Source: http://www.penale.it/page.asp?mode=2&IDcat=19&IDcat2=2
Timestamp: 2017-11-25 09:25:40+00:00
Document Index: 52459982

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 600', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 69', 'art. 3', 'art. 609', 'art. 99', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 609', 'sentenza ', 'art. 609', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 574', 'sentenza ', 'art. 600', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 275', 'art. 2', 'art. 575', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 615', 'art. 3', 'art. 275', 'art. 2', 'art. 600', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 600', 'art. 596', 'art. 9', 'art. 612', 'art. 612', 'art. 62', 'art. 1', 'art. 99', 'art. 407', 'art. 133', 'art. 62', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'sentenza ', 'art. 600', 'sentenza ', 'art. 576', 'art. 615', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 615', 'art. 68', 'art. 615', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 384', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 616', 'sentenza ', 'art. 600', 'art. 609', 'art. 609', 'art. 3', 'art. 6']

Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 18 febbraio 2016 (dep. 21 marzo 2016) n. 11675
Il reato di cessione di materiale pornografico relativo a minori (art. 600ter, comma 4, c.p.) è punibile solamente quando sia stato realizzato da terzi rispetto al soggetto ritratto.
Tribunale di Vallo della Lucania, Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, sentenza 24 febbraio 2016, n. 22
L'amministratore di un gruppo Facebook non risponde del reato di diffamazione per i commenti di terzi a meno che non li abbia approvati espressamente. Tuttavia, sarà punibile qualora abbia scientemente omesso di cancellare, anche a posteriori, le frasi diffamatorie. Una discutibile decisione - in questa seconda parte - del GUP di Vallo della Lucania.
Corte di Cassazione, sentenza 12 febbraio 2015 (dep. 8 giugno 2015), n. 24431
Diffamazione su una bacheca Facebook: è diffamazione aggravata per l'uso del "mezzo di pubblicità"
Corte Costituzionale, sentenza 14 aprile 2014 (dep. 18 aprile 2014), n. 106
Un altro colpo alla ex Cirielli. Iillegittimità costituzionale dell’art. 69, quarto comma, c.p., come sostituito dall’art. 3 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 609-bis, terzo comma, c.p. (violenza sessnale ipotesi lieve). sulla recidiva di cui all’art. 99, quarto comma, c.p.
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 29 ottobre 2013 (dep. 2 settembre 2013), n. 47820
Lo scaricamento di ingenti quantitativi di materiale pedopornografico e l'uso di specifici programmi per il download non può essere posto alla base di una condanna per diffusione di detto materiale, specie sotto l'aspetto del dolo che, in tale modo, non può dirsi provato.
Mariacarmela Lospinuso, I risvolti giuridici del complesso di Elettra. Nota a sentenza della Corte di Cassazione, sezione IV penale, 9 febbraio 2012 (dep. 9 marzo 2012), n. 9349
Sommario: 1. Dalla mitologia greca al caso concreto: analisi della decisione della Corte di Cassazione – 2. La irrilevanza del consenso della persona offesa nel reato di violenza sessuale con minorenne – 3. La circostanza attenuante ex art. 609 quater 4° comma c.p. e i criteri di valutazione del danno morale – 4. La testimonianza del minore tra attendibilità e “manipolazione” delle dichiarazioni
Corte di Cassazione, sezione IV penale, sentenza 9 febbraio 2012 (dep. 9 marzo 2012), n. 9349
Nel delitto di atti sessuali con minorenne (art. 609-quater c.p.) sono da considerarsi vietati anche gli atti sessuali compiuti dal minore sulla persona dell’adulto, autore del fatto. Non rilevano il comportamento inerte o passivo del reo e la partecipazione attiva o l’iniziativa della vittima.
Claudio Spagnoletti, Violenza sessuale di gruppo e custodia cautelare
Nota a Corte di Cassazione, Sezione III Penale, sentenza 20 gennaio 2012, n. 4377
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 14 dicembre 2011 (dep. 17 gennaio 2012), n. 1399
Investigazioni difensive: la richiesta di audizione volta all'audizione in incidente probatorio del testimone o della persona che abbia esercitato la facoltà di non rispondere o di non rendere la dichiarazione non comporta l'automatico accoglimento da parte del GIP che deve comunque valutare la rilevanza ai fini investigativi delle circostanze in relazione alle quali si vuole che la persona sia sentita.
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 6 dicembre 2011 (dep. 30 dicembre 2011), n. 48744
Si configura il delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione anche nei confronti di un bambino di cinque mesi, mentre il delitto previsto dall’art. 574 c.p. risulta introdotto dal’ordinamento al solo fine di tutelare la potestà genitoriale, come è dimostrato dalla sua collocazione normativa.
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, sentenza 10 novembre 2011 (dep. 28 novembre 2011), n. 44065
Il mero utilizzato di programmi di condivisione peer to peer (P2P) in assenza di ulteriori elementi di riscontro non può fondare una condanna per il reato di divulgazione di materiale pedopornografico ex art. 600-ter, comma 3, c.p.
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, sentenza 28 ottobre 2011 (dep. 29 novembre 2011), n. 44126
Il periodico on-llne non può essere considerato "stampa" ai sensi dell'articoIo 57 c.p., pertanto la condotta contestata di non aver impedito la commissione del reato di diffamazione va giudicata come non prevista dalla legge come reato
Corte di Cassazione, Sezione III Penale, sentenza 2 febbraio 2011 (dep. 25 marzo 2011), n. 11997
E' penalmente rilevante anche la realizzazione del materiale pedopornografico avvenuta in maniera "casalinga" o "estemporanea" ancorché non destinata a soddisfare il c.d. "mercato" della pedofilia. In taluni casi, laddove sia esclusa la punibilità della produzione (ex art. 600-ter c.p.), soccorre la norma di chiusura rappresentata dall'art. 600-quater c.p.
Corte Costituzionale, Sentenza 9 maggio 2011 (dep. 12 maggio 2011), n. 164
Stop alla custodia cautelare obbligatoria in caso di omicidio volontario. Illegittimità costituzionale dell’art. 275, comma 3, secondo e terzo periodo, c.p.p., come modificato dall’art. 2 del d.l. 23 febbraio 2009, n. 11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori), convertito, con modificazioni, dalla l, 23 aprile 2009, n. 38, nella parte in cui – nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto di cui all’art. 575 del codice penale, è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari – non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure
Tribunale di Milano, IX Sezione Penale, Sentenza 11 novembre 2010
Non costituisce reato la detenzione di disegni o cartoni animati pedopornografici riproducenti bambini e adolescenti di fantasia
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 15 marzo 2011 (dep. 28 aprile 2011), n. 16307
Rispetto all'offesa della reputazione altrui realizzata via internet, ai fini dell'individuazione della competenza, sono inutilizzabili, in quanto di difficilissima, se non impossibile individuazione, criteri oggettivi unici, quali, ad esempio, quelli di prima pubblicazione, di immissione della notizia nella rete, di accesso del primo visitatore. Per entrambe le ragioni esposte non è neppure utilizzabile quello del luogo in cui a situato il server (che può trovarsi in qualsiasi parte del mondo), in cui il provider alloca la notizia. Ne consegue che non possono trovare applicazione né la regola stabilita dall'art. 8 cod. proc. pen. né quella fissata dall 'art. 9, comma 1, cod. proc. pen., ma è necessario fare ricorso ai criteri suppletivi fissati dal secondo comma del predetto art. 9 cod. proc. pen., ossia al luogo di domicilio dell'imputato
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 13 dicembre 2010 (dep. 21 gennaio 2011), n. 1934
In tema di aggravante dell'interesse pubblico del reato accesso abusivo a sistema informatico, non è sufficiente che il sistema appartenga ad un gestore telefonico (che agisce in qualità di concessionaria di pubblico servizio) perché rilevi ai fini dell'aggravante stessa
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Ordinanza 11 febbraio 2011 (dep. 23 febbraio 2011), n. 11714/2011
Reati informatici. Rimesso alle Sezioni Unite il quesito "Se costituisca il reato previsto dall'art. 615 ter cod. pen. l'accesso di soggetto abilitato ad un sistema informatico protetto per scopi e finalità estranee a quelle per le quali la chiave di accesso gli era stata attribuita".
Tribunale di Napoli, Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari - Ufficio Quarto, Ordinanza 23 febbraio 2011
Stalking, divieto di avvicinamento e frequentazione col figlio comune alla persona offesa
Tribunale di Brescia, Sezione I Penale, Sentenza nr. 3579 del 01 ottobre 2010 (dep. 30 dicembre 2010)
Non integrano il reato di favoreggiamento della prostituzione, p. e p. dall'art. 3, n. 8 L. 75/58, gli atti diretti “a favore della persona della prostituta” e non della prostituzione della stessa. Tali devono considerarsi l'intestazione, da parte di una prostituta, dell'appartamento e delle utenze in cui la stessa eserciti il meretricio unitamente ad altre donne, con organizzazione per la suddivisione equanime delle spese. Non integrano il reato de quo, e sono penalmente irrilevanti, nemmeno la mera pubblicazione di annunci, non accompagnata da ulteriori attività quali ad esempio l’interessarsi alle foto delle donne da pubblicare, l’aver contattato il fotografo per fare delle nuove doto, il far sottoporre le donne a servizio fotografici erotici.
Corte Costituzionale, Sentenza 7 luglio 2010 (dep. 21 luglio 2010), n. 265
Illegittimità costituzionale dell’art. 275, comma 3, secondo e terzo periodo, c.p.p., come modificato dall’art. 2 del d.l. 23 febbraio 2009, n. 11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori), convertito, con modificazioni, dalla l. 23 aprile 2009, n. 38, nella parte in cui – nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti di cui agli articoli 600-bis, primo comma, 609-bis e 609-quater del codice penale, è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari – non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure.
Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 4 marzo 2010 (dep. 22 marzo 2010), n. 10981
Il giudice italiano, nell'applicazione dell'art. 600 ter c.p., deve fare riferimento alla nozione di pedopornografia fornita dall'art. 1 della decisione quadro 2004/68/GAI, al fine di rendere compatibile la fattispecie penale ai principi di determinatezza e offensività.
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 12 gennaio 2010 (dep. 23 marzo 2010), n. 11082
Ai fini della punibilità per il reato d cui all'art. 600-ter, comma 3, c.p. (divulgazione di materiale pedopornografico) non è sufficiente provare l'utilizzo di programmi di file-sharing
Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 17 dicembre 2009 (dep. 3 marzo 2010), n. 8286
La consumazione di un rapporto sessuale con una prostituta può integrare il delitto di violenza sessuale in caso di mancata corresponsione del compenso pattuito.
Corte Costituzionale, Sentenza 19 ottobre 2009 (dep. 29 ottobre 2009), n. 273
Illegittima l'esclusione dell'exceptio veritatis nella diffamazione militare (c.p. di pace) nel caso in cui la persona offesa sia un pubblico ufficiale ed il fatto ad esso attribuito si riferisca all'esercizio delle sue funzioni. Illegittima, altresì, l'esclusione del comma 4 dell'art. 596 c.p.
Corte di Cassazione Sezione V Penale, Sentenza del 12 maggio 2009 (dep. 23 settembre 2009), n. 28219
La portata offensiva di un'espressione dev'essere valutata in relazione al contesto nel quale essa è pronunciata; un reality show, caratterizzato dal contrasto verbale, ricercato e voluto, consente di non attribuire valenza lesiva alla parola "pedofilo", quand'essa sia pronunciata in tono scherzoso ed allusivo alle attenzioni, rivolte ad un soggeto più giovane, ancorché adulto, da parte della persona, oggetto della comunicazione.
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 5 febbraio 2009 (dep. 25 febbraio 2009), n. 8513/2009
La diffamazione telematica si consuma nel momento e nel luogo in cui i terzi percepiscono l'espressione ingiuriosa, che, nel caso in cui le frasi offensive siano state immesse sul web, sono quelli in cui il collegamento viene attivato. Ove detto luogo non sia individuabile, deve farsi ricorso ai criteri suppletivi di cui all'art. 9 c.p.p.. Ed in tal senso, a norma del comma 2 di detto articolo, la competenza va attribuito al giudice della residenza dell'imputato, non essendo noto il luogo indicato nel comma 1, vale a dire "l'ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell'azione o dell'omissione".
Tribunale di Bari, Sezione Riesame, Ordinanza del 6 aprile 2009 n. 347 sulla condotta di stalking di cui all'art. 612-bis c.p.
Il Tribunale del Riesame di Bari opera una delle primissime applicazioni del neonato art. 612-bis c.p., evidenziando che tale figura delittuosa si distingue dai maltrattamenti per la circostanza che le condotte del denunciato sono reiterate ed ingenerano un fondato timore da parte della vittima di un male più grave, pur senza arrivare ad integrare i reati di lesioni o maltrattamenti.
Tribunale di Perugia, Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, 28 aprile 2009
Questione di legittimità costituzionale dell’art. 62 bis secondo comma cp, come riformulato dall’art. 1 L 5-12-2005 n. 251, nella parte in cui, nel caso di recidivo reiterato ex art. 99/4° co. cp, chiamato a rispondere di taluno dei delitti di cui all’art. 407 co. 2 lett. a) cpp, per il quale sia prevista una pena non inferiore nel minimo a cinque anni, non consente di fondare sui parametri di cui al secondo comma dell’art. 133 cp, in particolare sul comportamento susseguente al reato, la concessione dell’attenuante di cui all’art. 62 bis primo comma cp.
Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 10 luglio 2008 (dep. 23 settebre 2008), n. 36364
Per cessione di materiale pedopornografico occorre la previa detenzione. Ne consegue che la detenzione di materiale pedopornografico assume i connotati di un antefatto non punibile e per tale ragione rimase assorbito nel delitto di cessione. In definitiva, la condotta di cui all'art. 600 quater c.p., rimarrà assorbita in quelle di cui all'art. 600 ter allorchè sussista una progressione criminosa o un assorbimento e la condotta della detenzione sia prodromica a quelle di cui all'art. 600 ter c.p.. Nella fattispecie tra la condotta di cui all'art. 600 quater c.p. e quella di cui all'art. 600 ter c.p., comma 4 esiste assorbimento e non concorso di reati o concorso apparente di norme, perchè il reo per cedere il materiale ha dovuto prima procuraselo.
Corte ci Cassazione, sezione III penale, sentenza 7 novembre 2008 (dep. 13 marzo 2009), n. 11169
Ai fini della configurabilità del reato ex art. 600-ter, comma 3, c.p. (divulgazione di materiale pedopornografico) è necessaria la prova della messa in condivisione e non soltanto il fatto obiettivo dell'uso di programmi di file-sharing (peer to peer)
Tribunale di Perugia, sentenza del 28 ottobre 2008 (dep. 26/01/2009)
REATO - CONCORSO DI REATI - CONCORSO FORMALE - REATO DI OMICIDIO E VIOLENZA SESSUALE CONTESTUALMENTE COMMESSA - ESCLUSIONE - ASSORBIMENTO DEL SECONDO DELITTO NEL PRIMO QUALE CIRCOSTANZA AGGRAVANTE - SUSSISTENZA. PARTE CIVILE - DOMANDA DI RISARCIMENTO DANNI - DANNO NON PATRIMONIALE - LIQUIDAZIONE DEL GIUDICE DI MERITO IN VIA EQUITATIVA - AMMISSIBILITA’ E’ escluso il concorso formale tra i delitti di omicidio e di violenza sessuale contestualmente commessa, quest'ultima restando assorbita nel primo sub specie di circostanza aggravante ex art. 576, comma primo, n. 5, c.p., senza che neppure sia richiesta alcuna connessione di tipo finalistico tra i due reati. La persona offesa dal reato che invoca in sede penale l'accertamento del fatto costitutivo del suo diritto al risarcimento o alla restituzione non è esonerata dall'obbligo di provare la portata lesiva del fatto, la specie e l'entità della lesione subita, la riconducibilità della lesione al fatto reato e di fornire gli elementi indispensabili per la quantificazione del danno. In relazione al danno non patrimoniale, comunque, la valutazione del giudice del merito non può essere analitica ma è rimessa, in via equitativa, al suo prudente apprezzamento
Corte di Cassazione, Sezione Quinta Penale, Sentenza 17 settembre 2008 (dep. 1° dicembre 2008), n. 44712
Morte per infezione da HIV: quando c'è dolo eventuale e non semplice colpa cosciente
Corte di Cassazione, Sezione IV Penale, Sentenza 24 giugno 2008 (dep. 30 ottobre 2008), n.
Farmaci "off-label" (somministrati in via sperimentale con finalità terapeutiche diverse da quelle riconosciute ai medesimi). Responsabilità per lesioni colpose se il medico non si sia attenuto al limite determinato dal rapporto rischio-beneficio nell’utilizzazione del farmaco ed indipendentemente dal consenso informato
Accesso abusivo a sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.): punibile anche colui che si trattenga contro la volontà dell'avente diritto, pur in assenza di misure di sicurezza, ma l'"appropriazione di dati" non è autonomamente punibile
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 6 giugno 2008 (dep. 12 agosto 2008), n. 33353
E’ legittimo criticare l’operato delle forze dell’ordine in sede di perquisizione del proprio giornale
Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza 10 Giugno 2008 (dep. 21 luglio 2008), n. 30403
I jeans non sono “paragonabili” a una specie di “cintura di castità” e, dunque, non possono essere considerati un ostacolo a una violenza sessuale.
Corte di Cassazione, Sezione I penale, sentenza 22 settembre 2006 (dep. 10 novembre 2006), n. 37385
Omicidio preterintenzionale – Elemento soggettivo – Dolo misto a colpa. L’elemento psicologico del delitto preterintenzionale deve essere individuato, coerentemente con il principio di colpevolezza e con le affermazioni contenute nella sentenza della Corte Costituzionale n. 368 del 1988, nel dolo misto a colpa, riferito il primo al reato meno grave e la seconda all’evento più grave in concreto realizzatosi, dovendosi verificare, di volta in volta, la concreta prevedibilità ed evitabilità dell’evento maggiore ai fini dell’imputazione (fattispecie di omicidio in cui la sussistenza della preterintenzione è stata negata, ricorrendo il dolo diretto omicidiario).
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 15 gennaio 2008 (dep. 29 aprile 2008), n. 17401
Legittimo il vincolo cautelare reale su un sito Internet quando appare necessario ad evitare che si possano aggravare o protrarre le conseguenze del reato di diffamazione "telematica"
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 22 febbraio 2008 (dep. 29 aprile 2008), n. 17408
Sequestrabili, al di là del divieto di cui all'art. 1 R.D.Lgs. n. 561 del 1946, le fotografie, già pubblicate da un periodico, ritraenti momenti della vita privata ed ottenute mediante una condotta costituente reato ai sensi dell’art. 615-bis cod. pen. (interferenze illecite nella vita privata)
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 15 febbraio 2008 (dep. 11 aprile 2008), n. 15323
La Corte afferma che l’immunità parlamentare ex art. 68 Cost. ha natura di causa di non punibilità, dunque, in tema di diffamazione a mezzo stampa, non si estende al compartecipe o al direttore del giornale.
