Source: http://www.docsity.com/it/dispensa-diritto-parlamentare-7/11036/
Timestamp: 2017-02-27 02:17:11+00:00
Document Index: 33869880

Matched Legal Cases: ['art.55', 'art 70', 'art. 64', 'sentenza ', 'art 64', 'art 64', 'art. 67', 'art 68', 'art 69', 'art 3', 'art 66', 'art 66', 'art 68', 'art 68', 'art 68', 'art 68', 'sentenza ', 'art 69', 'art 51', 'art 48', 'art 58', 'art 48', 'art 51', 'art 65', 'art 66', 'art 66', 'art 49', 'art 70', 'art 94', 'art 83', 'art 90', 'art 135', 'art 104', 'art 135', 'art 72', 'art 72', 'art 64', 'art 8', 'art. 12', 'art. 60', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 10', 'sentenza ', 'art.12', 'art 64', 'art 46', 'art 94', 'art 64', 'art 64', 'art 82', 'art 82', 'art 94', 'art 94', 'art 94', 'art 94', 'art 94', 'art 94', 'sentenza ', 'art 94', 'art. 72', 'art. 138', 'art. 139', 'art 64', 'art. 138', 'art. 77', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 81']

Dispensa Diritto Parlamentare
Documenti Dispense Dispense Giurisprudenza Dispense Diritto Costituzionale serghigno8727 dicembre 2010Dispensa Diritto Parlamentare, Dispense di Diritto Costituzionale. Politecnico di TorinoPolitecnico di TorinoDiritto Costituzionale,GiurisprudenzaDOC (197 KB)27 pagine50Numero di download1000+Numero di visite97%su 36 votiNumero di voti73Numero di commentiDescrizioneDispensa di diritto Parlamentare ottima per superare l'esameAggiungi ai preferitiCommentaSegnala il documento60puntiPunti download necessari per scaricarequesto documentoScarica il documentoAnteprima3 pagine / 27Questa è solo un'anteprima3 pagine mostrate su 27 totaliScarica il documentoQuesta è solo un'anteprima3 pagine mostrate su 27 totaliScarica il documentoQuesta è solo un'anteprima3 pagine mostrate su 27 totaliScarica il documentoQuesta è solo un'anteprima3 pagine mostrate su 27 totaliScarica il documentoCarica altriCerca nell'estratto del documentoIn un ordinamento a Costituzione rigida,la “fonte delle fonti” è la Costituzione.
Fonti di produzione sono quegli atti o fatti ai quali l’ordinamento riconnette la capacità di porre in
essere norme giuridiche
La costituzione Italiana(come già faceva lo statuto Albertino)contiene disposizioni di Diritto
Parlamentare. Al parlamento essa dedica il TITOLO I DELLA SECONDA PARTE DELLA
COSTITUZIONE (ché è ripartito in 2 Sezioni: Le Camere art.55-69 cost. e La formazione delle
leggi art 70-82 Cost.)
Il passaggio tra lo statuto albertino e la costituzione comporta 2 novità:
 Rigidità della Costituzione Repubblicana (ché si contrappone alla flessibilità dello statuto
Albertino) e quindi la sovra ordinazione della costituzione rispetto a leggi ordinarie e
 Con l’allargamento del suffragio ai cittadini maggiorenni l’Italia diventa uno stato
democratico in cui la sovranità appartiene al popolo chè la esercita nelle forme e nei limiti
posti dalla costituzione.
Il parlamento dunque costituisce una delle forme attraverso cui in una democrazia,si esercita la
LA COSTITUZIONE è LA PRIMA FONTE DÌ DIRITTO PARLAMENTARE IN QUANTO
DISCIPLINA LA STRUTTURA DELLE CAMERE,è FONTE DELLE SUE ATTRIBUZIONI E
CONTIENE UNA DISCIPLINA (benché parziale) DEI PRINCIPALI PROVVEDIMENTI
Accanto alla costituzione,tra le fonti del diritto parlamentare vanno annoverate le leggi
costituzionali (per esempio la legge costituzionale 16 gennaio 1989) chè ha sottratto al parlamento
in seduta comune e alla corte costituzionale di accusare e giudicare i ministri per i reati compiuti
nell’esercizio delle loro funzioni)
I Regolamenti di Camera e Senato
I regolamenti parlamentari MAIORES (o generali) rappresentano la principale (ma non
l’unica)fonte-atto del diritto parlamentare
L’art. 64 Cost. stabilisce che “ciascuna camera adotta il proprio regolamento”
Santi Romano afferma che le norme regolamentari interne ad ogni camera sono l’espressione della
supremazia speciale di tale organo,ma non hanno nemmeno giuridica esistenza per l’altra camera.
I regolamenti Presentano le caratteristiche di atto-fonte:
 I due regolamenti contengono una disciplina di tipo generale,il cui ambito di applicazione
concerne i parlamentari, ma anche i dipendenti delle camere,i membri del governo ed il
pubblico che assiste alle sedute,applicabile in astratto quando si verifichi la fattispecie
 Sono atti di “indirizzo Politico”
 Abbiamo anche la pubblicazione delle modifiche delle norme regolamentari di Camera e
Senato sulla GAZZETTA UFFICIALEAnche sé il nome richiama a fonti di rango secondario,i regolamenti parlamentari costituiscono una
fonte di diritto e una fonte di diritto generale. Appaiono abilitati dalla costituzione a sostituirsi nella
disciplina di determinate materie,ad essi riservate alla stessa legge formale.
La Corte costituzionale con sentenza 9 del 1959 ha escluso la possibilità chè i regolamenti
parlamentari possano operare come parametro di legittimità costituzionale delle leggi
1Si è anche dichiarata competente a sindacare esclusivamente le violazioni delle norme costituzionali
sul procedimento legislativo.
L’art 64 Cost. disciplina soltanto il procedimento di formazione dei regolamenti senza individuare
Si è ritenuto che l’area di competenza riguardi:
 Organi interni delle camere (presidente,ufficio di presidenza,commissioni)
 Componenti delle camere (diritti e doveri dei singoli parlamentari)
 Procedimenti relativi alle diverse funzioni parlamentari
 Strutture di servizio e rapporto con i dipendenti delle camere
 Rapporti che possono instaurarsi tra terzi e camere
Rimane un intervento limitato nell’ambito dell’attuazione e dello sviluppo chè sono state attribuite
dalla costituzione al parlamento.
I Regolamenti parlamentari,secondo l’art 64 cost. devono ESSERE APPROVATI DA CIASCUNA
CAMERA A MAGGIORANZA ASSOLUTA DEI SUOI COMPONENTI Nel procedimento di revisione dei regolamenti parlamentari,un ruolo importante viene assunto dalla
GIUNTA PER IL REGOLAMENTO,chè oltre a coadiuvare il presidente d’assemblea
nell’interpretazione del regolamento,detiene una sorta di “MONOPOLIO” (Monopolio della Penna)
L’assemblea non può presentare emendamenti ma bensì unicamente “Atti e criteri direttivi”,i quali
sé approvati obbligano la giunta a redigere un nuovo testo. La Giunta perde la “PENNA” nel caso
in cui il presidente di un gruppo o 20 deputati dissentano sul modo in cui la giunta in questo nuovo
testo ha recepito i principi e i criteri direttivi. Devono quindi presentare un nuovo testo che sarà
presentato all’assemblea e votato in contrapposizione a quello della giunta
Abbiamo anche dei Regolamenti definiti MINORI e regolamenti SPECIALI La legge ordinaria,non è esclusa dal diritto parlamentare. Anzi è la costituzione a richiederne
l’intervento nel procedimento di formazione delle 2 camere :
 Leggi elettorali
 Leggi che individuano i casi di incompatibilità e di ineleggibilità
Leggi che non perdono efficacia al momento dell’insediamento delle nuove camere,ma chè si
pongono alla base di specifiche procedure parlamentari ed in particolare quelle relative alla
“VERIFICA DEI POTERI” Le fonti-fatto sono costituite nel nostro ordinamento dalle CONSUETUDINI: comportamenti
ripetuti nel tempo e tenuti in quanto reputati giuridicamente obbligatori,le troviamo anche nel diritto
Le uniche 2 volte che la Corte costituzionale si è richiamata espressamente a “consuetudini
costituzionali” ciò è avvenuto con riguardo a 2 istituti del diritto parlamentare: AUTONOMIA
CONTABILE DELLE CAMERE ( 129/1981) e LA MOZIONE DÌ SFIDUCIA NEI CONFRONTI
DEL SINGOLO MINISTRO (7/1996)
Ulteriore esempio di CONSUETUDINE PARLAMENTARE è la non partecipazione al voto del
Presidente D’assemblea (che conta però ai fini del numero legale)
Quando si parla di PRECEDENTI ci rifacciamo alla soluzione data in precedenza ad una fattispecie
concreta con l’intento di disciplinarla anche alla situazione attuale (è una prassi che deriva
dall’esperienza inglese di COMMON LAW)
Ove la prassi,non sia regolata da una disposizione normativa,la prassi può finire gradualmente e per
effetto del suo ripetersi per DIVENIRE NORMA2I c.d. “Precedenti Parlamentari” sono un’attività di attenta selezione delle decisioni procedurali
assunte dai presidenti d’assemblea e di commissione,a cui il presidente interessato può conformarsi
quando non ci sia una norma che disciplina quella fattispecie di caso concreto in questione.
Lo Status dei parlamentari
L'art. 67 (cosiddetto divieto di mandato imperativo) dispone che «ogni membro del parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato», ossia riceve un mandato generale da parte del corpo elettorale, il quale non è suscettibile di iniziative di revoca né da parte dell'ambito territoriale (collegio) che l'ha eletto, né da parte del partito di affiliazione; mandato generale il cui rispetto non può essere sindacato in termini giuridici (così come invece avviene per il mandato previsto dal Codice civile), ma solo (eventualmente) in termini politici, nelle
forme e nei modi previsti dalla Costituzione (quindi, principalmente, con le consultazioni elettorali).
A Deputati e Senatori le norme della costituzione,attribuiscono una serie di garanzie:
 Le immunità (art 68)
 Le indennità (art 69)
Più delle altre previsioni integrate dà disposizioni di legge e regolamenti parlamentari.
Queste attribuzioni non vanno intese come diritti del singolo (violerebbero l’art 3 della costituzione)
ma come situazioni strettamente inerenti alla funzione del parlamentare,costituiscono il suo status,
sono dettate PER ASSICURARE L’INDIPENDENZA DEGLI ORGANI PARLAMENTARI
La Corte costituzionale ha affermato (sent 231/1975) chè: “L’indipendenza delle camere si articola
nella normativa direttamente dettata dal testo costituzionale,nell’autonomia organizzativa e
normativa spettante a ciascuna di esse,nella convalida dei propi membri ( art 66 cost.)NELLA NON
RESPONSABILITA’ DEI MEDESIMI PER I VOTI DATI O ESPRESSI NELL’ESERCIZIO DELLE
LORO FUNZIONI (ART.68 COST- IMMUNITA’) Lo status si acquista dal momento della proclamazione che viene fatta dagli uffici elettorali o dalla
giunta provvisoria per le elezioni.
Nel caso dei “Senatori a vita” lo status viene acquisito nel momento della cessazione del loro
compito di capo dello stato,mentre “i Senatori di nomina Presidenziale” acquistano tale status dalla
comunicazione al senato della loro nomina.
La proclamazione non garantisce da sola l’acquisto irrevocabile dello status,è attribuito sotto
condizione potestativa che l’elezione non sia annullata dalla camera di competenza.
A norma dell’art 66 spetta a ciascuna camera di giudicare i titoli di ammissione dei suoi
componenti(Regolarità delle elezioni,mancanze di cause di ineleggibilità e incompatibilità).
La cessazione dell’incarico può avvenire per la fine della legislatura o per dimissioni
Le dimissioni devono essere annunciate in assemblea,sé sono dovute a cause incompatibili con il
mandato parlamentare si prende semplicemente atto. Sé sono motivate da ragioni diverse devono
essere accettate dall’assemblea con voto esplicito.
