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Timestamp: 2020-07-11 02:12:46+00:00
Document Index: 43170179

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 10', 'art. 29', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art.10', 'art. 7']

Sentenza TAR Toscana 19 aprile 2013, n. 641 | Edscuola
Sentenza TAR Toscana 19 aprile 2013, n. 641
N. 00641/2013 REG.PROV.COLL.
N. 00872/2012 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 872 del 2012, integrato da motivi aggiunti, proposto dalla sig.ra ***, rappresentata e difesa dall’avv. Elisa Brocchi, con domicilio eletto presso il suo studio in Firenze, via Fiume 11;
Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca e Ufficio scolastico regionale per la Toscana, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura distr.le dello Stato e domiciliati in Firenze, via degli Arazzieri 4;
*** non costituiti in giudizio;
– del decreto del Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana n. 38 prot. 5154 del 15.05.2012 con il quale sono stati pubblicati i nominativi dei candidati ammessi a sostenere la prova orale del concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici per la scuola primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e per gli istituti educativi indetto con decreto del Direttore generale per il personale scolastico del 13.07.2011, nella parte in cui la ricorrente ne è esclusa;
– dei provvedimenti con i quali sono state determinate le tracce da assegnare per lo svolgimento delle prove scritte e in parte qua del decreto del Direttore generale per il personale scolastico del 13.07.2011 con il quale è stato indetto un “concorso per esami e titoli per il reclutamento di dirigenti scolastici per la scuola primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e per gli istituti educativi” e comunque di ogni atto con cui sono stati adottati e selezionati i quesiti sottoposti ai candidati per le prove scritte;
– del decreto del Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana n. 27 del 2.04.2012 con il quale è stata modificata e integrata la Commissione giudicatrice del concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici indetto con decreto del Direttore generale per il personale scolastico del 13.07.2011, nonchè della valutazione degli elaborati della ricorrente effettuata da tale Commissione;
– di ogni altro atto presupposto, connesso, conseguente;
B) con i motivi aggiunti depositati in data 24 luglio 2012:
del decreto del Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana n. 38 prot. 5154 del 15.05.2012, nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti ivi compresi:
– in parte qua, i verbali della Commissione giudicatrice relativi alle operazioni di esame ed alle deliberazioni prese dalla Commissione stessa anche nel giudicare i singoli lavori e in particolare: il verbale n. 1 del 28.12.2011 e le griglie di valutazione ad esso allegate; il verbale n. 4 del 15.12.2011; il verbale n. 33 del 02.05.2012 nella parte relativa alla valutazione delle prove scritte della ricorrente (identificata dal n. 426) e relative griglie;
– la graduatoria finale della procedura che sarà emanata all’esito della stessa e gli atti di nomina dei vincitori che saranno emanati all’esito della procedura ed i relativi atti attuativi (ivi compresi i contratti da stipulare con i suddetti vincitori);
con condanna al risarcimento di tutti i danni patiti e patiendi dalla ricorrente per effetto dell’esclusione dalla procedura concorsuale de qua;
C) con i motivi aggiunti depositati in data 17 ottobre 2012:
– del decreto del Dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana n. 109 del 22 agosto 2012 di approvazione della graduatoria finale della procedura;
– degli atti di nomina dei vincitori e dei contratti stipulati con i suddetti vincitori;
– di ogni altro atto presupposto e connesso, con condanna al risarcimento di tutti i danni patiti e patiendi dalla ricorrente.
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca e dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana;
1) Con l’atto introduttivo del giudizio e con motivi aggiunti successivamente depositati la prof.ssa Sandra Orrù ha impugnato gli atti indicati in epigrafe formulando molteplici censure di violazione di legge e di eccesso di potere.
La causa è stata trattata in sede cautelare nella camera di consiglio dell’11 luglio 2012: con ordinanza n. 470 il Tribunale ha fissato per la trattazione della controversia nel merito la pubblica udienza del 5 dicembre 2012.
In quell’occasione la discussione della causa è stata rinviata alla pubblica udienza del 6 marzo 2013, in cui è passata in decisione.
– il ricorso originario, proposto contro il decreto del 15/5/2012 con cui sono stati pubblicati i nominativi dei candidati ammessi a sostenere la prova orale del concorso di cui si discute, è stato notificato (oltre che all’Amministrazione scolastica) alla sig.ra Lucia Evangelisti in data 12/6/2012; quest’ultima ha fatto pervenire una dichiarazione relativa alla sua totale estraneità al ricorso notificato; il difensore della parte ricorrente ha quindi proceduto a notificare il gravame ad altro destinatario (sig. Marco Menicatti) che ha ricevuto l’atto in data 18/6/2012;
– in data 24/7/2012 la ricorrente ha depositato un atto di motivi aggiunti (recante censure contro gli atti della Commissione giudicatrice), che è stato notificato all’Amministrazione scolastica nella medesima data ed è stato ricevuto dal sig. Marco Menicatti il 30/7/2012;
– in data 17/10/2012 la ricorrente ha depositato un secondo atto di motivi aggiunti (con cui ha esteso l’impugnazione ai provvedimenti di approvazione della graduatoria finale della procedura e di nomina dei vincitori), che è stato notificato all’Amministrazione scolastica il 12/10/2012 ed è stato ricevuto dal controinteressato sig. Marco Menicatti il 18/10/2012; nell’atto qui depositato la ricorrente ha altresì formulato richiesta di autorizzazione alla notifica per pubblici proclami onde integrare il contraddittorio nei confronti di tutti i controinteressati, da individuarsi nei concorrenti inseriti nella graduatoria definitiva in numero di 137; con decreto presidenziale del 22/10/2012 è stata rilasciata l’autorizzazione richiesta e sono state prescritte le modalità della notifica per pubblici proclami del ricorso e dei motivi aggiunti; in data 20/11/2012 la ricorrente ha depositato la documentazione comprovante l’avvenuta notifica con le modalità prescritte.
3.1) Nel ricorso originario sono formulate, in sintesi, le seguenti censure:
a) l’art. 3 del D.P.R. 10 luglio 2008 n. 140 prevede, per il reclutamento dei dirigenti scolastici, un unico concorso per esami e titoli che si svolge in sede regionale; ciò significa che l’organizzazione del concorso è affidata agli Uffici scolastici regionali, ma che identico deve essere il contenuto delle prove da sottoporre ai candidati; in caso contrario viene meno l’unicità del concorso e ciò si è verificato nel caso in esame, in violazione anche del principio di imparzialità e di parità di accesso ai pubblici uffici;
b) la composizione della Commissione giudicatrice del concorso, come modificata con decreto del Direttore generale dell’U.S.R. per la Toscana n. 27 del 2/4/2012, non è conforme alla previsione dell’art. 10 del D.P.R. n. 140/2008, posto che il Presidente non possiede la qualifica richiesta e che gli altri due componenti rappresentano una sola delle due categorie contemplate dalla norma (sono entrambi infatti dirigenti scolastici).
3.2) La censura sub a) è inammissibile e infondata .
E’ inammissibile perché investe l’intero concorso a livello nazionale, senza che sia stato impugnato alcun atto relativo agli altri concorsi regionali – neppure i provvedimenti di approvazione delle graduatorie e di nomina dei vincitori – e senza che sia stato evocato nel presente giudizio alcun partecipante a quei concorsi.
È infondata perché la disciplina dettata in materia dall’art. 29 del D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165 e dal D.P.R. n. 140/2008 lascia ampio spazio alla gestione del concorso in ambito regionale, ferma restando l’unicità dell’indizione e della disciplina (contenuta nel decreto del 13/7/2011 del Direttore generale per il personale scolastico del M.I.U.R.) per i tre settori formativi della dirigenza scolastica. In tale quadro non è affatto illogico che le prove siano state definite a livello regionale, visto che la partecipazione era consentita per una sola regione (la presentazione di domande per più regioni era espressamente qualificata come causa di esclusione dal concorso) e che dunque si concorreva esclusivamente per i posti della regione prescelta. Come affermato dal TAR Lazio, sez. III, nella sentenza 23 giugno 2010 n. 20257 “l’ambito spaziale nel quale deve essere verificato il rispetto del paritario trattamento dei concorrenti non può essere considerato quello nazionale, ma deve essere considerato quello regionale“; la censura in esame si fonda in realtà “su un erroneo presupposto che sarebbe quello di individuare una parità di posizioni tra candidati espletanti la prova concorsuale in Regioni differenziate; in un concorso che si svolge in sede regionale il principio di paritario trattamento tra i concorrenti ha come suo perimetro l’ambito regionale, mentre solo per un concorso che si svolga su scala nazionale sarà necessario rispettare il paritario trattamento per tutti i concorrenti, quale che sia la sede di provenienza“.
3.3) A diverse conclusioni si deve pervenire per quanto riguarda la censura sub b).
Va innanzitutto premesso che con decreto n. 128 del 26/9/2011 il Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana ha nominato la Commissione giudicatrice del concorso di cui si controverte nelle persone del prof. Giuseppe Parlato (docente universitario, presidente), della prof.ssa Elisabetta Bonalumi (dirigente scolastico) e del dott. Sesto Vigiani (dirigente tecnico).
A seguito delle dimissioni del presidente si è successivamente reso necessario modificare la composizione della predetta Commissione; con decreto n. 27 del 2/4/2012 il Direttore generale dell’U.S.R. ha nominato presidente il dott. Sesto Vigiani, integrando il collegio con la nomina a componente del prof. Paolo Calusi (dirigente scolastico).
Gli elaborati della ricorrente sono stati corretti dalla Commissione, nella nuova composizione, in data 2/5/2012.
L’art. 10 del D.P.R. n. 140/2008 (“Regolamento recante la disciplina per il reclutamento dei dirigenti scolastici, ai sensi dell’articolo 1, comma 618, della legge 27 dicembre 2006, n. 296”) stabilisce ai commi dal terzo al quinto, per quanto qui interessa, che il presidente delle commissioni esaminatrici è scelto tra i professori di prima fascia di università statali o equiparate, tra i magistrati amministrativi o contabili o avvocati dello Stato, ovvero tra i dirigenti di amministrazioni pubbliche che ricoprano o abbiano ricoperto un incarico di direzione di uffici dirigenziali generali; e che, in carenza di personale nelle qualifiche citate, la funzione di presidente e’ esercitata da dirigenti amministrativi o tecnici o scolastici con una anzianità di servizio di almeno dieci anni. Gli altri due componenti sono scelti uno fra i dirigenti scolastici e l’altro fra esperti di organizzazioni pubbliche o private con competenze in campo organizzativo e gestionale, dirigenti tecnici o dirigenti amministrativi.
Le disposizioni dianzi richiamate rivelano l’esigenza che nella composizione della commissione sia riflessa la compresenza di professionalità differenziate quanto complementari, nel senso di affiancare al presidente – scelto fra soggetti non necessariamente muniti di specifiche conoscenze nel campo della dirigenza e dell’organizzazione scolastica, ma qualificati per assumere il ruolo di coordinamento e guida richiesto dalla funzione – due componenti di estrazione non omogenea, in modo da veder rappresentate in seno all’organo sia le competenze specifiche dell’ambito scolastico, sia quelle tecnico-gestionali e amministrative di carattere generale. Le medesime disposizioni disegnano, peraltro, un’alternativa residuale per l’ipotesi in cui la carenza di aspiranti al ruolo di presidente costringa ad attingere a personale estraneo alle categorie indicate in via principale: in tale evenienza, peraltro, il dato di rilievo non risiede tanto nella diversa estrazione professionale della figura investita della funzione presidenziale, quanto nel fatto che l’estrazione del presidente può – beninteso, fisiologicamente – finire per coincidere con quella di uno dei due commissari rimanenti, fatta salva la diversa anzianità minima di servizio (dieci anni per i dirigenti chiamati alla funzione di presidente, cinque per quelli chiamati alla funzione di commissario). Il chiaro tenore letterale del citato art. 10, sintomatico del favor riservato dal regolamento all’opzione indicata come primaria, rende in ogni caso evidente l’assenza di discrezionalità nella scelta dei componenti la commissione e, segnatamente, del presidente, il cui nominativo può essere attinto tra i dirigenti con anzianità di servizio decennale soltanto laddove si verifichi l’indisponibilità di aspiranti tra i professori universitari, i magistrati e i dirigenti generali.
Se così è, non può che concludersi per l’illegittimità della sostituzione del dimissionario presidente della Commissione esaminatrice, prof. Parlato, effettuata dal Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale della Toscana con l’impugnato decreto del 2 aprile 2012. La decisione di procedere alla sostituzione con altro componente la commissione “al fine di garantire, ad un lato, la maggiore speditezza nelle operazioni concorsuali e il rispetto dei tempi previsti dalla vigente normativa per la conclusione della procedura concorsuale e, dall’altro, in ossequio al principio di par condicio, tenuto anche conto dello stato di avanzamento dei lavori della commissione medesima” non risponde, invero, agli unici criteri dettati dalla disciplina regolamentare per la nomina del presidente di commissione e, in particolare, non dà alcun conto della sussistenza nel caso concreto dei presupposti legittimanti la scelta di un dirigente con anzianità decennale, vale a dire l’assenza di aspiranti disponibili nelle categorie di dipendenti pubblici al cui interno la ricerca del nuovo presidente avrebbe dovuto essere condotta in via privilegiata (così come era stato fatto per il presidente originario). L’Amministrazione resistente non ha, del resto, fornito neppure in giudizio adeguata dimostrazione della inevitabilità della scelta ricaduta sul dott. Vigiani, né quest’ultima può considerarsi giustificata in virtù degli obiettivi posti dall’Amministrazione a sostegno del proprio operato, non vedendosi per quale ragione la speditezza dei lavori della commissione e la par condicio avrebbero dovuto essere meglio assicurate dalla nomina di un presidente “interno” alla commissione: si tratta di obiettivi rispetto ai quali è la continuità di due componenti su tre della commissione a rilevare, piuttosto che non il loro ruolo all’interno della commissione stessa; e, in un’ottica di bilanciamento dei contrapposti interessi, non vi è alcuna evidenza del fatto che l’unica condizione per assicurare il raggiungimento di quegli obiettivi fosse l’integrale sacrificio delle garanzie e delle esigenze che, lo si è visto, sono sottese alla previsione regolamentare in materia di scelta del presidente di commissione (garanzie ed esigenze delle quali l’Amministrazione procedente mostra – in realtà – di non essersi affatto curata).
Le censure formulate dalla ricorrente sotto il profilo esaminato sono dunque fondate. E sono fondate anche sotto l’ulteriore profilo della violazione del comma 4 dell’art. 10, che impone di selezionare i componenti tra diverse categorie di aspiranti, mentre con il decreto del 2/4/2012 sono stati nominati componenti due dirigenti scolastici. È vero che nell’elenco degli aspiranti più sopra citato figurava un solo dirigente tecnico (il dott. Sesto Vigiani) mentre tutti gli altri avevano qualifica di dirigente scolastico; ma proprio per questo il dott. Vigiani avrebbe dovuto essere mantenuto nell’incarico originariamente assegnatogli.
3.4) Dalla riconosciuta fondatezza delle censure esaminate al punto precedente deriva l’accoglimento del ricorso originariamente proposto, nonché l’annullamento del decreto n. 27 del 2/4/2012 e conseguentemente delle operazioni compiute dalla Commissione esaminatrice nominata con detto decreto e del decreto n. 38 del 15/5/2012, che ha recepito gli esiti di tali operazioni.
4.1) Quanto ai motivi aggiunti depositati il 24/7/2012, le censure ivi formulate possono essere così sintetizzate:
c) alla luce di quanto stabilito dalla Commissione giudicatrice nella seduta del 28/12/2011 (verbale n. 1) circa le modalità di correzione degli elaborati, risulta violato il principio del collegio perfetto;
d) è stato violato il principio dell’anonimato, posto che era possibile riconoscere gli autori degli elaborati prima dell’apertura della busta piccola contenente le generalità dei candidati;
e) le griglie di valutazione degli elaborati sono per più aspetti affette da illogicità, contraddittorietà, perplessità e comportano disparità di trattamento; inoltre, le prove della ricorrente sono state penalizzate rispetto ad altri elaborati valutati più favorevolmente.
