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Timestamp: 2018-07-18 00:32:40+00:00
Document Index: 133655123

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 61', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 70', 'art. 48', 'art. 162', 'art. 110']

Novità manovra 2018 per soggetti IMPRESE - Circolari - Network Professionale RETESTUDI.com
/Novità manovra 2018 per soggetti IMPRESE
Il credito d'imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive (art. 10, D.L. n. 82/2014) viene esteso anche agli stabilimenti termali (art. 3, legge n. 323/2000). Anche per questi soggetti si applicano le stesse regole previste per le altre strutture ricettive.
IVA su beni significativi (es. sanitari, caldaie, videocitofoni, ecc.)
Vinee introdotta una norma di interpretazione autentica all'art. 7, comma 1, lettera b), legge n. 488/1999, nonché al decreto del Ministro delle finanze 29 dicembre 1999, in materia di “beni significativi”.
Tali norme si interpretano nel senso che l'individuazione dei beni che costituiscono una parte significativa del valore delle forniture effettuate nell'ambito delle prestazioni aventi per oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio e delle parti staccate si effettua in base all'autonomia funzionale delle parti rispetto al manufatto principale, come individuato nel citato decreto ministeriale.
Quindi, per esempio, considerando il caso del bene significativo “caldaia”, il bruciatore è un suo “componente staccato”, e il suo valore non va sommato a quello della caldaia, indipendentemente dal fatto che abbia una notevole rilevanza rispetto al valore, alla struttura o alla funzionalità del bene significativo in cui viene collocato.
Come sulla manodopera e sulle materie prime, quindi, si applica l’Iva del 10% anche sulle componenti staccate e il loro valore va sommato alla manodopera e alle materie prime per determinare il plafond dei beni significativi su cui applicare l’Iva del 10% (solo sull’eccedenza si calcola il 22%).
L'individuazione del valore dei predetti beni deriva invece dall'accordo contrattuale stipulato dalle parti contraenti che, comunque, non può essere inferiore al prezzo di acquisto sostenuto dall'installatore dei beni stessi.
La fattura emessa dal prestatore che realizza l'intervento di recupero agevolato deve indicare, oltre al servizio che costituisce l'oggetto della prestazione, anche i beni di valore significativo (D.M. 29 dicembre 1999), che sono forniti nell'ambito dell'intervento stesso.
Sono fatti salvi i comportamenti difformi tenuti fino al 1° gennaio 2018.
Agevolazioni fiscali per i "buoni TPL" (trasporto pubblco locale)
Le somme rimborsate dal datore di lavoro o le spese direttamente sostenute da quest'ultimo per l'acquisto dei titoli di viaggio per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari non concorrono a formare reddito di lavoro dipendente, analogamente a quanto già oggi avviene per i "buoni pasto".
Pertanto non concorrono a formare il reddito le somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro o le spese da quest'ultimo direttamente sostenute per l'acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari.
Sono prorogate all’anno 2018 le misure del super e iperammortamento.
- il super ammortamento, nel 2018, passa dal 40% al 30% e sono esclusi dalla misura gli investimenti in veicoli e gli altri mezzi di trasporto; è possibile fruirne anche per gli investimenti effettuati entro il 30 giugno 2019, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2018 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione;
- l’iper ammortamento viene confermato nella misura del 150%. L’iper ammortamento è possibile anche per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2019, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2018 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.
- è confermato, in misura pari al 40%, anche il super ammortamento relativi ai beni immateriali (software) funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0, che si applica ai soggetti che usufruiscono dell’iper ammortamento 2018.
Tra i beni agevolabili, sono aggiunti anche (allegato B alla legge n. 232/2016):
Inoltre, in caso di sostituzione negli anni successivi dei beni agevolati, la sostituzione non determina la revoca dell’agevolazione a condizione che il bene nuovo sostitutivo abbia caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori a quelle previste dall’allegato A alla legge n. 232/2016 e che siano soddisfatte le condizioni documentali richieste dalla legge per l’investimento originario (dichiarazione resa dal legale rappresentante, perizia tecnica giurata o attestato di conformità).
