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Timestamp: 2017-08-23 18:13:20+00:00
Document Index: 141474404

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 50', 'art. 7', 'art. 44', 'art. 50', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 50', 'art. 5', 'art. 26', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 23', 'art. 25', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 7', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 11']

OGGETTO: Recepimento Direttive 2008/8/CE e 2008/117/CE Quesiti pervenuti al Forum Intrastat - PDF
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Italo Baldi
1 CIRCOLARE N. 36/E Direzione Centrale Normativa Direzione Centrale Normativa Roma, 21 giugno 2010 OGGETTO: Recepimento Direttive 2008/8/CE e 2008/117/CE Quesiti pervenuti al Forum Intrastat
2 2 INDICE PARTE PRIMA: INDICAZIONI DI CARATTERE GENERALE... 3 PARTE SECONDA: RISPOSTE AI QUESITI SPECIFICI... 10
3 3 Con la presente circolare si forniscono chiarimenti in merito alla nuova disciplina riguardante gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie, anche in relazione ai quesiti posti tramite il Forum aperto sul sito dell Agenzia delle Entrate. PARTE PRIMA: INDICAZIONI DI CARATTERE GENERALE 1. Chi sono in generale i soggetti obbligati alla presentazione dei modelli Intrastat? L art. 50, comma 6, del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, come modificato dal D.Lgs. 11 febbraio 2010 n. 18, prevede, tra l altro, l obbligo di dichiarare le prestazioni di servizi generiche rese da parte di soggetti passivi stabiliti in Italia a soggetti passivi stabiliti in altri Stati membri, nonché quelle ricevute da soggetti passivi stabiliti in Italia da parte di soggetti passivi stabiliti in altri Stati membri. Il principio giuridico dello stabilimento comporta la conseguenza che non sussiste l obbligo di includere negli elenchi in commento le prestazioni di servizio rese o ricevute da soggetti passivi italiani, qualora la controparte contrattuale sia un soggetto stabilito in un Paese extracomunitario il quale - benché identificato ai fini IVA nella Comunità - non possieda nel territorio comunitario né la sede principale dell attività, né una stabile organizzazione. Alla predetta conclusione si giunge non solo alla luce della formulazione letterale del citato art. 50, comma 6, ma anche in considerazione del presupposto impositivo relativo alle prestazioni di servizi che fa riferimento ai soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato (vedi art. 7-ter del D.P.R. n. 633 del 1972 e art. 44 della Direttiva 2006/112/CE). Al contrario, per quanto riguarda l obbligo di compilazione degli elenchi riepilogativi relativi alle cessioni e agli acquisti intracomunitari di beni, ciò che rileva è l aspetto oggettivo dell operazione posta in essere. Pertanto, saranno da includere nella dichiarazione Intrastat tutte le operazioni che presentano gli
4 4 elementi costitutivi delle cessioni o acquisti intracomunitari (acquisizione della proprietà del bene, effettiva movimentazione dello stesso tra due Stati membri, status di operatore economico dei contraenti), a prescindere dalla circostanza che una delle parti del contratto sia un soggetto stabilito in un Paese terzo, sempre che, ovviamente, il medesimo sia identificato ai fini IVA nella Comunità. Infatti, l art. 50, comma 6, del D.L. n. 331 del 1993 stabilisce l obbligo di dichiarare gli acquisti e le cessioni intracomunitarie di beni senza fare alcun riferimento al luogo di stabilimento del soggetto venditore o acquirente. Ciò risulta coerente con il presupposto impositivo di tali operazioni, che è individuato nello Stato di destinazione del bene stesso (art. 38, commi 1 e 2, del D.L. n. 331 del 1993 e art. 2, lett. b della Direttiva 2006/112/CE). A tali conclusioni si ritiene di dover pervenire sulla base dell interpretazione della normativa primaria di riferimento, nonostante l apparente contrasto con il tenore letterale dell art. 1 del Decreto del Ministro dell Economia e Finanze del 22 febbraio 2010 (di seguito Decreto). 2. Sono tenuti alla presentazione degli elenchi Intrastat anche gli enti non commerciali? Si ricorda che l obbligo di presentazione degli elenchi relativi agli acquisti di beni e di servizi va adempiuto anche dagli enti, associazioni e altre organizzazioni non aventi come oggetto principale l esercizio di attività commerciali, ma che svolgono tale attività solo in via secondaria. Il medesimo obbligo grava inoltre a carico degli enti, associazioni e altre organizzazioni che non svolgono alcuna attività rilevante agli effetti dell IVA, se identificati ai fini dell imposta (art. 1, comma 2, del Decreto, che rinvia all art. 7- ter, comma 2, lett. b e c del D.P.R. n. 633 del 1972). Rientrano in tale ipotesi gli enti non soggetti passivi, tenuti ad identificarsi ai fini IVA poiché hanno effettuato acquisti intracomunitari di beni per un limite eccedente euro ovvero che hanno optato per l applicazione dell imposta nel territorio dello Stato (art. 38, comma 5, lett. c, e comma 6 del D.L. 331 del 1993).
