Source: http://www.awog.it/il-congedo-per-maternita/
Timestamp: 2018-06-21 03:01:00+00:00
Document Index: 127810723

Matched Legal Cases: ['arte 2', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 31', 'arto 02', 'art. 31', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 42', 'art. 39', 'art. 42', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 43', 'art. 40', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 28', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 47', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 29', 'art.6']

Il congedo per maternità | AWOG: aggiornamenti web di medicina
Qui di seguito troverete alcuni stralci delle recenti normative tratte dal Sito dell’INPS per ottenere il congedo di maternità.
Le seguenti categorie di lavoratrici/lavoratori dipendenti (occupate, disoccupate, sospese, agricole, non agricole, a domicilio, colf o badanti), in possesso dei requisiti richiesti maturano il diritto a una indennità di maternità, sostitutiva della retribuzione al verificarsi dell’evento maternità anche se non in possesso della cittadinanza italiana.
lavoratrici dipendenti da datori di lavoro privati (compresi i dirigenti circ. 76/2006), lavoratori (circ. 41/2006) con contratto di somministrazione di lavoro, lavoratori dipendenti dell’appaltatore,lavoratori distaccati, lavoratori con contratto di lavoro intermittente, lavoratori con contratti di lavoro ripartito, lavoratori a tempo parziale, lavoratore apprendista, lavoratori con contratto di inserimento, purché abbiano effettivamente iniziato l’attività lavorativa;
padri lavoratori (solo nei casi di morte, grave infermità o malattia della madre, abbandono del bambino da parte della stessa, affidamento esclusivo al padre) in possesso dei requisiti indicati per le lavoratrici madri circ. 8/2003 punto 10 – msg 8774/2007;
genitori adottanti o affidatari (padri e madri lavoratori dipendenti) in possesso dei requisiti indicati per le lavoratrici madri (il padre adottivo o affidatario può esercitare il diritto al beneficio in alternativa * quello della madre che vi abbia rinunciato (circ. 97/2001)
Il congedo di maternità post partum spetta anche ai padri solo nei casi di morte, grave infermità o malattia della madre, abbandono del bambino da parte della stessa, affidamento esclusivo al padre se in possesso dei requisiti indicati per le lavoratrici madri Circ. 8/2003 punto 10. La morte dell’altro genitore va certificata con il certificato di morte o può essere sottoscritta dichiarazione sostitutiva msg 8774/2007. Lagrave infermità non prevede la necessaria ospedalizzazione della madre inferma, il padre richiedente è tenuto a fornire specifica certificazione medica, tale certificazione sarà posta all’esame del medico di sede per la valutazione della compatibilità della infermità in rapporto all’assolvimento dei compiti di cura ed assistenza del neonato msg 8774/2007. L’abbandono del figlio da parte dell’altro genitore va documentato con le dovute modalità msg 8774/2007.
Parto prematuro e interdizione anticipata dall’Ispettorato del lavoro. Quanto detto nel paragrafo precedente vale anche se il parto prematuro si verifica durante il periodo di interdizione anticipata disposta dall’Ispettorato del Lavoro. Dovranno quindi anche in questo caso essere aggiunti ai tre mesi dopo il parto, i soli “normali” due mesi di astensione obbligatoria prima del parto, escludendo, cioè i giorni non fruiti a titolo di interdizione anticipata. circ. 45/2000
Possono essere accolte le sole domande di flessibilità a corredo delle quali siano allegate certificazioni sanitarie aventi data non successiva alla fine del 7° mese. Le domande di flessibilità cui siano allegate certificazioni sanitarie con data successiva a quella della fine del 7° mese, dovranno essere integralmente respinte. msg 13279/2007
in mancanza del medico aziendale dichiarazione del datore di lavoro da cui risulta che in azienda o per le attività svolte dalla lavoratrice interessata non esiste l’obbligo di sorveglianza sanitaria sul lavoro
Interdizione posticipata circ. 396/1982 parte 2° par. 5 – circ. 72/1989 – circ. 247/96– circ. 45/2000 – msg n. 343/2003 -circ 50/2005
nel caso di adozione internazionale , l’indennità spetta per i 5 mesi successivi all’ingresso in Italia del minore + il giorno dell’ingresso stesso, per i periodi di effettiva astensione dal lavoro. Tale ingresso risulterà dalla autorizzazione rilasciata dalla Commissione per le adozioni internazionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Fermo restando la durata massima di 5 mesi e 1 giorno, il congedo può essere fruito anche parzialmente e frazionato, prima dell’ingresso in Italia del minore. Il periodo non fruito antecedentemente all’ingresso in Italia può essere fruito, anche frazionato, entro i 5 mesi dal giorno successivo all’ingresso in Italia del minore. Per la fruizione dei congedi e dell’indennità è necessaria l’astensione dal lavoro. La lavoratrice per iperiodi di permanenza all’estero può avvalersi anche di periodi di congedo né indennizzati né retribuiti. punto 1.2
Il congedo di maternità può essere riconosciuto anche nell’ipotesi di collocamento temporaneo del minore in famiglia (è da escludere nel caso in cui il collocamento temporaneo avvenga in una comunità di tipo familiare) con le stesse modalità dell’adozione o affidamento. Msg n. 5748 del 23.02.2006
Alle impiegate l’indennità spetta per tutte le giornate incluse nel periodo di astensione con esclusionedelle festività nazionali e infrasettimanali cadenti di domenica.
Ai lavoratori agricoli a tempo indeterminato operai agricoli e ai florovivaisti a tempo indeterminato,agli addetti ai lavoro di sistemazione idraulico forestale ed idraulico agraria a tempo indeterminato, ai dipendenti da cooperative e da consorzi agricoli, ai dipendenti dei consorzi di bonifica e di miglioramento fondiario a decorrere dalle dichiarazioni trimestrali (DMAG-Unico) di competenza del II trimestre 2007(scadenza 31 luglio 2007) quindi dal 1.10.2007, il pagamentodella maternità avverrà con il metodo del conguaglio. circ. 81/2007 – msg 14346/2007- circ. 118/2007
MATERNITÀ E ALTRE PRESTAZIONI
maternità dipendente ed autonoma;
maternità dipendente e parasubordinata;
maternità dipendente e congedo parentale altro coniuge (padre);
maternità dipendente e assegno di maternità dei comuni;
maternità dipendente e assegno di maternità a carico dello stato;
maternità e malattie legate alla gravidanza;
maternità e malattia comune;
maternità e trattamento INAIL;
malattia insorta durante il congedo di maternità;
malattia insorta dopo il congedo di maternità o parentale;
maternità e indennità antitubercolare (TBC);
maternità e cassa integrazione ordinaria e straordinaria;
maternità e disoccupazione ordinaria e speciale;
maternità e disoccupazione con requisiti ridotti;
maternità e mobilità;
maternità e congedo matrimoniale;
maternità e sussidio per LSU (ASU – APU);
maternità e retribuzione;
maternità e congedo straordinario;
flessibilità e congedo straordinario;
maternità e assegni al nucleo familiare;
maternità e distacco sindacale.
