Source: http://www.lavoroitalia.eu/category/lavoro/job-act/
Timestamp: 2018-01-17 18:03:37+00:00
Document Index: 33554153

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 31', 'art. 32', 'art. 33', 'art. 34', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 39', 'art. 40', 'art. 41', 'art. 42', 'art. 43', 'art.1', 'art. 44', 'art. 45', 'art. 46', 'art. 4']

Job Act | Lavoro Italia
Category Archives: Job Act
Collocamento mirato- Modifica dell’obbligo di assunzione
Collocamento mirato -Esonero e relativo contributo
Collocamento mirato-Comitato tecnico
Collocamento mirato -Banca dati
Collocamento miratoIncentivi per il datore di lavoro
Revisione sanzioni
Posted on 30 ottobre 2015 17 novembre 2015 by admin
Articolo Contenuto Decorrenza
(artt. 1, 2) Sono destinatari dei trattamenti di integrazione salariale i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, ivi compresi gli apprendisti assunti contratto di apprendistato professionalizzante.
Esclusi i dirigenti e i lavoratori a domicilio.
Tali lavoratori devono essere – in possesso, – presso l’unità produttiva per la quale si chiede il trattamento, – di una anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni alla data di presentazione della relativa domanda di concessione (eccetto il caso di CIGO il trattamento ordinario di integrazione salariale chiesto per eventi oggettivamente non evitabili nel settore industriale).
Esclusi i dirigenti e i lavoratori a domicilio. 24 settembre 2015
(art. 3) Il trattamento (ridotto del contributo apprendisti)
– è pari all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, comprese fra le ore zero e il linite limite dell’orario contrattuale
– soggetto alla riduzione nella misura del contributo apprendisti
– non puo’ superare gli importi massimi di integrazione salariale e per un massimo di 12 mensilità (incrementati nella misura ulteriore del 20% nel caso del settore edile/lapideo per intemperie stagionali; nel settore agricolo non si applica il limite massimo). 24 settembre 2015
Ai fini del calcolo si tiene conto dell’orario di ciascuna settimana indipendentemente dal periodo di lavoro.
L’integrazione sostituisce l’indennità giornaliera di malattia e eventuale integrazione contrattuale e non è dovuta per le festività non retribuite e per le assenze che non comportino retribuzione.Con effetto dal 1° gennaio di ciascun anno, gli importi del trattamento nonché la retribuzione mensile di riferimento, sono aumentati nella misura del 100% dell’aumento derivante dalla variazione annuale dell’indice ISTAT.
Con effetto dal 1° gennaio di ciascun anno, gli importi del trattamento nonché la retribuzione mensile di riferimento, sono aumentati nella misura del 100% dell’aumento derivante dalla variazione annuale dell’indice ISTAT. A decorrere dall’anno 2016.
(art. 4) Per ciascuna unita’ produttiva max (in via generale) complessivamente 24 mesi in un quinquennio mobile; CIGS concessa a seguito di un contratto di solidarietà:entro il limite di 24 mesi, verra’ computata nella misura della metà. 24 settembre 2015
Contribuzione addizionale (art. 5) Dovuta dalle imprese, che presentano domanda di integrazione, in misura pari al 9%, 12%, e 15% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, relativamente ai periodi di integrazione salariale ordinaria/straordinaria fruiti all’interno di uno o piu’ interventi concessi sino a un limite complessivo di 52 settimane, 104 o piu’ settimane in un quinquennio mobile. 24 settembre 2015
(art. 6) Utili i periodi di sospensione/riduzione dell’orario ai fini del diritto e della misura alla pensione anticipata o di vecchiaia. 24 settembre 2015
Modalita’ di erogazione e termine per il rimborso delle prestazioni
(art. 7) 1) L’impresa paga le integrazioni salariali ai dipendenti aventi diritto alla fine di ogni periodo di paga.
2) L’Inps rimborsa all’impresa le integrazioni/l’impresa conguaglia l’importo fra contributi dovuti e prestazioni corrisposte. Il rimborso, a pena di decadenza (mesi 6), delle somme in oggetto, avviene nei termini di legge solo per i trattamenti richiesti a decorrere dal 24.9.2015 o, se richiesti antecedentemente, non ancora conclusi entro tale data oppure ancora per i trattamenti conclusi prima del 24.9.2015.
