Source: http://briguglio.asgi.it/immigrazione-e-asilo/1998/novembre/asilo-emendamenti-bonetti.html
Timestamp: 2019-06-27 03:26:52+00:00
Document Index: 93393825

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 24', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 87', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 10']

OSSERVAZIONI CIRCA IL DDL
(APPROVATO DAL SENATO DELLA REPUBBLICA IL 5 NOVEMBRE 1998)
Il testo del ddl apporta un notevole miglioramento del trattamento dello straniero a cui è riconosciuto il diritto dasilo e indubbiamente accresce le misure di sostegno degli organismi pubblici e privati preposti al sostegno di costoro.
E altresì migliorata la disciplina di talune procedure e delle garanzie durante lesame della domanda di asilo.
Tuttavia il testo del ddl presenta alcuni difetti, alcuni non privi di profili di illegittimità costituzionale.
1) Anzitutto la definizione dei titolari del diritto dasilo appare assai mal formulata, tanto da prevedere una restrizione costituzionalmente illegittima del diritto dasilo previsto dallart. 10, c. 3 Cost., nel senso che lart. 1, comma 1, lett. b) ddl sembra collegare gli impedimento allesercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana al solo pericolo attuale per la propria vita o a restrizioni gravi della libertà personale, dimenticando che la Costituzione prevede molte altre libertà democratiche oltre alla libertà personale e dimenticando che comunque la gravità o meno delle restrizioni appare assai opinabile allorchè un Paese si trovi in tutto o in parte nel corso di una guerra civile, di un conflitto o di disordini gravi e generalizzati.
*** E dunque indispensabile inserire una definizione che colleghi espressamente tutte le libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana con i pericoli di danni derivanti da situazioni di guerra o di guerra civile o di aggressione esterna o di occupazione o di dominio straniero o di violenza generalizzata o di gravi, persistenti e generalizzati turbamenti dell`ordine pubblico (cfr. emendamento 2.1).
In primo luogo dunque alcuni casi di inammissibilità e di manifesta infondatezza della domanda di asilo appaiono assai discutibili sotto il profilo giuridico.
Si prevede infatti linammissibilità anche in caso di condanna non definitiva per un grave delitto di diritto comune commesso allestero senza prevedere che debba trattarsi di casi in cui sia già stato adottato dalle competenti autorità italiane il provvedimento di estradizione o riconoscimento della sentenza penale straniera, per i quali il codice di procedura penale impone comunque di verificare che allestero siano stati rispettati i diritti della difesa e che non vi siano condanne a morte o trattamenti inumani o degradanti o comunque contrari ai diritti fondamentali.
Si prevede altresì linammissibilità nei casi in cui lautorità amministrativa ritenga che la persona appartenga alle categorie delle persone sottoponibili per legge a misure di prevenzione, senza prevedere che si tratti di casi in cui lautorità giudiziaria abbia già verificato la sussistenza dei concreti ed attuali elementi della pericolosità del soggetto e perciò abbia già applicato nei suoi confronti una determinata misura di prevenzione.
Infine si consente ai funzionari di prefettura competenti a svolgere il pre-esame di decidere la manifesta infondatezza della domanda anche in casi in cui i parametri (dichiarazioni o elementi inconsistenti, generici e privi di sostanza; domanda incoerente o cotraddittoria o inverosimile) appaiono tanto vaghi fino al punto che di fatto si consente agli addetti al pre-esame, privi di alcuna approfondita preparazione in materia, di entrare nel merito dellesame delle domande di asilo (e così si impedisce un esame del merito della domanda da parte della Commissione centrale), con una valutazione immediatamente esecutiva e sostanzialmente improntata ad una accentuata discrezionalità amministrativa, le cui conseguenze sono gravi ed irreparabili per leffettivo godimento di un diritto soggettivo costituzionalmente previsto di cui è titolare lo straniero, se si pensa che il ddl non ne consente allinteressato limpugnazione dallItalia .
In secondo luogo infatti il ddl prevede che la decisione negativa alla fine del pre-esame impedisce lesame del merito della domanda di asilo ed è impugnabile dallo straniero con un ricorso al TAR, la cui presentazione è priva di effetto sospensivo dei provvedimenti di espulsione o di respingimento: il richiedente asilo è subito rinviato con la forza nel territorio di quel Paese da cui fugge e da là ha facoltà di presentare ricorso al TAR
Le gravissime conseguenze di una disposizione del genere sono evidenti: nei casi in cui il provvedimento negativo del pre-esame fosse illegittimo e dunque la domanda di asilo non manifestamente infondata lo straniero sarebbe rinviato in quello stesso territorio nel quale a causa della presecuzione subita o temuta o di eventuali situazioni belliche difficilmente potrebbe accedere ai consolati italiani per presentare il ricorso e, soprattutto, potrebbe subire quei pregiudizi gravi e irreparabili alla propria vita e libertà personale e alla libertà democratiche, che sono a fondamento stesso del diritto di asilo.
E dunque evidente che una simile disciplina del pre-esame deve essere mutata perchè altrimenti finisce per violare sia il diritto dasilo previsto dallart. 10, comma 3 Cost., sia il diritto alla difesa garantito dallart. 24 Cost. Se così non avvenisse sarebbe inevitabile affermare che le disposizioni del ddl che migliorano il trattamento degli asilanti e lesame del merito della domanda di asilo sarebbero comunque poco fruibili da molti richiedenti asilo, poichè talune delle sue norme di fatto consentono discrezionalmente alla P.A. di sopprimere la base stessa del diritto dasilo, cioè laccesso alla procedura.
Infine si osserva che la previsione che lallontanamenento arbitrario del richiedente asilo dal territorio del Comune in cui avrebbe dovuto restare nei casi in cui il pre-esame abbia una durata più lunga del normale produca un trattenimento automatico nei centri di permanenza temporanea viola lart. 13 Cost. che prevede che misure limitative della libertà personale devono comunque essere disposte dallautorità giudiziaria. Sarebbe più semplice e legittimo prevedere che tale comportamento comporti una rinuncia automatica alla domanda dasilo e ladozione dei provvedimenti di respingimento o di espulsione.
I) la limitazione dei casi di inammissibilità della domanda a situazioni strettamente indispensabili e giuridicamente obbligatorie: lamplimento del concetto di "transito" attraverso un altro Paese firmatario della Convenzione di Ginevra anche al soggiorno per meno di 3 mesi, nei casi in cui, come spesso accade, sia un tempo localmente indispensabile per organizzare effettivamente il viaggio verso il territorio italiano (cfr. emendamento 6.4 lett. b), il riferimento alle condanne per delitti di diritto comune commesso allestero ai soli casi in cui le competenti autorità italiane abbiano adottato i provvedimenti di estradizione o di esecuzione in Italia della sentenza penale straniera (cfr. emendamento 6.4. lett. c), il riferimento alle convenzioni internazionali in vigore in Italia e non a quelle (anche non in vigore) a cui lItalia aderisce (cfr. emendamento 6.4 lett. d), il riferimento ai soli casi di soggetti a cui sia già stata applicata una misura di rpevenzione da parte dellautorità giudiziaria (cfr. emendamento 6.4. lett. e);
II) la delimitazione con criteri più oggettivi e giuridicamente precisi dei casi di manifesta infondatezza delle domande di asilo attraverso leliminazione di ogni riferimento ad atti non vincolanti dellUnione europea (cfr. emendamento 6.5) e la sostituzione di alcuni criteri del tutto vaghi con elementi più oggettivi che fanno riferimento a casi in cui sia palese il tentativo dello straniero di occultare alle autorità italiane la propria identità o di riferirsi a documentazione o a circostanze false o contraffatte (cfr. emendamento 6.5 lett. b), c);
