Source: http://relazione.ambiente.piemonte.it/2020/it/aria/risposte/industria
Timestamp: 2020-07-02 12:40:13+00:00
Document Index: 123709549

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art 318', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 29', 'art. 184']

L’argomento Industria rientra negli Obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile in particolare nei seguenti:
L’AIA (autorizzazione integrata ambientale) in Italia è il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto a determinate condizioni che devono garantire che l’impianto sia conforme ai requisiti stabiliti dalla norma. In particolare, l’autorizzazione AIA non considera un impianto solo in termini di rispetto dei limiti alle emissioni, ma entra nella specifica gestione dello stesso sia con l’applicazione delle BAT (Best Available Technologies), sia prevedendo i controlli ai sensi dell’art. 3 comma 1 del Decreto nr. 58 del 6/03/17. L’AIA sostituisce ogni altro visto, nulla osta, parere o autorizzazione in materia ambientale.
Le norme IPPC (Direttiva 1996/61/CE, poi abrogata dalla Direttiva 2008/1/CE) sono state sostituite, a partire dal 7/01/14, dalla Direttiva 2010/75/UE (cosiddetta “Direttiva emissioni industriali”) relativa alle emissioni industriali; l’Italia ha provveduto al recepimento con Decreto n. 46 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Supplemento Ordinario n. 88 del 14/04/14.
La Direttiva Emissioni
I punti salienti della Direttiva Emissioni che risultano delle novità rispetto al DLgs 152/06 e s.m.i. sono:
Sotto quest’aspetto, il DLgs 152/06 - nel recepire la direttiva IED - prevede che le attività ispettive ordinarie e straordinarie presso le installazioni soggette all’autorizzazione integrata ambientale siano definite a livello regionale in un Piano d'ispezione ambientale, periodicamente aggiornato a cura della Regione.
La Regione Piemonte ha adottato il proprio Piano con la DGR 44-3272 del 9/05/16. Il Piano, in particolare, definisce le procedure per l'elaborazione dei programmi - predisposti e aggiornati annualmente da Arpa - per le ispezioni ambientali ordinarie. I programmi sono consultabili sul sito di ARPA Piemonte.
1.1 impianti di combustione con potenza termica di combustione di oltre 50 MW (n. 29)
2.6 impianti per il trattamento di superficie di metalli e materie plastiche (n. 55)
4.1 impianti chimici per la fabbricazione di prodotti chimici organici di base (n. 38)
5.1 impianti per l’eliminazione o il ricupero di rifiuti pericolosi (n. 28)
5.3 impianti per l'eliminazione dei rifiuti non pericolosi (n. 54)
5.4 discariche (n. 32)
5.5 accumulo temporaneo o di rifiuti pericolosi (nr. 39)
6.6 impianti per l’allevamento intensivo di pollame o di suini (n. 205)
È possibile visionare la programmazione che viene aggiornata annualmente pagina dedicata sul sito di Arpa.
Le ispezioni “ordinarie” eseguite hanno portato ad effettuare 41 comunicazioni di notizie di reato alle Procure e 42 sanzioni amministrative. L’applicazione della L 68/15 cosiddetta Ecoreati ha comportato l’attivazione di 34 procedure di estinzione di reato mediante la predisposizione di prescrizioni che ha comportato l’ammissione al pagamento in sede amministrativo ai Gestore mediante l’emissione di nr. 27 verbali di accertamento ed ammissione al pagamento della sanzione amministrativa (ex art 318 – quater, comma 2 del DLgs 152/06 smi).
In provincia di Alessandria sono presenti una cinquantina di aziende distribuite tra tutte le categorie dell'Allegato VIII alla parte Seconda del DLgs 152/06 e smi. Nel 2019 sono stati condotti un numero elevato di controlli ordinari su 26 aziende AIA (circa 100 prelievi sulle varie matrici più il controllo delle prescrizioni contenute nelle diverse AIA). Inoltre, 2019 sono stati effettuati controlli straordinari in alcuni impianti di gestori rifiuti principalmente per criticità e difficoltà intrinseche del settore. Altre criticità riscontrate sono riconducibili alla diffusione di odori molesti in parte legate alla gestione rifiuti ed in parte alle lavorazioni del settore chimico. Sono state rilevate non conformità delle emissioni in atmosfera e degli scarichi idrici di ditte in AIA.
