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Timestamp: 2020-07-12 23:57:28+00:00
Document Index: 141270084

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Sentenza Cassazione Civile n. 8262 del 22/03/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8262 del 22/03/2019
Cassazione civile sez. VI, 22/03/2019, (ud. 30/01/2019, dep. 22/03/2019), n.8262
sul ricorso iscritto al n. 29324/2017 R.G. proposto da:
A.G., rappresentato e difeso, per procura speciale in
calce al controricorso, dall’avv. Walter Tammetta, ed elettivamente
avverso la sentenza n. 7912/18/2016 della Commissione tributaria
– in controversia relativa ad impugnazione di un avviso di accertamento ai fini IRPH’ emesso nei confronti del contribuente con riferimento all’anno d’imposta 2008, l’Agenzia delle entrate ricorre per cassazione con tre motivi, cui replica l’intimato con controricorso, avverso la sentenza della CTR che aveva affermato di condividere le argomentazioni del giudice di prime cure e, comunque, dichiarato inammissibile, perchè tradivo, l’appello proposto dalla predetta amministrazione finanziaria avverso la sfavorevole sentenza di primo grado.
3. Ti terzo motivo, con cui è dedotta la violazione e falsa applicazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 35 e 36, è incentrato ancora sul vizio di motivazione apparente della sentenza impugnata ma in relazione alla statuizione d’appello di conferma della sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso della parte contribuente.
5. Al riguardo va ricordato che il vizio di motivazione meramente apparente della sentenza ricorre allorquando il giudice, in violazione di un preciso obbligo di legge, costituzionalmente imposto (art. 111 Cost., comma 6), e cioè dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4 (in materia di processo civile ordinario) e dell’omologo D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 2, n. 4 (in materia di processo tributario), omette di esporre concisamente i motivi in fatto e diritto della decisione, di specificare o illustrare le ragioni e l’iter logico seguito per pervenire alla decisione assunta, e cioè di chiarire su quali prove ha fondato il proprio convincimento e sulla base di quali argomentazioni è pervenuto alla propria determinazione, in tal modo consentendo anche di verificare se abbia effettivamente giudicato iuxta et probata; l’obbligo del giudice “di specificare le ragioni del suo convincimento”, quale “elemento essenziale di ogni decisione di carattere giurisdizionale” è affermazione che ha origine lontane nella giurisprudenza di questa Corte e precisamente alla sentenza delle sezioni unite n. 1093 del 1947, in cui la Corte precisò che “l’omissione di qualsiasi motivazione in fatto e in diritto costituisce una violazione di legge di particolare gravità” e che “le decisioni di carattere giurisdizionale senza motivazione alcuna sono da considerarsi come non esistenti” (in termini, Cass. n. 2876 del 2017; v. anche Cass., Sez. U., n. 16599 e n. 22232 del 2016 e n. 7667 del 2017 nonchè la giurisprudenza ivi richiamata).
6.1. La CFR, infatti, ha dichiarato inammissibile l’appello agenziale affermando che lo stesso “da documentazione allegata, è stato notificato oltre il termine previsto (L. 4 luglio 2009, n. 69, artt. 46 e 58) dalla pubblicazione della sentenza”. Orbene, tali considerazioni/affermazioni non estrinsecano il percorso argomentativo che ha indotto i giudici di appello a tale convincimento e pertanto nel loro – limitato – ordito realizzano un tipico esempio di “motivazione apparente”, così come denunciato nella censura de qua, posto che non è dato comprendere quale documentazione la CTR ha esaminato e la valenza probatoria della stessa. Tale conclusione è condivisa anche dai controricorrenti i quali hanno espressamente affermato che “non conosciamo le motivazioni che hanno indotto i giudici della CTR a ritenere tardivo il predetto appello” (controricorso pag. 3), che, tenuto conto del deposito della sentenza di primo grado, effettuato in data 11/09/2014, l’appello spedito a mezzo posta in data 12/03/2015 e pervenuto al destinatario in data 16/03/2015 (per come ammesso dagli stessi controricorrenti) era senz’altro tempestivo ove fosse stato considerato il periodo di sospensione feriale del termine di impugnazione.
7. Il terzo motivo di ricorso è invece inammissibile alla stregua del principio giurisprudenziale secondo il quale “Qualora il giudice, dopo una statuizione di inammissibilità (o declinatoria di giurisdizione o di competenza), con la quale si è spogliato della “potestas iudicandi” in relazione al merito della controversia, abbia impropriamente inserito nella sentenza argomentazioni sul merito, la parte soccombente non ha l’onere nè l’interesse ad impugnare; conseguentemente è ammissibile l’impugnazione che si rivolga alla sola statuizione pregiudiziale ed è viceversa inammissibile, per difetto di interesse, l’impugnazione nella parte in cui pretenda un sindacato anche in ordine alla motivazione sul merito, svolta “ad abundantiam” nella sentenza gravata” (Cass., Sez. L, Sentenza n. 3840 del 20/02/2007, Rv. 595555 – 01; conf. Cass., Sez. 3, Sentenza n. 17004 del 20/08/2015, Rv. 636624 – 01, nonchè Cass., Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 30393 del 19/12/2017, Rv. 646988 – 01).