Source: http://www.previdenza-professionisti.it/millantato-credito-e-truffa
Timestamp: 2018-05-23 03:04:28+00:00
Document Index: 114285193

Matched Legal Cases: ['art. 346', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 346', 'art. 15', 'art. 640', 'art. 15', 'art. 346', 'art. 346', 'art. 346', 'art. 640', 'art. 346']

millantato credito e truffa concorso o assorbimento
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il delitto di millantato credito - profili generali
Il delitto di truffa - profili generali
Come noto il delitto di millantato credito di cui all'art. 346 cp prevede due distinte fattispecie delittuose delineate da due commi diversi. La prima punisce: "Chiunque, millantando credito presso un pubblico ufficiale o presso un pubblico impiegato che presti un pubblico servizio, riceve o fa dare o fa promettere, a se' o ad altri, denaro o altra utilita', come prezzo della propria mediazione verso il pubblico ufficiale". La seconda si realizza : "se il colpevole riceve o fa dare o promettere, a se' o ad altri, denaro o altra utilita', col pretesto di dover comprare il favore di un pubblico ufficiale o impiegato, o di doverlo remunerare". Per la prima fattispecie di millantato credito la norma contempla una pena da un anno a cinque anni; per la seconda la norma prevede la pena della reclusione da due a sei anni. In entrambe le ipotesi la pena della reclusione si affianca a quella pecuniaria.
Complessi sono i rapporti tra il delitto di truffa e quello del millantato credito in quanto il primo, che punisce chiunque, con artifizi o raggiri, consegue un vantaggio ingiusto con altrui danno ha una struttura apparentemente diversa da quella del millantato credito non potendosi predicare, tra le due fattispecie, quel rapporto di specialità formale, richiesto dall'art. 15 cp, perchè trovi applicazione il concorso apparente di norme.
In tale prospettiva, al fine di risolvere il problema posto dai rapporti tra tali fattispecie di reato ed altre consimili, parte della dottrina ha ritenuto che l'art. 15 cp sia applicabile anche ai casi in cui il rapporto di specialità sussista in concreto. Così, allorchè il millantato credito risulti in concreto una forma di artifizio e la dazione o la promessa integrino in concreto una forma di vantaggio e danno ingiusti, il delitto di cui all'art. 346 cp sarà, ex art. 15 cp, applicabile invece del delitto di cui all'art. 640 cp.
La dottrina prevalente opina, tuttavia, che il rapporto di specialità di cui all'art. 15 cp debba sussistere tra le fattispecie astratte e non tra i fatti come abbiano in concreto a verificarsi.
E, tuttavia, specie, con riferimento alla fattispecie di millantato credito di cui al secondo comma dell'art. 346 cp, la giurisprudenza della Suprema Corte ha ritenuto potersi fare applicazione del diverso principio dell'assorbimento o del ne bis in idem sostanziale, escludendo, sia pure in presenza di tutti i relativi presupposti fattuali, l'applicazione della truffa ove contestualmente risulti integrata la fattispecie di cui all'art. 346 cpv.
Secondo la Suprema Corte, infatti, la condotta del millantato credito volta al conseguimento di denaro o altra utilità con il pretesto di comprare il favore di un pubblico ufficiale non può non configurarsi come una forma di artifizio e raggiro. In tal senso, il disvalore penale della truffa è assorbito integralmente da quello del millantato credito di cui all'art. 346 cpv.
Sempre in tema di rapporti tra truffa e millantato credito, deve sottolinearsi come la seconda fattispecie delittuosa possa configurarsi solo laddove l'atto del pubblico ufficiale debba ancora essere compiuto; in caso di atto già compiuto, la condotta millantatoria potrà, se del caso, integrare gli estremi degli artifizi e raggiri della truffa di cui all'art. 640 cp.
Per la tesi dell'assorbimento del reato di truffa nel millantato credito di cui all'art. 346 cp cpv si veda
Cass Civ Sez VI n 30150/06