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Timestamp: 2017-09-25 20:32:46+00:00
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ANNULLAMENTO MATRIMONIO CANONICO: GIUDIZIO CANONICO DI APPELLO E GIUDIZIO DI DELIBAZIONE AVANTI ALLA CORTE D'APPELLO
GIUDIZIO CANONICO DI APPELLO E GIUDIZIO DI DELIBAZIONE AVANTI ALLA CORTE D'APPELLO
GIUDIZIO CANONICO DI APPELLO
Entro 15 giorni dalla pubblicazione della sentenza di primo grado, la parte soccombente e/o il difensore del vincolo possono proporre appello avanti il medesimo Tribunale. Quest'ultimo, esaminati gli atti dei difensori delle parti e del difensore del vincolo, si pronuncia sulla necessità di una nuova ulteriore istruzione della causa. Se non vi è tale necessità, il Giudice d'Appello conferma la sentenza impugnata con decreto, nel quale enuncia sommariamente le ragioni della conferma.
In caso contrario, vi è una nuova istruzione della causa, sulla falsariga del procedimento di primo grado. Da notare che è ammessa la mutatio libelli, quindi in Appello può essere trattata una questione del tutto nuova rispetto a quella trattata nella precedente fase di giudizio.
Una volta terminato il giudizio d'Appello, se tramite il decreto sopra detto o se con la sentenza viene confermata la nullità del matrimonio , i coniugi possono sin da subito contrarre un nuovo matrimonio religioso.Infatti detta pronuncia è immediatamente esecutiva in ambito religioso e il Tribunale provvede a comunicare tale pronuncia all'ordinario del luogo ove i coniugi si sono sposati, affinchè l'annoti nei registri matrimoniali .
Tale pronuncia non passa mai in giudicato e, nel caso di sopravvenienza di nuovi fatti, documenti, prove ecc...chi ha interesse può proporre impugnazione, avanti allo stesso Tribunale, e, entro 30 giorni da tale atto di impugnazione, deve provvedere a produrre i nuovi argomenti o le nuove prove su cui si basa l'impugnazione stessa.
GIUDIZIO AVANTI IL SUPREMO TRIBUNALE DELLA SEGNATURA APOSTOLICA
Come detto, la sentenza o il decreto emesso dal Tribunale di Appello riconosce piena efficacia religiosa alla pronuncia de qua.
Tuttavia, al fine di far si che possano essere prodotti effetti anche in ambito civile, è necessario l'exequatur, cioè il decreto di esecutività, da parte del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Tale giudizio, che si svolge presso la Santa Sede, è fondamentalmente di controllo e con questo si attesta la regolarità del procedimento ottemperato da parte dei Tribunali canonici, la corretta applicazione del diritto canonico e il rispetto del diritto di difesa di entrambe le parti. In particolare, in tale sede viene accertata 1) la competenza del Giudice adito nei precedenti gradi di giudizio, 2) che la citazione sia stata posta in essere in ottemperanza al diritto canonico e 3) che la parti abbiano avuto la rappresentanza, o comunque la possibilità di farsi rappresentare (contumacia), in base al diritto canonico. Posto in essere tale controllo di legittimità, il Tribunale della Segnatura emana un decreto con cui attesta che la sentenza è legittima.
GIUDIZIO DI DELIBAZIONE AVANTI ALLA CORTE D'APPELLO
La doppia sentenza di nullità del matrimonio concordatario posto in essere dai Tribunali canonici non è di per sé idonea a produrre effetto nell'ordinamento civile. A tal fine, oltre al sopra descritto exequatur, è necessario che la pronuncia canonica venga delibata dalla Corte d'Appello competente.
Tale altro grado di giudizio è un ulteriore controllo che viene posto in essere sul provvedimento canonico. Infatti, la Corte d'Appello deve accertare la sussistenza dei seguenti requisiti:
 la propria competenza territoriale.
 Il fatto per cui si tratta di matrimonio concordatario e che quindi il Giudice canonico era competente a conoscere la causa.
 La sussistenza dell'accertamento, da parte del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, della definitività della sentenza ecclesiastica e la regolarità del procedimento canonico.
 Il rispetto, nell'ambito del giudizio canonico, del diritto delle parti di agire e resistere in modo non difforme a quanto previsto dall'ordinamento dello stato.
 Il sussistere delle altre condizioni richieste dalla legge italiana affinchè possano avere efficacia le sentenze straniere (rispetto del c.d. “ordine pubblico”).
Tale procedimento si dice di “delibazione” e, nonostante gli articoli 64 e 65 della legge 218/1995 (cd “riconoscimento automatico delle sentenze straniere”), si rende ancora necessario laddove l'articolo 8 degli Accordi del 1984 (legge speciale) prevale sulla legge 218/1995 (legge generale). Cosa peraltro confermata dalla Suprema Corte nelle Sentenze 27595 del 2003 e 10796 del 2006.
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