Source: http://sax.iasf-milano.inaf.it/~lucio/WWW/Opinions/sogni-inaf.html
Timestamp: 2018-01-24 01:28:55+00:00
Document Index: 138031371

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 3', 'e contrario', 'art. 11', 'art. 22', 'art.58']

Commenti sulla riforma dell'INAF
Riflessioni torridamente quasi estive sulla riforma dell'INAF
Lucio Chiappetti - IASF/MI (so far :-)) - giugno 2003
Vedere anche i sogni di un ingenuo, le riflessioni di febbraio and references therein (a, b).
I Decreti Legislativi di riforma del CNR, dell'INAF e dell'ASI proposti in prima stesura in febbraio sono stati approvati il 4 giugno Al momento in cui scrivo sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale quelli del CNR e dell'ASI mentre quello dell'INAF e' disponibile nella versione ufficiale sul sito del MIUR
NEW ! il DL INAF e' apparso sulla Gazzetta !!
Dato che a questo punto e' un dato di fatto il passaggio all'INAF di IASF, IRA e IFSI, non prendo piu' in esame (ne' ho letto in alcun dettaglio degno di nota) i decreti CNR e ASI, ma mi limito a alcuni brevi commenti su come la stesura finale INAF si e' evoluta rispetto alla precedente, con particolare rispetto ai punti da me gia' considerati, per passare poi ad alcune considerazioni sui nuovi Regolamenti.
Altrimenti detto lasciateci sognare di poter avere dei regolamenti sensati e non burocratici e che qualcosa di buono possa uscire da questa riforma verticistica e non richiesta
La stesura finale del DL INAF
Sottolineo le principali differenze rispetto alla stesura di gennaio indicando un giudizio tentativo con lo sfondo di toni variabili di colore (verde = positivo, rosso = negativo o problematico, giallo = indifferente).
I preamboli (Art. 1-2-3) sono praticamente invariati, salvo che all'art. 2 e' scomparso un comma sulle convenzioni per i dottorati, che resta citato all'art. 3 con una aggiunta sul "coinvolgimento del mondo produttivo"
L' Art. 5 sui principi di organizzazione e' stato riscritto demandando le cose ai regolamenti
Dalle funzioni del presidente (Art. 6) e' stata soppressa la "definizione delle linee guida del piano triennale" e aggiunta la "attribuzione degli incarichi ai direttori"
Alle funzioni del consiglio di amministrazione (Art. 7) e' stato aggiunto che "delibera le linee guida del piano triennale". Inoltre il CdA si limita a "verificare" e non piu' "valutare" i risultati dell'attivita'.
Infine i membri del CdA devono avere competenza astronomica
4 membri del Consiglio Scientifico (Art. 8) sono ora eletti dal personale ricercatore (4 nominati dal Presidente, e 4 dal CdA su terne proposte dai direttori)
Alle funzioni del direttore amministrativo (Art. 11) e' stato aggiunto il conferimento degli "incarichi ai dirigenti" (amministrativi ? chi sono ?)
L'Art. 12 sui Dipartimenti non e' cambiato molto, e menziona ancora la afferenza di osservatori e istituti a un dipartimento. Tra le funzioni dei dipartimenti e' scomparso il comma sulle grandi strutture.
Piu' degno di nota e' pero' il rinvio della definizione dei dipartimenti al Regolamento di Organizzazione e Funzionamento, e la scomparsa dei CS dipartimentali
Le norme su Osservatori e Istituti sono state unificate in un solo articolo (Art. 13) con testo praticamente invariato.
Degno di nota e' che osservatori e istituti sono "responsabili" della attivita' di ricerca e non mere sedi in cui si "svolge" tale attivita' come nei nuovi istituti CNR.
L'Art. 14 (gia' 15) e' stato riscritto includendo le norme sul Commissario, le incompatibilita' e (aggiunta dell'ultimo momento) un comma sull'Avvocatura dello Stato.
Degno di nota e' che i direttori hanno tutti una indennita' di carica e sono collocati in aspettativa sia che vengano dall'Universita' sia che vengano dall'interno dell'INAF.
L'Art. 15 prevede piani triennali con aggiornamenti annuali, ma non piu' piani annuali
L'Art. 18 sui Regolamenti e' cambiato solo di poco in modo consistente agli altri cambiamenti.
Tuttavia i regolamenti non sono piu' soggetti alla approvazione del MIUR ma solo al silenzio-assenso della Funzione Pubblica. Come prima i pareri del personale passano solo attraverso i sindacati.
Il testo del comma sul reclutamento del personale e' stato riscritto in modo piu' sensato
L'Art. 19 sul personale prevede la facolta' di opzione al contratto ricerca per gli astronomi ex INAF ; vi e' una modifica al testo sul reclutamento del personale ; sono state modificate le percentuali per le assunzioni ex Art. 19 comma 4 (praticamente quella se si volesse assumere Giacconi all'INAF :-) ) e ex Art. 19 comma 5 (che invece direi sostituisce i buoni vecchi Art. 36 !! )
L'Art. 22 sul transitorio e' stato cambiato, include le norme sul Commissario (commi 1 e 3), una miglior specifica del transitorio CNR (comma 2) con esplicita menzione del trattamento previdenziale e affini del personale, e del trasferimento di amministrativi della sede centrale; e' pero' scomparsa la menzione dei "beni mobili e immobili"
Degno di nota ma di difficile interpretazione e' il comma 5, che abolisce il vecchio DL istitutivo dell'INAF con la eccezione di un singolo comma che mi pare riguardi l'interscambiabilita' delle graduatorie tra concorsi universitari e per astronomi
Considerazioni sui nuovi Regolamenti INAF
Ai sensi dell'Art. 18 del DL i Regolamenti da fare sono almeno seguenti 3 (gli acronimi li ho inventati io per potervi fare riferimento nel seguito) :
Regolamento di Organizzazione e Funzionamento (ROF)
Regolamento di Amministrazione Contabilita' e Finanza (RACF)
Regolamento del Personale (RP)
Riporto i testi relativi del DL e poi i riferimenti agli attuali regolamenti CNR ed INAF. Anche per questi ho inventato degli acronimi (C-xxx e I-xxx) e li ho tentativamente associati ai nuovi regolamenti)
e) definisce le regole per le partecipazione dell'ente in altri soggetti pubblici e privati.
il RACF
b) definisce modalit che assicurino la trasparenza nell'assegnazione e nell'utilizzo delle risorse finanziarie per i diversi obiettivi di ricerca e per la realizzazione delle funzioni istituzionali;
c) definisce modalit per l'acquisto di beni, servizi e forniture, anche in conformit alla normativa comunitaria;
d) individua le modalit per l'acquisizione da parte degli istituti di risorse esterne all'ente;
e) definisce modalit per la gestione patrimoniale, economica, finanziaria e contabile interna, anche in deroga alle disposizioni sulla contabilit generale dello Stato;
f) prevede la facolt di erogare anticipazioni nel limite del 20 per cento contrattuale, per le forniture di strumentazione scientifica e tecnologica di particolare complessit in deroga alle disposizioni normative vigenti in materia.
il RP
a) definisce modalit per la gestione e l'amministrazione del personale;
Gli attuali Regolamenti CNR si trovano qui e sono (nella ultima versione aggiornata !)
C-RIst regolamento istituti ->ROF ->ROP (nota1)
C-RAmm regolamento amministrazione centrale ->ROF o RACF o non applicabile ?
C-RCont regolamento contabilita' -> RACF
C-RAg regolamento promozione ricerca "agenzia" (non applicabile ?)
C-RConc regolamento concorsi ->RP
C-RCons regolamento iniziative esterne "consorzi" ->ROF punto e
C-ROrg regolamento organi e piano triennale ->ROF
Nota 1 : il C-RIst contiene le norme sulle borse di studio e di dottorato (Art. 22,23) e sulla formazione (Titolo VI)
Gli attuali Regolamenti INAF si trovano qui e sono
I-ROF regolamento organizzazione e funzionamento ->ROF
I-RAC regolamento amministrazione e contabilita' ->RACF
I-RPE regolamento personale all'estero ->RP (parte)
I-RPO regolamento pari opportunita' (non applicabile / materia sindacale ?)
I-RSus regolamento sussidi (non applicabile / materia sindacale ?)
Nota 2 : nei regolamenti "vecchi' INAF manca un esplicito regolamento concorsi presumibilmente data l'esistenza di uno stato giuridico per gli Astronomi
Prima di procedere a una lettura sinottica degli stessi (quelli CNR un po' li conosco, quelli INAF no) butto giu' pero' una specie di libro dei sogni unbiased da tale lettura, in forma di un elenco di punti. In realta' ho prima elencato qui sotto "per regolamento" dei punti "tematici" in modo schematico, poi ho aggiunto davanti un eventuale commento "formale", e poi fatto dei riferimenti (indicati con vedi) ai punti del vero e proprio libro dei sogni.
Una rapida lettura sinottica del regolamento I-ROF dell'attuale INAF mostra in realta' moltissime similarita' formali con i regolamenti CNR, salvo che esso contiene in unico testo parti del C-Rist, del C-Rorg, del C-RAmm e del C-RCons, ossia altrimenti detto di quelli che dovranno essere i futuri ROF e RP.
a proposito del RACF
Sul regolamento di contabilita' credo che nessuno di noi abbia nulla di specifico da dire nel tecnico-contabile di cui non ci capiamo niente, per cui tralascio gli aspetti formali, salvo avanzare invece dei desiderata del tipo :
la rimozione di quanti piu' vincoli burocratici sia possibile e l'uso di sistemi software snelli e non cervellotici
la possibilita' di passare fondi residui da un anno all'altro senza problemi
un trattamento di missione snello (ammesso che vada qui e non nel RP) (vedi)
non so se va trattato qui il problema della titolarita' dei fondi (al ricercatore o al direttore)(oppure nel RP o nel ROF) (vedi)
il modello dei centri di spesa e responsabilita' a piu' livelli (tipo quello in uso al CNR con Istituti e Sezioni) dipende dalle scelte nel ROF (vedi)
a proposito del RP
Gli aspetti formali relativi (ai sensi del DL e per analogia coi regolamenti preesistenti) dovrebbero essere :
norme generali per tutto il personale (incluso quello non ricercatore (cfr. C-RConc)
norme per i concorsi di reclutamento e avanzamento a tempo inderminato (cfr. C-RConc)
norme per i contratti a tempo determinato (cfr. C-RConc)
norme per le borse di studio e di dottorato (cfr. C-RIst !)
norme per il personale permanente all'estero (cfr. I-RPE)
Nel seguito tralascero' i punti relativi al personale non ricercatore (di competenza "sindacale") e mi limitero' a quelli relativi al personale ricercatore.
Il regolamento del personale dovrebbe coprire argomenti come :
il regolamento concorsi (di reclutamento e avanzamento in ruolo) (vedi anche qui)
i contratti a tempo determinato ex Art. 19 (vedi)
assegni, borse, contratti d'opera (vedi sempre)
la affiliazione del personale universitario a unita' INAF (vedi)
i rapporti tra (il personale) INAF e l'universita' (vedi)
questioni miscellanee quali
attivita' pubblicistica, brevetti et al.
questione "orario di lavoro"
a proposito del ROF
dipartimenti e loro direttori (dal DL, punti a/b)
istituti/osservatori e loro direttori (e altri organi e articolazioni degli istituti/osservatori) (dal DL punti c/d e cfr. C-RIst)
norme sui consorzi (dal DL punto e e cfr. C-RCons)
norme su elezione membri CS e nomina membri CS, CdV, CdA (norme attuative, non espressamente citate nel DL ma necessarie)
Il regolamento di organizzazione e funzionamento dovrebbe coprire argomenti come :
ruolo dei dipartimenti (vedi)
la identificazione di osservatori e istituti (particolarmente questi ultimi vedi) ) e la articolazioni in sezioni (vedi)
la definizione di unita' operative (sulla montagna o all'estero) (vedi sempre)
la definizione di unita' di ricerca per progetti e con pers. amm.vo a tempo (vedi sempre)
la nomina del direttore (vedi)
la organizzazione delle elezioni al CS (vedi) richiesta dal DL
la questione di nomine, terne, proposte per CdA CS CdV (non esplicitamente demandate ai regolamenti dal DL ma che comunque richiedono delle norme di attuazione ; vedi sempre)
eventuali organismi elettivi in osservatori e istituti (vedi sempre)
le problematiche sull'elettorato attivo e passivo (vedi)
la questione della titolarita' dei fondi (qui o nel RACF ? comunque vedi)
Dipartimenti, Istituti/Osservatori, Sezioni, Unita' di ricerca
Il DL fa riferimento esplicito solo a Dipartimenti e Osservatori/Istituti, tuttavia un problema pratico e' rappresentato dal fatto che mentre gli Osservatori (e le loro eventuali articolazioni interne) sono in genere mono-sede, o quanto meno collocati in una area geografica omogenea, gli attuali "mega"Istituti CNR (dopo la passata riforma) sono sparsi sul territorio nazionale ed articolati in sezioni territoriali (che coincidono con i vecchi istituti cittadini). Questa discrepanza va risolta, ed una proposta e' presentata piu' sotto
Purtroppo il DL continua a far riferimento a un massimo di due dipartimenti e alla afferenza di istituti e osservatori ai dipartimenti.
Nella mia opinione qualsiasi afferenza di interi istituti (e non di singoli ricercatori o progetti) a dipartimenti disciplinari non puo' funzionare, e cosi' pure il numero di due e' insufficiente a creare una qualsiasi valida divisione disciplinare per cui ritengo fattibili solo due soluzioni :
la rinuncia alla creazione dei dipartimenti (zero e' non superiore a due, art. 12 comma 1 del DL)
la creazione di due dipartimenti analoghi a quelli ai punti a e c dell'art. 9 comma 1 del regolamento INAF I-ROF, uno a cui afferiscano tutti e soli gli osservatori ed istituti 'storici', e l'altro relativo alle "grandi strutture" (o altro TBD)
Non andrebbe esclusa la possibilita' che il dipartimento costituisca delle Commissioni su base disciplinare (modello INFN ?) vuoi per il coordinamente dei progetti, vuoi in connessione alle aree disciplinari per concorsi e gestione del personale.
Istituti/Osservatori
La situazione di partenza e' purtroppo estremamente variegata (questo elenco ufficioso dovrebbe essere abbastanza fedele pur tralasciando certi dettagli : vi sono citta' in cui sono presenti sia un Osservatorio, sia una Sezione di Istituto CNR (Torino, Milano, Bologna, Roma, Palermo) con sedi separate o colocate (Firenze, Cagliari ?), la norma per gli Istituti CNR e' di essere sparsi sul territorio nazionale in sezioni site nelle ex aree di ricerca (ossia non aventi carattere "operativo"), una minoranza di osservatori ha pure piu' di una sede entrambe non decisamente "operative" (Brera e Merate, Padova e Asiago), alcuni osservatori come pure l'IRA CNR (e l'IFSI ?) hanno invece delle sedi distaccate di natura operativo-osservativa (Loiano, Medicina, Noto, Matera e Cagliari, Asiago-Ekar, Basovizza, Campo Imperatore ?, Toppo, Serra La Nave)).
La maggior parte delle sedi sono situate in citta' sedi universitarie di corsi di laurea in Astronomia o Fisica e/o di Dipartimenti di Astronomia
Il mantenimento della struttura attuale (Osservatori vecchio INAF -> nuovi Osservatori, mega-Istituti CNR -> nuovi Istituti INAF) introdurrebbe una discrepanza di livelli non giustificata.
