Source: http://blog.solignani.it/schede-pratiche/lesdebitazione-nel-fallimento/
Timestamp: 2017-06-28 08:54:14+00:00
Document Index: 34842674

Matched Legal Cases: ['art.120', 'art.120', 'art.128', 'art. 142', 'art.46', 'art.142', 'art.143', 'sentenza ', 'art. 142', 'art. 143', 'art. 142', 'art. 142', 'art. 144', 'art. 142', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 150', 'art. 143', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 445', 'art. 142', 'art. 143', 'art. 19', 'art. 142', 'art. 19', 'art. 142', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 444', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 445', 'art. 142', 'art. 142', 'art. 445', 'art. 1', 'art. 142', 'art. 142', 'art. 143', 'sentenza ', 'art. 142', 'art. 142', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.19', 'art.143', 'art.142', 'art.48', 'art.142', 'art. 1', 'art. 143', 'sentenza ', 'art. 111', 'sentenza ', 'art 142', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

L'esdebitazione nel fallimento. | Tiziano Solignani
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IndiceChe cos’è.Quando si può ottenere.Ulteriori approfondimenti.Preventivi.
Con l’esdebitazione, il fallito ottiene in sostanza il condono di tutti i propri debiti, che vengono completamente annullati, in modo che egli possa ripartire con una nuova attività economica senza temere nuovi pignoramenti o atti pregiudizievoli (fresh start).
Il fallimento non comporta normalmente la liberazione del fallito dalle obbligazioni non fatte valere o non soddisfatte (in tutto o in parte) nell’ambito della procedura concorsuale. Infatti l’art.120, comma 3°, della legge fallimentare stabilisce che, una volta chiuso il fallimento, i creditori riacquistano il libero esercizio delle azioni verso il debitore per la parte non soddisfatta dei loro crediti per capitale e interessi. Pertanto il fallito, alla chiusura del fallimento, resta di solito debitore verso i creditori non soddisfatti, sia che questi abbiano ottenuto l’ammissione al passivo, sia che siano rimasti estranei al fallimento, non insinuando i loro crediti. La chiusura del fallimento non produce da sola l’effetto dell’esdebitazione del fallito.
Il nuovo art.120, comma 3° aggiunge, tuttavia, “salvo quanto previsto dagli articoli 142 e seguenti”, i quali prevedono appunto l’esdebitazione, disciplinato più in dettaglio dal capo IX del titolo II del regio decreto n.267 del 1942, modificato dall’art.128 del decreto legislativo 9 gennaio 2006, n.5 (Riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali) che ha introdotto nel sistema concorsuale il nuovo istituto dell’esdebitazione.
L’esdebitazione, ove praticabile, ha preso il posto della figura della riabilitazione del fallito, oramai abrogata, insieme alla cancellazione del fallito dal casellario giudiziale.
Quando si può ottenere. *
Presupposto della esdebitazione è la chiusura del fallimento per compiuta ripartizione finale dell’attivo o per concordato.
I criteri per essere ammessi al beneficio previsti dall’art. 142 sono i seguenti:
La norma esclude dall’esdebitazione le obbligazioni di mantenimento ed alimentari e quelle derivanti da rapporti esclusi dal fallimento ex art.46, i debiti per risarcimento di danni da fatto illecito extra contrattuale nonchè le sanzioni pecuniarie penali ed amministrative non accessorie a debiti estinti. L’ultimo comma dell’art.142 citato precisa che l’esdebitazione non ha effetto nei confronti dei coobbligati, dei fideiussori del debitore e degli obbligati in via di regresso (per i quali resteranno immutati i diritti dei creditori).
L’ammissione ricorrendo i presupposti è automaticamente dichiarata dal tribunale in sede di decreto di chiusura.
L’art.143 tuttavia prevede anche che il debitore fallito possa, nel caso in cui il tribunale non abbia ritenuto di provvedere all’atto di chiusura, presentare all’uopo ricorso entro l’anno successivo al decreto di chiusura del fallimento.
Attenzione: se il fallimento è stato chiuso prima del 2006, non si può chiedere l’esdebitazione, come spieghiamo meglio in questo post.
Ulteriori approfondimenti. *
La scheda sulla cancellazione dell’iscrizione dei falliti nel casellario giudiziale;
La scheda sulla gestione delle crisi da sovraindebitamento;
Preventivi. *
Se volete un preventivo per una pratica di esdebitazione, potete chiederlo compilando il solito modulo e indicando il numero di creditori insinuati al fallimento (eventualmente allegando un file excel o di altro tipo con il loro elenco): più sono i creditori più aumenta il lavoro, perché il ricorso va notificato a tutti per effetto di una sentenza della Corte costituzionale.
Franca Massa says:	marzo 3, 2008 at 11:39
Ne approfitto anche io per fare una domanda, visto che è un istituto nuovo che sto iniziando a conoscere anche io stessa, che mi occupo peraltro più di penale. Tra i presupposti scrivi che "Inoltre è necessario che nella procedura siano stati soddisfatti, almeno in parte, i creditori concorsuali". Questo significa che se c'è anche un solo creditore rimasto totalmente insoddisfatto l'esdebitazione non si può chiedere? Se così è, può il fallito – debitore provvedere con proprie sostanze a soddisfare almeno in parte i creditori rimasti insoddisfatti? E, in questo ulteriore caso, c'è una percentuale minima o basta che il creditore dia un centesimo di euro, ad esempio, ad ognuno di loro per poter essere ammesso al beneficio? Rispondi	laraferrari says:	marzo 3, 2008 at 13:52
Pertanto la ripartizione deve risultare utile per tutti i creditori ammessi al passivo e, quindi, tradursi nel pagamento almeno di una percentuale (sia pure minima) di tutti i crediti concorrenti. Se tutti i creditori ammessi fossero interamente pagati, mancherebbe il presupposto stesso della esdebitazione, la quale presuppone che, chiuso il fallimento, vi siano ancora «debiti residui». Se alcuni dei creditori ammessi non ricevessero alcunché dal riparto, non potrebbe dirsi adempiuta la condizione di cui all’art. 142, secondo comma, giacché questo esige che siano soddisfatti «i creditori concorsuali», con ciò, evidentemente, facendo riferimento a tutti i creditori che hanno diritto di essere soddisfatti nel fallimento, ossia tutti i creditori concorrenti. L’espressione «neppure in parte» si riferisce, dunque, non già al numero dei creditori che ricevono qualcosa (nel senso che nessuno riceve alcunché, per cui, secondo questa prospettiva, l’esdebitazione non sarebbe possibile solo se non si facesse luogo ad alcun riparto a favore di alcun creditore), ma alla “parte” di soddisfacimento che i creditori ricevono (nel senso, cioè, che tutti sono almeno in parte soddisfatti). Conferma di ciò si trae dalla disposizione dell’art. 143, primo comma, secondo cui il tribunale dichiara inesigibili «i debiti non soddisfatti integralmente», il che vuol dire che tali debiti debbono essere stati soddisfatti parzialmente e debbono essere tutti quelli aventi titolo al soddisfacimento. Infatti, non si può pensare che la pronuncia riguardi solo, tra i debiti che debbono essere soddisfatti nel fallimento, quelli «non soddisfatti integralmente» e non anche i debiti per nulla soddisfatti: dovendo la pronuncia, che il tribunale è chiamato ad emettere, consistere nella dichiarazione di inesigibilità dei «debiti non soddisfatti integralmente» (e non già dei «debiti non soddisfatti»), e dovendo riguardare tutti i «debiti residui» (art. 142, primo comma, prima parte), è giocoforza concludere che essa è possibile solo se tutti tali debiti da dichiarare inesigibili siano stati tutti parzialmente soddisfatti e non è, viceversa, possibile qualora vi siano debiti per nulla soddisfatti, come appunto stabilisce l’art. 142, secondo comma. E’ poi ovvio che non è di ostacolo che uno o più debiti siano stati integralmente soddisfatti (a differenza di altri, solo parzialmente soddisfatti), poiché l’esdebitazione non riguarda questi, che, essendo estinti (appunto per integrale soddisfacimento), non