4.2) La censura sub c) è fondata.
4.3) La censura sub d) è infondata.
Il verbale n. 4 del 15/12/2011 riporta lo svolgimento delle operazioni successive alla conclusione delle prove scritte (abbinamento delle buste contenenti gli elaborati e loro inserimento in una busta grande anonima sigillata e siglata dal Presidente della Commissione). Nel verbale si fa riferimento alla linguetta presente sulle buste e portante il numero identificativo del candidato, di cui non viene però verbalizzato il distacco prima della chiusura della busta grande; in questo caso tuttavia, a differenza di quanto vale per il punto precedente, dalla mancata verbalizzazione non consegue l’accoglimento della censura, posto che la correttezza delle operazioni di imbustamento può ragionevolmente desumersi dalla circostanza che quattro candidati erano presenti alle operazioni stesse e non hanno sollevato obiezioni.
4.4) Le censure sub e) non meritano accoglimento; in sintesi:
– posto che il bando di concorso richiede per l’ammissione alla prova orale (art.10 comma 1) “un punteggio non inferiore a 21/30 in ciascuna prova scritta“, non è affatto contraddittoria la scelta della Commissione di giudicare sufficiente un elaborato che abbia ottenuto un punteggio di 18/30, atteso che l’Amministrazione può legittimamente decidere di subordinare il superamento di un concorso ad un giudizio superiore alla mera sufficienza (giudizio che nel caso in esame corrisponde, in termini numerici, al voto 7), in conformità peraltro con quanto espressamente previsto dall’art. 7 comma 1 del D.P.R. n 487/1994;
– l’asserita inutilità della prima voce della griglia di valutazione relativa alla seconda prova (“individuazione delle criticità e dei processi formativi“) non comporta un’apprezzabile lesività per la ricorrente (che infatti ha ottenuto, per tale voce, un punteggio di 4 corrispondente a “buono”, cioè il punteggio migliore tra quelli conseguiti nella prova in questione); la censura risulta dunque inammissibile perché priva di interesse;
– va superata anche la censura relativa ai punti 7 e 8 della griglia; in nessuna delle due prove la ricorrente ha subito le penalizzazioni di cui al punto 7 e dunque non c’è ragione di lamentarsi delle relative previsioni; quanto al punteggio aggiuntivo di cui al punto 8, la censura è relativa alla sua mancata attribuzione alla ricorrente, sotto il profilo del difetto di motivazione e della disparità di trattamento: si tratta però di censure che investono il merito dell’azione amministrativa e che si fondano sulla pretesa eccellenza degli elaborati della predetta, non suscettibile di valutazione in sede giurisdizionale;
– la censura relativa alla prospettata disparità di trattamento rispetto alle valutazioni riservate agli elaborati di altri candidati impinge, a sua volta, nelle scelte di merito riservate alla Commissione esaminatrice ed è perciò inammissibile.
5) In conclusione, l’azione impugnatoria proposta con il ricorso originario va accolta perché risultano fondate le censure esaminate ai precedenti punti 3.3) e 4.2). Va accolto anche il ricorso per motivi aggiunti depositato il 17/10/2012, proposto contro i provvedimenti di approvazione della graduatoria finale della procedura e di nomina dei vincitori; questi ultimi atti risultano affetti da illegittimità derivata dai vizi rilevati a carico dei provvedimenti presupposti (impugnati con l’atto introduttivo del giudizio) e vanno, insieme a questi, annullati.
Va invece respinta la domanda risarcitoria, formulata dalla ricorrente in termini del tutto generici.
6) Le spese del giudizio vanno poste a carico dell’Amministrazione soccombente e sono liquidate nel dispositivo; con compensazione nei rapporti tra la ricorrente e i controinteressati.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Prima), definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso in epigrafe e i motivi aggiunti successivamente proposti nei sensi e con gli effetti precisati in motivazione.
Condanna l’Amministrazione scolastica al pagamento delle spese del giudizio in favore della ricorrente nella misura di € 3.000,00 (tremila/00) oltre agli accessori di legge; compensa le spese nei rapporti tra la ricorrente e i controinteressati.
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