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Timestamp: 2019-02-20 21:56:44+00:00
Document Index: 113380322

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 11', 'art. 70', 'art. 379', 'art. 76', 'art. 19', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 320', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 19', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 23 settembre 2011, n. 19464. Minore, convivenza con parente straniero, rilievo della volontà, attribuzione permesso di soggiorno. - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 23 settembre 2011, n. 19464. Minore, convivenza con parente straniero, rilievo della volontà, attribuzione permesso di soggiorno.
In merito al rilievo della volontà del minore italiano ai fini di ritenere sussistente il requisito della convivenza con il parente straniero entro il quarto grado che, da un lato, impedisce l’espulsione di quest’ultimo e, dall’altro, gli attribuisce il diritto al permesso di soggiorno, deve ritenersi integrata pienamente la fattispecie di cui al D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 19, comma 2, lett. c) quando la convivenza è frutto di una scelta consapevole, ed avvenga effettivamente con il familiare straniero, non in via meramente eventuale o incidentale, essendo davvero strumentale alla tutela di esigenze ed interessi del minore stesso. In tal caso la manifestazione di volontà a base della convivenza può essere resa dal rappresentante legale del minore.
1. Il Procuratore generale, dopo avere rilevato che la fissazione di novanta ricorsi alla pubblica udienza odierna “a preferenza del rito camerale…. rende oggettivamente impossibile un adeguato intervento da parte del Pubblico ministero, per tal via rischiando di ledere fondamentali principi ordinamentali (art. 11 Cost., comma 2; art. 70, comma 2, art. 379 c.p.c., comma 3 e art. 76 ord. giud.) se pure per nobilissime finalità” ha chiesto che il ricorso si dichiarato inammissibile.
Il ricorso, comunque, è ammissibile perchè ritualmente e tempestivamente notificato e depositato e perchè la puntuale formulazione dei motivi, che soddisfa ampiamente l’onere dell’autosufficienza, si conclude con l’indicazione di specifici quesiti di diritto.
Infine il ricorso è stato ritualmente proposto dal Ministero e non dal Questore il cui provvedimento di rigetto della richiesta di permesso di soggiorno è stato annullato(Cass. n. 2793/2002).
2. Con il primo motivo il ricorrente, deducendo la violazione e/o la falsa applicazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 19 e D.P.R. n. 394 del 1999, art. 28, art. 2 e art. 320 c.c., afferma che la convivenza con il parente italiano può essere realizzata solo tra persone capaci d’agire ovvero tra soggetti che siano in grado di compiere una scelta libera e consapevole e soprattutto adeguata ai propri desideri e alle proprie esigenze. Nè tale interpretazione violerebbe il principio d’eguaglianza, perchè la legge considera rilevante la convivenza, è cioè la comunione di vita spirituale e materiale, che il minore instaura con i genitori esercenti la potestà, e non la mera coabitazione con parenti diversi.
3. Il ricorso, che può essere esaminato unitariamente perchè prospetta questioni strettamente connesse non merita accoglimento.
Con la successiva sentenza n. 567 del 2010, tuttavìa, pur ribadendo il principio in precedenza espresso si è precisato in primo luogo che esso non incide sul diritto alla vita familiare del minore in riferimento alla relazione con il genitore straniero, che rientra nella previsione di cui al D.Lgs. n. 286 del 199, art. 30, comma 1, lett. d) e in secondo luogo, che la manifestazione di volontà a base della convivenza può essere resa dal rappresentante legale del minore. In tal modo resta fermo il presupposto della convivenza quale frutto di una scelta consapevole, ma si offre anche effettiva tutela all’interesse del minore quando la convivenza avvenga effettivamente con il medesimo, non in via meramente eventuale o incidentale, e sia davvero strumentale alla tutela di esigenze ed interessi del medesimo.
E’ infatti sufficiente dare continuità al più recente orientamento, poichè nella specie la volontà di instaurare e mantenere la convivenza con il parente straniero è stata manifestata non solo dal minore ma anche da entrambi i genitori e pertanto deve ritenersi integrata pienamente la fattispecie di cui al D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 19, comma 2, lett. c).
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 6 dicembre 2011, n. 26200....
renatodisa - 10 Gennaio 2012