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Timestamp: 2019-06-17 13:03:16+00:00
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ASL paga i danni in solido col medico convenzionato - Il Corriere delle Puglie - NEWS
Si può definire una sentenza storica quella che ha emesso lo scorso 27 marzo la Sez. III della Corte di Cassazione, la n. 6243/2015. La sentenza enuncia il seguente principio di diritto: “L’ASL è responsabile civilmente, ai sensi dell’art. 1228 cod. civ., del fatto illecito che il medico, con essa convenzionato per l’assistenza medico-generica, abbia commesso in esecuzione della prestazione curativa, ove resa nei limiti in cui la stessa è assicurata e garantita dal S.S.N. in base ai livelli stabiliti secondo la legge.“
Gli antefatti. I coniugi P.B. e M.V. convennero in giudizio l’Azienda Regionale Usl 7 di Chivasso e L.L., medico di base, perchè fosse accertata la responsabilità di quest’ultimo e fossero condannati entrambi i convenuti al risarcimento dei danni patiti dai medesimi attori a seguito della paralisi della parte sinistra del corpo della quale era rimasto affetto P.B., con necessità di assistenza e cure continue.
Con sentenza del marzo 2008, il Tribunale di Torino condannò la ASL e il m edico di base in solido al risarcimento dei danni. Avverso tale sentenza ricorsero sia la ASL che P.B. e la Corte di Appello di Torino, con sentenza del dicembre 2011, accolse le richieste della ASL decretando che a pagare fosse il solo medico di base. Contro quest’ultima pronuncia, sono infine ricorsi in Cassazione M.V. e gli eredi di P.B.
La Cassazione, nella citata sentenza, ha ribadito invece che la legge istitutiva del SSN (n. 833/1978) ha previsto un sistema ispirato al principio della partecipazione democratica nell’attuazione dello stesso SSN, di tutela indifferenziata e globale, anche tramite l’individuazione e la fissazione, in sede di approvazione del piano sanitario nazionale, dei “livelli delle prestazioni sanitarie che devono essere, comunque, garantite a tutti i cittadini”. Nel novero di queste prestazioni, la legge n. 833 include l’assistenza medico-generica che individua come specifico compito in capo alle Unità Sanitarie Locali (art. 14): queste ultime possono avvalersi per il suo espletamento di personale dipendente del servizio pubblico o di personale convenzionato col medesimo servizio. I medici convenzionati sono a loro volta selezionati “secondo parametri stabiliti nell’ambito degli accordi regionali” e la scelta del medico convenzionato per l’assistenza medico-generica avviene, dunque, nel confronti della USL, che cura la tenuta di appositi elenchi in cui sono inseriti tali medici. Il medico convenzionato è remunerato dalla ASL in forza del rapporto di convenzionamento il quale dà luogo ad un rapporto di lavoro autonomo “parasubordinato”.
Le prestazioni di assistenza medico-generica, che sono parte dei LEA, sono da garantire agli utenti SSN e sono finanziate dalla fiscalità generale, alla quale concorrono tutti i cittadini con il versamento di una imposta. Il medico generico convenzionato è ausiliario della ASL quanto all’adempimento da parte di quest’ultima dell’obbligazione ex lege di prestare assistenza medico-generica. Di qui, pertanto, in ipotesi di illecito commesso dal medico convenzionato nell’adempimento della prestazione curativa di assistenza medico-generica, opera l’art. 1228 cod. civ. nei confronti della stessa ASL. Il medico generico convenzionato, infatti, nello svolgimento della propria attività professionale, adempie ad una obbligazione della ASL nei confronti degli assistiti/utenti del SSN e la adempie per conto e nell’interesse di quella. Pertanto a risarcire il danno sono chiamati entrambi in solido, medico convenzionato e ASL.
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