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Timestamp: 2019-10-14 00:23:46+00:00
Document Index: 20576765

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La presente nota informativa generale spiega in quali circostanze avete diritto a essere rappresentati da un avvocato, come trovarlo e come affrontare le spese legali nel caso in cui non abbiate la possibilità di pagarle. Illustra inoltre cosa può fare per voi un avvocato.
La difesa nei procedimenti penali può essere affidata esclusivamente a un avvocato iscritto all’ Ordine degli avvocati ceco.
Se dovete nominare un avvocato difensore, contattate l’ Ordine degli avvocati ceco (o contattate direttamente uno degli avvocati iscritti).
Cosa succede se non scelgo un avvocato?
Nel caso in cui non scegliate un avvocato, dovete difendervi da soli.
In alcuni casi, siete obbligati a farvi difendere da un avvocato e il tribunale nominerà un difensore d’ufficio nel caso in cui non lo scegliate entro un determinato limite di tempo. Di seguito sono elencate le situazioni in cui occorre nominare un avvocato difensore:
se siete in custodia cautelare o siete tenuti sotto sorveglianza in una struttura ospedaliera;
se la vostra capacità di compiere atti giuridici è limitata;
se siete latitante;
se avete meno di 18 anni;
se avete disabilità fisiche o mentali e vi sono dubbi sulla vostra capacità di difendervi in modo adeguato;
se il reato di cui siete accusati prevede una pena detentiva di oltre 5 anni;
se vengono avviate procedure semplificate contro di voi in quanto persona detenuta;
nei procedimenti in cui potrebbe esservi richiesto di sottoporvi a cure mediche preventive (esclusa la cura dell’alcolismo);
in alcuni procedimenti con una componente estera.
È l’imputato che paga l’onorario dell’avvocato. Se il tribunale nomina un avvocato per vostro conto, è lo Stato che paga la difesa. Lo Stato si accolla le spese anche se avete diritto alla difesa gratuita.
A quanto ammonta l’onorario dell’avvocato?
Le spese di onorario di un avvocato difensore sono specificate in un contratto tra voi e il vostro avvocato o sono regolate dalla legge sugli onorari degli avvocati (se non avete sottoscritto un contratto).
Quando avete diritto alla difesa gratuita?
Se non potete permettervi di pagare le spese di difesa, avete diritto a un onorario ridotto o alla difesa gratuita (entrambe le situazioni definite come “difesa gratuita”). Un giudice o il presidente del tribunale decideranno in merito a tale richiesta, sulla base della vostra situazione finanziaria. La domanda deve essere da voi presentata durante la fase istruttoria mediante il pubblico ministero o durante il procedimento giudiziario.
Se ritenuto opportuno in base alle circostanze, la difesa gratuita può essere concessa anche senza presentare domanda.
Legge sugli onorari degli avvocati
2 - I miei diritti durante le indagini su un reato e prima del giudizio dinanzi al giudice
Quali sono le fasi di un’indagine penale?
Il procedimento delle indagini mira a verificare la commissione di un reato e il probabile autore (fase dell’esame) e quindi ad assicurare le prove e istruire il caso per il giudice (fase dell’indagine).
Il suddetto procedimento è condotto dalla polizia, sotto la supervisione della pubblica accusa, che stabilisce se è stato eseguito correttamente.
Alcune azioni possono essere intraprese soltanto dall’accusa o sono soggette alla sua decisione (come la fine delle indagini) mentre il magistrato può pronunciarsi su altre azioni (quali trattenere in custodia cautelare una persona sospettata, l’arresto, la perquisizione domiciliare e l’intercettazione telefonica).
Fare click sui link che seguono per ulteriori informazioni sulle fasi delle indagini che precedono il giudizio.
Custodia cautelare (3)
Decisione nel procedimento delle indagini, imputazione (4)
Indagini brevi (5)
Procedimento che precede l’avvio del processo penale – esame (1)
In che cosa consiste l’esame?
Per stabilire il tipo di reato e il suo autore, la polizia può:
assumere dichiarazioni
ottenere pareri di esperti
valutare documenti
perquisire oggetti e la scena del delitto
effettuare schedature, prelevare impronte digitali e misurazioni corporee, perquisire le persone sospettate
condurre azioni urgenti
incarcerare le persone sospettate
impiegare altre necessarie procedure di indagine.
L’esame termina con la decisione di avviare il processo penale nei confronti di una persona specifica o in diversi altri modi (rinvio a data destinarsi, rinvio temporaneo, considerare il caso non sotto il profilo del diritto penale).
Quali sono i termini previsti per questa fase?
I termini sono di 2, 3 o 6 mesi a seconda della gravità del caso. Qualora non sia possibile portare a termine l’esame, l’accusa può modificare o prolungare il termine sulla base di una motivazione scritta.
In che misura sarò informato su quello che accade in questa fase?
L’indagato non è informato di ciò che accade in questa fase salvo che vi debba essere direttamente coinvolto.
Usufruirò dei servizi di un interprete se non conosco il ceco?
Qualora all’indagato venga chiesto di fornire una spiegazione di taluni eventi, la polizia provvederà a fornire un interprete che tradurrà le domande e le risposte dell’indagato e successivamente anche il verbale scritto dell’interrogatorio prima della firma da parte dell’indagato.
In quale fase potrò parlare con un avvocato?
L’indagato può chiamare un avvocato affinché assista alla spiegazione. La partecipazione di un avvocato in questa fase non è obbligatoria e non ne sarà nominato uno se l’indagato non decide di provvedervi da sé. È consentito chiedere una consulenza legale ma non suggerimenti su come rispondere a domande già formulate. In questa fase, l’indagato è tenuto a richiedere personalmente i servizi di un interprete che assista lui e il suo avvocato.
Mi saranno chieste informazioni? Sono tenuto a fornirle?
In questa fase la polizia può chiedere all’indagato la sua versione dei fatti oggetto dell’indagine. Spetta alla persona indagata fornire una spiegazione veritiera, che la stessa può rifiutare di rilasciare nel caso in cui questa persona (o qualcuno ad essa legato) rischia di essere perseguita in base alle sue dichiarazioni. L’indagato può altresì rifiutarsi di fornire informazioni se ritiene che tale condotta violi un obbligo di riservatezza.
Cosa succede se dico qualcosa che potrebbe nuocermi?
La dichiarazione sarà usata unicamente allo scopo di decidere se avviare un processo penale nei confronti di una persona specifica per un altrettanto specifico reato. Qualora il processo sia già iniziato, la dichiarazione sarà considerata come una testimonianza soltanto se è stata fornita in precedenza e se non è stato possibile ripeterla in un secondo momento. Inoltre, essa dev’essere stata rilasciata dinanzi a un giudice. Diversamente la testimonianza dovrà essere nuovamente resa in una fase successiva del processo (solitamente, dinanzi al giudice).
Posso contattare un familiare o un amico?
Su richiesta dell’indagato, la polizia informerà della detenzione un parente o un amico, a condizione che ciò non ostacoli le indagini della polizia e non comporti eccessive difficoltà.
Posso farmi visitare da un medico se ne ho bisogno?
La polizia predisporrà una visita medica e si farà rilasciare un certificato medico sulle condizioni fisiche dell’indagato alla data della visita o della detenzione. L’indagato dev’essere immediatamente rilasciato se così ordinato dal medico e, se necessario, la polizia si occuperà di trasferirlo presso una struttura medica.
Posso contattare la mia ambasciata se sono cittadino di un altro Stato?
Sì. L’indagato può chiedere di contattare la propria ambasciata e di parlare in privato con un rappresentante di tale ufficio in ogni fase del processo penale.
Vivo in un altro paese. Devo essere presente durante le indagini?
Un giudice potrebbe disporre che l’indagato venga ascoltato prima di lasciare il paese se ciò è fondamentale per il caso ed eviterebbe la perdita di elementi di prova. L’indagato può altresì essere ascoltato dopo aver lasciato il paese se ne è stata fatta richiesta presso le autorità competenti dello Stato di residenza.
Posso essere trasferito nel mio paese di origine?
No. Non in questa fase.
Sarò trattenuto in custodia cautelare o sarò rilasciato?
Qualora sia necessaria la presenza dell’indagato, questi è condotto dinanzi al giudice o è incarcerato e dev’essere rilasciato se non successivamente imputato o non condotto dinanzi al giudice entro 48 ore dalla decisione di custodia cautelare.
Mi saranno chieste le impronte digitali, campioni del mio DNA (per esempio capelli o saliva) o di fluidi corporei?
Qualora ciò sia necessario per dimostrare l’identità dell’indagato – o verificare sul suo corpo la presenza di tracce del reato – ovvero sia utile a fini probatori, possono essere prelevate le impronte, un campione di DNA, di sangue o di materiale biologico o possono essere effettuate misurazioni corporee esterne, così come può essere effettuata una perquisizione fisica o un’azione di natura analoga.
Ogni tentativo di resistenza fisica dell’indagato potrà essere risolto con il consenso della pubblica accusa. In caso di rifiuto, è comminabile una multa fino a 50 000 CZK.
Se le informazioni in tal modo acquisite non saranno più necessarie per ulteriori procedure o per impedire, ricercare e individuare attività criminose, tali informazioni saranno distrutte.
Posso dichiararmi colpevole di tutte o di alcune imputazioni prima del processo?
Se la dichiarazione di colpevolezza dell’indagato è affidabile, può costituire motivo di avvio del processo penale o della decisione per un processo senza giuria.
Riceverò informazioni su chi ha testimoniato contro di me e su altre prove?
No. non in questa fase del procedimento penale.
Sì, la polizia otterrà copia del certificato penale dell’indagato.
Avvio del processo penale – indagini (2)
Qual è lo scopo di questa fase?
La polizia, nel corso delle indagini, cerca ed esamina le prove pertinenti al caso. La polizia cercherà prove a favore oppure contro l’accusato.
Quali sono i termini per l’indagine?
I termini sono di 2, 3 o 6 mesi a seconda della gravità del caso. Detti termini possono essere prorogati dall’accusa in base a motivazioni scritte fornite dalla polizia. Tuttavia, l’accusa è tenuta a verificare i motivi per ciascun caso almeno una volta al mese.
La polizia è tenuta a procedere il più velocemente possibile. Nel caso in cui un eventuale ritardo si ripercuota sfavorevolmente sull’indagato, questi potrà rivolgersi all’accusa per risolvere il problema. Se la causa del ritardo è il rappresentante della pubblica accusa, l’indagato può chiedere al suo diretto superiore di risolvere il problema.
L’accusato può altresì chiedere il risarcimento del danno non economico cagionato da un procedimento lungo oppure il risarcimento dei danni. Nell’imposizione della pena, il giudice terrà conto di ogni ritardo in questa fase.
Alla persona indagata sarà trasmessa la decisione adottata in merito all’avvio del procedimento penale. Tale decisione dovrà contenere la descrizione dell’azione oggetto dell’accusa, il relativo fondamento giuridico e i motivi. L’indagato potrà opporsi a tale decisione entro tre giorni e l’accusa si pronuncerà riguardo all’opposizione.
L’indagato, o il suo avvocato difensore, sarà informato della procedura di indagine e avrà diritto di parteciparvi tramite il suo legale, che interrogherà testimoni e proporrà elementi di prova. All’indagato e all’avvocato può essere negato l’accesso al proprio fascicolo durante le indagini se sussistono legittimi motivi per farlo.
Durante l’interrogatorio, a chi non conosce il ceco verrà messo a disposizione un interprete che conosce una lingua conosciuta dall’indagato o la sua madrelingua.
