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Timestamp: 2017-09-20 02:12:38+00:00
Document Index: 157937673

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 35', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 176', 'art. 176', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 10']

ANTONIO AMODEO BLOG: marzo 2012
SICILIA: SI DELL'ARS A PROROGA ESERCIZIO PROVVISORIO
(ANSA) - PALERMO, 31 MAR - L'esercizio provvisorio del bilancio regionale e' prorogato fino al 30 aprile.
E' quanto ha deciso l'Assemblea siciliana, che ha approvato a maggioranza il ddl.
Il testo prevede anche che le somme destinate al pagamento degli stipendi di aprile del personale precario continuino ad essere attinte dal bilancio ordinario dell'amministrazione e non dalle casse dell'Espi, societa' in liquidazione, come nella precedente formulazione del testo, contestato dall'opposizione.(ANSA).
L'OMBRA DELLA MAFIA SULLE REGIONALI DEL 2008
17 commenti sabato 31 marzo 2012 - 16:03.
Ci sarebbe l’ombra del sostegno di Cosa Nostra ai fratelli Lombardo anche dietro le elezioni regionali del 2008, cioè le elezioni che hanno consentito a Raffaele Lombardo di diventare governatore della Sicilia.
Un vero e proprio colpo di scena che Livesicilia è in grado di rivelare -carte alla mano- in esclusiva.
“Voto di scambio aggravato dal favoreggiamento della mafia”, i Lombardo imputati coattivamente e due nuovi indagati d’eccezione.
Si tratta del capomafia catanese Vincenzo Aiello, attualmente detenuto per associazione mafiosa, e del geologo dell’Mpa Giovanni Barbagallo.
Entrambi sono stati iscritti nel registro degli indagati il 29 marzo “in concorso” con i fratelli Raffaele e Angelo Lombardo per i quali, anche relativamente a questo episodio, è stata disposta l’imputazione coatta.
Un colpo di scena “giuridico” che porta la firma del Gip Luigi Barone che smonta quello che appariva, sino a pochi giorni addietro, come un mistero processuale.
Le date chiave sono quelle del 13 e 14 aprile 2008, quando si sono svolte le elezioni politiche che hanno consentito l’elezione di Angelo Lombardo alla Camera, e le regionali che hanno consentito l’elezione di Raffaele Lombardo alla Regione.
Processualmente i fratelli Lombardo erano stati rinviati a giudizio con decreto dei pm Michelangelo Patanè e Carmelo Zuccaro, con l’accusa di voto di scambio soltanto per le politiche del 2008 senza che però fosse contestata l’aggravante di aver favorito la mafia.
Il Gip Luigi Barone ha ripescato le regionali del 2008, sottolinenando che non sarebbe intervenuta la prescrizione, “dovendosi – scrive il Gip Barone negli atti di cui Livesicilia è in possesso- osservare che la previsione di un termine prescrizionale breve…non è applicabile ai reati elettorali per i quali sia contestata anche la circostanza aggravante ad effetto speciale”, cioè l’aggravante di aver favorito la mafia.
In pratica, secondo il Gip Barone, contestando l’aggravante di aver favorito la mafia si eviterebbe la prescrizione.
Il presunto sostegno secondo il Gip Barone.
Esisterebbero “gravi indizi in merito al consapevole contributo offerto dai fratelli Lombardo all’associazione mafiosa Cosa Nostra cui si erano rivolti stipulando in occasione delle varie tornate elettorali gli ormai noti patti di scambio.
Sussiste altresì l’aggravante anzidetta per le modalità attraverso cui gli uomini d’onore, cui i Lombardo si rivolgevano di volta in volta, si attivavano per procacciare voti ai predetti”.
Due processi per due tornate elettorali avvenute lo stesso giorno: il 13 e 14 aprile 2008.
In quali vesti il capomafia Vincenzo Aiello insieme ad altri si sarebbe attivato per procacciare voti ai fratelli Lombardo e all’Mpa?
Secondo il Gip Barone tutto dipendeva dal “potere di assoggettamento che gli uomini d’onore erano in grado di esercitare sia all’interno che all’esterno del sodalizio…del resto anche nell’ottica dei Lombardo l’unica ragione plausibile per cui i suddetti si rivolgevano per ottenere voti agli esponenti più autorevoli di Cosa Nostra, personaggi privi di qualsiasi carisma e forza trainante nell’ambito del tessuto sociale sano, era costituita da quella della forza d’intimidazione e di assoggettamento che gli uomini d’onore, in quanto tali, esercitavano all’interno dell’organizzazione, dove impartivano ai sodali gerarchicamente sottoposti, l’ordine di votare -e attivarsi per far votare- un determinato candidato, mettendo così in moto un meccanismo in grado di pilotare una significativa fetta del consenso elettorale”.
A questo punto esistono due processi a carico dei fratelli Lombardo per episodi elettorali avvenuti lo stesso giorno e i soggetti ritenuti affiliati appaiono in due differenti vesti: quella di concorrenti nel voto di scambio (sub 1) come normali cittadini quando non viene contestata l’aggravante del favoreggiamento della mafia; quella di mafiosi, visto che sono sotto processo per associazione mafiosa, quando viene contestata ai Lombardo l’aggravante di aver favorito la mafia (sub 2).
1-Il primo troncone è quello in cui Raffaele e Angelo sono già stati rinviati a giudizio con decreto disposto dai pm Michelangelo Patanè e Carmelo Zuccaro dopo che la Procura di Catania si era spaccata per divergenze di interpretazione giuridica. In questo processo, che vede i Lombardo già rinviati a giudizio, non viene contestata l’aggravante di aver favorito la mafia. L’episodio contestato è quello delle politiche del 13 e 14 aprile 2008. Secondo i pm Zuccaro e Patanè i fratelli Lombardo avrebbero “determinato al sostegno dell’Mpa esponenti del clan Santapaola e del clan Cappello” senza però favorire la mafia. Da poche settimane nello stesso processo sono indagati anche il capomafia catanese Vincenzo Aiello, il boss di Ramacca Rosario Di Dio, il pentito Gaetano D’Acquino e il geologo dell’Mpa Giovanni Barbagallo, arrestato con l’accusa di associazione mafiosa.
2- Il gip Barone ha ordinato ai pm Patanè e Zuccaro di formulare l’imputazione coatta per voto di scambio aggravato dal favoreggiamento alla mafia per le regionali del 13 e 14 aprile 2008 in concorso con Aiello e Barbagallo e con “soggetti rimasti ignoti” che potrebbero essere identificati durante un eventuale processo.
Il presunto sostegno secondo il Gip Barone nel nuovo capo d’imputazione
Sussiste altresì l’aggravante anzidetta per le modalità attraverso cui gli uomini d’onore, cui i Lombardo si rivolgevano di volta in volta, si attivavano per procacciare voti ai predetti”.-
PROCESSO AL PG DI MESSINA, ANTONIO FRANCO CASSATA. CONTINUA L'ISTRUTTORIA
Ricostruito, innanzi al giudice di pace Luisa Spinella, il ritrovamento dell’auto, da parte dei carabinieri della Stazione di Patti, di Adolfo Parmaliana, il docente universitario morto suicida il 2 ottobre del 2008 lanciandosi da un cavalcavia sulla Messina-Palermo.
La ricostruzione è stata fatta dal luogotenente Giuseppe Musarra, all’epoca dei fatti comandante della Stazione carabinieri di Patti, chiamato a testimoniare nel processo che vede il pg di Messina, Antonio Franco Cassata, accusato concorso in diffamazione pluriaggravata.
Secondo il pm Federico Perrone Capano, il procuratore generale Cassata si sarebbe reso responsabile, in concorso con gli esecutori materiali allo stato ignoti, dell’invio di un esposto redatto in forma anonima nel tentativo di infangare la memoria di Parmaliana.
Musarra ha ricostruito le fasi del ritrovamento dell’auto e ha ricordato la perquisizione nell’abitazione del docente universitario, dove erano stati trovati alcuni biglietti scritti da Parmaliana e una lettera in cui vi erano spiegate le ragioni dell’estremo gesto.
Il pm ha chiesto e ottenuto dal giudice, nonostante l’opposizione del legale di Cassata, l’avvocato Armando Veneto, l’acquisizione dei documenti.
Nella prossima udienza sarà sentita Concetta Merlino, vedova Parmaliana, parte civile nel processo.(r.rc) - da GAZZETTADELSUD
SEQUESTRO DIA MESSINA : CON APPOGGIO CLAN I FRATELLI LAMONICA VINCEVANO APPALTI
I due imprenditori Antonino e Tindaro Lamonica, ai quali la Dia ha sequestrato beni per un valore di 30 milioni, avevano vinto appalti pubblici importanti in attività cantieristiche come la realizzazione dell’autostrada A20 Messina-Palermo oppure i lavori di metanizzazione di alcuni Comuni del messinese grazie alle loro amicizie con importanti esponenti di Cosa Nostra palermitana e con i clan della zona dei Nebrodi.
Le loro imprese hanno anche operato nella realizzazione di parchi eolici sia in Sicilia che in altre regioni.
Le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e i risultati degli accertamenti finanziari svolti dagli investigatori hanno consentito di ricostruire l’ascesa imprenditoriale ‘anomala’ dei due imprenditori che fatturavano oltre 2 milioni di euro l’anno.
Tindaro Lamonica è attualmente consigliere comunale di minoranza del Comune di Caronia, mentre il fratello Antonino è stato recentemente arrestato in flagranza per reati ambientali dopo essere stato gia’ condannato in primo grado a 4 anni e sei mesi per mafia nel processo nato dall’operazione ‘Barbarossa’ nel 1999.
Successivamente è stato imputato nel processo nato dall’operazione San Lorenzo che coinvolgeva personaggi di assoluto rilievo criminale, come Salvatore e Sandro Lo Piccolo di Palermo e nell’operazione antimafia ‘Montagna’.
Il sequestro ha riguardato i capitali sociali e i beni di 5 società, tutte operanti nell’edilizia, con un impianto di produzione di calcestruzzo e pietrisco.
Si tratta della “Co.Ge.Gam srl”, della “Eco Serv srl”, della “Lamonica Giuseppe e figli”, tutte con sede a Caronia e la “Sap-Societa’ appalti Petrani srl” con sede a Cagli.
Sigilli anche a 13 appartamenti, alcuni di pregio, 2 terreni di notevole estensione a Caronia e 50 veicoli tra auto di grossa cilindrata, macchine operatrici, autocarri e betoniere.
Inoltre sono stati sequestrati anche numerosi rapporti bancari e polizze vita. Incrociando i dati è stato possibile ricostruire l’anomala ascesa imprenditoriale dei fratelli La Monica da tempo a capo di un gruppo consolidato con interessi anche extra regionali ed un fatturato di oltre 2 milioni di euro all’anno.
A favorirli, secondo la Procura, la vicinanza con la famiglia mafiosa di Mistretta, cosa che avrebbe consentito ai due imprenditori, ritenuti comunque non organici all’associazione mafiosa, di ottenere subappalti di importanti opere come l’autostrada Messina-Catania o la metanizzazione di alcuni Comuni dei Nebrodi.
In passato i fratelli La Monica sono stati coinvolti nelle operazioni “Barbarossa” del 1999, (nel cui ambito Antonino La Monica è stato condannato, in primo grado, a 4 anni e 6 mesi) “San Lorenzo”, della Procura di Palermo del 1999 (dove sono stati assolti) e “Montagna” del 2007 (anche in questa sono stati assolti).-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 19:26 Nessun commento:
MESSINA, LE SENTENZE DEL PROCESSO "VIVAIO"
In carcere Sebastiano Giambò, l’ex sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea e l’mprenditore Michele Rotella.
Polemica sindaco di Furnari-TirrenoAmbiente.
Sono scattati all’alba gli arresti di Sebastiano Giambò, ex sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, ex presidente della società Tirreno Ambiente che gestisce la discarica del comune tirrenico e docente universitario.
In carcere anche “il barone” Michele Rotella, imprenditore del movimento terra e delle cave.
Entrambi sono stati condannati a 12 anni per concorso esterno dalla Corte d’assise di Messina che ieri sera ha deciso 16 condanne per 130 anni di carere per boss e fiancheggiatori del potente clan di Mazzarrà Sant’Andrea, arricchitosi col business dei rifiuti.
Provvedimento anche per il pregiudicato Aldo Nicola Munafò, condannato all’ergastolo per l’omicidio del camionista Antonino Rottino, ucciso nel luglio 2006 al culmine della “scissione” interna al gruppo criminale.
Il provvedimento gli è stato notificato in carcere.
Ad eseguire gli arresti sono stati i Carabinieri, autori dell’indagine sulle eco mafie in provincia di Messina. da Normanno.com
Tintinnano le manette dopo la sentenza di primo grado dell’operazione antimafia “Vivaio”.
Il primo arresto eccellente riguarda Sebastiano Giambò, 64 anni, già presidente del Consiglio di amministrazione della società per lo smaltimento dei rifiuti “TirrenoAmbiente spa”, nonché ex sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, comune del quale è originario.
