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Timestamp: 2020-01-27 17:55:05+00:00
Document Index: 55099087

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Sentenza Cassazione Civile n. 17122 del 11/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17122 del 11/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 11/07/2017, (ud. 03/05/2017, dep.11/07/2017), n. 17122
sul ricorso 13062/2016 proposto da:
C.T., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FRANCESCO DE
SANCTIS 15, presso lo studio dell’avvocato BARBARA TRANI, che lo
avverso la sentenza n. 1569/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di ROMA, depositata il 29/03/2016;
Con sentenza in data 9 febbraio 2016 la Commissione tributaria regionale del Lazio respingeva l’appello proposto da C.T. avverso la sentenza n. 25509/17/14 della Commissione tributaria provinciale di Roma che ne aveva respinto il ricorso contro l’avviso di accertamento IRPEF ed altro 2006. La CTR osservava in particolare che lo studio di settore era stato correttamente applicato alla società contribuente Tumàs, dal cui reddito societario derivava quello di partecipazione oggetto della pretesa fiscale de qua, non essendo di contro asseverate le contro allegazioni del contribuente.
Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione il C. deducendo due motivi.
Con il primo ed il secondo motivo il ricorrente – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 – lamenta l’omesso esame di fatti decisivi e controversi, in particolare censurando la ritenuta “sufficienza” dell’applicazione dello studio di settore al reddito societario della Tumàs ed in tal senso evocando la sentenza della CTP di Roma che ne aveva accolte le analoghe ragioni proposte con l’autonomo ricorso contro il relativo avviso di accertamento; criticando inoltre l’applicabilità dello studio di settore medesimo, trattandosi di attività mista (libreria/somministrazione di alimenti e bevande).
In via preliminare e d’ufficio è doveroso il rilievo della nullità delle sentenze di primo e di secondo grado, poichè emesse a contraddittorio non integro.
Va infatti ribadito che “In materia tributaria, l’unitarietà dell’accertamento, che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5 e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica, da uno dei soci o dalla società, riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci – salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali – sicchè tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa, a pena di nullità assoluta rilevabile anche d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento, limitatamente ad alcuni soltanto di essi” (Sez. 6-5, Ordinanza n. 25300 del 28/11/2014, Rv. 633451-01).
Risulta evidente nel caso di specie la violazione di tale principio di diritto, posto che nella controversia relativa al reddito societario non vi è stata la partecipazione del C. e dell’altro socio dell’accomandita Tumàs, M.R., così come del resto è avvenuto nella inscindibilmente connessa – presente lite.
La sentenza impugnata va dunque cassata con rinvio alla Commissione tributaria provinciale di Roma.
La Corte, pronunciando sul ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria provinciale di Roma, anche per le spese del presente giudizio.