Source: http://www.elpendu.it/Contenuti.aspx?idnormativa=234
Timestamp: 2018-02-21 17:18:22+00:00
Document Index: 82613844

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 26', 'art. 75', 'art. 14', 'art. 26']

Commissione Tributaria Centrale Decisione del 13-01-95 N 108
Irpeg - Ilor - Agevolazioni per la cooperazione - Revoca - Requisito della mutualità - Presunzione di mancanza - Presupposti - Interpello degli organi di vigilanza - Necessitò - DPR 29/9/1973 n. 601 art. 14, comma 3
Perché l'Ufficio delle imposte possa accertare l'intera assoggettabilita' all'IRPEG e all'ILOR i redditi di una società cooperativa sul presupposto della insussistenza dei requisiti della mutualità, deve chiedere, ai sensi dell'art. 14, terzo comma, del d.p.r. n. 601/73, il parere obbligatorio, anche se non vincolante, del Ministro del Lavoro e degli altri organi di vigilanza, sia quando la contestazione riguardi la sussistenza del dato formale costituito da espresse previsioni statutarie, sia quando riguardi la sussistenza del dato fattuale costituito dalla osservanza in concreto delle prescrizioni medesime.
Sui ricorsi proposti dall'Ufficio distrettuale delle imposte dirette di Trapani C/Cooperativa "Cielo D'Alcamo" s.r.l. contro la decisione della Commissione di II grado di Trapani n.ri 37 e 38 entrambe in data del 16/2/1989
L'Ufficio distrettuale delle imposte dirette di Trapani notificava l'1/12/1984 alla società Cooperativa a responsabilità limitata "Cielo d'Alcamo" due avvisi di accertamento per i redditi degli esercizi sociali rispettivamente chiusi il 31/8/1976 ed il 31/8/1977, ritenendo insussistenti i requisiti dalla mutualità e, quindi interamente assoggettabili all'IRPEG ed all'ILOR i redditi di esercizio.
La società contribuente impugnare i suddetti avvisi e l'adita commissione tributaria di primo grado, in accoglimento dei ricorsi, li annullava ritenendone l'illegittimità'. Tale statuizione, su appello dell'ufficio veniva confermata, con due separate decisioni entrambi in data 16/2/1989, della Commissione di secondo grado la quale - in aderenza a correlativa eccezione sollevata dalla contribuente sin dalla fase iniziale del giudizio di primo grado - rilevava l'illegittimità' dell'operato dell'amministrazione finanziaria fu omessa richiesta del parere obbligatorio del Ministero del lavoro o degli altri organi di vigilanza cui l'art. 14, n.c., del D.P.R. 29/9/1973, n. 601, subordina l'accertamento dei presupposti di applicabilità delle agevolazioni fiscali in questione.
Avverso le suindicate decisioni l'ufficio ha proposto due distinti ricorsi davanti a questa commissione centrale, deducendo che nella fattispecie, indipendentemente dal parere di quo, il beneficio fiscale non poteva essere concesso, in quanto nello statuto della società contribuente non vi era alcuna menzione delle condizioni di cui all'art. 26 del d. leg.vo n. 1577 del 1947, con conseguente difetto di uno dei presupposti di legge necessari ai fini della sussistenza dei requisiti della mutualità, come voleva ricavarsi dalla lettura dello statuto sociale.
L'ufficio ha, altresì, presentato istanza di trattazione ai sensi dell'art. 75 del d. leg.vo n. 546/92
I ricorsi dell'ufficio - che stante l'evidente sussistenza di motivi di commissione soggettiva ed oggettiva vanno riuniti - sono privi di fondamento.
L'art. 14 del citato D.P.R. n. 601/73 - dopo avere nel primo comma precisato che le agevolazioni previste nel titolo "si applicano alle società Cooperative, e loro consorzi, che siano disciplinati dai principi della mutualità previsti dalle leggi dello Stato e siano iscritti nei registri prefettizi e nello schedario generale della cooperazione", e quindi avere soggiunto, nel secondo comma, che i requisiti della mutualità si ritengono sussistenti quando negli statuti sono espressamente ed inderogabilmente previste le condizioni indicate nell'art. 26 del d.leg.vo 14/12/1947, n. 1577 (e successivi modificiazioni) e tali condizioni sono stati di fatto osservate nel periodo di imposta e nei cinque anni precedenti, ovvero nel minore periodo di tempo trascorso dalla approvazione degli statuti stessi - dispone, nel terzo comma, che "i presupposti di applicabilità delle agevolazioni sono accertati dalla amministrazione finanziaria sentiti il Ministro del lavoro o gli altri organi di vigilanza". E proprio per effetto di tale ultima disposizione, l'ufficio distrettuale delle imposte dirette di Trapani, quale organo della amministrazione finanziaria, pur avendo la potestà di accertarei presupposti di applicabilità delle agevolazioni, era tuttavia tenuto, in ogni caso, a sentire in proposito il Ministero del lavoro o gli altri organi di Vigilanza. Trattasi di un parere obbligatorio, anche se non vincolante, che, data l'ampia ed inequivoca previsione normativa, e', senza alcuna eccezione, necessario acquisire, sia quando la contestazione riguardi la sussistenza del dato formale costituito dalle espresse prescrizioni statutarie, sia quando riguardi la sussistenza del dato fattuale costituito dall'osservanza in concreto delle prescrizioni medesime (cfr., tra le altre, comm. centr. 9/6/1992, n. 3954; comm. centr. 20/4/1991 n. 3066; comm. centr. 19/3/1986, n. 2453). Il convolgimento dell'organo di vigilanza, invero, risponde all'esigenza di evitare, a tutela della cooperazione, che l'accertamento del fine speculativo delle cooperative sia eseguito senza la collaborazione dell'organo stesso.
In aderenza delle suesposte considerazioni i ricorsi dell'ufficio devono essere rigettati, attesa l'omessa acquisizione del sopra richiamato parere e la conseguente illegittimità degli avvisi di accertamento in questione.
rigetta, previa riunione, i ricorsi dell'ufficio e, per l'effetto, conferma le decisioni impugnate.
Roma 20.9.1994