Source: http://www.associazioneadda.onweb.it/it/normative
Timestamp: 2018-10-20 22:21:42+00:00
Document Index: 157192490

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 42', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 42', 'art. 60', 'art. 42', 'art. 45', 'art. 42', 'art. 139', 'art. 6', 'art. 34', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 3']

Associazione ADDA - Normative
ADDA » Normative
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.-Articolo 3 Costituzione Italiana
LEGGE REGIONE CALABRIA N°27/85
08-05-85.pdf [115.60 KB]
2_ dpr 24 febbraio 1994.pdf [21.19 KB]
Legge 28_01_99 n_17.pdf [38.31 KB]
LEGGE REGIONE CALABRIA N°8 29.03.1999
LR_08_99(TC).doc [42.50 KB]
scheda_legge_328_2000.pdf [64.54 KB]
Si fa presente che le risorse di cui sopra potrebbero essere integrate con la quota parte del 10% destinata alla perequazione degli interventi formativi e della strumentazione didattica, già assegnata agli Uffici Scolastici Regionali con laC.M 139 del 13/9/2001.
allegato_scheda_a.rtf [55.37 KB]
allegato_scheda_b.rtf [50.39 KB]
allegato_scheda_c.rtf [180.18 KB]
COLLEGAMENTO TESTO LEGGE 170/2010
DECRETO MIUR 5669
prot5669_11.pdf [64.16 KB]
chiarimenti su bes miur
prot2563_13.pdf [65.32 KB]
DIRETTIVA MIUR DEL 27.12.2012:
“STRUMENTI D’INTERVENTO PER ALUNNI
CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI E ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE PER L’INCLUSIONE SCOLASTICA”
Chiara Brescianini Notizie della scuola
Il MIUR approfondisce il tema al sito http://archivio.pubblica.istruzione.it/dgstudente/ icare/bisogni_educativi_speciali.shtml
Nella Direttiva si elencano le condizioni operative dei CTS in relazione al personale in servizio (3 operatori, di cui almeno uno specificamente formato sui DSA11, da individuare siaa fra i docenti curricolari che fra i docenti di sostegno); allapartecipazione alle iniziative di formazione a rilevanza locale, regionale e nazionale in tema di inclusione, ivi compresi i percorsi di alta formazione, ma anche ai percorsi realizzati on line mediante il costituendo portale;
3http://www.indire.it/eurydice/eurypedia/ link all’Agenzia Nazionale italianahttps://webgate.ec.europa.eu/fpfis/mwikis/eurydice/index.php?title=Home
10Http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/8d31611f-9d06-47d0-bcb7-3580ea282df1/dir271212.pdf
nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 2, commi 413 e 414, della legge 24 dicembre 2007, n. 244(Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2008), promosso dal Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana nel procedimento vertente tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed altri e A.F. e C.G. in proprio e nella qualità di genitori esercenti la potestà sulla figlia minore A.J.R., con ordinanza del 26 marzo 2009, iscritta al n. 230 del registro ordinanze 2009, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 38, prima serie speciale, dell’anno 2009.
1. – Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, con ordinanza del 26 marzo 2009, ha sollevato, in riferimento agli artt. 2, 3, 4, primo comma, 10, primo comma, 30, primo e secondo comma, 31, primo comma, 34, primo comma, 35, primo e secondo comma, 38, terzo e quarto comma, della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, commi 413 e 414, della legge 24 dicembre 2007, n. 244(Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2008).
1.1.1 – in primo luogo, il rimettente ritiene che i commi 413 e 414 dell’art. 2 della legge n. 244 del 2007violano gli artt. 2, 3, 38, terzo e quarto comma, Cost.
Nota: si veda anche, su tali aspetti, la Decisione del Consiglio di Stato, Sezione Sesta, 23 marzo 2010 , n. 2231
****** e ******** N.Q. di genitori esercenti la potestà sul figlio minore *********, rappresentato e difeso dall'avv. Riccardo Tropiano, con domicilio eletto presso Lucio Strangio Avv. in Reggio Calabria, via F.G. Melacrino', 47;
Comune di Marina di Gioiosa Ionica, rappresentato e difeso dall'avv. Gaetano Callipo, con domicilio eletto presso Luigi Tuccio Avv. in Reggio Calabria, via Palamolla,31;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Marina di Gioiosa Ionica;
Per mera completezza di giudizio, dunque, il Collegio richiama recente giurisprudenza, secondo la quale “le funzioni amministrative relative alla materia " assistenza scolastica " competono al Comune in conformità a quanto previsto già dall'art. 42, d.P.R. n. 616 del 1977: esse "concernono tutte le strutture, i servizi e le attività destinate a facilitare mediante erogazioni e provvidenze in denaro o mediante servizi individuali o collettivi, a favore degli alunni di istituzioni scolastiche pubbliche o private, anche se adulti, l'assolvimento dell'obbligo scolastico nonché, per gli studenti capaci e meritevoli ancorché privi di mezzi, la prosecuzione degli studi". Mentre all'insegnante di sostegno spetta una contitolarità nell'insegnamento, essendo egli un insegnante di tutta la classe chiamato a garantire un'adeguata integrazione scolastica - che deve, pertanto, essere inquadrato a tutti gli effetti nei ruoli del personale insegnante - diversamente l'assistente educatore svolge un'attività di supporto materiale individualizzato, estranea all'attività didattica propriamente intesa, ma che è finalizzata ad assicurare la piena integrazione nei plessi scolastici di appartenenza e nelle classi, principalmente attraverso lo svolgimento di attività di assistenza diretta agli alunni affetti da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali in tutte le necessità ai fini di una loro piena partecipazione alle attività scolastiche e formative. Le competenze comunali non attengono al generale bisogno educativo - rientrante nella sfera di attribuzioni statali - ma riguardano gli interventi volti a facilitare il percorso formativo dei diversamente abili, e quindi sono strumentali e sussidiari rispetto al suddetto bisogno. Il diritto allo studio è garantito, a favore di tali soggetti, mediante l'affiancamento agli insegnanti "ordinari", di insegnanti "specializzati" preposti all'attività didattica. Il Comune è, in aggiunta, tenuto ad organizzare e consentire ai propri cittadini che lo necessitano di usufruire dell'ulteriore attività dell'assistente, che garantisce un supporto materiale individualizzato diretto a rimuovere qualsiasi ostacolo che gli alunni affetti da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali possono incontrare nell'accesso al servizio scolastico” (cfr. T.A.R. Brescia Lombardia sez. II, 04 febbraio 2010, n. 581).
Si deve precisare che l’Ente locale ben può avvalersi di strumenti negoziali tipici dell’ordinamento dei servizi alla persona (l. 328/2000) per organizzare il servizio (anzi, questo tipo di interventi, laddove inserisce l’assistenza scolastica in un contesto più ampio di servizio al minore che non si limiti solamente a specifici interessi compartimentati, ma ne abbracci tutta la tipologia dei diversi bisogni, è certamente auspicabile e corrisponde ad un ottimale utilizzo delle risorse pubbliche), ma nell’esercizio di tale autonomia è tenuto ad assicurare il risultato “oggettivo” della presenza di un educatore professionale per le ore considerate, condizione quest’ultima che nell’odierna fattispecie all’esame del Collegio non risulta in alcun modo assolta, né peraltro è contemplata dalla convenzione che - in quanto generica sotto quest’aspetto - non offre alcuna garanzia al riguardo.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa e manda alla Segreteria giurisdizionale di comunicarne copia alle parti ed al Commissario ad acta designato presso il proprio ufficio (Comune di Reggio Calabria, Settore delle Politiche Sociali, via Magna Grecia nr. 13-15, PEC servizi_sociali@pec.reggiocal.it) utilizzando la PEC per la parte ricorrente e per il Commissario ad acta ed il FAX per il Comune;
Così deciso in Reggio Calabria nella camera di consiglio del giorno 23 maggio 2012 con l'intervento dei magistrati:
Commento a Tar Calabria N° 438/12
Un'importante pronuncia che non si limita a prevedere soltanto che l'Assistente all'Autonomia ed
alla Comunicazione deve essere "qualificato" ma anche.....
