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Timestamp: 2019-11-11 21:11:56+00:00
Document Index: 155302854

Matched Legal Cases: ['art. 521', 'art. 553', 'art. 27', 'art. 521', 'art. 15', 'art. 523', 'art. 9', 'art. 524', 'art. 548', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 2']

Convention du 2 juin 1987 entre le Conseil fédéral suisse et le Gouvernement de la République française relative à la reconnaissance réciproque des poinçons officiels apposés sur les ouvrages en métaux précieux
Convenzione del 2 giugno 1987 tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica Francese relativa al riconoscimento reciproco dei marchi ufficiali impressi sui lavori in metalli preziosi
tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica Francese relativa al riconoscimento reciproco dei marchi ufficiali impressi sui lavori in metalli preziosi
Conclusa il 2 giugno 1987
Approvata dall’Assemblea federale il 17 marzo 19882
Entrata in vigore con scambio di note il 1o maggio 1989
(Etat le 1er mai 1989)
qui appresso denominate le Parti
desiderosi di promuovere e facilitare gli scambi di lavori in metalli preziosi, pur garantendo la protezione del consumatore,
Secondo la presente convenzione:
le espressioni «uno Stato» e «l’altro Stato» designano, secondo il contesto, la Francia o la Svizzera;
il termine «Francia» designa i dipartimenti della Francia metropolitana e d’oltremare. Tuttavia, le disposizioni della presente convenzione non saranno applicabili al dipartimento della Guiana prima della pubblicazione del decreto previsto all’articolo 553bis del Codice generale delle imposte, né ai dipartimenti dell’Alta Corsica e della Corsica del Sud finché saranno applicabili le disposizioni previste all’articolo 27 della legge 6610 del 6 gennaio 1966;
l’espressione «autorità competenti» designa:
nel caso della Francia, la Direzione generale delle imposte,nel caso della Svizzera, l’Ufficio centrale svizzero per il controllo dei metalli preziosi;
l’espressione «legge svizzera» designa la legge federale del 20 giugno 19331 sul controllo del commercio in metalli preziosi e in lavori di metalli preziosi, nonché il rispettivo regolamento esecutivo dell’8 maggio 19342;
l’espressione «legge francese» designa le leggi del 19 brumaio anno VI (9 novembre 1797), 25 gennaio 1884, 8 aprile 1910, 23 gennaio 1972 e 1° luglio 1983, nonché i testi codificati nel Codice generale delle imposte (art. 521 a 553bis, eccettuate le disposizioni concernenti i lavori composti di metalli preziosi giustapposti ad altri metalli e quelle relative ai placcati o doppiati d’oro, d’argento e di platino);
l’espressione «lavori di metalli preziosi» designa i lavori in leghe d’oro, d’argento e di platino, come indicati nelle leggi francesi e svizzere, compresi gli orologi, i loro accessori e le casse di orologi;
l’espressione «marchio ufficiale» designa:
per la Svizzera: i marchi di garanzia e di piccola garanzia previsti all’articolo 15 della legge svizzera,
per la Francia: i marchi previsti agli articoli 523 e 524 del Codice generale delle imposte;
l’espressione «marchio del fabbricante» designa:
per la Svizzera: il marchio d’artefice previsto all’articolo 9 della legge svizzera,
per la Francia: il marchio previsto all’articolo 524 capoverso 2 e all’articolo 548 capoverso 1 del Codice generale delle imposte;
l’espressione «indicazione del titolo» designa la marca prevista all’articolo 7 della legge svizzera.
2 RS 941.311
(1) I lavori di metalli preziosi che al momento della loro importazione in Svizzera recano il marchio ufficiale francese, il marchio del fabbricante e l’indicazione del titolo non sono subordinati a una nuova verificazione, a un nuovo controllo o alla punzonatura in Svizzera, sempreché essi soddisfino le disposizioni della legge svizzera.
