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Timestamp: 2017-10-19 07:08:02+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 112', 'sentenza ', 'art. 112', 'art. 38', 'art. 42', 'art. 43', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 003', 'art. 43', 'art. 40', 'art. 1', 'art. 40', 'sentenza ', 'art. 01', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 40', 'art. 47', 'art. 40', 'sentenza ', 'art. 47', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 40', 'art. 47']

L. n. 91/1971 | Codice Deontologico Forense
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Il principio della corrispondenza tra chiesto e pronunciato vale anche in sede disciplinare
Il principio della corrispondenza fra il chiesto ed il pronunciato, sancito in via generale dall’art. 112 Cod. proc. civ., trova applicazione anche nei procedimenti in materia disciplinare innanzi al consiglio nazionale forense. Pertanto, qualora il consiglio dello ordine forense abbia inflitto ad un professionista, per un determinato fatto, la sanzione della sospensione, ed il pubblico ministero abbia proposto ricorso, limitandosi a sostenere che l’ordinamento professionale prevede, per quel fatto, la maggiore sanzione della radiazione, il consiglio nazionale, alla stregua dell’indicato principio, non può accogliere l’impugnazione tramite l’esame di nuove circostanze di fatto, o la diversa valutazione della gravità di quelle poste a fondamento del provvedimento impugnato.
Cassazione Civile, sentenza del 05 dicembre 1977, n. 05262, sez. U- Pres. VINCI ORLANDO C- Rel. DELFINI G- P.M. GAMBOGI A (CONF)
Pubblicato in Giurisprudenza Cassazione	| Contrassegnato 1977/5262, cpc art. 112, L. n. 91/1971, RDL n. 1578/1933 art. 38, RDL n. 1578/1933 art. 42
La sospensione a tempo indeterminato dell’Avvocato colpito da mandato o ordine di comparizione o accompagnamento
E’ manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 43, terzo comma del R.D.L. 27 novembre 1933 n. 1578 – come sostituito dalla legge 17 febbraio 1971 n. 91 -, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, nelle parti in cui, conferendo al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e Procuratori il potere di assoggettare alla sospensione dall’esercizio della professione a tempo indeterminato l’avvocato colpito da mandato o ordine di comparizione o accompagnamento, razionalmente riserva ai suddetti professionisti, in coerenza alle esigenze di reputazione personale e di dignità della classe forense un trattamento diverso da quello praticabile, in ipotesi analoga, ai pubblici dipendenti, attesa la non omogeneità delle posizioni poste a confronto.
Cassazione Civile, sentenza del 20 maggio 1992, n. 06084, sez. U- Pres. Montanari Visco G- Rel. Sammartino M- P.M. Paolucci P (Conf)
Pubblicato in Giurisprudenza Cassazione	| Contrassegnato 1992/6084, Cost. art. 003, L. n. 91/1971, RDL n. 1578/1933 art. 43
La cancellazione dall’albo, che non era originariamente prevista tra le sanzioni disciplinari dall’art. 40 del R.D.L. 27 novembre 1933 n. 1578, convertito nella legge 22 gennaio 1934 n. 36, sull’ordinamento della professione forense, venne introdotta dalla legge 17 febbraio 1971 n. 91, il cui art. 1, modificando il suddetto art. 40, previde espressamente la cancellazione in aggiunta alla radiazione, tra le misure sanzionatorie irrogabili in sede disciplinare agli avvocati. Alla stregua di tale principio, le Sezioni Unite hanno reputato del tutto priva di fondamento la censura con cui, avverso la decisione del Consiglio Nazionale Forense, si era lamentato che l’applicata sanzione della cancellazione non era prevista dal R.D.L. n. 1578 del 1933.
Cassazione Civile, sentenza del 25 maggio 1999, n. 00289, sez. U- Pres. Iannotta A- Rel. Adami V- P.M. Morozzo Della Rocca F (conf.)
Pubblicato in Giurisprudenza Cassazione	| Contrassegnato 1999/289, L. n. 91/1971, L. n. 91/1971 art. 01, RDL n. 1578/1933 art. 40
La radiazione e la cancellazione dall’albo
La radiazione e la cancellazione dall’albo determinano entrambe il medesimo effetto, cioè di produrre l’eliminazione dall’albo del professionista (radiato o cancellato), che tuttavia può ottenere di esservi reiscritto decorsi cinque anni dalla radiazione o dalla cancellazione stesse.
Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. VERMIGLIO – Rel. FLORIO), sentenza 30 aprile 2012, n. 80
La sentenza de qua è stata riformata, in sede di impugnazione, da Cassazione Civile, sez. Unite, sentenza del 12 dicembre 2012, n. 22785, la quale ha ribadito l’orientamento già espresso da Cassazione Civile, sez. Unite, sentenza del 12 maggio 2008, n. 11653.
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2012/080, L. n. 91/1971, RDL n. 1578/1933 art. 17, RDL n. 1578/1933 art. 40, RDL n. 1578/1933 art. 47
La sanzione disciplinare della cancellazione dall’albo (art. 40, n. 4 del r.d.. 27 novembre 1933, n. 1578, come modificato dalla legge 17 febbraio 1971, n. 91) trova applicazione nelle ipotesi in cui, per la gravità della condotta illecita tenuta dal professionista, la misura della sospensione temporanea dall’esercizio della professione appaia inadeguata e non si renda applicabile la più grave e disonorevole sanzione della radiazione.
L’avvocato cancellato per motivi disciplinari può essere reiscritto all’albo se concorrano tutti i requisiti previsti dall’articolo 17 l.p. e, in analogia con quanto previsto per la radiazione, soltanto dopo il decorso del periodo di cinque anni dalla delibera di cancellazione, adottata nei suoi confronti dal C.d.O.
In arg. cfr. pure Cassazione Civile, sez. Unite, sentenza del 12 maggio 2008, n. 11653.
Termini diversi per la reiscrizione all’albo dell’avvocato cancellato e di quello radiato
Con riferimento alla reiscrizione all’albo degli avvocati di colui che ha subito la sanzione disciplinare della cancellazione, non trova applicazione, in via di interpretazione analogica, l’art. 47 del r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578, secondo cui l’avvocato radiato dall’albo non può esservi nuovamente iscritto prima che siano trascorsi cinque anni dal provvedimento di radiazione, essendo la cancellazione meno grave della radiazione; tuttavia, la durata del tempo decorso dalla cancellazione può essere autonomamente valutata ai fini dell’apprezzamento della sussistenza del requisito della condotta “specchiatissima ed illibata” che l’art. 17 del medesimo provvedimento legislativo richiede per l’iscrizione all’albo.
Cassazione Civile, sez. Unite, sentenza del 12 maggio 2008, n. 11653- Pres. CARBONE Vincenzo- Est. MIANI CANEVARI Fabrizio- P.M. MARTONE Antonio
Pubblicato in Giurisprudenza Cassazione	| Contrassegnato 2008/11653, L. n. 91/1971, RDL n. 1578/1933 art. 17, RDL n. 1578/1933 art. 40, RDL n. 1578/1933 art. 47