sono «debiti residui». Ulteriore conferma della qui proposta interpretazione si ricava dalla disposizione dell’art. 144, secondo cui l’esdebitazione nei confronti dei creditori concorsuali non insinuatisi «opera per la sola eccedenza rispetto a quanto i creditori avrebbero avuto diritto di percepire nel concorso»: appare chiaro che si può parlare di “eccedenza” solo rispetto ad una “parte” di soddisfacimento ricevuta dai crediti che hanno partecipato al concorso. In conclusione, la condizione oggettiva di cui all’art. 142, secondo comma, implica che l’esdebitazione è concedibile solo in presenza di un piano di riparto finale dell’attivo, in cui siano utilmente collocati tutti i creditori ammessi al passivo, quale che sia la percentuale attribuita. Per quanto riguarda la seconda domanda, la legge non precisa una percentuale minima di soddisfacimento dei crediti, sicché anche un dividendo di scarsissimo valore economico deve essere ritenuto sufficiente. Quest’ultima opinione appare preferibile, poiché, nel silenzio della legge, in presenza di un riparto con attribuzioni sia pure minime a tutti i creditori concorrenti, non è dato all’interprete stabilire quale possa essere la soglia al di sotto della quale si debba escludere che vi sia stato soddisfacimento parziale. Ciò aprirebbe la strada a valutazioni arbitrarie e ad applicazioni difformi della norma. Rispondi	ferdinando zannini says:	marzo 3, 2008 at 14:38
Sul secondo quesito penso che non possa essere presa in considerazione dagli organi fallimentari ai fin dell'esdebitazione un pagamento extragiudiziale dei creditori concorsuali. Saluti avv Zannini ancona Rispondi	Franca Massa says:	marzo 3, 2008 at 15:04
@ lara ferrari grazie della eccellente spiegazione… in effetti è come pensavo io anche se non mi sembra giustissimo far dipendere la possibilità di esdebitarsi per il fallito dalla presenza di pochi o molti creditori privilegiati, sarebe stato meglio prevedere un meccanismo percentuale, come ad esempio nel caso in cui siano stati pagati i creditori al 30% delle loro ragioni, globalmente e anche senza richiedere che non vi siano creditori insoddisfatti… Con la regola attuale, quando ci sono molti privilegiati diventa impossibile esdebitarsi e viceversa, indipendentemente dal merito del fallito e dalla sua collaborazione alla procedura fallimentare. Rimane poi da chiarire se può essere il debitore a pagare di tasca propria i creditori rimasti totalmente insoddisfatti, magari perchè messi in secondo piano rispetto ai privilegiati, e in tal caso in quale misura, trattandosi di un pagamento volontario non penso si possa ammettere che il debitore possa esdebitarsi mandando un euro a ciascun creditore… o anche un centesimo. In conclusione, vedo poca praticabilità, allo stato, per l'istituto, dal momento che nella maggior parte dei fallimenti ci sono creditori totalmente insoddisfatti. Rispondi	luca says:	marzo 10, 2008 at 12:29
Vorrei avere notizie sulla possibile applicazione dell'esdebitazione per pratiche chiuse prima dell'entrata in vigore della nuova legge.Vedi sentenza tribunale di Piacenza. Rispondi	Tiziano Solignani says:	marzo 10, 2008 at 12:52
Di che sentenza si tratta? Non è che il Tribunale di Piacenza ne sforni una o due all'anno… Rispondi	laraferrari says:	marzo 10, 2008 at 13:11
Pertanto, per quanto riguarda i fallimenti chiusi antecedentemente all’entrata in vigore della riforma fallimentare, ritenuto il procedimento di esdebitazione pendente fino a quando sia ancora possibile presentare i relativi ricorsi e ritenuta la non applicabilità dell’art. 150 D.Lgs n. 5/06, che impone l’applicazione della legge anteriore per le procedure fallimentari pendenti alla data di entrata in vigore della riforma, il ricorso, volto ad ottenere il beneficio dell’esdebitazione può essere presentato, ai sensi dell’art. 143 L.F., entro l’anno successivo all’entrata in vigore della nuova disciplina (16 luglio 2006). Rispondi	luca says:	marzo 18, 2008 at 14:00
Ha notizie circa la possibilità di cancellare sul certificato penale la citazione di fallimenti chiusi prima della riforma,in quanto impossibilitati di chiedere la riabilitazione.In oltre quali prospettive dopo la sentenza della corte costituzionale numero 39 del 27/02/08. Rispondi	giulia parisotto says:	marzo 27, 2008 at 14:42
bellissimo questo forum.. concordo sulla versione del "almeno qualcosa a tutti..".. altra domanda.. nel concreto allora è il giudice delegato che, nel decreto di chiusura del fallimento per insufficienza dell'attivo, decide se ammettere o meno all'esdebitazione.. non è necessario fare nessuna domanda prima perchè il GD si pronunci in merito? mi limito a fare istanza dopo se il giudice non provvede? grazie fin d'ora del consiglio Rispondi	Tiziano Solignani says:	marzo 27, 2008 at 15:02
Il Presidente" Rispondi	giulia parisotto says:	marzo 28, 2008 at 19:05
grazie mille.. qui a padova che io sappia non è mai girata una circolare del genere, ma è molto interessante.. peccato che il mio curatore abbia appena depositato tutto il carteggio, e non mi farebbe un'integrazione integrazione (sempre che sia considerato "rituale") nemmeno a pagarlo.. per cui credo dovrò percorrere la via del ricorso.. grazie mille, siete stati utilissimi! buon lavoro e buon weekend Rispondi	simona scaglia says:	aprile 2, 2008 at 12:38
Grazie , Simona , Brescia Rispondi	Tiziano Solignani says:	aprile 2, 2008 at 12:48
Cara Simona, l'unico vero codice davvero vigente in Italia, in mezzo alle centinaia formalmente approvati ma che nessuno osserva, è il famoso C.P.P., che non è il codice di procedura penale, ma il codice di procedura provinciale, che è anche eufemistico ed ottimistico perchè a volte le procedure e le regole variano anche all'interno dello stesso ufficio, tra persone diverse, e addirittura per la stessa persona che giustamente, visto che "solo i cretini non cambiano mai idea, ha cambiato idea. Morale della favola: se vuoi sapere i documenti che devi presentare, vai alla cancelleria della sezione fallimentare del Tribunale dove devi presentare l'istanza e senti che documenti vogliono. Rispondi	ALEX says:	aprile 2, 2008 at 21:43
e se apre una p.iva un c.corrente rischia anche in futuro ?? Rispondi	Tiziano Solignani says:	aprile 3, 2008 at 11:41
2) Tribunale di Alba, decreto 15 dicembre 2006 – Pres. Rel. F.Pasi Secondo queste due sentenze, infatti, per effetto della abrogazione dell’istituto della riabilitazione da parte del d. lgs. n. 5/2006, che ha altresì eliminato il pubblico registro dei falliti, qualora venga proposto ricorso per riabilitazione, dovrà in ogni caso ordinarsi la cancellazione del nominativo del ricorrente dal pubblico registro dei falliti ed ordinarsi la cessazione di ogni incapacità civile derivante dalla dichiarazione di fallimento. Rispondi	ALEX says:	aprile 5, 2008 at 03:17
P.S. complimenti sinceri Rispondi	ALEX says:	aprile 5, 2008 at 03:33
GRAZIE E SALUTI Rispondi	ROSSELLA VAZZOLER says:	maggio 20, 2008 at 14:03
DISTINTI SALUTI Rispondi	parva says:	maggio 25, 2008 at 00:31
buona sera , ho parlato col mio avvocato un mese fa perchè si occupasse della mia riabilitazione. Nel 1996 ero stato dichiarato fallito e tutto è stato chiuso nell'ottobre del 2002. non ho carichi penali ne altro e il mio avvocato ha detto che qui ad alessandria non c'è molta chiarezza su cosa fare nel tribunale per poter essere riabilitato. So che l'ultimo decreto legge è entrato in vigore nel gennaio 2008 , chiedo cortesemente se qualcuno sa dirmi cosa fare . Grazie parva Rispondi	Tiziano Solignani says:	maggio 31, 2008 at 18:40
nb: Corte Costituzionale, Sentenza 30 maggio 2008, n.181: I creditori concorrenti non soddisfatti devono essere informati del ricorso per l'esdebitazione Rispondi	ROSSELLA VAZZOLER says:	giugno 4, 2008 at 22:26
P.S. Tutti i requisiti richiesti dall'articolo 142 della nuova legge sono stati soddisfatti .L'unico problema e' legato alla tempistica di chiusura del fallimento. Rispondi	francesca neri says:	giugno 16, 2008 at 11:32
l'esdebitazione in venti righe Rispondi	Favati ettore says:	luglio 7, 2008 at 19:58
Ho un fallimento aperto dal 1996 e 12 anni fà mi sono stati pignorati solo i mobili per 730.000 lire e una piccola auto vecchia (fiat marbella di 10 anni). Posso avere l'esdebitazione anche con questo piccolo attivo secondo voi? Le altre circostanze ricorrono tutte. Grazie per la Vs. risposta. Rispondi	Nicola says:	luglio 16, 2008 at 09:14
-Il suo studio ha fallimentaristi che offrano gratuito patrocinio? grazie mille delle risposte ed ancora complimenti per il sito(io sono un fanatico del web e dei linguaggi di programmazione, quindi ha tutta la mia stima 🙂 Rispondi	laraferrari says:	luglio 16, 2008 at 12:31
Sono due cose diverse che non vanno "in coppia". Per quanto riguarda il ricorso per la violazione del principio della giusta durata del processo, ho visto che a tal porposito la Corte Europea ha accolto dei ricorsi presentai da persone soggette al fallimento, il quale è durato per svariati anni. La ragioni dell'accoglimento sono state, oltre alla notevole durata della procedura, anche la violazione dei dirtti contenuti nella Convenzione europea dei dirtti dell'Uomo. Infatti è la stessa Corte ad affermare che le miure restrittive imposte al fallito, anche se in via di principio necessarie nell'ambito di tutela dei creditori, non devono essere tenute per tutta la durata della procedura, ma debbono attenuarsi. Pertanto il permanere di tali limitazioni per tutta la durata della procedura, comporta una rottura dell'equilibrio tra il diritto dei creditori al pagamento e l'interesse individuale del fallito. Il nostro studio ti può offrire assistenza, in tal senso, anche per il fatto che abbiamo, all'interno, degli avvocati iscritti alle liste del gratuito patrocinio. Inoltre anche se la questione si svolge a Nola abbiamo dei corrispondenti che ci possono aiutare a gestire la tua posizione. Spero di esserti stata d'aiuto e grazie millep er i complimenti. Rispondi	Nicola says:	luglio 16, 2008 at 12:46
rapidissima risposta che non posso che apprezzare. contatterò in giornata i numeri da voi indicati. rinnovo la stima e porgo cordiali saluti 🙂 Rispondi	Favati Ettore says:	luglio 16, 2008 at 15:46
Egregio avvocato Solignani, può rispondere anche a me? La domanda è poco sopra e relativa all'esdebitazione. Grazie, comunque. Rispondi	laraferrari says:	luglio 16, 2008 at 19:35
per rispondere alla tua domanda mi occorrono delle informazioni chiare. Infatti non capisco se il tuo fallimento è stato già chiuso oppure no. Poichè se è ancora aperto non è possibile richiederlo. Infatti per poter chiedere l'esdebitazione occorre essere in prossimità del decreto di chiusura del fallimento. Pertanto la mia domanda è:a che punto è la procedura fallimentare che ti vede come protagonista? Inoltre ti lancio un'idea: vista la durata abnorme della procedur concorsuale sai che è possibile fare ricorso per equa riaprazione per l'ingiusta durata della procedura? Rispondi	Tiziano Solignani says:	luglio 16, 2008 at 20:21
@ ettore secondo me molto difficilmente Rispondi	Favati Ettore says:	luglio 16, 2008 at 20:29
E perchè, mi scusi se basta che sia pagato anche un solo creditore del fallimento medesimo? il curatore ha detto che quest'anno me lo chiude. 730.000 dell' epoca erano qualcosa…Posso sperare nell'esdebitazione? Grazie ancora. Rispondi	laraferrari says:	luglio 16, 2008 at 20:42
L'Avv. Solignani intendeva dire che secondo lui è difficilissimo che venga accolto un ricorso per equa riparazione per l'eccessiva durata di una procedura concorsuale. Per quanto riguarda il ricorso per l'esdebitazione invece ritengo che sia possibile farlo. Bisogna solo attendere la chiusura del fallimento. Rispondi	Favati Ettore says:	luglio 16, 2008 at 21:57
Ciao Laura Ferrari. Una domanda per curiosità: sei anche tu un avvocato? Comunque io avevo chiesto all' Avv: Solignani solo della esdebitazione non della Legge Pinto della quale ero a conoscenza e della quale intendo servirmi dopo la chiusura del fallimento. Quindi sei sicura che L'avvocato mi abbia risposto per la legge Pinto invece che sull'esdebitazione? Ti ringrazio infinitamente per la tua gentilezza e disponibilità nelle risposte. Ti saluto. Rispondi	Nicola says:	luglio 18, 2008 at 01:58
la sentenza Cass. 17.11.2005, n. 23271, Pres. Proto, rel. Giancola – "DURATA DEL FALLIMENTO E LEGGE PINTO" sembra accogliere le istanze di un soggetto il cui fallimento è durato circa 5 anni, che tutto sommato, non sono tanti. il problema suppongo sia la determinazione della durata ragionevole, visto che la corte sottolinea il fatto che ove violata la ragionevole durata il danno non patrimoniale si presume e il ricorrente non deve supportare la sua esistenza con delle prove(nei casi "normali" quindi non vi è onere della prova ). è questo a cui faceva riferimento il dott. solignani? Rispondi	Tiziano Solignani says:	luglio 18, 2008 at 14:31
@ Lara Non mi riferivo all'equa riparazione, ma al fatto che penso che sia molto difficile che con sole 730.000 lire di massa attiva tutti i creditori abbiano ricevuto qualcosa. Poi può anche darsi, bisogna vedere nel concreto. Per quanto riguarda il discorso legge Pinto, non è assolutamente difficile farsi risarcire l'eccessiva durata del processo, anzi è oramai principio assodato che queste cose valgono anche per le procedure fallimentari, piuttosto è necessario agire entro sei mesi mesi e mezzo dalla chiusura del fallimento (o, meglio, dalla affissione del decreto di chiusura). Rispondi	Favati Ettore says:	luglio 18, 2008 at 15:54
Buongiorno e grazie Avvocato Solignani. Se io le allego una sentenza che ho trovato e dove viene concessa l'esdebitazione con il pagamento anche solo parziale di un solo creditore, me la commenta? Spero di fare un servizio gradito a tutti. Eccola! E' un pò lunga e non parla solo del pagamento dei creditori ma c'è il particolare che ci interessa. Grazie di nuovo se avrà questa pazienza: Fallimento – Reato di bancarotta – Applicazione della pena su richiesta – Esdebitazione – Ammissibilità. Fallimento – Esdebitazione – Condizione del pagamento di parte dei creditori – Pagamento parziale anche di un solo creditore – Ammissibilità. Non osta alla ammissione del beneficio della esdebitazione l’applicazione delle pena su richiesta ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen. per il reato di bancarotta, posto che tale forma di applicazione della pena costituisce una condanna sui generis che non può contenere dichiarazione di colpevolezza né indicazione di condanna e che in base all’art. 445 cod. proc. pen. l’estinzione del reato comporta l’estinzione di ogni effetto penale. In tema di esdebitazione, deve condividersi la soluzione secondo cui l’espressione “neppure in parte” di cui all’art. 142 comma 2, legge fallim., attesa la non specifica indicazione legislativa, non può riferirsi solo alla parte del credito soddisfatto, ma anche al numero dei creditori soddisfatti che ricevono parte del loro credito, secondo l’ordine di legge, con la conseguenza che anche solo il pagamento parziale di un creditore (privilegiato o chirografario) potrà integrare la condizione per ottenere l’esdebitazione. DECRETO nel procedimento instaurato da: ****Francesco avente ad oggetto la richiesta di esdebitazione ex art. 143 L.F. presentata con ricorso del 8.2.2008; letto il parere favorevole del comitato dei creditori (a maggioranza); letta la comunicazione del curatore fallimentare del 15.1.2008, da cui si ricava che il fallito ha cooperato con gli organi della procedura e non ha aggravato il dissesto; dato atto che il fallimento è stato chiuso in data 20.9.2006 e quindi prima dell’entrata in vigore della riforma attuata mediante il D. Lgs. n. 169/07; rilevato che ai sensi dell’art. 19 del citato D. Lgs. si può procedere all’esdebitazione anche nei confronti dei falliti per il cui fallimento è già intervenuta la chiusura, entro un anno dall’entrata in vigore del D.Lgs. stesso; ritenuto