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Timestamp: 2016-10-27 19:33:03+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 14', 'art. 24', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 32', 'art. 36', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 36']

IL WELFARE LOCALE: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi. - ppt scaricare
PubblicatoLucrezia Casali
Presentazione sul tema: "IL WELFARE LOCALE: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi."— Transcript della presentazione:
IL WELFARE LOCALE: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi 2
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale2 Le opportunità del Sistema integrato Spesa dei Comuni per interventi e servizi sociali ( ISTAT anno 2003) 3
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale3 La spesa pro-capite dei comuni per interventi e servizi sociali Media nazionale 91 euro Friuli Venezia Giulia 154 Sardegna 125 euro Toscana 117 Veneto 103 Marche 86 Calabria 27 4
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale4 Verso un sistema integrato Costruzione di un sistema Logiche di azione leggi di settore Programmazione, investimenti, differenze territoriali, standardizzazione Regole e implementazione (standard, progetti obiettivo) Promuovere lintegrazione sociosanitaria Differenziazioni culturali Interventi sanitari a bassa intensità Aree di compensazione Introdurre valutazione Costruire sistemi di valutazione fondati sullevidenza Monitoraggio delle azioni attivate non solo amministrativo 5
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale5 1ª Ripartizione Fondo regionale Media regionale pro-capite 67, 27 euro Minor assegnazione pro-capite 54,43 Massima assegnazione pro-capite 326,57 euro 6
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale6 Stabilire relazioni collaborative tra i soggetti del sistema integrato ATTORI ISTITUZIONALI Comuni Province Regione Altre Istituzioni pubbliche ATTORI SOCIALI Persone e famiglie Soggetti sociali solidali Organizzazioni di volontariato Associazioni di promozione sociale ATTORI PROFESSIONALI Professioni sociali Imprese sociali 7
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale7 Aree di intervento della programmazione integrata Area sanitaria ( con riferimento, in particolare alla medicina generale e pediatria di libera scelta, assistenza farmaceutica, assistenza specialistica ambulatoriale) Area sociosanitaria (che riguardano, in particolare, larea degli interventi rivolti agli anziani, alle persone con disabilità, con dipendenze patologiche, con patologie cronico-degenerative, larea materno infantile, dei consultori ) Area sociale Altri ambiti di intervento che incidono sulla salute e sul benessere della comunità (istruzione, politica della casa, armonizzazione tempi di vita 8
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale8 Gli obiettivi e i risultati attesi La proposta di Piano regionale dei servizi sociali, attualmente allesame della competente commissione del Consiglio regionale, individua gli obiettivi generali e le priorità di azione del Sistema integrato; Nelle dieci priorità di azione individuate dal Piano sono indicate gli obiettivi e le misure che dovranno essere promosse obbligatoriamente in ogni ambito; In attesa dellapprovazione del Piano gli obiettivi e le azioni individuate costituiscono un primo riferimento della prospettiva di politica sociale che si intende perseguire. 9
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale9 Il Piano locale unitario dei servizi alle persone (PLUS) Il Piano locale unitario dei servizi (Plus) promuove a livello locale il sistema integrato dei servizi e degli interventi, valorizza le risorse di solidarietà e di auto aiuto, la condivisione delle responsabilità, individua le risorse e le potenzialità di sviluppo della comunità. Il Plus è strumento di promozione dei livelli essenziali di assistenza e di tutela dei diritti della popolazione in materia sociale e sanitaria, di responsabilizzazione dei cittadini e delle istituzioni, di coordinamento ed integrazione delle politiche sociali dei Comuni. 10
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale10 Quadro di riferimento generale La 328 ha introdotto nel settore sociale la programmazione negoziata, i contratti darea, i patti territoriali, modalità di coordinamento e di promozione dello sviluppo che partono dal basso e si fondano sulle capacità progettuali del livello locale; assumono il coordinamento come risorsa decisiva, si fondano su principi di sussidiarietà e partenariato. 11
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale11 Quadro di riferimento generale - Lincentivo allattività cooperativa sostituisce lincentivo al singolo soggetto per compensarne le carenze - Il territorio è inteso non solo come spazio fisico nel quale ricadono gli interventi programmati ma come luogo nel quale le soggettualità presenti – le istituzioni, le imprese, le associazione sindacali – possono condividere progetti di sviluppo, concertare le loro azioni, ripartire consensualmente e secondo gli ambiti di propria competenza le azioni da svolgere, stipulare accordi. 12
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale12 Il PLUS definisce il profilo di salute del territorio; gli obiettivi strategici e le priorità di intervento; le modalità organizzative e operative dei servizi, le risorse finanziarie, strutturali e professionali; la ripartizione della spesa a carico dei Comuni, dellAzienda Usl e degli altri soggetti firmatari dellaccordo; le modalità di integrazione gestionale, organizzativa e professionale; le forme di coordinamento tra istituzioni e servizi; i luoghi e le modalità di partecipazione; la valorizzazione dellapporto della solidarietà organizzata; i criteri di monitoraggio e valutazione degli interventi. 13
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale13 Il Piano locale unitario dei servizi alla persona Che cosè il Plus - Il Piano locale unitario dei servizi (Plus) è lo strumento di programmazione previsto dalla nuova legge regionale di riordino dei servizi alla persona. Grazie a tale strumento i diversi soggetti che concorrono a costruire la rete dei servizi alle persone di ciascun distretto (Azienda Usl, Comuni, Provincia, Attori professionali, Soggetti sociali e solidali, ecc.) insieme determinano obiettivi e priorità, programmano e dispongono in modo integrato gli interventi sociali, sanitari e sociosanitari, anche con il contributo diretto dei cittadini. A cosa serve - Il fine di tale processo è costruire una rete di interventi e di servizi che risponda ai reali bisogni dei cittadini in modo coordinato e armonico. - Il Plus promuove a livello locale il sistema integrato dei servizi e degli interventi, valorizza le risorse di solidarietà e di auto aiuto, la condivisione delle responsabilità, individua le risorse e le potenzialità di sviluppo della comunità. 14
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale14 3 livelli di responsabilità e organizzazione il livello politico concertazione degli indirizzi e delle strategie e per la pianificazione dellintegrazione istituzionale il livello tecnico- operativo la definizione tecnica delle scelte, delle condizioni di realizzabilità, delle opzioni organizzative necessarie, della valutazione il livello comunitario promuovere la conoscenza, la valorizzazione e condivisione dei diversi apporti, tenendo conto delle specificità degli attori e del territorio 15
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale15 I livelli di concertazione e di organizzazione il livello politico I Comuni dellambito, la Provincia, lAzienda Usl; la Conferenza di programmazione il livello tecnico- operativo Il Gruppo tecnico di Piano, gli Uffici dei servizi sociali dei Comuni, gli Uffici competenti dellAzienda Usl e della Provincia il livello comunitario La Conferenza di programmazione, le istruttorie per la coprogettazione 16
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale16 Larco temporale di riferimento Il Plus ha durata triennale, con aggiornamento economico-finanziario annuale. Qualora nellarco temporale di attuazione si rendesse necessario procedere a una revisione dei contenuti del Plus, il presidente della Provincia, su proposta di una delle parti firmatarie dellAccordo di programma, indice una Conferenza di programmazione, in cui sono presentati i motivi di necessità per la revisione e sono condivise le modalità per procedere allelaborazione di ulteriori soluzioni. I primi Plus dovranno essere riferiti al triennio In fase di prima applicazione, il Plus può formulare obiettivi e progetti operativi solo per la prima annualità, indicando macro obiettivi per il secondo e terzo anno del triennio di riferimento. Qualora ci si avvalga di questa modalità, al termine del primo anno di programmazione occorrerà procedere alla definizione di maggiore dettaglio del Plus per le annualità successive 17
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale17 Lambito territoriale di riferimento Lambito territoriale di programmazione locale coincide con lambito del distretto sanitario (art. 15 della LR 23/2005). Tenuto conto della complessità dellavvio del processo di elaborazione dei Plus e della necessità di procedere – soprattutto nelle realtà più problematiche – con la dovuta gradualità, i Comuni dellambito, la Provincia e lAzienda Usl possono adottare congiuntamente percorsi di progressivo affinamento e adeguamento del processo di elaborazione del Plus garantendo a livello distrettuale almeno lindividuazione dei macro obiettivi da perseguire e delle priorità di intervento, e rinviando la progettazione esecutiva ad ambiti territoriali sub distrettuali. In particolare, in fase di prima applicazione, i Comuni con una popolazione superiore a abitanti possono procedere alla formulazione di un Plus sub-distrettuale che tenga conto degli obiettivi strategici individuati a livello distrettuale. Il Comune di Cagliari, il cui territorio ricade allinterno di due diversi distretti, garantisce alla popolazione una programmazione unitaria. 18
