Source: https://www.isipertinilucca.edu.it/portal/articolo-del-blog/contropiede-di-alice-pierotti
Timestamp: 2020-08-15 05:02:28+00:00
Document Index: 61582556

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.22', 'art 29', 'art. 37', 'art.51', 'art.3', 'art. 22']

In contropiede - di Alice Pierotti | Istituto Superiore Istruzione "Sandro Pertini" - Lucca
In contropiede - di Alice Pierotti
Titolo: In CONTROPIEDE - le donne rileggono la Costituzione
Pubblicazione: Ediesse, 01/01/2015.
Argomento: Costituzione italiana.
Settant’anni dopo essere stata scritta, 5 donne rileggono la Costituzione, che fa di esse “oggetti da tutelare” e danno la loro opinione.
L’autrice prende cinque articoli della Costituzione, art.3, art.22, art 29, art. 37, art.51.
Il primo, l’art.3 recita che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”
Quindi parla di uguaglianza, l’autrice scegliere di farlo commentare da Luisa Muraro, che spiega come secondo lei l’articolo non deve essere cambiato ma deve essere cambiata la parte in cui viene detto “senza distinzioni di sesso”.
Il secondo articolo, l’art. 22, recita che “Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome”, parla del nome e viene commentato da Giulia Bongiorno. Il cognome che viene dato ai figli è quello del padre, ma per far cambiare le cose bisognerebbe che automaticamente il cognome fosse quello della madre.
Il terzo articolo è il 29, recita che “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.” Parla del matrimonio, viene commentato da Michela Marzano. La famiglia viene definita come una società naturale fondata sul matrimonio, ma oggi, 70 anni dopo, di famiglie ne esistono tante diverse, da quelle in cui c’è un solo genitore, famiglie omosessuali, famiglie con o senza figli, sposate o divorziate, e quindi secondo l’autrice l’articolo andrebbe riscritto.
L’articolo 37 “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.”, viene commentato da Lea Melandri, e parla del lavoro, viene fatta la distinzione tra donna lavoratrice e lavoratore, e quindi una distinzione tra i due sessi, facendo apparire così la donna come un essere inferiore all’uomo.
Infine l’articolo 51, “Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge.”affronta le pari opportunità, commentato da Marilisa D’Amico, che secondo lei, non solo deve essere cambiato il testo della Costituzione ma deve esserci anche un cambiamento culturale, per raggiungere una democrazia fatta sia da uomini che da donne.
Il libro finisce con una lettera rivolta a tutte le ragazze e anche ai ragazzi.
A mio parere questo libro è interessante e di esempio per tutte le donne, perché fa vedere come la vita di 70 anni fa sia diversa da quella di oggi, e come adesso le donne stiano prendendo più “autonomia”, e di conseguenza i vari modi in cui anche gli articoli di legge dovrebbero cambiare per non far apparire ancora la donna come un essere inferiore all’uomo.
di Alice Pierotti (5B)
Inviato da BianchiM il Lun, 15/06/2020 - 12:06