Source: http://docplayer.it/16580526-Il-collegio-di-roma-fatto.html
Timestamp: 2018-06-18 23:37:08+00:00
Document Index: 52428864

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 5', 'art. 124', 'art. 124', 'art. 125', 'art. 125', 'art. 5', 'art. 125', 'art. 6']

Erico Ippolito
1 IL COLLEGIO DI ROMA composto dai signori: Avv. Bruno De Carolis..... Prof. Avv. Giuliana Scognamiglio Dott. Comm. Girolamo Fabio Porta... Membro designato dalla Banca d Italia, che svolge le funzioni di Presidente ai sensi dell art. 4 del Regolamento per il funzionamento del Collegio Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia Prof. Avv. Saverio Ruperto. Membro designato dal Conciliatore Bancario e Finanziario - per le controversie in cui sia parte un consumatore [Estensore] Dott.ssa Daniela Primicerio Membro designato dal C.N.C.U. nella seduta del dopo aver esaminato il ricorso e la documentazione allegata; la relazione istruttoria della Segreteria tecnica, Fatto Il ricorrente chiedeva all intermediario un finanziamento dell importo di euro 599,00 per l acquisto di un telefono cellulare. A fronte della mancata concessione del finanziamento, il cliente chiedeva di conoscere le ragioni di una siffatta determinazione negativa. Il resistente, con nota del 22 novembre 2010, comunicava di avere assunto la decisione sulla base di valutazioni di prudenza relative al merito creditizio del richiedente e previo esame dei dati forniti da quest ultimo. Relativamente alle informazioni risultanti nella banca dati Crif, l intermediario rilevava che essi sarebbero stati conservati in conformità del relativo Codice di deontologia e di buona condotta. Con reclamo del 14 gennaio 2011, il cliente contestava sia la decisione assunta dalla finanziaria, in quanto priva di giustificazione, sia la relativa Pag. 2/6
2 segnalazione negativa in Crif che, a suo avviso, si sarebbe verificata a causa della medesima decisione negativa assunta nei suoi confronti. Domandava quindi: a) di conoscere le analitiche motivazioni della mancata concessione del finanziamento; b) la comunicazione a Crif che il rifiuto del prestito era dovuto ad un errore di valutazione; c) una dichiarazione al punto vendita del gestore di telefonia dell erroneità della propria determinazione negativa; d) il rimborso di euro 300,00 per le spese legali sostenute. Ricorre quindi all ABF reiterando le medesime richieste. Resiste l intermediario evidenziando che la concessione o il diniego di un finanziamento sono frutto della valutazione di una pluralità di dati riferibili al richiedente, e che il mancato accoglimento viene comunicato in maniera sintetica. Conclude pertanto per il rigetto del ricorso. Diritto L oggetto della presente controversia investe la mancata concessione di un finanziamento da parte dell intermediario resistente. Giova ricordare, in linea del tutto generale, che un obbligo di fare credito è di certo estraneo allo statuto delle imprese bancarie, la cui attività deve ispirarsi ai principi di una «sana e prudente gestione» e deve essere esercitata avendo riguardo «alla stabilità complessiva, all efficienza e alla competitività del sistema finanziario» (arg. ex art. 5 del TUB). Ciò non di meno, l aspetto motivazionale non è privo di rilevanza, atteso che la mancata concessione del credito può essere fonte di responsabilità per la banca, tenuta a improntare le proprie relazioni d affari a criteri di correttezza. Premesso quanto precede, osserva il Collegio che, col ricorso per cui è causa, il cliente, lamentando il mancato accoglimento della richiesta di prestito, formula una pluralità di domande. La prima di esse investe il preteso obbligo dell intermediario di fornire analitiche motivazioni a sostegno del diniego. La censura fa leva sul d.lgs. 141/2010, che, tra l altro, ha introdotto l art. 124-bis nel TUB, novellando il successivo art Pag. 3/6
3 Essa non appare fondata per le ragioni di seguito indicate. Il ricordato art. 124-bis del TUB prevede, al primo comma, che «Prima della conclusione del contratto di credito, il finanziatore valuta il merito creditizio del consumatore sulla base di informazioni adeguate, se del caso fornite dal consumatore stesso e, ove necessario, ottenute consultando una banca dati pertinente». Il secondo comma del successivo art. 125 regola l eventualità che il credito non sia concesso, stabilendo che «Se il rifiuto della domanda di credito si basa sulle informazioni presenti in una banca dati, il finanziatore informa il consumatore immediatamente e gratuitamente del risultato della consultazione e degli estremi della banca dati». Ne deriva che, solo nell ipotesi in cui il rifiuto di concedere il finanziamento sia determinato dalle segnalazioni presenti in una banca dati di informazioni creditizie, è imposto all intermediario di comunicare detta eventualità al richiedente. La comunicazione della Banca d Italia del 22 ottobre 2007 (cfr. Bollettino di Vigilanza n. 10 dell ottobre 2007) pone l accento sull importanza della correttezza e trasparenza dei rapporti tra intermediari e clientela. Con particolare riguardo al rifiuto opposto a una domanda di finanziamento, è previsto l obbligo dell intermediario di fornire riscontro «con sollecitudine al cliente; nell occasione, anche al fine di salvaguardare la relazione con il cliente, andrà verificata la possibilità di fornire indicazioni generali sulle valutazioni che hanno indotto a non accogliere la richiesta di credito». Il quadro sopra tratteggiato consente, in definitiva, di fissare le seguenti regole in caso di mancata concessione del finanziamento. Se esso è determinato dalle segnalazioni negative presenti in una banca dati, l intermediario deve dare immediata comunicazione al richiedente del risultato della consultazione e degli estremi della banca dati. Qualora, invece, il rifiuto sia determinato da altra motivazione, è sufficiente il sollecito riscontro della richiesta, essendo prevista la mera possibilità di fornire indicazioni sulle ragioni poste a fondamento della determinazione negativa. Ora, non è in discussione che l intermediario abbia fornito sollecito riscontro a fronte dell istanza del ricorrente, così come non è revocabile in dubbio che esso abbia altresì comunicato le motivazioni del diniego, individuate non già Pag. 4/6
4 nelle risultanze di una banca-dati, bensì in valutazioni aventi a oggetto i dati forniti dallo stesso ricorrente, afferenti, come tali, al c.d. merito creditizio e improntate a principi di prudenza. D altra parte, nessuna delle disposizioni accennate impone alla banca motivazioni di carattere analitico, nemmeno l art. 125 del TUB, come modificato dal d.lgs. 141/2010, che è il caso di ripetere prevede la sola comunicazione del risultato dell esame della banca dati e degli estremi di quest ultima. La seconda delle domande articolate ha ad oggetto la cancellazione della segnalazione del nominativo del ricorrente in Crif a seguito della mancata concessione del credito. Anch essa è priva di pregio. Con provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali n. 8 del 16 novembre 2004, è stato adottato il codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di credito al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti. L art. 5 del codice impone all intermediario partecipante di informare l interessato «anche con riguardo al trattamento dei dati personali effettuato nell ambito di un sistema di informazioni creditizie», prevedendo, con norma sostanzialmente corrispondente a quella di cui all art. 125 del TUB, che «Quando la richiesta di credito non è accolta, il partecipante comunica all interessato se, per istruire la richiesta di credito, ha consultato dati personali relativi ad informazioni creditizie di tipo negativo in uno o più sistemi, indicandogli gli estremi identificativi del sistema da cui sono state rilevate tali informazioni e del relativo gestore». Nella eventualità in cui la richiesta di finanziamento non venga accolta, l art. 6 del medesimo codice di deontologia e buona condotta prevede il termine massimo di conservazione di 30 giorni dei «dati personali relativi alla richiesta [ ] che non è stata accolta». Ebbene, anche sotto quest ultimo punto di vista, la condotta del resistente non si espone a censure, avendo questi fornito evidenza del consenso prestato dal ricorrente al trattamento dei propri dati anche ai fini delle comunicazioni ai sistemi di informazione creditizia. Le ulteriori domande restano assorbite e, pertanto, si può prescindere dall esame di esse. Pag. 5/6
5 Per le ragioni che precedono, il Collegio rigetta il ricorso. Tuttavia, al fine di favorire le relazioni tra intermediari e clientela e sulla scorta di quanto previsto dalla ricordata comunicazione della Banca d Italia del 22 ottobre 2007, il Collegio invita la resistente a fare ampio uso della «possibilità di fornire indicazioni generali sulle valutazioni che hanno indotto a non accogliere la richiesta di credito», allo scopo di consentire al cliente una conoscenza, il più possibile analitica e completa, delle ragioni poste a base del pur legittimo rifiuto del finanziamento. P.Q.M. Il Collegio respinge il ricorso. Delibera, inoltre, di rivolgere all intermediario, nei sensi di cui in motivazione, indicazioni utili a migliorare le relazioni con la clientela. IL PRESIDENTE firma 1 Pag. 6/6
IL COLLEGIO DI NAPOLI composto dai signori: - prof. avv. Enrico Quadri...Presidente - avv. Giuseppe Leonardo Carriero...membro designato dalla Banca d'italia - avv. Giancarlo Davide Colangelo...membro