Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_fallimentare/177
Timestamp: 2019-09-20 16:26:02+00:00
Document Index: 71648542

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 177', 'art. 160', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 177', 'art. 177', 'art. 177', 'art. 183', 'art. 177', 'art. 177', 'art. 177', 'art. 124', 'art. 183', 'art. 177', 'art. 177']

Maggioranza per l'approvazione del concordato
I. Il concordato è approvato dai creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto. Ove siano previste diverse classi di creditori, il concordato è approvato se tale maggioranza si verifica inoltre nel maggior numero delle classi. Quando sono poste al voto piu' proposte di concordato ai sensi dell'articolo 175, quinto comma, si considera approvata la proposta che ha conseguito la maggioranza piu' elevata dei crediti ammessi al voto; in caso di parita', prevale quella del debitore o, in caso di parita' fra proposte di creditori, quella presentata per prima. Quando nessuna delle proposte concorrenti poste al voto sia stata approvata con le maggioranze di cui al primo e secondo periodo del presente comma, il giudice delegato, con decreto da adottare entro trenta giorni dal termine di cui al quarto comma dell'articolo 178, rimette al voto la sola proposta che ha conseguito la maggioranza relativa dei crediti ammessi al voto, fissando il termine per la comunicazione ai creditori e il termine a partire dal quale i creditori, nei venti giorni successivi, possono far pervenire il proprio voto con le modalita' previste dal predetto articolo. In ogni caso si applicano il primo e secondo periodo del presente comma. (1)
II. I creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, ancorché la garanzia sia contestata, dei quali la proposta di concordato prevede l’integrale pagamento, non hanno diritto al voto se non rinunciano in tutto od in parte al diritto di prelazione. Qualora i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca rinuncino in tutto o in parte alla prelazione, per la parte del credito non coperta dalla garanzia sono equiparati ai creditori chirografari; la rinuncia ha effetto ai soli fini del concordato.
III. I creditori muniti di diritto di prelazione di cui la proposta di concordato prevede, ai sensi dell’articolo 160, la soddisfazione non integrale, sono equiparati ai chirografari per la parte residua del credito.
IV. Sono esclusi dal voto e dal computo delle maggioranze il coniuge del debitore, i suoi parenti e affini fino al quarto gradola societa' che controlla la societa' debitrice, le societa' da questa controllate e quelle sottoposte a comune controllo, nonche'(2) i cessionari o aggiudicatari dei loro crediti da meno di un anno prima della proposta di concordato.
(1) Gli ultimi due periodi sono stati aggiunti dall'art. 3 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132.
(2) L'art. 3 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132, dopo le parole "quarto grado" ha ggiunto le parole "la societa' che controlla la societa' debitrice, le societa' da questa controllate e quelle sottoposte a comune controllo, nonche'".
Concordato preventivo - Computo delle maggioranze - Voti pervenuti prima della relazione del commissario giudiziale - Validità.
Concordato preventivo – Equiparazione dei creditori privilegiati ai chirografari per la parte residua del credito – Portata sostanziale della disposizione.
La disposizione contenuta nell’art. 177, comma 3, l.f. secondo cui “i creditori muniti di diritto di prelazione di cui la proposta di concordato prevede ai sensi dell’art. 160 la soddisfazione non integrale, sono equiparati ai chirografari per la parte residua del credito” esplica i propri effetti non solo ai fini del voto, ma anche dal punto di vista sostanziale rendendo chirografario il credito residuo, con la conseguente sua equiparazione ai creditori chirografari in punto di necessità di considerazione di pagamento in percentuale, rendendosi pertanto inammissibile la sua esclusione da ogni previsione di riparto. Ne consegue che la previsione del pagamento del creditore privilegiato in misura corrispondente alla previsione di realizzo dell’immobile ipotecato, senza previsione di alcuna percentuale di pagamento, neanche minima, della parte di credito declassata e chirografaria, con l’effetto di creare per tale valore residuo una classe di chirografari con percentuale di soddisfazione pari a zero, determina l’inammissibilità. (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 25 Giugno 2014. Segue...
Concordato preventivo in continuità – Sospensione del pagamento dei creditori privilegiati ex art. 186 bis, comma 2, lett. c) – Diritto al voto – Esclusione..
Concordato preventivo - Approvazione - Voto - Adesioni alla proposta - Raggiungimento delle maggioranze - Termine perentorio di venti giorni dalla chiusura del verbale dell'adunanza - Modalità di voto - Dichiarazione trasmessa al commissario giudiziale - Rilevanza - Fondamento.
