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Timestamp: 2020-02-22 03:40:13+00:00
Document Index: 100155694

Matched Legal Cases: ['art. 89', 'art. 4', 'art. 37', 'art. 16', 'art. 46', 'art. 375', 'art.379', 'art. 2943', 'sentenza ', 'art. 2048', 'art. 147', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 127', 'art. 152', 'sentenza ', 'art. 2059', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 372', 'art. 369', 'art. 282', 'sentenza ', 'art. 322', 'art. 24', 'art. 23', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 281', 'art. 190', 'art. 352', 'sentenza ']

Sentenze e massime - Ultime dalla Corte di Cassazione: aprile 2009
STUPEFACENTI - ATTIVITA' ILLECITE - DETENZIONE - OFFENSIVITA' DELLA CONDOTTA - CONDIZIONI - FATTISPECIE
In tema di stupefacenti, l’accertamento della qualità di sostanza appartenente alla tipologia espressamente individuata dal legislatore non consente di escludere, di per sé, la potenziale messa in pericolo dei beni tutelati dalla norma incriminatrice, spettando poi al giudice verificare di volta in volta se la condotta contestata all’agente risulti in concreto inoffensiva, tale dovendosi ritenere solo quella che non leda o metta in pericolo, anche in minimo grado, il bene tutelato. (Fattispecie relativa alla detenzione di sostanza il cui principio attivo era notevolmente superiore al dato quantitativo indicato nel decreto del Ministero della Salute dell’11 aprile 2006).
Sentenza n. 17266 del 1° aprile 2009 - pubblicata il 23 aprile 2009(Sezione Sesta Penale, Presidente A. Agro', Relatore C. Citterio)
STUPEFACENTI - ISTANZA DI SOSTITUZIONE DELLA MISURA CAUTELARE CON PROGRAMMA DI RECUPERO
STUPEFACENTI - ISTANZA DI SOSTITUZIONE DELLA MISURA CAUTELARE CON PROGRAMMA DI RECUPERO - NOZIONI DI TOSSICODIPENDENZA E DI USO ABITUALE DI SOSTANZE STUPEFACENTI - INDICAZIONE
In materia di stupefacenti, le nozioni di tossicodipendenza ed uso abituale di sostanze stupefacenti debbono ritenersi espressioni sinonime, non solo in quanto la seconda chiarisce concettualmente il significato della prima, ma anche in ragione del dato testuale di cui all’art. 89, comma secondo, del d. P.R. n. 309 del 1990, come sostituito dall’art. 4 sexies, comma primo, lett. a), della L. 21 febbraio 2006, n. 49, la cui formulazione precisa che l’istanza del tossicodipendente (o alcooldipendente) di sostituzione della misura della custodia cautelare con il programma di recupero deve essere corredata da certificazione attestante lo stato di tossicodipendenza (o di alcooldipendenza) e la procedura con cui è stato accertato l’uso abituale di sostanze stupefacenti, psicotrope o alcoliche.
Sentenza n. 16037 del 26 marzo 2009 – depositata il 16 aprile 2009(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore S. F. Mannino)
PARTE CIVILE - COSTITUZIONE - ATTI DISCRIMINATORI DI CARATTERE COLLETTIVO
PARTE CIVILE - COSTITUZIONE - ATTI DISCRIMINATORI DI CARATTERE COLLETTIVO - "LEGITIMATIO AD CAUSAM" DELLA CONSIGLIERA O DEL CONSIGLIERE REGIONALE DI PARITA' - CONFIGURABILITA' - CONDIZIONI
Nell’ambito di procedimenti penali relativi a delitti commessi in danno di una pluralità di lavoratori, e dai quali emergano comportamenti discriminatori, diretti o indiretti, di carattere collettivo, la consigliera, o il consigliere, regionale di parità – e nei casi di rilievo nazionale anche la consigliera, o il consigliere, nazionale - è legittimato a costituirsi parte civile al fine di ottenere il ristoro del danno non patrimoniale subito, non quale ente rappresentativo di interessi diffusi, ma quale soggetto danneggiato dal reato commesso nei confronti dei lavoratori. (Fattispecie relativa ad una pretesa risarcitoria avanzata nell’ambito di un procedimento penale inerente ad una serie di maltrattamenti compiuti nei luoghi di lavoro, e connotati da finalità discriminatorie in danno di una pluralità di lavoratrici in servizio presso una società commerciale).
