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Timestamp: 2018-07-19 01:25:15+00:00
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Numero 31 21 luglio 2018
La Corte dell’Aia compie venti anni, niente più errori
IL TEMA DELLA SETTIMANA Lo statuto della Corte penale internazionale, approvato il 17 luglio 1998, compie vent’anni. È dunque tempo di un primo bilancio: l’entusiasmo iniziale si è affievolito di fronte alle difficoltà incontrate dalla Corte nello svolgimento delle sue funzioni e le aspettative di importanti progressi sono state largamente disattese. Il professor Fausto Pocar analizza cause e responsabilità e si augura che il ventesimo anniversario sia l’occasione per una costruttiva riflessione critica.
Incompatibile con la Cedu la confisca urbanistica per l’ente o il soggetto che non è parte nel processo
La Grande Camera della Corte Edu, compiendo un passo indietro rispetto al precedente arresto sul caso Varvara, afferma la compatibilità convenzionale della confisca urbanistica disposta a seguito di un proscioglimento per prescrizione (pur ribadendo la necessità di accertare tutti gli elementi costitutivi del reato di lottizzazione abusiva). Di converso, ritiene incompatibile con la Cedu la misura ablativa disposta a carico dell'ente che non è stato parte del processo e, in ogni caso, sproporzionata rispetto allo scopo perseguito con la limitazione al diritto di proprietà.
Invio di newsletter, stretta della Cassazione sul generico consenso
Invio di newsletter; separazione tra coniugi e collocamento dei fratelli e delle sorelle; messa alla prova con contestazione di nuova aggravante; estesa “immunità” agli avvocati nelle aule di giustizia. Sono alcuni dei temi affrontati in settimana dalle Corti italiane e comunitarie.
Fallimento imprese: postergazione del rimborso del finanziamento dei soci applicabile anche alle Spa
Il principio di postergazione del rimborso del finanziamento dei soci, dettato dall’articolo 2467 del Cc per le società a responsabilità limitata, contrasta i fenomeni di sottocapitalizzazione nominale in società cosiddette “chiuse”, determinati dalla convenienza dei soci a ridurre l’esposizione al rischio d’impresa, ponendo i capitali a disposizione dell’ente collettivo nella forma del finanziamento, anziché in quello del conferimento. Un principio per la Cassazione (sentenza 16291/2018) applicabile anche ad altre forme societarie.
La soluzione risponde a un senso profondo di giustizia ed equità
Nonostante il dispositivo sia da approvarsi incondizionatamente, notevoli riserve solleva la motivazione della pronuncia, la quale, anziché limitarsi ad applicare direttamente l’articolo 2497- quinquies agli amministratori delle società per azioni, si sforza di allargare l’ambito applicativo dell’articolo 2467 del codice civile.
Danno causato da figlio minore: i genitori devono provare di non aver potuto impedire il fatto
Danno causato da figlio minore: ai fini della responsabilità i genitori devono provare di non aver potuto impedire il fatto. Lo ha stabilito la Corte di appello di Lecce con la sentenza n. 393 del 2018.
La condotta del giovane può essere indice di come è stato educato
Ribadito un indirizzo consolidato, secondo cui i genitori del minore sono responsabili degli atti illeciti compiuti dal figlio se non provano seriamente di avergli impartito un’educazione efficace. Ciò ancor più ove le modalità del fatto rivelino la mancata acquisizione di un sufficiente grado di sviluppo psicoemotivo, quale effetto di carenza educativa.
La mancanza della sottoscrizione da parte del testatore per “gravi disturbi visivi” non rende nullo il testamento
La sentenza della Corte d’appello di Lecce, 11 aprile 2018 n. 400, consente di fare il punto sulla sottoscrizione del testamento pubblico nell'ipotesi in cui il testatore si trovi in una delle ipotesi previste dall'articolo 603 comma 3, del codice civile, e cioè quando sia impossibilitato a sottoscrivere o possa “farlo solo con grave difficoltà”.
La formalità della dichiarazione è un equipollente
La formalità della dichiarazione e della menzione costituisce un “equipollente della sottoscrizione”, essendo prescritta per attestare che l’impedimento dichiarato, e realmente esistente, è l’unica causa per cui non si sottoscrive, e a evitare che la mancanza di firma possa essere intesa come rifiuto di assumere la paternità del contenuto dell’atto.
Edificio ristrutturato che supera in altezza quello preesistente è una “nuova costruzione”
La ristrutturazione di un fabbricato che superi in altezza l’edificio preesistente equivale a una sopraelevazione, la quale, a sua volta, anche se di dimensione ridotta, comporta pur sempre un aumento della volumetria e della superficie di ingombro e va pertanto considerata, a tutti gli effetti, come nuova costruzione. Lo ha detto la Cassazione con la sentenza 15732/2018.
I regolamenti locali non intaccano le norme relative alle distanze
Quando l’appaltatore si attiene a quanto previsto nel progetto può essere ritenuto responsabile per i vizi dell’opera se, nell’eseguire le indicazioni ricevute, non ha segnalato al committente eventuali carenze ed errori; viceversa, va esente da responsabilità se, dopo aver edotto su errori e carenze, gli viene chiesto di proseguire ugualmente il lavoro.
Sulla revoca della sospensione con messa alla prova la Corte di cassazione detta il suo vademecum
Ai fini della revoca del procedimento di sospensione con messa alla prova correlata alla “commissione” di un nuovo delitto non colposo o di un reato della stessa indole di quello per cui si procede non è necessario che rispetto a tale ulteriore fatto criminoso commesso durante il programma, sia intervenuta la sentenza di condanna irrevocabile. Lo ha detto la Cassazione con la sentenza n. 28826 del 21 giugno 2018.
Se il reato è dimostrato “cade” il beneficio anche senza giudicato
La decisione della Cassazione prende però atto che la conclusione raggiunta espone al rischio di decisioni contrastanti, laddove alla revoca della sospensione del procedimento segua poi, nei tempi richiesti per l’accertamento giudiziario sul reato posto a fondamento della stessa, una pronuncia liberatoria che renda ex post la revoca ingiustificata.
Notifica del ricorso: la costituzione della parte sana l’eventuale nullità anche con effetti ex tunc
Va dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'articolo 44, comma 3, del decreto legislativo 2 luglio 2010 n. 104 (Attuazione dell'articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante delega al governo per il riordino del processo amministrativo), limitatamente alle parole «salvi i diritti acquisiti anteriormente alla comparizione,». Tale limite in tema di sanatoria della nullità della notifica del ricorso viola i criteri direttivi fissati dal legislatore delegante, essendo in contrasto con il principio generale della sanatoria ex tunc della nullità degli atti processuali per raggiungimento dello scopo nonché con il diritto vivente. Lo ha stabilito la Consulta con la sentenza 132/2018.
La sentenza si sofferma sulla stessa funzione del rito amministrativo
Con l’operazione chirurgica che elimina l’inciso finale della norma in tema di sanatoria della nullità della notifica, la Corte ritorna alle buone prassi già seguite dalla prevalente giurisprudenza amministrativa, facendo applicazione di un principio fondamentale tratto dal processo civile: la costituzione della parte sana la nullità della notifica con effetti ex tunc .
Il vettore che si limita a noleggiare i suoi aerei e fornire l’equipaggio non risponde del ritardo
La Corte di giustizia, nel definire la nozione di vettore aereo operativo, ha stabilito che il vettore che si limita a noleggiare i suoi aerei e a fornire l'equipaggio, senza però assumere alcuna responsabilità operativa dei voli, non può essere ritenuto responsabile ai fini dell'indennizzo