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Timestamp: 2019-10-18 09:49:04+00:00
Document Index: 53609162

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 24', 'art. 6', 'art. 66', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 5']

Le variazioni alle circoscrizioni dei Comuni, previste dagli artt. 35 e 36 del T.U. della legge comunale e provinciale, approvato con R.D. 3 marzo 1934, n. 383, possono incidere, per virtù propria, quali modi di acquisto di diritto pubblico, soltanto sulla proprietà dei beni demaniali spettanti ai Comuni interessati al provvedimento e ubicati nella zona oggetto di quest'ultimo, ma non anche sulla proprietà dei beni patrimoniali dei Comuni stessi.
L'asl deve pagare l'imposta sui redditi per i beni di cui ha la disponibilita'
Gli immobili di proprietà o, comunque, nella disponibilità di un'Azienda sanitaria locale (ASL) sono fiscalmente assoggettabili ad imposta a carico della stessa (nella specie all'ILOR ed all'IRPEG), in quanto per essi non è prevista una specifica esclusione dall'imposta nè è possibile applicare - nè in via diretta nè in via analogica - l'esenzione prevista dal D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 40 che riguarda gli immobili strumentali all'esercizio di un'attività di impresa, di un'arte o di una professione.
L'art. 24 della l.r. Sardegna 21/4/2005 n. 7, ha trasferito rispettivamente ai comuni e alle province tutti i beni del patrimonio delle disciolte aziende di soggiorno e degli enti provinciali del turismo, salvo diverse intese tra gli enti locali interessati e l'Amministrazione regionale, configurando una successione che si deve intendere a titolo universale.
E' illegittima la normativa regionale che trasferisce ai comuni i beni delle ipab estinte in attesa dell'istituzione delle asp
E' illegittima la normativa regionale (nella specie l'art. 6, commi 3 e 4, l.r. Abruzzo 24 giugno 2011, n. 17) che, nel disporre l'estinzione delle IPAB, prescrivono che il personale dipendente ed i patrimoni di tali enti siano assegnati temporaneamente ai Comuni nei quali risultano ubicate le strutture attraverso cui esse perseguivano i loro fini istituzionali, anche se con l'obbligo di successivo conferimento alle istituende aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP): il trasferimento di personale ai Comuni, infatti, non è contemplato dalla normativa statale ed il passaggio delle sole struttura, senza personale, sarebbe assolutamente inutile ed irragionevole.
Trasferimento di beni alle a.s.l.: l'eliminazione dei laboratori di igiene e profilassi ha ripristinato l'assetto proprietario ante 1978
L'eliminazione ad opera del D.P.R. 117/1993 dei «beni mobili ed immobili e le attrezzature dei laboratori di igiene e profilassi» dal novero dei beni trasferiti dagli enti locali alle A.S.L. ai sensi dell'art. 66 legge 833/1978 ha avuto l'effetto di ripristinare l'assetto proprietario anteriore alla riforma operata con quest'ultima legge.
Il trasferimento di beni al comune che si distacca da un comune originario non deve provocare disfunzionalita'
Laddove una disposizione di legge regionale che dispone il distacco di un Comune esprima (come l'art. 3 della L.R. Veneto n. 11/99) la scelta di non escludere a priori dal trasferimento alcuna tipologia di beni del Comune originario, ciò non significa “includere a priori”, dovendo essere valutate le singole peculiarità dei beni, al fine di verificare se l'applicazione del criterio automatico a tutti i beni possa arrecare irrazionali o inutili disfunzionalità nel precedente assetto organizzativo e patrimoniale.
Il trasferimento ai comuni degli immobili sanitari dipende dall'obiettiva destinazione dei beni stessi
L'articolo 65 della legge n. 833/1978, allo scopo di individuare i beni da assegnare ai comuni per il funzionamento delle strutture sanitarie, fa riferimento alla oggettiva destinazione degli immobili, accertata al momento della entrata in vigore della nuova disciplina istitutiva del servizio sanitario nazionale, risultando pertanto irrilevante la circostanza che, in precedenza, tali immobili fossero stati utilizzati quali sedi di uffici amministrativi di Enti non aventi compiti sanitari.
L'atto di sdemanializzazione e di trasferimento di beni dal demanio dello Stato alla Regione, necessita la specifica e chiara individuazione dei beni medesimi, in primo luogo attraverso l'espressa indicazione dei relativi estremi catastali, per cui, i mappali non espressamente indicati non possono ritenersi implicitamente trasferiti.
Il trasferimento di strade alle regioni importa il trasferimento delle relative case cantoniere
In occasione del trasferimento di strade al demanio regionale, le case cantoniere non dismesse in precedenza non possono che seguire, come pertinenze, la sorte della strada a cui afferiscono.
Il trasferimento di beni ad un ente pubblico non priva l'agenzia del demanio dei propri poteri pubblici in relazione a quelle porzioni di bene che non sono utilizzati per scopi pubblici
L'assegnazione ex lege di un bene pubblico ad un'ente pubblico diverso dall'Agenzia del demanio non priva quest'ultima dei propri poteri in relazione a quegli immobili del compendio che, anziché essere adoperati per i compiti d'istituto o per i relativi servizi strumentali, vengono dimessi o lasciati all'uso dei terzi per altri scopi.
Il vincolo d'uso blocca il passaggio dei beni dal comune alla asl
Nessun trasferimento al patrimonio delle ASL se l'immobile non ha un vincolo di destinazione igienico-sanitario
Se non trasferiti alle regioni, i beni del ministero dei trasporti e della navigazione si intendono conferiti al ministero delle infrastrutture
I beni immobili già appartenenti al Ministero dei Trasporti e della Navigazione che non risultino trasferiti alla Regione si devono annoverare tra gli immobili demaniali conferiti in uso governativo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ai sensi dell'art. 30, co. 1, L. 166/02.
Il trasferimento di beni all'usl ai sensi del d.lgs. 502/92 e' provvedimento vincolato
Le determinazioni regionali di cui all'art. 5 del d. lgs. 502/92 non costituiscono esercizio di poteri discrezionali, avendo carattere meramente dichiarativo dell'obbligo del Comune di trasferire i beni in proprietà alla USL. La posizione del Comune che contesti tale provvedimento è quella sottesa ad una azione negatoria ovvero di accertamento della proprietà, con la sola particolarità che la fonte dell'altrui pretesa è costituita da un atto di accertamento operato da un ente pubblico, nella fattispecie la Regione: la relativa controversia in oggetto, pertanto, avendo riguardo a diritti soggettivi, esula dalla giurisdizione del giudice amministrativo.