Source: http://leg16.camera.it/410?idSeduta=0215&tipo=stenografico
Timestamp: 2019-09-17 00:53:27+00:00
Document Index: 120785765

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

Seduta n. 215 di mercoledì 16 settembre 2009
LORENA MILANATO, Segretario, legge il processo verbale della seduta del 30 luglio 2009.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Brugger, Caparini, Cirielli, Colucci, Conte, Cota, Gregorio Fontana, Gibelli, Giancarlo Giorgetti, Leo, Lo Monte, Mazzocchi, Migliavacca, Mura, Pescante, Ravetto, Soro, Stucchi, Urso e Vito sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge: Binetti ed altri; Polledri e Rivolta; Livia Turco ed altri; Farina Coscioni ed altri; Bertolini ed altri; Cota ed altri; Di Virgilio ed altri; Saltamartini ed altri: Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore (624-635-1141-1312-1738-1764-ter-1830-1968-ter-A) (ore 10,12)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge d'iniziativa dei deputati Binetti ed altri; Polledri e Rivolta; Livia Turco ed altri; Farina Coscioni ed altri; Bertolini ed altri; Cota ed altri; Di Virgilio ed altri; Saltamartini ed altri: Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore.
Ricordo che nella seduta del 15 settembre 2009 è stato da ultimo approvato l'articolo 9.
Ricordo, altresì, che nella stessa seduta del 15 settembre sono stati accantonati gli emendamenti Laura Molteni 3.54 e Palagiano 3.51, nonché la votazione dell'articolo 3.
Avverto in proposito che la Commissione ha presentato l'emendamento 3.102, che è in distribuzione, e con riferimento al quale risulta alla Presidenza che i rappresentanti di tutti i gruppi abbiano rinunciato alla fissazione del termine per la presentazione dei subemendamenti.
Preavviso di votazioni elettroniche (ore 10,14).
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta avranno luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento. Pag. 2
Per consentire il decorso del termine regolamentare di preavviso, sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 10,35.
PRESIDENTE. Chiedo al relatore quali indicazioni voglia dare sul prosieguo dei nostri lavori e, in particolare, se proponga di riprendere l'esame a partire dagli emendamenti accantonati ovvero a partire dall'articolo 10.
GIUSEPPE PALUMBO, Relatore. Signor Presidente, propongo di ripartire dall'esame degli emendamenti accantonati riferiti all'articolo 3 per poi proseguire di conseguenza.
(Ripresa esame dell'articolo 3 - A.C. 624-A ed abbinate)
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 3 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 624-A ed abbinate), accantonati nella seduta di ieri.
GIUSEPPE PALUMBO, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro degli emendamenti Laura Molteni 3.54 e Palagiano 3.51, in quanto vi è un emendamento della Commissione - che vorrei leggere - che in pratica li assorbe entrambi. L'emendamento 3.102 della Commissione è il seguente: «Nel caso in cui una regione ritardi o ometta di compiere gli atti obbligatori previsti dalla presente legge, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, su proposta del comitato paritetico permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza, fissa nei confronti della regione inadempiente un termine ultimo per la realizzazione dei dovuti adempimenti. Decorso inutilmente il termine di cui al precedente periodo, in caso di perduranza dell'inadempimento si applica l'articolo 8, comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131, al fine di garantire il corretto utilizzo dei fondi di cui alla presente legge».
FERRUCCIO FAZIO, Viceministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Signor Presidente, il Governo su questo punto si rimette all'Assemblea.
ANNA MARGHERITA MIOTTO. Signor Presidente, accogliamo - o meglio, condividiamo - la formulazione proposta dalla Commissione e dal relatore perché fa giustizia, a mio avviso, di un'impostazione che abbiamo sempre sostenuto e difeso: quando sono stabiliti e fissati per legge i livelli essenziali di assistenza, questi vanno garantiti a tutti i cittadini e non possono essere messi in discussione per l'inadempienza di qualche amministratore locale.
Ieri nel corso del dibattito abbiamo sentito che la penalizzazione, in questo caso non tanto per le regioni ma per i cittadini, era stata prevista per evitare che le risorse destinate ai servizi e alle prestazioni per le cure palliative fossero destinate e dirottate su altre finalità e altri scopi.
Sappiamo che così non è: come è noto, le risorse destinate alla costruzione e alla creazione degli hospice, già stanziate nel 1999 dall'allora Governo Prodi (era Ministro, in quel momento, l'onorevole Bindi), sono state ad oggi impegnate e spese nella misura del 78 per cento. Non è possibile pensare che il 22 per cento di quelle risorse che non sono state ancora spese da alcune regioni inadempienti o ritardatarie possano essere sospese, congelate o addirittura azzerate dal Ministero dell'economia e delle finanze: quelle risorse vanno spese per nuovi servizi, come era stato inizialmente previsto. Pag. 3
Quindi non si corre il rischio di una sorta di dirottamento di tali risorse su altre finalità, non è questo il problema: noi dobbiamo preoccuparci che queste risorse vengano effettivamente impiegate per costruire nuovi servizi e quindi, come è previsto peraltro dalla legge sul federalismo fiscale, è giusto che scattino in questo caso i poteri sostitutivi e che si nomini quindi un commissario per dotare le regioni che in questo momento sono prive di questi servizi delle strutture necessarie per far sì che il diritto alle cure palliative sia garantito a tutti i cittadini.
Esprimerò quindi un voto favorevole all'emendamento della Commissione, perché secondo me si è corretta un'anomalia che in maniera forse superficiale era stata introdotta con l'emendamento presentato dalla Lega.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Palagiano. Ne ha facoltà.
ANTONIO PALAGIANO. Signor Presidente, anche il gruppo dell'Italia dei Valori accetta la soluzione di ritirare il nostro emendamento, che è stato recepito in pieno dalla Commissione affari sociali, perché il principio è salvo: l'importante è che il principio sia salvo.
Credevamo fosse indispensabile che una legge così importante per l'erogazione delle terapie del dolore e delle cure palliative fosse una legge concreta, con tanto di finanziamenti e di controlli da parte dell'Osservatorio, delle regioni e del Ministero, con la previsione di sanzioni per le regioni che non dovessero adeguarsi a queste disposizioni. Abbiamo avuto dei precedenti con la legge n. 39, che non è riuscita a far decollare su tutto il territorio nazionale la terapia del dolore e delle cure palliative, per cui ritiriamo volentieri il nostro emendamento 3.51, che è stato del tutto recepito da quello della Commissione affari sociali.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Laura Molteni. Ne ha facoltà.
LAURA MOLTENI. Signor Presidente, se prima poteva esservi qualche perplessità interpretativa sul nostro emendamento, così come formulato, voglio ribadire che la legge sul federalismo fiscale, votata quest'anno, proprio in merito agli enti che non assicurano i livelli essenziali di assistenza (LEA) prevede il taglio dei trasferimenti, che tuttavia, così come indicato negli emendamenti, non andava ad intaccare il discorso sulle cure palliative. Si trattava infatti di trasferimenti per l'assunzione di nuovo personale, per spese discrezionali e quant'altro. Comunque, affinché la legge sia chiara e non vi siano perplessità interpretative, abbiamo soppresso il periodo che poteva dare adito a quanto sopra.
Siamo convinti che le risorse disponibili sul territorio debbano assicurare le prestazioni previste dai LEA, tant'è vero che nella riformulazione, proprio perché tra i meccanismi sanzionatori di cui alla legge sul federalismo fiscale è prevista l'eventuale nomina di un commissario ad acta, abbiamo aggiunto al periodo che riguarda il richiamo alla legge La Loggia, un periodo che in sostanza prevede che il commissario ad acta possa intervenire al fine di garantire il corretto utilizzo dei fondi di cui alla presente legge.
Quindi, con la riformulazione che abbiamo rivisto in Commissione si va proprio nella direzione che sin dall'inizio dell'esame in Commissione del tema delle cure palliative abbiamo proposto in tal senso, noi della Lega Nord come altri colleghi: tutto ciò ha il fine che non vi siano dubbi interpretativi e che siano rispettati i diritti del cittadino relativi a queste problematiche, perché ad oggi in certi territori non hanno ancora questi servizi e l'erogazione delle cure palliative.
Vorrei anche aggiungere che la Lombardia ha una cinquantina di hospice: attraverso un'accurata, attenta e molto oculata gestione delle risorse a disposizione della sanità regionale, la Lombardia - così come altre regioni, come il Veneto ed anche l'Emilia Romagna - è riuscita, anno dopo anno, a costruire una propria rete di cure palliative. Pag. 4
Vorrei significare, altresì, che nelle regioni dove già esiste una rete di cure palliative, queste proseguiranno con una marcia in più, perché questa volta vi sono dei fondi dedicati, che potranno essere utilizzati solo a quello scopo.
Nelle regioni dove manca la rete di cure palliative, queste potranno essere organizzate e tradotte in una rete, proprio per dare risposta a tutti quei cittadini che, ad oggi, trovandosi in certe condizioni, hanno la necessità di trasferirsi in quelle parti del Paese dove già è stata realizzata la rete delle cure palliative.
Quindi, con estrema chiarezza, i soldi destinati alle cure palliative potranno essere utilizzati proprio per la strutturazione di una loro rete e per erogare ai cittadini di tutto il Paese i servizi cui hanno diritto.
PRESIDENTE. Prendo, dunque, atto che l'emendamento Laura Molteni 3.54 è stato ritirato.
Passiamo dunque alla votazione dell'emendamento 3.102 della Commissione.
Ricordo che l'emendamento Palagiano 3.51 risulta sostanzialmente assorbito dall'emendamento 3.102 della Commissione.
LAURA MOLTENI. Chiedo di parlare.
LAURA MOLTENI. Signor Presidente, vorrei che fosse chiaro che anche l'emendamento a mia prima firma 3.54 sarà assorbito dall'emendamento 3.102 della Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Molteni, sappiamo bene che l'emendamento a sua prima firma verrà sostanzialmente assorbito nel contenuto dall'emendamento 3.102 della Commissione, ma tecnicamente si procede in questo modo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nunzio Francesco Testa. Ne ha facoltà.
NUNZIO FRANCESCO TESTA. Signor Presidente, a seguito della formulazione della Commissione, l'Unione di Centro voterà a favore dell'emendamento in esame, perché viene fatto salvo il principio per il quale l'inadempienza di un amministratore non può avere ripercussioni sull'utente finale, anche perché l'utente finale è un paziente in fase terminale.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.102 della Commissione, per il quale il Governo si rimette all'Assemblea.
Onorevole Cristaldi... onorevole Traversa... onorevole Lo Monte... onorevole Buttiglione... onorevole Sbai... onorevole Coscia... onorevole Cesario... i colleghi hanno votato?
Hanno votato sì 444).
Prendo atto che il deputato Ciocchetti ha segnalato che non è riuscito a votare.
Onorevole Cristaldi, onorevole Lo Monte, onorevole Latteri e onorevole Buttiglione...onorevole Traversa...
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazionia ). Pag. 5
Prendo atto che i deputati Anna Teresa Formisano e Ciocchetti hanno segnalato che non sono riusciti a votare.
(Esame dell'articolo 10 - A.C. 624-A ed abbinate)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 10 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 624-A ed abbinate).
GIUSEPPE PALUMBO, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Farina Coscioni 10.52.
La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Farina Coscioni 10.53, a condizione che sia riformulato nel senso di mantenere solo la prima parte del testo, fino alle parole «(...) ai numeri 1 e 3 della presente lettera».
La Commissione raccomanda l'approvazione dei suoi emendamenti 10.100 e 10.101 (Nuova formulazione) ed esprime parere favorevole sull'emendamento Palagiano 10.2.
La Commissione raccomanda l'approvazione del suo emendamento 10.102 (Nuova formulazione), mentre esprime parere contrario sull'emendamento Farina Coscioni 10.54.
Il parere è, altresì, contrario sull'emendamento Farina Coscioni 10.50, nonché sull'emendamento 10.51.
FERRUCCIO FAZIO, Viceministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Signor Presidente, chiedo una breve sospensione della seduta per alcune verifiche.
PRESIDENTE. Sono sufficienti 10 minuti?
FERRUCCIO FAZIO, Viceministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene. Accolgo la richiesta del Governo di sospendere la seduta per un approfondimento. Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 11,05.
PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo, che aveva chiesto una sospensione per approfondimenti, a comunicarne all'Aula gli esiti.
FERRUCCIO FAZIO, Viceministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Signor Presidente, il Governo esprime su tutte le proposte emendative parere conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Farina Coscioni 10.52.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento Farina Coscioni 10.52, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
L'onorevole Bernardini non riesce a votare. Onorevole Castaldi...onorevole Berardi... onorevole Cicu... onorevole Cesario...onorevole Tortoli... onorevole Cristaldi... onorevole Giammanco... i colleghi hanno votato? L'onorevole Tortoli non riesce a votare. Aspettiamo i ritardatari.
Prendo atto che i deputati Libè e Cristaldi hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario, che il deputato Scilipoti ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole e che i deputati Bellotti, Biava e Ciocchetti hanno segnalato che non sono riusciti a votare.
Passiamo all'emendamento Farina Coscioni 10.53, per il quale relatore ha espresso parere favorevole a condizione che sia riformulato.
Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione presentata dal relatore.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Farina Coscioni 10.53, nel testo riformulato accettato dalla Commissione e dal Governo.
Onorevole Cristaldi...qualcuno provveda per l'onorevole Cristaldi. Onorevole Lo Monte... onorevole De Poli... onorevole Pescante... onorevole Pizzolante... onorevole Benamati...i colleghi hanno votato?
Prendo atto che i deputati Scandroglio e Servodio hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto favorevole e che i deputati Anna Teresa Formisano e Ciocchetti hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere il voto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.100, della Commissione, accettato dal Governo.
