Source: https://www.miolegale.it/norme/dpr-162-1999-regolamento-attuazione-direttiva-ce-ascensori/
Timestamp: 2019-09-21 07:03:32+00:00
Document Index: 100903400

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 16', 'art. 6', 'art. 47', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 60', 'art. 20', 'art. 2']

Home Diritto urbanistico Edilizia DPR 162 1999 Regolamento per l’attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori
(Gazz. Uff., 10 giugno 2010, n. 134)
(testo con le modifiche apportate dal D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23)
Ambito di applicazione (1).
4. Se per un ascensore o per un componente di sicurezza per ascensori i rischi di cui al presente regolamento sono previsti, in tutto o in parte, da una normativa specifica dell’Unione o dalle relative norme nazionali di attuazione, il presente regolamento non si applica o cessa di applicarsi a questi ascensori o componenti di sicurezza per ascensori e a questi rischi non appena diventa applicabile tale normativa specifica dell’Unione o le relative norme nazionali di attuazione.
(1) Articolo sostituito dall’articolo 2, comma 1, del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 214 e successivamente sostituito dall’articolo 1, comma 1, lettera b), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017.
1) la prima messa a disposizione sul mercato di un componente di sicurezza per ascensori; oppure 2) la fornitura di un ascensore per l’uso sul mercato dell’Unione nel corso di un’attività commerciale, a titolo oneroso o gratuito;
5) la sostituzione del macchinario, del supporto del carico con la sua intelaiatura, del quadro elettrico, del gruppo cilindro-pistone, delle porte di piano, delle difese del vano e di altri componenti principali.
(1) Articolo sostituito dall’articolo 3, comma 1, del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 214 e successivamente sostituito dall’articolo 1, comma 1, lettera c), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017.
(Libera circolazione, immissione sul mercato, messa a disposizione sul mercato e messa in servizio) (1).
1. Le autorità competenti non vietano, limitano o ostacolano, nel territorio nazionale, l’immissione sul mercato o la messa in servizio di ascensori o la messa a disposizione sul mercato di componenti di sicurezza per ascensori conformi al presente regolamento.
2. Nelle fiere campionarie, nelle mostre e nelle dimostrazioni, è consentita l’esibizione di ascensori o di componenti di sicurezza per ascensori che non siano conformi al presente regolamento, a condizione che un’indicazione visibile specifichi chiaramente che essi non sono conformi e che non saranno immessi o messi a disposizione sul mercato finchè non saranno stati resi conformi.
Durante le dimostrazioni sono applicate adeguate misure di sicurezza per garantire la protezione delle persone.
4. I componenti di sicurezza per ascensori cui si applica il presente regolamento possono essere messi a disposizione sul mercato e messi in servizio soltanto se, correttamente montati, sottoposti a manutenzione adeguata ed utilizzati secondo la loro destinazione, soddisfano i requisiti del presente regolamento.
(1) Articolo sostituito dall’articolo 1, comma 1, lettera d), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017.
(Requisiti essenziali di salute e di sicurezza e misure utili per gli edifici o costruzioni nei quali sono installati gli ascensori). (1)
1. Gli ascensori cui si applica il presente regolamento rispondono ai requisiti essenziali di salute e di sicurezza previsti all’allegato I.
4. I soggetti di cui al comma 3 si assicurano che i vani di corsa previsti per gli ascensori non contengano tubazioni o installazioni diverse da quelle necessarie al funzionamento o alla sicurezza dell’ascensore.
(1) Articolo sostituito dall’articolo 1, comma 1, lettera e), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017.
(Obblighi degli installatori) (1).
(1) Comma aggiunto dall’articolo 1, comma 1, lettera f), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017.
(Obblighi dei fabbricanti) (1).
2. I fabbricanti preparano la prescritta documentazione tecnica ed eseguono o fanno eseguire la procedura di valutazione della conformità pertinente di cui all’articolo 6. Qualora la conformità di un componente di sicurezza per ascensori ai requisiti essenziali di salute e di sicurezza applicabili sia stata dimostrata da tale procedura, i fabbricanti redigono una dichiarazione di conformità UE
assicurandosi che il componente di sicurezza per ascensori ne sia corredato e appongono la marcatura CE.
(Rappresentanti autorizzati) (1).
