Source: https://www.leggioggi.it/2015/02/06/anticorruzione-ormai-guerra-aperta/
Timestamp: 2019-02-17 05:16:42+00:00
Document Index: 159554008

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 32', 'art. 353', 'art. 353', 'art. 640', 'art. 648']

Home Amministrativo Anticorruzione: ormai è guerra aperta!
Approvate le Seconde Linee Guida A.N.AC. – Ministero dell’Interno nella lotta alla corruzione.
Asse anticorruzione Mattarella – Bergoglio. Raggiunto accordo politico su irrigidimento repressivo del Sistema Anticorruzione
A chi pensava, o sperava, che la tediosa stagione anticorruzione avviata dalla Legislazione Severino nell’anno 2012 riguardasse solo le pubbliche amministrazioni e i burocrati del polveroso apparato napoleonico; a chi riteneva che la successiva Legislazione Renzi dello scorso marzo 2014 rappresentasse un estemporaneo spot di facciata o una fugace nevicata maggese pronta a sciogliersi al tepore di una sonnecchiante giornata di sole qualunquista; l’Autorità Nazionale Anticorruzione e il Ministro dell’Interno hanno dato l’ennesima sveglia a suon di ceffoni …
Sveglia e ceffoni ben assestati attraverso i quali è stato definitivamente acclarato che il Sistema Anticorruzione non riguarda affatto – soltanto – le pubbliche amministrazioni e i suoi dipendenti pubblici (quasi fossero loro gli sventurati predestinati dell’attuale mannaia giustizialista); ma anche, e soprattutto, le imprese private che lavorano con il pubblico … loro e l’annesso codazzo di amministratori furbi, furbetti, sicuri di poterla fare franca in appartate spiagge tropicali.
Oggi Salomone sta, finalmente, iniziando a distribuire equamente pene e responsabilità, e il Sistema Anticorruzione si è deciso a fare partire a tutto gas la manovra di epurazione dei corrotti/corruttori, da qualunque parte gli stessi possano provenire, pubblici e privati che siano, senza alcun favoritismo giuridico di sorta …
E’ giusto, e non poteva non essere così ove si pensi che il reato di corruzione – v. quello che, per antonomasia, guida la colonna di tutti i delitti contro la pubblica amministrazione presi di mira dalla legislazione anticorruzione – è scolasticamente bifrontale: da un lato, il pubblico ufficiale/incaricato di pubblico servizio che accetta di farsi corrompere; dall’altro, il privato che corrompe e che si muove come corruttore.
Il reato di corruzione è proprio questo: una fattispecie bilaterale a concorso necessario tra corrotto e corruttore.
La stipula, lo scorso 27 gennaio 2015, delle Seconde Linee Guida A.N.AC.-Ministero dell’Interno riafferma, per la seconda volta, l’obiettivo e la volontà di rendere giustizia paritaria a quella che sembrava stesse diventando una persecuzione a senso unico nei confronti dei soli dipendenti pubblici.
Ma, riepiloghiamo – in termini assolutamente sintetici – il quadro della situazione:
A) Nell’anno 2012 prende avvio la stagione legislativa anticorruzione con la Legge 190/2012. Seguiranno, nell’anno 2013, gli importanti Decreti Legislativi 33/2012 (sulla trasparenza), 39/2013 (sulle inconferibilità-incompatibilità), il primo Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici regolato dal Decreto del Presidente della Repubblica 62/2013.
B) A seguito dei noti scandali EXPO-MOSE, il Decreto Legge cd. Renzi 90/2014, poi convertito in Legge 114/2014, introduce nel Sistema anticorruzione delle nuove ed importanti misure anticorruzione, di natura sia preventiva che repressiva:
– soppressione dell’ Autorità di Vigilanza Contratti Pubblici e trasferimento di tutti i relativi poteri, funzioni, risorse umane/strumentali/finanziarie all’Autorità Nazionale Anticorruzione (art. 19);
– previsione di gravissime misure preventive, repressive, cautelari ed organizzative (commissariamento, sostituzione degli organi sociali, accantonamento in un apposito fondo degli utili sociali, etc.), nei confronti delle imprese private aggiudicatarie di un appalto pubblico, ove raggiunte dal sospetto di indizi di reità per delitti contro la Pubblica Amministrazione (concussione, corruzione, traffico di influenze illecite, turbata libertà degli incanti, etc.) o da pericolose interdittive antimafia (art. 32).
Con tale provvedimento normativo, le imprese private che lavorano con il pubblico finiscono per essere catapultate sotto la diretta “giurisdizione” dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e delle Prefetture.
C) Il 15 luglio 2014 viene sottoscritto il primo Protocollo d’Intesa tra l’Autorità Nazionale Anticorruzione e il Ministero dell’Interno, attraverso il quale viene siglato l’avvio di uno stabile e veloce circuito collaborativo inter-istituzionale e di un canale di costante trait d’union (debitamente corredato da specifico circuito informativo) tra Enti Locali, A.N.AC. e Prefetture, anche al fine di: «effettuare un monitoraggio sull’adozione del Piano Triennale per la prevenzione della corruzione e del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità da parte degli enti locali»; «fornire linee di orientamento omogeneo», «impegnarsi per un costante aggiornamento delle stesse linee».
Ancora una volta, l’Autorità Nazionale Anticorruzione scende personalmente in campo al fine di controllare, vigilare ed eventualmente sanzionare, qualsiasi forma di distorsione del mercato e dei rapporti tra Pubblico e Privato, soprattutto nell’ambito degli appalti pubblici.
D) Lo stesso 15 luglio 2014 vengono emanate le Prime Linee Guida conseguenti alla stipula del succitato Protocollo d’Intesa A.N.AC.-Ministero dell’Interno, e con esse vengono introdotte ulteriori norme chiarificatrici e prescrittrici, direttamente valevoli nei confronti delle società private.
Viene, ad esempio, ricordato che il «settore dei contratti pubblici continua ad essere tuttora una delle aree più esposte non solo ai tentativi di infiltrazione delle mafie, ma anche alle interferenze e pressioni dei comitati d’affari e della criminalità comune» e che, rappresentando l’esperienza dei Protocolli di Legalità stipulati tra Prefetture e Stazioni Appaltanti il naturale punto di riferimento, «appare strategico ampliare l’ambito di operatività di tali strumenti anche oltre il tradizionale campo delle infiltrazioni mafiose per farne un mezzo di prevenzione di portata più generale, capace di interporre efficaci barriere contro le interferenze illecite nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici».
Viene – soprattutto – precisato che le circostanze suscettibili di dar luogo ai provvedimenti amministrativi e cautelari di cui al richiamato Decreto Renzi possono/devono essere individuate non solo nei reati richiamati nella Legge 190/2012 ma anche:
– nei delitti di turbata libertà degli incanti ex art. 353 c.p., di turbata libertà di scelta del procedimento del contraente ex art. 353 bis c.p., di truffa aggravata ex art. 640 bis c.p., di riciclaggio ex art. 648 bis c.p.;
– «in fatti non necessariamente riconducibili a reati contro la pubblica amministrazione e vicende e situazioni propedeutici alla commissione di questi ultimi o comunque ad esse contigue»;
– in «indizi di reati non direttamente previsti dalla legislazione anticorruzione in senso stretto, come ad esempio nei reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti ovvero con altri artifici, di emissione di fatture e altri documenti per operazioni inesistenti, di occultamento o distruzione di documenti contabili fonalizzata all’evasione fiscale (artt. 2, 3, 8 e 10 del D.Lgs. n. 74/2000), di false comunicazioni sociali (artt. 2621 e 2622 c.c.)».
Con le Linee Guida in questione viene, di fatto, esteso il raggio di azione normativa della legislazione anticorruzione, sia dal punto di vista oggettivo (i reati da prendere in considerazione), sia dal punto di vista soggettivo (i destinatari del dictat normativo).
E) Il 27 gennaio 2015 vengono emanate le Seconde Linee Guida A.N.AC. – Ministero dell’interno, ad integrazione e chiarimento delle Prime Linee Guida del 15 luglio 2014.
Senza voler entrare nel dettaglio delle stesse Linee (contraddistinte da complesse specificità di ordine tecnico e giuridico), il dato saliente di questo documento è rappresentato dalla riconferma dei principi e della strategia abbracciati l’anno precedente:
– arricchire il sistema di prevenzione dei fenomeni di mala amministrazione previsti dalla legge n. 190/2012 con strumenti di immediata applicazione e operatività, capaci di preservare l’interesse sotteso alla realizzazione dell’appalto affidato, in un regime di legalità controllata;
– prendere atto che i contratti eseguiti dalla imprese private in regime di pubblico appalto sono un mezzo per soddisfare interessi pubblici di rango più elevato, e cioè la continuità di funzioni e servizi indifferibili per la tutela di diritti fondamentali, la salvaguardia dei livelli occupazionali, l’integrità dei bilanci pubblici;
– proclamare che le misure straordinarie previste dal Decreto Renzi rappresentano il legittimo esercizio di un potere conformativo e limitativo della libertà di iniziativa economica, che trova la sua piena giustificazione nella necessità di salvaguardare interessi pubblici e collettivi di rango superiore.
F) Raggiunto – è notizia dell’ultima ora – accordo politico su irrigidimento repressivo di tutto il Sistema Anticorruzione (affronteremo il tema in altro momento).
…. Ma la forza dirompente della nuova stagione anticorruzione sono i “rinforzi” delle massime autorità istituzionali: il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella; il Capo dello Stato Vaticano, Papa Francesco.
Delle chiare parole del Presidente Mattarella sono ancora impregnate le mura di Montecitorio al suo Primo Discorso alle Camere riunite: «La corruzione ha raggiunto un livello inaccettabile. Divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini. Impedisce la corretta esplicazione delle regole del mercato. Favorisce le consorterie e penalizza gli onesti e i capaci».
Riecheggiano – in tutta la loro attualità – le dure parole pronunciate, anni addietro, da Sandro Pertini: «i corrotti vanno colpiti senza alcuna pietà»
Dell’impegno anticorruzione di Papa Francesco sono, invece, stracolme le pagine dei suoi libri (v. il noto “Guarire dalla corruzione”) e le formali comunicazioni nei suoi discorsi ufficiali: «Per il peccato esiste il perdono, per la corruzione no …. La corruzione è una ragnatela che tende a espandersi, imponendo complicità…. La corruzione costituisce l’erba cattiva del nostro tempo, infesta la politica, l’economia, la società. … Chi pratica le tangenti ha perso la dignità e dà ai figli pane sporco… Si incomincia forse con una piccola bustarella, ma è come la droga ….La corruzione la pagano i poveri, gli ospedali senza medicine, gli ammalati senza cure, i bambini senza educazione».
… A proposito delle invettive di Papa Francesco, correttezza intellettuale impone di ricordare che varie “dottrine”, “scuole di pensiero” ed alcuni “Autori” sostengono che, in realtà, il Papa si riferisca solo alla corruzione dell’animo e non a quella materiale.
Tra questi, c’è chi dice anche: «Certo che mi sono sentito toccato. Come uomo che ha avuto il dono della fede, come cristiano che vede nel Papa il vicario di Cristo in Terra» (intervista resa a La Stampa il 29 marzo 2014).
L’ “Autore” in questione? Il noto Cultore dell’Etica Cristiana, Roberto Formigoni ….
Franzina Bilardo è docente nel corso online anticorruzione
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