Source: https://studiolegaleramelli.it/2020/03/20/d-lgs-10-marzo-2000-n-74-aggiornato-alla-legge-19-dicembre-2019-n-157/
Timestamp: 2020-08-10 07:49:15+00:00
Document Index: 84617977

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 135', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 47', 'art. 21', 'art. 160', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 335', 'art. 11', 'art. 19', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 63', 'art. 33', 'art. 329', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 6']

D.lgs. 10 marzo 2000 n. 74 (aggiornato alla legge 19 dicembre 2019, n. 157) – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
D.lgs. 10 marzo 2000 n. 74 (aggiornato alla legge 19 dicembre 2019, n. 157)
b) per “elementi attivi o passivi” si intendono le componenti, espresse in cifra, che concorrono, in senso positivo o negativo, alla determinazione del reddito o delle basi imponibili rilevanti ai fini dell’applicazione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto e le componenti che incidono sulla determinazione dell’imposta dovuta (1) ;
c) per “dichiarazioni” si intendono anche le dichiarazioni presentate in qualità di amministratore liquidatore o rappresentante di società, enti o persone fisiche o di sostituto d’imposta, nei casi previsti dalla legge (2) ;
f) per “imposta evasa” si intende la differenza tra l’imposta effettivamente dovuta e quella indicata nella dichiarazione, ovvero l’intera imposta dovuta nel caso di omessa dichiarazione, al netto delle somme versate dal contribuente o da terzi a titolo di acconto, di ritenuta o comunque in pagamento di detta imposta prima della presentazione della dichiarazione o della scadenza del relativo termine; non si considera imposta evasa quella teorica e non effettivamente dovuta collegata a una rettifica in diminuzione di perdite dell’esercizio o di perdite pregresse spettanti e utilizzabili (3) ;
g) le soglie di punibilità riferite all’imposta evasa si intendono estese anche all’ammontare dell’indebito rimborso richiesto o dell’inesistente credito di imposta esposto nella dichiarazione.
g-bis) per “operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente” si intendono le operazioni apparenti, diverse da quelle disciplinate dall’articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, poste in essere con la volontà di non realizzarle in tutto o in parte ovvero le operazioni riferite a soggetti fittiziamente interposti (4) ;
g-ter) per “mezzi fraudolenti” si intendono condotte artificiose attive nonché quelle omissive realizzate in violazione di uno specifico obbligo giuridico, che determinano una falsa rappresentazione della realtà (5) .
[1] Lettera modificata dall’articolo 1, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158.
[2] Lettera modificata dall’articolo 1, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158.
[3] Lettera modificata dall’articolo 1, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158.
[4] Lettera aggiunta dall’articolo 1, comma 1, lettera d), del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158.
[5] Lettera aggiunta dall’articolo 1, comma 1, lettera d), del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158.
E’ punito con la reclusione da quattro a otto anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni [annuali] relative a dette imposte elementi passivi fittizi (1) .
2-bis. Se l’ammontare degli elementi passivi fittizi è inferiore a euro centomila, si applica la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni (2) .
[ 3. Se l’ammontare degli elementi passivi fittizi è inferiore a euro 154.937,07, si applica la reclusione da sei mesi a due anni. ] (3)
[1] Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 e successivamente dall’articolo 39, comma 1, lettera a), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, non ancora convertito in legge. Per l’applicazione delle presenti disposizioni vedi l’articolo 39, comma 3, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157.
[2] Comma aggiunto dall’articolo 39, comma 1, lettera b), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157. Per l’applicazione delle presenti disposizioni vedi l’articolo 39, comma 3, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157.
[3] Comma abrogato dall’articolo 2, comma 36-vicies semel, lett. a) del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148.
Art. 3 – Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (1)
Fuori dai casi previsti dall’articolo 2, è punito con la reclusione da tre a otto anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, compiendo operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente ovvero avvalendosi di documenti falsi o di altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l’accertamento e ad indurre in errore l’amministrazione finanziaria, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi o crediti e ritenute fittizi, quando, congiuntamente (2) :
[1] Articolo modificato dall’articolo 2, comma 36-vicies semel, lett. b) e c) del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148 e successivamente sostituito dall’articolo 3, comma 1, del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158.
[2] Alinea modificato dall’articolo 39, comma 1, lettera c), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157. Per l’applicazione delle presenti disposizioni vedi l’articolo 39, comma 3, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157.
Fuori dei casi previsti dagli articoli 2 e 3, è punito con la reclusione da due anni a quattro anni e sei mesi chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi inesistenti, quando, congiuntamente (1) :
a) l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, a euro centomila (2) ;
b) l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi inesistenti, è superiore al dieci per cento dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione o, comunque, è superiore a euro due milioni (3) .