Sentenza n. 16031 del 5 febbraio 2009 – depositata il 16 aprile 2009(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore D. Carcano)
LAVORO (DIRITTO PENALE) - PREVENZIONE INCENDI - CONTROLLO VV.FF. - NUOVE DISPOSIZIONI DEL D.LGS. N. 139/2006 RICHIAMATO DAL D.LGS. N. 81/2008
LAVORO (DIRITTO PENALE) - PREVENZIONE INCENDI - CONTROLLO VV.FF. - NUOVE DISPOSIZIONI DEL D.LGS. N. 139/2006 RICHIAMATO DAL D.LGS. N. 81/2008 - CONTINUITA' NORMATIVA - SUSSISTENZA
Con la decisione in esame, la Corte si sofferma per la prima volta sulla disciplina in tema di prevenzione incendi successivamente all’entrata in vigore del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (cosiddetto T.U. sicurezza), affermando che sussiste continuità normativa tra la fattispecie prevista dall’art. 37 dell’abrogato d.P.R. 27 aprile 1955, n. 547 e quella oggi contemplata dall’art. 16 del D.Lgs. 8 marzo 2006, n. 139, richiamato dall’art. 46 del D.Lgs. n. 81/2008, in quanto per entrambe opera la previsione, in tema di lavorazioni pericolose, che ritiene sufficiente per l’assoggettamento a controllo dei Vigili del Fuoco che nell’azienda o lavorazione si detengano o si impieghino prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti.
Sentenza n. 16313 del 25 febbraio 2009 – depositata il 17 aprile 2009(Sezione Terza Penale, Presidente E. Lupo, Relatore A. Teresi)
LIBERAZIONE ANTICIPATA - PERIODI TRASCORSI IN LIBERAZIONE CONDIZIONALE - AMMISSIBILITA' DELLA LIBERAZIONE ANTICIPATA
Pronunciandosi su una questione controversa nella giurisprudenza di legittimità, la I Sezione Penale della Corte di Cassazione ha affermato che la liberazione anticipata è ammessa anche con riferimento ai periodi trascorsi in liberazione condizionale.
Sentenza n. 17343 del 7 aprile 2009 – depositata il 23 aprile 2009(Sezione Prima Penale, Presidente S. Chieffi, Relatore R. Bricchetti)
GIUDIZIO DI CASSAZIONE – PROCEDIMENTO IN CAMERA DI CONSIGLIO
GIUDIZIO DI CASSAZIONE – PROCEDIMENTO IN CAMERA DI CONSIGLIO - BREVI OSSERVAZIONI SCRITTE, DEPOSITATE DAL DIFENSORE, SULLE CONCLUSIONI DEL PUBBLICO MINISTERO – INAMMISSIBILITÀ
In tema di giudizio di cassazione e di procedimento in camera di consiglio, sono inammissibili le brevi osservazioni per iscritto, depositate dal difensore, sulle conclusioni del pubblico ministero, non essendo contenuta, nell’art. 375 cod.proc.civ., per la camera di consiglio, l’analoga disposizione prevista, per la pubblica udienza, dall’art.379, quarto comma, cod.proc.civ. (link sezioni unite n. 7433/2009)
Sentenza n. 7514 del 27 marzo 2009(Sezione Lavoro, Presidente E. Mercurio, Relatore F. Roselli)
La convocazione avanti alla competente commissione di conciliazione, all’esito della richiesta di svolgimento del tentativo obbligatorio di conciliazione contenente la specificazione delle rivendicazioni avanzate, costituisce una vera e propria messa in mora, valutabile ex art. 2943 comma 4 cod.civ., idonea ad interrompere la prescrizione.
