Source: https://www.laleggepertutti.it/148332_in-caso-di-archiviazione-della-denuncia-devo-essere-avvisato
Timestamp: 2018-11-15 19:49:29+00:00
Document Index: 83447252

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 572', 'art. 408', 'art. 572', 'art. 572', 'art. 408', 'art. 572', 'art. 572', 'art. 414']

In caso di archiviazione della denuncia devo essere avvisato?
La legge prevede l’obbligo di dare avviso alla persona offesa del reato della richiesta di archiviazione con riferimento ai delitti commessi con violenza alla persona: l’obbligo di estende anche ai reati di atti persecutori e di maltrattamenti.
Chi ha “denunciato” una persona deve essere avvisato dal tribunale nel caso in cui il pubblico ministero presenti una richiesta di archiviazione del procedimento penale. Ma ciò solo a condizione che si tratti di reati che comportino violenza alle persone. Tra questi vi rientrano anche i maltrattamenti contro familiari e lo stalking. È quanto chiarito, l’anno scorso, dalle Sezioni Unite della Cassazione [1] e ribadito qualche giorno fa dalla sesta sezione della medesima Corte [2] sulla base dell’interpretazione – a lungo controversa – di una norma del codice penale [3].
La violazione di tale obbligo comporta la nullità del procedimento.
L’obbligo di comunicazione della richiesta di archiviazione si estende a tutti i reati qualora la persona offesa ne abbia fatto esplicita richiesta nella propria querela. In tal caso, quest’ultima va sempre avvisata.
[1] Cass. S.U. sent. n. 10959/16 del 16.03.2016;
[2] Cass. sent. n. 3056/17 del 23.01.2017.
[3] Art. 408, co. 3bis, cod. proc. pen.
1.Il procedimento.
2.Il ricorso per cassazione.
3.L’assegnazione del ricorso alle Sezioni Unite.
4.La requisitoria del Procuratore generale.
1.La questione sottoposta ad esame.
2.Il reato di atti persecutori.
3.La tutela della vittima del reato.
4.Il d.l. 93/2013 e l’avviso obbligatorio alla persona offesa.
5.L’emendamento relativo ai “delitti commessi con violenza alla persona”.
6.La nozione di violenza secondo la Convenzione di Istanbul e secondo la Direttiva 2012/29 UE.
8.Le conseguenze.
Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 20 dicembre 2016 – 23 gennaio 2017, n. 3056
Presidente Paoloni – Relatore Gianesini
1.Il Difensore di M.S. , persona offesa, ha proposto ricorso per Cassazione contro il decreto con il quale il Giudice per le indagini preliminari di Ascoli Piceno ha disposto l’archiviazione del procedimento iscritto per il reato di cui all’art. 572 cod. pen. ai danni della stessa M. .
2.La ricorrente ha dedotto un unico motivo di ricorso e ha lamentato di non essere stata avvisata della richiesta di archiviazione presentata dal Pubblico ministero nonostante al momento della presentazione della denuncia fosse stata fatta esplicita richiesta di preventivo avviso e nonostante l’art. 408, comma 3 bis cod. proc. pen. imponesse comunque al Pubblico ministero di dare l’avviso in questione, trattandosi di reato commesso con violenza alla persona.
3.Il Procuratore generale, richiamandosi al tenore di recente decisione delle Sezioni Unite, ha condiviso le deduzioni della ricorrente e ha chiesto l’annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato.
4.Il Difensore della persona sottoposta ad indagine P.V. ha depositato il 5 dicembre 2016 una memoria con la quale ha segnalato che per gli stessi fatti il P. era già stato rinviato a giudizio e ha chiesto quindi il rigetto del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
1.Il decreto impugnato va annullato senza rinvio e gli atti vanno trasmessi al Tribunale di ASCOLI PICENO per l’ulteriore corso.
2.Va chiarito in via preliminare che la richiesta di archiviazione di cui si lamenta la mancata notificazione alla persona offesa riguarda il proc. pen. 445/2015 sorto a seguito di denuncia- querela presentata il 6 febbraio 2015 per il reato di cui all’art. 572 cod. pen.; il successivo 2 maggio 2015 la persona offesa ha presentato una integrazione di denuncia- querela, sempre per fatti riconducibili all’art. 572 cod. pen., che ha dato origine ad un distinto e separato procedimento, il n. 1530/2015, già pervenuto a dibattimento e in riferimento al quale la notificazione alla persona offesa della richiesta di archiviazione era stata debitamente effettuata.
3.È vero, in fatto, che la richiesta espressa della persona offesa di essere avvisata della richiesta di archiviazione è stata presentata per la prima volta con l’atto di integrazione di denuncia – querela del 2 maggio 2015, quello che ha dato origine al proc. pen. 1530/2015 già pervenuto a giudizio dibattimentale, ma non c’è dubbio, sulla base di quanto recentemente affermato da Sez. Unite 29/1/2016 n. 10959, Rv 265893-94 secondo cui la disposizione di cui all’art. 408, comma 3 bis cod. proc. pen., che stabilisce l’obbligo di dare avviso della richiesta di archiviazione alla persona offesa per delitti commessi con “violenza alla persona”, si estende a ricomprendere il delitto di maltrattamenti di cui all’art. 572 cod. pen., che anche in riferimento ai fatti di maltrattamento denunciati il 6 febbraio 2015 (e il successivo 7 febbraio) era dovuto l’avviso alla persona offesa della richiesta di archiviazione, avviso che in realtà non è mai stato notificato.
4.In merito infine alla osservazioni svolte nella memoria del P. , a mente delle quali il rinvio a giudizio per il reato di cui all’art. 572 cod. pen. di cui al proc. pen. 1530/2015 renderebbe priva di concreto interesse l’impugnazione oggi in discussione relativa al proc. pen. 445/2015 trattandosi degli stessi fatti materiali, va osservato che i fatti di maltrattamento denunciati il 2 maggio 2015 sono in realtà oggettivamente e fattualmente diversi ed ulteriori rispetto a quelli denunciati il precedente 6 febbraio 2015, come è possibile dedurre dalla lettura delle denunce – querele in atti.
4.1 Del resto, e per concludere, anche se in ipotesi si trattasse effettivamente degli stessi fatti materiali, resterebbe in ogni caso intatto, in capo alla persona offesa M.S. , un evidente interesse processuale rappresentato dalla circostanza che, di fronte ad un decreto di archiviazione definitivamente pronunciato nel proc. 445/2015 a seguito del rigetto o della dichiarazione di inammissibilità dell’attuale ricorso, il Difensore del P. , nel diverso procedimento già pervenuto al dibattimento, avrebbe buon gioco ad eccepire la mancata osservanza delle modalità e prescrizioni relative alla riapertura delle indagini di cui all’art. 414 cod. proc. pen..
Annulla senza rinvio il decreto impugnato disponendo trasmettersi gli atti al Tribunale di ASCOLI PICENO per l’ulteriore corso.