Source: http://patrimoniopubblico.it/site/d_NewsList.asp?CategoriaNews=70&stat=
Timestamp: 2019-11-13 20:10:03+00:00
Document Index: 68475839

Matched Legal Cases: ['art. 822', 'art. 823', 'art. 822', 'art. 823', 'art. 120', 'art. 81', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 822', 'art. 823', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 5']

L’autorità di sistema portuale può bandire di propria iniziativa una procedura ad evidenza pubblica per la concessione di un’area del porto
All'Autorità di sistema portuale non può essere preclusa la possibilità di bandire di propria iniziativa una procedura ad evidenza pubblica per l'affidamento in concessione di un'area portuale, trattandosi di scelta che risulta meglio armonizzarsi con i principi di concorrenzialità di derivazione comunitaria.
Le concessioni di beni demaniali marittimi limitati in numero ed estensione quali le spiagge devono essere assegnate tramite procedure comparative
Poiché le concessioni demaniali marittime con finalità turistico ricreative hanno come oggetto un bene/servizio “limitato” nel numero e nell'estensione a causa della scarsità delle risorse naturali, quale la spiaggia, che è un bene pubblico demaniale (art. 822 cc) e perciò inalienabile e impossibilitato a formare oggetto di diritti a favore di terzi (art. 823 c.c.), proprio la limitatezza nel numero e nell'estensione di tale bene, oltre che la natura prettamente economica della gestione (fonte di indiscussi guadagni), giustifica il ricorso a procedure comparative per l'assegnazione.
L’ampliamento di una concessione demaniale non deve comportare conseguenze anche solo potenzialmente pregiudizievoli su altri interessi pubblici
È necessario che il rilascio di una concessione demaniale, ovvero l'ampliamento di una concessione già rilasciata, non comportino conseguenze anche solo potenzialmente pregiudizievoli su altri interessi pubblici di fondamentale rilevanza.
La spiaggia è un bene pubblico demaniale limitato nel numero e nell’estensione: ciò giustifica il ricorso a procedure comparative per la concessione
Le concessioni demaniali marittime con finalità turistico ricreative hanno come oggetto un bene/servizio “limitato” nel numero e nell'estensione a causa della scarsità delle risorse naturali. La spiaggia è un bene pubblico demaniale (art. 822 cc) e perciò inalienabile e impossibilitato a formare oggetto di diritti a favore di terzi (art. 823 c.c.), sicché proprio la limitatezza nel numero e nell'estensione, oltre che la natura prettamente economica della gestione (fonte di indiscussi guadagni), giustifica il ricorso a procedure comparative per l'assegnazione.
Alle gare per l'affidamento di concessioni demaniali marittime non può applicarsi il rito abbreviato degli appalti ex art. 120 c.p.a.
Nel caso di concessioni demaniali marittime, l'Amministrazione affida la concessione di una superficie demaniale (bene pubblico) e tale affidamento non integra acquisizione di lavori e servizi: si tratta infatti di un rapporto contrattuale “attivo” per la PA, che percepisce un canone annuo. Di conseguenza, è ragionevole escludere l'applicabilità a tali concessioni della disciplina in materia di appalti pubblici, nonché l'applicabilità del rito abbreviato degli appalti alle gare per l'affidamento in concessione di beni del demanio marittimo.
L'uso speciale dei beni del demanio naturale che segue al provvedimento concessorio è un'eccezione rispetto all'uso generale
I beni del c.d. demanio naturale sono per le loro caratteristiche oggettive e per loro ordinaria vocazione destinati a soddisfare esigenze di carattere collettivo da parte di chiunque possa fruirne. L'uso speciale, che segue al provvedimento concessorio, si pone, per tal via, come eccezione rispetto all'uso generale. L'Amministrazione ben può quindi ritenerlo recessivo a fronte dell'interesse di rilievo generale di non introdurre limiti o condizioni all'utilizzo diffuso.
