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Timestamp: 2018-03-18 03:49:33+00:00
Document Index: 151506532

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 75', 'art. 35', 'art. 13', 'art. 391', 'art. 3', 'art. 100', 'art. 35', 'art. 70', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 2', 'art. 35', 'art. 34', 'art. 391']

LA PROPOSTA DI RIFORMA DEL TSO DI RADICALI ITALIANI: UN'IPOTESI DI ESTROMISSIONE DEL DIRITTO CIVILE DALLA PROTEZIONE DEL SOFFERENTE PSICHICO
Deboli, svantaggiati - Malati fisici, psichici - Manuele Pizzi - 12/03/2018
Ad oggi, il trattamento sanitario obbligatorio, presenta una struttura normativa che necessita di un aggiornamento, specie in rapporto alla L. 6/2004, ma anche in relazione alla questione attinente al diritto di difesa azionabile nelle more della c.d. tutela giurisdizionale riconosciuta espressamente all'art. 35 L. 833/1978 avverso il ricovero coatto, da parte dei soggetti con patologia mentale, che non siano titolari della capacità processuale, ai sensi dell'art. 75 c.p.c.
La proposta di legge elaborata da Radicali Italiani , viene presentata quale frutto di un "riesame, non più rinviabile" dell'istituto del TSO, una proposta volta all'accrescimento dei diritti da parte delle persone soggette alla misura del provvedimento di TSO, seguendo lo slogan: " PiùDiritti MenoAbusi" . Un esame esaustivo della proposta di riforma richiederebbe una discussione interdisciplinare, inclusiva di tutti gli attori competenti. Orbene, sarebbe impossibile, dissertare su tutte le questioni problematiche che si verrebbero ad innestare dall'interpretazione del testo che andrebbe ad abrogare e sostituire gli attuali artt. 33-34-35 L. 833/1978. E 'un'opera ardua parlare esaustivamente di tutta la questione del TSO per malattia mentale, però, un tentativo imperfetto può essere esperito.
Indubbia è la connotazione di nobile idealità, nella proposta di: Riforma della procedura di applicazione del Trattamento Sanitario Obbligatorio; tuttavia, l'espressa idealità rischia di scontrarsi con la realtà quotidiana ... Ictu oculi, la detta proposta appare veicolata da implicito pregiudizio verso gli strumenti civilistici delle misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia, e dell'Autorità giurisdizionale espressa dal Giudice Tutelare, nonchè si fa portatrice di implicita presunzione della potenziale sussistenza di abusi da parte dei soggetti promotori ed esecutori del TSO.
Un'ipotesi di riforma del trattamento sanitario obbligatorio è necessario per affrontare la disamina in sede parlamentare, in quanto, la materia attaglia i diritti della personalità, in relazione ad una pluralità di beni giuridici tutelati dall'ordinamento, che si collegano al soggetto fragile come componente di una comunità: quale soggetto partecipe alla vita di relazione.
La proposta di modifica legislativa pare prenda spunto dalla tesi che individua un fenomeno di coercizione terapeutica dell'istituto del T.S.O., ricoducendo a tale istituto una vocazione securitaria. I Radicali Italiani ravvisano una vaghezza nel lessico della legge 180, suscettibile ad aperture verso dinamiche neomanicomiali. Secondo tale orientamento, il TSO presenterebbe un carattere para-penale, mostrando le affinità con le misure di sicurezza, ove la discrezionalità in campo medico sarebbe troppo ampia.
Secondo la sueposta tesi radicale, "il Trattamento sanitario coercitivo rivolto al sofferente psichico manca dell'interesse alla tutela della salute collettiva, e dell'esigenza di preservare la salute degli altri da un pericolo diretto scaturente dalle condizioni psicofisiche del singolo o dalle sue determinazioni volitive in merito a queste". Sul punto, l'orientamento dottrinale a cui aderiscono Radicali Italiani sostiene che: "Le malattie mentali non costituiscono minaccia alcuna per la salute pubblica, ma solo - e solo in alcuni casi - per l'incolumità o - impiegando un concetto problematico per vaghezza e menipolabilità - per la sicurezza pubblica" (Cit. CARLO LANDOLFI - L'Aporia della coercizione terapeutica "per malattia mentale" in un ordinamento liberaldemocratico: profili di incostituzionalità - in Diritto Penale Contemporaneo, 7-8/2017).