che nel caso di specie dovendosi esaminare nel merito la posizione del debitore con riferimento ad una istanza di applicazione di esdebitazione presentata dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina, ma relativa ad un fallimento “aperto” prima dell’entrata in vigore della riforma attuata con il D. Lgs. n. 5/06 deve trovare applicazione la disciplina dell’ esdebitazione non potendo più trovare applicazione quella relativa alla “riabilitazione”; che a tale conclusione si giunge anche analizzando i presupposti previsti per l’applicazione dell’istituto che sono sostanzialmente simili a quelli stabiliti per l’applicazione dell’istituto della riabilitazione, con l’unica eccezione del n. 4 dell’art. 142 l.fall., con cui si richiede che il fallito non abbia beneficiato di altra esdebitazione nei dieci anni precedenti la richiesta; che tale difformità – del tutto marginale – non appare idonea a rendere inapplicabile l’istituto dell’ esdebitazione a fallimenti aperti nella vigenza della previgente disciplina prevista dal R.D. 16 marzo 1942 n. 27, come peraltro prevede testualmente l’art. 19 del D. Lgs. n. 169/07; dato atto che le altre condizioni previste dall’art. 142 D. Lgs. N. 5/06 ai nn. 5) e 6) (condotte distrattive, aggravamento del dissesto, condanne per bancarotta fraudolenta, ecc.) si adattano alle nuove come alle vecchie procedure; che nel caso di specie – alla luce delle indicazioni fornite dal curatore e dal comitato dei creditori e dalla documentazione prodotta sussistono i presupposti teorici per dichiarare l’esdebitazione di ****Francesco ; che peraltro va osservato come nel caso di specie nei confronti dell’istante sia intervenuta applicazione di pena per il reato di bancarotta come si ricava dal certificato penale e dalla sentenza prodotta in atti (cfr. Trib. di Piacenza del 23 ottobre 2000); rilevato che legislatore del 1988 – dopo aver specificamente indicato gli «effetti» che non conseguono alla sentenza prevista dall'art. 444 c.p.p. (non comporta la condanna al pagamento delle spese processuali, né l’applicazione di pene accessorie e/o di misure di sicurezza – eccezion fatta per la confisca obbligatoria -, non ha efficacia nei giudizi civili ed amministrativi) – ha statuito che «salve diverse disposizioni di legge, la sentenza è equiparata ad una pronuncia di condanna». Rilevato, peraltro che la giurisprudenza ha statuito che – con specifico riferimento all’istituto della riabilitazione – la sentenza di applicazione della pena su chiesta costituisce una condanna sui generis che non può contenere dichiarazione di colpevolezza né indicazione di condanna (cfr. Cass. pen. Sez. I, 5 febbraio 2004 n. 10028 CED CAss. RV 227122; idem Tribunale Trieste 15 dicembre 1998, in Dir. Pen. Proc, 1999, pag. 351); Dato atto che il legislatore, ai sensi dell’art. 445 c.p.p. ha previsto che l’estinzione del reato porta con sé l’effetto che «si estingue ogni effetto penale», che sebbene tale dichiarazione di estinzione, ai fini della procedura di esdebitazione non può essere equiparata alla riabilitazione richiesta dall’art. 142 l.f. in presenza di una condanna per bancarotta fraudolenta, va altresì rilevato che non si è in presenza di una vera e propria condanna e che pertanto non ricorre l’ipotesi preclusiva di cui all’art. 142 n. 6 l.f. (con ciò mutando l’indirizzo sul punto specifico espresso in altra occasione); dato atto che è stato depositato il provvedimento di estinzione del reato ex art. 445 c.p.p. reso dal Tribunale di Piacenza in data 6 giugno 2007; ritenuto che il pagamento dei creditori non deve avvenire necessariamente per tutte le categorie di creditori, in quanto la norma non distingue tra le varie categorie di creditori concorsuali e, poiché anche i creditori preferenziali per titolo anteriore al fallimento sono creditori concorsuali, è sufficiente che siano soddisfatti, almeno in parte, anche solo costoro, secondo l’ordine di legge. A tale proposito va evidenziato come la legge di delega demandava al Legislatore di introdurre la disciplina dell’esdebitazione, “prevedendo che essa consista nella liberazione del debitore persona fisica dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti” (art. 1, comma 6, lett. a, n. 13), quindi di tutti i debiti residui nei confronti di tutti i creditori non soddisfatti, siano essi parzialmente che totalmente. Deve pertanto condividersi la soluzione secondo cui l’espressione “neppure in parte” di cui all’art. 142 comma 2, attesa la non specifica indicazione legislativa, non può riferirsi solo alla parte credito soddisfatto, ma anche al numero dei creditori soddisfatti che ricevono parte del loro credito, secondo l’ordine di legge, con la conseguenza che anche solo il pagamento parziale di un creditore (privilegiato o chirografario) potrà integrare la condizione per ottenere l’esdebitazione; è infatti evidente che si aderisse all’interpretazione secondo cui la locuzione “neppure in parte” sia riferita al numero dei creditori (e quindi che tutti i creditori debbano essere pagati parzialmente), in caso di presenza di creditori privilegiati e chirografari, si renderebbe necessario prevedere il pagamento integrale dei creditori privilegiati per prospettarsi il pagamento parziale dei chirografari; si tratta di una soluzione che poterebbe ad effetti diversi da quelli previsti dalla norma, (e quindi al pagamento integrale di una categoria e parziale dell’altra) con conseguente preferibilità – allo stato – dell’interpretazione che vede nella locuzione sopra indicata il significato di “parte dei crediti” concorsuali; dato atto che comunque, a prescindere dalla soluzione di principio, sopra tratteggiata, nel caso di specie si è provveduto al pagamento parziale dei creditori privilegiati e chirografari, così come previsto dal secondo comma dell’art. 142 l.f. (cfr. piano di riparto finale del 27.1.2006); P . Q . M . Ammette ****Francesco al beneficio della liberazione dei debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali del fallimento ***** s.a.s. di ****Francesco e c. n. **** non soddisfatti e per l’effetto dichiara tali crediti inesigibili ex art. 143 l.f. Manda alla cancelleria per le comunicazioni di legge. Piacenza, 18 giugno 2008 Che ne pensa, Avvocato. Grazie. Rispondi	Nicola says:	luglio 18, 2008 at 16:23
In realtà questa interpretazione sembra minoritaria, anche se devo dire (e mi auguro che serva, visto che anche nel mio caso è probabile che i chirografari non abbiano beccato nulla) che vi è anche le sentenza del tribunale di Mantova che afferma tale principio. Ve la riporto Massimario, l. fall. art. 142 Tribunale di Mantova 3 aprile 2008 – Pres. Bernardi – Rel. Laura De Simone. Fallimento – Esdebitazione – Parziale pagamento di parte dei creditori privilegiati – Ammissibilità. L’art. 142, 2 comma legge fall. deve essere interpretato nel senso che per accedere al beneficio dell’esdebitazione è sufficiente il parziale soddisfacimento di almeno una parte dei creditori privilegiati, non essendo indispensabile che detto parziale pagamento riguardi tutti i creditori. Il TRIBUNALE riunito in camera di consiglio, in persona dei signori: dott. Mauro Bernardi PRESIDENTE dott. Laura De Simone GIUDICE REL. dott. Vittorio Aliprandi GIUDICE pronunciando sull’istanza di esdebitazione proposta da P. F. RILEVATO che il ricorrente ha esposto di essere stato dichiarato fallito con sentenza n. 4790/95 del 5.5.1995, che la procedura fallimentare è stata chiusa il 7.12.2006, ed ha invocato la sussistenza di tutti i presupposti di cui agli artt. 142 e 143 l.f. per l’accoglimento dell’istanza di esdebitazione; OSSERVATO che, dalla documentazione in atti, si evince che P. F. è stato dichiarato fallito con sentenza n. 4790/95 del 5.5.1995, in estensione, quale socio illimitatamente responsabile della società P. * S.n.c., dichiarata fallita con sentenza n. 66/95 del 18.1.1995, e che il fallimento della società e dei soci sono stati chiusi per ripartizione finale dell’attivo con decreto di data 7.12.2006; CONSIDERATO che ai sensi dell’art.19 del d.lgs.n.169/07 le norme sulla esdebitazione si applicano anche alle procedure di fallimento pendenti alla data di entrata in vigore del d.lgs n.5/2006 (16.7.2006) e quindi l’istituto è applicabile al caso in esame; RILEVATO che il ricorso è stato presentato l’11 gennaio 2008 e quindi entro l’anno dal decreto di chiusura del fallimento, ai sensi dell’art.143 l.f.; RITENUTO che, per il dettato testuale dell’art.142 l.f., sia legittimato al beneficio dell’esdebitazione non solo il fallito persona fisica quale imprenditore individuale ma anche il socio persona fisica illimitatamente responsabile di società di persone dichiarato fallito a seguito del fallimento della società, dovendo quindi escludersi la legittimazione alla richiesta del beneficio unicamente per le persone giuridiche fallite; OSSERVATO che dall’audizione del curatore all’udienza collegiale del 3 aprile 2008 è emerso che P. F. nel corso della procedura concorsuale ha cooperato con gli organi della procedura; TENUTO CONTO che dagli atti del fascicolo fallimentare non si evince in alcun modo che l’istante abbia ritardato lo svolgimento della procedura fallimentare o abbia violato le disposizioni di cui all’art.48 l.f., né che abbia distratto l’attivo o esposto passività insussistenti, cagionato o aggravato il dissesto rendendo gravemente difficoltosa la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari o fatto ricorso abusivo al credito; RILEVATO che i certificati penali in atti attestano l’assenza di qualsiasi condanna intervenuta nei confronti di P. F. e di qualsiasi procedimento penale pendente; OSSERVATO che l’istante non ha beneficiato di altra esdebitazione nei dieci anni precedenti la richiesta; CONSIDERATO che dagli atti del fascicolo fallimentare emerge che in sede di riparto finale i creditori concorsuali sono stati in parte soddisfatti, essendosi provveduto al parziale pagamento dei creditori privilegiati, dovendosi interpretare il comma II dell’art.142 l.f. nel senso che è sufficiente per accedere al beneficio dell’esdebitazione che siano soddisfatti, anche parzialmente, almeno una parte dei creditori; VALUTATO, sul punto, che la norma indicata non distingue tra creditori privilegiati e chirografari e specificatamente non esige l’intervenuto pagamento parziale anche dei creditori chirografari, considerato che questo presupporrebbe necessariamente la integrale soddisfazione di tutti i creditori ammessi con prelazione, e tale interpretazione pare porsi in contrasto con il disposto della legge di delega laddove è indicato che la disciplina della esdebitazione deve consistere “nella liberazione del debitore persona fisica dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti” (art. 1, comma 6, lett. a), n. 13 della L.14.5.2005 n.80), e quindi dai debiti residui nei confronti di tutti i creditori non soddisfatti, sia parzialmente che totalmente; RITENUTO che non rivesta rilievo, ai fini interpretativi della disposizione indicata, il testo dell’art. 143, primo comma, secondo cui il tribunale dichiara inesigibili “i debiti non soddisfatti integralmente”, dovendo l’espressione intendersi riferita sia ai debiti soddisfatti parzialmente che a quelli non soddisfatti totalmente; CONSIDERATO che nella specie i creditori privilegiati sono stati soddisfatti, in sede fallimentare, nella misura del 12,94% e detta percentuale non può ritenersi insignificante; VAUTATO che risultano verificate tutte condizioni di cui agli artt.142 e 143 l.f., P.Q.M. dichiara inesigibili nei confronti di P. F., nato a ** già dichiarato fallito con sentenza n. 4790 del 5.5.1995, i debiti concorsuali non soddisfatti integralmente. Si comunichi a cura della Cancelleria. Rispondi	Tiziano Solignani says:	luglio 21, 2008 at 12:42
@ Ettore Sì si tratta di un orientamento al momento minoritario, anche se non privo di buoni argomenti a suo favore. In effetti la norma sulla esdebitazione è scritta molto male. Perchè un fallito in una procedura dove c'è una massa attività di 1€ e un creditore che viene pagato dovrebbe essere privilegiato rispetto ad un fallito in una procedura dove c'è una massa attiva di un miliardo di euro ma, per applicazione dei priviligi previsti dalla legge e per il numero dei creditori, alcuni di essi non vengono soddisfatti? E' sicuramente più meritevole, diciamo così, il fallito che, pur nell'insolvenza, ha conservato più attivo dell'altro e comunque il merito del fallito non può essere collegato al numero dei creditori e all'assenza o presenza di cause di prelazione, che sono circostanze del tutto indipendenti dall'attività che il fallito svolgeva quando era imprenditore. E' sicuramente una disposizione da rivedere, rendendola più precisa, e non è detto che non intervenga la corte costituzionale a fornirne una interpretazione costituzionalmente orientata, se non con un intervento ancora più incisivo. Nel frattempo che cosa devono fare gli utenti, cioè la gente? Se uno ci tiene, ci può provare, invocando questi orientamenti più favorevoli e la "logica", tentar non nuoce, anche se naturalmente vanno tenute ben in considerazione le spese cui si va incontro. Grazie ad entrambi, mi è piaciuta molto questa discussione e anche io ho avuto occasione di imparare qualcosa, mi fa piacere che qualcosa di tutto quello che ho dato al pubblico del blog torni anche, anche se solo ogni tanto, indietro. In bocca al lupo per le vostre questioni. Rispondi	Piero Fasoli says:	luglio 21, 2008 at 16:16
anche per i fallimenti di persone fisiche dichiarati in base alla normativa previgente. Rispondi	Tiziano Solignani says:	luglio 21, 2008 at 20:56
Sembra, in effetti, un orientamento che, sia pure minoritario, è in "espansione", anche se, opinando in questo modo, riesce difficile, per i motivi che dicevo nel commento precedente, riuscire a dare una connotazione all'istituto… Allora la esdebitazione spetta comunque a tutti, basta che sia stato pagato un solo creditore? A questo punto conviene fallire, piuttosto che ripianare le perdite, visto che non ci sono nemmeno più i gravi effetti personali sulla persona del fallito… Rispondi	Piero Fasoli says:	luglio 21, 2008 at 21:35
C'è da dire che se fallisci ti portano via tutto… Non puoi avere un conto corrente, una tua auto, etc… Non è piacevole. NON provare per credere. Ciao e grazie della risposta. Rispondi	Nicola says:	luglio 22, 2008 at 00:13
privilegiati per prospettarsi il pagamento parziale dei chirografari; si tratta di una soluzione che poterebbe ad effetti diversi da quelli previsti dalla norma, (e quindi al pagamento integrale di una categoria e parziale dell’altra) con conseguente preferibilità – allo stato –dell’interpretazione che vede nella locuzione sopra indicata il significato di “parte dei crediti” concorsuali; …(omissis) ….”. ; -Sentenza del Tribunale di Tolmezzo del 17/05/2007 (Allegato 21) con il quale il tribunale ammetteva al beneficio dell’esdebitazione il fallito nonostante fossero stati pagati solo in minima parte i creditori privilegiati; – Sentenza della Corte di Appello di Trieste del 07 Maggio 2008 (Allegato 22) avente ad oggetto ricorso presentato dal P.M. relativamente al giudizio del Tribunale di Tolmezzo (la questione oggetto di disputa era l’applicabilità o meno della nuova disciplina fallimentare per procedure chiuse alla data di entrata in vigore della riforma), relativamente alla parte che interessa allo scrivente, appare estremamente interessante in quanto sostiene l’orientamento secondo il quale l’ammissibilità all’esdebitazione richiede il mero soddisfacimento anche di una sola classe di creditori; la corte infatti afferma: […. atteso che la norma non richiede l’avvenuta soddisfazione, sia pure parziale, di ciascuna classe di creditori, bensì di una parte dei creditori concorsuali complessivamente intesi (come in specie era senz’altro avvenuto, atteso che i creditori privilegiati erano stati soddisfatti con una percentuale di circa l’80%].
