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Timestamp: 2019-09-15 06:44:55+00:00
Document Index: 99248747

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 88', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 25', 'art. 81', 'sentenza ', 'sentenza ']

Stop all’ampliamento dell’Aeroporto di Firenze. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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maggio 29, 2019 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
Di particolare rilievo l’impatto negativo sul S.I.C./Z.P.S. “Stagni della Piana Fiorentina e Pratese”, fra i pochi ambienti naturali della zona. Numerosi sono gli interventi di compensazione previsti.
I Giudici amministrativi toscani hanno censurato la carenza della documentazione istruttoria nel procedimento di V.I.A. testimoniata dalle decine e decine di prescrizioni che, di fatto, impongono radicali integrazioni e modifiche progettuali: “la documentazione presentata nell’ambito del procedimento urbanistico conferma come in sede di VIA sia stato presentato un progetto parziale e comunque insufficiente a consentire una compiuta valutazione degli impatti ambientali, essendosi rinviato detto giudizio alle fasi progettuali successive, devolvendo le attività di verifica della corretta esecuzione delle prescrizioni al costituendo Osservatorio Ambientale.
L’assenza dell’esperimento di una corretta fase istruttoria risulta dimostrata dal fatto che il decreto sopra citato contiene un numero di prescrizioni (pari a circa 70) che, per le loro caratteristiche, hanno l’effetto di condizionare la valutazione di compatibilità ambientale contenuta nel provvedimento impugnato”.
La palese incisività delle prescrizioni fa supporre profonde carenze procedurali, perchè “è evidente che il ‘progetto esecutivo’ sia, di per sé, deputato ad introdurre solo le specifiche, i dettagli e le modalità delle lavorazioni da svolgere, non potendo costituire il momento in cui effettuare ‘scelte progettuali’ o nuove ‘valutazioni’ circa gli impatti dell’opera sulle componenti ambientali o in merito i rischi derivanti dall’esecuzione del progetto (si vedano ad esempio le prescrizioni nn. 3, 4, 29, 33 34, 46, 48 e 49). L’art. 25 comma 4 del d.lgs. 152/2006 prevede l’ammissibilità di prescrizioni che sono espressamente qualificate come condizioni per la realizzazione, l’esercizio e la dismissione del progetto, nonché quelle condizioni dirette ad evitare, prevenire, ridurre e, se possibile, compensare gli impatti ambientali significativi e negativi.
Si tratta di prescrizioni, quindi, eventuali e accessorie, che si pongono a valle di un progetto comunque definito e compiuto, quanto meno in tutti quegli elementi indispensabili per effettuare un giudizio sull’impatto delle opere rispetto all’ambiente circostante. Ne consegue che le opere e gli interventi da realizzare non possono che avere un carattere “accessorio” rispetto al giudizio di compatibilità, attenendo alla fase di esecuzione del progetto e non riguardare aspetti che dovevano essere valutati e risolti in sede di VIA”.
Tuttavia, questo è un “organismo a composizione mista dove è presente (con diritto di voto) lo stesso proponente ENAC (e senza diritto di voto) la società Toscana Aeroporti (e quindi il soggetto che gestisce l’aeroporto), mentre è stata esclusa dall’Osservatorio la presenza di ogni rappresentante dei Comuni ricorrenti, circostanza che ha impedito a questi ultimi di presentare specifici rilievi una volta approvati i progetti esecutivi”.
In sostanza, “detta modalità di procedere contrasta con la finalità primaria del procedimento di VIA, diretta com’è a dare concreta applicazione ai fondamentali principi di precauzione e prevenzione del diritto dell’ambiente. E’ il complessivo tenore delle prescrizioni che dimostra come la valutazione di compatibilità ambientale sia stata posta in essere prescindendo dall’esame dell’impatto che le nuove opere potrebbero avere sull’ambiente, in un contesto nel quale le azioni da compiere non sono sufficientemente definite e che, pertanto, richiedono inevitabilmente nuove valutazioni conseguenti all’esame istruttorio ancora da svolgere”.
Com’è noto, la direttiva n. 2014/52/UE ha integrato e modificato la direttiva n. 2011/92/UE sulla valutazione di impatto ambientale (qui il testo coordinato delle direttive sulla V.I.A.), attuata in Italia con il decreto legislativo 16 giugno 2017, n. 104, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale – serie generale – n. 156 del 6 luglio 2017 e in vigore dal 21 luglio 2017.
