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Timestamp: 2017-04-25 18:38:27+00:00
Document Index: 126292786

Matched Legal Cases: ['art.194', 'art.1', 'art.12', 'art.17', 'art.17', 'art.2700', 'art.2', 'sentenza ', 'art.201', 'art.36', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.201', 'art.17', 'art.201', 'art.201', 'art. 201', 'art.201', 'art. 4', 'art.126', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.126', 'art.139', 'art.7', 'art.36', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.26', 'art.201', 'art.207', 'art. 81', 'art. 8', 'art.198', 'art.158']

ADUC - Scheda Pratica - MULTE PER VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA: IL VERBALE E LA SUA NOTIFICA
MULTE PER VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA: IL VERBALE E LA SUA NOTIFICA Scheda Pratica di Rita Sabelli
3 dicembre 2007 0:00
Ultimo aggiornamento 16/8/2010 con riforma 2010 codice della strada Quando si viola una delle disposizioni del codice della strada, il d.lgs.285/92, si e' soggetti ad una sanzione amministrativa (pecuniaria e, quando previsto, accessoria) la cui applicazione e' disciplinata, oltre che dallo stesso codice (art.194 e segg.), anche dalla legge 689/81 (art.1-43).
Abbiamo gia' visto, sulla scheda MULTE PER VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA: LE SANZIONI E IL PAGAMENTO (si veda tra i link in fondo alla scheda) quali sono le sanzioni applicabili e le modalita' di pagamento.
Qui vogliamo invece approfondire le modalita' di contestazione e notificazione dei verbali, nonche' le caratteristiche salienti degli stessi. Corrediamo le varie disposizioni di legge con alcune importanti ed autorevoli sentenze.
ORGANI RILEVATORI LA CONTESTAZIONE IMMEDIATA E IL VERBALE I vizi del verbale
Il conteggio dei 90 giorni utili per la notifica
La notifica a persona diversa dall'obbligato
La notifica a conducente di auto con targa straniera
La notifica al proprietario che ha venduto l'auto prima dell'infrazione
Quando le violazioni sono piu' di una - cumulo giuridico
ORGANI RILEVATORI
- in via principale la polizia stradale;
Fonte normativa (anche per approfondimenti): codice della strada art.12
Tali competenze sono fissate in modo generico dalla legge 127/97 art.17 commi 132/133, le cui disposizioni sono state chiarite e puntualizzate da varie sentenze di Cassazione, la n.18186/2006, la n.16777/2007 e la n.5621/2009.
I casi sono diversi ed e' fondamentale distinguere il classico ausiliare -dipendente del comune o della societa' di parcheggio- dal dipendente/ispettore delle societa' di trasporto. Cio' puo' essere fatto sia riferendosi al comma dell'art.17 della legge 127/97 citato sul verbale, sia consultando la specifica ordinanza che li nomina e ne specifica le competenze.
Gli articoli 200 e 201 del codice della strada definiscono le modalita' di contestazione e notificazione delle sanzioni.
Il verbale e' un atto pubblico che fa piena prova fino a querela di falso dei fatti che il pubblico ufficiale vi riporta (si veda l'art.2700 del codice civile). Dal punto di vista giuridico, quindi, stante l'obbligo di firma dell'agente accertatore (con esclusione dei verbali redatti con sistemi meccanizzati, vedi sotto), e' ininfluente che il trasgressore si rifiuti di firmare o di ritirare il verbale. In ogni caso tale rifiuto deve essere specificatamente annotato.
Il verbale dev'essere redatto anche in caso di fermo di soggetto minorenne, ma in questo caso la contestazione, o comunque la successiva notifica del verbale da effettuarsi nei confronti delle persone tenute alla sua sorveglianza o che esercitino la patria potesta', deve considerare ed identificare come effettivi trasgressori proprio tali soggetti (i genitori, tipicamente). Il minorenne deve semmai essere citato nella parte narrativa del verbale, dove viene anche descritto il fatto e dove va specificato il rapporto intercorrente tra il conducente minore e colui al quale viene contestato il verbale.
Cio' per quanto sancito dal'art.2 della legge 689/81, dalla sentenza di Cassazione n. 4286/02 e dalla nota del Ministero dell'Interno n. 300/A/1/41491/131/S/1/1 del 26/5/05.
- errore sulla norma violata o sulla sanzione da pagare (se e' applicabile la sanzione ridotta essa dev'essere riportata);
Attenzione, pero'. La mancanza o l'errore materiale su singoli elementi del verbale non ne determina automaticamente la nullita', a meno che non siano compromessi i diritti del contravventore. Per fare degli esempi, se c'e' un errore sulla data di nascita del trasgressore ma questi e' correttamente identificato da altri elementi (codice fiscale, o nome cognome e indirizzo esatti) l'errore stesso e' irrilevante, e un ricorso potrebbe facilmente determinare la semplice riemissione del verbale corretto. Stessa cosa nel caso in cui non sia indicato -o sia errato- il modello dell'auto, stante la corretta indicazione del tipo e della targa. L'errore su questo elemento (o la sua mancanza) puo' invece aiutare se vi fossero anche altri vizi che mettessero in dubbio l'infrazione.
Nel caso classico in cui vi sia contestazione immediata la notifica avviene tramite consegna nelle mani del trasgressore del verbale originale, solitamente redatto a mano su moduli prestampati. Per le violazioni commesse dal 13/8/2010 a tale contestazione immediata deve seguire la notifica di copia del verbale, entro 100 giorni, ad uno dei soggetti solidalmente responsabili, se esistenti (puo' esserlo quando non coincidente col trasgressore, il proprietario del veicolo, l'usufruttuario, l'acquirente con patto di riservato dominio, l'utilizzatore a titolo di leasing).
Tuttavia vi sono numerosi e frequenti casi in cui la contestazione immediata puo' legittimamente non avvenire, con la conseguenza che il verbale dev'essere notificato in un momento successivo.
La notifica (ovvero, come vedremo piu' avanti, l'invio del verbale) dev'essere fatta -per le violazioni commesse dal 13/8/2010- entro 90 giorni da quando l'amministrazione e' “posta in grado di provvedere all' identificazione” di tali soggetti considerando cio' che risulta al PRA o all'archivio nazionale dei veicoli, ovvero, normalmente, dal giorno dell'infrazione.
In casi particolari, come per esempio il cambio di residenza o il noleggio, il momento da cui partono i 90 giorni puo' differire dal giorno dell'infrazione, a seconda del caso specifico (vedi piu' avanti, sezioni "Conteggio dei 90 giorni" e "Notifica in caso di cambio indirizzo").
Il caso di residenti all'estero il verbale dev'essere notificato entro 360 giorni dall'accertamento, calcolati inequivocabilmente dalla data dell'infrazione.
La notifica, ovviamente, deve avvenire alla residenza o domicilio dei soggetti destinatari che puo' essere desunta -a seconda dei casi- dalla carta di circolazione o dalla patente di guida, dall'archivio nazionale dei veicoli tenuto presso il dipartimento per i trasporti terrestri (ex Motorizzazione), dal P.R.A od anche dall'anagrafe tributaria.
Fonte normativa: C.d.s. art.201, cosi' come modificato, in ultimo, dalla legge 120/2010, art.36. Si veda anche sentenza Corte Costituzionale n.198/1996. Il termine di 90 giorni per la notifica differita dei verbali vale per le infrazioni commesse a partire dal 13/8/2010. In precedenza il termine era di 150 giorni. CONTEGGIO DEI 90 GIORNI UTILI PER LA NOTIFICA
Come gia' detto il verbale, quando non puo' essere consegnato nelle mani dell'effettivo trasgressore, dev'essere notificato al proprietario del mezzo o ad uno degli altri soggetti solidalmente responsabili entro 90 giorni dall'infrazione, salvo casi particolari. Il conteggio parte dal giorno dell'infrazione per la prima notifica del verbale, che qualora non sia stato subito identificato il conducente viene notificato al proprietario del mezzo. Questi e' obbligato, per legge, a comunicare i dati del conducente entro 60 giorni, come visto sopra. In molti casi segue l'invio di un secondo verbale, per il quale deve essere riconteggiato il termine di 90 giorni. Cio' tipicamente in tutti i casi in cui il primo destinatario del verbale, il proprietario del mezzo, non si identifica come conducente ma comunica i dati di un'altra persona. In questi casi il conteggio riparte dalla ricezione della comunicazione da parte dei vigili.
Se invece il proprietario si identifica come conducente, o comunque firma la dichiarazione contestualmente alla persona che si dichiara tale (per esempio l'azienda che firma la dichiarazione insieme al dipendente/conducente), il secondo verbale non viene inviato.
Ricordiamo che la comunicazione dei dati del conducente riguarda l'applicazione delle sanzioni accessorie (decurtazione punti, sospensione patente, etc.). I due soggetti, proprietario e conducente, rimangono in ogni caso responsabili solidalmente per quanto riguarda la sanzione principale, quella pecuniaria.
Fonte normativa: C.d.s. Art.201, sentenza corte costituzionale n.198/1996 e circolare Min.Trasporti n. 300/A/1/33792/109/16/1 del 14/9/2004 (sulla notifica del secondo verbale).
E' altresi' fondamentale sapere, sempre ai fini del conteggio, che esso deve terminare alla data di consegna del verbale agli uffici comunali preposti alla notifica oppure, nel caso di notifica postale, alla data di spedizione, ovvero di consegna dell'atto all'ufficio postale. Tale data viene normalmente riportata sul verbale e costituisce il momento in cui la notifica si perfeziona per l'ente accertatore. Per il destinatario invece la notifica si perfeziona -ai fini del conteggio dei 60 giorni utili per pagare o ricorrere- al momento in cui l'atto viene notificato a lui, a terzi o per giacenza postale (vedi sotto).
Fonte normativa: Art. 149 c.3 Codice procedura civile - Legge 890/82 (notifica postale) - Sentenze corte costituzionale n.477/2002, 28/2004 e 97/2004 - Circolare Ministero Interno n.300/A/1/26466/127/9 del 20/8/07
Se si tratta di un caso specifico previsto dal codice della strada all'art.201 comma 1 bis (vedi qui sotto) puo' bastare una “citazione” dell'articolo di legge stesso, altrimenti occorre una motivazione specifica riportata in modo chiaro.
- impossibilita' di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocita';
- accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento direttamente gestiti dagli organi di polizia stradale e nella loro disponibilita' che consentono la determinazione dell'illecito in tempo successivo poiche' il veicolo oggetto del rilievo e' a distanza dal posto di accertamento o comunque nell'impossibilita' di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari (esempio tipico i telelaser);
- rilevamento degli accessi di veicoli non autorizzati nei centri storici e alle zone a traffico limitato nonche' della circolazione sulle corsie riservate attraverso i dispositivi a rilevazione automatica previsti dalla legge 127/97 art.17 comma 133 bis. (esempi tipici: le cosiddette “porte telematiche” installate intorno alle z.t.l o presso le corsie preferenziali riservate al trasporto pubblico).
- accertamenti fatti con dispositivi o apparecchi di rilevamento, anche automatici, di vari tipi di violazioni (eccesso di velocita', circolazione contromano, violazione della segnaletica stradale, trasporto oggetti e passeggeri sui motorini, uso del casco, circolazione con mezzo sequestrato o sottoposto a fermo amministrativo). Fonte normativa: codice della strada art.201 comma 1 bis e suo regolamento, come modificati in ultimo dalla legge 120/2010
In caso di rilevamento con apparecchio omologato per il funzionamento automatico (vedi i casi contemplati sopra) l'art.201 cds specifica in modo chiaro che non c'e' bisogno della presenza degli agenti (art. 201 comma 1 ter).
Ricordiamo che gli apparecchi per il rilevamento automatico sottostanno a regole precise di omologazione ed installazione. Nel caso vengano posti su strade strade extraurbane secondarie od urbane di scorrimento occorre l'individuazione da parte del Prefetto delle stesse tra quelle ove non vige obbligo di fermo. In tal caso sul verbale solitamente appare, oltre al riferimento di legge, il numero del decreto prefettizio.
Fonte normativa: oltre all'art.201 c.d.s., art. 4 del d.l. 121/2002, convertito nella legge 168/2002
Qui approfondimenti sulle regole d'uso di AUTOVELOX e PHOTORED.
NOTE PARTICOLARI IL PREAVVISO DI CONTESTAZIONE
Il foglietto che troviamo sul parabrezza del nostro veicolo non e' il verbale vero e proprio ma un semplice preavviso. Esso, che solitamente riguarda un divieto di sosta, pur essendo un atto pubblico non sostituisce infatti il verbale, l'atto formale vero e proprio con il quale il trasgressore viene messo al corrente della multa. Tale preavviso potra' quindi contenere un numero inferiore di dati rispetto al verbale senza obbligo di sottoscrizione da parte dell'agente accertatore.
Per quanto riguarda la decurtazione dei punti dalla patente, tuttavia, il discorso e' particolare in quanto la legge prevede l'obbligo, a carico del proprietario del veicolo o di altro soggetto solidale a cui venga notificato il verbale, di comunicare i dati del conducente entro 60 giorni dalla notifica del verbale. Questa comunicazione, obbligatoria in tutti i casi (anche quando si ha un valido motivo per giustificare l'impossibilità di dare un nome o quando si fa ricorso contro il verbale, vedi note), consente all'ente accertatore di applicare la decurtazione dei punti all'effettivo responsabile dell'infrazione. In caso di mancata comunicazione viene applicata una sanzione aggiuntiva variabile da € 286 a € 1.142 (dal 1/1/2015).
Fonte normativa: C.d.s. art.126 bis e sentenza corte costituzionale n.27/2005
- l'interpretazione del “valido motivo” , non specificato in alcun modo dalla legge, sarebbe teoricamente libera, pur potendosi dire escluso il classico “non me lo ricordo”. Una recente sentenza di Cassazione, tuttavia, sembra aver ristretto notevolmente il campo cassando un caso dove il motivo c'era e appariva sensato, quello di un proprietario (un'azienda) che si era giustificato sostenendo di non tener nota, non essendovi obbligato, dell'utilizzo dei propri mezzi da parte dei vari dipendenti. Il principio enunciato dai giudici e' che “il proprietario del veicolo, in quanto responsabile della circolazione dello stesso nei confronti delle pubbliche amministrazioni non meno che dei terzi, e' tenuto sempre a conoscere l'identita' dei soggetti ai quali ne affida la conduzione, onde dell’eventuale incapacita' d’identificare detti soggetti, necessariamente risponde, nei confronti delle une per le sanzioni e degli altri per i danni, a titolo di colpa per negligente osservanza del dovere di vigilare sull’affidamento in guisa da essere in grado d’adempiere al dovere di comunicare l'identita' del conducente” (Cassazione, 13748 del 12/6/07). Il concetto e' ulteriormente ribadito dalla sentenza di Cassazione n.10786 del 24/4/2008 che sancisce un lapidario principio: l'obbligo di comunicazione NON si assolve semplicemente dichiarando di non essere in grado di indicare i dati del conducente ma soltanto con la comunicazione completa delle informazioni richieste. Il proprietario in pratica non puo' giustificare la mancata identificazione con problemi organizzativi, e la regola vale sia per le persone giuridiche (ditte, scuole guida, etc,) sia per quelle fisiche. Si potrebbe quindi desumerne che i “validi motivi” siano in verità rari -se non inesistenti- limitati a casi eclatanti, come per esempio il furto del veicolo. Il campo e' aperto, quindi, e fare un ricorso su questo punto implica inevitabilmente affidarsi all'interpretazione soggettiva del giudice al quale ci si rivolge.
- la comunicazione dei dati del conducente va effettuata anche se si presenta ricorso avverso il verbale. Si tratta infatti di un'adempimento separato dagli altri collegati alla multa (come il pagamento, che invece in caso di ricorso NON deve essere eseguito). Il concetto è stato ribadito più volte dalla Corte di Cassazione, l'ultima con sentenza 15542/2015.
Ricordiamo, inoltre, che la Corte Costituzionale ha piu' volte sancito la legittimita' costituzionale dell'art.126 bis (ordinanze 244/2006 e 165/2008). LA NOTIFICA A SOGGETTO DIVERSO DALL'OBBLIGATO
- gli addetti alla casa (o all'ufficio e all'azienda) , purche' non minori di 14 anni o palesemente incapaci;
Fonte normativa: art.139 codice di procedura civile - art.7 legge 890/82 modificato dalla legge 31/2008 art.36 commi 2 quater e quinquies
E' interessante al riguardo la sentenza della corte di Cassazione n.1258/2007 (confermata dalla sentenza 19417/2010) con la quale e' stato decretato che la notifica al portiere e' valida solo a condizione che l'ufficiale giudiziario dia atto non solo dell'assenza del destinatario ma anche delle vane ricerche delle altre persone abilitate a ricevere l'atto. La relata di notifica, in sostanza, deve attestare l'assenza del destinatario e di tali persone. Questa sentenza conferma inoltre l'orientamento di Cassazione secondo cui, nel caso di notifica al portiere o al vicino di casa, quindi in luoghi diversi da quelli ove il destinatario ha uno “stretto dominio” , sia necessario l'invio di un avviso per raccomandata a/r. La mancanza di tale invio costituisce un vizio tale da comportare la nullita' della notifica.
Attenzione: In caso di lesione del diritto alla riservatezza (riguardo alle modalita' di notifica a persona diversa dal destinatario) non puo' invece essere messa in dubbio la validita' della notifica, ma semmai si potrebbero far valere, davanti al giudice civile, pretese risarcitorie per il pregiudizio all'immagine eventualmente subito. Il d.lgs.196/03 (legge sulla privacy) riconosce infatti la risarcibilita' sia del danno patrimoniale che quello non patrimoniale sofferto.
Nel caso di notifica a mezzo posta la cosa cambia un po'; la legge prevede che oltre al primo avviso (inerente il primo tentativo di notifica) ne venga emesso un secondo da parte dell'ufficio postale (inerente la giacenza), da lasciare nella cassetta postale o affiggere sulla porta. In questo caso la notifica si da' per eseguita decorsi 10 giorni di giacenza senza ritiro dell'atto, e lo stesso deve comunque rimanere disponibile per il ritiro nei successivi sei mesi (dopodiche' ritorna al mittente).
Una volta rispettate le suddette disposizioni, ovvero quando l'amministrazione puo' dimostrare il regolare invio (e/o affissione) degli avvisi, la notifica si ritiene perfezionata in quanto in tal modo il destinatario e' stato messo in grado di conoscere l'esistenza dell'atto e della sua notifica. Questo e' un concetto molto importante, a livello giuridico, da approfondire quando si intenda contestare una notifica come viziata o irregolare facendo specifiche verifiche presso l'ente emittente e l'ufficio postale.
Fonte normativa: Codice procedura civile artt.140 e 149 - art.26 dpr 602/73 (notifica cartelle di pagamento) - Legge 890/82 (notifiche postali), con modifiche apportate dalla legge 80/2005 - Sentenza corte costituzionale n.346/1998 (inerente il secondo avviso necessario per perfezionare la notifica per giacenza).
Sul punto -molto controverso anche in giurisprudenza- e' intervenuta la Corte di Cassazione in sezioni unite civili. Il termine da cui conteggiare i 90gg (ancora 150 nel caso oggetto della sentenza) utili per la notifica del verbale, qualora il destinatario abbia cambiato residenza provvedendo a presentare regolare denuncia in Comune (ufficio anagrafe) evidenziando i veicoli posseduti, corrisponde alla data di annotazione della variazione negli atti dello Stato Civile. Non hanno rilevanza, e non possono quindi gravare sul destinatario, gli eventuali ritardi nel passaggio di atti tra il Comune e il PRA. In altre parole, se la notifica avviene quando sono decorsi piu' di 90 gg dalla variazione anagrafica essa puo' dirsi non tempestiva, anche se il suddetto termine risultasse rispettato conteggiando dalla data di iscrizione della variazione nel PRA o nell'archivio nazionale veicoli.
Non conta, infine, nemmeno il fatto che il cittadino/destinatario non abbia comunicato la variazione anagrafica alla Motorizzazione ma solo all'ufficio comunale. Diverso il caso, ovviamente, del cittadino/destinatario che NON ha comunicato la variazione anagrafica all'anagrafe. In tal caso vale la notifica fatta al precedente indirizzo. Fonte: Sentenza Cassazione sezione unite civili n.24851/2010:
Qualora il soggetto a cui viene notificato il verbale (tipicamente in caso di mancato fermo), possa dimostrare che alla data dell'infrazione non era piu' proprietario ne' obbligato solidale puo' comunicare la cosa all'ufficio accertatore, compilando una dichiarazione che contenga gli estremi dell'atto di cessione o vendita del mezzo.
L'ufficio accertatore, se verifica l'esattezza delle dichiarazioni, puo' rinnovare la notifica all'effettivo proprietario. In questo caso tale seconda notifica deve avvenire entro 150 giorni dalla data in cui l'ufficio riceve detta comunicazione, nel rispetto comunque del termine di prescrizione.
Stessa cosa se sia dimostrabile l'errore di trascrizione del numero di targa o di lettura dei registri del PRA. In questo caso l'ufficio puo' procedere anche di propria iniziativa, oltre che su istanza del soggetto multato. In questo caso l'ufficio accertatore puo' trasmettere gli atti al Prefetto (per l'archiviazione) oppure, se possibile, provvedere alla corretta notifica entro i termini suddetti.
Fonte normativa: Regolamento dell' art.201 del codice della strada
Puo' essere utile al riguardo la lettura della scheda VENDITA AUTO, MANCATA TRASCRIZIONE AL PRA: COSA FARE: clicca qui
Fonte normativa: Sito dell'ACI e codice della strada art.207
Il codice della strada dispone che quando con un'azione od omissione si violano diverse disposizioni o si commettono piu' violazioni della stessa disposizione si puo' subire la sola sanzione prevista per la violazione piu' grave, aumentata fino al triplo. Trattasi dell'istituto della continuazione, previsto anche all'art. 81 del codice penale e applicabile non solo alle multe per il codice della strada, ma a tutte le sanzioni amministrative in base all'art. 8bis della l. 689/1981, norma dalla quale si ricava anche il principi secondo cui: "le sanzioni amministrative successive alla prima non sono valutate ai fini della reiterazione, quando sono commesse in tempi ravvicinati e riconducibili ad una programmazione unitaria". Ad esempio: se ricevo 'a raffica' molte multe relative ad uno stesso autovelox sollevate quotidianamente nello stesso mese sulla strada per andare a lavorare, è plausibile che non mi sia accorto della presenza di quell'autovelox. Pertanto, trattandosi di una violazione commessa in lasso di tempo ristretto, posso chiedere al giudice che consideri quelle violazioni come una unica violazione e così pagarne soltanto una, quella più grave, moltiplicata per tré.
Questa regola, comunque, non riguarda le violazioni compiute nell'ambito delle aree pedonali urbane e nelle zone a traffico limitato (Ztl), specificatamente i divieti di accesso (rilevati dalle cosiddette “porte telematiche”) e gli altri divieti ed obblighi. In questi casi sono quindi applicabili le sanzioni previste per ogni singola violazione. Tuttavia, nella pratica, si sono registrati alcuni temperamenti a questa eccezione diretti a evitare un'applicazione di una massa di sanzioni a carico di un utente che non si accorge, se non quando riceve la prima sanzione, di avere un permesso scaduto oppure di entrare in una zona a traffico limitato. Vedi: ordinanza della Corte Costituzionale 26 gennaio 2007 n.14 sull'unicità della condotta; sentenze del Giudice di pace di Livorno n.778/2008 e del Giudice di pace di Pisa n. 3398/2007, che prevedono la nullità delle multe plurime successive alla prima anche in Ztl, se non immediatamente contestate.
Fonte normativa: codice della strada, art.198
Un discorso a parte merita il classico divieto di sosta, per il quale la legge prevede che la sanzione puo' essere applicata solo per OGNI periodo di 24 ore (ad eccezione delle soste per le quali e' previsto un tempo limite ben preciso, per le quali ovviamente vale detto periodo).
Fonte normativa: codice della strada, artt.6 e 7 ed art.158 comma 7
- Scheda pratica MULTE PER VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA: LE SANZIONI E IL PAGAMENTO: clicca qui