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Timestamp: 2019-09-20 10:00:45+00:00
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Abuso edilizio, il manufatto va demolito o è possibile pagare la sanzione alternativa? | BibLus-net
6 ottobre 2016 /5 Commenti/in Opere edili /da BibLus-net
Il manufatto va demolito se è eseguito in totale difformità dal titolo abilitativo; non è possibile neanche chiedere la sanzione pecuniaria alternativa se la concessione in sanatoria è illegittima.
Il Consiglio di Stato ha fornito chiarimenti in materia di abuso edilizio e demolizione, esprimendosi sull’applicabilità dell’art. 38 del dpr 380/2001.
Nel caso in esame, i proprietari di un’azienda agricola avevano ottenuto una concessione edilizia per la costruzione di un capannone.
Il rilascio del titolo abilitativo era subordinato alle seguenti prescrizioni:
la destinazione d’uso doveva essere “a magazzino di granaglie” (non produttivo)
non era possibile realizzare chiusure perimetrali di tipo fisso
I proprietari, tuttavia, procedevano alla realizzazione di tamponamenti laterali del capannone. Di conseguenza il Comune disponeva la demolizione parziale delle opere abusive.
I responsabili della violazione chiedevano e ottenevano una concessione in sanatoria per le opere realizzate in difformità.
Tuttavia, a seguito del ricorso presentato dai proprietari confinanti, il Tar Friuli Venezia Giulia annullava tutti i titoli edilizi rilasciati in sanatoria.
Dopo una serie di vicissitudini amministrative e legali durate ben 20 anni si giunge alla sentenza del Consiglio di Stato.
Abuso edilizio e concessione in sanatoria, la sentenza del Consiglio di Stato
I giudici di Palazzo Spada con la sentenza n. 3559/2016 confermano la decisione di primo grado.
Stabiliscono la legittimità dell’ordine di demolizione integrale emesso dal Comune, in quanto l’abuso edilizio compiuto è relativo a:
un aumento di volumetria (i proprietari avevano trasformato, mediante tamponature laterali, una tettoia aperta in un capannone chiuso)
una diversa utilizzazione rispetto a quanto previsto dalla concessione (da attività agricola ad industriale)
Si tratta quindi di un’opera realizzata in totale difformità rispetto alla concessione edilizia.
Il CdS inoltre respinge anche il ricorso con cui i proprietari chiedevano la sanzione alternativa alla demolizione.
L’art. 38 del dpr 380/2001 prevede che
in caso di annullamento del permesso, qualora non sia possibile, in base a motivata valutazione, la rimozione dei vizi delle procedure amministrative o la restituzione in pristino, il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale applica una sanzione pecuniaria pari al valore venale delle opere o loro parti abusivamente eseguite […]
Il CdS spiega però il caso in esame è relativo all’annullamento di un provvedimento di sanatoria e non del permesso di costruire originario.
Nel caso di annullamento del permesso di costruire, il cittadino ha realizzato un’opera edilizia sulla base di un titolo rilasciato dall’Amministrazione, anche se poi annullato.
Nel caso, invece, di opera abusiva che ha ottenuto successivamente un provvedimento di sanatoria poi rivelatosi illegittimo e quindi annullato non è possibile disporre una sanzione pecuniaria in luogo della demolizione.
Infine, il Consiglio di Stato ribadisce alcuni principi già consolidati in materia di abusi edilizi:
l’abuso edilizio non è soggetto a termini di decadenza e prescrizione: la demolizione è legittima anche dopo 20 anni
l’illecito edilizio è permanente: si conserva nel tempo l’interesse pubblico al ripristino dell’ordine violato, che è sempre prevalente sull’interesse del privato al mantenimento dell’opera abusiva
non vi è necessità di motivare in modo particolare l’ordine di demolizione del manufatto illecitamente costruito, nemmeno quando è decorso un notevole lasso di tempo
Clicca qui per scaricare la sentenza del Consiglio di Stato n. 3559/2016
Tags: abusi edilizi, Consiglio di Stato, Newsletter 487
30 gennaio 2018 en 19:47
Buonasera, sul balcone in muratura della mia abitazione ho costruito un piccolo armadio in legno, semplicemente fissandolo, con due tasselli ficher, al muro dello stesso balcone una tavola alta cm 50 per cm 60 di larghezza sulla quale, come copertura, ho fissato con delle viti, un’altra tavola 60 x 120 cm.
Questa costruzione può intendersi un abuso edilizio? Grazie per la Vs gradita risposta
31 gennaio 2018 en 9:08
Secondo me trattasi di opera di arredo, essendo un armadio in legno. Quindi, non necessita di alcun titolo -> non è abusivo.
20 febbraio 2019 en 11:28
Salve, avrei un enorme quesito da risolvere!! Vorrei acquistare una casa che ho saputo solo ora essere abusiva per metà, ovvero il proprietario ha costruito abusivamente e poi ha condonato il 50%! Nel 2003 è arrivato l’ordine di demolizione e visto che non è stata ripristinato, la parte di abuso è diventata di proprietà del Comune, allora volevo sapere: posso acquistare la casa pagando al Comune l’acquisto della parte abusiva, e soprattutto così facendo la casa risulta sanata??
20 febbraio 2019 en 12:57
poiché si tratta di un argomento molto delicato ti consigliamo di rivolgerti al tuo tecnico/legale di fiducia.
Tieni presente che comunque qualsiasi contratto di compra/vendita con oggetto un immobile abusivo è nullo.
20 febbraio 2019 en 15:36
Si si certo, vorrei fare le cose per bene… grazie mille per la risposta! un caro saluto
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