Source: https://sistemaproprietaintellettuale.it/angolo-del-professionista.html?start=75&limit=25
Timestamp: 2018-12-13 11:22:15+00:00
Document Index: 126455330

Matched Legal Cases: ['art. 109', 'sentenza ', 'CGUE ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

CESARE GALLI Tra un anno si aggiungerà ai marchi europei già esistenti una nuova tipologia di marchio. Infatti, tra le nuove norme introdotte con il regolamento comunitario lo scorso marzo, ve ne è una, che entrerà in vigore tra poco meno di un anno (1 ottobre 2017), che prevede il così detto "marchio di certificazione". Si tratta di un marchio che potrà registrare ogni soggetto che si prefigga come scopo quello di certificare prodotti o servizi. Si deve tuttavia trattare di un soggetto che non commercializzi direttamente gli stessi, ma si limiti ad appurare che il marchio sia apposto solamente su prodotti o servizi che soddisfino certi standard dettati, a seconda dei casi, dal materiale, dal procedimento di fabbricazione, dalla qualità, dalla precisione o da altre caratteristiche. Le qualità che il marchio di certificazione deve garantire devono essere esplicitate nel regolamento d’uso, che dovrà accompagnare la domanda di registrazione. Per coordinare questa nuova tipologia di marchio con il "marchio collettivo", il legislatore europeo ha previsto che, tra le caratteristiche che il "marchio di certificazione" potrà garantire, non vi è la provenienza geografica del prodotto o servizio. È previsto inoltre che, non solo il depositante deve essere un soggetto che non commerci direttamente i prodotti o servizi contraddistinti, ma che tale caratteristica debba averla ogni eventuale successivo soggetto che volesse divenire titolare del marchio stesso a seguito di trasferimento. In ragione del fatto che non è detto che tutte le legislazioni nazionali europee contemplino un istituto simile (per esempio, ad oggi, il "marchio di certificazione" non è previsto nella legislazione nazionale italiana), il regolamento prevede che la trasformazione di un marchio di certificazione, non potrà avvenire in quegli Stati europei che, tra le loro norme, non prevedono una figura equivalente. L’intento del legislatore europeo è evidente: creare un marchio che possa essere atto a valorizzare caratteristiche di un prodotto o servizio che non derivino necessariamente dall’ubicazione geografica. Potrebbe essere il caso di prodotti realizzati con un materiale peculiare o sviluppati con un particolare procedimento o con specifica precisione. Per la valorizzazione di queste il legislatore stesso ha pensato ad un ente che si ponga al di sopra delle persone, fisiche o giuridiche, che possono concretamente utilizzare il marchio stesso, affinché costui svolga una suprema funzione di garanzia delle qualità promesse. - See more at: http://www.bugnion.it/marchi_det.php?m=Contributi&id=558&session_menu=Marchi,%20disegni%20e%20modelli#sthash.L8Ku5wB4.dpuf La Corte di Giustizia europea si è pronunciata molte volte sull’ambito di protezione e più ancora sui requisiti per la valida concessione dei certificati protettivi complementari (SPC) per i medicinali, in sede di interpretazione pregiudiziale del relativo Regolamento comunitario. Anche se spesso le decisioni rese tradiscono la scarsa dimestichezza della Corte con il diritto dei brevetti, il fil rouge di questa giurisprudenza è dato dalla ricerca di un punto di equilibrio tra esclusiva e concorrenza fondato sulla considerazione della funzione economica che gli SPC (e le correlative regole sui farmaci generici) svolgono sul mercato, conformemente all’approccio “realistico” e fenomenologico (e implicitamente giusnaturalistico) che caratterizza in generale l’attitudine del diritto dell’Unione Europea nei confronti dei diritti di proprietà intellettuale.
ALESSANDRO LA ROSA Internet e le nuove tecnologie digitali stanno trasformando il mondo in cui viviamo ed in particolare si sta assistendo all’affermarsi di nuovi modelli di business. A tal proposito, la Commissione Europea è nel pieno dell’iter legislativo per la creazione di un mercato unico digitale, le cui principali priorità sono l’ammodernamento della legge sul copyright ed il funzionamento delle piattaforme online.
ANNALISA SPEDICATO Con la pronuncia n. 20188 del 18 agosto 2017, la Cassazione chiarisce la portata dell’art. 109 della legge sul diritto d’autore ai fini del riconoscimento dei diritti morali d’autore in relazione alla cessione di disegni.
La riproduzione dell’immagine di un disegno o modello a fini di citazione: il caso Nintendo
FABIO GHIRETTI L’utilizzo dell’immagine della consolle Wii della Nintendo e dei relativi componenti al fine della rivendita di accessori non originali con essa compatibili integra una riproduzione dei corrispondenti disegni e modelli “a fini di citazione” ai sensi dell’articolo 20.1, lett. c) del Regolamento n. 6/2002 sui disegni e modelli comunitari ed è dunque lecita ove rispetti le condizioni sancite da tale norma.
ALESSANDRO LA ROSA Un marchio deve essere dotato dei requisiti della novità e capacità distintiva (sicché, nel caso di specie, il segno del noto scooter “Innocenti Lambretta” non potrebbe coesistere con il segno “Lambretta Innocenti”). Ma il ricorso per cassazione è inammissibile tutte le volte in cui il motivo si risolva in un’interpretazione del contenuto delle dichiarazioni rese dai testi ammessi in sede d’appello, dunque in una censura di merito (Corte di cassazione, sezione I, sentenza 4 settembre 2017 n. 20717).
DAVIDE SCAVUZZO Nell’ambito dei rapporti tra il Regno Unito e l’Unione Europea, uno dei settori in cui la Brexit provocherà incertezza riguarda la protezione che il Governo britannico garantirà a determinati diritti di proprietà intellettuale, al trattamento delle domande per conseguirli ed al loro esaurimento.
RAFFAELLA PELLEGRINO La nuova legge sul cinema e l'audiovisivo (Legge 14 novembre 2016, n. 220, applicabile a decorrere dal 1° gennaio 2017) detta i principi fondamentali dell'intervento pubblico a sostegno di questo settore, al fine di promuoverne la crescita.
ANNALISA SPEDICATO A questa domanda ha risposto la CGUE offrendo precisazioni in merito alla funzione dei marchi collettivi, in un caso in cui un’impresa aveva utilizzato e registrato come elemento denominativo di un marchio dell’UE nel settore dell’abbigliamento intimo femminile un termine già registrato da un’associazione come marchio collettivo dell’UE in un settore completamente diverso.
GIACOMO LUSARDI Il 23 marzo 2016 è entrato in vigore il regolamento europeo 2424/2015, che ha apportato svariate modifiche alla disciplina del marchio comunitario, tra cui il nome, che è diventato “marchio dell’Unione Europea” e il nome dell’ufficio che lo amministra, passato da “OHIM” a “EUIPO” (European Union Intellectual Property Office). Il regolamento ha apportato modifiche a diversi aspetti riguardanti deposito, esame, opposizione, annullamento e ricorso in relazione al marchio dell’Unione Europea.
ALESSANDRO LA ROSA Come noto, il carattere creativo di un’opera (anche se minimo) e la novità dell’opera costituiscono requisiti necessari perché la stessa formi oggetto di diritto d’autore. Si deve evidenziare che il concetto giuridico di creatività non coincide con quelli di creazione, originalità e novità assoluta, bensì è inteso quale personale ed individuale espressione di un atto estrinsecato nel mondo esteriore.
ALESSIA RIZZOLI Come anticipato nel precedente commento già pubblicato "Il vino in borsetta: il valore sostanziale nel marchio 3-D", l’idea di mettere del vino in una borsetta fa sorge anche il problema se esistono o meno i presupposti per la sua protezione.
ALESSANDRO LA ROSA La sentenza n. 7940 del Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa – A, resa il 13.7.2017, ci permette di tornare a trattare il tema della concorrenza sleale e della contraffazione di marchi prestigiosi del settore di lusso.
ANNALISA SPEDICATO La Corte di Cassazione nella sua pronuncia n. 20189 del 18 agosto scorso ha rigettato il ricorso di una società titolare di un marchio registrato che agiva in sede di legittimità contro la decisione dei giudici d’appello, i quali avevano ritenuto valido il nome a dominio identico al marchio della ricorrente registrato da un’altra società che operava in un settore differente.
ALESSIA RIZZOLI Originale, davvero, l’idea di utilizzare la forma di una borsetta come contenitore per il vino. Ma le belle idee spesso non restano impunite. E così è accaduto che ne è nata una controversia nel nostro pese in cui i diritti vantati su quella idea da una azienda svedese, la OENOFOROS AKTIEBOLAG, sono stati messi in discussione da una concorrente nazionale sotto il profilo del marchio tridimensionale e del design.
CESARE GALLI Tra un anno si aggiungerà ai marchi europei già esistenti una nuova tipologia di marchio. Infatti, tra le nuove norme introdotte con il regolamento comunitario lo scorso marzo, ve ne è una, che entrerà in vigore tra poco meno di un anno (1 ottobre 2017), che prevede il così detto "marchio di certificazione". Si tratta di un marchio che potrà registrare ogni soggetto che si prefigga come scopo quello di certificare prodotti o servizi. Si deve tuttavia trattare di un soggetto che non commercializzi direttamente gli stessi, ma si limiti ad appurare che il marchio sia apposto solamente su prodotti o servizi che soddisfino certi standard dettati, a seconda dei casi, dal materiale, dal procedimento di fabbricazione, dalla qualità, dalla precisione o da altre caratteristiche. Le qualità che il marchio di certificazione deve garantire devono essere esplicitate nel regolamento d’uso, che dovrà accompagnare la domanda di registrazione. Per coordinare questa nuova tipologia di marchio con il "marchio collettivo", il legislatore europeo ha previsto che, tra le caratteristiche che il "marchio di certificazione" potrà garantire, non vi è la provenienza geografica del prodotto o servizio. È previsto inoltre che, non solo il depositante deve essere un soggetto che non commerci direttamente i prodotti o servizi contraddistinti, ma che tale caratteristica debba averla ogni eventuale successivo soggetto che volesse divenire titolare del marchio stesso a seguito di trasferimento. In ragione del fatto che non è detto che tutte le legislazioni nazionali europee contemplino un istituto simile (per esempio, ad oggi, il "marchio di certificazione" non è previsto nella legislazione nazionale italiana), il regolamento prevede che la trasformazione di un marchio di certificazione, non potrà avvenire in quegli Stati europei che, tra le loro norme, non prevedono una figura equivalente. L’intento del legislatore europeo è evidente: creare un marchio che possa essere atto a valorizzare caratteristiche di un prodotto o servizio che non derivino necessariamente dall’ubicazione geografica. Potrebbe essere il caso di prodotti realizzati con un materiale peculiare o sviluppati con un particolare procedimento o con specifica precisione. Per la valorizzazione di queste il legislatore stesso ha pensato ad un ente che si ponga al di sopra delle persone, fisiche o giuridiche, che possono concretamente utilizzare il marchio stesso, affinché costui svolga una suprema funzione di garanzia delle qualità promesse. - See more at: http://www.bugnion.it/marchi_det.php?m=Contributi&id=558&session_menu=Marchi,%20disegni%20e%20modelli#sthash.L8Ku5wB4.dpuf Il 15 dicembre 2016, la Sezione specializzata in Proprietà Intellettuale del Tribunale di Roma ha emesso una breve e concisa ordinanza che ha riconosciuto, accogliendone il reclamo, il diritto costituzionale della multinazionale tedesca Vorwerk di difendersi attraverso gli strumenti di tutela doganale previsti dal Regolamento UE n. 608/2013 contro l’importazione in Europa (e in particolare nel nostro Paese) di prodotti contraffattorî provenienti dall’Asia orientale.
Una saga italiana di diritto d'autore: la poltrona di Gio Ponti
ELENA VARESE Gli eredi del famoso architetto e designer Gio Ponti e la società Molteni & C. S.p.A. hanno promosso una causa presso il Tribunale di Milano contro Cassina S.p.A.. Oggetto del contendere era un modello di poltrona disegnato da Gio Ponti negli anni cinquanta, sul quale entrambe le società ritenevano di vantare diritti esclusivi.
CESARE GALLI L'articolo che qui si pubblica è la sintesi della Lectio Magistralis tenutasi a Roma il 15 giugno 2017 nell'ambito degli incontri dell'Accademia UIBM. Tra un anno si aggiungerà ai marchi europei già esistenti una nuova tipologia di marchio. Infatti, tra le nuove norme introdotte con il regolamento comunitario lo scorso marzo, ve ne è una, che entrerà in vigore tra poco meno di un anno (1 ottobre 2017), che prevede il così detto "marchio di certificazione". Si tratta di un marchio che potrà registrare ogni soggetto che si prefigga come scopo quello di certificare prodotti o servizi. Si deve tuttavia trattare di un soggetto che non commercializzi direttamente gli stessi, ma si limiti ad appurare che il marchio sia apposto solamente su prodotti o servizi che soddisfino certi standard dettati, a seconda dei casi, dal materiale, dal procedimento di fabbricazione, dalla qualità, dalla precisione o da altre caratteristiche. Le qualità che il marchio di certificazione deve garantire devono essere esplicitate nel regolamento d’uso, che dovrà accompagnare la domanda di registrazione. Per coordinare questa nuova tipologia di marchio con il "marchio collettivo", il legislatore europeo ha previsto che, tra le caratteristiche che il "marchio di certificazione" potrà garantire, non vi è la provenienza geografica del prodotto o servizio. È previsto inoltre che, non solo il depositante deve essere un soggetto che non commerci direttamente i prodotti o servizi contraddistinti, ma che tale caratteristica debba averla ogni eventuale successivo soggetto che volesse divenire titolare del marchio stesso a seguito di trasferimento. In ragione del fatto che non è detto che tutte le legislazioni nazionali europee contemplino un istituto simile (per esempio, ad oggi, il "marchio di certificazione" non è previsto nella legislazione nazionale italiana), il regolamento prevede che la trasformazione di un marchio di certificazione, non potrà avvenire in quegli Stati europei che, tra le loro norme, non prevedono una figura equivalente. L’intento del legislatore europeo è evidente: creare un marchio che possa essere atto a valorizzare caratteristiche di un prodotto o servizio che non derivino necessariamente dall’ubicazione geografica. Potrebbe essere il caso di prodotti realizzati con un materiale peculiare o sviluppati con un particolare procedimento o con specifica precisione. Per la valorizzazione di queste il legislatore stesso ha pensato ad un ente che si ponga al di sopra delle persone, fisiche o giuridiche, che possono concretamente utilizzare il marchio stesso, affinché costui svolga una suprema funzione di garanzia delle qualità promesse. - See more at: http://www.bugnion.it/marchi_det.php?m=Contributi&id=558&session_menu=Marchi,%20disegni%20e%20modelli#sthash.L8Ku5wB4.dpuf Mai come in questo momento, in cui addirittura la stampa 3D consente di realizzare tutte le componenti di un edificio, la protezione del progetto, sia esso di industrial design come di architettura, assume un’importanza cruciale, per gli architetti come per i committenti, privati e pubblici.
CECILIA TREVISI - SILVIA GANDOLA Il Tribunale di Roma nella sentenza del 18 gennaio 2017 n. 775 torna a parlare di format e lo fa in un settore in forte evoluzione: l’informazione.
PASQUALE PANTALONE Con sentenza n. 4101 del 30 marzo 2017, il Tar Lazio ha confermato la legittimità della delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (“Agcom”) n. 680/13/CONS del 12 dicembre 2013, avente a oggetto il regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica.
GILBERTO CAVAGNA Il Tribunale di Milano, Sezione specializzata in materia d’Impresa, si è recentemente pronunciato sulle rivendicazioni avanzate da un noto scultore, Giacomo Sparasci (Lecce, 23 ottobre 1956), che lamentava come la realizzazione e l’istallazione di una scultura nel Comune di Casorezzo (MI) costituisse violazione dei propri diritti morali e patrimoniali d’autore.
LUCIA VITTORANGELI Gira il mondo gira … cantava Jimmy Fontana negli anni ’60. Il 2017 invece gira attorno al “fidget spinner”, una specie di trottola formata da due o più bracci che ruotano attorno ad un cuscinetto centrale realizzato in modo da essere tenuto tra due dita.
I marchi dei tennisti: un diritto al servizio dei giocatori
GILBERTO CAVAGNA - ILARIA GARGIULO Da sempre i grandi tennisti suscitano entusiasmo e ammirazione in stuoli di fans che ne supportano le carriere e ne esaltano prestazioni e rivalità. I nomi dei singoli campioni evocano sfide ed imprese e il loro nome costituisce un riferimento e un forte richiamo a stili e modi di gioco.
ANNALISA SPEDICATO Condannato penalmente chiunque diffonde musica nel proprio negozio non versando i diritti connessi, anche se poi sana la violazione sottoscrivendo la licenza con SCF. Questo ha deciso la Cassazione con la sentenza n. 34172/2017, confermando la condanna della Corte d’Appello di Trento a carico del titolare di due negozi, il quale aveva diffuso musica nei propri locali commerciali, pagando solo i diritti d’autore a SIAE e non quelli connessi alla SCF (Società Consortile Fonografici).
VALENTINA GAZZARRI Il 15 giugno 2017, il celebre artista Emilio Isgrò ha ottenuto un provvedimento cautelare favorevole da parte del Tribunale di Milano (R.G. n.29032/2017). Con tale decreto è stata sospesa fino al 27 giugno 2017 la vendita del disco, sia in formato fisico che digitale, realizzato dall’ex leader dei Pink Floyd Roger Waters. L’udienza dibattimentale è stata rinviata al 19 luglio 2017. Nel frattempo, le parti avranno potuto negoziare le condizioni per l’eventuale raggiungimento di un accordo transattivo.
LORENZO ATTOLICO Nella storia del cinema mondiale, uno dei periodi più importanti è senz'altro rappresentato dal cosiddetto neorealismo italiano. Maestri come Fellini, Rossellini e De Sica e film come "La dolce vita", "Sciuscià" e "Ladri di biciclette", infatti, hanno rappresentato uno dei momenti più alti della creatività dell'arte cinematografica di tutti i tempi.