Source: http://italiapuntodoc.it/scorie-nucleari-misure-per-la-sicurezza-e-lo-smaltimento-un-commissario-per-coordinare-gli-interventi-sul-territorio/
Timestamp: 2020-07-14 23:18:00+00:00
Document Index: 74000029

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 1']

Scorie nucleari, misure per la sicurezza e lo smaltimento Un Commissario per coordinare gli interventi sul territorio - Italia Punto Doc
Si stringono i tempi per la messa in sicurezza e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi. Una ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n° 63 del 17 Marzo 2003 stabilisce norme urgenti per accelerare i tempi le procedure di stoccaggio ed eliminazione delle scorie nucleari nei siti sul territorio italiano, e di smantellamento delle centrali nucleari fermate dopo il referendum sul nucleare. In particolare il presidente della Società di gestione degli impianti nucleari (SOGIN) è nominato Commissario delegato per la messa in sicurezza dei materiali nucleare; viene autorizzata la deroga ad una lunga serie di norme, riguardanti, in generale, vincoli alle autorizzazioni, ai procedimenti amministrativi in materia di edificazione e di trasporto, di valutazione di impatto ambientale, con lo scopo di velocizzare al massimo le operazioni necessarie a raggiungere l’obiettivo della messa in sicurezza dei siti e dei materiali pericolosi. L’ordinanza istituisce una Commissione tecnico-scientifica, con compiti di valutazione e alta vigilanza per gli aspetti tecnico-scientifici, composta da esperti del settore e rappresentanti degli enti locali interessati. Al Commissario viene inoltre dato l’incarico di predisporre un piano di sicurezza che preveda procedure di emergenza in caso di incidente o pericolo, sentite le regioni territorialmente competenti, in coordinamento tanto con le forze di polizia che con le Forze armate. Il monitoraggio continuo della situazione è affidato al Capo del coordinamento della Protezione Civile, che costituirà ed attrezzerà un apposito servizio, scegliendo il personale necessario e comandandolo da altre amministrazioni.
Disposizioni urgenti in relazione all’attività di smaltimento, in condizioni di massima sicurezza, dei materiali radioattivi dislocati nelle centrali nucleari e nei siti di stoccaggio situati sul territorio delle regioni Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio, Campania e Basilicata, nell’ambito delle iniziative da assumere per la tutela dell’interesse essenziale della sicurezza dello Stato.
Nelle more della conclusione delle collaborazioni a programmi internazionali di smaltimento dei materiali nucleari, volte a definire la possibilità di adottare azioni dirette al conseguimento dell’obiettivo dell’esportazione dei rifiuti radioattivi, il presidente della Società di gestione degli impianti nucleari (SOGIN), istituita in attuazione dell’art. 13, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, è nominato Commissario delegato per la messa in sicurezza dei materiali nucleari, con particolare riferimento al combustibile nucleare irraggiato ed ai rifiuti radioattivi ad alta attività, nonché alla predisposizione di piani per l’avvio delle procedure di smantellamento delle centrali elettronucleari di Garigliano (Caserta), di Trino Vercellese (Vercelli), di Caorso (Piacenza) e di Latina, nonché degli impianti dell’Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente e Nucleco, limitatamente al settore del ciclo del combustibile e dei depositi di materie radioattive Eurex e Fiat – Avio di Saluggia (Vercelli), impianto Plutonio e impianto Celle Calde di Casaccia (Roma), ITREC di Trisaia (Matera) nonché degli impianti nucleari FN di Bosco Marengo (Alessandria).
Il Commissario delegato, anche avvalendosi di un soggetto attuatore, esercita i poteri necessari per realizzare le finalità di cui al precedente comma 1 anche utilizzando, per la relativa programmazione ed attuazione, la società di cui al comma 1. Il Commissario delegato, a tal fine, è autorizzato a porre in essere ogni utile iniziativa finalizzata al compimento di attività di cooperazione internazionale, nonché ad attivare accordi internazionali finalizzati al raggiungimento degli scopi di cui alla presente ordinanza.
È costituita, con determinazione del Presidente del Consiglio dei Ministri, una Commissione tecnico-scientifica, con compiti di valutazione e alta vigilanza per gli aspetti tecnico-scientifici inerenti agli obiettivi di cui alla presente ordinanza, per le successive iniziative di attuazione da parte del Commissario delegato. La predetta Commissione è composta da sette membri aventi elevata e comprovata autorevolezza scientifica, di cui tre nominati dal Presidente del Consiglio dei Ministri, uno dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, uno dal Ministro della salute, uno dal Ministro delle attività produttive ed uno dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano. La predetta Commissione è integrata da un rappresentante, con funzioni consultive, delle regioni, ogniqualvolta le deliberazioni ineriscano ai territori di rispettiva competenza.
Al fine di garantire unitarietà, celerità ed economicità delle operazioni di messa in sicurezza, il Commissario delegato, anche avvalendosi della Società di cui al comma 1, assume, sentite le regioni territorialmente competenti, ogni necessaria iniziativa per la gestione dell’attività di messa in sicurezza, nonché per lo smantellamento e per la bonifica degli impianti di produzione del combustibile nucleare e di ricerca del ciclo di combustibile nucleare di proprietà dell’Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente e delle sue società partecipate. Al fine di consentire il conseguimento delle finalità di cui alla presente ordinanza le licenze ed autorizzazioni di qualsiasi genere pertinenti agli impianti assegnati alla Società di cui al comma l sono trasferite, con il consenso dei soggetti cedenti, alla Sogin sulla base di apposito provvedimento commissariale, ove ritenuto necessario per il perseguimento degli obiettivi di cui alla presente ordinanza. Il personale dell’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente e delle Società dallo stesso partecipate, in servizio presso gli impianti assegnati in gestione alla Società di cui al comma 1, è posto alle dipendenze funzionali della stessa Società, previo consenso del personale medesimo, limitatamente alla realizzazione degli interventi previsti dalla presente ordinanza. Le determinazioni inerenti alle attività di cui al presente comma verranno assunte dal Commissario delegato d’intesa, per gli ambiti di rispettiva competenza, con il Commissario straordinario dell’Ente per le nuove tecnologie, l’Energia e l’ambiente, con il presidente FN e con il Presidente della Nucleco.
I piani degli interventi di cui al comma l sono inviati all’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici che dovrà rilasciare il relativo parere tecnico entro trenta giorni dalla trasmissione del medesimo piano.
Per l’attuazione degli interventi di cui alla presente ordinanza è autorizzata, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, la deroga alle sotto elencate norme:
Al fine di consentire il perseguimento degli scopi attinenti al controllo, in condizioni di sicurezza, degli impianti di cui alla presente ordinanza, il Commissario delegato predispone un piano di sicurezza, sulla base di quanto stabilito dal Capo I della legge 1 aprile 1981, n. 121, attivando i necessari coordinamenti tra le Forze di polizia e con le Forze armate, anche per quanto riguarda i rispettivi ambiti e livelli di responsabilità, in attuazione, altresì, di quanto previsto dall’art. 4, comma 1, della legge 8 giugno 2000, n. 149 [4]; definisce, inoltre, il quadro complessivo delle risorse umane e strumentali occorrenti.
Per l’attuazione delle misure di cui alla presente ordinanza il Commissario delegato si avvale delle risorse finanziarie previste per lo smantellamento delle centrali elettronucleari. Per gli impianti di cui all’art. 1, comma 1 le risorse finanziarie previste dall’art. 13 del decreto ministeriale 26 gennaio 2000 saranno erogate prescindendo dall’attivazione dei consorzi ivi previsti.
Per le finalità di cui alla presente ordinanza il Capo del Dipartimento della protezione civile è autorizzato a costituire nell’ambito del medesimo Dipartimento un’apposita struttura di coordinamento e di monitoraggio operativi, diretta da un Prefetto, nonché ad assegnare alla stessa le occorrenti risorse di personale, anche dirigenziale, avvalendosi delle deroghe di cui all’art. 2 della presente ordinanza.
Il Capo del Dipartimento della protezione civile è autorizzato ad individuare personale appartenente alle Amministrazioni statali, civili, militari, che viene posto in posizione di comando o di distacco, previo assenso degli interessati, anche in deroga alla vigente normativa generale in materia di mobilità; l’assegnazione di tale personale al Dipartimento della protezione civile avviene nel rispetto dei termini perentori previsti dall’art. 17, della legge 15 maggio 1997, n. 127.
Ad eccezione delle obbligazioni direttamente assunte, il Dipartimento della protezione civile rimane estraneo ad ogni rapporto contrattuale posto in essere in applicazione della presente ordinanza. Pertanto, eventuali oneri derivanti da ritardi, inadempienze o contenzioso, a qualsiasi titolo insorgente, sono poste a carico del bilancio della Società di cui all’art. 1, comma 1. La presente ordinanza sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
La crisi internazionale e il clima inclemente hanno suggerito la dichiarazione dello stato di emergenza per cinque regioni interessate dallo smaltimento dei rifiuti radioattivi. Le Regioni interessate sono Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Basilicata, quelle cioè che ospitano sul territorio siti di stoccaggio e smaltimento delle scorie radioattive Lo ha stabilito un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 59, del 12 marzo 2003. .In particolare il provvedimento fa riferimento da un lato all’esigenza di aumentare le misure di sicurezza e di sorveglianza dei siti in relazione all’evoluzione della crisi internazionale in atto, e dall’altro al deteriorarsi delle condizioni di efficienza degli impianti stessi in conseguenza della perdurante inclemenza delle condizioni meteorologiche, che ha ulteriormente danneggiato gli impianti.
[1] Legge 24 febbraio 1992, n. 225 (in Gazz. Uff., 17 marzo 1992, n. 64, s.o.). — Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile
Al verificarsi degli eventi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del Ministro per il coordinamento della protezione civile, delibera lo stato di emergenza, determinandone durata ed estensione territoriale in stretto riferimento alla qualità ed alla natura degli eventi. Con le medesime modalità si procede alla eventuale revoca dello stato di emergenza al venir meno dei relativi presupposti.
Per l’attuazione degli interventi di emergenza conseguenti alla dichiarazione di cui al comma 1, si provvede, nel quadro di quanto previsto dagli articoli 12, 13, 14, 15 e 16, anche a mezzo di ordinanze in deroga ad ogni disposizione vigente, e nel rispetto dei princìpi generali dell’ordinamento giuridico.
Il Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega ai sensi dell’articolo 1, comma 2, il Ministro per il coordinamento della protezione civile, può emanare altresì ordinanze finalizzate ad evitare situazioni di pericolo o maggiori danni a persone o a cose.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero, per sua delega ai sensi dell’articolo 1, comma 2, il Ministro per il coordinamento della protezione civile, per l’attuazione degli interventi di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo, può avvalersi di commissari delegati. Il relativo provvedimento di delega deve indicare il contenuto della delega dell’incarico, i tempi e le modalità del suo esercizio.
Le ordinanze emanate ai sensi del presente articolo sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nonché trasmesse ai sindaci interessati affinché vengano pubblicate ai sensi dell’articolo 47, comma 1, della legge 8 giugno 1990, n. 142.
[2] Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 21 aprile 1998 – Supplemento Ordinario n. 77
Capo VIII – Protezione civile – Art. 107. – Funzioni mantenute allo Stato
Ai sensi dell’articolo 1, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59, hanno rilievo nazionale i compiti relativi:
c) alla emanazione, d’intesa con le regioni interessate, di ordinanze per l’attuazione di interventi di emergenza, per evitare situazioni di pericolo, o maggiori danni a persone o a cose, per favorire il ritorno alle normali condizioni di vita nelle aree colpite da eventi calamitosi e nelle quali e’ intervenuta la dichiarazione di stato di emergenza di cui alla lettera b);
[3] Legge 9 novembre 2001, n. 401 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, recante disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attività di protezione civile. Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 262 del 10 novembre 2001
[4] Legge 8 giugno 2000, n. 149 “Disposizioni per l’organizzazione del Vertice G8 a Genova”
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 135 del 12 giugno 2000 Art. 4: 1. Per le esigenze di pubblica sicurezza connesse allo svolgimento del Vertice di cui all’articolo 1, il prefetto di Genova è autorizzato ad avvalersi di un contingente di personale militare delle Forze armate, secondo le modalità previste dagli articoli 1 e 3, comma 1, del decreto-legge 25 luglio 1992, n. 349, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 settembre 1992, n. 386.