Source: https://www.saccuccipartners.com/aree-di-attivita/diritti-umani/
Timestamp: 2020-02-20 09:26:54+00:00
Document Index: 112887244

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1475', 'art. 11', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Diritti umani | Saccucci & Partners
La protezione dei diritti umani costituisce uno dei settori caratterizzanti di attività dello Studio S&P, il quale si contraddistingue nell’attuale panorama italiano per la competenza e l’esperienza acquisite nella gestione di ogni tipologia di contenzioso in materia di diritti umani dinanzi alle giurisdizioni interne e internazionali.
In particolare, i professionisti dello Studio S&P assistono e rappresentano soggetti privati (persone fisiche e giuridiche) che si pretendono vittime di violazioni dei diritti umani, sia a livello nazionale sia dinanzi ad organi internazionali giudiziali o quasi-giudiziali di protezione dei diritti umani (quali, ad esempio, la Corte europea dei diritti dell’uomo, la Corte di giustizia dell'UE, il Comitato dei diritti umani, il Comitato contro la tortura, ecc.). Inoltre, i professionisti di S&P sono spesso chiamati a fornire attività di consulenza, di formazione e di advocacy in materia di diritti umani sia in Italia sia all’estero.
Lo Studio S&P ha maturato un’ampia esperienza nel campo delle procedure di estradizione ed espulsione di stranieri, ivi incluse le procedure di consegna previste dalla Decisione quadro 2002/584/GAI del 13 giugno 2002, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, nonché quelle di trasferimento dei richiedenti asilo previste dal Regolamento “Dublino II” (oggi “Dublino III”). In particolare, i professionisti dello Studio sono spesso chiamati ad intervenire per contestare la legittimità di misure (tipiche o atipiche) di allontanamento dello straniero dal territorio nazionale (estradizioni, espulsioni, deportazioni e respingimenti), mediante la predisposizione di ricorsi, anche di tipo cautelare, dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo o ad altri organismi internazionali di protezione dei diritti umani, tra cui, ad esempio, il Comitato contro la tortura delle Nazioni Unite.
Tra i casi di maggiore rilievo di cui si è occupato l’avv. Saccucci si segnalano quello relativo alla prassi dei respingimenti in alto mare di migranti africani provenienti dalla Libia (cfr. Corte EDU, Hirsi Jamhaa e altri c. Italia [GC], 23 febbraio 2012), quello relativo all’estradizione di un finanziere russo dal Marocco (cfr. Comitato contro la tortura, Kalinichenko c. Morocco, 25 novembre 2011, CAT/C/47/D/428/2010), nonché quello concernente la legittimità delle misure di “estradizione mascherata” adottate dalle autorità dominicane per la consegna alle autorità italiane di latitanti o ricercati presenti sul territorio della Repubblica Dominicana, in assenza di un apposito trattato di estradizione tra i due Paesi.
Lo Studio S&P si sta attualmente occupando del problema dell’estradizione in Ucraina di persone che rischiano di subire trattamenti inumani o degradanti in carcere, attentati alla vita o all’integrità psico-fisica in ragione della situazione di grave instabilità politica e militare della regione (UNHCR, International Protection Considerations related to developments in Ukraine, marzo 2014) ovvero violazioni flagranti dell’equo processo (cfr., ad es., Voloshchuk v Government of Ukraine, [2013] EWHC 727), nonché del caso dell’espulsione illegittima dall’Italia della moglie di un dissidente kazaco attualmente pendente dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Lo Studio S&P fornisce altresì consulenza e assistenza in favore di studi legali stranieri che si occupano di estradizioni ed espulsioni verso l’Italia, nonché in favore di Governi stranieri che intendono intervenire nei procedimenti estradizionali dinanzi alle giurisdizioni italiane. In particolare, il prof. Saccucci viene spesso chiamato a prestare la propria consulenza tecnica in qualità di esperto dinanzi alle giurisdizioni britanniche nell’ambito di procedimenti di estradizione verso l’Italia [tra i casi di maggiore rilievo si segnalano Supreme Court, PH (Appellant) v. Deputy Prosecutor of the Italian Republic, Genoa (Respondent), Westminister Magistrates’ Court, The Court of Rome, Italy v Awat Wahab Hamasalih e altri, Westminister Magistrates’ Court, Court of appeal, Florence, Italy v Dorian Kulla].
Rifiutato MAE a Londra su parere del Prof. Saccucci
Lo Studio S&P si distingue per la straordinaria competenza ed esperienza acquisita nel contenzioso internazionale avente ad oggetto ricorsi per violazione delle garanzie dell’equo processo in materia civile e penale. In particolare, l’avv. Saccucci è noto per aver seguito alcune delle vicende giudiziarie più complesse e controverse degli ultimi decenni dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo e al Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite.
In materia penale, le questioni che più frequentemente vengono sollevate in sede sovranazionale riguardano il principio di imparzialità e indipendenza del giudice (Corte EDU, Previti c. Italia [dec.], 8 dicembre 2009), il diritto ad interrogare o fare interrogare i testimoni a carico (Corte EDU, De Lorenzo c. Italia [dec.], 12 febbraio 2004, e Martelli c. Italia [dec.], 12 aprile 2007), la presunzione di innocenza soprattutto in relazione a giudizi di colpevolezza espressi in sede civile a seguito di proscioglimento (Corte EDU, Mangano c. Italia [dec.], 23 febbraio 2010), l’effettività dell’assistenza legale da parte del difensore d’ufficio (Corte EDU, Sannino c. Italia, 27 aprile 2006), il principio del ne bis in idem (Corte EDU, Previti c. Italia (n. 3) [dec.], 12 febbraio 2013).
Tra le questioni più rilevanti di cui lo Studio S&P si sta attualmente occupando si segnalano quella relativa alla mancata rinnovazione dell’istruzione probatoria in appello a seguito di assoluzione in primo grado (cfr., ad es., Corte EDU, Lorefice c. Italia, 29 giugno 2017), quella relativa al difetto di predeterminazione legale del reato di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso (cfr., ad es., Corte EDU, ricorso n. 66655/13, Contrada c. Italia), quella concernente l’applicazione delle garanzie penali e del ne bis in idem ai procedimenti tributari (cfr., ad es., Corte EDU, Janosevic c. Svezia, 23 luglio 2002, e Corte EDU, Nikanen c. Finlandia, 20 maggio 2014), quella riguardante il principio di retroattività delle norme penali più favorevoli al reo (cfr., ad es., Corte EDU, Scoppola c. Italia (n. 2) [GC], 17 settembre 2009), quella relativa alla violazione del principio di sicurezza giuridica per la mancata declaratoria della prescrizione nel giudizio di legittimità in caso di manifesta infondatezza del ricorso (cfr., ad es., Corte EDU, Vanaria c. Italia, ricorso n. 67669/09), nonché quella relativa alla violazione della presunzione di innocenza per effetto di statuizioni colpevoliste contenute in pronunce di proscioglimento per prescrizione (cfr., ad es., Corte EDU, ricorso n 48049/15, Solimene e Ciccimarra c. Italia) o per effetto di giudizi di sostanziale colpevolezza espressi da rappresentanti di governo (Corte EDU, Becchetti e altri c. Albania, ricorso n. 53488/15, e Kalinichenco c. Russia, 9 lulgio 2019).
In materia civile e amministrativa, i professionisti dello Studio S&P si occupano solitamente di questioni attinenti alla violazione del diritto di accesso ad un giudice (Corte EDU, ricorso n. 28005/12, M.N. e altri c. San Marino), del principio di “sicurezza giuridica” soprattutto per effetto di decisioni discordanti adottate dalle giurisdizioni supreme, del diritto alla ragionevole durata del processo e del diritto all’esecuzione delle decisioni giudiziarie civili e amministrative (Corte EDU, Silvestri c. Italia, 9 giugno 2009). L’avv. Saccucci è attualmente investito di varie questioni riguardanti il problema dell’applicazione ai giudizi in corso di norme di interpretazione autentiche che hanno l’effetto di favorire la parte pubblica nella risoluzione di determinate controversie (cfr., per tutte, Corte EDU, Stefanetti e altri c. Italia, 15 aprile 2014), nonché il problema dei limiti al riconoscimento delle sentenze e dei lodi arbitrali stranieri e del difetto di imparzialità dei collegi arbitrali (cfr. Corte EDU, ricorso n. 5311/11, BEG S.p.A. c. Italia).
La Russia ha violato la presunzione di innocenza
Il vetting dei giudici in Albania al vaglio della Corte europea
Saccucci: premio Top Legal 2018 per il contenzioso internazionale
Libertà civili e politiche
Lo Studio S&P ha maturato una notevole esperienza e competenza nel campo della tutela delle libertà civili e dei diritti politici sia a livello nazionale sia a livello internazionale. Grazie alle capacità di team working nella gestione di controversie che generalmente richiedono competenze intersettoriali di tipo sostanziale e processuale, i professionisti dello Studio S&P sono spesso chiamati a prestare la propria assistenza in casi concernenti limitazioni all’esercizio della libertà di espressione (specialmente quelle derivanti da condanne penali o civili ai danni di giornalisti), la tutela della reputazione e dell’immagine di soggetti vittime di diffamazione a mezzo stampa o internet, la tutela della vita privata rispetto a possibili ingerenze da parte di autorità pubbliche ed anche di soggetti privati, divieti o restrizioni all’esercizio della libertà di associazione sindacale, la perdita dell’elettorato attivo e/o passivo.
Tra le inziative più rilevanti patrocinate dallo Studio S&P, si segnala la sentenza della Corte costituzionale n. 120 del 2018 con la quale – nell’ambito di un giudizio proposto per conto dell’associazione Assodipro – è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 1475 del Codice dell’ordinamento militare nella parte in cui non consentiva la costituzione di associazioni sindacali nell’ambito delle forze armate, per contrasto con l’art. 11 CEDU così come interpretato dalla Corte di Strasburgo nei casi Adefdromil c. France, 2 ottobre 2014, e Matelly c. France, 2 ottobre 2014, nonché con l’art. 5 della Carta sociale europea.
Lo Studio S&P rappresenta inoltre circa 400 militari della Guardia di Finanza in un giudizio promosso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo al fine di contestare il divieto assoluto di costituzione o partecipazione ad associazioni di tipo sindacale da parte degli appartenenti ai corpi ad ordinamento militare (tra cui, per l’appunto, rientra la Guardia di Finanza, nonostante la specificità delle funzioni ad essa attribuite) e le limitazioni al diritto di accesso ad un giudice per la tutela degli interessi di categoria che ne conseguono (cfr. Tribunale Torino, ordinanza 8 marzo 2013, resa nell’ambito del processo penale No TAV).
Lo Studio S&P ha assitito, inoltre, alcuni cittadini italiani vittime di un provvedimento di exequatur adottato dalle autorità di San Marino su richiesta rogatoriale dell’autorità giudiziaria italiana che ha portato al sequestro di documentazione bancaria e fiduciaria ad essi riferibile (cfr. Corte EDU, ricorso n. 28005/12, M.N. e altri c. San Marino).
Tra le questioni di maggiore rilevanza di cui i professionisti dello Studio S&P si stanno occupando si segnalano quella concernente la compatibilità delle modalità di acquisizione ed utilizzazione probatoria dei tabulati telefonici con il diritto al rispetto della vita privata e della corrispondenza (cfr., ad esempio, Corte EDU, Copland c. Regno Unito, 3 aprile 2007), quella relativa all’applicazione retroattiva delle nuove norme di cui al d.lgs. 31 dicembre 2012, n. 235 – c.d. legge Severino in materia di incandidabilità e decadenza dal mandato parlamentare per incandidabilità sopravvenuta (Corte EDU, Berlusconi c. Italia, ricorso n. 58428/13), nonché quella concernente la mancanza di un quadro normativo e amministrativo idoneo a tutelare il pluralismo dei media nel mercato del digitale terrestre in Albania (Corte EDU, Agonset sh.p.k. c. Albania, ricorso n. 33104/15).
La Corte europea “archivia” il ricorso contro la legge Severino
Illegittimo il divieto di associazione sindacale nelle forze armate
Lo Studio S&P ha maturato una specifica competenza nel campo della tutela della salute umana da fonti di inquinamento.
In particolare, lo Studio si è occupato del contenzioso originato dal mancato rispetto da parte delle autorità statali, regionali e locali italiane dei parametri di arsenico indicati nella Direttiva acque dell’Unione europea (Direttiva 98/83/CE del Consiglio del 3 novembre 1998 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano). A causa del mancato adeguamento agli standard di qualità delle acque ritenuti dall’Unione europea e dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità non nocivi per la salute, i residenti dei comuni del Lazio interessati dalla problematica si sono visti negare il diritto all’acqua ed al rispetto della vita privata e familiare. In questo contesto, lo Studio S&P ha proposto un ricorso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo nell’interesse di alcuni residenti del Lazio danneggiati dalle ordinanze sindacali inibitorie dell’uso dell’acqua potabile (Corte EDU, Geri c. Italia, ricorso n. 58833/14). Leggi ancora
Lo Studio S&P si occupa inoltre della questione dell’inquinamento prodotto dal complesso siderurgico dell’ex ILVA di Taranto ed ha promosso un’azione collettiva dinanzi la Corte europea dei diritti dell’uomo nell’interesse di 130 residenti nel Comune di Taranto e nelle aree limitrofe per lamentare la violazione del loro diritto alla salute e all’integrità psico-fisica conseguente alla mancata predisposizione di un quadro normativo e amministrativo idoneo a prevenire e ridurre gli effetti gravemente pregiudizievoli sulla vita e sulla salute dei residenti derivanti dal grave e persistente inquinamento causato dallo stabilimento siderurgico ed all’adozione dei decreti c.d. “salva Ilva” con cui il Governo ha mantenuto in funzione l’impianto sotto la propria gestione a dispetto della normativa europea e delle decisioni della magistratura (Corte EDU, Cordella e altri e Ambrogi Melle e altri c. Italia, 24 gennaio 2019).
Lo Studio S&P viene spesso chiamato ad occuparsi di controversie aventi ad oggetto il riconoscimento e l’esercizio di diritti economico-sociali, a partire da quelli legati ai trattamenti retributivi e previdenziali dei lavoratori pubblici e privati.
Tra le questioni di maggiore rilievo di cui si sonoo occupati o si stanno attualmente occupando i professionisti dello Studio S&P si segnalano, ad esempio, quella relativa al blocco degli adeguamenti stipendiali e delle progressioni in carriera del personale del pubblico impiego non contrattualizzato (per maggiori informazioni clicca qui), quella concernente la mancata restituzione integrale ai pensionati dei maggiori importi dovuti a titolo di perequazione per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015, quella riguardante l’illegittimità della sospensione prolungata della contrattazione collettiva nel pubblico impiego (accertata dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 178 del 2015), e quella relativa alla legittimità costituzionale del contributo di solidarietà imposto ai pensionati ex INPDAI.
Nell’ambito di tale settore, lo Studio S&P viene anche chiamato ad assistere organizzazioni sindacali rappresentative di categoria sia a livello nazionale sia dinanzi agli organismi europei di protezione dei diritti umani.
Grazie alla sua competenza nel settore sanitario e farmaceutico, lo Studio S&P si occupa inoltre di varie problematiche concernenti l’accesso all’assistenza medica soprattutto da parte di malati di cancro nel quadro della Direttiva 2011/24/UE sui diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera (recepita in Italia con d.lgs. 4 marzo 2012, n. 38).
Remunerazione medici specializzandi al vaglio delle Corti europee
Lo Studio S&P si occupa di varie questioni concernenti il rispetto del diritto di proprietà, soprattutto nel quadro della tutela offerta dall’art. 1 del Protocollo n. 1 alla CEDU. Oltre alle tradizionali controversie in tema di espropriazione per pubblica utilità e occupazione appropriativa/usurpativa (cfr., ad es., Corte EDU, Pertot c. Italia, 24 marzo 2009, e Rossi e Variale c. Italia, 3 giugno 2014), lo Studio SFP ha maturato un’ampia e variegata esperienza nel contenzioso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo concernente misure tipiche o atipiche di privazione della proprietà o di regolamentazione dell’uso dei beni.
Tra le questioni più significative di cui i professionisti dello Studio S&P si sono occupati o si stanno occupando si segnalano quella relativa alla confisca di beni immobili disposta dal giudice penale in caso di proscioglimento per prescrizione dal reato di lottizzazione abusiva (cfr., ad es., Corte EDU, Falgest s.r.l. e altri c. Italia, 28 giugno 2018); quella relativa all’illegittima demolizione di immobili ritenuti abusivi e al mancato pagamento del risarcimento del danno dovuto (Corte EDU, Sharxhi e altri c. Albania, 11 gennaio 2018); quella relativa alla mancata esecuzione o al ritardo nell’esecuzione di sentenze o lodi arbitrali che condannano al pagamento di somme di denaro una pubblica amministrazione (Corte EDU, Ventorino c. Italia, 17 maggio 2011) o una società sottoposta a controllo statale (Corte EDU, Regent Company c. Ucraina, 3 aprile 2008) o che pongono altri obblighi di facere a carico dello Stato (cfr., ad es., Corte EDU, Nicola Silvestri c. Italia, 9 giugno 2009); quella concernente le controversie in materia di restituzione delle proprietà confiscate in Albania (Corte EDU, Manushaque Puto e altri c. Albania, 31 luglio 2012) e Romania (Corte EDU, Maria Atanasiu e altri c. Romania, 12 ottobre 2010); quella concernente l’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniale nei confronti degli eredi dei soggetti proposti per l’applicazione delle misure di prevenzione personale; quella riguardante le limitazioni alla capacità di contrattare con la pubblica amministrazione conseguenti alle informative antimafia; quella concernente il sequestro di un’emittente radiotelevisiva con conseguente interruzione delle trasmissioni (Corte EDU, Agonset sh.p.k. c. Albania, ricorso n. 33104/15).
Infine, lo Studio S&P ha promosso diversi giudizi dinanzi alla Corte per contestare l’applicazione arbitraria di norme tributarie soprattutto in materia di c.d. frodi carosello (Corte EDU, Bulves AD c. Bulgaria, 22 gennaio 2009), nonché per contestare la condanna al risarcimento del “danno da disservizio” irrogata dalla Corte dei conti a carico di alcune società concessionarie del gioco lecito (cfr., mutatis mutandis, Corte EDU, Riolo c. Italia, 13 maggio 2014).
La Corte europea riprende l’esame dei casi di esproprio in Albania
Corte di Strasburgo: no alla confisca per lottizzazione abusiva
Lo Studio S&P è da sempre impegnato nella tutela dei minori e di altri soggetti particolarmente vulnerabili dinanzi alle giurisdizioni interne ed internazionali. Oltre alle questioni attinenti alle misure di allontanamento del minore dal nucleo familiare (cfr., ad es., Corte EDU, D’Acunto e Pignataro c. Italia, ricorso n. 6360/13) o alla salvaguardia dei rapporti affettivi del minore (cfr., ad es., Corte EDU, Giusto, Bornacin e V. c. Italia, 15 maggio 2007), i professionisti dello Studio S&P prestano assistenza, anche a titolo gratuito, in favore di minori stranieri o apolidi bisognosi di protezione e vengono spesso chiamati a svolgere attività di formazione in questo campo da parte di organizzazioni non governative (come Save the Children) e associazioni forensi (quali la Camera nazionale avvocati per la famiglia e i minorenni).
Lo Studio S&P si occupa altresì della tutela dei diritti di altre categorie di soggetti vulnerabili. In particolare, l’avv. Saccucci è da anni impegnato, a fianco dello Studio Lana Lagostena Bassi, nelle varie battaglie legali a livello europeo volte a far valere i diritti delle vittime di contagio da trasfusioni o emoderivati infetti ed ha patrocinato alcune delle cause più importanti contro lo Stato italiano in questo campo (a partire da quella che ha portato alla storica sentenza della Corte EDU, G.N. e altri c. Italia, 1 dicembre 2009). Attualmente, inoltre, lo Studio S&P assiste a livello internazionale il Coordinamento nazionale famiglie di disabili gravi e gravissimi, un’organizzazione senza scopo di lucro che difende gli interessi dei Family Caregivers, vale a dire di quelle persone che liberamente, senza compenso e a tempo pieno, si prendono cura di un familiare o di una persona cara gravemente disabile. In particolare, lo Studio S&P ha presentato nell’interesse del Coordinamento nazionale il primo ricorso dinanzi al Comitato dei diritti delle persone disabili delle Nazioni Unite ai sensi del Protocollo opzionale alla Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili del 2006, denunciando l’assenza nell’ordinamento giuridico italiano di qualsiasi forma di riconoscimento e di protezione giuridica, assistenziale e previdenziale in favore dei Caregivers.
Lo Studio S&P ha maturato un’ampia esperienza nel campo della tutela dei diritti dei rifugiati e apolidi tanto dinanzi alle autorità giudiziarie e amministrative interne quanto dinanzi alle istanze di tutela internazionale. In particolare, i professionisti dello Studio S&P sono in grado di prestare la necessaria assistenza nelle procedure per l’accesso alla protezione internazionale sulla scorta della rilevante normativa interna, europea e internazionale, avvalendosi ove necessario anche delle varie opportunità di tutela dinanzi alle giurisdizioni europee (Corte europea dei diritti dell’uomo e/o Corte di giustizia dell’Unione europea). Oltre ad essersi occupato della questione dei respingimenti in alto mare verso la Libia (Corte EDU, Hirsi Jamaa e altri c. Italia, 23 febbraio 2012), l’avv. prof. Andrea Saccucci è membro dell’European Network on Statelessness ed è coinvolto in diverse iniziative di “strategic litigation” volte a promuovere la tutela dei diritti dei rifugiati e degli apolidi.
Attualmente, lo Studio S&P assiste pro bono alcune famiglie di migranti che sono sopravvissute al tragico naufragio dell’11 ottobre 2013 avvenuto in acque internazionali nella zona SAR di competenza maltese, nel quale hanno perso la vita oltre 200 persone, tra cui circa 60 bambini. In collaborazione con la Human Rights & Migration Law Clinic di Torino, lo Studio S&P ha presentato un ricorso nell’interesse dei superstiti del naufragio dinanzi al Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite per denunciare la violazione da parte delle autorità maltesi e italiane degli obblighi di prevenzione e protezione della vita in mare. In relazione a tale iniziativa, lo Studio S&P è stato insignito del premio Top Legal 2019 per la migliore iniziativa pro bono dell’anno.