1-bis. Ai fini dell’applicazione della disposizione del comma 1, non si tiene conto della non corretta classificazione, della valutazione di elementi attivi o passivi oggettivamente esistenti, rispetto ai quali i criteri concretamente applicati sono stati comunque indicati nel bilancio ovvero in altra documentazione rilevante ai fini fiscali, della violazione dei criteri di determinazione dell’esercizio di competenza, della non inerenza, della non deducibilità di elementi passivi reali (4) .
1-ter. Fuori dei casi di cui al comma 1-bis, non danno luogo a fatti punibili le valutazioni che complessivamente considerate, differiscono in misura inferiore al 10 per cento da quelle corrette. Degli importi compresi in tale percentuale non si tiene conto nella verifica del superamento delle soglie di punibilità previste dal comma 1, lettere a) e b) (5) .
[1] Alinea modificato dall’articolo 4, comma 1, lettera d), del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 e successivamente dall’articolo 39, comma 1, lettera d), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157. Per l’applicazione delle presenti disposizioni vedi l’articolo 39, comma 3, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157.
[2] Lettera modificata dall’articolo 2, comma 36-vicies semel, lett. d) del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148; vedi anche il comma 36-vicies bis del medesimo articolo 2. Successivamente modificata dall’articolo 4, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 e dall’articolo 39, comma 1, lettera e), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157. Per l’applicazione delle presenti disposizioni vedi l’articolo 39, comma 3, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157.
[3] Lettera modificata dall’articolo 2, comma 36-vicies semel, lett. e) del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla Legge 14 settembre 2011, n. 14; vedi anche il comma 36-vicies bis del medesimo articolo 2. Successivamente modificata dall’articolo 4, comma 1, lettere b) e d), del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 e dall’articolo 39, comma 1, lettera f), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157. Per l’applicazione delle presenti disposizioni vedi l’articolo 39, comma 3, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157.
[4] Comma aggiunto dall’articolo 4, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158.
[5] Comma aggiunto dall’articolo 4, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 e successivamente modificato dall’articolo 39, comma 1, lettera g), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157.. Per l’applicazione delle presenti disposizioni vedi l’articolo 39, comma 3, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157..
E’ punito con la reclusione da due a cinque anni chiunque al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni relative a dette imposte, quando l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte ad euro cinquantamila (1) .
1-bis. E’ punito con la reclusione da due a cinque anni chiunque non presenta, essendovi obbligato, la dichiarazione di sostituto d’imposta, quando l’ammontare delle ritenute non versate è superiore ad euro cinquantamila (2) .
Ai fini della disposizione prevista dai commi 1 e 1-bis non si considera omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine o non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto (3) (4) .
[1] Comma modificato dall’articolo 2, comma 36-vicies semel, lett. f) del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148; vedi anche il comma 36-vicies bis del medesimo articolo 2 e successivamente sostituito dall’articolo 5, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 . Da ultimo modificato dall’articolo 39, comma 1, lettera h), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157. Per l’applicazione delle presenti disposizioni vedi l’articolo 39, comma 3, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157.
[2] Comma inserito per effetto della sostituzione del comma 1 con i commi 1 e 1-bis, disposta dall’articolo 5, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 . Successivamente modificato dall’articolo 39, comma 1, lettera i), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124,convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157. Per l’applicazione delle presenti disposizioni vedi l’articolo 39, comma 3, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157.
[3] Comma modificato dall’articolo 5, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 .
[4] Vedi l’articolo 1-bis, comma 7, del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96.
Art. 6 – Tentativo.
Art. 7 – Rilevazioni nelle scritture contabili e nel bilancio.
Non danno luogo a fatti punibili a norma degli articoli 3 e 4 le rilevazioni nelle scritture contabili e nel bilancio eseguite in violazione dei criteri di determinazione dell’esercizio di competenza ma sulla base di metodi costanti di impostazione contabile, nonché le rilevazioni e le valutazioni estimative rispetto alle quali i criteri concretamente applicati sono stati comunque indicati nel bilancio.
In ogni caso, non danno luogo a fatti punibili a norma degli articoli 3 e 4 le valutazioni estimative che, singolarmente considerate, differiscono in misura inferiore al dieci per cento da quelle corrette. Degli importi compresi in tale percentuale non si tiene conto nella verifica del superamento delle soglie di punibilità previste nel comma 1, lettere a ) e b ), dei medesimi articoli.] (1)
[1] Articolo abrogato dall’articolo 14, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 .
2-bis. Se l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti, per periodo d’imposta, è inferiore a euro centomila, si applica la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni (2) .
[ 3. Se l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti è inferiore a euro 154.937,07 per periodo di imposta, si applica la reclusione da sei mesi a due anni.] (3)
[1] Comma modificato dall’articolo 39, comma 1, lettera l), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157. Per l’applicazione delle presenti disposizioni vedi l’articolo 39, comma 3, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157.
[2] Comma aggiunto dall’articolo 39, comma 1, lettera m), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157. Per l’applicazione delle presenti disposizioni vedi l’articolo 39, comma 3, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157.
[3] Comma abrogato dall’articolo 2, comma 36-vicies semel, lett. g) del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148; vedi anche il comma 36-vicies bis del medesimo articolo 2.
Art. 9 – Concorso di persone nei casi di emissione o utilizzazione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da tre a sette anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di consentire l’evasione a terzi, occulta o distrugge in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari (1) (2) .
[1] Comma modificato dall’articolo 6, comma 1, del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 .
[2] Comma modificato dall’articolo 39, comma 1, lettera n), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157. Per l’applicazione delle presenti disposizioni vedi l’articolo 39, comma 3, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157.
Art. 10 bis – Omesso versamento di ritenute dovute o certificate (1) (2) .
È punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta ritenute dovute sulla base della stessa dichiarazione o risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a centocinquantamila euro per ciascun periodo d’imposta (3) .
[1] Articolo inserito dall’articolo 1, comma 414, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.
[2] Rubrica modificata dall’articolo 7, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 .
[3] Comma modificato dall’articolo 7, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 e successivamente dall’articolo 39, comma 1, lettera o), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, non ancora convertito in legge. L’articolo 39, comma 1, lettera o), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124 è stato soppresso dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157, in sede di conversione.
Art. 10 ter – Omesso versamento di IVA (1)
E’ punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa, entro il termine per il versamento dell’acconto relativo al periodo d’imposta successivo, l’imposta sul valore aggiunto dovuta in base alla dichiarazione annuale, per un ammontare superiore a euro duecentocinquantamila per ciascun periodo d’imposta (2) .
[1] Articolo inserito dall’articolo 35, comma 7, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223 ; successivamente la Corte Costituzionale, con sentenza 8 aprile 2014, n. 80 (in Gazz.Uff., 16 aprile, n. 17), ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale del presente articolo, nella parte in cui, con riferimento ai fatti commessi sino al 17 settembre 2011, punisce l’omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto, dovuta in base alla relativa dichiarazione annuale, per importi non superiori, per ciascun periodo di imposta, ad euro 103.291,38. Da ultimo, articolo sostituito dall’articolo 8, comma 1, del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 .
[2] Comma modificato dall’articolo 39, comma 1, lettera p), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, non ancora convertito in legge. L’articolo 39, comma 1, lettera o), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124 è stato soppresso dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157, in sede di conversione.
Art. 10 quater – Indebita compensazione (1)
[1] Articolo inserito dall’articolo 35, comma 7, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla Legge 4 agosto 2006, n. 248e successivamente sostituito dall’articolo 9, comma 1, del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 .
Art. 11 – Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte (1) .
[1] Articolo sostituito dall’articolo 29, comma 4, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, in legge 30 luglio 2010, n. 122.
Art. 12 – Pene accessorie.
e) la pubblicazione della sentenza a norma dell’ 36 del codice penale.
2-bis. Per i delitti previsti dagli articoli da 2 a 10 del presente decreto l’istituto della sospensione condizionale della pena di cui all’articolo 163 del codice penale non trova applicazione nei casi in cui ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: a) l’ammontare dell’imposta evasa sia superiore al 30 per cento del volume d’affari; b) l’ammontare dell’imposta evasa sia superiore a tre milioni di euro (1) .
[1] Comma aggiunto dall’articolo 2, comma 36-vicies semel, lett. h) del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, in legge 14 settembre 2011 n. 148; vedi anche il comma 36-vicies bis del medesimo articolo 2.
Art. 12 bis – Confisca (1)
[1] Articolo inserito dall’articolo 10, comma 1, del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 .
Art. 12 ter – Casi particolari di confisca (1)
1.Nei casi di condanna o di applicazione della pena su richiesta a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale per i delitti di seguito indicati, si applica l’articolo 240-bis del codice penale quando:
a) l’ammontare degli elementi passivi fittizi è superiore a euro duecentomila nel caso del delitto previsto dall’articolo 2;
b) l’imposta evasa è superiore a euro centomila nel caso del delitto previsto dall’articolo 3;
c) l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti è superiore a euro duecentomila nel caso del delitto previsto dall’articolo 8;
d) l’ammontare delle imposte, delle sanzioni e degli interessi è superiore a euro centomila nel caso del delitto previsto dall’articolo 11, comma 1;
e) l’ammontare degli elementi attivi inferiori a quelli effettivi o degli elementi passivi fittizi è superiore a euro duecentomila nel caso del delitto previsto dall’articolo 11, comma 2.
[1] Articolo inserito dall’articolo 39, comma 1, lettera q), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157. Per l’applicazione delle presenti disposizioni vedi l’articolo 39, comma 3, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157.
Art. 13 – Causa di non punibilità. Pagamento del debito tributario (1)
I reati di cui agli articoli 2, 3, 4 e 5 non sono punibili se i debiti tributari, comprese sanzioni e interessi, sono stati estinti mediante integrale pagamento degli importi dovuti, a seguito del ravvedimento operoso o della presentazione della dichiarazione omessa entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, sempreché il ravvedimento o la presentazione siano intervenuti prima che l’autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali (2) .
[1] Articolo modificato dall’articolo 2, comma 36-vicies semel, lett. i) ed m)del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, in legge 14 settembre 2011 n. 148; vedi anche il comma 36-vicies bis del medesimo articolo 2. Successivamente articolo sostituito dall’articolo 11, comma 1, del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 .
[2] Comma modificato dall’articolo 39, comma 1, lettera q-bis), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157.
Art. 13 bis – Circostanze del reato (1)
[1] Articolo inserito dall’articolo 12, comma 1, del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 .
Art. 14 – Circostanza attenuante. Riparazione dell’offesa nel caso di estinzione per prescrizione del debito tributario.
Se i debiti indicati nell’art. 13 risultano estinti per prescrizione o per decadenza, l’imputato di taluno dei delitti previsti dal presente decreto può chiedere di essere ammesso a pagare, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, una somma, da lui indicata, a titolo di equa riparazione dell’offesa recata all’interesse pubblico tutelato dalla norma violata.
La somma, commisurata alla gravità dell’offesa, non può essere comunque inferiore a quella risultante dal ragguaglio a norma dell’art. 135 del codice penaledella pena minima prevista per il delitto contestato.
Se il pagamento è eseguito nel termine, la pena è diminuita fino alla metà e non si applicano le pene accessorie indicate nell’art. 12. Si osserva la disposizione prevista dal comma 3 dell’art. 13.
Art. 15 – Violazioni dipendenti da interpretazione delle norme tributarie.
Al di fuori dei casi in cui la punibilità è esclusa a norma dell’art. 47, terzo comma, del codice penale, non danno luogo a fatti punibili ai sensi del presente decreto le violazioni di norme tributarie dipendenti da obiettive condizioni di incertezza sulla loro portata e sul loro ambito di applicazione.
Art. 16 – Adeguamento al parere del Comitato per l’applicazione delle norme antielusive.
[ 1. Non dà luogo a fatto punibile a norma del presente decreto la condotta di chi, avvalendosi della procedura stabilita dall’art. 21, commi 9 e 10, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, si è uniformato ai pareri del Ministero delle finanze o del Comitato consultivo per l’applicazione delle norme antielusive previsti dalle medesime disposizioni, ovvero ha compiuto le operazioni esposte nell’istanza sulla quale si è formato il silenzio-assenso.] (1)
Art. 17 – Interruzione della prescrizione.
Il corso della prescrizione per i delitti previsti dal presente decreto è interrotto, oltre che dagli atti indicati nell’art. 160 del codice penale, dal verbale di constatazione o dall’atto di accertamento delle relative violazioni.
1-bis. I termini di prescrizione per i delitti previsti dagli articoli da 2 a 10 del presente decreto sono elevati di un terzo (1) .
[1] Comma aggiunto dall’articolo 2, comma 36-vicies semel, lett. l) del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148; vedi anche il comma 36-vicies bis del medesimo articolo 2.
Art. 18 – Competenza per territorio.
Salvo quanto previsto dai commi 2 e 3, se la competenza per territorio per i delitti previsti dal presente decreto non può essere determinata a norma dell’art. 8 del codice di procedura penale, è competente il giudice del luogo di accertamento del reato.
Nel caso previsto dal comma 2 dell’art. 8, se le fatture o gli altri documenti per operazioni inesistenti sono stati emessi o rilasciati in luoghi rientranti in diversi circondari, è competente il giudice di uno di tali luoghi in cui ha sede l’ufficio del pubblico ministero che ha provveduto per primo a iscrivere la notizia di reato nel registro previsto dall’art. 335 del codice di procedura penale.
Art. 18 bis – Custodia giudiziale dei beni sequestrati (1)
I beni sequestrati nell’ambito dei procedimenti penali relativi ai delitti previsti dal presente decreto e a ogni altro delitto tributario, diversi dal denaro e dalle disponibilità finanziarie, possono essere affidati dall’autorità giudiziaria in custodia giudiziale, agli organi dell’amministrazione finanziaria che ne facciano richiesta per le proprie esigenze operative.
Restano ferme le disposizioni dell’articolo 61, comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e dell’articolo 2 del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dallalegge 13 novembre 2008, n. 181.
[1] Articolo inserito dall’articolo 13, comma 1, del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 .
Art. 19 – Principio di specialità.
Permane, in ogni caso, la responsabilità per la sanzione amministrativa dei soggetti indicati nell’art. 11, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, che non siano persone fisiche concorrenti nel reato.
Art. 20 – Rapporti tra procedimento penale e processo tributario.
Art. 21 – Sanzioni amministrative per le violazioni ritenute penalmente rilevanti.
Tali sanzioni non sono eseguibili nei confronti dei soggetti diversi da quelli indicali dall’art. 19, comma 2, salvo che il procedimento penale sia definito con provvedimento di archiviazione o sentenza irrevocabile di assoluzione o di proscioglimento con formula che esclude la rilevanza penale del fatto. In quest’ultimo caso, i termini per la riscossione decorrono dalla data in cui il provvedimento di archiviazione o la sentenza sono comunicati all’ufficio competente; alla comunicazione provvede la cancelleria del giudice che li ha emessi.
Nei casi di irrogazione di un’unica sanzione amministrativa per più violazioni tributarie in concorso o continuazione fra loro, a norma dell’art. 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, alcune delle quali soltanto penalmente rilevanti, la disposizione del comma 2 del presente articolo opera solo per la parte della sanzione eccedente quella che sarebbe stata applicabile in relazione alle violazioni non penalmente rilevanti.
Art. 22 – Modalità di documentazione dell’avvenuta estinzione dei debiti tributari.
Con decreto del Ministero delle finanze, emanato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, sono stabilite le modalità di documentazione dell’avvenuta estinzione dei debiti tributari indicati nell’art. 13 e di versamento delle somme indicate nell’art. 14, comma 3.
Art. 23 – Modifiche in tema di utilizzazione di documenti da parte della Guardia di finanza.
Nell’art. 63, primo comma, secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e nell’art. 33, terzo comma, secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, le parole: “previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria in relazione alle norme che disciplinano il segreto” sono sostituite dalle seguenti: “previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria che può essere concessa anche in deroga all’art. 329 del codice di procedura penale”.
Art. 24 – Modifica dell’art. 2 della legge 26 gennaio 1983, n. 18.
L’ottavo comma dell’art. 2 della legge 26 gennaio 1983, n. 18, è sostituito dal seguente:
“Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque manomette o comunque altera gli apparecchi misuratori previsti nell’art. 1 o fa uso di essi allorché siano stati manomessi o alterati o consente che altri ne faccia uso al fine di eludere le disposizioni della presente legge è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.032 a euro 7.746. Con la stessa sanzione è punito, salvo che il fatto costituisca reato, chiunque, allo stesso fine, forma in tutto o in parte stampati, documenti o registri prescritti dai decreti indicati nell’art. 1 o li altera e ne fa uso o consente che altri ne faccia uso; nonché chiunque, senza avere concorso nella falsificazione, fa uso degli stessi stampati, documenti o registri.”.
Art. 25 – Abrogazioni.
a) l’ 97, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602;
b) l’ 8, undicesimo comma, della legge 10 maggio 1976, n. 249;
c) l’art. 7, settimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1978, n. 627;
e) l’ 3, quarto comma, della legge 25 novembre 1983, n. 649;
f) l’ 2, quarto comma, del decreto-legge 29 dicembre 1983, n. 746, convertito, con modificazioni, nella legge 27 gennaio 1984, n. 17;
g) l’ 1, quarto comma, secondo periodo, del decreto-legge 28 novembre 1984, n. 791, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 gennaio 1985, n. 60;
h) l’ 2, commi 27 e 28, e l’art. 3, comma 14, del decreto-legge 19 dicembre 1984, n. 853, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 1985, n. 17;
i) l’ 12, comma 13, della legge 30 dicembre 1991, n. 413;
l) l’ 54, comma 8, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;
m ) l’art. 6, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30.
Nessun automatismo tra la lesione dell’operaio e la responsabilità penale... Art. 2 – Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti...