Source: https://fiscomania.com/irap-imposta-regionale-sulle-attivita-produttive/
Timestamp: 2020-07-08 02:04:52+00:00
Document Index: 167410773

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 5']

IRAP: imposta regionale sulle attività produttive - Fiscomania
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L’IRAP è un’imposta locale che viene applicata alle attività produttive esercitate in ogni regione, colpisce unicamente coloro che svolgono attività di impresa, in quanto viene applicata alle attività produttive.
L’IRAP, ovvero l’imposta regionale sulle attività produttive è stata introdotta dal D.Lgs. n. 446/1997 in attuazione dalle linee guida contenute nella Legge delega n. 662/1996.
L’IRAP è un’imposta:
Reale, in quanto colpisce fonti di ricchezza con carattere patrimoniale;
Locale, è difatti di competenza delle Regioni;
Indeducibile ai fini IRES e IRPEF.
Per quanto riguarda questo ultimo aspetto, il D.L. n. 185/2008 ha sancito la possibilità di dedurre dalle imposte sui redditi il 10% dell’IRAP.
Con questa previsione, lo scopo del legislatore, era di evitare la dichiarazione di incostituzionalità della norma nella parte in cui prevedeva l’indeducibilità dell’IRAP, per violazione, dei principi di capacità contributiva e uguaglianza di cui all’art. 3 e 53 della Costituzione.
Presupposti impositivi dell’IRAP
Svolgimento abituale di un’attività autonomamente organizzata
Attività esercitata in più regioni
Liquidazione, accertamento e riscossione
Chi sono i soggetti passivi IRAP?
Regime Forfettario e regime dei minimi
Agenti di commercio, promotori finanziari e agenti assicurativi
Il presupposto impositivo dell’IRAP è definito all’art. 2, co. 1 del D.lgs. n. 446/1997, il quale sancisce che:
“Presupposto dell’imposta è l’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi”
Pertanto uno dei presupposti impositivi dell’IRAP è lo svolgimento abituale di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni o servizi.
L’art. 2, co.1, prosegue:
“L’attività esercitata dalle società e dagli enti, compresi gli organi e le amministrazioni dello Stato, costituisce in ogni caso presupposto dell’imposta”
Questo significa che, a prescindere dalle condizioni di cui sopra, costituisce, sempre, presupposto impositivo ai fini IRAP, la circostanza che l’attività sia esercitata da:
Uno dei presupposti impositivi IRAP è lo svolgimento abituale di un’attività autonomamente organizzata.
Essendo richiesta l’abitualità, sono escluse dall’ambito applicativo IRAP le attività:
Esercitate in modo occasionale;
I rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, etc..
Per abituale deve intendersi l’esercizio di una serie di operazioni di gestione coordinata, finalizzate ad un determinato risultato economico-produttivo.
L’abitualità non presuppone necessariamente l’esclusività dell’esercizio dell’attività economica. Uno stesso soggette può svolgere, contemporaneamente, più attività e non è neppure necessario che l’attività venga svolta in modo continuativo.
Pensiamo all’attività degli alberghi e ristoranti in luoghi di villeggiatura estiva, in questi casi l’attività è esercitata soltanto per alcuni mesi dell’anno.
Un altro presupposto impositivo dell’IRAP concerne lo svolgimento di un’attività “autonomamente organizzata”, finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o alla prestazione di servizi.
L’organizzazione palesa una maggiore capacità contributiva.
Quando sussiste un’autonoma organizzazione:
Il contribuente è responsabile dell’organizzazione;
Impiega beni strumentali oltre il limite minimo, considerato come indispensabile per l’esercizio dell’attività, anche in assenza di organizzazione oppure si avvalga della collaborazione non occasionale di lavoro altrui, organizzati in modo da accrescere la capacità di guadagno del lavoratore.
L’IRAP è dovuta alla regione nel cui territorio è svolta la propria attività e realizza il valore della produzione netta.
A decorrere dal 1 gennaio 2010, ha preso forma la c.d. Regionalizzazione dell’IRAP, ovvero, le regioni, possono autonomamente regolare vari aspetti.
Per valore della produzione si intende la differenza tra i ricavi ed i costi della gestione che caratterizza l’impresa, ovvero l’attività per la quale è stata costituita.
Secondo quanto stabilito dall’art. 4, co. 2 del D.lgs. n. 446/1997, nel caso in cui l’attività sia esercitata nel territorio di più regioni, si considera prodotto nel territorio di ciascuna regione il valore della produzione netta proporzionalmente corrispondente all’ammontare delle retribuzioni spettanti al personale, a qualunque titolo utilizzato, addetto, con continuità, a stabilimenti, cantieri, uffici o basi fisse, operante per un periodo di tempo non inferiore a tre mesi nel territorio di ciascuna regione.
L’art. 4, co. 2 del D.lgs. n. 446/1997 prevede che, è considerato prodotto nella regione nel cui territorio il soggetto passivo ha il domicilio fiscale il valore della produzione netta derivante dalle attività esercitate nel territorio di altre regioni senza l’impiego di personale per almeno tre mesi.
L’aliquota ordinaria IRAP, applicata al valore della produzione netta è pari al 3,9%.
L’art. 16 del D.lgs. n. 446/1997, prevede che le Regioni e le province autonome hanno la facoltà di modificare:
L’aliquota ordinaria, in relazione a determinati settori di attività;
Le aliquote differenziate.
L’attività di liquidazione, accertamento e riscossione dell’IRAP, può essere regolamentata a livello regionale, ferma restando, la possibilità, per le Regioni, di stipulare convenzioni con il Ministero delle finanze, per la gestione delle attività.
Sono soggetti passivi IRAP, i contribuenti che, nel territorio di una o più, Regioni, esercitano, abitualmente, un’attività autonomamente organizzata, diretta allo scambio di beni o servizi.
L’art. 3, co. 1 del D.Lgs. n. 446/1997, sancisce che, sono soggetti ad IRAP:
Le società ed enti di cui all’art. 73, co.1, lett. a) e b) TUIR;
Le società in nome collettivo, in accomandita semplice, e le società ad esse equiparate,le persone fisiche esercenti attività commerciali;
Le persone fisiche, le società semplici e le società ad esse equiparate esercenti arti e professioni;
Gli enti privati di cui all’art. 73, co. 1, lett. c) del TUIR, nonchè le società ed enti di ogni tipo, compresi trust non residenti;
Le amministrazioni pubbliche, Camera dei deputati, Senato, Corte Costituzionale, Presidenza della Repubblica e organi legislativi delle Regioni a statuto speciale.
Società ed enti – s.p.a, s.a.p.a, s.r.l. residenti
– società cooperative e società di mutua assicurazione
– enti pubblici e privati diversi dalle società, i trust, residenti in Italia, con oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
– Le società di armamento equiparate alle s.n.c o alle s.a.s;
– società di fatto equiparate alle società in nome collettivo;
– persone fisiche titolari di reddito d’impresa;
– enti privati diversi dalle società, nonchè i trust, residenti nel territorio dello stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali,
– società ed enti di ogni tipo, compresi i trust, non residenti nel territorio dello Stato.
Attività di lavoro autonomo – persone fisiche;
– società di fatto e associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche equiparate alle società semplici.
Amministrazioni dello Stato – organi dello Stato, Regioni, Province, Comini, Comunità montane, Consorzi;
– amministrazioni dello Stato, compresi gli istituti scolastici ed universitari;
– enti del servizio sanitario nazionale
Dal 2016, i produttori agricoli che esercitano un’attività agricola nei limiti dell’art. 32 TUIR, non sono più soggetti ad IRAP.
L’art. 32 considera attività agricole:
L’allevamento di animali e la produzione di vegetali;
Le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione, e valorizzazione, anche se non svolte sul terreno, di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo, del bosco o dell’allevamento di animali, individuati con un apposito decreto interministeriale.
Coloro che, esercitano attività agricole che eccedono il reddito agricolo sono assoggettabili ad IRAP, ovvero:
Le attività di allevamento di animali e/o di produzione di vegetali che eccedono i limiti di cui all’art. 32 TUIR;
Le attività di agrituirismo;
Attività di produzione o cessione di energia oltre i limiti.
Le società e gli enti di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, residenti all’estero, rientrano all’interno dell’ambito applicativo IRAP, se esercitano all’interno del territorio dello Stato, attività commerciali, arti o professioni oppure attività non commerciali, per un periodo non inferiore a 3 mesi, mediante una stabile organizzazione.
Non rileva, l’attività all’estero da parte di soggetti residenti, qualora sia svolta in modo continuativo, per almeno 3 mesi con:
Ufficio, per gli enti non commerciali;
Una base fissa, per le attività professionali residenti.
Per quanto riguarda il versamento IRAP da parte dei professionisti, non sono tenuti a pagarla coloro che non gestiscono un’organizzazione autonoma.
I professionisti sono tenuti a pagare l’IRAP, qualora l’attività ha un’organizzazione stabile, e venga esercitata in maniera abituale e sia finalizzata allo scambio o alla produzione di beni o alla prestazione di servizi.
I dipendenti, per poter essere considerati esenti da imposta, devono svolgere mansioni generiche e diverse da quelle svolte dal titolare.
E’ possibile definire un’organizzazione, autonoma, quando, il lavoro che viene svolto dal dipendente migliora l’attività produttiva ed il contributo fornito dal dipendente non è generico ma specifico.
Sono esclusi dall’ambito di applicazione IRAP:
Gruppi economici di interesse europeo (GEIE). È prevista l’imputazione, a carico di ciascun membro, del valore della produzione netta nella proporzione prevista dal contratto di gruppo o, in mancanza, in parti uguali;
I gruppi economici e di interesse europeo;
Soggetti che esercitano attività agricola ai sensi dell’art. 32 TUIR;
Coloro che sono in procedura fallimentare senza esercizio provvisorio;
Chi consegue redditi aventi natura occasionale, sia di impresa, sia di lavoro autonomo;
L’esercizio di attività che danno luogo a redditi considerati di lavoro autonomo, ma non ricollegabili all’esercizio di arti e professioni, ovvero:
Utilizzazione economica, di opere dell’ingegno, di brevetti industriali, e di processi, formule, o informazioni di esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico;
Partecipazioni agli utili quando l’apporto è costituito esclusivamente dalla prestazione di lavoro;
Prestazioni sportive oggetto di contratto di lavoro autonomo;
Collaborazione a giornali, riviste…;
Soggetti che conseguono uno o più di reddito
Fondiario, limitatamente al reddito dominicale dei terreni e a quello dei fabbricati;
Incaricati alla vendita a domicilio;
Società semplici titolari di redditi derivanti dalla concessione in affitto di terreni e fabbricati.
Il Regime Forfettario ed il regime dei minimi, prevedono, ai fini IRAP, l’esenzione della presentazione della dichiarazione e del versamento.
L’Agenzia delle Entrate, nella Circolare n. 45/2008, ha chiarito che, per quanto riguarda gli agenti di commercio, promotori finanziari e gli agenti assicurativi, sussiste in capo alle imprese, il presupposto impositivo IRAP.
L’ Agenzia delle Entrate, ha chiarito che, gli agenti di commercio, non possono essere equiparati ai lavoratori autonomi, ai fini IRAP.
Il Modello Irap deve essere presentato:
Entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di chiusura dell’imposta, per le persone fisiche, le società semplici, le società in nome collettivo e in accomandita semplice, nonché per le società e associazioni a esse equiparate;
Entro il 9 mese successivo a quello di chiusura del periodo di imposta, per i soggetti Ires e per le Amministrazioni pubbliche.
L’IRAP si paga:
Entro il 30 giugno di ogni anno deve essere versato il saldo dell’anno precedente e il primo acconto per l’anno successivo;
Entro il 30 novembre di ogni anno, deve essere versato il secondo acconto per l’anno successivo.
Quest’anno, il Decreto Rilancio ha previsto il taglio dell’Irap per le imprese con fatturato superiore a 250 milioni di euro.
La base imponibile IRAP è determinata dal valore della produzione netta, derivante, dall’attività svolta in Italia, nel territorio di una o più Regioni.
Sono previste varie modalità di calcolo della base imponibile a seconda del soggetto passivo.
In particolare, il valore di produzione netta varia in funzione della tipologia di attività esercitata:
Imprese individuali e società di persone;
Soggetti che si avvalgono di regimi forfetari.
Per valore della produzione si intende la differenza tra i ricavi ed i costi che contraddistinguono la gestione principale dell’impresa.
I principali metodi utilizzati per il calcolo della base imponibile possono essere ricondotti:
Metodo da bilancio (società di capitali ed enti commerciali, imprese individuali e società di persone su opzione);
Il metodo fiscale (imprese individuali, società di persone);
Metodo retributivo (enti non commerciali per l’attività istituzionale ed amministrazioni pubbliche).
L’art. 5 del D.lgs. n. 446/1997, dispone che per le società di capitali e gli enti commerciali, il valore della produzione netta imponibile è dato dalla differenza, tra:
Il valore della produzione meno il costo della produzione.
Dai costi della produzione devono essere esclusi:
Le svalutazioni delle immobilizzazioni, crediti compresi nell’attivo circolante e delle disponibilità liquide;
Gli accantonamenti per rischi;
Gli altri accantonamenti;
Compensi dei collaboratori a progetto, occasionali e degli amministratori;
Gli utili spettanti agli associati in partecipazione;
Quota di interessi dei canoni leasing.
Il metodo fiscale è utilizzato dalle società di persone e le imprese individuali, tale metodo è:
Obbligatorio per le società di persone ed imprese individuali in regime di contabilità semplificata;
Obbligatorio per le società di persone ed imprese in regime di contabilità ordinaria che non abbiano scelto per la determinazione della base imponibile secondo le norme per le società di capitali e gli enti commerciali.
Per le imprese individuali e le società di persone in contabilità ordinaria, sussiste la facoltà di scegliere per la determinazione della base imponibile IRAP secondo i valori di bilancio.
La scelta deve essere effettuata con la dichiarazione presentata nel periodo d’imposta a decorrere dal quale si intende esercitare l’opzione.
L’opzione è irrevocabile per tre periodi di imposta, al termine dei periodi sarà considerata tacitamente rinnovata.
Con tale metodo, il valore della produzione è determinato con i ricavi e i costi al loro valore fiscale, ossia, in ammontare pari a quello rilevante secondo la normativa delle imposte sui redditi.
Anche in questo caso non sono deducibili ai fini IRAP:
Quest’ultimo metodo è utilizzato per gli enti non commerciali per la loro attività istituzionale e le Amministrazioni pubbliche.
In linea generale, la determinazione della base imponibile, avviene, sommando:
Le retribuzioni del personale dipendente, secondo il criterio di competenza/cassa;
Redditi assimilabili a quelli di lavoro dipendente;
Compensi per prestazioni di lavoro autonomo occasionale.