Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2007/12/novita-fiscali-del-4-dicembre-2007-in-evidenza-omaggi-trattamento-fiscale-ddl-finanziaria-2008-nuove-proposte-fiscali.html
Timestamp: 2018-04-22 05:07:58+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 19', 'art. 31', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 2', 'art 15']

Novità fiscali del 4 dicembre 2007. In evidenza: omaggi, trattamento fiscale; ddl Finanziaria 2008: nuove proposte fiscali presentate dal Governo
1) Finanziaria 2008: Nuove proposte fiscali presentate dal governo<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Il Governo ha presentato alcuni emendamenti alla Finanziaria in materia di dichiarazioni fiscali, tra questi emergono: La proposta di slittamento al 31.7.2008 per la presentazione del Modello 770 ordinario; l’obbligo di presentazione delle dichiarazioni dei redditi e dell’Irap esclusivamente in via telematica; eliminazione della possibilità di presentare la scheda per la scelta dell’8 per mille (non per il 5 per mille) ad uno sportello bancario.
Dal 2008 le dichiarazioni dei redditi potrebbero, quindi, essere inviate solo on line.
Verrebbe, infatti, eliminata la possibilità di consegnarle agli uffici postali e alle banche convenzionate.
È una delle novità contenute in uno degli oltre 6.500 emendamenti alla Finanziaria per il 2008 presentati alla commissione Bilancio della Camera.
Una rivoluzione informatica che comporterà vantaggi per l’amministrazione finanziaria.
La presentazione del modello 770, verrebbe poi uniformata con il termine di invio telematico delle altre dichiarazioni fiscali, fissato inderogabilmente al 31.7.2008.
Con gli emendamenti del Governo, 65 in tutto, inoltre, verrebbe allargato ad ampio raggio il campo di applicazione della confisca di beni e patrimoni degli evasori, si dettano disposizioni organiche per la rateazione delle somme dovute all’Erario per debiti tributari.
Dovrebbe essere attenuato l’impianto sanzionatorio relativo al regime Iva del reverse-charge.
Un ulteriore emendamento presentato dal Governo, infine, prevede che per fare ricorso in Cassazione, nei casi in cui il processo d’appello non sia andato a buon fine, occorre versare € 3.000.
2) DURC: La nuova disciplina sarà a regime a fine dicembre 2007
A fine dicembre 2007 si applicheranno le disposizioni del decreto del Ministero del lavoro, pubblicato sulla G.U., relativo al Documento unico di regolarità contributiva.
Il possesso del Durc è richiesto ai datori di lavoro ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale previsti dall’ordinamento nonchè ai fini della fruizione dei benefici e sovvenzioni previsti dalla disciplina comunitaria. Il Durc viene, inoltre. richiesto ai datori di lavoro ed ai lavoratori autonomi nell’ambito delle procedure di appalto di opere, servizi e forniture pubblici e nei lavori privati dell’edilizia.
La regolarità contributiva va attestata dagli Istituti previdenziali qualora ricorrano le seguenti condizioni:
– correttezza degli adempimenti mensili o, comunque, periodici;
– corrispondenza tra versamenti effettuati e versamenti accertati dagli Istituti previdenziali come dovuti;
– inesistenza di inadempienze in atto.
Altresì, la regolarità contributiva sussiste in caso di:
– Richiesta di rateizzazione per la quale l’Istituto competente abbia espresso parere favorevole;
– sospensioni dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative;
– istanza di compensazione per la quale sia stato documentato il credito.
(D.M. Ministero del lavoro e della previdenza sociale 24/10/2007, pubblicato in G.U. n. 279 del 30/11/2007)
3) Territorio: Diritto di accesso ai documenti amministrativi
È in vigore dal 1.1.2007 il regolamento dell’Agenzia del Territorio che disciplina il diritto di accesso (anche per via telematica) ai documenti amministrativi, ai sensi della legge n. 241/1990, e successive modifiche e integrazioni.
(Provvedimento Agenzia Territorio 13/06/2007, pubblicato in G.U. n. 279 del 30/11/2007)
4) Disposizioni correttive ed integrative del Codice del consumo in G.U.
Approvate le modifiche al Codice del consumo (D.Lgs. 206/2005) che recepiscono le direttive 2002/65, in materia di commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori, e 2005/29, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra professionisti e consumatori.
E’ quanto stabilito dal D.Lgs. n. 221 del 23/10/2007 che prevede talune correzioni di errori materiali e precisazioni di varie norme del codice stesso.
– Riconosce ai consumatori, come fondamentali, anche i diritti all’esercizio delle pratiche commerciali secondo principi di buona fede, correttezza e lealtà;
– integra le definizioni di “consumatore o utente”, di “professionista” e di “prodotto”, prevedendo il riferimento anche alle attività commerciali e artigianali;
– introduce la sezione IV-bis al capo I del titolo III della parte III del codice denominata “Commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori” e abroga il D.Lgs n. 190/2005;
– stabilisce che la disciplina al commercio a distanza di servizi finanziari ai consumatori si applica anche nel caso in cui una delle fasi di esso comporti la partecipazione, indipendentemente dalla sua natura giuridica, di un soggetto diverso dal fornitore.
(Decreto Legislativo n. 221 del 23/10/2007, pubblicato in G.U. n. 278 del 29/11/2007)
5) Pubblicato in G.U. il Decreto collegato alla Finanziaria 2008, convertito in Legge
È stata pubblicata in G.U. n. 279 del 30.11.2007, Supplemento Ordinario n. 249/L, la Legge n. 222 del 29/11/2007, con la quale è stato convertito il Decreto Legge n. 159 del 1/10/2007.
Per le misure fiscali ivi contenute si veda l’articolo sulle novità fiscali del 03/12/2007.
6) Assistenza fiscale: Resi noti i codici per pagare le sanzioni
Vanno utilizzati per le violazioni accertate a seguito di attività di controllo.
Sono stati istituiti i codici tributo per il versamento delle somme derivanti dagli atti di contestazione e irrogazione delle sanzioni ai soggetti che prestano assistenza fiscale, determinate a seguito di attività di controllo: 9589 (rilascio infedele del visto di conformità, dell’asseverazione e della certificazione tributaria, e violazioni commesse dai sostituti d’imposta) e 9590 (tardiva od omessa trasmissione delle dichiarazioni).
Nel modello F24 vanno indicati anche il codice atto e il codice ufficio della Direzione Regionale che lo ha emesso, riportati nel provvedimento notificato.
Dal 01.01.2007 gli istituti del ravvedimento operoso, del cumulo giuridico e della definizione agevolata delle sanzioni sono subentrati all’interno del sistema sanzionatorio che si applica, in caso di violazioni dei soggetti abilitati a prestare assistenza fiscale e agli intermediari incaricati della trasmissione telematica delle dichiarazioni presentate da dipendenti, pensionati e imprese, ovvero i Caf, i professionisti e i sostituti d’imposta.
La rilevante novità, ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 52/E del 27.09.2007, deriva dalle modifiche introdotte dalla Legge Finanziaria 2007 riguardo la qualificazione giuridica delle sanzioni, le quali sono state adesso reinserite nel quadro normativo amministrativo-tributario mentre, come è risaputo, in precedenza erano collocate tra quelle amministrative ma non tributarie.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 351 del 03/12/2007).
7) Ricorso: Autorizzazione all’appello
Gli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate devono richiedere alla propria direzione regionale l’autorizzazione alla proposizione dell’appello principale, come previsto dal secondo comma dell’art. 52, del D.Lgs. n. 546/1992.
L’obbligo è stato evidenziato dalla stessa Agenzia delle Entrate con la circolare n. 65/E del 03/12/2007, anche a seguito delle recenti sentenze della Corte di cassazione, che si sono poste in contrasto con il precedente orientamento giurisprudenziale in materia.
(Agenzia delle Entrate, Circolare n. 351 del 03.12.2007)
8) Omaggi – trattamento fiscale
In prossimità di particolari periodi dell’anno, come nel periodo natalizio, le imprese, i professionisti, gli enti non commerciali, ecc. sono soliti acquistare beni o servizi da omaggiare ai propri clienti, ai propri dipendenti, ai propri soci, ecc. e devono, quindi, applicare la normativa fiscale che regola la materia.
Per cui, saranno esaminati di seguito gli aspetti fiscali scaturenti da tali operazioni.
Omaggi delle imprese a terzi
Per le imprese (e per gli enti non commerciali se effettuati nell’esercizio di impresa commerciale), gli omaggi natalizi, di beni di propria produzione o commercializzati, destinati a terzi (clienti abituali e non, o potenziali clienti) costituiscono comunque ricavi ancorché siano destinati al consumo personale dell’imprenditore o dei soci o siano destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa. Naturalmente, tale caso non interessa la cessione gratuita o l’autoconsumo di beni non inerenti l’attività d’impresa, acquistati con il solo fine di omaggiarli ai propri clienti (si pensi ad es. all’impresa di alimentari che acquista orologi). Così come non interessa agli enti non profit che omaggiano beni ai propri nell’esercizio della propria attività istituzionale.
Riguardo alla deducibilità del costo di acquisto, il Ministero delle Finanze con la circolare n. 188/E/1998 (punto 6.2, ancorché relativo all’I.V.A.) ha precisato che gli acquisti di beni destinati ad essere ceduti gratuitamente, la cui produzione o il cui commercio, non rientrano nell’attività propria dell’impresa costituiscono sempre spese di rappresentanza.
In tale evenienza le spese di rappresentanza sono deducibili in misura di un terzo per quote costanti in cinque anni.
L’eccezione da tali restrizioni è unicamente prevista per le spese di rappresentanza il cui valore unitario non eccede lire cinquantamila, che possono essere integralmente dedotte nell’anno (per tali beni sotto euro 25,82 è possibile utilizzare il conto Sconti passivi e omaggi, poiché non sottoposti al limite previsto per le spese di rappresentanza).
Peraltro, nell’ipotesi in cui l’omaggio sia costituito da più beni, il valore unitario deve essere riferito al bene nel suo complesso, anche se i beni che lo compongono siano autonomamente utilizzabili.
Per valore unitario si intende il costo complessivo di acquisto o di produzione, comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione come le spese di trasporto.
Inoltre, se la cessione ha per oggetto campioni gratuiti di modico valore appositamente contrassegnati, o beni dati a titolo di premio, sconto o abbuono per fare fronte ad impegni contrattuali, allora vi è la deducibilità integrale.
In particolare, gli sconti, abbuoni e premi praticati dalle imprese, relativi alla cessione di beni che rientrano nell’attività propria dell’impresa, non vanno considerati come costi, bensì vanno sottratti direttamente ai ricavi, e concorrono alla formazione del reddito dell’esercizio nel quale sono imputati i ricavi che li hanno determinati, ciò ancorché l’effettiva realizzazione si abbia nell’esercizio successivo.
Prima di concludere l’aspetto ai fini delle imposte dirette degli omaggi effettuati dalle imprese ai terzi, una menzione deve essere attribuita alle prestazioni gratuite dei servizi. A differenza dell’I.V.A., le prestazioni gratuite e l’autoconsumo di servizi non costituiscono operazioni rilevanti ai fini della determinazione del reddito d’impresa.
Infine, si ricorda che l’I.V.A. resa indetraibile per disposizioni di legge è comunque deducibile ai fini delle imposte sui redditi, eccezione fatta per il caso in cui l’impresa rinuncia volontariamente ad esercitare la rivalsa dell’imposta per non gravare il cliente del solo costo dell’imposta. Al verificarsi di ciò l’I.V.A. è comunque indeducibile dal reddito.
Come già precisato sopra, in materia di omaggi ai clienti sotto l’aspetto dell’I.V.A, l’articolo 3 del D.Lgs. n. 313/97 introducendo l’art. 19-bis1, lettera h), a partire dal 1.1.1998, ha fatto si che l’I.V.A. relativa alle spese di rappresentanza non sia più detraibile. Tuttavia, a parziale mitigazione dei nuovi limiti imposti per detta tipologia di spese, successivamente l’art. 31, co. 1, lettera a), n. 2 della Legge n. 388/2000, in vigore dal 1.1.2001, aggiungendo delle ulteriori parole alla citata lettera h), ha consentito che l’imposta fosse detraibile almeno per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore a euro 25,82 (lire 50.000).
Sotto l’aspetto impositivo, l’art. 2, co. 2, n. 4), del D.P.R. 633/72 dispone che le cessioni gratuite costituiscono operazioni soggette ad I.V.A., tranne le cessioni gratuite che hanno per oggetto i beni di valore unitario inferiore a euro 25,82 alla cui produzione o scambio non è diretta l’attività propria dell’impresa, ed i beni per i quali all’atto dell’acquisto o dell’importazione non è stata operata la detrazione dell’imposta.
Inoltre, l’art. 2, co. 2, n. 5), del DPR 633/72 stabilisce che l ‘autoconsumo o la destinazione ad altre finalità estranee all’impresa costituiscono operazioni soggette ad IVA, tranne i beni per i quali all’atto dell’acquisto o dell’importazione non è stata operata la detrazione dell’imposta.
Altresì, l’art. 2, co. 3, lett. d) del DPR 633/72 prevede che le cessioni di campioni gratuiti di modico valore appositamente contrassegnati non rientrano in alcun caso nel campo di applicazione dell’IVA.
Anche per l’imposta sul valore aggiunto occorre, quindi, distinguere le cessioni gratuite di beni la cui produzione o commercio rientra nell’attività propria dell’impresa dagli altri tipi di beni.
Beni da omaggiare che rientrano nell’attività propria dell’impresa:
Sul bene ceduto in omaggio, su cui inizialmente (nella fase di acquisto) è stata detratta l’I.V.A. (di solito nella predetta fase non è dato conoscere la destinazione quale omaggio), si genera un’operazione imponibile con il conseguente obbligo di emissione di autofattura (o fattura per il recupero dell’I.V.A., ma nel momento in cui la rivalsa dell’I.V.A. non viene volontariamente esercitata l’I.V.A. diviene un costo indeducibile ai fini delle Imposte dirette) con imposta calcolata sul valore normale del bene (si ricorda che per l’art. 13 co. 2, lett. c), del D.P.R. 633/72, la base imponibile su cui applicare l’IVA é data dal valore normale dei beni che, come contenuto nel successivo art. 14 co. 3, è costituito dal prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni della stessa specie o similari in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione).
Naturalmente, qualora, già dall’acquisto, sia conosciuta la destinazione dei beni ad omaggio, è possibile considerare l’imposta indetraibile, in tal caso, alla consegna gratuita del bene, non sorge alcun obbligo giacché l’operazione non viene considerata rilevante.
Beni da omaggiare che non rientrano nell’attività propria dell’impresa
Al momento di consegna del bene non sorge alcun obbligo giacché l’operazione viene considerata fuori campo I.V.A., tuttavia l’imposta sull’acquisto non è detraibile (fatta eccezione per i beni di valore unitario fino a euro 25,82).
Per le cessioni gratuite trova applicazione il principio generale fissato dall’art. 6, co. 1, del DPR 633/72 (momento della stipulazione, per le cessioni che riguardano beni immobili; momento della consegna o della spedizione, per le cessioni che riguardano beni mobili).
Per le ipotesi di autoconsumo o di destinazione ad altre finalità estranee all’impresa, invece, l’art. 6, co. 2, lettera c), del DPR 633/72 individua il momento di effettuazione dell’operazione nell’atto del prelievo dei beni, sia per i beni mobili che immobili.
Infine, anche se non esiste più l’obbligo di emissione della bolla di accompagnamento, salvo che per alcuni prodotti, al fine di vincere la presunzione di cessione o di acquisto occorre utilizzare il documento di trasporto per evitare di istituire il registro degli omaggi.
Riguardo le prestazioni gratuite di servizi, l’art. 3, co. 3, del D.P.R. n. 633/72, dispone che le prestazioni di servizi effettuate a mero titolo gratuito o “autoconsumate” costituiscono operazioni rilevanti ai fini IVA se di valore unitario superiore a euro 25,82, sempreché l’imposta afferente agli acquisti di beni e servizi relativa alla loro esecuzione sia detraibile.
Quando le predette operazioni rilevano ai fini IVA, la base imponibile per l’applicazione dell’imposta è determinata sul valore normale delle prestazioni.
Omaggi delle imprese ai dipendenti
Sotto l’aspetto delle imposte dirette il costo di acquisto di beni da omaggiare ai dipendenti è sempre deducibile giacché costituisce spesa per “prestazione di lavoro”. Non sorgono, quindi, problemi di classificazione delle spese tra quelle di rappresentanza.
Il dipendente che riceve l’omaggio non ha alcun obbligo fiscale nel momento in cui le erogazioni liberali concesse in occasione di festività o ricorrenze alla generalità o a categorie di dipendenti siano di importo inferiore a euro 258,23 (ai sensi dell’articolo 48 del T.U.I.R.).
L’imposta pagata all’atto dell’acquisto per i beni da omaggiare ai propri dipendenti non è detraibile per la mancanza del presupposto dell’inerenza dell’operazione effettuata (si veda la R.M. n. 666305 del 16.10.1990).
Omaggi dei professionisti
Ai fini delle imposte sui redditi, per gli omaggi a terzi, in riferimento alla detrazione del costo, non occorre distinguere tra beni di costo unitario inferiore o superiore a euro 25,82 in quanto tale riferimento non è riportato nell’art. 54 del T.U.I.R.. Le spese per omaggi sono considerate di rappresentanza e la deducibilità è prevista dal medesimo art. 54 fino all’importo massimo dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta.
Ai fini I.V.A. l’imposta pagata all’acquisto degli omaggi non è detraibile, salvo il caso che il valore unitario del bene sia inferiore a euro 25,82 per effetto dell’art. 19 bis 1 del D.P.R. n. 633/72, il quale concede la detraibilità dell’imposta per tali piccoli importi.
Riguardo la problematica dell’assoggettamento ad imposta nella fase della cessione gratuita, il n. 4 dell’art. 2 del citato D.P.R. esclude dall’imponibilità la cessione gratuita di beni di valore unitario inferiore a euro 25,82 qualora il commercio di essi non rientri nell’attività propria dell’impresa. Secondo l’Assonime (si veda la circolare Assonime n. 89 del 1.8.1996) <<L’attuale formulazione letterale della norma potrebbe indurre a dubitare che siano ora attratte nel campo di applicazione dell’Iva anche le cessioni gratuite effettuate dagli artisti e dai professionisti: ciò che si appaleserebbe peraltro in netto contrasto con l’articolo 5, paragrafo 6, della direttiva Cee n. 77/388 (sesta direttiva in materia di Iva) che prevede l’imponibilità delle sole cessioni gratuite effettuate da soggetti esercenti impresa.>>. Quindi, è da ritenere che la citata disposizione sia operante anche per i professionisti, nel senso che esclude da I.V.A. la cessione gratuita di beni inferiori a euro 25,82 effettuata occasionalmente (come nelle festività natalizie), e comunque la normativa comunitaria non prevede per gli omaggi degli esercenti arti e professioni l’imposizione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.
BENI E SERVIZI CHE NON RIENTRANO NELL’ATTIVITA’ PROPRIA DELL’IMPRESA
Beni di valore unitario inferiore a euro 25,82
interamente deducibili
Acquisto: I.V.A. detraibile art. 19 bis1, lett. h), DPR 633/72
Cessione: Fuori campo art. 2, c. 2, numero 4) DPR 633/72
Beni di valore unitario superiore a euro 25,82
Deducibili per 1/3 in cinque anni.
Acquisto: I.V.A. indetraibile
BENI CHE RIENTRANO NELL’ATTIVITA’ PROPRIA DELL’IMPRESA
Acquisto: I.V.A. detraibile (C.m. n. 188/E del 1998 )
Cessione: soggetta ad I.V.A.
§ con rivalsa IVA : emissione D.D.T. e fattura, ovvero fattura immediata.
§ senza rivalsa IVA: emissione autofattura
Spese di rappresentanza deducibili per 1/3 in cinque anni
CAMPIONI GRATUITI E BENI A TITOLO DI PREMIO O SCONTO
Campioni gratuiti di modico valore appositamente contrassegnati
Si vedano le regole per i beni oggetto d’impresa e relativo lomite di euro 25,82
Cessione: Fuori campo art. 2 c.3 lettera d) Dpr 633/72
Beni ceduti a titolo di premio, sconto o abbuono in base a impegni contrattuali
Spese interamente deducibili
Cessione: IVA esclusa art 15 c.1 n. 2) Dpr 633/72