Source: http://www.paoloalfano.it/2010/05/03/patrocinio-a-spese-dello-stato-soggetti-gia-condannati-reddito/
Timestamp: 2018-12-13 01:50:30+00:00
Document Index: 170141955

Matched Legal Cases: ['art. 76', 'sentenza ', 'art. 76', 'art. 24', 'art. 6', 'art. 14', 'art. 24', 'art. 6', 'art. 14']

Patrocinio a spese dello Stato, soggetti già condannati, reddito | Studio Legale Avv. Paolo Alfano
Patrocinio a spese dello Stato, soggetti già condannati, reddito
La Corte Costituzionale : dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 76, comma 4-bis, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia), nella parte in cui, stabilendo che per i soggetti già condannati con sentenza definitiva per i reati indicati nella stessa norma il reddito si ritiene superiore ai limiti previsti per l’ammissione al patrocino a spese dello Stato, non ammette la prova contraria.
SENTENZA N. 139 – ANNO 2010
Giudici : Paolo MADDALENA, Alfio FINOCCHIARO, Alfonso QUARANTA, Franco GALLO, Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Maria Rita SAULLE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO, Giuseppe FRIGO, Alessandro CRISCUOLO, Paolo GROSSI,
nei giudizi di legittimità costituzionale dell’art. 76, comma 4-bis, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia), promossi dal Tribunale di Catania con ordinanza del 17 luglio 2009 e dal Tribunale di Lecce (sezione distaccata di Campi Salentina) con ordinanza del 26 marzo 2009, rispettivamente iscritte ai nn. 299 e 301 del registro ordinanze 2009 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 51, prima serie speciale, dell’anno 2009.
La normativa censurata colliderebbe anche con l’art. 24, terzo comma, Cost., con l’art. 6, comma 3, lettera c), della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, e con l’art. 14, comma 3, lettera d), del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, firmato a New York il 16 dicembre 1966, che garantiscono ai non abbienti «la possibilità di accedere, comunque, alla difesa».
Il Tribunale di Catania prospetta anche una violazione del secondo comma dell’art. 24 Cost., nonché del terzo comma della medesima norma, evocato unitamente all’art. 6, comma 3, lettera c), della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, ed all’art. 14, comma 3, lettera d), del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, firmato a New York il 16 dicembre 1966. La norma censurata, in particolare, eluderebbe il diritto all’assistenza gratuita ed al pieno esercizio della difesa con riferimento a soggetti che, pur avendo in precedenza commesso un reato incluso nell’elenco contenuto nella norma stessa, non dispongano di un reddito adeguato.
Questo articolo è stato pubblicato in Corte Costituzionale e taggato come corte costituzionale il 3 maggio 2010 da Paolo Alfano
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