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Timestamp: 2020-04-04 05:18:15+00:00
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Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

Martedì 5 giugno 2007 - Comm. V
V Commissione - Resoconto di martedì 5 giugno 2007
Martedì 5 giugno 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Nicola Sartor.
La seduta comincia alle 11.15.
Misure per il cittadino consumatore e per agevolare le attività produttive e commerciali, nonché interventi in settori di rilevanza nazionale.
C. 2272-bis-A Governo.
La Commissione inizia l'esame delle proposte emendative riferite al provvedimento.
Lino DUILIO, presidente, in sostituzione del relatore, avverte che l'Assemblea ha trasmesso il fascicolo n. 3 degli emendamenti che contiene alcune proposte emendative presentate dalla Commissione di merito ed i subemendamenti alle stesse riferite. In proposito, segnala che l'articolo aggiuntivo 1.0300 costituisce sostanzialmente una riformulazione dell'articolo aggiuntivo Nannicini 1.0205, sul quale la Commissione bilancio ha espresso parere contrario. L'articolo aggiuntivo dispone in ordine alla compensazione degli effetti derivanti dalla variazione del prezzo internazionale del greggio mediante riduzione delle aliquote delle accise sui prodotti energetici usati come carburanti ovvero come combustibili per riscaldamento. Rispetto all'articolo aggiuntivo 1.0205 sono modificate le condizioni in presenza delle quali si potrebbe procedere, con DPCM, alla riduzione delle aliquote delle accise. In particolare, il riferimento all'incremento di oltre due punti percentuali del prezzo internazionale del petrolio greggio viene assunto sulla base del valore del medesimo prezzo considerato ai fini del DPEF. Tale correzione risulta idonea a superare i profili problematici emersi in
relazione all'articolo aggiuntivo Nannicini. Infatti, la riduzione delle aliquote in tal caso non comporterebbe alcun pregiudizio per quanto concerne il gettito tributario atteso e assunto a riferimento ai fini delle previsioni di bilancio. Osserva peraltro che al prezzo previsto dal DPEF fa esplicitamente riferimento la disposizione di cui al comma 362 della legge finanziaria per l'anno in corso che destina il maggior gettito fiscale derivante dalle variazioni del medesimo prezzo ai fini IVA, nel limite di 100 milioni di euro annui, alla costituzione di un apposito fondo per l'efficienza energetica. Con riferimento ai subemendamenti riferiti all'articolo aggiuntivo 1.0300, segnala l'esigenza di acquisire l'avviso del Governo sulle eventuali conseguenze di carattere finanziario in ordine al subemendamento Nannicini 0.1.0300.1, che trasforma in obbligo la facoltà di diminuire le aliquote delle accise sui prodotti energetici a fini di compensazione delle maggiori entrate IVA; al subemendamento Saglia 0.1.0300.2 che prevede che il decreto chiamato a diminuire le aliquote sia adottato non quando il prezzo internazionale del petrolio greggio aumenta di oltre due punti percentuali rispetto al valore di riferimento previste nel DPEF, ma quando il medesimo prezzo aumenta in misura superiore all'inflazione programmata, nonché al subemendamento Saglia 0.1.0300.3 che prevede l'adozione del decreto in presenza di un aumento del prezzo in misura superiore all'inflazione registrata dall'ISTAT su base trimestrale. Rileva in proposito che i due subemendamenti Saglia fanno venire meno il riferimento al livello del prezzo dei prodotti petroliferi indicato dal DPEF con il possibile effetto di pregiudicare le entrate attese. Osserva poi che l'emendamento 51.301 è stato presentato in una nuova formulazione. II nuovo testo reca, in particolare, al comma 2-ter, disposizioni volte a garantire che i dati contenuti nell'archivio nazionale dei veicoli istituito ai sensi degli articoli 225 e 226 del codice della strada debbono essere forniti gratuitamente agli organi costituzionali, agli organi giurisdizionali, di polizia e militari, alle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, oltre che alle agenzie