Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-413-codice-civile-revoca-dellamministrazione-di-sostegno
Timestamp: 2018-08-17 14:55:38+00:00
Document Index: 154883228

Matched Legal Cases: ['art. 413', 'art. 413', 'art. 407', 'art. 702', 'art. 739', 'sentenza ']

Art. 413 codice civile: Revoca dell'amministrazione di sostegno
Codice civile Art. 413 codice civile: Revoca dell’amministrazione di sostegno
((Capo II))
((Della interdizione, della inabilitazione e della incapacita’ naturale))
La legge prevede la possibilità di revoca anche nel caso in cui la dichiarazione di interdizione e di inabilitazione si rivelino più idonee per realizzare la piena tutela del beneficiario. Scopo della disciplina è quello di consentire il passaggio da una misura all’altra, superando la rigidità del sistema tradizionale, nell’ottica dell’adeguata protezione dei soggetti interessati.
In tema di amministrazione di sostegno, la prescrizione di cui all'art. 413, secondo comma, cod. civ., non costituisce adempimento processualmente necessario, sicché l'omessa comunicazione dell'istanza di chiusura della procedura all'amministratore di sostegno - che non è parte necessaria del procedimento - non determina alcuna compromissione del suo diritto di difesa, né è soggetta a sanzione processuale. Rigetta, App. Potenza, 30/10/2012
Cassazione civile sez. VI 25 luglio 2014 n. 17032
Nella procedura per l'istituzione dell'amministrazione di sostegno l'unica parte che può dirsi necessaria è il beneficiario dell'amministrazione, per cui il difetto di comunicazione della richiesta al P.M. e la conseguente assenza dello stesso al procedimento di chiusura dell'amministrazione non comporta la mancata integrazione di un litisconsorzio necessario, né alcun'altra nullità del giudizio di primo grado idonea a determinare la rimessione delle parti al primo giudice. Rigetta, App. Potenza, 30/10/2012
Il decreto con cui il giudice tutelare abbia deciso sulla richiesta di sostituzione dell'amministratore di sostegno con altra persona (e quindi non sulla sua revoca tout court ai sensi dell'art. 413 c.c.) trova inquadramento nell'art. 407 comma 4 c.c., sicché per il relativo regime delle impugnazioni occorre far riferimento all'art. 702 bis comma 2 c.p.c, che stabilisce la competenza della Corte d'Appello a norma dell'art. 739 c.p.c. (Nel caso di specie, il reclamo veniva invece proposto al tribunale in sede collegiale, che, in applicazione del principio di cui in massima, lo ha rigettato in quanto inammissibile).
Tribunale Modena sez. II 27 aprile 2012 n. 718
È inammissibile, per difetto di interesse, il motivo di ricorso per cassazione con cui si denunci genericamente la mancata interruzione del processo di primo grado in conseguenza dapprima dell'adozione e poi della revoca dell'amministrazione di sostegno in favore di una parte del giudizio, nel momento in cui tali eventi furono comunicati in udienza o notificati alle altre parti, pur a fronte dell'oggettiva estensione dei poteri rappresentativi attribuiti nel caso dal giudice tutelare all'amministratore (e della speculare riduzione dell'autonomia di gestione del beneficiario), dovendo il ricorrente prospettare quali lesioni siano, in concreto, derivate ai suoi diritti e alle sue facoltà processuali da detta mancata interruzione. Trattandosi, infatti, di violazione non rientrante tra i casi tassativi di rimessione della causa al primo giudice, e convertendosi l'eventuale nullità della sentenza in motivi di impugnazione, l'impugnante deve, a pena d'inammissibilità, indicare specificamente quale sia stato il pregiudizio arrecato alle proprie attività difensive dall'invocato vizio processuale
Cassazione civile sez. III 09 marzo 2012 n. 3712