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Timestamp: 2018-11-21 18:46:54+00:00
Document Index: 18823492

Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 4', 'art. 30', 'art. 42', 'art. 48', 'art. 10', 'art. 30', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 145', 'art. 23', 'art. 12', 'art. 23', 'art. 14', 'art. 23', 'art. 7', 'art. 145', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 145', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 42', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 21', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 20', 'art. 30', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 12', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 52', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 24', 'art. 3', 'art. 27', 'art. 36', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 52']

Comune di San Giuliano Milanese (Provincia di Milano) Servizio Tributi REGOLAMENTO PER L APPLICAZIONE DELL IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITA E - PDF
1 Comune di San Giuliano Milanese (Provincia di Milano) Servizio Tributi REGOLAMENTO PER L APPLICAZIONE DELL IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITA E DEL DIRITTO SULLE PUBBLICHE AFFISSIONI (Decreto Legislativo 15 novembre 1993 n. 507) Modificato con delibera di C.C n. 22 del 26/02/2002 Modificato con delibera di C.C n. 17 del 24/02/2005 Modificato con delibera di C.C n. 91 del 24/11/2005 Modificato con delibera di C.C n. 57 del 20/07/2006
2 S O M M A R I O TITOLO I- NORME DI CARATTERE GENERALE Art. 1 - Oggetto e scopo del regolamento Art. 2 - Ambito di applicazione Art. 3 - Classificazione del Comune Art. 4 - Categoria delle località modificato Art. 5 - Tariffe Art. 6 - Tipologia e quantità degli impianti pubblicitari Art. 7 - Funzionario responsabile Art. 8 - Forme di gestione del servizio TITOLO II - IMPOSTA SULLA PUBBLICITA Art. 9 - Presupposto dell imposta Art Soggetto passivo Art. 11- Modalità di applicazione dell imposta Art. 12 Applicazione maggiorazioni e riduzioni d imposta Art. 13 Pubblicità luminosa e illuminata Art. 14 Dichiarazione d imposta Art. 15 Pagamento dell imposta Art. 16 Pubblicità effettuata su spazi ed aree comunali Art. 17 Pubblicità ordinaria Art. 18 Pubblicità su veicoli Art. 19 Pubblicità effettuata su pannelli luminosi e proiezioni Art. 20 Pubblicità varia Art. 21 Riduzione d imposta Art. 22 Esenzioni dall imposta TITOLO III AFFISSIONI Art. 23 Servizio delle pubbliche affissioni Art. 24 Diritto sulle pubbliche affissioni Art. 25 Riduzione del diritto Art. 26 Esenzione dal diritto Art. 27 Modalità per le pubbliche affissioni Art. 28 Affissioni urgenti festive e notturne Art. 28bisAffissioni funebri Art. 29 Rettifica e accertamento d ufficio Art. 30 Chiarezza e motivazione degli atti Art. 31 Procedura coattiva Art. 32 Rimborsi Art. 33 Contenzioso TITOLO IV SANZIONI TRIBUTARIE E INTERESSI Art. 34 Sanzioni per violazioni alle disposizioni tributarie Art. 35 Interessi Art. 36 Tutela dell affidamento e della buona fede, errori del contribuente Art. 37 Sanzioni amministrative Art. 38 Procedura di applicazione delle sanzioni TITOLO V NORME FINALI E TRANSITORIE Art. 38 Norme finali Art. 39 Norme transitorie
3 REGOLAMENTO PER L APPLICAZIONE DELL IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITA E DEL DIRITTO SULLE PUBBLICHE AFFISSIONI TITOLO I NORME DI CARATTERE GENERALE ART. 1 OGGETTO E SCOPO DEL REGOLAMENTO 1. Il presente regolamento integra le norme di legge che disciplinano l imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni di cui agli articoli dall 1 al 37 del D.Lgs. del 15 novembre 1993, n. 507 (1) e successive modificazioni e integrazioni 2. In particolare, con il presente regolamento, viene esercitata la potestà regolamentare attribuita ai comuni dall articolo 52 (2) del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n Per quanto non previsto dal presente regolamento si applicano le disposizioni generali previste dalle vigenti leggi per l applicazione dell imposta sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni e le relative attività di accertamento, riscossione, sanzioni e contenzioso. 4. Le norme del presente regolamento sono finalizzate ad assicurare che l attività amministrativa persegua i fini determinati dalla legge, con criteri di economicità, efficacia, efficienza e di pubblicità e con le procedure previste per i singoli procedimenti. 5. Il presente regolamento si uniforma ai principi stabiliti dalla Legge 212 del 27 luglio 2000 (3) e al regolamento in materia di diritto d interpello e autotutela approvato con deliberazione di C.C. n. 18 del 28/02/ /11/93 Artt. dal 1 al 37 ART. 2 AMBITO DI APPLICAZIONE 1. La pubblicità esterna e le pubbliche affissioni sono soggette, rispettivamente ad una imposta ovvero ad un diritto a favore del Comune nel cui territorio sono effettuate e nei limiti e secondo le disposizioni che seguono. 15/11/93 Art. 2 ART. 3 CLASSIFICAZIONE DEL COMUNE 1. Il Comune di San Giuliano Milanese appartiene alla III classe di cui al D.lgs. 507 del 15/11/1992 (4). 15/11/93 Art. 2 ART. 4 CATEGORIE DELLE LOCALITA 1. Il territorio del Comune, classificato nella III classe, è suddiviso in due categorie, ordinaria e speciale, in relazione all importanza. 1 Decreto Legislativo 507 del 15/11/1993 che disciplina l istituzione e le modalità di applicazione dell imposta sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni. 2 Decreto Legislativo 446 del 15/12/1997 art. 52 che disciplina la potestà regolamentare delle province e dei comuni, in materia tributaria 3 Legge n. 212 del 27 luglio 2000 che introduce lo Statuto dei diritti del contribuente 4 Vedi nota n. 2
