Source: http://casamassimaweb.it/attualita/3455-i-cittadini-possono-far-decadere-un-sindaco.html
Timestamp: 2018-12-11 05:29:34+00:00
Document Index: 62531394

Matched Legal Cases: ['art 70', 'art 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 30', 'art, 26', 'art. 8', 'art. 70', 'art. 8']

I CITTADINI POSSONO FAR DECADERE UN SINDACO
Scritto da Antonietta Spinelli, avvocato	Venerdì 04 Luglio 2014 13:32
L’art 70 del Testo unico degli enti locali prevede che i cittadini possano pretendere che i sindaci decadano se non attuano l’art 8 della legge 267/2000. Prima di spiegare i termini della questione, va premesso che quello italiano è un sistema di democrazia indiretta, prevedendo l'elezione di nostri rappresentanti politici; tuttavia, anche il nostro ordinamento, oggi in forma ancora più rafforzata, include strumenti di democrazia diretta, che garantiscano la piena e diretta partecipazione dei cittadini alla "res publica". Orbene, l'articolo 70 su menzionato, prevede una efficace forma di azione popolare, cosicché i cittadini possono pretendere che i sindaci decadano se questi ultimi non attuano l’art. 8 della legge 267/2000, la quale consentirebbe di poter partecipare attivamente alla vita del proprio Comune, a settori strategici della vita di una comunità e pretenderebbe che i Comuni inseriscano nei regolamenti e negli statuti gli strumenti di attuazione dell’ art. 8, ossia gli strumenti di partecipazione democratica. In particolare, la decadenza dalla carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale può essere promossa da qualsiasi cittadino elettore del comune, o da chiunque altro vi abbia interesse, davanti al tribunale civile, con ricorso da notificare agli interessati. Concretamente, lo statuto comunale, ex art. 8 della legge 267/2000, deve prevedere strumenti: per promuovere le libere forme associative; per promuovere alla gestione del Comune la partecipazione diretta dei cittadini; per l’ammissione di proposte, petizioni e istanze da parte dei cittadini; per consentire i controlli e l’accesso agli atti da parte dei cittadini; per referendum consultivi, deliberativi, abrogativi.
Ciò premesso, analizzando i vari articoli del vigente statuto del Comune di Casamassima, si può senz'altro riscontrare l'avvenuta attuazione e recepimento dell'art. 8 della legge 267/2000. L'art. 18, in primo luogo, prevede che il Consiglio comunale, con delibera adottata alla presenza almeno della metà dei consiglieri assegnati e con il voto favorevole almeno della maggioranza dei presenti, costituisce le Consulte comunali, formate da un Consigliere comunale e dai rappresentanti delle associazioni e delle libere formazioni sociali iscritte nell' apposito Albo comunale. I presidenti delle consulte esprimono il loro giudizio sui risultati raggiunti, relazionano al consiglio circa lo stato di avanzamento dei programmi, propongono nuovi obiettivi da perseguire per lo sviluppo della comunità.
Tuttavia, affinché ciò non resti solo "sulla carta", è previsto che la giunta comunale assicuri alle consulte l'invio d'informazioni, comunicazioni, atti a efficacia generale, insieme a copia del presente statuto, dei regolamenti e degli altri documenti utili per attivare la loro partecipazione propositiva all'amministrazione del Comune.
Le consulte possono, nelle materie di competenza: esprimere pareri preventivi, a richiesta o di propria iniziativa, su atti comunali; esprimere proposte agli organi comunali per l'adozione di atti, con particolare riferimento a quelli concernenti la gestione e l'uso di servizi e beni comunali; avvalersi della collaborazione di amministratori e funzionari comunali ed esperti per l'esposizione di particolari problematiche.
L'art. 19 bis prevede l'istituzione del Consiglio comunale dei ragazzi ed è istituito, ai sensi dell'art. 20, un albo delle associazioni, coinvolte anche attraverso le predette consulte. Di gran lunga determinante è l'art. 22, secondo cui il Comune mette a disposizione dei cittadini, che si riuniscano in assemblee, locali e servizi idonei; inoltre, è la stessa amministrazione comunale che può convocare assemblee di cittadini, di lavoratori, di studenti e dì ogni altra categoria sociale: a) per la formazione di comitati e commissioni; b) per dibattere problemi; c) per sottoporre proposte, programmi, consuntivi e deliberazioni. La consultazione deve riguardare materie di esclusiva competenza locale, non può avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali o circoscrizionali ed è effettuata: a) mediante forum di cittadini, tenuti nelle sedi comunali o in altri ambienti idonei, indetti nelle forme e nel rispetto dei termini previsti dal regolamento, con l’intervento dei rappresentanti degli organi di governo del Comune, delle associazioni territorialmente o funzionalmente interessate e dei dirigenti responsabili dei servizi ed attività comunali pertinenti alla riunione; b) mediante questionari inviati dal sindaco alle famiglie, con le modalità e termini previsti dal regolamento, nei quali sono prospettati con chiarezza gli elementi essenziali delle iniziative e sono richiesti contributi propositivi e pareri che consentono di accertare gli orientamenti prevalenti e di considerare eventuali singole proposte di particolare pregio ed interesse.
Previste anche istanze, petizioni, proposte ai sensi dell'art. 23.
Non va sottovalutata l'applicazione dei principi che caratterizzano il giusto processo, improntato ai principi di imparzialità, partecipazione, trasparenza e pubblicità, semplificazione ed economicità. All'uopo, il regolamento comunale disciplina le modalità del procedimento, la nomina del responsabile, le comunicazioni agli interessati, la loro partecipazione, la definizione dei termini, il diritto di visione dei documenti e di rilascio di copie degli stessi ed ogni altra disposizione che garantisca adeguatezza, efficienza ed economicità dell’organizzazione, durata della procedura contenuta nei tempi essenziali, tempestiva adozione motivata del provvedimento dovuto, responsabilità di un unico soggetto per l’intera procedura. Di conseguenza, l'art. 30 prevede il diritto di accesso agli atti amministrativi non riservati ed alle informazioni in possesso dell’amministrazione, oltre al rilascio di copie di atti e documenti con pagamento dei soli costi.
Da ultimo, non per ordine di importanza, la previsione di referendum consultivi e propositivi all'art, 26 e 27 dello statuto. Ciò illustrati, tuttavia, sorge spontaneo chiedersi se tali previsioni siano sufficienti a ritenere avvenuta l'applicazione dell'art. 8 legge 267/2000, poiché apparirebbe una mera trasposizione formale degli istituti illustrati tra le pagine dei vari statuti comunali, non garantendone strumenti di attuazione e di controllo, che garantiscano un intervento sostanziale. Pertanto, quando, seppur previsti sulla carta, gli strumenti di partecipazione diretta dei cittadini non sono realmente promossi ed attuati, triva applicazione l'art. 70 della legge con la possibilità di richiedere la decadenza dei sindaci o dei soggetti indicati dalla stessa legge? Oppure la garanzia di attuazione meramente formale dell'art. 8 si riveli sufficiente? Ai posteri l'ardua sentenza, ma, se previsioni formali si ritenessero sufficienti, il percorso sarebbe ancora davvero lungo e tortuoso per giungere alla concretizzazione della partecipazione cittadina a decisioni rilevanti inerenti le sorti del nostro paese.
#9 domenio 2014-07-09 22:08
Speriamo che questa legge la Applichino presto ad Acquaviva delle fonti....Bye
#8 Marco 2014-07-08 23:53
Signor Tanto Per Chiarire, da come scrive si intuisce che non é italiano e questo le fa onore, uno straniero che difende la nostra terra dagli assalti dei cattivelli.
#7 tanto per chiarire 2014-07-08 22:55
Un sindaco può far cascare il castello rosso di carte ?