In questi ultimi giorni gli operatori del diritto hanno visto un proliferare di interventi
giurisprudenziali su diversi temi inerenti il diritto scolastico, il diritto socio-sanitario, l'accesso ai
servizi ed il costo degli stessi.
Alcune di esse sono state già oggetto di commenti e/o di pubblicazione su siti specialistici ed
anche su http://www.studiolegalemarcellino.it
La sentenza Tar Calabria N° 438/12 è stata oggetto di diversi commenti (si legga per tutti, S.
Nocera, in questa Scheda Normativa).
La maggior parte di articoli e commenti alla sentenza hanno focalizzato l'attenzione su un
importante passaggio del collegio giudicante che afferma:
"L’obbligo per la PA di assicurare un sostegno scolastico al minore in situazione di disabilità ha ad oggetto una
prestazione tipica, che si concretizza nell’individuazione e reclutamento di un professionista a ciò abilitato, in possesso
delle necessarie qualifiche ed esperienza, da inserire....".
Il Tribunale, correttamente, evidenzia la necessità che l'assistenza all'autonomia ed alla
comunicazione - nel caso di specie l'assistenza educativa - venga posta in essere "da un
professionista a ciò abilitato, in possesso delle necessarie qualifiche ed esperienze".
Su questo - pur essendo estremamente importante che sia stato un organo giurisdizionale ad
affermarlo - ci si permette di riferire che si ritiene una "conferma" di quanto già più volte sostenuto
da parte dell'associazionismo familiare e degli esperti del settore. Sia consentito, per brevità, rinviare
alle pubblicazioni "L'assistente all'autonomia ed alla comunicazione: adempimenti e funzioni" ed
anche al più recente "Assistenza all'autonomia ed alla comunicazione: criticità e possibili soluzioni".
Non si dubita, pertanto, che l'assistenza all'autonomia ed alla comunicazione, tra l'altro anche
definita "assistenza specilistica ad personam", necessiti di operatori con "qualifiche ed esperienza".
Chi scrive, però, ha già avuto modo di evidenziare - sia consentito il rinvio a F. Marcellino,
"L'integrazione Scolastica dell'alunno con disabilità", p. 297 e ss., su Trattato dei Nuovi Danni a
cura di P. Cendon, Ed. Cedam, nel quale così si affermava:
"E’ evidente, che all’assistente per l’autonomia e comunicazione competono funzioni specifiche e che
differenziano questa figura dall’insegnante di sostegno e dell’assistente igienico-personale.
Può ritenersi che l’assistente all’autonomia ed alla comunicazione sia un operatore che media la comunicazione
e l’autonomia dello studente disabile con le persone che interagiscono con lui nell’ambiente scolastico. Ciò può
compiersi anche mediante strategie ed ausili necessari per garantire un’interazione efficace.
Purtroppo, però, manca sufficiente chiarezza sull’argomento.
Non vi è un’elencazione tassativa o chiara delle figure professionali.
Peggio, manca una sorta di mansionario ed anche di normativa gius-lavoristica che garantisca, per un verso, gli
assistenti per l’autonomia e la comunicazione, per altro verso, gli stessi alunni con disabilità e familiari.
Molto (si ritiene, troppo) è lasciato a regolamenti comunali e provinciali (troppo disomogenei sul territorio
nazionale) che disciplinano più che “la figura professionale” i rapporti tra l’ente locale e l’ente privato (associazione o
cooperativa) che di fatto eroga il servizio.
E’ stato creato, infine, un sorta di “mercato del lavoro diretto ed indiretto” anche mediante l’organizzazione di
corsi che dichiarano di essere “abilitanti” o “specializzanti” sulla figura dell’assistente all’autonomia ed alla
Forse un definitivo intervento di chiarimento da parte del Ministero alla Pubblica Istruzione e/o d’intesa con gli
Enti locali sarebbe auspicabile".2
Sarebbe auspicabile, pertanto, un nuovo intervento che, ad esempio, specifichi meglio quanto
contenuto nella Nota del Ministero alla P.I. N° 3390/2001.
Ciò detto, la sentenza Tar Calabria in commento, induce lo scrivente ad approfondire altri
Innanzitutto la sentenza afferma che:
"Quanto alla domanda di accertamento dell’obbligo a provvedere, non v’è dubbio che l’attuale affidamento ad
ente terzo rispetto al Comune del servizio di assistenza, avente ad oggetto “l’attivazione di specifici interventi per
garantire l’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili ed in situazione di svantaggio frequentanti l’Istituto
Comprensivo di Marina di Gioisa Jonica e di accompagnatore scuolabus”, non è sufficiente a ritenere assolto tale
L’obbligo per la PA di assicurare un sostegno scolastico al minore in situazione di disabilità ha ad oggetto una
delle necessarie qualifiche ed esperienza, da inserire nell’ambito scolastico e, più precisamente, nella formazione che
viene impartita in aula, per il tempo stabilito dall’autorità sanitaria in relazione alle condizioni del minore (nel caso di
specie, tale impegno è quantificato in dieci ore settimanali nella già richiamata attestazione dell’A.S. di Locri prot.
304/2011)".
1) che l'accertamento dell'obblivo a provvedere da parte dell'ente locale non è assolto con il
semplice affidamento a terzi del servizio (associazioni, cooperative, etc...);
2) L'ente locale rimane comunque obbligato (e avente un obbligo di vigilanza) sulla concreta
individuazione e reclutamento di idoneo professionista, sulla base dei bisogni dell'alunno come
Ma i tre passaggi più importanti della sentenza si ritengono essere quelli che seguono.
"Si deve precisare che l’Ente locale ben può avvalersi di strumenti negoziali tipici dell’ordinamento dei servizi
alla persona (l. 328/2000) per organizzare il servizio (anzi, questo tipo di interventi, laddove inserisce l’assistenza
scolastica in un contesto più ampio di servizio al minore che non si limiti solamente a specifici interessi compartimentati,
ma ne abbracci tutta la tipologia dei diversi bisogni, è certamente auspicabile e corrisponde ad un ottimale utilizzo delle
risorse pubbliche), ma nell’esercizio di tale autonomia è tenuto ad assicurare il risultato “oggettivo” della presenza di
un educatore professionale per le ore considerate, condizione quest’ultima che nell’odierna fattispecie all’esame del
Collegio non risulta in alcun modo assolta, né peraltro è contemplata dalla convenzione che - in quanto generica sotto
quest’aspetto - non offre alcuna garanzia al riguardo".
Con il primo passaggio, il Tar Calabria, correttamente, "unisce" il diritto scolatico al diritto
socio-sanitario. Come già voluto dall'Accordo Stato Regioni del 2008 sull'inclusione scolastica degli
alunni con disabilità, l'Ente locale ben può avvalersi di strumenti negoziali tipici dell’ordinamento
dei servizi alla persona (l. 328/2000) per organizzare il servizio, specifidancosi che ciò che conta è
raggingere il fine, ovvero che "nell’esercizio di tale autonomia è tenuto ad assicurare il risultato
“oggettivo” della presenza di un educatore professionale per le ore considerate...".
Insomma, gli strumenti e mezzi non mancano e possono anche essere "integrati" tra di loro,
purchè al "centro vi sia la persona" (in questo caso persona-alunno). E ciò "ricorda" un pò
quell'orientamento legislativo (ed anche del mondo dell'associazionismo e dei professionisti del
sociale e della psichiatria) che avallano "la presa in carico globale" della persona con disabilità,
l'approccio multidisciplinare ed il progetto individuale di vita (ex art. 14 l. 328/00).
"In linea di principio, inoltre, l’assistenza va assicurata in ogni caso, senza che abbiano rilievo le eventuali
condizioni di difficoltà economica dell’Ente (circostanza che non è dedotta nel presente giudizio), perché quest’ultima 3
situazione può giustificare un impedimento solamente laddove conseguente alla dimostrata impossibilità assoluta di
accedere a risorse anche esterne al finanziamento corrente della spesa comunale".
Con il secondo passaggio, si ha l'ulteriore conferma che non solo gli strumenti e mezzi non
mancano e possono anche essere "integrati" tra di loro, ma che anche se dovessero mancare le
risorse - dice il collegio "l’assistenza va assicurata in ogni caso, senza che abbiano rilievo le
eventuali condizioni di difficoltà economica dell’Ente..." - il servizio andrebbe comunque erogato
all'alunno.
"Il termine a provvedere scade ordinariamente in corrispondenza dell’inizio delle lezioni (dal momento che è
esigibile secondo buona fede la tempestiva comunicazione da parte della Scuola dell’avvenuta iscrizione di un minore
disabile, con conseguente possibilità-dovere in capo al Comune di provvedere per tempo), oppure entro il trentesimo
giorno dalla richiesta della famiglia (corredata dall’apposita certificazione medico-legale), ove quest’ultima sia
sopravvenuta rispetto al primo.
Ne deriva l’attuale sussistenza dell’obbligo da parte dell’Ente a provvedere al servizio, nelle modalità che riterrà
opportune (selezione di un professionista in possesso delle necessarie caratteristiche e specializzazioni, oppure
affidamento dello specifico servizio all’organismo già individuato o altro di simile, secondo le procedure di legge
La sussistenza dell’obbligo va accertata anche se l’anno scolastico è di imminente chiusura, dal momento che il
minore, iscritto alla II classe della scuola primaria per l’a.s. 2011/2012, dovrà comunque continuare il percorso
formativo per la classe a seguire".
Con il terzo passaggio, si ha conferma di ciò che più volte si è avuto modo di evidenziare: la
"tempistica".
1) Il termine a provvedere scade ordinaria in corrispodenza dell'inizio delle lezioni (il diritto
diviene esigibile e se non rispettato si consuma il danno all'alunno);
2) Prima del suddetto termine, secondo principi basilari del diritto, occorre la tempestiva
comunicazione da aprte della Scuola dell'iscrizione/frequenza all'ente locale dell'alunno con
disabilità e, quindi, secondo le certificazioni, l'assegnazione per tempo delle figure di assistenza
3) La sussistenza dell'obbligo (io direi, la sussitenza del bisogno e la certificazione dello
stesso), può essere accertata anche in corso d'anno, laddove l'alunno dovesse continuare a seguire
nell'anno/i successivo/i il percorso formativo.
In conclusione può dirsi che la Giurisprudenza Amministrativa continua a manifestare
attenzione ed alta specializzazione giuridico-sociologica sui bisogni delle persone con disabilità nel
corso della loro frequenza scolastica. Purtroppo, invece, non si registra una condizione simile nella
pubblica amministrazione, la quale non è posta nelle condizioni di poter operare come la normativa
stessa prevede. Ciò è evincibile già solo dal considerevole numero di pronunce giurisdizionali che
registriamo nel settore. Si augura, quindi, che i chiarimenti giurisprudenziali consentano anche alla
P.A. un'organizzazione dell'azione amministrativa e dei servizi adeguati alla normativa vigente ed ai
bisogni dei destinatari.