Una pronuncia, quella del T.A.R. Toscana, di grande importanza, soprattutto in riferimento alle c.d. grandi opere.
Associazione V.A.S. Vita Ambiente Salute Onlus, Comitato Prato e Provincia Dicono No alla Pista parallela, Comitato Mente Locale della Piana, Medicina Democratica Movimento di Lotta della Salute Onlus, Associazione Forumambientalista, Comitato Chiusura Inceneritore di Montale, Comitato Oltre, Ordine Architetti della Provincia di Prato, Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio, Comitato Ambientale di Casale, Partito della Rifondazione Comunista – Comitato Regionale della Toscana, Associazione Politico-Culturale Farecittà, Comitato Campigiano No Aeroporto, Comitato Difendiamo la Nostra Salute Prato Sud, Associazione Pisa in Comune, Circolo Territoriale di Campi Bisenzio di Sinistra Italiana, Franco Aspite, Giuseppe Barghini, Leonardo Becheri, Gabriele Bianchi, Lorenzo Bigagli, Filippo Bonanni, Marco Boretti, Gabriele Capasso, Gianfranco Ciulli, Alessandra Fiesoli, Marilena Garnier, Angelo Gestri, Caterina Gestri, Didaco Fabrizio Gestri, Giacomo Giannarelli, Tommaso Grassi, Silvia La Vita, Roberta Lombardi, Antonio Longo, Fabrizio Mattei, Erica Mazzetti, Roberto Mennini, Aldo Milone, Evita Milone, Carla Pieraccini, Rita Pieri, Roberto Poggini, Alfio Pratesi, Lisa Puccianti, Luca Roti, Paolo Andrea Sanesi, Monica Sgherri, Giorgio Silli, Alberto Toccafondi, Mariangela Verdolini, Barbara Vestrucci, in persona dei rispettivi legali rappresentanti anche pro tempore, rappresentati e difesi dagli avvocati Mauro Giovannelli, Guido Giovannelli, Luca Giagnoni, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Guido Giovannelli in Firenze, corso Italia, 2;
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore e rappresentati e difesi dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Firenze, domiciliata ex lege in Firenze, via degli Arazzieri, 4;
Enac – Ente Nazionale Aviazione Civile, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Firenze, domiciliata ex lege in Firenze, via degli Arazzieri, 4;
del decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 377 del 28.12.2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 8 del 21.1.2018 con il quale è stata decretata “la compatibilità ambientale del “Master Plan 2014 – 2029” dell’Aeroporto di Firenze, presentato da ENAC, nello scenario 2029 corrispondente al cosiddetto “scenario B (crescita MEDIA)” e con utilizzo esclusivamente monodirezionale della pista a orientamento “12-30”, subordinatamente al rispetto delle Condizioni ambientali di cui al seguente art. 1, sezz. A, B e C”;
del parere della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale – Via e Vas n. 2235 del 2.12.2016;
del parere della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale – Via e Vas n. 2336 del 17.3.2017;
del provvedimento dell’1° aprile 2015 di dichiarazione di procedibilità della VIA dal contenuto incognito;
del parere della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale – Via e Vas n. 2422 del 9.6.2017;
del parere della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale – Via e Vas n. 2570 del 5.12.2017;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dell’Enac – Ente Nazionale Aviazione Civile, di Toscana Aeroporti S.p.A. e della Regione Toscana;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 3 aprile 2019 il Consigliere Giovanni Ricchiuto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Con il presente ricorso l’Associazione Vita Ambiente Salute O.N.L.U.S. (da ora Associazione VAS) e gli altri ricorrenti in epigrafe indicati hanno impugnato il decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 377 del 28 dicembre 2017 con il quale è stata decretata “la compatibilità ambientale del “Master Plan 2014 – 2029” dell’Aeroporto “Vespucci” di Firenze, progetto quest’ultimo presentato dall’ENAC e diretto alla realizzazione di una nuova pista a orientamento monodirezionale, il tutto subordinatamente al rispetto delle condizioni ambientali di cui all’art. 1, sezioni A, B e C dello stesso decreto.
Nel dicembre del 2016 la Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale ha espresso il parere definitivo del 2 dicembre 2016 (prot. 2235) circa la compatibilità dell’opera.
