Source: http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2008/01/la-casta-di-isola-delle-femine.html
Timestamp: 2018-05-27 15:26:05+00:00
Document Index: 123348300

Matched Legal Cases: ['art 31', 'art 30', 'art 14', 'art 25', 'art 15', 'art 15', 'art 12', 'art 14', 'art 51']

ISOLA DELLE FEMMINE DA LIBERARE: LA CASTA DI ISOLA DELLE FEMINE
- ELEZIONE COLLEGIO REVISORI DEI CONTI: nella seduta di nomina appena dopo la votazione afferente la nomina del presidente dell’organo di revisione, al momento dello spoglio della successiva votazione, afferente quella del collegio dei ragionieri, il Sindaco significava come vi era stata confusione tra i consiglieri circa l’ordine professionale da votare, ed invitava il Presidente del Consiglio a ripetere la votazione. Alla ripresa dei lavori dopo la sospensione, il SEGRETARIO COMUNALE dietro incarico del PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, estraeva e distruggeva le schede votate. Cosi’ facendo si è violato l’art 31 lettera f del regolamento dei lavorio del consiglio. Questo avveniva dopo la votazione per alzata di mano da parte dei consiglieri di ISOLA PER TUTTI (9) rimasti in aula. Il Sindaco dichiara di essere :”…componente di diritto…” del consiglio, il Presidente del Consiglio tutore della legalità viola anche lui con il Sindaco l’art 30 comma 9 del regolamento dei lavori consiliari. E’ vero che il tutto è stato trasmesso alla PROCURA DELLA REPUBBLICA di PALERMO ;
- COOPERATIVA LA CALLIOPE DA AREA A VERDE A AREA EDIFICABILE NOMINA COMMISSARIO AD ACTA DELIBERA 48 DEL SETTEMBRE 2003. Il Consiglio Comunale che deve prendere atto della delibera commissariale, rileva che all’ordine del giorno manca a)il decreto di nomina del Commissario b) i verbali della Commissione Edilizia che avrebbe dovuto trattare il progetto costruttivo con le relative varianti. Il Decreto Assessorato T e A n 142 dell’10.2.03 nominato Commissario ad Acta il funzionario dipendente dell’assessorato dr. Mario Megna. Il decreto di nomina prevedeva che il Commissario potesse sostituirsi oltre che alla G.M. al C.C., QUALORA QUESTI NON SI FOSSE ESPRESSO ENTRO IL TERMINE DI 45 GIORNI DALLA TRASMISSIONE DELLA PROPOSTA DI DELIBERA A CURA DEL DETTO FUNZIONARIO REGIONALE. Il decreto viene trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale ( Erasmo Cataldo) in data 8.8.03, con lettera prot 11643, con l’avvertenza a proposito dei n45 giorni senza che l’organo consiliare si fosse espresso. In data 19.9.03 con lettera prot 13353 il Sindaco Stefano Bologna richiedeva la convocazione del CC ai sensi dell’art 14 c. 6 del regolamento dei lavori consiliari per la trattazione di 5 argomenti, tra i quali NON figura l’approvazione del programma costruttivo. Lo stesso giorno con lettera prot 13361 il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo convocava in sessione ordinaria per il giorno 29.9.03 specificando la richiesta sindacale, il consesso comunale; ai cinque argomenti richiesti dal Sindaco Stefano Bologna, il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo aggiungeva altro punto da discutere ovvero “Approvazione programma costruttivo per la realizzazione di n 50 alloggi proposto dalla ditta immobiliare CALLIOPE s.r.l. e SA.BA s.r.l. ai sensi dell’art 25 della L.R. 22/96”. In data 24.9.03 Il somissario ad Acta Dr. Megna Mario sostituendosi al C.C. adottava la delibera di approvazione del programma costruttivo. In data 30.9.09 in seduta di prosecuzione rispetto al giorno di convocazione del consesso su istanza sindacale e su disposizione del Presidente del Consiglio con delibera 56 era affrontata la discussione in merito all’adozione della delibera commissariale. In data 6.10.03 prot 14105 il Presidente del Consiglio in quanto assente in sede di discussione tenutasi il 30.9.03 significava a tutti i consiglieri, all’Assessore Regionale al territorio e dell’Ambiente, al commissario deliberante ed al Sindaco, come non abbia ritenuto di procedere alla convocazione d’urgenza, rispetto al termine diffidatorio di 45 giorni del decreto assessoriale: ciò a suo dire in quanto presumeva come la convocazione a sua firma, seppure tardiva rispetto allo spirare certo dei termini di cui al decreto, fosse sufficiente ad impedire al commissario ad acta di procedere autonomamente secondo il suo atto di incarico. Nella sua missiva il Presidente del Consiglio faceva presente come della nota-difida commissariale egli ne abbia avuta conoscenza soltanto in occasione della convocazione del consiglio comunale (in data 19.9.03). In data 20.10.03 prot 14781 il Presidente Erasmo Cataldo disponeva al Segretario Comunale l’avvio di