Source: http://consiglioaperto.blogspot.com/2013/11/
Timestamp: 2017-10-19 07:29:13+00:00
Document Index: 89906763

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 653', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 20', 'sentenza ']

consiglioaperto: novembre 2013
Giustizia: ”lentezza processi inciderà sulla carriera dei magistrati”.
Il Consiglio superiore della magistratura introduce una novità nelle regole sull’organizzazione degli uffici giudiziari per cercare di arginare nel tempo e nello spazio i fascicoli e il loro destino. I presidenti di tribunali e corti d’appello saranno mobilitati e responsabilizzati.
Per loro diventerà un vero e proprio “dovere” prevenire e porre rimedio ai ritardi nel deposito dei provvedimenti da parte dei magistrati addetti ai loro uffici, al punto che un’eventuale violazione di questo precetto inciderà negativamente sulla loro carriera.
Le nuove regole saranno introdotte mercoledì dal plenum del Csm con una modifica alla circolare sull’organizzazione degli uffici giudiziari e che si applicheranno anche alla Corte di Cassazione.
Un testo messo a punto dalla VII commissione, che prevede innanzitutto l’obbligo per i dirigenti di disporre ogni sei mesi una verifica sul rispetto dei termini di deposito dei provvedimenti da parte dei magistrati dell’ufficio; e in presenza di situazioni di criticità dovute a carenze organizzative, il dovere di adottare “sollecitamente” i provvedimenti necessari per rimediare: dal riequilibrio nella distribuzione dei fascicoli, al potenziamento di alcuni settori o sezioni.
Un compito davvero difficile se si considera la perenne carenza di personale giudiziario e amministrativo che ad ogni apertura di anno giudiziario viene sottolineata.
Anche nel caso in cui la lentezza non sia legata a un problema organizzativo, ma dunque riguardi un singolo magistrato, il capo dell’ufficio giudiziario dovrà intervenire: non solo come, è già previsto oggi, segnalando il caso ai titolari dell’azione disciplinare e cioè al ministro della Giustizia e al Procuratore generale della Cassazione, ma anche promuovendo lo smaltimento dei procedimenti segnati dai ritardi attraverso la programmazione con il giudice interessato di un piano di rientro sostenibile.
E se non dovesse bastare, il dirigente dovrà disporre l’esonero del magistrato in questione dall’assegnazione di nuovi affari o da specifiche attività giudiziarie oppure la redistribuzione dei procedimenti all’interno della sezione.
di Redazione Il Fatto Quotidiano | 12 novembre 2013
Pubblicato da AVV. GIUSEPPE CELIA a 09:53:00 Nessun commento:
A Salerno giustizia civile in coma: le proposte delle Associazioni Forensi.
Al Presidente della Corte di Appello di Salerno
Al Presidente del Tribunale di Salerno
Al Presidente del Consiglio Ordine Avvocati di Salerno
Le sottoscritte Associazioni forensi, nell'esprimere piena solidarietà verso tutti gli attori del comparto giustizia (magistrati e personale amministrativo) interessati dagli attuali, gravi disagi conseguenti alla soppressione degli uffici giudiziari periferici, oggi accorpati alla sede centrale del Tribunale di Salerno,
un confronto costruttivo con la Presidenza del Tribunale per discutere, possibilmente con il coinvolgimento anche dei dirigenti amministrativi, la soluzione delle seguenti criticità:
1. SMALTIMENTO DEI PROCEDIMENTI PROVENIENTI DALLE SEZIONI SOPPRESSE E SOVRAFFOLLAMENTO DI AULE DI UDIENZA E CANCELLERIE.
L'attuale sistema di smistamento dei numerosissimi procedimenti provenienti dalle sezioni soppresse non appare adeguato alle proporzioni dell'emergenza. La crisi organizzativa derivante dall'imposto riassetto degli uffici giudiziari.
Infatti, sta compromettendo in termini sostanziali l'attività di tutti gli operatori, in primis magistrati ed avvocati, gli uni chiamati a smaltire, gli altri a seguire, carichi di lavoro eccessivi ed insostenibili anche per il Personale di Cancelleria, già duramente provato dalle perduranti carenze di organico ed ormai rassegnato di fronte a un disastro annunciato; il tutto, a detrimento dell'efficienza del sistema giudiziario e delle garanzie da riconoscere ai cittadini.
Sotto quest'aspetto, la fissazione di udienze di mero smistamento per le cause riassegnate al Tribunale di Salerno, che i giudici si vedono costretti ad amministrare in sovrapposizione a quelle radicate ab origine presso la sede centrale, sta provocando una condizione di confusione e sovraffollamento tale da ostacolare l'ordinata e dignitosa trattazione di tutti i procedimenti, con particolare riferimento a quelli nel cui ambito era stato programmato il compimento di attività processuali significative.
Nell'ottica di scongiurare ulteriori nocive sovrapposizioni, dunque, per i fascicoli smistati dalle sedi soppresse sarebbe auspicabile la disposizione di rinvii di ufficio direttamente all'effettiva udienza di trattazione davanti al magistrato designato o al giudice onorario con ruolo aggiuntivo, dandone comunicazione alle parti a mezzo PEC.
In alternativa, si potrebbero pianificare udienze straordinarie, anche pomeridiane, per il solo smistamento; diversamente, si potrebbero confermare i ruoli preesistenti senza assegnare ad altri magistrati i fascicoli provenienti dalle sezioni soppresse, bensì mantenendo il medesimo ordine preesistente e limitandosi unicamente a disporre lo spostamento di ciascuna udienza presso la sede centrale del Tribunale.
2. GRAVE CARENZA DI PERSONALE ALL'INTERNO DELL'UFFICIO ARCHIVIO.
Da diversi mesi a questa parte, l'archivio del Tribunale Civile è di fatto inaccessibile agli utenti per assenza di personale, tanto che la sua gestione è stata temporaneamente assegnata all'Ufficio del Ruolo Generale, il quale però, già oberato di lavoro, risulta essere ancor più congestionato.
Di riflesso, agli avvocati è tutt'ora preclusa la possibilità di ricercare e ritirare in tempi ragionevolmente contenuti le proprie produzioni.
Al fine di garantire l'indispensabile presidio di personale presso l'ufficio archivio, si potrebbe organizzare una turnazione per fasce orarie tra gli operatori addetti agli altri uffici.
3. POTENZIAMENTO DELL’ORGANICO PRESSO LE CANCELLERIE DELL'ESECUZIONE E/O RIORGANIZZAZIONE DELLE STESSE.
L'aumento del carico di lavoro a fronte di una costante insufficienza di risorse umane e materiali ha provocato, con effetti chiaramente amplificati dalla recente soppressione delle sezioni distaccate del Tribunale, la paralisi delle cancellerie delle esecuzioni mobiliari ed immobiliari, il cui personale è oggettivamente impossibilitato ad assecondare le esigenze di un'utenza nelle more accresciuta.
Si auspica l'apertura di un dialogo costruttivo, anche con il personale amministrativo, per intercettare soluzioni pratiche ed immediate che assicurino agli avvocati un più agevole e dignitoso accesso agli uffici non solo per l'espletamento degli adempimenti, ma anche per la celebrazione delle udienze.
Valutando, ad esempio, un'ulteriore suddivisione di compiti tra il personale addetto al contatto con il pubblico, prevedendo la creazione di uno sportello per l'iscrizione a ruolo delle causa e per la ricezione degli atti in genere.
4. PROTOCOLLO D’INTESA IN MATERIA DI MEDIAZIONE OBBLIGATORIA.
L'istituto della mediazione, reintrodotto con previsione di obbligatorietà dal D.L. 21/06/13 n. 69 (Decreto del "Fare"), se adeguatamente promosso nella sua peculiare finalità deflattiva, potrebbe costituire un ulteriore valido ausilio per tutti gli operatori giudiziari.
In tale direzione, si potrebbe prospettare la redazione di un protocollo d'intesa, che coinvolga sia i magistrati del Tribunale sia della Corte di Appello, diretto a rendere effettivi - e soprattutto efficaci in termini di risultati - i meccanismi di legge, nonché ad instaurare e consolidare prassi virtuose che assicurino ai cittadini concreti strumenti di soluzione alternativa delle controversie.
Tanto premesso ed evidenziato, le Associazioni forensi firmatarie della presente, nel fare proprie le precedenti istanze inviate dalle singole Associazioni alle Autorità in indirizzo, si rivolgono alla magistratura ed al personale amministrativo del Tribunale di Salerno, per il tramite della Presidenza del Tribunale e della Presidenza della Corte di Appello, onde avviare il richiesto confronto, aprendolo all'iniziativa ed al suggerimenti di tutti i professionisti e gli operatori che vogliano fornire il proprio contributo.
All'uopo, si manifesta sin d'ora la volontà di supportare le cancellerie utilizzando i siti web gestiti da ciascuna Associazione firmataria per la pubblicazione di tutti i dati e le Informazioni di particolare utilità per i professionisti, in modo da alleggerire, nei limiti del possibile, l'afflusso diretto degli stessi presso gli Uffici Giudiziari.
Salerno, 21 ottobre 2013.
Firmato: AIGA; ANF; AGAS; MGA; ASSOCIAZIONE AVVOCATI COSTIERA AMALFITANA; ASSOCIAZIONE AVVOCATI CAVA DE’ TIRRENI; ATF MERCATO SAN SEVERINO.
Salerno: fascicolo perso nel cambio sede, uomo si incatena davanti al tribunale.
Le sedi periferiche chiudono, in un giorno piovono 25mila procedimenti sulle sezioni civili del tribunale di Salerno.
E capita che un fascicolo in arrivo dalla sede distaccata di Cava de' Tirreni si smarrisca. Per questo ieri un uomo è rimasto incatenato per circa 45 minuti all’ingresso del tribunale civile presso la scuola Vicinanza.
Un gesto «simbolico» il suo, quello di un uomo alla ricerca del suo fascicolo relativo ad un procedimento giudiziario: la sentenza era stata favorevole all'uomo. Il fascicolo era in arrivo a Salerno dalla sede distaccata di Cava de’ Tirreni.
L'uomo ha preso una catena e si è legato all’ingresso di via Roma per attrarre l’attenzione di tutti. Anche delle forze dell’ordine che prestano servizio di controllo in zona. È stato così che una pattuglia dei carabinieri è stata mandata sul posto per cercare di convincere l’uomo a desistere dal suo intento. I carabinieri hanno mediato con l’uomo incatenato, mentre i giudici hanno risolto il problema: un avvocato aveva la fotocopia del fascicolo.
tratto dal quotidiano “Il Mattino”
Pubblicato da AVV. GIUSEPPE CELIA a 09:55:00 Nessun commento:
Sciopero dei GDP dal 25 novembre al 6 dicembre: “Serve un mandato quadriennale a chi è in servizio”.
Niente udienze per due settimane per tutti i giudici di pace in Italia.
Lo sciopero inizierà il 25 novembre e si protrarrà sino al 6 dicembre. I magistrati onorari scendono sul piede di guerra per protestare nei confronti del ministero della Giustizia contro la “mera proroga di un anno” del loro mandato.
In altre parole, secondo gli scioperanti, il disegno legge di stabilità, che pure presenta provvedimenti di lungo respiro, avrebbe consentito, quanto meno, un mandato quadriennale per i giudici di pace in servizio, come promesso dal ministro”.
A proclamare l’astensione sono Unagipa e Angdp, sigle della magistratura onoraria associata, che rendono nota l’iniziativa attraverso una nota congiunta dei due presidenti nazionali .
Deontologia: La sentenza penale di patteggiamento ha efficacia di giudicato nel procedimento disciplinare.
“Ancorché il procedimento disciplinare sia autonomo rispetto al procedimento penale aperto per lo stesso fatto, a norma dell’art. 653 c.p.p. la sentenza penale di applicazione di pena su richiesta delle parti è equiparata alla sentenza di condanna; ne consegue che essa esplica funzione di giudicato nel procedimento disciplinare quanto all’accertamento del fatto, alla sua illiceità penale e alla responsabilità dell’incolpato”.
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Vermiglio, rel. Merli), sentenza del 17 luglio 2013, n. 108
Pubblicato da AVV. GIUSEPPE CELIA a 08:34:00 Nessun commento:
LOCAZIONI: IN VIGORE LA NORMATIVA SULLA “MOROSITA’ INCOLPEVOLE”.
In una Circolare, la Confedilizia ha illustrato la normativa (in vigore dal 30/10/2013) e fornito istruzioni, operative ed interpretative, alle Associazioni territoriali aderenti.
Nella stessa l’Associazione della proprietà immobiliare sottolinea che la morosità incolpevole riguarda solo la fase dell’esecuzione degli sfratti ed è strettamente collegata all’ammissione al Fondo appositamente istituito per gli inquilini morosi incolpevoli.
La morosità incolpevole dovrà essere dettagliatamente definita sulla base di provvedimenti del Ministero infrastrutture e dei Comuni.
Solo all’esito della richiesta di ammissione a contributo scatterà la programmazione della graduazione ad opera dei Prefetti, che avrà carattere generale e – anche in base ad una sentenza della Corte costituzionale – non potrà interessare singoli casi.
Tutto il provvedimento riguarderà, comunque, i soli Comuni ammessi ai contributi del Fondo, che avrà una disponibilità di 20 milioni.
Deontologia: Procedimento disciplinare di primo grado e c.d. “giusto processo”.
La pretesa discrezionalità dei Consigli degli Ordini giudicanti disciplinarmente in via amministrativa risulta oggettivamente moderata dalla garanzia del contraddittorio fin dall’apertura del procedimento disciplinare, dalle prerogative difensive dell’incolpato, anche in termini di possibile ricusazione dei componenti del COA giudicante e dall’impugnabilità della decisione, dapprima, avanti il Consiglio Nazionale Forense e, da ultimo, avanti le Sezioni Unite della Suprema Corte per incompetenza, eccesso di potere e violazione di legge.
Ne consegue che detta discrezionalità non ha modo di sostanziarsi in un possibile abuso ex art. 111 Cost.
(Nel caso di specie, lamentando una eccessiva discrezionalità dei COA a causa dell’atipicità del fatto disciplinarmente rilevante e dell’assenza di una relativa sanzione specifica, l’incolpato aveva eccepito l’asserita illegittimità costituzionale “di tutte le norme costituenti il meccanismo disciplinare” per violazione dell’art. 111 Cost. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto inammissibile e comunque manifestamente infondata la qlc).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Perfetti, rel. Merli), sentenza del 17 luglio 2013, n. 105.
Deontologia: illecito dare del “profano” al collega.
“Violano l’art. 20 del c.d.f. le espressioni usate dal professionista che rivestano un carattere obiettivamente offensivo o sconveniente e che si situino ben al di là del normale esercizio del diritto di critica, per entrare nel campo, non consentito dalle regole di comportamento professionale, del biasimo e della deplorazione dell’operato altrui (Nel caso di specie, l’avvocato subentrato nella difesa aveva dichiarato di dissociarsi dall’operato del collega sostituito, perché caratterizzato da quella “assenza di cognizioni tecniche specifiche, che induce il profano in errore”. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione della censura)”.
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Vermiglio, rel. Neri), sentenza del 17 luglio 2013, n. 99.