Source: https://www.movimentoautonomoavvocatitelematici.it/
Timestamp: 2018-05-23 18:34:42+00:00
Document Index: 171344981

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 136', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 51', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 20', 'art. 6', 'art. 13']

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In questa sezione è possibile ottenere approfondimenti sui dispositivo di sottoscrizione digitale, divenuti strumenti indispensabili per ogni libero professionista.
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In questa sezione ci sono indicati i software che possono risultare di ausilio nella gesione del processo civile telematico.
In questa pagina potete inoltrare segnalazioni direttamente al Movimento Autonomo Avvocati Telematici. Le segnalazioni hanno oggetto ordinanze, sentenze e provvedimenti anche di cancelleria ritenute lesive oppure di interesse giuridico.
Questa sezione raccoglie il calendario degli incontri degli associati e dei convegni organizzati dal Movimento Autonomo Avvocati Telematici per la diffusione della cultura telematica tra i colleghi.
Il Movimento Autonomo Avvocati Telematici presenta il progetto “Partecipa con Noi”.
Il progetto, ha la finalità di coinvolgere tutti gli iscritti nelle attività lavorative del Movimento accogliendo proposte innovative, quesiti e problematiche.
PROCESSO AMM-TRIBUTARIO
PROC PENALE - CONTABILE
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ULTIMISSIMA: Previsti per settembre 2017 i nuovi tour telematici
Portale dei Servizi Telematici - Interruzione del servizio 16 maggio 2018
Portale delle Procedure Concorsuali - Interruzione temporanea del servizio 23 aprile 2018
Pagamenti Telematici – Interruzione del servizio 18 aprile 2018
Distretto civile di Roma 5 aprile 2018
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Avv. Paolo Accoti – L'avvocato che propone opposizione agli atti esecutivi, quale procuratore distrattario delle spese di lite riconosciute al termine di un giudizio soggetto al rito del lavoro incardinato a beneficio del proprio cliente, non è disciplinata da tale rito, atteso che la sua natura non è la medesima di quella oggetto del giudizio […]
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Telefono: i costi di disattivazione sono illegittimi 23 maggio 2018
di Marina Crisafi – Il recesso dal contratto telefonico non deve comportare costi per gli utenti e soprattutto non possono essere addebitati "costi di cessazione del servizio" a forfait poiché ciò significherebbe, di fatto, prevedere un costo per il recesso, in netto contrasto con la legge. È quanto si ricava dalla recente e interessante sentenza […]
Fatturazione elettronica, ci sarà anche l'app dedicata 22 maggio 2018
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Il pagamento su canale telematico dei diritti e delle spese di giustizia è disciplianto dal DM 44/2011 e dalle sucessive specifiche tecniche definite nel provvedimento della D.G.S.I.A. del 18 luglio 2011 così come sostituito da queallo del 16 aprile 2014.
Il servizio consente al soggetto abilitato esterno (Avvocato, CTU) di pagare online, tramite alcuni portali, le spese di giustizia relative a:
Contributo Unificato per l’iscrizione a ruolo dei procedimenti giurisdizionali
A fronte di questa operazione di pagamento il sistema restituisce una ricevuta di avvenuto versamento denominata ricevuta telematica (RT).
La RT così ottenuta può essere utilizzata sia nell’ambito di un deposito telematico (in questo caso bisognerà scaricare la ricevuta in formato xml ed allegarla al fascicolo informatico) sia in modalità tradizionale consegnando all’ufficio giudiziario la stampa della ricevuta in formato Pdf come attestazione dell’avvenuto pagamento.
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Esclusione dal patrocinio in ambito civile.
Dove si presenta la domanda.
(se trattasi di causa già pendente)
Cosa fa il Consiglio dell’Ordine dopo il deposito della domanda.
Cosa si può fare se la domanda non viene accolta.
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Da oggi è disponibile il nuovo portale della giustizia tributaria, consultabile all’indirizzo web: http://giustiziatributaria.gov.it.
Dal 1° dicembre 2015, il sito svolgerà anche la funzione di punto unico di accesso al processo tributario telematico.
Tale innovazione ha lo scopo di consentire alle parti il deposito telematico degli atti e dei documenti processuali e la consultazione del fascicolo.
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La digitalizzazione del processo amministrativo allo stato con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 67 del 21/03/2016) del D.P.C.M. n. 40 del 16/02/2016 recante le regole tecniche operative per l’attuazione del processo amministrativo telematico, la cui entrata in vigore è prevista per il 05/04/2016, è ad una svolta fondamentale. Pertanto, dalla data di entrata in vigore delle regole tecniche sino al 30/06/2016 si procederà all’applicazione in via sperimentale delle disposizioni in esso contenute, per poi trovare piena attuazione dal 01/07/2016 data di introduzione del processo amministrativo telematico. Con Decreto Legge del 30/06/2016 n. 117 (entrato in vigore il 30/06/2016, stesso giorno di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), l’entrata in vigore delle citate regole tecniche è stata nuovamente rinviata al 01/01/2017, prolungando di conseguenza fino al 31/12/2016 l’applicazione sperimentale delle stesse.
Infatti, l’art. 136 CPA comma II delegava per la regolamentazione della PAT all’emanazione attraverso un D.P.C.M. di regole tecniche di cui all’articolo 13 delle Disp. Att., il cui termine di adozione come si ricorderà era previsto dall’art. 38 del D.L. 90/2014 convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014 n. 114 “entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto” (termine che era abbondantemente scaduto in data 18/10/2014 senza l’emanazione delle citate regole tecniche).
Nel frattempo l’obbligo di firma digitale degli atti e dei provvedimenti del giudice il cui termine iniziale era previsto per il 01/01/2015 ai sensi dell’art. 38 comma 1-bis del D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni, dalla L. 11 agosto 2014, n. 114, veniva prima prorogato al 01/07/2015 ai sensi dell’art. art. 2, comma 1, lett. b), D.L. 31 dicembre 2014, n. 192 (convertito, con modificazioni, dalla L. 27 febbraio 2015, n. 11), poi al 01/01/2016 ai sensi dell’art. 20 comma 1 lett. b) del D.L. 27 giugno 2015 n. 83 (convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015, n. 132), al 01/07/2016 ai sensi dell’art. 2 del D.L. 210/2015 (decreto mille proroghe) convertito con modificazioni dalla Legge 25 febbraio 2016 n. 21 e da ultimo al 01/01/2017 ai sensi dell’art. 1 comma 1 del D.L. 30/06/2016 n. 117.
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Nonostante il regolamento della PEC così come il CAD risalgono all’anno 2005, la trasmissione telematica delle notifiche nel procedimento penale fu prevista per la prima volta da legislatore attraverso l’art. 4 del d.l. 29.12.2009, n. 193, conv. con modif. in l. 22.02.2010, n. 24. Infatti, in origine, in virtù dell’art. 51 del d.l. 25.06.2008, n. 112 convertito con modificazioni, dalla l. 6 agosto 2008, n. 133 il legislatore introduceva l’obbligo di trasmissione telematica delle comunicazioni e notificazioni esclusivamente nel processo civile stabilendo che “……le notificazioni e comunicazioni di cui al primo comma dell’articolo 170 del codice di procedura civile, la notificazione di cui al primo comma dell’articolo 192 del codice di procedura civile e ogni altra comunicazione al consulente sono effettuate per via telematica…”.
Solo con l’introduzione del citato art. 4 del d.l. 29.12.2009, n. 193 e succ. mod. mutò il quadro normativo poiché fu stabilito al comma 2 della citata norma che “Nel processo civile e nel processo penale, tutte le comunicazioni e notificazioni per via telematica si effettuano, mediante posta elettronica certificata, ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e delle regole tecniche stabilite con i decreti previsti dal comma 1”.
Inoltre, lo stesso art. 4 modificava l’art. 51 del d.l. 25.06.2008, n. 112 prescrivendo, così come nel processo civile, previa emanazione dei decreti aventi natura non regolamentare necessari per accertare la funzionalità dei servizi di comunicazione negli uffici giudiziari, l’obbligo nel processo penale della trasmissione telematica delle comunicazioni e notificazioni, obbligo già esistente nell’ambito del processo civile ed esteso, grazie a tale modifica, anche al processo penale (“Allo stesso modo si procede per le notificazioni e le comunicazioni previste dal regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e per le notificazioni a persona diversa dall’imputato a norma degli articoli 148, comma 2-bis, 149, 150 e 151, comma 2, del codice di procedura penale”).
Nel 2012, muta nuovamente il quadro normativo con abrogazione dell’art. 51 del d.l. 25.06.2008, n. 112 e succ. mod. ad opera dell’art. 16 del d.l. 18.10.2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla l. 17.11.2012 n. 221 che allo stato rappresenta la norma primaria di riferimento circa la trasmissione telematica delle notifiche nel processo penale, in virtù della quale il legislatore ha stabilito che “Nei procedimenti civili le comunicazioni e le notificazioni a cura della cancelleria sono effettuate esclusivamente per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni …….Allo stesso modo si procede per le notificazioni a persona diversa dall’imputato a norma degli articoli 148, comma 2-bis, 149, 150 e 151, comma 2, del codice di procedura penale.”
Tuttavia, solo grazie alla legge di stabilità 2013 (precisamente art. 1 comma 19 lett a) della Legge 24 dicembre 2012 n. 228) si è garantita l’operatività delle trasmissioni telematiche relative alle notifiche nel processo penale. Infatti, con la legge di stabilità 2013, il legislatore introduceva nel richiamato art. 16 dl 179/2012 e precisamente al comma 9 un ulteriore lettera la “c/bis” con la quale stabiliva che “decorrere dal 15 dicembre 2014 per le notificazioni a persona diversa dall’imputato a norma degli articoli 148, comma 2-bis, 149, 150 e 151, comma 2, del codice di procedura penale nei procedimenti dinanzi ai tribunali e alle corti di appello”.
Invece per gli uffici giudiziari diversi dal Tribunale e dalle Corti di Appello, l’obbligo delle trasmissioni telematiche scatta dal 15° giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dei decreti aventi natura regolamentare che accertino la funzionalità dei servizi di comunicazione (art. 16 comma 9 lett. d) dl 179/2012:“a decorrere dal quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dei decreti di cui al comma 10 per gli uffici giudiziari diversi dai tribunali e dalle corti d’appello”).
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Le prime tacce normative verso un processo di digitalizzazione del processo contabile telematico si ritrovano nell’art. 20 bis del D.l. 179/2012 con la legge di conversione 17 dicembre 2012, n. 221 in virtù del quale il legislatore delega al Presidente della Corte dei Conti l’emanazione di quelle regole tecniche volte a disciplinare come previsto dal comma 2 del citato articolo “ le modalità per la tenuta informatica dei registri previsti nell’ambito delle attività giurisdizionali e di controllo preventivo di legittimità, nonché le regole e le modalità di effettuazione delle comunicazioni e notificazioni mediante posta elettronica certificata, ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82”.
Successivamente con l’art. 20 della legge delega 07/08/2015 n. 124, in materia di riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni, il legislatore delega il Governo all’emanazione di un decreto legislativo al fine di ridefinire e riordinare la disciplina processuale concernente tutte le tipologie di giudizi che si svolgono innanzi la Corte dei conti, compresi i giudizi pensionistici, i giudizi di conto e i giudizi a istanza di parte, disciplinando lo svolgimento dei citati giudizi – si legge al comma 2 lett. b) – “anche mediante il ricorso a procedure informatiche e telematiche”.
In attuazione dell’art. 20 bis del D.L. 179/2012, con decreto del Presidente della Corte dei Conti del 21/10/2015 n. 98 venivano emanate le prime regole tecniche per utilizzo della pec nei giudizi innanzi alla Corte dei Conti, subordinando l’applicazione delle citate disposizioni non solo all’accertamento- si legge nell’art. 12 del decreto in questione – “della funzionalità dei servizi di comunicazione presso l’ufficio stesso”, da stabilirsi con apposito decreto del presidente della Corte dei Conti, decreto in seguito emanato in data 15/02/2016 n. 9 pubblicato in G.U. in data 25/02/2016 n. 46, ma anche all’emanazione – si legge nell’art. 10 dello stesso decreto – da parte del DGSIA delle “istruzioni tecnico operative concernenti l’applicazione delle disposizioni di cui al presente decreto”.
Intanto, con il Decreto legislativo del 26/08/2016 n. 174, veniva emanato, in attuazione del citato art. 20 della legge delega 124/2015, il Codice di Giustizia contabile attaverso il quale il legislatore all’art. 6 comma I prescrive che “I giudizi dinanzi alla Corte dei conti sono svolti mediante le tecnologie dell’informazione e della comunicazione”.
Infine l’art. 13 del decreto del 21/10/2015 n. 98 disciplina il regime transitorio stabilendo che “con successivi decreti si provvederà a stabilire le ulteriori regole tecniche ed operative necessarie allo svolgimento, mediante utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, dei giudizi innanzi alla Corte dei conti, per i quali continuano ad applicarsi in via transitoria, per quanto non previsto dal presente decreto, le vigenti processuali in materia di atti, documenti, registri, comunicazioni e notificazioni non digitali”.