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Timestamp: 2018-05-23 21:28:49+00:00
Document Index: 5132553

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 16', 'art. 18', 'art.20', 'art. 22', 'art. 36', 'art 18', 'art 20', 'art 21']

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Il PSR della Toscana
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1 Il PSR della Toscana Roberto Pagni Regione Toscana Conferenza: Le opportunità offerte dalla nuova programmazione dei PSR per lo sviluppo sostenibile delle aree rurali, IFOA-AIAB Perugia, 21 novembre /11/2013 1
2 Argomenti - Il biologico in Toscana (PSR ) - I principali fabbisogni individuati - Gli obiettivi - Esempi di azioni in programmazione per alcune focus area (giovani, filiere, acqua, energia) - Art. 30 Agricoltura biologica 25/11/2013 2
3 PSR Aziende iscritte albo operatori biologici: (di cui 550 trasformatori) Mis. 214: aziende beneficiarie, di cui biologiche (su bio iscritte), 124 milioni pagamenti totali Mis. 214: ha beneficiari, di cui 62% A COLTIVAZIONE BIOLOGICA; Diversità colturali : Biologico prevalgono olivi (25%), foraggere (21%) viti (16%) Integrato prevalgono cereali (35%), foraggere (24%) E colture industriali (13%) Mis. 121: 534 beneficiari (29% dei beneficiari misura 121) sono biologici, su 87 milioni di pagamenti totali effettuati sulla misura; investimenti prevalenti in macchinari, rispetto a fabbricati e miglioramento fondiario 25/11/2013 3
4 Priorità Lo sviluppo rurale in un nuovo quadro 1. Promuovere il trasferimento di conoscenze e l innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali 4. Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all'agricoltura e alla selvicoltura 2. Potenziare la competitività dell'agricoltura in tutte le sue forme e la redditività delle aziende agricole; 5. Incentivare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima 3. Promuovere l organizzazione della filiera agroalimentare e la gestione dei rischi nel settore agricolo 6. Adoperarsi per l inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali Innovazione, Ambiente e Cambiamenti Climatici come obbiettivi trasversali 25/11/
5 1. INNOVAZIONE 2. COMPETITIVITA 3. FILIERA 4. ECOSISTEMI 5. CAMBIAMENTI CLIMATICI 6. ZONE RURALI (a) stimolare l'innovazione e la base di conoscenze nelle zone rurali; (b) rinsaldare i nessi tra agricoltura e silvicoltura, da un lato, e ricerca e innovazione, dall'altro; (c) incoraggiare l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e la formazione professionale nel settore agricolo e forestale; (a) Migliorare le prestazioni economiche di tutte le aziende agricole e incoraggiare la ristrutturazione e l'ammodernamento delle aziende agricole, in particolare per aumentare la quota di mercato e l'orientamento al mercato nonché la diversificazione delle attività ; (b) Favorire l'ingresso di agricoltori adeguatamente qualificati nel settore agricolo e, in particolare, il ricambio generazionale ; (a) migliore integrazione dei produttori primari nella filiera agroalimentare attraverso i regimi di qualità, la promozione dei prodotti nei mercati locali, le filiere corte, le associazioni di produttori e le organizzazioni interprofessionali; (b) sostegno alla gestione dei rischi aziendali; (a) salvaguardia e ripristino della biodiversità, tra l'altro nelle zone Natura 2000 e nelle zone agricole di alto pregio naturale, nonché dell'assetto paesaggistico; (b) migliore gestione delle risorse idriche; (c) migliore gestione del suolo; (a) rendere più efficiente l'uso dell'acqua nell'agricoltura; (b) rendere più efficiente l'uso dell'energia nell'agricoltura e nell'industria alimentare; (c) favorire l'approvvigionamento e l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili, sottoprodotti, materiali di scarto, residui e altre materie grezze non alimentari ai fini della bioeconomia; (d) ridurre le emissioni di gas serra e di ammoniaca prodotte dall'agricoltura ; (e) promuovere il sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale; (a) favorire la diversificazione, la creazione di nuove piccole imprese e l'occupazione; (b) stimolare lo sviluppo locale nelle zone rurali; (c) promuovere l'accessibilità, l'uso e la qualità delle tecnologie dell'informazione 5 e della comunicazione (TIC) nelle zone rurali. 25/11/2013 5
6 Fabbisogni (1/3) 1. Potenziamento del sistema della conoscenza e del trasferimento dell innovazione (1A) 2. Promozione dell innovazione attraverso forme di cooperazione e progettualità collettiva (1B) 3. Promozione della formazione (1C) 4. Acquisizione di servizi di consulenza e formazione per lo sviluppo di modelli innovativi e per il miglioramento delle conoscenze e competenze imprenditoriali all interno delle filiere agroalimentari e forestali (tutte le priorità) 5. Investimenti finalizzati ad incentivare la competitività e l efficienza delle aziende nonché al miglioramento qualitativo della produzione (2A+2B+3A) 6. Diversificazione delle attività svolte dall aziende agricola (2A+2B+ 3A) 25/11/2013 6
7 Fabbisogni (2/3) 1. Promozione dell integrazione tra i vari soggetti e fasi delle filiere agroalimentari e forestali e sostegno alle reti di produttori, alla cooperazione, al coinvolgimento dei consumatori, al fine di rendere più equa la distribuzione del valore aggiunto (2A+2B+3A) 2. Avviamento di nuove imprese gestite da giovani agricoltori (2B) 3. Sviluppo degli investimenti per la realizzazione, il miglioramento e il potenziamento delle strutture, delle infrastrutture, della logistica, dei processi produttivi, della qualità dei prodotti, per il rafforzamento delle filiere agroalimentari e forestali (2A+3A) 4. Promozione e valorizzazione delle produzioni nei diversi mercati, sostegno ai processi di filiera corta e di internazionalizzazione delle imprese e sviluppo di specifiche filiere (2A+3A) 5. Facilitazione accesso al credito (tutte le priorità) 6. Gestione del rischio (3B) 25/11/2013 7
8 Fabbisogni (3/3) 1. Tutela della biodiversità, del paesaggio e delle foreste (4A+4b+4C+5C) 2. Gestione e tutela delle risorse idriche (4B+4C+5A) 3. Protezione del territorio agrario e forestale da fenomeni di dissesto idrogeologico, frane e alluvioni e processi di desertificazione (4A+4B+4C+5C+5E) 4. Diversificazione delle fonti energetiche e risparmio energetico (2a+3A+4B+5B+5C+6A) 5. Promuovere strategie per la mitigazione e l adattamento ai cambiamenti climatici (4A+4B+4C+5A+5B+5C+5D+5E) 6. Favorire la nascita e il rafforzamento delle piccole e microimprese nelle zone rurali (6A) 7. Diffusione dei servizi alla popolazione nelle zone rurali (6B) 8. Diffusione della banda larga per internet veloce nelle zone rurali (6C) 25/11/2013 8
9 Obiettivi competitività - Obiettivo 1: Sostenere la ristrutturazione delle imprese agricole e forestali, con particolare riferimento all'occupazione e al ricambio generazionale nelle imprese agricole rafforzamento delle filiere produttive agricole e - Obiettivo 2: Sostenere la creazione ed il forestali - Obiettivo 5: Favorire lo sviluppo equilibrato e l attrattività dei territori rurali 25/11/2013 9
10 Obiettivi agroambientali - Obiettivo 3: Obiettivo 3: Conservare l agroecosistema e garantire la difesa del suolo e delle foreste coinvolgendo gli operatori agricoli e forestali - Obiettivo 4: Sostenere azioni di contrasto e di adeguamento ai cambiamenti climatici in collegamento con le attività agricole e forestali 25/11/
