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Timestamp: 2013-06-20 07:08:16+00:00
Document Index: 151470620

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

PRESIDENTE. Riprende l'esame degli articoli del disegno di legge n. 2156, ricordando che nella seduta antimeridiana di ieri la Presidenza ha dichiarato la improponibilità degli emendamenti 2.14, 2.0.2 (testo corretto), 2.0.250 (testo corretto), 2.0.4, 2.0.5, 2.0.6, 2.0.500, 2.0.251, 2.0.51/2, 3.0.1, 6.0.3, 6.0.250, 6.0.251, 6.0.252, 6.0.253, 6.0.254, 6.0.255, 6.0.256, 6.0.257, 7.0.250, 8.0.1, 8.0.250, 8.0.251, 9.0.1, 10.300, 10.0.2, 10.0.5, 10.0.253, 11.6, 11.0.5, 11.0.1, 11.0.50, 11.0.51, 12.253, 12.0.500, 12.0.14, 12.0.15, 12.0.17, 12.0.16, 12.0.100 e 12.0.18.
In relazione ai rilievi formulati dall'opposizione, la Presidenza ha proceduto ad una nuova verifica delle proposte emendative e riammette all'esame dell'Assemblea gli emendamenti 2.0.5, 2.0.6 e 10.0.2 (testo 2).
LEGNINI (PD). Nel ribadire la più assoluta contrarietà alla così restrittiva linea interpretativa adottata dalla Presidenza in tema di proponibilità degli emendamenti, si riserva di intervenire nel corso dei lavori sulle singole proposte per chiedere le ragioni delle decisioni della Presidenza.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 2 (Trasparenza dell'attività amministrativa), ricordando che sugli emendamenti 2.11, 2.12 e 2.254, la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
ADAMO (PD). Pur rilevando l'incongruenza e l'inutilità di procedere alla discussione dell'articolo 2 stante l'incertezza in ordine all'istituzione di un'autorità di coordinamento anticorruzione, dà comunque conto del contenuto dell'emendamento 2.10, volto a fissare una data certa entro cui attuare le disposizioni contenute nell'articolo, così da evitare che la sua fissazione sia demandata ad un futuro decreto ministeriale. (Applausi dal Gruppo PD).
MALAN (PdL). Chiede se l'emendamento 2.0.251 (testo 2) rientri tra quelli giudicati improponibili dalla Presidenza.
MORANDO (PD). Chiede delucidazioni circa l'ammissibilità dell'emendamento 2.0.251, atteso che il suo contenuto appare pienamente coerente con la materia del provvedimento.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.0.251 è ammesso al voto nel testo 2.
LI GOTTI (IdV). L'emendamento 2.3 mira a introdurre il riferimento al Programma triennale per la trasparenza e l'integrità di cui al decreto legislativo n. 150 del 2009, che già afferma il principio che la trasparenza dell'attività amministrativa rientra tra i livelli essenziali delle prestazioni ai cittadini. L'emendamento 2.500 prevede che le disposizioni sulla trasparenza si applicano anche ai grandi eventi ed a tutti i procedimenti posti in essere nell'ambito di normative emergenziali derogatorie rispetto alla disciplina generale. L'emendamento 2.12 prevede l'obbligo, anziché l'eventualità, di rendere accessibili agli interessati le informazioni relative ai provvedimenti e ai procedimenti amministrativi che li riguardano. (Applausi del senatore Pedica).
DELLA MONICA (PD). Gli emendamenti 2.7 e 2.8 prevedono che gli obblighi di trasparenza si applicano anche ai cosiddetti grandi eventi e ai procedimenti posti in essere nell'ambito di normative derogatorie. Negli ultimi anni si è estesa la tendenza dell'Esecutivo a ricorrere a procedure e strumenti straordinari, dai grandi eventi alle ordinanze della protezione civile, che sono sottratti al controllo di contabile della Corte dei conti e al controllo politico del Parlamento. Lungi dal rendere più efficiente l'azione amministrativa questa tendenza aumenta i rischi di corruzione e di utilizzazione distorta delle risorse: l'emendamento 2.0.6 mira quindi a ripristinare il controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti sulle ordinanze di protezione civile e sui grandi eventi. Chiede alla Presidenza di riconsiderare la declaratoria di inammissibilità in ordine all'emendamento 2.0.4 che, al fine di evitare rapporti impropri tra politica e magistratura, vieta ai magistrati cui siano conferiti incarichi extra istituzionali di ricevere compensi dalle amministrazioni presso cui espletano le relative attività.
PRESIDENTE. Avverte che il Governo ha presentato l'emendamento 2.0.1000 (v. Allegato A) e, come convenuto, lo trasmette per l'esame, ai sensi dell'articolo 100, comma 11, del Regolamento alle Commissioni riunite 1a e 2a , che sono autorizzate a convocarsi in fasi non coincidenti con le votazioni. CASSON (PD). L'emendamento 2.0.251/2 mira a regolamentare i conflitti di interesse, cui fanno espresso riferimento la Convenzione ONU sulla lotta alla corruzione e la legge Frattini. Poiché detti conflitti sono esplicitamente menzionati dall'emendamento 2.0.251 (testo 2), che la Presidenza ha riammesso all'esame dell'Assemblea, non si comprende per quale ragione la proposta subemendativa dovrebbe continuare a risultare improponibile l'introduzione di una dichiarazione all'Autorità sulla concorrenza circa l'insussistenza di conflitti tra una carica di governo ed un interesse economico. Il Gruppo ha presentato diverse proposte che mirano a precisare la nozione e l'ambito di applicazione soggettivo del conflitto di interessi, con specifico riferimento agli interessi economici: la contrarietà della maggioranza e del Governo è politicamente comprensibile ma non può esprimersi attraverso il rifiuto di esaminare le proposte dell'opposizione. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. La Presidenza ha valutato il contenuto del subemendamento come attinente a materia estranea all'oggetto del provvedimento.
AUGELLO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 2.200, 2.3, 2.250, 2.255, 2.0.252, 2.0.251 (testo 2). Invita a ritirare gli emendamenti 2.200/1 (e tutti quelli che fanno riferimento alle competenze delle autonomie speciali, che saranno adeguatamente trattate de un emendamento del relatore all'articolo 6), 2.2, 2.4, 2.252, 2.0.252/5 diversamente il parere è contrario. Chiede una riformulazione dell'emendamento 2.253. Motiva il parere contrario sui restanti emendamenti.
FINOCCHIARO (PD). Con l'emendamento 2.0.1000, è stata tradita l'intesa raggiunta ieri tra opposizione, maggioranza e Governo e suggellata in Aula dalle parole del presidente Schifani. La Convenzione di Strasburgo prevede che le funzioni di vigilanza e controllo sul fenomeno corruttivo nelle pubbliche amministrazioni siano assegnate ad un organismo indipendente. Con l'emendamento del Governo, oltre a confermare in capo ad un comitato interministeriale la qualifica di autorità nazionale anticorruzione, si attribuiscono le funzioni di controllo e vigilanza alla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche: si tratta di una piccola concessione fatta alle opposizioni, che tuttavia non risolve il problema dell'indipendenza di un organismo che dovrebbe svolgere un ruolo tanto delicato. Pertanto, se il Governo non stralcerà la materia già trattata dall'articolo 1, sarà necessario sottoporre al giudizio di ammissibilità della Giunta per il Regolamento l'emendamento presentato. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e dei senatori Serra e Valditara).
LI GOTTI (IdV). La Convenzione di Strasburgo prevede che le funzioni di vigilanza e controllo siano svolte da un organo indipendente affinché esso possa operare al riparo da pressioni illecite. Se l'articolo 1 del disegno di legge n. 2156 non rispondeva a tali esigenze, poiché assegnava tali funzioni al Dipartimento della funzione pubblica, anche la nuova proposta del Governo è ingannevole, in quanto riproduce sostanzialmente il contenuto della norma già bocciata, attribuendo allo stesso Dipartimento il compito di predisporre e coordinare il Piano nazionale anticorruzione. Si tratta di un imbroglio. (Applausi dal Gruppo IdV. Proteste dai banchi della maggioranza. Commenti del senatore Gramazio. Richiami del Presidente).
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). L'emendamento presentato dal Governo riproduce nei contenuti il testo già bocciato dall'Aula del Senato, limitandosi a separare le funzioni di coordinamento da quelle di vigilanza e controllo e attribuendole, rispettivamente, ad un Comitato interministeriale e alla CIVIT, che finora è stata praticamente inoperosa. Il Governo ha quindi commesso una scorrettezza a livello politico presentando l'emendamento 2.0.1000, che risulta inammissibile per contrasto con deliberazioni già adottate dal Senato sull'argomento nel corso della discussione. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI).
AUGELLO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Nell'assumere l'impegno di presentare una nuova proposta, il Governo aveva assicurato che essa non avrebbe comportato nuovi oneri finanziari, che le funzioni di coordinamento sarebbero state distinte da quelle di controllo e che l'argomento sarebbe stato esaminato approfonditamente in Commissione. L'emendamento 2.0.1000 risponde a questi requisiti e quindi il Governo non è venuto meno alla parola data, considerato che l'attività di controllo è attribuita ad un organismo sicuramente indipendente e che - a legislazione vigente - l'Autorità nazionale anticorruzione coincide con il Dipartimento della funzione pubblica, che ha ereditato le funzioni dell'Alto commissariato. Peraltro, in questo modo si prevede una pluralità di soggetti incaricati di controllare i fenomeni corruttivi nelle pubbliche amministrazioni, come stabilito dall'articolo 6 della Convenzione delle Nazioni Unite. Sarà comunque possibile discutere la proposta del Governo in Commissione per trovare la soluzione tecnica delle questioni poste dall'opposizione. (Applausi dal Gruppo PdL).
FINOCCHIARO (PD). Dopo la bocciatura dell'articolo 1, il Governo avrebbe dovuto presentare una proposta originale, per superare le prescrizioni regolamentari che impediscono di riesaminare una questione su cui si è già deliberato. Invece, l'emendamento presentato è solo apparentemente innovativo, per cui dovrà essere sottoposto a giudizio di ammissibilità, a meno che il Governo non preferisca stralciare la materia che era trattata nell'articolo 1. Data la delicatezza della questione regolamentare e politica, giudica opportuno che i lavori dell'Aula siano diretti dal presidente Schifani, garante dell'accordo raggiunto ieri. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
GASPARRI (PdL). Il Gruppo ha già manifestato la propria disponibilità alla definizione di una norma condivisa. La nuova stesura dell'articolo presentata dal Governo è da intendersi come base per l'esame da parte delle Commissioni riunite ed è ovviamente modificabile. Auspica che si pervenga, come del resto convenuto in sede di Conferenza dei Capigruppo, ad una sua ridefinizione condivisa, ma la maggioranza è disponibile anche ad uno stralcio della proposta: gli altri articoli del provvedimento, per il loro contenuto, darebbero comunque spessore all'intervento normativo. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Il presidente Schifani sarà a breve presente in Aula.
LI GOTTI (IdV). L'emendamento presentato dal Governo, attribuendo al Dipartimento della funzione pubblica il compito di predisporre e coordinare il piano nazionale anticorruzione riproduce esattamente, con una ininfluente modifica lessicale, il contenuto dell'articolo 1 respinto dall'Aula e questo, oltre ad essere politicamente inaccettabile, lo rende inammissibile ai sensi dell'articolo 97, comma 2 del Regolamento del Senato. Esso non può, pertanto, essere oggetto dell'esame delle Commissioni riunite. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Congratulazioni).
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). L'intesa raggiunta nella Conferenza dei Capigruppo di rinviare il testo del Governo all'esame delle Commissioni riunite non può prescindere dall'osservanza della norma regolamentare che impedisce di ripresentare proposte in contrasto con deliberazioni già adottate dal Senato sull'argomento nel corso della discussione. Una volta sanato questo vulnus regolamentare da parte della Presidenza del Senato, l'opposizione sarà disponibile a raggiungere un'intesa per la definizione di una norma seria e condivisa circa l'organo di controllo sull'attività di contrasto al fenomeno corruttivo e dell'illegalità nella pubblica amministrazione, che non può essere, come proposto dal Governo, una struttura vincolata a livello gerarchico e funzionale all'Esecutivo, ma un organismo veramente terzo, come prescritto dalla Convenzione ONU. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI e PD).
QUAGLIARIELLO (PdL). L'unico modo per uscire dall'impasse regolamentare generata dalla presentazione del nuovo emendamento del Governo è che il Governo lo ritiri per presentarne uno nuovo che contenga le garanzie minime per aprire un confronto e giungere ad una soluzione condivisa nelle Commissioni riunite. (Applausi dal Gruppo PdL).
CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. La proposta del Governo, certamente attenta al requisito dell'invarianza della spesa, voleva essere un viatico per la discussione nelle Commissioni riunite. Il Governo ritiene che l'attività di coordinamento non possa che rimanere in capo alla Funzione pubblica. Non vi è alcun dubbio che l'attività di controllo debba ricadere su una struttura effettivamente indipendente, che verifichi la funzionalità delle norme e la loro idoneità a garantire la lotta alla corruzione e la trasparenza nell'attività della pubblica amministrazione, ma forse occorre partire dalla definizione puntuale della funzione di controllo e sulla base di questa individuare l'organo preposto. Proporre una nuova Autorità indipendente non appare la soluzione più idonea. La separazione delle due funzioni appare comunque come l'unica via percorribile. Il Governo è comunque disponibile a ritirare l'emendamento.
FINOCCHIARO (PD). Dopo la sua abolizione, le funzioni dell'Alto commissario contro la corruzione sono state attribuite al Dipartimento della funzione pubblica, quindi per creare un'autorità di controllo indipendente queste funzioni devono essere sottratte al Dipartimento che dipende dalla Presidenza del Consiglio. Attribuirle ad un organismo come il CIVIT, però, equivarrebbe ad accentrare tutte le funzioni nelle mani dell'Esecutivo. Per questo la proposta governativa appare come una vera e propria presa in giro. Il Governo, nascondendosi dietro il principio dell'invarianza della spesa, tema sul quale l'opposizione non ha nulla da imparare, sostanzialmente tenta di imporre in Commissione la stessa impostazione sulla quale è stato battuto in Aula. (Applausi dai Gruppi PD e IdV e del senatore Serra).
AUGELLO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri.. Ferme restando le funzioni di coordinamento in capo al Dipartimento della funzione pubblica, l'emendamento del Governo intendeva essere una traccia per avviare il confronto in Commissione e dovuto trovare un accordo politico su un'autorità di controllo indipendente che rispondesse alle esigenze di trasparenza ed autonomia più volte richiamate. Se non si riuscirà a pervenire ad un compromesso, l'emendamento verrà ritirato e si cercherà un'altra soluzione in tempi ragionevoli. Le Commissioni riunite, comunque, sarebbero la sede più idonea per questo tipo di confronto, mentre in Aula sarebbe opportuno procedere con l'esame degli articoli successivi.
VIESPOLI (CN-Io Sud). Facendo seguito alla richiesta dell'opposizione dopo la bocciatura dell'articolo 1, il nuovo emendamento del Governo si proponeva non come testo definitivo e risolutivo, ma come occasione di approfondimento: non intendeva chiudere ma anzi aprire il confronto sulle diverse posizioni in Commissione. (Applausi dai Gruppi CN-Io Sud e PdL e del senatore Pistorio).
BRICOLO (LNP). La discussione si è bloccata su aspetti procedurali relativi al nuovo emendamento del Governo e non ha ancora toccato il merito del provvedimento. Vista la disponibilità del Governo e della maggioranza a presentare un nuovo testo di massima che raccolga le indicazioni dell'opposizione per avviare un confronto più approfondito in Commissione sull'autorità di controllo, si dovrebbe intanto procedere con l'esame degli articoli 2 e 3. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Il punto critico al centro del dibattito fra maggioranza e opposizione resta l'organo indipendente che dovrà essere il fulcro delle politiche anticorruzione. Il testo del Governo non costituisce in questo senso quel punto di partenza che l'opposizione avrebbe ritenuto necessario alla luce del voto di ieri. Il Governo dovrebbe quindi ritirarlo e presentarne uno nuovo, più rispondente all'intesa politica faticosamente raggiunta. D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Le pronunce di improponibilità su numerosi emendamenti rilevanti e l'eliminazione della disciplina relativa all'organo di controllo sull'attività anticorruzione rischiano di ridimensionare eccessivamente il provvedimento. Condivide lo spirito della proposta avanzata dal senatore Quagliariello, tesa a giungere ad una soluzione ampiamente condivisa, purché la vigilanza e il controllo siano oggetto delle competenze di un organo indipendente dal Governo e costituito con le forme che caratterizzano gli altri organismi indipendenti già esistenti nell'ordinamento italiano.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 97 del Regolamento, l'emendamento 2.0.100 dovrebbe essere dichiarato inammissibile perché in contrasto con precedenti deliberazioni del Senato sullo stesso argomento. Considerato che l'opposizione non ritiene innovativa la nuova proposta del Governo, l'intesa raggiunta ieri con la maggioranza ed il Governo è da considerarsi superata.
