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Timestamp: 2018-07-16 02:31:58+00:00
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Sicurezza sul lavoro – Infortunio – Rischio improprio venerdì, Feb 26 2010
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CONSIGLIO DI STATO, Sez. VI – 4 febbraio 2010, n. 514
La riconoscibilità della malattia professionale da costrittvità organizzativa e la recente sentenza 1576/2009 del Consiglio di Stato mercoledì, Lug 22 2009
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Articolo della D.ssa Silvana Toriello.
Una copia del documento di identità è sufficiente per più dichiarazioni sostitutive giovedì, Nov 6 2008
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Un altro intervento del Consiglio di Stato in tema di allegazione di copie del documento di identità alla dichiarazione sostitutiva.
Infatti, lo scorso 20 ottobre ha chiarito che, in presenza di più dichiarazioni sostitutive, è sufficiente la produzione di una sola copia del documento di identità.
Come noto, sul punto, vi sono state opinioni contrastanti.
In particolare, con sentenza del 24 gennaio 2007 n. 484, il T.A.R. Lazio – Roma aveva ritenuto che, ai sensi dell’art. 38 del D.p.r. 445/00, la copia del documento di identità ha una sua specifica funzione e serve ad accertare la provenienza del documento cui è allegata.
Pertanto, secondo questa ricostruzione, ogni singola autodichiarazione necessiterebbe di una copia del documento di identità, essendo, dunque, legittima l’esclusione dalla gara di un concorrente che ne abbia prodotto soltanto una copia…[continua…]
Lombardia,aborto:è scontro giovedì, Ott 9 2008
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Consiglio di Stato boccia la Regione.
Non accenna a ridursi lo scontro sulla regolamentazione dell’interruzione di gravidanza in atto alla regione Lombardia. Il Consiglio di Stato ha infatti stabilito che la Regione non può ridurre (da 24 a 22 settimane) il limite sull’interruzione volontaria di gravidanza. Ma i principali ospedali lombardi, sostenuti proprio dalla regione ribattono:”Da noi non cambierà nulla”.
In sostanza l’organo supremo della giustizia amministrativa aveva confermato una pronuncia del Tar del maggio scorso ed ha bocciato le linee guida adottate a gennaio dalla regione in materia di applicazione della legge 194.
L’azione legale era stata promossa da otto medici milanesi, supportati dalla Cgil. Il Pirellone aveva così stabilito che in Lombardia l’interruzione terapeutica di gravidanza (necessaria per gravi malformazioni del feto) potesse essere praticata solo entro la ventiduesima settimana e tre giorni, e non entro la ventiquattresima come avveniva ancora in diversi ospedali.
Da qui la dura battaglia con i movimenti femministi e il centrosinistra secondo cui le linee guida regionali, di fatto, servivano solo a creare un clima ostile all’aborto e limitare l’applicazione della 194. Il tribunale amministrativo non è entrato nel merito della questione ma ha in sostanza detto che la decisione sull’aborto terapeutico deve essere presa dal medico come dice la legge e non dalle linee guida regionali…[continua…]
L’astensione facoltativa deve essere computata a tutti gli effetti nell’anzianità di servizio lunedì, Dic 3 2007
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Consiglio di stato, Sez. VI, 13 novembre 2007, n. 5797 – Gesuele Bellini
I periodi di astensione obbligatoria dal lavoro per maternità devono essere computati, a tutti gli effetti, nell’anzianità di servizio. Così ha stabilito il Consiglio di Stato, sezione sesta, nella sentenza n. 5797, del 13 novembre 2007. Il caso ha riguardato una insegnante supplente, la quale inserita in una graduatoria provinciale permanente, si era vista attribuire dal Provveditorato agli studi un punteggio inferiore a quello maturato, in quanto era stato escluso da quest’ultimo il periodo di astensione facoltativa ex art. 7, comma 1, L. n. 1204/1971 dalla stessa fruito.
L’interessata proponeva ricorso al TAR che lo respingeva e, per questo, adiva al Consiglio di Stato, dogliandosi della violazione ed erronea applicazione dell’art. 7 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204. L’alto Consesso, il quale ha accolto il ricorso, ha fatto affermato che in base al dato letterale della disciplina dell’astensione facoltativa si ricava che la stessa è equiparata all’effettiva prestazione di servizio, con l’eccezione degli effetti delle ferie, della tredicesima mensilità e della gratifica natalizia; lettura questa che trova anche conferma nella stessa ratio dell’istituto.
Invero, continua il Collegio, la circostanza che l’astensione facoltativa sia fruibile a scelta dell’interessata, non toglie che essa è rivolta alla tutela della prole, ossia al soddisfacimento di esigenze intimamente compenetrate, in un’ottica di naturale continuazione, con la tutela della maternità naturale posta a fondamento dell’astensione obbligatoria. Questi elementi, per il Consiglio di Stato – che si riallaccia a un consolidato indirizzo giurisprudenziale (Cons. Stato, sezione VI, 26 aprile 2002, n. 2254; Cons. Stato, sezione VI, 9 aprile 2000. n. 2038; sezione II, parere 17 ottobre 1990; Cons. Stato, sezione VI, 16 maggio 2001, n. 2760) – escludono la possibilità di differenziare la computabilità dell’astensione obbligatoria e di quella facoltativa alla stregua di servizio effettivamente prestato.
Lavoro straordinario nella PA: le condizioni per la retribuibilità mercoledì, Set 26 2007
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Per il pagamento occorre l’autorizzazione della P.A.
Con la sentenza del 7 settembre 2007, n. 4702, la sezione quinta del Consiglio di Stato, si è pronunciata sulla retribuibilità del lavoro straordinario nella PA, stabilendo che può essere pagato solo se è stato autorizzato ovvero se l’amministrazione ha valutato le concrete esigenze dei propri uffici per evitare il sistematico ed indiscriminato ricorso alle prestazioni straordinarie.
Un impiegato comunale si era rivolto al Tar perché accertasse il diritto al compenso per 904 ore di lavoro straordinario svolto nell’arco di 7 anni.
Il Tar aveva però ritenuto che il servizio non potesse essere retribuito, poichè era stato svolto senza la preventiva autorizzazione dell’ufficio cui l’impiegato comunale apparteneva.
Allora l’impiegato comunale si era rivolto al Consiglio di Stato per far modificare la sentenza…[continua…]