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Timestamp: 2020-06-01 15:22:41+00:00
Document Index: 39653950

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 132', 'art. 36', 'art. 360', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 38']

Sentenza Cassazione Civile n. 25954 del 15/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25954 del 15/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 15/12/2016, (ud. 20/10/2016, dep.15/12/2016), n. 25954
sul ricorso 22726/2015 proposto da:
M.C., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA DELLA
LIBERTA’ 20, presso lo studio dell’avvocato MAURO VAGLIO,
avverso la sentenza n. 1655/24/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE DI BARI – DISTACCATA DI LECCE, emessa il 19/03/2014 e
1. In fattispecie relativa ad avviso di accertamento Irpef 2005, con il primo motivo di ricorso l’amministrazione finanziaria lamenta l’assoluta carenza di motivazione, sotto forma di “motivazione apparente in violazione dell’art. 132 c.p.c.” e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, “in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4”, per avere la C.T.R. acriticamente recepito le conclusioni dei giudici di prime cure, senza dar conto delle contestazioni mosse dall’appellante e facendo criptico riferimento ad una “speciale condizione” della ditta individuale, della società e dei soci, senza indicare come essa avrebbe integrato la prova contraria rispetto alla presunzione di distribuzione degli utili extracontabili della società “LAP srl” – a ristretta base azionaria e familiare – ai soci, tra i quali il controricorrente M.C. (al 70%).
3. Il giudice d’appello si limita invero a rilevare che “la Guardia di Finanza redigeva il p.v.c. nei confronti della LAP e dei soci M.C. e M.V.F. traendo occasione dalla visita ispettiva presso la ditta individuale LAP EUROBORSE di F.M.A., moglie di M.C. e madre di M.V.F., disposta dalla Prefettura di Brindisi in relazione all’istanza di accesso al Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura”, per poi aggiungere che “a M.C. e F.M.A. (moglie convivente) venivano concessi i benefici di cui alla L. n. 44 del 1999, art. 20 (provvedimento del Prefetto di Brindisi del 04/03/2007), entrambi soggetti passivi del delitto di usura, accertato in sede di indagini preliminari dai periti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi”, e quindi concludere: “data la speciale condizione in cui versava la ditta individuale, la società ed i soci, questo Collegio non può che rigettare l’appello dell’Ufficio e confermare la sentenza impugnata”.
5. Resta quindi ferma la valenza della presunzione, fondata sul D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, che il socio e legale rappresentante M.C. abbia percepito le somme rinvenienti dagli utili societari occulti, sottraendole alla imposizione (la quale evidentemente prescinde dal successivo utilizzo, a valle, dei redditi, una volta che essi siano stati conseguiti dal contribuente; nè risultano esenzioni fiscali tra i benefici disposti, a favore delle persone offese, in seno alla legislazione speciale sull’usura).