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Timestamp: 2018-11-16 07:18:00+00:00
Document Index: 29393236

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 50']

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 1 settembre 2015, n. 17380. In materia di equa riparazione ai sensi della legge n. 89/2001, anche dopo le modifiche apportate dal decreto-legge n. 83/2012, convertito in legge n. 134/2012, la competenza del giudice adito costituisce presupposto processuale e non già requisito di ammissibilità della domanda. Pertanto, la Corte d'appello, adita con l'opposizione ai sensi dell'art. 5-ter della legge stessa, ove ritenga di non essere investita della competenza a provvedere, non può rigettare la domanda, ma deve declinare la competenza e, indicato il diverso giudice competente, deve fissare il termine di riassunzione del procedimento innanzi a lui, in applicazione dell'art. 50 cod. proc. civ. - Avvocato Renato D'Isa
Home/Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze/Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 1 settembre 2015, n. 17380. In materia di equa riparazione ai sensi della legge n. 89/2001, anche dopo le modifiche apportate dal decreto-legge n. 83/2012, convertito in legge n. 134/2012, la competenza del giudice adito costituisce presupposto processuale e non già requisito di ammissibilità della domanda. Pertanto, la Corte d’appello, adita con l’opposizione ai sensi dell’art. 5-ter della legge stessa, ove ritenga di non essere investita della competenza a provvedere, non può rigettare la domanda, ma deve declinare la competenza e, indicato il diverso giudice competente, deve fissare il termine di riassunzione del procedimento innanzi a lui, in applicazione dell’art. 50 cod. proc. civ.
Tra queste, l’articolo 640 c.p.c. Sebbene riferito ai soli casi in cui la domanda monitoria sia insufficientemente “giustificata”, e’ pacifico che tale articolo disciplini l’intera area in cui il ricorso per decreto ingiuntivo non possa essere accolto, vuoi per il difetto di presupposti processuali, vuoi per la carenza dei requisiti che condizionano nel merito l’emissione del provvedimento (non a caso, la rubrica dell’articolo 633 c.p.c. parla di “condizioni di ammissibilita’”). Analogamente e’ da ritenere allorche’ il rapporto giudice/parte non sia biunivoco, come nelle ipotesi di volontaria giurisdizione c.d. gestoria. In quello come in questi casi, la riassunzione del procedimento innanzi al giudice competente prima dell’instaurazione del contraddittorio (o nella congenita assenza di qualsivoglia contraddittore) non varrebbe a conservare effetti che ad ogni modo non si sono ancora prodotti (o che neppure possono prodursi), e dunque non avrebbe senso alcuno.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-09-24T18:03:12+00:0024 settembre 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti