Source: https://alexmarini.com/2019/03/12/relazione-del-difensore-civico-approvate-due-proposte-di-ordine-del-giorno-per-valorizzare-la-figura/?shared=email&msg=fail
Timestamp: 2019-12-06 02:45:32+00:00
Document Index: 30998523

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.2', 'art. 5', 'art.2', 'art.11', 'art. 2', 'art. 145', 'art. 2']

Relazione del Difensore Civico. Approvate due proposte di ordine del giorno per valorizzare la figura – Alex Marini
Posted on 12 marzo 2019 13 marzo 2019 di alexmarinim5s
Relazione del Difensore Civico. Approvate due proposte di ordine del giorno per valorizzare la figura
Ci sono ottime notizie per la tutela dei diritti dei cittadini. Nella seduta di oggi il Consiglio Provinciale ha approvato all’unanimità i 2 ordini del giorno che ho proposto per far sì che gli uffici del difensore civico ottengano più personale per svolgere il loro lavoro (proposta odg 1/XV – integrale a piè di pagina) e affinché siano stanziate le risorse per divulgare l’attività che svolgono (proposta odg 2/XVI), facendola meglio conoscere alla cittadinanza per cui sono pensati e nel cui interesse operano. A questi si aggiunge l’impegno del presidente del consiglio per far sì che tutti i comuni del Trentino sottoscrivano la convenzione con il difensore civico (interrogazione 333/XVI).
Gli ordini del giorno che ho presentato oggi riguardo al sostegno da dare al difensore civico sono stati 2, una circostanza inusuale mai verificatasi prima, resa possibile da un’attenta lettura del regolamento consiliare. Lo spunto invece l’ho ricevuto dalla recente presentazione della relazione annuale della difensora civica. Nella circostanza ella ha fatto presenti le difficoltà operative in cui sin dal 2009 si dibatte il suo ufficio. All’epoca venne aggiunta la figura del garante dei minori ma a questo non corrispose alcun aumento di personale, con l’ovvia conseguenza di sovraccaricare di lavoro l’ufficio. Se ci aggiungiamo una collocazione logistica non ottimale dei locali a disposizione e la necessità di coordinarsi col garante dei detenuti e con quello dei minori (ancora da identificare) si capisce che c’era bisogno di un intervento. Il Consiglio intero ha condiviso e compreso la problematica, dando indicazione al presidente Kaswalder di disporre le risorse necessarie a porvi rimedio.
Nel secondo ordine del giorno mi sono invece focalizzato sulla necessità di far conoscere meglio l’attività del difensore civico. A tal riguardo gli impegni approvati dal Consiglio Provinciale sono stati 3. Mettere a disposizione le risorse umane e finanziarie necessarie ad avviare un piano di comunicazione riguardo all’attività del difensore civico. Organizzare e diffondere la conoscenza della figura del difensore civico negli istituti scolastici e nei corsi di studio. Infine, creare un opuscolo informativo da distribuire ai Comuni alla cittadinanza che riassuma e renda noto chi sia e cosa faccia il difensore civico.
Nel complesso sono estremamente soddisfatto dei risultati ottenuti oggi. Devo ringraziare tutti i colleghi per la disponibilità e la sensibilità dimostrate verso una figura fondamentale per la difesa dei diritti dei cittadini, quale è il difensore civico. Questa è la dimostrazione di come lavorando su temi d’interesse comune sia possibile superare anche le più aspre divergenze politiche per ottenere risultati concreti nell’interesse di tutti.
