Source: https://www.tuttosullaprivacy.it/tag/sanzioni/
Timestamp: 2020-03-30 22:19:49+00:00
Document Index: 48843740

Matched Legal Cases: ['art. 154', 'art. 29', 'art. 150', 'art. 161', 'art. 162', 'art. 162', 'art 167', 'art. 162', 'art. 154', 'art 162', 'art. 130', 'art.162', 'art. 163', 'art. 164', 'art. 167', 'art. 168', 'art. 169', 'art. 170', 'art. 4']

Sanzioni Archivi - Tutto sulla privacy - Il blog di Domenico Vozza
Blog : Sanzioni
Fonti normative, organi e sanzioni che regolano la privacy
Normativa,Privacy,Privacy Europea,Sanzioni
Da quali Fonti Normative deriva la TUTELA DELLA RISERVATEZZA degli INDIVIDUI (PRIVACY)?
In via prevalente, la Privacy è disciplinata da:
Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016 operativo a partire dal 25 maggio 2018 e direttive europee (95/46/CE e 2002/58/CE);
Decreti Legislativi, in particolare:
Decreto-Legge 22 giugno 2012, n. 83 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 Art. 24-bis Misure a sostegno della tutela dei dati personali, della sicurezza nazionale, della concorrenza e dell’occupazione nelle attività svolte da call center-
Decreto legislativo 28 maggio 2012 , n. 69
Modifiche al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante codice in materia di protezione dei dati personali in attuazione delle direttive 2009/136/CE, in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, e 2009/140/CE in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorita’ nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa a tutela dei consumatori.
Recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo,
convertito con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35
Decreto Legislativo 30 maggio 2008, n. 109
Attuazione della direttiva 2006/24/CE riguardante la conservazione dei dati generati o trattati nell’ambito della fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico o di reti pubbliche di comunicazione e che modifica la direttiva 2002/58/CE
Linee Guida / Provvedimenti del Garante ;
Autorizzazioni Generali del Garante.
Il Garante per la protezione dei dati personali è un’autorità amministrativa indipendente istituita dalla cosiddetta legge sulla privacy (legge 31 dicembre 1996, n. 675) – che ha attuato nell’ordinamento giuridico italiano la direttiva comunitaria 95/46/CE – e oggi disciplinata dal Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003 n. 196).
Il Garante è un organo collegiale formato da quattro membri, eletti due dalla Camera dei Deputati e due dal Senato della Repubblica con voto limitato, scelti tra persone che assicurino indipendenza ed esperti riconosciuti nelle materie del diritto o dell’informatica. La durata in carica è di sette anni ed il mandato non è rinnovabile.
I poteri del Garante
I compiti assegnati al Garante sono puntualmente individuati dall’art. 154 del D.lgs. 196/2003, tra cui i più rilevanti possono essere riepilogati in funzioni di:
Controllo sul rispetto della disciplina privacy
Risoluzione di casi specifici
Emanazione di atti autoritativi
Educazione alla privacy
Irrogazione di sanzioni amministrative
Consulenza al Parlamento e Governo
Relazione al Parlamento e Governo
Inoltre, il Garante partecipa alle attività comunitarie ed internazionale di settore e fa parte del Gruppo art. 29 – organismo europeo consultivo formato dalle Autorità di protezione dei dati personali di ciascuno stato membro, dal Garante Europeo e da un rappresentante della Commissione – e delle Autorità comuni di controllo previste dalle convenzioni internazionali.
Ruolo di primaria importanza ricoperto dal Garante è quello di tutore del diritto alla protezione dei dati in sede amministrativa; gli interessati possono alternativamente rivolgersi all’Autorità giudiziaria ordinaria o all’Autorità Garante.
Come ci si rivolge al Garante per esercitare la tutela dei propri dati personali?