MATERNITÀ IN CASO DI DOPPIA ATTIVITÀ (DIPENDENTE E AUTONOMA)
lavoratrice dipendente a tempo pieno e lavoratrice autonoma: non potendo la lavoratrice essere iscritta nella gestione delle lavoratrici autonome (per una regolare iscrizione nella gestione dei lavoratori autonomi, occorre che il lavoratore stesso partecipi al lavoro aziendale in maniera abituale e prevalente) avrà diritto alla indennità in qualità di lavoratrice dipendente;
lavoratrice dipendente part-time e lavoratrice autonoma: qualora il lavoro autonomo abbia il carattere della abitualità e della prevalenza l’indennità spetta in entrambe le gestioni.
MATERNITÀ DIPENDENTE E PARASUBORDINATA
L’indennità di maternità in qualità di lavoratrice PARASUBORDINATA non è cumulabile con l’indennità di maternità come lavoratrice dipendente circ. 138/2002 punto 1.1 . Nel caso in cui alla data dell’evento, la lavoratrice parasubordinata risulti essere contestualmente lavoratrice dipendente o autonoma, la stessa avrà diritto alla prestazione di maternità in qualità di lavoratrice dipendente o autonoma, in quanto l’iscrizione alla gestione separata non comporta in tal caso il versamento del contributo maggiorato (0,72) previsto per la tutela della maternità. Qualora invece la prestazione di maternità spettante per l’attività di lavoratrice subordinata o autonoma sia di importo inferiore al trattamento economico alla stessa erogabile in qualità di lavoratrice parasubordinata, la stessa avrà diritto alla corresponsione della differenza a carico della gestione separata. circ. 138/2002
La malattia insorta durante il congedo di maternità (astensione obbligatoria) non è indennizzabile in quanto l’indennità di maternità è comprensiva della indennità di malattia (circ. 139/82 parte II punto 15 circ. 136/2003, punto7 e circ. 8/2003, punto 5), l’indennità di maternità prevale sul trattamento di malattia che sia comune o di natura specifica tubercolare anche se le infermità siano intervenute prima dell’inizio della astensione obbligatoria circ. 139/82 parte II punto 15
MATERNITÀ E TRATTAMENTO INAIL
L’indennità di maternità è incumulabile con il contemporaneo riconoscimento della inabilità temporanea da infortunio o malattia professionale corrisposta dall’INAIL.
L’INAIL, con circ. 14.5.87, n. 33, ha disposto che il trattamento economico per inabilità temporanea èprevalente sul trattamento economico di maternitàcirc. 182/1997 punto 12.Tale disposizione dell’INAIL modifica quanto a suo tempo disposto dall’INPS con circ. 139/82 parte II punto 15 e cioè che l’indennità di maternità prevale sul trattamento di infortunio o malattia professionale anche se le infermità siano intervenute prima dell’inizio della astensione obbligatoria.
MALATTIA INSORTA DOPO IL CONGEDO DI MATERNITÀ O PARENTALE
Per le malattie, debitamente notificate e documentate, insorte, dopo il congedo parentale o di maternità, senza la ripresa dell’attività lavorativa, il periodo di protezione assicurativa (60 giorni o 2 mesi) decorre dal giorno successivo alla fine del congedo parentale o di maternità, configurabile come periodo neutro (circ. 136/2003, punto7 e circ. 8/2003, punto 5).
L’indennità di maternità è incumulabile e prevale per gli eventi di maternità (astensione obbligatoria) insorti durante il godimento del trattamento di integrazione salariale, spetta ancheper gli eventi di maternità che iniziano entro due mesi (o 60 giorni) dalla cessazione del trattamento di integrazione salariale in quanto, i periodi ordinari o straordinari di integrazione guadagni sono da intendersi equiparati ,ai fini del diritto all’indennità per congedo di maternità, ai periodi di effettivo svolgimento dell’attività lavorativa Circ. 152/1990.
per gli eventi di malattia o di maternità insorti oltre il secondo mese dalla cessazione dell’interventoordinario o straordinario di integrazione guadagni senza che sia stata ripresa l’attività lavorativa, non spetta alcuna indennità circ. 139/82 parte II punto 15, Circ. 152/1990.
La retribuzione da prendere a base per il calcolo dell’indennità di maternità a favore della lavoratrice sospesa ed in godimento della integrazione salariale straordinaria e’ costituito dalla retribuzione media globale giornaliera che una lavoratrice della stessa categoria, che abbia continuato a svolgere regolarmente la prestazione lavorativa, ha percepito nel periodo di paga scaduto ed immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio l’astensione obbligatoria dal lavoro per maternità. Circ. 152/1990
L’indennità di maternità è incompatibile e quindi prevale sul trattamento di disoccupazione sia ordinario che speciale: detto trattamento non è dovuto durante il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro circ. 17/82, punto 10 lettera C.
Il diritto alla indennità di maternità viene conservato anche quando il congedo di maternità si collochi oltre 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro purché la lavoratrice, all’inizio del congedo, risulti disoccupata e ingodimento * dell’ indennità di disoccupazione con requisiti ridotti. Ai fini del diritto alla indennità di maternità la data di inizio del congedo dovrà collocarsi nello stesso anno in cui è stata svolta l’attività lavorativa ed entro il periodo presunto di godimento * della disoccupazione con Requisiti Ridotti. Il congedo di maternità, quindi, non potrà iniziare nell’anno successivo a quello di riferimento della predetta prestazione di disoccupazione con Requisiti Ridotti.
* calcolo periodo di godimento indennità di disoccupazione con requisiti ridotti:
nel caso in cui la lavoratrice abbia intrattenuto un solo rapporto di lavoro, le giornate indennizzabili per disoccupazione con requisiti ridotti devono essere conteggiate a partire dal giorno immediatamente successivo alla cessazione del rapporto di lavoro ( includendo anche le domeniche e i giorni festivi) .
nel caso di pluralità di rapporti di lavoro , le giornate indennizzabili per disoccupazione con requisiti ridotti devono essere collocate nei periodi di inattività riscontrati tra un rapporto di lavoro e un altro a partire dal primo giorno di inoccupazione successivo alla cessazione del rapporto di lavoro che, unitamente agli altri , ha consentito il raggiungimento delle 78 giornate necessarie per il diritto alla indennità di disoccupazione con Requisiti Ridotti.
Alle lavoratrici che stanno fruendo dell’indennità di mobilità, per i periodi di astensione obbligatoria successivi alla risoluzione del rapporto di lavoro, spetta l’indennità di maternità.
A tali lavoratrici l’indennità di mobilità già concessa dovrà essere sospesa ed eventualmente ripristinata al termine della astensione. I periodi di astensione obbligatoria per maternità non modificano i limiti di durata della indennità di mobilità ma soltanto quelli di iscrizione nelle relative liste. La lavoratrice che si trovi in astensione obbligatoria per maternità, qualora rifiuti un’offerta di lavoro o di impiego ovvero l’avviamento a corsi di formazione, non deve essere cancellata dalle liste di mobilità contrariamente a quanto previsto dall’art. 9 della legge n. 223. Circ. 150/1993 – Dl 148/93 art. 6, commi 3,4 e 5
L’indennità di maternità è incumulabile con l’assegno per congedo matrimoniale naturalmente per le giornate di erogazione dell’assegno stesso a carico dell’INPS;
L’indennità di malattia e di maternità non debbono essere corrisposte per i periodi di erogazione
dell’assegno per congedo matrimoniale a carico dell’INPS o di erogazione di analoghi trattamenti retributivi eventualmente a carico del datore di lavoro. Circ. 248/92
circ. 110 del 17.04.1992
-La madre lavoratrice dipendente anche adottiva o affidataria, ha diritto a fruire degli assegni al nucleo familiare (ANF)per tutto il periodo indennizzabile per gravidanza o puerperio, a condizione che risultioccupata per almeno una settimana (sei giorni lavorativi) ,anche presso più datori di lavoro ,nei trenta giorni precedenti il verificarsi dell’evento tutelato (inizio congedo per maternità /inizio astensione dal lavoro per maternità disposta dalla Direzione provinciale del Lavoro).
-Il padre lavoratore dipendete anche adottivo o affidatario, ha diritto agli assegni al nucleo familiare alle stesse condizioni della madre, per il periodo di congedo ad esso riconosciuto dalla legge.
-Il pagamento degli assegni al nucleo familiare viene effettuato dal datore di lavoro contemporaneamente all’erogazione dell’indennità per congedo di maternità.
La corresponsione degli assegni familiari è sospesa in ogni caso, nell’ipotesi di cessazione dal rapporto di lavoro. (Circolare n. 53128 obg del 23 aprile 1952)
Circolare 63/2000
Le lavoratrici madri sospese dal lavoro per aspettativa politica o sindacale non retribuita conservano (art. 31, comma 4 della legge n. 300 del 1970) il diritto alle prestazioni economiche di maternità (obbligatoria e facoltativa) per gli eventi insorti durante l’intero periodo di aspettativa stessa.
Essendo il collocamento in aspettativa politica e sindacale una particolare causa di sospensione dal lavoro , si determina un ampliamento del periodo di conservazione del diritto alla prestazione (in caso di maternità, limitato a 60 giorni dall’inizio della sospensione stessa); quindi, possono essere indennizzati anche eventi intervenuti oltre il predetto limite temporale,soltanto quando l’aspettativa politica o sindacale sia iniziata entro il predetto normale periodo di copertura assicurativa.
lavoratrice in congedo straordinario ai sensi della legge 388/2000 dal 15/04/2010 al 14/04/2010
in aspettativa politica e sindacale non retribuita dal 19/05/2010 al 31/12/2010
data presunta parto 02/09/2010
inizio congedo per maternità 02/07/2010
lavoratrice avente diritto all’indennità per congedo di maternità
-L ‘indennità per congedo di maternità a carico dell’INPS è da escludere quando:
a favore dei lavoratori interessati sono previsti, a titolo di maternità, altri trattamenti previdenziali in relazione all’attività prestata durante il periodo di aspettativa (art. 31, comma 5, legge n. 300/1970).
per gli stessi eventi, siano erogati a carico dell’organizzazione politica o sindacale emolumenti di importo pari o superiore all’indennità; in caso di erogazioni di importo inferiore, l’INPS erogherà la sola quota differenziale fino al massimale previsto per l’indennità di maternità (art. 6, comma 2, legge n. 138/1943).
La retribuzione da prendere a base ai fini erogativi di interesse sarà quella dell’ultimo mese lavorato o retribuito che precede l’evento da indennizzare.
Il diritto all’indennità cessa, salvo ripresa dell’attività lavorativa, alla conclusione dell’evento in corso al momento dell’eventuale cessazione del periodo di aspettativa.
Flessibilità e congedo parentale per altro figlio
La madre lavoratrice dipendente può fruire contemporaneamente della flessibilità e del congedo parentale per altro figlio
Maternità e indennità antitubercolare post sanatoriale
L’indennità post-sanatoriale è cumulabile con il trattamento economico di maternità. Essa, infatti, e’ dovuta “anche nel caso in cui l’assistito attenda a proficuo lavoro o fruisca comunque dell’intera retribuzione”, in quanto serve non a sostituire il salario perduto, ma a rafforzare la posizione economica del lavoratore già colpito da tubercolosi, che, debilitato dalla malattia, dopo la guarigione può vedersi costretto ad accettare un lavoro meno impegnativo ed anche retribuito in minor misura rispetto a quello che potrebbe svolgere in condizioni normali. circ. 139/82 parte II punto 15 – circ. 17/82 punto 10 lettera B
Malattie insorte dopo il congedo di maternità o parentale : perle malattie, debitamente notificate e documentate, insorte dopo il congedo parentale o di maternità, senza la ripresa dell’attività lavorativa, il periodo di protezione assicurativa (60 giorni o 2 mesi) decorre dal giorno successivo alla fine del congedo parentale o di maternità configurabile come sospensione del rapporto di lavoro (circ. 136/2003, punto7 e circ. 8/2003, punto 5). (conservazione del diritto)
Maternità e Mobilità : per i periodi di astensione obbligatoria successivi alla risoluzione del rapporto di lavoro, l’indennità di mobilità già concessa dovrà essere sospesa ed eventualmente ripristinata al termine della astensione. I periodi di astensione obbligatoria per maternità non modificano i limiti di durata della indennità di mobilità ma soltanto quelli di iscrizione nelle relative liste. La lavoratrice che si trovi in astensione obbligatoria per maternità, qualora rifiuti un’offerta di lavoro o di impiego ovvero l’avviamento a corsi di formazione, non deve essere cancellata dalle liste di mobilità contrariamente a quanto previsto dall’art. 9 della legge n. 223.
del mese precedente la data di inizio della maternità per le lavoratrici occupate dipendenti non agricole, agricole a tempo indeterminato, dello spettacolo e socie di cooperative;
del mese precedente la data di abbandono del lavoro per le lavoratrici disoccupate o sospese del settore non agricolo, agricolo a tempo indeterminato, socie dipendenti di cooperative e dello spettacolo;
La dichiarazione dei dati salariali da parte dei datori di lavoro (su mod. ind. mal. 1 e mod. ind. mal. 2) ai fini del calcolo della indennità è stata abolita. Il pagamento diretto della indennità è effettuato utilizzando le informazioni integrate contenute nella denuncie retributive mensili (e-mens) circ. 94/2009, circ. 30/2010
La retribuzione da prendere a base per la determinazione dell’indennità di maternità a favore della lavoratrice sospesa ed in godimento della integrazione salariale straordinaria e’ costituito dalla retribuzione media globale giornaliera che una lavoratrice della stessa categoria, che abbia continuato a svolgere regolarmente la prestazione lavorativa, ha percepito nel periodo di paga scaduto ed immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio l’astensione obbligatoria dal lavoro per maternità. Circ. 152/1990.
La retribuzione da prendere a base per la determinazione dell’indennità di maternità in caso di conversione a tempo pieno del contratto di lavoro part-time è quella prevista per l’attività lavorativa a tempo pieno che la lavoratrice avrebbe svolto se non avesse dovuto astenersi per maternità anziché la retribuzione del periodo di paga precedente l’inizio del congedo (msg. 11635 del 13/04/2006)
Nel caso di sciopero la retribuzione media globale giornaliera si determina, ai fini del calcolo della misura dell’indennità giornaliera di maternità, dividendo la retribuzione complessiva effettivamente percepita dalla lavoratrice nel periodo di paga preso a riferimento per il numero di giorni lavorati o, comunque retribuiti circ. 134402/1983.
Nel caso di lavoratrice saltuaria la retribuzione da prendere a base per il calcolo sarà computata dividendo quanto percepito dal lavoratore nel periodo da considerare non per il numero delle giornate lavorate o retribuite bensì per il numero di giornate feriali (ovvero di calendario, se impiegati) cadenti nel periodo stesso.
Nel caso in cui la lavoratrice e il datore di lavoro abbiano concordato la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno per un periodo in parte coincidente con quello del congedo di maternità, la retribuzione da prendere a base per il calcolo della indennità non sarà quella del periodo di paga precedente l’inizio del congedo ma quella dovuta per l’attività lavorativa a tempo pieno che la lavoratrice avrebbe svolto se non avesse dovuto astenersi obbligatoriamente dal lavoro. Msg 11635 del 13.04.2006.
per le lavoratrici agricole a tempo determinato, a decorrere dagli eventi indennizzabili relativi a periodi di paga inclusi nell’anno 2006, la retribuzione da prendere a base per il calcolo delle prestazioni a sostegno del reddito è quella contrattuale. La retribuzione da prendere in considerazione alla base del calcolo sarà quindi la più alta tra quella stabilita dai contratti collettivi nazionali e quella stabilita degli accordi collettivi o contratti individuali. (articolo 1, comma 1, del D.L. n. 338/1989, convertito nella legge n. 389/1989) – Circ. 58/2006 -.
per le lavoratrici dello spettacolo la retribuzione da prendere a base per il calcolo della indennità è la retribuzione media giornaliera del mese immediatamente precedente (entro il massimale di euro 67,14) l’inizio del congedo di maternità msg. 4721/1998, nel caso in cui nel mese precedente l’inizio del congedo non sia stato svolto l’intero periodo lavorativo mensile si dividerà l’ammontare complessivo degli emolumenti percepiti nel periodo retributivo di riferimento per il numero dei giorni lavorati o retribuiti risultanti dal periodo stesso. circ. 60/2002.Se nel mese precedente non è stata svolta alcuna prestazione lavorativa, la retribuzione da prendere a base per il calcolo dovrà essere quella del mese ancora precedente e qualora anche quest’ultima manchi, quella in cui inizia il congedo di maternità o in cui è rinvenibile una prestazione di lavoro dante titolo alla indennità circ. 60/2002.
Le retribuzioni convenzionali giornaliere ( circ. 58/2004 – circ. 59/2005 – circ.51/2006- circ.77/2007- circ.48/2008- circ.36/2009- circ. 37/2010)
Le retribuzioni ,da prendere a base per il calcolo dell’indennità, sono :
per le colf e badanti, la retribuzione media convenzionale giornaliera delle ultime 52 o 26 settimane di lavoro stabilita anno per anno con decreto( circ. 37/2010-punto 5);
per le lavoratrici dipendenti da società o enti cooperativi anche di fatto (DPR 602/70), la retribuzione convenzionale giornaliera. Per il 2010 è pari ad € 43,79 giornaliere (circ. 37/2010punto 1);
per i piccoli coloni e compartecipanti familiari, salario medio convenzionale giornaliero (circ. 37/2010 punto 3);
per i lavoratori italiani operanti all’estero, in Paesi extracomunitari (circ. 37/2010punto 4)
per le lavoratrici dello spettacolo
Deve essere presentata all’inizio del congedo di maternità, utilizzando il modulo già predisposto Mod/Mat Lavoratrici dipendenti , alla sede Inps più vicina alla propria residenza o domicilio abituale, o tramite uno degli enti di patronato riconosciuti dalla legge, che assistono gratuitamente.
Anche per le lavoratrici dello spettacolo la domanda di maternità obbligatoria dovrà essere presentata sul modello Mod/Mat Lavoratrici dipendenti .
N.B.: Una copia della domanda deve essere consegnata, qualora ricorra, al proprio datore di lavoro.
Alla domanda deve essere allegato il certificato medico di gravidanza rilasciato dai medici del servizio sanitario nazionale (SSN) o dell’azienda ospedaliera prima del compimento del 7° mese, da cui risulti la data presunta del parto.(circ. 17/82- Dlgs. 151/01 comma 1).
Sono compresi nella categoria dei medici del SSN i medici curanti di medicina generale convenzionati,pertanto i certificati medici indicanti la data presunta del parto, redatti dai medici curanti ,devono considerarsi equivalenti ai certificati rilasciati dai medici di struttura pubblica (SSN) (circ. n. 62 del 29.04.2010)
Nel caso di certificazione di gravidanza rilasciata da medici diversi ( medici privati o non convenzionati ,medici dipendenti da strutture private non convenzionate con il SSN) è facoltà del datore di lavoro o dell’Inps accettare i certificati stessi ovvero richiederne la regolarizzazione alla lavoratrice interessata. (nota 31 circ. 17/82 – Dlgs. 151/01 comma 2-circ. n. 62 del 29.04.2010).
aziende ospedaliere (ospedali costituiti in azienda ai sensi dell’art. 4, comma 1 del D.L. 502/92), nonché istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici (art. 42 legge 833/78);
-policlinici universitari (art. 39 legge 833/78);
-istituti di ricovero e cura a carattere scientifico privati (art. 42 legge 833/78);
-ospedali classificati o assimilati ai sensi dell’art. 1, ultimo comma, della legge 132/68 (art. 41 legge
833/78);
-istituti sanitari privati qualificati presidi USL (art. 43, 2 comma, legge 833/78 e DPC 20.10.1988);
enti di ricerca (art. 40 legge 833/78).
per le lavoratrici a domicilio: dichiarazione dell’azienda, o delle aziende, da cui risulti la data di riconsegna di tutte le merci e di tutto il lavoro affidato loro, anche se non ultimato;
per le lavoratrici in astensione obbligatoria anticipata dal lavoro: provvedimento di allontanamento dal lavoro disposto dalla Direzione Provinciale del Lavoro, servizio ispezione del lavoro;
per le lavoratrici in astensione obbligatoria prolungata dal lavoro: provvedimento disposto dalla Direzione Provinciale del Lavoro, servizio ispezione del lavoro;
per le lavoratrici che hanno adottato o hanno avuto in affidamento un bambino circ. 16/2008:
nel caso di adozione nazionale
nel caso di adozione internazionale ai sensi della legge 31.12.1998, n. 476 certificato dell’ente autorizzato, da cui risulti:
l’adozione o l’affidamento da parte del Giudice straniero;
l’avvio del procedimento di “convalida” presso il Giudice italiano;
la data di inserimento del minore presso i coniugi affidatari o i genitori adottivi.
per le lavoratrici che richiedono la flessibilità:
richiesta di avvalersi della facoltà di usufruire della flessibilità del congedo di maternità;
attestazione del ginecologo (medico specialista) del SSN o con esso convenzionato rilasciata nel corso del 7° mese di gravidanza;
l’assenza di condizioni patologiche che configurino situazioni a rischio per la salute della lavoratrice e del nascituro al momento della richiesta.
In presenza di interdizione anticipata ai sensi dell’art. 5, lettera a), della legge 1204/71 l’attestazione del ginecologo deve riportare anche: il venir meno delle cause che hanno portato in precedenza al provvedimento da parte della Direzione Provinciale del lavoro, servizio ispezione del lavoro.
Qualora non sia previsto in azienda l’obbligo di sorveglianza sanitaria e sulla base delle informazioni fornite dalla lavoratrice sull’attività svolta l’attestazione del ginecologo deve contenere, inoltre:
l’assenza di controindicazioni allo stato di gestazione riguardo alle modalità per il raggiungimento del posto di lavoro;
l’assenza di pregiudizio alla salute della lavoratrice e del nascituro derivante dalle mansioni svolte, dall’ambiente di lavoro e/o dall’articolazione dell’orario di lavoro previsto;
attestazione del medico aziendale responsabile della sorveglianza sanitaria (DL 626/94) in cui sono riportate:
In presenza di interdizione anticipata ai sensi dell’art. 5, lettere b) e c), della legge 1204/71 l’attestazione del medico aziendale responsabile della sorveglianza sanitaria deve riportare anche il venir meno delle cause che hanno portato in precedenza al provvedimento da parte della direzione provinciale del lavoro, servizio ispezione del lavoro.
Qualora non sia previsto in azienda l’obbligo di sorveglianza sanitaria: dichiarazione del datore di lavoro che in azienda o per le attività svolte dalla lavoratrice non esiste l’obbligo di sorveglianza sanitaria sul lavoro ai sensi del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.
per le lavoratrici che partoriscono in anticipo (parto prematuro):
domanda dell’interessata, da presentarsi entro 30 giorni dal parto, di fruire del periodo ante-partum non goduto, decorsi i 3 mesi di periodo post-partum.
per le lavoratrici dimissionarie:
non è più richiesto il provvedimento di convalida delle dimissioni da parte della Direzione Provinciale del Lavoro, servizio ispezione del lavoro. La legge, infatti, subordina espressamente alla convalida la risoluzione del rapporto di lavoro e non anche il diritto alla indennità di maternità/paternità, alla cui corresponsione si potrà procedere indipendentemente dalla verifica della convalida suddetta. (circ. n. 8/2003, punto 9)
per i padri lavoratori:
certificazione comprovante le situazioni di morte o di grave malattia o infermità della madre, di abbandono del figlio da parte della stessa, di affidamento esclusivo al padre.
I DOVERI CONSEGUENTI AL PARTO
Entro 30 giorni dal parto devono essere presentati: l’attestato di parto rilasciato dalla Asl, oppure lo stato di famiglia, oppure la dichiarazione sostitutiva da parte della richiedente da cui risultino le proprie generalità, quelle del bambino e lo stato di madre dello stesso.
I DOVERI CONSEGUENTI ALL’ADOZIONE O AFFIDAMENTO INTERNAZIONALE
Entro 6 mesi dall’entrata del minore in Italia(fino ai 18 anni di età – circ 97/2001) deve essere presentata copia del provvedimento del giudice italiano che confermi la validità dell’adozione o affidamento straniero
Alla fine dei 6 mesi, solo se il procedimento non è stato ancora concluso, dovrà essere presentata autocertificazione di mancata conclusione del procedimento di “convalida” presso il giudice italiano.
N.B.: La mancata presentazione della documentazione suddetta entro 6 mesi comporta la restituzione dell’indennità di maternità eventualmente erogata.
Lavoratrici dipendenti da datori di lavoro privati;
Lavoratori socialmente utili (ASU – APU);
Certificato d’iscrizione d’urgenza;
Lavoratrici addette ai servizi domestici o familiari colf e badanti ;
Lavoratrici a domicilio ;
Lavoratrici dipendenti dalle imprese dello Stato, degli Enti Pubblici e degli Enti locali privatizzate
LAVORATRICI DIPENDENTI DA DATORI DI LAVORO PRIVATI
operaie , impiegate e dirigenti del settore Agricoltura;
apprendiste, operaie e impiegate dei settori Industria, Commercio e Artigianato;
detenute che lavorano;
salariate e impiegate del settore Credito, Assicurazioni e Servizi tributari appaltati, viaggiatrici e piazziste;
impiegate dipendenti da proprietari di stabili e portiere;
dipendenti da aziende private del gas;
dipendenti da enti di patronato;
personale dei servizi e lavoratrici assunte con contratto di formazione e lavoro dall’Ente Ferrovie dello Stato. (aspettativa sindacale circ. n. 63 del 20/03/2000);
lavoratrici italiane – appartenenti ai settori ed alle categorie aventi diritto secondo la normativa in vigore sul territorio nazionale – operanti all’estero, in paesi extra-comunitari con cui non sono in vigore accordi di sicurezza sociale
LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI (ASU – APU)
circ. 86/1999 punto g )
Le assenze per astensione obbligatoria dal lavoro per maternità danno diritto ad una indennità di maternità pari all’80 per cento dell’importo dell’assegno per attività socialmente utili.
Il riconoscimento del diritto all’indennità si riferisce esclusivamente per i periodi di astensione obbligatoria enon anche per l’astensione facoltativa, l’indennità deve essere corrisposta anche alle lavoratrici che non abbiano potuto iniziare l’attività progettuale a causa della maternità. Pertanto tali ultime lavoratrici che si trovino, al momento dell’avvio al lavoro socialmente utile o di pubblica utilità, nel periodo di astensione obbligatoria (sia quello previsto dall’articolo 4 che quello previsto dall’articolo 5 della legge n. 1204/1971), hanno diritto alla indennità di maternità e anche all’inserimento nel progetto al termine del periodo di astensione.
L’indennità è erogabile per tutto il periodo di astensione obbligatoria e quindi anche nelle ipotesi in cui l’astensione stessa continui oltre la scadenza del progetto.
L’indennità spetta anche nei casi in cui il periodo di astensione obbligatoria inizi entro sessanta giorni dalla scadenza del progetto al quale la lavoratrice abbia partecipato.
Rimane ferma l’imputazione al Fondo per l’occupazione degli oneri relativi alla indennità di maternità spettante alle lavoratrici che non hanno un titolo autonomo al trattamento di maternità in virtù di precedenti rapporti di lavoro.
Data la stretta connessione con l’erogazione dell’assegno per L.S.U., la prestazione di maternità di cui trattasi deve essere liquidata dal settore che cura la trattazione dell’assegno, dopo aver verificato la durata del periodo di astensione obbligatoria con il settore competente in materia di indennità di maternità.
Ai lavoratori impegnati a tempo pieno nei L.S.U./L.P.U. competono anche i permessi orari di cui all’articolo 10 della legge n. 1204/1971 e i giorni di permesso di cui all’articolo 33 della legge n. 104/1992, senza che ciò comporti riduzione o sospensione dell’assegno; di conseguenza le richieste e la relativa documentazione per fruire di tali permessi vanno inoltrate al soggetto utilizzatore.
Le assenze per infortunio o per malattia professionale che diano diritto alla corresponsione dell’indennità a carico dell’INAIL comportano la sospensione dell’assegno L.S.U., mentre l’ANF continuerà ad essere corrisposto secondo i criteri previsti dagli articolo 14 e 15 del D.P.R. n. 797/1955 (T.U.A.F.). Per le giornate non coperte dall’indennità erogata dall’INAIL viene corrisposto l’assegno L.S.U. Alla cessazione dell’inabilità il lavoratore deve essere riammesso a partecipare alle attività previste dal progetto per il periodo residuo.
CERTIFICATO D’ISCRIZIONE D’URGENZA
Requisito assicurativo msg 29676/2007
Per il diritto alla indennità di maternità, nel caso in cui non sussista il requisito delle 51 giornate di lavoro prestate nell’anno precedente l’evento, il requisito si va a ricercare nell’anno in corso prima dell’inizio della astensione dal lavoro . msg 29676/2007
L’Istituto è in condizioni di accertare (L. 608/96) il numero delle giornate in base alle quali il lavoratore ha diritto all’iscrizione negli elenchi nominativi.
L’iscrizione d’urgenza di cui alla circolare circ. 256/1996 non è più prevista msg 29676/2007
Le lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari hanno titolo, indipendentemente dall’esistenza di un rapporto di lavoro in atto, all’indennità di maternità qualora, nei 24 mesi precedenti la data di inizio dell’astensione obbligatoria dal lavoro, risultino dovuti o versati, anche in settori diversi da quello domestico, 52 contributi settimanali ovvero 26 contributi settimanali nei 12 mesi precedenti la data di inizio dell’astensione stessa (art. 4, 1° comma, del D.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1403).
La retribuzione da prendere a base per il calcolo delle indennità sarà quella convenzionale fissata anno per anno. Per le maternità ( astensione obbligatoria e interdizione anticipata dal lavoro) il cui inizio si colloca nel 2010, devono essere utilizzate le seguenti retribuzioni convenzionali orarie (circ. 37/2010):
– Euro 6,40 per le retribuzioni orarie effettive fino a Euro 7,22
– Euro 7,22 per le retribuzioni orarie effettive superiori a Euro 7,22 e fino a Euro 8,81
– Euro 8,81 per le retribuzioni orarie effettive superiori a Euro 8,81
– Euro 4,65 per i rapporti di lavoro con orario superiore a 24 ore settimanali.
Lavoratori domestici somministrati congedo maternità/paternità (Msg. n. 5409 del 23.02.2010)
I lavoratori domestici somministrati (circ. 41/2006 punto 1) sono lavoratori dipendenti da aziende interinali ed utilizzati da un terzo soggetto per effettuare prestazioni di lavoro domestico.
Per tali lavoratori il pagamento dell’indennità di maternità/paternità viene effettuato direttamente dall’INPS secondo i criteri e le modalità di calcolo previste per la generalità dei lavoratori del settore domestico( D.P.R. 1403/71).
circ. 17/82
La lavoratrice a domicilio ha diritto alla astensione anticipata disposta dall’direzione provinciale el lavoro sezione ispettorato – circ. 164/2000 comma 4 – , ha diritto anche alla flessibilitàcirc. 164/2000 comma 6.
La lavoratrice a domicilio ha diritto all’indennità di maternità a condizione che riconsegni al committente, prima dell’inizio del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, tutte le merci ed il lavoro avuto in consegna anche se non ultimato.
Qualora sussistano piú rapporti di lavoro, il pagamento dell’indennità di maternità deve essere effettuato dal datore di lavoro che ha corrisposto la maggiore retribuzione nel periodo o nel complesso dei periodi continuativi di commessa scaduti nel mese precedente l’inizio dell’astensione obbligatoria.
