Source: http://sindacatogiornalistiveneto.it/faq/31-generale-dipendenti/857-cosa-cambia-per-le-ferie-in-base-alle-ultime-leggi.html
Timestamp: 2017-05-22 21:16:36+00:00
Document Index: 148173411

Matched Legal Cases: ['art.10', 'art. 2109', 'art.35', 'art.23', 'art.23', 'art.23']

Home FAQ DIPENDENTI Generale Dipendenti Cosa cambia per le ferie in base alle ultime leggi
Â Questa agevolazione potrebbe aiutare quelle redazioni dove lâ€™organico Ã¨ al di sotto delle esigenze del lavoro e di conseguenza ci sono problemi nel godere le â€œcorteâ€ (entro 30 giorni) e le ferie. Fatta questa premessa affrontiamo il cuore del problema: le ferie. Il riposo feriale tutelato prioritariamente dalla Carta Costituzionale, Ã¨ stato oggetto di recenti disposizioni normative e contrattuali. Mettiamo in evidenza la volontÃ della legge: le ferie non godute non possono essere monetizzate. Eâ€™ quanto detta il decreto legislativo n. 66 Â dell'aprile 2003, che ha recepito alcune direttive europee in materia di diritto del lavoro. Tuttavia le ferie maturate e non godute non si perdono! Possono, altresÃ¬, essere differite nel tempo o, solo nei casi di legge, retribuite con una indennitÃ sostitutiva. Quindi il periodo annuale di ferie retribuite, non si puÃ² â€œconvertireâ€ in denaro. La disposizione, tuttavia, non interessa i casi di cessazione del rapporto di lavoro per i quali le ferie non godute vengono liquidate nelle Spettanze di fine rapporto. Di conseguenza, la legge 66/2003 stabilisce e rafforza il diritto del lavoratore ad un periodo di riposoâ€¦. â€œil prestatore di lavoro ha diritto a un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimaneâ€ e che â€œil predetto periodo minimo di quattro settimane non puÃ² essere sostituito dalla relativa indennitÃ per ferie non godute, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoroâ€. Ulteriori modifiche a quanto stabilito dal D.L. 66/2003 sono state apportate dal Dlgs 19 luglio 2004 n.213, ha modificato lâ€™art.10 del precedente decreto legislativo 8 aprile 2003 n.66: â€œ... fermo restando quanto previsto dallâ€™art. 2109 del C.C. il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a 4 settimane. Tale periodo, salvo quanto previsto dalla contrattazione collettivaâ€¦, va goduto per almeno 2 settimane, consecutive in caso di richiesta del lavoratore, nel corso dellâ€™anno di maturazione e - per le restanti due settimane - nei 18 mesi successivi al termine dellâ€™anno di maturazioneâ€. Precisiamo ancoraâ€¦.. La norma di legge precisa â€œsalvo quanto previsto dalla contrattazione collettivaâ€, introducendo cosÃ¬ la possibilitÃ che in sede di contrattazione, sia nazionale che aziendale, la materia possa trovare una piÃ¹ adeguata regolamentazione che risponda alle esigenze di settore e di azienda. Unâ€™ulteriore innovazione della legge Ã¨ la previsione che le due settimane di ferie obbligatorie da utilizzare nel corso dellâ€™anno di maturazione devono essere â€œconsecutive in caso di richiesta del lavoratoreâ€, il che significa che senza la richiesta del lavoratore possono essere anche frammentate. La nuova normativa sulle ferie, dunque, aggiorna i diritti del lavoratore giornalista anche rispetto al contratto. Vediamo, dunque le novitÃ piÃ¹ importanti introdotte dalle legge: 1 - per i praticanti giornalisti lâ€™art.35 del contratto nazionale di lavoro prevede â€œun periodo annuale di ferie di 20 giorni lavorativiâ€. Tale disposizione deve ritenersi ormai superata dalla legge e, pertanto, ai praticanti deve essere riconosciuto (per legge) un periodo annuale di ferie di 24 giorni lavorativi. 2 - 7Â° cpv. dellâ€™art.23 del Cnlg stabilisce che â€œnel caso che il giornalista, per esigenze di servizio, non abbia potuto godere, in tutto o in parte, delle ferie maturate, il relativo compenso sostitutivo dovrÃ essere corrisposto al momento in cui il mancato godimento Ã¨ certo e, comunque non oltre il 31 dicembre. Questa prescrizione contrattuale non puÃ² considerarsi integralmente sostituita dalla nuova normativa di legge. Infatti, la legge introduce lâ€™obbligo allâ€™esercizio del diritto di ferie limitatamente al periodo di 4 settimane allâ€™anno (2+2). PoichÃ© il periodo di 4 settimane Ã¨ pari a 24 giorni lavorativi, e poichÃ© i giorni di ferie previsti dallâ€™art.23 del contratto sono pari a 26 , 30 o 35, secondo lâ€™anzianitÃ aziendale del giornalista, Ã¨ evidente che lâ€™obbligo di legge deve ritenersi limitato a soli 24 giorni. In pratica la differenza tra le ferie dovute per contratto e 24 (periodo legale di ferie) possono essere monetizzate secondo le disposizioni contrattuali. 3 - La disposizione di legge attiene al normale regime delle ferie e non produce effetti in presenza di cumuli di ferie arretrate maturate negli anni precedenti. In questi casi continua a trovare piena applicazione la norma transitoria dellâ€™art.23, in base alla le ferie arretrate devono essere usufruite sulla base di programmi concordati a livello aziendale. In considerazione delle innovazioni legislative Ã¨ importante che i Comitati Di Redazione intervengono per evitare difformi applicazioni in sede aziendale. IL CDR deve governare responsabilmente lâ€™istituto delle ferie, tenuto conto delle esigenze di servizio e delle richieste dei colleghi, deve programmare il piano ferie, non solo per una migliore gestione delle attivitÃ in modo da assicurarne la continuitÃ , ma anche al fine di garantire lâ€™indispensabile recupero psico-fisico dei giornalisti dipendenti. Il CDR attraverso una programmazione annuale o semestrale delle ferie che tenga conto delle esigenze di servizio e delle richieste dei giornalisti potrebbe prevedere in anticipo le sostituzioni da effettuare ricorrendo alla lista dei â€œdisoccupatiâ€. A riguardo si ricorda ai CDR che Ã¨ operativo lâ€™accordo trilaterale FIEG-FNSI-INPGI che prevede lâ€™assunzione dei giornalisti disoccupati.