Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6969:1958fibreartificiali&catid=110&Itemid=139
Timestamp: 2019-10-15 11:37:53+00:00
Document Index: 159080549

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 40', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 2', 'art. 25', 'art. 20', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 7']

Tessili - Fibre artificiali, Industria: CCNL, 10 novembre 1958
Data firma: 10 novembre 1958
Validità: 10.11.1958 - 09.11.1961
Parti: Associazione Nazionale fra i Produttori di Fibre Tessili Artificiali e Sintetiche-Confindustria e Filc-Cgil, Federchimici)-Cisl, Uilc-Uil e Sindacato Nazionale Fibre Tessili Artificiali-Cisnal
Settori: Tessili, Fibre artificiali, Industria
Art. 4. - Definizione e classificazione dei lavoratori.
Art. 25. - Indennità per lavorazioni nocive o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Art. 48. - Indennità in caso di dimissioni
Minimi contrattuali per le categorie operaie relativi al periodo successivo al 10 novembre 1958
Art. 20. - Indennità per lavorazioni nocive, o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Art. 36. - Richiamo a disposizioni varie contenute nella parte comune. Minimi mensili contrattuali per gli appartenenti alla qualifica speciale relativi al periodo successivo al 10 novembre 1958
Stipendi minimi mensili per gli impiegati relativi al periodo successivo al 10 novembre 1958
Art. 8. - Premio di produzione.
Art. 14. - Abrogazione dei precedenti contratti - Opzione.
Art. 16. - Piccole aziende.
Art. 18. - Note esplicative.
Art. 19. - Maestre.
Allegato n. 1 Disposizioni per le lavorazioni nocive, o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose
Allegato n. 2 Disposizioni per il premio di produzione nel settore delle fibre tessili artificiali e affini
Tabella A Misura percentuale del premio di produzione per produzioni effettive
Tabella B Metodi da seguire per il calcolo della produzione massima consentita dagli impianti e determinazione della produzione massima di ogni stabilimento, della produzione effettiva e del coefficiente di utilizzazione
Tabella C Misura percentuale per il calcolo del complemento della gratifica natalizia e della 13ª mensilità
Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti all’industria delle fibre tessili artificiali e sintetiche, 10 novembre 1958
Addì 10 novembre 1958 in Roma, tra l’Associazione Nazionale fra i Produttori di Fibre Tessili Artificiali e Sintetiche [...] con l’assistenza della Confederazione Generale dell'industria Italiana [...] e la Federazione Italiana Lavoratori Chimici (Filc) [...], con la partecipazione di una delegazione di lavoratori [...] e con l’assistenza della Confederazione Generali Italiana del Lavoro (Cgil) [...], l’Organizzazione Sindacale tra i Lavoratori Chimici ed Affini (Federchimici) [...], con la partecipazione di una delegazione dei lavoratori [...] e con l’assistenza della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori [...], l'Unione Italiana Lavoratori Chimici (Uilc) [...], con la partecipazione di una delegazione di lavoratori [...] e con l’assistenza della Unione Italiana del Lavoro (Uil) [...] e il Sindacato Nazionale Fibre Tessili Artificiali (Cisnal) [...], si è stipulato il presente contratto collettivo di lavoro da valere per i dipendenti delle aziende associate alla anzidetta Associazione Nazionale degli Industriali.
Le aziende, fermi restando gli obblighi di legge, forniranno in uso a tutti i lavoratori dopo la loro conferma in servizio un abito da lavoro, che verrà rinnovato di anno in anno gratuitamente.
Onde consentire la normale tenuta dell’abito da lavoro, ad ogni lavoratore deve essere distribuito, una tantum, un altro abito da, lavoro da usarsi come ricambio, il quale deve essere consegnato due mesi dopo la distribuzione del primo abito da lavoro.
La pulizia, riparazioni, ecc., dell’abito da lavoro sono a carico dei lavoratori.
Per gli uomini l’abito da lavoro di cui sopra consiste in una tuta, in uno o due pezzi, oppure in un camice per gli addetti ai laboratori chimici.
Per le donne, l’abito da lavoro consiste in un taglio di tela per grembiule (uno all’anno senza il taglio di ricambio).
Le tute, i camici e i tagli per grembiule saranno normalmente di cotone, canapa o misti, ad eccezione delle tute in dotazione agli operai addetti alla produzione con procedimenti viscosa dei seguenti reparti o mansioni:
filatura raion e fiocco e carico candeggio fiocco; addetti all’impianto di produzione dell’acido solforico; preparazione bagni di filatura raion e fiocco; addetti agli impianti di produzione dell’ipoclorito; personale ausiliario normalmente addetto ai reparti sopracitati, per i quali la tuta deve essere di lana.
Agli operai dei seguenti reparti o mansioni:
Lavorazione viscosa:
Soda, ricupero soda e mercerizzazione tele;
Alcali cellulosa;
Filtrazione e maturazione viscosa;
Lavaggio ed essicatoi bobine;
Ricupero solfuro di carbonio;
Preparazione cimarolo e Kiesselghur;
Lavaggio e candeggio raion, fiocco e cascami.
Acetilazione;
Ricupero acido acetico;
Preparazione collodio;
Filatura acetato e recupero acetone,
nonché a tutti gli ausiliari normalmente addetti ai reparti soprascritti, anziché una tuta all’anno deve essere assegnata una tuta tinnì sei mesi.
Ai lavoratori (operai ed operaie) addetti ai laboratori chimici nonché a quelli addetti al lavaggio delle filiere nella sala filiere deve i-;sere assegnato un camice ogni sei mesi.
Nell’interno dello stabilimento i lavoratori sono tenuti ad indossare l’abito da lavoro in normali condizioni di decoro e di pulizia.
Gli abiti da lavoro devono essere riconsegnati all’azienda in caso di rescissione del rapporto di lavoro.
Allo scopo di rendere efficace ed operante, nell’ambito aziendale, la regolamentazione dell’abito da lavoro, la Direzione dell’azienda e la Commissione Interna stabiliranno, al fine di evitare abusi, le opportune cautele ed i relativi controlli.
Gli operai anzidetti sono classificati nei quattro gruppi (A, B, C, D) specificati nell’art. 4.
1) Lavoratori addetti ad attività a fuoco continuo o a processi tecnici continui o stagionali o ad attività e mansioni rispondenti ai bisogni collettivi che si manifestano continuamente per tutti i giorni della settimana per cui ricorra il riposo settimanale a turno, cioè:
a) attività di cui all’art. 5 della legge 22 febbraio 1934, n. 370 e tabella integrativa I, II e III approvata con decreto ministeriale del 22 giugno 1935;
2) Laboratori addetti ad attività diverse:
а) attività soddisfacenti bisogni che ricorrano anche ed in modo particolare il sabato e la domenica mattina, come: manutenzioni', pulizia e riparazione degli impianti in quanto dette operazioni non possono compiersi in altri giorni senza danno per l’esercizio o pericolo per il personale;
f) operazioni di vendita al banco presso le sedi, le filiali e le agenzie delle aziende industriali dei prodotti fabbricati dalle aziende si esse;
Nei casi in cui, disposizioni di legge permettendolo il riposo settimanale non venga concesso nel giorno prestabilito, resta fermo che al personale compete il riposo compensativo.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell'art. 10 ossia oltre le otto ore giornaliere o le 48 settimanali per i lavoratori a regime normale di orario, e oltre le ore 10 giornaliere o le 60 ore settimanali per i lavoratori compresi nelle deroghe e le eccezioni di legge o contrattuali in vigore, fermo restando quanto disposto dall’art. 13 sul recupero delle ore perdute e dall’art. 14 sul recupero delle ore non compiute nel pomeriggio del sabato.
Per i lavoratori soggetti alle deroghe ed eccezioni della legge sul riposo domenicale e settimanale, lo spostamento del giorno destinato al riposo settimanale dovrà essere preavvertito non più tardi del quarto giorno antecedente a quello predeterminato per il riposo stesso; nel caso contrario il lavoro prestate in tale giorno darà luogo al trattamento stabilito per il lavoro festivo, o straordinario festivo. Nessun lavoratore può esimersi dall’effettuare, nei limiti previsti dalla legge, il lavoro straordinario, quello notturno e quello festivo, salvo giustificati motivi individuali di impedimento.
Alle donne ed ai minori che lavorano in squadre avvicendate dalle ore 6 alle ore 22, la mezz’ora di riposo prevista dalla legge n. 653 del 26 aprile 1934 (sulla tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli) dovrà essere retribuita, ma in tale caso resta assorbita la maggiorazione prevista per i turni dal punto 4° del presente articolo.
Alla donna destinata a compiere mansioni caratteristiche delle prestazioni d’opera maschili compete, a parità di condizioni di lavoro c di rendimento qualitativo e quantitativo, la paga contrattuale prevista per la categoria maschile operaia corrispondente alle mansioni ili cui trattasi.
Il particolare trattamento normativo ed economico per gli addetti alle lavorazioni nocive o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose, è stabilito dall’apposito allegato n. 1 al presente contratto, di cui è parte integrante.
Nel corso di ogni anno feriale il lavoratore ha diritto ad un periodo di riposo (ferie), con decorrenza della retribuzione giornaliera di fatto percepita in servizio, secondo i termini sottoindicati:
- giorni 12 (pari a 96 ore) per gli aventi anzianità di servizio da 1 a 7 anni compiuti;
- giorni 14 (pari a 112 ore) per gli aventi anzianità di servizio oltre i 7 e fino a 15 anni compiuti;
- giorni 16 (pari a 128 ore) per gli aventi anzianità di servizio oltre i 15 anni e fino ai 22 anni compiuti;
- giorni 18 (pari a 144 ore) per gli aventi anzianità di servizio oltre i 22 anni compiuti.
Non è ammessa la rinuncia o la non concessione delle ferie ed in caso di giustificato impedimento il mancato godimento delle ferie deve essere compensato con una indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione dovuta per le giornate di ferie non godute, calcolate nella misura della retribuzione in atto al momento della liquidazione (indennità di contingenza compresa).
2) sottopone - ove lo ritenga opportuno o quando i singoli interessati lo richiedano - i lavoratori addetti alle lavorazioni considerate nocive (anche se non comprese fra quelle considerate stretta- mente tali dalla legge) a periodiche visite mediche;
3) è tenuta a dotare i lavoratori dei mezzi di difesa necessari contro l’azione di agenti che, per la loro specifica natura, possono riuscire nocivi alla salute del lavoratore nell’esercizio delle sue mansioni. Tali mezzi protettivi di uso personale, come: zoccoli, maschere, guanti, occhiali, stivali di gomma, ecc. sono forniti a cura e carico dell’azienda, sono assegnati in dotazione per tutta la durata del lavoro e devono essere mantenuti in istato di efficienza;
Per il trattamento in caso di gravidanza e puerperio si fa riferimento alla legge 26 agosto 1950, n. 860 e successive disposizioni sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri.
All’atto della presentazione del certificato di gravidanza, al termine stabilito dalle vigenti disposizioni di legge, l’azienda deve provvedere a spostare le lavoratrici alle quali siano corrisposte le indennità stabilite dall’accordo per le lavorazioni nocive, o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose ad altre lavorazioni che non siano quelle previste dal predetto accordo, mantenendo peraltro alla lavoratrice, ma limitatamente al periodo antecedente al parto, l’indennità da essa percepita ai sensi dell’accordo stesso.
Qualora per il trattamento in caso di gravidanza e puerperio intervenissero norme di carattere generale, di legge o di contratto, il trattamento di cui al presente articolo è assorbito e sostituito, fino alla concorrenza, dal trattamento economico che sarà disposto con dette norme.
La cessazione del lavoro è annunciata da un unico segnale; nessun lavoratore potrà cessare il lavoro prima dell’emissione del segnale stesso.
Il lavoratore risponderà delle perdite e degli eventuali danni agli oggetti in questione che siano imputabili a sua colpa e negligenza; il relativo ammontare verrà trattenuto sulla retribuzione con le norme di cui all’art. 2 della parte comune.
Le infrazioni disciplinari alle norme della presente regolamentazione o alle altre norme speciali indicate nell’art. 8 della parte comune potranno essere punite, a seconda della gravità delle mancanze, con i provvedimenti seguenti:
4) sospensione dal lavoro fino a 8 giorni;
а) che non si presenti al lavoro come previsto dall’art. 40 o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo;
b) recidiva al divieto di fumare di cui al punto d) dell’art. 44, sempreché la infrazione non costituisca pregiudizio gravemente colposo al verificarsi di incidenti;
g) recidiva nella mancanza di cui al punto f) dell’art. 44, sempreché non si riscontri nella mancanza stessa il dolo;
i) trascuranza nell’adempimento degli obblighi contrattuali e di regolamento interno, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di cui all’art. 44.
Per gli istituti non previsti nella presente regolamentazione si intendono richiamate le norme contenute nella parte distinta della collegata regolamentazione per gli operai, ad eccezione delle norme relative agli articoli 7, 21, 22, 24,
Per il lavoro delle donne e dei minori si rimanda alle disposizioni della relativa legge, mentre in particolare si richiama il divieto di cui alla legge stessa di far lavorare di notte i giovani, inferiori ai 18 anni e le donne di qualunque età, salvo le eccezioni e le deroghe previste dalla legge.
Per le esclusioni e le deroghe si richiamano le disposizioni previste dall'art. 14 della collegata regolamentazione operai.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell’art. 10 della collegata regolamentazione operaia, ossia oltre le otto ore giornaliere o le 48 settimanali per i lavoratori a regime normale di orario, oltre le 10 ore giornaliere o le 60 settimanali per i lavoratori compresi nelle deroghe ed eccezioni di legge o contrattuali in vigore, fermo restando quanto disposto dall’art. 9 sul recupero delle ore non compiute nel pomeriggio del sabato.
È considerato lavoro festivo quello effettuato nelle giornate destinate al riposo settimanale e nelle festività infrasettimanali e nazionali. Per i lavoratori soggetti alle deroghe ed eccezioni alla legge sul riposo domenicale e settimanale, lo spostamento del giorno destinato al riposo settimanale deve essere preavvertito non più tardi del 4° giorno antecedente a quello predeterminato per il riposo stesso: nel caso contrario il lavoro prestato in tale giorno darà luogo al trattamento stabilito per il lavoro festivo.
Nessun lavoratore può esimersi dall’effettuare, nei limiti previsti dalla legge, il lavoro straordinario, quello notturno o quello festivo, salvo giustificati motivi individuali di impedimento.
Alle donne ed ai minori che lavorano in squadre avvicendate dalle ore 6 alle ore 22, la mezz’ora di riposo prevista dalla legge n. 653 del 26 aprile 1934 (sulla tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli), mentre non può dar luogo alla riduzione della retribuzione mensile, d’altra parte si deve intendere esclusa dal computo afferente alla maggiorazione prevista al punto 4) del presente articolo per i turni diurni.
Il particolare trattamento normativo ed economico per gli addetti alle lavorazioni nocive, o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose, è stabilito da apposito allegato alla presente regolamentazione, di cui è parte integrante.
. - giorni 20 per gli aventi anzianità oltre i 5 e Ano ai 10 anni compiuti;
Ogni infortunio sul lavoro, anche se consente la continuazione dell’attività lavorativa, deve essere denunciato immediatamente dal lavoratore al proprio superiore diretto perché possano essere prestate le previste cure di pronto soccorso ed effettuare la denuncia di legge.
Qualora durante il lavoro il lavoratore avverta disturbi che ritenga attribuibili all'azione nociva delle sostanze adoperate o prodotte nell’ambiente di lavoro, dovrà immediatamente avvertirne il proprio superiore diretto perché questi ne informi la Direzione per i provvedimenti del caso.
All’atto della presentazione del certificato dì gravidanza, al termine stabilito dalle vigenti disposizioni di legge, l’azienda deve provvedere a spostare la lavoratrice alla quale siano corrisposte le indennità stabilite dall’accordo per lavorazioni nocive, o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose ad altre lavorazioni che, non siano quelle previste dal predetto accordo, mantenendo peraltro alla lavoratrice, ma limitatamente al periodo antecedente al parto, la indennità da essa percepita ai sensi dell’accordo stesso.
- trattenute per risarcimenti di danni;
L’orario di lavoro del sabato non può superare le quattro ore e deve cessare non oltre le ore tredici, senza che ciò possa dar luogo a recupero delle ore effettuate in meno; in caso di protrazione di orario oltre i predetti limiti, dovrà essere corrisposta la retribuzione oraria di cui all’art. 16 per le ore lavorate in più fino alle 48 settimanali.
Per gli impiegati nello stabilire le norme sulla disciplina della durata del lavoro e del lavoro straordinario, non si è inteso introdurre alcuna modifica a quanto disposto dall’art. 1 del R.D.L. 15 marzo 1923 n. 695, il quale esclude dalla limitazione dell’orario impiegati con funzioni direttive svolgenti determinate mansioni.
A tale effetto ed ai sensi dell’art. 3 n. 2 del R.D. 10 settembre 1923, n. 1955 (Regolamento per l’applicazione del R.D.L. sopracitato) si conferma che è da considerare personale direttivo - escluso dalla limitazione dell’orario di lavoro - «quello preposto alla Direzione tecnica od amministrativa dell’azienda o di un reparto di essa con la diretta responsabilità dell’andamento dei servizi», personale quindi da non identificare necessariamente con quello avente generiche funzioni direttive e con la qualifica di prima categoria.
Il particolare trattamento normativo ed economico per gli addetti alle lavorazioni nocive, o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose è stabilito dall’apposito allegato n. 1 al presente contratto di cui è parte integrante.
Nel corso di ogni anno feriale l’impiegato ha diritto ad un periodo di riposo (ferie), con decorrenza degli elementi retributivi mensili percepiti in servizio, secondo i termini sotto indicati:
- giorni 15 per gli aventi anzianità di servizio fino a 2 anni;
- giorni 20 per gli aventi anzianità di servizio lino a 10 anni;
- giorni 25 per gli aventi anzianità di servizio fino a 18 anni;
- giorni 30 per gli aventi anzianità di servizio oltre i 18 anni;
Egli deve conservare rapporti di educazione verso i colleghi ed i dipendenti, di subordinazione verso i superiori, gli ordini dei quali ò tenuto ad osservare.
In tale provvedimento incorre l’impiegato che commetta gravi infrazioni alla disciplina e alla diligenza nel lavoro. In via esemplificativa ricadono sotto questo provvedimento le seguenti infrazioni:
h) trascuratezza nell'adempimento degli obblighi contrattuali o di regolamento interno, quando sia stato già comminato il provvedimento disciplinare di cui all’art. 35.
L’eventuale regolamento interno, da attuarsi con i modi previsti dall’art. 2 n. 3 del vigente accordo interconfederale sulle Commissioni Interne, deve essere esposto in luogo chiaramente visibile.
Ferme restando le possibilità di intervento delle Commissioni Interne, previste dal relativo accordo interconfederale, per la composizione dei reclami e delle controversie di carattere individuale si seguiranno le consuetudinarie norme di stabilimento, ricorrendo ai trattative dirette tra le parti o fra i rispettivi rappresentanti.
Per quanto concerne gli accordi interconfederali, gli altri accordi provinciali e gli accordi aziendali, si intendono superate o sostituite (salvi facendo i casi di esplicito richiamo) le norme afferenti utili istituti disciplinati dalla corrispondente regolamentazione del presente contratto, le cui disposizioni - nell’ambito di ciascuno degli istituti stessi - sono correlative ed inscindibili fra loro e non sono cumulabili con alcun altro trattamento.
Peraltro, per quanto concerne i predetti altri accordi provinciali cd accordi aziendali, le parti interessate si consulteranno per proporre poi alle rispettive competenti organizzazioni sindacali periferiche l’accordo per l’opzione - in relazione a singoli istituti - fra le norme di cui alla corrispondente regolamentazione del presente contratto e quelle degli accordi in questione regolanti i singoli stessi istituti.
(Ved. art. 25 parte prima, art. 20 parte seconda, art. 19 parte terza CCNL 10 novembre 1958 per gli addetti alle industrie delle fibre tessili artificiali e sintetiche).
Ferme restando le disposizioni di legge per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e, per gli aventi diritto, le disposizioni ministeriali per la somministrazione del latte, mentre si riconferma in necessità che nulla sia omesso, sia da parte delle aziende sia da parie dei lavoratori per eliminare o ridurre le cause che determinano condizioni di particolare nocività, si conviene che agli operai normalmente addetti a lavorazioni nocive o svolgentisi normalmente
in condizioni ambientali particolarmente gravose in relazione alle il piche condizioni di lavoro proprie della industria delle fibre tessili artificiali, e agli impiegati ed agli appartenenti alle qualifiche speciali che partecipino normalmente e sovraintendano direttamente con carattere di continuità alle lavorazioni stesse, venga corrisposta una speciale indennità proporzionata alla nocività e particolare gravosità ambientale di lavoro.
1) lavoratori esposti all’azione di sostanze ad elevato grado ili tossicità, allorché, nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica prescritti dalla legge, possano ad essi derivarne gravi intossicazioni (acute, subacute e croniche);
3) lavoratori esposti all’azione di sostanze a tossicità di grado minore e di sostanze meno irritanti, allorché, nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica, prescritti dalla
legge, possano ad essi derivarne temporanee intossicazioni o lesioni irritative della pelle, degli occhi, o delle mucose, nonché lavoratori operanti normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Le indennità da corrispondere ai lavoratori aventi diritto sono le seguenti, a partire dal 10 novembre 1958:
1° gruppo: L. 23,25 orarie
2° gruppo: L. 13,55 orarie
3° gruppo: L. 9,70 orarie
Esse saranno aggiornate di sei mesi in sei mesi, al 1° gennaio ed al 1° luglio, nella misura percentuale in cui sarà variato nel semestre precedente il minimo per il manovale comune, aumentato della indennità di contingenza, da calcolarsi sulla media delle variazioni intervenute nello stesso periodo per le città di Torino, di Milano, Terni e Foggia.
Qualora per sopravvenuto miglioramento degli impianti o per modifiche del processo produttivo non sussistessero più le condizioni per le quali l’indennità era stata concordata, si farà luogo, mediante accordo fra le parti, allo spostamento ad altro grado o alla soppressone della indennità.
Le indennità di cui all’art. 2 devono essere corrisposte anche ai lavoratori ausiliari (meccanici, falegnami, muratori, elettricisti, ecc.) comandati a prestare la loro opera nei locali nei quali viene effettuata la lavorazione che dà diritto alla indennità, purché questa si svolga durante la loro prestazione. Comunque le indennità devono essere corrisposte solo per le ore di effettiva permanenza nel reparto.
Per i lavoratori in genere che, pur non essendo strettamente leciti al processo produttivo, operano saltuariamente negli ambienti considerati, sarà determinata, di comune accordo, una durata media di presenza per il computo dell’indennità.
L’incasellamento dei lavoratori nei gruppi sopra considerati concordati tra le Associazioni Nazionali di Categoria sono riportati negli allegati accordi integrativi.
Per gli impiegati e per gli appartenenti alle qualifiche speciali, le aziende hanno la facoltà di forfetizzare in misura giornaliera o mensile, d’intesa con gli interessati, le indennità ad essi spettanti a nonna delle disposizioni sopra citate.
Per i lavoratori delle aziende presso le quali, attraverso la fissazione dei trattamenti economici, anche collettivi, sia già stato tenuto conto delle particolari condizioni di lavoro, oggetto delle presenti norme, le parti o le organizzazioni interessate concorderanno l'adeguamento di detto trattamento con quello derivante per lo stesso titolo dalle disposizioni del presente accordo, effettuando, se del raso, il relativo conguaglio.
In relazione al precedente articolo 4, è stabilito quanto segue:
a) Ferie - Per i lavoratori che al momento dell’invio in ferie siano stati addetti continuativamente da almeno tre mesi alle lavorazioni di cui al presente accordo, la competenti indennità sarà computata nella retribuzione da corrispondere per il periodo feriale.
c) Gratifica natalizia o tredicesima mensilità - Agli effetti di tali istituti l’indennità competente a norma del presente accordo sarà calcolata nella retribuzione, ragguagliandola però alla durata effettiva delle prestazioni che il lavoratore avrà dato nell’anno o nel minor periodo di servizio prestato, nelle lavorazioni di cui trattasi.
d) Indennità di licenziamento. - Per il lavoratore addetto normalmente alle lavorazioni di cui ai precedenti articoli, la relativa indennità sarà calcolata nell’indennità di licenziamento ragguagliandola però alla durata effettiva delle prestazioni che il lavoratore avrà dato nelle lavorazioni di cui si tratta negli ultimi 12 mesi o nel minor periodo di servizio prestato.
e) Per i lavoratori fruenti da almeno tre mesi della indennità del primo gruppo di cui all’art. 2, i quali siano trasferiti a reparti di lavorazioni meno nocive o non nocive, l’indennità stessa sarà mantenuta nella misura prevista per il primo gruppo durante le prime quattro settimane di permanenza nella nuova destinazione.
