Source: http://www.avvocatoabologna.it/risarcimento-errore-medico/danno-da-errore-medico-risarcimento-danni-del-medico-e-dellospedale-danno-malasanita-vicenza-danno-responsabilita-medica-danno-responsabilita-medica-prescrizione-danno-da-responsabilita-medica-risarci.html
Timestamp: 2017-09-23 12:45:08+00:00
Document Index: 149895216

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 2907', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 1228']

avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Ravenna danno responsabilità medica danno responsabilità medica prescrizione danno da responsabilità medica risarcimento danno responsabilità medica danno biologico responsabilità medica danno differenziale responsabilità medica calcolo danno responsabilità medica danno da responsabilità medica prescrizione danno patrimoniale responsabilità medica danno esistenziale responsabilità medica danno biologico responsabilità medica tabelle responsabilità medica calcolo danno biologico danno biologico da responsabilità medica responsabilità medica e danno biologico danno biologico per responsabilità medica responsabilità medica contrattuale e danno biologico atto di citazione risarcimento danno biologico responsabilità medica quantificazione danno biologico responsabilità medica liquidazione danno biologico responsabilità RISARCIMENTO MALASANITÀ' avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Asti avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Lucca avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Pisa avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Livorno avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Vercelli avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Treviso avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Pordenone avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Genova avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica La spezia | Avvocato a Bologna - Studio Legale Bologna Avvocato Sergio Armaroli
liquidazione danno biologico responsabilità RISARCIMENTO MALASANITA’
DANNO DA ERRORE MEDICO RISARCIMENTO
DANNI DEL MEDICO E DELL’OSPEDALE
DANNO MEDICO – MALASANITA’ –RESPONSABILITA’ MEDICA
In sintesi questa Corte ha avuto modo di affermare (V Sez. 4^, Sentenza n. 16237 del 29/01/2013 Ud. Rv. 255105) che, già ad una prima lettura della norma (art. 3) risulta chiaro che due sono i tratti di nuova emersione. Da un lato la distinzione tra colpa lieve e colpa grave, per la prima volta normativamente introdotta nell’ambito della disciplina penale dell’imputazione soggettiva.
Dall’altro, la valorizzazione delle linee guida e delle virtuose pratiche terapeutiche, purché corroborate dal sapere scientifico. Si tratta di novità di non poco conto. La colpa penale, sia pure in un contesto limitato, assume ora una duplice configurazione.
E d’altra parte viene abbozzato, in ambito applicativo, un indirizzo sia per il terapeuta che per il giudice, nel segno della documentata aderenza al più accreditato sapere scientifico e tecnologico.
AVVOCATO MALASANITÀ’ BOLOGNA RAVENNA RIMINI ITALIA
Si è ribadito (essendo patrimonio già della giurisprudenza dei questa Corte) che le linee guida costituiscono sapere scientifico e tecnologico codificato, reso disponibile in forma condensata, in modo che possa costituire un’utile guida per orientare agevolmente, in modo efficiente ed appropriato, le decisioni terapeutiche. Si tenta di oggettivare, uniformare le valutazioni e le determinazioni; e di sottrarle all’incontrollato soggettivismo del terapeuta. I vantaggi di tale sistematizzata opera di orientamento sono tanto noti quanto evidenti.
avvocato malasanità Bologna
il nesso di causalità nella responsabilità medica
rapporto di causalità responsabilità medica
causalità omissiva medico
nesso causale reati omissivi
legge generale di copertura
nesso di causalità responsabilità medica penale
avvocato per risarcimento malasanità
Nell’accertamento della colpa medica per omissione il nesso causale non può essere desunto da dati statistici. Infatti nella ricostruzione del nesso eziologico, non può assolutamente prescindersi da tutti gli elementi concernenti la causa dell’evento: solo conoscendo in tutti i suoi aspetti fattuali e scientifici il momento iniziale e la successiva evoluzione della malattia, è poi possibile analizzare la condotta (omissiva) colposa addebitata al sanitario per effettuare il giudizio controfattuale e verificare se, ipotizzandosi come realizzata la condotta dovuta, l’evento lesivo sarebbe stato evitato al di là di ogni ragionevole dubbio.
Teoria della condicio sine qua non
Secondo tale teoria è causa dell’evento ogni antecedente senza il quale l’evento non si sarebbe verificato
In particolare, è aspirazione del presente scritto, indicare sinteticamente i caratteri del nesso di causalità in relazione alla responsabilità medica che si configura nelle controversie civili.
Lo spunto può essere tratto dalla sentenza 15 dicembre 2011, n. 27000 della Corte di Cassazione.
La vicenda portata all’attenzione della Suprema Corte trae origine dalla richiesta di risarcimento del danno subito da un militare di leva che, a causa di un meningioma del nervo ottico, aveva perso la vista dall’occhio sinistro.
Il concorso contemporaneo di cause
Si ha concorso di cause nel momento in cui più circostanze intervengono contemporaneamente nella produzione di un evento lesivo. Se la causa sopravvenuta, da sola, è idonea a produrre l’evento, a seconda dei casi può essere ritenuta dal giudice causa principale ed esclusiva di causazione; al contrario, nel momento in cui, come nel procedimento logico previsto dalla teoria condizionalistica, sottraendo una causa determinata l’evento si verifica comunque, significa che tale circostanza non è stata idonea a provocare la lesione. Il ruolo della giurisprudenza, nella ricostruzione dei fatti caso per caso, è determinante.
Ad eliminare ogni dubbio sull’ adozione del criterio di probabilità statistica in campo civile, sono intervenute le Sezioni Unite della S.C. con due rilevanti decisioni. La prima, la sent. 21619 del 16/01/2007, ha statuito che il concetto di causalità del processo civile non coincide con quello presente in sede penale, poiché il nesso causale nel primo ambito si caratterizza per l’elemento della probabilità relativa; in sostanza, nel processo civile, il nesso causale risponde alla regola del “più probabile che non”. Con la sent. 581 dell’11/01/2008, le SS. UU. hanno ancor di più illustrato la natura del nesso causale operante in sede civile in tema di responsabilità medica. Il sanitario, reo di aver cagionato danni al paziente, risponde soltanto delle conseguenze derivanti dalla propria condotta, ma solo di quelle che appaiono prevedibili in base ad una valutazione ex ante ed in astratto. Tale accertamento va però fondato sulle regole statistiche che la scienza può indicare in un dato momento storico. In campo penale, al contrario, l’accertamento del nesso di causalità si fonda sul principio dell’ “oltre ogni ragionevole dubbio”, giustificandosi così l’adozione del più rigoroso criterio della probabilità logica.
condotta omissiva del medico profili di colpa e nesso di causalità
sentenza prove nesso causale
avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Bologna
avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Vicenza
avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Ravenna
avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Asti
avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Lucca
avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Pisa
avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Livorno
avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Vercelli
avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Treviso
avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Pordenone
avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica Genova
avvocato malasanita’ risarcimento colpa medica La spezia
Sentenza 1° luglio – 30 settembre 2015, n. 19541
Bo.Gi., G. e Ga. e Ba.Il.
La pronuncia è stata appellata dal Centro S. Luigi in via principale; nel giudizio si sono costituiti B.G. e Ga. e Ba.Il., anche in qualità di eredi di Bo.Gi., nel frattempo deceduto, chiedendo un aumento della somma liquidata a titolo di risarcimento danni.
Contro la sentenza della Corte d’appello di Brescia propone ricorso la s.r.l. San Luigi, con atto affidato a quattro motivi.
Con il primo motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), violazione e falsa applicazione degli artt. 99, 112 e 113 c.p.c., nonchè dell’art. 2907 c.c..
Con il secondo motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) e n. 5), violazione e falsa applicazione degli artt. 1362 e 1363 c.c., oltre a omessa o insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.
Il primo ed il secondo motivo sono da trattare insieme, in considerazione della stretta connessione che li unisce, e sono entrambi privi di fondamento.
Con il terzo motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, costituito dall’esistenza di un contratto di spedalità.
Con il quarto motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) e n. 5), violazione e falsa applicazione dell’art. 1228 c.c., oltre a omessa o insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.
Il terzo ed il quarto motivo sono da trattare insieme, in considerazione della stretta connessione che li unisce, e sono entrambi privi di fondamento.
2)Secondo: un avvocato specializzato in malasanità opera una rigorosa disamina del caso, ricevendo in studio direttamente con il medico specialista nella materia d’interesse del cliente, oAnestesia
Decesso nel corso di anestesia negli interventi.
Lesioni durante le intubazioni oro-tracheali.
Errata esecuzione di interventi chirurgici.
Errato approccio terapeutico alla patologia con esecuzioni di interventi non necessari alla risoluzione del problema.
Garze e ferri chirurgici dimenticati in corpo dopo gli interventi.
Mancata diagnosi di patologie.
Mancata informazione o mancata acquisizione del consenso informato.
Mancata risoluzione del problema per il quale è stato programmato l’intervento.
Scarsa assistenza nel post-operatorio.
Liposcultura: avvallamenti, asimmetrie, caduta di tessuti (per l’eccessivo svuotamento) e buchi.
Risultato difforme da quello prospettato.
Trapianto capelli: attaccatura innaturale, trapianto cd. “a ciuffi di bambola”, con reimpianto dei capelli a ciuffetti anziché singolarmente.
Errate terapie per la cura della infertilità.
Erronea diagnosi prenatale.
Ipossia del bambino al momento del parto.
Lesioni del plesso brachiale.
Mancata effettuazione di manovre rianimatorie sul bambino.
Mancata diagnosi di malformazioni fetali durante l’esecuzione di ecografie in epoca prenatale in tempo utile per effettuare l’interruzione di gravidanza.
Mancata diagnosi di tumori dell’apparato genitale femminile.
Perdita del feto per amniocentesi o villocentesi.
Prescrizione di terapie senza adeguati controlli.
Ritardo nell’esecuzione di parto cesareo.
Ritardo nell’espletamento del parto con morte del neonato.
Uso di ventosa e di forcipe e relative lesioni.
Infezioni durante l’esecuzione di interventi.
Errata esecuzione di iniezioni intravitreali.
Omessa prescrizione di controlli in fase post-operatoria.
Frattura delle radici per perni moncone mal eseguiti.
Infezioni a seguito di cure canalari (devitalizzazione).
Infiltrazioni cariose e problemi gengivali per errata esecuzione di corone in ceramica.
Mancata esecuzione di esami preliminari.
Recidive cariose o infiammazioni per errate otturazioni.
Interventi eccessivamente demolitivi rispetto alla diagnosi.
Interventi incompleti, che rendono necessari nuovi interventi chirurgici.
Perdita di chance di guarigione o di sopravvivenza per omessa o ritardata diagnosi.
Ritardo nella diagnosi o nell’esecuzione delle terapie di trattamento.
Errata esecuzione di interventi chirurgici per la sintesi delle fratture.
Inserimento di protesi di dimensioni errate.
Lesioni alle terminazioni nervose o al nervo motorio durante le operazioni all’ernia del disco.
Mancata esecuzione di indagini o esami preliminari.
Mancato recupero della gamba per un intervento errato sui legamenti.
Mancato riconoscimento di fratture.
Presenza di infezioni nosocomiali dovute alla mancata sterilizzazione dei ferri di sala operatoria o scarsa igiene delle sale.