Source: http://www.ordinecdlna.it/n-982020-del-25062020/
Timestamp: 2020-07-14 09:05:00+00:00
Document Index: 61268174

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 46', 'art. 25', 'art. 186', 'art. 98', 'art. 57']

N° 98/2020 del 25/06/2020 – Ordine cdlna
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N° 98/2020 del 25/06/2020
L’Agenzia delle Entrate, con l’interpello n° 148 del 26 maggio scorso, ha precisato che i contributi Inps versati da un soggetto non residente non sono deducibili se i redditi prodotti in Italia non risultano pari o superiori al 75% del reddito complessivamente prodotto.
Con la risposta ad Interpello del 26 maggio 2020 n°148, l'Agenzia delle Entrate si è espressa sulla applicabilità delle disposizioni contenute nell'art. 10 (id: oneri deducibili) del DPR n°917/86 (TUIR) – nei confronti di un residente all'estero, domiciliato fiscalmente in Italia, che ha chiesto di conoscere la possibilità di dedurre i contributi previdenziali versati all'Ente (INPS) che gestisce la forma pensionistica obbligatoria di appartenenza.
Il contribuente, ritenendo di poter operare la deduzione come sopra evidenziata, ha altresì evidenziato che uno Stato membro non può adottare una normativa che preveda una disparità di trattamento tra contribuenti residenti e non residenti.
I tecnici dell'Agenzia dell'Entrate hanno ricordato che in base agli articoli 2 e 3 del D.P.R. n° 917/86, le persone fisiche fiscalmente non residenti nel territorio dello Stato sono soggetti passivi IRPEF e il relativo reddito complessivo è formato soltanto dai redditi prodotti nel territorio dello Stato, secondo i criteri forniti dall'art. 23 del TUIR. Il successivo art. 24 del TUIR, in materia di determinazione dell'imposta dovuta dai soggetti fiscalmente non residenti, prevede, al comma 2, che "dal reddito complessivo sono deducibili soltanto gli oneri di cui alle lettere a), g), h), i) e l) del comma 1 dell'art. 10", elencazione da ritenersi tassativa.
La specifica e tassativa previsione relativa alle modalità di determinazione del reddito per i non residenti esclude, pertanto, dal novero degli oneri deducibili, la lettera e), comma 1, del medesimo art. 10 del TUIR, relativa ai "contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonché quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi".
Quanto alla ratio dell'esclusione, continua il documento di prassi in commento, occorre ricordare che gli oneri di cui all'art. 10 del Tuir rappresentano un segnalatore della situazione economica del contribuente residente in Italia e sono, pertanto, espressione della capacità contributiva del soggetto il quale è tassato con riferimento a tutti i redditi, ovunque prodotti.
Ciò non accade invece per i non residenti, il cui reddito, per la quota prodotta in Italia, costituisce un parametro insufficiente della capacità contributiva complessiva, in quanto rappresenta solo una parte del reddito complessivo che viene assoggettato a tassazione nel paese di residenza.
Al fine di equilibrare la condizione il comma 3-bis dell'art. 24 del TUIR rende applicabili tutti gli oneri deducibili previsti per i residenti (e quindi anche la lettera e), comma 1, dell'articolo 10 in esame) a tutti i soggetti non residenti nel territorio italiano che risultino residenti in Paesi che assicurino un adeguato scambio di informazioni, come elencati nel decreto del Ministro dell'Economia e Finanze del 23 marzo 2017, "a condizione che il reddito prodotto dal soggetto nel territorio dello Stato italiano sia pari almeno al 75 per cento del reddito dallo stesso complessivamente prodotto e che il soggetto non goda di agevolazioni fiscali analoghe nello Stato di residenza".
Nel caso di specie, avendo l'istante dichiarato di essere residente all'estero, e nel presupposto che non abbia prodotto in Italia almeno il 75 per cento del reddito complessivamente prodotto, lo stesso non potrà portare in deduzione i "contributi versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza"(INPS), atteso che tale categoria di oneri non è ricompresa tra quelli elencati nel citato comma 2 dell'art. 24 del TUIR.
(*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori
ED/FC/PDN
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