Il presente allegato è parte integrante del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
In relazione all’art. 7 delle Norme per le lavorazioni nocive o svolgentisi in condizioni ambientali particolarmente gravose, i lavoratori vengono incasellati come segue:
a) Sistema viscosa
1) addetti ai baratti
2) addetti ai mescolatori
3) addetti alla filtrazione viscosa (manovratori, flltristi e pigmentisti)
4) addetti alla filatura raion
5) addetti al lavaggio bobine
6) addetti al candeggio e filatura fiocco
7) addetti ai bagni di filatura
8) addetti al fissaggio lanital
9) addetti alla verniciatura bobine
10) addetti alla pulizia fogne
11) addetti al recupero solfuro di carbonio
12) addetti alla preparazione ipoclorito
13) addetti al deposito solfuro
14) addetti agli essiccatoi bobine, se gli essiccatoi sono situati in sala di filatura o lavaggio a vuoto
15) piombisti ed aiuto piombisti.
1) addetti alla preparazione faldelle o tele e lavaggio tele
2) addetti al lavaggio filtri a candela e filiere
3) addetti alle tramogge dei baratti
4) addetti al taglio bobine umide ed acide
5) addetti agli essiccatoi bobine, se situati fuori della sala di filatura, o lavaggio a vuoto
6) addetti agli impianti di produzione acido solforico (cameristi e fornai).
1) addetti al montaggio e controllo filtri a candela e filiere
2) addetti all’essicatoio flocco
3) addetti all’imballo fiocco (se nello stesso locale dell’essiccatoio)
4) addetti al candeggio raion
5) addetti all’essiccatoio matasse (laddove esiste il candeggio raion nello stesso locale)
6) addetti alla preparazione e recupero sode
7) addetti allo scarico presse a mano
8) addetti alla sala pompette
9) verniciatori.
b) Sistema acetato (Chatillon)
Reparto acetilazione
addetti alla preparazione bagni di acetilazione
addetti ai dosatori bagni di acetilazione
addetti agli apparecchi di acetilazione (acetilatori)
addetti alla saponificazione
addetti alla filtrazione collodio acetico
addetti al lavaggio tele filtri collodio acetico
addetti ai tini di precipitazione e lavaggio.
Ricupero acido acetico
addetti al ricupero acido acetico.
Reparto soluzione
addetti al cambio filtri collodio acetonico.
addetti all’essiccatoio cellulosa o cotone.
Laboratorio chimico acetato
addetti al laboratorio chimico acetato (purché nel reparto di produzione).
addetti ai solutori
addetti al reparto filatura.
Tutti gli altri operai del reparto acetilazione (compresa pulizia tele) non compresi nei due precedenti gruppi.
addetti al lavaggio tele filtrazioni collodio acetonico.
Sala filiere
addetti alla sala filiere, pompette, e montaggio filtri a candela.
Rettifica acetone
addetti alla rettifica acetone.
operaie addette alle sezioni.
c) Sistema acetato (Rhodiatoce)
1° Gruppo Reparto acetato
Acetilatori, addetti alla saponificazione, filtratori, capi turno, analisti di servizio al controllo della lavorazione in reparto.
Reparto estrazione
Operai addetti alla idrolisi, operai del reparto estrazione, magazzini doganali.
Reparto acetone
Operai addetti all’apparecchio per la fabbricazione dell’acetone.
Cambio filtri collodio acetonico in cabine chiuse e riscaldate.
Operai addetti al lavaggio tele, operai addetti alla pulizia delle cabine dei filtri, operaie che lavorano nel locale del lavaggio tele per il periodo di tempo in cui sono costrette a stare in quel locale.
Reparto filatura
Operai filatori, operai bobinatori, operai addetti alla pulizia delle pompette, operai addetti al cambio pompette sui filatoi, titolatori, controllo temperatura teste, operai addetti ai fili tinti in sala vasche, turbinisti di sala vasche, capi turni filatura e soluzione.
Pesatori, colatori.
Laboratorio pompe, laboratorio filiere, operai addetti alla distribuzione dell’ensimaggio sui filatoi, operai addetti alla temperatura delle colonne.