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Timestamp: 2018-02-21 09:30:41+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 28', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 40', 'art. 8', 'art. 28', 'art. 7']

CHI PRECETTA I LAVORATORI IN CASO DI UNA GIORNATA DI SCIOPERO? - CompartoSanita.it
on 13 febbraio 2018 Approfondimenti
Ci si può riservare adeguata azione legale nelle sedi competenti se ritenuto arbitrario “l’esonero” o il “precetto” alla partecipazione dei dipendenti a scioperi indetti da oo.ss. , potendosi con l’arbitrio configurare condotta lesiva dell’esercizio del diritto di sciopero a norma dell’art. 28 legge 300/70 a tutela dei diritti costituzionalmente garantiti anche ai lavoratori.
Il precetto, ad esempio, a causa di indifferibili interventi chirurgici-prestazioni assistenziali-ect ect , non è un potere datoriale assegnato alle Direzioni AS/AO/AOU aventi causa e conseguentemente il suo utilizzo non è legittimo: non è consentito al Management di potersi sostituire all’autorità prefettizia. E’ la legge 146/90 come modificata dalla legge 83/00 che identifica con ragionevole certezza la gestione dell’esercizio di sciopero nei servizi pubblici essenziali.
Infatti, giusta sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione sul merito delle ordinanze ministeriali di precettazione in caso di sciopero nei servizi pubblici essenziali, l’art. 8 L. 146/90 prevede che, in alcuni casi particolari, il Presidente del Consiglio dei ministri, o un ministro da lui delegato (ovvero il prefetto o il corrispondente organo nelle regioni a statuto speciale) possa emettere un’ordinanza motivata diretta a garantire le prestazioni indispensabili, e solo con tale ordinanza è possibile costringere i lavoratori dei servizi pubblici essenziali a lavorare, nonostante la proclamazione dello sciopero e la manifesta volontà di parteciparvi.
E’ stato anche enunciato il principio, ancora più importante, che sia il giudice ordinario a valutare la legittimità delle ordinanze di precettazione.
precettazione prefettura Milano
• Come sono regolati gli scioperi nei servizi pubblici?
L’astensione dal lavoro nei servizi di pubblica utilità è disciplinata da due leggi dello Stato, la 146/90 e la 83/00. Lo sciopero è garantito dalla Costituzione, costituisce un fatto lecito e non è un inadempimento contrattuale. Unico effetto dell’esercizio del diritto di sciopero sarà la sospensione bilaterale delle due prestazioni fondamentali del rapporto di lavoro, e cioè della prestazione lavorativa e della retribuzione. L’esercizio del diritto di sciopero vieta che il datore di lavoro possa attuare comportamenti discriminatori nei confronti degli scioperanti. Scopo della legge 146/90 è quello di regolamentare l’esercizio del diritto di sciopero senza mortificarlo e senza che altri diritti pubblici soggettivi siano pregiudicati.
In caso di sciopero, almeno il 50% di un servizio deve essere garantito utilizzando un terzo del personale. Ogni sciopero deve essere proclamato con almeno 10 giorni di anticipo rispetto alla data in cui verrà effettuato. La limitata conflittualità in sanità trova corrispondenza nella causa d’insorgenza del conflitto, quasi sempre legato al rinnovo contrattuale. E’ in capo all’azienda l’obbligo di individuare le professionalità e le qualifiche di personale che formano i contingenti da mantenere in servizio in caso di sciopero, nonché i criteri per la loro individuazione.
• Cosa è la precettazione?
a) E’ la decisione del governo, per mano dei suoi ministri interessati, di “annullare” temporaneamente il diritto di sciopero in caso di urgenza o pericolo. La precettazione deve avvenire almeno 48 ore prima dell’inizio dell’agitazione. Lo sciopero in questo caso non viene impedito ma solo differito ad altra data o ridotto nella sua durata.
b) E’ la decisione del Prefetto di annullare l’adesione allo sciopero da parte di un lavoratore, nel solo interesse del mantenimento dei contingenti minimi
• Da chi deve essere proclamato lo sciopero
Lo sciopero nei servizi pubblici essenziali può essere proclamato da parte delle oo.ss. nel rispetto di specifiche regole e procedure volte a garantire l’erogazione delle prestazioni considerate indispensabili, con l’obbligo di comunicare per iscritto con un preavviso minimo di 10 giorni la durata, le modalità di attuazione e le motivazioni dell’astensione collettiva dal lavoro.
• Da chi deve essere attuato lo sciopero
Il diritto di sciopero è attribuito dall’art. 40 direttamente ai lavoratori. Non si ha sciopero se non in presenza di un’astensione decisa ed attuata collettivamente per la tutela di interessi collettivi – anche di nature non salariale ed anche di carattere politico generale, purchè incidenti sui rapporti di lavoro. La titolarità del diritto di sciopero è quindi attribuita al singolo prestatore di lavoro che lo può esercitare senza il bisogno di alcun benestare sindacale. Il diritto di sciopero si manifesta come “Interruzione del rapporto di lavoro”
La corresponsione di un premio economico a favore di tutti i dipendenti non aderenti a uno sciopero costituisce trattamento discriminatorio ai sensi del combinato disposto degli artt. 15 e 16 SL, al quale consegue la condanna del datore di lavoro al pagamento a favore del Fondo pensioni di una somma pari al totale dei premi discriminatori erogati (Trib. Milano 10 luglio 2000, est. Atanasio)
L’attribuzione di un premio erogato in favore dei soli lavoratori non aderenti ad uno sciopero è sufficiente a determinare la fattispecie di cui agli artt. 15 e 16 SL, indipendentemente dal fatto che fossero state esercitate o meno pressioni per non scioperare o che il premio fosse stato o meno promesso a chi non avesse scioperato. (Corte d’Appello Milano 25/1/2002, Pres. Ed Est. Mannacio, in D&L 2002, 337
La comandata del datore di lavoro, che, in caso di sciopero nei servizi pubblici essenziali, individui quali lavoratori debbano continuare a svolgere la consueta attività, è illegittima anche se conforme alla proposta della Commissione di garanzia, giacché il potere di comandata non è previsto dalla legge e, comunque, la proposta della Commissione di garanzia non ha efficacia vincolante (Cass. 15/3/01, n. 3785, pres. Santojanni, in Lavoro giur. 2001, pag. 535, con nota di Carinci, Il potere di comandata prima e dopo la l. n. 83/00 )
In caso di sciopero nei servizi pubblici essenziali l’art. 8 L. 12/6/90 n. 146 prevede che il legittimo esercizio del potere di precettazione (per i conflitti di rilevanza nazionale) della sia in capo alla Presidenza dei Consiglio dei Ministri. (Cass. 5/11/88 n. 11109, pres. Sensale, est. Proto, in D&L 1999, 53, n. Paganuzzi)
Configura comportamento antisindacale ex art. 28 Statuto dei lavoratori l’iniziativa del datore di lavoro pubblico, il quale, in occasione di uno sciopero-adducendo la necessità di assicurare l’erogazione di prestazione indispensabile ai sensi della l. n. 146 del 1990- adibisca il personale rimasto a disposizione alle mansioni proprie dei lavoratori scioperanti. (Trib. Caltagirone 26/9/2002, Giud. Rao, (dec), in Foro it. 2003 parte prima, 205)
E’ antisindacale la comandata di lavoratori scioperanti a effettuare prestazioni non previste come essenziali (Trib. Milano 26 aprile 2000 (decr.), est. Chiavassa, in D&L 2000, 687)
Costituisce comportamento antisindacale, per la valenza oggettivamente intimidatoria, l’invio alle lavoratrici che si siano astenute dal lavoro per aver aderito ad uno sciopero, di una richiesta di giustificazioni ai sensi dell’art. 7 SL (nella fattispecie il Giudice ha ordinato alla parte convenuta di non dare seguito a tali contestazioni e d’astenersi per il futuro dall’utilizzare il potere disciplinare per limitare l’esercizio della libertà sindacale, nonché del diritto di sciopero). (Trib. Milano 3/4/2002, decr., Est. Di Ruocco, in D&L 2002, 602)
Tipologia della modalità di attuazione delle sciopero
Effetto annuncio. Si tratta di una tecnica talvolta utilizzata dalle sigle nei servizi: la proclamazione di uno sciopero che successivamente viene annullato poco prima del suo inizio previsto. In questo modo i cittadini, avvertiti dai mezzi di comunicazione, non utilizzano i servizi (e quindi lo sciopero può considerarsi riuscito) senza però che gli scioperanti siano costretti a pagare con una trattenuta sullo stipendio la giornata di sciopero.
Sciopero a sorpresa. E’ attuato senza preavviso. E’ legittimo, a parte i servizi pubblici essenziali, perché non esiste una norma che imponga la proclamazione dello sciopero.
Sciopero dello straordinario. Rifiuto collettivo di prestare lo straordinario richiesto dal datore di lavoro ai sensi del ccnl. Consiste in una astensione lavorativa limitata alle ore eccedenti l’orario normale. Il rifiuto delle prestazioni di lavoro aggiuntive se motivato dalla reazione a presunte illegittime modifiche all’orario di lavoro, configura una forma di lotta sindacale
Sciopero a singhiozzo. L’astensione dal lavoro è frazionata in brevi periodi
Sciopero a scacchiera. Astensione dal lavoro in reparti alternati o in tempi successivi
Sciopero parziale. Consiste nella realizzazione in settori o durante fasi lavorative la cui interruzione porta un notevole ritardo nella ripresa dell’attività
Sciopero a singhiozzo – Sciopero a scacchiera – Sciopero parziale, comportano per i lavoratori una minore riduzione della retribuzione in ragione della minore durata della sospensione dal lavoro, mentre si determina per l’azienda un maggior onere in termini di disorganizzazione, di spesa generale, di ridotta produttività.
Boicottaggio. Realizzazione di un danno economico all’azienda propagandando a non acquistarne i servizi e le prestazioni
Occupazione aziendale. Permanenza continuata dei lavoratori nel luogo di lavoro senza esercitare attività lavorativa
Sabotaggio. Danneggiamento di mezzi e apparecchiature utili per lo svolgimento dei fini aziendali
Picchettaggio. Attività dei lavoratori scioperanti volta ad impedire l’ingresso in azienda dei lavoratori che non aderiscono allo sciopero. Ovviamente se realizzata con modalità violente, mentre la persuasione pacifica è legittima
Crumiraggio. Sostituzione del personale in sciopero con l’assunzione di personale esterno o con lo spostamento di personale interno