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Timestamp: 2017-10-18 22:01:59+00:00
Document Index: 1553678

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 81', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 3']

Novità fiscali del 23 luglio 2007. In evidenza: gli enti non commerciali esonerati dalla presentazione degli elenchi clienti e fornitori per il 2007
1) PARTICOLARI ENTI NON COMMERCIALI ESONERATI DALLA PRESENTAZIONE DEGLI ELENCHI CLIENTI E FORNITORI PER IL 2007: QUESTI I SOGGETTI INTERESSATI ALL’ESONERO……………<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Esonerati dalla presentazione degli elenchi clienti e fornitori per il 2007 (oltre ai contribuenti in contabilità semplificata ed ai professionisti) le associazioni di promozione sociale, di volontariato e le Onlus.
Saranno interessali tutti i professionisti, indipendentemente dal volume dei compensi, nonché imprenditori (persone fisiche e società di persone) che per l’anno 2005 hanno dichiarato ricavi fino a 309.874,14 euro se effettuano prestazioni di servizi, o fino a 516.456,90 per le cessioni di beni.
L’esonero riguarda chi opera in contabilità semplificata, ossia chi nel 2005 ha realizzato ricavi inferiori ai limiti sopra indicati, anche se ha superato le soglie nel 2006. L’agevolazione non dovrebbe riguardare chi nel 2006 era in conlabilità ordinaria per opzione.
L’emendamento esonera una serie di associazioni ed enti no profit (associazioni di promozione sociale e associazioni di volontariato iscritte nei registri nazionali, regionali e provinciali e delle Onius).
Per questi soggetti, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del Di 81/07, un decreto dell’Economia individuerà modalità semplificate di compilazione e presentazione valide per gli elenchi 2007 da presentare nel 2008.
Semplificazioni ulteriori rispetto a quelle concesse dal provvedimento del Direttore delle Entrate del 25 maggio («Gazzetta Ufficiale» del 14 giugno) che ha fissato, le modalità tecniche e i termini della trasmissione.
II provvedimento direttoriale ha prorogato al 15 ottobre 2007 il termine, che scadeva lo scorso 29 aprile, per presentare gli elenchi per l’anno 2006, mentre è stata spostala al 15 novembre la scadenza di chi rientra nei limiti di dimensionali per effettuare le liquidazioni Iva con cadenza trimestrale.
Molti di questi ultimi soggetti, almeno per l’anno 2006, eviteranno ora la trasmissione.
La scadenza del 15 novembre dovrebbe restare, almeno per i contribuenti in contabilità ordinaria, se ai fini Iva rientrano tra i trimestrali per opzione (per esempio una Sri in contabilità ordinaria ma con volume d’affari inferiore ai limiti sopra richiamati).
Agevolazioni già in vigore
Per gli anni 2006 e 2007, del resto, ci sono già alcune semplificazioni: L’elenco clienti dovrà essere compilato indicando i soli soggetti titolari di partita Iva, escludendo le operazioni effettuate nei confronti dei privati e sarà possibile indicare solo la partita Iva del cliente o fornitore. Inoltre, solo per il 2006 e il 2007, non dovranno essere comunicate da parte dei soggetti obbligati alla presentazione degli elenchi:
– operazioni relative a fatture, emesse o ricevute, di importo ulteriore a 154,94 euro, registrate cumulativamente;
– operazioni relative a fatture emesse o ricevute per le quali non è prevista la registrazione ai fini Iva;
– operazioni relative a fatture emesse dai commercianti al minuto.
Esoneri per associazioni di promozione sociale, di volontariato e le Onlus.
Aumentano i contribuenti esonerati dalla presentazione degli elenchi clienti e fornitori per il 2006: oltre i soggetti in contabilità semplificata, anche associazioni di promozione sociale, associazioni di volontariato e onlus potranno evitare l’incombenza, almeno per quest’anno. Un emendamento al D.L. 18 ripropone l’esonero tra l’80 e il 90% dei titolari di partita Iva molti dei quali avrebbero dovuto inviare gli elenchi entro il 15 novembre.
Infatti, viene disposto che per l’anno d’imposta 2006, i soggetti in regime di contabilità semplificata di (cui agli artt. 18 e 19 del DPR 29.9.1973, n. 600), sono esonerati da tale obbligo (previsto dal comma 4-bis dell’art. 8-bis del DPR 22.7.1998, n. 322).
Detta norma di esonero si applica anche a taluni enti non commerciali, in particolare interessa:
– i soggetti iscritti nei registri nazionali, regionali e provinciali istituiti ai sensi della legge 7.12.2000, n. 383, della legge 11.8.1991, n. 266, e per gli iscritti all’anagrafe delle O.N.L.U.S. (D.Lgs. 4.12.1997, n. 460).
Con decreto del ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del neo decreto, saranno disciplinati i termini e le modalità per la semplificazione, a favore dei soggetti di cui al periodo precedente, relativamente all’anno d’imposta 2007, degli adempimenti relativi all’obbligo.
(Anticipazione Il Sole 24 Ore del 20/07/2007)
2) DISCIPLINA DELLE LOCAZIONI DI IMMOBILI URBANI: INDICE ISTAT DI GIUGNO 2007
Per il mese di giugno 2007 è stato fissato nella misura del 1,6% l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, che viene pubblicato ai sensi dell’art. 81 della Legge 27.7.1978, n. 392, sulla disciplina delle locazioni di immobili urbani.
(Istituto Nazionale di Statistica, Comunicato del 19/07/2007, pubblicato in G.U. n. 166 del 19/07/2007)
3) ACCORDO GOVERNO/SINDACATI: I REQUISITI MINIMI PER ANDARE IN PENSIONE
Dal 1° gennaio 2008 i lavoratori dipendenti potranno andare in pensione con 58 anni di età e 35 di contributi.
Dal 1° luglio 2009, poi, si andrà in quiescenza una volta raggiunta “quota 95”, con 59 anni di età.
Dal 1° gennaio 2011 l’età pensionabile raggiungerà i 60 anni, la quota 96, mentre dal 1° gennaio 2013 si potrà andare in pensione a quota 97, con 61 anni di età.
Per i lavoratori autonomi, invece, la scala è aumentata di un anno per quote ed età pensionabile.
Dunque dal 1° gennaio 2007 andranno in pensione all’età di 59 anni, dal 1° luglio 2006 si passa a quota 96, con 60 anni di età.
Dal 1° gennaio 2011 si raggiungerà quota 97, con 61 anni di età, mentre dal 1° gennaio 2013 scatterà quota 98, con 62 anni di età.
(Accordo del 20/7/2007)
4) MALATTIA PROFESSIONALE DEL DIPENDENTE E DENUNCIA TARDIVA ALL’INAIL: SI APPLICA LA SANZIONE AMMINISTRATIVA
Per la tardiva denuncia all’INAIL della malattia professionale insorta al dipendente ed avente come conseguenza l’inabilità permanente al lavoro, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria (prevista dall’art. 53, comma 8, del DPR n. 1124/1965) a carico del datore di lavoro.
Infatti, la denuncia della malattia professionale deve essere fatta dall’assicurato al proprio datore di lavoro entro il termine di quindici giorni dalla sua manifestazione.
Indi, ai sensi dell’art. 53, comma 5, tale denuncia deve essere trasmessa dal datore di lavoro all’INAIL entro i cinque giorni successivi a quello nel quale il prestatore d’opera ha fatto denuncia.
Il Ministero del lavoro ha chiarito che il citato art. 53, comma 5, non contiene nessuna causa di esclusione dall’obbligo della denuncia o dall’obbligo del rispetto del relativo termine di inoltro.
(Interpello Ministero del lavoro e della previdenza sociale 19/07/2007, n. 20)
5) STOCK OPTION – INTERRUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO: IL VALORE DELLE AZIONI ASSEGNATE AI DIPENDENTI VA ASSOGGETTATO A TASSAZIONE COME REDDITO DI LAVORO DIPENDENTE QUALORA LE AZIONI SIANO CEDUTE PRIMA DEL DECORSO DEI TRE ANNI DALLA DATA DI ASSEGNAZIONE
Il valore delle azioni assegnate ai dipendenti deve essere assoggettato a tassazione come reddito di lavoro dipendente quando le azioni siano cedute prima del decorso dei tre anni dalla data di assegnazione.
Tale fattispecie si verifica anche nell’ipotesi in cui ciò avvenga per effetto dell’interruzione del rapporto di lavoro.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate in risposta ad un interpello di contribuente, che, invece, riteneva che la cessione coattiva delle azioni assegnate ai propri dipendenti avvenuta entro i primi tre anni dall’assegnazione che si verifica nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro dipendente, non avrebbe compromesso l’applicazione delle relative agevolazioni fiscali.
Infatti, la suddetta Agenzia delle Entrate non ha condiviso la soluzione prospettata dall’interpellante ed ha rilevato che l’art. 51, comma 2, lettera g) del TUIR, che disciplina il cosiddetto “azionariato popolare”, prevede che non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente il valore delle azioni offerte alla generalità dei dipendenti per un importo non superiore complessivamente nel periodo d’imposta a € 2.065,83, a condizione che non siano riacquistate dalla società emittente o dal datore di lavoro o comunque cedute prima che siano trascorsi almeno tre anni dalla percezione; qualora le azioni siano cedute prima del predetto termine, l’importo che non ha concorso a formare il reddito al momento dell’acquisto va assoggettato a tassazione nel periodo d’imposta in cui avviene la cessione.
In precedenza, la risoluzione n. 118/E del 12.8.2005, ha evidenziato che “Qualora le azioni siano cedute prima del termine del triennio, l’importo che non ha concorso a formare il reddito al momento dell’acquisto é assoggettato a tassazione nel periodo d’imposta in cui avviene la cessione, quale compenso in natura di lavoro dipendente. Un analogo recupero a tassazione é previsto nel caso di riacquisto da parte del datore di lavoro e della società emittente a prescindere dal periodo di possesso”.
In tale risoluzione non é stato dato parere negativo, al fine di beneficiare del particolare regime di favore, per l’ipotesi della cessione delle azioni avvenute entro il triennio giacché dipendente da un obbligo di legge tale da rendere non configurabile una fattispecie elusiva.
Tuttavia, l’ipotesi di specie faceva riferimento ad una situazione nella quale la società capogruppo ha esercitato un diritto riconosciuto che ha determinato una cessione obbligatoria delle azioni assegnate non riconducibile alla volontà dei soggetti interessati, sia dei lavoratori che della società controllata che aveva effettuato l’assegnazione delle medesime azioni.
Nel caso attuale, il piano azionario (che disciplina i criteri di assegnazione delle azioni ai dipendenti nonché le modalità di regolamentazione) prevede espressamente un vincolo di indisponibilità di 36 mesi, periodo entro il quale le medesime azioni non possono essere cedute.
Inoltre, tale regolamento prevede in caso di pensionamento, che l’assegnatario ha il diritto-dovere di cedere tutte le azioni, anche se la cessazione del rapporto di lavoro interviene nel corso del periodo di indisponibilità.
Ma anche se la cessione delle azioni da parte dei dipendenti avviene sulla base di disposizioni di carattere regolamentare contenute nel piano stesso, in forma obbligatoria e senza lasciare alcun margine di scelta ai dipendenti, a parere dell’Agenzia delle Entrate non vengono rispettati i requisiti previsti dall’art. 51 del Tuir per l’applicazione della tassazione agevolata.
In sostanza, secondo l’Amministrazione finanziaria, non è possibile equiparare le disposizioni contenute nel regolamento che disciplina il piano di assegnazione delle azioni a disposizioni di legge che, invece, consentirebbero di conservare l’agevolazione fiscale in caso di cessione obbligatoria nel triennio.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 20/07/2007 n. 174)
6) APPLICAZIONE IVA AGEVOLATA PER ACQUISTO AUSILI INFORMATICI: QUANDO NON OCCORRE LA CERTIFICAZIONE SANITARIA
Si applica l’Iva agevolata nella misura del 4%, senza la necessità di acquisire alcuna certificazione sanitaria, sulle cessioni di ausili informatici, di cui si deve dotare un istituto per ciechi, se i sussidi, per le loro caratteristiche tecniche, possono essere utilizzati esclusivamente da persone non vedenti.
Si tratta di un nuovo chiarimento dell’Agenzia delle Entrate che è, così, tornata sulle condizioni per potere usufruire dell’Iva ridotta in caso di acquisto di sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’integrazione dei portatori di handicap.
Il nuovo chiarimento
La norma prevede l’applicazione dell’aliquota iva agevolata al 4% per le spese sostenute per i sussidi tecnici ed informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei soggetti portatori di handicap (di cui all’art. 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104).
Ll’agevolazione iva è personale e, conseguentemente, si può applicare alle sole cessioni di sussidi tecnici ed informatici effettuate direttamente nei confronti dei soggetti disabili o di coloro che l’abbiano a carico.
Tuttavia, la risoluzione n. 253 del 31 luglio 2002 ha precisato, al riguardo, che, al fine della spettanza dell’agevolazione, occorre stabilire se i beni ceduti siano configurabili come protesi o ausili e verificare che gli stessi riguardino menomazioni funzionali permanenti.
Per qualificare dei beni come “ausili o protesi” non é sufficiente il dato obiettivo della destinazione a soggetti affetti da menomazioni funzionali permanenti ma occorre un’indagine mirata a verificare che si tratti di beni qualificabili “come ausili o protesi”.
La prima categoria é costituita da quegli ausili che “per vocazione” possono essere utilizzati esclusivamente da malati affetti da menomazioni funzionali permanenti; in questo caso non ponendosi incertezze in merito alla loro inerenza, non occorre la certificazione sanitaria.
La seconda riguarda, invece, beni che possono costituire ausili ma che, per caratteristiche e qualità, sono suscettibili di diversa utilizzazione.
In queste ipotesi, per potere applicare l’aliquota agevolata occorre un’adeguata certificazione sanitaria che ne attesti l’utilizzazione da parte dei malati affetti da menomazioni funzionali permanenti.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 20/07/2007 n. 175)
7) TRASFERIMENTO DI CONTANTE, TITOLI E VALORI: DISPONIBILE IL NUOVO MODELLO DI DICHIARAZIONE
L’Agenzia delle Dogane ha reso reso disponibile il nuovo modello di dichiarazione all’Ufficio Italiano Cambi di trasferimento di contante, titoli e/o valori mobiliari predisposto ai sensi del regolamento 1889/2005/CE.
Si ricorda, che dal 15/6/2007 il relativo obbligo sussiste per i viaggiatori che entrano o escono dall’UE portando con sé una somma pari o superiore a € 10.000 in contanti o in forme equivalenti di valuta.
(Nota Agenzia Dogane 18/07/2007, n. 9846/VCT/3)