3) In presenza di serie e documentate difficoltà finanziarie il pagamento diretto puo’ essere autorizzato
a) dall’Inps, in caso di CIGO, ove richiesto dall’impresa
b) dal Ministero del lavoro (contestualmente al trattamento di integrazione salariale). 24 settembre 2015
(art. 8) I lavoratori interessati da sospensione/riduzione superiore al 50% dell’orario di lavoro, calcolato in un periodo di 12 mesi, sono convocati dal centro per l’impiego per stipulare un patto di servizio personalizzato.
Applicazione dei meccanismi di condizionalità e dei livelli essenziali delle prestazioni previsti dal D.lgs. adottato in attuazione della legge n. 183/2010.
Per le giornate di lavoro effettuate non vi e’ diritto al trattamento salariale; si ha decadenza laddove il lavoratore non abbia dato comunicazione preventiva alla sede territoriale Inps dello svolgimento di lavoro. 24 settembre 2015
(art. 9) Gestione prestazioni temporanee dei lavoratori dipendenti istituita presso l’Inps. 24 settembre 2015
(art. 10) Elencate fra i destinatari, oltre alle imprese industriali manifatturiere, di trasporti, estrattive, di installazione di impianti, produzione e distribuzione dell’energia, acqua e gas, tutti i soggetti che possono accedere al trattamento in questione. 24 settembre 2015
(art. 11) La CIGO è ammessa nei casi di:
a) situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti, incluse le intemperie stagionali; b) situazioni temporanee di mercato. 24 settembre 2015
(art. 12) 1) max 13 settimane continuative, prorogabile trimestralmente fino a un massimo complessivo di 52 settimane.
2) fruizione di 52 settimane consecutive di CIGO: nuova domanda per la medesima unita’ produttiva per la quale l’integrazione e’ stata concessa, solo dopo almeno 52 settimane di normale attivita’ lavorativa.
3) Cigo relativa a piu’ periodi non consecutivi: max complessivamente 52 settimane in un biennio mobile. 24 settembre 2015
I punti 2 e 3 non si applicano nel caso di interventi determinati da eventi oggettivamente non evitabili, ad eccezione dei trattamenti richiesti da talune imprese destinatarie individuate dal decreto
4) Nei limiti di durata non possono essere autorizzate ore di integrazione salariale ordinaria eccedenti il limite di 1/3 delle ore ordinarie lavorabili nel biennio mobile, con riferimento a tutti i lavoratori dell’unita’ produttiva mediamente occupati nel semestre precedente la domanda di concessione dell’integrazione salariale.
(art. 13) Per la CIGO è dovuto:
1. Contributo ordinario: in misura variabile tra 1,70% e 4,70% in ragione delle dimensione e della tipologia di azienda.
2. Contributo addizionale: non dovuto per gli interventi concessi per eventi oggettivamente non evitabili. 24 settembre 2015
(art. 14) A) La procedura e’ la seguente:
1. comunicazione preventiva alle RSA/RSU/articolazioni territoriali delle associazioni sindacali comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale delle cause di sospensione/ riduzione dell’orario di lavoro, l’entita’ e la durata prevedibile, il numero dei lavoratori interessati.
2. su richiesta di una delle parti: esame congiunto della situazione avente a oggetto la tutela degli interessi dei lavoratori in relazione alla crisi dell’impresa.
N.B. L’intera procedura deve esaurirsi entro 25 giorni dalla data della comunicazione (10 giorni per imprese fino a 50 dipendenti).
B) procedura in caso di eventi oggettivamente non evitabili che rendano non differibile la sospensione o la riduzione dell’attivita’ produttiva : 24 settembre 2015
1) comunicazione a RSA/RSU/ articolazioni territoriali delle associazioni sindacali comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale della durata prevedibile della sospensione /riduzione e il numero dei lavoratori interessati.
2) sospensione /riduzione dell’orario di lavoro superiore a 16 ore settimanali: a richiesta dell’impresa/dei soggetti sindacali, da presentarsi entro tre giorni dalla comunicazione dell’impresa, esame congiunto in ordine alla ripresa della normale attivita’ produttiva e ai criteri di distribuzione degli orari di lavoro.
N.B. La procedura deve esaurirsi entro i cinque giorni successivi a quello della richiesta.
(art. 15) L’azienda presenta, in via telematica all’Inps, la domanda di concessione della CIGO entro il termine di 15 giorni dall’inizio della sospensione/ riduzione dell’attivita’ lavorativa (in caso di ritardo che comporti un danno a carico del lavoratore, puo’ essere richiesto al datore di lavoro di sopportarne il relativo onere economico) 24 settembre 2015
(art. 16) L’Inps territorialmente competente concede le integrazioni salariali. Con emanando DM (entro 60 giorni dal 24.9.2015): definizione dei criteri di esame delle domande di concessione. A decorrere dal 1° gennaio 2016
(art. 17) Avverso il provvedimento di rigetto della domanda di Cigo: ricorso, entro trenta giorni dalla comunicazione da parte dell’INPS, al Comitato presso l’Inps. 24 settembre 2015
(art. 18) Resta in vigore – ove compatibile con il decreto in commento – la legge n. 457/72 sulle integrazioni salariali a favore dei lavoratori agricoli a tempo indeterminato. 24 settembre 2015
(art. 19) Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali istituita presso l’Inps. 24 settembre 2015
(art. 20) Interessate le imprese,
I) che nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, abbiano occupato mediamente piu’ di 15 dipendenti, inclusi gli apprendisti e i dirigenti, fra le quali rientrano le imprese industriali, comprese quelle edili e affini e tutte le altre menzionate dal decreto.
II) che nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, abbiano occupato mediamente piu’ di 50 dipendenti, inclusi gli apprendisti e i dirigenti: a) imprese esercenti attivita’ commerciali, comprese quelle della logistica; b) agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici.
III) la medesima disciplina e i medesimi obblighi contributivi trovano applicazione, a prescindere dal numero dei dipendenti, in relazione alle categorie seguenti: a) imprese del trasporto aereo e di gestione aeroportuale e societa’ da queste derivate, nonche’ imprese del sistema aereoportuale; b) partiti e movimenti politici e loro rispettive articolazioni e sezioni territoriali, nei limiti di spesa previsti per il 2015 e anni a seguire. 24 settembre 2015
Causali di intervento (art. 21) La CIGS puo’ essere chiesta, presentando il relativo programma, per i casi di:
b) crisi aziendale, ad esclusione, a decorrere dal 1° gennaio 2016, dei casi di cessazione dell’attivita’ produttiva dell’azienda o di un ramo di essa;
c) contratto di solidarieta’ . 1-1-2016
(art. 22) La durata della CIGS è variabile. In caso di:
1) riorganizzazione aziendale: max 24 mesi, anche continuativi, in un quinquennio mobile (per ciascuna unità produttiva)
2) crisi aziendale: max 12 mesi, anche continuativi (per ciascuna unità produttiva). Nuova autorizzazione concessa non prima che sia decorso un periodo pari a 2/3 di quello relativo alla precedente autorizzazione.
3. contratto di solidarieta’: max 24 mesi, anche continuativi, in un quinquennio mobile, per ciascuna unità produttiva (o 36 mesi , anche continuativi, nel quinquennio mobile in taluni specifici casi).
4. riorganizzazione aziendale/crisi aziendale: sospensioni autorizzate del lavoro soltanto nel limite dell’80% delle ore lavorabili nell’unita’ produttiva nell’arco di tempo di cui al programma autorizzato. La disposizione di cui al punto 4 non si applica nei primi 24 mesi dall’entrata in vigore del decreto (24 settembre.9. 2015).
(art. 23) E’ dovuto:
1. Contributo ordinario: 0,90% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali dei lavoratori (di cui 0,60% a carico dell’impresa/ partito politico e 0,30% a carico del lavoratore.
2. Contributo addizionale: a carico delle imprese/ partiti politici che presentano domanda di Cigs (cfr. le norme comuni). 24 settembre 2015
(art. 24) Nei casi di riorganizzazione aziendale/ crisi aziendale:
a. comunicazione dell’impresa direttamente o tramite l’associazione imprenditoriale cui aderisce / conferisce mandato, alle RSA/RSU/ articolazioni territoriali delle associazioni sindacali comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale, delle cause di sospensione/ riduzione dell’orario di lavoro, entita’ e durata prevedibile, numero dei lavoratori interessati;
b. entro 3 giorni dalla comunicazione, l’impresa/soggetti sindacali presentano domanda di esame congiunto della situazione aziendale;
c) trasmissione della domanda, ai fini della convocazione delle parti, al competente ufficio individuato dalla regione del territorio di riferimento, qualora l’intervento richiesto riguardi unita’ produttive ubicate in una sola regione, o al Ministero del lavoro, qualora l’intervento riguardi unita’ produttive ubicate in piu’ regioni (con richiesta di parere alle regioni interessate); 24 settembre 2015
d) eccetto il caso delle imprese edili e affini: le parti dichiarano espressamente la non percorribilita’ della causale di contratto di solidarieta’;
e) la procedura di consultazione, attivata dalla richiesta di esame congiunto, si esaurisce entro i 25 giorni successivi a quello in cui e’ stata avanzata la richiesta medesima (10 per le imprese che occupano fino a 50 dipendenti);
f) Con emanando DM Lavoro-Mef (entro 60 giorni dal 24.9.2015): definizione dell’incremento della contribuzione addizionale, applicabile a titolo di sanzione per il mancato rispetto delle modalita’ di rotazione tra i lavoratori .
(art. 25) 1. Presentazione della domanda di concessione di Cigs: entro 7 giorni dalla data di conclusione della procedura di consultazione sindacale o dalla data di stipula dell’accordo collettivo aziendale relativo al ricorso all’intervento; corredata dell’elenco nominativo dei lavoratori interessati
2. Invio a cura dell’Inps delle informazioni alle Regioni e Province Autonome,
3. La sospensione/ riduzione dell’orario decorre non prima del trentesimo giorno successivo alla data di presentazione della domanda. La disposizione di cui al punto 3 si applica ai trattamenti straordinari di integrazione salariale richiesti a decorrere dal 1° novembre 2015.
4. Presentazione tardiva della domanda: il trattamento decorre dal trentesimo giorno successivo alla presentazione della domanda medesima.
5. Presentazione della domanda di concessione di CIGS: in unica soluzione contestualmente al Ministero del lavoro e alle DTL competenti per territorio.
6. Concessione del predetto trattamento con D.M. Lavoro per l’intero periodo richiesto adottato, in via generale, entro 90 giorni dalla presentazione della domanda da parte dell’impresa.
7. Le DTL, nei tre mesi antecedenti la conclusione dell’intervento, accertano gli impegni aziendali formulando una relazione ispettiva trasmessa al competente ufficio ministeriale nei termini di legge.
(art. 26) Le Organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale stipulano accordi e contratti collettivi, anche intersettoriali, aventi a oggetto la costituzione di fondi di solidarietà bilaterali per i settori che non rientrano nell’ambito di applicazione delle norme sulla integrazione salariale, con la finalità di assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per le cause previste dalla legge L’istituzione dei fondi è obbligatoria in relazione ai datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque dipendenti. I fondi già costituiti alla data del 24.9.2015 si adeguano entro il 31.12.2015; in mancanza, i datori di lavoro del relativo settore, che occupano mediamente più di 5 dipendenti, confluiscono nel fondo di integrazione salariale (da 1.1.2016).
I fondi possono essere istituiti anche in relazione a settori di attività e classi di ampiezza dei datori di lavoro che già rientrano nell’ambito di applicazione delle norme sulle integrazioni salariali.
Le prestazioni e i relativi obblighi contributivi non si applicano al personale dirigente se non espressamente previsto. 24 settembre 2015
Fondi di solidarietà bilaterali alternativi (art. 27) In alternativa al modello previsto per i fondi bilaterali, in riferimento ai settori dell’artigianato e della somministrazione di lavoro: fissata una nuova disciplina laddove i fondi esistenti abbiano adeguato le fonti normative ed istitutive dei rispettivi fondi bilaterali, ovvero dei fondi interprofessionali o del fondo di cui all’articolo 12 del d.lgs. n. 276/2003 alle finalità proprie dei fondi di solidarietà.
I fondi si adeguano alle disposizioni del decreto entro il 31.12. 2015; in mancanza, i datori di lavoro, che occupano mediamente più di 5 dipendenti, aderenti ai fondi suddetti, confluiscono nel fondo di integrazione salariale a decorrere dal 1°.1.2016. 24 settembre 2015
(art. 28) Nei riguardi dei datori di lavoro, che occupano mediamente più di 15 dipendenti, appartenenti a settori, tipologie e classi dimensionali non rientranti nell’ambito di applicazione delle integrazioni salariali e che non hanno costituito fondi di solidarietà bilaterali o fondi di solidarietà bilaterali alternativi, opera il fondo residuale istituito con il DM Lavoro-Mef 7/2/2014, n. 79141. 24 settembre 2015
(art. 29) A decorrere dal 1°/1/2016 il fondo residuale assume la denominazione di fondo di integrazione salariale. Sono soggetti i datori di lavoro che occupano mediamente più di 5 dipendenti, appartenenti a settori, tipologie e classi dimensionali non rientranti nell’ambito di applicazione delle norme sulle integrazioni salariali e che non hanno costituito fondi di solidarietà bilaterali o fondi di solidarietà bilaterali alternativi. 1.1.2016
Assegno ordinario (art. 30) A domanda, i fondi bilaterali assicurano, in relazione alle causali previste dalla normativa in materia di CIGO e CIGS, un assegno ordinario di importo almeno pari all’integrazione salariale; i fondi stabiliscono la durata massima della prestazione, non inferiore a 13 settimane in un biennio mobile e non superiore, a seconda della causale invocata, alle durate massime previste dalla legge per le integrazioni salariale, e comunque nel rispetto della durata massima complessiva prevista per legge. 24 settembre 2015
(art. 31) Il fondo di solidarietà residuale garantisce un assegno di solidarietà in favore dei dipendenti di datori di lavoro che stipulano accordi collettivi aziendali per una riduzione dell’orario di lavoro, al fine di evitare o ridurre le eccedenze di personale nel corso della procedura di licenziamento collettivo, o al fine di evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo. L’assegna può essere corrisposto dall’Inps (a domanda dell’azienda) per max 12 mesi in un biennio mobile. Con decorrenza 1.1.2016
Prestazioni ulteriori (art. 32) Stabilite le prestazioni ulteriori che i fondi di solidarietà bilaterali e quelli di solidarietà bilaterali alternativi possono erogare. 24 settembre 2015
(art. 33) Determinati i contributi di finanziamento dei fondi di solidarietà. 24 settembre 2015
(art. 34) In caso di erogazione dell’assegno ordinario/ di solidarietà i fondi versano alla gestione di iscrizione del lavoratore interessato la contribuzione correlata alla prestazione. Nel caso delle prestazioni erogate dai fondi “alternativi”, vi provvede il datore di lavoro. 24 settembre 2015
Equilibrio finanziario dei fondi (art. 35)
(art. 36);
Comitato amministratore Requisiti di competenza e assenza di conflitto di interesse; Requisiti di onorabilità
(artt. 37, 38) Sono stabilite disposizioni volte a garantire l’equilibrio finanziario dei Fondi. In particolare, i fondi hanno obbligo di bilancio in pareggio e non possono erogare prestazioni in carenza di disponibilità.
Disciplinati i compiti e la composizione del Comitato amministratore dei fondi di solidarietà bilaterali e del Fondo residuale e stabiliti i requisiti di competenza e assenza di conflitto di interesse e i requisiti di onorabilità. 24 settembre 2015
(art. 39) Possono accedere alle prestazioni di cui ai fondi di solidarietà bilaterali di settore anche gli apprendisti assunti con contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere.
Inoltre, nel caso di Fondi di solidarietà bilaterali/ Fondo di integrazione salariale la durata massima complessiva delle prestazioni non può eccedere i 24 mesi nel quinquennio mobile, fatto salvo l’utilizzo dei contratti di solidarietà; le modalità di erogazione delle prestazioni sono le medesime previste per le integrazioni salariali.
A decorrere dal 1° gennaio 2016, al nuovo Fondo di integrazione salariale si applica la norma relativa all’indicazione dei lavoratori destinatari delle integrazioni salariali (articolo 1 del decreto) introducendo così anche per l’accesso alle prestazioni del fondo d’integrazione salariale il requisito dell’anzianità aziendale pari a 90 giorni. 24 settembre 2015
Con decorrenza 1.1.2016
A decorrere dal 1° gennaio 2016, al nuovo Fondo di integrazione salariale si applica la norma relativa all’indicazione dei lavoratori destinatari delle integrazioni salariali (articolo 1 del decreto) introducendo così anche per l’accesso alle prestazioni del fondo d’integrazione salariale il requisito dell’anzianità aziendale pari a 90 giorni. Con decorrenza 1.1.2016
Fondo territoriale intersettoriale delle province autonomedi Trento e di Bolzano e altri fondi di solidarietà
(art. 40) Le Province autonome di Trento e Bolzano possono sostenere l’istituzione di un fondo di solidarietà territoriale intersettoriale cui, salvo diverse disposizioni, si applica la disciplina prevista per i fondi di solidarietà bilaterali. 24 settembre 2015
Contratti di solidarieta’ espansiva (art. 41) I. Contratti collettivi aziendali (da depositare presso la DTL) stipulati ai sensi dell’articolo 51 del D.lgs. n. 81/ 2015, che prevedono una riduzione stabile dell’orario di lavoro, con riduzione della retribuzione, e la contestuale assunzione a tempo indeterminato di nuovo personale (al fine di incrementare gli organici): a) per ogni lavoratore assunto e per ogni mensilità di retribuzione, spetta al datore di lavoro un contributo pari, per i primi 12 mesi, al 15% della retribuzione lorda prevista dal contratto collettivo applicabile (riduzione a 10 e 15% nei due anni successivi); b) in 24 settembre 2015
sostituzione del punto a): per lavoratori di età compresa tra i 15 e i 29 anni assunti in forza dei contratti collettivi, per i primi 3 anni e comunque non oltre il compimento del 29° anno di età del lavoratore assunto, la quota di contribuzione a carico del datore di lavoro è dovuta in misura corrispondente a quella prevista per gli apprendisti (a carico del lavoratore: contribuzione piena).II. introduzione di norme per agevolare il turn-over (presso datori di lavoro con contratto di solidarietà in atto): ai lavoratori in possesso di specifici requisiti anagrafici e contributivi, spetta, a domanda, la pensione nel caso in cui essi abbiano accettato di svolgere una prestazione di lavoro ad orario ridotto.
Disposizioni relative a trattamenti straordinari di integrazione salariale a seguito di accordi gia’ stipulati
(art. 42) I trattamenti di CIGS
a. conseguenti a procedure di consultazione sindacale gia’ concluse al 24/9/2015) mantengono la durata prevista, nei limiti di cui alle disposizioni di legge vigenti alla data delle stesse;
b. riguardanti periodi successivi al 24.9.2015, si computano ai fini della durata massima prevista;
c. accordi conclusi e sottoscritti in sede governativa entro il 31/7/2015, riguardanti casi di rilevante interesse strategico per l’economia nazionale che comportino notevoli ricadute occupazionali: su domanda di una delle parti firmatarie dell’accordo (nei termini di legge ed entro il limite di spesa per l’anno 2017-2018) puo’ essere autorizzata, con D.M. Lavoro-Mef la prosecuzione dei trattamenti di integrazione salariale per la durata e alle condizioni certificate dalla apposita commissione (presso la Presidenza del Consiglio dei ministri). Ai predetti fini viene incrementata la dotazione del Fondo sociale per occupazione e formazione. 24 settembre 2015
(art. 43) 1. Incrementata la dotazione del fondo istituito – presso il Ministero del lavoro – per fare fronte agli oneri derivanti dall’attuazione dei provvedimenti normativi di riforma degli ammortizzatori sociali et altri (Fondo ex Legge di Stabilita’ 2015 (art.1, co, 107, l. n. 190/2014).
2. Stanziate le risorse per assicurare i benefici disposti dal D.lgs. n. 80/2015 per quanto riguarda le norme di tutela della maternità/paternità anche per gli anni successivi al 2015.
3. Modificata la durata della NASPI: soppressa la norma per cui negli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1°/1/ 2017 la NASpI è corrisposta per max 78 settimane. 24 settembre 2015
La durata della Naspi viene portata strutturalmente a 24 mesi.
Con riferimento esclusivo agli eventi di disoccupazione verificatisi nel periodo 1.5.2015 – 31.12.2015 e limitatamente ai lavoratori “stagionali” del settore produttivo del turismo, se la durata della Naspi sia inferiore a 6 mesi, si ha un allungamento del periodo di spettanza fino a max mesi 6.
4. Rifinanziato il fondo sociale per l’occupazione (d.l. n. 185/2008) per finanziare misure per il sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti del settore dei call center.
5. Prolungata la sperimentazione dell’ASDI oltre il 2015, secondo le risorse stanziate.
(art. 44) 1) Ai fini del calcolo della durata massima complessiva delle integrazioni salariali, i trattamenti richiesti prima del 24/9/2015 si computano per la sola parte del periodo autorizzato successiva a tale data.
2). Per l’anno 2015 le regioni e province autonome possono disporre la concessione dei trattamenti di integrazione salariale e di mobilita’, anche in deroga ai criteri fissati con DM n. 83473/2014.
3) Incremento della dotazione del Fondo sociale per occupazione e formazione per finanziare misure di sostegno dei dipendenti dei call center. 24 settembre 2015
4) Elaborazione, in sede ministeriale, di proposte di valorizzazione della bilateralita’ nell’ambito del sostegno al reddito dei lavoratori in esubero e delle misure finalizzate alla loro ricollocazione.
5) Modifiche alla legge n. 223/91 con effetto per l’anno 2015 relativamente alla applicazione della disciplina della CIGS e collocamento in mobilità prevista per le ipotesi di sottoposizione di imprese a procedure concorsuali anche ai lavoratori delle aziende sottoposte a sequestro o confisca ai sensi della legge 575/1965.
Accesso ai dati elementari (art. 45) ll Nucleo tecnico per il coordinamento della politica economica e il Comitato scientifico per l’indirizzo dei metodi e delle procedure per il monitoraggio della riforma del mercato del lavoro hanno accesso diretto ai dati elementari detenuti da ISTAT, INPS, INAIL, Agenzia delle entrate, nonché altri enti/ amministrazioni determinati con emanando D.P.C.M. . 24 settembre 2015
(art. 46) Elenco di tutte le disposizioni dichiarate abrogate con decorrenza immediata e con decorrenza 1.1.2016.
Si dichiara abrogata ogni altra disposizione contraria o incompatibile con le disposizioni del decreto. 24 settembre 2015
Posted on 7 settembre 2015 7 settembre 2015 by admin
Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 4 settembre 2015, ha approvato altri 4 decreti legislativi sul Jobs Act (legge delega n. 183/2014).Riguardano:
la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro;
il riordino dei servizi per il lavoro e le politiche attive;
la semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese;
il riordino degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro.
Di seguito una breve sintesi dei 4 decreti legislativi:
Viene istituita una Rete Nazionale dei servizi per le politiche del lavoro, coordinata dalla nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), e formata dalle strutture regionali per le Politiche attive del Lavoro, dall’INPS, dall’INAIL, dalle Agenzie per il lavoro e dagli altri soggetti autorizzati all’attività di intermediazione, dagli enti di formazione, da Italia Lavoro, dall’ISFOL (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) nonché dal sistema delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, dalle università e dagli altri istituti di scuola secondaria di secondo grado. L’istituzione dell’ANPAL avverrà senza nuovi oneri a carico della finanza pubblica. Tutte le risorse necessarie al suo funzionamento saranno infatti trasferite dal Ministero del lavoro e dall’ISFOL, dei quali sarà effettuata una conseguente riorganizzazione.
Sarà istituito un Albo nazionale dei soggetti accreditati a svolgere funzioni in materia di politiche attive del lavoro, un Sistema informativo delle politiche del lavoro e il fascicolo elettronico del lavoratore.
All’istituzione dell’Albo provvederà l’ANPAL; nello stesso vengono iscritte le agenzie per il lavoro e le agenzie che intendono operare nel territorio delle regioni che non abbiano istituito un proprio regime di accreditamento. L’obiettivo è quello di valorizzare le sinergie tra soggetti pubblici e privati e di rafforzare le capacità di incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Il Sistema informativo e il fascicolo elettronico del lavoratore mirano ad una migliore gestione del mercato del lavoro e del monitoraggio delle prestazioni erogate.
Per semplificare gli adempimenti per i datori di lavoro, si prevede che le comunicazioni di assunzione, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro (comprese quelle relative alla gente di mare), dovranno essere effettuate in via telematica.
Le informazioni del Sistema informativo rappresenteranno la base per la formazione del fascicolo elettronico del lavoratore, liberamente accessibile da parte degli interessati.
Tutte le informazioni contenute nel Sistema informativo saranno messe a disposizione delle Regioni e delle Province.
Ci sarà anche un Albo nazionale degli enti accreditati a svolgere attività di formazione professionale.
Quanto ai Fondi interprofessionali e bilaterali che faranno anch’essi parte della Rete, l’ANPAL eserciterà la vigilanza su di essi, riferendo al Ministero del Lavoro.
