Source: http://www.corecomlombardia.it/opencms/download/pdf/deliberazioni/Deliberazione_n_28_2017.html
Timestamp: 2019-12-10 22:25:31+00:00
Document Index: 86000356

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1241', 'art. 1456', 'art.1', 'art. 70', 'art. 8']

ATTI 1.21.1. – 2016/5636/GU14
Deliberazione n. 28 del 26 maggio 2017
VISTA l’istanza presentata in data 5 ottobre 2016 con cui il sig. XXX, ha chiesto l’intervento del Co.Re.Com. Lombardia per la definizione della controversia in essere con l’operatore Wind Telecomunicazioni S.p.a. (ora Wind Tre S.p.a.), ai sensi degli artt. 14 e ss. del Regolamento;
Con l’istanza presentata in data 5 ottobre 2016 ai sensi degli art. 14 e ss. del Regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti, di cui alla Delibera n.173/07/Cons emanata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (d’ora in avanti A.G.Com.), il sig. XXX ha chiesto l’intervento del Co.Re.Com. al fine di dirimere la controversia con Wind Telecomunicazioni S.p.a. (d’ora in avanti Wind) avente ad oggetto contestazioni relative a servizi di telefonia fissa.
- in data 4 luglio 2016 riceveva fattura contenente addebito per attività di cessazione servizio;
lo storno dell’importo addebitato per complessivo di € 65,55 per attività cessazione servizio;
«i costi di disattivazione fatturati all’istante sono dovuti conformemente all’art. 1 della legge 40/2007 (c.d. decreto “Bersani”) che statuisce quanto segue: “I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferire le utenze presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificate da costi dell'operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni”»;
«anche le “Linee Guida della Direzione Tutela dei Consumatori esplicative per l’attività di vigilanza da effettuare ai sensi dell’art. 1, comma 4, della legge n. 40/2007, con particolare riferimento alle previsioni di cui all’art. 1, commi 1 e 3, della medesima legge”, prevedono che gli unici importi ammessi in caso di recesso sono quelli “giustificati” da “costi” degli operatori. In particolare, come previsto anche in “I diritti dei consumatori nel mercato dei servizi di comunicazione elettronica” di AGCom, i costi che “l’operatore può richiedere in sede di recesso anticipato sono soltanto quelli strettamente connessi alle attività necessarie alla lavorazione del recesso”.
dunque, è la stessa fonte legislativa a riconoscere la facoltà degli operatori telefonici di addebitare, in fase di recesso del cliente, costi giustificati»;
«relativamente al mancato riscontro del reclamo non risulta pervenuto alcun reclamo scritto, pertanto, WIND non può accogliere la richiesta dell’istante in quanto infondata in fatto e in diritto»;
«l’istante presenta, alla data odierna un insoluto pari a € 132,25 pertanto Wind chiede che vengano rigettate integralmente le richieste di controparte e, in subordine, ex art. 1241 cc e ss, che sia operata la compensazione tra le relative poste debito/credito, (poiché trattasi, per le somme insolute indicate, di credito certo, liquido ed esigibile e dunque compensabile)».
Con riferimento alla richiesta di storno dell’importo esposto a titolo di attività di cessazione della linea, si ritiene doveroso sottolineare preliminarmente la genericità della contestazione dell’utente, che non solo non indica né produce la fattura contenente l’addebito ma nulla circostanzia in merito al contratto sottoscritto e alle informazioni ricevute dall’operatore in sede di adesione all’offerta dei servizi del gestore. Per contro, dalla documentazione prodotta da Wind, si evince che sull’utenza intestata al sig. XXX (in gestione Wind Infostrada già dal marzo del 2005) al momento dell’emissione della fattura contestata (contenente l’addebito di € 65,00 per “Costi per attività di cessazione del servizio” ) era attiva l’offerta Noi Unlimited con Libero ADSL Free per la fruizione del servizio voce e Adsl.
Ciò rilevato, va sottolineato altresì che Wind dimostra di aver preventivamente e adeguatamente informato il cliente di aver introdotto, nel corso del rapporto contrattuale, la previsione di costi in caso di recesso e della possibilità di recedere dal contratto nel caso di mancata accettazione di detta previsione; invero, la fattura n. 9903572096 del 2 marzo 2011, prodotta dal’operatore, riporta quanto segue: “Variazione Condizioni Generali di Contratto Infostrada. Con la presente, ai sensi ed agli effetti dell’articolo 14 delle condizioni generali di contratto per i servizi offerti da Infostrada, si comunica la variazione delle seguenti clausole delle predette condizioni generali di contratto. 11. Corrispettivi - Fatturazione – Pagamenti. Art.11.8 Qualora il Cliente non provveda al pagamento entro 20 giorni dall’avvenuta sospensione, Infostrada potrà risolvere il presente Contratto ai sensi dell’art. 1456 cod. civ. salvi eventuali ulteriori rimedi di legge. In tal caso, al Cliente sarà inoltre addebitato un importo pari ai costi di disattivazione sostenuti da Infostrada per la cessazione della linea, così come specificato nell’articolo 15.3, fatto salvo il risarcimento dell’eventuale ulteriore danno. 15. Durata - Proroga tacita - Recesso e Contributi. Art. 15.3 Nel caso in cui il Cliente receda, anche tramite un terzo operatore, gli verrà addebitato un importo commisurato ai costi di disattivazione sostenuti da Infostrada come previsto dall’art.1 comma 3 del D.Lgs. 7/2007, quantificati come segue: • 65,00 euro nel caso di cessazione del servizio attivato sulla rete Infostrada. • 65,00 euro nel caso di cessazione contestuale del servizio voce ed ADSL, anche in tecnologia VoIP, o del solo servizio ADSL, non attivato su rete Infostrada • 55,00 euro nel caso di cessazione del solo servizio voce non attivato su rete Infostrada • 35,00 euro nel caso di migrazione del servizio Infostrada verso altro operatore o di rientro in Telecom Italia (…) Le modifiche di cui sopra saranno valide ed efficaci a far data dal 21/03/2011. Le ricordiamo che, come previsto dall’art. 70 comma 4 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche e a seguito della presente proposta di modifica delle condizioni contrattuali, potrà esercitare, entro 30 giorni dalla data di ricezione della presente comunicazione, il diritto di recesso senza penali, dandocene comunicazione con lettera raccomandata A.R.”). L’orientamento dell’Autorità e dei Corecom è costante sul punto (v. delibere Agcom nn. 63/12/CIR, 83/12/CIR, 84/12/CIR e più recentemente 74/15/CIR, delibera Corecom Lazio n. 50/13/CRL, determina Corecom Emilia-Romagna n. 13/15) e fa applicazione dell’articolo 70, comma 4 del Codice delle comunicazioni elettroniche: “gli abbonati hanno il diritto di recedere dal contratto, senza penali, all'atto della notifica di proposte di modifiche delle condizioni contrattuali. Gli abbonati sono informati con adeguato preavviso, non inferiore a un mese, di tali eventuali modifiche e sono informati nel contempo del loro diritto di recedere dal contratto, senza penali, qualora non accettino le nuove condizioni”.
Tutto ciò considerato, e rilevato altresì che anche sul sito web dell’operatore, sotto la voce “trasparenza tariffaria”, sono pubblicati i costi previsti per la disattivazione dei servizi voce e Adsl, rilevato, infine, che tali costi corrispondono a quelli approvati da Agcom nonché pubblicati sul sito della stessa Autorità, si ritiene che l’importo esposto nella fattura n. 7411060246 emessa in data 04/07/2015 sia da considerare legittimo e di conseguenza dovuto.
Invero, il sig. XXX si limita ad una generica affermazione circa l’effettuazione di un reclamo telefonico, di cui non è neppure indicata una data, né un arco temporale di riferimento.
Come è noto, l’art. 8 dell’All. A alla delibera Agcom n. 179/03/CSP prevede che “gli organismi di telecomunicazioni assicurano agli utenti il diritto di presentare, senza oneri aggiuntivi, reclami e segnalazioni, per telefono, per iscritto, a mezzo fax o per via telematica, in particolare per malfunzionamenti o inefficienze del servizio, inosservanza delle clausole contrattuali o delle carte dei servizi nonché dei livelli di qualità in esse stabiliti”. Sebbene tale disposizione preveda la possibilità di presentare un reclamo tramite il servizio clienti telefonico (call center), nel caso in esame manca, come detto, l’indicazione della data dell’asserita segnalazione, né è compiutamente indicato il contenuto della stessa. Come è stato in più occasioni affermato dai Corecom delegato, è onere dell’utente specificare, in relazione a ciascun inadempimento dedotto, l’arco temporale di interessamento al fine di delimitare l’oggetto della richiesta. In particolare per quanto riguarda l’inadempimento relativo alla mancata risposta ai reclami, l’utente deve provare la data di invio o effettuazione dei reclami stessi all’operatore, in mancanza della cui indicazione la sua richiesta non può essere accolta (cfr., fra le molte, delibere Corecom Emilia Romagna n. 64/2015, Corecom Lazio n. 33/10 e 50/12).