Lo Studio S&P si occupa di questioni regolarmente attinenti alla tutela dei diritti delle persone private della libertà ed è attualmente impegnato in alcuni casi giudiziari sia dinanzi ai tribunali interni sia dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo concernenti la detenzione di condannati, di persone in stato di custodia cautelare, di immigrati in attesa di espulsione o di stranieri in attesa di estradizione.
I professionisti dello Studio S&P sono spesso chiamati, anche in collaborazione con primari studi penalistici italiani e stranieri, ad assistere detenuti che intendono contestare la legittimità di provvedimenti restrittivi della libertà, richiedere l’ammissione a benefici penitenziari o a misure alternative alla detenzione, contestare le condizioni di detenzione all’interno di determinati istituti penitenziari ovvero agire per ottenere la riparazione per ingiusta detenzione. In tali ambiti, lo Studio S&P offre una competenza fortemente multidisciplinare ed è in grado di fornire assistenza in casi che presentano punti di contatto con una pluralità di settori (internazionale, civile, amministrativo, penale).
In particolare, lo Studio S&P si è occupato e si occupa di diversi casi dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo concernenti la compatibilità delle condizioni di salute dei detenuti con il divieto di trattamenti inumani o degradanti, il problema del sovraffollamento carcerario (cfr. Corte EDU, Torreggiani e altri c. Italia, 8 gennaio 2013), l’eccessiva durata della detenzione a fini estradizionali (cfr. Corte EDU, Bogdanovski c. Italia, 14 dicembre 2006), il diritto dei transessuali di ricevere adeguati trattamenti medici all’interno degli istituti penitenziari, l’esercizio della libertà di religione da parte dei detenuti ed anche il loro diritto all’affettività e alla sessualità in carcere (cfr. Corte cost., 19 dicembre 2012, n. 301, e Raccomandazione R(2006) 2 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa sulle regole penitenziarie europee).
Di recente, lo Studio S&P ha assistito l’associazione Nessuno Tocchi Caino nel giudizio dinanzi alla Corte costituzionale che ha portato alla declaratoria di incostituzionalità dell’art. 4-bis ord. pen. in relazione al c.d. ergastolo ostativo (cfr. Corte cost., sentenza n. 253 del 2019).
Lo Studio S&P ha maturato un’ampia esperienza nella gestione del contenzioso di massa derivante da violazioni strutturali della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e possiede collaudate capacità organizzative per la raccolta e predisposizione di ricorsi collettivi alla Corte di Strasburgo che possono sfociare nell’adozione di una c.d. “sentenza pilota”. I professionisti dello Studio S&P sono inoltre in grado di fornire la necessaria assistenza anche nella fase successiva dell’esecuzione della sentenza pilota sia dinanzi al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa sia dinanzi alle giurisdizioni interne. Tra le azioni collettive più rilevanti promosse dallo Studio S&P si segnalano quella concernente la mancata restituzione integrale ai pensionati dei maggiori importi dovuti a titolo di perequazione per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015, quelle concernenti il blocco degli aumenti stipendiali nel pubblico impiego non contrattualizzato, quella relativa all’operazione di ristrutturazione del debito sovrano della Grecia, quella in materia di contaminazione delle acque da arsenico e quella relativa alla prescrizione anticipata delle vecchie lire. Lo Studio S&P assiste, inoltre, pro bono circa un migliaio di soggetti vittime della “cancellazione” dalle liste dei residenti permanenti della Slovenia, i quali rivendicano il diritto al risarcimento dei danni subiti sulla scorta dei principi enunciati dalla Corte di Strasburgo nella sentenza pilota del 26 giugno 2012, Kuric e altri c. Slovenia, nonché oltre un centinaio di residenti di Taranto che si lamentano degli effetti prodotti dall’inquinamento dell’ILVA e della mancata adozione da parte dello Stato di adeguate misure precauzionali e di informazione (Corte EDU, Cordella e altri e Ambrogi Melle e altri c. Italia, ricorsi n. 54414/13 e n. 54264/15).