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Timestamp: 2020-04-08 04:45:12+00:00
Document Index: 5648099

Matched Legal Cases: ['art. 55', 'art. 52', 'art. 316', 'art. 58', 'art. 316', 'art. 23', 'art.23', 'art.25', 'art.25', 'art.25', 'art.25', 'art. 24']

DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO DEL PERSONALE DEL
COMPARTO DELLE REGIONI E DELLE AUTONOMIE LOCALI PER IL QUADRIENNIO
NORMATIVO 2006-2009 E IL BIENNIO ECONOMICO 2006-2007, SOTTOSCRITTO IN
DATA 11/04/2008.
1. Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni in relazione alla
gravità della mancanza, e in conformità a quanto previsto dall’art. 55 del D.Lgs.n.165 del 2001
e successive modificazioni ed integrazioni, il tipo e l’entità di ciascuna delle sanzioni sono
a) intenzionalità del comportamento, grado di negligenza, imprudenza o imperizia dimostrate,
tenuto conto anche della prevedibilità dell’evento;
d) grado di danno o di pericolo causato all’ente, agli utenti o a terzi ovvero al disservizio
comportamento del lavoratore, ai precedenti disciplinari nell’ambito del biennio previsto dalla
legge, al comportamento verso gli utenti;
2. La recidiva nelle mancanze previste ai commi 4, 5 e 6, già sanzionate nel biennio di
riferimento, comporta una sanzione di maggiore gravità tra quelle previste nell’ambito dei
medesimi commi.
3. Al dipendente responsabile di più mancanze compiute con unica azione od omissione o con
più azioni od omissioni tra loro collegate ed accertate con un unico procedimento, è applicabile
la sanzione prevista per la mancanza più grave se le suddette infrazioni sono punite con
sanzioni di diversa gravità.
4. La sanzione disciplinare dal minimo del rimprovero verbale o scritto al massimo della multa
di importo pari a 4 ore di retribuzione si applica, graduando l’entità delle sanzioni in relazione
ai criteri del comma 1, per:
b) condotta non conforme ai principi di correttezza verso superiori o altri dipendenti o nei
confronti del pubblico;
c) negligenza nell’esecuzione dei compiti assegnati, nella cura dei locali e dei beni mobili o
strumenti a lui affidati o sui quali, in relazione alle sue responsabilità, debba espletare attività
di custodia o vigilanza;
L’importo delle ritenute per multa sarà introitato dal bilancio dell’ente e destinato ad
Nella sospensione dal servizio prevista dal presente comma, il dipendente è privato
della retribuzione fino al decimo giorno mentre, a decorrere dall’undicesimo, viene
corrisposta allo stesso una indennità pari al 50% della retribuzione indicata all’art. 52,
comma 2, lett. b) (retribuzione base mensile) del CCNL del 14.9.2000 nonché gli
assegni del nucleo familiare ove spettanti. Il periodo di sospensione non è, in ogni caso,
computabile ai fini dell’anzianità di servizio.
a) recidiva plurima, almeno tre volte nell’anno, nelle mancanze previste ai commi 5 e 6,
anche se di diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una mancanza tra quelle previste nei
medesimi commi, che abbia comportato l’applicazione della sanzione massima di 6 mesi di
sospensione dal servizio e dalla retribuzione, fatto salvo quanto previsto al successivo
c) ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall’ente per riconosciute e motivate
esigenze di servizio nel rispetto delle vigenti procedure, adottate nel rispetto dei modelli di
relazioni sindacali previsti, in relazione alla tipologia di mobilità attivata;
e) continuità, nel biennio, dei comportamenti rilevati attestanti il perdurare di una situazione
di insufficiente rendimento o fatti, dolosi o colposi, che dimostrino grave incapacità ad
precedenti di gravità tale secondo i criteri di cui al comma 1, da non consentire la
prosecuzione del rapporto di lavoro;
riferimento è ai delitti previsti dagli artt. 58, comma 1, lett. a), b) limitatamente all’art. 316
del codice penale, lett. c), d) ed e), e 59, comma 1, lett. a), limitatamente ai delitti già
indicati nell’art. 58, comma 1, lett. a) e all’art. 316 del codice penale, lett. b) e c) del
D.Lgs.n.267 del 2000.
e) condanna passata in giudicato per un delitto commesso in servizio o fuori servizio che,
f) violazioni intenzionali degli obblighi non ricompresi specificatamente nelle lettere
precedenti, anche nei confronti di terzi, di gravità tale, in relazione ai criteri di cui al
comma 1, da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro;
g) l’ipotesi in cui il dipendente venga arrestato perché colto, in flagranza, a commettere
reati di peculato o concussione o corruzione e l’arresto sia convalidato dal giudice per le
9. Le mancanze non espressamente previste nei commi da 4 a 8 sono comunque sanzionate
secondo i criteri di cui al comma 1, facendosi riferimento, quanto all’individuazione dei fatti
sanzionabili, agli obblighi dei lavoratori di cui all’art. 23 del CCNL del 6.7.1995,come modificato
dall’art.23 del CCNL del 22.1.2004, quanto al tipo e alla misura delle sanzioni, ai principi
desumibili dai commi precedenti.
