Source: https://www.dirittoprivatoinrete.it/fallimento/effetti_del_concordato.html
Timestamp: 2018-12-15 10:03:21+00:00
Document Index: 81992736

Matched Legal Cases: ['art. 167', 'art. 168', 'art. 167', 'art. 2932', 'art. 168', 'art. 111', 'art. 169', 'art. 72', 'art. 169']

﻿ Effetti del concordato
Gli effetti del concordato preventivo sono disciplinati dagli articoli 167, 168 e 169 l.f.
Durante la procedura di concordato, il debitore conserva l'amministrazione dei suoi beni e l'esercizio dell'impresa,
sotto la vigilanza del commissario giudiziale
Questo, però, non significa che il debitore conservi completamente la sua autonomia durante il concordato;
l'art. 167 l.f. prevede infatti una serie di atti per i quali è necessaria l'autorizzazione scritta del giudice delegato;
possiamo distinguere, quindi, tra atti che il debitore può compiere senza autorizzazione, e atti dove, invece l'autorizzazione è necessaria.
Passiamo ora agli effetti della richiesta di concordato nei confronti dei creditori.
Durante la procedura, e cioè dalla pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese fino al decreto di omologazione, i creditori per causa o titolo anteriore non possono iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari, sotto pena di nullità, sul patrimonio del debitore (art. 168 c0sì come modificato dal d.l. 83\2012). Le prescrizioni che tali domande avevano interrotto rimangono sospese, e le decadenze non si verificano.
I creditori, poi, non possono acquisire diritti di prelazione, con efficacia rispetto agli altri creditori, salva autorizzazione del giudice nei casi dell'art. 167.
Per le azioni esecutive, ci si riferisce alle esecuzioni volte ad ottenere la soddisfazione del credito pecuniario, ma non a quella relativa all'esecuzione volta a far concludere un contratto in caso di inadempimento del preliminare (art. 2932 c.c.). Il divieto di azioni cautelari è stato invece introdotto dal d.l. 83\2012 che ha modificato l'art. 168
Altro effetto importante del concordato omologato, riguarda il caso in cui questo sia poi risolto o annullato, e, successivamente, sia stato dichiarato il fallimento dell'imprenditore che l'aveva chiesto. Gli effetti particolari riguardano l'azione revocatoria e i crediti che siano regolarmente sorti durante il concordato; vediamoli:
(es. il credito verso nuovi fornitori) sono considerati prededucibili ex art. 111 comma due l.f. che li comprende tra quelli sorti in occasione o in funzione delle procedure concorsuali previste dalle legge fallimentare
Il d.l. 83\2012 ha introdotto una importante novità in merito agli effetti del concordato; l'art. 169 bis, introdotto dal citato d.l. interviene sulla disciplina dei contratti in corso di esecuzione.
Si è stabilito che nella domanda di concordato il debitore può chiedere che il Tribunale o, dopo il decreto di ammissione, il giudice delegato lo autorizzi a sciogliersi dai contratti in corso di esecuzione alla data della presentazione del ricorso. Lo stesso debitore può anche chiedere di essere autorizzato alla sospensione del contratto per non più di sessanta giorni, prorogabili una sola volta. Lo scioglimento del contratto non si estende, però, alla eventuale clausola compromissoria in esso contenuta. Nel caso di accoglimento della richiesta del debitore, il contraente ha diritto ad un indennizzo equivalente al risarcimento del danno conseguente al mancato adempimento. Tale credito è soddisfatto come credito anteriore al concordato. Sono esclusi da questa disciplina i rapporti di lavoro subordinato, i contratti di cui art. 72 ter comma 8 e ai contratti di locazione di immobili.
Gli atri effetti del concordato sono regolati dall'art. 169 l.f. che si riporta in gran parte alle regole previste in caso di fallimento. Vediamo allora quali sono le norme applicabili.