Source: http://www.studioced2010.it/2019/02/
Timestamp: 2019-12-13 07:51:13+00:00
Document Index: 76961380

Matched Legal Cases: ['art. 1117', 'art. 1117', 'art. 1117', 'art. 1120', 'art. 1117', 'art. 1120', 'art. 1102', 'art. 1102']

febbraio 2019 – Amministratore di condominio Studio Ced 2010 Calabria Reggio Calabria Monasterace
CONDOMINIO: ABBATTIMENTO PALME INFETTE DAL PUNTERUOLO ROSSO
Palme: il punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus) È arrivato in Italia già da alcuni anni il temibile coleottero originario dell’Asia meridionale che è letale per le piante di palma. L’emergenza fitosanitaria generata dal punteruolo rosso si è ormai trasformata in una catastrofe ambientale di gravissime proporzioni.
Sebbene la gravità del fenomeno fosse ben conosciuta e il rischio di infestazioni annunciato, non sono state approntate le adeguate cautele di prevenzionee di lotta. Purtroppo, piante infestate hanno continuato ad essere importate e commercializzate tra nord Africa, Penisola Iberica, Isole Canarie, Italia e con loro, il parassita.
La guerra contro il Rhynchophorus ferrugineus vede in prima linea i Servizi Fitosanitari Regionali e i primi decreti di lotta con precise misure e prescrizioni fitosanitarie, ma nonostante tutto, sono stati e sono ancora troppi i focolai non segnalati. Spesso le palme infette o addirittura già morte, non vengono abbattute e si permette così al curculionide di completare il ciclo biologico ben protetto all’interno dello stipite della palma.
Per saperne di più potete leggere i contetuti sottostanti e scaricare gratuitamente la SCHEDA DI SEGNALAZIONE DEL PUTERUOLO ROSSO ed il DECRETO PARERE CDM LOTTA OBBLIGATORIA PUNTERUOLO ROSSO
Tutto sul punteruolo
Il punteruolo rosso della pamla
Il punteruolo rosso della palma, Rhynchophorus ferrugineus (Olivier), è un coleottero curculionide originario dell’Asia meridionale e risulta letale per le piante di palma.
Nel 1994 l’insetto è comparso per la prima volta in Europa e precisamente in Spagna. Il suo arrivo è dovuto all’importazione di palme adulte infette dall’Egitto. Dal 2005 è segnalato anche in Italia in diverse regioni: Toscana, Sicilia, Campania, Lazio, Puglia. L’insetto vive all’interno della palma, dove compie tutto il suo ciclo vitale.
A maturità la femmina della specie sfarfalla e va a deporre le proprie uova (circa 300) in piccole cavità del tronco o in corrispondenza delle superfici di taglio delle foglie. Dopo 2-5 giorni nascono le larve che si introducono nella palma e si cibano dei tessuti della stessa. Le larve si spostano all’interno della pianta scavando tunnel e larghe cavità che diventano il luogo ideale per lo sviluppo dell’insetto. Il periodo di sviluppo larvale varia, secondo la stagione, da 1 a 3 mesi. A maturità le larve si ”impupano” in un bozzolo di fibre di palma (pupario); Dopo 20-30 giorni l’adulto (lungo circa 3-4 cm) è sviluppato ma rimane all’interno della palma anche per diversi giorni prima di abbandonare la pianta ospite e infestare nuove piante. L’intero ciclo dura circa 4 mesi e nella stessa pianta si sovrappongono più generazioni dell’insetto fino a distruzione della pianta ospite.
Sintomi e danni della palma
Esempio di palma affetta da Rincoforo
I danni causati dalle larve sono visibili solo in una fase avanzata dell’infestazione, quando le larve sono arrivate a danneggiare la gemma centrale.
I sintomi esteriori dell’attacco sono rappresentati dall’anomalo portamento della chioma che perde la sua simmetria verticale e che successivamente si mostra completamente divaricata con l’aspetto ad ombrello aperto.
