Source: http://www.forumiuris.it/guida-pratica-accesso-agli-atti-della-p/
Timestamp: 2019-01-23 04:23:40+00:00
Document Index: 21869619

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 24', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 24', 'art. 60', 'art. 24', 'art. 5', 'art. 116', 'art. 5', 'art. 5']

Guida pratica: Accesso agli atti della P.A. – Forum Iuris
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Guida pratica: Accesso agli atti della P.A.
Per “interessati” si intendono tutti i soggetti, singoli e associati, compresi quelli portatori di interessi pubblici collettivi o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è richiesto l’accesso;
Per “controinteressati” si intendono tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento richiesto, che, dall’esercizio dell’accesso, vedrebbero compromessi i loro diritti o interessi giuridicamente tutelati;
Per “documento amministrativo” si intende “ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale”;
Per “pubblica amministrazione” si intendono “tutti i soggetti di diritto pubblico e i soggetti di diritto privato limitatamente alla loro attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o comunitario.
Per “diritto di accesso” si intende “il diritto degli interessati di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi” (art. 22 della L. n. 241/1990).
L’accesso documentale è “il diritto di accesso riconosciuto ai soggetti interessati a esercitare le facoltà che l’ordinamento attribuisce loro, a tutela delle posizioni giuridiche qualificate di cui sono titolari” (artt. 22 e ss della Legge n. 241/1990). Il diritto di accesso è esercitabile fino a quando la pubblica amministrazione ha l’obbligo di detenere i documenti amministrativi ai quali si chiede di accedere. Il diritto di accesso si esercita nei confronti delle pubbliche amministrazioni, delle aziende autonome e speciali, degli enti pubblici e dei gestori di pubblici servizi. Il diritto di accesso nei confronti delle Autorità di garanzia e di vigilanza si esercita nell’ambito dei rispettivi ordinamenti, secondo quanto previsto dall’art. 24 della Legge n. 241/1990.
L’accesso civico è “il diritto di accesso esercitabile da parte di chiunque, ai documenti, dati e informazioni per i quali sia prevista per legge la pubblicazione, qualora tale obbligo non sia stato ancora adempiuto” (art. 5, comma 1 del D.Lgs. n. 33/2013);
L’accesso generalizzato è “il diritto di accesso non condizionato dalla titolarità di situazioni giuridicamente rilevanti e avente a oggetto tutti i documenti, dati e informazioni detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli per i quali è stabilito un obbligo di pubblicazione” (art. 5, comma 2 del D.Lgs. n. 33/2013).
MODALITA’ DI ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO E GRATUITA’
Il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei modi e con i limiti indicati dalla Legge n. 241/1990. L’esame dei documenti è gratuito. Il rilascio di copia è subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura.
ITER PER L’ACCESSO
La richiesta di accesso può essere presentata tramite modulo cartaceo o servizi online ed è rivolta all’amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente. Solo qualora si tratti di richiesta di accesso documentale, questa deve essere motivata.
Presentazione dell’istanza, alternativamente, a uno dei seguenti uffici: all’ufficio che detiene i dati, le informazioni o i documenti; all’ufficio relazioni con il pubblico; ad altro ufficio indicato dall’amministrazione nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale; al RPCT, ove l’istanza abbia a oggetto dati, informazioni o documenti oggetto di pubblicazione obbligatori, ai sensi del D.Lgs. n. 33/2013;
Il RPCT inoltra l’istanza alla struttura competente per le verifiche;
Fatti salvi i casi di pubblicazione obbligatoria, se l’amministrazione individua soggetti controinteressati, è tenuta a dare comunicazione agli stessi. Entro 10 giorni dalla ricezione della comunicazione, i controinteressati possono presentare una motivata opposizione alla richiesta di accesso. A decorrere dalla comunicazione ai controinteressati, il termine per la conclusione del procedimento è sospeso fino all’eventuale opposizione dei controinteressati. Decorso tale termine, la pubblica amministrazione provvede sulla richiesta, accertata la ricezione della comunicazione;
L’iter deve concludersi nel termine di 30 giorni dalla presentazione dell’istanza con la comunicazione al richiedente e agli eventuali controinteressati;
Esito del procedimento: emanazione di un provvedimento scritto e motivato che potrà essere:
di accoglimento, con conseguente pubblicazione sul sito istituzionale dell’Ente del documento, dato o informazione richiesta e sua contestuale trasmissione a richiedente o, in alternativa, comunicazione al richiedente dell’avvenuta pubblicazione, insieme al relativo link. Qualora vi sia stata opposizione del controinteressato, salvi i casi di comprovata indifferibilità, l’amministrazione ne dà preventivamente comunicazione allo stesso;
di differimento;
ACCESSO DOCUMENTALE E GENERALIZZATO
I controinteressati, tempestivamente informati dall’Ente, potranno eventualmente opporsi, motivando entro 10 giorni dalla ricezione della comunicazione;
L’iter deve concludersi nel termine di 30 giorni dalla presentazione dell’istanza. Decorsi inutilmente 30 giorni dalla richiesta, questa si intende respinta;
di accoglimento;
di rigetto;
di differimento.
IL RIGETTO E I LIMITI AL DIRITTO DI ACCESSO
L’istanza di accesso, presentata dal cittadino, può essere rigettata nei casi di cui all’art. 5-bis del D.Lgs. n. 33/2013, nonché all’art. 24, commi 1, 2, 3, 5, 6 della L. n. 241/1990, tenendo, inoltre, cono delle linee guida dell’ANAC.
I limiti di accesso generalizzato e documentale sono in alcuni casi sovrapponibili. Resta in ogni caso ferma la possibilità che alcuni documenti, dati e informazioni per i quali sia negato l’accesso generalizzato possano essere forniti per l’accesso documentale. In particolare, è garantito ai richiedenti l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o difendere i propri interessi giuridici. Nel caso di documenti contenenti dati sensibili e giudiziari, l’accesso è consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile e nei termini previsti dall’art. 60 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in caso di dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale (art. 24, comma 7 della L. n. 241/1990).
Si dispone il differimento dell’accesso in tutti i casi e per il tempo in cui è necessario tutelare il regolare svolgimento di attività anche istruttorie, normative, programmatiche, ispettive, disciplinari, sanzionatorie, o comunque in corso di svolgimento.
RIMEDI AVVERSO IL DINIEGO E IL DIFFERIMENTO
In caso di diniego dell’accesso, espresso o tacito, o di differimento dello stesso ai sensi dell’articolo 24, comma 4 della L. n. 241/1990, il richiedente può, alternativamente:
Presentare richiesta di riesame al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza che decide con provvedimento motivato, entro il termine di 20 giorni. Se l’accesso è stato negato o differito a tutela degli interessi di cui all’articolo 5-bis, comma 2, lettera a), egli provvede sentito il Garante per la protezione dei dati personali, il quale si pronuncia entro il termine di 10 giorni dalla richiesta. A decorrere dalla comunicazione al Garante, il termine per l’adozione del provvedimento da parte del Responsabile è sospeso fino alla ricezione del parere del Garante e comunque per un periodo non superiore ai predetti dieci giorni (art. 5, comma 7 del D.Lgs. n. 33/2013);
Presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale, ai sensi dell’art. 116 del Codice del processo amministrativo (D.Lgs. n. 104/2010). Tale rimedio è esperibile anche avverso la decisione del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (art. 5, comma 7 del D.Lgs. n. 33/2013);
Qualora si tratti di atti delle amministrazioni delle regioni o degli enti locali, presentare ricorso al difensore civico competente per ambito territoriale, ove costituito (art. 5, comma 8 del D.Lgs. n. 33/2013).
Responsabile per l’accesso civico → Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT);
Responsabile per l’accesso generalizzato e documentale → Dirigente d’area o responsabile dell’unità organizzativa competente o il funzionario dagli stessi delegato;
IL RUOLO DEL RPCT
Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) può chiedere informazioni sull’esito delle istanze;
Il richiedente o il controinteressato possono presentare richiesta di riesame al RPCT, che decide con provvedimento motivato entro il termine di 20 giorni
Il RPCT può sentire il Garante per la protezione dei dati personali se l’accesso è stato negato o differito a tutela dei dati personali.
Topics: accesso agli atti pubblica amministrazione
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