Source: http://www.cimea.it/it/servizi/procedure-di-riconoscimento-dei-titoli/riconoscimento-non-accademico.aspx
Timestamp: 2019-12-11 00:32:39+00:00
Document Index: 141318945

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 38', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4']

Riconoscimento non accademico - cimea.it
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Esistono procedure di riconoscimento finalizzate alla valutazione di titoli esteri nel sistema italiano per scopi non accademici e svolte da differenti amministrazioni dello Stato. La maggior parte di queste procedure sono indicate nel DPR 30 luglio 2009, n. 189 che ha attuato quanto stabilito dall’art. 5 della Legge 11 luglio 2002, n. 148 - ratifica della Convenzione di Lisbona.
L’accesso alla Pubblica Amministrazione italiana avviene generalmente tramite un concorso pubblico. I possessori di un titolo di studio estero di qualsiasi livello (scuola secondaria o istruzione superiore), fermi restando i requisiti soggettivi previsti dalle norme vigenti in materia di accesso al pubblico impiego, possono partecipare a concorsi per posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche italiane tramite una procedura di riconoscimento attuata ai sensi dell’art. 38 del Decreto Legislativo 165/2001, come modificato dall’art. 8 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5. La procedura e i documenti da presentare sono indicati all’art. 2 del DPR 189/2009.
NB: Questa procedura è finalizzata alla valutazione del titolo principale richiesto dal bando di concorso. Per la valutazione di titoli esteri accessori ai fini dell’attribuzione di ulteriore punteggio in un concorso o per la progressione di carriera all’interno della pubblica amministrazione si veda di seguito.
Lo scopo di questa procedura è quello di valutare l’equivalenza del titolo straniero a quello italiano richiesto da un determinato bando di concorso al fine dell’ammissione agli esami di quel concorso, senza che venga rilasciato un titolo italiano (equipollenza). Tale procedura è contestuale al concorso pubblico al quale si desideri partecipare, pertanto è necessario allegare il bando di concorso specifico alla domanda di equivalenza.
Tale procedura non si applica nel caso di “concorsi” riferiti a professioni regolate (es. insegnante) o nel caso di accesso a corsi di Dottorato di ricerca.
L’ente responsabile per questa procedura è la
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Funzione Pubblica - UOLP - Servizio per le assunzioni e la mobilità
e-mail: sam@governo.it
E’ possibile scaricare online il Modulo per la richiesta dell'equivalenza del titolo di studio stranieri a carattere accademico predisposto dal Dipartimento della Funzione Pubblica: in questo modulo sono indicati tutti i documenti necessari per la presentazione della domanda e viene anche indicato l’ufficio competente del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca al quale inoltrare la domanda.
Se si è già in possesso del titolo italiano principale richiesto per la partecipazione ad un concorso e si intenda far valutare altri titoli esteri accessori per l’attribuzione di ulteriore punteggio nei pubblici concorsi o nel caso di progressione di carriera nella pubblica amministrazione, si potrà applicare quanto disposto dall’art. 3 comma 1 lettera a) del DPR 30 luglio 2009, n. 189.
NB: Questa procedura si applica ai soli titoli esteri rilasciati in uno dei paesi aderenti alla Convenzione di Lisbona.
La domanda dovrà essere presentata direttamente all’amministrazione che ha prodotto il bando di concorso corredandola dei seguenti documenti:
1. titolo di studio, tradotto e legalizzato;
2. certificato analitico degli esami sostenuti, con relativa traduzione;
3. documentazione comprovante la finalità per la quale è richiesto il riconoscimento del titolo;
4. dichiarazione di valore (documento non richiesto per i titoli di paesi UE, SEE/EFTA e della Confederazione svizzera).
L’amministrazione interessata invierà la documentazione al MIUR che emanerà entro 90 giorni il provvedimento conclusivo e lo comunicherà sia all’amministrazione, sia all’interessato.
2. Fini previdenziali
In base a quanto stabilito dall’art. 3 comma 1 lettera b) del DPR 30 luglio 2009, n. 189, è possibile far valutare titoli di studio esteri a fini previdenziali, per il riscatto del relativo periodo di studio.
La domanda dovrà essere presentata direttamente all’amministrazione interessata (es. INPS) corredandola dei seguenti documenti:
L’amministrazione interessata invierà la documentazione al MIUR che emanerà entro 90 giorni il provvedimento conclusivo e lo comunicherà sia all’amministrazione, sia all’interessato. Nel caso la valutazione del titolo estero sia negativa, è possibile presentare una istanza di riesame producendo ulteriore documentazione, entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento conclusivo.
3. Iscrizione ai Centri per l’impiego
In base a quanto stabilito dall’art. 3 comma 1 lettera c) del DPR 30 luglio 2009, n. 189, è possibile far valutare titoli di studio esteri per l’iscrizione ai Centri per l’impiego.
La domanda dovrà essere presentata direttamente all’amministrazione interessata (es. Centro per l’impiego) corredandola dei seguenti documenti:
4. Accesso al praticantato/tirocinio con titolo estero
In base a quanto stabilito dall’art. 3 comma 1 lettera d) del DPR 30 luglio 2009, n. 189, è possibile far valutare titoli di studio esteri per l’accesso al praticantato o al tirocinio richiesti come requisito per alcune professioni regolamentate. Tale valutazione è svolta dal MIUR sentito il Consiglio universitario nazionale e il Consiglio o Collegio nazionale della relativa categoria professionale, nel caso esista.
NB: Questa procedura si applica ai soli titoli esteri rilasciati in paesi UE, SEE/EFTA e nella Confederazione svizzera.
La domanda dovrà essere presentata direttamente all’amministrazione interessata corredandola dei seguenti documenti:
3. documentazione comprovante la finalità per la quale è richiesto il riconoscimento del titolo.
5. Assegnazione di borse di studio e altri benefici
In base a quanto stabilito dall’art. 4 comma 2 del DPR 30 luglio 2009, n. 189, è possibile far valutare titoli di studio esteri per l'assegnazione di borse di studio e altri benefici erogati o riconosciuti dalle pubbliche amministrazioni.
L’amministrazione interessata sarà competente della valutazione del titolo estero, acquisto il parere del MIUR. Nel caso la valutazione del titolo estero sia negativa, è possibile presentare una istanza di riesame producendo ulteriore documentazione, entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento conclusivo.
6. Valutazione di titoli e certificazioni comunitarie
L'articolo 12 della Legge 25 gennaio 2006, n. 29 consente alle amministrazioni italiane di valutare qualifiche rilasciate da istituzioni di un paese dell’Unione europea, nei casi di procedimento nel quale è richiesto il possesso di un titolo di studio, corso di perfezionamento, certificazione di esperienza professionale e ogni altro attestato per la certificazione di competenze acquisite.
L'amministrazione responsabile valuta la corrispondenza dei titoli o certificati acquisiti in altri Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo o nella Confederazione elvetica tramite la preventiva acquisizione del parere favorevole espresso dal MIUR.