L’interprete sarà altresì presente durante le procedure di indagine. In questa fase la polizia acconsente all’indagato di partecipare alle indagini e, se necessario, di formulare domande.
Su richiesta dell’indagato, verrà fornita la traduzione scritta della decisione di avvio del procedimento penale, della decisione di custodia cautelare o di quella sull’interruzione del processo con riserva.
In qualsiasi momento; inoltre, dev’essere garantita la riservatezza della conversazione. Se richiesto dall’avvocato, sarà ingaggiato un interprete. L’indagato può scegliere da sé l’avvocato (v. Scheda 1).
Mi saranno chieste informazioni? Sono tenuto a fornire informazioni?
L’indagato può esprimere il suo parere sul caso ma mantiene il diritto di non pronunciarsi.
Posso sollevare obiezioni contro il funzionario di polizia esaminatore, l’accusa o il giudice?
Sì, è possibile sollevare obiezioni contro il funzionario di polizia esaminatore e l’accusa nonché contro il cancelliere verbalizzante, il funzionario incaricato della sorveglianza dei soggetti posti in libertà vigilata, il cancelliere, il consulente tecnico del tribunale, l’interprete e il giudice se si ritiene che sussista un’imparzialità da parte loro, ossia se si ritiene che vi sia un conflitto di interessi personali con la propria causa o riguardo a qualsiasi parte o ai loro rappresentanti e, pertanto, le suddette figure non siano in grado di emettere decisioni imparziali.
In generale, si ritiene altresì che una persona non possa essere imparziale se ha già agito nel procedimento svolgendo un altro ruolo processuale. Per esempio, un giudice non può pronunciarsi sulla colpevolezza e decidere la pena se si è già pronunciato sulla custodia cautelare nella fase predibattimentale, se ha disposto un’intercettazione telefonica, ecc.
La persona che decide per prima sull’obiezione dell’accusato è quella di cui è stata contestata l’imparzialità.
Se l’indagato non è soddisfatto di tale decisione può presentare denuncia contro di essa entro tre giorni e un’autorità superiore si esprimerà. Le decisioni processuali di una persona imparziale non possono essere applicate nei processi penali.
Cosa succede se fornisco informazioni che potrebbero nuocermi?
Tutto quanto dichiarato dall’indagato può essere usato contro di lui o a suo favore. La testimonianza resa in questa fase può essere usata come prova.
Spetta alla polizia decidere se la persona indagata può contattare la famiglia o amici durante l’interrogatorio, la detenzione e l’arresto. L’indagato trattenuto in custodia cautelare ha diritto di scrivere lettere (che vengono lette dal Servizio del carcere della Repubblica ceca per evitare che si concretizzi il pericolo di influenzare i testimoni. Anche l’accusa è autorizzata a effettuare una censura sulle lettere dell’indagato).
L’indagato ha diritto di ricevere visite una volta ogni due settimane mentre si trova in carcere ma, se è trattenuto in custodia cautelare per il pericolo di poter influenzare i testimoni, le visite avranno luogo in presenza di altre persone.
L’indagato trattenuto in custodia cautelare sarà visitato dal medico del carcere, che è obbligato a fornire l’assistenza medica adeguata. Se l’indagato è sotto interrogatorio o è detenuto, v. #Podstránka_1qui
Sì, in qualsiasi fase del procedimento. Gli incontri con un funzionario del consolato sono riservati. Il giudice, con il consenso dell’indagato, informa il suo consolato del fatto che quest’ultimo è trattenuto in custodia cautelare.
Provengo da un altro paese. Devo essere presente durante le indagini?
La presenza dell’indagato non è fondamentale se l’interrogatorio ha avuto luogo e la suddetta persona non intende essere presente alle indagini. Se vi è pericolo di fuga, l’indagato viene trattenuto in custodia cautelare o gli viene concessa la libertà previa promessa scritta di ritornare quando invitato a comparire.
Posso essere trasferito al mio paese di origine?
Sì, purché siano rispettati i requisiti previsti per l’estradizione, per il riconoscimento del processo penale o per scontare la pena in un paese diverso e tale procedura non sia vietata dalla legge.
Sì, ma la persona indagata è obbligata a conservare un valido recapito postale o essere in altra maniera in contatto con le autorità responsabili dei processi penali. Diversamente, l’indagato potrebbe essere arrestato e trattenuto in custodia cautelare.
Mi saranno chieste le impronte digitali, campioni del mio DNA (per esempio capelli o saliva) o di fluidi corporei? Posso subire una perquisizione personale?
Sì, se è necessario, ed è obbligatorio rispondere a tali inviti.
La mia abitazione, i locali della mia azienda, la mia automobile, ecc., possono essere perquisiti?
Sì. La perquisizione domiciliare può avere luogo in base a un provvedimento del giudice mentre la perquisizione di altri locali può essere effettuata secondo un provvedimento dell’accusa o della polizia.
Sì, durante un esame della polizia.
È possibile modificare un’imputazione prima dell’inizio del procedimento?
No, è modificabile soltanto la descrizione dell’imputazione. L’addebito di un’azione differente nei confronti dell’indagato deve iniziare con una nuova decisione sull’avvio di un procedimento penale.
Posso essere accusato di un reato di cui sono già stato imputato in un altro Stato membro?
Sì. tuttavia ciò non vale se il processo penale che nell’altro Stato membro è sfociato in un verdetto, nel caso dell’indagato è stato sospeso, è terminato con una transazione o è stato sottoposto a revisione in qualità di contravvenzione anziché di delitto.
Otterrò informazioni su testimonianze contro di me?
L’indagato può venire a conoscenza dell’identità del testimone e del contenuto della testimonianza esaminando il fascicolo del caso o se lui stesso o il suo avvocato difensore sono presenti durante l’interrogatorio. L’identità di testimoni segreti non verrà rivelata.
Otterrò informazioni su altre prove contro di me?
Sì, non appena l’indagato e il suo avvocato difensore saranno autorizzati ad esaminare il fascicolo.
Sarò trattenuto in custodia cautelare o rilasciato?
Solo una persona che è stata imputata può essere trattenuta in custodia cautelare.
Se l’indagato viene portato dinanzi al giudice con l’istanza di essere trattenuto in custodia cautelare entro 48 ore dal suo fermo o 24 ore dopo l’arresto, il giudice si pronuncerà in merito a tale richiesta.
Seguono i motivi che possono giustificare la custodia cautelare:
pericolo di elusione del processo penale o della pena (custodia cautelare per pericolo di fuga);
pericolo di ostacolo per le indagini, per esempio influenzando i testimoni (custodia cautelare per pericolo di collusione);
pericolo di portare a termine il reato iniziato o di commetterne uno nuovo (custodia cautelare preventiva).
In assenza dei motivi per procedere con la custodia cautelare o qualora essi vengano meno, la persona indagata viene rilasciata su provvedimento dell’accusa.
L’indagato dev’essere altresì rilasciato alla scadenza del termine previsto. Riguardo alla custodia cautelare per pericolo di collusione, il termine è di 3 mesi; per la custodia preventiva il termine è di 1 anno; in caso di probabile condanna fino a 5 anni è di 2 anni; in caso di probabile condanna di durata superiore, di 3 anni; per reati particolarmente gravi è di 4 anni se per quel dato reato può essere comminata una pena eccezionale.
Tuttavia, soltanto un terzo dei suddetti termini vale durante il procedimento delle indagini e i due terzi sono riservati ai procedimenti dinanzi al giudice.
I motivi per trattenere una persona in custodia cautelare vengono esaminati periodicamente. Tuttavia, l’accusa è tenuta a pronunciare una nuova decisione trascorsi 3 mesi in custodia cautelare, nonché 30 giorni dal deposito dell’imputazione e, sempre, ogni 3 mesi dopo che la decisione è divenuta definitiva.
Quali sono le condizioni per ottenere la scarcerazione?
L’indagato mantiene sempre il diritto di chiedere il rilascio trascorsi 14 giorni dall’ultima decisione di conferma della custodia. Tuttavia, l’indagato potrà chiedere il rilascio in qualsiasi momento se è in grado di sostenere altri motivi nella sua istanza.
La persona indagata può chiedere che la custodia cautelare per pericolo di fuga o preventiva venga sostituita da:
la promessa scritta di osservare una condotta di vita rispettosa della legge e di presentarsi dinanzi al giudice quando gli sarà richiesto;
una cauzione stabilita dal giudice;
il controllo di un funzionario incaricato della sorveglianza dei soggetti posti in libertà vigilata;
la garanzia prestata da un’associazione di cittadini interessati o da altra persona di fiducia.
La cauzione non può essere accettata in caso di custodia cautelare preventiva per determinati reati previsti dalla legge. La cauzione può essere versata da una persona diversa dall’indagato.
Decisione nel procedimento delle indagini - imputazione (4)
Questa fase pone fine alle indagini del caso e, riguardo alla fase successiva, la pubblica accusa decide se:
sottoporre il caso a un’altra autorità;
interrompere il processo penale;
interrompere il processo penale con riserva;
approvare la transazione; oppure
depositare un’imputazione contro l’indagato dinanzi al giudice.
In che misura sarò informato su quello che accade?
La decisione della pubblica accusa o l’imputazione viene resa nota all’indagato, che ha diritto di opporsi a:
la proposta della causa che lo riguarda;
l’interruzione del processo penale;
l’interruzione del processo penale con riserva, e
La decisione verrà pronunciata dal superiore gerarchico.
Potrò usufruire dei servizi di un interprete se non conosco il ceco?
V. Avvio del processo penale – indagini (2).
Qualora persistano i motivi per la custodia cautelare e i relativi termini non siano scaduti, il deposito dell’imputazione non pregiudica la durata della suddetta misura preventiva.
È possibile modificare un’imputazione prima del processo?
L’imputazione, unitamente alla decisione della pubblica accusa in questa fase, deve basarsi sui fatti che la configurano. Tuttavia, la descrizione giuridica può essere modificata se l’accusa lo ritiene opportuno.
Posso essere condannato ed è possibile che la pena sia stabilita senza un processo?
In casi meno gravi il giudice può emettere un decreto penale contenente la decisione sulla colpevolezza dell’imputato e la pena, senza trattare il caso in udienza.
Tale decreto può imporre:
una pena detentiva condizionale o gli arresti domiciliari per un anno;
il servizio civile;
il divieto di svolgere determinate attività per 5 anni;
una pena pecuniaria;
un divieto di residenza fino a 5 anni;
espulsione fino a 5 anni;
una pena analoga.
Se il condannato non contesta il provvedimento entro 8 giorni dal ricevimento, questo diviene efficace e applicabile; il processo avrà invece luogo in caso di impugnazione nei termini previsti o qualora non sia possibile consegnare il suddetto provvedimento. V. Scheda 3.
Otterrò informazioni sulle prove contro di me?
L’imputazione contiene le prove che l’accusa presenterà in giudizio. Ulteriori prove potranno essere reperite nel fascicolo della causa o emergere nel corso dell’udienza.
Queste informazioni fanno già parte del fascicolo.
Scopo di questa fase
Se un sospettato viene colto in flagranza di reato la cui pena edittale potrebbe essere fino a 3 anni di reclusione o per cui è probabile che il processo si svolga entro 2 settimane, possono aver luogo indagini brevi.
In questa fase, la polizia informa il sospettato del reato che si suppone abbia commesso, senza avviare alcun processo penale. Qualora le indagini brevi terminino entro 2 settimane, l’accusa può depositare un’istanza al giudice per chiedere la pena del colpevole.
Cosa mi sarà detto su quello che accade?
Le informazioni sul sospetto reato vengono fornite al più tardi all’inizio dell’interrogatorio. Al sospettato verranno altresì fornite le informazioni sui suoi diritti.
Sì, sarà presente un interprete che parla la lingua madre o quella conosciuta dal sospettato. L’istanza scritta di pena verrà tradotta.
In qualsiasi momento, se si nomina un avvocato. Nel caso in cui il sospettato non venga rilasciato dopo l’interrogatorio, il giudice provvederà alla nomina di un avvocato d’ufficio se l’indagato non ne ha già uno di fiducia.
Esiste il rischio di peggiorare la situazione, fino a ottenere un verdetto di colpevolezza.
Posso contattare un familiare o un amico? Posso farmi visitare da un medico se ne ho bisogno?
Nel caso in cui l’indagato venga rilasciato non è necessario che sia presente. Tuttavia, è bene rimanere in contatto con le autorità responsabili del processo penale e fornire un valido recapito di posta, così che l’eventuale assenza non possa essere considerata una fuga per la quale l’indagato potrebbe essere punito.
Sì, se il giudice decide che la pena consiste nell’espulsione dal paese.
Qualora sussistano motivi per la custodia cautelare, l’indagato sarà sottoposto a tale misura. V. Custodia cautelare (3).
Mi saranno chieste le impronte digitali, campioni del mio DNA (per esempio capelli o saliva) o di fluidi corporei? Posso subire una perquisizione personale? Possono essere perquisiti la mia abitazione, i locali della mia azienda, la mia automobile, ecc.?
V. #Podstránka_2 Avvio del processo penale – indagini (2).
Sì, durante il primo interrogatorio o nella trattazione del caso da parte del giudice nelle indagini abbreviate.
L’imputazione può essere modificata prima del processo?
Non è possibile aggiungere nuovi fatti all’imputazione. Tuttavia, è possibile modificare il fondamento giuridico.
V. Avvio del processo penale – indagini (2). #Podstránka_2
Otterrò informazioni su testimonianze contro di me? Otterrò informazioni su altre prove contro di me?
Sì, nel momento in cui l’indagato può accedere al proprio fascicolo (di norma all’inizio delle indagini brevi) o durante l’interrogatorio se è presente.
Informazioni legali per tutti
Legge n. 273/2008 sulla polizia della Repubblica ceca
Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 24.4.1963
Legge n. 101/2000 testo unico sulla tutela dei dati personali
3 - I miei diritti durante il processo
La presente nota informativa descrive i vostri diritti durante il processo.
Durante il procedimento penale avete il diritto:
a che le autorità responsabili del procedimento penale lavorino il più velocemente possibile rispettando i vostri diritti e le libertà fondamentali;
di chiedere che le autorità responsabili del procedimento penale procedano in modo che non vi sia alcun ragionevole dubbio riguardo ai fatti fondamentali per poter emettere una sentenza adeguata. Devono avere pari accuratezza nella valutazione delle prove a vostro favore e contro di voi;
di essere informati dalle autorità responsabili del procedimento penale sui vostri diritti e di avere la possibilità di esercitarli pienamente;
di esprimere un parere sulle accuse contro di voi e sulle prove a sostegno di tali accuse;
di rifiutarvi di testimoniare;
di esaminare i fascicoli, avere accesso alla documentazione, prendere note e fare copie a vostre spese;
di partecipare alla discussione della causa durante il processo e alle udienze pubbliche in sede di ricorso;
di effettuare una dichiarazione conclusiva durante il processo e alle udienze pubbliche in sede di ricorso nonché di presentare un’istanza finale;
di illustrare le circostanze e le prove in vostra difesa;
di presentare istanze (relative all’esame delle prove e ai metodi di decisione) e domande;
di esperire le vie di ricorso (ordinarie, ovvero una denuncia; un’impugnazione, un reclamo, un’istanza straordinaria per la riapertura del procedimento; presentare una denuncia per violazione della legge e proporre ricorso);
di nominare un avvocato difensore (se non lo scegliete voi stessi, l’avvocato può essere scelto da un familiare o da un’altra parte) e usufruire della sua consulenza, anche durante le azioni che l’autorità responsabile del procedimento penale compie da sola;
di conferire con il vostro avvocato difensore in privato se siete in custodia cautelare o se scontate una pena detentiva;
di chiedere di essere interrogati in presenza del vostro avvocato e di richiedere la sua presenza ad altre parti della fase istruttoria;
di usare la vostra lingua materna o un’altra lingua che conoscete davanti alle autorità responsabili del procedimento penale, se dichiarate di non parlare ceco.
Processo in tribunale
Discussione preliminare delle accuse
Una volta depositata l’accusa, questa viene esaminata dal presidente, che decide se è necessaria una discussione preliminare o se può iniziare il processo.
L’esito della discussione preliminare delle accuse può dar adito a una decisione del tribunale volta a:
promuovere un’azione per decidere in materia di competenza giurisdizionale;
deferire la causa a un’altra autorità (se non si tratta di un reato grave, ma potrebbe configurarsi di un reato minore, ecc.);
far cessare l’azione penale;
sospendere l’azione penale;
rinviare la causa al pubblico ministero per ulteriori indagini;
accordare la sospensione condizionale o pervenire a un accordo.
A seconda della gravità del reato, il processo di primo grado si terrà dinanzi al tribunale circoscrizionale o regionale competente nel luogo in cui è stato commesso il reato, o nel luogo di domicilio dell’accusato o in quello in cui è stato scoperto il reato.
Sì, il processo è pubblico. In alcuni casi, tuttavia, il processo può svolgersi a porte chiuse.
La sentenza viene emessa da una giuria o da un unico giudice.
Posso sollevare obiezioni sul giudice?
Sì, cfr. Nota informativa 2.
Il processo verte unicamente sugli atti descritti nell’accusa. Tuttavia, nel caso in cui risulti evidente che sono state compiute altre azioni, può essere deciso, durante la discussione preliminare delle accuse o alla fine del processo, di rinviare la causa al pubblico ministero per ulteriori indagini.
Le accuse riformulate devono contenere nuove allegazioni. Il tribunale può decidere che le accuse relative agli atti per cui siete processati dovrebbero essere più moderate o più gravi rispetto a quanto chiesto dal pubblico ministero.
Se vi dichiarate colpevoli, il tribunale continua a esaminare e valutare le prove e le testimonianze a vostro favore.
Si vedano i diritti fondamentali all’inizio della nota informativa. Esistono altri diritti specifici che si applicano a specifiche situazioni procedurali.
Devo essere presente in aula? Il processo si può svolgere anche se non sono presente?
Il processo può svolgersi in vostra assenza, ma non se:
siete in custodia cautelare;
state scontando una pena detentiva;
la causa riguarda un reato per cui è prevista una pena detentiva di oltre 5 anni. In quest’ultimo caso non è tuttavia necessaria la vostra presenza in aula qualora chiediate al tribunale di tenere il processo in vostra assenza.
Nei casi in cui occorre una difesa (cfr. Nota informativa 1), il processo non può svolgersi in assenza di un avvocato difensore.
Non è possibile partecipare al processo con questa modalità.
Devo essere presente a tutte le udienze del processo?
Occorre presenziare a tutte le udienze del processo. Non dovete essere presente durante le fasi che si svolgono al di fuori dell’aula, ma voi o il vostro avvocato avete il diritto di parteciparvi qualora lo vogliate.
Mi verrà fornito un interprete se non capisco che cosa sta succedendo?
Sì, cfr. i diritti fondamentali all’inizio della nota informativa.
Devo avere un avvocato? Mi verrà assegnato un avvocato? Posso cambiare il mio avvocato?
Il Codice di procedura penale specifica i casi in cui è necessario un avvocato difensore. Cfr. Nota informativa 1.
Posso o devo parlare durante il processo?
Durante il processo avete diritto alla difesa, ovvero a difendervi da soli o tramite un avvocato. Per l’intera durata del processo, il tribunale consente a voi o al vostro legale di esprimere un parere sullo svolgimento di tutte le fasi procedurali. Non siete obbligati a esercitare il diritto di difendervi da soli e potete rifiutarvi di testimoniare.
Come imputato, non siete obbligati a dichiarare il vero in aula. Tuttavia, se dichiarate intenzionalmente fatti non veri al fine di avviare un’azione penale contro terzi, potete in seguito essere accusati di diffamazione.
Avete il diritto di esprimere un parere sulle prove e presentare prove aggiuntive o prove a sostegno della vostra difesa.
Avete la possibilità, durante la dichiarazione di chiusura, di esprimere il vostro parere sulle prove dopo che ognuna di esse è stata esaminata.
Che tipo di prove posso presentare a mio favore? A quali condizioni?
Oltre alla vostra deposizione, potete presentare prove che potrebbero confutare o ridurre la vostra colpevolezza, ad esempio l’interrogatorio di testimoni, la contestazione delle prove, l’identificazione di testimoni, la ricostruzione del luogo del reato, l’interrogatorio di periti, prove e ricerche documentali ecc.
Avete il diritto di chiedere al tribunale di esaminare tali prove. Il tribunale decide in merito a tale questione. Quando il presidente dichiara che le prove sono complete, non è più possibile presentarne di nuove durante il processo.
Posso avvalermi di un investigatore privato per ottenere prove?
È possibile beneficiare dei servizi di un investigatore privato. L’investigatore deve tuttavia agire in conformità alla legge perché le prove ottenute possano essere utilizzate durante il processo. L’investigatore privato non deve influenzare i testimoni.
Posso chiedere a un testimone di parlare a mio favore?
Potete chiedere che venga interrogata una determinata persona se ritenente che la sua deposizione deponga a vostro favore. Non potete tuttavia influenzare i testimoni.
Il vostro certificato penale può essere preso in considerazione nella sentenza, a condizione che la condanna sia ancora valida.
Il processo può concludersi in uno dei seguenti modi:
la causa può essere rinviata al pubblico ministero per ulteriori indagini;
se l’atto non è un reato grave ma potrebbe trattarsi di un reato minore, la causa può essere trasferita. Il procedimento penale può essere chiuso;
l’azione penale può essere sospesa con condizionale o può essere raggiunta una risoluzione;
il tribunale può assolvere l’imputato o dichiararlo colpevole.
Sentenze, diritti della parte lesa
Quale sentenza può essere emessa?
Ai sensi del Codice penale, se commettete un reato potete subire una delle seguenti condanne:
reclusione, che, tranne laddove diversamente previsto dalla legge, può essere con o senza condizionale o con condizionale con sorveglianza. È altresì possibile una sentenza eccezionale, ovvero una pena detentiva tra 20 e 30 anni o l’ergastolo;
affidamento ai servizi sociali;
confisca di un bene o di altri beni;
divieto di effettuare determinate attività;
divieto di residenza;
divieto di partecipare ad eventi sportivi, culturali o ad altri eventi sociali;
perdita di onorificenze o premi;
perdita del grado militare;
Qual è il ruolo della vittima (parte lesa) durante il processo?
La vittima, ovvero la persona lesa che ha subito un danno a un bene, alla sua persona o ha subito altri danni tramite reato, ha il diritto di:
essere rappresentata da un procuratore; se la vittima dimostra di non avere le possibilità finanziarie, può esserle fornito il patrocinio gratuito;
fare richiesta di ulteriori prove;
esaminare i fascicoli;
partecipare al processo e all’udienza pubblica durante il ricorso;
esprimere un parere sulla causa prima della fine del processo;
se la vittima ha diritto, ai sensi della legge, al risarcimento dei danni e l’imputato viene dichiarato colpevole, la vittima può chiedere al tribunale che il risarcimento sia a carico dell’imputato. Tale richiesta deve essere presentata al più tardi prima dell’inizio della presentazione delle prove durante il processo;
se si ritiene che vi siano dei rischi per la vittima in caso di rilascio dell’imputato o della persona condannata, la vittima ha il diritto di richiedere informazioni puntuali sul rilascio dell’imputato, su una sua eventuale fuga o su altri circostanze simili.
Diritto penale per tutti
Assistenza alle vittime di reato
4 - I miei diritti dopo la pronuncia del giudice
Sì, il verdetto può essere impugnato in presenza di errori nei rilievi conseguenti alle indagini che riguardano direttamente la persona condannata. È impugnabile il verdetto di colpevolezza, la pena e/o il riconoscimento del risarcimento e tutte le decisioni del giudice di primo grado. L’impugnazione dev’essere depositata:
presso il giudice che ha emesso il verdetto;
entro otto giorni dalla consegna della copia del verdetto (se la copia è consegnata al condannato e al suo avvocato difensore, il termine computa dall’ultima delle due date di consegna).
L’impugnazione deve chiarire quali parti del verdetto si intendono contestare, nonché gli errori specifici di quest’ultimo e/o del precedente procedimento. È altresì possibile impugnare senza motivi specifici presentando domanda al presidente della giurisdizione di primo grado e chiedendo la proroga del termine per la presentazione dei motivi.
Quali sono i motivi dell’impugnazione?
L’impugnazione può essere fondata su errori che riguardano rilievi presenti nel verdetto direttamente connessi alla persona condannata o su rilievi non compresi in esso. L’impugnazione può altresì basarsi su nuovi fatti e nuove prove.
Il verdetto non è valido e/o non diviene esecutivo fino alla pronuncia del giudice dell’impugnazione. Se la persona condannata è trattenuta in custodia cautelare, non verrà rilasciata ipso iure solo per avere depositato un’impugnazione.
Il giudice di primo grado verifica che l’impugnazione contenga tutte le informazioni necessarie. In caso contrario, chiede alla persona condannata e al suo avvocato difensore di porre rimedio a tali mancanze nel termine di cinque giorni (che diventano otto in assenza di avvocato difensore; in questo caso il giudice che presiede l’udienza fornisce le informazioni direttamente alla persona condannata).
Alle altre parti in causa viene consegnata copia dell’impugnazione e dei relativi motivi e al giudice dell’impugnazione è sottoposto l’intero fascicolo.
Il tribunale regionale superiore si pronuncia sulle impugnazioni dei verdetti di un tribunale distrettuale mentre la Corte suprema si pronuncia sui verdetti dei tribunali regionali.
Una volta avviato il procedimento di impugnazione, la sentenza impugnata viene illustrata unitamente a una relazione sul caso.
Quindi, la persona condannata illustra l’impugnazione motivandola. Qualora non siano presenti né la persona condannata, né l’avvocato difensore, tale passaggio sarà compiuto a cura del giudice che presiede l’udienza.
In seguito, la pubblica accusa e chiunque possa essere direttamente interessato dalla decisione del giudice dell’impugnazione presentano i rispettivi argomenti.
Una volta illustrate le istanze, il giudice dell’impugnazione esamina le prove necessarie per formulare una decisione al riguardo, salvo che il riesame delle prove non sia così ampio da tradursi in un carico di lavoro doppio rispetto a quello già compiuto dal giudice di primo grado.
respingere l’impugnazione (se non è ragionevole, se è stata depositata oltre i termini previsti oppure se è stata depositata da un soggetto non autorizzato o per motivi analoghi) ma ciò avviene sempre in udienza pubblica;
respingere l’impugnazione (se il contenuto non soddisfa i requisiti per essa previsti);
annullare il verdetto impugnato o parte di esso e:
decidere di chiedere una pronuncia sulla competenza del giudice;
rimettere la causa ad un’altra autorità;
porre fine al processo penale (se il giudice di primo grado avrebbe già dovuto provvedervi);
interrompere il processo penale (se il giudice di primo grado avrebbe già dovuto provvedervi);
Il giudice dell’impugnazione può altresì annullare il verdetto impugnato per importanti vizi procedurali;
verdetto viziato (ambiguità, rilievi incompleti del caso);
dubbi sulla precisione dei rilievi o necessità di riprodurre le prove;
violazione di disposizioni del codice penale;
inadeguatezza della pena;
decisione scorretta sul diritto della vittima.
Una volta annullato il verdetto, il giudice dell’impugnazione può:
rinviare il caso al giudice di primo grado;
pronunciare il proprio verdetto sempre in udienza pubblica;
porre fine al processo penale.
Cosa accade se l’impugnazione viene respinta?
Salvo impugnazione del verdetto da parte dell’accusa, il giudice dell’impugnazione non può pronunciare una decisione più sfavorevole per la persona condannata.
Quando diviene definitiva la condanna?
In caso il giudice dell’impugnazione non rinvii la causa al giudice di primo grado, la sua decisione chiude il procedimento e diviene definitiva nel momento in cui viene pronunciata. Anche il verdetto del giudice di primo grado diviene definitivo se non viene impugnato nei termini previsti.
Una volta che il verdetto è definitivo, è possibile depositare:
un’impugnazione straordinaria;
un’istanza al ministro della Giustizia per denunciare una violazione di legge dinanzi alla Corte suprema;
istanza di autorizzazione per la riapertura del procedimento.
Otterrò un risarcimento se la decisione di primo grado è ribaltata?
È possibile presentare istanza di risarcimento presso il ministero della Giustizia ai sensi della legge sui danni causati da un’autorità pubblica.
Se l’impugnazione viene accolta, il dato relativo alla condanna sarà conservato?
L’iscrizione della condanna nel casellario giudiziale ha luogo soltanto dopo che il verdetto di colpevolezza è divenuto definitivo. Tale iscrizione viene cancellata in caso di ottenimento di un rimedio straordinario favorevole.
Sì, la persona condannata può essere estradata per scontare la pena se la durata residua di quest’ultima è di almeno 4 mesi.
L’autorità competente del paese interessato deve presentare domanda di estradizione e quest’ultima dev’essere conforme alla Costituzione e ai trattati internazionali sui diritti umani e le libertà fondamentali.
Il giudice può altresì disporre l’estradizione quale elemento del verdetto di colpevolezza.
Posso impugnare la decisione di estradizione al mio paese di origine?
La decisione è impugnabile allorché viene consegnata la comunicazione relativa alla pena da scontare. La pronuncia favorevole all’estradizione può essere impugnata.
No, nemmeno in un altro Stato membro, salvo in presenza dell’autorizzazione a riaprire il procedimento.
Le informazioni sulle imputazioni saranno inserite nel mio certificato penale?
Sì. Il casellario giudiziale contiene i dati relativi alle condanne, che sono forniti a cura del giudice. Le informazioni vi vengono conservate fino al compimento del centesimo anno della persona condannata.
Se la condanna viene revocata, l’informazione non figurerà nel casellario giudiziale. È possibile ottenere un estratto del suddetto registro su richiesta. A seconda della gravità della condanna, la traccia di quest’ultima può essere rimossa nei limiti stabiliti dalla legge, che variano da un anno dall’aver scontato la pena fino a quindici anni.
Le informazioni sono conservate a prescindere dal consenso della persona condannata.
Posso oppormi alla conservazione delle informazioni?
È possibile avviare una causa amministrativa presso il tribunale municipale di Praga.
5 - Violazioni al Codice della strada e altri reati minori
Il Codice delle infrazioni definisce l’“infrazione” come un comportamento che viola o minaccia gli interessi della società ed è esplicitamente considerato reato da questa o altre leggi.
Le definizioni riportate sopra sono tutte incluse nel codice delle infrazioni e nel Codice di procedura amministrativa e sono quelle utilizzate nei procedimenti per reati minori.
Come vengono gestite le infrazioni relative all’eccesso di velocità, al divieto di parcheggio e altre violazioni simili?
Per le violazioni al Codice della strada è competente l’autorità municipale (il Comune).
Alcune infrazioni e relative sanzioni che possono essere imposte dall’autorità municipale sono:
infrazioni per eccesso di velocità, per cui viene generalmente comminata un’ammenda da CZK 1 000 a CZK 10 000, a seconda della gravità della violazione. Può inoltre essere imposta la sospensione della patente di guida da un mese a un anno;
altre violazioni al Codice della strada prevedono un’ammenda che, a seconda della gravità dell’infrazione, va da CZK 1500 a 10 000, ed eventualmente la sospensione della patente di guida fino a un anno;
le violazioni al Codice della strada per incidenti che causano lesioni o la morte di una persona possono essere punite con un’ammenda da CZK 25 000 a CZK 50 000 e la sospensione della patente di guida per un periodo da uno a due anni.
Qual è la procedura in caso di infrazione?
Procedimento con emissione di verbale
È applicabile per una violazione non grave accertata in modo attendibile, per la quale non è sufficiente un ammonimento. Se siete disposti a pagare una sanzione in misura ridotta, tale violazione può essere gestita dall’autorità di controllo del traffico (o dalla polizia) che commina un’ammenda con verbale sul posto.
Procedimento ordinario in caso di violazione
Le violazioni sono giudicate nell’ambito di un procedimento ufficiale. Tale procedimento ha inizio con la denuncia di violazione da parte di un'autorità statale, della polizia, di un'autorità municipale, di una persona giuridica o di un cittadino.
L’autorità municipale può deferire la causa a un’altra autorità prima dell’inizio del procedimento. Se i fatti indicano che si tratta di un reato grave, la causa viene deferita al pubblico ministero.
Sarete parte del procedimento in qualità di imputato. Anche la vittima è una parte, qualora occorra discutere il risarcimento dei danni causati dalla violazione. Infine, è parte del processo anche il proprietario di un oggetto o di un bene che è stato o che può essere confiscato (ad esempio il proprietario di un veicolo).
Siete accusati della violazione dal momento in cui viene emesso il primo atto procedurale a vostro carico.
esprimere il vostro parere su tutti gli atti di cui siete accusati e sulle prove a sostegno di tali accuse;
rifiutarvi di testimoniare;
contestare i fatti e presentare prove in vostra difesa;
presentare istanze;
Si terranno udienze, al termine delle quali l’autorità municipale redige un verbale. Nel corso dell'udienza vi verranno poste delle domande e potrete esercitare i vostri diritti (descritti sopra). Il verbale sarà messo agli atti. L’autorità municipale vi chiederà di esaminare i documenti contenuti nel fascicolo prima di emettere la sentenza. Avete il diritto di esprimere il vostro parere su tali documenti.
Conclusione del procedimento in caso di violazione:
il procedimento viene chiuso per le ragioni di cui alla Codice sulle infrazioni (per esempio, l’atto non è considerato una violazione, non è stata commessa la violazione, la sanzione sarebbe insignificante rispetto alla pena che verrebbe comminata per un atto diverso in un procedimento penale, e ragioni simili), o
viene emessa una sentenza di colpevolezza con cui è comminata una sanzione.
I cittadini di altri Stati membri possono essere imputati per queste violazioni?
I cittadini di altri Stati membri possono essere imputati alla stregua dei cittadini cechi.
Avete pieno diritto al ricorso. Tuttavia, non è possibile proporre ricorso contro un’ammenda comminata tramite il procedimento con emissione di verbale.
Una sentenza impugnata mediante ricorso non può essere eseguita fino a quando un’autorità superiore non si è pronunciata in merito.
Il ricorso deve essere depositato presso l’autorità amministrativa (generalmente l’autorità municipale) entro quindici giorni dalla data di notifica della sentenza.