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Timestamp: 2018-04-24 21:34:32+00:00
Document Index: 69793455

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 142', 'art. 136', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 3']

REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE DI IMPIANTI DI RADIOCOMUNICAZIONE - PDF
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1 Allegato 1 alla deliberazione di C.C. n. 38 del 21 maggio 2008 CITTA DI LONIGO PROVINCIA DI VICENZA REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE DI IMPIANTI DI RADIOCOMUNICAZIONE Maggio
2 Capo I ART. 1 AMBITO DI APPLICAZIONE 1. Il presente Regolamento è adottato ai sensi dell art. 8, comma 6, della Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici , n. 36, dell art. 2, comma 1 bis della L. 66/2001, del Decreto Ministeriale , n. 381, Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenze compatibili con la salute umana e del Decreto legislativo 259 del "Codice delle comunicazioni elettroniche. 2. Il presente Regolamento si applica a tutti gli impianti per telecomunicazioni e radiotelevisivi operanti nell'intervallo di frequenza compresa tra 100 KHz e 300 GHz, compresi gli impianti a basso livello di emissione come microcelle, picocelle e similari, gli impianti mobili su carrello, gli impianti provvisori nonché gli impianti di ponti radio o assimilabili installati nel territorio del Comune di Lonigo. 3. Il presente Regolamento si applica, inoltre, a tutti gli impianti di cui al comma 2 anche se realizzati da altri Enti Pubblici ivi compresi le Forze Armate e le Forze di Polizia se non sono dichiarati necessari a garantire i propri servizi di pubblica utilità o diretti alla difesa nazionale. 4. Sono esclusi dall applicazione del presente Regolamento gli apparati di radioamatori. Sono esclusi inoltre gli impianti dichiarati necessari a garantire i propri servizi di pubblica utilità o diretti alla difesa nazionale. ART. 2 - FINALITÀ E OBIETTIVI DEL REGOLAMENTO 1. Con il presente regolamento, in ottemperanza alla legislazione di cui all'art. 1 il Comune stabilisce le seguenti finalità e obiettivi: a) tutelare la salute umana, l'ambiente e il paesaggio come beni primari; b) assicurare il corretto insediamento territoriale degli impianti attraverso una razionale pianificazione degli stessi al fine di minimizzare l esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici ed assicurare ai gestori la copertura del servizio; c) disciplinare le procedure per l installazione, modifica, riconfigurazione, delocalizzazione, dismissione ed in generale la gestione di tutti gli impianti di cui all articolo 1; d) stabilire i criteri per l'attuazione delle azioni di risanamento ai sensi delle norme vigenti; e) garantire il contenimento dell inquinamento ambientale derivante dalle emissioni elettromagnetiche degli impianti ed il conseguimento, nell esercizio degli stessi, del principio di minimizzazione anche mediante l accorpamento degli impianti su strutture di supporto comuni o quantomeno all'interno di siti comuni. 2. A tale scopo i soggetti interessati ad installare e/o mantenere impianti del tipo descritto nell'art. 1 debbono presentare, conformemente a quanto previsto dalla 2
3 normativa nazionale e regionale, la migliore soluzione tecnica, praticabile al momento della richiesta, che riduce al livello più basso possibile i campi elettromagnetici. 3. Conoscere la situazione generale relativa al livello d esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici anche ai fini dell autorizzazione all installazione di nuovi impianti. 4. Garantire la partecipazione dei cittadini alle scelte relative al corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti, fornendo corrette informazioni alla popolazione mediante incontri e dibattiti pubblici con l Amministrazione comunale e/o con esperti, seminari, convegni ecc. Capo II ART. 3 CRITERI PER LA LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI 1. In sede di prima applicazione l Amministrazione Comunale ha individuato delle ubicazioni idonee ad ospitare stazioni radio base per la telefonia mobile. Tali ubicazioni sono rappresentate in apposita cartografia descritta al successivo art. 6 del presente Regolamento. 2. Gli immobili o impianti di proprietà o in possesso della pubblica amministrazione (statale, regionale, provinciale, comunale, ecc.) o altri enti pubblici, ad esclusione dei "siti sensibili" di cui all'art. 5 del presente Regolamento, sono da considerarsi quali aree maggiormente idonee all'installazione degli impianti Stazione Radio Base. 3. L'installazione degli impianti di cui al comma 1 nei siti indicati al comma 2 di proprietà comunale, è subordinata alla stipula di idoneo contratto d affitto o al rilascio di una concessione di suolo pubblico che riporti in particolare: - il termine temporale massimo di durata; - l'obbligo della conservazione dell'impianto e di tutte le pertinenze; - l'obbligo alla rimozione ed al ripristino dello stato dei luoghi a proprie cure e spese entro sessanta (60) giorni dalla scadenza del contratto o della concessione, salvo rinnovo e/o proroga concordati; 4. L'installazione degli impianti nelle aree esterne ai muri dei perimetri cimiteriali dovrà comunque assicurare la tranquillità e il decoro del luogo sacro. 5. Fermo restando quanto sopra specificato, i criteri da seguire in ordine di priorità per la localizzazione di impianti per la telefonia cellulare, sono i seguenti: a) Aree agricole, boschive o comunque verdi non abitative e non attrezzate, ad esclusione di aree sottoposte a particolari vincoli e prescrizioni per l impatto ambientale e paesaggistico, salvo l acquisizione del parere favorevole degli organi competenti; b) Aree industriali prevalentemente a bassa occupazione (discariche, depuratori, ecc.) e infrastrutture della viabilità (parcheggi, rotatorie, ecc.); c) Aree di rispetto cimiteriale; d) Altre aree solo se tutte le precedenti localizzazioni sono impossibili, inidonee 3
4 o insufficienti a garantire la copertura dei servizi e con l'obbligo del rispetto della zonizzazione delle aree sensibili così come definite dall'art. 5 del presente regolamento comunale. Gli impianti radiotelevisivi devono essere localizzati in aree industriali, agricole, boschive o comunque verdi non abitative e non attrezzate, ad esclusione di aree sottoposte a particolari vincoli e prescrizioni per l impatto ambientale e paesaggistico, salvo l acquisizione del parere favorevole degli organi competenti. 6. L eventuale installazione degli impianti di che trattasi in siti diversi, e perciò in deroga alle prescrizioni del presente Regolamento, fatto salvo il principio di minimizzazione, dovrà essere adeguatamente motivata e dovrà essere sottoposta all approvazione del Consiglio Comunale, previa acquisizione del parere dell Osservatorio Permanente sull Elettrosmog. 7. Gli impianti per la telefonia cellulare devono, di norma, essere collocati su aree e/o su immobili a destinazione non residenziale di proprietà comunale; ove ciò non sia possibile, possono essere posti su aree e/o su immobili a destinazione non residenziale di proprietà di altri soggetti pubblici o privati. 8. Al fine di ridurre l impatto visivo e facilitare le operazioni di controllo e monitoraggio è favorito l accorpamento degli impianti su strutture di supporto comuni o quantomeno all interno di siti comuni e preferibilmente in aree non densamente abitate al fine di ridurre il numero dei siti complessivi compatibilmente con le esigenze di copertura del servizio e per ottimizzare l utilizzo delle aree che ospitano gli impianti stessi. 9. Nella condivisione degli impianti i gestori devono mettere in atto tutte le misure idonee al perseguimento del principio di minimizzazione della esposizione ai campi elettromagnetici della popolazione eventualmente residente nelle aree di cui al presente articolo. 10. Compatibilmente con la natura del terreno e con le infrastrutture esistenti e al fine di limitare l impatto ambientale dei nuovi siti, sono favorite le installazioni interrate degli impianti tecnologici (shelter) collegati agli impianti di telefonia cellulare. 