Source: https://www.studio-mauro.it/amministratore-di-sostegno
Timestamp: 2019-08-19 03:41:03+00:00
Document Index: 182126739

Matched Legal Cases: ['art. 409', 'art. 408', 'art. 408', 'art. 405', 'art. 406', 'art. 406']

Amministratore di sostegno — Studio Legale Mauro
L’amministratore di sostegno è stato creato con l'introduzione della Legge n. 6 del 9/01/2004 con la finalità di superare progressivamente gli istituti dell'interdizione e dell'inabilitazione.
I principi di civiltà giuridica che hanno ispirato la scelta del legislatore nel coniare la figura dell’amministratore di sostegno costituiscono il frutto di un iter legislativo che ha preso le mosse nella seconda metà degli anni 80, sorretto da una notevole consapevolezza che la menomazione fisica o psichica non possa e non debba costituire causa di emarginazione della persona dell'ambiente familiare e sociale e di impedimento all'esercizio dei Suoi diritti fondamentali.
La protezione dei soggetti non in grado di provvedere alla cura dei propri interessi è sempre stato un ambito molto importante e delicato da regolamentare, da un lato investendo aspetti personali e sociali delle persone interessate e, dall'altro, coinvolgendo le strutture giudiziarie ed amministrative, chiamate adoperare con efficienza e rapidità. L’amministrazione di sostegno è nata, quindi, sulla spinta della necessità di operare una modifica legislativa che tenesse il più possibile in conto - a volte anche limitate - capacità del beneficiario, seguendone le inclinazioni personali, rispettandone le scelte esistenziali e assicurandogli una misura di protezione adeguata e meno invasiva e, soprattutto, commisurata alle concrete esigenze di tutela della persona.
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A cosa serve l’amministrazione di sostegno e a chi è destinata?
È un istituto che mira a proteggere le persone che, per infermita' o menomazioni fisiche o psichiche, anche parziali o temporanee, hanno una ridotta autonomia nella loro vita quotidiana. Alle persone disabili, quindi, sono riconosciute delle valide misure di protezione flessibili, adattabili nel tempo alle diverse e svariate esigenze, in modo tale da consentire una protezione del soggetto debole, senza mai giungere ad una totale esclusione della sua capacita' di agire.
L’amministratore di sostegno ha quindi il compito di assistere, sostenere e rappresentare chi, per effetto di una menomazione fisica o psichica, si trovi nell'impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere in tutto o in parte al compimento delle funzioni della vita quotidiana.
Spesso, infatti, persone che presentano una limitata capacità di agire non riescono a provvedere a se stessi e ad assolvere compiti quotidiani in modo autonomo.
Con l’amministrazione di sostegno si garantisce a questi soggetti il giusto equilibrio tra la tutela ed il rispetto dei diritti della persona, assicurando la protezione giuridica solo per gli atti strettamente necessari e riconoscendo, per gli altri, piena libertà di agire al soggetto coinvolto.
Ai sensi dell'art. 409 c.c. infatti: "Il beneficiario conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l'assistenza necessaria dell'amministratore di sostegno. Il beneficiario dell'amministrazione di sostegno può in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana".
L'amministratore di sostegno e' nominato dal Giudice Tutelare ed e' scelto preferibilmente nello stesso ambito familiare dell'assistito, secondo requisiti di idoneita' ritenuti dallo stesso Giudice.
Puo' essere nominato amministratore di sostegno: il coniuge (o la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio, il fratello o la sorella ed i parenti entro il quarto grado. Sono questi, infatti, i soggetti legittimati ad agire, oppure (comunque) quelli che devono essere informati della pendenza del ricorso presentato dinanzi al Giudice. Qualora tale scelta non sia possibile, per motivi di opportunita' o altro, l'amministratore e' nominato tenuto conto dell'esclusivo interesse del beneficiario ed è solitamente un esperto e competente del settore.
I criteri per la scelta della persona che dovrà ricoprire il ruolo di amministratore di sostegno sono infatti contenuti nell'art. 408 c.c. che dispone quanto segue:
Viene tuttavia precisato ai sensi dell'art. 408 c.c. che: "Non possono ricoprire le funzioni di amministratore di sostegno gli operatori dei servizi pubblici o privati che hanno in cura o in carico il soggetto beneficiario".
Per ottenere la nomina di un amministratore di sostegno nell’interesse di una persona è necessario depositare una domanda, che assume la forma di un ricorso. L' assistenza di un avvocato esperto, bravo e competente non è necessaria ma sicuramente consigliabile.
Tale ricorso deve essere presentato presso il tribunale del luogo dove il soggetto interessato vive abitualmente, direttamente all’ufficio del giudice tutelare. Il giudice tutelare provvede, entro 60 giorni dalla data di presentazione dell'istanza – ricorso, alla nomina con decreto motivato immediatamente esecutivo previa fissazione di udienza di comparizione.
Il provvedimento di nomina deve contenere, ai sensi dell'art. 405 c.c., l'indicazione:
Quali poteri e doveri possiede l'Amministratore di sostegno?
Il nostro legislatore ha, altresì, previsto che l'amministratore di sostegno è tenuto periodicamente - annualmente, semestralmente o anche ed eventualmente trimestralmente - in base alla cadenza temporale prescritta dal giudice tutelare alla presentazione al medesimo di una relazione che attesti l'attività svolta e descriva, dettagliatamente, le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario e rendere il conto della propria gestione economica.
Quali sono gli atti compiuti in violazione di legge dall'Amministratore di sostegno o dal beneficiario?
Quando viene disposta la cessazione e sostituzione dell'Amministratore di sostegno?
Questa eventualità può accadere quando:
-quando lo stesso beneficiario, l'amministratore di sostegno, il pubblico ministero o alcuni dei soggetti indicati dall'art. 406 del codice civile, ritengono che si siano determinati i presupposti per la cessazione dell'amministrazione di sostegno, o per la sostituzione dell'amministratore
-quando questa si sia rivelata inidonea a realizzare la piena tutela del beneficiario
La richiesta deve essere motivata e va proposta con apposita istanza al giudice tutelare dal beneficiario, dall'amministratore di sostegno, dal Pm o dagli altri soggetti indicati dall'art. 406 c.c..
L'istanza va comunicata al beneficiario e all'amministratore di sostegno. Il giudice una volta acquisite tutte le necessarie informazioni e disposti i mezzi istruttori decide con decreto motivato.
Di cosa si occupa lo Studio Legale Mauro in relazione all'amministrazione di sostegno?
Lo Studio e i suoi professionisti sono un valido supporto per coloro che devono valutare l'ipotesi di una amministrazione di sostegno.
Lo Studio con il suo staff di avvocati esperti, competenti e preparati si occupa infatti di fornire quella indispensabile consulenza ed assistenza per il deposito di ricorsi di nomina, istanze per la sostituzione dell’amministratore di sostegno, istanze per la revoca dell’amministratore di sostegno, deposito di inventari del patrimonio del beneficiario, rendiconti annuali e in ogni caso di fornire un qualificato e professionale supporto a coloro che si dovessero avvicinare alla problematica dell’amministrazione di sostegno o anche semplicemente avessero necessità di gestire un patrimonio mobiliare e/o immobiliare senza ricorrere all’amministrazione di sostegno.