Source: http://www.assicurazione-auto.info/Articoli/Snt_220105.htm
Timestamp: 2018-02-20 15:17:51+00:00
Document Index: 180624813

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 22', 'art. 22', 'art.2', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 141', 'sentenza ', 'sentenza ']

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TRIBUNALE DI VENEZIA - SEZIONE DISTACCATA DI DOLO
Clausole vessatorie ed ebbrezza - assicurazioni
Clausole vessatorie ed ebbrezza - assicurazioni , fonte: http://www.asaps.it/giurisprudenza/giur_merito/0018.htm
nella causa civile n. 13031/2000 Ruolo Generale Oggetto: risarcimento danni da incidente stradale promossa da
R. Z., con avv. Beneforti e Biasibetti, come da procura in atti
C. S.A.S. DI S. A. E C, con avv. Benassi, come da procura in atti
assicurazioni GENERALI S.P.A., con avv. Sacco, come da procura in atti
C.P. E MILANO assicurazioni S.P.A. (GIÀ LA PREVIDENTE assicurazioni S.P.A.), con avv. Alessandri, come da procura in atti
Con atto di citazione ritualmente notificato il 31.1.2000, R. Z. conveniva davanti al Tribunale di Venezia - sezione distaccata di Dolo S. S., C. s.a.s. di S. A. e C. e la assicurazioni Generali s.p.a., chiedendone la condanna al risarcimento dei danni (biologico, morale, patrimoniale) subiti in conseguenza dell'incidente stradale avvenuto il 26.12.1997 in Mira sulla nazionale Padova-Venezia, per esclusiva responsabilità di Simone Stigliano, il quale, alla guida dell'autovettura SAAB 900 SE, targata ***, di proprietà di C., s.a.s. di S. A. e C., si immetteva sulla nazionale dalla Via Miranese, senza rispettare l'obbligo di dare la precedenza con semaforo lampeggiante, con repentina manovra di svolta a destra; Simone Stigliano invadeva la corsia opposta di pertinenza dei veicoli che viaggiavano in direzione Padova-Venezia, scontrandosi frontalmente con l'auto condotta da C.P., sulla quale era trasportato a titolo di cortesia R. Z., arrecando allo stesso gravi lesioni personali e danni al veicolo.
Radicatesi il contraddittorio, assicurazioni Generali s,p.a. contestava la do- manda attorca, della quale chiedevano la reiezione deducendo che l'evento dannoso non si era verificato per la colpa esclusiva di R. Z.;
contestava altresì il quantum richiesto e deduceva l'inoperatività della polizza assicurativa, essendo stato accertato che lo S. aveva guidato sotto l'influsso di sostanze alcoliche e stupefacenti. Chiedeva, in via riconvenzio- nale, che C s.a.s. di S. A. e C. fosse condannata a rilevarla indenne di quanto eventualmente fosse stata condannata a pagare a R. Z.
C. s.a.s. di S. A. e C. contestava la responsabilità esclusiva di R. Z. nella causazione dell'evento, e chiedeva di chiamare in causa C.P., conducente dell'altra auto coinvolta nel sinistro, il quale viaggiava senza rispettare i limiti di velocità imposti, nonché la sua assicurazione Milano assicurazioni s.p.a. (già La Previdente assicurazioni s.p.a.).
C.P. e la Milano assicurazioni s.p.a. eccepivano la prescrizione del credito risarcitorio e l'improcedibilità dell'azione non essendo stata inviata la rituale raccomandata ex art. 22 1. 990/69. Antecedentemente alla prima udienza di comparizione, la assicurazioni Generali s.p.a. corrispondeva all'attore la somma di £. 160.000.000 (euro 82.633,10) a titolo transattivo, che l'avv. Beneforti accettava a titolo di acconto.
Alla prima udienza di trattazione, fissata ai sensi dell'ari. 183 c.p.c., le parti non comparivano di persona e quindi non poteva essere esperito il tentativo di conciliazione.
Al termine dell'istruttoria, espletata mediante produzioni documentali, interrogatorio formale, prova testimoniale, CTU medico-legale, le parti precisavano le conclusioni, come da' verbale di udienza del 17.4.2002 e il giudice tratteneva la causa in decisione, a norma dell'ari. 281-quinquies c.p.c., assegnando i termini per il deposito delle memorie conclusionali e delle memorie di replica.
In primo luogo deve rilevarsi che la domanda principale è procedibile, ai sensi dell'art. 22 1. 990/1969, dato che R. Z. ha provveduto regolarmente a richiedere alla assicurazioni Generali s.p.a. il risarcimento dei danni, mediante raccomandata in data 2.1.98.
Improcedibile è, invece, la domanda proposta da C. s.a.s. di S. A. e C. nei confronti di C.P. e di Milano assicurazioni s.p.a. (già La Previdente assicurazioni s.p.a.), non essendovi alcuna prova dell'avvenuto invio della raccomandata di cui all'ari. 22 1. 990/69.
Com'è noto, in tema di responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli e natanti, per i quali vi è l'obbligo di assicurazione a norma della 1. 24 dicembre 1969 n. 990, l'art. 22 di tale legge, il quale subordina la proponibilità dell'azione risarcitoria, inclusa quella formulata soltanto contro il responsabile, alla richiesta del danno all'assicuratore, nonché al decorso di sessanta giorni da tale richiesta, trova applicazione, tenendo conto del difetto di espresse limitazioni e della ratio della disposizione medesima (favore per il soddisfacimento stragiudiziale delle istanze di risarcimento), anche con riguardo alla domanda riconvenzionale avanzata dal convenuto che assuma a sua volta la responsabilità dell'attore (Cass., sez. Ili, 01-12-1998, n. 12189).
Il sinistro, pertanto, dev'essere interamente ascritto al comportamento colposo di S. S., al quale, peraltro, è stata elevata contravvenzione per violazione degli artt. 143 comma 12 c.d.s. per aver occupato contromano un tratto di strada curva a scarsa visibilità e 145 e. 4 e 10 per aver omesso di concedere la dovuta precedenza all'incrocio.
In più, in conseguenza degli accertamenti cui S. S. si è volontariamente sottoposto, è stato accertato che lo stesso ha violato gli artt. 186 e. 2 c.d.s. (guida in stato di ebbrezza) e 187 e. 2 e 4 c.d.s. per aver guidato sotto l'influsso di sostanze stupefacenti.
Quanto all'ammontare del danno alla persona, dalla C.T.U. medico legale è risultato che, nel sinistro di cui è causa, R. Z. ha riportato un trauma cranico non commotivo, escoriazioni al cuoio capelluto, la frattura all'acetabolo sinistro e un distacco lamellare all'astragolo destro, da cui è derivata un'invalidità temporanea totale di giorni 210, un'invalidità temporanea parziale di giorni 60 al 50 %, con postumi permanenti, che incidono sulla capacità lavorativa specifica del soggetto quale operaio metalmeccanico nella misura del 20 % e sull'integrità psicofisica nella percentuale del 21 %, sotto il profilo del danno biologico. Il CTU ha, però, anche accertato che non sussistono postumi permanenti particolari all'attività lavorativa di R.Z., qualora lo stesso venga definitivamente confermato nel ruolo di commesso comunale al municipio di Venezia, attività che lo stesso svolge dall'anno 2000.
Deve, peraltro, ricordarsi che la recente 1. 5.3.2001, n. 57, all'ari. 5, commi 2 e seguenti, ha introdotto un criterio normativo di liquidazione del danno alla persona di lieve entità (entro il 9% di invalidità permanente), derivante da sinistri conseguenti alla circolazione di veicoli a motore e dei natanti, avvenuti successivamente alla data di entrata in vigore della legge (non contenendo alcuna disposizione specifica in tema di vacatio legis, ed essendo stata pubblicata sulla G.U. del 20.3.2001, la legge è entrata in vigore il 4.4.2001), sia per il danno da invalidità permanente, sia per quello da invalidità temporanea.
Il danno biologico, pertanto, vista l'età di R. Z. al momento del sinistro (nato il 26.1.1964), deve essere quantificato in € 8.880 "quanto all'invalidità temporanea e in € 43.364. quanto all'invalidità permanente, per un totale di € 52.244.
L'attore ha prodotto il proprio libretto di lavoro dal quale si evince che lo stesso, dal 1987 al 1997 ha svolto, quasi ininterrottamente attività lavorative rientranti lato sensu nell'ampia categoria di operaio metalmeccanico.
La circostanza che successivamente R. Z. sia stato assunto (a quanto sembra, con contratto a tempo determinato) come commesso al Comune di Venezia non sembra poter esimere il responsabile del sinistro dal risarcire il danno derivante dalla perdita di capacità lavorativa specifica dell'attore.
Per la quantificazione del reddito da risarcire, essendo R. Z. disoccupato al momento del sinistro, dev'essere utilizzato il parametro di cui all'ari. 4 e. 3 d.l. 23 dicembre 1976 n. 857, conv. in 1. 26 febbraio 1977 n. 39,dell'aumento di lire novecentosettantacinquemila (€ 503,75) previsto dall'art.2, 2° comma, 1. 15 aprile 1985 n. 140 (la Cassazione è pacifica: v., da ultimo,Cass., sez. Ili, 01-06-2000. n. 7275).
L'indagine volta alla determinazione del risarcimento dovuto per danni fisici arrecati alla persona è particolarmente delicata e non consente di giungere a conclusioni precise. Per stabilire, con l'inevitabile approssimazione, il pregiudizio patrimoniale conseguente alla diminuita capacità lavorativa appare equo utilizzare, sia pure soltanto in via orientativa, il parametro costituito dal reddito del danneggiato, da ridurre in proporzione alla misura dell'invalidità permanente accertata e da moltiplicare per il numero di anni di presumibile vita lavorativa che questi avrebbe avuto davanti a sé. A questo proposito, il sistema più attendibile è costituito dal riferimento alle tabelle di capitalizzazione delle rendite vitalizie, approvate con r.d. 9 dicembre 1922, n. 1043, e dalla riduzione in via equitativa della somma risultante di una percentuale variabile, in relazione all'età del soggetto leso, per adeguarle all'oggetto dell'indagine che riguarda la sola vita lavorativa e non l'intera vita fisica (cfr.Cass., 23 giugno 1993, n. 6941).
Pertanto tenendo presente il reddito annuo come sopra calcolato, la misura dell'invalidità accertata, l'età al momento del consolidamento dei postumi permanenti ed il relativo coefficiente di capitalizzazione, nonché il presumi- bile scarto tra vita fisica e lavorativa, il danno conseguente alla diminuita capacità lavorativa deve essere determinato, con prudente apprezzamento, in € 26.721.
Deve peraltro rilevarsi che i convenuti hanno versato a titolo di acconto, in data 10.5.2000, la somma di £. 160.000.000 (€ 82.633,10). In applicazione del principio stabilito dalle Sezioni Unite della Corte di Cas- sazione con la sentenza n. 1712 del 17.2.1995, sulle somme dovute a titolo di risarcimento del danno devono poi essere riconosciuti gli interessi - dalla data dell'illecito fino alla data della presente pronuncia quale corrispettivo del mancato tempestivo godimento, da parte del danneggiato, dell'equivalente pecuniario del debito di valore.
Pertanto, tenuto conto dell'epoca del fatto, della redditività media del denaro durante la "mora debendi" (mora "ex rè", ai sensi dell'ari 1219', n.l, e.e.) e considerati gli aumenti nominali del capitale corrispondenti alla graduale progressione della svalutazione monetaria, appare equo seguire l'indirizzo delle Sezioni Unite della Cassazione e calcolare gli interessi legali sulla somma rivalutata annualmente.
Quanto alla domanda di rivalsa avanzata da assicurazioni Generali s.p.a. nei confronti di C. s.a.s. di S. A. e C., a causa dell'asserita non operatività della garanzia assicurativa, per essere il conducente dell'autoveicolo sotto l'influsso di sostanze stupefacenti e aver guidato in stato di ebbrezza, la stessa è infondata.
Nella polizza sottoscritta da C.s.a.s. di S. A. e C. e datata 30.4.1997 (prodotta dalla stessa C.s.a.s. di S. A. e C.) si legge che "il contratto [...] è regolato dalle condizioni generali di assicura- zione (parte seconda), che formano parte integrante del presente contratto, trascritte: - nella sezione «A» - Condizioni generali riguardanti i rischi della responsabilità civile per i quali è obbligatoria l'assicurazione [...]". Segue l'indicazione di varie altre sezioni delle condizioni generali che si intendono richiamate.
Non è, poi, sostenibile la tesi secondo cui la clausola non costituirebbe una limitazione di responsabilità dell'assicuratore, dato che - allo stesso modo - l'assicuratore potrebbe allora, unilateralmente e senza bisogno di approvazio- ne specifica, limitare 1'opej.atività della polizza a qualsiasi caso di violazione delle nonne del codice della strada, rendendo, di fatto, sempre inoperante la copertura assicurativa. Non sembra, infatti,'che l'aver violato gli art. 186 e 187 c.d.s. sia ontologicamente diverso o più grave dell'aver violato l'art. 141 c.d.s. (eccesso di velocità) o, com'è avvenuto nell'incidente di cui è causa, gli artt. 143 comma 12 c.d.s. per aver occupato contromano un tratto di strada curva a scarsa visibilità e 145 e. 4 e 10 per aver omesso di concedere la dovuta precedenza all'incrocio.
Il Tribunale di Venezia - sezione distaccata di Dolo, definitivamente pronun- ciando sulla domanda proposta da R. Z. contro S. S., C.s.a.s. di S. A. e C. e assicurazioni Generali s.p.a., con la chiamata in causa di C.P. e Milano assicurazioni s.p.a. (già La Previdente assicurazioni s.p.a.), ogni diversa istanza, eccezione e difesa disattesa e respinta, così provvede:
1) condanna S. S., C.. s.a.s. di S. A. e C. e la assicurazioni Generali s.p.a. in solido a corrispondere a R. Z. la somma complessiva di € 41.708, oltre gli interessi legali dalla sentenza al saldo;
2) respinge la domanda di assicurazioni Generali s.p.a. nei confronti di C.s.a.s. di S. A. e C.;
3) dichiara improcedibile la domanda proposta da C.. s.a.s. di S. A. e C. nei confronti di C.P. e Milano assicurazioni s.p.a. (già La Previdente assicurazioni s.p.a.);
4) condanna S. S., C.s.a.s. di S. A.e C. e la assicurazioni Generali s.p.a. in solido a rimborsare a R. Z. le spese processuali, che liquida in complessivi € 11.800, di cui € 6.000 per onorari di avvocato, € 4.000 per diritti di procuratore, € 800 per esborsi e € 1.000 per rimborso forfettario delle spese generali, oltre I.V.A. e C.A.P. come perlegge e rimborso delle spese della C.T.U.
5) condanna C.s.a.s. di S. A. e C. a rimborsare a C.P. e Milano assicurazioni s.p.a. (già La Previdente assicurazioni s.p.a.) in solido le spese processuale che liquida in complessivi € 7.970, di cui €5.000 per onorari di avvocato, € 2.100 per diritti di procuratore, € 160 per esborsi e € 710 per rimborso forfettario delle spese generali, oltre I.V.A. e C.A.P. come per legge.
Dott. Gian Marco Marinai
La presente sentenza è stata depositata in cancelleria oggi 11 LUG 2002
SENTENZA REGISTRATA A DESTRE il 26.09.02