Source: https://www.manuelaghizzoni.it/2009/01/31/iscrizioni-scolastiche-2009-2010-e-ricorso-al-tar-contro-il-piano-programmatico-una-newsletter-speciale-sulla-scuola/
Timestamp: 2019-04-21 22:06:43+00:00
Document Index: 9520531

Matched Legal Cases: ['art. 64', 'art. 117', 'art. 64', 'art. 64', 'art.21', 'art. 64', 'art. 14', 'art. 700']

Iscrizioni scolastiche 2009-2010 e ricorso al Tar contro il Piano Programmatico: una newsletter speciale sulla scuola - Manuela Ghizzoni | Archivio attività politica 2006-2018
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l’emergenza scuola non è finita, sebbene gli organi di informazione vogliano far credere il contrario.
Per questo motivo, a breve distanza dalla precedente, vi raggiungo con una nuova newsletter per darvi notizia del ricorso al TAR avverso il Piano Programmatico della Gelmini e per diffondere alcune notizie utili sulle iscrizioni al prossimo anno scolastico.
RICORSO AL TAR CONTRO IL PIANO PROGRAMMATICO DELLA GELMINI
Ieri, presso la Camera dei Deputati si è svolta la conferenza stampa promossa dalle associazioni CIDI (Centro iniziativa democratica insegnanti), CGD (Coordinamento Genitori Democratici) e dalla scuola “Iqbal Masih” di Roma per rendere pubblico il loro ricorso al TAR al fine di annullare il “Piano Programmatico per la razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico” (previsto dal Decreto legge 112, cioè la cosiddetta manovra d’estate), da cui discendono gli interventi normativi e i pesantissimi tagli contro la scuola pubblica.
In calce trovate i motivi del ricorso
OCCHIO ALLE ISCRIZIONI ALL’ANNO SCOLASTICO 2009/10
Dal 1° al 28 febbraio le famiglie italiane dovranno iscrivere i loro figli alle prime classi delle scuole di ogni ordine e grado. Questa importante momento, gravido di conseguenza per la crescita delle giovani generazioni, avviene purtroppo in uno scenario di incertezza, frutto delle scelte adottate dal Governo.
Per contrastare tale disorientamento, allego un documento realizzato dal CIDI (Centro iniziativa democratica insegnanti), dal CGD (Coordinamento Genitori Democratici) e dal Movimento “Non rubateci il futuro” che offre utili e corrette informazioni per affrontare consapevolmente le iscrizioni all’anno scolastico 2009/10.
Auspico che questo documento, estremamente utile, possa avere la massima diffusione.
PERCHE’ UN RICORSO AL TAR CONTRO IL PIANO PROGRAMMATICO?
Il Piano è un atto amministrativo i cui contenuti devono corrispondere a quelli della legge che lo ha previsto (art. 64 della legge n. 133 del 6 agosto 2008). Se il contenuto non corrisponde è contestabile presso il TAR del Lazio.
Il Ricorso al Tar del Lazio presentato da Cidi, Cgd e Scuola “Iqbal Masih” contiene molti rilievi di costituzionalità rispetto all’articolo 64 della legge 133/08.
Intanto il Piano programmatico e illegittimo perché l’art. 117, 6° comma, della Costituzione esclude che nelle materie di legislazione concorrente lo Stato abbia potere regolamentare. E che si tratti di materia concorrente lo si capisce dallo stesso titolo dell’art. 64: Disposizioni in materia di organizzazione scolastica.
Quindi, l’art. 64 afferma che il Piano deve contenere una serie di modificazioni della legislazione vigente (successivamente da specificare nei Regolamenti di attuazione, sulla base dei criteri individuati dalla legge), anticipando un potere abrogativo che è già dubbio che possano avere i Regolamenti attuativi, ma che certamente non può avere il Piano, perché è un semplice atto amministrativo.
Nel merito dei contenuti:
• Il ricorso dimostra che il Piano tratta della scuola dell’infanzia in modo illegittimo perché di essa non si parla nell’articolo 64.
• Lo stesso Piano non prevede un taglio dell’organico e quindi la trattazione di tale scuola non corrisponde alle finalità indicate dalla legge 133/08: riduzione dell’organico docenti per la riduzione della spesa.
• La legge non prevede alcuna delega per introdurre l’anticipo delle iscrizioni.
• La trattazione della scuola dell’infanzia nel piano è unicamente motivata da una finalità didattica e organizzativa.
Il Piano interviene sull’organizzazione didattica dei moduli, sopprimendo di fatto tale organizzazione e sostituendola con un modello didattico funzionante con un unico maestro con una cattedra a 24 ore di lezione settimanali. Tale obiettivo non è indicato in alcun modo nella legge 133/08 e tanto meno nell’articolo 4, comma 4, del Decreto legge 137/08 (convertito in legge n. 169/08) che introduce il cosiddetto maestro unico. Qualora tale previsione normativa si fosse dovuta intendere sostitutiva dell’attuale ordinamento fondato sul modulo costituito da 3 insegnanti su due classi ciò avrebbe dovuto essere indicato nel Decreto legge in questione. Poiché tale circostanza non si è in alcun modo verificata si deve intendere che tra le norme generali regolatrici la delegificazione non figura l’abolizione del modulo suddetto (art.21 del T.U).
Per i motivi indicati il Piano predisposto dal ministro ai sensi dell’articolo 64, comma 4, viola la legge 133/08 e deve essere abrogato per il grave turbamento che procura alle Istituzioni scolastiche in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico.
Attualmente il Piano programmatico è stato accantonato dal governo in quanto i Regolamenti approvati dal Consiglio dei ministri il 18 dicembre non ne forniscono una puntuale attuazione, così come prevede la legge 133/08, art. 64, commi 3 e 4.
E’ evidente che appena i Regolamenti saranno pubblicati in Gazzetta Ufficiale faremo ricorso per illegittimità.
Movimento “Non rubateci il futuro”
LEGGIMI ANCHE SE NON HAI FIGLI O NIPOTI A SCUOLA
È tempo di iscrizioni. Scegliere la scuola per il proprio figlio non è mai semplice. In questo momento è quasi impossibile!
L’incertezza regna sovrana, specie nel primo ciclo. La scuola elementare viene cambiata per motivi di risparmio nel più totale disordine e senza alcun confronto: orari, modelli organizzativi, didattica, docenti, contenuti, modo di valutare.
Le innovazioni della Gelmini? Meno docenti, meno tempo scuola, meno finanziamenti e voti per selezionare ed escludere.
Una scuola che diventa sempre più povera! Provvedimenti e norme sono prodotti in ritardo
Le circolari anticipano i regolamenti. Ci sono contraddizioni e ambiguità dovunque.
Tra insegnanti e genitori c’è grande confusione.
Non affidiamoci a messaggi e “dossier” che vogliono diffondere ottimismo. Nascondono i danni e non dicono la verità !
ATTENZIONE! LA SCUOLA DELL’INFANZIA È DI BUONA QUALITÀ E NON DEVE SUPPLIRE ALL’ASSENZA DI ALTRI SERVIZI. PRETENDI CHE NON SIA SNATURATA NELLA SUA IDENTITÀ E GARANTISCA PERCORSI EDUCATIVI ADEGUATI ALL’ETÀ DEI BAMBINI
ATTENZIONE! PRIMA DI ISCRIVERE TUO FIGLIO PARLA CON LE INSEGNANTI DELLA SCUOLA
MODELLO A 24 ORE ( SCELTA CHE MANTIENI PER IL QUINQUENNIO )
Prevede, in base ai nuovi programmi, 2 ore di Religione cattolica, 1 ora di Inglese (che diventano 2 in seconda, 3 in terza, quarta e quinta), oltre a Informatica, Cittadinanza e Costituzione e vari altri contenuti disciplinari ormai da anni rinnovati (Educazione fisica, musicale e all’immagine).
