Source: https://it.scribd.com/document/126855240/Omesso-soccorso-del-viaggiatore-diritto-di-rimborso
Timestamp: 2019-10-21 02:45:18+00:00
Document Index: 38760177

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Corte Di Giustizia Europea Sezione III - sentenza 31 gennaio 2013 n.C-12/11 La chiusura di uno spazio aereo è circostanza eccezionale che non giustifica il vettore dall'omissione del proprio dovere di assistenza e soccorso verso il viaggiatore
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Corte Giustizia 23102012
Corte di Giustizia Europea Sezione III Sentenza 31 gennaio 2013, n. C-12/11 Trasporto aereo Regolamento (CE) n.
. 261/2004 Nozione di circostanze eccezionali Obbligo di prestare assistenza ai passeggeri in caso di cancellazione di un volo per circostanze eccezionali Eruzione vulcanica allorigine della chiusura dello spazio aereo Eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajkull Sentenza Motivazione della sentenza 1. La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sullinterpretazione e sulla validit degli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/91 (GU L 46, pag. 1). 2. Tale domanda stata presentata nellambito di una controversia tra la sig.ra McDonagh e la Ryanair Ltd (in prosieguo: la Ryanair) in merito al rifiuto, da parte di questultima, di prestare alla prima lassistenza prevista dallarticolo 5, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 261/2004 a seguito delleruzione del vulcano islandese Eyjafjallajkull, che stata allorigine dellannullamento del suo volo e pi in generale della chiusura di una parte dello spazio aereo europeo. Contesto normativo Il diritto internazionale 3. La convenzione per lunificazione di alcune norme relative al trasporto aereo internazionale, conclusa a Montreal il 28 maggio 1999, stata firmata dalla Comunit europea il 9 dicembre 1999 e approvata a suo nome con la decisione 2001/539/CE del Consiglio, del 5 aprile 2001 (GU L 194, pag. 38; in prosieguo: la convenzione di Montreal). 4. Lultimo capoverso del preambolo della convenzione di Montreal dispone quanto segue: Convinti che lazione collettiva degli Stati intesa allulteriore armonizzazione e codificazione di alcune norme che regolano il trasporto aereo internazionale (...) rappresenti il mezzo pi idoneo a realizzare il giusto equilibrio degli interessi. 5. Ai sensi dellarticolo 29 della suddetta convenzione:
Nel trasporto di passeggeri, bagaglio e merci, ogni azione di risarcimento per danni promossa a qualsiasi titolo, in base alla presente convenzione o in base a un contratto o ad atto illecito o per qualsiasi altra causa, pu essere esercitata unicamente alle condizioni e nei limiti di responsabilit previsti dalla presente convenzione, fatta salva la determinazione delle persone legittimate ad agire e dei loro rispettivi diritti. Tale azione non d luogo ad alcuna riparazione a titolo punitivo, esemplare o comunque non risarcitorio. Il diritto dellUnione 6. I considerando 1, 2, 14 e 15 del regolamento n. 261/2004 enunciano quanto segue: (1) Lintervento della Comunit nel settore del trasporto aereo dovrebbe mirare, tra le altre cose, a garantire un elevato livello di protezione per i passeggeri. Andrebbero inoltre tenute in debita considerazione le esigenze in materia di protezione dei consumatori in generale.
(2) Il negato imbarco, la cancellazione del volo o i ritardi prolungati sono causa di gravi disagi e fastidi per i passeggeri. (...) (14) Come previsto ai sensi della convenzione di Montreal, gli obblighi che incombono ai vettori aerei operativi dovrebbero essere limitati o dovrebbero non applicarsi nei casi in cui un evento dovuto a circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso. Siffatte circostanze possono, in particolare, ricorrere in caso di instabilit politica, condizioni meteorologiche incompatibili con leffettuazione del volo in questione, rischi per la sicurezza, improvvise carenze del volo sotto il profilo della sicurezza e scioperi che si ripercuotono sullattivit di un vettore aereo operativo. (15) Dovrebbe essere considerata una circostanza eccezionale il caso in cui limpatto di una decisione di gestione del traffico aereo in relazione ad un particolare aeromobile in un particolare giorno provochi un lungo ritardo, un ritardo che comporti un pernottamento o la cancellazione di uno o pi voli per detto aeromobile, anche se tutte le ragionevoli misure sono state adottate dal vettore aereo interessato per evitare ritardi o cancellazioni. 7. Larticolo 5 del regolamento n. 261/2004, intitolato Cancellazione del volo, cos recita: 1. a) In caso offerta di cancellazione del vettore del volo, operativo ai a passeggeri norma coinvolti: 8;
b) offerta lassistenza del vettore operativo a norma dellarticolo 9, paragrafo 1, lettera a), e dellarticolo 9, paragrafo 2, nonch, in caso di volo alternativo quando lorario di partenza che si pu ragionevolmente prevedere per il nuovo volo rinviato di almeno un giorno rispetto allorario di partenza previsto per il volo cancellato, lassistenza di cui allarticolo 9, paragrafo 1, lettere b) e c); c) spetta la compensazione pecuniaria del vettore aereo operativo a norma dellarticolo 7, a meno che: i) siano stati informati della cancellazione del volo almeno due settimane prima dellorario di partenza previsto; ii) siano stati informati della cancellazione del volo nel periodo compreso tra due settimane e sette giorni prima dellorario di partenza previsto e sia stato loro offerto di partire con un volo alternativo non pi di due ore prima dellorario di partenza previsto e di raggiungere la destinazione finale meno di quattro ore dopo lorario darrivo previsto; iii) siano stati informati della cancellazione del volo meno di sette giorni prima dellorario di partenza previsto e sia stato loro offerto di partire con un volo alternativo non pi di unora prima dellorario di partenza previsto e di raggiungere la destinazione finale meno di due ore dopo lorario darrivo previsto. (...) 3. Il vettore aereo operativo non tenuto a pagare una compensazione pecuniaria a norma dellarticolo 7, se pu dimostrare che la cancellazione del volo dovuta a circostanze eccezionali
che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso. (...). 8. Larticolo 8 di tale regolamento definisce le modalit dellassistenza prestata ai passeggeri dal vettore aereo, in relazione al loro diritto a rimborso o al riavviamento. 9. Larticolo 9 dello stesso regolamento, rubricato Diritto ad assistenza, formulato nei seguenti termini: 1. Quando fatto riferimento al presente articolo, il passeggero ha diritto a titolo gratuito: a) b) qualora a pasti e alla siano bevande in congrua sistemazione necessari uno o pi relazione alla in durata dellattesa; albergo: pernottamenti, o
qualora sia necessario un ulteriore soggiorno, oltre a quello previsto dal passeggero; c) al trasporto tra laeroporto e il luogo di sistemazione (albergo o altro).
2. Inoltre, il passeggero ha diritto ad effettuare a titolo gratuito due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica. (...). 10. Sotto la rubrica Risarcimenti supplementari, larticolo 12, paragrafo 1, dello stesso regolamento stabilisce che [i]l presente regolamento lascia impregiudicati i diritti del passeggero ad un risarcimento supplementare. Il risarcimento concesso ai sensi del presente regolamento pu essere detratto da detto risarcimento. 11. Larticolo 16 del regolamento n. 261/2004, intitolato Violazioni, cos dispone: 1. Ogni Stato membro designa lorganismo responsabile dellapplicazione del presente regolamento per quanto riguarda i voli in partenza dagli aeroporti situati nel suo territorio o i voli provenienti da un paese terzo e diretti in tali aeroporti. Se del caso, tale organismo adotta tutte le misure necessarie per garantire che siano rispettati i diritti dei passeggeri. Gli Stati membri informano la Commissione circa lorganismo designato a norma del presente paragrafo. (...) 3. Le sanzioni stabilite dagli Stati membri per violazioni del presente regolamento sono effettive, proporzionate e dissuasive. Procedimento principale e questioni pregiudiziali
12. L11 febbraio 2010 la sig.ra McDonagh ha prenotato presso la Ryanair un volo in partenza da Faro (Portogallo) e diretto a Dublino (Irlanda) per il 17 aprile 2010, per un importo di EUR 98. Il 20 marzo 2010 ha avuto inizio leruzione del vulcano Eyjafjallajkull, in Islanda. Il 14 aprile 2010 esso entrato in una fase esplosiva, proiettando una nube di ceneri vulcaniche nel cielo europeo. Il 15
aprile 2010 le autorit responsabili del traffico aereo hanno deciso la chiusura dello spazio aereo di diversi Stati membri, a causa dei rischi corsi dagli aeromobili. 13. Il 17 aprile 2010 il volo della sig.ra McDonagh stato cancellato a causa della chiusura dello spazio aereo irlandese. I voli della Ryanair tra lEuropa continentale e lIrlanda sono ripresi il 22 aprile 2010 e la sig.ra McDonagh ha potuto fare ritorno a Dublino soltanto il 24 aprile 2010. 14. Durante il periodo compreso tra il 17 e il 24 aprile 2010, la Ryanair non ha prestato assistenza alla ricorrente nel procedimento principale secondo le modalit previste dallarticolo 9 del regolamento n. 261/2004. 15. La sig.ra McDonagh ha citato in giudizio la Ryanair dinanzi al giudice del rinvio al fine di ottenere un rimborso per un importo di EUR 1 129,41, pari alle spese da essa sostenute durante tale periodo per pasti, bevande, sistemazione in albergo e trasporti. 16. La Ryanair, dal canto suo, sostiene che la chiusura dello spazio aereo di una parte dellEuropa a seguito delleruzione del vulcano Eyjafjallajkull non rientra nelle circostanze eccezionali di cui al regolamento n. 261/2004, ma costituisce circostanza assolutamente eccezionale, che la esime non solo dal suo obbligo di compensazione pecuniaria, ma anche dal suo obbligo di prestare assistenza di cui agli articoli 5 e 9 di tale regolamento. 17. Nutrendo dubbi quanto alla possibilit di limitare, in circostanze come quelle del procedimento principale, lobbligo di prestare detta assistenza, e considerando che la Corte non si ancora pronunciata su tale questione, la Dublin Metropolitan District Court ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali: 1) Se circostanze quali le chiusure dello spazio aereo europeo a seguito delleruzione del vulcano Eyjafjallajkull in Islanda, che hanno causato estese e prolungate interruzioni del traffico aereo, vadano al di l delle circostanze eccezionali ai sensi del regolamento n. 261/2004. 2) In caso di risposta affermativa alla questione sub 1, se in tali circostanze sia esclusa, ai sensi degli articoli 5 e 9 [del regolamento n. 261/2004], la responsabilit per lobbligo di fornire assistenza. 3) In caso di risposta negativa alla questione sub 2, se gli articoli 5 e 9 [del regolamento n. 261/2004] siano invalidi in quanto violano i principi di proporzionalit e di non discriminazione, il principio di un giusto equilibrio degli interessi, sancito dalla convenzione di Montreal, e gli articoli 16 e 17 della Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea [in prosieguo: la Carta]. 4) Se lobbligo di cui agli articoli 5 e 9 [del regolamento n. 261/2004] debba essere interpretato nel senso che contiene una limitazione implicita, quale un limite temporale e/o monetario, alla fornitura di assistenza nei casi in cui la cancellazione del volo sia causata da circostanze eccezionali. 5) In caso di risposta negativa alla questione sub 4, se gli articoli 5 e 9 [del regolamento n. 261/2004] siano invalidi in quanto violano i principi di proporzionalit e di non discriminazione, il principio di un giusto equilibrio degli interessi, sancito dalla convenzione di Montreal, e gli articoli 16 e 17 della [Carta]. Sulle questioni pregiudiziali Sulla ricevibilit 18. Il Consiglio dellUnione europea sostiene essenzialmente che le questioni sono irricevibili in quanto irrilevanti per la controversia oggetto del procedimento principale, dal momento che, in caso
di cancellazione del volo, a prescindere da quale ne sia la causa, i passeggeri non possono far valere, dinanzi a un giudice nazionale, linosservanza da parte di un vettore aereo del suo obbligo di prestare assistenza previsto dagli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento n. 261/2004 al fine di ottenere da questi un rimborso. 19. A questo proposito, va ricordato che, ai sensi dellarticolo 5, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 261/2004, in caso di cancellazione di un volo, ai passeggeri coinvolti offerta da parte del vettore aereo, alle condizioni ivi previste, lassistenza in termini di spese di ristorazione, di pernottamento in albergo e di comunicazione prevista dallarticolo 9 del suddetto regolamento. 20. La Corte ha gi avuto occasione di precisare che, quando un vettore aereo viene meno agli obblighi ad esso incombenti in forza del suddetto articolo 9, un passeggero pu legittimamente far valere un diritto alla compensazione pecuniaria sulla base degli elementi di cui alle stesse disposizioni (v., in tal senso, sentenza del 13 ottobre 2011, Sousa Rodriguez e a., C- 83/10, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 44), senza che tale domanda possa essere intesa come finalizzata ad ottenere il risarcimento, calcolato in forma individualizzata, del danno derivante dalla cancellazione del volo in questione alle condizioni previste, in particolare, dallarticolo 22 della convenzione di Montreal (v., in tal senso, sentenza Sousa Rodrguez e a., cit., punto 38). 21. Infatti, una domanda come quella di cui al procedimento principale mira ad ottenere dal vettore aereo il rispetto per equivalente del suo obbligo di prestare assistenza derivante dagli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento n. 261/2004, che, come bene ricordare, si colloca a monte del dispositivo previsto dalla convenzione di Montreal (v. sentenze del 22 dicembre 2008, Racc. pag. I-11061, punto 32, nonch del 23 ottobre 2012, Nelson e a., C-581/10 e C-629/10, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 57). 22. La circostanza, sottolineata a questo proposito dal Consiglio, secondo cui ciascuno Stato membro designa un organismo responsabile dellapplicazione del regolamento n. 261/2004 che, se del caso, adotta tutte le misure necessarie per garantire che siano rispettati i diritti dei passeggeri e a cui ciascun passeggero pu presentare reclamo contro le violazioni di tale regolamento, ai sensi dellarticolo 16 dello stesso, non tale da compromettere il diritto del passeggero a tale rimborso. 23. Infatti, tale articolo non pu essere interpretato nel senso che esso riserva ai soli organismi nazionali responsabili dellapplicazione del regolamento n. 261/2004 il compito di sanzionare il mancato rispetto da parte dei vettori aerei del loro obbligo di prestare assistenza di cui agli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 di tale regolamento. 24. Di conseguenza, si deve concludere che un passeggero pu far valere, dinanzi a un giudice nazionale, il mancato rispetto da parte di un vettore aereo del suo obbligo di prestare assistenza previsto dagli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento n. 261/2004, al fine di ottenere da questi il rimborso delle spese di cui esso avrebbe dovuto farsi carico in base alle suddette disposizioni. 25. Pertanto, dal momento che le questioni sono rilevanti per la decisione della controversia, la domanda di pronuncia pregiudiziale ricevibile. Nel merito Sulla prima questione 26. Con la prima questione, il giudice del rinvio chiede essenzialmente se larticolo 5 del regolamento n. 261/2004 debba essere interpretato nel senso che circostanze come la chiusura di una parte dello spazio aereo europeo a seguito delleruzione del vulcano Eyjafjallajkull costituiscono circostanze eccezionali ai sensi di tale regolamento, che non esimono i vettori aerei
dal loro obbligo di prestare assistenza previsto dagli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento n. 261/2004 o invece, a causa della loro speciale entit, vanno al di l di tale nozione, liberando quindi i vettori aerei da tale obbligo. 27. Innanzitutto, va rilevato che la nozione di circostanze eccezionali non rientra tra quelle definite dallarticolo 2 del regolamento n. 261/2004 o da altre disposizioni di tale regolamento, sebbene un elenco non esaustivo di tali circostanze emerga dai considerando 14 e 15 dello stesso. 28. In questo quadro, secondo la giurisprudenza costante la determinazione del significato e della portata dei termini per i quali il diritto dellUnione non fornisce alcuna definizione va operata conformemente al loro senso abituale nel linguaggio corrente, tenendo conto al contempo del contesto in cui essi sono utilizzati e degli scopi perseguiti dalla normativa di cui essi fanno parte (sentenza Wallentin-Hermann, cit., punto 17). 29. Secondo il linguaggio corrente, lespressione circostanze eccezionali designa letteralmente circostanze fuori dalla norma. Nel settore del trasporto aereo, essa designa un evento che non inerente al normale esercizio dellattivit del vettore in questione e sfugge al suo effettivo controllo per la sua natura o per la sua origine (sentenza Wallentin-Hermann, cit., punto 23). In altri termini, come rilevato dallavvocato generale al paragrafo 34 delle sue conclusioni, sono tali tutte le circostanze che sfuggono al controllo del vettore aereo, indipendentemente dalla loro natura e gravit. 30. Il regolamento n. 261/2004 non contiene alcun elemento che permetta di concludere nel senso che esso riconosce, al di l delle circostanze eccezionali menzionate allarticolo 5, paragrafo 3, di tale regolamento, una categoria distinta di eventi particolarmente eccezionali che comporterebbe per il vettore aereo la liberazione da tutti i propri obblighi, compresi quelli derivanti dallarticolo 9 del suddetto regolamento. 31. Inoltre, quanto al contesto e agli scopi perseguiti dallarticolo 5 del regolamento n. 261/2004, che stabilisce gli obblighi che incombono al vettore aereo in caso di cancellazione di un volo, va ricordato, da un lato, che quando si verificano circostanze eccezionali il paragrafo 3 del suddetto articolo esime il vettore aereo soltanto dal suo obbligo di compensazione pecuniaria ai sensi dellarticolo 7 del suddetto regolamento. Il legislatore dellUnione ha quindi ritenuto che lobbligo di prestare assistenza ai sensi dellarticolo 9 dello stesso regolamento gravi sul vettore aereo a prescindere da quale sia levento che ha causato la cancellazione del volo. Daltra parte, emerge chiaramente dai considerando 1 e 2 del regolamento n. 261/2004 che esso mira a garantire un elevato livello di protezione per i passeggeri e tiene in considerazione le esigenze in materia di protezione dei consumatori in generale, poich la cancellazione del volo causa di gravi disagi per i passeggeri (sentenze cit. Wallentin-Hermann, punto 18, nonch Nelson e a., punto 72). 32. Orbene, uninterpretazione secondo cui circostanze come quelle di cui al procedimento principale non rientrano, in particolare a causa della loro origine e della loro entit, nellambito della nozione di circostanze eccezionali ai sensi del regolamento n. 261/2004, sarebbe contraria non solo al significato di tale nozione nel linguaggio corrente, ma anche agli scopi del suddetto regolamento. 33. Tale interpretazione comporterebbe infatti che i vettori aerei siano tenuti a prestare assistenza ai sensi dellarticolo 9 del regolamento n. 261/2004 a passeggeri che si trovano, a causa della cancellazione di un volo, in una situazione di disagio limitato, mentre passeggeri che si trovano, come la ricorrente nel procedimento principale, in una situazione di particolare bisogno in quanto costretti a rimanere per diversi giorni in un aeroporto, ne verrebbero privati.
34. Alla luce di quanto precede, occorre rispondere alla prima questione che larticolo 5 del regolamento n. 261/2004 deve essere interpretato nel senso che circostanze come la chiusura di una parte dello spazio aereo europeo a seguito delleruzione del vulcano Eyjafjallajkull costituiscono circostanze eccezionali ai sensi di tale regolamento, che non esimono i vettori aerei dal loro obbligo di prestare assistenza previsto dagli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del suddetto regolamento. 35. Dalla risposta data alla prima questione deriva che non occorre rispondere alle questioni seconda e terza. Sulle questioni quarta e quinta 36. Con le sue questioni quarta e quinta, che opportuno esaminare congiuntamente, il giudice del rinvio chiede essenzialmente se gli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento n. 261/2004 debbano essere interpretati nel senso che, in caso di cancellazione di un volo per circostanze eccezionali come quelle di cui al procedimento principale, lobbligo di prestare assistenza ai passeggeri previsto da tali disposizioni subisca limitazioni, a livello temporale o pecuniario, e, in caso di risposta negativa, se le suddette disposizioni cos interpretate siano invalide in relazione ai principi di proporzionalit e di non discriminazione, al principio di giusto equilibrio degli interessi di cui alla convenzione di Montreal e agli articoli 16 e 17 della Carta. 37. A questo proposito, occorre rilevare che, in caso di cancellazione del volo per lintervento di circostanze eccezionali, il legislatore dellUnione ha voluto modificare gli obblighi dei vettori aerei previsti dallarticolo 5, paragrafo 1, del regolamento n. 261/2004. 38. Secondo il considerando 15 e larticolo 5, paragrafo 3, di tale regolamento, il vettore aereo, in deroga alle disposizioni del paragrafo 1 dello stesso articolo, liberato infatti dal suo obbligo di compensazione pecuniaria dei passeggeri a norma dellarticolo 7 del suddetto regolamento, se pu dimostrare che la cancellazione dovuta a circostanze eccezionali che non si sarebbero potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso, ossia circostanze che sfuggono alleffettivo controllo del vettore aereo (sentenza Nelson e a., cit., punto 39). 39. A questo proposito, la Corte ha rilevato che, in circostanze del genere, il vettore aereo liberato soltanto dal suo obbligo di compensazione pecuniaria derivante dallarticolo 7 del regolamento n. 261/2004 e che, di conseguenza, il suo obbligo di prestare assistenza ai sensi dellarticolo 9 di tale regolamento permane (v., in tal senso, sentenza del 12 maggio 2011, Eglitis e Ratnieks, C- 294/10, non ancora pubblicata nella Raccolta, punti 23 e 24). 40. Inoltre, dal testo del regolamento n. 261/2004 non risulta alcuna limitazione, n a livello temporale n a livello pecuniario, allobbligo di prestare assistenza ai passeggeri in circostanze eccezionali come quelle di cui al procedimento principale. 41. Infatti, dallarticolo 9 del regolamento n. 261/2004 emerge che il complesso degli obblighi di assistenza ai passeggeri che hanno subito una cancellazione di volo grava per intero sul vettore aereo per tutto il periodo durante il quale tali passeggeri devono attendere il loro riavviamento. In tal senso, si evince chiaramente dal paragrafo 1, lettera b), di tale articolo che una sistemazione in albergo offerta a titolo gratuito dal vettore aereo per il tempo necessario. 42. Per di pi, ogni diversa interpretazione che vada nel senso di riconoscere limitazioni, vuoi temporali, vuoi pecuniarie, allobbligo del vettore aereo di prestare assistenza ai passeggeri il cui volo sia stato cancellato avrebbe come effetto quello di compromettere il raggiungimento degli scopi perseguiti dal regolamento n. 261/2004 e richiamati al punto 31 della presente sentenza, in quanto, superato il limite riconosciuto, i passeggeri sarebbero privati di ogni assistenza e dunque
abbandonati a se stessi. Orbene, come rilevato dallavvocato generale al paragrafo 52 delle sue conclusioni, lassistenza di tali passeggeri risulta particolarmente importante quando si verificano circostanze eccezionali che perdurano nel tempo, ed proprio nel caso in cui lattesa dovuta alla cancellazione di un volo particolarmente lunga che risulta necessario assicurarsi che il passeggero il cui volo stato cancellato abbia accesso ai prodotti e ai servizi di prima necessit, per tutta la durata dellattesa. 43. Di conseguenza, e contrariamente a quanto sostenuto dalla Ryanair, dal regolamento n. 261/2004 non si pu desumere che, in circostanze come quelle di cui al procedimento principale, lobbligo di prestare assistenza ai passeggeri di cui agli articoli 5 e 9 di tale regolamento debba subire limitazioni di natura temporale o pecuniaria. 44. Tuttavia, occorre accertarsi del fatto che linterpretazione accolta al punto precedente non contrasti con i principi di proporzionalit, di giusto equilibrio degli interessi di cui alla convenzione di Montreal e di non discriminazione nonch con gli articoli 16 e 17 della Carta. Secondo un principio ermeneutico generale, un atto dellUnione deve infatti essere interpretato, nei limiti del possibile, in modo da non inficiare la sua validit e in conformit con il diritto primario nel suo complesso (sentenza del 16 settembre 2010, Chatzi, C-149/10, Racc. pag. I-8489, punto 43). 45. Quanto, in primo luogo, al principio di proporzionalit, va ricordato che la Corte ha gi avuto occasione di dichiarare, ai punti 78-92 della sua sentenza del 10 gennaio 2006, IATA e ELFAA (C-344/04, Racc. pag. I-403), che gli articoli 5-7 del regolamento n. 261/2004 non erano invalidi per violazione del principio di proporzionalit. 46. Orbene, nessun elemento, neppure alla luce dellassenza di limitazioni temporali o pecuniarie allobbligo di prestare assistenza in circostanze come quelle di cui al procedimento principale, giustifica il fatto di rimettere in discussione laccertamento di validit effettuato dalla Corte nella suddetta sentenza. 47. La circostanza secondo cui lobbligo di prestare assistenza, quale stabilito dallarticolo 9 del regolamento n. 261/2004, comporta per i vettori aerei sicure conseguenze economiche, come sostenuto dalla Ryanair, non tale da inficiare tale affermazione, in quanto dette conseguenze non possono essere considerate sproporzionate rispetto allo scopo di un elevato livello di protezione dei passeggeri. 48. Infatti, limportanza rivestita dallobiettivo di protezione dei consumatori, compresi quindi i passeggeri del trasporto aereo, tale da giustificare conseguenze economiche negative, anche considerevoli, per taluni operatori economici (sentenza Nelson e a., cit., punto 81 e giurisprudenza ivi citata). 49. Peraltro, come rilevato dallavvocato generale ai paragrafi 58 e 60 delle sue conclusioni, i vettori aerei dovrebbero, in quanto operatori accorti, prevedere i costi legati alladempimento, se del caso, del loro obbligo di prestare assistenza e sono inoltre liberi di scaricare i costi derivanti da tale obbligo sul prezzo dei biglietti aerei. 50. Ne consegue che gli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento n. 261/2004 non sono contrari al principio di proporzionalit. 51. Peraltro, un passeggero pu ottenere, a titolo di compensazione pecuniaria per il mancato rispetto da parte del vettore aereo del suo obbligo di prestare assistenza di cui agli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento n. 261/2004, soltanto il rimborso delle somme che, alla luce delle circostanze di ciascun caso concreto, risultavano necessarie, appropriate e ragionevoli al
fine di ovviare allomissione del vettore aereo nel prestare assistenza al suddetto passeggero. Tale profilo deve essere valutato dal giudice nazionale. 52. Quanto, in secondo luogo, al principio di giusto equilibrio degli interessi di cui allultimo capoverso del preambolo della convenzione di Montreal, sufficiente ricordare che le misure di risarcimento uniformi e immediate previste dal regolamento n. 261/2004, tra cui figura lobbligo di prestare assistenza ai passeggeri il cui volo sia stato cancellato, non rientrano tra quelle per cui la convenzione di Montreal fissa le condizioni di esercizio (v., in tal senso, sentenza WallentinHermann, cit., punto 32 e giurisprudenza ivi citata). 53. Pertanto, la validit delle suddette disposizioni non deve essere valutata in relazione al principio di giusto equilibrio degli interessi di cui alla suddetta convenzione. 54. Quanto, in terzo luogo, al principio generale di non discriminazione o di parit di trattamento, la Ryanair sostiene che lobbligo di prestare assistenza previsto dagli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento n. 261/2004 in una situazione come quella di cui al procedimento principale imporrebbe ai vettori aerei obblighi che non gravano, in circostanze simili a quelle di cui al procedimento principale, sugli altri mezzi di trasporto disciplinati dai regolamenti (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario (GU L 315, pag. 14), (UE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 334, pag. 1), e (UE) n. 181/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 55, pag. 1), sebbene i passeggeri bloccati da uninterruzione diffusa e prolungata dei trasporti si trovino in una identica situazione quale che sia il loro mezzo di trasporto. 55. A questo proposito, va ricordato che, ai punti 93-99 della sua sentenza IATA e ELFAA, cit., la Corte ha gi constatato che gli articoli 5-7 del regolamento n. 261/2004 non violano il principio di parit di trattamento. 56. Infatti, la situazione delle imprese intervenienti nel settore di attivit dei diversi mezzi di trasporto non paragonabile, nella misura in cui, alla luce delle loro modalit di funzionamento, delle condizioni della loro accessibilit e della ripartizione delle loro reti, le diverse modalit di trasporto non sono, quanto alle loro condizioni di utilizzazione, intercambiabili (sentenza IATA e ELFAA, cit., punto 96). 57. In tali circostanze, il legislatore dellUnione ha potuto introdurre regole che prevedono un diverso livello di protezione del consumatore a seconda del settore di trasporti considerato. 58. Ne consegue che gli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento n. 261/2004 non violano il principio di non discriminazione. 59. Quanto, in quarto luogo, agli articoli 16 e 17 della Carta che garantiscono, rispettivamente, la libert dimpresa e il diritto di propriet, la Ryanair sostiene che lobbligo di prestare assistenza ai passeggeri gravante sui vettori aerei in circostanze come quelle di cui al procedimento principale ha per effetto di privare questi ultimi di una parte dei proventi del loro lavoro e degli investimenti da essi effettuati. 60. A questo proposito, occorre ricordare, innanzitutto, che la libert dimpresa e il diritto di propriet non risultano essere prerogative assolute, ma vanno considerati in relazione alla loro
funzione nella societ (v., in tal senso, sentenza del 6 settembre 2012, Deutsches Weintor, C-544/10, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 54 e giurisprudenza ivi citata). 61. Inoltre, larticolo 52, paragrafo 1, della Carta ammette la possibilit di apportare limitazioni allesercizio dei diritti consacrati dalla stessa, nella misura in cui tali limitazioni siano previste dalla legge, rispettino il contenuto essenziale di tali diritti e libert e, nel rispetto del principio di proporzionalit, siano necessarie e rispondano effettivamente a finalit di interesse generale riconosciute dallUnione o allesigenza di proteggere i diritti e le libert altrui. 62. Infine, quando diversi diritti protetti dallordinamento giuridico dellUnione confliggono tra loro, tale valutazione deve essere effettuata nel rispetto della necessaria conciliazione tra i requisiti connessi alla tutela di questi diversi diritti e di un giusto equilibrio tra di essi (v., in tal senso, sentenza del 29 gennaio 2008, Racc. pag. I-271, punti 65 e 66, nonch Deutsches Weintor, cit., punto47). 63. Nel caso di specie, il giudice del rinvio fa riferimento agli articoli 16 e 17 della Carta. Tuttavia, si deve tener conto anche dellarticolo 38 della stessa, il quale, sulla falsariga dellarticolo 169 TFUE, tende ad assicurare, nelle politiche dellUnione, un livello elevato di protezione dei consumatori, inclusi i passeggeri del trasporto aereo. Infatti, come ricordato al punto 31 della presente sentenza, la protezione di tali passeggeri figura tra i principali obiettivi del regolamento n. 261/2004. 64. Orbene, dai punti 45-49 della presente sentenza relativi al principio di proporzionalit deriva che gli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento n. 261/2004, come interpretati al punto 43 della presente sentenza, devono essere considerati in linea con lesigenza di conciliare i vari diritti fondamentali coinvolti e di stabilire un giusto equilibrio tra questi. 65. Ne consegue che le suddette disposizioni non violano gli articoli 16 e 17 della Carta. 66. Di conseguenza, si deve rispondere alle questioni quarta e quinta che gli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento n. 261/2004 devono essere interpretati nel senso che, in caso di cancellazione di un volo per circostanze eccezionali di durata come quella di cui al procedimento principale, lobbligo di prestare assistenza ai passeggeri previsto da tali disposizioni deve essere adempiuto e ci non inficia la validit di tali disposizioni. Tuttavia, un passeggero pu ottenere, a titolo di compensazione pecuniaria per il mancato rispetto da parte del vettore aereo del suo obbligo di prestare assistenza di cui agli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento n. 261/2004, soltanto il rimborso delle somme che, alla luce delle circostanze di ciascun caso concreto, risultavano necessarie, appropriate e ragionevoli al fine di ovviare allomissione del vettore aereo nel prestare assistenza al suddetto passeggero. Tale profilo deve essere valutato dal giudice nazionale. Sulle spese 67. Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione. Dispositivo Per questi motivi, la Corte (Terza Sezione) dichiara: 1) Larticolo 5 del regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il
regolamento (CEE) n. 295/91, deve essere interpretato nel senso che circostanze come la chiusura di una parte dello spazio aereo europeo a seguito delleruzione del vulcano Eyjafjallajkull costituiscono circostanze eccezionali ai sensi di tale regolamento, che non esimono i vettori aerei dal loro obbligo di prestare assistenza previsto dagli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento n. 261/2004. 2) Gli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento n. 261/2004 devono essere interpretati nel senso che, in caso di cancellazione di un volo per circostanze eccezionali di durata come quella di cui al procedimento principale, lobbligo di prestare assistenza ai passeggeri previsto da tali disposizioni deve essere adempiuto e ci non inficia la validit di tali disposizioni. Tuttavia, un passeggero pu ottenere, a titolo di compensazione pecuniaria per il mancato rispetto da parte del vettore aereo del suo obbligo di prestare assistenza di cui agli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento n. 261/2004, soltanto il rimborso delle somme che, alla luce delle circostanze di ciascun caso concreto, risultavano necessarie, appropriate e ragionevoli al fine di ovviare allomissione del vettore aereo nel prestare assistenza al suddetto passeggero. Tale profilo deve essere valutato dal giudice nazionale.
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