Previsto, per tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato, che effettuano spese in attività di formazione nel periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017, un credito d'imposta nella misura del 40% delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato in attività di formazione.
Il credito d'imposta è riconosciuto, fino ad un importo massimo annuale di euro 300.000 per ciascun beneficiario, per le attività di formazione pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.
Sono ammissibili al credito d'imposta solo le attività di formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0 quali big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali, applicate negli ambiti elencati nell'allegato A alla legge.
Ai fini dell'ammissibilità al credito d'imposta, i costi sono certificati dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali. Tale certificazione deve essere allegata al bilancio. Le imprese non soggette a revisione legale dei conti devono comunque avvalersi delle prestazioni di un revisore legale dei conti o di una società di revisione legale dei conti. Il revisore legale dei conti o il professionista responsabile della revisione legale dei conti, nell'assunzione dell'incarico, osserva i princìpi di indipendenza.
Le spese sostenute per l'attività di certificazione contabile da parte delle imprese sono ammissibili entro il limite massimo di euro 5.000. Le imprese con bilancio revisionato sono esenti dagli obblighi di certificazione sopra descritti.
Credito d’imposta per le imprese della cultura
Per le imprese culturali e creative, nel limite di spesa di 500.000 euro per l'anno 2018 e di un milione di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, fino ad esaurimento delle risorse disponibili, è previsto un credito d’imposta pari al 30% dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione e promozione di prodotti e servizi culturali e creativi secondo le modalità stabilite con un decreto di futura emanazione.
- svolgono attività stabile e continuativa con sede in Italia, in UE o in uno Stato aderente allo Spazio economico europeo;
- hanno quale oggetto sociale attività (quali l’ideazione, la creazione ed altre fattispecie elencate dalla norma) relativa ai prodotti culturali, ovvero i beni, servizi e opere dell’ingegno inerenti letteratura, musica, arti figurative ed applicate, spettacolo dal vivo, cinematografia e audiovisivo, archivi, biblioteche, musei, patrimonio culturale e relativi processi di innovazione
Il credito d’imposta rientra nel regime “de minimis”, non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP, non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi (art. 61 e 109, comma 5 TUIR) ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione.
Per l'anno 2018, per i soggetti IRAP (esclusi gli enti non profit e le pubbliche amministrazioni), è consentita la piena deducibilità per ogni lavoratore stagionale impiegato per almeno centoventi giorni per due periodi d'imposta, a decorrere dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro nell'arco temporale di due anni a partire dalla data di cessazione del precedente contratto, in deroga a quanto attualmente previsto (art. 11, comma 4-octies, D.Lgs. n. 446/1997).
Busta paga: eliminato il pagamento per contanti
A partire dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro e i committenti non potranno più procedere al pagamento in contanti della busta paga di lavoratori dipendenti e parasubordinati.
Il fine della norma è quello di contrastare il comportamento fraudolento attraverso il quale si consegna al lavoratore una busta paga a fronte del pagamento di un importo inferiore.
Il pagamento della busta paga (compresi eventuali acconti) potrà avvenire solo tramite banca o ufficio postale come di seguito indicato:
- tramite assegno bancario o circolare; questo potrà essere consegnato direttamente al lavoratore o a un suo delegato. Si potrà delegare solo in caso di effettivo e comprovato impedimento e solo al coniuge, al convivente o altro familiare o affine del lavoratore, comunque con età sopra i sedici anni.
Lo stop del pagamento in contanti degli stipendi comporta anche la conseguenza che la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce in alcun caso prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione spettante.
Infatti, se in precedenza la firma della busta paga poteva in alcuni casi avere valenza di quietanza, ora la prova dell’avvenuto pagamento sarà esclusivamente rappresentata dalla traccia del pagamento stesso.
Gli anticipi per fondo spese non sono invece soggetti alla tracciabilità, fermo restando l'obbligo di rendicontazione.
Per completezza di trattazione si evidenzia che le nuove norme prevedono l'esonero dall’obbligo di pagare lo stipendio con metodi tracciabili i datori di lavoro titolari di rapporti di lavoro domestico rientranti nell'applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici. In pratica colf, badanti e baby sitter potranno ancora essere retribuiti in contanti.