11 Priorità 2: Potenziare la competitività dell'agricoltura in tutte le sue forme e la redditività delle aziende agricole (1di2) Focus area 2.B - Favorire l'ingresso di agricoltori adeguatamente qualificati nel settore agricolo e, in particolare, il ricambio generazionale Il giovane che si insedia in azienda deve poter disporre di misure che, in una logica di progettazione integrata (di pacchetto), gli consentano di potenziare il proprio capitale fisico ed umano, migliorare la competitività, la redditività ed anche la sostenibilità. In tal senso le misure proposte consentono di partecipare ad azioni finalizzate al trasferimento di conoscenze e di informazioni connesse a: sfera tecnica o tecnologica, strategica, di marketing, di forme organizzative e gestionali (Art. 15). acquisire servizi di consulenza che possono aiutarlo a valutare quali azioni mettere in pratica per migliorare la propria azienda (Art. 16); 25/11/
12 Priorità 2 (2di2) attraverso investimenti fisici migliorare la prestazione globale delle imprese agricole, in termini di economici, ambientali, nella commercializzazione dei prodotti al fine consolidare, adeguare e modernizzare il settore agricolo (Art. 18.a); incentivare investimenti finalizzati ad aumentare l efficienza dei fattori produttivi al fine di ridurre i costi di produzione (Art. 18.b); incentivare la produzione di energie rinnovabili e di agrienergie, ovvero di energie di origine agricola e forestale (Art. 18.c); Avvio di nuove attività agricole (Art. 20.a.i) e sviluppo di attività extra agricole (Art. 20.b ad esempio agriturismo, produzione di energie da fonti rinnovabili e di origine agricola, forestale) per aumentare la redditività delle aziende agricole e creare nuove opportunità occupazionali per i territori rurali; condividere impianti e risorse fra produttori primari per un uso più efficiente dei fattori produttivi con conseguente riduzione dei costi di produzione (ad esempio acquisto collettivo di macchine ed attrezzature, trasformazione collettiva dei prodotti primari) (Art.36). 25/11/
13 Priorità 3 Promuovere l'organizzazione della filiera agroalimentare e la gestione dei rischi nel settore agricolo (1/2) Focus area 3.A - Migliorare la competitività dei produttori primari integrandoli meglio nella filiera agroalimentare attraverso i regimi di qualità, la creazione di un valore aggiunto per i prodotti agricoli, la promozione dei prodotti nei mercati locali, le filiere corte, le associazioni e organizzazioni di produttori e le organizzazioni interprofessionali La combinazione di misure proposta consente a tutti gli operatori delle filiere produttive agroalimentari e forestali, prioritariamente (ma non solo) nell ambito di Progetti Integrati di Filiera di: accedere alle azioni di trasferimento delle pertinenti conoscenze, competenze e pratiche innovative (art. 15); fruire di un sistema di consulenza aziendale finalizzato a sostenere le competenze per favorire l integrazione nella filiera (art. 16); favorire l accesso ad attività di promozione ed informazione sul mercato interno per valorizzare le produzioni a qualità certificata (articolo 17); 25/11/
14 Priorità 3 (2/2) favorire gli investimenti fisici per la competitività delle aziende agricole, la trasformazione, la commercializzazione e/o lo sviluppo dei prodotti agricoli in un contesto di filiera (art. 18 a, b, c); investimenti in attività extra agricole per il rafforzamento delle filiere ed il coinvolgimento di soggetti diversi dalle aziende agricole (art.20);. favorire gli investimenti per la trasformazione, la commercializzazione e/o lo sviluppo dei prodotti forestali e del sottobosco ed investimenti innovativi per aumentare la qualità degli assortimenti (art. 22 e); incentivare rapporti di rete e cooperazione tra diversi operatori della filiera agroalimentare e del settore forestale sia nella fase di produzione che di trasformazione e di commercializzazione (art. 36); favorire l accesso al credito di attivare strumenti finanziari previsti dagli artt della proposta di Regolamento generale sui fondi QSC (esempio fondi garanzia e fondi di rotazione). Filiere: agroalimentari, corte, no food (foreste-energia) 25/11/