1. Il fabbricante o l’installatore può nominare, mediante mandato scritto, un rappresentante autorizzato. Gli obblighi di cui all’articolo 4-bis, comma 1, o all’articolo 4-ter, comma 1, e l’obbligo di redigere la documentazione tecnica di cui all’articolo 4-bis, comma 2, o all’articolo 4-ter, comma 2, non rientrano nel mandato del rappresentante autorizzato.
(Obblighi degli importatori) (1).
2. Prima di immettere un componente di sicurezza per ascensori sul mercato, gli importatori assicurano che il fabbricante abbia eseguito l’appropriata procedura di valutazione della conformità di cui all’articolo 6. Essi assicurano che il fabbricante abbia preparato la documentazione tecnica, che il componente di sicurezza per ascensori rechi la marcatura CE e sia accompagnato dalla dichiarazione di conformità UE e dai documenti prescritti e che il fabbricante abbia rispettato le prescrizioni di cui all’articolo 4-ter, commi 5 e 6.
L’importatore, se ritiene o ha motivo di ritenere che un componente di sicurezza per ascensori non sia conforme all’articolo 4, comma 2, non immette il componente di sicurezza per ascensori sul mercato fino a quando non sia stato reso conforme. Inoltre, quando un componente di sicurezza per ascensori presenta un rischio, l’importatore ne informa il fabbricante e le autorità di vigilanza del mercato.
(Obblighi dei distributori) (1).
Art. 4 septies
(Casi in cui gli obblighi dei fabbricanti si applicano agli importatori o ai distributori) (1).
1. Un importatore o distributore è ritenuto un fabbricante ai fini del presente regolamento ed è soggetto agli obblighi del fabbricante di cui all’articolo 4-ter quando immette sul mercato un componente di sicurezza per ascensori con il proprio nome o marchio commerciale o modifica un componente di sicurezza per ascensori già immesso sul mercato in modo tale da poterne condizionare la conformità al presente regolamento.
Art. 4 octies
(Identificazione degli operatori economici) (1).
2. Gli operatori economici devono essere in grado di presentare le informazioni di cui al primo comma per dieci anni dal momento in cui è stato loro fornito un componente di sicurezza per ascensori e per dieci anni dal momento in cui essi hanno fornito un componente di sicurezza per ascensori.
(1) Comma aggiunto dall’articolo 1, comma 1, lettera f), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23 a decorrere dal 30 marzo 2017.
(Presunzione di conformità degli ascensori e dei componenti di sicurezza per ascensori) (1).
1. Gli ascensori e i componenti di sicurezza per ascensori che sono conformi alle norme armonizzate o a parti di esse i cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea sono considerati conformi ai requisiti essenziali di salute e di sicurezza di cui all’allegato I, contemplati da tali norme o da parti di esse.
(1) Comma sostituito dall’articolo 1, comma 1, lettera g), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23 a decorrere dal 30 marzo 2017.
(Procedure di valutazione della conformità dei componenti di sicurezza per ascensori) (1).
1. I componenti di sicurezza per ascensori sono sottoposti a una delle seguenti procedure di valutazione della conformità:
c) conformità basata sulla garanzia della qualità totale di cui all’allegato VII.
(1) Comma sostituito dall’articolo 1, comma 1, lettera h), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23 a decorrere dal 30 marzo 2017.
(Procedure di valutazione della conformità degli ascensori) (1).
(1) Comma aggiunto dall’articolo 1, comma 1, lettera i), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23 a decorrere dal 30 marzo 2017.
(Dichiarazione di conformità UE) (1).
4. Con la dichiarazione di conformità UE il fabbricante si assume la responsabilità per la conformità del componente di sicurezza per ascensori e l’installatore si assume la responsabilità della conformità dell’ascensore ai requisiti stabiliti dal presente regolamento.
(Marcatura CE). (1)
6. Le autorità di vigilanza del mercato di cui all’articolo 8 si avvalgono dei meccanismi esistenti per garantire un’applicazione corretta del regime che disciplina la marcatura CE e promuovono le azioni opportune contro l’uso improprio di tale marcatura.
(1) Comma sostituito dall’articolo 1, comma 1, lettera l), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017
(Vigilanza del mercato e controlli sugli ascensori o sui componenti di sicurezza per ascensori che entrano nel mercato dell’Unione). (1)
1. Agli ascensori e ai componenti di sicurezza per ascensori si applicano l’articolo 15, paragrafo 3, e gli articoli da 16 a 29 del regolamento (CE) n. 765/2008.