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 4 aprile 2008 (dep. 17 aprile 2008), n. 16262
Nel caso di pubblicazione telematica, analogamente a quanto ritenuto per i giornali a stampa, deve necessariamente presumersi che all'immissione faccia seguito, in tempi assai ravvicinati, il collegamento da parte di lettori senza che sia necessario un concreto accertamento sull'eventuale ed effettiva comunicazione a più persone
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 30 gennaio 2008 (dep. 18 marzo 2008), n. 12402 (Pres. Ferrua, Rel. Rotella)
Installazione di apparecchiature per "Intercettazioni" ambientali tra presenti in autovetture private poste sulla pubblica via: non applicabili le norme poste a tutela delle comunicazioni a distanza e l'art. 615-bis c.p. relativo ad abitazioni e luoghi di privata dimora. Da escludere anche la rilevanza della disciplina in tema di dati personali (previgente l. 675/96)
Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 20 novembre 2007 (dep. 14 gennaio 2008), n. 2781
Il reato di cui all'art. 600-ter, comma 1, c.p. (produzione di materiale pedopornografico) e' di pericolo concreto. Ne consegue che occore provare, appunto, il pericolo di destinazione a terzi. Lo stesso reato esclude la punibilita' per quello di cui all'art. 600-quater c.p. in caso di detenzione del materiale illecito preventivamene prodotto dal soggetto (post factum non punibile).
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 29 novembre 2007 (dep. 14 febbraio 2008), n. 7208
La Corte a Sezioni Unite precisa che la causa di esclusione della punibilità di falsa testimonianza di cui all’art. 384 cod. pen., prevista per chi ha commesso il fatto per essere stato costretto dalla necessità di salvare sé o un prossimo congiunto da un grave e inevitabile nocumento nella libertà e nell’onore, non opera nell’ipotesi in cui il testimone abbia deposto il falso pur essendo stato avvertito della facoltà di astenersi.
Il genitore del minore vittima di abusi sessuali ha diritto (iure proprio) al risarcimento del danno subito
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 26 giugno 2007 (dep. 2 ottobre 2007), n. 36068
Commette il reato di cui all’art. 615-bis c.p. la badante che fotografa la casa del proprio datore di lavoro per dimostrare la sussistenza del rapporto lavorativo
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 28 novembre 2007 (dep. 14 gennaio 2008), n. 1766
Non è reato filmare i rapporti sessuali con il partner a sua insaputa (purché non siano mostrate a terzi) (su contestazione del reato di cui all'art. 615-bis c.p.)
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 11 dicembre 2007 (dep. 19 dicembre 2007), n. 47096 (Pres. G. Pizzuti, Rel. A. Nappi)
L'esistenza di una password per la visione della posta elettronica legittimamente a disposizione del datore di lavoro, non vale a qualificare detta corrispondenza come "chiusa". Ne consegue che, previa anche adeguata informativa al dipendente, il datore di lavoro puo' accedervi legittimamente (relativamente ad una casella aziendale e sulla contestazione del reato di cui all'art. 616 c.p.)
Tribunale di Milano, sezione decima penale, sentenza 8 marzo 2007 (dep. 19 luglio 2007) n. 2161
Iniziative turistiche di sfruttamento sessuale Integra il delitto di cui all'art. 600 quinquies c.p. la condotta di chi si adoperi, anche in maniera non professionale, per organizzare il viaggio all'estero verso Paesi ove si pratichi la prostituzione minorile, ed allo scopo utilizzi materiale pedopornografico, anche personalmente prodotto, per confezionare materiale divulgativo e cataloghi
Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 20 settembre 2007 (dep. 12 novembre 2007), n. 41570
Giudice dell'Udienza Preliminare presso il Tribunale di Roma, Sentenza 23 luglio 2007 (dep. 17 ottobre 2007), n. 2049
La condotta di colui che rifiuta una terapia salvavita costituisce esercizio di un diritto soggettivo riconosciutogli in ottemperanza al divieto di trattamenti sanitari coatti sancito dalla Costituzione (cd. Caso Welby).
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 15 giugno 2007 (dep. 20 luglio 2007), n. 29728
Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: l’ingresso della Romania nella Ue non fa venire meno il reato
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 5 giugno 2007 (dep. 12 settembre 2007), n. 34432
Diffamazione a mezzo stampa: legittimo criticare i provvedimenti giudiziari e le scelte dei magistrati (strascichi del caso Jucker)
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 5 maggio 2007 (dep. 14 settembre 2007), n. 34849
Diffamazione a mezzo stampa e critica politica: la Cassazione censura linguaggio e modus operandi dei nostri politici
Corte di Cassazione, Sezione III penale, Sentenza 18 settembre 2007 (dep. 9 ottobre 2007), n. 37147
La Cassazione conferma l'ordinanza di scarcerazione degli indagati per i presunti abusi sugli alunni dell'asilo di Rignano Flaminio.
Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 5 giugno 2007 (dep. 12 luglio 2007), n. 12551
Penalmente illecita la realizzazione di materiali pedopornografici anche tra minori, a prescindere dal consenso
Tribunale di Tolmezzo, in composizione monocratica, Sentenza 30 marzo 2006
Interferenze illecite nella vita privata. NOn rileva la finalità della ripresa (pur destinata a far valere un diritto in sede giudiziale). Il balcone va considerato luogo esposto al pubblico, ma parte della privata dimora.
Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 28 aprile 2006 (dep. 12 ottobre 2006), n. 34120/2006 (739/2006)
Atti sessuali con minore: la spigliatezza della vittima non implica la lieve entità del fatto
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 20 giugno 2006 (dep. 8 agosto 2006), n. 28337/2006 (1134/2006)
"Atti sessuali": anche il palpeggiamento fugace è reato
Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 2 febbraio 2006 (dep. 7 marzo 2006), n. 07873/2006 (208/2006)
Concetto di "minore": ai fini dell'art. 609 septies comma 4 n.2 cp significa infradiciottenne mentre ai fini dell'art. 609 quater comma 1 n.2 cp significa infrasedicenne
Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 26 gennaio 2006 (dep. 9 giugno 2006), n. 19808/2006 (138/2006)
Un bacio rubato è violenza sessuale - Riepilogo del concetto di "atti sessuali"
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 20 aprile 2006 (dep. 16 maggio 2006), n. 16571/2006 (741/2006)
I "rischi" di un posteggio in area altrui
Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 15 novembre 2005 (dep. 11 gennaio 2006), n.00549/2006 (2046/2005)
Anche sfiorare con le labbra il viso altrui è "atto sessuale"
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 17 novembre 2005 (dep. 5 dicembre 2005), n. 44295/2005 (n. 2230/2005)
Odio razziale: l'espressione "sporche negre" non configura, necessariamente, l'aggravante di cui all'art. 3, comma 1, d.l. 122/93
Corte di Cassazione, Sezione II Penale, Sentenza 21 settembre 2005 (dep. 14 ottobre 2005), n. 37463 (n. 1742/2005)
In materia di diffamazione a mezzo della stampa e diritto di cronaca, l'esimente opera anche nel caso in cui il giornalista abbia aggiunto al nucleo oggettivamente vero dell'episodio riportato, ulteriori dati imprecisi, sempre che tali elementi siano non decisivi nè determinanti, ossia incapaci di alterare la verità oggettiva della notizia
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 17 novembre 2005 (dep. 14 dicembre 2005), n.45345/2005 (2210/2005)
Il tatuaggio su minore richiede il placet genitoriale
Corte di Cassazione, Sezione IV Penale, Sentenza 4 maggio 2005 (dep. 21 ottobre 2005), n. 38818 (n. 698/2005)
Incombe sul proprietario dell'immobile locato l'onere di consegnare all'inquilino un impianto di riscaldamento revisionato, in piena efficienza e privo di carenze funzionali e strutturali. Un caso di omicidio colposo
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 17 novembre 2000 (dep. 27 dicembre 2000), n. 4741
Vi è giurisdizione del giudice italiano, ai sensi dell'art. 6, comma 2, c.p., anche se lo scritto offensivo è stato pubblica su un server collocato all'estero. In un caso di diffamazione online che la Corte assume consumarsi al momento e nel luogo della percezione da parte di soggetti diversi dall'offeso