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Timestamp: 2017-09-26 01:43:38+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 145', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 204', 'art. 22', 'art. 201', 'art. 201', 'art. 196', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 2699', 'art. 200', 'art. 201', 'art. 200', 'art. 145', 'art. 37', 'art. 141', 'art. 141', 'art. 145', 'art. 141', 'art. 141', 'art. 145', 'art. 141', 'art. 141']

Circolazione stradale: mancata contestazione immediata e accertamenti successivi per la ricostruzione del sinistro
di : Avv. Martino Giacovelli da : studiumfori
Il Giudice di Pace di Taranto- Dott. Martino Giacovelli - ha pronunciato la seguente
nell'opposizione a sanzione amministrativa recante il n.2440/2006 del Ruolo Generale ed avente ad oggetto: Opposizione a verbale di accertamento per sanzione amministrativa per infrazioni alle norme del C.d.S. per l'importo complessivo di ? 148,69, promossa da:
M. FABIO nato a Taranto il 04.08.1977 e residente in Crispiano alla Via Endertà, elettivamente domiciliato in Taranto, Via Lazio presso e nello studio dell'Avv. Mauro C. dal quale é rappresentato e difeso, giusta mandato a margine dell'atto di opposizione Opponente-ricorrente
MINISTERO DELL'INTERNO in p.l.r.p.t. opposto non costituito
" che il Giudice di Pace, previi gli adempimenti di cui ex art. 23 della L. 689/81, in via preliminare, sospendere l'esecuzione del verbale detto;
1. annullare il verbale di accertamento impugnato con ogni conseguenza di legge;
2. condannare l'ente impositore al pagamento delle spese processuali tutte di giudizio in favore dei procuratore attoreo antistatario."
Con atto depositato il 20.03.2006 il sig. M. Fabio, chiedeva l'annullamento del verbale di contestazione n.UFF/2333 N. Rif. 201147/21, notificato dal Comando della Sezione di Polizia Stradale di T. in data 13.2.2006, con il quale gli veniva inflitta la sanzione amministrativa di ? 138,00 a parte le spese di notifica, essendogli stata contestata la violazione degli art. 145 comma 10 C.d.S., perché "... alla guida del veicolo targato XXXX, in Taranto il giorno 21.12.2005 alle ore 22,30 circa, provenendo da via Nettuno, giunto all'intersezione con via Dante ometteva di fermarsi in corrispondenza delta linea di arresto e di cedere la precedenza ad altro autoveicolo che percorreva la suddetta via Dante. Dal che la detrazione di 6 punti sulla patente di guida e la sanzione di Euro 148,69."
Sosteneva l'opponente che il verbale suddetto era da ritenere illegittimo, in quanto frutto di errore. In particolare mai nessuna infrazione aveva commesso il ricorrente nei termini e modi indicati, poichè il rilievo in questione, essendo postumo non poteva avere alcuna efficacia probatoria privilegiata, anzi, risultando da semplice presunzione, essendo la stessa preclusa agli agenti e sfornita di riscontro obiettivo, era illegittimo per mancata, ingiustificata e contestuale contestazione da parte dell'Ufficiale preposto intervenuto.
All'udienza del 14.06.2006 compariva il difensore dell'opponente, che si riportava al ricorso, chiedendone l'accoglimento. Disposte l'acquisizione del rapporto redatto in data 22.12.2005 dalla Sezione Polizia Stradale di T. e la comparizione personale del ricorrente per il suo interrogatorio libero, lo stesso era effettuato all'udienza del 28.06.2006. In detta sede, il sig. M. Fabio confermava di aver già superato l'incrocio di Via Nettuno, impegnando la corsia di sua pertinenza di Via Dante, allorquando era stato attinto dal motociclo antagonista transitante su detta Via ad alta velocità, tanto che il conducente dello stesso, dopo una violenta frenata e dopo aver urtato la fiancata sinistra dell'autovettura Fiat Punto, aveva perso il controllo del proprio mezzo, rovinando a terra.
All'udienza del 05.10.2006, perveniva il rapporto in data 22.12.2005 acquisito dagli Uffici della Sezione Polizia Stradale di T.. Il contenuto di detto rapporto era impugnato dal difensore del ricorrente, il quale insisteva reiteratamente per la condanna alle spese di lite, attesa la gratuità dei rilievi e l'operato illegittimo degli agenti intervenuti.
Alla stessa udienza, vista la documentazione agli atti di causa, sentita la parte ricorrente, l'opposizione era decisa, con lettura in udienza del dispositivo della sentenza con motivazione contestuale.
In via preliminare si rileva l'ammissibilità del presente ricorso, pur in assenza del versamento della cauzione, attesa l'intervenuta pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato in data 05-08.04.2004 con sentenza n. 114 1'incostituzionalità dell'art. 204 bis del vigente codice della strada nella parte in cui imponeva il deposito di una cauzione.
Inoltre, sempre in via preliminare, si precisa che non é stata concessa la sospensione del verbale impugnato, in quanto insufficienti erano i presupposti previsti dal 7° comma dell'art. 22 della legge n. 689/81.
Nel merito, l'eccezione sollevata da controparte in ordine alla contestazione immediata non appare fondata, in quanto in ossequio all'art. 201 c.s. la mancata contestazione immediata é dovuta alla circostanza che la contestazione è stata elevata d'ufficio e scaturita a seguito degli accertamenti di rito, eseguiti sul posto dell'incidente e della necessaria ricostruzione del sinistro, come riportato nel testo della contravvenzione notificata.
E' chiaro che nel caso di specie gli agenti accertatori, intervenuti a seguito di chiamata per un sinistro avvenuto tra il ricorrente ed un motociclista, una volta sopraggiunti nel luogo dell'impatto hanno ovviamente svolto, secondo gli obblighi d'istituto, le opportune indagini per poter ricostruire la dinamica del sinistro di che trattasi.
Quindi, l'eccezione di "MANCATA CONTESTAZIONE IMMEDIATA " è priva di fondamento, per cui va integralmente rigettata. In particolare, é vero che l'art. 201 del C.D.S. prescrive: "1. La violazione, quando è possibile, deve essere immediatamente contestata tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta. 2. Dell'avvenuta contestazione deve essere redatto verbale contenente anche le dichiarazioni che gli interessati chiedono che vi siano inserite.", ma è pur vero che la possibilità di svolgere accertamenti al fine di procedere ad una corretta ricostruzione degli eventi e ad alla irrogazione di eventuali sanzioni è espressamente prevista dal combinato disposto di cui all' art. 196 C.d.s ed art. 13 L.689/81.
Prevede il 1° comma dell'art. 13 della legge n. 689/81( Atti di accertamento): " Gli organi addetti al controllo sull'osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono, per l'accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ad ogni altra operazione tecnica.".
Gli agenti accertatori, essendo intervenuti nell'immediatezza del verificarsi dell'incidente, possono dare risultanze e deduzioni semplici dei rilievi eseguiti tramite il verbale redatto, secondo una loro valutazione, tra l'altro richiesta in funzione della loro qualità di polizia giudiziaria, per cui nessuna preclusione in tal senso é applicabile agli stessi.
A tal riguardo la Corte di Cassazione ha precisato il seguente principio: " Nel giudizio di opposizione avverso l'ordinanza-ingiunzione irrogativa di sanzione amministrativa, il verbale di accertamento dell'infrazione fa piena prova, fino a querela di falso, con riguardo ai fatti attestati dal pubblico ufficiale rogante come avvenuti in sua presenza e conosciuti senza alcun margine di apprezzamento o da lui compiuti, nonche' alla provenienza del documento dallo stesso pubblico ufficiale ed alle dichiarazioni delle parti, mentre non e' necessario in applicazione della disciplina di cui agli art. 2699 e 2700 c.c., l'esperimento di detto rimedio della querela qualora la parte intenda limitarsi a contestare la verita' sostanziale di tali dichiarazioni ovvero la fondatezza di apprezzamenti o valutazioni del verbalizzante, alle quali non si estende la fede privilegiata del documento; cio' non significa, tuttavia, che l'impugnativa dell'opponente renda queste ultime parti del documento prive di ogni efficacia probatoria, dovendo, invece, il giudice del merito prenderle in esame e, facendo uso dei poteri discrezionali di apprezzamento della prova che la legge gli attribuisce, valutarle nel complesso delle risultanze processuali, ivi compresi la concreta formulazione e gli eventuali limiti della contestazione e il contegno processuale dell'opponente. " ( Cassazione civile sez. I, 1 aprile 1996, n. 2988).
L'art. 200 applicabile alle violazioni amministrative del cod. strad., prevede che "la violazione, quando e' possibile, deve essere contestata immediatamente." Se la contestazione immediata non e' avvenuta, si applica l'art. 201 C.d.S., il quale prevede che " il verbale con gli estremi precisi e dettagliati della violazione deve essere notificato entro 150 gg. al trasgressore."
