Source: https://www.solopromozioni.it/2019/12/04/prescrizione-decadenza-soluzioni-al-debito/
Timestamp: 2019-12-14 00:37:09+00:00
Document Index: 180582788

Matched Legal Cases: ['art. 2946', 'art. 2953', 'art. 2953', 'art. 2948', 'art. 20', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 2953', 'art. 2948', 'art. 2948', 'art. 58', 'art. 70', 'art. 70', 'art. 28', 'art. 5']

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Prescrizione & Decadenza | Soluzioni Al Debito
La prescrizione del credito tributario, sia dal punto di vista del Fisco, sia da quello dei contribuenti, è scarsamente regolata dalla legislazione di settore, con la consueta utilizzazione “suppletiva” del diritto civile.
La Suprema Corte con due recenti sentenze ha precisato alcuni punti:
“Costituisce principio generale nel diritto tributario che non si possa attribuire al puro e semplice riconoscimento, esplicito o implicito, fatto dal contribuente d’essere tenuto al pagamento di un tributo e contenuto in atti della procedura di accertamento e di riscossione (…), l’effetto di preclude ogni contestazione in ordine all’an debeatur, (…). La rateazione chiesta dal ricorrente non costituisce acquiescenza” (Cass. n. 3347 del 08 febbraio 2017) Si veda anche Cass. n. 6820/2016; Cass. n. 22729/2016; Cass. n. 2197/2015; C. di Stato (Ad. Plen.) n. 15 del 05.06.2015; C. di Stato n. 4821/2013; CTR Palermo n. 652 del 17.2.2016; CTP di Roma n. 4265/2017; CTP Caltanissetta n. 1072/2014.
Ancora, la Suprema Corte, per una pretesa contributiva vantata dall’INPS, confermava il proprio recente orientamento: “il pagamento parziale, ove non accompagnato dalla prescrizione della sua effettuazione in acconto, non può valere come riconoscimento, rimanendo comunque rimessa al giudice di merito la relativa valutazione di fatto, incensurabile in sede id legittimità se congruamente motivata” (Cass. n. 03 del 13.01.2018).
Inoltre, la Cassazione Sezioni Unite n. 23397 del 17.11.2016 (pag. 6 e pag. 7), da’ atto che il termine decennale di prescrizione (art. 2946 c.c.) per le imposte dirette ed indiretta (specialmente per l’IVA) deriva solamente dall’effetto di “conversione” dell’art. 2953 c.c.. Articolo escluso, appunto, da tale Cassazione a Sezioni Unite. Quindi se la prescrizione decennale deriva solo dall’applicazione dell’art. 2953 c.c.e tale articolo è stato escluso dalla Cassazione SS. UU. n. 23397/2016, è evidente che per le imposte dirette ed indirette (specialmente per l’IVA) il termine non è decennale, ma di 5 anni, si veda anche CTP Savona n. 129 del 24 febbraio 2017. Si consideri anche la CTP di Avelino n. 267 del 23 febbraio 2017 che conferma l’applicazione del termine quinquennale ex art. 2948 n. 4 c.c. a tutti i Tributi e non solo per quelli degli Enti locali (si veda anche CTP Ascoli Piceno n. 101 del 24 marzo 2017).
Anche la CTR Lazio n. 1229 del 14 marzo 2017, basandosi sempre sulla Cass. SS. UU. n. 23397/2016, ha affermato che: “I crediti tributari fatti valere con le cartelle di pagamento oggetto di appello (IRPEF, IRAP, IVA Addizionali, Sanzioni, Interessi) non prevedono la prescrizione ordinaria decennale, ma – ratio temporis – una prescrizione più breve (quadriennale o quinquennale per gli avvisi di accertamento relativi ad imposte sui redditi, ad IRAP o IVA, quinquennale per le sanzioni ex art. 20 d.lgs. n. 472/1997), si veda anche CTR Lazio n. 1050 del 07 marzo 2017 e CTP Savona n. 129 del 24 febbraio 2017. Anche la CTP Treviso n. 340 del 19 luglio 2017, nell’interpretare la Cass. SS. UU. n. 23397/2016, ha stabilito la prescrizione di 5 anni per IVA, Irap, Irepf, interessi e sanzioni. Anche la CTP di Torino n. 820 del 15 giugno 2017, basandosi sulla Cass. SS.UU. n. 23397/2016, ha dichiarato la prescrizione di 5 anni per tributi IRPEF, IVA e IRAP.
