Source: https://www.iseolakefranciacortanews.info/post/disciplinare-di-produzione-dei-vini-a-denominazione-di-originecontrollata-e-garantita-franciacorta
Timestamp: 2020-07-13 21:11:58+00:00
Document Index: 149754295

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 59', 'art. 1']

Franciacorta:disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita
1.1 La denominazione di origine controllata e garantita “Franciacorta”, è riservata al vino
ottenuto esclusivamente con la rifermentazione in bottiglia e la separazione del deposito mediante
sboccatura, rispondente alle condizioni e ai requisiti prescritti dal presente disciplinare di
1.2 Le tipologie ammesse sono di seguito descritte:
2.1 Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Franciacorta”, deve essere ottenuto dalle uve prodotte dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica: Chardonnay e/o Pinot nero. Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve del vitigno Pinot bianco fino ad un massimo del 50% e le uve del vitigno Erbamat fino ad un massimo del 10%.
2.2 Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Franciacorta” Rosé, deve essere ottenuto dalle uve prodotte dai vigneti aventi nell’ambito aziendale la seguente composizione ampelografica: Chardonnay fino ad un massimo del 65%; Pinot nero per almeno il 35%. Possono
concorrere alla produzione di detto vino le uve del vitigno Pinot bianco fino ad un massimo del 50% e le uve del vitigno Erbamat fino ad un massimo del 10%.
2.3 Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Franciacorta” Satèn deve essere ottenuto dalle uve prodotte dai vigneti aventi nell'ambito aziendale la seguente composizione ampelografica. Chardonnay minimo 50%. Può concorrere alla produzione di detto vino il vitigno
Pinot bianco fino ad un massimo del 50%.
Tale zona è così delimitata: dalla riva del lago di Iseo segue il confine del comune di Paratico fino ad incontrare il confine del comune di Capriolo che segue fino ad incontrare il confine del comune di Adro.
Segue il confine di Adro verso sud fino ad incontrare il confine del comune di Erbusco che segue, sempre verso sud, oltrepassando l’intersezione con il comune di Cologne che segue ancora verso sud fino ad incontrare la statale Bergamo-Brescia che segue fino all’intersezione con il confine del comune di Ospitaletto. Segue il confine di questo comune a nord fino ad innestarsi con il confine del comune di Castegnato.
Segue sempre verso nord, il confine del comune di Castegnato fino ad incontrare la ex strada statale n. 11 che segue verso est passando la località Mandolossa e prosegue sulla stessa strada statale fino a località Scuole. Da qui prende la strada a nord che va verso la Badia fino a quota 133. Da qui segue la strada che individua ad est la collina di S. Anna in direzione nordest passando per le quote 136,9-138,8-140,2-150-160-157,9, fino ad incontrare la strada Brescia- Cellatica che segue in direzione Cellatica. Da quota 139,9, la delimitazione si identifica prima con il confine comunale di Cellatica e poi con quello di Gussago comprendendo tutto il territorio dei suddetti due comuni, quindi segue prima il confine del comune di Brione e poi quello di Polaveno fino al lago di Iseo. Segue la riva del lago di Iseo fino a Paratico.
partendo dal confine della provincia di Brescia, a ovest, in prossimità dell’autostrada A4 e
del fiume Oglio, fra i confini comunali di Palazzolo sull’Oglio e Capriolo, segue il confine del
comune di Capriolo fino ad intersecare la linea ferroviaria con cui si identifica verso nord fino alla
stazione di Paratico, poi con la ex strada statale n. 469, la strada provinciale n. 12 fino all’abitato di Clusane, in corrispondenza di quota 193,8. Non includendo tutto il territorio di Villa Barcella, passa per quota 205 e interseca nuovamente la strada provinciale n. 12 a quota 197; si identifica con la strada provinciale n. 12 fino a quota 191 con l’esclusione del colle di Cascina Beloardo e transita per le quote 189,9-188-195,2 intersecando così la strada provinciale n. 11 verso sud fino alla Chiesa di S. Pietro in Lamosa e in corrispondenza di questa imbocca la carrareccia fino a Segaboli, poi passa per quota 192,3-189,5-187,5-198 e prosegue per Il Mulino, la stazione ferroviaria di Provaglio, quindi coincide con la linea ferroviaria verso nord, fino ad incontrare, prima dell’abitato di Iseo, la ex s.s. 510 che ne segue il percorso fino ad incontrare il confine comunale di Sulzano. Si identifica con esso, verso nord, fino al lago, quindi segue la riva del lago di Iseo fino a Paratico dove incontra, nei pressi di Sarnico, il confine della provincia di Brescia con cui si identifica fino a raggiungere il confine del comune di Capriolo da dove si è partiti.
