Source: http://www.dossier.net/guida/novita09.htm
Timestamp: 2018-12-16 00:51:06+00:00
Document Index: 136054130

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Le novità Ici per l'anno 2010
novità LE NOVITÀ ICI PER L'ANNO 2010 indietro
Decreto abrogativo dell'Ici per l'abitazione principale, ad esclusione degli immobili di categoria A1, A8 e A9.
L'obbligo di denuncia limita le sanzioni
Un comune del Padovano ha chiesto chiarimenti in merito ai seguenti tre temi Ici:
la determinazione del valore delle aree fabbricabili;
l'irrogazione delle sanzioni in caso di omessa dichiarazione;
la punibilità in caso di intervenuta edificabilità di aree non comunicata al contribuente
La Direzione federalismo fiscale, con documento protocollo 16506/2010 del 16 luglio 2010, in merito al primo quesito, ha ribadito che la determinazione del valore delle aree fabbricabili è rimessa alla valutazione discrezionale di ogni amministrazione nel rispetto dei criteri di calcolo stabiliti dall'articolo 5, comma 5, del Dlgs 504/92 (decreto Ici). Si tratta quindi di una conferma della regola generale secondo cui il valore delle aree fabbricabili (base imponibile) è quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell'anno di tassazione, con riguardo:
d) agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione,
Rispetto alla questione delle sanzioni, il ministero chiarisce che per i casi in cui sia venuto meno l'obbligo dichiarativo, non è più possibile irrogare le sanzioni, in virtù del principio di legalità stabilito dall'articolo 3, comma 2, del Dlgs 472/97.
Il ministero ricorda inoltre che a decorrere dal 2008 i contribuenti Ici non sono più tenuti a presentare la dichiarazione o la denuncia, se non per alcuni casi residuali (articolo 37, comma 53, del Dl 223/2006, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248). Perciò la sanzione plurima non è più irrogabile per le fattispecie per le quali è venuto meno l'obbligo dichiarativo, in quando nessuno può essere sottoposto a sanzione per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce violazione punibile. Le stesse considerazioni valgono anche per le sanzioni relative alla "comunicazione", adempimento abroigato dall'articolo 1, comma 175, della legge 296/2006, a partire dal 1° gennaio 2007.
Quando all'ultimo quesito, se il comune non dà comunicazione al proprietario dell'attribuzione a un suo terreno della natura di area fabbricabile (articolo 31, comma 20, della legge 289/2002) non può essere irrogata alcuna sanzione, in virtù del principio generale della tutela dell'affidamento e della buona fede del contribuente. La disapplicazione delle sanzioni (e degli interessi moratori) può avvenire anche per le fattispecie verificatesi per le annualità precedenti al 1° gennaio 2003 (entrata in vigore della legge 289/2002).
VALORE SANZIONI EDIFICABILITÀ
delle aree fabbricabili L'irrogazione delle sanzioni
per mancata dichiarazione Se c'è trasformazione
in "area fabbricabile"
e il comune non lo comunica
può essere effettuata in modo discrezionale da ogni amministrazione nel rispetto dei criteri di calcolo stabiliti dall'art. 5, commma 5, del Dlgs 504/1992 non è possibile nei casi in cui il contribuente non è più tenuto a presentare la dichiarazione (eliminata dal 2008) o la comunicazione (abrogata dal 2007) al titolare non può essereirrogata alcuna sanzione in base al principio della tutela dell'affidamento e della buona fede del contribuente
Gli enti culturali devono pagare per gli immobili affittati a terzi (art. 7, del Dlgs 504/92)
Gli enti di assistenza proprietari di immobili devono pagare l'Ici sui beni posseduti se questi non vengono utilizzati per fini istituzionali ma sono locati a terzi. A chiarirlo è la sezione tributaria della Cassazione, con ordinanza n. 22894 del 10 novembre 2010, secondo cui l'esenzione Ici prevista dall'articolo 7 del Dlgs n. 504/92 è subordinata alla compresenza di un requisito oggettivo, rappresentato dallo svolgimento esclusivo di assistenza o di altre attività equiparate dal legislatore ai fini dell'esenzione, e di uno soggettivo, costituito dallo svolgimento di tali attività da parte di un ente pubblico o privato che non abbia come oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali.
In altri termini, per la sussistenza del requisito oggettivo, la finalità a cui il bene è destinato, pur rientrante tra quelle esenti, non deve essere svolta con le modalità di un'attività commerciale.
Assoggettati all'Ici gli immobili abusivi e privi del certificato di abitabilità
L'immobile abusivo e in attesa di condono non sfugge all'Ici. Lo precisa la Cassazione con la sentenza n. 1850/10.
La questione ha visto protagonista un cittadino che ha eccepito in sede di legittimità come l'immobile oltre a essere abusivo non fosse completato e quindi abitato. La Corte ha rilevato quindi la presenza di una costruzione da ultimare, ma non per questo non abitata, ben potendo essere abitato anche un immobile non completo e privo del certificato di abitabilità, atteso che il presupposto impositivo va ricercato nell'occupazione o nella semplice detenzione del bene, indipendentemente dalla sua abitabilità intesa in senso strettamente giuridico.
Accertamenti Ici validi solo se si allegano i valori
E' obbligatorio allegare agli avvisi di accertamento Ici le delibere di determinazione dei valori delle aree edificabili. Lo afferma la sezione tributaria della Cassazione con la sentenza n. 20535 del 1° ottobre 2010, respingendo il ricorso dell'ente, il quale riteneva insussistente tale obbligo, trattandosi di atto generale soggetto a pubblicità legale.
In verità la Corte finisce per applicare in maniera eccessivamente rigorosa l'articolo 7 della legge 212/2000 (statuto dei diritti del contribuente), il quale prescrive che "se nella motivazione si fa riferimento a un altro atto, questo deve essere allegato all'atto richiamato".
Nella fattispecie il comune non aveva allegato agli avvisi di accertamento Ici la delibera di giunta comunale con la quale erano stati fissati i valori delle aree edificabili, approvati all'esito dei lavori della commissione tecnica opportunamente istituita.
Per i supremi giudici non si sono in tal caso realizzati i presupposti per sollevare l'amministrazione dall'onere dell'allegazione, che sarebbe stato assolto in caso di riproduzione del contenuto essenziale dell'atto da allegare, in virtù di quanto disposto dal Dlgs 32/01, il cui precetto è stato peraltro recepito dal comma 162 della Legge finanziaria 2007.
Va comunque rilevato che la pronuncia si pone in contrasto con i numerosi precedenti della stessa sezione tributaria, secondo cui l'obbligo d'allegare all'avviso di accertamento gli atti di cui si faccia riferimento nella motivazione (a norma dell'articolo 7 dello statuto del contribuente e come precisato dal Dlgs 32/01) riguarda gli atti non conosciuti e non altrimenti conoscibili dal contribuente, ma non anche gli atti generali come le delibere comunali soggette a pubblicità legale e la cui conoscibilità è quindi presunta. Si vedano in proposito le più recenti sentenze della Cassazione n. 12270/2010, n. 11445/2010, n. 8505/2010, n. 5052/2010 e n. 2953/2010.
Il coniuge assegnatario della casa non paga l'Ici
Ai fini dell'Ici il coniuge assegnatario della casa non assume la veste di soggetto passivo se non risulta proprietario (in tutto o in parte) dell'immobile abitativo o titolare di uno dei diritti reali di godimento dello stesso (usufrutto, uso, abitazione). Infatti, il provvedimento giudiziale di assegnazione della casa coniugale (in sede di separazione o di divorzio) non è idoneo a costituire un diritto reale in capo al coniuge (e affidatario dei figli). A precisarlo è la Cassazione, con la sentenza n. 16514/10.
Secondo i giudici di legittimità, con il provvedimento giudiziale di assegnazione della casa familiare viene riconosciuto al coniuge (o ex coniuge) solo un atipico diritto personale di godimento e non quindi un diritto reale.
Perciò, non è ravvisabile alcuna proprietà o titolarità di diritto reale di godimento, costituente l'unico elemento d'identificazione del soggetto obbligato al pagamento dell'imposta.
Sono esenti dall'Ici solo i fabbricati iscritti al catasto come "rurali"
Secondo il consolidato orientamento della Corte di cassazione, sono esclusi dall'imposizione Ici soltanto i fabbricati iscritti al catasto come rurali, con l'attribuzione delle categorie A/6 (per le unità abitative) e D/10 (per le costruzioni strumentali all'attività agricola). La sussistenza di una diversa categoria catastale (ad esempio, A/3 per le unità abitative e D/8 per i fabbricati strumentali all'agricoltura), quindi, deve essere impugnata dal contribuente, se vuole accedere al beneficio fiscale (sezioni unite, sentenza 18565 del 21 agosto 2009; sezione tributaria, fra molte, sentenza 21308 del 15 ottobre 2010).