Source: https://renatodisa.com/2014/10/07/corte-di-cassazione-sezione-vi-sentenza-3-ottobre-2014-n-41192-ai-fini-dellapplicazione-della-causa-di-giustificazione-di-cui-allart-51-c-p-e-necessario-che-lattivita-posta-in-essere-cos/
Timestamp: 2018-11-15 13:37:32+00:00
Document Index: 113406957

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 51', 'art. 51', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 51', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 51']

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 3 ottobre 2014, n. 41192. Ai fini dell'applicazione della causa di giustificazione di cui all'art. 51 c.p., è necessario che l'attività posta in essere costituisca una corretta estrinsecazione delle facoltà inerenti alla situazione soggettiva che viene in considerazione, nel senso che il fatto penalmente rilevante sotto il profilo formale sia stato effettivamente determinato dal legittimo esercizio di un diritto o dal legittimo adempimento di un dovere da parte dell'agente. In altri termini la scriminante sussiste solo se il fatto penalmente illecito sia stato effettivamente determinato dalla necessità di esercitare il diritto o di adempiere il dovere. L'art. 51 c.p. non può insomma trovare applicazione in quei casi in cui detta necessità non ricorre, compreso quello in cui l'attività dell'agente abbia oltrepassato i limiti della situazione soggettiva che invoca a giustificazione della propria condotta - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 3 ottobre 2014, n. 41192. Ai fini dell’applicazione della causa di giustificazione di cui all’art. 51 c.p., è necessario che l’attività posta in essere costituisca una corretta estrinsecazione delle facoltà inerenti alla situazione soggettiva che viene in considerazione, nel senso che il fatto penalmente rilevante sotto il profilo formale sia stato effettivamente determinato dal legittimo esercizio di un diritto o dal legittimo adempimento di un dovere da parte dell’agente. In altri termini la scriminante sussiste solo se il fatto penalmente illecito sia stato effettivamente determinato dalla necessità di esercitare il diritto o di adempiere il dovere. L’art. 51 c.p. non può insomma trovare applicazione in quei casi in cui detta necessità non ricorre, compreso quello in cui l’attività dell’agente abbia oltrepassato i limiti della situazione soggettiva che invoca a giustificazione della propria condotta
Home/Cassazione penale 2014, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze/Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 3 ottobre 2014, n. 41192. Ai fini dell’applicazione della causa di giustificazione di cui all’art. 51 c.p., è necessario che l’attività posta in essere costituisca una corretta estrinsecazione delle facoltà inerenti alla situazione soggettiva che viene in considerazione, nel senso che il fatto penalmente rilevante sotto il profilo formale sia stato effettivamente determinato dal legittimo esercizio di un diritto o dal legittimo adempimento di un dovere da parte dell’agente. In altri termini la scriminante sussiste solo se il fatto penalmente illecito sia stato effettivamente determinato dalla necessità di esercitare il diritto o di adempiere il dovere. L’art. 51 c.p. non può insomma trovare applicazione in quei casi in cui detta necessità non ricorre, compreso quello in cui l’attività dell’agente abbia oltrepassato i limiti della situazione soggettiva che invoca a giustificazione della propria condotta
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2014-10-07T11:56:30+00:007 ottobre 2014|Cassazione penale 2014, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti