Source: https://www.iltuotributarista.it/nullo-latto-dellufficio-se-sottoscritto-con-una-delega-in-bianco/
Timestamp: 2020-03-29 11:30:51+00:00
Document Index: 160473700

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 42', 'sentenza ', 'sentenza ']

Nullo l’atto dell’ufficio se sottoscritto con una delega in bianco - Il tuo tributarista
Home Tributario Nullo l’atto dell’ufficio se sottoscritto con una delega in bianco
Nullo l’atto dell’ufficio se sottoscritto con una delega in bianco
È nullo l’atto dell’ufficio qualora sia stato sottoscritto dal funzionario sulla base di una delega c.d. “in bianco”, ovvero che non rechi l’indicazione nominativa del soggetto delegato.
Questo è quanto hanno affermato i giudici della Commissione tributaria regionale del Molise con la sentenza n. 59 del 2 febbraio 2016.
Una contribuente ha appellato la sentenza della CTP che ha respinto i ricorsi, proposti dalla medesima, avverso gli avvisi di accertamento relativi agli anni di imposta 2006, 2007 e 2008, emessi dall’Agenzia delle Entrate per maggiore imposta IRPEF, IVA, IRAP, interessi e sanzioni, lamentando la tardività della notifica dell’avviso di accertamento e la nullità per non corretta applicazione dell’art. 38 del DPR n. 600 del 1973 nonché, con motivi aggiunti, la inesistenza /nullità degli avvisi impugnati per inesistenza /nullità della sottoscrizione, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 37 del 2015.
Si è costituita l’appellata Agenzia che ha chiesto il rigetto dell’appello e la conseguente conferma della sentenza appellata e delle statuizioni in essa contenute ribadendo l’infondatezza di tutti i motivi di gravame proposti nonché chiedendo il rigetto dell’eccezione proposta con motivi aggiunti.
Secondo i giudici molisani, alla luce dell’orientamento recentemente espresso dalla Corte di Cassazione, l’appello è da accogliere in quanto l’atto è illegittimo per difetto di una valida delega (e quindi non per l’inesistenza/nullità della sottoscrizione sollevata dal contribuente).
La recentissima giurisprudenza di legittimità (Cassazione sentenza n. 22803 del 9 novembre 2015) ha al riguardo chiarito che: “In base all’art. 42 dpr 600/1973 l’avviso di accertamento è nullo se non reca la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato. Tale delega può essere conferita o con atto proprio o con ordine di servizio purché venga indicato, unitamente alle ragioni della delega (ossia le cause che ne hanno resa necessaria l’adozione, quali carenza di personale, assenza, vacanza, malattia, etc.) il termine di validità ed il nominativo del soggetto delegato. E non è sufficiente sia in caso di delega di firma sia in caso di delega di funzione l’indicazione della sola qualifica professionale del destinatario della delega, senza alcun riferimento nominativo alle generalità di chi effettivamente rivesta la qualifica richiesta. Sono perciò illegittime le deleghe impersonali, anche “ratione officii” prive di indicazione nominativa del soggetto delegato. E tale illegittimità si riflette sulla nullità dell’atto impositivo“.
Poiché l’Agenzia ha versato in atti documentazione da cui risulta che la delega conferita (peraltro depositata incompleta e priva della parte relativa alla firma) sia assolutamente “impersonale”, “senza alcun riferimento nominativo alle generalità di chi effettivamente rivesta la qualifica richiesta”, non può che ritenersi, alla luce della citata giurisprudenza, la nullità degli avvisi di accertamento impugnati.
In fattispecie analoga, si è già pronunciata, la stessa Commissione con la recentissima sentenza n. 22/2/2016 del 18 gennaio 2016 che così ha statuito: “L’Ufficio non ha prodotto in giudizio, pur se sollecitato da questo Consesso, copia dell’incarico e della sua proroga, […]cosicché non ha nemmeno dato la possibilità alla Commissione di controllare la legittimità sia formale che sostanziale della delega a rappresentare l’Ufficio stesso, limitandosi soltanto ad un mero richiamo del provvedimento, del suo contenuto e del suo rinnovo. Non ha, in definitiva, fornito elementi di giudizio. Ha però prodotto le deleghe di firma che la Dott.ssa […] ha attribuito nell’ambito dei ruoli interni all’Ufficio, cosicché, incidentalmente, questo Consesso ha constatato che tali deleghe erano conferite “in bianco” senza cioè individuare espressamente la persona che avrebbe potuto esercitare i poteri di rappresentanza (alias, sottoscrizione degli atti). Non appare, pertanto, corretta tale procedura in quanto la delega, quando non prevista espressamente dalla legge, va attribuita individuando il delegato e non meramente la funzione da questi esercitata“.
ctr molise n. 59
Articolo precedenteConcussione la minaccia di controlli per presunte irregolarità da parte di un funzionario del Fisco
Articolo successivoCassazione sentenza n. 2647 del 10.2.2016