In tutti i casi di cui sopra è stato necessario intervenire con le sanzioni previste dalle norme vigenti in materia ambientale.
In provincia di Asti le maggiori criticità evidenziate nel corso del 2019 hanno riguardato esposti per odori correlati ad attività di gestione rifiuti.
A gennaio 2019 è inoltre avvenuto un principio di incendio presso la discarica di rifiuti speciali non pericolosi della provincia, oggetto di AIA. A metà di una delle scarpate del corpo di discarica, la temporanea presenza dei teli di plastica per la copertura temporanea dei rifiuti ha favorito e alimentato l’incendio, presumibilmente generato dalle reazioni biologiche esotermiche spontaneamente instaurate nella massa dei rifiuti, che si è poi sviluppato in maniera superficiale lungo la scarpata stessa. L’incendio è stato gestito, senza provocare sostanziali danni.
Sono continuati gli approfondimenti relativi ad un’azienda galvanica e agli impatti generati su acque superficiali ed emissioni.
In provincia di Biella nel corso del 2019 sono stati eseguite verifiche su nove aziende, di cui una di nuovo inserimento.
Dalle verifiche effettuate si è rilevata una sanzione penale per mancata ottemperanza alla gestione dei rifiuti non pericolosi; nel caso specifico venivano accettati rifiuti liquidi con concentrazioni di inquinanti superiori ai limiti autorizzati senza tuttavia creare un danno ambientale. Il gestore dell’impianto ha richiesto la modifica dell’autorizzazione, la quale è stata modificata nel corso dell’anno.
In provincia di Cuneo sono presenti circa 200 aziende, di cui il 50% del settore zootecnico e il resto distribuito tra tutte le sei categorie dell'Allegato VIII alla parte Seconda del DLgs 152/06 e smi, con un numero rilevante di controlli ordinari annui (circa 75) disposti da norma. I controlli straordinari per il 2019 sono riconducibili di massima a:
due segnalazioni di alterazioni di corpi idrici per problematiche varie a scarichi industriali;
gestione segnalazioni per la non corretta gestione degli effluenti zootecnici rispetto al Regolamento regionale 10/R;
un evento di incendio c/o un gestore di rifiuti;
un evento di incendio c/o una chimica;
gestione problematiche odorigene legate ad un'attività di rendering e combustione grasso animale;
attivazione e/o prosecuzione lavori Tavolo odori ex DGR 13-4554 del 9/01/17 “Linee Guida per la caratterizzazione e il contenimento delle emissioni in atmosfera provenienti dalle attività ad impatto odorigeno" per un gestore rifiuti con attività di compostaggio, un macello e due industrie di lavorazione laminati insistenti sullo stesso territorio comunale.
L'evento più rilevante è consistito in indagini legate a molteplici segnalazioni di alterazione di un corpo idrico cui hanno fatto seguito decine di controlli c/o un'installazione AIA del territorio e monitoraggi sul corpo idrico ricettore, durate circa 4 mesi e scaturite, oltre a violazioni prescrittive dell'AIA, nel delitto di inquinamento ambientale per alterazione dimostrata della qualità delle acque legata alla malagestione dell'impianto di depurazione.
In provincia di Novara nel corso del 2019 l'attività di controllo sulle aziende in possesso di AIA ha evidenziato, come per l’anno precedente, alcune criticità legate soprattutto alla diffusione di odori molesti. Nello specifico i problemi riguardano due aziende di cui una di produzione compost e una di trattamento rifiuti liquidi. Il contesto territoriale in cui si inseriscono tali attività e soprattutto la particolarità dei composti utilizzati nel ciclo produttivo (a soglia olfattiva molto bassa) fanno sì che saltuariamente vengano a determinarsi situazioni di molestia nei confronti delle zone limitrofe, causate verosimilmente da emissioni fuggitive in particolari condizioni meteoclimatiche.