III) lampliamento delle situazioni di ammissibilità presunta delle domande di asilo ai casi in cui lesame delle domande da parte della Commissione sia richiesto dai rappresentanti dellACNUR o delle organizzazioni non governative e ai casi in cui sussistano elementi che potrebbero dare luogo alla decisione della Commissione di impossibilità temporanea al rimpatrio (cfr. emendamento 6.6);
IV) la facoltà per il richiedente asilo di presentare (anche per le vie brevi) ricorso al TAR contro i provvedimenti negativi ad esito del pre-esame entro 48 ore, con effetto sospensivo dellesecuzione dei provvedimenti di respingimento e di espulsione, ma con la contestuale instaurazione obbligatoria della misura del trattenimento dello straniero ricorrente fino allesito del giudizio del TAR; il giudice amministrativo convalida il trattenimento, decide il ricorso con giurisdizione esclusiva estesa al merito, deve sentire lo straniero con lassistenza di un interprete e di un difensore da nominarsi anche dufficio che deve comunque compiersi in tempi brevi (15 giorni dalla presentazione del ricorso); lespulsione o il respingimento sarebbero eseguibili soltanto dopo il rigetto del ricorso al TAR e a tal fine si consente unulteriore proroga per 20 giorni del trattenimento dello straniero (cfr. emendamenti 6.7 e 6. 8);
V) lestensione dei principi del contraddittorio durante il pre-esame (cfr. emendamento 6.2);
VI) la previsione che lallontanamenento arbitrario del richiedente asilo dal territorio del Comune in cui avrebbe dovuto restare nei casi in cui il pre-esame abbia una durata più lunga del normale comporti la rinuncia alla domanda dasilo e limmediata adozione dei provvedimenti di respingimento o di espulsione (cfr. emendamento 6.10).
Limparzialità comporta anzitutto che nei giudizi di ogni sezione confluiscano non soltanto le conoscenze delle Amministrazioni centrali dello Stato (i cui membri costituiscono lassoluta maggioranza di ogni sezione e di cui occorre comunque garantire una estrazione qualificata effettivamente pertinente alla competenze della Commissione) e della ricerca universitaria, ma anche le conoscenze delle organizzazioni del privato sociale stabilmente operanti in favore degli stranieri e dei diritti umani.
Limparzialità comporta poi lindipendenza di ogni membro da altri organi e leffettiva disponibilità di tempo da altre occupazioni e ciò deve essere assicurato mediante una espressa irrevocabilità dei membri della Commissione, la messa in aspettativa di tutti i membri che appartengano alla P.A. (il che rende superflua la previsione della nomina di sostituti dei componenti della Commissione), e la previsione di una retribuzione pari a quella dei magistrati di cassazione.
5) Si osserva inoltre che il ddl ha rilevanti lacune circa la tutela dellunità familiare durante lesame della domanda di asilo.
Al fine di impedire effettivamente che di fatto non si produca mai una separazione dei nuclei familiari di persone che abbiano chiesto asilo in Italia occorrono ulteriori e più puntuali garanzie.
I) la possibilità che qualora tutti i componenti di un nucleo familiare presentino domanda di asilo laudizione da parte della Commissione sia svolta nei confronti di una sola persona e il riconoscimento del diritto dasilo riguardi lintero nucleo familiare (emendamento 4.8),
IV) lannotazione dei minori di età inferiore a 14 anni sul permesso di soggiorno per asilo dei genitori (cfr. emendamento 11.4).
6) Poichè lesame della domanda di asilo è il momento essenziale al fine di consentire ai pubblici poteri e allindividuo un equilibrato ed approfondito esame della sussistenza dei requisiti in presenza dei quali deve essere riconosciuto il diritto dasilo appaiono carenti sotto diversi profili le garanzie procedurali durante lesame della domanda.
III) In considerazione dellimportanza che laudizione diretta dello straniero da parte della Commissione può avere nellesame della domanda di asilo occorre altresì che i membri della sezione che devono essere presenti allaudizione siano non inferiori alla metà dei membri della sezione che poi dovrà pronunciarsi e siano di estrazione complessivamente più equilibrata ed eterogenea (cfr. emendamento 7.8).
