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Timestamp: 2018-07-18 07:07:31+00:00
Document Index: 175298291

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art.4', 'art.42', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 25', 'art 25', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 25']

Written by Administrator on 16 Giugno 2018 . Pubblicato in Uncategorised
Il congedo in questione rientra nella più ampia fattispecie di congedo non retribuito per gravi e documentati motivi familiari.
Si tratta in sostanza di un chiarimento rispetto a quanto già precedentemente previsto.
Anche l’INPDAP con la circolare 31 del 12 maggio 2004, precisava che il limite dei due anni deve essere conteggiato con riferimento a tutti i beneficiari e per ogni soggetto disabile e che il periodo in questione rientra nell’ambito dei due anni di congedo riconosciuto (art. 4 legge 53/2000) a ciascun lavoratore dipendente in occasione di gravi e documentati motivi familiari. Eventuali periodi goduti a tale titolo devono essere decurtati dal periodo di congedo.
La circolare INPDAP n. 31 del 12 maggio 2004 così recita “Con l’occasione si rammenta che il limite di due anni deve essere conteggiato con riferimento a tutti i beneficiari e per ogni soggetto disabile e che il periodo in questione rientra nell’ambito dei due anni di congedo riconosciuto, ai sensi dell’art.4, comma 2, della legge 8 marzo 2000 n.53, a ciascun lavoratore dipendente in occasione di gravi e documentati motivi familiari. Eventuali periodi già fruiti a tale titolo devono essere decurtati dal periodo relativo al congedo ex art.42 citato”.
In tale sede è necessario ricordare che, la recente sentenza della Corte suprema di Cassazione n. 11031 del 5 maggio 2017, stabilisce invece che, nell’ipotesi in cui, i figli con grave disabilità da assistere fossero due, il beneficio spetta per ognuno di essi, per cui, si legge nella sentenza, il limite dei due anni - in effetti non superabile nell'arco della vita lavorativa anche nel caso di godimento cumulativo di entrambi i genitori - si riferisca tuttavia a ciascun figlio che si trovi nella prevista situazione di bisogno, in modo da non lasciarne alcuno privo della necessaria assistenza che la legge è protesa ad assicurare.
La sentenza di Cassazione non ha valore di legge, costituisce certamente un precedente ma, riguarda ed è valevole per il singolo caso specifico.
Nella stessa circolare, il Dipartimento della Funzione Pubblica chiarisce che, nel caso di part-time verticale, il conteggio delle giornate dovrà essere effettuato sottraendo i periodi in cui non è prevista attività lavorativa.
Si tenga inoltre presente che nei rapporti di lavoro part-time la prestazione e la retribuzione del lavoratore che fruisce della agevolazione, sono entrambe proporzionate alla percentuale di part-time. Il riproporzionamento, è limitato ai periodi in cui il lavoratore presta attività lavorativa con contratto part time.
Precedentemente, l’INPDAP con la Circolare del 10 gennaio 2002, n. 2, prevedeva:
"Nell'ipotesi di più figli con handicap, il beneficio spetta per ognuno di essi, con i limiti indicati per i benefici della legge 104/92, previa verifica (tramite accertamento sanitario) dell'impossibilità di assistenza degli stessi usufruendo di un solo congedo straordinario"
Importante innovazione, non prevista dal D.L. n. 90/2014 ma introdotta direttamente nel testo della Legge di conversione n. 114/2014, riguarda l’art. 25 - comma 6-bis che prevede, alla scadenza del verbale per revisione la non interruzione di tutti i benefici, delle prestazioni, e delle agevolazioni acquisite.
Riportiamo il testo dell’art. 25 - comma 6-bis. “Nelle more dell'effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura. La convocazione a visita, nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità, e' di competenza dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS).
Nello stesso articolo si chiarisce che la competenza per la convocazione a visita di revisione è di INPS, ma soprattutto che ora INPS è tenuta alla convocazione mentre prima era il Cittadino che doveva presentare domanda per richiedere la visita di accertamento.
Dalla pubblicazione della Legge 11 agosto 2014, n. 114, si è atteso a lungo un chiarimento da parte di INPS rispetto alle innovazioni apportate, questo giunge con la circolare 127 dell’ 8/7/2016. Come noto il comma 6 bis art 25 della legge n. 114/2014, proroga gli effetti del verbale rivedibile oltre il termine di scadenza, in modo da consentire la continuazione dei benefici, delle prestazioni e delle agevolazioni lavorative nelle more della definizione dell’iter sanitario di revisione.
Prolungamento del congedo parentale ex art. 33, comma 1, D.Lgs 151 del 26/3/2001;
Riposi orari, alternativi al prolungamento del congedo parentale, (art. 33 – comma 2 L.104/92);
Congedo straordinario (art. 42 D.Lgs 151/2001).
Nella scheda “Benefici per cui è necessario presentare nuova domanda” trattiamo specificamente il tema e pertanto rimandiamo l’utente alla lettura della scheda.
Precedentemente il Dipartimento della Funzione Pubblica con circolare n. 1 del 3 Febbraio 2012, precisava che il congedo non può essere concesso oltre il limite di scadenza del verbale, nel caso di handicap grave rivedibile, e che nel caso in cui la commissione non confermi la gravità dell’handicap, il dipendente decade dal beneficio, con la conseguenza che l'amministrazione non potrà riconoscere la fruizione del congedo.
Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 – “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari” convertito con modificazioni dalla Legge 11 agosto 2014, n. 114.
Circolare INPS 8 luglio 2016, n. 127 – “art. 25, commi 4 e 6-bis, del D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni nella legge n. 114 dell’ 11 agosto 2014. Semplificazioni per i soggetti con disabilità grave: proroga degli effetti del verbale rivedibile fino al completamento dell’iter di revisione ai fini dei permessi e congedi riconosciuti ai lavoratori dipendenti in caso di disabilità grave. Istruzioni operative”;