L'onorevole Anna Teresa Formisano ha difficoltà a votare. Onorevole Bianconi... onorevole Traversa... onorevole Agostini... onorevole Coscia... onorevole Benamati... ancora l'onorevole Bianconi. La postazione di voto dell'onorevole Bianconi è morta...è rinata, perfetto. Onorevole Pescante...onorevole Agostini...onorevole Fogliardi...onorevole Miglioli.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.101 (Nuova formulazione) della Commissione, accettato dal Governo.
Onorevole Coscia, onorevole Agostini, onorevole Antonino Russo, onorevole Pescante, onorevole Gava, onorevole Barbareschi, onorevole Cazzola.
Hanno votato sì 452).
Prendo atto che i deputati D'Antoni, Mecacci e Ciocchetti hanno segnalato che non sono riusciti a votare. Pag. 7
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Palagiano 10.2, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Onorevole Coscia, onorevole Porcino, onorevole Latteri, onorevole Barani, onorevole Miglioli, l'onorevole Porcino continua a non riuscire a votare! Onorevole Pescante, onorevole Lo Monte, onorevole Gava, onorevole Barbareschi. Credo che l'onorevole Formisano abbia un problema un po' più serio stamattina, se si può provvedere grazie.
Prendo atto che i deputati Anna Teresa Formisano, D'Antoni e Ciocchetti hanno segnalato che non sono riusciti a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.102 (Nuova formulazione) della Commissione, accettato dal Governo.
Onorevole Coscia, onorevole Peluffo, onorevole Formisano, onorevole Miglioli, onorevole Barani, onorevole Strizzolo, onorevole Ciccioli.
Prendo atto che il deputato Calearo Ciman ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole e che il deputato Ciocchetti ha segnalato che non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Farina Coscioni 10.54, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Coscia, onorevole Miglioli, onorevole Portas, onorevole Alfano, onorevole Lo Monte, onorevole Barani, onorevole Gnecchi non riesce a votare... bene è riuscita.
Prendo atto che i deputati Negro, Borghesi e Ciocchetti hanno segnalato che non sono riusciti a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Farina Coscioni 10.50, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Coscia, onorevole Trappolino, onorevole Alfano.
Prendo atto che i deputati Tabacci e Ciocchetti hanno segnalato che non sono riusciti a votare, che la deputata Goisis ha segnalato che non è riuscita ad esprimere Pag. 8voto contrario e che la deputata Gnecchi ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Farina Coscioni 10.51, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Coscia ...i colleghi hanno votato?
Prendo atto che il deputato Paladini ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole e che i deputati Galati e Formichella hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Livia Turco. Ne ha facoltà.
LIVIA TURCO. Signor Presidente, intervengo per esprimere e sottolineare l'importanza che ha l'articolo 10 e per ringraziare i colleghi della Commissione e il Governo per la disponibilità avuta a cercare la soluzione più condivisa. Abbiamo parlato molto di cure palliative ma vi è un altro aspetto importante, le terapie antidolore. Vi è un dolore cronico, che non è più soltanto un sintomo ma diventa una malattia; vi è un dolore acuto, vi sono situazioni di dolore che non riguardano soltanto le malattie oncologiche e, quindi, avere approvato una norma che semplifica la prescrizione dei farmaci antidolore e che consente di considerare farmaci alcuni principi, come gli oppiacei e i cannabinoidi, è molto importante. Tra l'altro, vi è qui la convergenza di iniziative legislative che avevamo intrapreso nella precedente legislatura, vi è il convergere di decreti ministeriali tra cui un decreto ministeriale del 2007 che avevo emanato quando ero Ministro della salute per poter consentire che alcuni cannabinoidi potessero essere utilizzati nella farmacopea a favore della cura di malattie come quella della SLA, la sclerosi laterale amiotrofica. Inoltre, mi riferisco al decreto che recentemente ha emanato il viceministro Fazio, il cui contenuto abbiamo molto apprezzato e che, appunto, con l'emendamento dell'onorevole Farina Coscioni, riformulato dalla Commissione, da decreto ministeriale assume, in qualche modo, il rango di norma legislativa.
Pertanto, voglio sottolineare che l'articolo 10 davvero ci fa compiere un passo in avanti nell'allargare le opportunità a favore dei malati e dei pazienti, affrontando un tema rispetto al quale l'Italia, purtroppo, era ultima in Europa che è l'utilizzo di farmaci antidolore.
Onorevole Bianconi, onorevole Briguglio, presidente Buttiglione... i colleghi hanno votato!
(Esame dell'articolo 11 - A.C. 624-A ed abbinate)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 11 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 624-A ed abbinate).
GIUSEPPE PALUMBO, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Livia Turco 11.1 e sull'emendamento Livia Turco 11.50.
FERRUCCIO FAZIO, Viceministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Livia Turco 11.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Coscia... Onorevole Strizzolo... Onorevole Latteri... Onorevole Reguzzoni... Onorevole Barbareschi... Onorevole Portas... Onorevole Cesario... Onorevole Benamati...
Prendo atto che la deputata Goisis ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Livia Turco 11.50, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Coscia... Onorevole Barbareschi...Onorevole Portas...
Prendo atto che i deputati Paladini e Gnecchi hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto favorevole.
Onorevole Moles...
Prendo atto che il deputato Monai ha segnalato che non è riuscito a votare e che le deputate D'Incecco e Gnecchi hanno segnalato che non sono riuscite ad esprimere voto favorevole.
(Esame dell'articolo 12 - A.C.624-A ed abbinate)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 624-A ed abbinate).
GIUSEPPE PALUMBO, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Livia Turco 12.51, nonché sull'emendamento Palagiano 12.50 e sull'emendamento Nunzio Francesco Testa 12.52.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Livia Turco 12.51.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico...
Revoco l'indizione della votazione. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lenzi. Ne ha facoltà.
DONATA LENZI. Signor Presidente, l'emendamento in esame tocca uno dei punti che riteniamo essenziali in questo provvedimento che, lo vorrei ricordare, è una proposta di legge di iniziativa del Parlamento (quindi in questa legislatura un evento importante), sostanzialmente bipartisan, come si è visto dagli interventi e dalle votazioni che abbiamo fatto e come l'onorevole Binetti ha rivendicato ieri.
Il punto di divergenza maggiore è stato che all'inizio questa proposta di legge aveva l'assoluta assenza di finanziamenti e rischiavamo di fare una legge di principi, di diritti dichiarati, ma poi nella pratica concretamente non esigibili. C'è stato un passo in avanti - grazie credo all'impegno di tutti - che è stato riconosciuto anche dal presidente Palumbo e dall'intervento dell'onorevole Polledri nel decreto-legge anti-crisi alla fine di luglio.
Con questo emendamento puntiamo ad ottenere il risultato di un adeguato finanziamento, ossia di un finanziamento che permetta realisticamente di portare a compimento la costruzione della rete delle cure palliative e delle terapie antidolore che questo provvedimento prevede (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Livia Turco 12.51, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Onorevole Coscia... Onorevole Gnecchi... Onorevole Miglioli... Onorevole Valentini... Onorevole Lussana... Onorevole Pizzolante.
Prendo atto che i deputati Monai e Fogliardi hanno segnalato che non sono riusciti a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Palagiano 12.50.
ANTONIO PALAGIANO. Signor Presidente, mi rivolgo al Viceministro Fazio per questo emendamento. In realtà, si tratta di Pag. 11un emendamento chiarificatore. Il Governo attraverso il decreto-legge n. 78 del 1o luglio 2009, il famoso «salva crisi», avrebbe destinato 50 milioni in più rispetto a quelli che vengono chiariti all'articolo 12. Cerchiamo soltanto di ribadire che sono stati aggiunti questi 50 milioni. Anche se è superfluo, come si dice dalle mie parti, non c'è niente di più bello del superfluo. Quindi, se è possibile, chiederei di rivedere il parere su questo emendamento che è soltanto chiarificatore e non porta né più, né meno che quello che il Governo ha sostenuto in Commissione. Però l'articolo 12 così come appare è poco chiaro, poiché non compaiono questi 50 milioni in più che comunque avete destinato secondo il decreto n. 78 del 2009. Signor Viceministro, vorrei sapere se è possibile rivedere questo punto per maggiore chiarezza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Palagiano 12.50, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Fogliardi... Onorevole Coscia... Onorevole Causi... Onorevole Barani... Onorevole Gava... Onorevole Formisano...
Passiamo alla votazione dell'emendamento Nunzio Francesco Testa 12.52.
NUNZIO FRANCESCO TESTA. Signor Presidente, questa è una copertura finanziaria che serve ad aiutare le famiglie ad accompagnare i malati terminali, a stare più vicino ai minori e ai diversamente abili, a incentivare l'apertura di nuovi hospice, ad accorciare la discrepanza assistenziale che esiste fra il nord e sud, a promuovere l'informazione, a formare nuovi operatori e a fare master universitari. Credo che questa copertura finanziaria non sia sufficiente. Chiedo al Governo, affinché questa legge possa camminare senza ostacoli, un ulteriore sforzo di questi 50 milioni che abbiamo chiesto di aggiungere con questo emendamento.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nunzio Francesco Testa 12.52, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Onorevole Rampi... Onorevole Galati... Onorevole Cesario...
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Castellani. Ne ha facoltà.
CARLA CASTELLANI. Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto sull'articolo 12 a nome del Popolo della Libertà. Voglio dimostrare che non c'è stata insensibilità da parte dei componenti della maggioranza sugli emendamenti presentati Pag. 12dai colleghi. Intanto ringrazio il Governo per aver provveduto a rimpinguare le risorse finanziarie di una quota non inferiore ai 50 milioni di euro, che non saranno sicuramente tantissimi, ma sono un segnale di come questa maggioranza in un momento di crisi intende affrontare questo tipo di problemi. Inoltre i colleghi sanno tutti perfettamente che le risorse già disponibili per questo tipo di problematica non sono state utilizzate in maniera completa, per lo meno non da tutte le regioni.
Un'ulteriore di dimostrazione di sensibilità concreta è il comma 4 dell'articolo 3. In Commissione è stato approvato un emendamento da me presentato che prevede che il comitato paritetico permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza valuta annualmente lo stato di attuazione della presente legge con particolare riguardo all'appropriatezza e all'efficienza dell'utilizzo delle risorse, alla verifica della congruità tra le prestazioni da erogare e le risorse messe a disposizione. Pertanto questa è una porta aperta verso un completamento di risorse finanziarie che saranno necessarie per rendere efficace a tutti i livelli e in tutto il territorio italiano questa legge.
LAURA MOLTENI. Signor Presidente, intervengo anch'io in dichiarazione di voto su questo articolo perché si tratta di un articolo che riguarda la copertura finanziaria che permette di far sì che in tutto il Paese possa essere organizzata e strutturata la rete delle cure palliative. Questo è un provvedimento importantissimo per il nostro Paese perché il grado di civiltà di un Paese lo si misura anche con l'assicurare tra le prestazioni essenziali, ovvero i LEA, le cure palliative che riguardano la terapia del dolore e tutta una serie di prestazioni che vanno ad incidere attualmente su malati terminali, su malati oncologici, su malati affetti da patologie croniche, cardiache, respiratorie e neurologiche, insomma su tutta una serie di pazienti che si trovano in buona parte nelle fasi finali della propria vita.
Tutto ciò proprio perché abbiamo a cuore la sorte dei nostri cittadini, in questo caso dei cittadini di tutto il Paese, perché ci siamo resi conto che ci sono purtroppo alcune regioni carenti in tema di prestazioni inerenti le cure palliative. Non solo in sede di Commissione XII ma anche in Commissione V e VI la Lega Nord, grazie ad un emendamento e grazie al sostegno anche di altri colleghi, è riuscita ad aggiungere ai 100 milioni di euro annui 50 milioni di euro che permetteranno alle regioni che sono già strutturate di una legge sulle cure palliative di migliorare le prestazioni che già erogano, e permetteranno anche a quelle regioni che non sono strutturate di una rete di cure palliative di poter erogare le prestazioni ai loro pazienti.
Con questo provvedimento nel suo complesso, riferito anche all'emendamento votato all'articolo 3, si vuole stabilire che stavolta i fondi per le cure palliative non potranno essere distratti per andare magari a copertura di altre situazioni di bilancio. I fondi, infatti, saranno vincolati al fine di garantire il corretto utilizzo e per far sì che i cittadini del nostro Paese possano veramente fruire di queste prestazioni. Questo è un aspetto del tutto innovativo, per lo più è stato condiviso precedentemente da tutta la Commissione. Siamo, dunque, a conclusione dell'esame dell'articolo 12 sul tema finanziario e felici di poterlo votare.
PRESIDENTE. Onorevole Dal Lago, stava parlando una rappresentante del suo gruppo...
Onorevole Coscia... onorevole Oliverio... onorevole Strizzolo...
Dichiaro chiusa la votazione. Pag. 13
Votanti 249
Astenuti 218
Hanno votato sì 249).
Prendo atto che il deputato Marinello ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole.
(Esame degli ordini del giorno - A.C. 624-A ed abbinate)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l'allegato A - A.C. 624-A ed abbinate).
Avverto che la Presidenza non ritiene ammissibile l'ordine del giorno Cazzola n. 9/624-A/7, concernente l'eliminazione della riserva di titolarità delle farmacie private, in quanto estraneo al contenuto del provvedimento in esame.
L'onorevole Bernardini ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/624-A/4.
RITA BERNARDINI. Signor Presidente, volevo sapere quanto tempo ho a disposizione.
PRESIDENTE. Onorevole, ha a disposizione cinque minuti.
RITA BERNARDINI. Grazie signor Presidente, interverrò molto velocemente. Questo ordine del giorno riguarda i farmaci cannabinoidi. Credo che in quest'Aula tutti siano informati che in molti Paesi europei sono a disposizione alcuni derivati sintetici della cannabis che sono efficaci, molto efficaci, nella terapia del dolore, per la nausea, per il glaucoma, per i disordini neuromotori e per stimolare l'appetito nei malati affetti da HIV e AIDS. Questi derivati sono anche efficaci nella sclerosi multipla, ovvero una malattia che forse è più conosciuta dai chi è presente in quest'Aula.
Sono molti i Governi che si sono pronunciati a favore dell'uso medico dei cannabinoidi e mi limito a citare solo quelli europei: il Governo inglese, tedesco, olandese, svizzero, belga e il Governo spagnolo. In Italia abbiamo una sorta di tabù nei confronti di questi farmaci. Si tratta di un tabù tutto ideologico e che non esiste nei confronti di altre sostanze e di altri farmaci che creano, invece, dipendenza e che sono normalmente usati, anzi sono usati à go go come gli psicofarmaci.
Allora, poiché non è vietato importare individualmente questi derivati sintetici della cannabis (ma sappiamo che è molto costoso), con questo ordine del giorno chiediamo la modifica del decreto ministeriale dell'11 febbraio 1997 per permettere il rimborso di questi farmaci.
Sappiamo che in Italia lo fanno solamente alcune ASL. Sono veramente molto poche: a partire da quella di Bolzano, procedendo dal nord al sud, solo l'ASL di Crotone e due ASL di Roma consentono questo tipo di rimborso. In attesa della modifica del decreto ministeriale e che tali farmaci ricevano l'autorizzazione alla commercializzazione, noi chiediamo al Governo di promuovere un atto normativo per permettere, almeno temporaneamente, l'autocoltivazione a fini terapeutici.
Mi rivolgo, in particolare, a tutti i deputati del Popolo della Libertà e ricordo loro che, nel lungo elenco delle disobbedienze civili che sono state fatte dai radicali nella loro storia, ve n'è anche una fatta proprio sulla cannabis terapeutica da me e dall'attuale portavoce del Popolo della Libertà, nella sede di via di Torre Argentina, proprio perché ci fosse la possibilità di accesso a questi farmaci. Credo che dobbiamo rompere finalmente questo tabù.
Per alcune disobbedienze civili vi sono stati i processi e le condanne. L'attuale portavoce del Popolo della Libertà non è stato colpito da questi processi e da queste condanne, ma sappiamo anche che Marco Pannella e tanti altri vertici radicali non si possono candidare per questo alle elezioni amministrative. L'invito che rivolgo è quello di rompere davvero questo tabù e Pag. 14di consentire anche in Italia di poter accedere liberamente ai farmaci a base di cannibinoidi.
MARIO PEPE (PdL). Signor Presidente, intervengo per preannunciare il mio voto favorevole sull'ordine del giorno Bernardini n. 9/624-A/4, che ha citato solo alcuni degli effetti benefici di questi farmaci.
PRESIDENTE. Onorevole Mario Pepe (PdL), adesso siamo nella fase dell'illustrazione degli ordini del giorno, in seguito passeremo alle dichiarazioni di voto.
MARIO PEPE (PdL). Signor Presidente, vorrei aggiungere la mia firma all'ordine del giorno Bernardini n. 9/624-A/4.
PRESIDENTE. Non vi sono altre richieste di intervento per l'illustrazione degli ordini del giorno, invito pertanto il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli stessi.
FERRUCCIO FAZIO, Viceministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Il Governo accetta l'ordine del giorno Realacci n. 9/624-A/1, accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Farina Coscioni n. 9/624-A/2 e Zamparutti n. 9/624-A/3, non accetta gli ordini del giorno Bernardini n. 9/624-A/4 e Maurizio Turco n. 9/624-A/5, accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Pelino n. 9/624-A/6 e Mario Pepe (PD) n. 9/624-A/8, accetta l'ordine del giorno Binetti n. 9/624-A/9, purché riformulato prevedendo che siano solo due i livelli di master, accoglie, infine, come raccomandazione l'ordine del giorno Castellani n. 9/624-A/10.
PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Realacci n. 9/624-A/1, accettato dal Governo. Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione degli ordini del giorno Farina Coscioni n. 9/624-A/2 e Zamparutti n. 9/624-A/3, accolti dal Governo come raccomandazione.
Chiedo ai presentatori se insistano per la votazione dell'ordine del giorno Bernardini n. 9/624-A/4, non accettato dal Governo.
RITA BERNARDINI. Sì, signor presidente, insisto per la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Bernardini n. 9/624-A/4, non accettato dal Governo.
Onorevole Cesa... onorevole Cesario... I colleghi hanno votato?
Prendo atto che i deputati Drago e Vannucci hanno segnalato che avrebbero voluto astenersi, mentre i deputati Razzi e Zampa hanno segnalato che non sono riusciti a votare.
Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Maurizio Turco n. 9/624-A/5, non accettato dal Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Maurizio Turco n. 9/624-A/5, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione). Pag. 15
Onorevole Cristaldi... onorevole Cesario... onorevole Pescante... onorevole Pagano...
Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Pelino n. 9/624-A/6, accolto dal Governo come raccomandazione.
Ricordo che l'ordine del giorno Cazzola n. 9/624-A/7 è stato dichiarato inammissibile.
Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Mario Pepe (PD) n. 9/624-A/8, accolto dal Governo come raccomandazione.
Chiedo ai presentatori se accettino la riformulazione dell'ordine del giorno Binetti n. 9/624-A/9, accettato dal Governo, purché riformulato.
PAOLA BINETTI. Signor Presidente, accetto la riformulazione, ma voglio sapere se è accolto soltanto come una raccomandazione o se vi è un impegno concorde.
PRESIDENTE. Onorevole Binetti, alla Presidenza l'ordine del giorno, riformulato, risulta accettato.
PAOLA BINETTI. Signor Presidente, sta bene. Non insisto per la votazione.
PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Castellani n. 9/624-A/10, accolto dal Governo come raccomandazione.
(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 624-A ed abbinate)
NUNZIO FRANCESCO TESTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo provvedimento scaturisce da un dibattito sostanzialmente condiviso, affrontato in sede referente nella Commissione affari sociali, che ha tenuto conto dei complessi aspetti delle cure palliative della terapia del dolore, rivolta non solo ai pazienti oncologici, ma anche a quelli che soffrono di malattie croniche degenerative.
La condivisione del provvedimento è naturale ed è stata importante perché riguarda 250 mila persone che ogni anno si trovano in queste condizioni, tra le quali circa 11 mila sono minori.
Abbiamo affrontato un tema complesso, tenendo presente che il malato terminale può essere trattato non solo in ambito ospedaliero, ma anche in altre strutture assistenziali e anche a domicilio. Di particolare interesse è stato l'aiuto che si può destinare alle famiglie di tali pazienti.
Abbiamo dato particolare importanza a quelle strutture che ospitano minori, per l'innaturale condizione di un minore: è di tutta evidenza che un bambino di cinque anni, che si trovi in condizioni di paziente terminale, ha sicuramente bisogno di più attenzione; così come nel caso di soggetti diversamente abili, cioè quelle persone che associano alla condizione preesistente, già patologica, una condizione nuova peggiore. Abbiamo anche in questi casi considerato l'aiuto fondamentale che si offre alle famiglie di questi pazienti; le famiglie che rappresentano - come diciamo da tempo - l'ammortizzatore sociale più importante di cui disponiamo. Pag. 16
Purtroppo l'Italia è in notevole ritardo rispetto alle altre nazioni europee, non tutte per la verità; ma quello che più risalta è la discrepanza che esiste tra le varie regioni. Abbiamo ritenuto quindi doveroso e indispensabile effettuare una ricognizione dei presidi esistenti, delle prestazioni effettuate e della programmazione futura, al fine di equiparare i livelli di assistenza, com'è giustamente evidenziato nell'articolo 5. Siamo convinti che le cure palliative siano un diritto necessario, e proprio per questo un diritto che deve garantire il Servizio Sanitario Nazionale attraverso l'inquadramento nei LEA. Questo è un punto molto importante: più le prestazioni entreranno nei livelli essenziali di assistenza, più diminuirà la discrepanza esistente tra le varie regioni d'Italia.
Purtroppo il 60 per cento dei malati terminali di tumore, e quasi tutti quelli non oncologici, sfuggono alla rete di cure palliative; un'indagine condotta dall'IPSOS per conto della Federazione Cure Palliative dimostra però che nel 2000 gli italiani già conoscono meglio le cure palliative, e sono più consapevoli della loro importanza. Ci siamo quindi preoccupati di promuovere una maggiore informazione riguardante il presidio delle cure palliative, come evidenziato nell'articolo 4, attraverso una campagna rivolta a tutti i cittadini; ma ancor di più riteniamo sia indispensabile ciò che possono fare i sanitari, che avranno il compito già al momento del primo incontro, della diagnosi, di mettere a conoscenza circa le possibilità di intraprendere, qualora ce ne fosse bisogno, le cure palliative e la terapia del dolore.
Nell'elaborazione del testo si è tenuto conto dell'importanza della famiglia e della presa in carico del paziente da parte di essa, e si è definito quale criterio guida quello della salvaguardia della vita e della dignità della persona, in particolare la persona in fase terminale.
Il testo che sarà approvato in Assemblea è frutto di incontri e di audizioni svolte con i rappresentanti delle diverse associazioni, nonché di medici e docenti universitari esperti della materia. Il testo è stato quindi modificato sulla base di pareri espressi dalle diverse Commissioni permanenti, in particolar modo la Commissione bilancio, che ci ha rassicurato in merito all'esigenza di rafforzare la coerenza del testo con l'attuale sistema di finanziamento e di organizzazione del Sistema sanitario nazionale.
Il provvedimento dispone inoltre che il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca individui con uno o più decreti i criteri per la disciplina degli ordinamenti didattici di specifici percorsi formativi in materia di cure palliative, con l'istituzione di master professionalizzanti. Infatti, dai risultati ottenuti dalle ricerche della Federazione Cure Palliative, effettuate grazie anche al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, emerge l'assoluta necessità di formazione per tutte le figure che lavorano in quest'ambito; e in effetti già le organizzazioni si sono attrezzate in ciò, con corsi di formazione sia per i propri operatori che per quelli esterni.
Con l'articolo 10 abbiamo semplificato la procedura di accesso ai medicinali impiegati nelle terapie del dolore, modificando il decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990 in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope, necessarie, indispensabili nella terapia del dolore. Inoltre lo schema normativo definito dalla Commissione prevede di rafforzare l'attività degli hospice, cioè dei Comitati «Ospedale senza dolore». Per dare un'idea di quello che vi è in Italia, secondo un censimento gli hospice sono circa 150, di cui 51 si trovano in Lombardia, 5 soltanto in Campania e 15 nel Lazio.
Dall'analisi di questo provvedimento sembra che nulla sia stato tralasciato, manca però l'esame dell'articolo 12, quello che riteniamo il più importante, relativo alla copertura finanziaria che serve ad aiutare le famiglie, accompagnare i malati terminali, stare più vicino ai minori e ai diversamente abili, incentivare gli hospice ed inaugurarne altri, accorciare la discrepanza esistente tra il nord e il sud, promuovere l'informazione, formare nuovi operatori attraverso master e tant'altro: a Pag. 17noi non sembra che tutto ciò si possa realizzare con la copertura finanziaria disponibile.
Sappiamo bene che quando si governa è sempre una questione di priorità. Il Governo ha abolito l'ICI ma - non per polemizzare - di quel provvedimento forse ha goduto una piccola fascia della popolazione, mentre non ha inciso assolutamente sul tenore di vita della maggior parte della stessa: le fasce meno abbienti non si sono nemmeno accorte di quello che è accaduto. Bisogna però fare un atto di fede e sperare che nel prossimo futuro questa legge possa usufruire in corso d'opera di ulteriori stanziamenti che consentiranno la sua tranquilla attuazione, e di questo ci affidiamo a lei, Viceministro Fazio, alla sua attenzione e alla sua sensibilità, ma le assicuro che continueremo a controllare che ciò che abbiamo condiviso nella stesura del testo venga poi realizzato.
Nel preannunziare il nostro voto favorevole riconosciamo che non è mancato un gesto di buona volontà ed auspichiamo che l'esito dell'iter del testo all'esame dell'Assemblea contribuisca a ristabilire un clima di confronto positivo tra maggioranza e opposizione, necessario in materia di salute.
La legge sulle cure palliative e sulle terapie del dolore - e concludo, signor Presidente - misura il grado di civiltà di una nazione e, a cominciare da questo testo, essa rappresenta già un punto di partenza (Applausi dei deputati dei gruppi Unione di Centro e Partito Democratico - Congratulazioni).
ANTONIO PALAGIANO. Signor Presidente, non vi è alcun dubbio che l'eterogeneità della distribuzione sul territorio nazionale degli hospice (come abbiamo ascoltato in discussione sulle linee generali, sono 147 in Lombardia, zero in Abruzzo, quattro in Sicilia) nonché la difficile erogazione delle terapie del dolore e delle cure palliative nei pazienti non oncologici (come abbiamo ascoltato in Commissione dagli esperti, meno dell'1 per cento dei pazienti non oncologici riceve oggi in Italia cure palliative mentre soltanto il 40 per cento dei pazienti oncologici afferisce alle cure palliative) richiedevano, in qualche maniera, una riformulazione della legge n. 39 del 1999 che si è di fatto rivelata insufficiente, dal momento che l'attribuzione per poter presentare i programmi e poter accedere alle cure era troppo soggettiva e dunque vi erano alcune regioni inadempienti, totalmente inadempienti (mi duole sottolineare che il sud, anche questa volta, purtroppo non si è dimostrato adeguato). Occorreva quindi una normativa nuova per aiutare questi pazienti che soffrivano nella fase terminale della loro vita e dovevano essere accompagnati nel momento più delicato, quello del trapasso. Credo che per comprendere quali sono ancora i punti che dovrebbero essere affrontati da questo Parlamento sulla terapia del dolore sia importante capire la sottile - ma non troppo, direi - differenza tra cure palliative e terapia del dolore, altrimenti si potrebbe generare una confusione giacché questi termini spesso si incrociano, si intersecano, si sovrappongono e vengono scambiati per sinonimi.
L'oggetto di questa proposta di legge riguarda prevalentemente la terapia delle cure palliative e quindi la medicina palliativa, quella branca della medicina che con approccio multidisciplinare è strettamente legata al fine vita; altra cosa è la terapia del dolore.
Approccio multidisciplinare significa quindi che abbiamo necessità di geriatri se si tratta di persone anziane o di pediatri (purtroppo infatti ben 11 mila bambini l'anno in Italia, come abbiamo ascoltato, hanno bisogno di terapie palliative), ma spesso è necessario anche il neurologo o l'ortopedico perché anche persone che non hanno il cancro o altre malattie sono traumatizzati gravi che hanno bisogno di cure palliative (è ancora caldo il ricordo della povera Eluana).
Quindi, vi sono tante categorie di cittadini che hanno bisogno delle cure palliative, Pag. 18mentre la terapia del dolore è tutt'altra cosa. Il provvedimento in esame tratta non il dolore di per sé, ma soltanto il dolore legato alle cure palliative, che rappresenta soltanto un aspetto ed è uno dei tanti problemi legati al fine vita che hanno questi soggetti.
Il dolore però avrebbe bisogno in questo Paese di essere affrontato separatamente, con una legge a parte, che ha bisogno di altri fondi, perché bisognerebbe eradicare da questa nazione la subcultura del dolore, secondo cui tutte le donne che partoriscono devono partorire soffrendo e i malati terminali non solo devono morire, ma devono morire soffrendo. Insomma, abbiamo il problema del non considerare la sofferenza quotidiana, che tutti quanti noi, prima o poi, saremo costretti a dover subire: penso ai piccoli interventi in ospedale, alla chirurgia endoscopica, ad una serie di condizioni che affliggono l'uomo, dalle malattie osteoarticolari, all'artrite reumatoide, all'osteoporosi, al diabete, all'endometriosi delle donne, che sono quelle che soffrono di più.
Secondo le statistiche, circa una donna su due (il 57 per cento per l'esattezza) soffre cronicamente più dell'uomo e questo problema non viene preso in cura e in carico dallo Stato. Il 75 per cento delle donne oltre i 60 anni soffre. Vi sono delle malattie specifiche ma l'industria farmaceutica non fa studi specifici nei confronti delle donne perché le donne presentano il problema dei flussi ormonali, e quindi non rappresentano il soggetto ideale per la sperimentazione farmacologia, ma sono i soggetti che avrebbero più bisogno di cure adeguate.
Vi è il problema del dolore che viene affrontato male: l'Associazione italiana di oncologia medica ha fatto uno studio su 129 ospedali e si è visto che su 2.665 pazienti affetti da cancro 901 dichiarano di soffrire e di provare dolore. Ebbene, lo stesso studio rivela che il 90 per cento di essi viene trattato con farmaci antinfiammatori non steroidei; quindi il problema in Italia è che vi è riluttanza ad usare i derivati dell'oppio. Siamo gli ultimi in Europa, secondo l'Associazione europea per le cure palliative e siamo i primi per uso dei FANS: si tratta di farmaci antinfiammatori non steroidei, che sicuramente per il medico prescrittore non danno problemi, ma danno molti effetti collaterali, perché non possono usarsi per periodi prolungati.
Quindi, in Italia vi è il problema della cultura del combattere il dolore e di impiegare i farmaci adeguati. Per questa ragione abbiamo presentato il nostro emendamento, che purtroppo non è stato recepito da quest'Aula e neanche dalla Commissione, probabilmente per problemi di numero, probabilmente per problemi economici, ma chiediamo di assicurare in numero almeno minimo la presenza di un anestesista in tutti gli hospice.
Ritengo - e questo è il mio pensiero da medico - che se dovessi essere accompagnato da un medico negli ultimi giorni della mia vita sceglierei senz'altro un anestesista, un rianimatore, che avrebbe la massima competenza per potermi somministrare farmaci antidolorifici, e su questo non vi è dubbio. Non vorrei accanto a me né un traumatologo né un oncologo, perché per definizione per il fine vita la cura palliativa non è una terapia che ferma o arresta la malattia o addirittura la fa regredire: si tratta soltanto di fare morire in santa pace l'individuo, dandogli quei farmaci che gli consentono di non soffrire.
Ovviamente quindi, avendo scelto per me un'opzione del genere - il medico specialista in terapia del dolore - ho auspicato che anche l'Aula recepisse tale esigenza, garantendo un'unità. Non ho parlato neanche di creare posti apicali, ma di una unità, di un medico anestesista, considerando che in tutte le regioni e in tutti gli ospedali vi sono anestesisti e quindi si potrebbe in qualche maniera creare una convenzione, un comando negli hospice. Purtroppo ciò non è stato recepito.
È stato recepito, invece, l'emendamento dell'Italia dei Valori, che poi è stato assorbito nel contenuto, insieme a quello della Lega, dall'emendamento della Commissione, Pag. 19volto a rendere obbligatoria questa norma per evitare di fare il bis con la legge n. 39 del 1999.
È importante, colleghi, che in tutto il Paese siano presenti hospice, affinché tutti i cittadini possano essere uniformemente trattati contro il dolore.
Pertanto, riteniamo che con questo emendamento che è stato recepito, se verranno successivamente eseguiti i controlli, che dovranno essere svolti non solo dal Ministero, ma sicuramente anche dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e dall'Osservatorio che è stato creato appositamente e che è anche stato finanziato, le cose dovrebbero andare meglio.
Sicuramente - lo ripeto - c'è molto da fare. A nome del gruppo dell'Italia dei Valori dichiaro il voto favorevole, perché credo che sia un buon inizio una nuova legge, affinché il 2010 - questo nuovo anno - possa essere considerato l'anno in cui vi sarà maggiore sensibilità in Italia per il dolore, non solo dei malati terminali, ma per tutti i cittadini italiani che, nella percentuale del 25 per cento, soffrono di dolore acuto e cronico.
Quindi, con questa dichiarazione, annuncio il voto favorevole del mio gruppo (Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori e Partito Democratico).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Polledri. Ne ha facoltà.
MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentante del Governo, penso che abbiamo fatto un buon lavoro, sicuramente come medici. Il provvedimento ha sì un valore tecnico e di cura: forse, può non appassionare molto l'Assemblea un lavoro che parli solamente di infermieri, di carriere, di ospedali e di medicine. Certo, sono aspetti importanti e rappresentano dei passi in avanti. Tuttavia, si tratta un provvedimento che scalda di più i nostri cuori. Non è un provvedimento freddo, perché parla di dignità dell'uomo, di pazienti e di nuove frontiere dei diritti.
Con riferimento alle nuove frontiere dei diritti, credo che ci siamo riconosciuti e trovati. Dicevo ieri come il provvedimento in oggetto nasca oggi in Parlamento su un fronte condiviso: vi sono fronti divisi, magari, in ordine al concetto di dignità umana, ma oggi ci troviamo uniti di fronte a questo provvedimento.
Non è un provvedimento filantropico e buonista in cui concediamo qualcosa. A mio giudizio, invece, è un provvedimento in cui spostiamo e sposiamo un momento importante di una filosofia di dignità, che è già stata resa anche dall'Europa, attraverso la risoluzione dell'Assemblea parlamentare n. 1649, in cui, al punto 4, si parla delle cure palliative non solo come un elemento essenziale di cura e di sanità appropriate, ma anche di concezione umanitaria e della dignità umana.
Ci siamo dunque incontrati, sebbene con culture diverse. Credo, infatti, che nel provvedimento in oggetto vi sia anche molto di sinistra e di socialista, quando si parla di riconoscimento e di uguaglianza. Lo ripeto: il riconoscimento. Non possiamo darci i diritti né l'identità: da piccoli e da bambini l'identità ci viene data dall'esterno e veniamo riconosciuti. Se una società ci riconosce dei diritti, ne possiamo godere. Le società in cui le donne non hanno diritti e crescono velate, non possono farlo.
Noi siamo chiamati ad una nuova frontiera di uguaglianza: la frontiera tra un uomo apparentemente sconfitto nella polvere e un uomo apparentemente sano e vincente. Su questo si incontrano una cultura liberale, una cultura cattolica e una cultura socialista. Credo che politicamente questo scaldi i nostri cuori e ci renda orgogliosi di aver partecipato alla realizzazione di una legge in cui, alla fine, non vi sono né vinti né vincitori, né primi né secondi, ma in cui si ribadisce un principio di uguaglianza e di dignità, per dire che non esiste un momento di sconfitta nell'uomo.
Ieri citavo la senatrice Rita Levi Montalcini, quando affermava che ogni uomo deve valere fino al minuto in cui muore. In ogni minuto si deve poter godere della Pag. 20gioia e del miracolo di essere vivi. Credo che questo sia un principio che possiamo sposare politicamente, un principio che possiamo sposare anche dal punto di vista parlamentare.
Concludo il mio intervento ricordando tutte quelle famiglie che hanno sopportato il carico di una situazione dura. Credo che da oggi si possa affermare che lo Stato riconosce, non solo per principio, ma anche economicamente e, soprattutto, in questo Parlamento, questa nuova frontiera della dignità, dove non ci sono sconfitti in nessun momento della vita.
Pochi giorni fa citavo il Macbeth, ove si dice: «Date voce alla sofferenza. La sofferenza che non parla sussurra al cuore di farsi scoppiare». Credo che oggi abbiamo dato voce al dolore e credo che questo dolore ci abbia cambiato, perché noi pensiamo di dover insegnare al mondo, ma, alla fine, gli ultimi insegnano a noi (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
Questa è stata una legge voluta dalla Lega nord e presentata per la prima volta al 2006 al Senato dal sottoscritto. L'unico rimpianto è che per due anni ne venne tenacemente rifiutata la calendarizzazione dal presidente della Commissione, senatore Marino.
ARTURO IANNACCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Movimento per le Autonomie-Alleati per il sud voterà a favore di questo provvedimento, che riteniamo importante e, soprattutto, necessario per dare più forza al nostro Servizio sanitario. Ci sarebbe, anzi, da chiedersi le ragioni per le quali il Parlamento debba legiferare in una materia importante, ma che avrebbe dovuto già trovare risposta nell'azione del Servizio sanitario nazionale e dei servizi sanitari regionali, perché appare del tutto naturale che, rispetto ai malati terminali, si sarebbero già dovuti approntare i presidi necessari per raggiungere gli obiettivi che si propone questa legge.
Riteniamo, quindi, fondamentale l'approvazione di questo importante provvedimento legislativo per dare una dimensione ancora più universalistica al nostro Servizio sanitario.
In base alla nostra esperienza, siamo consapevoli che i malati terminali e le loro famiglie oggi non dispongono della adeguata assistenza. Se il nostro Servizio sanitario dà una risposta efficace a quei malati che possono raggiungere la guarigione e che quindi non sono affetti da malattie non curabili, il nostro Servizio sanitario nazionale e quelli regionali sono colpevolmente assenti, ad oggi, rispetto all'assistenza da garantire agli ammalati in fase terminale. Troppo spesso c'è una valutazione di tipo economicistico e troppo spesso si negano cure fondamentali. Quante volte si è di fronte alla formula burocratica secondo la quale, non essendo più suscettibile di miglioramento, un malato, ad esempio, non debba ricevere le cure fisioterapiche.
Noi ci auguriamo che con questa legge, quindi, migliori la fase terminale dei malati incurabili e si dia assistenza alle famiglie; però, signor Presidente, onorevoli colleghi, pur approvando le finalità e lo spirito di questa legge, non possiamo, come Movimento per le Autonomie-Alleati per il sud, non evidenziare che, anche in questo campo, il divario che separa le regioni meridionali dal resto del Paese è ampio e insopportabile.
Non possiamo tollerare, lo ribadiamo dopo averlo sostenuto in sede di discussione sulle linee generali e in sede di dichiarazioni di voto, che l'assistenza ai malati terminali e il supporto da dare alle famiglie coinvolte possa essere di serie A al nord, come in altre aree del Paese, e di serie B al sud.
Quindi, signor Viceministro, chiediamo a lei di vigilare in modo particolare affinché questa legge trovi un'applicazione uniforme sull'intero territorio nazionale e serva soprattutto, certo, a migliorare l'assistenza laddove già viene erogata e a garantirla laddove non lo sia affatto. Quindi voteremo in favore di questo provvedimento in maniera convinta: lo abbiamo Pag. 21firmato, lo riteniamo propedeutico alle disposizioni sul biotestamento sulle quali, a breve, saremo chiamati a discutere e a confrontarci. Per quanto ci riguarda, anche in quell'occasione daremo il nostro contributo e il nostro supporto ad una legislazione esclusivamente orientata all'uomo e alla strenua difesa della vita (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Movimento per le Autonomie - Alleati per il Sud).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Livia Turco. Ne ha facoltà.
LIVIA TURCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, ci sono situazioni nelle quali la vita delle persone, sia di quelle che ci sono più prossime e care, sia di quelle che incontriamo casualmente, ci sollecita nel nostro senso di responsabilità e nella ricerca di un'azione che sia alla loro altezza, all'altezza della loro vita. È accaduto con questa legge: pensare, promuovere e migliorare una legge sulle cure palliative ha significato avere un pensiero costante alle persone malate, ma anche riflettere nella nostra interiorità su questi aspetti così personali e importanti eppure così rimossi dalla cultura del nostro tempo, che sono la sofferenza e la morte.
Per un anno abbiamo lavorato, fin da quando, con le colleghe Binetti e Farina Coscioni, abbiamo presentato le proposte di legge che oggi confluiscono in un testo unificato di iniziativa parlamentare. Voglio sottolineare il rilievo di un testo parlamentare condiviso. Abbiamo lavorato sentendoci coinvolti, cercando le soluzioni migliori, ascoltando chi si dedica ogni giorno ad alleviare la sofferenza, scontrandoci fortemente ma anche esprimendoci reciprocamente la gioia per un risultato ottenuto, per una soluzione condivisa.
Ieri è stato il momento della distinzione, oggi quello della «brezza», per usare un'espressione dell'onorevole Polledri che mi è molto piaciuta e di cui gli sono grata, perché dà anche il senso del coinvolgimento emotivo con il quale abbiamo seguito questo provvedimento.
Diciamoci la verità: se pensiamo a ciò di cui stiamo parlando, ovvero al dolore, alla sofferenza e alla vita che si sta spegnendo, non possiamo che dirci insoddisfatti del lavoro che abbiamo compiuto. Una legge che ha per titolo: «Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alle terapie antidolore» meritava di più in termini di risorse, di formazione degli operatori e di riconoscimento delle professionalità degli operatori medesimi. Tuttavia, quella che abbiamo approvato oggi è una legge attesa e importante, da noi tenacemente voluta e cui ci siamo tenacemente dedicati. Essa definisce l'accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore come un diritto per assicurare la dignità della persona umana. Le cure palliative vengono qui proposte come una presa in carico complessiva della persona, come attenzione alla sua dimensione fisica, psichica e spirituale.
Dall'hospice si allarga la rete che va al domicilio della persona, nel luogo in cui ha vissuto la sua vita.
Il provvedimento si propone di realizzare due diritti fondamentali: la libertà di scegliere il luogo in cui concludere la propria vita - sia essa la casa, l'hospice, l'ospedale, la casa di riposo - e poi la continuità di cura per assicurare in tutto il percorso di avvicinamento alla morte una presenza qualificata e costante di operatori competenti in grado di dare risposte tempestive e adeguate all'enorme mole di problemi che l'esperienza ha dimostrato affliggere la fase terminale della vita.
L'altro aspetto molto importante del provvedimento è che le cure palliative non si occupano solo di malati terminali oncologici, ma di tutto quel gruppo di pazienti che giungono nella fase terminale per una malattia cronica evolutiva non più suscettibile di trattamenti specifici. Vorrei poi sottolineare ancora qui il valore delle cure palliative pediatriche.
Il provvedimento sulle cure palliative inoltre comprende anche la terapia antidolore; ho già sottolineato l'aspetto importantissimo dell'articolo 10. Pag. 22
Ci siamo scontrati sull'articolo 8, relativo alla formazione dell'operatore e ci hanno colpito, lo dico con sincerità, le vostre chiusure e gli argomenti che avete usato. Pacatamente vogliamo ribadire alcuni punti: quello delle cure palliative è un approccio olistico, che prende in carico la persona nella sua intera complessità, non è solo una disciplina specialistica, ma una capacità, un modo di essere e fare che deve diventare un abito mentale di tutti coloro che si dedicano alla cura delle persone e alla loro salute. Dunque è giusto che la formazione in cure palliative riguardi tutte le figure professionali attraverso master dedicati e che la formazione avvenga non solo sui libri, ma anche attraverso l'esperienza. Mancano invece insegnamenti specifici nei corsi di laurea e non si è in alcun modo definita una specializzazione medica post lauream.
Questi aspetti non sono risolti dal provvedimento al nostro esame, anche se apprezziamo molto il fatto che sia stato approvato l'ordine del giorno Binetti n. 9/624-A/9 e ci dispiace che non abbiate voluto risolvere il problema del riconoscimento della professionalità di chi opera da anni in queste strutture prevedendo che proprio l'esperienza dia il titolo per accedere alla direzione delle strutture complesse di cure palliative per cui hanno il massimo di competenza. Ci auguriamo che al Senato questo argomento venga ulteriormente approfondito e possa essere risolto.
L'ultimo aspetto è quello delle risorse. Fin dall'inizio abbiamo posto un problema, come si dice abbiamo piantato un chiodo: non vi consentiremo di approvare una legge manifesto.
Voglio ricordare che la prima legge sulle cure palliative voluta dal Ministro Rosy Bindi previde un finanziamento di 216 milioni; ci siamo impegnati ancora oggi per applicare quella legge e ciò dimostra quanto siano necessari i finanziamenti della rete delle cure palliative. I 50 milioni di euro per il 2009 e i 100 milioni per ciascuno dei prossimi tre anni non sono certo risolutivi, ma sono un passo in avanti, sono frutto della nostra battaglia, che abbiamo condiviso con voi, e noi vogliamo registrarlo. Sappiate però che su questo punto non vi daremo tregua, a partire dalla prossima legge finanziaria e dal finanziamento del Fondo sanitario nazionale per il prossimo triennio.
Concludo con una considerazione: il presidente Palumbo, che ringrazio per la sua disponibilità, concludendo il suo intervento ha detto che questo provvedimento, condiviso, parlamentare, può essere un buon viatico per il prossimo che verrà sul testamento biologico. Condivido questo auspicio per il metodo di confronto e di condivisione, ma soprattutto per la sostanza delle cure palliative, che uniscono il rispetto della persona, pietas, ascolto della sua volontà, accompagnamento per non lasciarla mai sola. Ci chiede di essere sempre disponibili a dare una carezza, che è la sostanza della vita umana ed anche della cura medica.
Ecco, pensando a quei malati, pensando alla carezza che questo provvedimento può loro dare, pur vedendo le ombre di questo testo ed i suoi vuoti, voteremo a favore con molta convinzione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
LUCIO BARANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'approvazione del provvedimento sulle cure palliative la Camera dei deputati intende rispondere alle richieste che vengono da anni rivolte da molti soggetti, ad iniziare dalle istituzioni europee per arrivare alle associazioni dei familiari. Il valore della vita non si discute mai. Senza «se» e senza «ma», è il diritto più atavico che teleologicamente abbiamo. Questo principio universale è laico e cristiano al tempo stesso e si applica nel fine vita di qualsiasi cittadino, senza dolore per la sua dignità e per quella dei suoi cari.
Asseriva don Gianni Baget Bozzo che il Novecento era terminato con la vittoria della libertà mentre il terzo millennio, con l'approvazione di queste leggi, sta iniziando Pag. 23con la vittoria del valore della vita, dalla nascita al fine vita. Infatti, cari colleghi, il provvedimento in esame che ci apprestiamo a votare insieme all'altro, il testamento biologico, che stiamo discutendo in Commissione, rappresentano una vittoria di libertà ed un segno di civiltà. Benissimo ha fatto il Ministro Sandro Bondi ad inserire nel titolo del convegno di Gubbio della scorsa settimana il testamento di libertà di don Gianni che ho testé citato.
Rispetto tutte le posizioni all'interno del nostro grande gruppo, dove possano tranquillamente esistere singole obiezioni di coscienza. Infatti, nel gruppo Popolo della Libertà coesistono valori laico-socialisti insieme ad altre anime, liberali, cattoliche e riformiste. Ci ispiriamo alla laicità positiva che si contrappone ai cosiddetti denigratori del clero. Abbiamo sempre creduto nel dialogo costruttivo e nel riformismo dialogante e non nei personalismi, razionalismi, assolutismi e integralismi. A differenza delle polemiche esplose attorno al caso Englaro, sulla questione delle cure palliative la XII Commissione affari sociali ha trattato l'argomento con grande senso di responsabilità, con il fine di assicurare al nostro Paese una rete nazionale per le cure palliative e la terapia del dolore da realizzarsi attraverso la ricognizione delle strutture dedicate all'assistenza palliativa già esistenti in ogni singola regione o provincia autonoma assicurando, in tal modo, l'integrazione tra assistenza residenziale, domiciliare e altri livelli assistenziali socio-sanitari erogati nei vari ambiti territoriali.
I lavori preparatori del provvedimento, che oggi voteremo, sono stati improntati al dialogo e al miglioramento costruttivo in Commissione. Tale approccio sarà da me preso a modello anche sulla cosiddetta dichiarazione anticipata di trattamento, che da luglio si trova all'esame della nostra Commissione.
Ricordo che il provvedimento in esame affronta un tema, quello dell'assistenza continua e globale dei malati bisognosi di cure palliative, caratterizzato da innumerevoli implicazioni, in particolare dal punto di vista umano. Lo scopo principale delle cure palliative è quello di migliorare la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie, che si trovano ad affrontare le problematiche associate a malattie inguaribili, fornendo sollievo dal dolore e da altri gravi sintomi. In Italia, infatti, muoiono ogni anno 160 mila persone a causa di una malattia neoplastica e la maggior parte di esse necessita di un piano personalizzato di cura ed assistenza, in grado di garantire la migliore qualità di vita residua. Tale fase, comunemente definita fase terminale, non è tuttavia esclusiva della malattia oncologica, ma rappresenta una costante della fase finale di vita di persone affette da malattie ad andamento evolutivo spesso cronico a carico di numerosi apparati ed organi. La sofferenza fisica di alcuni pazienti è evitabile tramite la somministrazione di trattamenti farmacologici e questo va senz'altro a favore della qualità della vita. Questo provvedimento non fa bene solo al malato, ma anche ai suoi familiari, perché attraverso le cure di fine vita, l'assistenza domiciliare e la formazione del personale specializzato, garantisce maggiore attenzione alle dimensioni psicologiche e di tutela familiare.
Infine, fa bene anche al Servizio sanitario nazionale, in quanto attualmente l'offerta palliativa è insufficiente e sostituita da un inappropriato ricorso all'ospedale, con costi molto superiori a quelli necessari a coprire tutte le cure palliative.
Dobbiamo anche dire che non si tratta di un provvedimento spot, che enuncia dei principi e delle direttive, ma vengono stanziati fondi con piena copertura finanziaria, a dimostrare quanto sia importante per la maggioranza questa legge, cara onorevole Livia Turco.
Siamo di fronte, quindi, ad una platea di cittadini molto vasta alla quale è necessario dare una risposta certa e concreta in termini di parità di accesso alle cure palliative, procedure più semplici per la prescrizione dei farmaci per combattere il dolore, estensione della rete degli hospicePag. 24sull'intero territorio nazionale, presa in carico totale del paziente con malattie in fase avanzata.
Sono questi, infatti, alcuni degli obiettivi più importanti da raggiungere per assicurare nel nostro Paese non solo il trattamento efficace e tempestivo del dolore nelle malattie in fase avanzata, ma anche l'adeguata assistenza sanitaria e psicologica di pazienti. In poche parole, cari colleghi, si garantisce dignità alla morte, accompagnando i malati gravi o terminali ad una fine vita senza dolore. È una scelta di civiltà.
Questa legge avvicinerà, dunque, l'Italia alla media dei Paesi europei più avanzati, visto che oggi ben l'80 per cento dei malati oncologici muore ancora in ospedale, lontano dalla famiglia e solo in una minoranza dei reparti ospedalieri si provvede ad una corrente misura del dolore come parametro vitale.
Mentre per un cattolico la vita è sacralità, per un laico come me la vita è sempre meravigliosa ed è per questo che va vissuta fino alla fine. Per tali principi lo sviluppo della lotta al dolore e l'offerta di cure palliative di fine vita devono essere priorità dei servizi socio-sanitari.
D'altronde, vi è già l'insegnamento tradizionale della Chiesa cattolica; fin dal 24 febbraio 1957, Pio XII, nel discorso al primo Congresso alla società italiana di anestesiologia - entrato nel codice etico degli anestesisti - affermò che per combattere il dolore, se non esistono altri mezzi, è lecito l'uso dei narcotici, anche all'avvicinarsi della morte ed anche se si prevede che l'uso dei narcotici abbrevierà la vita del malato. Lo diceva Pio XII.
Oggi, fortunatamente, esistono altri mezzi e comunque esiste tutta una trattatistica sugli effetti tossici dei farmaci e sul modo di controllarli, tanto che vi sono esperienze secondo le quali il controllo del dolore si risolve in molti casi persino in un allungamento della vita.
Poiché il fine della cura non è soltanto la guarigione, ma anche l'eliminazione e la riduzione del dolore, si comprende la differenza sostanziale tra l'uccisione per far cessare la sofferenza ed il somministrare sostanze analgesiche, anche se da ciò possa derivare il rischio di un abbreviamento della vita.
Molti altri interventi comportano questi rischi: un'operazione chirurgica può non riuscire ed avere così l'unico effetto di indebolire l'organismo, spesso succede anche che si muoia sotto ai ferri e magari tale possibilità era stata ipotizzata, anche se evidentemente non voluta. Alcuni farmaci possono avere conseguenze collaterali negative su certi organi.
Si comprende, perciò, la saggezza dell'insegnamento tradizionale della Chiesa cattolica: non c'è alcun imbarazzo per il gruppo PdL a trovarsi, su tesi rilevanti, in grande sintonia con la Chiesa cattolica, così come con altre confessioni.
La maggioranza ed il Governo vogliono fare quest'oggi una buona legge che ci consente anche di riequilibrare le situazioni che si sono create nelle varie regioni. Cari colleghi, oggi ogni regione utilizza i fondi per le cure palliative a suo uso e discrezione, tanto che ci troviamo in una situazione di eccellenza per alcune regioni del nord - come Lombardia, Piemonte e Veneto - e un vero e proprio deserto nelle regioni disastro del sud, guarda caso soprattutto quelle governate dalla sinistra.
Altre regioni, come la Toscana e l'Umbria, puntano soprattutto al business della formazione ed aggiornamento del personale. Questo è il vero peccato originale di chi ha modificato il Titolo V della Costituzione.
LUCIO BARANI. Colleghi, in tutti noi è presente uno spirito bambino anche a cento anni di età, perché è il soma, il fisico, che invecchia, ma non lo spirito che rimane sempre quello che avevamo nella fanciullezza.
Per parafrasare un verso di una famosa poesia, Pianto antico, con questo voto cogliamo la vita dall'albero a cui tende la pargoletta mano il fanciullo che è in tutti noi, perché la vita è autenticamente meraviglia e tale deve essere vissuta fino alla fine.
PRESIDENTE. Onorevole Barani, la prego di concludere.
LUCIO BARANI. Per queste alte motivazioni il gruppo del Popolo della Libertà voterà favorevolmente sul provvedimento in esame sulle cure palliative e la terapia del dolore e, al contrario dell'onorevole Livia Turco, abbiamo la speranza che il Senato della Repubblica la possa licenziare immediatamente, così com'è senza modificarla, così come è stata fatta con competenza e sensibilità dalla Camera dei deputati.
PRESIDENTE. Onorevole Barani, dovrebbe concludere.
LUCIO BARANI. Infine, cari colleghi, mi permetterete un grazie ed una preghiera. Il grazie va al primo relatore di questa prima legge che è il collega Umberto Scapagnini. La preghiera è di vedere il collega Scapagnini ritornare al più presto in mezzo a noi, perché il suo sorriso e la sua cultura ci mancano tanto (Applausi).
GIUSEPPE PALUMBO, Relatore. Chiedo di parlare.
GIUSEPPE PALUMBO, Relatore. Signor Presidente, anch'io evidentemente mi associo al saluto che tutti quanti abbiamo rivolto tutti quanti al collega e mio amico carissimo Umberto Scapagnini, che speriamo di rivedere al più presto qui in Italia (Applausi). Vorrei concludere ringraziando tutti i membri della Commissione, oltre al Comitato dei nove, di maggioranza e di opposizione, che hanno lavorato insieme nella stesura di questo provvedimento per cui alla fine siamo potuti arrivare ad un testo condiviso. Poche volte si riesce a fare ciò in quest'Aula.
Infine, vorrei rivolgere anche un ringraziamento particolare al Governo che ci è stato vicino in tutta la stesura del provvedimento con i suoi suggerimenti e il suo aiuto. Da ultimo, vorrei ringraziare gli uffici, in particolare quelli della XII Commissione, che veramente hanno lavorato tanto per la stesura del provvedimento e anche a quelli della V Commissione, dal momento che anch'essi hanno lavorato perché questo provvedimento riuscisse ad ottenere determinati finanziamenti.
Si tratta di un provvedimento di civiltà, che segna un grosso passo avanti per la nostra nazione, a cui spero ne seguano degli altri, con lo stesso spirito con cui è stato licenziato questo (Applausi).
(Coordinamento formale - A.C. 624-A ed abbinate)
(Votazione finale ed approvazione - A.C. 624-A ed abbinate)
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul testo unificato delle proposte di legge n. 624-A ed abbinate, di cui si è testé concluso l'esame.
Onorevole Coscia... onorevole Porcino... onorevole Osvaldo Napoli... Presidente Buttiglione... onorevole Benamati...
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Applausi - Vedi votazionia ).
(Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore) (624-635-1141-1312-1738-1764-ter-1830-1968-ter-A):
Sull'ordine dei lavori (ore 12,20).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dovremmo ora passare al seguito dell'esame del disegno di legge comunitaria per il 2009 e della relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2008.
MARIO PESCANTE, Presidente della XIV Commissione. Chiedo di parlare.
MARIO PESCANTE, Presidente della XIV Commissione. Signor Presidente, parlo in qualità di presidente della Commissione politiche dell'Unione europea per rivolgerle una richiesta condivisa dai gruppi che fanno parte della Commissione. Noi siamo reduci - mi lasci adoperare un termine che mi è familiare - da una vera e propria maratona che ci ha consentito di recuperare il tempo perduto per l'approvazione della legge comunitaria 2008 e per l'avvio del dibattito sul 2009. Devo dire, come è stato rilevato anche dai colleghi, che l'approvazione della comunitaria 2008 è avvenuto in un clima di estrema collaborazione in sede di Commissione, molto positivo e proficuo nel dibattito in Aula. Credo che esistano gli stessi presupposti per affrontare anche la comunitaria 2009 con lo stesso clima e con la stessa speditezza.
Il problema, gentile Presidente, è che c'è l'indisponibilità del Ministro Ronchi colto da una di queste influenze che stanno imperversando, di ceppo assolutamente benigno e provvisorio. Le chiedo pertanto, a nome anche dei gruppi della Commissione, tenuto conto della delicatezza politica del tema e anche della sua attualità poiché siamo alla vigilia del referendum irlandese per ratificare il Trattato di Lisbona, di rinviare la discussione del provvedimento e una volta riottenuta la disponibilità del Ministro Ronchi di procedere, glielo posso assicurare, con molta speditezza (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
PRESIDENTE. Ci associamo agli auguri di pronta guarigione oltre che per il Ministro anche per l'onorevole Scapagnini.
PIER FERDINANDO CASINI. Signor Presidente, naturalmente non abbiamo alcuna obiezione ai rilievi e alla proposta che formula il presidente della Commissione, tra l'altro ci associamo agli auguri per il Ministro. Faccio notare ai colleghi molto sommessamente che il Parlamento viene rappresentato ormai in termini abituali come un impiccio e una perdita di tempo. Oggi è mercoledì, ore 13, vorrei capire come procedono i lavori durante la giornata, perché ci lamentiamo che il Parlamento fa perdere tempo all'esecutivo ma noi abbiamo lavorato un giorno e qualche ora. Vedo questa cosa con terrore rispetto all'immagine del Parlamento. Ormai da diverse settimane, anche a luglio, questo Parlamento non ha provvedimenti da affrontare; ciò non avviene per caso, ma perché o il Governo non li presenta o l'iniziativa parlamentare è insufficiente rispetto alle esigenze del Paese.
Noi siamo sempre pronti a vedere tutti i limiti delle lungaggini parlamentari davanti ad un Parlamento che lavora sempre di meno: per me questo è un elemento di preoccupazione per cui mi faccio carico, per quanto riguarda il mio gruppo, di proporre alla Presidenza che per le prossime settimane si utilizzi un calendario che abbia almeno tre giorni di lavoro, perché questo è il minimo. Abbiamo iniziato Pag. 27la legislatura, lo ha fatto il Presidente Fini, dicendo che bisogna lavorare di più, mentre lavoriamo molto di meno rispetto a quanto si è fatto nelle passate legislature, davanti ad un Paese che ha problemi sempre più rilevanti. Questa è una forbice grave che si è aperta e che rischia veramente di metterci fuori dal comune sentire della gente e dei cittadini italiani (Applausi dei deputati dei gruppi Unione di Centro, Partito Democratico e Italia dei Valori).
PRESIDENTE. Presidente Casini, lei sa bene che la sede nella quale questo problema potrà essere affrontato è la Conferenza dei presidenti di gruppo. Intanto i presidenti di Commissione sanno che ne potranno approfittare, a partire da questo pomeriggio, per un lavoro che non è meno importante di quello dell'Aula.
Il seguito dell'esame del disegno di legge comunitaria 2009 e della relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2008 avrà quindi luogo nel corso della prossima settimana, a partire dalla seduta di martedì 22 settembre 2009.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Brancher, Brugger, Colucci, Cosentino, Cota, Donadi, Lombardo, Lo Monte, Martini, Mazzocchi, Pescante, Soro, Valducci e Vito sono in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, il Ministro della difesa ed il Ministro per i rapporti con il Parlamento.
(Misure a favore delle donne lavoratrici e della conciliazione dei tempi di lavoro e di cura della famiglia - n. 3-00653)
PRESIDENTE. L'onorevole Mura ha facoltà di illustrare l'interrogazione Donadi n. 3-00653, concernente misure a favore delle donne lavoratrici e della conciliazione dei tempi di lavoro e di cura della famiglia (Vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata), di cui è cofirmataria.
SILVANA MURA. Signor Presidente, signor Ministro, purtroppo l'Italia è all'ultimo posto nella classifica europea per il livello di occupazione femminile. Nel nostro Paese solo il 50,8 per cento delle donne in età lavorativa ha un'occupazione; sono più di 7 milioni le donne italiane che vorrebbero e potrebbero lavorare, ma sono disoccupate. Le donne che lavorano, inoltre, sono costrette a subire un trattamento diverso dagli uomini: diversa è la retribuzione economica, diversa è la possibilità di carriera, diverse sono le ore giornaliere lavorate. Chiaramente queste diversità devono intendersi a svantaggio delle lavoratrici italiane.
Poiché il Governo ha deciso di innalzare a sessantacinque anni l'età pensionabile delle lavoratrici, l'Italia dei Valori con questa interrogazione vuole sapere se i risparmi ottenuti da questa misura saranno tutti destinati ad incentivare concretamente l'occupazione femminile, tanto più per rispettare gli accordi comunitari che impongono all'Italia di raggiungere la soglia del 60 per cento di occupazione femminile entro il 2010.
MAURIZIO SACCONI, Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Signor Presidente, il Governo accoglie la sollecitazione dell'interrogante in quanto è assolutamente necessario alzare il livello di inclusione delle donne nel mercato del lavoro, oltre che creare condizioni di parità di trattamento. Peraltro, è bene ricordare che le riforme Treu e Biagi hanno determinato risultati significativi nell'incremento del tasso di occupazione femminile: se noi consideriamo l'andamento medio dell'occupazione nel 2002, anno precedente l'entrata in vigore della cosiddetta «legge Biagi», e lo confrontiamo con l'ultimo dato medio annuo, quello del 2008, riscontriamo ben 800 mila occupate in più nel nostro mercato del lavoro. Dunque, l'occupazione femminile è cresciuta di più, con un tasso di crescita quasi doppio rispetto a quella maschile, così come nel periodo più recente, nel contesto della crisi, fortunatamente l'occupazione femminile è scesa meno di quella maschile.
Tuttavia, dobbiamo andare avanti e non fermarci a ciò, soprattutto con riferimento alle politiche di conciliazione che consentono cioè di conciliare tempo di lavoro e tempo di famiglia, che riguardano non solo le donne, anche gli uomini, ma in modo particolare certamente le donne. Il piano di conciliazione che stiamo presentando, che ho annunciato in più sedi e ribadisco oggi con la collega Carfagna, si orienta soprattutto verso due obiettivi: la rimodulazione degli orari di lavoro convocando le parti sociali e con esse cercando di promuovere un accordo cosiddetto interconfederale, cornice, che favorisca nella contrattazione collettiva il passaggio ad orari quanto più flessibili, utili a conciliare i tempi del lavoro con i tempi della famiglia, anche attraverso accordi individuali nell'ambito di accordi collettivi.
L'altro obiettivo è quello di far crescere drasticamente i servizi di cura all'infanzia, come i servizi di cura alla non autosufficienza. Essi sono - se mi consente correggo un po' il dato - l'11,7 per cento - è vero - in Italia, tutti compresi, mentre il dato medio europeo può essere stimato al 28 per cento circa, non al 90, non è così in Europa, purtroppo, ma certamente siamo lontani. Allora vogliamo diffondere soprattutto i nidi familiari, le mamme di giorno, quei servizi che possono cresce drasticamente attraverso soprattutto la semplice remunerazione di questa prestazione attraverso il voucher.
Si tratta del buono prepagato il cui numero è già arrivato oggi a ben due milioni di buoni venduti (ciascuno del valore di 10 euro) e che può favorire il rapporto tra le mamme che vogliono lavorare e quelle si rendono disponibili a questa funzione di cura.
Concludendo, i servizi di cura per la non autosufficienza crescono là dove i modelli sociosanitari diventano sociosanitari assistenziali ridimensionando, come è giusto che sia, le funzioni ospedaliere generaliste per liberare le funzioni territoriali tra le quali, fondamentali, quella dell'assistenza domiciliare o comunque della risposta plurale ai servizi di cura.
MAURIZIO SACCONI, Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Un'ultimissimo aspetto è che non sono esatti i dati sul fondo sociale perché era il Governo Prodi ad avere già declinato fino al 2009 quell'andamento a scendere.
PRESIDENTE. La ringrazio Ministro. L'onorevole Mura, ha facoltà di replicare.
SILVANA MURA. Signor Presidente, signor Ministro la ringrazio della sua risposta ma a nome dell'Italia dei Valori e soprattutto come donna non posso certo essere soddisfatta. Le statistiche ci dicono che nel mondo del lavoro in Italia esiste una disparità tra uomo e donna tanto drammatica quanto inaccettabile. Le lavoratrici dipendenti guadagnano il 22 per cento in meno rispetto ai loro colleghi uomini e se poi andiamo a paragonare la Pag. 29retribuzione di lavoratori e lavoratrici autonomi vediamo che questa percentuale sale al 27 per cento.
In compenso, però, le donne lavorano molto di più dei loro colleghi uomini se si somma all'orario di lavoro quello dedicato alla cura della famiglia. Le statistiche ci dicono, dunque, che le donne italiane lavorano in media dodici ore e quarantasei minuti. Noi passiamo la vita a lavorare, l'intera giornata, dedicando sette ore e ventisei minuti all'attività lavorativa e cinque ore e venti minuti a quella familiare, contro l'ora e mezza che in media gli uomini dedicano all'attività domestica.
Troppe sono le donne che escono dal mondo del lavoro io direi a causa della maternità: più di una lavoratrice su nove lascia il suo posto di lavoro dopo la nascita del primo figlio. Quindi, c'è estrema urgenza di interventi mirati che consentano alle donne di conciliare i tempi del lavoro con quelli della famiglia e lo ha detto anche lei, però ci vogliono dati certi, non solo slogan. Serve dare vita ad una politica che incentivi le imprese ad assumere donne e che preveda detrazioni fiscali per le lavoratrici che hanno figli. Si deve dare un forte impulso alla costruzione di asili nido pubblici e aziendali, però bisogna costruirli davvero e non raccontare che si costruiranno.
Signor Ministro, questo Governo si è mosso nella direzione opposta e non ha fatto nulla di tutto ciò ma ha tagliato, tagliato, e ancora tagliato i fondi stanziati dal Governo Prodi. Lei diceva che i dati sono sbagliati, ma comunque voi avete tagliato lo stesso i fondi per le politiche per la famiglia, per quelle giovanili e per quelle sociali. Inoltre, la riforma della scuola che ha tagliato il tempo pieno renderà ancora più difficile per milioni di mamme lavorare e occuparsi dei figli.
SILVANA MURA. In conclusione, le donne italiane la ringraziano per la coerenza che ha dimostrato e anche per quello che aveva scritto nel Libro bianco (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
(Articolazione e sviluppi dell'iniziativa del Ministero della difesa relativa allo svolgimento di stage destinati ai giovani presso le caserme - n. 3-00654)
PRESIDENTE. L'onorevole Luciano Rossi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00654, concernente articolazione e sviluppi dell'iniziativa del Ministero della difesa relativa allo svolgimento di stage destinati ai giovani presso le caserme (Vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata).
LUCIANO ROSSI. Signor Presidente, signor Ministro, è chiaro che la mia interrogazione condivisa dall'onorevole Baldelli - che chiaramente ringrazio - vuole evidenziare una lodevole iniziativa che è in corso in queste ore e che riguarda ragazze e ragazzi tra i diciotto e i venticinque anni. Sono 45 ragazze e 100 ragazzi che sono inseriti nel programma Pianeta difesa, un'iniziativa senz'altro importante che merita attenzione e comunemente conosciuta come mini-naja. Su questo argomento chiaramente noi chiediamo di conoscere quale sia l'effettiva articolazione di questi stage nell'ambito delle Forze armate e quali siano gli sviluppi futuri che certamente noi auguriamo siano molto positivi e molto proficui in termini di iniziative e di contenuti.
IGNAZIO LA RUSSA, Ministro della difesa. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio per questa interrogazione che mi dà la possibilità di confermare che, come ho desiderato sin dall'inizio del mio mandato, parte, sia pure solo in via sperimentale, quella che lei ha definito la «mini-naja», che, in realtà, è uno stage al momento di durata di soli quindici giorni - io mi auguro che a regime possa diventare di trenta giorni - che ha un obiettivo preciso: quello, in una fase in cui non esiste più l'esercito di leva, ma c'è solo l'esercito volontario professionale, che ben Pag. 30ci fa figurare nel mondo, di avvicinare i giovani ai valori che promanano dalle Forze armate. Per offrire ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze l'opportunità di familiarizzare con ciò che rappresenta la vita militare, abbiamo scelto gli alpini, che, come tutti sanno, costituiscono un corpo che ha un forte legame con il territorio, dovuto anche alla capacità di solidarietà e di volontariato. In estrema sintesi, in questi quindici giorni i ragazzi: non acquisiscono lo status militare, anche se dopo potranno essere considerati soci aggregati all'associazione nazionale alpini, e svolgeranno attività teoriche, che comprenderanno, tra l'altro, nozioni di ordinamento e regolamenti delle Forze armate, attività di cooperazione militare e procedure che regolano i rapporti tra Forze armate e protezione civile, educazione sanitaria e medicina del lavoro, ma svolgeranno anche attività ginnico-militari, addestramento, movimento, orientamento in ambiente montano, sopravvenienza, primo soccorso, prevenzione antincendio, attività ginnico-sportiva e difesa personale e, sia pure senza avere compiti che comportino attività di fuoco, quindi questa è esclusa, faranno una sessione di conoscenza e familiarizzazione anche con le armi individuali.
A questa edizione, come lei ha già detto, partecipano quarantacinque ragazze e cento ragazzi e credo che saranno gli apripista. In un futuro breve, sempre con il compito di far loro sentire vivamente quali sono i valori che promanano dalle Forze armate, valori di amore per la patria, per le nostre istituzioni, ma anche di preparazione al volontariato, dopo questa esperienza con gli alpini, abbiamo previsto di allargare. Vedremo i fondi che avremo a disposizione, ma sicuramente i primi nella lista sono i paracadutisti sia della Folgore che del Tuscania ed anche, nella marina, i giovani e le ragazze del San Marco.
PRESIDENTE. L'onorevole Luciano Rossi ha facoltà di replicare.
LUCIANO ROSSI. Signor Ministro, mi complimento con lei per aver mantenuto fede ad un impegno che aveva pubblicizzato durante il grande raduno di Latina. È un esempio di concretezza, un esempio del fare: avvicinare i nostri giovani, le nostre ragazze e i nostre ragazzi, alle Forze armate e ai valori che le hanno da sempre contraddistinte credo che sia meritevole di apprezzamento a tutti livelli. Non c'è dubbio che è anche un'opportunità per le Forze armate di farsi conoscere ancora meglio, quindi è un percorso culturale nelle due direzioni e dunque un elemento di grandissimo valore.
Non c'è dubbio che averlo avviato con le storiche Penne nere protagoniste, per poi vedere protagonisti, con l'impegno che lei mi ha comunicato, i ragazzi e le ragazze della Folgore e successivamente dei Marò, cioè di tutti coloro che hanno da sempre portato alto l'onore del nostro Paese con dedizione e professionalità nelle missioni di pace nel mondo - lo fanno con dedizione assoluta - sia un elemento di straordinaria importanza e valenza culturale.
Proprio per questo, signor Ministro, mi complimento. È lo spirito che sta certificando la volontà precisa del suo e del nostro Governo a sostegno delle Forze armate. Posso aggiungere che, come componente della IV Commissione difesa, ai lavori della quale chiaramente mi onoro di partecipare, c'è finalmente un clima di condivisione, nelle diversità tra maggioranza e opposizione, nel percorso di valutazione e approfondimento nei confronti delle Forze armate. Credo che questo sia un raggiungimento importante dei livelli culturali, che personalmente mi danno grande soddisfazione. Dunque, mi dichiaro estremamente soddisfatto non solo della risposta, ma dell'impegno che lei ha voluto certificare (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
(Finalità e costi del progetto «pianeta difesa» - n. 3-00655)
PRESIDENTE. L'onorevole Gidoni ha facoltà di illustrare l'interrogazione Cota n. 3-00655, concernente finalità e costi del Pag. 31progetto «pianeta difesa» (Vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata), di cui è cofirmatario.
FRANCO GIDONI. Signor Presidente, anche il gruppo della Lega Nord aveva focalizzato la propria attenzione per questo question-time sull'analoga iniziativa della cosiddetta mini-naja, che è stata oggetto anche del precedente quesito posto dagli onorevoli Rossi e Baldelli. Abbiamo apprezzato, evidentemente, questa iniziativa, partita con i ragazzi del VI reggimento alpini di San Candido e in collaborazione con l'Associazione nazionale alpini.
Quello che chiedevamo nella nostra interrogazione era di sapere quali siano l'ampiezza e le finalità di questo progetto «pianeta difesa» e le ragioni che hanno portato l'amministrazione militare a scegliere per l'esperimento pilota il Corpo degli alpini e ad affidare all'Associazione nazionale alpini il compito di selezionare i giovani ammessi all'iniziativa.
IGNAZIO LA RUSSA, Ministro della difesa. Signor Presidente, siccome, a differenza di quello che avviene di solito, ho risposto un po' a braccio, ho mischiato la risposta delle due interrogazioni che erano sullo stesso tema. Onorevole Gidoni, come lei ha ben ricordato, i ragazzi sono attualmente - l'iniziativa è già partita - al VI reggimento alpini di stanza a Brunico, provincia di Bolzano. Si tratta di un reparto d'élite, attualmente non impegnato nelle missioni internazionali e, come abbiamo già detto, l'attività di questa mini-naja, di questo stage, prevede un'attività addestrativa teorica e pratica.
Il costo: devo dire che l'Associazione nazionale alpini, che abbiamo scelto per i motivi che ho detto prima, per il suo radicamento nel territorio e per la sua attività di volontariato, a cui abbiamo affidato la selezione dei 150 giovani (l'iniziativa ha avuto un numero dieci volte più grande di richieste a cui era allegato un certificato di sana e robusta costituzione) e che ringrazio, ha svolto questo compito di selezione in maniera assolutamente gratuita. Ad essa va, quindi, un plauso speciale.
Cosa costa a noi? Al bilancio non costa un solo euro aggiuntivo. Intendo dire che il costo del «pianeta difesa», di questa operazione sperimentale, non è finanziato con soldi extra rispetto al bilancio normale.
Abbiamo fatto dei risparmi in altri campi e abbiamo comunque stimato che il costo sia di 455 mila euro complessivi, compresi gli straordinari che diamo ai militari che fanno azione di addestramento, di istruttori e così via. È un'indicazione teorica, ripeto, però non incide sul bilancio in maniera da determinare un maggiore esborso. È nell'ambito del finanziamento che già era normale per le Forze armate nel bilancio della difesa.
Sul resto, ho già risposto. Devo dire, però, qualcosa di più sugli alpini: abbiamo scelto per primi gli alpini perché hanno, più di altri, registrato una difficoltà a incrementare la propria Associazione, perché vi sono meno ragazzi, non essendoci più il servizio di leva, che finiscono di fare l'alpino e che si possono iscrivere.
In più, avviene che molti alpini oggi non sono più delle valli che costituivano tradizionalmente il loro serbatoio. È un fatto bello, sono di ogni parte d'Italia; solo che, finito il loro periodo, tornano a casa e nella zona tipica degli alpini rimangono meno giovani.
Abbiamo perciò detto che questa prima selezione, ma sarà sempre così con gli alpini, non è che sia riservata ai giovani di quella zona, ma sia per le regioni che hanno normalmente un minor gettito di volontari professionisti.
La priorità, cioè, viene data a quelle regioni che esprimono minori candidati a fare il soldato di professione in maniera volontaria. Devo dire, e concludo, che approfitto dell'occasione per rivolgere comunque alle Forze armate, ai giovani impegnati, ai loro istruttori e a quelli che Pag. 32sono nelle missioni, che costituiscono il punto di riferimento morale, un ringraziamento e un saluto.
PRESIDENTE. Signor Ministro, ci uniamo al suo saluto e al suo ringraziamento. L'onorevole Gidoni ha facoltà di replicare.
FRANCO GIDONI. Signor Ministro, intanto, proprio per quello spirito di ampia collaborazione che la Commissione di cui faccio parte anch'io, la Commissione difesa, già citata dal collega Rossi, ha nei suoi confronti, avremmo magari gradito una comunicazione in Commissione...
IGNAZIO LA RUSSA, Ministro della difesa. L'avevo fatta a suo tempo!
FRANCO GIDONI. Sì, era stato oggetto di una precedente informativa.
Ci fa piacere ovviamente che sia partito dal Corpo degli alpini, e naturalmente la Lega è sensibile a quanto lei ha detto sulla preoccupazione che tale Corpo vada lentamente a morire; come lei sa, è stato oggi raggiunto un accordo per una proposta di legge atta proprio ad incentivare la leva alpina. Condividiamo, quindi, la sua decisione di iniziare tale sperimentazione proprio con il Corpo degli alpini.
Facciamo riferimento anche a quanto ha dichiarato il comandante del IV Corpo d'Armata, il generale Primicerj, il quale dice che l'obiettivo non è certamente quello di avere nuovi volontari, e ciò ci rende dunque anche coscienti che in questo momento non abbiamo un problema contingente di domande di volontariato nei confronti del nostro Esercito. Sempre con riferimento a quanto dichiarato dal generale, condividiamo veramente anche l'obiettivo, che è quello di far capire a questi giovani qual è lo spirito alpino e cosa vuol dire vivere in montagna, quali sono gli insegnamenti che se ne possono trarre, anche proprio come scuola di vita.
Restano da seguire, al di là di questo esperimento, tutta una serie di argomenti: come le è ben noto, il nostro modello di difesa attualmente prevede la sospensione della leva, e ci auguriamo, signor Ministro, che nel corso della legislatura vi possa essere su di esso un momento di confronto e di decisione.
(Iniziative volte a destinare ulteriori risorse finanziarie per completare il piano di ricostruzione relativo al territorio della provincia di Catania, colpito dall'eruzione vulcanica dell'ottobre 2002 - n. 3-00656)
PRESIDENTE. L'onorevole Commercio ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00656, concernente iniziative volte a destinare ulteriori risorse finanziarie per completare il piano di ricostruzione relativo al territorio della provincia di Catania, colpito dall'eruzione vulcanica dell'ottobre 2002 (Vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata).
ROBERTO MARIO SERGIO COMMERCIO. Signor Presidente, signor Ministro, l'interrogazione fa riferimento ancora una volta all'evento calamitoso che ha interessato nell'ottobre 2002 un comprensorio di tredici comuni della provincia di Catania, causando ingenti danni a strutture pubbliche e private in un'area geografica ad altissimo rischio sismico e ad alta densità abitativa; e segue quella del 10 febbraio 2009, proprio durante un question time, in cui il Governo nel rispondere rassicurava l'interrogante che si sarebbe tempestivamente impegnato al fine di consentire il completamento dell'intero patrimonio abitativo danneggiato e delle opere pubbliche finanziate.
Interroghiamo il Governo per conoscere lo stato dell'arte, atteso che ad oggi il finanziamento disponibile non copre in gran parte il ripristino delle abitazioni danneggiate, che sono attualmente nella disponibilità dei proprietari, e per il 15 per cento le abitazioni che non sono nella disponibilità dei proprietari, in quanto totalmente inagibili; nonché tutta una serie misure che riguarderebbero la viabilità primaria e secondaria, e vie di fuga per un'area, come ho già precedentemente Pag. 33detto, ad altissimo rischio sismico, che fino a ieri ha fatto preoccupare gli abitanti del luogo.
ELIO VITO, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, correttamente l'onorevole Commercio ha ricordato che questo tema è stato affrontato in una seduta di question time dello scorso febbraio. Intendo naturalmente confermare l'impegno del Governo, che è stato ribadito anche recentemente con un altro atto parlamentare, in sede di discussione del decreto-legge cosiddetto «milleproroghe», con l'approvazione da parte del Governo di un ordine del giorno, sempre a firma dell'onorevole Commercio, di valutare positivamente l'intendimento di ripristinare gli interi fondi economici e di raggiungere l'obiettivo di ripristino del 100 per cento delle strutture danneggiate dall'evento calamitoso, nonché di approntare tutti gli altri interventi finalizzati alla prevenzione e alla messa in sicurezza delle infrastrutture della zona.
L'onorevole Commercio ricorderà che nella seduta del febbraio scorso avevamo dato conto dell'iniziativa del Presidente del Consiglio dei ministri del gennaio scorso, con la quale era stato confermato al presidente della regione Sicilia il compito di commissario delegato fino al 31 dicembre 2009 per tutte le attività da porre in essere per il completamento degli interventi e per il ritorno alla normalità in seguito agli eventi sismici del 2002.
Non posso che confermare anche il favore con il quale il Governo valuterebbe eventuali iniziative legislative dotate della giusta copertura finanziaria, che potrebbero anche contribuire al raggiungimento dell'obiettivo dichiarato nell'interrogazione. La Ragioneria dello Stato ha rappresentato che le risorse fin qui stanziate ammontano a 260 milioni di euro e correttamente l'onorevole Commercio ha ricordato come sono stati già finanziati interventi di opere pubbliche e private per circa 135 milioni di euro.
Intendo cogliere l'occasione, signor Presidente, per informare l'onorevole Commercio e l'Assemblea che il Dipartimento della protezione civile ha recentemente ricevuto da parte del sindaco del comune di Santa Venerina in provincia di Catania, con una nota del luglio scorso, la persistente carenza di risorse finanziarie da destinare proprio al completamento della ricostruzione degli immobili danneggiati dal sisma e che il Dipartimento della protezione civile ha prontamente inviato al commissario delegato, il Presidente della regione siciliana, una nota per conoscere quali iniziative si intendono intraprendere in favore di detto comune di Santa Venerina, ricordando appunto che con il 31 dicembre 2009 si dovranno concludere le attività commissariali e, in particolare, dovranno essere definiti tutti i profili anche inerenti al personale assunto dai comuni per fronteggiare l'emergenza.
ROBERTO MARIO SERGIO COMMERCIO. Ringrazio il signor Ministro per la risposta puntuale che ha dato. Sono a conoscenza del fatto che il governatore della regione Sicilia, l'onorevole Lombardo, ha già interessato il CIPE per una richiesta volta ad approntare le risorse necessarie al completamento degli interventi nella zona che interessa i tredici comuni. Prendo atto, signor Ministro, che vi è la disponibilità da parte del Governo anche a predisporre ulteriori misure, in quanto nei tredici comuni si registra allarme, soprattutto da parte degli amministratori: da qualche mese non giungono infatti da parte del Governo centrale segnali che possano far ben sperare nel completamento degli interventi di cui abbiamo parlato.
Nel compiacermi per quanto è stato fatto e si sta facendo in Abruzzo, non posso che sperare che il Governo vorrà dimostrare la stessa determinazione per la provincia di Catania, per questi tredici comuni che interessano, come abbiamo detto anche nella nostra interrogazione, Pag. 34migliaia di cittadini che ancora oggi non hanno potuto fare ritorno nelle proprie abitazioni.
(Iniziative relative ai recenti eventi calamitosi che hanno colpito il territorio del Gargano e per la messa in sicurezza delle aree montane e dei bacini idrici - n. 3-00657)
PRESIDENTE. L'onorevole Cera ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00657, concernente iniziative relative ai recenti eventi calamitosi che hanno colpito il territorio del Gargano e per la messa in sicurezza delle aree montane e dei bacini idrici (Vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata).
ANGELO CERA. Signor Presidente, signor Ministro, nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 i comuni di San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo sono stati colpiti da uno straordinario evento, un nubifragio che ha profondamente segnato sia il territorio sia l'economia locale. San Marco in Lamis tra l'altro piange anche una vittima, un suo concittadino che è stato trasportato dalle onde furiose causate dal maltempo nella vallata per oltre tre chilometri. L'economia di San Giovanni Rotondo, insieme a quella di San Marco in Lamis, è oramai azzerata in quanto tutte le piccole e medie imprese (quelle che si trovavano nella zona artigianale) sono state totalmente colpite e distrutte.
Il territorio di San Marco in Lamis, comune ad alto rischio sismico e idrogeologico così come dallo stesso Governo nazionale dichiarato, è fortemente colpito nel proprio territorio e nella propria struttura orografica. Con questa interrogazione vogliamo capire che cosa il Governo intende fare con urgenza.
ELIO VITO, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, darò conto delle iniziative assunte, e di quelle che il Governo intende assumere, precisando che su questo, naturalmente, vi è un concerto di responsabilità che riguarda anche gli enti locali.
Come ha correttamente evidenziato e ricordato l'onorevole Cesa, il 12 settembre scorso, si sono verificati degli straordinari eventi di precipitazione nei comuni della provincia di Foggia: San Giovanni Rotondo (il più interessato), San Marco in Lamis e Manfredonia. In particolare, a San Giovanni Rotondo sono state registrate precipitazioni pari 229,2 millimetri nelle ventiquattr'ore. Tali valori risultano superiori ai massimi storici mai registrati in tali zone. Queste precipitazioni hanno interessato questi comuni e tutta la provincia di Foggia, e hanno visto lo straordinario operato - riconosciuto da tutti - delle strutture della protezione civile che, comunque, non potevano impedire i danni che vi sono stati e la perdita di una vita umana, per la quale mi associo, a nome del Governo, alle parole di cordoglio che sono state espresse dall'onorevole Cera.
Di fronte a tali situazioni, naturalmente, viene richiamata la necessaria azione a difesa del territorio da parte dei comuni interessati, delle province e delle regioni, con l'ausilio del Governo. Sicuramente, da questo punto di vista, il Governo intende sostenere tutte le iniziative che potranno fare in modo che le iniziative a difesa del suolo del nostro Paese possano essere sempre più stringenti.
In particolare, per quanto riguarda i comuni di San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis e Manfredonia, essi rientrano nei territori competenza dell'Autorità di bacino interregionale della Puglia che ha approvato il piano stralcio per l'assetto idrogeologico (PAI) già nel dicembre 2005. Per questi tre comuni, e per tutti i comuni della provincia di Foggia, sono stati individuati e realizzati dal 2002 oltre 53 interventi urgenti finalizzati alla riduzione del rischio idrogeologico per un importo complessivo di oltre 47 milioni di euro. Anche per quest'anno, il 2009, è in corso la programmazione di interventi Pag. 35urgenti finalizzati alla mitigazione del rischio che sarà condivisa anche con le altre regioni.
Per quanto riguarda poi i danni che si sono verificati alle imprese e alle zone agricole, che sono oggetto di un aspetto dell'interrogazione dell'onorevole Cera, naturalmente si potranno attivare le risorse previste dalla calamità nazionale qualora i danni siano superiori al 30 per cento della produzione lorda.
Infine, signor Presidente, mi consenta di precisare che finora non è pervenuta al Governo alcuna richiesta da parte delle amministrazioni competenti di dichiarazioni dello stato di emergenza e di calamità ai sensi della legge n. 225 del 1992. Qualora tale richiesta dovesse pervenire, naturalmente, il Consiglio dei Ministri la valuterà con la massima urgenza.
PRESIDENTE. L'onorevole Cera ha facoltà di replicare.
ANGELO CERA. Signor Presidente, naturalmente, voglio rassicurare il Ministro che i due comuni interessati hanno già provveduto a fare, attraverso i propri consigli comunali, la richiesta dello stato di calamità.
Signor Ministro, non diversamente della Sicilia, che lei ha richiamato qualche istante fa, e come il Piemonte (su cui si è adoperato il Governo qualche tempo addietro), noi del Gargano facciamo parte dell'Italia. Il Gargano è una parte importante del territorio, è grande quanto tutto il Molise. San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis sono il cuore di questo nostro Gargano. San Giovanni Rotondo è una città universale, per cui va considerata nel modo migliore possibile. Vi abbiamo ricordato che San Marco in Lamis è uno dei tre comuni a più forte rischio idrogeologico in Italia: sono note oramai le alluvioni che San Marco in Lamis ha subito nel tempo.
San Giovanni Rotondo si trova in ginocchio. Strutture turistiche, alberghiere, nonché artigianali, oggi piangono il disastro. Noi crediamo che Governo debba, non in maniera aleatoria, ma in maniera concreta, ritenere questo pezzo del territorio figlio del proprio stesso territorio. Noi non siamo figli di serie B, non siamo figli di un'Italia diversa, per cui con lo stesso impegno con il quale avete provveduto ad aiutare il Piemonte, e noi ne siamo compiaciuti, nello stesso modo con cui lei qualche istante fa ha rassicurato il popolo siciliano, e anche di questo ne siamo compiaciuti, riteniamo che il Gargano, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis meritino la stessa considerazione. Vi arriveranno a giorni i due deliberati del consiglio regionale e dei consigli comunali con il quale si chiede lo stato di calamità naturale.
(Iniziative per un piano di bonifica e di monitoraggio dei siti marini della Calabria in relazione alla presenza di navi affondate con carichi di rifiuti tossici - n. 3-00658)
Parliamo di affondamenti misteriosi di circa quaranta navi che hanno interessato Pag. 36l'area del Mediterraneo, molti avvenuti lungo le coste italiane e, in particolar modo, lungo le coste calabresi; di una vicenda che ha visto tragiche morti di persone che stavano indagando su queste questioni. Alludo alle morti di Ilaria Alpi, di Miran Hrovatin, e del capitano di corvetta Natale De Grazia. Ora noi chiediamo al Governo di fare piena luce, di coordinare l'azione della magistratura e delle forze dell'ordine, di fornire mezzi che finora non sono stati forniti, individuando anche nelle migliori tecnologie un ausilio, e di garantire rapidamente l'individuazione di questi relitti, la messa in sicurezza e la bonifica delle aree contaminate.
ELIO VITO, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, voglio innanzitutto rassicurare l'onorevole Realacci e tutto il Parlamento sul fatto che il Governo segue con grande attenzione e preoccupazione la questione del recente ritrovamento della nave adagiata sul fondo antistante Cetraro (in provincia di Cosenza), e che se dovessero essere confermati i sospetti sul relitto al largo delle coste calabresi, è chiaro che ci si troverà di fronte a dei fatti molto gravi che confermano l'assoluta esigenza di una lotta ancor più serrata nei confronti del fenomeno definito delle ecomafie.
Anche in questo caso il Governo e il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in particolare non potranno che essere al fianco della magistratura con la quale è già in costante contatto per giungere ad un rapido accertamento della verità e della responsabilità. Proprio ieri, presso il detto Ministero, si è svolta una riunione della task force appositamente costituita nell'immediatezza della notizia del ritrovamento del relitto presieduta dal capo di gabinetto del Ministero dell'ambiente e composta dal vice capo di gabinetto, dal comandante del Comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente, dal comandante del reparto ambientale e marino della guardia costiera, dal vice commissario dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, dai tre direttori generali del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare competenti per materia. A tale riunione è stata registrata anche la partecipazione dell'assessore all'ambiente della regione Calabria.
Ulteriori iniziative naturalmente saranno assunte nei prossimi giorni. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in particolare - concludo - presume di poter portare rapidamente all'attenzione del Parlamento e del Paese un provvedimento sulla tracciabilità Pag. 37dei rifiuti, che si ritiene possa essere molto più utile per prevenire tali gravi reati ambientali.
Torniamo a chiedere fortemente che vi sia un impegno di coordinamento di tutte le forze e che venga fornita a queste procure, che spesso sono piccole, la disponibilità di risorse tecnologiche e finanziarie per effettuare gli accertamenti. Lei, signor Ministro, vedrà che il suo predecessore Giovanardi alcuni anni fa ebbe a rispondere in maniera analoga a quanto lei dice. Da allora poco è stato fatto: è indispensabile che venga assolutamente garantita un'azione generale di messa in sicurezza e di bonifica dei territori contaminati e che vi sia la massima durezza nel contrastare tali fenomeni.
Giovedì 17 settembre 2009, alle 9:
1 Nom. T.U. 624 ed abb. - A - em. 3.102 445 444 1 223 444 69 Appr.
2 Nom. articolo 3 442 441 1 221 441 69 Appr.
3 Nom. em. 10.52 423 423 212 173 250 69 Resp.
4 Nom. em. 10.53 442 442 222 442 69 Appr.
5 Nom. em. 10.100 451 451 226 451 69 Appr.
6 Nom. em. 10.101 452 452 227 452 69 Appr.
7 Nom. em. 10.2 445 445 223 445 69 Appr.
8 Nom. em. 10.102 455 455 228 455 69 Appr.
9 Nom. em. 10.54 462 460 2 231 189 271 69 Resp.
10 Nom. em. 10.50 462 459 3 230 187 272 68 Resp.
11 Nom. em. 10.51 462 460 2 231 186 274 68 Resp.
12 Nom. articolo 10 469 469 235 469 68 Appr.
13 Nom. em. 11.1 469 468 1 235 224 244 68 Resp.
INDICE ELENCO N. 2 DI 2 (VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 22)
14 Nom. em. 11.50 472 471 1 236 223 248 68 Resp.
15 Nom. articolo 11 468 468 235 466 2 68 Appr.
16 Nom. em. 12.51 473 472 1 237 223 249 68 Resp.
17 Nom. em. 12.50 471 470 1 236 221 249 68 Resp.
18 Nom. em. 12.52 471 470 1 236 222 248 68 Resp.
19 Nom. articolo 12 467 249 218 125 249 68 Appr.
20 Nom. odg 9/624-A/4 452 302 150 152 37 265 68 Resp.
21 Nom. odg 9/624-A/5 456 452 4 227 186 266 68 Resp.
22 Nom. T.U. 624 e abb. - A - voto finale 461 461 231 461 63 Appr.