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Timestamp: 2018-11-16 23:24:06+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'art.82', 'art.83', 'art. 86', 'art. 71', 'art. 71', 'art.117', 'art. 84', 'art. 85', 'art. 85', 'arte 10', 'arte 3']

I RISCHI DI NATURA ELETTRICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO D.Lgs. 81/08 09/10/ PDF
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1 I RISCHI DI NATURA ELETTRICA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO D.Lgs. 81/08 09/10/2014
2 INQUADRAMENTO NORMATIVO Titolo III - CAPO III del D.Lgs. 81/08 (TUTELA DEI LAVORATORI) REQUISITI IMPIANTI, LE DISPOSIZIONI MACCHINE LEGISLATIVE E EDMATERIALI NORME TECNICHE TECNICHE PER LA Legge 186/68 CEI UNI - ISO - EN SICUREZZA E D.M. 37/08 SALUTE SUL Legge 791/77 LAVORO D.Lgs. 17/10 Ecc. D.M. specifici (Antincendio) D.M. 462/01 (Verifiche periodiche)
13 GLI OBBLIGHI DEL D.Lgs. 81/08 Art Obblighi del datore di lavoro. 2. A tale fine il datore di lavoro esegue una valutazione dei rischi di cui al precedente co. 1, tenendo in considerazione: a) le condizioni e le caratteristiche Esempio: uso comune di impianto elettrico specifiche del lavoro, ivi comprese (cantiere); Uso attrezzature elettriche in quota; luoghi con conduttori ristretti, lavori sotto eventuali interferenze; tensione, parti attive a distanza minore Da9, ecc.. Esempio: presenza di impianti sotto traccia interrati, presenza di ATEX; ambienti b) i rischi presenti nell ambiente di umidi/bagnati; vibrazioni su impianti ed lavoro; apparecchiature; polvere; ed agenti chimici aggressivi; luoghi MARCI; ecc c) tutte le condizioni di esercizio Esempio: uso ordinari; manutenzione ordinaria e prevedibili. straordinaria; sistemi di funzionamento (manuali automatici); continuità, ecc...
17 IL D.Lgs. 81/08 - RISCHIO ELETTRICO CAUSE DI INCENDIO DI ORIGINE ELETTRICA MOTORI CAVI 30% 31% APPARECCHI 11% VARIE GIUNZIONI DI 7% CAVI 21% Statistiche condotte nel 1988 (per la stesura ex L.46/90) su cinquemila infortuni elettrici per folgorazione Statistiche condotte dal Comando Nazione dei Vigili del Fuoco 2008 Statistiche di eventi infortunistici su macchine ed impianti
18 INFORTUNI PROVINCIA DI FROSINONE Infortunio Dinamica Carenze Il lavoratore mentre fissava uno Tassello Mancata VDR del datore di lavoro artt. 28; 29; 81 del per il ponteggio toccava con la punta del D.Lgs. 81/08 Mortale trapano un conduttore sottotraccia (2010) Il lavoratore mentre collegava Mancato rispetto delle misure di salvaguardia elettricamente una macchina all impianto (assenza di protezioni sull impianto elettrico elettrico rimaneva folgorato. (2009) differenziale ed impianto di terra); lavoro elettrico Il lavoratore mentre collegava una insegna sotto tensione (vietato) 80 del D.Lgs. 81/08 luminosa rimaneva folgorato (2014) Il lavoratore mentre lavava la betoniera rimaneva folgorato (2014) Il lavoratore mentre portava una cariola Mancato rispetto delle misure di salvaguardia veniva folgorato per contato con i capelli e (assenza di protezioni sull impianto elettrico Grave una plafoniera metallica (2009) differenziale ed impianto di terra) 80 del D.Lgs. 81/08 Il lavoratore mentre collegava una radio Errore del lavoratore ne fare il collegamento sotto veniva folgorato per contato con bocca e tensione. cavo di alimentazione (2010) Il lavoratore mentre prelevava, con utilizzo Mancata VDR artt. 28; 29; 117 del D.Lgs. 81/08 di un carrello elevatore (merlo), elementi di un ponteggio metallico, toccava inavvertitamente la linea aerea nuda da 20KV in tensione (2014)
20 LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO D.Lgs.81/08 Per la VDR non esiste un metodo definito si può per esempio : FASE1 Verifica del Rispetto delle Misure di Salvaguardia (Prerequisito) FASE 2 Analisi dell attività lavorativa (attività ordinaria e specifica) Stima del rischio P x D Rischio elettrico VDR per fulminazione (progettazione e realizzazione delle misure di sotto controllo? Si Si prevenzione protezione, controllo nel tempo dei livelli di sicurezza) No Individuazione e Integrazione del Attuazione delle misure di riprogrammazione nuove DVR (*) prevenzione, protezione misure (rischio residuo) ed organizzative Variazioni? Si (processi produttivi, Verifica efficacia ed infortuni, near misiss, efficienza delle misure Revisione Periodica No ecc. (programma di miglioramento) (*) è possibile per aziende con < 10 dip. adottare le procedure standardizzate
21 LAVORATORI - UTENTI DI IMPIANTI ELETTRICI MISURE DI SALVAGUARDIA PER PREVENIRE IL RISCHIO ELETTRICO PER LAVORATORI E UTENTI DI IMPIANTI ELETTRICI - D.Lgs. 81/08 Art. 81 REALIZZAZIONE A Art. 80 co.3 MANTENIMENTO DELLE REGOLA D ARTE UTILIZZO IDONEO CONDIZIONI DI SICUREZZA Legge 186/68 Art. 36 Informazione Art. 64 Regola d arte Art. 37 Formazione (*) Manutenzione Art. 80 co.3 bis Art. 86 D.M. 37/08 Procedure operative Controlli periodici Progettazione Dichiarazione di conformità (*) Formazione specifica secondo accordo CSR D.P.R. 462/01 Dichiarazione di rispondenza Verifiche periodiche FASE 1
22 LAVORATORI - UTENTI DI IMPIANTI ELETTRICI MISURE DI SALVAGUARDIA PER PREVENIRE IL RISCHIO ELETTRICO PER LAVORATORI E UTENTI DI APPARECCHIATURE ELETTRICHE - D.Lgs. 81/08 Art. 81 REALIZZAZIONE A Art. 80 co.3 Art. 80 co.3 REGOLA D ARTE UTILIZZO IDONEO MANTENIMENTO DELLE CONDIZIONI DI SICUREZZA Legge 186/68 Artt. 36; 37; 80 co.3 bis (*) Art. 80 co.3 bis Regola d arte Manuale d uso e man. Manuale d uso e manutenzione Informazione Formazione Marcature CE (*) Procedure operative Dichiarazione di Conformità (ove prevista) FASE 1 (*) tener conto anche delle direttive e dei regolamenti applicabili
23 LAVORATORI - UTENTI ESPOSTI AL RISCHIO DI FULMINAZIONE MISURE DI SALVAGUARDIA PER PREVENIRE IL RISCHIO ELETTRICO PER LAVORATORI E UTENTI PER ESPOSIZIONE A FULMINAZIONE Art. 81 REALIZZAZIONE A Art. 80 co.3 MANTENIMENTO DELLE REGOLA D ARTE UTILIZZO IDONEO CONDIZIONI DI SICUREZZA Legge 186/68 Art. 36 Informazione Art. 64 Regola d arte Art. 37 Formazione Manutenzione D.M. 37/08 Art. 80 co.3 bis Art. 86 Progettazione Procedure operative Controlli periodici Dichiarazione di conformità D.P.R. 462/01 (Dichiaraz. di rispondenza) Verifiche periodiche FASE 1 Prima effettuare la valutazione del rischio per fulminazione
24 MISURE DI SALVAGUARDIA : COSA FARE PER IMPIANTI, APPARECCHIATURE, MACCHINE, UTENSILI ESISTENTI COSA FARE IN AZIENDA (PER IMPIANTI, ATTREZZATURE, MACCHINE, UTENSILI) CHE NON RISPETTANO LE MISURE DI SALVAGUARDIA? VERIFICA DELLA RISPONDENZA ALLE NORME ESAME A VISTA idoneità materiali ed app.chiature; gradi di protezione involucri; connessioni idonee ed isolamento; collegamenti a terra contrassegni ed identificazioni; Compatibilità ambiente di lavoro ed installazioni elettriche, macchine; ecc PROVE STRUMENTALI continuità del PE; intervento dispositivi (differenziali, mag./term., salvamotori, ecc..) ; misure di terra, isolamento, CTO-CTO; misura impedenza anello di guasto sistemi TNS; misura cadute di tensione; Calcoli di verifica; ecc.. FASE 1 DOCUMENTAZIONE dichiarazioni di conformità impianti ; dichiarazione di conformità macchine; schemi elettrici e planimetrici; manuali relazioni collaudo; verbali verifiche periodiche; programmi di manutenzione; Registro dei controlli; ecc..
