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Timestamp: 2018-05-23 16:41:13+00:00
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Matched Legal Cases: ['arte 1', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2']

Matrix-Press: sabato 13 marzo 2010
Il legittimo impedimento è incostituzionale - parte 1
Il "legittimo impedimento" è legge e stabilisce che i processi in cui B. e i suoi ministri sono imputati vanno rinviati fino a un massimo di 18 mesi se la presidenza del Consiglio dei ministri dichiara che B. e i suoi ministri hanno un impedimento continuativo correlato allo svolgimento delle loro funzioni.
In altre parole la legge prevedere che B. e i suoi ministri decidono se i processi in cui sono imputati si possono fare o no.
Si può convenire sul fatto che talvolta i giudici possono sottovalutare gli impegni istituzionali di queste personalità e non rendersi conto di quanto siano rilevanti funzioni di governo e potrebbero quindi rifiutarsi di rinviare un processo per corruzione e frode fiscale per svariati milioni di euro, magari prossimo alla prescrizione.
Così questa legge che prevede l’elenco tassativo degli impegni di governo che costituiscono legittimo impedimento a comparire in udienza; e il giudice deve rinviare il processo senza che gli sia consentito di discettare sulla prevalenza della giurisdizione.
In effetti l’art. 1 della legge proprio questo fa: elenca le norme che prevedono i compiti del presidente del Consiglio e dei Ministri. E stabilisce che in tutti questi casi il giudice deve riconoscere il legittimo impedimento.
Niente da dire, è proprio giusto. Solo che le mostre, i convegni, le gallerie a un certo punto finiscono. Sempre l’art. 1 prevede che il legittimo impedimento può anche essere costituito da "ogni attività comunque coessenziale (?) alle funzioni di governo".
La sussistenza di queste attività è attestata dagli stessi che vogliono avvalersene; il tutto senza bisogno di specificare in cosa consistano.
Messa così, somiglia tanto a una prerogativa personale: un’immunità già bocciata dalla Corte
Costituzionale (Lodo Schifani e Lodo Alfano), oggi addirittura estesa a un paio di decine di persone.
Il presidente della Repubblica se ne renderà conto? Lo capirà che si tratta dell’ennesima legge incostituzionale che serve solo a evitare una sentenza che dica che B. ha corrotto l’avv. Mills?
Per la verità la cosa dovrebbe riuscirgli facile perché quale sia il vero scopo della legge lo dichiarano apertamente proprio B&C.
Sempre l’art. 1 dice che il legittimo impedimento vale per le udienze penali in cui presidente del Consiglio e ministri sono imputati. Quindi non vale quando siano chiamati a testimoniare.
Domanda: se il problema consiste nel fatto che la presenza alle udienze penali è incompatibile con le "attività coessenziali alle funzioni di governo", com’è che questa incompatibilità non è stata prevista quando si tratta di testimoniare?
Serve altro per dimostrare che si tratta dell’ennesima immunità personale già dichiarata incostituzionale?
E allora si veda l’art. 2: la legge ha validità "fino alla data di entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri", cioè fino all’agognato Lodo Alfano costituzionale (che sarà incostituzionale pure lui).
Tratto da il Fatto Quotidiano di Bruno Tinti, 11 marzo 2010
Pubblicato da G. Borghese a 16:27 0 commenti Etichette: Berlusconi
Pubblicato da G. Borghese a 15:06 1 commenti Etichette: Berlusconi
Il momento storico che stiamo vivendo produrrà una svolta del Paese in senso dispotico o democratico.
Se prevarrà la forza del governo, l'Italia diventerà una satrapia occidentale, se invece i cittadini responsabili faranno sentire la propria voce critica, la democrazia avrà ancora speranza di sopravvivere.
E' infatti in atto il consolidamento finale di un disegno autoritario che si evince da diversi tentativi in corso:
5) la distruzione dell'indipendenza della magistratura e la modifica della Corte costituzionale perché sia sempre più politicizzata, come del resto il Csm;
6) il controllo quasi integrale dei mezzi di comunicazione come Gelli insegna.
Questo disegno autoritario si consolida anche attraverso la privatizzazione di tutto ciò che è rimasto di pubblico: la difesa e la sicurezza del Paese, l'acqua, la protezione civile e soprattutto il sapere.
Privatizzare la formazione è infatti il mezzo più proficuo per conformare le coscienze e appiattirle sul modello sub culturale proposto dal berlusconismo: il cittadino che consuma e che solo vuole consumare.
Anche lo smantellamento dello stato sociale di diritto rientra in questo piano autoritario, come dimostra la sterilizzazione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori approvata qualche giorno fa.
Una norma conquistata attraverso la stagione delle lotte operaie e pilastro del diritto di chi lavora viene così ridotta in cenere, bruciata dal fuoco di un governo golpista manovrato dai poteri forti della Confindustria.
Il lavoratore vittima del sopruso non potrà chiedere l'intervento del giudice, bensì di un arbitro, a cui spetta la facoltà di imporre al massimo un'ammenda senza il bisogno di rifarsi alla legge, bensì alla sua equità.
Custodi della democrazia e dello stato di diritto siamo dunque solo noi cittadini.
Anche il presidente della Repubblica ha infatti piegato la testa dinanzi al governo, come dimostra la firma posta al dl salva-liste.
Sabato, allora, è importantissimo, direi vitale (per l'esistenza della democrazia) che la società civile partecipi in modo pacifico ad un appuntamento di resistenza democratica. Il popolo in movimento deve far sentire la sua voce critica e ferma contro i golpisti di Palazzo Chigi.
di Luigi De Magistris, da luigidemagistris.it dell' 11 marzo 2010
Pubblicato da G. Borghese a 11:31 0 commenti Etichette: Berlusconi