lavori. Qualsiasi modifica dell'originario piano di campagna deve essere chiaramente descritta nei grafici di progetto; gli scavi di sbancamento devono essere limitati ed il terreno di riporto sistemato in modo da ripristinare l'originaria fisionomia del terreno. Comunque eventuali nuovi muri di sostegno dei terrapieni, salvo il caso di rampe di accesso a locali interrati, non devono superare, di norma l'altezza di m. 1,50; devono essere intervallati da terrazzamenti di profondità non inferiore a m. 2 e dovranno essere realizzati con materiali tipici o compatibili con l'ambiente circostante ed in modo da mascherare le parti in calcestruzzo, mediante opportuni accorgimenti, quali il rivestimento in pietra o altre soluzioni architettoniche.
17 L'AC può disciplinare più dettagliatamente, nel rispetto della legislazione vigente in materia, i contenuti del presente articolo.
Art. 19 Aree a prevalente funzione agricola
1 Sono aree destinate all'attività agricola ma che presentano più deboli condizioni di continuità ed omogeneità rispetto alle caratteristiche specificate per le aree ad esclusiva funzione agricola.
Sono individuate dalla "Carta delle aree ad esclusiva o prevalente funzione agricola" del RU.
- le aree agricole a carattere chiaramente residuale che si insinuano nell'edificato o che risultano interposte fra l'edificato ed il bosco, spesso caratterizzate da frammentazione della proprietà e usi para-agricoli;
- le aree che seppur ancora di fatto agricole risultano caratterizzate dalla promiscuità dell'agricoltura con l'edificato non agricolo o con attività di tipo ricreativo, sportivo o simili, o comunque siano vocate a svolgere funzione di risorsa ambientale per il territorio urbanizzato limitrofo;
- le aree caratterizzate da densità di residenza non rurale più alta rispetto a quella del tessuto agricolo circostante.
2 All'interno di tali aree il RU riconosce inoltre:
- Aree di Frangia (AF)
- Aree di Connessione (AC)
Gli Articoli 19.2 e 19.3 delle presenti NTA ne dettano le disposizioni generali. Gli interventi sono definiti e disciplinati nell'ambito delle UTOE di appartenenza.
Art. 19.1 Disciplina degli interventi
1 Tutti gli interventi sono disciplinati dalla LR 1/05 e dal DPGR 5/R/07 e secondo le disposizioni di quanto indicato all'Art. 17 delle presenti NTA e nell'Allegato 2 delle Norme del PTC della Provincia di Prato con le specificazioni che seguono.
2 Nuove edificazioni:
- è fatto divieto di realizzazione di nuove abitazioni rurali (AR);
- è fatto divieto di realizzazione dei Manufatti temporanei (MT) e serre temporanee e stagionali (STS) di cui all'Art. 18.1, comma 7 delle presenti norme;
- per il resto valgono le stesse indicazioni date per le aree ad esclusiva funzione agricola;
3 Patrimonio edilizio esistente:
Vale quanto esplicitato all'art. 18.1;
4 Programma aziendale pluriennale di miglioramento agricolo ambientale: vale quanto esplicitato all'art. 18.1.
Art. 19.2 Aree di Frangia (AF)
1 Sono aree agricole che per la modesta estensione e la prossimità a centri abitati assumono carattere residuale. Sono situate all'interno dell'UTOE 3 "la città-fabbrica e le sue propaggini".
2 Sono individuate da perimetrazione e sigla AF sulla Tavola B "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Ambientali".
3 Valgono le disposizioni per le aree a prevalente funzione agricola di cui agli Artt. 19, 19.1 delle presenti NTA, con le seguenti specificazioni:
a) sono consentite attività di tempo libero all'aperto anche corredate da piccole strutture per servizi di supporto (servizi igienici e chioschi-bar) per una Slp massima di mq. 50 ed h max m. 4.50. Tali strutture dovranno essere realizzate con strutture smontabili e materiali coerenti con il contesto paesistico-ambientale (con le caratteristiche indicate dal Regolamento Edilizio) e rimosse alla cessazione dell'attività con il ripristino della funzione dei suoli. La realizzazione delle strutture descritte deve essere riferita ad un progetto che prenda in considerazione un adeguato intorno ambientale e preveda la realizzazione di quanto specificato al presente punto. Non sarà consentita la realizzazione di servizi di supporto a vulsi da qualsiasi progetto di sistemazione complessivo e finalizzato alla sola costruzione della struttura di servizio;
b) è ammessa la realizzazione di aree di parcheggio purché nel rispetto della morfologia e dei caratteri paesistici dei luoghi, evitando rilevanti movimenti di terra.
4 Tenendo conto delle singole specificità tutti gli interventi dovranno essere realizzati nel rispetto dei caratteri peculiari dell'area e mirati alla valorizzazione delle componenti ambientali, antropiche e naturalistiche. In particolare gli interventi dovranno salvaguardare gli aspetti paesaggistici e gli elementi che contribuiscono alla caratterizzazione delle singole aree.
Art. 19.3 Aree di Connessione (AC)
1 Sono le aree alle quali il RU, secondo le indicazioni del PS, assegna il ruolo di connessione paesistica e/o funzionale tra i borghi della Calvana. Sono situate all'interno della UTOE 5 "Sofignano-Fornaci-Savignano" e della UTOE 6 "Fabio-Faltugnano".
2 Sono individuate da perimetrazione e sigla AC seguita da numero progressivo sulle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Ambientali" in scala 1:5.000 e disciplinate all'interno delle UTOE di appartenenza.
3 Il RU individua le seguenti Aree di Connessione:
AC 1 Intorno di Sofignano (UTOE 5)
AC 2 Collisassi - Case Lastrucci (UTOE 5)
AC 3 Fornaci - S. Gaudenzio - Savignano (UTOE 5)
AC 4 Rio della Nosa (UTOE 6)
AC 5 La Torre-Ponticello (UTOE 6)
AC 6 Villanova (UTOE 6)
4 Valgono le disposizioni per le aree a prevalente funzione agricola di cui agli Artt. 19, 19.1 delle presenti NTA con le seguenti specificazioni:
a) potranno essere previste attività di tempo libero all'aperto anche corredate da piccole strutture per servizi di supporto (servizi igienici e chioschi-bar) per una Slp massima di mq. 50 ed H max m. 4.50. Tali strutture dovranno essere realizzate con strutture smontabili e materiali coerenti con il contesto paesistico-ambientale (con le caratteristiche indicate dal Regolamento Edilizio) e rimosse alla cessazione dell'attività con il ripristino della funzione dei suoli. Per consentire un'agevole accessibilità a tali aree sono ammessi interventi di a deguamento e/o integrazione della viabilità esistente;
b) è ammessa la realizzazione di aree di parcheggio purché nel rispetto della morfologia e dei caratteri paesistici dei luoghi, evitando rilevanti movimenti di terra. Le aree di parcheggio dovranno essere preferibilmente alberate;
c) nelle aree boscate che presentano condizioni di abitabilità e fruizione è consentita esclusivamente la realizzazione di attrezzature per la sosta e il pic-nic;
d) per gli edifici esistenti è privilegiata la destinazione di agriturismo (Art. 18.1 presenti NTA) e attività turistico-ricettive (alberghi, ostelli, foresterie) e di supporto al turismo. È comunque sempre ammessa la destinazione residenziale;
e) La realizzazione delle strutture descritte deve essere riferita ad un progetto che prenda in considerazione un adeguato intorno ambientale e preveda la realizzazione di quanto specificato al presente punto. Non sarà consentita la realizzazione di servizi di supporto a vulsi da qualsiasi progetto di sistemazione complessivo e finalizzato alla sola costruzione della struttura di servizio.
