Source: http://dirittiefrontiere.blogspot.com/2014/10/una-rete-legale-durgenza-ai-tempi-di.html
Timestamp: 2017-06-25 19:04:25+00:00
Document Index: 126564352

Matched Legal Cases: ['art. 650', 'art. 3', 'art. 13', 'art.24', 'art. 650', 'art.3']

Diritti e Frontiere: Una rete legale d'urgenza ai tempi di "Mos Maiorum". Da Crotone ad Ancona si aggravano le violazioni dei diritti e delle norme in materia di accoglienza. L'Unione Europea "scarica" Mos Maiorum.
Una rete legale d'urgenza ai tempi di "Mos Maiorum". Da Crotone ad Ancona si aggravano le violazioni dei diritti e delle norme in materia di accoglienza. L'Unione Europea "scarica" Mos Maiorum.
http://www.marsilinotizie.it/lei-malata-di-cancro-clandestina-respinta-a-fiumicino/ CAMPAGNA DI DIFESA “IUS MAIORUM”– PER UNA
RETE LEGALE D’URGENZA
Già prima dell'avvio
dell'operazione congiunta di polizia Mos Maiorum, programmata dal 13 al 26
ottobre 2014, si sono raccolte notizie di pressioni fisiche su migranti che
rifiutano di rilasciare le impronte digitali, nella speranza di potere
raggiungere altri paesi europei. Scopo dichiarato
dell’operazione è contrastare
i trafficanti, ma saranno anche i/le cittadini/e migranti a pagare le spese dei
controlli e delle identificazioni forzate nei porti, nelle stazioni, negli
aeroporti. I controlli speciali potrebbero riguardare anche molti profughi
sbarcati dalle navi di Mare Nostrum. Si rischia che di nuovo i centri di accoglienza siano trasformati in
luoghi di detenzione arbitraria.
In Italia le forze di
polizia si stanno preparando all’arrivo dei loro colleghi europei. Chi rifiuta
di rilasciare le impronte digitali viene sottoposto a pressioni fisiche, talvolta
anche denunciato per inosservanza dell'ordine dell'autorità ( art. 650 c.p.) o
addirittura per resistenza. In questo caso ci può essere anche l'arresto
facoltativo. Queste prassi di polizia stanno producendo una clandestinizzazione
che rende ancora più deboli persone provate da viaggi impossibili, che alle
spalle si sono lasciate solo morte e macerie, più deboli anche rispetto alle
organizzazioni criminali o ai "singoli trafficanti di terra" che
stanno incrementando i loro guadagni. Ai giornalisti non viene
garantito l’accesso ai migranti in attesa di identificazione e le
organizzazioni convenzionate negano persino l’evidenza, come si sta verificando
a Crotone, sostenendo che tutto va nel migliore dei modi. Manca completamente
l’informazione legale. Non viene neppure fornita alcuna informazione sulle
possibilità di ricongiungimento familiare garantito in senso più ampio ( fino
al terzo grado di parentela) dal nuovo Regolamento Dublino III.
L'Italia si sta rendendo
responsabile di diffuse violazioni del divieto di trattamenti inumani o
degradanti affermato dall'art. 3 della Convenzione Europea a salvaguardia dei
diritti dell'Uomo. I respingimenti immediati ai valichi di frontiera, come si è
verificato da ultimo all’aeroporto di Fiumicino, il trattenimento arbitrario
nelle zone di transito, le violenze già documentate nel centro di accoglienza
Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto a Crotone, ed altre notizie che andranno
verificate, che continuano a giungere da diverse parti d’Italia, sollecitano
tutti coloro che operano nel campo della difesa dei diritti umani dei migranti ad
assumere una iniziativa concreta, di pronta disponibilità e di intervento
concreto nei luoghi ( valichi di
frontiera, luoghi di sbarco, stazioni ferroviarie ed aeroporti, centri di
accoglienza). Occorre comunque garantire che le attività di controllo
quotidiane e quelle “speciali” previste nell’ambito dell’operazione congiunta MOS MAIORUM a livello europeo rimangano
nell’alveo dello stato di diritto e dei principi costituzionali. Vanno
garantiti il principio dell’habeas corpus,
che vieta detenzioni arbitrarie ( art. 13 Cost.) e l’effettività dei diritti di
difesa (art.24 Cost).
In tutti i casi nei
quali nelle singole località si verifichino abusi, come quelli già registrati
alla frontiera aeroportuale di Fiumicino, o in alcuni centri di accoglienza,
come a Crotone, la rete di avvocati, giornalisti ed operatori dovrà promuovere non solo le attività legali che si
renderanno necessarie ma anche avvertire rappresentanti parlamentari. In
particolare si dovrà entrare in contatto al più presto con i migranti che siano
trattenuti oltre i termini ed i presupposti di legge, e con quanti subiscano
comportamenti violenti ed arbitrari, anche se esclusivamente rivolti alla
identificazione tramite prelievo delle impronte digitali. Una procedura che non
può essere imposta con la forza, salve le conseguenze di natura penale per
coloro che si rifiutano di obbedire ad un ordine dell’autorità ( art. 650 c.p.),
sempre che non sussistano cause di giustificazione.
