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Timestamp: 2017-01-23 17:02:20+00:00
Document Index: 109588366

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 2195', 'art. 8', 'art. 14', 'art. 2561', 'art. 8']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 257 del 01.08.2002
Interpello ai sensi dell'art. 11, legge 27
luglio 2000, n. 212. KW S.p.A. Calcolo del credito d'imposta di cui all'art. 8
della legge 388/2000 per gli investimenti realizzati su beni di proprietà di
d'interpello di cui all'oggetto, concernente il credito d'imposta di cui
all'articolo 8 della legge 23
dicembre 2000, n. 388, è stato esposto il seguente
La società "KW S.p.A." svolge attività
alberghiera con ristorazione in due diverse strutture ricettizie, adiacenti e
comunicanti, di cui una di proprietà e l'altra condotta in affitto d'azienda.
La stessa società, al fine di ampliare le
potenzialità reddituali dell'impresa, acquista beni strumentali nuovi da
destinare ad entrambi gli alberghi.
Il contratto di affitto impone comunque alla società
un ammontare minimo di investimenti da realizzare sul bene condotto in
Il contribuente chiede se può fruire del credito
d'imposta di cui all'art. 8
della legge n. 388 del 2000, atteso che l'attività alberghiera da questi svolta
non è diretta alla produzione di beni.
La società istante intende beneficiare
dell'agevolazione in esame poiché ritiene di essere in ogni caso titolare di
reddito d'impresa, in conformità a quanto richiesto dal citato art. 8 per la fruizione del credito
d'imposta. Parere dell'Agenzia delle Entrate
La scrivente, conformemente a quanto prospettato
dal contribuente, precisa preliminarmente che l'esercente servizi alberghieri,
poiché svolge un'attività rientrante nell'art. 2195 del Codice Civile, è
titolare di reddito d'impresa e, pertanto, è ammesso ad usufruire del credito
d'imposta, come espressamente previsto dal primo comma dell'art. 8 in argomento.
In ordine al caso prospettato si ritiene di dover
comunque effettuare alcune precisazioni in relazione alle modalità di calcolo
del credito d'imposta derivante dagli investimenti effettuati sull'azienda
condotta in affitto.
Infatti, dalla documentazione allegata all'istanza di
parte si rileva che l'art. 14 del contratto di affitto, stipulato il 24 febbraio
1998 relativamente ad uno dei due alberghi nei quali si svolge l'attività, pone
una deroga all'art. 2561 del Codice Civile, concernente l'obbligo di
conservazione dei beni ammortizzabili.
A questi fini viene stabilito che i beni in concessione
debbano essere restituiti all'affittuario "nello stato in cui si trovano
alla fine della locazione"; coerentemente, viene previsto che il
proprietario si riservi la deduzione delle quote di ammortamento degli stessi
beni concessi in godimento.
Di contro, si conviene che gli ammortamenti delle opere
da realizzare e dei beni da acquistare per obbligo contrattuale competano al
Alla luce di tali previsioni contrattuali diviene,
dunque, necessario determinare i criteri di calcolo dell'agevolazione in
Al riguardo, il citato art. 8, recependo i principi fissati
dalla Commissione Europea per la concessione dell'incentivo, stabilisce che per
nuovi investimenti "si intendono le acquisizioni di beni strumentali nuovi
di cui agli articoli 67 e 68 del
testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 ... per la parte del loro costo
complessivo eccedente le cessioni e le dismissioni effettuate nonché gli
ammortamenti dedotti nel periodo d'imposta, relativamente a beni d'investimento
della stessa struttura produttiva".
In sostanza, l'agevolazione viene concessa solo quando
l'investimento è innovativo e non di "mera sostituzione"; infatti,
l'aiuto è erogato agli investimenti netti determinati come differenza tra:
- gli investimenti lordi in nuovi beni
strumentali di una struttura produttiva; e
- l'importo dei beni strumentali ceduti o
dismessi e degli ammortamenti dedotti dalla stessa struttura produttiva durante
lo stesso periodo di riferimento.
Per verificare la realizzazione della condizione
comunitaria prevista per la concessione del credito d'imposta è necessario,
quindi, che il montante delle acquisizioni dei beni strumentali superi le
cessioni, le dismissioni e gli ammortamenti di periodo.
Atteso, poi, che la determinazione dell'investimento
netto deve essere effettuata considerando tutti i beni destinati alla medesima
struttura produttiva, si deve innanzitutto procedere nella fattispecie
rappresentata ad individuare la struttura produttiva dell'impresa
alberghiera.
A questo proposito la società specifica nell'istanza
che le due organizzazioni aziendali, benché operino con differenti segni
distintivi, sono logisticamente collocate in posizione "adiacente e
comunicante", e risultano riconducibili, seppur a diverso titolo, al
medesimo soggetto giuridico.
Inoltre, a significare una gestione unitaria e
sinergica delle due aziende, l'istante fa presente di non contabilizzare
separatamente i costi ed i ricavi sostenuti distintamente per ciascuno dei due
complessi aziendali.
Per tali ragioni ed in conformità alle indicazioni di
prassi fornite dalla scrivente con le circolari 41/E del 18 aprile 2001 e 38/E del 9 maggio 2002, la
struttura produttiva nel caso di specie deve essere individuata nel complesso
delle due aziende unitariamente strumentali all'esercizio dell'attività
Il meccanismo di determinazione del beneficio deve,
dunque, tenere conto di investimenti, cessioni, dismissioni e ammortamenti
complessivamente effettuati nell'esercizio, sia in relazione alla propria
azienda che a quella detenuta in affitto.
Per quel che concerne quest'ultimo aspetto, poi,
occorre considerare nel calcolo anche le dismissioni, le cessioni e gli
ammortamenti effettuati dal soggetto proprietario dell'immobile.
Infatti, solo così può ritenersi rispettata la regola
comunitaria di cui si diceva sopra, in base alla quale l'investimento
agevolabile non deve essere di mera sostituzione.
Pertanto, la società dovrà determinare gli
investimenti netti agevolabili riducendo il montante risultante dalle
complessive acquisizioni dei beni strumentali:
- delle cessioni e dismissioni effettuate e
degli ammortamenti dedotti, relativi ai beni di proprietà;
- delle cessioni, dismissioni ed
ammortamenti da calcolare "virtualmente" in quanto riferibili ai beni
di terzi, utilizzati nell'esercizio della propria attività d'impresa.
A tali ultimi fini l'istante dovrà fare riferimento
alla contabilità del titolare dei beni:
- calcolando l'ammortamento per i beni che
continua ad utilizzare nell'attività tenendo conto del costo di acquisizione
del bene da parte del proprietario e dei coefficienti previsti dal D.M. 31 dicembre 1988;
- ricostruendo, per i beni utilizzati nella
propria attività e oggetto di dismissione o cessione,il relativo costo non
Si ricorda, inoltre, che l'agevolazione in oggetto è
stata modificata con decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, che all'articolo 10 riformula il testo
dell'articolo 8 della legge n.
388 del 2000.
sollecitata con istanza di interpello presentata alla Direzione
Regionale........., viene resa dalla scrivente ai sensi dell'articolo 4, comma
1, ultimo periodo del D.M. 26 aprile 2001, n. 209.
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