Allo scopo di evitare l’eventuale erogazione di prestazioni indebite il datore di lavoro tenuto a corrispondere l’indennità, prima di far luogo al pagamento, deve acquisire una dichiarazione della lavoratrice dalla quale risulti se la medesima è titolare o meno di rapporti di lavoro con altre aziende committenti. In caso affermativo la lavoratrice è tenuta ad allegare alla dichiarazione, rilasciata al datore di lavoro tenuto al pagamento della prestazione, le attestazioni delle altre aziende committenti dalle quali risulti che il lavoro affidato è stato riconsegnato e ché non si procederà, durante il periodo di astensione obbligatoria, alla corresponsione della :indennità di maternità.
L’INPS è tenuto al pagamento diretto della indennità di maternità qualora la lavoratrice riconsegni, nel giorno immediatamente precedente l’inizio dell’astensione obbligatoria, tutte le lavorazioni commesse ultimate. La lavoratrice è tenuta ad inviare allo stesso INPS, oltre al certificato medico di gravidanza, una dichiarazione redatta dal committente dalla quale risulti che si è proceduto a riconsegnare le commesse ultimate.
Per le lavoratrici a domicilio il termine di conservazione del diritto all’indennità di maternità (60 giorni ) decorre dal giorno di riconsegna della merce al committente.
La retribuzione da prendere a base per il calcolo della indennità è costituita dal salario medio contrattuale giornaliero, vigente nella provincia per i lavoratori interni, aventi qualifica operaia della stessa industria.
Per i settori di lavoro a domicilio per i quali non esistono corrispondenti industrie che occupano lavoratori interni, con apposito decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, sentitele organizzazioni sindacali interessate, si prenderà a riferimento il salario medio contrattuale giornaliero vigente nella provincia per i lavoratori aventi qualifica operaia dell’industria che presenta maggiori caratteri di affinità (art. 18, 3° comma, della legge).
Con effetto dal 1° gennaio 2009 l’Istituto eroga le prestazioni economiche di maternità (congedo di maternità/paternità, congedo parentale e riposi giornalieri “per allattamento” di cui al D.Lgs. 151/2001) a tutti i lavoratori dipendenti, ivi compresi il personale con qualifica dirigenziale, delle imprese dello Stato, degli Enti Pubblici e degli Enti locali privatizzate e a capitale misto, che sono state interessate da processi di privatizzazione e che hanno continuato ad essere assoggettate ad un regime previdenziale di tipo pubblicistico.
L’erogazione della prestazione avverrà a seguito del versamento dei contributi con l’aliquota prevista per tali prestazioni , aliquota che comprende anche la contribuzione figurativa.(circ. 114 del 30.12.2008).
Sono tenute al versamento all’INPS della contribuzione per maternità :
le aziende contraddistinte dai codici di autorizzazione 8G e/o 8H,8S,8Y (Msg.n. 5730/2009)
quelle inquadrate nel settore “Enti”-2.01.01 e 2.01.02 con codice autorizzazione OV (Msg.n. 5730/2009).
I dipendenti di dette Aziende devono dal 01 gennaio 2009, presentare regolare domanda di indennità per congedo di maternità secondo le modalità previste per i lavoratori dipendenti già assicurati all’INPS per la stessa prestazione.
Qualora all’atto della presentazione della domanda sorgano dubbi in merito alla riconoscibilità della prestazione richiesta ,in quanto l’azienda cui il lavoratore appartiene non rientra in nessuna di quelle elencate ,dovrà essere richiesta al lavoratore una dichiarazione di responsabilità rilasciata dal datore di lavoro attestante l’appartenenza dello stesso ad una delle tipologie di imprese destinatarie dell’obbligo contributivo di cui trattasi.
L’art. 28 del T.U. riconosce al padre lavoratore il diritto autonomo alla fruizione del congedo di paternità per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice madre,in caso di morte o di grave infermità della stessa ovvero di abbandono del figlio da parte della madre, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre circ n. 8/2003 punto 10 –msg 8774/2007. Solo la durata del congedo di paternità è correlata alla eventuale fruizione del congedo di maternità da parte della madre lavoratrice. In tale ipotesi, la durata del congedo di paternità è pari al periodo di astensione obbligatoria non fruito in tutto o in parte dalla madre, compresi quindi i periodi di astensione obbligatoria post-partum di maggiore durata conseguenti alla flessibilità e/o al parto prematuro.
Il padre, nel caso voglia avvalersi del congedo di paternità, dovrà produrre unitamente alla domanda di maternità la certificazione, rilasciata dalla Amministrazione competente, attestante una delle predette situazioni. La certificazione potrà essere sostituita da autocertificazione: dichiarazione sostitutiva di certificazione sottoscritta dal richiedente se trattasi di dati personali e fatti secondo l’art. 46 del DPR 45/2000 (data e luogo di nascita, stato di famiglia, nascita del figlio ecc) oppure dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, sottoscritta dal richiedente in presenza del funzionario addetto oppure sottoscritta e presentata unitamente a copia non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore, se trattasi di dati non inclusi nell’art. 46 del DPR di cui sopra ma che siano a diretta conoscenza dell’interessato (art. 47 DPR 445/2000).msg 8774/2007In caso di morte dell’altro genitore= certificato di morte oppure dichiarazione sostitutiva di certificazione;msg 8774/2007In caso di abbandono del figlio con mancato riconoscimento da parte dell’altro genitore = il richiedente renderà dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà nel quale dovrà attestare il mancato riconoscimento da parte dell’altro genitore e che il figlio non è affidato a terzi e è soggetto alla potestà del richiedente;msg 8774/2007 In caso di abbandono del figliosuccessivo al riconoscimento da parte dell’altro genitore = il richiedente dovrà rendere dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà e presentare copia del provvedimento del giudice attestante la decadenza della potestà dell’altro genitore (in attesa del provvedimento sarà sufficiente presentare copia dell’istanza presentata).msg 8774/2007In caso di affidamento esclusivo del figlio = il richiedente dovrà presentare copia della sentenza di separazione nella quale il giudice ha disposto l’affidamento esclusivo (ad un solo genitore) al richiedente. msg 8774/2007In caso di grave infermità = certificazione medica da sottoporre all’esame del medico di Sede per la valutazione della compatibilità dell’infermità con la cura e l’assistenza del neonato. La certificazione medica non è suscettibile ad autocertificazione. msg 8774/2007
DIRITTO AUTONOMO DEL PADRE ALLA MATERNITÀ OBBLIGATORIA
Il diritto alla indennità di maternità obbligatoria all’80% della retribuzione, si riconosce anche se la madre non è o non è stata lavoratrice (-ordinanza n. 144 del 16/4/1987 con cui la Corte Costituzionale ha stabilito a proposito della sentenza n. 1/1987: ”in luogo di lavoratrice madre leggasi madre, lavoratrice o meno”.
DIRITTO ALL’INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE CON REQUISITI RIDOTTI
Tale diritto si acquisisce allorquando nell’anno di riferimento sia riscontrabile un minimo di 78 giorni lavorati ( da intendere per tali le giornate retribuite e cioè oltre a quelle lavorate anche le festività, le ferie, i riposi ordinari e compensativi, periodi di maternità e malattia circ. 139/1988, circ. 273/98)
Il diritto alla indennità di maternità viene conservato anche quando il congedo di maternità si collochi oltre 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro purché la lavoratrice, all’inizio del congedo, risulti disoccupata e in* godimento della indennità di disoccupazione con requisiti ridotti. Ai fini del diritto alla indennità di maternità la data di inizio del congedo dovrà collocarsi nello stesso anno in cui è stata svolta l’attività lavorativa ed entro il periodo presunto di * godimento della disoccupazione con Requisiti Ridotti. Il congedo di maternità, quindi, non potrà iniziare nell’anno successivo a quello di riferimento della predetta prestazione di disoccupazione con R.R.
art. 20-28 d.lgs 276/2003
Il contratto di somministrazione è quel contratto attraverso il quale viene regolata la fornitura di lavoratori dall’impresa somministratrice a quella utilizzatrice (art. 20, d.lgs n. 276/2003 commi 3 e 4) per la somministrazione sia a tempo determinato che indeterminato. Tali lavoratori hanno diritto alla indennità di malattia , a quella di maternità e alla TBC per gli eventi che si verificano sia durante il periodo di disponibilità che in quello di utilizzo.
La retribuzione da prendere a base per il calcolo sarà l’indennità di disponibilità per i periodi coincidenti con quelli di disponibilità e per i periodi coincidenti con l’utilizzo la retribuzione percepita nel periodo di utilizzo lavorativo immediatamente precedente.
Sarà il somministratore che provvederà al pagamento dei contributi previdenziali e al pagamento al lavoratore del trattamento economico dovuto. In caso di inadempimento da parte del somministratore , sarà l’utilizzatore a rispondere in solido. Durante i periodi di disponibilità, per il lavoratore a tempo indeterminato, i contributi saranno versati per il loro effettivo ammontare in deroga alla norma sul minimale contributivo. Circ. 41 del 13.03.2006 punto 1.2
La ditta somministratrice è inquadrata nel terziario. Nel caso di somministrazione nel settore agricolo o di lavoratori domestici trovano applicazione i criteri erogativi, gli oneri previdenziali e assistenziali previsti dai relativi settori Circ. 41 del 13.03.2006 punto 1.2
art. 29 d.lgs 276/2003
Tale tipologia di contratto si riferisce ai lavoratori dipendenti dell’appaltatore ai quali non rileva la situazione della impresa committente dell’appalto. I lavoratori hanno diritto alla indennità di malattia, a quella dimaternità e alla TBC secondo la normale disciplina prevista per i lavoratori dipendenti tenendo conto della categoria e della qualifica professionale di appartenenza. Circ. 41 del 13.03.2006 punto 2.2
Il distacco si configura quando un datore di lavoro mette temporaneamente a disposizione di un altro soggetto l’attività di uno o più lavoratori per eseguire un determinato lavoro.
Tali lavoratori distaccati restano a tutti gli effetti dipendenti dell’azienda d’origine, avranno diritto, quindi, alla indennità di malattia, a quella di maternità e alla TBC secondo la normale disciplina prevista per i lavoratori dipendenti tenendo conto della categoria e della qualifica professionale di appartenenza. Circ. 41 del 13.03.2006 punto 3.2
artt. 33-40 d.lgs 276/2003
Con il contratto di lavoro intermittente il lavoratore si pone, a tempo determinato(senza obbligo di disponibilità) o indeterminato (con obbligo di disponibilità), a disposizione del datore di lavoro (art.6 comma 6 d.lgs 276/2003) . Tale contratto si concretizza in due tipologie:
1. obbligo del lavoratore a rispondere alla chiamata del datore di lavoro, con diritto ad una indennità per i periodi di disponibilità obbligatoria;
2. assenza di obbligo di disponibilità del lavoratore , con la conseguenza che il rapporto contrattuale si instaura solo quando il lavoratore risponde alla chiamata del datore di lavoro.
1 – Per gli eventi di malattia, maternità e TBC insorti durante i periodi di disponibilità, nel caso di contratto con obbligo di disponibilità, ai fini del calcolo della indennità sarà presa a riferimento come retribuzionel’indennità di disponibilità, per gli eventi insorti invece durante la fase di utilizzo, la retribuzione da prendere a base per il calcolo della indennità sarà la retribuzione effettivamente percepita durante il periodo di effettivo utilizzo immediatamente precedente. Gli eventi che iniziano durante il periodo di utilizzo e si protraggono nel periodo di disponibilità e viceversa, saranno riproporzionati tenendo conto di un diverso parametro retributivo a seconda che cadano nel periodo di prevista attività lavorativa o di disponibilità ( es. nota 1). Per quanto riguarda il congedo parentale (come per il part time verticale) il diritto all’indennità non sussiste durante le pause contrattuali e quindi durante i periodi di disponibilità. Circ. 41 del 13.03.2006 punto 4.2 lettera A;
2 – Per gli eventi di malattia insorti nel caso di contratto senza obbligo di disponibilità, le prestazioni spettano durante il periodo di effettiva attività lavorativa e secondo la disciplina del lavoro a tempo determinato ( il diritto all’indennità si estingue al momento della cessazione dell’attività lavorativa);. Per gli eventi dimaternità l’indennità sarà corrisposta per tutta la durata dell’evento purchè lo stesso sia iniziato durante l’attività lavorativa o entro 60 giorni dall’ultimo lavorato. ). Il congedo parentale va indennizzato solo nei periodi di svolgimento dell’attività lavorativa.
La retribuzione da prendere a base per il calcolo sarà quella complessivamente percepita negli ultimi 12 mesi precedenti l’insorgenza dell’evento (malattia – maternità – TBC – come part time verticale va divisa per il numero delle giornate indennizzabili – 360 impiegati, 312 operai – nella retribuzione vanno incluse le indennità di trasferta e i ratei di mensilità aggiuntive). Il congedo parentale andrà indennizzato al 30% della retribuzione che la lavoratrice o il lavoratore percepirebbe qualora non si astenesse dal lavoro, per le sole giornate di previsto svolgimento della attività lavorativa (comprese le festività cadenti nel periodo).
Circ. 41 del 13.03.2006 punto 4.2 lettera B
← Spirale o pillola