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Timestamp: 2019-08-25 06:31:28+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 3', 'art.8', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 7', 'art.1']

Etica per le Professioni » EPP 3 – 2012 RIFORMA ORDINI / Una Riforma dalla portata innovativa. Una utilissima opportunità di aggiornamento e di miglioramento della qualità professionale e di supporto al nostro prioritario impegno a servizio delle imprese
Enrico Perticone, Consigliere Consiglio Nazionale Spedizionieri Doganali
Occorre premettere che gli spedizionieri doganali (definiti anche “doganalisti”) rappresentano una professione riconosciuta a livello giuridico dalla legge 22 dicembre 1960 n. 1612, che opera da piú di cinquant’anni nel complesso e dinamico settore del commercio internazionale. Lo Spedizioniere doganale, cosí come definito dall’art. 1 della Legge 22 dicembre 1960 n. 1612 (1), è un professionista qualificato nelle materie «fiscale, merceologica, valutaria, e quant’altro si riferisce al campo doganale»; l’art. 9 della Legge 25 luglio 2000 n. 213 (2) accredita altresí i doganalisti (o spedizionieri doganali) quali esperti nelle «materie e negli adempimenti connessi con gli scambi internazionali».
L’attività professionale degli spedizionieri doganali si inserisce dunque in un contesto, quello del commercio internazionale, vasto, articolato ed eccezionalmente dinamico ed è rivolta di conseguenza, in via quasi esclusiva, alle aziende. Gli aspetti normativi e regolamentari che condizionano uno scambio commerciale internazionale sono spesso complessi ed eterogenei e impongono agli importatori/esportatori adempimenti di carattere tributario ed extratributario. Proprio avendo riguardo agli adempimenti di natura extratributaria è particolarmente illuminante lo stesso D.P.C.M. 4 novembre 2010 n. 242 (3), all’interno del quale sono stati censiti circa 70 diversi provvedimenti “prodromici”, che possono potenzialmente costituire precondizione per una operazione di importazione o di esportazione, e circa 18 soggetti (Ministeri, Enti ed altri organismi preposti) che a vario titolo sono chiamati a rilasciarli.
Lo Spedizioniere doganale, nella sua duplice veste di rappresentante doganale e consulente, è dunque il professionista elettivamente chiamato ad assistere le aziende in questa delicatissima fase ed è anzi possibile affermare che il suo ruolo sia ancor piú significativo in un momento storico nel quale, i processi di globalizzazione, la crescente presenza sui mercati di gruppi multinazionali e l’idea (ingannevole) che il mercato mondiale costituisca quasi una sorta di indefinibile unicum, possono talvolta indurre le imprese a sottovalutare l’importanza della prospettiva normativa e regolamentare.
Va inoltre considerato che sebbene la politica commerciale costituisca una riserva normativa di rango comunitario e nonostante le proposizioni di principio contenute nel Libro bianco del 1985 che stabilivano gli obiettivi da realizzare entro il 31 dicembre 1992, non si può sfuggire alla considerazione che il “mercato interno” sia ben lungi dall’essere compiutamente realizzato e che lo stesso vada quindi annoverato tra le mete non ancora raggiunte da parte dell’Unione europea.
Con riferimento ai flussi delle merci in ingresso o in uscita dalla Ue, ad esempio, le norme doganali e tutte quelle connesse alla movimentazione delle merci non trovano una uniforme applicazione all’interno del territorio comunitario; diverse e contrastanti prassi e procedure finiscono per provocare distorsioni di traffico, determinando dunque il malfunzionamento del mercato interno.
Ciò detto, al fine di delineare la sfera di competenze dello Spedizioniere doganale, bisogna sottolineare che tale categoria professionale è disciplinata in modo non uniforme e talvolta addirittura confuso all’interno dell’Unione Europea; anche per questo è stata esposta al vento delle liberalizzazioni imposto dai Paesi nordeuropei con larghissimo anticipo rispetto a qualsiasi altro Ordine professionale. L’assenza di una reale esclusività della rappresentanza in dogana e la storica sentenza C-35/96 del 18 giugno 1998 della Corte di Giustizia delle Comunità europee (4), hanno proiettato lo spedizioniere doganale all’interno di un contesto altamente concorrenziale costringendolo a misurarsi con le logiche proprie di un mercato aperto.
In tema di rappresentanza in dogana, ad esempio, il Regolamento (CE) 450/2008 riassume in maniera inequivocabile quale posizione abbia l’Unione Europea in merito (5). Anche per questi motivi, gli Spedizionieri doganali hanno accolto il pacchetto normativo di riforma degli ordinamenti professionali, licenziato dal Legislatore negli ultimi due anni e al centro di un acceso dibattito nazionale, con maggiore distacco rispetto ad altre categorie professionali e anzi ne hanno colto positivamente sin dall’inizio la portata innovativa, considerandolo una utilissima opportunità.
1 Capacità di semplificare e uniformare
Il Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali ha seguito da vicino il lungo ed estenuante percorso, costellato di varianti in corso d’opera non sempre chiare ed univoche, che ha portato alla riforma degli ordinamenti professionali.
L’Iter è stato costantemente monitorato anche al fine di individuare le incompatibilità o le differenze che andavano emergendo tra il quadro legislativo in formazione e quello previgente; l’aspetto non è di poco conto se si considera che in Italia la disciplina della professione di Spedizioniere doganale (o doganalista) va rintracciata all’interno di un mosaico normativo abbastanza complesso, che comprende, oltre alle norme sopra citate (L. 22 dicembre 1960 n.1612, L. 25 luglio 2000 n.213), anche il D.P.R. 23 gennaio 1973 n.43 (T.U.L.D.) (6); proprio in questo senso è apprezzabile la capacità della Riforma, di razionalizzare, semplificare e uniformare un quadro molto composito. L’attuale contesto è ben noto: l’art. 3 comma 5 del D.L. 13 agosto 2011 n. 138 ed il D.P.R. 7 agosto 2012 n. 137 hanno ridisegnato in maniera radicale le norme di funzionamento degli ordinamenti professionali.
Il Legislatore comunitario aveva già da molti anni costretto gli Spedizionieri doganali a competere di fatto in un mercato molto concorrenziale: per questo, la Riforma delle professioni non ha impattato in maniera pesante sul nostro ordinamento, essendoci mossi in anticipo e avendo già provveduto a introdurre molti dei princípi e obblighi previsti dal nuovo contesto normativo (p. es.: principio di autonomia di giudizio del professionista, obbligo di acquisizione del mandato scritto, diritto di ricorso alla pubblicità informativa, assicurazione professionale obbligatoria, ecc.).
La categoria ha quindi potuto beneficiare degli aspetti innovativi della Riforma, senza nel contempo subire modifiche sostanziali della propria operatività (vedi, ad esempio, l’abolizione delle tariffe professionali). Lo stesso obbligo di stipulare una polizza assicurativa professionale era da lungo tempo raccomandato dal Consiglio Nazionale come comportamento professionale e deontologicamente auspicabile, proprio per i rischi professionali ai quali la categoria è costantemente esposta.
2 Preparati e credibili al massimo livello
L’analisi del nuovo quadro definito con il DPR 137/2012 ha reso necessario un intervento su tre settori: consigli di disciplina, tirocinio e formazione.
Dopo vari incontri con i rappresentanti dell’Agenzia delle Dogane (ente che esercita la vigilanza sul nostro Ordine), abbiamo definito i termini del “Regolamento dei Consigli di disciplina dell’Ordine professionale degli spedizionieri doganali” con il quale, conformemente alle disposizioni contenute nell’art.8 del DPR 137/2012, sono state dettate le modalità di esercizio e funzionamento dell’azione disciplinare, le condizioni di accesso ai Consigli di disciplina territoriali, le cause di incompatibilità; all’interno del Regolamento sono state anche reinserite le norme che disciplinano la procedura di iscrizione all’Albo. Il Regolamento è allo stato attuale al vaglio del Ministro vigilante per il parere vincolante previsto dallo stesso art. 8.
Il tirocinio è forse il punto nodale della Riforma, almeno per quanto riguarda i doganalisti. Grazie al DPR 137/2012 si è resa infatti possibile una razionalizzazione dei criteri di accesso alla professione di Spedizioniere doganale che oggi sono finalmente comuni a tutte le altre categorie professionali. Prima della entrata in vigore della Riforma, l‘accesso alla professione era disciplinato all’interno del citato DPR 43/1973 (T.U.L.D.); l’esame per il conseguimento della patente (e per la successiva iscrizione all’Albo) era consentito esclusivamente al “personale ausiliario” operante alle dipendenze di uno Spedizioniere doganale e iscritto da almeno due anni in un apposito registro tenuto presso gli Uffici delle Dogane (Registro del Personale ausiliario).
La norma attribuiva sostanzialmente all’ausiliario, definito come un soggetto che può coadiuvare lo Spedizioniere doganale per l’espletamento di mansioni di carattere esecutivo, uno status di tirocinante di fatto, come tale abilitante per poter sostenere l’esame. Questa figura ibrida di ausiliario/tirocinante aveva causato nel corso degli anni non pochi problemi di carattere interpretativo, costringendo tanto l’Amministrazione, quanto lo stesso Consiglio Nazionale, a pronunciarsi in merito. L’art. 6 del DPR 137/2012 ha risolto radicalmente il problema, disciplinando l’istituto del tirocinio per l‘accesso alle professioni in maniera orizzontale e consentendo dunque anche agli spedizionieri doganali di riappropriarsi della gestione di questa delicatissima fase della vita professionale. È stato a tal proposito già approvato dal CNSD un “Regolamento del tirocinio professionale degli spedizionieri doganali” che, sulla base di quanto previsto da citato art. 6, disciplina analiticamente le modalità di svolgimento del tirocinio. È appena il caso di sottolineare quanto l’aspetto della “formazione” venga considerato dal Consiglio Nazionale come prioritario e strategico per il futuro della professione.
Un processo adeguato di aggiornamento professionale, che sia altamente qualificato da un punto di vista scientifico, costituisce una precondizione per la crescita costante della categoria e per la sua stessa permanenza sul mercato; in questo senso il Consiglio Nazionale sta dedicando anche una particolare attenzione ai giovani, cercando di facilitarne l’accesso alla professione mediante percorsi formativi mirati, sin dalla fase finale del loro percorso universitario.
Il “Codice deontologico dei doganalisti” all’art. 1 obbliga il professionista a frequentare programmi di formazione e di aggiornamento professionale; il “Regolamento della formazione professionale continua” (ultima revisione 2010) definisce le attività formative, la durata minima dei corsi, le modalità di erogazione dei crediti formativi, le attribuzioni e compiti del Consiglio Nazionale e delle realtà territoriali. Sulla base del lavoro già svolto è in corso di redazione un nuovo regolamento per la formazione continua che sia in grado di accogliere tutte le disposizioni previste dall’art. 7 del DPR 137/2012. Sono stati inoltre avviati contatti con istituti universitari per garantire ai doganalisti percorsi formativi teorico/pratici sempre piú caratterizzanti.
3 Intercettare i bisogni delle imprese
L’attività professionale degli spedizionieri doganali è per sua natura rivolta al mondo delle imprese; qualsiasi iniziativa di carattere informativo deve quindi essere capace di intercettare innanzitutto l’attenzione delle aziende, siano esse piccole, medie o grandi. Il Consiglio Nazionale ha avviato da tempo una politica di informazione capillare presso Camere di commercio e associazioni datoriali per sottolineare quanto i doganalisti possano realmente rappresentare un valore aggiunto per le imprese.
A partire dall’inizio di quest’anno abbiamo dato incarico ad un’agenzia di comunicazione di curare lo sviluppo di un’immagine della nostra professione che fosse quanto piú coerente possibile ai princípi di competenza e professionalità che la Riforma intende valorizzare.
Oggi ci muoviamo attraverso tutti i mass media, anche di nuova generazione – come internet, blog e web tv – per far comprendere ai nostri clienti attuali e potenziali quali sono i nostri ambiti di intervento e in che modo rappresentiamo e tuteliamo i loro interessi, in particolare davanti alle dogane e alle altre agenzie governative. Abbiamo inoltre allo studio un progetto di attivazione di uno sportello di riferimento presso il quale i committenti delle nostre prestazioni professionali potranno rivolgersi per ottenere informazioni relative all’attività professionale in generale e agli standard qualitativi che gli iscritti all’Ordine devono offrire.
Consigliere Consiglio Nazionale Spedizionieri Doganali
1) Cfr. Legge 22 dicembre 1960 n.1612 “Riconoscimento giuridico della professione di spedizioniere doganale ed istituzione degli albi e del fondo previdenziale a favore degli spedizionieri doganali”. N.B. il “fondo” è stato abolito dall’art.1 Legge 16 luglio 1997 n. 230.
2) Cfr. Legge 25 luglio 2000 n. 213 “Norme di adeguamento dell’attività degli spedizionieri doganali alle mutate esigenze dei traffici e dell’interscambio internazionale delle merci”.
3) Cfr. “Tabella A” del D.P.C.M. 4 novembre 2010 n. 242 relativo alla “Definizione dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi che concorrono all’assolvimento delle operazioni doganali di importazione ed esportazione”.
4) Sentenza della Corte di Giustizia UE relativa alla «disapplicazione delle norme nazionali concernenti la fissazione della tariffa professionale degli spedizionieri doganali», che ha sancito la contrarietà dei minimi tariffari ai princípi comunitari di libera concorrenza.
5) Cfr. Regolamento (CE) 450/2008 del 23 aprile 2008 «che istituisce il codice doganale comunitario (Codice doganale aggiornato)». Vedi, in particolare, il n. 10.
6) Cfr. DPR 23 gennaio 1973 n. 43, che istituisce il “Testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale”; Titolo II, Capo II “la rappresentanza del proprietario delle merci”.
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