Source: http://rivistauniversitas.it/Articoli.aspx?IDC=3012
Timestamp: 2017-12-11 00:27:20+00:00
Document Index: 127974747

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 20', 'art. 9', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 8']

Università, ricerca e diritto allo studio nel Decreto Legge “L’Istruzione riparte” - Universitas
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Università, ricerca e diritto allo studio nel Decreto Legge “L’Istruzione riparte”
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 12.09.2013 il Decreto Legge n. 104 del 12.09.2013, rubricato "Misure urgenti di istruzione, università e ricerca", approvato il 9 settembre 2013 dal Consiglio dei Ministri su proposta del presidente del Consiglio Enrico Letta e del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza. Il decreto, enfaticamente titolato "L'Istruzione riparte", è stato salutato con favore dalle istituzioni universitarie, dell'AFAM e della ricerca, ed è stato oggetto di ampie discussioni sui maggiori quotidiani nazionali (ad es. La Repubblica, suppl. "Affari&Finanza" del 16.09.2013, pag. 43). Il decreto ora andrà al vaglio delle Camere per la sua conversione in legge.
Il decreto, nell'occuparsi dell'intero comparto dell'istruzione, contiene numerosi articoli che fanno riferimento al settore universitario, al settore dell'Alta Formazione Artistica e Musicale e al settore della ricerca. Aggiungiamo anche una breve panoramica sull'orientamento, in quanto tema sempre attuale e al quale Universitas ha dato ampio spazio nel corso degli anni (N. 6, dicembre 1982; N. 27, marzo 1988; N. 99, marzo 2006)
Il decreto si sofferma prima di tutto sul diritto allo studio. All'art. 2 prevede un incremento di 100 milioni di euro per il Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio, primo segnale di una inversione di tendenza in materia, nonché primo passo per la realizzazione di un sistema di borse di studio capace di cancellare la disdicevole figura dello studente "idoneo non vincitore". Per l'accesso ai corsi a numero programmato, l'art. 20 prevede l'abolizione del bonus maturità, decisione inevitabile dopo le discussioni degli ultimi mesi e gli interventi riparatori del nuovo ministro. Si teme l'ondata di nuovi ricorsi, ma per il prossimo anno accademico è in fase di studio una nuova modalità di valutazione del percorso scolastico pregresso. Novità di buon senso per gli studenti internazionali con permesso di soggiorno: in linea con quanto stabilito dagli altri Paesi europei, l'art. 9 prevede che la durata dei permessi debba corrispondere alla durata del periodo di frequenza dei corsi stessi, con possibilità di una verifica annuale di profitto. Infine, buone notizie per i medici specializzandi: l'art. 21 prevede che, al termine delle prove, venga formata una graduatoria nazionale in base alla quale i vincitori sono destinati alle sedi prescelte, in ordine di classificazione in graduatoria. Il compenso per i medici specializzandi sarà determinato per un periodo di tre anni e non su base annua.
Stessa struttura prevista per gli interventi nel sistema universitario viene applicata al sistema dell'Alta formazione artistica e musicale. All'art. 3 sono previsti, opportunità straordinaria mai concessa prima d'ora, 6 milioni di euro in borse di studio per promuovere le eccellenze nell'Afam, con promessa di bandi da parte del MIUR da pubblicare entro 15 giorni dall'entrata in vigore del decreto legge (quindi entro la fine di settembre). L'art. 19 prevede, invece, l'assunzione di personale precario mediante la trasformazione delle graduatorie nazionali già esistenti in graduatorie ad esaurimento, sia per le immissioni in ruolo che per incarichi a tempo determinato. Pesa, però, su questo importante tassello la mancanza di un regolamento per il reclutamento a tempo indeterminato e la mancanza di una forma di valutazione stabile sull'operato del personale precario. Sempre all'art. 19 vengono previste risorse pari a 3 milioni di euro a favore degli Istituti superiori di studi musicali non statali ex IMP (Istituti Musicali Pareggiati) in gravi difficoltà finanziarie.
Dopo un articolo sulla riorganizzazione dell'ANVUR e degli enti di ricerca, il vero fulcro del provvedimento sono gli articoli 23 e 24, che si riferiscono al finanziamento e al personale degli enti di ricerca. Per il finanziamento (art. 23) viene previsto che la quota premiale del fondo di finanziamento degli enti di ricerca (almeno 7% del Fondo totale) venga assegnata con riferimento alla missione specifica dell'ente e in base ai progetti e programmi che rientrano nella loro azione, tenendo conto anche della VQR (valutazione della qualità della ricerca) che, però, necessita di una revisione completa su classificazioni logiche e pertinenti. Sempre questo articolo consente a università ed enti di ricerca di assumere personale con contratti a termine o di collaborazione in modo illimitato, sempre che questi contratti vengano finanziati con risorse diverse dall'FFO. L'art. 24 sul personale degli enti di ricerca prevede l'incremento della dotazione organica dell'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) di 200 posti, da coprirsi nel quinquennio 2014-2018 con personale tecnico, ricercatori, tecnologi e assistenti nel limite di quaranta persone all'anno.
Infine, qualche parola sul sistema di orientamento scolastico. L'art. 8 prevede che l'orientamento venga incluso nelle attività funzionali di insegnamento, 20 ore in più su base annua, a partire dalla quarta superiore. Le attività di orientamento (alla professione o all'università) possono essere le più svariate possibili, finanziate con fondi specifici (1,6 milioni per il 2013 e 5 milioni per il 2014) e i costi aggiuntivi saranno a carico del FIS (Fondo delle Istituzioni Scolastiche). Alle attività potranno collaborare le camere di commercio e le agenzie per il lavoro.