Sentenza n. 6336 del 16 marzo 2009(Sezione Lavoro, Presidente G. Ianniruberto, Relatore P. Stile)
RESPONSABILITA' DEI GENITORI PER IL FATTO DEL MINORE - CONTENUTO DELLA PROVA LIBERATORIA
Con la sentenza n. 9556 del 22 aprile 2009 la S.C. ha ribadito che i genitori, per sottrarsi alla presunzione di responsabilità posta a loro carico dall’art. 2048 c.c. per i fatti illeciti commessi dal minore con essi convivente, debbono dimostrare non solo di averlo adeguatamente educato ai sensi dell’art. 147 c.c., ma anche di averlo educatamente sorvegliato. Sicché l’assenza di colpa in educando non giova ai genitori convenuti con l’azione di risarcimento se vi è stata colpa in vigilando, e viceversa. La stessa sentenza precisa altresì che, per fornire la prova in esame, non è sufficiente dimostrare di avere genericamente impartito una educazione purchessia al minore, ovvero di averlo avviato al lavoro, ma è necessario dimostrare in modo rigoroso di avere impartito insegnamenti adeguati e sufficienti per educare il minore ad una corretta vita di relazione. Pertanto, quando la gravità del fatto illecito commesso dal minore è tale da rendere evidente di per sé la sua incapacità di percepire il disvalore della propria azione, correttamente il giudice di merito rigetta la prova per testi chiesta dai genitori e vòlta a dimostrare l’adempimento in modo generico del dovere genitoriale di educazione. Applicando questi princìpi la corte di legittimità ha confermato la decisione di merito che aveva rigettato le prove testimoniali, aventi ad oggetto una generica dimostrazione dell’educazione impartita ad un minore che aveva causato un sinistro stradale a bordo di un ciclomotore, condotto senza casco e trasportando un passeggero anch’esso privo di casco.
Sentenza n. 9556 del 22 aprile 2009(Sezione Terza Civile, Presidente L. F. Di Nanni, Relatore F. Uccella)
GIURISDIZIONE - GIUDICATO INTERNO SULLA GIURISDIZIONE ORDINARIA – DETERMINAZIONE ILLEGITTIMA DELLA PA - RIMOZIONE DELL’ATTO - ESCLUSIONE
La devoluzione della controversia alla giurisdizione ordinaria, per effetto della preclusione derivante dalla formazione del giudicato interno sulla relativa questione processuale - in applicazione del principio di diritto enunciato dalle Sezioni unite con la sentenza n. 24883 del 2008 - , non può, tuttavia, incidere in alcun modo sulle altre norme, processuali e sostanziali, applicabili alla controversia in ragione della natura della situazione giuridica soggettiva dedotta in giudizio, in ordine alla quale, ove qualificabile di interesse legittimo per essere domandata la verifica giudiziale della legittimità dell'esercizio del potere amministrativo, operano i limiti posti al controllo del giudice ordinario sugli atti amministrativi, confermati, nella materia del lavoro pubblico, dal d.lgs. n. 165 del 2001, restando così esclusa la possibilità di concedere l'unico strumento di tutela possibile, l’annullamento o la modifica delle determinazioni non conformi a legge, dalla cui rimozione, e solo all'esito, la situazione giuridica sarebbe suscettibile di assumere la consistenza di diritto soggettivo (principio affermato in tema di giudicato interno sulla giurisdizione, formatosi in ordine alla pretesa all'assunzione in forza dello scorrimento della graduatoria, previa negazione degli effetti del provvedimento di indizione di un nuovo concorso, rigettata nel merito, ove, deducendo l'esistenza del diritto necessariamente consequenziale alla negazione degli effetti del provvedimento di indizione del nuovo concorso, si chiedeva, in realtà, tutela nei confronti dell'esercizio del potere amministrativo, con la rimozione della decisione di bandire il concorso, oggetto diretto e immediato della pretesa).
Sentenza n. 5588 del 6 marzo 2009(Sezione Lavoro, Presidente M. De Luca, Relatore P. Picone)
LAVORO SUBORDINATO - LICENZIAMENTO INDIVIDUALE - OPZIONE PER L'INDENNITÀ SOSTITUTIVA DELLA REINTEGRAZIONE
La facoltà di chiedere al datore di lavoro un'indennità pari a quindici mensilità della retribuzione globale di fatto, in sostituzione della reintegrazione nel posto di lavoro, è tempestivamente esercitata con la consegna della lettera raccomandata all'ufficio postale entro il termine di trenta giorni, ancorché la richiesta venga recapitata dopo la scadenza del termine decadenziale.
