Source: http://ilprocessocivile.it/rubriche/news
Timestamp: 2018-01-16 21:05:48+00:00
Document Index: 144575775

Matched Legal Cases: ['art. 68', 'art. 246', 'art. 369', 'art. 380', 'art. 376', 'art. 16']

L’art. 68 R.d.l. n. 1578/1933, stabilendo che tutte le parti, le quali abbiano transatto una vertenza giudiziaria, sono tenute solidalmente al pagamento degli onorari degli avvocati, opera anche nei casi di accordo stipulato con o senza l’intervento del giudice o l’ausilio dei patroni, dalle parti stesse, le quali abbiano previsto semplicemente l’abbandono della causa dal ruolo o rinunciato ritualmente agli atti del giudizio con conseguente estinzione del processo.
L’incapacità a deporre prevista dall’art. 246 c.p.c. si verifica solo quando il teste è titolare di un interesse personale, attuale e concreto, che lo coinvolga nel rapporto controverso, così da legittimarlo a partecipare al giudizio nel quale viene richiesta la sua testimonianza.
La notifica eseguita da ufficiale giudiziario territorialmente incompetente è nulla?
La Suprema Corte ha rimesso gli atti al Primo Presidente affinchè valuti l’opportunità di assegnare la trattazione alle Sezioni Unite, atteso la questione di massima di particolare importanza in tema di notifiche.
Dall’ambito di tutela della legge Pinto, restano escluse sia le violazioni minime del termine di durata ragionevole, sia quelle di maggior estensione temporale, ma riferibili a giudizi presupposti di carattere bagatellare, in cui esigua è la posta in gioco e trascurabili i rischi sostanziali e processuali connessi.
La sesta sezione ha affermato il principio di diritto in base al quale il ricorso per cassazione è improcedibile, ai sensi dell'art. 369 c.p.c., quando, nel termine di venti giorni dalla notificazione, siano state depositate solo copie analogiche del ricorso, della relazione di notificazione con messaggio PEC e relative ricevute, senza attestarne la conformità.
Se la notifica telematica è eseguita dopo le 21, si considera perfezionata alle 7 del giorno dopo
Cass. civ., sez. VI, ord., 22 dicembre 2017, n. 30766
È inammissibile, perché non tempestivo, il ricorso per cassazione la cui notificazione sia stata richiesta, con rilascio della ricevuta di accettazione dopo le ore 21.00 del giorno di scadenza del termine per l'impugnazione.
Il difensore che propone ricorso per cassazione contro un provvedimento che gli è stato notificato via PEC, deve depositare nella cancelleria della Cassazione copia analogica, con attestazione di conformità del messaggio di posta elettronica certificata ricevuto, nonché della relazione di notifica e del provvedimento impugnato, allegati al messaggio. Non è, invece, necessario anche il deposito di copia autenticata del provvedimento impugnato estratta direttamente dal fascicolo informatico. A fronte della pronuncia di tale principio di diritto il Primo Presidente Aggiunto ha ritenuto superfluo l’intervento delle Sezioni Unite.
È ammessa la rimessione della causa alla pubblica udienza da parte della sezione semplice in esito alla trattazione del ricorso in adunanza camerale, sia perchè la valutazione operata prima facie dal Presidente della sezione semplice non può ritenersi vincolante per la Corte nella sua collegialità, sia perché tale potere è espressamente riconosciuto dall’art. 380-bis, comma 3, c.p.c. alla speciale sezione di cui all’art. 376 c.p.c. e ben può essere riconosciuto in via analogica alla sezione semplice sussistendo, nei casi in cui la questione di diritto sottoposta assuma “particolare rilevanza”, la eadem ratio.
L’art. 16-sexies d.l. n. 179/2012 impone alle parti la notificazione dei propri atti presso l’indirizzo PEC risultante dagli elenchi/registri normativamente indicati, escludendo che tale notificazione possa avvenire presso la cancelleria dell’ufficio giudiziario, salvo nei casi di impossibilità a procedersi a mezzo PEC, per causa addebitabile al destinatario della notifica.
Nelle cause di separazione personale dei coniugi deve essere cumulato il reddito dei figli conviventi con il genitore richiedente l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.