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Timestamp: 2020-08-11 22:15:18+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 25525 del 26/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25525 del 26/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 26/10/2017, (ud. 26/09/2017, dep.26/10/2017), n. 25525
sul ricorso 15140/2016 proposto da:
COMUNE di ISCHIA, in persona del legale rappresentante, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA LUNGOTEVERE DEI MELLINI 17, presso lo
studio dell’avvocato GIUSEPPE VITOLO, che lo rappresenta e difende;
G.B., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR
difesa dall’avvocato ROCCO MARINO;
avverso la sentenza n. 11093/31/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di NAPOLI, depositata il 07/12/2015;
partecipata del 26/09/2017 dal Consigliere Dott. LUCIO NAPOLITANO.
Con sentenza n. 11093/31/15, depositata il 7 dicembre 2015, la CTR della Campania rigettò l’appello proposto dal Comune d’Ischia nei confronti della sig.ra G.B. avverso la sentenza della CTP di Napoli, che aveva accolto il ricorso proposto dalla contribuente avverso avviso di accertamento per ICI relativo all’anno 2007.
Avverso la sentenza della CTR il Comune d’Ischia ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un motivo, nel quale risultano cumulate una pluralità di censure.
Con l’unico motivo l’amministrazione comunale ricorrente denuncia cumulativamente violazione e falsa applicazione della L. n. 342 del 2000, art. 74, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; violazione e falsa applicazione della circolare n. 11 del 26 ottobre 2015 (prot. n. 73809/05) dell’Agenzia del Territorio; violazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per insufficiente, contraddittoria motivazione della sentenza.
Di là da profili d’inammissibilità che pure potrebbero essere evidenziati nella formulazione di ciascuna delle censure cumulate nell’unico motivo formalmente proposto di ricorso, è decisiva la manifesta infondatezza dell’assunto del ricorrente che, non contraddicendo in fatto che la rendita catastale in virtù della quale è stato notificato dal Comune l’accertamento ai fini ICI è stata messa in atti successivamente al 1 gennaio 2000, assume che essa, pur non essendo stata oggetto di notifica da parte della competente allora Agenzia del Territorio, sarebbe comunque efficace, essendone la contribuente venuta a conoscenza già con la previa notifica di altro avviso di accertamento ai fini ICI.
Tuttavia tale assunto è in contrasto con la giurisprudenza di questa Corte, che ha avuto modo di chiarire che l’omessa notifica dell’attribuzione o rettifica della rendita catastale, adottata successivamente al 31 dicembre 1999, ne preclude l’utilizzabilità ai fini della determinazione della base imponibile dell’ICI, trovando nella fattispecie applicazione il disposto della L. n. 342 del 2000, art. 74, comma 1, solo nell’ambito della disciplina di cui all’art. 74, comma 3, per le variazioni intervenute anteriormente, potendo la notifica dell’avviso di accertamento ai fini ICI – attraverso il quale già con riferimento all’anno d’imposta 2005 l’ente ricorrente aveva assunto che la parte ne era venuta a conoscenza – avere effetto equipollente a quello della notifica della notifica dell’attribuzione o della rettifica della rendita catastale adoperata come base imponibile per il tributo locale (da ultimo si vedano Cass. sez. 5, 11 maggio 2017, n. 11682; Cass. sez. 5, 19 luglio 2017, n. 17825; Cass. sez. 6-5, ord. 27 settembre 2017, n. 22681; Cass. sez. 6-5, 28 settembre 2017, n. 22789).
Il ricorso del Comune d’Ischia va pertanto rigettato.
Le spese del giudizio di legittimità seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo, con distrazione in favore del difensore della controricorrente, per dichiarato anticipo fattone.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 2300,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi, liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge, se dovuti, con attribuzione in favore del difensore della controricorrente, per dichiarato anticipo fattone.