Source: http://isoladifuori.blogspot.com/2013/08/
Timestamp: 2017-04-28 06:19:51+00:00
Document Index: 4082156

Matched Legal Cases: ['art. 57', 'art. 125', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 12', 'sentenza ']

Isola di Fuori: agosto 2013
SCOPPIANO LE FOGNATURE INVIALE MARINO E PROVOCA LA FUORIUSCITA DI LIQUAMI E………. CHE SI RIVERSANO A MARE Ancora criticità sono presenti nelle procedure per le assegnazioni dei lavori di manutenzione delle fognature cittadine, ( affidate ad una ditta risultata collegata a Domenico Caravello, condannato nel 2002 dalla Corte d’Appello di Palermo per Associazione di tipo mafioso ad anni 4 e mesi otto di reclusione), nonché ala manutenzione della pubblica illuminazione per gli anni 2010 e 2011, affidate a due ditte differenti ditte i cui titolari hanno entrambi avuto documentate frequentazioni con elementi malavitosi. Nel senso della evidenziata continuita' amministrativa si e' rivelato anche l'esame della procedura per l'appalto di manutenzione delle fognature e caditoie, servizio che, a seguito della rinuncia da parte della ditta che si era aggiudicata la gara, e' stato affidato ad una societa' che presenta gravi forme di controindicazione.
TRATTO DALLA GAZZETTA UFFICIALE 279 29 NOVEMBRE 2012 Comitato Cittadino Isola Pulita
Una visita a Isola delle Femmine della Guardia di Finanza potrebbe iniziare da: “…. Ulteriori criticita' che contribuiscono a definire la situazione di precarieta' dell'ente locale e la diffusa illegalita' hanno interessato il settore finanziario contabile.
“…. Piu' in particolare, la commissione d'indagine ha constatato come l'amministrazione comunale, nel tempo, abbia costantemente disapplicato i rigorosi dettami stabiliti per l'espletamento delle gare pubbliche, facendo ricorso a procedure ristrette per la scelta del contraente, procedure negoziate o a trattativa privata di cui all'art. 57 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 o mediante cottimo fiduciario ai sensi dell'art. 125 del citato decreto. Il ricorso a tali procedure non era giustificato dai necessari caratteri di urgenza ed indifferibilita' per gli specifici casi e tanto piu' conciliabile con le dovute precauzioni che devono connotare l'attivita' di un comune che si trova ad operare in un territorio notoriamente contraddistinto da interferenze illecite….” “Gravi e persistenti anomalie hanno interessato le procedure di affidamento di lavori mediante appalto pubblico. E' risultato infatti che in alcuni casi l'amministrazione ha frazionato gli importi dei lavori; con tali modalita' operative e' stato possibile eludere le puntuali disposizioni in materia.
50 TONNELLATE DI MUNNEZZA Sulle STRADE DI ISOLA DELLE FEMMINE E noi Cittadini di Isola delle Femmine?
Poveri illusi non finisce proprio nulla!!!! Le cataste di munnezza che ci ritroviamo in ogni angolo di Strada del paese emana un fetore che impregna anche i nostri vestiti, il percolato formatosi dal permanere per giorni e giorni della munnezza penetra il manto stradale Per finire nelle falde acquifere, conseguenze e rischi per la
Tacendo e chiudendosi in casa, VI ILLUDETTE che tutto sia rimasto Fuori dalle vostre case. NO!!! NO!!!! NO!!!!!
Agli ex amministratori Consiglieri Sindaci Assessore, che un provvedimento del Ministero degli Interni VI ha dichiarato “decaduti”: “.…….comprovata l’esistenza di comportamenti sintomatici nell’azione amministrativa che permettono, con ragionevole certezza, di supporre un collegamento tra l’attività operativa della Giunta e del Consiglio e la criminalità organizzata, risulta che i suddetti siano indubbiamente da considerarsi responsabili dell‘avvenuta risoluzione del Consiglio Comunale ……..”