AUGELLO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il Governo ritira l'emendamento 2.0.1000.
PRESIDENTE. Preso atto del ritiro dell'emendamento del Governo, la Presidenza potrà prendere in esame ai fini della discussione dell'Assemblea una nuova proposta sul tema oggetto dell'articolo 1 solo in presenza di un accordo unanime dei Gruppi parlamentari, che peraltro la Presidenza stessa auspica. (Applausi dai Gruppi PdL, PD e UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI).
Propone di proseguire i lavori come precedentemente stabilito, affinché il Paese prenda atto del senso di responsabilità con cui il Senato sta affrontando il tema della lotta alla corruzione.
Non facendosi osservazioni, riprende l'esame dell'articolo 2.
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Mantiene l'emendamento 2.200/1.
AUGELLO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Ribadisce l'invito a ritirare tutti gli emendamenti aventi per oggetto le competenze delle autonomie speciali.
Il Senato respinge l'emendamento 2.200/1.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Preannuncia il voto favorevole all'emendamento 2.200/3 che sopprime alcune limitazioni alla pubblicità delle informazioni relative ai procedimenti amministrativi.
Gli emendamenti 2.200/2 e 2.200/3 risultano respinti.
Il Senato approva l'emendamento 2.200, con conseguente preclusione degli emendamenti fino a 2.251. (Applausi del senatore Izzo).
Risultano respinti o preclusi gli emendamenti 2.4, 2.252, 2.500, 2.7 e 2.8.
Il Senato approva l'emendamento 2.253.
INCOSTANTE (PD). Si dichiara disponibile a riformulare il contenuto degli emendamenti 2.9 e 2.10 nel senso indicato dal Governo.
AUGELLO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Chiede l'accantonamento degli emendamenti.
PRESIDENTE. Dispone l'accantonamento degli emendamenti 2.9 e 2.10.
INCOSTANTE (PD). Chiede, ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento la votazione dell'emendamento 2.11, non comprendendo il parere contrario espresso dalla Commissione, atteso che la disposizione non comporta oneri finanziari.
AUGELLO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Conferma il parere contrario del Governo sull'emendamento 2.11 e anche sugli emendamenti 2.9 e 2.10, poc'anzi accantonati.
Gli emendamenti 2.11 e 2.254 risultano respinti.
PARDI (IdV). L'emendamento 2.12 raccoglie una sollecitazione della Corte dei conti tesa a fare in modo che gli obblighi di trasparenza dei provvedimenti e procedimenti amministrativi abbiano carattere vincolante e non rimangano una mera possibilità.
L'emendamento 2.12 risulta respinto.
LI GOTTI (IdV). L'emendamento 2.13 prevede l'espressione di un parere da parte delle Commissioni parlamentari di merito sui decreti ministeriali con cui saranno individuate le modalità di pubblicazione e di informazione rilevanti per l'applicazione della normativa sulla trasparenza.
AUGELLO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Conferma il parere contrario del Governo.
L'emendamento 2.13 risulta respinto.
Il Senato approva l'emendamento 2.255.
PRESIDENTE. Passa agli emendamenti 2.9 e 2.10, precedentemente accantonati.
AUGELLO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il parere è contrario anche alla eventuale proposta di riformulazione.
Gli emendamenti 2.9 e 2.10 risultano respinto e precluso.
Con votazione, seguita da controprova mediante procedimento elettronico, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'articolo 2, nel testo emendato. Risulta invece respinto l'emendamento 2.0.251 (testo 2)/1.
CASSON (PD). Nel sollecitare nuovamente una rivisitazione della pronuncia di improponibilità dell'emendamento 2.0.251(testo 2)/2, si dichiara disponibile ad una sua riformulazione, del cui contenuto dà conto, atteso che la disposizione è fortemente connessa ai principi contenuti nella Convenzione ONU del 2003. (Applausi dal Gruppo PD).
VITA (PD). Chiede di aggiungere la firma all'emendamento.
PRESIDENTE. Così come riformulato, l'emendamento 2.0.251(testo 2)/2 (testo 2) è ammissibile.
AUGELLO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il parere del Governo è contrario.
MORANDO (PD). Invita il Governo a riflettere sulla portata della modifica proposta, funzionale alla piena operatività della disposizione di cui all'emendamento 2.0.251 (testo 2), su cui il parere è favorevole: affinché l'amministrazione possa realmente verificare l'insussistenza di situazioni di conflitto di interessi, è infatti indispensabile che i titolari di cariche di Governo siano tenuti a presentare una dichiarazione che renda trasparenti e conosciute le potenziali situazioni di conflitto. (Applausi dal Gruppo PD).