A conclusione del procedimento il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e con provvedimento del 28 dicembre 2017 (prot. 377), ha sancito la compatibilità ambientale del “Master Plan 2014-2029” dell’aeroporto di Firenze, nello scenario 2029 corrispondente al cosiddetto “scenario B (crescita MEDIA)” e con utilizzo esclusivamente monodirezionale della pista a orientamento “12-30”, subordinatamente al rispetto di alcune prescrizioni contenute nelle sezioni A, B e C dell’art. 1 dello stesso decreto.
4. la violazione dell’artt. 5 comma 1 lett. g) del d.lgs. 152/2006 e l’insufficiente contenuto informativo del masterplan aeroportuale; si afferma che il Ministero dell’Ambiente avrebbe dovuto applicare l’art. 5 del D.lgs. 152/2006 nella formulazione antecedente al D.lgs. 104/2017, disposizione quest’ultima che sarebbe in contrasto con la direttiva 2011/92/UE; il decreto n. 377/2018 sarebbe altresì illegittimo in quanto porrebbe a fondamento della valutazione di impatto ambientale un “progetto” che non conterrebbe un livello informativo e di dettaglio almeno equivalente a quello previsto dall’articolo 93, commi 3 e 4 d.lgs. 163/2006; il Master Plan 2014-2029 sarebbe comunque illegittimo nella parte in cui rinvia all’esecuzione di alcune prescrizioni che risulterebbero in gran parte prive di contenuto precettivo, attribuendo così all’Osservatorio il potere di procedere a valutazioni di compatibilità ambientale che invece avrebbero dovuto essere eseguite prima della conclusione del procedimento di VIA;
5. la violazione dell’art. 4, comma 4, lett. a), del d.lgs. 152 del 30 aprile 2006 e dell’art. 88 della legge regionale toscana n. 65 del 10.11.2014; il decreto del Ministro dell’Ambiente n. 377 del 28 dicembre 2017 sarebbe illegittimo in quanto il “Master Plan 2014-2029” non sarebbe supportato da alcun procedimento di VAS; a seguito della sentenza del TAR Toscana n. 1310/2016, di annullamento della delibera di approvazione della Variante al PIT per la riqualificazione dell’aeroporto di Firenze, il procedimento di VIA sul Master Plan 2014-2029 avrebbe dovuto essere immediatamente definito con provvedimento negativo; il Master Plan sarebbe in contrasto anche con le disposizioni della variante al PIT non annullate (in particolare in ordine al Parco Agricolo della Piana e alla lunghezza della pista che su questo inciderebbe ove fosse confermata la misura di 2400 metri anziché quella di 2000 come autorizzati dalla variante);
6. la violazione dell’art. 3 legge n. 241/1990, il difetto assoluto di motivazione e il venire in essere di vari sintomi dell’eccesso di potere, nella parte in cui stabilisce la composizione dell’Osservatorio Ambientale, di cui alla prescrizione n. 1;
7. la violazione degli artt. 21 e 22, del d.lgs. 152 del 30 aprile 2003 e la violazione dell’art. 3 della legge n. 241/1990, in quanto lo studio di impatto ambientale non prevedrebbe l’esame delle alternative alla realizzazione dell’opera di cui si tratta, fra cui l’opzione zero (cioè il non effettuare l’opera);
8. la violazione dell’art. 4, comma 4, lett. b), e dell’art. 5, comma 1, lett. c), del d.lgs. 152 del 30 aprile 2006, in quanto nell’ambito della valutazione di compatibilità ambientale non si sarebbe considerato il sacrificio imposto all’ambiente, rispetto all’utilità socio-economica perseguita;
9. la violazione dell’art. 4, comma 4, lett. b), e art. 5, comma 1, lett. c), del d.lgs. 152 del 3 aprile 2006, in quanto non sarebbe stata valutata l’incidenza acustica prodotta dal nuovo scalo, specie considerando il fatto che la pista non potrà mai essere utilizzata in modo esclusivamente monodirezionale;
10. l’eccesso di potere per difetto dei presupposti, per travisamento e per errata valutazione dei fatti, per conseguente assoluta carenza di istruttoria in ordine all’effettivo carattere bi-direzionale della nuova pista; a parere dei ricorrenti la pista non potrà mai essere utilizzata in modo esclusivamente monodirezionale, così come affermato nel provvedimento impugnato;
12. la violazione degli artt. 4, comma 4, lett, b), del d.lgs. 152 del 3 aprile 2006 e del capitolo 5 del regolamento Enac per la costruzione e l’esercizio di aeroporti; l’Amministrazione avrebbe omesso di procedere alla valutazione circa il rischio di bird strike;
14. la violazione del piano di indirizzo territoriale della regione toscana, con valenza di piano paesaggistico, approvato con delibera del consiglio regionale n. 37 del 27.3.2015 e dell’art. 7 della “disciplina dei beni paesaggistici”;
Nel corso dell’udienza di discussione del 6 aprile 2019 l’Associazione Vita Ambiente Salute O.N.L.U.S. (da ora Associazione VAS), unitamente agli altri ricorrenti in epigrafe indicati, hanno rinunciato (a fronte delle contestazioni contenute nelle ultime memorie) ad alcune censure originariamente proposte, al fine di equiparare il contenuto del ricorso agli atti difensivi depositati dalle amministrazioni resistenti e, ciò, sul presupposto che la memoria dell’Avvocatura dello Stato consti di 72 pagine.
