Source: http://docplayer.it/13351151-Statuto-dell-associazione-consultorio-familiare-la-casa-onlus.html
Timestamp: 2019-02-21 00:17:33+00:00
Document Index: 50245805

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 4', 'art.17', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 27', 'art. 3']

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE Consultorio Familiare La Casa - ONLUS - PDF
Download "STATUTO DELL ASSOCIAZIONE Consultorio Familiare La Casa - ONLUS"
1 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE Consultorio Familiare La Casa - ONLUS Articolo 1 COSTITUZIONE E FINALITÀ 1. E costituita l Associazione Consultorio familiare La Casa di Erba - ONLUS (d ora in poi: Associazione), con sede in Erba, via Leopardi n. 16. Essa ha durata illimitata. 2. L Associazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nel settore dell assistenza sociale e socio-sanitaria, ai sensi dell art. 10, comma 1, lett. a), n. 1, e comma 4 del D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460, con particolare riferimento al sostegno e all assistenza della famiglia e della maternità. L Associazione, in conformità alla propria ispirazione cristiana, intende essere uno strumento della più generale attenzione a favore della famiglia espressa dai soggetti firmatari dell'atto costitutivo. L Associazione, su delibera dell assemblea, potrà accedere alla richiesta di iscrizione al registro delle persone giuridiche. 3. L Associazione aderisce alla Federazione Lombarda Centri di Assistenza alla Famiglia (FeLCeAF) e ne osserva lo statuto, i regolamenti e le direttive, per quanto riguarda l'attività consultoriale.. 4. Al fine di meglio perseguire le proprie finalità statutarie, l Associazione potrà collegarsi ad altre associazioni o fondazioni che perseguono scopi uguali o analoghi, convenzionandosi con esse, o anche partecipando alle stesse o, ancora, contribuendo, come soggetto fondatore, alla loro costituzione. L Associazione potrà altresì contribuire al finanziamento e allo sviluppo delle attività di cooperative sociali impegnate in settori e con finalità e ispirazione analoghi a quelli dell Associazione, divenendone socia, ai sensi dell art. 11, della legge 8 novembre 1991 n. 381 e avvalendosi dei servizi dalle stesse resi. Analogamente l Associazione, per le proprie attività, potrà avvalersi di società di servizi, dalla stessa Associazione costituite o partecipate o comunque finalizzate a fornire servizi ai consultori familiari di ispirazione cristiana, fermo restando che, in caso di partecipazione, gli eventuali utili e dividendi saranno reinvestiti per i propri scopi istituzionali. l Associazione potrà collegarsi a università, istituzioni di cultura e di ricerca, istituzioni scientifiche, che ne condividono l ispirazione e le finalità. Articolo 2 ATTIVITÀ 1. L Associazione, nel perseguimento delle proprie finalità, promuove un Consultorio familiare 2. denominato Consultorio Familiare La Casa di Erba, per offrire un servizio di prevenzione e di assistenza alla famiglia, alla coppia e, in genere, alla persona, con la prestazione di attività di consulenza e di assistenza in accordo con la normativa nazionale e regionale in materia di consultori familiari con ispirazione cristiana. 3. Al fine di svolgere l attività consultoriale, l Associazione si avvarrà in modo significativo dell opera volontaria e gratuita dei propri membri e/o terzi volontari e potrà assumere dipendenti e avvalersi dell opera di collaboratori di lavoro autonomo. 4. L Associazione potrà istituire altri Consultori o sezioni staccate e centri operativi dell unico Consultorio, ubicate in altre sedi idonee e opportune, compatibilmente con i requisiti e i vincoli posti dalla normativa statale e regionale vigente in materia. L Associazione non svolgerà attività diverse da quelle istituzionali individuate all art. 1, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse. L Associazione, per le attività consultoriali, potrà richiedere riconoscimenti pubblici, convenzioni con Enti pubblici o privati e, ricorrendone i presupposti, l accreditamento regionale dei propri consultori o sedi operative
2 L Associazione potrà, inoltre, svolgere qualsiasi attività commerciale o produttiva marginale, nel rispetto dell attività suindicata. 4. La gestione del consultorio è affidata al Consiglio Direttivo che nomina un Direttore. Il Direttore dura in carica quanto il Consiglio Direttivo e può essere riconfermato dal nuovo Consiglio. Il consiglio direttivo disciplinerà le modalità di nomina del Direttore, le sue funzioni, i rapporti con gli organi sociali, definendo altresì le norme di organizzazione e di funzionamento dell attività consultoriale, nel rispetto della normativa vigente in materia. Il Consiglio Direttivo potrà altresì conferire al Direttore autonomia operativa e gestionale, nell ambito degli indirizzi generali fissati dall Assemblea dei soci e delle sue direttive. Il Consiglio Direttivo può delegare al Direttore del Consultorio il potere di porre atti di ordinaria amministrazione che impegnano l Associazione verso l esterno, con potere di firma, necessari e strumentali al funzionamento e all organizzazione del Consultorio. Il Direttore dovrà semestralmente rendere il conto della gestione al Consiglio Direttivo e, su sua richiesta, al Collegio dei Revisori dei conti. Il Consiglio Direttivo potrà altresì prevedere la figura del Direttore sanitario e prevedere la presenza del consulente etico, del consulente ecclesiale, e di eventuali altri consulenti (familiare, legale, ecc.), oltre a quella delle figure specialistiche necessarie per il rispetto dei requisiti autorizzativi prescritti dalla normativa in materia. Articolo 3 FORMAZIONE 1. L Associazione cura la formazione delle persone presenti negli organi associativi e degli operatori sulle implicazioni etiche derivanti dalla visione cristiana della persona, della sessualità e della famiglia. La formazione è svolta anche in collaborazione con la FeLCeAF, con i competenti organismi diocesani, con le università, con enti e con istituti scientifici e di ricerca di ispirazione cristiana. Articolo 4 SOCI 1. Sono considerati soci: a) le parrocchie del Decanato di Erba e di Asso; b) altre parrocchie o altri enti ecclesiastici nonché le associazioni di famiglie e qualsiasi altro ente, associazione, fondazione, cooperativa sociale, organismo di volontariato, istituti scientifici e culturali, che persegue scopi analoghi a quelli dell Associazione e ne condivide le finalità e gli obiettivi, contribuendo alla sua attività, la cui richiesta di adesione è accolta dal Consiglio Direttivo a norma dell art. 5. c) le persone fisiche e giuridiche che, condividendo le finalità dell associazione, si impegnano a realizzarle versando la quota sociale stabilita dall assemblea. 2. Ciascun socio, in persona del legale rappresentante o di persona da questi delegata, ha diritto di voto, senza regime preferenziale di categoria di soci, per l approvazione e modificazione dello statuto, dei regolamenti e la nomina degli Organi Direttivi dell Associazione. Sono escluse partecipazioni temporanee alla vita dell Associazione ed il numero dei soci è illimitato. I soci hanno tutti parità di diritti e di doveri. Articolo 5 CRITERI DI AMMISSIONE ED ESCLUSIONE DEI SOCI 1. I soggetti di cui all art. 4, lett. b), ove intendano divenire soci dell Associazione devono presentare al Consiglio Direttivo una domanda di ammissione, nella quale devono dichiarare di accettare senza riserve lo Statuto dell Associazione. Alla domanda deve essere allegata copia dell atto costitutivo e dello statuto del soggetto aspirante socio e l atto di nomina del legale rappresentante. 2. L ammissione deve essere deliberata dal Consiglio Direttivo, che deve prendere in esame le domande dei nuovi aderenti nel corso della prima riunione successiva alla data di presentazione, deliberandone l iscrizione nel libro dei soci.
