Source: http://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-settimo/titolo-ii/capo-iv/art517.html
Timestamp: 2016-02-13 15:09:14+00:00
Document Index: 165056029

Matched Legal Cases: ['art. 517', 'art. 671', 'art. 187', 'art. 47', 'art. 444', 'art. 444', 'art. 517', 'art. 12', 'art. 516', 'art. 517', 'sentenza ', 'art. 522', 'art. 517', 'art. 517', 'sentenza ', 'art. 516', 'art. 517', 'art. 517', 'art. 12', 'art. 517', 'art. 517', 'art. 12', 'art. 523']

Art. 517 codice di procedura penale - Reato concorrente e circostanze aggravanti risultanti dal dibattimento - Brocardi.it
Dispositivo dell'art. 517 Codice di Procedura Penale
1. Qualora nel corso dell'istruzione dibattimentale emerga un reato connesso a norma dell'articolo 12 comma 1 lettera b) ovvero una circostanza aggravante e non ve ne sia menzione nel decreto che dispone il giudizio [429], il pubblico ministero contesta all'imputato il reato o la circostanza [520], purché la cognizione non appartenga alla competenza di un giudice superiore [423 1, 522] (1).
1 bis. Si applicano le disposizioni previste dall'articolo 516, commi 1bis e 1ter (2) (3).
(1) Si ricordi che, anche in mancanza della contestazione del dibattimento, qualora per i reati concorrenti si dovesse pervenire all'emanazione di più sentenze irrevocabili di condanna, la disciplina sostanziale del concorso formale e delle continuazione sarebbe applicabile, a vantaggio del condannato in fase di esecuzione ex art. 671, comma 1, a differenza delle circostanze aggravanti, che se non contestate non possono più essere prese in considerazione.
(2) Tale comma è stato introdotto dall'art. 187, del D.lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 e poi modificato dall'art. 47, comma 5, della l. 16 dicembre 1999, n. 479.
(3) La Corte Cost. si è più volte pronunciata a riguardo di tale articolo prima, con sent. 30 maggio 1994, n. 265, lo ha dichiarato parzialmente illegittimo nella parte in cui non prevede la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione di pena a norma dell'art. 444, relativamente al fatto diverso o al reato concorrente contestato in dibattimento, quando la nuova contestazione concerne un fatto che già risultava dagli atti di indagine al momento dell'esercizio dell'azione penale ovvero quando l'imputato ha tempestivamente e ritualmente proposto la richiesta di applicazione di pena in ordine alle originarie imputazioni. Poi, con sent. 19 dicembre 1995, n. 530, l'illegittimità è stata dichiarata in quanto la norma non prevede la facoltà dell'imputato di proporre domanda di oblazione, ai sensi degli artt. 162 e 162 bis c.p., relativamente al fatto diverso contestato in dibattimento. Successivamente ,con sent. 22 ottobre 2012, n. 237, l’illegittimità costituzionale è stata dichiarata nella parte in cui non prevede la facoltà dell’imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al reato concorrente emerso nel corso dell’istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione. Infine, la Corte Cost. si è da ultimo prounciata nel senso dell'illegittimità, con sent. 23-25 giugno 2014, n. 184, nella parte in cui non prevede la facolta' dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione di pena, a norma dell'art. 444 del presente codice, in seguito alla contestazione nel dibattimento di una circostanza aggravante che gia' risultava dagli atti di indagine al momento dell'esercizio dell'azione penale.
La possibilità di rimodellare il fatto in conformità a quanto viene emergendo dall'escussione delle prove è coerente con il valore attribuito al dibattimento, quale sede principale dell'accertamento processuale.
Cass. n. 44709/2004
La contestazione suppletiva prevista dall'art. 517 c.p.p., effettuabile tanto prima quanto nel corso della istruzione dibattimentale, pu� avere ad oggetto anche fatti gi� acquisiti dal pubblico ministero nel corso delle indagini preliminari, fermo restando, per�, che non possono essere utilizzate a carico dell'imputato, relativamente a quei fatti, le prove che siano state assunte in dibattimento prima che la contestazione avesse luogo. (Mass. redaz.).
Cass. n. 48593/2003
� abnorme e dunque contro di esso pu� proporsi ricorso per cassazione il provvedimento con il quale il giudice di pace, che ravvisi l'esistenza di un reato connesso con quello contestato, trasmette gli atti al P.M. anche relativamente al reato ritualmente contestato omettendo di decidere su questo: costituisce infatti potere-dovere del giudice trasmettere al P.M. copia degli atti concernenti il fatto delittuoso emerso e non contestato soltanto all'esito del giudizio sul reato contestato.
Cass. n. 1431/2002
La contestazione in dibattimento di un reato connesso a norma dell'art. 12, comma 1, lett. b), c.p.p., o di una circostanza aggravante di cui non vi sia menzione nel decreto che dispone il giudizio, � ammessa solo quando si fondi su elementi emersi per la prima volta nel corso della istruttoria dibattimentale. Tale soluzione, suggerita dalla lettera della legge e dalla necessit� di garantire il diritto di difesa dell'interessato, appare oggi la sola congruente con nuovi ed essenziali profili del processo penale, dalla configurazione dell'accesso al rito abbreviato quale diritto dell'imputato alla conseguente possibilit� di retrocessione del giudizio verso l'udienza preliminare nei casi in cui la modifica dell'imputazione (art. 516, comma 1 ter, c.p.p.) o la contestazione di nuovi reati (art. 517, comma 1 bis) riguardino fattispecie sottratte alla citazione diretta. Ne consegue che, quando concerna contestazioni effettuate sulla base di elementi gi� noti nella fase delle indagini preliminari, la sentenza � nulla a mente del comma 2 dell'art. 522 c.p.p., nella sola parte relativa al reato concorrente od alla circostanza aggravante
Cass. n. 8131/2000
In tema di nuove contestazioni, poich� alla contestazione suppletiva che modifichi l'imputazione originaria consegue un ampliamento del thema probandum, � necessario che a ciascuna parte sia garantito il pieno esercizio del diritto alla prova rispetto ai nuovi fatti emersi nel processo; ne consegue che, se nel dibattimento viene contestato un reato concorrente, alla parte va riconosciuto il diritto alla prova nella medesima estensione stabilita per la fase degli atti preliminari al dibattimento, e l'ammissione delle prove medesime pu� essere negata solo se esse siano vietate dalla legge o manifestamente superflue o irrilevanti.
Cass. n. 6251/2000
In tema di reati o circostanze aggravanti risultanti dal dibattimento (art. 517 c.p.p.), perch� si possa procedere a contestazione suppletiva occorre che la sussistenza dei reati concorrenti emerga nel corso dell'istruzione dibattimentale e non anche quando essi siano gi� noti, ma non se ne sia fatta menzione alcuna nella formulazione del capo di imputazione. La lettera della norma non appare suscettibile di interpretazione estensiva e, per contro, una contestazione suppletiva di fatti gi� noti all'accusa viola il principio di difesa, sia sotto il profilo che si tratta di una imputazione �a sorpresa� in ordine alla quale poteva essere predisposta una difesa anticipata, sia sotto il profilo che vengono poste nel nulla le possibilit� di eventualmente adire i riti alternativi quali il patteggiamento o il giudizio abbreviato una volta conosciuta �ab origine� l'intera estensione dell'imputazione. Ne consegue che la contestazione suppletiva di un reato concorrente non emergente dalla istruttoria dibattimentale, ma gi� conosciuto dal P.M., � illegittima e comporta la nullit� del relativo giudizio perch� lesiva del diritto alla difesa.
Cass. n. 10551/1999
Cass. n. 10394/1999
In tema di nuove contestazioni di circostanze aggravanti emerse nel corso dell'udienza, deve ritenersi che il termine ultimo entro il quale esse possono essere effettuate debba farsi coincidere con la chiusura del dibattimento e che, dunque, possa anche essere, a tale scopo, interrotta la discussione finale, ferma restando la concedibilit�, all'imputato, dei termini a difesa
Cass. n. 5180/1999
Il provvedimento con cui il giudice del dibattimento dichiara inammissibile la contestazione suppletiva effettuata dal pubblico ministero ai sensi dell'art. 517 c.p.p., per quanto erroneo (essendo il pubblico ministero dominus dell'azione penale ed il giudice conseguentemente carente del potere di sindacato preventivo in materia) non pu� tuttavia qualificarsi come abnorme e, dunque, non � immediatamente impugnabile con il ricorso per cassazione; non si tratta, infatti, di provvedimento dal quale derivi una situazione processuale non diversamente risolubile se non con il gravame predetto, e ci� in quanto, avendo il giudice l'obbligo di provvedere in ordine al nuovo capo di imputazione, la sentenza emessa all'esito del dibattimento pu� essere utilmente impugnata dalla parte pubblica per l'omessa pronuncia sul punto.
In tema di nuove contestazioni, la modifica dell'imputazione di cui all'art. 516 c.p.p. e la contestazione di un reato concorrente o di una circostanza aggravante di cui all'art. 517 c.p.p. possono essere effettuate dopo l'avvenuta apertura del dibattimento e prima dell'espletamento dell'istruzione dibattimentale, e dunque anche sulla sola base degli atti gi� acquisiti dal pubblico ministero nel corso delle indagini preliminari.
Cass. n. 6443/1998
Per la legittimit� della contestazione di un reato connesso non � richiesto, in base al disposto dell'art. 517 c.p.p. anche il consenso dell'imputato, essendo sufficiente la sussistenza di un reato contestato in via principale, un rapporto di connessione quale previsto dall'art. 12 lett. b) c.p.p. tra la contestazione principale e quella suppletiva, la genesi di quest'ultima dall'approfondimento dibattimentale del materiale investigativo.
Cass. n. 5072/1998
Il reato concorrente suscettibile di contestazione da parte del P.M. a norma dell'art. 517 c.p.p. deve emergere per la prima volta dalla istruttoria dibattimentale perch�, se era gi� a conoscenza del P.M. nella fase degli atti di indagine preliminare o perviene aliunde a conoscenza dello stesso in modo da escludere il controllo della difesa, la relativa contestazione suppletiva in giudizio costituisce una violazione della par condicio delle parti anche perch�, fra l'altro, esclude la possibilit� che l'imputato chieda il giudizio abbreviato ed � causa di nullit� assoluta in parte qua, costituendo un vizio concernente l'iniziativa del P.M. nell'esercizio dell'azione penale.
Cass. n. 6153/1994
La legittimit� della contestazione suppletiva ex art. 517 c.p.p. va valutata al momento in cui essa viene formulata come ipotesi di accusa, da sottomettere poi al vaglio del giudizio alla stessa stregua della contestazione principale. � in tale momento che tra il reato contestato in via principale e quello contestato in via suppletiva deve esistere la connessione prevista dall'art. 12, lett. b), c.p.p. A nulla rileva, quindi, che in sede di giudizio per il primo reato intervenga assoluzione.
Cass. n. 8959/1993
Poich� il nuovo codice di procedura penale consente (art. 523, sesto comma) l'interruzione della discussione finale per assumere nuova prova qualora il giudice lo ritenga �assolutamente necessario�, il termine ultimo per il P.M., per procedere a nuove contestazioni, va collocato alla chiusura, non della istruzione dibattimentale, bens� del dibattimento.
Autore: Lupoli Luca Editore: Aracne Collana: Diritto novit� Pagine: 136 Data di pubblicazione: ottobre 2014 Prezzo: 9,00 €