Source: https://www.teamartist.com/blog/2012/04/18/il-vostro-statuto-e-in-regola-per-poter-godere-del-regime-fiscale-agevolato/
Timestamp: 2020-01-21 02:35:34+00:00
Document Index: 59487886

Matched Legal Cases: ['art. 90', 'art. 67', 'art. 148', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 1']

Lo Statuto della tua Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) è in regola? ⎪ TeamArtist
Ma veniamo a noi. Le più antiche Associazioni Sportive italiane arrivate ai nostri giorni, sono quelle di ginnastica di fine ‘800. È quindi possibile che la tua Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) abbia uno Statuto scritto nel ‘900 e che possa non essere aderente ai più recenti requisiti di legge (ti dirò che continuiamo a vedere ogni giorno Statuti di ASD appena rivisti da notai/ commercialisti/ avvocati/ “espertoni del web” pieni di errori tali per cui non vi erano più i requisiti per godere del Regime Fiscale Agevolato… il che significa sanzioni giganti da parte del FISCO). In particolare è praticamente certo che se il tuo Statuto è anteriore al 2009, non sia a norma. Perchè in quell’anno l’Agenzia delle Entrate ha prodotto alcuni documenti e introdotto prassi che implicano regole più severe e stringenti per le Associazioni no profit (tra cui, appunto, anche le ASD).
Vi sono ASD che vogliono diventare Associazioni Riconosciute. Vi sono ASD che vogliono essere Polisportive (suddivise in sezioni) oppure aspirare ad essere in futuro Federazioni Sportive e quindi Associazioni di secondo livello (Associazione di Associazioni). Ancora vi saranno ASD che vorranno essere anche Enti del Terzo Settore (ETS) così come previste dalla Riforma del Terzo Settore.
Quali sono i requisiti di legge principali per gli Statuti delle Associazioni Sportive Dilettantistiche ASD
Prima di tutto i riferimenti di legge: per le ASD è fondamentale che lo statuto rispetti (per cominciare) almeno i requisiti dell’art. 90 della legge 289/2002, in particolare il comma 18, e che sia registrato o in atto pubblico presso un Notaio o presso l’Ufficio del Registro dell’Agenzia delle Entrate.
Andiamo in ordine con questi requisiti di legge, cercando di capire cosa si intenda, utilizzando parole semplici, senza perdersi nell’astrusità della burocrazia. Lo statuto dovrà contenere i seguenti concetti:
Significa che gli utili e gli avanzi di gestione vengono usati per lo svolgimento delle attività statutarie o ad incremento del patrimonio; a tal fine DEVE essere vietata la distribuzione, anche in forma indiretta, di utili e avanzi di gestione, comunque denominati, nonché fondi e riserve, in favore di amministratori, soci, partecipanti, lavoratori o collaboratori. NB: anche inventarsi una attività non realmente svolta o produrre delle note spese false per redistribuire gli utili NON é LEGALE. Nel nostro Corso per SuperDirigenti annuale spieghiamo cosa il Fisco italiano riconduce a “suddivisione indiretta degli utili”.
Significa che ogni associato ha diritto a candidarsi e può essere eletto a qualsiasi carica interna; che ogni associato ha diritto di voto; che devono essere previste idonee forme di pubblicità delle convocazioni, delle delibere e dei bilanci/Rendiconti (abbiamo visto casi in cui le convocazioni sono solo affisse in logore bacheche in scantinati mal illuminati, senza nessuna altra forma di comunicazione agli associati); che i criteri di ammissione/esclusione degli associati siano equi. Più un’altra dozzina di requisiti particolari di cui parliamo in diversi articoli del nostro Blog. Sempre nel nostro Corso per SuperDirigenti annuale, andiamo a mostrare cosa intenda il Fisco italiano per “Democrazia Interna”.
3. disciplina del divieto per gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre società e associazioni nell’ambito della medesima disciplina
Significa che non puoi fare il Presidente di un Associazione di Ping Pong a Roma Nord ed il consigliere di un’altra Associazione di Ping Pong a Roma Sud. Perchè? Bisognerebbe chiederlo al legislatore ma credo che serva sia per una maggiore democrazia interna delle Associazioni (evitare che siano sempre le stesse persone a gestire la vita associativa), sia per disincentivare eventuali conflitti di interesse durante gare e competizioni che vedono partecipare atleti di associazioni diverse ma con gli stessi dirigenti.
4. gratuità degli incarichi degli amministratori
È legato all’assenza dei fini di lucro. Se vi fosse un vantaggio economico nel creare e gestire una Associazione sarebbe assimilabile a qualsiasi attività lavorativa e diverrebbe un reddito.
5. devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento ad altra Associazione Sportiva
Significa che se sei il Presidente di un’Associazione con un Patrimonio di Valore, non devi poter trarre vantaggio dallo scioglimento e sei obbligato a destinare tale patrimonio ad un’altra Associazione Sportiva Dilettantisticca che abbia finalità statutarie simili.
Ma attenzione, in realtà uno Statuto ben fatto deve rispettare almeno anche questi 5 testi di legge:
Libro I, Titolo II del Codice Civile (“Delle persone giuridiche”); nello specifico Artt. dal 14 al 42;
Decreto Legislativo 460/1997 -> Attenzione che in parte è stato/verrà abrogato dalla Riforma del Terzo Settore;
Senza contare che l’Ente di affiliazione che andrete a scegliere (sia una Federazione Sportiva Nazionale, una Disciplina Sportiva Associata o un Ente di Promozione Sportiva) potrebbe avere esigenze o requisiti diversi tali per cui si deve anche studiare come rendere lo Statuto conforme.
Il che non è assolutamente semplice. Per questo motivo SE TI E’ INTERESSATO QUESTO ARTICOLO, PROBABILMENTE DOVRESTI LEGGERE ANCHE QUESTO.
Come avere lo Statuto perfetto per la tua Associazione Sportiva Dilettantistica
Questo vale sia se devi creare una nuova Associazione Sportiva Dilettantistica (per cui ti consiglio il nostro servizio ProCreo) sia se vuoi aggiornare il tuo Statuto). Se invece hai dei dubbi sulla sua “qualità” (e, più in generale, sulla tenuta della tua Associazione), la soluzione migliore sarà sicuramente il nostro servizio di Ispezione Fiscale Simulata dove procederemo all’analisi approfondita dello Statuto indicandoti tutti gli errori e punti deboli.
70 risposte a “Lo Statuto della tua Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) è in regola?”
Nello statuto può essere previsto che il consiglio direttivo è formato da 9 membri nominati dall’assemblea dei soci, di cui almeno tre membri scelti tra i soci fondatori?
Eviterei di indicare che almeno tre devono essere i fondatori, altrimenti non c'è democrazia
Nello statuto di un'associazione culturale no profit si possono inserire clausole per l'ammissione di nuovi soci tali da ammettere solo determinate categorie di persone (es. solo pensionati) e/o escluderne altre (es. persone che ricoprono cariche politiche) oppure una simile impostazione farebbe decadere la possibilità di godere del regime fiscale agevolato?
24 novembre 2016 alle 08:33
No, è possibile. Basta farlo con intelligenza e attenzione.
Abbiamo un'associazione culturale dal 2014. Siamo in procinto di cambiare lo Statuto ma non abbiamo mai compilato un modulo Eas.
1. Come facciamo?
2. In Che cosa ci danneggia?
3. Come possiamo e se possiamo intervenire?
26 settembre 2016 alle 15:25
1. Sistemate lo Statuto ed a marzo 2017 inviate il modello EAS.
2. Potreste essere disconosciuti come no profit ed essere accusati di evasione fiscale.
3. Vedi.
Ti consiglio di scaricare, leggere e studiare la Guida di questa pagina: http://www.teamartist.com/revisione-statuto/
Per avere le agevolazione fiscali non profit per associazione sportive dilettantistiche, e se possiamo fare domanda per il 5 per mille.
1)Nella nostra associazione abbiamo dei soci che praticano sport iscritti al:: C.S.I, FIDAL, LIBERTAS,UIPS, FIB, FIT, FITET,.
2)Nel nostro interno abbiamo dei soci non iscritti a nessuna di queste federazione.
3) Siamo obbligati a iscrivarci a quelle associazione tipo ACLI, ASC, ENDAS eccc.
Siamo regolermente iscritti persso il CONI e con lo statuto aggiornato.
Grazie mille siamo in attesa di una Voatra risposta
Qual'è la sua domanda? Vuole sapere come richiedere il 5 per mille?
04 novembre 2015 alle 09:49
può, all'interno del consiglio, un componente ricoprire sia il ruolo di vice-presidente+segretario (o anche vice-presidente+tesoriere)?
Do per scontato che segretario+tesoriere sia concesso.
04 novembre 2015 alle 16:39
Danesi Tiziano
07 ottobre 2015 alle 17:11
Il presidente della nostra A.S.Dil. ha annunciato che darà le dimissioni in data 30 novembre 2015.
Non troviamo, al momento, un componente del consiglio direttivo che voglia prendere il suo posto.
Esiste un periodo di interregno, cioè un periodo in cui un componente del consiglio direttivo possa svolgere le funzioni del presedente senza, di fatto, esserlo?
Sarei interessato anche a documentazione sull'argomento.
T.Danesi
08 ottobre 2015 alle 09:48
Esiste la figura del vicepresidente, che fa le veci del presidente in questi periodi di "transizione".
1. Il ruolo del Presidente dev'essere obbligatoriamente a titolo gratuito per mantenere il regime di agevolazione fiscale?
