Source: https://www.slideshare.net/isolapulita1/ciampolillo-giuseppe-anza-salvatore-procedimento-9916-2011-memoria-udienza-28-12-2011-risposta-18-12-111-35576234
Timestamp: 2017-06-24 13:42:30+00:00
Document Index: 161678050

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 702', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 700', 'art.\n269', 'sentenza ', '§ 1', '§ 1', '§ 1', 'art. 32', 'art.\n21', 'art. 21', 'art 3', 'art. 21', 'art. 702']

Ciampolillo giuseppe anza' salvatore procedimento 9916 2011 memoria u…
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Ciampolillo nel dire “probabili ipotesi di truffa”, insomma, ancora una volta si è mantenuto nell’ambito della prudenza, dicendo egli le cose che pensa ma rinviando alla magistratura, il definitivo accertamento dei fatti e, se del caso, la punizione e la censura degli autori. Ed infatti conclude: <<...>>. Chi altri se non la magistratura inquirente e quella contabile avrebbe potuto indagare ed accertare la verità sull’ operato dell’ Anzà e dei suoi collaboratori?
Ed infatti la citata sentenza della prima sezione civile del Tribunale di Palermo (Messina c/ Anzà) ha comunque accertato e dichiarato in modo definitivo che non vi è stata diffamazione ai danni del dott. Anzà per avere il dirigente regionale di Legambiente Messina Giuseppe, ed altri, affermato che il Piano regionale della Sicilia era "copiato" dal piano della regione veneta, essendo stati anche inseriti al suo interno dati relativi al territorio della pianura padana o comunque evidentemente non relative alla Sicilia (affermazioni diffuse in forma di conferenza stampa in data 21 novembre 2007 riportate successivamente da articoli della stampa anche nazionale e che hanno avuto risonanza nelle emittenti televisive). E poiché tali affermazioni non avevano carattere diffamatorio le conseguenti ed aspre contumelie scagliate dall’ Anzà hanno avuto solo l'effetto di far condannare lui stesso al risarcimento per il danno alla reputazione in favore del Messina Giuseppe.
acc. Giacomo Cirincione - 1 -
corso Calatafimi n. 487 a Palermo presso lo studio dell’ avv. Giacomo Ci-
Anza’ Salvatore, nata a Patti (ME) il 21 aprile 1955 residente a Palermo
dall’ avv. Salvatore Ferrara del foro di Palermo,
Il ricorso notificato l’ 08 novembre 2011 da Anzà Salvatore con il quale lo stes-
so chiede al Tribunale di Palermo ai sensi dell’ art. 702-Bis c.p.c.: << Voglia il
vatrore Anzà; 2) ritenere e dichiarare la responsabilità extracontrattuale del
Avv. Giacomo Cirincione,
corso Calatafimi 487
 091.657 18 00 – 320.0332451
e-mail cirincionegiacomo@libero.it
Candela (prov. di FG) il 22 giugno 1946 e residente in
Isola delle Femmine (PA) via L- Sciascia n. 13 n.
15, previamente informata ai sensi dell’art. 4, 3°
possibilità di ricorrere al procedimento di mediazione ivi
previsto e dei benefici fiscali di cui agli artt. 17 e 20 del
medesimo decreto, delego a rappresentarmi e difender-
medesimo, compresa la fase esecutiva,
l’avv. GIACOMO CIRINCIONE
al quale conferisco ogni e più ampia facoltà di legge, ed
agli atti e rilasciare quietanza promettendo ratifica.
personali conformemente alle norme del d.s. 196/03 e
limitatamente alle finalità connesse all’esecuzione del
presente mandato.
Palermo 18 dicembre 2011
convenuto e per l’ effetto condannarlo al pagamento dell’ importo ritenuto di
vatore Anzà, a titolo del risarcimento del danno alla reputazione personale e
professionale, alla identità personale, nonché del danno morale subito dal me-
nuto alle spese di pubblicazione dell’ estratto della sentenza su due quotidiani a
diffusione nazionale nonché su due quotidiani a diffusione regionale, nonché
vittoria di spese e compensi di difesa. Salvo ogni altro diritto,…>>avendo pre-
tori contro di lui e l ‘ufficio che egli stesso dirige, confortando tali affermazioni da
MANCANZA DEI PRESUPPOSTI PER L’AZIONE INTRAPRESA AI
SENSI DELL’ ART. 702 BIS C.P.C.
il dr. Anzà ha azionato il provvedimento cautelare di cui all’ art. 700 c.p.c. che l’
ordinamento giuridico predispone a favore di <<… chi ha fondato motivo di te-
ché] … può chiedere con ricorso al giudice i provvedimenti di urgenza… per
pregiudizio imminente ed irreparabile. Appare per ciò del tutto evidente la teme-
rarietà dell’ agire in relazione allo strumento giuridico adottato e la conseguente
per ciò chiede sin d’ora che il ricorso sia dichiarato inammissibile per mancanza
senza pregiudizio per la superiore dichiarazione di inammissibilità, si deduce come
nessuna delle presunte aggressioni alla sfera della reputazione e dell’ immagine
dell’ Anzà sia stata effettivamente realizzata, trattandosi di volta in volta, nei casi
zione di fatti in tutto accertati come effettivamente veri e dunque non lesivi dell’
Anzà posto che si parla di fatti che l’opinione pubblica già conosce o può ancora
conoscere e che il sig. Ciampolillo si è solo limitato a riportare.
Il dottore Anzà, responsabile del “servizio 3 tutela dell'inquinamento atmosferico"
di subire un danno alla sua reputazione e all’ immagine ad opera del convenuto
Ciampolillo Giuseppe il quale, a nome del “Comitato Cittadino Isola Pulita” dedi-
Il ricorrente produce perciò cinque allegati a riprova di tali affermazioni.
Il primo ed il secondo degli allegati riporta la “richiesta di intervento a tutela
della salute pubblica” contenuto all'interno di un blog ( un sito web, generalmente
gestito da una persona o da un ente, in cui l'autore, detto “blogger”, pubblica più o meno
in atmosfera da parte della società Italcementi che ha un impianto nel comune di
mento della conferenza di servizi convocata e presieduta dal dottore Anzà il 4
ed avente ad oggetto la richiesta di autorizzazione (modificativa di quelle già in
che il pet-coke è sostanza pericolosa e dannosa alla salute (il pet-coke e' l'ultimo
Come è noto, scopo delle conferenze di servizio secondo la norma citata (art.
269, n. 3 D.Lgt) citato è di procedere, anche in via istruttoria, al contestuale
emesso il definitivo provvedimento di autorizzazione <<... all'installazione di sta-
bilimenti nuovi: l'autorità competente indice, entro trenta giorni dalla ricezione
zazione l'autorità competente, previa informazione al Comune interessato il qua-
le può esprimere un parere nei trenta giorni successivi, avvia un autonomo pro-
devono essere trasmesse all'autorità competente entro trenta giorni dalla relati-
va richiesta; se l'autorità competente non si pronuncia in un termine pari a cen-
centocinquanta giorni dalla ricezione della domanda stessa, il Gestore può, en-
la del territorio di provvedere, notificando tale richiesta anche all'autorità com-
salute e delle attività produttive, sentito il comune interessato, entro novanta
Se dunque è questo il complesso sistema delle garanzie a tutela della salute dei
cittadini, la conferenza convocata dal dottore Anzà il 4 luglio 2007 apparve ben
1°) INESISTENZA DI UN ESAME E DIBATTITO SUL TEMA POSTO IN
DISCUSSIONE. Al di là della formale presenza dei partecipanti, nessun vera
La Italcementi (che, ricordiamo, era il soggetto richiedente l’ autorizzazione) non
illustrò alcun progetto per introdurre il dibattito, come sarebbe stato logico e
doveroso poiché sulla scorta delle sue esposizioni si sarebbero potuto avanzare
domande, osservazioni, dubbi, perplessità, insomma ogni utile elemento alla defi-
nizione dell’attività istruttoria. Allo stesso modo nessuno intervenne per l’ Asses-
sorato regionale, tanto meno lo stesso dottore Anzà promotore della conferenza.
nastica: che cioè l’ amministrazione comunale non era contraria purché si rispet-
8032 dell’ 11-07-2007 indirizzata al Servizio 3 dell’ Ass. T. e A.).
2°) DUPLICAZIONE E SOVRAPPOSIZIONE DI PROCEDURE DI VA-
intanto la procedura A.I.A., procedura che anche all’ epoca della conferenza dei
scarichi dei rifiuti. in corso: essa è quella che assorbe le procedure consultive pro-
nell'allegato II. L'elenco riportato nell'allegato II, ove necessario, è modificato
con i Ministri delle attività produttive e della salute, d'intesa con la Conferenza
Destò perciò meraviglia e sconcerto nell’ odierno convenuto che il dottore Anzà,
sta, visto, eccetera, si rivolgesse comunque all’ Ufficio Legislativo e Legale della
Regione Sicilia, per chiedere un parereche l'organo effettivamente rilasciò (do-
cumento prodotto n. 9), affermando in esso che, nelle more dell’ attivazione
della procedura A.I.A., l’ autorità assessoriale avrebbe potuto procedere alla mo-
difica o alla autorizzazione delle emissioni in atmosfera (ma in realtà l'organo
consultivo fu posto dinanzi un quesito fuorviante perché l' Anzà nel suo quesito
lasciava intendere che al momento della richiesta di parere nessuna attività a
A.I.A. fosse in corso: vi è da credere che l'ufficio legale della regione siciliana,
l'atto di Autorizzazione Integrata Ambientale). L’ Anzà invece era ben consape-
tutto quando ricevette il parere consultivo, l'attività A.I.A. era già in corso. Lo si
desume da una missiva dell' 8 maggio 2008 (prot. 35918 dell’ ass. T. e A., servi-
precedente che la società gli aveva già inviato. Nella lettera si precisa <<… con
chiesta di codesta azienda ancorché perfettamente legittima presuppone che
ne di quanto già fatto nell'ambito delle procedure seguite per il rilascio dell'
17/04/2008) e preso atto che il relativo iter istruttorio è ormai quasi concluso, la
pratica in oggetto sarà messa agli atti. Firmato dott.ssa Maria Concetta Gentile
e Il Dirigente del Servizio 3 dott. Salvatore Anzà)..>>
Non sfugge dunque ad un attento osservatore qual è Giuseppe Ciampolillo la so-
vrapposizione di competenze e ruoli che il dott, Anzà aveva consapevolmente
provocato al fine di intervenire più direttamente sulla autorizzazione Italcementi
S.p.A per l’uso e al trasporto del pet-cocke.
L’ Anzà, quanto meno, dovrebbe apparire incapace di intravedere la contraddi-
all'oscuro di tale situazione per il ruolo apicale che detiene in assessorato, è allora
plausibile immaginare per chiunque –e non solo per Ciampolillo- che il suo com-
forti riserve e perplessità.
E Giuseppe Ciampolillo infatti, nel suo blog, evidenzia testualmente che <<… la
conferenza di servizi, si è tenuta in modo incomprensibile nel suo indirizzo, nella
sua modalità e nella finalità... essa è stata trasformata in pura "formalità". La
la validità della conferenza dei servizi del 4 luglio 2007 nonché la legittimità
dell'intervento del Servizio 3. Tutto ciò premesso,
sponsabile dei fatti sopra narrati affinché vengano perseguiti penalmente in or-
del diritto di critica, né mai giungono ad essere oltraggiose, offensive, denigrato-
elementi di contraddizione di chi ricoprendo un posto di alta responsabilità nel-
rosimile, al fine di difendere l'interesse pubblico che, nel caso specifico, è il bene
sue mani, ma in buona parte sono frutto della condotta del dr. Anzà. Egli si limita
nell’ osservanza delle procedure di legge e nessuno può negare che tutto ciò po-
teva ingenerare la convinzione che non venisse adeguatamente valutato il “prin-
cipio di precauzione” per un impianto quale il colosso Italcementi S.P.A.
Con il quarto degli allegati al ricorso, il dr. Anzà riferisce in realtà non di
per conoscenza alla commissione di garanzia per la trasparenza e l'imparzialità
dano, presidente della 13ª commissione territorio, ambiente e beni culturali del
gna denigratoria e diffamatoria condotta dalla Ciampolillo a danno del dott. Anzà,
è dunque riconducibile anzitutto alla penna del professionista. Ma poiché anche in
questo caso non vi sono frasi ingiuriose o oltraggiose, né vi è offesa all'altrui re-
putazione, il convenuto sin d’ ora si fa carico di ogni parola in essa contenuta.
nale, coscientemente diretto a trascurare gli interessi della collettività a favore di
tanto più che il dottore Anzà, essendo andato ad occupare il posto che preceden-
temente era del dottor Gioacchino Genchi, trovò avviate iniziative risalenti a que-
Con precisi riferimenti l'avv. Canto stigmatizza l'attività dell’ Anzà mettendo in
cedure e perciò non hanno prodotto i risultati sostanziali che la legge prevede; di
scopo di tali attività -è scritto nella lettera- è quello di poter comunque emettere il
adottati dal dott. Anzà perviene alla fine ad <<… un procedimento del tutto
arbitrario ed illegittimo, in quanto l'autorizzazione all'uso del pet-coke è oggetto
Il dott. Anzà ha cercato di istruire una pratica in modo da pervenire e giustifica-
necessità del parere favorevole degli organismi preposti a garanzia della tutela
dell'ambiente, ribadito che per la sua pericolosità il pet-coke gode di una disciplina
legislativa particolare, non solo nazionale ma anche europea in conformità agli
obblighi assunti con la firma del Protocollo di Kioto, l'avvocato Canto così con-
procedimenti amministrativi, ovvero in particolare del “non aggravamento del-
l'azione amministrativa”. Ci si lamenta che il dott. Anzà ha eluso ciò che è già
procedimento, mostrando sensibilità più a curare gli interessi economici forti e
bre 2007 convocata dal dott. Anzà, responsabile del servizio tre del dipartimento
più, fu evidenziata l'illegittimità delle procedure poste in essere e la mancanza dei
a quella stessa data era già in corso, per iniziativa del Servizio 2, la procedura
A.I.A. rispetto alla quale –come prima si è detto- la conferenza dei servizi indetta
dal dr. Anzà non poteva procedere in contrasto (questo episodio fu forse all’ ori-
gine della risposta che il dr. Anzà diede alla Italcementi con la nota a sua firma e
della d.ssa gentile dell’ 8 maggio 2008, prot. 35918 dell’ ass. t. e a., servizio 3, di
cui si è già detto, (documento prodotto n. 12).
stione dell'uso del pet-coke per la quale la società il Italcementi aveva chiesto le
Ma il dottore Anzà nell'accusare il convenuto Ciampolillo di aver orchestrato a
LITÀ DELL'ARIA DELLA SICILIA.
ratori (ma precisa "non è stato integralmente copiato dal piano del Veneto") per
la necessità di essere celere pur di rispettare le scadenze istituzionali: semmai –
avverte- inavvedutamente, qualche refuso del piano del Veneto è sfuggito allo
stesso Anzà e ai suoi collaboratori.
affermazioni del dottor Gioacchino Genchi affinché si intenda bene quando i giu-
dizi e le parole usate sono provenienti dallo Stesso. Or bene ciò che il Dott. Anzà
lamenta riferendosi alla pagina cinque del blog è una dichiarazione del dottor
Genchi che fino a poco tempo prima occupava proprio la poltrona del Dott. Anzà.
rittura dalle televisioni nazionali e cioè dalla trasmissione "striscia la notizia" di
La questione non è nuova per codesto Tribunale perché con sentenza n.
