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Timestamp: 2016-12-10 04:59:58+00:00
Document Index: 54378004

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 32', 'art. 13', 'art. 32', 'art. 13', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 21']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 297 del 18.10.2007
Istanza di interpello -ART.11, legge 27 luglio
2000, n. 212. RAI Radiotelevisione italiana. Applicazione degli articoli 32-bis
del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 e 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388
specificato in oggetto concernente l'interpretazione dell'art. 32-bis del DPR 26 ottobre 1972, n. 633
viene posto il seguente
La società istante chiede di sapere se il regime
previsto per i contribuenti minimi in franchigia dall'art. 32-bis del DPR n. 633 del 1972, sia
alternativo al regime fiscale agevolato per le nuove attività produttive di cui
all'art. 13 della legge 23
La società istante, tenuto conto di quanto
disposto con provvedimento del 13
febbraio 2007, che ha approvato le specifiche tecniche per la trasmissione
telematica dei dati contenuti nelle dichiarazioni di inizio, variazione e
cessazione attività ai fini dell'imposta sul valore aggiunto (mod. AA/9),
ritiene siano esclusi dall'applicazione del regime fiscale previsto dall'art. 32-bis del DPR n. 633 del 1972, i
soggetti che hanno optato per il regime agevolato di cui all'art. 13 della legge n. 388 del 2000.
Ritiene, inoltre, con riferimento ai rapporti
intercorrenti con soggetti in regime di franchigia, di dover effettuare i
- che sia riportata in fattura la norma
agevolativa;
- che l'ammontare dei compensi corrisposti
nell'anno da Rai al medesimo soggetto non sia superiore ai limiti di legge e, in
caso di superamento, di questi ultimi, considera decaduto il soggetto
dall'agevolazione nell'anno stesso qualora i redditi percepiti siano superiori a
10.500 euro, ovvero a partire dall'anno successivo qualora i redditi percepiti
siano superiori a 7.000 euro ma non a 10.500 euro.
della legge 23 dicembre 2000, n. 388, disciplina il regime fiscale delle nuove
attività produttive, prevedendo, qualora ne ricorrano i presupposti normativi,
l'applicazione di un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone
fisiche, nonché l'esonero dagli obblighi di registrazione e tenuta delle
scritture contabili ai fini delle imposte dirette, dell' IRAP e dell'Iva nonché
l'esonero dalle liquidazioni e dai versamenti periodici Iva previsti dal DPR 23
marzo 1998 n. 100.
L'art. 32-bis,
comma 1, del DPR n. 633 del 1972 dispone che "I contribuenti che nell'anno
solare precedente, hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono
di realizzare un volume di affari non superiore a 7.000 euro, e non hanno
effettuato o prevedono di non effettuare cessioni all'esportazione, sono
esonerati dal versamento dell'imposta e da tutti gli altri obblighi previsti dal
presente decreto, ad eccezione degli obblighi di numerazione e di conservazione
delle fatture di acquisto e delle bollette doganali e di certificazione e
comunicazione telematica dei corrispettivi".
Il regime della franchigia, delineato dalla norma
recata dal citato art. 32-bis del
DPR n. 633 del 1972, è il regime d'imposta naturale per i soggetti che ne
posseggono i requisiti.
I contribuenti minimi in franchigia, equiparati ai
consumatori finali, non esercitano il diritto di rivalsa, non hanno diritto alla
detrazione dell'Iva assolta sugli acquisti e non sono soggetti agli obblighi
imposti dal DPR n. 633 del 1972, ad eccezione di quelli previsti dallo stesso
art. 32-bis ed espressamente
elencati al paragrafo 5 del provvedimento 20
dicembre 2006, con il quale sono stati definiti i termini e le procedure di
applicazione delle disposizioni dell'art. 32-bis del DPR n. 633 del 1972.
Tanto premesso, si osserva che l'art. 13 della legge n. 388 del 2000,
configura un regime a carattere organico che produce effetti, seppure
differenziati, sia ai fini delle imposte sul reddito che ai fini dell'imposta
sul valore aggiunto. Coloro che optano per tale regime, infatti, sono soggetti
Iva a tutti gli effetti, a differenza dei contribuenti minimi in franchigia per
i quali è prevista l'esclusione dal campo di applicazione dell'imposta sul
valore aggiunto. Le diverse modalità applicative e gli effetti ai fini degli
adempimenti dei due regimi esclude che possano essere applicati
contemporaneamente agli stessi soggetti. Ne consegue che il regime agevolato di
cui all'art. 13 della legge n.
388 del 2000 deve essere considerato alternativo al regime di cui all'art. 32-bis del DPR n. 633 del 1972.
In merito al corretto comportamento del committente che
intrattiene rapporti con soggetti in regime di franchigia, si osserva,
preliminarmente, che l'entrata nel regime comporta l'attribuzione di un numero
speciale di partita Iva, idoneo a contraddistinguere il contribuente per tutto
il periodo di permanenza nel regime stesso.
Il regime di franchigia cessa di avere efficacia a
seguito dell'opzione per il regime ordinario di determinazione dell'imposta,
espressa dal soggetto interessato mediante la dichiarazione di variazione di cui
all'art. 35, comma 3, del DPR n.
633 del 1972, ovvero a seguito del superamento dei limiti imposti dall'art. 32-bis del citato decreto del
Presidente della Repubblica per la permanenza nel regine medesimo. In
particolare, i contribuenti minimi in franchigia che conseguono un volume
d'affari superiore a 7000 euro o effettuano cessioni all'esportazione applicano
il regime ordinario di determinazione dell'imposta a decorrere dall'anno solare
successivo a quello in corso; se il volume d'affari conseguito supera il limite
in misura superiore al 50 per cento, il regime di franchigia cessa a decorrere
dallo stesso anno solare e in tal caso sarà dovuta l'imposta relativa ai
corrispettivi delle operazioni imponibili effettuate nell'intero corso
Il controllo circa il possesso dei requisiti necessari
per la permanenza nel regime della franchigia è eseguito dal competente ufficio
dall'Agenzia delle entrate a seguito dell'invio delle comunicazioni telematica
dei corrispettivi; se si verifica il superamento dei limiti imposti dall'art. 32-bis del DPR n. 633 del 1972,
l'ufficio revoca il numero speciale di partita Iva e attribuisce quello
ordinario entro i termini e con le modalità di cui ai provvedimenti
dell'Agenzia delle entrate 20 dicembre
2006 e 18 luglio 2007.
Resta salva la facoltà del soggetto interessato di
richiedere direttamente, mediante dichiarazione di variazione ai sensi del
citato art. 35 del DPR n. 633 del
1972, la revoca del numero speciale di partita Iva e l'attribuzione di quello
Il contribuente che applica il regime della franchigia
dovrà, comunque, attenersi agli adempimenti ad esso connessi fino a quando non
sarà revocato il numero speciale di partita Iva. Tanto premesso, qualora il
committente rilevi di aver corrisposto al soggetto in regime di franchigia
compensi per un ammontare superiore al limite imposto dall'art. 32-bis del DPR n. 633 del 1972, ne
darà notizia alla controparte che, nel caso di superamento del limite in misura
superiore al 50 per cento, effettuerà tempestivamente la comunicazione di
variazione di cui all'art. 35,
comma 3, del DPR n. 633 del 1972 al fine di ottenere dal competente ufficio
dell'Agenzia delle entrate la revoca del numero speciale di partita Iva e
l'attribuzione di quello ordinario; in tale evenienza il contribuente emetterà
fattura ai sensi dell'art. 21 del
DPR n. 633 del 1972, addebitando l'imposta relativa all'operazione al
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