Source: http://www.agenzia.roma.it/home.cfm?nomepagina=leggi_sguardo&id=4214
Timestamp: 2019-09-18 11:28:55+00:00
Document Index: 15384809

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 61', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 34', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 34', 'art. 21']

Segnalazione dell’AGCM sull’affidamento ad Atac s.p.a. del servizio di trasporto pubblico di ...
Segnalazione dell’AGCM sull’affidamento ad Atac s.p.a. del servizio di trasporto pubblico di superficie e su metropolitana 2013-2019
Con atto AS1017 del 1 febbraio 2013, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha espresso il proprio parere al Sindaco di Roma Capitale relativamente al contenuto della delibera dell’Assemblea Capitolina n. 47 del 15 novembre 2012 (con la quale è stato affidato direttamente ad Atac s.p.a. il servizio di trasporto pubblico comunale per il periodo dall’ 1 gennaio 2013 al 3 dicembre 2019), ritenendo che la stessa integri, in alcune sue parti, una violazione dei principi a tutela della concorrenza.
Secondo quanto sostenuto all’Antitrust, il quadro normativo vigente in materia di affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale alla data della citata deliberazione di Roma Capitale, in via ordinaria prevede l’evidenza pubblica: ciò nonostante permette alle amministrazioni di ricorrere alle ipotesi di deroga, previste all’art. 5, par. 2, del Regolamento Comunitario n. 1070/2007, applicabile tramite i richiami contenuti all’art. 61 della legge 23 luglio 2009, n. 99, e all’art. 4-bis del decreto legge n. 78/2009. Tale quadro normativo garantisce la compatibilità con le norme a tutela della concorrenza dei casi di affidamento senza evidenza pubblica.
Qualora sussistano le ipotesi di deroga, le amministrazioni devono:
affidare tramite evidenza pubblica, almeno il 10%, dei servizi oggetto dell’incarico a soggetti differenti (art. 4-bis del DL 78/2009);
pubblicare una relazione che dimostri la sussistenza dei requisiti previsti dall’ordinamento europeo, che definisca gli obblighi di servizio e che indichi le compensazioni economiche se previste (art. 34, comma 20 (già 13), del DL 179/2012);
determinare le compensazioni senza superare l’importo corrispondente all’effetto finanziario netto equivalente alla somma delle incidenze dell’assolvimento degli obblighi di servizio pubblico sulle spese o sulle entrate dell’operatore (art. 6, allegato 1 del Regolamento Comunitario n. 1370/2007).
A parere dell’AGCM, la delibera in questione violerebbe:
art. 4-bis del DL. 78/2009: la norma di liberalizzazione minima richiede che la procedura di gara per almeno il 10% dei servizi sia contestuale all’affidamento del restante 90%;
art. 34, comma 20 (già 13), del DL 179/2012: non vi è indicazione degli obblighi di servizio pubblico imposti, né di un valore delle relative compensazioni, calcolato sulla base dei costi di un’azienda media gestita in modo efficiente;
allegato 1 del Regolamento n. 1370/2007: la delibera non fornisce elementi per escludere che le compensazioni in essa previste siano eccedenti rispetto al necessario per coprire i costi derivati dall’adempimento degli obblighi di servizio pubblico. Ciò potrebbe tradursi nell’attribuzione ad Atac di un indebito vantaggio che possa falsare la concorrenza.
Ai sensi dell’art. 21-bis, comma 2, della L. 287/1990, il Comune di Roma Capitale ha adesso a disposizione sessanta giorni (a decorrere dal 1 febbraio 2013) per comunicare all’Autorità le iniziative adottate per rimuovere la violazione della concorrenza.