Le immunità previste dall’art 68 della cost. sono l’insieme dei meccanismi di tutela a garanzia
dell’indipendenza e del regolare funzionamento delle camere,veri e propi divieti rivolti agli altri
poteri,innanzitutto al giudiziario.
L’art 68 comma 1 “ I PARLAMENTARI NON POSSONO ESSERE CHIAMATI A RISPONDERE
DELLE OPINIONI ESPRESSE E DEI VOTI DATI NELL’ESERCIZIO DELLE LORO FUNZIONI ”
è una garanzia sostanziale che immunizza il parlamentare per tutte le manifestazioni del pensiero
NELL’ESERCIZIO DELLE LORO FUNZIONI(la sua applicazione è automatica)
3Mentre l’insindacabilità esplica i suoi effetti in tutti i procedimenti giurisdizionali e NON VIENE
MENO CON LA CESSAZZIONE DELLO STATUS,L’inviolabilità (art 68 comma 2) si applica solo
nel processo penale esclusivamente finché il parlamentare è in carica,ma è superabile con
L’AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE DA PARTE DELLA CAMERA DÌ COMPETENZA,la quale
può dare il “via libera” alle misure coercitive o investigative nei confronti del parlamentare.
Fino al 1993 si parlava di INSIDACABILITA’ INDIRETTA ovvero tutte le manifestazioni di
pensiero (concernenti o non il compimento di un atto tipico della funzione parlamentare) erano
coperti sempre dal diniego dell’autorizzazione a procedere da parte della camera di appartenenza
La Legge n140 del 2003 chiarisce chè : “L’insindacabilità si applica per ogni caso alla
presentazione di disegni di legge,emendamenti,interventi nell’assemblea ,per qualsiasi espressione
di voto e per ogni attività di critica e denuncia connessa alla funzione di parlamentare ed espletata
anche fuori del parlamento”
La garanzia dell’insindacabilità,opera in automatico ma qualora la direttiva non fosse applicata dal
giudice,lo stesso parlamentare può chiederne la sua applicazione,chè attiva così il procedimento
parlamentare eventualmente con previa sospensione del processo per un numero massimo di 90
giorni entro i quali arriverà la decisione dell’assemblea
Ai sensi dell’art 68 commi 2 e 3 per effettuare atti invasivi della libertà personale del parlamentare
(perquisizioni,intercettazioni,misure cautelari) vi è bisogno l’autorizzazione della camera. Essa non
deve essere data quando il parlamentare sia colto in fragranza di reato o per l’esecuzione di una
sentenza irrevocabile.
Le camere dovrebbero negare l’autorizzazione a procedere solo in casi eccezionali sulla base del
sospetto di una volontà persecutoria da parte dell’autorità giudiziaria (fumus persecutionis) .A ciò
si aggiunge il criterio che attiene alla funzione e all’indipendenza delle due camere ,l’interesse chè
non venga alterata l’integrità data dai voti dei cittadini,venendo meno l’integrità numerica o la
composizione della stessa assemblea (il rapporto tra maggioranza e opposizione potrebbe dipendere
infatti da una manciata di seggi,sé non da quel parlamentare di cui viene chiesto l’arresto)
Le camere finora hanno autorizzato l’arresto di parlamentari non condannati in via definitiva in soli
4 casi.
A tutela dell’indipendenza dei parlamentari e per consentire a tutti i cittadini l’accesso potenziale al
mandato parlamentare,la costituzione all’art 69 prevede che Deputati e Senatori abbiano il diritto a
ricevere un indennità mensile (il cui tetto massimo non può superare lo stipendio dei presidenti
della corte di cassazione) e una diaria ossia un rimborso per le spese di soggiorno a
Roma,subordinato ad un numero minimo di presenze mensili 15 (lo statuto Albertino prevedeva la
gratuità della funzione e la Diaria funzionava come retribuzione dei parlamentari) la cui misura non
può essere superiore all’indennità di missione che spetta ai presidenti della corte di cassazione
L’esenzione fiscale è stata abolita nel 1994,l’indennità non può essere sottoposta a sequestro o
pignoramento Secondo i regolamenti di senato e camera,deputati e senatori hanno il dovere di partecipare alle
sedute assembleari,ed è stato introdotto un sistema di decurtazione della diaria in base alla presenza
alle votazioni giornaliere (il parlamentare si considera presente sé partecipa al 30% delle votazioni
L’art 51 al 3 comma stabilisce che chi è chiamato ad esercitare il mandato parlamentare ha diritto di
conservare durante la durata del mandato il suo posto di lavoro. I parlamentari dipendenti di uffici
pubblici sono collocati in aspettativa per tutta la durata del mandato,non percepiscono lo stipendio e
non possono ricevere promozioni sé non per anzianità. Mentre il lavoratore del settore privato può
su sua richiesta essere collocato in aspettativa per la durata del mandato.
SONO VIETATI FINANZIAMENTI O CONTRIBUTI ai parlamentari (o ai candidati) provenienti
dalla pubblica amministrazione. Devono essere dichiarate al presidente della camera i contributi
ricevuti da privati sé superiori ai 50.000 euro. Ogni parlamentare ad inizio mandato consegna la
copia dell’ultima dichiarazione dei redditi,la propia situazione patrimoniale e le spese elettorali
sostenute negli uffici di ciascuna camera,pena la decadenza dal mandato
4Godono anche di “PREROGATIVE MINORI” quali libero accesso a strutture militari e
carceri,attribuzione passaporto di servizio,uso gratuito dei treni,la disponibilità di un ufficio nella
cittadella parlamentare,facilitazioni telefoniche e postali,è un indennità finalizzata alla retribuzione
dell’assistente parlamentare.
Caratteristica essenziale dei parlamenti è ESSERE RAPPRESENTATIVI
Il parlamento a maggioranza può adottare deliberazioni che si presume rappresentino la volontà
Le elezioni a suffragio universale e diretto della Camera e del Senato ogni 5 anni sono lo strumento
che garantiscono la legittimazione del parlamento,perché in una democrazia rappresentativa le
elezioni hanno una funzione di legittimazione.
L’art 48 della costituzione fissa i requisiti dell’elettorato attivo,sono elettori tutti i cittadini uomini e
donne chè abbiano compiuto la maggiore età, ma l’art 58 specifica chè gli elettori del senato sono
solo i cittadini che abbiano superato il 25° anno di età
L’art 48 dice anche che il voto per il cittadino è un dovere civico ed è personale,eguale,libero e
L’art 51 fissa i requisiti di accesso alle cariche elettive, sono eleggibili alla camera i cittadini che
abbiano compiuto il 25°anno di età,sono eleggibili al senato coloro che abbiano compiuto il
40°anno di età
Il numero dei deputati è di 630 e sono eletti su base nazionale,mentre il numero dei membri dell’
senato sono 315 e la loro elezione avviene su base regionale,a cui si aggiungono i senatori a vita e i
5 nominati dal presidente della repubblica
Le leggi costituzionali 1/2000 e 1/2001 hanno istituito la c.d. “Circoscrizione estero”, gli italiani
residenti all’estero eleggono votando per corrispondenza 12 deputati e 6 senatori
L’art 65 riserva alla legge la denominazione dei casi di INELEGGIBILITA’ ED INCOMPATIBILITA’
In tutto questo la costituzione tace,sul sistema elettorale:il meccanismo di traduzione dei voti in
seggi,la sua scelta è rimessa al legislatore.
La legge elettorale vigente è stata modificata nel 2006,si è passati da un sistema misto maggioritario
con recupero proporzionale ad un SISTEMA ELETTORALE MISTO PROPORZIONALE CON
PREMIO DÌ MAGGIORANZA (con liste bloccate e soglie di sbarramento) a cui si aggiunge un
premio di maggioranza eventuale chè scatta ove nessuna lista o coalizione abbia ottenuto il 55% dei
Giudice della correttezza del procedimento elettorale,è secondo l’art 66 della cost. lo stesso
parlamento. Sono quindi le stesse camere a giudicare sui titoli di ammissione dei propi componenti
e le cause di INLEGIBILITA’ O INCOMPATIBILITA’determinate dalla legge o dalla costituzione,a
tutela dell’indipendenza del potere legislativo da quello giudiziario.
A proclamare eletti i parlamentari,sono gli uffici elettorali,con la proclamazione acquista il suo
STATUS ma esso è “temporaneo” e reversibile,deve essere infatti oggetto del GIUDIZIO DÌ
CONVALIDA previsto dall’art 66 cost.
La procedura della “VERIFICA DEI POTERI” è affidata alla GIUNTA DELLE ELEZIONI
(composta da 30 membri alla camera e 23 al Senato) scelti dal presidente e presiedute per prassi da
esponenti di opposizione. Queste giunte ricevuto il materiale elettorale ed esaminati gli eventuali
ricorsi predispongono relazioni circoscrizione per circoscrizione.
La funzione di relatore è affidata a ciascun membro purché non eletto nella medesima
circoscrizione,su iniziativa dei relatori la giunta può decidere di proporre in aula la convalida delle
elezioni o aprire un istruttoria (sé apre un istruttoria procede a verificare le schede a campione o a
tappeto),a conclusione la giunta propone la convalida o la contestazione,si svolge un vero e proprio
processo pubblico ove le parti possono farsi assistere dall’avvocato,al termine in camera di
consiglio la giunta decide sulla convalida o l’annullamento dell’elezione contestata. L’ultima parola
spetta all’assemblea che con un voto autonomo può rovesciare l’indicazione della giunta.
Un procedimento analogo è seguito dall’accertamento delle cause di Ineleggibilità e Annullabilità
Cause di ineleggibilità sono:
51. Titolarità di alcune cariche elettive (Presidenti di Provincia,Sindaci di comuni con più di
20.000 abitanti)
2. Titolarità di determinati uffici (magistrati,prefetti,direttori generali della ASL)
3. Titolarità di particolari rapporti economici con lo stato
4. Essere Giudici Costituzionali
Per potersi candidare alle cariche elettive,devono abbandonare la loro carica 180 giorni prima della
fine della legislatura oppure in caso di scioglimento anticipato entro i successivi 7 giorni dalla
pubblicazione del rispettivo decreto
NON VALE INVECE LA REGOLA INVERSA: DEPUTATI E SENATORI POSSONO ESSERE
ELETTI SINDACI O PRESIDENTI DÌ PROVINCIA E OGGI TENDONO A CONSERVARE IL
LORO MANDATO PARLAMENTARE Diverso è il fine dell’incompatibilità,che mira ad impedire il cumulo del mandato parlamentare con
altro incarico per evitare che questo possa pregiudicare il corretto e libero esercizio della funzione
Ipotesi di incompatibilità per il parlamentare sono: 1. Non si può essere contemporaneamente deputato o senatore (la legge elettorale provvede
chè la candidatura ad una sola camera per l’ineleggibilità per l’altra)
2. parlamentare e Giudice Costituzionale
3. membro del CSM,consigliere regionale,né Presidente della Repubblica (ufficio quest’ultimo
incompatibile con ogni altra carica
Mentre il giudizio sulle cause di Ineleggibilità si svolge contestualmente alla convalida,il giudizio
sulla compatibilità degli incarichi parlamentari presuppone che la sua convalida sia già avvenuta.
I parlamentari hanno l’obbligo di comunicare ai presidenti della camera di appartenenza gli
incarichi ricoperti. Sulla base di questa documentazione si svolge poi un istruttoria in
contraddittorio con l’interessato. Sé emerge una causa di incompatibilità,il parlamentare deve optare
tra il mandato parlamentare e l’incarico incompatibile,in quest’ultimo caso le dimissioni vengono
solo annunciate all’aula senza votazione,ad esso subentra il primo dei non eletti.
L’esito delle elezioni si rispecchia nelle composizioni delle 2 camere, il primo atto con cui si apre la
legislatura è l’elezione dei presidenti tra gli esponenti della maggioranza (fino al 1994 per prassi
costituzionale, la presidenza di una delle 2 camere veniva affidata ad un esponente di opposizione)
La prima seduta della nuova legislatura è convocata dal P.d.R, nella quale si attiva un “Meccanismo
Provvisorio e Temporaneo di Presidenza”,alla camera dei deputati il presidente della 1° assemblea
della nuova legislatura sarà il DEPUTATO PIU ANZIANO,invece al senato viene scelto il Senatore
chè VANTA UN NUMERO MAGGIORE DÌ MANDATI ,il criterio anagrafico scatta soltanto in
presenza di 2 o più senatori con lo stesso numero di mandati e tra essi viene scelto il più vecchio
Per l’elezione del Presidente della Camera, servono a Primo scrutinio i voti dei 2/3 dei
componenti,in seconda battuta è richiesta la maggioranza dei 2/3 dei presenti,dopo il 3° scrutinio
basta la maggioranza assoluta.
L’elezione del Presidente del Senato è un po’ più veloce (in quanto il presidente del senato,in caso
di assenza temporanea o impedimento esercita le funzioni del P.d.R e per questo motivo si tende a
dare un identità molto più rapida a costui che potrebbe sostituire il P.d.R) Al primo scrutinio basta la
maggioranza assoluta dei componenti,al secondo la maggioranza assoluta dei presenti e dopo di chè
6si passa al ballottaggio tra i 2 candidati che hanno ricevuto più voti ed in caso di parità tra questi 2
viene preferito il più anziano.
Il risultato della consultazione elettorale viene reso più chiaramente leggibile con la costituzione dei
GRUPPI PARLAMENTARI I gruppi parlamentari sono la proiezione dei partiti politici in parlamento(la costituzione preferisce
parlare sempre di gruppo parlamentari,ai partiti politici fa un riferimento all’art 49 dove dice cosa
sono e come dovrebbero funzionare)
Entro 2 giorni dalla prima seduta,i deputati (entro tre i senatori) devono dichiarare di quale gruppo
parlamentare vogliano fare parte,coloro chè non scelgano un gruppo sono assegnati d’ufficio al
Per formare un gruppo servono 20 deputati e 10 senatori (senza nessuna dichiarazione di affinità
politica tra i membri del gruppo),La creazione di un gruppo in deroga deve essere autorizzata dal
presidente d’assemblea solo sé il gruppo sia effettivamente la proiezione di un partito politico
organizzato del paese
L’iscrizione ad un gruppo è FONDAMENTALE PER SVOLGERE L’ATTIVITA’ IN
PARLAMENTO,SONO I GRUPPI PARLAMENTARI CHE DESIGNANO I COMPONENTI DELLE
VARIE COMMISSIONI PARLAMENTARI.
L’unico vincolo dell’iscrizione ad un gruppo sta al VINCOLO DISCIPLINARE imposto dal gruppo
parlamentare che si è scelto,devono ottemperare alle decisioni del gruppo PENA SANZIONI
DISCIPLINARI O L’ESCLUSIONE DAL GRUPPO,il Parlamentare è sempre libero di votare
secondo coscienza ma di solito preferiscono conformarsi alle indicazioni del gruppo. Al momento
delle votazioni prende così la parola un oratore per gruppo chè esprimerà la volontà del gruppo
politico nel suo complesso,sarà il gruppo a decidere il parlamentare e per quanto tempo (del tempo
spettante al gruppo per il CONTIGENTAMENTO DEI TEMPI)parlerà.
Nell’impossibilità di ricorrere alla creazione di “Gruppi in Deroga”,molti parlamentari si sono
organizzati nel “Gruppo misto”in cui sono confluiti vari membri di tutte le coalizioni politiche che
hanno abbandonato “in corsa” il loro gruppo o non si siano iscritti in un gruppo e passati d’ufficio
in questa sede. Ai gruppi l’amministrazione ed il bilancio assicurano la disponibilità di strutture e il versamento
periodico di un contributo in base alla loro consistenza numerica.
I gruppi hanno a capo il presidente eletto all’interno del gruppo stesso. I presidenti dei gruppi riuniti
dal presidente d’assemblea sotto la sua presidenza formano LA CONFERENZA DEI CAPI
GRUPPO ossia L’organo di direzione politica di ciascuna camera che definisce programma e
L’esigenza di inserire un elemento equilibratore del sistema, per una maggiore ponderazione delle
decisioni ha portato l’assemblea costituente a ripristinare il “bicameralismo perfetto” con
l’istituzione della Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica.
Questa scelta è stata cristallizzata nella costituzione agli articoli 55 (Il Parlamento si compone della
Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica),art 70 (La funzione legislativa è affidata
collettivamente alle 2 Camere),art 94 (il Governo deve avere la fiducia delle due Camere) Tra le 2 Camere troviamo pochi elementi di differenziazione:
 La differenza dell’elettorato Attivo e Passivo (18/25 Camera – 25/40 Senato)
 Numero dei componenti 630 Camera – 315 Senato
 Elezione su Base Nazionale per la Camera, Elezione su Base Regionale per il Senato
 Differenziazione nell’appellativo Deputati per la Camera,Senatori per il Senato
7 Solo nel Senato della Repubblica Troviamo i Senatori a vita (gli ex presidenti della
repubblica e quelli nominati dal capo dello stato massimo 5, I senatori di diritto ed i senatori
a vita hanno le stesse prerogative degli altri componenti del senato)
 Si riuniscono in Sedi Separate: Montecitorio Camera, Villa Madama Senato
La costituzione prevede espressamente dei casi nei quali Camera e Senato si riuniscano per
deliberare insieme una serie di funzioni,ecco così la figura del PARLAMENTO IN SEDUTA
 Elezione e giuramento del Presidente della Repubblica,con l’integrazione dei rappresentanti
delle regioni (art 83 e 91)
 La messa in stato d’accusa del P.d.R per ALTO TRADIMENTO e ATTENTATO ALLA
COSTITUZIONE (art 90)
 L’elezione dei 5 giudici della Corte Costituzionale(art 135)
 L’elezione dei 5 componenti del CSM (art 104)
 L’elezione della lista dei cittadini da cui sono sorteggiabili i giudici da aggregare a quelli
della corte costituzionale per i giudizi d’accusa contro il P.d.R (art 135)
Il parlamento in seduta comune,si riunisce a Montecitorio (sede della camera dei deputati),viene
presieduto dal presidente della Camera e per il suo funzionamento viene utilizzato il regolamento
Inizialmente la dottrina parlò di TRICAMERALISMO, ma successivamente questa ipotesi venne
scartata,in quanto la “Seduta Comune” come l’esercizio di una funzione già esistente e quindi NON
GENERA UN NUOVO ORGANO. La seduta comune quindi è la RIMOZIONE DÌ UN
OSTACOLO ALLA FUNZIONE posto dalla Costituzione sotto forma di una condizione
La nostra costituzione prevede espressamente una sola commissione bicamerale,la commissione “di
deputati e senatori” per questioni regionali a cui affida una funzione consultiva nel procedimento
dei consigli regionali ed è composta da 20 deputati e 20 senatori.
Altro organo bilaterale,previsto però da una Legge Costituzionale è il “COMITATO
PARLAMENTARE PER I PROCEDIMENTI D’ACCUSA”. Esso è l’organo chè istruisce l’attività di
messa in stato d’accusa del P.d.R Questi 2 organi costituiscono il modello per un sistema di commissioni bilaterali sorte per
decisione del legislatore allo scopo di svolgere funzioni di indirizzo,di controllo e vigilanza chè il
parlamento esercita in una dimensione comune.
Abbiamo anche commissioni bicamerali,con funzioni di indirizzo,dotate di poteri idonei ad incidere
sull’amministrazione degli enti vigilati LA COMMISSIONE SUI SERVIZI RADIOTELEVISIVI (che
ha peraltro funzioni di vigilanza ed è presieduta da esponenti dell’opposizione)
La più importante commissione BICAMERALE CHE SVOLGE FUNZIONE DÌ CONTROLLO è “IL
COMITATO PARLAMENTARE PER LA SICUREZZA DELLA REPUBBLICA”
L’articolazione in gruppi ha portato ad un organizzazione fondata su commissioni specializzate
materia per materia ,permanenti alle quali sono assegnati proporzionalmente e secondo
l’indicazione dei gruppi tutti i parlamentari. Esso è uno dei primissimi atti della legislatura ed ha
luogo successivamente alla formazione del governo, presidenti di esse sono esponenti della
maggioranza chè aspiravano ad incarichi governativi ma non li hanno ricevuti, e per ragioni di
“equilibrio politico” appartengono alla stessa forza politica del ministro che devono controllare.
8Ogni parlamentare,(anche i membri del governo) sono chiamati a far parte di una commissione
permanente (i membri del governo vengono sostituiti da un altro collega,in deroga al principio che
ogni parlamentare possa fare parte di una sola commissione). Il principio della rappresentanza proporzionale dei gruppi nelle commissioni è un principio sancito
dall’art 72,3 comma della Costituzione. Spetta ai gruppi designare i propi rappresentanti in
Le commissioni vengono rinnovate ogni 2 anni, ed è prevista la sostituzione per le assenze dei
singoli parlamentari per garantire il controllo politico sui lavori delle commissioni.
Il numero delle commissioni per ciascun ramo del parlamento è di 14, tra le quali ricordiamo LA
COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI,GIUSTIZIA,DIFESA.
Le commissioni svolgono funzioni preparatorie,rispetto all’attività dell’assemblea,per disposizione
dell’art 72 comma 1 nel procedimento legislativo istruiscono i progetti di legge,elaborando il testo
sul quale l’aula discute e delibera
Ma il procedimento “LEGISLATIVO”, può svolgersi tutto in commissione “Deliberante” (o
Commissione in sede redigente
Il procedimento in sede redigente è un ibrido previsto indirettamente dall’articolo 72 della
Costituzione,dove la commissione delibera sul testo articolo per articolo, mentre l’Assemblea
soltanto per votazione finale
Commissione in sede consultiva La commissione in sede consultiva svolge un lavoro parallelo, esprimendo un parere su un disegno
di legge affidato ad un’altra commissione perché competente, ma che presenta alcuni aspetti che
riguardano altre commissioni. I pareri che può esprimere questo tipo di commissione si dividono in
obbligatori, facoltativi e vincolanti. Sono obbligatori quelli che il Presidente dell’Assemblea deve
prevedere, in base a regolamenti parlamentari, all’atto di assegnazione; i pareri facoltativi sono
richiesti dalla commissione competente nel merito o dal Presidente a quella consultiva; i pareri
vincolanti devono essere osservati dalle commissioni in sede referente e legislativa, che può
comunque arenare il progetto di legge o rimettere all’Assemblea non attendendoli. I pareri vanno
espressi in certi limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari, che possono comunque essere derogati
dalla commissione di merito; se entro il limite non viene espresso il parere, la commissione di
merito può procedere.
Le commissioni possono poi formulare,atti di indirizzo al governo nelle materie di loro
competenza,e in esse possono essere svolte le interrogazioni dette “A RISPOSTA IN
COMMISSIONE”
Le commissioni sono centri nevralgici dell’attività parlamentare,ciascuna secondo la propia
competenza per materia.
I lavori della commissione parlamentare permanente sono diretti da un presidente (eletto fra i suoi
componenti a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta),che svolge un ruolo essenziale,definisce
l’ordine del giorno,introduce l’esame o nomina il relatore per ciascun provvedimento,prende parte
attivamente nelle discussioni partecipando di solito alle votazioni che si svolgono in commissione.
Ogni commissione ha un ufficio di presidenza (composto da presidente,vicepresidenti e segretari)
Commissioni Speciali La formazione di commissioni speciali avviene raramente,in particolare ad inizio legislatura quando
si tratti di esaminare conversioni di decreti-legge pendenti,il mandato di queste commissioni è
definito dall’atto istitutivo e può essere limitato all’esame di disegni di legge chiaramente
9Le Giunte
Le Giunte si distinguono dalle Commissioni,per il loro essere una proiezione del tutto interna al
lavoro delle due camere,oltre chè per la composizione,più ristretta di quella delle commissioni ed i
suoi componenti non sono nominati dai gruppi come per le commissioni,ma i suoi componenti sono
nominati dal presidente.
