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Timestamp: 2019-01-21 17:38:57+00:00
Document Index: 41905089

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10']

Discussione: [F] Attuazione delle politiche per gli stranieri (art. 10)
[F] Attuazione delle politiche per gli stranieri (art. 10)
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Questo argomento contiene 9 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da Alessandro Belfiore 1 anno fa.
23 dicembre 2017 alle 15:06 #604
art. 10 – […] Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo […]
23 dicembre 2017 alle 16:35 #674
23 dicembre 2017 alle 17:02 #682
Il “diritto d’asilo nel territorio della Repubblica” garantito dall’art. 10 della Costituzione allo “straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche” deve trovare concreta e completa applicazione tanto impedendo situazioni illegali e disumane nei paesi di transito (vedi accordo in vigore con Libia), quanto con un esame tempestivo delle richieste di riconoscimento, nell’ampia eccezione prevista dalla nostra Costituzione, dello statuto di “rifugiato”. Ma, atteso anche il diritto di ciascuno a restare nella propria terra, aumentando immediatamente il bilancio italiano per i programmi di “Aiuto allo Sviluppo” dall’attuale (2016) 0,26% del reddito nazionale lordo (PIL) allo 0,70%*, obiettivo stabilito dall’ONU, ed evitando di disperdere in mille canali tali maggiori risorse ma indirizzandole esclusivamente verso la realizzazione e la gestione d’infrastrutture scolastiche e sanitarie pubbliche e gratuite, nonché la realizzazione delle infrastrutture idriche ed elettriche sostenibili (solare, eolico) nei dieci paesi di maggiore origine del flusso migratorio mediterraneo ovvero Nigeria (27.000 richiedenti asilo del 2016), Gambia (9.000), Senegal (7.700), Eritrea e Costa d’Avorio (7.400), Mali (6.500), Guinea (6.000), Ghana (5.000), Somalia (2.400), Camerun (2.000).
Contemporaneamente, è necessaria la cessazione assoluta – a livello italiano almeno, se non possibile EU o ONU – dell’esportazione d’armamenti militari d’ogni genere verso i paesi sostenuti (secondo il principio che se non hai soldi per i servizi di base a favore dei tuoi cittadini non puoi avene neanche per le armi) e verso tutti quelli cui già la “maltrattata” Legge 185 del 1990 vieta l’esportazione, la definitiva pacifica composizione – anche tramite l’interposizione di “caschi blu” ONU – delle crisi (guerre) in corso in varie parti del mondo – perfino in Europa, in Ucraina (Donbass) -, nonché un’opera di politica di persuasione, verso quei paesi e i loro principali partner europei (Francia), dove non è garantita la democrazia, assicurando libere elezioni, la libera circolazione dell’informazione e dei servizi di comunicazione (rete internet).
Infine, al fine di prevenire rigurgiti razzisti e sfatare le strumentalizzazioni di falsi luoghi comuni discriminatori anche religiosi, è necessaria un’attenta applicazione della Legge n. 25 del 25 giugno 1993 (“Legge Mancino”).
* con finanziamento da coprire con pari taglio della spesa militare dal 2,2% del PIL all’1,76%.
26 dicembre 2017 alle 10:04 #836
Le quote degli sfollati di guerra devono essere divise fra i paesi aggressori delle ultime guerre: Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Israele, Arabia Saudita, Turchia, Germania e tutti gli altri paesi europei compresa l’Italia. Con un’aggravante per il nostro bel paese, perché da questa terra partono certe incursioni di aerei, navi e materiale bellico e droni degli aggressori.
24 dicembre 2017 alle 16:00 #751
Nel nostro programma non c’è niente che parli dell’immigrazione, dobbiamo assolutamente avere una nostra proposta
26 dicembre 2017 alle 9:59 #835
Proposta immigrazione
L’immigrazione si può arginare ma non si può fermare, perché il processo in atto non dipende da noi che lo subiamo, ma da altri attori irresponsabili come: le guerre dell’America, i conflitti in Medioriente, in Africa, in Asia, la desertificazione, l’alta finanza e i suoi rappresentanti come Soros.
Per fermare i flussi migratori l’Italia si deve impegnare sul serio per la pace. Nell’immediato non deve dare l’ok all’uso delle basi sul nostro territorio, deve ritirare i consiglieri e gli istruttori presso i gruppi terroristi e i governi dittatoriali.
Come da Costituzione, in Italia non si nega il diritto di asilo ai rifugiati di guerra, non si nega la cittadinanza a chi nasce in Italia e parla la nostra lingua … e si riconosce nella Costituzione, aggiungiamo noi.
Per ottenere la cittadinanza italiana, bisogna sapere la lingua, conoscere la storia del paese e giurare fedeltà alla Costituzione. Così come si acquista la cittadinanza si può perdere, quando al posto delle leggi dello stato si chiedono le leggi religiose, che sia la Torah o la Sharia, non importa, quando si compiono crimini contro l’umanità, quando si va contro il giuramento alla Costituzione.
31 dicembre 2017 alle 13:50 #967
• abolizione dei Centri di Accoglienza e i Centri di Identificazione ed Espulsione e delle leggi Bossi-Fini, Turco-Napolitano e il decreto Maroni,
• revisione del diritto di asilo per i migranti per motivi politici,
• diritto di cittadinanza e voto per i nati in Italia (come previsto dalla Costituzione) e anche dopo 5/10 anni di residenza,
• nomina dei rappresentanti delle comunità straniere, compresi Rom e Sinti.
1 gennaio 2018 alle 15:11 #991
ANALISI. La gente emigra per sfuggire da una situazione di emergenza, di fame, di miseria, di guerra, di persecuzione. Come non molti anni fa molti emigranti italiani sono stati costretti a spostarsi in altri paesi, europei ed extraeuropei, così oggi giungono in Italia immigrati provenienti da altri paesi dell’America latina, dell’Africa e dell’Asia, della cui situazione di crisi anche i Governi italiani (come quelli degli altri paesi europei) e molte imprese italiane (ed europee) sono corresponsabili. Occorre dunque affrontare questo argomento in base a due punti di vista convergenti: applicazione dei diritti umani e organizzazione dell’accoglienza nei paesi di immigrazione da un lato, aiuti determinanti allo sviluppo economico e sociale dei paesi d’origine, dall’altro.
PROPOSTE: regolarizzazione di tutti i residenti di fatto; – trasferimento delle competenze in materia dal Ministero dell’interno al Ministero degli affari sociali, – destinazione del 2% reale del PIL all’aiuto ai Paesi d’origine dell’immigrazione.
6 gennaio 2018 alle 13:14 #1070
10 gennaio 2018 alle 11:21 #1131
Il fenomeno della immigrazione di massa, non può essere affrontato solo dal punto di vista della emergenza umanitaria e della accoglienza, bisogna invece contrastare le politiche di sfruttamento delle risorse e di interventismo militare, perpetrate dalle potenze neocoloniali e imperialiste. È necessario invece sviluppare la cooperazione economica, sconfiggere la povertà e migliorare le condizioni di vita di quei popoli.