11. Nel territorio aperto, ove consentito, l eventuale inserimento di un nuovo impianto deve seguire i seguenti criteri: a) privilegiare nella scelta del sito aree già servite da viabilità ed accessibili, al fine di evitare di realizzare nuove infrastrutture a servizio della postazione; b) evitare impianti dotati di elementi particolarmente impattanti e tinteggiati con colorazioni vistose, qualora non in contrasto con le esigenze di sicurezza militari e/o civili. ART. 4 - DIVIETO DI INSTALLAZIONE DEGLI IMPIANTI 1. E stabilito il divieto dell installazione degli impianti: a) nelle aree sensibili così come definite dall art. 5; b) nelle aree soggette a Vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 142 del D.Lgs n Codice dei beni culturali e del paesaggio ad eccezione delle zone indicate con le lettere c), f), g) del medesimo articolo nelle quali l installazione/modifica è possibile previa l acquisizione del parere favorevole degli organi competenti; 4
5 c) In area soggetta a Vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 136 del D.Lgs n Codice dei beni culturali e del paesaggio, ad eccezione dei casi di cui all art. 3 comma 6 del presente Regolamento nei quali venga acquisito il parere favorevole degli organi competenti; d) Sugli immobili costituenti beni culturali ai sensi dell art. 10 del D.Lgs n Codice dei beni culturali e del paesaggio, ad eccezione dei casi di cui all art. 3 comma 6 del presente Regolamento nei quali venga acquisito il parere favorevole degli organi competenti; 2. I divieti di installazione di cui sopra non riguardano le installazioni di impianti realizzati da altri Enti pubblici (Protezione Civile, Carabinieri, Polizia, Forze Armate, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza, ecc.) se dichiarati necessari a garantire i servizi di pubblica utilità. ART. 5 - AREE SENSIBILI 1. Qualsiasi localizzazione deve tendere alla minimizzazione dell esposizione alle onde elettromagnetiche nei siti sensibili. 2. Per aree sensibili si intendono tutti gli edifici e loro pertinenze esterne adibiti a permanenze di persone non inferiori alle quattro ore giornaliere. In tali aree ricadono: a) Asili nido, scuole materne, scuole di ogni ordine e grado; b) Case di cura, case di riposo per anziani, centri di accoglienza; c) Strutture sanitarie pubbliche e private; d) Altri immobili o aree di particolare tutela ed attenzione. ART. 6 - INDIVIDUAZIONE CARTOGRAFICA DEGLI IMPIANTI 1. In sede di prima applicazione la cartografia comunale allegata al Piano di localizzazione degli impianti per la telefonia cellulare individua le ubicazioni idonee e localizza gli impianti esistenti, suddivisi per gestore. Successivamente potranno essere individuate nuove ubicazioni con le modalità e criteri definiti dal presente regolamento. 2. Gli impianti per la telefonia cellulare sono ammessi esclusivamente nelle ubicazioni rappresentate nelle planimetrie denominate RT_036_07_A1,- Cartografia per la localizzazione delle ubicazioni idonee all installazione di antenne per la telefonia mobile che, in Allegato A, costituisce parte integrante e sostanziale del presente regolamento. ART. 7 - CATASTO DEGLI IMPIANTI 1. L Ufficio Ambiente comunale cura il catasto degli impianti e l'aggiornamento cartografico delle localizzazioni degli impianti presenti sul territorio comunale. 2. Ai fini della formazione del catasto comunale, i gestori degli impianti per telecomunicazioni e radiotelevisivi sono tenuti a presentare al Comune, entro 90 giorni dall entrata in vigore del presente regolamento, apposita dichiarazione, 5
6 contenente la/le scheda/e tecnica/che dell impianto o degli impianti, con la specificazione delle caratteristiche radioelettriche e geometriche e la localizzazione. 3. Per ogni impianto esistente viene elaborata una scheda che ne riporta la localizzazione cartografica e ne descrive le caratteristiche. Ad ogni scheda saranno allegati tutti i documenti relativi al rilascio della autorizzazione, compresi i pareri A.R.P.A.V. ed U.L.S.S., ed i controlli effettuati. Capo III ART. 8 - PROGRAMMA ANNUALE E PROCEDURE DI VALUTAZIONE 1. L autorizzazione comunale di cui al Capo IV, art. 10, è subordinata preventivamente alla presentazione da parte dei soggetti aventi titolo del programma annuale di sviluppo delle reti ovvero del piano annuale delle installazioni degli impianti richiesti entro il 30 settembre di ogni anno. 2. La presentazione dei piani annuali delle installazioni degli impianti deve essere corredata da: a) planimetria con l ubicazione dei siti in servizio; b) planimetria con la proposta delle localizzazioni degli impianti secondo le indicazioni del Capo II art. 3; c) documentazione tecnica prevista all art. 13 del presente Regolamento comunale; d) relazione descrittiva che evidenzi le motivazioni e le finalità delle richieste. 3. Il piano annuale presentato da ciascun gestore è sottoposto al parere dell Osservatorio Permanente sull Elettrosmog di cui all art. 9; 4. l Osservatorio Permanente sull Elettrosmog valuta i Piani annuali entro novanta giorni successivi al 30 settembre; 5. l Osservatorio Permanente sull Elettrosmog può chiedere integrazioni alla documentazione presentata esclusivamente una volta sola. In tal caso l Osservatorio Permanente sull Elettrosmog valuta i Piani entro i 90 giorni successivi alla integrazione documentale. Nel caso in cui la documentazione non venga prodotta nei termine di 60 gg. dalla richiesta, il piano verrà archiviato. 6. l Osservatorio Permanente sull Elettrosmog ha il compito di verificare: a) il rispetto dei criteri di funzionalità ovvero la necessità di integrazione delle reti o della eventuale realizzazione delle stesse ai fini della copertura del servizio; b) il rispetto dei criteri di localizzazione previsti al Capo II, artt. 3, 4, 5; 7. Tale verifica si traduce nella determinazione del numero di impianti da installare nell arco dell anno e nella individuazione puntuale dei siti dove localizzare gli impianti; 8. I risultati della verifica devono essere sottoposti alla approvazione del Consiglio Comunale; 6
7 9. In caso di approvazione, tali risultati devono essere sottoscritti da Comune e soggetti richiedenti in un accordo di programma per il rispetto dei reciproci impegni; 10. I gestori, al fine di concordare lo sviluppo delle reti, devono comunicare all'ufficio Ambiente, entro 90 giorni dall entrata in vigore del presente Regolamento, tutti gli impianti già installati nel territorio comunale secondo le procedure previste all art. 7; 11. I Piani annuali approvati vengono pubblicati mediante affissione all Albo Pretorio del Comune. Il Comune provvede inoltre ad informarne la cittadinanza sui mezzi di informazione locale, compreso nel sito web del Comune. ART. 9 OSSERVATORIO PERMANENTE SULL ELETTROSMOG. 1. L Osservatorio Permanente sull Elettrosmog è costituto dai soggetti di cui al protocollo intesa allegato alla deliberazione di Consiglio Comunale n. 8 del L Osservatorio Permanente sull Elettrosmog può proporre di aggiornare, modificare, integrare il presente Regolamento nonché verificarne l attuazione e garantire una efficace valutazione dei piani annuali presentati dai gestori in relazione a tutti gli aspetti interessati con funzione propositiva e consultiva e con parere obbligatorio, non vincolante; 3. A tal fine l Osservatorio Permanente sull Elettrosmog può essere integrato per le sue attività da: a) Un esperto in pianificazione di impianti di cui all articolo 1, di comprovata professionalità e che non abbia rapporti di lavoro e/o collaborazione con i soggetti richiedenti, incaricato con atto ufficiale dal Comune; b) Il Dirigente dell Ufficio Ambiente, del servizio Gestione del territorio e Pianificazione urbanistica, dell Edilizia privata o i loro sostituti appositamente delegati. Capo IV ART. 10 AUTORIZZAZIONE DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA PER L ESERCIZIO 1. Ai sensi dell art. 87 del D.Lgs n. 259/2003 l Ufficio Ambiente riceve le denunce di inizio attività ovvero le richieste di autorizzazione comunale all installazione, alla riconfigurazione o alla modifica, anche solo radioelettrica, degli impianti di telefonia mobile e di quelli radiotelevisivi; 2. L autorizzazione Comunale di cui al comma precedente è rilasciata nel rispetto della tempistica del procedimento stabilita dall art. 87 del D.Lgs n. 259/2003; 3. La denuncia ovvero la domanda volta al rilascio dell'autorizzazione deve essere effettuata su modello conforme a quello stabilito dal D.Lgs n. 259/2003 e deve 7
