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Timestamp: 2018-09-23 08:12:33+00:00
Document Index: 44863590

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 420', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 420', 'art. 13', 'art. 111', 'art. 101', 'sentenza ']

Corte Costituzionale, 27/07/2018, (ud. 10/07/2018, dep.27/07/2018), n. 180 Vedi massime correlate
AVVOCATO - Sciopero degli avvocati
nei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 2-bis della legge
13 giugno 1990, n. 146 (Norme sull'esercizio del diritto di  sciopero
nei servizi pubblici essenziali  e  sulla  salvaguardia  dei  diritti
della  persona  costituzionalmente  tutelati.    Istituzione    della
Commissione di garanzia dell'attuazione della  legge),  promossi  dal
Tribunale ordinario di Reggio Emilia, con ordinanze del 23  maggio  e
del 13 giugno 2017, iscritte rispettivamente  ai  nn.  75  e  76  del
registro ordinanze 2018 e pubblicate nella Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica n. 20, prima serie speciale, dell'anno 2018.
Visti gli atti di costituzione di P. R., di P. V., di G. B. e  di  M.
V., nonché gli atti di intervento del Presidente  del  Consiglio  dei
ministri e dell'Unione delle Camere Penali Italiane;
udito nella udienza pubblica del 4 luglio 2018  il  Giudice  relatore
Giovanni Amoroso;
uditi gli avvocati Gaetano Pecorella per P.  V.,  per  M.  V.  e  per
l'Unione delle Camere Penali Italiane, Luca Andrea  Brezigar  per  P.
R., Beniamino Migliucci per G. B.  e  l'avvocato  dello  Stato  Paolo
Gentili per il Presidente del Consiglio dei ministri.
1.- Il Tribunale ordinario di Reggio Emilia, con ordinanza del 23 maggio 2017 (r.o. n. 75 del 2018), ha sollevato, in riferimento agli artt. 1,3,13,24,27,70,97,102 e 111 della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2-bis della legge 13 giugno 1990, n. 146 (Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge), nella parte in cui consente che il codice di autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati (valutato idoneo dalla Commissione di garanzia con delibera n. 07/749 del 13 dicembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 3 del 2008) stabilisca (art. 4, comma 1, lettera b) che nei procedimenti e nei processi in relazione ai quali l'imputato si trovi in stato di custodia cautelare o di detenzione, analogamente a quanto previsto dall'art. 420-ter, comma 5, del codice di procedura penale, si proceda malgrado l'astensione del difensore solo ove l'imputato lo consenta.
1.- Il Tribunale ordinario di Reggio Emilia, con due ordinanze del 23 maggio 2017 e del 13 giugno 2017, di contenuto sostanzialmente analogo ed emesse nel corso dello stesso procedimento penale, ha sollevato, in riferimento a numerosi parametri (artt. 1,3,13,24,27,70,97,102 e 111 della Costituzione), questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2-bis della legge 13 giugno 1990, n. 146 (Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge), nella parte in cui consente che il codice di autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati - adottato in data 4 aprile 2007 dall'Organismo Unitario dell'Avvocatura (di seguito: OUA) e da altre associazioni categoriali (Unione camere penali italiane-UCPI, Associazione nazionale forense-ANF, Associazione italiana giovani avvocati-AIGA, Unione nazionale camere civili-UNCC), valutato idoneo dalla Commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali con delibera n. 07/749 del 13 dicembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 3 del 2008 - stabilisca (all'art. 4, comma 1, lettera b) che nei procedimenti e nei processi in relazione ai quali l'imputato si trovi in stato di custodia cautelare o di detenzione, analogamente a quanto previsto dall'art. 420-ter, comma 5, del codice di procedura penale, si proceda malgrado l'astensione del difensore solo ove l'imputato lo consenta.
Inoltre, secondo il Tribunale rimettente è violato l'art. 13, quinto comma, Cost., in relazione al principio di ragionevole durata del processo (art. 111 Cost.), nonché al principio di subordinazione del giudice alla legge e alla sovranità popolare (art. 101 Cost.), parametro da integrarsi con riferimento agli artt. 1,70 e 102 Cost., in quanto è di esclusiva competenza del legislatore, espressione della sovranità popolare, stabilire il tempo massimo assegnato all'autorità giudiziaria per concludere il processo a carico di imputati detenuti, non potendo rilevare, sulla gestione e sulla durata dei tempi processuali, fattori diversi da quelli espressamente considerati dal legislatore nella previsione della ragionevole durata. Il rinvio delle udienze nel primo grado di giudizio, a seguito dell'astensione dei difensori nei processi con imputati detenuti, incide sulla definibilità dello stesso prima della scadenza dell'invalicabile termine complessivo di durata della custodia cautelare.
15.- A seguito di questa pronuncia di incostituzionalità il legislatore avrebbe dovuto introdurre «misure idonee ad evitare che vengano compromessi i beni primari della convivenza civile che non tollera la paralisi della funzione giurisdizionale e, quindi, esige prescrizioni volte ad assicurare, durante l'astensione dell'attività giudiziaria, le prestazioni indispensabili» (sentenza n. 171 del 1996).
Astensione degli avvocati nei processi con detenuti: lo 'sciopero' è incostituzionale (Marino Giuseppe)
L n. 146 del 12/06/1990 Art. 2 bis
Costituzione della Repubblica, Art. 13, comma 1
Il Penalista NEWS - (Spangher Giorgio)