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Timestamp: 2017-06-26 02:53:38+00:00
Document Index: 71071127

Matched Legal Cases: ['art. 97', 'art. 49', 'art. 134', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 22']

1 COMUNE DI ORTONA Medaglia d Oro al Valore Civile PROVINCIA DI CHIETI Verbale di deliberazione della Giunta Comunale Seduta del 30 novembre 2011 n. 145 OGGETTO: Approvazione del PLNA anno 2012 e protocollo d intesa. L anno duemilaundici il giorno trenta del mese di novembre alle ore 12,30 nella sede comunale in via Cavour, regolarmente convocata, si è riunita la Giunta Comunale sotto la Presidenza del Sindaco, Ing. Nicola FRATINO. Sono presenti gli Assessori: 1. Sig. CARLO BOROMEO 2. Sig. LEO CASTIGLIONE 3. Sig. MARIO PAOLUCCI 4. Sig. VALTER POLIDORO 5. Sig. ROCCO RANALLI Partecipa con funzioni consultive, referenti, di assistenza e verbalizzazione (art. 97, comma 4, lettera a) del D.Lgs , n. 267) il Segretario Generale Dott. Angelo Radoccia. Il Presidente, constatato che gli intervenuti sono in numero legale, dichiara aperta la seduta ed invita i presenti a deliberare sull oggetto sopraindicato. LA GIUNTA COMUNALE CONSIDERATO - che con deliberazione della Giunta Regionale, con propria deliberazione n. 906 del 23 novembre 2010, ha approvato l Atto di indirizzo applicativo per lo sviluppo locale per gli interventi rivolti alla non autosufficienza, annualità che con determina dirigenziale n. DL27/318 del a questo Ambito è stata assegnata la somma di ,00 per l annualità 2012, in conformità ai criteri utilizzati per il riparto degli 12 interventi previsti nei Piani di Zona, nel rispetto degli indirizzi del nuovo Piano Sociale Regionale , approvato con deliberazione di Consiglio Regionale n. 75/1 del ; ATTESO che l Ambito Territoriale n. 28 Ortonese, al fine di elaborare un piano il più possibile rispondente ai bisogni della comunità, ha effettuato tavoli di concertazioni con le Organizzazioni sindacali, Associazione di disabili nei quali ognuno ha concorso, per le proprie competenze, a formulare proposte finalizzate alla costruzione del PLNA; RICHIAMATI i verbali: - della conferenza dei sindaci: del Avente ad oggetto Approvazione progetto del piano locale per la non autosufficienza dell Ambito Territoriale n. 28 Ortonese e protocollo d intesa con la ASL di Lanciano Vasto Chieti autorizzando il coordinatore della conferenza dei Sindaci alla sottoscrizione; - del avente ad oggetto confronto con le associazione dei disabili e con le organizzazione sindacali; ATTESO che l EAS e il DSB nell elaborazione del PLNA possibilità di integrazione degli interventi sociali e sanitari; hanno programmato la maggiore CONSIDERATO che si rende necessario approvare il progetto PLNA per le annualità 2012; DATO ATTO che si rende necessario sottoscrivere l Protocollo d intesa l Azienda Sanitaria Locale di Chieti, VISTI - Il Progetto PLNA dell EAS n. 28 Ortonese dei Servizi socio-assistenziali e socio-sanitari per le annualità 2012, che forma parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; - Il Protocollo d intesa sottoscritto dal direttore del Distretto sanitaria di Ortona delegato dal direttore Sanitario dell Azienda Sanitaria Locale di Lanciano Vasto Chieti e il coordinatore della conferenza dei sindaci dell Ambito Territoriale Ortonese, n. 28, e allegato al presente provvedimento per farne parte integrante e sostanziale; VISTI i pareri favorevoli resi dal Dirigente il 4 Settore Servizi Demografici ecc. e dal Dirigente il 2 Settore Servizi finanziari, espressi ai sensi dell art. 49 del T.U.E.L. approvato con D.Lgs , n 267, come risulta dall allegata scheda che forma parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; A voti unanimi DELIBERA 1) - di approvare il progetto PLNA dei Servizi socio-assistenziali e socio-sanitari per le annualità dell Ambito Territoriale n. 28 ORTONESE di cui all allegato A ; 2)- Approvare il protocollo d intesa per la gestione associata delle funzioni e dei servizi socio-sanitaria di cui allegato B; La Giunta comunale, con separata votazione unanime espressa per alzata di mano, dichiara la presente deliberazione immediatamente eseguibile ai sensi dell art. 134, 4 comma, del T.U.E.L. approvato con D.Lgs , n3 IL SEGRETARIO GENERALE F.to A. RADOCCIA IL PRESIDENTE F.to N. FRATINO L ASSESSORE ANZIANO F.to C. BOROMEO La presente deliberazione è stata pubblicata all Albo Pretorio on line del Comune di Ortona e vi rimarrà per 15 giorni interi e consecutivi. Ortona, 2 dicembre 2011 IL SEGRETARIO GENERALE F.to A. RADOCCIA La suestesa deliberazione è stata dichiarata immediatamente eseguibile. Ortona, 2 dicembre 2011 IL SEGRETARIO GENERALE F.to A. RADOCCIA allegato 1 della delibera n. 145 PROTOCOLLO DI INTESA PER L INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA E L ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI RIVOLTI ALLA NON AUTOSUFFICIENZA PLNA 2012 TRA il COMUNE DI ORTONA - ENTE DI AMBITO SOCIALE N. 28 ORTONESE E l AZIENDA SANITARIA LOCALE N 2 LANCIANO-VASTO-CHIETI - DISTRETTO SANITARIO DI ORTONA PREMESSO - che il Comune di ORTONA è l Ente di Ambito Sociale (EAS) dell Ambito territoriale sociale n. 28 Ortonese ; - che l Ambito territoriale sociale n. 28 Ortonese è costituito dai comuni di Ari, Arielli, Canosa Sannita, Crecchio, Filetto, Giuliano Teatino, Orsogna, Ortona, Poggiofiorito e Tollo, coincidente con il territorio del Distretto di Ortona; - che l Accordo di Programma per l adozione del Piano di zona dei servizi sociali dell Ambito territoriale sociale n. 28 Ortonese è stato sottoscritto dai Comuni costituenti 34 l Ambito (ad eccezione del solo Comune di ARI) e l Azienda Sanitaria Locale n. 2 di Lanciano- Vasto-Chieti in data che il presente protocollo è stipulato in piena osservanza di quanto previsto: nel Piano Sociale Regionale ; nel Piano Sanitario Regionale ; nell Atto di indirizzo applicativo per lo sviluppo locale degli interventi rivolti alla non autosufficienza - deliberazione di G.R. n. 906 del 23/11/2010; - che quanto previsto nel Regolamento per l'assistenza Domiciliare agli Anziani e alle Persone Diversamente Abili, approvati dai Consigli Comunali e Conferenza dei Sindaci in data , verrà applicato nell attuazione del Piano Locale per la non Autosufficienza (PLNA); - che l importo assegnato all Ambito territoriale sociale n. 28 Ortonese per l attuazione del Piano Locale per la non Autosufficienza (PLNA) è di ,00; - che il Piano Locale per la non Autosufficienza (PLNA) è stato sottoposto al confronto con le OO.SS. dei pensionati e con le Associazioni per disabili a livello locale in data 09/02/2011. Le parti, come sopra descritte, concordano quanto segue: Art. 1 L INTEGRAZIONE SOCIO - SANITARIA L Atto di indirizzo e coordinamento sull integrazione socio-sanitaria suggerisce che per favorire l efficacia e l appropriatezza delle prestazioni socio-sanitarie necessarie a soddisfare i bisogni assistenziali dei soggetti destinatari, l erogazione delle prestazioni e dei servizi è organizzata di norma attraverso la valutazione multidisciplinare del bisogno, la definizione di un piano di lavoro integrato e personalizzato e la valutazione periodica dei risultati ottenuti (DPCM art. 4 comma 3). Nel suddetto DPCM si è definita l assistenza socio-sanitaria come ciò che viene prestato a persone che presentano bisogni di salute. La situazione bisogno di salute è quindi una condizione complessa e variegata poiché comprende e dipende da vari fattori che la determinano. Si può trattare di fattori primari o naturali (biologici) e di fattori artificiali o culturali (personali e sociali); in tutti i casi il bisogno di salute, così definito, è proprio quello che richiede azioni di protezione sociale e prestazioni sanitarie. Art. 2 LE FINALITA DEL PIANO LOCALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA Il Piano Locale per la non Autosufficienza si caratterizza come strumento di integrazione tra l Ambito Territoriale Sociale n. 28 Ortonese e il Distretto di Ortona e stabilisce le modalità operative per l attuazione degli interventi territoriali e domiciliari per la non autosufficienza. In riferimento all Atto di indirizzo applicativo per lo sviluppo locale per gli interventi rivolti alla non autosufficienza, l Ambito sociale n. 28 Ortonese individua come prioritaria la seguente area di intervento: - l attivazione o il rafforzamento della rete territoriale di offerta di interventi e servizi per la presa in carico personalizzata delle persone non autosufficienti, favorendo la permanenza a domicilio e in ogni caso l appropriatezza dell intervento, e con la programmazione degli interventi sociali integrata con la programmazione sanitaria. L insieme delle politiche di sostegno della domiciliarità si caratterizza nell implementazione della rete dei servizi già programmati all interno del Piano di Zona e attivati con il precedente PLNA, a seguito della presa in carico della persona non autosufficiente. Art. 3 LA TIPOLOGIA UTENZA DEL PLNA I destinatari del piano saranno persone residenti nei Comuni dell Ambito territoriale sociale n. 28 Ortonese con almeno uno dei seguenti requisiti: 45 - disabili certificati in situazione di gravità (L. 104/1992 art. 3 co. 3); - anziani ultrasessantacinquenni in stato di non autosufficienza; - utenti con bisogni socio-sanitari complessi in stato di non autosufficienza che necessitano di interventi integrati socio-assistenziali e sanitari. Art. 4 LA TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI DA ATTUARE CON IL PLNA Per la finalità del PLNA di sostenere la domiciliarità e rendere la permanenza della persona non autosufficiente in famiglia meno difficile, gli interventi individuati sono: - Assistenza domiciliare socio assistenziale (ADSA) Servizio rivolto a persone che necessitano di interventi di carattere socio-assistenziale finalizzati alla prevenzione, al mantenimento e al recupero delle potenzialità residue che permettono alla persona di rimanere nel proprio domicilio e nel proprio contesto di relazione. È un servizio rivolto alla cura ed igiene della persona o di aiuto nella gestione della propria abitazione. - Trasporto Servizio di trasporto rivolto principalmente a persone disabili gravi e finalizzato all accompagnamento a strutture semiresidenziali o per terapie riabilitative o per favorire la partecipazione ad attività di socializzazione ed integrazione sociale. Art. 5 L ACCOGLIENZA DELLA DOMANDA - Assistenza domiciliare socio assistenziale Essendo un servizio, per le finalità del PLNA, rivolto a persone disabili gravi e a persone anziane con più di sessantacinque anni in stato di non autosufficienza, la richiesta di presa in carico può provenire tanto dal diretto interessato quanto dalle rete formale o informale. La domanda deve essere predisposta attraverso apposita Scheda di Richiesta Servizio e consegnata presso lo sportello di Segretariato Sociale del Comune di residenza dell utente o presso la Porta Unica di Accesso (PUA) del Distretto Sanitario di Ortona. Il personale afferente al Segretariato Sociale, coadiuvato dall assistente sociale del Servizio Sociale Professionale del Comune di riferimento, effettua il controllo del possesso dei requisiti minimi per l istruttoria della domanda. In caso di mancanza di requisiti di accesso provvede a comunicare all utente la non ammissibilità della domanda alla procedura. In caso di istruttoria positiva il personale afferente al Segretariato Sociale provvede alla trasmissione della documentazione al PUA del Distretto. L ammissione al servizio di assistenza domiciliare socio assistenziale sarà, quindi, garantita attraverso l UVM integrata con l Ambito per la predisposizione e monitoraggio di specifico PAI. - Trasporto L ammissione al servizio sarà garantita attraverso l UVM distrettuale integrata con il Coordinatore di Area sociale anziani o disabili per la predisposizione e monitoraggio di specifico PAI. Art. 6 IL PUNTO UNICO DI ACCESSO (PUA) Il Punto Unico di Accesso (PUA) rappresenta l anello operativo strategico per il recepimento unitario della domanda dei servizi socio-sanitari di natura domiciliare, residenziale e semiresidenziale. Il PUA si realizza, ai fini dell unitarietà di accesso, a livello distrettuale e, per l attuazione del PLNA, si integra concretamente sul territorio attraverso il Servizio Sociale Professionale dell Ambito. Le funzioni principali del PUA sono: - accesso alla rete integrata dei servizi socio-sanitari territoriali; - informazione, educazione e orientamento dell utente; - presa in carico dei casi complessi con attivazione dell UVM. 56 In relazione al PLNA le azioni di competenza del PUA sono: - facilitare l accesso alla rete integrata attraverso la ricezione della segnalazione e la decodifica della domanda; - segnalare il caso complesso (bisogno sociosanitario) con trasmissione delle informazioni all UVM, per la valutazione del bisogno e per la mobilizzazione delle risorse del sistema sanitario, sociosanitario o sociale. Nell ambito dei servizi sociali il PUA si integra con gli sportelli di Servizio Sociale presenti in ogni comune dell Ambito, consentendo in tal modo l accesso unificato a tutte le prestazioni socioassistenziali e socio-sanitarie previste dal PdZ e dal PAT. Art. 7 LA VALUTAZIONE DEL BISOGNO (UVM) La valutazione unitaria del bisogno, ovvero l analisi dettagliata dei problemi che presenta la persona, rappresenta l adempimento prioritario ed ineludibile ai fini della definizione del progetto personalizzato e della presa in carico assistenziale di tipo complessivo. A tal fine e in ottemperanza di quanto previsto nel Piano Sanitario Regionale , la realizzazione dell Unità di Valutazione Multidimensionale Distrettuale integrata con la compagine di Ambito ha permesso al Distretto di essere in grado di realizzare la valutazione e la presa in carico dei bisogni del cittadino, di strutturare percorsi di cura ed assistenza ed utilizzare al meglio il ventaglio dell offerta sanitaria. La valutazione multidimensionale è, infatti, la metodica che consente di definire il complesso integrato dei bisogni dell utente, con riguardo alle problematiche sanitarie, assistenziali, tutelari, psicologiche e sociali. Rappresenta uno strumento flessibile ed integrato in grado di oggettivare attraverso competenze professionali specifiche ed apposite scale di valutazione, il bisogno soggettivo del singolo cittadino, individuare le attività di cura e di risposta per utilizzare al meglio il ventaglio dell offerta sanitaria,definire gli obiettivi, consentire la presa in carico, valutare gli esiti intermedi e finali del percorso di cura e di assistenza. A tal fine l Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), in merito al PLNA sarà composta da: - Direttore del Distretto di Ortona o suo delegato; - MMG componente dell UCAD per l assistenza primaria; - il Coordinatore delle Professioni Sanitarie del Distretto di Ortona o suo delegato; - Assistente Sociale del Servizio Sociale d Ambito; - MMG dell assistito o PLS a richiesta dell UVM. All UVM potranno partecipare altre figure professionali dell area clinica, di quella psicologica e di quella sociale in relazione al bisogno della persona e, su richiesta specifica, il Coordinatore dell Area sociale anziani/disabili d Ambito, a seconda della tipologia dell utenza; Costituiscono attività specifiche della UVM: - analisi e valutazione multidimensionale del bisogno; - individuazione del setting assistenziale appropriato ove indirizzare l utente (domiciliare, semiresidenziale, residenziale sanitarie); - individuazione del/i responsabile/i del caso (Case Manager) nella prima riunione di valutazione; - elaborazione del Piano Assistenziale Individualizzato (PAI); - monitoraggio sull attuativa di interventi sanitari, sociosanitari e sociali. Art. 8 IL PROGETTO ASSISTENZIALE INDIVIDUALIZZATO (PAI) Il progetto assistenziale individualizzato(pai) per soggetti non autosufficienti deve tenere conto dei bisogni, delle aspettative e priorità dell utente e dei suoi familiari, delle sue menomazioni, disabilità e, soprattutto, delle abilità residue e recuperabili, oltre che dei fattori ambientali, contestuali, personali e familiari. 67 I servizi/interventi/prestazioni ritenuti necessari dall UVM per la persona non autosufficiente, devono essere inseriti nel PAI, predisposto dalla UVM medesima, prevedendo necessariamente almeno un intervento sanitario ed un intervento sociale. Nei PAI, quindi, viene identificata l intensità assistenziale in funzione della natura e complessità del bisogno, la natura delle azioni integrate, la tempistica e le modalità di attuazione e di valutazione. Il PAI va comunicato in modo comprensibile ed appropriato all utente e/o ai suoi familiari. Esso deve essere modificato, adattato e nuovamente comunicato all utente ed agli operatori qualora si verifichi un cambiamento sostanziale degli elementi in base ai quali è stato elaborato (bisogni, preferenze, abilitàdisabilità residue, limiti ambientali e di risorse, aspettative ecc ). La flessibilità del progetto personalizzato è garantita dalle figure di riferimento e dalla responsabilità che ognuna di loro assume in ragione della tempestività e modalità di adattamento operativo di una fase del progetto. Alla compilazione e sottoscrizione del PAI segue la sua trasmissione, ai fini della relativa attuazione degli interventi, per la componente sociale all Ufficio di Piano dell Ente di Ambito Sociale e per la componente sanitaria ai servizi distrettuali. Art. 9 LE FIGURE SIGNIFICATIVE DI RIFERIMENTO PER L ATTUAZIONE DEL PAI Il responsabile della presa in carico o case manager saranno due operatori, uno per la componente sociale e uno per la componente sanitaria, incaricati di seguire la realizzazione del progetto personalizzato e che si assumono la responsabilità dell attuazione degli interventi in esso previsti. Rappresentano anche il principale riferimento organizzativo per l utente, la sua famiglia e gli operatori dell équipe assistenziale multiprofessionale. Per la componente sociale si individua preferibilmente nella figura dell Assistente sociale del Segretariato sociale di residenza dell assistito, che si coordinerà ed integrerà a livello operativo con la figura responsabile della componente sanitaria. Le due figure fungono, quindi, da raccordo operativo all interno dell équipe, garantendone l integrazione, tenendo le fila della comunicazione tra i suoi membri e assicurando che gli interventi assistenziali sul singolo caso siano effettuati in maniera coordinata, efficace ed efficiente, verificando costantemente la congruità tra i risultati raggiunti e le risorse impiegate. Le due figure vengono individuate dall UVM nella prima riunione di valutazione e nominate nello stesso P.A.I.. Il Referente familiare, invece, è colui che si prende cura per più tempo dell assistito. Importante individuare precocemente la persona che svolge questo ruolo e valutarne capacità, competenze ed esigenze di supporto, in quanto può costituire una risorsa positiva preziosa, contribuendo alla realizzazione del piano assistenziale individuale. Art. 10 COORDINAMENTO INTER-ISTITUZIONALE DEL PLNA Il coordinamento inter-istituzionale ha compito di indirizzo, monitoraggio e verifica delle attività e delle risorse impegnate ed è composto da: - il Direttore del Distretto di Ortona; - il Coordinatore tecnico dell Ambito sociale n. 28 Ortonese ; - il Coordinatore di Area sociale anziani/disabili dell Ambito; - il Coordinatore di monitoraggio e valutazione dell Ambito. Il coordinamento inter-istituzionale dovrà prevedere incontri, con periodicità almeno semestrale, finalizzati alla verifica dell attuazione del Piano Locale per la non Autosufficienza. Le riunioni potranno essere convocate sia dal Direttore del Distretto di Ortona che dal Coordinatore tecnico dell Ambito sociale n. 28 Ortonese. Le spese del personale dell ASL e dell EAS coinvolto nel PLNA, nell UVM e/o nelle riunioni di coordinamento inter-istituzionale restano a carico degli Enti di appartenenza. 78 Art. 11 NORME DI RINVIO Per tutto quanto non previsto dal presente protocollo si fa rinvio alla normativa vigente in materia e a quanto già concordato nel vigente Accordo di Programma di adozione del Piano di zona dei servizi sociali e relativa proroga. Letto, approvato e sottoscritto Ortona, Per il Comune di ORTONA - Ente di Ambito Sociale n. 28 Ortonese Il Coordinatore della Conferenza dei Sindaci Per l Azienda Sanitaria Locale n 2 LANCIANO-VASTO-CHIETI Il Direttore del Distretto sanitario di Ortona Dott.ssa Sandra Ferretti. (su delega del Direttore sanitario nota prot.65878/ds del ) allegato n. 2 della delibera 145 PIANO LOCALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA Atto di indirizzo applicativo per lo sviluppo locale degli interventi rivolti alla non autosufficienza - Deliberazione di G.R. n. 906 del 23/11/2010 PLNA 2012 AMBITO TERRITORIALE SOCIALE N. 28 ORTONESE Comune di ORTONA - Ente di Ambito Sociale AZIENDA USL DI LANCIANO-VASTO-CHIETI Distretto Sanitario di Ortona 89 1. Comuni costituenti l Ambito sociale n. 28 Ortonese I Comuni costituenti l Ambito sociale n. 28 Ortonese sono coincidenti con quelli ricompresi nel territorio del Distretto Sanitario di Ortona: - Comune di Ortona; - Comune di Ari; - Comune di Arielli; - Comune di Canosa Sannita; - Comune di Crecchio; - Comune di Filetto; - Comune di Giuliano Teatino; - Comune di Orsogna; - Comune di Poggiofiorito; - Comune di Tollo. 