3 3. I soci, ivi compresi i fondatori, cessano di appartenere all Associazione: a) per recesso; b) per decadenza, dichiarata dal Consiglio Direttivo, a seguito del mancato versamento della quota per l esercizio sociale in corso; c) per estinzione dell ente; d) per esclusione decretata dal Consiglio Direttivo, per gravi motivi, consistenti in comportamenti contrastanti con gli scopi statutari o in persistenti violazioni degli obblighi statutari. L Assemblea decide, nel rispetto del principio del contraddittorio, con decisione appellabile avanti al Collegio Arbitrale di cui all art.17. In caso di appello la deliberazione sull esclusione è sospesa fino alla decisione del Collegio Arbitrale. Articolo 6 DIRITTI E OBBLIGHI DEI SOCI 1.L adesione dei soci deve essere a tempo determinato. 2. I soci hanno diritto : a) di partecipare alle Assemblee con pieno diritto di voto, se in regola con il versamento della quota associativa; b) di conoscere i programmi con i quali l Associazione intende attuare gli scopi sociali; c) di partecipare alle attività promosse dall Associazione; d) di usufruire di tutti i servizi dell Associazione; 3. I soci sono obbligati: a) a osservare le norme del presente statuto e le deliberazioni adottate dagli organi sociali; b) a versare la quota associativa ordinaria annuale nonché l eventuale quota straordinaria; c) a mantenere un comportamento conforme alle finalità dell Associazione. 4. Le quote associative sono poposte dal Consiglio Direttivo e deliberate dall Assemblea dei soci. La quota è annuale e non restituibile in caso di recesso o perdita della qualità di socio, per qualsiasi causa, e deve essere versata entro la data di convocazione dell Assemblea convocata per l approvazione del bilancio consuntivo dell esercizio di riferimento. Non è ammessa la trasferibilità e la rivalutazione delle quote e dei relativi diritti. 5. In caso di spese impreviste e urgenti o per far fronte a situazioni di deficit economico-finanziario, i soci possono essere chiamati a versare quote associative straordinarie deliberate dall Assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo. Articolo 7 PATRIMONIO E RISORSE FINANZIARIE 1. Il patrimonio dell Associazione è costituito : a) da beni di sua proprietà; b) da fondi di riserva costituiti con gli eventuali avanzi di esercizio; c) da erogazioni, donazioni e lasciti destinati ad incremento del patrimonio. Il patrimonio deve essere destinato al conseguimento delle finalità statutarie. 2. L Associazione trae le risorse economiche per le proprie attività e per il proprio funzionamento da: a) quote associative, ordinarie e straordinarie, versate dai soci e contributi volontari degli stessi a titolo di autofinanziamento; b) contributi da privati; c) contributi dello Stato, di Enti e di Istituzioni pubbliche e private; d) contributi di organismi internazionali; e) donazioni e lasciti testamentari non vincolati all incremento del patrimonio; f) rendite di beni mobili o immobili pervenuti all Associazione a qualunque titolo; g) entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali;
4 h) fondi pervenuti da raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerta di beni di modico valore; i) contributi corrisposti da amministrazioni pubbliche per lo svolgimento convenzionato o in regime di accreditamento delle attività istituzionali; j) ogni altro provento, anche derivante da iniziative benefiche e sociali, non esplicitamente destinato ad un incremento del patrimonio; Articolo 8 ORGANI 1. Organi dell Associazione sono : a) l Assemblea dei soci; b) il Consiglio Direttivo; c) il Presidente; d) il Collegio dei Revisori dei conti. 2. Gli Organi sociali elettivi hanno la durata di tre anni e i titolari delle relative cariche possono essere riconfermati. 3. Le cariche sociali sono gratuite, fatto salvo il diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate nell esercizio della funzione. Articolo 9 ASSEMBLEA DEI SOCI 1. L Assemblea è costituita da tutti i soci dell Associazione, in regola con il versamento delle quote ordinarie. 2. Tutti i soci sono presenti in Assemblea, con il proprio rappresentante legale o suo delegato. Gli eventuali delegati dei Parroci o dei legali rappresentanti degli altri enti svolgeranno la propria funzione per un periodo di tre anni, salvo revoca anticipata della delega disposta dai predetti parroci e legali rappresentanti, e potranno essere riconfermati alla scadenza con il conferimento di una nuova delega scritta. 3. Ogni socio ha diritto a un voto e potrà farsi rappresentare in Assemblea da altro socio, conferendo allo stesso una delega scritta, limitata alla sola seduta già convocata, da indicarsi nella delega stessa, che dovrà essere consegnata al Presidente e allegata al verbale della riunione. Ogni socio può essere portatore di non più di tre deleghe; 4. Possono partecipare all Assemblea, con solo diritto di parola, del Direttore del Consultorio e, se nominato, del Direttore sanitario, il consulente etico e il consulente ecclesiastico. 5. L Assemblea ordinaria dei soci si riunisce almeno una volta all anno per l approvazione del bilancio preventivo e del rendiconto e comunque ogni qualvolta si renda necessario per le esigenze dell Associazione. E convocata dal Presidente o, in caso di impossibilità, dal Vice Presidente. 6. Nelle deliberazioni che riguardano la loro responsabilità, gli amministratori, ossia i membri del Consiglio Direttivo, non hanno diritto di voto, ma solo la facoltà di parola. 7. L avviso di convocazione è inviato individualmente per iscritto, anche via o fax, ai soci almeno 15 giorni prima della data stabilita; è anche reso pubblico nella sede sociale e deve contenere l ordine del giorno. 8. La convocazione può avvenire anche su richiesta di almeno un decimo dei soci o di un terzo dei consiglieri: in tal caso il Presidente ha l obbligo di convocare l Assemblea entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta e l Assemblea deve essere tenuta entro 30 giorni dalla convocazione.
5 9. L Assemblea ordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza della maggioranza dei soci; in seconda convocazione, è regolarmente costituita qualsiasi sia il numero di soci intervenuti. Le deliberazioni sono prese con il voto favorevole della maggioranza di presenti. 10. L Assemblea ordinaria viene convocata per : a) l approvazione degli indirizzi, del programma e del preventivo economico per l anno successivo, proposti dal Consiglio Direttivo; b) l approvazione della relazione di attività e del rendiconto economico e finanziario dell anno precedente; c) l approvazione, su proposta del Consiglio Direttivo, del regolamento dell attività del Consultorio familiare e delle sue modifiche; d) l istituzione di altri consultori familiari o sedi staccate, ove ciò sia possibile a norma delle disposizioni statali e regionali vigenti in materia, ovvero di altre attività nell ambito degli scopi istituzionali di cui all art. 1 e l approvazione dei relativi regolamenti; e) l elezione dei componenti del Consiglio Direttivo; f) l elezione dei componenti del Collegio dei Revisori dei conti; g) la ratifica dei provvedimenti di competenza dell Assemblea adottati dal Consiglio Direttivo per motivi di urgenza; h) la determinazione della quota associativa ordinaria e eventualmente di quella straordinaria a carico dei soci; i) l esame delle questioni sollevate dai richiedenti o proposte dal Consiglio Direttivo; j) la deliberazione dell esclusione e la dichiarazione di decadenza dei soci, ai sensi dell art. 5, comma 3, dello statuto. 11. L Assemblea straordinaria viene convocata, con le stesse modalità previste per l Assemblea ordinaria, per la discussione delle proposte di modifica dello Statuto o di scioglimento e liquidazione dell Associazione. Per le deliberazioni riguardanti le modifiche dello Statuto, lo scioglimento e la liquidazione dell Associazione sono richieste le maggioranze indicate dall articolo Di ogni assemblea deve essere redatto il verbale da scrivere nel libro delle Assemblee dei soci e sottoscritto dal Presidente e dal Segretario verbalizzante, scelto dall Assemblea stessa. Il libro verbale delle riunioni dell Assemblea dei soci è conservato presso la sede dell Associazione e potrà essere consultato da qualunque socio, previa richiesta al Presidente. 13. Le decisioni dell Assemblea sono vincolanti per tutti i soci. Articolo 10 CONSIGLIO DIRETTIVO 1. Il Consiglio Direttivo è composto da un minimo di cinque membri ed un massimo di nove membri eletti dall Assemblea, su designazione dei soci. Restano in carica tre anni e possono essere rieletti. 2. Sono partecipanti di diritto del Consiglio Direttivo, con solo voto consultivo, il Direttore, ed il consulente etico ed ecclesiastico. Le deliberazioni concernenti l organizzazione e lo svolgimento dell attività consultoriale sono adottate su proposta del Direttore o comunque, previa acquisizione del suo parere 1. Il Direttore dovrà astenersi dal presenziare alle riunioni aventi all ordine del giorno deliberazioni concernenti i diversi profili relativi alla propria responsabilità personale e al proprio incarico. 3. Il Consiglio Direttivo nella sua prima riunione elegge il Presidente e il Vice Presidente tra i propri membri. 4. Esso si riunisce, su convocazione del Presidente, almeno una volta ogni tre mesi e quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei componenti. In tale seconda ipotesi la riunione deve avvenire entro venti giorni dal ricevimento della richiesta. 1 Si deve intendere come parere obbligatorio ma non vincolante.
6 5. Di ogni riunione deve essere redatto il verbale da iscrivere nel libro delle riunioni del Consiglio Direttivo, sottoscritto dal Presidente e dal Segretario verbalizzante. Il libro dei verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo è conservato presso la sede dell Associazione e potrà essere consultato da qualunque socio, previa richiesta al Presidente. 6. Compete al Consiglio Direttivo : a) compiere tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione; b) fissare le norme per il funzionamento dell Associazione; c) sottoporre all approvazione dell Assemblea il bilancio preventivo, possibilmente entro la fine del mese di novembre e comunque con il bilancio consuntivo entro la fine del mese di aprile successivo all anno interessato; d) determinare il programma di lavoro in base alle linee di indirizzo contenute nel programma generale approvato dall Assemblea, promuovendo e coordinando l attività ed autorizzando la spesa; e) eleggere il Presidente ed il Vice Presidente; f) nominare il Tesoriere, che può essere scelto anche tra persone non componenti il Consiglio Direttivo; la carica di Tesoriere cessa alla scadenza del Consiglio Direttivo; g) accogliere o respingere le domande degli aspiranti soci; h) ratificare, nella prima seduta successiva, i provvedimenti di competenza del Consiglio adottati dal Presidente per motivi di necessità e/ urgenza; i) assumere il personale o conferire incarichi di collaborazione continuata e coordinata o occasionale necessarie a integrazione dell attività volontaria e comunque nei limiti consentiti dalle disponibilità previste dal bilancio; j) istituire gruppi o sezioni di lavoro i cui coordinatori, se non hanno diritto di voto deliberativo, possono essere invitati a partecipare a riunioni del Consiglio ed alle Assemblee con voto consultivo; k) eventualmente redigere e aggiornare un Regolamento del Consultorio, sottoponendolo all approvazione dell Assemblea; l) affidare gli incarichi direttivi del Consultorio (Direttore, Direttore sanitario, Coordinatori di équipe, ecc.) e delle altre eventuali attività, in base ai criteri e agli indirizzi stabiliti dall Assemblea, nonché gli incarichi operativi, su proposta del Direttore o comunque sentito il suo parere; m) determinare la quota associativa ordinaria ed eventualmente quella straordinaria, da proporre all assemblea. 7. Il Consiglio Direttivo può delegare le attività di amministrazione ordinaria, fissandone i limiti, al Presidente dell Associazione o a singoli consiglieri e, per quanto riguarda la gestione del Consultorio, al Direttore, che le esercitano con firma singola. 8. Il consigliere cessato anticipatamente dalla carica, per dimissioni o altro motivo, è sostituito dal primo dei non eletti o, in mancanza, da altra persona eletta dall Assemblea dei soci a ciò appositamente convocata entro 15 giorni dalla conoscenza delle dimissioni o dell evento che ha comportato la cessazione della carica. I componenti così nominati scadono con gli altri componenti. 9. Nel caso di dimissioni di più della metà dei consiglieri, deve essere convocata l Assemblea dal Presidente uscente entro 90 giorni per il completamento del Consiglio. Articolo 11 PRESIDENTE 1. Il Presidente e il Vice Presidente sono eletti dal Consiglio Direttivo tra i componenti il Consiglio stesso a maggioranza dei voti. Il Presidente e il Vice Presidente cessano dalla carica alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo e possono essere riconfermati 2. Il Presidente: a) ha la rappresentanza sociale e legale dell Associazione nei confronti dei terzi ed in giudizio; b) esegue le delibere del Consiglio Direttivo circa gli atti di straordinaria amministrazione, stipulando, su sua delega, i relativi atti negoziali. Ha altresì potere di firma per porre in essere atti di amministrazione ordinaria, su delega, anche generale, del Consiglio Direttivo, la quale potrà essere estesa anche al Tesoriere, ad altro consigliere e, per quanto riguarda l attività consultoriale, al Direttore, con obbligo di rendiconto semestrale al Consiglio Direttivo stesso;
7 c) è autorizzato a eseguire incassi e ad accettare donazioni di modico valore nonché sovvenzioni e contributi che non comportino obblighi per l Associazione offerti a qualsiasi titolo da Pubbliche Amministrazioni, da Enti e da Privati, rilasciandone liberatorie quietanze; tale potere può essere delegato dal Presidente al Tesoriere o ad altro consigliere e, per quanto riguarda l attività consultoriale, al Direttore, con obbligo di rendiconto semestrale al Consiglio Direttivo; d) ha la facoltà di nominare avvocati o procuratori nelle liti attive e passive riguardanti l Associazione davanti a qualsiasi autorità giudiziaria ed amministrativa; e) convoca e presiede le riunioni delle Assemblee e del Consiglio Direttivo; f) in caso di necessità ed urgenza, può assumere i provvedimenti di competenza del Consiglio Direttivo, sottoponendoli a ratifica nella prima riunione successiva. 