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Timestamp: 2018-12-11 13:09:36+00:00
Document Index: 151655900

Matched Legal Cases: ['art. 593', 'art. 727', 'art. 25', 'art. 727', 'art. 727', 'art. 1']

ITALIA - Cassazione n. 175/2008﻿ (Reato lasciare cane chiuso in auto al sole)
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Mar 25 ITALIA - Cassazione n. 175/2008﻿ (Reato lasciare cane chiuso in auto al sole)
(Sentenza n. 175 della 3° Sez. Penale. Depositata il 7 gennaio 2008)
Un uomo lascia il proprio cane chiuso per quasi 1 ora nella propria auto parcheggiata in pieno sole.
Il tutto con una temperatura esterna di circa 30° e visitando, nel frattempo, un centro commerciale. Alla fine l'animale è stato notato dai passanti perché dava segni visibili di disagio ed è poi stato liberato da carabinieri che passavano nelle vicinanze. Integra il reato il tenere un cane in un luogo angusto per un lasso di tempo apprezzabile.
Quella relativa all'art. 593, 3 comma, c.p.p., nella parte in cui esclude l’appellabilità alle sentenze di condanna per le quali è stata applicata la sola pena dell’ammenda, è manifestamente infondata.
Del pari è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 727 c.p. in relazione agli artt. 3 e 25, comma 2, Cost.
Deducono i ricorrenti che la disposizione indicata ha un contenuto precettivo ampio e indeterminato oltre ad essere carente di tipicità, ponendosi così in contrasto con la riserva di legge in materia penale prevista dall’art. 25, 2 comma, Cost.
Però, è stato sancito che il principio di tipicità non è violato quando il legislatore, per l'individuazione del fatto reato, ricorrere a concetti diffusi e generalmente compresi nella collettività in cui il giudice opera (Corte Cost. 14 aprile '88 n. 453).
Nella specie, i concetti indicati nell'articolo 727 c.p. di "condizioni incompatibili con la loro (degli animali) natura" e di "produttive di gravi sofferenze" sono ormai di percezione comune, essendo entrati a far parte della sensibilità della comunità. Per cui il fatto non appare indeterminato della sua tipicità.
Il sindacato del giudice di legittimità sulla giustificazione del provvedimento impugnato, cioè, è sempre circoscritto alla verifica se il vizio della decisione, costituito da errori delle regole della logica - principio di non contraddizione, di causalità, univocità, completezza - o dalla inconciliabilità con gli atti del processo specificatamente indicati abbia una forza giustificativa tale da disarticolare tutto il ragionamento operato del giudice del merito.
Fattamente, quindi, è stato riconosciuto che tale fatto integra il reato di cui all'art. 727 c.p.
Questa Corte, nell’interpretare la norma contenuta nell’art. 727 c.p. nella formulazione anteriore all'art. 1 legge 20 luglio 2004 n. 189, ha sempre ritenuto che integra il reato previsto il tenere un cane in un luogo angusto per un lasso di tempo apprezzabile, senza che fosse necessaria la volontà di infierire sull'animale o che questo riportasse una lesione all'integrità fisica, potendo la sofferenza consistere in soli patimenti (tra le altre Cass., sez. III, 21 dicembre 2005, n. 2774).