=========================== Rispondi	Andrea says:	settembre 6, 2010 at 14:16
Dove posso trovare la cpia delle sentenze indicate? Grazie Rispondi	Tiziano Solignani says:	settembre 7, 2010 at 13:42
Riviste giuridiche, qualche biblioteca, a volte direttamente con google, se non le trovi in questo modo non ti resta che chiedere a qualche avvocato che ha le banche dati. Rispondi	Nicola says:	luglio 22, 2008 at 00:14
ho inviato l'ultimo commento in "NON italiano", l'ho riletto solo dopo aver premuto "submit"; chiedo (umilmente) venia 🙂 Rispondi	ROSSELLA VAZZOLER says:	agosto 3, 2008 at 03:54
Per chi ha soddisfatto i creditori privilegiati al 50% ma e' stato fatto fallire prima dell'entrata in vigore della nuova legge c'e qualche speranza.?O dobbiamo aspettare che disquisiscano in favore degli errori post mortem? Rispondi	Giancarlo Melas says:	agosto 8, 2008 at 01:23
La ringrazio se potrà darmi qualche suggerimento in merito. Giancarlo Melas Rispondi	Enzo says:	agosto 16, 2008 at 20:31
Enzo Rispondi	ANITA says:	agosto 20, 2008 at 01:33
Anita 73 Rispondi	franco says:	agosto 21, 2008 at 22:06
Complimenti per il sito io sono ormai un disperato con un fallmento in corso e la trattenuta di un quinto dello stipendio e non avendo una lira per permettermi un'avvocato non so come fare per chiudere il fallimento!!ma letto quanto riportato sopra ho capito che se anche avessi la fortuna di chiudere la mia vita sarebbe lo stesso un'inferno e tutto questo mi deprime e come da 8 anni a questa parte vedo il mio futuro sempre più buio!!! Rispondi	stefano says:	agosto 22, 2008 at 18:19
grazie a buon rendere Rispondi	Riccardo Ricc&ograve says:	settembre 1, 2008 at 19:26
Vorrei segnalare il Decreto del Tribunale di Firenze del 2 febbraio 2008, in base al quale non sarebbe ostativa alla concessione dell'esdebitazione la totale insoddisfazione dei creditori chirografari, atteso che <>. Il provvedimento è a mio sommesso parere inficiato da un errore di fondo (quanto meno nei limiti in cui esso sembra volr porre un principio generale) consistente in una non corretta lettura dell'art. 111, . Tuttavia in riferimento a quelle fattispecie in cui la totalità dei beni appresi dalla curatela fossero vincolati a favore di una o più classi di creditori, il costrutto della massima ora riportata sembrami davvero ineccepibile. Riccardo Riccò – Reggio Emilia – Via Guido da Castello 29 – riccardo.ricco@alice.it Rispondi	Favati Ettore says:	settembre 5, 2008 at 14:14
Il curatore tiene aperto il mio fallimento per 12 anni senza pignorarmi mai niente tranne i mobili per 730.000 lire perchè niente avevo. Trattasi di S.a.s. io accomandatario. Dopo tutto questo tempo, fatalmente, eredito 1/4 di casa dai miei genitori e faccio la rinuncia. Avevo già fatto una rinuncia all'eredità in precedenza e il curatore non si è mai visto ne sentito da 12 anni!. Posso pretendere che mi chiuda il fallimento per insufficienza di attivo e accedere alla esdebitazione? Grazie. Rispondi	Favati Ettore says:	settembre 17, 2008 at 10:05
Buongiorno Avvocato, vedo che da molto tempo non rispondi più, tutto bene? Spero di rileggerla presto. A risentirci e grazie di tutto. Rispondi	ROSSELLA VAZZOLER says:	settembre 22, 2008 at 00:10
Perche' Avv. non mi risponde? Rispondi	Gilberto says:	ottobre 2, 2008 at 17:45
Non esiste nessun modo per far cancellare questo credito inpagabile da lei per il resto della sua vita? Rispondi	Tiziano Solignani says:	ottobre 5, 2008 at 13:57
@ rossella Questo thread è seguito dalla mia collega Lara Ferrari, che in questo momento è assente per motivi di studio dal lavoro. Credo che riprenderà a rispondere e frequentare il blog a gennaio 2009. Chi ha domande specifiche, frattanto, può mandarle usando il form apposito per scriverci, che si trova in alto a dx (al momento) Rispondi	ROSSELLA VAZZOLER says:	ottobre 23, 2008 at 20:33
Cerco persone che come me siano disposte a intraprendere una causa a livello comunitario per "liberarci"dall'ingiustizia incostituzionale,indipendentemente dalla corte di cassazione, della non applicabilita' retroattiva dell'istituto dell'esdebitazione.Chi volesse contattarmi in tal senso e-mail :pensieropensiero@alice.it Rispondi	marcello saba says:	novembre 25, 2008 at 21:22
in una procedura fallimentare, iniziata ante riforma e non ancora terminata, con un piano di riparto definitivo, intendo far acquistare un credito del fallimento, previa autorizzazione del Giudice Delegato, facendo entrare nel fallimento stesso nuove risorse finanaziarie tali da, determinare una modifica del riparto, soddisfare completamente i crediti privilegiati e parzialmente tutti i semplici. E' possibile una volta chiuso il fallimento chiedere l'esdebitazione? Rispondi	stefano says:	gennaio 2, 2009 at 13:30
ormai solamente la pubblica amministrazione nella fattispece ECOITALIA mi stà facendo morire. Vi chiedo come si può cancellare questi vecchi debiti o dobbiamo sempre avere una spina sul fianco fino a quando ? Rispondi	stefano says:	gennaio 2, 2009 at 13:41
penso seriamente che mi convenga fallire nuovamente in modo da poter fare richiesta del mio diritto di esdebitazione Rispondi	Fabio says:	febbraio 7, 2009 at 12:36
Dorigo Fabio zeusfabio@libero.it Rispondi	Favati Ettore says:	luglio 22, 2009 at 16:50
Sono stato dichiarato fallito nel 1996 quale socio di s.a.s.. Il fallimento si è chiuso nel giugno 2009 per insufficienza di attivo. Sono andato per curiosità a vedere il rendicono del curatore depositato nel fascicolo in tribunale e ho visto che ha recuperato dei crediti dai clienti del fallimento per circa 19000 euro che sempre secondo il rendiconto sono serviti per pagare le spese di procedura, spese legali, acconto curatore etc. ed è avanzato circa 300 euro. Domanda: le spese legali non dovrebbero essere creditori concorsuali? Allora io potrei avere l'esdebitazione visto che purtroppo mi manca solo quel requisito visto che la mia situazione penale è intonsa? Grazie per una Sua cortese risposta. Rispondi	Gioirgio Mazzocato says:	settembre 2, 2009 at 12:27
Grazie Rispondi	Tiziano Solignani says:	maggio 27, 2010 at 18:43
Caro Giorgio, basta che fai clic qui sotto dove dice "avvisami via e-mail della presenza di nuovi commenti a questo articolo", in questo modo ogni volta che verrà scritto un commento riceverai una mail relativa. Buon lavoro e grazie del tuo interesse. Rispondi	carlo says:	agosto 18, 2010 at 02:09
grazie Rispondi	Tiziano Solignani says:	agosto 18, 2010 at 10:58
Ci dovrebbe essere una casellina in fondo in cui mettere il segno di spunta. In alternativa, puoi iscriverti al feed rss dei commenti, ma in questo caso ricevi tutti i commenti del blog e non solo quelli relativi all'esdebitazione. Rispondi	Alessandra says:	dicembre 1, 2010 at 15:08
Grazie a voi sono venuta a a conoscenza della possibilità sul ricorso di Esdebitazione e sulla L. Pinto. Ho messo tutto nelle mani di un legale, a questo punto incrocio le dita e spero solo che tutto si risolva. E' triste e allo stesso tempo bello sapere che non siamo soli. Grazie ancora vi terrò aggiornata. Rispondi	Tiziano Solignani says:	dicembre 3, 2010 at 14:43
Grazie. In effetti, esistono molti strumenti giuridici, ma ad uso pressochè esclusivo degli avvocati, mentre anche cose di tipo divulgativo come questa possono essere a mio giudizio molto utili, che poi è lo spirito che ho cercato di seguire anche per il mio libro. In bocca al lupo. —
cordialmente, tiziano solignani, da iMac /tiziano-solignani/ ~ il mio libro: /libri/guida-alla-separazione-e-al-divorzio/ Rispondi	liliana says:	gennaio 5, 2011 at 22:39
Contattatemi alla mia e-mail lily118@inwind.it….grazie. Rispondi	Tiziano Solignani says:	gennaio 6, 2011 at 17:48
Mi dispiace ma noi non rispondiamo mai per email, tranne che nel caso in cui sia acquistata una consulenza http://consulenze.solignani.it, mentre invece normalmente rispondiamo sempre nel blog in modo che la risposta vada a beneficio di tutti. Non esiste una cosa come il fallimento privato nè tantomeno la esdebitazione, devi rassegnarti ad affrontare tutti i tuoi piccoli debiti uno alla volta. Puoi chiedere aiuto ai servizi sociali, ad un consulente finanziario o ad un avvocato, ma ricordati che questi ultimi due dovrai compensarli per il lavoro che fanno e il tempo che ti dedicano, quindi cerca di essere chiara con loro e programmare bene quel che vuoi fare. –?cordialmente, tiziano solignani, da Mac http://ts.solignani.it ~ book http://bit.ly/gwjT6c, ebook: http://bit.ly/ie8rvv Rispondi	attore1 says:	gennaio 6, 2011 at 21:32
NB: Bello questo blog Rispondi	Tiziano Solignani says:	gennaio 11, 2011 at 12:36
/assistenza-legale/richiesta-preventivo/ In ogni caso in bocca al lupo. –?cordialmente, tiziano solignani, da Mac http://ts.solignani.it ~ book http://bit.ly/gwjT6c, ebook: http://bit.ly/ie8rvv Rispondi	Alessandra says:	marzo 12, 2011 at 13:10
come anticipato insieme al ns Avv.to abbiamo presentato ricorso presso il Tribunale di Firenze, il 9 di Marzo c'è stata l'udienza, siamo in attesa della sentenza ma a parere del mio Avvocato sembra che l'esito non sarà favorevole nonostante il parere favorevole del Curatore. Potrà immaginare la mia amarezza, 16 anni in attesa della chiusura e nonostante tutto se non venisse accettata i miei genitori rimarranno per il resto dei loro giorni puniti, nessuna dignità anche se andremo sempre a testa alta. Mi chiedo è giusto che uno debba pagare a vita per una gestione sfortunata?! Abbiamo perso tutto, per quanto ancora dovranno pagare?! Esiste l'indulto per i delinquenti, per gli onesti ma sfortunati cittadini cosa esiste? Da quel che leggo "la recente riforma ha fatto venir meno la connotazione dispregiativa del fallimento e ha caratterizzato la procedura con la capacità funzionale di essere un metodo per eliminare dal mercato un’impresa in crisi perdendo così quel carattere sanzionatorio che prima pesava sull’intera trattazione della posizione del fallito. Adesso, pertanto, l’imprenditore fallito che è stato diligente ed ha i requisiti previsti dalla legge può ricominciare una nuova vita economica non appena definita la procedura concursuale; con l’esdebitazione si può fare questo senza più portare il peso dei debiti residui alla ripartizione dell’attivo fallimentare!" Ne siamo sicuri?! Il Giudice ha visto che è in corso anche la richiesta per la L. Pinto (presentata presso tribunale di Genova, udienza fissata per il 25 novembre), l'avvocato sostiene che è rimasto sbalordito della durata specie per il fallimento di un panificio, ora mi chiedo, per assurdo, se venisse accettato il ricorso, la somma eventualmente concessa potrebbe essere pignorabile?! I miei genitori, cercano di tranquillizzarmi dicendomi che hanno vissuto 16 anni così e che non li spaventa continuare, per me è questione di principio, di GIUSTIZIA. Mi scusi per lo sfogo, forse avrei dovuto scegliere un avvocato che si occupa specificatamente di certe cose, lui sostiene che potremmo anche ricorrere, ma vorrei avere un altro parere. Grazie ancora Cordiali saluti Rispondi	Tiziano Solignani says:	marzo 13, 2011 at 16:10
ebook http://goo.gl/pUJx6 Rispondi	Alessandra says:	marzo 14, 2011 at 16:19
Grazie ancora per la sollecita risposta, no non vorrei mai dar colpe al mio avvocato dicevo solamente che magari uno che si occupa nello specifico (procedura fallimentare) avrebbe avuto più possibilità. Comunque il mio pessimismo è stato confermato. Esdebitazione rifiutata richiamando l'art 142 LF in quanto non è stato soddisfatto neanche in parte un solo creditore chirografario. Norma interpretata dal Tribunale dall'orientamento prevalente della Corte d'Appello di Firenze secondo cui l'Esdebitazione può essere concessa solo allorchè tutti i singoli creditori, compresi i chirografari, abbia avuto una qualche soddisfazione dalla liquidazione fallimentare. Che amarezza, la sfortuna vuole che se l'avessi presentata presso un altro Tribunale ce l'avrebbero potuta accogliere. A questo punto non avrebbe senso il ricorso?! Quanto tempo abbiamo per ricorrere ed eventualmente è possibile richiedere un preventivo. Non abbiamo soldi da sprecare ma per me sarebbe molto molto importante. Grazie ancora e mi scusi per il continuo disturbo Rispondi	Tiziano Solignani says:	marzo 14, 2011 at 23:18
ebook http://goo.gl/pUJx6 Rispondi	Benjamin says:	febbraio 1, 2013 at 10:33
Rispondi	Tiziano Solignani says:	febbraio 9, 2013 at 14:54
Rispondi	elena says:	settembre 9, 2014 at 10:13
Ho avuto il fallimento nel 2006,ad oggi non e ancora chiuso,posso accelerare i tempi per potere chiedere l’esdebitazione?grazie
Rispondi	Tiziano Solignani says:	settembre 9, 2014 at 14:06
Non credo, ma prova a parlarne col curatore magari.
Rispondi	Davide Rossi says:	settembre 15, 2014 at 14:19
Buongiorno Avvocato, le scrivo perchè vorrei sapere una cosa, ho fatto un fallimento in PROPRIO nel 11/2002 ed attualmente è aperto a casa di una vendita di un abitazione occupata ma dovrebbe ( SPERO VIVAMENTE) chiudersi tra qualche mese, ho sempre collaborato con il curatore e mai ostacolato nulla e la mia domanda era se potevo alla chiusura del fallimenti richiedere anche io l’esdebitazione se SI magari vi contatto per un preventivo
Rispondi	Tiziano Solignani says:	settembre 16, 2014 at 05:04
Dovresti poterlo fare poi bisognerebbe vedere più in dettaglio.
Rispondi	vittorio says:	novembre 19, 2014 at 17:49
Damien Sax
Avvocato buonasera, volevo chiederle cortesemente se:
a) il soddisfacimento parziale dei debitori in che momento deve avvenire? può avvenire anche prima di portarei i libri in tribunale (qualora lo facessi io in autonomia) o deve avvenire dopo aver richiesto il fallimento? il mio dubbio è se nel momento in cui decido di richeidere il fallimento devo avere accantonato un attivo per pagare parzialemtne i debitori dopo aver chiesto il fallimento o se fatti a tutti nel mese antecedente possono essere condierati a soddisfacimento dei creditori?
b) se io ad esempio avessi accumulato negli anni un debito con lo stato di 400mila euro tra iva ed irpef ed irap e ritenute non versate (senza mai superare le soglie annuali del penale) ed avessi poi invece 100mila euro di debiti con 2 banche, se io pagassi tipo 5000 euro allo stato e 5000 euro a ciascuna delle due banche si riterrebbe soddisfatto il criterio di soddisfazione dei creditori? oppiure tutto l attivo andrebbe sui creditori privilegiati facendo cosi mancare il soddisfacimento delle banche e quindi facendo cadere l esdebitazione?
Rispondi	Tiziano Solignani says:	novembre 20, 2014 at 19:19
Direi durante la procedura mentre quello che accade prima deve essere gestito a livello negoziale, evitando in tal modo la procedura stessa.
Rispondi	isabel says:	dicembre 7, 2014 at 22:53
Società SNC.. Vorrei togliermi come socio! Però farlo chiudendo per fallimento… Vorrei informazioni su il tutto! Tempo di fallimento per soggetto, se il socio nn é d’accordo nella chiusura, quanti debiti devo pagare… Faccio tali domande perché mi hanno detto che la cosa cambia da società a società! Vorrei informazioni! Grazie!
Rispondi	Tiziano Solignani says:	dicembre 11, 2014 at 10:36
È un argomento un po’ troppo vasto per questa sede, e le tematiche sono troppo importanti. Ti consiglierei di investire un po’ di denaro per avere un’ora di attenzione da parte di un bravo avvocato, vedrai che non lo rimpiangerai.
Rispondi	ottorino says:	aprile 18, 2015 at 19:51
Buonasera Signor Solignani, una società SRL che è fallita nel 1992 conclusione del fallimento: giugno 2014 i debiti restanti deve pagarli l’ex titolare o il fallimento dopo la sentenza va in prescrizione e se gli arriva una diffida nel 2015 deve pagarla? Attendo sua risposta e la ringrazio.
Rispondi	Tiziano Solignani says:	aprile 21, 2015 at 19:49
Il fallimento non è un condono.
Rispondi	Mario says:	luglio 7, 2015 at 13:21
Se durante il fallimento il curatore ha omesso di pagare la tassa di circolazione dell’auto e l’ICI di una proprietà !/15. Se l’esattoria chiede il pagamento dopo la chiusura del fallimento e la successiva esdebitazione. Chi deve pagare?
Rispondi	Tiziano Solignani says:	luglio 13, 2015 at 11:11
Secondo me potrebbe esserci in effetti una responsabilità del curatore. Vanno viste le carte però per conferma.
Rispondi	Giuseppe says:	luglio 14, 2015 at 22:47
vorrei, se possibile, un suo parere in merito ad una situazione che mi preoccupa enormemente,
Sto acquistando un appartamento da 2 fratelli soci, insieme al loro padre, di una snc.
La società snc è fallita nel 1996; il fallimento è stato chiuso nel febbraio 2013; nello stesso periodo è stata accolta l’istanza di esdebitazione presentata dai soci “visti gli artt. 142 e 143l.fall. dichiara inesigibili nei confronti di ,,,,,,,,, i debiti concorsuali non soddisfatti integralmente nei procedimenti relativi al fallimento della società,,,,,, “.
I 2 fratelli nel mese di agosto 2013 (dopo la chiusura del fallimento e della esdebitazione) hanno ricevuto in eredità dalla madre defunta l’immobile che intendo acquistare.
Posso acquistare in tranquillità o ci potrebbero essere problematiche ancora legate al fallimento? I creditori non soddisfatti potrebbero avere delle pretese? Ci potrebbe essere una revocatoria?
Rispondi	Tiziano Solignani says:	luglio 17, 2015 at 11:10
Quando si acquista un immobile conviene incaricare un avvocato e fargli studiare tutta la documentazione del caso, considerata l’importanza dell’operazione. Il resto sono un po’ solo chiacchiere… Può darsi che nel tuo caso ci sia la possibilità di acquistare in sicurezza, ma va verificato in concreto.
Rispondi	Patrizio says:	luglio 30, 2015 at 19:00
Volevo sapere se l esdebitamento di una sas vale solo x i debiti personali o anche quelli dei soci visto che nel mio caso a coinvolto tutta la mia famiglia .se qualcuno può aiutarmi a capire lo ringrazierò tanto …patrizio
Rispondi	Tiziano Solignani says:	agosto 3, 2015 at 11:11
Bisogna vedere se ci sono le condizioni.
Rispondi	Alessandro says:	novembre 14, 2015 at 21:26
Io ho beneficiato dell’ esdebitazione , equitalia mi ha annullato tutte le cartelle esattoriali comprensive di aggio e interessi, pero’ pretende i diritti di notifica e le spese delle singole cartelle, io sono dell’ idea che anche i diritti e le spese delle singole cartelle annullate facciano parte dell’ esdebitazione . potete darmi qualche riferimento normativo specifico a riguardo?
Rispondi	Tiziano Solignani says:	novembre 15, 2015 at 20:22
Non credo proprio che ce ne siano, ma anche io darei la stessa interpretazione, fagli magari scrivere da un avvocato.
Rispondi	Valentino says:	novembre 27, 2015 at 21:07
Il fallimento di una società di cui facevo parte è fallita dopo 14 anni si è chiuso il fallimento. Nel 2012 ed ora nel 2015 mi arrivano le richieste di pagamento da parte dell imps che io ignoravo cosa posso far
Rispondi	Tiziano Solignani says:	novembre 30, 2015 at 17:26
Puoi valutare la soluzione del sovraindebitamento, leggi la scheda relativa.
Rispondi	renzo vesentini says:	marzo 19, 2016 at 08:16
nel 2006 faccio un decreto ingiuntivo ad un cliente che mi deve € 11.000 dopo circa 3 anni nel 2009 il tribunale di mantova emette la sentenza positiva ..il cliente deve pagarmi .
Dopo 6 anni che nel frattempo ho pagato quasi € 19.000 per questa causa …il cliente nel frattempo e’ fallito ..abbiamo chiesto l’ammissione al passivo , intanto il cliente ha messo all’asta un capannone .
Adesso mi arriva un conto da pagare di € 47.000 dal notaio del luogo e di € 6.000 da un custode , questa richiesta e’ supportata dal tribunale di Palmi , e dovrei fare opposizione secondo il mio legale .
Mi chiedo se un credito puo’ generare un debito ?
Il mio credito dovrei forse incassarlo alla vendita dell’immobile …anche questi signori prenderanno la loro parte alla vendita .
Rispondi	Tiziano Solignani says:	marzo 19, 2016 at 22:27
Mah così non si capisce granché bisognerebbe vedere la documentazione comunque sicuramente recuperare un credito può generare un debito lo abbiamo scritto centinaia di volte. Fai vedere tutto ad un altro avvocato per un secondo parere prima di andare avanti e rischiare altre perdite e beffe oltre il danno.
Rispondi	ale says:	aprile 1, 2016 at 17:22
buonasera, io ho un fallimento chiuso nell’anno 2009, ma per quanto riguarda equitalia, non ha cancellato dal loro elenco tutte le tasse inerenti al periodo del fallimento dal 2005 al 2009.
inoltre risulta un debito in banca d’italia per un importo di € 130000 inerente al sempre al fallimento, quindi come può ben capire non posso chiedere ne finanziamenti, ne carta di credito. Nonostante il fatto che in camera di commercio mi hanno emesso un documento dove dichiara che il mio fallimento è cessato nell’anno 2009. come posso fare?? sono disperato
Rispondi	Tiziano Solignani says:	aprile 1, 2016 at 20:36
Direi che sia il classico caso in cui si possa valutare il sovraindebitamento. Se vuoi un preventivo, contattaci compilando il modulo apposito.
Rispondi	ale says:	aprile 2, 2016 at 09:21
Potrebbe spiegarmi meglio il sovraindebitamento? Quale modulo devo compilare?
Rispondi	Tiziano Solignani says:	aprile 2, 2016 at 14:36
C’è una scheda apposita che puoi leggere. Se ti trovi in difficoltà, magari chiama la infoline.
Rispondi	mario says:	maggio 10, 2016 at 06:39
ho cercato di fare con la legge 3 del 2012 l’esdebitamento
pero’ non riesco a farlo perche’ per pochissimo non rientro con i parametri(in pratica
supero di pochissimo la voce dei ricavi lordi e quindi sono potenzialmente fallibile) quale altra strada potrei intraprendere per poter pagare solo una rata al mese inserendo tante voci.
Rispondi	Tiziano Solignani says:	maggio 10, 2016 at 10:45
Non ti saprei dire, bisognerebbe esaminare più in dettaglio la tua situazione, non sono cose dove si possa avere una tassatività del genere a mio giudizio.
Rispondi	Giuseppe says:	maggio 24, 2016 at 13:00
Vorrei avere un info…. nel 1995 sono stato dichiarato fallito, con sentenza del Tribunale, dopo anni ho denunciato i miei estortori e nel procedimento penale i giudici nel condannare chi mi chiedeva il pizzo, hanno specificato che quel fallimento fu dovuto alle vessazioni subite…. Oggi a distanza di anni mi arriva una cartella esattoriale dove mi si chiedono somme per contributi non versati dal1996 in poi, ma se il fallimento risale al 1995 come fanno a cercarmi quelle somme? Inoltre visto che il tribunale ha dichiarato in terzo grado che il mio fallimento è stato causato dai danni subiti devo pagare o posso presentare istanza allegando le sentenze dei tribunali?
Rispondi	Tiziano Solignani says:	maggio 24, 2016 at 17:14
Sono due procedimenti diversi e dovresti attivarti tu per far valere il penale nel civile sempre che sia possibile e quindi previa attenta valutazione di fattibilità quanto alla cartella bisognerebbe vederla.
Rispondi	Trackbacks	I criteri per l’esdebitazione del fallito « tiziano solignani ha detto:	maggio 7, 2009 alle 12:44	[…] L’esdebitazione del fallito prevede una procedura e dei criteri complessi. La rimando a questo articolo sullo stesso problema scritto da una mia collega e che ritengo molto chiaro. Si trova qui. […] Rispondi