3.6 L’art. 25 comma 4 del d.lgs. 152/2006 prevede l’ammissibilità di prescrizioni che sono espressamente qualificate come condizioni per la realizzazione, l’esercizio e la dismissione del progetto, nonché quelle condizioni dirette ad evitare, prevenire, ridurre e, se possibile, compensare gli impatti ambientali significativi e negativi.
3.9 E’, infatti, noto che la valutazione di impatto ambientale ha il fine di sensibilizzare l’autorità decidente, attraverso l’apporto di elementi tecnico-scientifici idonei ad evidenziare le ricadute sull’ambiente derivanti dalla realizzazione di una determinata opera, a salvaguardia dell’habitat.
Tale valutazione non può che implicare una complessiva ed approfondita analisi di tutti gli elementi incidenti sull’ambiente del progetto unitariamente considerato, per valutare in concreto il sacrificio imposto all’ambiente rispetto all’utilità socio-economica perseguita (Cons. di Stato Sez. V, Sentenza n. 3000 del 06/07/2016; Cons. di Stato Sez. IV, Sentenza n. 1225 del 24/03/2016).
4. Ulteriori pronunce hanno poi, confermato la necessità di una nuova valutazione tutte le volte che la progettazione esecutiva comporti importanti variazioni all’opera già esaminata, tali da alterarne le caratteristiche.
In tali casi, è necessario che in sede di approvazione del progetto definitivo l’autorità amministrativa manifesti la consapevolezza del susseguirsi dei provvedimenti e li ritenga compatibili con le risultanze della valutazione di impatto ambientale e, ciò, al fine di consentire in sede giurisdizionale il sindacato di legittimità sulla ragionevolezza di tali determinazioni e di quella che esclude la rinnovazione della medesima valutazione (Cons. di Stato Sez. VI, Sentenza n. 2694 del 12/05/2006 e Cons. Stato Sez. IV, 11/04/2007, n. 1649).
4.1 Nel caso di autorizzazione per la costruzione di un’opera, la violazione delle prescrizioni vincolanti dettate in sede di VIA, tali da dare vita ad un’opera da ritenersi sostanzialmente differente da quella autorizzata, si deve ritenere di per sé idonea ad inficiare irrimediabilmente la procedura (Cons. Stato Sez. VI Sent., 03/10/2007, n. 5105).
4.4 Si consideri, peraltro, che la verifica dell’ottemperanza a dette condizioni non è stata demandata ai due Ministeri che hanno emesso il provvedimento di VIA, bensì ad un organismo a composizione mista dove è presente (con diritto di voto) lo stesso proponente ENAC (e senza diritto di voto) la società Toscana Aeroporti (e quindi il soggetto che gestisce l’aeroporto), mentre è stata esclusa dall’Osservatorio la presenza di ogni rappresentante dei Comuni ricorrenti, circostanza che ha impedito a questi ultimi di presentare specifici rilievi una volta approvati i progetti esecutivi.
6. Nell’ambito della VIA la definizione del grado di modifica dell’ambiente (se in misura più o meno penetrante) non può che essere essenziale, in quanto consente di valutare se le alterazioni conseguenti alla realizzazione delle opere possano ritenersi “accettabili” alla stregua di un giudizio comparativo che tenga conto, da un lato, della necessità di salvaguardare preminenti valori ambientali, dall’altro, dell’interesse pubblico sotteso all’esecuzione dell’opera, potendo gli organi amministrativi preposti al procedimento di v.i.a. dettare prescrizioni e condizioni per meglio garantire la compatibilità ambientale dell’opera progettata (T.A.R. Lombardia Milano Sez. III Sent., 08/03/2013, n. 627).