5 Tenendo conto delle singole specificità, tutti gli interventi dovranno essere realizzati nel rispetto dei caratteri peculiari dell'area e mirati alla valorizzazione delle componenti ambientali, antropiche e naturalistiche. In particolare gli interventi dovranno salvaguardare gli aspetti paesaggistici, le vedute, i punti panoramici e gli elementi che contribuiscono alla caratterizzazione delle singole aree nonché recuperare la viabilità storica (strade e sentieri) in funzione della formazione di itinerari e circuiti turistici.
Art. 19bis Aree di Riqualificazione (AQ)
1 Sono aree in parte a prevalente funzione agricola, in parte ad esclusiva funzione agricola, ricadenti nell'area denominata Valle della Nosa-Poggio del Maglio.
2 Sono individuate da perimetrazione e sigla AQ sulle Tavole B e D "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Ambientali".
3 In coerenza con l'Art. 19 comma c) del PS, Il RU individua l'area da sottoporre a specifico studio finalizzato alla valorizzazione e riqualificazione dell'area e del patrimonio edilizio esistente.
Tale studio dovrà contenere:
a) rilevamento delle costruzioni presenti distinguendo i manufatti impropri o abusivi;
b) rilevamento dello stato e della tipologia degli spazi aperti;
c) analisi del degrado edilizio e ambientale;
d) schedatura degli edifici e attribuzione di valore e conseguente attribuzione delle categorie di intervento ai sensi del titolo 2 delle presenti NTA;
e) norme tecniche d'attuazione.
Art. 20 Aree a prevalente interesse ambientale
1 Sono le aree che per valenze storiche o agro-storiche o che dal punto di vista paesaggistico rappresentano un patrimonio di rilevanza agro-ambientale, agro-storica o silvostorica, d'importanza scientifica, culturale o storico-etnografica o socio-economica.
2 Rientrano in questa classificazione le seguenti aree denominate "Emergenze" dal PS:
- Faggi di Savignano;
- Carpinete sub-sommitali di Montemaggiore - Campo Sanico;
- Carpineta di Poggio Mandrioni;
- Faggi di Javello;
- Ebani di Schignano;
- Collina di Schignano (fustaia di cedro dell'Atlante-bosco misto di cerro-sughera);
- Area a vocazione tartufigena Alta valle della Nosa.
3 Le suddette aree sono evidenziate nella "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Ambientali" del RU.
4 In queste aree non sono ammessi interventi di nuova edificazione, l'installazione di manufatti stagionali o precari per l'attività agro-silvo-pastorale, l'installazione di linee aeree e strutture di radio-ripetizione, il cambio di destinazione d'uso dei terreni e qualsiasi altro intervento che comprometta la conservazione delle valenze naturalistiche o paesaggistiche dei luoghi.
5 Gli interventi ammessi sono definiti e disciplinati dalle NTA del PS all'Art. 20 comma 6, all'Art. 21 comma 6 e all'Art. 22 comma 3. Ad eccezione dell'area degli Ebani (SA 2.2 b), alla quale il PS attribuisce lo statuto di Conservazione integrale, sono fatte salve le ordinarie attività silvane e agricole, compreso il taglio del bosco e gli avvicendamenti colturali nell'ambito delle rotazioni a grarie, a condizione che queste non compromettano la conservazione dei valori evidenziati dal PS. In tutte le aree sono, inoltre, fatti salvi gli interventi volti al consolidamento in chiave conservativa degli attuali assetti dei luoghi.
Art. 20.1 Disciplina degli interventi
1 Per le caratteristiche di naturalità e/o di singolarità storico-agronomico delle aree individuate e per la loro limitata estensione, gli interventi che si prevedono, in coerenza con quanto indicato dal PS., sono disciplinati con le seguenti tutele e specificazioni:
- in tutte le sopraelencate aree è fatto divieto della realizzazione di nuove costruzioni di qualunque tipo, comprese quelle a titolo precario;
- gli interventi in dette aree saranno permessi esclusivamente per esigenze di salvaguardia idrogeologica, di difesa dagli incendi, di manutenzione ordinaria della viabilità pedonale o carrabile, di prevenzione dell'impoverimento ecologico e/o strutturale/compositivo delle cenosi vegetali e comunque per finalità attinenti al risanamento o alla riqualificazione ambientale dei luoghi;
- per il patrimonio edilizio esistente sono previsti interventi di risanamento conservativo di cui all'Art. 5.1 delle presenti NTA. È ammessa la destinazione a residenza, attività turistico ricettiva, rifugi escursionistici bivacchi fissi e foresterie.
