Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-12842-del-22-05-2017
Timestamp: 2020-03-28 09:50:17+00:00
Document Index: 74015471

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 360', 'art. 115', 'art. 360', 'art. 1218', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2048']

Sentenza Cassazione Civile n. 12842 del 22/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12842 del 22/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 22/05/2017, (ud. 06/04/2017, dep.22/05/2017), n. 12842
sul ricorso 7755/2016 proposto da:
M.P.A., elettivamente domiciliato in ROMA, LARGO DI
AIG EUROPE LIMITED RAPPRESENTANZA GENERALE PER L’ITALIA, in persona
ROMA, VIA LUIGI BERTELLI 5, presso lo studio dell’avvocato RAFFAELE
GAGLIARDI, rappresentata e difesa dall’avvocato FRANCESCO GAGLIARDI;
avverso la sentenza n. 3563/2015 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
1. M.P.A., nella qualità di genitore del figlio minore N., convenne in giudizio, davanti al Tribunale di Milano, il Ministero dell’istruzione, l’Istituto comprensivo (OMISSIS), l’AIG Europe Limited ed il Comune di Milano, chiedendo il risarcimento dei danni conseguenti all’incidente scolastico capitato al figlio nel cortile della scuola, a causa dell’urto contro le sporgenze metalliche esistenti su di un palo.
Il ricorso e stato avviato alla trattazione in camera di consiglio, sussistendo le condizioni di cui agli artt. 375, 376 e 380 bis c.p.c., e il ricorrente ha depositato memoria.
1. Con il primo motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), violazione e falsa applicazione dell’art. 115 c.p.c.; con il secondo, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), violazione e falsa applicazione dell’art. 1218 c.c..
La Corte d’appello, con un accertamento di fatto non sindacabile in questa sede, ha ricostruito le modalità dell’incidente ed ha affermato che il piccolo N. si era “accucciato accanto ad un palo della luce posto ai margini del cortile, alzandosi repentinamente e girandosi di scatto”, e in tal modo urtando la fronte. La sentenza ha poi accertato che la collocazione e la conformazione del palo dovevano considerarsi del tutto normali in rapporto all’utilizzazione del cortile, che il palo era pienamente visibile e che non era stato dedotto alcun difetto di vigilanza da parte dell’insegnante, sicchè il comportamento del tutto imprevedibile del bambino integrava gli estremi del caso fortuito.
Si tratta, come ben si vede, di una ricostruzione che ha tenuto conto dei principi della giurisprudenza di questa Corte e ne ha fatto corretta applicazione. In particolare, proprio la sentenza 13 novembre 2015, n. 23202, citata in ricorso, ha ribadito che in tema di responsabilità civile dei maestri e dei precettori, per superare la presunzione di responsabilità a loro carico di cui all’art. 2048 c.c., è necessaria la dimostrazione di aver esercitato la vigilanza sugli alunni nella misura dovuta e del carattere imprevedibile e repentino dell’azione dannosa; il che è quanto la Corte di merito ha verificato nel caso concreto.
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate per ciascuno dei controricorrenti in complessivi Euro 2.300,00, di cui Euro 200,00 per spese, oltre spese generali ed accessori di legge.