Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-terzo/titolo-ii/capo-ii/sezione-i/art842.html
Timestamp: 2020-05-31 06:55:35+00:00
Document Index: 130052071

Matched Legal Cases: ['art. 842', 'art. 842', 'art. 842', 'art. 15', 'art. 25', 'art. 42', 'art. 1', 'sentenza ']

Art. 842 codice civile - Caccia e pesca - Brocardi.it
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Articolo 842 Codice civile
Dispositivo dell'art. 842 Codice civile
Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l'esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso [841], nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia(1) o vi siano colture in atto suscettibili di danno.
(1) La caccia è stata regolata dalla l. 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio). Essa ha previsto che gli animali della fauna selvatica sono compresi nel patrimonio indisponibile dello Stato e sono protetti per tutelare l'interesse della comunità nazionale ed internazionale. L'esercizio dell'attività venatoria è consentito entro certi limiti e purché non contrasti con l'esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole.
Il codice riprende il concetto romanistico della libertà della caccia e della libertà di accesso al fondo al fine di esercitare la caccia. Il legislatore pone, tuttavia, limiti molto pesanti all'esercizio della caccia e prevede divers vincoli alla facoltà di accesso al fondo.
Massime relative all'art. 842 Codice civile
Cass. civ. n. 20979/2007
La questione di legittimità costituzionale dell'art. 842 c.c., in quanto consenta l'esercizio della caccia nei fondi appartenenti a privati proprietari (salvo che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia), e dell'art. 15 della L. n. 157/1992 con riferimento all'art. 25 L. reg. Toscana n. 3 del 1994, in quanto non permetta di tutelare il proprio fondo mediante l'apposizione di cartelli di divieto di esercizio della caccia, sollevata in relazione all'art. 42 Cost. e all'art. 1 del Protocollo addizionale della Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo, è manifestamente inammissibile, per difetto di rilevanza, in un giudizio avente ad oggetto l'opposizione ad un'ordinanza ingiunzione riguardante l'abusiva installazione di cartelli di divieto di caccia sul proprio terreno in difetto di autorizzazione amministrativa, attesa la natura meramente conoscitiva della predetta autorizzazione prevista dalla normativa regionale con riferimento alla istituzione di fondi chiusi all'attività venatoria a fini di protezione della fauna selvatica omeoterma.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 20979 del 5 ottobre 2007)