Nelle fasi terminali la palma collassa. A questo punto si manifesta la migrazione di massa degli insetti che erano presenti all’interno dello stipite (gli adulti sono in grado di volare anche per distanze superiori ad 1 Km) per la ricerca di un nuovo esemplare di palma del quale alimentarsi.
Gli adulti sono attratti dalle ferite fresche per questo è bene non potare mai il verde delle palme.
Profilassi: come prevenire il punteruolo rosso
Il ciclo produttivo del punteruolo rosso
Dato il lungo periodo in cui le larve restano all’interno della pianta esse risultano difficilmente raggiungibili dai comuni antiparassitari.
Appare evidente la necessità di impedire preventivamente l’ingresso delle larve e soprattutto l’esigenza di prestare la massima attenzione per individuare precocemente il momento dei loro primi insediamenti. Infatti, gli interventi di difesa possono sortire qualche risultato solo se attuati con tempestività.
Per prevenire le infestazioni è necessario mantenere le piante nelle migliori condizioni vegetazionali, adottando tutti gli accorgimenti tecnici che permettano di evitare o limitare l’insediamento iniziale del parassita.
Gli interventi di profilassi generale a cui devono attenersi tutti i proprietari di piante di palme sono così individuabili:
– accurate ispezioni periodiche su tutte le piante suscettibili di attacco da parte del coleottero in questione;
– evitare i tagli delle foglie verdi o, se indispensabili, effettuarli nel periodo invernale.
La lotta chimica al Punteruolo Rosso delle palme
I prodotti autorizzati nei giardini privati sono esclusivamente quelli contrassegnati dalla dizione PPO (Prodotti per Piante Ornamentali).
I principi attivi afferenti a tale categoria sono, principalmente, prodotti che agiscono per contatto ed ingestione quindi possono esercitare solo un effetto a carico dell’insetto quando si trova fuori dalla palma (adulti in fase di deposizione, uova appena deposte,
I trattamenti sulla chioma sono inefficaci contro le larve che si trovano all’interno dello stipite. Si segnalano i seguenti principi attivi: Bifentrin con una discreta attività repellente, Malation, Deltametrina, Diazinone con attività citotropica, Triclorfon. Il trattamento deve essere effettuato con abbondanti volumi d’acqua cercando di bagnare bene la chioma e il
L’endoterapia cioè l’inserimento di prodotti chimici all’interno del fusto tramite sistemi a pressione sono efficaci contro le larve ma non contro gli adulti quindi vanno effettuati contestualmente ai trattamenti in chioma. Non bisogna dimenticare che i trattamenti hanno una durata limitata e vanno quindi ripetuti periodicamente.
L’efficacia dell’endoterapia è attualmente sotto sperimentazione soprattutto per le peculiarità del tessuto della palma che è spugnoso e non compartimentalizza le ferite, non è da escludere la possibilità che nel lungo periodo i fori praticati per i trattamenti creino dei problemi di stabilità alle palme. La lotta al punteruolo è meglio descritta nel D.M. 9-11-2007
Va eseguito da ditte specializzate e secondo modalità atte a ridurre i rischi di diffusione del punteruolo.
1) l’abbattimento deve essere effettuato in assenza di pioggia e di vento;
2) deve essere predisposta la copertura dell’area sottostante la proiezione della pianta da abbattere con un telone di plastica dello spessore di almeno 0,20 millimetri;
3) se in occasione del taglio si rilevano cavità con presenza di larve o adulti le parti tagliate devono essere tempestivamente chiuse in buste di plastica;
4) raccolta e imbustamento di tutti i residui caduti sul telone di plastica a fine operazione di abbattimento della singola pianta.
5) La ditta che effettua l’abbattimento deve smaltire i residui in discariche specializzate che ne effettueranno la triturazione. Non si uccidono tutti gli esemplari bruciando i residui.
Il trasporto in discarica deve avvenire con mezzi coperti.
Allo stato attuale tutti i tipi di lotta a parte l’abbattimento sono in via sperimentale, non esistono metodi sicuri al 100% sia per la tossicità dei prodotti utilizzati nel caso di trattamenti in chioma sia per i danni provocati alla palma dall’endoterapia.
L’attacco del punteruolo porta alla morte della palma e determina anche rischi per l’incolumità delle persone.
Il punteruolo rosso attacca non solo le palme del genere Phoenix ma anche molte altre specie, attacca sia gli esemplari maschi che le femmine.
I trattamenti sono efficaci solo in stadi precoci di infestazione, monitorare sempre la propria palma.
Le potature delle parti verdi della pianta richiamano il punteruolo, potare solo il secco.
Le trappole possono indicare quando intervenire.
I prodotti chimici che si possono utilizzare in ambito urbano sono limitati.
Tutto è ancora in fase sperimentale.
Pare che l’utilizzo di nematodi come lotta biologica stia dando buoni risultati.
L’endoterapia colpisce solo le larve e va sempre unita ad un trattamento in chioma per eliminare gli adulti.
L’endoterapia può danneggiare la palma a causa dei fori che vengono praticati sul fusto.
In caso di attacco informare il Servizio fitosanitario regionale
Non esistono contributi per la rimozione delle palme infette nel Lazio, è tutto a carico dei proprietari della palma.
La non ottemperanza all’obbligo di abbattimento comporta una multa.
Diffidate di chi pensa di avere una soluzione senza controindicazioni o effetti collaterali.
Tags: giardino condominiale, multe comunali, ordinanze comunali, palme condominiali, potatura ed abbattimento, punteruolo rosso, smaltimento palma
Energia elettrica in condominio: IVA al 22% (piena) per le parti comuni
Agenzia delle Entrate: non è applicabile l’aliquota del 10% alle somministrazioni di energia destinata ai servizi comuni, quali illuminazione delle scale, ascensori, cancello elettrico, citofoni, ecc., nel caso in cui il condominio abbia natura prevalentemente residenziale
Non c’è scorciatoia né ‘sconto’ sull’Iva per l’energia elettrica destinata alle parti comuni dell’edificio condominiale (illuminazione delle scale, ascensori, cancello elettrico, citofoni, ecc., nel caso in cui il condominio abbia natura prevalentemente residenziale) perché non c’è residenzialità: la fornitura sconta l’imposta piena, con l’aliquota ordinaria del 22%. Non è applicabile, infatti, l’agevolazione prevista al punto 103 della tabella A, parte III, allegata al dpr 633/72 per l’energia elettrica per uso domestico.
Il requisito della residenzialità e l’uso domestico
Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate in un recente interpello (n.3/2018 del 4 dicembre), che ha escluso in ogni caso la riduzione, anche nel caso in cui il condominio sia costituito esclusivamente da abitazioni. Perché? “L’uso domestico si realizza nelle somministrazioni rese nei confronti di soggetti che, in qualità di consumatori finali, impiegano l’energia elettrica o termica nella propria abitazione, a carattere familiare o in analoghe strutture a carattere collettivo e che non utilizzano l’energia nell’esercizio di imprese o per effettuare prestazioni di servizi rilevanti ai fini Iva, anche se in regime di esenzione“, viene precisato nel documento.
In pratica, l’energia elettrica impiegata nelle parti comuni del condominio “è diversa” da quella impiegata nelle abitazioni familiari o in analoghe strutture a carattere collettivo caratterizzate dal requisito della residenzialità, requisito non soddisfatto nel caso della corrente elettrica fornita per il funzionamento delle parti comuni degli edifici condominiali, impiegata quindi esclusivamente in luoghi diversi dall’abitazione. Nelle parti comuni non ci si abita, pertanto non si può parlare di uso domestico.
Il rischio, altrimenti, è che il condominio possa includere nelle agevolazioni per le parti comuni prestazioni di servizi rilevanti ai fini Iva, ad esempio locazione del campo da tennis, di parti comuni a uso commerciale o per fini pubblicitari.
https://www.ingenio-web.it/22057-energia-elettrica-in-condominio-iva-al-22-piena-per-le-parti-comuni
Tags: AGENZIA DELLE ENTRATE, agevolazione iva 10%, energia elettrica condominiale, interpello (n.3/2018 del 4 dicembre), legge di bilancio 2018, residenzialità e iva al 10%
Parcheggi e posti auto in condominio
https://www.studiocataldi.it/condominio/aree-destinate-a-parcheggio.asp
L’inserimento esplicito dei posti auto tra le parti comuni comporta la tutela diretta della
loro proprietà. Guida alle aree destinate a parcheggio in condominio
1. Aree destinate a parcheggio
2. Parcheggi in condominio: dibattito e riforma
3. Tipologie di parcheggio condominiale
4. Parcheggi in condominio: godimento e turni
Una delle principali novità apportate dalla riforma del condominio, all’elenco di cui al punto
2 dell’art. 1117 c.c. sulle parti comuni è l’inserimento esplicito delle “aree destinate a
parcheggio”.
Sebbene il generale principio ispiratore della norma è da sempre quello di considerare
comuni tutti gli spazi e i locali utili per fornire servizi alla collettività dei condomini,
tuttavia, l’aver previsto espressamente dette aree tra i beni comuni ha come
conseguenza una tutela diretta della proprietà delle stesse, poiché in quanto
comprese nell’elenco dell’art. 1117 c.c. non è necessario che il singolo condomino ne
dimostri la comproprietà, essendo sufficiente al fine della presunzione della natura
condominiale che tali beni abbiano l’attitudine funzionale al servizio o al
godimento collettivo, ovvero che siano strutturalmente collegati con le unità immobiliari
di proprietà esclusiva in un rapporto di accessorietà.
Parcheggi in condominio: dibattito e riforma
Quella dei parcheggi è questione che interessa il legislatore da decenni, almeno a partire
dalla seconda metà degli anni ’60, quando a seguito del rapido sviluppo della circolazione
automobilistica e delle problematiche ad essa connesse, con la l. n. 765/1967 (c.d.
“legge ponte”) si introdusse per la prima volta il principio della necessaria
individuazione di aree destinate a parcheggio pubblico nella pianificazione
urbanistica, con la previsione della destinazione obbligatoria di appositi spazi nei
fabbricati di nuova costruzione in misura proporzionale alla cubatura totale dell’edificio a
favore di tutti i condomini, non prevista nella precedente legge urbanistica (l. n.
1150/1942).
Agli stessi principi si informarono gli ulteriori interventi legislativi, tra i quali si può
ricordare: la legge sul “condono edilizio” del 1985 che introdusse disposizioni tese a
considerare gli spazi destinati ai parcheggi come “pertinenze”; la l. n. 122/1989, c.d.
“legge Tognoli” di modifica della l. n. 1150/1942 con l’aumento della quantità
delle aree da destinare a parcheggio nelle nuove costruzioni; ma anche la l. n.
246/2005 che, pur lasciando inalterate le disposizioni sulla destinazione delle aree
condominiali a parcheggio, ha eliminato il vincolo all’uso a favore degli utilizzatori
degli alloggi, consentendo ai proprietari degli immobili cui i parcheggi accedono di
disporne pienamente, potendo anche alienarli, separatamente rispetto all’unità abitativa, a
terzi estranei al fabbricato condominiale.
L’argomento parcheggi è stato oggetto di intenso dibattito anche in giurisprudenza, la
quale dopo iniziali oscillazioni circa l’esistenza di un vincolo privatistico (v., tra le altre,
Cass. n. 2452/1981), ha affermato che, in mancanza di espressa riserva di proprietà o di
riferimento negli atti di trasferimento delle unità immobiliari, le aree parcheggio devono
essere considerate parti comuni dell’edificio condominiale ex art. 1117 c.c. (Cass.
n. 730/2008).
Il nuovo testo legislativo, pertanto, inserendo le aree destinate al parcheggio tra le res
communis del condominio, recepisce i frutti dell’evoluzione normativa e della relativa
interpretazione giurisprudenziale.
Tipologie di parcheggio condominiale
Quanto alle tipologie di parcheggio condominiale, queste possono essere differenti
(box auto, parcheggi delimitati a strisce, parcheggi liberi, ecc.), in base alla natura
stabilita in fase di costruzione o, nell’eventualità che la superficie adibita a tale scopo
non sia in grado di contenere tutti i veicoli dei condomini, di realizzazione ex novo di
spazi da adibire a parcheggi, secondo le disposizioni e le maggioranze dettate in tema
di innovazioni dall’art. 1120 c.c., ovvero di modifica della destinazione d’uso di una
parte comune, secondo le maggioranze previste dal nuovo art. 1117-ter, purché non
rechino pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato o alterino il decoro
architettonico dell’edificio.
L’uso del cortile comune
In merito, è considerata pacifica, in giurisprudenza, l’utilizzabilità a parcheggio
del cortile comune, tra le cui destinazioni accessorie, oltre a quella principale di dare
aria e luce alle varie unità immobiliari, “rientra quella di consentire ai condomini l’accesso
a piedi o con veicoli alle loro proprietà, di cui il cortile costituisce un accessorio, nonché la
sosta anche temporanea dei veicoli stessi, senza che tale uso possa ritenersi condizionato
dall’eventuale più limitata forma di godimento del cortile comune praticata nel passato”
(Cass. n. 13879/2010).
L’area del giardino di condominio
Tra le parti comuni da destinare a parcheggio, si fa rientrare anche l’area del giardino
condominiale, “interessata solo in piccola parte di alberi d’alto fusto e di ridotta
estensione rispetto alla superficie complessiva” che non dà luogo ad “innovazione vietata
dall’art. 1120 c.c., non comportando tale destinazione alcun apprezzabile deterioramento
del decoro architettonico, né alcuna significativa menomazione del godimento e dell’uso
del bene comune, ed anzi da essa, derivando una valorizzazione economica di ciascuna
unità abitativa e una maggiore utilità per i condomini” (Cass. n. 15319/2011).
Parcheggi in condominio: godimento e turni
Resta fermo che l’uso e il godimento dei parcheggi spettano a tutti i condomini, secondo il
“principio della parità di godimento tra tutti i condomini stabilito dall’art. 1102 c.c., il quale
impedisce che sulla base del criterio del valore delle singole quote, possa essere
riconosciuto ad alcuni il diritto di fare un uso del bene, dal punto di vista qualitativo,
diverso dagli altri (Nella specie, la S.C. ha confermato la pronuncia di merito che aveva
annullato, per violazione dell’art. 1102 c.c., una delibera assembleare che aveva attribuito
il diritto di scegliere i posti auto nel garage condominiale – tra loro non equivalenti per
comodità di accesso – a partire dal condomino titolare del più alto numero di millesimi)”
(Cass. n. 26226/2006).
In caso di parcheggi condominiali insufficienti a contenere contemporaneamente le
autovetture di tutti i condomini, la giurisprudenza ha altresì affermato la legittimità
della disciplina turnaria dei posti macchina, la quale lungi dal comportare l’esclusione
di un condomino dall’uso del bene comune, “è adottata per disciplinare l’uso di tale bene
in modo da assicurarne ai condomini il massimo godimento possibile nell’uniformità di
trattamento e secondo le circostanze” (Cass. n. 12873/2005), purchè l’uso turnario del
parcheggio sia distribuito in modo che tutti i condomini abbiano gli stessi diritti sui posti
auto, sebbene cadenzati in diversi momenti (Cass. n. 12486/2012).
Tags: abuso spazio condominiale, area privata, legge Tognoli, NON divieto di pparcheggio, parcheggi in condominio, regolamento condominiale, turnazione, uso improprio
https://www.laleggepertutti.it/223380_si-puo-aprire-una-nuova-finestra-in-condominio
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http://biblus.acca.it/focus/analisi-interventi-edilizia-libera/
Tags: ABUSI CONDOMINIALI, abuso edilizio, EDILIZIA CONDOMINIO, EDILIZIA LIBERA, FINESTRE CONDOMINIALI, GLOSSARIO UNICO CONDOMINIALE, INTERVENTI DI EDILIZIA, MANUTENZIONE ORDINARIA CONDOMINIALE3. gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche
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