Concordato preventivo - Continuità aziendale - Moratoria di un anno per i creditori privilegiati - Esclusione del diritto di voto - Pagamento differito - Pagamento integrale - Esclusione..
Dall'interpretazione degli articoli 160, comma 2, 177 e 186 bis L.F. si ricava la regola che i creditori privilegiati debbono essere pagati immediatamente dopo l'omologa o in tempi corrispondenti a quelli di una liquidazione fallimentare e che non sono consentite dilazioni ulteriori, se non quella della moratoria annuale introdotta dal citato art. 186 bis per il solo concordato in continuità. L'interpretazione letterale delle norme citate, infatti, indica chiaramente che il legislatore ha inteso consentire esclusivamente una falcidia quantitativa del credito privilegiato, una falcidia collegata non ad una scelta discrezionale o ad una facoltà del proponente il concordato, bensì al dato oggettivo dell'incapienza patrimoniale attestata dal professionista. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Solamente nell'ambito del concordato con continuità aziendale di cui all'articolo 186 bis L.F. è consentita una moratoria di un anno per il pagamento dei creditori privilegiati, a meno che i beni sui quali insiste la prelazione siano destinati alla liquidazione, ipotesi, quest'ultima, in cui il creditore dovrà essere soddisfatto immediatamente dopo la liquidazione medesima. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Concordato preventivo - Scioglimento dei contratti in corso di esecuzione - Questione di convenienza rimessa ai creditori nell'ambito della più ampia valutazione della proposta..
Lo scioglimento o la prosecuzione del contratto pendente prevista dall'articolo 169 bis L.F. integra anche una questione di convenienza, come tale rimessa ai creditori nell'ambito della più ampia valutazione della proposta concordataria, diritto, questo, che non può essere espropriato senza negare la funzione stessa del concordato preventivo. Ne consegue che il luogo deputato a valutare se sia conveniente una prospettiva concordataria con lo scioglimento dei contratti o un'alternativa ove nel patrimonio del debitore sia ancora presente un rapporto contrattuale altrimenti destinato alla risoluzione, non può che essere quello dell'approvazione del concordato mediante il conseguimento delle maggioranze di cui all'articolo 177 L.F. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 09 Luglio 2013. Segue...
Concordato con continuità aziendale – Piano che preveda tempistiche di pagamento eccessivamente dilatate – Esclusione di qualsiasi sindacato di convenienza del risultato economico – Venir meno della causa concreta della proposta..
La proposta concordataria in continuità aziendale che si basi su un piano industriale di pagamenti dalle tempistiche eccessivamente dilatate sfugge a qualsivoglia sindacato di convenienza del risultato economico conseguibile dai creditori e non consente di ritenere sussistente il rapporto sinallagmatico, tipico della procedura di concordato preventivo, tra soddisfacimento dei creditori e soluzione della crisi. Ciò comporta il venir meno della causa concreta della proposta e la sua inammissibilità (cfr. Cass. S.U. civ. n. 1521 del 2013). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 11 Giugno 2013. Segue...
Concordato preventivo - Società in accomandita semplice - Ammissibilità del voto del socio accomandante creditore della società..
Concordato preventivo con continuità aziendale - Moratoria fino ad un anno per il pagamento dei creditori privilegiati - Ammissibilità - Moratoria nel concordato ordinario - Previsione di diritto al voto - Necessità..
Il fatto che solo nell'ipotesi di concordato con continuità aziendale di cui all'articolo 186 bis L.F. sia consentita la previsione di "una moratoria fino a un anno dall'omologazione per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, salvo che sia prevista la liquidazione dei beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione", in tal caso disponendo espressamente che detti creditori "non hanno diritto al voto", consente di affermare che analogo trattamento non possa essere attuato nei concordati ordinari, se non previo riconoscimento del diritto di voto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 12 Febbraio 2013. Segue...
Concordato preventivo - Voti pervenuti successivamente all'adunanza - Validità..
Concordato preventivo - Creditore postergato volontario - Diritto al voto - Sussistenza..
Concordato preventivo – Proposta concordataria – Suddivisione dei creditori in classi – Variazioni nella composizione delle classi ante operazioni di voto – Creditori ipotecari degradati in chirografo – Diritto di voto – Criteri di computo..
Nell'ipotesi in cui vi siano creditori ipotecari degradati in chirografo per la parte di incapienza, appare corretto l'iter di calcolare il loro voto per la parte di credito per la quale, sulla base della stima dei tecnici incaricati dalla procedura, essi non trovano integrale soddisfazione. (Raffaella Falini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 16 Luglio 2012. Segue...
Concordato preventivo – Proposta concordataria – Suddivisione dei creditori in classi – Creditori chirografari – Previsione di integrale soddisfazione – Impegno dell'assuntore all'accollo del pagamento dell'onere concordatario – Diritto di voto – Esclusione..
Laddove si preveda di soddisfare integralmente i creditori chirografari, in base al principio generale desumibile dalla lettera di cui all'art. 177 l.f., vale a dire che all'integrale pagamento corrisponde una sostanziale indifferenza per le sorti del concordato, deve escludersi il diritto di voto per tali creditori, tanto più quando il pagamento integrale non sia meramente vagheggiato o sperato, ma rappresenti una certezza, nell'ipotesi in cui (come nel caso di specie) vi sia un assuntore che si impegni ad accollarsi il pagamento dell'onere concordatario al fine di vedersi trasferire tutte le attività che sono in capo alla società ricorrente. (Raffaella Falini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 16 Luglio 2012. Segue...
Concordato preventivo - Risoluzione - Gravità dell'inadempimento - Dimensione superiore a quella relativa alla posizione di chi chiede la risoluzione - Natura collettiva della volizione espressa da i creditori - Rilevanza del pregiudizio che riguardi la generalità dei creditori. .
Concordato preventivo - Creazione di classi in maniera artificiosa allo scopo di ottenere il consenso - Inammissibilità..
La proposta di concordato deve considerarsi inammissibile anche quando la creazione di classi in maniera artificiosa miri semplicemente a rendere la stessa più facilmente approvabile, mediante la formazione del consenso nella maggioranza delle classi, onde aggirare il principio fissato dall'art. 177, comma 1, LF, sulle maggioranze necessarie per l'approvazione del concordato. (Irma Giovanna Antonini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 18 Maggio 2012. Segue...
Concordato preventivo – Crediti assistiti da cause legittime di prelazione – Pagamento differito – Ammissibilità – Soddisfazione integrale – Esclusione del diritto di voto..
I crediti assistiti da cause legittime di prelazione per i quali è previsto il pagamento non immediato ma con dilazione compatibile con i tempi della liquidazione fallimentare, per il disposto dell’art. 177 l.f., non avranno diritto di voto se non rinunciano espressamente, in tutto o in parte, al diritto di prelazione, trattandosi di creditori soddisfatti integralmente. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 12 Aprile 2012. Segue...
Concordato preventivo – Voto – Rapporto tra controllante e controllata – Società soggette a procedura concorsuale – Conflitto di interessi – Esclusione..
Per quanto attiene l'espressione del voto nel concordato preventivo, deve essere escluso il possibile conflitto di interessi derivante dal rapporto tra società controllata e società controllante qualora entrambe le società siano soggette a procedura concorsuale. In questo caso, infatti, le determinazioni di detti soggetti non sono rimesse alla libera ed autonoma volontà dei loro organi rappresentativi, in quanto sono sottoposte al filtro o alla sostituzione degli organi della procedura. (Nel caso di specie, è stato escluso il conflitto di interessi in relazione al voto che il curatore fallimentare della società controllante ha espresso nel concordato preventivo della controllata). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 11 Aprile 2012. Segue...
Concordato preventivo - Applicazione del principio di maggioranza - Fittizia proliferazione delle classi - Controllo del tribunale sulla espressione del voto e sulla corretta formazione delle classi..
Nell'ambito del concordato preventivo, la corretta applicazione del “principio di maggioranza” impone che non vi sia un inquinamento generato da vicende singolari, quali ad esempio una fittizia proliferazione di classi avente il solo scopo di ottenere la maggioranza dei voti. Anche in applicazione di tali criteri, l'esito della votazione può e deve essere accettato solo se scaturisce da una decisione trasparente e incondizionata e il tribunale, nell'effettuare un controllo sulle modalità di svolgimento del voto, dovrà verificare la corretta formazione delle classi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 01 Settembre 2011. Segue...
Concordato fallimentare - Conflitto di interessi tra i creditori votanti uti singuli - Esclusione..
Poiché l'esistenza di una posizione di conflitto di interessi tra soggetti acquisisce giuridica rilevanza quale causa di vizio di un atto o di fonte di risarcimento del danno solo quando vi sia un contrasto tra un centro autonomo di interessi e il suo rappresentante e quindi quando uno stesso soggetto compia un atto o manifesti una volontà rivestendo contemporaneamente due ruoli che potenzialmente potrebbero comportare scelte differenti, nessun conflitto può essere ravvisato nell'ambito del concordato fallimentare tra i creditori uti singuli e quali appartenenti alla massa nel momento in cui si esprimono nell'ambito dell'assemblea dei votanti. Il fallimento non è, infatti, un soggetto giuridico autonomo del quale i creditori siano in qualche modo partecipi e il complesso dei creditori concorrenti viene costituito in corpo deliberante in modo del tutto casuale e involontario, così che non è avvinto da alcun patto che comporti la necessità di valutare un interesse comune trascendente quello dei singoli. Nell'ambito della tutela del proprio credito, e prescindendo dall'eventuale ruolo svolto in organismi ristretti specificamente rappresentativi dell'intero ceto quale il comitato dei creditori, ogni creditore è legittimamente (nell'ambito delle regole procedurali) homo homini lupus, nel senso che può valutare esclusivamente il proprio interesse rappresentando unicamente se stesso. Non va inoltre trascurato il fatto che un conflitto tra i creditori è immanente nel sistema, posto che è normale che la massa attiva sia insufficiente per il soddisfacimento integrale dei creditori e che quindi sia interesse di ciascuno di loro, al fine di garantire il proprio maggior soddisfacimento, opporsi al riconoscimento del credito altrui e quindi alla sua partecipazione al riparto. Ulteriore conferma di questa ricostruzione è individuabile nell’opera del legislatore che non ha inserito una norma generale sul conflitto di interessi nell'ambito delle votazioni ma ne ha, al contrario, implicitamente escluso la sussistenza disciplinando specificamente i casi di rilevanza del conflitto, così che la partecipazione al voto costituisce la regola, mentre l'esclusione costituisce un'eccezione e, come tale, deve essere espressamente prevista. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 10 Febbraio 2011. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - Sentenza di omologazione - Impugnazioni - Appello - Instaurazione del giudizio di omologazione dopo l'approvazione della proposta concordataria - Rinnovazione delle votazioni dell'adunanza dei creditori - Mancato raggiungimento delle maggioranze - Dichiarazione di fallimento - Portata - Mancato accoglimento della domanda di concordato - Configurabilità - Conseguenze - Impugnazione - Appello ex art. 183 legge fall. - Ammissibilità - Fattispecie..
Società di persone - Concordato preventivo - Indicazione nella proposta dei beni dei soci illimitatamente responsabili - Valore di semplice informazione ai creditori..
Posto che il patrimonio personale dei soci illimitatamente responsabili rimane estraneo al concordato preventivo, l'indicazione contenuta nella proposta di concordato del valore dei beni di detti soci beni e dei loro creditori particolari deve essere interpretata come semplice informazione fornita ai creditori della società affinché, conoscendo la situazione della compagine sociale, possano esprimere il voto con maggiore consapevolezza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 02 Novembre 2010. Segue...
Concordato preventivo – Pagamento dilazionato dei creditori privilegiati – Offerta di pagamento degli interessi – Ammissione al voto per la parte non soddisfatta del credito – Quantificazione della parte residua del credito – Differenza tra il tasso bancario e l’interesse legale. (27/09/2010).
Concordato preventivo - Computo delle maggioranze - Creditori chirografari postergati - Inertizzazione del voto - Formazione di apposita classe - Necessità..
Concordato preventivo – Creditori privilegiati – Pagamento immediato in denaro – Necessità – Dilazione di pagamento – Esclusione dal voto – Inammissibilità. (26/10/2010).
Nel concordato preventivo l'esclusione dal voto dei creditori privilegiati si giustifica solo in ragione del fatto che i diritti di tali creditori non vengono in alcun modo intaccati, dovendosi per essi prevedere il pagamento integrale, da effettuarsi in denaro ed immediatamente, fatti ovviamente salvi i tempi tecnici necessari alla liquidazione dei beni per la parte del ricavato a ciò destinata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 29 Luglio 2010, n. 0. Segue...
Concordato preventivo – Votazione – Computo delle maggioranze – Creditori postergati ex lege – Esclusione. (03/08/2010).
Concordato preventivo – Diritto di voto – Soci della società – creditori postergati – Esclusione. (03/08/2010).
Concordato preventivo – Crediti privilegiati – Proposta con soddisfazione non integrale – Operatività dell’equiparazione normativa al credito chirografario. (27/07/2010).
L’equiparazione normativa al chirografo della parte falcidiata del credito privilegiato, ex art. 177, comma 3, legge fallimentare, opera soltanto con riguardo al voto, non anche al trattamento economico. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 23 Aprile 2010, n. 0. Segue...
Concordato preventivo – Voto del creditore privilegiato – Proposta concordataria con soddisfazione non integrale del credito privilegiato – Rinuncia totale o parziale del privilegio – Differenza. (27/07/2010).
Il voto del creditore privilegiato falcidiato concorre, nel computo delle maggioranze, alla valutazione complessiva del trattamento riservato al credito, anche per quanto riguarda la legittimità - congruità della falcidia proposta nel suddetto rapporto con il valore di mercato ricavabile dai beni oggetto della prelazione, ed in ciò si riscontra l’oggettiva diversità tra l’ipotesi in esame (equiparazione ex lege al chirografo) e quella della rinuncia totale o parziale alla prelazione ex art. 177, comma 2. Legge fallimentare, la quale per effetto della volontà del creditore ‘muta‘ non soltanto le contingenti prospettive di soddisfacimento, ma la tipologia stessa del credito (sia pure ai soli fini del concordato), che da privilegiato diventa in tutto o in parte chirografario. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 23 Aprile 2010, n. 0. Segue...
CONCORDATO PREVENTIVO - AMMISSIONE - DOMANDA - Disciplina anteriore al d.lgs. n. 169 del 2007 - Proposta di concordato - Condizioni - Pagamento non integrale dei creditori privilegiati - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento.
In tema di concordato preventivo, l'art. 177 della legge fall., nella parte in cui, anche nel testo modificato dal d.lgs. n. 5 del 2006, non riconosce ai creditori privilegiati il diritto di voto sulla proposta concordataria, conferma - per il periodo anteriore all'entrata in vigore del d.lgs. n. 169 del 2007, che ne ha espressamente previsto la possibilità - l'inammissibilità di una proposta che non preveda il pagamento integrale dei crediti privilegiati, giustificandosi detta esclusione con il difetto di qualsiasi interesse all'esito della domanda di concordato, in quanto il trattamento dei crediti privilegiati non può subire alcuna conseguenza giuridicamente apprezzabile dall'eventuale accoglimento della proposta, e non potendo trovare applicazione in via analogica l'art. 124 della legge fall., relativo al concordato fallimentare, attesa la compiutezza della disciplina del concordato preventivo, nè potendosi attribuire natura interpretativa all'art. 183-ter, riguardante la transazione fiscale, ed al d.lgs. n. 169 del 2007. Cassazione civile, 22 Marzo 2010, n. 6901. Segue...
Concordato preventivo – Previsione di classi – Potere del tribunale di riqualificazione della proposta ai fini del voto – Sussistenza..
In sede di omologa del concordato preventivo, il tribunale può procedere, pur non modificandone il contenuto, ad una riqualificazione della proposta al fine di stabilire quali tra le classi nella stessa indicate abbiano diritto al voto. (Nel caso di specie, il Tribunale ha escluso che, ai fini del voto, potesse essere considerata classe quella formata da creditori privilegiati per i quali era previsto il pagamento integrale ed ha altresì escluso dal voto altra classe formata da creditori erariali pagati al 60% in considerazione del fatto che tali creditori, per la restante parte del credito degradata a chirografo, andavano a formare altra classe; in tal modo, il Tribunale ha evitato che il loro voto venisse conteggiato in entrambe le classi). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 27 Gennaio 2009, n. 0. Segue...
Concordato preventivo – Creditori privilegiati – Diritto al voto – Misura dell’interesse – Criterio qualitativo della soddisfazione..
Nel concordato preventivo, l’individuazione dei creditori aventi diritto al voto deve essere effettuata unicamente sulla scorta della disposizione di cui all’art. 177, comma 2, della legge fallimentare, riconoscendo tale diritto non solo ai creditori privilegiati destinati a subire una diminuzione quantitativa del loro credito, ma anche a quei privilegiati destinati ad essere soddisfatti con modalità diverse dal pagamento nella misura in cui tale modalità di soddisfazione comporti una alterazione del loro diritto di credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 16 Ottobre 2008, n. 0. Segue...
Concordato preventivo – Divieto di voto per il coniugi e gli affini fino al quarto grado – Applicabilità al voto espresso da persone giuridiche – Esclusione..
La norma di cui all’art. 177, V comma legge fallimentare, che esclude dal voto di approvazione del concordato preventivo il coniuge del debitore ed i suoi parenti ed affini fino al quarto grado, ha carattere eccezionale e non è applicabile al caso in cui le suddette persone fisiche esprimano il voto in qualità di rappresentanti di persone giuridiche, la cui distinta soggettività giuridica è riconosciuta dall’ordinamento societario, il quale tutela i soci dall’operato degli amministratori mediante appositi specifici strumenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 01 Marzo 2007, n. 0. Segue...