Art. 21 ANPIL Monti della Calvana
1 Le Tav. C "Calvana Nord" e D "Calvana Sud" in scala 1:5.000 evidenziano con apposita simbologia le aree ricadenti all'interno della "ANPIL Monti della Calvana" istituita con DCC n. 5 del 06/04/2004.
2 La disciplina verrà definita dal Regolamento di gestione dell'ANPIL stessa.
3 Fino all'approvazione del Regolamento di cui al comma precedente sono ammessi gli interventi necessari alla ordinaria gestione agro-silvo-zootecnica; gli interventi per la riduzione del rischio idrogeologico e di incendio; gli interventi di manutenzione della viabilità agro-forestale; gli interventi comunque riconducibili a finalità di risanamento o riqualificazione ambientale dei luoghi.
4 Non sono ammessi interventi di nuova edificazione, ad eccezione di manufatti temporanei (MT) di cui all'art. 18.1, comma 7, con esclusione delle serre temporanee e stagionali. Tali manufatti dovranno essere realizzati al di fuori delle aree boscate e finalizzati al supporto dell'attività zootecnica. Tali manufatti dovranno essere realizzati con strutture smontabili ed utilizzando materiali idonei e coerenti in base agli usi tradizionali ed al rispetto del paesaggio. È comunque vietata l'utilizzazione di lamiere e reti metalliche, materiale legnoso multistrato o da discarica, vetroresina ed eternit. L'AC potrà valutare le richieste volte al restauro, ricostruzione di edifici o a nnessi esistenti, quando tali richieste siano motivate da oggettive esigenze legate allo svolgimento dell'attività agro-silvo-pastorale e sia rispettato il principio della ricostruzione filologica dei manufatti.
5 Per il patrimonio edilizio esistente valgono le disposizioni dell'Art. 18.1 comma 10 o 11 delle presenti NTA, fermo restando quanto specificamente disposto per gli edifici appartenenti al patrimonio di interesse storico-architettonico-documentale.
Art. 22 Aree Attrezzate
1 Sono le aree che, in coerenza con le indicazioni del PS, sono destinate ad accogliere attrezzature, residenze e infrastrutture di interesse turistico e/o a favorire lo sviluppo di circuiti turistici e per il tempo libero.
2 Sono individuate da perimetrazione e sigla AT seguita da numero progressivo sulle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Ambientali" in scala 1:5.000.
3 Il RU individua le seguenti Aree Attrezzate:
AT 1 Parco di Baccella (UTOE 4)
AT 2 Parco di Pianaccio (UTOE 4)
AT 3 Parco di Vallupaia (UTOE 4)
AT 4 Parco della Costa (UTOE 4)
AT 5 Parco di Monte Casigoli (UTOE 4)
AT 6 Parco La Collina (UTOE 4)
AT 7 Parco Fornaci - S. Gaudenzio (UTOE 5)
AT 8 Il Frantoio (UTOE 5)
AT 9 Parco di Parmigno (UTOE 6)
AT 10 La Piantagione (UTOE 6)
AT 11 Parco di Meretto - Lago della Cannuccia (UTOE 6)
AT 13 Parco di Villanova (UTOE 6)
4 All'interno delle suddette aree, con riferimento alla destinazione prevalente, il RU evidenzia con perimetrazione e sigla AS le seguenti "Aree Strutturate":
AS1 Aree didattico-sperimentali e per servizi all'agricoltura
AS2 Aree ricreative
AS3 Aree sportive
AS4 Aree per attività culturali
AS5 Aree paesistico-naturalistiche
Il seguente Articolo 22.1 ne detta le disposizioni generali. Gli interventi sono definiti e disciplinati nell'ambito delle UTOE di appartenenza.
