Source: http://www.studiomelchionna.it/bil/i4.asp
Timestamp: 2018-11-16 12:52:44+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.74', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 2426', 'art. 2426', 'art. 2426', 'art. 2426', 'art. 2427', 'art. 2569']

IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI - Art. 74 P.C. n. 24
Le immobilizzazioni immateriali sono beni che partecipano al processo produttivo dell?impresa la cui utilità non si esaurisce in un solo esercizio e si distinguono in:
- oneri pluriennali (si tratta di costi sospesi quali le spese di impianto);
- beni immateriali (brevetti, licenze, ?);
- avviamento.
Elementi costitutivi delle immobilizzazioni immateriali sono:
- mancanza di fisicità
- valore economico reale per l?impresa
- autonoma identificabilità.
Voce di stato patrimoniale bilancio Ce
Voce B.I.3 Sistematico in ogni esercizio, in base alla residua possibilità di utilizzo.
Occorre il consenso del Collegio sindacale
Art. 2426.1, n. 2 Art. 68.1 (ora 103.1):In misura non superiore a 1/3 del costo per ciascun esercizio; quote anche variabili.
Voce B.I.4 Sistematico in ogni esercizio, in base alla residua possibilità di utilizzo.
Art. 2426.1, n. 2 Art. 68.2(ora 103.2): In misura corrispondente alla durata di utilizzazione prevista da contratto o legge.Quote costanti.
Art. 2426.1, n. 2 Art. 68.1(ora 103.1): Quote annue, anche variabili, ma in misura non superiore a 1/10 per ciascun esercizio
Entro un periodo di cinque anni. Con adeguata motivazione in n.i., è consentito l’ammortamento in un periodo superiore, non eccedente la durata di utilizzazione.
Occorre il consenso del Collegio sindacaleArt. 2426.1, n. 5 Art. 68.3 (ora 103.3): Quote annue, anche variabili, ma in misura non superiore a 1/10 del valore per ciascun esercizio.
Voce B.I.7 Sistematico in ogni esercizio, in base alla residua possibilità di utilizzo.
Art. 2426.1, n. 2 Art. 68.2 (ora 103.2): In misura corrispondente alla durata di utilizzazione prevista da contratto o legge.
IMMATERIALI IN CORSO E ACCONTI
Voce B.I.6 Non vanno ammortizzati (sono immobilizzazioni in corso o crediti) Non vanno ammortizzati
Costi ad utilizzazione pluriennale (vedi apposito paragrafo)
SPESE DI COSTITUZIONE, COSTI DI IMPIANTO E DI AMPLIAMENTO
Voce B.I.1 Entro un periodo non superiore a cinque anni; quote libere.
Iscrivibili con il consenso del Collegio Sindacale.
Art. 2426.1, n. 5 Art. 74.3 (ora 108.3): Nel limite della quota imputabile a ciascun esercizio in base al c.c.
Ammortamento deducibile dai primi ricavi art.74.4 (ora 108.4)
COSTI DI STUDI, RICERCA E SVILUPPO
Voce B.I.2 Entro un periodo non superiore a cinque anni; quote libere.
Art. 2426.1, n. 5 Art. 74.1.2 (ora 108.1.2): Nell’esercizio in cui sono sostenute o in quote costanti nello stesso e nei successivi ma non oltre il quarto.
Ammortamento deducibile dal conseguimento dei primi ricavi ex art. 74.4 (ora 108.4).
COSTI DI PUBBLICITA’, SPONSORIZZAZIONE, PROPAGANDA, SPESE DI RAPPRESENTANZA DEDUC.
Per l’iscrizione nell’attivo occorre il consenso del Collegio Sindacale.
Art. 2426.1, n. 5
SPESE DI RAPPRESENTANZA PARZIALMENTE DEDUCIBILI
VoceB.I.2
Entro un periodo non superiore a cinque anni; quote libere.