sul ricorso numero di registro generale 5000 del 2014, proposto da:
-OMISSIS-, quale genitore esercente la responsabilità genitoriale sul figlio -OMISSIS- quale genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla figlia -OMISSIS-, quale genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla figlia -OMISSIS-, quale genitore esercente la responsabilità genitoriale sul figlio -OMISSIS-quale genitore esercente la responsabilità genitoriale sul figlio -OMISSIS-, quale genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla figlia -OMISSIS-, -OMISSIS-, quale genitore esercente la responsabilità genitoriale sul figlio -OMISSIS-, quale genitore esercente la responsabilità genitoriale sul figlio -OMISSIS-, tutti rappresentati e difesi dall'avv. Marco Tavernese, con domicilio eletto presso questi in Roma, viale Gorizia, 52
- Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Presidenza del Consiglio dei Ministri, USR - Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio,-OMISSIS-, in persona dei rispettivi legali rapp.ti p.t, rappresentati e difesi dall'Avvocatura generale dello Stato, domiciliataria ope legis in Roma, via dei Portoghesi, 12;
- Roma Capitale, in persona del legale rapp.te p.t., rappresentata e difesa dall'avv. Fiammetta Lorenzetti, domiciliata in Roma, via Tempio di Giove, 21;
- del provvedimento del MIUR – USR Lazio, -OMISSIS-, prot. 581/B14 del 5.2.2014 e relativo all’anno scolastico 2013-2014, nella parte in cui assegna all’alunno diversamente abile -OMISSIS-n. 10,30 ore di -OMISSIS-, non idonee a garantire il prescritto rapporto 1 a 1;
- del provvedimento del MIUR – USR Lazio,-OMISSIS- di Roma, prot. 1446/FPA del 6.3.2014 e relativo all’anno scolastico 2013-2014, nella parte in cui assegna all’alunno diversamente abile -OMISSIS--OMISSIS- n. 8 ore di -OMISSIS-, non idonee a garantire il prescritto rapporto 1 a 1;
- del provvedimento del MIUR – USR Lazio, -OMISSIS-, prot. 418/B14/FP del 29.1.2014 e relativo all’anno scolastico 2013-2014, nella parte in cui assegna all’alunno diversamente abile -OMISSIS- n. 10,30 ore di -OMISSIS-, non idonee a garantire il prescritto rapporto 1 a 1;
- del provvedimento del MIUR – USR Lazio, -OMISSIS-, prot. 1015 del 4.3.2014 e relativo all’anno scolastico 2013-2014, nella parte in cui assegna all’alunno diversamente abile -OMISSIS- n. 10 ore di -OMISSIS-, non idonee a garantire il prescritto rapporto 1 a 1;
- del provvedimento del MIUR – USR Lazio, -OMISSIS-, prot. 507/FP del 3.2.2014 e relativo all’anno scolastico 2013-2014, nella parte in cui assegna all’alunno diversamente abile -OMISSIS- -OMISSIS- n. 10,5 ore di -OMISSIS-, non idonee a garantire il prescritto rapporto 1 a 1;
- del provvedimento del MIUR – USR Lazio,-OMISSIS- di Roma, prot. 1445/FPA del 6.3.2014 e relativo all’anno scolastico 2013-2014, nella parte in cui assegna all’alunno diversamente abile -OMISSIS-n. 8 ore di -OMISSIS-, non idonee a garantire il prescritto rapporto 1 a 1;
- del provvedimento del MIUR – USR Lazio, -OMISSIS-, prot. 1647/B23 del 19.2.2014 e relativo all’anno scolastico 2013-2014, nella parte in cui assegna all’alunno diversamente abile -OMISSIS- n. 18 ore di -OMISSIS-, non idonee a garantire il prescritto rapporto 1 a 1.
Visti gli atti di costituzione in giudizio di: Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Presidenza del Consiglio dei Ministri, USR - Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio,-OMISSIS-, Roma Capitale;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 22 maggio 2014 il dott. Alfredo Storto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
1. Con ricorso notificato alle istituzioni ed amministrazioni in epigrafe indicate in data 26 marzo 2014 e depositato il 16 aprile 2014, i ricorrenti espongono di essere genitori di minori interessati da disabilità grave ex art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e si dolgono quindi della omessa assegnazione da parte del Comune di Roma delle ore di -OMISSIS- (Assistenza scolastica per l’autonomia e la comunicazione personale) spettanti ai figli in virtù di tale disabilità, in particolare nel rapporto 1/1 per come segnalato da strutture pubbliche o accreditate appartenenti al Servizio Sanitario Nazionale.
1.1. Premesso il quadro normativo sulla materia, avverso gli atti di assegnazione delle ore di sostegno gli interessati, dunque, deducono:
a) Violazione e falsa applicazione degli articoli 2, 3, 34, 38 e 117, comma 2, lettera m), Cost.; degli artt. 3 e 24 della Convenzione di New York sui diritti dei disabili; degli artt. 3, 4, 12 ss. e 40 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ingiustizia manifesta;
b) Violazione dell’articolo 13, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e degli art. 42 e 45 del d.P.R. 24 luglio 1977, n. 616;
c) Omessa e/o insufficiente istruttoria.
I ricorrenti completano il ricorso con la richiesta di risarcimento del danno e chiedono dunque l’accoglimento dell’istanza cautelare e del ricorso, col riconoscimento all’assegnazione di ore -OMISSIS- nel rapporto 1 a 1 anche per gli anni scolastici successivi.
2. Si sono costituite sia le Amministrazioni statali che Roma Capitale. Quest’ultima ha contestato ogni doglianza, rassegnando conclusioni opposte a quelle dei ricorrenti.
Nella Camera di Consiglio del 22 maggio 2014 il ricorso è stato trattenuto per la decisione in forma semplificata, sentite le parti comparse e sussistendo gli altri presupposti declinati dall’art. 60 c.p.a.
3. Venendo all’esame delle singole questioni, va in primo luogo inquadrato l’istituto dell’-OMISSIS- (Assistenza scolastica per l’autonomia e la comunicazione personale), anche nel raffronto con il sostegno, puntualizzando il riparto delle competenze amministrative nel senso per cui «mentre all'insegnante di sostegno spetta una contitolarità nell'insegnamento, essendo egli un insegnante di tutta la classe chiamato a garantire un'adeguata integrazione scolastica (con la conseguenza che egli deve essere inquadrato a tutti gli effetti nei ruoli del personale insegnante), l'assistente educatore svolge un'attività di supporto materiale individualizzato, estranea all'attività didattica in senso stretto, finalizzata alla piena integrazione nei plessi scolastici di appartenenza e nelle classi, principalmente attraverso lo svolgimento di attività di assistenza diretta agli alunni affetti da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali in tutte le necessità ai fini di una loro piena partecipazione, precisandosi inoltre che le competenze comunali non attengono al generale bisogno educativo (rientrante nella sfera delle attribuzioni statali), ma riguardano gli interventi volti a facilitare il percorso formativo dei disabili»; inoltre, va ribadito che la competenza in materia di -OMISSIS- è del Comune, per effetto delle disposizioni di cui agli artt. 42 ss. del d.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 e 139 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112 (cfr., da ultimo, C.d.S., Sez. V, 3 ottobre 2012, n. 5194).
Dispone infatti il menzionato art. 42 ("Assistenza scolastica") che «le funzioni amministrative relative alla materia dell’assistenza scolastica concernono tutte le strutture, i servizi e le attività destinate a facilitare mediante erogazioni e provvidenze in denaro o mediante servizi individuali o collettivi, a favore degli alunni di istituzioni scolastiche pubbliche o private, anche se adulti, l'assolvimento dell'obbligo scolastico nonché, per gli studenti capaci e meritevoli ancorché privi di mezzi, la prosecuzione degli studi», mentre il successivo art. 45 ("Attribuzione ai comuni") ha previsto (comma 1) che «le funzioni amministrative indicate nell'art. 42 sono attribuite ai comuni che le svolgono secondo le modalità previste dalla legge regionale».
Inoltre, l'art. 139 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112 ("Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali, in attuazione del capo I della l. 15 marzo 1997, n. 59") ha attribuito alle province, in relazione all'istruzione secondaria superiore, e ai comuni, in relazione agli altri gradi inferiori di scuola, i compiti e le funzioni concernenti, fra l'altro «(…) c) i servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio»..
Ferma restando dunque, nella specie, la competenza a provvedere di Roma Capitale, da quanto precede si evince anche che il servizio in parola non rientra nel sistema integrato di interventi e servizi sociali (per i quali l’art. 6, comma 2, della legge 8 novembre 2000, n. 328 pone in via immediata il limite delle risorse disponibili), ma piuttosto si inserisce, nel quadro delineato dalle norme passate in rassegna, tra le misure di supporto all’istruzione in funzione di garanzia del diritto allo studio e alla integrazione scolastica del soggetto disabile garantiti in primo luogo dall’art. 34 della Costituzione. Finalità e principi scolpiti, in linea più generale, dalla Corte costituzionale la quale ha più volte rilevato che l’esigenza di tutela dei soggetti deboli si realizza non solo con pratiche di cura e riabilitazione, ma anche attraverso il loro pieno ed effettivo inserimento, oltre che nella famiglia, anche nella scuola e nel mondo del lavoro, tant’è che con la sentenza n. 26 febbraio 2010, n. 80 (con cui è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, commi 413 e 414 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nella parte in cui rispettivamente è stato fissato un limite massimo al numero dei posti degli insegnanti di sostegno ed è stata esclusa la possibilità di assumere insegnante di sostegno in deroga al rapporto tra studenti e docenti stabilito dalla normativa statale, pur in presenza di situazioni di disabilità particolarmente gravi) il Giudice delle leggi ha evidenziato, tra l’altro, che i disabili non costituiscono un gruppo omogeneo, sussistendo forme diverse di disabilità, alcune di carattere lieve ed altre gravi, e che “per ognuna di esse è necessario, pertanto individuare meccanismi di rimozione degli ostacoli che tengano conto della tipologia di handicap da cui risulti essere affetta in concreto la persona”.
Anche alla luce di questo principio e in assenza di univoci indici normativi di segno contrario, rileva, peraltro, come il servizio di -OMISSIS- – connotato come attività di supporto all’istruzione – non sia rigidamente somministrabile nella pretesa proporzione di 1 a 1, ma vada piuttosto commisurato alle concrete esigenze dei singoli disabili, alla stregua di idonea documentazione che ne attesti le proporzioni necessarie.
Nel caso in esame – incontroversa tra le parti la situazione di grave disabilità ex art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 da cui sono affetti tutti i minori istanti secondo quanto risulta dalle certificazioni prodotte in giudizio – i ricorrenti hanno altresì versato in atti attestazioni di operatori sanitari accreditati o comunque specializzati nei settori di competenza (e che non hanno formato oggetto di specifica contestazione ad opera della parte pubblica) dalle quali risultano altrettante richieste, motivate con peculiari contesti clinici, di affiancamento nei contesti scolastici di personale -OMISSIS- in rapporto individualizzato 1 a 1.
Per le superiori considerazioni il ricorso va pertanto accolto e per l’effetto vanno annullati gli atti in ricorso prodotti e i sottostanti atti comunali o citati o prodotti nelle parti in cui assegnano, anche in deroga, ai figlioli dei ricorrenti un numero di ore di -OMISSIS- che non tiene conto della situazione di handicap grave in cui essi versano e va pertanto ordinato a Roma Capitale di adottare gli opportuni provvedimenti per assicurare l’adeguata organizzazione del personale di cui trattasi in relazione al concreto fabbisogno dei minori.
3.1. Va invece respinta la domanda di risarcimento del danno pure articolata dai ricorrenti, in quanto la stessa appare genericamente determinata e proposta in maniera tale da non poter compulsare i poteri istruttori del giudice, non avendo gli istanti fornito neppure un principio di prova al riguardo (TAR Molise, 22 giugno 2012, n. 258).
Va del pari respinta la domanda di condanna dell’Amministrazione a garantire il suddetto rapporto 1 a 1 anche per gli anni scolastici successivi a quello 2103/2014, posto che, pur perdurando la situazione di handicap grave da cui i minori risultano affetti, la misura di carattere integrativo dell’-OMISSIS-, a differenza del sostegno, va commisurata anche nell’entità all’evoluzione del contesto scolastico in cui il disabile è di volta in volta calato, non potendosi procedere ad un accertamento una volta per tutte della misura di questo specifico intervento.
4. Infine, la soccombenza ripartita e la delicatezza delle questioni trattate integrano presupposti idonei ex artt. 26 c.p.a. e 92 c.p.c. per compensare le spese di giudizio tra le parti.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, così dispone:
- lo accoglie e per l’effetto annulla gli atti con esso gravati nei limiti e con gli effetti di cui in motivazione;
Manda alla Segreteria di procedere all’oscuramento dei dati dei minori e dei terzi da cui possa indirettamente desumersi l’identità dei predetti, ai sensi di cui agli artt. 52, comma 5, d.lgs. n. 193/06 nonché 22, comma 8, del medesimo d.lgs., nel caso di diffusione della presente decisione con qualsiasi modalità, anche non telematica, a soggetti diversi dalle parti di causa
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