Per i nuovi impianti e i reimpianti la densità dei ceppi per ettaro non può essere inferiore a 4500 calcolata sul sesto di impianto con distanza massima tra le file di 2,50 m, ad eccezione delle zone terrazzate e, o ad elevata pendenza la cui densità non potrà essere inferiore a 2500 ceppi/ettaro.
4.3 Forme di allevamento.
4.4 Norme agronomiche.
Per gli impianti in piena produzione (dal quarto anno conteggiato a partire dalla prima annata vitivinicola successiva all’impianto), qualsiasi intervento di irrigazione è comunque vietato dopo il completamento dell’invaiatura.
4.5 Resa a ettaro, raccolta delle uve e titolo alcolometrico volumico naturale minimo.
La quantità di uva rivendicabile, per i primi tre anni conteggiati a partire dalla prima annata vitivinicola successiva all’impianto del vigneto, è inferiore al massimo stabilito dal disciplinare e di
seguito definita:
Per i vigneti a partire dal quarto anno non è consentito superare il limite fissato di 12 tonnellate per
4.5.2 La raccolta delle uve e il trasporto delle stesse fino al centro di pressatura devono essere eseguiti in modo da non compromettere l’interezza e l’integrità del grappolo. E’ obbligatoria la raccolta a mano delle uve che devono essere riposte in cassette o cassoni di diversa capacità, ma
comunque non superiore a 0,2 t, e con il vincolo dell’altezza della massa che non deve superare i 40 cm.
4.5.3 La regione Lombardia annualmente, tenuto conto di condizioni ambientali sfavorevoli o per conseguire l’equilibrio del mercato, con proprio decreto, su proposta del Consorzio di tutela, può ridurre la resa massima di vino classificabile come atto a divenire a denominazione di origine controllata e garantita “Franciacorta” ed eventualmente la resa massima di uva per ettaro rispetto a
quelli fissati nel presente disciplinare di produzione, dandone immediata comunicazione all’organismo di controllo.
4.5.4 In annate climaticamente favorevoli, con provvedimento della regione Lombardia, su proposta del Consorzio di tutela e sentite le organizzazioni professionali di categoria, il limite di resa di vino base ad ettaro di 65 hl, per tutti i vini di cui all’articolo 1, può essere aumentato fino a
78 hl ad ettaro. Tale esubero, pari ad un massimo di 13 hl ad ettaro, può essere destinato a riserva vendemmiale la cui gestione è regolamentata al successivo articolo 5.
È consentito effettuare la scelta di cantina, con la quale ogni partita di vino base della denominazione di origine controllata e garantita “Franciacorta”, può passare a vino tranquillo a denominazione di origine controllata “Curtefranca” bianco, o indicazione geografica tipica “Sebino” ma non viceversa. Si esegue comunque prima delle fasi di elaborazione e in particolare
prima dell'aggiunta dello sciroppo di tiraggio.
5.1.2 Conformemente all’articolo 8 del Reg. CE n. 607/2009, l’imbottigliamento o il condizionamento deve aver luogo nella predetta zona geografica delimitata per salvaguardare la
qualità o la reputazione o garantire l’origine o assicurare l’efficacia dei controlli.
Per tutti i vini di cui all’art. 1 la resa massima da uva a vino base, prima delle operazioni di presa di spuma, è pari a 65 hl/ha e la percentuale di pressatura non può mai, in ogni caso, superare il 65%. Qualora la resa complessiva superi il limite sopra fissato (65 hl rivendicabili a DOCG “Franciacorta”, 9,8 hl rivendicabili a DOC “Curtefranca” e 3,2 hl rivendicabili a IGT “Sebino”) tutto il vino ottenuto perde il diritto alla denominazione di origine controllata e garantita “Franciacorta” e potrà essere destinato alla produzione di IGT “Sebino” (bianco).
- il vino riserva vendemmiale per l’elaborazione dei vini di cui all’art. 1 non ha diritto al millesimo;
- la commercializzazione di tale quantitativo di vino riserva vendemmiale può avvenire anche prima di essere sbloccato, ma previa riclassificazione a DOC “Curtefranca” o IGT “Sebino”, che rispettivamente dovrà o potrà essere immesso al consumo con l’annata.
I vini bloccati ai sensi del comma 5.4.1, possono essere sboccati come segue:
-in annate climaticamente sfavorevoli preso atto di una minore resa, per una quantità di vino riserva
vendemmiale tale da raggiungere la produzione massima consentita di 6.500 litri per ettaro non ottenuta con la vendemmia.
In entrambi i casi lo sbloccaggio totale o parziale avviene su proposta del Consorzio di tutela riconosciuto, anche a seguito delle richieste dei produttori, con provvedimento regionale e sotto lo
stretto controllo della struttura di controllo autorizzata, previa comunicazione all’ufficio dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari
“Franciacorta” millesimato, “Franciacorta” Rosé millesimato “Franciacorta” Satèn millesimato 30;
5.7.1 Le bottiglie ancora in fase di elaborazione, cioè prima della sboccatura, purché con tappo di metallo recante il «logo» di cui al seguente art. 7.3 e munite dell’idoneo documento accompagnatorio e del relativo certificato di analisi chimico fisica, che deve essere consegnato all’ente incaricato dei controlli, possono essere commercializzate fra produttori inseriti nel sistema
dei controlli all’interno della zona di vinificazione di cui al precedente art. 5.1.
Fatta salva una quota del 5% di ogni partita, con tetto massimo di 2.000 pezzi, rapp. 0,75, che
l’Azienda ha facoltà di accantonare come ‘riserva storica’, le idoneità per l’immissione al consumo
conseguite su campioni di vino appositamente sboccati (art. 3, comma 4 DM 11/11/11) hanno
validità massima di 3 anni. Al termine di questo periodo, l’ulteriore vino non ancora sboccato dovrà essere sottoposto a nuovo esame chimico-fisico e organolettico.
È consentita l’immissione al consumo delle seguenti tipologie di sapore: dosaggio zero, extra brut,
brut, extra dry, sec e demi-sec nel rispetto dei limiti di zucchero previsti dalla normativa comunitaria.
“Franciacorta” Rosè
odore: fine, delicato, ampio, complesso, con sentori tipici del Pinot nero e con note proprie della
rifermentazione in bottiglia;
E' consentita l'immissione al consumo delle seguenti tipologie di sapore: dosaggio zero, extra brut,
brut, extra dry, sec e demi-sec nel rispetto dei limiti di zucchero previsti dalla normativa
E' consentita l'immissione al consumo solo nella tipologia brut.
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo 11,50% vol;10
brut, extra dry, nel rispetto dei limiti di zucchero previsti dalla normativa comunitaria.
“Franciacorta” rosè millesimato
odore: ampio, complesso, con sentori tipici del Pinot nero e con note proprie della rifermentazione
brut, nel rispetto dei limiti di zucchero previsti dalla normativa comunitaria.
odore: complesso, evoluto con sentori tipici del Pinot nero e con bouquet proprio di un lungo
affinamento in bottiglia;
brut nel rispetto dei limiti di zucchero previsti dalla normativa comunitaria.
7.1 Tutte le menzioni tipologiche e le qualificazioni di sapore obbligatorie devono figurare in
etichetta in caratteri di stampa di altezza e di dimensioni non superiori a quelli usati per la
denominazione “Franciacorta”.
7.2 Nell’etichettatura dei vini di cui all’art. 1 è obbligatoria l’indicazione di chi effettua
l’operazione di sboccatura (ragione sociale o codice imbottigliatore e indirizzo), se soggetto diverso da chi effettua le operazioni di elaborazione.
Detta indicazione deve essere riportata nell’ambito dello stesso campo visivo in cui figurano tutte le
Nella etichettatura, designazione e presentazione dei vini di cui all’art. 1 è consentito l’uso
della menzione riserva. Il termine riserva è ammesso per i vini a denominazione di origine
controllata e garantita “Franciacorta” millesimati che abbiano raggiunto un periodo di affinamento
sui lieviti minimo di 60 mesi. Il termine riserva deve essere accompagnato dall’annata di
produzione delle uve. L’uso della menzione DOCG, anche scritta per esteso è da intendersi
facoltativo ai sensi dell’art. 59 del Reg. (CE) n. 607/2009. È consentito l’uso di indicazioni che
facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati, che non traggano in inganno il
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Franciacorta” millesimato deve
riportare l’annata di produzione delle uve.
Alla denominazione “Franciacorta” è riservato in via esclusiva l’utilizzo di un logo o
marchio collettivo, di qualunque dimensione e colore, registrato in data 22 novembre 1991, di
proprietà e diritto collettivo di tutti i produttori della denominazione “Franciacorta” e consistente in
una lettera “F” (effe maiuscola), con parte superiore merlata.
Per il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Franciacorta” Rosé non è
ammessa nessun’altra designazione e riferimento di colore.
specificare il metodo di elaborazione, metodo classico, metodo tradizionale, metodo della
rifermentazione in bottiglia e utilizzare i termini “vino spumante”.
Il riferimento a indicazioni geografiche o toponomastiche di unità amministrative,
frazioni, aree, zone, località, o vigne, è vietato. Restano salvi i toponimi inclusi nei nomi delle
Ad eccezione dei vini della denominazione “Franciacorta” millesimati e riserva è vietata
l’indicazione dell’annata di vendemmia delle uve.
I vini di cui all’art. 1 possono essere immessi al consumo soltanto nei recipienti di volume
nominale così identificati: 0,187 (solo per l’esportazione) 0,375 0,500 (solo per l’esportazione)
0,750 1,500 3,000 6,000 litri. Inoltre è consentito l’utilizzo di contenitori tradizionali di capacità di litri 9, 12 e 15.
E’ altresì vietato l’inserimento nel vino per finalità estetiche di sostanze solide di qualsiasi natura
(es. oro alimentare).
Il territorio della Franciacorta è delimitato a est dalle colline rocciose e moreniche di Rodengo,
Ome, Gussago e Cellatica, a nord dalle sponde meridionali del Lago d’Iseo e dalle ultime propaggini delle Alpi Retiche, a ovest dal fiume Oglio e infine a sud dal Monte Orfano. Esso è formato da un ampio anfiteatro morenico formatosi durate le glaciazioni delle ere geologiche Secondaria e Terziaria per effetto dei movimenti di espansione e arretramento del grande ghiacciaio proveniente dalla Valcamonica ed è caratterizzato da un’estrema complessità morfologica e geologica. Elemento comune di gran parte dei suoli della Franciacorta è dunque l’origine morenica che ne determina le caratteristiche principali: genesi alloctona, discreta profondità, drenaggio buono e riserva idrica buona o elevata. I suoli franciacortini sono dunque particolarmente adatti alla coltura della vite. Fatte salve le caratteristiche generali della zona vi è poi una grande variabilità pedo-paesaggistica che determina diversi comportamenti vegeto-produttivi, diverse dinamiche di maturazione delle uve e infine diversi caratteri sensoriali nei vini-base. Con lo studio di zonazione condotto negli anni ’90 sono state identificate ben sei unità vocazionali differenti. Questa variabilità è il fondamento della raffinata arte della creazione delle cuvée vale a dire l’assemblaggio di vini base differenti provenienti da specifiche unità di pedo-paesaggio. All’interno dell’area sopradescritta, a tutela della qualità delle uve prodotte il disciplinare prevede alcune esclusioni, tra cui i vigneti giacenti a quote superiori a 550 m s.l.m ed ad una distanza da corsi d’acqua e zone di ristagno permanente inferiore ai 10 metri.
Altri fattori operano a livello di meso scala e contribuiscono a determinare il regime delle
precipitazioni e dei venti assicurando una regolare apporto idrico e l’assenza di umidità eccessiva:
- vicinanza dell’area di pianura, il che trova riscontro in tutta una serie di fenomeni quali le
inversioni termiche e le circolazioni di brezza.
- vicinanza del lago d’Iseo, che manifesta caratteristici effetti in termini di mitigazione delle
temperature medie, diminuzione del rischio di gelate, intensificazione delle precipitazioni, regime
- presenza a Nord del grande solco vallivo che delimita l’area del lago e poi della Valcamonica,
con effetti sul campo del vento e sulle precipitazioni.
Gli eventi piovosi sono particolarmente frequenti nei periodi autunnale e primaverile, le
precipitazioni annue sono pari a circa 1000 mm. Nel periodo vegetativo le precipitazioni medie
sono adeguate e generalmente ben distribuite, comprese tra 500 e 600 mm. Le temperature, espresse con l'indice bioclimatico di Winkler sono comprese tra i 1800 e i 2300 gradi giorno, in relazione all'altezza, all'esposizione e all'effetto del lago. Questi valori consentono il raggiungimento di una adeguata maturazione delle uve.
La vite è presente in forma spontanea in Franciacorta già in epoca preistorica: testimonianza
è data dal ritrovamento di vinaccioli di vite nella zona di Provaglio d’Iseo, laddove probabilmente
v’erano insediamenti palafitticoli.
Le testimonianze successive della predilezione per la coltivazione della vite in questo territorio sono
innumerevoli e tra queste ricordiamo le esperienze di coltivazione dei monaci abitanti le corti
monastiche della zona che da queste ultime prese il nome Franciacorta, vale a dire dalle “francae
curtes”, le corti esentate dal pagamento dei dazi doganali per il merito di bonificare e coltivare i
L’attuale territorio così come delimitato all’articolo 3 del presente disciplinare era già descritto e
delimitato nell’atto del Doge di Venezia Francesco Foscari del 1429, quando la zona era sotto il
dominio della Serenissima.
Nel corso dei secoli la viticoltura ha sempre mantenuto un ruolo importante nell’economia agricola
della zona fino agli anni ’60 del secolo scorso, quando con l’istituzione della DOC, è iniziato una
sorta di Rinascimento viticolo che ha portato la coltivazione della vite ad essere oggi la principale
attività agricola della Franciacorta. Il profondo legame tra vino e territorio è sintetizzato nel fatto
che entrambi si identificano, insieme al metodo di produzione nell’unico termine Franciacorta.
Tradizionalmente la viticoltura in Franciacorta era condotta mediante l’allevamento di vari vitigni
locali, bianchi e rossi. Con la nascita della DOC, ed in particolare per la tipologia spumante si è
individuato come vitigno più vocato il Pinot, noto allora anche come Pinot chardonnay. Solo negli
anni ’80 l’ampelografia ufficiale fece chiarezza distinguendo nettamente i due vitigni, Pinot bianco
e Chardonnay, tuttora gli unici utilizzabili, insieme al Pinot nero.
La forma tradizionalmente utilizzata era la pergola bresciana, poi gradualmente sostituita da forme
moderne a spalliera con sviluppo ascendente della vegetazione e potatura a guyot o cordone
speronato, che consentono un migliore equilibrio vegeto-produttivo e un adeguato contenimento
della produzione entro i limiti fissati dal disciplinare.
Sono quelle tradizionalmente utilizzate per l’elaborazione dei vini a rifermentazione in bottiglia che
nel tempo vengono modificate coerentemente con le acquisizioni tecnico-scientifiche e con gli
obbiettivi di qualità prefissati. Tra tutte si evidenzia ad esempio l’obbligo della pressatura diretta
delle uve, senza diraspatura, tecnica molto importante per garantire il corretto frazionamento dei
La grande eterogeneità del territorio in termini di matrice pedologica e microclimi si riflette sulle
diverse cinetiche di maturazione delle uve e sui profili sensoriali dei vini base che sono
estremamente diversificati consentendo l’ottenimento di cuvée di grande complessità.
I tenori acidici delle uve e dei mosti risultano sufficientemente elevati, e i pH adeguati alle esigenze
tecnologiche dei vini a rifermentazione in bottiglia. Le escursioni termiche giornaliere garantiscono
la preservazione del corredo aromatico varietale.
Il profilo sensoriale dei vini è arricchito in ultimo dal processo di affinamento successivo alla
rifermentazione.
I vini a denominazione di origine controllata e garantita “Franciacorta” si presentano generalmente
di giallo paglierino con riflessi verdolini o dorati fino a possibili riflessi ramati nella versione
Riserva. Il perlage è fine e persistente, il bouquet con le caratteristiche note della fermentazione in
bottiglia, sentori di crosta di pane e di lievito è arricchito da delicate note di agrumi e di frutta secca (mandorla, nocciola, fico bianco secco) rendendone il profilo sensoriale decisamente riconoscibile come prodotto del territorio. Il sapore sapido, fresco, fine e armonico.
La Franciacorta è situata sull’estremo confine settentrionale della Pianura Padana e si va a incastonare dentro il sistema alpino in prossimità del lago di Iseo. Il clima è per alcuni versi simile a quello della pianura Padana ma con i benefici effetti della presenza del lago. D’estate il caldo estivo è mitigato dalle fresche correnti che spirano lungo il corridoio della val Camonica e del lago e d’inverno il lago stesso riemette il calore accumulato nella stagione precedente mitigando le
temperature. Da un punto di vista pedologico il territorio della Franciacorta è estremamente
eterogeneo, e si possono classificare sei unità vocazionali: morenico sottile, caratterizzato da suoli
sottili, situati sulle creste e sulle porzioni a maggior pendenza dei versanti delle colline moreniche
dove si è riscontrato il minor potenziale produttivo e la maggiore precocità di maturazione.
All’analisi sensoriale prevale lo speziato-vegetale e la complessità; depositi fini, che comprende
suoli profondi a tessitura limosa, localizzati prevalentemente nelle aree di ritiro del ghiacciaio e di
deposito lacustre. Prevale la nota floreale; fluvioglaciale, caratterizzato da suoli mediamente
profondi, con scheletro grossolano, situati nelle aree degli scaricatori del ghiacciaio sebino,
inducono invece un maggior potenziale produttivo e una minore precocità di maturazione. Sono vini di media complessità dove prevale il fruttato secco; colluvi, che si identifica con terreni molto
profondi, localizzati sia sui versanti gradonati sia sulle aree pedecollinari subpianeggianti delle
colline calcaree, e morenico profondo che consiste in suoli profondi, con tessiture medie o
moderatamente fini e coincide con la serie di colline moreniche più esterne all’anfiteatro. Da queste
zone si ottengono vini ad alta connotazione di fruttato secco e speziato-vegetale. Nell’ambito della
Uv Colluvi si sono però identificati due comportamenti in relazione al potenziale produttivo e ai
livelli di acidità: nelle aree subpianeggianti (Colluvi distali) i livelli di produttività e di acidità
risultano significativamente più elevati rispetto alle aree gradonate (Colluvi gradonati).
Recenti studi indicherebbero che lo stato di libertà fosse riferito alle merci che dalla Franciacorta
transitavano verso il libero comune di Brescia, esenti da dazio in cambio del mantenimento del
passaggio della strada che da Brescia conduceva a Iseo e da lì, lungo il lago, all’approvvigionamento del ferro della Val Camonica. Quale che sia l’origine della «libertà» è
certamente nel latino «francae» e nel ruolo dei monasteri «curtae» che va ricercata l’origine del
Questo medico, i cui studi precedettero le intuizioni dell’illustre abate Dom Perignon, mise in
rilievo la notevole diffusione e il largo consumo briosi e spumeggianti ed è inconfutabilmente una
prova del legame profondo e antico tra questo territorio ed il Franciacorta.
Tra le testimonianze più recenti quella di Gabriele Rosa che nel suo trattato sui vini del 1852
ricorda come i vini bianchi di Franciacorta siano “eccellentissimi, racenti e garbi”.
Nel 1967 viene istituita la DOC Franciacorta che è una delle prime denominazioni di origine
controllata nate in Italia e che contempla anche la tipologia spumante. A quest’ultima nel 1995
viene dedicato specificatamente il riconoscimento massimo della piramide della qualità dei vini
italiani, la denominazione di origine controllata e garantita che segnerà un momento di svolta nel
percorso di sempre maggiore riconoscimento del legame indissolubile tra questo vino e il suo
territorio, avendo scelto il termine Franciacorta come l’unico per identificare il vino e il metodo di
La Società “Valoritalia S.r.l” è l’Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 1), che effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare,
conformemente all’articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all’articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a campione) nell’arco dell’intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 2).