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Timestamp: 2017-10-20 05:13:28+00:00
Document Index: 37897959

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30']

T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, 1 luglio 2010
SENTENZA N. 16527
Anche questo TAR ha di recente affermato che, perché possa configurarsi una (abusiva) lottizzazione, è sufficiente la esecuzione di opere le quali, pur se nella fase iniziale, denotino che è stato iniziato o è in corso un procedimento di trasformazione urbanistica ed edilizia del terreno in contrasto con le norme vigenti. Ed anche la sola realizzazione di una strada, comportando un mutamento del precedente assetto del territorio, costituisce opera di trasformazione urbanistica del territorio, tanto più qualora essa mal si concili con la destinazione dei terreni e sia finalizzata a fornire un accesso a singoli lotti costituenti lottizzazione abusiva (T.A.R. Campania Napoli, sez. II, 15 febbraio 2010, n. 913).
1.- I signori Girone Angela, Falco Angelo, Girone Giuseppe, Mugione Rosa, Girone Teresa, Aquilante Bernardo, Girone Concetta, Natale Andrea, Girone Anna, Sentiero Francesco, Girone Luigi, Lupoli Adriana, Girone Rachele e Di Micco Giuseppe, proprietari di lotti di terreno siti nel Comune di Caivano al Viale delle Rose, hanno impugnato il provvedimento n. 1006 (prot. 14145) del 17 settembre 2007 con il quale il Comune di Caivano ha ordinato, ai sensi dell’art. 30 del D.P.R. n. 380 del 2001, l’immediata sospensione dei lavori e delle opere edilizie nonché il divieto di disporre dei suoli e delle opere già realizzate e di stipulare atti tra vivi, sia in forma pubblica che privata, (tale provvedimento riguarda anche il lotto di proprietà dei signori Girone Giovanni e Falco Rosanna che hanno proposto un distinto ricorso dinanzi a questo T.A.R. iscritto al R.G. n. 6818 del 2007, portato in decisione nella stessa Udienza Pubblica del 18 marzo 2010).
2.- Il Capo del Settore X Urbanistica del Comune, nel provvedimento impugnato, dopo aver ricordato l’esito degli accertamenti compiuti sull’area dal Comando di Polizia Municipale, ha evidenziato, in particolare, che le particelle interessate 2152, 2153, 2154, 2155, 2156, 2157, 2158 e 2159 derivano dal frazionamento delle particelle originarie n.ri 1252 e 1180, con una superficie complessiva di are 88,67, e le particelle 2116, 2117, 2118, 2119, 2120, 2121 e 2122 derivano dal frazionamento della particella originaria 1181, con una superficie complessiva di are 82,67.
Secondo il Capo del Settore Urbanistica del Comune “Risulta pertanto che le originarie particelle che sono contigue e ricadenti nel vigente Piano regolatore Generale in gran parte in zone destinate ai servizi di interesse urbano e di quartiere, in parte in zone agricole ed in minima parte in zone destinate alla viabilità nonché in area di interessa archeologico, sono state frazionate in complessivi n. ro 16 lotti di circa mq 1000 ciascuno, la cui proprietà attraverso atti di donazione e poi di vendita risulta trasferita ad una pluralità di soggetti e su due dei suddetti lotti (n.ri 2116 e 2159) insistono manufatti abusivi già denunciati ed oggetto di provvedimenti sanzionatori. Inoltre emerge ancora dagli accertamenti svolti dalla Polizia Municipale che, fra i due lotti frazionati, è stata lasciata una fascia di terreno larga circa m.10 che rappresenta una chiara previsione di opere di urbanizzazione (strada) e tale circostanza è ancora più evidente in quanto il fabbricato posto sulla particella 2116 è provvisto di marciapiede e passo carrabile”.
Sulla base di tali elementi il Capo del Settore Urbanistica del Comune di Caivano ha quindi ritenuto che sull’area in questione è avvenuta una trasformazione urbanistica ed edilizia, sia attraverso l’esecuzione di opere in violazione delle prescrizioni dello strumento urbanistico sia attraverso il frazionamento e il trasferimento del terreno in lotti che, per le loro caratteristiche, quali la dimensione, in relazione alla natura del terreno e alla sua destinazione, il numero, l’ubicazione e la previsione di opere di urbanizzazione (strada), denunciano in modo non equivoco la destinazione a scopo edificatorio e configurano una lottizzazione abusiva.
3.- I ricorrenti sostengono l’illegittimità del provvedimento impugnato per la mancanza dei necessari presupposti (e per la carenza dell’istruttoria compiuta) sottolineando che nulla può far ritenere l’area oggetto di lottizzazione (né cartolare né materiale), che i beni sono pervenuti agli interessati per successione o donazione, che nessuna particella è uscita dal patrimonio familiare e che i diversi passaggi di proprietà sono stati resi necessari per una più equa distribuzione dei beni fra i diversi soggetti interessati.
4.- Al riguardo si deve ricordare che, ai sensi dell'art. 30 del D.P.R. n. 380 del 2001, la lottizzazione abusiva materiale ricorre nel caso di realizzazione di opere che comportano la trasformazione urbanistica e edilizia dei terreni, sia in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, approvati o adottati, ovvero di quelle stabilite direttamente da leggi statali o regionali, sia in assenza della prescritta autorizzazione, mentre la lottizzazione abusiva formale o cartolare si verifica quando, pur non essendo ancora avvenuta una trasformazione lottizzatoria di carattere materiale, se ne siano già realizzati i presupposti con il frazionamento e la vendita (o altri equipollenti) del terreno in lotti che, per le specifiche caratteristiche, quali la dimensione dei lotti stessi, la natura del terreno, la destinazione urbanistica, la ubicazione e la previsione di opere urbanistiche, e per gli altri elementi riferiti agli acquirenti, evidenzino in modo non equivoco la destinazione a uso edificatorio, creando così una variazione in senso accrescitivo tanto del numero dei lotti quanto di quello dei soggetti titolari dei diritti sugli stessi.
Per integrare l'ipotesi di lottizzazione abusiva è sufficiente che le opere o il frazionamento fondiario siano stati realizzati in assenza di uno strumento urbanistico attuativo o di un piano di lottizzazione convenzionato.
5.- La formulazione dell'art. 30, del D.P.R. n. 380 del 2001 consente quindi di affermare che può integrare un'ipotesi di lottizzazione abusiva qualsiasi tipo di opere in concreto idonee a stravolgere l'assetto del territorio preesistente, a realizzare un nuovo insediamento abitativo e pertanto a determinare sia un concreto ostacolo alla futura attività di programmazione (che viene posta di fronte al fatto compiuto), sia un nuovo e non previsto carico urbanistico.
Il concetto di "opere che comportino trasformazione urbanistica od edilizia" dei terreni deve essere, dunque, interpretato in maniera "funzionale" alla ratio della norma, il cui bene giuridico tutelato è costituito dalla necessità di preservare la potestà programmatoria attribuita all'Amministrazione nonché l'effettivo controllo del territorio da parte del soggetto titolare della stessa funzione di pianificazione, al fine di garantire una ordinata pianificazione urbanistica, un corretto uso del territorio e uno sviluppo degli insediamenti abitativi e dei correlativi standards compatibile con le esigenze di finanza pubblica (T.A.R. Lazio Roma, sez. I, 9 ottobre 2009, n. 9859).
6.- Per quanto concerne il frazionamento cartolare si è, in particolare, precisato che sebbene l'accertamento dei presupposti di cui all'art. dell'art. 30 del D.P.R. n. 380 comporti la ricostruzione di un quadro indiziario sulla scorta degli elementi indicati nella norma, dalla quale sia possibile desumere in maniera non equivoca la destinazione a scopo edificatorio degli atti posti in essere dalle parti, è tuttavia sufficiente che lo scopo edificatorio emerga anche solo da alcuni degli indizi o, anche da un solo indizio (Consiglio Stato, sez. IV, 31 marzo 2009, n. 2004; T.A.R. Lazio Roma, sez. II, 5 novembre 2009, n. 10872).
7.- Applicando tali principi al caso di specie il ricorso proposto dai signori Girone Angela, Falco Angelo, Girone Giuseppe, Mugione Rosa, Girone Teresa, Aquilante Bernardo, Girone Concetta, Natale Andrea, Girone Anna, Sentiero Francesco, Girone Luigi, Lupoli Adriana, Girone Rachele e Di Micco Giuseppe non risulta fondato.
Risulta infatti dagli accertamenti compiuti dal Comune, richiamati nel provvedimento impugnato, che alcune particelle (le numero 1252 e 1180 e la n. 1181 del foglio 19), con una superficie complessiva originaria rispettivamente di are 88,67 e di 82,67, sono state frazionate in 16 lotti (particelle 2152, 2153, 2154, 2155, 2156, 2157, 2158, 2159 e particelle 2116, 2117, 2118, 2119, 2120, 2121 e 2122) di circa mq 1000 ciascuno, la cui proprietà attraverso atti di donazione e poi di vendita è stata trasferita ad una pluralità di soggetti.
Inoltre su due dei suddetti lotti (n.ri 2116 e 2159) sono stati realizzati manufatti abusivi già oggetto di provvedimenti sanzionatori. Infatti opere edilizie abusive (consistenti nella costruzione di un immobile allo stato iniziale occupante una superficie di circa mq. 300), sono state realizzate dal signor Girone Giovanni sulla particella 2159, dando luogo ai conseguenti provvedimenti sanzionatori, mentre i signori Fiore Candida e Carrino Gennaro hanno realizzato, sulla particella 2116, un immobile abusivo su tre livelli che aveva già in precedenza determinato l’irrogazione delle sanzioni edilizie da parte del Comune.
