Source: http://www.comune.monsampolodeltronto.ap.it/pagina720_i-m-u-imposta-municipale-propria-anno-2016.html
Timestamp: 2018-07-17 00:00:17+00:00
Document Index: 87220332

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 7']

I M U - Imposta Municipale Propria - Anno 2018 - Comune di Monsampolo del Tronto (AP)
I M U - Imposta Municipale Propria - Anno 2018
Home Page » Documentazione » I servizi del Comune » I M U - Imposta Municipale Propria - Anno 2018
Chi è tenuto al pagamentoL’IMU è dovuta da chi rientra nelle seguenti fattispecie:
Gli immobili soggetti ad IMUL’IMU deve essere versata per il possesso di:
Chi non deve versare l’impostaABITAZIONE PRINCIPALE
La legge n. 147/ 2013 ha stabilito l’abolizione dell’IMU per le abitazioni principali.
Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare con categoria catastale A/1, A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/8, A/9, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.
Le agevolazioni previste per l’abitazione principale si estendono anche alle pertinenze di questa secondo le seguenti regole:
per pertinenze dell’abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2 (magazzini, locali di deposito, cantine, soffitte), C/6 (garage, rimesse) e C/7 (tettoie, chiuse o aperte)
nella misura massima di una unità pertinenziale per ciascuna delle categorie indicate anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.
ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO (AIRE)
L’ articolo 9 bis del Decreto Legge 28 marzo 2014 n. 47, convertito in Legge n. 80 del 23 maggio 2014 recante "Misure urgenti per l’emergenza abitativa", stabilisce che:
a partire dall’anno 2015, è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso;
se sussitono le suddette condizioni, su tale unità immobiliare non è dovuta l’IMU mentre la TARI e la TASI sono applicate, per ciascun anno, in misura ridotta di due terzi.
con risoluzione n. 10/DF del 5 novembre 2015, il Ministero delle Finanze ha stabilito che "in assenza di specifiche disposizioni in ordine all'individuazione dell'immobile da considerare ai fini dell'equiparaizone all'abitazione principale, la stessa possa essere effettuata direttamente dal contribuente"...."tale scelta dovrà essere effettuata attraverso la presentazione della dichiarazione di cui al D.M. 30 ottobre 2012 in cui il proprietario dell'alloggio deve anche barrare il campo 15 relativo all'esenzione e riportare nello spazio dedicato alle annotazioni la seguente frase: "l'immobile possiede le caratteristiche e i requisiti richiesti dal comma 2 dell'art. 13 del D.L. n. 201/2011. Si ricorda che, come precisato nella risoluzione n. 3/DF del 25 marzo 2015, la dichiarazione IMU vale anche ai fini TASI"
Tutte le condizioni sopra riportate devono considrarsi necessarie ai fini del riconoscimento dell'agevolazione in oggetto. Il venir meno di una sola di esse determina la perdita dell'agevolazione stessa.
Si ricorda che il Dipartimento delle Finanze - Direzione Legislazione Tributaria e Federalismo Fiscale con propria Risoluzione del 17.02.2016, n. 1, ha fornito i primi chiarimenti in ordine alle modalità applicative relative all'IMU per i comodati, prospettando soluzioni per particolari casistiche, che l'Ente ritiene di condividere.
