Source: http://ilmiodiritto.blogspot.com/2012/04/utilizza-dati-anagrafici-altrui-per.html
Timestamp: 2017-04-24 15:16:31+00:00
Document Index: 31718387

Matched Legal Cases: ['art. 494', 'sentenza ', 'art. 494', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Utilizza dati anagrafici altrui per partecipare ad aste on-line? è sostituzione di persona!
Utilizzava i dati anagrafici di una donna, aprendo all’insaputa della stessa un account e una casella di posta elettronica, facendo, così, ricadere sull’inconsapevole intestataria le morosità nei pagamenti di beni acquistati mediante la partecipazione ad aste su internet. Il Tribunale, condannava l’imputato per per il reato di sostituzione di persona ex art. 494 c.p. e tale decisione veniva parzialmente confermata dalla Corte d’Appello. L’imputato ricorreva, quindi, in Cassazione deducendo l’erronea applicazione dell’articolo 494 del codice penale, in quanto l’imputato aveva utilizzato i dati anagrafici della vittima solo per iscriversi al sito di aste on-line, partecipando poi alle aste con un nome di fantasia. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12479 del 3 aprile 2012, ritenendo non fondata tale doglianza, ha definitivamente chiarito che la partecipazione ad aste on-line con l’uso di uno pseudonimo presuppone necessariamente che a tale pseudonimo corrisponda una reale identità, accettabile on-line da parte di tutti i soggetti con i quali vengono concluse compravendite. E ciò, evidentemente, al fine di consentire la tutela delle controparti contrattuali nei confronti di eventuali inadempimenti. Infatti, come evidenziato dalla giurisprudenza di questa Corte, integra il reato di sostituzione di persona (art. 494 cod. pen.), la condotta di colui che crei ed utilizzi un account di posta elettronica, attribuendosi falsamente le generalità di un diverso soggetto, inducendo in errore gli utenti della rete internet, nei confronti dei quali le false generalità siano declinate e con il fine di arrecare danno al soggetto le cui generalità siano state abusivamente spese. Tali principi trovano applicazione anche nel caso di specie, in cui risulta pacifico che l’imputato avesse utilizzato i dati anagrafici di una donna aprendo a suo nome un account e una casella di posta elettronica, facendo, così, ricadere sull’inconsapevole intestataria, e non su se stesso, le conseguenze dell’inadempimento delle obbligazioni di pagamento del prezzo di beni acquistati mediante la partecipazione ad aste in rete. Corte di Cassazione, Sezione Terza Penale, 3 aprile 2012, n. 12479 Ritenuto in fatto 1. - Con sentenza del 17 novembre 2010, la Corte d’appello di Roma ha parzialmente confermato, riducendo la pena, la sentenza del Tribunale di Roma, con cui l’imputato era stato condannato per il reato di cui all’articolo 494 cod. pen. - così diversamente qualificato il fatto di cui all’imputazione originaria - per avere, in concorso con altro soggetto e senza il consenso dell’interessata, al fine di trarne profitto o di procurare a quest’ultima un danno, utilizzato i dati anagrafici di una donna, aprendo a suo nome un account e una casella di posta elettronica e facendo, così, ricadere sull’inconsapevole intestataria le morosità nei pagamenti di beni acquistati mediante la partecipazione ad aste in rete.
Considerato in diritto 3. - Il ricorso è solo parzialmente fondato.
P.Q.M. Annulla senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla conversione della pena pecuniaria, che rideterminata in Euro 1140,00. Rigetta nel resto il ricorso. Depositata in Cancelleria il 03.04.2012