Source: http://asiloineuropa.blogspot.it/2013/06/corte-di-giustizia-ue-causa-halaf.html
Timestamp: 2018-02-22 10:44:01+00:00
Document Index: 52939416

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art.16', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18']

Il 30 maggio 2013 la Corte di Giustizia dell'UE (Quarta sezione) ha emesso la sentenza nella causa Halaf (C-528/11), avente ad oggetto una domanda di pronuncia pregiudiziale sull'interpretazione dell'art. 3 comma 2 del Regolamento Dublino.
Ci eravamo già occupati di questa causa (V. nostro precedente post qui), in quanto l'UNHCR era intervenuto presentando una sua dichiarazione di cui avevamo in parte dato conto.
Il caso ci era sembrato subito molto interessante in quanto, tra le varie domande sottoposte alla Corte, il giudice del rinvio (bulgaro) aveva chiesto ai giudici di Lussemburgo di chiarire quale fosse il contenuto del diritto di asilo ai sensi dell'articolo 18 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE.
Andiamo dunque a vedere le risposte della Corte.
Le bellissime foto che accompagnano il post di oggi sono una gentile concessione di Alberto Campi
Il caso trae origine da una controversia riguardante un cittadino iracheno (Halaf) e l'Agenzia Nazionale per i rifugiati bulgara, in merito alla decisione di quest'ultima di autorizzare il trasferimento del ricorrente verso la Grecia, ai sensi del Regolamento Dublino.
Il sig. Halaf, infatti, prima di chiedere protezione in Bulgaria, aveva già depositato domanda di asilo in Grecia, come emergeva dalla ricerca effettuata dalle autorità bulgare nella banca dati Eurodac. Conseguentemente, la Bulgaria chiedeva alla Grecia di riprendere in carico il richiedente, ai sensi dell'art.16 co. 1 lett. c) del Regolamento Dublino.
Si noti che ciò avveniva nel 2010, dunque prima della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo nel caso MSS contro Belgio e Grecia (del 21 gennaio 2011) che sostanzialmente bloccava i trasferimenti-Dublino verso la Grecia.
Non essendo pervenuta risposta dalla Grecia entro il termine fissato dal Regolamento Dublino, veniva disposto il trasferimento del ricorrente, il quale tuttavia presentava ricorso contro questa decisione, facendo in particolare riferimento all'appello lanciato dall'UNHCR ai governi europei affinché cessassero i trasferimenti verso la Grecia. Il giudice bulgaro competente a decidere sul ricorso interrompeva il procedimento e rivolgeva alla Corte sei questioni pregiudiziali, poi ridotte a quattro a seguito della sentenza della Corte di Giustizia UE nel caso NS e altri del 21 dicembre 2011 (anche questa la trovate analizzata in un nostro precedente post, qui) che ne assorbiva due.
1) La prima domanda
Era certamente la domanda più interessante tra quelle proposte dal giudice del rinvio: “Quale sia il contenuto del diritto di asilo ai sensi dell'art. 18 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea” [...]”.
Art. 18 che, lo ricordiamo, recita:
Con questa domanda il giudice del rinvio chiedeva in sostanza quali fossero le conseguenze in caso di mancato rispetto dell'eventuale (ma, come abbiamo visto, negato dalla Corte) obbligo di consultare l'UNHCR. Anche in questo caso, dunque, l'interesse a rispondere è venuto meno, a seguito della risposta al terzo quesito.
Queste dunque le risposte fornite dalla Corte di Giustizia UE nella causa Halaf (C-528/11):