Source: https://secure.comune.rivoli.to.it/jportal/sprweb/JPModulo.do?MVPG=SprProcedimentoVis&id=679&rv=0&idc=8
Timestamp: 2019-02-22 14:49:46+00:00
Document Index: 37280710

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 34', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 85', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 34', 'art. 1', 'art. 12']

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COMMERCIO FISSO - APERTURA E TRASFERIMENTO DI ESERCIZIO DI VENDITA DELLA STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA (EDICOLE)
La materia delle rivendite di quotidiani e periodici è disciplinata dal D.lgs. 24/4/2001 nr. 170, il quale - pur non formalmente abrogato - ha subito negli ultimi anni radicali modifiche per effetto delle leggi di liberalizzalizione delle attività produttive e delle pronunce della giurisprudenza.
La citata legge di settore prevede una distinzione dei punti di vendita della stampa quotidiana e periodica tra:
a) punti vendita esclusivi quelli che, previsti nel piano comunale di localizzazione, sono tenuti
alla vendita generale di quotidiani e periodici;
b) punti vendita non esclusivi, gli esercizi, previsti dal Decreto Legislativo 24 aprile 2001, n. 170, che, in aggiunta ad altre
merci, sono autorizzati alla vendita di quotidiani ovvero periodici.
Entrambe le tipologie erano originariamente sottoposte a criteri di programmazione, sia pure diversamente articolati. Per i punti vendita esclusivi, in particolare era prevista una pianificazione numerica.
In applicazione del dettato normativo nazionale la Regione Piemonte ha adottato la D.G.R. nr. 101-9183 del 28/4/2013; successivamente sono state adottate delle deliberazioni di modifica, la D.G.R. n. 39-10025 del 21 luglio 2003 (Cfr. B.U.R. n. 30 del 24-7-2003) e n. 3-683 del 5 agosto 2005 (Cfr. B.U.R. n.33 del 18-8-2005).
Al citato disposto normativo si sono tuttavia sovrapposte successive norme di liberalizzazione, ovvero (citate in ordine cronologico):
- l'art. 3 del decreto legge 4/7/2006 nr. 223, convertito dalla legge 4/8/2006 nr. 248
- la Direttiva 2006/123/CE dell'Unione Europea, recepita nell'ordinamento nazionale dal D.lgs. 26/3/2010 nr. 59 e s.m.i.
- l'art. 34 del decreto legge 6/11/2011 nr. b201, convertito dalla legge 22/12/2011 nr. 214
- l'art. 1 del decreto legge 24/1/2012 nr 1 convertito dalla legge 24/3/2012 nr. 27
- l'art. 12 del decreto legge nr. 5, convertito dalla legge 4/4/2012 nr. 35
Per effetto delle disposizioni citate, anche a seguito di una copiosa applicazione giurisprudenziale, non risultano più applicabili al settore della distribuzione dei quotidiani e dei periodici i criteri di programmazione territoriali fondati su mere restrizioni quantitative all'accesso al mercato (quali: distanze minime obbligatorie tra i punti vendita, localizzazione dei singoli punti vendita)
Permane per contro l'incertezza giuridica rispetto alle modalità di avvvio ell'attività, ovvero se a seguito di scia o di autorizzazione, in attesa dell'adozione dei decreti ministeriali previsti dall'art. 1 comma 3 del d.l. nr. 1/2012 e dall'art. 12, comma 4 del d.l. nr. 5/2012, tenendo conto che la Corte Costituzionale con sentenza nr. 164/2012 ha sancito la competenza esclusiva statale nell'individuazione del regime giuridico di accesso alle attività economiche.
Nelle more di tale intervento dello stato si ritiene che l'attività sia sostanzialmente assimilabile al regime ordinario degli esercizi del commercio su area privata, che prevede il regime della segnalazione certificata di inizio attività
REQUISITI SOGGETTIVI MORALI
1. Non possono esercitare l'attività commerciale di vendita e di somministrazione:
e) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più¹ condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza.
2. Non possono esercitare l'attività di somministrazione di alimenti e bevande coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1, o hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concernenti la prevenzione dell'alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d'azzardo, le scommesse clandestine, nonchè per reati relativi ad infrazioni alle norme sui giochi.
3. Il divieto di esercizio dell'attività, ai sensi del comma 1, lettere b), c), d), e) ed f), e ai sensi del comma 2, permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.
4. Il divieto di esercizio dell'attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione.
5. In caso di società associazioni od organismi collettivi i requisiti morali di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252*. In caso di impresa individuale i requisiti di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal titolare e dall'eventuale altra persona preposta all'attività commerciale.
*Il riferimento all'art. 2, comma 3 del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252 è¨ da intendersi sostituito dall'art. 85 del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159 _ "Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonchè nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136" - così come modificato dall'art. 2 del Decreto Legislativo 15 novembre 2012, n. 218 - "Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonchè nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2, della legge 13 agosto 2010, n. 136"
- D.lgs. 24/4/2001 nr. 170;
- D.G.R. nr. 101-9183 del 28/4/2013; modificata dalle D.G.R. n. 39-10025 del 21 luglio 2003 e n. 3-683 del 5 agosto 2005;
- art. 3 del decreto legge 4/7/2006 nr. 223, convertito dalla legge 4/8/2006 nr. 248
- Direttiva 2006/123/CE dell'Unione Europea, recepita nell'ordinamento nazionale dal D.lgs. 26/3/2010 nr. 59 e s.m.i.
- art. 34 del decreto legge 6/11/2011 nr. 201, convertito dalla legge 22/12/2011 nr. 214
- art. 1 del decreto legge 24/1/2012 nr 1 convertito dalla legge 24/3/2012 nr. 27
- art. 12 del decreto legge nr. 5, convertito dalla legge 4/4/2012 nr. 35
L'attività può essere presentata immediatamente, previa presentazione della s.c.i.a. compilata in ogni sua parte e completa degli allegati richiesti
La segnalazione certificata di inizio attività deve essere presentata per il tramite del portale nazionale "Impresa in un giorno", che svolge il servizio di Sportello Unico alle Imprese in delega alla Camera di Commercio per conto del Comune di Rivoli. Ad esso si accede attraverso il link apposito del SUAP sulla pagina web del Comune di Rivoli, oppure direttamente al portale: www.impresainungiorno.gov.it