Source: https://www.sardegnaeliberta.it/notizie-lobbismo-e-graditismo/
Timestamp: 2017-05-25 10:34:59+00:00
Document Index: 77165623

Matched Legal Cases: ['art.27', 'art. 3', 'art. 11', 'art 27', 'art 1', 'art 1', 'art 6']

Notizie, lobbismo e ‘graditismo’
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23 giugno 2011 08:2218 commentiViews: 99
Negli ultimi due giorni il Consiglio Regionale ha approvato alcune norme importanti.
È stato approvato il comma 24 dell’art.27 che prevede un nuovo intervento a sostegno dei piccoli comuni che si affianchi alla disciplina dell’art. 3 della legge finanziaria 2011, (che era relativo alla fiscalità di vantaggio nei comuni montani e che è stato impugnato dal Governo).
La norma non comporta aumento di spesa e stanzia le seguenti somme:
– euro 1 milione a favore delle famiglie residenti in un piccolo comune riconoscendo un contributo per ogni nuova nascita o adozione pari ad euro 1.500 per il primo figlio ed a euro 2.000 per ciascun figlio successivo.
– euro 2 milioni per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di immobili da destinarsi prima abitazione in favore di coloro che trasferiscono la propria residenza da un comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti ad un piccolo comune, impegnandosi a non modificarla per un decennio;
– euro 5 milioni in favore di coloro che avviano o trasferiscono la propria attività artigianale, commerciale o professionale da un comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti ad un piccolo comune che ne sia sprovvisto, impegnandosi a non modificarla per un quinquennio.
Si prevede inoltre che le agevolazioni di cui sopra possano essere estese, attraverso la procedura degli Accordi di Programma, anche nei comuni con popolazione superiore ai 1.000 abitanti che patiscano comunque sofferenze demografiche e nei quali non si registri un’elevata densità di attività economiche e produttive, anche per la vicinanza con importanti aree urbane.
Ieri è stato approvato all’unanimità un importante emendamento, proposto da Gianvalerio Sanna, che consente di utilizzare le immense volumetrie inutilizzate, prodotte dal Decreto Floris, il quale prevedeva che ogni lottizzazione riservasse una certa volumentria per i servizi. Il risultato è stato che è stato costruito un patrimonio edilizio rimasto vuoto e inutilizzato, perché i servizi seguono ormai logiche diverse da quelle prevedibili 20 anni fa. Ora, quelle cubature inutilizzate, possono essere trasformate in residenze. È un modo per dimostrare che si può fare il Piano casa senza costruire niente di nuovo.
Passiamo ad altro. Sono sempre più convinto che occorra una riflessione politica sul lobbismo in Sardegna e sul lobbismo in questa legislatura. Io sento l’odore intorno alla Giunta e al Consiglio regionale di egemonie di gruppo, di sostituzione delle modalità esplicite di formazione del consenso con modalità implicite di orientamento delle decisioni del potere. E nessuno mi toglie dalla testa che prima o poi dalle carte Bisignani farà capolino anche qualche testa lucida della Sardegna. Prima o poi scriverò di Massoneria, ma ora serve chiedersi cos’è praticamente lobbismo? Quanto denunciato dal Gruppo d’intervento giuridico su Castiadas è un esempio di lobbismo pre e post istituzionale. L’operato di Mariani a Olbia è lobbismo. La decisione sul centro nautico di Olbia è lobbismo. Il disegno di legge che sottrae il Pears al Consiglio è lobbismo. Il progetto Co2 è lobbismo. Cosa incentiva il lobbismo? Tante cose, non ultima l’ignoranza. Ma certamente l’elezione diretta di sindaci e presidenti, da cui non si può e non si deve tornare indietro, incentiva una schizofrenia: da una parte ci sono i consiglieri eletti, veri operai del consenso, che vengono giudicati e promossi o bocciati dall’elettorato, giustamente costretti ad essere militanti, socialmente attivi (nel bene o nel male), valutabili; dall’altra ci sono i ‘graditi’ dei presidenti e dei sindaci, quelli che studiano per essere nominati dall’amico potente anche se non rappresentano nulla, dal punto di vista sociale ovviamente. Il ‘graditismo’ (che ricorda potentemente il ‘gradisca’ umbertino immortalato da Fellini) è parente del lobbismo. Bisogna parlarne.
Gianluca	18 luglio 2011 17:05
ritengo l’iniziativa volta a ripopolare i piccoli comuni davvero ottima.
Ho cercato nel sito della Regione Sardegna e in quello del Consiglio Regionale ma non sono riuscito a trovare niente per potermi informare meglio.