Video dell’intervento in aula del 12.03.2019
Proposta di ordine del giorno n.1 – Esiguità del personale operante presso l’Ufficio del Difensore civico e inadeguatezza della struttura dal punto di vista logistico
Nella parte introduttiva della relazione annuale della Difensora civica per l’anno 2018 viene ripercorsa l’evoluzione normativa ed organizzativa dell’ufficio dall’anno della sua istituzione ad oggi;
la Difensora civica segnala come a partire dal 2009 si sia verificato un aumento dell’attività dei suoi uffici dovuta all’aggiunta della figura del Garante dei minori senza che seguisse alcun incremento del personale a disposizione, forse in considerazione dei numeri relativamente bassi dei possibili impegni rapportati alla stima della popolazione residente sul territorio di competenza;
all’epoca della predetta modifica dell’assetto istituzionale, l’ufficio era supportato da un direttore, da quattro funzionari e tre addetti alla segreteria;
dal 2014 la Difensora Civica segnala come sia venuta a mancare la figura del direttore, il cui incarico è stato temporaneamente affidato a rotazione ai funzionari con maggiore anzianità di servizio;
pur avendo istituito la figura del Garante dei minori, è rimasto accollato all’ufficio del Difensore civico il difficile ruolo di assegnare o avocare le pratiche, con tutte le conseguenze che ciò implica in tema di responsabilità e corresponsabilità;
la Difensora civica segnala anche una sistemazione logistica degli uffici non ottimale e procedure di coordinamento con le nuove figure del Garante dei diritti dei detenuti e del Garante dei minori ancora da affinare;
a oggi la situazione rispetto all’inizio del mandato datata anno 2014, se possibile appare peggiorata, proprio in ragione dei fatti sopra illustrati;
a pagare i limiti organizzativi e la limitatezza delle risorse umani dell’ufficio del Difensore civico è la cittadinanza e, molto verosimilmente, quella fascia di popolazione che più avrebbe bisogno di una figura che operi a tutela dei diritti e degli interessi del cittadino nei confronti della Pubblica amministrazione.
A conferma di tale ipotesi si segnala il fatto che, proprio a causa della riduzione dei giorni di ricevimento, l’ufficio del Difensore Civico abbia registrato un calo nella raccolta di nuovi casi nei recapiti presenti presso le Comunità di valle.
Tutto ciò premesso il Consiglio della Provincia autonoma di Trento impegna il Presidente del Consiglio:
a intervenire per rimediare alla mancanza di personale destinato all’ufficio del Difensore Civico e a intervenire sull’organizzazione degli spazi logistici in tal modo permettendo l’offerta alla cittadinanza di un servizio adeguato ed efficace, con particolare riferimento alle fasce marginali della società e alle comunità periferiche, il tutto in accordo con il Difensore Civico e compatibilmente con il progetto di bilancio del Consiglio.
Proposta di ordine del giorno n.2 – Divulgazione dell’attività svolta dal Difensore civico e dagli organi di garanzia incardinati presso il Consiglio provinciale
L’art.2 e l’art.2 bis della Legge provinciale 20 dicembre 1982, n. 28 “Istituzione dell’ufficio del difensore civico” assegnano al Difensore Civico i seguenti compiti:
– spetta al difensore civico seguire, su richiesta degli interessati, l’adozione degli atti e lo svolgimento dei procedimenti posti in essere dalla Provincia, nonché degli enti titolari di delega, limitatamente, questi ultimi, alle funzioni delegate, ad eccezione dei comuni, in modo che ne siano assicurate la tempestività e la regolarità, segnalando altresì al Presidente della Giunta provinciale eventuali ritardi, irregolarità e disfunzioni, nonché le cause delle stesse;
– il difensore civico interviene inoltre per assicurare l’esercizio del diritto di accesso agli atti e ai documenti dei soggetti di cui al primo comma, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia;
– previa stipula di apposita convenzione con il Presidente del Consiglio provinciale, l’attività del difensore civico potrà riguardare l’adozione degli atti e lo svolgimento dei procedimenti di comuni e di altri enti pubblici che ne abbiano fatto richiesta. In tali casi i riferimenti al Presidente della Giunta provinciale contenuti nel primo comma del presente articolo e nel secondo comma dell’articolo 3 si intendono fatti nei confronti dei legali rappresentanti degli enti di cui al presente comma;
