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Timestamp: 2013-05-25 00:56:04+00:00
Document Index: 35503693

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 2470', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 25', 'art. 20', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 2470', 'art. 36', 'art. 20', 'art. 21']

Trasferimento di quote srl. Ritorno al passato?
tecnologie Trasferimento di quote srl. Ritorno al passato?8 Maggio 2009
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A cura di Luigi Foglia, Digital & Law Department Studio Legale Lisi – www.studiolegalelisi.it
Il problema � sorto a causa di una norma imprecisa, quella dell’art. 36, co. 1 bis, della L.133/2008, che lascia, nella sua formulazione attuale, qualche dubbio in merito alla necessit� di una firma digitale autenticata (ex. Art. 25 del CAD) o meno.
I dubbi sono e restano, comunque, di carattere meramente formale: l’obiettivo della norma resta quello di semplificare il trasferimento delle quote societarie e dare un impulso maggiore all’utilizzo della firma elettronica ed oltre ad alcuni Notai nessuno prima di questa sentenza l’aveva messo in dubbio. Infatti, gi� nel 200[4], l’Agenzia delle Entrate si era espressa sul nuovo art. 36, co. 1-bis, della L.133/2008 ed un recente provvedimento dell’agenzia delle Entrate[5], sembrava aver completamente messo da parte ogni problematica stabilendo quali fossero gli adempimenti per effettuare la registrazione telematica dei documenti elettronici di trasferimento delle partecipazioni societarie e non menzionando mai, n� nel corpo del provvedimento n� negli allegati tecnici, l’autentica notarile.
Con la menzionata ordinanza si � tentato di riaprire il dibattito.
In pratica l’art. 36, co.1bis, L.133/2008 nel prevedere la possibilit� di firmare digitalmente gli atti di trasferimento delle partecipazioni societarie si “dimentica” di abrogare o quanto meno derogare alla disposizione dell’art. 2470 del codice civile che richiede che tali atti siano provvisti di sottoscrizione autenticata.
Purtroppo, in mancanza di una precisa indicazione da parte del legislatore, il Giudice ha ritenuto che la norma dell’art. 36 fosse una norma “derogatoria”, che detta cio� una disciplina in deroga alla normativa generale, la quale continua tuttavia ad applicarsi al di fuori dell’ambito coperto dalla deroga: per questi motivi ha ritenuto che l’introduzione dell’art. 36 non abbia fatto venir meno la necessit� di veder autenticate le firme, anzi, la firma digitale di cui parla l’art. 36 � quella prevista dall’art. 25 del C.A.D. ovvero la firma digitale autenticata!
Ma una tale interpretazione � del tutto fuorviante e lontana anni luce da quelle che � stata la volont� legislativa e che sono le esigenze della societ� civile.
Norma derogatoria, quindi, ma se cos� fosse la deroga dove sarebbe?
La possibilit� di firmare digitalmente un atto non � gi� pacificamente riconosciuta dall’art. 20 comma 2 del CAD secondo il quale un documento informatico sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata, nel rispetto delle regole tecniche previste per la sottoscrizione elettronica, soddisf� gi�, di per se, il requisito della forma legale scritta (nonch� della sottoscrizione)?
Viene spontaneo chiedersi, a questo punto, a cosa serva la disposizione dell’art. 36 comma 1-bis della L. 6 agosto 2008 n.133: seguendo l’interpretazione del Giudice cautelare, come abbiamo avuto modo di vedere, finiremmo per svuotare completamente di significato una norma che evidentemente a qualcosa dovr� pur servire. O dovremmo davvero considerare l’art. 36 solo un semplice “spot” per ricordare la possibilit� di sottoscrivere gli atti con l’utilizzo della firma digitale?
Vale la pena di ricordare che lo scopo della normativa in oggetto � proprio quello di semplificare processi troppo spesso rallentati o resi gravosi da inutili orpelli burocratici. L’art. 2470 richiede che il Notaio si limiti ad attestare l’identit� dei sottoscrittori dell’atto di trasferimento: � naturale, a questo punto, pensare che il legislatore abbia inteso semplificare quest’operazione ritenendo che anche gli atti firmati digitalmente (senza autentica, ma nel rispetto delle regole tecniche previste dal CAD) possano garantire l’identit� del firmatario[6].
L’interpretazione effettuata dal Giudice del Registro di Vicenza � solo una delle possibili interpretazioni dell’art. 36, co.1 bis, della L. 133/2008 ed �, purtroppo, la pi� limitativa! Speriamo di poter considerare, questa ordinanza, solo un tentativo di strigliare il nostro legislatore ed invitarlo ad una sua sempre maggiore attenzione nella attivit� di tecnica legislativa: una norma scritta in modo impreciso ha come effetto inevitabile quello di creare ancora maggiore diffidenza verso le opportunit� offerte dalle nuove tecnologie, finendo cos� per ottenere risultati antitetici a quelli prefissati…e ancora una volta spetta all’interprete far salve le buone intenzioni del nostro legislatore!
[1] G. Petrelli e E. Maccarone, �Le cessioni di quote dopo la legge n.2 del 2009, in La Giurisprudenza di Merito 3/2009, Giuffr� editore.
[2]Lisi A., Dematerializzazione, Firma digitale, Invio telematico di istanze e Trasferimento di quote societarie senza sottoscrizione autenticata: ma davvero abbiamo ancora bisogno della sottoscrizione autenticata? (http://www.studiolegalelisi.it/news.php?id=84);�Scialdone M.,Firma digitale e trasferimento quote srl: un primo stop,�(http://scialdone.blogspot.com/2009/04/firma-digitale-e-trasferimento-quote.html).
[6] Secondo quanto disposto dal CAD, art. 20 e 21, la Firma digitale sarebbe un gradino sotto la firma autenticata (sia digitale che autografa), ma il legislatore ha ben chiara e sottolinea pi� volte la sua capacit� di assicurare adeguatamente la paternit� dell’atto ed il suo contenuto.
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Ultimi commenti degli utentiscusate l'ignoranza ma non ho capito bene quindi per passare le quote della societ� si pu� evitare il notaio? oltre al risparmio economico sapete dire in quanto tempo si pu� concretizzare il passaggio? grazie8 Maggio 2009 ore 12:36:46 - imprenditoreInserisci un commentoNome e cognomeEmailCommentoInserisci i numeri che vedi nell' immagine	PROFESSIONISTI IN EVIDENZA
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