Source: http://www.ilpaesaggio.eu/normer.htm
Timestamp: 2018-02-25 00:09:55+00:00
Document Index: 116518914

Matched Legal Cases: ['art. 149', 'art. 2', 'art. 31', 'art. 49', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 82', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 42', 'art. 20', 'art. 22', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 9', 'art. 77', 'art. 14', 'art. 18', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 42', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1']

Le norme regionali e delle province autonome
contiene attualmente norme dell'Emilia Romagna, del Friuli - Venezia Giulia e del Piemonte
Legge Regionale 24 marzo 2000, n. 20 "Disciplina generale sulla tutela e l'uso del territorio"
TITOLO I PRINCIPI GENERALI DELLA PIANIFICAZIONE
TITOLO II STRUMENTI E CONTENUTI DELLA PIANIFICAZIONE
CAPO I PIANIFICAZIONE TERRITORIALE REGIONALE
Articolo 23 Piano Territoriale Regionale (PTR)
Articolo 24 Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR)
1. Il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) costituisce parte tematica del PTR, avente specifica considerazione dei valori paesaggistici, ambientali e culturali del territorio regionale, anche ai fini dell'art. 149 del D. Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490.
Articolo 25 Procedimento di approvazione
CAPO II PIANIFICAZIONE TERRITORIALE PROVINCIALE
Articolo 26 Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP)
Art.49 Contributi per i progetti di tutela, recupero e valorizzazione (modificato dalla L.R. del 25/11/2002 n. 31 )
1. Al fine di favorire l'elaborazione e la realizzazione dei progetti di tutela, recupero e valorizzazione nelle aree che interessini il territorio di più comuni, la Regione concede contributi per la progettazione degli interventi e per l'elaborazione di studi sugli effetti degli stessi sui sistemi insediativo, ambientale, paesaggistico, sociale ed economico.
ALLEGATO CONTENUTI DELLA PIANIFICAZIONE
CAPO A-I CONTENUTI STRATEGICI
Art. A-18Ambiti agricoli di rilievo paesaggistico
1. Gli ambiti agricoli di rilievo paesaggistico sono caratterizzati dall'integrazione del sistema ambientale e del relativo patrimonio naturale con l'azione dell'uomo volta alla coltivazione e trasformazione del suolo.
2. Negli ambiti agricoli di rilievo paesaggistico la pianificazione territoriale e urbanistica assicura:
a) la salvaguardia delle attività agro-silvo-pastorali ambientalmente sostenibili e dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici presenti nel territorio;
b) la conservazione o la ricostituzione del paesaggio rurale e del relativo patrimonio di biodiversità, delle singole specie animali o vegetali, dei relativi habitat, e delle associazioni vegetali e forestali;
c) la salvaguardia o ricostituzione dei processi naturali, degli equilibri idraulici e idrogeologici e degli equilibri ecologici.
3. A tale scopo, negli ambiti di cui al presente articolo, il PTCP individua quali trasformazioni e attività di utilizzazione del suolo siano ammissibili, previa valutazione di sostenibilità.
4. Qualora negli ambiti agricoli di rilievo paesaggistico sussistano limitazioni all'utilizzazione agricola dei suoli, la pianificazione urbanistica comunale promuove anche lo sviluppo di attività integrative del reddito agricolo, quali la silvicoltura, l'offerta di servizi ambientali, ricreativi, per il tempo libero e per l'agriturismo. Il PSC può individuare gli ambiti più idonei per lo sviluppo delle attività integrative ed il RUE disciplina gli interventi edilizi necessari, che devono riguardare prioritariamente il patrimonio edilizio esistente.
Vige per gli aspetti paesaggistici il titolo X della LR 52/1991.
Sul Bolletino ufficiale della regione n. 8 del 21.2.2001 è pubblicata inoltre la circolare: Avviso recante disposizioni per la redazione di elaborati costituenti piani regolatori particolareggiati comunali e varianti a i piani regolatori generali comunali che interessano vincoli paesaggistici - ambientali.
Legge regionale 19.11.1991 e successive modifiche: Norme regionali in materia di urbanistica
CAPO IV Disposizioni speciali per le parti del territorio regionale di particolare pregio paesistico ed ambientale o destinate a parchi o riserve naturali
Art. 18 PTRP con contenuti paesistici ed ambientali
1. In attuazione degli indirizzi del PTRG l' Amministrazione regionale, nel quadro di accordi di programma di cui all' articolo 16, comma 1, con gli enti locali, con gli altri enti pubblici e, eventualmente, con operatori privati interessati, predispone per le parti del territorio di particolare pregio paesistico ed ambientale indicate dal predetto PTRG, appositi PTRP aventi particolare attenzione agli aspetti paesistici ed ambientali, con i quali definisce il quadro di trasformabilita' delle aree interessate dal piano, delimitando le zone da sottoporre a vincoli specifici ed individuando gli interventi e le opere necessarie alla valorizzazione del territorio.
2. I piani di cui al comma 1 hanno efficacia di PTRP ai sensi del Capo III e devono contenere, oltre a quanto stabilito nell' articolo 14:
a) uno schema strutturale di interpretazione del paesaggio e la descrizione dei valori puntuali che lo caratterizzano;
b) i divieti, i limiti d' uso e le prescrizioni da osservare;
c) le eventuali forme di indennizzo per le limitazioni poste;
d) gli eventuali interventi urgenti di conservazione ambientale e di recupero di aree in degrado.
3. Per quanto riguarda gli elementi e le procedure di formazione, adozione ed approvazione, nonche' la durata temporale, si applica quanto disposto dagli articoli 15, 16 e 17.
4. In sede di prima applicazione della presente legge, in attesa dell' approvazione del PTRG, l' Amministrazione regionale puo' delimitare, con decreto del Presidente della Giunta regionale, parti del proprio territorio di particolare pregio paesistico ed ambientale, per le quali possono trovare immediata attuazione le disposizioni del presente articolo.
Titolo X - Ulteriori disposizioni in materia dip rotezione delle bellezze naturali
Art. 130 ter(Finalità)
1. Il presente titolo disciplina le funzioni amministrative delegate ai sensi dell’articolo 8, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 1987, n. 469, in materia di protezione delle bellezze naturali, di cui al titolo II del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, approvato con decreto legislativo 490/1999.
Art. 130 quater (Individuazione degli organi competenti in materia paesaggistica)
1. Le funzioni regionali in materia paesaggistica, che non sono specificatamente regolate, sono esercitate dalla Giunta regionale.
Art. 130 quinquies (Funzioni paesaggistiche della sezione prima del Comitato tecnico regionale)
1. La funzione consultiva per l’esercizio delle competenze regionali in materia di protezione delle bellezze naturali è esercitata dalla sezione prima del Comitato tecnico regionale.
2. Per l’esame delle proposte di vincolo la sezione prima del Comitato tecnico regionale è integrata dal Sindaco del Comune interessato o da un suo delegato.
Art. 130 sexies (Elenchi dei beni e delle località soggetti a tutela)
1. Gli elenchi dei beni e delle località di cui all’articolo 139 del decreto legislativo 490/1999, distinti a seconda che comprendano i beni indicati alle lettere a) e b) o le località indicate alle lettere c) e d) del medesimo articolo 139, comma 1, predisposti dalla Direzione regionale della pianificazione territoriale, sono approvati dalla Giunta regionale, sentito il Comitato tecnico regionale, sezione prima.
2. La deliberazione della Giunta regionale e’ pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione e agli albi di tutti i Comuni interessati per un periodo di tre mesi; gli elenchi e le relative planimetrie sono depositati presso gli uffici comunali a libera visione del pubblico. Della deliberazione e delle pubblicazioni degli elenchi e’ data notizia su almeno due quotidiani diffusi nella regione, nonché su un quotidiano a diffusione nazionale.
3. La deliberazione della Giunta regionale, relativa agli elenchi dei beni indicati alle lettere a) e b) dell’articolo 139, comma 1, del decreto legislativo 490/1999, è notificata ai proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo degli immobili.
4. Entro tre mesi dalla data di notifica del provvedimento di cui al comma 3 e dalla data di scadenza del periodo di pubblicazione di cui al comma 2, i proprietari, possessori e detentori comunque interessati possono proporre opposizione alla Giunta regionale, la quale decide entro sessanta giorni.
5. Gli elenchi approvati, successivamente alla deliberazione di cui al comma 4, sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nel Bollettino Ufficiale della Regione.
6. Copia della Gazzetta Ufficiale è affissa per un periodo di tre mesi all’albo pretorio di tutti i Comuni interessati. Copia dell’elenco e delle relative planimetrie resta depositata a libera visione del pubblico presso gli uffici comunali.
7. Successivamente alla deliberazione di cui al comma 4, la dichiarazione di notevole interesse pubblico dei beni indicati alle lettere a) e b) dell’articolo 139 del decreto legislativo 490/1999 viene trascritta nei registri immobiliari.
Art. 131 (Competenze regionali e comunali)
1. Con riguardo ai beni e alle località sottoposti al vincolo delle bellezze naturali, ai sensi del titolo II del decreto legislativo 490/1999, rimangono di competenza regionale:
a) le autorizzazioni relative a nuovi edifici o ad interventi di demolizione e ricostruzione ed ampliamento di edifici, posti all'esterno di PRPC esaminati dal Comitato tecnico regionale, sezione prima, con una volumetria superiore, nei comuni di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia, a 10.000 metri cubi; con una volumetria superiore a 5.000 metri cubi nei comuni con più di 5.000 abitanti; con una volumetria superiore a 1.500 metri cubi in tutti gli altri comuni della regione; a tal fine la popolazione e' determinata in base ai risultati dell'ultimo censimento ufficiale;
e) le autorizzazioni relative ad opere ed interventi che implichino movimenti di terra superiori a 30.000 metri cubi;
f) il parere di cui al comma 5;
g) le ordinanze di cui all’articolo 153, comma 1, del decreto legislativo 490/1999, relativamente ai lavori intrapresi all'infuori delle località vincolate ai sensi del titolo II del decreto legislativo 490/1999, nonché a quelli intrapresi senza l'autorizzazione di propria competenza;
h) l'irrogazione delle sanzioni relativamente ai lavori intrapresi senza l'autorizzazione di propria competenza;
i) le prescrizioni di cui all'articolo 155 del decreto legislativo 490/1999;
l) i pareri di cui all'articolo 32 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, come da ultimo modificato dall'articolo 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, qualora le opere e gli interventi siano sottoposti alla competenza regionale per la tutela del vincolo delle bellezze naturali.
2. I provvedimenti previsti al comma 1, lettere g) ed h), sono emanati dalla Giunta regionale, previo parere del Comitato tecnico regionale, sezione prima.
3. I provvedimenti di cui alle lettere a), b), c), d), e) ed i) del comma 1 sono emanati dal Direttore regionale della pianificazione territoriale, previo parere del Comitato tecnico regionale, sezione prima.
4. I pareri di cui alla lettera l) del comma 1 sono rilasciati dal Direttore del Servizio della tutela del paesaggio e delle bellezze naturali.
5. Le autorizzazioni per l'apertura di cave, di cui all'articolo 2 della legge regionale 18 agosto 1986, n. 35, come modificato dall'articolo 5 della legge regionale 20 maggio 1997, n. 21, e i provvedimenti di approvazione dei progetti di impianti di smaltimento dei rifiuti, di cui agli articoli 5 e 23 della legge regionale 7 settembre 1987, n. 30, come da ultimo modificati rispettivamente dagli articoli 5 e 18 della legge regionale 14 giugno 1996, n. 22, qualora riguardino i beni e le località di cui al comma 1, sono previamente sottoposti al parere del Comitato tecnico regionale, sezione rispettivamente terza e quarta, che valuta pure gli aspetti paesaggistici, integrato con i componenti individuati ai sensi dell'articolo 22, comma 4, della legge regionale 7 settembre 1990, n. 43, e con il Direttore del Servizio della tutela del paesaggio e delle bellezze naturali della Direzione regionale della pianificazione territoriale.
6. Le eventuali prescrizioni contenute nel parere di cui al comma 5 sono recepite nelle autorizzazioni e nei provvedimenti di approvazione di cui al medesimo comma 5, che costituiscono altresì autorizzazione ai sensi dell’articolo 151 del decreto legislativo 490/1999.
7. Con riguardo ai beni ed alle località di cui al comma 1, le autorizzazioni per gli interventi diversi da quelli considerati ai precedenti commi vengono rilasciate dai Comuni.
8. Fra le autorizzazioni indicate al comma 7, si intendono comprese quelle previste dall'articolo 157 del decreto legislativo 490/1999.
8 bis. Lungo le strade site nell’ambito e in prossimità dei beni indicati al comma 1 e’ vietato collocare cartelli o altri mezzi pubblicitari, salvo autorizzazione rilasciata a norma dell’articolo 23, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, previo parere favorevole del Comune sulla compatibilità della collocazione e della tipologia dell’insegna con l’aspetto, il decoro e il pubblico godimento degli edifici o dei luoghi soggetti a tutela.
9. Spetta altresì ai Comuni l'irrogazione delle sanzioni previste dall'articolo 164 del decreto legislativo 490/1999, relativamente ai lavori intrapresi senza l'autorizzazione di propria competenza.
10. Le autorizzazioni di cui ai commi 7 e 8 sono rilasciate dal Sindaco o da un suo delegato, previo parere della Commissione edilizia così come integrata secondo il disposto dell'articolo 133 e copia delle stesse, unitamente agli elaborati progettuali, va trasmessa al Ministero per i beni culturali ed ambientali, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 151, comma 4, del decreto legislativo 490/1999.
10 bis. In relazione all’articolo 82, comma 1 bis, la Commissione edilizia integrata è organo indispensabile per l’esercizio delle funzioni comunali in materia paesaggistica.
11. Nell'ambito dei beni tutelati ai sensi del titolo II del decreto legislativo 490/1999, non sono soggetti all'autorizzazione paesaggistica:
a) le operazioni ammesse dalle vigenti norme ed attinenti all'attività agricola, al taglio colturale del bosco, al taglio di diradamento, all'avviamento del bosco ceduo al governo ad alto fusto, ai tagli di utilizzazione boschiva, alla forestazione, alla riforestazione, agli interventi antincendio e di conservazione, escluse le opere di difesa forestale e di sistemazione idraulico-forestale, le infrastrutture di viabilità forestale di carattere permanente a fondo stabilizzato, le piste antincendio, le opere di bonifica fondiaria, ivi compresi i riordini fondiari;
a bis) le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, di risanamento conservativo, di conservazione tipologica, di restauro e le opere interne, che non alterino lo stato dei luoghi né l’aspetto esteriore degli edifici;
b) i nuovi impianti e le reti tecnologiche da interrare sotto strada o sedimi artificiali, compresi gli accessori, che non si elevano oltre il piano di superficie, tali da non comportare alterazioni permanenti dello stato dei luoghi.
12. Nell'ambito delle zone elencate all’articolo 146, comma 1, del decreto legislativo 490/1999, non sono soggetti all'autorizzazione paesaggistica:
a) gli interventi da attuarsi nei territori, che, alla data del 6 settembre 1985:
1) erano delimitati dagli strumenti urbanistici comunali come zone omogenee A o B;
2) erano contigui ai territori di cui al numero 1) ed erano interessati da servizi e attrezzature collettive già realizzati;
c) gli interventi di manutenzione ordinaria da attuarsi sui corsi d'acqua, che possono comprendere i prelievi di materiali inerti dagli alvei e le eventuali movimentazioni dei materiali inerti all'interno degli alvei stessi, dichiarati tali dagli Uffici del genio civile o dalla Direzione regionale dell'ambiente, a seconda delle rispettive competenze.
12 bis. Entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge regionale 26 febbraio 2001, n. 7, i responsabili comunali dei procedimenti urbanistici provvedono ad individuare i territori di cui al comma 12, lettera a); copia della delimitazione e’ inviata alla Direzione regionale della pianificazione territoriale. Nelle zone A e B e in quelle contigue destinate a servizi e ad attrezzature collettive, delimitate successivamente alla data del 6 settembre 1985, restano valide le concessioni edilizie già rilasciate e per le quali i lavori siano stati iniziati alla data di entrata in vigore della medesima legge regionale 26 febbraio 2001, n. 7.
13. Nelle aree destinate a parco o a riserva naturale regionale, fino all'adozione del piano di conservazione e sviluppo, rimangono di competenza regionale le autorizzazioni relative ad opere infrastrutturali e alle opere da eseguirsi da parte delle amministrazioni ed enti pubblici, fermo restando quanto previsto dall'articolo 156 del decreto legislativo 490/1999, con riguardo alle opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali.
14. In via di interpretazione autentica l'applicazione dell'indennità' risarcitoria prevista dall'articolo 164 del decreto legislativo 490/1999 per le opere soggette a concessione o ad autorizzazione in sanatoria ai sensi dell'articolo 31 della legge 47/1985, spetta alla Regione o ai Comuni secondo la suddivisione di competenza per la tutela del vincolo delle bellezze naturali.
Art. 132 (Opere da eseguirsi da parte di amministrazioni ed enti pubblici)
1. Qualora la richiesta di autorizzazione paesaggistica riguardi opere da eseguirsi da parte di amministrazioni ed enti pubblici, rimangono di competenza regionale esclusivamente le opere soggette ad accertamento di conformità urbanistica o a denuncia ai sensi dell’articolo 89, fermo restando per le opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, ivi compresi gli alloggi di servizio per il personale militare, il potere del Ministro competente di rilasciare o negare entro sessanta giorni l’autorizzazione, anche in difformità dalla decisione regionale.
2. L'autorizzazione e' rilasciata dal Direttore regionale della pianificazione territoriale, previo parere del Comitato tecnico regionale, sezione prima, o dal Direttore del Servizio della tutela del paesaggio e delle bellezze naturali, a seconda che l'intervento sia soggetto ad accertamento di conformità urbanistica o a denuncia.
Art. 132 bis (Attività colturali comportanti riduzione di superficie boscata)
1. Le riduzioni di superficie boscata di dimensione superiore ai limiti di cui all'articolo 131, comma 1, lettera b), motivate dalla realizzazione di attività colturali, sono attuabili attraverso un progetto che individui eventuali nuove viabilità e le metodologie di sistemazione colturale.
Art. 133 Integrazione delle Commissioni edilizie comunali
1. Per l' espletamento dei compiti previsti dal presente Titolo, i Comuni sono tenuti ad adottare entro trenta giorni, qualora non avessero già provveduto, una variante al regolamento edilizio vigente per l' integrazione della composizione della Commissione edilizia comunale con membri esperti in materia di tutela ambientale e paesaggistica, in numero da uno a tre, o per l’istituzione della Commissione edilizia, nella cui composizione figura la presenza dei suddetti membri esperti.
2. La variante di cui al comma 1 è assunta con deliberazione del Consiglio comunale.
2 bis. Fra i membri esperti in materia di tutela ambientale e paesaggistica di cui al comma 1 figura un esperto scelto tra terne di candidati proposti dalle associazioni ambientaliste riconosciute ed operanti nel territorio regionale. In attesa che l'Amministrazione regionale approvi l'elenco delle associazioni ambientaliste riconosciute, si utilizza l'elenco delle associazioni riconosciute dal Ministero dell'ambiente. Le associazioni suddette propongono le terne entro quindici giorni dalla richiesta; scaduto tale termine, per la scelta decide la Giunta comunale o il diverso organo previsto dallo statuto comunale.
2 ter. Per la validità delle sedute della Commissione edilizia integrata deve presenziare alla riunione almeno uno dei membri esperti in materia di tutela ambientale e paesaggistica. Qualora i membri esperti siano in numero superiore ad uno e non intervengano, nella totalità, ad una seduta, le determinazioni possono essere comunque validamente assunte nella seduta successiva; quando il membro esperto sia unico, le determinazioni possono essere comunque validamente assunte dopo l'assenza a due sedute consecutive.
Art. 134 Ricognizione ed aggiornamento dei vincoli esistenti
1. Fermo restando quanto disposto dall' articolo 145 del decreto legislativo 490/1999, l' Amministrazione regionale provvede alla ricognizione degli effetti prodotti dai vincoli esistenti e posti ai sensi e per gli effetti dell' articolo 139 del decreto legislativo 490/1999, al fine di apportarvi eventuali modificazioni ed integrazioni.
2. Per le operazioni di ricognizione ed aggiornamento dei vincoli suindicati, l' Amministrazione regionale può avvalersi del supporto tecnico di esperti esterni, previa stipulazione di contratti d' opera professionale.
Art. 135 Disposizioni transitorie concernenti gli strumenti urbanistici riguardanti beni e localita' sottoposti a vincolo paesaggistico
1. Fino a quando non avranno effetto le disposizioni di cui all' articolo 32, comma 4, e all' articolo 45, comma 6, le varianti agli strumenti urbanistici generali e gli strumenti urbanistici attuativi, di cui agli articoli 41 e 43 della legge regionale 24 luglio 1982, n. 45, nei quali siano compresi beni e località sottoposti al vincolo paesaggistico di cui al titolo II del decreto legislativo 490/1999, rimangono soggetti alle procedure e modalità di approvazione di cui agli articoli 41, 42 e 43 della legge regionale 24 luglio 1982, n. 45, previa assunzione da parte del Comune, successivamente all' adozione dello strumento urbanistico, del parere della competente sezione del Comitato tecnico regionale, da esprimersi, anche ai sensi e per gli effetti di cui all' articolo 16, comma terzo, della legge 17 agosto 1942, n. 1150, entro il termine di 90 giorni; il predetto parere ha effetti vincolanti limitatamente alle previsioni riguardanti i beni e le localita' sottoposti al vincolo paesaggistico di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497.
Art. 136 Decorrenza dell' efficacia dei commi 7, 8 e 9 dell' articolo 131
1. Le disposizioni dell' articolo 131, commi 7, 8 e 9 trovano applicazione a partire dal sessantesimo giorno successivo a quello dell' entrata in vigore della presente legge, qualora i Comuni debbano ancora provvedere all' integrazione della Commissione edilizia ai sensi dell' articolo 133, comma 1.
Art. 137 Interventi negli ambiti di tutela ambientale e nei parchi naturali
2. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 69 della legge regionale 30 settembre 1996, n. 42, all' interno dei parchi e delle riserve regionali le autorizzazioni e gli altri provvedimenti previsti dal titolo II del decreto legislativo 490/1999, sono di competenza della Regione e dei Comuni, secondo quanto disposto all'articolo 131.
Art. 138 Annullamento delle autorizzazioni
1. Ai sensi dell' articolo 151, comma 4, del decreto legislativo 490/1999, l' annullamento delle autorizzazioni rilasciate deve essere emesso nel termine perentorio di sessanta giorni dal ricevimento.
2. L' efficacia delle autorizzazioni rimane comunque sospesa per il termine di novanta giorni decorrente dall' invio alle Amministrazioni cui compete il potere di annullamento sempre che nel frattempo non pervenga un formale atto di consenso da parte degli organi statali competenti. La medesima disciplina si applica ai provvedimenti di cui all' articolo 131, comma 1, lettera f).
Art. 138 bis Applicazione delle sanzioni previste dall' articolo 164,
comma 1, del decreto legislativo 490/1999
01. In presenza di abuso paesaggistico, qualora non si versi nell'ipotesi dell'applicazione di compresenti sanzioni urbanistiche e paesaggistiche, di cui all'articolo 101, commi da 12 bis a 12 octies, all'articolo 103, comma 3 bis, all'articolo 104, comma 5 bis, e all'articolo 107, comma 1 bis, l'Amministrazione competente a vigilare sul vincolo paesaggistico, ai fini dell'ingiunzione di demolizione delle opere abusive e di ripristino dei luoghi manomessi, di cui all'articolo 164, comma 1, del decreto legislativo 490/1999, intima al responsabile dell'abuso di presentare il relativo progetto entro congruo termine, da fissare nel provvedimento.
02. Il progetto di demolizione e ripristino e' sottoposto al parere del Comitato tecnico regionale, sezione prima, o della Commissione edilizia integrata, a seconda che l'Amministrazione competente a vigilare sull'osservanza del vincolo sia la Regione o il Comune.
03. Se il responsabile dell'abuso non presenta nel termine prefissato il progetto di demolizione e di ripristino, alla stesura dello stesso provvedono le Amministrazioni competenti a vigilare sull'osservanza del vincolo entro un anno. Le spese sostenute vanno recuperate nei confronti del responsabile dell'abuso.
04. Per la redazione del progetto di demolizione e di ripristino, di cui al comma 03 e per la determinazione dell'indennità equivalente alla maggiore somma tra il danno arrecato e il profitto conseguito, prevista dall'articolo 164, comma 1, del decreto legislativo 490/1999, la Giunta regionale può avvalersi della collaborazione di esperti.
05. ( ABROGATO )
1. Per la determinazione dell’indennità pecuniaria, di cui all’articolo 164 del decreto legislativo 490/1999, l’ammontare del danno arrecato equivale al costo degli interventi di ripristino degli immobili e delle aree manomessi, e quello del profitto conseguito, per la parte rapportata alle sole modificazioni immobiliari, corrisponde al 3 per cento del valore venale dell’immobile, conseguente alla realizzazione degli interventi abusivi.
2. Per l’applicazione delle sanzioni di competenza della Regione il valore venale dell’immobile, di cui al comma 1, è determinato dalle Direzioni provinciali dei servizi tecnici.
2 bis. Nell’ipotesi di accertamento di mancanza di danno ambientale per interventi eseguiti in assenza dell’autorizzazione emessa ai sensi dell’articolo 151 del decreto legislativo 490/1999, va applicata la sanzione pecuniaria pari al profitto conseguito, mediante la commessa trasgressione, per il contenimento dei costi o per l’acquisizione di benefici e comunque in misura non inferiore a lire un milione.
2 ter. L’accertamento di mancanza di danno ambientale indica le prescrizioni tecniche delle eventuali modifiche da apportare al fine dell’armonico inserimento dell’opera nel contesto ambientale.
3. Le sanzioni da applicare ai sensi degli articoli 19 e 20 della legge regionale 18 agosto 1986, n. 35, come da ultimo modificati dall'articolo 9 della legge regionale 20 maggio 1997, n. 21, e ai sensi dell'articolo 164 del decreto legislativo 490/1999 sono cumulabili, ma le somme da corrispondere equivalgono all'ammontare della sanzione maggiore.
Art. 139 Disposizioni transitorie di salvaguardia e di esclusione dal vincolo dei beni e localita' sottoposti a vincolo paesaggistico
1. La Regione può individuare con indicazioni planimetriche e catastali, nell' ambito delle zone elencate all’articolo 146, comma 1, del decreto legislativo 490/1999, le aree in cui e' vietata, fino all' approvazione del PTRG ovvero dei PTRP con contenuti paesistici ed ambientali approvati ai sensi dell' articolo 18, comma 4, ogni modificazione dell' assetto del territorio, nonché qualsiasi opera edilizia, con esclusione degli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l' aspetto esteriore degli edifici. La notificazione dei provvedimenti predetti avviene secondo le procedure previste dal titolo II del decreto legislativo 490/1999 e dal relativo regolamento di attuazione.
2. In relazione al vincolo paesaggistico imposto sui corsi d' acqua ai sensi del comma 1, lettera c), dell’articolo 146 del decreto legislativo 490/1999, la Regione, fino all' approvazione del PTRG, determina quali corsi d'acqua classificati pubblici, ai sensi del testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con RD 11 dicembre 1933, n. 1775, possano, per la loro irrilevanza ai fini paesaggistici, essere esclusi, in tutto o in parte, dal predetto vincolo. Dei predetti corsi d' acqua viene redatto apposito elenco da pubblicarsi sul Bollettino Ufficiale della Regione.
3. I provvedimenti regionali di cui ai commi 1 e 2 sono adottati con le modalità previste dall' articolo 3, comma 1, della legge regionale 13 maggio 1988, n. 29.
Art. 140 Rinvio legislativo1. Qualora leggi e regolamenti regionali facciano riferimento alle leggi regionali 28 ottobre 1986, n. 42 e 13 dicembre 1989, n. 36, il richiamo si intende riferito, per quanto compatibile, alle disposizioni del presente Titolo.
Legge regionale 3 aprile 1989, n. 20. (Testo coordinato)
Modificata da l.r. 45/1994, l.r. 03/1995, l.r. 23/1996, l.r. 48/1997
b) l'istituzione di Parchi e Riserve naturali e la relativa formazione dei Piani dell'area a norma della legge regionale 4 giugno 1975, n. 43 1 >< 1 e successive modifiche ed integrazioni;
1. Laddove siano presenti beni ambientali, la cui valorizzazione e tutela esigano uno specifico ed organico intervento di livello regionale, la Regione, nell'esercizio della podesta' trasferita dallo Stato con il D.P.R. 15 gennaio 1972, n. 8, anche per il tramite delle Province e della Citta' Metropolitana e nei limiti di cui all'articolo 8 quinquies della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 come da ultimo modificato, redige Piani Paesistici. Tali Piani sono redatti, comunque, con riferimento in tutto o in parte alle seguenti aree:
a) nelle localita' incluse negli elenchi di cui all'articolo 1, numeri 3 e 4, della legge 29 giugno 1939, n. 1497 integrati come previsto dall'articolo 9 della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 e successive modifiche ed integrazioni;
b) nelle aree e localita' comprese nelle categorie di cui all'articolo 82, quinto comma del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 modificato dalla legge 8 agosto 1985, n. 431;
c) nelle aree individuate dal Piano Territoriale Regionale, dai Piani Territoriali Provinciali e dal Piano Territoriale Metropolitano come parti del territorio nelle quali la tutela e la valorizzazione dei beni storici, artistici ed ambientali esigono un'approfondita e specifica analisi e disciplina. < 4
c) Tavole di Piano,in scala non inferiore a 1/25.000, e comunque in scala adeguata agli effetti prescrittivi contenuti nel Piano. Per le parti contenenti prescrizioni immediatamente prevalenti sulla disciplina comunale vigente e vincolanti anche nei confronti dei privati, le tavole devono essere in scala 1/10.000 e, per gli interventi puntuali finalizzati alla tutela, in scala 1/2.000 o catastale. Le tavole definiscono:
[1] E' istituita la Commissione Regionale per i Beni Culturali ed Ambientali la quale e' investita della competenza e delle attribuzioni delle Commissioni Provinciali di cui all'art. 2 della legge 29 giugno 1939, n. 1497, modificato dall'art. 31 del D.P.R. 3 dicembre 1975 n. 805.
[2] La Commissione svolge attivita' di consulenza a favore del Consiglio e della Giunta Regionali in materia di beni culturali e ambientali; fornisce indirizzi alle Sezioni Provinciali di cui al successivo 8. comma promuovendone il coordinamento e l'armonizzazione dei criteri operativi. La Commissione inoltre formula i pareri previsti agli articoli 40, 41 bis e 49 della presente legge. 6 >< 6 La Commissione e' costituita con decreto del Presidente della Giunta Regionale, dura in carica tre anni ed ha sede nel capoluogo della Regione. I componenti sono rieleggibili.
[3] La Commissione e' composta da:
b) il Presidente del C.U.R. 7 >< 7 o suo delegato;
c) tre esperti nella materia di competenza nominati dal Consiglio Regionale, di comprovata specifica esperienza scientifica e professionale; 8 >< 8
[4] La partecipazione dei rappresentanti delle Amministrazioni statali e' subordinata al consenso e alla designazione degli stessi.
[5] Devono essere convocati ad esprimere un parere consultivo, i Sindaci dei Comuni sul cui territorio si intenda apporre nuovi vincoli.
[6] Il Presidente puo' fare intervenire di volta in volta alle riunioni, senza diritto di voto, studiosi e tecnici, esperti in specifici problemi, nonche' rappresentanti designati da associazioni ambientalistiche ed agricole e da Associazioni e sodalizi culturali.
[7] Le riunioni della Commissione sono valide con la presenza della maggioranza assoluta dei componenti con diritto di voto le deliberazioni sono valide quando sono adottate con voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti.
[8] Sono Sezioni decentrate della Commissione Regionale le Sezioni provinciali per la tutela dei beni culturali ed ambientali costituite in numero di almeno una per ogni ambito provinciale: esse hanno sede di norma nel capoluogo di Provincia.
[9] La Sezione provinciale promuove il censimento dei beni ambientali e culturali nel territorio di propria competenza, propone l'istituzione di vincoli e forme diverse di tutela su specifici beni o parti del territorio; formula il parere vincolante, di cui all art. 49 della presente legge, 9 >< 9 in merito alle concessioni relative ad aree ed immobili che nelle prescrizioni del Piano Regolatore Generale sono definiti di interesse storico artistico ed ambientale.
[10] Ad essa puo' essere dalla Giunta regionale, sentita la Commissione regionale, di cui al presente articolo, attribuita la formulazione dei pareri previsti agli artt. 40 e 41 bis della presente legge, 10 >< 10 limitatamente ai casi in cui non siano richieste contestuali varianti urbanistiche, sulla base degli indirizzi e dei criteri forniti ai sensi del 2. comma del presente articolo.
[11] La Sezione provinciale dura in carica tre anni. Essa e' eletta dal Consiglio Regionale ed e' composta da:
[12] Tra i sette membri della Sezione provinciale il Consiglio Regionale designa il Presidente.
[13] Per lo svolgimento dell'attivita' delle Sezioni provinciali valgono le norme di cui ai precedenti 4°, 5°, 6° e 7° commi.
[14] Alle spese di funzionamento della Commissione Regionale e delle Sezioni provinciali si provvede a norma della legge regionale 2 luglio 1976, n. 33.
[15] Le modalita' di funzionamento della Commissione Regionale e delle Sezioni provinciali saranno previste da apposito regolamento.
(11 >< 11 Compiti 12=>della Commissione Tecnica Urbanistica <=12 e della Commissione Regionale per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali riunite in seduta congiunta)
1] 13=>La Commissione Tecnica Urbanistica e la Commissione Regionale per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali sono convocate in seduta congiunta dal Presidente della Commissione Tecnica Urbanistica per esprimere un unico parere obbligatorio, non vincolante, su:
e) i Piani di Area dei Parchi e delle altre aree protette. <=13
[2] Le riunioni congiunte 14=>delle due Commissioni <=14 sono valide con la presenza di un terzo dei componenti l'assemblea con diritto di voto e i pareri espressi sono approvati quando vengono adottati con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti alla riunione a norma dell'art. 9, 2° comma della legge 3 gennaio 1978, n. 1.
[3] Le riunioni sono presiedute dal Presidente 15=>di una delle due Commissioni <=15.
[4] 16=>Le due Commissioni <=16 sono altresi' riunite con le modalita' e le procedure dei commi precedenti per esprimere in modo coordinato e contestuale i pareri di loro competenza sugli strumenti urbanistici esecutivi, quando questi ultimi richiedano il 17=>parere della Commissione Regionale per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali <=17 e siano collegati ad una variante dello strumento urbanistico generale, 18=>ai sensi del quarto comma dell'art. 17 <=18.
1. Il vincolo disposto ex lege sulle categorie di beni indicati al comma 5 dell'art. 82, D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, cosi' come modificato dalla legge n. 431 dell' 8 agosto 1985 non si applica:
a) nel perimetro del centro abitato nei Comuni sprovvisti di strumento urbanistico o dotati di strumento approvato prima dell'entrata in vigore del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444; nelle zone " A " e " B " nei Comuni dotati di strumento urbanistico approvato dopo l'entrata in vigore del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444; 19 >< 19
b) le seguenti operazioni silvo-colturali previste nelle Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale, da far valere anche nei territori non sottoposti al vincolo di cui al R.D. 30 dicembre 1923 n. 3267, fatta eccezione per il taglio raso nei boschi di alto fusto per qualsiasi superficie e del taglio raso per superfici superiori ai 10 ettari nel caso dei boschi cedui:
h) ogni altro tipo di intervento normato dai Piani Paesistici, dai Piani dell'Area e dai Piani di Intervento di Parchi e Riserve Naturali istituiti ai sensi della legge regionale 4 giugno 1975, n. 43 e successive modifiche ed integrazioni 20 >< 20 , dai Piani dell'Area di Parchi nazionali, dai Piani Naturalistici e dai Piani di Assestamento Forestale. Tali interventi dovranno comunque essere conformi alle norme, alle prescrizioni ed agli indirizzi contenuti nei Piani medesimi.
21+>h bis) ogni altro tipo di intervento relativo ai fiumi, torrenti e corsi d'acqua inseriti negli elenchi di cui al testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, cosi' come definiti dall'articolo 1 della l. 431/1985, con esclusione dei corpi idrici nominalmente individuati nell'allegato A alla presente legge;
h ter) rilascio, limitatamente ad una sola volta, di autorizzazione per attivita' estrattiva di pietre ornamentali ai fini della realizzazione di un progetto di coltivazione in precedenza autorizzato ai sensi dell'articolo 82 del d.p.r. 616/1977. <+21
a) posa in opera di cartelli, insegne e di altri mezzi di pubblicita' nei limiti di cui all'art. 14, 1. comma, legge 29 giugno 1939, n. 1497;
(Subdelega territoriale)
2. Nei casi in cui le zone di cui al comma 1 possiedano requisiti di interesse ambientale, storico, culturale individuati ai sensi dell'articolo 24 della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 e successive modifiche ed integrazioni, l'autorizzazione comunale rilasciata in subdelega di competenze in virtu' dell'articolo 82 d.p.r. 616/1977, deve essere preceduta dal parere vincolante della Commissione regionale per la tutela e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali di cui all'articolo 8. < 22
23=>2. L'autorizzazione per gli interventi previsti all'articolo 13 ed all'articolo 13 bis deve essere rilasciata o negata dal Sindaco entro il termine perentorio di 60 giorni dalla data di presentazione della domanda con l'osservanza delle norme contenute nella legge 29 giugno 1939, n. 1497, sentito il parere della Commissione Igienico Edilizia. I Comuni danno immediata comunicazione al Ministro per i beni culturali ed ambientali delle autorizzazioni rilasciate e trasmettono contestualmente la relativa documentazione; gli stessi atti devono, nei medesimi termini, essere inviati alla Regione Piemonte. Le citate autorizzazioni non divengono efficaci fino a quando non si sia provveduto alla loro trasmissione. <=23
3. In conformita' ai disposti del 5. comma dell'art. 1 della legge 8 agosto 1985, n. 431, decorso inutilmente il termine del comma 2, gli interessati, entro trenta giorni possono richiedere l'autorizzazione al Ministro per i Beni Culturali ed Ambientali, che si pronuncia entro 60 giorni dalla data di ricevimento della richiesta. Il Ministro per i Beni Culturali ed Ambientali puo' in ogni caso annullare, con provvedimento motivato, l'autorizzazione comunale entro i 60 giorni successivi alla relativa comunicazione.
2. Le funzioni relative all'applicazione delle sanzioni e delle ordinanze di demolizione previste dall'art. 15 della legge 29 giugno 1939, n. 1497, riguardanti le opere di cui alla presente legge sono subdelegate ai Comuni; i relativi proventi, riscossi a norma del R.D. 14 aprile 1910 24 >< 24, n. 639, sono versati in un apposito conto corrente presso la Tesoreria del Comune e sono destinati al risanamento delle zone e beni sottoposti al vincolo di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497 ed alla legge 8 agosto 1985, n. 431.
Agnellasca, Agogna, Airola, Albedosa, Annunziata, Anza, Arisola, Artogna, Armarengo, Arzola di Restegassi, Banna, Bedale Insertile, Belbo, Bendola, Berria, Besante, Bicogno, Bogliona, Bogna, Borbera, Borbore, Bormida, Bormida di Millesimo, Bormida di Spigno, Bousset, Branzola, Brella, Brevettola, Brobbio, Bronda, Brutto, Bucera, Bule', Caldo, Campiglia, Canale Cavour, Canale dei Molini, Canale di Orbassano, Cannobino, Cantogno, Caramagna, Carreghino, Casotto, Castellania, Casternone, Cenischia, Ceronda, Cervo, Cevetta, Cherasca, Chiabriera, Chiamogna, Chisola, Chisone, Chisonetto, Chiusella, Clarea, Claretto, Colla, Comba di Droneretto, Corsaglia, Corvorant, Crosa, Curone, Devero, Diveria, Dora Baltea, Dora di Bardonecchia, Dora Riparia, Ellero, Elvo, Erno, Erro, Fisca, Forzo, Fosso delle Monache, Fosso di Lunetta, Freddo di Casalgrasso, Gallenga, Gaminella, Garino, Gerardo, Germanasca, Germanasca di Massello, Germanasca di Salza, Gesso, Gesso della Valletta, Gesso di Entracque, Gherlobbia, Ghiandone, Ghisone, Gilba, Gora di Castellamonte, Gordenella, Gorzente, Grana, Grana di Bagnolo, Grana di Montemagno, Grana-Mellea, Gravio, Gronda, Grue, Lantonzo, Lemina, Lemme, Lurisia, Luvia, Maira, Malesina, Malone, Marchiazza, Marcova, Marmora, Marone, Massa, Mastallone, Maudagna, Meina, Melezzo, Meletta, Mellea, Molina, Mondalavia, Mongia, Negrone, Nizza, Noce, Oitana, Olobbia, Orba, Orbagna, Orco, Ormea, Oropa, Ostola, Ovesca, Parone, Pellice, Pescone, Pesio, Piccola Dora, Piota, Po, Pogliola, Prati della Chiesa, Preit, Quargnasca, Rea Alto, Riasco, Riavolo, Ribordone, Ricchiardo, Ricorrezzo, Ridone, Rile, Rio del Gorgo, Rio del Piz, Rio della Pissa, Rio della Torre, Rio di Canale, Rio di Vetria, Rio Moirano, Rio Verde, Ripa, Robeirano, Roboaro, Roburentello, Rodello, Roncomarso, Rotaldo, Rovasenda, Salessola, San Bernardino, San Giovanni di Intra, San Pietro, Sangone, Sangonetto di Piossasco, Sauglio, Savenca, Scrivia, Sermenza, Sesia, Sessera, Sisola, Soana, Sorba, Spinti, Stanavasso, Stanavazzo, Stellone, Strona di Boca, Strona di Omegna, Strona di Postua, Strona di Valduggia, Strona di Vallemosso, Stura del Monferrato, Stura di Ovada, Stura di Ala, Stura di Demonte, Stura di Lanzo, Stura di Vallegrande, Stura di Viu', Talloria, Talloria di Castiglione, Talu, Tanaro, Tatorba d'Olmo, Tepice, Tepice di Brasse, Terdoppio Novarese, Thuras, Ticino, Tiglione, Tinella, Toce, Torrente Ingagna, Torto, Torto di Roletto, Triversa, Uzzone, Valla, Vallara, Vallassa, Valle Aiello, Valle della Rocchea, Valle di Cortazzone, Valle Maggiore, Vallone d'Elva, Vallone dell'Arma, Vallone di Onerzio, Valsesio, Varaita, Varaita di Bellino, Varaita di Chianale, Veglia, Vermenagna, Versa, Vevera, Viona, Visone, Vogna. < 25
1 Legge regionale abrogata dall' art. 42 della l.r. 12/1990.
=2 Sostituito dall' art. 20 della l.r. 45/1994.
3 Articolo abrogato dall' art. 22 della l.r. 45/1994.
4 Articolo sostituito dall' art. 21 della l.r. 45/1994.
5 Articolo abrogato dall' art. 22 della l.r. 45/1994.
6 Leggasi l.r. 56/1977.
7 Ora Commissione Tecnica Urbanistica
8 Vedi anche la l.r. 48/1997.
9 Leggasi l.r. 56/1977.
10 Leggasi l.r. 56/1977.
11 L' art. 9 della l.r. 20/1989, che ha aggiunto l'art. 77 bis della l.r. 56/1977
=12 Titolo modificato dall' art. 14 della l.r. 70/1991.
=13 Sostituito dall' art. 18 della l.r. 45/1994.
=14 Sostituito dall' art. 14 della l.r. 70/1991.
=15 Sostituito dall' art. 14 della l.r. 70/1991.
=16 Sostituito dall' art. 14 della l.r. 70/1991.
=17 Sostituito dall' art. 14 della l.r. 70/1991.
=18 Sostituito dall' art. 14 della l.r. 70/1991.
19 Con sentenza n. 110 - anno 1994 - la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 11, lettera a), limitatamente all'inciso "nelle zone assimilate alle zone "A" e "B" del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444 e cioe' nei centri edificati, nei nuclei minori, nelle aree sia residenziali che produttive a capacita' insediativa esaurita o residua e in quelle di completamento cosi' definiti nei Piani Regolatori approvati ai sensi del titolo III della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 e successive modifiche ed integrazioni.
20 Legge abrogata dall' art. 42 della l.r. 12/1990.
+21 Aggiunto dall' art. 1 della l.r. 23/1996.
22 Articolo aggiunto dall' art. 1 della l.r. 3/1995.
=23 Sostituito dall' art. 2 della l.r. 3/1995.
24 Coordinamento redazionale.
25 Allegato aggiunto dall' art. 1 della l.r. 23/1996.