Source: http://www.studiocandelorodaniela.it/omaggi%20natalizi.htm
Timestamp: 2019-12-10 15:32:52+00:00
Document Index: 4918829

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 95', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 54', 'art. 19']

Studio CANDELORO Dott.ssa Daniela - I. V. A. -
Fonte : http://www.fiscoetasse.com
Omaggi Natalizi a Clienti e Dipendenti.
Omaggi ai dipendenti Conseguentemente, in applicazione del sopra citato art. 2 c. 2, n. 4), la successiva cessione gratuita è esclusa da IVA. Ai fini Ires i costi sostenuti per gli omaggi ai dipendenti vanno ricompresi tra le “spese per prestazioni di lavoro” di cui all'art. 95 del D.P.R. n. 917/1986 e non nelle spese per omaggi. Pertanto, tali oneri saranno interamente deducibili in sede di determinazione della base imponibile Irpef/Ires. Quindi risultano: • sempre soggette a tassazione le erogazioni liberali corrisposte in denaro • mentre non concorrono alla formazione del reddito quelle in natura (beni, servizi o buoni rappresentativi degli stessi) se di importo non superiore ad euro 258,23 annuali.
Gli omaggi vengono contemplati nell' art. 2 c. 2 n. 4) del DPR 633/1972, dove si afferma che costituiscono cessioni imponibili Iva quelle gratuite di beni, eccezion fatta per quelle la cui produzione o commercio non rientra nell'attivita' dell'impresa, se di costo unitario non superiore a € 25,82, e ad eccezione di quelle per le quali all'atto dell'acquisto non si e' detratta l'Iva.
Ai fini Iva occorre considerare sia la possibilità di detrarre l'Iva a monte, cioè quella pagata sull'acquisto dell'omaggio, sia l'eventuale obbligo di pagare l'Iva a valle, cioè in occasione della consegna dell'omaggio.
L'I.V.A sugli acquisti di beni da destinare ad omaggio ai dipendenti è indetraibile , ai sensi dell' art. 19 c. 1 DPR 633/72, a prescindere dal costo, per mancanza di inerenza con l'esercizio dell'impresa, ne' può essere considerata spesa di rappresentanza in quanto priva del requisito di sostenimento per finalità promozionali.
Gli omaggi di beni NON facenti parte dell'attività dell'impresa (es.: agende, panettoni, vini, spumanti, ecc.) sono soggetti ad un trattamento I.V.A. differenziato a seconda del loro valore unitario: • se di valore unitario superiore a € 25,82, l'imposta assolta all'atto dell'acquisto è indetraibile e la successiva cessione è irrilevante (non va fatturata perché operazione fuori campo I.V.A.). In questo caso, l'I.V.A. rappresenta un onere aggiuntivo al costo dell'omaggio; • se di valore unitario NON superiore a € 25,82 l'Iva assolta all'atto dell'acquisto è detraibile e la successiva cessione omaggio è fuori campo I.V.A., anche se gli omaggi sono costituiti da alimenti e bevande ( spumante, panettone, torrone, ecc.). • E' stato, infatti, chiarito che, benché la lett. f) dell'art. 19-bis 1 preveda in generale l'indetraibilità dell'IVA relativa all'acquisto di alimenti e bevande, è consentita la detrazione per detti beni di costo unitario non superiore a € 25,82 nel caso in cui gli stessi, destinati ad essere ceduti a titolo gratuito, rientrino fra le spese di rappresentanza per le quali trova applicazione la lett. h)( Circ. 19.6.2002 n. 54/E Ag. Entrate).
Gli acquisti di beni e servizi qualificati come spese di rappresentanza non consentono il diritto alla detrazione dell'IVA, salvo quelli fino a €25,82.
DDT : secondo la Circ. Min. 188/E/98, gli acquisti di beni destinati ad essere ceduti gratuitamente , la cui produzione o il cui commercio non rientra nell'attività propria dell'impresa , costituiscono sempre spese di rappresentanza , indipendentemente dal costo unitario dei beni stessi. Ne consegue che all'atto della consegna dell'omaggio non è necessario emettere alcun documento fiscale (fattura, ricevuta, ecc.). E' tuttavia opportuna l'emissione di un ddt (con causale “omaggio”) o documento analogo (buono di consegna), allo scopo di identificare il destinatario e provare l'inerenza della spesa con l'attività aziendale.
Ad esempio, una strenna natalizia del valore globale di € 200 è una spesa deducibile per il datore di lavoro e non concorre a formare il reddito in capo al dipendente. Per la verifica del superamento della franchigia di € 258,23 devono essere considerate anche le analoghe erogazioni corrisposte al dipendente durante l'anno. In caso di superamento del predetto limite viene però ripreso a tassazione l'intero valore.
Di conseguenza, per quanto concerne il trattamento fiscale inerente le imposte IRES ed IRPEF degli omaggi ai dipendenti non rileva che i beni ceduti siano prodotti dall'impresa oppure acquistati presso terzi . Per quanto concerne la disciplina IRAP riguardante i soggetti Ires , l'art. 5 c. 1 del D.Lgs. n. 446/1997 stabilisce in linea di principio l'indeducibilità dei costi relativi al personale (tra cui gli omaggi ai dipendenti) iscritti a Conto Economico nella voce B.9 (spese per il personale): in questa voce sono, infatti, classificati gli omaggi erogati ai dipendenti a titolo di liberalità. Negli altri casi gli omaggi, essendo classificati nella voce B.14 (oneri diversi di gestione), sono totalmente deducibili ai fini Irap, in applicazione del principio di derivazione dal risultato di conto economico. Per quei soggetti Irpef che, invece, non hanno optato di derivare l'imponibile Irap dal bilancio , gli omaggi ai dipendenti (o collaboratori fiscalmente equiparati) sono indeducibili ai fini Irap , in quanto i relativi costi d'acquisto non rientrano nell'elenco dei costi deducibili dell'art. 5-bis D.Lgs. 446/1997. Omaggi effettuati da Professionisti Ai fini IVA i professionisti sono trattati diversamente dalle imprese, in quanto l'art. 2 n. 4 del D.P.R. 633/72 tratta di beni oggetto o meno dell'attività d'impresa. Pertanto si ritiene che le cessioni gratuite di beni di costo non superiore a € 25,82 fatte dai professionisti siano da assoggettare all'imposta con i conseguenti obblighi di fatturazione. Per evitare questo fastidio è opportuno che il professionista, applicando l'altra condizione prevista dall'art. 2 n. 4, (acquisti effettuati con I.V.A. non detratta), consideri indetraibile l'I.V.A. pagata all'atto dell'acquisto dell'omaggio. La successiva cessione sarà quindi fuori campo I.V.A. Le spese di rappresentanza sono deducibili dal reddito professionale IRPEF nei limiti dell'1% dei compensi percepiti nel periodo d'imposta (art. 54 c. 5 TUIR). Si ricorda anche il limite del 75% di deducibilità delle spese per le prestazioni alberghiere e le somministrazioni di alimenti e bevande. IRAP Professionisti: tra i costi deducibili dalla base imponibile IRAP rientrano le spese di rappresentanza. Tali spese soffrono solo il limite di deducibilità dell'1% dei compensi dichiarati.
Inoltre, è stato chiarito che la medesima liberalità può essere erogata anche ad un solo dipendente, non essendo più richiesto che l'erogazione liberale sia concessa alla generalità o categorie di dipendenti, e anche in occasioni diverse dalle festività religiose o nazionali e dalle ricorrenze aziendali (es.: matrimonio, nascita di un figlio, ecc.).
Questa norma viaggia di pari passo con l'art. 19-bis1 c. 1 lett. h) secondo il quale non e' detraibile l'Iva pagata sulle spese definite di rappresentanza, eccezion fatta per quelle non superiori a € 25,82.
Quindi attenzione perche' in molte situazioni aziendali la franchigia dei fringe benefit è già in tutto o in parte occupata (auto in uso promiscuo, polizze sanitarie, ecc), per cui l'impresa dovrà verificare, dipendente per dipendente, l'ammontare di tale franchigia ancora disponibile.