Vengono specificate le precedenti disposizioni fiscali per le cessioni gratuite di eccedenze alimentari, di medicinali ed altri prodotti ai fini di solidarietà sociale (tipologie di beni ceduti gratuitamente per le quali non opera la presunzione di cessione; procedure relative al trasporto dei beni e alla corretta comunicazione delle cessioni agli uffici competenti).
In particolare, viene chiarito che rientrano nelle agevolazioni le cessioni di:
a) per ogni cessione gratuita sia emesso un documento di trasporto;
b) il donatore trasmetta, entro il giorno 5 del mese successivo a quello in cui sono state effettuate le cessioni, agli uffici dell’Amministrazione finanziaria e ai comandi della Guardia di finanza competenti, per via telematica, una comunicazione riepilogativa delle cessioni effettuate in ciascun mese solare, con l’indicazione, per ognuna di esse, dei dati contenuti nel relativo documento di trasporto nonché del valore dei beni ceduti, calcolato sulla base dell’ultimo prezzo di vendita. Il donatore è esonerato dall’obbligo di comunicazione per le cessioni di eccedenze alimentari facilmente deperibili, nonché per le cessioni che, singolarmente considerate, siano di valore non superiore a 15.000 euro;
c) l’ente donatario rilasci al donatore, entro la fine del mese successivo a ciascun trimestre, un’apposita dichiarazione trimestrale, recante gli estremi dei documenti di trasporto o dei documenti equipollenti relativi alle cessioni ricevute, nonché l’impegno ad utilizzare i beni medesimi in conformità alle proprie finalità istituzionali.
Al fine di incentivare l’ammodernamento degli impianti sportivi delle società di calcio, in regime di proprietà o di concessione amministrativa, si riconosce un contributo, sotto forma di credito d’imposta, nella misura del 12% dell’ammontare degli interventi di ristrutturazione degli impianti medesimi, sino a un massimo di 25.000 euro.
Il contributo rientr nel cacolo della regola “de minimis”.
Si prevede che le attività del settore sportivo dilettantistico possono essere esercitate con scopo di lucro in una delle forme societarie di cui al titolo quinto del libro quinto del codice civile (società).
Le citate imprese dovranno prevedere una formula statutaria al fine di garantire che venga svolta effettivamente attività sportiva dilettantistica; inoltre in alcuni casi si attribuiscono agevolazioni fiscali a favore delle stesse società.
Viene definita la nuova attività di enoturismo: si tratta delle attività di conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, la degustazione e la commercializzazione delle produzioni vinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e ricreativo nell'ambito delle cantine.
Allo svolgimento dell'attività enoturistica si applicano le stesse disposizioni fiscali previste per l’agriturismo (art. 5, legge n. 413/1991).
Il regime forfettario IVA si applica solo per i produttori agricoli di cui agli articoli 295 e seguenti della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006.
L’attività enoturistica è esercitata, previa presentazione al comune di competenza della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).
Abolizione elenchi Intrastat relativi agli acquisti di beni e servizi intracomunitari che non superano limiti di importi prestabiliti
Una buona notizia per chi occasionalmente riteneva conveniente fare acquisti di beni e servizi da altri paesi della UE.
Fino al 31.12.2017 anche pochi euro spesi in acquisti in stati menbri della comunità europea (tipicamente acquisti online) comportavano l'obbligo di presentare il modello Intrastat periodico con conseguenti oneri connessi all'adempimento amministrativo che spesso vanificavano la convenienza dell'acquisto oltre confine.
Dal 1.1.2018 l'obbligo di presentazione degli elenchi Intrastat acquisti è stato abolito per chi effettua acquisti al di sotto dei seguenti limiti di valore:
- ammontare totale trimestrale degli acquisti intracomunitari di beni inferiore a 200.000 euro in tutti e quattro i trimestri precedenti
- ammontare totale trimestrale delle prestazioni di servizi ricevute inferiore a 100.000 euro in tutti e quattro i trimestri precedenti
Fatturazione elettronica (dal 1.1.2019 tranne che per i casi particolari descritti in seguito aventi decorrenza anticipata)
In caso di emissione di fattura, tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, con modalità diverse da quelle elettroniche, la fattura si intende non emessa e si applica la sanzione fra il 90% e il 180% dell'imposta relativa all'imponibile non correttamente documentato (art. 6, D.Lgs. n. 471/1997).
Il cessionario e il committente, per non incorrere nella sanzione dal 100% dell'imposta, con un minimo di 250 euro (art. 6, comma 8, D.Lgs. n. 471/1997), devono adempiere agli obblighi documentali ivi previsti mediante il Sistema di Interscambio.
Le nuove norme si applicano alle fatture emesse a partire dal 1° gennaio 2019 (vedi però decorrenza anticipata nei paragrafi successivi per i casi specifici del settore carburanti e delle vendite tax free).
Gli obblighi di conservazione ai fini fiscali si intendono soddisfatti per tutte le fatture elettroniche nonché per tutti i documenti informatici trasmessi attraverso il Sistema di Interscambio e memorizzati dall'Agenzia delle entrate.
Adempimenti IVA subappalti pubblici - fatture elettroniche dal 1.7.2018
Fatturazione elettronica obbligatoria dal 1° luglio 2018 per prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti della filiera di imprese
(insieme dei soggetti che, ai sensi dell’articolo 3, L. 136/2010, intervengono nel ciclo di realizzazione del contratto), nel caso di appalto di lavori, servizi o forniture stipulato da una P.A.
Adempimenti IVA settore carburanti - fatture elettroniche dal 1.7.2018 - eliminazione scheda carburanti
- si limitano la deducibilità e la detraibilità ai fini IVA delle spese per carburante effettuate solo mediante pagamenti tracciabili;
Fattura elettronica obbligatoria a partire da settembre 2018 per le cessioni di beni, di valore superiore a 155 euro, ai cosiddetti viaggiatori stranieri, extra-comunitari, destinati all’uso personale o familiare, da trasportarsi nei bagagli personali fuori del territorio doganale dell’Unione europea (tax free shopping ovvero le cessioni regolate dall’articolo 38-quater del Dpr 633/1972.).
A titolo esemplificativo, secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 145/E/1998, deve trattarsi di abbigliamento, calzature, piccoli mobili o oggetti di arredamento, oggetti di oreficeria, alimenti, giocattoli.
La finalità è quella di garantire «l’interoperabilità tra il sistema di fatturazione elettronica e il sistema doganale Otello (Online tax refund at exit: light Lane optimization)».
Le normativa IVA dispone che in presenza di cessioni effettuate nei confronti di un acquirente privato domiciliato o residente fuori della Comunità economica europea che acquisti beni per importo complessivo superiore ad euro 154,94, comprensivo di Iva, la cessione può essere effettuata secondo una delle seguenti modalità:
1) senza pagamento dell’IVA purché i beni oggetto di acquisto siano destinati all’uso personale o familiare del cessionario e siano da trasportarsi nei bagagli personali del cessionario stesso.
La condizione, quindi, è che i beni siano trasportati fuori della Comunità entro il terzo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
L’esemplare della fattura che il cedente ha consegnato all'acquirente deve essere restituito al venditore con il visto dell’ufficio doganale di uscita dalla Comunità entro il quarto mese successivo all’effettuazione dell’operazione.
Attenzione: nel caso di emissione di fattura senza imposta e di mancata restituzione della copia con il cosiddetto visto uscire, il cedente deve procedere a regolarizzare l'IVA attraverso l’emissione di una nota di variazione in aumento entro un mese dalla scadenza dei quattro mesi.
La fattura dovrà anche recare l’indicazione degli estremi del passaporto o di altro documento equipollente, prima di ottenere il visto doganale.
2) con pagamento e successivo rimborso dell'IVA al viaggiatore («tax free»)
L'acquirente extra-comunitario può usufruire del recupero dell’imposta, attraverso la restituzione della stessa qualora il venditore, non avvalendosi della procedura indicata al punto 1), decida di emettere regolare fattura con addebito dell'IVA.
Per ottenere la restituzione il viaggiatore straniero si rivolge ad apposite agenzie internazionali (chiamate Tax Refund Agency) che si occupano proprio di rimborsare l'imposta sul valore aggiuno ai cittadini extra-Ue.
