Source: http://www.sipontoblog.it/2012/07/manfredonia-come-ci-si-puo-impegnare.html
Timestamp: 2017-10-20 03:23:08+00:00
Document Index: 125614029

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 162', 'art. 163', 'art. 183', 'art. 151']

Manfredonia: Come ci si può, impegnare a versare, 50mila euro, prima che il bilancio venga approvato?
Il sottoscritto Consigliere Comunale Matteo Ognissanti in rappresentanza di ”IMPEGNO COMUNE”,
Vista la Delibera di Giunta Comunale n. 143, adottata nell’ambito della seduta n. 31 del 1° giugno 2012, avente ad oggetto “Proposta di acquisto da parte del Comune di Manfredonia di beni mobili ed attrezzature per il Consorzio gestione mercato ittico. Soc. Coop. AR.L., in liquidazione”.
Considerato lo schema espositivo adottato dal ridetto provvedimento di Giunta.
Rilevando diverse criticità circa i criteri di legittimità dello stesso provvedimento, per le ragioni di seguito esposte:
1. vertendosi in tema di gestione di servizi pubblici – come si desume, inequivocabilmente sin dalla lettura del secondo capoverso – la correlata competenza funzionale all’emanazione della deliberazione in questione non risulta demandata alla Giunta, bensì al Consiglio Comunale, ai sensi dell’art. 42, comma 2, lett. e), del T.U.E.L., che attribuisce al massimo organo d’indirizzo politico-amministrativo le prerogative in materia di organizzazione dei pubblici servizi.
Pertanto, la decisione di assumere la gestione diretta dei servizi derivanti dalle attività del mercato ittico all’ingrosso andava affermata, se del caso, dal Consiglio Comunale e non già dalla Giunta.
Inoltre, l’art. 4 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, fermo tutto quanto stabilito dai commi 8, 9, 10, 11 e 12, stabilisce che “l’affidamento diretto di un servizio pubblico locale (nei soli casi previsti dal comma 13) può avvenire ove il valore complessivo dello stesso non ecceda la somma complessiva di 200.000,00 euro annui, esclusivamente a favore di società a capitale interamente pubblico in possesso dei requisiti richiesti per la gestione cosiddetta in house”.
Nel caso di specie, viceversa, l’assunzione diretta del servizio già espletato dal consorzio del mercato ittico, sembra riconosciuta immediatamente al medesimo Comune di Manfredonia; scelta assolutamente in contrasto con la richiamata normativa di recepimento dell’ordinamento comunitario;
2. l’asserita quantificazione della massa attiva, “finalizzata a sostenere i debiti pregressi del consorzio di gestione del mercato ittico…”, da leggersi in via coordinata e sistematica con la volontà espressa di corrispondere risorse finanziarie a fronte di acquisizioni di beni mobili ed attrezzature consortili, traducendosi, di fatto, in un trasferimento di risorse effettuato dal Comune di Manfredonia in favore del citato soggetto, comporta trasferimenti straordinari non ammessi affatto dall’art. 6, comma 19, del decreto legge n. 78/2010, convertito con modificazioni dalla legge n. 122/2010;
3. tale acquisizione di beni mobili ed attrezzature, inoltre, non risulta nitidamente funzionale alle finalità istituzionali proprie del Comune di Manfredonia, a fronte di un esborso pari ad Euro 50.000,00, poiché tali asset sono ritenuti propedeutici non già all’ente locale che sostiene la spesa, bensì “alle attività di gestione diretta del mercato ittico…” e, dunque, di un soggetto terzo, ossia del richiamato consorzio;
4. la verifica della congruità dei costi e di quella inerente l’inventario dei beni risulta propedeutica all’esborso in esame quindi, avrebbe dovuto precedere e non già seguire l’emanazione dell’evocata deliberazione, con la conseguenza che quest’ultima appare viziata da un evidente eccesso di potere sotto il profilo della carenza istruttoria, in violazione dell’art. 21-octies, comma 1, della legge n. 241/1990 e s.m.;
5. a maggior ragione in considerazione del fatto che non risulta ancora approvato il bilancio annuale di previsione relativo all’esercizio finanziario 2012, l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione va disposto, in termini concreti, attraverso tale strumento programmatorio, come rammentato dall’art. 162 del T.U.E.L. (“Principi del bilancio”). Sotto tale aspetto, l’art. 163 del T.U.E.L. afferma che, nelle more dell’approvazione del bilancio di previsione, gli enti locali possono effettuare per ciascun intervento, spese in misura non superiore mensilmente ad un dodicesimo delle somme contemplate dal bilancio approvato afferente l’esercizio precedente;
Alla luce di tutto quanto considerato e rilevato si ritiene:
a – che la deliberazione 143/2012, pur comportando un impegno di spesa dell’ordine di € 50.000,00, sia in contrasto con l’art. 183 del T.U.E.L., il quale, al comma 1, richiede il necessario vincolo in ordine alla pertinente previsione di bilancio nel quadro della disponibilità finanziaria, accertata conformemente all’art. 151. Di tutto ciò non c’è traccia alcuna all’interno della richiamata deliberazione, anzi, al penultimo punto dell’atto deliberativo si stabilisce: “di dare altresì atto che si procederà alla regolarizzazione contabile con l’approvazione del bilancio di previsione 2012”.
Come si può impegnare una qualsiasi somma ancor prima che il bilancio di previsione venga approvato?
Inoltre, ci si chiede
b – con quale criterio il Comune di Manfredonia, che vanta un credito dal Consorzio Mercato Ittico di Euro 428.431,61, sborsa allo stesso debitore una ulteriore somma di Euro 50.000,00?
Avv. Matteo OGNISSANTI
Pubblicato alle 14:30 Etichette: Comunicati