All’alba di ieri, i carabinieri della Sezione anticrimine di Messina, in stretta collaborazione con i militari dell’Arma della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto e di Messina, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa mercoledì sera dalla Corte d’assise di Messina, su richiesta dei pubblici ministeri Giuseppe Verzera, della Direzione distrettuale antimafia peloritana, e Francesco Massara, della Procura della Repubblica della città del Longano.
Il “professore” Giambò deve scontare 14 anni di reclusione, poiché ritenuto colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa.
Analogo provvedimento è stato notificato a Michele Rotella, 72 anni, imprenditore barcellonese, al quale sono stati inflitti 12 anni di reclusione per associazione mafiosa, previa riqualificazione dello stesso reato nell’ipotesi di concorso esterno.
L’ordinanza contro Aldo Nicola Munafò è stata recapitata direttamente in carcere, dove il quarantaquattrenne, nato a Tripi ma residente a Mazzarrà Sant’Andrea, è rinchiuso per omicidio dall’agosto del 2006.
In base alla sentenza “Vivaio”, dovrà espiare l’ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi, in quanto ritenuto colpevole di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, detenzione e porto di armi comuni da sparo.
Il “day after” il verdetto letto dal presidente del collegio giudicante, Salvatore Mastroeni, spazio anche alle reazioni.
Il comitato regionale siciliano di Legambiente “saluta” con soddisfazione la «prima sentenza nell’Isola che certifica l’ingerenza della mafia nell’affare dei rifiuti».
In un comunicato, viene ricordato come il processo Vivaio non abbia «precedenti», anche perché «andato a sentenza in tempi brevi». E ancora: «L’esito del dibattimento ha confermato l’impianto accusatorio sostenuto dalla Dda di Messina che, insieme ai carabinieri del Ros, ha svolto un lavoro esemplare.
Alle loro indagini va il merito di aver svelato il complesso meccanismo di affari che ruotavano intorno alla discarica di Mazzarrà Sant’Andrea e alla gestione dei rifiuti speciali».
Legambiente aggiunge che per la prima volta, in un processo per mafia, viene sancito un risarcimento per le associazioni ambientaliste (la provvisionale per Legambiente Sicilia è di 50 mila euro).
«Si tratta di un risultato importante», commenta Tiziano Granata, responsabile dell’Osservatorio regionale sulle ecomafie di Legambiente Sicilia.
Perché si riconosce l’attività svolta dall’associazione «in termini di analisi, controllo e contrasto rispetto ai reati ambientali e in particolare al fenomeno delle ecomafie.
Proprio la presenza di Legambiente all’interno del processo, rappresentata e difesa al meglio dall’avvocato Aurora Notarianni, componente del Centro di azione giuridica Legambiente Sicilia, presieduto dall’avvocato Nicola Giudice, ha permesso d’inquadrare il “modus operandi” della cosca mafiosa di Mazzarrà all’interno del sistema rifiuti».
Non le manda a dire il sindaco di Furnari, Mario Foti, che affida il suo commento a una nota stampa.
Le sentenza emessa nel procedimento penale “Vivaio” evidenzia come la presenza della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea abbia «causato gravissimi danni tangibili e ancora permanenti all’ambiente e alla popolazione del comune di Furnari e dell’intero territorio, oltre che condizionato la consultazione elettorale svoltasi a Furnari nell’anno 2007».
Ricordando che la struttura «è servita anche ad alimentare gli illeciti introiti della criminalità organizzata e delle imprese ad essa collegate», il primo cittadino sollecita l’Autorità giudiziaria e gli investigatori a «mantenere alta l’attenzione sull’attività dell’impianto della discarica gestito dalla TirrenoAmbiente, la cui presenza, oltre ai nefasti effetti sull’ambiente e sul territorio, è motivo per la criminalità organizzata di possibili ulteriori illeciti guadagni».
Accuse al vetriolo alle quali l’azienda risponde a stretto giro: «Ringraziamo l’avvocato Foti, che con il suo comunicato ha ribadito quanto già da noi richiesto all’Autorità giudiziaria, ovvero un’azione di vigilanza sul territorio e su chi ci sta attorno».
Poi viene girata la frittata: «Siamo altresì certi che con la stessa attenzione l’avvocato Foti vigilerà affinché nel Comune da lui amministrato non si ripetano, come nell’ultimo periodo, fenomeni d’infiltrazione mafiosa tristemente noti».
L’operazione “Vivaio”, scattata il 10 aprile 2008, ha inferto un duro colpo ai mazzarroti, costola della famiglia dei barcellonesi, con forti interessi negli appalti pubblici, tra cui i lavori per la metanizzazione dei Nebrodi e il raddoppio ferroviario della tratta Messina-Palermo.
Tra le priorità, anche la gestione delle discariche dei rifiuti solidi urbani e speciali della provincia peloritana.
Il processo, caratterizzato da circa 60 udienze, ha avuto inizio nell’estate 2009.
In primo grado, inflitti circa 130 anni di reclusione: pena più severa, carcere a vita, per Aldo Nicola Munafò.
Mano pesante anche nei confronti del boss Tindaro Calabrese (24 anni), di Alfio Giuseppe Castro (15 anni), Sebastiano Giambò, Agostino Campisi e Nunziato Siracusa (14 anni ciascuno), Salvatore Trifirò e Michele Rotella (12 anni), Carmelo Bisognano (10 anni a testa) e Salvatore Campanino (8 anni).
Pena più lieve, 2 anni, per Bartolo Bottaro, Antonino Calcagno, Aurelio e Cristian Giamboi, Thomas Sciotto e Giuseppe Triolo.
Assolti, invece, Stefano Rottino, Giacomo Lucia, Salvatore Fumia e Maria Coppolino. Riccardo D’Andrea - GDS
OLIVERI : PARADOSSI VECCHI E NUOVI
I vecchi paradossi sono elencati nel testo del Segretario Comunale Giuseppe TRIOLO nella sua pubblicazione del Maggio 2000 intitolata:
"BREVE RICERCA CRONISTORICA DI ANTICHI FATTI E DI PARADOSSI NOSTRANI DI OLIVERI (ME) E DELLA SUA GENTE".
A beneficio dei miei lettori che non possiedono tale pubblicazione, desidero riportare il seguente 1° PARADOSSO:
Differenze tra superficie terriera assegnata al Comune di Oliveri e quella consegnata e rinvenuta:
"Le terre che vengono attribuite al Comune di Oliveri, giusta perizia del Cav. A. Alfano, omologata con sentenza della Corte d'Appello-Sez. Usi civici di Roma del 23 marzo - 29 aprile 1932, sono complessivamente ha 166.36.95, diconsi ettari 166, are 36 e 95 centiare, più una casa ubicata nella particella n. 79.
La predetta superficie viene meglio discriminata nella relazione sui demani di Oliveri dal Dr. N. Costa a pagina 67 come segue:
Seminativo di 1^ classe (part. 21-37-79-87-84)..Ha 24.84.15
Seminativo di 2^ classe (part. 35-36-82)........Ha 22.71.78
Seminativo di 3^ classe (part. parziali 39-68)..Ha 09.98.32
Pascolo 2^ classe (part. parziali 40-80-78).....Ha 19.63.70
Pascolo 3^ classe (part. 38-70-77-83)...........Ha 89.19.00
totale terre giudizialmente attribuite.........Ha 166.36.95
Totale terre consegnate a mezzo Ufficiale
Giudiziario del 29 settembre 1932..............Ha 144.25.26
Differenza in meno tra terre attribuite
e consegnate..................................Ha 0.22.11.69
Terre rinvenute dal perito E. Lemmo
Ha 137.02.40 e non Ha 144.25.26
Consegnate coll'Ufficiale Giudiziario,
con una differenza in meno.....................Ha 07.22.86
TOTALE DIFFERENZA IN MENO......................Ha 29.34.55
Le differenze di misurazione delle superficie terriere tra attribuite, consegnate e rinvenute sono vistosamente rilevanti da restare perplessi, dubbiosi, senza parola alcuna, a bocca aperta.
Stante ciò il Comune di Oliveri è rimasto praticamente vittima di una macroscopica ingiustizia, per essergli stato, per vie di fatto, tolto una considerevole estensione di terreno, più una casa ricadente nella particella 79, pur avendola avuta attribuita con la via giudiziaria, giusta sentenza definitiva della Corte di Appello- Sez. Usi civici di Roma del 1932.
Bel paradosso. Al Comune si attribuiscono giudizialmente, dopo una secolare lite, ettari 166.36.95 più una casa, mentre, in pratica, entra in possesso su ettari 137.02.40.
Poichè con la consegna delle terre sono state rimaneggiate le particelle fra quelle assegnate e consegnate, risulta non consegnata anche la casa della particella 79 attribuita giudizialmente.
Questa storia sembrerà una favola, la cui morale ci rattrista per il paradosso rappresentato, anche se, ai sensi del disposto dell'art. 176 della legge borbonica del 12 dicembre 1816, non viene prescritto il diritto del riconoscimento del demanio ex feudale di che trattasi.
Poiché le particelle attribuite sono, in parte, non coincidenti con quelle prese in consegna, il madornale errore appare essere o volontario oppure carente di intenzionalità.
Qualcuno potrebbe dire: Non è vero essere errore di misurazione volontario ma ci credo, perché una estensione di ettari 29.34.55 non può essere superficie trascurabile.
Qualche altro direbbe: penso essere errore voluto, ma non lo dico, perché il lettore si renderà conto di persona dell'enorme e madornale paradosso evidenziato e non occorre parola alcuna per dedurre una plausibile spiegazione.
Certamente l'argomento in parola è spinoso, imbarazzante che mal si adatta ad una cronaca storica così pesante e carica di ulteriori possibili risvolti legali d'interesse cittadino locale.
Un risvolto legale potrebbe essere la richiesta di reintegra del territorio demaniale ex feudale non consegnato.
Ciò sopratutto per il rispetto dell'art. 176 della legge borbonica sull'amministrazione civile del 12 dicembre 1816 che così recita:
"Ogni occupazione ed ogni alienazione illegittima del demanio comunale è dichiarata abusiva, a qualunque epoca l'una e l'altra rimonti; essa non potrà in verun caso essere considerata come titolo di promiscuità, e sarà in ogni tempo improduttiva di alcun di alcun diritto o effetto".
La presente disposizione è così chiara che non merita alcun commento".-
Spero potere, al più presto, pubblicare gli altri paradossi del Segretario Triolo. Successivamente tenterò di evidenziare i "nuovi" paradossi, da me osservati.
Un mio carissimo amico, al quale ho manifestato questo mio desiderio, mi ha avvertito sui possibili rischi cui vado incontro.
Mi ha informato che il Segretario Triolo, per avere manifestato queste sue convinzioni mentre era in servizio al Comune di Oliveri, ha dovuto "farsi le valigie".
Grato, ho ringraziato il mio amico per l'affettuoso avvertimento, informandolo che io sono sempre pronto a partire. Anzi, sono in procinto di partire. Ma senza valigie.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 01:13 4 commenti:
CIMINO (GRANDE SUD) : "PENALIZZATO IL TRASPORTO PUBBLICO, IN SICILIA PIOVE SEMPRE SUL BAGNATO"
Fonte : NEBRODI E DINTORNI.
Palermo, 25 Marzo 2012 - "Con l'aumento della benzina un comparto come quello del trasporto pubblico e privato, già importante per studenti, anziani e lavoratori, diventa determinante e il governo regionale invece di potenziare i finanziamenti prevede nella finanziaria del 2012 una drastica riduzione".
Lo dice Michele Cimino,deputato regionale di Grande Sud.
"Il corrispettivo che la Regione ha speso lo scorso anno passerebbe da 222 milioni di euro a 177 milioni e da 140 a 112 milioni di chilometri annui di percorrenza.
Tutto questo comportà oltre i disagi per chi non può permettersi il mezzo proprio, il licenziamento in questo settore di 2000 dipendenti.
Martedì prossimo in Aula, conclude Cimino, mi batterò affinchè il governo regionale annulli i tagli previsti."-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 14:35 2 commenti:
DAL 29 AL 31 MARZO FORUM DI CONFAGRICOLTURA, INTERVERRA' IL MINISTRO CATANIA
Antenna Sicilia - Cronaca.
TAORMINA (MESSINA) - La Confagricoltura si riunisce dal 29 al 31 marzo a Taormina per il Forum il Futuro fertile.
Un appuntamento entrato nell'agenda che presenta la novità dell'Academy dei presidenti di Confagricoltura.
Il tema di questa edizione è "L'agricoltura in rete per la crescita".
Quest'anno a fare gli onori di casa sarà il presidente Mario Guidi e tra i numerosi relatori si segnalano, nella giornata di sabato, il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, e i segretari del Pdl Angelino Alfano, del Pd Pierluigi Bersani e il leader dell'Udc Pierferdinando Casini.
Sarà presente anche il ministro delle Politiche agricole Mario Catania (il 30), il vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani e tra i rappresentanti delle istituzioni locali il presidente Conferenza delle regioni Vasco Errani e il presidente Unione delle Province Italiane Giuseppe Castiglione.
Il 30, evento collaterale sarà il convegno sulla filiera del tabacco in Italia in collaborazione con Bat.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 14:17 Nessun commento:
UNA CASA A ROMA PER LOMBARDO
LiveSicilia > Cronaca
Le fatture? Non si trovano.
domenica 25 marzo 2012 - 00:06.
C’è un appartamento a Roma che per la burocrazia siciliana praticamente non esiste.
Naturale, si potrebbe pensare: eppure quell’appartamento è a disposizione del presidente della Regione Raffaele Lombardo.
Si tratta della casa usata dal governatore durante le trasferte romane, ristrutturata per un costo di circa 1.000 euro al metro quadro.
Ma “S”, in edicola da sabato, ha cercato di studiare le pezze d’appoggio dell’operazione, ottenendo un costante ping pong fra gli uffici regionali.
Il risultato sarà pubblicato sul nuovo numero del mensile, in edicola da sabato:
Ragioneria generale, dipartimento Affari extraregionali e Ragioneria della presidenza non trovano le fatture dei lavori.
Antonio Condorelli ha realizzato per “S” anche una videoinchiesta.
Dalla visita alla sede romana della Regione, fra l’altro, risulta anche che sull’edificio non sono state dichiarate al catasto modifiche di alcun tipo a partire dal 1991.
Ben prima, quindi, che la ristrutturazione avesse inizio.-
Forse il mio amico Giovanni Pappalardo ha voluto elogiarmi - equiparandomi al Presidente Lombardo - con l'attribuirmi il possesso di un appartamento a Roma.
Le fatture? Sono ben conservate.
Sono anche note all'Ufficio Postale di Oliveri dove, mensilmente, verso l'importo relativo all'affitto da me pagato per l'abitazione delle due mie figlie.
Il tutto, ovviamente, per "depistare" le indagini del miserabile Pappalardo.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 12:44 Nessun commento:
TORTORICI : FINITA LA LATITANZA DI GIANFRANCO CONTI TAGUALI
Filmato, braccato si stupisce all’alt dei carabinieri: Come avete fatto? Condannato all’ergastolo, era tra i 100 più pericolosi.
In manette il titolare della masseria.
Si è conclusa dopo 26 mesi nelle campagne di Caltagirone la latitanza di Gianfranco Conti Taguali, inserito nell’elenco dei 100 ricercati a più alta pericolosità, condannato all’ergastolo per omicidio e associazione mafiosa.
Allevatore di 38 anni, originario di Tortorici, dimorante a Maniace, centro alle falde dell’Etna da sempre feudo dei pastori tortoriciani, era protetto da Aurelio Faranda, anch’egli di Tortorici, proprietario della masseria dove aveva trovato il suo ultimo rifugio ed arrestato a sua volta con l’accusa di favoreggiamento.
Faranda viene ritenuto un affiliato al clan dei Bontempo Scavo di Tortorici.
L’operazione, coordinata dalla Dda di Catania, è stata messa a segno dai carabinieri del Reparto operativo e del Comando provinciale di Catania al comando del colonnello Giuseppe La Gala che, ieri mattina, ha fornito i particolari della cattura del latitante in una affollata conferenza stampa.
Dopo appostamenti e pedinamenti che andavano avanti da mesi, i militari si sono accertati della presenza del Conti Taguali nelle campagne di Caltagirone e lo hanno filmato venerdì pomeriggio mentre saliva a bordo dell’auto del Faranda, con cappellino in testa e un maglione rosso; dal centro calatino era diretto in una masseria della zona, attraverso la Strada Statale 417.
Dopo avere seguito i due, i carabinieri sono entrati in azione al momento opportuno bloccando la vettura.
Inizialmente, Gianfranco Conti Taguali ha negato la propria identità: «State sbagliando, non sono io quello che cercate».
Ma, messo alle strette, ha ammesso e ha chiesto ai militari: «Come avete fatto a prendermi?».
Ignaro di appostamenti e riprese video per braccarlo nonostante i suoi spostamenti grazie ad una fitta tela di fiancheggiatori, passando attraverso le province di Messina, Catania e Siracusa.
«Adesso - ha detto il colonnello La Gala - dopo avere assicurato alla giustizia un personaggio importante della criminalità organizzata, condannato all’ergastolo a seguito di omicidio, dobbiamo sviluppare le indagini sulla connivenza di cui il latitante ha potuto usufruire e c’è tanto altro da fare.
Credo, però, che questo arresto abbia un grandissimo valore storico”.
Gianfranco Conti Taguali si era dileguato, allora si trovava a piede libero, la sera dell’11 gennaio 2010 dal palazzo di giustizia di Catania, poco prima che la Corte d’Assise d’Appello lo condannasse all’ergastolo, ribaltando la sentenza di primo grado che lo aveva assolto dall’accusa di omicidio e condannato a sette anni per la sola associazione mafiosa.
Insieme a lui, condannato all’ergastolo (sempre dopo l’assoluzione in primo giudizio) il cugino Marco Conti Taguali, altro allevatore originario di Tortorici e dimorante a Maniace, a sua volta latitante per un anno prima di essere arrestato, all’alba del 29 gennaio 2011, sull’autostrada Siracusa-Catania dalla Polizia Stradale di Lentini.
I due cugini sono stati condannati con l’accusa di avere partecipato al gruppo di fuoco che, la sera del 3 giugno 2002 in contrada Vallonazzo di Cesarò, ferì gravemente, a colpi di fucile caricato a pallettoni, la classica lupara, l’allevatore del luogo Bruno Sanfilippo Pulici che, il giorno dopo, morì all’ospedale “Cannizzaro” di Catania.
Stando alle indagini condotte dalla Dda di Catania e confluite nelle operazioni “Nitor” e “Tunnel”, scattate il 10 febbraio 2004 con una ventina di arresti ed eseguite dai carabinieri delle compagnie di S.Stefano Camastra (per la Dda di Messina) e Randazzo (per la Dda di Catania), Gianfranco e Marco Conti Taguali facevano parte della cosca della famiglia di Bronte collegata ai clan Santapaola-Ercolano di Catania per metà etnea e per l’altra metà contigua ai clan nebroidei del versante occidentale della provincia di Messina che riversavano i traffici illeciti, sotto forma di estorsioni e spaccio di droga, tra Cesarò e San Teodoro, ai confini con la provincia di Catania e prossimi ai vicini centri di Bronte, Maniace e Randazzo.
Tra il 2001 e il 2002 si registrarono, tra Bronte e Cesarò, tre omicidi, sette ferimenti, una lunga serie di minacce, intimidazioni e danneggiamenti.
Per l’omicidio di Sanfilippo Pulici, ucciso per contrasti interni ai clan secondo le indagini, in primo grado, con conferma in appello, è stato condannato all’ergastolo anche Giuseppe Pruiti, allevatore di Cesarò. Giuseppe Lazzaro - GDS
Ne mancano altri quattro all’appello.
Messina - Con la cattura del tortoriciano Gianfranco Conti Taguali i latitanti in provincia di Messina ancora uccel di bosco restano quattro.
Ai primi due posti dell’elenco i fratelli Vincenzino e Calogero Mignacca, di Montalbano Elicona, che sono alla macchia dal 28 luglio 2008 quando la Corte d’Assise di Messina li condannò all’ergastolo nell’ambito dell’operazione “Romanza Icaro”, pena successivamente confermata in appello nel gennaio 2010.
I fratelli Mignacca sono stati accusati dell’omicidio di Maurizio Vincenzo Ioppolo, un “esattore” delle tangenti che venne punito per essersi staccato dal clan dei Bontempo Scavo, nella zona di Brolo, mettendosi in “proprio”.
L’uomo fu ucciso la notte di un sabato di carnevale, il 5 febbraio 1994, all’uscita da un locale pubblico di S.Angelo di Brolo.
A colpi di pistola lo eliminarono due killer per l’occasione travestiti da monaci che, prima di entrare in azione, avevano sabotato l’impianto elettrico del locale, affollato di clienti.
Nel giro di 48 ore i carabinieri arrestarono i due fratelli Mignacca che, però, tornarono liberi due settimane dopo quando il Tribunale del Riesame di Messina annullò l’ordinanza di arresto.
Le dichiarazioni dei pentiti, confluite negli atti della “Icaro”, riaprirono il caso sfociato nella condanna all’ergastolo.
Vincenzino Mignacca è stato condannato al carcere a vita anche per l’operazione “Mare Nostrum” sempre per omicidio.
Gli altri due latitanti sono di Barcellona.
Si tratta di Mario Giulio Calderone, che deve scontare la pena definitiva per la “Mare Nostrum” e Filippo Barresi, elemento di punta dei clan del Longano, unico ricercato rimasto per l’operazione “Gotha”, scattata il 24 giugno dello scorso anno.-(g.l.)
Pubblicato da Antonio Amodeo a 12:24 Nessun commento:
FSI : SCIOPERO 27 MARZO IN SICILIA
Sabato 24 Marzo 2012 13:12
Torna a farsi calda la vertenza delle ferrovie in Sicilia.
I sindacati siciliani dei trasporti, infatti, hanno proclamato un nuovo giorno di sciopero unitario di otto ore per il prossimo 27 marzo.
A renderlo noto e’ la Fit Cisl Sicilia.
Treni fermi dalle 9 alle 17 e personale di Trenitalia in sciopero.
”Nonostante i tanti incontri e le iniziative – spiegano Amedeo Benigno, segretario generale Fit Cisl Sicilia, e Mimmo Perrone, segretario Fit Cisl Ferrovie – le Ferrovie continuano ad ignorare le nostre richieste di miglioramento del servizio in Sicilia con un potenziamento del parco rotabile, insufficiente per le esigenze del territorio, e con l’aumento del personale”.
La Federazione trasporti della Cisl, torna cosi’ a chiedere per voce dei due segretari ”la firma del contratto di servizio con la Regione che non puo’ piu’ attendere, e con questa, una politica seria di rinnovo del materiale rotabile, l’ammodernamento e il rilancio degli impianti della manutenzione, il ripristino dei treni a lunga percorrenza per garantire anche i livelli occupazionali”.
Giorno 16 marzo si terra’ un nuovo incontro tra Regione, sindacati, Trenitalia.
”Siamo stanchi di annunci – aggiungono Benigno e Perrone -, dall’incontro di giorno 16 ci aspettiamo risposte certe sul ripristino immediato di un treno a lunga percorrenza, per consentire il reinserimento dei lavoratori Servirail di Messina.
La Regione torni a incalzare le Ferrovie e ci auguriamo inoltre – concludono – che anche il ministro dei Trasporti intervenga in modo deciso sul servizio ferroviario in Sicilia e sul diritto alla mobilita’ dei siciliani.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 13:43 Nessun commento:
sabato 24 marzo 2012 - 09:06.
Troppo spesso il carcere non rieduca. Specie quando si tratta dei mafiosi.
I soliti noti li abbiamo chiamati in un’inchiesta del mensile S in edicola.
Tutta gente che ha finito di scontare la propria pena e, una volta tornata in libertà, ha ripreso il filo, mai interrotto, degli affari illeciti.
Affari di mafia, pizzo e droga.
Lo spunto dell’indagine è stato l’arresto, lo scorso dicembre, di Giulio Caporrimo, reggente del mandamento di San Lorenzo.
Fedelissimo dei Lo Piccolo, Caporrimo è rimasto sette anni in galera.
Non gli sono bastati per riflettere e decidere di cambiare vita.
In cella ha scelto il silenzio e una volta fuori gli sono toccati i gradi di capo. Come lui altre decine di persone.
Abbiamo passato in rassegna le ultime operazioni di polizia e carabinieri.
Ne è venuta fuori una radiografia sconfortante.
Sono una cinquantina i boss già condannati e arrestati di nuovo.
Dai fratelli Corso di Santa Maria di Gesù a Benedetto Capizzi di Villagrazia, da Cesare Lupo di Brancaccio a Michele Armanno di Pagliarelli, a Calogero Lo Presti e Tommaso Di Giovanni di Porta Nova.
La mafia della provincia non sfugge alla regola.
I Melodia di Alcamo e i Ppitone di Torretta sono la conferma che vale sempre la regola di Cosa nostra: dall’organizzazione mafiosa si esce solo da morti.
Oppure diventando collaboratori di giustizia.-
24 mar 2012 09:17 am
Il fallimento del sistema rieducativo penitenziario non riguarda solo i reati di mafia.
La Magistratura di Sorveglianza ( e non solo ) spesso agisce cervelloticamente SOLO perchè è consapevole di essere l’ unica “casta” che NON risponde civilmente dei propri errori.
Angelo IZZO, l’ ex ( ma mica tanto ) “mostro del Circeo già condannato all’ ergastolo dal quale poi evase per commettere rapine ed altri reati, venne poi giudicato REDENTO dalla Magistratura di Sorveglianza e rimessoin libertà ed inserito con il ruolo ( udite, udite ) di “Assistente Sociale ( nella sua “equipe “operavano anche giovani ex rapinatori ed altre tipologia di delinquenti.
Bene, pochi mesi dopo la sua liberazione, l’ Izzo uccise ( con la complicità di altrei 2 REDENTI, una madre di 40 anni e la di lei figlia di 14 ( quest’ultima venne pure violentata sessualmente negli spasimi dell’ agonia ).
A Torino invece venne liberato dal Magistrato di Sorveglianza l’ ex ( si fa per dire ) “Mostro di Genova” certo Minghella il quale scontava l’ “Ergastolo per avere ucciso ( dopo averle TORTURATE ) due ragazze.
Bene , dopo che la Magistratura di Sorveglianza ne decise la liberazione uccise altre OTTO donne ( cinque in più di quando non possedeva ancora l’ “Imprimatur” di REDENTO conferitogli dalla Magistratura.
Bene, qualcuno mi sa spiegare perche NESSUNO dovrebbe risarcire civilmente i parenti delle vittime assassinate da questidue “mostri” GRAZIE alle cervellotiche ed ERRONEE decisioni di queste Magistrature di Sorveglianza ?.
Chi pagherà per queste VITTIME dell’ operato della MAGISTRATURA ?.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 11:03 Nessun commento:
MAFIA : BRUCIATA CASA SINDACALISTA PER FEUDO CONFISCATO
Vincenzo Liarda si e' battuto per assegnare Verbumcaudo a coop.
(ANSA) - PALERMO, 24 MAR - Una nuova intimidazione mafiosa e' stata compiuta ai danni di Vincenzo Liarda, il sindacalista della Cgil da tempo impegnato per l'assegnazione a una cooperativa sociale del feudo di Verbumcaudo confiscato al boss Michele Greco.
La casa di campagna di Liarda e' stata bruciata.
Gli attentatori hanno accatastato i mobili in una stanza e hanno appiccato il fuoco. Quindi sono fuggiti.
L'episodio risale a un paio di giorni fa ma e' stato scoperto ieri sera dal sindacalista. (ANSA).
IL MINISTRO CANCELLIERI SCIOGLIE PER MAFIA I CONSIGLI COMUNALI DI SALEMI E RACALMUTO
Antenna Sicilia - Politica.
ROMA - Su proposta del Ministro dell'interno Annamaria Cancellieri, il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento dei Consigli comunali di Pagani (Salerno), di Gragnano (Napoli), di Bova Marina (Reggio Calabria), di Platì (Reggio Calabria), di Leinì (Torino), di Salemi (Trapani) e di Racalmuto (Agrigento).
"Per tutti i Consigli comunali - si legge in una nota del governo - lo scioglimento è stato disposto ai sensi della normativa antimafia.
Con particolare riferimento ai due Consigli comunali siciliani, il Consiglio dei ministri ha ascoltato l'intervento dell'assessore alle autonomie locali della Regione siciliana, Caterina Chinnici, che ha portato a testimonianza sia la propria esperienza istituzionale, ribadendo l'impegno nella lotta alla criminalità organizzata, sia la propria esperienza umana, in quanto figlia di un magistrato ucciso dalla mafia".-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 23:10 1 commento:
LIGURIA : TRENI REGIONALI, IL PULITORE SALE IN CARROZZA
In via sperimentale fino al 20 aprile.
Genova, 23 marzo 2012
Alcuni interventi di pulizia sui treni regionali, da oggi, sono svolti anche durante il viaggio.
Fino al 20 aprile sarà infatti operativo, in via sperimentale, il nuovo Servizio Pulitore Regionale In Treno, messo a punto dalla Direzione Trasporto Regionale Liguria di Trenitalia.
L’obiettivo è potenziare il servizio, svolto di norma quando il treno è fermo in aree specifiche, grazie ad azioni mirate di mantenimento della pulizia che aumentino in misura sensibile il decoro complessivo del convoglio e, di conseguenza, il comfort del viaggio.
Si tratta di un servizio analogo a quello previsto a bordo delle Frecce di Trenitalia che la Liguria attiva anche sui treni dei pendolari.
Il pulitore, dipendente delle ditte appaltatrici che già svolgono per Trenitalia i servizi di pulizia, sarà presente sui treni a maggior frequentazione e sarà impegnato a pulire e igienizzare le toilette, i vestiboli e le maniglie delle porte di salita, svuotare i portarifiuti e intervenire in situazioni particolari o su espressa richiesta dei viaggiatori e del personale ferroviario.
Gli operatori in servizio sono 8 con base a Savona, La Spezia, Sestri Levante e Genova Brignole e garantiranno il servizio su un totale di 50 treni, scelti tra i più frequentati sulle linee che collegano il ponente e il levante ligure.
La loro attività si concentrerà, in particolare, nelle fasce pendolari, quando i treni hanno già effettuato più corse e trasportato molti viaggiatori.
La Direzione Trasporto Regionale di Trenitalia valuterà, sulla base del gradimento espresso dai passeggeri in questa prima fase sperimentale, il proseguimento e l’eventuale estensione del servizio.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 16:35 Nessun commento:
VINITALY : ARMAO PARTECIPA A PRESENTAZIONE PROGETTO VERBUMCAUDO
Regione Siciliana - Ufficio Stampa Presidenza.
Palermo, 23 mar (SICILIAE) - L'assessore regionale per
l'economica, Gaetano Armao, partecipera' domenica alle ore 12,30
nell'area business del Padiglione 2 Sicilia del Vinitaly a Verona
alla presentazione del progetto di valorizzazione del feudo
Verbumcaudo di Polizzi Generosa.
L'iniziativa e' promossa dall'Istituto regionale dei vini e degli
oli di Sicilia.-
fi/mav
231110 Mar 12 NNNN - 23 Mar 2012.
Pubblicato da Antonio Amodeo a 16:20 Nessun commento:
PALERMO: LUMIA (PD), ORLANDO AVVINGHIATO AL SUO "IO" SEMPRE PIU' DECADENTE
Palermo, 23 marzo 2012 – “Leoluca Orlando ha perso il contatto con la città di Palermo, è avvinghiato al suo ‘io’ sempre più decadente.
Ha dimenticato le regole elementari della democrazia delle primarie: chi vince è il candidato di tutti e chi perde deve accettare il risultato.
Capisco che la sua logica baronale non gli consente di capire il valore della democrazia e considera ogni campagna elettorale l’ultima spiaggia a cui legare il suo destino personale.
Pur di lanciare accuse e sospetti dimentica che la signora dello Zen è stata una sua sostenitrice e rappresentante sia alle primarie che alle elezioni vere del 2007.
Tutto questo non ha niente a che fare con i problemi e le necessità di Palermo, che ha bisogno di un progetto di governo moderno e innovativo e non di un candidato a sindaco divorato da veleni e nostalgie.
Orlando si convinca che la città è cambiata e che una nuova generazione può governarla anche senza di lui”.
Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 14:26 Nessun commento:
"LOMBARDO, GIU' LE MANI DA PALERMO"
Fonte: Antenna Sicilia.it
Leoluca Orlando ufficializza la sua candidatura alla carica di sindaco: "La città non sarà ostaggio di un governatore indagato per mafia".
E sull'esito del voto alle primarie aggiunge: "Risultato drogato, inquinato al di là di chi ha vinto"
PALERMO - Leoluca Orlando scende ufficialmente in campo, da oggi è in corsa per la poltrona a sindaco di Palermo, sostenuto da un'ampia fetta del centrosinistra, tra cui Idv, Verdi, Comunisti Italiani, Federeazione della Sinistra e da tutti i movimenti che non riconosciuto Fabrizio Ferrandelli come vincitore delle primarie del Pd indetto lo scorso 4 marzo e che sostenevano i suoi avversari.
Allora, Ferrandelli superò per numero di voti Rita Borsellino, Davide Faraone e Antonella Monastra.
ATTACCO A LOMBARDO E AL PD.
"Io mi candidio a sindaco di Palermo.
A tutti coloro che per ora si occupano della città per giochi e interessi nazionali, dico giù le mani da Palermo" spiega in conferenza stampa.
"Lombardo, giù le mani da Palermo, giù le mani da una città di un milione di persone che non possono rimanere ostaggio di un governatore indagato per mafia.
Raffaele Lombardo non è una persona ma un sistema di potere che noi combattiamo".
Secca la replica a Walter Veltroni, che aveva criticato la sua scelta di candidarsi: "Veltroni giù le mani da Palermo.
Perchè non parli del tuo Pd che in Sicilia appoggia un governatore indagato per mafia?".
E non le manda a dire a Vendola: "Sel? - ha aggiunto Orlando - Rispettiamo le scelte, ma io a Vasto c'ero.
In quella foto non era presente un presidente della Regione indagato per mafia sostenuto dal Pd e non c'erano voto di scambio, brogli e incetta di certificati elettorali".
PRIMARIE DROGATE.
"Sono state primarie drogate, inquinate e lo dico con franchezza, al di là di chi ha vinto.
È in gioco la credibiità del centrosinistra, la libertà di voto dei cittadini e mi candido per difendere questa libertà - sottolinea Orlando - Andrò dal ministro degli Interni e dal commissario di Palermo per esigere la libertà di voto dei palermitani". E aggiunge: "Palermo come Napoli, ma con l'aggravante che qui il Pd non ha ritirato il candidato vincitore delle primarie inquinate".
IL CASO FERRANDELLI.
"Ferrandelli è diventato lo strumento di una linea politica, non so se consapevolmente o no.
E il suo percorso da virtuoso è diventato vizioso" spiegando i motivi per cui Idv non ha sostenuto Fabrizio Ferrandelli che al momento della candidatura alle primarie era capogruppo del partito in consiglio comunale.
"Il percorso di Ferrandelli era virtuoso - ha aggiunto Orlando - poi a un certo punto è cambiato, quando a ottobre nel corso di un'assemblea parlò della sua possibile candidatura, in prima fila era seduta Antonello Cracolici (Pd).
Non è caduto nelle mani di Cracolici last minute ma è diventato strumento di una strategia politica ben precisa".
Poi, ha proseguito "il percorso è diventato vizioso quando ha ridimensionato i brogli nei seggi delle primarie e ha assunto toni gravissimi quando si è recato allo Zen per solidarizzare con la persone indagata dalla Procura dicendo che era normale trovare in casa del responsabile di una associazione i certificati elettorali degli associati".-
PALERMO: L'ON. LEOLUCA ORLANDO SI CANDIDA A SINDACO
Comunali: Palermo; Orlando, io mi candido a sindaco.
Ha dato annuncio ufficiale.
(ANSA) - PALERMO, 23 MAR - "Io mi candido a sindaco di Palermo.
A tutti coloro che per ora si occupano della citta' per giochi e interessi nazionali, dico giu' le mani da Palermo".
Lo afferma in conferenza stampa Leoluca Orlando aggiungendo:
"On. Lombardo giu' le mani da Palermo, giu' le mani da una citta' di un milione di persone che non possono rimanere ostaggio di un governatore indagato per mafia''. (ANSA).
ISTITUZIONE DEL REGISTRO DEI TUMORI : DAREMO SEGUITO ALLE INIZIATIVE DELL'EX PRESIDENTE NUNZIO ROMEO
Messina, 22/03/2012 - In merito alla nota stampa divulgata ieri dalla Provincia regionale di Messina, sul Consiglio Provinciale Straordinario convocato per giorno 29 Marzo 2012 alle ore 17.00, occorre precisare, oltre a ribadire il personale compiacimento per l’iniziativa, che erroneamente si è data notizia che l’ordine del giorno da affrontare durante i lavori d’Aula sarà l’istituzione del Registro Integrato dei Tumori.
In verità, già negli anni passati, in materia di prevenzione e studio dei fenomeni tumorali, si era attivato l’ex Presidente dell’Ordine dei Medici di Messina, Prof. Nunzio Romeo, promuovendo presso i vertici provinciali della Sanità pubblica l’istituzione del registro dei Tumori, che è stato regolarmente istituito per le Province di Catania e Messina, all'inizio del 2000.
Pertanto, nel confermare la presenza per la suddetta seduta straordinaria di Consiglio Provinciale dell’attuale Presidente dell’Ordine dei Medici dott. Giacomo Caudo, ribadisco che l’intento dei Consiglieri provinciali promotori dell’iniziativa, così come prevede il documento proposto all’Aula dal sottoscritto e condiviso dai diversi colleghi, è quella di impegnare Il Presidente della Provincia on. Giovanni Ricevuto, l’Ordine dei Medici, Sua Eccellenza il Prefetto ed i diversi Sindaci dei Comuni del messinese, affinché vi sia un decisivo e corale intervento presso il direttore generale dell’ASP 5 di Messina, atto a garantire una rapida ripresa delle attività amministrative necessarie all’aggiornamento dei dati inerenti le diverse patologie tumorali diffuse nel nostro territorio, così da poter procedere al necessario accreditamento presso l’IARC (International Agency for Research on Cancer) e l’AIRTum (Associazione Italiana dei Registri Tumori), anche per il Registro Integrato dei Tumori per la provincia di Messina, che da norma era previsto entro la fine del 2009.
Desidero rivolgere al Consigliere Roberto Cerreti il mio vivo apprezzamento per la sua puntuale opportuna precisazione in merito all'istituzione del Registro Integrato dei Tumori per la provincia di Messina.-
GIOVEDI' 22 MARZO, GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA
L’iniziativa, coordinata dalla Fao – Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura - ha tra i suoi obiettivi quello di sensibilizzare l’opinione pubblica per incoraggiare una gestione sostenibile delle risorse di acqua dolce. Il contributo del treno contro i cambiamenti climatici
Sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’acqua per incoraggiare una gestione sostenibile delle risorse di acqua dolce.
Questo il senso della Giornata Mondiale dell’Acqua, l’iniziativa coordinata dalla Fao – l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura – in calendario il 22 marzo di ogni anno.
La mancanza d’acqua può essere una delle principali cause di carestia e malnutrizione, soprattutto nelle aree geografiche le cui popolazioni dipendono dall’agricoltura per il cibo e il reddito, mentre le precipitazioni atmosferiche irregolari e le differenze stagionali che provocano indisponibilità di acqua possono causare scarsità di cibo temporanee.
E nella prevenzione in relazione ai cambiamenti climatici anche il treno può giocare un importante ruolo. In particolare nelle emissioni di CO2.
I viaggiatori (25 milioni) che nel 2011 hanno scelto di spostarsi con l’Alta Velocità di Ferrovie dello Stato Italiane hanno contribuito ad alleggerire l’atmosfera di oltre 600mila tonnellate di anidride carbonica.
Ogni passeggero che sceglie il treno, infatti, produce in media il 76% di gas serra in meno rispetto a chi viaggia in aereo, e il 66% in meno di chi utilizza l’automobile.
Anche viaggiare utilizzando la ferrovia significa, quindi, creare le condizioni per preservare la quantità e la qualità dell’acqua su cui viene posta l’attenzione in questa giornata dedicata alla preziosa molecola.
Viaggiare in treno si dimostra ancora una volta la scelta più responsabile e sostenibile per proteggere l’ambiente e migliorare lo stile di vita dell’intera comunità.-
SANITA' : LOMBARDO INAUGURA DOMANI IL PTA DI BARCELLONA
Palermo, 22 mar. (SICILIAE) - Il presidente della Regione
siciliana, Raffaele Lombardo, partecipera' domani mattina,
venerdi' 23 marzo, alle ore 11,30, alla inaugurazione della sede
del Presidio territoriale di assistenza (Pta) di Barcellona Pozzo
di Gotto, in via Cattafi, 40.
Sara' presente anche l'assessore regionale della Salute, Massimo Russo.
221248 Mar 12 NNNN - 22 Mar 2012.
Pubblicato da Antonio Amodeo a 18:39 Nessun commento:
AVVISI DI GARANZIA PER I SINDACI DI LIPARI E SANTA MARINA SALINA
AntennaSicilia.it - Cronaca.
Concussione, avvisi di garanzia per i sindaci di Lipari e Santa Marina di Salina.
22/03/2012 - 17:27.
BARCELLONA P.G. - Ipotizzando il reato di concussione la procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha inviato quattro informazioni di garanzia ai sindaci dei Comuni di Lipari e di Santa Marina di Salina Mariano Bruno e Massimo Lo Schiavo, al direttore dell'Ato 5 Eolie Mimmo Fonti e al rappresentante della ditta Ecoseid di Ragusa Cirino Squadrito.
Secondo l'accusa vi sarebbero state pressioni sulla ditta che gestisce il servizio della spazzatura per far assumere personale.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 18:23 1 commento:
LEOLUCA ORLANDO SCENDE IN CAMPO
giovedì 22 marzo 2012 - 16:35.
Leoluca Orlando scende in campo e si candida a sindaco di Palermo, a meno di sorprese clamorose.
Domani l’ufficializzazione in conferenza stampa alle 11 all’Hotel Excelsior. Livesicilia seguirà in diretta l’evento.
Non c’è ancora una conferma col bollino rosso.
Ma alcune deduzioni aiutano a comprendere la sceneggiatura già messa a punto per domani.
Già da stamattina le voci si rincorrevano. Un tam-tam ricorrente.
Dal Pd: Orlando si candida. Da Sel: Orlando si candida, l’Idv non può fare altro ormai.
Perfino da Idv, l’ammissione con qualche resistenza, per non bruciare la celebrazione prevista all’Excelsior.
Reazioni? Al momento solo il comunicato di Forchette rotte: “Sogniamo una nuova primavera per Palermo. Se Leoluca Orlando e Rita Borsellino decidono di impegnarsi in prima persona alle elezioni di maggio per costruire una nuova stagione noi saremo con loro con la nostra lista di ragazze e ragazzi e daremo il nostro contributo per spazzare via l’inverno”.
Probabilmente, altre reazioni arriveranno dopo la conferma della discesa in campo.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 18:07 Nessun commento:
CONSULTA : TRIBUNALE, SINDACO MESSINA DECADE DA DEPUTATO
Sentenza dopo ricorso primo non eletti all' Ars.
(ANSA) - MESSINA, 22 MAR - La prima sezione civile del tribunale di Palermo ha dichiarato oggi decaduto dal ruolo di deputato regionale, il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca.
Lo ha reso noto l'avvocato Antonio Catalioto dopo il ricorso del primo dei non eletti nel collegio di Messina, Antonio D'Aquino (Pdl).
La Consulta con una propria decisione aveva detto no al doppio incarico.
Dopo la decisione della Consulta Buzzanca non si e' dinmesso da una delle due cariche e la vicenda era finita alla commissione verifica poteri dell'Assemblea regionale siciliana che non raggiunse la maggioranza prevista dal regolamento per la decisione.(ANSA).
MESSINA : VERIFICA SULLE ASSUNZIONI AL CAS
L’assessore alle infrastrutture e mobilità della regione siciliana Carmelo Pietro Russo ha scritto al commissario straordinario del Consorzio per le autostrade siciliane, Anna Rosa Corsello per impartirle “disposizioni” in ordine all’organizzazione, alle risorse umane, al contenzioso ed ai sinistri, alla situazione economica, alla progettazione ed esecuzione dei lavori, alle questioni inerenti il personale.
In particolare il commissario del Cas dovrà trasmettere entro venti giorni l’elenco dei debiti fuori bilancio sia alla Procura regionale presso la Corte dei Conti che al dipartimento infrastrutture.
Inoltre l’assessore chiede di assegnare (sempre entro venti giorni) ad attività coerenti con i profili di inquadramento tutti i dipendenti diversamente utilizzati e di attingere i nominativi degli avvocati nel contenzioso e nei sinistri (nelle more della costituzione di un albo proprio dell’ente) dall’albo del Consiglio dell’Ordine di Messina.
Per questi affidamenti si devono seguire procedure di evidenza pubblica.
Il commissario Anna Rosa Corsello dovrà pure valutare, con i poteri del Consiglio, la legittimità delle assunzioni, ossia verificare se le assunzioni attraverso l’istituto della mobilità sono state adottate in conformità della legge, ed in analogia dovrà verificare «la trasformazione dei contratti di lavoro da tempo parziale a tempo pieno» al fine di eliminare eventuali illegittimità. Francesco Misiti - GDS
Pubblicato da Antonio Amodeo a 12:36 Nessun commento:
LiveSicilia > Economia.
Prevista la proroga dei precari storici.
mercoledì 21 marzo 2012 - 23:34.
Dopo una seduta-fiume, nella notte la Commissione bilancio dell’Ars, presieduta da Riccardo Savona, ha esitato i testi definitivi di bilancio e finanziaria, che domani potranno essere incardinati in Aula e poter consentire la discussione degli articoli già da lunedì.
Il testo del bilancio esitato dalla commissione, in base alle prime voci “a caldo”, ha mantenuto sostanzialmente invariato il progetto presentato dal governo.
Una manovra che doveva consentire il recupero di qualcosa come 750 milioni solo nel 2012, a causa del peso della compartecipazione sanitaria e alle minori entrate dovute all’introduzione dell’Imu.
La commissione bilancio, poi, ha approvato un’ulteriore proroga per i precari della Regione, quelli per cui, di fatto, era saltata la stabilizzazione dopo l’impugnativa del commissario dello Stato di alcune norme della legge sul personale approvata dall’Ars a dicembre (quella, per intenderci, che avrebbe dovuto “riaprire” ai concorsi della Regione).
La commissione bilancio ha trovato i soldi per consentire una proroga fino alla fine dell’anno, nella speranza di poter definire meglio nei prossimi mesi la condizione dei lavoratori.
Rimane, tra le spese in più previste in bilancio, quella riguardante i Forestali, per i quali si spenderanno circa 74 milioni di euro.
Tagli previsti invece a Teatri (circa il 10% rispetto ai fondi previsti per l’anno scorso) ed Ersu (ma in questo caso, sarebbe stata ridotta la decurtazione inizialmente prevista del 30% dei fondi).
In tema di riserve agli enti locali, la commissione è intervenuta razionalizzando gli interventi, e puntando così soprattutto alle emergenze, legate ad esempio ai disabili e ai trasporti.
Rimangono, poi, i tagli alle spese per il personale regionale (circa 44 milioni di euro), quelle alle spese di funzionamento (altri 7,5 milioni), agli stipendi dei dipendenti delle scuole materne e degli istituti paritari, e quelli ricavati dalla sopressione delle Asi e la conseguente nascita dell’Irsap (circa 4,5 milioni).
“È rimasto sostanzialmente in piedi– ha commentato pochi minuti dopo l’approvazione dei documenti, il presidente della commissione Bilancio Riccardo Savona – l’impianto del progetto di manovra presentato dall’assessore Armao.
Nonostante si siano fatte le ore piccole, si è lavorato con grande serenità.
Questo bilancio è basato sui principi di economicità e rigore.
Le risorse oggi – ha aggiunto – anche a fronte delle manovre nazionali erano davvero esigue.
Nonostante ciò, siamo comunque riusciti a prevedere interventi importanti come la proroga dei precari storici della Regione e l’utilizzo delle riserve per i Comuni.
Adesso – ha concluso – il bilancio passerà in Aula, dove potrà essere ulteriormente migliorato grazie all’apporto dei deputati”.
E in effetti, domani (giovedì, ndr) bilancio e finanziaria approderanno in Aula, dove è prevista un seduta mattutina.
Quindi, entro le 18 di venerdì, potranno essere presentati gli emendamenti dei parlamentari.
A quel punto, si potrà passare alla discussione e all’approvazione.
Ed ad evitare così un ulteriore proroga dell’esercizio provvisorio.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 00:08 Nessun commento:
CROLLO AD ACI SANT'ANTONIO. INDAGATI I FIGLI DEL SINDACO
Tre i feriti per il cedimento del muro, uno è ancora grave.
Nel mirino della Procura catanese i proprietari dei locali: per loro c'è l'ipotesi di abusivismo edilizio e inosservanza di norme antinfortunistiche.
CATANIA - Tre persone sono state iscritte nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Catania per il crollo, avvenuto ieri ad Aci Sant'Antonio, nel Catanese, di un muro tra un'abitazione privata e l'ex cinema Bella, nel quale sono rimaste ferite tre persone che lavoravano al consolidamento della struttura.
Sono i figli del sindaco del paese, Giuseppe Cutuli, e una terza persona, proprietari dei locali dove è avvenuto il crollo.
L'indagine, aperta ieri dal sostituto procuratore Vincenzo Serpotta, ipotizza i reati di lesioni colpose gravi conseguenti all'inosservanza di norme antinfortunistiche e di abusivismo edilizio.
Il più grave dei feriti, un uomo di 58 anni, è ricoverato da ieri nell'ospedale Cannizzaro di Catania in prognosi riservata.-
Fonte: ANTENNA SICILIA.
Pubblicato da Antonio Amodeo a 19:35 Nessun commento:
ALLUVIONI : DA UE PROCEDURA CONTRO ITALIA
Carente su norme prevenzione e non individuate aree a rischio.
(ANSA) - BRUXELLES, 21 MAR - Nonostante le ''tragiche alluvioni'' che hanno colpito la Liguria e la Toscana, e le frequenti esondazioni, le autorita' italiane non hanno ancora recepito le norme europee per la prevenzione delle inondazioni e per questo la Commissione Ue avviera' domani una procedura d'infrazione contro l'Italia.
Bruxelles inviera' una ''lettera di messa in mora'', primo passo della procedura, a causa del ritardo nell'individuare le ''aree a rischio''.(ANSA).
Pubblicato da Antonio Amodeo a 19:24 Nessun commento:
IN CIG MA GESTIVA SOCIETA', DENUNCIATO
Steward Alitalia accusato di truffa,deve restituire 120mila euro.
(ANSA) -ROMA,21 MAR- Dipendente dell'Alitalia in cassa integrazione ma amministrava una societa' con 15 dipendenti. Lo hanno scoperto i finanzieri di Roma.
L'uomo e' stato denunciato per truffa aggravata ai danni dello stato,dovrà restituire 120mila euro.
Dopo aver lavorato per anni come assistente di volo era stato messo in cassa integrazione e da circa 3 anni riceveva dall'Inps la prevista indennita'.
Nel frattempo pero' gestiva un'avviata societa' con sede a Roma specializzata nella coltivazione di piante e fiori.(ANSA).
Pubblicato da Antonio Amodeo a 10:26 Nessun commento:
ENTI LOCALI, NESSUNA NORMA PER LA PROROGA DI 22 MILA PRECARI
LiveSicilia > Politica.
martedì 20 marzo 2012 - 17:10.
La finanziaria conterrà una norma per la proroga dei precari della Regione siciliana, ma non per i 22mila precari degli enti locali.
Lo annuncia il presidente della commissione Bilancio dell’Ars, Riccardo Savona.
“La Regione non può affrontare la vicenda dei precari degli enti locali – spiega Savona – Ci vuole un intervento dello Stato”.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 10:13 Nessun commento:
ATO MESSINA 2 : E' EMERGENZA, FIT CISL : "LAVORATORI DA TRE MESI SENZA STIPENDIO. INTERVENGANO REGIONE E PREFETTO".
Messina, 20 marzo 2012 – Un incontro urgente presso la sede dell’Assessorato regionale all’Energia e Ambiente per non prolungare lo stallo derivante dalla crisi della Dusty e dell’Ato Messina 2.
Ma anche una convocazione in sede prefettizia a Messina per affrontare e discutere le possibili vie d’uscita a una sempre più probabile emergenza nel settore rifiuti per i 38 comuni della fascia tirrenica serviti dall’Ato2.
Sono le richieste avanzate dalla Fit Cisl di Messina al termine della riunione tenutasi presso la sede dell’Ato Messina 2 sullo stato di grave crisi che attraversa il settore nella fascia tirrenica della provincia di Messina.
“I lavoratori – spiega Enzo Testa, segretario provinciale della Fit Cisl – non ricevono lo stipendio da tre mesi.
Ma se la situazione potrebbe definirsi per i dipendenti della Dusty ricorrendo al subentro dei singoli Comuni, più difficile è la situazione per i dipendenti dell’Ato2 visto che vi sono atti di pignoramento che bloccano i conti correnti e per i quali i commissari liquidatori ritengono indispensabile un intervento del commissario delegato all’emergenza rifiuti”.
“Occorre fare presto – sostiene Testa – perché tra i lavoratori serpeggia un clima di pesante tensione visto che non riescono a soddisfare ormai i più elementari bisogni.
Quindi è indispensabile l’attivazione di un tavolo che affronti l’emergenza sia in sede provinciale, attraverso un intervento del Prefetto, sia in sede regionale con il coinvolgimento dell’Assessorato all’Energia e Ambiente”.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 23:54 Nessun commento:
REGIONE SICILIANA, MANOVRA DA 419 MILIONI
Gran parte delle risorse sarà recuperata tagliando i fondi di riserva vincolati per spese obbligatorie, per una sforbiciata di 284 milioni.
Decurtazioni anche per la scuola.
PALERMO - Al netto della spesa sanitaria pari a 612 milioni (343 coperti con fondi Fas e 269 con fondi regionali), la manovra predisposta dal governo regionale per chiudere il bilancio 2012 ammonta a 419,127 milioni di euro.
Gli altri tagli riguardano le spese per il personale (44,4 mln), per il funzionamento dell'amministrazione (7,3 mln), le Asi (4,5 mln), impianti idrici e dissalatori (3,5 mln), il cofinaziamento dei servizi aerei di linea (2,7 mln).
Tagli anche per stipendi al personale delle scuole materne regionali (1,1 mlm) e degli istituti paritari regionali (1,4mln), il funzionamento delle scuole (2,1 mln) e 410 mila euro per il personale della publbica amministrazione e per il volontariato impegnato nelle attività di protezione civile.
Tra le maggiori spese, emergono 74 milioni di euro per i forestali di Azienda foreste e corpo forestale (61 mln e 13 mln), 14,6 mln per la liquidazione e la ricapitalizzazione delle società regionali, 10,8 mln per i collegamenti marittimi, 3 mln per la copertura delle esenzioni Irap.
E ancora: 500 mila euro per 'Emergenza Palermo', 768 mila euro per trasferimento Ersu per oneri di personale, 400mila euro per l'acquisto di immobili e cose d'arte, 376mila euro alla Sias (servizio informativo agrometereologico siciliano), 209 mila euro a centri di assistenza alle imprese cooperativistiche, 131 mila euro per le associazioni nazionali di assistenza del movimento cooperativistico (ex tabella H), 45 mila euro alle Orestiadi (ex tabella H), 29 mila euro all'ufficio di pubblica sicurezza presso la Presidenza della Regione siciliana.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 16:08 Nessun commento:
PEDOFILIA, ARRESTATO INSEGNANTE DI MUSICA
Sorpreso mentre palpeggiava allieva dodicenne a scuola.
(ANSA) - MILANO, 20 MAR - Un professore di musica e' stato arrestato, nel milanese, mentre palpeggiava un'alunna di 12 anni durante una lezione di pianoforte.
Il docente e' stato sorpreso in flagranza dalla polizia, che stava indagando su un'altra presunta molestia ai danni di una ragazzina, nella sua scuola media, a Opera (Milano).
L'uomo, R.P., di 54 anni, teneva lezioni di piano pomeridiane nell'istituto.
Dopo la segnalazione di due genitori, vi erano state installate microcamere
nascoste.(ANSA).
MESSINA, IL PROCESSO SISTEMA : LE DEPOSIZIONI DEI PENTITI SANTO LENZO E SANTO GULLO
<< Il boss Lo Piccolo fu ''ospite'' a Portorosa >>.
Carmelo D'Amico si mise in testa di ''stringere'' i vecchi capi ed << era disposto a fare la guerra >>.
Postato da Enrico Di Giacomo - Cronache da Messina e dintorni, Inchieste.
................. omissis .........................
Poi è toccato a Gullo.
Ed è stato molto puntuale nel riferire parecchie cose.
Per esempio il sistema delle “buste” adoperato dalle imprese mafiose per vincere gli appalti pubblici nei comuni “di riferimento” («… c’è sempre stato»), vale a dire «Oliveri Falcone e Mazzarrà… parlavano col tecnico, si mettevano d’accordo con lui… quando non c’era il tecnico si portavano tante buste e chi vinceva lo dava in subappalto».
E si facevano «regali sostanziosi ai tecnici comunali».
Ha poi citato alcune ditte «vicine a “Sem” Di Salvo» per esempio «Marchetta, Calabrese, Aquilia, Greco, Cirillo», oppure ha detto di Marchetta (lo conoscevo «… di nome si, di fatto non lo conosco»), che «… se ha pagato ha pagato a Di Salvo, che era socio con lui».
Ha citato poi il caso di un’estorsione a Falcone, un lavoro privato di «4 o 5 appartamenti», con una ditta («… Sofia, socio di Marchetta») che «… ha pagato regolarmente».
Ha parlato anche della “tripartizione” che si verificò in un determinato momento storico, intorno al 2006, tra vecchia mafia barcellonese, gruppo D’Amico e gruppo dei Mazzarroti (almeno stando ai flussi di pagamento delle estorsioni, e «Bisognano rimase con i vecchi… Calabrese mi disse “mi raccomando non gli dare spazio”»), questo perché il boss D’Amico si mise in testa di «stringere» i vecchi capi («… era disposto a fare la guerra se avessero fatto resistenza…»), che non reagirono perché «il gruppo D’Amico era più forte a livello di gruppo capace a sparare».
D’Amico «li cominciò a stringere, gli aveva detto che io facevo parte del suo gruppo, io gli dissi si ma gli dissi che stava commettendo un errore».
E ha parlato anche della latitanza del boss palermitano Sandro Lo Piccolo a Portorosa («è stato ospite»), per accordi precisi assunti in precedenza dal boss Tindaro Calabrese, che si sarebbe recato personalmente a Palermo, quindi secondo Gullo si creò poi un’alleanza Lo Piccolo-Calabrese-D’Amico, mentre «… i vecchi avevano altri agganci».
Altri due passaggi: Gullo avrebbe riferito di una “voce” sentita in carcere secondo cui il boss Di Salvo una volta uscito dal carcere avrebbe portato la somma di 20.000 euro a Marchetta, e poi incalzato dall’avvocato Repici ha fatto due nomi diversi rispetto all’organigramma degli affiliati alla famiglia mafiosa barcellonese che ha più volte riferito, quelli di «Mario Milici» e «Francesco Cambria». NUCCIO ANSELMO - GDS
Pubblicato da Antonio Amodeo a 15:01 4 commenti:
PORTA CANE FERITO AL PRONTO SOCCORSO, MA MEDICI NON LO CURANO
Imprenditore chiama cc per chiedere aiuto, arriva veterinario.
(ANSA) - GELA (CALTANISSETTA), 19 MAR - Un imprenditore si e' presentato al pronto soccorso dell'ospedale di Gela, con il suo cane, uno Yorkshire, sanguinante, che era stato aggredito da un branco di randagi, ed ha chiesto che l'animale venisse medicato.
Ma i sanitari si sono rifiutati di curare il cagnolino.
Il proprietario del quadrupede, si e' allora infuriato e ha telefonato ai carabinieri, denunciando una presunta ''omissione di soccorso verso un essere vivente''.
Poi e' arrivato un veterinario. (ANSA).
BENI CONFISCATI: CONSEGNA DOMANI DI 22 BOX ALL'ASSESSORATO ECONOMIA
Palermo, 19 mar. (SICILIAE) - Altri beni del patrimonio
immobiliare appartenuto alla mafia saranno trasferiti domani
all'amministrazione regionale.
La firma del trasferimento verra' apposta alle ore 9,00 nella
sede palermitana dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la
organizzata, di Via Vann'Anto'.
Si tratta di 22 box e garage che si trovano in Via Luigi Galvani,
66, in zona Brancaccio, che furono dei fratelli Pietro e Giuseppe
Santomauro e che l'Assessorato regionale dell'Economia destinera'
ad archivi e deposito di documentazione, consentendo cosi' un
notevole risparmio di risorse finanziarie pubbliche per locazioni.
"Con la firma di domani - ha commentato l'assessore per
l'Economia Gaetano Armao - si compie un altro passo avanti nella
strada volta ad un utilizzo dei beni confiscati alla mafia
nell'interesse della collettivita' che ne ha subito la prepotenza
e la violenza".
Nell'occasione l'assessore anticipera' all'Agenzia anche il
programma di sviluppo delle colture e delle iniziative che si
terranno sul feudo di Verbumcaudo e che saranno presentate al
pubblico in occasione del Vinitaly che aprira' i battenti a fine
settimana.-
191428 Mar 12 NNNN - 19 Mar 2012.
PD, UNA LEGGE CONTRO RISCHI GIOCHI
Inserire ludopoatia tra le malattie in cura da Sanita' pubblica.
(ANSA) - ROMA, 19 MAR - Inserire la ludopatia tra le malattie per le quali e' previsto l'intervento della sanita' pubblica, consentire ai sindaci di vietare l'apertura di sale da gioco in luoghi sensibili, controllare meglio la liquidita' mobilitata.
Queste alcune linee guida del disegno di legge presentato alla Camera dal Pd, illustrato questa mattina da Laura Garavini, capogruppo Pd in commissione Antimafia e il senatore Luigi De Sena.(ANSA).
Pubblicato da Antonio Amodeo a 13:40 Nessun commento:
AQUINO: "TRENITALIA NON PENALIZZI ANCORA I PENDOLARI SULLE TRATTE PATTI-MESSINA-PALERMO
Il Sindaco di Patti, Avv. Giuseppe Mauro Aquino, ha inviato una nota alla Direzione Regionale di Trenitalia, e per conoscenza all'Assessorato Regionale al Turismo, Comunicazioni e Trasporti, circa la soppressione di alcuni treni da Messina e da Palermo.
Patti, 18 marzo 2012 - Il primo cittadino nello stigmatizzare tale scelta aziendale ha chiesto di valutare l'ipotesi di ripristinare le corse sottratte sulla tratta Patti-Messina e Patti-Palermo, alla luce anche dei notevoli disagi a cui stano andando incontro moltissimi pendolari.
Giornalmente, infatti, sono diverse le categorie di persone, dagli impiegati agli studenti, ai turisti, che utilizzano tale mezzo di comunicazione.
Molti di questi si sono rivolti al primo cittadino chiedendo di intervenire nuovamente presso Trenitalia.
Oltre alla succitata richiesta il Sindaco ha anche rinnovato l'istanza di mantenere funzionante la bigliettatrice automatica e le varie postazioni per l'obliterazione del biglietto, che spesso risultano malfunzionanti.
L'auspicio del Sindaco Aquino è che Trenitalia mostri maggiore attenzione alle problematiche sopra elencate.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 15:01 Nessun commento:
SAPONARA, VITTIMA ALLUVIONE ISCRITTO NELL'ALBO D'ONORE DEI MEDICI
AntennaSicilia.it - Cronaca - 18/03/2012.
MESSINA - Giuseppe Valla, 27 anni, una delle vittime del nubifragio dello scorso 22 novembre a Saponara (Me) è stato iscritto stamani nell'albo d'onore dei medici.
La cerimonia è avvenuta al Policlinico di Messina.
Il giovane studiava medicina all'Università di Messina e stava per laurearsi, perchè doveva solo completare la tesi.
Il professore che lo seguiva Giuseppe Struniolo ha terminato la tesi e stamani l'ha consegnata alla madre Rosetta Valla.
Durante l'alluvione morirono anche il padre di Giuseppe, Luigi Valla, e un bambino di 10 anni, Luca Vinci.
È in corso anche la procedura per far avere la laurea honoris causa a Giuseppe Valla.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 14:46 Nessun commento:
PAPA, ACQUA SIA BENE ACCESSIBILE A TUTTI
All'Angelus anche appello per Alcoa, si trovi soluzione adeguata.
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR - All'indomani della conclusione del quarto Forum mondiale dell'acqua svoltosi a Marsiglia, Benedetto XVI ha lanciato un appello a "garantire per tutti un accesso equo, sicuro e adeguato all'acqua".
Lo ha detto dopo la recita dell'Angelus in Piazza San Pietro, lanciando anche un appello perche' sia trovata ''un'adeguata soluzione'' alla ''difficile situazione'' dei lavoratori dell'Alcoa di Portovesme.
Una delegazione di lavoratori era presente in Piazza San Pietro.(ANSA).
Pubblicato da Antonio Amodeo a 14:34 Nessun commento:
LO ZEN, ZAMPARINI E IL GROTTESCO...
domenica 18 marzo 2012 - 07:39.
centro commerciale, zen.
Venghino, signore e signori, venghino.
Ora che è stato inaugurato il nuovo villaggio, pardon, centro commerciale, sì che Palermo può rinascere.
Infatti mi chiedo come abbiamo fatto a campare fino all’altro ieri che ancora non c’era.
Si è parlato talmente tanto di riqualificazione territoriale che a guardarlo sto posto immenso mi pare proprio riqualificato.
274mila mq di cemento e riqualifica.
Forse vogliono un codice postale tutto per loro questi.
E per riqualificare pure i cervelli che dobbiamo fare?
A parte che manco aprì e già a qualcuno è venuta la furba pensata di andarci a rubare, e chista è ‘a prima.
Grottesco è che sabato mattina le persone hanno messo il vestito buono ai picciriddi per andare a fare la spesa all’Auscià di Zamparini e che, ancora più grottesco, non solo non si parla di crisi manco a schiaffi, pure ci facciamo tre ore di coda e forse ci pigliamo pure a timpulate perché ci dobbiamo avere la pleistescio, anche se ieri c’era, la crisi.
E fu così che la miseria abbandonò Palermo. Ma va bene.
Del resto, Maurizio i tuoi sono soldi ben spesi.
I giornali dicono che nel nuovo centro commerciale del benefattore di Palermo troviamo ristoranti, parchi e negozi di “grandi marche internazionali”.
Ora, senza nulla togliere alle catene di abbigliamento low cost, ma che tutto sono meno che grandi marche, davvero decenni di abbandono culturale ci hanno ridotti così? Davvero, pensiamoci.
Ci stiamo abituando alle saracinesche abbassate di tutta una città e senza batter ciglio ci catapultiamo alla quarta, no dico, quarta inaugurazione di una città “altra” dove chi ne trae beneficio non siamo di certo noi.
E poi, cosa ce ne facciamo di quattro centri commerciali?
Cioè siamo a Palermo non nello stato di New York, cioè siamo quattro ‘atti.
Che già due sono alla frutta e quello sul lungomare per l’aeroporto che pare Las Vegas poco ci manca.
Ben vengano le centinaia di posti di lavoro creati ma nel frattempo in centro chiudono negozi nostri. Di Palermo.
Non catene, non franchising. Nostri.
Che poi pare che non potevamo campare senza centri commerciali.
Siccome forse siamo in Antartide ed io non me ne sono accorta, non possiamo camminare per le vie cittadine, al sole, dobbiamo avere chilometri di gallerie al coperto per acquistare “alta moda” nei negozi di “grandi marche internazionali” e mangiarci il panino nel “ristorante” americano.
E se nelle città normali si va alle inaugurazioni di luoghi d’arte qui ci svegliamo all’alba e ci aggaddiamo per andare all’apertura del fast food in circonvallazione. E dei centri commerciali.
Su, forza, via con i preparativi, bambini sovrappeso e genitori vestiti a festa, adolescenti con le panze di fuori che devono trovare marito, e mi raccomando, “à mittisti a nanna in t’à màchina?” tipo pacco, che è l’inaugurazione.
Da domani poi ci possono andare comodamente in pantofole a fare la spesa, perché lo shopping no eh, domani c’è di nuovo, la crisi.
Possibilmente torneranno all’ovile, dove andavano ieri, e dell’Auscià non se ne parla più.
Ma poi, con un velo di tenerezza mi chiedo come non comprendere, come sottrarre all’essere umano la meraviglia del nuovo? Come togliere alle famiglie vecchio stile il piacere di vedere “fimmine à nura” che ballano e luci colorate allo spettacolo inaugurale? Che poi sarà nuovo qui, perché in tutto il resto del mondo civilizzato già stanno tornando allegramente alle botteghe di quartiere ed i centri commerciali “titanici” sono in abbandono.
Ma noi con i nostri tempi facciamole le cose.
Calma, dai che tra vent’anni forse anche noi capiremo che prima viene il pacco di pasta e poi l’aifon alla picciridda ca chiance.
C’è chi lo ama per quello che ha fatto e chi, per gli stessi identici motivi lo odia, ma Maurizio è riuscito a convincerci che si, ci serviva come il pane questo abominio architettonico.
Pane che mangeremo con la cipolla e basta perché è più importante “aviri dd’i scaippi, chiddi cull’acca”.-
ASSESSORATO DELLE AUTONOMIE LOCALI E DELLA FUNZIONE PUBBLICA - CIRCOLARE 12 MARZO 2012, N° 6.
16-3-2012 - GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 11 107
.............. omessi articoli dal n.1 al n.9 .............
Revoca del presidente del consiglio provinciale
Con questo articolo si introduce il nuovo istituto giuridico
della mozione di revoca.
Alla già citata legge regionale
n. 35/1997, dopo l'articolo 11 viene aggiunto l’articolo
11 bis, il quale disciplina la revoca del presidente del
consiglio sia provinciale che comunale.
Il presidente del consiglio comunale ed
in caso di approvazione della mozione di revoca cessano
dalla carica di presidente dei rispettivi consigli ma
non da quella di consigliere.
Il primo comma dell'articolo 11 bis dà la possibilità ai
consiglieri di presentare una mozione motivata di revoca
del presidente del consiglio provinciale e del presidente
La mozione di revoca deve essere motivata e deve
essere approvata per appello nominale, cioè con voto palese,
da “almeno” due terzi dei componenti del consiglio.
Ai fini dell’osservanza del disposto normativo si sottolinea
che, laddove non è determinabile la quantificazione
dei due terzi per numeri interi, l’arrotondamento deve
essere effettuato sempre per eccesso, anche se la cifra
decimale è inferiore a 50 poiché se l’arrotondamento
venisse effettuato per difetto non si raggiungerebbe la
soglia dei due terzi stabilito dalla norma de quo.
La norma non prevede, tuttavia, né le modalità, né i
termini, né il numero minimo dei presentatori della
mozione, ma rinvia per questi aspetti allo statuto dell'ente.
Infatti, nel secondo comma, l'articolo 11 bis della
legge regionale n. 35/1997 stabilisce che entro 90 giorni
dalla entrata in vigore della legge regionale n. 6/2011, le
province ed i comuni devono adeguare i rispettivi statuti
alla nuova disposizione di legge.
Ai sensi dell’articolo 13 della legge regionale n. 6/2011,
l'articolo 10 è entrato in vigore il 26 aprile 2011.
Relazione sullo stato di attuazione del programma.
All’articolo 17 della legge regionale n. 7/1992, dopo il secondo
comma è aggiunto il comma 2 bis che prevede la partecipazione
del sindaco alla seduta consiliare di valutazione
della relazione sullo stato di attuazione del programma,
sull’attività svolta e sui fatti di maggiore rilievo che si sono
verificati nel periodo di riferimento della relazione.
Consulta dei cittadini migranti.
I comuni, ove insistono comunità di cittadini residenti
provenienti da paesi non appartenenti all'Unione
Europea, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge
regionale n. 6/2011, devono adeguare i propri statuti per
istituire e disciplinare la consulta dei cittadini migranti.
In caso di inerzia, l'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica provvede con la nomina di un
commissario ad acta che provvede in sostituzione dell'organo
l'articolo 12 è entrato in vigore il 26 aprile 2011.
Si invitano pertanto le autonomie locali destinatarie
del presente atto di indirizzo, nell’ambito delle rispettive
competenze, a comunicare sollecitamente i provvedimenti
adottati in esecuzione dell'art. 12 della legge regionale n.
6/2011 qui in esame.
.................... omissis ............................
La presente circolare sarà pubblicata nella Gazzetta
L'Assessore: CHINNICI
(2012.11.822)050
Pubblicato da Antonio Amodeo a 19:08 2 commenti:
REGIONE: ARMAO, LICENZIAMENTO LAVORATORI MULTISERVIZI MONITO E SVOLTA
Palermo, 16 mar (SICILIAE) - "La decisione della Multiservizi di
licenziare due dipendenti condannati in secondo grado per
estorsione e associazione mafiosa costituisce un fatto di grande
novita' e di svolta per l'amministrazione regionale.
Questa scelta e' un monito e deve far comprendere a tutti
che non puo' esserci posto, a nessun titolo, per persone
che si sono macchiate di reati di tale rilevanza per la societa'.
Anche questa decisione fa parte del disegno di
riorganizzazione e trasparenza che abbiamo avviato in tutte
le societa' a partecipazione regionale e contribuisce ad
avvicinare cittadini e lavoratori ad una
concezione dell'amministrazione al servizio dei cittadini che non
si fa piegare, nemmeno nei rapporti di lavoro, da comportamenti
criminosi e da personaggi coinvolti a pieno titolo con la mafia".
Cosi' l'assessore per la Economia, Gaetano Armao, sulla
rescissione contrattuale decisa dai dirigenti della societa'
Multiservizi, e notificata in carcere a due dipendenti.-
161842 Mar 12 NNNN - 16 Mar 2012.
Pubblicato da Antonio Amodeo a 15:28 Nessun commento:
DIPARTIMENTO EDILIZIA SCOLASTICA MESSINA, 16.000 EURO PER 5 ANNI A 4 DIPENDENTI
Messina, 17 marzo 2012 - Appare singolare la determina n.17 del Dirigente del Dipartimento Edilizia Scolastica datata 7 marzo 2012 che, ai sensi dell’art. 10 del CCNL Regioni ed Autonomie Locali, riconosce a 4 dipendenti del Comune di Messina (arch. Rosa Antonuccio, arch. Danilo De Pasquale, ing. Andrea Di Bella e ing. Domenico Di Bella), l’alta professionalità, dando atto che costoro “hanno pienamente ottenuto i risultati prefissati”.
La suddetta determina comporta un incremento economico per i dipendenti in questione, che va da un minimo di 5.164,56 ad un massimo di 16.000 euro annui per un quinquennio, oltre ad una retribuzione di risultato valutabile tra un minimo del 10% ed un massimo del 30% della retribuzione di posizione in godimento, a decorrere dal 1 settembre 2009.
Al Sindaco, dato che nella determina non se ne trova traccia, chiediamo:
1) Chi, in quale data, con quale atto e quali obiettivi ha fissato per i suddetti dipendenti;
2) Quali di questi risultati sono stati effettivamente raggiunti.
Pur non conoscendo gli elementi su menzionati, rileviamo che il Dipartimento Edilizia Scolastica del Comune di Messina non brilla per particolare solerzia ed efficienza dal momento che testate giornalistiche locali hanno recentemente reso pubblico un elenco di scuole dismesse e quindi sottratte alla fruizione dei cittadini: ad esempio le scuole: Casette Ritiro e Cola Camuglia, chiuse per problemi statici; Scuola Castanea Contrada Frischia, chiusa per locali inidonei a uso scolastico; Scuola “Nicholas Green” di Valle degli Angeli, chiusa per carenze strutturali.
Inoltre alcuni plessi scolastici non sono utilizzati da vari decenni, tra cui figurano le scuole: Tono Acqualadrone Piano Torre, Scuola Materna Santa Lucia Sopra Contesse, Scuola Contrada Serre, Scuola Elementare di Briga Superiore, Scuola Contrada Locanda Gesso.
Inoltre al Sindaco chiediamo da quale capitolo di bilancio intende prendere le somme in questione o se queste saranno inserite nei “debiti fuori bilancio”.
Tutto questo mentre ai dipendenti comunali lo stipendio del mese di febbraio invece del giorno 27 (come previsto dal CCNL) venne erogato il giorno 5 marzo e, addirittura, i dipendenti delle Società partecipate, gli operatori sociali non lo percepiscono da diversi mesi e lo stesso Comune è sull’orlo del dissesto finanziario (rimandato solo di un breve periodo).
L’amministrazione Comunale è già in campagna elettorale e sta provvedendo, con tutti i mezzi, a racimolare voti clientelari?.
Francesco Napoli, segretario cittadino Pdci Messina.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 15:11 Nessun commento:
Lasiciliaweb› Cronaca.
Barcellona Pozzo di Gotto: Laurence Calderone, 35 anni, avrebbe prestato 50.000 euro a un imprenditore messinese pretendendo tassi spropositati.
BARCELLONA POZZO DI GOTTO (MESSINA) - La polizia ha arrestato a Barcellona Pozzo di Gotto (Me) Laurence Calderone, 35 anni, con l'accusa di usura.
Secondo quanto emerso dall'indagine Calderone avrebbe prestato 50 mila euro a un imprenditore messinese e poi avrebbe chiesto tassi del 70 per cento.
Il commerciante è stato poi costretto a chiudere la propria attività commerciale.
In un anno a Calderone aveva già dovuto versare 30 mila euro di interessi.
Dopo la denuncia dell'imprenditore la polizia ha iniziato le indagini e ha bloccato Calderone mentre intascava una somma di 1000 euro dalla vittima.
Nella stessa indagine è stato anche denunciato C.C., 38 anni, cugino e datore di lavoro di Calderone per favoreggiamento.
C.C. pur essendo a conoscenza dell'attività del cugino lo ha negato agli inquirenti.-
Spariscono nel nulla 240mila euro.
sabato 17 marzo 2012 - 13:27.
Soldi europei spariti nel nulla, o meglio finiti in conti bancari di emeriti sconosciuti.
Scoppia il caso presso il dipartimento regionale della Formazione guidato da Ludovico Albert, che, secondo quanto scrive oggi Antonio Fraschilla su ‘La Repubblica’, avrebbe denunciato all’autorità giudiziaria la sparizione di 240mila euro.
La vicenda comincia lo scorso anno, quando alcuni consulenti esterni lamentano il mancato pagamento delle parcelle.
Dopo un accertamento, Albert scopre che le somme sono state regolarmente erogate ma in conti bancari diversi da quelli in cui dovevano andare a finire.
E così adesso parte la caccia a dirigenti o funzionari che hanno commesso, inconsapevolmente o meno, l’errore, anche perché le banche hanno risposto picche alla richiesta di riavere indietro i soldi.
Su quei conti, infatti, non c’è più un soldo.-
MAFIA: IN MIGLIAIA IN CORTEO A GENOVA
Iniziativa organizzata da 'Libera', associazione di don Ciotti.
(ANSA) - GENOVA, 17 MAR - Con uno striscione retto da alcuni familiari delle vittime di mafia ha preso il via a Genova il corteo della 17/a Giornata della Memoria e dell'Impegno promossa da Libera.
Decine di parenti delle vittime, gonfaloni di comuni e migliaia di giovani sono partiti da piazza della Vittoria verso il centro citta', guidati da don Luigi Ciotti, presidente di Libera.
In corteo anche il procuratore di Torino, Giancarlo Caselli, magistrati antimafia, autorita' politiche e istituzionali genovesi.(ANSA).
Pubblicato da Antonio Amodeo a 13:29 Nessun commento:
L'INCHIESTA SUI LAVORI DEL LUNGOMARE DI TORREGROTTA
La Procura di Messina ipotizza il reato di falso.
Indagati tre tecnici del Comune tirrenico.
L’indagine adesso è chiusa e sono sempre tre gli indagati dell’inchiesta aperta nel maggio dello scorso anno dal sostituto procuratore Camillo Falvo sui lavori di rifacimento del lungomare di Scala Torregrotta.
Si tratta di tecnici comunali di Torregrotta.
Sono il geometra Domenico De Luca, dell’Ufficio tecnico, Pietro Nastasi, dell’Area tecnica territorio e ambiente, e infine il geometra Antonio Marchetta, sempre dipendente dell’Ufficio tecnico.
Tutti e tre gli indagati sono assistiti dall’avvocato Pasquale Gazzara.
Nell’atto di chiusura delle indagini preliminari il magistrato contesta a tutti e tre il falso del pubblico ufficiale.
Si tratta in sostanza dei tre tecnici a suo tempo incaricati dall’amministrazione comunale della progettazione per la riqualificazione del lungomare Livatino, e secondo l’accusa i tecnici avrebbero redatto atti falsi attestanti l’esistenza delle prescritte autorizzazioni e dei pareri degli enti competenti (Capitaneria di porto e Sovrintendenza ai Beni culturali e ambientali), procedendo in tal modo alla realizzazione di un manufatto, costituito da un marciapiede di rialzo della lunghezza di 177 metri e della larghezza di 7 metri circa, arredato con panchine ed alberi di palma.
Nel maggio scorso il pm Falvo dispose il sequestro dell’intero lungomare Livatino nel coso dell’inchiesta, ma pochi giorni dopo il gip Giovanni De Marco dispose il dissequestro, sostanzialmente alla mancanza di esigenze cautelari.
«Allo stato – scrisse il gip –, ed a quanto emerge dalla documentazione fotografica, non esiste in atto alcuna possibile prosecuzione dell’intervento edilizio illecito», ed ancora che «… trattasi di area destinata alla fruizione pubblica».
Il gip De Marco invece per il profilo delle accuse arogmentò che «… emergono indizi dei reati ipotizzati, come del resto sostanzialmente ammesso, quanto meno in parte, nella memoria difensiva», poiché «… l’opera sarebbe stata realizzata dal Comune di Torregrotta quanto meno in assenza dell’autorizzazione degli enti proprietari del demanio marittimo e verosimilmente della Soprintendenza», ed ancora «… emergono profili di dubbio in ordine al certificato di regolare esecuzione dell’opera».
Altro profilo: «… allo stesso modo emergono indizi di reato con riferimento all’aspetto della proprietà dell’area oggetto dell’intervento, sebbene dubbia possa apparire la qualificazione di area privata in relazione all’ubicazione dell’intervento, quale si desume dalla documentazione fotografica, che pare ricadere più in area del demanio marittimo naturale».(n.a.)
Pubblicato da Antonio Amodeo a 13:17 Nessun commento:
PROVINCE : SU GURS LEGGE DI RIFORMA, SI RINVIA VOTO A CALTANISSETTA E RAGUSA
Palermo, 16 mar. (SICILIAE) - E' stata pubblicata sulla Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana di oggi la legge contenente le
nuove norme sulle funzioni e gli organi di governo delle province.
La normativa, cosi' come a livello nazionale, attribuisce alle
province regionali funzioni di indirizzo e coordinamento e rinvia
l'adozione di una riforma organica a un successivo disegno di
legge, da emanarsi entro il 31 dicembre 2012.
Motivo per cui, in attesa del varo della predetta legge di
riforma, viene sospeso il rinnovo degli organi provinciali in
scadenza quest'anno.
Pertanto, a seguito della pubblicazione della
legge sulla Gurs, l'assessore regionale per le Autonomie locali e
la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, potra' procedere alla
modifica del decreto di indizione dei comizi elettorali, dello
scorso 6 marzo, e rinviare, quindi, le consultazioni nelle
province di Caltanissetta e Ragusa.
In particolare, a Ragusa si procedera' al commissariamento di
presidente, giunta e consiglio. A Caltanissetta proseguira',
invece, l'attuale gestione commissariale di presidente e giunta,
mentre il consiglio provinciale continuera' a restare in carica.
fdp/ss
161405 Mar 12 NNNN - 16 Mar 2012.
41.503 INSEGNANTI NON LAVORANO NELLE SCUOLE MA CONTINUANO AD ESSERE STIPENDIATI DAL MINISTERO
Convinti che investire sull’istruzione e sulla ricerca significhi consolidare le fondamenta della democrazia e del progresso del nostro Paese, ripetutamente abbiamo chiesto ai nostri decisori politici, culturalmente e gestionalmente sempre più regrediti, come mai continuino a dimenticare nei fatti, che per lo sviluppo economico e civile del nostro Paese, l’istruzione e la ricerca sono il migliore investimento.
Come mai, ci chiediamo, in tutti i Paesi civilizzati, si stia affrontando la crisi economica senza nulla togliere alle scuole anzi a volte aumentando le risorse?
16/03/2012 - Calcolando in circa 45.000 unità il personale docente e ATA che non presta servizio in una scuola, ripetutamente abbiamo scritto: “Si può negare il diritto d’indignazione e, quindi, di denuncia per chi non si assume la responsabilità di rimandare questi professionisti nelle scuole o di pretendere che a pagarli siano i sindacati/associazioni/università dove, di fatto, prestano servizio? Perché pagare chi non lavora all’interno delle istituzioni scolastiche?
Continuare a retribuire con i soldi dello Stato quanti lavorano “fuori dagli istituti scolastici”, è in contrasto con la politica di risparmi e prevedere secondo la linea ministeriale di conservare i comandi nonostante i pesanti tagli delle risorse umane, strutturali ed economiche, è eticamente grave giacché le scuole non riescono più a dare adempimento agli attuali carichi di lavoro”.
Non è più credibile l’Amministrazione scolastica e non lo sono i sindacati e le associazioni che difendono, spesso a parole, la scuola pubblica mentre si prestano al saccheggio quando c’è in gioco l’interesse privato e corporativo.
A fronte degli enormi sacrifici richiesti con la drastica diminuzione delle risorse finanziarie alle scuole e a quanti lavorano attivamente con uno stipendio di gran lunga inferiore alla media europea, non è sostenibile assumere impegni economici “a perdere” in totale controtendenza con il principio costantemente evocato di un rapporto documentabile tra costi/benefici, investimenti/risultati, legittimità e coerenza.
Considerato ancora che questo personale esonerato non è mai stato sottoposto a valutazione, non si capisce che cosa faccia e a chi risponda del proprio operato.
Formalizziamo, ancora una volta, la nostra proposta lineare e costruttiva per aprire un sereno confronto perché ancora una volta è in gioco il servizio pubblico qualificato e la credibilità: si proceda subito al recupero delle risorse umane tolte alle scuole o si regolarizzino il numero e la durata dei comandi per ogni associazione/ente che ne faccia richiesta, sospendendo però il trattamento economico, a carico del MIUR, dei “comandati”.
Chi intende utilizzare fuori dalle aule o dalle segreterie scolastiche le risorse che il MIUR ha a carico del proprio organico, lo faccia, ma le paghi il sindacato che incassa regolarmente le tessere degli associati, i ministeri diversi dal MIUR, le associazioni e così via.
La clamorosa ammissione della dott.ssa Lucrezia Stellacci, da poche settimane capo del dipartimento per l’istruzione del Miur intervistata dal Corriere della Sera, ci fa sperare, finalmente, che la nostra potrebbe non essere più una “vox clamantis in deserto”.
“Se il ministero dell’Economia - ha dichiarato la Stellacci - è stato così rigido sull’ipotesi di fare diecimila assunzioni è perché sulla scuola pesano altri 40mila stipendi, per la precisione 41.503.
Sono professori o maestri che però non insegnano, non vanno in classe.
Sono distaccati presso altri ministeri oppure in permesso sindacale.
Gli studenti non ne traggono alcun beneficio, ma il loro stipendio è sempre a carico del nostro bilancio”.
Eppure, precisa il capo dipartimento che le diecimila assunzioni “sicuramente sarebbero servite, perché abbiamo tanti progetti e senza investire diventa tutto più difficile anche nel tempo pieno che in questi anni ha sofferto.
Ma i dipendenti della scuola sono tantissimi, il ministero dell’Economia ha avuto sempre quest’atteggiamento di rigore, tanto più in un momento di crisi”.
“Diciamo che capisco la loro linea ma non la condivido”.
Ci congratuliamo con la dott.ssa Stellacci che ha avuto il coraggio di fare emergere questo vero e proprio scandalo nazionale che tutti conoscevamo e che al Viale Trastevere, per pudore o timore della casta burosindacale, si preferiva celare o sminuire.
Quello che per decenni è stato gelosamente secretato, ora non può essere più oscurato e da questo momento è a disposizione della Corte dei Conti, del Parlamento e del MEF.
Ricordiamo, intanto, che anche i 41.503 docenti di cui parla l’articolo, per uno stipendio medio annuo di 38.000 euro secondo il CCNL, fa più di un miliardo e mezzo di euro, al quale si aggiunge l’importo per pagare i “supplenti” dei comandati/utilizzati.
Un danno annuo enorme per le esangui casse del MIUR che continuando a stipendiare quanti non lavorano nelle scuole, è stato costretto ad affamare spesse volte le scuole e i loro bilanci, a congelare stipendi aumentando i carichi di lavoro e le responsabilità connesse, con grave mortificazione di tutti.
Il Governo dei tecnici, riuscirà a recuperare quel miliardo e mezzo per dare un poco di ossigeno alle scuole agonizzanti e quelle risorse che, conferma la dott.ssa Stellacci, servono a quel servizio pubblico per il quale sono state assunte?.-
Direttore Responsabile della “Letterina” ASASI
Sono sicuro che il nostro solerte Presidente del Consiglio comunale, sensibilissimo ai problemi della Cultura, venuto a conoscenza dell'anomala utilizzazione del Personale Docente, convocherà immediatamente il Consiglio Comunale di Oliveri per proporre l'assunzione di opportune iniziative, ivi comprese quelle giudiziarie.-
Pubblicato da Antonio Amodeo a 12:22 1 commento:
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