Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25260-del-25-10-2017
Timestamp: 2020-08-10 07:41:08+00:00
Document Index: 135310410

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 366', 'art. 360', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2']

Sentenza Cassazione Civile n. 25260 del 25/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25260 del 25/10/2017
Cassazione civile, sez. trib., 25/10/2017, (ud. 22/03/2017, dep.25/10/2017), n. 25260
sul ricorso n. 24727/12, proposto da:
avverso la sentenza n. 153/06/2012 della Commissione tributaria
regionale della Lombardia, depositata in data 25/7/2012;
La Gruppo Finelco s.p.a. impugnò, innanzi alla Ctp di Milano, due avvisi d’accertamento con cui l’Agenzia delle entrate rettificò la dichiarazione iva presentata per il 2005 e 2006, riprendendo a tassazione l’imposta portata in detrazione in ordine ai “premi impegnativa” corrisposti alla Aegis Media Italia s.p.a. dai concessionari di pubblicità (tra cui la società controricorrente), in quanto ritenuti premi-fedeltà versati a titolo gratuito, senza alcuna assunzione di obbligazioni da parte dei clienti, escludendo dunque la relativa detraibilità. La Ctp, riuniti i procedimenti, accolse il ricorso.
La Ctr rigettò l’appello, confermando la motivazione del giudice di primo grado. L’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione, formulando un unico motivo. Resiste la Gruppo Finelco s.p.a. con controricorso, eccependo l’inammissibilità e infondatezza del ricorso; la stessa ha depositato memoria.
Con il secondo motivo, la società controricorrente ha eccepito che il ricorso, in violazione dell’art. 366,1°c.,n.6, c.p.c., non contenesse la specifica indicazione degli atti processuali e dei documenti sui quali era stato fondato il ricorso erariale.
Con il terzo motivo, è stata dedotta l’inammissibilità per la violazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, poichè la ricorrente avrebbe introdotto elementi di valutazione dei fatti di causa, nell’intento di stimolare ulteriori accertamenti, in ordine alle modalità di attuazione degli accordi negoziali intercorsi tra Aegis Media e la Nove Nove Pubblicità s.r.l..
Il motivo è parimenti infondato, poichè il motivo formulato è stato fondato sull’erronea applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 3, comma 1, introducendo questioni di diritto afferenti al contenuto degli accordi intercorsi tra la Aegis Media e i concessionari per la pubblicità.
Non sussiste il presupposto impositivo individuato dal D.P.R. n. 633 del 1972, art. 3, comma 1, in una prestazione di servizio “verso corrispettivo” dipendente da un contratto od altro titolo idoneo a vincolare obbligatoriamente le parti: all’obbligazione unilaterale di corrispondere un “premio”, assunta dalla Publitalia ‘80 s.p.a. a condizione del verificarsi di un evento futuro ed incerto (nella specie il raggiungimento di un fatturato superiore ad un ammontare determinato), infatti, non corrispondeva alcuna assunzione di un’obbligazione di facere (o comunque avente ad oggetto una prestazione di servizi) a carico del soggetto destinatario del premio, restando questo del tutto libero di attivarsi o meno per conseguirlo.
Tali norme tributarie sono pienamente conformi alle disposizioni comunitarie dettate dalla 6 direttiva 77/388/CEE del Consiglio in data 17.5.1977, (e succ. mod.) che utilizza il criterio distintivo degli atti negoziali “a titolo gratuito” ed “a titolo oneroso” per individuare il presupposto impositivo dell’IVA; invero, a norma dell’art. 2, 6 direttiva, “sono soggette all’imposta sul valore aggiunto: 1. le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, effettuate a titolo oneroso all’interno del paese da un soggetto passivo che agisce in quanto tale; 2. le importazioni di beni (Cass., Sez. 5, n. 24510/2015).
Invero, i versamenti di denaro alla Aegis Media Italia non sono avvinti dal vincolo della corrispettività ad un obbligo della Gruppo Finelco s.p.a., ma costituiscono oggetto di un’obbligazione onerosa gravante su quest’ultima società il cui ammontare è commisurato all’importo complessivo annuo del fatturato afferente all’investimento pubblicitario, cui però non corrisponde un’obbligazione sinallagmatica a carico della stessa Aegis Media Italia s.p.a..
Dagli atti di causa non si desume altresì alcun elemento che dimostri la stipula di un accordo contrattuale sinallagmatico tra le due società; al riguardo, la citata motivazione adottata dalla Ctr muove dal presupposto indimostrato che i Centri Media svolgano un servizio di procacciamento di clientela dietro corrispettivo, nell’ambito dello schema contrattuale sinallagmatico, propugnando un’interpretazione dei rapporti contrattuali delle parti, riguardo alle norme tributarie, che assume carattere puramente tautologico.
Pertanto, la Ctr non ha fatto corretta applicazione delle norme che disciplinano l’interpretazione contrattuale e delle norme tributarie afferenti il presupposto dell’imponibile iva.