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Timestamp: 2018-02-23 14:25:40+00:00
Document Index: 112358400

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 51', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 69', 'art. 43', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 78', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 3', 'art.3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 51', 'art. 3']

Circolare numero 13 del 26-01-2018
Roma, 26/01/2018
Con la presente circolare l’Istituto comunica, relativamente all’anno 2018, i valori del minimale di retribuzione giornaliera, del massimale annuo della base contributiva e pensionabile, del limite per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi, nonché gli altri valori per il calcolo delle contribuzioni dovute in materia di previdenza e assistenza sociale per la generalità dei lavoratori dipendenti iscritti alle gestioni private e pubbliche.
2. Minimale di retribuzione per il personale iscritto al Fondo volo
5. Quota di retribuzione soggetta all'aliquota aggiuntiva dell’ 1%
10. Lavoratori dello spettacolo: valori per il calcolo del contributo di solidarietà, dell’aliquota aggiuntiva 1% e massimali giornalieri
11. Sportivi professionisti: valori per il calcolo del contributo di solidarietà, dell’aliquota aggiuntiva 1% e massimali giornalieri
12. Datori di lavoro iscritti alla gestione pubblica
Considerato che, nell'anno 2017, la variazione percentuale ai fini della perequazione automatica delle pensioni, calcolata dall'Istat è stata pari all’1,1%,[1] si riportano nelle tabelle A e B (cfr. allegato n. 1) i limiti di retribuzione giornaliera rivalutati, a valere dal periodo di paga in corso all’1.1.2018. Tali limiti, secondo quanto innanzi precisato, devono essere ragguagliati, a € 48,20 (9,5% dell'importo del trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore al 1.1.2018, pari a € 507,42 mensili) se di importo inferiore.
Si rammenta, da ultimo, che non sussiste l’obbligo di osservare il minimale di retribuzione ai fini contributivi in caso di erogazione da parte del datore di lavoro di trattamenti integrativi di prestazioni mutualistiche d’importo inferiore al predetto limite minimo.[2]
Quanto innanzi precisato in generale in ordine alla retribuzione minima imponibile ai fini del versamento della contribuzione previdenziale IVS e assistenziale vale anche con riferimento ai lavoratori di società ed organismi cooperativi di cui al D.P.R. n. 602/1970[3] e ai lavoratori soci delle cooperative sociali (ex art. 1, co. 1, lett. a), della L. n. 381/1991)e di altre cooperative per le quali sono stati adottati i decreti ministeriali ai sensi dell’art. 35 del D.P.R. n. 797/1955 (T.U. sugli assegni familiari).[4]
In virtù di quanto disposto dall’art. 1, commi 1 e 10, D. Lgs. n. 164/1997 e s.m.i. per il personale di volo dipendente da aziende di navigazione aerea (Fondo volo), la retribuzione imponibile ai fini contributivi deve essere determinata ai sensi dell’art. 12 della L. n. 153/1969 e nel rispetto delle disposizioni in materia di minimo contrattuale di cui all’art. 1, co. 1, del D.L. n. 338/1989, conv. in L. n. 389/1989.
Il predetto decreto legislativo prevede, inoltre, che in assenza di contratti collettivi nazionali di lavoro, i limiti minimi di retribuzione imponibile ai quali fare riferimento siano quelli stabiliti per ciascuna categoria professionale interessata con decreto del Ministro del lavoro e che a tali limiti debbano essere, comunque, adeguate le retribuzioni contrattuali che risultino inferiori agli stessi. Detti limiti minimi, per ciascuna categoria professionale del personale iscritto al Fondo, sono stati stabiliti con D.M. 21/07/2000.[5]
In ogni caso, la retribuzione imponibile ai fini contributivi del personale iscritto al Fondo Volo, determinata secondo i predetti criteri, non può essere inferiore al limite minimo di retribuzione giornaliera che, per l’anno 2018, è pari a € 48,20.
Si fa presente che si è concluso il periodo in relazione al quale il legislatore - dapprima con il D.L. n. 145/2013 convertito in L. n. 9/2014[6] per l’anno 2014 e successivamente con il D.L. n. 133/2014, convertito in L. n. 164/2014 per il triennio 2015-2017- aveva disposto l’esclusione delle indennità di volo dalla base imponibile ai soli fini contributivi (facendone salva, tuttavia, la concorrenza alla determinazione della retribuzione pensionabile nella misura del 50% del loro ammontare).
Pertanto, a partire dall’1.1.2018 detti elementi retributivi concorrono alla determinazione dell’imponibile ai fini contributivi sulla base delle disposizioni di carattere generale in materia (cfr. art. 12 della legge n. 153/1969 e s.m.i. e art. 51 del D.P.R. n. 917/1986) tra le quali, si ricordano, quelle che prevedono l’assoggettabilità nella misura del 50% delle indennità di volo previste dalla legge o dal contratto collettivo.
Ai fini dell’individuazione del limite minimo di retribuzione giornaliera per le retribuzioni in argomento, si deve fare riferimento a quanto disposto dall’art. 1, co. 3 del D.L. n. 402/1981, conv. in L. n. 537/1981, con il quale il legislatore ha fissato per i salari medi convenzionali la misura di detta retribuzione minima, da rivalutare ai sensi di quanto disposto dall’art. 22, co. 1, della L. n. 160/1975 in relazione all’aumento dell’indice medio del costo della vita. Tenuto conto della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall’Istat, il limite minimo di retribuzione giornaliera per le retribuzioni convenzionali in genere[7] è pari, per l’anno 2018, a € 26,78.
anno 2018: retribuzioni convenzionali in genere
Per quanto attiene agli equipaggi delle navi da pesca disciplinati dalla L. n. 413/1984, si rammenta che, stante la natura convenzionale dei salari minimi garantiti, determinati ai sensi dell’art. 13, co. 2, il limite minimo di retribuzione giornaliera al quale fare riferimento ai fini contributivi è quello di cui all’art. 1, co. 3, del citato D.L. n. 402/1981, conv. in L. n. 537/1981, pari per l’anno 2018 a € 26,78, alla stessa stregua di quanto previsto per le altre categorie di lavoratori per le quali sono fissate retribuzioni convenzionali.
Per i soci delle cooperative della piccola pesca di cui alla L. n. 250/1958, il cui imponibile contributivo è il salario convenzionale mensile calcolato sulla base di 25 giornate fisse al mese, rivalutato annualmente a norma dell’art. 22, co. 1, della L. n. 160/1975, si fa presente che, per l'anno 2018, detta retribuzione convenzionale è fissata in € 670,00 mensili (26,78 x 25 gg.).
anno 2018: soci delle cooperative della piccola pesca
Anche per i lavoratori a domicilio, in applicazione dell'art. 22 della legge n. 160 del 1975, il limite minimo di retribuzione giornaliera varia in relazione all'aumento dell'indice medio del costo della vita calcolato dall’Istat. Per l’anno 2018, tenuto conto della variazione del predetto indice Istat, il limite minimo di retribuzione giornaliera per i lavoratori in oggetto è pari a € 26,78.[8] Detto limite deve essere, comunque, ragguagliato a € 48,20.[9]
Anche per i rapporti di lavoro a tempo parziale, trova applicazione, in materia di minimale ai fini contributivi, l'art. 1, co. 1, del D.L. n. 338/1989, conv. in L. n. 389/1989. La retribuzione così determinata deve, peraltro, essere ragguagliata, se inferiore, a quella individuata dall’art. 11 del D. Lgs. n. 81/2015 che, riproponendo le previsioni contenute nell’abrogato art. 9 del D. Lgs. n. 61/2000, fissa il criterio per determinare un apposito minimale di retribuzione oraria applicabile ai fini contributivi per i rapporti di lavoro a tempo parziale.[10]
5. Quota di retribuzione soggetta all'aliquota aggiuntiva dell’1%.
Come noto, l’art. 3-ter del D.L. n. 384/1992, conv. in L. n. 438/1992, ha introdotto, (a decorrere dall’1.1.1993) a favore dei regimi pensionistici ai quali sono iscritti i lavoratori dipendenti pubblici e privati, un’aliquota aggiuntiva a carico del lavoratore, nella misura di un punto percentuale, sulle quote eccedenti il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile.[11] Detto contributo aggiuntivo è dovuto nei casi un cui il regime pensionistico di iscrizione preveda aliquote contributive a carico del lavoratore inferiori al 10%.
Posto che la prima fascia di retribuzione pensionabile è stata determinata per l'anno 2018 in € 46.630,00, l'aliquota aggiuntiva dell’1% deve essere applicata sulla quota di retribuzione eccedente il predetto tetto retributivo che, rapportato a dodici mesi, è pari a € 3.885,83, da arrotondare a € 3.886,00. Si rammenta, infatti, che ai fini del versamento del contributo aggiuntivo in questione deve essere osservato il criterio della mensilizzazione.[12]
Si ricorda che la quota di retribuzione eccedente la predetta fascia e la relativa contribuzione aggiuntiva devono essere riportate dai datori di lavoro che utilizzano la sezione PosContributiva del flusso UniEmens, a livello individuale, nell’elemento <Denuncia Individuale>, <DatiRetributivi>, <ContribuzioneAggiuntiva>, <Contrib1PerCento>, <ImponibileCtrAgg>, <ContribAggCorrente>. L’imponibile della contribuzione aggiuntiva è un di cui dell’elemento <Imponibile> di <Dati Retributivi>.
Il massimale annuo della base contributiva e pensionabile previsto dall'art. 2, co. 18, secondo periodo, della L. n. 335/1995, per i lavoratori iscritti successivamente al 31.12.1995 a forme pensionistiche obbligatorie e per coloro che optano per la pensione con il sistema contributivo[13], in base all'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolato dall’Istat, è pari, per l'anno 2018, a € 101.427,08, che arrotondato all’unità di euro è pari a € 101.427,00.
Il massimale opera anche ai fini dell’aliquota aggiuntiva dell'1% di cui all'art. 3-ter del D.L. n.384/1992,
Il limite di retribuzione per l'accredito dei contributi obbligatori e figurativi è fissato nella misura del 40% del trattamento minimo di pensione in vigore al 1° gennaio dell'anno di riferimento (cfr. art. 7, co. 1, primo periodo, del D.L. n. 463/1983 conv. in L. n. 638/1983, modificato dall'art. 1, co. 2, del D.L. n. 338/1989, conv. in L. n. 389/1989).
Detto parametro, rapportato al trattamento minimo di pensione di € 507,42 per l'anno 2018, risulta, pertanto, pari ad una retribuzione settimanale di € 202,97.
Si rammenta che, ai sensi del combinato disposto dell’art. 69, co. 7, della L. n. 388/2000 e dell’art. 43, co. 3, della L. n. 448/2001, le disposizioni di cui all’art. 7, del D.L. n. 463/1983, modificato dall'art. 1, co. 2, del D.L. n. 338/1989, conv. in L. n. 389/1989, non si applicano, a partire dal 1° gennaio 1984, ai lavoratori della piccola pesca marittima e delle acque interne soggetti alla L. n. 250/1958.[14]
Si riportano, di seguito, per l’anno 2018 gli importi degli elementi retributivi che, sulla base di quanto previsto dalla normativa vigente, non concorrono alla determinazione della retribuzione imponibile ai fini contributivi, con la precisazione che si tratta degli stessi già fissati dal D. Lgs. n. 314/1997[15].
L’importo dell’indennità di maternità obbligatoria a carico del bilancio dello Stato, di cui all’art. 78 del D. Lgs. n. 151/2001 (cfr. circolare n. 181/2002), sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati e operai calcolato dall'Istat è pari, per l’anno 2018, a € 2.109,19.
10. Lavoratori dello spettacolo: valori per il calcolo del contributo di solidarietà, dell’aliquota aggiuntiva 1% e massimali giornalieri.
Il contributo di solidarietà, ai sensi dell’art. 1, co. 14, del D. Lgs. n. 182/1997 (nella misura del 5%, di cui 2,50% a carico del datore di lavoro e 2,50% a carico del lavoratore), si applica sulla parte di retribuzione annua eccedente l’importo del massimale annuo della base contributiva e pensionabile di cui all’art. 2, co. 18, L. n. 335/1995, che sulla base dell’indice Istat è pari, per l’anno 2018, ad € 101.427,00 (cfr. par. 6).
L’aliquota aggiuntiva, ai sensi dell’art. 3-ter del D.L. n. 384/1992 convertito in L. n. 438/1992 (1% a carico del lavoratore), si applica sulla parte di retribuzione annua eccedente, per l’anno 2018, l’importo di € 46.630,00, che rapportato a dodici mesi è pari a € 3.886,00 (e sino al massimale annuo di retribuzione imponibile pari ad € 101.427,00). Si fa presente, infatti, che ai fini del versamento del contributo aggiuntivo deve essere osservato il criterio della mensilizzazione (cfr. circolare n. 7/2010, par. 3). Si precisa che l’applicazione di detto contributo aggiuntivo avverrà senza tenere conto del superamento del tetto minimo su base annua, pari, per l’anno 2018, a € 46.630,00, posto che a fine anno, in relazione al contributo versato in eccesso, sarà possibile effettuare il relativo conguaglio.[16]
Il massimale di retribuzione giornaliera imponibile è pari a € 739,00. Conseguentemente, le fasce di retribuzione giornaliera ed i relativi massimali di retribuzione giornaliera imponibile risultano i seguenti:
16.258,01
L’aliquota aggiuntiva (1% a carico del lavoratore) si applica sulla parte di retribuzione giornaliera eccedente, per l’anno 2018, l’importo di € 149,00 e sino al massimale di retribuzione giornaliera imponibile relativo a ciascuna delle predette fasce. Si precisa che l’applicazione di detto contributo aggiuntivo avverrà senza tenere conto del superamento del tetto minimo su base annua, pari, per l’anno 2018, a € 46.630,00, posto che a fine anno, in relazione al contributo versato in eccesso, sarà possibile effettuare il relativo conguaglio.[17]
Nel rammentare che l’Istituto ha realizzato l’integrazione degli elementi della dichiarazione contributiva dei soggetti iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo nell’ambito della sezione PosContributiva del flusso UniEmens dedicato alle aziende con dipendenti (cfr. circolare n. 154/2014 e messaggio n. 5327/2015), si fa presente che gli elementi informativi relativi all’eccedenza dei massimali retributivi, giornalieri ovvero annui, dovranno essere valorizzati, a livello individuale, nell’elemento <EccMassSpet (recante a sua volta gli elementi <ImpEccMassSpet>, <ContrEccMassSpet> e <ContrSolidarietàSpet>).
Il massimale giornaliero, previsto dall’art. 6, co. 15, del D.L. n. 536/1987, convertito in L. n. 48/1988, da prendere a riferimento ai fini del calcolo della contribuzione di finanziamento dell’indennità economica di malattia e di maternità per i lavoratori dello spettacolo con contratto a tempo determinato, è confermato, per l’anno 2018, in € 67,14.
Come già precisato nella circolare n. 154/2014, alla quale si rinvia, nell’ambito del flusso UniEmens, l’eccedenza dell’importo dei contributi di cui si tratta, da conguagliare in quanto l’aliquota di finanziamento è stata applicata su un imponibile maggiore rispetto a quello di legge, dovrà essere valorizzata, per i contributi di malattia, nell’elemento <MalACredAltre> con il codice R808 e, per i contributi di maternità, nell’elemento <MatACredAltre> con il codice R809.
11. Sportivi professionisti: valori per il calcolo del contributo di solidarietà, dell’aliquota aggiuntiva 1% e massimali giornalieri.
La legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, comma 374, lett. b) ha previsto un aumento graduale della misura del contributo di solidarietà di cui all’art. art. 1, comma 4 del D. Lgs. n. 166/1997. Per effetto delle nuove disposizioni l’aliquota del contributo citato è stata fissata, a decorrere dall’1.1.2018, nella misura dell’1,5% (di cui 0,75% a carico del datore di lavoro e 0,75% a carico del lavoratore) e a decorrere dall’1.1.2020, nella misura del 3,1% (di cui 1% a carico del datore di lavoro e 2,1% a carico del lavoratore).
Posto che il massimale annuo della base contributiva e pensionabile di cui all’art. 2, co. 18, L. n. 335/1995, è pari, per l’anno 2018, a € 101.427,00 (cfr. par. 6), il predetto contributo di solidarietà - nella nuova misura dell'1,5%, di cui 0,75% a carico del datore di lavoro e 0,75% a carico del lavoratore - è dovuto sulla parte di retribuzione annua eccedente l’importo di € 101.427,00 e fino all’importo annuo di euro 739.407,00.
L’aliquota aggiuntiva, ex art. 3-ter del D.L. n. 384/1992, convertito in L. n. 438/1992 (1% a carico del lavoratore), si applica sulla parte di retribuzione annua eccedente, per l’anno 2018, l’importo di € 46.630,00, che rapportato a dodici mesi è pari a € 3.886,00 (e sino al massimale annuo di retribuzione imponibile pari a € 101.427,00). Si fa presente, infatti, che ai fini del versamento del contributo aggiuntivo deve essere osservato il criterio della mensilizzazione (cfr. circolare n. 7/2010, par. 3). Si precisa che l’applicazione di detto contributo aggiuntivo avverrà senza tenere conto del superamento del tetto minimo su base annua, pari, per l’anno 2018, a € 46.630,00, posto che a fine anno in relazione al contributo versato in eccesso, sarà possibile effettuare il relativo conguaglio.[18]
La legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, comma 374, lett. a) ha previsto un aumento graduale della misura del contributo di solidarietà di cui all’art. art. 1, comma 3 del D. Lgs. n. 166/1997. Per effetto delle nuove disposizioni l’aliquota del contributo citato è stata fissata, a decorrere dall’1.1.2018, nella misura dell’1,5% (di cui 0,75% a carico del datore di lavoro e 0,75% a carico del lavoratore) e a decorrere dall’1.1.2020, nella misura del 3,1% (di cui 1% a carico del datore di lavoro e 2,1% a carico del lavoratore).
Posto che il massimale di retribuzione giornaliera imponibile, per l’anno 2018, è pari a € 325,00 (massimale annuo/312), il predetto contributo di solidarietà - nella nuova misura dell'1,5%, di cui 0,75% a carico del datore di lavoro e 0,75% a carico del lavoratore - è dovuto sulla parte di retribuzione giornaliera eccedente l’importo di € 325,00 e fino all’importo giornaliero di € 2.370,00.
L’aliquota aggiuntiva ex art. 3-ter del D.L. n. 384/1992, convertito in L. n. 438/1992 (1% a carico del lavoratore) si applica sulla parte di retribuzione giornaliera eccedente, per l’anno 2018, l’importo di € 149,00 e sino al massimale di retribuzione giornaliera imponibile pari a € 325,00. Si precisa che l’applicazione di detto contributo aggiuntivo avverrà senza tenere conto del superamento del tetto minimo su base annua, pari, per l’anno 2018, a € 46.630,00, posto che a fine anno in relazione al contributo versato in eccesso, sarà possibile effettuare il relativo conguaglio.[19]
Nel rammentare che l’Istituto ha realizzato l’integrazione degli elementi della dichiarazione contributiva dei soggetti iscritti al Fondo pensioni sportivi professionisti nell’ambito della sezione PosContributiva del flusso UniEmens dedicato alle aziende con dipendenti (cfr. circolare n. 154/2014 e messaggio n. 5327/2015), si fa presente che gli elementi informativi relativi all’eccedenza dei massimali retributivi, giornalieri ovvero annui, dovranno essere valorizzati, a livello individuale, nell’elemento <EccMassSport> (recante a sua volta gli elementi <ImpEccMass1Sport>, e <ContrEccMass2Sport>, <ContrSolidarietàSport>, <ImpEccMass2Sport> e <ContrEccMass2Sport>).
12. Datori di lavoro iscritti alla gestione pubblica.
Le disposizioni di carattere generale in materia di determinazione degli imponibili sono applicabili, fatte salve le peculiarità previste da specifiche norme legislative,[20] anche ai lavoratori iscritti alla gestione pubblica per le casse pensionistiche e/o alla gestione credito. In particolare, si rinvia a quanto indicato in precedenza al:
- par. 1 per quanto concerne il minimale di retribuzione giornaliera;
- par. 4 per la determinazione di detto minimale con riguardo ai rapporti di lavoro a tempo parziale;
- par. 5 per la determinazione della quota di retribuzione soggetta all’aliquota contributiva aggiuntiva dell’1% (ex art. 3-ter del D.L. n. 384/1992, conv. in L. n. 438/1992);
- par. 6 per la definizione del massimale annuo della base contributiva e pensionabile ex art. 2, co. 18, della L. n. 335/1995 per i lavoratori iscritti a forme pensionistiche obbligatorie a partire dall’1.1.1996;
- par. 7 per la definizione del minimale contributivo annuale (ex art. 1 del D.L. n. 338/1989 conv. dalla L. n. 389/1989 e dell’art. 6, co. 8 del D. Lgs. n. 314/1997);
- par. 8 per gli importi che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente.
Si rammenta che secondo il disposto di cui all’art. 3-bis, co. 11, del D. Lgs. n. 502/1992, come integrato dal D. Lgs. n. 229/1999, la nomina a direttore generale, amministrativo e sanitario determina, per i lavoratori dipendenti, il collocamento in aspettativa senza assegni e il diritto al mantenimento del posto. L'aspettativa è concessa entro sessanta giorni dalla richiesta. Il periodo di aspettativa è utile ai fini del trattamento di quiescenza e di previdenza.
Si ricorda che nell’ipotesi in esame si realizza un’obbligazione solidale tra l’Ente di appartenenza, che ha collocato il dipendente in aspettativa, tenuto al versamento della contribuzione, e la struttura sanitaria presso cui il dipendente svolge l’incarico.
La struttura sanitaria è tenuta ad inviare la denuncia, tenendo conto dei massimali di cui all'articolo 3, co. 7, del D. Lgs. n. 181/1997 non solo ai fini pensionistici, ma anche ai fini della gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e, ove sussistano i presupposti di iscrizione, ai fini della gestione previdenziale, [21] valorizzando la sezione <AltroEnteVersante> dell’elemento E0 nel caso in cui sia l’Ente di appartenenza ad effettuare il versamento.
La richiamata disposizione del D. Lgs. n. 502/1992, (art.3-bis, co. 11), considerata la sua connotazione di norma previdenziale a carattere speciale, si applica esclusivamente alle figure citate nel decreto stesso (direttori generali, direttori amministrativi e direttori sanitari) delle unità sanitarie locali, aziende ospedaliere nonché degli enti per i quali norme statali contengono la medesima tutela previdenziale e non è suscettibile di interpretazione estensiva ad altri lavoratori.
L’importo del massimale contributivo in oggetto, previsto dal citato art. 3, co. 7, rivalutato secondo l’indice relativo al costo medio della vita calcolato dall’Istat è pari, per l’anno 2018, a 184.885,38 che arrotondato all’unità di euro, è pari a € 184.885,00.
Massimale ex art. 3-bis, co. 11 dell’art. D. Lgs. n. 502/1992 e s.m.i
184.885,00
Detto massimale trova applicazione ai fini della contribuzione pensionistica, ivi compresa l'aliquota aggiuntiva dell'1% di cui all'art. 3-ter del D.L. n.384/1992, , della contribuzione per la gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali ed ai fini della contribuzione previdenziale per le prestazioni di fine servizio (TFS/TFR).
Nel mese in cui si verifica il superamento del massimale, l’elemento <Imponibile> della gestione pensionistica della gestione credito e della gestione previdenziale dell’elemento E0 deve essere valorizzato nel limite del massimale stesso, mentre la parte eccedente deve essere indicata nell’elemento <ImponibileEccMass> della gestione pensionistica, della gestione credito e di quella previdenziale.
Nell’elemento <Contributo> deve essere indicata la sola quota di contributi da versare in riferimento al valore indicato nell’elemento <Imponibile> della gestione pensionistica, della gestione credito e della gestione previdenziale.
Nei mesi successivi al superamento del massimale, l’imponibile sarà pari a zero, mentre continuerà ad essere valorizzato l’elemento <ImponibileEccMass> delle diverse gestioni.
12.3. Retribuzione annua concedibile riferita al congedo straordinario di cui all’art. 42, co. 5, del D. Lgs. n. 151/2001.
L’art. 42, co. 5 e seguenti, del D. Lgs. n. 151/2001 riconosce il diritto a soggetti specificamente individuati di fruire, entro sessanta giorni dalla richiesta, del congedo di cui all'articolo 4, co. 2, della L. n. 53/2000, per assistenza di persone con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell'articolo 4, co. 1, della L. n. 104/1992.
In particolare il comma 5-ter prevede che “Durante il periodo di congedo, il richiedente ha diritto a percepire un'indennità corrispondente all'ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento, e il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa; l'indennità e la contribuzione figurativa spettano fino a un importo complessivo massimo di euro 43.579,06 annui per il congedo di durata annuale. Detto importo è rivalutato annualmente, a decorrere dall'anno 2011, sulla base della variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati…”.
A tale riguardo, si comunica che, tenuto conto del predetto indice accertato dall’Istat il tetto massimo complessivo della retribuzione per congedo straordinario e dei relativi contributi obbligatori a carico delle amministrazioni pubbliche che erogano trattamenti economici in sostituzione delle indennità previste dal legislatore per la generalità dei lavoratori non può eccedere, per l'anno 2018, l’importo pari ad € 47.967,91 che arrotondato all’unità di euro, è pari a € 47.968,00.
Importo complessivo massimo retribuzione e contribuzione a carico del datore di lavoro annua congedo straordinario art. 42, co. 5, n. 151/2001
Allegato n. 1: Tabelle A e B. Anno 2018.
[1] Gli aumenti a titolo di perequazione automatica delle pensioni sono calcolati applicando all’importo della pensione spettante alla fine di ciascun periodo la percentuale di variazione che si determina rapportando il valore medio dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativo all’anno precedente il mese di decorrenza dell’aumento all’analogo valore medio relativo all’anno precedente (art. 11, D. Lgs. n. 503/1992). L’indice dell’1,1% viene utilizzato ai fini contributivi per la determinazione della retribuzione imponibile al fine di consentire gli adempimenti contributivi su valori aggiornati. Detti valori acquisiranno, ai fini pensionistici, carattere di definitività a seguito dell’emanazione (novembre 2018) del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali che fissa l’aumento definitivo di perequazione automatica da attribuire alle pensioni per l’anno 2018. Il predetto valore verrà comunicato dall’Istituto in occasione della circolare di fine anno sul rinnovo delle pensioni.
[2] Cfr. circolari nn. 9674/1978, 806/1986, 205/1995, e n. 33/2002, par. 1.1.
[3] Cfr. quanto già precisato dall’Istituto con la circolare n. 34/2007, al par. 3, in applicazione del disposto di cui all’art. 3 del D. Lgs. n. 423/2001.
[4] Cfr. circolari nn. 56/2007 e 34/2007 (par. 3).
[5] Cfr. circolaren. 156/2000.
[6] Cfr. circolare n. 48/2014.
[7] Cfr. circolare n. 100/2000.
[8] Cfr. art. 1 del D.L. n. 402/1981 conv. in L. n. 537/1981 e circolare n. 100/2000, par. 5.
[9] Cfr. art. 7, co. 1, secondo periodo, del D.L. n. 463/1983, conv. in L. n. 638/1983 (come modificato dall’art. 1 del D.L. n. 338/1989, conv. in L. n. 389/1989).
[10] Art. 11, co. 1, D. Lgs. n. 81/2015: “La retribuzione minima oraria, da assumere quale base per il calcolo dei contributi previdenziali dovuti per i lavoratori a tempo parziale, si determina rapportando alle giornate di lavoro settimanale ad orario normale il minimale giornaliero di cui all’articolo 7 del decreto legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, e dividendo l’importo così ottenuto per il numero delle ore di orario normale settimanale previsto dal contratto collettivo nazionale di categoria per i lavoratori a tempo pieno”. Per l'illustrazione di detto criterio, si rinvia alla circolare n. 68/1989.
[11] Il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile, ai sensi di quanto previsto dall’art. 3-ter del D.L. n. 384/1992, conv. in L. n. 438/1992, è quellodeterminato ai fini dell’applicazione dell’art. 21, co. 6, della L. n. 67/1988. Si veda, per alcune precisazioni di dettaglio, la circolare 298/1992 e, per il settore marittimo, anche la circolare n. 151/1993. Si evidenzia, inoltre, che in caso di rapporti di lavoro dipendente successivi o simultanei, tutte le retribuzioni percepite in costanza di ciascun rapporto si cumulano ai fini del superamento della prima fascia di retribuzione pensionabile. Contribuiscono al superamento della fascia di retribuzione tutti i rapporti di lavoro dipendente anche se afferiscono a gestioni pensionistiche differenti. Contribuiscono al superamento della fascia di retribuzione tutti i rapporti di lavoro dipendente anche se afferiscono a gestioni pensionistiche differenti.
[12] Cfr., da ultimo, la circolare n. 7/2010, par. 3.
[13] Circolari nn. 177/1996, 42/2009, 7/2010 par. 2, 58/2016 e messaggio n. 3020/2016.
[14] Cfr. circolare n. 41/2002.
[15] L’art. 51, co. 9, del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR) prevede che gli ammontari degli importi che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente possono essere rivalutati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri quando la variazione percentuale del valore medio dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, relativo al periodo di 12 mesi terminante al 31 agosto, superi il 2% rispetto al valore medio del medesimo indice rilevato con riferimento allo stesso periodo dell'anno 1998.
[16] In ordine alle modalità di effettuazione dei conguagli relativi alla contribuzione versata in eccesso per effetto del non superamento del tetto minimo su base annua di cui all’art. 3-ter, D.L. n. 384/1992, rilevato a fine anno, si rinvia alle precisazioni contenute nel messaggio n. 5327/2015.
[17] Cfr. quanto precisato nella nota 16.
[18] Cfr. quanto precisato nella nota 16.
[19] Cfr. quanto precisato nella nota 16.
[20] Cfr. circolare n.6/2014.
[21] Cfr. circolare n. 8/2013.