Source: https://www.valeriamazzotta.it/amministrazione-di-sostegno-la-notifica-del-ricorso-e-pedissequo-decreto-destinatari-costi-modalita-alternative/
Timestamp: 2020-07-14 19:00:36+00:00
Document Index: 50240770

Matched Legal Cases: ['art. 407', 'art. 406', 'art. 417', 'art. 720', 'art. 713', 'sentenza ', 'art 712']

Amministrazione di sostegno: la notifica del ricorso e pedissequo decreto. Destinatari, costi, modalità alternative - Avv. Valeria Mazzotta
Published by Valeria Mazzotta at 31 marzo 2014
notificazione amministrazione di sostegno
L’art. 407 cod .civ. specifica che il Giudice tutelare provvede, assunte le necessarie informazioni e sentiti i soggetti indicati all’art. 406 cod. civ. , il quale rimanda ulteriormente all’art. 417 cod. civ. in materia di interdizione, secondo il quale l’istanza (di interdizione o di inabilitazione, ma anche, in forza del rinvio, d’amministrazione di sostegno) può essere promossa dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo grado, oltre che dal tutore, dal curatore e dal pubblico ministero.
Il codice di procedura civile disciplina il procedimento di nomina dell’ads all’art. 720 bis , il quale dispone che ad esso si applichino in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 712, 713, 716, 719 e 720 c.p.c.. Ai fini della notificazione, rilevano gli artt. 712 e 713 , il primo dei quali specifica al secondo comma che nel ricorso debbono essere indicati il nome e il cognome e la residenza del coniuge, dei parenti entro il quarto grado, degli affini entro il secondo grado, mentre l’art. 713 sancisce che il ricorso e il decreto sono notificati a cura del ricorrente, entro il termine fissato nel decreto stesso, alle persone indicate nel ricorso stesso.
Sul punto è intervenuta la Corte di Cassazione con la sentenza n. 9628/2009 confermando, con riguardo all’istituto dell’amministrazione di sostegno, il precedente orientamento elaborato in materia di interdizione e ribadendo che “i parenti ed affini a norma dell’art 712 c.p.c. (…) non hanno veste di parti in senso tecnico-giuridico, bensì svolgono funzioni consultive, essendo “fonti di informazioni” per il giudice”. Inoltre, nel “dolersi della mancata audizione di parenti ed affini” occorre anche “… indicare le circostanze non considerate dal Tribunale su cui tali soggetti avrebbero potuto fornire elementi utili ai fini della decisione”.
Diversamente deve considerarsi prevalente l’interesse del beneficiario alla speditezza e snellezza del procedimento per nomina dell’Ads.
Infatti, per procedere all’incombente della notifica, il ricorrente deve innanzitutto procurarsi tante copie autentiche (più una) quanti sono i parenti cui va notificato il ricorso e pedissequo decreto, e successivamente procedere con la concreta notifica. Le copie autentiche di un provvedimento giudiziale vengono rilasciate dalla Cancelleria del Tribunale solo dopo aver corrisposto, per ciascun atto, una marca da bollo il cui prezzo varia a seconda di quante pagine è composto l’atto e dell’urgenza. Ne consegue, quindi, che la corposità di un atto aumenta l’importo della marca da bollo, e che più copie autentiche sono necessarie, più marche da bollo devono essere acquistate.