Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1323-codice-civile-norme-regolatrici-dei-contratti
Timestamp: 2019-07-24 10:18:28+00:00
Document Index: 64963186

Matched Legal Cases: ['art. 2901', 'art. 1323', 'e contrario', 'art. 1748', 'art. 1751', 'art. 1526', 'art. 1384', 'art. 13', 'art. 2721']

Art. 1323 codice civile: Norme regolatrici dei contratti | La Legge per tutti
Art. 1323 codice civile: Norme regolatrici dei contratti
(1) La norma stabilisce che la disciplina generale prevista dal Titolo II si applica a tutti i contratti, siano essi tipici o atipici [v. 1322], ossia rientranti o meno in un dato tipo legale.
La norma garantisce il rispetto, anche per i contratti atipici, delle norme sugli elementi essenziali del contratto e sulle cause d’invalidità, d’inefficacia, e di scioglimento del contratto.
Ai fini dell'azione revocatoria ex art. 2901 c.c., la vendita con patto di riservato dominio comporta sempre un depauperamento del patrimonio del debitore nel suo complesso, sia per l'ipotesi in cui delle cose alienate il compratore diviene proprietario con il pagamento dell'ultima rata del prezzo, sia per il caso in cui non giunge a conclusione per il compratore la fattispecie acquisitiva della proprietà e, a carico del venditore, sorge l'obbligazione di restituzione delle rate riscosse, tenuto conto, altresì, del fatto che il denaro corrispondente alle rate riscosse, per sua natura meno agevolmente aggredibile in sede esecutiva, non elimina il pericolo di danno costituito dall'eventuale infruttuosità di una futura azione esecutiva.
Cassazione civile sez. III 24 novembre 2010 n. 23818
La disciplina dei tipi contrattuali non previsti dall'ordinamento risulta solo in parte da quanto stabilito dall'art. 1323 c.c., nel senso che, ove non sia risolubile il problema interpretativo-applicativo dello schema negoziale predisposto dalle parti in base alle norme del titolo II, libro IV, c.c., si potrà far ricorso, per via analogica, anche alle norme sui singoli contratti espressamente regolati dalla legge e, in particolare, a quelle regolatrici della fattispecie principale ferma restando, comunque, l'applicabilità anche ai contratti innominati dei principi generali dell'ordinamento, come quelli dell'affidamento, buon andamento ed imparzialità. (Conferma Tar Lazio, Roma, sez. I, n. 4555 del 2010).
Consiglio di Stato sez. IV 07 settembre 2010 n. 6485
L'atto unilaterale di obbligazioni urbanistiche va interpretato ai sensi degli artt. 1323 e 1366 del c.c., secondo buona fede e quindi va escluso che una condizione ivi posta vada a configurare un evento illecito. pertanto l'evento costituito dalla modifica del regime urbanistico delle aree in parola non può interpretarsi come modifica destinata a permanere sine die a prescindere da qualsiasi utilizzo delle aree stesse: ciò sarebbe contrario ai principi generali del diritto urbanistico, e a ben vedere anche all'ordine pubblico, perché equivarrebbe alla abdicazione da parte del Comune al suo potere di governo del territorio.
T.A.R. Brescia (Lombardia) sez. I 26 gennaio 2009 n. 92
Il rapporto intercorrente fra la casa editrice ed il propagandista di testi scolastici o parascolastici, mediante visite a dirigenti scolastici ed insegnanti di una determinata zona, allo scopo di favorire l'adozione dei testi stessi e il conseguente acquisto dei libri da parte del librai (fermo rimanendo che non esiste alcun obbligo degli studenti di acquistare i libri di testo dall'editore, potendo anche averli in comodato o acquistarli sul mercato dell'usato), è un rapporto atipico e non è inquadrabile nello schema del rapporto di agenzia (con conseguente insussistenza del diritto del "promotore" a ricevere le provvigioni sugli affari postcontrattuali, ai sensi dell'art. 1748, comma 3, c.c. e l'indennità di cessazione ex, art. 1751 c.c.), poiché il propagandista, oltre a non stipulare alcun contratto con clienti della casa editrice, non svolge neppure attività volta alla conclusione di contratti, ponendosi tale evento come un fatto esterno all'attività di pubblicità e, per di più, eventuale.
Cassazione civile sez. lav. 21 febbraio 2006 n. 3709
Ai fini della individuazione della disciplina tipica applicabile al contratto atipico di ormeggio è necessario esaminare il contenuto negoziale che concretamente le parti hanno voluto attribuire al singolo rapporto. In mancanza di dati documentali, vanno valutate altre fonti di prova come ad esempio quella testimoniale.
Corte appello Potenza 14 febbraio 2006
Ai contratti non espressamente disciplinati dal c.c. sono applicabili - oltre alle norme generali in materia di contratti - quelle regolatrici dei singoli contratti nominati tutte le volte in cui il concreto atteggiarsi del rapporto, quale risultante dagli interessi delle parti, evidenzi l'esistenza di situazioni analoghe a quelle disciplinate da queste ultime, con la conseguenza che, in tema di locazione finanziaria cd. "traslativa", qualora tale tipo contrattuale si risolva per inadempimento dell'utilizzatore, la disciplina applicabile in via analogica è quella dettata dall'art. 1526 c.c. per la risoluzione del contratto di vendita con riserva di proprietà, di talché il venditore, da un canto, deve restituire i canoni riscossi, dall'altro, ha diritto ad un equo compenso per l'uso della cosa, oltre al risarcimento del danno, l'equo compenso ricomprendendo la remunerazione del godimento del bene, il deprezzamento conseguente alla sua non commerciabilità come nuovo, il logoramento per l'uso (escluso, pertanto, il mancato guadagno), il risarcimento del danno derivando, a sua volta, da un (eventuale) deterioramento anormale della cosa dovuto all'utilizzatore. In particolare, quanto al risarcimento del danno, se il contratto ne preveda la liquidazione attraverso una clausola penale, questa può essere ridotta dal giudice (art. 1384 c.c.) se eccessiva, tenendo conto del guadagno che il concedente si attendeva dal contratto se l'utilizzatore avesse adempiuto alla propria obbligazione di pagamento dei canoni, senza che, in contrario, possano ritenersi funzionali ad altra, diversa interpretazione le disposizioni di cui agli art. 13 ss. della convenzione di Ottawa dettate in tema di leasing internazionale (e recepite dall'ordinamento italiano con l. 14 luglio 1993 n. 259), le quali, per converso, se rettamente interpretate, conducono a soluzione ermeneutica affatto analoga a quella sopra indicata.
Cassazione civile sez. III 13 gennaio 2005 n. 574
Trattandosi di contratto atipico per cui non erano e non sono previsti speciali requisiti di forma, il contratto di cd. "consulenza" che non abbia avuto una sua traduzione in atto scritto può essere oggetto di prova testimoniale, ancorché di valore negoziale superiore a quello indicato nell'art. 2721 comma 1 c.c.
Corte appello Milano 10 dicembre 2004
Corte appello Milano sez. I 01 dicembre 2004