Gli immobili esentiTERRNEI AGRICOLI
Dal 1 gennaio 2014 sono esenti dall'imposta municipale propria:
i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita (cosiddetti beni "merce"), fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati (art. 13, comma 9-bis, Decreto Legge n. 201/2011). Ai fini dell'applicazione del beneficio, il soggetto passivo deve presentare, a pena di decadenza entro il termine ordinario per la presentazione della dichiarazione di variaizone IMU, apposita denuncia, utilizzando il modelo ministeriale con la quale attesta il possesso dei requisiti e indica gli identificativi catastali degli immobili ai quali il beneficio si applica
fabbricati rurali ad uso strumentale all’agricoltura di cui al comma 8 dell'art. 13 del D.L. n. 201 del 2011 (art. 1, comma 708, Legge n. 147/2013). Si tratta in pratica di quegli immobili utilizzati per la produzione agricola, come previsto dall’ art. 9 comma 3-bis del DL 133/94, quali ad esempio fabbricati adibiti alla conservazione dei prodotti, all’allevamento, alle attività di agriturismo (in base alla L. 96/2006), oppure anche all’abitazione dei dipendenti dell’azienda agricola purché siano assunti per più di 100 giorni all’anno, ecc. ecc. Si definiscono fabbricati rurali ad uso strumentale gli immobili accatastati nella categoria D/10 o quelli per i quali qualora iscritti i nel catasto in categorie diverse, la caratteristica di ruralità risulti dagli atti catastali con apposita annotazione.
FABBRICATI INAGIBILI E INABITALBILI - FABBRICATI DI INTERESSE STORICO
In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente
FABBRICATI CONCESSI IN LOCAZIONE CON CONTRATTO A CANONE CONCORDATO
Come si calcolaLe modalità di determinazione della base imponibile IMU sono disciplinate dall’articolo 13 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214.
Cliccado sul seguente link http://www.riscotel.it/calcoloiuc2018/?comune=F380 è possibile procedere con il calcolo on-line
La determinazione della base imponibileLa disciplina delle modalità di determinazione della base imponibile per l’IMU è contenuta nell’articolo 13 del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214.
Per i FABBRICATI iscritti in catasto, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutate del 5%, i seguenti moltiplicatori:
160 - per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10. (Esempio: fabbricato A/3, rendita 450,00 euro, valore imponibile = (450,00 + 5%) x 160 = 75.600,00 euro.)
140 - per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5. (Esempio: fabbricato C/3, rendita 650,00 euro, valore imponibile = (650,00 + 5%) x 140 = 95.550,00 euro)
80 - per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5 e per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10. (Esempio: fabbricato A/10, rendita 2.000,00 euro, valore imponibile = (2.000,00 + 5%) x 80 = 168.000,00 euro).
65 - per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5 (Esempio: fabbricato D/2, rendita 11.000,00 euro, valore imponibile = (11.000,00 + 5%) x 65 = 750.750,00 euro.)
55 - per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1. (Esempio: fabbricato C/1, rendita 1.400,00 euro, valore imponibile = (1.400,00 + 5%) x 55 = 80.850,00 euro.)
gli immobili dichiarati di interesse storico ed artistico, di cui all’art. 10 del D.Lgs. n° 42/2004;
gli immobili inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni; l’inagibilità o inabitabilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario che allega idonea documentazione alla dichiarazione, in alternativa il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. n° 445/2000. Il Comune ha la facoltà di disciplinare con proprio Regolamento le caratteristiche di fatiscenza sopravvenuta del fabbricato.
Per i TERRENI AGRICOLI, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all'ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell'anni d'imposizione, rivalutato del 25% ai sensi dell'art. 3, comma 51, della legge 23.12.1996, un moltiplicatore pari a 135. Inoltre per i terreni agricoli occorre distinguere tra:
Terreni agricoli e terreni non coltivati posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, contemplati alla lett. h) dell’articolo 7 Dlgs n. 504/1992, in virtù dell’art. 1, comma 13, della legge n. 208 del 2015, per i quali a decorrere dall’anno 2016 è stata stabilita la loro esenzione.
Altri terreni agricoli, per i quali la formula di determinazione della base imponibile è: reddito dominicale al 1° gennaio, rivalutato del 25%, e moltiplicato per 135.
Per le AREE FABBRICABILI la base imponibile è costituita dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell'anno di imposizione avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all'indice di edificabilità, alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato della vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
Il Comune di Monsampolo del Tronto ha stabilito con deliberazione di Giunta Comunale n. 46 del 08.06.2012 ha stabilito dei valori di riferimento per il calcolo dell’imponibile.
In data 14.03.2017, con deliberazione di Giunta Comunale n. 42, questa Amministrazione ha aggiornato il valore delle Aree Fabbricabili riferiti esclusivamente alle aree Industriali, di Completamento Artigianale ed Espansione artigianale a seguito della deliberazione Generale di Consiglio n. 19/CG/2016 del Consorzio di Industrializzazione delle valli del Tronto, Aso e Tesino il quale ha adottato il progetto di variante al Piano Regolatore delle Aree di Sviluppo Industriale (PRASI) dell’Agglomerato di Monsampolo del Tronto-Monteprandone, in adeguamento al PPAR.
Pertanto a decorrere dal 01.01.2017 i nuovi valori di riferimento delle Aree sopra citate insistenti nel territorio del Comune di Monsampolo del Tronto ed utili per il calcolo dell’imponibile sono i seguenti:
Valore €/mq
Valori Precedenti
Completamento Industriale 50,00 ---------------- ---------------- ----------------- ---------------- -----------------
Espansione Industriale ---------------- ---------------- ---------------- ----------------- ---------------- -----------------
Completamento artigianale 60,00 ---------------- ---------------- 60,00 ---------------- 50,00
Espansione Artigianale 45,00 ---------------- ---------------- 45,00 ---------------- -----------------
Valore €/ma
Completamento Industriale 33,00 ---------------- ---------------- ---------------- ----------------- ----------------
Espansione Industriale 33,00 ---------------- ---------------- ---------------- ----------------- ----------------
Completamento Artigianale 42,00 ---------------- ---------------- 42,00 ----------------- 35,00
Espansione Artigianale 33,00 ---------------- ---------------- 33,00 ----------------- ----------------
Tabella riepilogativa Valori Aree dal 2017
Valori Aree deliberate dal 2012
Tabella Volumi PPA 2011-2016
Il soggetto passivo che ravvisi fondati motivi incidenti in modo negativo sul valore dell’area può, comunque, dichiarare e versare sulla base di un valore imponibile diverso da quello determinato dall’Ente, che ne effettuerà opportuna valutazione in sede di controllo. Ovviamente in presenza di successioni, perizie o qualunque altro atto a fini fiscali, che attestino il valore venale del bene, il corrispondente importo ivi indicato costituirà la base imponibile ai fini IMU.
In caso di utilizzazione edificatoria dell’area, di demolizione di fabbricato, di interventi di recupero a norma dell’articolo 31, comma 1, lettere c), d) ed e), della legge 5 agosto 1978, n. 457, la base imponibile è costituita dal valore dell’area, la quale è considerata fabbricabile anche in deroga a quanto stabilito nell’articolo 2, senza computare il valore del fabbricato in corso d’opera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato.
• gli identificativi catastali (Comune, sezione, foglio, particella)
• la provincia di ubicazione di un qualsiasi immobile.
Occorrerà poi considerare eventuali riduzioni o detrazioni di imposta
LA SPECIFICA "IMBULLONATI"
ALIQUOTE 2018Le aliquote dell’imposta da applicare per l’anno 2018 sono le stesse deliberate nell’anno 2017. Infatti con deliberazionedi G.C. n. 08 del 27.03.2018 questo ente ha riconfermato le aliquote previste per l’anno 2017.
TIPOLOGIA DEGLI IMMOBILI ALIQ. %
ALIQUOTA ORDINARIA per tutte le categorie di immobili oggetto di imposizione non incluse nelle sottostanti classificazioni 0,76
Unità immobiliare adibita ad abitazione principale e relative pertinenze (escluse A/1, A/8 e A/9) ESENTE
Abitazione principale di categoria e relative pertinenze A/1, A/8 e A/9* 0,4
Unità Immbiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata (art. 10 del Regolamento Comunale) ESENTE
Altri fabbricati 0,76
Immobili locati 0,76
Fabbricati di categoria D (quota Stato) 0,76
Fabbricati costruiti e destinati alla vendita dall'impresa costruttrice - beni merce ESENTE
Fabbricati rurali strumentali ESENTE
Aree Fabbricabili 0,76
Terreni Agricoli 0,76
Terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti e IAP ESCLUSI
Immobili non produttivi di reddito fondiario, immobili posseduti dai soggetti passivi dell'ires, immobili locati 0,76
Dall'imposta dovuta per l'unita' immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 nonche' per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200 rapportati al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l'unita' immobiliare e' adibita ad abitazione principale da piu' soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica. Quindi se più comproprietari o contitolari utilizzano la stessa unità come abitazione principale, la detrazione va ripartita tra loro in parti uguali, indipendentemente dalla quota di possesso (es. coniugi comproprietari in ragione del 70% e 30%: la detrazione spetta a ciascuno per il 50%).
La suddetta detrazione si applica agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalita' degli IACP, istituiti in attuazione dell'articolo 93 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.
QUANDO E COME SI PAGAL'imposta è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell'anno nei quali si è protratto il possesso; a tal fine il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni è computato per intero. A ciascun anno corrisponde una autonoma obbligazione tributaria.
Il versamento dell’imposta per l'anno 2016 deve essere effettuato con le modalità ed alle scadenze sotto riportate (art. 13, comma 8 e comma 12bis, D.L. 201/2011):
ACCONTO - deve essere versato entro il 18 GIUGNO 2018 calcolato sul valore imponibile degli immobili soggetti al tributo applicando le aliquote e le detrazione previste per l’anno precedente.
SALDO - deve essere versato entro il 17 DICEMBRE 2018 da determinarsi a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno, calcolata con le aliquote definitive stabilite dal Comune e dallo Stato, con conguaglio sulla prima rata.
Resta in ogni caso nella facoltà del contribuente provvedere al versamento dell’imposta complessivamente dovuta in unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 18 GIUGNO 2018, salvo conguaglio a saldo nel caso di successiva modifica delle aliquote.
Il pagamento dell’Imposta Municipale Propria (IMU) può essere effettuato alternativamente utilizzando due modalità:
Dal 01 dicembre 2012 è possibile versare anche mediante apposito bollettino postale.
Con Decreto del 23 novembre 2012, infatti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato il modello di bollettino di conto corrente postale.
Il numero di conto corrente è il seguente: 1008857615 ed è valido indistintamente per tutti i comuni del territorio nazionale. Il conto corrente postale per il verssamento dell’Imposta Municipale Propria è obbligatoriamente intestato a "PAGAMENTO IMU".
Il pagamento, cumulativo per tutti gli immobili posseduti da ogni contribuente nel Comune di Monsampolo del Tronto, può essere effettuato utilizzando il modello F24, che non prevede l’applicazione di commissioni.
Il modello F24 è disponibile presso tutti gli sportelli bancari, uffici postali e concessionari della riscossione. Inoltre può essere prelevato e stampato direttamente dal sito del Comune di Monsampolo del Tronto oppure da quello dell’Agenzia delle Entrate.
Il versamento deve essere arrotondato all’euro con il seguente criterio: fino a 49 centesimi si arrotonda per difetto, oltre 49 centesimi si arrotonda per eccesso (es. totale da versare: 115,49 euro diventa 115,00 euro; totale da versare 115,50 euro diventa 116,00 euro); l’arrotondamento all’unità deve essere effettuato per ciascun rigo del modello F24 utilizzato.
La quota d’imposta spettante al Comune e quella spettante allo Stato vanno versate contestualmente, e devono essere distinte utilizzando gli appositi codici tributo istituiti con risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate n. 35/E del 12 aprile 2012 e n. 33/E del 21 maggio 2013.
Di seguito si riportano i codici tributo per il versamento dell’IMU:
3912 IMU - imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze - articolo 13, c. 7, d.l. 201/2011 - COMUNE
3923 IMU - imposta municipale propria - INTERESSI DA ACCERTAMENTO - COMUNE
3924 IMU - imposta municipale propria - SANZIONI DA ACCERTAMENTO - COMUNE
3930 IMU – imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D – INCREMENTO COMUNE
F24 Ordinario - F24 Semplificato
L’imposta non è versata qualora essa sia inferiore a 12,00 euro. Tale importo si intende riferito all’imposta complessivamente dovuta per l’anno e non alle singole rate di acconto e di saldo.
Modalità di versamento dell'IMU da parte di soggetti residenti all'esteroI contribuenti non residenti nel territorio dello Stato devono versare l’ìimposta municipale Propria (IMU) secondo le modalità di pagamento indicate nella circolare n. 3/DF del 18 maggio 2012 (paragrafo 10). Nel caso in cui non sia possibile utilizzare il modello F24 per effettuare i versamenti IMU dall’estero, occorre provvedere nei seguenti modi:
per la quota spettante al comune, i contribuenti devonon effettuare un bonifico direttamente a favore del Comune utilizzando il codice BIC/SWIFT: ICRAITRRD60 e IBAN IT24X0847469490000270100353;
la sigla "IMU", il nome del Comune ove sono ubicati gli immobili e i relativi codici tributo sopra indicati;
l’indicazione "Acconto" o "Saldo" nel caso di pagamento in due rate. Se il contribuente, per l’abitazione principale, sceglie di pagare l’IMU in tre rate deve indicare se si tratta di "Prima rata", "Seconda rata" o "Saldo".
Entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello cui si riferisce l'imposta deve essere presentata la dichiarazione relativa all’Imposta Municipale Propria (IMU) e della Tassa sui servizi indivisibili (TASI) .
La disposizione è disciplinata dalla legge 27 dicembre 2013, n147 istitutiva della I.U.C. e dal Decreto Legislativo 14 marzo 2011, n23 che istituisce e disciplina l’imposta municipale propria.
I contribuenti devono presentare la dichiarazione entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o nel caso in cui siano intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione del tributo, mediante utilizzo del modello ministeriale di cui all’art. 9, comma 6, D.Lgs. 23/2011.
Il MEF, con risoluzione del 25/03/2015 n° 3/DF, ha chiarito che il modello ministeriale unico per la dichiarazione TASI non ci sarà, e resta valido quello per l'IMU.
La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati, dalle quali possa conseguire un diverso ammontare dell’imposta dovuta.
Il contribuente non è tenuto a presentare dichiarazione ai fini dell’imposta municipale propria a fronte di variazioni e/o cessazioni relative ad unità immobiliari che siano regolarmente e correttamente iscritte presso l’Ufficio del territorio.
Le dichiarazioni presentate ai fini dell’applicazione dell’ICI, in quanto compatibili, valgono anche con riferimento all’imposta municipale propria.
Occorre presentare la dichiarazione ai fini IMU, intendendosi valida anche ai fini TASI, solo per quegli immobili per i quali si sono verificate variazioni, ed in particolare:
1 - per gli immobili la cui proprietà è stata trasferita o sui quali è stato trasferito (o estinto) un diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o
2 - per gli immobili che sono stati adibiti (o hanno smesso di essere adibiti) ad abitazione principale
3 - per gli immobili che hanno perso o acquistato il diritto:
- all’esclusione dell’imposta (immobili non rientranti nel campo di applicazione dell'imposta, ad es. orti, terreni agricoli incolti, fabbricato rurale
che ha perso i requisiti, ecc.)
- all’esenzione dell’imposta (art. 7 del D. Lgs. 504/92, ad es. sono esenti gli immobili di proprietà dello Stato, delle Autonomie Locali, della
Chiesa, ecc.)
4 - per gli immobili che hanno cambiato caratteristiche (ad es. un terreno agricolo divenuto area fabbricabile oppure un’area fabbricabile sulla quale
è terminata la costruzione del fabbricato)
5 - variazione del valore dell’area edificabile;
6 - per i fabbricati la cui rendita catastale è stata variata a seguito di modifiche strutturali (non si è tenuti a presentare la dichiarazione per i fabbricati
per i quali l'unica variazione consiste nell'attribuzione della rendita catastale definitiva da parte dell'ufficio tecnico erariale)
7 - per i fabbricati classificati in Categoria D, interamente posseduti da imprese e contabilizzati distintamente ai quali è stata attribuita la rendita
8 - per la concessione di un’area demaniale
9 - per la stipula di un contratto di locazione finanziaria
10 - Immobile oggetto di vendita all'asta giudiziaria.
11 - Immobile oggetto di vendita nell'ambito delle procedure di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa
12 - Immobile di interesse storico o artistico
È disciplinata, nei casi previsti, la presentazione di dichiarazioni integrative per le situazioni in cui vengano applicate riduzioni od altre agevolazioni che incidano sulla base imponibile o sull'imposta e nelle ipotesi in cui gli elementi rilevanti ai fini dell'imposta dipendano da atti per i quali non sono applicabili le procedure telematiche previste dall'articolo 3 bis del Decreto Legislativo 18 dicembre 1997 n. 463, concernente la disciplina del Modello Unico Informatico, o non siano presenti nel modello di dichiarazione approvato annualmente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
• i proprietari
• i titolari del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie
Casi in cui non occorre presentare la Dichiarazione IMU:
• immobili per i quali nel corso dell’anno non sono intervenute le variazioni citate nella scheda introduttiva.
• immobili esenti o esclusi dall’IMU per l’intero anno, anche se venduti o se su di essi siano stati costituiti diritti reali di usufrutto, uso o abitazione
• variazione del reddito dominicale dei terreni agricoli
È consigliabile, ma non obbligatorio, presentare ugualmente la Dichiarazione al Comune, per consentire all’Ufficio di individuare subito l’esatto calcolo effettuato dal contribuente, nei seguenti casi:
• fabbricati per i quali l’unica variazione è rappresentata dall’attribuzione della rendita catastale definitiva da parte dell’Ufficio Tecnico Erariale
• fabbricati classificati in Categoria D, interamente posseduti da imprese e contabilizzati distintamente per i quali sono stati contabilizzati costi aggiuntivi rispetto a quello di acquisizione.
*specifiche tecniche in vigore dal 3 giugno 2015
Il Ministero delle finanze, ha diramato le Nuove specifiche tecniche vers. 1/2015, in vigore dal 3 giugno 2015 per le dichiarazioni IMU/TASI ENC.
Le nuove specifiche tecniche (versione 1/2015) sono utilizzabili a partire dal 3 giugno 2015.
Gli enti non commerciali in possesso di immobili che formano oggetto di esenzione da IMU/TASI ai sensi dell’art. 7, comma 1, lettera i), D.Lgs. n. 504/1992 sono tenuti a inviare, esclusivamente con modalità telematica, al Dipartimento delle finanze, la dichiarazione IMU/TASI ENC.
Il modello di dichiarazione IMU/TASI-ENC, è stato approvato (con le relative istruzioni) dal D.M. 26 giugno 2014 e può essere inviato esclusivamente in via telematica. A tal fine è necessario utilizzare i canali Entratel o Fisconline messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate.
La presentazione della dichiarazione deve esserre effettuata mediante consegna al comune sul cui territorio insistono gli immobili dichiarati. Se l’immobile insiste su territori di comuni diversi, la dichiarazione IMU deve essere presentata a tutti i comuni sul cui territorio insiste l’immobile.
La dichiarazione può essere presentata anche a mezzo posta, mediante raccomandata senza ricevuta di ritorno, in busta chiusa recante la dicitura "Dichiarazione IMU 20__" e deve essere indirizzata all’Ufficio Tributi del Comune competente.
La dichiarazione può essere, altresì, trasmessa in via telematica con posta certificata (PEC).
La data di spedizione è considerata come data di presentazione della dichiarazione
Cliccando sull’icona è possibile compilare on-line la dichiarazione (si precisa che il contribuente è l’unico responsabile della correttezza dei dati inseriti nella dichiarazione).