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Timestamp: 2018-12-14 06:11:46+00:00
Document Index: 6949689

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 70', 'art. 70', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 8']

Dal MinLavoro, il programma dell'attività ispettiva 2015 | Ambiente Sicurezza Web
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Dal MinLavoro, il programma dell’attività ispettiva 2015
Il Ministero del Lavoro prevede di sottoporre a verifica, per l’anno 2015, un totale di almeno n. 132.500 aziende, secondo la ripartizione regionale e interregionale riportata del documento. Nel documento ministeriale il programma di ispezioni per il 2015.
La programmazione dell’attività di vigilanza per l’anno 2015, oggetto del presente Documento, conferma l’esigenza di garantire una costante ed efficace presenza del personale ispettivo sul territorio nazionale e di orientare la relativa azione di controllo verso ambiti e fenomeni attentamente selezionati, con l’obiettivo di contrastare illeciti sostanziali, realizzando una effettiva tutela delle condizioni dei lavoratori.
Al fine di declinare le direttive operative per l’efficace svolgimento dell’azione ispettiva, necessarie ad assicurare la realizzazione di controlli realmente incisivi nel corso dell’anno, la Direzione generale per l’Attività Ispettiva ha pertanto provveduto, per il 2015, ad una pianificazione dell’attività di vigilanza strettamente correlata alle caratteristiche specifiche dei fenomeni di irregolarità che emergono nei diversi ambiti locali, anche sulla base di un’attenta analisi delle proposte formulate dagli stessi Uffici territoriali. L’approfondita conoscenza delle rispettive aree geografiche di riferimento, infatti, ha consentito agli Uffici di individuare i fenomeni illeciti di maggior rilevanza che alterano le corrette dinamiche del mercato del lavoro a livello locale e nei confronti dei quali risulta necessario, pertanto, indirizzare le verifiche ispettive.
L’obiettivo finale da conseguire è pertanto l’accertamento ed il contrasto ai fenomeni di irregolarità che destano maggior allarme economico sociale, poste in essere sia da singoli datori di lavoro che da vere e proprie “organizzazioni” in grado di infiltrarsi nelle diverse economie locali, alterandone sensibilmente l’equilibrio complessivo.
Nell’attuale contesto socio economico permane in primo luogo la prioritaria esigenza di arginare il frequente ricorso all’occupazione di lavoratori in nero, ulteriormente acuito dalla crisi economica nei settori merceologici tradizionalmente considerati più a rischio. Tali controlli mirati, da pianificare ed effettuare, a livello locale, anche attraverso l’opportuna programmazione dei c.d. “accessi brevi”, presuppongono una preventiva azione di intelligence, volta ad evidenziare sul territorio la presenza e la reale dimensione delle attività illecite riconducibili alla c.d. area sommersa, nella consapevolezza che si tratta spesso di settori controllati dalla criminalità organizzata.
Premesso quanto sopra, si indicano, di seguito, i più rilevanti ambiti di azione individuati per l’anno 2015 relativamente all’intero territorio nazionale e si segnalano, altresì, alcuni diffusi fenomeni illeciti che saranno oggetto di intervento ispettivo a livello territoriale.
La particolare situazione economica e sociale del Paese suggerisce un’attenta riflessione sulle modalità e sugli obiettivi della vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale. In tale contesto il personale ispettivo, ancor più che in passato, svolge, infatti, una delicata funzione di tutela dei lavoratori e di regolazione del mercato del lavoro.
Appare pertanto necessario focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti dell’attività di vigilanza, su specifici istituti e strumenti, al fine di realizzare un’effettiva tutela dei lavoratori, contrastando i fenomeni di irregolarità sostanziale piuttosto che le mere violazioni di natura formale.
Gli accertamenti ispettivi saranno dunque mirati al contrasto del lavoro sommerso e delle più significative forme di elusione della normativa vigente diffuse sul territorio anche per effetto della crisi economica, come di seguito meglio specificato.
Le iniziative di vigilanza, coerentemente con gli obiettivi e le linee guida di seguito esposte, saranno perseguite anche programmando lo svolgimento di specifiche campagne “straordinarie”, che saranno organizzate nel corso dell’anno tenendo altresì conto, in ragione della loro rilevanza, dei fenomeni segnalati dal mondo del lavoro e dalle singole realtà territoriali di questo Ministero.
Fermo restando quanto sopra, la pianificazione delle campagne ispettive straordinarie oggetto di programmazione a livello nazionale sarà finalizzata al raggiungimento di un risultato annuale pari almeno a n. 4 vigilanze straordinarie.
In primo luogo, occorre garantire su tutto il territorio nazionale una costante azione ispettiva
mirata al contrasto del lavoro “nero” – anche in considerazione delle inevitabili conseguenze
pregiudizievoli in relazione ai profili di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori –
nella consapevolezza che tale fenomeno è tuttora notevolmente diffuso nel nostro Paese,
anche se in maniera non uniforme. Al riguardo si registrano, infatti, marcate differenze fra le
regioni del Sud, dove l’occupazione di lavoratori in “nero” è notevolmente radicata e quelle del Centro e del Nord, dove il ricorso al lavoro sommerso ha una incidenza minore in rapporto al complesso delle irregolarità riscontrate.
In tale ambito, la pianificazione dei controlli dovrà essere effettuata tenendo conto dei dati concernenti l’incidenza del lavoro sommerso nel nostro sistema economico, acquisiti in base all’esperienza ispettiva maturata nel corso degli anni, che ha confermato come alcuni settori di attività risultino tradizionalmente più esposti al rischio. Particolarmente interessati al lavoro sommerso sono, infatti, l'edilizia, il commercio, la ristorazione e l’agricoltura, per ragioni sostanzialmente connesse all'elevata intensità del lavoro concentrata in determinati periodi temporali e l’elevato turnover del personale.
