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Timestamp: 2019-09-19 03:12:23+00:00
Document Index: 119356154

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 42', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 118', 'art. 14', 'art. 329', 'art. 6', 'art. 7']

lpd: 05/05/11
Gazzetta Ufficiale N. 102 del 4 Maggio 2011 DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011 , n. 61 Attuazione della Direttiva 2008/114/CE recante l'individuazione e la designazione delle infrastrutture critiche europee e la valutazione della necessita' di migliorarne la protezione. (11G0101)
alle Comunita' europee - Legge comunitaria 2009 ed in particolare
l'articolo 1 e l'allegato B;
Vista la direttiva 2008/114/CE della Commissione, dell'8 dicembre
2008, relativa all'individuazione e alla designazione delle
infrastrutture critiche europee e alla valutazione della necessita'
Viste le Non Binding Guidelines n. JRC 48985 per l'applicazione
23 luglio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 4
settembre 2002, recante ordinamento delle strutture generali della
5 maggio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 17
giugno 2010, recante organizzazione nazionale per la gestione delle
data 3 dicembre 2008, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 36 del
13 febbraio 2009, recante indirizzi operativi per la gestione delle
adottata nella riunione dell'11 gennaio 2011;
e dei trasporti, di concerto con i Ministri degli affari esteri,
dell'interno, della giustizia, della difesa, dell'economia e delle
1. Il presente decreto stabilisce le procedure per l'individuazione
e la designazione di Infrastrutture critiche europee (ICE), nei
settori dell'energia e dei trasporti, nonche' le modalita' di
valutazione della sicurezza di tali infrastrutture e le relative
prescrizioni minime di protezione dalle minacce di origine umana,
2. I sotto-settori riguardanti energia e trasporti sono indicati
3. Le procedure riguardano infrastrutture che si trovano in
territorio nazionale e quelle che, pur trovandosi nel territorio di
altri Stati membri dell'Unione europea, l'Italia ha interesse a far
4. Il presente decreto non modifica le competenze dei Ministeri
degli affari esteri, dell'interno, della difesa, dello sviluppo
economico, delle infrastrutture e dei trasporti ed enti vigilati, ne'
quelle del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del
Consiglio dei Ministri e, comunque, non modifica le disposizioni
vigenti in ordine alle situazioni di emergenze che sono affrontate e
gestite nelle sedi, anche interministeriali a cio' preposte, e dai
singoli Ministeri, enti ed organizzazioni locali cui e' attribuita
5. Restano salvi gli adempimenti relativi alla protezione di
infrastrutture, gia' stabiliti da disposizioni in vigore, nonche' gli
impegni assunti dallo Stato italiano con accordi internazionali
- Si riporta l'allegato B della legge 4 giugno 2010 n.
96 "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti
legge comunitaria 2009.", pubblicata nella Gazzetta
- La direttiva 2008/114/CE direttiva del Consiglio
necessita' di migliorarne la protezione (Testo rilevante ai
fini del SEE). Pubblicata nella G.U.U.E. 23 dicembre 2008,
contribuisce al mantenimento delle funzioni della societa', della
salute, della sicurezza e del benessere economico e sociale della
b) infrastruttura critica (IC): infrastruttura, ubicata in uno
Stato membro dell'Unione europea, che e' essenziale per il
mantenimento delle funzioni vitali della societa', della salute,
ed il cui danneggiamento o la cui distruzione avrebbe un impatto
significativo in quello Stato, a causa dell'impossibilita' di
c) settore: campo di attivita' omogenee, per materia, nel quale
operano le infrastrutture, che puo' essere ulteriormente diviso in
d) intersettoriale: che riguarda due o piu' settori o
e) infrastruttura critica europea (ICE): infrastruttura critica
ubicata negli Stati membri dell'UE il cui danneggiamento o la cui
distruzione avrebbe un significativo impatto su almeno due Stati
membri. La rilevanza di tale impatto e' valutata in termini
intersettoriali. Sono compresi gli effetti derivanti da dipendenze
di funzionalita' di un'infrastruttura e di erogazione del relativo
g) effetti negativi intrinseci: effetti negativi che, l'eventuale
danneggiamento o distruzione di un'infrastruttura, produce nei
confronti dell'infrastruttura stessa e dell'ambiente circostante;
h) criterio di valutazione settoriale: percentuale dei fruitori
del bene o servizio che l'infrastruttura eroga, rispetto alla
popolazione nazionale o di altro Stato membro oppure a quella di una
parte di territorio dell'Unione europea;
i) criteri di valutazione intersettoriale: elementi per la
valutazione degli effetti negativi esterni e degli effetti negativi
intrinseci sul mantenimento delle funzioni vitali della societa',
della salute, della sicurezza e del benessere economico e sociale
l) proprietario dell'infrastruttura: soggetto pubblico o privato
che ha la proprieta' di un'infrastruttura;
m) operatore dell'infrastruttura: soggetto pubblico o privato
n) informazioni sensibili relative alle IC: dati e notizie,
relative alle IC, che, se divulgati, potrebbero essere usati per
pianificare ed eseguire azioni volte al danneggiamento od alla
o) analisi dei rischi: valutazione della vulnerabilita' di una
del danneggiamento o distruzione della stessa, in termini di effetti
p) protezione: attivita' per assicurare funzionalita',
continuita' ed integrita' di una ICE o ridurne, comunque, le
possibilita' di danneggiamento o distruzione.
1. Alle informazioni sensibili relative alle IC, nonche' ai dati ed
alle notizie relativi al processo d'individuazione, di designazione e
di protezione delle ICE, e' attribuita adeguata classifica di
segretezza ai sensi dell'articolo 42 della legge 3 agosto 2007, n.
2. Ove venga attribuita classifica di segretezza superiore a
riservato, l'accesso ed il trattamento delle informazioni, dei dati e
delle notizie di cui al comma 1 e' consentito solo al personale in
possesso di adeguato nulla osta di segretezza (NOS) nazionale ed UE,
ai sensi dell'articolo 9 della legge 3 agosto 2007, n. 124, relative
3. Sono fatte salve le necessita' di diffusione, anche preventiva,
di notizie e di informazioni verso gli utenti ed i soggetti diversi
dal proprietario e dall'operatore dell'infrastruttura, che a
qualsiasi titolo prestano attivita' nell'IC, ai fini della
4. Nelle comunicazioni con altri Stati membri e con la Commissione
europea, alle informazioni sensibili relative alle IC ed ai dati e
notizie che consentono comunque l'identificazione di
un'infrastruttura, sono attribuite le classifiche di segretezza UE,
secondo le norme di cui al regolamento (CE) n. 1049/2001 del
- Si riporta il testo degli articoli 9 e 42 della legge
3 agosto 2007, n. 124, (Sistema di informazione per la
sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del
segreto.), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 13 agosto
«Art. 9(Tutela amministrativa del segreto e nulla osta
di sicurezza). - 1. E' istituito nell'ambito del DIS, ai
sensi dell'art. 4, comma 7, l'Ufficio centrale per la
segretezza (UCSe), che svolge funzioni direttive e di
coordinamento, di consulenza e di controllo
sull'applicazione delle norme di legge, dei regolamenti e
di ogni altra disposizione in ordine alla tutela
amministrativa del segreto di Stato e alle classifiche di
segretezza di cui all'art. 42.
a) gli adempimenti istruttori relativi all'esercizio
delle funzioni del Presidente del Consiglio dei Ministri
quale Autorita' nazionale per la sicurezza, a tutela del
b) lo studio e la predisposizione delle disposizioni
esplicative volte a garantire la sicurezza di tutto quanto
e' coperto dalle classifiche di segretezza di cui all'art.
c) il rilascio e la revoca dei nulla osta di
sicurezza (NOS), previa acquisizione del parere dei
direttori dei servizi di informazione per la sicurezza e,
ove necessario, del Ministro della difesa e del Ministro
d) la conservazione e l'aggiornamento di un elenco
di segretissimo e di dieci anni per le classifiche segreto
e riservatissimo indicate all'art. 42, fatte salve diverse
disposizioni contenute in trattati internazionali
ratificati dall'Italia. A ciascuna delle tre classifiche di
4. Il rilascio del NOS e' subordinato all'effettuazione
di un preventivo procedimento di accertamento diretto ad
escludere dalla conoscibilita' di notizie, documenti, atti
o cose classificate ogni soggetto che non dia sicuro
affidamento di scrupolosa fedelta' alle istituzioni della
Repubblica, alla Costituzione e ai suoi valori, nonche' di
5. Al fine di consentire l'accertamento di cui al comma
4, le Forze armate, le Forze di polizia, le pubbliche
amministrazioni e i soggetti erogatori dei servizi di
pubblica utilita' collaborano con l'UCSe per l'acquisizione
di informazioni necessarie al rilascio dei NOS, ai sensi
6. Prima della scadenza del termine di cui al comma 3,
l'UCSe puo' revocare il NOS se, sulla base di segnalazioni
e di accertamenti nuovi, emergono motivi di inaffidabilita'
7. Il regolamento di cui all'art. 4, comma 7,
disciplina il procedimento di accertamento preventivo di
cui al comma 4 del presente articolo, finalizzato al
rilascio del NOS, nonche' gli ulteriori possibili
accertamenti di cui al comma 6, in modo tale da
necessita' dell'accertamento nei loro confronti e, con
esclusione del personale per il quale il rilascio
costituisce condizione necessaria per l'espletamento del
servizio istituzionale nel territorio nazionale e
all'estero, possono rifiutarlo, rinunciando al NOS e
all'esercizio delle funzioni per le quali esso e' richiesto
9. Agli appalti di lavori e alle forniture di beni e
norme di legge o di regolamento ovvero sia ritenuta di
volta in volta necessaria, si applicano le disposizioni di
cui all'art. 17, comma 3, del codice dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto
10. Il soggetto appaltante i lavori e le forniture di
cui al comma 9, quando lo ritiene necessario, richiede,
tramite l'UCSe, al Presidente del Consiglio dei Ministri
l'autorizzazione alla segretazione, indicandone i motivi.
Contestualmente all'autorizzazione, l'UCSe trasmette al
soggetto appaltante l'elenco delle ditte individuali e
11. Il dirigente preposto all'UCSe e' nominato e
revocato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta dell'Autorita' delegata, ove istituita, sentito il
direttore generale del DIS. Il dirigente presenta
annualmente al direttore generale del DIS, che informa il
Presidente del Consiglio dei Ministri, una relazione
sull'attivita' svolta e sui problemi affrontati, nonche'
sulla rispondenza dell'organizzazione e delle procedure
adottate dall'Ufficio ai compiti assegnati e sulle misure
da adottare per garantirne la correttezza e l'efficienza.
La relazione e' portata a conoscenza del CISR.».
«Art. 42 (Classifiche di segretezza). - 1. Le
la conoscenza di informazioni, documenti, atti, attivita' o
cose ai soli soggetti che abbiano necessita' di accedervi
1-bis. Per la trattazione di informazioni classificate
segretissimo, segreto e riservatissimo e' necessario
altresi' il possesso del nulla osta di sicurezza (NOS).
2. La classifica di segretezza e' apposta, e puo'
essere elevata, dall'autorita' che forma il documento,
l'atto o acquisisce per prima la notizia, ovvero e'
responsabile della cosa, o acquisisce dall'estero
3. Le classifiche attribuibili sono: segretissimo,
segreto, riservatissimo, riservato. Le classifiche sono
attribuite sulla base dei criteri ordinariamente seguiti
4. Chi appone la classifica di segretezza individua,
all'interno di ogni atto o documento, le parti che devono
essere classificate e fissa specificamente il grado di
5. La classifica di segretezza e' automaticamente
declassificata a livello inferiore quando sono trascorsi
periodo di cinque anni, cessa comunque ogni vincolo di
6. La declassificazione automatica non si applica
quando, con provvedimento motivato, i termini di efficacia
del vincolo sono prorogati dal soggetto che ha proceduto
alla classifica o, nel caso di proroga oltre il termine di
rispetto delle norme in materia di classifiche di
segretezza. Con apposito regolamento sono determinati
l'ambito dei singoli livelli di segretezza, i soggetti cui
e' conferito il potere di classifica e gli uffici che,
nell'ambito della pubblica amministrazione, sono collegati
all'esercizio delle funzioni di informazione per la
sicurezza della Repubblica, nonche' i criteri per
l'individuazione delle materie oggetto di classifica e i
8. Qualora l'autorita' giudiziaria ordini l'esibizione
di documenti classificati per i quali non sia opposto il
segreto di Stato, gli atti sono consegnati all'autorita'
giudiziaria richiedente, che ne cura la conservazione con
modalita' che ne tutelino la riservatezza, garantendo il
diritto delle parti nel procedimento a prenderne visione
9. Chiunque illegittimamente distrugge documenti del
stadio della declassificazione, nonche' quelli privi di
ogni vincolo per decorso dei termini, e' punito con la
- Il regolamento (CE) n. 1049/2001 Regolamento del
Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'accesso del
e della Commissione. Pubblicato nella G.U.C.E. 31 maggio
1. Il Nucleo interministeriale situazione e pianificazione (NISP),
nella composizione di cui all'articolo 5, commi 2, 3 e 4, del decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 5 maggio 2010,
le funzioni specificate nel presente decreto per l'individuazione e
la designazione delle ICE, fermi restando i compiti ad esso
attribuiti dal Presidente del Consiglio dei Ministri in altre
2. Per tali funzioni il NISP e' integrato dai rappresentanti del
Ministero dello sviluppo economico, per il settore energia, del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed enti vigilati, per
3. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, con apposito decreto,
nell'ambito delle strutture gia' esistenti della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, individua quella, di seguito denominata
"struttura responsabile", cui sono affidate, per il supporto al NISP,
le attivita' tecniche e scientifiche riguardanti l'individuazione
delle ICE e per ogni altra attivita' connessa, nonche' per i rapporti
con la Commissione europea e con le analoghe strutture degli altri
non sono corrisposti compensi, ne' rimborsi spese.
il preventivo parere del Ministero dell'interno che si avvale, a tal
fine, anche della Commissione interministeriale tecnica di difesa
6. Per gli aspetti connessi con le attivita' ed i compiti di
protezione civile il NISP acquisisce il preventivo parere del
7. I Ministeri degli affari esteri, dell'interno, della difesa,
dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti,
nonche' il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, ove lo ritengano opportuno, designano,
nell'ambito del personale in servizio presso le medesime
Amministrazioni, un proprio funzionario per seguire le attivita'
della "struttura responsabile" in ordine agli aspetti di propria
in data 5 maggio 2010, (Organizzazione nazionale per la
gestione di crisi) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
1. La struttura responsabile di cui all'articolo 4, in
collaborazione con il Ministero dello sviluppo economico, per il
settore energia, e con il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti ed enti vigilati, per il settore trasporti, tenendo anche
conto delle linee guida elaborate dalla Commissione europea,
determina il limite del criterio di valutazione settoriale oltre il
quale l'infrastruttura puo' essere potenzialmente critica.
2. Il Ministero dello sviluppo economico ed il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, individuano e comunicano alla
a) le infrastrutture situate in territorio nazionale da valutare
b) le infrastrutture situate in altri Stati membri dell'UE che,
nell'ambito dello stesso settore, potrebbero essere di interesse
1. Ogni infrastruttura situata in territorio nazionale ed
individuata ai sensi dell'articolo 5, ai fini della sua designazione
come ICE, deve risultare essenziale per il mantenimento delle
funzioni vitali della societa', della salute, della sicurezza e del
benessere economico e sociale della popolazione e, a tale fine, e'
esaminata la gravita' dei possibili effetti negativi esterni ed
intrinseci, in caso di danneggiamento o distruzione, in base a
a) le possibili vittime, in termini di numero di morti e di
b) le possibili conseguenze economiche, in termini di perdite
finanziarie, di deterioramento del bene o servizio e di effetti
c) le possibili conseguenze per la popolazione, in termini di
fiducia nelle istituzioni, di sofferenze fisiche e di perturbazione
della vita quotidiana, considerando anche la perdita di servizi
3. Per ogni infrastruttura devono essere esaminate e valutate
diverse ipotesi, tenendo conto della disponibilita' di alternative,
delle possibili diverse durate del danneggiamento e dei tempi per il
ripristino della funzionalita'.
4. Il NISP, in base alla definizione di ICE di cui all'articolo 2,
comma 1, lettera e), anche su proposta della struttura responsabile
di cui all'articolo 4 e tenendo conto delle linee guida elaborate
dalla Commissione europea, determina, in linea di massima, i limiti
dei criteri di valutazione intersettoriale, oltre i quali
l'infrastruttura e' definita potenzialmente critica.
5. La struttura responsabile, applicando i limiti dei criteri di
valutazione intersettoriale alle infrastrutture determinate ai sensi
dell'articolo 5, individua le potenziali ICE.
che possono esserne interessati in modo significativo,
l'individuazione di potenziali ICE, ubicate nel territorio nazionale
b) riceve dai rappresentanti designati dagli altri Stati Membri
la comunicazione dell'individuazione di potenziali ICE nel loro
territorio, cui l'Italia potrebbe essere interessata in modo
significativo e le ragioni che potrebbero portare alla loro
c) avvia, con i rappresentanti di tali altri Stati membri,
insieme al Ministero degli affari esteri, dell'interno e della
difesa, nonche' al Dipartimento della protezione civile della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, discussioni bilaterali o
multilaterali, per verificare l'effettiva criticita' delle
d) riceve dalla Commissione europea eventuali comunicazioni
relative alla richiesta, da parte di altri Stati membri, di avviare
discussioni bilaterali o multilaterali su infrastrutture ubicate in
2. La struttura responsabile, ove uno Stato membro dell'UE non
abbia comunicato l'individuazione di una delle infrastrutture
segnalate ai sensi dell'articolo 5, comma 2, o di altra che, su
richiesta di una delle Amministrazioni indicate all'articolo 4, comma
1, possa essere di interesse significativo, informa la Commissione
europea del desiderio di avviare discussioni bilaterali o
multilaterali riguardo a tali infrastrutture ubicate nel territorio
dell'altro Stato membro.
3. Le discussioni bilaterali o multilaterali hanno lo scopo di
verificare se i possibili effetti negativi esterni ed intrinseci, in
caso di danneggiamento o distruzione dell'infrastruttura, superano
tali limiti per gli Stati membri interessati; ove cio' si verifichi
l'infrastruttura e' individuata come ICE.
4. La Commissione europea puo' partecipare alle discussioni
bilaterali o multilaterali, ma non ha accesso alle informazioni
particolareggiate che permetterebbero di individuare
5. La struttura responsabile informa annualmente la Commissione
tenute discussioni riguardanti i limiti comuni dei criteri di
1. L'infrastruttura individuata ai sensi dell'articolo 7, comma 3,
e' designata ICE ove vi sia consenso da parte dello Stato membro nel
cui territorio e' ubicata.
2. Su proposta della struttura responsabile, il NISP, previa
valutazione, esprime il consenso per le infrastrutture ubicate nel
3. Ove vi sia consenso da parte dello Stato membro nel cui
territorio e' ubicata la infrastruttura designata ICE, la struttura
responsabile, in collaborazione con i Ministeri degli affari esteri,
dell'interno e della difesa, nonche' con il Dipartimento della
sentiti il Ministero dello sviluppo economico, per il settore
settore trasporti, predispone, ai fini della sottoscrizione con i
rappresentanti degli altri Stati membri interessati, un'intesa per
designare ICE l'infrastruttura individuata ai sensi dell'articolo 7,
4. L'infrastruttura, ubicata in territorio nazionale, su proposta
del NISP, e' designata ICE dal Presidente del Consiglio dei Ministri,
con apposito decreto che e' trasmesso alla struttura responsabile per
5. Al provvedimento di designazione di un'infrastruttura come ICE
e' attribuita adeguata classifica di segretezza ai sensi
dell'articolo 42 della legge 3 agosto 2007, n. 124, e del relativo
6. La designazione di un'infrastruttura come ICE non determina
deroghe alle ordinarie procedure di affidamento dei contratti
pubblici, salvo le misure relative alla protezione delle
- Il testo dell'art. 42 della legge 3 agosto 2007, n.
124, citato nelle note all'art. 3.
1. Il processo di individuazione e designazione delle ICE e'
completato alla data di entrata in vigore del presente decreto e
1. La struttura responsabile informa della designazione
esclusivamente gli Stati membri con cui e' stata sottoscritta
l'intesa di cui all'articolo 8, comma 3, e comunica annualmente alla
Commissione europea solo il numero di ICE ubicate nel territorio
nazionale, per ciascun settore, nonche' il numero degli Stati membri
2. La struttura responsabile informa della designazione delle ICE,
anche i Ministeri dell'interno e della difesa, i Dipartimenti
informazioni per la sicurezza e della protezione civile della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dello sviluppo
economico, per il settore energia, il Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti, per il settore trasporti, le Commissioni
parlamentari competenti, il proprietario e l'operatore
dell'infrastruttura, di cui all'articolo 2, comma 1, lettere m) ed
n), per ogni conseguente adempimento, compresa l'attivazione dei
1. Il Ministero dell'interno, il Ministero della difesa, il
settore trasporti, pongono in essere, nell'ambito delle rispettive
2. A livello locale la responsabilita' della protezione delle
singole installazioni costituenti le ICE e' attribuita al Prefetto
3. Il Ministero dello sviluppo economico, per il settore energia,
il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per il settore
trasporti, il Ministero dell'interno e della difesa, nonche' il
dei Ministri individuano, per ciascuna ICE, nell'ambito del personale
in servizio presso le medesime amministrazioni, un proprio
funzionario che funge da punto di contatto con la struttura
4. Ai funzionari di cui al comma 3 non sono corrisposti compensi
ne' rimborsi spese.
1. L'operatore dell'infrastruttura, nel termine di 30 giorni dalla
designazione dell'ICE, comunica il nominativo del funzionario di
collegamento in materia di sicurezza, al Prefetto responsabile, al
proprietario ed alla struttura responsabile, che ne informa anche i
funzionari di cui all'articolo 11, comma 3.
2. L'operatore attiva la procedura per il rilascio del nulla osta
materia di sicurezza, ai sensi dell'articolo 9 della legge del 3
agosto 2007, n. 124, e relative disposizioni attuative, informandone
3. Ai sensi delle disposizioni in materia di tutela delle
informazioni classificate, presso ogni ICE opera un'organizzazione di
sicurezza ed e' individuato, quale funzionario alla sicurezza, il
4. I funzionari di cui all'articolo 11, comma 3, e la struttura
responsabile, collaborano con l'operatore ed il proprietario dell'
ICE, anche tramite il funzionario di collegamento in materia di
sicurezza, nell'effettuare l'analisi dei rischi e nel redigere o
aggiornare il conseguente Piano di sicurezza dell'operatore (PSO),
e riportati nell'allegato B.
5. Ove l'ICE designata, disponga gia' di un PSO ai sensi delle
disposizioni normative vigenti, i funzionari di cui al comma 4 e la
rispettino i parametri minimi riportati nell'allegato B, informandone
6. Tutti i dati e le notizie riguardanti l'ICE ai fini della
redazione del PSO, nonche' il documento di analisi dei rischi, sono
7. Il PSO deve essere completato nel termine di un anno dalla
designazione dell'infrastruttura come ICE, e revisionato almeno ogni
8. Ove per circostanze eccezionali non sia possibile completare il
- Il testo dell'art. 9 della legge 3 agosto 2007, n.
1. Il NISP e' punto di contatto nazionale per la Protezione delle
migliori prassi e metodologie disponibili in materia di protezione,
ponendoli a disposizione dei soggetti pubblici di cui all'articolo
11, degli operatori e dei Prefetti interessati, informandoli, anche,
delle iniziative europee per la formazione e degli sviluppi tecnici
1. Il NISP puo' coordinare l'elaborazione di direttive
interministeriali, contenenti parametri integrativi di protezione,
ferme restando le competenze del Ministro dell'interno, quale
Autorita' nazionale di pubblica sicurezza ai sensi della legge 1°
aprile 1981, n. 121, e quelle del Dipartimento della protezione
2. Il NISP, in base alle informazioni comunicate dalle
a) entro un anno dalla designazione di un ICE, elabora una
cui ambito opera l'ICE designata e la struttura responsabile ne
b) ogni due anni elabora i dati generali sui diversi tipi di
rischi, minacce e vulnerabilita' dei settori in cui vi e' un ICE
designata e la struttura responsabile comunica, tali dati generali,
- Legge 1° aprile 1981, n. 121, (Nuovo ordinamento
dell'Amministrazione della pubblica sicurezza.) e'
1. Le modalita' del concorso informativo degli organismi di cui
agli articoli 4, 6 e 7 della legge 3 agosto 2007, n. 124, sono
da adottarsi ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della stessa legge.
- Il testo degli articoli 1, comma 3, 4, 6 e 7 delle
legge 3 agosto 2007, n. 124, citata nelle note all'art. 3,
«Art. 1 (Competenze del Presidente del Consiglio dei
Ministri). - 1. Al Presidente del Consiglio dei Ministri
a) l'alta direzione e la responsabilita' generale
della politica dell'informazione per la sicurezza,
nell'interesse e per la difesa della Repubblica e delle
istituzioni democratiche poste dalla Costituzione a suo
d) la nomina e la revoca del direttore generale e di
uno o piu' vice direttori generali del Dipartimento delle
e) la nomina e la revoca dei direttori e dei vice
f) la determinazione dell'ammontare annuo delle
risorse finanziarie per i servizi di informazione per la
sicurezza e per il Dipartimento delle informazioni per la
sicurezza, di cui da' comunicazione al Comitato
parlamentare di cui all'art. 30.
2. Ai fini dell'esercizio delle competenze di cui alle
lettere b) e c) del comma 1, il Presidente del Consiglio
dei Ministri determina i criteri per l'apposizione e
l'opposizione del segreto ed emana le disposizioni
necessarie per la sua tutela amministrativa, nonche' quelle
relative al rilascio e alla revoca dei nulla osta di
coordinamento delle politiche dell'informazione per la
sicurezza, impartisce le direttive e, sentito il Comitato
interministeriale per la sicurezza della Repubblica, emana
ogni disposizione necessaria per l'organizzazione e il
funzionamento del Sistema di informazione per la sicurezza
«Art. 4 (Dipartimento delle informazioni per la
sicurezza). - 1. Per lo svolgimento dei compiti di cui al
comma 3 e' istituito, presso la Presidenza del Consiglio
dei Ministri, il Dipartimento delle informazioni per la
2. Il Presidente del Consiglio dei Ministri e
l'Autorita' delegata, ove istituita, si avvalgono del DIS
per l'esercizio delle loro competenze, al fine di
assicurare piena unitarieta' nella programmazione della
ricerca informativa del Sistema di informazione per la
sicurezza, nonche' nelle analisi e nelle attivita'
a) coordina l'intera attivita' di informazione per la
sicurezza, verificando altresi' i risultati delle attivita'
svolte dall'AISE e dall'AISI, ferma restando la competenza
dei predetti servizi relativamente alle attivita' di
ricerca informativa e di collaborazione con i servizi di
b) e' costantemente informato delle operazioni di
competenza dei servizi di informazione per la sicurezza e
trasmette al Presidente del Consiglio dei Ministri le
informative e le analisi prodotte dal Sistema di
provenienti dai servizi di informazione per la sicurezza,
dalle Forze armate e di polizia, dalle amministrazioni
dello Stato e da enti di ricerca anche privati; ferma
l'esclusiva competenza dell'AISE e dell'AISI per
l'elaborazione dei rispettivi piani di ricerca operativa,
elabora analisi strategiche o relative a particolari
situazioni; formula valutazioni e previsioni, sulla scorta
dei contributi analitici settoriali dell'AISE e dell'AISI;
rapporti di cui alla lettera c), analisi globali da
sottoporre al CISR, nonche' progetti di ricerca
informativa, sui quali decide il Presidente del Consiglio
e) promuove e garantisce, anche attraverso riunioni
periodiche, lo scambio informativo tra l'AISE, l'AISI e le
Ministri le acquisizioni provenienti dallo scambio
f) trasmette, su disposizione del Presidente del
Consiglio dei Ministri, sentito il CISR, informazioni e
analisi ad amministrazioni pubbliche o enti, anche ad
ordinamento autonomo, interessati all'acquisizione di
g) elabora, d'intesa con l'AISE e l'AISI, il piano di
acquisizione delle risorse umane e materiali e di ogni
altra risorsa comunque strumentale all'attivita' dei
servizi di informazione per la sicurezza, da sottoporre
all'approvazione del Presidente del Consiglio dei Ministri;
h) sentite l'AISE e l'AISI, elabora e sottopone
all'approvazione del Presidente del Consiglio dei Ministri
lo schema del regolamento di cui all'art. 21, comma 1;
i) esercita il controllo sull'AISE e sull'AISI,
verificando la conformita' delle attivita' di informazione
per la sicurezza alle leggi e ai regolamenti, nonche' alle
direttive e alle disposizioni del Presidente del Consiglio
dei Ministri. Per tale finalita', presso il DIS e'
istituito un ufficio ispettivo le cui modalita' di
organizzazione e di funzionamento sono definite con il
regolamento di cui al comma 7. L'ufficio ispettivo,
nell'ambito delle competenze definite con il predetto
regolamento, puo' svolgere, anche a richiesta del direttore
generale del DIS, autorizzato dal Presidente del Consiglio
dei Ministri, inchieste interne su specifici episodi e
comportamenti verificatisi nell'ambito dei servizi di
l) assicura l'attuazione delle disposizioni impartite
dal Presidente del Consiglio dei Ministri con apposito
regolamento adottato ai sensi dell'art. 1, comma 2, ai fini
della tutela amministrativa del segreto di Stato e delle
classifiche di segretezza, vigilando altresi' sulla loro
m) cura le attivita' di promozione e diffusione della
n) impartisce gli indirizzi per la gestione unitaria
del personale di cui all'art. 21, secondo le modalita'
definite dal regolamento di cui al comma 1 del medesimo
4. Fermo restando quanto previsto dall'art. 118-bis del
codice di procedura penale, introdotto dall'art. 14 della
presente legge, qualora le informazioni richieste alle
3 del presente articolo, siano relative a indagini di
polizia giudiziaria, le stesse, se coperte dal segreto di
cui all'art. 329 del codice di procedura penale, possono
essere acquisite solo previo nulla osta della autorita'
giudiziaria competente. L'autorita' giudiziaria puo'
trasmettere gli atti e le informazioni anche di propria
5. La Direzione generale del DIS e' affidata ad un
dirigente di prima fascia o equiparato dell'amministrazione
dello Stato, la cui nomina e revoca spettano in via
il CISR. L'incarico ha comunque la durata massima di
quattro anni ed e' rinnovabile per una sola volta. Per
quanto previsto dalla presente legge, il direttore del DIS
e' il diretto referente del Presidente del Consiglio dei
Ministri e dell'Autorita' delegata, ove istituita, salvo
quanto previsto dall'art. 6, comma 5, e dall'art. 7, comma
5, ed e' gerarchicamente e funzionalmente sovraordinato al
personale del DIS e degli uffici istituiti nell'ambito del
direttore generale del DIS, nomina uno o piu' vice
direttori generali; il direttore generale affida gli altri
incarichi nell'ambito del Dipartimento, ad eccezione degli
incarichi il cui conferimento spetta al Presidente del
7. L'ordinamento e l'organizzazione del DIS e degli
uffici istituiti nell'ambito del medesimo Dipartimento sono
8. Il regolamento previsto dal comma 7 definisce le
modalita' di organizzazione e di funzionamento dell'ufficio
a) agli ispettori e' garantita piena autonomia e
indipendenza di giudizio nell'esercizio delle funzioni di
b) salva specifica autorizzazione del Presidente del
Consiglio dei Ministri o dell'Autorita' delegata, ove
istituita, i controlli non devono interferire con le
c) sono previste per gli ispettori specifiche prove
selettive e un'adeguata formazione;
d) non e' consentito il passaggio di personale
dall'ufficio ispettivo ai servizi di informazione per la
e) gli ispettori, previa autorizzazione del
Presidente del Consiglio dei Ministri o dell'Autorita'
delegata, ove istituita, possono accedere a tutti gli atti
conservati presso i servizi di informazione per la
sicurezza e presso il DIS; possono altresi' acquisire,
tramite il direttore generale del DIS, altre informazioni
«Art. 6 (Agenzia informazioni e sicurezza esterna). -
1. E' istituita l'Agenzia informazioni e sicurezza esterna
(AISE), alla quale e' affidato il compito di ricercare ed
elaborare nei settori di competenza tutte le informazioni
utili alla difesa dell'indipendenza, dell'integrita' e
della sicurezza della Repubblica, anche in attuazione di
accordi internazionali, dalle minacce provenienti
2. Spettano all'AISE inoltre le attivita' in materia di
controproliferazione concernenti i materiali strategici,
nonche' le attivita' di informazione per la sicurezza, che
si svolgono al di fuori del territorio nazionale, a
protezione degli interessi politici, militari, economici,
scientifici e industriali dell'Italia.
3. E', altresi', compito dell'AISE individuare e
contrastare al di fuori del territorio nazionale le
attivita' di spionaggio dirette contro l'Italia e le
attivita' volte a danneggiare gli interessi nazionali.
4. L'AISE puo' svolgere operazioni sul territorio
nazionale soltanto in collaborazione con l'AISI, quando
tali operazioni siano strettamente connesse ad attivita'
che la stessa AISE svolge all'estero. A tal fine il
direttore generale del DIS provvede ad assicurare le
necessarie forme di coordinamento e di raccordo
informativo, anche al fine di evitare sovrapposizioni
5. L'AISE risponde al Presidente del Consiglio dei
6. L'AISE informa tempestivamente e con continuita' il
Ministro dell'interno per i profili di rispettiva
7. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, con
proprio decreto, nomina e revoca il direttore dell'AISE,
scelto tra dirigenti di prima fascia o equiparati
dell'amministrazione dello Stato, sentito il CISR.
L'incarico ha comunque la durata massima di quattro anni ed
8. Il direttore dell'AISE riferisce costantemente
sull'attivita' svolta al Presidente del Consiglio dei
Ministri o all'Autorita' delegata, ove istituita, per il
tramite del direttore generale del DIS. Riferisce
direttamente al Presidente del Consiglio dei Ministri in
caso di urgenza o quando altre particolari circostanze lo
richiedano, informandone senza ritardo il direttore
generale del DIS; presenta al CISR, per il tramite del
direttore generale del DIS, un rapporto annuale sul
funzionamento e sull'organizzazione dell'Agenzia.
9. Il Presidente del Consiglio dei Ministri nomina e
revoca, sentito il direttore dell'AISE, uno o piu' vice
direttori. Il direttore dell'AISE affida gli altri
incarichi nell'ambito dell'Agenzia.
10. L'organizzazione e il funzionamento dell'AISE sono
«Art. 7(Agenzia informazioni e sicurezza interna). - 1.
E' istituita l'Agenzia informazioni e sicurezza interna
(AISI), alla quale e' affidato il compito di ricercare ed
utili a difendere, anche in attuazione di accordi
internazionali, la sicurezza interna della Repubblica e le
fondamento da ogni minaccia, da ogni attivita' eversiva e
2. Spettano all'AISI le attivita' di informazione per
la sicurezza, che si svolgono all'interno del territorio
economici, scientifici e industriali dell'Italia.
3. E', altresi', compito dell'AISI individuare e
contrastare all'interno del territorio nazionale le
4. L'AISI puo' svolgere operazioni all'estero soltanto
in collaborazione con l'AISE, quando tali operazioni siano
strettamente connesse ad attivita' che la stessa AISI
svolge all'interno del territorio nazionale. A tal fine il
5. L'AISI risponde al Presidente del Consiglio dei
6. L'AISI informa tempestivamente e con continuita' il
Ministro dell'interno, il Ministro degli affari esteri e il
Ministro della difesa per i profili di rispettiva
7. Il Presidente del Consiglio dei Ministri nomina e
revoca, con proprio decreto, il direttore dell'AISI, scelto
tra i dirigenti di prima fascia o equiparati
8. Il direttore dell'AISI riferisce costantemente
revoca, sentito il direttore dell'AISI, uno o piu' vice
direttori. Il direttore dell'AISI affida gli altri
10. L'organizzazione e il funzionamento dell'AISI sono
2. Le Amministrazioni pubbliche competenti provvedono agli
adempimenti previsti dal presente decreto con le risorse umane,
Dato a Roma, addi' 11 aprile 2011
Elettricita', comprendente: infrastrutture e impianti per la
produzione e la trasmissione di energia elettrica e per la fornitura
Petrolio, comprendente: produzione, raffinazione, trattamento,
Gas, comprendente: produzione, raffinazione, trattamento,
dell'operatore (PSO)
Il piano di sicurezza dell'operatore (PSO) identifica gli elementi
che compongono l'infrastruttura critica, evidenziando per ognuno di
essi le soluzioni di sicurezza esistenti ovvero quelle che sono in
l'individuazione degli elementi piu' importanti
1. l'analisi dei rischi che, basata sui diversi tipi di minacce
piu' rilevanti, individua la vulnerabilita' degli elementi e le
possibili conseguenze del mancato funzionamento di ciascun elemento
sulla funzionalita' dell'intera infrastruttura;
2. l'individuazione, la selezione e la priorita' delle misure e
procedure di sicurezza distinte in misure permanenti e misure ad
3. le misure permanenti sono quelle che si prestano ad essere
- sistemi di protezione fisica (strumenti di rilevazione,
- predisposizioni organizzative per allertamento comprese le
- addestramento ed accrescimento della consapevolezza del
- sistemi per la continuita' del funzionamento dei supporti
Inoltre, si devono applicare anche, in quanto compatibili, le
Atto Camera Ordine del Giorno 9/4220-A/3 presentato da MAURIZIO TURCO testo di martedì 3 maggio 2011, seduta n.470 La Camera, premesso che: con l'articolo 8, comma 11-bis, del decreto-legge n. 78 del 2010, poi convertito con modificazioni dalla legge n. 122 del 2010, si è istituito un fondo destinato al finanziamento di misure perequative per il personale delle Forze armate, dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza, della Polizia di Stato, dei Vigili del fuoco, del Corpo forestale e della Polizia penitenziaria,
"...impegna il Governo: a porre in essere ogni utile azione per reintegrare il fondo destinato al riordino delle carriere del personale non direttivo e non dirigente delle Forze armate e di polizia tramite una riduzione delle spese destinate all'acquisizione di nuovi e ritenuti non impiegabili armamenti e sistemi d'arma;..."
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-11797 presentata da SERGIO MICHELE PIFFARI martedì 3 maggio 2011, seduta n.470 PIFFARI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della difesa.- Per sapere - premesso che: il lavoro nelle forze dell'ordine è riconosciuto nella letteratura e dalla dottrina delle scienze psicologiche come professione altamente stressante;
"...per quanto riguarda il tasso di suicidio tra i poliziotti, 134 casi in 10 anni, lo studio comparativo tra la popolazione generale e il personale della polizia di Stato, Cuomo e Mantineo (2001), pur rilevando un'oscillazione di poco inferiore (nel 1995) e di poco superiore (nel 1997) ai valori della media nazionale, rivela un preoccupante trend in crescita su cui influiscono, per la maggior parte di essi, non solo cause esterne o personali ma anche sensazioni, più o meno reali, di vessazione o di mobbing a cui sono sottoposti particolari soggetti in difficoltà psicologica ed emotiva; ..."
23 febbraio 2011. Più della metà dei morti sul lavoro (54%) è dovuto alla circolazione di mezzi e veicoli. Il presidente dell'Istituto Sartori e il prefetto Manganelli hanno firmato un protocollo d'intesa per contrastare il fenomeno. Al via campagne di sensibilizzazione sul tema e lo scambio di dati tra le parti
ROMA - Contrastare il fenomeno degli infortuni sul lavoro partendo dalla sicurezza nella strada. È questo l'obiettivo del protocollo di collaborazione firmato questa mattina dal capo della Polizia, Antonio Manganelli, e dal presidente dell'INAIL, Marco Fabio Sartori. Oltre la metà dei morti sul lavoro (54,1%), infatti, avviene nell'ambito della circolazione che, nel 2009, su un totale dei 1.053 casi denunciati all'INAIL ne è stata responsabile di 570.
La strada, ancora, è "protagonista" della maggior parte degli incidenti "in itinere" (ovvero nel tragitto casa/lavoro/casa), con 75.048 casi nel 2009 su 93.116 totali (per 262 morti su 274). Da segnalare, inoltre, anche gli incidenti stradali in occasione di lavoro (ovvero nello svolgimento di professioni in cui il viaggio rappresenta un aspetto importante dell'attività - per esempio gli autotrasportatori o gli agenti di commercio - o dove la strada stessa costituisce la sede di lavoro: come gli addetti alla manutenzione): nel 2009 in questa specifica categoria le denunce fatte all'INAIL sono state 50.745, di cui 308 per eventi fatali.
Per far fronte a questa situazione generale, e nella prospettiva di un intervento di sistema, è stato quindi pensato l'accordo INAIL- Polizia di Stato che ha come obiettivo l'avvio di una serie di progetti volti a far crescere la cultura della sicurezza stradale attraverso iniziative nel campo della formazione e della comunicazione. Nell'ambito dell'iniziativa verranno promosse campagne di sensibilizzazione e portati avanti interventi mirati, soprattutto negli ambienti professionali e nel le associazioni di categoria.
"Stanno cambiando la cultura e l'approccio a queste tematiche non solo da parte delle imprese, ma di tutti gli attori del sistema lavoro" sottolinea Sartori. "Segno anche di una forte e capillare presenza dell'INAIL, che ha saputo far penetrare un concetto basilare: la sicurezza prima di tutto. Proprio in quest'ottica muove il protocollo siglato con la Polizia stradale, un passo in avanti che si inserisce a pieno titolo nel complessivo ridisegno del sistema del Welfare che assegna all'INAIL un ruolo di primo piano non solo in campo assicurativo, ma in tutte le fasi della sicurezza sul lavoro. A tale proposito ringrazio la Polizia stradale per la collaborazione e l'interesse dimostrati; sono sicuro che insieme riusciremo a raccogliere buoni risultati". Le parti si sono impegnate anche a condurre un'analisi più approfondita dei fenomeni infortunistici attraverso lo scambio dei dati tra la Polizia e l'Istituto e lo studio di interventi operativi di prevenzione.
"Oggi il lavoro della Polizia Stradale si svolge anche all'interno dei luoghi di lavoro, oltre che sulla strada", aggiunge Manganelli. "L'attenzione al fenomeno degli incidenti sul lavoro, sottolineata costantemente anche dal presidente della Repubblica, ha determinato infatti un rinnovamento della nostra attività". Secondo il capo della Polizia, quindi, è necessario un intervento di sensibilizzazione degli studenti sui temi della sicurezza stradale, ma "anche del mondo del lavoro attraverso un linguaggio che sia il più efficace per spiegare i comportamenti a rischio. Sono particolarmente soddisfatto", conclude Manganelli, "dell'intesa con INAIL: ancora una volta si è trattato di confermare un modello di sicurezza partecipata e condivisa con tutti coloro che possono contribuire ad elevare gli standard di prevenzione sulle nostre strade e all'interno dei luoghi di lavoro".
La sicurezza per gli operatori della raccolta dei rifiuti e dell'igiene urbana. L'opuscolo, destinato a datori di lavoro e ad operatori, illustra i sistemi di prevenzione e protezione, di tipo gestionale, organizzativo e tecnologico, indicando gli interventi per migliorare le condizioni di lavoro nella particolare realtà lavorativa della raccolta dei rifiuti. All'interno sono riportate schede informative di sintesi, rivolte principalmente ai lavoratori, che rimandano ai contenuti del testo con differenti richiami cromatici.
Metodologia di valutazione del rischio (.pdf 280 Kb)
Attività di igiene urbana (.pdf 1,25 Mb)
I rischi professionali (.pdf 2,20 Mb)
Sistemi di prevenzione e protezione (.pdf 1,85 Mb)
Per ricordare meglio: le schede di rischio e dei sistemi di prevenzione e protezione (.pdf 4,07 Mb)
APPENDICE 1- Adempimenti normativi (.pdf 374 Kb)
APPENDICE 2 - Sorveglianza sanitaria (.pdf 321 Kb)
Glossario (.pdf 322 Kb)
Approfondimenti (.pdf 293 Kb)
Download di tutto il volume (.pdf 8,78 Mb)
Lavori usuranti - seminario promosso dalla CGIL e dall'INCA sul decreto legislativo sui lavori