Nel corso dell'attività di controllo sono emerse situazioni sanzionabili nell’azienda che produce compost, legate alla gestione dell’impianto e non in particolare all’emissione di odori molesti, tuttavia le prescrizioni impartite a seguito degli accertamenti verosimilmente contribuiranno a eliminare la molestia odorigena. Si terrà sotto controllo la situazione, in collaborazione con le Autorità Locali.
Per quanto riguarda l’azienda che gestisce rifiuti liquidi, il controllo integrato è in calendario per l’anno corrente, quindi la problematica legata all’emissione di odori molesti sarà oggetto di particolare attenzione al fine di giungere ad una migliore comprensione delle cause che determinano il fenomeno.
In provincia di Torino su 197 aziende autorizzate si è proceduto al controllo di 85 ditte su 86 previste dal ranking 2019, in quanto una ditta risultava autorizzata per errore in AIA; in realtà era un AUA. Tra queste aziende una risultava ancora non avviata, 4 cessate-in fallimento, ecc., 1 con attività sospesa nel 2019 per cessione di ramo di azienda ad altra azienda, con necessità di aggiornamento dell'AIA e 1 esclusivamente attività connessa ad altra AIA.
Sono stati effettuati controlli su 4 impianti chiusi e/o in corso di bonifica post chiusura che presentano criticità ambientali che erano previste dal ranking ma avevano cessato l’attività oppure con procedura fallimentare, al momento del sopralluogo, più discariche in AIA in fase di post gestione. Criticità particolarmente significative sono presenti in percentuale di circa il 5% del totale delle aziende (industrie in AIA che gestiscono rifiuti quali discariche ed impianti di trattamento). Per ottemperate alle criticità ambientali sono state prodotte circa una quindicina di pratiche.
L’attività effettuata ha determinato la comunicazione di 10 notizie di reato di cui 2 per superamento limiti e 8 per violazione prescrizioni di carattere gestionale. C’è stata una sola violazione di tipo amministrativo.
In Provincia di Vercelli nel corso del 2019 si sono registrate alcune criticità correlate alla produzione di compost legate alle risultanze analitiche di Arpa che evidenziavano la non conformità rispetto alla normativa dei fertilizzanti (DLgs 75/10). Inoltre, nel 2019 si sono concentrate le ispezioni programmate su buona parte delle aziende agricole in AIA (7 su 11 totali) e su un’azienda in particolare si sono riscontrate criticità sulla gestione dell’allevamento. Presso un’azienda di gestione rifiuti vi è stato un incendio che ha coinvolto parte del rifiuto stoccato. Dagli approfondimenti condotti a seguito dell’evento sono emerse alcune criticità nella gestione dei quantitativi dei rifiuti e MPS combustibili.
Nella provincia del VCO su un valore obiettivo di 6 aziende da sottoporre a controllo ordinario sono state effettuate una notizia di reato e una sanzione amministrativa. La notizia di reato ha riguardato un’AIA nazionale in merito alla gestione dei rifiuti. In particolare, nel caso specifico erano state superate le tempistiche del deposito temporaneo pur in presenza di domanda per il deposito preliminare. Si è applicata la misura estintiva con la L 68/15 provvedendo ad una contestazione “ora per allora” e l’ammissione al pagamento dell’ammenda.
Anche la sanzione amministrativa ha coinvolto un impianto con AIA nazionale per non rispetto di prescrizioni.
Nel caso di rilascio, riesame, modifica sostanziali e non alle autorizzazioni AIA, il contributo di Arpa Piemonte si configura quale supporto tecnico-scientifico alle Amministrazioni Autorizzanti ai sensi dell’art. 2 e dell’art. 3 della LR 60 del 13/04/95 (Istituzione dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) e del DLgs 152/06 e s.m.i.
Oggetto del contributo tecnico richiesto è la valutazione della documentazione inerente al procedimento, nonché, in caso di rinnovo l’analisi sintetica dello stato di conformità alle prescrizioni stabilite dal provvedimento autorizzativo in essere.
In tal senso Arpa nell’anno 2019 ha rilasciato 251 pareri inerenti procedimenti di rilascio, rinnovo, modifica sostanziale e no relativamente a 170 soggetti giuridici e nel contempo sono state attivate 9 nuove AIA.
