Source: https://irpinianelmondo.wordpress.com/2010/03/26/avellino-donati-alla-coop-sociale-lapprodo-i-giocattoli-asequestrati-dalla-guardia-di-finanza/
Timestamp: 2017-04-24 19:08:26+00:00
Document Index: 185129271

Matched Legal Cases: ['art. 75', 'art. 73', 'art. 348', 'art. 640', 'art. 40', 'art. 679']

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AVELLINO. DONATI ALLA COOP. SOCIALE “L’APPRODO” I GIOCATTOLI SEQUESTRATI DALLA GUARDIA DI FINANZA
26.03.2010-A margine dell’odierna conferenza stampa, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino, colonnello Mario IMPARATO, ha incontrato Maurizio DE PASCALE, presidente della cooperativa sociale onlus L’APPRODO che .per una ulteriore iniziativa benefica cui le Fiamme Gialle hanno voluto dar corso.
Nella circostanza sono stati consegnati diversi giocattoli di peluche che, nell’ambito dell’attività istituzionalmente svolta dalle Fiamme Gialle a contrasto dell’abusivismo commerciale, erano stati posti sotto sequestro per l’assenza di licenza commerciale alla vendita (il detentore li aveva messi in commercio in assenza delle autorizzazioni per l’esercizio del commercio su aree pubbliche di cui all’articolo 28 della legge 31.03.1998 nr. 114).
Per tali giocattoli i finanzieri della Compagnia di Avellino, che all’epoca avevano operato il sequestro, hanno accelerato i tempi necessari all’ottenimento dell’autorizzazione alla devoluzione dei giocattoli in beneficienza e si sono fatti promotori di una specifica istanza al Municipio cittadino tesa all’ottenimento dell’autorizzazione da parte del dirigente del servizio S.U.A.P. – Annona del Comune di Avellino. Ed è stato così che prodotti posti sotto sequestro unicamente per l’assenza di licenza alla vendita, sono stati sottratti alla distruzione per regalare a Pasqua un sorriso ai tanti ragazzi meno fortunati per il tramite di una associazione tra le più attive nel settore del volontariato e dell’assistenza. Nella medesima circostanza, per la loro devoluzione ad incremento delle dotazioni della “mensa dei poveri” della CARITAS Diocesana di Avellino, sono state altresì consegnate al Presidente de L’APPRODO diverse bottiglie di vino che erano state sequestrate, sempre dalla Compagnia di Avellino, in occasione di un’operazione sviluppata unitamente all’Ispettorato Centrale per il Controllo della Qualità dei Prodotti Agrioalimentari. L’attività di servizio era culminata con il sequestro del vino in Atripalda (AV), Frattaminore (NA) e Nola (NA) oltre che con la segnalazione all’autorità giudiziaria di 4 soggetti per aver commercializzato bottiglie di vino d’origine e di provenienza diverse da quelle dichiarate, con l’aggravante connessa al fatto che si trattava di prodotti la cui denominazione di origine geografica le cui specialità sono protette da norme vigenti (violazione agli articoli 515 e 517-bis del codice penale). Le società e ditte oggetto del controllo, non erano inoltre iscritte all’albo degli imbottigliatori dei vini D.O.C.G., D.O.C. e I.G.T., in dispregio a quanto prescritto dal decreto ministeriale 21 maggio 2004 del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali che all’articolo 2 (terzo comma) stabilisce come l’iscrizione all’albo costituisca invece il presupposto necessario per procedere all’imbottigliamento delle partite di vino della relativa denominazione d’origine ai fini della successiva commercializzazione. Le specifiche analisi qualitative ed isotopiche condotte presso il laboratorio dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi di Salerno e presso l’Istituto Agrario di San Michele All’Adige (Centro Sperimentale – Dipartimento Qualità Agroalimentare), confermavano la sostanziale genuinità del prodotto e le motivazioni del sequestro come legate unicamente alla violazione delle norme regolanti etichettatura e tutela dei prodotti tipici: dopo aver constatato che le irregolarità, al di là delle false indicazioni circa origine e provenienza, non avevano interessato la qualità del vino (risultato unicamente con un tasso alcolometerico effettivo inferiore a quanto dichiarato in etichetta), le Fiamme Gialle ritenevano di dar corso alla particolare procedura per sottrarre alla distruzione quanto in sequestro ed ottenevano dall’autorità giudiziaria di Avellino il decreto per la devoluzione del vino, a titolo di beneficienza, alla CARITAS Diocesana.
L’iniziativa non rappresenta una novità per le Fiamme Gialle di Avellino in quanto già durante le ultime festività natalizie furono devoluti in beneficienza dei giocattoli come pure, nel 2009, sono stati donati numerosissimi capi d’abbigliamento contraffatti. Anche in campo alimentare erano stati in precedenza donati ad enti assistenziali ed umanitari operanti ad Avellino e provincia circa 500 chilogrammi di prosciutti sequestrati per l’apposizione di una falsa attestazione di produzione.
La seconda parte dell’incontro è stata, come di consueto, dedicata all’analisi dei risultati di servizio conseguiti con riferimento al periodo 18 febbraio 2010 – 24 marzo 2010. Le Fiamme Gialle hanno proseguito nella loro incessante attività per quanto attiene l’esecuzione dell’attività di polizia giudiziaria, la repressione degli illeciti in tema di tutela ambientale, di contrasto al consumo ed alla diffusione di sostanze stupefacenti e psicotrope, la repressione dei reati contro l’incolumità pubblica, di contrasto al gioco d’azzardo ed alle scommesse clandestine, di contrasto alla diffusione della pirateria fonografica ed audiovisiva, di contraffazione marchi, di violazioni in materia di accise, di sommerso da lavoro, di controlli strumentali e violazioni in materia del codice della strada.
nell’esecuzione dell’attività di polizia giudiziaria di particolare rilievo, si evidenziano gli esiti di una articolata attività investigativa sviluppata, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, dalla Guardia di Finanza di Sant’Angelo dei Lombardi e del Nucleo di Polizia Tributaria di Benevento, confluita in quella che è stata denominata OPERAZIONE CAMALEONTE e che hanno portato alla denuncia di 8 soggetti mediante l’esecuzione di 4 misure cautelari e la notifica di avvisi di garanzia nei confronti di altri quattro indagati per truffa, falso e riciclaggio. Tutto è iniziato con la denuncia di una famiglia con portatore di handicap che si è vista negare l’incasso di un titolo bancario, inerente il contributo economico corrisposto nei confronti delle stesse famiglie che provvedono all’assistenza di soggetti non autosufficienti, che risultava già riscosso. I meticolosi accertamenti sviluppati dalle Fiamme Gialle permettevano di rilevare come sul conto intestato all’identità fasulla vi fossero non solo i mille euro oggetto della prima “truffa”, ma anche tracce di movimentazioni di ingenti capitali, un flusso di denaro da e per altri conti, anch’essi intestati a soggetti fittizi, per un volume superiore ai 2 milioni di euro. In parallelo a questo tipo di attività, sviluppata nei confronti di 54 persone e per un valore totale di oltre 2,2 milioni di euro, ve ne è un’altra di identiche caratteristiche perpetrata nei confronti di altre 41 nuclei familiari: grazie all’intervento della Guardia di Finanza la truffa non è stata portata a termine, evitando così la sottrazione di ulteriori 2 milioni di euro.
nell’ambito delle diverse attività di collaborazione che il Comando Provinciale di Avellino sta proficuamente sviluppando con enti ed istituzioni irpine, un’importante iniziativa è stata avviata con il Gruppo dei Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali di Avellino. Alla base della collaborazione, l’idea di portare l’attenzione su uno dei prodotti tipici di maggior rilievo del panorama gastronomico della provincia di Avellino, il torrone. E’ così nato il progetto “D.O.P. – Dignità ed Orgoglio di un Prodotto irpino”, un’iniziativa che si prefigge lo scopo di approfondire il sistema economico e le regole “di mercato” della produzione di torrone. La collaborazione che la Guardia di Finanza di Avellino ha inteso assicurare, si sostanzierà nella predisposizione di una dettagliata appendice che avrà ad oggetto tutti gli adempimenti burocratici ed amministrativi che un’azienda deve porre in essere per essere “in regola” onde poter raggiungere nel tempo una competitività ed una forza sul mercato, nel rispetto di tutte le disposizioni di settore.
è sempre vigile l’attenzione in materia di tutela ambientale ove a seguito di specifico servizio effettuato dalle Fiamme Gialle è stata sottoposta a sequestro un’area per complessivi 3.000 metri quadri adibita a discarica abusiva “a cielo aperto” di rifiuti speciali (carcasse di automezzi, oltre 6.000 kg di materiale ferroso, pneumatici, batterie, fusti di olio e grasso, eccetera). Il proprietario del fondo è stato deferito alla Procura della Repubblica per il reato di cui all’articolo 256 del decreto legislativo nr. 152/2006;
per quanto attiene il contrasto alla consumo ed alla diffusione di sostanze stupefacenti e psicotrope in Provincia, che per sua natura consente la realizzazione di ingenti profitti e l’alimentazione del crimine, l’articolato dispositivo di contrasto attuato ha portato al sequestro di quantitativi di cocaina (grammi 2), eroina (grammi 1,5) hashish (grammi 8,4), con il ritiro di due patenti di guida, la segnalazione di 7 persone al Prefetto ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. nr. 309/1990 e la denuncia in violazione dell’art. 73 del D.P.R. 309/90 di 2 persone;
in tema di reati contro l’incolumità pubblica, si segnala l’operazione di servizio portata a termine dalle Fiamme Gialle di Baiano per truffa e svolgimento abusivo della professione dentistica. La specifica e capillare attività investigativa, a seguito di pregresse indagini di polizia giudiziaria, ha determinato il sequestro di un locale di mq. 70 dove veniva svolta l’attività di dentista abusivo e di 282 oggetti sanitari tra ferri chirurgici, sostanze anestetiche, estrattori, eccetera. Il titolare è stato denunciato a piede libero alla Procura competente per territorio per violazione in materia di esercizio abusivo di professione (art. 348 C.P.) e di truffa (art. 640 C.P.). per quanto attiene il settore relativo al gioco d’azzardo ed alle scommesse clandestine, l’attività di controllo ha interessato apparecchiature da intrattenimento del tipo VIDEOSLOT e SLOTMACHINE, anche sulla base di segnalazioni pervenute tramite il servizio di pubblica utilità 117. Gli apparecchi illegali, con vincita in denaro, erano sprovvisti della necessaria autorizzazione di pubblica sicurezza e del nulla-osta dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, non collegati in rete e quindi non conformi alle disposizioni previste dal T.U.L.P.S. – Testo Unico sulle Leggi di Pubblica Sicurezza. Per tale motivo il particolare comparto operativo è stato destinatario di un’incisiva azione da parte delle fiamme gialle irpine con la predisposizione di un dispositivo che ha consentito di individuare e sottoporre a sequestro 5 apparecchi da intrattenimento. Le operazioni nel loro complesso hanno permesso di segnalare all’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, al Sindaco ed alla Questura per violazione all’articolo 110 (commi 10 e 11) del T.U.L.P.S. – Testo Unico sulle Leggi di Pubblica Sicurezza 8 responsabili; per quanto attiene le scommesse clandestine si segnala il sequestro di 3 sale abusive adibite a scommesse, 14 postazione telematiche complete di stampante, monitor, scommesse telematiche, fotocopiatrice, eccetera. I responsabili (quattro) sono stati deferiti in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria competente per violazione all’articolo 4 della legge nr. 401/1989; i proventi derivanti dall’attività illecita e, per questo sottoposti a sequestro, ammontano ad euro 554,00 mentre le sanzioni amministrative comminate ammontano a complessive euro 29.000;
nel settore del contrasto alla diffusione della pirateria fonografica, audiovisiva ed informatica le specifiche iniziative intraprese si sono sostanziate nel sequestro complessivo di 1.215 supporti magneti audio/video. Sono state denunciate a piede libero 2 responsabili per violazione all’articolo 171 della legge nr. 633/1941. Si evidenzia che l’attività della Guardia di Finanza nello specifico settore non si ferma al mero sequestro ma, ponendo in essere opportuni accertamenti e riscontri incrociati, cerca di risalire ai responsabili della contraffazione di CD onde bloccare all’origine un illecito commercio che danneggia autori e case produttrici;
anche la contraffazione dei marchi di fabbrica costituisce sempre un obiettivo di primaria importanza, con interventi a tutela dell’autenticità dei prodotti industriali ma anche, e soprattutto, la verifica della qualità dei prodotti messi in commercio nel rispetto degli standard qualitativi imposti dalle norme, assicurando la tutela dei consumatori anche sotto il profilo della sicurezza. L’attività ha consentito di individuare e di sottoporre a sequestro 1.663 capi di abbigliamento ed accessori (scarpe, spazzolini, batterie, prodotti per il corpo, orologi etc.) recanti, abilmente contraffatti, i loghi di alcune delle più famose marche d’abbigliamento (“Hogan”, “Carrera”, “Alviero Martini”, “Rolex”, etc.). Denunciati all’Autorità Giudiziaria competente 4 responsabili per violazione degli articoli 474, 517 e 648 del Codice Penale;
nell’ambito della frode nell’esercizio del commercio e sicurezza dei prodotti le Fiamme Gialle si segnala l’operazione di servizio che ha portato al sequestro di 16.500 confezioni tra giocattoli, batterie stilo, batterie alcaline per orologi, trasformatori per computer, lampade di emergenza ed elettro-stimolatori a tutela del codice del consumo privi di indicazione e marchio CE. Il responsabile è stato deferito in stato di libertà all’A.G. competente per violazione all’articolo 6 del decreto legislativo nr. 206/2005 e articolo 4 del decreto legislativo nr. 313/1991.
Deve sottolinearsi, peraltro, che in tutti i casi di sequestro vengono sempre avviati specifici accertamenti per risalire, sulla base della collaborazione con le case produttrici, la loro appartenenza a qualche lotto per cui era stata avanzata una denuncia di furto;
in tale periodo particolare attenzione è stata riservata al settore delle accise vista la costante tendenza al rialzo negli ultimi tempi del prezzo al dettaglio dei carburanti che conseguentemente rende sempre più redditizia ogni azione volta a sottrarre i prodotti al pagamento dell’accisa e quindi, nel contempo, costituisce l’occasione per il diffondersi di fenomeni speculativi a danno del cittadino. A seguito di una intensificazione della presenza sul territorio, numerosi sono stati i controlli effettuati per il corretto assolvimento degli obblighi fiscali e della sicurezza sugli impianti. I suddetti controlli hanno portato al sequestro di una autocisterna contenente 1.515 litri di gasolio per autotrazione, per il quale il conducente non è stato in grado di esibire la documentazione necessaria per il trasporto del prodotto. Nei confronti di quest’ultimo, scattava quindi una denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino per violazione all’articolo 40 del decreto legislativo nr. 504/1995 e per le ipotesi di reato previste dall’articolo 648 del codice penale. Inoltre, si segnala l’attività investigativa posta in essere dagli uomini della Compagnia di Avellino che ha consentito di individuare un punto vendita di g.p.l. in Montoro Inferiore, in assenza delle più elementari norme di sicurezza e senza alcuna cautela per l’incolumità pubblica (oltre che in totale evasione d’imposta). Il g.p.l. era travasato da bombole per uso domestico ai serbatoi delle autovetture di occasionali clienti attraverso una rudimentale elettropompa. Il servizio si concludeva, nel suo complesso con il sequestro di 230 kg. di g.p.l., con l’addebito di 330 kg. di g.p.l. consumati in frodo, consumo commisurato al rinvenimento delle bombole vuote e con la confisca dell’elettropompa artigianali. I responsabili. Il titolare veniva segnalato alla Procura della Repubblica in violazione dell’art. 40 del D.Lgs. n. 504/95 e art. 679 del C.P.;
in tema di lavoro sommerso, il Comando Provinciale nella prosecuzione di una intensa collaborazione intrapresa con la Direzione Provinciale del Lavoro ed in tale contesto la Sezione Operativa della Compagnia di Avellino hanno effettuato una serie di controlli in vari cantieri edili e attività commerciali al fine di verificare se i titolari delle imprese avevano assolto tutti gli adempimenti di carattere previdenziale e assicurativo per i propri lavoratori; i controlli e le attività poste in essere hanno portato all’individuazione di 69 lavoratori completamente “a nero” per il mancato assolvimento, da parte dei datori di lavoro, degli adempimenti di carattere previdenziale e assicurativo previsti per i lavoratori. Inoltre, segnalati 3 titolari d’impresa all’ufficio Provinciale del Lavoro per violazione in materia previdenziale;
in materia di controlli strumentali circa il regolare rilascio di scontrini e ricevute fiscali i controlli indirizzati verso esercizi commerciali ed artigianali, sia permanenti che ambulanti, a fronte di un totale di 318 controlli hanno consentito di rilevare contestazioni di irregolarità che si sono sostanziate in 197 verbalizzazioni. Giova sempre ricordare che, secondo la normativa vigente, la chiusura viene disposta alla constatazione della quarta mancata emissione del documento fiscale nel corso di un quinquennio (si rammenta che l’emissione per corrispettivo inferiore equivale a mancata emissione per la parte eccedente);
in materia di codice della strada i controlli effettuati hanno portato, nel periodo in esame, all’accertamento di 31 violazioni per inosservanza delle norme relative alla sicurezza ed al sequestro amministrativo di 2 veicoli risultati non coperti da assicurazione obbligatoria, nonché il ritiro di 5 carte di circolazione.
This entry was posted on marzo 26, 2010 a 11:14 am	and is filed under CRONACA, SOLIDARIETA'.