Sentenza n. 6335 del 16 marzo 2009(Sezione Lavoro, Presidente G. Ianniruberto, Relatore P. Stile)
DIRITTO D’AUTORE, MARCHI E BREVETTI – CODICE DELLA PROPRIETA' INDUSTRIALE - TUTELA PENALE MOMENTO DI DECORRENZA - INDIVIDUAZIONE
Con la decisione in esame, la Suprema Corte – in una fattispecie in cui si discuteva della procedibilità (prevista dall’art. 127, D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30, a querela di parte) del reato di “frode brevettuale”, avendo il querelante solo presentato la domanda tendente ad ottenere il brevetto, ma non ancora ottenuto la registrazione – ha affermato che la tutela penale decorre non dalla data dell’avvenuta registrazione ma dalla data di presentazione dell’istanza di rilascio del brevetto.
Sentenza n. 16746 del 4 marzo 2009 - depositata il 21 aprile 2009(Sezione Terza Penale, Presidente G. De Maio, Relatore S. Gazzara)
MISURE CAUTELARI - TERMINE DI DURATA MASSIMA DELLA CUSTODIA CAUTELARE - SOSPENSIONE
MISURE CAUTELARI - TERMINE DI DURATA MASSIMA DELLA CUSTODIA CAUTELARE - SOSPENSIONE - OPERATIVITA' NEL CASO DI SOSPENSIONE DEL PROCESSO PER INCAPACITA' DELL'IMPUTATO
Sentenza n. 16939 del 1° aprile 2009 – depositata il 21 aprile 2009
(Sezione Prima Penale, Presidente E. Fazzioli, Relatore R. Bricchetti)
DIRITTO ALLA RISERVATEZZA - SEGNALAZIONE ALLA CENTRALE RISCHI - LEGITTIMAZIONE PASSIVA DELLA BANCA D'ITALIA
La Corte ha per la prima volta riconosciuto la legittimazione passiva della Banca d’Italia in ordine all’azione, proposta ex art. 152 del d.lgs n. 193 del 2006 (codice della privacy) relativa al trattamento dei dati personali effettuato dalla Centrale Rischi, con riferimento sia alla domanda di rettifica o cancellazione dell’erronea segnalazione sia alle conseguenze risarcitorie derivanti dall’errore nella ricezione o nel trattamento dei dati da parte di uno dei suoi incaricati.
Sentenza n. 7958 del 1° aprile 2009
LAVORO PUBBLICO - PROCEDURA DI MOBILITÀ - IUS POENITENDI DELL’AMMINISTRAZIONE RICHIEDENTE
In tema di procedure di mobilità dei dipendenti pubblici da un’amministrazione ad un’altra, il diritto del dipendente in mobilità alla prosecuzione del rapporto di lavoro si perfeziona con l’assegnazione, e la relativa comunicazione, all’amministrazione che ha deliberato di coprire la vacanza in organico, la quale, completatasi la procedura di mobilità con l’assegnazione del dipendente, non può più revocare la precedente determinazione rifiutando l’iscrizione, nel ruolo del proprio personale, del dipendente trasmigrato.
Sentenza n. 5458 del 6 marzo 2009
LAVORO PUBBLICO - DIRIGENTE SCOLASTICO - LEGITTIMAZIONE A STARE IN GIUDIZIO - ESCLUSIONE
La S.C., nell'ambito di un procedimento di repressione della condotta antisindacale, ha escluso la legittimazione processuale passiva del dirigente scolastico, sia perché non può essere convenuto in proprio quale autore della condotta, sia perché privo di potere di stare in giudizio, riservato all'amministrazione ed ai dirigenti di uffici dirigenziali generali.
Sentenza n. 6460 del 17 marzo 2009(Sezione Lavoro, Presidente A. Lamorgese, Relatore P. Zappia)
LAVORO SUBORDINATO – ASSUNZIONE OBBLIGATORIA – RIFIUTO LEGITTIMO DEL DATORE DI LAVORO- CONDIZIONI
In tema di assunzioni obbligatorie, la S.C. ha affermato la legittimità del rifiuto datoriale di assumere un lavoratore avviato con qualifica diversa da quella richiesta o da quelle similari, in mancanza di previo addestramento o tirocinio del lavoratore.
Sentenza n. 6017 del 12 marzo 2009(Sezione Lavoro, Presidente G. Ianniruberto, Relatore G. Vidiri)
RESPONSABILITA’ CIVILE – DANNO DA STRESS CON SUPPOSTA LESIONE DEL DIRITTO ALLA TRANQUILLITA’ – IRRISARCIBILITA’ SECONDO I NUOVI CRITERI DELLE SS.UU.
RESPONSABILITA’ CIVILE – DANNO DA STRESS CON SUPPOSTA LESIONE DEL DIRITTO ALLA TRANQUILLITA’ – IRRISARCIBILITA’ SECONDO I NUOVI CRITERI DELLE SS.UU. N. 26972 DEL 2008
Con la sentenza n. 8703 del 2009 la terza sezione della Corte di legittimità ritorna sui temi relativi alla qualificazione e alla rilevanza del danno non patrimoniale che trova il suo referente normativo nell’art. 2059 c.c. ed applica ad una particolare fattispecie (in cui l’attore rivendicava un danno da stress, con relativa lesione del suo diritto alla tranquillità, per i disagi sopportati ai fini dell’ottenimento dell’annullamento in sede di autotutela di una cartella esattoriale) i nuovi criteri direttivi da osservare in tema di risarcibilità di tale forma di danno come cristallizzati nella recente e fondamentale sentenza n. 26972 del 2008 (e in quelle omologhe e coeve nn. 26973, 26974 e 26075) delle Sezioni unite, con la quale – come è noto – è stata esclusa, tra l’altro, anche l’autonomia della categoria del c.d. “danno esistenziale”.
Sentenza n. 8703 del 9 aprile 2009
(Sezione Terza Civile, Presidente M. Varrone, Relatore A. Ambrosio)
RICORSO PER CASSAZIONE – MANCATO DEPOSITO DELLA COPIA AUTENTICA DELLA SENTENZA IMPUGNATA CON LA RELATA DI NOTIFICA – IMPROCEDIBILITA’
RICORSO PER CASSAZIONE – MANCATO DEPOSITO DELLA COPIA AUTENTICA DELLA SENTENZA IMPUGNATA CON LA RELATA DI NOTIFICA – IMPROCEDIBILITA’ – RISOLUZIONE DI QUESTIONE DI MASSIMA DI PARTICOLARE IMPORTANZA
Risolvendo una importante questione di massima di particolare importanza in tema di ricorso per cassazione, le Sezioni unite hanno stabilito il principio in base al quale nell'ipotesi in cui il ricorrente, espressamente od implicitamente, alleghi che la sentenza impugnata gli è stata notificata, limitandosi a produrre una copia autentica della sentenza impugnata senza la relata di notificazione, il ricorso per cassazione deve essere dichiarato improcedibile, restando possibile evitare la declaratoria di improcedibilità soltanto attraverso la produzione separata di una copia con la relata avvenuta nel rispetto del secondo comma dell'art. 372 cod. proc. civ., applicabile estensivamente, purché entro il termine, di cui al primo comma dell'art. 369 cod. proc. civ., e dovendosi, invece, escludere ogni rilievo dell'eventuale non contestazione dell'osservanza del termine breve da parte del controricorrente ovvero del deposito da parte sua di una copia con la relata o della presenza di tale copia nel fascicolo d'ufficio, da cui emerga in ipotesi la tempestività dell'impugnazione.
Ordinanza n. 9005 del 16 aprile 2009
PROVVISORIA ESECUTIVITA’ DELLE SENTENZE DI PRIMO GRADO – ESTENSIONE ALLE SENTENZE DI MERO ACCERTAMENTO E COSTITUTIVE – ESCLUSIONE
Al di fuori delle statuizioni di condanna consequenziali, le sentenze di accertamento (così come quelle costitutive) non hanno l'idoneità, con riferimento all'art. 282 cod. proc. civ., ad avere efficacia anticipata rispetto al momento del passaggio in giudicato, atteso che la citata norma, nel prevedere la provvisoria esecuzione delle sentenze di primo grado, intende necessariamente riferirsi soltanto a quelle aventi contenuto di condanna suscettibili dei procedimenti di esecuzione disciplinati dal terzo libro del codice di rito civile.
