Source: http://www.studiocataldi.it/guide_legali/processo-del-lavoro/sentenza.asp
Timestamp: 2017-05-27 00:36:45+00:00
Document Index: 16304767

Matched Legal Cases: ['art. 447', 'art. 447', 'art. 431', 'sentenza ', 'art. 431', 'sentenza ', 'art. 431', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111']

Sull'efficacia delle sentenze emesse per definire le controversie in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie, l'art. 447 c.p.c. stabilisce che le sentenze pronunciate in questo contesto sono provvisoriamente esecutive, così come tutte le sentenze relative al processo del lavoro. La suddetta provvisoria esecutività riguarda tutte le sentenze pronunciate in materia previdenziale, non solo quelle di condanna a favore del lavoratore o dell'assicurato o assistito che sia.
Il secondo comma dell'art. 447 c.p.c. contiene un richiamo all'art. 431 c.p.c. relativo all'esecutorietà della sentenza nei procedimenti di lavoro. A tale proposito la giurisprudenza di
Cassazione precisa che detto rinvio deve intendersi limitato alla regola dell'immediata esecutività di tutte le sentenze di condanna. Il riferimento all'art. 431 c.p.c., sempre secondo la giurisprudenza di legittimità, comporta che a questa regola siano soggette tutte le sentenze emesse nelle controversie aventi ad oggetto questioni di natura previdenziale ed assistenziale, indipendentemente dal destinatario della pronuncia. Pertanto sono immediatamente esecutive anche le sentenze favorevoli ai soggetti obbligati al pagamento dei contributi previdenziali. Al contrario non è invece certo che a tutte le sentenze debba applicarsi anche la norma speciale, che permette l'inizio dell'esecuzione sulla base del solo dispositivo della sentenza di primo grado. Infatti questa particolare disposizione è stata predisposta per favorire la soddisfazione tempestiva del diritto nel caso di condanne in favore del lavoratore-assicurato.
Anche per le sentenze emesse a difinizione delle controversie in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie vale il disposto di cui al comma 3 dell'art. 431 c.p.c. Il giudice di appello, infatti, può disporre, con ordinanza non impugnabile, la sospensione dell'esecuzione immediata della sentenza di primo grado quando dall'esecuzione medesima può derivare alla controparte un danno gravissimo o quando ricorrano gravi motivi. La sospensione può anche essere parziale, ma resta comunque confermata fino alla somma di Euro 258,23.
Si parla di immediata esecuzione in quanto l'esecutività della sentenza è effettiva dal momento della lettura del dispositivo in aula, pertanto già da questo momento è possibile iniziare l'esecuzione forzata a carico del debitore.
La sospensione dell'esecuzione di cui sopra è decisa in appello dall'intero collegio e non dal solo Presidente. Per ottenere l'ordinanza che la dispone occorre presentare apposita e specifica istanza in quanto non è sufficiente la proposizione dell'appello. L'ordinanza di sospensione non è impugnabile nemmeno mediante ricorso in Cassazione ex art. 111 Cost. in quanto non ha contenuto decisorio. Essa però viene assorbita e superata dalla decisione di secondo grado.