La giunta per il regolamento è composta da 10 o più membri nominati secondo criteri di
proporzionalità tra i gruppi dal presidente della Camera
Ad essa spetta il compito di promuovere ed esaminare le proposte di modifica del regolamento
parlamentare chè, dopo essere state istruite dalla giunta,sono esaminate e approvate dall’assemblea
a maggioranza assoluta dei componenti come prescritto dall’art 64 Cost.
Inoltre la giunta per il regolamento,ha importanti funzioni consultive. Su ogni questione riguardante
l’interpretazione del regolamento,il presidente può consultare la giunta per il regolamento,i cui
pareri finiscono per costituire “precedenti” fissando interpretazioni chè talvolta integrano questo
La Giunta delle elezioni è l’organo che alla camera,(al senato c’è un’unica giunta competente sia
per le elezioni,sia per l’immunità) chè svolge l’attività istruttoria per la “Verifica dei Poteri” che
consiste nel controllo delle regolarità delle lezioni e di eventuali situazioni di ineleggibilità ed
incompatibilità. Essa è formata da parlamentari nominati dal presidente della camera per l’intera
La giunta per le autorizzazioni è l’organo competente a valutare sé un dato comportamento di un
parlamentare, rientri tra quelli coperti dalla garanzia dell’insindacabilità e a valutare sé debbano
essere accolte le richieste provenienti dall’autorità giudiziaria in ordine all’esecuzione dei
provvedimenti coercitivi nei confronti di parlamentari,nonché le richieste di autorizzazione a
procedere nel caso di reati ministeriali (cioè quelli compiuti da ministri nell’esercizio delle loro
funzioni,nel caso di ministri non parlamentari la competenza spetta al senato)
La giunta alla camera è formata da 21 deputati e la giunta del senato da 23,nominati dal presidente
d’assemblea devono entro trenta giorni dall’investimento della questione,una proposta corredata da
relazione,all’assemblea che deciderà il dà farsi. Il Presidente di Assemblea
Il Presidente, è l’organo a cui spetta regolare i lavori,dirigere e moderare le discussioni,Per
l’elezione del presidente della camera è richiesta la maggioranza dei 2/3 dei voti dei componenti,(al
senato basta la maggioranza assoluta),al secondo scrutinio sempre alla camera,sono richiesti i 2/3
dei voti dei presenti(al senato dal terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei
presenti),dopo il terzo scrutinio basta la maggioranza assoluta dei presenti (mentre al senato si và
con il ballottaggio tra i due candidati che hanno ricevuto il maggior numero dei voti ed in caso di
parità prevale il più anziano dei due,per assicurare in tempi certi la copertura dell’organo supplente
del P.d.R)
Maggioranze così alte hanno contributo a costruire la figura del presidente “uomo della
costituzione” o garante,collocato in una posizione neutrale e SUPER PARTES,assimilabile a quella
del capo dello stato,di cui i presidenti d’assemblea sono i primi consiglieri.
Tutta la vita delle due camere passa attraverso le mani del suo presidente che esercita funzioni di
mediazione e arbitrali innanzitutto nella programmazione dei lavori parlamentari. Egli regola lo
svolgimento di ogni seduta,cui partecipa senza però votare (risultando presente ai fini del numero
del legale)
L’art 8 del regolamento della camera, dice : “Il Presidente dà la parola,dirige e modera la
discussione,mantiene l’ordine,pone le questioni,stabilisce l’ordine delle votazioni,chiarisce il
significato del voto e né annuncia il risultato”
10In questa attività il presidente interpreta e applica il regolamento,consultando nei casi più complessi
la giunta per il regolamento. Si tratta di decisioni inappellabili.
Tutela l’ordine dei lavori e a tal fine dispone di poteri disciplinari nei confronti dei
parlamentari,irrogando nei casi più gravi sanzioni come LA CENSURA o L’ESCLUSIONE
DALL’AULA (chè è disposta su proposta del presidente,dall’ufficio di Presidenza)
In casi gravissimi può anche richiedere l’intervento della forza pubblica all’interno dei palazzi.
Egli coordina l’attività di tutti i soggetti e gli organi chè operano all’interno di ciascuna camera.
In caso di scioglimento anticipato delle camere entrambi devono essere ascoltati dal P.d.R, in
occasioni di crisi di governo,per la soluzione delle stesse gli vengono affidati tal volta mandati
“esplorativi”.
Nell’esercitare le sue funzioni,in tema di programmazione dei lavori egli è assistito dalla conferenza
dei presidenti dei gruppi parlamentari (CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO)
Questa è composta dal presidente (chè la convoca e la presiede)da tutti i presidenti dei gruppi
parlamentari.(alla conferenza possono anche essere invitati i vice presidenti d’assemblea e i
presidenti di commissione)
In entrambi i rami del parlamento,il GOVERNO è parte necessaria della conferenza,esso è sempre
informato dal presidente e dall’ora della riunione per farvi intervenire un proprio rappresentante
(chè è in genere il ministro peri i rapporti con il parlamento,o talvolta nei casi più importanti lo
stesso presidente del consiglio),inoltre il governo,è attivamente coinvolto nella fase preparatoria
della programmazione dei lavori,essendo tenuto a presentare con congruo anticipo le SUE
INDICAZIONI DÌ PRIORITA’. Le riunioni non sono pubbliche,di esse viene redatto un resoconto
chè resta però strettamente riservato.
Funzioni della Conferenza dei Capi gruppo
La Conferenza dei capi gruppo viene convocata dal Presidente della Camera, ogni qualvolta lo ritenga utile, anche su richiesta del Governo o di un presidente di gruppo, per esaminare lo svolgimento dei lavori dell'Assemblea e delle Commissioni (articolo 13, comma 1, del Regolamento).
Alla Conferenza spetta definire la programmazione dei lavori della Camera, attraverso la predisposizione del programma e del calendario dei lavori dell'Assemblea (articoli 23 e 24 del Regolamento). Il Presidente della Camera può convocare preliminarmente la Conferenza dei presidenti delle Commissioni permanenti. La Conferenza delibera, inoltre, sulle richieste di urgenza
relative a progetti di legge (articolo 69, del Regolamento), sul termine richiesto dal Governo per la conclusione dell'esame in Assemblea di un disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica (articolo 123-bis del Regolamento), nonché sulla fissazione di un nuovo termine per la presentazione delle relazioni delle Commissioni su progetti di legge iscritti nel programma dei lavori dell'Assemblea, qualora il Governo, senza indicarne il motivo, abbia omesso di fornire nei tempi stabiliti i dati e le informazioni richiesti dalla Commissione (articolo 79, comma 7, del Regolamento).
11L’ufficio di Presidenza
L’ufficio di presidenza (denominato “consiglio di presidenza”al Senato) è l’organo cui
essenzialmente spetta,insieme al Presidente,la conduzione amministrativa della camera.
È composto oltre che dal Presidente di Assemblea,dai 4 Vice Presidenti(chè sostituiscono il
presidente nella direzione dei dibattiti),da (almeno) 8 Segretari,(che sovraintendono alla
redazione dei verbali e assistono il presidente nell’accertare il risultato delle votazioni) e 3
Questori (che curano il buon andamento dell’amministrazione predisponendo Bilanci e
autorizzando le spese. Ed esercitano POTERI DÌ POLIZIA ,a loro spetta il compito di far
allontanare il parlamentare indisciplinato.
L’ufficio autorizza la costituzione degli eventuali “Gruppi in Deroga”,irroga le sanzioni più gravi
proposte dal presidente nei confronti dei singoli parlamentari. Per combattere l’assenteismo dei
parlamentari,ai rispettivi uffici di presidenza è stato attribuito il POTERE DÌ SANZIONARE LE
ASSENZE INGIUSTIFICATE CON PROVVEDIMENTI DÌ RIDUZIONE DELLA DIARIA.
 ricorsi sulla costituzione dei gruppi parlamentari e composizione delle Commissioni ( art. 12
, comma 2, reg.);
 sanzioni nei confronti dei deputati che turbino l'ordine delle sedute ( art. 60 , comma 3 e 4 reg.);
 ripartizione dei rimborsi ai partiti per le spese elettorali (art. 9 della legge 10 dicembre 1993,
n. 515, art. 1 e 2 della legge 3 giugno 1999, n. 157, art. 1 e 2 della legge 26 luglio 2002, n. 156);
 deliberazione del bilancio annuale delle spese della Camera, che è poi sottoposto all'approvazione dell'Assemblea ( art. 12 , comma 2, e 66 reg.);
 condizione dei deputati (indennità, competenze, ecc..);
 organizzazione dell'Amministrazione della Camera, stato giuridico ed economico del personale, amministrazione e contabilità, nomina del Segretario generale e attribuzione degli
incarichi dirigenziali ( art. 12 , comma 3, reg.).
In base al Regolamento della Camera ( art. 10 ) tre deputati questori curano collegialmente il buon andamento dell'Amministrazione, vigilando sull'applicazione delle relative norme e delle direttive del Presidente. Il Collegio dei Questori elabora annualmente il progetto di bilancio interno, che è sottoposto successivamente all'esame dell'Ufficio di Presidenza (di cui i deputati questori fanno parte) ed è poi discusso e approvato dall'Assemblea. I questori sovraintendono alle spese della Camera, al cerimoniale, al mantenimento dell'ordine e alla sicurezza delle sedi della Camera, secondo le disposizioni del Presidente. A tal fine, poiché la forza pubblica non può entrare nelle sedi
della Camera senza autorizzazione del Presidente, i questori dispongono degli assistenti parlamentari.
12Le Strutture di Supporto
Le camere godono di un autonomia,non solo regolamentare ma anche amministrativa,contabile e
giurisdizionale,come ha riconosciuto la Corte Costituzionale (Sentenza 129/1981)
Sempre secondo una sentenza della Corte Costituzionale,le camere sono dotate di un autonomia
contabile,fondata su una vera e propia CONSUETUDINE COSTITUZIONALE Le camere hanno un bilancio autonomo e annualmente richiedono al ministero dell’economia
l’iscrizione nel bilancio dello stato delle somme occorrenti al loro fabbisogno annuale.
Ogni camera,in piena autonomia approva il proprio bilancio predisposti annualmente dai questori.
Organizzazione interna del Parlamento
La disciplina dell'organizzazione del Parlamento e delle Camere è dettata, innanzi tutto, dalla Costituzione e dai regolamenti parlamentari (a favore dei quali esiste una riserva prevista dalla stessa Carta costituzionale).
Organi necessari (in quanto previsti direttamente dal testo costituzionale) sono il presidente, l'ufficio
di presidenza e le commissioni (permanenti). A questi si affiancano altri organi previsti dai regolamenti (gruppi, proiezione parlamentare dei partiti, e giunte, con funzioni tecniche; ma anche la conferenza dei capigruppo, cui spetta la competenza di fissare il programma e il calendario dei lavori), da deliberazioni delle Camere o da leggi (che assumono spesso la forma di commissione, monocamerale o bicamerale). L'ufficio di presidenza della Camera ed il consiglio di presidenza del Senato rappresentano tutti i gruppi parlamentari. Hanno compiti amministrativi e compiti che riguardano la disciplina interna e l'organizzazione. In riferimento alle funzioni amministrative interne, l'ufficio ed il consiglio di presidenza godono del potere regolamentare e decidono sui ricorsi
contro gli atti dell'amministrazione della Camera (art.12 R.C. e r.s.).
In virtù del principio di rappresentatività, sono le stesse Camere a giudicare dei titoli di ammissione dei loro membri (con decisione assunta dall'assemblea su proposta della giunta per le elezioni). Sempre per lo stesso principio, perché possano esprimere legittimamente una decisione è necessaria
la presenza della maggioranza dei membri del collegio (quorum strutturale, che si presume esistente
salvo verifica), e la decisione stessa si assume approvata quando gode del voto favorevole della maggioranza dei voti espressi (quorum funzionale; con diverse norme, alla Camera e al Senato, circa il computo degli astenuti). Gli astenuti alla Camera non vengono considerati votanti (e ciò determina un abbassamento del quorum di maggioranza richiesto), mentre al Senato sì, determinando un aumento del quorum per la deliberazione. In ipotesi tassativamente indicate dalla Costituzione (e accomunate dall'espressione di una funzione parlamentare diversa da quella di indirizzo politico, e genericamente qualificabile come garanzia), si richiedono maggioranze qualificate, ossia superiori alla maggioranza dei votanti.