Qualcuno di voi, per caso, è in grado di postare un link col testo di legge?
Enrico	14 luglio 2011 09:33
Gli emendamenti all’art. 11 del DL 71 n. 8 (Biancareddu) 88 e 89 (Steri Vargiu Diana Cuccureddu), mi sembrano un ottimo esempio di Lobbismo, per come da Lei descritto e analizzato. Sono cioè un esempio di come si faccia l’interesse di pochi “di egemonie di gruppo, di sostituzione delle modalità esplicite di formazione del consenso con modalità implicite di orientamento delle decisioni del potere”,
sono un esempio di come si stia cercando di premiare “i ‘graditi’ dei presidenti e dei sindaci, quelli che studiano per essere nominati dall’amico potente anche se non rappresentano nulla,” (in questo caso dei consiglieri regionali) sono un esempio di graditismo, per come da Lei definito, “che ‘graditismo’ (cioè crescere all’ombra di un uomo politico e poi essere premiati con ruoli amministrativi e non politici) e ‘lobbismo’ (cioè rispondere al proprio gruppo di riferimento, al di là di militanze culturali, politiche e sociali) sono indissolubilmente legati.”
sono un esempio di come, secondo quanto da Lei detto “Lobbismo… è divenire dirigenti regionali senza concorso. Un conto è passare da un comitato elettorale a una segreteria o a un gabinetto politico, altro è divenire dirigenti regionali. È tipico delle lobby trasformare il controllo precario che il mandato elettorale dà agli eletti per l’esercizio delle cariche elettive, nel controllo stabile che danno invece i ruoli”.
A questo punto Le chiedo, cosa farà in aula ? Voterà a favore degli emendamenti ? Cosa farà il gruppo Sardista? Attendo con ansia una risposta anche per capire se nel mio futuro ci sarà la possibilità di arrivare a determinati ruoli attraverso le corrette procedure o se invece dovrò… cercarmi una lobby
Aria	28 giugno 2011 12:32
Su come si fa a transitare dai ruoli politici a quelli tecnici potrebbe fornirci qualche delucidazione Stefano Tunis, direttore generale dell’Agenzia regionale del Lavoro…
Paolo Maninchedda	28 giugno 2011 10:48
Egregio dott. Mariani,
per correttezza pubblico la sua replica, ma la polemica finisce qui.
Per il resto riepilogo i fatti:
1) lei è stato nominato, mi pare, prima capo di gabinetto del Presidente e poi dirigente pro-tempore della Regione Sardegna. Quindi, prima il ruolo politico e poi quello amministrativo. Quindi, prima un forte rapporto politico di gruppo, poi un ruolo amministrativo. Questo è un fatto.
2) Dalle cronache recenti, Lei risulta coeso con altri, nel caso Ila, con alte figure politiche attuali in attività professionali precedenti il suo ruolo attuale, che certificano l’esistenza di un gruppo professionale pre-politico. Questo è un altro fatto.
3) Lei non viene dai ruoli né dell’amministrazione regionale né da quelli dell’amministrazione dello Stato. Nonostante questo deficit curricolare (rilevato anche da pareri di terzi richiesti dall’Amministrazione), è stato nominato commissario di un Comune che andava a elezioni. Questo è un altro fatto.
4) Lei non riesce a motivare l’urgenza degli atti assunti, tra cui mi viene in mente per esempio il caso del polo nautico. Io non ho motivo per passare da un confronto politico a un esame amministrativo, ma se crede lo si può fare anche in pubblico con gli attuali amministratori di Olbia.
Le accuse che Lei mi muove mi paiono reattive e indimostrate, per cui le considero un’esuberanza epistolare e la chiudiamo qui.
