Source: http://vittimedellacaccia.org/ultimissime/1590-cs-animalisti-italiani-associazione-vittime-della-caccia-enpa-lac-lav-lipu-vas-wwf.html
Timestamp: 2017-05-27 04:23:52+00:00
Document Index: 86160253

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 4', 'art. 37', 'art. 22']

CS ANIMALISTI ITALIANI – ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - ENPA – LAC – LAV – LIPU – VAS – WWF	Mercoledì 19 Gennaio 2011 16:45	Comunicato Stampa
Lo scrivono le associazioni Animalisti Italiani Onlus, ENPA, LAC, LAV, LIPU, VAS, Vittime della caccia, WWF dopo la decisione della Giunta regionale della Puglia di prolungare la stagione venatoria ai tordi e alla beccaccia fino al 30 gennaio, contro la legge nazionale ed il parere dell’autorità scientifica.“Con la delibera varata ieri dalla Giunta regionale in seduta straordinaria, su proposta dell’Assessore all’Agricoltura Dario Stefàno, si è consumato un atto clamorosamente illegittimo che corrisponde ad una sottrazione indebita di patrimonio dello Stato: permettere l’abbattimento di animali selvatici in periodo di massimo divieto di caccia, così come stabilito dalla direttiva Uccelli (articolo 7.4), dalla legge nazionale 157/1992 (art. 18, comma 1 bis) e dal parere tecnico, obbligatorio per legge, dell’ISPRA, l’autorità scientifica nazionale.Il gravissimo atto della Giunta regionale aveva avuto come premessa, pochi giorni prima, il voto favorevole del Comitato Venatorio regionale, che peraltro dichiarava apertamente di non aver chiesto il parere dell’ISPRA. Un parere che sarebbe stato senz’altro negativo, perché l’ISPRA si è già espresso con il documento ufficiale del luglio 2010 nel quale si chiarisce quali sono i tempi massimi di chiusura della caccia alle varie specie.Se il Comitato venatorio pugliese ha dunque consapevolmente ignorato le indicazioni dell’ISPRA, la Giunta regionale è andata oltre, riunendosi in seduta straordinaria e accogliendo senza esitazioni la richiesta dello stesso Comitato venatorio regionale, modificando il calendario in modo da consentire la caccia a tordi e beccacce in periodo vietato dalla legge.Gravissima in tutto questo la responsabilità dell’Assessore Stefàno che, pur consapevole degli obblighi regionali, non solo ha consentito l’operazione ma l’ha addirittura proposta e avallata, in un’operazione che denuncia tutta la subalternità di un certo mondo amministrativo nei confronti delle lobby venatorie.Siamo in sostanza di fronte ad un atto vergognoso, di una gravità estrema, che si prende gioco della legge, delle regole e delle istituzioni, ma che costituisce anche un danno oggettivo e irrimediabile a quel patrimonio indisponibile della collettività rappresentato dagli animali selvatici.
In caso di inerzia le associazioni si rivolgeranno alle autorità giudiziarie competenti per fare accertare la responsabilità collegiale dell’organo che ha intenzionalmente approvato tale provvedimento, macroscopicamente illegittimo chiedendo al contempo misure cautelari urgenti idonee a preservare l’integrità del patrimonio indisponibile dello Stato, ed impedire così gli illeciti abbattimenti.19 gennaio 2011
Roma, 18 gennaio 2011 Oggetto: Richiesta di impugnazione dell’art. 37 della Legge Regionale della Regione Puglia 31 dicembre 2010 n. 19 concernente “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2011 e bilancio pluriennale 2011-2013 della Regione Puglia “, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia (Parte I) n. 195 del 31 dicembre 2010 .
Con la presente le scriventi Associazioni di protezione ambientale segnalano agli Organi Governativi competenti che le disposizioni contenute nell’art. 37 della Legge Regionale in epigrafe appaiono costituzionalmente illegittime, in quanto contrastanti con i principi fondamentali fissati dalla vigente normativa statale in materia di tutela dell’ambiente e degli ecosistemi. Infatti:A)
Il comma 7 dell'art. 4 (Azioni di valorizzazione del territorio e norme di tutela) della legge regionale n. 18 del 20.12.2005, con cui é stato istituito il parco naturale regionale "Terra delle Gravine", prevedeva alla lettera d) il divieto di <<esercitare l'attività venatoria>>. L'art. 37 abroga la lettera suddetta in violazione del divieto di caccia nei parchi naturali regionali e nelle riserve naturali regionali prescritto dal 6° comma dell'art. 22 della legge n. 394 del 6.12.1991 relativo alle norme quadro per la disciplina delle aree naturali protette regionali, che ogni Regione é tenuta a rispettare.
ANIMALISTI ITALIANI ONLUSENPA
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