Source: https://www.seco.admin.ch/seco/it/home/Werbe_Geschaeftsmethoden/Preisbekanntgabe/FAQ.html
Timestamp: 2018-11-21 17:56:54+00:00
Document Index: 137035610

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art.10', 'art. 12', 'art. 39', 'art. 7', 'art. 16']

Saldi, riduzioni, azioni
In quali casi si applica l’OIP?
L’OIP si applica:
• alle merci offerte in vendita ai consumatori (o ai «negozi giuridici» analoghi alla compera)
• alle prestazioni di servizi definite dal Consiglio federale (catalogo esaustivo secondo l’art. 10 cpv. 1 OIP)
• a qualsiasi pubblicità in cui siano menzionati prezzi, categorie o limiti di prezzi in cifre (p. es. sconti), a prescindere che siano merci o prestazioni di servizi (vale anche per quelle non contemplate dall’art.10 cpv. 1 OIP).
L’imposta sul valore aggiunto e altre tasse pubbliche devono essere incluse nel prezzo di vendita?
In linea di massima le tasse pubbliche inglobabili nei prezzi al minuto, i compensi per i diritti d’autore, i contributi anticipati per lo smaltimento e altri supplementi non facoltativi di qualsiasi tipo devono già essere inclusi nel prezzo indicato. Di conseguenza l’imposta sul valore aggiunto, essendo una tassa pubblica, deve essere già contenuta nel prezzo.
Rappresenta un’eccezione il caso in cui tutti i consumatori sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto, ma risultano essere comunque dei consumatori ai sensi dell’OIP. In tal caso l’IVA non deve essere inclusa nel prezzo indicato.
Chi è responsabile della corretta indicazione dei prezzi?
L’esercente di fondi di commercio di qualsiasi genere è responsabile della corretta indicazione dei prezzi e di una pubblicità conforme alle prescrizioni dell’OIP.
Quali compiti svolge la SECO?
La SECO esercita l’alta vigilanza sull’esecuzione. Emana direttive per i Cantoni e assolve ai compiti di coordinamento, formazione e consulenza nei confronti delle autorità cantonali di esecuzione. La SECO conduce inoltre negoziati e colloqui con le associazioni di categoria, le associazioni dei consumatori e altre organizzazioni interessate e risponde alle domande degli operatori economici e dei cittadini.
A quale autorità si presenta reclamo in caso di infrazione all’OIP?
Le infrazioni riscontrate devono essere segnalate agli organi esecutivi cantonali.
Link organi esecutivi cantonali
Per Internet non è previsto un obbligo generale di indicazione dei prezzi. Ma se le merci sono acquistabili online (carrello), occorre indicare i prezzi effettivamente pagabili in franchi svizzeri. L’OIP è applicabile per la vendita di merci rivolta alla clientela svizzera.
I rivenditori online devono includere le spese di spedizione nel prezzo totale?
Le spese di spedizione e di consegna dipendono da vari fattori (p. es. peso della merce, domicilio del cliente, ecc.), per cui non devono essere incluse nel prezzo. Per ragioni di trasparenza e comparabilità dei prezzi è però necessario che le spese di spedizione o consegna siano indicate separatamente in modo ben visibile e leggibile.
Quale prezzo deve essere indicato per la vendita di merci?
Deve essere indicato il prezzo al minuto, ovvero il prezzo effettivamente pagabile in franchi svizzeri, comprensivo di tutte le tasse pubbliche, dei compensi per i diritti d’autore, dei contributi anticipati per lo smaltimento e di altri supplementi non facoltativi di qualsiasi tipo.
Per le merci misurabili, oltre al prezzo al minuto, occorre indicare anche il prezzo unitario (p. es. mele Golden, fr. 3.50/kg).
Per le merci misurabili preimballate va indicato il prezzo al minuto e quello unitario (p. es. marmellata, 185 g, fr. 2.70; fr. 14.95/kg).
Il prezzo deve essere indicato sulla merce?
Il prezzo deve essere indicato sulla merce stessa o in prossimità di quest’ultima (iscrizione, stampa, etichetta, cartellino, ecc.).
È possibile menzionare i prezzi in forma semplificata se l’indicazione sulla merce stessa non è pratica a causa della molteplicità di prodotti a prezzi identici oppure per ragioni di ordine tecnico. In questi casi il prezzo può essere comunicato anche mediante indicazione sullo scaffale, indicazione dei prezzi correnti o presentazione di cataloghi, ecc. Nel caso della forma semplificata occorre sempre fare in modo che i prezzi siano di facile consultazione e agevolmente leggibili.
