Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-32450-del-14-12-2018
Timestamp: 2020-05-29 10:51:31+00:00
Document Index: 164320035

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 360', 'art. 87', 'art 58', 'art. 345', 'art. 52', 'art. 58', 'art. 58', 'sentenza ', 'art. 58']

Sentenza Cassazione Civile n. 32450 del 14/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32450 del 14/12/2018
Cassazione civile sez. trib., 14/12/2018, (ud. 14/11/2018, dep. 14/12/2018), n.32450
Sul ricorso iscritto al numero 764 del ruolo generale dell’anno 2012,
143/16/10 depositata in data 12 novembre 2010, non notificata.
– con sentenza 143/16/10 depositata in data 12 novembre 2010, non notificata, la Commissione tributaria regionale della Calabria, sezione staccata di Reggio-Calabria, accoglieva l’appello proposto dalla Zito Evoluzioni Nautiche Marine s.r.l. – Zen Marine s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore nei confronti dell’Agenzia delle entrate, in persona del Direttore pro tempore, avverso la sentenza n. 344/08/08 della Commissione tributaria provinciale di Reggio Calabria che aveva rigettato il ricorso proposto dalla suddetta società avverso l’avviso di accertamento n. (OMISSIS), con il quale l’Ufficio di Palmi, a seguito di p.v.c. della G.d.F. del 28 ottobre 2005, aveva contestato alla contribuente, in relazione all’anno 2000, tra l’altro, l’indebita detrazione di Iva, pari a Euro 138.834,06, incluse le sanzioni, per la soggettiva inesistenza di operazioni fatturate dalla società Unizeta s.r.l.;
-con il primo motivo, variamente articolato, la ricorrente denuncia: 1) in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, la insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, per non avere la CTR – nell’accogliere l’appello della contribuente per la tardiva produzione in primo grado da parte dell’Ufficio del p.v.c. della G.d.F. del 28 ottobre 2005, quale documento fondante la decisione della CTP – argomentato alcunchè in ordine all’avvenuto deposito del detto documento agli atti del processo da parte dell’Agenzia già in data 6 maggio 2008; 2) in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 32, sotto un duplice profilo: a) per non avere il giudice di appello considerato che la documentazione – comunque, nella fattispecie, tempestivamente acquisita agli atti di causa – poteva essere liberamente e pienamente valutata dal giudice di merito anche contro il depositante e a favore della parte avversa; b) per avere la CTR erroneamente ritenuto tardivamente prodotti nel giudizio di primo grado i p.v.c. della G.d.F. (elevati nei confronti della società verificata e della Unizeta s.r.l.) da parte dell’Ufficio, ancorchè l’art. 32 cit., comma 2, nello stabilire il possibile deposito delle memorie illustrative fino a dieci giorni prima della data di trattazione, non indichi specificamente la data di prima trattazione, potendo essere anche quella cui quest’ultima sia stata differita, nè, tantomeno, fissi una differente “perentorietà” a seconda che si tratti di produzione di memorie o di documenti;
– con il secondo motivo, la ricorrente denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 32 e 58, nonchè art. 87 disp att. c.p.c., per non avere la CTR considerato che il p.v.c. della G.d.F. relativo alla fatturante fittizia Unizeta s.r.l. – che era stato depositato in primo grado, unitamente al p.v.c. elevato a carico della società contribuente, contestualmente alle memorie illustrative in data 3 ottobre 2008, per l’udienza del 13 giugno 2008 differita al 17 ottobre 2008 – era stato tempestivamente ridepositato nel fascicolo di causa relativo al secondo grado di giudizio, con conseguente utilizzabilità del medesimo ai fini della decisione;
– nella specie, premesso, infatti, che il p.v.c. della G.d.F. elevato a carico della società contribuente in data 28 ottobre 2005 e posto a base della decisione in appello risulta inequivocabilmente depositato (in data 3 ottobre 2008) prima della conclusione del giudizio di primo grado, assume risolutivo rilievo in proposito la giurisprudenza di questa Suprema Corte secondo la quale: “In tema di appello avverso le decisioni delle commissioni tributarie di primo grado, il D.Lgs. n. 546 del 1992, art 58, comma 2, fa salva la facoltà delle parti di produrre in appello nuovi documenti indipendentemente dalla impossibilità dell’interessato di produrli in prima istanza per causa a lui non imputabile, requisito, quest’ultimo, richiesto dall’art. 345 c.p.c., u.c. (come sostituito dal L. n. 535 del 1990, art. 52), ma non dal citato art. 58” ((v. Cass. 8 febbraio 2006, n. 2787; 16 agosto 2005, n. 16916; 21 luglio 2000, n. 9604). Con la qual cosa vuole in sostanza affermarsi che “l’irrituale produzione del documento nel giudizio di primo grado, da parte dell’Ufficio, benchè non rilevata dal primo giudice, non assume rilievo nella definizione della controversia, salvo eventualmente per quanto relativo alla regolamentazione delle spese processuali, potendo comunque il documento in questione essere legittimamente valutato dal giudice di appello in forza del disposto del richiamato art. 58” (Cass. n. 6914 del 2011; nello stesso senso, Cass. n. 30537 del 2017);
– invero, la CTR non si attenuta ai suddetti principi, in quanto ha ritenuto che la tardiva – non rilevata dalla CTP -produzione nel giudizio di primo grado del p.v.c. della G.d.F. del 28 ottobre 2005 (elevato a carico della società verificata), costituisse motivo per la riforma della sentenza della CTP, senza considerare che il documento in questione – che era stato inequivocabilmente depositato prima della conclusione del giudizio di primo grado – poteva essere legittimamente valutato dal giudice di appello ai sensi dell’art. 58
cit., comma 2;