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Timestamp: 2018-05-20 11:44:42+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1126', 'art. 1126', 'art. 2051', 'art. 1126', 'art. 1218', 'sentenza ', 'art. 1126', 'art. 563', 'art. 2051']

Responsabilità per infiltrazioni dal lastrico solare: la parola alle Sezioni Unite - Studio Legale OnlineStudio Legale Online
Responsabilità per infiltrazioni dal lastrico solare: la parola alle Sezioni Unite
Il principio secondo cui sono obbligati, sia alle riparazioni che al risarcimento dei danni arrecati all’appartamento sottostante, i condomini che usufruiscono della copertura del terrazzo in concorso con il proprietario superficiario, è stato rimesso alla valutazione delle Sezioni Unite della Corte di cassazione.
Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 11 marzo – 13 giugno 2014, n. 13526
L’azione è stata introdotta nel 1999 dal C.N. , proprietaria dell’interno 9 palazzina D, con “ricorso per danno temuto” proposto nei confronti del Condominio e della condomina I. , alla quale il Condominio, costituendosi, aveva addebitato la responsabilità dell’accaduto.
Il tribunale di Roma nell’aprile 2003 ha condannato i convenuti in solido al risarcimento di Euro diecimila in favore dell’attrice, da ripartire per 1/3 a carico della proprietaria esclusiva del terrazzo, signora I. , e per i 2/3 a carico degli altri condomini.
Il Condominio con appello incidentale, oltre al rigetto delle domande proposte dalla attrice C. , domandava in via subordinata la condanna della I. al pagamento di 1/3 del costo dei lavori, per una somma pari a circa 2900 Euro, ferma analoga ripartizione ex art. 1126 e. e. del danno liquidato in favore dell’attrice.
Espone che il Condominio era stato tempestivamente avvertito delle infiltrazioni e che aveva ritardato gli interventi a causa del mancato raggiungimento della maggioranza per deliberare gli interventi necessari, nonostante il voto favorevole della I. .
È tuttavia opinione del Collegio che esso debba essere ripensato e che della questione possano essere nuovamente investite le Sezioni Unite.
Prima del citato arresto giurisprudenziale, la S.C. aveva già affermato che in caso di danni a terzi, cagionati dall’omessa esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria su lastrico solare in edificio condominiale, ed a carico del condominio, i singoli condomini sono tenuti, nei rapporti interni tra loro, a concorrere al risarcimento dei danni secondo i criteri di cui all’art. 1126 cod. civ.(Cass. 12606/05).
Al di là di questa possibile distinzione, rilevante ex art. 2051 e, e, era stato considerato che inspiegabilmente la regola relativa alla responsabilità per danni veniva ricercata nell’art. 1126 c.c., giacché detta norma fa esclusivo riferimento alle spese per la riparazione e la ricostruzione del lastrico solare.
3.2) Cass. 3672/97 si è fatta carico della ricerca di una ratio alla soluzione preferita e l’ha illustrata con una complessa costruzione giuridica.
L’inadempimento delle obbligazioni propter rem di tutelare l’integrità del lastrico sarebbe quindi disciplinato dall’art. 1218 cod. civ. e – si aggiungeva – “poiché le condizioni materiali di dissesto e di degrado del lastrico, che tecnicamente si esprimono con il concetto di difetto di manutenzione, derivano dall’inadempimento delle obbligazioni propter rem, segue de plano che la responsabilità ed il risarcimento dei danni sono regolati secondo gli stessi criteri di imputazione e di ripartizione”.
4) Sebbene sia stata seguita da molte pronunce successive, la sentenza qui narrata non ha sopito le opinioni contrarie, né ha uniformato la giurisprudenza.
È opinione di questo Collegio, riscontrata da interventi dottrinali, che l’orientamento qui contrastato abbia effettuato una indebita applicazione delle norme fissate per stabilire il contributo alle riparazioni o ricostruzioni, concepite dal legislatore (si veda la Relazione al Re circa l’art. 1126 e suoi richiami all’art. 563 abrogato) per tenere conto della maggiore utilità che i condomini aventi l’uso esclusivo (quale piano di calpestio) traggono rispetto agli altri condomini che si giovano della funzione principale del lastrico, quella di copertura. 4.1) Più coerentemente altre pronunce della Suprema Corte (si vedano esemplificativamente Cass. 7727/07; 6376/06; 642/03; 15131/01) hanno richiamato l’applicazione dell’art. 2051 c.c. nell’ipotesi di cattiva manutenzione di cose in uso esclusivo al condomino, seguendo il principio che addebita il danno ascrivibile ai singoli o al condominio all’eventuale comportamento lesivo di chi lo ha cagionato.
4.2) Ciò che maggiormente rileva è però la convinzione che gli obblighi di contribuzione fissati negli articoli 1123 e 1125 e 1126 cod. civ. riguardano il diritto dei proprietari e l’utilità che essi traggono dai beni, non l’allocazione del danno subito dai terzi, che nella complessa tipologia in esame prescinde, di regola, dalla condotta dell’utilizzatore.
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