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Timestamp: 2019-05-23 06:42:19+00:00
Document Index: 58777

Matched Legal Cases: ['art. 119', 'art. 210', 'art. 118', 'art. 119', 'art. 210', 'art. 119', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 1284', 'art. 1469', 'art. 33', 'art. 63', 'art. 700', 'art. 1283', 'art. 183', 'art. 1218', 'art. 1194', 'art. 82', 'art. 5', 'art. 1176', 'art. 5', 'art. 118', 'art. 117', 'art. 1283', 'art. 120', 'art. 25', 'art. 3', 'art. 117']

Foro del consumatore, conflitto di interessi e onere della prova.
L’investitore che deduca l’omessa informazione in ordine alla sussistenza di un conflitto di interessi nella posizione dell’intermediario, ha l’onere di dimostrare a)che la corretta spiegazione circa il conflitto di interesse l’avrebbe distolto dall’operazione; b)che tale operazione gli ha procurato un danno collegato appunto alla specifica posizione di conflitto dell’intermediario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18 October 2006.
Diritto a copia della documentazione, formulazione della richiesta.
Trasparenza bancaria – Diritto del cliente di ottenere copia della documentazione – Contenuto – Ordine di esibizione – Indispensabilità – Valutazione..
Il diritto del cliente di ottenere dalla banca copia della documentazione di cui all’art. 119 d.lgs. n. 385/1993 può essere azionato anche facendo riferimento a tutte le operazioni riportate nell’estratto conto ed eseguite in un determinato arco temporale. In detta fattispecie deve ritenersi ammissibile l’istanza di esibizione prevista dall’art. 210 c.p.c., posto che il requisito della indispensabilità dei documenti per conoscere i fatti di causa previsto dall’art. 118 c.p.c. non è rimesso alla valutazione del giudice, ma è definitivamente risolto dalla prescrizione dell’art. 119, IV° comma citato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 17 October 2006.
Esibizione di documentazione bancaria e onere della prova.
L’istanza di cui all’art. 210 c.p.c. volta ad ottenere l’esibizione della documentazione inerente i conti di cui gli attori sono titolari, non potendo essere utilizzata per supplire al mancato assolvimento dell’onere della prova a carico della parte istante, potrà trovare accoglimento solo nel caso in cui la parte abbia dato prova di aver richiesto alla banca la documentazione medesima ai sensi dell’art. 119, 4° comma d.lgv. n. 385/1993. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Barcellona Pozzo di Gotto, 13 October 2006.
Nullità della clausola relativa agli interessi e incostituzionalità del criterio sostitutivo.
Contratti bancari – Nullità della clausola di determinazione degli interessi – Applicazione del tasso sostitutivo – Adeguamento trimestrale o annuale – Disparità di trattamento tra clienti e banca e tra correntisti – Sussistenza – Questione di legittimità costituzionale – Non manifesta infondatezza..
E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 5, comma 1, legge 17 febbraio 1992, n. 154, per contrasto con l’art. 3 della Costituzione. E’ infatti irragionevole e fonte di disparità di trattamento in danno dei correntisti la scelta del legislatore che, per un verso, sanziona con la nullità la clausola contrattuale di determinazione del tasso mediante rinvio agli usi e, per altro verso, prevede un tasso sostitutivo immodificabile nel corso del rapporto, consentendo, così, di giungere addirittura ad un risultato premiale e di favore dell’istituto bancario cui in tal modo sono riconosciuti, nel corso del rapporto, interessi maggiori rispetto a quelli conseguenti alla applicazione degli interessi contrattuali. La norma è poi fonte di disparità di trattamento anche tra i correntisti poiché, a seconda della stipula del contratto in data anteriore o successiva alla entrata in vigore delle legge 154/1992, pur in presenza della medesima fattispecie, (nullità della clausola di determinazione degli interessi) i correntisti si vedono applicati, per tutta la durata del rapporto, gli uni l’interesse legale di cui all’art. 1284 cod. civ. e gli altri un tasso pure legale ragguagliato al tasso del rendimento dei bot, ma che in conseguenza della sua invariabilità nel corso del rapporto, finisce con il divenire più elevato non solo rispetto al tasso previsto dal codice ma anche rispetto ai tassi contrattualmente pretesi dalla banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 10 October 2006.
Obbligazioni e contratti – Foro del consumatore – Codice del consumo – Competenza inderogabile e competenza esclusiva: distinzione..
Con l’entrata in vigore del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, c.d. codice del consumo, occorre distinguere tra il foro esclusivo del consumatore (art. 1469 bis, comma 3, n. 19 c.c., ora riprodotto nell’art. 33, comma 2 del citato d.lgs.), il quale prevede una competenza territoriale esclusiva ma derogabile con clausola che sia stata oggetto di trattativa individuale, dalla competenza inderogabile del foro del luogo di residenza del consumatore prevista dall’art. 63 del codice del consumo solo per le controversie riguardanti i contratti negoziati fuori dai locali commerciali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 27 September 2006.
Centrale rischi, segnalazione a sofferenza, presupposti.
Centrale rischi della Banca d’Italia – Segnalazione a sofferenza – Presupposti – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Fumus boni juris – Sussistenza..
La circolare illustrativa di Bankitalia in ordine alle modalità di segnalazione dalla centrale rischi osserva che “l’appostazione a sofferenza implica una valutazione da parte dell’intermediario della complessiva situazione finanziaria del cliente e non scaturisce automaticamente da un mero ritardo di quest’ultimo nel servizio di pagamento del debito”. Ne deriva che per esprimere un tale giudizio, la banca deve indagare sulla situazione finanziaria del cliente nella sua interezza. (Nel caso di specie il Tribunale ha ordinato alla banca la cancellazione della segnalazione del mancato pagamento da parte di un cliente della somma di euro 168.632,64 in quanto dall’esame dei bilanci dello stesso non poteva desumersi l’esistenza di uno stato di difficoltà economica idoneo ad incidere sulla possibilità di recupero del credito da parte della banca). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 21 September 2006.
Appalto di opere pubbliche e legittimazione passiva.
Appalto di opere pubbliche – Legittimazione passiva dell’ente titolare dell’appalto e della stazione appaltante – Criteri di individuazione.
Anatocismo – Domanda di pagamento degli interessi anatocistici – Domanda nuova – Proposizione in sede di precisazione delle conclusioni – Inammissibilità..
In tema di appalto di opere pubbliche, legittimato passivo dell’azione promossa dall’appaltatore al fine di ottenere il pagamento del corrispettivo dell’opera è l’ente che ha la titolarità dell’operazione e non la stazione appaltante abbia agito quale nudus minister del primo. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto sussistente la legittimazione della regione e non di un consorzio che aveva agito come stazione appaltante in considerazione del fatto che la regione aveva autorizzato il progetto esecutivo degli interventi, disponeva dei poteri di approvazione di ogni possibile variante, di nomina dei collaudatori, di compimento degli atti di contabilità finali e di approvazione del collaudo delle singole opere, nonché l’onere di emettere gli ordinativi di pagamento del corrispettivo). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
E’ inammissibile, siccome tardiva, la domanda di pagamento degli interessi cd. 'anatocistici' ex art. 1283 c.c. proposta per la prima volta in sede di precisazione delle conclusioni, trattandosi di domanda “nuova”, altra e diversa rispetto a quella (di pagamento del capitale e degli interessi 'principali') formulata nei termini perentori previsti dall’art. 183 cpc per la definizione del thema decidendum. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Foggia, 14 July 2006.
Lettera di patronage, interpretazione e obbligazione di risultato.
Lettera di patronage – Obbligo di fare del patronnant – Obbligazione di risultato – Inadempimento – Art. 1218 c.c. – Applicazione..
Qualora la lettera di patronage contenga impegni precisi del garante-controllante tendenti a far fronte alla eventuale insolvibilità del patronnè al fine di assicurare, sia pure con una garanzia atipica, il buon fine del finanziamento e di fornire una maggiore protezione dell’interesse del creditore alla restituzione tali da dar vita ad una vera e propria obbligazione di risultato, è possibile ricondurre tali pattuizioni alle obbligazioni di fare, qualificabili in termini di concreta attivazione, affinché il patronnè soddisfi il proprio debito nei confronti della banca con conseguente applicazione delle regole generali di cui all’art. 1218 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19 June 2006.
Anatocismo e imputazione delle rimesse.
Anatocismo – Nullità della clausola – Rideterminazione del saldo del conto corrente – Imputazione della rimessa prima ad interessi e spese poi al capitale..
In conseguenza della dichiarazione di nullità della clausola anatocistica, il saldo del conto corrente bancario deve essere rideterminato senza capitalizzazione alcuna, non essendo nel sistema rinvenibile alcun parametro normativo atto a conferire al credito bancario derivante dal conto corrente di corrispondenza natura diversa rispetto a qualsiasi altro credito di valuta. Ogni rimessa sul conto andrà quindi imputata prima ad interessi e spese poi al capitale, ex art. 1194 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Patti, 10 June 2006.
Anatocismo e quesito al CTU.
Anatocismo – Mancata pattuizione del tasso ultralegale – Criterio sostitutivo – Tasso annuale dei Bot – Quesito al CTU..
Tribunale Brescia, 29 May 2006.
Anatocismo e nullità del petitum.
Anatocismo - Omessa quantificazione del petitum - Nullità della domanda - Insussistenza.
Capitalizzazione trimestrale - Uso negoziale - Nullità - Mancata contestazione dell'estratto conto - Irrilevanza.
Tribunale Bergamo, 28 May 2006.
Accertamento dello stato di insolvenza di banca sottoposta a liquidazione coatta amministrativa.