In vista di un più efficace inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro si prevede che il Ministero del lavoro stipuli con ogni regione e con le province autonome una convenzione per la gestione dei servizi, prevedendo, in via transitoria, che i compiti, le funzioni e gli obblighi in materia di politiche attive del lavoro siano attribuiti a soggetti pubblici o privati accreditati, anche al fine di svolgere, nei confronti dei disoccupati e dei soggetti a rischio di disoccupazione, attività di orientamento, ausilio, avviamento alla formazione e accompagnamento al lavoro.
Viene definito lo stato di lavoratore disoccupato, di lavoratore dipendente che subisce una riduzione di orario (in seguito all’attivazione di una procedura di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per integrazione salariale, contratto di solidarietà o interventi dei fondi di solidarietà) e di lavoratore a rischio di disoccupazione. Gli appartenenti a queste categorie verranno assegnati ad una classe di profilazione, allo scopo di valutarne il livello di occupabilità e saranno convocati dai Centri per l’impiego per la stipula di un Patto di servizio personalizzato. Il Patto dovrà inoltre riportare la disponibilità del richiedente a partecipare a iniziative di carattere formativo, di riqualificazione o di politica attiva e ad accettare congrue offerte di lavoro.
Per rafforzare la condizionalità delle erogazioni, la domanda di ASpI (Assicurazione Sociale per l’Impiego), NASpI (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego) o DIS-COLL (Disoccupazione per i collaboratori) equivarrà a dichiarazione di immediata disponibilità del lavoratore, e sarà inserita nel Sistema informativo delle politiche attive e dei servizi per l’impiego.
Si prevede inoltre un Assegno di ricollocazione, a favore dei soggetti disoccupati, percettori della NASpI, la cui disoccupazione ecceda i quattro mesi. La somma, graduata in funzione del profilo di occupabilità, sarà spendibile presso i Centri per l’impiego o presso i soggetti accreditati a svolgere funzioni e compiti in materia di politiche attive del lavoro. L’assegno non costituirà reddito imponibile.
L’utilizzo dei lavoratori in tali attività non determinerà l’instaurazione di un rapporto di lavoro. A questi lavoratori spetterà un importo mensile, pari all’assegno sociale, erogato dall’INPS.
Si riordina infine la normativa in materia di incentivi all’occupazione con la previsione della istituzione, presso l’ANPAL, di un Repertorio nazionale degli incentivi all’occupazione. Vengono definiti i principi generali di fruizione degli incentivi al fine di garantire un’omogenea applicazione; si provvede alla razionalizzazione e al rifinanziamento di quelli finalizzati a promuovere i contratti di apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale, di alta formazione e ricerca e l’alternanza scuola lavoro.
Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità
Le disposizioni contenute nel decreto possono essere suddivise in tre gruppi fondamentali.
Semplificazioni di procedure e adempimenti
la possibilità per i datori di lavoro privati, in linea con quanto richiesto dal Parlamento, di assumere i lavoratori con disabilità mediante la richiesta nominativa, ma non di effettuare l’assunzione diretta (potranno essere assunti solo disabili inseriti nelle apposite liste). Viene altresì introdotta la possibilità di computare nella quota di riserva i lavoratori disabili che abbiano una riduzione della capacità lavorativa di una certa entità anche se non assunti tramite le procedure del collocamento mirato;
l’integrale revisione della procedura di concessione dell’incentivo per le assunzioni dei disabili, prevedendo la corresponsione diretta e immediata dell’incentivo al datore di lavoro da parte dell’INPS mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili. Si rafforzano gli incentivi per l’assunzione dei disabili, con una durata più lunga in caso di assunzione di persone con disabilità intellettiva e psichica.
la revisione della disciplina dei controlli a distanza del lavoratore, con un intervento sull’art. 4 dello Statuto dei lavoratori per adeguare la disciplina all’evoluzione tecnologica, nel rispetto delle disposizioni in materia di privacy;
l’introduzione di modalità semplificate per effettuare le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, esclusivamente con modalità telematiche su appositi moduli resi disponibili dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali attraverso il sito istituzionale. Nessun’altra forma di effettuazione di dimissioni sarà più valida: in questo modo si assesta un colpo decisivo alla pratica delle dimissioni in bianco che ha finora colpito, in particolare, le donne lavoratrici.
Posted on 2 settembre 2015 2 settembre 2015 by admin
Il Decreto Legislativo n. 81 del 2015 recante la “disciplina organica dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni”