Source: https://www.fondofonte.it/normativa/normativa-covip/finanziamento/
Timestamp: 2019-05-27 13:24:36+00:00
Document Index: 112158889

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 8', 'art.8', 'art. 118', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 18', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8']

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Oggetto: Quesito in merito alla possibilità di continuare a contribuire al Fondo pensione aperto in caso di perdita dei requisiti di partecipazione.
Si fa riferimento alla nota del …. con la quale codesta società, istitutrice del fondo pensione aperto …, ha posto alla Commissione un quesito in merito alla possibilità di permanenza e contribuzione al fondo, a titolo individuale, da parte di un lavoratore dipendente che ha cessato il rapporto di lavoro con la società che aveva promosso l’adesione al fondo stesso ed è stato poi assunto da altra azienda.
In relazione alla situazione rappresentata, codesta società ha chiesto conferma che il fondo pensione possa continuare a ricevere in tale fattispecie anche il versamento del TFR dell’aderente da parte del nuovo datore di lavoro.
Si osserva preliminarmente che nel quesito codesta società precisa che nel caso di specie l’adesione al fondo aperto …, dedicato alle adesioni collettive, è stata promossa dalla azienda in base ad un accordo aziendale plurimo.
Al riguardo, si ricorda che gli accordi plurimi non risultano riconducibili al novero delle fonti contrattuali istitutive di forme pensionistiche a carattere collettivo di cui all’articolo 8, comma 7, lett. b) del d.lgs.252/2005 – come già evidenziato nelle Direttive generali emanate dalla COVIP il 28 giugno 2006 –, ancorché sia possibile, ad avviso della scrivente Commissione, consentire l’adesione dei lavoratori firmatari di tali accordi plurimi, oltre che a forme pensionistiche individuali, a fondi pensione aperti destinati, pure in via esclusiva, ad adesioni collettive, in considerazione della destinazione plurisoggettiva degli accordi stessi.
Ciò premesso, in relazione al quesito formulato si rileva che quanto richiesto risulta compatibile, in via generale, con la disciplina di settore. La permanenza nel fondo a titolo individuale e la prosecuzione della contribuzione anche mediante il versamento del TFR è stata espressamente prevista dalla COVIP nello Schema di regolamento dei fondi pensione aperti e recepita nel Regolamento del fondo in questione con la clausola di cui all’art. 5 del Regolamento stesso.
Oggetto: Determinazione della base di calcolo del contributo da destinare al fondo pensione – tredicesima mensilità (art. 8, comma 2, del Decreto lgs. n. 124/93)
Si fa riferimento alle note pervenute il … ed il … u.s., con le quali è stato sottoposto all’attenzione della Commissione un quesito relativamente al tema dell’interpretazione del comma 2 dell’art.8 del d.lgs. 124/93.
In particolare, viene chiesto se il contributo previsto contrattualmente per il finanziamento del Fondo debba essere necessariamente calcolato con riferimento anche alla tredicesima mensilità, in quanto emolumento retributivo assunto a base della determinazione del TFR.
Dalla lettura delle suddette disposizioni negoziali si deduce la volontà delle fonti istitutive di escludere dal computo della base di calcolo del contributo previdenziale tutti quegli emolumenti retributivi, sia di base che aggiuntivi, non espressamente richiamati nell’elenco di cui al menzionato art. 118, ivi compresa, pertanto, anche la tredicesima mensilità.
Al riguardo, si ha presente che la citata disposizione del decreto 124/1993 riconosce alle fonti istitutive la possibilità di fissare l’entità complessiva del contributo quale percentuale dell’intera retribuzione assunta a base di calcolo del TFR ovvero solamente di taluni dei suddetti elementi retributivi, oppure di destinare integralmente alcuni degli stessi al fondo.
Le determinazioni assunte in sede di contrattazione collettiva appaiono, dunque, in linea con le richiamate previsioni normative, negli ambiti destinati all’autonomia della parti istitutive.
Oggetto: Definizione di “nuovo iscritto, ma non di prima occupazione”
Si fa riferimento alla nota del…, con la quale codesto Fondo ha chiesto alla Commissione di definire il significato dell’espressione “nuovo iscritto, ma non di prima occupazione” ad una forma pensionistica complementare, al fine di risolvere alcune situazioni dubbie relative a nuovi dipendenti che hanno presentato domanda di adesione.
Al riguardo si rileva, preliminarmente, che la precisazione richiesta assume rilievo per differenziare la situazione contributiva del “nuovo iscritto, ma non di prima occupazione” da quella prevista dall’art. 8, comma 3, del d. lgs. n.124/93 per i “lavoratori di prima occupazione successiva alla data di entrata di entrata in vigore del presente decreto legislativo”, per i quali è disposta la integrale devoluzione ai fondi pensione degli accantonamenti annuali al TFR.
