Source: https://avvmichelespadaro.wordpress.com/2015/02/24/silenzio-inadempimento-sulla-sanatoria-2012-si-decida-entro-30-giorni/
Timestamp: 2018-04-21 03:56:44+00:00
Document Index: 65659088

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 10', 'sentenza ']

Silenzio inadempimento sulla Sanatoria 2012: si decida entro 30 giorni | Studio Legale Avv. Michele Spadaro - Il Blog
michelespadaro / 24 febbraio 2015
TAR Marche, sezione prima, sent. n. 606/2014 del 05/06/2014
sul ricorso numero di registro generale 184 del 2014, proposto da:
Saqib Azeem, rappresentato e difeso dall’avv. Giuseppe Lufrano, con domicilio eletto presso Segreteria T.A.R. Marche in Ancona, via della Loggia, 24;
U.T.G. – Prefettura di Ancona, Ministero dell’Interno, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Distr. Dello Stato, domiciliata in Ancona, piazza Cavour, 29;
la declaratoria di illegittimità del silenzio-rifiuto a seguito della dichiarazione di emersione dal lavoro irregolare subordinato ai sensi dell’art. 5 del Decreto Legislativo n.109 del 16/7/2012.
1. Il ricorrente, cittadino extracomunitario soggiornante in Italia, contesta il silenzio serbato dall’Amministrazione nel procedimento di emersione di cui al D.Lgs. n. 109/2012, con conseguente rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione ai sensi dell’art. 5 comma 11-bis.
Per quanto concerne il termine massimo di conclusione del procedimento di emersione del rapporto irregolare (diverso e antecedente rispetto alla procedura di rilascio del permesso di soggiorno che riguarda solo i lavoratori extracomunitari), lo stesso va individuato, in assenza di autonome determinazioni dell’amministrazione competente, in quello generale cui all’art. 2 comma 2 della Legge n. 241/1990, ovvero 30 giorni (cfr. TAR Marche, 13.5.2014 n. 513; id. 22.5.2014 n. 542).
Tali principi vanno certamente applicati anche nel caso in cui venga attivata la particolare procedura di cui al citato art. 5 comma 11-bis del D.Lgs. n. 109/2012, intervenendo, peraltro, dopo la conclusione di una fase istruttoria che ha determinato il rigetto dell’istanza per cause imputabili esclusivamente al datore di lavoro, il che semplifica certamente gli ulteriori oneri istruttori in capo all’Amministrazione procedente.
Di conseguenza, alla data di proposizione dell’odierno ricorso, il termine di 60 giorni, dalla data di avvio del sub-procedimento di cui all’art. 5 comma 11-bis del D.Lgs. n. 109/2012 (che l’Amministrazione individua nel giorno 8.10.2013), risultava essere abbondantemente scaduto, non potendosi attribuire rilevanza sia alla convocazione per il giorno 13.11.2013, sia alla successiva adozione del preavviso di rigetto di cui all’art. 10-bis della Legge n. 241/1990, datato 24.3.2014 ma di cui non risulta essere intervenuta la sua sostituzione con provvedimenti definitivi.
3. Il ricorso va dunque accolto, limitatamente alla condanna dell’Amministrazione a concludere il procedimento con un atto espresso e definitivo.
La domanda di accertamento della fondatezza della pretesa non può invece trovare accoglimento, perché nel procedimento in questione l’Amministrazione esercita un potere discrezionale (e ciò anche a seguito della sentenza n. 172/2012 della Corte Costituzionale).
il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso in epigrafe e, per l’effetto, ordina allo Sportello Unico dell’Immigrazione di Ancona di concludere il procedimento di emersione, mediante l’adozione di un provvedimento espresso, entro 30 giorni dalla comunicazione della presente sentenza.
24 febbraio 2015 in Sentenze. Tag:decisione, regolarizzazione, sanatoria, silenzio, straniero
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