Source: https://www.dronezine.it/14807/ll-legale-risponde-no-ai-piloti-precari-per-i-droni/
Timestamp: 2018-05-23 22:43:45+00:00
Document Index: 14768918

Matched Legal Cases: ['art. 732', 'art. 731', 'art. 734', 'art. 902', 'art. 938', 'art. 902']

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ll legale risponde: No ai piloti precari per i droni
By Luca Masali on	 maggio 4, 2015 Droni, Legale
L’esperto legale Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi dei lettori. Oggi la domanda riguarda la possibilità di pagare un pilota precario con i voucher INPS.
Siamo una SRL che sta portando avanti le pratiche per essere riconosciuti da Enac come operatori,abbiamo già un pilota SAPR per le riprese video regolarmente assunto a tempo indeterminato ma per saltuarie operazioni di aerofotogrammetria avremmo bisogno di un pilota SAPR specializzato;
Essendo questo pilota già dipendente di un’altra azienda non concorrente non possiamo ovviamente assumerlo, chiedo quindi se è possibile utilizzare i VOUCHER dell’INPS per le sole giornate necessarie con questa persona?
Il Regolamento Enac (sia la prima edizione che la bozza della seconda edizione) non indica né impone una forma specifica di contratto di lavoro tra operatore e pilota di SAPR.
Dal momento che, secondo il codice della navigazione, sono considerati aeromobili i mezzi aerei a pilotaggio remoto, con tutto ciò che ne consegue per quanto riguarda la disciplina relativa al comandante e all’equipaggio, è opportuno verificare se anche i contratti di lavoro dei piloti di SAPR dovrebbero tener conto di quanto disposto dal codice della navigazione per i contratti di lavoro del personale di volo di aeromobili convenzionali. Tenendo presente ciò, la disciplina contenuta nel codice della navigazione per i contratti di lavoro del personale di volo, con particolare riferimento al personale addetto al comando, alla guida e al pilotaggio di aeromobili (art. 732 cod. nav.) prevede che il pilota sia in possesso di licenze, attestati o altre forme di certificazione (art. 731 cod. nav.) disciplinati da regolamenti dell’ENAC (art. 734 cod. nav.) e prevede solo due tipi di contratto di lavoro: a tempo indeterminato e a tempo determinato (art. 902 cod. nav.), con un favor per il contratto di lavoro a tempo indeterminato. Non sono previste pertanto altri tipi di contratti di lavoro regolati dalla normativa di diritto comune come il lavoro accessorio di cui al D.lgs. 276/2003 ed oggetto di recenti riforme (tra tutte la Riforma Fornero e da ultimo il c.d. Jobs Act).
Il codice inoltre prescrive che tali due forme di contratto sono inderogabili dalle parti (art. 938 cod. nav.) e che quindi anche un eventuale consenso del lavoratore/pilota per un tipo di contratto diverso da quelli previsti dall’art. 902 cod. nav. non sarebbe sufficiente ad eludere le prescrizioni stabilite da tale articolo.
È utile tenere a mente, inoltre, che quanto stabilito dal codice della navigazione, ivi inclusa la disciplina dei contratti di lavoro dei piloti, ha specialità rispetto alla normativa generale di diritto comune e quindi, in ossequio al criterio di specialità ed al principio lex specialis derogat lex generali.
Tirando le fila del ragionamento suesposto, se volessimo attenerci ai contratti di lavoro previsti dal codice della navigazione per il personale navigante, sarebbe possibile parlare solo di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato od indeterminato, con l’esclusione di qualsiasi altro tipo di lavoro occasionale/accessorio.