Source: http://www.areavasta.it/av_2000n1e2/giurisprudenza_p190.html
Timestamp: 2020-04-09 00:44:24+00:00
Document Index: 4667233

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art 117', 'art 6', 'art. 22', 'art. 6', 'art 117', 'art. 22', 'art. 117', 'art. 22', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 22', 'art. 14', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 117']

Giurisprudenza di Area Vasta n. 1/2 - 2000 p190
Su ricorso del Comune di Procida, la Corte Costituzionale ha dichiarato la illegittimità dell’art.6 della LR 33/1993 recante norme per la istituzione di parchi e riserve naturali in Campania. Ciò ha determinato la caducazione dell’insieme dei successivi atti finalizzati all’istituzione delle aree protette, compresa la loro perimetrazione. Si riporta una nota del presidente della giunta regionale che preannuncia la riattivazione dell’intero procedimento
Prot. n. 64237 Gab.
Napoli, 24 agosto 2000
SENTENZA N. 282 ANNO 2000
I. Nel corso di un giudizio amministrativo promosso dal Comune di Procida ed altro contro la Regione Campania ed altri per impugnare e chiedere l’annullamento dei decreto del Presidente della Giunta regionale della Regione Campania 2 giugno 1995 n. 5569, recante "Perimetrazione provvisoria e misure di salvaguardia del Parco regionale dei Campi Flegrei" – il Tribunale amministrativo regionale per la Campania ha sollevato, in riferimento all’art 117 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art 6 della legge della Regione Campania 1° settembre 1993, n. 33 (Istituzione di parchi e riserve naturali in Campania).
Il predetto decreto del Presidente della Giunta regionale veniva impugnato dal Comune di Procida, il cui territorio risultava incluso nella perimetraziorte provvisoria del Parco regionale dei Campi Flegrei, in quanto adottato senza le previe procedure di cooperazione e raccordo con gli enti locali previste dall’art. 22 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette).
Osserva il collegio rimettente che il decreto impugnato dal Comune ricorrente nel giudizio amministrativo a quo risulta conforme alla legge della Regione Campania n. 33 dei 1993, che non prevedeva tali procedure. Nondimeno – aggiunge il TAR, motivando sulla rilevanza nel processo principale della sollevata questione di legittimità costituzionale – il decreto del Presidente della Giunta regionale dovrebbe essere annullato, ove questa Corte dichiarasse l’illegittimità costituzionale dell’art. 6 della legge regionale n. 33 del 1993, per contrasto con l’art 117 della Costituzione, in relazione all’art. 22 della legge n. 394 del 1991.
2. Non si sono costituite davanti alla Corte costituzionale le parti del giudizio amministrativo a quo.
I. Il Tribunale amministrativo regionale per la Campania dubita, in riferimento all’art. 117 della Costituzione, in relazione all’art. 22 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette), della legittimità costituzionale dell’art. 6 della legge della Regione Campania 1° settembre 1993, n. 33 (Istituzione di parchi e riserve naturali in Campania), che disciplina la istituzione delle aree naturali protette nella Regione.
A tal fine, la disciplina regionale impugnata prevede che, sentito il comitato consultivo regionale per le aree naturali protette, vengano istituiti i parchi e le riserve naturali con decreti temporanei dei presidente della giunta regionale destinati a definire provvisoriamente la perimetrazione del territorio, la descrizione dei luoghi, la probabile zonizzazione e le misure transitorie di salvaguardia. Tali decreti devono essere notificati agli enti territoriali interessati, i quali, entro trenta giorni, possono formulare "osservazioni e proposte". A norma della lettera c) del medesimo art. 6, la giunta regionale, entro i successivi sessanta giorni, su proposta del comitato consultivo regionale per le aree naturali protette, istituisce in via definitiva, con singoli provvedimenti, i parchi e le riserve naturali.
Ad avviso del collegio rimettente, tale disciplina è in contrasto con l’art. 22 della legge quadro sulle aree protette n. 394 del 1991, il quale, tra i principi fondamentali per la disciplina delle aree naturali protette regionali, include "la partecipazione delle province, delle comunità montane e dei comuni al procedimento di istituzione dell’area protetta, fatta salva l’attribuzione delle funzioni amministrative alle province, ai sensi dell’art. 14 della legge 8 giugno 1990, n. 142". L’art. 22 della legge quadro precisa altresì che "tale partecipazione si realizza, tenuto conto dell’art. 3 della stessa legge n. 142 del 1990, attraverso conferenze per la redazione di un documento di indirizzo relativo all’analisi territoriale dell’area, da destinare a protezione, alla perimetrazione provvisoria, all’individuazione degli obiettivi da perseguire, alla valutazione degli effetti dell’istituzione dell’area protetta sul territorio".
La prevista partecipazione non potrebbe, si legge nell’ordinanza di rimessione, "essere assicurata con la semplice possibilità di formulare osservazioni e proposte nel confronti dei decreti istitutivi del parco", dovendo il comune interessato "avere la possibilità di spiegare il suo intervento prima dell’emanazione di un atto che, quantunque temporaneo, è efficace e quindi potenzialmente lesivo", attraverso conferenze apposite, finalizzate alla redazione di un documento di indirizzo relativo all’area destinata a protezione, in base all’art. 22 della legge n. 394 del 1991.
2. La questione è fondata
La disciplina regionale denunciata, discostandosi dall’art. 22 della legge quadro n. 394 del 1991 sia per l’omessa previsione di forme di partecipazione degli enti locali territorialmente coinvolti nell’istituzione dell’area naturale protetta, sia per l’omessa previsione dello strumento della conferenza, specificamente incluso dal legislatore statale tra i principi fondamentali della materia, viola l’art. 117 della Costituzione, che impone il rispetto dei principi fondamentali stabiliti dal legislatore statale.
D.A. Parrino, Veduta dell'isola di Procida (in Di Napoli il seno cratero esposto agli occhi ed alla mente de' curiosi, Napoli 1700