8.- Risulta inoltre evidenziato anche da apposita planimetria che, come affermato dal Comune, fra i due ampi lotti originari oggetto del frazionamento (che hanno determinato la creazione di ben 16 lotti della ridotta dimensione di circa 1000 mq), è stata lasciata una fascia di terreno larga circa m.10 che rappresenta una chiara previsione di opere di urbanizzazione, circostanza resa più evidente dal fatto che il fabbricato (abusivo) posto sulla particella 2116 è provvisto di marciapiede con un passo carrabile.
Sul punto anche questo TAR ha di recente affermato che, perché possa configurarsi una (abusiva) lottizzazione, è sufficiente la esecuzione di opere le quali, pur se nella fase iniziale, denotino che è stato iniziato o è in corso un procedimento di trasformazione urbanistica ed edilizia del terreno in contrasto con le norme vigenti. Ed anche la sola realizzazione di una strada, comportando un mutamento del precedente assetto del territorio, costituisce opera di trasformazione urbanistica del territorio, tanto più qualora essa mal si concili con la destinazione dei terreni e sia finalizzata a fornire un accesso a singoli lotti costituenti lottizzazione abusiva (T.A.R. Campania Napoli, sez. II, 15 febbraio 2010, n. 913).
9.- Dall’insieme di tali elementi risultano chiari i segnali dell’avvio di una lottizzazione abusiva (sia cartolare, per il frazionamento di una vasta area in 16 lotti di dimensioni ridotte e con una ampia strada di accesso agli stessi; sia materiale, per l’esecuzione di opere edilizie su due dei lotti interessati), in un’area destinata dalla strumentazione urbanistica del Comune in gran parte in zone destinate ai servizi di interesse urbano e di quartiere, in parte in zone agricole ed in minima parte in zone destinate alla viabilità nonché in area di interessa archeologico.
Non risulta per questo censurabile il provvedimento adottato dal Capo del Settore X Urbanistica del Comune di Caivano che, ai sensi dell’art. 30 del D.P.R. n. 380 del 2001, ha ritenuto che sull’area in questione è avvenuta una trasformazione urbanistica ed edilizia, sia attraverso l’esecuzione di opere in violazione delle prescrizioni dello strumento urbanistico sia attraverso il frazionamento e il trasferimento del terreno in lotti che, per le loro caratteristiche, quali la dimensione in relazione alla natura del terreno e alla sua destinazione, il numero, l’ubicazione e la previsione di opere di urbanizzazione (strada), denunciano in modo non equivoco la destinazione a scopo edificatorio e configurano una lottizzazione abusiva
10.- Né può avere rilievo, in senso contrario, quanto affermato dai ricorrenti in ordine alle ragioni “familiari” che hanno determinato la necessità di procedere ai diversi atti di trasferimento della proprietà in quanto il frazionamento sanzionato non costituisce una diretta (e necessaria) conseguenza (solo) di una divisione ereditaria ma risulta collegato in gran parte ad autonome manifestazioni di volontà delle parti.
Nella fattispecie non può essere quindi invocata la disposizione, contenuta nel comma 1 dell’art. 30 del D.P.R. n. 380 del 2001, che esclude dalle lottizzazioni abusive i frazionamenti dovuti a divisioni ereditarie.
La giurisprudenza ha peraltro chiarito che diversa è l’ipotesi della vendita, effettuata in un arco temporale assai prossimo, di lotti individuati a seguito di divisione ereditaria e palesemente destinati a scopo edificatorio, nel qual caso non può essere esclusa l’applicazione delle sanzioni previste per la lottizzazione abusiva (Cassazione penale, sez. III, 18 maggio 2006, n. 23154).
Senza contare che, anche in tema di divisioni ereditarie, si è ritenuto che non può essere esclusa in modo assoluto la configurabilità di una lottizzazione cartolare in quanto l'intento lottizzatorio, che non può desumersi dal semplice frazionamento, può essere tuttavia ricavato da un quid pluris che evidenzi la volontà di lottizzare (Cassazione penale, sez. III, 28 settembre 2005, n. 38632).
11.- Alla luce delle esposte considerazioni il ricorso n. 6818 del 2007 deve essere respinto.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, sede di Napoli, Sez II, respinge il ricorso in epigrafe n. 6819 del 2007, proposto da Girone Angela, Falco Angelo, Girone Giuseppe, Mugione Rosa, Girone Teresa, Aquilante Bernardo, Girone Concetta, Natale Andrea, Girone Anna, Sentiero Francesco, Girone Luigi, Lupoli Adriana, Girone Rachele e Di Micco Giuseppe.
Condanna i ricorrenti al pagamento in favore del Comune di Caivano di € 1.500 (millecinquecento), per spese e competenze di giudizio.
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 18 marzo 2010 con l'intervento dei Magistrati: