Source: https://www.sistemigestioneintegrata.eu/piano-sicurezza-coordinamento-psc-mancato-aggiornamento-reato/
Timestamp: 2019-07-21 19:56:03+00:00
Document Index: 31692121

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Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), il mancato aggiornamento è reato - SGI Sicurezza
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che il mancato aggiornamento del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) da parte del coordinatore per l’esecuzione dei lavori costituisce reato. Analizziamo cosa prevede il D.Lgs. 81/08 in materia e come questa sentenza possa cambiare lo scenario attuale della gestione dei cantieri temporanei e/o mobili.
Piano di Sicurezza e Coordinamento, cosa prevede il D.Lgs. 81/08
Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) è disciplinato dall’art. 100 (contenuto nel Titolo IV, relativo ai cantieri temporanei o mobili) del D.Lgs. 81/08. Il PSC, che è parte integrante del contratto di appalto, “è costituito da una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell’opera da realizzare ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione, atte a prevenire o ridurre i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori […] nonché la stima dei costi. Il Piano di Sicurezza e Coordinamento è corredato da tavole esplicative di progetto, relative agli aspetti della sicurezza, comprendenti almeno una planimetria sull’organizzazione del cantiere e, ove la particolarità dell’opera lo richieda, una tavola tecnica sugli scavi”. I contenuti minimi del Piano, invece, sono definiti dall’Allegato XV al medesimo Decreto.
Il Testo Unico sulla Sicurezza prevede diversi obblighi legati alla trasmissione del PSC. Innanzitutto, ancor prima dell’affidamento dei lavori il committente o il responsabile dei lavori devono trasmettere il documento a tutte le imprese invitate a presentare offerte per l’esecuzione dei lavori. In seguito, l’impresa affidataria è tenuta a trasmettere il Piano di Sicurezza e Coordinamento a tutte le imprese esecutrici ed ai lavoratori autonomi.
Cosa ha previsto la Cassazione in caso di mancato aggiornamento del PSC
Tra gli altri obblighi del CSE (art. 92), c’è anche quello di “verificare l’idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento di cui all’articolo 100, assicurandone la coerenza con quest’ultimo, adegua il piano di sicurezza e di coordinamento […] in relazione all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere” (art. 92, comma b, D.Lgs. 81/08).
La recente sentenza della Corte di Cassazione in materia di aggiornamento PSC (Cass. Pen., Sez. 3, Sent. n. 52984 del 26.11.2018) prende in esame il caso di un Coordinatore per l’esecuzione dei lavori che è stato condannato in primo e secondo grado. In particolare, non avrebbe aggiornato il Piano di Sicurezza e Coordinamento in relazione ad un fattore di rischio sopravvenuto durante lo svolgimento dei lavori (nel caso specifico, la rimozione di un corrimano da una delle scale di accesso all’edificio). La mancata segnalazione di questa modifica ha portato all’infortunio di un dipendente di un’impresa incaricata dei lavori, scivolato dalla suddetta scala.
La Corte ha confermato le sentenze precedenti, in quanto ha riconosciuto come mancato adempimento degli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08 il mancato aggiornamento del PSC e la conseguente mancata comunicazione alle imprese esecutrici dei sopravvenuti rischi per i lavoratori coinvolti dalle attività di cantiere.