La Suprema Corte con la Ordinanza n. 1997 del 26 gennaio 2018 ha, tuttavia, confermato che la prescrizione per i Tributi (anche statali) può essere inferiore a quella ordinaria di 10 anni. E’ una singola recente sentenza, però, oramai, si sta consolidando l’orientamento che non è “assodata” la prescrizione decennale per tutti i tributi.
Sulle sanzioni Tributarie (5 anni): l’art. 20 del D. Lgs. n. 472/1997 prevede espressamente che le sanzioni tributarie si prescrivono per il trascorrere del termine di 5 anni. Inoltre, la Cassazione ha affermato che se tali sanzioni amministrative previste per la violazione di norme tributarie non derivano da sentenza passata in giudicato il termine rimane quello dei 5 anni dell’art. 20 del D.Lgs. n. 472/1997. Non si applica la disposizione dell’art. 2953 c.c. (Cass. n. 12715 del 20 giugno 2016 e Commissione Tributaria Provinciale di Milano n. 7362 del 22 settembre 2016)
Sugli interessi Tributari (5 anni): per consolidata giurisprudenza della Corte (a partire dalla Cass. n. 2941 del 2007, n. 4271 del 2003. Cass. S.U. n. 10955 del 2002) ha chiarito che la prescrizione quinquennale, prevista dall’art. 2948 c.c., n. 4, è per tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad un anno od in termini più brevi. Tale disposizione si riferisce alle obbligazioni periodiche o di durata, caratterizzate dal fatto che la prestazione è suscettibile di adempimento solo con decorso del tempo. Appunto anche per gli interessi applicati alle pretese tributarie come quelle indicate nelle cartelle di pagamento (si veda Commissione Tributaria Provinciale n. 7362 del 22 settembre 2016 , si consideri anche CTP Napoli n. 6871 del 30 marzo 2017)
SUI TRIBUTI LOCALI
Per la Cassazione, oramai, consolidata per i pagamenti dei tributi locali si deve applicare la prescrizione l’art. 2948, n. 4, c.c.: “Si prescrive in cinque anni: … 4) … tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi” (Cass. n. 42830/10).
Per la Cassazione, il contribuente è tenuto a pagare periodicamente una somma, per tali tributi locali, che costituisce il corrispettivo di un servizio a lui reso, richiesto (concessione di uso di suolo pubblico, di uso di passo carrabile) o imposto (tassa per smaltimento rifiuti, contributo opere di risanamento idraulico del territorio), che in tanto si giustifica in quanto anno per anno il corrispettivo servizio venga erogato. E’ quindi un servizio continuativo/periodico che si paga annualmente, o in tempi minori (si veda anche CTR Lazio n. 1050 del 7 marzo 2017)
TARSU: Tale tributo è disciplinato dagli art. 58 e seguenti del D.Lgs. n. 507/1993 ed è dovuto per l’occupazione o detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso abitativo, per le quali l’Ente locale provvede al servizio di raccolta dei rifiuti. Inoltre, all’art. 70 è previsto il termine a pena di decadenza del 31 dicembre del terzo anno di presentazione della denuncia di cui all’art. 70, comma 1, sempre del D.Lgs. n. 507/1993. Tuttavia, per il termine prescrizionale del diritto certo del Comune a riscuotere tale tributo, oramai la Giurisprudenza è concorde nella prescrizione quinquennale del credito TARSU, tra le ultime pronunce dei Giudici tributari: CTP Napoli n. 230 del 12 gennaio 2018; CTP Napoli n. 919 del 31 gennaio 2018.
In riferimento alle contravvenzioni al codice della strada il termine di prescrizione è di 5 anni ex art. 28 della legge 689/81 (Trib. Catania n. 3951 del 13.07.2016) .
Ai sensi dell’art. 5, comma 51, del Decreto legge n. 653, del 30 dicembre 1982 (convertito con Legge n. 53/1983) “L’azione dell’Amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse dovute dal 1° gennaio 1983 per effetto dell’iscrizione di veicoli o autoscafi nei pubblici registri e delle relative penalità si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento” (Si veda anche Commissione Tributaria Provinciale di Siracusa, Sez. 5, n. 3155 del 28 settembre 2015; si veda CTP Bari n. 3647/04/2015 si veda anche CTR Catanzaro n. 3 del 4 gennaio 2016 che rigetta l’appello del contribuente, ma conferma la prescrizione triennale si veda anche CTP Napoli n. 1580 del 29 settembre 2016).
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