Mariano Mariani	28 giugno 2011 00:56
Egregio on.le Maninchedda,
non discuto sul ragionamento alto e appassionante che lega indissolubilmente “graditismo” e “lobbismo”. Ho fatto solo un’eccezione specifica e mirata sulla tua gratuita esemplificazione che utilizza il mio operato di commissario del Comune di Olbia per dimostrare la tua tesi. Ti ho chiesto spiegazioni e le uniche che riporti sono vaghe e generiche, raccolte da qualche contrabbandiere dell’informazione, e hanno il difetto grave di non aver alcun riscontro oggettivo. Mi spiace che non ti sia peritato di riscontrarle come avrebbe fatto un qualsiasi buon cronista. Sono pronto a prendere ogni mia delibera e verificarne con te il contenuto “lobbistico”. Facciamolo però pubblicamente non ex cathedra. Attento che un rifiuto ti esporrebbe a comportamenti non distanti dal lobbismo e tipici di quella pessima prassi di chi utilizza il proprio status ruolo per far passare per verità quelle che sono solo chiacchiere da bar. Le biografie delle persone parlano da sole e la mia è quella di un tecnico che come avviene in tutte le moderne democrazie può anche svolgere, in quanto competente, un ruolo di supporto alla politica senza mai abdicare alla propria deontologia professionale. E se oggi faccio il dirigente regionale pro-tempore è proprio in virtù di una legge regionale, che dovresti conoscere e rispettare, votata da una maggioranza dentro un’assemblea parlamentare. Non è permesso a nessuno, neanche a te, di utilizzare in modo indiscriminato, come se non esistessero differenze fra le persone, le categorie sociologiche del potere che proprio le degenerazioni di un certo modo di praticare la politica, alle quale anche tu non sei immune, hanno contribuito a creare e diffondere.
Mariano Mariani	26 giugno 2011 23:49
leggo solo oggi il tuo articolo sul lobbismo e con non poco stupore riscontro che citi il mio operato come Commissario straordinario di Olbia fra i tuoi esempi più eloquenti di cosa si debba intendere per lobbismo.
Ma come si fa, come può un politico attento e preparato come te fare queste affermazioni gratuite e del tutto prive di alcun fondamento?
Quale disegno lobbistico ci sarebbe dietro il mio operato?
Quali fatti, quali atti da me adottati possono essere ricondotti ad un disegno lobbistico?
Per il ruolo che ricopri non ti è permesso fare illazioni. Ti invito a fornire ogni utile spiegazione sulla tua affermazione nei confronti del “mio operato” ed, in difetto, soltanto a ritirala con le dovute scuse.
Ti suggerisco un altro esempio per il tuo ragionamento sul lobbismo. Lobbismo è fare accordi trasversali in Consiglio regionale per sopprimere a voto segreto l’Osservatorio economico” facendo finta che sia una cosa utile per il “contenimento” della spesa, ma in verità è solo il modo che troppo spesso alcuni di quei consiglieri eletti, “veri operai del consenso”,come tu li definisci, utilizzano proprio per affermare i loro disegni lobbistici.
Paolo Maninchedda	25 giugno 2011 19:03
Egregio signor Alessio, come vede il suo commento è stato inserito nel sito quando ha assunto, dopo diversi tentativi, una forma educata. Le rispondo come le ho già risposto: l’emendamento è spostato al Dl71 che entrerà in discussione mercoledì prossimo in Consiglio regionale.
Colpo Grosso	25 giugno 2011 15:48
Il sig. Nino mi ha tolto le parole di bocca.
Un tempo sentivo solo “interessati” schierarsi contro gli studi di settore, ora vedo che l’acrimonia si è diffusa.
Ci dev’essere qualcosa che io non ho capito.
Gli studi di settore dicono che l’azienda x, produttrice del bene/servizio Y nel territorio Z, “dovrebbe guadagnare 10.000”.
Se risulta che un azienda dichiara un reddito molto diverso da 10.000, scattano i controlli.
Certo il processo sarà più complesso, ma non capisco cosa ci sia di sbagliato in questo meccanismo. E sopratutto perché diversi imprenditori vanno dicendo di essere costretti a dichiarare più di quanto guadagnano?
Se io guadagno 5000, dichiaro 5000, i controlli scoprono che guadagno 5000, fine. O no? Ripeto: cosa non ho capito?
Ps: Penso naturalmente che se questi controlli implicano scartoffie, disturbi e costi, sia anche giusto che il controllato venga “rimborsato” nel caso tutto risulti regolare.
Franca	25 giugno 2011 11:29
A proposito di lobby : Guerra per bande per la Lingua Sarda
A noi non interessa partecipare alla “guerra per bande” che si è scatenate nei vari blog di internet sulla Lingua Sarda. A noi interessa che chi ha responsabilità di governo, in particolare tra quelli che gestiscono questi blog, si adoperi rapidamente per l’introduzione della Lingua Sarda come materia curricolare in tutte le scuole della Sardegna di ogni ordine e grado.
La “guerra per bande” che si è scatenata nei vari blog attorno alla Lingua Sarda è in realtà causata dalla difesa di interessi lobistici per l’accaparramento delle risorse più che un serio dibattito su quando e come introdurre la lingua Sarda come materia d’insegnamento scolastico.
Alla “guerra per bande” sulla Lingua Sarda partecipano da una parte la lobby che attualmente detiene il comando dell’Ufficio Regionale per la Lingua Sarda e dall’altro la lobby Universitaria che ha paura di perdere le risorse che finora le sono state assegnate per lavorare sulla Lingua Sarda. Finora l’ Università ha consumato ingentissime risorse senza produrre alcun risultato.
In questa “guerra per bande” s’inserisce l’Accademia de su Sardu Onlus che è l’unica ad avere nobili intenti ma che in questo frangente viene utilizzata da uno dei due contendenti senza che loro, purtroppo, se ne accorgano.
Angelo Piras	24 giugno 2011 23:11
Considerato che taluni rappresentati politici stanno prendendo posizione contro il precariato, vorrei porre alla loro attenzione il problema del precariato in sanità. Il numero è talmente elevato che se da domani venissero meno gli operatori assunti a tempo determinato, ma ancor di più assunti dalle agenzie interinali, si rischierebbe il blocco dell’intero comparto.
E’ un grave problema che dev’essere risolto al più presto sia per i tanti giovani interessati a questo fenomeno, ma sopratutto per garantire servizi sanitari adeguati.
Enzo Desole	24 giugno 2011 19:29
Come lei saprà in molti ambienti si dice che il PSD’Az è molto e ben connesso con la massoneria.
Me lo auguro che lei scriva e ci spieghi come vanno le cose, perchè in effetti io sono uno di queli che non è mai entrato nel PSD’Az proprio per quella presunta connessione. Dico presunta perchè a dire il vero io non l’ho mai accertata.
Franco Sabatini	24 giugno 2011 17:30
Caro Paolo, adesso si mantengano gli impegni e si discuta il DL 71, al contrario di quanto qualcuno ha scritto, siamo e sono contrario che la pubblica amministrazione continui a sfornare precariato, mentre non siamo contro i precari che vanno aiutati e sostenuti. E’ per questo che ho rilasciato alcune dichiarazioni.
Dichiarazioni del consigliere regionale PD, Franco Sabatini
Stop alla creazione di nuovo precariato nella Pubblica Amministrazione
Cagliari, 24 giugno 2011. “La maggioranza ora mantenga gli impegni presi”. Dopo l’approvazione della prima parte del collegato alla finanziaria, il Consigliere regionale PD, Franco Sabatini, richiama il centrodestra e chiede che si discuta il prima possibile il disegno di legge n. 71 in materia di riorganizzazione del personale e gli emendamenti rinviati”.
“I gruppi politici del Consiglio regionale – afferma Sabatini – hanno preso un impegno ben preciso con i lavoratori precari delle amministrazioni pubbliche regionali e locali e di altri comparti, impegno che va rispettato. Il Popolo dalla Libertà ora incomprensibilmente mostra dei segnali di titubanza ed esitazione”.
“Al di là di alcune dichiarazioni apparse sulla stampa in questi giorni, prosegue il Consigliere Sabatini, il Partito Democratico è vicino e sensibile ai problemi dei lavoratori con contratti atipici, ma allo stesso tempo è contrario alla creazione di nuovo precariato nella Pubblica Amministrazione. In un momento in cui le prospettive future non sono rosee e il lavoro è sempre più un miraggio, la classe politica è chiamata a fare la sua parte. È necessario dare un nuovo impulso alla società e all’economia del nostro Paese, offrendo soprattutto ai giovani l’opportunità di lavorare stabilmente. La amministrazioni pubbliche, sotto questo punto di vista, devono essere un esempio”.
“Il precariato nella P.A. – conclude l’esponente del PD – è un tema delicato che va affrontato urgentemente. La discussione sul disegno di legge n. 71 sarà l’occasione per un confronto politico. Rinnoviamo, quindi, l‘invito a discutere quanto prima il provvedimento.”
Nino	24 giugno 2011 16:54
Ciò che il cittadino comune non riesce a capire è “pena l’ingresso nelle maglie oscure dei controlli”. Facciamo che anche i dipendenti ed i pensionati abbiano paura dei “controlli”, aboliamo la ritenuta delle imposte alla fonte ed inventiamo gli studi di settore anche per loro. Il sistema reggerà? No, salterà per aria. Ed allora per evitare che il termoidraulico e l’elettricista intaschi la banconota senza rendere conto a nessuno (si può chiamare lobby degli evasori?) si codifichino gli interessi contrapposti. Nel segno della equità e con buona pace dei controlli oscuri.
Federico Castori	24 giugno 2011 11:43
L’iniquità degli studi di settore, fa si che un comune investito da una terribile crisi industriale e, quindi, economica come, per esempio, Macomer si trovi ad avere una massa di aziende costrette in questi giorni ad adeguarsi ai parametri di “congruità” e “coerenza” come da riforma fiscale.