2708/2010 della Prima Sezione Civile (G.U. d.ssa Spadaro Giulia) è stata decisa
biente) contro Anzà Salvatore e contro Assessorato Territorio e Ambiente della
Regione Siciliana. Anzà Salvatore è stato condannato al pagamento a favore del-
fra l’altro, che egli facesse parte "di una banda di cialtroni... responsabili regio-
una serie di menzogne, falsità, raggirando i giornalisti;...[tali sono una] nicchia
degli insulti proferiti dall’ odierno ricorrente prosegue ed è puntualmente riporta-
Il motivo di tanto livore dell’ Anzà nei confronti di chi lo aveva citato a giudizio
era proprio il Piano Regionale di Coordinamento per la Tutela della Qualità dell'
<<Non è contestato (dall’ Anzà, n.d.r.) il fatto che il piano regionale fosse stato
piano di coordinamento è stato modificato eliminando i riferimenti al territorio
della regione Veneto. A fronte di ciò deve ritenersi che il contesto generale delle
dichiarazioni in cui, anche a mezzo dei Mass media, è stato denunciato come
blicistica. Pare anche poi il rispettato il principio di verità, atteso che non risul-
be sulla liceità della condotta. Il che non esclude che possano esserci singole
Il comitato cittadino l' “Isola Pulita”, attraverso cui si esprime il convenuto Ciam-
polillo Giuseppe, si era così espresso: <<... l'opera monumentale, partorita con
celerità a dir poco sospetta, si è rivelato un indecoroso e letterale "copiato" del-
l'omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, con in più varie
degli sconsiderati e sprovveduti redattori è andato copiare un Piano che proprio
per la sua inidonea impostazione strutturale di base, aveva già ricevuto a suo
tempo una bocciatura da parte dell' Unione Europea… ... Si è in presenza di un
atto di programmazione fasullo è inapplicabile, organizzata ai danni dell'am-
ministrazione, dell'ambiente e dei cittadini... Si ritiene che vi sia la necessità
dell'immediato ritiro del Piano,... nonché della verifica di ipotesi di danno per il
to Isola Pulita ha rettificato che il prof. Parmaliana, già inserito tra i redattori del
Piano, aveva precedentemente stipulato una convenzione dell’importo di €
75000,00 con l’Assessorato non per la stesura del Piano ma per svolgere solo
alcune delle attività in esso previste.).
Lo sdegno e la protesta del convenuto Ciampolillo Giuseppe per la redazione così
censurabile di coloro che essendo ricorsi al “copiato” -con annessi evidenti stra-
parlava ancora della “pianura padana”- operando all'oscuro di chi quel piano
di essere accomunati con le scalate arriviste –cui siamo abituati- di quei politici, e
componenti del proprio entourage, che, animati pressoché niente dalla ricerca del
Perché dunque meravigliarsi se Ciampolillo parla di “probabili ipotesi truffa” e
gridare allo “scandalo”, come fa il ricorrente.
E’, infatti, documentalmente provato (documento prodotto n. 16)che il Piano
Regionale di Coordinamento per la Tutela della Qualità dell' Aria della Regione
Siciliana è da pag. 9 a pag. 238 frutto di un “collage” di capitoli, paragrafi, ecc.,
integralmente trascritti, o più esattamente copiati, da pubblicazioni già edite da
Piano nella forma di un documento originale, corredato, sì, della consueta sezione
proprio personale contributo elaborativo, quando invece si tratta di un mero “as-
semblaggio”, operato con la tecnica del “copia e incolla”, di porzioni di documen-
Gli autori hanno utilizzato come “mirror” il Piano Regionale di Tutela e Risana-
mento della Regione Veneto, datato anno 2000 e cioè “vecchio” di 7 anni, con
amministrativo delle due Regioni, nonché dalla non conoscenza, giusto il caso,
che il Piano del Veneto era stato già bocciato dalla Comunità Europea (docu-
In particolare, come viene mostrato nell’ALLEGATO n. :
 Le parti che si sono evidenziate in giallo risultano testualmente comuni nei
due Piani, laddove gli “autori” siciliani si sono limitati alla semplice sosti-
tuzione di parole del tipo “Veneto” , “ARPAV” , ecc., con “Sicilia”,
“ARPA”, ecc.;
 Le parti che si sono evidenziate in rosso, oltre ad essere in comune, segna-
ne testuale dal Piano Veneto a quello Siciliano. Per brevità, qui di seguito
si citano solo alcune tra le più eclatanti, mentre per le altre si rimanda alla
a) parecchie Direttive Comunitarie e normative nazionali, all’epoca
della redazione del Piano Veneto (anno 2000) riportate in via di ema-
no a strutture, attività ed atti di programmazione della Regione Vene-
to sono inseriti come se in realtà fossero e facessero parte del contesto
c) caratteristiche e condizioni ambientali proprie del Veneto, (p.e. “il
bacino aerologico padano”, ”limitazione degli orari di riscaldamento
degli impianti termici civili”, “l’intero territorio pianeggiante”, le
“comunità montane”, queste ultime, per inciso, abolite in Sicilia da
bano da e verso i centri storici è prevista la realizzazione di “percorsi
ciclabili protetti…utilizzando gli argini di fiumi e canali” (salvo a
e) l’assetto amministrativo di regione a statuto ordinario del Veneto
dell’Assemblea Regionale, a competenze della Giunta Regionale al po-
sto di quelle dell’Assessore al ramo, ecc.);
 Gli “autori” non si sono astenuti neppure dal copiare la “Bibliografia”
(presa pressoché per intero dall’Annuario Arpa del 2005) ed il “Glossa-
rio”, tanto che in quest’ultimo vengono riportati acronimi e sigle di orga-
 Alla luce di quanto sopra, appare evidente che le parti suddette non siano
state neppure riviste dagli “autori”, anche considerato che risultano pre-
senti gli stessi refusi del documento del Veneto e, soprattutto, perché al
cap. 1, § 1.6, sotto § 1.6.1, pag. 26, dopo l’ultimo capoverso che recita
“Per una trattazione di maggiore dettaglio sulla normativa inerente la qua-
lità dell’aria e le emissioni in atmosfera si rimanda al Cap. 4” è stato “di-
menticato” il link http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm,
che è giusto il collegamento (interno) web al cap. 4 del Piano del Veneto.
Per accedere dall’esterno al capitolo basta anteporre www. all’indirizzo so-
pra riportato <servizigenerali.org/…. >;
 Le parti che sono state riquadrate in vari bordi colorati. risultano “preleva-
te” integralmente, con lo stesso sistema del “copia ed incolla”, da varie
pubblicazioni (Allegati n. 11-41 CD) quali Annuari ARPA, capitolo “At-
mosfera” (2004, 2005, 2006, ecc.), Relazione sullo stato dell’ambiente
della città di Palermo (2006, Agenda 21), Carta climatica ed atlante clima-
tologico della Sicilia, ecc., che gli “autori” riportano tra le fonti bibliogra-
fiche o i documenti di riferimento. Come già detto, tuttavia, non si è in
copiato di interi brani e capitoli. Altre parti, ancora, risultano “prelevate”
siti web di facile reperimento, che però non figurano tra le fonti indicate.
 Alcuni Progetti da attuarsi in regime di convenzione, elaborati già negli
anni passati da Istituti Universitari e proposti all’Assessorato al fine di
fornire “Attività di supporto tecnico-scientifico” per la “redazione” del
ponenti ed il contenuto della proposta, non già per le finalità originarie,
bensì per la “revisione” e l’attuazione del Piano stesso. I soggetti propo-
nenti, che figurano tra gli “autori” del Piano, si sono limitati a ritoccare il
titolo del Progetto, sostituendo la parola “redazione” con “revisione”. Per
qualche altro Progetto non si è persino ritenuto di cambiare il titolo. Inol-
tre, fanno parte dell’elenco dei Progetti - non si comprende a quale titolo
e finalità - un Progetto della Regione Lombardia, corredato di tanto di
Palermo nel 2006 ed abortito da tempo ed un presunto Progetto “Analisi
della Climatologia Urbana e Qualità del Clima”, presunto nel senso che
non è dato a comprendere di cosa effettivamente si tratti, dato che si limita
ad una sintetica spiegazione delle modalità e dei criteri per classificare i
climi della terra. Insomma, brani copiati e nulla più.
 Se c’è un capitolo che più di altri lascia esterrefatti per via del livello di
copiatura pedissequa ed acritica mostrato dagli autori questo è probabil-
del Piano del Veneto, riporta “Le azioni del Piano”, ossia gli interventi e le
sul territorio siciliano ed avviare le opere di risanamento. Il risultato è che
 Tra le innumerevoli perplessità, al lettore non può non sorgere una ovvia
Distilleria più grande d’Europa, ecc. per finire agli impianti di minori di-
mensione ed impatto sulla qualità dell’aria ?
 Orbene, all’esame dei fatti, il Piano Regionale di Coordinamento per la tu-
tela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana possiede tutti i
pianificazione in materia di tutela e risanamento della qualità dell’aria,
monco qual è degli elementi fondamentali e costitutivi, ad iniziare
dall’inventario delle emissioni, dalla modellistica e, ovviamente, degli
euro che i Comuni siciliani dovrebbero stanziare, secondo gli “autori”, dal
Il 12 marzo 2008, cioè a 7 mesi di distanza dall’approvazione del Piano,
l’Assessore Interlandi emanava il D.A. n. 43/GAB con il quale si apportavano
correzioni ad alcune di quelle parti del Piano definite “refusi” e frutto di “errori
materiali non sostanziali” (Ben prima, ma senza alcun atto formale o correzione
sito dell’Assessorato il link al Piano della Regione Veneto
dimenticato al § 1.6.1, pag. 26.).
In realtà, per quanto riguarda i cosiddetti “refusi” si tratta di quei refusi irri-
che dal “copia e incolla” del Piano veneto non si erano salvati neppure gli errori di
battitura… del testo veneto; per quanto riguarda i cosiddetti “errori materiali non
sostanziali” resta incomprensibile come e perché si possa arrivare a definire tali i
riferimenti al “sistema aerologico padano”, alle “piste ciclabili sugli argini di
fiumi e canali”, alle limitazioni temporali di accensione del riscaldamento dome-
stico e ad altre risibilità del genere nel contesto siciliano, frutto anch’essi del “co-
pia e incolla” cieco ed indiscriminato.
In definitiva, nel copia e incolla, i refusi da “refusi veneti” sono diventati
“refusi siciliani” e gli autori siciliani, con il citato D.A. n. 43, dopo 7 mesi li hanno
Ma nonostante questo, alla data del 22/10/2008(*)
sito web dell’Assessorato era possibile trovare sì la versione “corretta” del Piano,
Dalla fine di ottobre 2008 sul sito risulta inserita la versione con i “refusi” veneti
dell’ARTA era costretto a comunicare, con malcelato imbarazzo, che la Commis-
sione ispettiva costituita dall’Assessore Interlandi il 22/11/2007 (per dimostrare
che il Piano non era stato copiato) “non aveva reso alcuna relazione conclusiva”.
Un’affermazione criptica per cercare di stendere il velo su una vicenda insosteni-
Per definire tutta la complessa vicenda, dunque, Ciampolillo usò nel suo blog le
parole “probabili ipotesi di truffa”. A dire il vero parole appropriate essendovi
per la legge “truffa” quando ricorre la condotta di <<Chiunque, con artifizi o
raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto
con altrui danno…>> (articolo 640 codice penale). E nei fatti testé narrati sono
- l' “artifizio e il raggiro”, che è quello di chi ha presentato come “sua” un’opera
un'opera altrui (e perché allora non usare la parola “plagio” intesa come “appro-
parte di essa, specialmente in ambito artistico e letterario”? - vedasi dizionario
- “inducendo taluno in errore”, anzi non “qualcuno” ma l'intera comunità isola-
qualità dell'aria- per godere del sacrosanto diritto alla salute (art. 32 Cost.) ;
- “… con altrui danno” : oltre al presumibile danno alla salute derivante dall’
inesistenza sostanziale delle misure di monitoraggio sulla qualità dell’ aria (che nel
documento erano calibrate per il Veneto e non per la Sicilia), vi è poi il danno
Ciampolillo nel dire “probabili ipotesi di truffa”, insomma, ancora una volta si è
mantenuto nell’ambito della prudenza, dicendo egli le cose che pensa ma rinvian-
tà della verifica di ipotesi di danno per il pubblico erario che ne potesse deriva-
gare ed accertare la verità sull’ operato dell’ Anzà e dei suoi collaboratori?
(Messina c/ Anzà) ha comunque accertato e dichiarato in modo definitivo che non
vi è stata diffamazione ai danni del dott. Anzà per avere il dirigente regionale di
che nazionale e che hanno avuto risonanza nelle emittenti televisive). E poiché tali
lie scagliate dall’ Anzà hanno avuto solo l'effetto di far condannare lui stesso al
dotto alcuna lesione alla reputazione ed all’ immagine del ricorrente Anzà Salva-
Egli ha esercitato il diritto di critica riconosciuto dall’ ordinamento giuridico e
pertanto non deve alcun risarcimento per l’ obbligazione extracontrattuale da
illecito civile come chiede il ricorrente le cui domande vanno per ciò rigettate
mentre lo stesso Anzà va condannato al rimborso delle spese giudiziali a favore
sol perché i suoi scritti contengono dubbi e perplessità sulla correttezza profes-
sionale del dr. Anzà. Sovviene in ogni caso la generale causa di giustificazione di
L'esimente, che nell’ elaborazione costante di dottrina e giurisprudenza, si realiz-
- verità del fatto narrato;
lità degli attacchi puramente personali, intesi esclusivamente a colpire la sfera
dell'obbiettività e della serenità (confacenti invece al diritto di cronaca, come me-
glio innanzi) in quanto attività essenzialmente valutativa, frutto, quindi, di una
ne e coinvolgimento, un dissenso. Nell'esercizio del diritto di critica, pertanto, è
Costantemente la giurisprudenza di merito ha ribadito che << la valutazione circa
contesto.>> [App. Roma, Sez. I, 21/06/2010]
nel più ampio ambito della libertà di informazione sotto la duplice veste di diritto
ad espressione della libertà di pensiero, diritto fondamentale consacrato all’ art.
21 della costituzione, che più di ogni altro è funzionale alla dialettica democrati-
Il diritto di critica ha però delle peculiarità che lo caratterizzano e lo distin-
guono dal diritto di cronaca: la cronaca riferisce la realtà fenomenica di fatti e
do valutazione, è soggettiva segue alla cronaca e può essere complementare ad
La critica valuta e giudica i fatti riportati dalla cronaca e, dunque, può esprimere
un dissenso verso la realtà riportata nella cronaca.
di là della mera opinione. La portata dell’art. 21 della costituzione è ben altro che
“libertà di opinione” non limitandosi alla tutela soltanto di un generico, umile ed
innocuo “secondo me…”.
La libertà di opinione permette di esprimere la propria idea su una questione, giu-
sto per aggiungere una voce alle altre. Il diritto di critica, invece, è dura contrap-
posizione, è mettere a nudo l’inadeguatezza, l’ inaffidabilità, la falsità, gli errori
altrui: è volere scuotere, provocare una reazione nella gente per bene. La critica è
dialettica verso chi ha abusato, coscientemente o per mera incapacità od inade-
guatezza, della posizione e del potere che la comunità dei cittadini gli presta po-
È proprio ciò che ha fatto Ciampolillo al quale deve darsi merito di essere parte-
cipe (secondo la previsione dell’art 3, comma 2°, della costituzione) alle vicende
che interessano la collettività di cui egli fa parte trasfondendo emozioni, passioni,
spesso conclude “si chiede che si faccia chiarezza… si denuncia affinchè sia
fatta luce, ecc.”.
Non può dunque censurarsi u n simile comportamento e dichiarare che Ciampolil-
lo deve rispondere dei danni alla reputazione di chi si è esposto alle critiche anzi-
tutto perché ricopre un ruolo altamente pubblico e poi ancora perché il suo opera-
to si è rivelato più volte, quanto meno, inadeguato al ruolo da lui ricoperto.
Nel riferire un fatto obiettivo, è possibile fornire per esso un solo messaggio (ve-
ro) informativo. Ma le possibilità di critica nei confronti di un fatto, invece, sono
verità, interesse pubblico, continenza formale, ma in vero essendo ancorata al
pensiero, cioè al giudizio, soggettivo il limite risulta meno ristretto.
Solo se si rispettano tutti e tre i requisiti la critica è legittima :
<<è necessario che l'esercizio del diritto di cronaca o di critica esprima la veri-
tà dei fatti, sia pertinente e quindi d'interesse per la pubblica opinione e conti-
Essa per ciò :
- deve riportare la verità riferita al fatto: ossia la critica deve poggiare su basi ve-
ritiere (e non vi è dubbio che Ciampolillo indulgesse nella narrazione di fatti obiet-
- deve rivestire un interesse pubblico riferito al fatto (e non vi è dubbio che con-
verga l’ interesse pubblico tanto sul rischio causato dall’ uso e dal trasporto del
pet-cocke, quanto dalla qualità dell’ aria monitorata da un Piano veritiero anziché
maldestramente “copiato” dal Veneto).
- infine, la critica deve rispettare il requisito della continenza formale (e non vi è
Ma il diritto di critica non deve, né può, poggiare sull’obiettività. Non è finalizza-
to ad informare, ma a stimolare un dibattito. Partendo non dalla realtà obiettiva
to di critica è forse la più genuina e significativa delle libertà aperte dall’art. 21
della costituzione, poiché fonde in uno anche il dovere di informare, di far sapere
alla collettività, lanciando se del caso un grido di allarme, su fatti di interesse
pubblico, come fa da anni Giuseppe Ciampolillo parlando di tutela dell’ ambiente.
Per ciò, dunque, il termine “continenza” non può avere valore formale: sarebbe
controproducente se si vincolasse il diritto di critica alla “verità” che si esige nella
cronaca. Nessuno potrebbe più liberamente esprimere il suo dissenso (il consenso
non ha fatto mai male a nessuno) e nulla stimolerebbe più alcun dibattito.
Il diritto di critica può essere legittimo attacco e riguardare un comportamento
Consistendo la critica in un attacco, è chiaro che non può pretendersi dall’autore
lo stesso equilibrio di chi veicola un’informazione. Quest’ultimo è vincolato alla
narrazione obiettiva ed imparziale dei fatti, ad un inquadramento non “di parte”
della vicenda. Cosa che non è possibile pretendere da chi esprime una critica, che
esprime proprio una valutazione “di parte”.
L’oggetto su cui verte la critica deve riguardare fatti certi e non presupposti
la collettività (Ciampolillo lo fa!), se poi la manifestazione critica è basata preva-
responsabilità apicali all’ interno dell’ assessorato al Territorio e Ambiente della
regione siciliana). La collettività non ha alcun obiettivo interesse a conoscere i
giudizi su persone prive di notorietà, proprio perché non ha interesse ad una co-
noscenza approfondita di quella persona. In generale, si può dire che quanto
maggiore è la rilevanza pubblica di un personaggio, tanto più le critiche rivoltegli
E più la critica riguarda l’aspetto pubblico del personaggio, vale a dire l’attività
che lo caratterizza agli occhi dei più, maggiormente essa deve essere ritenuta le-
gittima, essendo maggiore l’interesse pubblico alla valutazione del suo operato
proprio perché da esso dipende anche il bene comune dei cittadini.
lettività (cronaca), così va garantito il dibattito cui può dar vita un giudizio e-
spresso su quel rapporto (critica) se si vorrà esercitare il diritto di critica, anche
nei riguardi di un fatto appena acquisito: la critica, insomma, dovrà essere ben
Ciò vuol dire che non vi è niente di sensazionalistico da parte del Ciampolillo nel
blici, tanto più imperdonabili quanto più ad essi si richiede, per la loro posizione,
ca, egli non esprime mai i giudizi personali e valutativi sulla persona dell’ Anzà.
Non lo ha accusato neppure per il reato di truffa, ma si è limitato a dire che su
“possibili ipotesi di truffa” meglio è che indaghi fino in fondo la magistratura.
D'altronde se di dubbi si può parlare, soprattutto a proposito del "copiato" del
piano regionale, ciò è la conseguenza della condotta di chi avrebbe almeno dovu-
lo alla firma dell'assessore. Il decoro professionale del dottor Anzà non risente
stesso Anzà lo ritiene messo in discussione, dovrà vederne la causa negli errori e
re al territorio e ambiente, autorità a lui sovrapposta.
Verte in errore dunque la difesa della Anzà che nega la sostanza del diritto di cri-
tica in capo al convenuto ritenendolo responsabile delle conseguenze che sull’
Anzà sono discese ad opera degli organi dell'amministrazione regionale. Allo stes-
so modo verte in errore allorché, confondendo i canoni del diritto di cronaca con
quelli del diritto di critica, al Ciampolillo si vuol negare la libertà di esprimere
L’ odierno convenuto CIAMPOLLILLO GIUSEPPE, come sopra rapp.to e difeso,
RICORRENTE ANZA’ SALVATORE;
PREVISTO DALL’ ART. 21 COST. E DALLE LEGGI DELL’ ORDINAMENTO
GIURIDICO, RILEVANDO IN TAL MODO L’ ESIMENTE DI CUI ALL’ ART.
VISTI E PUNITI DALL’ ART. 595 DEL CODICE PENALE;
CORRENTE ANZA’ SALVATORE;
4) CONDANNARE IL RICORRENTE ANZA’ SALVATORE ALLE SPESE DEL
GIUDIZIO DA DISTRARRE A FAVORE DELL’ AVV. GIACOMO CIRINCIO-
TA’ DELL’ARIA, AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIANA APPROVATO
CON DECRETO DELL’ASSESSORE AL TERRITORIO E AMBIENTE DELLA
GIONE VENETO APPROVATO NELL’ANNO 2000;
a) <<Vero è che in data 17 ottobre 2007, ricoprendo Io stessa la carica di assesso-
Anzà, perché ho riconosciuto che lo svolgimento di essa sarebbe stata in contrasto
con la procedura A.I.A. già in corso sin dal 31 gennaio 2007 avviata dal Servizio 2
b) <<Vero è che sono personalmente intervenuta il giorno 17 ottobre 2007 alle ore
15,30 durante l’ apertura della conferenza dei servizi convocata dal dr. Anzà per
c)<<vero è che la società Italcementi, in attesa della conclusione delle procedure
per l’ espletamento della prova si indica l’ avv. Rossanna Interlandi, domiciliata in
a)<<vero è che nella redazione del piano regionale di coordinamento per la tutela
della qualità dell'aria della Sicilia al fine di rispettare le norme vigenti in materia
stabilita a livello ministeriale che non lascia margini interpretativi e/o possibilità
b) <<vero è che il il piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità
a)<<vero è chela richiesta di autorizzazione provvisoria all’ uso ed al trasporto
del pet-coke da parte della ITALCEMENTI SPA andava contro l’ interesse della
collettività di Isola delle Femmine rappresentando un rischio altissimo alla salute
che non trovava alcun elemento compensativo negli impegni che la stessa società
b)<< Vero è che la conferenza di servizio non riuscì mai, nella sostanza, a dare un
apporto consultivo all’ amministrazione regionale in previsione dei provvedimenti
c)<< Vero è che contemporaneamente alla conferenza dei servizi convocata dal
Servizio 3 dell’ assessorato territorio e ambiente era già in corso una procedura
d) <<vero è che il dr. Anzà nel richiedere il parere all’ Ufficio legislativo e legale
della regione Sicilia lasciò intendere all’ organo consultivo che la procedura A.I.A.
Per l’ espletamento della prova si indica il teste dr. Eugenio Cottone, residente in Pa-
lermo e domiciliato presso l’ Ordine dei Chimici di Palermo in via Pasquale Calvi a
controversia avente oggetto identico all’ odierno giudizio e avente come parti Messina
Giuseppe, attore, e lo stesso Dott. Anzà Salvatore, parte convenuta.
Palermo lì 03/06/14 avv. Giacomo Cirincione
2 19-10-2011 Ricorso ex art. 702-bis cpc notificato da Anzà Salva-
3 18-12-2006 Convocazione del Servizio 2 – ass. T. e A.- relativa a
Anzà – Servizio 3 Ass. T. e A.
convocata in precedenza da dr. Anzà
a Servizio 3 – Ass. T. e A.- che disconosce le dichia-
dal dr. Anzà
9 10-10-2007 Parere dell’ Ufficio Legislativo e Legale della Re-
dr. Anzà.
10 11-10-2007 Convocazione conferenza servizi dell’11-07-2007
12 08-05-2008 Nota prot. 35918 del Servizio 3 – Ass. T. e A.- a
Anzà Salvatore
C/ Anzà Salvatore + Ass. T.e A. della Reg. Sic.
3392/2008: Fontana C/ Anzà Sa.re + Ass. T.e A.
Anzà S.re
della Reg. Sic.: comp. costituz. per l’ Ass. Territorio
Messina Giuseppe c/ Anzà Salvatore: Sent. N. 2708
gionale di Coordinamento per la tutela della qualità
dell’ aria delle Regioni Sicilia e Veneto:
contiene anche l’ istituzione della Commissione
Ispettiva ordinata dall’ assessore Rossana Interlandi
della qualità dell’ aria e ambiente della Regione
Coordinamento per la tutela della qualità dell’ aria
presupposti della verità, della pertinenza e della continenza
è necessario che l'esercizio del diritto di cronaca o di critica esprima la verità dei fatti, sia
Ai fini della configurabilità dell'esimente di cui all'articolo 51 del codice penale, per il reato di
sottoposto ai seguenti limiti: verità del fatto narrato; pertinenza, cioè, obbiettivo interesse del
fatto per la pubblica opinione; continenza e, cioè, correttezza del suo riferimento.