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Timestamp: 2017-01-25 01:30:25+00:00
Document Index: 57889798

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 5', 'art.\n7', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 55']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 60 del 08.05.2001
Rimborso erogato a seguito di presentazione del modello VR in caso di dichiarazione annuale omessa -
Con la nota sopradistinta, codesta Direzione Regionale,
per rispondere ad analogo quesito posto dall'Ufficio IVA di ...., chiede
di conoscere quali provvedimenti debbano essere adottati in ordine alla
ipotesi in cui un contribuente, a seguito della presentazione del modello VR,
abbia ottenuto dal concessionario un rimborso di lire X milioni di IVA, a
fronte di una dichiarazione annuale da considerare omessa, in quanto presentata
con ritardo superiore a 90 giorni rispetto al termine previsto dalla legge.
Ritiene codesta Direzione che, nella fattispecie, l'ufficio debba
procedere al recupero dell'imposta indebitamente corrisposta dal concessionario e, previo accertamento della sussistenza del credito,
autorizzare il contribuente a portare in detrazione il credito stesso in sede di liquidazione periodica o di dichiarazione annuale, ai sensi
dell'art. 1 del D.P.R. 10 novembre 1997, n. 443. Sotto il profilo
sanzionatorio, poi, tornerebbe applicabile la sanzione di cui all'art. 5, comma 5, del
D.Lgs. n. 471/1997 (rimborso chiesto in
difformità dalla dichiarazione) peraltro riducibile a metà del minimo, come prevede l'art.
7, comma 4, del D.Lgs. n. 472/1997, dovendosi riconoscere nella specie la
sussistenza di eccezionali circostanze che rendono manifesta la sproporzione tra
l'entità del tributo cui la sanzione si riferisce e la sanzione stessa.
Esaminata la questione, si ritiene anzitutto di dover sottolineare
che, secondo le più recenti pronunce della Suprema Corte di Cassazione (sent. 20 gennaio 1997, n. 544; id. 17 aprile 1998, n. 3916), non si
verifica la perdita del credito d'imposta nel caso in cui il contribuente, che abbia regolarmente annotato tutte le fatture dalle quali scaturisca per
lui il credito e operato la relativa detrazione nelle liquidazioni periodiche, non presenti poi la dichiarazione annuale.
Ciò perché, ai sensi dell'art. 28, quarto comma, del D.P.R. n. 633/1972 (testo in vigore
negli anni cui si riferiscono le sentenze) il diritto alla detrazione si perde solo quando questa non venga computata sia nel mese di competenza che
in sede di dichiarazione annuale.
Tale principio appare condivisibile anche alla luce dell'evoluzione
normativa in materia (vedasi, in particolare, la possibilità di presentazione del modello VR e la reintroduzione dell'obbligo di
presentazione delle dichiarazioni infrannuali dell'IVA).
Assodato, dunque, che l'omissione della dichiarazione annuale non
comporta - da sola - la perdita del credito, nel caso prospettato da codesta Direzione Regionale, non si ravvisa
l'opportunità di procedere al recupero della somma a titolo di imposta già erogata dal concessionario, mettendo in
moto il meccanismo previsto dal citato art. 1 del D.P.R. n. 443/1997.
Tale ultima norma, infatti, presuppone che, a seguito dell'esame
della richiesta di rimborso, venga accertata la non spettanza dello stesso per difetto dei presupposti stabiliti dall'art. 30 del D.P.R. n. 633/1972.
Verificandosi ciò l'ufficio notifica un provvedimento di diniego (e quindi
il rimborso non viene eseguito) e il contribuente, a sua volta, in luogo del rimborso computa il credito stesso in detrazione nelle successive
Nel caso in esame, invece, il rimborso è stato effettuato e
ciò sta a significare che l'ufficio prima e il concessionario poi hanno desunto,
dall'esame del modello VR, l'esistenza di almeno uno dei presupposti previsti dal citato art. 30 del D.P.R. n. 633/1972.
Non si ritiene, pertanto, che l'ufficio, adducendo solo motivi di carattere formale, possa
pretendere la restituzione della somma rimborsata.
Per quanto concerne, poi, l'aspetto sanzionatorio si esprime
l'avviso che, nella specie, non possa trovare applicazione la penalità prevista dall'art. 5, comma 5, del
D.Lgs. n. 471/1997, riservata ai soli casi di rimborso non spettante sotto il profilo sostanziale. La sanzione
irrogabile è quindi quella fissa stabilita dal comma 3 dello stesso art. 5, ferma restando ovviamente la
possibilità di accertamento induttivo ai sensi dell'art. 55 del D.P.R. n. 633/1972.