Rimangono tuttavia salve le prove saltuarie previste all’articolo 4 della presente convenzione.
All’atto dell’espletamento delle formalità doganali, i lavori sono presentati ad un ufficio di controllo, affinché sia verificata la presenza dei marchi ufficiali francesi e, dato il caso, siano riscosse le tasse di controllo dei metalli preziosi.
(2) I lavori di metalli preziosi che al momento della loro importazione in Francia recano il marchio ufficiale svizzero, il marchio del fabbricante e l’indicazione del titolo non sono subordinati ad una nuova verificazione, a un nuovo controllo o alla punzonatura, siano essi ufficiali o di responsabilità in Francia, sempreché tali lavori soddisfino le disposizioni della legge francese.
Dopo l’espletamento delle formalità doganali, i lavori sono presentati ad un Ufficio di garanzia affinché sia verificata sugli stessi la presenza dei marchi ufficiali svizzeri e depositato un bollettino di consegna recante la natura dei metalli preziosi, la designazione dei lavori e il loro peso. Tale bollettino di consegna permetterà di conteggiare i diritti di garanzia.
(3) I lavori di metalli preziosi non provvisti dei marchi ufficiali svizzeri o francesi non beneficiano delle disposizioni della presente convenzione. Questi lavori seguono il regime normale di controllo e di punzonatura in vigore nel Paese d’importazione.
(1) Il detentore del marchio del fabbricante che ha depositato la sua marca di fabbrica presso la Direzione della garanzia francese è dispensato dall’obbligo di farla registrare in Svizzera o di fornire delle garanzie conformemente all’articolo 11 della legge svizzera.
(2) Il detentore del marchio del fabbricante che ha depositato la sua marca di fabbrica presso l’Ufficio centrale svizzero per il controllo dei metalli preziosi è dispensato dall’obbligo di farla registrare in Francia.
Le disposizioni della presente convenzione non si oppongono a che uno degli Stati effettui prove saltuarie sui lavori di metalli preziosi recanti i marchi previsti all’articolo 2 della presente convenzione. Dette prove non dovranno essere eseguite in modo da ostacolare indebitamente l’importazione o la vendita dei lavori di metalli preziosi punzonati conformemente alle disposizioni della presente convenzione.
(1) Il controllo del titolo dei lavori di metalli preziosi è eseguito, in via generale, secondo il metodo della pietra di paragone. In caso di dubbio si applicano metodi di prova analitici che non cagionano la distruzione dell’oggetto (prelevamento di esigue quantità mediante raschiatura). Se è confermata l’insufficienza del titolo, al minimo un ottavo di grammo dell’oggetto sarà verificato analiticamente.
(2) I saggi analitici sono effettuati in base ai seguenti metodi:
per l’oro: coppellazione e separazione con acido nitrico;
per l’argento:
coppellazione,
analisi volumetrica mediante dissoluzione in acido nitrico e titolazione con una soluzione di cloruro di sodio (analisi Gay-Lussac) oppure titolazione mediante una soluzione di tiocianato di ammonio o di potassio con l’impiego di solfato ferrico (III) di ammonio, come indicatore (analisi Volhard e Charpentier),
analisi gravimetrica;
per il platino: analisi gravimetrica mediante dissoluzione in acqua regia, precipitazione con cloruro di ammonio e riduzione termica in platino metallico. L’iridio comprecipitato o contrascinato è computato come platino.
(3) Non è ammessa nessuna tolleranza inferiore al titolo indicato. Gli organi di controllo possono tuttavia accettare risultati da cui scaturisca un lieve scarto rientrante nei limiti di precisione dei metodi di prova riconosciuti.
Se lavori di metalli preziosi provenienti da uno degli Stati non sono riconosciuti conformi alle disposizioni legali dell’altro Stato, essi vengono rinviati all’esportatore verso indicazione del motivo preciso del respingimento. L’autorità competente dell’altro Stato ne sarà ragguagliata.