fiscali e, in casi specificatamente individuati, ai concessionari della riscossione. Si precisa quindi che su tali forniture non è dovuto alcun rimborso dei costi sostenuti. In proposito appare opportuno acquisire l'avviso del Governo circa gli effetti finanziari dell'emendamento in relazione alle disposizioni da ultimo richiamata. La Commissione di merito ha poi riformulato l'articolo aggiuntivo 51.0300 sul quale la Commissione bilancio aveva espresso parere contrario. La contrarietà era giustificata in relazione alla previsione, nel testo precedente, alla lettera e), di una modalità di copertura non idonea alla vigente disciplina contabile. In sostanza, si ipotizzava che per far fronte agli oneri derivanti dalle forme di finanziamento erogabili mediante convenzione, dal Ministero dei trasporti o da altri enti pubblici, si sarebbe provveduto ai sensi dell'articolo 11 comma 3 lettera d) della legge numero 468 del 1978, vale a dire nell'ambito della tabella C allegata alla legge finanziaria. In sostanza, si trattava di un rinvio ad altro provvedimento della copertura e non di una clausola di copertura vera e propria. Il nuovo testo non reca più tale rinvio e precisa inoltre, al comma 5, che l'attuazione della delega conferita al Governo per la promozione della mobilità responsabile, della sicurezza stradale del turismo automobilistico, deve avvenire senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il nuovo testo reca inoltre, al comma 2 disposizioni di carattere procedurale volte a garantire la verifica in sede parlamentare dell'effettività della clausola di invarianza mediante la trasmissione degli schemi di decreti legislativi, corredati di relazione tecnica, al Parlamento per l'acquisizione del parere delle Commissioni competenti per le conseguenze di carattere finanziario. Con riferimento all'articolo aggiuntivo 51.0300 l'Assemblea ha trasmesso i subemendamenti 0.51.0300.16 e 0.51.0300.17 entrambi a prima firma dell'onorevole Balducci. Per quanto concerne i profili di competenza della Commissione rileva che tali subemendamenti non sembrano
presentare profili problematici di carattere finanziario, anche in considerazione dell'eventuale apposizione di una clausola di invarianza nell'articolo aggiuntivo 51.0300. Avverte che l'Assemblea ha inoltre trasmesso i subemendamenti Mura 0.41.0300.10, 0.41.0300.6, 0.41.0300.7, 0.41.0300.8 e 0.41.0300.9, riferiti all'articolo aggiuntivo 41.0300 sul quale la Commissione ha espresso parere contrario nella seduta del 30 maggio 2007. Al riguardo segnala che le modificazioni all'articolo aggiuntivo 41.0300 recate dai subemendamenti, pur riducendo significativamente l'ambito di applicazione delle disposizioni recate dal predetto articolo aggiuntivo, non appaiono tali da superare i profili problematici recati dall'articolo aggiuntivo 41.0300, che pertanto investono anche i subemendamenti indicati. Da ultimo, segnala l'articolo aggiuntivo 20.0300 della Commissione, su cui la Commissione bilancio aveva richiesto un chiarimento al Governo nella seduta del 30 maggio 2007 in ordine alle eventuali conseguenze finanziarie. Il rappresentante del Ministero dell'economia aveva al riguardo escluso che dall'attuazione della delega prevista dalla proposta emendativa possano derivare conseguenze finanziarie negative. Alla luce di tale chiarimento la Commissione ha espresso un parere di nulla osta. Ciononostante, proprio in ragione della previsione, tra i criteri di delega, della possibilità di disciplinare anche gli effetti giuridici della rete di imprese anche dal punto di vista contabile e impositivo, segnala l'esigenza di presidiare dal punto di vista finanziario la delega eventualmente prevedendo una clausola di invarianza e l'espressione del parere sugli schemi di decreto legislativo delle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari. L'Assemblea ha trasmesso i subemendamenti 0.58.300.8 e 0.58.300.9 entrambi a firma dell'onorevole Lazzari, all'emendamento 58.300 della Commissione, sul quale la Commissione bilancio ha espresso parere di nulla osta. In particolare, il subemendamento 0.58.300.8 prevede quale ulteriore contenuto della legge annuale per la promozione della concorrenza, disposizioni volte a garantire i consumatori da aumenti tariffari ingiustificati e non correlati ad aumenti di costo del bene forniti, nell'ambito dei servizi pubblici liberalizzati. Il subemendamento 0.58.300.9 modifica parzialmente la lettera b) del comma 2, disponendo che la fruizione dei servizi di forniture essenziali, quali acqua, gas ed elettricità, vengano assicurati al minor prezzo possibile. Al riguardo, rileva che i citati subemendamenti non sembrano presentare profili problematici di carattere finanziario. In proposito, avverte che la X Commissione ha trasmesso una lettera, che è in distribuzione, con la quale richiede il riesame della Commissione bilancio su due emendamenti sui quali era stato espresso parere contrario. Si tratta dell'emendamento Bandoli 19.200 che verrebbe riformulato nel senso di sopprimere le parole: «mediante riconoscimento e rafforzamento dei poteri ispettivi dell'ISPEL». La soppressine di tale riferimento sembra idonea a superare le obiezioni che erano state sollevate in ordine alle eventuali conseguenze negative dal punto di vista finanziario della proposta emendativa. Il secondo emendamento su cui la Commissione di merito sollecita il riesame è l'emendamento Ruggeri 27.200. Ricordo in proposito che la Commissione aveva richiesto un chiarimento al Governo sulle conseguenze finanziarie dell'emendamento e che il rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze aveva risposto affermando che lo stesso poteva produrre effetti negativi. Per questo motivo la Commissione aveva espresso parere contrario. Ritiene quindi necessario che il Governo chiarisca se disponga di elementi di valutazione più puntuali in proposito, tali da giustificare una diversa valutazione.
Infine segnala che per un mero errore materiale nel parere reso dalla Commissione nella seduta del 30 maggio è contenuto un parere contrario sull'emendamento 56.204, che in realtà deve intendersi riferito all'articolo aggiuntivo 56.0204.
Il sottosegretario Nicola SARTOR rileva che l'articolo aggiuntivo 1.0300 risulta idoneo
a superare i profili problematici evidenziati con riferimento all'articolo aggiuntivo 1.0205. Esprime invece l'avviso contrario del Governo sui tre subemendamenti riferiti a tale articolo aggiuntivo e richiamati dal presidente. Osserva poi che l'emendamento 51.301 appare suscettibile di determinare conseguenze negative per la finanza pubblica, in quanto comporta minori introiti per le amministrazioni che gestiscono i dati, mentre la riformulazione dell'articolo aggiuntivo 51.0300 appare idonea a superare i profili problematici di carattere finanziario evidenziati con riferimento alla precedente formulazione, così come conferma che non presentano profili problematici i subemendamenti 0.51.0300.16 e 0.51.0300.17. Esprime poi l'avviso contrario del Governo sui subemendamenti 0.41.0300.10, 0.41.0300.6, 0.41.0300.7, 0.41.0300.8 e 0.41.0300.9. Conviene con le osservazioni del relatore sull'articolo aggiuntivo 20.0300 e conferma che i subemendamenti 0.58.300.8 e 0.58.300.9 non presentano profili problematici di carattere finanziario. Conviene pure sull'opportunità di riformulare l'emendamento 19.200 nel senso prospettato dalla Commissione di merito e ricordato dal presidente. Rileva poi che anche l'emendamento 27.200, ad un più attento esame, non presenta profili problematici di carattere finanziario.
Alberto GIORGETTI (AN) chiede al rappresentante del Governo di precisare le motivazioni per cui si è espresso in senso contrario ai subemendamenti Saglia 0.1.0300.2 e 0.1.0300.3.
Il sottosegretario Nicola SARTOR rileva che i subemendamenti presentati dall'onorevole Saglia cambiano le condizioni nelle quali si può procedere alla riduzione delle aliquote sui prodotti energetici, facendo riferimento non più al prezzo internazionale del petrolio ma al tasso di inflazione e quindi appaiono suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri.
Lino DUILIO, presidente, ritiene che, per quanto concerne l'articolo aggiuntivo 20.0300, anche in considerazione delle dichiarazioni del rappresentante del Governo, si possa rinviare all'andamento della discussione in Assemblea. Formula quindi, in sostituzione del relatore, la seguente proposta di parere:
La V Commissione Bilancio, tesoro, e programmazione,
sulle proposte emendative trasmesse dall'Assemblea,
sull'emendamento 51.301, sull'articolo aggiuntivo 56.0204, nonché sui subemendamenti 0.1.0300.1, 0.1.0300.2, 0.1.0300.3, 0.41.0300.10, 0.41.0300.6, 0.41.0300.7, 0.41.0300.8 e 0.41.0300.9, in quanto suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura;
sui restanti emendamenti contenuti nel fascicolo n. 3, non compresi nel fascicolo 2 e sui restanti ulteriori subemendamenti;
sull'emendamento 19.200, come riformulato, e sull'emendamento 27.200.
Conseguentemente, si intende revocato il parere contrario sugli emendamenti 27.200 e 56.204, espresso in data 30 maggio 2007.
Gaspare GIUDICE (FI) osserva che nel provvedimento stanno continuando a confluire disposizioni che si caratterizzano per una cattiva tecnica legislativa, in quanto si tratta di norme-manifesto, prive di effettivo contenuto. È questo il caso, ad esempio, dell'articolo aggiuntivo 1.0300. Al riguardo, la proposta di parere prospetta l'espressione di un nulla osta sul testo dell'articolo aggiuntivo 1.0300 che attribuisce la facoltà al Governo di ridurre le
accise, senza quindi avere effetti normativi, posto che, anche senza il contenuto dell'articolo aggiuntivo, il Governo potrebbe procedere in tal senso, mentre sul subemendamento Nannicini, che trasforma la facoltà in obbligo, e quindi attribuirebbe senso all'articolo aggiuntivo, la proposta prospetta un parere contrario. Quindi ci troviamo nella situazione paradossale che l'articolo aggiuntivo o è privo di contenuto normativo o è privo di copertura finanziaria.
Il sottosegretario Nicola SARTOR ritiene corretta la formulazione attuale dell'articolo aggiuntivo 1.0300, che autorizza il Governo a procedere a modifiche nelle accise dei prodotti energetici e, al tempo stesso, non prevede un obbligo in tal senso, come invece prospettato dal subemendamento Nannicini 0.1.0300.1, in quanto in questo modo viene rispettata la sfera di autonomia che deve essere riconosciuta al Governo nella definizione della politica economica con funzione anticiclica, in base all'andamento della congiuntura economica.
Adriano MUSI (Ulivo) ritiene che il subemendamento 0.1.0300.1 non sia privo di copertura finanziaria, in quanto già il comma 362 dell'articolo 1 della legge finanziaria per il 2007 destina i proventi derivanti dalle maggiori entrate IVA conseguenti all'aumento dei prezzi petroliferi ad un fondo per l'efficienza energetica mentre il subemendamento consente invece di destinare in termini giuridicamente certi tali risorse alla riduzione delle aliquote.
Lino DUILIO, presidente, nel convenire con le osservazioni dell'onorevole Giudice sull'eccessivo ricorso a «norme-manifesto» prive di effettivo contenuto, rileva, per quanto concerne l'articolo aggiuntivo 20.0300, che probabilmente sarebbe stato più opportuno «autorizzare il Governo» anziché indicare che «il Governo può». Ciò premesso ritiene non del tutto convincenti le osservazioni dell'onorevole Musi con riferimento al submendamento 0.1.0300.1 in quanto non si tratta di destinare ad una nuova finalità le risorse provenienti dall'aumento dei proventi IVA ma di valutare l'effettiva possibilità di compensare, sul piano finanziario, la riduzione delle aliquote, con i maggiori proventi IVA, anche in considerazione del fatto che, alla fase di incremento dei prezzi petroliferi, è seguita, negli ultimi mesi, una fase di decremento.
Michele VENTURA (Ulivo) ritiene non infondate le problematiche sollevate dal collega Giudice. Osserva peraltro che la modifica recata dal subemendamento Nannicini 0.1.0300.1 all'articolo aggiuntivo 1.0300 consente di recepire la richiesta proveniente da varie parti di sterilizzare gli effetti degli aumenti dei prezzi petroliferi e non muta sostanzialmente l'attuale testo dell'articolo aggiuntivo 1.0300 in modo tale da giustificare l'espressione di un parere contrario.
Lino DUILIO, presidente, nel ribadire le considerazioni svolte in precedenza, ed alla luce delle osservazioni del rappresentante del Governo, ritiene che non si possa che auspicare che il Governo, in caso di approvazione dell'articolo aggiuntivo 1.0300, proceda, ove si verifichino le condizioni, alla riduzione delle aliquote che l'articolo aggiuntivo stesso consente. Pone quindi in votazione la proposta di parere.
Martedì 5 giugno 2007.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 12.10 alle 12.15.
Martedì 5 giugno 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Intervengono i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze Nicola Sartor e per lo sviluppo economico Filippo Bubbico.
La Commissione inizia l'esame delle proposte emendative riferite al provvedimento
Michele BORDO (Ulivo), relatore, avverte che l'Assemblea ha trasmesso gli emendamenti 7.300 e 11.300 che non appaiono presentare profili problematici di carattere finanziario. Ricorda quindi che, nella seduta odierna il presidente aveva prospettato l'opportunità di inserire nell'articolo aggiuntivo 20.0300 ulteriori elementi di presidio in ordine alle conseguenze finanziarie, ed in particolare una clausola di invarianza finanziaria e la previsione che gli schemi di decreto legislativo siano trasmessi anche alle Commissioni competenti per i profili finanziari. Su tale opportunità aveva anche convenuto il rappresentante del Governo. Poiché l'Assemblea intende procedere alla votazione dell'articolo aggiuntivo 20.0300 nella seduta odierna, segnala l'opportunità che la Commissione proceda in tal senso mediante l'inserimento di una condizione nel parere. Formula quindi la seguente proposta di parere:
La V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione,
sugli emendamenti 7.300 e 11.300;
sull'articolo aggiuntivo 20.0300 con la seguente condizione, volta a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione:
al comma 1, sostituire le parole: «sentite le competenti Commissioni parlamentari» con le seguenti: «sentite le Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario» e dopo le parole: «è delegato ad adottare» inserire le seguenti: «, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Gaspare GIUDICE (FI), constata l'assenza del rappresentante del Governo ed invita pertanto il presidente a non porre in votazione la proposta di parere, in modo da non creare un pericoloso precedente.
Lino DUILIO, presidente, ricorda che la condizione contenuta nella proposta di parere con riferimento all'articolo aggiuntivo 20.0300 recepisce considerazioni da lui già svolte, in sostituzione del relatore, nella seduta antimeridiana e su cui il rappresentante del Governo aveva convenuto.
Michele VENTURA (Ulivo) condivide nella sostanza le considerazioni del presidente, ritiene tuttavia che ragioni di opportunità suggeriscano di non procedere all'espressione del parere in assenza del rappresentante del Governo.
Daniela GARNERO SANTANCHÈ (AN) comprende le considerazioni del presi
osserva tuttavia che non si devono creare pericolosi precedenti.
Gaspare GIUDICE (FI) rileva che il problema posto sia innanzitutto di principio.
Lino DUILIO, presidente, nel prendere atto dell'orientamento manifestato sia dai gruppi di maggioranza che da quelli di opposizione, sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle 16.15, è ripresa alle 16.20.
Il sottosegretario Nicola SARTOR concorda con la proposta di parere formulata dal relatore prima della sospensione della seduta.
Delega per il recepimento delle direttive 2002/15/CE e 2004/39/CE, nonché per l'adozione di disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo n. 191 del 2005, di attuazione della direttiva 2002/98/CE.
C. 2600 Governo, approvato dal Senato.