Source: https://iris.unife.it/handle/11392/2263015
Timestamp: 2017-08-17 02:10:02+00:00
Document Index: 4583607

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10']

Il paradosso della ricognizione delle consuetudini internazionali. Note minime a Corte cost. n. 238 del 2014 | IRIS Università degli Studi di Ferrara Attenzione: i dati modificati non sono ancora stati salvati. Per confermare inserimenti o cancellazioni di voci è necessario confermare con il tasto SALVA/INSERISCI in fondo alla pagina
Il paradosso della ricognizione delle consuetudini internazionali. Note minime a Corte cost. n. 238 del 2014
Nota di commento alla sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la disposizione di legge con cui l'Italia ha inteso conformarsi alla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja, nel caso Germania c. Italia sull'immunità giurisdizionale civile degli stati. Si tratta del noto caso originato dalle condanne dei giudici civili italiani contro la Germania per i crimini commessi dalle forze d'occupazione tedesche del III Reich alla fine della II guerra mondiale, condanne ritenute contrarie al diritto internazionale consuetudinario da parte della Corte Internazionale di Giustizia. La Corte costituzionale ha, per la prima volta, fatto espressa applicazione dei c.d. "controlimiti" alla penetrazione del diritto internazionale nell'ordinamento costituzionale italiano, ritenendo che l'obbligo di adeguamento alle consuetudini internazionali (immunità degli Stati), ex art. 10 Cost., non può scattare quando ciò produca il totale sacrificio di un principio costituzionale supremo, quale il diritto di agire in giudizio a tutela dei propri diritti fondamentali.
Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11392/2263015
Titolo: Il paradosso della ricognizione delle consuetudini internazionali. Note minime a Corte cost. n. 238 del 2014
Abstract: Nota di commento alla sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la disposizione di legge con cui l'Italia ha inteso conformarsi alla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja, nel caso Germania c. Italia sull'immunità giurisdizionale civile degli stati. Si tratta del noto caso originato dalle condanne dei giudici civili italiani contro la Germania per i crimini commessi dalle forze d'occupazione tedesche del III Reich alla fine della II guerra mondiale, condanne ritenute contrarie al diritto internazionale consuetudinario da parte della Corte Internazionale di Giustizia. La Corte costituzionale ha, per la prima volta, fatto espressa applicazione dei c.d. "controlimiti" alla penetrazione del diritto internazionale nell'ordinamento costituzionale italiano, ritenendo che l'obbligo di adeguamento alle consuetudini internazionali (immunità degli Stati), ex art. 10 Cost., non può scattare quando ciò produca il totale sacrificio di un principio costituzionale supremo, quale il diritto di agire in giudizio a tutela dei propri diritti fondamentali.
Handle: http://hdl.handle.net/11392/2263015