IV) Infine poichè è ovvio che il rigetto della domanda di asilo nega allo straniero il godimento di un diritto soggettivo costituzionalmente previsto e può produrre effetti gravi e irreparabili sulla vita dello straniero e della sua famiglia, è necessario che tale grave decisione sia adottata soltanto con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei membri della sezione della Commissione (cfr. emendamento 8.5) e sia sempre revocabile da parte della Commissione stessa sulla base di fatti nuovi o di nuovi elementi probanti (cfr. emendamento 8.7).
III) la gratuità di tutti gli atti del procedimento giurisdizionale in materia (cfr. emendamento 10.8).
II) un procedimento contenzioso, del quale al rifugiato si dia notizia preventiva e documentata e nel quale egli, assistito da un difensore, possa produrre, se lo desidera, controdeduzioni agli addebiti e agli elementi fornitigli dalla Commissione centrale ed essere direttamente ascoltato dalla Commissione stessa (cfr. emendamento 13.2);
III) la precisazione che in caso di cessazione dellasilo lo straniero mantiene la carta di soggiorno che gli sia stata rilasciata (salva la cancellazione della menzione dellasilo) e ha comunque diritto di ricevere un permesso di soggiorno se si trova in consolidate situazioni di lavoro, studio, famiglia ecc. (cfr. emendamento 13.4);
IV) la garanzia di uneffettiva volontarietà di ogni atto di rinuncia al dieritto dasilo (cfr. emendamento 13.7).
10) Criticabili appaiono alcune norme dal punto di vista del collegamento col resto del sistema legislativo.
Appare infatti incongrua e inutilmente complicata la previsione di due distinti regolamenti di attuazione, uno previsto dallart. 3 riguarda le norme organizzative della Commissione e dei giudizi portati al suo esame (da emanarsi entro 60 giorni) e laltro previsto dallart. 16 riguardante le misure di assistenza e di integrazione sociale nei confronti di rifugiati e richiedenti asilo (da emanarsi entro 90 giorni), questultimo formulato in modo confuso e non privo di profili di illegittimità costituzionale, perchè il ddl ne attruibuisce lemanazione al al Presidente del Consiglio dei Ministri, quando invece il citato art. 17 della legge 400/1988 in attuazione dellart. 87 Cost. prevede che il regolamento di attuazione sia emanato dal Presidente della Repubbblica. Si tratta di due regolamenti distinti su materie strettamente collegate e da emanarsi secondo termini differenti e difficilmente rispettabili dal Governo se si pensa che comunque il parere del Consiglio di stato deve essere dato entro 45 giorni.
E poi contraddittoria con le nuove leggi sullimmigrazione (cfr. artt. 32 e 33 L. n. 40/1998) che prevedono il diritto-dovere del richiedente asilo di iscriversi al servizio sanitario nazionale e che in ogni caso prevedono anche la tutela della maternità e lerogazione delle vaccinazioni obbligatorie anche dei non iscritti al Servizio sanitario nazionale, la previsione del ddl che in materia di assistenza sanitaria del richiedente asilo gli consente soltanto cure ospedaliere ed ambulatoriali per infortunio e malattia (e non anche per maternità) e sembra non consentirgli di iscriversi al Servizio sanitario nazionale.
IV) la fruizione delle norme più favorevoli della nuova legge da parte dei richiedenti asilo che abbiano presentato domanda di asilo prima dellentrata in vigore della nuova legge (cfr. emendamento 17.2);
V) la delega legislativa al Governo per lemanazione di un nuovo T.U. delle norme legislative di disciplina della condizione giuridica dello straniero e lemanazione di un unico regolamento di atuazione (cfr. emendamento 19).
Alla lettera b) del comma 1 dellarticolo 2 sostituire il testo delle parole "in quanto effettivamente impedito nellesercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana ed esposto a pericolo attuale per la vita propria o dei propri familiari ovvero a restrizioni gravi della libertà personale" con le seguenti
in quanto si trova nelleffettiva necessità di salvare sé o i propri familiari dal pericolo attuale di subire nel territorio di tale Paese danni alla propria vita o sicurezza o libertà personale o ad altre libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, a causa di situazioni di guerra o di guerra civile o di aggressione esterna o di occupazione o di dominio straniero o di violenza generalizzata o di gravi, persistenti e generalizzati turbamenti dell`ordine pubblico.
Dopo il primo periodo del comma 2 dellarticolo 4 aggiungere il seguente periodo:
Nei casi previsti dal presente comma la Commissione centrale può procedere, salvo diversa richiesta degli interessati, all`audizione di un solo membro della famiglia, con preferenza per le persone adulte, e adotta la decisione su ciascuna domanda di asilo presentata da ciascuno degli appartenenti al nucleo familiare tenendo conto della sussistenza dei requisiti che in base alla presente legge sono a fondamento del diritto di asilo di almeno uno dei membri del nucleo familiare; in tale caso la decisione produce i medesimi effetti per ciascuno dei componenti del nucleo familiare, salvo che per coloro per i quali sussista una delle cause di inammissibilità indicate nel comma 4 dellarticolo 6 e non sussistano le circostanze indicate nel comma 6 dellarticolo 6.
nè un periodo di soggiorno in tale Stato inferiore a tre mesi, durante i quali, tenuto conto delle specifiche circostanze del caso, non abbia potuto richiedere asilo alle autorità di quello Stato in base alla legislazione vigente e alla prassi amministrativa ivi praticata
,per il quale le competenti autorità italiane prima della presentazione della domanda di asilo abbiano già adottato il provvedimento di concessione dellestradizione o la sentenza di riconoscimento della sentenza penale straniera,
Nella lettera e) del comma 4 dellarticolo 6 sopprimere le parole "o risulti pericoloso per la sicurezza dello Statoi" e sostituire le parole "ovvero qualora sia stata applicata" con le seguenti parole:
6.5 b), c).
b) sussistono elementi concreti ed attuali, in base ai quali si può ritenere che lo straniero dopo l`ingresso nel territorio italiano e comunque prima dello svolgimento del pre-esame abbia distrutto, alterato o occultato il proprio passaporto o documento di viaggio o altri documenti di identificazione ovvero nella domanda di asilo abbia fornito generalità che si rivelino successivamente false o comunque si rifiuti di fornire alle autorità italiane le proprie generalità; in ogni caso non è considerata manifestamente infondata la domanda per il solo fatto che sia stata presentata da persona che, al fine di riuscire ad allontanarsi dal territorio del Paese di provenienza e a raggungere il territorio di altri Paesi per ottenere protezione o asilo, abbia usato documenti di viaggio falsi o contraffatti;
c) gli elementi o i motivi posti a fondamento della domanda sono provati soltanto mediante elementi di prova manifestamente falsi o contraffatti ovvero si riferiscono esclusivamente a fatti avvenuti in passato e privi di alcun effetto attuale o futuro sul richiedente asilo o sui suoi familiari ovvero sono fondati su circostanze del tutto estranee alla situazione del richiedente asilo o dei suoi familiari ovvero si riferiscono a circostanze prodotte fraudolentemente prima o dopo lespatrio dal Paese di origine o di stabile residenza al solo fine di fornire elementi di prova a sostegno della domanda di asilo ovvero.
, e nel caso in cui sussistono elementi di carattere umanitario rilevanti ai fini della decisione di impossibilità temporanea al rimpatrio ai sensi dellarticolo 9, nonchè qualora il delegato dellAlto Commissariato delle Nazioni unite o dellOrganizzazione da esso indicata faccia espressa e motivata richiesta scritta al funzionario delegato al pre-esame affinchè la domanda di asilo sia comunque portata allesame della Commissione centrale.
In caso di esito negativo del pre-esame il provvedimento di inammissibilità della domanda di asilo o quello di manifesta infondatezza della domanda sono adottati dal delegato della Commissione con atto scritto e motivato consegnato allinteressato unitamente ad una traduzione in lingua a lui conosciuta o, in mancanza, in inglese o francese o spagnolo o arabo, recante anche le modalità di impugnazione. Copia del provvedimento deve essere inviata immediatamente al dirigente di polizia di frontiera o al Prefetto, i quali dispongono rispettivamente il provvedimenti di respingimento o il provvedimento amministrativo di espulsione ai sensi degli articoli 8 e 11 della legge 6 marzo 1998, n. 40 che sono eseguibili non prima di 72 ore dal momento della consegna al richiedente del provvedimento. Durante tale periodo è comunque disposto il trattenimento dello straniero nei centri di permanenza temporanea e assistenza indicati nel comma 9 e secondo le procedure previste dallarticolo 12, commi 3, 4, 5, e 6 della legge 6 marzo 1998, n. 40. Non si fa luogo ai provvedimenti di trattenimento, di respingimento e di espulsione se il richiedente asilo abbia i requisiti per il soggiorno regolare in Italia ad altro titolo ovvero appartenga ad un unico nucleo familiare che abbia presentato contemporaneamente domanda di asilo ai sensi dellarticolo 4, comma 8, nel quale è ritenuta non manifestamente infondata e ammissibile la domanda di asilo presentata da almeno uno dei membri del nucleo familiare; in tale ultimo caso è rilasciato il permesso di soggiorno per richiesta di asilo anche ai familiari la cui domanda sia stata ritenuta inammissibile o manifestamente infondata.
Contro i provvedimenti di inammissibilità della domanda di asilo e quelli di manifesta infondatezza della domanda è ammesso ricorso al tribunale amministrativo regionale del luogo di dimora dello straniero. Il ricorso deve essere presentato entro 48 ore dal ricevimento del provvedimento e può essere presentato direttamente dallinteressato in lingua straniera e per le vie brevi e contestualmente al ricevimento del provvedimento. La presentazione del ricorso sospende lesecuzione del provvedimento di respingimento o di espulsione fino alla pronuncia del TAR e comporta la proroga del trattenimento dello straniero presso uno dei centri di permanenza temporanea e assistenza più vicino tra quelli indicati al comma 11 fino alla comunicazione della decisione del TAR e fino ai 20 giorni successivi al deposito dellordinanza del tribunale. Se lo straniero entro il termine utile non presenta il ricorso giurisdizionale le forze di polizia provvedono allesecuzione del respingimento o dellespulsione con accompagnamento immediato alla frontiera. I funzionari addetti al pre-esame o i funzionari di polizia che ricevono il ricorso lo trasmettono immediatamente, anche per le vie brevi o per via telematica o via fax, alla segreteria del Tribunale amministrativo regionale competente, insieme ad una copia di tutti gli atti relativi alla domanda di asilo, al pre-esame e alleventuale provvedimento che dispone la misura del trattenimento. Entro le 48 ore successive alla presentazione del ricorso il presidente del TAR dispone con proprio decreto la convalida delleventuale provvedimento di trattenimento, la fissazione della data delludienza per la trattazione del ricorso entro i successivi dieci giorni, la nomina, ove necessario, dellinterprete e di un difensore dufficio, ove lo straniero sia sprovvisto di un difensore di fiducia, osservando a tal fine lart. 11 della legge 6 marzo 1998, n. 40. La segreteria del tribunale dà immediata comunicazione del decreto al Prefetto, al Questore, allAvvocatura dello Stato, allo straniero e al suo difensore. Nel giudizio sui ricorsi avverso i provvedimenti di cui al presente comma il giudice amministrativo decide con giurisdizione esclusiva estesa al merito. Il Tribunale amministrativo regionale, sentito linteressato, con lassistenza di un interprete, e il suo difensore, nonchè lAvvocatura dello Stato, si pronuncia mediante ordinanza che deve essere depositata non oltre il termine perentorio di quindici giorni dalla data di presentazione del ricorso e deve essere immediatamente comunicata, anche per le vie brevi e per via telematica o via fax, alla Commissione centrale, al Prefetto, al Questore, allinteressato e al suo difensore. Con lordinanza di annullamento del provvedimento impugnato il giudice dispone anche lannullamento delleventuale provvedimento di respingimento o di espulsione e il correlato provvedimento di trattenimento dello straniero e dispone che il Questore trasmetta immediatamente tutti gli atti relativi alla domanda di asilo allesame della Commissione centrale e rilasci allo straniero il permesso di soggiorno per richiesta di asilo. Con lordinanza con cui respinge il ricorso il Tribunale amministrativo regionale dispone altresì lulteriore proroga del trattenimento dello straniero per i successivi 20 giorni; in tali casi si provvede allesecuzione immediata, anche in pendenza di ricorso contro lordinanza, del respingimento o dellespulsione dello straniero con accompagnamento alla frontiera ad opera delle forze di polizia. Tutti gli atti concernenti i procedimenti giurisdizionali previsti nel presente comma sono esenti da ogni imposta o tributo.
