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Timestamp: 2016-10-24 16:02:42+00:00
Document Index: 125629616

Matched Legal Cases: ['art.11', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 50']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 157 del 15.06.2009
Istanza di interpello - art.11, legge
27 luglio 2000, n. 212 - IRPEF - oneri deducibili - assegno al coniuge
divorziato - art. 10 - DPR 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR)
L'istante in sede di divorzio e' stato condannato
con sentenza a corrispondere un assegno alimentare pari a euro ..., all'ex
coniuge, signora TIZIA, subendo a tal fine una trattenuta dall' INPS sulla
propria pensione. Successivamente, l'istante ha proposto azione legale nei
confronti della ex moglie ritenendo di averle corrisposto una somma, a titolo di
liquidazione, in misura maggiore del dovuto. Il tribunale di ... con sentenza
... del ... 2007, riconoscendo il suo credito, ha stabilito che la signora TIZIA
dovesse restituirgli la somma di euro ... (parte della suddetta liquidazione) e
che la restituzione avvenisse mediante ordinanza all'INPS "di non
effettuare più la trattenuta sulla pensione della somma di euro ...
mensili" fino ad esaurimento del credito.
Sulla base di ciò l'istante ha chiesto se possa
continuare a dedurre dal proprio reddito l'importo annuo destinato al
mantenimento dell'ex coniuge, anche in assenza del materiale esborso
Il contribuente ritiene di poter effettuare la
deduzione (anche in assenza di esborso materiale) e che, al fine di giustificare
detto diritto, sia sufficiente la sentenza del tribunale di ...; inoltre egli
comunicherebbe all'ex moglie, a mezzo raccomandata, l'importo trattenuto e
scalato di anno in anno dal totale dovuto dalla stessa.
L'art. 10, comma 1, lettera c), del TUIR
stabilisce che sono deducibili dal reddito "gli assegni periodici
corrisposti al coniuge, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei
figli, in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o
misura in cui risultano da provvedimenti dell'autorità' giudiziaria".
Va evidenziato che nel sistema del TUIR, le somme
corrisposte "una tantum" al coniuge, diversamente da quanto stabilito
per gli assegni periodici, non sono riconducibili ad alcuna categoria
reddituale, in capo al percipiente (Corte Cost. ordinanza del 06/12/2001- Corte
Cass.: sentenza del 12/10/1999 n. 11437), e non sono contemplate tra gli oneri
che danno diritto alla deduzione dal reddito, ai sensi dell'art. 10 del TUIR,
per il coniuge che li corrisponde.
Ne consegue che anche la restituzione di dette somme,
qualora siano state corrisposte dal coniuge divorziato in misura maggiore del
dovuto, non assume alcuna rilevanza reddituale.
Nella fattispecie in esame, la ex moglie deve
restituire al contribuente istante, in quanto non dovuta, una somma a suo tempo
trattenuta in eccesso a valere sulla liquidazione di fine rapporto di lavoro del
Ai sensi dell'art. 12-bis della legge 1 dicembre 1970,
n. 898, infatti, il coniuge nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di
scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto, se
non passato a nuove nozze e in quanto sia titolare di assegno di mantenimento
divorzile, ad una percentuale dell'indennità' di fine rapporto percepita
dall'altro coniuge all'atto della cessazione del rapporto di lavoro, anche se
l'indennità' viene a maturare dopo la sentenza di divorzio. Tale percentuale e'
pari al quaranta per cento dell'indennità' totale riferibile agli anni in cui
il rapporto di lavoro e' coinciso con il matrimonio.
Non può richiedersi la quota di TFR se la
corresponsione dell'assegno di mantenimento in sede di divorzio sia stata
concordata in unica soluzione. La percentuale di indennità di fine rapporto cui
ha diritto il coniuge separato (o divorziato) deve essere intesa al netto delle
imposte che sono calcolate dal datore di lavoro erogante la medesima indennità,
secondo le disposizioni del Tuir.
Con riferimento a detta somma, in quanto erogata una
tantum, non deve essere operata nessuna tassazione in capo al coniuge separato
ne' e' possibile per il coniuge erogante beneficiare della deduzione dal reddito
Secondo quanto assume l'istante, il giudice ha stabilito che la restituzione
della somma di euro ... (parte della suddetta liquidazione) debba avvenire
mediante l'ordinanza all'INPS "di non effettuare più la trattenuta sulla
pensione della somma di euro ... mensili" fino ad esaurimento del credito.
Quanto disposto dal giudice, in merito alla sospensione
della erogazione dell'assegno periodico, realizza pertanto una compensazione tra
due diversi emolumenti, gli assegni periodici spettanti alla moglie e la quota
di liquidazione che la stessa deve restituire al marito.
In sostanza nel nuovo assetto dei rapporti economici
conseguenti allo scioglimento del matrimonio, delineato dal giudice, permane a
carico dell'istante l'obbligo degli alimenti nei confronti dell'ex moglie, che
e' assolto, peraltro, attraverso la descritta procedura di compensazione.
In tale contesto si e' dell'avviso che l'istante possa
dedurre l'importo corrispondente all'assegno alimentare, dato che si realizza la
situazione disciplinata dall'art. 10 del TUIR, secondo cui gli assegni periodici
sono deducibili nella misura in cui risultino dal provvedimento dell'autorità'
giudiziaria e siano sostenuti dal contribuente (sia pure con il meccanismo della
Va al riguardo evidenziato che gli assegni periodici
deducibili dal reddito, per effetto dell'art. 10 citato, da parte del coniuge
che li eroga, vanno assoggettati ad IRPEF da parte del coniuge percipiente,
quali redditi assimilati al lavoro dipendente, ai sensi dell'art. 50, comma 1, lettera i) del TUIR.
L'articolo 52, comma 1, lettera c), del Tuir,
concernente la "determinazione dei rediti assimilati a quelli di lavoro
dipendente", stabilisce che gli assegni in questione "si presumono
percepiti, salvo prova contraria, nella misura e alle scadenze risultanti dai
relativi titoli". Nel caso in esame la percezione si deve ritenere
realizzata per effetto della intervenuta compensazione.
Pertanto la ex moglie deve continuare ad assoggettare
ad imposizione l'importo dell'assegno alimentare in questione.
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