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Timestamp: 2020-05-26 13:46:48+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 13', 'art. 96', 'art. 96']

Sentenza Cassazione Civile n. 22755 del 28/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22755 del 28/09/2017
Cassazione civile, sez. VI, 28/09/2017, (ud. 25/05/2017, dep.28/09/2017), n. 22755
sul ricorso 14921-2016 proposto da:
SANCAR S.A.S., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR
presso la CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato DOMENICO
MOTORGLASS GROUP S.R.L., in persona del legale rappresentante,
dall’avvocato SABRINA SCIOLLA;
avverso la sentenza n. 2120/2015 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
la Sancar s.a.s. ha proposto opposizione avverso il decreto ingiuntivo notificatole ad istanza della Motorglass s.r.l.; l’opposizione veniva rigettata dal Tribunale di Torino, con sentenza confermata in grado di appello;
avverso tale decisione la Sancar s.a.s. ricorre con due motivi, illustrati da successive memorie;
la Motorglass s.r.l. resiste con controricorso.
che la prima censura è relativo all’inopportunità della mancata concessione di un rinvio ed è inammissibile in quanto non è riconducibile ad alcuno dei motivi previsti dall’art. 360 c.p.c.;
infatti nel processo civile la tutela del contraddittorio non è assicurata (a differenza del processo penale) garantendo la presenza del difensore in udienza, con conseguente diritto al rinvio della trattazione della causa in caso di impedimento professionale, bensì mediante la regolare vocatio in ius della controparte mediante la notificazione dell’atto introduttivo;
pertanto, non sussiste la violazione di legge dedotta con il primo motivo;
con il secondo motivo si deduce il vizio di motivazione, non più compreso fra i motivi di ricorso per cassazione a seguito della modifica dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, disposta con il D.Lgs. n. 83 del 2012, applicabile alle sentenze pubblicate dopo l’11 settembre 2012;
sussistono i presupposti per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater;
ricorrono altresì i presupposti perchè la ricorrente sia condannata d’ufficio al pagamento in favore della controparte – ai sensi dell’art. 96 c.p.c., comma 3, – di una somma, equitativamente determinata nella misura indicata in dispositivo in base al valore della controversia, in quanto essa ha agito in giudizio senza adoperare la normale diligenza e comunque senza sostenere validamente l’impugnazione proposta.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento, in favore della controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 3.000,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 e agli accessori di legge, nonchè al pagamento – ai sensi dell’art. 96 c.p.c., in favore della controparte, della somma di Euro 3.000,00.