Source: https://www.mysolution.it/fisco/informazioni/notizie-del-giorno/?date=06-12-2018
Timestamp: 2018-12-14 16:00:12+00:00
Document Index: 80755206

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 102', 'art. 2433', 'art. 164', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 172', 'art. 172', 'art. 2501', 'art. 2425', 'art. 172', 'art. 2501', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 144', 'art. 9', 'art. 69', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 69', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 21']

Notizie del 6 dicembre 2018
NEWS - SANATORIE
Rottamazione, entro domani il versamento delle rate scadute
I contribuenti che avevano aderito alla “rottamazione-bis” (cioè la definizione agevolata disciplinata dal D.L. 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con modifiche dalla Legge 4 dicembre 2017, n. 172), ma non sono riusciti a saldare le prime due rate scadute a luglio e settembre, possono regolarizzare la propria situazione entro domani, 7 dicembre. Entro lo stesso termine dovrà essere pagata anche la rata in precedenza fissata al 31 ottobre.
In caso di regolarizzazione entro la citata scadenza del 7 dicembre, è previsto il rientro automatico nei benefici previsti dalla “rottamazione-ter”: è quanto prevede l’art. 3 del decreto collegato alla Manovra 2019 (D.L. 23 ottobre 2018, n. 119).
Lo ha ricordato l'Agenzia Entrate-Riscossione con il comunicato stampa 30 novembre 2018, precisando che il versamento delle rate dovute consente l’automatico differimento degli eventuali successivi pagamenti delle somme residue “rottamate” (in scadenza a novembre 2018 e febbraio 2019) che saranno ripartiti in 5 anni a partire dal 31 luglio 2019.
I contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata potranno pagare il solo importo residuo delle somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora.
Per le multe stradali, invece, non si pagano gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.
La norma precisa inoltre quanto segue:
ai fini di tale riammissione alla definizione agevolata, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione invierà entro il 30 giugno 2019 una nuova comunicazione (consultabile anche nell’area riservata del portale dell’AdeR), contenente il differimento dell’importo residuo da pagare relativamente alla “rottamazione bis”;
tale somma sarà ripartita in 10 rate di pari importo (quindi nell’arco di 5 anni), con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno, a partire dal 2019;
a decorrere dal 1° agosto 2019 si applicheranno gli interessi nella misura dello 0,3 per cento;
le rate dovranno essere pagate utilizzando i bollettini delle rate di luglio, settembre e ottobre 2018 allegati alla “Comunicazione delle somme dovute” già inviata da Agenzia delle Entrate-Riscossione;
in caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento entro il 7 dicembre delle rate della “rottamazione-bis” in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018, per gli stessi carichi non sarà possibile accedere alla "rottamazione-ter"; pertanto Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà riprendere le procedure di riscossione ordinarie.
Le modalità per la regolarizzazione sono ricordate anche sul sito dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Leggi anche la Guida Rottamazione-bis 2018 di Mario Lonoce
Pmi, dall’11 dicembre 2018 le domande di accesso al bando “Marchi+3”
Potranno essere presentate a partire dalle ore 9.00 dell’11 dicembre 2018 le domande di accesso alla nuova edizione di “Marchi+3”: lo ha reso noto il Ministero dello Sviluppo economico ricordando la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’avviso relativo alla riapertura del bando finalizzato ad agevolare le piccole e medie imprese nella registrazione del proprio marchio a livello europeo ed internazionale.
Il nuovo bando potrà contare su un incremento finanziario di oltre 2 milioni di euro.
Il Mise ricorda che le agevolazioni sono dirette a favorire la registrazione di marchi comunitari presso l'EUIPO (Ufficio dell'Unione Europea per la proprietà intellettuale) e la registrazione di marchi internazionali presso l'OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale).
Nell’avviso viene altresì precisato che:
per le domande di agevolazione già presentate per il Bando "Marchi+3" - per le quali alla data del 3 maggio 2018 (data di pubblicazione in G.U. dell'avviso di sospensione del bando) è stato attribuito il numero di protocollo on-line e che non hanno trovato copertura finanziaria con le risorse originariamente stanziate per il suddetto bando - viene avviata l'attivita' istruttoria di cui al punto 9 del bando medesimo;
con riferimento allo stesso bando "Marchi+3" si procederà con la riapertura dei termini per l'attribuzione del numero di protocollo;
il form sarà disponibile on-line sul sito www.marchipiu3.it a partire dalle ore 9.00 dell'11 dicembre 2018 fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
La versione integrale del nuovo Bando e la relativa documentazione per la presentazione delle domande sono disponibili sui siti:
Unione Nazionale delle Camere di Commercio: www.unioncamere.gov.it e marchipiu3.it.
Comunicato 3 dicembre 2018
Bando “Marchi+3”
Per le Pmi minibond attraverso piattaforme di crowdfunding
Un emendamento al disegno di legge di Bilancio - approvato in Commissione Bilancio della Camera - prevede la possibilità per le piccole e medie imprese di accedere a finanziamenti attraverso appositi minibond che potranno essere sottoscritti su piattaforme di crowdfunding.
Si ricorda che la Manovra, ora all'esame dell'Aula di Montecitorio, prevede tra l'altro la riduzione dal 24 al 15 per cento dell'aliquota Ires sugli utili che nel periodo d'imposta precedente sono stati reinvestiti in beni strumentali materiali nuovi di cui all’art. 102 del Tuir, oppure utilizzati per la copertura del costo del personale dipendente assunto con contratto a tempo determinato o indeterminato.
la misura decorre dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 (quindi, per i soggetti “solari”, dal 1° gennaio 2019);
la riduzione si applica agli utili conseguiti nell’esercizio di attività commerciali, accantonati a riserve diverse da quelle non disponibili. Si considerano “riserve di utili non disponibili” le riserve formate con utili diversi da quelli realmente conseguiti ai sensi dell'art. 2433 del codice civile in quanto derivanti da processi di valutazione;
rilevano gli utili realizzati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018 e accantonati a riserva, ad esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili, al netto delle riduzioni del patrimonio netto con attribuzione, a qualsiasi titolo, ai soci o partecipanti;
per “investimento” si intende la realizzazione in Italia di nuovi impianti, il completamento di opere sospese, l’ampliamento, la riattivazione, l’ammodernamento di impianti esistenti e l’acquisto di beni strumentali materiali nuovi (anche in leasing), destinati a strutture situate nel Paese;
sono esclusi gli investimenti in immobili e in veicoli di cui all’art. 164, comma 1, lettera b-bis), del Tuir;
per ciascun periodo d’imposta l’ammontare degli investimenti dev'essere determinato sulla base degli ammortamenti dei beni strumentali materiali nuovi, nei limiti dell’incremento del costo complessivo fiscalmente riconosciuto di tutti i beni strumentali materiali ad eccezione di immobili e veicoli;
il costo del personale dipendente rileva in ciascun periodo d’imposta, a condizione che sia destinato per la maggior parte del periodo d’imposta a strutture produttive localizzate in Italia e si verifichi l’incremento del numero complessivo medio dei lavoratori dipendenti impiegati nell’esercizio di attività commerciali rispetto al numero dei lavoratori dipendenti assunti al 30 settembre 2018;
la norma pone quale ulteriore condizione per poter usufruire dell'agevolazione, il rispetto dei contratti collettivi nazionali e delle norme in materia di salute e sicurezza di lavoratori;
regole particolari valgono per i soggetti nel consolidato e in presenza di opzione per il regime di trasparenza fiscale.
DDL Bilancio - Emendamenti approvati in Commissione Bilancio alla Camera - 5 dicembre 2018
NEWS - IMPOSTE DIRETTE
Per la cessione del bonus energia non rileva la forma del contratto
Con la Risoluzione 5 dicembre 2018, n. 84/E, l'Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti in merito alla disciplina dettata per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per gli interventi di efficienza energetica nonché per gli interventi “antisismici” effettuati sugli edifici.
