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Timestamp: 2018-06-22 17:50:05+00:00
Document Index: 58516550

Matched Legal Cases: ['art.26', 'art.21', 'art. 18', 'art. 30', 'art.9', 'art,4']

P.R.G. PIAZZOLA SUL BRENTA COMUNE DI NORME DI ATTUAZIONE PADOVA. Versione aggiornata AGOSTO PDF
P.R.G. PIAZZOLA SUL BRENTA COMUNE DI NORME DI ATTUAZIONE PADOVA. Versione aggiornata AGOSTO 2009
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Sofia Grilli
1 COMUNE DI PIAZZOLA SUL BRENTA P.R.G. PADOVA Versione aggiornata AGOSTO 2009 NORME DI ATTUAZIONE PROGETTAZIONE arch. Vasco Camporese arch. Piergiorgio Tombolan COLLABORATORI TECNICI arch. Italo Tussardi arch. Giovanni Burlini UFFICIO TECNICO COMUNALE arch. Danilo Rossetto arch. Fabio Toniati SINDACO dott. Dino Cavinato SEGRETARIO GENERALE dott. Antonio L'Arco ASS. ALL'URBANISTICA dott. Renzo Cortese
2 98- NTA-1.doc/PRG -15/07/1998 Con le modifiche apportate dalla Giunta Regionale con Delibera di approvazione ( D.G.R. n 1615, del 11 aprile 2000) - Le modifiche vengono così identificate: - (. ) Testo eliminato ; - in corsivo vengono identificate le parti aggiunte VARIANTI ALLE NORME TECNICHE D ATTUAZIONE: 1 Variante 3/ Variante 4/ Variante 2/ Variante 5/ Variante 6/ Variante 7/ Variante 12/ Variante 13/ Variante 20/ Variante 24/2006 Adottata con deliberazione del CC n.36 del e approvata con deliberazione di CC. n. 52 del Adottata con deliberazione del CC n.37 del e approvata con deliberazione di CC. n.53 del Adottata con deliberazione del CC n.16 del e approvata con deliberazione n. 41 del Adottata con deliberazione del CC n.17 del e approvata con deliberazione n del Adottata con deliberazione del CC n.18 del e approvata con deliberazione di CC. n. 42 del Adottata con deliberazione del CC n.57 del e approvata con D.R.G.V. n del Adottata con deliberazione del C.C. 24 del e approvata condgrv. N.381 del controdeduzioni con D.C.C. n. 15 del e approvata definitivamente con DGRV. N.2949 del Adottata con deliberazione del C.C. 51 del e approvata con DGRV. N.2684 del Adottata con deliberazione del C.C. 10 del approvata con DGRV n. 259 del Adottata con deliberazione del C.C. n.09 del e approvata con deliberazione del C.C,. n.24 del 27/04/2006 Modifica della scheda n.3 relativa alla ex Scuola elementare di Presina Modifica dell art.26 Modifica dell art.21 Modifica degli articoli: /bis modifica scheda 52 inserimento scheda 54 Modifica scheda A ditta Grendene frazione di Isola Mantegna Modifica degli articoli: 12/bis- 13 repertorio normativo delle attività e repertorio degli edifici dismessi in zona agricola inserimento nuove schede- Modifica schede attività n inserimento schede attività A1-A2-A3 individuazione edifici dimessi R4-R5-R6-R7-R8-R9-R10- R11-R12-R13 Modifica alle N.TA..articoli Art Repertorio normativo, repertorio degli edifici dismessi in zona agricola modifica scheda R1 Modifica alle N.TA..articoli Art , viene introdotto in nuovo art. 18/BIS. Repertorio normativo, repertorio degli edifici dimessi, repertorio lotti puntuali, schede edifici valore culturale in centro storico Modifica alle N.TA..articoli Art.7-24, repertorio lotti puntuali, schede edifici produttivi ex LR 11/87 Modifica alle N.TA. - Art.25; FILE:D:\VARIANTI AL PRG\DVD\PRG ADEGUATO\PRG agosto 2009\NTA\NTA AGG. AGOSTO 2009.doc 1
3 INDICE - TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 RIFERIMENTI ALLA LEGISLAZIONE VIGENTE 6 Art. 2 FINALITA E CONTENUTI DEL P.R.G. 6 Art. 3 ELABORATI DEL P.R.G. 7 Art. 4 NATURA ED EFFICACIA DELLE DISPOSIZIONI 7 Art. 5 ATTUAZIONE DEL P.R.G. 8 Art. 6 INTERVENTI DIRETTI NON SOGGETTI A STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO Art. 7 INTERVENTI MEDIANTE STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO 9 10 Art. 8 PROGETTI DI COORDINAMENTO URBANISTICO 15 Art. 9 PARAMETRI EDILIZI ED URBANISTICI 15 Art. 10. PARCHEGGI 20 Art. 11 NORME GENERALI PER L EDILIZIA ESISTENTE 21 Art. 11/bis RECUPERO DE SOTTOTETTI ESISTENTI A FINI ABITATIVI 22 Art. 12 NORME SPECIFICHE PER L EDILIZIA ESISTENTE DA MANTENERE, UTILIZZATA PER ATTIVITA DI TIPO INDUSTRIALE, ARTIGIANALE, COMMERCIALE, ALBERGHIERO (L.R. n 11/87) 25 Art. 12/bis ATTIVITA DI TIPO INDUSTRIALE, ARTIGIANALE, IN ZONA IMPROPRIA CONFERMATE (L.R. 61/85 - art. 30) 27 Art. 13 EDIFICI CON ATTIVITA AGRICOLE DISMESSE 31 Art. 14 DISPOSIZIONI PER LE DISTANZE 33 Art. 15 INDIRIZZI PER GARANTIRE LE PERMEABILITA DEI SUOLI 34 2
4 - TITOLO II - DISPOSIZIONI PER IL SISTEMA INSEDIATIVO E RELATIVI SERVIZI Art. 16 COMPONENTI DEL SISTEMA INSEDIATIVO 35 Art. 17 STRUTTURA STORICA 35 Art. 18 DISCIPLINA DEGLI INTERVENTI DI TUTELA PER GLI EDIFICI DI VALORE CULTURALE INTERNI ED ESTERNI ED ESTERNI ALLA ZONA A 43 Art. 18/BIS DISCIPLINA DEGLI INTERVENTI NEGLI IMMOBILI PRIVI DI VALORE CULTURALE INTERNI ALLA ZONA A 60 Art. 19 STRUTTURA INSEDIATIVA RESIDENZIALE 61 Art. 20 ZONA B RESIDENZIALE 64 Art. 21 ZONA C1 RESIDENZIALE 65 Art. 22 ZONA C1.1 RESIDENZIALE ESTERNA AI CENTRI URBANI 66 Art. 23 ZONA C2 RESIDENZIALE 67 Art. 24 STRUTTURA DEGLI INSEDIAMENTI ARTIGIANALI - INDUSTRIALI 68 Art. 25 ZONA D1 - ARTIGIANALE - INDUSTRIALE 69 Art. 26 ZONA D1.1 ARTIGIANALE - INDUSTRIALE 69 Art. 27 ZONA D2 PER ATTIVITA PRODUTTIVE E TERZIARIE 70 Art. 28 ZONA "D3" PER ATTIVITA' TERZIARIE PRIVATE DI INTERESSE COLLETTIVO Art. 29 ZONA "D4" PER ATTIVITA' AGROINDUSTRIALI (STRALCIATO) Art. 30 INSEDIAMENTI IN ZONA AGRICOLA: SOTTOZONE E2, E3, E2 speciale 72 Art. 31 DISCIPLINA DELL EDIFICAZIONE IN ZONA AGRICOLA 72 Art. 32 AREE PER SERVIZI PUBBLICI E DI USO PUBBLICO 79 3
5 Art. 33 SERVIZI DI INTERESSE GENERALE 81 - TITOLO III - DISPOSIZIONI PER IL SISTEMA AMBIENTALE Art. 34 COMPONENTI DEL SISTEMA AMBIENTALE 84 Art. 35 AMBITO PER LA FORMAZIONE DEL PARCO DEL BRENTA 84 Art. 36 Art. 37 DISPOSIZIONI SPECIFICHE PER LE SOTTOZONE E2, E3 DI TUTELA INTERNE ED ESTERNE AL PARCO DEL BRENTA FILARI ALBERATI DI PREGIO MONUMENTALE O DI VALORE STORICO - AMBIENTALE Art. 38 VIALE ALBERATO CHE CONDUCE ALLA VILLA CONTARINI 89 Art. 39 PARCHI E GIARDINI STORICI E SPAZI SCOPERTI PRIVATI DI INTERESSE STORICO - AMBIENTALE 90 Art. 40 CORSI D ACQUA MINORI E RELATIVE ZONE DI TUTELA 90 Art. 41 INDIRIZZI PER LA MITIGAZIONE DEGLI INQUINAMENTI AMBIENTALI - TITOLO IV - DISPOSIZIONI PER IL SISTEMA DELLA MOBILITA 91 Art. 42 INFRASTRUTTURE PER LA MOBILITA 93 Art. 43 Art. 44 NORME SPECIFICHE PER LE INFRASTRUTTURE VIARIE E RELATIVE FASCE DI RISPETTO - TITOLO V - DISPOSIZIONI PARTICOLARI E TRANSITORIE DISCIPLINA DELLE STRUTTURE NEL SOPRASSUOLO E SOTTOSUOLO SU AREE DEL DEMANIO COMUNALE Art. 45 IMPIANTI PER LA DISTRIBUZIONE DI CARBURANTI 95 Art. 46 ( contenuto spostato nell Art. 31) 96 Art. 47 VALIDITA DEGLI STRUMENTI URBANISTICI ATTUATIVI APPROVATI IN ATTUAZIONE DEL PIANO REGOLATORE GENERALE PREVIGENTE 96 4
6 Art. 48 POTERI DI DEROGA PER EDIFICI E/O IMPIANTI PUBBLICI O DI INTERESSE PUBBLICO 96 NOTE ALLA VARIANTE N. 17/04 - Allegato A1 alla Dgr n.526 del 06 marzo NOTE ALLA VARIANTE N. 18/04 - Allegato A1 alla Dgr n.192 del 08 maggio
7 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI ART. 1. RIFERIMENTI ALLA LEGISLAZIONE VIGENTE Gli interventi di natura urbanistica e edilizia devono rispettare la legislazione statale e regionale vigente, la disciplina urbanistica del Piano Regionale Territoriale di Coordinamento - P.T.R.C. e quella specificata negli elaborati del Piano Regolatore Generale - P.R.G. Sono abrogate le disposizioni locali in contrasto con le presenti Norme di Attuazione. ART. 2. FINALITA E CONTENUTI DEL P.R.G. Il P.R.G., redatto sulla base delle disposizioni statali e regionali, è diretto: a ) alla tutela dell integrità fisica e dell identità culturale del territorio comunale; b) alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale con ripristino delle qualità deteriorate; c) al riordino e alla riqualificazione della struttura insediativa del centro capoluogo e degli altri centri urbani; d) al miglioramento della mobilità di connessione con la rete provinciale e di relazione tra i centri della struttura insediativa comunale. I contenuti del P.R.G. sono organizzati nei seguenti sistemi strutturali: sistema insediativo, comprendente le Zone Territoriali Omogenee di tipo A,B,C,D,F; sistema ambientale comprendente le Zone Territoriali Omogenee di tipo E, F; sistema della mobilità. Per ciascun sistema, il P.R.G. definisce: i tipi e le modalità di intervento ammissibili e/o prescritte; le utilizzazioni compatibili; le destinazioni d uso attivabili e/o da attivare. 6
8 ART. 3 - ELABORATI DEL P.R.G. Il P.R.G. è costituito dai seguenti elaborati: TAV Planimetria del P.R.G. del territorio comunale, scala 1: TAV Planimetria del P.R.G. con le reti tecnologiche, scala 1: TAV Planimetrie del P.R.G. delle "Zone Significative", scala 1: TAV Planimetria del P.R.G. del Centro Storico, del capoluogo con la classificazione delle Unità Edilizie scala 1: TAV. 14 Verifica del dimensionamento con allegata tabella di verifica. NORME DI ATTUAZIONE con allegati: Repertorio Normativo - ( all. sub A); Repertorio Normativo delle Attività - (all. sub B); Schede di Progetto in Zona Edificata di Riqualificazione - (All. sub. C). REGOLAMENTO EDILIZIO RELAZIONE GENERALE ART. 4 - NATURA ED EFFICACIA DELLE DISPOSIZIONI Le disposizioni del P.R.G. sono espresse in forma di: a - vincoli, che obbligano a rispettare le imposizioni date dal piano; b - prescrizioni, che obbligano ad adeguare le azioni al dettato delle prescrizioni stesse; c - indirizzi, rappresentati da suggerimenti di cui tengono conto i destinatari del piano con possibilità, peraltro, di discostarsi motivatamente. Disposizioni per le Zone Significative e del Repertorio Normativo Le disposizioni date per le Zone Significative e quelle date dai Repertori Normativi e dalle Schede di Progetto, prevalgono sulla normativa stabilita per le singole zone ed aree. Salvo quanto disposto dall Art. 7 per gli strumenti urbanistici attuativi, le indicazioni della Tav per le "aree inedificate, interne alle zone di completamento," vanno intese come indirizzi. Le soluzioni urbanistiche rappresentate nella Tav. 13.3, riferite alle zone omogenee C2 di espansione e D1.1, vanno intese come indirizzi alla progettazione. Non può essere diminuita la superficie degli spazi pubblici o di uso pubblico, indicata nella Tav. 13.3, ovvero prevista nel Repertorio Normativo (che comunque dovrà assolvere gli standards urbanistici). Per le altre indicazioni grafiche della Tav. 13.3, il grado di efficacia indicato in legenda è il seguente: 7
9 (P) - prescrizioni per gli interventi diretti e per gli strumenti urbanistici attuativi ( I ) - indirizzi per tutti gli interventi di attuazione del P.R.G. (I/P)- indirizzi per gli strumenti urbanistici attuativi - prescrizioni per gli interventi diretti Lettura delle disposizioni espresse nelle planimetrie del P.R.G. Per la definizione esecutiva degli allineamenti e dei perimetri previsti dal Piano Regolatore Generale e, conseguentemente, delle superfici e del volume edificabile, valgono gli allineamenti e i perimetri ottenuti dal trasferimento delle previsioni in scala 1:5000 del Piano Regolatore Generale sul rilievo topografico dell'area interessata dall'intervento. In sede di attuazione del Piano Regolatore Generale, eventuali errori catastali ed operativi, imprecisioni delle mappe o dell'elenco dei proprietari rispetto ai dati reali, non pregiudicano la validità dei vincoli derivanti dal piano. Nel caso di difformità tra il perimetro e la superficie risultante dalle planimetrie catastali, dalle planimetrie del P.R.G. e dal rilievo topografico, prevalgono i dati rappresentati nel rilievo topografico del terreno ai fini sia dell'istituzione dei vincoli sia della definizione esecutiva delle opere, delle superfici e del volume edificabile. Qualora vi sia contrasto tra elaborati grafici a scala diversa, prevalgono le previsioni dei grafici a scala con denominatore minore. ART. 5 - ATTUAZIONE DEL P.R.G. Il Piano Regolatore Generale si attua mediante: 1) - interventi diretti Concessioni edilizie; Autorizzazioni edilizie; (.) Denuncia di inizio attività edilizia; Approvazione di progetti di opere pubbliche 2) - strumenti urbanistici attuativi di iniziativa pubblica Piani Particolareggiati Piano per l'edilizia Economica Popolare Piani per Insediamenti Produttivi Piani di Recupero di iniziativa pubblica 3) - strumenti urbanistici attuativi di iniziativa privata Piani di Lottizzazione 8
10 Piani di Recupero di iniziativa privata 4) Prescrizioni costruttive generali Rinvio al regolamento edilizio Tutti gli interventi, devono rispettare le prescrizioni del Regolamento Edilizio - tutela ambientale, Il P.R.G. individua nelle planimetrie di piano e/o nelle presenti norme e/o nel Repertorio Normativo, le parti di territorio: soggette alla preventiva formazione di strumenti urbanistici attuativi di iniziativa pubblica o privata, comprendente anche aree non contigue; edificabili mediante interventi diretti e mediante strumenti urbanistici attuativi; definite zone degradate al fine di applicare la L. 457/ In tutte le zone ed aree, l attuazione del P.R.G. può avvenire sia mediante interventi diretti, sia mediante la formazione di strumenti urbanistici attuativi. Le densità territoriali di zona e le densità fondiarie utilizzate negli interventi edilizi di nuova costruzione non devono essere inferiori al 75% delle densità massime stabilite per le singole zone. ART. 6 - INTERVENTI DIRETTI NON SOGGETTI A STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO Gli interventi diretti sono quelli realizzabili senza la preliminare approvazione di uno strumento urbanistico attuativo. Sono ammessi, anche in assenza di strumenti urbanistici attuativi, preventivamente richiesti dal P.R.G., gli interventi: a)- sul patrimonio edilizio esistente così come stabilito dai successivi Art.i 11,12,13; b)- di completamento, mediante nuove costruzioni, ricostruzioni, ampliamenti, su parti del territorio già dotate delle principali opere di urbanizzazione primaria e secondaria che necessitano della sola viabilità di accesso e degli allacciamenti ai pubblici servizi da realizzarsi nel contesto dell'intervento diretto. Il Comune si riserva la facoltà di subordinare gli interventi diretti alla preventiva approvazione del Consiglio Comunale di: 1 - progetti di massima degli interventi edilizi e delle opere di urbanizzazione; 2 - progetti di coordinamento urbanistico in ambiti di progettazione unitaria, di cui al successivo Art. 8. 9
11 ART. 7 - FORMAZIONE DEGLI STRUMENTI URBANISTICI ATTUATIVI A. Ambito Territoriale L'ambito territoriale dei singoli strumenti urbanistici attuativi è determinato mediante provvedimento del Consiglio Comunale prima della formazione dello strumento attuativo, ovvero, in sede di Programma Pluriennale di Attuazione del P.R.G. La determinazione preliminare dell ambito può comprendere: la specificazione delle opere di urbanizzazione da prevedere nello strumento urbanistico attuativo, computando anche i servizi già previsti dal P.R.G. all'interno dell'ambito o in aree esterne funzionalmente collegate; le modalità per la realizzazione, l uso e il conferimento al Comune delle opere di urbanizzazione. Il perimetro dell ambito potrà essere precisato in sede di approvazione degli strumenti urbanistici attuativi. L'attuazione dello strumento urbanistico attuativo può avvenire anche per stralci. Al fine di determinare la dotazione di spazi pubblici si fa riferimento a: volume lordo per gli insediamenti residenziali, attribuendo ad ogni abitante 150 mc di volume edificabile; superficie lorda di pavimento per le attività direzionali e commerciali; superficie territoriale di zona per le attività artigianali e industriali. Non può essere diminuita la superficie degli spazi pubblici o di uso pubblico, utilizzata per la verifica del dimensionamento nella Tav. 14 e misurata nelle Tav e Tav , ovvero, prevista dalle presenti norme e/o dal Repertorio Normativo. In ogni caso dovrà essere garantito il minimo di legge. Nel caso di insediamenti con destinazione d uso mista devono essere comunque garantite le quantità minime di legge in rapporto alle quote parti delle diverse destinazioni. Il Comune si riserva la facoltà di inquadrare i singoli strumenti urbanistici attuativi in "ambiti di progettazione unitaria" per i quali viene redatto il "progetto di coordinamento urbanistico" di cui al successivo Art. 8. A.1 - Aree non contigue soggette a strumento urbanistico attuativo unitario Oltre a quanto disposto nei precedenti commi, per le aree in condizione di non continuità, indicate nelle Tav e 13.3, con lo stesso numero, l'urbanizzazione è soggetta alla formazione di uno strumento urbanistico attuativo unitario comprendente le dette aree, realizzabile anche per stralci funzionali. Il Repertorio Normativo stabilisce la densità edilizia territoriale riferita all'intera superficie interessata dallo strumento urbanistico attuativo, comprendente tutte le aree identificate con lo stesso numero sia pure con diversa destinazione di P.R.G. 10
12 Le Tav e 13.3 indicano gli ambiti di concentrazione dell'edificazione e gli ambiti di concentrazione dei servizi pubblici e/o di uso pubblico, specificati nella grafia e nel Repertorio Normativo; la configurazione di detti ambiti potrà essere parzialmente modificata in ragione degli stati di fatto e delle possibilità di migliorare l'organizzazione urbanistica dell'insieme. L'attuazione dei servizi viene disciplinata, per la edificabilità, i distacchi, le altezze, ecc, dal successivo Art. 32. B) - Contenuti ed elaborati I contenuti degli strumenti urbanistici attuativi sono definiti dalla legislazione vigente. Gli elaborati dei Piani Particolareggiati, Piani di Recupero e Piani di Lottizzazione, sono quelli stabiliti dalla Legge Regionale 27 giugno 1985, n 61 e successive modifiche. Gli elaborati del Piano per l'edilizia Economica Popolare e del Piano per gli Insediamenti Produttivi, sono quelli stabiliti dalle specifiche disposizioni di legge. ( ) ( ) C) - Indirizzi di progettazione urbanistica 1 - La composizione urbanistica deve rispettare i caratteri dell'ambiente, tutelare e qualificare le preesistenze di valore storico, architettonico, ambientale. Le aree per il parcheggio devono essere realizzate in sede propria e devono avere profondità adeguata. - Le strade devono essere proporzionate alle loro funzioni, comunque la larghezza della carreggiata di norma non dovrà essere inferiore a m 7; gli eventuali marciapiedi, laterali alla carreggiata, devono essere possibilmente alberati ed avere larghezza adeguata alla loro funzione con un minimo di m 2,00 Nelle aree urbane è prevista la redazione di appositi progetti di riqualificazione finalizzati a dare priorità ai pedoni rispetto alle auto. Pertanto le sedi stradali carrabili potranno essere ridotte a favore dei marciapiedi e delle piazze, le auto dovranno viaggiare a bassa velocità, i pedoni hanno la precedenza e possono attraversare ovunque. E consentito il gioco dei bambini; alberi, aiuole e parcheggi saranno disposti lungo la strada in modo da sfalsare l asse della carreggiata. La sosta dei veicoli è consentita solo negli spazi segnalati. La strada residenziale e contrassegnata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e fine. La progettazione andrà in ogni caso operata nel rispetto delle norme di cui al D.Lgs n.285/1992 e al DPR n.495/92 (Codice della Strada e Regolamento di Attuazione) e della normativa in materia di eliminazione delle barriere architettoniche. Le piste ciclabili devono essere realizzate secondo le direttive e i criteri tecnici contenuti nella D.G.R. n.8018 del I percorsi pedonali se realizzati in sede propria devono avere una larghezza non inferiore a m 2,00. 11
13 3 - Le aree destinante a verde pubblico o di uso pubblico, devono essere organizzate in modo da consentire elevati livelli di utilizzazione, anche a mezzo del loro accorpamento. D) - Indirizzi per la progettazione esecutiva delle opere di urbanizzazione. Sedi stradali e parcheggi Sistemare gli incroci in modo da garantire la massima sicurezza alla circolazione veicolare e ai pedoni. Distinguere la pavimentazione delle aree riservate alla circolazione e alla sosta dei veicoli ( automobili, motocicli e cicli) con lo scopo di evidenziare le diverse funzioni. Indicare le aree di sosta e i parcheggi riservati alle persone disabili. Marciapiedi e percorsi pedonali Realizzare i marciapiedi e le piste ciclabili in modo da impedire l'invasione degli autoveicoli. Adottare soluzioni prive di "barriere architettoniche". Utilizzare materiali adatti al calpestio, non sdrucciolevoli, di facile manutenzione e sostituzione. Disporre le alberature lungo i percorsi secondo i criteri generali stabiliti per le aree a verde pubblico. Portici e gallerie E' sempre consentita la costruzione di portici e gallerie pubbliche, di uso pubblico e private. I portici e gallerie pubbliche e di uso pubblico, da definire in sede di concessione edilizia, devono avere una altezza minima di m. 3,00 e una larghezza minima di m. 3,00. Piazze, slarghi, passaggi pedonali, portici Realizzare gli spazi pedonali in modo da formare un ambiente organico dove ogni elemento pedonale, anche integrato con le aree sistemate a verde, assume una propria individualità in rapporto alla funzione e ai caratteri dell'ambiente, edificato e naturale circostante. La pavimentazione viene realizzata in modo da favorire l'accesso, la sosta, gli incontri e gli scambi tra le persone, secondo un disegno caratterizzante le diverse funzioni dell'ambiente pedonale, adottando soluzioni prive di "barriere architettoniche". Le alberature e le sistemazioni a giardino vengono scelte e disposte in modo da caratterizzare l'ambiente posizionando le zone d'ombra in luoghi significativi, secondo i criteri generali esposti per le aree a verde pubblico. Le panche e i sedili vengono disposti in posizioni significative rispetto ai percorsi, organizzando gruppi di elementi per favorire gli incontri e la conversazione. Per le attrezzature di servizio vengono utilizzati manufatti durevoli e di facile manutenzione, preferibilmente scelti tra quelli della produzione di serie, coordinando tra 12
14 loro le singole attrezzature. Verde pubblico o di uso pubblico e verde privato Considerare le aree a verde come elementi di rilevante interesse, anche figurativo, per esprimere il carattere e la individualità dell'insediamento residenziale. Le aree possono essere sistemate con attrezzature per la sosta, il gioco, lo svago, ecc.., da scegliere e progettare nel rispetto delle caratteristiche dominanti del verde destinato all'uso pubblico. La progettazione delle aree a verde si basa sulla valutazione dei seguenti elementi: a) rapporti visuali tra gli alberi d'alto fusto, gli arbusti, il prato, le pavimentazioni, l'architettura degli edifici, gli elementi naturali del territorio, ecc... b) funzione delle alberature : delimitazione degli spazi aperti, schermi visuali e da riparo, zone d'ombra, effetti prospettici, trasparenze verdi, ecc.. c) caratteri delle alberature : specie a foglia persistente e caduca, forma della massa arborea e portamento delle piante, velocità di accrescimento, colore del fogliame e dei fiori, mutazioni stagionali, ecc.. d) esigenze di manutenzione: irrigazione, soleggiamento, potatura, fertilizzanti, ecc.. Garantire che la preparazione del suolo, la messa a dimora delle piante e la manutenzione delle aree a verde, siano realizzate con metodi corretti sul piano tecnico e paesaggistico. Per le alberature disposte su aree pavimentate (strade, slarghi, marciapiedi, piazze), garantire la necessaria umidità mediante una opportuna pavimentazione. Impianti tecnologici Disporre le reti tecnologiche in modo da: evitare, per quanto possibile, l'attraversamento delle aree a verde e delle piazze; realizzare le cabine di trasformazione elettrica all'interno degli edifici o in aderenza a cabine esistenti. Illuminazione artificiale Considerare l'illuminazione artificiale degli spazi come fattore primario che concorre a definire l'immagine urbana, utilizzando al meglio le potenzialità espressive della luce per creare un ambiente confortevole nelle ore serali e notturne. La "progettazione della luce" si basa sui seguenti criteri: a) illuminare l'ambiente in modo adeguato alle funzioni e all'uso degli spazi nelle ore di luce artificiale, considerando l'impianto distributivo e i diversi componenti dell'ambiente urbano, i rapporti tra la luce, le forme architettoniche e naturali, i materiali, i colori, ecc.. b) distinguere con linguaggio chiaro e decifrabile la gerarchia dei percorsi, differenziare le sedi veicolari da quelle pedonali e ciclabili, identificare le diramazioni, gli attraversamenti, i luoghi particolari, ecc.. 13
15 c) considerare gli effetti comunicativi, anche psicologici, della percezione visiva (orientamento, sicurezza, benessere, continuità, ecc.) dovuti a: - illuminazione omogenea o per contrasti tra soggetti illuminati e sfondi, - illuminazione diretta o riflessa, - diversità di colore della luce nelle diverse tonalità. E) Indirizzi per le valutazioni di compatibilità idraulica ai sensi della D.G.R.V. n del Nella progettazione dei piani attuativi e nella trasformazione di significative aree mediante interventi diretti le opere di mitigazione imposte dalla valutazione di compatibilità idraulica, devono attenersi ai seguenti indirizzi con possibilità, peraltro, di discostarsi motivatamente: a) la valutazione di compatibilità idraulica predisposta da un professionista abilitato ed esperto nel settore, previa verifica urbanistico-paesaggistica a cura della struttura tecnica del Comune verrà trasmessa al Consorzio di Bonifica Pedemontano Brenta per il rilascio della prescritta autorizzazione; b) vanno limitati gli interventi che possono compromettere l usufruibilità della totalità del verde pubblico attrezzato primario e secondario appartenente alle zone a prevalente carattere residenziale (es. avvallamenti del terreno per ricavare volumi di invaso o anche il semplice e momentaneo utilizzo delle aree a verde per lo stoccaggio temporaneo dei flussi di piena); c) è auspicabile il recupero dei volumi utilizzando canali a cielo aperto; d) particolare cura deve essere adottata nel definire in modo corretto ed esaustivo le procedure di manutenzione dei manufatti di mitigazione e nella definizione dei sistemi di regolazione e gestione dei manufatti stessi; se le opere ricadono in area privata, ma assumono una valenza pubblica, deve essere precisato il responsabile della futura gestione e tenuta in efficienza delle stesse opere; e) nelle zone oggetto di esondazione e/o allagamento potrà essere ammessa la rimodellazione morfologica dell andamento delle aree interessate da piani attuativi, solo se adeguatamente giustificato dalla valutazione di compatibilità idraulica; in questo caso la ridefinizione delle quote deve comunque garantire il rispetto dell ordinamento seguente (dal più basso al più alto). Il rialzo medio del piano campagna deve comunque essere compatibile e rispettoso delle preesistenze e del territorio circostante, oltre che dei diritti di terzi. f) eventuali opere di protezione idraulica passiva (rialzo dell imposta del fabbricati, compartimentazione idraulica delle aree verdi, creazione di dossi e barriere per limitare il rischio allagamento, ecc ) potranno essere ammesse solo se adeguatamente motivate, compiutamente definite e solo se nel rispetto di un corretto inserimento sia nel paesaggio preesistente e sia nel rapporto con il nuovo contesto urbanizzato. Art. 8 - PROGETTI DI COORDINAMENTO URBANISTICO 14
16 Al fine di coordinare gli interventi di attuazione del P.R.G., e garantire l unità formale e funzionale dei progetti, il Comune si riserva la facoltà di inquadrare i progetti realizzabili mediante interventi diretti e mediante strumenti urbanistici attuativi in ambiti di progettazione unitaria per i quali viene redatto un progetto di coordinamento urbanistico, sottoposto all approvazione del Comune che può essere attuato anche per stralci funzionali. L ambito viene definito con provvedimento del Comune che stabilirà gli indirizzi per il coordinamento urbanistico nonché i contenuti e gli elaborati tecnici della progettazione unitaria. Art. 9 - PARAMETRI EDILIZI ED URBANISTICI Ai fini dell'applicazione delle Norme Tecniche di Attuazione del P.R.G. e del Regolamento Edilizio, valgono le seguenti definizioni: 1 - Superficie lorda di pavimento E' la superficie risultante dalla somma delle superfici dei singoli piani compreso l'ingombro delle strutture verticali, delle murature e delle pareti divisorie. a) - Vengono computati: a.1 i piani dei sottotetti, abitabili, agibili, o parti di essi, per la superficie individuabile con altezza maggiore a m 1,80. a.2- le logge, per la superficie rientrante oltre i m 1,50; a.3- i piani interrati e seminterrati o parti di essi, destinati alle attività commerciali, direzionali, produttive. b) - Non vengono computati: b.1- i portici e le gallerie pubbliche o di uso pubblico; b.2- i portici ad uso privato limitatamente agli edifici con destinazione residenziale, ancorché ricadenti in zona rurale, per una superficie complessiva contenuta entro il limite del 20% della superficie coperta del fabbricato; b.3- le cabine elettriche disposte all'interno degli edifici; b.4- i locali interrati; b.5 gli spazi adibiti a parcheggi, ai sensi dell art.9 della L.122/89, sino ad un massimo di mq. 25,00 per unità abitativa, e con il limite volumetrico pari a mc.50 qualora l autorimessa costituisca un autonomo e distinto corpo di fabbrica, con l obbligo di trasmettere il relativo vincolo pertinenziale registrato e trascritto prima del rilascio del permesso di costruire e al momento della presentazione della D.I.A. b.6 in tutte le aree e zone comprese nel territorio comunale non potranno essere realizzati piani interrati destinati ad autorimesse, nonché altre destinazioni che presuppongono disimpegni con l esterno per mezzo di rampe esterne alla sagoma dell edificio, eccezion fatta per le piattaforme elevatrici (montacarichi); negli interventi su edifici esistenti in ambiti di pregio ambientale di cui al (D.Lgs 490/99) e negli interventi di recupero di edifici di interesse storico, architettonico e/o ambientale si potrà ricorrere a soluzioni di parcheggio scoperto, possibilmente in posizione discosta rispetto all edificio oggetto di tutela. 2 - Superficie netta di pavimento Deriva dalla superficie lorda di pavimento detraendo l'ingombro delle strutture verticali, 15
17 delle murature e delle pareti divisorie, nonché di eventuali scale interne. ( ) 3 - Superficie territoriale di zona E' la superficie della zona misurata sulle planimetrie del Piano Regolatore Generale in scala 1: Superficie fondiaria E' la superficie reale asservita o da asservire alla costruzione, al netto degli spazi pubblici, o di uso pubblico, esistenti o previsti dagli strumenti urbanistici. Negli interventi mediante formazione di strumenti urbanistici attuativi nelle zone B e C1, la superficie fondiaria di riferimento per il calcolo del volume è quella rilevabile nella Tav e Tav misurata con le modalità indicate nell'art,4 -"lettura delle disposizioni espresse nelle planimetrie del P.R.G.". Eventuali cessioni al Comune di porzioni di superficie fondiaria richiesta per il miglioramento di opere pubbliche non previste dagli strumenti urbanistici non riducono la superficie fondiaria computabile per l'edificazione. 5 - Superficie coperta (Sc) E' la proiezione sul piano orizzontale di tutte le parti edificate fuori terra, dotate di copertura, fatta eccezione per strutture aggettanti senza sovrastanti corpi chiusi, con luce libera non superiore a ml. 1.50, quali poggioli a sbalzo, scale esterne a giorno anche con sostegno fino al primo piano, cornici, pensiline, ecc.; nel caso di sporgenze superiori, viene computata solamente la parte eccedente i mt. 1,50. Sono inoltre esclusi : le serre stagionali, le piscine scoperte, i pergolati, le pompeiane, i gazebo; gli impianti tecnologici (quali silos, depuratori, ecc.) che necessitano di installazioni separate dall edificio principale o che si rendono necessari per adeguamenti a normative speciali e che non abbiano caratteristiche di abitabilità o agibilità; 6 - Altezza del fabbricato o del corpo di fabbrica E' la differenza tra la quota del piano dal quale emerge il fabbricato, definita negli strumenti urbanistici attuativi, o negli interventi diretti in sede di concessione edilizia con riferimento alle strade, piazze, ecc. esistenti, e la quota della linea di incontro del piano della parete esterna con il piano dell intradosso della copertura. Ai fini del solo rispetto delle distanze minime dai confini o tra fabbricati, se l'edificio presenta una o più facciate concluse a timpano o comunque concluse con una linea diversa dalla retta orizzontale, l'altezza del fabbricato è definita come media delle altezze tra il punto più elevato e quello più basso valutate come sopra descritto. Non sono computabili le altezze dei volumi tecnici (apparecchiature per il condizionamento, cabine, ascensori, vani scala e simili). 7 - Numero dei piani E' la somma dei piani che emergono dal suolo. 16
18 8 - Volume netto del fabbricato E' la somma dei prodotti delle superfici nette di pavimento (.) dei singoli piani per le rispettive altezze medie, computate dal pavimento all'intradosso del soffitto sovrastante. Per i piani seminterrati l'altezza va misurata dalla quota del piano dal quale emerge il fabbricato, definita al punto 6), fino all'intradosso del soffitto. Agli effetti della determinazione del volume deve essere computato anche il volume delle costruzioni esistenti che vengono conservate. 9 - Volume lordo del fabbricato E' il prodotto del volume netto per il coefficiente 1, Densità territoriale di zona E' il rapporto tra il volume netto dei fabbricati previsti e la superficie territoriale di zona misurata sulle planimetrie del Piano Regolatore Generale in scala 1: Densità fondiaria E' il rapporto tra il volume netto del fabbricato e la superficie fondiaria Indice di copertura E' il rapporto percentuale tra la superficie coperta e la superficie fondiaria Distanza dalle strade E' la distanza minima, misurata in proiezione orizzontale, dalla superficie coperta al ciglio delle strade. (. ) 14 - Ciglio stradale Si definisce ciglio stradale la linea di limite della sede o piattaforma stradale comprendente tutte le sedi viabili, sia veicolari che pedonali, comprese le banchine e gli eventuali fossi di guardia o delle cunette, ove esistenti, o del piede della scarpata se la strada è un rilevato o del ciglio superiore della scarpata se la strada è in trincea 15 - Distanza dai confini E' la distanza minima, misurata in proiezione orizzontale, dalla superficie coperta ai confini di proprietà Distanza tra gli edifici E' la distanza minima misurata ortogonalmente e in proiezione orizzontale, tra i punti più sporgenti delle pareti contrapposte Unità abitativa L'unità abitativa è costituita da un alloggio. 18 Unità Edilizia Per Unità Edilizia si intende l edificio nella sua compiutezza con riferimento al sistema distributivo verticale e orizzontale; 17
19 INTERVENTI AMMISSIBILI Pur non molto riscontrabile, è ammissibile la realizzazione di logge, qualora presentino una copertura unica con quella dell edificio di pertinenza. L elemento portico, costruito in continuità con la sagoma del corpo principale, è da considerarsi positivamente, in quanto non snatura la caratterizzazione dei fronti. Sono ammissibili gli ampliamenti di fabbricati ad uso porticato e/o ricovero attrezzi o macchinari, quando realizzati con coperture e pendenze coincidenti con quelle dell edificio principale. INTERVENTI NON AMMISSIBILI Nei progetti di nuovi insediamenti deve essere valutato in primo luogo l impatto volumetrico e visivo del fabbricato sul contesto ambientale circostante. Il volume non deve presentare corpi aggettanti quali: balconi, portici esterni alla sagoma, terrazze ricavate nelle coperture. Non sono ammissibili i portici aggettanti, applicati alle facciate, tanto meno se integrati con terrazze ricavate al loro interno 19
20 Sono da evitare i balconi fuori sagoma ed i corpi scala esterni, sia negli interventi di nuova edificazione che in quelli di ampliamento. Nei progetti di recupero sono ammissibili i balconi solo in caso di comprovata documentazione; le scale esterne dovranno essere concesse solo in relazione all esistenza di esempi storici localizzati. Non sono ammissibili porticati e/o strutture annesse ai lati dell edificio quando realizzati con falda unica e senza continuità con quella dell edificio principale, eccezion fatta per gli annessi rurali. Eventuali scostamenti da tali indirizzi di progettazione dovranno essere adeguatamente motivati nella relazione di progetto e dovranno essere preventivamente sottoposti alla valutazione della Commissione Edilizia. Art. 10 PARCHEGGI Gli spazi per parcheggio comprendono le aree per la sosta nonché le aree per la manovra e l'accesso dei veicoli; la superficie destinata all'accesso e alla manovra dei veicoli, da considerare come parcheggio, non deve essere maggiore alla superficie riservata alla sosta degli autoveicoli. Nel caso sia dimostrata l'impossibilità di realizzare i parcheggi nell'ambito dell'edificio e delle relative aree scoperte, i parcheggi possono essere realizzati anche in aree esterne, purché siano funzionalmente collegate e asservite all'edificio con vincolo di destinazione a parcheggio, a mezzo di atto d'obbligo trascritto a cura del proprietario. La pavimentazione dei parcheggi al livello stradale deve privilegiare le soluzioni tecniche che garantiscono la permeabilità delle superfici. Il Dirigente, sentita la Commissione Edilizia, può imporre la messa a dimora delle alberature d alto fusto scegliendo specie locali adeguate all uso ed ai caratteri dell area. 20
21 Salvo diverse prescrizioni date nei successivi articoli, al servizio delle nuove costruzioni, ricostruzioni, ampliamenti e delle ristrutturazioni edilizie con modifica di destinazione d'uso, realizzabili anche mediante intervento diretto, devono essere previste le seguenti dotazioni di parcheggio: parcheggi privati - superficie non inferiore a 1 mq ogni 10 mc di volume lordo di costruzione per gli edifici ad uso residenziale e commerciale e ad 1/3 della superficie lorda espressa dai vari piani per le attività industriale e artigianali, assicurando alla residenza almeno un posto macchina coperto per alloggio, della superficie minima di mq.12,50 ( ) parcheggi pubblici o di uso pubblico per le destinazioni commerciali e direzionali, ( ), la superficie non deve essere inferiore a 50 mq ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento; Negli interventi di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione, ed in quelli nelle zone A e nelle aree comprese nei cinque centri storici, qualora sia dimostrata l impossibilità di ricavare nelle aree di pertinenza o all interno degli edifici oggetto degli interventi, le superfici da destinare a parcheggio di cui sopra (in relazione agli usi previsti), previa istanza motivata degli interessati può esserne consentita la monetizzazione, secondo i criteri e modalità fissate dal Comune e alle seguenti condizioni: 1. siano mantenute ferme almeno le superfici libere esistenti; 2. sia rispettato il dimensionamento del piano regolatore generale; 3. siano rispettate le dotazioni di aree a parcheggio di diversa natura previste dalle leggi vigenti; 4. siano individuate le aree (anche non contigue) esistenti o da realizzare sulle quali il piano regolatore prevede parcheggi che possano essere funzionali all intervento, e gli importi di monetizzazione siano vincolati all effettiva attuazione di tali previsioni; per le destinazione artigianale - industriale, la superficie non deve essere inferiore al 10% della superficie di zona. Art NORME GENERALI PER L EDILIZIA ESISTENTE Salvo diverse prescrizioni, sono consentiti, anche in assenza degli strumenti urbanistici attuativi preventivamente richiesti dal P.R.G.: a - le opere di adeguamento alle disposizioni di legge o di regolamento; b - in tutte le zone ed aree, gli interventi di: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia; c - nelle zone B, C1e D2, per ogni alloggio (unità abitativa) legittimamente esistente alla data di adozione del P.R.G., è consentito un ampliamento ad uso residenziale del volume esistente fino a 100 mc. in deroga all indice fondiario previsto per la zona. In presenza di tipi edilizi diversi dalla casa singola e binata, i singoli interventi debbono riferirsi ad un progetto unitario esteso all unità edilizia.; Gli ampliamenti di cui sopra sono ammessi nel rispetto delle distanze dalla strada, dai confini e 21