Tenuto conto di quanto previsto all’art. 29-quater comma 6 del DLgs 152/06 e s.m.i., Arpa ha proposto alle Associazioni di Categoria, tramite la Regione, dei documenti nei quali sono stati definiti i piani di monitoraggio e controllo (PMC) di minima per alcune tipologie di attività produttive a fronte della presenza di BATc approvate.
Nell’anno 2019 sono stati trasmessi i PMC relativi alle categorie generali 5 e 6.6. In particolare, per la categoria 5 (Gestione dei rifiuti) sono stati analizzati i sottogruppi 5.3 a) - punto 5, 5.3 b) - punto 4, 5.1. a) e b), 5.3 a) 1 e 2, 5.3 b) 1, 6.11, 5.3 b) e 5.3 b) trattamento biologico e/o pretrattamento dei rifiuti destinati all’incenerimento ed al coincenerimento, tenuto conto della Decisione di Esecuzione (UE) 2018/1147 della Commissione del 10 agosto 2018. Per la categoria 6.6 si è tenuto a riferimento la Decisione di Esecuzione (UE) 2017/302 della Commissione del 15 febbraio 2017.
Sempre in relazione ai PMC, Arpa ha partecipato ai tavoli interagenziali del Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (SNPA) ai fini dell’aggiornamento del documento "Il contenuto minimo del piano di monitoraggio e controllo" elaborato dal Gruppo di consultazione APAT/ARPA/APPA su IPPC nel 2007 rispetto alla direttiva IED recepita con DLgs 46/14.
L’obiettivo, che discende dalla definizione di tali PMC, è quello dell’uniforme applicazione dei controlli di parte privata e di parte pubblica su tutto il territorio regionale, anche attraverso l’uso di format per la restituzione dei dati dei report annuali di PMC da parte dei gestori.
A tal proposito, per quanto riguarda la categoria 6.6 “allevamenti intensivi di pollame o di suini”, i dati dei PMC sono stati restituiti su apposito format excel standardizzato e fornito da Arpa alle aziende dall’anno 2016 in Provincia di Cuneo e dall’anno 2018 nella Provincia di Torino e Vercelli. Le informazioni di ritorno, che in questo modo saranno uniformate su tutto il territorio regionale, potranno essere utilizzate per elaborazioni ed estrazioni sui principali indicatori di performance evidenziando quindi gli scostamenti sia rispetto ai valori individuati dalle BAT che rispetto ad impianti analoghi presenti sul territorio regionale (vedi la pagina Agricoltura in Territorio Risposte). Inoltre, i PMC prodotti sono stati già utilizzati in fase istruttoria per i riesami o per nuove autorizzazioni delle AIA.
Nel 2019 sono state pubblicate le elaborazioni del primo biennio di applicazione fiscale del protocollo inteso a definire le procedure tecniche atte a garantire un orientamento univoco per i gestori di CSS operanti sul territorio provinciale ai fini della valutazione della conformità del materiale prodotto, tenuto conto delle prescrizioni autorizzative dell'AIA in capo a ciascuna installazione interessata.
I risultati sono stati esposti in apposito tavolo tecnico convocato dall'Autorità competente provinciale alla presenza dei rappresentanti di tutte le ditte produttrici del CSS provinciali, del recuperatore/utilizzatore finale e del Comitato Termotecnico Italiano (CTI); gli esiti ottenuti, grazie al confronto tra i valori ottenuti con le migliaia di analisi effettuate dai laboratori chimici sia privati che pubblici, possono ritenersi significativi sotto il profilo ambientale.
I risultati di applicazione del protocollo applicato sul CSS-rifiuto sono stati comparati al DM 14/02/2013, n. 22, inerente alla disciplina e l’utilizzo di Combustibili Solidi Secondari (CSS) ai sensi dell’art. 184-ter comma 2 del DLgs 152/06 e s.m.i. e gli esiti sono stati trasmessi alla Regione Piemonte e al Ministero dell’Ambiente, che ne seguono gli sviluppi fin dal 2013.