Source: http://www.studiomelchionna.it/bil/a10.asp
Timestamp: 2018-11-16 12:54:32+00:00
Document Index: 77472992

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 50', 'art. 2432', 'art. 2433', 'art. 62', 'art. 1725', 'Cass. Sez. ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 50', 'art. 1923', 'art. 16', 'art. 16']

AMMINISTRATORI - Art. 62
Per gli amministratori può essere previsto un compenso:
a) in misura fissa;
b) variabile in base agli utili (partecipazione agli utili);
c) misto, base fissa più variabile in base agli utili;
d) variabile in base al volume di affari (sconsigliato);
- con eventuale aggiunta di:
e) indennità di fine mandato;
f) compensi in natura o benefici supplementari (es. uso dell'auto, di un appartamento, anche se usufruiti dai familiari).
Il compenso può essere pagato con la periodicità desiderata: annuale, mensile, trimestrale, ecc.
Il compenso degli amministratori, di qualsiasi tipo, deve essere previsto e determinato nell'atto costitutivo o deliberato dall'assemblea dei soci. Per gli amministratori investiti di particolari cariche il compenso è fissato dal consiglio di amministrazione, sentito il collegio sindacale (artt. 2364 e 2389).
L'amministratore che riceve un compenso non deliberato o superiore a quello deliberato, anche sotto forma di benefici non tassati, è passibile di sanzioni penali (artt. 2389 e 2630 c.c.).
La gratuità della prestazione, se non prevista nello statuto, dovrà emergere da una delibera assembleare o del consiglio di amministrazione, con espressa accettazione dell'amministratore. In mancanza, l'amministratore potrà rivolgersi al giudice per ottenere un equo compenso (Cass. 24.2.97 n. 1647; Cass. 19.3.91 n. 2895).
A decorrere dall'1.1.2001, il reddito derivante dall'attività di amministratore rientra fra i redditi assimilati al lavoro dipendente , ai sensi dell'art. 47.1, c-bis (ora art. 50 T.U.I.R. DPR 22 DICEMBRE 1986, NR. 917) Pertanto il sostituto d'imposta dovrà porre in essere i seguenti adempimenti:
- assoggettare il reddito ad Irpef a scaglioni, tenendo conto delle detrazioni previste;
- redigere un modello CUD entro il 31.3 dell'anno successivo, effettuando gli eventuali conguagli (le addizionali Irpef devono essere liquidate in sede di conguaglio).
• Il compenso netto sarà: Compenso lordo - 1/3 Inps - 1/3 Inail - Irpef (al netto di detrazioni e oneri).
Congruità del compenso
Il compenso deve essere determinato secondo criteri di ragionevolezza in relazione alle dimensioni, alla struttura e alla redditività della società. Anche se non ci sono norme specifiche si sono verificate contestazioni di congruità dei compensi pagati agli amministratori, specie se soci di società a ristretta base sociale, in quanto compensi troppo elevati costituirebbero, secondo l'A.F., un artificio elusivo volto a distribuire utili mascherandoli da compensi.
Con sent. n. 6599 dep. 9.5.02 la Cass. ha invece negato la possibilità di sindacare la congruità del compenso degli amministratori delle società di persone.
In precedenza, la stessa Cass. (con sent. n. 12813 dep. 27.9.00 e n. 13478 del 30.10.01) aveva negato la deducibilità per mancanza di inerenza a compensi sproporzionati in relazione al volume di affari, superando l'importo dell'utile operativo (confermando la facoltà dell'A.F. di ritenere indeducibile la parte di compenso che supera il limite ritenuto inerente in rapporto ai ricavi o all'oggetto dell'impresa).
COMPENSO IN MISURA FISSA
Deve essere contabilizzato in bilancio per competenza ma è fiscalmente deducibile secondo il principio di cassa allargata (la cassa si prolunga fino al 12 gennaio successivo; se il pagamento avviene con assegno non è sufficiente che questo sia datato entro il 12 gennaio, ma va anche incassato entro la medesima data). Quando tra competenza e cassa allargata ci sono sfasature temporali, occorre operare una variazione sulla dichiarazione dei redditi; trattandosi di ?variazioni temporanee? e in presenza della ?ragionevole certezza?, si dovrà procedere al calcolo delle imposte anticipate.
