Source: http://www.knowmedia.it/piazzaffari/index.php?option=com_content&view=article&id=68:incentivi-e-benefici-fiscali-per-la-ristrutturazione-di-edifici&catid=1:latest-news
Timestamp: 2014-07-24 17:04:36+00:00
Document Index: 72721298

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 47', 'art. 31', 'arto 21']

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Incentivi e Benefici Fiscali per la Ristrutturazione di Edifici	Scritto da La Redazione	Giovedì 17 Giugno 2010 15:34	I contribuenti hanno la possibilità di detrarre dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) le spese sostenute fino al 31 dicembre 2010 per la ristrutturazione di case di abitazione e delle parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato. (Download Guida Completa) Il beneficio sul quale calcolare la detrazione spetta fino al limite massimo di spesa di 48.000 euro da suddividere in dieci anni.
1. il contribuente che alla data del 31 dicembre 2008 abbia compiuto 80 anni di età ed abbia effettuato nello stesso anno lavori di ristrutturazione, invece che in dieci anni, potrà ripartire la detrazione spettante in tre quote di pari importo da far valere nei periodi d’imposta 2008, 2009 e 2010, o anche in cinque quote di pari importo da far valere nei periodi d’imposta 2008, 2009, 2010, 2011 e 2012.
2. il contribuente che alla data del 31 dicembre 2008 abbia compiuto 75 anni di età ed abbia effettuato lavori di ristrutturazione nello stesso anno, invece che in dieci anni, potrà ripartire la detrazione spettante in cinque quote di pari importo da far valere nei periodi d’imposta 2008, 2009, 2010, 2011 e 2012.
ESEMPIO DI CALCOLO DELLA DETRAZIONE: La casa ha bisogno di alcuni interventi di manutenzione straordinaria, come il rifacimento dell’impianto elettrico, idraulico e del bagno. La spesa sostenuta nel 2008 è di 30.000 euro, Iva compresa. A fronte di questa cifra si possono detrarre 10.800 euro (36% di 30.000) in dieci anni, con un risparmio d’imposta di 1.080 euro per ogni anno. Per le persone anziane di settantacinque e ottanta anni invece il risparmio di imposta conseguibile sarà rispettivamente di 2.160 euro (10.800: 5) e 3.600 euro (10.800: 3) per ogni anno.
Va precisato, inoltre, che si tratta effettivamente di una detrazione dall’imposta e non di un rimborso.Ciascun contribuente ha perciò diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’imposta dovuta per l’anno in questione.
ESEMPIO: se la quota annua detraibile è di 1.080 euro in dieci anni, come nell’esempio sopra formulato, e l’Irpef (trattenuta o comunque da pagare) nell’anno in questione ammonta a 1.000 euro, la parte residua della quota annua detraibile, pari a 80 euro, non può essere recuperata in alcun modo. L’importo eccedente, infatti, non può essere richiesto a rimborso, né può essere conteggiato in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo. Lo stesso ragionamento deve essere applicato ai contribuenti che, per raggiunti limiti di età, portano in detrazione in cinque e tre anni la quota annuale relativa agli interventi di ristrutturazione effettuati.
ATTENZIONE: la detrazione compete per le spese sostenute nell’anno e rispetta rigorosamente, pertanto, il criterio di cassa.
Per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio la detrazione compete con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio. In tale ipotesi la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, sempre a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.
· il proprietario o il nudo proprietario;
· il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
· chi occupa l’immobile a titolo di locazione o comodato;
· i soci di cooperative divise e indivise;
· i soci delle società semplici;
· gli imprenditori individuali, limitatamente agli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.
Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente dell’immobile ha diritto alla detrazione qualora sia stato immesso nel possesso ed esegua gli interventi a proprio carico.In questo caso è però necessario che:
· il compromesso sia stato registrato presso l’Ufficio competente;
· l’acquirente indichi gli estremi della registrazione nell’apposito spazio del modulo di inizio lavori.
· le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
· le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
· le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi della legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme UNICIG per gli impianti a metano (legge 1083/71);
· le spese per l’acquisto dei materiali;
· il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
· le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
· l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori;
· gli oneri di urbanizzazione;
· gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreton. 41 del 18 febbraio 1998).
ESEMPIO: l’installazione di ascensori e scale di sicurezza, la realizzazione e il miglioramento di servizi igienici, la sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso, il rifacimento di scale e rampe, gli interventi finalizzati al risparmio energetico, la recinzione dell’area privata, il ripristino e la sostituzione del tetto, la costruzione di scale interne.
ESEMPIO: gli interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado, l’adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti, l’apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.
ESEMPIO: la demolizione e la fedele ricostruzione dell’immobile, la modifica della facciata, la realizzazione di una mansarda o di un balcone, la trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda, l’apertura di nuove porte e finestre, la costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.
Altre categorie di interventi ammessi alla detrazioneSono pure ammessi al beneficio della detrazione gli interventi finalizzati:
· alla realizzazione di autorimesse o posti auto; possono avvalersi della detrazione anche gli acquirenti di box o posti auto pertinenziali già realizzati. In tal caso, però, la detrazione spetta limitatamente alle spese sostenute per la realizzazione, sempre che le stesse risultino comprovate da apposita attestazione rilasciata dal venditore;
· all’eliminazione delle barriere architettoniche, sia sulle parti comuni degli immobili che nei singoli appartamenti;
· al conseguimento di risparmi energetici;
· alla cablatura degli edifici;
· al contenimento dell’inquinamento acustico;
· all’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici;
· all’esecuzione di opere interne. Questi interventi sono comunque ammessi al beneficio della detrazione, indipendentemente dalla corrispondenza alle categorie di cui all’articolo 3 del Testo Unico prima citato.
· eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi (ad esempio la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione). È utile precisare che gli interventi, che non presentano le caratteristiche tecniche previste dalla legge di settore, non possono essere qualificati come interventi di abbattimento delle barriere architettoniche e, pertanto, non sono agevolabili come tali. Resta fermo, tuttavia, il diritto alla detrazione, secondo le regole vigenti, qualora gli stessi interventi possano configurarsi quali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria;
· realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non compete per le spese sostenute in relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna. Pertanto, a titolo di esempio, non rientrano nell’agevolazione di cui trattasi i telefoni a viva voce, gli schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse.Tali beni, peraltro, sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali a certe condizioni è prevista la detrazione Irpef del 19 per cento in sede di dichiarazione dei redditi.
· adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Con il termine “atti illeciti” il legislatore ha inteso fare riferimento agli atti penalmente illeciti (ad esempio furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti). La detrazione in questi casi è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili; ad esempio non rientra nell’agevolazione il contratto stipulato con un istituto di vigilanza. Rientrano, invece, tutte le misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di tali atti illeciti, qui elencate a titolo esemplificativo: o rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici;
o apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione;
o porte blindate o rinforzate;
o apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini;
o installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;
o apposizione di saracinesche;
o tapparelle metalliche con bloccaggi;
o vetri antisfondamento;
o casseforti a muro;
o fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati;
o apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline;
o esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici.
· l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti;
· il montaggio di vetri anti-infortunio;
· l’installazione del corrimano;
· interventi di bonifica dell’amianto, limitatamente alle unità immobiliari a carattere residenziale.
Prima dell’inizio dei lavori è necessario inviare, con raccomandata, la comunicazione di inizio lavori redatta su apposito modello che si può reperire presso gli uffici locali dell’Agenzia o nel sito internet www.agenziaentrate.gov.it.
1. la copia della concessione, dell’autorizzazione o della comunicazione di inizio lavori, se previste dalla legislazione edilizia;
2. i dati catastali (o, in mancanza, la fotocopia della domanda di accatastamento);
3. la fotocopia delle ricevute di pagamento dell’ICI a decorrere dal 1997, se dovuta. Se, però, il contribuente che chiede di fruire della detrazione è un soggetto diverso da quello tenuto al pagamento dell’Ici (ad esempio, l’inquilino), non è necessario trasmettere le copie delle ricevute. Anche per i lavori eseguiti sulle parti comuni condominiali non va allegata la ricevuta di pagamento dell’Ici;
4. la fotocopia della delibera assembleare (per i soli interventi che richiedono tale preventiva delibera) e della tabella millesimale di ripartizione delle spese nel caso in cui i lavori sono eseguiti sulle parti comuni di edifici residenziali. Se in seguito l’importo dei lavori eseguiti supera quello inizialmente preventivato, è necessario trasmettere la nuova e ulteriore tabella di ripartizione delle spese allo stesso ufficio che ha ricevuto la comunicazione originaria;
5. la dichiarazione del proprietario di consenso all’esecuzione dei lavori, nell’ipotesi in cui questi siano eseguiti dal detentore dell’immobile (locatario, comodatario).
