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Timestamp: 2018-04-22 19:57:43+00:00
Document Index: 73969192

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 192', 'art. 39', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 48', 'art. 47', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 16']

Novità fiscali del 14 luglio 2011
1) Contributo unificato nel contenzioso tributario
2) Obbligo di “reclamo” alle Entrate solo per gli atti notificati a decorrere dal 1° aprile 2012
3) Rafforzate le cause di incompatibilità dei giudici tributari
4) Legge di conversione del D.L. sviluppo in G.U.
5) Tentativo di conciliazione monocratica presso la DPL
6) Punti Pagamento Reti Amiche
7) Rimini: Notai e Associazioni dei consumatori presentano la Guida sulle successioni
8) Compilazione del flusso UNIEMENS: nuove modalità di segnalazione, fase transitoria prorogata
Al via il contributo unificato per i ricorsi tributari. Infatti, le liti fiscali avviate a decorrere dal 7 luglio 2011 devono contenere l’apposita dichiarazione che indica il valore della controversia, sulla base del quale calcolare l’importo dovuto.
Per evitare l’aumento del contributo unificato della metà sarà necessario che al momento della presentazione del ricorso il difensore non si dimentichi di riportare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) o il numero di fax o il codice fiscale della parte ricorrente.
È quanto è stato previsto dall’art. 37 del D.L. n. 98 del 2011 (manovra correttiva estiva).
Tale norma ha disposto l’applicazione del contributo unificato anche nel processo tributario, mediante l’introduzione del comma 6-quater nell’art. 13 del D.P.R. n. 115/2002.
Per effetto di ciò, è stata contestualmente abrogata la disciplina che sottoponeva il contenzioso fiscale all’imposta di bollo.
In particolare, anche per i ricorsi principale ed incidentale proposti avanti le Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali è adesso dovuto il contributo unificato nei seguenti importi:
L’importo deve essere determinato, ai sensi dell’art. 12, comma 5 del D.Lgs. n. 546/1992, individuando solo l’importo del tributo, al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato, tranne che il ricorso non riguardi solo queste ultime.
Dichiarazione del valore
Quindi, occorre che per tutti i ricorsi notificati a partire dal 7 luglio 2011 il contribuente (o il suo difensore) provveda ad indicare il valore della lite mediante apposita dichiarazione. Quest’ultima dovrà essere presentata anche dagli enti impositori per i ricorsi da loro introdotti, ai fini della prenotazione a debito del contributo unificato.
Riguardo le modalità di versamento degli importi dovuti a titolo di contributo unificato (art. 192 del D.P.R. n. n. 115/2002), le somme potranno essere pagate con l’utilizza del modello F23, anche in via telematica (il codice tributo da utilizzare è “941-T”); presso gli uffici postali, utilizzando l’apposito conto corrente postale intestato alla sezione di Tesoreria dello Stato competente per provincia; presso le tabaccherie.
Indipendentemente dalla modalità di versamento, è sempre previsto il rilascio di una ricevuta, che dovrà essere allegata al ricorso al momento del deposito.
Il comma 9, dell’art. 39, del D.L. n. 98 del 2011 ha inserito nel D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, il nuovo art. 17-bis, con il quale viene disciplinata una speciale procedura di reclamo e mediazione avente ad oggetto le controversie di valore non superiore a ventimila euro, relative ad atti emessi dall’Agenzia delle Entrate.
Riguardo tali controversie chi intende proporre ricorso è tenuto preliminarmente a presentare reclamo secondo le disposizioni con il nuovo art. 17-bis ed è esclusa la conciliazione giudiziale di cui all’art. 48.
La nuova procedura non si applica con riferimento alle controversie relative ad atti volti al recupero di aiuti di Stato di cui all’art. 47-bis del predetto D.Lgs. n. 546 del 1992.
Con la nuova procedura si prevede, in particolare, che la presentazione del reclamo è condizione di ammissibilità del ricorso e che tale inammissibilità sia rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio.
Per il procedimento si applicano le disposizioni di cui agli articoli 12,18, 19, 20, 21 e al comma 4 dell’articolo 22, in quanto compatibili, del citato decreto legislativo n. 546.
Il reclamo può contenere una motivata proposta di mediazione, completa della rideterminazione dell’ammontare della pretesa.
L’organo destinatario, se non intende accogliere il reclamo volto all’annullamento totale o parziale dell’atto, né l’eventuale proposta di mediazione, formula d’ufficio una proposta di mediazione avuto riguardo all’eventuale incertezza delle questioni controverse, al grado di sostenibilità della pretesa e al principio di economicità dell’azione amministrativa.
Decorsi novanta giorni senza che sia stato notificato l’accoglimento del reclamo o senza che sia stata conclusa la mediazione, il reclamo produce gli effetti del ricorso.
I termini di cui agli artt. 22 e 23 decorrono dalla predetta data.
Se l’Agenzia delle Entrate respinge il reclamo in data antecedente, i predetti termini decorrono dal ricevimento del diniego.
In caso di accoglimento parziale del reclamo, i predetti termini decorrono dalla notificazione dell’atto di accoglimento parziale.
Nelle controversie cui si applica la procedura in questione la parte soccombente è condannata a rimborsare, in aggiunta alle spese di giudizio, una somma pari al 50% delle spese di giudizio a titolo di rimborso delle spese del particolare procedimento.
Nelle medesime controversie, fuori dei casi di soccombenza reciproca, la commissione tributaria può compensare parzialmente o per intero le spese tra le parti solo se ricorrono giusti motivi, esplicitamente indicati nella motivazione, che hanno indotto la parte soccombente a disattendere la proposta di mediazione. Tale disposizione si
L’applicazione della neo disposizione, ai sensi del comma 11 del suddetto art. 39, riguarda gli atti suscettibili di reclamo notificati a decorrere dal 1° aprile 2012 (in tal senso, il dossier del servizio studi del Senato della Repubblica sulla manovra di luglio 2011).
L’art. 39 della manovra correttiva estiva (D.L. n. 98 del 2011) contiene anche delle disposizioni volte a rafforzare le cause di incompatibilità dei giudici tributari e a
incrementare la presenza nelle Commissioni tributarie regionali di giudici selezionati tra i magistrati ordinari, amministrativi, militari, e contabili ovvero tra gli Avvocati dello Stato, in servizio o a riposo, nonché a modificare correlativamente alcune disposizioni relative al Consiglio di presidenza della giustizia tributaria.
In tale prospettiva il comma 2 del suddetto art. 39 apporta una serie di modifiche al Decreto Legislativo 31 dicembre 1992, n. 545.
Riguardo alla nomina dei giudici delle commissioni tributarie regionali si prevede che i giudici, otre che tra i magistrati ordinari, amministrativi o militari, in servizio o a riposo, possano essere scelti anche tra magistrati contabili in servizio o a riposo.
La nuova formulazione della norma prevede che non possono essere componenti delle commissioni tributarie, finché permangono in attività di servizio o nell’esercizio delle rispettive funzioni o attività professionali, coloro che in qualsiasi forma, anche se in modo saltuario o accessorio ad altra prestazione, esercitano la consulenza tributaria, detengono le scritture contabili e redigono i bilanci, ovvero svolgono attività di consulenza, assistenza o di rappresentanza, a qualsiasi titolo e anche nelle controversie di carattere tributario, di contribuenti singoli o associazioni di contribuenti, di società di riscossione dei tributi o di altri enti impositori.
Viene inserita una nuova lettera m-bis), volta a prevedere l’incompatibilità di coloro che sono iscritti in albi professionali, elenchi, ruoli e del personale dipendente individuati nell’art. 12 del Decreto Legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.
Viene poi inserito un nuovo comma 1-bis con il quale si stabilisce che non possono essere componenti di commissione tributaria provinciale i coniugi, i conviventi o i parenti fino al terzo grado o gli affini in primo grado di coloro che sono iscritti in albi professionali ovvero esercitano le attività nella regione e nelle province confinanti con la predetta regione dove ha sede la commissione tributaria provinciale e che non possono, altresì, essere componenti delle commissioni tributarie regionali i coniugi, i conviventi o i parenti fino al terzo grado o gli affini in primo grado di coloro che sono iscritti in albi professionali ovvero esercitano le attività nella regione dove ha sede la commissione tributaria regionale ovvero nelle regioni con essa confinanti.
Inoltre, si interviene sull’art. 9 del Decreto Legislativo n. 545 del 1992, stabilendo che, per le commissioni tributarie regionali, i posti da conferire siano
attribuiti in modo da assicurare progressivamente la presenza in tali commissioni di due terzi dei giudici selezionati tra i magistrati ordinari, amministrativi, militari e contabili, in servizio o a riposo, ovvero gli Avvocati dello Stato, a riposo.
Viene introdotta anche una disposizione di carattere transitorio con la quale si prevede che i giudici tributari che, alla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni sopra illustrate, versano nelle condizioni di incompatibilità devono comunicare la cessazione delle cause di incompatibilità entro il 31 dicembre 2011 al Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria, nonché alla Direzione della giustizia tributaria del Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze.
In caso di mancata rimozione nel termine predetto delle cause di incompatibilità, i giudici decadono. Scaduto il temine di cui sopra, il Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria procede all’esame di tutte le posizioni dei giudici, al fine di accertare la corretta applicazione delle disposizioni in materia di incompatibilità.
Infine, riguardo alle problematiche concernenti l’attuazione dei principi previsti dal codice dell’amministrazione digitale nella materia della giustizia tributaria, la norma introduce alcune disposizioni volte ad assicurare una maggiore efficienza e celerità del processo tributario.
In particolare, con la modifica dell’art. 16 del Decreto Legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, si stabilisce che, nell’ambito del processo tributario le comunicazioni sono effettuate anche mediante l’utilizzo della posta elettronica certificata.
L’indirizzo di posta elettronica certificata del difensore o delle parti è indicato nel ricorso o nel primo atto difensivo (in tal senso, il dossier del servizio studi del Senato della Repubblica sulla manovra di luglio 2011).
E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 160 del 12 luglio 2011, la Legge 12 luglio 2011, n. 106 recante la “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, concernente Semestre Europeo – Prime disposizioni urgenti per l’economia”. Con relativa entrata in vigore del provvedimento a decorrere dal 13 luglio 2011.
Tra le misure contenute ricordiamo quelle di semplificazione tributaria, tra cui quella dell’obbligo della numerazione progressiva e della validazione (cd. “vidimazione”) dei libri contabili a tenuta “informatica” non è più trimestrale ma annuale, con l’apposizione di firma digitale e di marca temporale – rilasciate da un certificatore accreditato – da parte dell’imprenditore o di un delegato.
Le novità, subito applicabili per la tenuta informatica di libro giornale, libro inventari, delle altre scritture connesse alle dimensioni dell’impresa e dei libri sociali consentono parità di efficacia probatoria tra la modalità informatica e quella cartacea: Come mezzi di prova, ai fini della normativa fallimentare (nelle procedure concorsuali) e ai fini tributari.
Il Ministero del Lavoro, con nota n. 12086 del 11 luglio 2011, ha precisato che, in caso di tentativo di conciliazione monocratica presso la Direzione Provinciale del Lavoro, non è necessario che la delega sia autenticata dal Notaio o da un funzionario della DPL.
Pertanto, la delega deve semplicemente essere sottoscritta dalla parte e corredata di copia del documento di identità o di autentica ad opera dell’addetto del comune o dell’avvocato che rappresenta il cliente.
L’Inps ha rilasciato la versione di “INPS Servizi Mobile” per iPhone e Android arricchita del nuovo servizio “Punti pagamento Reti Amiche” che permette all’utente di trovare i tabaccai e gli uffici postali più vicini presso i quali è possibile versare i contributi dovuti per i lavoratori domestici (indicando codice fiscale e codice del rapporto di lavoro) e per il riscatto della laurea e le ricongiunzioni (indicando codice fiscale dell’interessato e codice pratica).
A breve il servizio sarà integrato con i punti Unicredit.
L’applicazione richiede iOs 4.0 e Android 2.1 o successivi e non necessita di autenticazione.
La nuova versione di “INPS Servizi Mobile” è scaricabile gratuitamente.
(Inps, nota del 13 luglio 2011)
“Successioni tutelate. Le regole per un sicuro trasferimento dei beni” è il titolo della Guida realizzata dal Consiglio Nazionale del Notariato insieme a dodici Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori), che venerdì 15 luglio sarà presentata alla cittadinanza e agli organi di informazione in collaborazione con il Comune (ore 16 presso l’Urp, Sala degli Archi del Palazzo Comunale, piazza Cavour).
Si tratta di un vademecum semplice, di facile comprensione e di grande utilità, contenente tutte le informazioni indispensabili in tema di successioni.
Con la Guida per il Cittadino “Successioni tutelate: le regole per un sicuro trasferimento dei beni”, Notariato e Associazioni dei Consumatori – la 7° Guida per il Cittadino della collana – sono ancora una volta impegnati al fianco dei cittadini per rendere più semplice e comprensibile un tema in realtà assai complesso come quello delle successioni.
A presentare la Guida, sarà il notaio Giannantonio Pennino (chairman dell’incontro) insieme ai rappresentanti locali del Consiglio Notarile dei Distretti Notarili Riuniti di Forlì e Rimini, Rosa Menale, Barbara Ciacci, Stefania Di Mauro.
Per il Comune di Rimini, interviene Irina Imola (Assessore ai Servizi al Cittadino del Comune di Rimini). E, in rappresentanza delle Associazioni dei Consumatori, saranno presenti Salvatore Epiceno (Adiconsum), Emanuele Magnani (Lega Consumatori), Eleonora Pinna (Federconsumatori), Vittorio Girolimetti (Assoutenti).
La Guida illustra la successione dal punto di vista dei beneficiari (eredi o legatari) e di chi intende disporre del proprio patrimonio per quando avrà cessato di vivere.
In particolare fornisce informazioni sulle modalità di devoluzione dell’eredità a seconda che esista o meno un testamento; sulle modalità con cui un testamento può essere redatto, conservato ed eventualmente revocato; sugli adempimenti e oneri di carattere fiscale connessi alla successione.
“Il tema delle successioni è quantomai delicato e il consumatore appare spesso disorientato, quando apprende che la sua successione si svilupperà attraverso i canali predeterminati dalla legge – spiega il notaio Giannantonio Pennino che coordina la presentazione della Guida. Noi notai riscontriamo tutti i giorni come molti siano insofferenti alle limitazioni al loro potere di disporre e desiderano poter provvedere già in vita, con modalità più agili rispetto a quelle previste dalla legge”. Di questi argomenti, dei meccanismi alla base delle successioni, dei limiti al potere disporre dei propri beni dopo la morte, si parlerà in occasione della presentazione della Guida, con linguaggio semplice e di facile apprendimento.
“Già dal diritto romano, del resto – osserva ancora Pennino – le norme sulla successione costituiscono una macchina perfetta, ben funzionante, che forse, a seguito dell’evoluzione del concetto di famiglia, avrebbe bisogno di un qualche ammodernamento. Senza parlare poi dell’aspetto fiscale che genera grande apprensione in chi si appresta a disporre delle ultime volontà”.
L’iniziativa s’inserisce in una più vasta attività di collaborazione già avviata dai notai col Comune di Rimini, come “Il Notaio Risponde”, il servizio di consulenza gratuita per i cittadini, che si tiene sempre presso l’URP ogni martedì, dove quello delle successioni è uno dei temi più scottanti.
Questo vademecum, come i precedenti, può essere scaricato sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato www.notariato.it e delle dodici Associazioni dei Consumatori che hanno partecipato alla sua realizzazione.
La collana è anche disponibile su iPhone e iPad attraverso l’applicazione iNotai.
(Consiglio Nazionale del Notariato, comunicato stampa del 13 luglio 2011)
L’Inps ha pubblicato, ieri, il messaggio n. 14561 del 13 luglio 2011 sulla “Compilazione del flusso UNIEMENS: nuove modalità di segnalazione dei lavoratori in cassa integrazione o in attesa della relativa concessione. Proroga del periodo di transizione”.
In precedenza, lo stesso Istituto, con la circolare n. 13 del 28 gennaio 2011, aveva definito le nuove modalità di compilazione del flusso Uniemens in relazione ai lavoratori in sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per periodi di integrazione salariale già autorizzati ovvero in attesa di autorizzazione.
Punti qualificanti della nuova modalità di esposizione dei dati sono la necessita di riportare le informazioni nel mese in cui l’evento (di riduzione dell’orario di lavoro o di sospensione dell’attività lavorativa) si è verificato e la possibilità di liquidare le prestazioni a pagamento diretto avvalendosi delle informazioni contenute nel flusso Uniemens (con conseguente cessazione dell’obbligo di compilazione dei moduli SR 41).
Al punto 2.1 della citata circolare si prevedeva una fase transitoria durante la quale le comunicazioni potessero essere effettuate seguendo le vecchie modalità; tale fase transitoria sarebbe dovuta cessare a decorrere dalle comunicazioni relative al periodo di paga giugno 2011.
In considerazione della complessità delle innovazioni apportate e delle conseguente necessità di lasciare un tempo congruo ai datori di lavoro per adeguassi alle nuove modalità di gestione dei periodi di integrazione salariale, la fase transitoria è ora prorogata fino a tutto dicembre 2011 (messaggio n. 14561 del 13 luglio 2011).
Errata corrige del Messaggio Inps n. 13013
Infine, l’Inps, con il messaggio n. 14568 del 13 luglio 2011 ha comunicato che nel messaggio n. 13013 del 17-06-2011, la nota 1. è sostituita come segue:
Per il 2011, il limite massimo per l’indennità per congedo straordinario è stabilito in € 44.276,32 di cui € 33.290,00 a titolo di indennità economica annua e € 10.986,32 per la copertura della contribuzione figurativa.