4 2. Le località comprese nella categoria speciale, la cui superficie non supera il trentacinque per cento del territorio del centro abitato, cosi come delimitato ai sensi dell art. 4 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, sono elencate nell allegato A. Le tariffe di base del diritto sulle pubbliche affissioni di carattere commerciale e dell imposta di pubblicità sono maggiorate del 150 per cento per le esposizioni nelle vie: Autostrada A1 via del tecchione Misurina piazza via della Liberazione S.P. N. 164 per Locate via Liguria S.S. n. 9 Emilia via Lombardia tangenziale Ovest via Ticino Via Abruzzi viatirso Via Basento via Sele via Calabria via Volturno via Campagna via Brigate Partigiane Via Molise via Tolstoi via Monferrato strada provinciale Binasca via Marche Via Cechov via Piemonte Via della Pace via Po Via unica Pedriano via Tagliamento Locatelli Piazza Nella rimanente area della Categoria Speciale la maggiorazione tariffaria viene applicata nella misura del 50 per cento. D.LGS /11/93 Art. 4 Articolo modificato con deliberazione di C.C. n. 91 del 24/11/ La superficie degli impianti per le pubbliche affissioni installati nella categoria speciale non deve superare la metà di quella complessiva stabilita dal presente Regolamento. ART. 5 TARIFFE 1.Le tariffe dell imposta sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni sono deliberate dalla Giunta Comunale (5) entro il 31 marzo di ogni anno e si applicano a decorrere dal 1 gennaio del medesimo (6). 2.La Giunta Comunale delibera sulla base delle tariffe previste dagli artt. 12, 13, 14, 15 e 19 del D.Lgs. 507/93, stabilendo l eventuale percentuale di aumento prevista dall art. 30, comma 17, della Legge 23 dicembre 1999, n. 488 (7). 3.In caso si mancata adozione della deliberazione, le tariffe si intendono prorogate di anno in anno (8). 15/11/93 Art.3, comma 5 5 Nel rispetto del combinato disposto dall art. 42, comma 2, lett. f) e dell art. 48 del T.U. delle leggi sull ordinamento delle autonomie locali, D.Lgs. n. 267 del 20/08/ Ai sensi dell art. 10, comma 1, let. a) della L. 28/12/2001 n. 448; 7 Legge n. 488 del 23 dicembre 1999, finanziaria 2000, che con l art. 30, comma 17 modifica l art. 11, comma 10, L. 449/97 che prevede: Le tariffe e i diritti di cui al capo I del D.Lgs. 15/11/1993, n. 507, e successive modificazioni, possono essere aumentati dagli enti locali fino ad un massimo del 20 per cento a decorrere dal 1 gennaio 1998 e fino ad un massimo del 50 per cento a decorrere dal primo gennaio 2000 per le superfici superiori al metro quadrato, e le frazioni di esso si arrotondano al mezzo metro quadrato. 8 In applicazione dell art. 10, comma 1, lett. a) della Legge 448 del 28/12/2001.
5 ART. 6 TIPOLOGIA E QUALITA DEGLI IMPIANTI PUBBLICITARI 1. La determinazione delle tipologie e la quantità degli impianti pubblicitari, le modalità per ottenere i provvedimenti per l istallazione degli impianti, la ripartizione quantitativa degli impianti pubblici da destinare alle affissioni di natura istituzionale, sociale o comunque priva di rilevanza economica, e quella da destinare alle affissioni di natura commerciale, nonché la superficie degli impianti da attribuire a soggetti privati, per l effettuazione di affissioni dirette sono stabilite nel PIANO GENERALE DEGLI IMPIANTI previsto nel Regolamento per la disciplina di assegnazione spazi pubblicità e pubbliche affissioni 15/11/93 Art.3, comma 3, modificato dall art. 145, comma 57, lett. a), L /12/2000 ART. 7 FUNZIONARIO RESPONSABILE 1. L esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale dell imposta sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni, nonché i poteri di: - sottoscrivere richieste, avvisi, provvedimenti relativi e quelli di disposizione di rimborsi; - applicare sanzioni (previste dall art. 23 del D.Lgs. 507/93, così come modificato dall art. 12, comma, 1 lett. b) del D.Lgs. 473/97 (9) e successive modificazioni), sulla base dei criteri stabiliti dal D.Lgs. 472/97 (10), e dal Regolamento comunale che disciplina i criteri generali per l applicazione delle sanzioni; - esercitare l autotutela, così come disciplinata dalle norme di leggi vigenti e dal Regolamento comunale sull applicazione dei poteri di autotutela; sono demandate al Concessionario per la gestione del tributo. 15/11/93 Art. 11 D.LGS /12/1997 Art. 12 ART. 8 FORME DI GESTIONE DEL SERVIZIO 1.Il servizio di liquidazione, accertamento e riscossione dell imposta comunale sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni è svolto in applicazione delle norme vigenti. 9 Decreto legislativo n. 473 del 18 dicembre 1997 che introduce nuove sanzioni per i tributi locali, modificato dal Decreto Legislativo n. 203 del 5 giugno Decreto Legislativo n. 472 del 18 dicembre 1997 che introduce e disciplina i criteri generali per l applicazione delle sanzioni tributarie.
6 TITOLO II IMPOSTA SULLA PUBBLICITA ART. 9 PRESUPPOSTO DELL IMPOSTA 1. Costituisce atto generatore d imposta la diffusione di messaggi pubblicitari effettuata attraverso forme di comunicazione visive o acustiche, diverse da quelle assoggettate al diritto sulle pubbliche affissioni, in luoghi pubblici o aperti al pubblico o che siano da tali luoghi percepibili. 2. Si considerano rilevanti i messaggi diffusi nell esercizio di un attività economica allo scopo di promuovere la domanda di beni o servizi, ovvero finalizzati a migliorare l immagine del soggetto pubblicizzato o ad indicare il luogo in cui viene esercitata l attività. 15/11/93 Art. 5, commi 1 e 2 ART. 10 SOGGETTO PASSIVO 1. In via principale è tenuto al pagamento dell imposta sulla pubblicità colui che dispone a qualsiasi titolo del mezzo attraverso il quale il messaggio viene diffuso. 2. Obbligato solidale al pagamento è colui che produce o vende la merce o fornisce i servizi oggetto della pubblicità. 15/11/93 Art. 6, commi 1 e 2 ART. 11 MODALITA DI APPLICAZIONE DELL IMPOSTA 1. L imposta sulla pubblicità si determina in base alla superficie della minima figura piana geometrica in cui è circoscritto il mezzo pubblicitario indipendentemente dal numero dei messaggi in esso contenuti. 2. Le superfici inferiori ad un metro quadrato si arrotondano per eccesso al metro quadrato e le frazioni di esso, oltre il primo, a mezzo metro quadrato. 3. Non si fa luogo all applicazione di imposta per le superfici inferiori a trecento centimetri quadrati. 4. Per i mezzi pubblicitari polifacciali l imposta è calcolata in base alla superficie complessiva adibita alla pubblicità. 5. Per i mezzi pubblicitari aventi dimensioni volumetriche l imposta è calcolata in base alla superficie complessiva risultante dallo sviluppo del minimo solido geometrico in cui può essere circoscritto il mezzo stesso. 6. Agli effetti del calcolo della superficie imponibile i festoni di bandierine e simili, i mezzi di identico contenuto pubblicitario e quelli riferibili al medesimo soggetto passivo, purché collocati in connessione fra loro, senza soluzione di continuità e funzionalmente finalizzati a diffondere nel loro insieme lo stesso messaggio o ad accrescerne l efficacia sono considerati come unico mezzo pubblicitario. 15/11/93 Art. 7
