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Timestamp: 2020-08-09 11:08:33+00:00
Document Index: 45814523

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 11', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 73', 'art. 2', 'art. 1']

TAR BASILICATA, Sez. 1^ – 23 settembre 2011 – AmbienteDiritto.it
Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Pubblica amministrazione Numero: 478 | Data di udienza: 20 Settembre 2011
TAR BASILICATA, Sez. I – 23 settembre 2011, n. 478
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Posta elettronica certificata –Pubblicazione delle caselle di posta elettronica sull’home page del sito istituzionale – Effettiva possibilità per l’utente di comunicare tramite PEC – Obbligo per la P.A. – Omissione – Class action pubblica – Art. 1 d.lgs. 198/2009.
La mancata pubblicazione da parte della Regione dell’indirizzo di posta elettronica certificata sulla pagina iniziale del proprio sito istituzionale e la non effettiva attivazione della casella di posta elettronica certificata per le comunicazioni con gli utenti integra uno dei presupposti previsti dall’art. 1 del d.lgs n.198/2009 (class action P.A.)e, segnatamente, quello della “mancata adozione di atti amministrativi generali obbligatori e non aventi contenuto normativo”. Le norme vigenti in materia di comunicazione tramite posta elettronica certificata (artt. 2, 3, 6 e 54, c. 2 ter d.lgs. n. 82/2005, art. 11 d.lgs. n. 150/2009, D. Lgs. 30 dicembre 2010, n. 235), di immediata applicabilità, impongono infatti alle amministrazioni di pubblicare sulla propria home page l’elenco completo delle caselle di posta elettronica certificata e di rendere effettiva la possibilità per l’utente di comunicare tramite posta elettronica certificata.
Pres. Perrelli, Est. Di Cesare – M.S. e altri (avv. Belisario) c. Regione Basilicata (n.c.)
Mario Staderini, in proprio e nella qualita’ di Segretario del Movimento “Radicali Italiani”, Luca Nicotra, in proprio e nella qualita’ di Segretario dell’Associazione”Agora’ Digitale” e Maurizio Bolognetti, rappresentati e difesi dall’avv. Ernesto Belisario, con domicilio eletto presso il suo studio in Potenza, viale Marconi, 75;
Carlo Giordano, Domenico Nardozza, rappresentati e difesi dall’avv. Ernesto Belisario, con domicilio eletto presso il suo studio in Potenza, viale Marconi, 75;
1.- Con atto di diffida Maurizio Bolognetti, Mario Staderini, in proprio e nella sua qualità di segretario del movimento “Radicali italiani”, Luca Nicotra, in proprio e nella sua qualità di segretario dell’associazione “Agorà digitale”, premettendo di essere cittadini italiani intenzionati ad utilizzare le tecnologie info-telematiche, in particolare la posta elettronica certificata per le comunicazioni con la Regione (sia quali mittenti sia quali destinatari) invitavano la Regione Basilicata a provvedere alla pubblicazione sulla pagina iniziale del sito web della Regione (www.basilicatanet.it o http://regione.basilicata.it) dell’indirizzo di posta elettronica certificata, così come previsto dall’art. 54, comma 2 ter del d.lgs 7 marzo 2009, n. 82 (recante codice dell’amministrazione digitale) e ad adottare tutti gli atti amministrativi necessari a garantire l’effettiva possibilità per gli utenti di comunicare con la Regione attraverso la posta elettronica certificata, nel rispetto del combinato disposto di cui agli articoli 3 e 6 del codice dell’amministrazione digitale che prevedono il diritto dei cittadini e degli utenti a comunicare con tecnologie telematiche con le pubbliche amministrazioni.
In mancanza di riscontro, trascorso il termine di novanta giorni previsto dal d.lgs. 198/2009 senza che l’amministrazione avesse provveduto a pubblicare sulla pagina iniziale del proprio sito istituzionale l’indirizzo di posta elettronica certificata, gli istanti con ricorso notificato in data 24 gennaio 2011 e depositato il successivo 2 febbraio 2011 hanno proposto ricorso per l’efficienza delle amministrazioni”, secondo quanto previsto dal d.lgs 20 dicembre 2009, n. 198, chiedendo l’accertamento della violazione da parte della Regione Basilicata dell’obbligo ad adottare gli atti amministrativi necessari a consentire ai cittadini e agli utenti di comunicare con l’ente stesso mediante la posta elettronica certificata, garantendo idonea pubblicità al proprio indirizzo di posta elettronica certificata, attraverso la sua pubblicazione sulla pagina iniziale del sito, ai sensi degli articoli 3, 6, 54 del d.lgs n. 82/2005 e di conseguenza, condannare la Regione all’esecuzione degli adempimenti necessari ad assicurare l’effettività delle predette disposizioni mediante l’adozione degli atti amministrativi obbligatori per legge.
Ad avviso dei ricorrenti l’ inadempimento dell’ente intimato all’obbligo di pubblicare almeno un recapito di posta elettronica certificata sulla pagina iniziale del sito istituzionale determinerebbe un disservizio per i cittadini e renderebbe eccessivamente oneroso l’utilizzo di tale forma di comunicazione a causa della difficoltà di individuazione del recapito elettronico certificato.
Il comportamento della Regione avrebbe quindi determinato la violazione degli articoli 3 e 6 d.lgs 7 marzo 2005, n. 82, che riconoscono a cittadini e imprese il diritto di comunicare con strumenti informatici e telematici con la pubblica amministrazione e garantiscono l’utilizzo della posta elettronica certificata, il cui indirizzo l’amministrazione è tenuta a pubblicare sul proprio sito istituzionale a norma dell’art. 54, comma 2 ter, dello stesso d.lgs n.82/2005.
2.- La Regione Basilicata, ritualmente evocata in giudizio, non si è costituita.
3.- Con atto notificato alla Regione Basilicata in data 5 maggio 2011 e depositato in data 13 maggio 2011 Carlo Giordano e Domenico Nardozza sono intervenuti in giudizio affermando di trovarsi nella medesima situazione giuridica dei ricorrenti e di avere interesse all’accoglimento del ricorso sia in quanto residenti nella Regione Basilicata sia in quanto titolari di un interesse omogeneo a quello dei ricorrenti consistente nella legittima applicazione dell’impianto normativo vigente in materia di diritti digitali e, segnatamente, del diritto a comunicare con l’amministrazione mediante posta elettronica certificata.
4.- In apertura dell’udienza pubblica 26 maggio 2011, il Collegio, a norma dell’art. 73, comma 3, del Codice del processo amministrativo, ha sottoposto al contraddittorio la questione, rilevata d’ufficio, relativa al difetto di legittimazione alla proposizione del ricorso in capo al movimento “Radicali Italiani” ed in capo al cittadino ricorrente come singolo, affinché potesse dispiegarsi un pieno contraddittorio sul punto, in ossequio al principio dettato dall’art. 2 del Codice del processo amministrativo.
Il Collegio ha altresì disposto l’acquisizione dello Statuto dell’ associazione “Agorà digitale”, assegnando il termine di dieci giorni sia per la formulazione di eventuali contrededuzioni sui dubbi di legittimazione attiva rilevati d’ufficio sia per l’integrazione documentale richiesta.
5.- Con successivo atto depositato in data 4 giugno 2011 sia i ricorrenti sia gli intervenienti hanno esposto le loro argomentazioni a sostegno della sussistenza della loro legittimazione ad agire.
Per quanto riguarda il movimento “Radicali italiani” è stato controdedotto che questo rientrerebbe nella previsione di cui all’art. 1, comma 4, del d.lgs 198/2009, che attribuisce la legittimazione ad agire anche ad associazioni e comitati.
Per quanto riguarda la legittimazione dei ricorrenti come singoli è stata affermata la sussistenza di un interesse diretto, concreto ed attuale corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, che, nella specie, si concreterebbe con l’impossibilità per i ricorrenti di comunicare agevolmente con la Regione Basilicata tramite posta elettronica certificata.
Ad avviso degli istanti l’atto di diffida formulato a norma del d.lgs 198/2009, oltre a fungere da filtro al ricorso giurisdizionale, sarebbe idoneo a concretizzare e ad attualizzare l’interesse dei singoli ad ottenere un determinato comportamento da parte della pubblica amministrazione e ad evitare quindi che l’azione prevista dal d.lgs 198/2009 si trasformi in azione popolare. A dimostrazione di ciò è stata evidenziata la circostanza che la Regione, nonostante formale richiesta non avrebbe consentito ai ricorrenti ( e a tutti gli altri soggetti nella medesima situazione giuridica) di esplicare i diritti garantiti dal codice dell’amministrazione digitale (quelli di cui agli articoli 3, 6, e 54 d.lgs 82/2005).
1.- Con il ricorso in epigrafe Maurizio Bolognetti, Mario Staderini, in proprio e nella sua qualità di segretario del movimento “Radicali italiani”, Luca Nicotra, in proprio e nella sua qualità di segretario dell’associazione “Agorà digitale”, domandano l’accertamento del disservizio determinato dalla mancata pubblicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata sulla pagina web iniziale del sito istituzionale della Regione e dalla impossibilità di utilizzo della posta elettronica certificata per le comunicazioni con l’ente, con la conseguente condanna dell’amministrazione intimata a porre in essere gli adempimenti necessari.
In particolare, nella fattispecie in capo ai ricorrenti Maurizio Bolognetti, Mario Staderini e a Luca Nicotra (laddove questi ultimi agiscono anche in proprio), nel ricorso nulla è prospettato specificamente in ordine all’interesse personale di ciascuno, che sarebbe stato leso concretamente dalla mancata indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata nella pagina iniziale del sito web della Regione, il che ha impedito all’amministrazione, in sede di diffida, ed impedisce ora al Collegio, di verificare la sussistenza del loro concreto e personale interesse. Tali ricorrenti si sono infatti limitati a dedurre il disservizio determinato dalla mancata pubblicazione sulla pagina web del sito istituzionale dell’indirizzo di posta elettronica certificata, che avrebbe pregiudicato la possibilità per gli utenti di comunicare telematicamente con la Regione.
Ne consegue pertanto l’inammissibilità del ricorso proposto da Maurizio Bolognetti, Mario Staderini e a Luca Nicotra.
3.- Il difetto di prospettazione della sussistenza di una lesione diretta concreta ed attuale si ravvisa anche in relazione all’intervento in giudizio proposto da Carlo Giordano e Domenico Nardozza.
– dichiara inammissibile il ricorso proposto dal Movimento Radicali da Mario Staderini (in proprio), da Luca Nicotra (in proprio) e da Maurizio Bolognetti;
– dichiara l’inammissibilità dell’intervento proposto da Carlo Giordano e Domenico Nardozza;