10. Al codice disciplinare di cui al presente articolo, deve essere data la massima pubblicità
mediante affissione in luogo accessibile a tutti i dipendenti. Tale forma di pubblicità è tassativa
e non può essere sostituita con altre.
11. In sede di prima applicazione del presente CCNL, il codice disciplinare deve essere
obbligatoriamente affisso in ogni posto di lavoro in luogo accessibile a tutti i dipendenti, entro
15 giorni dalla data di stipulazione del presente CCNL e si applica dal quindicesimo giorno
12. Per le infrazioni disciplinari, comunque, commesse nel periodo antecedente alla data di
efficacia del codice disciplinare, di cui a comma 11, si applicano le sanzioni previste dall’art.25
(codice disciplinare) del CCNL del 6.7.1995, come modificato dall’art.25 del CCNL del
13. Dalla data di sottoscrizione definitiva del presente CCNL sono disapplicate le disposizioni
dell’art.25 del CCNL del 6.7.1995 come sostituito dall’art.25 del CCNL del 22.1.2004.
L’articolo 23 del CCNL 6.7.1995, come modificato dall’ articolo 23 del CCNL
22.1.2004, disciplina gli obblighi dei dipendenti.
impegno e responsabilità e di rispettare i principi di buon andamento e imparzialità dell'attività
amministrativa, anteponendo il rispetto della legge e l'interesse pubblico agli interessi privati
propri ed altrui. Il dipendente adegua altresì il proprio comportamento ai principi riguardanti il
rapporto di lavoro contenuti nel codice di condotta allegato
3. In tale specifico contesto, tenuto conto dell'esigenza di garantire la migliore qualità del
servizio, il dipendente deve in particolare:
a) collaborare con diligenza, osservando le norme del presente contratto, le disposizioni per
l'esecuzione e la disciplina del lavoro impartite dall'Amministrazione anche in relazione alle
norme vigenti in materia di sicurezza e di ambiente di lavoro;
b) rispettare il segreto d'ufficio nei casi e nei modi previsti dalle norme dei singoli ordinamenti
ai sensi dell' art. 24 L. 7 agosto 1990 n. 241;
d) nei rapporti con il cittadino, fornire tutte le informazioni cui abbia titolo, nel rispetto delle
disposizioni in materia di trasparenza e di accesso all'attività amministrativa previste dalla
legge 7 agosto 1990 n. 241, dai regolamenti attuativi della stessa vigenti nell'amministrazione
nonchè attuare le disposizioni dell'amministrazione in ordine al DPR del 28 dicembre 2000 n.
445” in tema di autocertificazione;
e) rispettare l'orario di lavoro, adempiere alle formalità previste per la rilevazione delle
presenze e non assentarsi dal luogo di lavoro senza l'autorizzazione del dirigente del servizio;
f) durante l'orario di lavoro, mantenere nei rapporti interpersonali e con gli utenti condotta
uniformata a principi di correttezza ed astenersi da comportamenti lesivi della dignità della
g) non attendere ad occupazioni estranee al servizio e ad attività che ritardino il recupero psico
- fisico in periodo di malattia od infortunio;
h) eseguire le disposizioni inerenti l'espletamento delle proprie funzioni o mansioni che gli
siano impartiti dai superiori. Se ritiene che l'ordine sia palesemente illegittimo, il dipendente
deve farne rimostranza a che l'ha impartito, dichiarandone le ragioni; se l'ordine è rinnovato
per iscritto ha il dovere di darvi esecuzione. Il dipendente non deve, comunque, eseguire
i) vigilare sul corretto espletamento dell'attività del personale sottordinato ove tale compito
rientri nelle proprie responsabilità;
j) avere cura dei locali, mobili, oggetti, macchinari, attrezzi, strumenti ed automezzi a lui
k) non valersi di quanto è di proprietà dell'Amministrazione per ragioni che non siano di
l) non chiedere nè accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità in connessione
dell'Amministrazione da parte del personale e non introdurre, salvo che non siano debitamente
autorizzate, persone estranee all'amministrazione stessa in locali non aperti al pubblico;
n) comunicare all'Amministrazione la propria residenza e, ove non coincidente, la dimora
temporanea, nonchè ogni successivo mutamento delle stesse;
o) in caso di malattia, dare tempestivo avviso all'ufficio di appartenenza, salvo comprovato
p) astenersi dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere
direttamente o indirettamente interessi finanziari o non finanziari propri o di suoi parenti entro
il quarto grado o conviventi.