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Timestamp: 2019-01-23 10:37:41+00:00
Document Index: 99846666

Matched Legal Cases: ['art. 2115', 'art. 2', 'art. 116', 'art. 35', 'art. 37', 'art. 30', 'art. 2', 'art. 30', 'art. 116', 'art. 1', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 37', 'art. 116', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 37', 'art. 7', 'art. 25', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 42', 'art. 20', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 120', 'art. 1', 'art. 120', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 25', 'art. 8', 'art. 29', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 8']

Capitolo Primo: La gestione del rapporto previdenziale e la contribuzione PDF
Capitolo Primo: La gestione del rapporto previdenziale e la contribuzione 375
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Margherita Luciana Savino
1 Capitolo Primo: La gestione del rapporto previdenziale e la contribuzione La responsabilità del datore di lavoro per l adempimento della contribuzione e il sistema sanzionatorio nei casi di omissione ed evasione contributiva A) La responsabilità del datore di lavoro L onere contributivo può gravare, come è stato detto, in tutto o in parte anche sugli stessi beneficiari delle prestazioni, ovvero sui lavoratori. Nel caso dei lavoratori dipendenti, tuttavia, anche quando ciò si verifica, per effetto dell art. 2115, co. 2, c.c., il versamento dei contributi non viene effettuato direttamente dal lavoratore, ma dal datore di lavoro che resta l unico responsabile nei confronti degli enti previdenziali di modo che nessuna responsabilità può essere fatta gravare sul lavoratore dipendente per omesso o irregolare versamento dei contributi. Il datore provvede, in effetti, a determinare la quota di contribuzione a carico del lavoratore mediante trattenuta sulla sua retribuzione e poi a versarla all ente previdenziale. L art. 2, co. 1bis, D.L. 463/1983, conv. in L. 638/1983, sanziona l omesso versamento delle ritenute previdenziali con la pena della reclusione fino a 3 anni e della multa fino a Con tale disposizione, il legislatore reprime penalmente la condotta del datore di lavoro che, trattenuta dalla retribuzione la quota di contribuzione a carico del lavoratore dipendente, non la versa successivamente all istituto assicuratore. Il datore di lavoro ha, comunque, la possibilità di evitare la pena provvedendo al versamento di quanto dovuto entro il termine di 3 mesi dalla contestazione o dalla notifica dell avvenuto accertamento della violazione, ferma restando la denuncia di reato all autorità giudiziaria. B) La modifica dell apparato sanzionatorio Per dare effettività all obbligo di versare i contributi ed i premi assicurativi, l ordinamento giuridico ha provveduto a corredare tale precetto di un apparato sanzionatorio che, inizialmente strutturato su una impostazione penalistica, è stato man mano «ridimensionato» al punto da essere costituito, oggigiorno, prevalentemente da sanzioni di natura civile. Infatti, con la L. 388/2000 (art. 116, co. 12): sono state abolite le sanzioni amministrative relative a violazioni consistenti nell omissione o evasione totale o parziale di contributi o premi (art. 35, co. 2 e 3, L. 689/1981) e sono state introdotte, in sostituzione, sanzioni civili differenziate nella misura sulla base della tipologia di illecito (omissione o evasione); è stata mantenuta la sanzione penale prevista per il reato di omissione o falsità di registrazione o denuncia obbligatoria (art. 37 L. 689/1981), ma è stata diversamente formulata. C) Omissioni ed evasioni contributive Le due fattispecie di infrazione, omissione ed evasione, si differenziano sotto il profilo sostanziale. Infatti, le omissioni contributive sono integrate dal mancato o ritardato pagamento entro il termine stabilito dalla legge, dei contributi o premi, il cui ammontare è rilevabile dalle denunce e/o registrazioni obbligatorie regolarmente effettuate. In pratica la situa-
2 376 Parte Seconda: Legislazione sociale zione è quella di una mera morosità: il lavoratore è regolarmente assunto, inquadrato e denunciato agli istituti previdenziali ai fini delle assicurazioni obbligatorie, ma risultano delle inadempienze contributive. Le evasioni contributive sono integrate, invece, da tutte le situazioni in cui l inadempienza nel versamento dei contributi sia connessa a registrazioni o denunce obbligatorie omesse o non conformi al vero, cioè nel caso in cui il datore di lavoro, con l intenzione specifica di non versare i contributi o premi, occulti rapporti di lavoro in essere ovvero le retribuzioni erogate. L elemento dell intenzionalità del datore di lavoro è determinante nella qualificazione dell evasione contributiva. A seguito dell entrata in vigore del libro unico del lavoro, con modifica del relativo sistema sanzionatorio, rilevano i casi di omesse registrazioni che hanno una immediata ricaduta sui trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali (circ. Min. Lav , n. 20) con esclusione delle mere irregolarità formali o materiali prive di tali effetti. La prassi amministrativa ha configurato come omissione contributiva (circ. INPS 66/2008): l ipotesi di simulazione del rapporto di lavoro subordinato (rapporti di lavoro, successivamente accertati di natura subordinata, per i quali è stata versata la contribuzione in base alla inferiore aliquota stabilita per le co.co.co.); il mancato versamento della «contribuzione» dovuta a seguito di reintegrazione nel posto di lavoro disposta dal giudice; le «differenze tra l importo annuo delle retribuzioni imponibili ai fini contributivi esposte sul modello SA/770, regolarmente presentato, ed il totale annuo delle retribuzioni esposte sulle denunce mensili presentate dall azienda»; le ipotesi di conguaglio di sgravi o agevolazioni contributive non spettanti per mancanza dei presupposti di legge; la mancata o tardiva presentazione della denuncia contributiva mensile DM10, a condizione che il datore di lavoro abbia adempiuto nei termini di legge alla comunicazione preventiva di assunzione e che il lavoratore sia registrato nella documentazione aziendale obbligatoria (ora libro unico del lavoro). La fattispecie della evasione contributiva è limitata quindi alla sola ipotesi di occultamento del rapporto di lavoro o delle retribuzioni erogate. D) Le sanzioni civili Accertata la violazione, si applicano le seguenti sanzioni civili: nel primo caso (omissione contributiva), una sanzione, determinata in ragione d anno, in misura pari al tasso minimo di partecipazione per le operazioni di rifinanziamento dell Eurosistema (1), maggiorato di 5,5 punti percentuali, la quale non può essere superiore al 40% dell importo dei contributi non corrisposti alla scadenza di legge. Raggiunto tale tetto massimo senza che si sia provveduto all integrale pagamento della somma dovuta, si applicano sul debito contributivo (con esclusione, quindi, delle sanzioni civili) gli interessi nella misura degli interessi di mora (art. 30 D.P.R. 602/1973); (1) Ai sensi dell art. 2, co. 1, D.Lgs. 213/1998, dal e fino al , il Governatore della Banca d Italia ha determinato la misura del tasso ufficiale di riferimento (TUR) in sostituzione del cessato tasso ufficiale di sconto (TUS). Dal , il TUR non è più determinato dalla Banca d Italia e, a qualsiasi fine, opera direttamente il tasso fissato periodicamente dalla Banca Centrale Europea (BCE), applicato alle principali operazioni di rifinanziamento dell Eurosistema.
3 Capitolo Primo: La gestione del rapporto previdenziale e la contribuzione 377 nel secondo caso (evasione contributiva), punito con maggiore severità, una sanzione, in ragione d anno, pari al 30% dei contributi evasi, fino ad un tetto massimo pari al 60% dell importo dei contributi non corrisposti. Oltre tale tetto massimo senza che si sia provveduto all integrale pagamento della somma dovuta, sul solo debito contributivo maturano gli interessi di mora (art. 30 D.P.R. 602/1973). In tutti i casi in cui si accerti la sussistenza di lavoro nero, la sanzione per evasione contributiva deve essere aumentata del 50% per ciascun lavoratore in nero (v. succ. Cap. IX). È prevista una riduzione della sanzione ordinariamente applicabile nelle seguenti ipotesi: evasione denunciata spontaneamente prima di contestazioni o richieste da parte degli enti previdenziali e comunque entro dodici mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi o premi (si applica la sanzione pari al Tasso BCE maggiorato di 5,5%, con l obbligo di pagamento dei contributi o premi entro 30 giorni dalla denuncia); oggettive incertezze dovute a contrastanti orientamenti giurisprudenziali o amministrativi sulla ricorrenza dell obbligo contributivo, successivamente riconosciuto in sede giudiziale o amministrativa (si applica la sanzione pari al tasso BCE maggiorato di 5,5%, con l obbligo di pagamento dei contributi o premi entro il termine fissato dall INPS). Oltre a tali ipotesi, le sanzioni possono essere ridotte fino alla misura degli interessi legali, fermo restando l integrale pagamento dei contributi e dei premi dovuti, in caso di fatto doloso del terzo denunciato all autorità giudiziaria e di aziende in crisi o con procedure concorsuali in atto (art. 116, co. 15, L. 388/2000 e art. 1, co. 220, L. 662/1996). La competenza a decidere sulle domande di riduzione delle sanzioni spetta ai direttori delle sedi INPS regionali (circ. INPS , n. 88). Omissione Ritardato pagamento delle inadempienze contributive (art. 116, co. 8, lett. a, L. 388/2000) Evasione Mancato pagamento dei contributi (art. 116, co. 8, lett. b primo periodo, L. 388/2000) MISURA DELLE SANZIONI CIVILI Tasso BCE + 5,5% oltre ai contributi omessi, il datore di lavoro deve pagare a titolo di sanzione il Tasso BCE + 5,5% dei contributi non versati (entro il limite del 40% dei contributi stessi) se non si provvede al pagamento della somma, una volta raggiunto il limite massimo, sul debito contributivo maturano gli interessi di mora 30% annuo oltre ai contributi evasi, il datore di lavoro deve pagare a titolo di sanzione il 30% dei contributi non versati, entro il limite del 60% dei contributi stessi se non si provvede al pagamento della somma, una volta raggiunto il limite massimo, sul debito contributivo maturano gli interessi di mora (Segue)
4 378 Parte Seconda: Legislazione sociale Riduzione 1 Denuncia spontanea di contributi evasi entro un anno dalla scadenza e pagati in 30 giorni (art. 116, co. 8, lett. b secondo periodo, L. 388/2000) Riduzione 2 Mancato o ritardato pagamento di contributi o premi (evasione) a causa di oggettive incertezze connesse a contrastanti orientamenti giurisprudenziali o amministrativi (purché il versamento dei contributi o premi sia effettuato entro il termine fissato dagli enti impositori) (art. 116, co. 10, L. 388/2000) Riduzione 3 Mancato o ritardato pagamento di contributi o premi derivanti da oggettive incertezze connesse a contrastanti orientamenti giurisprudenziali o determinazioni amministrative sulla ricorrenza dell obbligo contributivo successivamente riconosciuto in sede giurisdizionale o amministrativa e nei casi di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, derivanti da fatto doloso del terzo denunciato all autorità giudiziaria (art. 116, co. 15, lett. a, L. 388/2000) Riduzione 4 Mancato versamento (evasione) di contributi da parte di aziende sottoposte a procedure concorsuali (art. 116, co. 15, lett. b, L. 388/2000) Tasso BCE + 5,5% oltre ai contributi omessi, il datore di lavoro deve pagare a titolo di sanzione il Tasso BCE + 5,5% dei contributi non versati (entro il limite del 40% dei contributi stessi) riduzione delle sanzioni civili fino alla misura degli interessi legali* stabilita dal ente previdenziale, fermo restando l integrale pagamento dei contributi dovuti * A decorrere dal , la misura del saggio degli interessi legali è pari all 1% (D.M e circ. INPS 2/2014). E) Le sanzioni penali Il mancato versamento di contributi previdenziali è punito con l applicazione di una sanzione penale solo nei casi di rilevante entità della evasione. In particolare, salvo che il fatto costituisca più grave reato, il datore di lavoro che, al fine di non versare in tutto o in parte contributi e premi previsti dalle leggi sulla previdenza e assistenza obbligatorie, omette una o più registrazioni o denunce obbligatorie, ovvero esegue una o più denunce obbligatorie in tutto o in parte non conformi al vero, è punito con la reclusione fino a due anni quando dal fatto deriva l omesso versamento di contributi e premi previsti dalle leggi sulla previdenza ed assistenza obbligatorie per un importo mensile non inferiore al maggiore importo fra mensili e il 50% dei contributi complessivamente dovuti per lo stesso mese, compresi quelli omessi (art. 37 L. 689/1981, sostituito dall art. 116, co. 119, L. 388/2000). La distinzione dalle violazioni civili in precedenza esaminate è data proprio dalle conseguenze della condotta del datore di lavoro, ossia dall entità della evasione contributiva che, per configurare un illecito penale, deve essere di importo non inferiore ad una certa somma. Si consideri un datore di lavoro che sia tenuto a versare contributi pari a su base mensile e che tuttavia evade una somma mensile pari a Il 50% dei contributi complessivamente dovuti per il mese è di Il mancato pagamento dei contributi da parte del datore di lavoro non assume rilevanza penale in quanto l importo dell evasione realizzata dal datore di lavoro ( ) è sì superiore al limite stabilito dalla legge ( 2.582), ma risulta inferiore all altro parametro legale (il 50% dei contributi dovuti, pari a ).
5 Capitolo Primo: La gestione del rapporto previdenziale e la contribuzione 379 Omissione NO versamento contribuzione Sanzione civile contributiva SI registrazione in libri obbligatori art. 35 L. 689/1981 denunce obbligatorie Evasione NO versamento contribuzione Sanzione civile contributiva NO registrazione in libri obbligatori art. 35 L. 689/1981 denunce obbligatorie Sanzione penale art. 37 L. 689/1991 Criterio di applicazione Reclusione fino a 2 anni l evasione non deve essere inferiore al maggiore importo (su base mensile) tra e il 50% dei contributi dovuti (totale contributi evasi + contributi versati) 8. La riscossione dei contributi A) L avviso di addebito con valore di titolo esecutivo Il sistema di riscossione delle somme non percepite a titolo di contributi è stato notevolmente semplificato e razionalizzato, rendendo più efficace l azione di contrasto dell omissione contributiva ed assicurando una più tempestiva realizzazione della pretesa creditoria (D.L. 78/2010 conv. in L. 122/2010). Il sistema di riscossione si applica alle somme dovute a titolo di contributi previdenziali e assistenziali denunciati ma non versati alla scadenza mensile o periodica o versati in ritardo (omissioni contributive) e alle somme accertate dagli organi di vigilanza (circ. INPS 108/2010 e 168/2010). Detto sistema di recupero si applica anche ai contributi e premi previdenziali ed assistenziali risultanti da liquidazione, controllo e accertamento effettuati dall Agenzia delle Entrate in base alle dichiarazioni dei redditi (art. 7, D.L. 70/2011 conv. in L. 106/2011). Il procedimento è basato sulla notifica al contribuente, da parte dell INPS, di un avviso di addebito. L avviso riporta gli elementi che consentono l esatta identificazione della pretesa dell INPS ed in particolare il codice fiscale del contribuente, la tipologia del credito (con l indicazione della gestione previdenziale di riferimento), l anno ed il periodo di riferimento del credito e l importo dello stesso, distinto per singolo periodo e ripartito tra quota capitale, sanzioni e interessi, ove dovuti. L avviso è sottoscritto dal responsabile dell ufficio dell INPS che ha accertato l omissione contributiva e che ha emesso l atto (in caso di crediti derivanti da atto di accertamento dell INPS o di altri enti, vengono indicati anche gli estremi dell atto e la relativa data di notifica).
6 380 Parte Seconda: Legislazione sociale L avviso deve essere adempiuto con il pagamento dell importo complessivo del credito, comprensivo dei compensi di riscossione, entro 60 giorni dalla sua notifica; a tal fine nell avviso è riportata l intimazione ad adempiere ed è individuato l agente della riscossione competente in base al domicilio fiscale del contribuente. Contro l avviso di addebito è possibile presentare opposizione entro il termine di 40 giorni dalla notifica davanti al Tribunale, in funzione di giudice del lavoro, nella cui circoscrizione ricade la sede INPS che ha emesso l avviso stesso. Con il sistema di riscossione basato sull avviso di addebito il recupero delle somme non pagate da parte degli agenti della riscossione non avviene più attraverso la formazione dei ruoli e l emissione di cartelle di pagamento che sono, conseguentemente, soppresse. Ciò in quanto il titolo per il recupero del credito contributivo è rappresentato direttamente ed unicamente dallo stesso avviso di addebito cui espressamente la legge riconosce valore di titolo esecutivo. Gli avvisi di addebito emessi dall INPS sono consegnati agli agenti della riscossione secondo modalità e termini fissati dall ente previdenziale (determinaz. 72/2010). In caso di mancato pagamento, a partire dallo scadere del termine di 60 giorni, l agente della riscossione potrà avviare direttamente le azioni di recupero coattivo nei confronti del debitore (procedure di espropriazione forzata), ferma restando la facoltà di accordare, su richiesta, il pagamento rateale dell importo dovuto laddove ricorrano le condizioni previste dalla normativa vigente. B) L avviso bonario L istituto previdenziale ha in parte attenuato il rigore del nuovo sistema, prevedendo una fase di intimazione al pagamento prima dell emissione dell avviso di addebito, diversamente articolata a seconda che si tratti di omissioni contributive (la contribuzione dovuta è stata denunciata ma poi non è stata versata o è stata versata in ritardo) o di somme accertate dagli organi di vigilanza. In caso di omissione contributiva, l INPS può avvalersi della facoltà di richiedere il pagamento mediante un avviso bonario; se il contribuente non provvede al pagamento nei termini fissati nell avviso bonario, allora sarà notificato l avviso di addebito. In caso di crediti accertati a seguito di verifica ispettiva o di accertamento d ufficio notificato con diffida, il contribuente è intimato a pagare entro 90 giorni. I 90 giorni decorrono dalla scadenza del termine di 30 giorni dalla notifica del verbale ispettivo (msg. INPS 3881/2010). Decorso il suddetto termine di 90 giorni, nel caso in cui il contribuente non abbia provveduto al pagamento della contribuzione richiesta né abbia opposto ricorso, è formato e notificato l avviso di addebito. Il contribuente può opporre ricorso amministrativo, entro il medesimo termine di 90 giorni. In tal caso, l azione di recupero è sospesa fino alla decisione da parte del competente organo amministrativo (se la decisione del ricorso non interviene nei termini di decadenza fissati dall art. 25, co. 1, D.Lgs. 46/1999, si procede con la notifica dell avviso). In esito al ricorso: in caso di accoglimento, sono annullati definitivamente i debiti contributivi;
7 Capitolo Primo: La gestione del rapporto previdenziale e la contribuzione 381 in caso di reiezione, alla mancata attestazione del pagamento delle somme dovute entro 10 giorni, viene emesso e notificato l avviso di addebito ed il titolo è consegnato all agente della riscossione (con l obbligo di pagamento per il contribuente entro 60 giorni); in caso di accoglimento parziale del ricorso dal quale derivi una rideterminazione degli importi addebitati, l INPS richiede il pagamento della somma rideterminata che dovrà essere versata entro 10 giorni dalla notifica della lettera di diffida. C) La sospensione legale della riscossione In determinati casi può essere accordata una sospensione legale del procedimento di riscossione (art. 1, co , L. 228/2011 e msg. INPS 1636/2013). Tale possibilità è riconosciuta quando il debitore, di regola il datore di lavoro, dimostri che il credito dell INPS non è esigibile. La richiesta di sospensione va presentata a seguito della notifica del primo atto di riscossione. La non esigibilità del credito vantato dall INPS, per il quale si è dato vita al procedimento di riscossione, può essere determinata tra l altro da: prescrizione o decadenza del diritto di credito, intervenuta precedentemente; provvedimento di sgravio emesso dall ente creditore; sospensione amministrativa comunque concessa dall ente creditore; sospensione giudiziale oppure sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell ente creditore. La sussistenza di una di tali circostanze oppure di una qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito preteso dall INPS deve essere attestata con idonea dichiarazione del contribuente, da presentare all agente della riscossione entro 90 giorni dalla notifica dell atto. Le dichiarazioni tardive, ossia presentate oltre il termine di 90 giorni dalla notifica dell atto che le origina, sono considerate inammissibili. La richiesta del contribuente, ove sussista una circostanza che rende il credito non esigibile, ha l effetto immediato di sospendere l esecuzione del titolo (gli agenti della riscossione devono sospendere, immediatamente, ogni attività finalizzata alla riscossione delle somme loro affidate). Entro i 10 giorni successivi alla data di presentazione della dichiarazione da parte del contribuente, l agente incaricato della riscossione trasmette all INPS la dichiarazione presentata dal debitore e la documentazione allegata al fine di avere conferma dell esistenza delle ragioni della sospensione. Decorsi ulteriori 60 giorni, l INPS con propria comunicazione, deve confermare al contribuente la correttezza della documentazione prodotta sulla cui base è stato trasmesso all agente della riscossione il provvedimento di sospensione o di sgravio/annullamento della partita debitoria. In caso contrario, al contribuente e all agente della riscossione è comunicato l esito negativo ai fini della ripresa dell attività di recupero del credito sospeso. L inerzia dell INPS a comunicare, nei termini stabiliti, al contribuente e all agente della riscossione l infondatezza delle ragioni invocate dal contribuente, decorsi ulteriori 220 giorni dalla presentazione della domanda del creditore, determina l estinzione del debito.
8 382 Parte Seconda: Legislazione sociale Sistema di riscossione dei crediti INPS Contributi denunciati, ma non versati alla scadenza Contributi non versati, accertati dagli organi di vigilanza Avviso bonario facoltà di opposizione Intimazione al pagamento entro 90 giorni dalla notifica del verbale di diffida Se il contribuente non adempie nei termini Consegna all agente della riscossione avviso di addebito (termine di pagamento: entro 60 giorni dalla notifica) Notifica al debitore In caso di mancato pagamento l agente della riscossione avvia le azioni di recupero 9. La rateazione dei debiti verso l INPS A) Gli effetti della dilazione del pagamento Il pagamento del debito contributivo, costituito dai contributi e dalle sanzioni civili, può essere in determinati casi oggetto di dilazione. In tal modo il datore di lavoro ha la possibilità di effettuare il pagamento di quanto dovuto in un certo arco temporale, la cui durata varia in base al numero di rate accordate (delib. INPS , n. 288). Non possono essere dilazionati i contributi non ancora scaduti. L onere della rateazione è costituito dagli interessi di dilazione, che iniziano a decorrere dal giorno di presentazione della domanda e che sono rappresentati dal tasso ufficiale BCE (ex TUR), maggiorato di 6 punti su base annua. La disciplina in materia tiene conto sia delle obiettive difficoltà delle imprese nell attuale situazione di crisi economica, sia delle modifiche al procedimento di riscossione (determinaz. INPS 113/2013, 229/2012, 106/2010, 250/2009). B) Rateazione in fase amministrativa La rateazione in fase amministrativa riguarda i debiti denunciati dal contribuente o accertati dall INPS, ma non versati alle scadenze di legge, per i quali l INPS non abbia ancora proceduto alla formazione dell avviso di addebito e alla contestuale consegna all agente della riscossione. Per tale tipologia, la rateazione è concessa direttamente dall INPS. A tal fine, il datore di lavoro deve fare domanda alla competente sede INPS; la domanda deve
9 Capitolo Primo: La gestione del rapporto previdenziale e la contribuzione 383 avere ad oggetto tutti i debiti dell azienda nei confronti dell INPS accertati alla data di presentazione della stessa. Le domande di dilazione e riduzione delle sanzioni civili devono essere trasmesse esclusivamente con modalità telematica (circ. INPS 129/2012 e 48/2012). Tramite estratto contro contributivo, viene accertato e indicato nella domanda sia l importo complessivo del debito da rateizzare, sia l importo ripartito per ciascuna Gestione (circ. INPS 108/2013). In caso di accoglimento, l INPS stabilisce il numero di rate in cui deve essere pagato il debito contributivo. L Istituto può concedere una dilazione di massimo 24 rate mensili, salvo la possibilità di proroga a 36 rate mensili (su autorizzazione del Ministero del Lavoro) e, in casi specifici, a 60 rate mensili. Con la nuova disciplina, è stato soppresso l obbligo del datore di lavoro di integrale pagamento, prima della domanda di rateazione, delle trattenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori e non versate (circ. INPS 148/2010); tali somme possono essere inserite nel totale del debito contributivo oggetto di domanda di dilazione (vengono quindi anch esse rateizzate). È stato altresì soppresso l obbligo, per il datore di lavoro, di versare 1/12 del debito contributivo all atto della richiesta. Conseguentemente, non è più prevista l emissione di un piano di ammortamento provvisorio, ma si procede direttamente all emissione del piano di ammortamento definitivo che deve essere sottoscritto, per accettazione, dal datore di lavoro entro 10 giorni, Il pagamento della prima rata deve avvenire prima o contestualmente alla data di sottoscrizione del piano di ammortamento definitivo (in precedenza la prima rata andava pagata al momento dell accoglimento da parte dell INPS dell istanza di rateazione); il pagamento di ciascuna rata mensile, successiva alla prima, deve avvenire entro i 30 giorni successivi alla scadenza del pagamento della rata precedente. Durante il periodo di dilazione concesso, il contribuente deve essere in regola con il versamento sia dei contributi correnti, sia delle rate accordate. Il venir meno di una o di entrambi gli adempimenti, comporta l immediata revoca della dilazione accordata (circ. INPS 108/2013). C) Rateazione in fase legale È possibile ottenere una rateazione delle somme dovute all INPS anche in fase legale, cioè quando l INPS abbia già proceduto alla formazione dell avviso di addebito e alla contestuale consegna all agente della riscossione. Tale tipo di dilazione, prima dell introduzione del nuovo sistema di riscossione, che ha comportato la soppressione dei ruoli e l introduzione dell avviso di addebito con valore di titolo esecutivo, riguardava i debiti contributivi iscritti a ruolo e già notificati al contribuente. Prima della nuova disciplina, la rateizzazione poteva avvenire sia presso l INPS (in 60 rate), sia presso la società concessionaria della riscossione (Equitalia). La rateazione delle somme a debito in fase legale deve essere richiesta esclusivamente e direttamente all agente della riscossione. Pertanto, l agente della riscossione diviene, per quanto riguarda la fase legale, «unico interlocutore chiamato a gestire tutti i tributi, indipendentemente dalla loro diversa natura»; all INPS, quindi, resta soltanto la gestione dei crediti in fase amministrativa (circ. INPS 106/2010). L agente della riscossione è individuato in base al domicilio fiscale del debitore alla data di formazione dell avviso di addebito (circ. INPS 4/2011). L agente della riscossione ha la potestà di concedere, in caso di temporanea situazione di obiettiva difficoltà, la ripartizione del pagamento delle somme dovute fino ad un massimo di 72 rate. Il piano di rateazione può prevedere, in luogo di rate costanti, rate variabili di importo crescente per ciascun anno (art. 1 D.L. 16/2012 conv. in L. 44/2012).
10 384 Parte Seconda: Legislazione sociale In caso di comprovato peggioramento della situazione, la dilazione può essere prorogata una sola volta, per un ulteriore periodo e fino a settantadue mesi. In caso di mancato pagamento di due rate consecutive si decade automaticamente dal beneficio della rateazione e l intero importo dovuto deve essere versato in un unica volta (non si può più accedere alla rateizzazione). 10. L iscrizione agli enti previdenziali, l accentramento contributivo e la comunicazione unica di avvio dell attività di impresa A) L iscrizione all ente previdenziale I datori di lavoro che si avvalgono di lavoratori subordinati devono provvedere, prima dell inizio dell attività, all iscrizione all ente previdenziale (INPS e, se del caso, l INAIL). L atto attraverso cui l INPS provvede all iscrizione delle aziende ha natura amministrativa con «valore puramente dichiarativo» al fine di rendere attuabile l obbligo contributivo delle aziende stesse. Il rapporto assicurativo sorge però indipendentemente dall inoltro formale della domanda di iscrizione in quanto discende dall obbligatorietà ope legis dell assicurazione sociale (circ. INPS , n. 2). In presenza di una pluralità di unità operative vige il principio dell unicità della posizione contributiva che permette al datore di lavoro di gestire unitariamente, per tutti i lavoratori alle proprie dipendenze, il versamento della contribuzione e gli altri adempimenti previsti per legge (paghe, contributi, versamenti nei confronti degli enti previdenziali etc.) (circ. INPS 172/2010). In fase di inizio dell attività, il datore di lavoro chiede direttamente ed automaticamente, la costituzione di una posizione contributiva unica ed il rilascio di un unico numero di matricola (tale modalità ha sostituito la precedente prassi basata sulla richiesta di autorizzazione all accentramento contributivo). Il datore di lavoro deve soltanto effettuare una comunicazione (in via telematica) all INPS concernente la dislocazione territoriale dell azienda e del personale occupato nelle varie sedi (msg. INPS 4999/2012). Analoga comunicazione deve essere effettuata se la costituzione di nuove unità operative avviene in un momento successivo a quello dell avvio dell attività d impresa: in tal caso, infatti, la posizione contributiva resta quella assegnata inizialmente e il datore di lavoro deve soltanto comunicare i dati identificativi della nuova unità operativa (non deve richiedere l apertura di una nuova e distinta posizione contributiva). Nell attuale regime, l apertura di distinte posizioni aziendali si verifica soltanto in caso di obblighi contributivi differenziati in relazione ad una differente tipologia di personale oppure in caso di svolgimento di attività autonome che danno luogo ad una non omogenea classificazione ai fini previdenziali e assistenziali.
11 Capitolo Primo: La gestione del rapporto previdenziale e la contribuzione 385 APERTURA DELLA POSIZIONE CONTRIBUTIVA PREVIDENZIALE (ISCRIZIONE ALL INPS) Regola generale della unicità della posizione contributiva Casi in cui si possono avere più posizioni contributive Agenzie di somministrazione la posizione contributiva costituita in occasione dell inizio dell attività con dipendenti è di regola unica, anche qualora il datore di lavoro interessato abbia più unità operative nel caso in cui, successivamente all iscrizione, il datore di lavoro apre nuove sedi operative, non deve richiedere l apertura di ulteriori e distinte posizioni contributive, ma gestirà i relativi adempimenti utilizzando la posizione contributiva già in essere e comunicando i dati identificativi delle nuove unità operative datore di lavoro che, in relazione alla diversa tipologia di personale, è tenuto al versamento della contribuzione secondo obblighi e misura diversi datore di lavoro che svolge attività caratterizzate da autonomia organizzativa e gestionale con diverse finalità economiche le agenzie di somministrazione, a partire dal periodo di paga di gennaio 2011, utilizzano due distinte posizioni: una, per l esposizione dei dati relativi ai lavoratori somministrati l altra, per quelli relativi al personale direttamente assunto per il funzionamento della struttura B) La comunicazione unica per la nascita d impresa Dal l iscrizione agli enti previdenziali avviene, per tutti i tipi di imprese comprese quelle individuali e gli artigiani e commercianti, mediante la comunicazione unica per la nascita dell impresa da inoltrare al competente ufficio del Registro delle imprese e valida ai fini previdenziali, assistenziali e fiscali (art. 9 D.L. 7/2007, conv. in L. 40/2007 e circ. INPS 41/2010). Con la comunicazione unica per la nascita dell impresa vengono assolti i seguenti adempimenti (non più dovuti in quanto sostituiti da un unica comunicazione al registro per le imprese): la dichiarazione di inizio attività a fini IVA, da presentare all Agenzia delle Entrate, e per ottenere il codice fiscale e/o la partita IVA; la domanda di iscrizione al Registro delle imprese; la denuncia di iscrizione all assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, da presentare all INAIL (cd. denuncia di esercizio); la domanda di iscrizione all INPS; la domanda di iscrizione all Albo delle imprese artigiane. Sono però esclusi dall ambito di applicazione della comunicazione unica i soggetti che, pur essendo tenuti all obbligo assicurativo contro gli infortuni sul lavoro, non rivestono la qualità di impresa, come ad esempio i datori di lavoro pubblici (circ. INAIL , n. 52). La comunicazione unica riguarda anche le modifiche o la cessazione dell attività d impresa. Nell ambito del rapporto assicurativo con l INPS, le variazioni dei dati d impresa che possono essere comunicati riguardano in generale l attività esercitata, la cessazione, riattivazione, sospensione dell attività, la modifica della denominazione in caso di impresa individuale, della ragione sociale e della sede legale o operativa. In ogni caso, nelle ipotesi di sospensione, riattivazione o cessazione dell attività lavorativa con dipendenti, non trattandosi di vere e proprie modifiche all attività dell impresa, il datore di lavoro può utilizzare anche i normali canali telematici dell Istituto (circ. INPS 41/2010). Nell ambito dell assicurazione INAIL, possono essere comunicate, con la procedura della comunicazione unica, «le variazioni anagrafiche inerenti al cliente e alle PAT, le aperture e le cessazioni di PAT relative a nuove sedi di lavoro e la cessazione del codice cliente» (circ. INAIL 8/2008). Devono essere, invece, comunicate con le modalità ordinarie, direttamente all INAIL, le variazioni inerenti al rischio assicurato ai fini dell applicazione delle tariffe dei premi e quelle inerenti ai dati retributivi (circ. INAIL 52/2009).
12 386 Parte Seconda: Legislazione sociale Per quanto concerne la procedura, la comunicazione unica è concepita come un fascicolo elettronico al cui interno sono presenti le denunce/dichiarazioni di competenza dei vari enti destinatari ed è prevista la sottoscrizione con firma digitale sia dell intero fascicolo (pratica Registro imprese), sia dei singoli moduli (istruzioni INAIL ). La comunicazione deve essere inviata, quindi, esclusivamente con modalità telematica (circ. INAIL 52/2009 e D.M ). La comunicazione unica va indirizzata all ufficio del Registro delle imprese tenuto dalla locale Camera di Commercio Industria e Artigianato (CCIAA), che provvede a darne notizia a tutte le altre amministrazioni interessate (in specie, all INPS e all INAIL). Più dettagliatamente, le amministrazioni destinatarie della comunicazione unica sono (circ. INPS , n. 41): l Agenzia delle entrate, l INPS e l INAIL, le Commissioni provinciali per l artigianato, ovvero gli uffici preposti alla tenuta dell Albo delle imprese artigiane e il Ministero del Lavoro. L ufficio del Registro delle imprese rilascia contestualmente una ricevuta che costituisce titolo per l immediato avvio dell attività imprenditoriale. La ricevuta è inviata alla casella di posta elettronica certificata dell impresa e al mittente della comunicazione unica (circ. INAIL 52/2009). Con la suddetta ricevuta, il datore di lavoro riceve anche il codice fiscale e la partita IVA, mentre gli enti previdenziali forniscono, nei successivi 7 giorni, i dati definitivi relativi alle posizioni registrate. La data di invio telematico della comunicazione costituisce la data di presentazione della comunicazione stessa. Nell ambito dell assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, l INAIL comunica il numero di codice cliente e il numero di Posizione Assicurativa Territoriale (PAT) relativa ad ogni sede dei lavori indicata, smistandola alla sede INAIL competente per territorio, in base alla sede legale dell impresa. Resta invece invariato il termine massimo di emissione del certificato di assicurazione, contenente anche la classificazione delle lavorazioni in base alle tariffe dei premi, che rimane fissato in 30 giorni (circ. INAIL 8/2008). Al termine della procedura viene trasmesso il provvedimento di attribuzione dell inquadramento aziendale (mod. DM 80) già in uso nell ambito del servizio on-line di iscrizione azienda con dipendenti (msg. INPS , n. 7432) ed il numero di matricola dell azienda. Funzione nei confronti degli enti previdenziali Modalità Effetti LA COMUNICAZIONE UNICA PER LA NASCITA D IMPRESA vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi ai fini previdenziali ed assistenziali dal è obbligatoria (unica modalità d iscrizione) è esclusivamente telematica è inoltrata al registro delle imprese tenuto presso la CCIA competente territorialmente che ne dà notizia all INAIL e all INPS ai fini INAIL, riguarda l intero territorio nazionale per le denunce di iscrizione di nuove aziende e per le variazioni e cessazioni di attività (eccetto modifiche incidenti sul rischio assicurato) ai fini INPS, riguarda tutto il territorio nazionale per le comunicazioni di iscrizione di tutti i tipi di imprese, comprese quelle individuali e gli artigiani e commercianti, e per le variazioni dei dati d impresa (attività esercitata, cessazione, riattivazione, sospensione dell attività, modifica della denominazione, ragione sociale e sede legale o operativa)
13 Capitolo Primo: La gestione del rapporto previdenziale e la contribuzione L inquadramento dei datori di lavoro ai fini della contribuzione previdenziale e assicurativa Tutti i datori di lavoro soggetti alla contribuzione nei confronti dell INPS vengono inquadrati secondo un determinato schema di classificazione, disposto dall istituto stesso e basato sulla tipologia di attività esercitata (art. 49 L. 88/1989). Le attività lavorative sono raggruppate nei seguenti macro settori: industria, artigianato (attività di cui alla L. 443/1985), agricoltura (attività di cui agli artt c.c., 1 L. 778/1986 e successivi provvedimenti in materia), terziario e credito, assicurazione e tributi (circ. INPS 218/1988). In base all attività esercitata, il datore di lavoro è inquadrato in uno dei settori indicati. I datori di lavoro che svolgono attività non rientranti nei settori indicati, sono inquadrati nel settore «attività varie», mentre l inquadramento dei datori che svolgono attività plurime rientranti in settori diversi è stabilito con decreto ministeriale. Al temine della procedura, le Direzioni INPS provvederanno a notificare al datore di lavoro il provvedimento di attribuzione dell inquadramento aziendale (modello DM80). L inquadramento del datore di lavoro, stabilito ai fini della contribuzione previdenziale nell ambito delle assicurazioni che fanno capo all INPS, vale a tutti gli effetti previdenziali ed assistenziali (art. 49, co. 1, L. 88/1989). Ad esso, infatti, deve uniformarsi anche quello stabilito dall INAIL per la determinazione del contributo (denominato premio) nei casi in cui ricorra l obbligo di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (D.P.R. 1124/1965, Testo Unico dell assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro). Il D.Lgs. 38/2000, di riforma di tale assicurazione, ha previsto espressamente che i datori di lavoro soggetti all obbligo assicurativo sono classificati nelle gestioni individuate ai sensi dell art. 49 L. 88/1989 ed ha, contemporaneamente, suddiviso in quattro gestioni separate (industria, artigianato, terziario e altre attività) la precedente gestione unica dell industria. A tali gestioni si affianca, poi, quella della agricoltura (L , n. 852). Anche in tale regime assicurativo per i soggetti non classificabili in una delle suddette gestioni l inquadramento è disposto dall INAIL. I datori di lavoro devono denunciare inoltre all INPS e all INAIL, entro 30 giorni, le modifiche soggettive ed oggettive che possano determinare una variazione della classificazione prevista inizialmente. Industria CLASSIFICAZIONE DEI DATORI DI LAVORO DISPOSTA DALL INPS E VALIDA A TUTTI I FINI PREVIDENZIALI ED ASSISTENZIALI attività manifatturiere, estrattive, impiantistiche, di produzione e distribuzione dell energia, gas ed acqua, dell edilizia, dei trasporti e comunicazioni, delle lavanderie industriali, della pesca, dello spettacolo e relative attività ausiliarie Artigianato attività di cui alla L , n. 443 Agricoltura Terziario Credito, assicurazione e tributi Attività varie attività di coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse (art c.c. e art. 1 L , n. 778) attività commerciali, ivi comprese quelle turistiche, di produzione, intermediazione e prestazione dei servizi anche finanziari, attività professionali ed artistiche e relative attività ausiliarie attività bancarie e di credito, assicurative, esattoriale, relativamente al servizi tributari appaltati attività non rientranti nei precedenti settori
14 388 Parte Seconda: Legislazione sociale 12. La contribuzione per la tutela previdenziale dei lavoratori dipendenti A) La misura delle aliquote contributive Le aliquote di finanziamento delle varie assicurazioni obbligatorie, attraverso le quali si realizza la tutela previdenziale dei lavoratori subordinati, variano in base a diversi fattori, ed in particolare in base al settore di appartenenza del datore di lavoro (industria, industria lapidei, industria edile, editoria, artigianato, agricoltura, commercio etc.) e al numero di dipendenti occupati. Caratteristiche peculiari presenta la contribuzione a finanziamento dell assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali i contributi, denominati premi, riflettono invece l entità del rischio assicurato e sono calcolati non rispetto alla retribuzione del singolo lavoratore ma in rapporto alle retribuzioni pagate a tutti i lavoratori esposti ragion per cui essa sarà trattata a parte (v. succ. Cap. IV). In alcuni particolari rapporti di lavoro, quali l apprendistato, sono previsti particolari regimi contributivi connessi soprattutto alla finalità di incentivare l occupazione di determinate categorie di lavoratori (v. succ. Cap. VI). B) I contributi previdenziali per il lavoro dipendente (generalità dei rapporti) L importo totale della contribuzione è dato dalla applicazione di varie aliquote (percentuale) sulla retribuzione imponibile ai fini contributivi. Le aliquote sono differenziate in base alla tutela assicurativa al cui finanziamento esse sono destinate. Tali tutele corrispondono ad altrettanti fondi o gestioni che riguardano, principalmente, le prestazioni per l invalidità, la vecchiaia e i superstiti (IVS), l assicurazione sociale per l impiego (ASPI) e, in via residuale, per i settori in cui continua a trovare applicazione, l assicurazione contro la disoccupazione involontaria (DS), il Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto (TFR), l assicurazione contro la tubercolosi (TBC), la Cassa integrazione guadagni (CIG e CIGS), la Cassa unica per gli assegni familiari (CUAF), la gestione per i trattamenti economici di malattia e di maternità. Inoltre sussiste, se ne ricorrono i presupposti, la contribuzione per l assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, che, come detto, presenta aspetti particolari. L onere relativo a tali forme di tutela ha subito nel tempo delle variazioni e, talvolta, è stato addirittura soppresso. In particolare: FPLD: la relativa contribuzione rappresenta l onere principale ed è finalizzata al finanziamento delle prestazioni di invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS). Dal , l aliquota di contribuzione per il FPLD è pari al 33% nella misura massima complessiva (datore di lavoro e lavoratore) per la generalità dei lavoratori (art. 1, co. 769, L. 296/2006 e circ. INPS , n. 23). L aliquota a carico del datore di lavoro è pari al 23,81%. L aliquota originaria IVS complessiva era pari al 27,57% su cui la L. 335/1995 (art. 3, co. 23) ha operato un incremento del 4,43% (27,57 + 4,43% = 32%) con contestuale riduzione delle aliquote dovute per TBC, maternità e CUAF (D.M ). Nei casi in cui la riduzione delle aliquote suddette non ha consentito di raggiungere al l aumento di 4,43 punti, l onere di detto aumento è stato scaglionato mediante un incremento dello 0,50% biennale a carico del datore di lavoro, a decorrere dal e, successivamente, con cadenza biennale fino al raggiungimento dell aliquota complessiva del 32%. Per gran parte dei settori in questione, l iter di armonizzazione si è completato nel 2013 (circ. INPS 13/2013).
15 Capitolo Primo: La gestione del rapporto previdenziale e la contribuzione 389 Alla predetta aliquota del 32% è aggiunto lo 0,70% ex GESCAL per i datori di lavoro tenuti al relativo versamento, così che l aliquota totale è stata pari al 32,70% (32% + 0,70% = 32,70%) fino al Dal , è scattato poi l aumento dello 0,30% previsto dalla L. 296/2006 (art. 1, co. 769) che ha portato l aliquota IVS complessiva, nella misura massima, al 33%; contributi a carico del lavoratore: della aliquota complessiva di contribuzione del FPLD, il 9,19% è a carico del lavoratore, cui si aggiunge un ulteriore 0,30% per coloro che appartengono a settori inclusi nel campo di applicazione della CIGS, per un totale di 9,49%; dal , per tutti i dipendenti con aliquota IVS inferiore al 10%, è a carico del lavoratore anche un contributo di solidarietà pari all 1% che si applica però solo sulla parte di retribuzione eccedente un certo importo rivalutato annualmente (art. 3ter L , n. 438). Il limite è rappresentato dall importo corrispondente alla prima fascia di retribuzione annua pensionabile; il contributo aggiuntivo va applicato mese per mese (cd. criterio della mensilizzazione); CIG e CIGS: le aliquote di contribuzione sono differenziate a seconda del settore di appartenenza, ed è previsto un contributo addizionale nel caso in cui il datore di lavoro si avvale dell intervento; come detto, per la CIGS, vi è un contributo dello 0,30% anche a carico del lavoratore (v. succ. Cap. III); Fondo di garanzia del TFR: il contributo, a carico del solo datore di lavoro (art. 2 L. 297/1982), è pari allo 0,20% (allo 0,40% per i dirigenti ex INPDAI), fermo restando l esonero e la misura compensativa spettanti nei casi di smobilizzo del TFR (v. succ. 13); maternità: dal , il contributo di maternità è stato ridotto dello 0,20% (art. 42 L. 448/2001), ferma restando la possibilità di esonero derivante dall applicazione della riduzione ex L. 388/2000 (v. succ. 13). Dal 2006 la contribuzione per maternità è dovuta anche per i dirigenti a seguito dell estensione della tutela previdenziale dell INPS a tale categoria; CUAF: il contributo, per gli assegni familiari, varia in base alla categoria di appartenenza ed è esclusivamente a carico del datore di lavoro per la generalità dei lavoratori dipendenti (eccetto che per gli apprendisti) tenendo però conto dell esonero riconosciuto a decorrere dal per effetto della L. 388/2000 (v. succ. 13); malattia: l aliquota contributiva per le prestazioni di malattia è a carico del datore di lavoro e varia in base al settore di appartenenza. Anche i datori di lavoro che corrispondono direttamente ai lavoratori il trattamento economico di malattia, per effetto di una disposizione di legge o del contratto collettivo, sono obbligati a versare la contribuzione di malattia (art. 20, co. 1bis, D.L. 112/2008 conv. in L. 122/2008, introdotto dall art. 18, co. 16, D.L. 98/2011 conv. in L. 111/2011, e circ. INPS 122/2011). Tale obbligo, disposto, a decorrere dal , dalla manovra economica 2011, ha posto fine all esonero che era stato introdotto precedentemtente (art. 20, co. 1, D.L. 112/2008 conv. in L. 133/2008). Pertanto, attualmente, l obbligo di versamento del contributo di malattia riguarda tutti i datori di lavoro, compresi quelli che corrispondono ai propri dipendenti un trattamento economico sostitutivo dell indennità giornaliera di malattia, ai sensi della L. 41/1986 (tabella G); assicurazione sociale per l impiego (ASPI e mini-aspi): dal 2013 è dovuta la contribuzione per l assicurazione sociale contro la disoccupazione, pari all 1,31% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, cui si aggiunge lo 0,30% a titolo di finanziamento dei fondi interprofessionali, per un contributo complessivo dell 1,61%.
16 390 Parte Seconda: Legislazione sociale Per ogni rapporto di lavoro non a tempo indeterminato, è dovuto, inoltre, un contributo addizionale pari all 1,4% (v. succ. Cap. III); contributo di licenziamento: dal 2013, in tutti i casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, il datore di lavoro deve versare una somma una tantum, il cui importo è rapportato all indennità ASPI e all anzianità aziendale del dipendente (v. succ. Cap. III); assicurazione contro la disoccupazione e mobilità: la contribuzione, generalmente pari all 1,61%, deve essere versata soltanto per i trattamenti di disoccupazione non assorbiti dall ASPI e, per la mobilità, fino alla definitiva soppressione dell istituto (v. succ. Cap. III). Va infine fatto un cenno ai contributi soppressi. Il contributo per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale (SSN) è stato compreso, fino al , nel totale dei contributi INPS, mentre successivamente (a decorrere dal ) è stato esposto a parte. Dal , esso è stato abolito in quanto sostituito dall IRAP. Dalla medesima data ( ) sono stati soppressi il contributo di solidarietà (4,60%), l addizionale pensionati (0,20%) e la quota di TBC (1,66%) destinata al finanziamento del SSN. Dal sono stati aboliti i cd. oneri impropri: i contributi GESCAL, asili nido, TBC, ed Enaoli (per alcune imprese, quali artigiani, commercio e cooperative con CUAF ridotta, la soppressione ha avuto efficacia dal ). CONTRIBUTI A CARICO DEL LAVORATORE TRATTENUTI DALLA RETRIBUZIONE 9,19 % a titolo di contribuzione IVS presso il FPLD o diversa aliquota in caso di assicurazione presso altri fondi pensionistici 0,30% CIGS 1% (IVS) sulla parte di retribuzione eccedente la prima fascia pensionabile contributo integrativo solo per i lavoratori in miniera Voci Contributive Esempio di aliquote contributive in vigore dal per l industria in genere aziende con più di 50 dipendenti Operai Impiegati Qualifiche Viaggiatori e piazzisti Dirigenti Fondo Pensioni (IVS) 33,00 33,00 33,00 33,00 ASPI Contributo ordinario 1,31% 1,31% 1,31% 1,31% Contributo addizionale 0,30% 0,30% 0,30% 0,30% Contributo aggiuntivo (solo sui rapporti a termine) 1,40% 1,40% 1,40% 1,40% Fondo garanzia TFR (L.297/1982) 0,20 0,20 0,20 0,40 CUAF (*) 0,68 0,68 0,68 0,68 CIG ordinaria 2,20 2,20 2,20 - CIG straordinaria 0,90 0,90 0,90 - Mobilità 0,30 0,30 0,30 0,30 (Segue)
17 Capitolo Primo: La gestione del rapporto previdenziale e la contribuzione 391 Indennità economica di MALATTIA 2, Indennità economica di Maternità 0,46 0,46 0,24 0,46 TOTALE onere contributivo per i rapporti a tempo indeterminato TOTALE onere contributivo per i rapporti a termine 41,57 39,35 39,13 36,45 42,97% 40,75% 40,53% 37,85% di cui a carico del lavoratore Fondo Pensioni (IVS) 9,19 9,19 9,19 9,19 CIG straordinaria 0,30 0,30 0,30 - TOTALE a carico LAVORATORE 9,49 9,49 9,49 9,19 (*) L aliquota di contribuzione è riportata al netto dell esonero previsto per il settore. Nota Qualora il lavoratore destina, in tutto o in parte, il TFR a previdenza complementare e\/o al Fondo di Tesoreria, il datore di lavoro può usufruire, a titolo di misura compensativa, di un esonero contributivo nella stessa percentuale di TFR maturando conferito alle forme pensionistiche complementari e al Fondo di Tesoreria a valere sul contributo dello 0,20 (0,40 per i dirigenti industriali) a decorrere dal A decorrere dall anno 2008, può usufruire dell ulteriore esonero, nella stessa percentuale di cui sopra, fissato, per l anno 2011, in 0,25 punti percentuali. Tale esonero si applica prioritariamente considerando, nell ordine, i contributi dovuti per assegni familiari, per maternità, per disoccupazione e, da ultimo, sui contributi comunque dovuti all INPS. 13. Esoneri e riduzioni contributive A) Gli esoneri della L. 388/2000 (CUAF) e della L. 266/2005 (altre assicurazioni della Gestione prestazioni temporanee) A decorrere dal , per effetto della L. 388/2000 (art. 120), è stato riconosciuto ai datori di lavoro un esonero dal versamento dei contributi per l assegno al nucleo familiare pari a 0,8% e, per i datori di lavoro operanti nei settori per i quali l aliquota contributiva per assegni per il nucleo familiare è dovuta in misura inferiore a 0,8 punti percentuali, è stato riconosciuto un ulteriore esonero nella misura di 0,4% a valere sui versamenti di altri contributi dovuti alla medesima gestione. Successivamente la L. 266/2005 (art. 1, co. 361) ha fissato, a decorrere dal , un ulteriore esonero dal versamento dei contributi previdenziali dovuti alla Gestione prestazioni temporanee dell INPS, nella misura massima di un punto percentuale. La stessa legge precisa in quale modo deve ripartirsi l esonero contributivo rispetto alle aliquote di finanziamento delle varie assicurazioni che fanno capo alla suddetta gestione, ed in particolare: la riduzione dell 1% deve riguardare prioritariamente l aliquota di finanziamento degli assegni per il nucleo familiare; in caso di incapienza, la riduzione si estende ai contributi per maternità e per disoccupazione. È il caso dei datori di lavoro che beneficiano della riduzione della contribuzione di finanziamento per assegni per il nucleo familiare (l aliquota è dovuta in misura inferiore a un punto percentuale) (circ. INPS 3/2006) (art. 120 L. 388/2000); nel caso di ulteriore impossibilità ad esaurire l esonero dell 1%, la riduzione residua riguarderà le altre assicurazioni della Gestione prestazioni temporanee (CIG, malattia) fino ad esaurimento delle varie aliquote. È in ogni caso escluso che l esonero possa applicarsi all aliquota di finanziamento del Fondo di garanzia del TFR, né al contributo integrativo della disoccupazione involontaria (circ. INPS , n. 3). B) Gli esoneri per lo smobilizzo del TFR Due diversi tipi di esonero operano nell ipotesi di smobilizzo del TFR, cioè nel caso in cui le quote di TFR maturate dai dipendenti siano conferite o alle forme pensionistiche
18 392 Parte Seconda: Legislazione sociale complementari o, limitatamente alle aziende con organico superiore a 49 dipendenti, al Fondo INPS per l erogazione del TFR (cd. Fondo di Tesoreria) (v. amplius Cap. V). In tali casi, per compensare la perdita di liquidità che si determina a danno dell azienda: 1. l art. 10 D.Lgs. 252/2005 (modif. ex art. 1, co. 764, L. 296/2006) stabilisce che i datori di lavoro sono esonerati dal versamento del contributo al Fondo di garanzia del TFR nella stessa percentuale di TFR smobilizzato. Come detto, le quote di TFR smobilizzate sono quelle che, a partire dal , non possono più essere accantonate presso il datore di lavoro in quanto o conferite alla previdenza completare o versate al Fondo di Tesoreria; 2. l art. 8 D.L. 203/2005, conv. con L. 248/2005 (modif. dall art. 1, co. 764, L. 296/2006) stabilisce un ulteriore esonero, aggiuntivo rispetto a quello di cui al precedente punto 1. L esonero riguarda i contributi dovuti alla Gestione prestazioni temporanee dell INPS ed è pari, per ciascun lavoratore, ad una aliquota crescente nel periodo dal 2008 al 2014 (v. Tabella). L esonero si applica con le seguenti modalità (circ. INPS , n. 4): spetta nella stessa percentuale di TFR maturando conferito alle forme pensionistiche complementari e/o al Fondo di Tesoreria; vanno decurtati prima, nell ordine, i contributi dovuti per assegni familiari, per maternità e per disoccupazione; nel caso di impossibilità ad esaurire la misura spettante, l esonero si estende alle altre assicurazioni della Gestione prestazioni temporanee (CIG e trattamenti di malattia, ad esclusione del Fondo di garanzia e del contributo di 0,30% di cui all art. 25, co. 4, L. 845/1978) fino ad esaurimento delle singole aliquote interessate; in caso di ulteriore incapienza, i datori di lavoro potranno trattenere l importo differenziale a titolo di esonero contributivo dall ammontare complessivo dei contributi dovuti all INPS. Percentuali di esonero dal versamento dei contributi alla gestione prestaz. temp. inps (art. 8 D.L. 203/2005, conv. in L. 248/2005) (*) Anno Percentuale ,19% ,21% ,23% ,25% ,26% ,27% dal ,28% (*) Circ. INPS , n. 4 e 13/2013. C) Riduzione contributiva in favore delle imprese edili Una speciale riduzione contributiva opera a favore delle imprese edili, già prevista dal D.L. 244/1995 (art. 29), conv. in L. 341/1995, e ora disciplinata dalla L. 247/2007 (art. 1, co. 51). Il beneficio consiste in una riduzione percentuale sulla parte di contribuzione a carico dei datori di lavoro, esclusa quella di pertinenza del FPLD.
19 Capitolo Primo: La gestione del rapporto previdenziale e la contribuzione 393 Per usufruire dello sgravio, i datori di lavoro del settore edile (art. 36bis, co. 8, D.L. 223/2006 conv. in L. 248/2006): devono essere in possesso dei requisiti per il rilascio della certificazione di regolarità contributiva anche da parte delle casse edili; non devono aver riportato condanne passate in giudicato per le violazioni in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro nel quinquennio antecedente alla data di applicazione dell agevolazione. La riduzione è usufruibile solo per i lavoratori (operai) occupati con un orario di lavoro di 40 ore settimanali. La riduzione non trova applicazione sul contributo versato dai datori di lavoro unitamente alla contribuzione a copertura della disoccupazione involontaria e non spetta per quei lavoratori per i quali sono previste specifiche agevolazioni contributive ad altro titolo (ad es. assunzione dalle liste di mobilità) (circ. INPS , n. 115). La misura dello sgravio deve essere determinata mediante decreto ministeriale da emanarsi ogni anno; nel caso di mancata emanazione del decreto, decorsi 30 giorni dalla scadenza indicata, viene applicata automaticamente l aliquota dell anno precedente, salvo conguaglio da parte degli istituti previdenziali in relazione alla misura effettivamente accordata. Con D.M si è stabilita per l anno 2013, nella misura dell 11,50%, la riduzione contributiva a favore delle imprese edili (circ. INPS 178/2013). D) Altri sgravi Oltre alle riduzioni contributive connesse a particolari contratti di lavoro (v. succ. Cap. VI), ulteriori agevolazioni sono previste in relazione a determinate fattispecie (disabili, soggetti percettori di trattamenti a sostegno del reddito etc.) (per una disamina completa, v. Parte I Cap. VII). Un caso a sé è rappresentato dallo sgravio per i contratti di solidarietà (art. 6, co. 4, D.L. 510/1996 conv. in L. 608/1996). Per i contratti di solidarietà cd. difensivi stipulati successivamente al , per la durata del contratto (massimo 24 mesi), spetta una riduzione contributiva per ogni lavoratore interessato dall abbattimento di orario. La misura dello sgravio varia in base alla riduzione di orario: per le imprese del centro nord parte dal 25% per il minimo del 20% di riduzione oraria, è elevata al 35%, nel caso in cui l accordo disponga una riduzione superiore al 30%; per le imprese del Mezzogiorno e delle aree di declino industriali parte dal 30% per il minimo del 20% di riduzione oraria ed è elevata al 40% per riduzioni superiori al 30%. La riduzione è alternativa ad ogni altra forma di sgravio, compresa la fiscalizzazione degli oneri sociali nel Mezzogiorno. Va ricordato, infine, lo sgravio contributivo per le somme previste dalla contrattazione di secondo livello disciplinato dalla L. 247/2007, per il quale si rinvia alla Parte I, Cap. X. 14. Il documento unico di regolarità contributiva (DURC) A) Funzione Il documento unico di regolarità contributiva (DURC) attesta la regolarità di un impresa per quanto concerne il versamento della contribuzione previdenziale ed assistenziale nei confronti dell INPS, dell INAIL e delle casse edili. Inizialmente previsto solo per gli appalti pubblici, il DURC è disciplinato dalla L. 266/2002, dal D.Lgs. 276/2003 e dal D.L. 203/2005 conv. in L. 248/2005 che lo ha esteso a tutti i settori produttivi.
20 394 Parte Seconda: Legislazione sociale Il DURC è obbligatorio nei seguenti casi: per fruire di benefici e sovvenzioni comunitarie; per la partecipazione ad appalti di lavori, servizi e forniture pubbliche e per l esecuzione di lavori privati in edilizia. Il possesso del DURC è richiesto, in tal caso, oltre che ai datori di lavoro, anche ai lavoratori autonomi; per fruire di benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale (cd. DURC interno). Il DURC è previsto anche per il rilascio o il rinnovo dell autorizzazione all esercizio dell attività di commercio su aree pubbliche (art. 2, co. 12, L. 191/2009). Le amministrazioni competenti ad attestare e verificare la regolarità contributiva sono l INPS e l INAIL e, nei casi previsti, le casse edili. B) Il DURC finalizzato ai benefici contributivi Il DURC interno è finalizzato alla fruizione dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale, intesi in senso ampio, come ogni eccezione rispetto all ordinario onere economico patrimoniale previsto per la generalità dei datori di lavoro (circ. Min. Lav , n. 5). La prassi amministrativa ha fornito un elenco, non esaustivo, dei menzionati benefici (v. Tabella) da cui devono considerarsi escluse la ridotta contribuzione per il contratto di apprendistato e le riduzioni che riguardano interi settori o aree geografiche (agricoltura, zone montane etc.). In particolare, ai fini di permettere il beneficio delle suddette agevolazioni, il DURC attesta tre specifiche condizioni del datore di lavoro: la regolarità contributiva (corretto assolvimento degli adempimenti mensili e periodici, esattezza dei versamenti etc.) (D.M ). Rileva la contribuzione certa dovuta all ente previdenziale, escludendo quindi somme contestate come omesse e non ancora definite. Tra le inadempienze che possono essere ostative al DURC interno rientrano: la mancata trasmissione del DM10 o dell UNIEMENS, l omesso versamento della contribuzione dovuta o versamento parziale, l omissione contributiva (msg. INPS 2889/2014). Sono state inoltre specificate le situazioni che non costituiscono ostacolo al rilascio del DURC: sospensioni di pagamenti per eventi previsti da disposizioni legislative quali calamità naturali etc., istanza di compensazione per la quale sussiste un credito documentato etc. (art. 8, co. 1, 2, 4, D.M ). La rateazione del debito contributivo, accordata dall INPS (in fase amministrativa) o direttamente dall agente della riscossione (in fase legale), non è considerata causa ostativa al rilascio del DURC (circ. INPS 148/2010). La circostanza di un ricorso amministrativo, fino alla sua decisione, non costituisce impedimento per l ottenimento del DURC (circ. INPS 51/2008); se però il ricorso amministrativo è stato rigettato dall ente pubblico, anche nell ipotesi del silenzio-rifiuto, il DURC è concesso solo se si effettua anche un ricorso giudiziario (nota INAIL , n. 8523). Al fine di agevolare i datori di lavoro e i professionisti abilitati ad effettuare per loro conto gli adempimenti previdenziali, nell individuazione delle irregolarità dalle quali può dipendere il mancato rilascio del DURC, è stata attivata un apposita sezione del Cassetto previdenziale Aziende, denominata «Evidenze su posizioni», all interno della quale il datore di lavoro può visualizzare eventuali irregolarità pendenti. Le situazioni di irregolarità incompatibili con il godimento dei benefici sono riepilogate all interno del Cassetto previdenziale Aziende, nella sezione «Regolarità contributiva» (msg. INPS 2889/2014). Ai fini della verifica della situazione di regolarità contributiva, rileva la situazione complessiva del datore di lavoro (individuato con il codice fiscale), dovendosi tenere conto del fatto che ad esso siano associate più posizioni contributive (più matricole aziendali), anche se afferenti una posizione contributiva diversa da quella per cui viene chiesto il beneficio (msg. INPS 2889/2014);
ISCRIZIONE ALL INPS DELLE AZIENDE
L ARGOMENTO DEL MESE ISCRIZIONE ALL INPS DELLE AZIENDE L iscrizione delle imprese all Inps è un provvedimento necessario per assolvere gli obblighi assicurativi e contributivi che sorgono nel momento in