È stato in particolare affermato quanto segue:
ai fini in esame non rileva la forma utilizzata per procedere alla cessione del credito; non sono infatti previste regole particolari da seguire per il perfezionamento della cessione del credito, né vi sono prescrizioni in merito alla forma con la quale la cessione dev'essere effettuata. La cessione, quindi, diviene efficace a seguito della comunicazione all’Agenzia delle Entrate da parte dell’amministratore del condominio o del condomino incaricato;
ai fini dell’imposta di registro, la risoluzione in commento precisa che all’atto di cessione del credito corrispondente alla detrazione, se redatto in forma scritta, si applica l’art. 5 della Tabella allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, riguardante gli atti per i quali non vi è l’obbligo di richiedere la registrazione;
l’atto di cessione non è soggetto all’obbligo di registrazione neppure se redatto con atto pubblico o scrittura privata autenticata, alla luce di quanto dispone l’art. 7 del richiamato D.P.R. n. 131/1986, secondo cui “per gli atti indicati nella tabella allegata al presente testo unico non vi è obbligo di chiedere la registrazione neanche in caso d’uso, se presentati per la registrazione, l’imposta è dovuta in misura fissa. La disposizione si applica agli atti indicati negli artt. (...) 5 della stessa tabella anche se autenticati o redatti in forma pubblica” (in tal senso si richiama la Circolare dell'Agenzia delle Entrate 10 giugno 1986 n. 37 , parte n. 4).
Si ricorda che la legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205) è intervenuta in merito alla possibilità di cedere il credito corrispondente alla detrazione riconosciuta per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari, ai sensi dell’art. 14 del D.L. 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modifiche dalla Legge 3 agosto 2013, n. 90.
Cessione del bonus energia
Passa da 1.000 a 1.500 euro il bonus per l'iscrizione agli asili nido
In Commissione Bilancio della Camera è stato approvato un emendamento al disegno di legge di Bilancio che prevede l'aumento da 1.000 a 1.500 euro l'anno del bonus per l'iscrizione agli asili nido pubblici o privati; contestualmente, la misura è stata prorogata fino al 2021.
Si ricorda inoltre che, in base a quanto indicato nella Circolare 27 aprile 2018, n. 7/E:
ai sensi dell’art. 2, comma 6, della legge 22 dicembre 2008, n. 203, le rette pagate dai genitori per la frequenza di asili nido - sia pubblici sia privati - sono detraibili nella misura del 19 per cento;
tale detrazione spetta per le spese sostenute nel periodo d’imposta, a prescindere dall’anno scolastico al quale si riferiscono (Circolare Agenzia delle Entrate 13 febbraio 2006, n. 6/E, risposta 2.1);
sono detraibili anche le spese relative alle cosiddette “sezioni primavera”, semprechè assolvano alla stessa funzione degli asili nido (Circolare Agenzia delle Entrate 9 maggio 2013, n. 13/E, risposta 3.3);
la detrazione è alternativa al contributo di cui all’art. 1, comma 355, della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge di Bilancio 2017), erogato dall'Inps direttamente al genitore richiedente;
l’importo massimo della spesa ammessa in detrazione è pari a 632 euro per ciascun figlio che frequenta l’asilo nido ed è ripartita tra i genitori in base all’onere da ciascuno sostenuto;
nell’importo devono essere comprese anche le spese indicate nella CU 2018 (punti da 341 a 352) con il codice 33;
in dichiarazione non possono essere indicate le spese sostenute nel 2017 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella Certificazione Unica 2018 (punti da 701 a 706) con il codice 33. La detrazione spetta comunque sulla parte di spesa non rimborsata;
se il documento di spesa è intestato al bambino, o ad uno solo dei genitori, è comunque possibile specificare - tramite apposita annotazione sullo stesso - le percentuali di spesa imputabili a ciascuno dei genitori. In merito a quest’ultimo aspetto, con la Circolare 27 aprile 2018, n. 7/E, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il genitore il quale abbia sostenuto la spesa può fruire della detrazione anche qualora il documento risulti intestato all’altro genitore e anche se non è fiscalmente a carico di quest’ultimo.
Leggi anche Italia Oggi, La flat tax a prova di elusione, di Valerio Stroppa
Leggi anche Italia Oggi, Nuova estromissione agevolata, di Fabrizio G. Poggiani
NEWS - FORMAZIONE IN AULA
Fusioni, per il riporto delle perdite test “permanente” di vitalità economica
Ai fini del riporto delle perdite fiscali delle società partecipanti alla fusione, l'art. 172, comma 7, del Tuir richiede che la società la cui perdita si vuole riportare, sia operativa; pertanto il riporto delle perdite non è consentito qualora non esista più l'attività economica cui tali perdite si riferiscono.
Il principio – espresso dall'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 24 ottobre 2006, n. 116/E, la Risoluzione 10 aprile 2008, n. 143/E e la Circolare 9 marzo 2010, n. 9/E – è stato ora ribadito con la risposta all'istanza di interpello 5 dicembre 2018, n. 94 .
Nell'occasione è stato inoltre sottolineato quanto segue:
i requisiti minimi di vitalità economica devono sussistere non solo nel periodo precedente a quello in cui è stata deliberata la fusione, dovendo continuare a permanere fino al momento in cui la fusione viene attuata;
ai fini dell'individuazione dei ricavi e proventi dell’attività caratteristica, rilevano tutti quei proventi che in relazione all’attività svolta dalle holding di partecipazione, possano considerarsi “caratteristici”;
ne deriva che ai fini del calcolo del test di vitalità, le società holding possono considerare, oltre ai ricavi e proventi di cui alle voci di conto economico A1 e A5, anche i proventi finanziari iscritti nelle voci C15 e C16.
Risposta ad istanza di interpello 5 dicembre 2018, n. 94
Fusioni: test di vitalità economica
Fusioni, per il riporto delle perdite rileva il bilancio relativo all'ultimo esercizio
Nell'ambito delle fusioni, ai sensi dell'art. 172, comma 7, del Tuir, le perdite fiscali delle società partecipanti all'operazione, compresa l'incorporante, possono essere portate in diminuzione del reddito della società risultante dalla fusione, incorporante o beneficiaria:
per la parte del loro ammontare che non eccede quello del patrimonio netto della società che riporta le perdite, quale risulta dall'ultimo bilancio o, se inferiore, dalla situazione patrimoniale redatta ai sensi dell'art. 2501-quater del codice civile, senza tener conto dei conferimenti e dei versamenti fatti negli ultimi 24 mesi anteriori alla data cui si riferisce la situazione stessa;
se dal conto economico della società le cui perdite sono oggetto di riporto, relativo all'esercizio precedente a quello in cui la fusione è deliberata, risulta un ammontare di ricavi e proventi dell'attività caratteristica e un ammontare delle spese per prestazioni di lavoro subordinato e relativi contributi, di cui all’art. 2425 c.c., superiore al 40 per cento di quello risultante dalla media degli ultimi due esercizi anteriori.
Come si è visto, quindi, tra i limiti alla riportabilità delle perdite, l'art. 172, comma 7, del D.P.R. n. 917/1986 menziona espressamente il “patrimonio netto quale risulta dall'ultimo bilancio o, se inferiore, dalla situazione patrimoniale di cui all'art. 2501-quater del codice civile”.
Al riguardo, con la risposta all'istanza di interpello 5 dicembre 2018, n. 93, l'Agenzia delle Entrate ha ricordato che l'espressione “ultimo bilancio” dev'essere intesa quale bilancio relativo all'ultimo esercizio chiuso prima della data di efficacia giuridica della fusione, ancorché non approvato a tale data (in tal senso la stessa Amministrazione fiscale si era pronunciata con la Risoluzione 9 maggio 2011, n. 54/E).
In particolare, in caso di retrodatazione degli effetti fiscali (e contabili) della fusione all'inizio dell'esercizio, l'ultimo bilancio per la società che detiene le perdite è il bilancio relativo all'esercizio precedente a quello in cui la fusione è perfezionata giuridicamente.
Risposta ad istanza di interpello 5 dicembre 2018, n. 93
Fusioni: riporto delle perdite
NEWS - ACCERTAMENTO
Controllo automatizzato ex art. 36-bis escluso per la soluzione di questioni giuridiche
Secondo un consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, il controllo automatizzato effettuato sulla base degli articoli 36-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e 54-bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (nonchè la conseguente iscrizione a ruolo della maggiore imposta) sono ammessi soltanto quando l'importo dovuto è stato determinato mediante un controllo meramente cartolare, sulla base dei dati forniti dal contribuente o di una correzione di errori materiali o di calcolo.
Tale procedura non è invece consentita per risolvere questioni giuridiche.
Ne consegue che il disconoscimento, da parte dell'Amministrazione finanziaria, di un credito d'imposta non può avvenire tramite l'emissione di una cartella di pagamento avente ad oggetto il relativo importo, senza essere preceduta da un avviso di recupero di credito d'imposta o almeno da un avviso bonario (in questo senso si segnala la sentenza della Corte di Cassazione 8 giugno 2018, n. 14949).
I principi che precedono sono stati ora ribaditi dalla quinta sezione tributaria della Suprema Corte con l'ordinanza 25 ottobre 2018, n. 30791, depositata lo scorso 28 novembre.
Ordinanza 28 novembre 2018, n. 30791
Insufficiente motivazione di cartella
All'esame del Senato il nuovo regime Iva dei servizi di trasporto e spedizione dei beni in franchigia
È iniziato ieri nell'Aula del Senato l'esame del disegno di legge europea 2018 (A.S. n. 822).
Tra le principali novità della proposta si segnala l'art. 6, che disciplina il regime Iva applicabile ai servizi di trasporto e spedizione dei beni in franchigia, al fine di archiviare la procedura di infrazione 2018/4000.
per la Commissione Ue, l’art. 9, comma 1, numeri 2) e 4), del D.P.R. n. 633/1972 contrasta con l’art. 144 della Direttiva 2006/112/CE;
ai sensi del richiamato art. 9, per applicare l’esenzione Iva ai servizi di trasporto e di spedizione dei beni in esportazione, in transito o in importazione temporanea, nonché ai trasporti relativi a beni in importazione, i relativi corrispettivi devono essere inclusi nella base imponibile e scontare l’Iva in dogana all’atto dell’importazione, per effetto dell’art. 69, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972;
quest'ultima disposizione commisura l’Iva sui beni importati al valore dei beni medesimi, determinato ai sensi della normativa doganale, aumentato dell'ammontare dei diritti doganali dovuti (ad eccezione dell'Iva) nonché dell'ammontare delle spese d'inoltro fino al luogo di destinazione all'interno del territorio dell'Unione europea che figura sul documento di trasporto sotto la cui scorta i beni sono introdotti nel territorio medesimo;
in tale contesto, la proposta prevede l'esenzione da Iva di tali prestazioni, semprechè il loro valore sia compreso nella base imponibile, in luogo di essere concretamente assoggettato a imposta in dogana. In particolare, si interviene:
sull'art. 9, comma 1, numeri 2) e 4), del decreto Iva, sostituendo il riferimento all’assoggettamento ad imposta con il riferimento all’inclusione nella base imponibile;
sull’art. 9, comma 1, n. 4-bis), del D.P.R. n. 633/1972, che nella formulazione vigente qualifica come non imponibili i servizi accessori relativi alle piccole spedizioni di carattere non commerciale e alle spedizioni di valore trascurabile, purché i corrispettivi dei servizi accessori abbiano concorso alla formazione della base imponibile ai sensi dell'art. 69 del decreto Iva, ancorché la medesima base imponibile non sia stata assoggettata all'imposta. La proposta elimina il riferimento alle sole piccole spedizioni e a quelle di carattere non commerciale, oppure di valore trascurabile.
Dossier n. 67 - Legge europea 2018
DDL n. 822
Ace, dal Fisco chiarimenti sui casi che impongono la sterilizzazione della base di computo del beneficio
L'Agenzia delle Entrate, con la risposta all'istanza di interpello 5 dicembre 2018, n. 95, ha fornito chiarimenti sulla disapplicazione delle disposizioni antielusive dell'Ace in un'operazione di fusione. In particolare ha precisato che ai fini dell'Ace (Aiuto alla crescita economica) dev'essere disapplicato l'art. 10, comma 3, lettera e), del D.M. 14 marzo 2012 (cosiddetto “decreto Ace”) nella seguente situazione:
Alfa S.p.A. (di seguito anche "l’istante"), con atto di fusione avente efficacia reale e contabile dal 1° gennaio 2017, ha incorporato Beta (la quale operava sotto il controllo della capogruppo Gamma). Nell’esercizio di tale attività si avvaleva delle società A, B, C e D;
nel periodo 2011-2017, Beta ha effettuato operazioni che - ai sensi del richiamato art. 10, comma 3, lettera e), del D.M. 14 marzo 2012 - impongono la sterilizzazione della base di computo del beneficio;
il bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2017 presenta infatti un incremento di crediti da finanziamento verso le società soggette al suo controllo;
al fine di dimostrare l’assenza di indebite duplicazioni della base di calcolo Ace, si precisa che le società destinatarie dei finanziamenti provenienti da Beta non hanno effettuato, a loro volta, conferimenti in favore di altri soggetti del gruppo, né effettuato finanziamenti o pagato corrispettivi per acquisti di partecipazioni, aziende o rami di azienda in favore di società appartenenti al gruppo;
gli unici crediti verso controllanti presenti in bilancio si riferiscono alla liquidazione Iva di gruppo;
le quattro società controllate da Beta e da quest’ultima finanziate, nel lasso di tempo 2011-2017, non hanno acquistato quote di partecipazione o aziende da altri soggetti del gruppo, escludendo in tal modo che abbiano potuto realizzare le operazioni che l’articolo 10, comma 3, lettere a) e b), del decreto Ace intende contrastare.
Per l'Agenzia delle Entrate, quindi, la base di calcolo dell'Ace ereditata dalla società Alfa per il periodo di imposta 2017, a seguito dell'incorporazione di Beta, non dev'essere sterilizzata dell’importo dei finanziamenti erogati a favore delle società controllate.
Risposta ad istanza di interpello 5 dicembre 2018, n. 95
Ace: sterilizzazione della base di computo
RASSEGNA STAMPA - IMPOSTE INDIRETTE
Trust soggetto ad imposta sulle donazioni solo per i vincoli stabili
( Il Sole 24 Ore , pag. 31 , 6 dicembre 2018 )
L'atto di dotazione del trust può essere assoggettato ad imposta di donazione soltanto qualora venga istituito un vincolo di destinazione stabile e non transitorio: in quest'ultimo caso, quindi, il tributo non va applicato, essendo sufficiente la registrazione con il versamento dell'imposta di registro in misura fissa.
Il principio è stato affermato dalla Corte di Cassazione con una pronuncia commentata da Angelo Busani sul Sole 24 Ore in edicola oggi.
RASSEGNA STAMPA - IVA
Per la fattura elettronica semplificata occorrono partita Iva o codice fiscale
( Il Sole 24 Ore , pag. 28 , 6 dicembre 2018 )
di Polsinelli F., Santacroce Benedetto
A prescindere dal dettato normativo dell'art. 21-bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, si ritiene che l'invio di una fattura elettronica semplificata al Sistema di Interscambio (SdI) richieda sempre l'indicazione della partita Iva o del codice fiscale del soggetto destinatario: lo hanno precisato Polsinelli e Santacroce sul Sole 24 Ore di oggi, nell'ambito del consueto servizio di approfondimento sulla disciplina dettata per la e-fattura, in vista dell'entrata in vigore dell'obbligo, fissata al 1° gennaio 2019.
RASSEGNA STAMPA - PROFESSIONISTI, SOCIETà
Confindustria chiede più tempo per l'adeguamento ai nuovi obblighi sugli organi di controllo
di Negri Giovanni
Nel corso di un'audizione che si è tenuta ieri presso la Commissione Giustizia della Camera in merito alle novità introdotte dal codice delle crisi d'impresa, Confindustria ha avanzato una serie di proposte.
Tra queste, si segnala l'ipotesi di lasciare alle società a responsabilità limitata un anno di tempo per potersi adeguare alle nuove norme sulla obbligatorietà del sindaco o del revisore (sul punto lo schema di decreto modifica infatti il codice civile).
Si ricorda che la riforma introduce anche il sistema della “allerta” della crisi, attivabile in presenza di specifici indicatori.
RASSEGNA STAMPA - MANOVRA 2019
Agevolazioni per le auto elettriche o ibride
( Il Sole 24 Ore , pag. 3 , 6 dicembre 2018 )
di Mobili Marco, Rogari Marco
Nella legge di Bilancio sono stati inserite – attraverso specifici emendamenti approvati in Commissione Bilancio della Camera – delle agevolazioni per l'acquisto di auto elettriche o ibride, nonché per le piccole auto a metano o diesel.
E' prevista anche una tassazione extra per i proprietari di veicoli inquinanti.
Il testo oggi dovrebbe essere approvato dall'Aula di Montecitorio, per poi passare all'esame dell'altro ramo del Parlamento.