Source: https://renatodisa.com/2014/07/02/corte-di-cassazione-sezione-unite-sentenza-14-maggio-2014-n-10406-il-provvedimento-prefettizio-con-il-quale-ai-sensi-degli-artt-120-e-219-cod-strada-venga-disposta-la-revoca-della-patente-di-g/
Timestamp: 2018-10-19 08:50:56+00:00
Document Index: 119973106

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 22', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 9']

Corte di Cassazione, sezione unite, sentenza 14 maggio 2014, n. 10406. Il provvedimento prefettizio con il quale, ai sensi degli artt. 120 e 219 cod. strada venga disposta la revoca della patente di guida a seguito della irrogazione, a carico del titolare, della misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, non può essere assimilato alle sanzioni amministrative per le quali è previsto, in via generale, il regime di impugnazione di cui all'art. 22 bis, legge 24 novembre 1981, n. 689, poiché esso non costituisce conseguenza accessoria della violazione di una disposizione in tema di circolazione stradale, bensì la constatazione dell'insussistenza, originaria o sopravvenuta, dei requisiti morali prescritti per il conseguimento del titolo di abilitazione alla guida. Ne consegue che il giudizio di opposizione avverso tale provvedimento, non rientrando nella competenza per materia del giudice di pace, è devoluto alla competenza ordinaria del tribunale, ai sensi dell'art. 9 cod. proc. civ. - Avvocato Renato D'Isa
Home/Cassazione civile 2014, Codice della strada, Corte di Cassazione, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Unite/Corte di Cassazione, sezione unite, sentenza 14 maggio 2014, n. 10406. Il provvedimento prefettizio con il quale, ai sensi degli artt. 120 e 219 cod. strada venga disposta la revoca della patente di guida a seguito della irrogazione, a carico del titolare, della misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, non può essere assimilato alle sanzioni amministrative per le quali è previsto, in via generale, il regime di impugnazione di cui all’art. 22 bis, legge 24 novembre 1981, n. 689, poiché esso non costituisce conseguenza accessoria della violazione di una disposizione in tema di circolazione stradale, bensì la constatazione dell’insussistenza, originaria o sopravvenuta, dei requisiti morali prescritti per il conseguimento del titolo di abilitazione alla guida. Ne consegue che il giudizio di opposizione avverso tale provvedimento, non rientrando nella competenza per materia del giudice di pace, è devoluto alla competenza ordinaria del tribunale, ai sensi dell’art. 9 cod. proc. civ.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-08-30T15:07:44+00:002 luglio 2014|Cassazione civile 2014, Codice della strada, Corte di Cassazione, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Unite|0 Commenti