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Timestamp: 2020-04-05 07:18:11+00:00
Document Index: 139437464

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 51', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 14', 'art. 6']

Sentenza Cassazione Civile n. 21840 del 07/09/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21840 del 07/09/2018
Cassazione civile sez. trib., 07/09/2018, (ud. 20/04/2018, dep. 07/09/2018), n.21840
Sul ricorso iscritto al numero 14610 del ruolo generale dell’anno
192/21/10 depositata in data 12 aprile 2010, non notificata;
– con sentenza n. 192/21/10 depositata in data 12 aprile 2010, non notificata, la Commissione tributaria regionale della Sicilia, sezione staccata di Caltanissetta, previa riunione, accoglieva l’appello dell’Agenzia delle entrate, in persona del Direttore pro tempore, nei confronti di L.D.R. e rigettava l’appello di L.D.R. nei confronti dell’Agenzia delle entrate, in persona del Direttore pro tempore, avverso la sentenza n. 180/02/07 della Commissione tributaria provinciale di Enna, dichiarando, in riforma di quest’ultima, la legittimità dell’avviso di accertamento n. (OMISSIS) con il quale l’Ufficio, previo p.v.c. della Guardia di finanza, aveva contestato al contribuente, ai fini Irpef, Irap e Iva, per l’anno 1998, maggior reddito di impresa, determinato D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 32 e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 51, per omessa contabilizzazione di ricavi a fronte di assunte prestazioni di servizio effettuate nei confronti del Comune di Aidone;
– il giudice di appello, in punto di fatto, premetteva che: 1) a seguito di accertamenti bancari confluiti nel p.v.c. della G.d.F., con l’avviso di accertamento n. (OMISSIS) l’Ufficio aveva contestato al L.D.R., esercente attività di trasporto di merci su strada, per l’anno 1998, ai fini Irpef, Irap e Iva, maggior reddito d’impresa per omessa contabilizzazione di corrispettivi di assunte prestazioni di servizio espletate nei confronti del Comune di Aidone, risultati accreditati sul conto corrente del contribuente da tal C., a seguito di mandati di pagamento emessi dall’ente comunale; 2) avverso l’avviso di accertamento, il contribuente aveva proposto ricorso alla CTP di Enna che l’aveva parzialmente accolto limitatamente alle riprese fiscali afferenti le operazioni bancarie, ritenendo tassabili, ai fini dell’imposizione diretta e dell’Iva, i ricavi “insussistenti e pagati”; 3) avverso la sentenza della CTP aveva proposto appello l’Ufficio rilevando, tra l’altro, che le somme accreditate dal C. sul conto del L.D.R. costituivano ricavi e andavano sottoposte a tassazione ancorchè come asserito dal contribuente – fossero riconducibili ad attività illecita e fraudolenta; 4) aveva, altresì, proposto appello il contribuente rilevando che i mandati di pagamento emessi dal Comune di Aidone si riferivano a prestazioni d’opera fittizie per cui le relative movimentazioni bancarie non potevano essere considerate ricavi;
– avverso la sentenza della CTR, L.D.R. propone ricorso per cassazione affidati a tre motivi;
-con il terzo motivo, il ricorrente denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e falsa applicazione della L. n. 537 del 1993, art. 14 e del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 6, per avere il giudice di appello, nel ritenere tassabili le movimentazioni bancarie frutto di illecito penale, omesso di accertare la sussistenza, nella specie, di un illecito penale a carico del contribuente nonchè se, in ogni caso, ricorressero i presupposti di legge per la esclusione dalla tassazione dei proventi illeciti;
– in conclusione, il ricorso va rigettato; nulla sulle spese, essendo rimasta intimata l’Agenzia delle entrate;