Nel caso in cui l'importo complessivo non sia superiore ad euro 154,94, comprensivo di Iva, la fattura può essere emessa in formato cartaceo fino al 31.12.2018.
Riduzione termini di decadenza per l’accertamento IVA e redditi
I termini di decadenza per l’accertamento sia ai fini IVA che delle imposte dirette sono ridotti di due anni per i soggetti passivi che garantiscono, nei modi stabiliti con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati relativi ad operazioni di ammontare superiore a 500 euro.
Nell'ambito di un programma di assistenza on line basato sui dati acquisiti:
a) dalle operazioni effettuate con le fatture elettroniche
b) delle comunicazioni delle operazioni transfrontaliere
c) dai corrispettivi acquisiti telematicamente
ai soggetti passivi dell'IVA esercenti arti e professioni e alle imprese ammesse al regime di contabilità semplificata, l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione:
Slittamento entrata in vigore degli ISA (e conseguente rinvio abrogazione studi di settore )
Si fissa la decorrenza della disciplina degli "indici sintetici di affidabilità" fiscale dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018. Per l'anno 2017 rimane quindi vigente la normativa relativa agli studi di settore.
Nel 2018, sono fissate:
- al 30 settembre il termine per l’invio dello spesometro del secondo trimestre (o primo semestre se si opta per l’invio semestrale);
Sanzione per la violazione degli obblighi di dichiarazione IVA
Si introduce una sanzione amministrativa compresa fra 250 euro e 10.000 euro per il cessionario o committente in caso di applicazione dell’imposta in misura superiore a quella effettiva, erroneamente assolta dal cedente o prestatore, fermo restando il diritto del medesimo cessionario o committente alla detrazione (art. 6, comma 6, D.Lgs. n. 471/1997). La restituzione dell'imposta è esclusa se il versamento è avvenuto in un contesto di frode fiscale.
Si modifica la disciplina del gruppo IVA introdotta dalla legge di Bilancio 2017 (art. 1, comma 24, legge n. 232/2016).
In primo luogo con l’introduzione di un nuovo art. 7-octies al D.P.R. n. 633/1972 si stabilisce che le prestazioni di servizi senza corrispettivo (di cui all’art. 3, comma 3, primo periodo, D.P.R. n. 633/1972) si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando sono rese da soggetti passivi ivi stabiliti.
Inoltre, si introducono i nuovi commi da 4-bis a 4-sexies all’art. 70-quinquies del medesimo decreto IVA, riguardante le operazioni infragruppo.
Inoltre si chiarisce che:
- le operazioni effettuate da una sede o da una stabile organizzazione che partecipa al gruppo IVA nei confronti di una sua stabile organizzazione ovvero di una sua sede estera si considerano come effettuate dal gruppo IVA nei confronti di un soggetto che non ne fa parte; parallelamente, le operazioni effettuate nei confronti di una sede o di una stabile organizzazione partecipante a un gruppo IVA da parte di una sua stabile organizzazione o sede estera si considerano effettuate, nei confronti del gruppo IVA, da un soggetto che non ne fa parte;
- le operazioni effettuate nei confronti di una sede o di una stabile organizzazione appartenente a un gruppo IVA costituito in altro Stato membro da parte di una sua stabile organizzazione o della sua sede costituita in Italia si considerano effettuate nei confronti del Gruppo IVA costituito nell’altro Stato da un soggetto che non ne fa parte. Specularmente, le operazioni effettuate da una sede o da una stabile organizzazione parte di un gruppo IVA costituito in un altro Stato membro, nei confronti di una stabile organizzazione o della sua sede sita in Italia, si considerano effettuate dal Gruppo IVA costituito nell’altro Stato membro nei confronti di un soggetto che non ne fa parte;
- la base imponibile delle predette operazioni, ove vi sia un corrispettivo, è determinata secondo le regole generali (articolo 13, commi 1 e 2 D.P.R. n. 633/1972). Ove le prestazioni siano effettuate senza corrispettivo, si applicano le disposizioni in tema di operazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi) svolte senza corrispettivo.