ATTENZIONE In luogo di tutta la documentazione prevista, i contribuenti possono produrre un’autocertificazione, ai sensi del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000, attestante il possesso della stessa e la disponibilità ad esibirla se richiesta dagli uffici finanziari.La dichiarazione è esente da imposta di bollo. Anche se ricorrono alla dichiarazione sostitutiva, i contribuenti sono tenuti a barrare le caselle del modulo relative alla documentazione richiesta.
· generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi;
· natura dell’intervento da realizzare;
· dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione;
· data di inizio dell’intervento di recupero.
La dichiarazione deve essere trasmessa al Centro Operativo di Pescara entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta in cui sono eseguiti i lavori in questione. I contribuenti interessati debbono conservare le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione e la ricevuta del bonifico.
ATTENZIONE nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori, dal 4 luglio 2006 (data di entrata in vigore del decreto legge n. 223 del 2006), il costo della manodopera deve essere indicato in maniera distinta.
Tale documentazione, che deve risultare intestata alle persone che fruiscono della detrazione, infatti, deve essere esibita a richiesta degli uffici finanziari. Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali il contribuente, in luogo di tutta la documentazione prevista, può utilizzare una certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione.
· la comunicazione non è stata trasmessa preventivamente al Centro Operativo di Pescara;
· la comunicazione non contiene i dati catastali relativi all’immobile oggetto dei lavori (o quelli relativi alla domanda di accatastamento);
· non sono allegate le abilitazioni amministrative richieste dalla legislazione edilizia vigente;
· in assenza dei dati catastali, non è allegata la fotocopia della domanda di accatastamento;
· non sono allegate le fotocopie dei versamenti dell’Ici relativa agli anni a decorrere dal 1997, se dovuta;
· non è allegata la copia della delibera assembleare, quando necessaria, e della tabella millesimale per gli interventi eseguiti su parti comuni di edifici residenziali;
· non è allegata, quando richiesta, la dichiarazione di consenso del proprietario all’esecuzione dei lavori;
· non è stata effettuata la comunicazione preventiva all’ASL competente, quando obbligatoria;
· non vengono esibite le fatture o ricevute relative alle spese, non è esibita la ricevuta del bonifico bancario o postale oppure questa è intestata a persona diversa da quella che richiede la detrazione;
· il pagamento non è stato eseguito tramite bonifico bancario o postale;
· le opere edilizie eseguite sono difformi da quelle comunicate al Centro operativo di Pescara e non rispettano le norme urbanistiche ed edilizie comunali;
· vengono violate le norme relative alla sicurezza nei luoghi di lavoro nonché quelle relative agli obblighi contributivi.
ATTENZIONE dal 4 luglio 2006 (data di entrata in vigore del decreto legge n. 223 del 2006), è stata prevista una nuova causa di decadenza dalle agevolazioni fiscali. E’ stato infatti introdotto l’obbligo di indicare in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori, il costo della manodopera.
La cessazione dello stato di locazione o comodato non fa venire meno il diritto alla detrazione in capo all’inquilino o al comodatario che hanno eseguito gli interventi oggetto della detrazione, i quali continueranno quindi a fruirne fino alla conclusione del periodo di godimento.CUMULABILITÀ CON LA DETRAZIONE IRPEF PER IL RISPARMIO ENERGETICO
· redazione da parte di un tecnico abilitato del certificato di asseverazione che attesti la rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti. Tale certificato deve essere conservato;
· redazione e trasmissione all’Enea entro 90 giorni dalla fine lavori, attraverso il sito internet www.acs.enea.it, dell’attestato di certificazione energetica se le procedure sono state approvate dalle Regioni, Province Autonome di Trento e Bolzano o dai Comuni, oppure dell’attestato di qualificazione energetica. Dal 2008, per la sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari e per installare i pannelli solari non è più necessario questo adempimento;
· redazione e trasmissione all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori, attraverso il sito internet www.acs.enea.it dell’apposita scheda informativa;
· nelle fatture deve essere indicato separatamente il costo della manodopera impiegata;
· il pagamento delle spese deve essere effettuato mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, numero e data della fattura, codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita IVA o codice fiscale del soggetto beneficiario del bonifico.
