Source: http://giudicedipace.it/menu-articoli-news/1998-corte-di-cassazione-24860-2010-risarcimento-danni-derivante-dalla-circolazione-di-veicoli-art-2054-c-c-09-12-2010.html
Timestamp: 2017-09-26 14:33:14+00:00
Document Index: 121595718

Matched Legal Cases: ['art. 2054', 'art. 2054', 'sentenza ', 'art. 2054', 'sentenza ', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 2054']

Corte di Cassazione ° 24860/2010 – risarcimento danni derivante dalla circolazione di veicoli – art. 2054 c.c. - 09.12.2010. - - Giudice di Pace
Corte di Cassazione ° 24860/2010 – risarcimento danni derivante dalla circolazione di veicoli – art. 2054 c.c. - 09.12.2010. -
La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha affermato il seguente principio di diritto: “"Anche in caso di accertamento della colpa grave di uno dei due conducenti, il giudice del merito ha l'obbligo di accertare la eventuale responsabilità concorrente dell'altro conducente In tema di responsabilità derivante da circolazione stradale, il giudice che abbia in concreto accertato la colpa di uno dei conducenti non può, per ciò solo, ritenere superata la presunzione posta a carico anche dell'altro dall'art. 2054 c.c., comma 2, ma è tenuto ad accertare in concreto se quest'ultimo abbia o meno tenuto una condotta di guida irreprensibile".
SENTENZA DEL 9 dicembre 2010, N° 24860
Con sentenza 17 febbraio - 26 aprile 2005 il Tribunale di Ferrara rigettava l'appello principale proposto da S.S., conducente della autovettura VW Golf ......., avverso la decisione del giudice di pace di Comacchio del 6-7 giugno 2002, confermandola nella parte in cui la stessa aveva ritenuto un eguale concorso di colpa della attrice e del convenuto C.S. nella causazione dell'incidente stradale del ........
In parziale accoglimento dell'appello incidentale, tuttavia, il giudice di appello condannava il C.S. - in solido con il padre C.G., proprietario del ciclomotore Ciao - Piaggio, e con lai sua compagnia di assicurazione - al pagamento della minor somma di Euro 12.660,00, ordinando alla attrice di restituire quanto ricevuto in più dalla compagnia di assicurazione in forza della decisione di primo grado (che, invece, aveva riconosciuto la somma complessiva di Euro 15.241,50).
La ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 113, 115 e 116 c.p.c. e dell'art. 2054 c.c..
La ricorrente ha ritenuto di formulare il seguente quesito di diritto, pur non essendovi tenuta non applicandosi, nel caso di specie "ratione temporis", le norme introdotte con D.Lgs. n. 40 del 2006:
"La presunzione di concorso di pari grado di colpa posta dall'art. 2054 c.c., comma 2, a carico dei conducenti coinvolti in uno scontro ha carattere sussidiario ed opera perciò, soltanto quando non sia possibile accertare in concreto le cause ed il grado delle colpe incidenti nella produzione dell'evento dannoso.
Il giudice di appello, nel confermare la decisione del giudice di pace, avrebbe omesso - ad avviso della ricorrente - di indagare ed esaminare alcuni punti decisivi della controversia, travisando i fatti o dando per scontate circostanze mai provate, senza indicare le ragioni del proprio convincimento.
L'incidente si era verificato in ........
La S., dopo aver effettuato la prevista segnalazione, si apprestava a compiere una manovra di svolta a sinistra nella via ......., quando il era stato sorpassato sulla sinistra dal ciclomotore Ciao - Piaggio, condotto dal C..
L'unica testimone presente ai fatti aveva confermato la dinamica del sinistro così come descritta dalla attrice e ciò sarebbe di per sè solo sufficiente, rileva la ricorrente, per escludere una qualsiasi ipotesi di concorso di colpa dei due conducenti nella causazione del sinistro.
Il ricorso, comunque, appare infondato sotto il profilo della violazione dell'art. 2054 c.c., comma 2.
"Anche in caso di accertamento della colpa grave di uno dei due conducenti, il giudice del merito ha l'obbligo di accertare la eventuale responsabilità concorrente dell'altro conducente In tema di responsabilità derivante da circolazione stradale, il giudice che abbia in concreto accertato la colpa di uno dei conducenti non può, per ciò solo, ritenere superata la presunzione posta a carico anche dell'altro dall'art. 2054 c.c., comma 2, ma è tenuto ad accertare in concreto se quest'ultimo abbia o meno tenuto una condotta di guida irreprensibile".
In effetti, nel caso di specie, non vi è stato - puramente e semplicemente - una applicazione della presunzione di pari responsabilità, ai sensi dell'art. 2054 c.c., comma 2 ma un accertamento della eguale responsabilità dei due conducenti.
A carico della S., conducente della Volkswagen Golf, che si accingeva ad operare una manovra di svolta a sinistra, ha riconosciuto che se la stessa "avesse accuratamente ispezionato la strada mediante lo specchietto retrovisore si sarebbe avveduta dell'avvicinarsi del mezzo (ciclomotore)".
"D'altro canto, il conducente del ciclomotore (aveva) sorpassato una vettura che si accingeva a svoltare a sinistra".
Si tratta, come già osservato, di accertamenti e valutazioni di merito congruamente motivati, che sfuggono - proprio in quanto tali - a tutte le censure sollevate dalla parte ricorrente.