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Timestamp: 2014-10-25 23:28:43+00:00
Document Index: 147215044

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 13', 'art. 100', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1175', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111']

Sentenza: L'Inail rilascia in ritardo ad un lavoratore esposto a rischio amianto la relativa attestazione. L'istituto non deve risarcire alcun danno per il ritardo.
L'Inail rilascia in ritardo ad un lavoratore esposto a rischio amianto la relativa attestazione. L'istituto non deve risarcire alcun danno per il ritardo.
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26 Gennaio 2012, Corte di Cassazione Sez. Lavoro - Sent. del 20.01.2012, n. 795
P.M. conveniva in giudizio avanti il Tribunale di Rieti l�INPS ed INAIL per ottenere il risarcimento del danno subito nell�accesso al trattamento pensionistico per via del ritardo con cui era stata rilasciata l�attestazione di esposizione all�amianto. La domanda di riconoscimento dei benefici pensionistici di cui all�art. 13 co. 8 legge_257_1992 era stata presentata nel gennaio del 1997, ma l�accesso all�incremento pensionistico era stato concesso solo nel novembre del 1999.
Con sentenza 519/2003 Il Tribunale di Rieti respingeva l�eccezione di legittimazione passiva dei convenuti e quella di incompetenza e, rilevata la responsabilit� dei convenuti, condannava l�INAIL, colpevole nel mancato tempestivo rilascio del certificato di esposizione all�amianto, al pagamento della somma di cui in sentenza pari alla differenze tra la pensione astrattamente percepita in caso di tempestivo accoglimento della domanda del 2.1.1997 e il minore importo percepito dalla data del 2.1.1997 a titolo di lavori socialmente utili e la data del tardivo pensionamento. Escludeva, invece, la responsabilit� dell�INPS. I due appelli proposti dall�INAIL e dal P. venivano riuniti e la Corte di appello di Roma con sentenza del 10.10.1996 li rigettava. La Corte territoriale rilevava la sussistenza di una responsabilit� extracontrattuale dell�INAIL in quanto, gi� in base alla domanda del 12.3.1997, l�INAIL era in possesso di tutti gli elementi, compreso il curriculum lavorativo prodotti dal P., per riconoscere, attivandosi per i dovuti accertamenti, i chiesti benefici pensionistici spettando a tale Ente procedere in ordine a tali adempimenti. E� vero che il P. aveva presentato domanda di riesame (corredandola con la documentazione circa l�esposizione all�amianto e con la relazione del curatore fallimentare) il 23.7.1999 in base alla quale si era proceduto ad un nuovo parere dell�INAIL e si era sentito il curatore fallimentare in ordine all�attivit� svolta dal ricorrente, ma tale incombente poteva essere effettuato attraverso i previsti poteri istruttori gi� nel 1997.
Ricorre l�INAIL con tre motivi; resiste il P. con controricorso.
Con il primo motivo si deduce la violazione dell�art. art 13 comma 8 legge 257/92 e dell� art. 100 c.p.c. Il chiesto beneficio era a carico dell�INPS e il rilascio del certificato di esposizione all�amianto costituiva un mero atto endoprocessuale, atto non impugnabile in quanto tale.
La doglianza appare infondata alla luce di quanto gi� precisato nelle sentenze di merito; nel caso in esame non si agisce per ottenere i benefici di cui all�art. 13, certamente a carico dell�INPS e che risultano concessi, ma in ordine ai danni (in ipotesi) provocati dall�INAIL per colpa grave non avendo lo stesso INAIL adempiuto correttamente e nei tempi dovuti agli obblighi di certificazione e di attestazione che erano esclusivamente a suo carico. Appare pertanto irrilevante che sia l�INPS tenuto a corrispondere i benefici richiesti, la cui attribuzione non � il thema decidendum.
Con il secondo motivo si allega la violazione degli artt. 2043, 1227, 1176, 2727, 2729 C.c. Non vi era stato, in realt�, alcun comportamento colposo da parte dell�Istituto ricorrente. La domanda del P. del 1997 era priva di documentazione idonea all�accoglimento della domanda e solo la successiva domanda di riesame � stata corredata da elementi concreti concernenti l�esposizione subita, tanto da consentire un nuovo parere dell� INAIL, anche sulla base delle dichiarazioni del curatore fallimentare. Non c�era stata nel caso in esame alcuna colpa addebitabile all�INAIL. Con il terzo motivo si allega l�omessa e contraddittoria motivazione in ordine all�effettiva responsabilit� deIl�INAIL, la domanda del 1997 era priva di elementi di riscontro concreti sull�esposizione a rischio e sulle mansioni in concreto effettuate dal ricorrente, carenza sanata solo con la successiva domanda di riesame.
I due motivi vanno esaminati congiuntamente ponendo medesimi rilievi ed appaiono fondati.
Giova ricordare che in questo processo le parti controvertono non gi� circa la pacifica spettanza dei benefici previdenziali conseguenti all�esposizione all�amianto, bens� circa la sussistenza di una colpa, e di una conseguente responsabilit� civile, dell�Istituto previdenziale nell�avere attribuito (asseritamente) in ritardo i benefici.
Secondo la sentenza impugnata la colpa dell�Istituto dovrebbe essere ravvisata nel fatto che alcuni documenti decisivi, non prodotti dal lavoratore interessato, avrebbero potuto essere acquisiti d�ufficio � con i poteri istruttori particolarmente pregnanti�. Questa tesi � per� errata. Non dice la sentenza entro quanto tempo l�ente pubblico avrebbe dovuto completare l�istruttoria, mentre il dovere di correttezza incombente sul creditore ai sensi dell�art. 1175 cod. civ. avrebbe dovuto indurre lo stesso lavoratore, che ritenesse di dover essere soddisfatto con maggiore speditezza, a produrre egli stesso, salvi impedimenti non dedotti in questo processo, la prova degli elementi costitutivi del proprio diritto.
Pertanto si deve cassare la sentenza impugnata e la controversia pu� essere decisa nel merito con il rigetto della domanda non apparendo necessari ulteriori accertamenti e potendosi, sulla base di elementi gi� allegati al processo e dibattuti dalla parti, escludere la responsabilit� dell�INAIL in ordine al dedotto danno.
Possono compensarsi tra le parti le spese dell�intero processo stante la novit� e complessit� delle questioni affrontate.
accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta la domanda e compensa le spese dell�intero processo.
Depositata in Cancelleria il 20.01.2012
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