Il principio della cassa allargata si applica solo quando il compenso amministratori rientra tra i ?redditi assimilati al lavoro dipendente?. Nelle ipotesi in cui è considerato ?reddito di lavoro autonomo? (Amministratore soggetto IVA con obbligo di emissione fattura), la società committente deduce il compenso solo se erogato entro la fine del periodo d'imposta (31.12).
Amministratori c/ comp.
Inps c/contributi (carico. amm)
Inps c/ contributi (carico impresa)
COMPENSO COME PARTECIPAZIONE AGLI UTILI
Ai sensi dell'art. 2432 del c.c., le partecipazioni agli utili si calcolano sugli utili netti risultanti dal bilancio, dedotta la quota da imputare a riserva legale.
Si tenga inoltre conto che secondo l'art. 2433 del c.c., se si verifica una perdita del capitale sociale, non può farsi luogo a ripartizioni di utili fino a che il capitale non sia reintegrato o ridotto; ne consegue che gli utili netti su cui computare il compenso saranno quelli che residuano dopo aver dedotto anche quanto serve per la reintegrazione del capitale.
La partecipazione agli utili è deducibile anche se non imputata a c.e. (art. 62 ora 95); comporta una variazione in diminuzione sulla dichiarazione dei redditi. E' da assoggettare a contribuzione.
Esempio: Quota di partecipazione all'utile netto di bilancio: 15%; utile netto da bilancio € 362.000,00. Destinazione dell'utile: 5% a Riserva legale, 15% del residuo a compenso amministratore (privo di altra copertura previdenziale) ed il restante ammontare viene riportato negli esercizi successivi.
Scritture contabili. Al riparto dell'utile:
Utili esercizi precedenti
51.585,00
292.315,00
Amministratori c/comp.
Banca c/c (compenso netto)
Erario c/ rit. lavoro dip.
Inps c/ contributi (1/3)
Contributi Inps co.co.co.
Inps c/contributi (2/3)
RINUNCIA AL COMPENSO da parte dell'amministratore
La società dovrà operare una ritenuta dato che, secondo il Min. Fin. (C.M. 27.5.94 n. 73/E), la rinuncia a crediti correlati a redditi che vanno acquisiti a tassazione per cassa presuppone l'avvenuto incasso giuridico del credito. Per evitare contestazioni è preferibile una preventiva deliberazione dell'assemblea dei soci di rideterminazione del compenso.
I debiti in bilancio per compenso amministratori ante 1993 (quando erano deducibili per competenza) non comportano movimentazioni sulla dichiarazione dei redditi/Unico al loro pagamento. Attenzione: predisporre documentazione per evitare la loro prescrizione; emergerebbe una sopravvenienza attiva tassabile.
Revoca degli amministratori - in base alla durata dell'incarico, si distingue tra amministratori nominati:
a tempo determinato - hanno diritto al risarcimento del danno se revocati prima della scadenza senza giusta causa (sia per le spa che per le srl: artt. 2383, 2487 ora 2475);
a tempo indeterminato la revoca obbliga al risarcimento solo quando non è stato dato un congruo preavviso, salvo ricorra una giusta causa (solo srl; art. 1725, Cass. Sez. I 7.9.99 n. 9482).
Amministratore e lavoratore dipendente - E' da escludere la riconoscibilità di rapporto di lavoro subordinato e la conseguente assoggettabilità agli obblighi assicurativi per il Presidente del C.d.A., per l'amministratore unico e il Consigliere delegato, i quali sarebbero subordinati a sé stessi. Negli altri casi e verificandosi le condizioni descritte nella Circ. Inps n. 179/1989 è possibile la coesistenza nella stessa persona delle figure di amministratore e dipendente.
Rimborso spese per trasferte - Il trattamento è analogo a quello previsto per i lavoratori dipendenti: l'amministratore si considera in trasferta quando esce dal Comune nel quale si trova la sede naturale del proprio lavoro (es. gli uffici amministrativi) purché la stessa sia oggettivamente determinabile. In assenza di oggettiva determinabilità vale la sede indicata nell'atto di nomina; in mancanza, il domicilio fiscale.
Vedi: Retribuzioni e contributi dipendenti.
Nomina - Gli amministratori devono presentare domanda di iscrizione alla sede Inps territorialmente competente, preferibilmente all'atto della nomina e obbligatoriamente entro la data di attribuzione dell'eventuale compenso, indicando i propri dati anagrafici, codice fiscale, domicilio, nonché i dati identificativi della società committente. L'iscrizione all'Inps può essere effettuata anche direttamente dalla società.
Chi è amministratore di più società operanti in sedi diverse, deve spedire una sola domanda di iscrizione nella sede in cui ha la residenza o dove ha sede una società, elencando tutte le società nelle quali è amministratore. Per gli amministratori - professionisti la sede l'Inps competente è quella relativa al proprio comune di residenza.
Cessazione - Gli amministratori (o la società) devono comunicare all'Inps la cessazione dell'incarico, entro 30 giorni. Pare, secondo quanto affermato da fonti dottrinali, che vada inoltre versato il contributo sull'eventuale indennità di fine mandato percepita dagli amministratori.
Il diritto alla pensione (invalidità, vecchiaia), calcolato col sistema contributivo, sorge dopo un minimo di 5 anni di contributi.
Pagamento dei contributi - Viene effettuato dalla società tramite modello F24, entro il 16 del mese successivo a quello di pagamento del compenso. 2/3 sono a carico della società ed 1/3 dell'amministratore.
Deducibilità per la società erogante - Segue la deducibilità del compenso cui si riferisce (se il compenso è deducibile nel 2003, anche i contributi sono deducibili nel medesimo esercizio sebbene pagati nel 2004).
Determinazione del contributo alla gestione separata Inps
Fino al 31.12.2003 , il contributo Inps si calcola sul compenso lordo fino al raggiungimento del massimale contributivo pari ad € 80.391,00, applicando aliquote diverse a seconda dei segg. casi:
Amministratori privi di altra copertura previdenziale : l'aliquota da applicare è pari al 14% fino al limite massimo di € 11.257,74 di contributo annuo.
Amministratori con altra copertura previdenziale (es. dipendenti) e pensionati con pensione indiretta o reversibilità : l'aliquota da applicare è pari al 10% fino al limite massimo di € 8.039,10 di contributo annuo.
Amministratori che godono di pensione diretta, anzianità, vecchiaia o invalidità: l'aliquota da applicare è pari al 12,50% fino al limite massimo di € 10.048,87 di contributo.
A partire dall'01.01.2004 , il contributo Inps si calcola applicando le stesse percentuali previste per i commercianti (con gli opportuni adeguamenti) o con percentuali specifiche dei collaboratori come segue:
Amministratori privi di altra copertura previdenziale : l'aliquota da applicare è del 17,80% fino al minimale contributivo di € 37.883,00 e del 18,80% sulla parte eccedente fino al massimale contributivo di € 82.401,00 con il limite massimo di € 15.115,55 di contributi annui.
Amministratori con altra copertura previdenziale (es. dipendenti) e pensionati con pensione diretta o reversibilità : l'aliquota da applicare è del 10,00% fino al massimale contributivo di € 82.401,00 con il limite massimo di € 8.204,10 di contributi annui.
Amministratori che godono di pensione diretta, anzianità, vecchiaia o invalidità: l'aliquota da applicare è del 15,00% fino al massimale contributivo di € 82.401,00 con il limite massimo di € 12.360,15 di contributi annui.
La ripartizione del contributo continua ad essere per 2/3 a carico del committente e per 1/3 a carico dell'amministratore.
N.B.: si ricorda che dall'01.01.1997, anche i soci lavoratori di srl commerciali (anche se contemporaneamente già amministratori), sono obbligati al versamento dei contributi ?inps gestione commercianti?; in questo caso la base imponibile è costituita dalla parte del reddito di impresa dichiarato dalla srl ai fini fiscali e attribuita al socio in ragione della sua quota di partecipazione agli utili a prescindere dalla loro effettiva distribuzione.
NATURA DEL COMPENSO E RELATIVO TRATTAMENTO FISCALE E PREVIDENZIALE
La C.A.E. n. 105/2001 e la R.M. 56/2002, cambiando rotta, affermano che i compensi di amministratore rientrano nell'attività professionale, quando l'attività di amministratore può essere considerata oggettivamente connessa alle mansioni tipiche della professione abituale esercitata. Si possono riscontrare:
a) compensi corrisposti ad amministratori che non esercitano anche attività professionale -
Iidd: Irpef per scaglioni; Iva: no; Inps 10% (se iscritti ad altra cassa obbligatoria) opp. 17,80%;
b) compensi corrisposti a professionisti che esercitano la professione, per i quali la prestazione rientra, nell'oggetto proprio della professione quali dottori commercialisti, ragionieri professionisti -
Iidd: r.a. 20%; Iva: si ; Cassa previdenza: 2%;
c) compensi corrisposti ad amministratori che sono anche professionisti, per i quali la prestazione è compresa tra le mansioni di categoria o è oggettivamente connessa: avvocati, ingegneri edili che amministrano una società di ingegneria o un'impresa edile, geometri che amministrano piccole o medie aziende agrarie (D.n. 274/29), periti agrari che amministrano aziende agrarie e zootecniche (L. 434/68), dottori agronomi e forestali che amministrano aziende agrarie, zootecniche e forestali (L. 3/76), agrotecnici che amministrano aziende agrarie, zootecniche, di lavorazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agrari e zootecnici, limitatamente alle piccole e medie aziende - Iidd: r.a. 20%; Iva: si; Cassa previdenza: 2%;
d) compensi corrisposti ad amministratori che sono anche professionisti, per i quali la prestazione non rientra nell'oggetto proprio della professione -
Iidd: Irpef per scaglioni; Iva: no; Inps: 10% perché già iscritti ad altra cassa obbligatoria);
e) compensi non reversibili corrisposti ad amministratori che sono anche amministratori o dipendenti di una società del gruppo, che svolgono la loro funzione per libera scelta;
f) compensi non reversibili corrisposti ad amministratori che sono anche amministratori o dipendenti di una società del gruppo, che svolgono la loro funzione in base a previsione contrattuale o normativa;
g) compensi corrisposti ad amministratore dipendente di società del gruppo che, per clausola contrattuale o normativa, è tenuto a riversare i compensi percepiti al datore di lavoro;
Iidd: Irpef per scaglioni; Iva: no.
h) compensi corrisposti ad amministratori (o sindaci) non residenti; Iidd: r.i. 30%; Iva: no.
INAIL OBBLIGATORIA PER AMMINISTRATORI E DIRIGENTI
Con il D.Lgs. n. 38/2000 è stato istituito l'obbligo assicurativo contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei dirigenti . Si intendono per tali non solo i soggetti che rivestono formalmente tale qualifica, bensì tutti coloro che appartengono all'area dirigenziale, vale a dire che si connotano quali ?alter ego? dell'imprenditore, esercitando poteri d'iniziativa e di organizzazione dell'impresa o di rami significativi della stessa e nell'esercizio di queste funzioni rientrano nell'ambito di rischio di cui all'art. 1 del Dpr 1124/65.
Essendo attratti dall'obbligo assicurativo i soggetti che svolgono una delle attività a rischio elencate nell'art. 1 del Testo unico n. 1124/65 (?chi faccia uso in via non occasionale di veicoli a motore personalmente condotti e/o effettua accessi in cantieri, opifici e simili,?.. faccia uso diretto di macchine da ufficio ecc..?), lo stesso obbligo ricade anche sugli amministratori. Sarà esentato dall'obbligo di iscrizione solo chi dimostri di non svolgere la propria attività di collaborazione in modo rischioso. Es.: l'amministratore di una Srl che per esercitare la sua attività dimostra di non recarsi in ufficio in macchina o di non utilizzare nessuno degli strumenti ritenuti a rischio (computer, calcolatrice ecc.) non dovrà iscriversi all'Inail.
Il premio sarà calcolato direttamente dall'Inail non sui compensi effettivamente erogati, bensì sul massimale assunto per il calcolo delle rendite assicurative e su questo importo saranno anche liquidate le eventuali prestazioni. Il premio così calcolato dovrà essere ripartito nella misura di un terzo a carico del lavoratore e due terzi a carico del committente.
Il committente dovrà quindi:
iscrivere il soggetto con una nuova denuncia nominativa;
pagare il premio alle scadenze fissate dall'Istituto;
denunciare gli infortuni e le malattie professionali occorse al soggetto;
registrare nel libro matricola gli estremi anagrafici e gli altri dati attinenti al rapporto di lavoro;
registrare nel libro paga i dati relativi all'ammontare del corrispettivo lordo, delle ritenute previdenziali e fiscali e del netto pagato.
Possono essere utilizzati gli stessi libri matricola e paga già utilizzati per i dipendenti, oppure procedere alla istituzione e vidimazione di distinti libri riservati agli amministratori.
Sono esclusi dall'obbligo del versamento dei premi Inail i dottori commercialisti ed i ragionieri liberi professionisti, che svolgono l'attività di amministratore (nota Inail prot. AD/194/2001); gli altri professionisti (es. avvocati, consulenti del lavoro) sono esentati solo se per lo svolgimento dell'incarico di amministratore e di sindaco siano necessarie conoscenze tecnico-giuridiche direttamente collegate alla loro attività.
AUTO - Utilizzo da parte dell'amministratore - Vedi § Autoveicoli
BENEFICI - Vedi § Benefici a favore di dipendenti, amministratori e soci
Il Tfm è un'indennità che l'impresa si impegna a corrispondere agli amministratori alla scadenza del mandato. Come il compenso, deve essere preventivamente stabilito e determinato dall'atto costitutivo della società o dall'assemblea dei soci. Può essere stabilito in misura fissa, percentuale sul compenso annuo o proporzionalmente ad alcune grandezze del bilancio.
Se il diritto all'indennità risulta da data certa anteriore all'inizio del rapporto (nomina o rinnovo):
la società si deduce in ogni esercizio la quota Tfm di competenza (è indeducibile ai fini Irap), e, alla cessazione del mandato, eroga l'indennità al netto della ritenuta a titolo d'acconto del 20%;
gli accantonamenti annui non costituiscono beneficio per l'Amministratore, che, al momento dell'incasso dell'indennità è soggetto ad Irpef con tassazione separata ex art. 16 (ora 17). L'ufficio finanziario competente determinerà l'imposta utilizzando l'aliquota corrispondente al reddito medio dell'ultimo biennio antecedente il periodo in cui è sorto il diritto a percepire l'indennità, mai inferiore all'aliquota minima, salvo applicazione della tassazione ordinaria nel caso in cui risultasse più favorevole all'amministratore.
Il riconoscimento della data certa anteriore al rapporto, nelle società di capitali, si può alternativamente ottenere con:
a) redazione di verbale di assemblea da parte di un notaio;
b) estratto notarile del libro delle deliberazioni dell'assemblea;
c) autenticare notarile delle firme dei soci sul verbale di delibera;
d) notifica rituale del verbale di delibera all'amministratore stesso;
e) registrazione della delibera dei soci presso l'Ufficio del Registro (tassa fissa art. 10 Tariffa);
f) invio all'amministratore con raccomandata di copia della delibera in plico senza busta.
L'accettazione dell'amministratore deve avvenire in data successiva a quella in cui l'atto di nomina ha ricevuto data certa.
L'indennità è soggetta al contributo previdenziale dovuto alla gestione separata Inps solo al momento della corresponsione. La risposta Inps prot. 27/7265 del 15.3.02 chiarisce che è soggetto l'intero importo, al lordo del rendimento finanziario (se c'era polizza assicurativa) e della ritenuta fiscale del 20%. L'importo del Tfm concorre la massimale contributivo se assoggettato a tassazione ordinaria, mentre non concorre se assoggettato a tassazione separata.
In mancanza delle condizioni sopra riportate l'indennità ricevuta è soggetta a tassazione ordinaria.
Secondo l'A.D.C., Norma di comportamento n. 125, in assenza delle condizioni illustrate, l'indennità:
è deducibile per la società nell'esercizio in cui avviene il pagamento;
per gli amministratori, è soggetta a tassazione ordinaria (art. 50.8).
La maggior parte della dottrina (vedi anche Leo Monacchi Schiavo ed. 99) ritiene invece che l'assenza delle condizioni illustrate faccia perdere esclusivamente la possibilità della tassazione separata, restando deducibili per ogni esercizio di competenza le quote annuali di Tfm.
Esigibilità - Secondo la tesi prevalente, ogni mandato costituisce un rapporto giuridico distinto ed autonomo con la conseguenza:
che per ogni mandato (conferma/rielezione) occorre verificare il presupposto della data certa anteriore;
al termine di ogni mandato sorge il diritto ad esigere l'indennità.
POLIZZA ASSICURATIVA PER TFM - La società può decidere di accantonare l'indennità di fine mandato in una polizza di assicurazione, che offre i seguenti vantaggi:
salvaguarda l'equilibrio finanziario nell'esercizio in cui dovrà essere corrisposta l'indennità;
il capitale accantonato si rivaluta;
le somme corrisposte alla compagnia di assicurazione sono impignorabili e insequestrabili ex art. 1923 c.c..
Occorre distinguere a seconda che beneficiario della polizza sia la società o l'amministratore.
Beneficiario: la società
La Compagnia assicuratrice, al momento della liquidazione del capitale assicurato alla società, effettua una ritenuta a titolo di acconto (di imposta per le polizze stipulate fino al 31.12.95) pari al 12,50% sulla sola differenza tra l'ammontare del capitale liquidato e quello dei premi riscossi, ridotta del 2% per ogni anno successivo al decimo, se il capitale è corrisposto dopo almeno 10 anni dalla conclusione del contratto.
La società dovrà effettuare, sull'importo spettante all'amministratore, una ritenuta di acconto del 20% sul totale; l'amministratore non dovrà inserire l'importo nel proprio Unico in quanto soggette a tassazione separata. L'A.F. provvederà direttamente a determinare l'imposta dovuta a tassazione separata, applicando la tassazione ordinaria qualora questa fosse favorevole al contribuente (art. 16.3 ora 17).
Di conseguenza , sotto il profilo contabile, le quote periodicamente accantonate verranno imputate al c.e. ed andranno a costituire un Fondo al passivo; i premi pagati a fronte della polizza dovranno essere accreditati in un conto patrimoniale che figurerà nell'attivo di bilancio.
- Al pagamento dei premi:
Polizza Tfm - B.III.2.d
Nota: il c/ Polizza Tfm rappresenta una voce dell'attivo: Attività finanziarie immobilizzate.
- alla fine di ciascun esercizio, per la quota di competenza:
Accantonamento Tfm - B.7
Fondo Tfm - B.3
- al momento della cessazione del rapporto, per la liquidazione dell'indennità accantonata:
Amministratori c/ liquidazione
Erario c/ ritenute (20%)
Inps c/contr. ammin. (quota a carico
amm.ri)
Inps c/contrib. ammin.
- al momento dell'incasso del capitale assicurato (polizze stipulate ante 1.1.96):
Cassa (per l?importo netto incassato)
Imposte indeducibili (per la rit.
12,50%; costo da riprendere nella dich. dei redditi)
Polizza Tfm (totale premi pagati)
Proventi finanziari (differenza al lordo
imposta tra premi pagati e capitale
riscosso)
Variazione in diminuzione sull?Unico
- al momento dell'incasso del capitale assicurato (polizze stipulate dal 1.1.96):
Erario c/rit. subite (per la rit. 12,50%)
riscosso);
nessuna ripresa sull?Unico
Beneficiario: l'amministratore
Per quanto riguarda la tassazione in capo all'amministratore, ricordare:
a) l?indennità pari ai premi pagati sarà assoggettata a tassazione separata, ma l?A.F. provvederà direttamente ad applicare la tassazione ordinaria qualora questa fosse favorevole al contribuente (art. 16.3); la compagnia deve operare, per conto della società, una ritenuta di acconto del 20% (spesso la compagnia versa le somme necessarie al pagamento della ritenuta alla società ed il netto all?amministratore). In caso di morte la tassazione separata si applicherà in capo agli eredi.
b) sulla differenza tra capitale maturato e premi pagati dalla società, la Compagnia assicuratrice effettuerà una ritenuta d?imposta del 12,50%, ridotta del 2% per ogni anno successivo al decimo. In caso di decesso dell?amministratore prima della fine del mandato nessuna ritenuta.
Accantonamento Tfm
Crediti v/ ammin. (quota carico
percipiente)
Inps c/contributi
Crediti verso amministratori
oppure se la compagnia versa alla società gli importi necessari per il versamento della ritenuta:
Crediti/debiti v/compagnia assicuratrice