Sentenza n. 7369 del 26 marzo 2009 (Sezione Seconda Civile, Presidente G. Settimj, Relatore E. Migliucci)
DOMANDE IN RAPPORTO DI PREGIUDIZIALITA’ LOGICA – ACCOGLIMENTO CON SENTENZA NON DEFINITIVA DELLA DOMANDA PREGIUDIZIALE
DOMANDE IN RAPPORTO DI PREGIUDIZIALITA’ LOGICA – ACCOGLIMENTO CON SENTENZA NON DEFINITIVA DELLA DOMANDA PREGIUDIZIALE – EFFETTI SULLE DOMANDE CONSEQUENZIALI
Nel caso in cui vengano proposte domande che si pongono in rapporto di pregiudizialità logica tra loro (come, nella specie, la domanda di accertamento dell'illegittimità del recesso per giusta causa del preponente dal rapporto di agenzia e quelle di risarcimento dei danni conseguenti al risarcimento illegittimo) e il giudice ritenga di decidere con sentenza non definitiva la domanda logicamente pregiudiziale, accogliendola, senza dire nulla in ordine alla domanda logicamente consequenziale ma impartendo le prescrizioni per la quantificazione delle somme dovute all'attore, nel successivo giudizio per la quantificazione non è precluso l'accertamento della fondatezza o meno delle domande consequenziali.
Testo Completo: Sentenza 20 marzo 2009, n. 6882
MISURE DI SICUREZZA - PATRIMONIALI - CONFISCA DI CUI ALL'ART. 322 TER COD. PEN. - APPLICABILITA' AL REATO DI FRODE INFORMATICA - LEGITTIMITA'
MISURE DI SICUREZZA - PATRIMONIALI - CONFISCA DI CUI ALL'ART. 322 TER COD. PEN. - APPLICABILITA' AL REATO DI FRODE INFORMATICA - LEGITTIMITA' - CONDIZIONI
La confisca prevista dall'art. 322 ter cod. pen. e' applicabile anche al reato di frode informatica aggravato per essere stato il fatto commesso con abuso della qualità di operatore del sistema, se tale aggravante concorre con quella prevista dal numero 1) del secondo comma dell'articolo 640 c.p.
Sentenza n. 8755 del 5 febbraio 2009 – depositata il 28 febbraio 2009(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore F. Serpico)
RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA' STRANIERE – M.A.E. - CONSEGNA PER L'ESTERO - RINVIO DELLA CONSEGNA PER MOTIVI DI GIUSTIZIA INTERNA
RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA' STRANIERE – M.A.E. - CONSEGNA PER L'ESTERO - RINVIO DELLA CONSEGNA PER MOTIVI DI GIUSTIZIA INTERNA - STATUS CUSTODIAE
La Corte è ritornata sul tema degli effetti della decisione di rinvio della consegna, a norma dell'art. 24 L. 22 aprile 2005 n. 69, sull'esecuzione della misura cautelare applicata alla persona richiesta. La Corte, prendendo atto di differenti soluzioni seguite da precedenti arresti, ha stabilito che si ha revoca della misura cautelare (per poi procedere alla sua riattivazione) quando ricorrono due condizioni: non sia in atto altra misura custodiale (cautelare o esecutiva) per il procedimento nazionale e l’esigenza di giustizia nazionale non sia stata individuata nel fatto materiale della restrizione di libertà in sé. Nei restanti casi, si ha solo sospensione della misura cautelare, in quanto la detenzione si protrae per il titolo nazionale e quando lo stesso dovesse venir meno, la misura sospesa resta in vigore sino al perenzione di dieci giorni di cui all’art. 23 l. cit.
Sentenza n. 7107 del 12 febbraio 2009 – depositata il 18 febbraio 2009(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore C. Citterio)
LEGGI PENALI SPECIALI – TURBATIVE DI MANIFESTAZIONI SPORTIVE ALL'ESTERO - PROVVEDIMENTO DEL QUESTORE IMPOSITIVO DELL'OBBLIGO DI PRESENTAZIONE
LEGGI PENALI SPECIALI – TURBATIVE DI MANIFESTAZIONI SPORTIVE ALL'ESTERO - PROVVEDIMENTO DEL QUESTORE IMPOSITIVO DELL'OBBLIGO DI PRESENTAZIONE - ILLEGITTIMITA'
Con la decisione in esame - in una fattispecie avente ad oggetto la convalida del provvedimento di un Questore con cui si imponeva ad un tifoso italiano l’obbligo di presentarsi presso un comando di polizia in occasione di tutti gli incontri calcistici della propria squadra, provvedimento emesso per fatti avvenuti all’estero in cui era rimasto coinvolto il tifoso destinatario – la Suprema Corte, richiamando un orientamento incidentalmente già espresso (Sez. III, n. 4498/2006), ha affermato che: a) ove la pericolosità sociale del tifoso si manifesti all’estero, i questori italiani non hanno alcun potere di vietare l’accesso agli stadi (italiani od europei), né il connesso potere di imporre la comparizione presso gli uffici di polizia italiani; b) di conseguenza, un questore italiano non ha competenza territoriale per disporre divieti di accesso e prescrizioni di comparizione per episodi di violenza sportiva commessi all’estero.