Si dovrà peraltro tenere conto del fatto che al lavoro sommerso sono strettamente legati altri fenomeni illeciti quali sfruttamento del lavoro minorile, forme di interposizione illecita nonché indebita percezione di prestazioni previdenziali ed assistenziali, senza trascurare la circostanza che i soggetti interessati spesso lavorano sostanzialmente in condizioni di totale assenza di tutele sociali, sanitarie e di sicurezza.
Oltre ai lavoratori minori, il lavoro “nero” coinvolge sempre più frequentemente ulteriori categorie di soggetti che risultano particolarmente svantaggiate e, pertanto, più vulnerabili. Tra questi rientrano innanzi tutto i giovani che, nella fase di ingresso al mondo del lavoro, si trovano in una posizione di particolare debolezza contrattuale ed i lavoratori stranieri, in ragione sia del rilevante fenomeno dell’immigrazione, sia della circostanza per cui l’occupazione in “nero” rappresenta una più facile opportunità di occupazione, spesso però connessa a gravi episodi di sfruttamento.
In via generale, al fine di contrastare efficacemente il lavoro sommerso, gli Uffici territoriali potranno programmare accessi c.d. ”brevi”, mirati esclusivamente ad individuare – nell’ambito delle aree geografiche e/o di specifici settori – l’occupazione di manodopera in “nero”, attraverso una attenta attività di intelligence volta alla valutazione delle specificità del tessuto economico sociale a livello locale.
Negli ultimi anni, l’aggravarsi della crisi economica ha determinato l’incremento di significative forme di inosservanza delle norme vigenti in materia lavoristica e previdenziale nonché di concorrenza sleale fra le imprese, che impongono azioni ispettive mirate a reprimere la diffusione dei fenomeni illeciti di seguito indicati, contribuendo a ristabilire condizioni di lavoro improntate a legalità e sicurezza.
CCNL sottoscritti da OO. SS. prive di rappresentatività
Sempre più frequentemente, nell’attuale contesto economico-sociale, si riscontra la diffusione di CCNL sottoscritti da parte di organizzazioni sindacali diverse da quelle comparativamente più rappresentative nelle diverse categorie. Si tratta di accordi che, riconoscendo trattamenti economici notevolmente inferiori, risultano particolarmente svantaggiosi per i prestatori di lavoro, incidendo negativamente sui profili retributivi e si rivelano in sostanza finalizzati a ridurre il costo del lavoro attraverso una sensibile contrazione del livello delle tutele e dei diritti dei lavoratori.
Al riguardo, fermo restando il principio di libertà sindacale di cui all’art. 39 Cost., il personale ispettivo, ai sensi dell’art. 7 del D.Lgs. n. 124/2004, avrà il compito di vigilare sulla corretta applicazione dei contratti ed accordi collettivi di lavoro.
Anche nel 2015 proseguirà la pianificazione di iniziative ispettive rivolte al settore delle cooperative, al fine di verificare la corretta applicazione della normativa di tutela dei rapporti di lavoro instaurati in tale ambito, con particolare riferimento ai fenomeni elusivi posti in essere dalle c.d. cooperative spurie, che sfuggono al monitoraggio e al controllo esercitato dalle centrali cooperative relativamente ai bilanci, sottraendosi al rispetto dell’attività indicata nello statuto e della vigente normativa lavoristico-previdenziale.
A tal fine, peraltro, si ritiene proficuo proseguire e consolidare l’attività degli Osservatori sulla cooperazione, anche alla luce dei risultati positivi registrati negli ultimi anni.
In tale contesto, infatti, si verificano frequentemente forme di impiego di manodopera irregolare o in “nero”, nonché fenomeni interpositori, in particolare nell’ambito di cooperative costituite appositamente per l’esecuzione di uno specifico appalto.
Altrettanto diffusa in tali realtà economiche è inoltre la tendenza all’applicazione di contratti collettivi sottoscritti da organizzazioni sindacali prive di reale rappresentatività che consentono una consistente riduzione del costo del lavoro. In tali ipotesi l’azione di vigilanza sarà, pertanto, orientata a garantire l’osservanza della disposizione di cui all’art. 7, comma 4, del D.L. n. 248/2007 (conv. da L. n. 31/2008), in base alla quale, in presenza di una pluralità di contratti collettivi, le società cooperative applicano ai soci lavoratori trattamenti economici complessivi “non inferiori a quelli previsti dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria”.
I ricorrenti fenomeni di dumping dovuti all’utilizzo di forme fittizie o irregolari di esternalizzazione – sempre più diffuso anche a causa della crisi economica tuttora in atto – costituiranno oggetto di attenzione nel corso dell’effettuazione dei controlli di competenza del personale ispettivo.
In particolare, tale personale si concentrerà sulle filiere degli appalti, anche pubblici, approfondendo, come di consueto, le caratteristiche dei rapporti tra committenti, appaltatori e subappaltatori e gli aspetti relativi alla responsabilità solidale, al fine di garantire la corretta applicazione della disciplina normativa e contrattuale nei confronti dei lavoratori interessati e di contrastare eventuali fenomeni di somministrazione irregolare, abusiva o fraudolenta.
Saranno realizzate, altresì, iniziative di vigilanza volte ad individuare i comportamenti elusivi connessi al ricorso a forme di distacco non genuino, soprattutto con riferimento al frequente utilizzo abusivo dell’istituto del distacco transnazionale che rappresenta un formale espediente, ormai invalso soprattutto nel settore edile e dell’autotrasporto, per aggirare la normativa in materia di regolare costituzione dei rapporti di lavoro, determinando una significativa disparità di trattamento per la manodopera appartenente a diversi Paesi dell’Unione Europea, frequentemente inconsapevole dei propri diritti.