ATTENZIONE per ulteriori informazioni circa i requisiti e le modalità per poter accedere ai benefici fiscali previsti per gli interventi di risparmio energetico si rinvia a quanto disposto dal Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, del 7 aprile 2008.
Qui troverete la procedura da seguire per ottenere la detrazione del 36% per lavori di ristrutturazione che richiedono la DIA.
Il pagamento delle spese deve avvenire anche in questo caso a mezzo bonifico bancario o postale, ed è necessaria ottenere dal rivenditore una fattura perché lo scontrino fiscale non è sufficiente a giustificare l’acquisto e conseguentemente il beneficio. I beni acquistati devono inoltre finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, e non finire ad arredare altri immobili.
Ma attenzione. Per quanto concerne gli acquisti dei beni agevolati ( mobilio ed elettrodomestici ) non vi sono restrizioni di sorta: tutti gli elettrodomestici ad alta efficienza, tutti i mobili di arredamento danno diritto al beneficio. Gli elettrodomestici devono essere ad alta efficienza, cioè vantare una classe energetica di consumo ai vertici. Le classi energetiche indicano il consumo tipico di un elettrodomestico nel ciclo del suo normale funzionamento, le lettere vanno dalla lettera G alla lettera A, dove la lettera A rappresenta quelli a minor consumo, ma negli ultimi anni la tecnologia ha dato origine alle classi A+ e A++. Quindi individuare gli elettrodomestici ad alta efficienza è facile grazie all’etichetta energetica apposta sul prodotto in posizione ben visibile. Anche i computer e i televisori danno diritto alla detrazione del 20% purchè destinati all’abitazione ristrutturata.
Computer e televisori sono gli unici elettrodomestici ammessi al “bonus” privi di etichetta e quindi non legati strettamente all’efficienza energetica. Restano fuori da questo beneficio i frigoriferi, i congelatori e le loro combinazioni, in quanto continuano a beneficiare dello sconto previsto dalla Finanziaria 2007 anch’esso pari al 20% e poi esteso sino al 2010 nel caso di sostituzione dei vecchi apparecchi con i nuovi modelli di classe non inferiore ad A + .
Infine, la cosa a cui bisogna fare veramente attenzione è il bonifico per pagare gli acquisti: esso deve contenere il riferimento normativo (art.2 decreto legge n.5/2009 ), il codice fiscale di chi paga, il numero di partita I.V.A. o il codice fiscale del rivenditore. Naturalmente se mobili, elettrodomestici, televisori e personal computer vengono acquistati tramite finanziamento di credito al consumo, la cosa va bene lo stesso. Purchè emergano le giuste causali.
Altra cosa importante riguarda la possibilità di non allegare la DIA – Denuncia Inizio Attività fatta al comune, nella documentazione relativa ai lavori di ristrutturazione da inviare al Centro Operativo di Pescara.
L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 325/E del 12 novembre 2006 risponde ad una direzione regionale in riferimento ad un quesito posto dalla stessa in merito gli adempimenti da porre in essere al fine di fruire della detrazione del 36% delle spese sostenute per l’esecuzione di interventi di ristrutturazione edilizia, di cui all’art. 1, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
In particolare, la Direzione regionale aveva chiesto di conoscere se, ai fini del riconoscimento dell’agevolazione fiscale in argomento, era possibile sostituire la DIA (Denuncio inizio attività) con una autocertificazione del contribuente, in tutti quei casi in cui la normativa edilizia locale consideri determinati interventi non rientranti tra le opere sottoposte a DIA.
La Direzione centrale, nel precisare che in linea generale, per poter fruire della detrazione del 36%, è necessario inviare prima dell’avvio dei lavori, con raccomandata, l’apposita comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara, allegato alla stessa, ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettera a), del Decreto Interministeriale n. 41 del 18 febbraio 1998, la copia della concessione, autorizzazione ovvero della dichiarazione di inizio lavori, se previste dalla legislazione edilizia.
