Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2019/10/fatturazione-avvocato-compenso-rimborsi-interessi.html
Timestamp: 2019-11-15 15:19:36+00:00
Document Index: 134971369

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 1', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2233']

La fatturazione dell’avvocato: regime, compenso, rimborsi spese, interessi
Fattura dell’avvocato: differenze tra regime ordinario e forfettario
La fatturazione dell’avvocato risente, naturalmente, del regime fiscale adottato, nonché del destinatario della stessa.
L’adozione del regime ordinario fa sì che il professionista debba emettere la fattura secondo l’esempio proposto nell’Allegato A; quindi occorre applicare:
l’IVA, in ragione del 22% (Art. 16, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633) sul compenso professionale, sulle spese forfetarie del 15% (Art. 16, del L. 23 febbraio 1995, n. 41), sulle eventuali spese non documentate e sul contributo alla Cassa forense;
la ritenuta fiscale si applica in misura del 20% (Art. 25, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600) sul compenso professionale e sulle spese forfetarie del 15%.
In particolare, il suddetto art. 16, del D.L. 23 febbraio 1995, n. 41, convertito nella L. 22 marzo 1995, n. 85, recita:
“1. Ai fini dell’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto concorrono a formare la base imponibile le maggiorazioni, rapportate al corrispettivo, delle quali è prevista la rivalsa per legge, addebitate dai soggetti iscritti in albi professionali a titolo di contributo integrativo dovuto alla cassa di previdenza e di assistenza di appartenenza. […]”.
La fattura dell’avvocato in regime forfettario
L’adozione del regime forfetario semplifica lo schema della fatturazione (si veda l’Allegato B), in quanto aderendo allo stesso, ai sensi dell’art. 1, commi 54 – 89, della L. 23 dicembre 2014, n. 190:
non si applica la ritenuta fiscale di cui al suddetto art. 25, del D.P.R. n. 600/1973 (Il destinatario della fattura non deve effettuare alcuna ritenuta fiscale, del resto non esposta in fattura).
Fattura a destinatario privato, con partita IVA e PA
In quanto al destinatario, occorre fare il distinguo tra cliente privato, cliente avente la partita IVA e cliente né privato, né titolare di partita IVA che è tenuto ad effettuare la ritenuta fiscale.
Il cliente privato:
è tenuto a pagare l’IVA addebitatagli (se la fattura è emessa in regime forfetario, come anticipato, non c’è addebito di IVA);
non è tenuto ad effettuare la ritenuta fiscale (se la fattura è emessa in regime forfetario, come anticipato, il destinatario, anche se titolare di partita IVA, non assume la veste di sostituto d’imposta).
In merito alla ritenuta fiscale – applicabile, in linea generale, se la fattura è emessa in regime ordinario – il destinatario assume la funzione di sostituto d’imposta quando rientra tra i soggetti indicati nell’art. 25, del D.P.R. n. 600/1973 (si veda l’Allegato D).
E’ da sottolineare che l’attuale fatturazione elettronica (con decorrenza 1° gennaio 2019) verso i privati (espressione che non trova giustificazione se non per quanto si andrà a precisare subito dopo) riguarda soltanto i professionisti che adottano il regime ordinario, essendo gli stessi esclusi espressamente, qualora adottino il regime fiscale forfetario (ai sensi dell’art. 1, comma 3, del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127, modificato dall’art. 1, comma 909, lett. a), n. 3, della L. 27 dicembre 2017, n. 205).
Tuttavia, gli avvocati, in regime forfetario, sono analogamente obbligati a emettere la fattura elettronica, quando questa è diretta alla Pubblica amministrazione (al fine di differenziare questa fatturazione elettronica, si è parlato prima di fatturazione elettronica verso i privati).
Detto obbligo è partito dal 2015, secondo le disposizioni dell’art. 1, comma 209 e segg., della L. 24 dicembre 2007, n. 244, e del D.M. 3 aprile 2013, n. 55, e, si ripete, non sono previsti esoneri per i soggetti in regime forfetario.
Fattura dell’avvocato: come si determina il compenso
Secondo l’art. 2233 c.c., il compenso, qualora non sia convenuto tra le parti e non possa essere determinato secondo le tariffe o gli usi, viene fissato dal giudice, sentito il parere…