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Timestamp: 2019-01-23 08:16:44+00:00
Document Index: 141843766

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 35', 'art. 24', 'art. 32', 'art. 19', 'art. 35', 'art. 24']

Dossier Accordo Stato Regioni e P.A.
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14 gennaio 2014. Emilia-Romagna: sì al pediatra di libera scelta per tutti i bambini e possibilità di iscrizione volontaria per i cittadini comunitari. Con la delibera 2099 del 30 dicembre 2013 la Giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha stabilito che anche i figli di immigrati senza permesso di soggiorno potranno avere il pediatra di libera scelta, in uniformità con quanto stabilito dall'Accordo Stato-Regioni del dicembre 2012. La scelta del pediatra sarà a tempo determinato, con validità annuale dal momento dell'iscrizione e rinnovabile di anno in anno fino al compimento del 14° anno di età (purché permanga la presenza nel territorio regionale), e sarà attestata attraverso il rilascio di una tessera cartacea. In armonia con quanto già accade per i possessori di tessera STP, le eventuali prescrizioni si applicheranno alle prestazioni sanitarie effettuate esclusivamente nelle strutture sanitarie pubbliche della regione e all'assistenza farmaceutica. La delibera contiene anche una previsione riguardante i cittadini comunitari che, residenti sul territorio regionale, non hanno i requisiti per l'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale. Per loro vi sarà la possibilità di iscrizione volontaria, dietro pagamento di un contributo valido per l'anno solare, non frazionabile e a decorrenza non retroattiva (in conformità con quanto stabilisce la Circolare n. 5/2000 nella parte relativa all'iscrizione volontaria). La delibera sarà corredata da una Circolare applicativa che preciserà le modalità tecniche operative. L'onere per l'anno 2014 a carico del Servizio Sanitario Regionale, stimato nell'ordine di un milione di Euro, sarà coperto dalle risorse stanziate a garanzia delle prestazioni aggiuntive rispetto ai Livelli Essenziali di Assistenza. A livello operativo, la delibera specifica che i Direttori di Distretto devono garantire l'applicazione del provvedimento, nonché le problematiche relative ai soggetti destinatari, anche con riferimento alla garanzia della soluzione dei casi concreti, e che è loro responsabilità raccordarsi con le Associazioni direttamente coinvolte al fine di valorizzarne il ruolo. Si tratta di un passaggio importante a garanzia dell'applicazione e un utile strumento per chi - sul fronte dei servizi e del privato sociale - vigilerà sulla reale e omogenea attuazione del provvedimento sul territorio regionale.
23 dicembre 2013. Lombardia: Pediatra ai bambini irregolari grazie all’azione delle associazioni. Le linee guida in materia sanitaria varate il 20 dicembre 2013 dalla Regione Lombardia costituiscono finalmente un primo tentativo di affrontare la questione dell'attribuzione del pediatra di libera scelta e dell'iscrizione al Servizio Sanitario Regionale dei figli di stranieri privi di titolo di soggiorno. “Si tratta di un risultato importante perché si consente l'iscrizione del minore al SSR a tempo indeterminato con la possibilità di accedere al pediatra e agli ambulatori pediatrici, e perché conferma il diritto del comunitario, anche se non iscritto all'anagrafe, di accedere alle cure. E questa è una grande vittoria. Suscita perplessità, invece, la scelta di non dare l'accesso al pediatra mediante la attribuzione di un pediatra ‘fisso’, così come avviene per i bambini italiani e per i figli degli stranieri regolarmente soggiornanti” affermano le associazioni che hanno promosso il giudizio nato dal caso di una bambina straniera priva di pediatra perché la mamma è irregolare. “Con il sistema del pagamento a prestazione a carico della Regione, si crea un sistema certamente più costoso per la Regione, che, oltre a non parificare pienamente, senza alcun valido motivo, la condizione di Italiani e stranieri, rischia di non garantire la continuità assistenziale, soprattutto nei primi anni di vita nei quali vi è un esigenza di controllo dello stato di salute del minore, anche a prescindere dalla insorgenza di patologie” dichiarano le Associazioni. Inoltre nulla si prevede in ordine alla necessità di un capillare piano di informazione, senza il quale la facoltà di iscrizione al SSR rischia di essere, di fatto, vanificata. Le Associazioni continueranno quindi ad operare sia per monitorare gli effetti del nuovo regime, sia per arrivare ad una completa parità di trattamento che realizzi pienamente il diritto alle cure dei minori.