Ovviamente, però, la risoluzione precisa che l’Amministrazione può effettuare controlli finalizzati a verificare la spettanza dell’agevolazione richiesta ed, in particolare, può verificare la consistenza degli interventi realizzati per accertare che i medesimi rientrino tra quelli agevolabili (per quanto concerne i lavori eseguiti su singole unità immobiliari, deve trattarsi di interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia).
In relazione, poi, all’eventualità di dover fornire, in sede di controllo, prove sulla natura degli interventi realizzati, nel caso in cui non sia necessario alcun titolo abilitativo, il contribuente può redigere una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, ai sensi dell’art. 47 del DPR n. 445 del 2000, la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore.
Nella dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà il contribuente potrà evidenziare la data di inizio dei lavori ed attestare la circostanza che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolati dalla normativa fiscale, pur se i medesimi non necessitano di alcun titolo abilitativo, ai sensi della normativa edilizia vigente.
Questo può costituire un escamotage “correttivo” quando l’acquisto di mobili, elettrodomestici, computer e televisori sia avvenuto un pò prima l’inizio dei lavori. Non casca il mondo (non tutti abbiamo buona memoria) se, nella dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la data di inizio lavori verrà posticipata di qualche giorno … e sfido chiunque (che abbia tempo e voglia di farlo, naturalmente) a provare ex-post che i lavori di ristrutturazione sono iniziati, in realtà, dopo l’ acquisto degli arredamenti …
﻿Accorpamenti di locali Spostamento di alcuni locali da una unità immobiliare ad altra o anche o di altre unità immobiliari – unione di due unità immobiliari con opere esterne
Centrale termica Riparazioni varie interne ed esterne, conservando le caratteristiche (materiali, sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti (opere murarie) – Con modifiche distributive interne - Con modifiche esterne (sagoma, materiali e colori nuova costruzione (volume tecnico) nell’ambito di un’operazione di manutenzione straordinaria, di un restauro o di una ristrutturazione
Solaio Sostituzione dei solai di copertura con materiali diversi dai preesistenti – Sostituzione di solai interpiano senza modifica delle quote - Adeguamento dell’altezza dei solai, nel rispetto delle volumetrie esistenti
Sottotetto Riparazione modificando la posizione preesistente; sostituzione apparecchi sanitari, innovazioni con caratteristiche diverse da quelle preesistenti – Modifiche interne ed esterne con varie opere edilizie senza modificarne la destinazione d’uso - Formazione di una unità immobiliare abitabile nel sottotetto mediante l’esecuzione di opere edilizie varie (Detraibile purché già compreso nel volume)
Tetto Sostituzione dell’intera copertura - Modifica della pendenza delle falde con o senza aumento di volume
Veranda Innovazioni rispetto alla situazione precedente - Nuova costruzione con demolizione del muro che dà sul balcone creando aumento di superficie lorda di pavimento – Trasformazione di balcone in veranda
· ascensori e montacarichi;
· infissi esterni e interni;
· caldaie;
· video citofoni;
· apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
· sanitari e rubinetteria da bagni;
· impianti di sicurezza.
ESEMPIO: costo totale dell’intervento 10.000 euro, di cui:
a) per prestazione lavorativa 4.000 euro;b) costo dei beni significativi (ad esempio rubinetteria e sanitari) 6.000 euro.
Per destinazione abitativa privata si intende riferirsi alle abitazioni adibite a dimora di privati.Non si può applicare l’Iva agevolata al 10 per cento:
· ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori;
· ai materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente;
· alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi finalizzati al recupero edilizio;
· alle prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei lavori.
restaurorisanamento conservativoristrutturazione
ESEMPIO: Prezzo di acquisto dell’abitazione: = 180.000 euroCosto forfetario di ristrutturazione (pari al 25% di 180.000 euro) = 45.000 euroDetrazione (pari al 36% di 45.000 euro) = 16.200 euro
Per effetto delle varie disposizioni che si sono succedute nel tempo, la misura dell’agevolazione spettante varia a seconda del momento di sostenimento della spesa e del periodo in cui sono stati eseguiti gli interventi di ristrutturazione (vedi tabella).
· l’acquisto o l’assegnazione dell’unità abitativa deve avvenire entro il 30 giugno 2011. Il termine “immobile” deve essere inteso come singola unità immobiliare e l’agevolazione non è legata alla cessione o assegnazione delle altre unità immobiliari, costituenti l’intero fabbricato, così che ciascun acquirente può beneficiare della detrazione con il proprio acquisto o assegnazione;
· l’unità immobiliare acquistata o assegnata deve far parte di un edificio sul quale sono stati eseguiti interventi di restauro e di risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia riguardanti l’intero edificio. La norma agevolativa trova applicazione, pertanto, a condizione che gli interventi edilizi riguardino l’intero fabbricato (e non solo una parte di esso, anche se rilevante);
· i lavori devono essere eseguiti dall’impresa dal 1º gennaio 2008 al 31 dicembre 2010.
L’importo massimo sul quale va calcolata la detrazione del 19 per cento è pari a 2.582,28 euro complessivi per ciascun anno d’imposta.Per costruzione e ristrutturazione si intendono tutti gli interventi realizzati in conformità al provvedimento comunale che autorizzi una nuova costruzione, compresi gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 31, comma 1, lett. d), della legge 5 agosto 1978, n.457 (ora trasfuso nell’articolo 3 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380).
Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente e/o i suoi familiari dimorano abitualmente.A tal fine rilevano le risultanze dei registri anagrafici o l’autocertificazione, con la quale il contribuente può attestare anche che dimora abitualmente in luogo diverso da quello indicato nei registri anagrafici.
· il mutuo deve essere stipulato nei sei mesi antecedenti la data di inizio dei lavori di costruzione o nei diciotto mesi successivi; tale ultimo termine di diciotto mesi è stato elevato a partire dal 1° dicembre 2007 (fino al 30 novembre era di sei mesi);
· l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei lavori di costruzione;
· il contratto di mutuo deve essere stipulato dal soggetto che avrà il possesso dell’unità immobiliare a titolo di proprietà o di altro diritto reale.
La detrazione è cumulabile con quella prevista per gli interessi passivi relativi ai mutui ipotecari contratti per l’acquisto dell’abitazione principale soltanto per tutto il periodo di durata dei lavori di costruzione dell’unità immobiliare, nonché per il periodo di sei mesi successivi al termine dei lavori stessi.
Non si tiene conto delle variazioni dipendenti da trasferimenti per motivi di lavoro.La mancata destinazione ad abitazione principale dell’unità immobiliare entro sei mesi dalla conclusione dei lavori di costruzione della stessa comporta la perdita del diritto alla detrazione.
La prima cosa da fare è inviare il modulo di comunicazione per la detrazione del 36 per cento ai fini IRPEF per raccomandata senza ricevuta di ritorno al Centro Servizi di Pescara, Via Rio Sparto 21 65100 Pescara. Per ogni unità immobiliare andranno trasmesse altrettante comunicazioni. Il modello va compilato in stampatello e con chiarezza in modo che sia letto dal sistema ottico predisposto dall’Agenzia delle Entrate.
facsimile modulo per la detrazione 36%
Nel modulo andranno indicati:
a) Dati del dichiarante per agevolazione fiscale
1. Inserire il codice fiscale e i dati anagrafici del soggetto che trasmette la comunicazione.
2. Barrare la relativa casella se siamo possessori (proprietari o titolare di altro diritto reale) o detentore (locatario, comodatario) dell’immobile.
3. Se i lavori di ristrutturazione riguardano parti comuni di edifici residenziali si dovrà barrare la casella AMMINISTRATORE se il soggetto che trasmette la comunicazione è l’amministratore del condominio, o CONDOMINO se il soggetto è uno dei condomini.
4. Naturalmente si dovranno indicare i dati anagrafici di colui che trasmette il modulo e nell’apposito spazio il codice fiscale del condominio.
b) Dati dell’immobile per esenzione IRPEF
1. In questa sezione si dovranno indicare i dati (rilevabili dal certificato catastale) relativi all’immobile sui quali sono stati effettuati i lavori.
2. In mancanza di dati catastali si potrà indicare se è stata presentata domanda di accatastamento, barrando la relativa casella.
3. Se i lavori sono stati effettuati dal locatario o dal comodatario si dovranno indicare gli estremi di registrazione del contratto di locazione o di comodato.
c) Documentazione allegata per agevolazioni IRPEF (Barrare le caselle dei documenti allegati alla domanda)
1. Copia della DIA o permesso per costruire.
2. Dati Catastali.
3. Copie delle ricevute del pagamento ICI dal 1997.
4. Delibera assembleare e tabella millesimale per lavori condominiali.
5. Estremi di registrazione del contratto di locazione o comodato ed eventuale consenso del proprietario all’esecuzione dei lavori.
Se abbiamo difficoltà a reperire la documentazione suddetta, potremo inviare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio (senza bollo), in cui dovremo dichiarare di essere in possesso della documentazione necessaria.
facsimile modulo per la dichiarazione sostitutiva
d) E’ importante ricordare che:
· la spedizione ad ufficio incompetente non preclude il godimento della detrazione; provvederanno gli uffici dell’amministrazione ad inoltrare la comunicazione al destinatario competente;
· è indispensabile individuare con precisione gli immobili oggetto dell’agevolazione all’interno della domanda, perché per ogni immobile si gode di un plafond di 48 mila € e, specialmente dal 2002, eseguire lavori su un immobile separatamente accatastato (anche si di fatto unito o confinante) comporta la possibilità di non ricadere nella limitazione del conteggio del plafond anche sulle opere pagate nei precedenti anni; · la spedizione del modello deve essere fatta prima dell’inizio dei lavori.
Comunicazione all’ASL di inizio opera
Sempre prima dei lavori di ristrutturazione si dovrà trasmettere una seconda raccomandata (con ricevuta di ritorno) contenente una comunicazione all’ ASL di competenza nel territorio dove è ubicato l’immobile.
facsimile comunicazione all’ASLNella comunicazione andranno specificati:
1. l’ubicazione dei lavori;
2. i dati del committente;
3. la natura delle opere;
4. la data di inizio dei lavori;
5. l’impresa esecutrice;
6. l’assunzione, da parte dell’impresa, della responsabilità al rispetto delle regole sulla sicurezza e di contribuzione (deve sempre essere rilasciata dall’impresa ma non sempre inviata, leggi il prossimo box).
Dichiarazione dell’impresa per usufruire delle agevolazioni fiscali
Se i lavori di ristrutturazione non superano i 200 operai/giorni o per cantieri che non comportano rischi particolari, non c’è l’obbligo di trasmettere all’ASL la dichiarazione dell’impresa che dovrà comunque essere rilasciata al committente e conservata dallo stesso.
Questo per dare la possibilità al richiedente, di non perdere i benefici qualora vengano accertate violazioni a tali adempimenti da parte dell’impresa.
facsimile dichiarazione impresa
La dichiarazione deve essere firmata in carta semplice dal rappresentante legale dell’impresa. Nel caso di più imprese, la dichiarazione dovrà essere rilasciata da ognuna di esse. Nel caso prima dei lavori non siano state ancora individuate le ditte appaltatrici, la dichiarazione potrà essere inviata successivamente.
Pagamento dei lavori di ristrutturazione
Ricordiamo che è indispensabile effettuare il pagamento delle spese per i lavori di ristrutturazione solo tramite bonifico bancario da cui risulti:
1. la causale del versamento;
2. il codice fiscale del beneficiario dell’agevolazione;
3. la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa beneficiaria del bonifico.
Va inoltre ricordato che:
· se il pagamento è stato effettuato da più soggetti, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale di ognuno di essi;
· nel caso sia stato indicato solo il codice fiscale del soggetto che ha inviato la comunicazione al centro servizi, niente paura , la detrazione viene riconosciuta anche agli altri aventi diritto purché questi indichino nella loro dichiarazione dei redditi il codice fiscale riportato sul bonifico;
· in caso di lavori condominiali, nel bonifico dovrà essere trascritto il codice fiscale del condominio, quello dell’Amministratore, e dell’eventuale condomino che ha provveduto al pagamento materiale della spesa;
· in caso di comproprietà dell’immobile, il diritto alla detrazione va ripartito tra i proprietari sulla base delle spese effettivamente sostenute da ciascuno di essi. Anche in questo caso vanno riportati i codici fiscali di ognuno dei comproprietari, ricordandosi che le fatture devono essere intestate agli stessi nominativi. Tuttavia se nel bonifico è stato indicato solo il codice fiscale del soggetto che ha inviato la comunicazione al Centro Servizi, per gli altri partecipanti non decade la possibilità di ottenere il beneficio a meno che questi non si dimentichino di indicare nella loro dichiarazione dei redditi il codice fiscale riportato sul bonifico.
facsimile bonifico bancario
Nella causale del versamento si dovrà indicare la tipologia dei lavori con la successiva dicitura ” Articolo 1, comma 3, decreto del Ministro delle Finanze e dei Lavori Pubblici 18 febbraio 1998, n. 41 “.
· se il contribuente che chiede di fruire della detrazione è un soggetto diverso da quello tenuto al pagamento dell’Ici, per esempio, l’inquilino, non vanno inviate le copie delle ricevute Ici. Tale adempimento non è previsto neppure per i lavori eseguiti sulle parti comuni condominiali;
· occorre allegare la fotocopia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese, se i lavori sono eseguiti sulle parti comuni di edifici residenziali; in questo caso, se l’importo dei lavori eseguiti supera quello preventivato, è necessario trasmettere la nuova e ulteriore tabella di ripartizione delle spese allo stesso ufficio che ha ricevuto la comunicazione originaria;
· occorre allegare la dichiarazione del proprietario di consenso all’esecuzione dei lavori, se questi sono eseguiti dal detentore dell’immobile (locatario, comodatario).
La risoluzione n. 325/E del 12 novembre 2007 della Agenzia delle Entrate stabilisce che lo sconto Irpef del 36% spetta anche se, in luogo della dichiarazione di inizio attività (Dia), si presenta una autocertificazione nella quale si attesta che, per i lavori ammessi al beneficio, non è richiesto alcun titolo abilitativo per realizzare l’intervento di ristrutturazione edilizia.
Ai fini della detrazione del 36% delle spese sostenute per lavori di ristrutturazione, non è obbligatorio allegare la dichiarazione di inizio attività quando l’intervento rientra tra quelli per i quali la normativa edilizia locale non prevede alcun titolo abilitativo.
Il beneficio della detrazione del 36%, (prorogato dalla finanziaria 2008 per il triennio 2008-2010) è concesso anche se, alla comunicazione di inizio lavori da inviare con raccomandata al Centro operativo di Pescara, in luogo della dichiarazione di inizio attività (Dia), si allega una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, a norma dell’articolo 7 del Dpr n. 445/2000.
Questo è il parere dell’Agenzia espresso, con la Risoluzione n. 325/E del 12 novembre 2007, a seguito di una richiesta di interpello volta a conoscere se era consentito sostituire la Dia con una autocertificazione nel caso di lavori, nella fattispecie, di manutenzione straordinaria, consistenti nella realizzazione di servizi igienico-sanitari e tecnologici, che la legge regionale non considera sottoposti all’obbligo di dichiarazione di inizio attività.
La risposta si basa sul tenore della disposizione contenuta nel decreto interministeriale n. 41/1998, secondo cui alla comunicazione di inizio lavori da trasmettere preventivamente al Centro operativo di Pescara va allegata, tra l’altro, “copia della concessione, autorizzazione ovvero della comunicazione di inizio dei lavori, se previste dalla vigente legislazione in materia edilizia”.
Nel caso specifico, poiché la normativa locale non richiede titoli abilitativi per la realizzazione degli interventi, non sarà necessario produrre alcuna certificazione.Da ricordare:
1. La sottoscrizione della dichiarazione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore.
2. L’Amministrazione può sempre effettuare controlli per verificare la spettanza del beneficio del 36 per cento. In particolare, il Fisco può verificare la consistenza degli interventi realizzati per accertare che rientrino tra quelli agevolabili.
3. Nella dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà il contribuente potrà specificare la data di inizio dei lavori e attestare la circostanza che gli interventi di ristrutturazione edilizia rientrano tra quelli agevolati dalle norme fiscali, anche se non necessitano di titoli abilitativi.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Novembre 2011 10:49	TRADING AUTOMATICO
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