2. Piano Locale della non autosufficienza e Piano di Zona Il Piano Locale per la non autosufficienza è lo strumento locale di programmazione e vuole essere parte integrante del Piano di Zona, allo scopo di una migliore organizzazione e finalizzazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie in riferimento alla domanda assistenziale espressa dal territorio di riferimento. Di conseguenza, il Piano Locale può essere la modalità di integrazione dell intero sistema dei servizi socio-assistenziali, socio-sanitari e sanitari di carattere domiciliare. Infatti al fine di sostenere la qualità di vita delle persone in condizioni di non autosufficienza, in particolare delle persone disabili gravi e delle persone anziane con più di sessantacinque anni in stato di non autosufficienza, l Ambito Sociale n. 28 Ortonese intende promuovere un complesso di interventi al fine di facilitare l integrazione della persona non autosufficiente, di valorizzare la domiciliarità ed alleviare l impegno quotidiano dei nuclei familiari. Tali interventi dovranno possedere la caratteristica di un elevato grado di integrazione sociale e sanitaria per una presa in carico dell intera persona e non dello specifico bisogno, obiettivo prioritario sia del Piano di zona dei servizi sociali che dello stesso Piano Locale per la non autosufficienza (PLNA). 3. Profilo sociale locale della non autosufficienza L allungamento della vita media ed il progressivo invecchiamento della popolazione, particolarmente marcato in Abruzzo, comportano il contestuale aumento dell incidenza e prevalenza di poli-patologie cronico-degenerative e la progressiva perdita dell autosufficienza. L Ambito Sociale n. 28 Ortonese si inserisce a pieno titolo in tale processo poiché presenta un aumento consistente della sua popolazione anziana dovuto sia ad un allungamento della vita media delle persone che al fenomeno del drastico calo delle nascite. All interno dell Ambito Ortonese, comunque, la distribuzione demografica non è omogenea, la presenza di abitanti di età superiore ai 65 anni è maggiore specie nei Comuni territorialmente più interni (fenomeno particolarmente emergente nei Comuni di Ari e Filetto in cui il peso della popolazione residente con età maggiore ai 65 nni è di circa il 30%) rispetto ai Comuni limitrofi alla fascia costiera adriatica (in particolare il Comune di Ortona in cui il peso della popolazione residente con età maggiore ai 65 anni è di circa il 21%). L indice di vecchiaia relativo all intero Ambito Sociale evidenzia che per 100 ragazzi (età < 14 anni) si contano 187 anziani (età > 65 anni) con differente distribuzione nei diversi Comuni. I Comuni con l indice di vecchiaia più alto sono i Comuni di Ari (con 325 anziani ogni 100 ragazzi), Filetto (con 270 anziani), Crecchio (con 258 anziani) e Canosa Sannita (con 233 anziani). Il Comune con l indice di vecchiaia più basso è quello di Ortona con 167 anziani ogni 100 ragazzi. 910 Tabella: Popolazione residente ultra 65enne e Indice di Vecchiaia POPOLAZIONE AL 31/12/2001 POPOLAZIONE AL 31/12/2009 COMUNI Pop. Pop. Peso % su Pop. Pop. Peso % su DELL AMBITO INDICE DI residente residente pop. residente residente pop. ORTONESE VECCHIAIA totale >65 anni residente totale >65 anni residente INDICE DI VECCHIAIA Ari ,9 308, ,1 325,0 Arielli ,7 194, ,7 207,2 Canosa Sannita ,3 236, ,6 233,1 Crecchio ,3 210, ,0 258,1 Filetto ,5 266, ,7 269,7 Giuliano Teatino ,6 231, ,8 219,6 Orsogna ,1 174, ,5 180,3 Ortona ,7 147, ,6 167,5 Poggiofiorito ,1 193, ,2 182,4 Tollo ,6 181, ,3 191,0 TOTALE ,5 171, ,3 187,4 Fonte: Dati ISTAT - INDICE DI VECCHIAIA: rapporto % tra la popolazione di 65 anni e oltre e quella inferiore e uguale a 14 anni L indice di vecchiaia, per effetto del processo demografico in atto, è destinato a continuare a crescere in misura evidente nei prossimi anni. Infatti, come successivamente illustrato nella comparazione dei dati della popolazione residente fra gli anni 1991, 2001 e 2009, la crescita progressiva di tale indice è già in atto. Tabella: Variazione Popolazione, Indice di Vecchiaia e di Dipendenza per Comune. Anni COMUNI DELL AMBITO ORTONESE POPOLAZIONE RESIDENTE INDICE DI VECCHIAIA INDICE DI DIPENDENZA POP POP POP INDICE DI VECCHIAIA 1991 INDICE DI VECCHIAIA 2001 INDICE DI VECCHIAIA 2009 INDICE DIPEND INDICE DIPEND INDICE DIPEND Ari ,2 268, ,9 71,1 Arielli ,0 210, ,0 57,3 Canosa Sannita ,9 242, ,0 62,7 Crecchio ,8 246, ,6 57,8 Filetto ,9 273, ,5 69,1 Giuliano Teatino ,3 214, ,5 60,1 Orsogna ,0 180, ,6 61,4 Ortona ,9 166, ,3 52,6 Poggiofiorito ,9 195, ,5 55,4 Tollo ,5 193, ,6 55,0 TOTALE ,8 186, ,6 53,6 Fonte: Dati ISTAT La variazione della popolazione registrata in questi ultimi 18 anni non è omogenea. Nei Comuni territorialmente limitrofi alla fascia costiera adriatica, quali Ortona e Tollo, la popolazione complessiva è sostanzialmente aumentata rispettivamente del 5,3% e del 2,7%, invece in tutti gli altri Comuni territorialmente più interni l andamento demografico presenta un decremento determinato dal calo piuttosto accentuato del tasso di natalità. Tale fenomeno è particolarmente vistoso specie nel Comune di Filetto che presenta un decremento della popolazione residente negli ultimi 18 anni del 18,5% ed Ari con un decremento del14,2%. Per quanto riguarda la variazione dell indice di vecchiaia fra gli anni 1991, 2001 e 2009, l andamento è crescente in tutti i Comuni del territorio in oggetto, anche se presenta una dispersione intorno alla 1011 media piuttosto ampia. Tale dato costituisce una conferma diretta della presenza del fenomeno dell invecchiamento costante della popolazione, anche se l andamento di tale processo demografico è piuttosto disomogeneo nei diversi Comuni dell Ambito. Un indicatore del livello di necessità e di assistenza della popolazione anziana può essere il numero di assistiti nel servizio di Cure Domiciliari del Distretto di Ortona della A.S.L. di Lanciano-Vasto-Chieti negli anni 2009 e Dai dati emerge che il numero di assistiti in regime di Cure Domiciliari è in costante aumento. Per quanto riguarda le cure domiciliari integrate (ADI) l aumento è relativo specie agli assistiti con età maggiore ai 65 anni, passando da 409 nel 2009 a 450 nel Nel fronte dei servizi afferenti alle Cure domiciliari programmate, l aumento degli assistiti con età maggiore ai 65 anni è ancora più consistente anche se il totale degli assistiti nei due anni tende a restare quasi invariato. Dalle singole analisi dei servizi afferenti emerge che il numero di Assistenze domiciliari programmate (ADP) e di Assistenze infermieristiche domiciliari, entrambe diminuiscono a scapito di un aumento sostanziale delle Assistenze specialistiche domiciliari di circa il 47% rispetto all anno precedente. Tabella: Report Cure Domiciliari Totale assistiti per servizi di Cura Domiciliare Integrata e di Cura Domiciliare Programmata DESCRIZIONE ATTIVITÀ ANNO 2009 ANNO 2010 Assistiti Assistiti >65a Assistiti Assistiti >65a Cure Domiciliari Integrate (ADI) - Cure domiciliari di I livello Cure domiciliari di II livello Cure domiciliari di III livello Totale Assistiti C.D. Integrate Cure Domiciliari Programmate - Assistenza Domiciliare Programmata (ADP) Assistenza Infermieristica Domiciliare Assistenza Specialistica Domiciliare Totale Assistiti C.D. Programmate TOTALE Assistiti Cure Domiciliari Fonte: U.O.C. Distretto di Ortona ASL Lanciano-Vasto-Chieti Tabella: Utenti Ambulatorio Psicogeriatrico Distretto di Ortona e CSM di Ortona DESCRIZIONE ATTIVITÀ ANNO 2009 ANNO 2010 Fino a 64 anni Da 65 a 75 anni Oltre 76 anni Totale Fonte: U.O.C. Distretto di Ortona ASL Lanciano-Vasto-Chieti Il Distretto di Ortona in integrazione con Il Centro di Salute Mentale di Ortona gestiscono l Ambulatorio Psicogeriatrico che conta un utenza con bisogni altamente specifici poichè spesso correlati a stati di demenza. Il numero degli utenti trattati è pari a 388 unità nel solo anno Il report delle attività registrate per l Ambulatorio Psicogeriatrico mostra un crescente numero di attività realizzata, da attività più di natura amministrativa fino alle attività di natura specialistica. Tabella: Report Attività Ambulatorio Psicogeriatrico Distretto Sanitario di Ortona e CSM di Ortona DESCRIZIONE ATTIVITÀ ANNO 2009 ANNO 2010 Attività di accoglimento Visite psicogeriatriche12 Visite P. Cronos Attività testistica Certificazioni e prescrizioni presidi Colloqui famigliari Colloqui individuali Colloqui Psicologo Colloqui Psicologo per accoglimento Visita domiciliare psicogeriatrica Attività amministrativo-sanitaria Telefonata psicogeriatrica Totale Fonte: U.O.C. Distretto di Ortona ASL Lanciano-Vasto-Chieti Le esigenze di natura pricogeriatrica scaturiscono direttamente dalle modificazioni che intervengono in età senile, influenzando in maniera determinante la figura anziano : Modificazione biologica-fisiologica esigenza sanitaria; Modificazione psicologica-affettiva esigenza sociale; Modificazione socio-lavorativa difficoltà economica/impiego del tempo. Altro dato fondamentale da acquisire per un completo profilo sociale locale della non autosufficienza è quello relativo alla gravità di handicap presente. I portatori di handicap gravi risultano essere maggiori rispetto a quelli con handicap lievi e meno gravi e addirittura più del doppio per la fascia di età ultra 65enni. Tabella: Portatori di handicap al 31/12/2008 MINORI ANNI ULTRA 65 ANNI COMUNI DELL AMBITO ORTONESE H HG H HG H HG TOTALE Ortona (5,6%) Arielli (6,2%) Canosa Sannita (4,4%) Crecchio (3,7%) Orsogna (4,2%) Poggiofiorito (3,8%) Tollo (6,1%) TOTALE (4,5%) Fonte: Segreteria Commissione Invalidi Civili di Ortona - ASL n. 2 Lanciano-Vasto-Chieti 1213 Per quanto riguarda, invece, la distribuzione in fasce di età emerge che la maggior parte dei portatori di handicap del territorio di riferimento ha un età maggiore ai 65 anni. Tale dato mette in evidenza come spesso la vecchiaia sia tristemente correlata anche ad un aumento delle patologie invalidanti che riducono l autonomia personale e sociale dell individuo. La maggior parte dei portatori di handicap, in valore assoluto, è residente nel Comune di Ortona seguita dagli altri Comuni di media dimensione: Tollo, Orsogna e Crecchio. Invece, rispetto alla popolazione residente, i Comuni con un peso percentuale di portatori di handicap maggiore sono Arielli e Tollo in cui si supera il 6% della popolazione totale. Tale evidenza è riflessa anche nei dati relativi all invalidità civile. Tabella: Invalidi civili al 31/12/2008 COMUNI DELL AMBITO ORTONESE MINORI ANNI ULTRA 65 ANNI % % 100%+ACC % % 100%+ACC TOTALE Ortona Arielli Canosa Sannita Crecchio Orsogna Poggiofiorito Tollo TOTALE Fonte: Segreteria Commissione Invalidi Civili di Ortona - ASL n. 2 Lanciano-Vasto-Chieti Osservando i dati relativi alle percentuali di invalidità sia dei soggetti dai 18 ai 65 anni, che quelli relativi agli ultra 65enni si nota un aumento progressivo delle percentuali di invalidità con l aumentare dell età delle persone. Altro problema sempre più diffuso e presente nella società odierna è quello relativo al disagio sociale che va ad accrescere in maniera esponenziale il disagio esperito dai soggetti in cura psichiatrica e insito nella natura stessa della malattia mentale. In particolare i dati forniti dal Centro di Salute Mentale di Ortona, permettono di evidenziare quanti cittadini negli anni 2008, 2009 e 2010 hanno usufruito di cure psichiatriche. Tabella: Utenza del Centro di Salute Mentale di Ortona - anni COMUNI ANNO DI RIFERIMENTO ANNO DI RIFERIMENTO ANNO DI RIFERIMENTO 2009 AMBITO ORTONESE >= 65 TOT >= 65 TOT >= 65 TOT. Ortona Ari Arielli Canosa Sannita Crecchio Filetto Giuliano Teatino Orsogna Poggiofiorito Tollo TOTALE Fonte: Segreteria Commissione Invalidi Civili di Ortona - ASL n. 2 Lanciano-Vasto-Chieti 1314 La popolazione che ha usufruito di cure presso il CSM di Ortona è stata di 897 nell anno 2010, di 891 nell anno 2009 e di 809 nel 2008, pari a circa il 2% della popolazione totale. Per quanto riguarda la differenziazione territoriale, il numero maggiore di pazienti è presente nel Comune di Ortona, seguito dai Comuni di Tollo e Crecchio, situazione che rispecchia abbastanza fedelmente la diversa grandezza dei Comuni. Per quanto riguarda la fascia di età dei pazienti psichiatrici, la maggior parte appartiene alla fascia di età adulta (18-64 anni) rispetto a quella anziana (età maggiore ai 65 anni). Tale scenario impone la necessità di individuare un sistema di offerta assistenziale che sappia dare risposte efficaci e appropriate lungo tutto il percorso assistenziale degli utenti/pazienti (ospedale, residenzialità extra-ospedaliera, domicilio) al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza in tutte le fasi di sviluppo delle patologie. 4. Le finalità del Piano Locale Il Piano Locale per la non autosufficienza intende contribuire a realizzare le migliori condizioni che consentano alle persone con disabilità grave e anziane con più di sessantacinque anni in condizioni di non- autosufficienza di permanere al proprio domicilio assistite e in condizioni di sicurezza. Questo, a partire da coloro per i quali non è indicato, auspicabile o possibile un inserimento in una struttura residenziale. Gli interventi così posti, messi in essere per mezzo di prestazioni socio-assistenziali fornite a domicilio, secondo un progetto personalizzato, intendono inoltre contrastare l emarginazione delle persone compromesse sul piano funzionale e/o cognitivo e delle loro famiglie. Tale finalità viene perseguita attraverso lo sviluppo continuo di una rete di interventi socio-sanitari a sostegno della domiciliarità e delle famiglie che si fanno carico della cura, dell assistenza e della tutela delle persone non autosufficienti. In sintesi, il Piano Locale consiste in un insieme di prestazioni socio-assistenziali e socio-sanitarie fornite a domicilio finalizzate al soddisfacimento dei bisogni essenziali della persona allo scopo di: - fornire adeguata assistenza a persone che presentano problematiche di tipo sociale e/o sanitario suscettibili di trattamento domiciliare, evitando i ricoveri ospedalieri impropri e l ingresso in residenza; - evitare l istituzionalizzazione delle persone anziane o disabili garantendo loro la permanenza nel proprio ambito di vita; - favorire la permanenza a domicilio delle persone non autosufficienti, favorendo il recupero o la conservazione delle capacità residue di autonomia e relazionali; - supportare i caregiver e trasmettere loro delle competenze che possano tradursi in autonomia d intervento; - contribuire insieme alle altre risorse presenti sul territorio ad elevare la qualità di vita delle persone e ad evitare il fenomeno dell isolamento. Il Piano locale per la non autosufficienza è finalizzato, pertanto, a rendere la permanenza della persona non autosufficiente nel nucleo familiare meno difficile e più soddisfacente anche sotto il profilo delle relazioni affettive intrafamiliari e delle relazioni sociali e ad evitare i ricoveri impropri. Tale finalità viene perseguita attraverso la creazione e lo sviluppo continuo di una rete, composita ed organizzata, di politiche, di risorse e di interventi a sostegno della domiciliarità e dei nuclei familiari che si fanno carico della cura, dell assistenza e della tutela delle persone non autosufficienti. 5. I beneficiari del Piano Locale Il Piano Locale è rivolto alle famiglie che assistono in casa persone non autosufficienti residenti nei Comuni facenti parte dell Ambito Sociale n. 28 Ortonese quali: Ari, Arielli, Canosa Sannita, Crecchio, Filetto, Giuliano Teatino, Orsogna, Ortona, Poggiofiorito e Tollo. 1415 Al fine di prevenire processi di emarginazione e di istituzionalizzazione è data particolare attenzione, nella presa in carico, alle fasce più deboli, che non potrebbero accedere a servizi alternativi: - disabili certificati in situazione di gravità (L. 104/1992 art. 3 co. 3); - anziani ultrasessantacinquenni in stato di non autosufficienza; - utenti con bisogni socio-sanitari complessi in stato di non autosufficienza che necessitano di interventi integrati sociali e sanitari. 6. Il Piano di integrazione socio-sanitaria Il Piano Locale per la non Autosufficienza si caratterizza come strumento di concertazione tra l Ambito Territoriale Sociale n. 28 Ortonese e il Distretto Sanitario di Ortona e stabilisce le modalità operative per l attuazione degli interventi territoriali e domiciliari per la non autosufficienza. Dal punto di vista del cittadino, l integrazione si fonda sul processo di presa in carico. La presa in carico, dalla quale può originarsi l invio e l accesso ai diversi tipi di prestazioni e di interventi, richiede unitarietà nei momenti della valutazione, della definizione del progetto individualizzato di intervento, della verifica e dell aggiornamento del progetto medesimo. Il Piano Locale per la non autosufficienza è quindi strumento ulteriore di integrazione tra l Ambito Sociale n. 28 Ortonese e il Distretto Sanitario di Ortona, poiché nelle finalità, nella metodologia e nelle prestazioni trova piena collocazione all interno delle consolidate modalità di collaborazione tra i due organismi, specificate anche nell Accordo di Programma sottoscritto per l adozione del Piano di zona dei servizi sociali e successiva proroga. Nello specifico il Distretto Sanitario di Ortona parteciperà alla realizzazione del Piano Locale per la non autosufficienza attraverso quanto specificatamente previsto nel Protocollo d intesa per l integrazione socio-sanitaria e l attuazione del presente Piano Locale, parte integrante del presente documento. Le risorse messe a disposizione del Piano Locale da parte del Distretto Sanitario di Ortona sono: - Direttore del Distretto Sanitario di Ortona, per la predisposizione e verifica delle procedure relative al Piano Locale; - Punto Unico di Accesso (PUA) distrettuale per la presa in carico e relativa trasmissione dei casi all UVM; - Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM) distrettuale per la predisposizione e verifica dei Piani di Assistenza Individualizzati (PAI); - Ambulatorio Psico-Geriatrico per l eventuale partecipazione all UVM; - Centro di Salute Mentale di Ortona per l eventuale partecipazione all UVM. 7. Area di intervento del Piano Locale In riferimento all Atto di indirizzo applicativo per lo sviluppo locale per gli interventi rivolti alla non autosufficienza, l Ambito sociale n. 28 Ortonese individua come prioritaria la seguente area di intervento: - l attivazione o il rafforzamento della rete territoriale ed extra-ospedaliera di offerta di interventi e servizi per la presa in carico personalizzata delle persone non autosufficienti, favorendo la permanenza a domicilio e in ogni caso l appropriatezza dell intervento, e con la programmazione degli interventi sociali integrata con la programmazione sanitaria. L insieme delle politiche di sostegno della domiciliarità si caratterizza nell implementazione della rete dei servizi già programmati all interno del Piano di Zona e attivati con il precedente PLNA, a seguito della presa in carico della persona non autosufficiente. L Ambito sociale n. 28 Ortonese con il Piano Locale per le non autosufficienze intende, nello specifico, potenziare l offerta territoriale dei servizi a domicilio socio-assistenziali, quali: 1516 1. Assistenza domiciliare socio-assistenziale (A.D.S.A.) Il servizio è rivolto a persone che necessitano di interventi di carattere socio-assistenziale finalizzati alla prevenzione, al mantenimento e al recupero delle potenzialità residue che permettono alla persona di rimanere nel proprio domicilio e nel proprio contesto di relazione. Sono servizi rivolti alla cura ed igiene della persona e aiuto nella gestione della propria abitazione e sostegno alla persona. Le prestazioni che sono state erogate dal servizio di assistenza domiciliare, quindi, sono: a) Aiuti volti a favorire l autosufficienza nelle attività giornaliere: - cura dell igiene personale - vestizione - aiuto nella somministrazione dei pasti e/o assunzione dei cibi - mobilizzazione delle persone non autosufficienti; b) Aiuto per il governo dell alloggio e delle attività domestiche: - cura delle condizioni igieniche dell alloggio - riordino del letto e delle stanze - cambio biancheria - preparazione dei pasti; c) Interventi igienico sanitari di semplice attuazione: - aiuto per la prevenzione delle piaghe da decubito in collaborazione con il Servizio Sanitario; d) Sostegno all anziano e alla famiglia; e) Collaborazione nel settore del segretariato sociale. 2. Trasporto Il servizio di trasporto rientra tra gli interventi di natura socio-assistenziale organizzati dall Ambito sociale n. 28 Ortonese al fine di consentire alle persone disabili gravi o anziane sole di raggiungere centri di cura e riabilitazione ed è, quindi, finalizzato all accompagnamento a strutture semiresidenziali per persone non autosufficienti o per terapie riabilitative. Inoltre, il servizio di trasporto comprende, principalmente per persone disabili, l accompagnamento per favorire la partecipazione ad attività di socializzazione ed integrazione sociale. 8. Sviluppo temporale ed operativo del Piano Locale Le fasi di sviluppo temporale ed operativo del Piano Locale per la non autosufficienza sono le seguenti: 1. Fase I: Procedure per l assegnazione dei servizi socio-assistenziali L Ambito sociale n. 28 Ortonese, al fine di migliorare la qualità dei servizi erogati, ha adottato un sistema di gestione di qualità dei servizi prevedendo processi formalizzati per la richiesta e l erogazione dei servizi sociali e socio-sanitari di Ambito. Per quanto riguarda specificatamente i servizi socio-assistenziali e socio-sanitari, in collaborazione con il Distretto Sanitario di Ortona, sono state formalmente esplicitate sia le procedure di accesso al servizio che le modalità organizzative e attuative dei servizi. A completamento dell iter tali indicazioni sono state ricompresse nel Protocollo d intesa per la sottoscrizione e attuazione del PLNA. Le azioni ricomprese in questa prima fase sono: - attivazione del coordinamento inter-istituzionale per la definizione di dettaglio degli iter amministrativi e delle procedure integrate per l acquisizione delle segnalazioni e/o domande di accesso al servizio, la gestione del progetto PAI e le modalità di verifica del PLNA; - formalizzazione dell UVM distrettuale integrata con la presenza del personale dell Ambito Sociale a seconda della tipologia di utenza in carico funzionale alla predisposizione di un PAI esigibile da parte dell utente. 2. Fase II: Predisposizione del P.A.I. Per la stesura del Piano di Assistenza Individualizzato (P.A.I.) si procede attraverso l operato dell UVM distrettuale per l analisi e lo studio del bisogno manifestato dall utente e/o dalla famiglia 1617 dell utente e rilevato attraverso le specifiche valutazioni previste nel documento regionale Il sistema delle cure domiciliari - Linee guida. Dopo attenta analisi si procede alla stesura del P.A.I., che dovrà prevedere: - la lettura funzionale del caso; - la definizione delle aree assistenziali d intervento; - il raggiungimento di una gerarchia di obiettivi; - la definizione delle azioni e degli interventi assistenziali e le sue modalità di realizzazione; - la descrizione del compito/competenze dell operatore; - le modalità di monitoraggio dell intervento. 3. Fase III: Erogazione dell intervento personalizzato di assistenza A seguito del lavoro integrato realizzato dai componenti dell UVM distrettuale, i responsabili della presa in carico, uno per la componente sanitaria e uno per la componente sociale, dovranno provvedere all attivazione delle risorse di rete per la realizzazione di quanto specificato nel piano assistenziale elaborato. In primo luogo l operatore responsabile della componente sociale deve pianificare il colloquio di restituzione all utente e/o alla famiglia dell utente sulle modalità organizzative degli interventi socio-assistenziali da realizzare, poiché il contatto fra la persona e il servizio è un elemento importante della qualità di processo della presa in carico e in secondo luogo deve provvedere all attivazione degli interventi socio-assitenziali finalizzati alla soddisfazione dello specifico bisogno rilevato e valutato. 4. Fase IV: Monitoraggio periodico e finale del PAI Il monitoraggio e la verifica finale dell andamento degli interventi socio-assistenziali attivati e del raggiungimento degli obiettivi pianificati devono essere realizzati dall UVM. A tal fine i componenti dell UVM si avvarranno della relazione periodica sull andamento e i risultati conseguiti attraverso gli interventi socio-assitenziali erogati fornita dai responsabili della presa in carico sociale e sanitario. Tali verifiche di UVM devono essere finalizzate all analisi e alla valutazione della documentazione specifica, alla registrazione dell evoluzione dell intervento e al controllo del regolare andamento delle attività per la verifica della coerenza delle azioni pianificate con gli obiettivi. In tale sede potrà essere effettuata, eventualmente, anche la rimodulazione degli interventi durante la loro realizzazione per permettere il raggiungimento degli obiettivi previsti nel PAI. 5. Fase V: Verifica semestrale del PLNA Tra i compiti del coordinamento inter-istituzionale sono previsti incontri, con periodicità almeno semestrale, finalizzati alla verifica dell attuazione del Piano Locale per la non Autosufficienza. Lo scopo è quello di monitorare e verificare in tempo reale della funzionalità delle attività e delle risorse impegnate. Si conclude la fase con la relazione conclusiva del Piano locale realizzato. 9. I Servizi sociali e socio-sanitari del Piano di Zona che si integreranno con il Piano Locale per la non autosufficienza 1. Area servizi essenziali generali - Segretariato Sociale L attività di Segretariato sociale è finalizzata a garantire: unitarietà di accesso, capacità di ascolto, funzione di orientamento, funzione di filtro, funzioni di osservatorio e monitoraggio dei bisogni e delle risorse, funzione di trasparenza e fiducia nei rapporti tra cittadino e servizi, soprattutto nella gestione dei tempi di attesa nell accesso ai servizi. - Servizio Sociale Professionale Le funzioni del servizio sociale professionale sono finalizzate alla lettura e decodificazione della domanda, alla presa in carico della persona, della famiglia e/o del gruppo sociale, all attivazione ed 1718 integrazione dei servizi e delle risorse in rete, all accompagnamento e all aiuto nel processo di promozione ed emancipazione. 2. Area servizi per persone anziane - Assistenza Domiciliare per Anziani (SAD) L assistenza domiciliare è diretta ad anziani con parziale o totale non autosufficienza con lo scopo di salvaguardare l autonomia personale e la permanenza nel nucleo familiare. Può consistere in un sostegno domiciliare di aiuto domestico, somministrazione pasti e altri interventi connessi alla vita quotidiana, quali la cura e l igiene della persona. - Assistenza Domiciliare Integrata per Anziani (ADI) non autosufficienti Servizio integrato a favore di anziani con mono o pluripatologie non autosufficienti o ad alto rischio di perdita dell autosufficienza, finalizzato a fornire contemporaneamente a domicilio dell assistito prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative, a carico dell ASL e socioassistenziali, di competenza dell Ambito, favorendo il mantenimento dell anziano nel proprio ambiente di vita quotidiano e familiare - Soggiorni di cura per Anziani Il soggiorno di cura è un servizio residenziale temporaneo, che si realizza in località particolarmente idonee per cure climatiche e termali, al fine di offrire agli anziani l occasione di svago e di nuovi contatti sociali, e la possibilità di conservazione e di recupero dello stato di benessere fisico e psichico. - Servizio Teleassistenza e Telesoccorso Il servizio si realizza attraverso l attivazione di un sistema di assistenza telematica e/o telefonica a domicilio, idoneo a garantire sia la pronta disponibilità a ricevere le segnalazioni dell utente anziano in caso di emergenza, sia un contatto programmato con l assistito. Il servizio presenta un alto livello di integrazione socio-sanitaria e si raccorda con i servizi di pronto intervento sociale e pronto soccorso. 3. Area servizi per la disabilità - Assistenza Domiciliare per Disabili (ADD) L assistenza domiciliare è diretta a portatori di handicap con lo scopo di salvaguardare l autonomia personale e la permanenza nel nucleo familiare. Può consistere in un sostegno domiciliare di aiuto domestico, somministrazione pasti e altri interventi connessi alla vita quotidiana, quali la cura e l igiene della persona. - Assistenza Domiciliare Integrata per Disabili (ADI) non autosufficienti Servizio integrato a favore di persone disabili con mono o pluripatologie non autosufficienti o ad alto rischio di perdita dell autosufficienza, finalizzato a fornire contemporaneamente a domicilio dell assistito prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative, a carico dell ASL e socioassistenziali, di competenza dell Ambito, favorendo il mantenimento della persona disabile nel proprio ambiente di vita quotidiano e familiare - Centro Diurno per disabili Il Centro diurno per disabili è una struttura semiresidenziale finalizzata alla prevenzione della istituzionalizzazione, al sostegno e sollievo al nucleo familiare ed al miglioramento e mantenimento dell autonomia residua dell adulto con disabilità. 10. Il sistema delle Cure domiciliari del Distretto Sanitario di Ortona che si integreranno con il Piano Locale per la non autosufficienza 1. Cure domiciliari prestazionali caratterizzate da prestazioni sanitarie occasionali o a ciclo programmato 1819 Si intende una risposta prestazionale, professionalmente qualificata, ad un bisogno puntuale di tipo medico, infermieristico e/o riabilitativo che, anche qualora si ripeta nel tempo, non presupponga una valutazione multidimensionale e l individuazione di un piano di cura multidisciplinare. Comprendono le seguenti tipologie: - ADP (Assistenza Domiciliare Programmata) La figura interessata è il Medico di Medicina Generale (MMG) dell assistito, che effettua accessi periodici, concordati ed autorizzati dal Dirigente Medico di distretto responsabile dell assistenza domiciliare; - Assistenza Domiciliare per bisogno sanitario semplice La gamma di prestazioni di questa tipologia di intervento professionale comprende prestazioni come il prelievo ematico, la terapia iniettiva intramuscolare e sottocutanea, l educazione del care giver all uso di specifici ausili o alla gestione di apparecchiature fino alla consulenza medico specialistica. 2. Cure domiciliari integrate di primo e secondo livello - ADI Questa tipologia di cure domiciliari è caratterizzata dalla formulazione del Piano Assistenziale Individuale (PAI), redatto in base alla valutazione globale multidimensionale ed erogate attraverso la presa in carico multidisciplinare e multiprofessionale. Le prestazioni che riguardano questa tipologia di cure domiciliari si possono classificare in: - Prestazioni relative all attività clinica di tipo valutativo-diagnastico; - Prestazioni relative all attività educativo-relazionale-ambientale; - Prestazioni relative all attività clinica di tipo terapeutico; - Prestazioni relative all attività di programmazione. 3. Cure domiciliari integrate di terzo livello e cure domiciliari palliative a malati terminali Questa tipologia di cure domiciliari consiste in interventi professionali rivolti a malati che presentano dei bisogni con un elevato livello di complessità in presenza di criticità specifiche: - Malati terminali (oncologici e non); - Malati portatori di patologie neurologiche degenerative/progressive in fase avanzata; - Fasi avanzate e complicate di malattie croniche; - Pazienti con necessità di nutrizione artificiale parenterale; - Pazienti con necessità di supporto ventilatorio invasivo; - Pazienti in stato vegetativo e minima coscienza. 11. Risorse proprie messe a disposizione per la realizzazione del Piano Locale Le risorse organizzative proprie messe a disposizione per la realizzazione del Piano Locale sono quelle del Sistema organizzativo dell Ambito Sociale n. 28 Ortonese, deputate alla realizzazione e verifica di tutte le funzioni specifiche di Ambito, quali: - l analisi della domanda sociale e dei bisogni espressi dal territorio; - la programmazione degli interventi e dei servizi sociali; - la gestione diretta dei servizi; - la valutazione dei servizi erogati; - la qualità del sistema. Nello specifico, le risorse umane messe a disposizione dall ufficio di Piano sono: - Responsabile Amministrativo - Dirigente del IV Settore del Comune di Ortona; - Coordinatore Tecnico del Piano di Zona - Responsabile Centro InformaGiovani del Comune di Ortona; - Coordinatore Area Sociale Persone Anziane del Piano di zona; - Coordinatore Area Sociale Persone Disabili del Piano di zona; - Operatrice amministrativa; 1920 - Staff di supporto. Lo staff tecnico di supporto, nello specifico, è deputato alla realizzazione delle azioni collegate alla qualità del sistema dell Ambito, quali: - il Sistema Informativo Centrale (S.I.C.); - il processo qualità dell Ambito Sociale n. 28 Ortonese ; - il sistema di Monitoraggio e Valutazione; - il processo formativo esterno ed interno all Ambito; - il processo di integrazione socio-sanitaria; - il processo di collaborazione interistituzionali. 12. Risorse finanziarie PIANO ECONOMICO Piano Locale per la non autosufficienza Anno 2012 Importo richiesto ,00 Importo cofinanziato 0 Importo totale del Piano Locale ,00 Area di intervento del Piano Numero di utenti previsti Costo preventivato 1. Assistenza domiciliare socioassistenziale n. 30 utenti anziani non autosufficienti n. 10 utenti disabili gravi ,00 2. Trasporto n. 15 Centro Diurno Disabili n. 12 Centri di riabilitazione ,00 Data Firma del Responsabile del Piano 20 Vedere altro
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