Source: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=6607
Timestamp: 2020-08-14 01:06:09+00:00
Document Index: 165955687

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 113', 'art. 2', 'art. 30', 'art. 19', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 34']

Sul punto necessita ribadire, così come già espresso con la deliberazione dell’Autorità n. 110 citata, che “Tali procedure negoziate senza bando, [nella vigenza del d.lgs. 163/06 così come nel nuovo codice degli appalti e concessioni D.lgs. 50/2016] assumono carattere eccezionale e sono ammesse nei soli casi tassativamente previsti dalle vigenti disposizioni legislative in materia; […]” e che permane “l'obbligo in generale di porre in gara la gestione del servizio di pubblica illuminazione alla cessazione della Convenzione”.
Le circostanze che ES sia proprietaria di parte degli impianti e che si configuri un potenziale risparmio economico nell’adesione alle proposte della stessa Enel Sole – i.e. cessione degli impianti previo ammodernamento e adeguamento degli stessi e per l’assenza di spese a carico del Comune per onorari legali, perizie, dismissione degli impianti, progettazione e direzione lavori da affidare all’esterno - non possono giustificare tale modalità di affidamento diretto del servizio.
Anche l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato con l’Atto di Segnalazione n. 1240 del 16 dicembre 2015 ha ribadito che la: “.. riscontrata difficoltà organizzativa e gestionale del Comune ogni qualvolta parte degli impianti di illuminazione pubblica sia di proprietà terza, […] di per sé non è ragione che possa impedire l’applicazione delle regole a presidio della concorrenza. Valutazioni in merito alla pretesa convenienza economica dell’offerta [di Enel Sole] per l’ammodernamento/riqualificazione degli impianti di proprietà privata potranno [concretamente] manifestarsi in sede di gara per l’affidamento del servizio e la riqualificazione degli impianti stessi”.
Tali affidamenti illegittimi peraltro spesso sfuggono alla tracciabilità dei flussi finanziari, ai sensi degli artt. 3 e 6 della legge 136/2010, stante che - dalla consultazione della Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici presso l’Autorità e delle banche dati presso il Ministero dell’Economia e Finanze e presso la Guardia di Finanza - non risulta una corrispondenza tra le commesse dei Comuni per “servizi energetici” e le acquisizioni, da parte degli stessi, dei CIG (Codici di Identificazione Gara).
In particolare al comma 2 dell’art. 10 citato viene in rilievo che, indipendentemente dalla titolarità della proprietà, i predetti impianti sono vincolati all’uso pubblico e ne deve essere garantita la disponibilità al fine della gestione del servizio. Ed ancora al comma 8 si prevede che i concessionari sono tenuti a fornire agli enti competenti a bandire la gara per l'affidamento del relativo servizio i dati concernenti le caratteristiche tecniche delle reti, degli impianti e delle infrastrutture, il loro valore contabile di inizio esercizio, secondo parametri di mercato, le rivalutazioni e gli ammortamenti e ogni altra informazione necessaria per definire i bandi; prevedendo l'irrogazione di una sanzione pecuniaria da parte del Prefetto per ritardata comunicazione ovvero comunicazione di informazioni false.
Dall’indagine conoscitiva è emerso, inoltre, un utilizzo improprio dei contratti di partenariato pubblico privato (PPP), in particolare della Finanza di Progetto, soprattutto da parte degli enti locali che adotterebbero lo schema concessorio - pur non ricorrendone i presupposti – per i vantaggi della relativa disciplina giuridica (elusione del “patto di stabilità”; traslazione nel futuro dell’onere finanziario dell’operazione).
Le disposizioni del nuovo codice degli appalti e concessioni (D.lgs. 50/2016) si applicano a tutti gli avvisi di gara indetti a partire dal 20.04.2016, salva l’applicazione del d.lgs. 163/06 agli affidamenti ricadenti nel periodo transitorio di cui al punto 1) del precedente Comunicato dell’11 maggio 2016. Tuttavia, anche per questa fase transitoria, è opportuno contemplare, laddove possibile, nei documenti contrattuali le specifiche dei “criteri ambientali minimi” (C.A.M.)9 di cui al D.M. del Ministero dell’Ambiente del 23 dicembre 2013, emanato in attuazione del "Piano d'Azione Nazionale per il Green Public Procurement" (PAN GPPÍ¾ Green Public Procurement: appalti pubblici verdi) in considerazione della enorme incidenza del predetto servizio sui consumi energetici degli Enti Locali.
Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 10 ottobre 2016
1 Cfr. Consiglio di Stato, sez. V, sent. 10 settembre 2010, n. 6529.
2 Cfr. parere del Consiglio di Stato del 18 aprile 2007, n. 456 e Comunicazione della Commissione UE del 5 febbraio 2008 (C/2007/661).
3 Cfr. art. 113 del d.lgs. 267/2000.
4 Sull’improprio e sistematico uso delle proroghe contrattuali si richiama il Comunicato del 4 novembre 2015. Il reiterato ricorso a tale istituto, utilizzabile solo in via eccezionale, costituisce una violazione dei principi di cui all'art. 2 del d.lgs. 163/06, odierno art. 30 del d.Lgs. 163/06, e, in particolare, della libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza. In tema di rinnovo o proroga dei contratti pubblici di appalto, non vi è alcuno spazio per l’autonomia contrattuale delle parti, ma vige il principio che, salvo espresse previsioni di legge in conformità alla normativa comunitaria, una volta scaduto il contratto, deve essere effettuata una nuova gara.
5 Cfr. Cons. Stato, sez V, sent. 28 settembre 2011, n. 5403; TAR Lombardia BS, Sez. II, sent. 27 maggio 2010, n. 2165).
6 L’art. 19 della legge 7 agosto 2015, n. 124, (Riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di interesse economico generale) al comma 1. lett. m) contempla: “revisione della disciplina dei regimi di proprietà e gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni, nonché di cessione dei beni in caso di subentro, in base a principi di tutela e valorizzazione della proprietà pubblica, di efficienza, di promozione della concorrenza, di contenimento dei costi di gestione, di semplificazione”
7 http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/01-03-2016/dlgs-servizi-pubblici-locali
8 cfr. Corte di giustizia, sentenza 27 ottobre 2005, causa C-234/03, sentenza 18 luglio 2007, causa C-382/05, sentenza 11 giugno 2009, causa C-300/07, sentenza del 10 settembre 2009, n. C-206/2008 e, in particolare, Corte di Giustizia, sentenza 10 novembre 2011, in C-348/2010), per cui: “[...] costituisce un «appalto » un contratto con cui il prestatore, in forza delle norme di diritto pubblico e delle clausole contrattuali che disciplinano la fornitura di tali servizi, non assume in misura significativa il rischio in cui l’amministrazione aggiudicatrice incorre […]”.
9 C.A.M. peraltro obbligatori ai sensi dell’art. 34 del nuovo codice degli appalti e concessioni per tutti gli affidamenti connessi agli usi finali di energia banditi sotto la vigenza del d.lgs. 50/2016.