Art. 2426.1, n. 5 Art. 74.2 (ora 108.2):Ammesse in deduzione per 1/3, ripartito per quote costanti nell'esercizio stesso e nei quattro successivi. Ammortamento deducibile ex art. 74.4 (ora 108.4)
Le immobilizzazioni immateriali sono beni che partecipano al processo produttivo dell’impresa la cui utilità non si esaurisce in un solo esercizio e si distinguono in:
- beni immateriali (brevetti, licenze, …);
- valore economico reale per l’impresa
VALORE DI ISCRIZIONE IN BILANCIO E AMMORTAMENTO – Riguardo al valore di iscrizione in bilancio vale la regola del costo di acquisto o produzione prevista per le immobilizzazioni materiali. Non è consentita la capitalizzazione di beni immateriali o costi pluriennali acquisiti a titolo gratuito.
Accertata l’utilità pluriennale:
per i beni immateriali soggetti a tutela giuridica e per l’avviamento costituisce un obbligo la loro iscrizione nello stato patrimoniale,
mentre per i costi pluriennali caratterizzati da un alto grado di aleatorietà e condizionate da valutazioni spesso soggettive, deve prevalere il giudizio di prudenza e quindi l’iscrizione costituisce una facoltà.
La capitalizzazione di oneri pluriennali diversi da quelli esplicitamente previsti dalla legge è vietata.
L’ammortamento va effettuato sistematicamente in ogni esercizio in relazione alla residua possibilità di utilizzazione, con l’obbligo di motivare in n.i. eventuali modifiche dei criteri d’ammortamento e dei coefficienti applicati.
Non sono previsti ammortamenti anticipati, accelerati o ridotti; né è previsto l’utilizzo di una minor aliquota (pro rata temporis) nel primo esercizio di utilizzo del bene.
La normativa tributaria non stabilisce uno specifico criterio di deducibilità delle altre spese relative a più esercizi di cui all’art. 74.3 (ora 108.3)(intendendo per tali le spese diverse da quelle già regolamentate agli artt. 68 (ora 103) e 74.1.2 (ora 108.1.2)) ma ne dispone la deducibilità nel limite della quota imputabile a cia-scun esercizi in base a criteri civilistici.
Esercizio con durata +/- 12 mesi - Le quote d'ammortamento delle immobilizzazioni immateriali non vanno ragguagliate alla durata d'esercizio (artt. 76.3 (ora 110) , 90.4 (ora 76.3).
CONSENSO DEL COLLEGIO SINDACALE
Possono essere capitalizzati solo con il consenso del collegio sindacale (art. 2426.5):
- costi di impianto e ampliamento;
- costi di ricerca e sviluppo;
- costi di pubblicità e propaganda;
- manutenzioni e riparazioni straordinarie beni di terzi (se in B.I.1);
SVALUTAZIONE delle IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI (P.C. n. 24)
Civile - Le immobilizzazioni immateriali sono iscritte al costo di acquisto o di produzione, comprendendo anche gli oneri accessori (art. 2426 n. 1). Il costo di iscrizione non può eccedere il valore recuperabile, cioè il maggiore tra il presumibile valore di realizzazione tramite alienazione ed il suo valore d’uso (valore funzionale all’economia dell’azienda nella prospettiva di continuazione dell’attività).
Il costo delle immobilizzazioni immateriali la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato (art. 2426 n. 2).
L’immobilizzazione che alla data di chiusura dell’esercizio risulti durevolmente di valore inferiore a quello determinato dalla differenza tra costo storico ed ammortamenti, deve (è un obbligo e non una mera facoltà) essere iscritta a tale minor valore; questo non può essere mantenuto nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della rettifica effettuata (art. 2426 n. 3).
La svalutazione delle immobilizzazioni deve partire dal confronto tra:
1. valore netto di iscrizione in bilancio;
2. valore del bene in base alla residua possibilità di partecipazione al processo aziendale (quello il cui ammortamento negli esercizi futuri troverà, secondo una ragionevole aspettativa, adeguata copertura con i ricavi correlati all’utilizzo del bene).
Il ricorso alla svalutazione dei beni ammortizzabili riveste carattere eccezionale in quanto alle eventuali riduzioni della vita utile residua del cespite conseguono aumenti delle aliquote di ammortamento.
Se e quando si rilevasse che la svalutazione non è più necessaria, dovrà essere ripristinato il valore originario (per il principio della rappresentazione veritiera e corretta). Il ripristino di valore non può trovare applica-zione per alcune tipologie di immobilizzazioni immateriali, quali l’avviamento ed i costi pluriennali.
Fiscale - Le minusvalenze iscritte in bilancio (c.e.: B.10.c) non sono riconosciute in quanto, per essere deducibili, devono essere realizzate mediante:
- cessione a titolo oneroso;
- risarcimento per perdita o danneggiamento;
- distruzione totale o parziale.
La svalutazione provoca quindi una ripresa a tassazione sull'Unico; ne deriverà anche una divergenza delle quote di ammortamento (che originerà ulteriori variazioni sull'Unico).
Art. 67.5 (ora 102.4) - In caso di eliminazione dei beni non ancora completamente ammortizzati dal complesso produttivo, il costo residuo è ammesso in deduzione.
Art. 75.1 (ora 109.1) - …e le spese gli altri componenti di cui nell’esercizio non sia ancora certa l’esistenza o determinabile in modo obiettivo l’ammontare sono deducibili nell’esercizio in cui si verificano tali condizioni.
Art. 66.1 (ora 101.1) - Le minusvalenze … sono deducibili se sono realizzate …
Art. 54.1 (ora 86.1) - Le plusvalenze … concorrono a formare il reddito se sono realizzate …
Art. 74.3 (ora 108.3) - … sono deducibili nel limite della quota imputabile a ciascun esercizio.
Circolare n. 1/98 della G.d.F.: “Diversamente dalla normativa civilistica, quella fiscale non prevede la deducibilità delle svalutazioni dei beni patrimoniali”. Di conseguenza vengono invitati i verificatori a controllare se sull’Unico, sono state fatte le riprese fiscali.
BENI IMMATERIALI - Art. 68 (ora 103) - P.C. n. 24
Il P.C. n. 24 ribadisce che il valore di iscrizione a bilancio non può eccedere il valore recuperabile, ovvero il maggiore tra il presunto valore di realizzo attraverso la vendita del bene e il suo valore in uso.
Determinazione del costo civilistico ammortizzabile
- Acquisto presso terzi: Costo di acquisto + oneri accessori + interessi passivi sui prestiti contratti per la loro acquisizione e interessi passivi relativi alla loro fabbricazione esterna, fino al momento dal quale il bene può essere utilizzato e per la quota ragionevolmente imputabile.
- Fabbricazione interna: Fino al momento dal quale il bene può essere utilizzato e per la quota ragionevolmente imputabile: costi diretti (materie prime e di consumo, retribuzioni, energia elettrica, ecc.) + costi indiretti + interessi passivi sui prestiti contratti per l'acquisizione dei fattori produttivi + interessi passivi relativi alla loro fabbricazione interna.
Determinazione del costo fiscale ammortizzabile
- Acquisto presso terzi: Costo di acquisto + oneri accessori + interessi passivi sui prestiti contratti per la loro acquisizione e interessi passivi relativi alla loro fabbricazione esterna, fino al momento della loro entrata in funzione e per la quota ragionevolmente imputabile.
- Fabbricazione interna: Fino al momento della loro entrata in funzione e per la quota ragionevolmente imputabile ovvero costi diretti (materie prime e di consumo, retribuzioni, energia elettrica, ecc.) + costi indiretti + interessi passivi sui prestiti contratti per l'acquisizione dei fattori produttivi + interessi passivi relativi alla loro fabbricazione interna.
- La capitalizzazione di interessi passivi deve essere indicata in nota integrativa (art. 2427 n. 8).
- Sono iscritti in bilancio a "valori netti" ossia con diretta diminuzione di ammortamenti e svalutazioni.
AFFITTO E USUFRUTTO DI AZIENDA: Si applicano le stesse norme previste per i beni materiali (artt. 2562, 2561, 67.9 ora 102.8).
BREVETTI INDUSTRIALI E UTILIZZAZIONE DELLE OPERE DELL’INGEGNO
BREVETTI (B.I.3 - Art. 2426 n. 2) - I costi sostenuti per brevetti, concessioni, licenze, marchi, ecc. vanno inseriti solo quando sono acquisiti con certezza giuridica; eventuali spese sostenute prima vanno imputate alla voce B.I.6 - Immobilizzazioni in corso e acconti.
I brevetti industriali (artt. 2584-2592 c.c.) possono avere come oggetto studi ed esperienze che hanno con-tenuto inventivo ed applicazione industriale, volte all'ottenimento di un prodotto; tra essi può essere ricompreso il know-how.
- Elementi necessari per la capitalizzazione: esclusività del diritto; misurabilità e recuperabilità del costo.
- Costo ammortizzabile: costo di produzione interna o costo di acquisto maggiorato degli oneri accessori, inclusi i costi di progettazione e gli studi di fattibilità.
C.c.: Quota imputabile a ciascun esercizio commisurata alla residua possibilità di utilizzo con limite massimo la durata legale posta generalmente nell’ordine dei 20 anni. Quote anche variabili.
Fisco: In misura non superiore ad un terzo del costo, con quote anche variabili.
DIRITTI D’AUTORE (B.I.3) - I diritti d'autore (artt. 2575-2583 c.c.) hanno per oggetto tutte le opere dell'ingegno a carattere creativo. A differenza dei brevetti non vengono subordinati ad alcuna registrazione o ad altre formalità. La tutele giuridica si estende per tutta la vita dell’autore e sino al sessantesimo anno solare dopo la sua morte. Quando il pagamento è previsto in importi annuali commisurati alle vendite è capitalizzabile il solo costo eventualmente pagato una tantum.
Indipendentemente dalle modalità di pagamento, deve essere operata e versata una r.a. del 20%.
- Costo ammortizzabile: costo di produzione interna o costo di acquisto maggiorato degli oneri accessori.
C.c.: Quota imputabile a ciascun esercizio. Quote anche variabili.
Fisco: In misura non superiore ad un terzo del costo; quote anche variabili.
Vanno iscritte in bilancio alla voce B.I.4 (artt. 2424 e 2426.1.2.3).
Le concessioni, rilasciate dall'autorità amministrativa, consistono in diritti su beni di proprietà dell'ente concedente (es. occupazione di suolo pubblico) o diritti ad esercitare una determinata attività (es. parcheggi pubblici).
Le autorizzazioni permettono l'esercizio di attività (es. commerciale).
Le licenze consistono nel diritto a sfruttare temporaneamente brevetti o altri beni immateriali.
Esempi di diritti simili che si possono inserire in questa voce: ditta, insegna, franchising e know-how.
C.c.: Quota imputabile a ciascun esercizio.
Fisco: In base alla durata di utilizzazione, in quote costanti.
NB: le licenze relative a brevetti dovrebbero allocate alla voce B.I.3 e ammortizzate in misura non superiore ad 1/3 del costo (quote anche variabili).
Vanno iscritti in bilancio alla voce B.I.4, Marchi e diritti simili (artt. 2424 e 2426.1.2.3).
I marchi (art. 2569 c.c.) sono simboli, denominazioni o emblemi atti a distinguere i prodotti e i servizi dell'impresa. Possono essere acquisiti:
- mediante produzione interna;
- acquistati da terzi;
- da terzi in concessione.
Fisco: A partire dal 1998 in misura non superiore ad 1/10 del costo, anche per i marchi acquisiti in precedenti periodi d’imposta (quote anche variabili).
AVVIAMENTO - Art. 2426 n. 6)
Può essere iscritto solo se acquisito a titolo oneroso, con il consenso del Collegio sindacale e nei limiti del costo. L'iscrizione dell'avviamento non è condizionata dall'esistenza di un prezzo pagato, ma dal sostenimento di un costo e dalla sua recuperabilità. Se l’avviamento, ad esempio, è dovuto alla conclusione d’un cattivo affare, il costo non va capitalizzato ma spesato nell’esercizio.
Possono generare iscrizione di avviamento: acquisto di partecipazioni sociali, conferimento di azienda o di ramo aziendale, fusione per incorporazione. Può essere iscritto anche se il valore non è stato distintamente evidenziato nell'atto, purché esplicitato e motivato in nota integrativa.
C.c.: Ammortamento entro un periodo di 5 anni. Tale durata può essere prolungata a condizione che ne siano indicate le motivazioni nella n.i..
Fisco: Ammortamento, a partire dal 1998 quote annue, anche variabili, mai superiori ad 1/10, anche per l’avviamento già in bilancio; altra discrasia tra civile e fiscale.
Vedi § Costi ad utilizzazione pluriennale