Lo stato di insolvenza di una banca sottoposta a liquidazione coatta amministrativa - la cui sussistenza, ai sensi dell'art. 82, comma secondo, del d.lgs. 1 settembre 1993, n. 385, deve essere riscontrata con riferimento al momento dell'emanazione del provvedimento di liquidazione - si traduce, sulla base della generale previsione dell'art. 5 legge fall., applicabile in assenza di autonoma definizione, nel venir meno delle condizioni di liquidità e di credito necessarie per l'espletamento della specifica attività imprenditoriale. La peculiarità dell'attività bancaria - la quale implica che l'impresa che la esercita disponga di molteplici canali di accesso al reperimento di liquidità per impedire la suggestione della corsa ai prelievi - fa peraltro sì che assuma particolare rilevanza indiziaria, circa il grado di irreversibilità della crisi, il "deficit" patrimoniale, che si connota come dato centrale rispetto sia agli inadempimenti che all'eventuale illiquidità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 April 2006, n. 9408.
Iscrizione di ipoteca e responsabilità della banca.
Il dovere di diligenza nell'adempimento delle obbligazioni imposto dall'art. 1176 cod. civ. deve essere letto con particolare rigore laddove una parte contrattuale sia un Istituto di Credito e ciò in considerazione della professionalità che è legittimo pretendere da coloro che gestiscono la raccolta del risparmio e l'esercizio del credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 06 April 2006.
Associazione dei consumatori, pubblicità ingannevole e competenza del giudice ordinario.
Giurisdizione – Associazione consumatori – Azione per pubblicità ingannevole – Giurisdizione del Giudice Ordinario – Sussistenza..
Sussiste la giurisdizione del giudice ordinario a conoscere della domanda con la quale un’associazione dei consumatori, inserita nell’elenco di cui all’art. 5 della legge n. 281 del 1998, domandi l’inibizione degli atti di pubblicità ingannevole e la condanna della società che li aveva posti in essere al risarcimento del danno. Cassazione Sez. Un. Civili, 28 March 2006, n. 7036.
Contratto di mutuo - Tasso di interesse ultralegale - Rinvio al tasso applicato di volta in volta alla “clientela primaria” dell’Istituto di Credito - Indeterminatezza / Indeterminabilità del Tasso - Sussistenza - Arbitrarietà ed insindacabilità delle modifiche in peius del costo del prestito - Recesso dal contratto da parte del mutuatario ex art. 118 D.lgs. n. 385/1993 - Nullità del tasso di interesse - Sostituzione con il tasso di interesse di cui all’art. 117 D. lgs. N. 385/1993.
In ipotesi di mutuo per il quale sia previsto un piano di restituzione differito nel tempo, mediante il pagamento di rate costanti comprensive di parte del capitale e degli interessi, questi ultimi conservano la loro natura e non si trasformano invece in capitale da restituire al mutuante, cosicché la convenzione, contestuale alla stipulazione del mutuo, la quale stabilisca che sulle rate scadute decorrono gli interessi di mora sulla intera somma integra un fenomeno anatocistico, vietato dall'art. 1283 c.c. (Fattispecie relativa ad un contratto di mutuo stipulato sotto la vigenza del D.lgs. n. 385/1993 ma anteriormente alla entrata in vigore della Delibera CICR 9.2.2000 [“Modalità e criteri per la produzione di interessi sugli interessi scaduti nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria e finanziaria”] di attuazione dell’art. 120, comma II, del D.lgs. citato, come aggiunto dall’art. 25, comma II, del D.lgs. n. 342/1999). (Gianluca Falco) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 23 March 2006.
Contratti bancari, forma scritta, nullità.
Contratti bancari – Forma scritta – Necessità – Sottoscrizione del contratto di una sola parte – Produzione in giudizio da parte del successore – Irrilevanza..
Con l’entrata in vigore dell’art. 3 della L. 17.2.1992 n. 154 - poi recepito nell’art. 117 del T.U. D.lgs. 1.9.1993 n. 385 - tutti i contratti bancari devono necessariamente stipularsi per iscritto a pena di nullità, requisito questo che non può ritenersi rispettato nel caso di sottoscrizione della scheda negoziale unicamente dal cliente. Né può ritenersi che la produzione in giudizio ad opera della parte che non ha sottoscritto il contratto determini il perfezionamento del negozio qualora la produzione sia effettuata nel giudizio promosso non dall’originario contraente non sottoscrittore, ma dal successore dello stesso né l’atto di opposizione, in cui è dedotta la nullità del negozio per difetto di forma, può ritenersi manifestazione scritta della volontà di far propri gli effetti del contratto non perfezionato. Tribunale Mantova, 13 March 2006.
Anatocismo e tasso sostitutivo.
Conto corrente bancario – Anatocismo – Nullità della clausola – Ripetizione delle somme – Prescrizione – Decorrenza – Tasso uso piazza – Invalidità – Tasso sostitutivo – Individuazione – Capitalizzazione annuale – Legittimità..
Tribunale Lecce, 10 March 2006.
Anatocismo – Quesito al CTU – Commissione di massimo scoperto – Esistenza di contratto di fido con relativo tasso debitore – Criterio sostitutivo ante e post L. n. 154/1992..
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