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Timestamp: 2019-06-19 03:53:34+00:00
Document Index: 114162866

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 21', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 3']

LA RICEVUTA FISCALE E LO SCONTRINO -
Obbligo generalizzato
Aziende con attività mista
Obbligo di richiesta della fattura per gli imprenditori
Documentazione ai fini delle imposte dirette
Scontrino fiscale manuale e prestampato
Modello e Contenuto
Committente diverso dall’utilizzatore
L’art. 12 Co. 1 L. 413/91 ha previsto, dal 1.1.1983, l’obbligo generalizzato di emissione della ricevuta
fiscale o dello scontrino per tutti i soggetti non obbligati all’emissione della fattura se non richiesta
preventivamente dal cliente.
I soggetti non obbligati all’emissione della fattura, se non richiesta preventivamente dal cliente, sono
quelli indicati nell’art. 22 del DPR 633/72:
_ Commercianti con autorizzazione di vendita al dettaglio
_ Artigiani che vendono beni di propria produzione presso i laboratori
_ Soggetti che forniscono prestazioni alberghiere
_ Soggetti che forniscono prestazioni di somministrazione di alimenti e bevande
_ Imprese che prestano servizi in locali aperti al pubblico
_ Imprese che prestano servizi nell’abitazione dei clienti o in forma ambulante
_ Imprese che effettuano trasporti di persone, veicoli e bagagli al seguito
_ Istituti di credito per servizi di custodia di titoli e altri servizi
_ soggetti che effettuano talune operazioni esenti (assicurazioni, finanziamenti, affitti e locazioni
La previsione del comma 2 dell’art. 22, tendente ad estendere l’esonero dall’emissione della fattura a
norma dell’art. 21, ha avuto come conseguenza l’approvazione di una serie di decreti ministeriali che
hanno interessato svariate tipologie di attività. (per un’elencazione dettagliata si veda Reggi – IVA
2003 pag. 394 – ed. Il Sole 24 ore)
Locale aperto al pubblico:
Si considera tale il locale in cui il pubblico può liberamente accedere nelle ore stabilite dalle autorità
competenti (RM 119/E – 1996).
Per le società di servizi che preparano i modelli 730 è stato individuato l’obbligo di emissione della
ricevuta fiscale (RM 119/E – 1996).
Aziende con attività mista:
Nel caso di esercizio congiunto di attività di commercio al dettaglio e all’ingrosso, la normativa
relativa allo scontrino andrà applicata alle sole vendite al dettaglio.
L’art. 12 Co. 2 L. 413/91, l’art. 2 del DM 21.12.1992 e l’art. 2 Co. 1 del DPR 696/1996 ha previsto
specifici casi di esclusione. (si veda l’elenco in Frizzera – Guida Pratica Fiscale Imposte Indirette 1-A
Analogo esonero è previsto per le ONLUS dall’art. 15 del DLgs 460/1997.
L’art. 3 comma 2 del DPR 696/1996 ha stabilito che dal 21.02.1997 non è più obbligatoria l’emissione
di scontrino o di ricevuta fiscale se viene emessa fattura immediata.
L’art. 2 Co. 1 lett. D) del DPR 696/1996 ha stabilito che dal 21.02.1997 non è più obbligatoria
l’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale in presenza di DDT o documenti di consegna che
permettano la fatturazione differita integrati dal corrispettivo dell’operazione.
Obbligo di richiesta della fattura per gli imprenditori:
L’obbligo riguarda esclusivamente i beni oggetto della propria attività.
Documentazione ai fini delle imposte dirette:
Lo scontrino è utile ai fine della deduzione del costo se integrato con il codice fiscale del cliente e se
contiene una descrizione, seppur abbreviata, della natura, qualità e quantità della prestazione.
Tali indicazioni non possono essere apposte manualmente o tramite timbri.
Analogamente la ricevuta fiscale è documento idoneo alla deduzione del costo se contiene almeno
l’indicazione, apposta dall’emittente, del codice fiscale del cliente.
Trasferte dei dipendenti:
Agli effetti della documentazione dei rimborsi a piè di lista sono validi sia gli scontrini fiscali integrati,
come visto al periodo precedente, che le ricevute fiscali integrate. Il codice fiscale potrà essere quello
del dipendente o dell’azienda.
E’ possibile comunque adottare procedure che prevedono la compilazione di una nota spese
sottoscritta dal dipendente che metta in correlazione la trasferta con il sostenimento della spesa
documentata da scontrino e ricevuta ordinari.
SCONTRINO FISCALE legge 26.01.1983 n. 18
Scontrino fiscale e ricevuta fiscale:
L’art. 1 del DPR 696/1996 ha previsto, dal 21.02.1997, la libertà di scelta, senza preventiva opzione,
tra l’emissione dello scontrino e l’emissione della ricevuta, con l’osservanza delle relative discipline.
_ ditta, denominazione o ragione sociale, ovvero nome e cognome dell’esercente
_ ubicazione del punto vendita
_ numero di partita iva
_ dati contabili (corrispettivi, eventuali subtotali, rimborsi, totale dovuto)
_ data, ora di emissione, numero progressivo
_ logotipo fiscale e numero di matricola del registratore
cessione di beni: entro il primo dei seguenti eventi
_ consegna o spedizione dei beni
_ pagamento totale o parziale
prestazioni di servizi: entro il primo dei seguenti eventi
_ ultimazione della prestazione
Se lo scontrino non è ancora stato rilasciato, è sufficiente fare l’annotazione dell’errore sullo scontrino
e tenerlo allegato allo scontrino di chiusura giornaliero.
Se lo scontrino è stato rilascio, non è possibile annullarlo.
E previsto l’utilizzo di apposito registro (si ricorda che per tali registri non è più prevista la vidimazione) in cui andranno annotati i singoli corrispettivi.
Reso di prodotti:
La nota di variazione per i soggetti che emettono fattura non è possibile con lo scontrino. La prassi è
quella di farsi consegnare dal cliente lo scontrino originariamente emesso e di consegnare al cliente un
buono sconto (CM 26/54572 – 1990).
In alternativa, la scelta di sostituire il prodotto non soddisfacente con altri prodotti dovrà avere la
seguente procedura (RM 154/E – 2001):
_ emissione di un “buono merce” che all’atto del ritiro dei nuovi prodotti andrà detratto dal
_ conservazione dello scontrino originariamente emesso
_ verifica, in caso di più aliquote, che l’operazione non incida sulla determinazione del tributo
Scontrino fiscale manuale e prestampato:
E’ previsto per i soggetti che esercitano il commercio su aree pubbliche in forma itinerante.
I prodotti commercializzati non devono appartenere a più di tre tabelle merceologiche (ora peraltro
abrogate) e il numero di operazioni effettuate nell’anno solare precedente non sia superiore a 4.000.
Naturalmente vale anche per quest’ultimo la libertà di opzione per la ricevuta fiscale.
Evoluzione della disciplina:
L’obbligo di emissione della ricevuta fiscale è stato introdotto per determinate categorie di
contribuenti con svariati decreti ministeriali fino al 31.12.1992. (si veda per il dettaglio Frizzera –
Guida Pratica Fiscale Imposte Indirette 1-A 2003 pag. 82)
Dal 1.1.1983 l’obbligo è stato esteso - salvo gli esoneri specifici di cui si è già detto – a tutta la platea
dei contribuenti esonerati dall’emissione della fattura se non richiesta dal cliente.
Tale estensione è stata effettuata assoggettando:
- allo scontrino fiscale: i soggetti e le operazioni indicate alla Legge 18/1983 e ai successivi DM di
- alla ricevuta fiscale: i soggetti e le operazioni indicate nei DM sopraccitati
- le altre operazioni non contemplate alla ricevuta fiscale se prestazioni di servizi e allo scontrino
fiscale se cessioni di beni
Con DM 30.03.1992 è stato previsto il modello di ricevuta fiscale-fattura unificato
Dal 21.02.1997 è stato introdotta la libera alternativa tra scontrino e ricevuta fiscale.
Tenendo presente l’evoluzione storica esposta si deve concludere che tendenzialmente, fatta salva la
libertà di scegliere quale documento emettere, i soggetti esonerati dall’emissione della fattura di cui all’art. 21 del dpr 633/7, se non richiesta dal cliente, sono obbligati – salvo gli esoneri specifici di cui si è già detto – all’osservanza o della disciplina della ricevuta fiscale o della disciplina relativa allo scontrino fiscale.
In caso di emissione di un documento diverso da quello “naturale” si porranno alcuni problemi di adattamento di contenuti e di momento di emissione.
Modello e Contenuto:
La ricevuta fiscale va emessa in duplice esemplare utilizzando modelli sostanzialmente conformi a
quello approvato con DM 30.03.1992.
La ricevuta fiscale deve contenere la numerazione progressiva attribuita – per anno solare - dalla
tipografia (nel documento devono essere anche indicati gli estremi del provvedimento di
autorizzazione alla stampa da parte della tipografia), la data ed i seguenti elementi:
_ ditta, denominazione o ragione sociale, ovvero nome e cognome per le persone fisiche,
domicilio fiscale, partita iva, ubicazione dell’esercizio dove è svolta l’attività e di quello dove
vengono conservati i documenti previsti dal decreto
_ natura, qualità e quantità dei beni o servizi prestati
_ corrispettivi dovuti comprensivi di iva
Gli stampati possono essere acquistati da tipografie o rivenditori autorizzati dal Ministero
La richiesta deve essere fatta per iscritto e corredata da documenti identificativi del soggetto
Non è più obbligatorio per l’utilizzatore la tenuta di una registro di carico degli stampati (art. 6 co. 2
lett. A) DPR 404/2001.
E’ obbligatoria per i rivenditori e le tipografie la trasmissione telematica annuale delle forniture
effettuate nonché, fino al momento della comunicazione annuale, l’annotazione in apposito registro
dei dati delle forniture effettuate. (art. 3 Co. 1 DPR 404/2001 come modificato dall’art. 4 DPR
126/2003).
La ricevuta fiscale va emessa di regola all’ultimazione della prestazione.
Se il momento dell’ultimazione e quello del saldo non coincidono, andranno emesse le seguenti
ricevute nei seguenti casi:
_ ricevuta con “corrispettivo non riscosso”: nel caso di prestazione ultimata e non pagata
_ ricevuta con “corrispettivo non determinato”: nel caso di prestazione ultimata ma non determinata nel quantum
_ ricevuta per l’acconto: in caso di prestazione non ultimata e riscossione di parte del corrispettivo
_ ricevuta completa con acconto: in caso di prestazione ultimata e riscossione di parte del corrispettivo
Al momento del saldo andrà emessa una nuova ricevuta con riferimento alla o alle precedenti.
In caso di noleggio di beni mobili la ricevuta va emessa all’atto della consegna del bene.
L’emissione della fattura anticipatamente all’ultimazione della prestazione esonera il contribuente
dall’emissione di una ricevuta fiscale all’ultimazione della prestazione (CM 15 -1993).
L’emissione della fattura di cui all’art. 21 Co. 1 dpr 633/72 esonera dalla emissione della ricevuta
fiscale (art. 3 Co. 3 dpr 696/1996).
Secondo la CM 97/E del 4.4.97 consegue che è escluso il rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale solo nell’ipotesi in cui per la stessa operazione venga rilasciata la fattura ordinaria contestualmente alla consegna del bene o all’ultimazione della prestazione.”
Le deroghe ammesse sono quelle in cui:
_ l’operazione sia nell’ambito di prestazioni continuative
_ le operazioni siano rese nei confronti di dipendenti di aziende che ne usufruiscono continuativamente (esempio nel caso di accordo per la fornitura di servizi di ristorazione ai dipendenti di una azienda con emissione della fattura riepilogativa mensile all’atto del pagamento, non sarà necessario emettere le ricevute fiscali con corrispettivo non riscosso per ogni singola operazione)
Committente diverso dall’utilizzatore:
In questi casi si indicherà, al posto del corrispettivo, il nominativo del committente e gli estremi della
Ricevuta e scontrino fiscale
Alcune categorie di soggetti passivi IVA sono esonerati, per legge, dall’obbligo di emissione della fattura, a meno che questa non sia richiesta espressamente dal cliente (ovvero di tratti di operazioni non relative all’attività di commercio esercitata, quali le cessioni di beni strumentali ovvero le autofatture per acquisti da parte di soggetti non residenti), ma sono in ogni caso tenuti a certificare il corrispettivo dei beni o servizi ceduti mediante l’emissione della ricevuta o scontrino fiscale (salvi specifici casi di esonero anche da tali adempimenti - art. 3, c. 147, lett. e, L. n. 549/1995 e D.P.R. n. 696/1996).
Per i soggetti obbligati alla certificazione dei corrispettivi, l’emissione dello scontrino fiscale è equiparata all’emissione della ricevuta fiscale (D.P.R. n. 696/1996).
Soggetti esonerati dall’obbligo di emissione della fattura e obbligati al rilascio della ricevuta o scontrino fiscale:
1)	commercianti al minuto e artigiani - Sono coloro che effettuano cessioni di beni in locali aperti al pubblico o in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante (ris. 23.12.1994, n. 43/E; ris. 12.7.1996, n. 119/E);
- Si considera locale aperto al pubblico quello in cui il pubblico possa liberamente accedere nelle ore di apertura stabilite dalle competenti autorità, indipendentemente dalla natura dei beni ceduti e dalla qualità del soggetto cedente, e nel quale abitualmente vengano eseguite le operazioni, in idonee strutture che realizzano il concetto di locale, nel diretto ed immediato rapporto tra venditore dettagliante ed acquirente consumatore (circ. 10.6.1983, n. 60 - ris. 12.7.1996, n. 119/E);
- per i servizi di compilazione delle dichiarazioni dei redditi prestati nei confronti di lavoratori dipendenti e pensionati da società di servizi convenzionate con i CAAF e svolte in locali aperti al pubblico vi è l'obbligo di rilascio della ricevuta fiscale (ris. 12.7.1996, n. 119/E).