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Timestamp: 2018-04-22 23:53:06+00:00
Document Index: 113118680

Matched Legal Cases: ['art. 69', 'art. 62', 'art. 69', 'art. 11', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 69']

di Centro Studi AC Group del 31/01/2018
gennaio 31, 2018 /0 Commenti/in Pills /da Staff
anno 5° /2018 – PILL n. 2 – 2018
KEY WORDS: IV Direttiva Antiriciclaggio, AML, Favor rei
La disciplina “antiriciclaggio” è stata recentemente riformulata dal d.lgs. n. 90 del 2017, che ha pressoché completamente riscritto il d. lgs. n. 231 del 2007.
Tra le tante novità introdotte ed ancora non approfondite adeguatamente, devono essere segnalati gli artt. 62 e 67, per un verso, e l’art. 69 per altro verso.
Più precisamente con il primo comma dell’art. 62 viene delineata una particolare fattispecie che si realizza in caso di “violazioni gravi ripetute o sistematiche ovvero plurime” delle disposizioni elencate nell’articolo stesso. Al ricorrere di tale autonoma fattispecie si applica una sanzione che va da un minimo di 30.000 euro ad un massimo di 5.000.000 di euro, ovvero ad una sanzione pari al 10 per cento del fatturato annuo quando tale importo percentuale è superiore a 5.000.000.
2. Il Favor rei e le nuove pronunce giurisprudenziali
Di rilevanza anche maggiore l’impatto dell’art. 69 del rinnovato d.lgs. n. 231 del 2007. In particolate con il primo comma si introducono due importanti modifiche allo stesso impianto delle sanzioni amministrative. Fino ad ora il mutamento della legge in materia di antiriciclaggio e di sanzioni amministrative per violazione della relativa disciplina è stato dominato dal principio sancito in via generale dall’art. 11 disp. prel. c.c. secondo il quale “la legge non dispone che per l’avvenire: essa non ha effetto retroattivo”. Il risultato dell’applicazione di tale norma è stato nel senso che ciascuna contestazione della legislazione antiriciclaggio è stata retta dalla normativa vigente nel tempo in cui la violazione fu commessa, senza che avesse alcuna rilevanza il fatto che leggi sopravvenute non sanzionassero più determinate condotte o le sanzionassero in misura più mite.
La disposizione non sembra porre limiti all’applicazione di questa estensione del “favor rei”, proprio del diritto penale, alle sanzioni amministrative, nel senso che tale principio sembra applicabile sia alle violazioni commesse nel vigore della legge precedente meno favorevole per le quali sia ancora in corso il procedimento sanzionatorio, sia alle violazioni commesse nel vigore della legge meno favorevole per le quali siano stati adottati provvedimenti sanzionatori, i cui giudizi di opposizione però non siano ancora coperti da giudicato. In altre parole, non sembrerebbe godere del supporto normativo il contrario orientamento (condiviso dal Ministero dell’Economia) che sembrerebbe optare per l’esclusiva applicabilità in via amministrativa del favor rei in analisi. A conferma di ciò si segnala che la sentenza N. 17193 pronunciata dal Tribunale di Roma in data 13 settembre 2017 (la prima ad oggi conosciuta sul tema), sia stata oggetto di gravame da parte del Ministero dell’Economia, il quale ha, in particolare, avversato la decisione del Giudice romano in punto alla “non estensione della nuova disciplina ai procedimenti in corso”.
Tuttavia l’interpretazione sulla portata applicativa della nuova disciplina avanzata dallo Studio oltre che nella citata sentenza (N. 17193) del Tribunale di Roma pare trovare conferme nell’orientamento della giurisprudenza di merito che si sta sviluppando su omologhe controversie, avanti il medesimo Tribunale di prime cure[1].
Il seminario organizzato in data 22 febbraio 2018 presso la sede di AC Firm si propone di approfondire i principali passaggi che caratterizzano le motivazioni delle prime decisioni della giurisprudenza di merito, prendendo spunto dalla sentenza del Tribunale di Roma del 13 settembre 2017.
[1] Emblematico il provvedimento del 6 gennaio u.s., con il quale il giudice ha sospeso l’efficacia esecutiva di un decreto con il quale il Ministero dell’Economia irrogava a una banca una sanzione per violazione della normativa antiriciclaggio. Nel motivare il provvedimento di sospensione, il giudice richiama la norma del nuovo art. 69 del d. lgs. n. 231/2007, il quale, come noto, prevede espressamente l’applicazione del principio del favor rei (ovvero l’applicazione della norma più favorevole alle violazioni commesse anteriormente alla entrata in vigore della nuova legge), precisando altresì che la novella non contiene “alcun riferimento temporale al momento di emissione del decreto sanzionatorio.”
Tags: AML, Favor rei, IV Direttiva Antiriciclaggio
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