(1) Le autorità competenti si scambiano reciprocamente, subito dopo l’entrata in vigore della presente convenzione:
la legislazione nazionale in vigore per la fabbricazione, il commercio e il controllo dei lavori di metalli preziosi;
la riproduzione (illustrazione) dei marchi ufficiali.
(2) Ciascuno Stato si impegna a notificare all’altro le eventuali modificazioni che fossero apportate alle leggi menzionate al paragrafo 1 lettera a del presente articolo.
(1) Ciascuno Stato deve avere e mantenere in vigore una legislazione che vieti, sotto pena di sanzioni, qualsiasi contraffazione o qualsiasi uso abusivo dei marchi ufficiali dell’altro Stato, nonché qualsiasi modificazione non autorizzata recata al lavoro o qualsiasi modificazione o cancellazione dell’indicazione del titolo o del marchio del fabbricante, dopo che sia stato apposto il marchio ufficiale di uno degli Stati.
(2) Ciascuno Stato apre il perseguimento in applicazione di detta legislazione, allorché una prova sufficiente è accertata o portata a sua conoscenza da parte dell’altro Stato, riguardante la contraffazione o l’uso abusivo dei marchi ufficiali previsti all’articolo 1 della presente convenzione o la modificazione non autorizzata recata al lavoro oppure la modificazione o cancellazione dell’indicazione del titolo o del marchio del fabbricante, dopo che sia stato apposto il marchio ufficiale di uno degli Stati. Ove appare più adeguato, possono essere prese altre misure pertinenti.
Le autorità competenti si sforzano, in via amichevole, di eliminare le difficoltà cui può dar luogo l’applicazione della convenzione. A richiesta d’una di esse, dette autorità competenti s’intendono parimente per:
formulare le proposte tendenti a modificare la presente convenzione o ad ammettere nuovi metodi d’analisi;
promuovere la cooperazione tecnica e amministrativa fra i due Stati nei campi relativi alla presente convenzione.
(1) Le Parti si notificheranno, per via diplomatica, l’adempimento di tutte le formalità richieste dalla loro legislazione per l’entrata in vigore della presente convenzione.
(2) La convenzione entrerà in vigore il primo giorno del terzo mese successivo alla data di ricevimento dell’ultima notificazione prevista al paragrafo 1 del presente articolo.
La presente convenzione rimarrà in vigore finché non sarà denunciata da una delle Parti.
Ogni Parte può denunciarla in qualsiasi momento, notificando la sua denuncia per via diplomatica. La convenzione decade un anno dopo la denuncia.
Fatto a Parigi il 2 giugno 1987, in doppio esemplare in lingua francese.
RU 1989 550; FF 1987 III 29
1 Dal testo originale francese.2 RU 1989 549
zwischen dem Schweizerischen Bundesrat und der Regierung der Französischen Republik über die gegenseitige Anerkennung der amtlichen Stempel auf Edelmetallwaren
Abgeschlossen am 2. Juni 1987
Von der Bundesversammlung genehmigt am 17. März 19882
In Kraft getreten durch Notenaustausch am 1. Mai 1989
(Stand am 1. Mai 1989)
vom Wunsch geleitet, den Austausch von Edelmetallwaren unter Zusicherung des Konsumentenschutzes zu fördern und zu erleichtern, sind übereingekommen, ein Abkommen zu schliessen
und haben hiefür folgendes vereinbart:
die Ausdrücke «eine Partei» und «die andere Partei»; je nach Zusammenhang, Frankreich oder die Schweiz;
das Wort «Frankreich» die europäischen und überseeischen Departemente der Französischen Republik. Die Bestimmungen dieses Abkommens sind jedoch nicht anwendbar im Departement Guyana vor der Veröffentlichung des in Artikel 553bis des «Code général des Impôts» vorgesehenen Dekretes und in den Departementen Ober- und Südkorsika, solange die in Artikel 27 des Gesetzes 6610 vom 6. Januar 1966 vorgesehenen Bestimmungen anwendbar sind;
das Wort «Schweiz» die Schweizerische Eidgenossenschaft;
der Ausdruck «zuständige Behörde»
im Falle von Frankreich die Generaldirektion der Steuerverwaltung (Direction Générale des Impôts),
im Falle der Schweiz das Zentralamt für Edelmetallkontrolle;
der Ausdruck «Schweizerisches Gesetz» das Bundesgesetz vom 20. Juni 19331 über die Kontrolle des Verkehrs mit Edelmetallen und Edelmetallwaren und seine Vollziehungsverordnung vom 8. Mai 19342;
der Ausdruck «Französisches Gesetz» die Gesetze vom 9. November 1797 («loi du Brumaire An VI – 9 novembre 1797»), 25. Januar 1884, 8. April 1910, 23. Januar 1972 und 1. Juli 1983, sowie die kodifizierten Texte im «Code général des Impôts» (Art. 521–553bis, mit Ausnahme der Vorschriften betreffend die zusammengesetzten Waren aus Edelmetallen und anderen Metallen und derjenigen über Gold—, Silber- und Platinplaqué oder —doublé);
der Ausdruck «Edelmetallwaren» Waren aus Gold—, Silber- und Platinlegierungen, wie sie im französischen und schweizerischen Gesetz vorgesehen sind, eingeschlossen die Uhren, ihre Zubehörteile sowie die Uhrgehäuse;
der Ausdruck «amtlicher Stempel»
für die Schweiz: die in Artikel 15 des schweizerischen Gesetzes vorgesehenen amtlichen Stempel (Punzen) und Kontermarken,
für Frankreich: die in den Artikeln 523 und 524 des «Code général des Impôts» vorgesehenen Punzen;
der Ausdruck «Stempel des Fabrikanten» («Fabrikantenstempel»)
für die Schweiz: die in Artikel 9 des schweizerischen Gesetzes vorgesehene Verantwortlichkeitsmarke,
für Frankreich: den in Artikel 524, Absatz 2 und Artikel 548, Absatz 1 des «Code général des Impôts» vorgesehenen Stempel;
der Ausdruck «Feingehaltsangabe» die in Artikel 7 des schweizerischen Gesetzes vorgesehene Bezeichnung.
2 SR 941.311
(1) Edelmetallwaren, die im Zeitpunkt ihrer Einfuhr in die Schweiz den amtlichen französischen Stempel, den Stempel des Fabrikanten und die Feingehaltsangabe tragen, werden nicht einer neuerlichen Prüfung, einer neuen Kontrolle oder Stempelung in der Schweiz unterworfen, vorausgesetzt, diese Waren entsprechen den Bestimmungen des schweizerischen Gesetzes.
Vorbehalten bleiben die in Artikel 4 dieses Abkommens vorgesehenen Stichproben.
Anlässlich der Zollabfertigung werden die Waren einem Kontrollamt vorgelegt, welches das Vorhandensein der amtlichen französischen Stempel überprüft und, soweit dies vorgesehen ist, die Gebühren der Edelmetallkontrolle erhebt.
(2) Edelmetallwaren, die im Zeitpunkt ihrer Einfuhr in Frankreich die amtlichen schweizerischen Stempel, den Stempel des Fabrikanten und die Feingehaltsangabe tragen, werden nicht einer neuerlichen Prüfung, einer neuen Kontrolle oder Stempelung – weder der amtlichen Stempelung noch der Stempelung mit dem Fabrikantenstempel – unterworfen, vorausgesetzt, diese Waren entsprechen den Bestimmungen des französischen Gesetzes.
Nach der Zollabfertigung werden die Waren einem Garantieamt («Bureau de Garantie») vorgelegt, welches das Vorhandensein der amtlichen schweizerischen Stempel überprüft und dem ein Warenverzeichnis abzugeben ist, in welchem die Art der Edelmetalle, die Bezeichnung der Waren und ihr Gewicht aufgeführt sein muss. Dieses Warenverzeichnis ermöglicht die Berechnung der Abgaben an die Garantie.
(3) Edelmetallwaren, die keine amtlichen schweizerischen oder französischen Stempel tragen, kommen nicht in den Genuss der Bestimmungen dieses Abkommens. Solche Waren sind dem normalen Kontroll- und Stempelungsverfahren unterworfen, das im Einfuhrland in Kraft ist.
(1) Der Inhaber des Fabrikantenstempels, der seine Marke bei der Direktion der Garantie Frankreichs hinterlegt hat, ist von der Verpflichtung befreit, seine Marke in der Schweiz registrieren zu lassen und die dem Artikel 11 des schweizerischen Gesetzes entsprechenden Sicherheiten zu erbringen.
(2) Der Inhaber des Fabrikantenstempels, der seine Marke beim schweizerischen Zentralamt für Edelmetallkontrolle hinterlegt hat, ist von der Verpflichtung befreit, seine Marke in Frankreich registrieren zu lassen.
Die Bestimmungen des vorliegenden Abkommens hindern keine der beiden Parteien daran, Stichproben auf Edelmetallwaren vorzunehmen, welche die in Artikel 2 dieses Abkommens vorgesehenen Stempel tragen. Diese Proben dürfen nicht so vorgenommen werden, dass sie die Einfuhr oder den Verkauf von Edelmetallwaren, die den Vorschriften dieses Abkommens entsprechend gestempelt sind, ungebührend behindern.
(1) Die Kontrolle des Feingehalts von Edelmetallwaren wird im allgemeinen durch die Stichprobe vorgenommen. Im Zweifelsfall wendet man Analysenmethoden an, die keine Zerstörung des Gegenstandes verursachen (Entnahme kleiner Mengen durch Schaben). Wenn sich die Unterfeingehaltigkeit bestätigt, wird wenigstens ein Achtelgramm des Gegenstandes der Analyse unterworfen.
(2) Die analytischen Proben sind nach folgenden Methoden durchzuführen:
für Gold: durch die Kupellation und Trennung mit Salpetersäure;
durch Kupellation,
titrimetrisch, durch Auflösung in Salpetersäure und Titrierung mit Natriumchloridlösung (nach Gay-Lussac) oder Titrierung mit Ammonium- oder Kaliumthiocyanat-Lösung unter Verwendung von Eisen(III)ammoniumsulfat als Indikator (nach Volhard und Charpentier),
gravimetrisch;
(3) Minus-Toleranzen sind nicht zulässig. Die Kontrollorgane können jedoch Probeergebnisse mit einer geringen Unterschreitung des Feingehaltes zulassen, wenn diese innerhalb der anerkannten Fehlergrenzen der vorgesehenen Prüfmethoden liegen.
Edelmetallwaren aus dem einen Vertragsstaat, die nicht den anerkannten gesetzlichen Bestimmungen des anderen Vertragsstaats entsprechen, werden unter Angabe der genauen Gründe an den Absender zurückgewiesen. Die zuständige Behörde der anderen Partei wird darüber informiert.
(1) Die zuständigen Behörden stellen einander sogleich nach dem Inkrafttreten des vorliegenden Abkommens zu:
die gültige nationale Gesetzgebung für die Herstellung, den Handel und die Kontrolle von Edelmetallwaren;
die Abbildungen der amtlichen Stempel.
(2) Jede Partei verpflichtet sich, der anderen Partei allfällige Änderungen der unter Ziffer 1a) dieses Artikels genannten Gesetze mitzuteilen.
(1) Jede Partei muss gesetzliche Bestimmungen haben und beibehalten, die jede Fälschung oder jeden Missbrauch der amtlichen Stempel der anderen Partei sowie jede unbefugte Veränderung am Gegenstand oder jede Veränderung oder Entfernung der Feingehaltsangabe oder des Fabrikantenstempels nach Anbringung des amtlichen Stempels einer der Parteien bei Strafe verbieten.
(2) Jede Partei verpflichtet sich, im Rahmen dieser gesetzlichen Bestimmungen ein Verfahren einzuleiten, wenn ihr ausreichende Beweise vorliegen oder von der anderen Partei zur Kenntnis gebracht werden, dass die in Artikel 1 dieses Abkommens vorgesehenen amtlichen Stempel gefälscht oder missbraucht worden sind oder dass, nachdem die eine Partei den amtlichen Stempel angebracht hat, der Gegenstand unbefugt verändert oder die Feingehaltsangabe oder der Fabrikantenstempel verändert oder entfernt worden ist.
Die zuständigen Behörden bemühen sich, allfällige Schwierigkeiten, die sich aus der Anwendung dieses Abkommens ergeben können, auf freundschaftlichem Weg zu lösen.
Auf Antrag einer der zuständigen Behörden verabreden sie sich auch, um
Vorschläge zur Abänderung des vorliegenden Abkommens oder zur Einführung neuer Analyseverfahren auszuarbeiten.
die technische und administrative Zusammenarbeit zwischen den beiden Parteien in bezug auf das vorliegende Abkommen zu fördern.
(1) Die Parteien orientieren einander auf diplomatischem Weg, sobald die erforderlichen Formalitäten für das Inkrafttreten des vorliegenden Abkommens durch ihre Gesetzgebung erfüllt sind.
(2) Das vorliegende Abkommen tritt am ersten Tag des dritten Monats nach Hinterlegung der letzten in Ziffer 1 dieses Artikels vorgesehenen Notifikation in Kraft.
Das vorliegende Abkommen bleibt in Kraft, solange es nicht von einer der Parteien gekündigt wird.
Jede Partei kann das Abkommen jederzeit auf diplomatischem Weg kündigen. Es tritt ein Jahr nach seiner Kündigung ausser Kraft.
Zu Urkund dessen haben die Unterzeichneten, die hiezu gehörig bevollmächtigt sind, dieses Abkommen unterzeichnet.
Geschehen in Paris, am 2. Juni 1987, in doppelter Ausfertigung, in französischer Sprache.
AS 1989 550; BBl 1987 III 41
1 Übersetzung aus dem französischen Originaltext.2 AS 1989 549
entre le Conseil fédéral suisse et le Gouvernement de la République française relative à la reconnaissance réciproque des poinçons officiels apposés sur les ouvrages en métaux précieux
Conclue le 2 juin 1987
Entrée en vigueur par échange de notes le 1er mai 1989
désireux de promouvoir et de faciliter les échanges d’ouvrages en métaux précieux tout en assurant la protection du consommateur,
Aux termes de la présente convention:
Les expressions «une Partie» et «l’autre Partie» désignent suivant le contexte la France ou la Suisse.
Le terme «France» désigne les départements européens et d’outre mer de la République française. Toutefois, les dispositions de la présente convention ne s’appliquent pas au département de la Guyane avant la publication du décret prévu par l’art. 553bis du Code général des Impôts, ni aux départements de Haute-Corse et de Corse du Sud tant que les dispositions prévues par l’art. 27 de la loi 6610 du 6 janvier 1966 seront applicables.
L’expression «autorités compétentes» désigne:
dans le cas de la France, la Direction Générale des Impôts,
dans le cas de la Suisse, le Bureau central du contrôle des métaux précieux.
L’expression «Loi suisse» désigne la loi fédérale du 20 juin 19331 sur le contrôle du commerce des métaux précieux et des ouvrages en métaux précieux et son règlement d’exécution du 8 mai 19342.
L’expression «Loi française» désigne les lois du 19 Brumaire An VI (9 novembre 1797), 25 janvier 1884, 8 avril 1910, 23 janvier 1972 et 1er juillet 1983, ainsi que les textes codifiés dans le Code général des Impôts (art. 521 à 553bis, à l’exclusion des dispositions relatives aux ouvrages composés de métaux précieux juxtaposés à d’autres métaux et celles relatives au plaqué ou doublé d’or, d’argent et de platine).
L’expression «Ouvrages en métaux précieux» désigne les ouvrages en alliages d’or, d’argent et de platine tels qu’ils sont visés dans les lois françaises et suisses, y compris les montres, leurs accessoires ainsi que les boîtes de montres.
L’expression «Poinçon officiel» désigne:
pour la Suisse: les poinçons de garantie et de petite garantie prévus à l’art. 15 de la loi suisse,
pour la France: les poinçons prévus aux art. 523 et 524 du Code général des Impôts.
L’expression «Poinçon du fabricant» désigne:
pour la Suisse: le poinçon de maître prévu à l’art. 9 de la loi suisse,
pour la France: le poinçon prévu à l’art. 524, al. 2, et à l’art. 548, al. 1, du Code général des Impôts.
L’expression «Indication du titre» désigne la marque prévue à l’art. 7 de la loi suisse.
(1) Les ouvrages en métaux précieux qui, au moment de leur importation en Suisse, portent le poinçon officiel français, le poinçon du fabricant et l’indication du titre ne sont pas soumis à une nouvelle vérification, un nouveau contrôle ou poinçonnement en Suisse, pour autant que ces ouvrages répondent aux dispositions de la loi suisse.
Demeurent toutefois réservés les essais par épreuves prévus à l’art. 4 de la présente convention.
Lors de l’accomplissement des formalités douanières, les ouvrages sont présentés à un bureau de contrôle afin que soit vérifiée la présence des poinçons officiels français et soient prélevées, le cas échéant, les taxes du contrôle des métaux précieux.
(2) Les ouvrages en métaux précieux qui, au moment de leur importation en France, portent le poinçon officiel suisse, le poinçon du fabricant et l’indication du titre ne sont pas soumis à une nouvelle vérification, un nouveau contrôle ou poinçonnement, qu’il soit officiel ou de responsabilité en France, pour autant que ces ouvrages répondent aux dispositions de la loi française.
Après l’accomplissement des formalités douanières, les ouvrages sont présentés à un Bureau de garantie afin que soit vérifiée la présence des poinçons officiels suisses sur ces ouvrages et soit déposée une fiche d’apport mentionnant la nature des métaux précieux, la désignation des ouvrages et leur poids. Cette fiche d’apport permettra la liquidation des droits de garantie.
(3) Les ouvrages en métaux précieux qui ne portent pas les poinçons officiels suisses ou français ne bénéficient pas des dispositions de la présente convention. Ces ouvrages suivent le régime normal de contrôle et de poinçonnement en vigueur dans le pays d’importation.
(1) Le détenteur du poinçon du fabricant qui a déposé sa marque auprès de la Direction de la garantie française est dispensé de l’obligation de faire enregistrer sa marque en Suisse et de fournir des sûretés conformément à l’art. 11 de la loi suisse.
(2) Le détenteur du poinçon du fabricant qui a déposé sa marque auprès du Bureau central suisse du contrôle des métaux précieux est dispensé de l’obligation de faire enregistrer sa marque en France.
Les dispositions de la présente convention ne s’opposent pas à ce que l’une des Parties effectue des essais par épreuves sur les ouvrages en métaux précieux portant les poinçons prévus à l’art. 2 de la présente convention. Ces essais ne devront pas être effectués de manière à gêner indûment l’importation ou la vente des ouvrages en métaux précieux poinçonnes conformément aux dispositions de la présente convention.
(1) Le contrôle du titre des ouvrages en métaux précieux est effectué, en règle générale, d’après la méthode à la pierre de touche. En cas de doute, on applique des méthodes d’essais analytiques ne provoquant pas la destruction de l’objet (prélèvement de petites quantités par raclures). Si l’insuffisance du titre se confirme, un huitième de gramme au moins de l’objet est soumis à un essai analytique.
(2) Les essais analytiques sont effectués d’après les méthodes suivantes:
Pour l’or: par couppellation et séparation par l’acide nitrique.
par coupellation,
titrimétrique, par mise en solution dans l’acide nitrique et titration par une solution de chlorure de sodium (d’après Gay-Lussac) ou titration par une solution de thiocyanate d’ammonium ou de potassium en utilisant du sulfate d’ammonium-fer (III) comme indicateur (d’après Volhard et Charpentier),
gravimétrique.
(3) Aucune tolérance en-dessous du titre indiqué n’est admise. Les organes de contrôle peuvent toutefois accepter des résultats d’essai faisant apparaître un léger écart entrant dans les limites de précision pour les méthodes d’essai reconnues.
Lorsque des ouvrages en métaux précieux provenant de l’une des Parties ne sont pas reconnus conformes aux dispositions légales de l’autre Partie, ils sont renvoyés à l’exportateur avec le motif détaillé du refoulement. L’autorité compétente de l’autre Partie en sera informée.
(1) Les autorités compétentes se remettent réciproquement, dès la mise en vigueur de la présente convention:
La législation nationale en vigueur pour la fabrication, le commerce et le contrôle des ouvrages en métaux précieux.
La reproduction (illustration) des poinçons officiels.
(2) Chaque Partie s’oblige à notifier à l’autre Partie les modifications éventuelles qui pourraient être apportées aux lois visées au par. 1 a du présent article.
(1) Chaque Partie doit avoir et maintenir une législation interdisant sous peine de sanctions, toute contrefaçon ou tout usage abusif des poinçons officiels de l’autre Partie ainsi que toute modification non autorisée apportée à l’ouvrage ou toute modification ou oblitération de l’indication du titre ou du poinçon du fabricant, une fois que le poinçon officiel de l’une des Parties a été apposé.
(2) Chaque Partie engagera des poursuites en application de ladite législation lorsqu’une preuve suffisante est établie ou portée à sa connaissance par l’autre Partie de la contrefaçon ou de l’usage abusif des poinçons officiels prévus à l’article premier de la présente convention ou encore d’une modification non autorisée apportée à l’ouvrage ou d’une modification ou oblitération de l’indication du titre ou du poinçon du fabricant, une fois que le poinçon officiel de l’une des Parties a été apposé. Lorsque cela est plus approprié, d’autres mesures adéquates peuvent être prises.
Les autorités compétentes s’efforcent, par voie amiable, de résoudre les difficultés auxquelles peut donner lieu l’application de la convention.
Sur demande de l’une d’entre elles, ces autorités compétentes se concertent également pour:
Formuler des propositions tendant à modifier la présente convention ou à admettre de nouvelles méthodes d’analyses.
Encourager la coopération technique et administrative entre les deux Etats dans les domaines relevant de la présente convention.
(1) Les Parties se notifieront, par la voie diplomatique, l’accomplissement de toutes les formalités requises par leur législation pour l’entrée en vigueur de la présente convention.
(2) La présente convention entrera en vigueur le premier jour du troisième mois suivant la date de réception de la dernière notification prévue au par. 1 du présent article.
La présente convention demeurera en vigueur tant qu’elle n’aura pas été dénoncée par une des Parties.
Chaque Partie peut la dénoncer en tout temps, en notifiant sa dénonciation par voie diplomatique. La convention cesse de s’appliquer une année après sa dénonciation.
Fait à Paris, le 2 juin 1987 en double exemplaire, chacun en langue française.
Pour le. Conseil fédéral suisse:
Pour le Go.uvernement
RO 1989 550: FF 1987 III 45
1 RO 1989 549