Le suddette norme si applicano alle operazioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2018.
Si riduce - a decorrere dal 1° marzo 2018 - da diecimila a cinquemila euro la soglia oltre la quale le amministrazioni pubbliche e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare i pagamenti, devono verificare anche in via telematica se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo (art. 48-bid D.P.R. n. 602/1973).
Sospensione deleghe di pagamento F24
Si sposta da maggio a novembre la scadenza entro la quale deve essere versato dalle imprese assicurative l’acconto dell’imposta sulle assicurazioni, elevando, dal 40 al 58% per l’anno 2018, al 59% per l’anno 2019 e al 74% per gli anni successivi l’aliquota dell’acconto.
E' modificato l’articolo 162 del TUIR per ridefinire la nozione di stabile organizzazione ai fini delle imposte sui redditi.
Viene stabilito che sussiste una stabile organizzazione ove vi sia una significativa e continuativa presenza economica nel territorio dello Stato, costruita in modo tale da non fare risultare una sua consistenza fisica nel territorio stesso.
Viene sostituita l’attuale lett. f) dell’art. 162 TUIR: ora rientra nel concetto di stabile organizzazione “ogni altro luogo relativo alla ricerca e sfruttamento di risorse di qualsivoglia genere” (in precedenza era scritto “altro luogo di estrazione di risorse naturali”).
Inoltre, si prevede che la “stabile organizzazione” non comprende:
f) la disponibilità di una sede fissa di affari utilizzata ai soli fini dell'esercizio combinato delle attività menzionate nelle lettere da a) ad e), a condizione che le attività di cui alle lettere da a) a d) o, nei casi di cui alla lettera e), l'attività complessiva della sede fissa d'affari siano di carattere preparatorio o ausiliario.
Viene introdotta l'imposta sulle transazioni digitali, relative a prestazioni di servizi effettuate tramite mezzi elettronici rese nei confronti di soggetti residenti nel territorio dello Stato nonché delle stabili organizzazioni di soggetti non residenti situate nel medesimo territorio.
L'imposta si applica con l'aliquota del 3% sul valore della singola transazione. Per valore della transazione si intende il corrispettivo dovuto per le prestazioni, al netto dell'imposta sul valore aggiunto, indipendentemente dal luogo di conclusione della transazione. L'imposta si applica nei confronti del soggetto prestatore, residente o non residente, che effettua nel corso di un anno solare un numero complessivo di transazioni superiore a 3.000 unità.
L'imposta è prelevata, all'atto del pagamento del corrispettivo, dai soggetti committenti dei servizi, con obbligo di rivalsa sui soggetti prestatori, salvo il caso in cui i soggetti che effettuano la prestazione indichino nella fattura relativa alla prestazione, o in altro documento idoneo da inviare contestualmente alla fattura, eventualmente individuato con apposito provvedimento, di non superare i limiti di transazioni sopra indicati. I medesimi committenti versano l'imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello del pagamento del corrispettivo.
Ai soggetti che effettuano le prestazioni di servizi di cui sopra spetta un credito d'imposta pari all'importo dell'imposta utilizzabile ai fini dei versamenti delle imposte sui redditi; l'eventuale eccedenza è utilizzabile esclusivamente in compensazione.
La nuova imposta si applica a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto con cui saranno individuate le prestazioni di servizio interessate.
Vengono previste disposizioni volte a disciplinare i criteri per le concessioni in materia di giochi, contemperando i principi concorrenziali nella loro attribuzione con l’esigenza di perseguire un corretto assetto distributivo.
Inoltre, si proroga dal 31 dicembre 2017 al 31 dicembre 2018 il termine oltre il quale non possono più essere rilasciati nulla osta per gli apparecchi con vincita in denaro, meglio noti come new slot (art. 110, comma 6, lettera a, TULPS).
Slittamento dell'applicabilità nuova imposta IRI
Si differisce di un anno, al 1° gennaio 2018, l’introduzione della disciplina dell’imposta sul reddito d’impresa (IRI) - da calcolare sugli utili trattenuti presso l’impresa - per gli imprenditori individuali e le società in nome collettivo ed in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria, prevista dalla legge di bilancio 2017.