Source: https://danielemajori.com/2012/12/05/anche-in-materia-di-procedure-istruttorie-di-competenza-dellautorita-garante-della-concorrenza-e-del-mercato-il-c-d-principio-di-parita-delle-armi-in-ogni-caso-implica/
Timestamp: 2019-08-21 21:11:29+00:00
Document Index: 148046893

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 24']

Anche in materia di procedure istruttorie di competenza dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, il c.d. principio di “parità delle armi” – in ogni caso – implica che sia consentito alle imprese di accedere al contenuto dell’intero fascicolo in possesso dell’Amministrazione, anche con l’indicazione degli atti eventualmente secretati e del relativo contenuto, e che, qualora siano individuati documenti costituenti elementi di prova a carico o comunque richiesti dalle imprese per l’utilizzo difensivo a discarico, la secretazione sia strettamente limitata alle c.d. parti sensibili del documento. | Avvocato Daniele Majori
Accesso ai documenti, Autorità amministrative indipendenti, Concorrenza
Archiviato in AGCM, Antitrust, art. 13 D.P.R. n. 217/1998, art. 22 ss. l. n. 241/1990, art. 23 l. n. 241/1990, art. 24 l. n. 241/1990, Autorità Garante della concorrenza e del mercato, c.d. principio di “parità delle armi”, conoscenza, contenuto dell'intero fascicolo in possesso della Pubblica amministrazione, diritto di accesso nei confronti delle Autorità di garanzia e di vigilanza, documenti costituenti elementi di prova a carico o comunque richiesti dalle imprese per l’utilizzo difensivo a discarico, esclusione, esigenze di riservatezza, indicazione degli atti eventualmente secretati e del relativo contenuto, nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, prevalenza, Regolamento recante norme in materia di procedure istruttorie di competenza dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, secretazione, strettamente limitata alle c.d. parti sensibili del documento
(Tar Lazio, Roma, sez. I, 12 novembre 2012, n. 9275)
«[Q]uesta Sezione ha di recente precisato (TAR Lazio, Sez. I, 10.2.12, n. 1344) che ai sensi degli artt. 22 e segg. L. 7 agosto 1990 n. 241 – nei quali è inquadrabile la presente fattispecie – il c.d. principio di “parità delle armi” non comporta che in ogni caso il diritto di accesso prevalga sempre e comunque sulle esigenze di riservatezza ma ad ogni modo implica che sia consentito alle imprese di conoscere il contenuto dell’intero fascicolo in possesso della Pubblica amministrazione, anche con l’indicazione degli atti eventualmente secretati e del relativo contenuto, e che, qualora siano individuati documenti costituenti elementi di prova a carico o comunque richiesti dalle imprese per l’utilizzo difensivo a discarico, la secretazione sia strettamente limitata alle c.d. parti sensibili del documento;
Considerato infatti che l’art. 13 del D.P.R. n. 217/1998 (Regolamento recante norme in materia di procedure istruttorie di competenza dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato), prevede in argomento che:
– il diritto di accesso ai documenti formati o stabilmente detenuti dall’Autorità nei procedimenti concernenti intese, abusi di posizione dominante ed operazioni di concentrazione è riconosciuto nel corso dell’istruttoria dei procedimenti stessi ai soggetti direttamente interessati di cui all’art. 7, comma 1 (comma 1);
– qualora i documenti di cui al comma 1 contengano informazioni riservate di carattere personale, commerciale, industriale e finanziario, relative a persone ed imprese coinvolte nei procedimenti, il diritto di accesso è consentito, in tutto o in parte, nei limiti in cui sia necessario per assicurare il contraddittorio (comma 2);
– i documenti che contengono segreti commerciali sono sottratti all’accesso. Qualora essi forniscano elementi di prova di un’infrazione o elementi essenziali per la difesa di un’impresa, gli uffici ne consentono l’accesso, limitatamente a tali elementi (comma 3);
– nel consentire l’accesso nei casi di cui ai commi 2 e 3 e nel rispetto dei criteri ivi contenuti, gli uffici tengono conto, adottando tutti i necessari accorgimenti, dell’interesse delle persone e delle imprese a che le informazioni riservate o i segreti commerciali non vengano divulgati (comma 4),
Considerato che, nel caso di specie, l’Autorità ha fondato il suo diniego […] facendo generico riferimento alla circostanza per la quale il [primo] documento richiesto […] conteneva informazioni “di carattere sensibile” relative alla strategia dell’impresa [concorrente] nonché alla definizione della politica industriale e commerciale di quest’ultima mentre il [secondo] documento atteneva a dati economici su un potenziale concorrente […] e sulle caratteristiche del mercato di riferimento;
Considerato, quindi, che le motivazioni addotte per il diniego richiamano la previsione di cui all’art. 13, comma 2, cit. in relazione alla sussistenza di informazioni riservate di carattere commerciale e industriale, come tali non sottratte all’accesso se necessarie ad assicurare il contraddittorio, secondo quanto esplicitamente richiesto in tal senso [dalla ricorrente]».
« Ai fini dell’applicazione dell’art. 24, comma 7 l. n. 241/1990, occorre la dimostrazione di una rigida “necessità” e non mera “utilità” del documento per curare o difendere gli interessi giuridici dell’istante.
In materia di appalti pubblici, la domanda di risarcimento non sostenuta dalle allegazioni necessarie all’accertamento della responsabilità della P.A. deve essere disattesa, atteso che grava sul danneggiato l’onere di provare gli elementi costitutivi di siffatta domanda e, dunque, almeno di una diminuzione patrimoniale o di una perdita di chance, con il corollario che la totale assenza di queste indicazioni priva il giudice della possibilità di una valutazione equitativa. »