L’azione ispettiva sarà indirizzata a contrastare l’uso distorto, in funzione elusiva, dei contratti di lavoro atipici o flessibili (lavoro intermittente, vouchers, associazioni in partecipazione, collaborazioni coordinate e continuative a progetto, partite IVA, collaborazioni occasionali, contratti part-time, etc.), che spesso dissimulano rapporti di lavoro di natura subordinata, a tempo pieno ed indeterminato.
Seppure tale fenomeno, in prospettiva, appare destinato a diminuire in ragione delle recenti riforme volte ad abbattere il costo del lavoro a tempo indeterminato, non è da escludere che in specifici ambiti possano protrarsi comportamenti finalizzati in particolare ad eludere le ulteriori tutele legate a forme di occupazione con contratto di lavoro subordinato (malattia, maternità, licenziamenti illegittimi ecc.).
La diffida accertativa costituirà, pertanto, per il personale ispettivo, un utile strumento per garantire il rispetto dei contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. L’ispettore, in tal senso, dovrà prestare la massima attenzione alla verifica di detti contratti con riferimento all’inquadramento dei lavoratori ed alla corretta applicazione dei minimi retributivi. Tale istituto, ove ne sussistano i presupposti, potrà essere validamente utilizzato anche in occasione di accertamenti di lavoro sommerso, fornendo così una tutela “completa” del lavoratore, non solo sotto il profilo previdenziale ed assicurativo ma anche riguardo agli aspetti patrimoniali.
Particolarmente pregnante è l’applicazione della diffida accertativa per i lavoratori che operano nelle cooperative, in relazione ai quali si applica l’articolo 7, comma 4, D.L. n. 248/2007 (conv. da L. n. 31/2008) che garantisce “i trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli dettati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria”.
In ogni caso, ai fini dell’attivazione dello strumento in esame, appare opportuno
tenere in debita considerazione eventuali situazioni di crisi aziendali e, in particolare, le ipotesi in cui sia stato raggiunto un accordo tra le parti volto a dilazionare e ritardare la corresponsione delle retribuzioni. Si rinvia, ai fini del corretto utilizzo della diffida accertativa, alle più recenti circolari ministeriali e più in particolare alla circolare n. 1/2013.
Ferma restando l’individuazione delle priorità di intervento sul territorio nazionale sopra indicate, la programmazione degli obiettivi a livello regionale e provinciale di seguito riportata è stata realizzata tenendo conto dell’analitica mappatura dei fenomeni di irregolarità e della segnalazione delle criticità che contraddistinguono le singole aree geografiche, effettuate con l’ausilio dei Dirigenti delle Strutture territoriali, tali da consentire una più mirata selezione – sul piano qualitativo – dei controlli da effettuare.
Si tratta, pertanto, di perseguire una strategia di azione tuttora finalizzata non tanto ad incrementare la mera consistenza numerica degli accessi ispettivi, quanto piuttosto ad orientare l’attività di vigilanza verso aspetti fondamentali di tutela effettiva delle condizioni di lavoro, attraverso un’elencazione di obiettivi programmatici che, pur rivestendo carattere esemplificativo, risultano comunque riconducibili a fenomeni di rilevante impatto sul piano economico-sociale nei diversi ambiti territoriali.
In quest’ottica, pur considerando la recente riorganizzazione delle strutture territoriali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l’istituzione di quattro Direzioni interregionali del lavoro competenti su altrettante macroaree territoriali (D.P.C.M. 14 febbraio 2014, n. 121, D.M. 4 novembre 2014), si reputa preferibile mantenere di seguito una specificazione quanto più analitica possibile degli obiettivi programmati, in ragione delle peculiarità dei contesti socio economici rilevanti nei diversi ambiti geografici.
Pubblici esercizi: va programmata l’effettuazione di accessi ispettivi nel settore turistico/alberghiero e della ristorazione, soprattutto lungo la fascia costiera e con particolare intensità nel periodo estivo. Durante la stagione turistica montana, concentrata in provincia dell’Aquila, va previsto inoltre un potenziamento dei controlli mirati al contrasto del lavoro sommerso e irregolare nei periodi di più intensa attività.
Agricoltura: va effettuata una attività di vigilanza nelle province di Chieti, Teramo e Pescara nel periodo autunnale, in cui si registrano punte di maggiore intensità in occasione della raccolta dell’uva e dell’olio, concentrata nelle zone collinari della fascia costiera. Saranno effettuati, altresì, accessi mirati nel settore agricolo anche nella zona del Fucino, in provincia dell’Aquila, caratterizzata, nel periodo da giugno ad ottobre, dalla maggior concentrazione di lavoratori stranieri impegnati nella coltivazione, raccolta e trasformazione degli ortaggi.
Edilizia: sarà assicurato il costante presidio ispettivo nell’ambito dei cantieri della ricostruzione nei Comuni in provincia de L’Aquila interessati dall’evento sismico dell’aprile 2009 e saranno pianificati accessi ispettivi presso cantieri di dimensioni medie e piccole anche nelle province di Chieti e Teramo.
Industria manifatturiera: va effettuata una attività di vigilanza mirata alle irregolarità in materia di orario di lavoro, riposi giornalieri e settimanali nelle province di Chieti e Teramo nonché controlli sulla regolarità degli appalti esterni per i servizi di manutenzione, logistica e facchinaggio. Ammortizzatori sociali: va verificata la legittimità del ricorso agli strumenti della CIGO e della CIG in deroga.
Agricoltura: va proseguita l’attività di controllo nella fascia metapontina e nei territori confinanti con le province di Cosenza e Taranto, mirata alle aziende zootecniche e specializzate nelle colture intensive ed ortofrutticole, per la provincia di Matera, nonché accessi ispettivi nelle zone del Vulure-Melfese e della Val D’Agri, in occasione della raccolta di frutta, ortaggi e pomodoro nei mesi estivi e della vendemmia e della raccolta delle olive nei mesi autunnali, per la provincia di Potenza.
Turismo e pubblici esercizi: gli accertamenti riguarderanno le strutture agrituristiche sull’intero territorio regionale. Particolare attenzione sarà rivolta, in provincia di Matera, alle strutture ricettive del litorale ionico e del centro storico, interessate da “Matera 2019 – capitale europea della cultura”; in provincia di Potenza, gli accessi riguarderanno soprattutto la fascia tirrenica e la zona del Parco del Pollino.
Industria: continuerà l’attività di controllo nel settore del mobile imbottito, in provincia di Matera, e, per la provincia di Potenza, nelle zone del Vulure-Melfese, anche in relazione all’eventuale occupazione in “nero” dei lavoratori interessati all’esteso ricorso alla CIG.
Servizi: andranno effettuate verifiche sulla regolarità degli appalti nei settori della manutenzione e dei servizi di pulizia industriale e civile.
Edilizia: anche nel corso dell’intero anno 2015 va prevista la pianificazione di accessi ispettivi mirati soprattutto a lavoro “nero”, ricorso a contratti part-time fittizi, riqualificazioni dei rapporti di lavoro, nonché la verifica della regolarità degli appalti e subappalti e dei profili di salute e sicurezza.
Autotrasporto: andranno effettuati accertamenti sulla base delle segnalazioni della Polizia stradale. Terziario: va proseguita l’azione ispettiva mirata al contrasto del lavoro “nero”, dell’irregolare occupazione di minori e di manodopera straniera e alla verifica della corretta qualificazione giuridica dei rapporti di lavoro (eventuali simulazioni di rapporti di lavoro autonomo e parasubordinato e utilizzo fraudolento ed elusivo delle tipologie contrattuali flessibili) soprattutto nel settore dei call center, nonché nell’ambito degli studi professionali e delle case di cura. Cooperative: saranno effettuate azioni di contrasto a fenomeni di dumping sociale e contrattuale derivanti dalla non corretta applicazione della normativa e delle clausole dei CCNL vigenti, nonché a fenomeni interpositori e di appalto illecito posti in essere da pseudo imprese o cooperative c.d. spurie.
Industria e servizi: saranno effettuate verifiche mirate al lavoro “nero”, alla fittizia occupazione di lavoratori, alla legittimità del ricorso ad appalti e subappalti nonché alla somministrazione irregolare di manodopera volta ad eludere gli obblighi di legge e contrattuali, nelle province di Avellino e Salerno.
Edilizia: sarà implementata l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza con particolare riferimento alle province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno.
Settore tessile e calzaturiero: proseguirà l’azione ispettiva in provincia di Caserta, specificamente mirata al contrasto al lavoro sommerso.
Agricoltura: va programmata la consueta attività di vigilanza nei confronti dell’occupazione irregolare di manodopera extracomunitaria, soprattutto clandestina, in particolare nella provincia di Salerno.
Ammortizzatori sociali: vanno pianificati accertamenti in materia di CIGS, CIGD e contratti di solidarietà, considerata la diffusione del ricorso agli ammortizzatori sociali, soprattutto nelle province di Caserta e Napoli.
Edilizia: va pianificata una azione di vigilanza, sia autonoma che congiunta, finalizzata al contrasto del lavoro “nero”, al corretto svolgimento dei rapporti di lavoro specialmente nell’ambito degli appalti. Va inoltre garantita una attività di promozione della sicurezza sul lavoro nell’ambito dei cantieri della ricostruzione, delle grandi opere e dei piccoli cantieri privati, nonché nell’ambito di attività di montaggio e smontaggio degli allestimenti fieristici nel polo fieristico bolognese.
Cantieri navali: va effettuata un’attività di vigilanza nei confronti delle ditte operanti nei cantieri navali di Monfalcone, volta a verificare la regolarità degli appalti e subappalti, l’eventuale utilizzo fraudolento dell’indennità di trasferta, l’osservanza della normativa in materia di orario di lavoro, l’esistenza di forme di sfruttamento di manodopera extracomunitaria (soprattutto di nazionalità bengalese) e di fenomeni di truffa ai danni dell’INPS.
Vigilanza tecnica: sarà effettuata una vigilanza mirata con particolare riferimento agli ambienti confinati e all’attività di montaggio/smontaggio palchi in provincia di Pordenone.
Agricoltura: vanno pianificati accessi ispettivi mirati alle colture intensive di ortaggi e frutta nelle zone della Maremma laziale (Tarquinia, Montalto di Castro, Valentano) e alla coltivazione di nocciole (Monti Cimini) in provincia di Viterbo, nonché alle connesse attività di agriturismo; saranno inoltre pianificati accertamenti congiunti con il Corpo forestale dello Stato nel settore delle industrie boschive viterbesi. Va poi programmata una vigilanza specifica in relazione alla raccolta delle olive a Rieti e nei territori a vocazione agricola in provincia di Latina – in cui è frequente l’utilizzo di manodopera straniera, prevalentemente indiana – e in provincia di Roma, nelle zone a Nord (Manziana) e dei Castelli.
Industria: gli accertamenti ispettivi interesseranno prevalentemente il contrasto alle forme di lavoro “nero” e irregolari nell’ambito delle attività artigianali e del polo ceramico di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, con particolare attenzione alla verifica del regolare utilizzo della Cassa Integrazione Guadagni, istituto a cui le imprese del settore ancora attive hanno fatto massiccio ricorso a causa dell’attuale crisi economica.
Edilizia: i controlli in edilizia, sotto il profilo sia amministrativo che della sicurezza sul lavoro, riguarderanno prevalentemente il contrasto al lavoro “nero” in provincia di Frosinone, Latina e Rieti, i cantieri della tratta autostradale Tarquinia-Civitavecchia, anche per il perdurare dei fenomeni interpositori e delle false partite IVA, in provincia di Viterbo, nonché i cantieri stradali frequenti e numerosi della Capitale.
Terziario: particolare attenzione sarà dedicata ai pubblici esercizi, privilegiando i controlli sul versante litoraneo in provincia di Roma (soprattutto gli stabilimenti balneari nella stagione estiva), gli accessi serali e nei fine settimana in provincia di Frosinone e i picchi stagionali di attività in provincia di Latina, la zona costiera nel periodo estivo, le concessionarie di automobili e le attività commerciali gestite da datori di lavoro extracomunitari, specialmente di nazionalità cinese in provincia di Viterbo, la grande distribuzione commerciale nelle province di Rieti e Frosinone. Filiera dello smaltimento rifiuti: saranno effettuati accertamenti mirati a contrastare fenomeni di somministrazione illecita in provincia di Frosinone e di Latina.
Edilizia: saranno effettuati accertamenti in materia di salute e sicurezza, di regolarità degli appalti, anche pubblici, di somministrazione illecita, di lavoro “nero” e di pseudo lavoratori autonomi. Industria alimentare: saranno effettuate verifiche in materia di orario di lavoro, appalti, somministrazione, regolare utilizzo degli istituti contrattuali, in particolare nel periodo novembre- maggio, con particolare riferimento alla provincia di La Spezia.
Agricoltura: la pianificazione dell’azione di vigilanza, mirata soprattutto al contrasto del lavoro sommerso e dello sfruttamento di manodopera extracomunitaria, riguarderà soprattutto le province di Imperia e Savona.
Edilizia: l’attività di vigilanza sarà orientata al contrasto al lavoro sommerso e alla tutela della salute e della sicurezza, in particolare nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Mantova, Milano, Sondrio e Varese.
Commercio: saranno effettuati accertamenti mirati al contrasto al lavoro “nero” e all’uso dei contratti atipici, in particolare in provincia di Bergamo, Cremona, Mantova, Milano e Pavia. Cooperative: in tale ambito l’attività ispettiva sarà orientata principalmente alla verifica della regolarità degli appalti e dei distacchi, al fine di contrastare eventuali forme di somministrazione illecita, abusiva e fraudolenta, con particolare riferimento alle province di Bergamo, Cremona, Mantova, Pavia, Varese.
logistica nelle province di Como, Milano, Pavia, Varese, alle società cooperative nelle province di Bergamo, Cremona, Mantova (e in quest’ultima provincia anche relativamente al settore agricolo). Autotrasporto: saranno pianificati accessi ispettivi in materia di orario di lavoro e di tempi di guida e di riposo soprattutto nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Mantova, Milano, Sondrio.
Laboratori tessili gestiti da cittadini extracomunitari: saranno pianificati accertamenti ispettivi mirati al contrasto dei fenomeni di irregolarità ed illegalità dei rapporti di lavoro instaurati in tale ambito settoriale, in particolare nel territorio della provincia di Mantova.
EXPO 2015: proseguiranno gli interventi in corso non soltanto riferiti al profilo ispettivo- accertativo, ma rientranti anche nell’ambito di un più ampio piano di “accompagnamento” alla realizzazione dell’evento nel rispetto della normativa sul lavoro e sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Aziende manifatturiere gestite da etnie straniere: l’attività di accertamento va mirata al contrasto dell’economia sommersa in relazione prevalentemente a piccoli laboratori del settore tessile e abbigliamento gestiti da etnie straniere e caratterizzati da forme di grave sfruttamento di lavoratori irregolari, spesso clandestini, fenomeno particolarmente diffuso nelle province di Ancona, Fermo, Macerata e Ascoli Piceno.
Autotrasporto: le verifiche riguarderanno le aziende del settore in cui sono particolarmente ricorrenti violazioni in materia di orario di lavoro e sarà dedicata particolare attenzione al trasporto merci su strada effettuato da vettori aventi sede legale all’estero, nei confronti dei quali s’intendono proseguire le iniziative di controllo in raccordo con la Polizia Stradale, al fine di contenere il fenomeno di concorrenza sleale nei confronti delle imprese che operano nel pieno rispetto della normativa vigente.
Concerti ed eventi fieristici: proseguirà la pianificazione e l’effettuazione degli accertamenti ispettivi in tale settore, con particolare riferimento alla stagione estiva.
Area portuale: si procederà alla effettuazione di interventi mirati nel settore delle costruzioni navali, della movimentazione dei carichi e nei confronti delle aziende impegnate nella manutenzione e riparazione di piccole imbarcazioni nell’area portuale di Ancona.
Servizi connessi all’autotrasporto: proseguiranno gli accertamenti nei confronti delle aziende operanti in attività e servizi connessi all’autotrasporto, soprattutto con riferimento ai settori dello smaltimento rifiuti, delle cave, della trasformazione agroalimentare, dello stoccaggio e della logistica, con verifiche estese alla regolarità dei relativi appalti e subappalti.
Terziario: saranno programmate apposite campagne estive di vigilanza nel settore del commercio e dei pubblici esercizi, soprattutto in ambito costiero, indirizzate alle realtà imprenditoriali meno strutturate e maggiormente suscettibili di irregolarità, quali quelle dedite alla somministrazione di alimenti negli stabilimenti balneari, gelaterie, rivendite occasionali, banchi di commercio ambulante, ecc. Saranno oggetto di attenzione anche alcuni pseudo circoli privati a carattere sociale-ricreativo che di fatto svolgono attività di pubblici esercizi/nights con personale totalmente in “nero”. Sempre nell’ambito del terziario, saranno sottoposte a controlli, altresì, le imprese dei servizi di pulizia notturni, le quali, anche in ragione dell’inusuale orario di attività, potrebbero risultare particolarmente “a rischio” con riferimento all’occupazione di manodopera in irregolare o in “nero”.
Pubblici esercizi: saranno programmati accessi ispettivi mirati al contrasto dell lavoro “nero” e dell’irregolare utilizzo delle tipologie flessibili di lavoro nel settore del commercio, turismo e ristorazione in tutto il territorio della Regione e in particolare per le province di Cuneo, Torino e Verbania.
Logistica, autotrasporto: l’azione di vigilanza in tale ambito sarà prevalentemente orientata alla verifica della regolarità degli appalti e dei distacchi nell’ambito dell’autotrasporto (e, in tale ambito, anche del rispetto della normativa in materia di orario di lavoro e dei tempi di guida e di riposo) nonché della logistica, della distribuzione e dei servizi ausiliari alle imprese, settori nei quali si riscontra una elevata frequenza di fenomeni interpositori che si risolvono in un deterioramento delle condizioni retributive e di lavoro, oltre che in situazioni di rilevante dumping contrattuale a danno delle imprese concorrenti.
Edilizia: l’attività di vigilanza sarà volta all’accertamento della regolarità dei rapporti di lavoro e alla verifica dell’osservanza delle condizioni di sicurezza nei cantieri edili nonché a contrastare il frequente ricorso a distacchi transnazionali non genuini, soprattutto in provincia di Torino. Ammortizzatori sociali: saranno programmate verifiche sul corretto utilizzo della CIGS e dei contratti di solidarietà e, in minor misura della CIGD, soprattutto nelle province in cui, per ragioni storiche o per l’attuale situazione di crisi produttiva, i fenomeni individuati sono caratterizzati da una consistente percentuale di irregolarità (ad es. Asti, Biella, Vercelli).
Terziario: sarà attivata una vigilanza mirata al contrasto del lavoro sommerso, con particolare riferimento ai pubblici esercizi, bar e ristorazione in provincia di Bari e Brindisi, al settore turistico- alberghiero in provincia di Foggia, nonché nell’ambito di studi professionali, laboratori di analisi, amministrazioni di condominio in provincia di Taranto.
Istituti di vigilanza: sarà effettuata una attività di verifica sugli aspetti economici e sull’orario di lavoro imposto alle guardie giurate dipendenti dagli istituti di vigilanza nelle province di Foggia e Lecce.
Settore industria ed area portuale: proseguirà l’attività di vigilanza in provincia di Taranto, concernente la sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento al sito industriale dell’ILVA e all’interno dell’area portuale, anche in considerazione della costituzione di un apposito gruppo di lavoro presso la Prefettura per il controllo delle varie fasi dell’appalto.
Edilizia: saranno pianificati accessi ispettivi allo scopo di prevenire e reprimere condotte poste in essere in violazione delle norme antinfortunistiche e fenomeni di irregolarità degli appalti, anche nel settore pubblico, in tutto il territorio regionale e, in particolare, in relazione ai lavori della nuova arteria stradale Sassari-Olbia.
Settore turistico-alberghiero: continuerà, anche nel corso dell’anno 2015, il monitoraggio sul fenomeno relativo a società (svizzere in particolare) operanti presso le strutture turistico-alberghiere della Regione, che assumono formalmente lavoratori italiani nelle loro sedi estere e li distaccano o somministrano in modo illecito e fraudolento per effettuare attività di animazione nei villaggi turistici. Settore cooperativistico: sarà effettuata una attività di vigilanza orientata alla verifica di fenomeni di somministrazione illecita presso strutture commerciali da parte di cooperative.
Associazioni di volontariato e ONLUS: saranno effettuate verifiche sulla effettività e genuinità delle prestazioni svolte dai volontari e dai soci dei circoli, volte a dissimulare vere e proprie attività economiche di pubblico esercizio al fine di eludere la normativa lavoristica e fiscale e saranno effettuati accertamenti sul corretto utilizzo dello strumento dei rimborsi spese e l’eventuale impiego di personale somministrato illecitamente da cooperative operanti nel settore in questione.
Grande distribuzione: saranno pianificati interventi ispettivi concernenti l’attività di volantinaggio da parte delle aziende della grande distribuzione, al fine di verificare la correttezza degli eventuali contratti di appalto stipulati con società esterne, la presenza di fenomeni di caporalato e/o somministrazione illecita di manodopera, nonché l’utilizzo di lavoratori in “nero” o clandestini. Settore della pesca: sarà effettuata una attività di vigilanza nell’ambito della pesca del corallo in particolare nella provincia di Cagliari.
Edilizia: saranno pianificati accessi ispettivi volti al contrasto del lavoro sommerso, alla verifica della presenza di lavoratori autonomi non genuini nonché del rispetto delle condizioni di salute e sicurezza e della correttezza della filiera degli appalti e subappalti, nell’ambito dei cantieri edili, nelle province di Arezzo, Firenze, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato e Siena e con particolare attenzione al settore lapideo in provincia di Massa Carrara.
Industria metalmeccanica, manifatturiera e tessile: gli accertamenti ispettivi in tale ambito saranno orientati soprattutto nei confronti delle attività gestite da imprenditori extracomunitari nelle province di Arezzo e Firenze, con particolare riferimento al contrasto dell’impiego di lavoratori irregolari o in “nero” e con specifica attenzione, altresì, nelle province di Pistoia e Prato, al settore delle confezioni e dell’abbigliamento in cui operano principalmente realtà economiche facenti capo a soggetti di nazionalità extracomunitaria.
Turismo e pubblici esercizi: saranno pianificati accertamenti ispettivi – anche nella modalità ispettiva dell’accesso breve – finalizzati a contrastare il fenomeno del lavoro “nero” e comportamenti elusivi della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale, in particolare nelle province di Arezzo, Livorno, Pisa, Pistoia, Siena e Prato (in quest’ultima, soprattutto nel settore del “Pronto moda”, comparto a conduzione cinese). In particolare, a Lucca, le verifiche saranno intensificate nella stagione di maggior afflusso turistico, sia in Versilia che nella Lucchesia e in Garfagnana, nel capoluogo saranno maggiormente concentrate in occasione del Comics and game summer festival e in provincia durante il Carnevale di Viareggio; a Massa Carrara interesseranno soprattutto il complesso fieristico.
Cooperative: proseguiranno le attività di vigilanza nel settore cooperativistico, mirate principalmente al contrasto dei fenomeni elusivi degli obblighi retributivi e contributivi, anche attraverso l’applicazione di contratti di lavoro stipulati da organizzazioni sindacali comparativamente non rappresentative, in particolare nelle province di Arezzo, Lucca e Prato. Agricoltura: l’attività di vigilanza sarà mirata a contrastare il lavoro “nero” e irregolare, soprattutto nelle province di Livorno, Pisa e Siena e, in quest’ultima, specialmente nei periodi della vendemmia.
Ammortizzatori sociali: saranno pianificate delle verifiche soprattutto sui presupposti per la concessione e la regolarità della fruizione della CIG in deroga, anche in collaborazione con gli Istituti previdenziali.
Cooperative: saranno effettuati accessi ispettivi nel settore cooperativistico, volti a far emergere lavoro “nero” e forme di elusione contributiva e fiscale connesse ad inquadramenti non corretti del personale, con specifico riguardo ai seguenti ambiti: attività di assistenza sia domiciliare, sia all’interno delle case di riposo, esternalizzazione dei servizi nell’ambito dei centri commerciali, anche nella fase di vendita dei prodotti.
Edilizia: sarà proseguita l’attività di vigilanza mirata al contrasto del lavoro “nero” e delle violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Agricoltura: saranno effettuati accessi ispettivi sulla regolarità dell’impiego di manodopera nel settore agricolo.
Edilizia: proseguiranno gli accessi ispettivi presso i cantieri edili finalizzati al contrasto del lavoro “nero”, alla verifica dell’osservanza della normativa in materia di sicurezza e salute, nonchè all’impiego patologico del voucher riscontrato soprattutto nelle province di Padova, Treviso e Vicenza.
L’Atto d’indirizzo del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali per il triennio 2014-2016 individua gli obiettivi specificamente inerenti ai profili di tutela prevenzionistica attribuiti alle competenze degli ispettori del lavoro, declinati sia sul piano della vigilanza che su quello promozionale: “...va perseguito il rafforzamento delle tutele per i lavoratori, quali quelle in tema di igiene, salute e sicurezza sul posto di lavoro. In tale ambito, in particolare, sarà necessario rafforzare le iniziative a favore dei lavoratori... sul piano della tutela dell’integrità psicofisica. Si dovrà dare attuazione a tutte le misure e gli interventi di cui al Testo Unico vigente in materia di salute e sicurezza e provvedere a migliorare i relativi controlli sia in senso qualitativo che quantitativo. Sarà anche necessario proseguire nelle attività concernenti la promozione della cultura della sicurezza nelle aziende pubbliche e private, così come nell’attuazione delle disposizioni del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di salute e di sicurezza sul lavoro...”.
In aderenza al citato Atto d’indirizzo, l’azione di vigilanza tecnica, con riferimento all’ambito di competenza normativamente attribuito al personale ispettivo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sarà principalmente mirata, anche nel corso dell’anno 2015, in via prioritaria al settore dell’edilizia, al fine di incrementare il livello di regolarità dei rapporti lavorativi anche sotto il profilo della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro nonché di contrastare efficacemente l’allarmante fenomeno degli infortuni sul lavoro.
L’azione di vigilanza tecnica non trascurerà comunque gli ulteriori ambiti di competenza del personale ispettivo del Ministero (ad es. ferrovie e radioprotezione).
In linea con quanto previsto dal citato Atto di indirizzo, in termini qualitativi e quantitativi l’attività ispettiva avrà come principali obiettivi:
- il miglioramento della capacità di coordinamento tra le strutture territoriali dei diversi Organi che svolgono attività di vigilanza;
- incremento del numero delle ispezioni con particolare riguardo alla verifica dei cantieri oggetto dell’attività ispettiva;
- condivisione di aspetti critici di prevenzione e di modalità con gli altri Organi di vigilanza presenti sul territorio (ASL, INPS, INAIL);
In termini quantitativi il numero di aziende ispezionate nel settore dell’edilizia, per quanto
attiene esclusivamente gli aspetti di salute e sicurezza, è fissata in almeno 18.000 aziende, la cui distribuzione interregionale verrà successivamente definita in ragione delle risorse umane disponibili nei singoli uffici.
In termini qualitativi il numero di ispezione in materia di salute e sicurezza dovrà consentire di raggiungere, attraverso una accurata attività di intelligence, il 60% del rapporto percentuale tra numero aziende ispezionate e aziende irregolari.
L’elevata incidenza degli infortuni sul lavoro di maggior gravità nel settore dei cantieri edili rende indispensabile un’azione di controllo mirata in pari grado ai profili tecnici ed a quelli amministrativi, con particolare attenzione alle sempre più diffuse forme di esternalizzazione realizzate attraverso il ricorso a catene di appalti e subappalti, che rendono più complessi gli accertamenti di competenza del personale ispettivo. Pertanto, gli accessi ispettivi dovranno privilegiare modalità di vigilanza tali da consentire il controllo sia dei livelli di sicurezza che della corretta applicazione della disciplina in materia di rapporti di lavoro.
Considerato che tuttora il più elevato tasso di gravi incidenti sul lavoro si riscontra nei cantieri più piccoli, in cui più facilmente è elusa la normativa prevenzionistica per motivi di economicità, la selezione di quelli da ispezionare avverrà, orientativamente, in base alle dimensioni degli stessi:
Le verifiche tecniche nel settore delle ferrovie saranno effettuate – come di consueto – in base alla programmazione annuale degli obiettivi predisposta nell’ambito del coordinamento in sede regionale. In tale ambito saranno, infatti, individuati gli obiettivi della vigilanza congiunta tenendo presenti le priorità degli interventi da effettuare su ciascun territorio provinciale.
In tale campo, l’azione di vigilanza sarà orientata principalmente nei confronti delle strutture sanitarie complesse e dei settori industriali in cui l’impiego di sorgenti di radiazione si presenta particolarmente rilevante, sotto il profilo sia quantitativo che qualitativo.
Considerata la gravità degli incidenti che, anche nel recente passato, hanno interessato tali tipi di lavorazioni, particolare attenzione sarà dedicata al monitoraggio ed alle verifiche relative agli appalti di servizi aventi ad oggetto attività manutentive o di pulizia su aree confinate, in cui si registra una elevata esposizione al rischio di lavoratori non sempre in possesso della preparazione necessaria ad affrontare tali specifiche evenienze.
La notevole diffusione dell’installazione di impianti di videosorveglianza volti a salvaguardare i beni aziendali ha come conseguenza un sensibile incremento delle problematiche relative al rispetto di quanto previsto dall’art. 4 della L. n. 300/1970. L’azione di vigilanza terrà conto delle evoluzioni normative che potrebbero derivare dall’attuazione della delega di cui alla L. n. 183/2014.
In relazione agli obblighi imposti dall’art. 70 del D.Lgs. n. 81/2008 continuerà, per quanto di competenza, l’azione di sorveglianza sulle macchine immesse sul mercato ai sensi della direttiva 98/37/CE. Per tali aspetti, l’attività di vigilanza tecnica dovrà essere indirizzata:
- all’implementazione, nell’ambito dell’attività di prevenzione infortuni nei settori di competenza, anche in relazione al comma 4 dell’art. 70 del D.Lgs. n. 81/2008 e tenuto conto del vasto panorama delle macchine marcate CE e del controllo della conformità ai requisiti essenziali di sicurezza (RES) delle macchine;
- all’attività di sorveglianza di mercato ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. n. 17/2010. Le attività in tale ambito, seppure non programmabili in quanto subordinate alle segnalazioni di presunta non conformità trasmesse dai servizi di prevenzione delle ASL nonché da parte del Ministero dello sviluppo economico, costituiscono compito inderogabile per questa Amministrazione ed allo stesso tempo integrano gli obiettivi di miglioramento dei livelli di sicurezza sui luoghi di lavoro previsti nell’Atto d’indirizzo del Ministro del lavoro richiamato in premessa.
Proseguirà, altresì, l’attività di stretta collaborazione tra le Amministrazioni competenti in materia di salute e sicurezza con la conseguente programmazione degli accertamenti effettuata, principalmente, nell’ambito dei Comitati regionali di coordinamento di cui al D.P.C.M del 21 dicembre 2007 richiamato dall’art. 7 del D.Lgs. n. 81/2008.
Si precisa che, al fine del raggiungimento degli obiettivi selezionati dal presente Documento di programmazione, il personale ispettivo tecnico non dovrà essere distolto dalle attività così pianificate per essere adibito nelle verifiche degli ascensori e montacarichi. Ciò in quanto tali verifiche non costituiscono priorità di intervento per l’Amministrazione, atteso peraltro che le stesse sono effettuate, ai sensi delle disposizioni vigenti, anche in ambito privatistico.
Nel corso dell’anno potranno infine essere programmate specifiche attività di vigilanza straordinaria volte al raggiungimento degli obiettivi prefissati secondo il criterio della efficacia ed efficienza dell’azione ispettiva o per fronteggiare specifiche esigenze contraddistinte dal carattere dell’eccezionalità.
Fermo restando quanto sopra, la vigilanza tecnica sarà complessivamente finalizzata a raggiungere un risultato annuale pari almeno a n. 70 accertamenti per ciascun ispettore, escluse le eventuali rivisite, per un totale di n. 20.000 aziende ispezionate.
ATTIVITÀ DI PREVENZIONE E PROMOZIONE
Proseguirà, nel corso dell’anno 2015, il monitoraggio semestrale, da parte della scrivente Direzione generale, delle attività di prevenzione e promozione degli Uffici del territorio ex art. 8, D.Lgs. n. 124/2004, che si concretizzano nella realizzazione di specifiche iniziative, organizzate a livello locale, rivolte a tutti i soggetti attivi sul mercato del lavoro, quali associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e ordini professionali.
In particolare, il personale ispettivo delle Strutture territoriali è coinvolto nella effettuazione di incontri di aggiornamento ed approfondimento sulle più rilevanti tematiche concernenti la materia lavoristica, di legislazione sociale e di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Tali iniziative sono finalizzate a favorire ed incentivare nel mondo datoriale comportamenti e prassi conformi alla normativa vigente consentendo, pertanto, la prevenzione degli illeciti e la promozione e diffusione della cultura della legalità e della sicurezza sul lavoro.
Premesso quanto sopra, si conferma, anche per l’anno 2015, la programmazione complessiva, su tutto il territorio nazionale, di almeno 500 incontri in materia di prevenzione promozione di cui al citato art. 8, D.Lgs. n. 124/2004. La suddivisione del numero degli incontri tra i diversi ambiti territoriali sarà effettuata all’esito di specifici incontri con i direttori delle DIL.
Attività ispettive 2015
RSPP interno e stima dei costi: dal Ministero del Lavoro due nuovi chiarimenti