Source: https://it.scribd.com/document/344493700/Non-si-multa-chi-chiede-l-elemosina-Il-Presidente-della-Repubblica-accoglie-il-ricorso-straordinario-di-Avvocato-di-strada
Timestamp: 2019-12-09 19:12:51+00:00
Document Index: 50893357

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 48', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 54', 'art.54', 'art. 50', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 6', 'art. 1']

In Italia non si può multare chi chiede l’elemosina senza dare fastidio a nessuno. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha accolto il ricorso straordinario proposto dall’Associazione Avvocato di strada contro un’ordinanza firmata dal sindaco di Molinella, un piccolo Comune della Provincia di Bologna. Un’ordinanza abnorme, che prevedeva una multa e il sequestro dei mezzi utilizzati e che voleva colpire anche chi, in silenzio e senza disturbare nessuno, chiedeva aiuto solo per alleviare la propria condizione di povertà. “Un conto è importunare la gente con comportamenti insistenti o violenti: per casi come questi – sottolinea l’Avvocato Fabio Iannacone, volontario dell’Associazione Avvocato di strada e firmatario del ricorso – la legge italiana prevede già delle sanzioni. Ma perché multare anche chi semplicemente chiede l’elemosina seduto in silenzio e magari con gli occhi bassi per pudore? Lo vogliamo punire perché è povero? L’ordinanza ci sembrava un modo per accanirsi contro persone deboli e indifese. Come associazione nata per difendere gli ultimi non possiamo consentire un simile accanimento e per questo abbiamo proposto il ricorso straordinario al Capo dello Stato. “Chi chiede l’elemosina – aggiunge il presidente dell’Associazione Avvocato di strada Onlus Antonio Mumolo – generalmente lo fa perché non ha nessuna altra possibilità. Spesso sono persone che hanno semplicemente perso il lavoro e che sono finite in strada perché prive di qualsiasi reddito. Se gli si fa una multa non li si toglie dalla strada, semplicemente si aggrava ancora di più la loro situazione. Con il ricorso abbiamo chiesto al Presidente della Repubblica della Repubblica di annullare l’ordinanza e con nostra grande soddisfazione il Capo dello Stato ha accolto le nostre ragioni, l’ordinanza è stata ritenuta illegittima e quindi è stata annullata”. In particolare, si legge nella decisione notificata ieri, il Presidente della Repubblica, recependo il parere del Consiglio di Stato, ha ritenuto che: - il Sindaco non può in nessun caso colpire con provvedimenti punitivi chi si limita a chiedere l’elemosina senza molestare o infastidire nessuno; - il Sindaco non può utilizzare lo strumento dell’ordinanza contingibile ed urgente, concesso per contrastare situazioni di emergenza, per altri scopi; - non è poi possibile emanare tali ordinanze senza prevedere un termine di efficacia, proprio perché devono riguardare solo emergenze temporanee. “Ringraziamo il Presidente della Repubblica per questa decisione che ripristina la legalità e pone un freno a certi comportamenti illegittimi di alcuni sindaci. La lotta - conclude Mumolo - si deve fare alla povertà, non ai poveri”.
SalvaSalva Non si multa chi chiede l’elemosina. Il Presidente... per dopo
In rasti di diffusione de* presente parere
omettere (o yent-rnlit e gli altri d a t i
identificativi dell'interessato o altri dati
anche relativi a terzi dai quali pu desumersi
anche- indirettamente l'identit di minori,
op(ji:ic delle parti noi procedimenti in materia
di rtipi^orti d faiTiir^Hn e di stnto delle?
persone?, ovvero U.n. ^nicernenti la salute
( d.lqs. n.196/2txn A M I . 22 e 52 |
Adunanza di Sezione del 9 novembre 2016
NUMERO AFFARE 01544/2016
Ministero dell'interno dipartimento affari territoriali.
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza
sospensiva, proposto da Associazione Avvocato di Strada, contro
Comune di Molinella, Sindaco Comune di Molinella, avverso
ordinanza n. n.35/2016
divieto di porre in essere forme di accattonaggio;
Vista la relazione n.15113-01 del 4.8.2016 con la quale il Ministero
dell'interno dipartimento affari territoriali ha chiesto il parere del
N. 01544/2016 AFFARE
l'Amministrazione ha di fatto utilizzato un potere sorto per
contrastare rivolte, calamit naturali ed epidemie per far la guerra
alle persone povere che chiedono un aiuto.
La relazione del Ministero dell'Interno dopo aver in via preliminare
contestato la legittimazione dell'associazione nel merito ha invece
concluso per la fondatezza del gravame; a differenza della Prefettura
di Bologna che ha sottolineato come il d.m. 5 agosto 2008 preveda
l'accattonaggio molesto tra gli ambiti di intervento di cui alFart. 54
del T.U.E.LL .