25 LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO D.Lgs.81/08 PRECISAZIONI NON ESISTE UNA NORMA TECNICA DI RIFERIMENTO PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI DI NATURA ELETTRICA ESISTONO NORME TECNICHE PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO A FULMINAZIONE ESISTONO NORME TECNICHE LA GESTIONE DEL RISCHIO IN ATTIVITA SPECIFICHE ( LAVORI ELETTRICI) ESISTONO NORME TECNICHE PER LA MANUTENZIONE
26 LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO D.Lgs.81/08 ANALISI DELL ATTIVITA LAVORATIVA Verificare la coesistenza nel tempo e nello spazio di: SOGGETTI ESPOSTI Lavoratori in qualità di utenti (fine) Lavoratori in qualità di utenti nella condizione dell art. 80 co.2 Lavoratori addetti in attività specifiche artt.82; 83 ESPOSIZIONE A RISCHI DI NATURA ELETTRICA a) contatti elettrici diretti; b) contatti elettrici indiretti; c) innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni; d) innesco di esplosioni; e) fulminazione diretta ed indiretta; f) sovratensioni; g) altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili. FASE 2 Art. 80 co.2 PRENDENDO IN CONSIDERAZIONE Le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro, ivi comprese eventuali interferenze; I rischi presenti nell ambiente di lavoro; Tutte le condizioni di esercizio prevedibili.
27 STIMA DEL RISCHIO P x D STIMA DEL RISCHIO ELETTRICO R = P x D La valutazione di tutti i lavoratori in qualità di utenti non va effettuata (è già effettuata in sede normativa rispettando i requisiti di sicurezza per impianti, macchine, apparecchiature e luoghi di lavoro) La valutazione di tutti i lavoratori in qualità di utenti se sono presenti le condizioni dell art. 80 co.3 (interferenze, condizioni ambientali sfavorevoli, lavori specifici, ecc..) Va effettuata la Effettuare la valutazione per i valutazione del lavoratori addetti ad per rischio per attività specifiche fulminazione Norma CEI EN CEI (2014) (valutazione secondo Esercizio degli impianti elettrici norma CEI EN e accettabilità del rischio) Norma CEI (2014) Lavori su impianti elettrici Norma CEI (2005) Esecuzione di lavori sotto tensione su impianti elettrici di Categoria II e III in corrente alternata STIMA STIMA SEMI - QUALITATIVA QUANTITATIVA FASE 2
28 PRESENTI I RISCHI DI NATURA ELETTRICA USO DI: Materiali elettrici (art. 80) Presenza di Apparecchiature elettriche (art. 80) persone e/o Impianti elettrici (art. 80) lavoratori utenti Lavori sotto tensione (art.82) o come lavoratori + Lavori in prossimità di parti attive (art.83) addetti ad attività Lavori per l effettuazione di verifiche e controlli all art. 86 specifiche Macchine alimentate elettricamente (art. 71 all.vi) (manutenzione, Utensili elettrici (art. 71) lav. Elettrici, ecc..) Linee elettriche (art.117) Altro. N.B. COESISTENZA NEL TEMPO E NELLO SPAZIO FASE 2 DI LAVORATORI/PERSONE E FONTI DI RISCHIO
29 PRESENTI I RISCHI DI NATURA ELETTRICA USO DI AMBIENTI DI LAVORO: Protezioni dai fulmini (art. 84) tutti gli edifici, gli impianti, Presenza di le strutture, le attrezzature, ecc.. presenti sono persone e/o potenzialmente esposte a fulminazione diretta ed indiretta. lavoratori utenti o come lavoratori + Protezione di edifici, impianti strutture ed attrezzature addetti ad attività (art. 85) tutti gli edifici, gli impianti, le strutture, le specifiche attrezzature, ecc.. devono essere protette dall innesco elettrico in presenza di ATEX e di materiali esplosivi. N.B. COESISTENZA NEL TEMPO E NELLO SPAZIO FASE 2 DI LAVORATORI/PERSONE E FONTI DI RISCHIO
30 STIMA DEL RISCHIO ELETTRICO R=PxD UN METODO Probabilità MATRICE ASSIMETRICA PER LA STIMA DEL RISCHIO Riferimenti tecnici BS MI Molto improbabile I Improbabile P Probabile MP Molto Probabile Danno DL DM DG Danno Lieve Danno Moderato Danno Grave Rischio molto basso Rischio molto basso Rischio alto Rischio molto basso Rischio medio Rischio molto alto Rischio basso Rischio alto Rischio molto alto Rischio basso Rischio molto alto Rischio molto alto FASE 2
