Source: http://luigidevaleri.postilla.it/2016/02/22/infortuni-sul-lavoro-il-riparto-della-prova-tra-datore-e-lavoratore-convegno-sicurezza-sul-lavoro-montesilvano-jobs-act-responsabilita-del-datore-e-del-rspp/
Timestamp: 2019-10-19 00:43:39+00:00
Document Index: 80851359

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 112', 'art. 4', 'art. 2087', 'Cass. Sez. ', 'art. 1218', 'art. 2087', 'sentenza ']

Infortuni sul lavoro: il riparto della prova tra datore e lavoratore. Convegno sicurezza sul lavoro a Montesilvano, Jobs Act, responsabilità del datore e del RSPP - Postilla
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Si svolgerà il prossimo 4 marzo il convegno “Salute e sicurezza nel 2016. Dal Jobs Act a O.I.R.A” che ho ideato in collaborazione con AS.SI.DA.L, l’associazione sindacale dei datori di lavoro, la FIRAS-SPP federazione italiana responsabili addetti alla sicurezza, l’ente bilaterale EBAFoS e l’Università degli Studi G. D’Annunzio di Chieti e Pescara, occasione di aggiornamento per datori di lavoro, professionisti della sicurezza e consulenti dopo le recenti novità del Jobs Act che interessano la sicurezza sul lavoro.
Tra gli interventi dei relatori il mio contributo avrà per tema ” La responsabilità del datore di lavoro e del RSPP in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Casi pratici decisi dalla giurisprudenza.
Il convegno si aprirà alle ore 9.00 e terminerà alle 13.00 presso il Grand Hotel Adriatico di Montesilvano a pochi chilometri da Pescara e dal mare d’Abruzzo.
L’ingresso è libero con registrazione sul sito www.assidal.com
Sono previsti crediti formativi per i coordinatori CSP CSE, ASPP e RSPP.
Di seguito anticipo per i lettori del blog uno dei casi di recentissima decisione dei giudici di piazza Cavour che sarà oggetto di esame al prossimo happening.
La vicenda decisa dalla sezione lavoro della Corte di Cassazione (sentenza n. 2209 del 4 febbraio 2016) traeva origine dall’infortunio di un lavoratore che, mentre stava procedendo alla sostituzione di una girante per l’aspirazione di fumi su un impianto e alla sistemazione della guarnizione sulla flangia di base veniva colpito da un soffietto dilatatore del peso di tre tonnellate che precipitava di colpo sulla sua mano sinistra, amputandogli il V dito e provocandogli la lesione tendinea del IV dito.
Il distacco del soffietto, secondo la ricostruzione della difesa, era stato provocato dalla rimozione di due “alza e tira” che ne costituivano il normale e idoneo sistema di ancoraggio derivante dalle precarie condizioni del reparto in cui il lavoratore operava.
La responsabilità della società datore di lavoro derivava dalla mancata osservanza di quelle regole di sicurezza e prudenza idonee a tutelare l’integrità fisica di chi attendesse all’operazione, individuate specificamente nell’omesso ancoraggio del soffietto attraverso i due meccanismi di sollevamento funzionali all’apertura della cappa.
Dalle dichiarazioni rese dai testi era tuttavia emersa una ricostruzione diversa da quella posta a base della domanda e una conseguente diversa causalità nella produzione delle lesioni, poiché nessuno dei testi aveva riferito di meccanismi “alza e tira”, che di norma assicuravano l’ancoraggio del soffietto e che il giorno dell’infortunio sarebbero stati rimossi.
Era risultato viceversa che gli stessi testi erano addetti al sollevamento del soffietto mediante due argani e avrebbero dovuto iniziare a rilasciarlo solo quando il lavoratore avesse completato la sistemazione della guarnizione, i due avevano cominciato a mollare l’argano dalla parte corrispondente e, vista la resistenza dello stesso, lo avevano lasciato andare.
L’istruttoria aveva accreditato una versione del fatto diversa e tale da mutare l’addebito originariamente mosso dal ricorrente alla condotta aziendale, consistente non più nella rimozione del soffietto ma nell’aver consentito che i colleghi di lavoro dell’infortunato operassero in modo imprudente e pericoloso, addirittura imponendolo attraverso direttive dei responsabili, finalizzate ad accelerare i tempi di lavorazione, sino a farlo divenire tipica modalità lavorativa.
Il lavoratore presentava ricorso in Cassazione dopo che in Appello la sua domanda era stata rigettata, accogliendo l’impugnazione del datore di lavoro.
Il primo motivo addotto dalla difesa del lavoratore veniva ritenuto fondato.
“Il principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato fissato dall’art. 112 cod. proc. civ. non osta a che il giudice renda la pronuncia richiesta in base ad una ricostruzione dei fatti autonoma rispetto a quella prospettata dalle parti nonché in base all’applicazione di una norma giuridica diversa da quella invocata dall’istante”, fermo restando il divieto per il giudice stesso di attribuire alla parte un bene non richiesto, o, comunque, di emettere una statuizione che non trovi corrispondenza nei fatti di causa ma che si basi su elementi di fatto non ritualmente acquisiti in giudizio come oggetto del contraddittorio.
Nel caso in esame l’esito della decisione, pur fondato su una diversa ricostruzione fattuale dei fatti scaturita dall’istruttoria non determinava, a detta della Corte, alcun mutamento degli elementi essenziali della domanda finalizzata ad ottenere il risarcimento dei danni per lesione nello svolgimento di attività lavorativa.
E’ ammissibile che una diversa ricostruzione dei fatti di causa sia posta a base della decisione senza mutare la causa petendi originariamente formulata sempre riconducibili le lesioni patitie dal lavoratore ricorrente alla condotta colposa del datore di lavoro per mancata osservanza delle regole di sicurezza e prudenza idonee a tutelare l’integrità fisica sul luogo di lavoro.
Con un secondo motivo il ricorrente deduceva la violazione e falsa applicazione dell’art. 4 DPR n. 547/1955 e dell’art. 2087 c.c. perchè la Corte d’Appello aveva erroneamente individuato la causa esclusiva dell’infortunio nel comportamento “imprudente e pericoloso” dei due testi colleghi di lavoro dell’infortunato, senza considerare che proprio tale comportamento era idoneo a rivelare la responsabilità dell’azienda sotto il profilo di omissione della dovuta vigilanza circa il rispetto delle misure di sicurezza e delle regole di prudenza, esigibili anche contro la volontà del lavoratore.
Si deve ricordare, rileva la Corte accogliendo anche il secondo motivo, il principio per cui “le norme dettate in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, tese ad impedire l’insorgenza di situazioni pericolose, sono dirette a tutelare il lavoratore non solo dagli incidenti derivanti dalla sua disattenzione, ma anche da quelli ascrivibili ad imperizia, negligenza ed imprudenza dello stesso; ne consegue che il datore di lavoro è sempre responsabile dell’infortunio occorso al lavoratore, sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia quando non accerti e vigili che di queste misure venga fatto effettivamente uso da parte del dipendente, non potendo attribuirsi alcun effetto esimente per l’imprenditore che abbia provocato un infortunio sul lavoro per violazione delle relative prescrizioni all’eventuale concorso di colpa del lavoratore, atteso che la condotta del dipendente può comportare l’esonero totale del datore di lavoro da responsabilità solo quando essa presenti i caratteri dell’abnormità, inopinabilità ed esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo ed alle direttive ricevute, come pure dell’atipicità ed eccezionalità, così da porsi come causa esclusiva dell’evento” (Cass. Sez. L. Sentenza n. 5493 del 14/03/2006).
Inoltre il ricorrente deduceva la violazione e falsa applicazione dell’alt. 2087, 2697 e dell’art. 1218 c.c. in tema di ripartizione dell’onere della prova.
La Corte d’Appello riteneva che il lavoratore aveva l’onere della prova circa la vigilanza che l’azienda avrebbe dovuto effettuare per evitare l’evento, nonché quello relativo all’individuazione dei soggetti delegati al controllo.
Anche quest’ultimo motivo è stato accolto.
Va ricordato l’indirizzo consolidato secondo il quale “la responsabilità del datore di lavoro di cui all’art. 2087 cod. civ. è di natura contrattuale. Ne consegue che, ai fini del relativo accertamento, incombe sul lavoratore che lamenti di aver subito, a causa dell’attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l’onere di provare l’esistenza di tale danno, come pure la nocività dell’ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l’uno e l’altro elemento, mentre grava sul datore di lavoro – una volta che il lavoratore abbia provato le predette circostanze – l’onere di provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, ovvero di aver adottato tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi del danno medesimo” (Sez. L, Sentenza n. 3788 del 17/02/2009).
Pertanto il ricorso del lavoratore è stato accolto, la sentenza è stata cassata, con rinvio al giudice del merito che dovrà attenersi ai seguenti principi di diritto:
B) il datore di lavoro è responsabile dell’infortunio occorso al lavoratore, sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia quando non accerti e vigili che di queste misure venga fatto effettivamente uso da parte dei dipendenti. Di conseguenza, ai fini dell’accertamento della responsabilità datoriale per infortunio occorso al lavoratore sui luogo di lavoro, mentre incombe sul lavoratore che lamenti di aver subito, a causa dell’attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l’onere di provare l’esistenza di tale danno, come pure la nocività dell’ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l’uno e l’altro elemento, grava sul datore di lavoro – una volta che il lavoratore abbia provato le predette circostanze – l’onere di provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, ovvero di aver adottato tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi del danno medesimo”.
Con l’occasione estendo l’invito a partecipare al convegno del 4 marzo a tutti i lettori del blog, imprenditori e coloro che a vario titolo prestano l’attività professionale nel settore della sicurezza sul lavoro.
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Un commento a “Infortuni sul lavoro: il riparto della prova tra datore e lavoratore. Convegno sicurezza sul lavoro a Montesilvano, Jobs Act, responsabilità del datore e del RSPP”
Scritto il 10-3-2016 alle ore 20:22
Per coloro che non sono potuti intervenire al convegno del 4 marzo 2016 a Montesilvano e sono interessati al tema della sicurezza sul lavoro quali imprenditori, lavoratori, formatori e consulenti RSPP un abstract della relazione è visibile sul blog giuridico dello Studio http://www.studiolegaledevaleri.blogspot.it
Buon lavoro …. in sicurezza a tutti.