4. Qualora gli organi di vigilanza competenti, nell’espletamento delle loro funzioni ispettive in materia di salute e sicurezza sul lavoro, rilevino che un ascensore o un componente di sicurezza per ascensori, sia in tutto o in parte non rispondente a uno o più requisiti essenziali di sicurezza, ne informano immediatamente il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
(1) Comma sostituito dall’articolo 1, comma 1, lettera m), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017
(Procedure a livello nazionale per gli ascensori o i componenti di sicurezza per ascensori che presentano rischi). (1)
a) alla non conformità dell’ascensore o del componente di sicurezza per ascensori dei requisiti essenziali di salute e di sicurezza di cui al presente regolamento; oppure b) alle carenze nelle norme armonizzate di cui all’articolo 5, che conferiscono la presunzione di conformità.
(1) Comma aggiunto dall’articolo 1, comma 1, lettera n), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017
(Procedura di salvaguardia dell’Unione). (1)
1. Il Ministero dello sviluppo economico cura la partecipazione nazionale alla consultazione svolta dalla Commissione europea quando, in esito alla procedura di cui all’articolo 8-bis, commi 7, 8 e 9, o delle analoghe procedure svolte dalle autorità competenti degli altri Stati membri, vengono sollevate obiezioni contro una misura assunta da uno Stato membro o qualora la Commissione ritenga che una misura nazionale sia contraria alla legislazione dell’Unione. Il Ministero dello sviluppo economico cura l’esecuzione delle conseguenti decisioni della Commissione.
(Ascensori o componenti di sicurezza per ascensori conformi che presentano rischi). (1)
1. Se il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dopo aver effettuato una valutazione ai sensi dell’articolo 8-bis, commi 1, 2 e 3, ritengono che un ascensore, pur conforme al presente regolamento, presenta un rischio per la salute o la sicurezza delle persone e, se del caso, la sicurezza dei beni, il Ministero dello sviluppo economico chiede all’installatore di far sì che tale ascensore non presenti più tale rischio o che sia, a seconda dei casi, richiamato dal mercato o che ne venga limitato o proibito l’utilizzo entro un periodo di tempo ragionevole, proporzionato alla natura del rischio.
(Non conformità formale). (1)
a) la marcatura CE è stata apposta in violazione dell’articolo 30
del regolamento (CE) n. 765/2008 o dell’articolo 7 del presente regolamento;
2. Se la non conformità di cui al comma 1 permane, il Ministero dello sviluppo economico adotta le adeguate misure per limitare o vietare l’utilizzo dell’ascensore o per ritirarlo dal mercato, o per limitare o vietare la disponibilità sul mercato del componente di sicurezza per ascensori o per garantire che sia richiamato o ritirato dal mercato, e ne informa il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
(1) Comma aggiunto dall’articolo 1, comma 1, lettera n), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017.
(Notifica ed autorità di notifica). (1)
2. L’accreditamento degli organismi di valutazione della conformità di cui al comma 1 ai fini dell’autorizzazione e della notifica, nonché il controllo degli organismi notificati, sono eseguiti ai sensi e in conformità del regolamento (CE) n. 765/2008
dall’organismo unico nazionale di accreditamento individuato ai sensi dell’articolo 4 della legge 23 luglio 2009, n. 99. L’autorizzazione degli organismi di cui al comma 1 ha come presupposto l’accreditamento ed è rilasciata con decreto del Ministero dello sviluppo economico, sentito il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, entro trenta giorni dalla domanda dell’organismo corredata dal relativo certificato di accreditamento.
(1) Comma sostituito dall’articolo 1, comma 1, lettera o), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017.
(Prescrizioni relative agli organismi notificati e presunzione di conformità). (1)
4. L’organismo di valutazione della conformità, i suoi alti dirigenti e il personale addetto alla valutazione della conformità non sono Né il progettista, Né il fabbricante, Né il fornitore, Né l’installatore, Né l’acquirente, Né il proprietario, Né l’utilizzatore o il responsabile della manutenzione degli ascensori o dei componenti di sicurezza per ascensori sottoposti alla sua valutazione, Né il rappresentante di uno di questi soggetti. Ciò non preclude l’uso degli ascensori o dei componenti di sicurezza per ascensori valutati che sono necessari per il funzionamento dell’organismo di valutazione della conformità o l’uso di tali ascensori o componenti di sicurezza per ascensori per scopi privati.
L’organismo di valutazione della conformità, i suoi alti dirigenti e il personale addetto alla valutazione della conformità non intervengono direttamente nella progettazione, nella fabbricazione o nella costruzione, nella commercializzazione, nell’installazione, nell’utilizzo o nella manutenzione di tali ascensori o componenti di sicurezza per ascensori, Né rappresentano i soggetti impegnati in tali attività. Non intraprendono alcuna attività che possa essere in conflitto con la loro indipendenza di giudizio o la loro integrità per quanto riguarda le attività di valutazione della conformità per cui sono notificati. Ciò vale in particolare per i servizi di consulenza. L’organismo di valutazione della conformità garantisce che le attività delle sue affiliate o dei suoi subappaltatori non si ripercuotano sulla riservatezza, sull’obiettività o sull’imparzialità delle sue attività di valutazione della conformità.
(1) Comma aggiunto dall’articolo 1, comma 1, lettera p), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017.
(Affiliate e subappaltatori degli organismi notificati). (1)
1. Un organismo notificato, qualora subappalti compiti specifici connessi alla valutazione della conformità oppure ricorra a un’affiliata, garantisce che il subappaltatore o l’affiliata rispettino le prescrizioni di cui all’articolo 9-bis e ne informa di conseguenza il Ministero dello sviluppo economico e l’organismo nazionale di accreditamento.
(Domanda e procedura di notifica e modifiche delle notifiche). (1)
(Obblighi operativi degli organismi notificati e ricorsi contro le loro decisioni). (1)
(Obbligo di informazione a carico degli organismi notificati). (1)
3. Gli organismi notificati partecipano, direttamente o mediante rappresentanti designati, al sistema di coordinamento e di cooperazione tra organismi notificati istituito dalla Commissione europea a norma della direttiva attuata con il presente regolamento ed ai lavori del relativo gruppo settoriale di organismi notificati.
[ Disciplina transitoria per la conferma degli organismi di certificazione. ] (1)
[ 1. Gli organismi autorizzati in via provvisoria richiedono all’Ispettorato tecnico del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato la conferma dell’autorizzazione entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
2. L’istanza indica le eventuali modificazioni intervenute nella struttura dell’organismo ed è corredata dalla documentazione utile a completare quella già in possesso dell’amministrazione, secondo le prescrizioni del presente regolamento.
3. L’amministrazione provvede, ai sensi dell’art. 9, entro il termine di novanta giorni dalla data di ricevimento della domanda. Trascorso inutilmente tale termine l’autorizzazione si intende concessa. ]
(1) Comma abrogato dall’articolo 1, comma 1, lettera q), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017.
01. Le prescrizioni del presente Capo, necessarie per garantire la protezione delle persone allorchè gli ascensori sono messi in servizio o utilizzati, sono attuate senza implicare modifiche degli ascensori rispetto a quanto disposto dal Capo I del presente regolamento e nell’osservanza della legislazione dell’Unione europea (2).
1. Le disposizioni del presente capo si applicano agli ascensori e ai montacarichi [in servizio privato], nonché agli apparecchi di sollevamento rispondenti alla definizione di ascensore la cui velocità di spostamento non supera 0,15 m/s, in servizio privato (3).
(1) Articolo sostituito dall’articolo 4, comma 1, del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 214.
(2) Comma modificato dall’articolo 1, comma 1, lettera r), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017.
(3) Comma modificato dall’articolo 1, comma 1, lettera a), del D.P.R. 19 gennaio 2015 n. 8.
Messa in esercizio degli ascensori e montacarichi (1) (2).
1. La messa in esercizio degli ascensori, montacarichi e apparecchi di sollevamento rispondenti alla definizione di ascensore la cui velocità di spostamento non supera 0,15 m/s [, non destinati ad un servizio pubblico di trasporto,] è soggetta a comunicazione, da parte del proprietario o del suo legale rappresentante, al comune competente per territorio o alla provincia autonoma competente secondo il proprio statuto (3).