15 Priorità 4 Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all agricoltura e alla silvicoltura (1/2) Focus Area 4.B - Migliore gestione delle risorse idriche, compresa la gestione dei fertilizzanti e dei pesticidi Per conseguire il miglioramento della qualità dei corpi idrici, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e attenuare la pressione attualmente esercitata sulle falde e più in generale migliorare la gestione delle risorse idriche si ritiene opportuno attivare: (Art.18 a e c) investimenti per la realizzazione o la manutenzione a livello aziendale o infrastrutturale di bacini/serbatoi e di reti di distribuzione per lo stoccaggio e l utilizzo ad uso irriguo di acque piovane e superficiali e di acque reflue, nonchè l acquisizione di strumenti (agricoltura di precisione) e supporti decisionali per la razionalizzazione delle pratiche di irrigazione e di fertilizzazione. (Art.18 a e c,d) interventi aziendali o interaziendali che possono facilitare la depurazione naturale delle acque (fitodepurazione) e limitare la lisciviazione degli inquinanti (fasce tampone, wetland). 25/11/
16 Priorità 4 (2/2) Art.29: sostegno alla diffusione di pratiche agricole che favoriscono il contenimento dell uso delle risorse idriche, dei fertilizzanti e dei fitofarmaci. Art. 30 (Bio): per contenimento nell uso di fertilizzanti e fitofarmaci, con riduzione inquinanti, copertura del suolo, diversificazione fonti approvvigionamento. Art.31: sostegno agli agricoltori per l attuazione nelle zone agricole incluse nei Piani di Gestione dei bacini idrografici di specifiche misure per il conseguimento degli obiettivi ambientali della direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE Art.15 e all Art.16 iniziative per il trasferimento di sistemi avanzati di gestione e la realizzazione di un servizio di consulenza alle imprese per un corretto impiego di fertilizzanti e fitofarmaci, la realizzazione di opere per di accumulo. Art.22: sostegno al mantenimento e miglioramento alle attività selvicolturali che permettono l aumento della capacità di assorbimento dell acqua da parte dei suoli forestali e la salvaguardia delle falde e delle aree di ricarica. Art. 35 promozione di servizi finalizzati al mantenimento e miglioramento delle risorse idriche e dei suoli forestali. 25/11/
17 Priorità 5 Incentivare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale (1/2) Focus area 5c) Favorire l'approvvigionamento e l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili, sottoprodotti, materiali di scarto, residui e altre materie grezze non alimentari ai fini della bioeconomia La combinazione di misure, anche con progetti integrati di natura territoriale: Accedere alle attività formative per la qualificazione del capitale umano operante per la gestione efficiente dell'energia (Art. 15) Favorire la programmazione e pianificazione forestale attraverso i piani di gestione; realizzare impianti di produzione di energia da biomasse agroforestali e agroindustriali, realizzare piattaforme di stoccaggio, sostenere sistemi di raccolta e trattamento di biomasse vergini locali, utilizzabili per la produzione di energia in impianti a elevato rendimento e basse emissioni (art 18) Realizzare sistemi intelligenti di stoccaggio asserviti a impianti di produzione, installazione di impianti di cogenerazione o trigenerazione, realizzazione di impianti di produzione di energia da biomasse agroforestali e agroindustriali (art 20.b) 25/11/
