Source: https://francescosecli.com/2015/10/21/jobs-act-apprendistato-mix-di-incentivi-per-i-datori-di-lavoro/?like_comment=1536&_wpnonce=0c3dc5b03b
Timestamp: 2020-03-30 23:08:12+00:00
Document Index: 29850806

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 47', 'art. 22', 'art. 6', 'art. 29', 'art. 18']

Jobs Act, apprendistato: mix di incentivi per i datori di lavoro – FRANCESCO SECLÌ
Il Decreto Legislativo n. 150 del 2015, di riordino delle politiche attive del lavoro, attuativo del Jobs Act, ha introdotto un mix di incentivi per rendere più appetibili i contratti di apprendistato. In particolare, per i contratti di apprendistato per la qualifica, il diploma o la specializzazione tecnica superiore, stipulati tra il 24 settembre 2015 e il 31 dicembre 2016, i datori di lavoro godono di un’aliquota contributiva ulteriormente ridotta (da 10 a 5 punti percentuali) e dell’esenzione dai contributi di finanziamento dell’ASpI e da quello per il licenziamento e per il finanziamento delle iniziative di formazione continua.
Un tris di incentivi per promuovere e diffondere il contratto di apprendistato rendendolo più appetibile per le imprese.
Il set di misure è messo in campo dall’art. 32 del Decreto Legislativo n. 150 del 2015, di riordino delle politiche attive del lavoro, attuativo del Jobs Act, e riguarda esclusivamente le assunzioni con contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore.I benefici
Un primo beneficio si concretizza nella previsione contenuta nella lettera a) del comma 1 dell’art. 32 suindicato, la quale dispone che, in relazione ai suddetti contratti di apprendistato, non trova applicazione il contributo di licenziamento, di cui all’art. 2, commi 31 e 32, della legge n. 92/2012 (Riforma Fornero).
Il secondo incentivo, previsto nella successiva lettera b), consiste nella riduzione dell’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro, di cui all’articolo 1, comma 773, della legge n. 296/2006 da 10 a 5 punti percentuali.
Infine, ai sensi della lettera c), ai datori di lavoro viene riconosciuta l’esenzione dal contributo di finanziamento dell’ASpI (di cui all’articolo 42, comma 6, lettera f, del D.Lgs. n. 81/2015) e dal contributo dello 0,30% per il finanziamento delle iniziative di formazione continua (previsto dall’articolo 25 della legge n. 845/1978).
Escluse le trasformazioni
I suddetti incentivi, per il disposto del comma 2, non si applicano ai contratti trasformati a tempo indeterminato.
In altre parole, la norma esclude la possibilità di applicare ai predetti benefici l’art. 47, comma 7, del D.Lgs. n. 81/2015, in base al quale le agevolazioni contributive (in materia di previdenza e assistenza sociale) relative all’apprendistato vengono mantenute, in caso di trasformazione in contratto a tempo indeterminato al termine del periodo di apprendistato, per un anno.
Gli incentivi hanno carattere temporaneo: riguardano, infatti, le assunzioni con contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore decorrenti dal 24 settembre 2015 (data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 150/2015) fino al 31 dicembre 2016.
Ai sensi del comma 6, gli oneri derivanti dai suddetti benefici sono valutati in:
0,5 milioni per il 2015;
6,2 milioni per il 2016;
10,7 milioni per ciascuno degli anni 2017 e 2018;
5,4 milioni per il 2019;
0,1 milioni per il 2020.
Clausole di monitoraggio
La misura dei suddetti contributi, ai sensi del comma 7, può essere rideterminata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, nel caso in cui si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alla valutazione delle minori entrate.
Il comma 3 ha disposto l’incremento di 27 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2015 e 2016, delle risorse finanziarie statali da destinare dal finanziamento dei percorsi formativi degli anni 2015/ 2016 e 2016/2017 rivolti all’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, e dei percorsi formativi rivolti all’alternanza scuola lavoro.
Risorse per il piano gestionale
Con il successivo comma 4 viene abrogato, con riferimento alle risorse finanziarie statali relative alle attività di formazione nell’esercizio dell’apprendistato, l’art. 22, comma 2, della legge n. 183/2011, che riservava una quota, pari al 50% del totale, in favore dell’apprendistato professionalizzante.
Il comma 5 abroga inoltre il comma 4 dell’art. 6 della legge n. 53/2000, che prevedeva uno stanziamento annuo alle Regioni, ai fini del finanziamento di progetti di formazione dei lavoratori che, sulla base di accordi contrattuali, prevedano quote di riduzione dell’orario di lavoro, nonché di progetti di formazione presentati direttamente dai lavoratori.
Le relative risorse, pari a 7,5 milioni di euro per il 2015 ed a circa 14,998 milioni annui a decorrere dal 2016, vengono destinate, ai sensi del medesimo comma 5, al piano gestionale per il finanziamento di politiche attive del lavoro (di cui all’art. 29, comma 2, del D.Lgs. n. 150/2015), costituito presso il Fondo sociale per l’occupazione e la formazione di cui all’art. 18, comma 1, lettera a) del D.L. n. 185/2008.
A fronte di tale aumento delle risorse, tuttavia, i fondi destinati al piano gestionale, ai sensi dell’ultima lettera del comma 6 sono ridotti per un importo pari a:
7,5 milioni per il 2015;
13,2 milioni per il 2016;
10,7 milioni per il 2017 e per il 2018;
0,1 milioni per il 2020
FONTE: http://bit.ly/1KnTc2x
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