La cosa piu' naturale pare una strutturazione su carattere territoriale per le strutture di ricerca generale (salvo cioe' quelle operativo-osservative), vuoi nella forma di ripristinare i vecchi istituti CNR "cittadini", lasciando invariati gli osservatori, oppure, forse preferibilmente, ...
... di creare degli Istituti-Osservatori su base cittadina o regionale (accorpando osservatori e sezioni CNR) a loro volta suddivisi in Sezioni.
Una delle Sezioni dovrebbe essere la sede del Direttore e della Amministrazione di Istituto-Osservatorio
l'Istituto-Osservatorio sarebbe centro "di primo livello" ai fini del regolamento di contabilita'
le Sezioni manterrebbero per motivi economici le attuali sedi almeno per una (estesa) fase iniziale, anche se non e' esclusa una unificazione logistica qualora in un remoto futuro divenga possibile
le Sezioni sarebbero centri "di secondo livello" ai fini del regolamento di contabilita' e potrebbero avere del personale amministrativo distaccato
la questione delle unita' operative-osservative e' affrontata qui sotto
oltre al Direttore, previsto dal DL, un Osservatorio-Istituto sarebbe opportuno avesse anche un Comitato di Osservatorio-Istituto (CdO/CdI) a natura parzialmente elettiva
Separatamente trovate un esempio a titolo di divertissement
Sezioni, Unita' di ricerca
Non troverei opportuna (o quanto meno necessaria) la costituzione di piu' Sezioni nella stessa sede fisica (anche se questo e' previsto, senza che abbiano autonomia di spesa, dall'art. 3 del C-RIst attuale, non mi risulta ne siano state costituite nel CNR), tuttavia non sono pregiudizialmente contrario.
Le Sezioni di norma si riferiscono a gruppi di ricerca di dimensioni sostanziali con una sede logisticamente distinta.
Dovrebbe essere possibile costituire della Stazioni Operative (tipicamente con funzioni osservative, attuali osservatori "sulla montagna" o sedi di antenne radiotelescopiche, ma ev. anche centri spaziali), che, se permanently manned da un sostanziale quantitativo di personale, avrebbero dignita' di Sezione mentre sarebbero mere strutture operative se non permanently manned o se con poche persone residenti (ovviamente eccettuato quanto previsto altrimenti per le "grandi strutture" all'estero)
Dovrebbe anche essere possibile creare delle Unita' di Ricerca a tempo determinato, in genere legate a un progetto strumentale (spaziale o no). Esse non dovrebbero necessariamente venire formalizzate quali sezioni o centri di secondo livello, ma dovrebbero venire dotate di personale tecnico e amministrativo dedicato prendendolo da una pool a cio' preposta
Le Sezioni formalmente costituite avrebbero un Capo Sezione nominato dal Direttore, in maniera analoga a quanto previsto attualmente dal C-RIst CNR, tra il personale della Sezione stessa, nelle fasce A e B, anche a rotazione.
il Direttore di istituto o osservatorio
Per quanto riguarda il Direttore di istituto o osservatorio esso dovrebbe di norma essere scelto tra il personale ricercatore della fascia A in servizio presso una delle Sezioni dell'istituto o osservatorio, o eventualmente tra i professori ordinari aggregati a una delle Sezioni.
Sarebbe possibile considerare in fase di regolamento di formalizzare qualcosa come una recognizione del gradimento del personale, vuoi informalmente a priori come avveniva in passato al CNR da parte del "membro di Comitato vigilante", vuoi nella forma di una votazione di gradimento come avviene nei quotidiani
Organismi rappresentativi o elettivi
L'unico organismo elettivo previsto dal DL e' il Consiglio Scientifico (CS). A questi si potrebbero aggiungere gli eventuali CdI/CdO di Istituto/Osservatorio. E' da ritenersi pero' che i regolamenti possano affrontare anche la questione dei membri nominati negli altri organismi previsti dal DL.
la organizzazione delle elezioni al CS dei 4 membri eletti dal personale ricercatore e' demandata al regolamento, che dovra' dare le norme di elettorato attivo e passivo e le modalita' delle elezioni (si veda qui sotto)
Sui membri del CdA la nomina e' riservata al Ministro, e' tuttavia possibile stabilire la incompatibilita' con gli altri organismi (e probabilmente e' opportuno farlo)
Sui membri non eletti del CS immagino sia possibile, oltre a specificare le incompatibilita', indicare norme sulla loro scelta da parte del presidente, del CdA e in particolare delle terne che i direttori propongono al CdA. In particolare si potrebbero proporre delle quote su interni vs esterni (p.es. in modo da avere almeno 6 interni comunque) o su italiani vs stranieri. Butto li' a casaccio : le terne siano 2 di stranieri e 2 di interni, il presidente nomina 2 stranieri e 2 italiani interni o esterni a sua discrezione.
Per il CdV non mi e' chiaro a cosa serva (ma purtroppo NON pare essere come il CS degli attuali regolamenti CNR, che e' un visiting committee di scienziati esterni italiani e stranieri), per cui questo aspetto, se lo si ritiene opportuno, va ripescato a livello di CS.
per eventuali organismi elettivi in osservatori e istituti andranno pure date le norme elettorali (si veda qui sotto). Per la composizione propongo il modello dei CdI CNR attuali, ossia
Il direttore e i capisezione ex officio, salvo che i capisezione non possono eccedere i membri eletti e in caso contrario scelgono a rotazione tra loro
un numero di membri eletti dal personale ricercatore, non superiore a n (in dipendenza dalle dimensioni dell'istituto)
un membro eletto dal personale non ricercatore
a chi l'elettorato attivo ? : per il CS mi parrebbe logico che votasse sia il personale INAF di ruolo, che quello a tempo determinato (nuovo INAF ex Art. 19). Per i CdI/CdO potrebbero forse votare anche gli eventuali universitari aggregati
a chi elettorato passivo ? : in entrambi i casi mi parrebbe logico limitarlo al personale INAF di ruolo per ovvii motivi di turnaround
Andrebbe poi valutato se avere collegi elettorali per fascia come nel modello INAF attuale (dove gli, ordinari votano un ordinario, gli associati un associato ecc.) oppure collegi geografici (nord-centro-sud), oppure altre norme (come nel CCS CNR, Art. 4 C-ROrg, dove ogni elettore puo' votare chi vuole, ma dalla graduatoria vengono presi i piu' votati secondo quote per fascia)
Andrebbe anche specificato se vi sia obbligo di presentare una candidatura, o chiunque sia eleggibile.
Per un eventuale CdI/CdO sarei per la cosa piu' semplice, si vota chi vuole senza collegi di fascia e si prendono i primi degli eletti
Per il CS sarei favorevole a che i candidati avanzino una candidatura esplicita, dopo di che mi parrebbe opportuno che chiunque potesse votare chi vuole indipendentemente dalla fascia, ma non escludo collegi geografici, ne' mi scandalizzerebbe la presenza di quote per fascia a posteriori (p.es. almeno UN eletto per ogni fascia, che sono 3 su 4)
Ruoli del personale ricercatore
In questo documento definisco per praticita' come :
Fascia A Astronomi Ordinari ex INAF, Dirigenti di Ricerca e Dirigenti Tecnologi ex CNR
Fascia B Astronomi Associati ex INAF, Primi Ricercatori e Primi Tecnologi ex CNR
Fascia C Astronomi Ricercatori e astronomi ad esaurimento ex INAF, Ricercatori e Tecnologi ex CNR
non ho la minima idea di come considerare gli eventuali Tecnici Laureati ex INAF !!
Fatti salvi i diritti acquisiti e previsti dalla legge, non vedrei di mantenere, all'interno di ogni fascia (o tra di esse) ulteriori differenze di trattamento in qualsiasi norma prevista ex novo.
Non mi e' tuttora chiaro che cosa indica la NON abrogazione del comma 4 art. 11 del DL 296 del 1999 prevista al comma 5 art. 22 del nuovo DL, ma e' qualcosa che ha a che fare con gli Astronomi INAF ...
Per i concorsi in generale e' necessario affrontare punti come
la definizione delle classi disciplinari o equivalenti per i tecnologi : questa era prevista dai regolamenti CNR ... salvo che tutta l'astrofisica rientrava in un unico settore disciplinare. E' desiderabile avere una sub-classificazione ? p.es. che so solari, planetologi, stellari, extragalattici, cosmologi, teorici, osservativi, strumentali ... C'e' comunque il problema per le posizioni tecnologiche non astronomiche (ingegneri, softwaristi ecc.)
un altro punto da chiarire e' se sono preferibili profili tematici per il singolo posto o concorsi nazionali omnicomprensivi. L'Art. 4 del C-RConc prevede che il bando individui un profilo in un modo che mi pare un ragionevole compromesso
Concorsi di reclutamento
Per i concorsi da ricercatore (fascia C o iniziale) andrebbero indicate clausole come
la condizione per la prima nomina (possesso di dottorato o esperienza equivalente, ammesso che questa ultima clausola, che in passato aveva senso, lo abbia ancora)
la rivalutazione della attivita' precedente (borse, assegni ecc.) (p.es. invece di assumere tutti al livello iniziale, si potrebbe prevedere che la Commissione proponga una classe stipendiale di inquadramento tra 0 e 2 "according to age and experience" - ovviamente andrebbe previsto un budget opportuno "riutilizzabile")
andrebbe anche valutata l'esistenza di graduatorie riutilizzabili vuoi in caso di rinuncia dei primi classificati, vuoi come titoli in bandi successivi, vuoi per chiamata diretta in caso vi sia una vacanza di posto da bandire entro breve tempo
Concorsi di avanzamento
Per i concorsi di avanzamento (in fascia B o A) valgono le seguenti considerazioni
andrebbe esplicitamente indicata la rivalutazione delle anzianita' pregresse (i 2/3 di quella nella fascia precedente) come oggi previsto, ma non so dove trovare la normativa relativa (CCNL, regolamento, legge ?). Ovviamente la fascia andrebbe intesa in senso lato (come spiegato qui). E la commissione dovrebbe avere la discrezionalita' di proporre un inquadramento di 1-2 classi stipendiali superiore "according to age and experience" come proposto sopra
andrebbe comunque previsto un numero variabile di posti messi a concorso in base al budget (a seconda che vincano esterni o interni il costo e' diverso e quindi a parita' di fondi si possono avere meno o piu' vincitori) ... va anche detto che unificando INAF e CNR saremo quasi tutti "interni"
Si potrebbe prevedere un meccanismo diverso dal "concorso a posto" per l'avanzamento, ossia avere un giudizio di idoneita' periodico (a cui qualunque interno viene sottoposto ex officio ogni tot anni inviando pubblicazioni e rapporti periodicamente, fermo restando che anche gli esterni possono partecipare ; mi sembra che il CNRS abbia un meccanismo del genere), mentre la chiamata a coprire un certo posto avverrebbe, quando vi e' la disponibilita' finanziaria, pescando dalle graduatorie di idoneita'
Si potrebbe anche pensare a un meccanismo di idoneita' per classi disciplinari, in cui ognuno sottomette i lavori pertinenti a una data classe disciplinare a commissioni diverse, e poi indica un "peso" corrispondente alla propria percentuale di attivita' tra diverse classi, se svolge un lavoro multidisciplinare
Personalmente ritengo che di questo tipo vi debbano essere solo contratti a tempo determinato ex Art. 19 (con condizioni analoghe a quelle del personale di ruolo) e borse di dottorato. Tutte le altre forme di borse, assegni, ecc. andrebbero soppresse.