In merito si ritiene che la disposizione di cui all’art. 8, comma 3, risponda all’esigenza di tutelare, attraverso l’imposizione di maggiori flussi contributivi alla previdenza complementare, quei lavoratori che alla data di entrata in vigore del d. lgs. n.124 non erano titolari di una posizione contributiva aperta presso un qualsiasi ente di previdenza obbligatoria.
Ne deriva che il nuovo aderente che possa vantare contributi versati alla previdenza obbligatoria entro il 28 aprile 1993 appartiene alla categoria del “nuovo iscritto, ma non di prima occupazione”, con esclusione dall’ambito di applicazione dell’art. 8, comma 3.
In base alle precisazioni formulate e avendo riguardo alla casistica prospettata da codesto fondo, per i soggetti privi di anzianità contributiva nel regime obbligatorio al 28 aprile 1993 si applica comunque la disposizione di cui al citato art. 8, comma 3, anche laddove gli stessi siano stati inizialmente occupati in un’azienda che non prevedeva forme pensionistiche complementari ovvero abbiano aderito sin dall’inizio dell’attività lavorativa ad un fondo pensione riscattando successivamente la posizione in occasione del cambiamento dell’attività lavorativa.
Analogamente, i lavoratori già iscritti a forme di previdenza obbligatoria alla data del 28 aprile 1993 sono al di fuori dell’ipotesi normativa di cui all’art. 8, comma 3, sia nel caso in cui siano alla prima esperienza di previdenza complementare, sia nel caso in cui aderiscano al fondo dopo aver riscattato la posizione da altra forma pensionistica complementare.
Ipotesi diversa – peraltro non espressamente formulata da codesto fondo -, che per completare il quadro delle possibili nuove adesioni si ritiene comunque opportuno analizzare in questa sede, è quella del lavoratore che si trovi nella situazione di cui all’art. 18, comma 7, del d. lgs. n. 124/93, cioè già iscritto alla data di entrata in vigore del d. lgs. n. 124/93 ad una forma pensionistica “preesistente”, il quale acceda successivamente alla medesima data ad altro fondo per effetto del trasferimento della posizione individuale, ex art. 10 del d. lgs. n. 124/93. In tal caso l’aderente, non avendo interrotto la partecipazione al sistema di previdenza complementare, mantiene, pur accedendo al nuovo fondo dopo il 28 aprile 1993, lo status di “vecchio iscritto” per gli aspetti eventualmente previsti nell’assetto ordinamentale del fondo di destinazione e, in ogni caso, sotto il profilo fiscale.
Per quanto attiene ai provvedimenti da adottare in caso di errato inquadramento del nuovo iscritto, si fa presente che la regolarizzazione dei flussi contributivi relativi al TFR si rende eventualmente necessaria laddove l’errore dia luogo al mancato versamento al fondo dell’intero accantonamento al TFR per i lavoratori di prima occupazione nel senso sopra precisato; viceversa, nel caso di errato inquadramento nella categoria dei lavoratori di prima occupazione, l’esigenza di regolarizzazione va valutata in coerenza con le determinazioni delle fonti istitutive, alle quali compete ex comma 2 del medesimo art. 8, la fissazione della contribuzione complessiva da destinare al fondo pensione.
Oggetto: Interpretazione dell’art. 8, comma 2, del d.lgs.124/93
Si fa riferimento alla nota del … con la quale codesto Fondo, tenuto conto della disposizione dell’art. 8, comma 2 del d.lgs.124/93, secondo la quale, nel caso dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti, il contributo da destinare al fondo va indicato “in percentuale del reddito di impresa o di lavoro autonomo dichiarato ai fini IRPEF relativo al periodo di imposta precedente”, ha chiesto di far conoscere se sia, comunque, ammissibile il versamento di contributi al fondo da parte di soggetti che non abbiano avuto redditi nel periodo di imposta precedente (facendo in particolare riferimento al caso di un lavoratore autonomo che inizi la sua attività lavorativa nell’anno stesso di iscrizione al fondo).
Al riguardo, fermo restando che la regola dettata dalla citata disposizione di legge deve intendersi quale criterio di carattere generale da applicarsi necessariamente in via ordinaria, questa Commissione ritiene che – nella rappresentata ipotesi di lavoratori autonomi che nell’anno precedente non siano risultati titolari di reddito in quanto non ancora esercenti attività lavorativa – possa ammettersi, sotto il profilo sostanziale, l’adesione al fondo e la conseguente contribuzione, limitatamente al primo periodo, in misura percentuale al reddito presunto dell’anno in corso ovvero anche in misura fissa.
Considerato, peraltro, che la questione involge anche aspetti riflessi di carattere fiscale e che l’interpretazione delle norme fiscali non rientra tra le competenze della Commissione, si raccomanda a codesto Fondo di acquisire, per tale specifico profilo, il parere del Ministero delle Finanze, al quale è stata già inoltrata una nota informativa in merito.