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Timestamp: 2016-10-24 23:36:25+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42']

107 V 296. Estratto della sentenza del 12 marzo 1981 nella causa Medici contro Cassa cantonale di compensazione e Tribunale cantonale delle assicurazioni del Cantone Ticino.
Art. 36 al. 3 let. d RAI. L'assur� souffrant de r�tinite pigmentaire � un stade tr�s avanc�, avec champ visuel tubulaire, peut pr�tendre une allocation pour impotence de faible degr� lorsque, pour entretenir des contacts sociaux, il est tributaire d'importants services fournis de fa�on r�guli�re par des tiers � cause de la diminution de son acuit� visuelle combin�e avec une limitation de son champ de vision. Consid�rants � partir de page 30
1. Secondo l'art. 42 cpv. 1 LAI gli assicurati domiciliati in Svizzera, che sono grandi invalidi, hanno diritto ad un assegno, erogato al pi� presto dal 1o giorno del mese seguente quello in cui sono stati compiuti i 18 anni d'et� e, al pi� tardi, sino alla fine del mese in cui gli uomini compiono i 65 anni e le donne i 62 anni.
� considerato grande invalido l'assicurato che a causa della sua invalidit� ha bisogno dell'aiuto permanente di terzi per compiere gli atti ordinari della vita o di una sorveglianza personale (art. 42 cpv. 2 LAI).
L'art. 42 cpv. 4 LAI (adottato il 24 giugno 1977 nell'ambito della nona revisione AVS, in vigore dal 1o gennaio 1979 ed applicabile nella fattispecie) conferisce al Consiglio federale la facolt� di emanare disposizioni completive riguardanti, segnatamente, la valutazione del grado della grande invalidit� come pure il diritto dell'assicurato ad un assegno per grandi invalidi se questi, causa grave infermit�, necessita in misura rilevante di un aiuto speciale per stabilire contatti con il proprio ambiente. Nell'ambito di questa delegazione il Consiglio federale con ordinanza del 5 aprile 1978, in vigore dal 1o gennaio 1979, ha modificato l'art. 36 OAI, norma che al cpv. 1 definisce la grande invalidit� di grado elevato, al cpv. 2 quella di grado medio e al cpv. 3 quella di grado esiguo, aggiungendo a quest'ultimo capoverso una nuova lettera d. Nel tenore vigente dal 1o gennaio 1979 l'art. 36 cpv. 3 OAI dispone testualmente quanto segue: BGE 107 V 29 S. 31
"La grande invalidit� � di grado esiguo se l'assicurato, pure munito di mezzi ausiliari, � costretto a ricorrere:
c. in modo durevole, di cure particolarmente impegnative, richieste dalla sua infermit� o
d. allorquando, a causa di un grave danno agli organi sensori o di una grave infermit� fisica, pu� mantenere i contatti sociali con l'ambiente solamente grazie a servizi di terzi forniti in modo regolare e considerevole."
"Dal momento dell'introduzione dell'AI, l'associazione per l'aiuto ai ciechi ha ripetutamente chiesto l'assegnazione di una prestazione speciale in favore di questa categoria di invalidi, a titolo di indennit� per la particolare forma di invalidit� grave. In seguito ai vari rifiuti di introdurre un'indennit� per ciechi grandi invalidi ... il consigliere nazionale M�ller, di Berna, ha sollevato nuovamente il problema ..., con la sua mozione del 5 giugno 1972, del seguente tenore:
Per i grandi invalidi (p. es. i ciechi, gli amputati, i paraplegici) il mantenersi in contatto con l'ambiente richiede considerevoli spese suppletive. Di conseguenza, il Consiglio federale � incaricato di predisporre una modificazione della legge sull'AI, modificazione atta a fornire prestazioni speciali agli assicurati grandi invalidi i quali, a causa della loro invalidit�, devono sopportare spese suppletive considerevoli per stabilire un contatto con la societ�."
Dopo aver ricordato che la mozione era stata accettata dai due rami del parlamento e quali fossero le prestazioni gi� riconosciute dalla LAI ai grandi invalidi il Consiglio federale concludeva il Messaggio su questo punto come segue:
"... Siamo nondimeno dell'opinione che, per i grandi invalidi bisognosi d'aiuto speciale e rilevante per la loro integrazione, vale a dire per stabilire contatti coll'ambiente, esiste la necessit� di potenziare le prestazioni onde compensare, almeno in parte, le loro BGE 107 V 29 S. 32maggiori spese. Questo potenziamento delle prestazioni dell'AI dovr�, tuttavia, restar contenuto entro limiti ragionevoli. Secondo le conclusioni della Commissione ..., la legge dovr� soltanto contemplare la possibilit� per una regolazione suppletiva, mentre pi� ampi dettagli dovranno figurare nell'ordinanza."
Quindi se sotto l'impero della precedente legislazione era da escludere che un assicurato cieco fosse da considerare a priori come grande invalido in misura sufficiente per beneficiare dell'assegno (ATF 98 V 23; RCC 1973 pag. 37, 1970 pag. 64), la nuova permette ai ciechi di fruire in certe condizioni di diritti pi� estesi. Commentando la nuova disposizione dell'art. 36 cpv. 3 lett. d OAI l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali precisava (RCC 1978 pag. 164) che essa consente di concedere l'assegno per grandi invalidi agli assicurati gravemente colpiti nella loro integrit� fisica o sensitiva, i quali hanno bisogno di un aiuto particolare per mantenere i contatti con la societ�. Per l'Ufficio federale una grande invalidit� di grado esiguo � data se l'assicurato � gravemente colpito agli organi sensori (per es. cecit�), oppure soffre di una grave infermit� corporea (per es. dovuta a determinate amputazioni o a paralisi trasversale del midollo spinale) e abbisogna di un aiuto regolare e importante per mantenere i contatti con la societ�. Questi ultimi consistono nella partecipazione a manifestazioni religiose, culturali, politiche e sociali e nei rapporti umani in seno e al di fuori della famiglia. L'aiuto non deve essere solamente temporaneo ma regolarmente necessario ed avere una certa importanza. L'assicurato deve, per es., avere bisogno di una persona che l'accompagni o non essere in grado di utilizzare i trasporti pubblici.
Nell'ambito della novella legislativa e regolamentare l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha aggiornato le Direttive sull'invalidit� e la grande invalidit� (valide dal 1o gennaio 1979) e precisato quanto segue:
"Rz 325.11. Wer trotz Abgabe von Hilfsmitteln wegen einer schweren Sinnessch�digung oder eines schweren k�rperlichen Gebrechens nur dank regelm�ssiger und erheblicher Dienstleistungen Dritter gesellschaftliche Kontakte pflegen kann, gilt fr�hestens vom ersten Tag des der Vollendung des 18. Altersjahres folgenden Monats an als leicht hilflos.
Die Voraussetzungen gem�ss Rz 325.11 sind als erf�llt zu betrachten
- bei Blinden und hochgradig Sehschwachen, die sich nicht ohne Hilfe ausserhalb der Wohnung fortbewegen k�nnen, sofern ihnen von der IV kein BGE 107 V 29 S. 33Blindenhund abgegeben wurde; - ...
F�r das Verfahren zur Abkl�rung der Hilflosigkeit von Blinden, hochgradig Sehschwachen und schwer K�rperbehinderten siehe besondere Weisungen."
Nella circolare sulla procedura d'accertamento e graduazione della grande invalidit� nell'assicurazione per l'invalidit� e AVS del 28 agosto 1979, con riferimento alle cifre marginali delle direttive sopra esposte l'Ufficio federale ha inoltre puntualizzato che:
"Blinde und hochgradig Sehschwache sowie schwer K�rperbehinderte haben ab 1. Januar 1979 Anspruch auf eine Hilflosenentsch�digung leichten Grades. Als "hochgradig sehschwach" gilt ein Versicherter, wenn ein korrigierter Visus von beidseitig weniger als 0,2 vorliegt. Der Umstand, dass ein Langstock zugesprochen wurde, ist im Gegensatz zur Abgabe eines F�hrhundes kein Grund, die Hilflosenentsch�digung abzulehnen."
2. Nell'evenienza concreta a torto i primi giudici hanno esaminato il litigio soltanto dal profilo dell'art. 36 cpv. 1, 2 e cpv. 3 lett. a, b e c OAI disattendendo di stabilire se non fossero dati i presupposti per l'erogazione di un assegno per grandi invalidi di grado esiguo alla luce della lettera d della stessa norma. L'art. 36 cpv. 3 lett. d OAI non � applicabile cumulativamente con le altre lettere a, b e c, ma alternativamente ed � appunto stato introdotto con la nona revisione AVS per concedere come si � visto in certe condizioni agli assicurati con gravi danni agli organi sensori un assegno per grande invalidit� di grado esiguo.
Dal complesso delle norme sopra ricordate, ritenuto che il limite dell'acuit� visiva ridotto allo 0,2 - come indicato dall'Ufficio federale nella circolare del 28 agosto 1979 - risponde a criterio di praticabilit�, deve essere osservato che per accordare ad un cieco, privo del cane di accompagnamento, un assegno per grande invalido di grado esiguo occorre che egli abbisogni di servizi di terzi in modo regolare e considerevole per mantenere i contatti sociali e umani. Si tratta quindi di un aiuto che non deve essere temporaneo, ma regolarmente necessario e di una certa importanza al fine di stabilire o mantenere contatti al di fuori dell'abitazione.
Dagli atti di causa risulta che il Prof. dott. B., dopo aver precisato nel questionario allestito il 31 gennaio 1979 che il ricorrente si orientava bene nell'ambito dell'ambiente conosciuto e BGE 107 V 29 S. 34nel resto era molto impedito nell'orientamento a causa della perdita del campo visivo di alto grado, in un successivo referto del 30 aprile 1979 ha messo in risalto che:
"Il Signor Medici Elio � affetto da un grave difetto visivo, la retinite pigmentosa in stato molto avanzato. Per poter pronunziare un giudizio sulle condizioni del Signor Medici � indispensabile mettere in evidenza la sinora sussistente, con fatica e fortunatamente mantenuta acuit� visiva centrale di 0,6 (destro) e 0,3 (sinistro). Alleghiamo fotocopie del campo visivo effettuato il 15.1.79. Di certo ogni laico ne potr� dedurre la reale situazione del paziente. Il Signor Medici � in grado di esercitare una professione regolare soltanto grazie all'intervento e sostegno di terzi... Affinch� non venga fatta un'interpretazione errata alleghiamo lo schizzo del campo visivo. Il resto visivo centrale � tubolare e perci� insufficiente per orientarsi liberamente. La piccola falce del campo visivo esistente nella periferia di ambedue le parti non basta ad orientarsi in un qualsiasi ambiente. Da sottolineare � che il Signore Medici non � assolutamente in grado di orientarsi in ambienti sconosciuti senza l'aiuto di terzi... Infine concernente il resto visivo centrale � da aggiungere che esso non � uniforme, come si possa supporre dai dati a disposizione, ma pieno di lacune e soltanto grazie ad una pazientosa assimilazione il Signore Medici � capace a trarne profitto..."
"... La limitazione del campo visivo � di pregiudizio per la possibilit� visiva della funzione dell'occhio in rapporto alla sua estensione, che dall'assicurato � sicuramente grande. Egli � invece meno impedito di un cieco o di una persona colpita da una debolezza di vista di grado elevato con un'acuit� visiva inferiore a 0,2. Il visus di 0,6 rimasto a un occhio, con campo visivo tubolare, ha sicuramente un'influenza minore per la possibilit� di contatti sociali con il mondo esterno, che la riduzione ai due occhi del visus a 0,2. Se con riferimento all'acuit� visiva ci si dovesse trovare di fronte a valori limiti, si dovrebbe anche tener conto della diminuzione del campo visivo. Quando si devono applicare tali valori limite � una questione di apprezzamento. Tuttavia questi non si devono applicare quando il visus riscontrato � ancora della met� superiore al normale."
Mentre il Prof. dott. B. esclude che senza l'aiuto di terzi il ricorrente sia in grado di orientarsi in ambienti sconosciuti, per il Servizio medico dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali invece egli pu� orientarsi abbastanza bene in campo aperto, pur con perdita di tempo.
Nelle Direttive sull'invalidit� e la grande invalidit� e nella susseguente circolare del 28 agosto 1979 l'Ufficio federale ha tuttavia soltanto tenuto conto del visus stabilendo un valore BGE 107 V 29 S. 35minimo di 0,2 sopra il quale la prestazione non sarebbe stata da erogare. Non ha invece considerato che altre e diverse affezioni possono colpire l'occhio limitando il campo visivo e la facolt� sensoria oculare complessiva dell'assicurato. Non pu� quindi avere significato determinante ai fini della valutazione della grande invalidit� di grado esiguo nell'ambito dell'art. 36 cpv. 3 lett. d OAI che il visus sia ridotto almeno al minimo stabilito dell'Ufficio federale allo 0,2. Da ritenere � pure la limitazione del campo visivo, che combinata con la diminuzione della acuit� visiva pu� raggiungere estremi tali da imporre all'assicurato l'aiuto regolare e considerevole di terzi per mantenere i contatti sociali. In sostanza quindi l'acuit� visiva non pu� al limite minimo essere ritenuta come dato determinante, quando non si stabilisce quale sia la riduzione del campo visivo e in che rapporto la compromissione dell'uno si rifletta sull'altra.
In concreto il ricorrente presenta un'acuit� visiva centrale di 0,6 all'occhio destro e di 0,3 all'occhio sinistro, quindi superiore al minimo di 0,2 stabilito dall'Ufficio federale. Questa acuit�, come lo precisa il Prof. dott. B., non � tuttavia uniforme, ma piena di lacune. Inoltre essa � tubolare, ossia riduce il campo visivo per ambedue gli occhi in misura tale che il ricorrente non � assolutamente in grado di orientarsi in ambienti sconosciuti senza l'aiuto di terzi. Combinati quindi la diminuzione del visus e del campo visivo nella misura costatata dal Prof. dott. B. bisogna ammettere che l'aiuto di cui il ricorrente abbisogna � regolare e considerevole per permettergli di mantenere i contatti sociali con l'ambiente. Nella misura e regolarit� in cui esso deve essere prestato adempie i presupposti della grande invalidit� di grado esiguo ai sensi dell'art. 36 cpv. 3 lett. d OAI e conferisce al ricorrente il diritto ad un assegno per grandi invalidi.
98 V 23
Art. 36 al. 3 let,
art. 42 cpv. 1 LAI,
art. 42 cpv. 2 LAI,
art. 42 cpv. 4 LAI