Source: https://trasparenza.comune.giulianova.te.it/index.php?id_oggetto=16&id_cat=0&id_doc=10104
Timestamp: 2019-10-21 21:24:01+00:00
Document Index: 172735008

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 27', 'art. 30', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 2', 'art. 59', 'art. 3', 'art. 27', 'art. 29', 'art. 5', 'art. 30', 'art. 27']

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Il piano di recupero di iniziativa pubblica (art. 28 della legge 457/1978 e art. 27 LR 18/1983) e di iniziativa privata (art. 30 della legge 457/1978 e art. 27 LR 18/1983) hanno la funzione di dare esecuzione alle previsioni del Piano regolatore, regolando e conformando gli interventi pubblici e privati necessari o conseguenti mediante la definizione dettagliata dell'assetto e delle modalità di riabilitazione di porzioni di territorio edificato che versano in condizioni di decadimento fisico e funzionale.
I Piani di recupero sono formati all'interno delle zone di recupero del patrimonio edilizio esistente individuate, ai sensi dell'art. 27 della legge 5 agosto 1978, n. 457, sulle planimetrie del P.R.G. e nella normativa di zona delle presenti norme ovvero mediante apposita deliberazione consiliare. La formazione è subordinata, sempre ai sensi dell'art. 27 della citata legge 457/1978. All’individuazione preventiva, mediante delibera consiliare, degli ambiti e degli immobili da assoggettare a Piano di recupero.
La formazione di Piano di recupero di iniziativa pubblica o privata, ove non disposta obbligatoriamente del Piano regolatore, costituisce comunque facoltà che può essere esercitata su qualsiasi parte di territorio compresa nella zone di recupero di cui all'art. 2.10.1 delle presenti norme, che oggettivamente proponga esigenze di recupero edilizio ed urbanistico, valutate dal Consiglio comunale.
L'ambito di riferimento del PdR è delimitato all'interno delle zone di recupero con delibera del Consiglio Comunale sottoposta a controllo di cui all'art. 59 della legge n. 62/1953
Per quanto non diversamente disposto dal presente articolo al Piano di recupero si applicano le medesime norme stabilite per il Piano particolareggiato dal precedente art. 3.2.1.
I contenuti del Piano di recupero sono quelli indicati dal comma 3 dell'art. 27 della LR 18/1983 e successive modificazioni ed integrazioni. Gli elementi costitutivi minimi del Piano di recupero sono quelli dell'art. 29 della LR 18/1983 e successive modificazioni ed integrazioni. Il PdR dovrà comunque contenere:
lo stralcio dello strumento urbanistico vigente e delle relative norme di attuazione;
l'estratto catastale con indicazione dei limiti di piano di recupero e delle superfici nonché l'elenco catastale delle proprietà e la documentazione catastale relativa alle unità immobiliari comprese nell'intervento;
il rilievo del verde esistente con la indicazione delle essenze legnose;
il rilievo delle costruzioni e dei manufatti di qualsiasi genere esistenti;
gli elettrodotti, i metanodotti, le fognature, gli acquedotti e le relative servitù;
la viabilità e la toponomastica;
l'analisi della consistenza fisica degli immobili nel perimetro del Piano di
recupero, comprende fra l'altro:
la documentazione fotografica con indicazione dei punti di ripresa (prospetti esterni e interni, principali spazi interi, particolari architettonici);
il rilievo speditivo scala 1:200 (pianta, prospetti, sezioni, coperture) con descrizione dei materiali, degli elementi costruttivi e delle tecniche;
f) la planimetria di progetto in scala 1:500 oppure 1:1000 indicante:
gli edifici destinati a demolizione ovvero a demolizione e ricostruzione ovvero soggetti a restauro scientifico, restauro e risanamento conservativo ed a ristrutturazione edilizia;
i lotti per le eventuali nuove costruzioni e la superficie edificabile assegnata a lotto;
le eventuali utilizzazioni in sotterraneo ed i servizi centralizzati;
le sezioni ed i profili in scala compresa fra 1:200 e 1:1000 con l'indicazione delle tipologie e edilizie e delle relative destinazioni d'uso;
lo schema degli impianti tecnici quali l'acquedotto, il gas, la fognatura l'energia elettrica e la rete telefonica con relativa previsione di spesa;
il progetto di massima dell'eventuale impianto di illuminazione pubblica con ubicazione delle necessarie cabine, con relativa previsione di spesa;
le norme tecniche di esecuzione del piano e le eventuali prescrizioni speciali;
la relazione illustrativa e la relazione sulla previsione di spesa occorrente per le sistemazioni generali e per le opere di urbanizzazione necessarie all'attuazione del piano;
la dichiarazione del Sindaco attestante che il Piano di recupero in questione ricade o meno:
all'interno di zone sottoposte a vincolo di cui alla legge n.1497/1939;
all'interno di zone soggette a vincolo idrogeologico - forestale;
lo schema di convezione, nel caso di Piano di recupero di iniziativa privata, nella quale siano definiti:
la superficie territoriale dell'intervento;
le abitazioni e le altre unità immobiliari, la superficie edificabile relativa a tutte le destinazioni d'uso previste;
la delimitazione e/o la quantificazione delle eventuali aree destinate al soddisfacimento degli standard urbanistici, nonché delle altre aree pubbliche o di uso pubblico;
la cessione gratuita delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria;
l'istruzione e l'accettazione delle servitù attive e passive per l'attuazione del PdR;
il corrispettivo equivalente al costo di realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria da realizzarsi a cura del comune ovvero, qualora dette opere vengono eseguite a cura del concessionario, gli elementi progettuali delle opere da eseguire e le modalità di controllo sulla loro esecuzione nonché i criteri e le modalità per il loro trasferimento al Comune;
la corresponsione della quota di contributo di cui all'art. 5 della legge 10/1977, riguardante le opere di urbanizzazione secondaria, stabilita dai comuni in base alle tabelle parametriche regionali, ovvero, su richiesta del Comune, l'esecuzione a carico del lottizzante delle opere di urbanizzazione secondaria o di allacciamento della zona di intervento ai pubblici servizi;
gli elementi progettuali di massima delle opere e degli edifici da realizzare;
le adeguate garanzie finanziarie per l'adempimento degli obblighi derivanti dalla convenzione, da prestarsi attraverso apposita fideiussione o polizza assicurativa di importo pari al valore complessivo delle opere da eseguire e delle somme da corrispondere. Sono consentite riduzioni progressive a seconda delle realizzazioni urbanizzative effettuate con le modalità e i termini fissati nella convenzione stessa;
i Piani di recupero comprendenti unità edilizie di interesse storico-architettonico o storico testimoniale, debbono inoltre allegare:
ricostruzione interpretativa dello stato di fatto alle sezioni storiche appropriate a rappresentare compiutamente le trasformazioni subite dall’immobile nel tempo con particolare riferimento alla conformazione tipologica e alle destinazioni d'uso delle unità immobiliari e delle superfici inedificate;
I Piani di recupero non comprendenti immobili di interesse storico-architettonico possono omettere gli elementi di cui ai lett. o) del precedente comma; può essere inoltre omesso l'elemento di cui alla lett. l) ove il Piano di recupero non preveda la realizzazione di nuovi fabbricati. I Piani di recupero di iniziativa pubblica possono inoltre omettere la dichiarazione di cui alla lett. m).
In conformità all'art. 30 della legge 5 agosto 1978, n.457, la proposta di Piano di recupero di iniziativa privata può essere presentata dai proprietari rappresentanti, in base all'imponibile catastale, almeno i tre quarti del valore degli immobili interessati.
La procedura e le modalità di approvazione sono contenuti nell'art. 27 della LR 18/1983 e successive modificazioni e integrazioni.
L'Amministrazione comunale fissa il periodo di validità del Piano di recupero in funzione del tempo necessario per l'attuazione delle previsione in esso contenute.
Il Piano di recupero è attuato mediante autorizzazioni e concessioni singole, ovvero attraverso comparti, fatta esclusione delle aree e degli edifici per i quali il Comune intende intervenire direttamente.
Preventivamente alla presentazione della pratica dovranno essere pagati i diritti di segreteria il cui importo è pari ad € 245,00 (per ogni ettaro arrotondato sempre in eccesso a scaglioni di mq 5.000) effettuando un versamento sul C.C.P. n. 11537644 intestato a: Comune di Giulianova Servizio di Tesoreria o in alternativa con bonifico bancario (IBAN: IT08P0542404297000050009246) indicando come causale: CAP264 - Piano di Recupero - Nome e Cognome richiedente.