– con riguardo alla materia della tutela ambientale il difensore civico, oltre ai compiti attribuitigli dall’articolo 2, svolge le seguenti attività: a) raccoglie informazioni, d’ufficio o su richiesta di cittadini singoli o associati, su attività o omissioni dei soggetti di cui all’articolo 2 suscettibili di recare danno all’ambiente o comunque in violazione di norme volte a tutelare l’ambiente; b) può richiedere le informazioni di cui alla lettera a) anche a soggetti diversi da quelli dell’articolo 2;
le funzioni dell’organo sono illustrate in forma più discorsiva sul sito istituzionale del Consiglio: il Difensore civico è un organo di garanzia e tutela dei diritti e degli interessi del cittadino nei confronti della Pubblica amministrazione. Interviene, d’ufficio o su richiesta, nei casi di cattiva amministrazione, per favorire il rispetto dei principi di legalità, trasparenza, imparzialità, buona amministrazione. E’ autonomo ed indipendente dal potere politico e libero da ogni condizionamento. La sua consulenza ed il suo intervento sono gratuiti;
il Difensore Civico è detentore quindi di un potere di moral suasion attraverso il quale tutela i diritti dei cittadini e gli interessi nei confronti delle Pubbliche amministrazioni e degli enti erogatori di pubblici servizi in genere. Può quindi:
chiedere informazioni, chiarimenti o documenti;
intervenire in casi di disfunzioni, ritardi o cattiva amministrazione in generale, anche per
suggerire soluzioni o formulare proposte;
convocare i funzionari responsabili del procedimento o della struttura operativa per un esame congiunto della questione controversa;
intervenire a tutela del diritto di accesso ai documenti amministrativi, in caso di diniego espresso o tacito da parte dell’Amministrazione interessata;
costituirsi parte civile nei procedimenti penali per determinati reati nei quali sia parte offesa una persona affetta da handicap;
il Difensore Civico esamina dunque i reclami riguardanti l’amministrazione provinciale e ha facoltà di controllare l’attività di tutti i suoi uffici e degli enti sottoposti al controllo della Provincia, quale potrebbe essere, ad esempio, l’Istituto Trentino Edilizia Abitativa (ITEA). Esamina i reclami presentati dai pazienti riguardo alle prestazioni della sanità pubblica, informandoli sui loro diritti e doveri. Funge anche da Difensore civico comunale per tutti i Comuni della provincia e può controllarne l’attività amministrativa sulla base di apposite convenzioni. Svolge inoltre funzioni di controllo nei confronti dell’amministrazione statale periferica come ad esempio l’INPS;
ai sensi dell’art. 5 della LP 28/1982 il difensore civico invia annualmente al Consiglio provinciale una relazione sull’attività svolta con eventuali proposte di innovazioni normative o amministrative. Qualora il difensore civico lo ritenga opportuno, trasmette al Consiglio provinciale anche delle relazioni saltuarie e puntuali;
il difensore civico svolge la sua attività in piena libertà ed indipendenza (art.2 LP 28/1982). Al fine di assicurare l’attuazione di tale disposizione, l’art.11 attribuisce al Consiglio provinciale il compito di mettere a disposizione del difensore civico risorse adeguate e di emanare il regolamento contenente le norme sul funzionamento dell’ufficio del difensore civico;
l’art. 2 della Deliberazione del Consiglio provinciale 4 giugno 1985, n. 5 “Regolamento sul funzionamento dell’ufficio del difensore civico” dispone che l’ufficio del difensore civico:
riceve, protocolla e classifica le richieste di interventi;
svolge l’istruttoria preliminare delle singole istanze, identificandone l’oggetto nonché l’organo, il servizio o l’ufficio della Provincia o degli altri enti nei confronti dei quali può aver luogo l’intervento del difensore civico;
richiede agli interessati i chiarimenti o l’integrazione della documentazione che si rendessero necessari;
riceve i cittadini che accedono personalmente all’ufficio fornendo le indicazioni sulla procedura da seguire ed i suggerimenti nei casi che manifestamente esulino dalla competenza del difensore civico;
effettua le ricerche legislative, dottrinarie e giurisprudenziali utili per la trattazione delle questioni all’esame del difensore civico;
predispone i documenti, le relazioni, gli studi ed ogni altra documentazione richiesta dal difensore civico per l’esercizio delle sue funzioni;
cura l’archiviazione e la conservazione delle pratiche esaurite.
il Regolamento interno del Consiglio della Provincia autonoma di Trento (Deliberazione del consiglio provinciale 6 febbraio 1991, n. 3), all’art. 145 “Esame delle relazioni del difensore civico”, dispone che il Presidente del Consiglio, ricevute le relazioni predisposte dal difensore civico, ne trasmette copia a tutti i Consiglieri ed alla Giunta e che l’esame delle relazioni è posto all’ordine del giorno del Consiglio nella prima tornata successiva alla data della loro trasmissione;
come illustrato nei paragrafi precedenti la normativa vigente prevede una serie di prescrizioni per quanto riguarda la produzione di documenti, relazioni e studi e, implicitamente, anche la massima trasparenza e la divulgazione dei contenuti circa l’attività svolta dal Difensore Civico;
le relazioni annuali del Difensore Civico sono pubblicate nella sezione del sito istituzionale dedicata agli organi incardinati presso il Consiglio provinciale. Sono disponibili online le relazioni dall’anno 2000 all’anno 2018 e possono essere scaricate dalla sottosezione “Materiali”:
https://www.consiglio.provincia.tn.it/presso-il-consiglio/difensore-civico/Pages/materiali.aspx
per informare la cittadinanza sui contenuti della relazione annuale viene organizzata dalla Presidenza del Consiglio provinciale una conferenza stampa di presentazione degli stessi. La sintesi del contenuto della relazione viene quindi divulgata attraverso l’ufficio stampa del Consiglio provinciale (nella sezione news del Consiglio provinciale e sulla rivista Cronache del Consiglio provinciale) e tramite gli organi di informazione che partecipano alla conferenza;
negli ultimi anni la Difensora Civica è intervenuta sulla carta stampata in una rubrica del giornale Trentino, laddove ella propone approfondimenti su tematiche puntuali. Se si eccettua tale iniziativa, le attività divulgative riguardo i compiti del Difensore Civico e sugli esiti della sua azione risultano piuttosto contenuti. Tale limite non permette di sfruttare il potenziale connesso all’organo di difesa civica e quindi impedisce il pieno perseguimento dei fini previsti dalla legge, non consentendo al messaggio dell’istituzione di raggiungere tutte le fasce della popolazione, comprese quelle che, in potenza, potrebbero necessitarne maggiormente.
a mettere a disposizione, compatibilmente con il progetto di bilancio del Consiglio, le risorse finanziarie ed umane necessarie ad assicurare la predisposizione e l’avvio di un piano di comunicazione che favorisca una più ampia divulgazione dell’attività del Difensore Civico, e più in generale degli organi di garanzia incardinati presso il Consiglio e dei compiti ad essi assegnati;
a coordinare la divulgazione dell’attività del Difensore Civico e degli organi di garanzia con l’azione della Giunta provinciale, affinché i piani di studio provinciali del primo e secondo ciclo d’istruzione, nonché gli interventi di formazione degli adulti previsti dall’articolo 69 della legge provinciale sulla scuola, garantiscano un’adeguata informazione circa i compiti svolti dal Difensore Civico e dagli organi di garanzia;
a progettare e a rendere disponibile secondo tempistiche tempestive un opuscolo informativo in copia cartacea dotato di contenuti, forma e veste grafica adeguati allo scopo di informare la cittadinanza sui contenuti della relazione annuale del Difensore Civico, inviandone altresì copia a tutte le amministrazioni pubbliche convenzionate, distribuendole alla cittadinanza con le modalità adottate per la consegna della rivista Cronache del Consiglio provinciale o in allegato alla medesima, il tutto in accordo con il Difensore Civico e compatibilmente con il progetto di bilancio del Consiglio.
Interrogazione n.333/XVI – Interventi per favorire la sottoscrizione di convenzione con il Difensore civico da parte delle amministrazioni locali
La Difensora civica è un organo di garanzia e tutela dei diritti e degli interessi del cittadino nei confronti della Pubblica amministrazione. Incardinata presso il Consiglio provinciale, interviene, d’ufficio o su richiesta, nei casi di cattiva amministrazione, per favorire il rispetto dei principi di legalità, trasparenza, imparzialità e buona amministrazione. È autonoma ed indipendente dal potere politico e libera da ogni condizionamento;
nonostante le sue consulenze e i suoi interventi siano gratuiti, i comuni che non hanno ancora siglato la convenzione sono ancora parecchi (n.34): Altavalle, Altopiano della Vigolana, Amblar-Don, Andalo, Bieno, Bondone, Borgo Lares, Bresimo, Cagnò, Canazei, Castel Ivano, Castelfondo, Cavizzana, Cis, Contà, Fierozzo, Frassilongo, Madruzzo, Mazzin, Nomi, Pieve di Bono-Prezzo, Primiero San Martino di Castrozza, Romallo, Sagron Mis, Samone, San Lorenzo-Dorsino, San Giovanni di Fassa-Sén Jan, Telve di Sopra, Ton, Torcegno, Tre Ville, Vallarsa, Vignola Falesina e Ville d’Anaunia;
tra le comunità che, ad oggi, non hanno siglato la predetta convenzione si registra solo la Comunità della Paganella. Recentemente era stata, invece, la Comunità delle Giudicarie che aveva dimostrato una certa sensibilità sul tema provvedendo alla sottoscrizione della convenzione e rispondendo alle sollecitazioni della società civile ed in particolare dell’associazione Più Democrazia in Trentino;
nell’anno 2017 erano una quarantina i comuni che non avevano ancora siglato la convenzione. La motivazione della mancata adesione per più di un terzo di tali realtà amministrative era da collegarsi al fatto che si trattava di comuni neocostituiti. Purtroppo, però, a distanza di due anni il numero si è ridotto solo di 6 unità;
benché la normativa vigente (quella provinciale sul Difensore civico, quella regionale sugli enti locali, quella provinciale sulle comunità, e la disciplina di secondo grado – come gli statuti – adottata dagli stessi enti autonomi) stabilisca che enti e amministrazioni
locali abbiano la facoltà e non l’obbligo di aderire alla stipula delle convenzioni
previste all’art. 2, quarto comma, della l.p. n. 28 del 1982, rimane in capo alla Presidenza del Consiglio provinciale un rilevante potere di moral suasion;
si rileva infine che molti comuni, pur non essendo convenzionati, rispondono di regola alle richieste della Difensora Civica. Ciò, tuttavia, non esclude la possibilità di attivarsi nei confronti degli stessi affinché formalizzino la loro adesione alla convenzione di collaborazione con la Difensora Civica stessa.
Tutto ciò premesso si interroga il Presidente del Consiglio provinciale chiedendo:
se intenda intraprendere iniziative per favorire la sottoscrizione della Convenzione con la Difensora Civica da parte di tutti gli enti e i soggetti pubblici della Provincia Autonoma di Trento al fine di assicurare una più estesa e uniforme tutela dei diritti fondamentali dei residenti sull’intero territorio provinciale.
Comunicato dell’Ufficio stampa del Consiglio provinciale
https://www.consiglio.provincia.tn.it/news/giornale-online/Pages/articolo.aspx?uid=180085
CategorieDiritti TagDaniela Longo, Difensore Civico, divulgazione, educazione civica, personale, scuola, Trento
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