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Timestamp: 2018-01-21 20:16:00+00:00
Document Index: 66299567

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'in fine', 'in fine', 'art. 33', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 26', 'art.  9', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 13', 'art.  4', 'art.  1', 'art.    12', 'art.\n12', 'art. 13']

DECRETO LEGISLATIVO 24 marzo 2011, n. 43 - Attuazione della direttiva 2008/110/CE che modifica la direttiva 2004/49/CE relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie. (11G0077) - (GU n. 87 del 15-4-2011 | Edilone.it
<MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 3 gennaio 2011
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 22 marzo 2011>
DECRETO LEGISLATIVO 24 marzo 2011, n. 43 – Attuazione della direttiva 2008/110/CE che modifica la direttiva 2004/49/CE relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie. (11G0077) – (GU n. 87 del 15-4-2011
DECRETO LEGISLATIVO 24 marzo 2011, n. 43 - Attuazione della direttiva 2008/110/CE che modifica la direttiva 2004/49/CE relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie. (11G0077) - (GU n. 87 del 15-4-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 30/04/2011
DECRETO LEGISLATIVO 24 marzo 2011 , n. 43
Attuazione della direttiva  2008/110/CE  che  modifica  la  direttiva
2004/49/CE  relativa  alla  sicurezza  delle  ferrovie   comunitarie.
(11G0077)
alle Comunita’  europee  –  legge  comunitaria  per  il  2009  e,  in
particolare, l’articolo 1, commi 1 e 3, e l’allegato B;
Vista  la  direttiva  2004/49/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa alla sicurezza delle ferrovie
Visto il decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162, di recepimento
delle direttive 2004/49/CE e 2004/51/CE, che istituiscono  un  quadro
normativo comune per la sicurezza delle ferrovie;
Vista  la  direttiva  2008/110/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 16 dicembre 2008, che modifica la direttiva 2004/49/CE
Vista  la  direttiva  2008/57/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio, del 17  giugno  2008  relativa  all’interoperabilita’  del
sistema ferroviario comunitario;
Visto il decreto legislativo 8 ottobre 2010, n. 191, di recepimento
della direttiva 2008/57/CE relativa all’interoperabilita’ del sistema
ferroviario comunitario;
Visto il decreto in data 29 ottobre 2010, con il quale il  Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, in considerazione  dei  ritardi
nella realizzazione dei sistemi di attrezzaggio delle reti  regionali
interconnesse, ha dato disposizioni per garantire che l’accesso  alle
reti avvenga in presenza di livelli tecnologici omogenei fra le  reti
regionali e la rete nazionale e con regole di sicurezza armonizzate;
Considerata, inoltre, la necessita’ di  apportare  delle  modifiche
per incongruenze relative ad alcuni riferimenti contenuti  nel  testo
del citato decreto legislativo n. 162 del 2007;
adottata nella riunione del 17 dicembre 2010;
riunione del 3 marzo 2011;
Ministri degli affari esteri, della giustizia e dell’economia e delle
1. Il presente decreto, al  fine  di  migliorare  e  sviluppare  la
sicurezza  delle  ferrovie  comunitarie,  modifica  ed   integra   la
disciplina del  decreto  legislativo  10  agosto  2007,  n.  162,  in
attuazione della direttiva  comunitaria  2008/110/CE  del  Parlamento
europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008.
– L’art. 1, commi 1 e 3, e l’allegato B, della legge  4
giugno 2010, n. 96, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale  25
giugno 2010, n. 146, S.O., cosi’ recitano:
attuazione  delle  direttive  elencate  nell’  allegato  B,
nell’ allegato A, sono trasmessi, dopo l’acquisizione degli
giorni.».
che gravano sui tabacchi lavorati e della e della direttiva
2008/118/CE.».
– La direttiva 2004/49/CE e’ pubblicata nella  G.U.U.E.
30 aprile 2004, n. L 164.
– Il decreto legislativo 10 agosto  2007,  n.  162,  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 ottobre 2007, n. 234,
– La direttiva 2004/51/CE, e’ pubblicata nella G.U.U.E.
– La direttiva 2008/110/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
23 dicembre 2008, n. L 345.
– La direttiva 2008/57/CE e’ pubblicata nella  G.U.U.E.
– Il decreto legislativo 8 ottobre  2010,  n.  191,  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19  novembre  2010,  n.
271, S.O.
– Per i riferimenti del decreto legislativo  10  agosto
2007, n. 162, si veda nelle note alle premesse.
– Per i riferimenti  della  direttiva  2008/110/CE,  si
Modifiche al decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162
1. Al decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162, sono apportate le
a) all’articolo 2, comma 4, dopo la lettera  c)  e’  aggiunta  la
«c-bis) alle ferrovie storiche, museali e turistiche che operano su
una propria rete, comprese le officine di manutenzione, i  veicoli  e
il personale che vi lavora.»;
b) all’articolo 3, comma 1, dopo la lettera f) sono  inserite  le
«f-bis) detentore: il soggetto o l’entita’ che utilizza il  veicolo
come mezzo di trasporto ed e’ iscritto in quanto tale nel registro di
immatricolazione nazionale (RIN) di cui all’articolo 33  del  decreto
legislativo 8 ottobre 2010, n. 191; puo’ esserne  il  proprietario  o
avere il diritto di utilizzarlo;
f-ter)   soggetto   responsabile   della   manutenzione:   soggetto
responsabile della manutenzione di un veicolo, registrato  in  quanto
tale nel RIN;
f-quater) veicolo: veicolo ferroviario  atto  a  circolare  con  le
proprie ruote sulla linea  ferroviaria,  con  o  senza  trazione.  Il
veicolo  si  compone  di  uno  o  piu’  sottosistemi  strutturali   e
funzionali o di parti di tali sottosistemi;»;
c)  all’articolo  6,  comma  2,  sono   apportate   le   seguenti
«d) autorizzare la messa in servizio  dei  sottosistemi  di  natura
strutturale   costitutivi   del   sistema   ferroviario,   a    norma
dell’articolo 14 del decreto legislativo 8 ottobre 2010, n. 191;»;
2) la lettera e) e’ sostituita dalla seguente:
«e) verificare che l’applicazione delle disposizioni e prescrizioni
tecniche  relative  al  funzionamento  ed   alla   manutenzione   dei
sottosistemi   costitutivi   del    sistema    ferroviario    avvenga
conformemente ai pertinenti requisiti essenziali;»;
3) la lettera f) e’ sostituita dalla seguente:
«f) verificare che i componenti di interoperabilita’ siano conformi
ai  requisiti  essenziali  a  norma  dell’articolo  10  del   decreto
legislativo 8 ottobre 2010, n. 191;»;
4) la lettera l) e’ sostituita dalla seguente:
«l) assicurare che i veicoli siano  debitamente  immatricolati  nel
RIN  e  che  nei  registri  dell’infrastruttura  e  dei  veicoli   le
informazioni in materia di sicurezza siano complete ed aggiornate;»;
5) dopo la lettera r) e’ aggiunta la seguente:
«r-bis) disciplinare le modalita’ di  circolazione  di  particolari
categorie di veicoli che circolano sulla infrastruttura ricadente nel
campo di  applicazione  del  presente  decreto,  compresi  i  veicoli
storici.»;
d) all’articolo 7 sono apportate le seguenti modificazioni:
1)  al  comma  1,  le  parole:  «L’Agenzia   pubblica   annualmente
trasmette»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «L’Agenzia   pubblica
annualmente e trasmette»;
2) al comma 2, le parole: «La relazione di cui  al  comma  2»  sono
sostituite dalle seguenti: «La relazione di cui al comma 1» e dopo la
lettera d) e’ aggiunta, in fine,  la  seguente:  «d-bis)  le  deroghe
concesse a norma dell’articolo 9-bis, comma 7.»;
e) all’articolo 8, comma 2, le parole: «fabbricante fornitore  di
servizi   di   manutenzione,»   sono   sostituite   dalle   seguenti:
«fabbricante, fornitore di servizi di  manutenzione,»  e  le  parole:
«addetto  alla  manutenzione  dei  vagoni»  sono   sostituite   dalla
seguente: «detentore»;
f) dopo l’articolo 9 e’ inserito il seguente:
«Art. 9-bis (Manutenzione dei veicoli).  –  1.  A  ciascun  veicolo
prima della messa in servizio o dell’utilizzo sulla rete e’ assegnato
un  soggetto  responsabile  della  manutenzione  registrato  nel  RIN
conformemente all’articolo 33 del decreto legislativo 8 ottobre 2010,
n. 191.
2. Il soggetto responsabile della manutenzione puo’ essere, tra gli
altri, un’impresa ferroviaria, un gestore  dell’infrastruttura  o  un
detentore.
3. Fatta salva la responsabilita’ delle imprese ferroviarie  e  dei
gestori dell’infrastruttura per il funzionamento sicuro della propria
parte  di  sistema  come  prevista  nell’articolo  8,   il   soggetto
responsabile della manutenzione assicura che i veicoli siano in grado
di circolare in  condizioni  di  sicurezza  mediante  un  sistema  di
manutenzione ed effettua direttamente la manutenzione o la affida  ad
officine  di  manutenzione  qualificate.  A  tal  fine  il   soggetto
responsabile  della  manutenzione  assicura  che  i   veicoli   siano
mantenuti conformi:
a) al piano di manutenzione di ciascun veicolo;
b) ai requisiti  in  vigore,  incluse  le  norme  in  materia  di
manutenzione e le disposizioni delle STI.
4.  Per  i  carri  merci  ciascun   soggetto   responsabile   della
manutenzione deve essere certificato da un organismo riconosciuto dal
Ministero  delle  infrastrutture   e   dei   trasporti   secondo   le
disposizioni di cui al comma 5. Il procedimento di riconoscimento  e’
fondato su  criteri  di  indipendenza,  competenza  e  imparzialita’.
Laddove il soggetto responsabile della  manutenzione  sia  un’impresa
ferroviaria o  un  gestore  dell’infrastruttura,  alla  richiesta  di
rilascio di nuovo certificato di sicurezza o di nuova  autorizzazione
di sicurezza o di aggiornamento degli stessi deve essere allegato  il
certificato di soggetto responsabile della manutenzione ottenuto  nel
rispetto dei requisiti di cui al comma 5.
5. Il sistema di certificazione  dei  soggetti  responsabili  della
manutenzione dei carri merci  deve  essere  conforme  al  regolamento
adottato dalla Commissione europea sulla base  della  Raccomandazione
dell’Agenzia  ferroviaria  europea  (ERA)  di  cui  all’articolo   1,
paragrafo 8, della direttiva 2008/110/CE. I certificati rilasciati in
base a tale sistema assicurano il rispetto dei requisiti  di  cui  al
6. I certificati rilasciati a norma del  comma  5  sono  validi  in
tutta la Comunita’ europea.
7.  L’Agenzia  nazionale  per  la  sicurezza  delle  ferrovie  puo’
decidere  di  adempiere  all’obbligo  di  identificare  il   soggetto
responsabile della manutenzione e della sua  certificazione  mediante
misure alternative, nei seguenti casi:
a) veicoli registrati in un paese non appartenente alla Comunita’
europea e mantenuti a norma della legislazione di tale Paese;
b) veicoli utilizzati su reti o  linee  il  cui  scartamento  sia
differente da quello utilizzato  sulla  rete  ferroviaria  principale
della Comunita’  europea  e  per  il  quale  il  soddisfacimento  dei
requisiti di cui al comma 3 e’ garantito  da  accordi  internazionali
con paesi non appartenenti alla Comunita’ europea e  veicoli  storici
di cui all’articolo 6, comma 2, lettera r-bis);
c) veicoli di cui all’articolo 2, comma 4, attrezzature  militari
e trasporti speciali che necessitano di una autorizzazione  specifica
dell’Agenzia nazionale per  la  sicurezza  delle  ferrovie  prima  di
essere messi in servizio. In tale  caso  sono  concesse  deroghe  per
periodi non superiori ai cinque anni.
8. Le misure alternative di cui al comma 7  sono  attuate  mediante
deroghe,  identificate  e  motivate  nella  relazione  annuale  sulla
sicurezza di  cui  all’articolo  7  del  presente  decreto,  concesse
dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie:
a) all’atto della registrazione dei veicoli a norma dell’articolo
33 del decreto  legislativo  8  ottobre  2010,  n.  191,  per  quanto
riguarda   l’identificazione   del   soggetto   responsabile    della
b) per il rilascio dei certificati di sicurezza e  autorizzazioni
a imprese ferroviarie e gestori della infrastruttura  a  norma  degli
articoli  14  e  15  del  presente  decreto,  per   quanto   riguarda
l’identificazione o la certificazione del soggetto responsabile della
manutenzione.»;
g) all’articolo 13, comma 1, dopo le parole: «sia  conforme  alle
norme  di  sicurezza  nazionali»  aggiungere  le  seguenti:  «di  cui
all’articolo 12 ed all’allegato II»;
h) all’articolo 14 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) il secondo periodo del  comma  1  e’  sostituito  dal  seguente:
«Scopo del certificato di sicurezza e’ fornire la prova che l’impresa
ferroviaria  ha  elaborato  un  proprio  sistema  di  gestione  della
sicurezza ed e’ pertanto in grado di  soddisfare  i  requisiti  delle
STI, di altre pertinenti disposizioni della normativa  comunitaria  e
delle norme nazionali di sicurezza ai fini del controllo dei rischi e
della prestazione di servizi di trasporto sulla rete in condizioni di
sicurezza.»;
2) al comma 2, la lettera b) e’ sostituita dalla seguente:
«b) la  certificazione  che  attesta  l’accettazione  delle  misure
adottate  dall’impresa  ferroviaria  per   soddisfare   i   requisiti
specifici necessari per la prestazione, in condizioni  di  sicurezza,
dei suoi servizi sulla rete in  questione.  Detti  requisiti  possono
riguardare l’applicazione  delle  STI  e  delle  norme  nazionali  di
sicurezza, ivi comprese le norme per  il  funzionamento  della  rete,
l’accettazione dei certificati del personale e l’autorizzazione  alla
messa in servizio dei veicoli utilizzati dall’impresa ferroviaria. La
certificazione e’ basata sulla documentazione trasmessa  dall’impresa
ferroviaria ai sensi dell’allegato IV.»;
i) all’articolo 19, comma 3, sono aggiunte, in fine, le  seguenti
parole: «,  tenendo  conto  dei  principi  e  degli  obiettivi  degli
articoli 20 e 21.»;
l) il comma 4 dell’articolo 27 e’ sostituito dal seguente:
«4.  Sulle  reti  regionali  non  isolate  e  su   quelle   isolate
interessate da traffico merci individuate dall’articolo 1,  comma  2,
del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188,  l’applicazione  delle
disposizioni di cui al presente decreto e’ attuata  quando  risultino
completati sistemi di attrezzaggio idonei  a  rendere  compatibili  i
livelli tecnologici delle medesime reti regionali a quelli della rete
nazionale per permettere l’unificazione degli standard di  sicurezza,
dei regolamenti e delle procedure per il rilascio del certificato  di
sicurezza. Con  successivi  provvedimenti  della  direzione  generale
competente  del  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,
sentite le regioni interessate, sono fissati i termini entro i  quali
le  suddette  reti  regionali  devono   completare   i   sistemi   di
attrezzaggio compatibili a quelli della rete  nazionale.  Sulle  reti
regionali, per le quali  non  risultano  completati  gli  adeguamenti
tecnologici  di  cui  sopra,  possono  continuare  ad  operare  senza
certificato di  sicurezza  le  imprese  ferroviarie  controllate  dal
gestore dell’infrastruttura,  o  facenti  parte  della  societa’  che
gestisce l’infrastruttura; in tale caso il direttore di esercizio  e’
responsabile di tutti gli obblighi di legge di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 753.»;
m) nell’allegato II il punto 17 e’ abrogato;
n) nell’allegato III, al punto 2, lettera c), le  parole:  «nelle
norme nazionali di sicurezza di cui all’articolo  11  e  all’allegato
II;» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «nelle  norme  nazionali  di
sicurezza di cui all’articolo 12 e all’allegato II;».
– Si riporta il testo degli articoli 2, 3, 6, 7, 8, 13,
14, 1 e 27 del citato decreto legislativo 10  agosto  2007,
n. 162, come modificati dal presente decreto:
decreto si applica all’intero sistema ferroviario  italiano
con l’esclusione di quanto previsto al comma 4 del presente
2.  Il  presente  decreto  riguarda  i   requisiti   di
sicurezza del sistema ferroviario,  compresa  la  sicurezza
della gestione dell’infrastruttura e della circolazione,  e
l’interazione  fra  le  imprese  ferroviarie  e  i  gestori
3. Restano ferme le  norme  vigenti  e  le  conseguenti
competenze degli  Organi  statali  interessati  per  quanto
riguarda le rispettive materie di  competenza  inerenti  la
sicurezza,  con  particolare  riferimento  ai  compiti  del
Ministero dell’interno in materia di prevenzione incendi  e
soccorso tecnico urgente,  ai  compiti  del  Ministero  del
lavoro e della previdenza sociale, ai compiti del Ministero
delle  infrastrutture  in   materia   di   norme   tecniche
costruttive delle opere civili, vigilanza  e  ispezioni  su
sede   ed   opere   d’arte   relative    all’infrastruttura
ferroviaria nella fase realizzativa della stessa.
4. Il presente decreto non si applica:
a)  alle  metropolitane,  tram  e  altri  sistemi  di
trasporto leggero su rotaia;
b) alle reti funzionalmente  isolate  dal  resto  del
sistema  ferroviario  ed  adibite  unicamente   a   servizi
passeggeri locali, urbani o suburbani, nonche’ alle imprese
ferroviarie che operano esclusivamente su tali reti;
c) all’infrastruttura ferroviaria privata  utilizzata
esclusivamente dal proprietario dell’infrastruttura per  le
sue operazioni di trasporto di merci.
c-bis) alle ferrovie storiche, museali  e  turistiche
che operano su una propria rete, comprese  le  officine  di
manutenzione, i veicoli e il personale che vi lavora.».
«Art.   3   (Definizioni).   –   1.   Ai   soli    fini
dell’applicazione del presente decreto si intende per:
a) sistema ferroviario: l’insieme dei sottosistemi di
natura  strutturale  e  funzionale,  quali  definiti  nelle
direttive 96/48/CE e 2001/16/CE e successive  modificazioni
nonche’ la gestione  e  l’esercizio  del  sistema  nel  suo
b) gestore dell’infrastruttura: qualsiasi organismo o
impresa  incaricato  in  particolare  della  realizzazione,
della manutenzione  di  una  infrastruttura  ferroviaria  e
della gestione dei sistemi  di  controllo  e  di  sicurezza
dell’infrastruttura e  della  circolazione  ferroviaria.  I
compiti del gestore di una infrastruttura  o  di  parte  di
essa possono essere assegnati  a  diversi  soggetti  con  i
vincoli  definiti  nelle  norme  comunitarie  e   nazionali
c) impresa ferroviaria: qualsiasi impresa titolare di
una licenza ai sensi del decreto legislativo 8 luglio 2003,
n. 188, e qualsiasi altra impresa pubblica o privata la cui
attivita’  consiste  nella  prestazione   di   servizi   di
trasporto di merci e/o di passeggeri  per  ferrovia  e  che
garantisce obbligatoriamente  la  trazione;  sono  comprese
anche le imprese che forniscono la sola trazione;
d) specifiche tecniche di interoperabilita’ (STI): le
specifiche di cui e’ oggetto ciascun sottosistema  o  parte
di un sottosistema,  al  fine  di  soddisfare  i  requisiti
essenziali  e  garantire  l’interoperabilita’  dei  sistemi
ferroviari transeuropei convenzionale e ad alta  velocita’,
quali definiti nelle  direttive  96/48/CE  e  2001/16/CE  e
e) obiettivi comuni di  sicurezza  (CST):  i  livelli
minimi di sicurezza  che  devono  almeno  essere  raggiunti
dalle diverse  parti  del  sistema  ferroviario  (quali  il
sistema ferroviario convenzionale, il  sistema  ferroviario
ad alta velocita’, le  gallerie  ferroviarie  lunghe  o  le
linee adibite unicamente  al  trasporto  di  merci)  e  dal
sistema  nel  suo  complesso,  espressi   in   criteri   di
accettazione del rischio;
f) metodi comuni di sicurezza  (CSM):  i  metodi  che
devono essere elaborati  per  descrivere  come  valutare  i
livelli di sicurezza, la realizzazione degli  obiettivi  di
sicurezza e la  conformita’  con  gli  altri  requisiti  in
materia di sicurezza;
f-bis) detentore: il soggetto o l’entita’ che  utilizza
il veicolo come mezzo di trasporto ed e’ iscritto in quanto
tale nel registro di immatricolazione  nazionale  (RIN)  di
cui all’art. 33 del decreto legislativo 8 ottobre 2010,  n.
191; puo’ esserne il proprietario o  avere  il  diritto  di
utilizzarlo;
f-ter)  soggetto   responsabile   della   manutenzione:
soggetto responsabile della  manutenzione  di  un  veicolo,
registrato in quanto tale nel RIN;
f-quater) veicolo: veicolo ferroviario atto a circolare
con le proprie ruote sulla linea ferroviaria, con  o  senza
trazione. Il veicolo si compone di uno o piu’  sottosistemi
strutturali e funzionali o di parti di tali sottosistemi;
g) Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie:
l’organismo nazionale a cui sono  assegnati  i  compiti  di
Autorita’  preposta   alla   sicurezza   per   il   sistema
ferroviario italiano di cui  al  capo  IV  della  direttiva
2004/49/CE;
h) Organismi notificati: gli organismi incaricati  di
valutare  la  conformita’  o  l’idoneita’  all’impiego  dei
componenti di interoperabilita’ o di istituire la procedura
di verifica  CE  dei  sottosistemi,  quali  definiti  nelle
direttive 96/48/CE e 2001/16/CE e successive modificazioni;
i)  Verificatori  indipendenti  di   sicurezza:   gli
organismi incaricati  di  valutare  la  conformita’  di  un
componente  ai  requisiti  di  omologazione  relativi  alla
sicurezza ad esso  applicabili  e  l’idoneita’  all’impiego
dello  stesso,   e/o   di   istruire   la   procedura   per
l’omologazione;
l) norme nazionali di sicurezza:  tutte  le  norme  e
standard  nazionali  contenenti  obblighi  in  materia   di
sicurezza ferroviaria, applicabili ad uno  o  piu’  gestori
dell’infrastruttura ed a piu’ di una impresa ferroviaria;
m)   sistema    di    gestione    della    sicurezza:
l’organizzazione e i provvedimenti  messi  in  atto  da  un
gestore dell’infrastruttura o da un’impresa ferroviaria per
assicurare la gestione sicura delle operazioni;
n)  disposizioni  di  esercizio:   disposizioni   che
regolamentano  la  sicurezza  ferroviaria  in  applicazione
delle norme nazionali di sicurezza riferite ad ogni singola
rete infrastrutturale;
o)   componenti   di   interoperabilita’:   qualsiasi
componente elementare, gruppo di componenti, sottoinsieme o
insieme completo di materiali incorporati  o  destinati  ad
essere incorporati  in  un  sottosistema,  da  cui  dipende
direttamente  o  indirettamente  (l’interoperabilita’   del
sistema ferroviario  convenzionale  o  ad  alta  velocita’,
successive  modificazioni.  Il   concetto   di   componente
comprende i beni materiali e quelli immateriali,  quali  il
p) prodotto generico: componente generico concepito e
realizzato per soddisfare determinate specifiche tecniche e
funzionali nell’ambito di una applicazione generica;
q)  applicazione  generica:  soluzione   realizzativa
concepita per soddisfare determinate specifiche tecniche  e
funzionali in conformita’ a norme e standard  di  sicurezza
in vigore utilizzabile per applicazioni specifiche;
r) applicazione  specifica:  soluzione  realizzativa,
ottenuta configurando una applicazione generica  omologata,
mirata  ad  una  specifica   esigenza;   una   applicazione
specifica, puo’  comprendere  piu’  applicazioni  generiche
opportunamente configurate;
s)  componente:  qualsiasi   componente   elementare,
gruppo di componenti  elementari,  sottoinsieme  o  insieme
completo di materiali, non coperto o  parzialmente  coperto
dalle specifiche tecniche di Interoperabilita’, incorporati
o destinati ad essere incorporati in  un  sottosistema.  Il
concetto di componente comprende i beni materiali e  quelli
immateriali, quali il software.
t)  omologazione:  processo  in  base  al  quale   si
certifica che il prototipo di  componente  e’  conforme  ai
requisiti di omologazione relativi alla sicurezza  ad  esso
u) sottosistemi: il  risultato  della  divisione  del
sistema  ferroviario  transeuropeo  come   indicato   nelle
i sottosistemi sono di natura strutturale o funzionale;
v)    investigatore    incaricato:    una    persona,
appartenente  o  incaricata  dall’organismo  investigativo,
preposta  all’organizzazione,   allo   svolgimento   e   al
controllo di un’indagine;
z) incidente: evento improvviso  indesiderato  e  non
intenzionale o specifica catena di siffatti  eventi  aventi
conseguenze  dannose;  gli  incidenti  si  dividono   nelle
seguenti categorie: collisioni, deragliamenti, incidenti ai
passaggi  a  livello,  incidenti  a  persone   causati   da
materiale rotabile in movimento, incendi e altro;
aa) incidente grave: qualsiasi collisione ferroviaria
o deragliamento di treni che causa la morte di  almeno  una
persona o il ferimento grave di cinque  o  piu’  persone  o
seri danni  al  materiale  rotabile,  all’infrastruttura  o
all’ambiente e qualsiasi altro incidente analogo avente  un
evidente impatto  sulla  regolamentazione  della  sicurezza
ferroviaria o sulla gestione della stessa;  seri  danni:  i
danni   il   cui   costo   totale   puo’   essere   stimato
immediatamente dall’organismo  investigativo  in  almeno  2
bb) inconveniente: qualsiasi  evento  diverso  da  un
incidente  o  da  un  incidente   grave,   associato   alla
circolazione  dei  treni  e  avente   un’incidenza,   anche
potenziale, sulla sicurezza dell’esercizio;
cc)  indagine:   una   procedura   finalizzata   alla
prevenzione di incidenti ed inconvenienti che comprende  la
raccolta e l’analisi di informazioni,  la  formulazione  di
conclusioni, tra cui la determinazione delle  cause  e,  se
del caso, la formulazione di raccomandazioni in materia  di
dd)  cause:  ogni   azione,   omissione,   evento   o
condizione o una combinazione di questi  elementi,  il  cui
risultato sia un incidente o un inconveniente;
ee)  Agenzia  ferroviaria  europea   (ERA):   Agenzia
comunitaria  per   la   sicurezza   e   l’interoperabilita’
ferroviarie;
ff)  Ente  appaltante:  ogni  soggetto,  responsabile
della realizzazione di un sottosistema, tenuto al  rilascio
della dichiarazione di verifica CE di  cui  all’allegato  V
delle  direttive  96/48/CE  e   2001/16/CE   e   successive
modificazioni previo espletamento della relativa  procedura
effettuata dall’organismo notificato al quale la stessa  e’
stata  aggiudicata  o,  comunque,  affidata  dal   predetto
soggetto, ai sensi dell’art. 13 delle direttive 96/48/CE  e
2001/16/CE.».
«Art. 6  (Compiti  dell’Agenzia).  –  1.  L’Agenzia  e’
preposta alla sicurezza del sistema ferroviario  nazionale.
In tale ambito, l’Agenzia svolge i compiti  e  le  funzioni
previste  dalla  direttiva   2004/49/CE   con   poteri   di
regolamentazione tecnica di settore e detta, in conformita’
con  le  disposizioni  comunitarie  e  con  quelle  assunte
dall’Agenzia europea per la sicurezza delle ferrovie di cui
al regolamento CE/881/2004 del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio del 29 aprile  2004,  i  principi  ed  i  criteri
necessari per la sicurezza della circolazione ferroviaria.
2. L’Agenzia  e’  incaricata  di  svolgere  i  seguenti
a)  definire  il  quadro  normativo  in  materia   di
sicurezza, proponendone il necessario riordino, ed  emanare
anche su proposta dei Gestori delle infrastrutture e  delle
Imprese ferroviarie, le norme tecniche e  gli  standard  di
sicurezza e vigilare sulla loro applicazione;
b) controllare, promuovere e, se del caso imporre, le
disposizioni e l’emanazione delle prescrizioni di esercizio
da parte dei Gestori delle Infrastrutture e  delle  Imprese
ferroviarie, in coerenza con il quadro normativo  nazionale
di cui alla lettera a);
c)  stabilire  i  principi  e  le  procedure   e   la
ripartizione delle competenze degli operatori ferroviari in
ordine  all’emanazione  delle  disposizioni  di  cui   alla
d) autorizzare la messa in servizio dei sottosistemi di
natura strutturale costitutivi del sistema  ferroviario,  a
norma dell’art. 14 del decreto legislativo 8 ottobre  2010,
n. 191;
e) verificare che l’applicazione delle  disposizioni  e
prescrizioni tecniche relative  al  funzionamento  ed  alla
manutenzione  dei  sottosistemi  costitutivi  del   sistema
ferroviario avvenga conformemente ai  pertinenti  requisiti
f) verificare che  i  componenti  di  interoperabilita’
siano conformi ai requisiti essenziali a norma dell’art. 10
del decreto legislativo 8 ottobre 2010, n. 191;
g) autorizzare la  messa  in  servizio  di  materiale
rotabile e degli altri sottosistemi di  natura  strutturale
nuovi o sostanzialmente modificati, non ancora  oggetto  di
una STI o parzialmente coperti dalle STI sulla  base  delle
dichiarazioni  di  verifica  CE  e   dei   certificati   di
h) emettere il  certificato  di  omologazione  di  un
prodotto generico, di  un’applicazione  generica  o  di  un
componente dopo aver verificato le attivita’ effettuate dal
Verificatore  Indipendente  di  Sicurezza   prescelto   dal
fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Comunita’,
dall’ente  appaltante,  dall’impresa  ferroviaria   o   dal
gestore dell’infrastruttura interessato;
i) rilasciare, rinnovare,  modificare  e  revocare  i
pertinenti  elementi  che  compongono  i   certificati   di
sicurezza e le autorizzazioni  di  sicurezza  rilasciati  a
norma degli articoli 14 e 15 e  controllare  che  ne  siano
soddisfatti le condizioni e i requisiti  e  che  i  gestori
dell’infrastruttura  e  le  imprese   ferroviarie   operino
conformemente  ai  requisiti  del  diritto  comunitario   o
l)  assicurare  che   i   veicoli   siano   debitamente
immatricolati    nel    RIN    e    che    nei     registri
dell’infrastruttura  e  dei  veicoli  le  informazioni   in
materia di sicurezza siano complete ed aggiornate;
m)   istituire   e   aggiornare   il   registro    di
immatricolazione   nazionale   del    materiale    rotabile
autorizzato ad essere messo in servizio;
n)   compiere   attivita’   di    studio,    ricerca,
approfondimento  in  materia  di  sicurezza  del  trasporto
ferroviario, anche recependo  indicazioni  emergenti  dalle
indagini   e   dalle   procedure   svolte    dall’organismo
investigativo   sugli   incidenti   e   gli   inconvenienti
ferroviari per il miglioramento della  sicurezza;  svolgere
attivita’  di  consultazione  in   materia   di   sicurezza
ferroviaria  a  favore  di  pubbliche   amministrazioni   e
attivita’ propositiva anche nei confronti del Parlamento in
vista della approvazione di norme di legge atte a garantire
livelli piu’ elevati di sicurezza delle ferrovie;
o)  formulare  proposte  e  osservazioni  relative  a
problemi della sicurezza ferroviaria ad  ogni  soggetto  od
autorita’ competenti;
p) impartire ai gestori delle infrastrutture ed  alle
imprese ferroviarie direttive, raccomandazioni  in  materia
di  sicurezza,  nonche’  in  ordine  agli  accorgimenti   e
procedure  necessarie  ed  utili  al  perseguimento   della
sicurezza ferroviaria;
q)  collaborare,  nel   rispetto   delle   rispettive
funzioni, con l’Agenzia ferroviaria europea per lo sviluppo
di obiettivi comuni di sicurezza  e  di  metodi  comuni  di
sicurezza per  consentire  una  progressiva  armonizzazione
delle norme nazionali, coordinandosi con  tale  Agenzia  in
vista  dell’adozione  delle  misure  di  armonizzazione   e
monitoraggio dell’evoluzione  della  sicurezza  ferroviaria
r)  qualificare  i   Verificatori   indipendenti   di
sicurezza per i processi di omologazione.
r-bis) disciplinare le modalita’ di  circolazione  di
particolari  categorie  di  veicoli  che  circolano   sulla
infrastruttura ricadente  nel  campo  di  applicazione  del
presente decreto, compresi i veicoli storici.
3. Le attivita’ di cui al comma 2  non  possono  essere
trasferite     o     appaltate     ad     alcun     gestore
dell’infrastruttura, impresa ferroviaria o Ente appaltante.
4. Per lo svolgimento dei propri compiti l’Agenzia puo’
chiedere  in  qualsiasi  momento  l’assistenza  tecnica  di
Gestori delle infrastrutture e Imprese ferroviarie o  altri
organismi  qualificati.  Gli  eventuali   costi   derivanti
rientrano nelle spese di funzionamento dell’Agenzia di  cui
all’art. 26.
5. L’Agenzia collabora  con  le  istituzioni  pubbliche
preposte alla regolazione economica del settore.».
«Art. 7 (Relazioni annuali). –  1.  L’Agenzia  pubblica
annualmente e trasmette entro il 30 settembre al  Ministero
dei trasporti, al Ministero delle  infrastrutture  ed  alla
Agenzia ferroviaria europea la  relazione  sulle  attivita’
svolte nell’anno precedente.
2. La relazione di cui al comma 1 contiene informazioni
a) l’evoluzione della sicurezza ferroviaria  compresa
una sintesi dei CSI definiti nell’allegato I;
b) le  modifiche  sostanziali  apportate  alle  norme
nazionali in materia di sicurezza ferroviaria;
c) l’evoluzione della certificazione di  sicurezza  e
dell’autorizzazione di sicurezza;
d)  i  risultati  e  l’esperienza   acquisita   nella
supervisione dell’attivita’ dei Gestori dell’infrastruttura
e delle Imprese ferroviarie.
d-bis) le deroghe concesse  a  norma  dell’art.  9-bis,
comma 7.
3. Il Ministero dei trasporti valuta l’evoluzione dello
stato  del  raggiungimento  degli   obiettivi   comuni   di
sicurezza e definisce se necessario,  di  concerto  con  il
Ministero   delle   infrastrutture    ed    il    Ministero
dell’economia  e  delle  finanze,   tenendo   conto   delle
indicazioni dell’Agenzia,  gli  investimenti  necessari  al
4. Il Ministro dei trasporti entro  il  30  ottobre  di
ogni  anno,  trasmette  al  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri  ed  al   Parlamento   il   rapporto   informativo
sull’attivita’  svolta   dall’Agenzia,   relativamente   al
periodo 1° gennaio-31 dicembre dell’anno precedente.».
«Art.  8   (Gestori   delle   Infrastrutture,   Imprese
ferroviarie, fabbricanti ed enti appaltanti). – 1.  Ciascun
gestore dell’infrastruttura e ciascuna impresa  ferroviaria
e’ responsabile  della  propria  parte  di  sistema  e  del
relativo funzionamento sicuro,  compresa  la  fornitura  di
materiale e l’appalto di servizi nei confronti  di  utenti,
clienti, lavoratori interessati e terzi.
2. Resta impregiudicata la responsabilita’  di  ciascun
fabbricante,  fornitore   di   servizi   di   manutenzione,
detentore, fornitore  di  servizi  o  ente  appaltante,  di
assicurare che il materiale  rotabile,  gli  impianti,  gli
accessori e i materiali nonche’  i  servizi  forniti  siano
conformi  ai  requisiti  richiesti  e  alle  condizioni  di
impiego specificate, affinche’  possano  essere  utilizzati
dall’impresa ferroviaria e dal gestore delle infrastrutture
3.  I  Gestori   dell’infrastruttura   e   le   imprese
ferroviarie    propongono    all’Agenzia,    motivatamente,
modifiche al quadro normativo nazionale di sicurezza.
4.  I  Gestori   dell’infrastruttura   e   le   imprese
ferroviarie emettono le prescrizioni e,  se  del  caso,  le
disposizioni; di esercizio necessarie ai fini delle lettere
a) e b) del comma 2 dell’art. 6.
5. Il fabbricante o il suo mandatario, stabilito  nella
comunita’,  il  Gestore  dell’infrastruttura  e   l’impresa
ferroviaria,  si  avvalgono,  per  l’omologazione   di   un
componente,  dei  Valutatori  indipendenti   di   sicurezza
riconosciuti dall’Agenzia.
6. I fabbricanti o il loro mandatario, stabilito  nella
Comunita’, e gli enti appaltanti emettono la  dichiarazione
CE di conformita’ ed idoneita’ all’impiego  dei  componenti
di interoperabilita’ e la dichiarazione di verifica CE  dei
sottosistemi  di   interoperabilita’   sulla   base   della
valutazione e dell’attestato di conformita’, rilasciato  da
parte di uno o piu’ organismi notificati, emesso secondo le
procedure stabilite nelle direttive 96/48/CE e 2001/16/CE e
7.  I  gestori  dell’infrastruttura  e/o   le   imprese
ferroviarie seguono  dalla  fase  di  concezione  tutte  le
attivita’ e provvedono all’accettazione ed  alla  messa  in
servizio delle applicazioni specifiche.
8. Il gestore di un’infrastruttura ferroviaria apre  al
pubblico esercizio linee ferroviarie nuove o  rinnovate,  o
con i sottosistemi di natura strutturale nuovi o modificati
dopo aver acquisito le certificazioni, le omologazioni e le
autorizzazioni nonche’ tutti permessi  necessari  ai  sensi
delle vigenti normative.».
«Art. 13 (Sistemi di gestione della sicurezza). – 1.  I
gestori  dell’infrastruttura  e  le   imprese   ferroviarie
elaborano i propri sistemi di gestione della  sicurezza  al
fine di garantire che il sistema ferroviario possa  attuare
almeno  i  CST,  sia  conforme  alle  norme  di   sicurezza
nazionali, di cui all’art. 12 ed all’allegato II nonche’ ai
requisiti di sicurezza contenuti  nelle  STI  e  che  siano
applicati gli elementi pertinenti dei CSM.
2. Il sistema di gestione della sicurezza  definito  in
dettaglio in allegato III, tenendo conto delle dimensioni e
della  tipologia  di  attivita’   svolta,   garantisce   il
controllo di tutti  i  rischi  connessi  all’attivita’  dei
gestori dell’infrastruttura o  delle  imprese  ferroviarie,
compresa la  manutenzione,  i  servizi,  la  fornitura  del
materiale e il ricorso ad imprese appaltatrici. Fatte salve
le vigenti norme in materia di responsabilita’, il  sistema
di gestione della  sicurezza  tiene  parimenti  conto,  ove
appropriato  e  ragionevole,  dei  rischi  generati   dalle
attivita’ di terzi.
3. Il sistema  di  gestione  della  sicurezza  di  ogni
gestore dell’infrastruttura tiene conto degli effetti delle
attivita’ svolte sulla rete dalle varie imprese ferroviarie
e provvede affinche’ tutte le imprese  ferroviarie  possano
operare nel rispetto delle STI e delle norme  nazionali  di
sicurezza  e  delle  condizioni  stabilite  dai  rispettivi
certificati  di  sicurezza.  Tale  sistema,   inoltre,   e’
concepito in modo tale da garantire il coordinamento  delle
procedure di emergenza del gestore dell’infrastruttura  con
quelle di tutte le imprese ferroviarie  che  operano  sulla
sua infrastruttura.
4. Ogni anno,  anteriormente  al  30  giugno,  tutti  i
trasmettono  all’Agenzia  una   relazione   annuale   sulla
sicurezza  relativa  all’anno  precedente.   La   relazione
contiene almeno:
a) i dati relativi alle  modalita’  di  conseguimento
degli obiettivi di sicurezza  interni  e  i  risultati  dei
piani di sicurezza;
b)  l’elaborazione  degli  indicatori  nazionali   di
sicurezza e dei CSI  di  cui  all’allegato  I  relativi  al
soggetto che trasmette la relazione;
c) i risultati degli audit di sicurezza interni;
d) le osservazioni  in  merito  alle  carenze  ed  al
malfunzionamento  delle  operazioni  ferroviarie  e   della
gestione  dell’infrastruttura  che  possano  rivestire   un
interesse per  l’Agenzia.  L’Agenzia,  qualora  lo  ritenga
necessario, puo’ richiedere ulteriori elementi  riguardanti
i contenuti della relazione e ulteriori argomenti.».
“Art. 14 (Certificati di sicurezza).  –  1.  Per  avere
accesso    all’infrastruttura    ferroviaria,    un’impresa
ferroviaria deve  essere  titolare  di  un  certificato  di
sicurezza che puo’ valere per l’intera rete  ferroviaria  o
soltanto per una parte delimitata. Scopo del certificato di
sicurezza e’ fornire la prova che l’impresa ferroviaria  ha
elaborato un proprio sistema di gestione della sicurezza ed
e’ pertanto in grado di soddisfare i requisiti  delle  STI,
di   altre   pertinenti   disposizioni   della    normativa
comunitaria e delle norme nazionali di  sicurezza  ai  fini
del controllo dei rischi e della prestazione di servizi  di
trasporto sulla rete in condizioni di sicurezza.
2. Il certificato di sicurezza comprende:
a) la certificazione che attesta  l’accettazione  del
sistema   di   gestione   della   sicurezza    dell’impresa
ferroviaria, di cui all’art. 13 e all’allegato III;
b) la certificazione che attesta l’accettazione delle
misure adottate dall’impresa ferroviaria per  soddisfare  i
requisiti  specifici  necessari  per  la  prestazione,   in
condizioni di sicurezza, dei suoi  servizi  sulla  rete  in
questione.    Detti    requisiti     possono     riguardare
l’applicazione  delle  STI  e  delle  norme  nazionali   di
sicurezza, ivi comprese le norme per il funzionamento della
rete,  l’accettazione  dei  certificati  del  personale   e
l’autorizzazione  alla  messa  in  servizio   dei   veicoli
utilizzati dall’impresa ferroviaria. La  certificazione  e’
basata   sulla   documentazione   trasmessa    dall’impresa
ferroviaria ai sensi dell’allegato IV.
3. L’Agenzia rilascia la certificazione di cui al comma
2, su  richiesta  del  rappresentante  legale,  all’impresa
ferroviaria che  inizia  in  Italia  la  propria  attivita’
specificando  il  tipo  e  la   portata   delle   attivita’
ferroviarie in oggetto. La certificazione di cui  al  comma
2, lettera a), e’  valida  in  tutto  il  territorio  della
Comunita’  per  le  attivita’  di   trasporto   ferroviario
equivalenti.
4. L’Agenzia rilascia, all’impresa ferroviaria gia’  in
possesso di un certificato di sicurezza rilasciato  da  una
Autorita’ di sicurezza  di  un  altro  Stato  membro  della
Comunita’  europea  e  che   intende   effettuare   servizi
supplementari di trasporto ferroviario,  la  certificazione
aggiuntiva necessaria a norma  del  comma  2,  lettera  b),
relativa alla rete italiana o  parte  della  rete  italiana
sulla quale intende effettuare il servizio.
5. Il certificato di sicurezza scade ogni  cinque  anni
ed e’ rinnovato a richiesta dell’impresa.
6.  Il   certificato   di   sicurezza   e’   aggiornato
parzialmente o integralmente ogniqualvolta  il  tipo  o  la
portata delle attivita’  cambia  in  modo  sostanziale.  Il
titolare del certificato di sicurezza informa senza indugio
L’Agenzia  in  merito  ad  ogni  modifica  rilevante  delle
condizioni che hanno consentito  il  rilascio  della  parte
pertinente del certificato. Il  titolare  notifica  inoltre
all’Agenzia l’assunzione di nuove categorie di personale  o
l’acquisizione di nuove tipologie di materiale rotabile.
7. L’Agenzia puo’ prescrivere la revisione della  parte
pertinente  del  certificato  di  sicurezza  in  seguito  a
modifiche sostanziali del quadro normativo sulla sicurezza.
8. Se  ritiene  che  il  titolare  del  certificato  di
sicurezza  non  soddisfi  piu’   le   condizioni   per   la
certificazione che e’ stata rilasciata, l’Agenzia revoca la
parte  a)  e  b)  del  certificato,  motivando  la  propria
decisione. Parimenti l’Agenzia  revoca  il  certificato  di
sicurezza se risulta che il titolare del certificato stesso
non ne ha fatto l’uso previsto durante l’anno successivo al
rilascio dello stesso. Della  revoca  della  certificazione
nazionale  aggiuntiva  o  del  certificato  di   sicurezza,
l’Agenzia informa l’Autorita’ preposta alla sicurezza dello
Stato membro che ha rilasciato la parte a) del certificato.
9.  L’Agenzia  notifica  all’ERA  entro  un   mese   il
rilascio,  il  rinnovo,  la  modifica  o  la   revoca   dei
certificati di sicurezza di cui al comma 2, lettera a).  La
notifica riporta la denominazione e  la  sede  dell’impresa
ferroviaria, la data di rilascio, l’ambito di  applicazione
e la validita’ del certificato di sicurezza e, in  caso  di
revoca, la motivazione della decisione.
10.  Per  il  rilascio  del  certificato  di  sicurezza
l’Agenzia applica diritti commisurati  ai  costi  sostenuti
per l’istruttoria, per le verifiche, per i controlli e  per
le procedure di certificazione.
11. I certificati di  sicurezza  gia’  rilasciati  alla
data di entrata in vigore del presente  decreto,  ai  sensi
dell’articolo 10 del decreto legislativo 8 luglio 2003,  n.
188, restano validi sino al rilascio da parte  dell’Agenzia
del certificato di cui al presente articolo da  richiedersi
a cura del rappresentante legale  dell’impresa  ferroviaria
entro tre mesi, fatta salva l’applicabilita’ dei commi 8  e
9.».
«Art.  19  (Obbligo  di  indagine).  –  1.  L’Organismo
investigativo,  a  seguito  di  incidenti   gravi,   svolge
indagini  al  fine  di  fornire  eventuali  raccomandazioni
finalizzate al miglioramento della sicurezza ferroviaria  e
alla prevenzione di incidenti.
2.  Oltre  che  sugli  incidenti   gravi,   l’Organismo
investigativo  puo’  indagare  sugli  incidenti   e   sugli
inconvenienti che, in condizioni diverse, avrebbero  potuto
determinare incidenti gravi,  tra  cui  guasti  tecnici  ai
sottosistemi di natura  strutturale  o  ai  componenti  dei
sistemi  ferroviari.  Spetta  all’Organismo   investigativo
decidere se indagare  o  meno  in  merito  ad  un  siffatto
incidente o inconveniente. Nella decisione esso tiene conto
dei seguenti elementi:
a) la gravita’ dell’incidente o inconveniente;
b) se esso fa parte  di  una  serie  di  incidenti  o
inconvenienti pertinenti al sistema nel suo complesso;
c) l’impatto dell’evento sulla sicurezza  ferroviaria
e  le  richieste  dei  gestori  dell’infrastruttura,  delle
imprese ferroviarie, dell’Agenzia.
3. La portata delle indagini e  le  relative  procedure
sono stabilite  dall’Organismo  investigativo  in  funzione
degli insegnamenti che esso intende trarre dall’incidente o
dall’inconveniente  ai   fini   del   miglioramento   della
sicurezza, tenendo conto dei  principi  e  degli  obiettivi
degli articoli 20 e 21.
4. L’inchiesta non mira in alcun caso a stabilire colpe
o responsabilita’.
5.   L’Agenzia,    il    gestore    dell’infrastruttura
ferroviaria  nazionale,  i  soggetti  gestori  delle  altre
infrastrutture ferroviarie, le imprese  ferroviarie  e  che
operano in ambito ferroviario, hanno l’obbligo di segnalare
immediatamente, con il mezzo di comunicazione piu’  rapido,
tutti gli incidenti ed inconvenienti che si verificano  nel
sistema  ferroviario.  Nelle  ventiquattro  ore  successive
provvedono a dar seguito alla segnalazione con un  sommario
rapporto descrittivo dell’incidente o inconveniente.
6.  Se  del   caso   l’Organismo   investigativo   apre
tempestivamente l’indagine nominando entro ventiquattro ore
dal  ricevimento  della  segnalazione   gli   investigatori
preposti all’indagine medesima.».
«Art. 27 (Disposizioni  transitorie  e  finali).  –  1.
Entro tre anni dall’entrata in vigore del presente  decreto
l’Agenzia elabora, attraverso il riordino dell’attuale,  un
nuovo quadro  normativo  che  tenga  conto  dell’ambito  di
applicazione del presente  decreto,  dell’evoluzione  della
normativa, del progresso tecnico e  scientifico  e  preveda
l’adeguamento e l’armonizzazione della struttura  normativa
nazionale con quella  comunitaria,  nonche’  l’assegnazione
dei compiti e delle  competenze  e  la  ripartizione  delle
responsabilita’ fra i soggetti interessati.
2.  Il  Ministro  delle  infrastrutture,   sentito   il
Ministro dei trasporti,  provvede  ad  adeguare  l’atto  di
concessione per la gestione dell’infrastruttura  nazionale,
al fine  di  renderlo  coerente  con  le  disposizioni  del
3. Al fine di garantire  la  continuita’  nel  presidio
della sicurezza ferroviaria e nello svolgimento dei compiti
in materia di  sicurezza  della  circolazione  ferroviaria,
nelle more  dell’assunzione  da  parte  dell’Agenzia  delle
competenze in materia  di  sicurezza  di  cui  al  presente
decreto, come disciplinata  dall’art.  4,  resta  fermo  il
vigente  quadro  normativo  in  materia,  sia  per   quanto
concerne i compiti del Ministero dei trasporti  che  quelli
del gestore dell’infrastruttura R.F.I. S.p.A.
4. Sulle reti regionali non isolate e su quelle isolate
interessate da  traffico  merci  individuate  dall’art.  1,
comma 2, del decreto legislativo 8  luglio  2003,  n.  188,
l’applicazione  delle  disposizioni  di  cui  al   presente
decreto e’ attuata quando risultino completati  sistemi  di
attrezzaggio  idonei  a  rendere  compatibili   i   livelli
tecnologici delle medesime reti regionali  a  quelli  della
rete nazionale per permettere l’unificazione degli standard
di sicurezza, dei regolamenti  e  delle  procedure  per  il
rilascio  del  certificato  di  sicurezza.  Con  successivi
provvedimenti  della  Direzione  generale  competente   del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  sentite  le
regioni interessate, sono fissati i termini entro  i  quali
le suddette reti regionali devono completare i  sistemi  di
attrezzaggio compatibili a  quelli  della  rete  nazionale.
Sulle reti regionali, per le quali non risultano completati
gli  adeguamenti  tecnologici   di   cui   sopra,   possono
continuare ad operare senza  certificato  di  sicurezza  le
imprese     ferroviarie     controllate     dal     gestore
dell’infrastruttura, o facenti  parte  della  societa’  che
gestisce l’infrastruttura; in tale  caso  il  direttore  di
esercizio e’ responsabile di tutti gli obblighi di legge di
cui al decreto del Presidente della  Repubblica  11  luglio
1980, n. 735.
5. Dall’attuazione  del  presente  decreto  non  devono
derivare nuovi o maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
pubblica.».
– Il testo degli allegati II e III, del citato  decreto
legislativo 10 agosto 2007, n.  162,  come  modificati  dal
NOTIFICA DELLE NORME NAZIONALI DI SICUREZZA
Le norme nazionali  di  sicurezza  da  notificare  alla
Commissione,   secondo   la   procedura    dell’art.    12,
15. Norme relative agli obiettivi  ed  ai  metodi  di
sicurezza in vigore in Italia;
16.  Norme  relative  ai  requisiti  dei  sistemi  di
gestione e di certificazione della sicurezza delle  imprese
17. (Abrogato).
18. Norme comuni di esercizio della rete  ferroviaria
non ancora oggetto di una STI, comprese le  norme  relative
ai sistemi di segnalamento e di gestione del traffico;
19. Norme che fissano i requisiti relativi a norme di
esercizio interne supplementari  (norme  dell’impresa)  che
devono essere stabilite dai gestori  dell’infrastruttura  e
dalle imprese ferroviarie;
20. Norme relative ai requisiti del personale addetto
a compiti di  sicurezza  essenziali,  tra  cui  criteri  di
selezione, idoneita’ sotto il profilo medico e formazione e
certificazione, purche’ ancora non oggetto di una STI;
21. Norme relative  alle  indagini  su  incidenti  ed
inconvenienti.».
«Allegato III
1. Requisiti del sistema di gestione della sicurezza.
Il sistema di  gestione  della  sicurezza  deve  essere
documentato in tutte le sue parti pertinenti  e  descrivere
in particolare la  ripartizione  delle  responsabilita’  in
seno all’organizzazione del gestore  dell’infrastruttura  o
dell’impresa  ferroviaria.   Occorre   indicare   come   la
direzione garantisca un controllo a tutti i  livelli,  come
sia garantita la  partecipazione  a  tutti  i  livelli  del
personale e dei rispettivi rappresentanti e in che modo sia
garantito il miglioramento costante del sistema di gestione
2. Elementi essenziali del sistema  di  gestione  della
Gli elementi essenziali del sistema di  gestione  della
sicurezza sono i seguenti:
a) una politica di sicurezza approvata dal  direttore
generale dell’organismo e comunicata a tutto il personale;
b) obiettivi dell’organismo  di  tipo  qualitativo  e
quantitativo per il mantenimento ed il miglioramento  della
sicurezza nonche’ piani e  procedure  per  conseguire  tali
c) procedure atte a soddisfare gli  standard  tecnici
ed  operativi  in  vigore,  nuovi  e  modificati  od  altre
prescrizioni contenute:
nelle STI;
nelle norme nazionali di sicurezza di cui  all’art.
12 e all’allegato II;
in altre norme pertinenti;
in decisioni dell’Agenzia,
nonche’ procedure volte ad  assicurare  la  conformita’
agli standard e alle altre  prescrizioni  durante  l’intero
ciclo di vita delle attrezzature e delle operazioni;
d) procedure e metodi da applicare nella  valutazione
del rischio e nell’attuazione delle misure di controllo del
rischio ogniqualvolta un cambiamento  nelle  condizioni  di
esercizio o l’impiego di  nuovo  materiale  comporti  nuovi
rischi per l’infrastruttura o per le operazioni;
e) offerta di programmi di formazione del personale e
di sistemi atti a garantire che il  personale  mantenga  le
proprie  competenze  e   che   i   compiti   siano   svolti
conformemente a tali competenze;
f)  disposizioni  atte   a   garantire   un   livello
sufficiente di informazione all’interno  dell’organismo  e,
se del caso, fra gli organismi  che  operano  sulla  stessa
infrastruttura;
g) procedure e formati per  la  documentazione  delle
informazioni  in  materia  di  sicurezza  e  scelta   della
procedura   di   controllo   della   configurazione   delle
informazioni essenziali in materia di sicurezza;
h) procedure volte a garantire che gli incidenti, gli
inconvenienti,  i  «quasi  incidenti»   ed   altri   eventi
pericolosi siano segnalati, indagati ed  analizzati  e  che
siano adottate le necessarie misure preventive;
i) piani di intervento, di allarme ed informazione in
caso di emergenza, concordati con  le  autorita’  suppliche
j) audit interni regolari  del  sistema  di  gestione
della sicurezza.».
Sistema di certificazione del soggetto responsabile
della manutenzione di carri merci
1. Al fine di dare rapida attuazione al sistema  di  certificazione
dei soggetti responsabili della  manutenzione  di  carri  merci,  con
decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  di
concerto con il Ministro dell’economia  e  delle  finanze  e  con  il
Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro  sessanta  giorni
dalla data di entrata in vigore  del  presente  decreto  legislativo,
sono   dettate   disposizioni   che   tengano   conto    dell’accordo
internazionale sottoscritto a  Bruxelles  il  14  maggio  2009.  Tale
decreto disciplina le modalita’ di riconoscimento degli Organismi  di
certificazione dei soggetti  responsabili  della  manutenzione  e  la
determinazione delle tariffe a carico dei predetti Organismi  per  le
attivita’ di riconoscimento, rinnovo e vigilanza svolte dal Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, sulla base del costo  effettivo
delle prestazioni. Le tariffe sono aggiornate almeno ogni due anni.
2. Nelle more di entrata in vigore del regolamento  adottato  dalla
Commissione europea sulla base della Raccomandazione dell’ERA di  cui
all’articolo 1, paragrafo 8, della direttiva 2008/110/CE, il  decreto
di cui al comma 1 disciplina anche:
a) i requisiti dell’Organismo di Certificazione;
b) le modalita’ di certificazione del soggetto responsabile della
c) i requisiti del soggetto responsabile della manutenzione;
d) i compiti del soggetto responsabile della manutenzione;
e) le modalita’ del rilascio e del  rinnovo  del  certificato  di
soggetto  responsabile  della  manutenzione   nonche’   la   relativa
validita’.
3. Nelle more dell’emanazione del decreto di  cui  al  comma  1  la
verifica della capacita’ di  svolgere  le  funzioni  di  responsabile
della manutenzione, laddove lo stesso sia una impresa  ferroviaria  o
un gestore della infrastruttura, e’ effettuata dall’Agenzia nazionale
per la sicurezza delle ferrovie, in  base  alle  competenze  previste
dalla legislazione vigente, secondo le procedure di cui agli articoli
14 e 15 del decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162, e deve essere
indicata sui certificati specificati in tali procedure.
– Per i riferimenti alla direttiva 2008/110/CE, si veda
– Gli articoli 14 e 15 del citato  decreto  legislativo
10 agosto 2007, n. 162, cosi’ recitano:
«Art. 14 (Certificati di sicurezza).  –  1.  Per  avere
e’ in grado di soddisfare i requisiti delle STI,  di  altre
pertinenti disposizioni della normativa comunitaria e delle
norme nazionali di sicurezza  ai  fini  del  controllo  dei
rischi e del funzionamento sicuro sulla rete.
requisiti  specifici  necessari  per   la   sicurezza   del
funzionamento  sulla  rete  in   questione.   I   requisiti
includono l’applicazione delle STI e delle norme  nazionali
di sicurezza, l’accettazione dei certificati del  personale
e l’autorizzazione  a  mettere  in  servizio  il  materiale
rotabile usato dall’impresa ferroviaria. La  certificazione
e’  basata  sulla  documentazione  trasmessa   dall’impresa
«Art.  15  (Autorizzazione  di  sicurezza  dei  gestori
dell’infrastruttura).  –  1.  Per  poter  gestire   e   far
funzionare  un’infrastruttura   ferroviaria,   il   gestore
dell’infrastruttura,    su     richiesta     del     legale
rappresentante,   deve   ottenere   un’autorizzazione    di
sicurezza dall’Agenzia. L’Autorizzazione di sicurezza  puo’
contenere limitazioni e/o prescrizioni per  parti  limitate
dell’infrastruttura.    L’autorizzazione    di    sicurezza
a) l’autorizzazione che  attesta  l’accettazione  del
sistema   di   gestione   della   sicurezza   del   gestore
dell’infrastruttura di cui all’art. 13 e all’allegato III;
b) l’autorizzazione che attesta l’accettazione  delle
misure  adottate  dal   gestore   dell’infrastruttura   per
soddisfare i requisiti specifici necessari per la sicurezza
della progettazione, della manutenzione e del funzionamento
dell’infrastruttura ferroviaria, compresi, se del caso,  la
manutenzione e il funzionamento del  sistema  di  controllo
del traffico e di segnalamento.
2. L’autorizzazione di sicurezza scade ogni cinque anni
ed    e’    rinnovata    a    richiesta     del     gestore
dell’infrastruttura.  L’autorizzazione  di   sicurezza   e’
aggiornata parzialmente o integralmente ogniqualvolta  sono
apportate  modifiche  sostanziali  all’infrastruttura,   al
segnalamento o alla fornitura di energia ovvero ai principi
che ne disciplinano il funzionamento e la manutenzione.  Il
titolare dell’autorizzazione  di  sicurezza  informa  senza
indugio l’Agenzia in merito ad ogni modifica apportata.
3.   L’Agenzia   puo’    prescrivere    la    revisione
dell’autorizzazione di sicurezza  in  seguito  a  modifiche
sostanziali del quadro normativo in materia di sicurezza.
4. Se ritiene che il  titolare  dell’autorizzazione  di
sicurezza  non  soddisfi  piu’  le  pertinenti  condizioni,
l’Agenzia preposta alla sicurezza  revoca  l’autorizzazione
motivando la propria decisione.
5.  L’Agenzia  notifica  all’ERA  entro  un   mese   il
rilascio,  il  rinnovo,  la  modifica  o  la  revoca  delle
autorizzazioni  di  sicurezza.  La  notifica   riporta   la
denominazione e la sede del gestore dell’infrastruttura, la
data di rilascio, l’ambito di applicazione e  la  validita’
dell’autorizzazione di sicurezza e, in caso di  revoca,  la
motivazione della decisione.
6. Per il  rilascio  dell’autorizzazione  di  sicurezza
7. I gestori per le infrastrutture  gia’  esistenti  ed
aperte al traffico ferroviario  alla  data  di  entrata  in
vigore del presente decreto provvedono  entro  tre  mesi  a
richiedere il rilascio dell’autorizzazione di sicurezza. In
attesa  del  rilascio  della  stessa  sono  autorizzati   a
proseguire    la    propria    attivita’    fatta     salva
l’applicabilita’ dei commi 4 e 5.».
devono derivare  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
2. Le Amministrazioni interessate  provvedono  all’adempimento  dei
compiti  derivanti  dal  presente  decreto  con  le  risorse   umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
italiana. E’ fatto obbligo, a chiunque  spetti  di  osservarlo  e  di
Dato a Roma, addi’ 24 marzo 2011
DECRETO LEGISLATIVO 24 marzo 2011, n. 43 – Attuazione della direttiva 2008/110/CE che modifica la direttiva 2004/49/CE relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie. (11G0077) – (GU n. 87 del 15-4-2011 redazione redazione 2015-05-19T06:41:47+00:00