Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-177-codice-civile-oggetto-della-comunione
Timestamp: 2019-07-20 11:21:22+00:00
Document Index: 62453060

Matched Legal Cases: ['art. 179', 'art. 56', 'art. 177', 'art. 934', 'art. 177', 'art. 934', 'art. 177', 'art. 177', 'art. 936', 'art. 177', 'sentenza ', 'art. 39']

Art. 177 codice civile: Oggetto della comunione | La Legge per tutti
Costituiscono oggetto della comunione (1):
c) i proventi dell’attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati (2);
d) le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio (3).
Frutti: [v. 820]; Scioglimento della comunione: [v. 191].
Acquisti: incrementi patrimoniali ottenuti a qualsiasi titolo dai coniugi, congiuntamente o separatamente, e non rientranti nelle categorie di beni personali previste dall’art. 179.
Proventi: tutte le utilità tratte da attività diverse da quella di amministrazione dei propri beni.
Azienda: l’(—) è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa [v. 2555].
(1) Art. e rubrica così sostituiti ex l. 19-5-1975, n. 151 (art. 56) (Riforma del diritto di famiglia).
(2) I casi previsti alle lettere b) e c) dell’art. 177 costituiscono le cd. ipotesi di comunione de residuo, che ha ad oggetto determinate categorie di beni, nel caso in cui essi sussistano ancora al momento di scioglimento della comunione.
(3) È necessario che entrambi i coniugi gestiscano effettivamente l’azienda; non è sufficiente, invece, una forma qualsiasi di collaborazione. Pertanto, rientra nella previsione normativa l’ipotesi della società di fatto fra i coniugi.
Il principio generale dell’accessione posto dall’art. 934 c.c., in base al quale il proprietario del suolo acquista ipso iure al momento dell’incorporazione la proprietà della costruzione su di esso edificata e la cui operatività può essere derogata soltanto da una specifica pattuizione tra le parti o da una altrettanto specifica disposizione di legge, non trova deroga nella disciplina della comunione legale tra coniugi, in quanto l’acquisto della proprietà per accessione avviene a titolo originario senza la necessità di un’apposita manifestazione di volontà, mentre gli acquisti ai quali è applicabile l’art. 177 comma 1 c.c. hanno carattere derivativo, essendone espressamente prevista una genesi di natura negoziale, con la conseguenza che la costruzione realizzata in costanza di matrimonio ed in regime di comunione legale da entrambi i coniugi sul terreno di proprietà personale esclusiva di uno di essi è a sua volta proprietà personale ed esclusiva di quest’ultimo in virtù dei principi generali in materia di accessione, mentre al coniuge non proprietario, che abbia contribuito all’onere della costruzione spetta, previo assolvimento dell’onere della prova di aver fornito il proprio sostegno economico, il diritto di ripetere nei confronti dell’altro coniuge le somme spese a tal fine.
Tribunale Benevento 21 ottobre 2014
Il principio generale dell'accessione posto dall'art. 934 c.c., in base al quale il proprietario del suolo acquista "ipso iure" al momento dell'incorporazione la proprietà della costruzione su di esso edificata e la cui operatività può essere derogata soltanto da una specifica pattuizione tra le parti o da una altrettanto specifica disposizione di legge, non trova deroga nella disciplina della comunione legale tra coniugi, in quanto l'acquisto della proprietà per accessione avviene a titolo originario senza la necessità di un'apposita manifestazione di volontà, mentre gli acquisti ai quali è applicabile l'art. 177, comma 1, c.c. hanno carattere derivativo, essendone espressamente prevista una genesi di natura negoziale, con la conseguenza che la costruzione realizzata in costanza di matrimonio ed in regime di comunione legale da entrambi i coniugi sul terreno di proprietà personale esclusiva di uno di essi è a sua volta proprietà personale ed esclusiva di quest'ultimo in virtù dei principi generali in materia di accessione, mentre al coniuge non proprietario, che abbia contribuito all'onere della costruzione spetta, previo assolvimento dell'onere della prova d'aver fornito il proprio sostegno economico, il diritto di ripetere nei confronti dell'altro coniuge le somme spese a tal fine (cfr. Cass., sez. VI, 3 luglio 2013 n. 16670; Cass., sez. I, 30 settembre 2010 n. 20508).
Nel regime di comunione legale dei beni, la costruzione realizzata durante il matrimonio da entrambi i coniugi sul suolo personale ed esclusivo di uno solo di essi, stante la operatività del regime dell'accessione, appartiene esclusivamente a quest'ultimo e non costituisce, pertanto, oggetto della comunione legale, ai sensi dell'art. 177, comma 1, lett. a), c.c., operando in tali ipotesi la tutela del coniuge non proprietario non già sul piano del diritto reale, bensì sul piano obbligatorio, per cui competerà a questi un diritto di credito ai sensi dell'art. 936, comma 2, c.c. (cfr. Cass., sez. II, 30 maggio 2013 n. 13503).
I titoli di partecipazione ad una società cooperativa acquistati, in costanza di matrimonio, da uno dei coniugi ed allo stesso intestati, sono suscettibili di essere compresi nel regime di comunione legale contemplata dall'art. 177, primo comma, lett. a), cod. civ., in tutti i casi in cui il carattere personale della partecipazione non sia recessivo di fronte al dato sostanziale preminente dell'estraneità del socio all'attività che costituisce l'oggetto sociale della cooperativa. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ritenuto cadute nella comunione legale le azioni, acquistate durante il matrimonio da uno dei coniugi, di una banca popolare cooperativa, attesa la specificità dell'oggetto sociale, relativo all'esercizio dell'attività di azienda di credito, la diffusa finalità lucrativa ed il difetto della sostanza cooperativistica, nonché la sostanziale divaricazione dell'assetto organizzativo e funzionale, come delineato per le banche popolari dalla disciplina legislativa, rispetto a quello riguardante le cooperative in senso stretto). Rigetta, App. Bari, 01/03/2007
Cassazione civile sez. I 18 settembre 2014 n. 19689
In tema di locazioni di immobili adibiti ad uso non abitativo, il riscatto previsto dall'art. 39 della legge 27 luglio 1978, n. 392, va tempestivamente esercitato dall'avente diritto alla prelazione anche nei confronti del coniuge dell'acquirente, che sia in regime di comunione legale al momento dell'acquisto, e a tal fine l'integrazione del contraddittorio nel giudizio intrapreso tempestivamente nei confronti del solo acquirente non è idoneo ad impedire la decadenza dal diritto di riscatto, se sia già inutilmente decorso il termine di sei mesi dalla trascrizione del contratto. Rigetta, App. Lecce, 04/10/2007
Cassazione civile sez. III 16 maggio 2014 n. 10846