7 ART. 12 APPLICAZIONE MAGGIORAZIONI E RIDUZIONE IMPOSTA 1. Le maggiorazioni d imposta a qualunque titolo previste sono cumulabili e devono essere applicate alla tariffa base. 2. Le riduzioni non sono cumulabili. 15/11/93 Art. 7, comma 6 ART. 13 PUBBLICITA LUMINOSA E ILLUMINATA 1. Qualora la pubblicità ordinaria e la pubblicità effettuata con veicoli, prevista dagli artt. 21 e 22 del presente Regolamento, venga effettuata in forma luminosa o illuminata, la relativa tariffa d imposta è maggiorata del 100 per cento. 2. Per la pubblicità luminosa s intende quella il cui mezzo è dotato di luminosità propria costituendo esso stesso fonte di luce; per pubblicità illuminata si intende quella resa visibile da sorgente luminosa esterna. 3. La maggiorazione di cui al comma 1 non si applica per la pubblicità effettuata con pannelli luminosi o con proiezioni di cui all art. 23 del presente Regolamento( 11 ). 15/11/93 Art. 7, comma 7 CIRC. MIN. n. 10 del 17/03/1994 ART. 14 DICHIARAZIONE D IMPOSTA 1. I soggetti passivi di cui all art.. 10 sono tenuti, prima di iniziare la pubblicità a presentare all ufficio competente apposita dichiarazione, anche cumulativa, nella quale devono essere indicate le caratteristiche, la durata della pubblicità e l ubicazione dei mezzi pubblicitari esposti utilizzando il modello predisposto dal Comune. 2. La dichiarazione deve essere presentata anche nei casi di variazione della pubblicità che comportino la modificazione della superficie esposta e del tipo di pubblicità effettuata, con conseguente nuova imposizione. 3. Per le denunce di variazione dovrà procedersi al conguaglio fra l importo dovuto in seguito alla nuova dichiarazione e quello pagato per lo stesso periodo. 4. La dichiarazione della pubblicità annuale ha effetto anche per gli anni successivi, purché non si verifichino modificazioni degli elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell imposta dovuta; tale pubblicità si intende prorogata con il pagamento della relativa imposta entro il 30 aprile dell anno di riferimento, sempre che non venga presentata denuncia di cessazione entro il medesimo termine. 5. Qualora venga omessa la presentazione della dichiarazione, la pubblicità di cui agli articoli 12, 13 e 14, commi 1, 2 e 3 del D.Lgs. 507/93, si presume effettuata con decorrenza dal 1 gennaio dell anno in cui è stata accertata; per le altre fattispecie la presunzione opera dal primo giorno del mese in cui è stato effettuato l accertamento. 15/11/93 Art. 8, commi 1, 2 e 3 ART. 15 PAGAMENTO DELL IMPOSTA 1. Per la pubblicità ordinaria annuale, la pubblicità effettuata mediante affissioni 11 In applicazione della Circolare Ministeriale n. 10 del 17/03/94 che specifica nella parte relativa alla pubblicità effettuata con pannelli luminosi o con proiezioni, prevista dall art. 14 del D.Lgs. 507/93 (art. 23 del presente regolamento) come a tali forme pubblicitarie non si applichi la maggiorazione per la pubblicità luminosa o illuminata ai sensi dell art. 7, comma 7 del D.Lgs. 507/93.
8 dirette, la pubblicità effettuata con veicoli e a quella annuale effettuata con pannelli luminosi e proiezioni, per conto proprio e altrui, l imposta è dovuta per anno solare di riferimento cui corrisponde un autonoma obbligazione. 2. Per le altre fattispecie imponibili, il periodo d imposta è quello specificato nelle relative disposizioni. 3. Il pagamento dell imposta deve essere eseguito mediante versamento sul conto corrente postale intestato al Comune ovvero, in caso di affidamento in concessione, al suo concessionario, con arrotondamento alle mille lire per difetto se la frazione non è superiore a lire cinquecento o per eccesso se è superiore. L attestazione dell avvenuto pagamento deve essere allegata alla prescritta dichiarazione. 4. Per la pubblicità relativa a periodi inferiori all anno solare l imposta deve essere corrisposta in unica soluzione; per la pubblicità annuale l imposta può essere corrisposta in rate trimestrali anticipate qualora sia di importo superiore a lire tre milioni. 5. Il termine di scadenza per il pagamento della prima rata o dell intero importo è fissato al 30 aprile dell anno di riferimento. 15/11/93 Art. 9 ART. 16 PUBBLICITA EFFETTUATA SU SPAZI O AREE COMUNALI 1. Qualora la pubblicità sia effettuata su impianti installati su beni appartenenti o dati in godimento al Comune, l applicazione dell imposta sulla pubblicità non esclude quella della tassa per l occupazione si spazi ed aree pubbliche, nonché il pagamento di canoni di locazione o di concessione, commisurati questi ultimi alla effettiva occupazione del suolo pubblico. 15/11/1993 Art.9, comma 7, modificato dall art. 145, comma 55, L. 388 del 23/12/2000 ART. 17 PUBBLICITA ORDINARIA 1. La pubblicità ordinaria è quella effettuata mediante insegne, cartelli, locandine, targhe, stendardi o qualsiasi altro mezzo non previsto dai successivi articoli e la tariffa dell imposta per ogni metro quadrato di superficie e per anno solare è stabilita in applicazione dell art. 12, comma 1 del D.lgs. 507/93 e ai sensi dell art. 5 del presente Regolamento. 2. Per le fattispecie pubblicitarie di cui al comma 1 che abbiano durata non superiore a tre mesi si applica per ogni mese o frazione una tariffa pari a un decimo di quella ivi prevista. 3. Per la pubblicità effettuata mediante affissioni dirette, anche per conto altrui, di manifesti e simili su apposite strutture adibite alle esposizioni di tali mezzi, si applica l imposta in base alla superficie complessiva degli impianti nella misura e con le modalità previste dal comma 1 e Per la pubblicità di cui ai commi precedenti che abbia superficie compresa tra mq. 5,5 e 8,5 la tariffa dell imposta è maggiorata del 50 per cento; per quella superficie superiore a mq. 8,5 la maggiorazione è del 100 per cento. 5. Qualora la pubblicità di cui al presente articolo sia effettua in forma luminosa o illuminata, la tariffa dell imposta è maggiorata del 100 per cento. 15/11/1993 Art.12, commi 1, 2, 3 e 4, modificato dall art. 145, comma 56 L /12/ /11/1993 Art.7, comma 7 ART. 18 PUBBLICITA CON VEICOLI
9 1. Per la pubblicità visiva effettuata per conto proprio o altrui all interno e all esterno di veicoli in genere, di vetture autofilotranviarie, battelli, barche e simili, di uso pubblico o privato è dovuta l imposta in base alla superficie complessiva dei mezzi pubblicitari istallati su ciascun veicolo nella misura e con le modalità previste dall art. 17, comma 1 del presente Regolamento; per la pubblicità effettuata all esterno dei veicoli suddetti sono dovute le maggiorazioni di cui all art. 17, comma 4 del presente Regolamento. 2. Per i veicoli adibiti ad uso pubblico l imposta è dovuta al comune che ha rilasciato la licenza di esercizio; per i veicoli adibiti a servizi di linea interurbana l imposta è dovuta nella misura della metà a ciascuno dei comuni in cui ha inizio e fine la corsa; per i veicoli adibiti ad uso privato l imposta è dovuta al comune in cui il proprietario del veicolo ha la residenza anagrafica o la sede. 3. Per la pubblicità effettuata per conto proprio su veicoli di proprietà dell impresa o adibiti ai trasporti per suo conto, l imposta è dovuta per anno solare al comune ove ha la sede l impresa stessa o qualsiasi altra sua dipendenza, ovvero al comune ove sono domiciliati i suoi agenti o mandatari che alla data del primo gennaio di ciascun anno, o a quella successiva di immatricolazione, hanno in dotazione detti veicoli, secondo le tariffe previste dall art. 13, comma 3, del D.gls. 507/93, così come stabili ai sensi dell art. 5 del presente Regolamento. 4. Per i veicoli circolanti con rimorchio la tariffa è raddoppiata. 5. Per i veicoli di cui al comma 3 non è dovuta l imposta per l indicazione del marchio, della ragione sociale e dell indirizzo dell impresa, purché sia apposta non più di due volte e ciascuna iscrizione non sia di superficie superiore a mezzo metro quadrato. 6. E fatto obbligo di conservare l attestazione dell avvenuto pagamento dell imposta e di esibirla a richiesta degli agenti autorizzati. 7. Qualora la pubblicità venga effettuata in forma luminosa o illuminata la relativa tariffa di imposta è maggiorata del 100 per cento. 15/11/1993 Art.13, comma 1, 2, 3, 4 e 5 15/11/1993 Art. 7, comma 7 ART. 19 PUBBLICITA EFFETTUATA CON PANNELLI LUMINOSI E PROIEZIONI 1. Per la pubblicità effettuata per conto altrui con insegne, pannelli o altre analoghe strutture caratterizzate dall impiego di diodi luminosi, lampadine e simili mediante controllo elettronico, elettromeccanico o comunque programmato in modo da garantire la variabilità del messaggio o la sua visione in forma intermittente, lampeggiante o similare l imposta dovuta, indipendentemente dal numero dei messaggi, per metro quadrato di superficie e per anno solare è quella stabilita in applicazione dell art. 14, comma 1, del D.Lgs 507/93 e ai sensi dell art. 5 del presente Regolamento. 2. Per la pubblicità di cui al comma 1 di durata non superiore a tre mesi si applica, per ogni mese o frazione, una tariffa pari a un decimo di quella ivi prevista. 3. Per la pubblicità prevista dai commi 1 e 2 effettuata per conto proprio dall impresa si applica l imposta in misura pari alla metà delle rispettive tariffe. 4. Per la pubblicità realizzata in luoghi pubblici o aperti al pubblico attraverso diapositive, proiezioni luminose o cinematografiche effettuate su schermi o pareti riflettenti, l imposta dovuta per ogni giorno, indipendentemente dal numero dei messaggi e dalla superficie adibita alla proiezione, è stabilita in applicazione dell art. 14, comma 4, del D.Lgs. 507/93 e ai sensi dell art. 5 del presente Regolamento. 5. Qualora la pubblicità, di cui al comma precedente abbia durata superiore a trenta giorni, dopo tale periodo si applica una tariffa giornaliera pari alla metà di 15/11/1993 Art.14, comma 1, 2, 3, 4 e 5
10 quella ivi prevista. ART. 20 PUBBLICITA VARIA 1. Per la pubblicità effettuata con striscioni o altri mezzi similari, che attraversano strade o piazze, la tariffa dell imposta, per ciascun metro quadrato e per ogni periodo di esposizione di 15 (quindici) giorni o frazione è quella prevista per la pubblicità ordinaria dall art. 17, comma 1 del presente Regolamento. 2. Per la pubblicità effettuata da aeromobili mediante scritte, striscioni, disegni, fumogeni, lancio di oggetti o manifestini, ivi compresa quella eseguita su specchi d acqua e fasce marittime limitrofi al territorio comunale, per ogni giorno o frazione, indipendentemente dai soggetti pubblicizzati, è dovuta l imposta a ciascun comune sul cui territorio la pubblicità stessa viene eseguita, la tariffa è stabilita nella misura prevista dall art. 15, comma 2 del D.Lgs. 507/93 e ai sensi dell art. 5 del presente Regolamento. 3. Per la pubblicità eseguita con palloni frenati e simili si applica l imposta in base alla tariffa pari alla metà di quella prevista dal comma Per la pubblicità effettuata mediante distribuzione, anche con veicoli, di manifestini o di altro materiale pubblicitario, oppure mediante persone circolanti con cartelli o altri mezzi pubblicitari, è dovuta l imposta per ciascuna persona impiegata nella distribuzione od effettuazione e per ogni giorno o frazione, indipendentemente dalla misura dei mezzi pubblicitari o dalla quantità di materiale distribuito, in applicazione dell art. 15, comma 4 del D.Lgs. 507/93 e ai sensi dell art. 5 del presente Regolamento. 5. Per la pubblicità effettuata a mezzo di apparecchi amplificatori e simili, salvo le limitazione di cui all art. 42, la tariffa dell imposta dovuta per ciascun punto di pubblicità e per ciascun giorno o frazione verrà stabilita in applicazione dell art. 15, comma 5 del D.Lgs. 507/93 e ai sensi dell art. 5 del presente Regolamento. 15/11/1993 Art.15, comma 1, 2, 3, 4 e 5 ART. 21 RIDUZIONE D IMPOSTA 1. La tariffa dell imposta è ridotta alla metà: a per la pubblicità effettuata da comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non abbia scopo di lucro, anche qualora le forme pubblicitarie contengano uno sponsor o più sponsor. b per la pubblicità relativa a manifestazioni politiche, sindacali e di categoria, culturali, sportive, filantropiche e religiose da chiunque realizzate, con il patrocinio o la partecipazione degli enti pubblici territoriali; c per la pubblicità relativa a festeggiamenti patriottici, religiosi, spettacoli viaggianti o di beneficenza. 15/11/1993 Art.16 ART. 22 ESENZIONI DALL IMPOSTA 1. Sono esenti dall imposta: a- la pubblicità realizzata all interno dei locali adibiti alla vendita di beni o alla prestazione di servizi quando si riferisca all attività negli stessi esercitata, nonché i mezzi pubblicitari, ad eccezione delle insegne, esposti nelle vetrine e sulle porte d ingresso dei locali medesimi purché siano attinenti all attività in essi esercitata e non superino, nel loro insieme, la superficie complessiva di mezzo metro quadrato per ciascuna vetrina o ingresso; 15/11/1993 Art. 17
11 b gli avvisi al pubblico esposti nelle vetrine o sulle porte di ingresso dei locali, o in mancanza nelle immediate adiacenze del punto di vendita, relativi all attività svolta, nonché quelli riguardanti la localizzazione e l utilizzazione dei servizi di pubblica utilità, che non superino la superficie di mezzo metro quadrato e quelli riguardanti la locazione o la compravendita degli immobili sui quali sono affissi, di superficie non superiore ad un quarto di metro quadrato; c la pubblicità comunque effettuata all interno, sulle facciate esterne o sulle recinzioni dei locali di pubblico spettacolo qualora si riferisca alle rappresentazioni in programmazione; d la pubblicità, escluse le insegne, relativa ai giornali ed alle pubblicazioni periodiche, se esposta sulle sole facciate esterne delle edicole o nelle vetrine o sulle porte di ingresso dei negozi ove si effettua la vendita; e - la pubblicità esposta all interno delle stazioni dei servizi di trasporto pubblico di ogni genere inerente l attività esercitata dall impresa di trasporto, nonché le tabelle esposte all esterno delle stazioni stesse o lungo l itinerario di viaggio, per la parte in cui contengano informazioni relative alle modalità di effettuazione del servizio; f la pubblicità esposta all interno delle vetture ferroviarie e degli aerei; g la pubblicità comunque effettuata in via esclusiva dallo Stato e dagli enti pubblici territoriali; h le insegne, le targhe e simili apposte per l indicazione delle sedi di comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non persegua scopo di lucro; i le insegne, le targhe e simili la cui esposizione sia obbligatoria per le disposizioni di legge o di regolamento sempre che le dimensioni del mezzo usato, qualora non espressamente stabilite, non superino il mezzo metro quadrato di superficie. 2. L imposta non è dovuta per le insegne di esercizio di attività commerciali e di produzione di beni o servizi che contraddistinguono la sede ove si svolge l attività cui si riferiscono, la superficie complessiva fino a 5 metri quadrati 3. Non è esente dall imposta l insegna di esercizio con metratura superiore a 5 metri quadrati. 4. Sono inoltre esentate dal pagamento dell imposta le organizzazioni non lucrative di utilità sociale qualificate come ONLUS secondo quanto disposto dall art. 10, comma 1 del D.lgs. 4 dicembre 1997, n. 460 (12). L /12/2001 Art. 10, comma 1 12 Facoltà concessa al comune dall art. 21 del D.lgs. 460/97 secondo cui I comuni, le province, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano possono deliberare nei confronti delle ONLUS la riduzione o l esenzione dal pagamento dei tributi di loro competenza e dai connessi adempimenti.
12 TITOLO III AFFISSIONI ART. 23 SERVIZIO DELLE PUBBLICHE AFFISSIONI 1. Il servizio delle pubbliche affissioni è istituito in modo da garantire,l affissione, a cura del comune, negli appositi impianti a ciò destinati, di manifesti di qualunque materiale costituiti, contenenti comunicazioni aventi finalità istituzionali, sociali o comunque prive di rilevanza economica ovvero, di messaggi diffusi nell esercizio di attività economiche. 2. Per i quantitativi e le ripartizioni degli impianti, si fa espresso riferimento al PIANO GENERALE DEGLI IMPIANTI del Regolamento per la disciplina di assegnazione spazi pubblicità e pubbliche affissioni. 15/11/1993 Art. 18 ART. 24 DIRITTO SULLE PUBBLICHE AFFISSIONI 1. Per effettuazione di pubbliche affissioni il diritto è dovuto in solido, da chi richiede il servizio e da colui nell interesse del quale il servizio stesso è richiesto, un diritto, comprensivo dell imposta sulla pubblicità, a favore del Comune che provvede alla loro esecuzione. 2. La misura del diritto sulle pubbliche affissioni è quella prevista in applicazione dell art. 19, comma 2, del D.Lgs. 507/93, e ai sensi dell art. 5 del presente Regolamento. 3. Per ogni commissione inferiore a cinquanta fogli il diritto di cui al comma 2 è maggiorato del 50 per cento. 4. Per i manifesti costituiti da otto fino a dodici fogli il diritto è maggiorato del 50 per cento; per quelli costituiti da più di dodici fogli è maggiorato del 100 per cento. 5. Qualora il committente richieda espressamente che l affissione venga eseguita in determinati spazi da lui prescelti, è dovuta una maggiorazione del 100 per cento del diritto. 6. Le disposizioni previste per l imposta sulla pubblicità si applicano, per quanto compatibili, anche al diritto sulle pubbliche affissioni. 7. Il pagamento del diritto sulle pubbliche affissioni deve essere effettuato contestualmente alla richiesta del servizio secondo le modalità di cui all art. 15 del presente regolamento; per il recupero di somme comunque dovute a tale titolo e non corrisposte si osservano le disposizioni di cui agli articoli 29, 30 e 31 del presente Regolamento. 15/11/1993 Art. 19 ART. 24 bis SPAZI RISERVATI ED ESENZIONE DAL DIRITTO
13 1. I soggetti di cui all art. 20 del D.Lgs. 507/93: Stato, enti pubblici territoriali; comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non abbia scopo di lucro; chiunque realizzi attività politiche, sindacali e di categoria, culturali, sportive, filantropiche e religiose con il patrocinio degli enti pubblici territoriali; soggetti che svolgono attività di spettacolo viaggiante e beneficenza; possono chiedere al Comune di effettuare affissioni dirette con le modalità indicate dal presente articolo. A tal fine per l intero territorio del Comune lo spazio riservato complessivamente per tale tipo di affissioni non può superare il 10% degli spazi totali. 2.l Comune non fornisce personale per le affissioni di cui sopra. 3. L affissione negli spazi di cui al primo comma è esente dal diritto sulle pubbliche affissioni. 4. La richiesta dei soggetti di cui al primo comma deve essere consegnata presso l ufficio Affissioni e Pubblicità del Comune di San Giuliano Milanese, gestito dalla società affidataria Genia Spa, con almeno due giorni lavorativi di anticipo rispetto al giorno stabilito per l affissione. Il richiedente l affissione deve altresì presentare il materiale da affiggere per l apposizione di indicazione contenente la data di scadenza dell affissione stessa. 5. Le affissioni sono autorizzate secondo l ordine di precedenza risultante dal ricevimento della richiesta che deve essere annotata in apposito registro cronologico, su modello predisposto da Genia Spa e deve contenere l indicazione del richiedente, la natura specifica del messaggio pubblicitario e del manifesto, la durata con l indicazione precisa dei giorni di esposizione, il quantitativo ed i formati dei manifesti dell affissione. L ufficio Affissioni e Pubblicità provvede anche a predisporre il modello della richiesta che deve contenere le indicazioni di cui sopra. L autorizzazione all affissione è subordinata al rispetto delle affissioni in essere e non ancora scadute. Inserito con deliberazione di C.C. n. 57 del 20/7/06 6. Non sono consentite: le variazioni o il cambio, anche se richiesti precedentemente alla data di inizio dell affissione, l indicazione specifica del messaggio pubblicitario se non per gravi e comprovati motivi indipendenti dalla volontà del richiedente; lo spostamento dell affissione, anche se richiesta preventivamente alla data di inizio della stessa, in data o periodi diversi da quelli indicati nella richiesta; le affissioni su manifesti in esposizione e non ancora scaduti. 7. Le richieste di affissione non possono superare i seguenti quantitativi: per i formati 70x100 o inferiori:n. 30 manifesti per i formati 100x140:n. 10 manifesti. 8. Presso l ufficio pubbliche affissioni devono essere esposti l elenco degli spazi di
14 cui al primo comma. Il registro cronologico di cui al quinto comma deve essere esposto presso il l ufficio Affissioni e Pubblicità Genia Spa. ART. 25 RIDUZIONE DEL DIRITTO La tariffa per il servizio delle pubbliche affissioni è ridotta alla metà: a) per i manifesti riguardanti in via esclusiva lo Stato e gli enti pubblici territoriali e che non rientrano nei casi per i quali è prevista l esenzione ai sensi dell art. 30; b) per i manifesti di comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non abbia scopo di lucro anche qualora contengano uno o più sponsor; c) per i manifesti relativi ad attività politiche, sindacali e di categoria, culturali, sportive, filantropiche e religiose da chiunque realizzate con il patrocinio degli enti pubblici territoriali; d) per i manifesti relativi a festeggiamenti patriottici, religiosi, a spettacoli viaggianti e di beneficenza; e) per gli annunci mortuari. 15/11/1993 Art. 20 ART. 26 ESENZIONE DEL DIRITTO 1.Sono esenti dal diritto sulle pubbliche affissioni: a) i manifesti riguardanti le attività istituzionali del comune da esso svolte in via esclusiva, esposti nell ambito del proprio territorio; 15/11/1993 Art. 21 b) i manifesti delle autorità militari relativi alle iscrizioni nelle liste di leva, alla chiamata ed ai richiami alle armi; c) i manifesti dello Stato, delle regioni e delle province in materia di tributi; d) i manifesti delle autorità di polizia in materia di pubblica sicurezza; e) i manifesti relativi ad adempimenti di legge in materia di referendum, elezioni politiche, per il parlamento europeo, regionali e amministrative; f) ogni altro manifesto la cui affissione sia obbligatoria per legge; g) i manifesti concernenti corsi scolastici e professionali gratuiti regolarmente autorizzati. h) i manifesti la cui affissione sia richiesta dalle ONLUS, così come previste dall art. 10, comma 1, D.lgs. n. 460 del 04/12/1997. ART. 27 MODALITA PER LE PUBBLICHE AFFISSIONI 1. Le pubbliche affissioni vanno effettuate secondo l ordine di precedenza risultante dal ricevimento della commissione che deve essere annotata in apposito registro cronologico. 2. Le richieste devono comunque risultare da idonea commissione nella quale devono risultare le generalità del richiedente o della persona o dell ente nell interesse del quale il servizio viene richiesto completo di indirizzo e codice fiscale, la durata di esposizione con indicazione della data di inizio, l oggetto del manifesto i quantitativi espressi in formato e numero di manifesti nonché la ripartizione numerica dei manifesti da affiggere in categoria speciale e quelli di 15/11/1993 Art. 22
15 categoria normale. Per richiedere spazi prefissati devono essere indicate le vie nei cui impianti intende far collocare i manifesti. 3. La durata dell affissione decorre dal primo giorno in cui è stata eseguita al completo; nello stesso giorno, su richiesta del committente, il Comune metterà a sua disposizione l elenco delle posizioni utilizzate con l indicazione dei quantitativi affissi. 4. Il ritardo nell effettuazione delle affissioni causato dalle avverse condizioni atmosferiche si considera caso di forza maggiore. In ogni caso, qualora il ritardo sia superiore a dieci giorni dalla data richiesta, il comune deve darne comunicazione tempestiva per iscritto al committente. 5. La mancanza di spazi disponibili deve essere comunicata al committente per iscritto entro dieci giorni dalla richiesta di affissione. 6. Nei casi di cui ai commi 4 e 5, il committente può annullare la commissione senza alcun onere a suo carico ed il comune è tenuto al rimborso delle somme versate entro novanta giorni. 7. Il committente ha facoltà di annullare la richiesta di affissione prima che venga eseguita, con l obbligo di corrispondere in ogni caso la metà del diritto dovuto. 8. Il comune ha l obbligo di sostituire gratuitamente i manifesti strappati o comunque deteriorati e, qualora non disponga di altri esemplari dei manifesti da sostituire, deve darne tempestivamente comunicazione al richiedente mantenendo, nel frattempo, a sua disposizione i relativi spazi. 9. Nell ufficio del servizio delle pubbliche affissioni devono essere esposti, per la pubblica consultazione, le tariffe del servizio, l elenco degli spazi destinati alle pubbliche affissioni con l indicazione delle categorie alle quali detti spazi appartengono ed il registro cronologico delle commissioni. ART. 28 AFFISSIONI URGENTI, FESTIVE E NOTTURNE 1. Per le affissioni richieste per il giorno in cui è stato consegnato il materiale da affiggere od entro i due giorni successivi, se trattasi di affissioni di contenuto commerciale, ovvero per le ore notturne dalle ore venti alle ore sette o nei giorni festivi, è dovuta la maggiorazione del 10 per cento del diritto, con un minimo di per ciascuna commissione. ART. 28 BIS AFFISSIONI FUNEBRI NORMATIVA D.GLS /11/1993 Art. 22, comma 9 L esecuzione dell affissione degli annunci funebri nel territorio del comune è disciplinata dal decreto legislativo n. 507, dal presente regolamento e dall allegato Piano generale degli impianti pubblicitari. PIANO DEGLI IMPIANTI L affissione dei manifesti funebri può avvenire unicamente negli spazi individuati all interno del Piano Generale degli impianti.
16 E consentita l affissione di un solo manifesto nelle immediate vicinanze del domicilio del defunto al di fuori dei predetti spazi a condizione che ne venga effettuata la defissone nel giorno immediatamente successivo a quello in cui hanno avuto luogo i funerali. E permessa l affissione di annunci al di fuori degli spazi predetti e di formato diverso da quello previsto all art. 15 solo su richiesta di enti pubblici, organizzazioni sindacali e partiti politici, in tal caso l affissione sarà effettuata esclusivamente dall Ufficio affissioni del Comune. FORMATO DEGLI ANNUNCI Tutti gli annunci funebri da affiggere dovranno essere stampati nel formato cm. 70 di base per cm. 50 di altezza. Non potranno essere affissi annunci funebri di formato diverso. AFFISSIONE DIRETTA E consentita l affissione diretta degli annunci funebri, negli spazi individuati dal Piano Generale degli impianti esclusivamente alle imprese di pompe funebri con esercizio dell attività debitamente autorizzato nell ambito del territorio Comunale. A tal uopo i titolari delle imprese di cui al primo comma dovranno inoltrare domanda in carta legale al Sindaco chiedendo l autorizzazione ad effettuare l affissione diretta e la conseguente assegnazioni degli spazi. La Giunta Comunale, su proposta dell Assessore Delegato competente, provvederà all assegnazione degli spazi di pertinenza in misura non superiore a 2. spazi bifacciali del formato di cm. 70 di base per 50 cm. di altezza per ogni stendardo e per ciascun operatore mediante l adozione di apposito atto deliberativo. PAGAMENTO In caso di affissione diretta è dovuta l imposta di pubblicità prevista dall art. 12, comma 3, del D.Lgs. n. 507/93. E dovuto altresì un canone di concessione di occupazione spazi ed aree pubbliche e la tassa di occupazione spazi ed aree pubbliche secondo quanto previste dal vigente Regolamento per l applicazione della tassa di occupazione spazi ed aree pubbliche ai sensi del D.lgs n. 507/93, nonché un canone annuale specifico per la concessione degli spazi per l affissione diretta. GESTIONE DEGLI SPAZI ASSEGNATI Ogni operatore, appaltatore comunale, che abbia ottenuto dal Comune l assegnazione di spazi per l affissione diretta, dovrà provvedere in proprio alla gestione degli spazi assegnati.
17 In caso di mancanza di spazi a propria disposizione, per l affissione di annunci in numero superiore agli spazi assegnati, se gli annunci sono riferiti a defunti diversi, l operatore potrà utilizzare gli spazi assegnati ad altri operatori a condizione che gli stessi siano disponibili. EVASIONI DI COMMISSIONI A CURA DEL COMUNE Il comune si riserva la facoltà di effettuare, a propria cura, le affissioni di annunci funebri su richiesta di contribuenti diversi dagli assegnatari, appaltatori comunali, sugli spazi predisposti nel piano generale degli impianti, siano o meno assegnati agli operatori per l affissione diretta. MANUTENZIONE DEGLI SPAZI Gli assegnatari degli spazi, dovranno mantenere a propria cure e spese, gli spazi loro assegnati in perfetto stato d uso ed in modo decoroso. A tale scopo cureranno che le affissioni siano effettuate in modo ordinato provvedendo a defiggere le affissioni scadute. L affissione di annunci funebri si intende scaduta il giorno successivo a quello indicato nello stesso annuncio ed in cui hanno avuto luogo i funerali. TITOLO IV ACCERTAMENTO, RISCOSSIONE, CONTENZIOSO E SANZIONI AMMINISTRATIVE ART. 29 RETTIFICA E ACCERTAMENTO D UFFICIO 1. Il Comune o il Concessionario, entro 2 anni dalla data in cui la dichiarazione è stata o avrebbe dovuto essere presentata, procede a rettifica o ad accertamento d ufficio, notificando al contribuente apposito avviso motivato in relazione ai presupposti di fatto e alle ragioni giuridiche che lo hanno determinato. Se la motivazione fa riferimento ad un altro atto non conosciuto né ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato all atto che lo richiama, salvo che quest ultimo non ne riproduca il contenuto essenziale (13). 2. Nell avviso devono essere indicati il soggetto passivo, le caratteristiche e l ubicazione del mezzo pubblicitario, l importo dell imposta o della maggiore imposta accertata, delle sanzioni dovute e dei relativi interessi, nonché il termine di 60 (sessanta) giorni entro cui effettuare il relativo pagamento. 3. Gli avvisi di accertamento sono sottoscritti dal funzionario designato dalla Giunta per l organizzazione e la gestione dell imposta, ovvero nel caso di gestione in concessione, da un rappresentante del concessionario. 15/11/1993 Art.10, commi 1,2 e 3 13 Modifica apportata dal decreto legislativo 26 gennaio 2001, n. 32 in applicazione dei principi stabiliti dalla legge 212 del 27 luglio 2000 concernente lo statuto dei diritti del contribuente
18 ART. 30 CHIAREZZA E MOTIVAZIONE DEGLI ATTI 1. Ai sensi della legge n. 212/2000 (14), art. 7, gli avvisi di cui al precedente articolo devono inoltre tassativamente indicare: a) l ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni complete in merito all atto notificato o comunicato e il responsabile del procedimento istruttorio; b) l organo o l autorità presso il quale è possibile promuovere un riesame anche nel merito dell atto in sede di autotutela; c) le modalità, il termine, l organo giurisdizionale o l autorità amministrativa cui è possibile ricorrere in caso di atti impugnabili. 4. Sul titolo esecutivo va riportato il riferimento all eventuale precedente atto di accertamento ovvero, in mancanza, la motivazione delle pretesa tributaria. L. 212/00 Art. 7 L. 241/90 art. 3 ART. 31 PROCEDURA COATTIVA 1. Ai sensi dell art. 52, comma 6, del D.Lgs. 15/12/1997, n. 446 (15) la riscossione coattiva dell imposta comunale sulla pubblicità e diritto delle pubbliche affissioni viene effettuata mediante ingiunzione fiscale, disciplinata dal regio decreto 14/04/1910, n D.LGS. n /12/1997 Art.52, comma 6 ART. 32 RIMBORSI 1. Entro il termine di due anni decorrente dal giorno in cui è stato effettuato il pagamento, ovvero da quello in cui è stato definitivamente accertato il diritto al rimborso, il contribuente può chiedere la restituzione di somme versate e non dovute mediante apposita istanza. L ente è tenuto a provvedere nel termine di 90 (novanta) giorni. 2. Interessi nella stessa misura spettano al contribuente per le somme ad esso dovute a qualsiasi titolo a decorrere dalla data dell esercizio di pagamento. 15/11/1993 Art.9, comma 6. 15/11/1993 Art.23 ART. 33 CONTENZIOSO 1. Sono soggette alla giurisdizione delle Commissioni Tributarie di cui all art. 2 del Decreto Legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (16) le controversie concernenti i tributi richiamati nel presente Regolamento. D.LGS /12/1992 Art. 2 ART. 34 SANZIONI PER VIOLAZIONI DISPOSIZIONI TRIBUTARIE 1. Per l omessa presentazione della dichiarazione di cui all articolo 14 del 14 vedi nota n Vedi nota 3 16 Decreto Legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 che disciplina il processo tributario.
19 presente regolamento si applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento dell imposta o del diritto dovuti, con un minimo di lire centomila. 2. Per la dichiarazione infedele si applica la sanzione amministrativa dal cinquanta al cento per cento della maggiore imposta o del diritto dovuti. 3. Le sanzioni indicate nei commi 1 e 2 sono ridotte ad un quarto se, entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie interviene adesione del contribuente con il pagamento dell imposta o del diritto, se dovuti, e della sanzione. 4. Chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento a saldo, dell imposta risultante dalla dichiarazione è soggetto a sanzione amministrativa pari al 30% di ogni importo non versato, anche quando, in seguito alla correzione di errori materiali o di calcolo rilevati in sede di controllo della dichiarazione, risulti una maggiore imposta o una minore eccedenza detraibile. 5. La sanzione di cui al comma precedente non si applica quando il versamento è stato tempestivamente eseguito ad ufficio o concessionario diverso da quello competente. 6. Le sanzioni di cui al presente articolo si applicano nel rispetto delle disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie disciplinate dal D.Lgs. 472 del 18/12/1997 (17) 15/11/1993 Art. 23 così come sostituito dall art. 12 del D.Lgs. 473/97 D.LGS /12/1997 Art. 13 ART. 35 INTERESSI 1. Sulle somme dovute per l imposta sulla pubblicità, per il diritto sulle pubblica affissioni e per le relative sopratasse si applicano interessi di mora nella seguente misura del 2,5% semestrale (18) 15/11/1993 Art. 23, comma 4. ART. 36 TUTELA DELL AFFIDAMENTO E DELLA BUONA FEDE, ERRORI DEL CONTRIBUENTE 1. I rapporti con il contribuente sono improntati sul principio della collaborazione e della buona fede. 2. Non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente, qualora egli si sia conformato a indicazioni contenute in atti dall amministrazione, ancorché successivamente modificate dall amministrazione medesima, o qualora il suo comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell amministrazione stessa. 3. Le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull ambito di applicazione della norma tributaria o quando si traduce in una mera violazione formale. L.212 del 27/07/2000 Disposizioni in materia di Statuto dei diritti del contribuente 17 Decreto legislativo n. 472 del 18/12/1997 che disciplina le norme generali di applicazione delle sanzioni amministrative in materia tributaria. 18 Gli interessi nella misura dal 2,5% semestrale sono stati introdotti con l art. 17 L. 146 del 8/5/1998
20 ART. 37 SANZIONI AMMINISTRATIVE 1. Le sanzioni amministrative di cui all art. 24 del D.Lgs. 507 del 15/11/1993 sono disciplinate dal Regolamento per la disciplina di assegnazione spazi pubblicità e pubbliche affissioni. 15/11/1993 Art. 24 ART. 38 PROCEDURA DI APPLICAZIONE DELLE SANZIONI 1. Per ciò che concerne la procedura di applicazione delle sanzioni, e in particolare per ciò che riguarda la disciplina del ravvedimento operoso e della riduzione della sanzioni tributarie si applica, per quanto compatibile, la normativa prevista dal decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, a norma dell art. 3, comma 133, della L. 23 dicembre 1996, n TITOLO VI NORME FINALI E TRANSITORIE D.LGS /12/1997 ART. 39 NORME FINALI 1.Per tutto quanto non previsto dal presente Regolamento si applicano, in materia di imposta comunale sulla pubblicità e di diritto sulle pubbliche affissioni, le disposizioni di cui al Capo I del D.Lgs n. 507 e successive modificazioni e integrazioni. 2. Ai sensi dell art. 27, comma 8, L. 448 del 27/12/2001, il presente regolamento entra in vigore a decorrere dal 1 gennaio dell anno di riferimento del vigente bilancio di previsione, e cioè a decorrere dal 1 gennaio Il presente regolamento, contenente le modifiche e gli adeguamenti normativi sostituisce il precedente. ART. 40 NORME TRANSITORIE Si applicano le disposizioni dell art. 36 del D.Lgs. 507/93 e successive modificazioni.
21 Comune di San Giuliano Milanese (Provincia di Milano) ALLEGATO A) AL REGOLAMENTO COMUNALE PER L APPLICAZIONE DELL IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITA E DIRITTO DELLE PUBBLICHE AFFISSIONI DEFINIZIONE DELLA CATEGORIA SPECIALE In base alla delimitazione del centro abitato art. 4 D.Lgs. 30 aprile 1992, n , si è proceduto alla individuazione della superficie complessiva da destinare a categoria speciale in base all art. 4 D.Lgs. 15 novembre 1993, n La categoria speciale non deve superare complessivamente il 35% del centro abitato. Di conseguenza, si sono definite le seguenti superfici: CENTRO ABITATO mq CATEGORIA SPECIALE: superficie massima = 35% del centro abitato = 35% di mq mq RIEPILOGO DELLE SUPERFICI RIGUARDANTI LA CATEGORIA SPECIALE IN PROGETTO ZONE DELIMITATE DALLE VIE ZONA A posizione di Via Risorgimento Via Cavour Via Trieste Via Dalla Chiesa posizione di Via Tolstoj Via Brigate Partigiane posizione di S.S. n. 9 Via Emilia Via Roma Piazza Alfieri Via Papa Giovanni XXIII Via Sesto Gallo ad unire con ferrovia fino a Via Certosa Via Certosa ad unire con Via Emilia posizione di Via Emilia e Via Roma ad unire con Via Risorgimento mq ZONA B posizione Via Po Via Basento posizione di Via Ticino Via Tagliamento ad unire con Via Po mq ZONA C Via del Secchione Via Monferrato posizione Autostrada A1 del Sole posizione Via Volturno Via Lombardia ad unire con Via del Tecchione mq ZONA D
(Gli interventi e le dichiarazioni di voto dei vari Consiglieri sono testualmente riportati nel verbale di seduta). IL CONSIGLIO COMUNALE Premesso che, in base all art. 52 del D.Lgs 446/97, i Comuni possono,