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Timestamp: 2019-09-19 02:38:59+00:00
Document Index: 161046477

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 36', 'art. 40', 'art. 2']

Poligrafici e Spettacolo - Pellicole cinematografiche, Operai: CCNL, 1° dicembre 1947
Data firma: 1° dicembre 1947
Validità: 01.12.1947 - 30.11.1949
Settori: Poligrafici e spettacolo, Pellicole cinematografiche, Operai
Art. 9. - Disposizioni per i lavoratori addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia.
Art. 11. - Recupero delle ore di lavoro perdute.
Art. 13. - Lavoro delle donne e dei fanciulli.
Art. 15. - Lavoro straordinario, notturno, festivo ed a turni - Maggiorazioni.
Art. 16. - Trattamento salariale minimo.
Art. 17. - Donne adibite a mansioni caratteristiche delle prestazioni d’opera maschili.
Art. 18. - Premi di produzione.
Art. 19. - Trattamento economico in caso di festività infrasettimanali e nazionali.
Art. 22. - Indennità per lavorazioni nocive, pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Art. 23. - Corresponsione della retribuzione.
Art. 24. - Reclami sulla paga.
Art. 29. - Igiene e sicurezza del lavoro - Prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. Art. 30. - Infortuni e malattie professionali.
Art. 31. - Trattamento in caso di malattia o di infortunio.
Art. 32. Trattamento in caso di gravidanza e puerperio.
Art. 33. - Disciplina aziendale.
Art. 34. - Inizio e fine del lavoro.
Art. 38. - Visita di inventario e di controllo.
Art. 45. - Cessione, trasformazione e trapasso di azienda.
Art. 46. - Richiamo a disposizioni varie contenute nella parte comune.
Regolamentazioni: comune agli impiegati e agli operai
Art. 1. - Trattenute per risarcimento danni.
Art. 2. - Indennità in caso di morte.
Art. 3. - Certificato di lavoro.
Art . 4. - Restituzione documenti di lavoro.
Art. 6. - Reclami e controversie.
Art. 8. - Permessi per cariche sindacali.
Art. 9. - Aspettativa per cariche pubbliche e sindacali.
Art. 10. - Abrogazione dei precedenti contratti - Opzione.
Contratto collettivo nazionale 1° dicembre 1947 per gli operai dipendenti da case di sviluppo e stampa di pellicole cinematografiche
Addì 1° del mese di dicembre dell’anno 1947, in Roma, è stato stipulato il presente contratto collettivo nazionale di lavoro da valere in tutto il territorio nazionale per le Aziende esercenti lo sviluppo e la stampa di pellicole cinematografiche ed i lavoratori da questa dipendenti.
Per l’assunzione degli operai sono richiamate le norme di cui allo art. 14 dell’Accordo interconfederale 7 agosto 1947, sulle Commissioni interne.
Nell’assunzione delle donne e dei minori l’Azienda deve osservare le disposizioni stabilite dalla rispettiva legge (legge n. 633 del 26 aprile 1944 sulla tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli).
La categoria attribuita al lavoratore non lo esime dal dover prestare temporaneamente la propria oliera in mansioni diverse da quelle alle quali è normalmente adibito. La relativa disposizione deve tener conto, possibilmente, della di lui categoria, capacità ed attitudine.
Ai lavoratori addetti a lavorazioni di cui al seguente comma e che arrechino facile deterioramento al vestiario o che ne richiedano uno speciale, debbono essere forniti dalle Aziende, gratuitamente in uso, gli abiti da lavoro nella misura di uno o più all’anno a seconda del grado di usura che, per la loro natura, possono produrre le lavorazioni stesse, tenendo presente anche la necessità di assicurare l'efficienza degli abiti agli effetti della sicurezza e dell’igiene del lavoro.
Le categorie di cui al comma precedente sono le seguenti: meccanici addetti a riparazioni delle macchine sviluppatrici, addetti alle batterie, alla caldaia, alla pulizia delle sviluppatrici, ai bagni.
È fatto obbligo a tutte le operaie addette alle lavorazioni ed alla pulizia di portare una cuffia che sarà fornita a cura dell’Azienda.
Nell’eventualità che l’orario di lavoro dovesse essere portato per disposizione normativa o contrattuale, a 40 ore settimanali (a 42 per i lavoratori addetti a turni regolari periodici) le parti, in mancanza di una opportuna disposizione generale, si incontreranno per determinare le eventuali maggiorazioni da stabilire per le ore intercorrenti fino alle 48 settimanali.
I lavoratori non possono esimersi, tranne nei casi di forza maggiore dell’effettuare turni avvicendati giornalieri e dovranno prestare la loro opera nel turno stabilito dall’Azienda.
Nei turni regolari periodici il lavoratore del turno smontante non può abbandonare il lavoro senza prima avere avuto la sostituzione del lavoratore del turno montante, ferma restando la competenza delle maggiorazioni stabilite dall’art. 16 per il lavoro straordinario.
Per i lavoratori addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia, l’orario normale di lavoro non può superare le 10 ore giornaliere o le 60 settimanali, salvo le eccezioni previste dagli accordi interconfederali in materia.
È ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute per causa di forza maggiore o per le interruzioni di lavoro concordato tra le organizzazioni sindacali periferiche di categoria purché esso sia contenuto nel limite di un’ora al giorno e si effettui entro i 30 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta l’interruzione.
Nei casi in cui, disposizioni di legge permettendolo, il riposo settimanale non venga concesso nel giorno prestabilito resta fermo che al personale compete il riposo compensativo.
Per il lavoro delle donne e dei minori si fa rimando alla disposizioni di legge in materia.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell’articolo 8 ossia oltre le otto ore giornaliere o le 48 settimanali per i lavoratori a regime normale di orario, e oltre le ore 10 giornaliere o le 60 settimanali per i lavoratori compresi nelle deroghe ed eccezioni di legge in vigore, fermo restando quanto disposto dall’articolo 11 sul recupero delle ore perdute.
È considerato lavoro festivo quello effettuato nelle giornate destinate al riposo settimanale o nei giorni di festività nazionale previsti dall’articolo 14 della presente regolamentazione. [...]
Per i lavoratori soggetti alle deroghe ed eccezioni della legge sul riposo domenicale e settimanale, lo spostamento del giorno destinato al riposo settimanale dovrà essere preavvertito non più tardi del secondo giorno antecedente a quello predeterminato per il riposo stesso, nel caso contrario il lavoro prestato in tale giorno darà luogo al trattamento stabilito per il lavoro festivo, o straordinario festivo.
Il lavoro straordinario o festivo dovrà essere disposto o autorizzato.
Alle donne ed ai minori che lavorano in squadre avvicendate dalle ore 6 alle ore 22, la mezz’ora di riposo prevista dalla legge n. 633 del 26 aprile 1934 (sulla tutela del lavoro delle donne e del fanciulli) dovrà essere retribuita.
Alla donna destinata a compiere mansioni caratteristiche delle prestazioni di opera maschili compete, a parità di condizioni di lavoro e di rendimento qualitativo e quantitativo, la paga contrattuale prevista per la categoria maschile operaia corrispondente alle mansioni di cui trattasi.
Allo scopo di stimolare l’aumento della produzione nelle Aziende nelle quali le possibilità tecniche lo consentano, possono essere istituiti premi di produzione o altre forme di retribuzione ad incentivo, secondo gli accordi che possano intervenire fra le parti direttamente interessate.
Nel caso in cui ci fossero lavorazioni nocive, pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose, il relativo speciale trattamento economico sarebbe stabilito da apposito accordo aggiuntivo.
Nel corso di ogni anno feriale il lavoratore ha diritto ad un periodo di riposo (ferie) con decorrenza della retribuzione giornaliera di fatto percepita in servizio, secondo i termini sotto indicati:
giorni 15 per gli addetti alla camera oscura aventi anzianità di servizio da 1 a 5 anni (portati a giorni 16 con accordo 6 marzo 1953);
giorni 13 per tutti gli altri lavoratori aventi anzianità di servizio da 1 a 5 anni (portati a giorni 34 con accordo 6 marzo 1953);
giorni 16 per gli addetti alle camere oscure aventi anzianità di servizio da 5 a 12 anni (portati a giorni 17 con accordo 6 marzo 1953);
giorni 14 per tutti gli altri lavoratori aventi anzianità di servi-zio da 5 a 12 anni (portati a giorni 15 con accordo 6 marzo 1953);
giorni 18 per gli addetti alle camere oscure aventi anzianità di servizio oltre i 12 anni (portati a giorni 19 con accordo 6 marzo 1953);
giorni 16 per tutti gli altri lavoratori aventi anzianità di servizio oltre i 12 anni (portati a giorni 17 con accordo 6 marzo 1953).
Il lavoratore può chiedere il godimento delle ferie nell’anno feriale di maturazione, per il periodo maturato.
A norma del secondo comma dell’articolo 12 dell’Accordo interconfederale 27 ottobre 1946 perdurando la situazione prevista da detto accordo, è consentita la sostituzione del godimento delle ferie con il corrispondente indennizzo fino ad un massimo di sei giorni.
Art. 29. - Igiene e sicurezza del lavoro - Prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.
Da parte sua il lavoratore è tenuto all’osservanza scrupolosa delle prescrizioni che, nell’osservanza della legge, gli verranno impartite dall’Azienda, per la tutela della sua salute; in particolare è tenuto a servirsi dei mezzi protettivi fornitigli dalla Azienda soltanto durante il lavoro, curando altresì la perfetta conservazione dei mezzi stessi.
Ove motivi d’igiene lo esigano le Aziende provvederanno alla istituzione di bagni a doccia onde i lavoratori possano usufruirne al termine del lavoro.
Art. 30. - Infortuni e malattie professionali.
L’infortunio sul posto di lavoro, anche se consente la continuazione della attività lavorativa, deve essere denunciato immediatamente dal lavoratore al proprio superiore diretto perché possano essere prestate le previste cure di pronto soccorso ed effettuate le denuncie di legge.
I lavoratori, trattenuti oltre il normale orario per prestare la loro opera di assistenza o soccorso nel caso di infortunio di altri lavora-tori, devono essere retribuiti per il tempo trascorso a tale fine nello stabilimento.
Ferme restando le disposizioni di legge sulla tutela delle lavoratrici durante lo 'stato di gravidanza e puerperio, l'Azienda deve in tale evenienza:
1) conservare il posto alla lavoratrice per un periodo di mesi 6, di cui 3 mesi durante l’ultimo periodo di gravidanza ed il rimanente durante il puerperio;
2) corrispondere il 75 per cento della intera retribuzione (indennità di contingenza compresa) per i primi tre mesi della sua assenza prima del parto e per le sei settimane successive.
Egli deve conservare rapporti di educazione verso i compagni di lavoro, di subordinazione verso i superiori, gli ordini dei quali è tenuto ad osservare.
A meno che non vi sia esplicito permesso, non è consentito che un lavoratore entri o si trattenga nello stabilimento in ore non comprese nel suo orario di lavoro.
Egli è responsabile degli utensili e dell’abito di lavoro che riceve in regolare consegna ed in caso di licenziamento o di dimissioni deve restituirli prima di lasciare il servizio.
D’altra parte il lavoratore deve essere messo in grado di conservare quanto, consegnatogli; in caso contrario ha diritto di declinare la propria responsabilità informandone tempestivamente, però, la direzione dell’Azienda.
Il lavoratore risponderà della perdita e degli eventuali danni agli oggetti in questione che siano imputabili a sua colpa e negligenza; il relativo ammontare verrà trattenuto sulla retribuzione con le norme di cui all’art. 2 della parte comune.
Il lavoratore deve interessarsi per fare elencare per iscritto gli attrezzi di sua proprietà onde poterli asportare.
Le infrazioni disciplinari alle norme della presente regolamentazione o alle altre norme speciali indicate nell’art. 6 della parte comune potranno essere punite, a seconda della gravità delle mancanze, con provvedimenti seguenti:
3) multa fino all’importo di 3 ore di paga e della eventuale contingenza;
a) che non si presenti al lavoro come previsto all'art. 36 o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo;
d) che costruisca entro le officine dell’Azienda oggetti per un proprio uso;
e) che, per disattenzione, procuri guasti non gravi o sperpero non grave di materiale dell’Azienda; che non avverta subito i superiori diretti di eventuali guasti al macchinario o di eventuali irregolarità nell’andamento del lavoro;
g) che in qualunque modo trasgredisca alle norme della presente regolamentazione, dei regolamenti interni o che commetta mancanze recanti pregiudizio alla disciplina, alla morale o all’igiene.
La multa verrà applicata per le mancanze di minor rilievo, la sospensione per quelle di maggior rilievo.
1. - Con la perdita dell’indennità di preavviso, ma non delle altre indennità.
c) abbandono del posto di lavoro che implichi pregiudizio alla integrità delle persone ed alla sicurezza degli impianti, comunque compimento di azioni che implichino gli stessi pregiudizi;
e) diverbio litigioso, seguito da vie di fatto, avvenuto nel recinto dello stabilimento e che rechi grave perturbamento alla vita aziendale;
f) recidiva nella colpa di cui al punto e) dell’articolo 40 sempreché non si riscontri nella mancanza stessa il dolo;
g) recidiva alla costruzione entro le officine della Azienda di oggetti per uso proprio con danno della Azienda stessa;
h) trascuranza nell’adempimento degli obblighi contrattuali e di regolamento interno, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di cui all’art. 40.
2. - Senza preavviso e senza indennità di licenziamento.
а) inosservanza del divieto di fumare;
d) costruzione entro le officine dell'Azienda di oggetti per uso proprio o per conto di terzi, con grave danno dell’Azienda stessa;
f) recidiva nella colpa di cui al punto e) dell’articolo 40 qualora vi sia dolo.
Per i seguenti istituti attinenti al singolo lavoratore genericamente inteso, le relative norme sono inserite nella parte comune:
L’eventuale regolamento interno, da attuarsi con modi previsti dall’art. 2 n. 3 del vigente Accordo interconfederale sulle Commissioni interne, deve essere esposto in luogo chiaramente visibile.
Ferme restando le possibilità di intervento delle Commissioni interne, previste dal relativo Accordo interconfederale. per la composizione dei reclami e delle controversie di carattere individuale sì seguiranno le consuetudinarie norme di stabilimento, ricorrendo a trattative dirette tra le parti o fra i rispettivi rappresentanti.
A seconda della natura, le controversie collettive per l’interpretazione e l’applicazione del presente contratto saranno deferite all’esame delle competenti organizzazioni sindacali nazionali di datori di lavoro e dei lavoratori per la loro definizione.
Il presente contratto annulla e sostituisce, dalla data della sua pubblicazione, i contratti, collettivi nazionali e provinciali integrativi preesistenti per le categorie di lavoratori cui si riferiscono le regolamentazioni del contratto stesso.
Per quanto concerne gli Accordi interconfederali, gli altri Accordi provinciali e gli Accordi aziendali, si Intendono superate e sostituite (salvi facendo casi di esplicito richiamo) le norme afferenti agli istituti disciplinari dalla corrispondente regolamentazione del presente contratto, le cui disposizioni - nell’ambito di ciascuno degli istituti stessi - sono correlative ed inscindibili fra loro e non sono cumulabili con alcun altro trattamento.
Peraltro, per quanto concerne i predetti altri accordi provinciali ed accordi aziendali, le parti interessate si consulteranno per proporre poi alle rispettive competenti organizzazioni sindacali periferiche l’accordo per l’opzione - in relazione a singoli istituti - fra le norme di cui alla corrispondente regolamentazione del presente contratto e quelle degli accordi in questione regolante i singoli stessi istituti.
Le parti si danno reciprocamente atto che stipulando il presento contratto non hanno inteso modificare le condizioni più favorevoli acquisite dal lavoratore.