Source: https://gofasano.com/attualita/condanna-per-diffamazione-rettifica-del-legale-del-giornalista-fasanese/10265/
Timestamp: 2020-02-21 00:47:37+00:00
Document Index: 18092113

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 2', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

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27 Luglio 2019 06:00 27 Luglio 2019 00:17 Marco Mancini1295Leave a Comment on Condanna per diffamazione, rettifica del legale del giornalista fasanese
Riceviamo e pubblichiamo, di seguito, rettifica inviataci dal legale difensore del giornalista Romano Bianco, Avv. Antonio Maria La Scala, circa l’articolo pubblicato sulla nostra testata relativo alla condanna in primo grado, del signor Bianco, per diffamazione nei confronti dell’ex candidato sindaco Giacomo Rosato.
“In nome e per conto del mio assistito sig. Romano BIANCO, nato a Milano il 2/3/1971 e residente a Roma in vicolo del Governo Vecchio 59, con la presente chiedo la rettifica, ai sensi dell’art. 8, L. n. 47/1948, dell’art. 2, L. n. 69/1963 e dell’art. 9, c. 4 del Testo Unico dei doveri del giornalista, dell’articolo: «Diffamò il candidato sindaco nel 2016, condannato giornalista fasanese», pubblicato dalla vs. spett. testata il 23/7 u.s.; in detto articolo, infatti, l’autore Marco Mancini ha scritto: «Giunge al termine la vicenda che ha visto protagonista Giacomo Rosato, candidato sindaco alle elezioni amministrative della città di Fasano nel 2016». L’asserzione non corrisponde in alcun modo al vero: nei confronti del mio assistito l’autorità giudiziaria ha infatti emesso sentenza di primo grado, tale per cui la “vicenda” non è affatto “giunta al termine”, in quanto tale sentenza non è ancora passata in giudicato, tanto è vero che si è ancora in attesa che ne vengano depositate le motivazioni.
Inoltre, nel medesimo articolo si legge: «Il logo riproposto da Romano Bianco, invece, venne deformato con la scritta “Brutto Mestiere Italiano”», con riferimento al marchio dell’azienda “Banco Metalli Italiano” di cui l’attore della causa è titolare. Anche questa affermazione non risponde in alcun modo a verità, come confermato dalla circostanza che non se ne trova alcun riscontro negli atti del procedimento.
L’occasione è propizia per ricordare i costanti orientamenti della giurisprudenza sulla materia, ad es. Corte di Cassazione – Sezione I penale – Sentenza 22 maggio 2012 n. 19367: «(…) Il giornalista, prima di pubblicare una notizia, ha l’obbligo professionale di accertare la veridicità della stessa (…)».
Pertanto, si richiede la rettifica dell’articolo «Diffamò il candidato sindaco nel 2016, condannato giornalista fasanese», a firma Marco Mancini, attraverso idonea pubblicazione sulla testata “GoFasano.it”, avente lo stesso rilievo grafico, la stessa collocazione in pagina e astenendosi da commenti; si richiede altresì il “post” della medesima sulla pagina ufficiale della testata sul social network “Facebook”, come accaduto per l’articolo di cui trattasi.
Di seguito, invece, la nostra replica.
abbiamo volentieri pubblicato la sua rettifica e restiamo a disposizione per qualsiasi tipo di intervento lei, o il suo assistito, vogliate pubblicare a mezzo della nostra testata.
Tuttavia, come firmatario dell’articolo in questione, non posso esimermi dal fare alcune dovute precisazioni.
Per quanto attiene l’affermazione “vicenda giunta al termine” occorre precisare che nell’articolo non ho mai scritto di sentenza di condanna definitiva, ma di “condanna in primo grado”, com’è possibile desumere dal testo pubblicato. Con “vicenda giunta al termine” appare più che palese il riferimento al lasso di tempo che va dalla querela avanzata dal dott. Giacomo Rosato nei confronti del giornalista Romano Bianco, fino alla condanna in primo grado dell’imputato.
Sull’affermazione relativa al “Brutto mestiere italiano” preciso che, contrariamente a quanto sostenuto, dagli atti in nostro possesso (compreso lo screenshot attestante la pubblicazione del logo deformato dell’attività del Rosato, citato agli atti del procedimento penale) ci risulta notizia verificata. Ad ulteriore riprova di quanto detto vi è la circostanza che il Bianco è stato condannato a risarcire anche la Società Banco Metalli Italiano.”