Source: https://www.dirittielavoro.it/category/news/
Timestamp: 2020-08-11 19:27:11+00:00
Document Index: 146599154

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art.2', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 47', 'sentenza ', 'art.10', 'art. 30', 'art. 24', 'art.13', 'art.2', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 2']

news – Diritti & Lavoro
Convertito in legge il c.d. decreto rilancio: prorogati i contratti a termine e ampliato il diritto allo smart working
Nella legge di conversione del c.d. decreto rilancio (legge 17 luglio 2020, n. 77) è stata inserita qualche novità degna di nota rispetto al testo originario. In particolare si prevede l’automatica proroga del termine dei contratti a tempo determinato (anche in somministrazione) e dell’apprendistato, per il tempo corrispondente alla sospensione dell’attività lavorativa causata dall’emergenza sanitaria e la possibilità di prorogare e rinnovare comunque fino al 30 agosto i contratti in essere al 23 febbraio 2020; il diritto allo smart working per i lavoratori più esposti a rischio contagio; la possibilità di beneficiare dei congedi Covid 19 (30 giorni con figli fino a 12 anni) fino al 30 agosto; il prolungamento a 45 giorni (rispetto ai 10 originari) fino al 17 agosto della durata dell’esame congiunto in caso di trasferimento d’azienda. La legge di conversione interviene anche sulle categorie protette, includendo nella quota di riserva chi, al compimento della maggiore età, si trova a vivere fuori dalla famiglia d’origine in virtù di provvedimento dell’autorità giudiziaria.
Author adminPosted on 19 July 2020 1 August 2020 Categories news
Incostituzionale (anche) l’indennizzo previsto dal Jobs Act per i licenziamenti con vizi di forma
La Corte costituzionale smonta un altro pezzo del Jobs Act e dichiara l’incostituzionalità dell’art. 4 del d. lgs. 23/15, norma che, in caso di licenziamento illegittimo per vizi formali (violazione dell’obbligo di motivazione ex art.2, legge 604/66) e procedurali (violazione dell’art. 7 dello Statuto dei lavoratori) tutela il lavoratore con un indennizzo di importo pari ad una mensilità di retribuzione per ogni anno di anzianità di servizio, fino ad un massimo di 12 mensilità (sentenza n. 150 del 16 luglio). Tale meccanismo di calcolo automatico, fondato sulla sola anzianità di servizio, è contrario sia ai principi di eguaglianza e ragionevolezza di cui all’art. 3 Cost., sia ai principi dettati dagli artt. 4 e 35 Cost. a tutela del lavoro in tutte le sue forme e della dignità del lavoratore. Al giudice va dunque restituita la potestà di valutare l’importo dell’indennizzo, al fine di garantirne l’adeguatezza tenendo conto di fattori ulteriori rispetto all’anzianità.
Author adminPosted on 18 July 2020 20 July 2020 Categories news
La Cassazione fa chiarezza sul trasferimento d’azienda in crisi: nessuna deroga al divieto di licenziamento
Con la sentenza n. 10415 del 1° giugno scorso la Cassazione chiarisce la portata dell’art. 47, comma 4-bis, l. n. 428/90 relativo al regime del trasferimento d’azienda in stato di crisi, introdotto per adeguare la normativa nazionale alla sentenza della Corte di giustizia (in causa C-561/07) che aveva dichiarato la previgente disciplina in contrasto con la direttiva 2001/23. I giudici di legittimità, seguendo un’interpretazione della norma conforme al diritto dell’UE, precisano che la situazione di impresa in stato di crisi postula un procedimento che mira a favorire la prosecuzione dell’attività, in prospettiva di una futura ripresa e si discosta da procedure concorsuali liquidative rispetto alle quali la continuazione dell’attività non sia stata disposta o sia cessata. Da ciò la conclusione che lo stato di crisi aziendale non possa costituire motivo per una riduzione dei livelli occupazionali e non consenta di derogare al principio generale secondo cui il trasferimento di un’azienda o parte di essa non giustifica il licenziamento, sia per l’impresa cedente che per quella cessionaria.
Author adminPosted on 10 June 2020 4 August 2020 Categories news
La Corte di giustizia respinge il rinvio relativo ai licenziamenti collettivi nel Jobs Act
Con ordinanza del 4 giugno la Corte di giustizia ha dichiarato la propria manifesta incompetenza a decidere sul rinvio pregiudiziale del Tribunale di Napoli in merito al supposto contrasto con il diritto dell’UE del vigente regime sanzionatorio relativo ai licenziamenti collettivi, come riformato dal c.d. Jobs Act. La questione era stata sollevata in relazione all’art.10 del d.lgs.23/15 che prevede una sanzione meramente indennitaria (dello stesso importo previsto per il licenziamento individuale ingiustificato: tra i 6 e i 36 mesi di retribuzione) in caso di violazione dei criteri di scelta dei lavoratori da licenziare nell’ambito di un licenziamento collettivo, introducendo così una palese disparità di trattamento rispetto ai lavoratori con rapporti già in essere al 7 marzo 2015 (data di entrata in vigore del d.lgs. 23/15), ai quali spetta la tutela reintegratoria. Per i giudici di Lussemburgo la materia non ha alcuna connessione con il diritto dell’Unione, non riguardando profili regolati dalla direttiva 98/59 che si limita ad imporre il rispetto di una procedura di informazione e consultazione sindacale; da ciò la loro incompetenza a valutare la compatibilità della normativa nazionale con l’art. 30 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, letta alla luce dell’art. 24 della Carta sociale europea, che riconosce il diritto ad una tutela adeguata ed effettiva in caso di licenziamento illegittimo.
Author adminPosted on 8 June 2020 12 July 2020 Categories news
Emergenza coronavirus: in vigore il Decreto Cura-Italia
Con l’entrata in vigore del d.l 17 marzo 2020 n.18 vengono adottate misure finalizzate a contenere l’impatto dell’emergenza epidemiologica sul mercato del lavoro. La cassa integrazione in deroga è estesa a tutti i lavoratori subordinati non coperti da quella ordinaria e dai fondi di solidarietà (con l’eccezione dei lavoratori domestici, che restano quindi privi di protezione). Agli autonomi e co.co.co. spetta un’indennità una tantum di 600 euro; analoga prestazione è prevista per stagionali del turismo, agricoli a tempo determinato e lavoratori dello spettacolo.
Viene riconosciuto il diritto ad un congedo parentale speciale fino a 15 giorni con indennità pari al 50% della retribuzione (o in alternativa un voucher per baby sitter da 600 euro) ed il diritto di astenersi dal lavoro senza retribuzione per i genitori con figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni. La quarantena imposta ai soggetti positivi al virus è equiparata alla malattia.
Il lavoro agile diventa un diritto per i disabili e per chi ha un familiare con disabilità. I licenziamenti economici e collettivi sono vietati per 60 giorni.
Author adminPosted on 18 March 2020 1 April 2020 Categories news
Emergenza coronavirus: le parti sociali siglano il protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro
Il 14 marzo Cgil, Cisl e Uil hanno siglato con le principali confederazioni datoriali il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, dando così concreta attuazione alle raccomandazioni elencate nel punto 7 del DPCM dell’11 marzo in relazione alle misure di sicurezza da adottare sui luoghi di lavoro.
Author adminPosted on 15 March 2020 18 March 2020 Categories news
Emergenza coronavirus: la Commissione di garanzia vieta gli scioperi fino al 31 marzo
La Commissione di garanzia ha pubblicato un comunicato stampa con il quale invita tutte le organizzazioni sindacali a sospendere la proclamazione di qualsiasi sciopero fino al 31 marzo, in ragione dello stato di emergenza sanitaria dovuto all’epidemia da Covid-19. Con successiva delibera adottata ai sensi dell’art.13, comma 1 lett. c), l. 146/90 ha invitato i sindacati autonomi all’immediata sospensione degli scioperi proclamati per il 9 marzo. L’art.2, comma 7 della legge 146 (che la Commissione non richiama) prevede comunque il diritto di scioperare senza rispettare i limiti di legge in caso di “protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori“.
Author adminPosted on 10 March 2020 18 March 2020 Categories news
Secondo il Comitato europeo dei diritti sociali il Jobs Act viola gli standard della Carta sociale europea in materia di licenziamento
Il Comitato europeo dei diritti sociali, con decisione resa pubblica l’11 febbraio, ha riconosciuto che il d.lgs. 23/15 è in contrasto con l’art. 24 della Carta Sociale Europea. Secondo il Comitato il sistema sanzionatorio del licenziamento illegittimo configurato dal decreto legislativo n. 23/2015, anche dopo le modifiche apportate dal doppio intervento del legislatore (decreto legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito nella legge 9 agosto 2018, n. 96) e della Corte costituzionale italiana (sentenza n. 194 del 2018), resta privo dei requisiti di effettività (rispetto al ristoro dei danni subiti dal lavoratore) e deterrenza (rispetto al comportamento illegittimo del datore) richiesti dall’art. 24 della Carta. La legislazione italiana vigente infatti esclude a priori la possibilità di essere reintegrati nella maggior parte dei casi di licenziamento (fatte salve alcune rare eccezioni) e fissa l’importo massimo dell’indennizzo erogabile al lavoratore: il che impedisce al giudice di garantire al lavoratore la piena soddisfazione per il danno subito a causa del licenziamento.
Author adminPosted on 11 February 2020 11 February 2020 Categories news
Ai riders spettano le tutele dei lavoratori subordinati: lo conferma la Cassazione
Con la sentenza n. 1663, pubblicata il 24 gennaio 2020, la Corte di Cassazione è intervenuta nell’ormai noto caso Foodora riconoscendo ai riders il diritto all’applicazione della disciplina del lavoro subordinato ai sensi dell’art. 2 d.lgs. 81/2015 (nella formulazione antecedente alla modifica operata dalla legge n.128/19) e, di conseguenza, al pagamento delle differenze retributive tra quanto spettante in qualità di fattorini subordinati (a termini del CCNL merci e logistica). Il discrimen fondamentale tra collaborazione genuina e collaborazione cui spettano le tutele del lavoro subordinato è tracciato dalla Corte in base alle modalità di coordinamento della prestazione alla organizzazione del committente: nel primo caso concordate e nel secondo imposte. E nel caso dei riders non vi era dubbio che le modalità della prestazione fossero stabilite in gran parte dalla piattaforma.
Author adminPosted on 28 January 2020 11 February 2020 Categories news