Con la memoria difensiva del 14 dicembre 2015, il comune di
Molinella, preliminarmente ha rilevato la carenza di interesse,
nonch il difetto di legittimazione attiva delle parti ricorrenti.
Nel merito sottolinea il persistere e l'ampiezza del fenomeno della
questua in forma petulante e molesta che, con l'impiego di minori e
di animali di affezione e/o mediante il ricorso a mezzi fraudolenti
per suscitare l'altrui piet costituiscono sovente un diversivo
preordinato ad agevolare attivit illecite, quali borseggi e scippi.
Con memoria in data del 25.1.2016 l'Associazione ha ribadito la
propria legittimazione e replicato che il comune di Molinella,
successivamente alla proposizione del ricorso de qua, con la
deliberazione del Consiglio comunale n. 55 del 29 luglio 2015, ha
provveduto ad approvare un nuovo regolamento di polizia urbana e
rurale, ove all'art. 48 reca espresso divieto di bivacco e
accattonaggio, quasi a voler intendere il superamento dell'ordinanza
qui impugnata in quanto contempla l'accattonaggio quando questo
praticato con modalit invasive, moleste e/o lesive della libert e
N. O i 544/2016 AFFARE
dignit personale, praticato negli spazi pubblici o aperti al pubblico
del territorio comunale mentre viceversa l'impugnata ordinanza
pi generica e non differenzia le modalit con le quali viene
esercitata tale attivit di accattonaggio.
l. Deve preliminarmente essere respinta l'eccezione di difetto di
legittimazione dell'Associazione al ricorso proposto in relazione:
alPart. 2 dello Statuto (versato in atti) che, tra l'altro, prevede
espressamente sia l'assistenza legale gratuita alle persone senza fissa
dimora e sia la promozione d iniziative volte ad affermare e
promuovere i diritti fondamentali delle persone senza fssa dimora e
svantaggiate, nonch favorire l'integrazione;
alle iscrizioni nei prescritti registri ed in particolare: nell'elenco
delle Associazioni e degli Enti che svolgono attivit nel campo della
lotta alle discriminazioni, di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 9
luglio 2003 n.215 istituito presso la Presidenza del Consiglio dei,
Ministri -Dipartimento per le Pari Opportunit; nell'elenco delle
Libere Forme Associative del Comune di -Bologna
(Pgn.82209/20081 del 22.04.2008); nel registro provinciale/regionale
del volontariato di Bologna (atto prot N. 126744/2008 del
27.03.2008);
sussiste quindi un collegamento stabile con il territorio di
La ricorrente "Associazione Avvocati di Strada" esattamente
dunque assume la propria legittimazione in difesa dei diritti delle
2. violazione delTart. 3 della legge 241/90 per la mancanza di un
3. eccesso di potere per carenza di istruttoria, per ingiustizia
manifesta, per' illogicit grave per aver travalicato 1' "accattonaggio
semplice" in l'accattonaggio "molesto" previsto tra gli ambiti di
intervento di cui all'art. 54 del T.U.E.LL e dal d.m. 5 agosto 2008; e
manifesta contraddittoriet;
4. violazione delle sentenze n. 519 del 28.12.1995 e n. 115 del 2011
della Corte Costituzionale per cui la semplice, mendicit non pu
essere oggetto di repressione se si limita alla semplice richiesta
d'aiuto; e comunque uso disinvolto del potere di ordinanza potendo
ricorrere le Amministrazioni ad altri strumenti di intervento;
5. violazione delTart.54 T.U.E.L. ed eccesso di potere per violazione
die principi del buon andamento, efficacia ed economicit.
L'assunto merita adesione nei sensi e nei limiti che seguono.
Come noto, ai sensi del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, il sindaco
pu adottare ordinanze contingibili e urgenti rispettivamente:
quale rappresentante della comunit locale, in caso di emergenze
sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale, o per
le prime necessarie per quanto di ragione in caso di emergenza che
interessi il territorio di pi comuni ai sensi delTart. 50;
quale ufficiale del Governo, in materia di ordine e sicurezza
pubblica (ai sensi dell'art. 54, comma 1) nei sensi e nei limiti di cui al
decreto del Ministro dell'interno del 5 agosto 2008 l'ambito di
applicazione con riferimento alla incolumit pubblica e alla sicurezza
Con riferimento precipuo a quest'ultima fattispecie stato poi
chiarito che il potere di ordinanza di cui all'art. 54 T.U.E.LL. pu
essere legittimamente esercitato per la tutela dell'ordine pubblico e
della sicurezza pubblica di cui anche al ricordato d.m. del 5 agosto
2008 (che concerne le situazioni di degrado o isolamento, tutela del
patrimonio pubblico e della sua fruibilit, incuria ed occupazione
abusiva di immobili, intralcio alla viabilit o alterazione del decoro
urbano), ma si deve trattare pur sempre di situazioni di emergenza
che, come tali, non possono essere rimediate mediante le procedure
Come comune esperienza nelle nostre citt, certamente i
comportamenti dei mendicanti travalicano sovente i limiti della
civile convivenza, ma proprio i caratteri della generalit, dell'entit
e della permanenza nel tempo del fenomeno che esclude la
possibilit il ricorso ai poteri contingibili ed urgenti. In altri termini,
le ordinanze contingibili ed urgenti non possono essere utilizzate
per fronteggiare esigenze permanenti, prevedibili o comunque per
regolare stabilmente un certo assetto di interessi (cfr. Consiglio di
Stato, sez. VI, 31/10/2013, n. 5276).
Tali profili devono infatti essere demandati ai regolamenti comunali
ed ai relativi ordinari provvedimenti repressivi.
In tale direzione deve dunque condividersi il primo ed il terzo
Nel caso di specie infatti la situazione non consentiva di provvedere
in via contingibile e urgente, imponendo un divieto in toto della
semplice richiesta di elemosina, se effettuata senza insistenze e
Come esattamente ricordato anche con il quarto motivo, la
mendicit non invasiva, di per s, non in alcun modo una minaccia
alla tranquillit pubblica ed all'ordine pubblico, in quanto tali beni
non possono dirsi seriamente posti in pericolo dalla mera questua,
che si risolve cio in una semplice richiesta di aiuto (Corte
Costituzionale, 28/12/1995, n. 519).
La mancanza del termine finale di scadenza del provvedimento
integra poi un ulteriore profilo di illegittimit dell'ordinanza
esattamente censurato con la terza rubrica. Il Giudice delle Leggi ha
infatti dichiarato l'illegittimit costituzionale dell'art. 54 comma 4
T.U.E.LL., (come sostituito dall'art. 6 di. n. 92 del 2008 "Misure
urgenti in materia di sicurezza pubblica" conv. con modificazioni,
dall'art. 1 comma 1 1. n. 125 del 2008), nella parte in cui consentiva
al sindaco, quale ufficiale del Governo, l'adozione di provvedimenti
a "contenuto normativo ed efficacia a tempo indeterminato", al fine
di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minaccino la sicurezza
urbana(cfr. Corte Costituzionale, 07/04/2011, n. 115).
L'ordinanza appare dunque travalicare il principio di proporzionalit
laddove - - prendendo a presupposto una situazione di un'estesa
presenza di soggetti questuanti in forma petulante e fraudolenta i cui
scopi sarebbero stati in realt la commissione di attivit illecite -
vieta, a tempo indeterminato, ogni possibilit di richiedere un
semplice aiuto anche in prossimit di luoghi tradizionali quali, in
particolare, quelli di culto o di istituzioni preposte al soccorso.
N. 02393/2016 AFFARE
Numero 00464/2017 e data 21102/2017 Spedizione
( Firmato
Se/onc Prima
Adunanza di Se/ione del 8 febbraio 2017
NUMERO AFFARE 02393/2016
Istanza di correzione di errore materiale contenuto nel parere reso dalla Sezione
nell'adunanza del 9 novembre 2016 sul ricorso straordinario n. 1544 del 2016.
Vista la nota 28 dicembre 2016 n. 19593 con la quale il Ministero dell'interno-
dipartimento per gli affari interni ? territoriali - ha chiesto la correzione;
esaminati gli atri e jdlo i relatore, consigliere Saverio Capolupo.
Il Ministero rappresenta che nel parere n. 1544 del 2016 Tatto impugnato
indicato come "ordinanza n. 35/2016" anzich "ordinanza n. 35/2015", e chiede
pertanto la correzione.
L'errore sussiste, sicch il parere va corretto scrivendo scrivendo nell'epigrafe
"ordinanza n. 35/2015" in luogo di "ordinanza n. 35/2016".
dispone che il proprio parere n. 1544 del 2016 sia corretto come sopra indicato.
F : f~~. '~t
Documenti simili a Non si multa chi chiede l’elemosina. Il Presidente della Repubblica accoglie il ricorso straordinario di Avvocato di strada
DAL MENO AL PIÙ . LE PROPOSTE DELLA SINISTRA PD PER LA LEGGE DI STABILITÀ
DL_185_29_10_2012
Azar Nafisi, Il potere sovversivo dell'immaginazione
Polis Rulebook