Source: https://renatodisa.com/2017/04/18/corte-di-cassazione-sezioni-unite-civili-sentenza-22-marzo-2017-n-7295/
Timestamp: 2017-06-26 08:52:43+00:00
Document Index: 21117786

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Corte di Cassazione, sezioni unite civili, sentenza 22 marzo 2017, n. 7295 – Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezioni unite civili, sentenza 22 marzo 2017, n. 7295	By Avv. Renato D'Isa on 18 aprile 2017	• ( Lascia un commento )
Perché si configuri il vizio di eccesso di potere giurisdizionale da parte del giudice amministrativo sotto la specie dell’esercizio di una attività decisoria implicante l’adozione di una statuizione corrispondente ad un’attività provvedimentale, il cui compimento l’ordinamento riserva all’amministrazione, eventualmente anche come conseguenza dovuta di una decisione dello stesso giudice amministrativo, è necessario che quella statuizione abbia un contenuto corrispondente a quello del potere riservato alla pubblica amministrazione. Ora, alla figura della declaratoria di inefficacia del contratto disciplinata dall’art. 122 e prima ancora dall’art. 121 del cod. proc. amm. quale possibile statuizione del giudice amministrativo in presenza di certi presupposti, non fa riscontro una figura di provvedimento amministrativo di declaratoria di inefficacia del contratto, stipulato in àmbito di disciplina dei contratti pubblici attribuito all’amministrazione: il che esclude la possibile configurazione del vizio di eccesso di potere giurisdizionale
sentenza 22 marzo 2017, n. 7295
Dott. RORDORF Renato – Primo Pres. f. f.
Dott. MAZZACANE Vincenzo – Presidente Sezione
Dott. DI IASI Camilla – Presidente Sezione
Dott. PETITTI Stefano – Presidente Sezione
sul ricorso 16725-2015 proposto da:
(OMISSIS) A R.L., in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in (OMISSIS), presso lo studio degli Avvocati (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS), che la rappresentano e difendono;
(OMISSIS) S.R.L., in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in (OMISSIS), presso lo Studio Legale Pellegrino, rappresentato e difeso dagli Avvocati (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS);
ISTITUTO AUTONOMO PER LE CASE POPOLARI DELLA PROVINCIA DI NAPOLI, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, presso la Cancelleria della Corte di Cassazione, rappresentato e difeso dagli Avvocati (OMISSIS) e (OMISSIS);
– intimatia –
avverso la sentenza del CONSIGLIO DI STATO, depositata in data 27/04/2015.
Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 24/01/17 dal Cons. Dott. RAFFAELE FRASCA; uditi gli Avvocati (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS);
udito il P.M., in persona dell’Avv. Gen. FUZIO RICCARDO, che ha concluso per l’inammissibilita’ del ricorso, assorbite le questioni di costituzionalita’.
1. Il (OMISSIS) a r.l. ha proposto ricorso alle Sezioni Unite della Corte di cassazione, ai sensi dell’articolo 111 Cost., u.c., contro la s.r.l. (OMISSIS), in proprio e in qualita’ di mandataria dell’ (OMISSIS) con (OMISSIS) s.r.l. e nei confronti dell’Istituto Autonomo per le Case Popolari di Napoli, avverso la sentenza del Consiglio di Stato n. 2157 del 27 aprile 2015, che ha provveduto sull’appello proposto dalla s.r.l. (OMISSIS) avverso la sentenza del Tar Campania n. 6066 del 2013.
2. La vicenda oggetto del giudizio dinanzi al giudice amministrativo e’ stata originata dalla proposizione, da parte della s.r.l. (OMISSIS), di un ricorso avverso l’esito della gara indetta dall’I.A.C.P. per l’appalto del Servizio di gestione, conduzione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti elevatori per il periodo dal giugno 2012 al maggio 2018 nei Comuni di Napoli.
A seguito dell’aggiudicazione al consorzio ricorrente, la (OMISSIS) proponeva ricorso al Tar Campania, adducendo che la commissione aggiudicatrice aveva illegittimamente integrato i criteri di valutazione delle offerte dopo averle prese in considerazione. Il Tar Campania rigettava sia il ricorso principale sia il ricorso incidentale con cui il consorzio aveva chiesto dichiararsi l’illegittimita’ della partecipazione della controparte alla gara.
3. Il Consiglio di Stato con la sentenza impugnata, ha ribadito il rigetto del ricorso incidentale, ma, in riforma della sentenza di primo grado, ha accolto il ricorso principale, disponendo l’annullamento degli atti di gara e, stante la richiesta espressa della (OMISSIS), formulata gia’ con il ricorso introduttivo, ha dichiarato l’inefficacia del contratto stipulato tra lo (OMISSIS) ed il Consorzio all’esito della procedura di gara.
4. Al ricorso del Consorzio ha resistito con controricorso la s.r.l. (OMISSIS), mentre l’ (OMISSIS) ha notificato e depositato un controricorso, nel quale chiede l’accoglimento del ricorso.
2.1. La norma regolatrice dell’esercizio della giurisdizione di cui si assume la violazione e’ l’articolo 122 del cod. proc. amm., il quale – sotto la rubrica “inefficacia del contratto negli altri casi”, che si spiega in ragione di quella dell’articolo 121 precedente, che disciplina la “inefficacia del contratto nei casi di gravi violazioni” – cosi’ dispone in tema di poteri del giudice amministrativo allorquando, nell’esercizio della sua giurisdizione, annulli l’aggiudicazione definitiva: “1. Fuori dei casi indicati dall’art.121, comma 1, e dall’articolo 123, comma 3, il giudice che annulla l’aggiudicazione definitiva stabilisce se dichiarare inefficace il contratto, fissandone la decorrenza, tenendo conto, in particolare, degli interessi delle parti, dell’effettiva possibilita’ per il ricorrente di conseguire l’aggiudicazione alla luce dei vizi riscontrati, dello stato di esecuzione del contratto e della possibilita’ di subentrare nel contratto, nei casi in cui il vizio dell’aggiudicazione non comporti l’obbligo di rinnovare la gara e la domanda di subentrare sia stata proposta.”.
Ora, alla figura della declaratoria di inefficacia del contratto disciplinata dall’articolo 122 e prima ancora dall’articolo 121 del cod. proc. amm. quale possibile statuizione del giudice amministrativo in presenza di certi presupposti, non fa riscontro una figura di provvedimento amministrativo di declaratoria di inefficacia del contratto, stipulato in ambito di disciplina dei contratti pubblici attribuito all’amministrazione. Cio’ si rileva con riferimento alla disciplina del Decreto Legislativo n. 163 del 2066, sotto la cui vigenza si colloca la vicenda di cui e’ processo. Ma non diverso rilievo e’ possibile con riguardo alla nuova disciplina di cui al Decreto Legislativo n. 50 del 2016.
4. Le spese seguono la soccombenza, che sussiste solo nei confronti della resistente (OMISSIS), avendo l’ (OMISSIS) di Napoli aderito al ricorso. Le spese si liquidano in dispositivo ai sensi del Decreto Ministeriale n. 55 del 2014.
Ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 13, comma 1 – quater, si deve dare atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del citato articolo 13, comma 1 – bis.
La Corte rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente alla rifusione alla resistente (OMISSIS) s.r.l. delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in euro ventimila, oltre duecento per esborsi, nonche’ le spese generali al 15% e gli accessori come per legge. Ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 13, comma 1 – quater, da’ atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del citato articolo 13, comma 1 – bis
Categorie:Cassazione civile 2017, Diritto Amministrativo, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Unite	Con tag:difetto di giurisdizione,difetto di giurisdizione del giudice amministrativo,gara d'appalto,Presidente RORDORF Renato	Navigazione articolo