La disciplina relativa al subingresso nella concessione demaniale marittima delinea un istituto sui generis, contemporaneamente diverso dal rilascio della concessione (artt. 36 e ss. Cod. nav.), ma anche dalla mera autorizzazione. Si tratta infatti della sostituzione di un soggetto nell'ambito di un rapporto concessorio preesistente (del quale permangono le condizioni e scadenze), e dunque di una novazione soggettiva, che necessariamente partecipa della natura della concessione demaniale, configurando una sorta di fenomeno derivativo, rispetto al quale non opera il silenzio assenso, occorrendo invece un provvedimento espresso.
Alle concessioni di beni pubblici di rilevanza economica devono applicarsi i principi discendenti dalla normativa ue in materia di appalti
Alle concessioni di beni pubblici di rilevanza economica (e, tra queste, specificamente ricomprese le concessioni demaniali marittime), poiché idonee a fornire un'occasione di guadagno a soggetti operanti nel libero mercato, devono applicarsi i principi discendenti dall'art. 81 del Trattato UE e dalle Direttive comunitarie in materia di appalti, quali quelli della loro necessaria attribuzione mediante procedure concorsuali, trasparenti, non discriminatorie, nonché tali da assicurare la parità di trattamento ai partecipanti.
Il durc puo' essere richiesto soltanto se il richiedente adibisce dipendenti alla concessione demaniale
L'obbligo di richiedere il D.U.R.C. opera solo nei casi cui l'operatore economico dichiari, ai fini del rilascio della concessione, di avere dipendenti impiegati nell'attività oggetto del rapporto.
La concessione demaniale con contratto ex art. 4 d.lgs. 50/2016 impone di scegliere il contraente con modalità e logiche almeno latamente competitive
La concessione di un bene demaniale rientra tra le ipotesi di “contratti attivi” ai sensi dell'art. 4, d.lgs. 50 del 2016, il quale, nel richiedere il rispetto dei principi sopra estesi, in buona sostanza impone ai soggetti “affidanti” di scegliere il contraente con modalità e logiche in ogni caso di tipo anche solo latamente competitive e, in negativo, di non procedere ad una stipula privata senza aver preso in considerazione anche la posizione di altri operatori privati, dovendo in caso contrario motivare la decisione in modo stringente.
Le concessioni demaniali marittime con finalità turistico ricreative hanno come oggetto un bene/servizio “limitato” nel numero e nell'estensione a causa della scarsità delle risorse naturali. La spiaggia è un bene pubblico demaniale (art. 822 cc) e perciò inalienabile e impossibilitato a formare oggetto di diritti a favore di terzi (art. 823 c.c.), sicché proprio la limitatezza nel numero e nell'estensione, oltre che la natura prettamente economica della gestione (fonte di indiscussi guadagni), comporta che sia solo l'Amministrazione pubblica, previa apposita procedura di pianificazione e di razionalizzazione delle risorse, ad intraprendere le necessarie procedure comparative per l'assegnazione.
In caso di diverse domande concorrenti per una concessione in area demaniale marittima deve essere espletata apposita gara ad evidenza pubblica
Nel caso siano presentate diverse domande concorrenti per una concessione in area demaniale marittima, l'Amministrazione, nel rispetto della direttiva comunitaria 2006/123/CE (cosiddetta Direttiva Bolkestein) e dei principi (derivanti dall'ordinamento comunitario e nazionale) di imparzialità, pubblicità, libertà di stabilimento e di prestazione di servizi, trasparenza e ragionevolezza, deve individuare il futuro concessionario dell'immobile demaniale, mediante l'espletamento di una apposita gara ad evidenza pubblica.
Le concessioni e locazioni di beni demaniali si assegnano di regola con gara pubblica: la trattativa privata resta una modalità eccezionale
Ai sensi del D.P.R. 13 settembre 2005 n. 296, le concessioni e le locazioni dei beni demaniali possono essere assegnate solo in esito ad una procedura di gara pubblica, mentre il ricorso alla trattativa privata resta una modalità di carattere eccezionale e, perciò, residuale, comprimendo il principio della concorrenza e della più ampia partecipazione alla gara che costituiscono corollari non solo dei generali principi costituzionali di buon andamento e di imparzialità, che presiedono all'esercizio dell'attività amministrativa, ma anche dei principi comunitari di concorrenza e di libera circolazione dei beni e dei servizi.
Per l'affidamento delle concessioni demaniali marittime devono essere indette procedure trasparenti e competitive anche senza un obbligo ex lege
In materia di concessioni a privati di beni appartenenti al demanio marittimo, pur non sussistendo un obbligo ex lege di procedere all'affidamento nelle forme tipiche delle procedura a evidenza pubblica previste per i contratti d'appalto della Pubblica Amministrazione con previa definizione dei criteri di valutazione delle offerte, tuttavia anche le concessioni di beni pubblici devono restare assoggettate all'applicabilità dei principi desumibili dal diritto europeo primario e, segnatamente, ai generali principi di non discriminazione, parità di trattamento, trasparenza, mutuo riconoscimento e proporzionalità - principi, questi, che rinvengono nell'obbligo di indizione di procedure trasparenti e competitive il loro primo corollario.
Non sussiste responsabilita’ per la concessione demaniale rilasciata in ritardo se l’interessato è rimasto inerte a sua volta
Non può essere addebitata all'Amministrazione la responsabilità per l'inerzia sull'istanza di concessione, laddove il ricorrente non ha mai attivato i mezzi apprestati dall'ordinamento giuridico a tutela del rispetto dei termini normativamente fissati per la conclusione del procedimento amministrativo.
Il rilascio di nuova concessione demaniale marittima con finalità di sfruttamento economico va assoggettato a procedura selettiva pubblica
In caso di concessione demaniale marittima con finalità di sfruttamento economico del bene oggetto della concessione, rilasciata ex novo, essa va assoggetta alla disciplina dell'art. 37 cod. nav. come novellato dall'art. 1, comma 18, d.l. n. 194/2009, che ha soppresso l'istituto del diritto di insistenza, ossia del diritto di preferenza dei concessionari uscenti, sicché trova applicazione il principio per cui l'Amministrazione, la quale intenda procedere a una nuova concessione del bene demaniale marittimo, in aderenza ai principi euro-unitari della libera di circolazione dei servizi, della par condicio, dell'imparzialità e della trasparenza, è tenuta a indire una procedura selettiva e a dare prevalenza alla proposta di gestione privata del bene che offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione e sia più aderente all'interesse pubblico, anche sotto il profilo economico.
La valutazione competitiva fra le domande di concessione demaniale marittima concorrenti ex d.p.r. 509/97 non richiede la preventiva procedura di via o vas
La valutazione competitiva fra le domande di concessione demaniale marittima presentate in concorrenza avviene, ex art. 5 del d.P.R. n. 509 del 1997, sulla base della presentazione del solo progetto preliminare e dello studio di fattibilità; quanto ai profili di valutazione ambientale, il regolamento suddetto richiede soltanto che in tale fase siano enunciati i dati e gli elementi utili a delibare se il progetto (in una fase successiva) sia o meno da assoggettare a procedura di VIA o di VAS, senza in sostanza richiedere già in questa fase la finalizzazione di dette procedure, da ritenere peraltro inutili ove i progetti non dovessero essere ammessi alle fasi successiva.
Le disposizioni legislative nazionali con le quali si prevede un rinnovo automatico delle concessioni balneari (o una proroga ex lege delle stesse), non possono essere considerate come fonti legali di un provvedimento amministrativo tacito, ma si limitano ad incidere, ex lege, sugli effetti giuridici di provvedimenti amministrativi già emanati, senza la necessità che l'amministrazione eserciti alcun potere e senza alcuna possibilità, pertanto, di configurare la sussistenza di un provvedimento tacito di rinnovo o di proroga che, se emesso, ha natura meramente ricognitiva delle conseguenze previste dalla legge (conseguenze che si producono, qualora siano compatibili col diritto europeo).
Chiamo ricca la gente ch'è in grado di realizzare gl'impulsi della propria immaginazione (Henry James)