un’indagine interna, con lo scopo di accertare i motivi per cui detto organo non fosse stato reso edotto della nota-diffida commissariale. In data 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta. Con lettera prot 14781 datata 27.10.03 il Segretario Comunale dr Scafidi Manlio rispondeva alla nota del P. del C. scongiurando il sospetto di occultamenti o smarrimenti, con riferimento alla predetta nota commissariale, la quale sarebbe stata depositata in segreteria, nonché nel fascicolo degli atti da sottoporre all’esame del consiglio Comunale. Risulta essere alquanto poco formale la procedura di trasmettere una nota-diffida di particolare rilevanza senza ricorrere al messo comunale o ad altra forma di notifica; dalla certezza circa la ricezione ne discende difatti l’autorità a sostituirsi all’organo inadempiente; in caso contrario, sarebbero svuotati di significato i commi 4.5.6. dellart 15 del vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. L’atto-diffida del commissario operando u restringimento, od un’estinzione od ancora una limitazione delle facoltà del destinatario (consiglio comunale), possa essere ricompresso tra gli atti recettivi, quindi soggetti a consegna-notifica secondo il relativo istituto; ciò anche in analogia a quanto previsto dall’art 15 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale; tale precisazione, però parrebbe essere più contestabile al SEGRETARIO COMUNALE, che al commissario, in quanto, avrebbe dovuto essere diligenza del primo assistere il funzionario regionale nel proprio compito, a fortori se viene precisato come lo scrivente, contattato l’ufficio che cura, presso l’ARTA” tali provvedimenti commissariali, quest’ultimo ha, per voce di un funzionario, come non costituirebbe prassi, quella di operare le diffide, come quella di che si discorre, a mezzo di notifica formale. A norma dell’art 12 comma 4 del regolamento il Segretario Comunale, avrebbe dovuto informare il sostituto del Presidente del Consiglio Comunale., dell’incombenza contingente; ciò in particolare modo, all’approssimarsi della scadenza imposta dalla nota commissariale, ancorché non notificata a mezzo messo. Il Presidente del Consiglio, allorquando avuta notizia della nota commissariale, avrebbe dovuto convocare il consesso comunale in seduta straordinaria, ai sensi dell’art 14 comma 7 del regolamento, avendone ancora alla data di convocazione del CC i tempi per la convocazione in via d’urgenza. Appare sterile se non demagogica la lettera datata 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo nella quale invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta, non avendo egli P. del C. alcuna potestà nei confronti del primo cittadino. Il Consiglio Comunale si pronunciò negativamente bocciando la proposta di delibera, il Commissario nonb avrebbe potuto proceder in senso contrario, delineando tale esplicitato ora formulato, ipotesi di responsabilità ancora maggiori per coloro i quali hanno fatto si che il consesso comunale non abbia avuto ad esprimersi. Tale precisazione appare nonresiduale, in presenza della circostanza seguente: il consesso comunale, già in data 1.2.01 giusta delibera 9 aveva deliberato bocciando la relativa proposta. Il Programma Costruttivo in argomento.
- - LA VACANTIO DELLE DELIBERE DEL DICEMBRE 2006 CON INTERVENTO DEI CARABINIERI;
- SICAR: Il Comune detiene l’area in quale veste? L’utilizzo dell’area di una ditta per lo stoccaggio dei rifiuti; Chi ha autorizzato l’uso dell’area per lo stoccaggio dei rifiuti? Vi sono autorizzazioni di legge per l’utilizzo dell’area per raccolta rifiuti? Le informazioni in nostro possesso ci dicono che sin dall’anno il giudice aveva revocato l’autorizzazione al Comune concessa nell’anno 2000. Qualora il Comune avesse voluto mantenere l’uso dell’area doveva essere versato un canone di locazione. Nonostante ciò l’occupazione dell’area proseguiva da parte del Comune accettando il canone imposto. Nel 2004 a seguito di un incendio occorso nell’area industriale il giudice revoca l’autorizzazione all’uso dell’area. Nell’anno n2005 Il comune veniva diffidato alla restituzione dell’area e al pagamento di una indennità di circa 50.000 . Dal registro delle notizie di reato provvedimento 11666/04 è stato emesso decreto di sequestro dell’area per la violazione del Decreto Legislativo 22/97 art 51, come d'altronde era stato accertato nei luoghi in data agosto 04. Il SINDACO CI HA SEMPRE DETTO CHE L’AREA ERA DETENUTA DAL COMUNE A TITOLO GRATUITO. L’USO DELL’AREA DA PARTE DELLA DITTA ZUCCARELLO PER LA RACCOLTA RIFIUTI E’ STATA DISPOSTA DAL COMUNE.
- - DEPOSITO IMMONDIZIA ED INCENDIO ALLA SICAR;