5 Le Aree Attrezzate possono inoltre comprendere al loro interno:
AR Aree per la residenza
AA Aree per la ricettività
AI Aree per Impianti Tecnologici
Gli Artt. 22.2; 22.3; 22.4 delle presenti NTA ne dettano le disposizioni generali. Gli interventi sono definiti e disciplinati nell'ambito delle UTOE di appartenenza.
6 Salvo diversa specifica indicazione per le aree AS1 e AS5 valgono le disposizioni per le Aree a Prevalente funzione agricola di cui agli Artt. 19; 19.1 delle presenti NTA.
Art. 22.2 Aree della Residenza
1 Sono le aree, all'interno delle Aree Attrezzate, caratterizzate dalla presenza prevalente o esclusiva della funzione residenziale.
2 Sono individuate da perimetrazione e sigla AR sulle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Ambientali" in scala 1:5.000.
3 Gli interventi sono singolarmente disciplinati nelle UTOE di appartenenza.
- salvo diversa specifica indicazione gli interventi di nuova edificazione dovranno rispettare le norme vigenti in materia di distanza dai confini; distanze tra i fabbricati; arretramenti derivanti da rispetti stradali o fluviali; dimensionamento dei parcheggi privati;
- possono essere realizzati piani interrati e seminterrati per cantine e garage secondo quando indicato all'Art 24 comma 7 u) delle presenti NTA;
- interventi sulle coperture: il rialzamento della copertura, per ragioni di adeguamento alle normative antisismiche, non potrà superare l'altezza di cm. 30 e dovrà essere realizzato mantenendo l'inclinazione della falda. Il rifacimento del manto dovrà essere effettuato in coppi e tegole. Le nuove coperture dovranno essere realizzate a falde con l'inclinazione tradizionale;
- spazi di pertinenza: le sistemazioni dovranno tenere conto dei caratteri del contesto ambientale evitando l'inserimento di elementi e specie vegetali estranee ed incongrue ai caratteri del paesaggio. Salvo diverse specifiche indicazioni è consentita la realizzazione di piscine e/o piccoli impianti sportivi ad uso familiare con i criteri dell'art. 24, comma 7 k)
- costruzioni accessorie: sono consentiti una tantum negli spazi di pertinenza dei singoli edifici, piccoli manufatti ad uso deposito attrezzi, ecc come stabiliti dal RE;
- gli interventi dovranno essere realizzati senza compromettere specie vegetali rare, piante monumentali e annose ed eventuali elementi riconosciuti come Invarianti Strutturali dal PS.
Art. 22.3 Aree della ricettività
1 Sono le aree all'interno delle Aree Attrezzate destinate ad accogliere attrezzature turistico- ricettive.
2 Sono individuate da perimetrazione e sigla AA sulle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Ambientali" in scala 1:5.000. La lettera apposta alla sigla ne definisce come segue la tipologia:
AA1 Alberghi e foresterie
AA2 Ostelli
AA3 Campeggi
4 AA1 - Alberghi e foresterie:
a) Salvo diversa e specifica indicazione, il recupero a destinazione ricettiva di edifici o complessi colonici è subordinato alla formazione di Piano di Recupero di iniziativa privata.
Nell'ambito di tali Piani è ammessa la demolizione e ricostruzione di annessi e strutture precarie condonati a parità di Slp anche con eventuale diversa collocazione nell'area di intervento;
b) gli interventi dovranno rispettare, anche mediante l'uso di materiali e tecniche costruttive coerenti, i caratteri architettonici degli edifici e risultare compatibili con la categoria di intervento assegnata;
c) particolare attenzione dovrà essere posta alla sistemazione degli spazi esterni di pertinenza (piazzali, giardini, parcheggi) che dovrà risultare coerente con i caratteri del contesto paesistico, evitando in particolare l'introduzione di specie estranee al paesaggio della zona;
d) è ammessa la realizzazione di impianti sportivi ad esclusivo uso e in numero adeguato alla dimensione e categoria dell'esercizio, secondo i criteri di cui espressi per le attrezzature a grituristiche (art. 18.1, comma 13);
e) Tutti gli interventi dovranno essere realizzati senza compromettere specie vegetali rare, alberi monumentali, piante annose ed eventuali elementi riconosciuti come Invarianti Strutturali dal PS.
5 AA2 - Ostelli
Attrezzature ricettive prevalentemente destinate al turismo giovanile e scolastico. Dovranno avere una capienza minima sufficiente ad ospitare una scolaresca (30 posti letto) con le caratteristiche di cui alla legislazione vigente. Salvo diversa specifica indicazione saranno realizzati mediante interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente con le disposizioni di cui al precedente comma 4 a), 4 b), 4 c), 4 e).
6 AA3 - Campeggi
a) la realizzazione di campeggi, ammessa unicamente nelle aree appositamente individuate sulle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Ambientali" in scala 1:5.000;
b) salvo diversa specifica indicazione si intendono riservati a sole tende con numero delle piazzole non superiore a 80. Onde mitigare l'impatto visivo le piazzole dovranno essere disposte seguendo l'andamento naturale del terreno, evitando rilevanti movimenti di terra e schermate da alberature;
c) i servizi di supporto e le aree di parcheggio di ciascuna attrezzatura dovranno essere a deguate alla dimensione e alla categoria dell'esercizio secondo quanto disposto dalla legislazione vigente. I servizi di supporto dovranno essere preferibilmente accorpati e realizzati con strutture smontabili. Le aree di parcheggio dovranno essere preferibilmente a lberate;
d) per l'eventuale realizzazione di piscine valgono le disposizioni di cui al precedente comma 4 d);
e) gli interventi dovranno essere realizzati in ambiti spaziali non evidenti e senza compromettere specie vegetali rare, alberi monumentali, piante annose ed eventuali elementi riconosciuti come Invarianti Strutturali dal PS.
Art. 22.4 Aree per impianti tecnologici (AI)
1 Sono le aree che all'interno delle Aree Attrezzate sono destinate ad impianti tecnologici.
2 Sono individuate da perimetrazione e sigla AI sulle Tavole "Usi e modalità di intervento - I Sistemi Ambientali".
3 In tutte le aree dei Sistemi Ambientali ad esclusione delle Aree a prevalente interesse ambientale di cui all'Art. 20 delle presenti NTA è ammessa la realizzazione di impianti, infrastrutture e opere pubbliche di interesse generale realizzate dagli Enti competenti previa autorizzazione dell'AC.
4 L'installazione di impianti tecnologici temporanei o permanenti, anche se non infissi al suolo, è soggetta ad autorizzazione sulla base di elaborati di progetto che inquadrino gli interventi proposti nel contesto ambientale.
5 Criteri per gli interventi
Il RU individua in questa categoria solo l'area della Discarica di Pozzino costituita da:
a) un'area per l'impianto di trattamento biologico aerobico. L'impianto dovrà essere realizzato con tecniche e materiali in grado di garantirne il corretto funzionamento, compresa la messa in opera di misure di mitigazione. Tali misure dovranno rendere minimo l'impatto sull'ambiente del complesso delle azioni concorrenti alla realizzazione dell'impianto.
L'eventuale realizzazione di barriere verdi per la mitigazione dell'impatto visivo è subordinata alla redazione di apposito progetto firmato da tecnico abilitato;
b) un'area di deposito e commercializzazione del compost prodotto. Nell'area è ammessa:
- la realizzazione di locale, della dimensione strettamente necessaria, per le attività di supporto (uffici e servizi) da realizzare in legno con struttura smontabile;
- la realizzazione di tettoia della dimensione max mq. 40 e h max ml. 5 (utile interno) per la copertura del compost;
- la realizzazione di piazzale pavimentato per la movimentazione dei mezzi.
Potrà essere realizzata la recinzione dell'area onde impedire qualunque operazione abusiva di smaltimento e/o cernita rifiuti. Al termine della coltivazione della discarica dovrà essere redatto un
Piano di ripristino ambientale.