Dal principio di rappresentatività (e dal principio di sovranità popolare) deriva inoltre la pubblicità delle sedute. Delle sedute dell'assemblea, infatti, è redatto resoconto sommario e stenografico, e sono attrezzate apposite tribune per ospitare il pubblico. Delle sedute delle commissioni, invece, è redatto solo un resoconto sommario (pubblicato sul Bollettino delle giunte e delle commissioni), ed è possibile seguire lo svolgimento dei loro lavori mediante un sistema audiovisivo a circuito chiuso. Al contrario, il verbale di seduta è documento riservato (la cui visione fu negata, nel 1959, anche alla Corte costituzionale).
In seguito alla legge costituzionale n. 3 del 1963, entrambe le Camere sono elette per una durata di cinque anni (periodo denominato con il termine legislatura), e non possono essere prorogate se non 13in caso di guerra. Possono invece essere anticipatamente sciolte dal presidente della Repubblica (ma
non negli ultimi sei mesi del suo mandato, a meno che questi non coincidano - in tutto o in parte - con gli ultimi sei mesi della legislatura), sentiti i rispettivi Presidenti (la prassi sviluppatasi vede lo scioglimento come uno strumento da utilizzarsi solo ove non sia possibile instaurare un rapporto fiduciario tra il Parlamento e il governo).
Le camere restano in carica fino alla prima riunione delle nuove Camere per evitare un possibile vuoto legislativo (istituto della prorogatio , da non confondere
con la proroga). La prima riunione delle nuove Camere deve avvenire entro i 20 giorni successivi alle elezioni, che, a loro volta, devono svolgersi entro 70 giorni dalla fine della legislatura.
Prerogative delle camere
Le camere del parlamento italiano godono di particolari privilegi :
 Autonomia regolamentare: Ogni camera redigendo un proprio regolamento si amministra e si sviluppa il proprio lavoro secondo la volontà dei parlamentari e del presidente della camera.
 Autonomia finanziaria: Le camere decidono autonomamente l'ammontare delle risorse necessarie allo svolgimento delle proprie funzioni.
 Autonomia amministrativa: Ogni camera provvede all'organizzazione dei propri uffici amministrativi e all'assunzione dei propri dipendenti (funzionari, commessi).
 Immunità della sede: Decisione su chi può essere ammesso all'interno degli edifici in cui si svolgono le sedute. Naturalmente il presidente della Camera, avendo un potere elevato, può svolgere questo compito.
 Giustizia domestica (autodichia): Le controversie relative allo stato giuridico ed economico dei dipendenti sono sottratte al giudice comune e sono riservati agli organi interni al parlamento.
Il Parlamento italiano,non diversamente da tutti gli altri parlamenti degli stati democratici,è titolare anche di altre funzioni,di indirizzo e controllo politico,Ci si richiama per la classificazione di queste
funzioni a quella proposta da Bagheot con riferimento alla camera dei comuni della metà 800;”Il parlamento deve eleggere un buon governo,fare buone leggi,educare bene la nazione,farsi correttamente interprete dei desideri della nazione,portare compiutamente i problemi all’attenzione del Paese”.Questa classificazione non può più essere riproposta,in quanto il rapporto tra parlamento e opinione pubblica dalla metà dell’800 ad oggi si è profondamente trasformato.
Sembra potersi seguire la classificazione riproposta dal Manzella,il quale individua 5 funzioni
1. Funzione di Indirizzo Politico ,intesa come concorso alla determinazione dei grandi obiettivi
della politica nazionale e alla scelta degli strumenti per conseguirli e l’attuazione di un
2. La funzione Legislativa,comprensiva dei procedimenti legislativi “duali” chè vedono cioè la
compartecipazione necessaria del governo 3. La funzione di controllo,definita come verifica dell’attività di un soggetto politico in grado
di attivare una possibile reazione sanzionatoria
144. La funzione di Garanzia Costituzionale,cioè il concorso delle camere alla salvaguardia delle
condizioni di normalità costituzionale
5. La funzione di Coordinamento Delle Autonomie,un sistema che nelle sedi di raccordo sia
internazionale che infranazionale,tende a privilegiare il dialogo tra esecutiviVariegata è la gamma dei procedimenti attraverso i quali, il parlamento,organo
costituzionale,collegiale e complesso esercita queste 5 funzioni.
Le tipologie dei procedimenti parlamentari sono numerose,possiamo distinguere quelli
organizzatori (quelli relativi alla programmazione dei lavori in aula e in commissione);quelli
fiduciari (che attengono alla nascita,all’estinzione o alla riconferma del rapporto fiduciario tra
parlamento e governo),quelli legislativi (che concernono la formazione della legge)
L’esercizio di tutte le funzioni delle camere,presuppone la capacità degli organi parlamentari di
assumere una decisione. Per giungere a questa decisione occorrono una serie di votazioni mediante
le quali,si esprimono e si contano le preferenze dei singoli parlamentari. E quindi evidente chè le
regole chè disciplinano le votazioni parlamentari e che stabiliscono quindi IL NUMERO
LEGALE,LA MAGGIORANZA RICHIESTA, LE MODALITA’ E L’ORDINE DÌ
VOTAZIONE,assumono un ruolo fondamentale,riferendosi a tutte le funzioni ed i procedimenti chè
nelle camere si svolgono.
La votazione è quindi il procedimento attraverso il quale,si forma la volontà dell’assemblea
parlamentare. Ogni volta chè l’assemblea vota,non lo fa solo per l’approvazione delle leggi,ma in
ogni procedimento parlamentare
L’ordine delle votazioni
“Passiamo al Voto”,con queste Parole il presidente d’assemblea apre il procedimento di votazione,o
meglio la sua fase preliminare,chiusa la quale indice la votazione. Sé vi è una serie di votazioni
dovrà essere chiarito l’ordine con cui si procede alle stesse.
Quella delle votazioni è una delle attribuzioni più delicate della presidenza,infatti l’esito di una
votazione può essere profondamente condizionato,e anche alterato dall’ordine con cui le diverse
alternative sono poste ai voti. Le votazioni si riferiscono sempre ad una proposta originaria
(chiamata testo base),il chè permette di fissare un ordine per la votazione delle proposte alternative
(chiamate Emendamenti)
Di ordine di votazione non si può parlare nelle votazioni ELETTIVE ,qui il voto ha ad oggetto la
scelta tra più persone,non vi è un alternativa secca come l”approvare” o il “respingere” e quindi non
vi è il problema di individuare l’ordine di votazione.
Nelle votazioni DELIBERATIVE, i parlamentari possono chiedere la parola per una breve e succinta
spiegazione del voto,questo non viene considerato come un prolungamento della discussione.
Il momento della discussione è quello dove ciascuno cerca di persuadere l’altro delle propie
argomentazioni. La votazione invece è il momento di formazione della volontà parlamentare.
La dichiarazione di voto quindi serve a rendere pubblica agli atti dell’assemblea la scelta del
parlamentare,non può protrarsi per più di 10 minuti e NON è PRATICABILE IN CASO DÌ
APPLICAZIONE DEL CONTINGENTAMENTO DEI TEMPI ,in tal caso si può solo intervenire sé il
proprio gruppo ha ancora tempo a disposizione
15Il numero legale e la sua verifica
Perché si possa procedere al voto,la costituzione all’art 64 comma 3, fissa un requisito, : “Le
deliberazioni di ciascuna camera e del parlamento non sono valide sé non è presente la maggioranza
dei loro componenti” è il numero legale di votazione.
La costituzione non prevede un numero legale di seduta (ossia il numero di componenti chè
debbano essere presenti per iniziare la seduta,esso è previsto per le commissioni del senato in sede
deliberante e redigente)
L’art 46 R.C. stabilisce chè i deputati impegnati fuori sede per un incarico avuto dalla camera o
perché sono membri del governo,in ragione del loro ufficio sono computati come presenti ai fini
della determinazione del numero legale
Qualora venga accertata l’assenza del numero legale (la relativo accertamento si procede con il
dispositivo elettronico di votazione,che proietta i risultati su tabelloni luminosi) le conseguenze
sono diverse: Alla Camera la seduta è sospesa per un ora oppure sé il presidente lo ritiene opportuno
può anche toglierla. Al Senato la sospensione è di 20 minuti,solo dopo 4 consecutive mancanze del
numero legale la seduta viene tolta. In questo caso l’assemblea viene riconvocata il giorno
successivo con lo stesso O.d.G. a meno chè il calendario non preveda un’altra seduta che si apre
comunque con lo stesso O.d.G. della seduta precedente.
Alla Camera,la verifica del numero legale viene effettuata automaticamente in occasione dello
svolgimento delle votazioni nominali con procedimento elettronico.
Al Senato la verifica del numero legale và richiesta da parte di 12 senatori chè devono essere
presenti in aula (in prima battuta viene verificata la presenza di essi in aula e poi si procede alla
verifica del numero legale),questo è uno dei principali strumenti ostruzionistici in mano
all’opposizione per raddoppiare i tempi materiali delle operazioni di voto.
Metodi di Votazione : Segreto e Palese
Con quale metodo si vota? In alcuni casi ci sono votazioni Tacite ossia,l’approvazione di un
processo verbale,dove sé nessuno una volta letto chiede di parlare risulta approvato.
In altri casi è la stessa costituzione a dare un indicazione secondo l’art 94 “ciascuna camera
accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata VOTATA PER APPELLO
NOMINALE ”.
L’appello nominale è la forma più impegnativa e complessa,è un voto palese che permette di fissare
negli atti il numero ed il nome dei parlamentari che votano a favore o contro e gli astenuti.
Rispondendo all’appello nominale il parlamentare esprime il proprio voto ad alta voce passando
davanti il banco della presidenza.
La costituzione quindi lascia ampia libertà ai regolamenti di disciplinare le modalità di votazione.
Possiamo distinguere tra Votazioni PALESI e SEGRETE.
Segrete sono quelle chè non permettono di sapere sé il parlamentare abbia votato a favore o contro
o sé si sia astenuto. Tali di esse sono LO SCRUTINIO SEGRETO ed il VOTO PER SCHEDE Abbiamo poi Votazioni Sommarie (dove per determinare il risultato basta una valutazione ad
occhio del presidente) e Votazioni Distinte(o qualificate) nelle quali viene analiticamente registrato
il nome ed il numero dei votanti
Il metodo di votazione ordinario in ambe le camere è il metodo di votazione Ordinario (palese e
sommario) e anche il più semplice è quello per alzata di mano ,e dovrebbe essere usato di regola
salvo chè la costituzione o dai regolamenti non sia previsto il ricorso ad un voto diverso.
Su richiesta di 20 deputati o di 15 senatori può essere richiesta la votazione nominale che ormai da
decenni si effettua con il voto elettronico,questo garantisce la certezza nell’esito,il presidente
d’assemblea può ricorrerci anche d’ufficio o quando gli venga richiesta la controprova (in questo
caso per non mutare la composizione dell’aula le porte vengono chiuse)
16La Votazione Nominale con scrutinio elettronico è diventato sempre più il modo ordinario di
(Di fronte a ciascun banco c’è il dispositivo che permette ai parlamentari di votare scegliendo uno
dei 3 pulsanti,è accaduto che i cosiddetti “Pianisti” ,in assenza dei titolari votassero anche per loro.
C’è una disposizione costituzionale all’art 64 che ai parlamentari presenti esclude la delega al
voto,è quindi è VIETATA la sostituzione. L’accertamento di questa violazione spetta al presidente
assistito dai segretari nell’esercizio dei loro poteri di accertamento.)
La regola generale è quella che le votazioni parlamentari si svolgano a SCRUTINIO PALESE,ma è
previsto da entrambi i regolamenti chè 30 deputati o 20 senatori in determinate materie possano
chiedere la votazione a scrutinio segreto. Vi sono invece alcune votazioni che si devono
NECESSARIAMENTE SVOLGERE A SCRUTINIO SEGRETO ed altre che si devono
NECESSARIAMENTE SVOLGERE A SCRUTINIO PALESE.
Fino al 1988 vigeva alla camera l’obbligo di scrutinio segreto per la votazione finale della
legge,oggi non è più così la regola è il voto palese ed in determinati casi si può chiedere il voto
segreto solo su alcune materie. (le materie su cui è possibile richiedere il voto segreto sono quelle
delicatissime dei diritti e delle libertà previste dalla 1 parte della costituzione;può anche essere
richiesto il voto segreto per le modificazioni dei regolamenti parlamentari)
Sia alla Camera chè al Senato sono sottoposte NECESSARIAMENTE A SCRUTINIO
SEGRETO alle elezioni (cui si procede mediante schede),le votazioni relative alle persone
Lo scrutinio Segreto è vietato nelle votazioni concernenti le leggi finanziaria e di bilancio ,per
queste votazioni il VOTO PALESE è OBBLIGATORIO
OBBLIGATORIO A SCRUTINIO PALESE SONO LE VOTAZIONI CHE SI SVOLGONO IN
COMMISSIONE AD ESCLUSIONE DÌ QUELLE CHE RIGUARDANO LE PERSONE.
Il Governo può comunque fare prevalere il vincolo di maggioranza,mediante la posizione della
Questione di fiducia (votata a scrutinio palese per appello nominale),precludendo così la possibilità
di richiedere la votazione segreta.
Lo scrutinio e il calcolo delle maggioranze
I regolamenti affermano che “una volta iniziata la votazione,questa non può essere più interrotta e
non è più concessa la parola fino alla proclamazione del voto.” Ma sono ammessi dal regolamento
del senato e dalla prassi della camera dei richiami per segnalare irregolarità nelle votazioni.
Per descrivere il momento del risultato si parla di scrutinio,i voti sono solo visti e quindi scrutati dai
segretari. L’eventuale errore non incide sul risultato,deve essere accertato dai segretari e proclamato
dal presidente,ai segretari quindi la funzione di contare e svolgere le operazioni materiali del voto,al
Presidente quella di controllare queste operazioni e proclamare il risultato con le formule nelle
votazioni deliberative “approva” o “non approva” (alla camera il presidente dice “respinge”).
Il presidente in ogni caso di irregolarità,apprezzate le circostanze ha il potere di annullare la
votazione e di disporne una seconda.
Alla proclamazione del risultato non si arriva sé manchi il numero legale,sé tale numero c’è quello
chè và accertato è sé la somma dei voti favorevoli alla proposta sottoposta al voto ottenga la
maggioranza. L’art 64 comma 3 della costituzione prevede chè : “le deliberazioni non sono valide
sé non sono adottate a maggioranza dei presenti,salvo chè la costituzione prescriva una
maggioranza speciale”.Oltre alla maggioranza semplice,sono previste purché con norma
costituzionale maggioranze più elevate (“Qualificate”) chè sono calcolate sulla base dei
Componenti. La maggioranza dei 2/3 dei componenti è richiesta per l’approvazione in seconda
deliberazione (senza rischio referendum) delle leggi costituzionali
La maggioranza ASSOLUTA è la metà più uno dei componenti del collegio,questa è prevista per
l’approvazione in seconda deliberazione delle leggi costituzionali ma con successiva possibilità di
richiedere il referendum e per l’adozione dei regolamenti parlamentari
17La maggioranza sia essa dei componenti o dei votanti è il NUMERO MINIMO DEI VOTI
FAVOREVOLI ALLA PROPOSTA IN VOTAZIONE PERCHE’ ESSA POSSA RITENERSI
APPROVATA . Sé vi è parità questo numero non è raggiunto e la proposta è respinta.
Per le votazioni elettive il mancato raggiungimento del numero minimo previsto,non dà esito di
rigetto:non chiude quindi il procedimento chè continua con una nuova votazione (spesso
prevedendosi per la votazione successiva una differente maggioranza).
I procedimenti che inducono alla definizione della programmazione dei lavori parlamentari possono
qualificarsi come “Procedimenti di Procedimenti” è con essi chè ciascuna Camera decide quando
riunirsi e quali argomenti trattare nelle propie sedute.
È con tali decisioni chè si stabiliscono le priorità,anche in rapporto del programma di governo. Dai
regolamenti del 1971 è stato previsto il metodo della programmazione,con cui si è inteso
organizzare la produzione legislativa evitando provvedimenti sporadici ed intermittenti,fornendo ai
singoli deputati una serie di riferimenti materiali e temporali.
La disciplina vigente vede la programmazione dei lavori parlamentari incentrarsi su 3 strumenti: 1. Programma dei lavori (bimestrale al senato,bimestrale o trimestrale alla camera)
Il Programma dei Lavori è il documento nel quale si inseriscono in modo astratto e generale i
provvedimenti o gli argomenti che saranno oggetto di trattazione per il periodo dei 2-3 mesi in
esso ricompresi
2. Il calendario dei lavori (a cadenza mensile al senato,a cadenza trisettimanale alla camera)
Il Calendario dei Lavori,è il documento cruciale. Esso fissa “il numero e la data delle singole
sedute con l’indicazione degli argomenti da trattare,specificando quali sono i giorni destinati
alle discussioni e quelli destinati dall’assemblea alle votazioni
3. L’ordine del giorno L’ordine del giorno è determinato in via pressoché esclusiva dal presidente
dell’assemblea,senza il coinvolgimento della conferenza dei capigruppo,ed è annunciato alla
fine della seduta precedente
Il contingentamento dei Tempi
Contingentamento dei tempi è un espressione chè ancora tutt’oggi non compare nei regolamenti si
Senato e Camera.
Esso consiste nella determinazione del tempo complessivo da dedicare ad un certo argomento
e nella sua ripartizione tra i diversi gruppi parlamentari,sarà poi ciascun gruppo
parlamentare a decidere come attribuire tra i propi membri il tempo assegnato,in questa
chiave è essenziale la previsione di spazi per quei parlamentari che desiderino intervenire o a titolo
personale o in dissenso dal proprio gruppo
Il potere di determinare il contingentamento dei tempi spetta alla conferenza dei capigruppo
ove si raggiunga l’unanimità,ma può anche essere disposto dal presidente dell’assemblea.
18Una volta scaduti i tempi contingentati a disposizione dei gruppi parlamentari si procede solo alle
votazioni,a meno chè il presidente d’assemblea non decida di assegnare del tempo ulteriore a
ciascun gruppo o a determinati gruppi che abbiano esaurito il loro tempo a disposizione.
La programmazione dei lavori avviene anche in commissione ed è a cadenza settimanale,i cui lavori
si devono incastrare negli spazi liberi lasciati dall’assemblea,sulla regola per cui le commissioni
permanenti non possono riunirsi in concomitanza con le sedute d’aula quando sono previste
Procedimenti Conoscitivi e Ispettivi
Il Parlamento è dotato di una serie di strumenti conoscitivi per esercitare le sue funzioni,la
costituzione prevede uno strumento autonomo,l’inchiesta che consente una diretta acquisizione di
notizie.(art 82 Cost.)
Secondo l’art 82 cost. ciascuna camera può disporre un inchiesta su materie di pubblico interesse.
Sé intende farlo deve nominare una commissione fra i propi membri che rispecchi in proporzione i
vari gruppi parlamentari
La commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni
dell’autorità giudiziaria
Per istituirla occorre la decisione di una o entrambe le camere,non può essere istituita dal governo
con l’adozione di un atto avente forza di legge,né è possibile che il governo possa porre sull’atto
istitutivo di una commissione d’inchiesta la questione di fiducia
Le materie d’oggetto sono le più disparate,si sono nominate commissioni sulla loggia massonica
P2,sul caso Sindona
La loro durata è stata prorogata con legge da legislatura in legislatura,questo è il caso della
commissione antimafia chè sembra divenuta una commissione permanente d’inchiesta.
Le indagini conoscitive
È lo strumento più utilizzato dalle commissioni parlamentari permanenti(insieme alle
audizioni)per condurre accertamenti e acquisire notizie e informazioni nelle materie di loro
Ciascuna commissione,per fare il punto su una determinata questione può deliberare di aprire un
indagine conoscitiva. In quella sede,la commissione parlamentare procede ad acquisire notizie in
particolare attraverso l’audizione di qualsiasi persona in grado di fornire elementi utili
all’indagine,si può trattare di un ministro come di un semplice esperto ovvero di amministratori o
rappresentanti di categoria,e viene redatto un documento stenografico.
Le indagini conoscitive si concludono alla camera,con l’approvazione di un documento che tende a
trasformarsi in un atto di indirizzo politico
Le audizioni (udienze legislative) dovrebbero essere lo strumento ordinario a disposizione delle
commissioni parlamentari per acquisire le informazioni che ritengono necessarie alle varie questioni
da trattare,esaurendosi in un’unica seduta o un frammento di seduta da dedicare a queste attività
Unici soggetti che possono essere uditi oltre ad i membri del governo,dirigenti e amministratori
centrali e degli enti sottoposti a controllo ministeriale. Sono però i ministri a vagliare chi andrà a
19rispondere autorizzandolo di conseguenza. Ed è ai ministri che le commissioni parlamentari si
devono rivolgere se vogliono procedere ad audizioni Le Interrogazioni
L’interrogazione è una domanda chè ogni parlamentare può rivolgere al governo su un fatto
determinato,chiedendo informazioni particolari,documenti,notizie o chiedendo di esprimere la
propia posizione politica
Alle interrogazioni,il rappresentante del governo,risponde in assemblea,in commissione o per
iscritto a seconda dell’opzione esercitata dall’interrogante al momento della presentazione.
L’interrogante può solo replicare intervenendo in assemblea o in commissione,dichiarandosi
soddisfatto o insoddisfatto,o in caso di risposta scritta accontentarsi delle informazioni ricevute.
Con questo strumento,il Governo può essere chiamato a rispondere di accadimenti di particolare
gravità (terremoti,epidemie):si tratta delle c.d. “interrogazioni urgenti”
Una particolare interrogazione a risposta immediata e la C.D. QUESTION TIME,tipico istituto
inglese importato in Italia con alcuni correttivi. Applicato dal 1997,una volta a settimana viene
riservato uno spazio della seduta in aula ad interrogazioni presentate da parlamentari entro il
mezzogiorno del giorno precedente,il Presidente del consiglio,il vice presidente o i ministri sono
chiamati a rispondere dei casi più disparati,conosciuti però preventivamente.
L’interpellanza,consiste in una domanda formulata al governo da uno o più parlamentari,ma a
differenza dell’interrogazione e volta a conoscere “ i motivi o gli impedimenti del governo in
questioni che riguardino determinati aspetti della sua politica”.
La sua maggiore rilevanza politica della domanda spiega perché la sua risposta debba avere
necessariamente luogo in assemblea.
Si ha la presentazione da parte dell’interpellante e nella conseguente risposta del governo e in una
replica dell’interpellante
L’obiettivo è quello di far emergere la posizione politica del governo su una determinata questione-
L’interpellante sé non è soddisfatto può presentare una mozione sulla quale si apre un dibattito e che
si conclude con un voto.
Le interpellanze “urgenti” sono presentate invece da un gruppo parlamentare e fa sorgere un diritto
di risposta breve (al senato entro 2 settimane,e alla camera entro le 48 ore successive),per evitarne
l’uso ostruzionistico sono stabiliti dei limiti alla loro presentazione.
I Procedimenti di indirizzo
Il potere di indirizzo politico consiste nella determinazione dei grandi obiettivi della politica
nazionale e nell’approntamento dei mezzi principali per conseguirli,attraverso gli atti di indirizzo le
camere affrontano questioni assai variamente dimensionate. Dalla partecipazione italiana alle
missioni internazionali autorizzata spesso con le mozioni,fino alla modalità con cui procedere
all’attuazione di singole disposizioni legislative chè è frequente oggetto degli ordini del giorno.
La mozione è un atto ad iniziativa non individuale (và presentata alla camera da 10 deputati o
un presidente di gruppo e al senato da 8 senatori)diretto a provocare un dibattito e una
deliberazione dell’aula,chè mettono in moto un procedimento autonomo chè si concluderà con
20Un voto chè solitamente definisce gli indirizzi,ma può anche sanzionare comportamenti,o portare
alla costituzioni di ulteriori commissioni.
