Source: http://www.omeganews.info/?tag=pirateria
Timestamp: 2018-04-21 03:38:58+00:00
Document Index: 33755495

Matched Legal Cases: ['art. 92', 'art. 94', 'art. 94', 'art. 100', 'art. 107', 'art. 101']

Pirateria | OMeGANews
Quanto sin qui detto sostanzia una situazione per nulla semplice, e la complessità della situazione evidenzia i notevoli sforzi diplomatici nazionali per addivenire a una soluzione che, al di là delle questioni di natura politica o giurisprudenziale, tenga in debito conto anche il fatto che un principio generale di giustizia vorrebbe che se due persone sono morte, i responsabili vengano identificati e condannati e le famiglie risarcite. In questa lunga disamina di documenti e opinioni, non sono state trattate altre aree che pure sarebbero necessarie per chiarire meglio il contesto della vicenda. Ci si riferisce, in particolare, alle varie Decisioni sia del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, quali quelle prese nel 2008, che autorizzavano gli Stati a perseguire i pirati anche all’interno delle acque territoriali somale (UNSCR 1816) e, quindi, all’interno del territorio somalo (UNSCR1851) derogando quindi all’inviolabilità dei confini, sia al “Djibouti Code”, dal nome della località ove è stato firmato il “Code of conduct concerning the repression of piracy and armed robbery against ship in the Western Indian Ocean and Gulf of Aden”, sia alle specifiche direttive emanate dall’Unione Europea e dalla NATO nel contrasto alla pirateria e nella scorta di mercantili noleggiati nel quadro del programma
Si passa, ora, ad esaminare più direttamente l’omicidio dei due pescatori. Antolisei (1982- 35) definisce “omicidio” l’uccisione di un uomo cagionata da un altro uomo con un comportamento colposo o doloso e senza il concorso di cause di giustificazione, ed aggiunge che scopo dell’incriminazione è la tutela della vita umana. L’oggetto (materiale) dell’azione criminosa è un altro uomo, diverso dall’agente, e si esige che la persona su cui cada l’azione sia viva. Il fatto materiale dell’omicidio, sempre secondo Antolisei, implica tre elementi; una condotta umana, un evento ed il nesso causale tra l’una e l’altro. La condotta può essere la più diversa, il comportamento può essere un’azione od una omissione, i mezzi possono essere non solo fisici, ma anche psichici. Tra il comportamento dell’agente e la morte di un uomo deve esistere un rapporto di casualità ovverosia semplicisticamente il fatto che vi sia un nesso di dipendenza fra l’azione posta in essere dall’agente e la conseguenza, nel caso in esame la morte dei pescatori. Recita ancora l’Antolisei che l’evento della morte segna il momento consumativo del delitto di omicidio. Subentrano quindi gli approfondimenti sull’omicidio doloso o colposo, ma sono fattispecie che nell’attuale discussione non interessano. Potrebbe invece interessare la causa
Ultimata la lettura dei vari articoli di convenzioni e leggi che trattano l’argomento, si passa ad esaminare alcuni punti chiave. Siamo innanzi tutto in presenza del caso di due navi, una battente bandiera italiana e una indiana, ognuna soggetta al proprio diritto nazionale, come previsto dal citato art. 92 UNCLOS. L’art. 94 UNCLOS enumera espressamente i casi in cui lo Stato esercita efficacemente la propria giurisdizione, ossia su questioni di carattere amministrativo, tecnico e sociale. Anche il para 7 del citato art. 94, relativo agli obblighi dello Stato di bandiera, non parla di giurisdizione penale relativa agli incidenti in mare, ma di inchiesta e, riportandone ancora il contenuto, recita testualmente: «Ogni Stato apre un’inchiesta che sarà condotta da o davanti a una o più persone debitamente qualificate, su ogni incidente in mare o di navigazione nell’Alto Mare, che abbia coinvolto una nave battente la sua bandiera e abbia causato la morte o lesioni gravi a cittadini di un altro Stato, oppure abbia provocato danni seri a navi o installazioni di un altro Stato o all’ambiente marino. Lo Stato di bandiera e l’altro Stato cooperano allo svolgimento di inchieste aperte da quest’ultimo su uno qualunque di tali incidenti». Le situazioni
Dall’art. 100 la Convenzione si sofferma sul problema della pirateria sino all’art. 107. La definizione di pirateria viene data dall’art. 101 e recita: Definizione di pirateria Si intende per pirateria uno qualsiasi degli atti seguenti: a) ogni atto illecito di violenza o di sequestro, od ogni atto di rapina, commesso a fini privati dall’equipaggio o dai passeggeri di una nave o di un aeromobile privati, e rivolti: …..i.) nell’Alto Mare, contro un’altra nave o aeromobile o contro persone o beni da essi trasportati; …. ii.) contro una nave o un aeromobile, oppure contro persone e beni, in un luogo che si trovi fuori della giurisdizione di qualunque Stato; b) ogni atto di partecipazione volontaria alle attività di una nave o di un aeromobile, commesso nella consapevolezza di fatti tali da rendere i suddetti mezzi nave o aeromobile pirata; c) ogni azione che sia di incitamento o di facilitazione intenzionale a commettere gli atti descritti alle lettere a) o b). Si evince, da quanto riportato, che il concetto di pirateria definito internazionalmente è condizionato e limitato da alcune clausole: la necessità che vi siano almeno due navi, di cui una aggredente ed una aggredita; la necessità che il fatto avvenga in