M A TUTTO QUESTO NON PUÒ STARCI IN 24 ORE E NON PUÒ ESSERE AFFIDATO A UN UNICO MAESTRO !
ATTENZIONE! NON BARRARE IL MODELLO 24 ORE!
COSÌ SI AVREBBE IL RISULTATO DI MOLTIPLICARE FIGURE E CONFUSIONE NELLE CLASSI. a LTRO CHE UNA SOLA FIGURA DI RIFERIMENTO RASSICURANTE PER I BAMBINI!
La circolare per le iscrizioni definisce il tempo pieno “modello organizzativo unitario” senza articolazione in momenti opzionali e facoltativi. Si perdono le ore di compresenza (come negli altri modelli!), perché gli insegnanti del tempo pieno dovranno essere utilizzati, nel loro orario di contemporaneità, in altre classi per completare le 27/30 ore. In tal modo si svuota di significato il tempo pieno che, di fatto, si trasforma in un doposcuola.
Il Ministro aveva promesso che tutti i risparmi avrebbero potenziato il tempo pieno nei territori in cui questo modello è poco diffuso. Non è vero! Le ore risparmiate delle compresenze verranno utilizzate nell’organico di Istituto per garantire il funzionamento delle classi a 27/30 ore!
NON AUMENTA IL TEMPO PIENO, MA SI CONSERVA IMPOVERITO QUELLO ATTUALE, E SOPRATTUTTO NON CRESCE NEL SUD DOVE ERA PRESENTE IN QUOTE MOLTO RIDOTTE: 7-8% A FRONTE DEL 35-40% DEL CENTRO / NORD.
ATTENZIONE! PER NON PEGGIORARE LA SITUAZIONE SCEGLI DI BARRARE SOLO LE OPZIONI A 40 E 30 ORE, RICHIEDENDO CHE LA SCUOLA GARANTISCA L’ASSISTENZA AL TEMPO MENSA ANCHE PER LE PRIME CLASSI
«Mio figlio frequenta la seconda/terza/quarta/quinta classe. Che cosa succederà?»
C’ È IL RISCHIO CONCRETO CHE SCOMPAIA L’ORGANIZZAZIONE A MODULO, CON IL TEAM DI TRE DOCENTI SU 2 CLASSI. ANCHE QUI NESSUNA COMPRESENZA!
Le scuole non potranno più offrirla e le famiglie non potranno più pretenderla. È a rischio anche l’aumento da 27 a 30 ore che spesso si decideva all’inizio della terza elementare. Per la prima volta nella storia della scuola italiana il diritto degli alunni a concludere un percorso scolastico in continuità con il modello organizzativo e didattico scelto all’inizio, non verrà rispettato! Tutta questa operazione porterà a tagli di organico nella scuola elementare triplicati rispetto a quelli previsti dalla legge 133 e dal Piano programmatico (circa 30.000 solo nel 2009-10).
ATTENZIONE! LA CIRCOLARE NON LO PREVEDE, MA È OPPORTUNO CHE TU CHIEDA PER ISCRITTO ALLA SCUOLA E ALL’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE LA GARANZIA DELLA CONTINUITÀ DELL’ATTUALE MODELLO ORGANIZZATIVO E DIDATTICO (COMPRESE LE COMPRESENZE) LE SCUOLE SONO TENUTE A PROTOCOLLARE LE DOMANDE E I CONSIGLI DI CIRCOLO E DI ISTITUTO DEVONO ESPLICITARE, PRIMA DELLE ISCRIZIONI, I CRITERI CON CUI VERRANNO ACCOLTE LE RICHIESTE DI TEMPO LUNGO IN CASO DI INSUFFICIENZA DI ORGANICO
Diminuiscono le ore e aumentano i contenuti. Le ore passano da 33 a 30 (29 ore di insegnamenti curricolari + 1 ora di approfondimento di Italiano). Scompaiono le attività opzionali. Viene meno la possibilità di orari flessibili da 32 a 34 ore. Il tempo prolungato (36 ore, eccezionalmente fino a 40 se autorizzato dall’USR, senza compresenze!) potrà essere attivato solo in presenza di precise condizioni (adeguate attrezzature, più rientri settimanali, mensa).
