Source: http://www.inftub.com/diritto/ORDINAMENTO-DELLA-REPUBBLICA-I23665.php
Timestamp: 2019-11-15 11:23:40+00:00
Document Index: 81470066

Matched Legal Cases: ['art.68', 'art.71', 'art.71', 'art.72', 'art.139', 'art72', 'art. 95', 'art. 92', 'art. 94', 'art. 94', 'art. 86', 'art. 91', 'art. 85', 'art. 59', 'art. 86', 'art. 87', 'art. 11', 'art. 87', 'art. 62', 'art. 88', 'art. 59', 'art. 276', 'art. 277', 'art.278', 'art. 279', 'art. 89', 'art. 90']

LE PRINCIPALI FORMAZIONI SOCIALI: FAMIGLIA, LAVORO
ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IL PARLAMENTO Il parlamento si compone in due camere:la camera dei deputati formata da 360 deputati elettivi,e il senato della repubblica formata da 315 senatori elettivi,e da un piccolo numero di senatori a vita.il nostro ordinamento è un sistema bicamerale paritario,perché le due camere hanno esattamente gli stessi poteri.Entrambe le camere sono formate da membri elettivi.Nel senato esistono,oltre ai membri elettivi,2 tipi di senatori a vita e sono:Cinque cittadini che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica tra coloro che <hanno illustrato la patria per altissimi meriti nel campo letterario,artistico,sociale>Tutti gli ex Presidenti della Repubblica che sono di diritto senatori a vita.Vi sono differenze inoltre circa l'età richiesta per la capacità elettorale attiva:mentre per la camere dei deputati sono elettori tutti i cittadini che hanno raggiunto la maggiore età.Sono quindi esclusi dalle elezioni per il senato i giovani compresi tra i 18 ei 25 anni.Un'altra differenza è stabilita per l'età necessaria per l'eleggibilità che è fissata per 25 anni per i deputati e a 40 per i senatori. Le Elezioni La legge 277\1993 ha introdotto per la camera dei deputati,un sistema elettorale maggioritario con correzione proporzionale.I 630 seggi della camera sono divisi in 2 quote: il 75% dei seggi pari a 475 seggi su 630 viene assegnato con un sistema elettorale maggioritario in collegi uninominali;si vota una persona collegata a uno o più partiti,è eletto deputato chi ottiene più voti nell'ambito di ogni singolo collegio; Il 25% dei seggi pari a 155 seggi su 630,viene assegnato con un sistema elettorale proporzionale con sbarramento sulla base di liste di partito;si vota una lista,i seggi sono ripartiti sul piano nazionale tra le liste che superano il 4% dei voti,in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna di esse.Ogni elettore riceve due schede una per l'elezione 636g64g della quota maggioritaria e una per l'elezione 636g64g della quota proporzionale.Per l'elezione dei primi 475 deputati il territorio italiano e diviso in 475 collegi,ciascuna delle quali elegge un solo deputato,di ogni partito o gruppi di partiti che presentano un solo candidato,viene eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti.Per l'elezione degli altri 155 candidati,invece ogni partito corre per sé presentando una propria lista.Gli elettori,sulla seconda scheda esprimono la preferenza per un partito. I voti ottenuti da ciascun partito vengono poi sommati a livello nazionale e i 155 seggi vengono distribuiti proporzionalmente tra i vari partiti sulla base dei voti ottenuti.Il sistema elettorale per il senato introdotto nel 1993,è molto simile della camera.Si tratta anche in questo casa di un sistema maggioritario con correzione proporzionale.I 315 seggi del senato sono divisi in 2 quote: Il 75% dei seggi pari a 232 seggi su 315 viene assegnato con un sistema elettorale maggioritario in collegi uninominali;si vota una persona collegata a uno o più partiti;è eletto senatore chi ottiene più voti nell'ambito di ogni singolo collegio;I 255 dei seggi pari a 83 su 315 viene assegnato con metodo proporzionale sulla base dei voti riportati dai partiti nei collegi uninominali di ciascuna regione;sono eletti senatori i candidati non risultati eletti nei collegi uninominali che hanno riportatati percentuali di voto più alte.Una volta eletti i parlamentari godono del principio del mandato imperativo, cioè i parlamentari non sono revocabili in nessun caso dagli elettori;sono liberi di assumere in parlamento posizioni diverse da quelle sostenute nella campagna elettorale.Inoltre i cittadini italiani che diventano membri del parlamento acquistano una speciale protezione giuridica che non spetta a nessun altro cittadino.Tale protezione giuridica è costituita dalle immunità dei parlamentari: a)L'irresponsabilità per le opinioni date e per i voti espressi:i membri del parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinione espresse e dei voti dati nelle esenzione delle loro funzioni. b)L'immunità processuale: riguarda invece i reati di qualsiasi tipo commessi dai parlamentari anche al di fuori delle loro funzioni.Secondo la nuova formulazione dell'art.68della Costituzione,introdotta dalle legge costituzionale 3/1993,i giudici possono procedere liberamente contro un membro del parlamento che sia sospettato di aver commesso un reato,possono indagare su di lui,interrogarlo e svolgere il relativo processo.Tuttavia essi devono ottenere la preventiva autorizzazione della camera alla quale il parlamentare fa parte prima di sottoporlo a misure che limitano la sua libertà personale,ossia all'arresto.Ciascuna delle camere provvede con proprio regolamento approvato a maggioranza assoluta.Elegge un Presidente che è coadiuvato da un ufficio di presidenza.Il parlamento si riunisce in sede comune quando si deve eleggere il presidente della repubblica,per eleggere 5 giudici costituzionali,per eleggere 10 componenti del consiglio superiore della magistratura,per mettere in stato d'accusa il Presidente della Repubblica per <alto tradimento e attentato alla Costituzione>.Per le questioni più importatanti le camere si riuniscono in assemblea plenaria,con la presenza di tutti i componenti(nel gergo parlamentare in un aula),le riunioni cioè si svolgono nelle grandi aule di Montecitorio per la camera dei deputati e di palazzo Madama per i il senato,ma gran parte del lavoro parlamentare si svolge all'interno di organismi più ristretti :le commissioni permanenti.Ciascuna di esse riunisce un numero ridotto di parlamentari e si occupa di una particolare materia.Tutti i progetti di legge che vengono sottoposti all'approvazione delle camere passano prima di tutto,al vaglio della commissione componenti per materia.Mentre l'assemblea plenaria è la sede naturale per lo svolgimento dei dibattiti politici più importanti.Nel parlamento possiamo trovare anche i gruppi dei parlamentari,che sono,in pratica,i partiti in parlamento.Tutti i deputati o i senatori di ciascun partito formano,nell'ambito della camera di appartenenza,un gruppo parlamentare.I loro presidenti hanno un ruolo istituzionale molto importante.Sono i portavoce ufficiali del proprio partito all'interno di ciascun camera;riuniti insieme formano la conferenza dei presidenti di gruppo cui spetta il compito di programmare i lavori di ciascuna camera fissando quindi le priorità politiche nella discussione parlamentare.Le camere sono organi collegiali organi formati,cioè da una pluralità di persone,che agiscono in modo unitario.Le deliberazioni delle camere sono adottate mediante votazione,secondo il numero legale delle camere, cioè vi deve essere la maggioranza dei loro componenti,o per maggioranze richieste di regola,come stabilisce la costituzione è sufficiente che la deliberazione sia approvata a maggioranza semplice,ossia della maggioranza dei parlamentari presenti in aula al momento della votazione.In casi particolari indicati dalla Costituzione,la maggioranza dei presenti non è sufficiente:occorre la maggioranza assoluta,cioè la metà più uno dei membri della camera.Il parlamento italiano assume una posizione centrale nell'ordinamento costituzionale ,perché è l'unico organo costituzionale che è diretta espressione della sovranità popolare.Tale posizione centrale si riflette nelle funzioni che gli sono attribuite cioè la funzione di indirizzo e controllo politico e la funzione legislativa.Nella funzione di indirizzo e controllo politico il parlamento può chiedere, che i membri del governo rendano conto del loro operato di fronte alle camere e i questo caso essi hanno l'obbligo di intervenire,inoltre il parlamento può Anche prendere l'iniziativa di discutere su qualunque tema politico e formulare direttive politiche che prendono il nome di risoluzioni o di mozioni,cui il governo deve attenersi,pena il rischio di incorrere nella sfiducia del parlamento.La funzione legislativa consiste di fare le leggi,ciò non significa che il potere legislativo sia assoluto,cioè senza limiti.Benché esso possa regolare,in linea generale,qualunque materia,non può mai disporre in contrasto con quanto stabilisce la Costituzione.Oltre a fissare dei limiti invalicabili,la Costituzione stabilisce anche che alcuni argomenti possono essere regolati solo dal parlamento,si parla della riserva legge nel senso che alcune materie sono riservate alla legge cioè al parlamento.Un provvedimento diventa legge quando sia stato seguito un procedimento,cioè una serie di atti e di fatti giuridici posti in sequenza;soltanto al termine di tale procedimento la legge ha esistenza nell'ordinamento giuridico.Questo procedimento è disciplinato dagli artt.71-74della Costituzione e si compone delle seguenti fasi: 1)iniziativa; 2)discussione e approvazione 3)promulgazione 4)pubblicazione Il procedimento può iniziare indifferente dalla camera dei deputati o dal senato;quando la prima camera ha approvato la legge,deve trasmetterla alla seconda che inizierà da capo la discussione e alla fine approverà il testo a sua volta.Se però la seconda camera approva il testo con alcune modifiche dovrà ritrasmetterlo alla prima perché lo approvi nella nuova versione.Quest'ultima è però libera di modificarla ancora,il che renderà necessario un nuovo intervento dell'altra camera,e cosi via finchè lo stesso testo non verrà approvato da ciascuna delle 2 camere. 1)L'iniziativa di legge è la facoltà di proporre una legge alla discussione del parlamento.La proposta di legge non può consistere in una indicazione generica,ma deve essere redatta in articoli.Il più importante è senza dubbio il governo.Esso non può,come noto,fare le leggi,ma in genere ha la necessità di nuove leggi per realizzare il suo programma politico che sono chiamati disegni legge.L'iniziativa legislativa spetta inoltre a ciascun deputato e a ciascun senatore.Meno rilevante è l'iniziativa degli altri organi ed enti a cui fa riferimento l'art.71 della Costituzione:si tratta dei consigli regionali e del Cnel.E' prevista inoltre l'iniziativa popolare art.71 c.2 della Costituzione:occorre che la proposta di legge sia sottoscritta da 50.000 elettori. 2)Discussione e approvazione:il procedimento normale.Una volta giunta alla camera,la proposta di legge può essere discussa e approvata secondo 2 procedimenti diversi quello normale,e quello speciale.La scelta tra i 2 procedimenti spetta ai presidenti delle camere.Il procedimento normale si svolge in 2 fasi,dapprima la proposta di legge viene discussa nella commissione permanente che è competente per materia e poi trasmessa all'assemblea plenaria a cui spetta l'approvazione finale,in questo caso si dice che la commissione si riunisce in sede referente,nel senso che si discute il progetto in via preliminare,vi si apportano le modifiche che si ritengono opportune e poi si riferisce all'assemblea plenaria.In questa ultima sede,una volta sentita la relazione della commissione,si procede a una nuova discussione e poi alla votazione.Essa avviene separatamente per ciascun articolo della legge e poi,al termine,sulla legge nel suo complesso. Pio vi è la discussione e approvazione tramite il procedimento speciale,consiste che la legge può essere approvata in via definitiva,dalla commissione permanente,saltando la fase dell'approvazione nell'assemblea plenaria,in questo caso si dice che la commissione si riunisce in sede deliberante.Sono evidenti i vantaggi di questo procedimento,ma anche i rischi che esso comporta,in questo modo una legge(obbligatoria per tutti i cittadini)finisce per essere discussa e decisa da un numero limitato di parlamentari, perchè le commissioni sono formate da 40-50 membri della camera dei deputati,e 20-30 del senato.La costituzione ha perciò fissato 2 regole per limitare questo inconveniente,cioè una volta iniziato il procedimento speciale è sempre possibile passare al procedimento normale su richiesta del governo,di un decimo dei componenti della camera o di un quinto dei membri della commissione,l'altra regola consiste che il procedimento speciale non può essere mai adottato per un certo numero di materie di particolare importanza, indicate dall'art.72 comma 4 della Costituzione.
3)La promulgazione consiste che una volta che la legge è stata approvata da entrambe le camere,essa deve essere promulgata dal presidente della repubblica,il quale può rinviare la legge alle camere con messaggio motivato chiedere una nuova deliberazione.Se però le camere approvano nuovamente la legge ,questa deve essere promulgata.La promulgazione è una dichiarazione solenne e formale con cui il Presidente della Repubblica afferma l'avvenuta approvazione della legge da parte delle 2 camere e l'obbligo ai cittadini di osservarla 4)La pubblicazione viene fatta sulla gazzetta ufficiale che è appunto,il giornale dello stato.La pubblicazione ha uno scopo pratico evidente:dare ai cittadini la possibilità di conoscere,attraverso una fonte ufficiale,il contenuto delle leggi.La legge entra in vigore di regola il quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione. Al parlamento compete anche l'approvazione delle leggi costituzionali,le norme in esse contenute,hanno lo stesso rango delle norme costituzionali e quindi possono modificare la costituzione.Esse hanno,di conseguenza,una forza superiore delle leggi ordinarie,ma anche in tale funzione il parlamento incontra dei limiti.Uno di essi è espressamente stabilito nella Costituzioneart.139<<La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale>>,non si potrebbe perciò trasformare la repubblica in monarchia,attraverso una modificazione della costituzione,dove si afferma che<<La Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell'uomo>>.Le leggi costituzionali devono essere approvata sempre nell'assemblea plenaria e mai in commissione (art72comma4) e l'approvazione deve essere ripetuta da ciascuna camera 2 volte,e tra una votazione e l'altra si deve intercorrere almeno 3 mesi.Per l'approvazione è necessaria la maggioranza dei due terzi dei membri di ciascun camera,ma se l'approvazione avviene con la maggioranza assoluta,entro 3 mesi la stessa legge può essere sottoposta a referendum popolare,se esso viene richiesto da un quinto dei membri di una camera, da 500.000 elettori o da 5 consigli regionali.Il referendum è una votazione in cui il popolo è chiamato a pronunciarsi su una singola questione con un si o con un no.E' dunque,un istituto di democrazia diretta perché consente al popolo di prendere una decisione direttamente.La Costituzione italiana ha voluto ammettere la possibilità di ricorrere al referendum popolare per l'abrogazione di leggi già esistenti.Il popolo,con referendum,può quindi togliere efficacia a una legge,ma non può ne modificarla,né introdurre una nuova.Inoltre secondo la Costituzione possono essere sottoposti a referendum le leggi del parlamento e gli atti aventi forma di legge,cioè i decreti-legge e i decreti legislativi emanati dal governo.La richiesta può essere sia totale che parziale:può quindi essere richiesta l'abrogazione di singole disposizione all'interno della legge.
Il governo è il più "forte" degli organi costituzionali.
La coesione e la stabilità della maggioranza parlamentare di cui governo espressione;
il grado di autonomia della figura del capo di governo nella scelta dei ministri e dei suoi rapporti con il Parlamento.
Soltanto nel 1988 è stata infatti approvata la legge 400/1988 intitolata "Disciplina dell'attività di governo e ordinamento della presidenza del consiglio dei ministri" che regola in modo completo la composizione del governo e le attribuzioni dei suoi organi.
Inoltre egli "dirige la politica generale del governo", "mantiene l'unità dell'indirizzo politico, amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri" (art. 95 c. 1 Cost.).
come capi dei rispettivi ministeri sono collocati al vertice di un ramo della pubblica amministrazione e sono quindi organi amministrativi;
come membri del consiglio dei ministri essi contribuiscono a definire l'indirizzo politico e sono quindi organi costituzionali.
Nelle ultime compagini governative sono stati assegnati abbastanza stabilmente a ministri senza portafoglio i seguenti incarichi: "pari opportunità", "affari regionali", "funzione politica", "rapporti con il Parlamento", "politiche comunitarie".
i disegni di legge da sottoporre all'approvazione del Parlamento;
i decreti-legge;
le nomine dei più alti funzionari dello Stato.
Per la formazione del governo ha costituzione si limita a stabilire che "il presidente della Repubblica nomina il presidente del consiglio e, su proposta di questo, i ministri" (art. 92 c. 2), ma non indica attraverso quale procedimento.
Se il presidente incaricato ritiene di essere in grado di formare un governo che possa godere della fiducia del Parlamento, egli dichiara di accettare l'incarico che gli è stato conferito e viene nominato "presidente del consiglio" con decreto del capo dello Stato.
"il voto contrario di una o di entrambe le camere su una proposta del governo non importa obbligo di dimissioni" (art. 94 c. 4 Cost.): se dunque il Parlamento respinge un disegno di legge con decreto-legge voluto dal governo, ciò non va inteso automaticamente come espressione di sfiducia e il governo può pertanto restare in carica;
viceversa il governo è giuridicamente obbligato a dimettersi soltanto in un caso: quando il Parlamento approva una mozione di sfiducia, ossia un documento che esplicitamente esprime il disaccordo del Parlamento sulla linea politica seguita dal governo: "La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno 1/10 dei componenti della camera e non può essere messi in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione" (art. 94 c. 5 Cost.).
Il governo dimissionario rimane in carica fino alla nomina del governo successivo per evitare un "vuoto di potere".
LA RESPONSABILITA' POLITICA E PENALE
In questo senso la costituzione dice che "il presidente del consiglio è responsabile della politica generale del governo e che i ministri sono responsabili collegialmente degli atti del consiglio dei ministri".
Lo stesso articolo 95 aggiunge che "i ministri sono responsabili individualmente degli atti dei loro ministeri".
quando un giudice, nel corso dell'indagine, scopre che un ministro potrebbe essere coinvolto in un reato, deve trasmettere gli atti a un collegio di 3 magistrati (il tribunale dei ministri) appositamente costituito presso il tribunale, che svolge le indagini preliminari a carico del ministro e alla fine può decidere se chiedere l'autorizzazione a procedere al Parlamento oppure archiviare il caso;
la camera competente può negare l'autorizzazione "ove reputi con giudizio insindacabile che l'inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di governo". La camera conserva in sostanza il potere di negare l'autorizzazione in base a valutazioni di tipo politico.
Tali provvedimenti vengono chiamati decreti-legge perché in essi si riuniscono l'elemento formale del decreto (sono infatti decisi dal governo) e l'efficacia sostanziale della legge.
La costituzione sottolinea la particolare eccezionalità di tale potere legislativo affidato al governo: i decreti legge possono infatti essere adottati "solo in casi straordinari di necessità e urgenza".
L'atto del governo prende, in questo caso, il nome di decreto legislativo.
l'oggetto della delega in modo preciso e delimitato (è quindi vietata la delega in bianco);
i principi e criteri direttivi a cui governo deve attenersi;
il termine entro cui governo deve emanare il decreto legislativo.
i regolamenti governativi sono deliberati dal consiglio dei ministri, previo parere del Consiglio di Stato e vengono emanati dal presidente della Repubblica;
i regolamenti del presidente del consiglio e i regolamenti ministeriali sono adottati, sempre previo parere del Consiglio di Stato, rispettivamente dal presidente del consiglio o da un singolo ministro nell'ambito della propria competenza.
specificare le modalità di attuazione di una legge (regolamenti esecutivi);
completare la disciplina di leggi recanti norme di principio (regolamenti integrativi);
trattare argomenti che non sono regolati per legge e su cui quindi il governo ha ampia libertà (regolamenti indipendenti)
disporre l'organizzazione degli uffici pubblici secondo le disposizioni dettate dalla legge (regolamenti di organizzazione).
Capo dello Stato e rappresentante dell'unità nazionale, il presidente della Repubblica si colloca, nel nostro ordinamento, al vertice formale dell'organizzazione statale, fornito di limitati ma significativi poteri anche sul piano sostantivo.
Al di sopra delle parti, il capo dello Stato è garante della costituzionalità dell'ordinamento e la Costituzione gli garantisce efficienti poteri per assolvere a questa delicata funzione: egli è un organo tendenzialmente al di sopra delle parti, capace di intervenire in forza di tali poteri costituzionalmente assegnatigli, per consentire al sistema di funzionare nei momenti di crisi o di pericolo. L'indirizzo politico per il quale agisce è distinto da quello di maggioranza e può definirsi "indirizzo costituzionale" proprio in considerazione della posizione che gli spetta di "custode della Costituzione".
Elezione e procedure per l'elezione: il presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri, alla quale partecipano tre delegati per ogni regione, con eccezione della Valle d'Aosta che ne ha uno, eletti dal Consiglio regionale.
La convocazione di tale Parlamento spetta al presidente della Camera dei deputati, che deve provvedervi trenta giorni prima che scada il termine di durata del mandato del presidente in carica. Se però le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, l'elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle nuove Camere. Nel frattempo vengono prorogati i poteri del presidente in carica.
In caso di inadempimento permanente o di morte o di dimissioni del presidente della Repubblica, la convocazione del Parlamento integrato dai rappresentanti regionali ha luogo entro quindici giorni dal verificarsi dell'evento, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o manchi meno di tre mesi alla loro cessazione. In questi casi, ai sensi dell'art. 86 Cost., le funzioni presidenziali sono svolte in qualità di supplente dal presidente del Senato.
L'elezione del presidente della repubblica ha luogo a scrutinio segreto; è dichiarato eletto chi consegua il voto dei due terzi dei componenti dell'Assemblea. Qualora nessuno ottenga un tale risultato, si procede a una seconda ed eventualmente a una terza votazione; solo a partire dal quarto scrutinio è dichiarato eletto chi consegua la maggioranza assoluta.
Proclamato l'esito positivo della votazione, secondo la prassi il presidente della Camera, accompagnato dal Segretario Generale, si reca dall'eletto per consegnargli il verbale dell'avvenuta elezione. Non è prevista in questa fase alcuna accettazione formale da parte dell'eletto.
Requisiti di eleggibilità e incompatibilità: può essere eletto presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquant'anni di età e goda dei diritti civili e politici.
L'ufficio di presidente della Repubblica è inoltre incompatibile con qualsiasi carica o ufficio pubblico o privato e con l'esercizio di qualsiasi professione. Al presidente sono attribuiti una dotazione ed un assegno rivalutati automaticamente annualmente, in base all'indice ISTAT dei prezzi di consumo.
Assunzione della carica: il presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, secondo l'art. 91 Cost. deve prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.
Il giuramento è l'atto con il quale l'eletto capo dello Stato manifesta la sua volontà di accettare la carica e viene immesso nell'esercizio delle sue funzioni. E' ormai prassi consolidata che all'atto del giuramento il presidente rivolga alle Camere riunite un messaggio, oralmente.
- scadenza del mandato: è la situazione normale; il presidente della Camera procederà agli adempimenti di cui all'art. 85 Cost.
- condanna da parte della Corte Costituzionale: per atti non riferentisi all'esercizio delle funzioni presidenziali nei casi preveduti dalla legge.
- morte: il presidente del Senato eserciterà le funzioni di Capo dello Stato e il presidente della Camera indirà entro i quindici giorni dall'evento luttuoso l'elezione del nuovo presidente della Repubblica.
- impedimento permanente all'esercizio delle funzioni: questa ipotesi potrebbe sollevare più problemi rispetto alla morte.
Alla cessazione della carica il presidente della Repubblica diventa senatore di diritti, a vita, secondo l'art. 59 Cost. La carica si acquista automaticamente, senza bisogno di accettazione, ma è rinunciabile per espressa disposizione costituzionale. Se il presidente ha perduto la cittadinanza o i diritti civili e politici non può diventare senatore.
Sostituzione temporanea del presidente: si è detto che, secondo l'art. 86, qualora il presidente della Repubblica non possa adempiere le sue funzioni, queste sono esercitate dal presidente del Senato.
L'istituto della supplenza del presidente del Senato è lasciato dalla Costituzione a regole di correttezza: è presupposto un impedimento temporaneo o permanente del presidente della Repubb.
Se l'impedimento è permanente devono sussistere ragioni di salute, e il presidente del Senato eserciterà le funzioni di capo dello Stato fino all'entrata in carica del nuovo presidente della Repubblica. Se l'impedimento è temporaneo, dovrà risultare da una situazione obiettiva (ad esempio viaggi all'estero) e non da decisione personale del capo dello Stato, la cui valutazione è peraltro rilevante e può risultare determinante; è escluso l'istituto della delega delle funzioni.
Accertato l'impedimento, il presidente del Senato acquista immediatamente l'esercizio delle funzioni presidenziali, con tutte le prerogative della carica, senza necessità di alcuna particolare procedura e senza l'obbligo di prestare giuramento. In astratto, il supplente può esercitare tutte le funzioni del presidente impedito; tuttavia si è ritenuto che la correttezza costituzionale gli impedisca di adottare decisioni di particolare rilievo politico, quale lo scioglimento delle Camere, o non particolarmente urgenti, come la nomina di sentori a vita.
Nell'ordinamento internazionale: nello svolgimento dell'attività internazionale del nostro Stato, il presidente della Repubblica:
b) accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, secondo l'art. 87 Cost.;
c) ratifica i trattati previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere. Tale autorizzazione è richiesta per i trattati di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.;
d) dichiara lo Stato di guerra deliberato dalle Camere. Nella prassi soltanto con legge potrebbero essere conferiti al Governo i "poteri necessari" e solo successivamente il presidente della Repubblica potrebbe procedere alla formale dichiarazione di guerra (che tuttavia nel nostro ordinamento, ai sensi dell'art. 11 Cost., può solo essere guerra difensiva).
Nell'ordinamento interno:
¶ Gli atti di indirizzo governativo: gli atti che rendono concreta la politica del Governo vengono imputati al Presidente della repubblica per ragioni formali, ma non indicano una competenza sostanziale dell'organo alla loro adozione, e vengono definiti atti di indirizzo governativo. La legge 12 gennaio 1991,n.13, ha indicato 30 gruppi di atti che vanno, appunto, adottati con decreto presidenziale con elencazione esplicitamente dichiarata tassativa e tale da non poter essere "modificata, integrata, sostituita o abrogata se non in modo espresso".
· Gli atti esecutivi di prescrizioni costituzionali: altri atti devono essere compiuti dal presidente
della Repubblica per lo stesso funzionamento dell'ordinamento costituzionale. Si tratta di atti
per una nuova deliberazione; l'indizione del referendum popolare, costituzionale o abrogativo;
l'indizione delle elezioni delle nuove Camere e la fissazione della loro prima riunione.
¸ La presidenza di organi collegiali: spetta al presidente della Repubblica la presidenza di organi
¹ Gli atti di prerogativa: si tratta di concessioni di onorificenze di ordini cavallereschi, di potere
di grazia e di commutazione delle pene, secondo l'art. 87 Cost., mentre la potestà di concedere
º Gli atti di indirizzo presidenziale: sono atti attribuiti non solo formalmente, ma anche sostanzialmente, al capo dello Stato. In forza di tali poteri, il nostro presidente non è solo l'organo neutro e di intermediazione, bensì l'organo attivo abilitato ad intervenire con atti rilevanti, nell'interesse del rispetto della Costituzione e di quell'unità nazionale che spetta al presidente rappresentare. In particolare:
- L'accettazione delle dimissioni del governo: spetta al Presidente accettare le dimissioni presentate dal Governo. Quando il Governo non ha ottenuto la fiducia delle Camere o è stato colpito da sfiducia l'atto è dovuto, così come nel caso di morte, impedimento permanente o decadimento della carica del presidente del Consiglio. Quando invece il Governo presenta le sue dimissioni per valutazioni politiche il capo dello Stato può giocare un ruolo importante e la sua decisione di accettare o di respingere le dimissioni del Governo, rientra in una valutazione autonoma e fondata sugli interessi generali del Paese.
- L'autorizzazione alla presentazione di disegni di legge di iniziativa governativa: l'atto di autorizzazione della presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo ha per lo più valore formale.
- La convocazione straordinaria delle Camere: tale potere, previsto dall'art. 62 Cost., non è mai stato esercitato fino ad oggi.
- L'invio di messaggi alle Camere: i messaggi del capo dello Stato alle Camere hanno un senso solo se si considerano come atti di indirizzo presidenziale, come la possibilità data al presidente, in momenti gravi per il Paese, di prendere l'iniziativa di inviare alle Camere messaggi per richiamare la loro attenzione su questioni che meritino di essere esaminate e discusse.
- Il potere di esternazione: il presidente della Repubblica deve avere la possibilità di esprimere le proprie valutazioni in ordine all'indirizzo costituzionale a lui rimesso, rivolgendole alle Camere con messaggi formali, ma anche ad altre istituzioni costituzionali e al Paese. Tali esternazioni non possono però investire questioni che rientrano nella competenza del Governo e del Parlamento e non devono essere contestazioni da parte del presidente delle istituzioni costituzionali che a lui spetta di garantire.
- Lo scioglimento delle Camere: è il potere più rilevante attribuito al capo dello Stato, contrappeso al potere delle Assemblee di condizionare, con il voto di fiducia, l'esistenza del Governo nominato dal presidente della Repubblica. Dopo il 1948 si sono avuti numerosi scioglimenti anticipati, determinati da motivazioni tecniche (1953, 1958, 1963, 1968), situazioni di instabilità politica del Parlamento (1972, 1976, 1979, 1983, 1987) contrasti istituzionali (1992), bufere giudiziarie e mutamento delle leggi elettorali (1994), rotture politiche (1996). Il potere di scioglimento risponde, anzitutto, alla necessità di garantire il funzionamento delle istituzioni in caso di incapacità delle Camere di dare un Governo almeno relativamente stabile al Paese. L'art. 88 Cost., che non parla sui casi nei quali può farsi ricorso allo scioglimento anticipato, contiene due indicazioni procedurali. Infatti il capo dello Stato: a) prima di disporre lo scioglimento deve consultare i presidenti delle due Camere e b) non può procedere a scioglimento negli ultimi sei mesi del suo mandato ("semestre bianco").
- La nomina di cinque giudici costituzionali: spetta al presidente nominare un terzo dei giudici della Corte Costituzionale (cioè cinque), dopo l'elezione degli altri dieci giudici, per consentire al presidente della Repubblica di integrare la composizione della Corte con quelle competenze che fossero state eventualmente trascurate dal Parlamento o dalle supreme magistrature.
- La nomina di cinque senatori a vita: secondo l'art. 59 Cost. La scelta rimessa al presidente garantisce una valutazione obiettiva e non condizionata da considerazioni politiche particolari e, come tale, rientra nelle esigenze politiche del sistema.
La tutela del capo dello Stato è disciplinata dal Codice Penale, che protegge il presidente della Repubblica contro particolari reati quali l'attentato contro la sua vita, la sua incolumità e la sua libertà personale (art. 276); l'offesa alla sua libertà (art. 277); l'offesa al suo onore e prestigio (art.278). Secondo l'art. 279 il presidente non ha responsabilità e non può essere biasimato per gli atti del Governo da lui emanati, tuttavia per lo stesso criterio si ritiene che sia responsabile per gli atti di indirizzo presidenziale.
Responsabilità politica: secondo l'art. 89 Cost., nessun atto di indirizzo governativo è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che se ne assumono la responsabilità. Per quanto riguarda gli atti di indirizzo presidenziale, il Governo non si assume invece nessuna responsabilità politica.
Responsabilità penale: ai sensi di Costituzione (art. 90 Cost.), il presidente non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, con l'eccezione nel caso di alto tradimento o di attentato alla Costituzione. A mettere il presidente in stato di accusa è il Parlamento in seduta comune, a giudicarlo la Corte Costituzionale in composizione integrata.