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Timestamp: 2016-12-09 02:06:15+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 18', 'art. 7', 'art. 7', 'art.11', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 50', 'art. 7']

I CONTRATTI DI LAVORO CON FINALITA FORMATIVA: DALLAPPRENDISTATO, AL CONTRATTO DI FORMAZIONE E LAVORO … E RITORNO Lapprendistato è un rapporto dalle origini. - ppt scaricare
PubblicatoTeodosio Di mauro
Presentazione sul tema: "I CONTRATTI DI LAVORO CON FINALITA FORMATIVA: DALLAPPRENDISTATO, AL CONTRATTO DI FORMAZIONE E LAVORO … E RITORNO Lapprendistato è un rapporto dalle origini."— Transcript della presentazione:
I CONTRATTI DI LAVORO CON FINALITA FORMATIVA: DALLAPPRENDISTATO, AL CONTRATTO DI FORMAZIONE E LAVORO … E RITORNO Lapprendistato è un rapporto dalle origini antiche (il maestro artigiano e lallievo nelle corporazioni medievali; master & servant nella Common Law) insegnamento lavoroCon la rivoluzione industriale lelemento dellinsegnamento cede rispetto a quello del lavoro prestato dal giovane. Tutela delle condizioni di lavoro con interventi di legislazione sociale 1938del codice civile: durata massima stabilita dai contratti collettivi; divieto di retribuzione a cottimo; obbligo per limprenditore di consentire la formazione professionale; attestato di tirocinio; rapporto di lavoro subordinato specialeDai r.d.l. del 1938 agli artt del codice civile: durata massima stabilita dai contratti collettivi; divieto di retribuzione a cottimo; obbligo per limprenditore di consentire la formazione professionale; attestato di tirocinio; rapporto di lavoro subordinato speciale applicabilità delle norme sul contratto di lavoro (sezione III – Titolo I – libro V cod. civ.) in quanto compatibili, salvo deroghe espresse Manca una definizione legislativa 2
DALLAPPRENDISTATO, AL CONTRATTO DI FORMAZIONE E LAVORO … E RITORNO Cost.:Art. 35 Cost.: implicito riferimento allapprendistato: lo stato cura la formazione e lelevazione professionale dei lavoratori legge n. 25 del 1955: prima legge La legge n. 25 del 1955: prima legge organica sullapprendistato: contratto a causa mista lavoro – formazione - la formazione entra nella causa del contratto, come obbligo del datore di lavoro: contratto a causa mista lavoro – formazione - disciplina della durata, delletà minima e massima - limiti al numero massimo degli apprendisti -Recesso ad nutum (art. 10, legge 164/1966): ma C. Cost. n. 169/1973 chiarisce che vale solo alla fine del periodo formativo. Durante il rapporto vale la regola generale della giustificatezza del licenziamento sgravi -concessione di sgravi contributivi (no costi per imprese artigiane, ridotti costi per le altre imprese) 3
DALLAPPRENDISTATO, AL CONTRATTO DI FORMAZIONE E LAVORO … E RITORNO Negli anni 70 del secolo scorso la lotta alla disoccupazione giovanile fa premio sulla formazione professionale legge 285/1977 e legge 863/1984: un contratto a termine con fortissimi incentivi economici e normativi, e poca formazione … buoni risultati occupazionali, ma spiazzamento del contratto di apprendistato La crisi del c di F/L: carenze formative, utilizzo strumentale da parte delle imprese, e infine, lo stop della Comunità Europea (CGCE e ) per violazione delle regole sugli aiuti di Stato alloccupazione 4
DALLAPPRENDISTATO, AL CONTRATTO DI FORMAZIONE E LAVORO … E RITORNO Il ritorno allapprendistato con la riforma Biagi: razionalizzazione dei contratti con finalità formativa –Contratto di inserimento: è un contratto a termine incentivato per soggetti svantaggiati; ma è abrogato (con disciplina transitoria) dalla riforma Fornero del 2012 –Potenziamento dellapprendistato 5
La riforma dellapprendistato nella c.d. Legge Biagi del 2003 Legge Biagi (d.lgs. n. v. 276/2003) La c.d. Legge Biagi (d.lgs. n. v. 276/2003) puntava a – rilanciare lapprendistato come la tipologie contrattuale elettiva per la formazione e linserimento dei giovani nel mercato del lavoro – collegare lapprendistato al sistema dellistruzione e formazione professionale e renderlo disponibile anche per i percorsi di alta formazione MA LA RIFORMA VOLUTA DAL LEGISLATORE DEL 2003 AVEVA INCONTRATO NOTEVOLI DIFFICOLTA E RITARDI NELLA SUA FASE DI ATTUAZIONE (PROBLEMATICO RACCORDO CON LE COMPETENZE ATTRIBUITE ALLE REGIONI DAL NUOVO ART. 117 COST. (con interventi della C. Cost.); DIFFICOLTA A COORDINARE LA NUOVA CON LA VECCHIA DISCIPLINA DEL 1955; RITARDO NELLATTUAZIONE DELLA RIFORMA DELLISTRUZIONE) 6
PER DARE CERTEZZA ALLE REGOLE E ANCORA UNA VOLTA RILANCIARE LAPPRENDISTATO L. N. 247/2007. N. 183/2010 LA L. N. 247/2007 (POI MODIFICATA DALLA L. N. 183/2010) HA DELEGATO IL GOVERNO A RIORDINARE LA DISCIPLINA DELLA MATERIA - Corte cost. 50/2005 e 176/2010: necessità costituzionale della leale collaborazione tra Stato e Regioni - Accordo Governo-Regioni-parti sociali IL 14 SETTEMBRE 2011 E STATO EMANATO IL D.LGS. N IL 14 SETTEMBRE 2011 E STATO EMANATO IL D.LGS. N. 167, CONTENTENTE IL NUOVO TESTO UNICO DELLAPPRENDISTATO Dal d.lg. n. 276/2003 al d.lg. n. 167/2011 7
Gli apprendistati previsti dal Testo Unico d.lgs. 167/2011 Una disciplina unica, completa, autosufficiente ed organica Applicazione su tutto il territorio nazionale e per tutti i settori (sia per il settore privato che per quello pubblico) Abrogazione della normativa precedente (art. 7 c. 6), in particolare della legge 1955 e del d.lgs. 276/2003 Istituzione di un regime transitorio di 6 mesi, trascorsi i quali trovano applicazione integralmente le nuove disposizioni Delega alla contrattazione collettiva e alle Regioni per definire la disciplina di dettaglio: la regolamentazione dei profili contrattuali dellapprendistato è affidata agli accordi interconfederali e ai CCNL per tenere conto delle peculiarità di ciascun settore produttivo (art. 2 c. 1) le Regioni sono chiamate a definire la regolamentazione della formazione Il Testo Unico (TU) è quindi lunico testo legislativo in materia, che lascia poi alle parti sociali la normativa di dettaglio dei profili contrattuali e alle Regioni quella della formazione 8
contratto di lavoro atempo indeterminato Il T.U. introduce una definizione dellapprendistato:l'apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani (art. 1 del T.U.) contratto di lavoro subordinato speciale a causa mista La riforma Fornero definisce lapprendistato come la modalità prevalente di ingresso dei giovani nel mercato del lavoro (art. 1, comma 1, lett. b), legge n. 92/2012) abolisce il contratto di inserimento stabilisce una durata minima di 6 mesi; aumenta il numero massimo di apprendisti alle dipendenze fino a una proporzione di 3/2 rispetto ai lavoratori non apprendisti; obbligo di consolidamento di almeno il 50 % (30% nei primi 3 anni) dei rapporti di apprendistato scaduti negli ultimi 3 anni Estende agli apprendisti lassicurazione contro la disoccupazione Dal d.lgs. 167/2011 alla riforma Fornero del 2012 9
Lapprendistato come prototipo del contratto di lavoro con finalità formativa I tratti caratteristici del prototipo: –Causa mista con obbligo formativo –Formazione a termine in un contratto a tempo indeterminato –Benefici economici e normativi a compensazione degli oneri formativi e della ridotta produttività del lapprendista 10
La disciplina generale del rapporto di apprendistato Campo di applicazione: tutti i settori produttivi, inclusi: –Pubbliche amministrazioni (ma a seguito di dpcm) –Praticantato per laccesso alle professioni ordinistiche –Apprendistato in somministrazione (a tempo indeterminato) –Apprendistato per attività stagionali –Apprendisti in mobilità (iscritti nelle liste, anche se senza indennità) 11
La disciplina generale del rapporto di apprendistato (art. 2) Principi generali legali: FORMA: forma scrittaFORMA: forma scritta del contratto, del patto di prova e del relativo piano formativo individuale (entro 30 giorni dalla stipulazione del contratto); DURATA: minima 6 mesi (salvo cicli stagionali); max: varia nei diversi tipi di apprendistatoDURATA: minima 6 mesi (salvo cicli stagionali); max: varia nei diversi tipi di apprendistato ORARIO DI LAVORO: ai maggiorenni: disciplina generale (d.lg. 66/2003); ai minorenni: legge 977/1967 (8 h/die; 40 h/sett.; divieto lavoro notturno)ORARIO DI LAVORO: ai maggiorenni: disciplina generale (d.lg. 66/2003); ai minorenni: legge 977/1967 (8 h/die; 40 h/sett.; divieto lavoro notturno) RETRIBUZIONE: divieto di retribuzione a cottimo; sottoinquadramentoal massimo per due livelli retribuzione percentualizzata e graduale alla anzianità di servizio RETRIBUZIONE: divieto di retribuzione a cottimo; sottoinquadramento al massimo per due livelli rispetto al livello contrattuale spettante ai lavoratori esperti ovvero, in alternativa, retribuzione percentualizzata e graduale alla anzianità di servizio; (segue) 12
La disciplina generale del rapporto di apprendistato (art. 2) (segue) RECESSO: – Durante il periodo di formazione – Durante il periodo di formazione il licenziamento è ammesso solo per giusta causa o giustificato motivo; –possibilità di recesso ad nutum (2118 c.c.) allo scadere del termine del periodo di formazione –possibilità di recesso ad nutum (2118 c.c.) allo scadere del termine del periodo di formazione. In mancanza di tempestivo recesso, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato previdenza e assistenza sociale obbligatoria prolungare il periodo di apprendistatoPROTEZIONE SOCIALE: applicazione delle norme sulla previdenza e assistenza sociale obbligatoria (infortuni sul lavoro, malattia, invalidità e vecchiaia, maternità, assegno familiare, e, dal , anche indennità di disoccupazione (ASPI); possibilità di prolungare il periodo di apprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria superiore a 30 giorni; 13
La disciplina generale del rapporto di apprendistato (art. 2) LIMITI NUMERICI: il numero complessivo di apprendistinon può superare il rapporto di 3/2 rispetto ai dipendenti ;LIMITI NUMERICI: il numero complessivo di apprendisti (anche in somministrazione) non può superare il rapporto di 3/2 rispetto ai dipendenti specializzati e qualificati (1/1 se il datore di lavoro occupa < 10 dipendenti). Se i dipendenti qualificati o specializzati sono < 3, può assumere max 3 apprendisti; LIMITI CON FINALITA DI STABILIZZAZIONE OCCUPAZIONALE: le imprese < 10 dipendenti possono assumere apprendisti solo se hanno confermato in servizio il 30 % (50% dal 2015) degli apprendistati scaduti nel triennio anteriore (esclusi apprendisti in prova, dimissionari e licenziati per giusta causa)LIMITI CON FINALITA DI STABILIZZAZIONE OCCUPAZIONALE: le imprese < 10 dipendenti possono assumere apprendisti solo se hanno confermato in servizio il 30 % (50% dal 2015) degli apprendistati scaduti nel triennio anteriore (esclusi apprendisti in prova, dimissionari e licenziati per giusta causa) 14
La disciplina generale del rapporto di apprendistato INCENTIVI ECONOMICI SGRAVIO CONTRIBUTIVO (art. 22 legge 183/2011): –AZIENDE < 10 DIPENDENTI: SGRAVIO TOTALE PER I PRIMI 3 ANNI –AZIENDE > 9 DIPENDENTI: 10% conservazione dei benefici contributivi per 1 anno –In caso di conferma dellapprendista al termine del periodo di formazione, il datore di lavoro ha diritto alla conservazione dei benefici contributivi per 1 anno. –LAVORATORI: ALIQUOTA RIDOTTA 5,84% RETRIBUZIONE RIDOTTA: v. sopra INCENTIVI NORMATIVI non si computano nei limiti numerici –gli apprendisti non si computano nei limiti numerici per lapplicazione di determinate norme o istituti (es. art. 18 per la tutela reale in caso di licenziamento) (art. 7 c. 3) 15
