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Timestamp: 2017-01-21 06:39:54+00:00
Document Index: 179930066

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 85', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 254 del 20.06.2008
legge 212 del 2000. Cessione gratuita di beni alle ONLUS. Art. 13, comma 3, del
specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 13, comma 3, del
La ALFA NV - con sede legale in Amsterdam (Olanda)
e sede dell'amministrazione e gestionale in via ... n. ..., .... - riferisce di
avere intenzione di cedere gratuitamente alcuni dei prodotti da essa
commercializzati alle ONLUS.
In particolare la ALFA specifica di voler cedere
gratuitamente alle ONLUS alcuni prodotti di telefonia mobile quali telefoni
cellulari e relativi accessori, connect card, internet box e palmari, non più
in alcun modo commercializzabili o oggetto di vendita sul mercato di riferimento
per il completo superamento degli stessi.
L'istante riferisce, al riguardo, che trattasi di
modelli obsoleti in quanto non più in linea con gli attuali standards di
mercato in termini di tecnologia (ad es. funzionalità disponibili nei prodotti,
velocità di connessione, etc) e/o di design (ad es., forma, dimensione e colore
dei prodotti, etc.) e che verranno utilizzati dalle ONLUS in conformità alle
proprie finalità istituzionali.
Ciò posto, l'istante chiede se alle cessioni gratuite
alle ONLUS dei beni sopra descritti sia applicabile la disposizione agevolativa
recata dall'art. 13, comma 3, del decreto legislativo 4 dicembre 197, n. 460,
così come modificato dall'art. 1, comma 130, della legge 24 dicembre
L'istante ritiene che alla cessione gratuita alle
ONLUS di beni di telefonia mobile non più commercializzabili perchè obsoleti
(da un punto di vista tecnologico e/o di design), sia applicabile la
disposizione agevolativa recata dall'art. 13, comma 3, del decreto legislativo 4
dicembre 1997, n. 460, così come modificato dall'art. 1, comma 130, della legge 24 dicembre
Secondo l'interpellante detti beni, destinati ad essere
esclusi dal mercato o distrutti, devono essere trattati alla stregua dei beni
che presentano "imperfezioni, alterazioni, danni o vizi".
L'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 4
dicembre 1997, n. 460, così come modificato dal comma 130 dell'articolo 1 della
legge 24 dicembre 2007, n. 244 stabilisce quanto segue:
"I beni non di lusso alla cui produzione o al cui
scambio è diretta l'attività d'impresa, diversi da quelli di cui al comma 2,
che presentino imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che pur non modificandone
l'idoneità di utilizzo non ne consentono la commercializzazione o la vendita,
rendendone necessaria l'esclusione dal mercato o la distruzione, qualora siano
ceduti gratuitamente alle ONLUS, per un importo corrispondente al costo
specifico sostenuto per la produzione o l'acquisto complessivamente non
superiore al 5 per cento del reddito d'impresa dichiarato, non si considerano
85, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. I predetti beni si
considerano distrutti agli effetti dell'imposta sul valore aggiunto".
L'agevolazione recata dal comma 3 dell'art. 13 del
decreto legislativo n. 460 del 1997, in sostanza neutralizza, ai fini delle
imposte sui redditi, gli effetti dell'art. 85, comma 2, del TUIR, il quale
considera ricavi, tra l'altro, il valore normale dei beni alla cui produzione o
In base all'art. 13, comma 3, citato è, pertanto,
consentito alle imprese cedere gratuitamente alle ONLUS beni alla cui produzione
o al cui scambio è diretta l'attività dell'impresa, diversi dalle derrate
alimentari e dai prodotti farmaceutici, senza che il valore normale dei beni
ceduti venga considerato tra i ricavi dell'impresa stessa, a condizione che
vengano rispettati i requisiti e i limiti stabiliti dalla norma stessa. Ai fini
dell'IVA i beni oggetto delle suddette cessioni si considerano distrutti.
Chiarimenti in merito alle cessioni gratuite di beni
diversi dalle derrate alimentari e dai prodotti farmaceutici alle ONLUS sono
stati forniti con circolare n. 26/E
del 26 marzo 2008.
L'anzidetta circolare ha precisato, tra l'altro, che i
beni ceduti gratuitamente alle ONLUS, al fine dell'applicabilità delle
disposizioni recate dal richiamato art. 13, comma 3, del decreto legislativo n.
460 del 1997, devono avere i seguenti requisiti:
1) deve trattarsi di beni "non di
lusso";
2) detti beni devono presentare particolari
anomalie consistenti in imperfezioni, alterazioni, danni o vizi;
3) dette anomalie devono essere tali da non
modificare l'idoneità di utilizzo degli stessi beni;
4) le imperfezioni, le alterazioni, i danni
o vizi devono essere tali, tuttavia, da non consentire la commercializzazione o
la vendita dei beni, rendendone necessaria l'esclusione dal mercato o la
Come precisato nella citata circolare n. 26/E del 2008, il legislatore ha
circoscritto l'agevolazione alle cessioni gratuite, in favore delle ONLUS, di
beni non di lusso, alla cui produzione o al cui scambio è diretta l'attività
dell'impresa, che, sebbene ancora idonei all'uso, presentino difetti originari o
sopravvenuti che ne rendano necessaria l'eliminazione dal circuito commerciale.
Ciò premesso, riguardo alla fattispecie in esame, si
osserva che i beni che l'interpellante intende cedere gratuitamente a favore
delle ONLUS sono prodotti di telefonia mobile (quali telefoni cellulari e
relativi accessori, connect card, internet box e palmari) che, sebbene ancora
idonei all'uso, sono esclusi dal mercato in quanto obsoleti.
L'obsolescenza comporta in sostanza, nel caso di
specie, una rilevante alterazione del valore economico del prodotto tanto da
costituire per il bene stesso una anomalia sopravvenuta che ne impedisce la
commercializzazione o la vendita.
Si ritiene, pertanto, che alle cessioni gratuite alle
ONLUS di beni di telefonia mobile, i quali, ancorché idonei all'uso, a causa
della obsolescenza, non sono più commercializzabili o oggetto di vendita,
possano essere applicate le disposizioni agevolative recate dall'art. 13, comma
3 del decreto legislativo n. 460 del 1997 nel rispetto dei limiti e delle
condizioni ivi espressamente previsti nonché delle procedure richiamate nella
citata circolare n. 26/E del 26 marzo