Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-2683-del-01-02-2017
Timestamp: 2020-07-05 11:31:44+00:00
Document Index: 98740142

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 118', 'sentenza ', 'art. 132', 'art. 118', 'art. 360', 'art. 54', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 2683 del 01/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2683 del 01/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 01/02/2017, (ud. 01/12/2016, dep.01/02/2017), n. 2683
sul ricorso 12151-2014 proposto da:
V.G., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA
ATTILIO FRIGGERI 13, presso lo studio dell’avvocato SERGIO BELLOTTI
SUL LAVORO, in persona del Direttore pro tempore, elettivamente
domiciliato in ROMA VIA IV NOVEMBRE, 144, presso lo studio
dell’avvocato TERESA OTTOLINI, che lo rappresenta e difende
unitamente all’avvocato LUCIANA ROMEO, giusta procura in calce al
avverso la sentenza n. 91/2014 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
depositata il 18/02/2014;
La Corte di appello di Bologna ha confermato la sentenza del Tribunale della stessa città che aveva rigettato la domanda di V.G. volta al riconoscimento dell’indennizzo in relazione alla malattia di natura professionale accertata dall’Istituto.
La Corte territoriale ha escluso che la sentenza fosse nulla evidenziando che la motivazione della decisione era integrata per relationem alla consulenza disposta in primo grado, conformemente a quanto disposto dall’art. 118 disp. att. c.p.c. nel testo novellato dalla L. n. 69 del 2009 attraverso una succinta esposizione dei fatti rilevanti e delle ragioni giuridiche della decisione. Inoltre sottolinea che con la nota integrativa all’elaborato peritale si è tenuto conto dei rilievi mossi dal ctp.
Per la cassazione della sentenza ricorre V.G. che articola due motivi con i quali denuncia l’omessa insufficiente e contraddittoria motivazione in relazione ad un punto decisivo della controversia e la violazione ed errata applicazione degli artt. 111 Cost., comma 2, artt. 6 e 47 CEDU, art. 132 c.p.c. e art. 118 disp. att. c.p.c..
L’Inail si è difeso con controricorso.
Tanto premesso il ricorso è inammissibile sotto vari profili.
Il primo motivo di ricorso è inammissibile sia perchè propone censure che mirano a sollecitare un nuovo esame delle emergenze dell’istruttoria svolta, sia, ed ancor prima, perchè non riportano il contenuto delle note aggiuntive redatte dal consulente che la Corte ha accertato che avevano dato una compiuta e convincente risposta alle osservazioni critiche formulate dal consulente di parte all’elaborato peritale.
Va poi rammentato che l’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, riformulato dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54 conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, introduce nell’ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione, relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia). In cassazione è denunciabile solo l’anomalia motivazionale che si tramuti in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sè, purchè il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali, cosicchè tale anomalia si esaurisce nella “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e nella “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di “sufficienza” della motivazione.
Il secondo motivo, con il quale ci si duole nella sostanza del fatto che la Corte territoriale abbia ritenuto adeguata la motivazione per relationem della sentenza di primo grado, è carente nella specificazione del contenuto della sentenza che si assume essere stata erroneamente ritenuta sufficientemente motivata.
In nessuna parte del ricorso, infatti è riportato il contenuto della sentenza di primo grado che si assume essere totalmente inesistente.
In conclusione per le ragioni esposte il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.
Condanna parte ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che si liquidano in Euro 2500,00 per compensi professionali, Euro 100,00 per esborsi, 15% per spese forfetarie. Accessori come per legge. Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dell’art. 13, comma 1 bis citato D.P.R..