La disciplina generale del rapporto di apprendistato: la formazione FINALITA parte integrante dei cicli formativi (legge 53/2003): –consente lacquisizione di diplomi e qualifiche nellambito del secondo ciclo del sistema di istruzione e formazione (a. per la qualifica e il diploma professionale) –Nonché diplomi di istruzione superiore o titolo di studio universitari, fino al dottorato di ricerca (a. di alta formazione o di ricerca) Acquisizione di una qualifica professionale ai fini contrattuali (a. di mestiere) 16
La disciplina generale del rapporto di apprendistato: la formazione QUALITA DELLA FORMAZIONE tutore o referente aziendale presenza di un tutore o referente aziendale; fondi paritetici interprofessionalifinanziamento di percorsi formativi aziendali per il tramite dei fondi paritetici interprofessionali; riconoscimento della qualifica professionalericonoscimento della qualifica professionale, sulla base del percorso di formazione esterna e interna alla impresa; registrazionenel libretto formativo del cittadinoregistrazione nel libretto formativo del cittadino della formazione effettuata e della qualifica professionale ai fini contrattuali acquisita; 17
regime sanzionatorio (art. 7 c. 1 e 2) sanzionela differenza tra i minori contributi versati e quella dovuta maggiorata del 100%In caso di inadempimento nellerogazione della formazione di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro, cè una sanzione consistente nellobbligo di versare la differenza tra i minori contributi versati e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100%. un congruo termine per adempiere sanzione amministrativa da 515 ad 2.580Novità: Alla verifica di una eventuale formazione carente, non segue necessariamente lapplicazione di questo regime sanzionatorio in quanto il legislatore introduce la possibilità per il personale ispettivo del Ministero del lavoro di assegnare al datore di lavoro un congruo termine per adempiere (se linadempimento è recuperabile). In caso di inottemperanza alla disposizione dal ispettore, si applica la sanzione amministrativa da 515 ad (art.11 c.1 DPR 520/1955) 18
Gli apprendistati Il TU prevede quattro tipologie di apprendistato: per la qualifica e per il diploma professionaleLapprendistato per la qualifica e per il diploma professionale professionalizzante o contratto di mestiereLapprendistato professionalizzante o contratto di mestiere di alta formazione e di ricercaLapprendistato di alta formazione e di ricerca per la riqualificazione dei lavoratori in mobilitàLapprendistato per la riqualificazione dei lavoratori in mobilità 19
Lapprendistato per la qualifica e per il diploma professionale (art. 3) titolo di studio attraverso un percorso alternativo alla formazione scolasticaFinalizzato allottenimento di un titolo di studio attraverso un percorso alternativo alla formazione scolastica 15 ed i 25 annidi etàRiservato ai giovani tra i 15 ed i 25 anni di età (bacino di destinatari più ampio del passato) in tutti i settori di attività. non superiore a tre anniquattro anniDurata non superiore a tre anni, ovvero quattro anni nel caso di diploma quadriennale regionale. Durata determinata in base alla qualifica o al diploma da conseguire formazione rimessa alle regioni e alle province autonome di Trento e BolzanoRegolamentazione della formazione rimessa alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano - previo accordo in Conferenza permanente Stato – Regioni. Principi direttivi: definizione della qualifica o del diploma da conseguire; idoneo monte ore di formazione interna o esterna; rinvio ai contratti collettivi per la determinazione delle modalità di erogazione della formazione aziendale nel rispetto degli standard generali fissati dalle Regioni 20
Lapprendistato professionalizzante o contratto di mestiere (art. 4) qualificazione professionale ai fini contrattualiFinalizzato al conseguimento di una qualificazione professionale ai fini contrattuali (e non di un titolo di studio) 18 e 29 anni di etàDestinato ai giovani tra 18 (17 se in possesso di una qualifica professionale) e 29 anni di età, in tutti i settori di attività pubblici o privati non superiore a tre annicinque anni stabilita dai contratti collettiviDurata non superiore a tre anni, ovvero cinque anni per le figure professionali dellartigianato. Durata stabilita dai contratti collettivi in base alletà dellapprendista e al tipo di qualificazione contrattuale da conseguire formazione per lacquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche sono stabilite dai contratti collettivisotto la responsabilità dellazienda dalla offerta formativa pubblica acquisizione di competenze di base e trasversalinon superiore a 120 oreLe modalità di erogazione della formazione per lacquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche sono stabilite dai contratti collettivi. Formazione svolta sotto la responsabilità dellazienda, ed integrata, nei limiti delle risorse annualmente disponibili, dalla offerta formativa pubblica (disciplinata dalle Regioni) finalizzata alla acquisizione di competenze di base e trasversali, per un monte complessivo non superiore a 120 ore per la durata del triennio 21
Lapprendistato di alta formazione e di ricerca (art. 5) Contratto analogo allapprendistato per lacquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione previsto dallart. 50 legge Biagi. Finalizzato al conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore, di titoli di studio universitari e di alta formazione (compresi i dottorati di ricerca) o di specializzazione tecnica superiore, nonché per il praticantato per laccesso alle professioni ordinistiche o per esperienze professionali tra 18 e 29 anniRiservato a giovani tra 18 e 29 anni (o 17 se in possesso di una qualifica professionale), in tutti i settori di attività pubblici o privati rimessa alle regioniRegolamentazione e durata in base al titolo da conseguire rimessa alle regioni in accordo con le associazioni territoriali datoriali e dei prestatori, e i soggetti dellalta formazione (università, istituti tecnici e professionali, e altre istituzione formative o di ricerca) convenzioni stipulateIn assenza di regolamentazioni regionali, lattivazione è rimessa ad convenzioni stipulate tra i singoli datori di lavoro e i soggetti dellalta formazione 22
Lapprendistato per la riqualificazione dei lavoratori in mobilità (art. 7 c. 4) Novità:Novità: forma trasversale di apprendistato (i lavoratori in mobilità possono essere occupati con ciascuna delle tipologie di apprendistato introdotte dal T.U.) iscrizione nelle liste di mobilitàE quindi uno strumento di politica del lavoro a favore dei lavoratori in mobilità espulsi dai cicli produttivi, e principalmente adulti che incontrano difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro. Non ci sono quindi limiti di età ma è presupposta liscrizione nelle liste di mobilità Regolamentazione e durata secondo la disciplina prevista dalla tipologia di apprendistato scelta (per la qualifica e diploma professionale, contratto di mestiere o di alta formazione e ricerca) Applicazione delle disposizione in materia di licenziamenti individuali e del regime contributivo agevolato e degli incentivi di cui alla legge 223/1991 Scaricare ppt "I CONTRATTI DI LAVORO CON FINALITA FORMATIVA: DALLAPPRENDISTATO, AL CONTRATTO DI FORMAZIONE E LAVORO … E RITORNO Lapprendistato è un rapporto dalle origini."
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