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Timestamp: 2018-05-27 07:59:11+00:00
Document Index: 80392260

Matched Legal Cases: ['§ 2', '§ 4', '§ 1', '§ 2', '§ 1', '§ 2', '§ 3', '§ 3', '§ 4', '§ 1', '§ 3']

Spirito e Vita: maggio 2015
Commento CCC a YouCat Domanda n. 139
YOUCAT Domanda n. 139. - Parte VIII. In cosa consiste la vocazione dei laici?
(Risposta Youcat - ripetizione) I Laici sono chiamati ad impegnarsi nella società affinché il regno di Dio possa crescere fra gli uomini.
(Commento CCC) (CCC 911) Nella Chiesa, nell’esercizio della medesima potestà di governo, “i fedeli laici possono cooperare a norma del diritto” [CIC canone 129, § 2]. E questo mediante la loro presenza nei Concili particolari [Cf. CIC canone 443, § 4], nei Sinodi diocesani [Cf. CIC canone 463, § 1-2], nei Consigli pastorali [Cf. CIC canoni 511-512. 536]; nell'esercizio della cura pastorale di una parrocchia [Cf. CIC canone 517, § 2]; nella collaborazione ai Consigli degli affari economici [Cf. CIC canoni 492, § 1. 537]; nella partecipazione ai tribunali ecclesiastici, ecc. [Cf. CIC canone 1421, § 2].
(Commento Youcat) Un Laico non è un cristiano di seconda classe, poiché partecipa del ministero sacerdotale di Cristo (sacerdozio universale); egli è attento che le persone del proprio ambiente (nella scuola, nella formazione, nella famiglia e nella professione) conoscano il Vangelo ed imparino ad amare Cristo. Con la sua fede lascia un'impronta nella società, nell'economia e nella politica; sostiene la vita ecclesiale assumendo nella celebrazione il servizio di lettore, si pone a disposizione come guida di gruppi, si impegna nei comitati e nei consigli ecclesiali (ad es. nel consiglio parrocchiale e nel consiglio ecclesiastico). Soprattutto i giovani devono riflettere seriamente in quale posto Dio li vorrebbe.
(Commento CCC) (CCC 910) “I laici […] possono anche sentirsi chiamati o essere chiamati a collaborare con i loro Pastori nel servizio della comunità ecclesiale, per la crescita e la vitalità della medesima, esercitando ministeri diversissimi, secondo la grazia e i carismi che il Signore vorrà loro dispensare” [Paolo VI, Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 73]. (Continua)
(Continua la domanda: In cosa consiste la vocazione dei laici?)
YOUCAT Domanda n. 139. - Parte VII. In cosa consiste la vocazione dei laici?
(Commento CCC) (CCC 907) “In rapporto alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l'integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l'utilità comune e la dignità della persona” [CIC canone 212 § 3].
(Commento CCC) (CCC 909) “Inoltre i laici, anche mettendo in comune la loro forza, risanino le istituzioni e le condizioni di vita del mondo, se ve ne sono che spingano i costumi al peccato, così che tutte siano rese conformi alle norme della giustizia e, anziché ostacolare, favoriscano l'esercizio delle virtù. Così agendo impregneranno di valore morale la cultura e i lavori dell'uomo” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 36]. (Continua)
YOUCAT Domanda n. 139. - Parte VI. In cosa consiste la vocazione dei laici?
(Commento CCC) (CCC 906) Tra i fedeli laici coloro che ne sono capaci e che vi si preparano possono anche prestare la loro collaborazione alla formazione catechistica [Cf. CIC canoni 774; 776; 780], all'insegnamento delle scienze sacre [can. 229], ai mezzi di comunicazione sociale [can. 822, § 3].
(Commento CCC) (CCC 908) Mediante la sua obbedienza fino alla morte [Fil 2,8-9], Cristo ha comunicato ai suoi discepoli il dono della libertà regale, “perché con l'abnegazione di sé e la vita santa vincano in se stessi il regno del peccato” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 36]. “Colui che sottomette il proprio corpo e governa la sua anima senza lasciarsi sommergere dalle passioni è padrone di sé: può essere chiamato re perché è capace di governare la propria persona; è libero e indipendente e non si lascia imprigionare da una colpevole schiavitù” [Sant'Ambrogio, Expositio psalmi CXVIII, 14, 30: PL 15, 1476]. (Continua)
YOUCAT Domanda n. 139. - Parte V. In cosa consiste la vocazione dei laici?
(Commento CCC) (CCC 904) “Cristo […] adempie la sua funzione profetica… non solo per mezzo della gerarchia, […] ma anche per mezzo dei laici, che perciò costituisce suoi testimoni” dotandoli “del senso della fede e della grazia della parola” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 35]: “Istruire qualcuno per condurlo alla fede è il compito di ogni predicatore e anche di ogni credente” [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, III, 71, 4, ad 3].
(Commento CCC) (CCC 905) I laici compiono la loro missione profetica anche mediante l'evangelizzazione, cioè con l'annunzio di Cristo “fatto con la testimonianza della vita e con la parola”. Questa azione evangelizzatrice ad opera dei laici “acquista una certa nota specifica e una particolare efficacia, dal fatto che viene compiuta nelle comuni condizioni del secolo” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 35]: “Tale apostolato non consiste nella sola testimonianza della vita: il vero apostolo cerca le occasioni per annunziare Cristo con la parola, sia ai credenti [...] sia agli infedeli” [Id., Apostolicam actuositatem, 6; Id., Ad gentes, 15]. (Continua)
YOUCAT Domanda n. 139. - Parte IV. In cosa consiste la vocazione dei laici?
(Commento CCC) (CCC 902) In modo particolare i genitori partecipano all'ufficio di santificazione “conducendo la vita coniugale secondo lo spirito cristiano e attendendo all'educazione cristiana dei figli” [CIC canone 835, § 4].
(Commento CCC) (CCC 903) I laici, se hanno le doti richieste, possono essere assunti stabilmente ai ministeri di lettori e di accoliti [CIC canone 230, § 1]. “Ove lo suggerisca la necessità della Chiesa, in mancanza di ministri, anche i laici, pur senza essere lettori o accoliti, possono supplire alcuni dei loro uffici, cioè esercitare il ministero della parola, presiedere alle preghiere liturgiche, amministrare il Battesimo e distribuire la sacra Comunione, secondo le disposizioni del diritto” [CIC canone 230, § 3]. (Continua)