Source: http://avvocatosimonarusso.it/diritto/semplificazioni-fiscali-la-fiscalita-internazionale-d-lgs-21-novembre-2014-n-175-c-d-decreto-semplificazioni.html
Timestamp: 2018-06-19 20:12:51+00:00
Document Index: 23400209

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 2', 'art. 24', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 35', 'art. 2495', 'art. 28', 'art. 36']

Avvocato Bergamo | Semplificazioni fiscali: la fiscalità internazionale. D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175 (c.d. «Decreto semplificazioni») | Diritto | Studio Legale in Bergamo e Monza
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Semplificazioni fiscali: la fiscalità internazionale. D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175 (c.d. «Decreto semplificazioni»)
L'art. 21 interviene sulla disciplina delle comunicazioni delle operazioni intercorse con i Paesi black list e introduce, a decorrere dal 2014, due semplificazioni:
obbligo di comunicazione a cadenza annuale;
limite di esonero, entro il quale non vi è l'obbligo di comunicazione dell'operazione, a 10.000 euro.
Il D.L. n. 40 del 2010 aveva stabilito, a decorrere dal 1 luglio 2010, che i soggetti i.v.a. nazionali fossero tenuti a comunicare all'Agenzia delle entrate le transazioni attive e passive intrattenute con operatori aventi sede, residenza o domicilio nei Paesi a fiscalità privilegiata (i c.d. Paesi Black List) e ciò al fine di contrastare l'evasione fiscale internazionale attuata con le c.d. frodi "carosello" i.v.a. e società "cartiere",
A decorrere dal 2012, le operazioni attive e passive da comunicare dovevano essere quelle di ammontare superiore a 500 euro e il modello di comunicazione Black list doveva essere presentato telematicamente (con cadenza trimestrale, se nei quattro trimestri precedenti erano state realizzate operazioni per un ammontare inferiore a 50.000 euro, ovvero con cadenza mensile, in tutti gli altri casi).
Con la modifica in commento la comunicazione polivalente delle operazioni Black List si rende obbligatoria, è utile ribadirlo, solo qualora l'ammontare complessivo delle operazioni sia superiore a 10.000 euro. Tale soglia, che impone l'obbligo della comunicazione Black List va inoltre applicata all'ammontare annuale delle operazioni e non già alle singole operazioni.
Altra rilevante novità riguarda la variazione della periodicità di comunicazione Black List che sarà unica ed annuale e sostituirà quelle previste dall'art. 2 D.M. 30 marzo 2010.
Premi incassati dagli operatori esteri: denuncia annuale
L'art. 24 dispone che dalla data di entrata in vigore del decreto il rappresentante fiscale e le imprese assicuratrici che operano nel territorio dello Stato in regime di libera prestazione di servizi ove non si avvalgano di un rappresentante fiscale, sono tenuti a presentare, entro il 31 maggio di ogni anno con le modalità stabilite con provvedimento dell'Agenzia delle entrate, la denuncia dei premi ed accessori incassati nell'anno solare precedente dagli operatori esteri attivi in Italia in regime di libera prestazione di servizi, distinguendo i premi stessi per categoria e per aliquota applicabile.
Ritenute su agenti
L'art. 27 del decreto in commento dispone che, con apposito decreto ministeriale, la presentazione della dichiarazione inerente la ritenuta ridotta per rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari (20 per cento in luogo del 50 per cento nel caso in cui essi si avvalgano in via continuativa di dipendenti o terzi) può essere inviata anche via PEC. La dichiarazione non potrà avere limiti di tempo e sarà valida fino a revoca ovvero fino alla perdita dei requisiti da parte del contribuente.
L'art. 28 del decreto sulle semplificazioni fiscali ha abrogato la c.d. solidarietà fiscale tra appaltatore e subappaltatore: è pertanto definitiva l'abrogazione dei commi da 28 a 28-ter dell'art. 35 D.L. n. 223 del 2006.
A seguito delle modifiche in commento l'appaltatore non risponderà più in solido con il subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente dovute dal subappaltatore all'Erario in merito alle prestazioni effettuate nell'ambito del rapporto di subappalto, nei limiti dell'ammontare del corrispettivo dovuto. L'appaltatore, inoltre, non rischierà di incorrere nella sanzione prevista da 5.000 a 200.000 euro se il pagamento del corrispettivo è avvenuto senza un precedente controllo sul versamento delle ritenute sui redditi riguardanti il complessivo insieme di attività comprese nella catena di fornitura dell'appalto.
Committenti e appaltatori non saranno dunque più costretti a richiedere la certificazione di regolarità dei versamenti delle ritenute ritardando i pagamenti alle imprese in attesa di ricevere i previsti attestati.
Rimarrà solamente la responsabilità come sostituto d'imposta del committente in caso di emersione di lavoro sommerso prevista dalla D.Lgs. n. 276 del 2003.
Crediti erariali e società di capitali estinte
Ai sensi dell'art. 2495 c.c. la cancellazione di una società dal Registro delle imprese rende la stessa giuridicamente inesistente. Per ovviare all'inconveniente per cui le autorità fiscali non avrebbero potuto perseguire, a seguito della loro estinzione, le società, il decreto in commento ha esteso a cinque anni successivi alla richiesta di cancellazione il potere dell'Amministrazione finanziaria di notificare gli atti impositivi alle società estinte, ampliandone il campo applicativo a tutti i tributi.
In definitiva, la cancellazione -sotto il profilo tributario- non ha effetti immediati determinando, quindi, due trattamenti differenziati a seconda che verta su questioni civilistiche ovvero soltanto tributarie.
Ne consegue che la società, ai soli fini tributari, non si estingue immediatamente con la cancellazione dal Registro delle imprese.
Restano da analizzare i problemi di coordinamento della norma con la disciplina vigente: la mancanza di un rappresentante legale in carica nel quinquennio successivo alla cancellazione implica infatti una carenza di legittimazione ad agire in giudizio qualora l'atto impositivo emanato debba essere impugnato, con evidente lesione del diritto di difesa della società.
Il comma 5 dell'art. 28 D.Lgs. n. 175 del 2014, mediante la modifica dell'art. 36 D.P.R. n. 602 del 1973, ha incrementato le responsabilità dei liquidatori delle società di capitali che hanno distribuito il capitale ai soci nonostante ci fossero ancora dei debiti tributari da assolvere relativi all'anno di liquidazione ed anche ad anni precedenti. In particolare, qualora i liquidatori non riescano a dimostrare di aver assolto tutti gli oneri tributari (comprese le ritenute dei dipendenti) prima dell'assegnazione dei beni ai soci ovvero di aver assolto a crediti di rango superiore, dovranno rispondere in proprio del versamento dei tributi dovuti dalla società estinta.