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Timestamp: 2019-10-19 21:06:57+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 1']

OggiPA.it - Archivio "Pensioni e Previdenza"
Archivio "Pensioni e Previdenza"
Usuranti: si prospettano novità dal 01.01.2017
Una delle possibili “ varianti “, correttiva alla Legge Fornero, che potrebbe essere introdotta nella prossima legge di stabilità per l’anno 2017 riguarda alcuni benefici per coloro che svolgono attività definite ai sensi del decreto legislativo n. 67/2011 come particolarmente faticose ed usuranti o notturni. Si tratta di uno degli eventuali possibili correttivi in arrivo, sebbene una decisione definitiva sarà adottata nei prossimi giorni, in occasione degli incontri con le organizzazioni sindacali.
Ulteriori riflessioni sulla circolare n° 58/2016 dell’INPS
Ulteriori riflessioni sulla circolare n° 58/2016 dell’INPS (Chiarimenti sul sistema contributivo, misto e retributivo e sul massimale)
In attesa delle novità che sicuramente saranno inserite nella prossima “Legge di Bilancio” ed in assenza di altre significative novità, torno sull’argomento relativo alla circolare INPS n° 58 del 1 aprile 2016, poiché sulla base di diversi quesiti che mi sono stati posti mi pare che le idee in circolazione siano tante e confuse. Preme innanzitutto sottolineare che detta circolare contiene 2 blocchi di problemi assolutamente diversi per ambito di applicazione e per criteri di interpretazione:
- uno riguarda il meccanismo attraverso il quale applicare o meno il “massimale” (100.324,00 euro per il 2016) di retribuzione imponibile nel “sistema contributivo” (punti da 1 a 4 della circolare;
- l’altro riguarda il criterio di calcolo (ma non solo) delle pensioni della Gestione Pubblici Dipendenti in funzione della anzianità contributiva al 31.12.1995 (retributivo, misto o contributivo) (punto 5 della circolare.
La Corte torna sui suoi passi e forse fa una inversione a U
Ci siamo più volte occupati l’anno scorso di tutta una serie di effetti che sono scaturiti da un pronunciamento della Corte Costituzionale (sentenza n° 70/2015) che aveva ad oggetto gli interventi normativi dell’emergenza contenuti nel decreto “salva Italia”, ed in particolare il blocco temporaneo del meccanismo di adeguamento al costo vita per le pensioni di importo superiore a 3 volte in trattamento minimo, dichiarato illegittimo. Altrettanto avevamo fatto in passato in occasione di altri pronunciamenti della stessa Corte, in particolare quando un’altra sentenza (n° 116/2013) si pronunciò sulla stessa normativa nella parte in cui modificava manovra estiva del 2011 (D.L: n° 98/2011) introducendo il contributo di solidarietà dichiarandolo illegittimo.
Calcolo parallelo con doppia simulazione degli assegni di quiescenza
Con il messaggio n. 2214 del 19.05.2016 ( non pubblicato, peraltro, sul proprio sito istituzionale ), l’Inps ha diramato ulteriori istruzioni operative in ordine all'applicazione delle novità introdotte dai commi 707 e 708 dell’art. 1 della Legge n. 190/2014 (finanziaria 2015), riguardanti il calcolo della misura del trattamento pensionistico dei dipendenti cosiddetti "ex retributivi". La riforma del 2011 ( legge Fornero ) ha introdotto, dal 2012, la quota contributiva anche per quei soggetti che, avendo alla data del 31.12.1995 almeno 18 anni di contribuzione, non erano stati interessati fino ad allora dal sistema contributivo. Questa novità ha comportato come, fatto consequenziale, che spesse volte ci si è trovati di fronte alla l'erogazione di trattamenti pensionistici di maggior favore, perché gli interessati hanno potuto sommare ai benefici di una pensione calcolata con le regole del sistema interamente retributivo anche quote aggiuntive calcolate con il sistema contributivo.
L’art. 2 della Legge n.29/79 - Ricongiunzione in entrata
La ricongiunzione dei contributi è un istituto che permette, a chi ha posizioni assicurative in gestioni previdenziali diverse, di riunire, mediante trasferimento, tutti i periodi contributivi presso un’unica gestione, allo scopo di ottenere una sola pensione. La norma stabilisce quale destinatario “il lavoratore che possa far valere periodi di iscrizione nell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei ....lavoratori dipendenti, ovvero in forme obbligatorie di previdenza sostitutive dell'assicurazione generale obbligatoria predetta o che abbiano dato luogo all'esclusione o all'esonero da detta assicurazione, ovvero nelle gestioni speciali per i lavoratori autonomi gestite dall'INPS, può chiedere in qualsiasi momento, ai fini del diritto e della misura di un'unica pensione, la ricongiunzione presso la gestione in cui risulti iscritto all'atto della domanda, ovvero presso una gestione nella quale possa far valere almeno otto anni di contribuzione versata in costanza di effettiva attività lavorativa, di tutti i periodi di contribuzione obbligatoria, volontaria e figurativa dei quali sia titolare.”
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Cessazioni pubblici dipendenti: qualche risposta dalla giurisprudenza
Sono uscite nei giorni scorsi alcune sentenze, un po’ in sordina, che hanno forse scritto la parola fine in ordine ai più recenti provvedimenti che hanno coinvolto i pubblici dipendenti in relazione ai meccanismi di collocamento a riposo. Due di queste, in particolare, (Cassazione n° 11595/2016 e n° 11859/2016) hanno avuto ad oggetto la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro ai sensi dell’articolo 72, comma 11, del D.L. n° 112/2008 e, pur con esiti diversi, sono state incernierate incidentalmente su alcuni elementi comuni. La fattispecie relativa alla prima sentenza riguardava 2 lavoratori licenziati nel 2008 a fronte della esistenza dei 40 anni di contribuzione, i quali hanno contestato la illegittimità del provvedimento sia in relazione alla normativa italiana, sia in relazione alla normativa comunitaria.
Le invalidità pensionabili nel pubblico impiego
A decorrere dal 1° gennaio 1996 la legge n. 335/1995( c.d. “legge Dini “) ha esteso ai dipendenti della pubblica amministrazione la pensione di inabilità prevista già, da molto tempo, per la generalità dei lavoratori del settore privato. Occorre, però, precisare subito che le prestazioni previdenziali di inabilità per i dipendenti iscritti alle Casse Ex-Inpdap sono molto diverse da quelle riconosciute alla generalità dei lavoratori dipendenti e autonomi.
Le nuove modalita’ di liquidazione delle pensioni: Viaggio nel futuro o ritorno al passato?
Sono già passati oltre due mesi dalla emanazione della circolare n° 54 del 22 marzo 2016 e tutto sembra apparentemente tranquillo, ma a volte non c’è nulla di peggio del silenzio. Mi riferisco ovviamente alle nuove modalità di liquidazione delle pensioni ex INPDAP (tranne al momento che per la Cassa Stato) che con quella circolare sembra aver assunto il suo assetto definitivo dopo che con la circolare n° 110 del 28 maggio 2015 è stata avviata una sperimentazione su alcune sedi.
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L’ultima data utile del 31.12.2016. I prepensionamenti pubblici conseguenti a riduzione degli organici
Il decreto legge 31.08.2013, n. 101, convertito in legge 30.102013 n. 125, ha annoverato rilevanti novità in materia di rideterminazione e rivisitazione delle dotazioni organiche nelle pubbliche amministrazioni. La norma, specificatamente, prevede, nelle specifiche situazioni ove si concretizzano casi di dichiarazione di eccedenza di personale per ragioni funzionali o finanziarie, la possibilità di utilizzare la normativa speciale recata dal decreto legge 06.07.2012, n. 95 (cosiddetta “ spending review “), per cui al personale dichiarato eccedentario si applica la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro, con conseguente accesso, per coloro che ne abbiano i requisiti, al trattamento pensionistico in base alla disciplina vigente prima dell’entrata in vigore della riforma Fornero (Legge 22.12.2011 n. 214 ).
La quota “B” e la quota “C” nel calcolo della misura del trattamento di quiescenza
Come è risaputo, la quota B caratterizza quel segmento della pensione, calcolata secondo il sistema retributivo, relativa alle anzianità contributive maturate da ogni dipendente successivamente alla data del 31 dicembre 1992. A partire da questa data, l'articolo 3 del Decreto legislativo n. 503/1992 (Riforma Amato) ha provveduto a mutare le regole di calcolo della pensione retributiva, attraverso un processo di graduale ampliamento del “ periodo di riferimento” per la determinazione della retribuzione pensionabile, armonizzando, altresì, le regole vigenti nell'assicurazione generale obbligatoria agli iscritti presso i fondi esclusivi e sostitutivi della medesima.
Le perle dell’INPS: un caso di maternità fuori rapporto
In assenza di novità sostanziali ed in attesa dei probabili eventi dell’autunno prossimo, abbiamo dedicato la nostra attenzione ad una vicenda recentemente accaduta e che ci è stata segnalata.
Anzi sollecitiamo i lettori a farci pervenire analoghe segnalazioni affinché si possano sollecitare interventi rettificatori da parte dell’INPS.
Congedo di maternità per parto prematuro: ancora una sorpresa da una circolare
Non voglio rifare una polemica già più volte trattata, ma una recente circolare dell’INPS ha riacceso le nostre attenzioni. Tutto comincia con la legge delega del cosiddetto “Job Acts” (legge n° 183 del 10 dicembre 2014) il cui articolo 1, ai commi 8 e 9, ha scritto i principi e i criteri direttivi della delega in materia di congedi parentali, ed in particolare alla lettera g) ha inserito fra questi il seguente: “ricognizione delle disposizioni in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, ai fini di poterne valutare la revisione per garantire una maggiore flessibilità dei relativi congedi obbligatori e parentali, favorendo le opportunità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, anche tenuto conto della funzionalità organizzativa all’interno delle imprese”.
Doppio calcolo degli assegni pensionistici
Con il messaggio n. 1180 del 15.03.2016 (non ancora pubblicato sul proprio sito istituzionale ), l’Inps ha emanato le prime indicazioni operative circa le novità introdotte dai commi 707 e 708 dell’art. 1 della Legge n. 190/2014 (finanziaria 2015), in ordine al calcolo del trattamento pensionistico dei dipendenti cosiddetti " ex retributivi “ .
Il massimale contributivo non si applica per i dipendenti che riscattano contributi prima del 1996
L'Inps, con la circolare n. 58 dell’1.04.2016, fornisce chiarimenti in merito alla corretta gestione e, quindi, all’applicazione del massimale annuo della base contributiva e pensionabile per coloro che acquisiscono anzianità assicurative anteriormente alla data del 1° gennaio 1996, a seguito di inoltro di istanza di riscatto o accredito figurativo. Pertanto,la contribuzione versata anteriormente al 1° gennaio 1996 in qualsiasi gestione pensionistica obbligatoria, anche se diversa da quella di iscrizione all’1.01.1996, implica la non applicazione del massimale contributivo.