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Timestamp: 2020-07-09 18:32:27+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1892', 'sentenza ', 'art. 33', 'art. 33', '§ 1', 'art. 1892', 'art. 33', 'art. 16', 'art. 16']

Cassazione: vessatorie alcune clausole in polizze assicurative vita
Clausole vessatorie 2015-08-24 - Pdf - Stampa
Cassazione III Civile n. 17024 del 20.8.2015
Alfa si costitui', nego' la propria obbligazione ed in via riconvenzionale chiese dichiararsi l'annullamento del contrattoex art. 1892 c.c..
La Corte d'appello di Bologna con sentenza 12.6.2012 n. 828 accolse l'appello principale e condanno' l'assicuratore alpagamento dell'indennizzo.
- che la clausola 16 delle condizioni generali di polizza, ovvero quella che subordinava il pagamento dell'indennizzoalla presentazione dei documenti ivi indicati, fosse vessatoria ai sensi dell'art. 33 del d. Igs. 6.9.2005 n. 206, perche' subordinava l'adempimento dell'assicuratore all'esecuzione di oneri particolarmente gravosi da parte del beneficiario; perche' invertiva l'onere della prova e perche' non era stata resa conoscibile al contraente;
Espone, al riguardo, che la Corte d'appello avrebbe errato nel ritenere tempestiva l'eccezione di nullita' della clausola16 delle condizioni generali, sebbene sollevata da tizio tizio solo con la comparsa conclusionale.
(a) era nulla ai sensi dell'art. 33, lettera (q), del d. Igs. 6.9.2005 n. 206, in quanto subordinava il pagamentodell'indennizzo al compimento di attivita', da parte del beneficiario, ritenute "di difficile attuazione", quali la consegna di documentazione medica o concernente la successione del portatore di rischio;
Il primo dei suddetti profili di nullita' non fu invocato dall'attore nell'atto di citazione, ma fu prospettato nella comparsa conclusionale del giudizio di primo grado, al fine di replicare all'eccezione della societa' convenuta, con la quale quest'ultima ricuso' il pagamento dell'indennizzo per il mancato adempimento degli oneri prescritti dalla suddetta clausolan. 16.
1.5.1. In primo luogo la deduzione e' irrilevante perche', come detto al § 1.2, la Corte d'appello ha ritenuto la clausolan. 16 del contratto di assicurazione nulla per tre diverse ragioni: imposizione al beneficiario di oneri gravosi, inversione dell'onere della prova, inconoscibilita'.
Espone, al riguardo, che la Corte d'appello ha ritenuto inammissibile la domanda di annullamento del contratto per reticenza del contraente (proposta ai sensi dell'art. 1892 c.c.), perche' essa andava formulata non nei confronti delbeneficiario della polizza, ma nei confronti degli eredi del contraente.
Tale statuizione - osserva la ricorrente - e' erronea, perche' al beneficiario possono essere opposte tutte le eccezionibasate sul contratto.
La sentenza, soggiunge Alfa, e' altresi' contraddittoria nella motivazione, perche' da un lato ritiene che la domanda diannullamento vada proposta non nei confronti del beneficiario, ma nei confronti del contraente (ovvero dei suoi eredi); e dall'altro ritiene che l'eccezione di nullita' d'una clausola del contratto ben possa essere proposta dal beneficiario.
Con la prima censura Alfa allega che la Corte d'appello avrebbe errato nel ritenere vessatoria, ex art. 33 d. Igs. 206/05, la clausola n. 16 delle condizioni di polizza. Tale clausola addossava al beneficiario, per ottenere il pagamentodell'indennizzo, l'onere di produrre una serie di documenti analiticamente indicati nel contratto.
Con la seconda censura Alfa deduce che la Corte d'appello avrebbe errato nel ritenere che l'art. 16 di cui sopra invertisse illegittimamente l'onere della prova. Spiega, al riguardo, che l'onere imposto al beneficiario di produrreall'assicuratore una relazione medico-legale sulle cause della morte del portatore di rischio non aveva lo scopo di invertire l'onere della prova, ma solo di "rappresentazione tecnico-scientifica delle cause della morte".
3.2. L'art. 16 delle condizioni generali di contratto prevedeva che il beneficiario, per ottenere il pagamentodell'indennizzo, dovesse;
La previsione per cui il beneficiario deve produrre un atto notorio riguardante lo "stato successorio" del deceduto e' inutile, posto che il beneficio acquista il diritto all'indennizzo jure proprio, non certo jure haereditario, e per l'assicuratore e'irrilevante sapere se il deceduto sia morto ab intestato oppure no. Ne' Alfa nel presente giudizio, ha mai allegato che, essendo la polizza beneficiata a vantaggio genericamente "degli eredi", come pure talora accade, fosse per essa necessario sapere chi fossero questi ultimi.
2015-08-24 Chi: Spataro
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