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Timestamp: 2020-08-12 17:51:25+00:00
Document Index: 56609331

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 644', 'art. 183', 'art. 4']

La domanda di mediazione deve contenere tutte le ragioni della lite
Tribunale di Verona, sentenza 7.7.2016
Letto 2998 dal 19/09/2016
L’art. 4, comma 2, D. Lgs. 28/2010, ritiene superata la condizione di procedibilità quando tutte le ragioni della lite sono individuate nell’istanza di mediazione.
Le ragioni che invece non vengono comunicate al convenuto aderente in mediazione, non possono essere trattate nel processo e sono dichiarate improcedibili.
A questa conclusione giunge il Tribunale di Verona che aveva invitato le parti ad avviare un percorso di mediazione nel corso del quale l’attore depositava una istanza contenente soltanto alcuni dei diversi titoli azionati in causa.
Il giudice, rilevata d’ufficio la parziale omissione, dichiarava la improcedibilità delle ragioni non contenute nella istanza di mediazione.
Oggi 07/07/2016 davanti al Giudice dott. Massimo Vaccari sono comparsi per gli attori avv. M. in sostituzione dell’avv. B. S. e per la convenuta l’avv. A.S. in sostituzione dell’avv. S.A.. Il procuratore delle parti nel riportarsi alle rispettive loro conclusioni come già precisate all’udienza del 3.12.2015 discutono oralmente la causa e dichiarano di rimettersi al giudice per la liquidazione delle spese. L’avv. Maurelli dimette la documentazione relativa alla fase di mediazione in ossequio alla ordinanza emessa dal giudice in data 7 aprile 2016. All’esito della discussione, il Giudice, dandone integrale lettura in udienza, ha pronunciato la seguente
Il Giudice Unico del Tribunale di Verona, sezione III Civile, Dott. Massimo Vaccari definitivamente pronunziando nella causa civile di grado promossa con atto di citazione notificato in data 21 Febbraio 2013 da __ SRL,
Banca […] Convenuto
X. Srl, in qualità di debitrice principale, e i suoi garanti B. R. e S. C. hanno promosso nei confronti della Banca […] società cooperativa un'azione d'indebito oggettivo, finalizzata ad ottenere la restituzione delle somme indebitamente incassate dalla Banca, e ammontanti a euro 17.237,85, nel corso di un rapporto bancario di conto corrente, meglio identificato in atto di citazione e concluso in data 18.12.2006. A sostegno di tali domande l’attrice ha dedotto che, nel corso del rapporto di conto corrente, l’istituto di credito aveva applicato interessi passivi superiori al tasso soglia e comunque in condizioni di usura soggettiva dell’attrice, nonché la capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori. Gli attori hanno inoltre lamentato la nullità totale o parziale del contratto di conto corrente sotto numerosi profili, meglio esplicitati alle pag. 18 e 19 dell’atto di citazione. Gli attori hanno anche lamentato l’invalidità del contratto di mutuo chirografario dell’importo di euro 8.092,16 concesso alla ___ srl dalla convenuta, per mancanza di causa e contrarietà a norme imperative, in quanto accordato al fine di estinguere le passività derivanti dal contratto di conto corrente, e per essere stati applicati interessi anatocistici nel corso di esso.
Gli attori hanno anche svolto una domanda di inibitoria della convenuta dalla segnalazione alla centrale rischi dei loro nominativi, sul presupposto che sarebbe stata contraria alla buona fede, e una domanda di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti per effetto del comportamento della convenuta. Quest’ultima si è costituita in giudizio, resistendo alle domande avversarie e assumendone l’infondatezza.
Ciò detto con riguardo agli assunti delle parti, in via preliminare va dichiarata l’improcedibilità, delle domande, avanzate dalla ____ srl, di nullità del contratto e delle clausole del rapporto di conto corrente e di quella di inibitoria alla segnalazione in Centrale rischi per mancato espletamento della procedura di mediazione demandata da questo giudice, ai sensi dell’art. 5, comma 2, d. lgs. 28/2010, con ordinanza del 18 dicembre 2014.
Orbene, l’art. 4, comma 2, D. Lgs. 28/2010 richiedeva, al fine di assolvere la condizione di procedibilità, che fossero individuate nella istanza di mediazione tutte le ragioni sottostanti alle diverse domande svolte dalla ___srl, a nulla rilevando in contrario che parte convenuta nulla abbia eccepito al riguardo né in fase di mediazione né nel corso del presente giudizio. Non va poi trascurato che l’art. 5, comma 2, d. lgs. 28/2010 non individua un termine ultimo per il rilievo officioso del difetto della condizione di procedibilità in caso di mediazione demandata. Infatti il richiamo al comma 1 bis operato da tale disposizione deve intendersi riferito alla elencazione delle ipotesi di mediazione obbligatoria ex lege presente nel comma suddetto.
La stessa conclusione di improcedibilità non è invece consentita per le domande, relative ai predetti profili, svolte dal B. e dalla S., in qualità di fideiussori della ___srl, atteso che, ad avviso di questo Giudice, il contratto di fideiussione non è riconducibile alla categoria dei contratti bancari, di cui all’art. 5, comma 1 bis, D. Lgs. 28/2010. Infatti deve ritenersi che con tale espressione il legislatore abbia inteso far riferimento solamente ai rapporti tipicamente bancari.
Parimenti generico è l’assunto relativo alla situazione di usura soggettiva in cui si sarebbe trovata la ___srl. al momento della conclusione del contratto, in difetto di precisazione della parte attrice di quale fosse stato il tasso medio praticato per operazioni similari da assumere come riferimento per la valutazione del caso.
Quanto poi alla doglianza relativa all’applicazione di interessi debitori usurari nel corso del rapporto di conto corrente anch’essa va disattesa poiché si fonda su criteri non condivisibili. A tale riguardo, occorre innanzitutto osservare che, per il periodo precedente all’entrata in vigore della L. n. 2/09, non si condivide l'assunto teorico attoreo che ricollega il metodo di calcolo del TEG alla diretta applicazione del principio di cui all'art. 644, 4 comma cod.pen., ("…per la determinazione del tasso d'interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all'erogazione del credito”), che ricomprende nel calcolo del TEG anche la CMS. Invero, può evidenziarsi, criticamente, che tale assunto:
Alla liquidazione delle somme spettanti a titolo di compenso si procede come in dispositivo sulla base del d.m. 55/2014. In particolare il compenso per le fasi di studio ed introduttiva può essere determinato assumendo a riferimento i corrispondenti valori medi di liquidazione previsti dal succitato regolamento mentre quello per le fasi istruttoria e decisionale va quantificato in una somma pari ai corrispondenti valori medi di liquidazione, ridotti del 30 %, alla luce della considerazione che la prima è consistita nel solo deposito delle memorie ex art. 183 VI comma c.p.c.. e nella partecipazione ad una udienza mentre nella fase decisionale le parti hanno ripreso le medesime argomentazioni che avevano già svolto in precedenza. Il compenso così risultante è pari ad euro 2581,00 ed esso va aumentato del 40 % ai sensi dell’art. 4, comma II, d.m.55/2014. Sull’importo riconosciuto a titolo di compenso alla convenuta spetta anche il rimborso delle spese generali nella misura massima consentita del 15 % della somma sopra indicata.
Il Giudice unico del Tribunale di Verona, definitivamente pronunciando ogni diversa ragione ed eccezione disattesa e respinta, dichiara improcedibili le domande di nullità relative al contratto di conto corrente per cui è causa e quella di inibitoria dalla segnalazione alla Centrale rischi avanzate da ___srl.;