AUGELLO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Chiede l'accantonamento dell'emendamento per un più puntuale esame, ritenendo peraltro che la proposta contenuta nel subemendamento possa essere regolata per via amministrativa. (Applausi del senatore Ramponi).
PRESIDENTE. Dispone l'accantonamento dell'emendamento 2.0.251 (testo2)/2 (testo 2) e, in conseguenza, dell'emendamento 2.0.251 (testo 2).
BRUNO (Misto-ApI). Propone una riformulazione dell'emendamento 2.0.500 (v. Resoconto stenografico) per contrastare il fenomeno dello spoils system chiedendo alla Presidenza di rivedere la pronuncia di improponibilità.
PRESIDENTE. L'emendamento rimane improponibile.
CASSON (PD). Preannuncia il voto favorevole all'emendamento 2.0.252/1, volto ad estendere la platea dei soggetti cui fa riferimento l'emendamento 2.0.252, sulla tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti, così da dare piena attuazione a quanto previsto dalla Convenzione di Strasburgo del 1999 e da quella dell'ONU del 2003.
Gli emendamenti da 2.0.252/1 a 2.0.252/8 risultano respinti o preclusi. (Rilievi della senatrice Incostante sulla regolarità delle operazioni di voto)
Il Senato approva l'emendamento 2.0.252.
ZANDA (PD). Con reiterati comportamenti il Governo ha dimostrato nei fatti di voler boicottare il provvedimento sul contrasto alla corruzione: per lungo tempo non ha presentato la relazione tecnica, bloccando così l'esame degli emendamenti presso la Commissione bilancio; poi ha cercato di minare il contenuto del testo, accreditando se stesso come autorità indipendente cui affidare nella sostanza il controllo della lotta alla corruzione. Con il parere contrario espresso sugli emendamenti 2.0.5 e 2.0.6 (opportunamente riammessi alla discussione dalla Presidenza), che abrogano l'equiparazione tra grandi eventi e calamità naturali al fine di rimuovere una delle fonti principali dell'illegalità e del malcostume, l'Esecutivo dà l'ennesima dimostrazione di non voler condurre la battaglia contro la corruzione. (Applausi dai Gruppi PD e IdV e del senatore Serra. Congratulazioni).
PRESIDENTE. La Presidenza è intervenuta non solo sulle Commissioni ma anche sul Governo per sbloccare l'esame del provvedimento anticorruzione.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Sottoscrive gli emendamenti 2.0.5 e 2.0.6. Ripristinare il controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti sulle ordinanze di protezione civile ed eliminare la possibilità di estendere ai grandi eventi le procedure di emergenza impiegate per fronteggiare le calamità naturali rappresenterebbero primi passi per ristabilire una cultura della buona amministrazione e della responsabilità. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI e PD).
PARDI (IdV). Avendo presentato un emendamento di contenuto analogo, che è stato respinto, il Gruppo sottoscrive l'emendamento 2.0.6 e l'emendamento 2.0.5 che abroga la possibilità di estendere ai grandi eventi le procedure straordinarie attribuite agli interventi della protezione civile, facoltà che alimenta fenomeni corruttivi difficilmente controllabili. (Applausi del senatore Pedica).
AUGELLO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Ribadisce il parere contrario sugli emendamenti 2.0.5 e 2.0.6, osservando che la Corte dei conti esercita un controllo a valle sulle ordinanze di protezione civile. Esprime contrarietà anche all'emendamento 2.0.251 (testo 2)/2 (testo 2) le cui disposizioni in parte sono ricomprese nella legge Frattini, in parte riguardano l'ordinamento degli enti locali. (Applausi del senatore Ramponi).
Gli emendamenti 2.0.5, 2.0.6 e 2.0.251 (testo 2)/2 (testo 2) risultano respinti. (Proteste dai banchi dell'opposizione sulla regolarità delle operazioni di voto. Su disposizione del Presidente i senatori Segretari procedono alle opportune verifiche).
Il Senato approva l'emendamento 2.0.251 (testo 2).
PRESIDENTE. Rinvia il seguito dell'esame dei disegni di legge in titolo alla seduta di martedì prossimo. Sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 12,55, è ripresa alle ore 15,03.