La circostanza che il procedimento di valutazione della compatibilità urbanistica è tutt’ora in corso e che verrà posto in essere nell’applicazione del diverso procedimento di cui all’art. 81 del DPR n. 616/1977 – analogamente al fatto che la pronuncia di questo Tribunale relativa al PIT e al procedimento di VAS è al vaglio del Consiglio di Stato in sede di appello, suggerisce di assorbire le ulteriori deduzioni proposte.
Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 3 aprile 2019 con l’intervento dei magistrati:
Depositata in Segreteria il 27 maggio 2019
il Presidente della Regione Toscana Rossi dovrebbe leggersi molto bene la sentenza e, soprattutto, farsela spiegare da un esperto “disinteressato” all’aereoporto fiorentino.
Altro che “grillismo” dei giudici amministrativi…
da In Toscana Notizie, 29 maggio 2019
Aeroporto Firenze, Rossi: “Dal Tar argomentazioni non condivisibili, la Regione ricorrerà al Consiglio di Stato”: http://www.toscana-notizie.it/-/aeroporto-firenze-rossi-dal-tar-argomentazioni-non-condivisibili-la-regione-ricorrera-al-consiglio-di-stato-?redirect=http%3A%2F%2Fwww.toscana-notizie.it%2Fambiente-e-territorio%2Finfrastrutture-e-trasporti%3Fp_p_id%3D101_INSTANCE_mk54xJn9fxJF%26p_p_lifecycle%3D0%26p_p_state%3Dnormal%26p_p_mode%3Dview%26p_p_col_id%3Dtnl1_column-1%26p_p_col_pos%3D1%26p_p_col_count%3D2
maggio 29, 2019 alle 5:14 pm
da Perunaltracittà, 29 maggio 2019
Il Tar e l’Aeroporto di Firenze. Una sentenza fondativa per le vertenze contro le grandi opere: https://www.perunaltracitta.org/2019/05/29/il-tar-e-laeroporto-di-firenze-una-sentenza-fondativa-per-le-vertenze-contro-le-grandi-opere/
giugno 1, 2019 alle 12:33 pm
così, per sapere come vanno ‘ste cose.
da Piana Sana, 30 maggio 2019
Nel blu dipinto di blu (ovvero volare sopra Firenze). (Fabio Zita): http://www.pianasana.org/wp-content/uploads/2019/05/Nel-blu-dipinto-di-blu-di-Fabio-Zita.pdf
giugno 1, 2019 alle 5:55 pm
da Il Fatto Quotidiano, 1 giugno 2019
Aeroporto Firenze, il Tar boccia il decreto Via. Vincono i sindaci e gli imprenditori si lamentano: “Stop a sviluppo Toscana”.
Accolto il ricorso dei sette sindaci della piana fiorentina contro l’ampliamento della pista. Adesso, sia la società che detiene lo scalo di Peretola che la Regione hanno annunciato un ricorso al Consiglio di Stato. Ma ci vorranno anni prima della decisione finale e il blocco dei lavori rischia di avere delle conseguenze significative su tutto il piano urbanistico di Firenze.
(Giacomo Salvini): https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/01/aeroporto-firenze-il-tar-boccia-il-decreto-via-vincono-i-sindaci-e-gli-imprenditori-si-lamentano-stop-a-sviluppo-toscana/5225171/
Aeroporto Firenze, dietrofront dei ministri M5S dopo la protesta della base toscana: “Il ricorso contro lo stop? Inopportuno”.
I ministri Sergio Costa (Ambiente) e Alberto Bonisoli (Beni Culturali) si erano opposti al decreto del Tar che bocciava la valutazione d’impatto ambientale concessa per l’ampliamento dello scalo di Peretola, fortemente voluto ai tempi di Matteo Renzi sindaco. La protesta dei 5 Stelle toscani ha però fatto cambiare idea ai due esponenti del Governo, sollecitati dal loro collega Danilo Toninelli. Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, all’attacco: “Ci opporremo con l’ausilio dell’avvocatura regionale, il populismo del M5S è nefasto”. (Giacomo Salvini): https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/08/02/aeroporto-firenze-dietrofront-dei-ministri-m5s-dopo-la-protesta-della-base-toscana-il-ricorso-contro-lo-stop-inopportuno/5363746/
Il parere dell’Ente Parco è obbligatorio nella procedura di valutazione di incidenza ambientale. Quei chioschi saranno realizzati sulle dune?