Il combinato disposto degli art. 200 e 201 del C.d:S., quindi, fissa due obblighi per gli organi amministrativi che accertano la violazione amministrativa;
a) innanzitutto, l'obbligo di effettuare la contestazione immediata della violazione, quando essa é possibile;
b) in via subordinata, quando la contestazione immediata non e' avvenuta (fosse essa possibile o meno), l'obbligo di notificare gli estremi della violazione entro un termine determinato.
Di conseguenza, legittimo é da ritenersi l'operato degli accertatori nel caso in esame ai sensi dell'articolo 201 del Codice della strada, poiché la violazione è stata correttamente contestata con il verbale, notificato il 13.02.2006, anche se redatto in data 21.12.2005.
L'opponente, oltre alla mancata contestazione immediata, ha eccepito l'erronea ricostruzione della dinamica del sinistro stradale e questo aspetto può essere esaminato nel merito sulla base dell'attività istruttoria eseguita.
A tal riguardo, si richiama, anzitutto, il 5° comma dell'art. 145 del Codice della Strada, il quale prescrive: " I conducenti sono tenuti a fermarsi in corrispondenza della striscia di arresto, prima di immettersi nella intersezione, quando sia così stabilito dall'autorità competente ai sensi dell'art. 37 e la prescrizione sia resa nota con apposito segnale."
Orbene, non è sufficiente fermarsi alla linea di arresto, e poi ripartire, in quanto il conducente onerato deve rispettare tutte le altre norme del Codice della Strada, tra le quali il 3° comma dell'art. 141 il quale prevede: " In particolare, il conducente deve regolare la velocità nei tratti di strada a visibilità limitata, nelle curve, in prossimità delle intersezioni e delle scuole o di altri luoghi frequentati da fanciulli indicati dagli appositi segnali, nelle forti discese, nei passaggi stretti o ingombrati, nelle ore notturne, nei casi di insufficiente visibilità per condizioni atmosferiche o per altre cause, nell'attraversamento degli abitati o comunque nei tratti di strada fiancheggiati da edifici." In altre parole, il conducente onerato deve prestare attenzione su tutta l'area dell'intersezione, fino a riprendere la marcia sulla propria corsia di pertinenza, poiché in caso di incidente, se non ha la responsabilità esclusiva, rimane quantomeno corresponsabile per quanto accaduto a seguito della propria condotta.
Nel caso di specie, dai rilevi eseguiti, il presumibile punto d'urto risulta avvenuto circa nella mezzeria della Via Dante e risulta danneggiato lo spigolo anteriore sinistro della Fiat Punto, per come affermato dal ricorrente in data 21.12.2005 alle ore 01,00 in sede di rilascio di "dichiarazioni spontanee..." presso il Comando della Sezione Polizia Stradale.
Dalle suddette circostanze é evidente che il ricorrente, presumibilmente non aveva ancora raggiunto la propria corsia di pertinenza, anche se l'autovettura nella sua posizione di quiete risulterebbe in tale posizione.
Nessun teste risulta presente per confermare o meno tali circostanze.
Per quanto sopra, in base a tutti gli elementi considerati, va confermata l'efficacia del verbale di contestazione impugnato, essendo configurabile la violazione prevista dal 3° comma dell'art. 141 del C.d.S
Pertanto, la violazione di cui al verbale impugnato viene derubricata dall'art. 145, 10° comma a quella dell'art. 141 comma 3°, ritenendo per giusti motivi di applicare al minimo edittale la sanzione ex art. 141 comma 11° del C.d.S.
Nessuna conseguenza può derivare alla P.A. a seguito del verbale contestato, poiché gli accertatori, si ripete, hanno agito legittimamente, applicando secondo le loro deduzioni la normativa ritenuta adeguata alla presunta violazione contestata.
Relativamente alle spese di giudizio, per quanto ampiamente motivato e per giusti motivi, le spese di giudizio vanno compensate integralmente.
il giudice di pace di Taranto, dr. Martino Giacovelli, definitivamente pronunciando sull'atto di opposizione, depositato dal sig. M. Fabio, così decide:
" 1) accoglie per quanto di ragione il ricorso, depositato il 20.03.2006 avverso il verbale di contestazione n. UFF/2333, redatto in data 21.12.2005 dal Comando della Sezione di Polizia Stradale di T., per la sanzione amministrativa di ? 138,00 oltre le spese di notifica, per violazione dell'art. 145, comma 10° del Codice della Strada;
2) di conseguenza conferma la violazione del 3° comma dell'art. 141 CDS;
3) ritiene applicabile la sanzione al minimo edittale oltre le spese, prevista dall'art. 141 comma 11°;
4) compensa le spese di giudizio integralmente per giusti motivi.
Così deciso a Taranto il giorno 05.10.2006 Il Giudice di Pace