ATTENZIONE! È IMPORTANTE SCEGLIERE LA SECONDA LINGUA COMUNITARIA E CONTINUARE CON L’OPZIONE DEL TEMPO PROLUNGATO
ordinamenti. L’obbligo di istruzione, secondo l’attuale normativa, si può assolvere anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale o nei percorsi integrati sperimentali triennali.
ATTENZIONE! L’ISTRUZIONE È COMPITO DELLA SCUOLA. SE VUOI INVESTIRE SUL FUTURO DI TUO FIGLIO ISCRIVILO A UNA SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE. INFORMATI SU QUELLO CHE SUCCEDERÀ IL PROSSIMO ANNO
In un momento di tale gravità per la scuola è necessario che ognuno faccia la sua parte: docenti, genitori, studenti, sindacati, associazioni, partiti, Enti locali e Regioni con la consapevolezza che da tutto questo si rischia di non tornare indietro!
A cura di: Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti: [email protected]
Coordinamento Genitori Democratici: [email protected]
Coordinamento “Non rubateci il futuro” : http://scuolaschool.spaces.live.com
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Cortese Salvatore, francamente non ho competenze così specifiche e giuridiche per rispondere al tuo quesito. Certo è che se il ricorso al TAR per l’annullamento del Piano Programmatico da cui discende la Circolare ministeriale venisse accolto (e superasse il presumibile ricorso del Governo) il quadro normativo che regola le iscrizioni del prossimo anno dovrebbe essere modificato. E, forse, alcune speranze si aprirebbero anche per la sua richiesta. In bocca al lupo, per suo figlio e la scuola italiana
Abbiamo un bambino diversamente abile che compie 6 anni a novembre 2009. Frequenta il secondo anno di scuola dell’infanzia. La diagnosi Funzionale è “grave” per un ritardo psicomotorio-cognitivo (circa 18 mesi). La scuola ci ha obbligato a iscrivere il bambino alla prima elementare in virtù della C.M. 04-2009 (Gelmini). Noi richiediamo per evitare un disagio psicologico di “continuare” con la frequenza del terzo anno della scuola dell’infanzia al fine di poter ridurre il gap come segnalato dai vari medici applicando (è indicato nell’istanza) l’art. 14, lett. c), Lex 104/92 nonché artt. 4 e 316 del D. Lgs. 297/94 e la C.M. 235/75. Già il DS ha diniegato l’istanza attenendosi solo alla C.M. 4-09 senza consultare il consiglio di classe e il collegio docenti. Nel caso, il ricorso al TAR ai sensi art. 700 c.p.c. ci permetterà di far continuare la frequenza del terzo anno?.
In merito a quanto anticipato da Enrica sul Rapporto Eurispes, pubblichiamo una sintesi dei dati su scuola e università apparsa su LaStampa.it
“Eurispes, italiani sì al voto in condotta no al maestro unico”
Agli italiani piace il ritorno al voto “con i numeri” a scuola e soprattutto considerano un bene il voto in condotta; non piacciono invece il maestro unico, la fine del tempo prolungato nella scuola primaria, né le “classi ponte”: è la conclusione del Rapporto Italia 2009 presentato dall’Eurispes che traccia luci e ombre nell’opinione degli italiani sulla riforma della scuola targata Gelmini. Sul fronte dell’Università invece, soprattutto i giovani, dicono no alla trasformazione in Fondazione.
Secondo l’indagine condotta dall’Eurispes, il 58,1% dei cittadini condivide il provvedimento secondo il quale il giudizio sull’andamento scolastico debba essere espresso in decimi. Numerosi sono stati i riscontri positivi ottenuti dalla reintroduzione del voto in condotta, che diventerà determinante ai fini della promozione all’anno successivo per tutti gli alunni della scuola secondaria di primo e secondo grado (62,5%).
Che i giovani abbiano bisogno di essere educati alla disciplina e al rispetto delle regole è confermato ulteriormente dall’alta percentuale di italiani che considera utile lo studio dell’educazione civica (78,5%). Un altro aspetto, che ha avuto un riscontro positivo, riguarda l’obbligo di adottare libri di testo il cui contenuto rimane invariato per l’intero arco del ciclo scolastico (67%). Stando, infatti, alle statistiche elaborate sull’argomento, infatti, uno dei costi maggiori che le famiglie sopportano annualmente, per garantire il diritto allo studio dei propri figli, è quello relativo ai testi scolastici.
Minori favori invece hanno riscosso altri aspetti contenuti nella riforma, come, ad esempio, il ritorno del maestro unico e, soprattutto, la fine del tempo prolungato nella scuola primaria. In entrambi i casi, le risposte date sono state per la maggior parte negative: rispettivamente 64% e 68,1%). Infine, l’introduzione delle cosiddette «classi ponte», istituite per colmare le lacune linguistiche dei bambini stranieri, non è stata accolta positivamente dal 62,2% degli italiani.
Anche sul fronte università arrivano i dissensi. E soprattutto i giovani dicono no all’Università come Fondazione. I cambiamenti infatti hanno anche riguardato il mondo dell’Università. Tra questi particolare attenzione è stata rivolta all’opportunità offerta agli atenei di trasformarsi in Fondazioni, nel rispetto delle leggi vigenti, e sull’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria. Ma – secondo i dati raccolti dall’Eurispes – il 42,2% degli italiani non condivide questo aspetto e il 22,3% lo condivide poco. Per contro, il 13,8% ritiene che si tratti di una novità interessante che potrebbe migliorare il livello d’istruzione offerto.
Particolarmente elevata appare, inoltre, la percentuale di coloro che non hanno saputo dare una risposta alla domanda, probabilmente perché non a conoscenza dei dettagli indicati nel testo legislativo (22%).
Ricordando l’autunno caldo della scuola che ha visto tra i mesi di ottobre e novembre 2008 numerose manifestazioni di protesta, che hanno coinvolto molti rappresentanti del mondo studentesco e del corpo insegnante, scioperi e cortei contro le leggi 133 e 137, l’Eurispes ha rilevato che il 63,4% degli italiani condivide le proteste di studenti e insegnanti sia perché esse rappresentano uno dei modi in cui si esplicita la partecipazione alla vita democratica del Paese (34,1%) sia perché convinti del fatto che la «riforma Gelmini» danneggi le Università e la scuola (29,3%).
Al contrario, il 13,7% ha dichiarato di non condividere la protesta perché essa rappresenta unicamente un pretesto per sottrarre tempo alle regolari attività di studio. A questa percentuale va aggiunta quella di coloro che sono contrari a questo tipo di manifestazioni poiché ritengono che la legge possa essere funzionale a risolvere alcune questioni importanti del mondo dell’istruzione (12,4%).
Le informazioni contenute nella newsletter sono molto utili. E la notizia del ricorso al TAR – che non ho letto sulla stampa – mi ha ridato un po’ di speranza insieme ai dati del Rapporto Eurispes 2009.
Infatti, se la maggioranza degli italiani (purtroppo) approva la reintroduzione del voto in condotta e il ritorno della valutazione in decimi , però ”boccia” il ritorno del ”maetro unico” e lo stop al tempo prolungato nella scuola primaria e la possibilità per gli Atenei di trasformarsi in Fondazioni.
Ma la Gelmini e il Governo ascolteranno le opinioni degli Italiani?
http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.2967653906
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