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Timestamp: 2016-10-25 01:37:46+00:00
Document Index: 172590516

Matched Legal Cases: ['art. 164', 'art. 164', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 54', 'art. 43', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 63', 'DTF ', 'art. 63', 'DTF ', 'art. 164', 'DTF ', 'art. 18', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 2', 'DTF ', 'art. 6', 'art. 156', 'art. 159']

5C.210/2005 (21.04.2006)
A.________ acquist� in leasing tramite la societ� C.________, in data 12 luglio 1999, un'automobile Audi A6. Per l'assicurazione di questo veicolo - casco totale compreso, trattandosi di veicolo acquisito in leasing -, si rivolse alla assicurazione D.________, presso la quale un altro suo veicolo era assicurato; quest'ultima rifiut� tuttavia telefonicamente la copertura, considerando la Audi A6 un veicolo a rischio, specialmente di furto. A.________ concluse allora una nuova copertura assicurativa per entrambi i suoi veicoli con la assicurazione B.________ nel corso del mese di agosto 1999.
Coinvolto in un incidente in Croazia il 2 agosto 2000, A.________ inform� del danno l'assicurazione. Quest'ultima gli comunic� il valore d'indennizzo, precisando che lo avrebbe versato direttamente alla societ� di leasing, riservandosi tuttavia di prendere definitivamente posizione in merito al proprio intervento una volta completato l'incarto. In seguito, l'assicurazione B.________, invocando una reticenza dell'assicurato per aver sottaciuto il rifiuto dell'assicurazione D.________ di assicurargli l'Audi A6, comunic� ad A.________ di svincolarsi dal contratto con effetto al 17 agosto 1999.
Adito da A.________ con petizione 12 febbraio 2002, il Pretore di Lugano ha ritenuto che l'attore non avesse commesso alcuna reticenza ed ha condannato l'assicurazione B.________ al versamento dell'importo di fr. 23'500.-- oltre interessi, dopo aver segnatamente ammesso la legittimazione attiva dell'attore, contestata dall'assicurazione B.________, nonch� respinto l'eccezione di prescrizione pure sollevata dall'assicurazione.
Contro la pronuncia dell'ultima istanza cantonale, l'attore ha interposto presso il Tribunale federale un ricorso di diritto pubblico ed un ricorso per riforma. Con il primo, contesta come arbitrario e lesivo del principio della parit� di trattamento l'accertamento di fatto ritenuto dal Tribunale d'appello, secondo il quale egli avrebbe ceduto ai sensi dell'art. 164 CO le proprie pretese nei confronti dell'assicurazione B.________ alla societ� di leasing C.________. Con il ricorso per riforma, egli qualifica invece il comportamento dell'assicurazione B.________ come lesivo del principio della buona fede, contesta la sussunzione che il Tribunale d'appello ha dato ai fatti di causa, in particolare la qualifica della particolare garanzia prevista nei contratti di leasing quale cessione di credito ai sensi dell'art. 164 CO e postula infine una modifica della giurisprudenza relativa al momento in cui inizia a decorrere la prescrizione ex art. 46 LCA.
Non � stata chiesta una risposta al ricorso per riforma.
Le conclusioni formulate dall'attore concernono manifestamente diritti civili di natura pecuniaria con un valore di causa senz'altro superiore al limite posto dall'art. 46 OG. Presentato tempestivamente da persona chiaramente toccata dalla decisione impugnata e gi� parte avanti alle autorit� giudiziarie cantonali, il ricorso � pure ricevibile nell'ottica dell'art. 54 cpv. 1 OG.
Con ricorso per riforma pu� essere fatta valere una violazione del diritto federale, ad esclusione dei diritti costituzionali (art. 43 cpv. 1 OG; DTF 127 III 248 consid. 2c pag. 252 con rinvii). Il Tribunale federale pone a fondamento della sua sentenza i fatti cos� come sono stati accertati dall'ultima autorit� cantonale, salvo che siano state violate disposizioni federali in materia di prove, oppure tali accertamenti siano dovuti ad una svista manifesta rispettivamente necessitino di completazione, in particolare perch� la Corte cantonale, applicando erroneamente il diritto, ha omesso di chiarire una fattispecie legale, sebbene le parti le abbiano sottoposto, nei tempi e nei modi prescritti dalla legge, le necessarie allegazioni di fatto ed offerte di prova (art. 63 e 64 OG; DTF 130 III 136 consid. 1.4 pag. 140; 127 III 248 consid. 2c pag. 252). Mera critica all'apprezzamento delle prove effettuato dalla Corte cantonale non �, per contro, ammissibile (art. 63 cpv. 2 OG; DTF 130 III 136, loc. cit.; 127 III 73 consid. 6a pag. 81).
3.1 In primo luogo, l'attore obietta di non aver ceduto le proprie pretese risarcitorie alla societ� prestatrice del leasing: agli atti non vi sarebbe un contratto di cessione n� indizi in tal senso neppure risulta che la societ� di leasing abbia notificato una tale cessione alla convenuta o abbia avanzato una qualsiasi pretesa nei suoi confronti, per cui una corretta lettura della volont� delle parti porterebbe a concludere che un eventuale accordo fra l'attore e la societ� di leasing potrebbe semmai configurarsi come una procura d'incasso o, pi� genericamente, che nel particolare contesto del contratto di leasing, la cosiddetta "cessione di credito" non sia una cessione ai sensi dell'art. 164 CO.
3.2 La presenza, rispettivamente l'assenza di indizi a favore dell'esistenza di un contratto di cessione fra l'attore e la societ� di leasing, attiene manifestamente all'accertamento dei fatti. Pertanto, non � criticabile nel quadro del presente ricorso per riforma (supra, consid. 2). Peraltro, come indicato nell'odierna parallela sentenza, con il suo ricorso di diritto pubblico l'attore non ha proposto alcuna censura contro l'accertamento del Tribunale d'appello, secondo cui l'avvenuta cessione delle pretese risarcitorie alla societ� di leasing era chiaramente indicata nel testo della polizza assicurativa medesima, unico documento agli atti nel quale tale cessione sarebbe espressamente menzionata.
3.3 Va poi detto che la tesi argomentativa dell'attore, secondo la quale "al di l� della terminologia utilizzata dalle parti, peraltro non conosciuta perch� non agli atti, � importante la volont� delle parti" non appare chiara. Se con essa l'attore avesse inteso affermare che la Corte cantonale avrebbe constatato in modo errato la reale volont� delle parti, la censura concernerebbe l'accertamento dei fatti e non sarebbe quindi proponibile in sede di ricorso per riforma (DTF 129 III 664, consid. 3.1 pag. 667). Se egli voleva invece prevalersi di una violazione l'art. 18 cpv. 1 CO, perch� al posto di aver dato la precedenza alla reale volont� delle parti i giudici cantonali avrebbero proceduto ad un'interpretazione oggettiva, una siffatta critica sarebbe effettivamente da proporre in un ricorso per riforma (DTF 131 III 606 consid. 4.1 pag. 611, con rinvii). Tuttavia, poich� gravato dall'onere della prova, l'attore avrebbe pure dovuto indicare dove e quando, nella procedura cantonale, avrebbe allegato fatti e fornito prove che avrebbero imposto ai giudici cantonali di accertare la volont� soggettiva delle parti nel senso da lui desiderato. In questa sede, sarebbe poi ammissibile una discussione di un'interpretazione fondata sul principio dell'affidamento (DTF 131 III 606 consid. 4.1 pag. 611; 130 III 417, consid. 3.2 pag. 424 s.). Ovvio che, in assenza del contratto di leasing, ogni tentativo di sua interpretazione � pura speculazione. E comunque, a prescindere dal fatto che l'attore nemmeno si esprime in tal senso, parrebbe assai arduo confutare che l'unica interpretazione possibile di un'eventuale clausola di cessione di credito secondo il principio dell'affidamento porti inevitabilmente all'applicazione degli artt. 164 ss. CO. Giova infine aggiungere, con riferimento alla pretesa procura d'incasso, che il diritto svizzero non permette di cedere il diritto di procedere giudizialmente in modo indipendente dal credito (DTF 130 III 417 consid. 3.4 pag. 427 con rinvio; cfr. anche DTF 119 II 452 consid. 1b): per questo motivo, la cessione menzionata dalla sentenza cantonale pu� unicamente essere considerata una cessione del credito e non pu� in alcun caso essere ritenuta una semplice cessione del diritto di procedere giudizialmente (sotto forma di una procura d'incasso), che lascerebbe immutata la titolarit� del credito.
4.1 Secondariamente, l'attore obietta che la convenuta, sollevando l'eccezione di carenza di legittimazione attiva non al fine di evitare di dover pagare due volte, bens� per sottrarsi ai propri obblighi contrattuali, commetterebbe un flagrante abuso di diritto.
4.2 Notoriamente, il manifesto abuso del proprio diritto non � protetto dalla legge (art. 2 cpv. 2 CC). Un abuso di diritto � dato in particolare quando un istituto giuridico � utilizzato per perseguire dei fini che l'istituto medesimo non intende tutelare (DTF 131 I 166 consid. 6.1 pag. 177, con rinvii).
4.3 Nel caso di specie, lo scopo della cessione � quello di tutelare la societ� di leasing contro il rischio che l'oggetto finanziato suo tramite - dunque il controvalore - venga a mancare, ma che ad incassare un eventuale risarcimento sia il prenditore del leasing. Si tratta di uno scopo senz'altro lecito, e non vi si ravvede alcun'ombra di abuso di diritto. Ci� premesso, ed ammesso di conseguenza, come ritenuto dal Tribunale d'appello, che la societ� di leasing sia effettivamente subentrata nei diritti dell'attore, il debitor cessus si � limitato ad eccepire che l'attore non � (pi�) suo eventuale creditore; visto che in tal modo, la convenuta non si � definitivamente liberata dall'obbligo di prestare, ma lo si � unicamente nei confronti dell'attore, l'accusa di abuso di diritto che quest'ultimo solleva nei suoi confronti appare manifestamente peregrina.
Cos� stando le cose non occorre esaminare, perch� completamente ininfluente ai fini del presente giudizio, l'argomentazione attinente all'inizio del termine di prescrizione delle pretese assicurative connesse con la circolazione stradale, tema peraltro unicamente oggetto di una motivazione abbondanziale della decisione impugnata. N� vi �, infine, ragione di chinarsi sull'eccezione di reticenza giusta l'art. 6 LCA. Trattasi infatti di un'argomentazione che non ha utilizzato il Tribunale d'appello.
Il ricorso, in conclusione, si appalesa per larghi tratti inammissibile, e per il resto, infondato. Esso va dunque evaso corrispondentemente, con conseguenza di tassa e spese a carico dell'attore soccombente (art. 156 cpv. 1 OG). Non vengono, per contro, riconosciute ripetibili alla convenuta, che non essendo stata chiamata ad esprimersi avanti al Tribunale federale, non � incorsa in spese indispensabili (art. 159 cpv. 1 OG).
La tassa di giustizia di fr. 2'500.-- � posta a carico dell'attore.