Source: https://ottantunozerotto.wordpress.com/2019/03/27/aggiornamento-della-formazione-dei-lavoratori-quale-sanzione/?replytocom=1632
Timestamp: 2020-08-07 12:53:50+00:00
Document Index: 123559003

Matched Legal Cases: ['art.37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 73', 'art. 71', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 37', 'art. 71']

Aggiornamento della formazione dei lavoratori: quale sanzione? – OTTANTUNOZEROTTO.it
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14 pensieri riguardo “Aggiornamento della formazione dei lavoratori: quale sanzione?”
27 marzo 2019 alle 11:19
Carissimo Andrea, mi ci trovo in PIENO! E ti ringrazio, perché hai descritto in modo sintetico ma dettagliato come opporsi in caso di contestazioni, fermo restando l’obbligo imprescindibile dell’aggiornamento, che va fatto.
27 marzo 2019 alle 11:30
Praticamente te l’ho scritto su commissione 🙂
27 marzo 2019 alle 13:52
Caro Andrea grazie anche per il tuo contributo, premesso che nei miei post sulla discussione su facebook ho nella 90 % soffermato la mia attenzione sulla procedura dell’istituto ora per allora e sul corretto importo della sanzione che l’ASL ha erogata, solo fugacemente e solamente con Giorgio Gallo avevo accennato grosso modo e brevemente al concetto che dirò e cioè ….. io ho sempre pensato e ragionato che l’aggiornamento della formazione, lungi dell’essere esclusa dal primo comma, vi sarebbe anzi ricompresa, perché la formazione deve essere adeguata e sufficiente e, per essere tale, come è stato definito in sede di accordo è di farne anche l’aggiornamento. Non è detto che abbia ragione, ma la poca chiarezza come sempre della norma mette dubbi e provoca incertezze. In merito non mi è ancora capitato neanche di leggere sentenze, quindi siamo ancora sul vago o almeno io.
27 marzo 2019 alle 14:04
Caro Raffaele, si può stirare il ragionamento anche come dici tu e non ti nascondo che prima di scrivere il post abbia riflettuto attentamente su questo aspetto, anche guardando la definizione di “formazione”, intesa come “processo educativo”, ovvero qualcosa di ben più complesso che non un banale corso in aula.
Ciò detto, la mia conclusione è che sotto il punto di vista giuridico ciò che si va a sanzionare è una formazione difforme al contenuto del comma 1 come declinata nell’Accordo.
Se anche accettassimo l’ipotesi che sollevi, allora l’aggiornamento dovrebbe comunque rispondere ai requisiti delle lettere a) e b) del comma 1, cosa che invece non è (tanto che lo stesso Accordo dice che non deve essere una riproposizione dei medesimi temi già trattati).
In verità, io credo che una volta tanto la norma sia chiara ma che, giustamente, faccia strano non poter sanzionare il mancato aggiornamento e si cercano gli escamotage per farsi tornare i conti.
Prova a pensare: se il comma 6 fosse assistito da sanzione, laddove trovassi un’azienda inadempiente all’aggiornamento, sanzioneresti la violazione del comma 1 o del comma 6?
Esatto, concordo con Andrea
Dino Toscani ha detto:
1 aprile 2019 alle 0:54
solitamente condivido le tue posizioni, ma questa volta dissento: a mio modo di vedere l’art.37 co.6 riguarda la “ripetizione” della formazione, che è cosa diversa dell’aggiornamento, e mi pare che in questo senso si esprima anche il punto 4 dell’accordo.
Grazie Dino per il tuo parere,
Ho già avuto modi di discutere con altri sull’argomento. E noto che anche tu come loro, nel fare la stessa obiezione, hai omesso di dire che la l’art. 37, comma 6 parla di «formazione periodicamente ripetuta».
Non è “ripetizione” e basta, ma “ripetizione periodica” che, se permetti, muta sostanzialmente il senso.
L’avverbio “periodicamente” introduce un concetto di “frequenza”, anzi se vogliamo, di “frequenza regolare” alla ripetizione.
Ora, condivido che una ripetizione sia una cosa differente dall’aggiornamento, ma anche tu sarai d’accordo che l’art. 37, comma 6 non può meramente significare quello che anche tu intendi.
Il punto 4 dell’accordo che tu, giustamente citi, viene contraddetto dal punto 9 del medesimo dove (guarda caso) viene nuovamente omesso l’avverbio “periodicamente”.
Il punto 4 dice che la formazione specifica è soggetta a ripetizione periodica, cosa che, nel senso dell’accordo, va piuttosto nella direzione di ciò che la stessa Conferenza ritiene essere l’obbligo di aggiornamento.
Salvo poi smentirsi al punto 9.
Non proprio un modello di coerenza quell’accordo lì 🙂
Alex Pierobon ha detto:
innanzitutto complimenti per i suoi articoli, ben fatti e simpatici (dunque maggiormente efficaci).
Le chiedo se secondo lei il ragionamento può essere esteso all’art. 73 per quanto riguarda l’Accordo Stato Regioni del 22/02/2012.
15 aprile 2019 alle 21:09
Mmmm, penso di no.
È proprio un altro campionato 🙂
15 aprile 2019 alle 21:13
Però potrei aver frainteso la domanda. Può esplicitarmela meglio?
In poche parole quello che mi chiedo è: in forza a quale articolo viene sanzionato il mancato aggiornamento della formazione sulle attrezzature?
Forse è un po’ tirato per i capelli, ma il mio ragionamento è il seguente:
L’art. 71 comma 7 (81/08) prevede la formazione ed è sanzionato (non prevede però l’aggiornamento).
L’art. 73 non parla dell’aggiornamento, ed il comma 5 dell’art. 73 non sembra dare mandato alla Conferenza Stato Regioni anche per quanto riguarda l’aggiornamento.
Spero di non avere detto troppo fesserie 🙂
16 aprile 2019 alle 13:07
Nessuna fesseria, è un quesito interessante.
Sulla questione io ragionerei così: l’art. 73, comma 5 non è sanzionato, ma senza l’aggiornamento, la persona perde i requisiti per utilizzare l’attrezzatura (il caso è differente da quello della formazione ex art. 37, comma 1. Il mandato in questo caso era di definire i requisiti abilitanti e la CSR ha ritenuto che l’aggiornamento quinquennale sia uno di questi).
In tal senso, è possibile che possa configurarsi il reato per la violazione dell’art. 71, comma 7 laddove un lavoratore privo di abilitazione (in quanto non ha effettuato l’aggiornamento) utilizzi l’attrezzatura che la richiede.
Quindi la differenza sta tutta nell’abilitazione che decade in caso di mancato aggiornamento.
Grazie per il chiarimento ed ancora complimenti!
Ahahahaha “i ninja del diritto” è bellissimo.
Altra discussione che ogni giorno mi trovo a dibattere è il riconoscimento della formazione lavoratori (parte specifica) nel caso in cui un lavoratore vada a costituire un altro rapporto di lavoro con azienda della stesso SETTORE PRODUTTIVO. L’accordo non specifica cosa si intende per Settore produttivo. Prendo in considerazione solo le lettere? A,B,C,D, o l’ateco specifico Es. F 41, 42 ecc.?
Faccio un esempio preso da un articolo:
Se un lavoratore ha frequentato un corso specifica in azienda con ATECO C 15.11 e passa in un’azienda con ATECO C 26.11 il corso di formazione specifica lo devo rifare? O visto che rientrano tutti nel gruppo C lo tengo buono? (chiaramente integrando il corso con i rischi specifici dell’azienda)