18 Priorità 5 (2/2) Realizzare investimenti finalizzati a infrastrutture su piccola scala, compresi gli investimenti nelle energie rinnovabili (art 21 b) Favorire l acquisizione, da parte delle imprese forestali, di tecnologie per lo sviluppo della filiera foresta-legno-energia; realizzazione di sistemi intelligenti di stoccaggio asserviti a impianti di produzione Promuovere servizi finalizzati a favorire un uso corretto della biomassa forestale residuale (Art. 36) Incentivare la formazione di imprese di maggiori dimensioni promuovendo l associazionismo e le forme consortili; realizzare nelle aree rurali e montane di piattaforme logistiche di stoccaggio per la raccolta delle biomasse agroforestali provenienti da filiera corta da conferire agli impianti di conversione energetica (Art. 36) Favorire la cooperazione di filiera, sia orizzontale che verticale, per la produzione sostenibile di biomasse da utilizzare nell'industria alimentare, nella produzione di energia e nei processi industriali (Art. 36). 25/11/
19 Art. 30 Biologico Contributo alle focus area (1/2) Focus area 4a) salvaguardia e ripristino della biodiversità, nelle zone Natura 2000 e nelle zone agricole di alto pregio naturale, nonché dell'assetto paesaggistico dell'europa. La produzione biologica è un sistema globale di gestione dell azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali. Focus area 4b) miglior gestione delle risorse idriche Il contributo è dovuto alla diffusione di pratiche agricole che favoriscono il contenimento dell uso dei fertilizzanti e dei fitofarmaci e quindi con la riduzione di inquinanti anche tramite copertura del suolo e attraverso una diversificazione delle fonti di approvvigionamento. Le piante devono essere nutrite preferibilmente attraverso l ecosistema del suolo anziché mediante l apporto di fertilizzanti solubili. Focus area 4c) miglior gestione del suolo La produzione biologica vegetale contribuisce a mantenere e a potenziare la fertilità del suolo nonché a prevenirne l erosione, infatti gli elementi essenziali del sistema di gestione della produzione biologica vegetale sono la gestione della fertilità del suolo, la scelta delle specie e delle varietà, la rotazione pluriennale delle colture, il riciclaggio delle materie organiche e le tecniche colturali. 25/11/
20 Art. 30 Biologico Contributo alle focus area (2/2) Focus area 5a: rendere più efficiente l'uso dell'acqua nell'agricoltura L uso della materia organica nella pratica di fertilizzazione contribuisce al miglioramento del suolo, consentendo un contenimento dei volumi irrigui e una maggiore capacità di ritenzione idrica. 3 Contributo potenziale ai target indicati, ma in una misura non conosciuta ex ante Focus area 5d: ridurre le emissioni di metano e di protossido di azoto a carico dell agricoltura Focus area 5e: promuovere il sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale 25/11/
21 Conclusioni Le risorse a disposizione del settore sono ancora consistenti e rappresentano comunque la gran parte della spesa pubblica comunitaria. I regolamenti della nuova PAC non vanno nella direzione della semplificazione: appare più complicata anche perché cerca di rispondere a più obiettivi contemporaneamente (economici, ambientali, sociali, redistributivi) (es. divieto doppio finanziamento bio) La nuova PAC lascia molto spazio agli Stati Membri e alle Regioni, che possono adattare le molte misure alle esigenze propria agricoltura e possono sfruttare le possibili integrazioni tra il primo e il secondo pilastro, pur nell ambito di paletti fissati dall UE Questo responsabilizza ancora di più la fase di attuazione dei PSR, è rende ancora più importante l individuazione delle priorità e la selezione degli obiettivi e delle relative misure per raggiungerli 25/11/
22 Roberto Pagni Dirigente Settore Politiche comunitarie e regionali per la competitività delle imprese agricole e agroalimentari Regione Toscana 25/11/
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IL SISTEMA RURALE SICILIANO E LA SFIDA 2020 Palermo Hotel Astoria Palace 30 marzo 2015 LA STRATEGIA FEASR: LE SCELTE DELLA REGIONE SICILIANA GAETANO CIMO AREA INTERDIPARTIMENTALE PROGRAMMAZIONE INTERVENTI