Quindi, il suddetto orientamento dottrinale individua nell'odierno T.S.O una vocazione securitaria rivelatrice di insanabile contraddizione con i principi della vigente legislazione, ripudiando la previsione che l'istituzione sanitaria possa agire coattivamente sull'infermo, allo scopo di tutela dell'incolumità/sicurezza dalla collettività, da una pericolosità connaturata al disturbo psichico.
Orbene, la sueposta tesi dottrinale, che conduce alla qualificazione penalistica del provvedimento di T.S.O. non appare condivisibile.
Suddetta qualificazione penalistica del T.S.O., secondo l'orientamento di Radicali Italiani, comporta la necessità di applicare ,nelle more del ricovero coatto, le norme del Codice di Procedura Penale; l'intento è quello di rendere più difficoltoso (per le autorità sanitarie) l'attivazione procedura di T.S.O. e favorire le interruzioni dei ricoveri, articolando ulteriormente la fase della c.d. tutela giurisdizionale. Ciò, senza nulla disporre in merito alla disciplina circa il trattamento terapeutico del sofferente nella delicata fase della post-acuzia.
Orbene, taluni punti essenziali della proposta di Radicali Italiani possono essere così riassunti:
Ordinanza sindacale connotata, a pena di nullità, da elementi formalistici, circa il diritto di difesa tecnica nelle more del procedimento giudiziario ex art. 35 L. 833/1978 (articolo 3 Proposta di legge).
La doppia certificazione medica può essere redatta solo dopo visita della persona nei cui confronti si procede
Ibridazione della natura processualistica del procedimento di opposizione al trattamento Sanitario Obbligatorio, rispetto ad un'interpretazione analogica dell'art. 13 Cost., laddove il Giudice Tutelare è chiamato ad applicare norme processuali del Codice di Procedura Penale. Non è chiara, pertanto, la natura giuridica di un processo che formalmente prende il vestito della volontaria giurisdizione, ma la cui udienza camerale va svolta nelle forme dell'art. 391 c.p.p.
Introduzione della figura del difensore d'ufficio, la proposta di legge non precisa se vanno applicate tutte le norme in tema di difesa d'ufficio, proprie del Codice di Procedura Penale, stante l'assenza di una difesa d'ufficio nella disciplina del processo civile.
Gratuità della difesa tecnica sempre, idem nell'ipotesi di patrocinio da parte del difensore di fiducia. La proposta non specifica se debbano applicarsi le norme inerenti il Gratuito Patrocinio per i giudizi civili, ovvero la disciplina inerente ai giudizi penali. Sul punto, dell'ipotesi normativa di universalità del diritto della gratuità della difesa tecnica, potrebbero emergere dubbi di costituzionalità, in relazione all'art. 3 Cost.
La riduzione della durata del TSO da 7 a 4 giorni; prosieguo del regime di ricovero coatto per ulteriori 96 ore, E' preclusa la continuazione del TSO oltre il terzo rinnovo .
ll controllo in contraddittorio della legalità delle condizioni di privazione della libertà personale., mediante un'udienza di convalida propria della fattispecie di arresto della persona, il Giudice Tutelare diventerebbe un G.I.P.
Divieto della contenzione meccanica del paziente sottoposto a T.S.O.; nell'assenza imbarazzante di una definizione legislativa e/o regolamentare dell'enunciato predetto, in relazione allo stato di necessità; definendo una fattispecie è possibile limitarne gli abusi! In merito a tale aspetto, si rischierebbe di rendere più difficoltoso il lavoro del personale sanitario nelle ipotesi di discontrollo comportamentale, con condotte autoaggressive/eteroaggressive, suscettibili di ledere l'incolumità propria ed altrui.
Possibilità per l'infermo ristretto della possibilità di farsi assistere da "associazioni di tutela autorizzate all'accesso agli atti" (articolo 2 Proposta di legge). Sul punto, si presenterebbe, in sede di tutela giurisdizionale, evidente questione pregiudiziale sull'interesse ad agire ex art. 100 c.p.c. in capo a tali soggetti associativi. Decisamente più felice è la formulazione del vigore comma 8 dell'art. 35 L. 833/1978, la quale demanda al Tribunale la verifica dell'interesse ad agire in capo ai soggetti ricorrenti.
L'assenza di qualsivoglia richiamo testuale alla figura del Pubblico Ministero, il cui intervento è auspicabile ai sensi dell'art. 70, Co 3, c.p..c.
SPDC ridefinite vieni "strutture aperte" in condizioni analoghe agli altri reparti ospedalieri: un reparto di ortopedia è uguale ad un reparto di psichiatria...
All'art. 1 della proposta di legge, sostitutiva dell'odierno art. 34 L. 833/1978, la rubrica del novellato art. I risultati sono enunciati: "Accertamenti e trattamenti sanitari volontari in ambito psichiatrico ", quindi viene abrogato e sostituito il sintagma "per malattia mentale "
Diritto in capo all'infermo di detenere e usare i mezzi di comunicazione e non limitabilità del diritto di visita. In merito a tale disposizione, presente all'art. 2 della proposta di legge, si evince un senso di sfiducia nei riguardi delle attività svolte nei reparti di psichiatria...
L'abrogazione del comma 6°, dell'art. 35,della L. 833/1978, laddove è previsto che il Giudice Tutelare, qualora ne ravvisi la necessità, possa adottare provvedimenti urgenti in ordine alla conservazione e amministrazione del patrimonio dell'infermo
Informativa al Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale di ogni rinnovo del regime del TSO
Richiamo ad un sistematico monitoraggio e sorveglianza da parte del Garante dei Detenuti e dei Ristretti nella relazione annuale ai sensi dell'arte. 7, lett. g) DL 146/2013.
Questi sono solo alcuni dei punti problematici della proposta di legge di Radicali Italiani, lo spirito di un tale progetto legislativo, nonostante le smentite, aspira all'abolizione de facto dell'istituto del T.S.O.
Orbene, nell'ipotetico novellato Co 5° dell' art. 34 L. 833/1978, è prescritto in ordine all'attivazione della procedura del TSO, che: "Entrambi i certifcati possono essere redatti solo dopo visita della persona nei cui confronti si procede", tale formulazione letterale potrebbe costituire fonte di problematiche, sul piano pratico, in caso di necessità di un intervento in emergenza. A tal guisa, è opportuno muovere da un'osservazione legata alle molteplici realtà territoriali, tralasciando l'idealità astratta: una persona afflitta da gravi alterazioni psichiche, spesso, non si fa avvicinare da nessuno, tantomeno da un medico con l'intento di visitarlo, peregrina non è l'ipotesi che la persona afflitta da patologia mentale si barrichi in un locale chiuso, ovvero nella propria abitazione, laddove il personale medico tenti un avvicinamento, adottando tutte le opportune cautele. In tale proposta di riforma di Radicali Italiani si evince un disegno volto a rendere più difficoltoso l'esperimento del T.S.O. aggravandone il procedimento, orbene, c'è da interrogarsi se l'impianto legislativo proposto possa migliorare l'esistente. A parere dello scrivente, il diritto deve studiare e governare il fenomeno della follia, nel quadro dei diritti individuali, superando il pavido orientamento del: "Tanto non si vuole curare, non ci possiamo fare niente".
In conclusione, se non emendato, il testo della proposta di legge si presenta incompleto, in quanto, le disposizioni formulate non sono minimamente coordinate con il Titolo XII, Libro I, del Codice Civile; presentando, altresì, aspetti di pleonasticità laddove si impone al Giudice Tutelare di seguire le forme del processo penale proprie dell'udienza di convalida dell'arresto, di cui all'art. 391 c.p.p., invero, la legge vigente già consente "l'opposizione al TSO" , secondo i canoni del processo civile.
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