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale18 Avvio della procedura Entro 15 giorni dallentrata in vigore delle Linee guida, il Presidente della Provincia convoca, attraverso una conferenza di servizi, ai sensi degli articoli 14 e segg. della L. 241/1990, e successive modificazioni e integrazioni, i Comuni ricadenti nel distretto e lAzienda Usl. Nella prima riunione della conferenza di servizi, le amministrazioni che vi partecipano stabiliscono il termine, comunque non superiore a 15 giorni dalla convocazione, per ladozione delle decisioni conclusive in merito: allassetto organizzativo, alla composizione, agli ambiti di attività e alle modalità di finanziamento del Gruppo tecnico di Plus (GtP); alla data di convocazione della Conferenza di programmazione che non potrà essere fissata oltre 60 giorni dallentrata in vigore delle presenti linee guida. Ai sensi dellart. 14-ter, comma 6-bis, della L. 241/1990, e successive modificazioni e integrazioni, la Provincia adotta la determinazione motivata di conclusione del procedimento avviato per ladozione delle decisioni di cui ai punti 1) e 2), valutate le specifiche risultanze della conferenza di servizi e tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse in quella sede. 19
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale19 Primi compiti del Gruppo tecnico di piano Entro 30 giorni dalla sua costituzione, il Gruppo tecnico di Piano definisce un primo profilo dambito, da sottoporre alla Conferenza di programmazione, relativo alle condizioni di salute e di benessere sociale della popolazione, allo stato dellofferta dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali e alle risorse del privato sociale. Entro i medesimi 30 giorni il GtP definisce e pone in essere le procedure di evidenza pubblica finalizzate a garantire la massima partecipazione alla Conferenza di programmazione dei soggetti pubblici e privati: le organizzazioni sindacali, di volontariato e di promozione sociale, la cooperazione sociale e ogni altra organizzazione non lucrativa presente nella comunità locale; le amministrazioni giudiziarie (Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria e il Centro Giustizia Minorile), le Istituzioni scolastiche e della formazione, i Servizi per il lavoro e le Istituzioni pubbliche presenti nel contesto locale. Il Presidente della Provincia convoca la Conferenza di programmazione nel termine definito in sede di conferenza di servizi. 20
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale20 Le fasi del procedimento Il GtP, anche avvalendosi dei contenuti e delle priorità acquisiti in sede di Conferenza di Programmazione, elabora la proposta di Plus. Entro il 30 ottobre, il GtP sottopone alla valutazione dei Comuni dellambito, dellAzienda Usl e della Provincia la proposta definitiva di Plus. Il Presidente della Provincia, attraverso una conferenza di servizi, convoca per lapprovazione definitiva del Plus i Comuni dellambito, lAzienda Usl, gli altri soggetti pubblici coinvolti, nonché una rappresentanza, definita in coerenza con le modalità previste per la Consulta regionale di cui allart. 24 della LR 23/2005, di soggetti di cui allart. 10 della LR 23/2005, che abbiano aderito alla Conferenza di Programmazione e che intendono concorrere alla realizzazione del Plus. Nella stessa Conferenza viene approvato lo schema di accordo di programma con il quale si adotterà il Plus. La Provincia adotta la determinazione motivata di conclusione del procedimento avviato per lapprovazione del Plus e dello schema di accordo di programma, valutate le specifiche risultanze della conferenza di servizi e tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse in quella sede. 21
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale21 La Provincia e i Comuni, entro il 30 novembre, approvano il Plus e laccordo di programma, rispettivamente con le modalità di cui agli articoli 42 e 34 del D.Lgs n. 267/2000. Nei 10 giorni successivi a tale approvazione, la Provincia, i Comuni associati, lAzienda Usl, gli altri soggetti pubblici coinvolti e i soggetti di cui allart. 10 della LR 23/2005 che si impegnino a concorrere alla realizzazione del Plus, sottoscrivono lapposito accordo di programma, promosso dal Presidente della Provincia. Entro 10 giorni dalla sottoscrizione dellaccordo di programma, il Presidente della Provincia, ai sensi dellart. 21, comma 6, della LR 23/2005, invia il Plus allAssessorato allIgiene e Sanità e dellAssistenza Sociale per la verifica di conformità agli indirizzi della programmazione regionale; in assenza di atti regionali espressi, la conformità si intende accertata decorsi 30 giorni dalla ricezione del Plus. Qualora il Presidente della Provincia non provveda ad avviare il procedimento di adozione del Plus nel termine di 15 giorni dallentrata in vigore delle presenti Linee guida, il procedimento è avviato, per ciascun distretto, dal Sindaco del Comune con maggior numero di abitanti. Conclusione del procedimento 22
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale22 Il Gruppo tecnico di Plus (GtP) è lo strumento operativo, di supporto e assistenza tecnica degli organi competenti per lavvio e per la predisposizione del Plus. Il GtP si avvale della collaborazione degli uffici dei servizi sociali dei Comuni dellambito, degli uffici dellazienda Usl e della Provincia. Il GtP potrà essere affiancato da esperti dotati di specifiche competenze, in particolare in occasione di tavoli tematici che richiedono competenze professionali settoriali e specialistiche. La composizione del Gruppo tecnico di Plus è definita in modo tale da: assicurare lapporto strutturato e/o funzionale di professionalità competenti; garantire unadeguata conoscenza del territorio; supportare in ogni ambito i processi di istruttoria, analisi e stesura del Plus; offrire lassistenza tecnica e il supporto necessari alle decisioni politiche. Il GtP deve possedere competenze di progettazione, valutazione e sviluppo comunitario, adeguate conoscenze economico-amministrative, statistico- epidemiologiche nei settori sanitario e sociale. Nellambito di tale ufficio può essere individuato un coordinatore.. II Gruppo tecnico di Plus 23
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale23 Il Gruppo tecnico è finanziato da ciascun Comune del distretto in misura non superiore al 2% delle risorse destinate alla gestione associata, dalla Provincia e dalla Azienda Usl. La conferenza di servizi indetta, ai sensi degli articoli 14 e segg. della L. 241/1990, e successive modificazioni e integrazioni, dal Presidente della Provincia competente per territorio definisce lassetto organizzativo e la composizione del Gruppo tecnico di Plus. Il GtP è comunque composto da non più di 7 operatori, prioritariamente individuati fra il personale dipendente delle amministrazioni coinvolte; di norma, quattro dei suoi componenti sono indicati dai Comuni dellambito, due dallAzienda Usl, uno dalla Provincia. La composizione del Gruppo tecnico di Plus 24
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale24 rappresentare le condizioni di salute e di benessere sociale della popolazione; identificare lofferta dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali, nonché le risorse di altri settori della comunità; proporre obiettivi di salute e di benessere sociale coerenti con i bisogni identificati; proporre azioni appropriate per il raggiungimento degli obiettivi di salute identificati; stimare le risorse necessarie alla realizzazione delle azioni proposte; proporre iniziative di coinvolgimento e rafforzamento della comunità locale; predisporre le informazioni, i criteri e i metodi che consentano la valutazione degli obiettivi, delle azioni, del corretto utilizzo delle risorse impiegate. Il Gruppo tecnico di piano assume le seguenti funzioni: 25
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale25 La Conferenza di Programmazione è la sede nella quale si garantisce la partecipazione attiva delle comunità locali (art. 22, LR 23/2005) e nella quale viene elaborata la proposta di piano (articolo 21, comma 2, LR 23/2005). Alla Conferenza sono chiamate a partecipare: le organizzazioni sindacali, di volontariato e di promozione sociale, la cooperazione sociale e ogni altra organizzazione non lucrativa presente nella comunità locale; le amministrazioni giudiziarie (Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria e il Centro Giustizia Minorile), le Istituzioni scolastiche e della formazione, i Servizi per il lavoro e le Istituzioni pubbliche presenti nel contesto locale. i cittadini destinatari dei servizi che intendono contribuire al processo di elaborazione del Plus. La Conferenza di programmazione si articola in momenti di plenaria e in conferenze di settore finalizzate allapprofondimento tematico e alla predisposizione di contributi e di proposte per la definizione delle politiche per le singole aree di intervento del Plus. La partecipazione e la valorizzazione delle risorse della comunità 26
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale26 La coprogettazione Nella definizione del Plus possono essere individuati ulteriori luoghi di partecipazione, più informali e vicini alle esigenze e alle modalità di espressione di singoli gruppi. Al fine di affrontare specifiche problematiche sociali e bisogni emergenti nel territorio, i Comuni associati, ai sensi dellart. 22, commi 3 e 4, della LR 23/2005, possono indire istruttorie pubbliche per la co-progettazione, invitando i soggetti sociali solidali attivi nel territorio a presentare progetti di intervento. Tali istruttorie, promosse secondo principi di trasparenza e di pubblicità amministrativa, sono concordate allinterno della Conferenza di Programmazione e debbono indicare, congiuntamente allinvito a partecipare, gli obiettivi da perseguire, la durata del progetto e le forme di finanziamento. 27
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale27 Il Plus è finanziato con le risorse: assegnate ai Comuni per la gestione unitaria dei servizi sociali; assegnate e programmate dai singoli Comuni e comunque coordinate con le risorse destinate alla gestione unitaria; derivanti dai bilanci dei Comuni che intendono destinare risorse aggiuntive; dellAzienda Usl per la gestione dellassistenza sanitaria distrettuale inclusa nel Plus; dei Comuni e dellAzienda Usl per la gestione dellassistenza sociosanitaria; di altri soggetti istituzionali, compresa la Provincia, in quanto cointeressati e corresponsabilizzati nella realizzazione di particolari interventi; della Comunità europea relative, in particolare, alla programmazione integrata e ai Patti per il sociale; degli utenti dei servizi, ove sia prevista una quota di compartecipazione alla spesa sociale dei servizi; dei soggetti sociali solidali, di cui allarticolo 10 della LR 23/2005, come analiticamente descritte nellapposito Contratto di Programma. Finanziamento del Plus 28
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale28 La quota di risorse trasferite dalla Regione ai Comuni per la gestione unitaria associata dei servizi è definita tenendo conto della necessaria gradualità del processo di riordino: lentità del finanziamento regionale riferito alla gestione associata è definita tenendo conto dei seguenti criteri; per il primo anno una quota pari al 20% è erogata ai Comuni che hanno adottato il Plus, almeno a livello di ambito-distretto o hanno dato avvio alle procedure per lattuazione di forme di gestione unitaria locale tra Comuni dei servizi previsti dal Plus; per gli anni successivi lentità del finanziamento destinato alla gestione associata sarà determinata con successivo provvedimento, sulla base delle indicazioni emerse nel corso del primo anno di attuazione del Plus in riferimento ai risultati raggiunti; lAzienda usl, ai sensi dellart. 32, comma 3, della LR 23/2005, provvede a definire un apposito capitolo di bilancio, con risorse suddivise per distretto, da destinare allintegrazione dei servizi sociali e sanitari e alla realizzazione della componente dei servizi oggetto del Plus. Lentità del finanziamento regionale riferito alla gestione associata 29
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale29 Poteri sostitutivi ( LR 23/2005 – art. 36) Ai sensi dellarticolo 36 della LR 23/2005, nellambito delle funzioni di tutela dei diritti dei cittadini, di verifica e controllo propri della Regione, la Giunta regionale può attivare procedure di esercizio dei poteri sostitutivi nei confronti dei soggetti che risultino inadempienti rispetto alla approvazione dei Piani locali unitari dei servizi di cui allart. 20 Prima di procedere allesercizio dei poteri sostitutivi, la Giunta regionale convoca una conferenza di servizi finalizzata alladozione concordata degli atti, con la partecipazione dei Comuni, della Provincia e dellAzienda Usl inadempienti, cui sono invitati anche gli altri soggetti pubblici e privati di cui allart. 21, comma 2, della LR 23/2005. Qualora, entro il termine di 30 giorni dalla sua convocazione, la conferenza non abbia prodotto i risultati prefissati, la Giunta regionale procede allesercizio dei poteri sostitutivi per ladozione degli atti dovuti, secondo le disposizioni dellart. 36 della LR 23/2005. 30
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale30 La Regione valorizza la progettazione integrata quale strumento strategico per utilizzare al meglio le risorse della Comunità Europea. Il programma di pianificazione delle risorse Comunitarie finalizzate al recupero della coesione sociale è denominato Progetto Integrato Inclusione sociale. Gli strumenti operativi da esso individuati (i Patti per il sociale) sono parte integrante della programmazione locale sociale, sociosanitaria e sanitaria. I Patti per il sociale sono definiti nellambito dellAzione 5.2b del Complemento di Programmazione del POR Sardegna 2000/2006 e nel Bando per la progettazione integrata, allegato 6.1 Elementi per la predisposizione dei progetti integrati di sviluppo regionale La progettazione integrata 31
Il welfare locale: dal Piano comunale al Piano Locale Unitario dei Servizi Assessorato Igiene e sanità e dell'assistenza sociale31 I Patti per il Sociale, ove presenti, sono uno degli strumenti di attuazione del Plus. Le condizioni per lintegrazione tra i Patti per il Sociale e i Plus possono essere così sintetizzate: i Patti per il Sociale costituiscono impegni prioritari del coordinamento dei Sindaci dellambito, della Provincia e dellAzienda Usl e della Conferenza di programmazione per ladozione del Plus; le azioni e gli interventi previsti nei Patti per il Sociale devono essere condivisi dalla Conferenza di Programmazione e dalla Conferenza di servizi che approva il Plus; Lambito di riferimento dei Patti per il Sociale deve di norma coincidere con lambito territoriale del Plus. I patti per il sociale 32
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