Source: http://www.studiorlc.it/tax-newsletter-n-1-2019/
Timestamp: 2019-03-19 22:57:06+00:00
Document Index: 84476886

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2359', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 54']

STUDIO RLC Tax newsletter n. 1 - 2019 - STUDIO RLC
1. Legge di bilancio 2019 – legge del 30.12.2018, n. 145 “bilancio di previsione dello stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”.
È stata pubblicata sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31.12.2018 la legge di Bilancio 2019 (legge n. 145/2018). Diventano, quindi, ufficiali le novità in materia di fisco, lavoro e finanziamenti che definiscono, con il decreto fiscale collegato (d.l. n. 119/2018, convertito con legge n. 136/2018), il quadro della Manovra di fine anno. È nostra cura segnalarvi, in sintesi, alcune delle principali novità fiscali, così come pubblicate in G.U..
1.1. Società immobiliari di gestione (art. 1, commi 7 e 8)
I commi 7 e 8 dell’art. 1 della legge di Bilancio 2019 hanno ripristinato le disposizioni dell’art. 1, comma 36, della legge n. 244/2007, il quale era stato abrogato ad opera del d.lgs. 29.11.2018, n. 142 (cd. «decreto Atad») che aveva fortemente penalizzato le attività di gestione immobiliare.
Ai sensi dell’art. 1, comma 36, della legge n. 244/2007, come modificato dal d.lgs.
n. 147/2015, per le società immobiliari di gestione gli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione sono esclusi dal test del Rol del 30%, per cui per effetto della manovra finanziaria sono nuovamente deducibili integralmente.
1.2. Estromissione degli immobili strumentali (art. 1, comma 66)
Il comma 66 dell’art. 1 della legge di Bilancio 2019 ha riproposto la procedura di estromissione agevolata per i beni posseduti dall’imprenditore individuale alla data del 31.10.2018. Potranno, quindi, essere estromessi dal regime di impresa – dal 1.1.2019 al 31.5.2019 – i beni strumentali per natura e per destinazione con applicazione di un’imposta sostitutiva sulle plusvalenze dell’8%.
La procedura di estromissione dal regime d’impresa consente di assumere, per la determinazione delle plusvalenze, il valore catastale degli immobili in luogo di quello normale (o un valore intermedio tra questi). Il contribuente dovrà provvedere agli adempimenti dichiarativi con il modello Redditi 2020 nel prossimo anno.
In sintesi, la procedura di estromissione dal regime d’impresa consente di:
applicare un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP del 8% sulle plusvalenze che emergono a seguito dell’operazione di estromissione;
assumere, per la determinazione delle plusvalenze, il valore catastale degli immobili in luogo di quello normale (o un valore intermedio tra questi).
imprenditori individuali (indipendentemente dal regime contabile adottato):
secondo i chiarimenti forniti anche quelli in stato di liquidazione, quelli che applicano il regime di vantaggio ovvero il regime forfetario e nel caso di eredità o donazione, l’erede o il donatario che proseguano l’attività.
Possono beneficiare del regime agevolato gli imprenditori abituali che rispettano le seguenti condizioni:
risultano in attività alla data del 31.10.2018;
alla stessa data i beni da assoggettare all’agevolazione risultano posseduti dall’imprenditore.
Le medesime condizioni devono sussistere alla data del 1.1.2019.
Beni agevolati:
beni immobili strumentali per natura;
beni immobili strumentali per destinazione.
Ai fini IVA, l’esclusione da parte dell’imprenditore individuale di beni immobili strumentali dal patrimonio dell’impresa realizza un’ipotesi di destinazione a finalità estranee all’esercizio d’impresa, ai sensi dell’art. 2, comma 2, n. 5), del d.P.R. n. 633/1972.
1.3. Rivalutazione dei beni d’impresa (art. 1, commi 940 – 950)
I commi 940 – 950 dell’art. 1 della legge di Bilancio 2019 prevedono una nuova rivalutazione dei beni e delle partecipazioni possedute dalle imprese (ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività d’impresa), da effettuarsi nel bilancio 2018 per i beni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31.12.2017.
immobilizzazioni materiali ammortizzabili e non ammortizzabili;
immobilizzazioni immateriali, costituite da beni consistenti in diritti giuridicamente tutelati;
partecipazioni, costituenti immobilizzazioni finanziarie, in società controllate o collegate, ai sensi dell’art. 2359 c.c.
Metodi di valutazione alternativi tra di loro:
rivalutazione del costo storico e del fondo di ammortamento, mantenendo inalterata l’originaria durata del processo di ammortamento;
rivalutazione del solo costo storico;
riduzione del fondo di ammortamento.
Il maggior valore iscritto in bilancio si considera riconosciuto con il pagamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP:
Il saldo attivo di rivalutazione può essere affrancato con un’ulteriore imposta sostitutiva, che si aggiunge a quella dovuta per la rivalutazione, pari al 10%.
Le imposte sostitutive dovute per la rivalutazione dei beni e per l’eventuale affrancamento del saldo attivo devono essere versate in unica rata entro il versamento delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita (modello Redditi 2019). Gli importi da versare possono esser compensati ai sensi del d.lgs. n. 241/1997.
Il saldo attivo è iscritto in bilancio in contropartita della rivalutazione per un importo corrispondente al maggior valore dei beni al netto dell’imposta sostitutiva: ai fini fiscali, inoltre, il saldo attivo costituisce una riserva in sospensione di imposta, tassato in caso di sua distribuzione.
1.4. Cedolare secca negozi (art. 1, comma 59)
Il comma 59 dell’art. 1 della legge di Bilancio 2019 ha introdotto l’estensione dell’ambito applicativo della cedolare secca, con aliquota al 21%, anche alle locazioni commerciali.
I contratti di locazione ammessi all’agevolazione devono avere ad oggetto unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1, di superficie fino a 600 mq.
1.5. Ristrutturazioni, ecobonus, mobili ed elettrodomestici (art. 1, comma 67)
Il comma 67 dell’art. 1 della legge di Bilancio 2019 ha prorogato di un ulteriore anno le detrazioni fiscali spettanti in relazione agli interventi di riqualificazione energetica, al recupero edilizio ed al cd. bonus mobili.
Per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione energetica, la detrazione IRPEF/IRES si applica nella misura del 65% alle spese sostenute fino al 31.12.2019 (per alcune tipologie di interventi si applica il 50%).
Per gli interventi volti al recupero del patrimonio edilizio, la detrazione fiscale, invece, si applica nella misura del 50% per le spese sostenute fino al 31.2.2019, fino a un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 96.000,00 per unità immobiliare.
Anche per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (con determinate caratteristiche) finalizzati all’arredo «dell’immobile oggetto di ristrutturazione» è prorogata la detrazione fiscale al 50% (sempre nel limite di euro 10.000,00).
1.6. Rivalutazione terreni e quote (art. 1, commi 1053 e 1054)
I commi 1053 e 1054 dell’art. 1 della legge di Bilancio 2019 prorogano di un anno i termini per la rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni, ma con alcune modifiche rispetto al passato.
Entro il 30.6.2019, i soggetti (e cioè le persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia) che vorranno rideterminare il valore di acquisto di partecipazioni e di terreni posseduti alla data del 1.1.2019, dovranno far redigere una perizia di stima e versare, anche in forma rateizzata, l’imposta sostitutiva.
Aliquote dell’imposta sostitutiva sul valore periziato:
10% per le partecipazioni non qualificate al 1.1.2019 e per le aree (edificabili e non);
versamento, anche in forma rateizzata, dell’imposta sostitutiva. Può essere rateizzata fino ad un massimo di tre rate annuali di pari importo, a decorrere dalla data del 30.6.2019 e sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 3% annuo, da versare contestualmente.
Tale nuova disposizione va valutata con attenzione in relazione alle novità che entreranno in vigore dal 1.1.2019, per effetto della legge di Bilancio 2018, in quanto è stato modificato il regime di tassazione dei redditi di capitale e dei redditi diversi conseguiti dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio dell’attività di impresa derivanti dal possesso e dalla cessione di partecipazioni societarie «qualificate»: il legislatore ha introdotto la tassazione mediante imposta sostitutiva del 26%, determinando così un sostanziale allineamento con quanto già è previsto per le partecipazioni «non qualificate».
1.7. Regime forfetario con il 15% (art. 1, commi 9 – 11)
I commi da 9 a 11 dell’art. 1 della legge di Bilancio 2019 hanno previsto un nuovo regime forfetario destinato agli operatori economici di ridotte dimensioni ed hanno ampliato, rispetto al regime forfetario vigente nei periodi 2015-2018, la platea dei soggetti che vi possono accedere, innalzando e uniformando il limite massimo di ricavi o di compensi ad euro 65.000,00 per tutti i destinatari e riducendo i requisiti necessari per fruire del regime.
I soggetti ammessi al nuovo regime forfetario sono i contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni. Nel caso in cui questi ultimi esercitino contemporaneamente attività contraddistinte da differenti codici ATECO, dovranno determinare il reddito imponibile sommando i ricavi ed i compensi relativi alle diverse attività esercitate.
Sui ricavi conseguiti o sui compensi incassati, si applicheranno i coefficienti di determinazione forfetaria del reddito (ad es. per i professionisti si applica un coefficiente di redditività del 78%).
Sul reddito imponibile si applica un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’IRAP (se dovuta), che è pari al 15% (al 5% per cinque anni per le start-up).
Inoltre, ulteriori aspetti di rilievo concernono il fatto che non è prevista l’applicazione dell’IVA e l’assoggettabilità dei compensi e dei ricavi alla ritenuta d’acconto normalmente trattenuta dal committente all’atto del pagamento della fattura, né tantomeno il contribuente che si trova in regime forfetario è tenuto a trattenere la ritenuta d’acconto quando lo stesso riceve una fattura da parte di un professionista.
1.8. Flat tax (art. 1, commi 17 – 20)
I commi da 17 a 20 dell’art. 1 della legge di Bilancio 2019 hanno introdotto, a decorrere dal 2020, un nuovo regime sostitutivo per imprenditori individuali e professionisti che abbiano, nell’anno precedente a quello di accesso, conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, compresi tra euro 65.001,00 ed euro 100.000,00. Aderendo al regime sostitutivo il reddito d’impresa o di lavoro autonomo viene determinato nei modi ordinari e tassato con imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito, delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive pari al 20%.
Ai contribuenti che applicano il regime sostitutivo è riconosciuto un consistente vantaggio contabile (ad es. sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, fermo restando l’obbligo di tenere e conservare i registri previsti da disposizioni diverse da quelle tributarie).
1.9. Sponsorizzazioni e pubblicità per le società sportive dilettantistiche (art. 1, comma 56)
Il comma 56 dell’art. 1 della legge di Bilancio 2019 ha abrogato il comma 2 dell’art. 10 del decreto fiscale collegato (d.l. n. 119/2018, convertito con legge n. 136/2018) che poneva in capo ai cessionari gli obblighi di fatturazione e registrazione relativi ai contratti di sponsorizzazione e pubblicità posti in essere dalle società e associazioni sportive dilettantistiche che avessero optato per il regime forfetario ex artt. 1 e 2 della legge n. 398/1991 (ove i proventi commerciali fossero superiori ad euro 65.000).
Quindi, questi ultimi obblighi sono stati cancellati dalla manovra finanziaria 2019 e ciò a prescindere dall’ammontare dei proventi commerciali.
1.10. Pensionati residenti all’estero (art. 1, commi 273 e 274)
I commi 273 e 274 dell’art. 1 della legge di Bilancio 2019 hanno introdotto al capo I del titolo I del T.U.I.R. l’art. 24-ter, che prevede un’opzione per l’imposta sostitutiva sui redditi delle persone fisiche titolari di redditi da pensione di fonte estera che trasferiscono la propria residenza fiscale nel Mezzogiorno.
In particolare, le persone fisiche, titolari dei redditi da pensione, erogati da soggetti esteri, che trasferiscono in Italia la propria residenza in uno dei comuni appartenenti al territorio delle regioni Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia, con popolazione non superiore ai 20.000 abitanti, possono optare per l’assoggettamento dei redditi di qualunque categoria, percepiti da fonte estera o prodotti all’estero ad un’imposta sostitutiva, calcolata in via forfettaria, con aliquota del 7% per ciascuno dei periodi di imposta di validità dell’opzione.
L’opzione è esercitata dalle persone fisiche che non siano state fiscalmente residenti in Italia, nei cinque periodi di imposta precedenti a quello in cui l’opzione diviene efficace. Possono esercitare l’opzione le persone fisiche che trasferiscono la residenza da paesi con i quali sono in vigore accordi di cooperazione amministrativa.
è valida per i primi cinque periodi di imposta successivi a quello in cui diviene efficace;
è esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui viene trasferita la residenza in Italia ed è efficace a decorrere da tale periodo d’imposta.
L’imposta è versata in unica soluzione entro il termine previsto per il versamento del saldo delle imposte sui redditi e non è deducibile da nessun’altra imposta o contributo.
1.11. Saldo e stralcio cartelle (art. 1, commi 184 – 189)
I commi 184 – 189 dell’art. 1 della legge di Bilancio 2019 hanno introdotto la definizione a «saldo e stralcio» dei debiti iscritti a ruolo per i soggetti in difficoltà economica. Ciò si verifica se l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del nucleo familiare non è superiore a 20.000 euro.
Sono definibili i ruoli affidati all’agente della riscossione dal 1.1.2000 al 31.12.2017, derivanti da:
omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di accertamento a fini IRPEF e IVA (rispettivamente, di cui all’art. 36-bis del d.P.R. n. 600/1973 e all’art. 54-bis del d.P.R. n. 633/1972), a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni;
omesso versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.
Rientrano nella definizione agevolata:
l’aggio maturato a favore dell’agente della riscossione e il rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento.
Le somme a titolo di capitale ed interessi sono dovute, però, in base alle seguenti percentuali pari:
al 16%, qualora l’ISEE del nucleo familiare risulti non superiore ad euro 8.500;
al 20%, qualora l’ISEE del nucleo familiare sia compreso tra euro 8.500 ed euro 12.500;
al 35%, qualora l’ISEE sia superiore ad euro 12.500.
I soggetti per cui è stata aperta, alla data di presentazione della dichiarazione con cui si richiede l’accesso alla definizione agevolata, una procedura di liquidazione dei beni per sovraindebitamento estinguono i predetti debiti versando le somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi, in misura pari al 10%, nonché le somme maturate in favore dell’agente della riscossione a titolo di aggio e rimborso.
Modalità per accedere alla definizione agevolata:
il debitore presenta il modello SA-ST entro il 30.4.2019;
entro il 31.10.2019, l’agente della riscossione comunica ai debitori che hanno presentato la dichiarazione, l’ammontare complessivo delle somme dovute (e delle singole rate) nonché, ove sussistente, il difetto dei requisiti prescritti dalla legge per il riconoscimento di grave difficoltà economica, ovvero la presenza di debiti diversi da quelli definibili ai sensi delle norme in esame, con conseguente impossibilità di estinguere il debito secondo le disposizioni in commento.
le somme dovute possono essere versate in unica soluzione entro il 30.11.2019 o in 5 rate (con interessi annui del 2%) di cui:
35% con scadenza il 30.11.2019;
20% con scadenza il 31.3.2020;
Come certificare l’ISEE:
L’importo dell’ISEE dovrà essere autocertificato dal contribuente nel modello SA-ST, facendo riferimento alla Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) presentata all’INPS.
Come presentare il modello SA-ST:
tramite posta elettronica certificata, insieme alla copia del documento di identità, alla casella PEC della Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione di riferimento;