Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1722-codice-civile-cause-di-estinzione
Timestamp: 2019-03-22 21:32:13+00:00
Document Index: 112753723

Matched Legal Cases: ['art. 300', 'sentenza ', 'art. 285', 'art. 330', 'art. 299', 'art. 1722', 'art. 1722', 'art. 1713', 'art. 1722', 'sentenza ']

Art. 1722 codice civile: Cause di estinzione | La Legge per tutti
Il mandato si estingue (1):
1) per la scadenza del termine o per il compimento, da parte del mandatario, dell’affare per il quale è stato conferito (2);
(1) Le cause di estinzione (cd. speciali) sono tassative (ossia non ampliabili). Questo non esclude, però, l’applicabilità delle cause generali estintive del contratto.
(2) Scadenza del termine e compimento dell’affare corrispondono ad un’unica causa estintiva: l’adempimento dell’obbligo. In tal caso il termine (che indica una scadenza) è una modalità dell’adempimento. Se poi al mandato viene specificamente aggiunto un termine, bisognerà valutare se tale termine è solo modalità, e quindi se alla sua scadenza c’è ancora l’interesse del creditore ad ottenere la prestazione [v. 1174] di adempimento, o se invece è termine essenziale. La norma si applica al solo caso di mandato generale e si riferisce a tutte le attività, principali ed accessorie, per le quali il mandato è stato conferito.
In caso di morte o perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, l'omessa dichiarazione o notificazione del relativo evento ad opera di quest'ultimo comporta, giusta la regola dell'ultrattività del mandato alla lite, che il difensore continui a rappresentare la parte come se l'evento stesso non si fosse verificato, risultando così stabilizzata la posizione giuridica della parte rappresentata (rispetto alle altre parti ed al giudice) nella fase attiva del rapporto processuale, nonché in quelle successive di sua quiescenza od eventuale riattivazione dovuta alla proposizione dell'impugnazione. Tale posizione è suscettibile di modificazione qualora, nella fase di impugnazione, si costituiscano gli eredi della parte defunta o il rappresentante legale di quella divenuta incapace, ovvero se il suo procuratore, già munito di procura alla lite valida anche per gli ulteriori gradi del processo, dichiari in udienza, o notifichi alle altre parti, l'evento, o se, rimasta la medesima parte contumace, esso sia documentato dall'altra parte o notificato o certificato dall'ufficiale giudiziario ex art. 300, quarto comma, cod. proc. civ. Dichiara ammiss. rimette sez. semplici, App. Bari, 28/12/2006
Cassazione civile sez. un. 04 luglio 2014 n. 15295
La morte o la perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, dallo stesso non dichiarate in udienza o notificate alle altre parti, comportano, giusta la regola dell'ultrattività del mandato alla lite, che: a) la notificazione della sentenza fatta a detto procuratore, ex art. 285 cod. proc. civ., è idonea a far decorrere il termine per l'impugnazione nei confronti della parte deceduta o del rappresentante legale di quella divenuta incapace; b) il medesimo procuratore, qualora originariamente munito di procura alla lite valida per gli ulteriori gradi del processo, è legittimato a proporre impugnazione - ad eccezione del ricorso per cassazione, per cui è richiesta la procura speciale - in rappresentanza della parte che, deceduta o divenuta incapace, va considerata, nell'ambito del processo, tuttora in vita e capace; c) è ammissibile la notificazione dell'impugnazione presso di lui, ai sensi dell'art. 330, primo comma, cod. proc. civ., senza che rilevi la conoscenza "aliunde" di uno degli eventi previsti dall'art. 299 cod. proc. civ. da parte del notificante. Dichiara ammiss. rimette sez. semplici, App. Bari, 28/12/2006
Il principio che nega alla morte o alla perdita della capacità della parte o del difensore effetti giuridici nel giudizio in cassazione, caratterizzato dall'impulso di ufficio e perciò sottratto alle disposizioni degli artt. 299 e 300 cod. proc. civ., è applicabile solo dopo che, con la notifica del ricorso, si è instaurato il rapporto processuale dinanzi alla Corte di cassazione perché, fino a questo momento, vi è invece l'esigenza della presenza di tutti i requisiti della impugnazione, con conseguente inammissibilità del ricorso nel caso di decesso dell'institore, che ha sottoscritto la procura speciale, prima della esecuzione della notifica, dato che, ai sensi dell'art. 1722 cod. civ., tale evento, al pari della morte del difensore, estingue la procura privandola di ogni effetto. Dichiara inammissibile, App. Roma, 19/09/2007
Cassazione civile sez. lav. 22 maggio 2014 n. 11382
L'estinzione del mandato per morte del mandatario, prevista dall'art. 1722, n. 4, c.c., e l'obbligo di rendiconto a carico dello stesso mandatario, previsto dall'art. 1713, comma 1, c.c., si collocano su piani diversi e non confondibili, sicché la morte ha il solo effetto giuridico di trasferire l'obbligo di rendiconto dal mandatario ai suoi eredi, ovvero, nel caso di morte del mandante, in favore degli eredi di quest'ultimo, in virtù delle norme generali in tema di successione "mortis causa". Rigetta, App. Milano, 12/12/2006
Cassazione civile sez. III 22 marzo 2013 n. 7254
In tema di rappresentanza in giudizio, il principio secondo il quale l'estinzione del soggetto rappresentato, ancorché non dichiarata in udienza, determina la perdita di legittimazione del difensore a compiere attività processuali, avvalendosi del mandato conferito dal soggetto soppresso, successivamente alla pronuncia della sentenza, non è applicabile alle pubbliche amministrazioni che sono difese "ex lege" dall'Avvocatura dello Stato, la quale ripete il proprio "jus postulandi" dalla legge e non da atto negoziale. Ne consegue che, essendo l'Avvocatura dello Stato sempre legittimata a compiere attività processuali anche per l'ente cessato, non possono considerarsi nulli né il ricorso per cassazione che indichi il soggetto cessato né la notifica del ricorso medesimo presso l'Avvocatura (fattispecie relativa a rappresentanza in giudizio dell'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i servizi tecnici - A.p.a.t. -, ente accorpato nell'Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale, I.s.p.r.a.). Rigetta, App. Roma, 17/12/2009
Cassazione civile sez. lav. 25 febbraio 2013 n. 4648
Il principio di ultrattività del mandato alle liti, costituente una deroga alla regola per cui la morte del mandante estingue il mandato, secondo la disciplina generale della materia ai sensi dell'art. 1722 n. 4, c.c., opera solo all'interno della fase processuale in cui l'evento si è verificato, derivandone che, esaurito il grado in cui l'evento morte non dichiarato si è verificato, la legittimazione attiva e passiva compete solo alle parti reali e viventi; tale principio trova altresì applicazione quanto al precetto, atto di natura sostanziale più che processuale. (Cassando la decisione impugnata e decidendo nel merito, la S.C. ha dichiarato la nullità del precetto intimato dopo la pubblicazione della sentenza di primo grado dal procuratore della parte deceduta molti anni prima).
Cassazione civile sez. III 08 febbraio 2012 n. 1760
Cassazione civile sez. lav. 22 novembre 2011 n. 24562