Come che sia, la materia va trattata nei regolamenti
In particolare per gli Art. 19 va specificata una possibilita' analoga ai vecchi "23" del CNR, ossia quella di pagarli su fondi esterni
Personale universitario aggregato
Sia i vecchi regolamenti CNR che INAF prevedevano la possibilita' di aggregare personale universitario agli istituti e osservatori, e ponevano (cfr. Art. 19-20 del C-RIst e Art.19 del I-ROF)
il problema della reciprocita' di trattamento
in particolare per l'elettorato a organi come i CdI
la quota di fondi disponibile agli aggregati (tetti annui, pareri dei direttori o dell'eventuale CdI ecc.)
Personale INAF e universita'
Andrebbero stabilite norme sia per le tesi di laurea e dottorato, sia per incarichi di docenza, possibilmente in base a un accordo quadro con le universita', da prepararsi per quelle sedi di corso di laurea (o come si chiama ora) in Astronomia o Fisica (o altro ?), per quelle sedi di un Dipartimento di Astronomia, o di un indirizzo Astronomico di Fisica, o altro ?
Andrebbero previste norme per i trasferimenti sia tra le varie Sezioni (se verranno istituite) sia tra le varie sedi INAF.
Il trattamento di missione dovrebbe essere snello e non burocratico, anche a costo di "non guadagnarci" e di limitarsi a "andare in pari". Andrebbero rimosse norme vessatorie inutili come il non-uso del vagone letto singolo, il non-uso di tariffe aeree a basso costo, le limitazioni sui weekend (prevedendo, come ad ESA e ESO, di dichiarare nell'ordine di missione una "private leave" o "private weekend" non pagato come annesso a una missione).
Per dettagli vedere una mia vecchia nota
Andrebbero affrontati temi come la "libera ricerca", la attivita' pubblicistica, i brevetti et al.
Cfr. e.g. gli Art. 17 e 18 del C-RIst
Titolarita' dei fondi
Andrebbe chiarito chi e' il titolare dei fondi di ricerca, specie di quelli di provenienza esterna (ASI, UE, ESO ... CoFin ?), se cioe' il ricercatore/PI o il Direttore dell'Istituto/Osservatorio. Eventualmente forse separando l'aspetto contabile da quello della gestione scientifica ai fini del progetto.
Purtroppo questa materia e' in parte oggetto di contratto nazionale di lavoro (per i ricercatori ex CNR) e di non so quale normativa per gli astronomi ex INAF.
Chi mi conosce sa come la penso in proposito : a me andava bene quando c'era il "trattamento omnicomprensivo", lavorare quante ore al giorno mi pare, dieci o piu', nelle ore che mi pare, inclusi i weekend, niente straordinari, niente recuperi compensativi, niente cartellino o firma ma una autocertificazione di "aver lavorato almeno tante ore quante previste dal contratto"
Ricordo che l'attuale CCNL della ricerca all'art.58 prevede per ricercatori e tecnologi la autonoma determinazione del tempo di lavoro, non fa riferimento a meccanismi di determinazione automatica (cartellini o badge) la cui imposizione, ove avvenisse, sarebbe un abuso, e prevede la costituzione di una commissione paritetica per la gestione sperimentale di altre modalita' dell'orario di lavoro (che si ricorda i dirigenti -amministrativi- degli EPR non hanno).
Purtroppo tale articolo prevede anche i recuperi compensativi, di cui tuttavia io e quelli che condividono le mie posizioni non abbiamo mai fatto uso
Sarebbe percio' opportuno che, ove i regolamenti possano prevalere sui contratti, indichino norme di natura omnicomprensiva, o quanto meno consentano di optare tra un meccanismo omnicomprensivo e uno a recupero
Mi riservo comunque i diritti di mantenere, con le attuali motivazioni, la modalita' attuale di autocertificazione mensile di ottemperanza all'orario minimo di lavoro