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Timestamp: 2020-05-26 23:43:58+00:00
Document Index: 95216621

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 64', 'art. 1', 'art. 17']

Lanfranco Palazzolo: 2-mar-2011
La legge sull'insegnamento dell'inno nazionale
L’articolo unico della proposta di legge 4117 dispone che a decorrere dal prossimo anno scolastico 2011/2012 nelle scuole del primo ciclo è previsto, nell’ambito delle attività volte all’acquisizione delle competenze e delle conoscenze relative a Cittadinanza e Costituzione, l’insegnamento dell’inno nazionale e dei suoi fondamenti storici e ideali, con il supporto degli strumenti didattici necessari.
Con riferimento all’ambito disciplinare nel quale si prevede l’introduzione dell’insegnamento dell’inno, si ricorda che l’art. 1 del D.L. 137/2008 (L. 169/2008) ha previsto che, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, al fine di favorire l’acquisizione delle competenze relative a “Cittadinanza e Costituzione”, fossero predisposte azioni di sperimentazione ai sensi dell’art. 11 del d.P.R. n. 275/1999, nonché di sensibilizzazione e di formazione del personale docente.
Nel marzo dello stesso anno, il MIUR aveva diramato il documento di indirizzo per la sperimentazione dell’insegnamento della stessa materia nel quale venivano declinati i percorsi specifici per ciascun ordine di scuola. Il documento illustrava i nuclei tematici e gli obiettivi di apprendimento caratterizzanti l’insegnamento, affidando alle scuole e ai docenti il compito di distribuire i contenuti declinati nell’arco dei diversi anni di corso. In particolare, per la scuola primaria si prevedeva l’insegnamento delle prime nozioni sulla Costituzione e sulla convivenza, i diritti fondamentali dell’uomo, il significato delle formazioni sociali, l’importanza della tutela del paesaggio, alcune basilari nozioni di sicurezza stradale, la salvaguardia della salute, il valore del rispetto delle regole. Per la scuola secondaria si prevedeva lo studio della Costituzione, con una particolare attenzione ai diritti e ai doveri del cittadino e il diritto internazionale in materia di diritti umani.
Come si è evidenzierà più ampiamente nel paragrafo “Coordinamento con la normativa vigente” - a fronte della previsione di regolamenti di delegificazione recata dall’art. 7 della L. 53/2003e sostanzialmente ripresa dall’art. 64 del D.L. 112/2008 - le Indicazioni nazionali per la scuola primaria e secondaria di primo grado sono recate dagli Allegati B e C al D.lgs. 59/2004, come aggiornate dalle Indicazioni per il curricolo di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione in data 31 luglio 2007.
Secondo quanto disposto dall’art. 1, comma 4, del già citato DPR 89/2009, l’eventuale revisione delle Indicazioni, nel triennio scolastico 2009-2010/2011-2012, avverrà con regolamento ministeriale da emanare ai sensi dell’art. 17, comma 3, della L. 400/1988.
Quest’ultimo è intervenuto per il secondo ciclo di istruzione il 28 dicembre 2005 e ha identificato nel 20% dei curricoli la quota oraria rimessa alle istituzioni scolastiche, da utilizzare nell'ambito degli indirizzi definiti dalle regioni.
Una procura non può dire stop alla legislatura
Voce Repubblicana del 2 marzo 2011
La procura di Milano non può determinare la fine della legislatura. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore del gruppo misto Riccardo Villari.
Senatore Villari, cosa pensa di questo esodo biblico dei parlamentari del Fli verso il Pdl? In queste settimane ci sono stati molti movimenti in partenza che hanno penalizzato anche il Pd. Cosa sta succedendo?
“Non c’è dubbio che ci sia una buona dose di opportunismo in alcuni spostamenti degli ultimi tempi. Va anche detto che, mai come in questa legislatura, stiamo assistendo al fallimento di alcuni progetti politici che erano stati enunciati. Il più clamoroso è quello del Partito democratico, laddove Rutelli, che è un cofondatore del Pd, è andato via sottolineando il fallimento di quel progetto politico che voleva mettere insieme la cultura del solidarismo cattolico con la sinistra riformista. E questo matrimonio non è riuscito. Del resto, basta leggere come in questa legislatura sono oltre 30 i parlamentari che sono andati via dal Partito democratico. Queste partenze si notano di meno perché sono avvenute goccia a goccia. Effettivamente c’è un fallimento politico dietro questo esodo, che è partito dal Pd”.
Per quanto riguarda il fallimento del Fli?
“Coloro che avevano seguito la scissione di Fini pensavano di restare nel centrodestra, ma dopo pochi mesi si sono trovati in una posizione diversa da quella di partenza. I parlamentari del Fli hanno aderito alla logica della solidarietà nazionale e a quella dell’antiberlusconismo a tutti i costi. Molti parlamentari hanno avvertito il disagio di questa posizione. Ora, molti vogliono ricamare su questa situazione. Tuttavia, credo che i due grandi progetti del Pd e del Pdl siano falliti. Il fallimento è stato più evidente nel centrosinistra, mentre nel centrodestra ci sono state delle scosse di assestamento. Il fatto che Fini e Rutelli progettino un polo di centro insieme, dopo essere stati avversari per anni, è la dimostrazione della confusione politica che regna in questo momento”.
Per quanto riguarda la legislatura pensa che durerà?
“Credo che le parole del Presidente della Repubblica siano state molto chiare. Napolitano ha ricordato che il governo deve avere i numeri per governare e varare provvedimenti utili al paese. Finché c’è questo si può andare avanti”.
Anche nel caso di una “marcia su Roma” della Procura della Repubblica di Milano?
“Voglio tenere fuori dai Palazzi il ragionamento della procura di Milano. Credo che il Parlamento sia sovrano. Il resto conta poco”.
Un gruppo di “Responsabili” è utile anche al Senato? Ci vuole una terza gamba?
“Credo che la terza gamba sia già nelle cose. Il Governo sta recuperando voti ovunque: nel gruppo misto e in altri gruppi. Se queste esperienze di metteranno insieme nascerà un nuovo gruppo”.