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Timestamp: 2018-10-16 16:23:25+00:00
Document Index: 153451326

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 369', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Quando l’attestazione di conformità diventa condizione di procedibilità - Iusletter
Quando l’attestazione di conformità diventa condizione di procedibilità
La Corte di Cassazione ha ribadito che costituisce condizione di procedibilità del ricorso il deposito di copia cartacea della sentenza notificata con modalità telematiche, munita dell’attestazione di conformità da parte del legale.
Nel caso in esame, il legale del ricorrente, diverso dagli avvocati che avevano assistito la parte nei precedenti gradi di giudizio, in spregio al disposto dell’art. 369, comma II, n. 2, c.p.c. si limitava a depositare, nei termini previsti, copia della sentenza impugnata e del messaggio di posta certificata inerente la notifica della sentenza medesima, copie tutte prive dell’attestazione di conformità agli originali digitali.
La Suprema Corte, pertanto, dichiarando il ricorso improcedibile, ha ribadito il principio secondo cui, in tema di ricorso per cassazione, qualora la notifica della sentenza impugnata sia stata eseguita con modalità telematiche, al fine di soddisfare l’onere di deposito della copia autentica della decisione con la relata di notifica, il difensore del ricorrente deve estrarre copia cartacea del messaggio di posta elettronica certificata pervenutogli e dei suoi allegati, attestare con propria sottoscrizione autrogafa la conformità agli originali digitali della copia formata su supporto analogico e depositare nei termini quest’ultima presso la cancelleria della Corte.
La Corte di Cassazione, inoltre, ha avuto modo di evidenziare come la necessità di documentare la notificazione della sentenza impugnata per cassazione con le suddette modalità non soffre alcuna deroga nel caso in cui il patrocinio della ricorrente in sede di legittimità sia espletato, come nel caso di specie, da un legale diverso rispetto a quello presso il quale è stata notificata la pronuncia impugnata.
Ed infatti, a parere dei giudici, in tale ipotesi grava sul difensore costituito, anche se sia stato revocato o abbia rinunciato al mandato, l’obbligo di estrarre le copie analogiche del messaggio a mezzo PEC e della relazione di notifica ad esso allegata, attestarne la conformità con sottoscrizione autografa e consegnare tale documentazione al nuovo difensore ovvero alla parte stessa.
Cass., Sez. III Civ., 30 agosto 2018, ordinanza n. 21406