Source: http://www.paparella.it/blog/2005/06/debacle-della-maggioranza-sulla-societa-mista/
Timestamp: 2019-03-19 10:00:19+00:00
Document Index: 7830144

Matched Legal Cases: ['art. 109', 'art.6', 'art. 45', 'art. 48', 'art. 239', 'art. 88', 'art. 109']

Débacle della maggioranza sulla "Società mista" | Paparella.it
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da Raffaele Paparella il 11 Giugno 2005 in Economia, Politica
Scompiglio nelle file della maggioranza nel Consiglio Comunale dello scorso giovedì 9 giugno, dopo la dichiarazione di Gaetano Naglieri (UDC) che pone una pesante pregiudiziale sul provvedimento riguardante la costituzione di una società a capitale totalmente pubblico, per la gestione di servizi pubblici locali. “A norma dell’art. 109 del Regolamento di Contabilità – dichiara Naglieri -, doveva essere allegato al provvedimento una relazione da parte dei Revisori dei Conti che non abbiamo né visto né avuto. Ritengo che la discussione non si può affrontare”
Ma procediamo con ordine seguendo come si sono svolti i lavori del Consiglio comunale che ha visto la partecipazione di un pubblico accorso numeroso. Convocato per le 17, inizia con un’ora e quindici minuti di ritardo, ma, dopo appena cinque minuti, il primo provvedimento all’ordine del giorno riguardante le modifiche ed integrazioni dello Statuto Comunale, vengono approvate con diciotto voti a favore e sette astensioni.
Le modifiche statutarie, lo ricordiamo, vennero approvate nel Consiglio Comunale del luglio 2002 all’unanimità in tutti gli articoli, per adeguarlo al D. lgs. 267/2000, ma andava ridiscusso in quanto decaduto per non aver concluso il suo iter procedurale previsto dall’art.6 comma 4 del D. Lgs. n. 267/2000. Con questa votazione il suo iter può definirsi concluso e i suoi effetti possono finalmente prodursi. Gli aspetti più significativi innovati riguardano il numero degli assessori comunali che viene fissato ad otto, prevista la figura del consigliere aggiunto extracomunitario con solo voto consultivo, oltre agli istituti di partecipazione dei cittadini previsti al Titolo III Capo I, inerenti la possibilità di promuovere consultazioni della popolazione per l’esame di proposte e iniziative che investono problematiche relative al territorio e i diritti e gli interessi della popolazione previsto dall’art. art. 45 dello Statuto (Consultazioni) e la possibilità di promuovere referendum non solo nelle materie di competenza del Consiglio Comunale ma anche per problematiche relative al territorio e alla popolazione art. 48 dello Statuto (Referendum Comunali).
Il “nuovo” Statuto comunale sarà quindi pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia e entrerà in vigore dopo 30 giorni dalla pubblicazione all’Albo comunale.
La spinta a portare in aula il provvedimento e a riprendere il suo iter interrotto circa due anni fa, nasce dalla sollecitazione dalla neo costituita associazione “Città Plurale” di Modugno, che promuove forme di cittadinanza attiva, in una assemblea pubblica cittadina tenuta il 5 febbraio 2005 dove si è sostenuta la necessità di un referendum cittadino sulle due “minacce” che affliggono il territorio modugnese (centrale termoelettrica e nuovo tracciato ferroviario).
Approvato il primo punto all’ordine del giorno, si è passati ad esaminare il secondo riguardante la costituzione di una società a capitale totalmente pubblico per la gestione dei servizi comunali.
E a questo punto, dopo le dichiarazioni di Naglieri, sembrerebbe che i lavori non possano essere discussi, che non si possa entrare cioè nel merito del provvedimento per un vizio formale del provvedimento stesso.
Al presidente del Consiglio comunale Brancaccio (DL) non resta che affidarsi “all’esperienza” del dirigente del Settore Finanze e Tributi, dott.Montefusco, per chiedere “lumi” e chiarimenti dopo l’obiezione posta dal consigliere Naglieri. Il dirigente sembra cascare dalle nuvole, balbetta, non sa che pesci prendere, cerca aiuto nel segretario Comunale chiedendogli il regolamento di Contabilità, lo legge, tenta una inutile quanto patetica giustificazione, sostenendo che il parere dei Revisori dei Conti può essere dato successivamente a posteriori. La cosa invece prende la piega opposta. Tutto da rifare.
La situazione creatasi porta le opposizioni a scatenarsi in un susseguirsi di attacchi e affondi verso una maggioranza impreparata a sostenere una battaglia non prevista né immaginabile.
Pizzimenti (FI) incalza il dirigente Montefusco e chiede esplicitamente: ”il parere dei Revisori dei conti ci vuole o non ci vuole?” Poi continua affermando egli stesso che: “Essendo che stiamo approvando un impegno di spesa i Revisori dei Conti devono fornire il loro parere prima e non dopo.” Naglieri chiede un rinvio, mentre il sindaco Rana visibilmente irritato dichiara: “chiedo chiarezza su questa questione prima di un rinvio e capire perché questo iter non è stato avviato”.
Montefusco tenta un’ulteriore giustificazione sostenendo che, la necessità di un parere da parte dei Revisori è richiesta solo in caso di “partecipazione” e non di “costituzione” com’è citato nell’ordine del giorno.
Di diverso avviso il Segretario Comunale Acquafredda che rapidamente con freddezza e lucidità effettua un’excursus normativo passando ad analizzare il Testo Unico art. 239 lettera a comma 1 (Organo dei revisori dei conti) che rimanda a sua volta all’art. 88 dello Statuto Comunale che rinvia al Regolamento di Contabilità, art. 109 comma 10 del Testo Unico, chiarendo il caso e affermando che il “parere deve essere contenuto nel provvedimento del Consiglio Comunale”.
A questo punto le opposizioni si scatenano mettendo all’angolo una maggioranza incredula e avvilita per l’accaduto, che vedono così trasformare le aspettative di un risultato positivo in una umiliazione senza precedenti.
“Sono allibito – esordisce Bonasia (Lista Bonasia) – , un provvedimento così importante risulta privo di un parere necessario che vizia il provvedimento. Le responsabilità ci sono e ancora una volta ci si passa sopra senza accertare responsabilità”.
Longo (DL) prendendo la parola dichiara: “Non so se ringraziare l’opposizione. Quello che si è consumato è allucinante e le conseguenze bisogna addebitarle a qualcuno. A nome della Margherita chiedo che a qualcuno venga addebitata questa seduta infruttuosa”. (Tradotto: qualche testa deve cadere).
Il sindaco Rana tenta di calmare gli animi e di abbassare i toni di un clima che diventa sempre più incandescente e che rischia di trasformarsi in una Waterloo per l’amministrazione che guida. Resosi conto della débacle, riconosce che “manca il parere dei Revisori dei Conti” e aggiunge: “E’ necessario – riferendosi alla relazione dei Revisori dei Conti – perché lo prevede il nostro Regolamento di Contabilità. La questione sarà seriamente discussa per il passaggio a vuoto. Sulla sostanza siamo disposti ad un serio confronto con le opposizioni”.
Ma la richiesta delle dimissioni dell’assessore e del dirigente arriva esplicitamente da Naglieri che li accusa di “non conoscere il nostro regolamento – quello comunale -.”.
Interviene l’assessore Callegari che “impreparato” dichiara: “non è stata una strumentalizzazione per allungare i tempi è una svista che me ne faccio carico. Vi assicuro di un lavoro serrato con i Revisori e a tempi brevi il loro parere”. L’assessore Callegari infine tenta di ridurre la questione a un problema di mera forma lasciando intendere che quello che conta è la sostanza del provvedimento.
“Lei non può uscirsene così – attacca irritato il consigliere Vasile (UDC). Lei deve dimettersi. Non ha capito la gravità del provvedimento”. Vasile incalza e chiede all’assessore, se ha firmato il provvedimento, ma questi letteralmente impacciato, non ricorda, tentenna.
Anche il consigliere Sacco (DS) si associa alla richiesta delle dimissioni dell’assessore e del dirigente. “Chi sbaglia non può pretendere fiducia da noi e dai cittadini. Non è la prima volta che un provvedimento viene ritirato per gravi vizi di forma. Per etica e moralità assessore e dirigente che hanno portato in aula il provvedimento abbiano la statura morale di dimettersi”.
“Bene! Abbiamo appreso che il parere dei Revisori dei Conti era necessario e che non era agli atti – dichiara il sindaco Rana – e quindi non può essere discusso. C’è stata una mancanza e qualcuno deve dare spiegazioni”. Rana ha anche detto che i tempi medi per la costituzione di una società mista sono lunghi ipotizzando un iter che può durare da due a cinque anni, per la difficoltà e la complessità del percorso, ma “se portati a compimento rappresentano strumenti formidabili per le Pubbliche Amministrazioni. Detto questo, ribadisco ancora la volontà di proseguire questo obiettivo e quello che andremo a costituire è una società a intero capitale pubblico di cui il partner è Italia Lavoro S.p.a.”