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Timestamp: 2016-10-28 04:31:55+00:00
Document Index: 121427252

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 9', 'art. 268', 'art. 269', 'art. 84', 'DTF ', 'art 86', 'art. 88', 'art. 9', 'DTF ', 'DTF ']

1P.493/2003 (08.10.2003)
Il 27 febbraio 2003 A.________, al volante della propria VW Golf, circolava sull'autostrada in territorio di Taverne a una velocit� superiore al limite massimo di 100 km/h consentito in quel tratto. Un veicolo inseguitore della polizia, dotato di un apparecchio di misurazione, aveva infatti rilevato una velocit� di 147 km/h; tenuto conto della deduzione del margine di tolleranza, la polizia ha quindi accertato una velocit� punibile di 132 km/h.
Il Presidente della Pretura penale del Cantone Ticino, con sentenza del 4 agosto 2003, ha respinto un ricorso della conducente e confermato la decisione dipartimentale. Egli ha ritenuto infondate le critiche riguardo all'inattendibilit� del tachimetro della VW e rilevato che, pur tenendo conto del suo difetto, la velocit� era di almeno 120 km/h, sicch� la conducente avrebbe dovuto comunque accorgersi ch'era eccessiva. Il Giudice cantonale ha inoltre rilevato che la Sezione della circolazione aveva stabilito una multa ridotta, commisurandola a un eccesso di velocit� di circa 20 km/h, secondo le osservazioni presentate dall'automobilista.
1.1 La censura di violazione del divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.) � proponibile con il ricorso di diritto pubblico, mentre non lo sarebbe nel ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 268 e segg. PP, che la ricorrente non ha comunque presentato (cfr. art. 269 cpv. 2 e 273 cpv. 1 lett. b PP, art. 84 cpv. 1 lett. a OG; DTF 127 I 38 consid. 2, 120 Ia 31 consid. 2b pag. 36, 120 IV 113 consid. 1a, 119 IV 17 consid. 1, 118 IV 88 consid. 2b; Robert Hauser/Erhard Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, 5a ed., Basilea 2002, pag. 505 segg.).
1.2 Gli altri requisiti di ammissibilit� del ricorso di diritto pubblico sono chiaramente adempiuti (art 86 cpv. 1, 87 e 89 cpv. 1 OG) e la legittimazione della ricorrente � pacifica (art. 88 OG).
La ricorrente rimprovera al Presidente della Pretura penale di essere incorso nell'arbitrio perch�, sulla base della verifica del tachimetro eseguita il 12 marzo 2003 presso un centro diagnostico del Touring Club Svizzero (TCS), non avrebbe considerato che la velocit� indicata dalla strumentazione di bordo era del tutto inattendibile.
2.1 Secondo la giurisprudenza l'arbitrio, vietato dall'art. 9 Cost., non � ravvisabile quando un'altra soluzione potrebbe entrare in considerazione o sarebbe addirittura preferibile, ma solo quando la decisione impugnata sia manifestamente insostenibile, in contraddizione manifesta con una norma o un principio giuridico indiscusso o chiaramente lesiva del sentimento di giustizia e dell'equit�. Perch� il Tribunale federale annulli una decisione per arbitrio non � d'altra parte sufficiente che la sua motivazione sia insostenibile, ma occorre piuttosto ch'essa sia arbitraria anche nel risultato (DTF 129 I 8 consid. 2.1, 128 I 273 consid. 2.1 e rinvii). Un accertamento dei fatti o un apprezzamento delle prove � arbitrario solo quando il Giudice abbia manifestamente disatteso il senso e la rilevanza di un mezzo probatorio o abbia omesso, senza fondati motivi, di tenere conto di una prova importante, idonea a influire sulla decisione presa; oppure quando, sulla base degli elementi raccolti, egli abbia fatto delle deduzioni insostenibili (DTF 129 I 8 consid. 2.1).
2.2 Il Giudice cantonale ha tenuto conto del controllo del tachimetro di cui l'automobilista ha prodotto i risultati dinanzi alla polizia cantonale. La ricorrente insiste anche in questa sede su tale documento, sottolineando come il tachimetro non indicasse, per nessuno dei valori presi in considerazione, la velocit� effettiva. Rileva che questa era sempre superiore a quella indicata dalla strumentazione e che l'errore non era mai constante, n� proporzionale all'aumento di velocit�. Secondo la ricorrente, dalle misurazioni del TCS il Giudice cantonale avrebbe potuto dedurre unicamente l'assoluta inattendibilit� del tachimetro, mentre non v'erano ragioni per ritenere che, al momento dell'infrazione e alla velocit� accertata in quell'occasione, l'errore dello strumento sarebbe stato uguale a quello poi misurato.
Emerge dall'esame eseguito dal TCS tredici giorni dopo l'infrazione che lo scarto tra la velocit� effettiva e quella indicata dal tachimetro non � uguale per ogni valore considerato, n� tale differenza � direttamente proporzionale all'aumento della velocit�. Risulta tuttavia dalla verifica che la velocit� reale �, in tutti i casi considerati, superiore all'indicazione della strumentazione di bordo e che l'ampiezza della discrepanza cresce con l'aumentare della velocit�. Il Giudice cantonale poteva quindi, senza incorrere nell'arbitrio, fondarsi sui risultati della verifica tecnica, prodotta peraltro dalla ricorrente medesima, e ritenere le misurazioni del TCS affidabili per valutare l'infrazione litigiosa. Come si � visto, la polizia ha rilevato una velocit� di 147 km/h e, dedotto il margine di tolleranza, l'ha stabilita in 132 km/h. Dall'esame eseguito dal TCS risulta che all'indicazione di 100 km/h sul tachimetro corrisponde una velocit� effettiva di 112,6 km/h: quest'ultima � chiaramente inferiore rispetto a quella rilevata dalla polizia. Inoltre, sempre secondo le risultanze del controllo, all'indicazione di 120 km/h sul tachimetro corrisponde una velocit� effettiva di 135,6 km/h, pure inferiore al rilevamento (prima della riduzione del margine di tolleranza). In queste condizioni, il Giudice cantonale poteva sostenibilmente concludere che, al momento dell'infrazione, la lancetta del tachimetro della VW Golf oltrepassasse in misura non irrilevante i 100 km/h, sicch� la ricorrente avrebbe potuto e dovuto avvedersi del superamento del limite di velocit�; l'aver considerato il superamento della velocit� massima nella misura di 20 km/h, viste le accennate considerazioni, non � costitutivo di arbitrio.