2. La comunicazione di cui al comma 1, da effettuarsi entro sessanta giorni dalla data della dichiarazione di conformità dell’impianto di cui all’articolo 4-bis, comma 2, del presente regolamento ovvero all’articolo 3, comma 3, lettera e), del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17, contiene (4):
c) il nominativo o la ragione sociale dell’installatore dell’ascensore o del fabbricante del montacarichi o dell’apparecchio di sollevamento rispondente alla definizione di ascensore la cui velocità di spostamento non supera 0,15 m/s, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17;
d) la copia della dichiarazione di conformità di cui all’articolo 4-bis, comma 2, del presente regolamento ovvero all’articolo 3, comma 3, lettera e), del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17 (5);
e) l’indicazione della ditta, abilitata ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, cui il proprietario ha affidato la manutenzione dell’impianto, che abbia accettato l’incarico (6);
f) l’indicazione del soggetto incaricato di effettuare le ispezioni periodiche sull’impianto, ai sensi dell’articolo 13, comma 1, che abbia accettato l’incarico.
2-bis. Quando la comunicazione di cui al comma 1 è effettuata oltre il termine di sessanta giorni, la documentazione di cui al comma 2 è integrata da un verbale di verifica straordinaria di attivazione dell’impianto (7).
4. Quando si apportano le modifiche costruttive di cui all’articolo 2, comma 1, lettera cc), il proprietario, previo adeguamento dell’impianto, per la parte modificata o sostituita nonché per le altre parti interessate alle disposizioni del presente regolamento, invia la comunicazione di cui al comma 1 al comune competente per territorio nonché al soggetto competente per l’effettuazione delle verifiche periodiche (8).
5. È fatto divieto di porre o mantenere in esercizio impianti per i quali non siano state effettuate, ovvero aggiornate a seguito di eventuali modifiche, le comunicazioni di cui al presente articolo.
6. Ferme restando in capo agli organi competenti le funzioni di controllo ad essi attribuite dalla normativa vigente, e fatto salvo l’eventuale accertamento di responsabilità civile, nonché penale a carico del proprietario dell’immobile e/o dell’installatore e/o del fabbricante, il comune ordina l’immediata sospensione del servizio in caso di inosservanza degli obblighi imposti dal presente regolamento.
7. Gli organi deputati al controllo sono tenuti a dare tempestiva comunicazione al comune territorialmente competente dell’inosservanza degli obblighi imposti dal presente regolamento rilevata nell’esercizio delle loro funzioni.
(1) Articolo sostituito dall’articolo 5, comma 1, del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 214.
(2) Rubrica sostituita dall’articolo 1, comma 1, lettera b), numero 1), del D.P.R. 19 gennaio 2015 n. 8.
(3) Comma modificato dall’articolo 1, comma 1, lettera b), numero 2), del D.P.R. 19 gennaio 2015 n. 8.
(4) Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera a) e b) del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23 a decorrere dal 30 marzo 2017.
(5) Lettera modificata dall’articolo 2, comma 1, lettera c) del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017.
(6) Lettera modificata dall’articolo 2, comma 1, lettera d) del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017.
(7) Comma aggiunto dall’articolo 2, comma 1, lettera e) del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017.
(8) Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera f) del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23a decorrere dal 30 marzo 2017.
1. Il proprietario dello stabile, o il suo legale rappresentante, sono tenuti ad effettuare regolari manutenzioni dell’impianto ivi installato, nonché a sottoporre lo stesso a verifica periodica ogni due anni. Alla verifica periodica degli ascensori, dei montacarichi e degli apparecchi di sollevamento rispondenti alla definizione di ascensore la cui velocità di spostamento non supera 0,15 m/s provvedono, secondo i rispettivi ordinamenti, a mezzo di tecnici forniti di laurea in ingegneria:
a) l’azienda sanitaria locale competente per territorio, ovvero, l’ARPA, quando le disposizioni regionali di attuazione della legge 21 gennaio 1994, n. 61, attribuiscono ad essa tale competenza;
c) la direzione generale del trasporto pubblico locale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per gli ascensori destinati ai servizi di pubblico trasporto terrestre, come stabilito all’articolo 1, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 753;
d) gli organismi di certificazione notificati ai sensi del presente regolamento per le valutazioni di conformità di cui all’allegato V o VIII (1);
e) gli organismi di ispezione “di tipo A” accreditati, per le verifiche periodiche sugli ascensori, ai sensi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020:2012, e successive modificazioni, dall’unico organismo nazionale autorizzato a svolgere attività di accreditamento ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008 (2).
2. Il soggetto che ha eseguito la verifica periodica rilascia al proprietario, nonché alla ditta incaricata della manutenzione, il verbale relativo e, ove negativo, ne comunica l’esito al competente ufficio comunale per i provvedimenti di competenza.
3. Le operazioni di verifica periodica sono dirette ad accertare se le parti dalle quali dipende la sicurezza di esercizio dell’impianto sono in condizioni di efficienza, se i dispositivi di sicurezza funzionano regolarmente e se è stato ottemperato alle prescrizioni eventualmente impartite in precedenti verifiche. Il soggetto incaricato della verifica fa eseguire dal manutentore dell’impianto le suddette operazioni.
4. Il proprietario o il suo legale rappresentante forniscono i mezzi e gli aiuti indispensabili perché siano eseguite le verifiche periodiche dell’impianto.
5. Le amministrazioni statali che hanno propri ruoli tecnici possono provvedere, per i propri impianti, alle verifiche di cui al presente articolo, direttamente per mezzo degli ingegneri dei rispettivi ruoli. In tal caso il verbale della verifica, ove negativo, è trasmesso al competente ufficio tecnico dell’amministrazione che dispone il fermo dell’impianto.
6. Le spese per l’effettuazione delle verifiche periodiche sono a carico del proprietario dello stabile ove è installato l’impianto.
(1) Lettera modificata dall’articolo 2, comma 1, lettera g), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23, a decorrere dal 30 marzo 2017.
(2) Comma modificato dall’articolo 6, comma 1, del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 214 e successivamente sostituito dall’articolo 1, comma 1, lettera c), del D.P.R. 19 gennaio 2015 n. 8.
Verifiche straordinarie.
1. A seguito di verbale di verifica periodica con esito negativo, il competente ufficio comunale dispone il fermo dell’impianto fino alla data della verifica straordinaria con esito favorevole. La verifica straordinaria è eseguita dai soggetti di cui all’art. 13, comma 1, ai quali il proprietario o il suo legale rappresentante rivolgono richiesta dopo la rimozione delle cause che hanno determinato l’esito negativo della verifica. Tale verifica straordinaria deve evidenziare in modo dettagliato la rimozione delle cause che avevano determinato l’esito negativo della precedente verifica (1).
2. In caso di incidenti di notevole importanza, anche se non sono seguiti da infortunio, il proprietario o il suo legale rappresentante danno immediata notizia al competente ufficio comunale che dispone, immediatamente, il fermo dell’impianto. Per la rimessa in servizio dell’impianto, è necessaria una verifica straordinaria, con esito positivo, ai sensi del comma 1 (2).
3. Nel caso siano apportate all’impianto le modifiche di cui all’art. 2, comma 1, lettera cc), la verifica straordinaria è eseguita dai soggetti di cui all’art. 13, comma 1 (3).
4. Le spese per l’effettuazione delle verifiche straordinarie sono a carico del proprietario dello stabile ove è installato l’impianto.
5. Nell’ipotesi prevista dall’art. 13, comma 5, le amministrazioni statali possono provvedere alla verifica straordinaria avvalendosi degli ingegneri dei propri ruoli.
(1) Comma modificata dall’articolo 2, comma 1, lettera h), numero 1), D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23.
(2) Comma modificato dall’articolo 7, comma 1, del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 214.
(3) Comma modificato dall’articolo 7, comma 2, del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 214 e successivamente modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera h), numero 2), D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23.
1. Ai fini della conservazione dell’impianto e del suo normale funzionamento, il proprietario o il suo legale rappresentante sono tenuti ad affidare la manutenzione di tutto il sistema degli ascensori, dei montacarichi e degli apparecchi di sollevamento rispondenti alla definizione di ascensore la cui velocità di spostamento non supera 0,15 m/s a persona munita di certificato di abilitazione o a ditta specializzata ovvero a un operatore comunitario dotato di specializzazione equivalente che debbono provvedere a mezzo di personale abilitato (1).
Il certificato di abilitazione è rilasciato dal prefetto, in seguito all’esito favorevole di una prova teorico-pratica, da sostenersi dinanzi ad apposita commissione esaminatrice ai sensi degli articoli 6, 7, 8, 9 e 10 del decreto del Presidente della Repubblica 24 dicembre 1951, n. 1767.
3. Il manutentore, al fine di garantire la corretta funzionalità dell’impianto, esegue interventi di manutenzione tenendo conto delle esigenze dell’impianto stesso e, comunque, provvede periodicamente almeno a (2):
4. Il manutentore provvede, almeno una volta ogni sei mesi per gli ascensori, compresi gli apparecchi di sollevamento rispondenti alla definizione di ascensore la cui velocità di spostamento non supera 0.15 m/s, e almeno una volta all’anno per i montacarichi:
a) a verificare l’integrità e l’efficienza del paracadute, del limitatore di velocità e degli altri dispositivi di sicurezza;
c) a verificare l’isolamento dell’impianto elettrico e l’efficienza dei collegamenti con la terra;
d) ad annotare i risultati di queste verifiche sul libretto di cui all’art. 16 (3).
5. Il manutentore promuove, altresì, tempestivamente la riparazione e la sostituzione delle parti rotte o logorate, o a verificarne l’avvenuta, corretta, esecuzione.
7. Nel caso in cui il manutentore rilevi un pericolo in atto, deve fermare l’impianto, fino a quando esso non sia stato riparato informandone, tempestivamente, il proprietario o il suo legale rappresentante e il soggetto incaricato delle verifiche periodiche, nonché il comune per l’adozione degli eventuali provvedimenti di competenza.
(1) Comma modificato dall’articolo 8, comma 1, del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 214.
(2) Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera l), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23.
(3) Comma modificato dall’articolo 8, comma 2, del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 214.
Libretto e targa (1).
1. I verbali dalle verifiche periodiche e straordinarie debbono essere annotati o allegati in apposito libretto che, oltre ai verbali delle verifiche periodiche e straordinarie e agli esiti delle visite di manutenzione, deve contenere copia delle dichiarazioni di conformità di cui all’articolo 4-bis, comma 2, del presente regolamento ovvero all’articolo 3, comma 3, lettera e) del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17, e copia delle comunicazioni del proprietario o suo legale rappresentante al competente ufficio comunale, nonché copia della comunicazione del competente ufficio comunale al proprietario o al suo legale rappresentante relative al numero di matricola assegnato all’impianto (2).
2. Il proprietario o il suo legale rappresentante assicurano la disponibilità del libretto all’atto delle verifiche periodiche o straordinarie o nel caso del controllo di cui all’articolo 8, comma 1, del presente regolamento ovvero all’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17.
(1) Articolo sostituito dall’articolo 9, comma 1, del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 214.
(2) Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera m), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23.
1. é vietato l’uso degli ascensori, dei montacarichi e degli apparecchi di sollevamento rispondenti alla definizione di ascensore la cui velocità di spostamento non supera 0.15 m/s ai minori di anni 12, non accompagnati da persone di età più elevata (1).
2. é inoltre, vietato l’uso degli ascensori a cabine multiple a moto continuo ai ciechi, alla persone con abolita o diminuita funzionalità degli arti ed ai minori di dodici anni, anche se accompagnati.
(1) Comma modificato dall’articolo 10, comma 1, del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 214.
Accordo preventivo per installazione di impianti di ascensori in deroga (1)
1. Relativamente agli altri mezzi alternativi appropriati da utilizzare per evitare rischi di schiacciamento per gli operatori e manutentori nei casi eccezionali in cui nell’installazione di ascensori non è possibile realizzare i prescritti spazi liberi o volumi di rifugio oltre le posizioni estreme della cabina, l’accordo preventivo di cui al punto 2.2 dell’allegato I al presente decreto, è realizzato:
a) in edifici esistenti, mediante comunicazione al Ministero dello sviluppo economico corredata da specifica certificazione, rilasciata da un organismo accreditato e notificato ai sensi dell’articolo 9, in merito all’esistenza delle circostanze che rendono indispensabile il ricorso alla deroga, nonché in merito all’idoneità delle soluzioni alternative utilizzate per evitare il rischio di schiacciamento;
b) quando lo stesso è necessario per edifici di nuova costruzione, ferma restando la limitazione ai casi di impossibilità per motivi di carattere geologico, mediante preventivo accordo rilasciato dal Ministero dello sviluppo economico entro il termine previsto dalla specifica voce dell’allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 dicembre 2010, n. 272.
2. Gli organismi notificati trasmettono semestralmente al Ministero dello sviluppo economico l’elenco delle certificazioni rilasciate ai sensi del comma 1, lettera a), corredato di sintetici elementi di informazione sulle caratteristiche degli impianti cui si riferiscono, sulle motivazioni della deroga e sulle soluzioni alternative adottate.
(1) Articolo aggiunto dall’articolo 1, comma 1, lettera d), del D.P.R. 19 gennaio 2015, n. 8.
Norma di rinvio. (1)
[ 1. Alle procedure relative all’attività di certificazione di cui all’art. 6 e a quelle finalizzate alla autorizzazione degli organismi di certificazione, alla vigilanza sugli organismi stessi, nonché all’effettuazione dei controlli sui prodotti, fermo restando quanto previsto dai commi 1-bis ed 1-ter, si applicano le disposizioni dell’art. 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52 (1).
1-bis. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono rideterminate, fino a concorrenza del costo effettivo del servizio, le tariffe di cui al decreto del Ministro delle attività produttive in data 13 febbraio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 del 9 aprile 2004, e le relative modalità di versamento. Le predette tariffe sono aggiornate, sulla base del costo effettivo del servizio e con le stesse modalità, almeno ogni due anni (2).
1-ter. Le somme derivanti dalle tariffe di cui al comma 1-bis sono riattribuite agli stati di previsione del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, quest’ultimo per la parte di competenza relativa all’attività di sorveglianza di cui all’articolo 8, secondo quanto previsto dall’articolo 2, commi da 615 a 617, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 – legge finanziaria 2008 (3).
1-quater. Il decreto del Ministro delle attività produttive in data 13 febbraio 2004, concernente determinazione delle tariffe per i servizi resi dal Ministero delle attività produttive e relative modalità di pagamento, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162 e dell’articolo 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, resta in vigore fino alla data di entrata in vigore del decreto di rideterminazione delle tariffe previsto dal comma 1-bis del presente articolo (4). ]
(1) Articolo abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera n), del D.P.R. 10 gennaio 2017, n. 23.
(2) Comma modificato dall’articolo 11, comma 1, del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 214.
(3) Comma aggiunto dall’articolo 11, comma 2, del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 214.
(4) Comma aggiunto dall’articolo 11, comma 2, del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 214.
(5) Comma aggiunto dall’articolo 11, comma 2, del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 214.
3. Gli impianti che alla data di entrata in vigore del presente regolamento sono sprovvisti della certificazione CE di conformità ovvero della licenza di esercizio, di cui all’articolo 6 della legge 24 ottobre 1942, n. 1415, nonché gli impianti di cui al comma 1, sono legittimamente messi in servizio se, entro il 30 settembre 2002, il proprietario o il suo legale rappresentante trasmettono al competente ufficio comunale l’esito positivo del collaudo effettuato, ai sensi delle norme vigenti fino alla data di entrata in vigore del presente regolamento:
a) dagli organismi competenti ai sensi della legge 24 ottobre 1942, n. 1415, e dall’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL);
b) da un organismo di certificazione di cui all’articolo 9;
c) dall’installatore avente il proprio sistema di qualità certificato, ai sensi del presente regolamento;
d) con autocertificazione dell’installatore corredata da perizia giurata di un ingegnere iscritto all’albo (1).
4. Copia della documentazione di collaudo, ove effettuato dagli organismi di cui al comma 3, lettere b ), c ) e d ), è trasmessa, a cura del proprietario o del suo legale rappresentante all’organismo già competente per il collaudo di primo impianto ai sensi della legge 24 ottobre 1942, n. 1415 e successive modificazioni e integrazioni.
(1) Comma sostituito dall’articolo unico del D.P.R. 19 ottobre 2000, n. 369 e successivamente dall’articolo 1 del D.P.R. 7 maggio 2002, n. 129.
1. Salvo quanto previsto all’art. 19, ai sensi dell’art. 20, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59, dalla data di entrata in vigore del presente regolamento sono abrogate le seguenti disposizioni: l’art. 60, del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, la legge 24 ottobre 1942, n. 1415, gli articoli 1, 2, 3, 4, 5 e 11 del decreto del Presidente della Repubblica 24 dicembre 1951, n. 1767.
1. Ai sensi dell’art. 20, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59, come modificato dall’art. 2, comma 1, lettera b ), della legge 8 marzo 1999, n. 50, il presente regolamento entra in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.