Essenzialmente, attraverso:
il reclamo, vale a dire un atto circostanziato per rappresentare una violazione della disciplina rilevante in materia di trattamento dei dati personali;
la segnalazione, qualora non sia possibile presentare un reclamo al fine di sollecitare un controllo da parte del Garante;
il ricorso, qualora si voglia far valere lo specifico diritto di accesso ai dati personali. Si tratta di uno strumento alternativo all’esercizio dei medesimi diritti di fronte all’autorità giudiziaria
L’art. 150 del Codice Privacy prevede che, qualora la peculiarità del caso lo preveda, il Garante può disporre in via provvisoria il blocco in tutto o in parte di taluno dei dati, ovvero l’immediata sospensione di una o più operazioni del trattamento.
Il Garante, qualora ritenga fondato il ricorso, ordina al titolare, con decisione motivata di cessare dal comportamento illegittimo contestualmente indicando le misure necessarie per la tutela dei diritti dell’interessato, altresì indica un termine per la loro adozione.
Avverso i provvedimenti del Garante ed avverso il rigetto tacito, decorsi quindi 60 giorni dalla data di presentazione del ricorso, è esperibile ricorso all’Autorità giudiziaria ordinaria.
E’ riconosciuto agli interessati il diritto di richiedere ad un soggetto, sia esso persona fisica o giuridica, di fornire informazioni sul trattamento dei propri dati personali, nonché ottenere tutte le informazioni personali detenute dal titolare del trattamento.
E’ quindi possibile richiedere l’origine dei dati personali trattati, le finalità e le modalità del trattamento, se i dati sono stati trattati con strumenti elettronici e quale sia la logica applicata a tale trattamento, gli estremi identificativi di chi tratta i dati ed infine i soggetti/categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati, o che posso venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.
Diritto all’aggiornamento, alla rettificazione o alla cancellazione dei dati personali
E’ possibile richiedere a chi sta trattando i propri dati personali che questi vengano aggiornati, rettificati o integrati, nonché che i dati siano bloccati, cancellati o trasformati in forma anonima nei casi in cui il trattamento non venga effettuato secondo le regole stabilite dalla legge o non sia più necessaria la loro conservazione.
E’ sempre possibile opporsi al trattamento dei propri dati personali per motivi legittimi o quando i dati sono trattati per finalità commerciali o di marketing.
Il sistema sanzionatorio distingue tra violazioni amministrative ed illeciti penali.
Le sanzioni amministrative puniscono la violazione delle norme procedurali o di condotte che ostacolano l’attività del Garante. In particolare sono punite:
L’omessa o inidonea informativa – art. 161 d.lgs. 196/2003 –
La cessione di dati, in occasione della cessazione del trattamento, fatta ad altro Titolare che destina i dati ad un trattamento con finalità non compatibili con gli scopi per cui sono stati raccolti – art. 162 c.1 d.lgs. 196/2003-
La comunicazione all’interessato di suoi dati inerenti la stato di salute e la vita sessuale non per il mezzo del medico designato dall’interessato o dal titolare – art. 162 c. 2 d.lgs. 196/2003-
La violazione delle misure minime di sicurezza o delle disposizioni dell’art 167 “Trattamento illecito dei dati” – art. 162 c. 2-bis d.lgs. 196/2003-
Il mancato rispetto delle misure necessarie o dei divieti previsti dal Garante ai sensi dell’art. 154 c. 1 lett. C) ed E) – art 162 c. 2-ter d.lgs. 196/2003 –
La violazione del diritto di opposizione nelle forme previste dall’art. 130 c. 3-bis – art.162 c. 2-quater d.lgs. 196/2003-
L’omessa o incompleta notificazione – art. 163 d.lgs. 196/2003 –
L’omessa informazione o esibizione al Garante – art. 164 d.lgs. 196/2003 –
Le sanzioni penali riguardano in primis il Titolare del trattamento ed in alcuni casi anche gli incaricati. Le fattispecie punibili riguardano:
Il trattamento illecito dei dati – art. 167 d.lgs. 196/2003 –
Falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al Garante – art. 168 d.lgs. 196/2003 –
L’omissione dell’adozione delle misure minime di sicurezza – art. 169 d.lgs. 196/2003-
L’inosservanza di provvedimenti del Garante – art. 170 d.lgs. 196/2003 –
La violazione del divieto per il datore di lavoro, di effettuare indagini sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché la violazione del nuovo art. 4, commi 1 e 2 dello Statuto dei Lavoratori.