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Timestamp: 2016-10-21 11:17:04+00:00
Document Index: 71437373

Matched Legal Cases: ['art. 201', 'art. 267', 'sentenza ', 'art. 256', 'art. 8', 'DTF ', 'art. 55', 'art. 64', 'art. 8', 'DTF ', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 55', 'art. 247', 'art. 156', 'DTF ']

4C.196/2004 (19.10.2004)
In vista della ripresa dell'esercizio pubblico da parte di A.________ - proprietario dei locali e gi� gerente dell'esercizio pubblico, sino al 1997 - il 20 dicembre 1999 � stato stipulato un contratto di compravendita avente per oggetto l'inventario del ristorante, al prezzo complessivo di fr. 100'000.-- da pagarsi come segue: "fr. 50'000.-- alla consegna dell'inventario (al pi� tardi entro marted� 29 febbraio 2000) e fr. 50'000.-- in rate mensili di fr. 5'000.-- cadauna dal mese di giugno 2000 incluso fino al mese di marzo 2001". Le parti hanno inoltre concordato che il controvalore di eventuali oggetti mancanti e/o rovinati sarebbe stato dedotto dall'importo dovuto.
Il 29 febbraio 2000 si � dunque proceduto al controllo dell'inventario. In tale occasione � stata pattuita la consegna seduta stante di un acconto di fr. 10'000.--, mentre che "per definire il saldo dovuto per la prima rata secondo l'accordo del 20 dicembre 1999" le parti si sarebbero nuovamente incontrate una volta ricevuto il verbale del perito comunale circa lo stato dell'ente locato e i rapporti tecnici sul funzionamento degli apparecchi.
Non avendo pi� ottenuto versamento alcuno, per i mesi da ottobre 2000 a gennaio 2001 (fr. 20'000.--) i venditori hanno avviato una procedura esecutiva, sfociata il 3 luglio 2001 nel rigetto provvisorio dell'opposizione interposta dall'acquirente.
La petizione � stata integralmente respinta dal Pretore del Distretto di Lugano il 13 febbraio 2003. Con riferimento agli oggetti segnalati come mancanti il 29 febbraio 2001, il giudice ha infatti stabilito che gli importi indicati dall'attore non erano stati provati. Per quanto concerne invece i beni oggetto dell'inventario e le contropretese fondate su difetti dell'ente locato, il Pretore - applicando l'art. 201 e l'art. 267a CO - ha reputato tardiva la notifica dei difetti.
Di diverso avviso la II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, la quale nella sentenza 6 aprile 2004 ha ammesso la tempestivit� della notifica dei difetti. Donde l'esame dettagliato delle poste del conteggio presentato dall'attore.
4.1 I giudici cantonali hanno innanzitutto negato un risarcimento in relazione agli oggetti mancanti - ovverosia un lampadario di cristallo, 14 tavoli e 8 pentole (la cui mancanza � stata d'altronde contestata) - e ad un vaso esterno danneggiato, gli importi allegati in petizione non essendo stati suffragati da nessun giustificativo.
4.2 La prova peritale, hanno rammentato i giudici, non pu� servire a supplire alle negligenze della parte gravata dall'onere probatorio. Per questo motivo, essi hanno disatteso la domanda attorea anche per tutte le altre poste del conteggio.
Dato il lungo tempo trascorso dal momento della cessione dell'esercizio pubblico � pure stata respinta la prova del sopralluogo, anch'essa riproposta in sede di appello.
4.3 Per quanto concerne le apparecchiature, i giudici ticinesi hanno rigettato la pretesa di fr. 11'800.-- per la sistemazione del retrobanco, menzionata in un preventivo della ditta D.________, perch� l'attore non ha dimostrato ch'essa dipendesse in qualche modo dalla locazione dell'esercizio pubblico, rispettivamente che rientrasse fra gli oggetti dell'inventario o di successivi accordi fra le parti. Per lo stesso motivo essi non hanno tenuto in considerazione nemmeno il resto delle cifre esposte nel rapporto tecnico della stessa ditta, fatte salve due fatture per un totale di fr. 6'472.80.
4.4 Nemmeno la pretesa di fr. 9'000.-- per pulizia dei locali ha trovato accoglimento. Essa si fonda infatti su di un preventivo della ditta E.________, senza che sia stato provato l'effettivo intervento di tale impresa n� tantomeno l'avvenuto pagamento di questa somma.
4.5 Infine, ha concluso la massima istanza cantonale, non � possibile concedere all'attore neanche il rimborso dei costi per interventi sull'immobile di diversa natura, trattandosi di spese di manutenzione che deve sopportare il proprietario dei vani (art. 256 CO).
Prevalendosi della violazione dell'art. 8 CC, il 18 maggio 2004 A.________ ha presentato un ricorso per riforma al Tribunale federale volto all'annullamento della predetta pronunzia e al rinvio della causa al Tribunale d'appello. Secondo l'attore, rifiutando l'assunzione della prova peritale, la massima istanza ticinese gli avrebbe infatti impedito di dimostrare l'entit� dei difetti.
Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame sull'ammissibilit� del ricorso per riforma (DTF 129 III 750 consid. 2).
6.2 Giusta l'art. 55 cpv. 1 lett. b OG l'atto di ricorso deve contenere l'indicazione esatta dei punti impugnati della decisione e delle modifiche proposte. In concreto, l'attore reputa di poter eccezionalmente prescindere dall'indicazione precisa delle sue domande siccome propone il rinvio della causa all'autorit� giudiziaria (ex art. 64 cpv. 1 OG) per completazione degli atti mediante la perizia giudiziaria.
Nonostante le perplessit� suscitate dalla tesi dell'attore, non appare necessario soffermarsi sulla questione, il ricorso dovendo in ogni caso venir respinto per i motivi che seguono.
Per contro, l'art. 8 CC non disciplina l'apprezzamento probatorio; esso, in altri termini, non prescrive al giudice quali prove assumere n� come valutare le risultanze dell'istruttoria. Non esclude n� l'apprezzamento anticipato delle prove n� la prova indiziaria, n� tantomeno un'istruzione probatoria limitata ad alcune prove, nella misura in cui essa basta a convincere il giudice della fondatezza di un'allegazione (DTF citato; 127 III 519 consid. 2a con rinvii).
7.2 In concreto, il richiamo all'art. 8 CC si avvera d'acchito pretestuoso nella misura in cui concerne i costi d'intervento sull'immobile, il cui rimborso � stato negato non tanto per l'assenza di prove - come lascia intendere l'attore - quanto perch� si tratta di spese di manutenzione che deve sopportare il proprietario, ovvero l'attore (cfr. quanto esposto al consid. 4.5).
7.3 Per quanto concerne la pretesa di fr. 9'000.-- per pulizia dei locali, si pu� osservare che nemmeno la perizia giudiziaria potrebbe dimostrare l'intervento della ditta E.________, tanto pi� che - stando a quanto accertato in maniera insindacabile nella sentenza impugnata (art. 55 cpv. 1 lett. c OG) - dall'istruttoria � emerso che l'attore ha affidato tale lavoro al personale dell'esercizio pubblico.
7.4 In sostanza la censura ricorsuale pu� essere tenuta in considerazione solamente con riferimento al giudizio sugli oggetti segnalati come mancanti, nella misura in cui la loro mancanza non � contestata, e il vaso rotto (cfr. quanto esposto al consid. 4.1).
Anche in questo caso essa � comunque votata all'insuccesso. La Corte ticinese ha affermato che l'attore avrebbe potuto dimostrare le sue pretese producendo le fatture d'acquisto dei beni ch'egli stesso aveva ceduto ai convenuti due anni prima. Nel ricorso l'attore non contesta questa conclusione n� tantomeno spiega per quale ragione la perizia giudiziaria sarebbe l'unico mezzo di prova suscettibile di dimostrare l'entit� delle sue pretese. Orbene, il "diritto alla prova" non esonera la parte gravata dall'onere probatorio dal fornire i mezzi di prova a sua disposizione, concedendole la facolt� di richiedere l'assunzione di tutti i mezzi di prova contemplati dalle norme processuali senza specificarne l'utilit�. Inoltre, la perizia giudiziale, il cui scopo � di per s� quello di trattare questioni di fatto la cui soluzione richiede conoscenze speciali (cfr. art. 247 cpv. 1 CPC/TI), non deve sostituirsi ai normali mezzi di prova.
La tassa di giustizia segue la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG). Alla controparte, che non � stata patrocinata, non viene assegnata alcuna indennit� per ripetibili della sede federale, la succinta risposta da lei presentata non essendo suscettibile di giustificare una deroga a tale principio (DTF 110 V 72 consid. 7 pag. 81).
La tassa di giustizia di fr. 2'000.-- � posta a carico dell'attore.