Source: https://www.iusexplorer.it/rassegnaprocedurapenale2016/ShowPdfDocument?PaginaSuccessiva=1&PaginaPrecedente=1&NumeroFascicolo=&Anno=2017&Codice=024195681&Filename=CODVOL_024195681_122.pdf&IdDatabank=350&IdDocMaster=5216987&IdUnitaDoc=31777861&IsFullScreen=False&NumeroPagine=5&Fulltext=&pagina=1&IsThumb=false&PdfType=2
Timestamp: 2020-02-21 05:08:44+00:00
Document Index: 134153950

Matched Legal Cases: ['art. 120', 'art. 523', 'art. 103', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 9']

Art. 103 - Rubrica: Garanzie di libertà del difensore.
Garanzie di libertà del difensore 1.
1. Le ispezioni [244] e le perquisizioni [247, 352] negli uffici dei difensori [96, 97] sono consentite solo:
a) quando essi o altre persone che svolgono stabilmente attività nello stesso ufficio sono imputati [60, 61], limitatamente ai fini dell'accertamento del reato loro attribuito;
b) per rilevare tracce o altri effetti materiali del reato o per ricercare cose o persone specificamente predeterminate [244, 247].
2. Presso i difensori [96, 97] e gli investigatori privati autorizzati e incaricati in relazione al procedimento, nonché presso i consulenti tecnici non si può procedere a sequestro di carte o documenti relativi all'oggetto della difesa, salvo che costituiscano corpo del reato 2.
3. Nell'accingersi a eseguire una ispezione [244], una perquisizione [247] o un sequestro [252, 253, 354] nell'ufficio di un difensore [96, 97], l'autorità giudiziaria a pena di nullità avvisa il consiglio dell'ordine forense del luogo perché il presidente o un consigliere da questo delegato possa assistere alle operazioni. Allo stesso, se interviene e ne fa richiesta, è consegnata copia del provvedimento.
4. Alle ispezioni [244], alle perquisizioni [247, 352] e ai sequestri [252, 253, 354] negli uffici dei difensori procede personalmente il giudice ovvero, nel corso delle indagini preliminari, il pubblico ministero in forza di motivato decreto di autorizzazione del giudice.
5. Non è consentita l'intercettazione [271] relativa a conversazioni o comunicazioni dei difensori [96, 97; 355 att.], degli investigatori privati autorizzati e incaricati in relazione al procedimento, dei consulenti tecnici [225, 233, 359] e loro ausiliari, né a quelle tra i medesimi e le persone da loro assistite [271] 3.
6. Sono vietati il sequestro [254] e ogni forma di controllo della corrispondenza [353] tra l'imputato [60, 61] e il proprio difensore [96, 97; 351-4 att.] in quanto riconoscibile dalle prescritte indicazioni, salvo che l'autorità giudiziaria abbia fondato motivo di ritenere che si tratti di corpo del reato.
7. Salvo quanto previsto dal comma 3 e dall'articolo 271, i risultati delle ispezioni, perquisizioni, sequestri, intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, eseguiti in violazione delle disposizioni precedenti, non possono essere utilizzati [191]. Fermo il divieto di utilizzazione di cui al primo periodo, quando le comunicazioni e conversazioni sono comunque intercettate, il loro contenuto non può essere trascritto, neanche sommariamente, e nel verbale delle operazioni sono indicate soltanto la data, l'ora e il dispositivo su cui la registrazione è intervenuta 4.
[1] V. art. 120, comma 7, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, per l'estensione delle garanzie previste dal presente articolo ai dipendenti del servizio pubblico per le tossicodipendenze; nonché art. 523d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 per un richiamo all'art. 103 in tema di accessi, ispezioni e verifiche di natura fiscale.
[2] Comma modificato dall'art. 1, comma 1 , lett. a), l. 7 dicembre 2000, n. 397.
[3] Comma modificato dall'art. 1, comma 1, lett. b), l. n. 397, cit.
[4] L'art. 2 comma 1 lett. a) d.lgs. 29 dicembre 2017, n. 216, ha aggiunto il secondo periodo del presente comma 7: « Fermo il divieto di utilizzazione di cui al primo periodo, quando le comunicazioni e conversazioni sono comunque intercettate, il loro contenuto non può essere trascritto, neanche sommariamente, e nel verbale delle operazioni sono indicate soltanto la data, l'ora e il dispositivo su cui la registrazione è intervenuta ». Ai sensi dell'art. 9 comma 1 d.lgs. n. 216, cit., come da ultimo modificato dall'art. 1, comma 1, n. 1) d.l. 30 dicembre 2019, n. 161, non ancora convertito in legge, tale disposizione si applica «ai procedimenti penali iscritti dopo il 29 febbraio 2020». Il termine di applicabilità originariamente previsto dal suddetto art. 9 comma 1 d.lgs. n. 216, cit., ovvero « «alle operazioni di intercettazione relative a provvedimenti autorizzativi emessidopo il centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto », era stato già differito dall'art. 2 comma 1 d.l. 25 luglio 2018, n. 91, conv., con modif. in l. 21 settembre 2018, n. 108, sostituendolo con il termine « dopo il 31 marzo 2019 » , poi dall'art. 1 comma 1139 lett. a) n. 1) l. 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di bilancio 2019), sostituendolo con il termine « dopo il 31 luglio 2019 », e dall'art. 9 comma 2 lett. a) d.l. 14 giugno 2019, n. 53, conv., con modif., in l. 8 agosto 2019, n. 77, sostituendolo con il termine « dopo il 31 dicembre 2019 » .