È questa sua autonomia chè fa della mozione il più incisivo tra gli atti di indirizzo (è il solo
citato dalla costituzione all’art 94)
La mozione è oggetto di una discussione di carattere generale,chiusa dalle dichiarazioni del governo
e dalle repliche.
Esistono mozioni a procedimento abbreviato (sottoscritte almeno da 1/5) dei senatori e devono
essere discusse entro 30 giorni dalla presentazione. Per evitare usi ostruzionistici sono stabiliti dei
limiti al suo uso.
La risoluzione è uno strumento ad iniziativa individuale chè in genere chiude un dibattito,spesso
iniziato con altri fini,si parla perciò di uno strumento prevalentemente accessorio.
È uno degli atti con cui il Parlamento indirizza il Governo. Non ha valore formale ma meramente
procedurale, non incide giuridicamente sulla vita del Governo, infatti in caso di voto contrario non è
tenuto a dimettersi, ma ha valore politico.
Non ha valore vincolante, ma il suo valore e’ POLITICO, nel senso che il parlamento può chiamare
il governo a rispondere su indirizzi disattesi, e giungere a votare la sfiducia.
Gli Ordini del Giorno di istruzione al governo
L’ordine del giorno è uno strumento di indirizzo ovvero di manifestazione di volontà su un
argomento accessorio rispetto all’argomento in discussione. Sono atti monocamerali ed è chiamato
obbligatoriamente ad esprimersi il rappresentante del governo.
L’ordine del giorno si pone come direttiva al Governo. In sostanza, al momento in cui il Parlamento
procede ad approvare una norma, fornisce all’Esecutivo indicazioni su criteri interpretativi per la
sua attuazione o indica quali provvedimenti siano da adottare in relazione ad essa. Il regolamento
della Camera prevede che la presentazione e la discussione degli ordini del giorno avvenga durante
la fase di discussione degli articoli, e la votazione di essi dopo che gli articoli siano stati approvati,
ma prima della discussione finale. Non è possibile ripresentare sotto forma di ordini del giorno
emendamenti o articoli di legge che siano già stati respinti. Un “ordine del giorno” consta di una premessa motivata e di un dispositivo, che usa
alternativamente una delle due formule: la Camera “impegna il Governo” oppure la Camera “invita
il Governo”. Ovviamente le due formule vincolano il Governo in misura differente, al punto tale
che spesso accade che l’Esecutivo, per accogliere un “ordine del giorno” subordini l’accettazione al
mutamento della formula
Un livello più basso di impegno è la riduzione di un “ordine del giorno” a mera “raccomandazione”
chè può essere considerato un atto di mera perorazione, che il Governo accoglie, ma che non ha alcun
carattere vincolante. La natura degli “ordini del giorno” di istruzione al Governo (diversi dagli “ordini del giorno” di
seduta) è quella degli atti di indirizzo, cioè quei particolari atti con cui il Parlamento impegna il
Governo a fare qualcosa.
In ogni caso, l’ordine del giorno “approvato” costituisce un impegno inderogabile per il Governo,
tant’è che è stato costituito un ufficio parlamentare per la verifica della loro attuazione. Tuttavia detto ufficio gestisce anche un numero rilevante di odg “accettati” o “accolti”, mentre ignora gli
“odg” accolti come “raccomandazione”.
21I provvedimenti fiduciari
Il rapporto di fiducia tra parlamento e governo,costituisce il cuore della forma di governo
parlamentare,senza la fiducia di ambe due le camere il governo non può rimanere validamente in
carica e reciprocamente le camere non possono continuare la loro attività e devono essere sciolte dal
P.d.R sé non sono in grado di esprimere la fiducia ad un governo.
L’art 94 cost. disciplina specificatamente le modalità di instaurazione del rapporto fiduciario,entro
dieci giorni dal giuramento nelle mani del P.d.R,il governo è tenuto a presentarsi alle camere per
Il presidente del consiglio rende le dichiarazioni orali ad una camera,mentre si limita a depositarle
per iscritto nell’altra.
Il discorso del presidente del consiglio,è oggetto di dibattito parlamentare,nel corso del quale viene
presentata ad opera dei capigruppo di quella chè sarà la maggioranza,LA MOZIONE DÌ
FIDUCIA,ossia quella specifica mozione necessariamente motivata e da votarsi con appello
nominale,chè votata a maggioranza semplice dalla camera e dal senato accorda la fiducia al
L’art 94 prevede per la mozione di fiducia l’appello nominale,ossia il ricorso ad una forma di
votazione solenne,che richiede a ciascun parlamentare di esprimere con chiarezza la sua
posizione,d’altronde è per effetto della mozione di fiducia,chè si qualificano giuridicamente la
maggioranza e l’opposizione,ed è giusto chè i parlamentari si esprimano con chiarezza verso i
cittadini-elettori che abbiano conoscenza della posizione assunta dagli eletti su una scelta cruciale.
L’art 94 al 4 comma della costituzione prevede chè : “il voto contrario di una o di entrambe le
camere su una proposta del governo non importa l’obbligo di dimissioni”
L’art 94 al 2 comma richiede per la mozione di sfiducia anche: l’obbligo di votazione nominale e la
L’appello nominale per individuare i parlamentari che si assumono la responsabilità di aprire una
crisi di governo e di coloro che lo supportano,la motivazione obbligando le forze politiche che la
presentano a concordare un indirizzo e la critica nel suo operato.
Sempre l’art 94, ma al 5 comma richiede chè la mozione sia sottoscritta da almeno un decimo dei
componenti della camera o del senato, e la presentazione di un intervallo minimo di 3 giorni tra la
presentazione e la votazione.
Il quorum minimo serve ad evitare chè la mozione diventi un banale strumento ostruzionistico,la
durata dei 3 giorni serve sia per i parlamentari nel ponderare bene la decisione,sia perché permetta
alla maggioranza di presentarsi a ranghi compatti
Nella storia italiana non è mai stata approvata una mozione di sfiducia,tutte le crisi chè si sono
svolte sono state di natura “Extraparlamentare” ossia dimissioni volontarie non determinate da una
votazione di carattere fiduciario,ma originate in realtà da vicende interne alla maggioranza (ad
eccezione delle 2 del governo Prodi).
Il Presidente della Repubblica tende a rinviare alle camere il presidente del consiglio dimissionario
in modo di dare pubbliche motivazioni alla crisi e di verificare attraverso il voto fiduciario
l’effettiva esistenza o meno della maggioranza parlamentare.
La Mozione di sfiducia al Singolo Ministro
I provvedimenti fiduciari di mozioni di sfiducia e di sfiducia,hanno dato vita a consuetudini
costituzionali costruendo altri 2 provvedimenti : LA MOZIONE DI SFIDUCIA AL SINGOLO
MINISTRO e LA QUESTIONE DÌ FIDUCIA, chè sono sottoposte allo stesso trattamento
22procedurale delle mozioni di sfiducia dunque votazione palese per appello
nominale,motivazione,quorum di presentazione e intervallo minimo di 3 giorni.
L’unico ministro chè nella storia italiana sia stato sfiduciato è stato l’ex ministro di grazia e giustizia
La Corte Costituzionale con la sentenza 7/1996 ha affermato la piena conformità a costituzione
della mozione di sfiducia al singolo ministro e la sua idoneità a comportare le dimissioni per il
ministro che né sia stato colpito.
Con la questione di fiducia è il governo a dichiarare chè dall’esito di una certa votazione
parlamentare dipende la sua permanenza in carica,legando i suoi destini al risultato di un voto.
La ratio dell’istituto è di tipo ricattatorio,il governo pone all’assemblea un alternativa netta o
approva il testo voluto dal governo o esso si dimetterà
Essa discende dalla lettura in “negativo”dell’art 94 comma 4 della costituzione.
La posizione della questione di fiducia, produce 3 effetti : 1. Il voto palese per appello nominale
2. la priorità della votazione su cui è stata posta la fiducia
3. l’inemendabilità dell’oggetto di tale votazione
Tale consuetudine oggi è stata in parte codificata nei regolamenti di camera e senato,essa non può
essere posta sulle proposte di modifica dei regolamenti parlamentari,sulle proposte di inchieste
Il Governo pone la questione di fiducia per 2 finalità:
1. Ricompattare la maggioranza
2. Scopo Anti Ostruzionistico (Votazione nominale,Priorità, inemendabilità)
Quando viene posta la questione di fiducia non è prevista l’applicazione del Contingentamento dei
Funzione legislativa L’iter legis, ossia il procedimento che porta alla formazione di una legge, è così schematizzabile:
iniziativa → istruttoria → esame → approvazione (articolo per articolo e finale) → promulgazione
→ pubblicazione.
L’iniziativa spetta al governo, ai singoli parlamentari (che devono presentare la proposta di legge alla loro camera d’appartenenza), ai cittadini (che devono presentare una proposta formulata in articoli e accompagnata dalle firme di 50.000 elettori), ai singoli Consigli regionali e al CNEL.
L’iniziativa, una volta pervenuta ad una delle due Camere, deve essere assegnata ad una commissione competente per materia perché svolga una preliminare attività istruttoria (avvalendosi anche dei pareri formulati da altre commissioni, e in particolare dalle così dette «commissioni filtro»).
23A questo punto, il procedimento può seguire due strade diverse. Nel procedimento normale la commissione competente si riunisce in sede referente e, formulata una relazione e nominato un relatore, trasmette la competenza alla formulazione e all’approvazione del testo all’assemblea. Il tutto deve avvenire in non più di 4 mesi alla Camera e di 2 mesi al Senato. Una volta approdato in una Camera, avviene la discussione generale, a cui segue l’esame (e il voto) articolo per articolo, le dichiarazioni di voto ed in ultimo la votazione generale, che normalmente avviene e in modo palese (il voto segreto è previsto per materie che implicano scelte dettate dalla coscienza individuale). Se il
progetto ottiene la votazione positiva di una Camera, passa all’altro ramo del parlamento che la deve votare senza ulteriori modifiche. In caso di modifiche, il testo ritorna all’altra Camera che lo deve riapprovare. Se il testo ripete questo procedimento più volte si parla di “navette” o palleggiamento.
Questa procedura è obbligatoria per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione
di bilanci e consuntivi (art. 72 Cost.). In tutte le altre ipotesi, si potrà avere una procedura speciale (o procedura legislativa decentrata): la commissione permanente potrà riunirsi in sede redigente (sarà di competenza dell’assemblea, cioè, la sola approvazione finale) oppure deliberante o legislativa (l’intero iter parlamentare si svolge in seno alla commissione), fatta salva in entrambi i casi la possibilità per 1/10 dei membri della Camera che sta procedendo, 1/5 dei membri della commissione o per il governo di chiedere il ritorno alla procedura normale. Approvato lo stesso testo in entrambi i rami del Parlamento, questo verrà trasmesso al presidente della Repubblica, perché entro un mese provveda alla promulgazione, salva la possibilità di chiedere alle Camere, con
messaggio motivato, una nuova deliberazione (ipotesi nella quale la promulgazione è atto dovuto). Una volta promulgata, la legge sarà quindi pubblicata – a cura del ministro della Giustizia – sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore dopo il periodo di vacatio legis (15 giorni, a meno che non sia altrimenti stabilito).
La rigidità della nostra costituzione è garantita dalla predisposizione di organi e misure di controllo attraverso i quali si apportano le modifiche che il tempo o i cambiamenti socio-politici rendono indispensabili. In questo consiste la funzione di revisione costituzionale.
Questo processo (secondo l’art. 138 della costituzione italiana) si articola in 2 possibili fasi: la prima in cui le camere procedono ad una votazione parlamentare attraverso una doppia delibera; se in entrambe le camere la votazione positiva è superiore ai 2/3 la revisione è passata e viene direttamente mandata al presidente della repubblica per la promulgazione, in caso si raggiungesse una maggioranza assoluta ma non superiore ai 2/3 si prevede che alcuni soggetti, 1/5 dei componenti di ciascuna camera, 5 consigli regionali, e 500 000 elettori, possono richiedere di sottoporre a votazione elettorale il testo votato in parlamento. Tale referendum definito costituzionale può essere esercitato nei 3 mesi successivi alla pubblicazione nella gazzetta ufficiale ai fini notiziari del testo della deliberazione legislativa.
Inoltre doppia delibera da parte delle camere avviene attraverso un esame incrociato, cioè una volta approvata in prima lettura da una camera, la legge viene trasmessa all’altra senza la seconda deliberazione della prima; in seconda lettura difatti si procede con solo una votazione finale senza la
possibilità di introdurre emendamenti. L’art. 139 della costituzione stabilisce l’unico vero limite espresso nell’esercizio del potere di revisione costituzionale e consiste nella forma repubblicana dello Stato. Sussistono inoltre altri limiti considerati impliciti cioè non vengono modificati gli articoli che contengono i principi supremi dello stato nonché i valori su cui si fonda la costituzione italiana (sovranità popolare, unità ed indivisibilità dello stato…)
24La diffusione dei lavori delle due camere avviene attraverso i canali satellitari delle due assemblee,tramite la rete intranet (interna al parlamento),la rete internet con i siti di camera e senato,tramite la presenza nelle apposite tribune del pubblico,si dà pubblicità dei lavori parlamentari
anche attraverso i resoconti redatti dagli stenografici in assemblea. La trasmissione televisiva in diretta è prevista nelle sedute dell’assemblea con interrogazioni a risposta immediata è disposta automaticamente dal presidente.. Il principio della pubblicità dei lavori (con riguardo solo alle 2 assemblee,non si può assistere internamente alle sedute delle commissioni,ma solo attraverso appositi monitor esterni) dall’art 64 comma 2 della costituzione.
La legge costituzionale è una particolare fonte del diritto, presente negli ordinamenti a costituzione rigida, che si colloca nella stessa posizione gerarchica della costituzione, potendo quindi, entro certi
limiti, modificarla o integrarla (in quest’ultimo caso si può parlare, più propriamente, di legge di revisione della costituzione). Si tratta di una fonte-atto (atto normativo) attribuita alla competenza del parlamento che, proprio in virtù della rigidità della costituzione, è adottata con un procedimento “aggravato”, ossia più complesso rispetto a quello previsto per le leggi ordinarie.
Il procedimento per la revisione costituzionale è disciplinato nell’art. 138 della Costituzione italiana: il disegno di legge costituzionale deve essere approvato da ciascun ramo del Parlamento con due distinte deliberazioni, tra le quali devono intercorrere almeno tre mesi. Nel caso in cui la deliberazione, nella seconda votazione di ciascuna delle Camere, non sia avvenuta a maggioranza di
due terzi dei loro componenti ma a semplice maggioranza assoluta, può essere richiesto, da un quinto dei membri di una Camera, da cinque Consigli regionali o da 500.000 elettori, un referendum
Differenza legge costituzionale e legge di revisione costituzionale
le leggi di revisione costituzionale dalle altre leggi costituzionali, laddove per le prime si intendono le leggi che vanno a modificare il testo preesistente della Costituzione, mentre per le seconde quelle
che si inseriscono fra gli articoli già presenti senza modificarli
Un decreto-legge è un provvedimento provvisorio avente forza di legge, adottato in casi straordinari di necessità ed urgenza dal Governo, ai sensi dell’art. 77 della Costituzione
Entra in vigore immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma gli effetti prodotti sono provvisori e precari, perché i decreti-legge perdono efficacia sin dall’inizio se il Parlamento non li “converte” in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione. Il decreto-legge deve essere deliberato dal Consiglio dei ministri, emanato dal Presidente della Repubblica e immediatamente pubblicato sulla G.U. Il giorno stesso della pubblicazione, il decreto-legge, deve essere presentato alle Camere, che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro 5 giorni: infatti la conversione del decreto-legge rientra tra i poteri delle Camere in regime di “prorogatio”. Presentato il decreto-legge il Governo chiede al Parlamento di produrre la legge di conversione, per cui il decreto-legge viene presentato come allegato di un disegno di legge. Il procedimento di conversione presenta, rispetto al procedimento legislativo ordinario, alcune variazioni, introdotte nei regolamenti parlamentari. In parte esse sono dettate dall’esigenza di assicurare in tempi certi e brevi di approvazione del disegno di legge, in parte all’esigenza di consentire alle Camere di svolgere un controllo attento sulla sussistenza dei presupposti della necessità e urgenza
25decreti-legge, se non convertiti in legge entro 60 giorni, perdono efficacia sin dall’inizio. La perdita di efficacia del decreto-legge è chiamata “decadenza”. Infatti, la decadenza travolge tutti gli effetti prodotti dal decreto-legge, ciò crea una situazione paradossale: quando il decreto entra in vigore, esso è pienamente efficace e va applicato; ma se decade, tutto ciò che si è compiuto in forza di esso è come se fosse stato compiuto senza una base legale. Tutti gli effetti prodotti vanno eliminati perché costituiscono, una volta persa la base legale, degli illeciti.
Negli ultimi decenni, a fronte della crisi della legge parlamentare, il decreto-legge continua ad essere lo strumento utilizzato dai Governi, per utilizzare una corsia preferenziale per fare approvare i propri disegni di legge (c.d. abuso del decreto-legge), allontanandosi vistosamente dall’impianto del Costituente, che aveva pensato al decreto-legge quale strumento straordinario per fronteggiare soltanto i casi imprevedibili.
Con la specifica locuzione decreto legislativo o decreto delegato si intende, un atto normativo avente forza di legge adottato dal potere esecutivo per delega espressa e formale del potere legislativo.
In Italia la delegazione legislativa è prevista dall’art. 76 della Costituzione ed è uno strumento con il
quale le Camere decidono, ad esempio per motivi di inadeguatezza tecnica o mancanza di tempo, di non disciplinare una determinata materia non coperta da riserva di legge formale, riservandosi però di stabilire i principi e i criteri direttivi, cioè la “cornice” entro la quale il Governo dovrà legiferare. La delega al governo, infatti, non può mai essere in bianco, ma lo vincola a rispettare una serie prestabilita di limiti. In genere sono emanati nella forma di decreti legislativi testi normativi che per
la loro mole sarebbero difficilmente gestibili in sede parlamentare, come nel caso di testi unici e codici.
La cosiddetta legge delega (approvata dalle Camere come una qualsiasi altra legge) disciplina appunto l’ambito, le direttive e i limiti a cui il governo dovrà attenersi nel predisporre i decreti legislativi. L’art. 76 della Costituzione prescrive inoltre che la delega legislativa sia limitata nel tempo: il governo, trascorso inutilmente il limite temporale fissato dal Parlamento per esercitare la delega. La delega può essere conferita soltanto mediante legge, mai tramite decreto legge che esproprierebbe il Parlamento della sua funzione principale di cui all’articolo 70.Ci sono, poi, materie in cui il governo non può legiferare ossia: amnistia e indulto, bilancio e tributi, ratifica dei trattati internazionali, leggi costituzionali, e leggi di conversione dei decreti legge. Il procedimento di formazione del decreto legislativo, il decreto va deliberato dal governo entro il termine fissato dalla legge di delega, e va presentato almeno venti giorni prima della scadenza di detto termine al Presidente della Repubblica, il quale provvederà poi all’emanazione. Se il Governo non rispetta la legge di delegazione, vale a dire i principi e i criteri direttivi in essa stabiliti, si ha il cosiddetto eccesso di delega che, se sottoposto al giudizio della Corte costituzionale, ne comporta la dichiarazione di illegittimità nella parte che ecceda la delega.
Legge finanziaria e di bilancio
La cosiddetta legge finanziaria è una legge ordinaria recante,”Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”; insieme a quella di bilancio, è il principale documento giuridico previsto dall’ordinamento della Repubblica italiana per regolare la vita economica del Paese. In particolare, la legge di bilancio è lo strumento previsto dall’art. 81 della Costituzione attraverso il quale il Governo comunica al Parlamento le spese e le entrate della vigente legislatura .
In base al citato art. 81, la legge di bilancio non può introdurre nuovi tributi e nuove spese. La legge
26finanziaria deve essere presentata dal Governo al Parlamento entro il 30 settembre. Il Parlamento ha
tempo di esaminarla ed emendarla entro il 31 dicembre. Qualora si vada oltre la scadenza di fine anno, ovvero in mancanza di approvazione del bilancio prima dell’inizio dell’anno, la Costituzione all’art. 81 c. 2, stabilisce che è possibile superare il limite del 31 dicembre per non più di quattro mesi (cioè entro il 30 aprile), ma solo con legge apposita che conceda l’esercizio provvisorio del bilancio (contenendosi per ciascun mese nei limiti di un dodicesimo della spesa dell’anno precedente). A seguito dell’approvazione da parte del Parlamento, la legge finanziaria regola la vita economica del Paese nell’arco di un anno solare. Gli obiettivi economici su un periodo più lungo sono invece definiti dal Governo nel Documento di programmazione economica finanziaria (DPEF).
La corte costituzionale nella sent 348 del 2007 ha precisato chè l’Italia “con l’adesione ai trattati comunitari è entrata a far parte di un ordinamento giuridico più ampio di natura sovranazionale,cedendo parte della sua sovranità con riferimento al potere legislativo,nelle materie previste dai trattati,con il solo limite di intangibilità dei diritti fondamentali garantiti dalla costituzione.”
la prevalenza del diritto dell’unione europea si afferma attraverso lo strumento della non applicazione delle norme interne configgenti
tale non applicazione è affidata al giudice comune garantendosi così la diretta efficacia nell’ordinamento nazionale del diritto comunitario prodotto da fonti come i regolamenti chè secondo i trattati sono dotati di effetti obbligatori e direttamente applicabili
Per gli atti diversi dai regolamenti è necessario invece,il loro recepimento in atti normativi interni
La trasposizione fedele,completa e puntuale del diritto dell’unione europea è un obbligo previsto dai
Fonti di diritto derivato sono:  Regolamenti
 Direttive
 Decisioni
Fino ad una serie di altri atti come le raccomandazioni,i pareri e le stesse sentenze della corte di giustizia
Lo strumento principale che svolge e organizza la “trasposizione” del diritto comunitario è “la legge
comunitaria” annuale,il cui procedimento è disciplinato da una legge ordinaria ( prima era la “Legge La Pergola del 1989 adesso Legge Buttiglione 11/2005)
La legge comunitaria,direttamente o attraverso deleghe legislative abroga le norme interne incompatibili col diritto comunitario,recepisce direttive e altri atti non direttamente applicabili e predispone tutte le misure di esecuzione necessarie alla piena applicazione delle norme europee in Italia.
Il relativo disegno di legge è presentato dal governo alle camere entro la fine di gennaio viene assegnato in sede referente alla commissione politiche dell’u.e Scopo della legge comunitaria annuale è quello di dare attuazione ad obblighi nuovi,contenuti in fonti comunitarie non recepite
27commenti (73)lillina85per quale università è?abe88TOOP!!sallyna89oksallyna89okanaleyottimiQuesta è solo un'anteprima3 pagine mostrate su 27 totaliScarica il documentoAppunti correlatiDispensa Diritto ParlamentareDispensa-Diritto-ParlamentareDispensa-Diritto-ParlamentareIusTutor Diritto ParlamentareDIRITTO PARLAMENTARE (GIANNITI, LUPO)DIRITTO PARLAMENTARECarica altriCondividiIntegra questo contenuto sul tuo sito<iframe src="http://www.docsity.com/it/docs/embed-player/dispensa-diritto-parlamentare-7" width="383px" height="550px"></iframe>dello stesso utenteDiritto pubblico comparatoSchema P.ComparatoCarrozzaProblema della non conversione decreto leggeRiassunto Padovani-Stortoni Penale 2Materie similiDiritto3737Diritto Pubblico3053Giurisprudenza2365	Il ProgettoIl TeamContattiDocumentiDomandeTutorsBlog	Doc4saleCookie PolicyTermini d'utilizzoPrivacy	Made with love in Rome and Turin	Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti,