Source: https://www.filodiritto.com/il-matrimonio-nel-diritto-della-federazione-russa
Timestamp: 2020-06-02 09:18:00+00:00
Document Index: 171276844

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 2', 'art. 76', 'arti 2', 'art. 17', 'arte 1', 'art. 19', 'arte 1', 'art. 19', 'arte 3', 'art. 38', 'arte 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 11', 'art. 28', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 27', 'art. 13', 'art. 27', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 134', 'art. 156', 'art. 14', 'art. 156', 'art. 22', 'art. 158', 'art. 14', 'art. 158', 'art. 16', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 25', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 14', 'art. 29', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 1', 'arta 1918', 'art. 52', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 84', 'art. 156', 'art. 144', 'art. 146']

Il matrimonio nel diritto della Federazione Russa | Filodiritto
Il matrimonio nel diritto della Federazione Russa
di Tatiana Aleksandrovna Tretyak
articoli privati, articoli professionisti, Diritto dei Paesi dell’Asia, Diritto dei Paesi extra UE, famiglia e successioni, diritto immobiliare, del condominio, dei diritti reali, privato
Consensus, non concubitus, facit matrimonium.
1. Il diritto di famiglia della Federazione Russa
A differenza dell’ordinamento italiano, nel quale le norme del diritto di famiglia sono racchiuse prevalentemente nel Codice civile del 1942, nell’ordinamento della Federazione Russa esiste un apposito Codice della famiglia (Semejnyj kodeks), adottato nel 1995 [1]. Esso contiene una regolamentazione organica dei rapporti (otnošenija) personali e patrimoniali in ambito familiare, nonché degli obblighi alimentari, dell’adozione e degli istituti di protezione dei minori privi di cure parentali [2].
Oltre al Codice della famiglia, le altre fonti del diritto di famiglia [3] operanti nell’ordinamento russo sono rappresentate dagli accordi internazionali, dalla Costituzione della Federazione Russa del 1993 [4], dal Codice civile [5] e dalle altre leggi federali, dalle leggi dei soggetti della Federazione Russa [6], nonché dagli atti normativi sub-legislativi (decreti e disposizioni del Presidente della Federazione Russa, decreti e disposizioni del Governo della Federazione, atti normativi sub-legislativi dei soggetti della Federazione).
Al riguardo, occorre sottolineare che, come prevedono il Codice della famiglia (art. 3, punto 2) e la Legge federale «Sugli atti dello stato civile» [7] (art. 2), gli atti normativi dei soggetti della Federazione possono regolamentare solo le materie non disciplinate dalla legislazione federale. Inoltre, in base alla Costituzione russa (art. 76, parti 2 e 5) le norme contenute nelle leggi dei soggetti della Federazione devono essere conformi a quelle della legislazione federale.
Tra gli accordi internazionali vigenti nel territorio della Federazione Russa, rivestono particolare importanza in materia familiare: la Carta delle Nazioni Unite; la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 10 dicembre 1948; la Dichiarazione dei diritti del fanciullo del 20 novembre 1959; il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali ed il Patto internazionale sui diritti civili e politici del 16 dicembre 1966; la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989; la Convenzione tra i paesi della CSI sull’assistenza legale e sulle relazioni legali negli affari civili, familiari e penali del 22 dicembre 1993 [8].
La Costituzione russa dedica alcune disposizioni alla famiglia, mentre in altre, pur non occupandosi specificamente di questo tema, enuncia principi comunque rilevanti ai fini della disciplina dei rapporti familiari.
Così, nella Federazione Russa sono riconosciuti e garantiti i diritti e le libertà dell’uomo e del cittadino in accordo con i principi universalmente riconosciuti e le norme del diritto internazionale ed in conformità con la Costituzione medesima (art. 17, parte 1, della Costituzione).
In linea con il carattere multietnico e multireligioso del paese, è garantita l’uguaglianza dei diritti e delle libertà degli individui e dei cittadini, indipendentemente dal sesso, dalla razza, dalla nazionalità, dalla lingua, dall’origine, dalla condizione economica e lavorativa, dal luogo di residenza, dall’atteggiamento nei confronti della religione, dalle convinzioni, dall’adesione ad associazioni pubbliche e sono vietate le forme di restrizione dei diritti dei cittadini sulla base dell’appartenenza sociale, razziale, nazionale, linguistica o religiosa (art. 19, parte 1, della Costituzione). L’uomo e la donna hanno uguali diritti e libertà e uguali possibilità per il loro esercizio (art. 19, parte 3, della Costituzione).
In materia familiare, la Carta costituzionale stabilisce che la maternità, l’infanzia e la famiglia sono sotto la protezione dello Stato (art. 38, parte 1, della Costituzione).
In ossequio al dettato costituzionale, il Codice della famiglia prevede, tra i principi fondamentali, che la legislazione in materia di famiglia si basa sulla necessità di rafforzare la famiglia e di fondare le relazioni familiari sui sentimenti di amore e rispetto reciproco, sul sostegno reciproco e sulla responsabilità di tutti i membri innanzi alla famiglia, sulla inammissibilità di arbitrarie interferenze da parte di chiunque negli affari della famiglia, sulla garanzia del libero esercizio dei propri diritti a tutti i membri della famiglia e sulla possibilità di difendere questi diritti in giudizio (art. 1, punto 1, del Codice della famiglia).
Viene inoltre stabilito che la regolamentazione dei rapporti familiari è realizzata in conformità con i principi della volontarietà dell’unione coniugale di uomo e donna, dell’uguaglianza dei diritti dei coniugi nella famiglia, della risoluzione delle questioni interne alla famiglia mediante il comune accordo, della priorità dell’educazione familiare dei figli, della cura del loro benessere e sviluppo, della garanzia della prioritaria protezione dei diritti e degli interessi dei familiari minori e disabili (art. 1, punto 3, del Codice della famiglia).
In applicazione del principio costituzionale di uguaglianza, viene sancito il divieto di qualsiasi forma di restrizione ai diritti dei cittadini di unirsi in matrimonio e di instaurare relazioni familiari, sulla base dell’appartenenza sociale, razziale, linguistica o religiosa. I diritti dei cittadini in ambito familiare possono essere limitati solo sulla base di una legge federale e solo nella misura in cui ciò sia necessario per tutelare la morale, la salute, i diritti e gli interessi legittimi degli altri familiari e degli altri cittadini (art. 1, punto 4, del Codice della famiglia) [9].
2. La procedura per contrarre matrimonio
Fino alla Rivoluzione dell’ottobre del 1917 in Russia il matrimonio era considerato come l’unione, formalizzata e regolata secondo le norme religiose della confessione alla quale appartenevano i nubendi [10]. L’eccezione era rappresentata dai matrimoni dei dissidenti religiosi (raskol’niki), che venivano riconosciuti dalla legge solo dopo la loro registrazione presso l’autorità di polizia: tali matrimoni, già a quell’epoca, non erano altro che matrimoni civili, formalizzati non in chiesa, ma presso organi statali.
In seguito all’emanazione del Decreto del Comitato esecutivo centrale panrusso e del Consiglio dei commissari del popolo del 18 dicembre 1917 [11], il matrimonio civile divenne l’unica forma di matrimonio riconosciuta dalla legge in Russia. I matrimoni religiosi, celebrati dopo l’entrata in vigore del decreto, erano privi di efficacia giuridica. In tal modo, attuando il principio della piena separazione tra Chiesa e Stato, nel periodo successivo alla Rivoluzione il secondo si arrogò il diritto di regolare i rapporti tra i coniugi, sulla base della sola legge secolare e senza il coinvolgimento della prima. La principale ragione di tale scelta era naturalmente la volontà dei bolscevichi di sradicare dalla popolazione il sentimento religioso.
Un’importante innovazione in materia venne introdotta, qualche anno più tardi, dal Codice delle leggi su matrimonio, famiglia e tutela (Kodeks zakonov o brake, sem’e i opeke), adottato dalla Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa nel 1926, il quale attribuì rilevanza giuridica ai rapporti matrimoniali di fatto (faktičeskij bračnyj otnošenie), cioè alle situazioni di convivenza instaurate in assenza di un matrimonio registrato [12]. La gestione in comune della vita domestica e la comunanza di letto erano ritenute condizioni sufficienti per il riconoscimento del rapporto matrimoniale di fatto, con tutti i conseguenti diritti e doveri.
Il quadro mutò nuovamente con il Decreto del Presidium del Soviet Supremo dell’URSS dell’8 giugno 1944 [13]. I rapporti matrimoniali di fatto vennero privati di efficacia giuridica. A quanti avevano instaurato un rapporto matrimoniale di fatto, veniva data la possibilità di formalizzare tale situazione, con l’indicazione del periodo di convivenza. Qualora il rapporto matrimoniale di fatto non fosse stato formalizzato, esso avrebbe conservato efficacia giuridica solo fino all’8 giugno del 1944. Nel caso in cui il rapporto matrimoniale di fatto non potesse essere registrato a causa della morte o della scomparsa di uno dei coniugi di fatto nel corso della «Grande Guerra Patriottica», il Decreto riconosceva all’altro (o all’altra) il diritto di adire il giudice per essere riconosciuto coniuge del defunto o del disperso sulla base della legislazione precedente[14].
La scelta di attribuire efficacia giuridica al solo matrimonio celebrato e registrato presso gli appositi organi statali, affermatasi in epoca sovietica, è stata accolta anche dal vigente Codice della famiglia. Ai sensi dell’art. 1, punto 2, del Codice, nella Federazione Russa viene riconosciuto soltanto il matrimonio contratto e registrato presso gli organi di registrazione degli atti dello stato civile (organy zapisi aktov graždanskogo sostoyanija, abbreviato in ZAGS) [15]. I rapporti matrimoniali di fatto e i matrimoni celebrati in modalità diverse, come quelli officiati secondo riti religiosi, non hanno rilevanza giuridica nell’ordinamento russo [16].
A differenza dell’ordinamento italiano, che consente la presentazione della richiesta di pubblicazione da parte di una persona diversa dai nubendi e in possesso di uno speciale incarico ricevuto dagli stessi [17]. la legge russa richiede che l’istanza di matrimonio venga presentata personalmente da coloro che desiderano sposarsi. In particolare, a norma dell’art. 26 della Legge federale sugli atti dello stato civile, coloro che intendono unirsi in matrimonio devono presentare un’istanza scritta congiunta presso l’ufficio dello stato civile. Insieme all’istanza congiunta, deve essere presentata la seguente documentazione: documenti attestanti l’identità dei nubendi; documenti comprovanti la cessazione del precedente matrimonio, nel caso in cui uno o entrambi i nubendi siano stati sposati in precedenza; autorizzazione a contrarre il matrimonio prima dell’età richiesta dalla legge, se uno o entrambi i nubendi siano minori [18].
Nel caso in cui uno dei nubendi sia un cittadino straniero, è necessario inoltre produrre il certificato di residenza e i documenti comprovanti l’assenza di impedimenti al matrimonio: ad esempio, nel caso di un cittadino italiano è necessario comprovare l’inesistenza di un precedente matrimonio ancora efficace in Italia e l’assenza di provvedimenti giudiziali che abbiano dichiarato la persona incapace a causa di un disturbo mentale. È importante segnalare che tutti i documenti, presentati dal cittadino straniero presso l’ufficio dello stato civile, dovrebbero essere tradotti in lingua russa e legalizzati. Al riguardo, la Russia ha sottoscritto la Convenzione sull’assistenza legale e sulle relazioni legali negli affari civili, familiari e penali del 22 gennaio 1993 tra i paesi della CSI, secondo la quale i documenti prodotti e autenticati in uno di tali paesi non necessitano della legalizzazione nel territorio degli altri, sicché in tali ipotesi è richiesta soltanto una traduzione autenticata dei documenti.
Se una delle persone che intendono unirsi in matrimonio non può recarsi presso l’ufficio dello stato civile per presentare l’istanza congiunta, la volontà dei nubendi può essere formalizzata in istanze separate, autenticate da un notaio.
Ai sensi dell’art. 11, punto 1, del Codice della famiglia, la registrazione statale (gosudarstvennaja registracija) del matrimonio viene effettuata, dopo un mese dalla data di presentazione dell’istanza congiunta, sempre presso l’ufficio dello stato civile e in presenza dei nubendi, con una cerimonia solenne oppure informale. Se uno o entrambi i nubendi non possono recarsi presso l’ufficio dello stato civile a causa di una grave malattia o per un altro giustificato motivo, la registrazione statale del matrimonio può essere effettuata presso l’abitazione oppure presso l’istituzione sanitaria o di altro genere, alla presenza di coloro che si uniscono in matrimonio.
A differenza del diritto italiano, nella legislazione familiare russa non esistono istituti quali le pubblicazioni e la promessa di matrimonio, mentre l’istanza di matrimonio non ha carattere pubblico. Dopo la registrazione del matrimonio, viene rilasciato il relativo certificato ai coniugi e sul passaporto civile viene apposto il corrispondente timbro da parte dell’Amministrazione del Servizio federale della migrazione (Upravlenie Federal’noj migracionnoj služby, abbreviato in UFMS).
La legge prevede il diritto dei coniugi a cambiare il cognome (familija) al momento della celebrazione del matrimonio. Così, ai sensi dell’art. 28 della Legge federale sugli atti dello stato civile, nella registrazione dell’atto di matrimonio è annotato il cognome comune dei coniugi oppure il cognome di ciascuno di loro prima del matrimonio. Quale cognome comune dei coniugi può essere annotato il cognome di uno dei coniugi oppure, se non è diversamente previsto dalle leggi dei soggetti della Federazione, il cognome formato aggiungendo il cognome della moglie a quello del marito. Il cognome comune non può essere formato da più di due cognomi, uniti da un trattino.
In applicazione del principio dell’esclusivo riconoscimento dei matrimoni registrati, il punto 2 dell’art. 10 stabilisce che tutti i diritti e i doveri tra i coniugi sorgono solo dal momento della registrazione del loro matrimonio.
3. Le condizioni per contrarre matrimonio
In conformità con l’art. 14 del Codice della famiglia, non è consentita la celebrazione del matrimonio tra:
- persone, di cui una sia già legata da un altro matrimonio;
- parenti prossimi, cioè ascendenti e discendenti in linea retta (genitori e figli, nonni e nipoti) e fratelli e sorelle (germani e unilaterali) [19];
- adottanti e adottati;
- persone, delle quali una sia stata riconosciuta incapace da un tribunale a causa di un disturbo mentale.
Tale elenco è tassativo e non è passibile di interpretazione estensiva. Così, ad esempio, se uno dei nubendi convive more uxorio con una persona diversa dall’altro nubendo, oppure ha contratto un precedente matrimonio solo secondo il rito religioso, non trova applicazione il divieto di cui all’art. 14 del Codice [20].
Oltre all’assenza degli elencati impedimenti, per contrarre matrimonio è necessario il raggiungimento dell’età richiesta dalla legge (bračnyj vozrast). Secondo la regola generale, stabilita dall’art. 13, punto 1, del Codice, soltanto una persona che ha raggiunto la maggiore età, fissata dalla legge al compimento del diciottesimo anno, può contrarre matrimonio con un’altra persona maggiorenne.
Tuttavia, il punto 2 del medesimo art. 13 prevede un’eccezione, stabilendo che gli organismi di autogoverno locale, in presenza di valide ragioni e su richiesta degli interessati, possono autorizzare a contrarre il matrimonio coloro che abbiano compiuto sedici anni. Tale richiesta è presentata direttamente dal minore, anche se non ha ancora compiuto il sedicesimo anno [21]. Al riguardo, è importante sottolineare che la legge non richiede il consenso dei genitori o del curatore alla celebrazione del matrimonio. Il Codice non chiarisce in cosa consistano le «valide ragioni», in presenza delle quali può essere autorizzato il matrimonio del minore ultrasedicenne, e nella pratica si dà rilievo a circostanze quali una gravidanza, la nascita di un figlio o la convivenza more uxorio [22] [23].
La capacità dei minori autorizzati a contrarre matrimonio è regolata dal Codice civile: in base all’art. 21, punto 2, essi acquistano, dal momento del matrimonio, anche la piena capacità di agire (deesposobnost’) [24].
Un problema interpretativo sorge nell’ipotesi inversa, cioè quella del minore che abbia acquistato la piena capacità di agire per effetto dell’emancipazione (emansipacija). Tale istituto è disciplinato dall’art. 27 del Codice civile, in base al quale il minore, che ha raggiunto l’età di sedici anni, può essere dichiarato pienamente capace se lavora in forza di un accordo di lavoro trasfuso in un contratto oppure è impegnato in un’attività imprenditoriale con il consenso dei genitori, degli adottanti o del curatore. Il minore è dichiarato pienamente capace con decisione dell’organo di tutela e curatela (organ opeki i popečitel’stva), con il consenso dei genitori, degli adottanti o del curatore. In mancanza di tale consenso, l’emancipazione viene dichiarata con decisione del giudice. Il Codice, inoltre, prevede che i genitori, gli adottanti ed il tutore non sono responsabili per le obbligazioni contratte dal minore emancipato, in particolare per le obbligazioni derivanti dai danni cagionati dal minore medesimo. Tanto premesso, si pone la questione se un minore, divenuto pienamente capace per effetto dell’emancipazione, possa contrarre matrimonio senza l’autorizzazione degli organismi di autogoverno locale. In realtà l’emancipazione, di per sé, non comporta automaticamente che la persona dichiarata pienamente capace acquisti anche il diritto di contrarre matrimonio prima del diciottesimo anno. In altre parole, l’interpretazione sistematica dell’art. 13 del Codice della famiglia e dell’art. 27 del Codice civile porta a concludere che anche il minore emancipato può contrarre matrimonio solo in virtù dell’autorizzazione degli organismi di autogoverno locale, secondo la procedura stabilita dalla prima delle citate disposizioni.
Il secondo paragrafo del punto 2 dell’art. 13 del Codice della famiglia stabilisce che il matrimonio dei minori di sedici anni può essere consentito, in via eccezionale ed in presenza di specifiche circostanze, dalla legislazione dei soggetti della Federazione, che ne disciplina anche la procedura e le condizioni. In tal modo, le leggi dei soggetti possono abbassare ulteriormente l’età minima per contrarre il matrimonio, portandola al di sotto della soglia dei sedici anni.
Tuttavia, si può affermare che ai nostri giorni l’età per contrarre matrimonio in Russia non può essere inferiore a quattordici anni, pur in assenza di indicazioni esplicite in tal senso da parte della legge. In sostanza, anche quei soggetti della Federazione Russa, che hanno adottato atti normativi regionali per abbassare l’età matrimoniale “al di sotto del limite inferiore”, hanno fissato l’età minima a quattordici anni (così la repubblica di Adighezia, le oblasti di Belgorod, Kaluga, Magadan, Mosca, Nižnij Novgorod, Orël, Rostov, Sachalin, Samara, Tambov, Tjumen, Tula, Vladimir e Vologda e il circondario autonomo dei Chanti-Mansi). Il requisito anagrafico della capacità matrimoniale è stato abbassato a quindici anni dalle leggi delle oblasti di Čelijabinsk, Murmansk, Rjazan’ e Tver’ e della repubblica di Cabardino-Balcaria. La legge dell’oblast’ di Novgorod riconosce la possibilità di contrarre matrimonio ai minori di sedici anni, a condizione che l’altra persona che si unisce in matrimonio abbia raggiunto l’età di sedici anni; tuttavia, non è chiaro quale sia l’età minima per il matrimonio. Una regola analoga è sancita dal Codice della famiglia della repubblica di Baschiria [25]. Nella repubblica di Inguscezia i cittadini hanno diritto di sposarsi e di costruire relazioni familiari sulla base degli usi e delle tradizioni nazionali. Sulla problematica dell’età minima per contrarre matrimonio, degna di nota è la posizione di N. Tarusina: «In primo luogo, motivi di ragionevolezza. In secondo luogo, la connessione tra la riduzione dell’età per contrarre matrimonio e l’acquisto della piena capacità di agire secondo il diritto civile (art. 21, punto 2, del Codice civile). In terzo luogo, il sistema del diritto di famiglia: dall’età di quattordici anni si acquista un parziale status giuridico-familiare di “persona adulta” (autonoma difesa in giudizio; diritto di ottenere la dichiarazione giudiziale della propria paternità naturale e, quindi, di acquisire una serie di diritti e obblighi, che nella pratica – e adesso anche nella legislazione – sono da sempre connessi con la riduzione dell’età matrimoniale). In quarto luogo, il sistema giuridico generale: i principi dei settori principali del diritto russo (cioè il diritto civile e quello penale e, in misura minore, il diritto amministrativo e quello del lavoro) stabiliscono l’età di quattordici anni come il fondamentale punto di partenza per il “lancio” di uno status, sia pure limitato e settoriale.» [26]. Il raggiungimento del quattordicesimo anno di età può essere considerato come il primo passo verso l’ingresso del minore nella “vita adulta”, segnato dal rilascio, da parte dello Stato, di un documento di identità, ovvero il passaporto di cittadino della Federazione Russa.
Si tenga presente che l’ultradiciottenne che consuma un rapporto sessuale con una persona che non abbia raggiunto i diciotto, quattordici o dodici anni, incorre in responsabilità penale ai sensi dell’art. 134 del Codice penale della Federazione Russa [27]. Tuttavia, la consumazione di rapporti sessuali con un minorenne non costituisce reato, se le due persone sono legate tra loro dal matrimonio. Tale norma vale solo per i rapporti sessuali avuti dopo il matrimonio: in altri termini, anche dopo la registrazione del matrimonio il partner maggiorenne è responsabile per i rapporti sessuali intrattenuti fino a quel momento [28].
4. Il matrimonio del cittadino straniero nella Federazione Russa
I rapporti familiari tra cittadini russi e stranieri sono disciplinati dalla Sezione VII del Codice della famiglia.
L’art. 156 del Codice della famiglia si occupa del matrimonio dei cittadini stranieri nel territorio della Federazione Russa: la forma e le modalità di celebrazione del matrimonio nel sono regolate dalla legge russa; le condizioni per contrarre matrimonio sono stabilite, per ciascuna delle persone che si uniscono in matrimonio, dalla legge dello Stato di cui la persona è cittadino al momento della celebrazione del matrimonio, con l’osservanza dell’art. 14 del Codice con riguardo alle circostanze che impediscono la celebrazione del matrimonio [29]. In caso di differenze nella disciplina delle condizioni per contrarre matrimonio tra l’art. 156 del Codice della famiglia e le disposizioni di un accordo internazionale, devono avere applicazione le seconde. Così, ad esempio, nell’ipotesi di matrimonio celebrato a Mosca tra un cittadino finlandese e una cittadina russa le condizioni per contrarre il matrimonio per il cittadino finlandese saranno determinate in conformità con il punto 2 dell’art. 22 del Trattato di assistenza legale con la Finlandia [30].
Naturalmente, lo straniero che contrae matrimonio nel territorio della Federazione Russa dovrebbe tenere presente che la forma del matrimonio è regolata dalla legge russa, le condizioni per contrarre il matrimonio per ciascuno dei nubendi dalla legge del paese di cittadinanza e i rapporti tra i coniugi dalla legge del paese in cui si svolge la vita in comune. In altri termini, sebbene il matrimonio sia stato contratto in conformità con tutte le condizioni, ciò ancora non significa che i coniugi saranno riconosciuti marito e moglie nei rispettivi paesi o nel paese in cui la famiglia andrà a vivere. In tal caso, la famiglia ivi non godrà né dei diritti personali, né dei diritti patrimoniali riconosciuti ai coniugi [31].
L’art. 158 del Codice della famiglia prende in considerazione la diversa ipotesi del matrimonio celebrato all’estero. Ai sensi del punto 1 di tale articolo, i matrimoni tra i cittadini russi e i cittadini stranieri o apolidi, celebrati al di fuori della Federazione Russa e in conformità con le leggi dello Stato nel cui territorio sono officiati, sono riconosciuti validi dall’ordinamento russo se non sussistono le circostanze che, in base all’art. 14 del Codice, impediscono la celebrazione del matrimonio. Ai sensi del punto 2 del medesimo articolo, i matrimoni tra cittadini stranieri, celebrati al di fuori del territorio della Federazione Russa e in conformità con le leggi dello Stato nel cui territorio sono officiati, sono riconosciuti validi dall’ordinamento russo. La specificità della regola contenuta nel punto 2 dell’art. 158 consiste in ciò:
- essa si applica al caso in cui si siano uniti in matrimonio esclusivamente stranieri;
- se il matrimonio tra cittadini stranieri (anche se si tratta di cittadini di Stati diversi) è contratto in conformità delle leggi del luogo di celebrazione, il matrimonio è riconosciuto valido, anche se secondo la legge russa tale matrimonio non poteva essere celebrato (ad esempio, nel caso di mancato raggiungimento dell’età minima da parte dei coniugi oppure nel caso di poligamia) [32].
5. La cessazione del matrimonio
Le cause, le modalità e le conseguenze della cessazione (prekraščenie) del rapporto coniugale sono regolate dal Codice della famiglia, dal Codice civile e dalla Legge federale sugli atti dello stato civile.
In base all’art. 16 del Codice della famiglia, il matrimonio cessa in seguito alla morte di uno dei coniugi, ovvero alla dichiarazione di morte presunta da parte del giudice. Il matrimonio cessa, inoltre, per effetto del suo scioglimento (rastorženie) su richiesta di uno o di entrambi i coniugi, ovvero su richiesta del tutore del coniuge dichiarato giudizialmente incapace. Al riguardo, si tenga presente che, a differenza del diritto italiano, la legge russa non distingue, nell’ambito del concetto di scioglimento, le ipotesi della nullità, dell’annullabilità e della risoluzione.
Secondo la regola generale sancita dal punto 1 dell’art. 19 del Codice della famiglia, nel caso di consenso di entrambi i coniugi che non abbiano in comune figli minori, lo scioglimento del matrimonio per effetto del divorzio (razvod) si effettua presso l’ufficio dello stato civile, indipendentemente dalla sussistenza di eventuali controversie sulla divisione dei beni comuni o sul pagamento delle spese di mantenimento al coniuge disabile.
L’eccezione è contemplata dall’art. 21 del Codice ed è rappresentata dal caso di mancanza del consenso di uno dei coniugi allo scioglimento del matrimonio, cui è equiparata l’ipotesi in cui uno dei coniugi, pur non opponendosi, rifiuta lo scioglimento del matrimonio, ad esempio rifiutandosi di presentare l’istanza congiunta per lo scioglimento del matrimonio (ovvero l’istanza separata qualora sia impossibilitato a presentarsi presso l’ufficio dello stato civile per la dichiarazione congiunta). In questi casi, il coniuge che intende ottenere lo scioglimento del matrimonio deve presentare una domanda giudiziale, la quale deve essere esaminata entro un mese. La stessa procedura è prevista nel caso in cui i coniugi siano d’accordo circa lo scioglimento del matrimonio, ma abbiano figli minori in comune.
Le eventuali controversie circa l’affidamento dei figli, il loro mantenimento ed il mantenimento del coniuge disabile sono esaminate separatamente dalla domanda di scioglimento del matrimonio.
In base all’art. 25, punto 1, del Codice, il matrimonio risolto in giudizio si considera cessato dalla data in cui la decisione del giudice passa in giudicato. Il matrimonio risolto presso l’ufficio dello stato civile, invece, si considera cessato dalla data di registrazione dello scioglimento nei libri dello stato civile, indipendentemente da quando esso è stato effettivamente risolto.
Si tenga presente che il marito, senza il consenso della moglie, non ha il diritto di presentare domanda giudiziale per lo scioglimento del matrimonio durante la gravidanza della stessa ed entro un anno dalla nascita del figlio (art. 17 del Codice della famiglia).
Il matrimonio può essere dichiarato invalido (nedeistvitel’nyj) dal giudice nei casi contemplati dal Capo V del Codice della famiglia:
- violazione delle condizioni stabilite dagli artt. 12, 13 e 14 e dal punto 3 dell’art. 15 del Codice;
- matrimonio simulato (fiktivnyj brak), cioè se uno o entrambi i coniugi hanno registrato un matrimonio senza l’intenzione di creare una famiglia;
- se uno dei coniugi ha nascosto all’altro la presenza di una malattia venerea o dell’infezione da HIV;
- se il matrimonio è stato contratto in assenza del consenso di uno dei coniugi, cioè a seguito di violenza morale (prinuždenie), frode (obman), illusione (zabluždenie) o incapacità di una delle parti, a causa delle sue condizioni al momento della registrazione, di comprendere il significato delle proprie azioni e di dirigerle.
Il matrimonio è dichiarato invalido dal momento della sua conclusione (art. 27, punto 2, del Codice della famiglia).
Ai sensi dell’art. 28 del Codice della famiglia, il diritto di chiedere che il matrimonio sia dichiarato invalido spetta: al coniuge i cui diritti sono stati violati; nel caso di matrimoni con minori, al coniuge minorenne, ai suoi genitori e all’organo di tutela e curatela; al pubblico ministero; alle altre persone i cui diritti siano stati violati dal matrimonio concluso in contrasto con l’art. 14 del Codice medesimo.
Un’importante regola è contenuta nel punto 4 dell’art. 29 del Codice della famiglia: dopo lo scioglimento del matrimonio (sia in tribunale, che presso l’ufficio dello stato civile) i coniugi non possono agire in giudizio chiedendo che sia dichiarata l’invalidità dello stesso, tranne che nei casi in cui l’invalidità del matrimonio sia determinata dalla presenza tra i coniugi di un grado vietato di parentela o dalla sussistenza, al momento della registrazione, del vincolo di un altro matrimonio in capo ad uno dei coniugi [33].
Si tenga presente che l’ordinamento russo non prevede il requisito della convivenza obbligatoria dei coniugi durante il matrimonio, la cui mancanza implicherebbe l’invalidità dello stesso e sanzioni penali. Secondo la legge russa, una importante conseguenza dell’allontanamento ingiustificato di un coniuge dalla residenza familiare può essere il riconoscimento, da parte del giudice, della cessazione di fatto del matrimonio a partire dalla data dell’allontanamento del marito o della moglie e il riconoscimento dei beni, acquistati dopo tale data, come proprietà esclusiva dell’altro coniuge [34].
[1] Il Codice della famiglia è stato adottato con la Legge federale del 29 dicembre 1995 n. 223-FZ, pubblicata sulla Rossijskaja Gazeta del 27 gennaio 1996, ed è entrato in vigore il 1° marzo 1996. Ai fini della traduzione delle disposizioni de Codice, nonché degli altri atti normativi e dei riferimenti dottrinali e giurisprudenziali citati nel presente scritto, ci si è avvalsi dei seguenti dizionari specialistici: Sergej Semenovič Prokopovič, Dizionario italiano-russo del linguaggio giuridico, Moskva, Russo, 2007; Vladimir Fëdorovič Kovalev, Dizionario economico, commerciale e giuridico italiano-russo e russo-italiano, Bologna, Zanichelli, 1997; Tommaso Napolitano (a cura di), Vocabolario giuridico russo-italiano, Milano, Giuffrè, 1981.
[2] L’art. 2 del Codice della famiglia così definisce l’ambito di applicazione del Codice medesimo e, in generale, della legislazione in materia di famiglia: «La legislazione familiare stabilisce le condizioni e la procedura per unirsi in matrimonio, per lo scioglimento del matrimonio e per la dichiarazione della sua invalidità; regola i rapporti personali non patrimoniali e patrimoniali tra i membri della famiglia, coniugi, genitori e figli, adottanti e adottati e, nei casi e nei limiti previsti dalla legislazione familiare, tra gli altri parenti e le altre persone; e inoltre definisce la forma e la procedura per l’inserimento dei figli, rimasti privi di cure parentali, in una famiglia». Sui rapporti giuridici familiari (semejnye pravootnošenija) quale oggetto del diritto di famiglia, v. Sergej Pablovič Grišaev, Semejnoe pravo: učebnik, Moskva, Prospekt, 2011, pp. 12-15; Aleksandra Matveevna Nečaeva, Semejnoe pravo: učebnik, Moskva, Wolters Kluwer, 2011, pp. 12-18; Marija Vadimovna Antokol’skaja, Semejnoe pravo: Učebnik, Moskva, Jurist’, 2002, pp. 9-30.
[3] Sullo specifico argomento delle fonti del diritto di famiglia, v. Alla Vadimovna Višnjakova, Semejnoe pravo: Kurs lekcij, Moskva, Wolters Kluwer, 2010, pp. 30-35. Sulla tematica delle fonti del diritto in generale, v. Michail Nikolaevič Marčenko, Istočniki prava: učebnoe posobie, Moskva, Prospekt, 2011.
[4] La Costituzione della Federazione Russa (Konstitucija Rossijskoj Federacii) è stata adottata con il referendum popolare del 12 dicembre 1993 ed è entrata in vigore il 25 del medesimo mese.
[5] Il Codice civile della Federazione Russa (Graždanskij kodeks Rossijskoj Federacii, abbreviato in GK RF) è composto di quattro parti, entrate in vigore tra il 1994 ed il 2006 e dedicate rispettivamente alla disciplina generale dei soggetti di diritto, delle obbligazioni e degli atti giuridici (parte prima), ai singoli contratti (parte seconda), alle successioni per causa di morte e al diritto internazionale privato (parte terza), alla proprietà intellettuale (parte quarta). Ai sensi dell’art. 4 del Codice della famiglia, in materia familiare le norme del Codice civile e, in generale, quelle della legislazione civile si applicano soltanto a quei rapporti personali e patrimoniali tra i membri della famiglia, che non sono regolamentati dalla legislazione familiare, sempre che ciò non contraddica l’essenza dei rapporti familiari medesimi. Sull’applicazione del Codice civile e della legislazione civile ai rapporti familiari, v. Zamira Asrarovna Achmet’janova, Elena Jur’evna Koval’kova, Ol’ga Nikolaevna Nizamieva, Kommentarij k Semejnomu kodeksu Rossijskoj Federacii, Moskva, Prospekt, 2011, p. 28.
[6] La Costituzione russa del 1993 ha delineato un assetto di tipo federale. La Federazione Russa è suddivisa in entità territoriali, denominate «soggetti della Federazione Russa» (sub’’ecty Rossijskoj Federacii) e incasellate in varie categorie a seconda del grado di autonomia: repubbliche (respubliki); territori (kraja); regioni (oblasti); città di importanza federale (goroda federal’nogo značenija); circondari autonomi (avtonomye okruga). Uno status speciale è riconosciuto alla Regione autonoma ebraica in Estremo Oriente. La ripartizione delle competenze tra il centro e la periferia è operata, secondo il criterio della materia, dagli artt. 71-73 della Costituzione.
[7] Legge federale del 15 novembre 1997 n. 143-FZ «Sugli atti dello stato civile», pubblicata sulla Rossijskaja gazeta del 20 novembre 1997.
[8] Per una rassegna dei più importanti accordi internazionali in vigore nella Federazione Russa in materia familiare, v. Aleksandra Matveevna Nečaeva, Semejnoe pravo, cit., pp. 18-19.
[9] Sui principi del diritto di famiglia, v. Sergej Pablovič Grišaev, Semejnoe pravo, cit., pp. 8-12. Alla Vadimovna Višnjakova, Semejnoe pravo, cit., pp. 13-14, distingue opportunamente i compiti fondamentali (osnovnye zadači) del diritto di famiglia, enunciati dal punto 1, ed i principi (principy) del diritto di famiglia, contenuti nei punti 2, 3 e 4 dell’art. 1 del Codice della famiglia.
[10] Sergej Pablovič Grišaev, Semejnoe pravo, cit., p. 38; Igor’ Andreevič Isaeev, Istorija gosudarstva i prava Rossii: Učebnik, Moskva, Jurist’, 2004, pp. 311, 405-406 e 470; Marija Vadimovna Antokol’skaja, Semejnoe pravo, cit., pp. 56-57.
[11] Decreto del Comitato esecutivo centrale panrusso e del Consiglio dei commissari del popolo del 18 dicembre 1917 «Sul matrimonio civile, sui figli e sulla tenuta dei libri degli atti dello stato civile», in Dekrety Sovetskoj vlasti. Tom I (25 oktjabrja 1917 g. – 16 marta 1918 g.), Moskva, Gosudarstvennoe izdatel’stvo političeskoj literatury, 1957, p. 247. La regola dell’esclusivo riconoscimento del matrimonio civile venne poi trasfusa nell’art. 52 del Codice delle leggi sul diritto degli atti dello stato civile, matrimoniale, familiare e tutelare (Kodeks zakonov ob aktach graždanskogo sostojanija, bračnom, semejnom i opekynskom prave), adottato dalla Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa nel 1918.
[12] Sulle ragioni di tale innovazione, v. Marija Vadimovna Antokol’skaja, Semejnoe pravo, cit., pp. 68-69, che ricostruisce il dibattito pubblico che aveva preceduto l’adozione del Codice delle leggi su matrimonio, famiglia e tutela del 1926.
[13] Decreto del Presidium del Soviet Supremo dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche dell’8 giugno 1944 «Sull’incremento degli aiuti statali alle donne in gravidanza, alle madri di famiglie numerose e alle madri sole, sul rafforzamento della tutela della maternità e dell’infanzia, sull’istituzione del titolo onorifico di “Madre eroina” e sulla creazione dell’ordine della “Gloria materna” e della medaglia “Medaglia della maternità”», pubblicato sulla Vedomosti Verchovnogo Soveta SSSR n. 37 del 1944.
[14] Nadzornaja praktika della Corte Suprema della repubblica di Carelia negli affari civili dell’anno 2005, riportata in Bjulleten’ sudebnoj praktiki Verchovnogo suda Respubliki Karelija, 2006, n. 2, p. 15.
[15] Il funzionamento di tali organi è regolato dalla citata Legge federale sugli atti dello stato civile.
[16] Zamira Asrarovna Achmet’janova, Elena Jur’evna Koval’kova, Ol’ga Nikolaevna Nizamieva, Kommentarij k Semejnomu kodeksu, cit., p. 39.
[17] Art. 96 del Codice civile italiano.
[18] V. infra.
[19] È invece consentito il matrimonio tra parenti più lontani (ad es. zio e nipote), tra affini (ad es. ex suocero e nuora) e tra fratellastri e sorellastre (cioè i figli dei coniugi nati da precedenti matrimoni). Sul punto, v. Alla Vadimovna Višnjakova, Kommentarij k Semejnomu kodeksu Rossijskoj Federacii, Moskva, Wolters Kluwer 2011, p. 29.
20[20]Nella legge russa non esistono le restrizioni e i limiti contemplati dagli artt. 88 e 89 del Codice civile italiano, secondo i quali:
- colui che è stato condannato con sentenza passata in giudicato per omicidio volontario, consumato o tentato, non può contrarre matrimonio con il coniuge della vittima. Qualora sia stata solo esercitata l’azione penale ovvero è stata ordinata la cattura, si ha solo la sospensione della celebrazione del matrimonio, fino alla sentenza di proscioglimento;
- la donna non può contrarre un nuovo matrimonio, prima che siano trascorsi trecento giorni dallo scioglimento, dall’annullamento o dalla cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio. Fanno eccezione i casi di scioglimento e di cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio in base all’art. 3, n. 2, lettere b ed f, della legge 898/1970 ed i casi di matrimonio dichiarato nullo per impotenza di uno dei coniugi.
[21] In tale ipotesi gli organismi di autogoverno locale, tuttavia, possono prendere in esame la richiesta solo dopo che il richiedente ha raggiunto il sedicesimo anno, poiché in caso contrario sarebbe violata la norma imperativa contenuta nell’art. 13 del Codice. Sul punto, v. Aleksej Nikolaevič Guev, Postatejnyj kommentarij k Semejnomu kodeksu Rossijskoj Federacii, 2009, in http://www.garant.ru (15 gennaio 2012).
[22] Pavel Vladimirovič Krašeninnikov (a cura di), Postatejnyj kommentarij k Semejnomy kodeksu Rossijskoj Federacii, Moskva, Statut, 2006, p. 35.
23[23] Se si confrontano le normative italiana e russa in materia di diritti dei minori di diciotto anni a contrarre matrimonio, la procedura russa appare molto semplificata. Ai sensi dell’art. 84 del Codice civile italiano, soltanto il giudice, su richiesta dell’interessato, dopo avere accertato la maturità fisica e psichica del minore e la fondatezza delle sue ragioni e dopo avere acquisito il parere del pubblico ministero, dei genitori o del tutore, può, per gravi motivi, autorizzare a contrarre matrimonio il minore che abbia compiuto i sedici anni.
[24] Il minore conserva la piena capacità di agire anche in caso di scioglimento del matrimonio. In caso di annullamento del matrimonio, il giudice può decidere la perdita della piena capacità di agire da parte del coniuge minore.
[25] Art. 12, punto 2, paragrafo 2, del Codice della famiglia della repubblica di Baschiria: «In via di eccezione e tenuto conto di circostanze particolari, gli organismi di autogoverno locale possono permettere la celebrazione del matrimonio di una persona che non ha raggiunto i sedici anni di età.»
[26] Nadežda Nikolaevna Tarusina, Semejnoe pravo, Moskva, Prospekt, 2001, p. 52.
[27] Codice penale della Federazione Russa (Ugolovnyj kodeks Rossijskoj Federacii, abbreviato in UK RF), adottato con la Legge federale 13 giugno 1996 n. 63-FZ e pubblicato sulla Rossijskaja Gazeta del 18, 19, 20, 25 giugno del 1996, nn. 113, 114, 115 e 118.
[28] Ordinanza della Corte Costituzionale della Federazione Russa del 21 ottobre 2008 n. 568-О-О.
29[29]Ai sensi del punto 3 dell’art. 156, se una persona, oltre alla cittadinanza di uno Stato straniero, possiede anche la cittadinanza della Federazione Russa, le condizioni per contrarre matrimonio sono stabilite dalla legge russa; ai sensi del punto 4 del medesimo articolo, nel caso in cui una persona possieda la cittadinanza di diversi Stati stranieri, si applica la legge di uno di tali Stati, a scelta dell’interessato.
[30] Accordo tra l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e la Repubblica di Finlandia relativo alla protezione legale e all’assistenza legale negli affari civili, familiari e penali, sottoscritto a Helsinki l’11 agosto 1978, in Sbornik meždunarodnych dogovorov o vzaimnoj pravovoj pomošči po graždanskim i ugolovnym delam, Moskva, 1988, p. 295.
[31] Aa. Vv., Semejnoe pravo: Učebnoe posobie, 2003, in http://www.allpravo.ru (15 gennaio 2012).
[32] Aleksej Nikolaevič Guev, Postatejnyj kommentarij k Semejnomy kodeksu, cit.
[33] Punto 24 della risoluzione del Plenum della Corte Suprema della Federazione Russa del 15 novembre 1998 n. 15, in http://www.advocate-realty.ru/practices/unitsp/?id=389074 (22 febbraio 2012).
[34] L’assenza di un obbligo di coabitazione costituisce un’altra differenza rispetto all’ordinamento italiano. Così, ai sensi dell’art. 144 del Codice civile italiano, i coniugi hanno un dovere di coabitazione, presso la residenza che essi stessi hanno scelto. Tale dovere non è violato in caso di assenza di uno dei coniugi, se ciò non pregiudica la continuità della convivenza ed è solo un fenomeno temporaneo. L’allontanamento ingiustificato dalla residenza familiare comporta una diretta violazione del dovere di coabitazione e, indirettamente, del dovere di collaborazione nell’interesse della famiglia e del dovere di assistenza morale e materiale (art. 146 del Codice civile italiano). L’obbligo di coabitazione può essere interrotto quando uno dei coniugi si è rifiutato di definire con l’altro il luogo di tale coabitazione oppure, in seguito, si è allontanato dalla residenza familiare. Nei casi di allontanamento duraturo dalla residenza familiare, le conseguenze derivanti da questo allontanamento dalla famiglia sono regolate sia dal Codice civile, che da quello penale.