Source: http://dru.iperbole.bologna.it/progetti/show?progetto=4726&rev=12404
Timestamp: 2020-06-03 12:25:34+00:00
Document Index: 30502844

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 56', 'art. 30', 'art. 27', 'art. 24', 'art. 33', 'art. 37', 'art. 41', 'art. 15', 'art. 24', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 36']

Questa sezione raccoglie le principali domande ricevute dall'Ufficio di Piano in merito alla proposta di Piano Urbanistico Generale.
Se il vostro quesito non rientra tra quelli in elenco, o se ritenete di avere bisogno di maggiori informazioni rispetto a quelle riportate potete compilare il Modulo online.
Quando scatta il periodo di salvaguardia?
Fino a quando saranno efficaci le previsioni di Pua e Poc vigenti al momento dell’assunzione del PUG?
Come cambia il sistema degli incentivi volumetrici?
Che cosa si intende per Edilizia Residenziale Sociale nel Piano Urbanistico?
Che valore hanno le rappresentazioni cartografiche del Piano Urbanistico?
Com’è strutturato il Piano Urbanistico Generale e come faccio a consultarlo?
Quali regolamentazioni e limitazioni alle trasformazioni urbanistiche ed edilizie sono previsti nella città storica?
Quando entrerà in vigore il piano, che validità ha attualmente e in quale fase siamo?
Nell'applicazione web la cartografia è integrata con la normativa?
Come vengono individuate cartograficamente le "attrezzature"?
Cosa prevede il PUG rispetto al tema del consumo di suolo e quali limiti sono previsti?
Per attivare la rigenerazione urbana è prevista una schedatura degli edifici e aree dimesse?
Quali sono i rapporti con la Città Metropolitana e il suo Piano, ovvero tra PTM e PUG?
Per la parte agricola collinare cosa è stato previsto?
Quando scatta il periodo di salvaguardia?​
La Disciplina di Piano, al paragrafo 4.2k Salvaguardia e attuazione degli strumenti urbanistici vigenti nella fase di formulazione del Piano, dispone che le misure di salvaguardia (di cui all’art. 27 della Lr 24/2017) abbiano effetto dalla data di adozione del Piano e non dalla assunzione della proposta di piano, avvenuta il 18 febbraio 2020.
Nel medesimo paragrafo 4.2k, in coerenza con quanto dettato dagli artt. 3 e 4 della Legge, sono riportati gli atti che il Comune può assumere nel periodo transitorio che intercorre tra l’assunzione e l’adozione del Piano.
Le previsioni dei Piani urbanistici attuativi (PUA) di iniziativa privata (di cui agli articoli 87 e 88 del Regolamento urbanistico edilizio - RUE), restano in vigore per tutta la durata della relativa convenzione urbanistica.
Le previsioni dei Piani operativi comunali (POC) (di cui agli articoli 87 e 88 del Regolamento urbanistico edilizio - RUE), perdono automaticamente validità dopo cinque anni dall’entrata in vigore degli strumenti stessi.
Piano e Regolamento urbanistico prevedono una sostanziale revisione del sistema di incentivazione volumetrica (oggi prevista dal Rue art. 56 comma 3) che non sarà più collegato al raggiungimento di elevate prestazioni ambientali.
Per gli interventi di Ristrutturazione urbanistica che comprendano:
interventi di miglioramento o adeguamento sismico che raggiungano il 60% della sicurezza di un nuovo edificio;
interventi di adeguamento dell’accessibilità a condizioni di visitabilità;
il Piano riconosce un incentivo di natura volumetrica, una tantum e nel lotto, in misura del 10% rispetto al volume totale (VT) esistente. L’incentivo volumetrico non viene riconosciuto con riferimento al volume totale (VT) esistente di edifici di interesse storico architettonico compresi nell’intervento.
Nell’art. 30 del Regolamento edilizio sono dettagliati gli interventi ammessi ad incentivo (interventi di Ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione oppure interventi di Ristrutturazione urbanistica) e le prestazioni/obiettivo da raggiungere ai fini del raggiungimento dell’incentivo, indicate all’art. 27.
Il PUG precisa la definizione di Edilizia Residenziale Sociale (ERS) definita dalla legge 8 agosto 2001, n. 24 (Disciplina generale dell’intervento pubblico nel settore abitativo) per rispondere alla pluralità di domande di alloggi in affitto che emergono dal Quadro Conoscitivo (vedi Profilo e conoscenze e relativi approfondimenti conoscitivi).
In particolare, si definiscono interventi di Edilizia Residenziale Sociale quegli interventi di interesse generale funzionali ad incrementare e a differenziare l’offerta di servizi abitativi in locazione, o a proprietà indivisa e assimilabili, a canoni inferiori a quelli di mercato, in modo permanente o per una durata non inferiore a venti anni, come dettagliato nella Disciplina del Piano dall’Azione 2.1b.
Che valore hanno le rappresentazioni cartografiche del Piano Urbanistico?​
Il valore delle rappresentazioni cartografiche è definito dall’art. 24 della Lr 24/2017 e precisato nel paragrafo 4.2c Rappresentazioni cartografiche di riferimento della Disciplina di Piano.
Le rappresentazioni intitolate: Strategie e visione, Strategie urbane e Strategie locali, hanno valore ideogrammatico.
Le aree individuate dai singoli strati cartografici, riportati nel Catalogo dati cartografici ed esplorabili nel dettaglio con l’applicazione web interattiva, utilizzati per la costruzione delle Strategie urbane, hanno valore ideogrammatico per quanto stabilito nei paragrafi “Indirizzi per le politiche urbane” e “Condizioni di sostenibilità per gli interventi urbanistici” di ciascuna Azione mentre hanno valore prescrittivo (in quanto univoca rappresentazione cartografica) per quanto stabilito nel paragrafo “Prescrizioni per gli interventi edilizi” di ciascuna Azione, secondo quanto stabilito dall’art. 33 della Lr 24/2017.
Allo stesso modo hanno valore prescrittivo le individuazioni riportate nella Tavola dei vincoli, di cui all’art. 37 della Lr 24/2017.
Le rappresentazioni cartografiche contenute nel Quadro conoscitivo hanno valore informativo.
Com’è strutturato il Piano Urbanistico Generale e come faccio a consultarlo?​
Il Piano urbanistico generale, redatto ai sensi della Lr 24/2017, è introdotto da un documento di accompagnamento alla lettura: “Leggere il Piano”.
Il Piano si compone di 4 gruppi di documenti:
“Profilo e conoscenze” e “Approfondimenti conoscitivi”, dove sono raggruppate descrizioni di dati e fenomeni che delineano lo stato attuale di Bologna;
“Assetti e strategie” dove sono delineati obiettivi, strategie, azioni e regole valevoli per gli interventi che è possibile realizzare nelle varie parti del territorio comunale;
“Documento di Valsat”, che contiene la valutazione di sostenibilità ambientale e territoriale del Piano;
“Tavola dei vincoli”, composto da Schede di vincolo e tavole, dove è contenuta l’articolazione di vincoli e tutele valevoli sulle varie parti del territorio comunale.
La sua consultazione può avvenire in maniera statica, scaricando i documenti in formato pdf presenti nel sito, oppure attivando l’applicazione web interattiva, accessibile sempre dal sito predisposto.
Il Piano introduce elementi di regolazione e limitazione per le trasformazioni urbanistiche ed edilizie nella città storica (in particolare con riferimento al nucleo di antica formazione, ai tessuti compatti e alla città giardino) al fine di non modificare in modo irreversibile i caratteri della città storica e contenere i conflitti che possono rendere difficile la residenza permanente, indirizzando gli interventi e le politiche urbane verso un più ampio recupero, una adeguata conservazione e miglioramento dell’accessibilità e del comfort degli spazi pubblici e privati.
Per queste ragioni il Piano regola gli usi esclusi o da verificare (nel caso di nuova introduzione), limitando le attività commerciali di maggiore impatto. Tra gli usi ammessi con condizioni occorre prestare attenzione alla superficie minima per la formazione di nuovi alloggi (che nella proposta di Schema di Regolamento Edilizio è fissata in 50 mq), più ampia rispetto al DM 05/07/1975; la necessità di garantire servizi comuni nei fabbricati; il controllo degli impatti di attività artigianali o logistiche.
Rispetto alle funzioni residenziali il Comune si impegna a favorire l’aumento e l’innovazione di offerta abitativa in locazione (azione 2.1a), in particolare a canone concordato, e a governare il mercato della locazione a breve termine. Nel solo caso di interventi di ristrutturazione urbanistica, consentiti nel tessuto nella città storica ad esclusione del nucleo di antica formazione, è richiesto di favorire l’aumento di offerta abitativa sociale (2.1b), prevedendo che una quota non inferiore al 20% delle nuove abitazioni abbia caratteristiche di edilizia residenziale sociale.
Il 18 febbraio 2020 la Giunta Comunale ha proposto il Piano urbanistico generale alla città (la nuova legge urbanistica regionale 24/2017 parla di “assunzione”). Al momento restano in vigore gli strumenti previgenti Psc, Rue e Poc.
Dal 4 marzo al 15 luglio 2020 i tecnici e i cittadini possono inviare le loro osservazioni (saranno comunicate eventuali ulteriori proroghe dei tempi nella sezione Osservazioni alla Proposta di Piano, al seguente indirizzo http://dru.iperbole.bologna.it/progetti/show?progetto=4727&rev=11945). A seguito di tale periodo, il Consiglio Comunale controdeduce alle osservazioni e adotta il Piano, approvando contestualmente anche il nuovo Regolamento edilizio. Da quel momento scatta la salvaguardia, un periodo in cui il Comune sospende le determinazioni in merito:
a) all'autorizzazione di interventi di trasformazione del territorio che siano in contrasto con le prescrizioni del PUG adottato, o siano incompatibili con gli indirizzi dello stesso o tali da comprometterne o renderne più gravosa l'attuazione;
b) all'approvazione di strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica che presentino previsioni in contrasto con quanto disposto dal piano adottato.
A seguire il Comitato Urbanistico Metropolitano (CUM) esprime il suo parere e nuovamente il Piano torna in Consiglio Comunale per l’approvazione. L’iter si conclude con la pubblicazione del Piano nella sua versione definitiva, da cui consegue la sua piena entrata in vigore.
È possibile ottenere un file pdf scaricabile con la Disciplina del Piano relativa ad un preciso punto della città attraverso un'applicazione web interattiva.
Nell'applicazione è necessario selezionare la sesta icona della barra degli strumenti (in alto sulla destra della schermata) che si chiama “Genera estratto”; successivamente occorre fare click sulla mappa; l’applicazione in automatico intercetta (con una tolleranza di 1 metro) tutti i dati visualizzati e per ognuno di essi riporta l’estratto della Disciplina del Piano associata, che è possibile estrarre/stampare in formato pdf.
Attenzione, ad oggi vengono estratti solo i livelli del Catalogo dati cartografici, non i vincoli richiamati dalla Disciplina, che devono essere consultati ricorrendo ai file statici della Tavola dei vincoli!
Nell’applicazione web la cartografia è integrata con la normativa?
Sì. Nell’applicazione web è possibile visualizzare i contenuti normativi relativi all'area di interesse.
Lo strumento di interrogazione dei dati cartografici è sempre attivo: per accedere alla normativa basta fare click sulla mappa, l’applicazione in automatico intercetta (con una tolleranza di 1 metro) tutti i dati visualizzati e per ognuno di essi riporta l’estratto della Disciplina di Piano associata in una colonna posta sulla sinistra della schermata (attenzione: usare i triangolini neri posti in alto a dx della sezione per muoversi tra le diverse Azioni intercettate).
E’ quindi sufficiente utilizzare il cursore per indicare il punto per il quale si vogliono ricevere le informazioni suddette.
Poiché l’applicazione è ancora in fase di affinamento, ad oggi non è possibile la navigazione e consultazione integrata con la Tavola dei Vincoli.
Si ricorda pertanto che per poter avere un quadro completo della Disciplina del Piano è dunque necessario consultare anche la Tavola dei vincoli nella versione statica (formato pdf), scaricabile insieme a tutti gli altri documenti che costituiscono il Piano, andando a ricercare le cartografie che sono citate nel Campo di applicazione di alcune Azioni della Disciplina.
Le attrezzature sono state individuate su tutto il territorio comunale e distinte per areali (cfr la scheda 15 - Dotazioni territoriali in Profilo e conoscenze e il relativo approfondimento conoscitivo).
Sono state individuate sia le attrezzature pubbliche di proprietà comunale che le attrezzature di livello metropolitano.
Per quanto riguarda le attrezzature di proprietà comunale si sono individuate:
- come verde pubblico: le aree verdi liberamente fruibili, eventualmente attrezzate, escludendo il verde di arredo stradale e il verde non fruibile (per collocazione o per conformazione dell’area);
- come centri e impianti sportivi: le strutture operative, anche se date in gestione ad associazioni private;
- come parcheggi pubblici: sia quelli in struttura che quelli a raso, questi ultimi limitatamente alle “aree a parcheggio” (escludendo la sosta su strada); come parcheggi in struttura si sono considerati solo quelli aperti (anche se in gestione a vari soggetti) a pagamento o in abbonamento, mentre non si sono considerati quelli in diritto di superficie;
- come scuole: i nidi a gestione comunale, le scuole dell’infanzia a gestione comunale o statale, le scuole primarie e secondarie di primo grado a gestione statale;
- come sedi per attività culturali, sociali e politiche, sedi per amministrazione, protezione civile e sicurezza e attrezzature socio-sanitarie: tutte le altre aree di proprietà comunale direttamente gestite dall’Amministrazione comunale o date in gestione a soggetti vari.
Per quanto riguarda le attrezzature di livello metropolitano si sono individuati:
i parchi collinari;
i parcheggi che afferiscono ai poli metropolitani integrati (ospedali, fiera, aeroporto, stazione FS, …);
le scuole secondarie di secondo grado;
gli ospedali.
Le attrezzature descritte sopra sono disciplinate in maniera specifica nella Disciplina del Piano alle azioni 2.2a, 2.2b, 2.3a e 3.4b.
Oltre a queste attrezzature, all’interno dell’Approfondimento conoscitivo relativo alla Scheda 15 - Dotazioni territoriali in Profilo e conoscenze sono individuate in maniera puntuale anche altre dotazioni non di proprietà comunale, che pertanto non contribuiscono al bilancio delle dotazioni ma che sono comunque di uso pubblico, convenzionate o di interesse pubblico (ad es. scuole, palestre e impianti sportivi privati, luoghi di culto...).
Il Piano perimetra il territorio urbanizzato alla data del 01.01.2018 sulla base della definizione della l.r. 24/2017 (si veda “Territorio Urbanizzato” nel documento Catalogo dati cartografici e scheda n. 19 nel documento Profilo e Conoscenze). Complessivamente si tratta di un’area di 5.942 ettari. Il Piano, attraverso le azioni definite nel documento Disciplina di Piano, in particolare alla strategia 1.1, persegue il riuso e la rigenerazione del territorio urbanizzato.
La l.r. 24/2017, agli artt. 5 e 6, indica la quota complessiva di consumo di suolo ammissibile e i casi in cui questo è possibile.
L’art. 41 della legge 24/2017 prevede che il Piano Territoriale Metropolitano disciplini le nuove urbanizzazioni - in coerenza con i limiti previsti dalla legge regionale e in relazione alla griglia degli elementi strutturali che connotano il territorio extraurbano e che costituiscono riferimento necessario per le nuove previsioni - e stabilisca i limiti, le condizioni e le opportunità insediative che ne derivano.
La Città Metropolitana di Bologna ha avviato il percorso per la formazione del PTM, con il coinvolgimento dei Comuni.
Per attivare la rigenerazione urbana è prevista una schedatura degli edifici e aree dismesse?
Nel Catalogo dati cartografici vengono indicate le “occasione di rigenerazione”, mappate e riconosciute in via preliminare e indicativa nel quadro conoscitivo (vedi Profilo e conoscenze scheda 25) come aree ed edifici dismessi e sottoutilizzati.
Tuttavia si tratta di un’individuazione dinamica che necessita di un continuo aggiornamento e ridefinizione.
La mappatura proseguirà anche in relazione al confronto con la Regione nel percorso HUB Usi temporanei. La mappatura presente nel PUG è un primo strumento di supporto verso la definizione dell’Albo degli immobili resi disponibili per la rigenerazione urbana previsto dall'art. 15 della Lr 24/2017 (“Albo”).
Il documento “Leggere il Piano” contiene alcune questioni relative all’interpretazione dell’Amministrazione comunale sul rapporto tra la pianificazione comunale e quella regionale e metropolitana, secondo il principio di competenza, come definito dalla legge urbanistica, in particolare all’art. 24.
La Legge attribuisce “le tematiche e gli oggetti” alla pianificazione comunale con il Capo I del Titolo III (artt. 30-39). che non può tuttavia essere letto indipendentemente dagli articoli che definiscono i contenuti degli altri strumenti della pianificazione territoriale.
A livello metropolitano, è stato avviato il percorso per la formazione del PTM ai sensi dell’art. 41 della legge.
La legge attribuisce alla “componente strategica” del PTM compiti rilevanti nella definizione degli obiettivi delle politiche di governo del territorio, che integrano la pianificazione territoriale regionale. Inoltre l’art. 41 afferma il fatto che sia di competenza del PTM la “disciplina dei nuovi insediamenti” e la ricostruzione della “griglia degli elementi strutturali che connotano il territorio extraurbano e che costituiscono riferimento necessario per le nuove previsioni, e stabilisce i limiti, le condizioni e le opportunità insediative che ne derivano”.
Oltre alla “griglia” di cui sopra, compete al PTM, nel territorio rurale, ai sensi dell’art. 36 della legge, individuare “le reti ecologiche e le altre infrastrutture verdi extraurbane”, i “servizi ecosistemici ed ambientali forniti dai sistemi ambientali presenti nell'ambito territoriale di propria competenza”, “la disciplina del territorio rurale, in conformità alle disposizioni del PTPR”.
Il confronto con la Città Metropolitana nel percorso di formazione di entrambi gli strumenti è funzionale ad una lettura condivisa di quanto stabilito dalla legge regionale e dell’integrazione tra gli strumenti.
Per il territorio collinare il Piano prevede azioni per salvaguardare la biodiversità e i principali servizi ecosistemici e per favorire pratiche innovative di agricoltura periurbana, con la ricostruzione di filiere corte (produzione, vendita e consumo).
Il Piano riconosce l’importante funzione ecosistemica delle aree naturali o rinaturalizzate e delle aree protette presenti sul territorio comunale in quanto riserve di biodiversità e zone di regolazione dei cicli naturali, complementari all’importante valore di approvvigionamento assicurato dalle aree agricole.
Ferme restando le competenze assegnate dalla Lr 24/17 al Piano territoriale metropolitano, con riferimento alla collina il Piano:
conferma il contenimento dell'urbanizzazione escludendo anche incrementi volumetrici degli edifici esistenti, con la sola eccezione delle opere pubbliche e/o di interesse pubblico;
tutela le peculiarità idrogeologiche, morfologiche, ambientali e vegetazionali;
salvaguarda e punta a ricostituire i processi naturali e gli equilibri idraulici, idrogeologici ed ecologici;
riduce le criticità idrauliche legate all’interferenza tra la rete idrografica e gli insediamenti, in gran parte riferibili ai tombinamenti dei rii collinari sul perimetro dell’urbanizzato;
esclude nuovi interventi di tombinamento di rii collinari.
Il Comune promuove le attività agricole in grado di coniugare redditività, rispetto per l’ambiente, funzioni ricreative e di educazione ambientale, anche attraverso la sperimentazione di nuove forme di gestione che favoriscano la fruizione pubblica.
Il Comune promuove interventi di forestazione urbana su terreni di proprietà.
Il Comune incentiva con politiche diverse la produzione locale e la costruzione di filiere corte produzione-vendita-consumo, sia attraverso la vendita dei prodotti presso le aziende che attraverso l’utilizzazione dei mercati pubblici cittadini (o l’occupazione di spazio pubblico) per la vendita di prodotti di aziende del territorio comunale e metropolitano.
Per approfondire le prescrizioni per gli interventi edilizi si vedano Azione 1.2a e Azione 3.4a., tenendo presente che quanto stabilito rimane in vigore solo fino all’approvazione del Piano Territoriale Metropolitano, cui la legge ha demandato le competenze per il territorio rurale.
Pubblicata: 03/03/2020
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