Sentenza n. 12977 del 3 dicembre 2008 – depositata il 25 marzo 2009(Sezione Terza Penale, Presidente G. De Maio, Relatore P. Onorato)
LAVORO (DIRITTO PENALE) – PROCEDURA DI DEFINIZIONE EX D.LGS. N. 758 DEL 1994 - PRESCRIZIONI DELL'ORGANO DI VIGILANZA - ONERE DEL CONTRAVVENTORE DI COM
LAVORO (DIRITTO PENALE) – PROCEDURA DI DEFINIZIONE EX D.LGS. N. 758 DEL 1994 - PRESCRIZIONI DELL'ORGANO DI VIGILANZA - ONERE DEL CONTRAVVENTORE DI COMUNICARE L'AVVENUTO ADEMPIMENTO - ESCLUSIONE
Con la decisione in esame - in una fattispecie nella quale il giudice di merito aveva dichiarato l’imputato colpevole di una contravvenzione antinfortunistica, per la quale era stata esperita la procedura di definizione ex D.Lgs. n. 758 del 1994, non perché avesse accertato il mancato adempimento delle prescrizioni imposte dall’organo di vigilanza ovvero il mancato pagamento dell’oblazione nel termine di legge, ma semplicemente per la tardiva comunicazione al predetto organo dell’avvenuto adempimento delle prescrizioni imposte - ha affermato che l’onere di comunicare l’avvenuto adempimento non può costituire oggetto delle prescrizioni che l’organo di vigilanza ha il potere di imporre al contravventore ai sensi dell’art. 21 del citato D.Lgs., essendo ciò vietato dall’art. 23 Cost. (prestazione personale imposta da una disposizione non avente forza di legge).
Sentenza n. 12483 dell'8 gennaio 2009 – depositata il 20 marzo 2009(Sezione Terza Penale, Presidente G. De Maio, Relatore A. Franco)
PROCEDIMENTO CIVILE – APPELLO – DISCUSSIONE E DECISIONE –ART. 281 SEXIES C.P.C. – APPLICAZIONE – LIMITI
Nel procedimento d'appello davanti al Tribunale, in funzione di giudice monocratico non può procedersi alla discussione orale della causa cui segua la lettura del dispositivo ex art. 281 sexies cod. proc. civ., se una delle parti richieda, all'udienza di discussione, di disporre lo scambio delle conclusionali ai sensi dell'art. 190 cod. proc. civ, essendo tenuto il giudice, per espressa previsione contenuta nell'art. 352 ultimo comma cod. proc. civ. a provvedere a tale adempimento e a fissare una nuova udienza di discussione nel termine previsto dalla norma, a pena di nullità della sentenza per violazione del diritto di difesa.
Sentenza n. 6205 del 13 marzo 2009(Sezione Prima Civile, Presidente U. Vitrone, Relatore F. M. Fioretti)
REATI CONTRO LA P.A. - RIFIUTO DI ATTI DI UFFICIO - PERICOLO PER LA SALUTE PUBBLICA - OMESSA ADOZIONE DI PROVVEDIMENTI CONTINGIBILI ED URGENTI
REATI CONTRO LA P.A. - RIFIUTO DI ATTI DI UFFICIO - PERICOLO PER LA SALUTE PUBBLICA - OMESSA ADOZIONE DI PROVVEDIMENTI CONTINGIBILI ED URGENTI - CONFIGURABILITA'
Sentenza n. 12147 del 12 febbraio 2009 - depositata il 19 marzo 2009(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore L. Matera)