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Timestamp: 2018-04-24 14:43:28+00:00
Document Index: 18742459

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'sentenza ', 'art. 199', 'art. 384', 'art. 384', 'art. 384', 'art. 384', 'art. 384', 'art. 384']

Codice penale Art. 384 codice penale: Casi di non punibilità
Nei casi previsti dagli articoli 361, 362, 363, 364, 365, 366, 369, 371 bis, 372, 373, 374 e 378, non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sè medesimo o un prossimo congiunto da un grave e inevitabile nocumento nella libertà e nell’onore.
Articolo così sostituito dall’art. 11, comma 7, D.L. 8 giugno 1992, n.306.
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 27 dicembre 1996, n. 416, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui non prevede l’esclusione della punibilità per false o reticenti informazioni assunte dalla polizia giudiziaria, fornite da chi avrebbe dovuto essere avvertito della facoltà di astenersi dal renderle, a norma dell’art. 199 del codice di procedura penale.
Incombe sull'imputato che intenda avvalersene l'onere della prova della ricorrenza dell'esimente di cui all'art. 384 c.p. che deve consistere nella indicazione di elementi specifici tali da porre il giudice in condizione di rilevarne l'applicabilità.
Cassazione penale sez. VI 25 novembre 2014 n. 1401
Va applicata la causa di non punibilità ex art. 384 comma1 c.p. ad una donna, madre di figli minori ed in fase di separazione giudiziale con il marito, che svolga in via sistematica l'attività di prostituta giacché tale dichiarazione avrebbe avuto conseguenze pregiudizievoli sia per l'onore proprio che per quello dei figli minori.
Ufficio Indagini preliminari Monza 27 ottobre 2014 n. 971
In tema di falsa testimonianza, ai fini della configurabilità dell'esimente di cui all'art. 384, comma 1, c.p., rileva non solo il pericolo di un nocumento alla libertà o all'onore dell'autore del reato o di un suo prossimo congiunto, ma altresì quello di un nocumento all'incolumità fisica, essendo necessario che il pericolo non sia genericamente temuto ma sia collegato a circostanze obiettive, attuali e concrete, che ne delimitino con precisione contenuto ed effetti, in quanto l'esimente implica un rapporto di derivazione del fatto commesso dalla esigenza di tutela di detti beni che va rilevato sulla base di un criterio di immediata ed inderogabile conseguenzialità e non di semplice supposizione.
Cassazione penale sez. VI 18 febbraio 2014 n. 9727
In relazione al delitto di falsa testimonianza commesso dall'acquirente di modiche quantità di sostanza stupefacente per uso personale che, sentito come testimone in dibattimento sulle sommarie informazioni rese nel corso delle indagini preliminari, neghi di aver sottoscritto il relativo verbale, non è applicabile l'esimente di cui all'art. 384 cod. pen., in quanto la garanzia della non punibilità copre unicamente il contenuto dichiarativo idoneo a determinare un grave ed inevitabile nocumento nella libertà o nell'onore e non può estendersi al contenuto delle altre dichiarazioni riferite a dati di fatto obiettivi quali l'intervenuta sottoscrizione del verbale di sommarie informazioni. (In motivazione la Corte ha precisato che si connota di falsità la dichiarazione del testimone che neghi di aver sottoscritto il verbale di sommarie informazioni testimoniali, senza dedurne la contraffazione o la falsità ideologica, sicchè tale verbale, a seguito di contestazioni, è utilizzabile per la prova dell'obiettivo fatto storico). Rigetta, App. Milano, 05/07/2012
Cassazione penale sez. VI 12 dicembre 2013 n. 90
In tema di reati contro l'amministrazione della giustizia, l'esimente di cui all'art. 384 c.p. non può essere invocata sulla base del semplice timore, prospettato in forma presunta o ipotetica, di essere coinvolto nella vicenda criminosa, occorrendo invece un effettivo pericolo di danno nella libertà o nell'onore, evitabile solo con la commissione di uno dei reati compresi nello spettro applicativo della scriminante. (Rigetta, App. Trento, 13/02/2013 )
Cassazione penale sez. VI 28 novembre 2013 n. 13086
Ai fini dell'integrazione dell'esimente di cui all'art. 384, comma 1, c.p. (necessità di salvare sè medesimo o un prossimo congiunto da un grave ed inevitabile nocumento nella libertà e nell'onore) è necessario che il pericolo non sia genericamente temuto ma sia collegato a circostanze obiettive, attuali e concrete che ne delimitino con precisione contenuto ed effetti.
Cassazione penale sez. VI 17 settembre 2013 n. 41092