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Timestamp: 2019-01-17 02:31:02+00:00
Document Index: 44072593

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 54', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 19 giugno 2014, n. 26482. Al Sindaco, quale autorità locale di protezione civile e nell'ambito del territorio comunale, compete la gestione dell'emergenza provocata da eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo, di calamità naturali o catastrofi; se questi eventi non possono essere fronteggiati con i mezzi a disposizione del comune, questi è tenuto a chiedere l'intervento di altri mezzi e strutture al prefetto, che adotta i provvedimenti di competenza coordinandoli con quelli del sindaco le cui attribuzioni hanno natura concorrente (e non residuale) con quelle del prefetto che ne ha la direzione. Ne consegue che in tale ultima evenienza, fino a quando il prefetto non abbia concretamente e di fatto assunto la direzione dei servizi di emergenza, il sindaco mantiene integri i suoi poteri e gli obblighi di gestione dell'emergenza ed in particolare quelli di allettamento ed evacuazione delle popolazioni che si trovino nelle zone a rischio, indipendentemente dall'esistenza di una situazione di urgenza - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 19 giugno 2014, n. 26482. Al Sindaco, quale autorità locale di protezione civile e nell'ambito del territorio comunale, compete la gestione dell'emergenza provocata da eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo, di calamità naturali o catastrofi; se questi eventi non possono essere fronteggiati con i mezzi a disposizione del comune, questi è tenuto a chiedere l'intervento di altri mezzi e strutture al prefetto, che adotta i provvedimenti di competenza coordinandoli con quelli del sindaco le cui attribuzioni hanno natura concorrente (e non residuale) con quelle del prefetto che ne ha la direzione. Ne consegue che in tale ultima evenienza, fino a quando il prefetto non abbia concretamente e di fatto assunto la direzione dei servizi di emergenza, il sindaco mantiene integri i suoi poteri e gli obblighi di gestione dell'emergenza ed in particolare quelli di allettamento ed evacuazione delle popolazioni che si trovino nelle zone a rischio, indipendentemente dall'esistenza di una situazione di urgenza
sentenza 19 giugno 2014, n. 26482
– dopo la comunicazione al Comfod di V. Veneto del nulla osta all’intervento per la rimozione dell’ordigno, non veniva dato alcun seguito da parte della Prefettura né alla nota del 24.1.2002 del ten. Col. T. circa l’onere finanziario per le trivellazioni, rimanendo in attesa di determinazione, né a quella successiva del 15.11.2002 con cui segnalava al Comfod e alla Prefettura di non aver avuto alcun riscontro in ordine a quanto indicato nella precedente nota (circa il destinatario degli oneri);
– doveva ritenersi confermato che gl’interventi dell’autorità militare dovessero essere coordinati dalla Prefettura;
– non erano valorizzatali le obiezioni difensive circa l’incapacità del Prefetto di valutare il rischio derivante dalla presenza della bomba e che in ordine al finanziamento lo I. aveva omesso qualsiasi iniziativa;
– il Sindaco B. , pur avendo sin dal 1995, in occasione della ricezione della denuncia del nonno della C. , interessato la Prefettura, successivamente si era rivolta ai Carabinieri affinché si rapportassero con la Prefettura, ma poi, benché destinataria di due segnalazioni da parte del Maresciallo G. , aveva omesso di acquisire notizie ufficiali sull’andamento della pratica e sulla situazione accertata dagli organi militari;
– il Sindaco, inoltre, aveva omesso di adottare plurime iniziative ex artt. 5 e 15 L. 225/92, provvedendo a verificare presso la Prefettura lo stato delle ricerche e sollecitare gli interventi presso le autorità di protezione civile sovraordinata, informare il proprietario dell’area e tutti gli altri soggetti residenti in zona della situazione di pericolo (ex art. 12 L. 265/99), emettere ordinanza ex art. 54 Dlgs 267/2000 per vietare escavazioni o interventi nella zona che potessero avere un’influenza diretta sull’assetto del terreno;
– a parte la risalenza nel tempo (1995) della comunicazione alla B. dell’esistenza dell’ordigno, almeno tra l’invio della lettera al Prefetto in data 30.4.2001 a cura del Comandante G. che aveva poi informato il Sindaco e la data dello scoppio erano passati ben due anni e venti giorni nei quali ai sarebbero potute effettuare le opportune ricerche.
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 31 luglio 2014, n. 34039....