Contatti: Associazione per Gli Studi Giuridici Immigrazione (ASGI): info@asgi.it
4 agosto 2013. Si moltiplicano le iniziative per l’applicazione in tutta Italia dell’Accordo Stato – Regioni sull’assistenza agli immigrati. Sono oltre 270 i gruppi, associazioni, enti che hanno aderito all’appello di OISG-SIMM-ASGI: ampi settori del mondo scientifico, segnaliamo come esempio l’adesione della Federazione Italiana per la Sanità Pubblica e per l’Organizzazione Sanitaria, Saluteinternazionale.info, SOS Sanità, l’Istituto Mario Negri, …; dell’associazionismo medico specifico come MEDU, CUAMM, Naga, MSF, …; della cooperazione sociale come Gruppo Abele, Parsec, Save the Children, …; dell’ambito confessionale come le Caritas di Roma, Vicenza, Treviso, Pavia, Otranto, Rovigo, Tempio Ampurias, Foligno, la Comunità cristiana di base di San Paolo, la Comunità del mondo arabo in Italia, la Comunità Islamica di Trento, …; ed ancora i giovani del Segretariato Italiano Studenti di Medicina e della Rete G2. Hanno aderito i GrIS di 12 regioni che rappresentano oltre 200 organizzazioni. Il 31 luglio il GrIS Lombardia ha partecipato ad un’audizione della Commissione Salute della Regione Lombardia insieme a Naga, alla delegazione regionale delle Caritas Lombarde, all'ASGI e a Avvocati per niente. Erano presenti dodici consiglieri tra maggioranza e minoranza. Per loro l'audizione è stata l'occasione per affrontare/approfondire alcune tematiche di cui non avevano chiara informazione. A settembre il Gruppo CRC (in rappresentanza di 85 organizzazioni) insieme a rappresentanti della SIMM e del GNLBI della SIP, saranno ricevuti dall’Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato della Regione Lombardia per chiarire la problematica. Il 1 agosto, il sottosegretario di stato al Ministero della salute, on. Paolo Fadda, ha risposto ad una interrogazione (Piazzoni, SEL) in XII Commissione (Affari Sociali) affermando: “… l'Accordo sancisce la norma pattizia secondo la quale le regioni individuano le modalità più opportune per garantire l'assistenza sanitaria ai minori tramite l'iscrizione al SSN,… Pertanto nel ritenere auspicabile il rispetto di quanto sancito nelle norme pattizie convenute nell'Accordo, mi impegno a sollecitare la regione Lombardia per capire le motivazioni che stanno alla base delle determinazioni assunte e tutte le regioni per una puntuale applicazione dell'Accordo in esame”. Sono in studio altre azioni politiche e legali affinchè l’Accordo venga applicato in tutte le Regioni e Province autonome italiane.
Appello per una pronta applicazione dell’Accordo Stato-Regioni in tutta Italia
manda l'adesione del tuo gruppo, associazione, ente a questa mail: aderiscoappello@simmweb.it
Articolo di S. Geraci: Politica, migrazioni e salute. A farne le spese sono i più piccoli (11.07.13)
Sole24ore sanità del 12 luglio 2013
Sole24ore sanità del 4 luglio 2013
Quotidiano sanità del 4 luglio 2013
18 luglio 2013. Prosegue la raccolta di adesioni all'Appello OISG-SIMM-ASGI. Vista la grande partecipazione (ad oggi oltre 250 organizzazioni e, nonostante non fosse una raccolta per singoli, tantissimi cittadini hanno aderito) SIMM, OISG e ASGI hanno deciso di continuare la raccolata di adesioni di gruppi, enti e organizzazioni fin tanto che la situazione non si sarà sbloccata per l'Appello presentato durante il Convegno organizzato per il lancio del V Rapporto OISG: “OMS e diritto alla salute: quale futuro” e consegnato alla senatrice Nerina Dirindin della Commissione salute del Senato. Nel pomeriggio l'Appello è stato consegnato al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
Per aderire, da parte di associazioni, gruppi, enti inviare una mail a aderiscoappello@simmweb.it
specificando il nome dell’associazione, gruppo.
Appello per una pronta applicazione in tutta Italia dell’Accordo Stato-Regioni sulla tutela sanitaria degli immigrati a partire del diritto di ogni minore ad avere il suo pediatra
12.07.2013. SIMM (Società Italiana Medicina delle Migrazioni), OISG (Osservatorio Italiano sulla Salute Globale) e ASGI (Associazione Studi Giuridici Immigrazione) esprimono il più vivo disappunto per la decisione della Regione Lombardia di negare il diritto alle cure pediatriche di base ai bambini stranieri figli di genitori in condizione di irregolarità giuridica. Il voto contrario alla mozione che chiedeva l’accesso alla pediatria di base ai bambini stranieri anche se privi di permesso di soggiorno, lede i diritti fondamentali dei soggetti già vulnerabili, viola il rispetto di obblighi nazionali ed internazionali, contrasta con le scelte operate dalla conferenza Stato Regioni. La scelta operata dal Consiglio Regionale lombardo ignora che, come confermato da pronunce del Tribunale di Milano, il minore non può mai essere considerato “irregolare” essendo comunque non espellibile ai sensi dell’art. 19 della legge italiana sull’immigrazione. Inoltre sia l’art. 35 dello stessa legge, sia la Convenzione ONU per i diritti del fanciullo all’art. 24 garantiscono il diritto di ogni minore di “beneficiare dei servizi medici” senza alcuna discriminazione, indipendentemente dalla loro nazionalità, regolarità del soggiorno o apolidia.Del resto, l‘Accordo che la Conferenza Stato-Regioni ha recentemente elaborato proprio allo scopo di rendere uniforme ed efficace l’accesso dei migranti ai servizi sanitari su tutto il territorio italiano prevede il riconoscimento del pediatra di libera scelta anche per i minori senza regolare permesso di soggiorno. La scelta della regione Lombardia è dunque in contrasto con tali norme ed in palese violazione del dettato costituzionale dell'art. 32 che prevede il diritto di assistenza sanitaria all'individuo, a prescindere dal suo status giuridico o amministrativo. E’ inoltre anche una scelta miope e inefficiente perché meno difficoltà nell’erogazione delle prestazioni e una precoce diagnosi delle malattie grazie alla maggiore prevenzione si traduce in costi inferiori per la Pubblica Amministrazione e permette una migliore salvaguardia della salute collettiva. All'indomani della visita di Papa Francesco a Lampedusa, che ha riportato l'attenzione sulla drammatica condizione dei migranti e sulla necessità di lavorare per garantire loro i diritti umani fondamentali, la decisione del Consiglio regionale lombardo si pone in netta antitesi con ogni principio di legge e di buonsenso. Ecco perché i firmatari di questo documento si impegnano a promuovere in tutte le sedi opportune, ivi compresa quella giudiziaria, tutte la azioni possibili affinché siano rispettate le norme nazionali e internazionali e sia tutelato il diritto alla salute di tutti, senza esclusioni in Lombardia ed in tutta Italia. Chiedono un operativo recepimento in tutte le Regioni dell’Accordo della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 20 dicembre 2012, per la corretta applicazione della normativa per l’assistenza sanitaria agli immigrati.
Luglio 2013. Cresce il dissenso per la mancata assegnazione in Lombardia del pediatra ai figli minori di immigrati temporaneamente non in regola con il soggiorno. Dopo la bocciatura da parte del Consiglio Regionale lombardo della richiesta di accesso alla pediatria di base ai bambini stranieri anche se i genitori sono privi di permesso di soggiorno, ampi settori del mondo scientifico, della sanità pubblica e della società civile chiedono di applicare subito l’Accordo Stato Regioni del 20 dicembre 2012 in tutta Italia ed anche il Lombardia. I pediatri italiani della SIP (Società Italiana di Pediatria congiuntamente con il Gruppo di Lavoro Nazionale per il Bambino Immigrato - GLNBI) hanno emanato un puntuale comunicato (come già fatto dalla Federazione Italiana Medici Pediatri - FIMP e dall’Associazione Culturale Pediatri – ACP). Il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC), network composto da 82 soggetti del Terzo Settore, ha inviato una lettera al Presidente della Lombardia ed al Garante Nazionale per l’Infanzia; un articolo circostanziato sul tema è uscito su saluteinternazionale.info e diversi interventi sono stati fatti su siti e stampa. Affinché venga accertata la condotta discriminatoria della Regione Lombardia e si affermi la legalità, ASGI (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione), Avvocati per Niente e Naga hanno intrapreso un'azione civile presso il Tribunale di Milano. Congiuntamente l'Osservatorio Italiano sulla Salute Globale - OISG, SIMM e ASGI hanno avviato una raccolta di adesioni di gruppi e associazioni, per un Appello da consegnare alla stampa e ai parlamentari il 18 luglio in occasione della presentazione del V Rapporto OISG: “OMS e diritto alla salute: quale futuro” (Roma, Camera dei Deputati, Sala del Cenacolo). Per aderire, da parte di associazioni, gruppi, enti inviare una mail a aderiscoappello@simmweb.it specificando il nome dell’associazione, gruppo, ente entro mercoledì 17 luglio 2013.
3 luglio 2013. Lombardia : negato il diritto al pediatra di base ai bambini stranieri figli di genitori in condizione di irregolarità giuridica. Il voto contrario alla mozione presentata da Patto Civico e Partito Democratico che chiedeva l’accesso alla pediatria di base ai bambini stranieri anche se privi di permesso di soggiorno lede i diritti fondamentali dei soggetti già vulnerabili, viola il rispetto di obblighi nazionali ed internazionali, contrasta con le scelte operate dalla conferenza Stato Regioni. La scelta operata ieri dal Consiglio Regionale lombardo ignora infatti che, come confermato da pronunce proprio del Tribunale di Milano, il minore non può mai essere considerato “irregolare” essendo comunque non espellibile ai sensi dell’art. 19 della legge italiana sull’immigrazione. Inoltre sia l’art. 35 dello stessa legge e la Convenzione ONU per i diritti del fanciullo all’art. 24 garantiscono il diritto di ogni minore di “beneficiare dei servizi medici” senza alcuna discriminazione, indipendentemente dalla loro nazionalità, regolarità del soggiorno o apolidia .
Infine l‘Accordo che la Conferenza Stato-Regioni ha recentemente elaborato proprio allo scopo di rendere uniforme ed efficace l’accesso dei migranti ai servizi sanitari su tutto il territorio italiano prevede il riconoscimento del pediatra di libera scelta anche per i minori senza regolare permesso di soggiorno. La scelta della regione Lombardia è dunque in contrasto con tali norme; ma è anche una scelta miope e inefficiente perché meno difficoltà nell’erogazione delle prestazioni e una precoce diagnosi delle malattie grazie alla maggiore prevenzione si traduce in costi inferiori per la Pubblica Amministrazione e permette una migliore salvaguardia della salute collettiva. Ancor piu’ fuori luogo e frutto di totale ignoranza delle norme sono poi le dichiarazioni rese ieri da alcuni politici regionali che hanno richiamato la questione della segnalazione degli irregolari da parte del medico (ASGI).
La SIMM si attiverà insieme con l’ASGI per promuovere in tutte le sedi opportune, ivi compresa quella giudiziaria, tutte la azioni possibili affinché siano rispettate le norme nazionali e internazionali e sia tutelato il diritto alla salute di tutti, migranti compresi.
28 giugno 2013. L’assessore alla Salute della Regione Friuli Venezia Giulia annuncia il recepimento dell’Accordo Stato-Regioni. Con una delibera proposta dell'assessore alla Salute, integrazione sociosanitaria e politiche sociali, Maria Sandra Telesca, la Giunta regionale ha recepito le indicazioni della Conferenza Stato-Regioni per la corretta applicazione della normativa per l'assistenza sanitaria alla popolazione straniera, di fatto garantendo l'accesso alle cure da parte della popolazione immigrata. Secondo l’assessore Telesca, si tratta principalmente di "una decisione di buon senso, volta a tutelare in un'ottica di prevenzione la salute di tutti, ad iniziare dai cittadini del Friuli Venezia Giulia". "Far sapere agli immigrati che possono esser curati nelle nostre strutture pubbliche significa infatti mettersi nelle condizioni di intercettare qualsiasi tipo di patologia e quindi evitare la diffusione di malattie infettive non diagnosticate". Le indicazioni della Conferenza Stato-Regioni sono state emanate per superare la riscontrata difformità di risposta dei diversi servizi sanitari. Nella consapevolezza che eventuali difficoltà nell'accesso alla medicina di base ed alle cure primarie, derivanti da dubbi interpretativi o da percorsi non omogenei, si traduce in un deterioramento della salute collettiva, nonché in costi crescenti per il trattamento di patologie diagnosticate con ritardo. (ARC/PPD)
27.06.2013. Articolo "Assistenza sanitaria - Lo stato di applicazione dell’Accordo Stato-Regioni sull’accesso alle prestazioni sanitarie" (link)
27 marzo 2013. Sul Sole 24 Ore il monitoraggio della SIMM e dei GrIS. Pubblicate sul Sole 24 Ore Sanità n. 11 del 2013, tre pagine dedicate alla salute degli immigrati con particolare risalto al monitoraggio sull’applicazione dell’accordo condotto dalla SIMM con la collaborazione dei GrIS.
Il sito del Sole 24 Ore Sanità, riprende i contenuti dell’articolo.
Il commento sulla cogenza dell’Accordo che ha fatto l’ASGI.
Il lavoro del Tavolo interregionale “Immigrati e Servizi Sanitari”.
Accordo “Stato –Regioni” sull’assistenza ai cittadini immigrati stranieri e comunitari (20.12.2012).
21 marzo 2013. Pubblicato sul BUR del Lazio l’atto di recepimento formale dell’Accordo Stato Regioni. La Regione Lazio con Decreto del Commissario ad acta n. U00077 del 8 marzo 2013 pubblicato oggi sul BUR (n. 24 del 21.03.13) ha formalmente recepito il documento relativo all’Accordo Stato Regioni. Oltre a dare mandato per una capillare diffusione presso tutte le strutture sanitarie regionali, demanda alla Competente Direzione regionale l’attuazione di quanto previsto, in altre parole di provvedere a definire alcuni iter amministrativi e procedure in ambiti che ne richiedessero la necessità (vedi iscrizione al SSR dei minori con i genitori senza pds).
Febbraio 2013. Aggiornamenti sull'applicazione dell'Accordo del 20 dicembre 2012. La Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, nella seduta del 20 dicembre 2012 ha definito un Accordo sul documento “Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l'assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province Autonome italiane”. L'effetto giuridico dell’Accordo è quello di obbligare le parti stipulanti (Stato, Regioni e Province) ad ottemperare agli impegni assunti, nel rispetto delle competenze che caratterizzano ciascuna amministrazione. Le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano sono, dunque, chiamate fin d’ora a dare immediata e piena attuazione a questo importante testo definendo eventualmente alcuni passaggi amministrativi necessari (ad esempio sull’iscrizione dei minori i cui genitori sono in condizione di irregolarità giuridica). Elenchiamo di seguito le novità principali (ricordiamo che non si tratta di una nuova legge ma del livello interpretativo delle norme esistenti infatti taluni ambiti sono già applicati da alcune Regioni e P.A.)
Questo Accordo è uno strumento prezioso soprattutto per i GrIS per quell’azione di advocacy perché nessuno sia escluso dai percorsi assistenziali in un'ottica di equità e giustizia sociale (27/12/2012-SG).
La SIMM ha inviato una lettera a tutti gli assessori regionali con la richiesta ad attivarsi perchè in tempi brevi le loro realtà locali si adeguino alle indicazioni concordate. Attraverso i GrIS