Come ben sapete Ciampolillo NON “apparteneva a quella fascia di popolazione che è vicina o appartiene organicamente alla criminalità organizzata e che invece appare in qualche modo favorita dall’azione amministrativa…”
E’ un Cittadino rispettoso dell’ambiente, della pulizia, della cosa pubblica, del decoro. E’ un Cittadino ligio al dovere al rispetto delle leggi e delle regole del vivere civile, difensore della legalità e della solidarietà. E’ un Cittadino che pensa alla politica come un servizio ai Cittadini per la gestione della Cosa Pubblica. Che fare?
Per impedire tutto questo scempio ambientale. In questi giorni sulle strade, sui marciapiedi, per le vie viuzze piazze in centro e in periferia lungo il litorale marino di Isola delle Femmine sono ammuchiate in tante discariche a cielo aperto oltre 50 tonnellate di munnezza.
Per impedire che giornalmente il cittadino di Isola delle Femmine debba mettere a dura prova il suo stato di salute messo a rischio da ogni genere di inquinante
per salvare requisire e trasformare le tante aree “ abbandonate” diventate ricettacolo di topi ed animali di ogni specie, in aree di verde attrezzato per la pubblica fruizione, sottraendole così a sicuri appetiti speculativi. Che fare?
Che fare? Perché TUTTI paghino la tassa sui rifiuti e nessuno continui, nonostante lo scioglimento del Consiglio Comunale, a fare il furbo
Che fare? Per recuperare l’evasione tributaria, certificata dalla Commissione Governativa di Accesso agli atti al Comune di Isola delle Femmine, di amici e parenti degli AMMINISTRATORI fatti “decadere” dal Ministro degli Interni
Che fare ? Per vedere allontanare dai posti di responsabilità quei funzionari e dirigenti del Comune di Isola delle Femmine che la relazione della Commissione di Accesso agli Atti governativa, “attenzionava”
Che fare? Per non vedere più la piazza principale di Isola delle Femmine Piazza Umberto 1° caotica incolore incivile piena di tavoli e di macchine di schiamazzi munnezza vasi con dentro steppaglia, insomma un gran CASINO!!!!
Che fare? Per dare seguito alle ordinanze emesse dal Comune di Isola delle Femmine sul ripristino dello stato dei luoghi per opere edilizie eseguiti senza le regolari autorizzazioni
E allora? ………………….
a 4 anni, interdizione da ridefinireSentenza Mediaset, Berlusconi condannato a 4 anni. Annullata l’interdizioneBerlusconi condannato a 4 anni, interdizione da... di isolapulitaDiventa definitiva la pena per il leader del Pdl, colpevole di frode fiscale, ma la Cassazione rinvia in Corte d'appello a Milano la rideterminazione della pena accessoria. Per il Cavaliere la prospettiva degli arresti domiciliari o dell'affidamento ai servizi sociali per l'anno non coperto da indulto. Bruti Liberati: "Pena subito eseguibile"Silvio Berlusconi è condannato in via definitiva a quattro anni di reclusione per frode fiscalenel processo sui diritti Mediaset. Annullata la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, che dovrà essere rideterminata dalla Corte d’appello di Milano. Lo hanno deciso i giudici della sezione feriale della Cassazione dopo sette ore di camera di consiglio. Confermate anche le condanne di tutti i coimputati: Daniele Lorenzano, Gabriella Galetto e Frank Agrama.E’ la prima volta che Silvio Berlusconi subisce una condanna definitiva e irrevocabile. Dei quattro anni, tre sono coperti da indulto e l’ex premier – che comunque non andrà in carcere perché ultrasettantenne – potrà scontare la pena agli arresti domiciliari o chiedere l’affidamento ai servizi sociali. Prima di qualunque iniziativa, la sentenza deve essere trasmessa alla Procura di Milano, dove è originato il procedimento sulla frode fiscale nella compravendita dei diritti tv. Il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati si è limitato al momento a spiegare che “la pena principale è definitiva ed è eseguibile, si seguiranno i tempi consueti”. La definitività della sentenza fa cadere automaticamente ogni privilegio parlamentare, perciò il Senato non avrà alcune voce in capitolo sulle sorti di Berlusconi.L’annullamento con rinvio dei cinque anni di interdizione dai pubblici uffici – come da richiesta del procuratore generale – disinnesca però un problema politico immediato per il Cavaliere, perché per avviare un’eventuale procedura di decadenza da senatore sarà necessario attendere il nuovo verdetto d’appello. La conferma della pena definitiva fa cadere comunque il rischio di prescrizione del reato.Bruti Liberati ha spiegato che, secondo la procedura, una volta arrivata la sentenza il pm dovrà emettere il cosiddetto ordine di esecuzione con contestuale sospensione perché la pena effettiva da scontare è di un anno. Dal momento della notifica dell’atto il Cavaliere, entro il tempo massimo di 30 giorni, potrebbe andare ai domiciliari o chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali. Ma il termine, vista la pausa feriale, decorre dal 16 settembre. La richiesta verrà valutata dal Tribunale di sorveglianza in tempi lunghi. Se non verrà presentata alcuna istanza di misura alternativa, toccherà ad un magistrato di sorveglianza decidere nell’arco di pochi giorni e, in base anche alla legge ‘Svuota-carceri’: la misura per Berlusconi sarebbe comunque quella dei domiciliari.L’annullamento con rinvio dei cinque anni di interdizione dai pubblici uffici – come da richiesta del procuratore generale – disinnesca però un problema politico immediato per il Cavaliere, perché per avviare un’eventuale procedura di decadenza da senatore sarà necessario attendere il nuovo verdetto d’appello. La conferma della pena definitiva fa cadere comunque il rischio di prescrizione del reato.“La pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, per Silvio Berlusconi, potrebbe ridursi fino a un anno di interdizione, perché le norme alle quali ha fatto riferimento il dispositivo del verdetto prevedono un’interdizione da un anno a un massimo di tre. La misura dunque la rideterminerà la corte di Milano”, ha affermato l’avvocato Filippo Dinacci, che nel processo Mediaset in Cassazione ha difeso Gabriella Galetto, e che difende l’ex premier in altri procedimenti. Il pg della Cassazione Antonello Mura aveva chiesto la conferma della pena principale – 4 anni di reclusione – e una riduzione della pena accessoria da 5 anni a 3 anni. Secondo la pubblica accusa l’ex premier è stato ”l’ideatore del meccanismo delle frodi fiscali” e “perdurante il controllo di Berlusconi su Mediaset”. La difesa, sostenuta dagli avvocati Niccolò Ghedini e Franco Coppi,avevano chiesto l’annullamento del verdetto sostenendo l’assenza della prova nei confronti del Cavaliere. “Al massimo possiamo dire che questa è una gigantesca evasione fiscale ma qui non c’è in alcun modo un profilo penale” aveva detto il professore.I legali dell’ex premier non hanno ascoltato dal vivo la lettura della sentenza. Ghedini e Coppi sono Palazzo Grazioli con Berlusconi e hanno seguito il verdetto in diretta tv. Con il Cavaliere, nel palazzo blindato, i figli Marina e Pier Silvio, Gianni Letta e Angelino Alfano. Fuori Palazzo Grazioli ressa di giornalisti e telecamere. Le strade limitrofe, infatti, per motivi di sicurezza sono state chiuse.IL DISPOSITIVO DELLA SENTENZALa Cassazione ha “annullato la sentenza impugnata limitatamente alle statuizioni relative alla condanna della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per violazione dell’art. 12 dlgs. 10 marzo 2000 e dispone trasmettersi gli atti ad altra sezione per rideterminare la pena accessoria nei limiti temporali citati dall’art. 12. Valutazione -precisa piazza Cavour- non consentita alla Corte di Cassazione”. Per il resto nel dispositivo piazza Cavour ha rigettato il ricorso, confermando quindi la condanna per frode fiscale a 4 anni nei confronti di Berlusconi “nei cui confronti dichiara irrevocabili tutte le altre parti della sentenza impugnata”. Respinti anche i ricorsi degli ex tre manager Mediaset: il produttore cinematografico egiziano Frank Agrama (3 anni), Gabriella Galetto (1 anno e 2 mesi) e Daniele Lorenzano (3 anni e 8 mesi). Per effetto del rigetto del ricorso tutti e quattro gli imputati sono stati condannati a rifondere l’Agenzia delle Entrate, costituitasi parte civile, con 5.000 euro ciascuno.http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/01/sentenza-mediaset-berlusconi-condannato-a-4-anni-annullata-linterdizione/673844/