Source: https://www.personaedanno.it/articolo/responsabilit-contrattuale-e-prova-dell-inadempimento-e-dei-danni-subiti-scuola-e-lavoro-in-genere
Timestamp: 2020-07-16 03:33:36+00:00
Document Index: 181985339

Matched Legal Cases: ['art. 1218', 'art. 2048', 'art. 2087', 'art. 2087', 'art. 1374', 'art. 1218']

Responsabilità contrattuale e prova dell'inadempimento e dei danni subiti: scuola e lavoro in genere
Interessi protetti - Obbligazioni, contratti - Riccardo Mazzon - 25/03/2020
Anche nelle controversie instaurate per il risarcimento del c.d. danno da autolesione (danno cagionato dall'alunno a sé medesimo), nei confronti dell'istituto scolastico e dell'insegnante, sarà applicabile il regime probatorio previsto dall'art. 1218 c.c.: ecco perché, anche in tal frangente, nell'ipotesi in cui sia dedotto - non tanto l'inadempimento dell'obbligazione, ma – un inesatto adempimento, al creditore istante sarà sufficiente la mera allegazione dell'inesattezza dell'adempimento - per violazione di doveri accessori, come quello, ad esempio, di informazione; ovvero per mancata osservanza dell'obbligo di diligenza -, gravando invece sul debitore l'onere di dimostrare l'avvenuto, esatto adempimento - si veda, per un approfondimento, anche in relazione alla giurisprudenza qui citata, il trattato "Responsabilità contrattuale e danni risarcibili", Riccardo Mazzon, Giuffré 2019 -.
In effetti, l'accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell'allievo a scuola, determina l'instaurazione di un vincolo negoziale dal quale sorge a carico della medesima l'obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l'incolumità dell'allievo, per il tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica, in tutte le sue espressioni; la scuola è, pertanto, tenuta a predisporre tutti gli accorgimenti all'uopo necessari, anche al fine di evitare che l'allievo procuri danno a se stesso, sia all'interno dell'edificio che nelle pertinenze scolastiche, di cui abbia a qualsiasi titolo la custodia, messe a disposizione per l'esecuzione della propria prestazione; ivi ricompreso, ad esempio, anche il cortile antistante l'edificio scolastico del quale la scuola abbia la disponibilità e ove venga consentito il regolamentato accesso e lo stazionamento degli utenti - e, in particolare, degli alunni - prima di entrarvi (spetterà, dunque, all'attore provare che il danno si sia verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, mentre l'istituto avrà l'onere di dimostrare che l'evento dannoso è stato determinato da causa a sé non imputabile: così, andrà riconosciuto il risarcimento per i danni occorsi ad un'alunna la quale, mentre si trovi all'interno del piazzale antistante la scuola elementare, ove - essendo già aperti i cancelli - sia stata lasciata dallo scuolabus, cada da un muretto, delimitante l'area sottostante, lì dove si trovi l'ingresso del seminterrato locale caldaia, riportando la frattura della tibia; andrà esclusa, invece, la configurabilità della presunzione di responsabilità di cui all’art. 2048 c.c., a carico dei precettori, per i danni che l’allievo abbia procurato a se stesso, in quanto la norma, riferendosi espressamente al danno cagionato dal fatto illecito dell’allievo, presuppone un fatto obiettivamente antigiuridico lesivo di un terzo, e non un “autodanneggiamento”).
Il tema dell’inadempimento qualificato, inoltre, è tema caro anche al diritto del lavoro laddove, in ambito di qualificazione della domanda giudiziale, ove il lavoratore chieda, ad esempio, il risarcimento del danno derivante dalla lesione del diritto all’integrità personale, non rileva, ai fini della configurazione di un’azione di natura contrattuale, il mero richiamo dell’art. 2087 c.c. - o delle altre disposizioni legislative strumentali alla protezione delle condizioni di lavoro -, occorrendo, invece, la specifica deduzione di un comportamento inadempiente del datore di lavoro, dal quale, secondo la prospettazione attorea, sia derivato il danno lamentato; così, ad esempio, in presenza di una generica deduzione di negligenze riferibili all’Amministrazione, inidonee a configurare una specifica imputazione di responsabilità in capo al datore di lavoro, il Trib. di Roma, sez. XII, con pronuncia n. 22866 del 14 novembre 2013, ha dichiarato infondata l’eccezione della società convenuta, ritenendo escluso che il giudizio dovesse essere introdotto con il rito del lavoro, essendo la domanda qualificabile quale azione spesa in via extracontrattuale e diretta al risarcimento dei danni, subiti dall’armaiolo collaudatore alle dipendenze dell’amministrazione, in occasione delle prove di tiro.
Ciò detto, resta in ogni caso confermato come la responsabilità del datore di lavoro, ex art. 2087 c.c., sia di carattere contrattuale, atteso che il contenuto del contratto individuale di lavoro risulta integrato per legge, ai sensi dell’art. 1374 c.c., dalla disposizione che impone l’obbligo di sicurezza e lo inserisce nel sinallagma contrattuale, cosicché il riparto degli oneri probatori, nella domanda di danno da infortunio sul lavoro, si pone negli stessi termini dell’art. 1218 c.c. circa l’inadempimento delle obbligazioni, da ciò discendendo che il lavoratore, il quale agisca per il riconoscimento del danno differenziale da infortunio sul lavoro, deve allegare e provare (a) l’esistenza dell’obbligazione lavorativa, (b) l’esistenza del danno e (c) il nesso causale tra quest’ultimo e la prestazione, mentre è il datore di lavoro che deve provare la dipendenza del danno da causa a lui non imputabile e, cioè, di aver adempiuto interamente all’obbligo di sicurezza, apprestando tutte le misure per evitare il danno.
Naturalmente, trattandosi di rapporto sinallagmatico, il risarcimento per responsabilità contrattuale è fenomeno che interessa anche l’inadempimento posto in essere dal dipendente: così, ad esempio, l'inosservanza dei doveri di diligenza, da parte di quest’ultimo, comporta non solo l'applicazione di eventuali sanzioni disciplinari, ma anche l'obbligo del risarcimento del danno cagionato all'azienda per responsabilità contrattuale, qualora si provi che l'evento dannoso - subito dall'azienda - sia correlato a una condotta colposa del prestatore d'opera e, dunque, si sia in presenza di un casus culpa determinatus ricollegabile, sulla base di un rapporto di causalità, a una condotta colposa del dipendente sotto i profili della negligenza, dell'imprudenza o della violazione di specifici obblighi contrattuali o istruzioni legittimamente impartitegli dal datore di lavoro.