Questo si risolve con un sostanziale esborso da parte delle aziende. Detto in maniera semplice: quest’anno c’è crisi e ho lavorato poco o, meglio, ho lavorato tanto ma con margini di guadagno ridottissimi; ma lo “stato” non crede che io possa guadagnare, se bene in crisi, quanto il mio operaio (avvolte meno), quindi pago più tasse di quelle che avrei dovuto cioè quelle che avrei dovuto pagare se l’azienda avesse lavorato bene, pena l’ingresso nelle maglie oscure dei controlli.
Ma perché parlo di iniquità? Presto detto.
Tra le variabili calcolate in linea di massima su attività artigianali o commerciali (non su tutte) c’è la territorialità.
Le diverse classificazioni di “territorialità generale a livello comunale” sono:
•	Aree con livello di benessere elevato, istruzione superiore, sistema economico locale organizzato;
•	Aree con livello di benessere non elevato, bassa scolarità, sistema economico locale poco sviluppato e basato prevalentemente su attività commerciali;
•	Aree ad elevata urbanizzazione con notevole grado di benessere, istruzione superiore e caratterizzata da sistemi locali con servizi terziari evoluti (Macomer);
•	Aree caratterizzate dalla presenza di piccoli comuni con organizzazione spiccatamente artigianale dell’attività produttiva e livello medio di benessere;
•	Aree di marcata arretratezza economica, basso livello di benessere e scolarità poco sviluppata. Si evince come Macomer, per esempio, sia svantaggiato come parametro di riferimento essendo classificato nella terza fascia. La stessa ditta con sede a Birori passa all’ultima fascia. Quindi, sempre per dirla in maniera semplice, la famosa azienda che ha sede a Macomer ma che lavora in tutta la provincia, se avesse sede a 6 km di distanza non avrebbe necessità di adeguarsi ai parametri perché a Macomer si è ricchi a Birori (sempre per esempio) no (infatti l’entusiasmo sul collegato alla finanziaria per il ripopolamento dei piccoli centri, non mi contagia; meglio sarebbe se si aggiungesse che gli incentivi sono riservati alle persone o alle aziende che si trasferiscono da comuni oltre i 30.000 abitanti).
Una azienda artigiana, per esempio di impiantisti elettrici o termoidraulici, con sede a Macomer spostata tale e quale a Milano o a Roma ha pressapoco lo stesso studio di settore di riferimento.
Visto che sono state riconosciute e, quindi, certificate 8 aree di crisi di cui 4 in provincia di Nuoro, non è pensabile che questa triste peculiarità, anche in maniera transitoria, venga recepita e codificata anche nello studio di settore nella parte della territorialità aggiungendo la voce “Aree di crisi industriale”?
alessio	24 giugno 2011 08:38
carissimo paolo manichedda volevo chiedere se è passato la correzione dell’errore nella finanziaria del gennaio 2011 per le progressioni professionali, proposta di emendamento- art 27 dopo il comma 3 è introdotto il seguente: 3 bis- il comma 17 dell’art 1 della legge regionale 19 gennaio 2011 n 1, è sostituito dal seguente:17. Le risorse di cui all’art 1, comma 13 della legge n 5 del 2009 sono rideterminate in 6.549.000 per ciacun degli anni dal 2011 al 2013 ai fini dell’attuazione del comma 9 dell’art 6 della presente legge.
Mancavano all’appello un po di soldi piu di 6 milioni di euro che sbadataggine…
cosi che si possano attuare le progessioni che dovevano scattare nel 2006
stiamo aspettando nel DDL n 71 come promesso da lei da capelli e da tutti il passaggio di tutti gli idonei vincitori di concorso da are a A a area del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale come è successo invece da molto tempo per tutti gli altri dipendenti della Regione Autonoma della Sardegna non possono esistere figli e figliatri
Angelo Piras	24 giugno 2011 00:11
Paolo, dedicare un capitolo alla massoneria ritengo sia cosa buona e utile… parliamone
Mario Pudhu	23 giugno 2011 22:39
Custas cosas chi at aprovadu su Cossizu sunt bonas! Mi ndhe allegro! Nessi carchi cosa sunt, in su disiperu.
Marco P.	23 giugno 2011 12:58
Onorevole vedo che ha passato il Rubicone…
Complimenti… sono con lei…
Andiamo avanti e proviamo a cambiare questa Sardegna
Mi scusi… a Titolo personale.