Source: https://www.brocardi.it/codice-della-privacy/parte-i/titolo-i/capo-iv/art4.html
Timestamp: 2020-02-20 13:36:14+00:00
Document Index: 76723993

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 24', 'art. 333']

Art. 4 codice della privacy - Definizioni - Brocardi.it
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Articolo 4 Codice della privacy
Dispositivo dell'art. 4 Codice della privacy
[1. Ai fini del presente codice si intende per:
c) "scopi scientifici", le finalità di studio e di indagine sistematica finalizzata allo sviluppo delle conoscenze scientifiche in uno specifico settore.]
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relative all'articolo 4 Codice della privacy
Norma di riferimento: Articolo 4 Codice privacy - Definizioni | Quesito Q201923077
sabato 30/03/2019 - Sardegna
“Ciao! La mia è una domanda semplice: ma sono legali i siti di messaggistica anonima? Alcuni sono anche a pagamento e lucrano (1€ a sms ad esempio); quindi mi chiedo come sia possibile che aziende private possano tranquillamente operare su numeri di telefono che i legittimi proprietari non hanno volutamente rilasciato. Se io mando un messaggio anonimo sfruttando questi siti, non rilascio il mio numero ma il numero della persona che lo riceverà e che è ignara. Prescindendo dal contenuto del messaggio (poniamo sia un messaggio innocuo e non offensivo), posso fare una cosa del genere? Oppure il tutto è legale, se il numero di telefono della persona ignara non viene conservato e memorizzato dall'azienda, ma è solo utilizzato per offrire un servizio al mittente (l'anonimato appunto)?
Consulenza legale i 05/04/2019
Premesso che la domanda fa riferimento, in generale, ai siti di messaggistica anonima e non ad una piattaforma nello specifico, la risposta non potrà che essere altrettanto generica, potendo tuttavia individuare alcuni punti fermi che, a prescindere dal singolo sito, dovranno sempre essere rispettati.
In primo luogo, il numero di telefono di una persona è naturalmente un dato direttamente riferito ad una persona che, sia pur non sensibile, è tutelato dalla normativa in tema di privacy, ovvero dal Codice della Privacy e dalla nuova normativa di stampo europeo, ovvero il Regolamento n. 679/16 cd. GDPR.
In linea di principio, la normativa in tema di privacy impone che i dati di cui si ha possesso, come ad esempio il numero di telefono di una persona, vengano trattati unicamente per le finalità per le quali sono stati rilasciati: secondo l'art. 6 del GDPR, infatti, "Il trattamento è lecito solo se [...] l'interessato ha espresso il consenso al trattamento dei propri dati personali per una o più specifiche finalità"; così se il numero di telefono viene dato ad un'azienda immobiliare per contattare il cliente nel caso in cui fosse disponibile un appartamento richiesto, quel numero di telefono potrà essere utilizzato solo ed unicamente per quella specifica finalità. Ogni altra finalità dovrà essere specificatamente autorizzata.
Ora, nel caso dei siti di messaggistica anonima, bisogna senz'altro fare una distinzione tra colui che fornisce il numero di telefono del destinatario ed il sito che lo utilizza per l'invio del messaggio.
Il soggetto che fornisce il numero di telefono del destinatario ad un sito di messaggistica anonima, come sopra ricordato, potrà farlo solo ed unicamente per le finalità per le quali questo numero è stato rilasciato e solo se ha informato il proprietario del numero che, per dette finalità, si sarebbe avvalso di piattaforme di messaggistica, attraverso l'informativa prevista dall'art. 13 del GDPR. Ad esempio, se un negozio di occhiali ha avuto il consenso da un cliente ad inviare sms di marketing con le promozioni del mese sulle lenti da vista, ad esempio, ed ha informato il cliente della possibilità di avvalersi di siti di messaggistica per questo servizio, non vi saranno violazioni della normativa privacy poiché il numero di telefono è stato utilizzato per le finalità per le quali era stato rilasciato e con i mezzi che erano stati previamente comunicati all'interessato.
Qualora, invece, il proprietario del numero di telefono non abbia dato il proprio consenso all’utilizzo di tale dato per tali finalità, commetterà sicuramente una violazione della normativa privacy il soggetto che utilizzi tali dati tramite i siti di messaggistica anonima, a prescindere dal contenuto dei singoli messaggi.
