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Timestamp: 2018-06-24 04:59:55+00:00
Document Index: 118087376

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 16', 'art. 19', 'art. 16', 'art. 35', 'art. 16', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 83', 'art. 18', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 71', 'art. 19', 'art. 71', 'art. 16', 'art. 34', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art 4', 'art. 16', 'art. 4']

Le attestazioni di conformità nelle notifiche via pec dopo la L. 132/2015: una lettura alternativa dell’art. 16 undecies DL 179/12 | Avvocati Telematici
Le attestazioni di conformità nelle notifiche via pec dopo la L. 132/2015: una lettura alternativa dell’art. 16 undecies DL 179/12
Sono già diffusamente note, nonostante i pochissimi giorni trascorsi dall’entrata in vigore della Legge n. 132/2015, le novità che la conversione del DL 83/2015 ha introdotto, inter alia, nell’ambito del processo civile telematico a decorrere dal 21 Agosto scorso.
Nate sotto la spinta dell’Avvocatura, che ha a lungo invocato la possibilità di depositare in forma telematica i c.d. “introduttivi”, e sotto gli auspici di una reductio ad unum delle svariate disposizioni relative alle attestazioni di conformità, le norme introdotte dall’art. 19 della L. 132/2015 hanno immediatamente destato notevoli perplessità e difficoltà interpretative, dapprima nella versione provvisoria contenuta nell’omologa norma del decreto d’urgenza, e successivamente negli emendamenti approvati con la legge di conversione.
Se un plauso incondizionato merita il comma 1 bis dell’art. 16 bis DL 179/2012 che garantisce, dal 27/6/2015 la facoltà di depositare telematicamente anche gli atti introduttivi, sia in Tribunale che in Corte d’Appello (dal 30.6.2015); se analogo merito va riconosciuto alla Legge di conversione che ha eliminato del richiamo al “rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione, trasmissione e ricezione dei documenti informatici”, sostituto nella legge di conversione dalla frase “con le modalità previste dalla normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione, trasmissione e ricezione dei documenti informatici” (così facendo giustizia della tesi di chi aveva sostenuto, all’indomani del DL 83/2015, che nulla era cambiato rispetto al passato essendosi la norma limitata ad affermare ancora una volta l’operatività dell’odiato art. 35 DM 44/2011, per cui la fattibilità dei depositi telematici dei c.d. “introduttivi” era comunque subordinata all’emanazione dei decreti DGSIA ad hoc), a mio modo di vedere la norma sulle attestazioni di conformità (art. 16 undecies del DL 179/2012) poteva senz’altro essere scritta meglio.
La norma in esame dispone, nella stesura definitiva in vigore dal 21/8/2015, che
3-bis. I soggetti di cui all’articolo 16-decies, comma 1, che compiono le attestazioni di conformita’ previste dalle disposizioni della presente sezione, dal codice di procedura civile e dalla legge 21 gennaio 1994, n. 53, sono considerati pubblici ufficiali ad ogni effetto”.
Fin qui nessun problema apparente: anzi, il Legislatore è finanche apparso premurarsi (nelle intenzioni), al comma 3, di dichiarare che le attestazioni di conformità debbano seguire “esclusivamente” le modalità dettate dalle specifiche tecniche dettate dal DGSIA (e non anche, quindi, le odiate regole di cui al dpcm 13.11.2014, con buona pace di impronte hash e riferimenti temporali).
I problemi pratici, però, sono venuti immediatamente alla luce laddove, al comma successivo dello stesso art. 19, è stato modificato il comma 2 dell’art. 3 bis L. 53/1994, il quale recita ora:
“Quando l’atto da notificarsi non consiste in un documento informatico, l’avvocato provvede ad estrarre copia informatica dell’atto formato su supporto analogico, attestandone la conformita’ con le modalita’ previste dall’articolo 16-undecies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221”.
Come già prontamente segnalato dai Colleghi Maurizio Reale (M. REALE – “I poteri di autentica dei Difensori” http://ilprocessotelematico.webnode.it/i-poteri-di-autentica-dei-difensori/”) e Nicola Gargano (N. GARGANO – Le novità nel PCT contenute nella legge di conversione del d.l. n. 83/2015 (http://www.dirittoegiustizia.it/news/8/0000075029/Le_novita_nel_PCT_contenute_nella_legge_di_conversione_del_d_l_n_83_20)
), il sillogismo normativo così creato apparirebbe (allo stato e sino all’emanazione delle specifiche tecniche richiamate dalla norma ex art. 16 undecies) impediente dell’esecuzione di notifiche via p.e.c. di atti originariamente analogici.
–	posto che l’attestazione di conformità per le notificazioni ex art. 3 bis L. 53/94 deve essere contenuta necessariamente in un documento separato qual è la relata di notifica;
–	posto che per le attestazioni di conformità fatte su documento informatico separato “l’individuazione della copia cui si riferisce ha luogo esclusivamente secondo le modalita’ stabilite nelle specifiche tecniche stabilite dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia”;
–	constatato che il Provvedimento del 16/4/2014 non contiene alcuna specifica al riguardo e che pertanto non si può che attendere un aggiornamento delle stesse ai fini della completa operatività della norma ex art. 3 bis L. 53/94
dal 21/8/2015 non sembra più possibile notificare copie digitali di originali analogici ma solo originali o duplicati informatici.
Taluno si è spinto oltre, affermando che non sarebbe possibile eseguire notificazioni di atti in originale digitale (es. citazione) che accludano la copia scansionata della procura ad litem, essendo anch’essa abbisognevole dell’attestazione di conformità: al riguardo, ritengo che tale tesi sia infondata, dacché l’art. 83 cpc prevede una particolare forma di autentica, eseguita con la sola apposizione della firma digitale sulla copia informatica del documento digitale, mentre l’art. 18 DM 44/2011 contiene già una specifica regola per la procura che “…si considera apposta in calce all’atto cui si riferisce quando e’ rilasciata su documento informatico separato allegato al messaggio di posta elettronica certificata mediante il quale l’atto e’ notificato. La disposizione di cui al periodo precedente si applica anche quando la procura alle liti e’ rilasciata su foglio separato del quale e’ estratta copia informatica, anche per immagine”: in altri termini, non è necessario (e non lo era neanche prima del 21/8/2015) che la relata di notifica contenga alcuna dichiarazione di conformità della procura.
Data per scontata tale (allo stato unanime) linea interpretativa, ritengo utile esporre alcune mie brevi riflessioni, che mitigano il rigore delle ricordate conclusioni.
Giova premettere, infatti, che la tecnica legislativa prescelta per il processo telematico (coerente con quella del CAD), è stata quella di affidare i principi quadro generali ad una norma di rango primario (dapprima il dpr 123/2001 e poi l’art. 4 DL 193/2009, per giungere infine agli artt. 16 e ss. del DL 179/2012 con le modifiche poi apportate dai successivi DL 90/2014 e 83/2015, solo per citare le più rilevanti), delegando l’emanazione delle regole tecniche ad un decreto ministeriale (il DM 44/2011) emesso in forma del ricordato art. 4 del DL 193/2009.
Analogamente, nel CAD accade qualcosa di simile, perché tutte le materie ivi disciplinate presuppongono una normazione di grado inferiore, affidata dall’art. 71 del Dlt 82/2005 a regole tecniche da emettersi a cura della Presidenza del C.M. (va segnalato che proprio la legge 132/2015, all’art. 19 comma 2 bis, nell’ottica di sganciare – o di armonizzare, a seconda dei punti di vista – le regole tecniche per il PCT da quelle generali di cui al dpmc 13.11.2014, ha previsto espressamente un potere di partecipazione del Ministro della Giustizia alla stesura delle regole tecniche, modificando proprio l’art. 71 del CAD).
Ora, è di tutta evidenza che il richiamo alle “specifiche” (anziché alle “regole”) contenuto nella norma primaria di cui all’art. 16 undecies DL 179/2012, come modificato dalla L. 123.2015, ha saltato a pie’ pari il passaggio delle regole tecniche, mandando al DGSIA il compito di scrivere quella che nel concreto non sarà una “specifica” quanto una vera e propria “regola”.
La prima di esse – che mi pare però francamente non assistita da adeguata forza persuasiva – risiede nell’art. 34 DM 44/2011 che al comma 3 mrecita:
Il primo di essi risiede nel fatto che la seconda parte del comma 3 dell’art. 16 undecies prevede espressamente che “se la copia informatica e’ destinata alla notifica, l’attestazione di conformita’ e’ inserita nella relazione di notificazione”. I primi interpreti sostengono che tale norma costituirebbe una mera precisazione dell’obbligo, già previsto dall’art. 3 bis legge 53/94, di attestare la conformità della copia digitale oggetto di notifica nel corpo della relata e, quindi, in un documento separato, con conseguente esclusione della facoltà, prevista dal comma 2 dell’art. 16 undecies, di attestare la conformità nella stessa copia informatica. Prova ulteriore ne sarebbe la modifica, apportata all’art. 3 bis L. 53/94, che richiama espressamente “le modalità” di cui all’art. 16 undecies.
Contrariamente a tale tesi può sostenersi invece che la norma così letta non avrebbe senso, dacché sarebbe meramente ripetitiva del contenuto dell’art. 3 bis, comma 5, lettera g, L. 53/94, il quale già prescrive che la relata di notifica debba contenere l’attestazione di conformità. Se pertanto deve attribuirsi un senso alla novella legislativa, il significato dell’inciso “Se la copia informatica e’ destinata alla notifica, l’attestazione di conformita’ e’ inserita nella relazione di notificazione” non può che essere quello di riconoscere al rapporto “busta di trasporto pec + allegati” quel legame (indissolubile ed immodificabile, come riconosciuto del resto dall’art. 3 dpcm 13.11.2014) che permette di ricondurre l’attestazione di conformità alla copia attestata conforme: con conseguente esclusione della necessità di qualsivoglia ulteriore regola (o specifica) per le notifiche e con la conseguenza che il potere riconosciuto dalla stessa norma al DGSIA di emanare nuove specifiche si riferirebbe non alle notifiche, ma a tutti gli altri casi (depositi telematici – art. 16 decies) in cui l’Avvocato opti per l’attestazione di conformità contenuta in documenti separati: specifiche che pertanto potranno essere utilizzate, una vota emanate, anche per le notifiche via pec ma solo a scopo prudenziale e per conferire maggiore certezza in caso di allegazione multipla di copie digitali si originali analogici alla stessa busta di notifica.
L’attestazione di conformità resta quindi atto a contenuto libero; essa può essere inclusa sia nel corpo del documento che in documento separato (nel caso delle notifiche essa andrà formulata nel corpo della realtà, e quindi, necessariamente in un documento separato): in tale ultimo caso, ove sia necessaria un’attività di individuazione della copia cui l’attestazione si riferisce, occorre rifarsi alle specifiche DGSIA. Ma se l’individuazione sia già di per sé univoca (perché, ad esempio, nella busta c’è solo un solo documento costituente copia digitalizzata di un atto/provvedimento cartaceo) il problema neanche si porrà. .
Ovviamente le considerazioni che precedono costituiscono frutto di riflessioni personali: i più temerari (o coloro che abbiano necessità concrete ineluttabili di procedere egualmente a notificazioni via pec di copie digitali di documenti analogici) potranno farne uso, mentre la prudenza, guida maestra per l’Avvocato di fronte a simili novità legislative, consiglia di attendere l’emanazione delle nuove anelate specifiche tecniche.
16 risposte a “Le attestazioni di conformità nelle notifiche via pec dopo la L. 132/2015: una lettura alternativa dell’art. 16 undecies DL 179/12”
27 agosto 2015 alle 10:01
complimenti Avv. Arcella per l’ottima l’interpretazione della legge
leggo sempre i Vs. Autorevoli articoli
27/08/15 francesco fusco (Fondi)
Luca Tornabene ha detto:
Con la mia prima lettura del comma 3 art. 16-undecies avevo capito che nel solo caso avessi preferito la modalità di conformità esterna all’atto, invece di quella interna di cui al comma 2, nella notifica pec non avrei potuto inserere un (terzo) documento indipendente di dichiarazione di conformità, ma avrei dovuto inserire tale dichiarazione nel documento di notifica: insomma l’ultimo periodo del comma 3 aveva solo lo scopo di evitare che – nel solo caso si optasse per le conformità esterne – nella pec vi fossero tanti documenti “sciolti” di conformità quanti gli atti da notificare. Tale pericolo di proliferazione di allegati non c’è ovviamente quando si opta per la conformità interna. E’ un’ìnterpretazione sistematica semplicistica ma, visto che sembra coerente con le intenzioni dei lavori preparatori e dalla posizione della norma (proprio in calce al terzo comma), forse non insostenibile? e se no perche?il puro dato letterale prevale comunque?
3 settembre 2015 alle 18:58
quindi, in sostanza, possiamo continuare a notificare con asseverazione di conformità nella relata (aggiungendo il riferimento normativo) oppure dobbiamo necessariamente aggiungere l’attestazione anche in ogni singolo file?
3 settembre 2015 alle 23:22
Il contenuto dell’articolo é frutto di mia interpretazione delle nuove norme: per quanto (ovviamente) io ritenga fondata tale tesi, l’invito alla prudenza é per me inevitabile: leggi le ultime righe dell’articolo a tal proposito!
Quanto all’attestazione nelle notificazioni pec, essa non può che essere inserita in relata: mai, quindi, nello stesso documento oggetto di notifica.
7 settembre 2015 alle 19:46
Alla luce della riforma di cui alla legge n.ro 132/2015 in ipotesi di notifica di ricorso e decreto ingiuntivo costituenti atti informatici nativi e di procura alle liti scannerizzata e depositata quale allegato al ricorso nel fascicolo telematico, è possibile procedere alla notifica a mezzo pec:
1) estraendo duplicati informatici (quindi senza coccarda o altro elemento identificativo della sottoscrizione con firma digitale) del ricorso e del decreto ingiuntivo; 2) estraendo la copia informatica della procura; 3) redigere e sottoscrivere digitalmente la relata di notifica a mezzo pec contenente l’attestazione di conformità dei duplicati informatici del ricorso e del decreto (e non anche della procura); 4) allegare al messaggio pec: la relata di notifica; il duplicato informatico del ricorso; il duplicato informatico del decreto ingiuntivo; la copia informatica (con la coccarda) della procura.
Gradirei una risposta dal Collega Arcella.
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Egregio Collega, sono state emanate le “regole” in riferimento alle attestazioni di conformità di copie analogiche?
4 novembre 2015 alle 21:05
Davide Negrini ha detto:
14 dicembre 2015 alle 12:38
Egregio Collega, vorrei sottoporle questo caso:
– ricorso per atp depositato in forma cartacea
– emesso il decreto di fissazione, che posso scaricare telematicamente
– vorrei notificare via pec il ricorso e il decreto.
Il decreto non dà particolari problemi; il mio quesito riguarda piuttosto il ricorso: devo necessariamente richiederne una copia autentica in cancelleria (per poi passarla allo scanner a autenticarla), o posso limitarmi ad effettuarne una copia in studio e attestare in modo autonomo la conformità di un atto che ho redatto io stesso?
Immagino che la risposta sia “devi chiederne copia autentica in cancelleria”, ma gliene chiedo conferma.
Grazie mille, saluti cordiali
15 dicembre 2015 alle 6:26
La risposta “immaginata” é esatta, ma puoi anche: a) depositare una memoria generica con copia del ricorso cartaceo (scrivendo nella nota di deposito che provvedi a tanto al fine di implementare il fascicolo telematico – cfr.art 4 del Protocollo PCT Napoli) oppure b) chiedere alla Cancelleria di scansionare il ricorso
raffaele corrente ha detto:
8 febbraio 2016 alle 11:54
Vista l’ampia rilevanza della tematica trattata (ricorso cartaceo e decreto di fissazione in formato digitale), provo a fare un piccolo schema riepilogativo, invitandoLa a correggermi o integrarmi.
Ai fini della notifica, possiamo:
A) chiedere copia conforme di ricorso e decreto e notificare via une
B) se la cancelleria ha scansionato il ricorso, attestare la conformità e notificare o tramite unep o tramite pec. NB in questo caso, non ci interessa se la coccardina appare o meno, perché l’atto, per apparire sul sistema, è sempre firmato dal cancelliere.
C) se la cancelleria non ha scansionato il ricorso, provvederemo (almeno a Napoli) a depositare copia del ricorso cartaceo al quale previamente la cancelleria avrà apposto il timbro del depositato. In questo caso, credo che dovremo firmare digitalmente la copia dell’atto prima di depositarla.
Anche in questo caso credo che sia possibile notificare tramite pec, ma non mi è chiaro cosa debba essere indicato nella relata di notifica.
9 febbraio 2016 alle 7:07
A) é esatto
B) é esatto, con la precisazione che la firma del cancelliere può mancare, come risulta dal testo del comma 9 bis dell’art. 16 bis.
C) c’è il protocollo PCT Napoli sottoscritto il 17/7/2014 che, all’art. 4, é piuttosto dettagliato al riguardo
9 febbraio 2016 alle 9:46
https://avvocatotelematico.wordpress.com/modelli-ed-esempi/relata-di-notifica-con-attest-per-copia-informatica-di-atto-analogico/
La realtà da predisporre nell’ultimo caso dovrebbe essere questa, giusto.
9 febbraio 2016 alle 9:49
https://avvocatotelematico.wordpress.com/modelli-ed-esempi/relata-di-notifica-per-copie-informatiche-di-documenti-scaricati-dai-registri-informatici/
Mi scuso, ho copiato il link sbagliato. Intendevo questo
15 dicembre 2015 alle 9:16
Interessante la soluzione a); credo che ricorreremo alla cancelleria, la mia curiosità era proprio sulla possibilità (o meno) di attestare la conformità di un proprio atto su supporto analogico.