Source: http://infermieristicamente.it/articolo/12080/furbetti-del-cartellino-illegittima-la-legge-anti-assenteisti-stop-al-danno-d-immagine
Timestamp: 2020-06-01 15:20:39+00:00
Document Index: 120623033

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 55', 'sentenza ', 'art. 76', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 4']

Furbetti del cartellino. Illegittima la legge anti-assenteisti. Stop al danno d’immagine - Infermieristicamente - Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche
Furbetti del cartellino. Illegittima la legge anti-assenteisti. Stop al danno d’immagine
Negli ultimi anni si è assistito al dilagare del fenomeno dell’assenteismo.
Parliamo dei cosiddetti “furbetti del cartellino”, autori di condotte di varia tipologia quali la timbratura del cartellino al posto di colleghi, l'allontanamento dal servizio senza autorizzazione, la simulazione di infermità e lo svolgimento di attività extraistituzionale in orario di lavoro.
Nel tentativo di arginare il fenomeno il legislatore è intervenuto sotto un duplice profilo:
quello del ricarcimento patrimoniale cagionato all'Amministrazione di appartenenza per l'indebita percezione della retribuzione in assenza della corrispettiva prestazione del servizio
quello del danno non patrimoniale arrecato all'immagine e al prestigio della medesima Amministrazione.
La sentenza della Corte Costituzionale n. 61 del 10 aprile 2020 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di parte dell’art. 55-quater nella parte in cui disciplina la falsa attestazione in servizio dei dipendenti pubblici, con particolare riferimento alla previsione della responsabilità del dipendente per danno all'immagine.
La dichiarazione di illegittimità costituzionale: sentenza n. 61 del 9 gennaio - 10 aprile 2020 (in Gazzetta Ufficiale, Prima Serie Speciale - Corte costituzionale n. 16 del 15 aprile 2020).
La Corte dei conti, Sezione Giurisdizionale Regionale per l'Umbria, è stata chiamata a pronunciarsi in ordine all'azione di responsabilità nei confronti di una dipendente comunale che per quattro giorni aveva attestato falsamente la propria presenza in servizio sino alle ore 18:00 anziché fino alle ore 17:00 (orario di effettiva interruzione del servizio).
La Consulta ritiene violati gli articoli 76 e 3 della Costituzione. L'art. 76, che disciplina i decreti legislativi, dispone che: "L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti." Questo perché la norma che si considera incostituzionale, è stata introdotta dal legislatore delegato eccedendo i limiti della delega. Il Governo infatti non avrebbe potuto introdurre norme sostanziali in grado di fissare criteri di liquidazione del danno all'immagine derivanti dalla falsa attestazione della presenza sul posto di lavoro da parte dei dipendenti pubblici, stabilendo un limite edittale minimo che mette in pericolo il rispetto del principio di proporzionalità tra la gravità del fatto concreto e la sanzione. Evidente inoltre l'eterogeneità dei poteri sanzionatori disciplinari del datore e di azione della Procura, altro elemento da cui emerge il palese eccesso di delega in cui è incorso il legislatore.
Violato anche l'art. 3 della Costituzione, in combinazione con gli articoli n. 23, 117 comma 1 Costituzione in relazione all'art. 6 CEDU e art. 4 e Protocollo n. 7, perché la norma obbliga il giudice contabile ad applicare una condanna sanzionatoria, senza poter tenere conto concretamente della gravità della condotta del dipendente pubblico, in violazione del principio di proporzionalità.