Source: http://www.ship2shore.it/it/rubriche/il-regime-iva-di-alcuni-servizi-in-aree-portuali_73596.htm
Timestamp: 2020-05-26 12:46:48+00:00
Document Index: 178670958

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 32', 'art. 2', 'art 8']

Il regime IVA di alcuni servizi in aree portuali - Ship2Shore
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Recentemente è stata fornita un’interessante risposta da parte dell’Agenzia delle Entrate avente ad oggetto l’imponibilità IVA di alcuni servizi prestati nei porti.
Nello specifico, si tratta di quei servizi ritenuti direttamente collegati al funzionamento ed alla manutenzione degli impianti e di quelli relativi al movimento di beni o mezzi di trasporto di cui all’art. 9 comma1 n. 6 (i servizi prestati nei porti, autoporti, aeroporti e negli scali ferroviari di confine che riflettono direttamente il funzionamento e la manutenzione degli impianti ovvero il movimento di beni o mezzi di trasporto, nonche' quelli resi dagli agenti marittimi raccomandatari) del DPR 633/72 relativo all’IVA. Si precisa che la risposta dell’Agenzia delle Entrate è la risposta ad un interpello (numero 95 del 25 marzo 2020) con cui, la stessa, ha individuato una serie di servizi rientranti tra quelli sopra citati, per cui quindi si applica il regime di non imponibilità IVA.
Tra questi servizi sono inclusi i servizi di "rifacimento, completamento, ampliamento, ammodernamento, ristrutturazione e riqualificazione degli impianti già esistenti, pur se tali opere vengono dislocate, all'interno dei predetti luoghi, in sede diversa dalla precedente" (art. 3 co. 13 del DL 90/90).
Inoltre, il regime di non imponibilità IVA, risulta applicabile anche per la realizzazione di opere previste dal piano regolatore portuale e per l’esecuzione di adeguamenti tecnico-funzionali, ciò in virtù della Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 5.6.2008 n. 226 richiama all’interno della risposta citata.
Infine, viene confermato che sempre si applica il regime di non imponibilità anche per le prestazioni di servizi indispensabili per il rapido spostamento delle merci o mezzi di trasporto (richiamato nella risposta il R.M. 23.11.2000 n. 176), come nel caso dei servizi di carico e scarico.
Viene invece chiarito che restano esclusi, e quindi assoggettati al normale regime dell'IVA, l’acquisto dei mezzi di sollevamento, di mezzi perle movimentazioni di magazzino e di trasferimento interno delle merci e delle unità di carico, nonché di ogni altro mezzo necessario allo svolgimento delle attività portuali (spazzaneve, autocarri, spazzatrice).
Le operazioni relative a strutture galleggianti sono assoggettate ad IVA
Una recente sentenza della Corte di Giustizia Ue (sentenza del 29 giugno 2019 – causa C-291/18) ha stabilito che a norma dell’articolo 148, lettere a) e c), della direttiva 2006/112/Ce del Consiglio del 28 novembre 2006, nella definizione di “navi adibite alla navigazione in alto mare” che ivi compare, non rientrano le opere galleggianti (come per esempio le piattaforme di perforazione offshore autoelevatrici che sono utilizzate in maniera preponderante in posizione immobile per sfruttare giacimenti di idrocarburi in mare).
Non rientrando in tale definizione, pertanto, non ricadono nel regime di esenzione IVA previsto per le cessioni di tali beni né per le prestazioni di servizi ad esse afferenti.
La sentenza della Corte di Giustizia Ue trova comunque ampia corrispondenza con quella che è la nostra normativa nazionale. L’art. 8-bis comma 1 del DPR 633/72 considera infatti non imponibili le cessioni di navi adibite alla navigazione in alto mare e destinate all’esercizio di attività commerciali o della pesca (lett. a)) nonché, nelle successive lettere, una serie di prestazioni/cessioni relative alle navi aventi le predette caratteristiche.
Inoltre, proprio a seguito di detta sentenza, il DL n. 124/2019 (art. 32-bis) è intervenuto modificando L’art. 2 comma 4 della L. n. 28/1997 che allargava gli effetti del citato art 8-bis del DPR 633/72 anche a “i galleggianti antincendio, le gru galleggianti mobili, i pontoni di sollevamento, i pontoni posatubi o posacavi, le chiatte nonché le piattaforme e i galleggianti mobili o sommergibili destinati alla attività di ricerca e di sfruttamento del suolo marino”, di fatto escludendo le piattaforme dalla possibilità di non applicare il regime di imponibilità IVA.
Restano ora dunque non assoggettate ad IVA (ed assimilate alle cessioni all’esportazione) le cessioni di navi che sono congiuntamente adibite alla navigazione in alto mare e destinate all’esercizio di attività commerciali.
Infine va segnalato che, a seguito di successivi interventi da parte dell’Agenzia delle Entrate (che sono andati verso una conferma di quanto sopra esposto) l’Agenzia stessa ha specificato poi che per esercizio di attività commerciali si fa riferimento a quelle navi che effettuano trasporto a pagamento di passeggeri o sono impiegate in attività commerciali, industriali e della pesca e che, per l’individuazione della navigazione in alto mare, si debba far riferimento ad un criterio oggettivo, ragion per cui è stato determinato che la nave, con riferimento all’anno precedente, deve aver effettuato in misura superiore al 70 per cento viaggi in alto mare (ovvero, oltre le 12 miglia marine).