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Timestamp: 2019-06-16 04:33:20+00:00
Document Index: 74267852

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 687', 'art. 687', 'sentenza ']

2019 - Studio Legale Damoli
La Prima Sezione civile della Corte di Cassazione, con ordinanza n. 13830/2019, depositata il 22 maggio 2019, ha “assolto” la Banca che, al momento dell’indebito prelievo, non ha verificato la corrispondenza tra effettivo prenditore e titolare del conto corrente attraverso le firme.
Il tentativo di truffa è stato orchestrato da un anziano signore, il quale, omonimo del nipote, ha prelevato 10 milioni delle vecchie lire dal conto corrente.
Con un assegno, si è presentato presso lo Banca e, la stessa, senza controllo delle firme, ha pagato all’anziano la somma di denaro credendo fosse l’effettivo titolare del conto.
Il nipote, ha deciso di promuovere azione giudiziaria contro la Banca e di chiedere un importante risarcimento danni.
La Cassazione, sulle ombre delle decisioni prese dal Tribunale prima, e dalla Corte d’Appello poi, ha deciso che il tentativo di truffa messo in atto dal nipote e dal nonno, fosse più grave rispetto al mancato controllo delle firme che la Banca è obbligata a fare, che in tal caso ha omesso.
Per tale motivo il ricorso è stato rigettato.
Banca mancato controllo firme
Giugno 14, 2019 /da Marco Damoli
http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2019/06/firma-contratto-500x342.jpg 342 500 Marco Damoli http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2018/12/PNG_2-2-300x225.png Marco Damoli2019-06-14 15:28:112019-06-14 15:28:14Banca non colpevole se vi è stato prelievo illecito dal conto
La Prima Sezione civile della Corte di Cassazione, con sentenza n. 15730/2019, depositata l’11 giugno 2019, ha disposto che se l’handicap dei genitori comporta una condizione di rischio per i figli, questi ultimi possono essere adottati.
Due genitori, portatori di handicap, hanno proposto ricorso per evitare che il figlio venisse inserito nelle liste di adozione.
In tal caso, sia il Tribunale che la Corte d’Appello, a seguito di perizie, hanno diagnosticato alla madre un ritardo mentale di media gravità e per questo seguita da Servizi Sociali.
Il padre, affetto anch’egli da ritardo mentale lieve, però associato all’uso di alcol e cannabinoidi.
Non è stato messo in dubbio dai giudici l’amore dei genitori e la profusione d’affetto nei confronti del figlio, il problema si verifica quando, nella cura primaria del figlio, viene ad ingenerarsi un rischio.
Dello stesso avviso è stata la Cassazione che ha confermato quanto deciso dal Tribunale prima, e i giudici territoriali poi, affermando che la malattia dei genitori, potrebbe compromettere irreversibilmente, secondo i Giudici, «la capacità di allevare ed educare il figlio, traducendosi in una totale inadeguatezza a prendersene cura».
In conclusione, la Corte, ha deciso valutando il benessere psico-fisico del bambino che può essere salvaguardato solo con l’adozione.
http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2019/06/xdisabileFigli-755x491.jpg.pagespeed.ic_.6I_pbHzVSj.jpg 491 755 Marco Damoli http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2018/12/PNG_2-2-300x225.png Marco Damoli2019-06-12 10:58:112019-06-12 10:58:15Prevista l'adozione per i figli di genitori disabili che hanno difficoltà a prendersene cura
Il Notaio incorre in responsabilità professionale qualora non adempia correttamente la propria prestazione.
La dovuta diligenza non si espleta solo nella redazione dell’atto richiesto dalle parti, ma comprende anche le cd. attività preparatorie.
La responsabilità è, però, da escludere qualora tutte le parti che procedono alla stipula lo abbiano espressamente esonerato da tale attività.
Un signore ha acquistato un immobile con scrittura privata autenticata da un Notaio.
In seguito, si è scoperto che sul bene gravava un’ipoteca giudiziale.
L’acquirente ha, dunque, dovuto corrispondere una somma ulteriore rispetto al prezzo pattuito originariamente per liberare gli immobili.
Lo stesso ha, poi, citato in giudizio il Notaio chiedendo il risarcimento dei danni patiti.
Dapprima, il Tribunale di Roma e, in secondo grado, la Corte d’Appello capitolina hanno rigettato la domanda del compratore, rilevando che nel contratto di compravendita si è espressamente esonerato il Pubblico Ufficiale ad eseguire le verifiche ipotecarie e catastali.
Il soccombente ha, allora, promosso ricorso per cassazione, in quanto il professionista non avrebbe provato di aver diligentemente adempiuto al mandato professionale.
La Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 14169, pubblicata il 24 maggio 2019, ha respinto il ricorso perché inammissibile e privo di fondamento.
Nel caso di specie, infatti, le parti hanno esplicitamente esonerato il Notaio dall’onere di compiere le dovute visure ipotecarie e catastali, per ragioni di urgenza.
Non è stato, inoltre, dimostrato che il professionista fosse già a conoscenza dell’esistenza di formalità pregiudizievoli e che avesse comunque percepito un compenso per tale attività.
Non sono integrati, pertanto, i presupposti legittimanti la responsabilità professionale dello stesso.
Cass_14169_2019
Giugno 12, 2019 /da Mattia Verza
http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2019/06/notaio.jpg 296 240 Mattia Verza http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2018/12/PNG_2-2-300x225.png Mattia Verza2019-06-12 08:57:132019-06-12 08:59:14Non è responsabile il Notaio che non esegue le verifiche ipotecarie e catastali, se esonerato
Il TAR Toscana, con la sentenza n. 757, depositata in data 21 maggio 2019, ha affermato che la recinzione costruita per tutelare la proprietà privata dall’ingresso di estranei richiede il rilascio di un titolo autorizzativo da parte dell’ente competente solo quando, per le caratteristiche di realizzazione, ha un impatto concreto sul territorio.
La ricorrente aveva collocato una recinzione di protezione in rete metallica, con annesso cancelletto in metallo di altezza 1 mt, attorno ad un’area di pertinenza dell’immobile di sua proprietà.
A seguito di un sopralluogo della Polizia locale veniva emanata un’ordinanza di demolizione perché l’opera era stata realizzata senza Permesso di costruire.
L’ordinanza veniva tempestivamente impugnata da parte ricorrente senza costituzione in giudizio da parte del Comune.
Secondo la giurisprudenza di questo TAR la recinzione costituisce un’attività che viene permessa al fine di precludere a terzi l’ingresso nella proprietà privata ed ha rilievo edilizio solo quando viene realizzata con materiale tale da permetterne un ancoramento al terreno.
Nel caso di specie la recinzione realizzata con pali in legno e rete metallica rappresenta un intervento di carattere modesto volto a tutelare la proprietà privata senza creare un reale impatto sul territorio, non rilevando il vincolo ambientale a cui è sottoposto l’immobile perché l’opera non integra gli estremi di un intervento edilizio.
TAR Toscana n. 757_2019
Giugno 11, 2019 /da Marco Damoli
http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2019/06/recinzioni-per-abitazioni-con-pali-in-legno.jpg 750 1000 Marco Damoli http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2018/12/PNG_2-2-300x225.png Marco Damoli2019-06-11 09:08:582019-06-11 09:09:01La costruzione di una recinzione necessita sempre di un titolo edilizio?
La Corte di Cassazione, Sezione Seconda civile, con sentenza n. 13680/19, depositata il 21 maggio 2019, ha disposto che in ambito di revocazione del testamento, nell’ipotesi che vi siano dei figli non riconosciuti, l’art. 687, comma 1, c.c., prevede una modificazione dell’assetto familiare rispetto a quanto deciso dal de cuius quando ha disposto dei suoi beni.
Durante l’iter processuale di una causa di successione familiare, il figlio naturale non è stato riconosciuto come tale pur essendo a conoscenza, il de cuius, dell’esistenza.
Il ricorrente, ha sostenuto nel motivo di ricorso la violazione dell’art. 687 c.c..
Precisa che va revocato, in presenza di un figlio naturale non riconosciuto, il diritto di testamento.
La Cassazione ha ribadito che in presenza di testamento e di figli naturali non riconosciuti, vi è un fondamento oggettivo che riguarda la modificazione dell’assetto familiare rispetto a quando il de cuius ha disposto dei suoi beni.
In conclusione, è stato accolto il ricorso del figlio poichè, il testatore, ha redatto un testamento essendo a conoscenza di avere un figlio.
Giugno 10, 2019 /da Marco Damoli
http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2019/06/800x533_Depositphotos_124919190_original.jpg 533 800 Marco Damoli http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2018/12/PNG_2-2-300x225.png Marco Damoli2019-06-10 07:46:472019-06-10 07:46:50Revocazione del testamento in presenza di figlio naturale non riconosciuto
L’affaccio fa la differenza per comprendere la definizione di luce e veduta
La Corte di Cassazione, Sezione Seconda Civile, con ordinanza n. 14091/19, depositata il 23 maggio 2019, ha precisato che per poter parlare di veduta è necessario che vi sia un “prospectio“, e quindi, non solo la veduta frontale, bensì anche la possibilità di visione laterale.
La vicenda in questione è nata poiché un condomino si è rivolto al Tribunale per domandare la demolizione o l’arretramento di una opera edilizia effettuata sul lastrico solare.
Tale volume è stato ritenuto dal ricorrente non a distanza regolamentare.
La domanda è stata respinta dai giudici del merito poichè la costruzione, a seguito di un accertamento compiuto dal CTU, è risultato essere una porta e non una finestra, per cui la sua funzione è stata identificata non tanto come quella di affacciarsi, bensì quella di permettere l’accesso.
Sia il Tribunale che la Corte d’Appello hanno rigettato con sentenza il ricorso.
La Cassazione, a seguito dell’esame del CTU, ha stabilito che le porte finestrate sono quelle che presentano finestre che sono identificabili come vedute e non come semplici luci, poichè la sua funzione essenziale risuta quella oltre che di inspicere anche di prespicere.
Per questo, essendo identificata come una porta, non si applica la distanza minima di 10 metri.
Il principio di diritto è quello per cui l’obbligo nelle costruzioni di osservare le distanze è previsto solo quando si sia in presenza di vedute e non di luci: nel caso in oggetto, essendo luci e non vedute, il tribunale ha respinto il ricorso degli attori non ritenendo sussistente l’elemento della distanza.
sent distanze luce e vedute
Giugno 4, 2019 /da Marco Damoli
http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2019/06/large_mi060209cro_0036.jpg 1467 2200 Marco Damoli http://www.studiolegaledamoli.it/wp-content/uploads/2018/12/PNG_2-2-300x225.png Marco Damoli2019-06-04 15:32:562019-06-04 15:32:59L'affaccio fa la differenza per comprendere la definizione di luce e veduta