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Timestamp: 2020-04-10 09:02:26+00:00
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Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 24 febbraio 2016, n. 3611. L’ufficio, che pretende da un contribuente le imposte non versate da parte del defunto, deve provare la sua qualità di erede. A tal fine non è sufficiente la produzione della mera denuncia di successione presentata poiché occorrono gli atti dello stato civile - Renato D'Isa
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1. A seguito di processo verbale di constatazione della Guardia di Finanza di Sondrio del 17.12.1996, veniva notificato a (OMISSIS) un avviso di rettifica, con il quale l’Ufficio recuperava a tassazione la maggiore IVA dovuta per l’anno di imposta 1991.
3. L’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate veniva, altresi’, disatteso dalla CTR della Lombardia con sentenza n. 80/2000, impugnata dall’Amministrazione finanziaria con ricorso per cassazione, accolto da questa Corte con sentenza n. 6346/2008, depositata il 10.3.2008, con la quale la decisione di appello suindicata veniva cassata con rinvio ad altra sezione della CTR della Lombardia.
4. Il giudizio era, quindi, riassunto dall’Ufficio nei confronti di (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS), eredi di (OMISSIS), deceduto in data (OMISSIS). La CTR – con sentenza n. 107/1/2009, depositata il 5.8.2009 – accoglieva l’appello dell’Amministrazione finanziaria, ritenendo fondata e comprovata la pretesa azionata nei confronti del contribuente.
5. Per la cassazione della sentenza n. 107/1/2009 hanno proposto, quindi, ricorso (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS) nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, affidato a quattro motivi. L’amministrazione intimata non ha svolto attivita’ difensiva.
1. Con il primo motivo di ricorso, (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS) denunciano la violazione degli articoli 100 e 300 c.p.c., in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
2. Con il secondo motivo di ricorso, (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS) denunciano la violazione dell’articolo 303 c.p.c., in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
3. Con il terzo motivo di ricorso, (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS) denunciano la violazione degli articoli 519 e 521 c.c., in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
4. Con il quarto motivo di ricorso, (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS), denunciano la violazione dell’articolo 2697 c.c., nonche’ l’omessa motivazione su un punto decisivo della controversia, in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5.
5. L’accoglimento del quarto motivo di ricorso comporta la cassazione dell’impugnata sentenza, con rinvio ad altra sezione della CTR della Lombardia, che dovra’ procedere a nuovo esame del merito della controversia, motivando adeguatamente in ordine alla questione suindicata. Il giudice di rinvio si atterra’, inoltre, al seguente principio di diritto: “in tema di obbligazioni tributarie, grava sull’Amministrazione finanziaria creditrice del de cuius l’onere di provare l’accettazione dell’eredita’ da parte dei chiamati, per potere esigere l’adempimento dell’obbligazione del loro dante causa; tale onere non puo’ essere assolto con la produzione della sola denuncia di successione, mentre e’ idoneamente adempiuto con la produzione degli atti dello stato civile, dai quali e’ dato coerentemente desumere quel rapporto di parentela con il de cuius che legittima alla successione ai sensi degli articoli 565 c.c. e ss., o di qualsiasi altro documento dal quale possa, con pari certezza, desumersi la sussistenza di detta qualita'”.
6. Il medesimo giudice provvedera’, infine, alla liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimita’.