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Timestamp: 2019-08-26 05:20:45+00:00
Document Index: 133359275

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.24', 'art.442', 'art. 12']

CASI & NEWS - Avv. Rosario M. Stilo STUDIO LEGALE
Il mancato rispetto del termine di cui all'art. 23 D.Lgs. 546/92: la Commissione non prende in considerazione atti controdeduttivi depositati tardivamente.
(Commissione Tributaria Provinciale di Crotone, Sezione 2, sentenza n. 530/02/17).
"...Il Concessionario e ... risultano costituiti con comunicazioni ... che non sono prese in considerazione da questa Commissione poiché non rispettano i dettami dell'art. 23 del D.Lgs. 546/92. ... Il ricorso è fondato e merita di essere accolto. Preliminarmente questa Commissione è chiamata a disquisire in ordine a quanto eccepito dal ricorrente in ordine alla mancata osservanza ... del termine previsto dall'art. 23 D.Lgs. 546/92 in materia di tardiva presentazione delle controdeduzioni. Al riguardo la giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione ritiene infatti che (vedi, per tutte, Cass. 18962/2005): "In tema di contenzioso triburtario, la costituzione in giudizio della parte resistente deve avvenire, ai sensi del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 23, entro sessanta giorni dalla notifica del ricorso, a pena di decadenza dalla facoltà di proporre eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d'ufficio e di fare istanza per la chiamata di terzi. Ritiene, pertanto, questa commissione che sulla scorta della esposta sentenza le eccezioni sollevate dal Concessionario e ..., presentate tardivamente, siano legittimamente non ammissibili così da non poter acquisire quanto da detti Enti sostenuto nelle loro astrazioni... Il Collegio, quindi, annulla l'impugnata comunicazione preventiva del provvedimento di fermo di beni mobili unitamente agli effetti giuridici acquisiti dalla sua efficacia..."
L'ENTE PREVIDENZIALE/IMPOSITORE DEVE FORNIRE LA PROVA DEL CREDITO
Confermata la sentenza di primo grado di annullamento della cartella.
(Corte di Appello di Catanzaro, Sezione Lavoro, sentenza n. 155/2017).
"...il giudizio proposto a norma dell'art.24, 5° co., D.L.vo 46/99 è un normale giudizio civile, regolato (per come espressamente indicato dal 6° comma dello stesso articolo) dagli art.442 e segg., c.p.c., nel quale, però, l'opponente ha posizione sostanziale di convenuto, similmente a quanto avviene nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. Pertanto è onere dell'Ente previdenziale opposto e cioè a dire del soggetto titolare del diritto di credito oggetto di cartolarizzazione, indicare compiutamente i fatti contestati ed i mezzi di prova a sostegno degli stessi. Dovrà, in altri termini, provvedere ad integrare le sintetiche indicazioni apposte sulla cartella esattoriale, con la precisa indicazione dei fatti sui quali si fonda il credito contributivo fatto valere..."
OPPOSIZIONE A DIFFIDA ACCERTATIVA
Il credito deve essere certo, liquido, esigibile e provato, non frutto di attività valutativa dell'ispettore.
Revocato decreto direttoriale di esecutività della diffida accertativa per crediti da lavoro.
(Comitato Regionale per i Rapporti di Lavoro Calabria, Reggio Calabria, decisione n. 4756/2014).
La "...circolare n. 24/0224, interpretativa della norma di cui all'art. 12 del s.lgs. 124/2004...fornisce indicazioni precise, univoche e rigorose ... allorquando subordina ogni valutazione ad un prudente apprezzamento e dei risultati dell'indagine e degli elementi acquisiti che debbono essere di natura obiettiva (quindi,di natura documentale)... CONSIDERATO che la diffida accertativa assume "valore di accertamento tecnico" se il credito ivi dedotto si fonda su elementi oggettivamente predeterminati e privi di qualsivoglia margine valutativo e di opinabilità, nel senso che gli stessi devono preesistere all'indagine ispettiva e non scaturire dall'esercizio dei poteri di accertamento (anche solo in parte discrezionali) che implicano valutazioni più o meno complesse e apprezzamento di fatti incerti e controversi (come nel caso che ci occupa). In sostanza, la "certezza del credito" (requisito imprescindibile per tuti i titoli esecutivi), a parere di questo Comitato, non può essere conferita all'esito degli accertamenti ispettivi, i quali -pure se abbiano potuto consentire l'ammissione di prove a discarico e abbiano potuto tenere conto delle controdeduzioni del datore di lavoro- non appaiono equiparabili all'istruttoria giudiziale (con le relative garanzie del contraddittorio di cui al codice di rito); ...DECIDE che il ricorso prodotto ... avverso il provvedimento ... E' ACCOLTO..."