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Timestamp: 2019-12-06 08:44:02+00:00
Document Index: 174872284

Matched Legal Cases: ['art.202', 'art. 202', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 204', 'art. 4']

Quesito: è rimborsabile il verbale pagato? No! | Passiamo
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Da Pino Napolitano su	 11 Novembre 2019 0 Commenti
E’ possibile, annullando in autotutela un verbale del codice della strada che è stato integralmente pagato, restituire la somma della sanzione a chi l’ha versata, perché il verbale era ingiusto o sbagliato?
Non è possibile dare seguito al rimborso di un “verbale” per cui ci sia stato Pagamento in Misura Ridotta (ex art.202 CdS), in quanto, così come è impossibile per il “giudice” accedere alla questione, allo stesso modo è preclusa all’Amministrazione ogni rivalutazione della questione, nel merito della correttezza dell’accertamento della violazione.
Come sostenuto da condivisibile giurisprudenza il pagamento in misura ridotta, previsto dall’art. 202 c.d.s. e, più in generale, dall’art. 16 L. n. 689 del 1981 non è un semplice adempimento pecuniario, ma consiste in un negozio giuridico unilaterale, processuale o extraprocessuale, produttivo di effetti di diritto pubblico, nel senso che implica il riconoscimento dell’illecito con conseguente rinuncia irretrattabile alla garanzia giurisdizionale.
E’ quanto la Suprema Corte ha affermato in materia di violazione del codice strada (in termini Cass. 3735/2004; Cass. 2862/2005; Cass. 6382/2007; Cass. 4281/2008; Cass. 15098/2010; Cass. 16197/2010; Cass. 16688/2012); e la giustizia amministrativa relativamente all’oblazione per illeciti edilizi (CdS 3371/2012; Tar Reggio Emilia, Bologna, 654/2016; Tar Campania, Salerno, 980/2015; Tar Lombardia, Milano, 3865/2009; nonché Cass. 2319/1979).
Negli stessi termini, conformemente al proprio precedente arresto 468/2005, si è espressa la Consulta con sentenza 46/2007, che ha affermato, nel ritenere la manifesta infondatezza della questione di costituzionalità relativa all’art. 204 bis, c. 1, D.Lgs. n. 285 del 1992, introdotto dall’art. 4, c. 1 septies, D.L. n. 151 del 2003, conv. dalla 1 L. n. 214 del 2003, censurato, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., che “il pagamento in misura ridotta è un beneficio offerto al contravventore in funzione deflattiva dei procedimenti contenziosi, sia amministrativi che giurisdizionali, e che con il pagamento in misura ridotta l’interessato manifesta proprio la volontà di prestare acquiescenza all’accertamento della responsabilità per le violazioni contestate e, quindi, di non impugnare il verbale, restando irrilevante che a ciò si sia eventualmente indotto al fine di impedire che il verbale di contestazione acquisti efficacia di titolo esecutivo”.
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