Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_fallimentare/183
Timestamp: 2019-02-16 20:37:41+00:00
Document Index: 4285311

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 16', 'art. 22', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 171', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 183', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 180', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 180', 'art. 741', 'sentenza ']

Art. 182-septies
I. Contro il decreto del tribunale può essere proposto reclamo alla corte di appello, la quale pronuncia in camera di consiglio.
II. Con lo stesso reclamo è impugnabile la sentenza dichiarativa di fallimento, contestualmente emessa a norma dell’articolo 180, settimo comma.
(1) Articolo sostituito dall’art. 16 del D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169. La modifica si applica ai procedimenti per dichiarazione di fallimento pendenti alla data del 1 gennaio 2008, nonché alle procedure concorsuali e di concordato aperte successivamente (art. 22 d.lgs. cit.).
Concordato preventivo - Rigetto della domanda di omologa - Reclamo - Motivazione - Omessa censura del profilo relativo alla valutazione economica - Inammissibilità.
Qualora il decreto di rigetto della proposta di concordato preventivo sia fondato su entrambi i profili della non fattibilità giuridica e della incapacità di soddisfare i creditori chirografari, deve essere dichiarato inammissibile il reclamo che censuri il provvedimento impugnato unicamente dal punto di vista della fattibilità giuridica e non deduca alcun motivo in ordine alla valutazione di carattere economico della incapacità di soddisfare i creditori chirografari. Ove, infatti, la decisione sia sorretta da una pluralità di ragioni, distinte ed autonome, ciascuna delle quali giuridicamente e logicamente sufficiente a giustificare la decisione stessa, l’omessa impugnazione di una di esse rende inammissibile, per difetto di interesse, la censura relativa alle altre, la quale, essendo divenuta definitiva l’autonoma motivazione non impugnata, non potrebbe produrre in nessun caso l’annullamento della sentenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 29 Novembre 2013. Segue...
Concordato preventivo - In genere - Decreto di omologazione - Mezzo di impugnazione - Regime intecorrente tra il d.l. n. 35 del 2005 e il d.lgs. n. 169 del 2007 - Implicita abrogazione dell'originario art. 183 legge fall. - Esclusione - Conseguenze - Appellabilità del decreto.
Impugnazione decreto omologazione concordato preventivo – Reclamo ex art. 183 l. fall. – Interpretazione – Effetti – Sussistenza..
Il decreto di omologazione di un concordato preventivo va annullato anche d’ufficio dalla corte d’appello innanzi alla quale sia stato impugnato allorché abbia ad oggetto una proposta concordataria sensibilmente diversa, per effetto delle modifiche apportate dal debitore a quella originaria, da quella sottoposta all’approvazione dei creditori, data la sua evidente abnormità, insieme a tutti gli atti del procedimento concordatario a partire dall’adunanza dei creditori, con la conseguente regressione del medesimo procedimento alla fase dell’invio delle comunicazioni di cui all’art. 171, comma 2, l.fall., salvo il caso (ricorrente nella specie) in cui la nuova e diversa proposta concordataria che avrebbe dovuto e dovrebbe in ipotesi essere sottoposta all’approvazione dei creditori sia stata superata dai successivi eventi e debba perciò essere considerata inammissibile. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 06 Agosto 2013. Segue...
Concordato preventivo - Provvedimento di omologa - Reclamo - Deduzione di nuovi motivi di opposizione - Esclusione..
In sede di reclamo avverso il provvedimento di omologa del concordato preventivo non è ammessa la deduzione di nuovi motivi di opposizione, la quale mal si concilierebbe con il principio della ragionevole durata del processo e con il diritto delle parti ad una stabilità del thema decidendi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 14 Giugno 2012. Segue...
Concordato preventivo - Passaggio in giudicato della sentenza di omologazione - Esaurimento della procedura - Funzioni del commissario giudiziale - Legittimazione del commissario giudiziale ad agire in giudizio per l'adempimento delle obbligazioni scaturenti dal concordato - Esclusione.
Concordato preventivo - Risoluzione - Dichiarazione di fallimento - Legittimazione del curatore ad azionare la garanzia offerta da terzi - Esclusione - Legittimazione dei singoli creditori - Sussistenza..
Il passaggio in giudicato della sentenza di omologazione del concordato preventivo, conseguente al rigetto delle impugnazioni eventualmente proposte ai sensi dell'articolo 183, legge fallimentare, determina l'esaurimento della procedura di concordato, alla quale fa seguito l'apertura di una fase meramente esecutiva ove il commissario giudiziale svolge funzioni di sorveglianza e di stimolo dell'intervento del tribunale esclusivamente nei casi espressamente previsti dalla legge. Da tali attribuzioni non può tuttavia desumersi la titolarità in capo al commissario giudiziale della legittimazione ad agire in giudizio per ottenere l'adempimento delle obbligazioni scaturenti dal concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
La garanzia offerta da un terzo in relazione alla proposta di concordato preventivo, pur corrispondendo all'interesse di colui che abbia formulato la proposta, è prestata a beneficio dei creditori e da pertanto luogo ad un rapporto obbligatorio tra questi ultimi ed il garante. Da ciò consegue che la dichiarazione di fallimento del debitore conseguente alla risoluzione del concordato non attribuisce al curatore la legittimazione ad agire nei confronti del garante, non essendo tale legittimazione prevista da alcuna disposizione di legge e non potendo trovare giustificazione nella titolarità da parte del curatore delle cd. azioni di massa. La legittimazione spetta quindi ai singoli creditori in qualità di titolari del rapporto obbligatorio conseguente alla prestazione della garanzia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Novembre 2011, n. 22913. Segue...
Concordato preventivo - Ricorso per cassazione del decreto della corte d'appello che decide il reclamo avverso il provvedimento del tribunale - Ammissibilità - Termine ordinario..
Il decreto con il quale la corte d'appello decide in ordine al reclamo nei confronti del decreto con il quale il tribunale ha omologato la proposta di concordato preventivo ha natura di sentenza, in quanto ha l'attitudine alla definitività ed incide su diritti soggettivi; esso è pertanto ricorribile per cassazione, ai sensi dell'articolo 111 Cost., nel termine ordinario di 60 giorni previsto per il rito camerale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 12 Ottobre 2011. Segue...
Concordato preventivo – Reclamo contro la sentenza di omologazione – Termine per la proposizione – Procedimenti in camera di consiglio – Termine di 10 giorni di cui all'articolo 749 c.p.c.. (27/07/2010).
Il termine per la proposizione del reclamo previsto dall'articolo 183, legge fallimentare avverso il decreto di omologazione del concordato preventivo è di 10 giorni, così come prevede l'articolo 749 bis codice di procedura civile in tema di disposizioni comuni ai procedimenti in camera di consiglio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 13 Aprile 2010, n. 0. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Approvazione - Omologazione - Sentenza - Disciplina successiva al decreto legge n. 35 del 2005 ed anteriore al d.lgs. n. 169 del 2007 - Decreto della corte d'appello di rigetto dell'opposizione all'omologazione - Ricorso per cassazione - Termine ordinario di sessanta giorni - Applicabilità - Fondamento - Decorrenza. .
Il termine per ricorrere per cassazione avverso il decreto con cui la corte d'appello rigetta le opposizioni al decreto di omologazione della proposta di concordato preventivo depositata dopo l'entrata in vigore del decreto legge n. 35 del 2005 (conv. nella legge n. 80 del 2005) e prima del d.lgs. n. 169 del 2007 è quello generale di sessanta giorni, non prevedendo l'art. 183 legge fall., applicabile "ratione temporis", alcun termine specifico, ma solo il "dies a quo" di decorrenza, da riferire, a seguito dell'intervento della sentenza della Corte costituzionale 12 novembre 1974, n. 255, alla comunicazione del dispositivo alla parte costituita; nè assume alcun rilievo, ai fini considerati, che alla pronuncia di omologazione la predetta norma ancora si riferisse come se adottata con sentenza anzichè con decreto, ai sensi del riformato art. 180 legge fall., trattandosi unicamente di un difetto di coordinamento formale, poi superato dal predetto d.lgs. n. 169 del 2007. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 04 Febbraio 2009, n. 2706. Segue...
Concordato preventivo – Reclamo alla corte d’appello del decreto di omologazione – Decreto della corte d’appello che dichiara inammissibile il concordato – Natura.
Concordato preventivo – Decreto della corte d’appello ex art. 183 legge fall. di revoca del concordato – Provvisoria esecutività – Esclusione..
Qualora, in sede di reclamo ex art. 183 legge fall., la corte d’appello dichiari inammissibile la proposta di concordato preventivo per ragioni di “merito” e non di “rito”, la pronuncia deve essere considerata come “revoca” del decreto del tribunale di omologa del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Il decreto emesso dalla corte d’appello in sede di reclamo ex art. 183 legge fall. non è provvisoriamente esecutivo in quanto, nel silenzio della legge, alla fattispecie non può essere applicata in via analogica la norma contenuta nell’art. 180 legge fall. che qualifica come provvisoriamente esecutivo il decreto di omologazione del concordato emesso dal tribunale. Ove pertanto avverso il decreto della corte d’appello venga proposto ricorso per cassazione, la provvisoria esecuzione del provvedimento impugnato resterà sospesa fino al termine del relativo giudizio, dovendo essere applicata in via analogica la norma di cui all’art. 741 c.p.c. relativa ai procedimenti camerali secondo la quale “i decreti acquistano efficacia quando sono decorsi i termini di cui agli articoli precedenti, senza che sia stato promosso reclamo”. (Sulla scorta di tali presupposti, il tribunale ha autorizzato la cessione del ramo d’azienda prevista dal piano concordatario approvato dal tribunale). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 14 Luglio 2008. Segue...
Concordato preventivo - Mancata omologazione - Conseguente dichiarazione di fallimento - Sentenza dichiarativa - Impugnazione - Proposizione da parte del legale rappresentante della società fallita - Spese ed onorari del difensore nominato all'atto della impugnazione - Debito della massa - Esclusione - Conseguenze.
L'impugnazione contro la sentenza dichiarativa di fallimento conseguente alla mancata omologazione del concordato preventivo, proposta dal legale rappresentante della società dichiarata fallita, con il ministero di un difensore nominato all'atto dell'impugnazione, si colloca al di fuori dell'ambito della procedura fallimentare, in quanto non autorizzata dal giudice delegato, con la conseguenza che il debito contratto dalla società fallita, per spese ed onorari, verso il predetto difensore non è riferibile, ne' opponibile alla "massa" ed il relativo credito del difensore non può essere soddisfatto in prededuzione, ne' pagato in via privilegiata. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Giugno 1994, n. 5821. Segue...