Lallontanamento arbitrario dello straniero dal territorio comunale comporta la rinuncia alla domanda di asilo e in tal caso il delegato al pre-esame adotta comunque la decisione di manifesta infondatezza della domanda di asilo e la trasmette immediatamente al Questore e al Prefetto al fine di adottare tempestivamente i provvedimenti di respingimento o di espulsione con accompagnamento alla frontiera.
Nel comma 1 dellart. 10 sopprimere le parole "o di tutela delle relazioni internazionali".
Nel comma 4 dellarticolo 11 sostituire le parole "minori segnalati sui documenti dei genitori" con le seguenti parole:
minori di età inferiore a 14 anni, che devono essere iscritti sul permesso di soggiorno dei genitori o della persona che ne abbia legalmente la tutela o laffidamento.
Alla fine del comma 2 dellarticolo 13 sostituire le parole "dichiara la estinzione del diritto di asilo e ne dà immediata comunicazione alla competente qustura, che notifica la decisione allinteressato" con le seguenti parole:
avvia un apposito procedimento iniziato dufficio ovvero su richiesta scritta e motivata presentata dal Questore o dal Ministro dell`interno. Gli elementi che sono a fondamento dellavvio del procedimento per la dichiarazione dellavvenuta cessazione del diritto dasilo sono notificate dalla Commissione al delegato dellAlto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, nonchè allo straniero interessato con traduzione in lingua a lui comprensibile o, in mancanza, in inglese, francese o spagnolo. In tali casi lo straniero o la persona che lassiste, entro trenta giorni dalla notificazione dellavvio del procedimento, ha diritto di inviare alla Commissione per il tramite della Questura del luogo in cui dimora le proprie controdeduzioni scritte allegandovi ogni documentazione utile, nonchè la richiesta di essere ascoltato dalla Commissione in apposita audizione. La Questura rilascia allo straniero copia vistata delle controdeduzioni e della documentazione prodotta. La sezione della Commissione adotta la decisione soltanto dopo che siano trascorsi almeno quaranta giorni dalla data di notificazione allo straniero dellavvio del procedimento e comunque dopo aver esaminato le controdeduzioni e la documentazione eventualmente inviate e prodotte dellinteressato, nonchè, ove sia stata richiesta, dopo aver effettuato laudizione dello straniero.
3. Entro il 30 aprile 2000 il Governo provvede ad adottare, ai sensi dellarticolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, un regolamento di attuazione del testo unico adottato col decreto legislativo da emanarsi ai sensi del comma 1, nel quale devono essere riunite e coordinate tra di loro, con le modifiche necessarie allo scopo, tutte le disposizioni del regolamento di attuazione del testo unico approvato con decreto legislativo 15 luglio 1998, n. 286, le disposizioni regolamentari previste dalla presente legge ed ogni altra disposizione regolamentare vigente in materia di stranieri non incompatibile con le predette disposizioni. Lo schema del regolamento è inviato alle Commissioni parlamentari competenti e al Consiglio di Stato non oltre i sessanta giorni precedenti la scadenza per lacquisizione del parere. Il regolamento di attuazione è emanato tenendo conto dei pareri ricevuti.