Attraverso un costante
raccordo con i giornalisti e con i parlamentari che si renderanno disponibili,
alla difesa legale sul piano individuale dovrà aggiungersi una tempestiva
capacità di iniziativa sul piano della comunicazione pubblica e della proposta
politica, attraverso atti ispettivi ed interrogazioni parlamentari. Alla fine
del periodo nel quale si svolgerà l’operazione MOS MAIORUM ( 13-26 ottobre)
sarà redatto un rapporto che verrà inviato alle autorità nazionali ed
internazionali, con materiali che saranno resi noti anche attraverso conferenze
stampa. Come avviene già quotidianamente le violazioni dei diritti dei migranti
saranno gravi e diffuse, accentuate dall’approssimazione del mandato conferito
alle forze di polizia dagli indirizzi del Consiglio dell’Unione Europea
approvati lo scorso luglio. Ed oggi Frontex si tira fuori dall’operazione
ribadendo che si limiterà ad inviare soltanto “osservatori”. Insomma “Mos
Maiorum” rimane una operazione coordinata dal Ministero dell’interno italiano,
forse il frutto più visibile ( e avvelenato) di tutto il semestre di presidenza
europea, in materia di immigrazione.
All’inizio di attività
di polizia dai confini tanto incerti, avvocati e operatori hanno dato una
pronta disponibilità a ricevere segnalazioni da parte di cittadini, migranti,
associazioni, su abusi e violazioni di legge che si dovessero verificare nel
corso dei controlli previsti dall’operazione MOS MAIORUM. Fulvio Vassallo
Paleologo - Palermo fulvassa@tin.it Enza Papa – Cosenza enzapapa@libero.it
Alessandra Ballerini - Genova leg-ale@libero.it L'Unione Europea intanto "scarica" Mos Maiorum, i poliziotti di Frontex saranno inviati solo per "fare statistiche". Alla fine ognuno si comporta come vuole, in Europa ed in Italia.
http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2014/10/11/frontex-mos-maiorum-e-operazione-italia_1e8d699b-0d7b-4696-8a1e-b369f7d938a1.html Resistenza civile ovunque http://www.meltingpot.org/Contro-il-Mos-Maiorum-le-leggi-non-scritte-di-Antigone.html#.VDvLfEYcRsc
http://www.meltingpot.org/Ius-Migrandi-vs-Mos-Maiorum-L-Europa-oltre-l-Europa-e-tutta.html#.VDvLN0YcRsc Accoglienza all'italiana. profughi stipati nei magazzini come merci. Succede ad Ancona. Ma arrivano anche dalla Sicilia. Lo chiamano "smistamento", lo decidono i prefetti ed il ministero dell'interno, si traduce in violazioni dell'art.3 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo, che vieta "trattamenti inumani e degradanti"
http://www.meltingpot.org/Ancona-L-indegno-smistamento-dei-migranti-nei-capannoni-del.html#.VDvHvEYcRsc
A Crotone va sempre peggio, adesso impediscono a tutti i migranti richiusi nel CARA e nel CDA di uscire nelle ore diurne, come invece avveniva fino allo scoppio, venerdì scorso, del caso delle impronte digitali rilevate con la violenza. Sta indagando il Presidente della Commissione Diritti umani del Senato, Luigi Manconi. http://www.nuovacosenza.com/politica/14/ott/11/manconi.html Nel centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto i profughi siriani e palestinesi rimangono in locali indecenti dal 10 ottobre, domani scadono 96 ore senza convalida del magistrato. Continuano le pressioni fisiche e psicologiche perchà vengano rilasciate le impronte digitali.
http://www.infopal.it/lappello-dellapi-drammatica-situazione-di-profughi-palestinesi-e-siriani-al-centro-accoglienza/ Da Crotone filtrano solo le notizie sugli arresti dell'immancabilie scafista. Oltre questo non si può scrivere altro. Per qualche organizzazione convenzionata con il Ministero dell'interno, a Crotone le cose vanno bene. Leggeremo preso i loro report e li compareremo con le tesimonianze dirette registrate ai migranti.
http://www.ansa.it/calabria/notizie/2014/10/13/scafista-fermato-grazie-foto-telefonino_baa3b8d2-c514-46bb-a6ea-1100442c9479.html L’appello dell’Api: drammatica situazione di profughi palestinesi e siriani al centro accoglienza di Crotone
News - 13/10/2014 Genova. “Ho ricevuto una chiamata da un profugo siriano – ha dichiarato alla nostra agenzia il presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun – che mi ha riferito che venerdì, verso mezzogiorno, sono arrivati circa 125 profughi, siriani e palestinesi, tra cui tante donne e bambini. Le forze di sicurezza, secondo quanto mi ha riferito l’uomo che mi ha telefonato, li stanno costringendo a dare l’impronta digitale.
Si trovano presso una centro d’accoglienza di Crotone provincia di Catanzaro. La loro situazione è umanamente pessima. Tra di loro ci sono non-vedenti. Lanciamo un appello a Amnesty International, Human Rights Watch e alle organizzazioni per la difesa dei migranti e dei profughi affinché intervengano. Succedeva già lo scorso anno a Pozzallo e a Siracusa. Ma sta diventando caccia al profugo ovunque.
http://www.terrelibere.org/4726-pozzallo-peggio-di-lampedusa-chaouki-denuncia-pestaggi-e-sparizioni/ http://www.meltingpot.org/Sicilia-Diritti-sempre-piu-violati-da-Catania-testimonianze.html#.VDvT00YcRsc http://altracitta.org/2014/10/07/litalia-piange-i-morti-e-da-la-caccia-ai-vivi/ Invia tramite email