2. In alternativa, si può lavorare essendo a capo dell'Associazione e dichiarando regolarmente il compenso previsto come spesa?
1.2. Legga questo nostro post.
01 aprile 2015 alle 09:17
Nel 2010 mi sono affigliato alla soc. boc. XXXXXX per il seguente motivo. Ero da sempre alla soc. boc. XXXXXXXXX, quando il presidente decide di formare una nuova società iscritta alla FIB conglobando 4 società bocciofile. Nuovo statuto sociale, nuovo direttivo, ma assume anche la presidenza della nuova società contrariamente a quanto leggo sopra al punto 3 e non riportato nello statuto della nuova società. Quindi contabilità mischiata e tenuta della stessa in modo superficiale. Tra l'altro la nuova società e stata costituita senza precedentemente sciogliere le altre 4 società esistenti.
a) cosa posso fare legalmente per verificare se la fusione è valida senza lo scioglimento delle società?
b) come posso agire che per ben 4 anni una sola persona ha coperto la presidenza di due società?
c) cosa posso fare legalmente per controllare la contabilità, i bilanci, e quanto di amministrativo coinvolgendo gli organi di controllo competenti?
01 aprile 2015 alle 10:04
a) Non ce ne è bisogno, posso già dirglielo io: se non c'è stato lo scioglimento non si puà trattare di una fusione ma al limite della costituzione di una nuova società ex novo.
b) Può segnarlo alla FIB.
c) Non ho capito: vuole controllare lei o che controllino gli organi competenti?
AVOGADRI ANGELO
02 aprile 2015 alle 08:46
Ringrazio delle risposte e la Vostra competenza.
Per quanto riguarda la domanda c vorrei sapere cosa devo fare per avere un controllo da parte degli organi competenti.
02 aprile 2015 alle 13:37
Chiamare il 117 della Guardia di Finanza.
Salve! A proposito del punto 3."disciplina del divieto per gli amministratori ...": è possibile essere Presidente di una OdV e consigliere in una APS? sono queste due organizzazioni parte della stessa disciplina? Grazie.
Se i rispettivi statuti non dicono nulla in merito, è possibile (anche se sconsigliabile).
03 novembre 2014 alle 15:20
Buonasera, complimenti ancora per la vostra competenza e serietà. Vorrei sapere se l'inserimento a statuto di clausole che permettano al consiglio direttivo di nominare soci onorari o un presidente onorario, violino i dettami per ottenere il regime semplificato. grazie mille
No, purchè non se ne abusi. Un socio o presidente onorario hanno senso. Fare soci onorari tutti gli amici, no.
Effettivamente nel campo dello Yoga, per esempio, da una parte il CONI si oppone da anni al suo riconoscimento come disciplina sportiva (il che renderebbe il lavoro più trasparente, serio e onesto), dall'altra glielo dà indirettamente perché tramite altre associazioni di categoria (come la UISP) è possibile ottenerlo in modo automatico. Così lo Yoga, come tante altre discipline "innovative", resta sommerso in un mondo dove c'è troppo spazio per improvvisatori e furboni, e contemporaneamente il CONI inglobando tutto mantiene la sua facciata e la sua autorità suprema, sebbene le agisca in modo assai discutibile.
20 maggio 2014 alle 07:09
Sul Coni abbiamo già detto la nostra, anche molto pesantemente. Non faccia l'errore però di pensare che l'affiliazione alla UISP sia un riconoscimento dello yoga quale attività sportiva. Non è così.
Secondo aspetto: vi sono centinaia di realtà che praticano Yoga in Italia che non lo vogliono assolutamente considerare uno Sport (un dibattito molto simile e senza fine è in atto da anni per la Danza).
A. Noi stiamo revisionando lo statuto per renderlo più sintetico, chiaro e corretto. A questo proposito abbiamo alcuni dubbi. Abbiamo appena deciso di aprire una partita IVA (per ora la nostra ASD ha solo il c.f.) e di iniziare a chiedere il 5x1000.
1. è necessario inserire queste volontà anche nello statuto, oppure è sufficiente il verbale con il resoconto della riunione in cui il Consiglio Direttivo ha preso queste decisioni?
2. noi, essendo un'ASD, possiamo richiedere il 5x1000 anche senza essere una ONLUS, giusto?
3. Sono richiesti altri particolari requisiti (statutari, nel tipo di attività, o se per esempio bisogna necessariamente avere a che fare con certe categorie di persone, come diversamente abili, minori, etc.) per poter richiedere il 5x1000, oppure lo scriviamo sul verbale/statuto e va bene così?
A. Le consiglio la lettura di questo nostro post. Anche perchè non ha senso che siate una ASD... se lo lasci dire.
1. Basta la decisione del direttivo se lo Statuto non osta a ciò in qualche modo.
17 maggio 2014 alle 13:14
Grazie! A posto!
Che siamo una ASD ha un senso, e precisamente questo: i nostri strumenti formativi sono tutte attività sportive (il trekking e le discipline bio-naturali, così come classificate dal CONI e dalle altre istituzioni preposte). La prossima volta e' meglio chiedere, invece di presupporre, soprattutto se siamo in un contesto pubblico come questo. Noi siamo professionisti seri e, lavoriamo in modo professionale, competente e onesto; voi siete li' per rispondere alle nostre domande, non per fare supposizioni o per giudicare. E la nostra domanda era un'altra. La prossima volta, per piacere, limitatevi a fare il servizio che dovete fare, ed evitate di allargarvi ad altre cose, soprattutto se non avete alcuna cognizione di causa. Noi vi abbiamo scelto e vi stimiamo, ma se non saremo rispettati come i seri professionisti che siamo, di certo cercheremo altri consulenti.
Cortesissima, il Trekking e le discipline bio-naturali NON SONO riconosciute dal CONI: capisce quindi da dove nascano le nostre supposizioni. In secondo luogo NON SIAMO qui per rispondere sempre e comunque a chiunque. Lo decidiamo rispetto a diversi aspetti. Nessuno quindi mette in dubbio la vostra professionalità (non vi conoscono!), ma nemmeno lei dia tutto troppo per scontato.
Beh, allora la cosa si fa curiosa, perché noi tra i documenti dell'associazione conserviamo anche quello che attesta il riconoscimento del CONI, dove le nostre attività sono state indicate esattamente con queste diciture (è anche per questo che le usiamo): Trekking e Discipline Bio-Naturali. Forse non siamo noi (né noi né voi) ad avere qualcosa che non va o a mancare di qualche informazione particolare; forse sono le procedure stesse, o addirittura i regolamenti che ne stanno alla base, a essere ambigui, confusi e contraddittori. Come poter lavorare in modo trasparente, se sono le stesse strutture che dovrebbero consentirlo a renderlo impraticabile? In ogni caso, noi facciamo il meglio e il massimo che possiamo, ci tenevo a chiarirlo; ho puntualizzato solo per questo.
Ci mancherebbe, so bene che siete in buona fede. E come dice lei gli errori sono nelle procedure stesse. Vede, non c'è un controllo nelle registrazioni del CONI (il software "mangia" quello che si scrive e, di fatto, digerisce qualsiasi cosa). Per questo, ad esempio, nel registro pubblico troverà anche Associazioni "sportive" di Poker...
01 maggio 2014 alle 12:15
Inizio ringraziando per il vostro lavoro, estremamente utile a tutti coloro che con una disponibilità minima di denaro non possono ancora affidarsi ad un professionista.
Ho da poco registrato presso l'agenzia delle entrate lo statuto di un' associazione sportiva dilettantistica e culturale, leggendo questo post mi rendo conto solo ora di aver omesso nello statuto la clausola che vieta agli amministratori di ricoprire cariche amministrative in altre associazioni con finalità analoghe.
Per ovviare a questo problema è necessario modificare lo statuto e ri-registrarlo per intero, con un conseguente costo in termini di marche da bollo e tassazioni fisse previste o è sufficiente indicare il punto in cui viene modificato lo statuto nel verbale di assemblea e registrare il verbale?
05 maggio 2014 alle 08:30
L'importante è che poi queste associazioni, quando avessero la disponibilità, scegliessero noi come professionisti e non il cognato dell'amico del cugino che fa fare loro un mare di errori...
Detto questo, per rispondere alla sua domanda, tutto dipende dal suo ufficio di riferimento dell'AdE: non tutti seguono le stesse regole ed alcuni chiedono il solo verbale, altre tutto il nuovo Statuto, altri ancora entrambi.
vorrei sapere se nello Statuto deve essere indicato il numero minimo delle volte in cui ogni anno si riunisce il Consiglio Direttivo.
15 aprile 2014 alle 07:25
Buongiorno, leggiamo sempre con interesse i vs. articoli. Siamo una piccola associazione con 20 soci che organizzano un evento aristico in città. Alla fine dell'evento, a spese dell'associazione, organizziamo una serata in pizzeria tra soci e tutti i simpatizzanti che hanno dato un contributo volontario alla manifestazione. In buona fede pensiamo di fare cosa giusta ma il dubbio che ci poniamo è: Possiamo essere accusati di ripartizione utili?
28 febbraio 2014 alle 08:20
E' una domanda che ci siamo posti più volte. In linea teorica si. Ma la presenza dei simpatizzanti, l'unicità dell'evento, e la modica spesa (mangiate una pizza e non caviale) mi fanno dire che dovreste star tranquilli. NB: non ho mai visto sollevare questa eccezione da alcun ispettore fiscale (ma ci può sempre essere una prima volta).
Buongiorno, ho letto con attenzione molti post e commenti e volevo porre una domanda.
Siamo una ASD e sto vedendo come riaggiornare lo Statuto per vari motivi.
Ho letto il vostro esempio al link
http://www.teamartist.com/blog/prontuario/esempio-di-uno-statuto-di-una-associazione-sportiva-dilettantistica
Dato che la maggior parte dei nostri Soci lo sono per poter avere la tessera della FIDAL per gareggiare (podismo), accade che qualcuno ogni anno chieda nulla-osta di trasferimento ad altra ASD.
Per l'atleta è chiaro che se passa ad altra ASD come tesseramento FIDAL non ha piu' nulla a che fare con noi.
Per noi non è chiaro se lui permane Socio oppure no.
Visto che passa ad una ASD che opera nello stesso ambito sportivo e visto che, a mio avviso, non è corretto essere socio di due ASD "concorrenti" con potere di voto nelle Assemblee di entrambe, sarebbe corretto e legale inserire nello statuto nell'art. dove si parla dei soci una dicitura tipo quella di seguito ?
Non è possibile divenire soci di ASD… se già si ha la medesima qualifica presso altra Associazione che opera negli stessi ambiti sportivi, ovvero è affiliata alle medesime FSN/Enti/ecc….
Art. 10) La qualifica di socio non è temporanea e si perde per dimissioni volontarie, espulsione, decesso. La richiesta di nulla-osta per trasferimento del tesseramento a FSN/Ente ad altra Associazione è considerata anche dimissioen volontaria dall'Associazione con coneseguente perdita della qualifica di Socio"
29 novembre 2013 alle 08:39
Guardi, complimenti. E' una osservazione molto acuta ed intelligente, ed è la prima volta che ci viene posta.
E' sicuramente possibile: l'unica nota è che preparerei un facsimile di nullaosta per trasferimento che contenga al suo interno la dichiarazione di contestuali dimissioni e la citazione per esteso del nuovo articolo statutario.
Grazie per la puntuale risposta, che ritengo molto saggia e sensata.
1) È un po' come dire che il limite di velocità è 130 kmh, ma si sconsiglia di andare a più di 120 per evitare discussioni con la Polstrada?
In rete ho trovato questa nota che mi sembra in contrasto con quanto affermato poco sopra inrispsta a Gianni
1) Ho sbagliato a interpretarla?
risoluzione 9/e del 25/01/2007.
Tale risoluzione ha precisato che le associazioni/società possono erogare compensi al socio-amministratore in relazione alla carica sociale ricoperta, purché entro il limite previsto dal D.P.R. n. 645/1994 per la funzione di presidente del collegio sindacale delle S.p.A.. Solo in tale ipotesi le somme erogate non costituiscono distribuzione indiretta di utili. Tale risoluzione ha poi precisato che i compensi esclusi da tassazione (entro il limite massimo di 7.500 euro), di cui alla lett. m) dell'art. 67, comma 1, del TUIR, percepiti dal socio in qualità di istruttore e allenatore nell'ambito dell'attività sportiva dilettantistica, possono essere erogati purchè non superiori del 20% rispetto ai salari o stipendi previsti per le medesime qualifiche dai contratti collettivi di lavoro. Diversamente, come già ricordato per la fattispecie del socio amministratore, superando il predetto limite l’erogazione di tali somme darebbe luogo ad una distribuzione indiretta di utili.
A proposito della nozione di distribuzione indiretta dei proventi dell'attività sociale tra i soci, la risoluzione 9/e ha richiamato la circolare n. 124/E/1998 la quale ha chiarito, al paragrafo 5.3, riguardo l'applicabilità del regime fiscale previsto dall'art. 148, comma 3, del TUIR alle tipologie di enti associativi (comprese le associazioni sportive dilettantistiche), che in mancanza di espressa indicazione legislativa soccorrono, in proposito, "i criteri stabiliti all'art. 10, comma 6" del D.Lgs. n. 460/1997. Tale disposizione, nell'individuare alcune fattispecie che "costituiscono in ogni caso distribuzione indiretta di utili o avanzi di gestione", viene considerata come norma di valenza generale. Pertanto la norma è applicabile anche agli enti di tipo associativo ai fini della determinazione del requisito di non lucratività previsto per l'applicazione dei regimi fiscali agevolativi.
Per quanto riguarda la disposizione di riferimento l’art. 10, comma 6, del citato D. Lgs. n. 460 del 1997 dispone, in particolare, alla lett. b), che costituisce in ogni caso distribuzione indiretta di utili "l'acquisto di beni o servizi per corrispettivi che, senza valide ragioni economiche, siano superiori al loro valore normale". La successiva lett. c) del comma 6 del medesimo articolo 10 stabilisce che si considera "in ogni caso distribuzione indiretta di utili o di avanzi di gestione (...) la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllo di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal D.P.R. 10 ottobre 1994, n. 645, e dal D.L. 21 giugno 1995, n. 239. Infine la lett. e) del comma 6 del medesimo art. 10 prevede che costituisce distribuzione indiretta di utili anche la corresponsione ai lavoratori dipendenti (leggi istruttori) di salari o stipendi superiori del 20% rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi di lavoro per le medesime qualifiche.
A tali condizioni pertanto il fisco può considerare i rimborsi come distribuzione indiretta di utili.
No. Noi diamo l'interpretazione che TUTELA il più possibile le ASD per evitare contenziosi fiscali.
17 novembre 2013 alle 07:11
i compensi erogati agli amministratori non devono superare quelli massimi previsti per il presidente del collegio sindacale delle Spa
previsti dal dpr 654/94... ma tradotto in euro che cosa significa?
Siamo una ASD e facciamo attività didattica sia per i nostri soci sia per le scuole pubbliche
(attività svolta da nostri soci in qualità di operatori). I nostri amministratori non ricevono compensi (per statuto e anche per regolamento interno). Parlando con dirigenti di altre ASD abbiamo discusso di quei massimi ma nessuno ha saputo quantificarli.
I dirigenti una ASD non possono in alcun caso essere retribuiti per il loro ruolo. Legga questo post.
19 novembre 2013 alle 02:52
Su questo siamo d'accordo, tant'è che è persino dichiarato nel nostro statuto. La domanda si riferiva più in generale alla quantificazione di quanto sotto, riportato spesso, ma senza ulteriori chiarimenti in proposito.
In ogni caso, sono considerati indebita distribuzione di utili.. (omissis) ... il riconoscimento a gestori e organi associativi di un corrispettivo superiore a quello massimo previsto per il presidente del collegio sindacale delle società per azioni."
Capisco. Ma in questo blog decidiamo di rispondere alle domande che riteniamo pertinenti, senza perdere tempo con quelle che non sono tali.
26 ottobre 2013 alle 00:09
volevo un chiarimento visto che stiamoa deguando losa tatuto della nostra associazione ambientalista e non ho capito se disciplina del divieto per gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre societa' e associazioni nell'ambito della medesima disciplina è relativa solo al settore asd e discipline sportive o anche per altri tipi di associazioni
28 ottobre 2013 alle 17:08
Di norma riguarda solo le asd. Voi siete affiliati a qualche ente? Siete in qualche registro regionale/nazionale? Il vostro statuto dice qualcosa al riguardo?
Buonasera, è regolare o " non valido " lo statuto che prevede " il direttivo puo' esonerare gli atleti o parte degli atleti dal pagamento della quota sociale " ? Grazie e buona serata
13 ottobre 2013 alle 17:21
Immagino che si discuta del caso in cui questi atleti vogliano diventare soci dell'Associazione: assolutamente NON è valido.
Domanda secca:posso inserire una clausola alli'netrno dello statuto secondo la quale l'assemblea straordinaria può in seconda convocazione deliberare qualunque sia il numero dei dei soci presenti?
25 settembre 2013 alle 06:33
Dipende. Legga le nostre proposte di statuto.
Innanzitutto molte grazie per i tanti suggerimenti che state dando, alle luce dei quali abbiamo deciso di intervenire sul nostro statuto sociale.
Sono dunque alle prese con MOLTI aggiustamenti allo statuto della nostra associazione; il testo originario era il "testo standard" suggerito da UISP nel 2006.
Mi sorge un dubbio fondamentale: in che caso una modifica diventa una vera e propria riscrittura? nel nostro caso si tratterebbe per esempio di:
- recepire in pieno i vostri suggerimenti sulla democraticità (per esempio i soci non decadono per morosità,....) e sui criteri di ammissione dei soci;
- "meglio definire" l' oggetto sociale, dettagliando meglio le possibili attività sociali;
- meglio definire le funzioni spettanti al Consiglio Direttivo (ancora utilizzando la bozza TeamArtist)
- abolire il Collegio dei Revisori dei Conti (indicato come "se eletto" nel testo UISP e di fatto mai eletto) sostituendolo con le funzioni di un Segretario-Tesoriere (come nella vostra bozza).
Mi chiedo se delle modifiche importanti apportate dala Assemmblea Straordinaria potrebbero risultare inaccettabili da parte delle "autorità competenti".
Capisco che ogni caso andrebbe esaminato nel dettaglio (e se il caso lo faremo, anche insieme), ma sarebbe utile avere una "linea guida" e che la domanda sia rilevante anche per altri amministratori nella mia stessa situazione.
26 agosto 2013 alle 07:01
Una piccola nota introduttiva: lo Statuto di una Associazione è uno strumento fondamentale e delicatissimo. Ci si dovrebbe sempre rivolgere ad un professionista sia per redarlo che per modificarlo e non si dovrebbero MAI usare modelli pre-impostati (nemmeno i nostri): ciò perchè deve sia rispettare gli obblighi di legge, sia poter essere il più facile e miglior strumento operativo della Associazione (abbiamo visto statuti scritti benissimo ed ineccepibili sul piano giuridico ma totalmente impraticabili sul piano pratico: e viceversa). Per questo motivo ci si dovrebbe affidare sempre ad un professionista che vi permetta di crearvi, su misura, il miglior statuto per la vostra realtà.
Venendo alle domande: non si tratta di riscrittura fino a quando... sarete in grado di elaborare un verbale che permetta di descrivere le modifiche che andate ad inserire!
Sembra banale ma è così. Non c'è infatti una norma di legge specifica al riguardo.
Gent. Dott. dalerba,
la ringrazio per la pronta risposta; seguo da mesi il vostro blog e lo considero uno strumento di grande valore, che ci sta davvero aiutando a definire pratiche sociali e gestionali ben fatte e comunque migliorate.
Sono convinto che "dietro" alle Bozze scaricabili sia dal sito TeamArtist che da quello di UISP (dove é scaricabile, nella "guida pratica" un testo fac-simile evoluto rispetto a quello del 2006) ci siano dei seri professionisti, e che dunque i testi fac-simile (pur con varie differenze) corrispondano già (almeno a giudizio degli stessi professionisti) agli "obblighi di legge".
Le modifiche che stiamo ipotizzando tendono a specificare e/o correggere lo Statuto vigente in quanto strumento operativo della associazione (in quello stesso quadro di legge e dopo alcuni anni di realtà sociale), dimostratosi poco pratico o addirittura inutilizzabile (almeno per la nostra piccola associazione); il tutto alla luce di molte cose importanti che pensiamo di aver capito proprio grazie a varie informazioni raccorte (molte delle quali proprio sul blog di TeamArtist !!!)
Il nuovo statuto é oggi in discussione tra i membri del Consiglio Direttivo (e con vari soci) per la presentazione del testo alla prossima Assemblea Straordinaria dei Soci, ad hoc convocata; risulta dunque da una "evoluzione ragionata" delle fonti a cui abbiamo attinto.
Sicuramente il verbale della riunione del Consiglio Direttivo che rilascierà il "testo finale" saprà descrivere adeguatamente le modifiche e la ratio delle stesse. E tali modifiche saranno adeguatamente presentate alla discussione assembleare.
Tra l' altro (per quanto non auspicabile), nonostante gli sforzi in corso, potrebbero emergere ulteriori (speriamo piccole...) modifiche o suggerimenti da recepire proprio dalla discussione con i soci in sede di Assemblea Straordinaria...
Il nostro dubbio maggiore (che ha mosso il mio messaggio al blog) rispetto a questa revisione statutaria, riguarda la ENTITA' delle modifiche, ed in particolare stessa la LEGITTIMITA' di ABOLIRE UN ORGANO SOCIALE previsto nello statiuto vigente (il Collegio dei Revisori dei Conti, la cui "eventuale" elezione non é mai stata fatta). Questo mediante una modifica statutaria votata in una Assemblea Straordinaria...
Non vedo particolari problemi. Il collegio dei revisori dei conti non è un obbligo di legge. E' appunto un "di più" che ha senso solo per casi particolarissimi.
Stiamo progettando una ASD, una polisportiva da organizzare in sezioni, che poi al loro interno abbiano un proprio "direttivo".
Col tempo crediamo che la sezione calcio possa avere un numero di soci/praticanti nettamente superiore rispetto ad altre discipline "minori". Temiamo che la mera elezione da parte dell'assemblea possa produrre un direttivo "calciocentrico" che rischia in fase di gestione di penalizzare le altre sezioni/attività.
Ai fini della futura composizione del direttivo della associazione, che in prima istanza sarà formato dai soci fondatori, secondo Voi risponde ai criteri di democraticità richiesti dalla legge la possibilità di rappresentare pariteticamente nel direttivo ognuna delle sezioni?
Assolutamente no. E' un problema ricorrente ed ho letto più Statuti che hanno cercato di imporre questo tema... ma non ho mai trovato una soluzione "sicura".
07 giugno 2013 alle 09:44
vorrei sapere se sulle magliette della scuola vela donate da un socio e regolare se insieme agli altri loghi del club, puo' esserci anche quello del donatore, sponsorizzante la propria attivita'. grazie
07 giugno 2013 alle 10:23
Purtroppo no perchè diventerebbe una attività di sponsorizzazione per la quale dovete sia fare un contratto, sia avere la partita iva per emettere delle fatture col valore nominale delle magliette sulle quali pagare iva, ires, irap.
01 giugno 2013 alle 11:09
Innanzitutto complimenti per il servizio! Colmate un vuoto non indifferente.
Premesso che ad ottobre 2012 abbiamo costituito un’associazione con semplice scrittura privata, in cui:
- il titolo dell’atto costitutivo recita “Atto costitutivo dell’associazione non riconosciuta “NOME”
- l’incipit dell’atto costitutivo recita “…per costituire un’associazione senza fini di lucro denominata NOME ASSOCIAZIONE, Centro di promozione artistica e culturale”
- il titolo dello statuto recita “Statuto di NOME ASSOCIAZIONE – Centro di promozione artistica e culturale”
- l’art. 1 dello statuto recita: “E’ costituita l’Associazione “NOME ASSOCIAZIONE”, Centro di promozione artistica e culturale”
- lo statuto non contiene un richiamo alla L. 383/2000
- l’associazione ha per oggetto sociale: promozione di attività artistiche, culturali, promozione di artisti, valorizzazione del territorio ambientale, storico e architettonico locale, ecc.
Inoltre il certificato di attribuzione del codice fiscale rilasciato dall’AdE recita alla voce DENOMINAZIONE: “NOME ASSOCIAZIONE “ (quindi senza la dicitura “Centro di promozione artistica e culturale”).
1. Se l’associazione può essere considerata un’associazione di promozione sociale.
E, in caso contrario, visto anche che a dicembre 2012 abbiamo optato presso la SIAE per il regime fiscale di cui alla legge n. 398/91 e nel mese di maggio abbiamo aperto anche la P.IVA,
2. in quale tipologia di associazione rientreremmo
3. se possiamo incorrere in sanzioni
4. cosa possiamo fare per sanare eventuali irregolarità
5. quale regime fiscale si applicherebbe qualora non fosse applicabile il regime agevolato ex L. n. 398/91.
Purtroppo il nostro commercialista non è molto ferrato sul mondo delle associazioni.
01 giugno 2013 alle 16:52
1. No. Per essere riconosciuti come tali dovete seguire le procedure o del registro nazionale o del vostro registro regionale.
2. Siete una Associazione no profit generica in regime 398/1991
3. Boh, dipende da chi siete e da cosa fate.
Salve a tutti, ho un dubbio cosi, esponedolo, spero di risolverlo. Vorrei, a breve, aprire una associazione sportiva delettantistica, affiliata alla uisp, per scuola vela e attività in mare. E' possibile nello statuto includere anche la gestione di un chiosco, x esempio al mare quindi bar e somministrare pasti ai soci?
Grazie per il servizio che state facendo.
Non è una cosa da scrivere a Statuto. E' una attività collaterale alla vostra Associazione che potrete fare rispettando tutte una serie di norme sia di carattere fiscale che, soprattutto, di carattere igienico ed urbanistico. In Uisp sapranno sicuramente aiutarla in questo senso.
Salve,avrei dei dubbi che spero possiate aiutarmi a risolvere.
Io ho da poco aperto un sito web x scambi commerciali, (ovvero aziende che inseriscono le loro offerte e/o sconti sul sito gratuitamente,senza riconoscermi alcun tipo di costo)posso aprire in questo caso un associazione senza scopo di lucro?è legale?nel senso, il commercialista mi dice che anche nel caso del non scopo di lucro devo aprire partita iva e posizione INPS...etc.ma se io non ho entrate ma solo uscite a cosa mi servono?soprattutto la posizione INPS i contributi di chi dovrei pagare?grazie mille e se potete aiutatemi
Se non fattura, non ha senso aprire una partita iva. Idem, se non ha dipendenti e fa tutto come volontaria, non c'è posizione INPS da aprire.
Gentilissimo, sto facendo la prova del vostro servizio, volevo chiederle solo 2 informazioni:
1. è possibile mettere come sede legale dell'associazione, un sito web? (beppe grillo e molte altre sue associazioni locali, indicano come sede dell'associazione un sito web), qualora in alternativa non si possa fare, è possibile stabilire una cassetta postale in cui vi siano custoditi tutti i documenti legali e amministrativi? in questo caso, devo chiedere il consenso all'ente che mi offre la cassetta postale oppure non è necessario?
2. è obbligatorio per le associazione rilasciare una tessera? se è possibile, preferirei di no. Se proprio devo, mi limito a farla digitale, però mi richiederebbe comunque molto tempo.
1. Non è possibile indicare come sede legale un sito web; la sede legale è il luogo dove devono essere conservati i documenti della Associazione. In linea teorica si potrebbe indicare una cassetta postale ma sarebbe scomodissimo: già solo il tenere aggiornati Libro Soci e Libro Verbali non avendoli a portata di mano è di una scomodità inaudita... Morale: ve lo sconsiglio.
2. Non è obbligatorio. E' però di estrema utilità se si ha un "bar sociale" per poter gestire gli ingressi, e se si hanno centinaia di soci.