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Timestamp: 2019-10-23 23:32:20+00:00
Document Index: 159543044

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 5']

Parere su una istanza di accesso civico - 24 dicembre 2018 [9073654] - Garante Privacy
9073654
[doc. web n. 9073654]
Parere su una istanza di accesso civico - 24 dicembre 2018
n. 519 del 24 dicembre 2018
Con la nota in atti il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza della Città di Lendinara ha chiesto al Garante il parere previsto dall’art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33 del 14 marzo 2013, nell’ambito del procedimento relativo a una richiesta di riesame di un provvedimento su un accesso civico.
Nello specifico, dagli atti risulta che sia stata presentata istanza di accesso civico a documenti relativi alla Tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (TOSAP) e al Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP) e, precisamente, agli «Atti di concessione per le occupazioni di suolo, per l’occupazione dello spazio soprastante o sottostante il suolo pubblico[; al] costo per le occupazioni permanenti e giornaliere di plateatici e chioschi su suolo pubblico[ alle eventuali] concessioni a uso gratuito, con i relativi guadagni di detta tassa».
L’amministrazione ha disposto un diniego parziale all’accesso evidenziando che in relazione all’ostensione «dei dati relativi alle concessioni TOSAP (fino al 31/12/1998) COSAP (dal 01/01/1999 ad oggi), si fa presente che, l’accesso e l’estrazione copia non può essere concesso in quanto, come recentemente chiarito dal Garante per la protezione dei dati personali con Parere su una istanza di accesso civico – 14 giugno 2018 [9001972] – tale tipologia di atti è idonea a rivelare dati di carattere sensibile in particolare il tenore di vita e la situazione economica personale».
Dagli atti risulta, invece, che sono state fornite al soggetto istante le altre informazioni oggetto dell’accesso, relative al «costo delle occupazioni» e all’ammontare delle tariffe; alle modalità di applicazione dell’entrata e ai «relativi guadagni».
Nel caso in esame, il soggetto istante desidera conoscere, tramite l’istituto dell’accesso civico, documenti e informazioni di dettaglio sul pagamento della Tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (TOSAP), oggi divenuto Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP).
Al riguardo, si evidenzia, in via preliminare, che dalla documentazione inviata dall’amministrazione non è dato capire se le predette informazioni si riferiscano a persone fisiche o giuridiche.
La valutazione di tale distinzione è rilevante, in quanto ai sensi del citato art. 4, par. 1, n. 1, del Regolamento (cfr. anche considerando n. 14), sono sottratte dall’ambito di applicazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali le persone giuridiche, gli enti e le associazioni, che non possono beneficiare della tutela di cui al citato art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013.
Laddove, invece, i dati presenti all’interno della documentazione di cui si chiede l’accesso civico siano da intendersi come riferiti ad altri soggetti (persone fisiche), si evidenzia in ogni caso che l’amministrazione nel fornire il diniego parziale alle informazioni richieste, si è limitata a richiamare il provvedimento del Garante n. 382 del 14 giugno 2018 (doc. web n. 9001972), senza tuttavia specificare perché la tipologia degli atti richiesta sarebbe «idonea a rivelare dati di carattere sensibile» o «in particolare il tenore di vita e la situazione economica personale» dei soggetti interessati. Nel provvedimento infatti non sono specificati quali siano effettivamente i dati personali in questione (di cui non viene fornita una descrizione neanche di tipo generale), con la conseguenza che la motivazione contenuta nel provvedimento di riscontro dell’istanza di accesso civico, non consente di comprendere le effettive ragioni per cui l’ostensione dei dati richiesti determinerebbe quel pregiudizio concreto di cui all’art. 5 bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013.
Per tutto quanto sopra riportato, ai sensi della normativa vigente e delle indicazioni contenute nelle Linee guida dell’ANAC in materia di accesso civico, si invita l’amministrazione a motivare in maniera congrua e completa in ordine alla sussistenza del pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali.
A tal fine è necessario tenere conto che – a differenza dei documenti a cui si è avuto accesso ai sensi della l. n. 241 del 7/8/1990 – i dati e i documenti che si ricevono a seguito di una istanza di accesso civico divengono «pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell’articolo 7», sebbene il loro ulteriore trattamento vada in ogni caso effettuato nel rispetto dei limiti derivanti dalla normativa in materia di protezione dei dati personali (art. 3, comma 1, del d. lgs. n. 33/2013). È infatti anche alla luce di tale amplificato regime di pubblicità dell’accesso civico che va valutata l’esistenza di un possibile pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali dei soggetti controinteressati, in base al quale decidere se rifiutare o meno l’accesso ai documenti richiesti.
Per i criteri in base ai quali effettuare la valutazione sull’esistenza del pregiudizio concreto agli interessi dei controinteressati si rinvia al contenuto delle richiamate Linee guida dell’ANAC in materia di accesso civico (in particolare par. 8.1 intitolato «I limiti derivanti dalla protezione dei dati personali»).
In tale contesto, anche in base alle citate Linee guida, si richiama l’attenzione sulla circostanza che l’ostensione di dati personali nell’ambito del procedimento di accesso civico, anche alla luce del principio di “minimizzazione” dei dati personali (art. 5, par. 1, lett. c), del Regolamento) non deve comunque determinare un’interferenza ingiustificata e sproporzionata nei diritti e libertà delle persone cui si riferiscono tali dati (cfr. anche art. 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali; art. 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e della giurisprudenza europea in materia).
Inoltre, devono essere prese in considerazione le ragionevoli aspettative di confidenzialità dei controinteressati in relazione al trattamento dei dati personali al momento in cui questi sono stati raccolti dall’amministrazione, nonché la non prevedibilità, al momento della raccolta dei dati, delle conseguenze derivanti dall’eventuale conoscibilità, da parte di chiunque, dei dati richiesti tramite l’accesso civico (cfr. par. 8.1 delle Linee guida dell’ANAC in materia di accesso civico, cit.). Ciò, anche tenendo conto che la richiesta di accesso civico in esame è riferibile a documentazione anche molto risalente negli anni, e considerando che il soggetto istante non ha neanche circoscritto la propria richiesta a un preciso arco temporale, ma a tutte le tasse e i canoni percepiti dal Comune per l’occupazione di spazi e aree pubbliche.
esprime parere nei termini suesposti in merito alla richiesta del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza della Città di Lendinara, ai sensi dell’art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33/2013.