L'attuale amministrazione ci sta riuscendo, molti i cambiamenti , molte carte false e due di coppe scartati. Alcuni si sono rifugiati in malattia , altri in ferie, altri sono in partenza per trasferimenti opportuni. I topi scappano signor sindaco , pare che qualche ex si stia riunendo in sedute massoniche, si stanno coalizzando per non soccombere del tutto ,resisti signor sindaco fino in fondo, spezza tutti i legami e i rami secchi , troppi i soldi mal spesi , troppi i finanziamenti persi, troppi i tributi non recuperati per l'allegra amministrazione di dirigenti ( che non hanno diretto). Il castello di carte false è oramai crollato; dopo i dirigenti bisogna mandare a casa qualche dipendente con la cresta alta, con la puzza al naso e con villa a mare. Per il prossimo castello dobbiamo cambiare le carte con le regole, con i buoni propositi, con il lavoro e con dipendenti che hanno la consapevolezza di essere importanti perchè al servizio di una comunità. Luciana sono stato chiaro?
#6 tanto per chiarire 2014-07-08 22:25
Chi è più sordo di chi non vuole sentire ?
Basta con le utopie e le critiche tanto per esprimersi e dire qualcosa. Il sentito dire non basta, bisogna informarsi, criticare ma anche proporre.
Bisogna che dopo la critica su una persona si indichi chi altro potrebbe essere all'altezza. " Tutti ignoranti, tutti non capaci ,tutti ladri" non si può accettare, proponetevi e se nel caso non avere le p...( mi censuro da me cara redazione)non rompetele. I cittadini possono fare decadere le amministrazioni quando non sono stati proprio loro i fautori delle stesse.
#5 Luciana 2014-07-08 14:41
'Tanto per chiarire' nel post 3 mi definisce "superba e maleducata" senza ragione alcuna. Ho espresso il mio pensiero dopo aver letto e interpretato gli umori espressi da diversi cittadini su questo blog rivolti ad un sindaco poco amato.
Personalmente non conosco chi sia il Sindaco di Casamassima e cosa faccia di buono o di cattivo, il mio pensiero è generalizzato e rivolto a quei sindaci che dovessero risultare invisi al proprio popolo.
Intanto 'tanto per chiarire' si sforzi di essere più chiaro nell'esprimere le sue idee, veramente incomprensibili.
#4 Basta!!!! 2014-07-08 11:25
Credo sia arrivato il momento di smetterla con questa farsa......Le colpe non sono da addossare alla singola persona..ma a tutti coloro che hanno contribuito alla sua elezione.....nessuno escluso (trombati e non)... anche colui che nellle liste associate ha preso un solo voto è complice di questo scempio.
Pertanto poichè il mandato dura 5 anni facciamocene una ragione aspettiamo che termini e poi saranno gli elettori a stabilire se riconfermare o finalmente a cambiare volti ( sia a dx che a sx)!!!!!
#3 tanto per chiarire 2014-07-07 09:21
I cittadini possono anche proporre il proprio sindaco ideale.
Per esempio, superba e maleducata Luciana e allegro Puahhh, CHI potrebbe per Voi assumere il ruolo di sindaco e non avere più cattivi apprezzamenti ?
Mi domando quale sindaco potrebbe interpretare il pensiero e le prospettive dei due celebri (1)e(2) concittadini?
Mi domando ancora quale sindaco , dai sondaggi di questa accorta e colta * potrebbe interpretare al meglio le necessità e il futuro della nostra amata e bistrattata comunità? A quali cittadini la * si rivolge per far decadere l'attuale sindaco? Non si accetta un immagine utopica del sindaco ideale ma una proposta e una rosa di nomi scelti tra quelli che più potrebbero per impegno sociale e capacità tecnico-politiche-amministrative essere nel prossimo futuro artefici di un vero cambiamento.
#2 Luciana 2014-07-05 14:53
Non sarebbe più semplice che un Sindaco palesemente ridicolo, inconcludente, incapace, ignorante e inviso alla cittadinanza si dimettesse evitando l'umiliazione della volontà popolare?
Riferimento a persone, cose e fatti, è puramente casuale e non voluto.
Però, un Sindaco che obiettivamente si riconosce nella sopracitata fauna... beh, ognuno con la sua dignità!
#1 Puahhhh 2014-07-04 15:24
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