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Timestamp: 2020-08-12 04:24:30+00:00
Document Index: 83586164

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 112']

Sentenza Cassazione Civile n. 22056 del 03/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22056 del 03/09/2019
Cassazione civile sez. VI, 03/09/2019, (ud. 24/01/2019, dep. 03/09/2019), n.22056
sul ricorso 12292-2017 proposto da:
APULIA FELIX SRL, in persona dell’amministratore unico, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIALE AFRICA, 120, presso lo studio
dell’avvocato MICHELA SCAFETTA, rappresentata e difesa dagli
avvocati ANTONIO PANCALLO, GAETANO DISTASO;
F.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA F.
FERRAIRONI 25, presso lo studio dell’avvocato VITTORIO ATTOLINO,
rappresentato e difeso dall’avvocato MICHELE DI GAETANO;
AZIENDA AGRICOLA ZANNELLA, in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZALE DELLE MEDAGLIE
D’ORO N. 20, presso lo studio dell’avvocato NICOLA FABIANO, che la
rappresenta e difende unitamente all’avvocato SARAH LIGUORI;
avverso la sentenza n. 2156/2016 del TRIBUNALE di FOGGIA, depositata
il 06/07/2016;
partecipata del 24/01/2019 dal Consigliere Relatore Dott.ssa
Il Giudice di Pace di Foggia, con sentenza n. 1009/2010, accoglieva la domanda proposta dall’Azienda Agricola Zannella nei confronti di F.G. volta ad ottenere dal convenuto il pagamento del corrispettivo per la fornitura di piantine di zucca, nonchè quella in manleva svolta dal convenuto nei confronti dell’Apulia Felix s.r.l..
In virtù di appello interposto dall’Apulia Felix s.r.l., il Tribunale ordinario di Foggia, nella resistenza degli appellati, proposto appello incidentale dal F., con sentenza n. 2156/2016, rigettava il gravame principale e in accoglimento di quello incidentale, condannava direttamente l’Apulia Felix s.r.l. al pagamento di quanto dovuto all’Azienda agricola Zannella pari ad Euro 1.846,85, oltre interessi dalla domanda al saldo, per essere rimasta accertata l’estraneità del convenuto al rapporto controverso.
Avverso la sentenza del Tribunale di Foggia, l’Apulia Felix s.r.l. propone ricorso per cassazione, fondato su un unico motivo.
F.G. e l’Azienda agricola Zannella resistono con distinti controricorsi.
con l’unico motivo la società ricorrente denuncia, ex art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, l’omesso esame circa un fatto decisivo del giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti, oltre alla violazione e alla falsa applicazione degli artt. 106,112,167 e 320 c.p.c. In particolare, ad avviso dell’Apulia Felix, non sarebbe applicabile al caso in esame il principio della estensione automatica della domanda attorea dal momento che ci sarebbe stata una “domanda nuova), e le risultanze processuali indicherebbero solo il F. e non la Apulia quale parte del rapporto di fornitura.
E’ preliminare l’enucleazione del principio generale secondo cui qualora il convenuto in un giudizio di risarcimento dei danni chiami in causa un terzo indicandolo come soggetto (cor)responsabile della pretesa fatta valere dall’attore e chieda di essere manlevato da questi, in caso di accoglimento della pretesa attorea, senza porre in dubbio la propria legittimazione passiva, si versa in una ipotesi di chiamata in garanzia, nella quale non opera la regola della automatica estensione della domanda al terzo chiamato (Cass. 27 novembre 2018 n. 30601). Diversamente, opera il principio dell’estensione automatica della domanda dell’attore nei confronti del terzo chiamato in causa dal convenuto quando tale chiamata sia effettuata dal convenuto per ottenere la sua liberazione dalla pretesa attorea, individuandosi il terzo come l’unico obbligato nei confronti dell’attore, in posizione alternativa con il convenuto ed in relazione ad unico rapporto (Cass. 27 aprile 2016 n. 8411).
Orbene, come chiarito dal F. in comparsa di costituzione e risposta alle pagine 2 e ss, il cui esame è in questa sede ammissibile, potendo il giudice di legittimità accedere direttamente all’esame degli atti processuali del fascicolo di merito allorchè rilevi ipotesi di cui all’art. 112 c.p.c. (peraltro riportato il tenore dell’atto dalla stessa ricorrente a pag. 8 e 9 del ricorso), nell’anno 2005 egli aveva provveduto a piantare e coltivare sul proprio fondo piantine di zucca, ma ciò aveva fatto su commissione dell’Apulia Felix s.r.1., con il preciso accordo che la società avrebbe ritirato il prodotto quando fosse stato maturo per la commercializzazione, come comprovato dalle fatture prodotte; sulla base di siffatte circostanze i giudici di merito hanno ritenuto dimostrato che le piantine ricevute dall’Azienda Zannella erano di proprietà dell’Apulia, l’unica a poterne disporre e quindi a cederle.
La ricorrente non può, pertanto, dolersi del fatto che, diversamente da quanto dedotto, la stessa risulti essere parte di uno schema negoziale tipico concretamente attuato attraverso il collegamento tra un contratto di vendita di un proprio bene, dopo averlo fatto realizzare da un imprenditore agricolo, concedendolo all’acquirente, il quale corrisponde, dal suo canto, un prezzo per l’acquisto proprio alla società. Infatti, nel caso di specie la Apulia Felix non era stata chiamata in causa in garanzia impropria (in base ad un rapporto diverso da quello dedotto in giudizio dall’attrice), ma come unica responsabile nei confronti della medesima attrice (ossia come titolare, in luogo del F., della posizione contrattuale di alienante nel contratto di vendita dedotto in giudizio dall’Azienda Agricola Zannella) e per escludere l’estensione automatica della domanda non era sufficiente accertare che l’attore non avesse proposto domande nei confronti del chiamato, ma sarebbe stato necessario accertare che l’attore avesse escluso espressamente la riferibilità al chiamato della domanda proposta nei confronti del convenuto. Tale accertamento non è stato neanche dedotto davanti ai giudici di merito, essendosi la ricorrente limitata a negare la natura di garanzia propria della chiamata.
condanna la ricorrente alla rifusione delle spese processuali che liquida in favore di ciascuno dei resistenti in complessivi Euro 1.000,00, di cui Euro. 100,00 per esborsi, oltre al rimborso forfettario e agli accessori come per legge.