3. In caso di assenza o di impedimento o di improvvisa vacanza della carica di Presidente e fino alla sua nomina, le relative funzioni sono assunte dal Vice Presidente, previa presa d atto del Consiglio Direttivo, dallo stesso Vice Presidente convocato. Articolo 12 COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI 1. L Assemblea può eleggere un Collegio dei Revisori dei conti costituito da tre componenti effettivi e da due supplenti, scelti tra i non soci. L incarico di Revisore è incompatibile con quello di consigliere. 2. Le eventuali sostituzioni di componenti del Collegio effettuate nel corso del triennio, dopo l esaurimento dei supplenti, devono essere deliberate dall Assemblea a ciò appositamente convocata entro 15 giorni dalla comunicazione delle dimissioni o dalla conoscenza dell evento che ha determinato la cessazione della carica. I componenti cosi nominati scadono con gli altri componenti. 3. Il Presidente è eletto dal Collegio tra i suoi componenti; resta in carica fino alla scadenza del Collegio. 4. I Revisori hanno potere ispettivo su tutta la gestione economica e finanziaria dell Associazione. Essi, collegialmente, eseguono ogni anno un completo riscontro della gestione; accertano la regolare tenuta delle scritture contabili, ove previste per legge ed effettuano verifiche di cassa; esprimono il parere del Collegio mediante apposite relazioni sui bilanci preventivi e consuntivi, da allegare agli stessi e da presentare all Assemblea, in occasione della loro approvazione. 5. I Revisori possono partecipare, e se richiesti ne hanno l obbligo, alle riunioni dell Assemblea e del Consiglio Direttivo, in occasione della predisposizione e approvazione dei bilanci.. Articolo 13 BILANCI 1. Ogni anno devono essere redatti, a cura del Consiglio Direttivo, i bilanci preventivo e consuntivo da sottoporre all approvazione dell Assemblea entro il 30 aprile. I bilanci devono essere portati a conoscenza del Collegio dei Revisori almeno 30 giorni prima della presentazione all Assemblea. 2. L esercizio sociale ha durata annuale, dal 1 gennaio al 31 dicembre. Il bilancio deve coincidere con l anno solare. 3. Gli utili o gli avanzi di gestione devono essere impiegati per le realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse. 4. E fatto espresso divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell Associazione, salvo i casi imposti o consentiti dalla legge. 5. I bilanci dovranno essere depositati presso la sede sociale dell Associazione, dove potranno essere liberamente consultati dai soci, previa richiesta al Presidente.
8 Articolo 14 MODIFICAZIONI DELLO STATUTO E SCIOGLIMENTO DELL ASSOCIAZIONE 1. Le proposte di modifica allo statuto possono essere proposte all Assemblea dal Consiglio Direttivo o da almeno un terzo dei soci. Le relative deliberazioni sono approvate dall Assemblea convocata in seduta straordinaria, costituita in I convocazione da almeno tre quarti dei soci ed in II convocazione da almeno la metà, con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. 2. Lo scioglimento dell Associazione ovvero la sua estinzione per una delle cause previste dall art. 27 cod. civ. è deliberata, su proposta del Consiglio Direttivo, dall'assemblea dei soci appositamente convocata, con il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci sia in I prima che in II convocazione. Nella stessa seduta si procederà alla nomina dei liquidatori. 3. Il patrimonio residuo sarà devoluto ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, indicati dall Assemblea dei soci, sentito l organismo di controllo di cui all art. 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996 n. 662, e salva diversa destinazione imposta dalla legge. Articolo 15 CONTROVERSIE Eventuali controversie tra i soci o tra alcuni di essi e l associazione in dipendenza dell esecuzione e dell interpretazione del presente statuto sarà rimessa la giudizio inappellabile di un collegio arbitrale composto da tre arbitri, amichevoli compositori, due dei quali nominati dalle parti contendenti ed il terzo dai due arbitri così eletti o, in caso di disaccordo, dal Presidente del Tribunale di Como. Gli arbitri decideranno ex bono et equo, senza formalità di procedura e con giudizio inappellabile, entro novanta giorni. Articolo 16 RINVIO 1. Per quanto non previsto dal presente Statuto, si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia, con particolare riferimento alle norme del Codice civile nonché alla normativa sulle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale. Articolo 17 PUBBLICITÀ 1. Il presente statuto e l eventuale il regolamento dell attività del Consultorio familiare saranno registrati a tassa fissa presso l agenzia delle Entrate competente. I soci possono chiederne copia personale.