Nel negozio il prezzo dei limoni bio è indicato così: fr. 0.80 / pezzo. Non dovrebbe essere indicato il prezzo al chilo?
La vendita al pezzo rappresenta un’eccezione all’obbligo di indicazione del prezzo unitario e riguarda soprattutto la frutta esotica. Anche per la vendita di 1, 2 o 5 litri/chili o degli imballaggi preconfezionati con un peso di 25, 125, 250 e 2500 grammi non è previsto l’obbligo di indicazione del prezzo unitario. Tutte le eccezioni sono elencate nell’articolo 5 capoverso 3 OIP.
In una panetteria il prezzo del pane è indicato nel modo seguente: «pane del contadino, 300 g, fr. 3.30». Non si dovrebbe indicare anche il prezzo all’etto?
Sì, esatto. Per il pane in vendita sfusa con un peso superiore ai 150 g si devono indicare sia il prezzo al minuto sia il prezzo unitario. L’indicazione corretta sarebbe: «pane del contadino, 300 g, fr. 3.30 (100 g = fr. 1.10)».
Alcuni orologi esposti in vetrina non sono prezzati. È corretto?
Le merci esposte in vetrina devono essere prezzate: il prezzo deve essere indicato sulla merce stessa o in prossimità di quest’ultima e deve essere ben leggibile dall’esterno.
Per alcuni beni di lusso (pezzi di antiquariato, pellicce, oggetti d’arte, tappeti orientali, gioielli e altri oggetti di metalli preziosi) il cui prezzo supera i 5000.00 franchi si può fare a meno dell’indicazione diretta del prezzo mettendo a disposizione nel negozio un catalogo o un listino prezzi.
In linea di massima sì, perché l’esposizione di merci con indicazione dei prezzi di solito è vincolante. Rappresentano un’eccezione i casi in cui è evidente che si tratta di un errore (p. es. anello in oro fr. 59.90 anziché 599.-).
La fornitura di luce, acqua e gas vale come merce secondo l’OIP?
Sì, luce, acqua e gas sono considerate merci misurabili, e questo principio vale anche quando vengono forniti da un’azienda pubblica.
Ciò significa che per la fornitura di luce, acqua e gas è obbligatorio comunicare agli utenti la tariffa totale, comprensiva cioè dell’imposta sul valore aggiunto, a prescindere dalla tipologia di testo in cui si indica il prezzo (regolamento, tariffario o listino prezzi).
In un negozio di abbigliamento le etichette riportano i prezzi in franchi e in euro. È lecito? Posso chiedere di pagare il prezzo in euro?
Per le merci offerte ai consumatori deve essere indicato il prezzo effettivamente pagabile in franchi svizzeri. Il prezzo deve essere ben visibile e leggibile. L’ulteriore indicazione del prezzo in un’altra valuta (p. es. in euro) è lecita secondo l’OIP, purché siano rispettate determinate norme (cfr. il promemoria Doppia indicazione dei prezzi in franchi svizzeri e in euro: Link).
I debiti pecuniari si pagano normalmente nella valuta del Paese e dunque, nel caso della Svizzera, in franchi. È possibile pagare in euro solo se entrambi le parti sono d’accordo.
Doppia indicazione dei prezzi in franchi svizzeri e in euro (PDF, 20 kB, 29.10.2008)
In alcuni negozi della Svizzera è possibile pagare in euro. Spesso però il tasso di cambio non è favorevole. È lecita questa pratica?
Il commerciante è libero di fissare il tasso di cambio a propria discrezione. L’OIP non disciplina la formazione dei prezzi, ma solo la loro indicazione trasparente. Prevede infatti che il prezzo sia indicato in modo chiaro e inequivocabile. Il tasso di cambio praticato dal commerciante deve essere ben visibile e leggibile alla cassa (p. es. Accettiamo il pagamento in euro – Tasso di cambio fr. 1.00 = € 0.95 / € 1 .00 = fr. 1.05»).
L’importante è che il consumatore abbia sempre il diritto di scegliere se pagare in franchi o in euro.
In alcuni supermercati i prezzi dei prodotti non sono mai tondi, finiscono sempre in .99 centesimi. È lecito?
Secondo l’articolo 1 della legge sull’unità monetaria e i mezzi di pagamento (LUMP, RS 941.10) il franco svizzero si divide in cento centesimi. Secondo l’articolo 3 dell’ordinanza sull’indicazione dei prezzi (OIP, RS 942.211) le merci offerte in vendita al consumatore devono essere contrassegnate con il prezzo effettivamente pagabile in franchi svizzeri (prezzo al minuto).
Sebbene le monete da un centesimo siano fuori corso dal 1° gennaio 2007 (cfr. ordinanza concernente la messa fuori corso delle monete da un centesimo, RS 941.103.3; i prezzi possono essere indicati in centesimi (ad es. 1.99 centesimi o 0.49 franchi). Di fatto poi, al momento del pagamento, il prezzo viene arrotondato per difetto (p. es. da fr. 2.99 a 2.95). Finché gli importi vengono arrotondati per difetto e non per eccesso all’importo più vicino, l’indicazione dei prezzi non è ingannevole, per cui non sussiste una violazione dell’OIP.
Dove posso trovare maggiori informazioni sul tema «indicazione dei prezzi per le merci»?
Nell’opuscolo «Ordinanza sull’indicazione dei prezzi – Guida pratica 2012»
Ordinanza sull'indicazione dei prezzi - Guida pratica 2012 (PDF, 2 MB, 27.03.2012)
Nell’opuscolo «Corretta indicazione di prezzi e quantità – Opuscolo informativo per il commercio 2013»
Corretta indicazione di prezzi e quantità - Opuscolo informativo per il commercio 2013 (PDF, 1 MB, 09.09.2013)
Quali prestazioni di servizi sottostanno all’ordinanza sull’indicazione dei prezzi?
Occorre distinguere fra l’offerta e la pubblicità. Se si tratta di offerta è obbligatorio indicare i prezzi solo per le prestazioni elencate esplicitamente all’articolo 10 capoverso 1 OIP (vedi sotto). Se invece si pubblicizza una prestazione di servizio con indicazione dei prezzi o se sono menzionati prezzi, categorie o limiti di prezzi in cifre (p. es. sconti), l’OIP si applica a tutte le prestazioni di servizi senza distinzioni, cioè anche a quelle che non figurano nell’articolo 10 capoverso 1 OIP.
L’articolo 10 capoverso 1 OIP comprende attualmente le seguenti prestazioni di servizi:
• saloni da parrucchiere;
• lavori correnti nelle autorimesse;
• ramo alberghiero;
• istituti di bellezza e cure del corpo;
• centri di fitness (cultura fisica), piscine, piste di ghiaccio e altri impianti sportivi;
• ramo ricreativo (teatri, concerti, cinema, dancing, ecc.), musei, esposizioni, fiere e manifestazioni sportive;
• noleggi di veicoli, apparecchi e impianti;
• lavanderie e pulitura a secco;
• parcheggio di autovetture;
• ramo fotografico (servizi standardizzati come sviluppo, copia, ingrandimento);
• offerta di corsi;
• viaggi in aereo e viaggi «tutto compreso»;
• servizi inerenti alla prenotazione di un viaggio e fatturati separatamente (prenotazione, intermediazione);
• servizi di telecomunicazione secondo la legge del 30 aprile 1997 sulle telecomunicazioni);
• prestazioni quali i servizi d’informazione, di consulenza, di commercializzazione, di ripartizione delle spese di comunicazione, fornite o offerte mediante servizi di telecomunicazione, fatturate o no da un fornitore di servizi di telecomunicazione;
• apertura, tenuta e chiusura di conti, traffico dei pagamenti nazionale e internazionale, mezzi di pagamento (carte di credito) nonché acquisto e vendita di valuta estera (cambio);
• diritti di godimento a tempo parziale di beni immobili;
• prestazioni di servizi relative alla dispensazione di medicamenti e dispositivi medici nonché prestazioni di servizi di veterinari e dentisti;
• agenzie di onoranze funebri;
• prestazioni notarili.
Link fogli informativi specifici
Qual è il prezzo da indicare?
Il prezzo delle prestazioni di servizi deve essere indicato solo se la prestazione rientra in quelle elencate all’articolo 10 capoverso 1 OIP.
Il prezzo delle prestazioni di servizi deve essere indicato in franchi e, analogamente a quanto previsto per le merci, deve includere le tasse pubbliche inglobabili nel prezzo (p. es. l’IVA), i compensi per i diritti d’autore e altri supplementi non facoltativi di qualsiasi tipo.
In che modo e dove devono essere indicati i prezzi delle prestazioni di servizi?
In base all’OIP è necessario fornire ai clienti informazioni precontrattuali chiare e inequivocabili sul prezzo nonché sull’entità e sul contenuto delle prestazioni di servizi offerte. I prezzi esposti, le liste dei prezzi, i cataloghi devono essere di facile consultazione e agevolmente leggibili.
Le informazioni sui prezzi devono essere affisse o esposte laddove le persone interessate sostano abitualmente. Devono inoltre essere accessibili senza che i clienti debbano farne richiesta.
È necessario indicare i prezzi delle prestazioni di servizi anche su Internet?
Per Internet non è previsto un obbligo generale di indicazione dei prezzi. Se però un sito offre prestazioni di servizi ordinabili direttamente online (carrello) e la prestazione rientra fra quelle elencate all’articolo 10 capoverso 1 OIP (vedi sopra), è obbligatorio indicare il prezzo effettivamente pagabile in franchi. Nel momento in cui l’offerta di prestazioni è rivolta alla clientela svizzera, l’OIP diventa infatti applicabile.
La mancia deve essere inclusa nel prezzo?
L’OIP prevede una regolamentazione speciale per le mance. Secondo l’articolo 12 OIP la mancia deve essere inclusa nel prezzo oppure designata chiaramente e indicata in cifre. Le menzioni «mancia compresa», «più 5% di mancia», «più CHF 10 di mancia» o formulazioni analoghe sono dunque autorizzate. Se la mancia deve essere pagata sul posto all’estero (p. es. nelle crociere) occorre menzionare esplicitamente questo fatto. La mancia obbligatoria deve essere indicata in cifre; per esempio l’indicazione: «da pagare sul posto: EUR 5 di mancia a persona per ogni giorno di crociera» è autorizzata, perché in tal caso la mancia è designata chiaramente come tale ed è indicata in cifre. Inoltre viene precisato che deve essere pagata sul posto, vale a dire all’estero, a bordo della nave.
È invece vietato chiedere mance oltre ai prezzi indicati o alla mancia espressa in cifre (art. 12 cpv. 3 OIP).
Il termine «settore alberghiero» include anche esercizi come bar e caffè che offrono solo bevande?
«Settore alberghiero» è un termine sovraordinato, che include sia i ristoranti sia altri esercizi che offrono solo bevande (bar, caffè, night, ecc.).
I ristoranti devono affiggere i prezzi fuori dal locale?
Gli esercizi del settore della ristorazione non sono obbligati a esporre i prezzi all’esterno, ma all’interno del locale le liste delle vivande e delle bevande devono essere disponibili in quantità sufficiente e facilmente reperibili dal cliente oppure devono essere portate al tavolo senza essere richieste. Nei ristoranti con un’offerta molto limitata è sufficiente se l’offerta viene indicata in modo ben leggibile in uno o più punti del locale.
In che modo si devono indicare i prezzi delle bevande?
Negli esercizi pubblici, nelle mense e nelle manifestazioni pubbliche l’indicazione del prezzo delle bevande pronte quali latte freddo, succhi di frutta o di verdura, acqua minerale, bevande zuccherate, vino, birra e alcolici deve evidenziare la quantità cui il prezzo si riferisce (p. es. gazzosa 2 dl, fr. 2.90; Coca Cola 33 cl, fr. 4.50; vino rosso Beaujolais 1 dl, fr. 4.10 ecc.). Queste bevande possono essere offerte solo in misure per lo spaccio tarate o contrassegnate, che vanno riempite fino al bordo inferiore del segno di riempimento. L’indicazione della quantità non è necessaria per le bevande calde (p. es. thè fr. 3.50; caffè fr. 3.60) e i cocktail (p. es. Mojito fr. 14.-).
Che cos’è un servizio di telecomunicazione?
La definizione si basa sulla legge federale del 30 aprile 1997 sulle telecomunicazioni (LTC; RS 784.10), secondo la quale con questo termine s’intende la trasmissione mediante telecomunicazione di informazioni per terzi, vale a dire l’emissione o la ricezione elettrica, magnetica, ottica oppure elettromagnetica di altro tipo, di informazioni su linea o via radioonde. Il termine «servizi di telecomunicazione» comprende dunque la telefonia fissa e mobile, l’accesso a Internet, il traffico e-mail, la diffusione di programmi radiotelevisivi e la trasmissione generale di dati (p. es. SMS, MMS, GPRS, WAP).
Che cosa s’intende per «roaming internazionale» e a quali norme sottostanno questi servizi?
Per roaming internazionale s’intende l’utilizzo di un cellulare in una rete estera di telefonia mobile (telefonate, SMS, navigazione Internet, ecc.). Gli operatori di telefonia mobile devono rendere noti nei loro tariffari il costo delle chiamate effettuate dall’estero in Svizzera, delle chiamate ricevute all’estero dalla Svizzera, degli SMS, di Internet. Devono inoltre comunicare subito ai clienti, non appena agganciano una rete estera, i costi massimi delle chiamate, dell’invio di SMS e della trasmissione di dati (p.es. navigare su Internet).
Dove posso trovare maggiori informazioni sui servizi di telecomunicazione?
Nel foglio informativo del 1° luglio 2010 la SECO ha riassunto le principali informazioni sull’indicazione dei prezzi e sulla pubblicità dei servizi di telecomunicazione.
Indicazione dei prezzi e pubblicità per i servizi di telecomunicazione (PDF, 309 kB, 01.02.2017)
Per maggiori ragguagli si rinvia al sito dell’UFCOM
Link OFCOM - Servizi di telecomunicazione
Che cos’è un servizio a valore aggiunto?
Si tratta di un servizio (di informazione, intrattenimento, consulenza, commercializzazione, di ripartizione delle spese di comunicazione), fornito o offerto mediante servizi di telecomunicazione, indipendentemente dal fatto che sia fatturato o meno da un fornitore di servizi di telecomunicazione. I servizi a valore aggiunto possono essere offerti tramite telefonia fissa, numeri d’abbonato normali, telefonia mobile (SMS o MMS a pagamento), Internet, numeri con prefisso 084x- e 090x.
Ho telefonato a un numero con il prefisso 090x dal mio cellulare. La fattura del mio operatore mobile riporta un costo di 9 franchi per i tre minuti della chiamata. Il prezzo indicato era però di fr. 2.50/min.
Il prezzo annunciato per le telefonate ai numeri con prefisso 090x vale per tutte le chiamate, a prescindere dal tipo di apparecchio utilizzato (fisso o mobile). Dal 1° luglio 2015 non è più possibile fatturare ulteriori costi alle telefonate da apparecchi mobili verso numeri a valore aggiunto (i cosiddetti numeri speciali, per es. 080x, 090x, 084x, 18xy, ecc.).
L’esempio riportato si è verificato prima di questa data. Dopo il 1° luglio 2015 l’operatore di telefonia mobile avrebbe potuto fatturare solo i 7.50 franchi previsti.
Chi deve indicare i prezzi delle telefonate verso i numeri a valore aggiunto?
Il fornitore del servizio a valore aggiunto è tenuto a indicare il prezzo del servizio (p. es. servizio clienti 090x fr. 1.50/min.).
I normali prefissi geografici (021, 044, 031) possono avere una tariffa maggiorata?
In linea di massima è consentito fornire servizi anche tramite i normali prefissi geografici (numeri normali di abbonati). È però necessario indicare in modo chiaro il prezzo effettivamente pagabile in franchi svizzeri (tariffa di base, prezzo al minuto o altro piano tariffario).
Quali norme sono previste per i servizi SMS a pagamento?
I servizi a valore aggiunto conteggiati per unità d’informazione (push services) sottostanno a norme specifiche per quanto riguarda il tipo e la modalità di indicazione dei prezzi. Prima dell’attivazione i consumatori devono ricevere sul cellulare informazioni sui prezzi del servizio. Il push service può essere fatturato solo dopo che il consumatore ha ricevuto l’informazione sui prezzi e accettato l’offerta sul suo cellulare. Di volta in volta è sempre necessario informare il consumatore sulle modalità per disattivare il servizio.
I numeri con prefisso 080x sono sempre gratuiti?
Dal 1° luglio 2015 gli operatori di telefonia mobile non possono più fatturare alcun genere di tassa per le chiamate ai numeri con prefisso 080x (art. 39a cpv. 2 ordinanza sui servizi di telecomunicazione).
Come faccio a sapere a chi appartiene un numero breve per servizi SMS?
Ogni operatore mobile deve pubblicare una lista dei titolari di numeri brevi.
Come faccio a sapere a chi appartiene un numero di telefono a pagamento (090x, 080x, 084x)?
La lista dei titolari di numeri per servizi a valore aggiunto è pubblicata sul sito dell’UFCOM:
Link lista dei titolari di numeri per servizi a valore aggiunto è pubblicata
Dove trovo maggiori informazioni sui servizi a valore aggiunto?
Nel foglio informativo del 1° luglio 2010 la SECO ha riassunto le principali informazioni sull’indicazione dei prezzi e sulla pubblicità dei servizi telefonici a valore aggiunto.
Indicazione dei prezzi e pubblicità per i servizi telefonici a valore aggiunto (PDF, 221 kB, 24.07.2015)
Per maggiori ragguagli si rinvia al sito dell’UFCOM.
Link OFCOM - Servizi telefonici a valore aggiunto
Viaggi in aereo e viaggi tutto compreso
Tutti gli operatori turistici sottostanno all’obbligo di indicazione dei prezzi?