8 contenere, oltre alla documentazione tecnica di cui all art. 13, gli estremi del permesso di costruire e di tutte le altre autorizzazioni rilasciate in conformità con le vigenti leggi statali e regionali e dei pareri A.R.P.A.V. ed U.L.S.S. 4. L Ufficio competente all istruttoria acquisisce i pareri: a) dell A.R.P.A.V., corredato dallo studio previsionale, e con raggio di 300 metri dalla nuova emittente, dei livelli massimi di esposizione ai campi elettromagnetici come generati dalla nuova installazione, con indicazione del presunto livello di esposizione causato dalla concomitante presenza di altre sorgenti a radiofrequenza. Nel suo parere l A.R.P.A.V. valuterà altresì l eventuale impatto acustico determinato dalle ventole di raffreddamento nel caso di impianti rumorosi; b) dell U.L.S.S. cui sarà appositamente inoltrata la documentazione fornita dal gestore ed il parere dell A.R.P.A.V., per i profili di propria competenza; c) qualora la localizzazione dell impianto lo richiedesse, l Ufficio competente dovrà acquisire anche i pareri e/o autorizzazioni di altri enti quali il Genio Civile, i Vigili del Fuoco. Per le zone soggette a tutela paesaggistico e ambientale dovranno essere rispettate le procedure di cui al D.Lgs n Codice dei beni culturali e del paesaggio. Capo V ART. 11 DOCUMENTAZIONE RICHIESTA PER IMPIANTI SOTTOPOSTI A PERMESSO DI COSTRUIRE 1. Le istanze per l installazione, la modifica, la riconfigurazione e l adeguamento degli impianti radioelettrici, ai fini del rilascio per permesso di costruire e della successiva autorizzazione comunale di cui all art. 11 o presentazione della denuncia di inizio attività di cui all art. 12, devono essere presentate allo Sportello Unico per l Edilizia e dovranno essere corredate dai seguenti atti e documenti: a) copia della concessione rilasciata dal Ministero delle Telecomunicazioni b) dati anagrafici, codice fiscale e partita I.V.A. del richiedente, dell esercente (se diverso dal richiedente) e del progettista. c) estratto del P.R.G. vigente relativo all'area interessata, nonché, ove l'area non sia di proprietà comunale, il titolo per la sua occupazione e utilizzo; d) estratto catastale dell'area circostante l'impianto; e) una dichiarazione da parte del richiedente o del gestore, firmata ed autenticata ai sensi del D.P.R n Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, con la quale si impegna a realizzare l impianto in conformità al progetto presentato ed autorizzato e di mantenerlo in esercizio conformemente ai livelli di progetto. f) una dichiarazione da parte del progettista, firmata ed autenticata ai sensi del D.P.R n. 445, con la quale si attesta che il progetto dell impianto rispetta i criteri locativi e di minimizzazione dell esposizione ai Campi Elettromagnetici previsti dalla legislazione vigente e dal presente regolamento. Il progettista deve essere abilitato all esercizio della professione nel campo oggetto della progettazione eseguita (il progetto firmato comprende le competenze nel settore edile, meccanica ed elettronica). 8
9 g) Progetto edilizio, da presentare in triplice copia, oltre a quelle necessarie per acquisire eventuali pareri, autorizzazioni o nulla-osta di altri enti redatto nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge e del vigente Regolamento Edilizio e comprendente la Relazione esaustiva nei seguenti punti: g.1. indirizzo ed ubicazione dell impianto; g.2. tipologia e modello dell apparecchiatura da installare; g.3. tipologia di utilizzo dell impianto; g.4. caratteristiche delle apparecchiature di produzione, modulazione, demodulazione, tipo e modello dell antenna trasmettente; g.5. costruttore, tipo e modello dell antenna trasmittente; g.6. caratteristiche radioelettriche delle sorgenti, quali: diagrammi di irradiazione orizzontale e verticale, completi della scala, inclinazione sull orizzonte dell asse e di massima irradiazione (tilt elettrico e meccanico); direzione di questo asse con riferimento ai punti cardinali, guadagno dell antenna (valore isotropico in decibel), altezze dell asse di massima irradiazione dall asse del traliccio o palo a cui è ancorata l antenna; g.7. massima potenza ammessa in antenna; g.8. massima potenza irradiata; g.9. canali di trasmissione radiati, larghezza di banda, frequenza dell onda irradiata, frequenza della modulazione in ampiezza; g.10. precisazioni di quali e quanti altri impianti di emissione di segnali a radiofrequenza sono installati nella zona interessata, fino ad una distanza di 500 m. dall impianto oggetto della richiesta; g.11. misure preventive di fondo elettromagnetico in un raggio di 300 m dal punto di insediamento del nuovo impianto. Tali misure di fondo devono essere effettuate in tutti quei punti ritenuti significativi ai fini di una valutazione cautelativa dell impatto elettromagnetico; g.12. valutazione teorica dei valori di campo elettromagnetico a seguito dell attivazione dell impianto negli stessi luoghi di cui al punto 11, tenendo conto della massima potenza irradiabile. Il software impiegato, quale modello previsionale di esposizione, deve essere riconosciuto come scientificamente valido sulla base di una certificazione nazionale e/o internazionale o pubblicazioni scientifiche accreditate. Il modello su cui è basato il software deve essere idoneo ed appropriato ed il software stesso deve essere garantito per il suo funzionamento come richiesto dalla norma CEI e successive varianti e/o modifiche; g.13. documentazione fotografica completa dello stato dei luoghi (riferita all area di intervento) ed elaborazione fotografica comprendente l inserimento dell impianto nuovo al fine di valutare l impatto ambientale e paesaggistico; g.14. elaborati grafici di rappresentazione del progetto, in opportuna scala di rappresentazione, in pianta ed in sezione, corredati da: carte topografiche in scala 1:2000 nelle quali sono evidenziate altitudine e coordinate geografiche del punto o zona di installazione, le caratteristiche altimetriche e le destinazioni d uso (civile abitazione, uffici ecc.) di tutti gli edifici compresi nella zona circostante in un raggio massimo di 200 metri, cartografia del sito in scala 1:2000 e 1:5000 riportante l ubicazione di altre sorgenti a radiofrequenza eventualmente presenti nel raggio di 500 metri dal punto di installazione dell impianto in oggetto; g.15. relazione sull impatto acustico ai sensi dell art. 8 comma 2 della legge n. 447/95, qualora sia prevista l installazione di apparecchiature rumorose come ad esempio ventilatori ecc. 9
10 2. Ai fini del rilascio del permesso di costruire, è necessaria l acquisizione del parere vincolante dell Ufficio Ambiente che si esprimerà sulla compatibilità e conformità dell impianto con la programmazione comunale ed il presente regolamento. ART. 12 ATTESTAZIONE DI CONFORMITA E COMUNICAZIONE DI ENTRATA IN ESERCIZIO 1. La messa in funzione degli impianti sottoposti a permesso di costruire è subordinata alla definizione della pratica edilizia con presentazione del certificato di regolare esecuzione dei lavori e delle altre certificazioni previste dalla normativa edilizia, nonché della presentazione all Ufficio Ambiente comunale da parte del direttore dei lavori di una dichiarazione di fine lavori firmata e autenticata ai sensi dell art. 21 del D.P.R. N. 445/2000 attestante la conformità e la corrispondenza dell impianto rispetto al progetto autorizzato; 2. In assenza dell attestazione di conformità l impianto non potrà essere attivato; 3. Entro 30 giorni dall attivazione, il soggetto gestore dovrà dare apposita comunicazione di entrata in esercizio di ciascun impianto concesso sia all Ufficio comunale competente che all A.R.P.A.V. per le verifiche di competenza. ART. 13 IMPIANTI MOBILI SU CARRELLO, IMPIANTI PROVVISORI 1. I soggetti interessati alla installazione di impianti mobili su carrello e/o impianti provvisori devono darne comunicazione al Comune almeno 30 giorni prima dell effettivo inizio dei lavori indicando: a) l'ubicazione dell'impianto; b) il tipo, il modello, le dimensioni e la ditta costruttrice di ciascuna antenna trasmittente, con indicate le seguenti caratteristiche: 1) i diagrammi di irradiazione sul piano orizzontale e sul piano verticale; 2) la direzione di massima irradiazione in gradi nord; 3) l'inclinazione sull'orizzontale della direzione di massima irradiazione; 4) il guadagno dell'antenna; 5) l'altezza dal suolo del centro elettrico dell'antenna; 6) la polarizzazione; 7) la frequenza utilizzata; 8) la potenza massima immessa in antenna. 2. Il Comune può chiedere al gestore una diversa collocazione degli impianti di cui al presente articolo nel rispetto dei propri criteri localizzativi e standard urbanistici. L installazione di impianti mobili su carrello e/o impianti provvisori necessita dei pareri A.R.P.A.V. ed U.L.S.S.- La durata massima di tali installazioni non può essere superiore a tre mesi. Trascorso il predetto termine si intende che l impianto è realizzato in assenza di permesso di costruire. Non è possibile spostare l impianto entro un raggio di m 200 per eludere il limite temporale dei tre mesi. 10
11 ART PONTI RADIO O IMPIANTI ASSIMILABILI 1. I soggetti interessati alla installazione di impianti di telecomunicazione diversi, quali ponti radio o assimilabili, devono darne comunicazione al Comune almeno 45 giorni prima dell effettivo inizio dei lavori indicando: a) l'ubicazione dell'impianto; b) il tipo, il modello, le dimensioni e la ditta costruttrice di ciascuna antenna trasmittente, con indicate le seguenti caratteristiche: 1) i diagrammi di irradiazione sul piano orizzontale e sul piano verticale; 2) la direzione di massima irradiazione in gradi nord; 3) l'inclinazione sull'orizzontale della direzione di massima irradiazione; 4) il guadagno dell'antenna; 5) l'altezza dal suolo del centro elettrico dell'antenna; 6) la polarizzazione; 7) la frequenza utilizzata; 8) la potenza massima immessa in antenna. 2. L installazione degli impianti di cui al presente articolo necessita dei pareri A.R.P.A.V. ed U.L.S.S.- ART. 15 IMPIANTI DI ALTRI ENTI PUBBLICI 1. Tutti gli Enti pubblici diversi dal Comune ivi compresi le Forze armate e le Forze di Polizia che abbiano necessità di installare impianti di cui all articolo 1 del presente Regolamento devono inviare all Ufficio Ambiente del Comune, 45 giorni prima dell effettivo inizio dei lavori, una comunicazione in cui si dichiara che tali impianti servono a garantire l espletamento dei propri servizi di pubblica utilità o diretti alla difesa nazionale; 2. In caso contrario valgono le procedure di cui al presente Regolamento; 3. In ogni caso resta invariato l obbligo di legge per il rispetto dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici di cui al DM 381/98. ART INDIRIZZI PER LA PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI 1. I soggetti interessati ad installare e/o mantenere impianti di cui al presente regolamento devono utilizzare la migliore tecnologia disponibile e praticabile al momento della richiesta, per ridurre al livello più basso possibile i campi elettromagnetici; 2. Salvo che contrasti con il principio della minimizzazione dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici viene favorito l uso comune di un unico palo/traliccio tra più gestori; 11
12 3. Gli impianti dovranno essere conservati e mantenuti con cura sia per finalità estetiche e di decoro, sia per garantire l efficacia delle misure di protezione adottate ai fini del contenimento delle emissioni dei campi elettromagnetici; 4. Le stazioni radio base e tutti gli impianti di telefonia mobile, ivi compresi quelli già esistenti, in posizione visibile da area pubblica dovranno obbligatoriamente essere individuati con un cartello in materiale resistente di dimensioni A4 indicante i seguenti dati: a) data di installazione dell'impianto; b) nome del gestore proprietario dell'impianto; c) tipo impianto (GSM, UMTS, ponte radio ecc.); d) frequenze utilizzate; e) potenza di uscita per singolo trasmettitore in Watt ed il valore totale espresso in Watt; f) altezza del centro dell antenna in metri. Capo VI Art AZIONI DI RISANAMENTO 1. Il Comune promuove azioni di risanamento degli impianti ai sensi della legge n. 36/2001, n. 66/2001, del D.M. 381/ Qualora l Amministrazione Comunale, avvalendosi dell A.R.P.A.V. e del Dipartimento di prevenzione dell U.L.S.S., riscontri livelli di campo superiori ai limiti e ai valori previsti dal D.M. 381/98 ordina al gestore dell'impianto di attuare tutte le azioni di risanamento necessarie per l'immediata riconduzione ai limiti e valori stabiliti dalla legge. Le azioni volte al risanamento degli impianti sono attuate a cura e spese dei titolari degli stessi e sono effettuate nei tempi e con le modalità disposte dal Comune. 3. Le azioni di risanamento sono finalizzate inoltre al rispetto dei criteri localizzativi di cui al Capo II del presente Regolamento ed al conseguimento del principio di minimizzazione. A tal fine il Comune si impegna a trovare accordi con i gestori. ART RILOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI 1. Il Comune dispone la rilocalizzazione degli impianti quando: Gli impianti sono installati in aree identificate come non idonee dal Comune secondo quanto previsto dal presente Regolamento ovvero nelle aree, su fabbricati, su immobili dove è vietata la localizzazione ai sensi del Capo II, art. 4, del presente Regolamento comunale; E' accertata l'impossibilità di garantire il rispetto del principio di minimizzazione attraverso le azioni di risanamento; In accordo con i gestori qualora vengano individuate aree più idonee. 12
13 2. L'individuazione delle aree più adeguate alla nuova localizzazione avviene previa consultazione dell Osservatorio Permanente sull Elettrosmog nel rispetto delle vigenti norme statali e regionali e tenendo conto dei criteri per la localizzazione degli impianti previsti al Capo II, art. 3, del presente Regolamento comunale; 3. I termini per la presentazione dei progetti per la rilocalizzazione degli impianti sono indicati nelle specifiche ordinanze comunali e comunque non oltre un anno dall entrata in vigore del presente Regolamento. Capo VII ART FUNZIONI DI VIGILANZA E CONTROLLO 1. Le funzioni di vigilanza e di controllo è esercitata dal Comune avvalendosi dell A.R.P.A.V. e del Dipartimento di prevenzione dell U.L.S.S. in base alle rispettive competenze e secondo quanto disposto dalla normativa nazionale e regionale vigente. 2. Tutti gli impianti presenti sul territorio comunale possono essere sottoposti ad ulteriori controlli, programmati, effettuati dall A.R.P.A.V, su richiesta dell Ufficio comunale Ambiente. Il controllo deve essere finalizzato a verificare il non superamento dei limiti di esposizione previsti dalla normativa statale ed il mantenimento dei parametri tecnici dell impianto dichiarato dal gestore al momento della richiesta dell autorizzazione. 3. Oltre a quanto previsto dal comma 2 del presente articolo il Comune può esercitare la sua funzione di controllo e vigilanza dei livelli di campo elettromagnetico emessi dagli impianti per telefonia cellulare attraverso delle campagne di rilevamento finanziate dal Comune. La scelta della posizione delle centraline sarà concordata con i rappresentanti dei cittadini e/o dei comitati interessati. I controlli delle suddette centraline saranno gestiti direttamente dall Amministrazione comunale al fine di monitorare in continuo, 24 ore su 24, i limiti ed i valori di esposizione ai campi elettromagnetici della popolazione. 4. Il Comune garantisce l'accesso dei dati delle misure a tutti i cittadini, su semplice richiesta, con pubblicazione nel sito web del Comune. 5. Il Comune, tramite l Ufficio Ambiente, controlla altresì l'avvenuta adozione, a cura del gestore, di tutte le misure di cautela relative sia alla limitazione dell'accesso alle zone esposte alle emissioni degli impianti che alla segnalazione adeguata dei possibili rischi. ART SANZIONI AMMINISTRATIVE Capo VIII 1. In caso di inosservanza al presente Regolamento si applicano le sanzioni previste dalla normativa statale o regionale o, in mancanza, quelle di cui al vigente Regolamento comunale sulle sanzioni amministrative. 13
14 ART. 21 PARTECIPAZIONE ED INFORMAZIONE 1. Il Comune assicura alla cittadinanza ed a tutti gli interessati, nel rispetto delle forme previste dalle leggi statali e regionali, la partecipazione al procedimento di formazione del programma annuale delle installazioni e promuove le iniziative di informazione e divulgazione alla cittadinanza dell attività di vigilanza e monitoraggio compiuta. ART ENTRATA IN VIGORE 1. Il presente Regolamento entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione all Albo Pretorio Comunale. *************** 14
Comune di Villafranca di Verona Deliberazione n 49 / 2010 del 09/11/2010 Prot. n... VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE OGGETTO : APPROVAZIONE REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE DI IMPIANTI DI