5 5 3. A quali obblighi sono tenuti gli operatori soggetti al regime dei minimi? In premessa si osserva che i contribuenti minimi di cui all art. 1, commi 96 e seguenti, della legge n. 244 del 24 dicembre 2007, rientrano, ai sensi delle disposizioni comunitarie, tra gli operatori economici sottoposti al regime giuridico delle piccole imprese (artt della Direttiva 2006/112/CE). In relazione a tale problematica si esaminano i casi seguenti. 1) Operatore minimo italiano IT1 che effettua acquisti intracomunitari di beni presso un soggetto passivo di imposta di altro Stato membro: IT1 effettua l acquisto intracomunitario, integra la fattura ricevuta dal cedente estero con l indicazione dell aliquota e dell imposta, non esercita il diritto a detrazione e compila l elenco riepilogativo degli acquisti intracomunitari. Infatti, IT1 risulta debitore dell imposta nel territorio dello Stato in relazione agli acquisti intracomunitari effettuati (art. 1, comma 100, della legge n. 244 del 2007) e deve porre in essere i conseguenti adempimenti (art. 7, comma 1, lett. d, del D.M. 2 gennaio 2008). 2) Operatore minimo italiano IT1 che cede beni ad un soggetto passivo di imposta di altro Stato membro: IT1 non effettua una cessione intracomunitaria, ma piuttosto un operazione interna, senza diritto di rivalsa, nella quale l IVA non viene evidenziata in fattura. Infatti, i contribuenti soggetti al regime dei minimi, ai sensi del comma 100 dell art. 1, citato, non addebitano l Imposta sul Valore Aggiunto a titolo di rivalsa (vedi anche articolo 41, comma 2-bis del D.L. n. 331 del 1993 e circolare del 21 dicembre 2007, n. 73, punto 3.1.3). IT1, quindi, non compila l elenco riepilogativo delle cessioni intracomunitarie di beni.
6 6 3) Operatore minimo italiano IT1 che effettua acquisti di servizi presso un soggetto passivo di imposta di altro Stato membro: Considerata l assenza di una espressa disposizione normativa ed alla luce del principio giuridico secondo il quale la tassazione degli scambi intracomunitari avviene per i beni nel Paese di destinazione del bene medesimo e per i servizi nel luogo di stabilimento del committente, si ritiene che si possano applicare i principi già esposti per il caso sub 1). Pertanto, IT1 riceve una prestazione territorialmente rilevante in Italia, integra la fattura ricevuta dal cedente estero con l indicazione dell aliquota e dell imposta, non esercita il diritto a detrazione e compila l elenco riepilogativo dei servizi ricevuti. 4) Operatore minimo italiano IT1 che effettua prestazioni di servizi nei confronti di un soggetto passivo di imposta di altro Stato membro: Rinviando alle considerazioni esposte al punto precedente, anche in questa ipotesi, con il caso sub 2), IT1 non effettua una operazione intracomunitaria, ma un operazione interna, senza diritto di rivalsa, per la quale l IVA non viene evidenziata in fattura. IT1, quindi, non compila l elenco riepilogativo delle prestazioni di servizi rese. Inoltre, in relazione a tutte le fattispecie sopra riportate, si ricorda che, ai sensi dell art. 1, comma 111, della legge 24 dicembre 2007 n. 244, il regime dei minimi cessa di avere applicazione nell anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti superano il limite di euro per oltre il cinquanta per cento. Pertanto, da tale momento i contribuenti in questione, per quanto riguarda gli adempimenti Intrastat, dovranno attenersi alle regole ordinarie.
7 7 4. Quali sono gli obblighi dei soggetti passivi d imposta italiani che intrattengono rapporti commerciali con operatori di altri Stati membri rientranti nel regime giuridico delle piccole imprese? 1) Soggetto passivo d imposta italiano IT1 che effettua acquisti di beni presso un operatore di altro Stato membro sottoposto al regime delle piccole imprese: IT1 non effettua l acquisto intracomunitario, in quanto si deve supporre che trattasi di operazione rilevante ai fini IVA nello Stato membro di origine. IT1, se non ha ricevuto dal proprio dante causa un apposita documentazione rappresentativa dell operazione, emette comunque autofattura senza applicazione dell imposta per documentare l acquisto e non compila l elenco riepilogativo degli acquisti intracomunitari di beni. 2) Soggetto passivo d imposta italiano IT1 che cede beni ad un operatore di altro Stato membro sottoposto al regime delle piccole imprese: IT1 effettua una cessione intracomunitaria, per la quale l imposta è dovuta nello Stato membro di destinazione del bene. IT1, quindi, emette fattura senza addebito d imposta (art. 41 del D.L. n. 331 del 1993) e compila l elenco delle cessioni intracomunitarie di beni. 3) Soggetto passivo d imposta italiano IT1 che riceve prestazioni di servizi da un operatore di altro Stato membro sottoposto al regime delle piccole imprese: IT1 non effettua l acquisto intracomunitario, in quanto si deve supporre che trattasi di operazione rilevante ai fini IVA nello Stato membro di origine. IT1, se non ha ricevuto dal proprio dante causa un apposita documentazione rappresentativa dell operazione, emette comunque
8 8 autofattura senza applicazione dell imposta per documentare l acquisto e non compila l elenco riepilogativo dei servizi ricevuti. 4) Soggetto passivo d imposta italiano IT1 che effettua prestazioni di servizi nei confronti di un operatore di altro Stato membro sottoposto al regime delle piccole imprese: IT1 effettua un operazione intracomunitaria, per la quale l imposta è dovuta nello Stato membro del committente (art. 44 della Direttiva 2006/112/CE). IT1, quindi, emette fattura senza addebito d imposta e compila l elenco riepilogativo delle prestazioni di servizi rese. 5. Quali sono gli elementi principali che riguardano il contenuto degli elenchi riepilogativi? Sotto il profilo oggettivo si evidenzia che vanno incluse nei nuovi modelli riepilogativi delle prestazioni rese le prestazioni di servizi diverse da quelle di cui agli articoli 7-quater) e 7-quinquies) del D.P.R. n. 633 del Pertanto, formano oggetto del nuovo obbligo dichiarativo tutte le prestazioni di servizi rese da operatori italiani ad operatori economici comunitari che, in virtù del nuovo principio generale di territorialità, risultano tassabili nel luogo del committente (art. 1, comma 1, lett. a, n. 2, del Decreto). Restano, quindi, escluse dal predetto obbligo dichiarativo le prestazioni di servizi oggetto di specifiche deroghe in tema di territorialità (ad esempio: prestazione di servizio relativa ad un bene immobile sito in altro Paese comunitario), disciplinate separatamente negli articoli 7-quater) e 7-quinquies) citati. Analogamente, per quanto riguarda gli elenchi riepilogativi delle prestazioni ricevute da soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato, andranno incluse tutte le operazioni tassabili in Italia, ai sensi del principio generale di cui all art. 7-ter del D.P.R. n. 633 del 1972 (art. 1, comma 1, lett. b, n. 2, del Decreto). Inoltre, occorre precisare che non è obbligo del contribuente dichiarare le prestazioni di servizi rese per le quali non è dovuta l imposta nello Stato membro
9 9 in cui è stabilito il committente, né quelle ricevute da un operatore residente da parte di un prestatore comunitario per le quali non è dovuta l imposta in Italia (come si evince dall art. 50, comma 6, del D.L. n. 331 del 1993 e dall art. 5, comma 4, del Decreto). 6. Quale comportamento deve tenere il contribuente in caso di errori o omissioni? Con riferimento alla problematica relativa ad errori, omissioni e, più in generale, all esigenza di rettificare dichiarazioni già inviate, si formulano le seguenti osservazioni. Nel caso di variazioni, effettuate ai sensi dell art. 26 del D.P.R. n. 633 del 1972, di operazioni già poste in essere ed indicate negli elenchi riepilogativi - siano esse cessioni di beni o prestazioni di servizi - i documenti relativi (fatture integrative ovvero note di accredito) vanno indicati negli elenchi relativi al periodo nel corso del quale dette rettifiche sono state registrate (art. 5, comma 5, del Decreto). Nel caso in cui il contribuente abbia invece omesso di includere in un elenco Intrastat dati relativi a prestazioni di servizi - rese o ricevute - è necessario compilare, come già precisato nelle istruzioni dei modelli riepilogativi, una apposita dichiarazione, indicando come periodo di riferimento il mese o il trimestre in cui si è verificata tale omissione e compilando la sezione 3 del modello. In tutti i rimanenti casi di errori relativi a prestazioni di servizi, compresa l inclusione nei modelli di operazioni che, non essendo soggette ad imposta in Italia (prestazioni ricevute) o nell altro Stato membro (prestazioni rese) non dovevano essere oggetto di dichiarazione, il contribuente dovrà procedere alla compilazione della sezione 4, relativa alle rettifiche concernenti i servizi resi o ricevuti, come peraltro precisato nelle istruzioni ai modelli riepilogativi. Al riguardo si fa presente, in linea generale, che il contribuente, ove si renda conto di essere incorso in omissioni o errori, può procedere alla relativa
10 10 correzione in via immediata, senza dover necessariamente attendere la scadenza relativa al periodo successivo. PARTE SECONDA: RISPOSTE AI QUESITI SPECIFICI 1. Nell'allegato XI al Provvedimento dell'agenzia delle Dogane del 22 febbraio 2010, contenente istruzioni al frontespizio è previsto che in caso di cambio della periodicità le sezioni 1 e/o 3 sono da riferirsi a: - 1 mese del trimestre se si cambia la periodicità da trimestrale a mensile nel primo mese del trimestre; - 1 e 2 mese del trimestre, se si cambia la periodicità nel secondo mese del trimestre; - trimestre completo se si cambia la periodicità nel terzo mese del trimestre. Si chiede pertanto conferma di quale sia il comportamento corretto nel caso di cambio di periodicità nel corso del trimestre. Secondo quanto illustrato con la circolare n. 14 del 2010, in caso di superamento della soglia di euro nel corso del trimestre, l operatore è tenuto immediatamente a presentare gli elenchi con periodicità mensile. Ciò risponde anche alle prescrizioni della Direttiva 2006/112/CE, laddove afferma che "gli Stati membri possono autorizzare i soggetti passivi (...) a presentare l'elenco riepilogativo per ogni trimestre civile (...) qualora l'importo totale trimestrale (...) non superi nè per il trimestre in questione, nè per alcuno dei quattro trimestri precedenti la somma di euro ( ) La facoltà di cui al primo comma cessa di essere applicabile alla fine del mese durante il quale l importo totale ( ) supera, per il trimestre in corso, la soglia di euro ( ) In tal caso si stabilisce un elenco riepilogativo per il mese o i mesi trascorsi dall inizio del trimestre entro un termine non superiore ad un mese (art bis). Quindi, in caso di superamento della soglia a gennaio, l operatore presenterà un elenco trimestrale entro il 25 febbraio, contrassegnando nel frontespizio la casella
11 11 primo mese del trimestre. Nel caso di superamento della soglia a febbraio, sarà presentato entro il 25 marzo un elenco trimestrale contenente i dati relativi a gennaio e febbraio, contrassegnando nel frontespizio la casella primo e secondo mese del trimestre. In caso di superamento a marzo, sarà presentato un elenco trimestrale contenente i dati di gennaio, febbraio e marzo entro il 26 aprile, contrassegnando la casella trimestre completo. 2. Nel caso in cui un committente italiano abbia ricevuto fatture, datate 2009 e relative a servizi eseguiti nel medesimo anno da un fornitore comunitario e il committente medesimo abbia proceduto nel 2010 all autofatturazione, tali servizi vanno indicati nella dichiarazione Intrastat di gennaio 2010? Allo stato della normativa vigente, il momento di effettuazione delle prestazioni di servizi, siano esse interne o trasnazionali, secondo il novellato art. 6 del D.P.R. n. 633 del 1972, coincide con il pagamento del corrispettivo, fatta eccezione per talune ipotesi derogatorie (prestazioni continuative di durata superiore ad un anno che non comportano versamenti di acconti o pagamenti anche parziali). E a tale momento che occorre fare riferimento per stabilire se una prestazione è rilevante agli effetti della nuova disciplina IVA e, quindi, se la medesima va inclusa negli elenchi Intrastat. Tuttavia, se nel corso del 2009 è stata emessa fattura con applicazione dell IVA (ad esempio, poiché in tale anno la suddetta prestazione soggiaceva al principio del Paese del prestatore), mentre nel 2010 la medesima prestazione risponde alla nuova regola generale del Paese del committente, l operazione non sarà da considerarsi rilevante nel 2010 anche se in tale anno è stato pagato il corrispettivo. Tale soluzione si presenta idonea ad evitare fenomeni di doppia imposizione. 3. Entro quale termine deve essere registrata una fattura di acquisto di servizi intracomunitari?
12 12 L emissione dell autofattura è obbligatoria al momento di effettuazione della prestazione di servizio, cioè, come chiarito nella risposta precedente, al momento del pagamento del corrispettivo. Da quel momento, il contribuente dispone di quindici giorni per annotare la medesima autofattura nel registro di cui all art. 23 del D.P.R. n. 633 del 1972, con riferimento alla data di emissione. Per la registrazione nel registro di cui all art. 25, invece, il contribuente dispone del più ampio termine di cui all art. 19, comma 1, del medesimo Decreto (entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui è sorto il diritto a detrazione). A tale riguardo si ricorda che l art. 5, comma 1, del Decreto prevede che negli elenchi Intrastat sono riepilogati i dati delle operazioni registrate o soggette a registrazione. Pertanto, un autofattura emessa il 31 gennaio, data di effettuazione del pagamento, e registrata il 10 febbraio, va inclusa negli elenchi relativi al mese di gennaio. In caso di emissione anticipata dell autofattura rispetto al momento di effettuazione dell operazione, il contribuente è tenuto ad inserire la stessa negli elenchi riepilogativi, secondo quanto disposto dall art. 5 del Decreto citato. Ciò vale anche nell ipotesi in cui il contribuente medesimo, anziché emettere autofattura, abbia proceduto all integrazione della fattura emessa dal fornitore comunitario, secondo le indicazioni contenute nella circolare n. 12 del 2010, par Un contribuente che ha presentato per i mesi di gennaio e febbraio 2010 l'elenco riepilogativo mensile delle cessioni di beni e servizi, presumendo di superare la soglia di euro, può, se nel mese di marzo rimarrà al di sotto di tale limite, presentare gli elenchi in forma trimestrale a partire dal secondo trimestre 2010?
13 13 Ai sensi dell art. 2, comma 3, del Decreto i soggetti che sono tenuti alla presentazione di un elenco riepilogativo con periodicità trimestrale possono presentarlo con periodicità mensile per l intero anno solare. Dalla formulazione letterale della richiamata norma deriva la conclusione per cui, nel caso ipotizzato, il contribuente dovrà rispettare la periodicità mensile per tutto il Se nel 2009 il limite di euro è stato superato solo in un trimestre, mentre negli altri l ammontare totale è stato al di sotto dei euro, l'obbligo di invio degli elenchi riepilogativi degli acquisti è mensile o trimestrale? A regime, se il limite di euro è stato superato anche in uno solo dei quattro trimestri dell anno precedente, il contribuente sarà tenuto ad una periodicità mensile per almeno quattro trimestri consecutivi (art. 2, comma 1, lett. a, del Decreto). In tale caso potrà ritornare a presentare trimestralmente gli elenchi, se non supererà la soglia di euro per almeno quattro trimestri consecutivi. Tuttavia, per quanto riguarda il 2010, primo anno in cui è stato introdotto l obbligo di dichiarare i servizi intracomunitari, si richiama quanto specificato nella circolare n. 14 del In tale circolare, infatti, si è precisato che, per i soggetti tenuti esclusivamente alla presentazione degli elenchi riepilogativi dei servizi, la periodicità è naturalmente trimestrale, fino a quando non superano la soglia di euro. 6. Nel caso di periodicità mensile, qualora un operatore non abbia effettuato alcuna operazione di acquisto, il modello deve essere trasmesso ugualmente con l indicazione degli importi uguali a zero?
14 14 Se per un mese o un trimestre non è stata compiuta nessuna operazione non esiste alcun obbligo dichiarativo. 7. Se si manda del materiale in conto deposito o conto prova o conto visione e la fattura viene emessa nei mesi successivi, oppure vengono emesse più fatture successivamente, quando è corretto compilare l'intrastat? Al momento dell'uscita della merce o nel momento in cui viene fatturata? La compilazione della parte fiscale degli elenchi riepilogativi Intrastat non riguarda i casi in cui il bene venga spedito in altro Stato membro senza che ciò dia luogo ad una cessione intracomunitaria di beni ovvero ad una cessione intracomunitaria assimilata. Pertanto, va dichiarato ai fini predetti l invio dei beni in altro Stato membro effettuato per esigenze della impresa che spedisce gli stessi, ivi compresi i casi di beni destinati ad altra impresa comunitaria appartenente allo stesso soggetto nazionale (art. 41, comma 2, lett. c, del D.L. n. 331 del 1993). Nel caso di cessione intracomunitaria o cessione intracomunitaria assimilata l obbligo di emissione della fattura scatta al momento della spedizione (art. 6 del D.P.R. n. 633 del 1972); tale operazione sarà inclusa negli elenchi Intrastat relativi al periodo in cui la stessa è registrata o soggetta a registrazione (art. 5, comma 1, del Decreto). 8. Nel caso di fatture da un Paese non aderente alla moneta unica, per determinare il controvalore in valuta si deve prendere in considerazione il cambio alla data della fattura o alla data della registrazione? Per le rettifiche in valuta relative ai servizi, che cambio va utilizzato per determinare l'importo in euro della rettifica? Per determinare il controvalore deve essere considerato il cambio delle valute estere pubblicato dalla Banca d Italia (ex Ufficio Italiano Cambi) alla data in cui l operazione si ritiene effettuata.
15 15 In caso di rettifica deve essere utilizzato il cambio del giorno di effettuazione dell operazione originaria. Per quanto riguarda le modalità con cui effettuare la rettifica si rinvia a quanto precisato nelle istruzioni ai modelli Intrastat. 9. Le fatture di acconto per servizi vanno incluse nei modelli Intrastat al momento della registrazione? La rilevazione negli elenchi Intrastat di acconti relativi a prestazioni di servizi deve seguire il criterio generale del momento di effettuazione dell operazione. Pertanto, dovendosi considerare realizzato il momento impositivo all atto del pagamento della frazione di corrispettivo, è nello stesso momento che andrà fatturato l acconto e rilevato negli elenchi riepilogativi. 10. Fino all'anno 2009 non abbiamo mai inserito nell'intrastat le lavorazioni di merci. Quali sono gli obblighi degli operatori a partire dal 2010 relativamente a tali operazioni? Dal 2010 è divenuta obbligatoria la presentazione degli elenchi riepilogativi relativi ai servizi. Tanto premesso, le prestazioni di lavorazione di beni rese a committenti soggetti passivi stabiliti in altri Stati membri e le lavorazioni di beni ricevute da parte di soggetti passivi di altri Stati membri dovranno essere inserite ai fini fiscali nei predetti elenchi. Quanto precede vale a condizione che si tratti di una prestazione di lavorazione autonoma e non accessoria alla cessione o acquisto di un bene. Infatti, in caso di accessorietà (art. 12 del D.P.R. n. 633 del 1972), il valore della lavorazione sarà incluso in quello del bene. 11. Nel caso in cui sia stato presentato il modello riepilogativo dei servizi intracomunitari relativo al mese di gennaio 2010 indicando, per ogni prestazione di servizio ricevuta, il numero e la data della fattura del fornitore, è necessario procedere ad una rettifica?
16 16 Per gli elenchi riepilogativi presentati prima del 18 marzo 2010, data in cui è stata pubblicata la circolare n. 14/E del 2010, in ossequio al principio di buona fede cui è informato il rapporto tra contribuente ed Amministrazione finanziaria, non sarà necessario procedere ad alcuna rettifica, anche se il numero e la data della fattura indicati sono quelli del fornitore, anziché del committente nazionale. 12. Un tour operator che organizza "pacchetti" vacanza, al fine di comporre gli stessi, acquista singoli servizi da soggetti di altri Stati membri (hotel, trasporti, guide ecc ). a) Si chiede quale sia il regime relativo ai predetti pacchetti. Il regime speciale IVA riservato alle agenzie di viaggio di cui agli artt. 306 e seguenti della Direttiva 2006/112/CE non ha subito variazioni in relazione alle modifiche sulla territorialità delle prestazioni di servizi e alla conseguente presentazione dei modelli Intrastat. Pertanto, la vendita di un pacchetto turistico, essendo un servizio che segue il principio del Paese del prestatore, non deve essere inserita negli elenchi Intrastat. Per quanto riguarda l acquisto del singolo servizio, si veda la risposta successiva. b) Nel caso di fornitura di servizio singolo (hotel oppure volo) a clienti di altri Stati comunitari (sia soggetti passivi di imposta che privati) come ci si deve comportare? Il servizio singolo, reso da un tour operator in nome e per conto del cliente, stabilito in altro Stato comunitario, costituisce attività di intermediazione e, nei confronti dei soggetti passivi di imposta, segue la regola generale di territorialità (art. 7-ter del D.P.R. n. 633 del 1972). Quindi tale prestazione va inserita negli elenchi riepilogativi dei servizi. Tuttavia, se si tratta di un singolo servizio previamente acquisito da parte dell agenzia, alla successiva rivendita dello stesso si applica il regime speciale del margine e lo stesso non va incluso negli elenchi riepilogativi (art. 74-ter, comma 5-bis, del D.P.R. n. 633 del 1972).
17 17 Inoltre, si precisa che l acquisto da parte del tour operator del singolo servizio (hotel, volo, guida turistica) non va incluso negli elenchi Intrastat. Ciò in quanto le prestazioni acquistate rientrano tra quelle oggetto di deroga ai fini della territorialità e, d altra parte, i servizi singolarmente considerati non rientrano nel regime speciale delle agenzie di viaggio (art. 74-ter del D.P.R. n. 633 del 1972). Si ricorda che le operazioni che intervengono con privati consumatori non vanno incluse negli elenchi Intrastat. 13. Una società gestisce alberghi e paga compensi di agenzia ad agenti U.e. ed extra U.e. per l'intermediazione nelle prenotazioni alberghiere. Si chiede se le provvigioni pagate ad agenti U.e. per le suddette prestazioni, relative ad alberghi situati in Italia, debbano essere inquadrate nell art. 7-quater del D.P.R. n. 633 del 1972 come prestazioni relative ad immobili e quindi non debbano essere inserite negli elenchi relativi ai servizi ricevuti. Le prestazioni di intermediazione in nome e per conto del cliente, relative a prestazioni alberghiere, devono essere inquadrate tra le prestazioni generiche di cui all articolo 7-ter del D.P.R. n. 633 del 1972 (vedi anche risposta precedente). Tali operazioni devono essere rilevate negli elenchi riepilogativi tra le prestazioni ricevute. 14. Vorrei sapere se un contribuente che esercita l'attività di guida turistica e che ha come clienti agenzie di viaggio tedesche deve presentare i modelli Intrastat anche se i compensi percepiti sono esenti da IVA in virtù dell'articolo 10, primo comma, n. 22), del D.P.R. 633 del Sono escluse dagli elenchi riepilogativi le prestazioni di servizi rientranti nell articolo 7-quinquies del D.P.R. 633 del 1972, tra cui vi sono le prestazioni relative ad attività culturali. Tenuto conto che nell attività di guida turistica il
18 18 requisito culturale è preminente, si ritiene che il contribuente sia esonerato dalla presentazione degli elenchi Intrastat. 15. Un tour operator italiano emette fattura in relazione a servizi resi ad un operatore con sede in Spagna per l intermediazione effettuata, tramite il portale del tour operator, per realizzare la vendita dei servizi effettuata dal tour operator stesso. Deve essere, in tal caso, presentato il modello Intrastat? Le prenotazioni effettuate on line possono essere considerate prestazioni di servizi e- commerce? Con riferimento alla natura delle prenotazioni effettuate on line, si osserva che il fatto che la prestazione sia resa con l ausilio della rete Internet non comporta automaticamente che il servizio possa essere qualificato come commercio elettronico. Infatti, il mezzo elettronico costituisce un mero strumento di raccolta delle prenotazioni e viene utilizzato come mezzo di comunicazione, equiparabile ad un telefono o ad un fax. Nel caso di specie sembra trattarsi di un servizio di intermediazione in nome e per conto, effettuato nei confronti di un soggetto passivo comunitario. L operazione è territorialmente rilevante nel paese del committente e deve essere rilevata negli elenchi riepilogativi tra le prestazioni rese. 16. Il titolare di una ditta individuale fa un viaggio di lavoro in Francia. Acquista il biglietto del treno via Internet e poi, giunto sul luogo, pranza al ristorante richiedendo fattura. Come si comporta in relazione agli elenchi riepilogativi dei servizi per le prestazioni ricevute (trasporto e ristorante)? Trattasi di acquisto di servizi di trasporto e ristorazione rientranti entrambi nelle disposizioni dell articolo 7-quater del D.P.R. 633 del 1972, come tali esclusi dall obbligo di rilevazione negli elenchi riepilogativi.
19 Come comportarsi nelle seguenti situazioni relative a trasporti intracomunitari con partenza dall Italia e arrivo in Francia o viceversa: - il primo vettore italiano fattura al committente comunitario, soggetto passivo di imposta, senza applicazione dell'iva ex art. 7-ter del D.P.R. n. 633 del Nel caso tale trasporto venga effettuato da un sub-vettore italiano questo come emette la fattura al primo vettore nazionale (con o senza addebito di IVA)? Quali sono gli obblighi relativamente agli elenchi Intrastat? - per le tratte nazionali di trasporti intracomunitari, come va emessa la fattura nei confronti del committente comunitario da parte del primo vettore e degli eventuali sub-vettori? Il servizio di trasporto di beni risulta territorialmente rilevante nel Paese del committente, soggetto passivo d imposta. Pertanto nell esempio prospettato, essendo il committente un soggetto passivo francese, la fattura emessa dal vettore italiano non dovrà riportare l indicazione dell IVA. Sarà poi il soggetto francese ad integrare la stessa con l imposta ivi spettante. Tale operazione rientrerà negli elenchi Intrastat come servizio reso. La prestazione effettuata dal sub-vettore italiano al vettore italiano sarà invece territorialmente rilevante in Italia. Il subvettore emetterà una fattura con IVA e tale prestazione non sarà oggetto di riepilogo negli elenchi Intrastat. 18. Se un azienda addebita al cliente le spese di trasporto (effettuato da un vettore o tramite propri mezzi), cosa deve indicare nel modello INTRA-1 quater? Ipotizzando che la prestazione di servizio sia effettuata tra soggetti passivi di due Paesi comunitari distinti, occorre verificare come la stessa venga addebitata al cliente finale. Se si tratta di una prestazione accessoria ad una vendita di beni, di
20 20 cui all art. 12 del D.P.R. n. 633 del 1972, l operazione complessiva dovrà essere evidenziata solo negli elenchi Intrastat relativi ai beni. Diversamente, la prestazione di trasporto andrà indicata nei modelli riepilogativi relativi ai servizi. 19. Viene venduta della merce ad un operatore residente in Svezia, ma la destinazione della stessa è presso un soggetto italiano perchè esegue una lavorazione per il cliente svedese. E'quest ultimo soggetto nazionale che esegue la cessione intracomunitaria definitiva. Come va inserita negli elenchi Instrastat questa operazione? Benché il quesito posto non sia del tutto chiaro, dallo stesso sembra evincersi che vengono poste in essere due distinte operazioni. La prima è una cessione di materia prima che intercorre tra due soggetti nazionali e quindi non va registrata negli elenchi riepilogativi. La successiva cessione è effettuata dal cliente/operatore italiano che, dopo aver eseguito la lavorazione, effettuerà la vendita finale al cliente svedese. Tale operazione dovrà essere inserita negli elenchi Intrastat relativi ai beni. 20. Ho ricevuto una fattura intracomunitaria da un prestatore irlandese, relativa ad un programma informatico scaricato via Internet. Devo compilare il modello Intrastat? L art. 11 del Regolamento comunitario n del 2005 precisa cosa debba intendersi per servizi prestati tramite mezzi elettronici. In particolare, rientrano in tale definizione i servizi forniti attraverso Internet o una rete elettronica, la cui natura rende la prestazione essenzialmente automatizzata e, in assenza di tecnologia dell informazione, impossibile da garantire. In particolare, ai sensi del par. 2, lett. a), costituisce servizio elettronico la fornitura di prodotti digitali in genere, compresi software, loro modifiche e aggiornamenti.
IVA: i chiarimenti dell Agenzia delle entrate sulla comunicazione delle operazioni con soggetti stabiliti in Paesi black list
CIRCOLARE N. 35 DEL 27 OTTOBRE 2010 IMPOSIZIONE INDIRETTA IVA: i chiarimenti dell Agenzia delle entrate sulla comunicazione delle operazioni con soggetti stabiliti in Paesi black list www.assonime.it ABSTRACT