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Timestamp: 2019-02-16 15:52:35+00:00
Document Index: 144982032

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.14', 'art.4', 'art. 22']

Fiper - 2014: nuova partenza verso la rinascita del Bel Paese - Federazione italiana produttori di energia da fonti rinnovabili
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2014: nuova partenza verso la rinascita del Bel Paese.
La fine anticipata della legislatura e la vacatio di governo per 2 lunghi mesi, hanno reso ancor più strutturale il ritardo accumulato sugli ultimi provvedimenti relativi allo sviluppo delle rinnovabili, in particolare quelle termiche, a testimonianza di una politica energetica stop and go e in una mancanza di strategia condivisa di lungo periodo.
Audizione FIPER – X Commissione CAMERA: Strategia Energetica Nazionale
Durante l’Audizione presso la X Commissione della Camera del Nuovo Governo sull’indagine conoscitiva SEN, Fiper ha proposto al Governo di incrementare dal 19% al 22% l’obiettivo 2020 per le rinnovabili termiche riducendo conseguentemente dal 37% al 31% l’obiettivo 2020 per le rinnovabili elettriche nella rivisitazione degli obiettivi della Strategia. Fiper ha ribadito che l’allocazione delle risorse attribuite attualmente alle FER termiche è insufficiente, se comparate con le medesime destinate al settore elettrico (900 milioni/annui per conto termico a fronte 12,5 miliardi Euro/annui per Fer elettriche). Fiper ha proposto di riorientare le misure di incentivazione verso l’efficienza energetica e le FER termiche, interventi che a parità di kWh prodotto e/o risparmiato costano meno per il sistema Paese.
Segnalazione antitrust – rimodulazione incentivi per energia prodotta da biomasse
Su nostra sollecitazione del 28/9/2012, l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato- AGCM ha riconosciuto e ritenuto che gli incentivi riconosciuti esclusivamente alla produzione di energia elettrica prodotta dalle biomasse sono distorsivi della concorrenza, a danno dei produttori di energia termica ed ha invitato attraverso una segnalazione presentata al Governo a rimodulare gli incentivi. (S1820 del 16/10/2013). A seguito della segnalazione, FIPER ha sollecitato più volte il Governo a rimodulare gli incentivi, da ultimo presentando un emendamento specifico nella legge di stabilità che mira a riequilibrare lo squilibrio tra le diverse FER. Ci si riserba in caso di mancati interventi in merito ulteriori passi ed iniziative da intraprendere a livello nazionale ed europeo. In un’ottica di trasparenza e condivisione di informazioni circa l’approvvigionamento di biomasse in filiera corta, abbiamo richiesto al Ministero dell’Agricoltura di pubblicare i dati sulla tracciabilità della filiera corta a cui non è stato dato alcun seguito!
Per capire l’entità degli incentivi che vengono allocati in maniera inefficiente, basti analizzare un bilancio di un impianto di 6 MW elettrici prodotti da biomassa legnosa. Questo impianto produce 3 milioni di euro di energia elettrica , riceve dallo Stato 5 milioni di Euro di Certificati Verdi (comprensivi del k=1,8), acquista biomassa per un valore di 4,8 milioni di Euro, registrando una perdita di 1 milione di Euro.
Durante il 2013 il confronto con il Ministero dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e dell’Agricoltura ha risentito pesantemente del cambio di Governo e degli organi dirigenti all’interno dei Ministeri. Basti pensare a titolo di esempio al decreto per l’impiego dei sottoprodotti a fini energetici. Fiper ha seguito da vicino l’evolversi del Decreto sui sottoprodotti partecipando attivamente al tavolo istituito dal Ministero dell’Ambiente sul tema medesimo. Il Decreto sarebbe dovuto “uscire” con il Governo tecnico, ed invece è ancora oggetto di dibattito all’interno del Ministero dell’Ambiente dopo 2 anni di confronto con gli operatori! L’assurdità di questo effetto è che ci troviamo da un parte con un decreto che incentiva l’impiego dei sottoprodotti mentre dall’altra il Testo Unico Ambientale prevede denunce penali ed economiche per l’utilizzo delle stesse a fini energetici.
FIPER ha presentato al MISE una proposta specifica sulle modalità di funzionamento del fondo di garanzia destinato alle reti di teleriscaldamento ancora in fase di istruttoria!
Missione FIPER Argentina
FIPER ha partecipato alla Jornada International de biomasa” un momento di incontro e confronto tra operatori, imprenditori e specialisti di Brasile, Uruguay, Cile, Messico e una delegazione europea, composta da professionisti provenienti da Francia, Italia, Germania e Spagna sul tema dell’impiego delle biomasse agro-forestali e residuali per la generazione di energia tenutasi a Cordoba (Argentina). La crescita nel comparto delle FER è stata indicata come costante nel futuro con un incremento previsto del 3,7% annuo. L’Argentina nello specifico ha di recente annunciato la necessità di installare 1.015 MW di impianti da energie rinnovabili sul territorio nazionale. Dalla missione si sono aperte interlocuzioni commerciali importanti per la definizione di joint venture transnazionali.
Convenzione FIPER – INTESA SAN PAOLO
In un momento di notevole stretta economica e con gli istituti idi credito sempre più restii a finanziare nuovi investimenti ed attività, Fiper, per facilitare gli associati nella programmazione degli acquisti di biomassa legnosa, ha siglato una convenzione con Agriventure Intesa San Paolo per la messa a punto di prodotti finanziari specifici per le esigenze degli impianti di teleriscaldamento e biogas, con particolare attenzione al “credito di fornitura” per l’approvvigionamento del combustile (biomassa). Possono beneficiare della convenzione gli associati FIPER che rappresentano i diversi anelli della filiera: “ imprese agro-forestali, consorzi, trasportatori, e gestori di impianti di teleriscaldamento a biomassa e biogas per produzione e approvvigionamento della biomassa ”.
Definizione Servizio teleriscaldamento
L’ordinanza del TAR della Lombardia (n. 1198/2013) del 7 Novembre 2013 riaccende il dibattito, peraltro già caldo, sulla qualifica del servizio di teleriscaldamento. In questa ordinanza il TAR della Lombardia definisce ora il servizio di teleriscaldamento del comune di Assago (MI), quale attività economica privata, creando di fatto un precedente importante e segnando un punto di discontinuità rispetto ad una sentenza precedente pronunciata dal medesimo in cui definiva “servizio pubblico locale” (sentenza n. 1457/2012), il servizio di teleriscaldamento fornito nei comuni di Tirano e Sondalo, definizione convalidata successivamente dalla sentenza del Consiglio di Stato del 3 maggio 2013 ( n° 2396\2013).
Condivido il parere del Prof. Avv. Renna secondo cui:” Il dubbio sulla corretta qualificazione del servizio di teleriscaldamento, oltre a costituire un grave elemento di incertezza in ordine al regime giuridico applicabile, si porta con sé anche il dubbio relativo alla necessità o no dell'attivazione di un confronto concorrenziale per l'affidamento della gestione del servizio da parte degli enti locali” e “Accogliendo il ragionamento in esame, la qualificazione giuridica del servizio sarebbe dunque appannaggio delle amministrazioni locali” cosa peraltro da noi sempre sostenuta.
Questa sentenza pone le basi per riaprire un confronto sulla definizione del servizio con il Ministero dello Sviluppo Economico già dai primi giorni del 2014! Risulta prioritario che il legislatore nazionale faccia chiarezza riguardo a tale qualificazione, anche al fine della realizzazione di quel «contesto stabile e favorevole agli investimenti» necessario per avviare e gestire reti di teleriscaldamento in vista dell’emanazione del decreto sul fondo di garanzia previsto per gli stessi. Ci attendiamo che la pubblicazione dell’indagine conoscitiva condotta dall’Autorità per la Concorrenza e il Mercato (AGCM) sul teleriscaldamento, prevista ultimamente per il gennaio 2014, fornisca indicazioni utili agli operatori e un chiaro punto di riferimento per il legislatore e la magistratura.
Di seguito, le priorità FIPER 2014:
1. Sviluppare le reti di teleriscaldamento quale strumento di efficienza e produzione di energia da fonti rinnovabili
La Direttiva 2012/27/EU sull’Efficienza Energetica invita gli Stati Membri ad “adottare misure adeguate affinché infrastrutture efficienti di teleriscaldamento e raffreddamento siano sviluppate e/o adattate allo sviluppo della co-generazione ad alto rendimento, al recupero del calore di scarto e da fonti di energia rinnovabili (art.14). Entro il 31 dicembre 2015, gli Stati Membri dovranno notificare alla Commissione una valutazione del tasso del potenziale di applicazione della co-generazione e del teleriscaldamento (art.4).
Ricordo che 801 comuni (circa il 10% dei Comuni Italiani) distribuiti lungo la fascia alpina e appenninica del Centro Sud della penisola in fascia climatica E-F non ancora metanizzati potrebbe riscaldare i propri cittadini con il teleriscaldamento a biomassa legnosa.
Se l’attivazione del fondo di garanzia previsto all’art. 22 del d.lgs. 28/2011, ultimo provvedimento da emanare da parte del Governo permettesse l’avvio anche solo 400 impianti di teleriscaldamento a biomassa co-generativi dei potenziali 801, si potrebbe produrre calore per una potenza termica compresa tra 1.000-1500 MW termici, ed una potenza elettrica di 200-400 MW prodotti in co-generazione. Il valore dell’investimento si aggirerebbe tra i 2,5-4 miliardi di Euro in cinque anni, ma soprattutto questi impianti necessiterebbero dai 3 ai 6 milioni di tonnellate di biomassa legnosa annua, stimando un giro di affari compreso tra i 180 - 360 milioni di Euro/annuo, garantendo per i prossimi 20-30 anni, un importo complessivo di circa 5-10 Miliardi di €, assicurando i posti di lavoro collegati alla filiera per lo stesso periodo. Da evidenziare le ricadute significative nella prevenzione e gestione del territorio.
Gli investimenti possibili in efficientamento oggetto di valutazione degli operatori riguardano l’impiego del calore per la produzione di energia elettrica (200-300 kWe) derivante dal trattamento fumi e dalla sostituzione dello scambio termico. Per valutare il costo-opportunità per il sistema energetico nazionale di recuperare il calore prodotto, attualmente non contabilizzato in termini di usi finali da fonti rinnovabili degli impianti citati, si sottolinea il valore degli investimenti correlati a tali interventi nell’ordine di 50-100 milioni di Euro redistribuiti sul territorio, tenendo conto che la filiera della componentistica di riferimento (moduli ORC, turbine, espansori, motori alternativi) è prevalentemente nazionale ed europea.
Una delle priorità della Federazione è realizzare “concretamente” l’approvvigionamento e l’impiego della biomassa di “risulta” a fini energetici.
Poter contare su “nuove” biomasse residuali rappresenta una boccata di ossigeno, un’entrata finanziaria per i Comuni, una risorsa e non un rifiuto per il Sistema Paese. Obiettivo 2014: poter impiegare le potature del verde pubblico e privato o la biomassa proveniente dalla pulizia degli alvei fluviali, ossia le biomasse residuali attualmente destinate alle discariche a fini energetici.
Diversi comitati no biogas, no biomasse si sono sviluppati negli ultimi tempi e sono attivi sul territorio nazionale. Priorità della Federazione, è fare chiarezza sulle diverse tecnologie di impiego delle biomasse. Ad esempio, nel caso specifico, gli effetti sulla qualità dell’aria variano considerevolmente in funzione anche dei sistemi di filtraggio, della manutenzione/gestione dell’apparecchio e della qualità del combustibile, così come nel biogas l’introduzione di sistemi di strippaggio limita il carico di azoto sul suolo. Discernere gli effetti delle diverse tecnologie è un’azione preventiva verso la “manipolazione mediatica” e i relativi comitati contro l’avvio di impianti a biomassa e biogas.
Seguendo le interlocuzioni già avviate in Argentina lo scorso novembre, dal 1° al 13 marzo è prevista una missione tecnica di imprenditori argentini interessati a valutare joint venture con imprese italiane della filiera biomassa-energia. La Federazione è chiamata in un mercato globale a “guardarsi intorno” e fornire ai propri associati nuove possibilità di investimento nei mercati emergenti; in particolare Argentina, Guatemala, la neo entrata Croazia in EU, tenendo alta l’attenzione sui prossimi Bandi Horizon 2020 e BEI correlati alla clean/green energy.
A riguardo, a titolo esemplificativo, si allega la lettera di Paolo Ressia - PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA DI CORDOBA (Argentina) sulle opportunità di investimento in Argentina
lettera-aperta-paolo-ressia.pdf