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Timestamp: 2018-02-23 11:53:57+00:00
Document Index: 31770382

Matched Legal Cases: ['art. 46', 'art.46', 'art. 38', 'art. 46', 'art. 38', 'art. 46', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 14', 'art. 38', 'art. 117', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 113']

Illegittimità delle esclusioni non previste dopo il 14 maggio 2011, anche in Sicilia (N. 00196/2012)
Lazzini Sonia, 21 aprile 2012
Qui la sentenza: Illegittimità delle esclusioni non previste dopo il 14 maggio 2011, anche in Sicilia (N. 00196/2012)
Applicabilità della tassatività delle cause di esclusione:anche in Sicilia in vigore dal 14 maggio 2011_così deciso dal Tar Sicilia, Catania n. 196 del 26 gennaio 2012
l’esclusione dalla gara per ragioni differenti da quelle previste dal citato comma 1 bis dell’art. 46 del medesimo d. lgs., disposta dopo l’entrata in vigore di detta disposizione, comporta illegittimità dell’esclusione stessa e di tutti gli atti ad essa conseguenti
Il terzo motivo, sotto altro profilo, censura l’operato dell’amministrazione per avere questa disatteso il comma 1 bis all’art.46 del Codice degli appalti, che impone normativamente il principio, già elaborato in giurisprudenza, della tassatività delle cause di esclusione, restringendo la possibilità di comminare l’esclusione dalle procedure di evidenza pubblica alle ipotesi di incertezza sulla provenienza della domanda, sul suo contenuto o sulla sigillazione dei plichi. Ogni altra previsione di impedimento alla partecipazione è sanzionata con la nullità.
Orbene, non v’è dubbio che la disciplina delle cause di esclusione dalle gare di evidenza pubblica non possa che essere unitariamente applicata in tutto il territorio nazionale; né in realtà le parti resistenti hanno sostenuto il contrario.
Pertanto, anche a prescindere dalla questione della necessità o meno del recepimento della nuova formulazione dell’art. 38 d. lgs. n. 163/2006da parte della Regione, e come già ritenuto in ipotesi consimili da altri Tar, l’esclusione dalla gara per ragioni differenti da quelle previste dal citato comma 1 bis dell’art. 46 del medesimo d. lgs., disposta dopo l’entrata in vigore di detta disposizione, comporta illegittimità dell’esclusione stessa e di tutti gli atti ad essa conseguenti (cfr.: Tar Genova, II, n. 1396/2011; Tar Veneto, I, n. 1376/2011). Infatti, anche a voler ritenere applicabile – ma il collegio ritiene, come già precisato, il contrario – la vecchia formulazione dell’art. 38 più volte citato, la conseguenza sarebbe stata, ai sensi dell’art. 46, comma 1 bis, d. lgs. n. 163/2006, non già l’automatica esclusione dell’impresa dalla gara e la revoca dell’aggiudicazione, bensì l’invito alla stessa ad integrare la dichiarazione (cfr.: Tar Veneto, sent. poc’anzi citata).
Passaggio tratto dalla sentenza numero numero 196 del 26 gennaio 2012 pronunciata dal Tar Sicilia, Catania
Per quanto riguarda la mancanza della dichiarazione ai sensi della lett. m-ter dell’art. 38 d. lgs. n. 163/2006 da parte dell’architetto Occhipinti Antonino, direttore tecnico cessato dell’impresa Di Ricorrente s.r.l., il collegio esamina prioritariamente, per ragioni di ordine logico, la censura dedotta con il terzo motivo di ricorso, secondo cui – per un primo profilo – alla gara in questione di sarebbe dovuta applicare la normativa introdotta dal cosiddetto “decreto sviluppo” (d.l. n. 70/2011, entrato in vigore il giorno 14.5.2011), che ha modificato l’art. 38 d.lgs. n. 163/2006, sostituendo l’espressione “cessati dalla carica nel triennio” con l’espressione “cessati dalla carica nell’anno”; detta disposizione è infatti entrata in vigore, come su precisato, il 14.5.2011, anteriormente alla pubblicazione del bando di gara (GURS n. 20 del 20.5.2011).
Con riguardo a tale questione, parte controinteressata sostiene che nella materia dei lavori pubblici – riservata alla competenza legislativa esclusiva della Regione dall’art. 14 dello Statuto – il rinvio alla legge n. 109/1994 contenuto nella l.r. n. 7/2002 è un rinvio statico, quindi la legge statale di cui trattasi è stata applicata nella Regione secondo la formulazione vigente al momento dell’entrata in vigore della normativa regionale di recepimento; praticamente in Sicilia – secondo tale ricostruzione – si applicherebbero immediatamente solo gli istituti di pretta derivazione comunitaria. La disciplina contenuta nel richiamato “decreto sviluppo” è stata recepita dalla Regione Sicilia con l.r. n. 12/2011 – pubblicata in GURS n. 30 del 14.7.2011 – entrata in vigore il 29.7.2011, quindi in epoca successiva alla pubblicazione del bando di gara di cui trattasi. Parte controinteressata conclude quindi per l’inapplicabilità alla fattispecie in esame delle modificazioni introdotte all’art. 38 più volte citato. Analoghe argomentazioni svolge in proposito il Comune di Piazza Armerina.
Il collegio condivide l’orientamento espresso in proposito dal Tar Palermo (sent. n. 925/2011 della terza sezione), con la quale si è affermato che “la previsione di cui alla citata lett. m-ter… costituisce, in realtà, la comminatoria di una sanzione da irrogarsi – seppur occasionata dalla partecipazione a procedure di affidamento di contratti pubblici – ai soggetti che abbiano omesso di denunciare i fatti cui la medesima disposizione fa riferimento. Ne deriva che essa va ritenuta una disciplina da inquadrarsi quale espressione della potestà legislativa esclusiva statale in materia di ‹‹ordine pubblico e sicurezza›› (art. 117, comma secondo, Cost.), più che in quella regionale in materia di lavori pubblici, con la conseguenza che ne va predicata la sua immediata applicazione anche in ambito regionale siciliano pur in assenza di una espressa disciplina di ‹‹recepimento››”.
Ovviamente, le medesime, condivisibili considerazioni su esposte valgono nei confronti di ulteriori modificazioni dell’art. 38 e delle cause di esclusione dagli appalti ivi previste, che sono tutte da inquadrare nella materia dell’ordine pubblico e della sicurezza.
La censura è dunque per l’aspetto esaminato fondata, in quanto il già direttore tecnico Occhipinti Antonino è cessato dalla carica da oltre un anno; la fattispecie si colloca pertanto al di fuori dall’ambito applicativo della nuova formulazione dell’art. 38 d.lgs. n. 163/2006, con conseguente mancanza di oneri dichiarativi.
Ecco la precedente giurisprudenza
Il Tar Veneto non smette di sorprendere per la terza volta_illegittima esclusione per cauzione insufficiente, inefficacia del contratto e obbligo di rifacimento dell’intera procedura
Così infatti dispone il primo comma: “L’offerta è corredata da una garanzia, pari al due per cento del prezzo base indicato nel bando o nell’invito, sotto forma di cauzione o di fideiussione, a scelta dell’offerente”; a sua volta il comma ottavo dispone : “L’offerta è altresì corredata, a pena di esclusione, dall’impegno del fideiussore a rilasciare la garanzia fideiussoria per l’esecuzione del contratto, di cui all’art. 113, qualora l’offerente risultasse affidatario”.