Per quanto riguarda, invece, il sito internet che offre il servizio di messaggistica anonima, questo dovrà senz’altro rispettare le normative in tema di privacy e, dunque, dovrà utilizzare i numeri per le sole finalità per cui gli vengono forniti, ovvero, per l’invio del messaggio, non potendo usare tali numeri in nessun altro modo e per nessun’altra finalità. Qualora, invece, il sito utilizzi questi numeri per altre finalità, oppure li ceda a terzi, commetterà senz’altro una violazione della normativa privacy.
Questi, in linea generale, i principi in tema di privacy; naturalmente, qualora il contenuto del messaggio rivesta caratteri di particolare gravità potranno entrare in gioco principi diversi, non legati alla privacy.
Norma di riferimento: Articolo 4 Codice privacy - Definizioni | Quesito Q201719362
venerdì 11/08/2017 - Veneto
“Salve;
Se io porto il mio pc a riparare da un tecnico informatico , quest' ultimo ha degli obblighi ai quali attenersi in materia di privacy.
Nella fattispecie il tecnico può spiare i file contenuti nel pc ed eventualmente segnalare cose all' autorità competente ?
Grazie per la risposta”
Il quesito parrebbe fare riferimento all’ipotesi di files contenenti dati che potenzialmente possono costituire prova di un illecito.
E’ opportuno, tuttavia, preliminarmente operare un distinguo tra quanto costituisce bene “privato” e personale e quanto è invece “dato personale” nel senso previsto e disciplinato dal D.lgs. n. 196/2003, cosiddetto Codice della Privacy.
Secondo l’art. 4 di quest’ultima norma per "dato personale" si intende: “qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale”.
Si tratta, insomma, di ogni informazione che identifichi o renda identificabile una persona fisica.
Con riferimento, quindi, come nel caso di specie, al contenuto di un pc (files di vario tipo: testi, foto, ecc.) non tutto è classificabile come “dato personale” ai sensi della normativa sulla privacy, ma solo ciò che consente di identificare la persona fisica titolare del computer o anche terzi estranei (basti pensare al caso di immagini che ritraggano altre persone, amici, parenti, ecc.).
Nell’eventualità di cui al quesito che ci occupa, il tecnico informatico che prende visione (intenzionalmente o meno) di dati personali contenuti nel pc nel corso dello svolgimento della propria attività professionale, non potrà evidentemente trattarli se non previo consenso del titolare.
Tuttavia, vi sono casi – specificamente previsti ed elencati all’art. 24 del Codice della Privacy - in cui il consenso non è invece necessario.
Tra questi ultimi (si richiamano, tra i molti previsti dalla norma, solamente quelli che possono maggiormente rilevare nel caso di specie), i casi in cui il trattamento:
“a) è necessario per adempiere ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria;(…) e) è necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumità fisica di un terzo. (…)”
Nella prima ipotesi rientrano, ad esempio, i casi in cui– nel corso di un trattamento – si ravvisino gli estremi di un reato che richiede una denuncia obbligatoria all’autorità (in conformità, ad esempio, a quanto previsto dall’art. 333 c.p.p. o da leggi speciali).
Per tornare, quindi, alla specifica domanda posta nel quesito, se il tecnico individua, nel corso del suo intervento, dei files nel pc che contengono informazioni tali da rendere palese la commissione di un reato, egli è autorizzato a segnalare tali informazioni all’autorità, anche senza consenso del proprietario del pc.
Al di fuori, invece, delle ipotesi previste dalla legge e sopra accennate, tutti i rimanenti dati e le informazioni contenute in un pc che sfuggano alla definizione di “dato personale” (che dunque non permettano l’identificazione di una persona fisica) rientrano nel concetto di “proprietà privata” e, come tali, non possono essere diffuse.
In conclusione, dunque – premessa la necessità di far sottoscrivere al tecnico una dichiarazione sul rispetto degli adempimenti in materia di privacy prima che quest’ultimo acceda al contenuto del pc (sarebbe, anzi, opportuno che fosse il tecnico stesso a richiedere la firma del consenso del cliente prima del trattamento dei suo dati) – non ogni informazione o dato personale va mantenuto riservato ma ne esistono alcuni che possono, anzi in taluni casi devono, essere trasmessi a terzi, più precisamente alle autorità competenti, senza che il proprietario del pc possa opporsi o presentare denunce al riguardo per violazione della privacy.
Per essere ancora più precisi bisognerebbe sapere che tipo di documentazione è stata trovata all'interno del pc.