L’articolo 10 capoverso 1 OIP prevede alla lettera n l’obbligo di indicare il prezzo per i viaggi in aereo e i viaggi «tutto compreso». Mentre il primo concetto si spiega da sé, il secondo si basa sulla legge concernente i viaggi «tutto compreso», termine con cui s’intende l’offerta di un operatore turistico che comprende almeno due delle prestazioni seguenti: trasporto, alloggio o altre prestazioni turistiche non accessorie del trasporto o dell’alloggio e costituenti una parte significativa della prestazione globale.
Se si tratta dunque di un viaggio in aereo o di un viaggio «tutto compreso», vige l’obbligo di indicare il prezzo.
Diverso è invece il caso della pubblicità: in questo ambito gli operatori turistici sottostanno alle corrispondenti norme dell’OIP nel momento in cui menzionano prezzi, categorie o limiti di prezzi in cifre (vedi sotto nelle risposte alle domande sulla pubblicità).
Sono un operatore turistico in Svizzera. Che cosa comporta per me il nuovo foglio informativo del 1° gennaio 2016 concernente l’indicazione dei prezzi e la pubblicità per le offerte di viaggio?
Il nuovo foglio informativo valido dal 1° gennaio 2016 comporta per gli operatori turistici i seguenti cambiamenti: gli operatori stranieri che hanno una filiale in Svizzera o effettuano vendite anche nel nostro Paese devono indicare nei loro cataloghi il prezzo delle offerte in franchi svizzeri. Da gennaio 2016 non è quindi più sufficiente allegare tabelle di conversione ai cataloghi in euro.
Per quanto riguarda le vendite online, gli operatori con sede all’estero sottostanno alle norme dell’OIP se hanno un dominio .ch oppure un dominio .de, .at., .it, .fr o .com e si rivolgono in modo specifico alla clientela svizzera.
Ho acquistato un volo presso una compagnia aerea low-cost al prezzo di 150 franchi. Al momento del pagamento con carta di credito mi sono stati addebitati altri 15 franchi. Questo supplemento non avrebbe dovuto essere incluso nel prezzo complessivo del biglietto?
Se l’operatore turistico sottostà all’obbligo di indicare il prezzo (vedi due domande precedenti), analogamente a quanto previsto per le merci si applica il principio dell’indicazione del prezzo complessivo, devono cioè già essere incluse tutte le tasse pubbliche inglobabili e i supplementi non facoltativi di qualsiasi tipo. Il biglietto aereo deve comprendere tutte le imposte, le tasse, i supplementi e i compensi inevitabili e prevedibili al momento della pubblicazione.
I supplementi individuali o facoltativi non devono essere inclusi nel prezzo, ma indicati a parte. Rientrano in questa categoria i costi dell’assicurazione viaggi, le spese per il visto, eventuali supplementi per l’utilizzo di un metodo di pagamento più costoso (p. es. con carta di credito).
I supplementi per il pagamento con carta di credito sono considerati supplementi di prezzo facoltativi se è disponibile un’altra modalità di pagamento gratuita di uso corrente. Se invece l’unica modalità di pagamento a disposizione è con carta di credito, l’eventuale tassa deve essere inclusa nel prezzo del biglietto.
Le scuole guida e chi propone corsi di formazione continua sottostanno all’obbligo di indicare i prezzi?
Sì, nell’OIP l’offerta di corsi è elencata come termine generico e sottostà all’obbligo di indicare il prezzo.
Come devono essere indicati i prezzi?
L’offerta comprende corsi di ogni genere e tipo (lingue, formazione, formazione continua, informatica, ecc.), compresi quelli a distanza. Gli operatori sono tenuti a mettere a disposizione dei consumatori informazioni precontrattuali scritte riguardanti il prezzo.
Il prezzo indicato è quello effettivamente pagabile in franchi svizzeri, comprensivo delle tasse pubbliche. L’indicazione deve contenere tutti gli aspetti rilevanti per il prezzo della prestazione offerta (p.es. informazioni sulle prestazioni in termini di tempo, specializzazione, conclusione, diploma, costi del materiale, tasse d’iscrizione, presupposti per l’avvio del corso, ecc.).
Saloni da parrucchiere, istituti di bellezza, ecc.
I prezzi devono essere indicati in vetrina o all’esterno del locale?
Non è obbligatorio indicare i prezzi delle prestazioni in vetrina o all’esterno del locale, ma all’interno del salone da parrucchiere o dell’istituto di bellezza i prezzi devono essere indicati in modo ben leggibile in franchi svizzeri, nello specifico sotto forma di affissione o di listino prezzi.
Le informazioni riguardanti i prezzi devono essere affisse o esposte nei luoghi normalmente frequentati dai clienti ed essere disponibili senza che ne venga fatta richiesta. La semplice comunicazione a voce dei prezzi non è sufficiente.
Sono ammesse indicazioni come «piega a partire da 43 franchi»?
No, perché le offerte devono essere specificate. È però possibile distinguere le varie voci e prevedere prezzi diversi: in questo modo si può tenere conto del fatto che i capelli più lunghi richiedono più tempo e lavoro.
Esempio: piega
Capelli corti: fr. 45.-
Capelli di media lunghezza: fr. 50.-
Capelli lunghi: fr. 55.-
Servizi bancari e analoghi
Quali prestazioni bancarie e analoghe sottostanno all’obbligo di indicare il prezzo?
Secondo l’articolo 10 capoverso 1 lettera r OIP le seguenti prestazioni del settore bancario sottostanno all’obbligo di indicare il prezzo: apertura, tenuta e gestione di conti, traffico dei pagamenti nazionale e internazionale, mezzi di pagamento (carte di credito) nonché acquisto e vendita di valuta estera (cambio).
È invece diverso il caso della pubblicità di prestazioni bancarie o analoghe: nella pubblicità rivolta ai consumatori in cui sono menzionati prezzi, categorie o limiti di prezzi in cifre (p. es. sconti) deve essere indicato il prezzo di tutte le prestazioni, anche di quelle non elencate all’articolo 10 capoverso 1 OIP.
Dove trovo maggiori informazioni sull’indicazione dei prezzi nel settore delle prestazioni bancarie e analoghe?
Nel foglio informativo del 1° luglio 2010 la SECO ha riassunto le principali informazioni sull’indicazione dei prezzi e la pubblicità per i servizi telefonici a valore aggiunto.
Indicazione dei prezzi e pubblicità - servizi bancari e servizi analoghi-1 (JPG, 597 kB, 24.02.2016)
Nella pubblicità di un prodotto è obbligatorio indicare il prezzo?
No, non è obbligatorio, ma se vengono menzionati prezzi, categorie o limiti di prezzi deve essere indicato il prezzo effettivamente pagabile. Questo principio vale sia per le merci sia per le prestazioni di servizi.
Dal punto di vista giuridico il prezzo indicato nella pubblicità non costituisce di per sé una proposta vincolante (art. 7 cpv. 2 Codice delle obbligazioni). Ma secondo la legge sulla concorrenza sleale e l’OIP, il fatto di non rispettare al momento della vendita l’importo indicato nella pubblicità può rientrare nella pubblicità ingannevole ed essere sanzionato.
La pubblicità di un centro di giardinaggio riporta la dicitura «olivi a partire da fr. 59.-». È lecito?
Se nella pubblicità vengono menzionati prezzi, categorie o limiti di prezzi è necessario indicare il prezzo effettivamente pagabile e specificare l’offerta. L’indicazione «a partire da fr. 59.-» è il limite di prezzo inferiore e come tale è consentito, ma l’offerta deve essere spiegata più in dettaglio in modo che il consumatore sappia che può comprarsi un olivo per 59 franchi. Esempio: «Olivi a partire da fr. 59.-, diverse grandezze, p. es. olivo in vaso Ø 24 cm, altezza 120 cm, fr. 59.-»
A che cosa devo fare attenzione nella pubblicità con limiti di prezzo o con diciture del tipo «a partire da»?
Per categorie o limiti di prezzi in cifre s’intendono sia le categorie di prezzi («da X a X fr.») sia i limiti di prezzi («a partire da X fr.», o «massimo X fr.»).
In base all’articolo 17 OIP, la pubblicità con categorie o limiti di prezzo in cifre viene valutata analogamente alla pubblicità con prezzi comparativi (art. 16 OIP). Le categorie di prezzi sono consentite se vengono indicati e specificati il livello di prezzo minimo e quello massimo (p. es. televisore Samsung da fr. 500.00 a fr. 2 500.00, p. es. modello Samsung SECO Small, diagonale 90 cm per fr. 500.00, modello Samsung SECO Large, diagonale 120 cm per fr. 2 500.00). I limiti di prezzi sono permessi se il limite inferiore o quello superiore sono specificati in dettaglio (p. es. «Ford Focus da 20 000.00 fr. Modello raffigurato: Ford Focus Winner, 125 CV, prezzo di catalogo fr. 25 000.00, meno l’eurobonus di fr. 1 500.00).
Sono ammessi i prezzi in euro nella pubblicità?
Se vengono menzionati prezzi, categorie o limiti di prezzi in cifre, la pubblicità deve indicare i prezzi effettivamente pagabili, normalmente in franchi svizzeri. Se la pubblicità è estera può anche essere indicata un’altra valuta, per cui in linea di massima è anche possibile pubblicizzare un prodotto con il prezzo in euro. La pubblicità deve però indicare chiaramente che i prezzi sono in una valuta straniera (p. es. €).
Nel momento in cui le merci o le prestazioni di servizi vengono acquistate e pagate in Svizzera, il prezzo effettivamente pagabile deve essere indicato in franchi.
Pubblicità con sconti: a che cosa bisogna prestare attenzione?
Gli sconti (p. es. 20% di sconto su tutte le calzature da uomo) rientrano nei cosiddetti limiti di prezzo che, secondo l’articolo 17 capoverso 1 OIP, equivalgono ai prezzi comparativi (autocomparazione, confronto con la concorrenza o prezzo di lancio).
Secondo l’articolo 16 capoverso 1 e l’articolo 17 OIP, oltre al prezzo effettivamente pagabile il fornitore può indicare solo a determinate condizioni altri prezzi o categorie di prezzi (p. es. sconti). Si parla di autocomparazione quando il fornitore in precedenza ha davvero messo in vendita la merce a un prezzo più alto. Si ha invece un confronto con la concorrenza se altri fornitori propongono effettivamente a questo prezzo una parte preponderante delle merci identiche nel settore di mercato corrispondente. Il prezzo di lancio riguarda infine i casi in cui l’offerente all’inizio mette in vendita la merce a un prezzo ridotto rispetto a quello più alto che praticherà allo scadere dell’offerta.
Ho ricevuto per Internet la seguente offerta: «Offerta speciale macchina fotografica Reflex. Risparmio del 57% sul prezzo di vendita consigliato dal produttore: ora a soli fr. 99.95 anziché fr. 229.90!». È ammessa una pubblicità del genere?
Un confronto di prezzi di questo genere è ammesso se sono soddisfatti i requisiti per un cosiddetto confronto con la concorrenza. Ciò significa che il prezzo di 229.90 franchi deve essere un prezzo di mercato effettivo, praticato cioè da altri venditori del settore e applicato a una parte preponderante delle stesse merci. Se queste condizioni non sono soddisfatte si tratta di un’infrazione all’OIP, dal momento che si utilizza come riferimento un prezzo artificiale più alto («prezzo gonfiato»).
In un giornale ho visto questa pubblicità: «Svendita, sconti fino al 70% sulla collezione sportiva». È permessa?
È permesso fare riferimenti ad aliquote di riduzione vaghe e non unitarie («sconti fino al 70%») solo se si indica il prezzo di tutte le merci scontate e si specificano le offerte. Se gli sconti riguardano un ampio numero di articoli è difficile soddisfare questi requisiti.
Nella prassi è dunque permesso indicare la fascia di riduzione, ma occorre indicare e specificare almeno un esempio per il limite minimo e il limite massimo. La differenza fra l’uno e l’altro, inoltre, non può essere troppo ampia. Esempi: «sconti dal 30% al 70% sulla collezione sportiva, p. es. giacca trekking da donna, modello Mountain 1000, sconto del 30%, fr. 133.- invece di fr. 190.-; scarpe sportive, modello North, sconto del 70%, fr. 57.- invece di fr. 190.-»
È consentita una pubblicità del tipo: «20% di sconto su tutto l’assortimento di stoviglie»?
Nei casi in cui viene indicata un’aliquota di riduzione unitaria (p. es. 20%) per diversi prodotti dello stesso genere, per prodotti diversi, per gruppi di prodotti o per assortimenti non è obbligatorio indicare il prezzo né fornire precisazioni. L’indicazione «20% di sconto su tutto l’assortimento di stoviglie» è dunque consentita anche senza specificazioni e senza ulteriori indicazioni di prezzo.
Un negozio può vendere un televisore a 399 franchi per due giorni e poi lanciare una promozione per 3 settimane con la dicitura «fr. 199.- invece di fr. 399.-»?
No. Il prezzo comparativo (p. es. fr. 399.-) può essere indicato solo per la metà del periodo in cui è stato praticato. In questo esempio specifico quindi solo per un giorno, perché il prezzo più alto è stato praticato soltanto per due giorni.
Dove trovo maggiori informazioni sul tema «prezzi comparativi e menzione della riduzione di prezzo»?
Nell’opuscolo «Ordinanza sull’indicazione dei prezzi – Guida pratica 2012» (Link) questi temi sono spiegati in dettaglio sulla scorta di numerosi esempi.
OIP - Guida pratica 2012
https://www.seco.admin.ch/content/seco/it/home/Werbe_Geschaeftsmethoden/Preisbekanntgabe/FAQ.html