Source: https://www.dirittolavoro.com/2020/03/18/decreto-cura-italia-misure-sostegno-lavoro-emergenza-coronavirus/
Timestamp: 2020-07-12 00:19:11+00:00
Document Index: 26036406

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 33', 'art. 34', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 37', 'art. 39', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 43', 'art. 44', 'art. 45', 'art. 47', 'art. 48']

Decreto “Cura Italia”: Misure a sostegno del lavoro nell’emergenza da Coronavirus - Dirittolavoro.com
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Dopo una travagliata elaborazione, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 70 del 17.03.2020) ed è entrato in vigore il Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, c.d. “Cura Italia”, recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.
Il Titolo II del Decreto Legge n. 18/2020, nel testo originario, reca, in particolare, “Misure a sostegno del lavoro”.
Tra di esse si annoverano:
misure speciali in tema di ammortizzatori sociali (artt. 19-22);
norme speciali in materia di riduzione dell’orario di lavoro e di sostegno ai lavoratori (artt. 23-48).
In materia di ammortizzatori sociali appare nevralgica disposizione di cui all’articolo 19:
9. Le prestazioni di sostegno al reddito di cui ai commi da 1 a 5 e di cui all’articolo 21 sono riconosciute nel limite massimo di spesa pari a 1.347,2 milioni di euro per l’anno 2020. L’INPS provvede al monitoraggio del limite di spesa di cui al primo periodo del presente comma. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande.
Alle medesime finalità si ispirano le disposizioni di cui agli articoli 20 e 21, concernenti rispettivamente il trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano già in Cassa integrazione straordinaria, ed il trattamento di assegno ordinario per i datori di lavoro che beneficiano di trattamenti di assegni di solidarietà in corso.
L’articolo 22, a chiusura del cerchio, detta nuove disposizioni per la “Cassa integrazione in deroga”, segnatamente prevedendo ai commi 1 e 2 che:
«1. Le Regioni e Province autonome, con riferimento ai datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, possono riconoscere, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, previo accordo che può essere concluso anche in via telematica con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane. Per i lavoratori è riconosciuta la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori. Il trattamento di cui al presente comma, limitatamente ai lavoratori del settore agricolo, per le ore di riduzione o sospensione delle attività, nei limiti ivi previsti, è equiparato a lavoro ai fini del calcolo delle prestazioni di disoccupazione agricola. L’accordo di cui al presente comma non è richiesto per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti.
2. Sono esclusi dall’applicazione del comma 1 i datori di lavoro domestico […]».
In materia di orario di lavoro e congedi si segnalano le norme di cui agli artt. 23-25, prevedenti peraltro un trattamento differenziato tra lavoratori privati e pubblici.
L’articolo 26 del Decreto Legge detta “Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato”, prevedendo in particolare, al comma primo, che «il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva di cui all’articolo 1, comma 2, lettere h) e i) del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, dai lavoratori del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto». Il secondo comma della medesima disposizione equipara, poi, al ricovero ospedaliero di cui all’articolo 19, co. 1, D.L. n. 9/2020, l’assenza dal servizio prescritta dalle competenti autorità sanitarie, fino al 30 aprile 2020, nei confronti dei dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, co. 3, L. n. 104/1992, nonché dei lavoratori in possesso di certificazione, rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, co. 1, L. n. 104/1992.
Gli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 concedono indennità dell’importo generale di 600 Euro, non concorrenti a formare reddito, non cumulabili e non riconoscibili ai percettori di reddito di cittadinanza, nei confronti di professionisti, lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore agricolo, lavoratori dello spettacolo.
Tra le misure in materia di tutela del rapporto di lavoro si segnala l’articolo 46, rubricato “Sospensione delle procedure di impugnazione dei licenziamenti”, secondo cui:
«1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto l’avvio delle procedure di cui agli articoli 4, 5 e 24, della legge 23 luglio 1991, n. 223 è precluso per 60 giorni e nel medesimo periodo sono sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020. Sino alla scadenza del suddetto termine, il datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’articolo 3, della legge 15 luglio 1966, n. 604».
proroga del termine di presentazione delle domande di disoccupazione agricola nell’anno 2020 (art. 32);
proroga dei termini in materia di domande di disoccupazione NASpI e DIS-COLL (art. 33);
sospensione dei termini decadenziali e prescrizionali in materia previdenziale e assistenziale (art. 34);
disposizioni in materia di terzo settore (art. 35);
disposizioni in materia di patronati (art. 36);
sospensione dei termini per il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per i lavoratori domestici (art. 37);
disposizioni in materia di lavoro agile (art. 39);
sospensione dei termini decadenziali e prescrizionali in materia di prestazioni INAIL (art. 42, comma 1);
disposizioni speciali in materia di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro (art. 42, comma 2);
contributi alle imprese per la sicurezza e potenziamento dei presidi sanitari (art. 43);
istituzione del Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19 (art. 44);
disposizioni in materia di personale addetto ai lavori necessari al ripristino del servizio elettrico (art. 45);
sospensione delle attività delle strutture per le persone con disabilità e misure compensative di sostegno anche domiciliare (art. 47);
prestazioni individuali domiciliari (art. 48).
Il Decreto Legge n. 18/2020 è stato convertito con modificazioni dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27 (in GU, Supplemento Ordinario, n. 110 del 29.04.2020).
Decreto Legge n. 18/2020 del 17.03.2020 (.pdf)Download
Decreto Legge n. 18/2020 del 17.03.2020 convertito con modificazioni dalla Legge n. 27/2020 (.pdf)Download
* Autori immagini: 123RF – Flaticon.
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