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Timestamp: 2018-07-17 21:12:33+00:00
Document Index: 6141356

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 87', 'art. 55', 'art. 2195', 'art. 2195', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 87', 'art. 8']

Finanziaria 2008: differito al 2008 il credito d’imposta per gli inverstimenti nel Mezzogiorno | Commercialista Telematico
Finanziaria 2008: differito al 2008 il credito d’imposta per gli inverstimenti nel Mezzogiorno
La Legge Finanziaria per l’anno 2007 (commi 271 – 279, dell’art. 1, della legge n. 296/2006) ha inteso ridare stimolo alle imprese site nei territori del Sud Italia, dando vita ad un nuovo credito d’imposta.
Oggi, la Finanziaria 2008 – legge n. 244 del 24 dicembre 2007 – con i commi 284 e 285 dell’art. 1, differisce al periodo d’imposta 2008 il credito d’imposta per i nuovi investimenti nel Mezzogiorno d’Italia.
Rivediamo, sinteticamente, il dettato normativo, in attesa che Bruxelles dia il via libera. Infatti, il credito d’imposta a favore di imprese o attività che riguardano prodotti o appartengono ai settori soggetti a discipline comunitarie specifiche, ivi inclusa la disciplina multisettoriale dei grandi progetti, è riconosciuto nel rispetto delle condizioni sostanziali e procedurali definite dalle predette discipline dell’Unione europea e previa autorizzazione, ove prescritta, della Commissione della Comunità europea. Inoltrata la richiesta alla suddetta Commissione europea, le imprese interessate potranno utilizzare il credito d’imposta solo a partire dal periodo d’imposta nel corso del quale interviene la relativa decisione favorevole dell’organo comunitario.
La Finanziaria 2007 – commi 271 – 279, dell’art. 1, della legge n. 296/2006 (1) – ha previsto che, alle imprese che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive ubicate nelle aree delle Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise, ammissibili alle deroghe previste dall’art. 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del trattato CE, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2006 e fino alla chiusura del periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013, è attribuito un credito d’imposta secondo le modalità che seguono.
I destinatari dell’incentivo risultano, pertanto, tutti i titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica assunta.
La nozione di reddito d’impresa si ricava, sotto il profilo oggettivo, dall’art. 55 del T.U. n. 917/86, che comprende in questa categoria tutte le attività di cui all’art. 2195 del codice civile, anche se non organizzate in forma d’impresa, nonché, tra le altre, le attività organizzate in forma d’impresa dirette alle prestazioni di servizi che non rientrano nel citato art. 2195 c.c.
Il comma 275, dell’art. 1, della L. n. 296/2006, è dedicato all’individuazione di coloro che non possono beneficiare dell’incentivo fiscale.
A parte gli esercenti arti e professioni, per i quali l’incentivo è stato sempre negato, il comma 275 del citato art. 1, dispone espressamente la non applicabilità dell’agevolazione ai soggetti che operano nei settori:
a) dell’industria siderurgica, delle fibre sintetiche, come definiti rispettivamente all’allegato I e II ai predetti Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale;
b) della pesca,
c) dell’industria carbonifera,
d) creditizio,
e) finanziario,
f) assicurativo.
I territori interessati dal nuovo incentivo fiscale sono quelli del mezzogiorno d’Italia, anche se con differenti percentuali.
Si tratta delle aree delle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise ammissibili alle deroghe previste dall’art. 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del trattato CE a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2006 e fino alla chiusura del periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013.
Relativamente alle misure d’aiuto, il legislatore, dispone che il credito d’imposta viene riconosciuto nella misura massima consentita in applicazione delle intensità di aiuto previste dalla Carta Italiana degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2007-2013.
Regioni ammissibili alla deroga prevista dall’articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del Trattato che istituisce la Comunità europea
DIMENSIONE DELL’IMPRESA
Aree territoriali ammissibili alla deroga prevista dall’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del Trattato che istituisce la Comunità europea
AREE IN DEROGA
L’incentivo non è cumulabile con il sostegno de minimis né con altri aiuti di stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammissibili.
Particolari limitazioni, rispetto all’ambito oggettivo della precedente disciplina di favore ( art. 8 della legge n.388/2000) , sono state introdotte dai commi da 271 a 279, l. n. 263 del 2006.
Si considerano agevolabili le acquisizioni, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di:
a) macchinari, impianti, diversi da quelli infissi al suolo, ed attrezzature varie, classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale di cui al primo comma, voci B. II. 2 e B. II. 3, dell’articolo 2424 del codice civile, destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nelle aree territoriali descritte in precedenza;
b) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa, limitatamente alle piccole e medie imprese;
c) brevetti concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per l’attività svolta nell’unità produttiva.
L’investimento in beni strumentali, materiali ed immateriali, deve essere destinato funzionalmente ad una struttura produttiva situata nelle aree agevolabili.
Sul concetto di “destinazione alla struttura produttiva” si rinvia alle indicazioni espresse dalle Entrate nella R.M. 10 gennaio 2002, n. 9, ed alle altre risoluzioni e precisamente:
· la n. 226/E dell’11 luglio 2002;
· la n. 238/E del 19 luglio 2002;
· la n. 312/E del 26 settembre 2002.
La legge finanziaria per l’anno 2008, ripropone l’incentivo totalmente automatico.
Di conseguenza, le spese di acquisizione dei beni si considerano sostenute, per i beni agevolabili alla data della consegna o spedizione, ovvero se diversa alla data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale.
Gli oneri relativi alle prestazioni di servizi direttamente connesse all’investimento rilevano ai fini della determinazione dell’investimento stesso e si considerano sostenuti alla data in cui esse sono ultimate.
Regole particolari operano per la realizzazione di beni strumentali mediante contratti di appalto a terzi, in economia o mediante contratti di locazione finanziaria.
Per l’investimento eseguito attraverso un contratto di appalto a terzi, i costi si considerano sostenuti alla data di ultimazione della prestazione ovvero, in caso di stati di avanzamento lavori, alla data di accettazione degli stessi.
L’importo dell’investimento rilevante in ciascun periodo agevolato si commisura all’ammontare dei corrispettivi liquidati in base allo stato di avanzamento lavori (S.A.L.), sia che il contratto abbia durata ultrannuale, che infrannuale.
Le regole di quantificazione del bonus fiscale concesso dallo Stato per l’investimento nelle regioni meridionali ai sensi della legge finanziaria per l’anno 2007, riprendono sostanzialmente quelle contenute nell’originaria norma agevolativa.
Il credito d’imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni agevolabili eccedente gli ammortamenti dedotti nel periodo d’imposta, relativi alle medesime categorie dei beni d’investimento della stessa struttura produttiva, ad esclusione dei soli ammortamenti dei beni che formano oggetto dell’investimento agevolato effettuati nel periodo d’imposta della loro entrata in funzione.
Nella precedente versione dell’incentivo a favore degli investimenti nelle regioni depresse, occorreva depurare l’investimento lordo, anche del costo non ammortizzato dei beni ceduti, dismessi e destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa dei beni appartenenti alle medesime categorie di quelle oggetto di agevolazione.
Il credito d’imposta è determinato con riguardo ai nuovi investimenti eseguiti in ciascun periodo d’imposta e va indicato nella relativa dichiarazione dei redditi.
Il beneficio fiscale non può essere richiesto a rimborso, né ceduto in applicazione della disciplina della cessione del credito ai sensi degli artt. 43 bis e 43 ter del D.P.R. n. 602 del 1973; non concorre alla formazione del reddito; rimane irrilevante alla formazione della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive; non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 96 e 109, comma 5, del T.U. n.917/86; è utilizzabile ai fini dei versamenti delle imposte sui redditi (IRES, IRPEF ed IRAP) non prima della data in cui sarà necessario effettuare i versamenti riferiti alla dichiarazione dei redditi 2007; l’eventuale eccedenza è utilizzabile in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (altri tributi, premi e contributi), a decorrere dal sesto mese successivo al termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta con riferimento al quale il credito è concesso.
Come per il passato, sono previste specifiche clausole antilelusive: difatti, se entro il quinto periodo d’imposta successivo a quello nel quale sono entrati in funzione i beni sono dismessi, ceduti a terzi, destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero destinati a strutture produttive diverse da quelle che hanno dato diritto all’agevolazione, il credito d’imposta è rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni anzidetti.
Tuttavia, qualora nel periodo di imposta in cui si verifica una delle predette ipotesi vengono acquisiti beni della stessa categoria di quelli agevolati, il credito d’imposta è rideterminato escludendo il costo non ammortizzato degli investimenti agevolati per la parte che eccede i costi delle nuove acquisizioni (cd. Investimento di sostituzione).
L’investimento che sostituisce il bene ceduto o dismesso, infatti, può essere di ammontare inferiore o superiore al costo non ammortizzato del bene non più presente nel processo produttivo.
Il beneficio originariamente previsto, viene meno solo nel primo caso, vale a dire nella misura in cui il costo residuo da ammortizzare del bene uscente è superiore a quello del nuovo bene. La rideterminazione inciderà sull’ammontare del credito d’imposta relativo al periodo d’imposta in cui lo stesso deve intendersi maturato.
Se il costo del bene di rimpiazzo è superiore al costo non ammortizzato del bene sostituito, tale differenza concorre alla determinazione dell’investimento netto del periodo d’imposta in cui il rimpiazzo si è verificato.
Il credito d’imposta indebitamente utilizzato deve essere versato entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo d’imposta in cui si verificano le ipotesi ivi indicate.
Con uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, verranno emanate disposizioni per l’effettuazione delle verifiche necessarie a garantire la corretta applicazione delle disposizioni normative.
Tali verifiche, da effettuarsi dopo almeno dodici mesi dall’attribuzione del credito di imposta, sono, altresì, finalizzate alla valutazione della qualità degli investimenti effettuati, anche al fine di valutare l’opportunità di effettuare un riequilibrio con altri strumenti aventi analoga finalità.
Ad ogni modo, fa carico al soggetto che fruisce dell’incentivo di acquisire, contabilizzare, conservare ed esibire, ove richiesto, tutta la documentazione elementare (contratti, corrispondenza, ordini, fatture, etc.) inerente all’investimento agevolato oggetto, insieme ai libri ed alle scritture contabili, di attento esame in sede di controllo.
Tali controlli, oltre che sugli aspetti documentali, si incentreranno, come per il passato, sull’effettività del costo sostenuto in relazione agli investimenti agevolati, nonché sulla reale destinazione (ed effettiva localizzazione) del bene dalla specifica struttura produttiva di appartenenza del soggetto che ha beneficiato del credito d’imposta.
I verificatori, prima dell’accesso, a seguito dei riscontri effettuati sulla base dei tabulati relativi ai soggetti che hanno utilizzato tale credito d’imposta, condurranno la consueta attività istruttoria tramite interrogazione al Sistema Informativo, acquisendo informazioni su:
– posizione fiscale, codice attività, data inizio attività, dati relativi alle ultime dichiarazioni;
– ubicazione della sede dell’impresa e dei locali utilizzati per l’esercizio dell’attività;
– atti registrati relativi a compravendite di immobili, sottoscrizioni di aumenti di capitale, appalti, etc..
Le informazioni acquisite potranno consentire di accertare, per esempio:
– che la sede della ditta si trovi in una regione compresa tra i territori rientranti nel beneficio;
– che le tipologie di attività esercitate dal soggetto (tramite codici di attività) non rientrino in un settore escluso;
– la situazione giuridica del soggetto (normale attività, soggetto estinto, soggetto in liquidazione/fallito);
– i limiti dimensionali dell’impresa;
– la presenza di operazioni relative all’acquisizione di beni in data antecedente all’approvazione del regime agevolativo da parte della Commissione Europea;
– che il credito d’imposta sia stato indicato in dichiarazione.
In sede di controllo i verificatori compiranno tutta una serie di operazioni volte a:
– verificare l’utilizzazione e la destinazione in maniera duratura ed esclusiva del bene alla struttura produttiva di appartenenza del soggetto che ne beneficia;
– valutare la strumentalità dei beni in questione rispetto all’attività esercitata;
– accertare l’effettiva entrata in funzione del bene entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello della sua acquisizione o ultimazione;
– appurare l’effettività del costo sostenuto in relazione agli investimenti agevolati, non solo in relazione alla concreta realizzazione dell’investimento stesso ma anche al puntuale ed integrale sostenimento del costo di acquisizione o ultimazione del bene oggetto dell’investimento, come originariamente pattuito ed assunto ai fini della concessione del credito d’imposta;
– acquisire gli estremi dei fornitori dei beni e/o servizi, al fine di consentire l’effettuazione di eventuali controlli incrociati, acquisendo fotocopia delle fatture.
In tale ottica non è consentito permettere a terzi, in forza di meccanismi negoziali atipici, di utilizzare, direttamente o indirettamente i predetti beni: il rispetto di tale condizione sarà presumibilmente oggetto di appositi controlli, anche in sede di accesso presso i siti imprenditoriali cui sono destinati i beni oggetto dell’agevolazione.
In particolare, potrà essere verificata l’effettiva entrata in funzione dei beni, nonché la presenza di ulteriori cause che comportano la decadenza dell’agevolazione quali, ad esempio, la dismissione, la cessione a qualunque titolo (vendita, affitto, etc.) a terzi, la destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa, il trasferimento dei beni da un ramo d’azienda ad un altro, e comunque l’utilizzo da parte di terzi di beni