Source: http://www.camcomtaranto.com/Accessibile/Tributi/importi_ordinaria_fatturato.shtml
Timestamp: 2018-11-16 02:14:00+00:00
Document Index: 179178828

Matched Legal Cases: ['art.28', 'art. 2214', 'art. 28', 'art. 17', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 2214', 'art. 2214', 'art. 2214', 'art. 5', 'art. 85', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 30']

Imprese e soggetti R.E.A. iscritti nel corso del 2018
Con nota circolare n. 0026505 del 16/01/2018 il Ministero dello Sviluppo Economico ha confermato quanto già disposto con decreto interministeriale 8 gennaio 2015 "Determinazione delle misure del diritto annuale dovuto per l'anno 2015 alle Camere di commercio" alla luce delle riduzioni della misura del diritto annuale stabilite dall'art.28 comma 1 del D.L. n. 90/2014 convertito con modificazioni nella legge n. 114/2014, ricordando che la riduzione percentuale stabilita a partire dall'anno 2017 è pari al 50 % rispetto a quanto previsto dagli articoli da 2 a 6 del D.M. 21/04/2011 "Determinazione delle misure del diritto annuale 2011" con l'aggiornamento dinamico di tutti i riferimenti e termini temporali e con le riduzioni percentuali previste per legge.
Il calcolo viene quindi effettuato partendo dalla misura fissa, dagli scaglioni di fatturato e dall'importo massimo dovuto per le unità locali stabiliti con D.M. 21/04/2011, in vigore per il 2014, mantenendo nei risultati intermedi dei conteggi i cinque decimali e solo al termine del calcolo si applicherà prima la riduzione del 50% (prevista per legge a partire dal 2017) e poi l'incremento percentuale del 20% giusto il decreto del 22/05/2017 del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha autorizzato diverse Camere di commercio, fra cui la Camera di commercio di Taranto, all'applicazione della maggiorazione del 20% (per il triennio 2017-2019) maggiorazione che mantiene sostanzialmente invariati, a parità di fatturato, gli importi rispetto a quanto già stabilito per il 2016 e 2017.
Si ricorda che, in base alle disposizioni di legge:
le imprese individuali anche se iscritte nella sezione ordinaria del registro delle Imprese (imprenditori non piccoli) versano il diritto annuale in misura fissa pari al primo scaglione di fatturato (euro 200,00) ridotto del 50% e incrementato del 20%:
€ 120,00 per la sede
€ 24,00 per ciascuna unità locale.
tutti gli altri soggetti iscritti nella sezione ordinaria (ad es. società di persone, società di capitali, società cooperative, consorzi con attività esterna, gruppi europei di interesse economico G.E.I.E., enti pubblici con attività esclusiva o prevalente) - ancorché iscritti anche nella sezione speciale - versano il diritto dovuto per la sede legale applicando al fatturato complessivo realizzato nel 2017 (si veda apposito capitolo con l'indicazione specifica dei righi del modello) come dichiarato sul modello IRAP 2018 o in mancanza come rappresentato nelle scritture contabili previste dall'art. 2214 e seguenti c.c. (solo per alcune tipologie di imprese) la misura fissa e le aliquote riportate nella sottostante tabella per tutti i successivi scaglioni fino a quello nel quale rientra il fatturato complessivo realizzato dall'impresa, applicando prima la riduzione percentuale del 50% e poi l'incremento percentuale del 20% con le modalità di calcolo e arrotondamento chiarite di seguito.
0,00 100.000,00 € 200,00 misura fissa) (*)
0,001% (fino ad un massimo di € 40.000 (**)
(*) per chi rientra nella prima fascia (misura fissa) senza unità locali iscritte l'importo per il 2018 è pari ad € 120,00.
(**) per chi supera i 50 milioni di fatturato il tetto massimo si ridurrà da € 40.000 a € 24.000.
L'importo così determinato deve intendersi, come già detto, per la sola sede (pre-riduzione) cui si dovrà sommare quello dovuto per la singola unità locale (nota 1) pari al 20% del diritto dovuto per l'impresa come già determinato (con tetto massimo di euro 200,00), da moltiplicare per il numero delle unità locali presenti nella stessa provincia della sede o da moltiplicare separatamente per il numero delle unità locali eventualmente iscritte in altre province (per ogni singola provincia o territorio ultra provinciale nei casi di Camere di commercio già accorpate).
Per calcolare l'importo dovuto alla scadenza ordinaria di versamento si dovrà, quindi, applicare agli importi così determinati (mantenendo l'arrotondamento al quinto decimale) prima la riduzione del 50% prevista dall'art. 28 del D.L. n. 90/2014 e successivamente la maggiorazione del 20% autorizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico con decreto del 22/05/2017 alla Camera di commercio di Taranto (così come ad altre 78 Camere di commercio e con D.M. 2 marzo 2018, ad altre 9 Camere di commercio).
IInfine si dovrà procedere all'arrotondamento matematico prima al centesimo di euro (effettuato in base al terzo decimale cioè se il terzo decimale è minore o uguale a 4 si procede all'arrotondamento al centesimo per difetto mentre se il terzo decimale è uguale o superiore a 5 si procede all'arrotondamento per eccesso) e poi all'unità di euro (per difetto se la prima cifra dopo la virgola è minore o uguale a 4, per eccesso se la prima cifra dopo la virgola è uguale o superiore a 5) riportando sul modello F24 l'importo dovuto con la sigla della provincia della Camera di commercio destinataria del versamento ("TA" per sede legale ed eventuali unità locali site nella stessa provincia della sede) e a seguire a favore delle altre Camere di commercio (per eventuali unità locali site nel territorio di loro competenza, nel caso di imprese pluri-localizzate).
L'importo da versare a ciascuna Camera di commercio alla scadenza ordinaria è sempre espresso in unità di euro, mentre quando il versamento del diritto venga effettuato nei successivi 30 giorni (ai sensi dell'art. 17 comma 2 del DPR n. 435/2001 e s.m.i.) all'importo già determinato, e arrotondato ad unità di euro, si applica la maggiorazione dello 0,40% di interesse corrispettivo. Solo in tal caso il risultato si arrotonda al centesimo di euro (con arrotondamento matematico in base al terzo decimale) versando l'importo tutto sul codice tributo 3850.
Si ricorda infine che le modalità di calcolo e arrotondamento sopra descritte sono state individuate dal Ministero dello Sviluppo Economico con nota circolare n. 19230 del 3/03/2009 e con nota prot. n. 227775 del 29/12/2014.
Riepilogando in estrema sintesi:
le imprese che esercitano attività senza unità locali calcoleranno l'importo applicando prima la misura fissa e gli scaglioni di fatturato (mantenendo nella sequenza di calcolo le cinque cifre decimali), di seguito la riduzione del 50% e successivamente la maggiorazione del 20%, arrotondando l'importo ottenuto - con il metodo matematico - prima al centesimo di euro e poi all'unità di euro (la misura fissa del primo scaglione di fatturato – da 0 a 100.000 euro - sarà quindi pari a euro 120,00, la misura massima invece non supererà i 24.000 euro);
le imprese che esercitano attività con unità locali site nella stessa provincia della sede calcoleranno in base alle seguente formula: importo sede + (20% importo unità locale - max € 200,00 - x n. unità locali in provincia) – 50% + 20% maggiorazione e successivo arrotondamento al centesimo di euro ed ad unità di euro.
le imprese con unità locali in altre province calcoleranno in base alla seguente formula:
(dovuto sede x 20% = importo unità locale - max € 200,00 - x n. unità locali iscritte in ogni singola provincia) = importo totale per Camera – 50% riduzione + 20 % maggiorazione (per le CCIAA autorizzate all'incremento) = importo totale da arrotondare al centesimo di euro e poi ad unità di euro, da indicare sul modello F24 con un rigo separato distinto con il diverso codice ente (= sigla provincia) relativo alla singola Camera di commercio destinataria del versamento .
IMPRESE PLURILOCALIZZATE: nel caso di impresa iscritta con unità locali in provincia e/o fuori provincia – allegata all'informativa vi è una apposita scheda informativa che riepiloga il numero delle unità locali e le Camere di commercio a cui effettuare il versamento. E' possibile altresì utilizzare il sito nazionale di calcolo e pagamento (http://dirittoannuale.camcom.it/cada-new/) o in alternativa utilizzare il foglio di calcolo presente sul sito istituzionale della Camera di commercio al fine di determinare correttamente l'importo dovuto.
In caso di difformità tra la situazione reale dell'impresa e quella risultante dalla scheda informativa trasmessa si consiglia di verificare quanto dichiarato al Registro delle imprese (per le sedi secondarie) e/o al Repertorio delle notizie economiche ed amministrative (R.E.A.) delle singole province così da provvedere alla presentazione di eventuali denunce di variazione e/o di cancellazione non effettuate. Le unità locali che abbiano cessato l'attività al 31/12/2017 la cui denuncia di cessazione sia stata presentata dopo il 30/01/2018 sono comunque tenute al pagamento del diritto annuale per l'anno 2018.
IMPORTANTE: Le unità locali iscritte nel corso del 2018 – anche se riportate nella scheda informativa – non vanno conteggiate nel calcolo del diritto annuale dovuto alla scadenza ordinaria in quanto già tenute al pagamento del diritto annuale all'atto della presentazione della domanda di iscrizione, o entro 30 giorni con modello F24. Se tale pagamento non è stato eseguito, potrà essere regolarizzato con l'istituto del ravvedimento operoso entro il termine massimo di un anno dalla scadenza (l'importo del diritto in questo caso è di euro 24,00 per ogni unità locale).
Si mette a disposizione un foglio di calcolo (in cui sono presenti le percentuali di maggiorazione collegate alle singole province autorizzate per l'anno 2018) per la determinazione dell'importo dovuto.
I dati necessari per il calcolo sono i seguenti:
il fatturato 2017 individuato dai righi del modello IRAP 2018 riportati nel successivo paragrafo, distinti per tipologia di impresa, oppure ricavato dai dati risultanti dalle scritture contabili, solo per alcune tipologie di impresa;
il numero di unità locali, per ogni provincia, iscritte al 1.01.2018 (quelle iscritte nel corso del 2018 devono aver già effettuato il pagamento all'atto della presentazione della domanda o nei successivi 30 giorni con F24 e quindi non vanno inserite nel calcolo; nel caso in cui tale versamento non sia stato effettuato potrà essere sanato separatamente utilizzando l'istituto del ravvedimento operoso).
Nei casi di trasformazione di natura giuridica fra forme societarie appartenenti alla sezione ordinaria (es. da società di persone a società di capitali e viceversa) questa è del tutto ininfluente per la determinazione degli importi del diritto annuale.
Infatti tali soggetti, iscritti nella sezione ordinaria del Registro delle Imprese, pagano in base al fatturato dell'anno precedente, utilizzando la tabella per scaglioni già riportata (rif. D.M. 21/04/2011) con la riduzione percentuale stabilita dall'art. 28 D.L. n. 90/2014 convertito in Legge n. 114/2014 e la maggiorazione autorizzata con decreto del 22/05/2017 (per la CCIAA di TARANTO) e del 2/03/2018 per altre nove Camere di commercio .
È questo però il caso in cui si verifica la necessità di sommare i dati di fatturato dichiarati su più quadri del modello IRAP.
Nel caso di trasformazione di natura giuridica tra una forma societaria appartenente alla sezione ordinaria e una appartenente alla sezione speciale o viceversa (es. da società semplice a società di capitali), il diritto annuale sarà pagato in base alla forma giuridica con cui l'impresa era iscritta al Registro delle imprese al 1° gennaio 2018.
Nei casi di passaggio da una sezione all'altra del Registro delle Imprese senza trasformazione di natura giuridica (es. impresa individuale iscritta nella sezione ordinaria che passa nella sezione speciale del registro delle imprese come piccolo imprenditore) si determina il diritto annuale avuto riguardo alla sezione in cui l'impresa era iscritta 1° gennaio 2018 .
DETERMINAZIONE DEL FATTURATO:
La definizione di fatturato è quella prevista dall'art. 1 lettera f) del D.M. 11.05.2001 n. 359.
La nota del Ministero Sviluppo Economico n. 19230 del 3.03.2009 individua i righi del modello IRAP con particolare riferimento alle varie tipologie di imprese ed ai relativi modelli che dovranno essere presentati..
Prima di riepilogare le istruzioni per ogni tipo di impresa, si sottolineano alcuni criteri generali:
anche per i soggetti che applicano l'art. 5-bis del D. Lgs. n. 446/97, ai fini della determinazione della base imponibile per il calcolo dell'importo dovuto per diritto annuale non rileva l'adeguamento agli studi di settore;
i contribuenti che compilano più sezioni dello stesso quadro o più quadri del modello IRAP, ai fini del calcolo del fatturato per la determinazione del diritto annuale dovuto, devono procedere alla somma dei valori esposti nelle diverse sezioni o nei diversi quadri del modello IRAP (salvo il caso delle società di comodo che compilano la sez. IV del quadro IS, sezione che non rileva ai fini del calcolo del fatturato).
IMPRESE AGRICOLE- LEGGE DI STABILITA' 2016 (Legge 28.12.2015, n. 208 art. 1, commi 70 e 72)
Con nota prot. n. 399448 del 26/09/2017 il Ministero dello Sviluppo Economicoha ricordato che l'art. 1, comma 70, della Legge 28/12/2015, n. 208, ha modificato l'art. 3 del D.Lgs. 15/12/1997, n. 446 aggiungendo al comma 2 la lettera c-bis) volta ad includere tra i soggetti non passivi dell'imposta regionale sulle attività produttive anche "i soggetti che esercitano un'attività agricola ai sensi dell'art. 32 del T.U. delle imposte sui redditi, di cui al DPR n. 917/1986, i soggetti di cui all'art. 8 del D.lgs. n. 227/2001, nonché le cooperative e loro consorzi di cui all'art. 10 del D.P.R. n. 601/1973".
A seguito di tale modifica le società agricole iscritte nella sezione ordinaria del registro delle imprese, tenute a versare il diritto annuale in misura commisurata al fatturato, sarebbero state escluse dall'obbligo di presentazione della dichiarazione IRAP venendo a mancare il dato necessario al calcolo del diritto annuale.
A tal proposito l'Agenzia delle Entrate con risoluzione n. 93/E del 18/07/2017 ha chiarito che "I soggetti che svolgono unicamente attività agricole non assoggettate a IRAP non devono presentare la relativa dichiarazione, a eccezione di coloro che determinano il diritto camerale annuale in base al fatturato. In quest'ultimo caso, infatti, la presentazione della dichiarazione consente all'amministrazione finanziaria di avere le informazioni utili all'applicazione del diritto camerale da comunicare agli enti interessati".
Questi i righi da prendere a base del calcolo per determinare il fatturato:
MODELLO IRAP 2018 – Periodo d'imposta 2017
QUADRO IC Società di capitali
Sezione I – Imprese industriali e commerciali: somma dei righi IC1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni) e IC5 (altri ricavi e proventi) .
Sezione II - Banche ed altri soggetti finanziari: somma dei righi IC15 (interessi attivi e proventi assimilati) e IC18 (commissioni attive).
Sezione I + II (in caso di compilazione di entrambe)società la cui attività consiste nella assunzione di partecipazioni in società esercenti attività diversa da quella creditizia o finanziaria, che determinano la base imponibile IRAP secondo le regole contenute nel comma 9 dell'art. 6 del D. Lgs n. 446/97, somma dei righi: IC1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni), IC5 (altri ricavi e proventi) e IC15 (interessi attivi e proventi assimilati).
Sezione III - Imprese di assicurazione Tali contribuenti devono far riferimento alla somma dei premi e degli altri proventi tecnici così come indicati nelle scritture contabili previste dall'art. 2214 e seguenti del c.c.; precisamente la somma delle voci I.1, I.3, II.1, II.4 del conto economico, allegato al provvedimento approvato con regolamento ISVAP 4.04.2008 n. 22 (G.U. n. 106 del 29.04.2008).
Sezione V – Società in regime forfettario Tali contribuenti devono far riferimento alla somma dei ricavi delle vendite e delle prestazioni e degli altri ricavi e proventi ordinari, così come indicati nelle scritture contabili previste dall'art. 2214 e seguenti del c.c.
Sezione VI – Cooperative Edilizie e Confidi Tali contribuenti debbono fare riferimento alla somma dei ricavi delle vendite e prestazioni e degli altri ricavi e proventi ordinari, così come indicati nelle scritture contabili previste dall'art. 2214 c.c.. Specificatamente i Confidi, per la particolare attività che svolgono, devono fare riferimento alla voce M031 " Corrispettivi per le prestazioni di garanzia" del proprio conto economico, oppure, nel caso adottino i principi contabili internazionali, sono tenuti a fare riferimento alla voce 30 "Commissioni attive" del proprio conto economico (vedi note MISE n. 5024 del 12 giugno 2008 e n. 120930 del 17 luglio 2013).
QUADRO IP Società di persone
Sezione I – Soc. commerciali art. 5-bis D.Lgs n. 446/1997: rigo IP1 (ricavi di cui all'art. 85 comma 1 lett. a) b) f) e g) del TUIR). I contribuenti dovranno scorporare da tale somma l'eventuale importo dei maggiori ricavi da adeguamento agli studi di settore, riportato nello stesso quadro.
Sezione II - Soc. commerciali e finanziarie art. 5-6 c. 9 D.Lgs. n. 446/97: somma dei righi: IP13 (ricavi delle vendite e prestazioni) e IP17 (altri ricavi e proventi). Per le società la cui attività consiste nella assunzione di partecipazioni in società esercenti attività diversa da quella creditizia o finanziaria, che determinano la base imponibile IRAP secondo le regole contenute nel comma 9 dell'art. 6 del D.Lgs. n. 446/97 somma dei righi: IP13 (ricavi delle vendite e prestazioni), IP17 (altri ricavi e proventi) e IP18 (interessi attivi e proventi assimilati).
Sezione III – Società in regime forfettario: rigo IP47 (reddito d'impresa determinato forfettariamente)
Sezione IV – Imprese del settore agricolo: rigo IP52 (corrispettivi)
QUADRO IS Prospetti vari
sez. III - Società di comodo le società non operative, dette "società di comodo", sono soggette ad una disciplina particolare, in considerazione del fatto che esse non sono finalizzate a svolgere un'attività economica o commerciale, ma soltanto alla gestione di un patrimonio, mobiliare o immobiliare che sia; la disciplina delle società di comodo è contenuta nell'art. 30 della legge n. 724/1994, Tali società sono tenute a compilare anche la sezione III del quadro IS; sezione che non rileva ai fini del calcolo del fatturato per la determinazione del diritto annuale.
Aggiornata al 14.06.2018