Source: https://www.leggioggi.it/2012/04/20/cassazione-vs-parlamento-il-quirinale-interviene/
Timestamp: 2019-01-18 20:23:17+00:00
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Cassazione vs Parlamento, il Quirinale interviene | LeggiOggi
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Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto due diverse lettere in relazione alla recente sentenza della Corte di Cassazione resa su un caso di matrimonio contratto all’estero tra cittadini dello stesso sesso: la prima dai senatori Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi, l’altra dalla onorevole Paola Concia e dalla deputata al Parlamento Europeo Sonia Alfano.
A tutti ha risposto il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra.
Questo il testo della lettera ai senatori Gasparri e Giovanardi: «Rispondo, per incarico del Presidente della Repubblica, alla lettera nella quale ha lamentato che, nella sentenza 4184/2012, la Corte di cassazione non si è limitata ad affermare la non trascrivibilità di un matrimonio contratto all’estero da due cittadini dello stesso sesso, ma ha espresso anche “opinioni personali su come il Parlamento dovrebbe operare in futuro” sulla materia. In più punti dell’articolata motivazione, la sentenza – richiamando le pronunce della Corte costituzionale e della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – ha ribadito, per un verso, che il divieto di contrarre matrimonio tra persone dello stesso sesso non comporta violazioni dei diritti fondamentali della persona; per un altro che, in base alla Convenzione europea, gli Stati “non hanno alcun obbligo … di prevedere nel proprio ordinamento anche il matrimonio per coppie dello stesso sesso”; per un altro ancora che, in assenza di specifiche previsioni, tale matrimonio è in Italia inidoneo a produrre qualsiasi effetto giuridico. Non pare perciò che con il loro provvedimento, i giudici della Cassazione abbiano voluto sostituirsi al legislatore o interferire sulle scelte che solo ad esso spettano. Resta fermo il diritto di chiunque di criticare le affermazioni contenute nella sentenza e, tra queste, anche quelle relative al diritto della coppia omosessuale alla “vita familiare”, a “vivere liberamente una condizione di coppia”, a ottenere conseguentemente tutela giurisdizionale di specifiche situazioni attinenti ai relativi diritti fondamentali; affermazioni che, secondo alcuni, erano estranee all’oggetto del giudizio e secondo altri, invece, necessarie a spiegare le ragioni per le quali la questione sottoposta all’esame della Cassazione non veniva rimessa alla Corte costituzionale (con riferimento alla violazione degli artt. 2, 3 e 29 della Carta fondamentale)».
Questo è il testo della lettera alle onorevoli Alfano e Concia: «Rispondo, su incarico del Presidente Napolitano, alla lettera del 22 marzo 2012. In essa, lei si duole del fatto che i senatori Gasparri e Giovanardi abbiano interessato il Capo dello Stato lamentando che, nella sentenza 4184/2012 sulla trascrivibilità in Italia di matrimoni di cittadini dello stesso sesso, la Corte di cassazione abbia espresso “opinioni personali” che hanno invaso “la competenza del Parlamento”. Ai senatori Gasparri e Giovanardi ho fatto presente che, fermo il diritto di critica spettante a chiunque in relazione ai provvedimenti della magistratura, non pareva, al Capo dello Stato, che la sentenza avesse inteso interferire sulle scelte del legislatore. Come la pronuncia della Cassazione ha affermato in più punti, compete infatti esclusivamente alla discrezionalità degli Stati prevedere o meno il matrimonio tra coppie omosessuali e, per l’effetto, valutare – come ha sostenuto recentemente la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU 15 marzo 2012, Gas e Dubois) – se “stabilire diritti differenti tra coppie sposate e coppie dello stesso sesso che non possono contrarre matrimonio: senza che ciò costituisca una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare e del divieto di ogni forma di discriminazione”. Sono all’esame del Parlamento più proposte di legge in materia e ad esso spetta comunque dare puntuale regolamentazione alle situazioni che, nel loro complesso, attengono al diritto della coppia omosessuale di vivere liberamente la propria condizione».
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