31 STIMA DEL RISCHIO ELETTRICO R=PxD UN METODO DEFINIZIONE DI ACCETTABILITA BS 18004/2008 Categoria di rischi Valutazione di accettabilità Molto Basso ACCETTABILE rischio che è stato ridotto a un livello che può essere tollerato dall organizzazione tenendo in considerazione il rispetto degli obblighi di legge e della propria politica per la sicurezza e salute Basso IL RISCHIO DOVREBBE ESSERE RIDOTTO per quanto sia possibile Medio (basso quanto ragionevolmente praticabile) Alto Molto Alto NON ACCETTABILE FASE 2
32 STIMA DEL RISCHIO ELETTRICO R=PxD ESEMPIO DI RAPPORTO DI VALUTAZIONE (Luogo ordinario) Lavoratore Pericolo Danno Misure di Sistemi e Stima del rischio Valutazione esposto potenziale prevenzione e procedure di del rischio protezione controllo P D R Utilizzatore generico Addetti ai lavori elettrici Altri Contatti diretti, contatti indiretto, ecc.. Verifica periodica D.P.R. 462/01; Gestione, manutenzione e verifiche degli impianti, procedure di lavoro sicuro. Ecc.. Interruzione dell alimentazione mediante utilizzo di impianto di terra e idonei dispositivi di protezione; protezione mediante componenti elettrici di Classe II; divieto di utilizzo di spine prive di messa a terra; divieto di realizzare connessioni mediante adattatori che non garantiscono la messa a terra, In-Formazione, addestramento, ecc.. Elettrocuzione, ustioni, traumi, indiretti dovuti a cadute o movimenti incontrollati dei muscoli(tetanizzazione), ecc.. FASE 2
33 VALUTAZIONE AREE OMOGENEO Il valutatore potrà suddividere la realtà aziendale classificandole in aree omogenee per il rischio elettrico, per esempio in riferimento all uso di un impianto elettrico (CEI 64/08) si possono avere: Luoghi ordinari; Luoghi a maggior rischio in caso d incendio; Luoghi conduttori ristretti; Luoghi con pericolo di esplosione; Cabine di trasformazione MT/BT; Locali ad uso medico; Ambienti in cui si svolgono attività di zootecnia; Cantieri Ecc.. FASE 2 Tale suddivisione può aiutarci a semplificare il lavoro
34 ESPOSIZIONE LAVORATORI AL RISCHIO ELETTRICO IN ATTIVITA SPECIFICHE Art Lavori sotto tensione 1. E vietato eseguire lavori sotto tensione. Tali lavori sono tuttavia consentiti nei casi in cui le tensioni su cui si opera sono di sicurezza, secondo quanto previsto dallo stato della tecnica o quando i lavori sono eseguiti nel rispetto delle seguenti condizioni: a) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme tecniche b) per sistemi di categoria 0 e I purché l'esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a lavoratori riconosciuti dal datore di lavoro come idonei per tale attività secondo le indicazioni della pertinente normativa tecnica; c) per sistemi di II e III categoria purchè: 1) i lavori su parti in tensione siano effettuati da aziende autorizzate, con specifico provvedimento del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, ad operare sotto tensione; 2) l'esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a lavoratori abilitati dal datore di lavoro ai sensi della pertinente normativa tecnica riconosciuti idonei per tale attività. 2. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, da adottarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono definiti i criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cui al co. 1, let. c), numero 1) DM 04/02/ Hanno diritto al riconoscimento di cui al co. 2 le aziende già autorizzate ai sensi della legislazione vigente FASE 2
35 ESPOSIZIONE LAVORATORI AL RISCHIO ELETTRICO IN ATTIVITA SPECIFICHE Art Lavori in prossimità di parti attive 1. Non possono essere eseguiti lavori non elettrici in vicinanza di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti di cui alla tabella 1 dell ALLEGATO IX, salvo che vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi. 2. Si considerano idonee ai fini di cui al co. 1 le disposizioni contenute nelle pertinenti norme tecniche. FASE 2
36 ESPOSIZIONE LAVORATORI AL RISCHIO ELETTRICO IN ATTIVITA SPECIFICHE MISURE DI PREVENZIONE PER IL RISCHIO ELETTRICO DEI LAVORATORI ESPOSTI IN ATTIVITA SPECIFICHE (per esempio: installazioni, manutenzioni, regolazioni, misure, ecc..) Artt. 82 e 83 D.Lgs. 81/08 (parti attive non protette) In Tensione Fuori Tensione CEI EN punto 6.2 Art. 82 Lavori Sotto Tensione Art. 83 Lavori con Distanze < all. IX (*) Categoria 0 e 1 (*) Lav. non elettrici (**) Categoria II e III (*) Lav. in prossimità FASE 2 (*) CEI (**) CEI e DM 04/02/2011 formazione specifica ed abilitazioni
37 ESPOSIZIONE LAVORATORI AL RISCHIO ELETTRICO IN ATTIVITA SPECIFICHE MISURE DI SALVAGUARDIA PER PREVENIRE IL RISCHIO ELETTRICO E LA SUA GESTIONE PER LAVORATORI ESPOSTI IN ATTIVITA SPECIFICHE Artt. 82 e 83 D.Lgs. 81/08 Per gestire il rischio elettrico nei lavori vicino a parti attive non protette è fondamentale effettuare: La valutazione dei Rischi; La pianificazione degli interventi; La stesura di procedure di lavoro applicabili; La formazione e l addestramento di figure professionali; L idoneità (se prevista); L adozione di protezioni collettive; La scelta di DPI e attrezzature necessarie FASE 2
38 PROTEZIONE DAI FULMINI Art Protezioni dai fulmini 1. Il datore di lavoro provvede affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini realizzati secondo le norme tecniche. LPS (Laghtning Protection System) LPS Interno Collegamenti equipotenziali SPD (imp. entranti) Isolamento in aria LPS Esterno Captatori Calate Dispersori FASE 2
39 VDR PER FULMINAZIONE CEI EN FASE 2
40 VDR PER FULMINAZIONE CEI EN (CEI 81/10) Entrata in vigore 01/03/2013 Il Rischio per fulminazione è dato da : Rischio Numero Probabilità Perdita da fulminazione di eventi pericolosi del danno in seguito al danno Allegato A della Norma Allegato B della Norma R < RT (tollerabile) (protezione da fulminazione diretta) FASE 2 Allegato C della Norma
41 MAPPA ITALIANA DI FULMINAZIONE Dati disponibili da luglio solo sul sito del CEI a pagamento
42 I RISCHI DI NATURA ELETTRICA PER LA PRESENZA DI ATEX ED ESPLOSIVI Art Protezione di edifici, impianti strutture ed attrezzature 1. Il datore di lavoro provvede affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dai pericoli determinati dall innesco elettrico di atmosfere potenzialmente esplosive per la presenza o sviluppo di gas, vapori, nebbie infiammabili o polveri combustibili infiammabili, o in caso di fabbricazione, manipolazione o deposito di materiali esplosivi. 2. Le protezioni di cui al co. 1 si realizzano utilizzando le specifiche disposizioni di cui al presente decreto legislativo e le pertinenti norme tecniche di cui all ALLEGATO IX L art. 85 va letto insieme al TITOLO XI del D.Lgs. 81/08 e se sono presenti esplosivi al DPR 302/56
43 I RISCHI DI NATURA ELETTRICA PER LA PRESENZA DI ATEX ED ESPLOSIVI CLASSIFICARE LE ZONE SECONDO LA PRESENZA DI ATEX ED ASSOCIARE LE INSTALLAZIONE ELETTRICHE, LE ATTREZZATURE, UTENSILI COMPATIBILI EN (CEI 31-30) "Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per presenza di gas - Parte 10: classificazione dei luoghi pericolosi". GUIDA CEI "Costruzioni elettriche per atmosfere potenzialmente esplosive per la presenza di gas Guida all'applicazione della norma EN (CEI 31-30) - Classificazione dei luoghi pericolosi". GUIDA CEI 31-35/A "Costruzioni elettriche per atmosfere potenzialmente esplosive per la presenza di gas Guida all'applicazione della norma EN (CEI 31-30) - Classificazione dei luoghi pericolosi - Esempi di applicazione". EN (CEI 31-52) "Costruzioni elettriche destinate all'uso in ambienti con presenza di polvere combustibile. - Parte 3: Classificazione dei luoghi dove sono o possono essere presenti polveri combustibili"; GUIDA CEI (CEI 31-56) Guida all'applicazione della norma EN (CEI 31-52); CEI 64-2 "Impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione PER GLI ESPLOSIVI - Prescrizioni specifiche per la presenza di polveri infiammabili e sostanze esplosive" - cap. IV relativo ai luoghi di classe 0;
44 VERIFICHE E CONTROLLI IMPIANTI E APPARECCHIATURE ELETTRICHE
45 VERIFICHE E CONTROLLI D.Lgs. 81/08 Art Verifiche e controlli 1. Ferme restando le disposizioni del D.P.R. 462/2001, in materia di verifiche periodiche, il datore di lavoro provvede affinché gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dai fulmini siano periodicamente sottoposti a controllo secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e la normativa vigente per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza. 2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, adottato sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono stabilite le modalità ed i criteri per l effettuazione delle verifiche e dei controlli di cui al co. 1 (*) 3. L esito dei controlli di cui al co. 1 è verbalizzato e tenuto a disposizione dell autorità di vigilanza. (*) Il decreto non è stato ancora emanato
46 VERIFICHE PERIODICHE E CONTROLLI IL DATORE DI LAVORO EFFETTUA PER IMPIANTI ELETTRICI E PROTEZIONE DAI FULMINI VERIFICHE - D.P.R. 462/01 Svolti per conto del D.L. dall Autorità (INAIL, ARPA e/o ASL, Organismo Notificato) CONTROLLI Svolti dal D.L. con persona qualificata secondo le norme di buona tecnica e la normativa vigente Documentazione Dichiarazione di conformità D.M. 37/08 ; Rapporto di prova (prima verifica dell installatore); Comunicazione all INAIL; Verbali di verifica periodica. Documentazione Verbalizzazione da parte del D.L. tramite persona esperta; Registrazione dei controlli in riferimento alle norme di buona tecnica applicabili ; Registro dei controlli secondo D.M. specifici.
47 LE VERIFICHE PERIODICHE DPR 462/01 Omologazione Verifica a Periodicità della Impianto Verificatore Con campione verifica dichiarazione di ARPA o Impianti di terra in locali ordinari conformità INAIL Cinque anni Organismo dell'installatore dichiarazione di Dispositivi di protezione contro le ARPA o conformità INAIL Cinque anni scariche atmosferiche Organismo dell'installatore Impianti di terra in cantieri, locali dichiarazione di ARPA o medici, ambienti a maggior rischio conformità INAIL Due anni Organismo in caso di incendio dell'installatore Dispositivi di protezione contro le dichiarazione di scariche atmosferiche in cantieri, ARPA o conformità INAIL Due anni locali medici, ambienti a maggior Organismo dell'installatore rischio in caso di incendio Impianti elettrici in luoghi con SI ARPA o pericolo di esplosione NO Due anni ARPA Organismo (ATEX ed esplosivi) Il datore di lavoro invia la Dichiarazione di Conformità all ASL/ARPA e all ISPESL entro 30 giorni dalla messa in servizio dell impianto
48 CONTROLLI Art. 86 Co.1 D.Lgs. 81/08 IMPIANTI ELETTRICI Luoghi di lavoro non soggetti a specifiche disposizioni legislative Luoghi di lavoro soggetti a specifiche disposizioni legislative Luoghi di lavoro con pericolo di esplosioni Norma CEI 64/8 Esame a vista e prove periodicità scelta dal D.L. (es. 6 mesi il differenziale) Esame a vista e prove periodicità prevista in D.M. specifici (scuole, alberghi, ospedali, ecc..) Norme tecniche CEI che prevedono il registro dei controlli Norma CEI 31/34 Controllo a vista, ravvicinato e dettagliato, la periodicità non deve superare i 3 anni IMPIANTI DI PROTEZIONE DAI FULMINI - LPS Per tutti i luoghi di lavoro ove è presente (Laghtning Protection System) Norma CEI 81/10; 81/3 Esame a vista e prove con periodicità consigliata
49 CONTROLLI Art. 70 Co.4 D.Lgs. 81/08 Per l impianto elettrico a bordo macchina si applica il D.Lgs. 17/10 e deve essere realizzato a regola d arte (applicando la norma EN ; CEI 44-5) I controllo sono programmati Il controllo deve dal costruttore sul libretto di MACCHINE riguardare tutto uso e manutenzione e della ATTREZZATURE l impianto e valutazione dei SIL (Safety ED UTENSILI apparecchiature della Integrity Level) e/o del PL macchina/utensile (Performance Level) sulla affidabilità dei componenti PL - Livello di prestazione EN ISO SIL Sicurezza funzionale EN (CEI 44-16)
50 ALCUNE CRITICITA RISCONTRATE DURANTE LE ATTIVITA DI VIGILANZA