Source: http://www.istitutobioetica.org/Bioetica%20e%20MNC/Sarsina%20Status%20giuridico.htm
Timestamp: 2018-12-18 19:35:27+00:00
Document Index: 103746750

Matched Legal Cases: ['§ 33', 'art. 3', 'art.3', 'art. 8', 'art. 9', 'art, 3', 'art 4', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 20', 'art. 23', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 117', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 1']

Sarsina Status giuridico
LO STATUS GIURIDICO DELLE MEDICINE NON CONVENZIONALI IN ITALIA E IN ALTRE NAZIONI OCCIDENTALI
Viene descritto lo status delle Medicine Non Convenzionali in alcune Nazioni dell’Europa Occidentale in relazione alle Direttive della Comunità Europea, alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e alla situazione esistente negli Stati Uniti d’America.
Parole chiave: Medicine Non Convenzionali, MNC
Review of the status of Complementary and Alternative Medicine according to the system of Laws of different countries of West Europe, if accordingly with European Parliament resolutions and related with the guidelines of World Health Organization and the present situation of CAM in the United States of America.
Key words: Complementary and Alternative Medicine, Non Conventional Therapies, CAM, NCT.
Questa analisi prende in considerazione lo status giuridico delle Medicine Non Convenzionali delle Nazioni la cui legislazione sia di particolare rilevanza o che sia sottoposta a recente revisione ovvero legislazione di Nazioni che sono il riferimento culturale e scientifico storico delle Medicine Non Convenzionali di origine occidentale e le eventuali concordanze o adeguamenti con quanto finora il Parlamento Europeo ha deliberato sull’argomento, con quanto indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e si prenderà in esame lo status delle Medicine Non Convenzionali negli Stati Uniti d’America.
Il Parlamento Europeo nella sessione plenaria del 29.5.1997 con la Risoluzione n. 75 (Gazzetta Ufficiale n. C 182 del 16/06/1997) e il Consiglio d'Europa con la Risoluzione n. 1206 del 4 novembre 1999 deliberarono di demandare alla Commissione Europea di elaborare uno studio approfondito per quanto concerne l'innocuità, l'efficacia, il campo d'applicazione e il carattere integrativo o alternativo di ciascuna Medicina Non Convenzionale, nonché uno studio comparativo dei sistemi giuridici nazionali esistenti cui sono soggetti coloro che praticano medicine non convenzionali.
Venne anche chiesto alla Commissione, qualora i risultati dei relativi studi lo avessero consentito, di impegnarsi in un processo di riconoscimento delle Medicine Non Convenzionali e, a tal fine, di adottare le misure necessarie per favorire l'istituzione di comitati ad hoc.
Il Parlamento Europeo chiese infine alla Commissione di presentare una proposta di linea direttrice sugli integratori alimentari, che spesso si collocano al confine tra il prodotto dietetico e il medicinale.
La risoluzione deliberata dal Parlamento Europeo col nome di:
“Statuto delle Medicine Non Convenzionali” così recita:
- visto il suo parere del 13 giugno 1991 sulla proposta della Commissione al Consiglio per una direttiva che amplia il campo di applicazione delle direttive 65/65/CEE e 75/319/CEE per il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative ai medicinali e che fissa disposizioni complementari per i medicinali omeopatici (GU C 183 del 15.7.1991, pag. 318.),
- vista la direttiva 92/73/CEE del Consiglio che amplia il campo di applicazione delle direttive 65/65/CEE e 75/319/CEE concernenti il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative ai medicinali e che fissa disposizioni complementari per i medicinali omeopatici ((GU L 297 del 13.10.1992, pag. 8.)),
- viste le linee di bilancio B6-8332 del bilancio dell'Unione europea per l'esercizio 1994, B6-7142, penultimo trattino, del bilancio per l'esercizio 1995, B6-7142, quarto e quinto trattino, del bilancio per l'esercizio 1996, che prevede l'importo di 1.000.000 ECU per «ricerche sull'efficacia di metodi terapeutici quali la chiropratica, l'osteopatia, l'agopuntura, la naturopatia, la medicina cinese, la medicina antroposofica, la fitoterapia, ecc.»,
- visti la relazione della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori e il parere della commissione giuridica e per i diritti dei cittadini (A4-0075/97),
D. considerando che l'insieme dei sistemi medici e delle discipline terapeutiche riuniti nella denominazione «medicine non convenzionali» hanno in comune il fatto che la loro validità non è riconosciuta o lo è solo parzialmente; che si può qualificare di «alternativo» un trattamento medico o chirurgico in grado di sostituirne un altro e di «complementare» un trattamento utilizzato a integrazione di un altro; che risulta equivoco parlare di disciplina medica «alternativa» o «complementare», nella misura in cui solo il contesto preciso nel quale la terapia è utilizzata permette di determinare se essa sia all'occorrenza alternativa o complementare; che una disciplina medica alternativa può altresì essere complementare; che nella presente risoluzione il termine «medicine non convenzionali» riassume le nozioni di «medicine alternative», «medicine dolci» e «medicine complementari», utilizzate indistintamente in taluni Stati membri per designare le discipline mediche diverse dalla medicina convenzionale,
H. considerando che un'evoluzione si è già chiaramente manifestata, sia grazie all'adozione in taluni Stati membri di legislazioni nazionali che liberalizzano l'esercizio delle medicine non convenzionali, riservando contemporaneamente taluni atti specifici a terapeuti autorizzati (legge approvata il 9 novembre 1993 dal Senato olandese e denominata «Beroepen in de individuele gezondheidszorg»), sia attraverso l'adozione di una regolamentazione specifica (legge sugli osteopati del 1993 e legge sui chiroterapeuti del 1994 nel Regno Unito, legislazione sulla chiropratica in Danimarca nel 1991, in Svezia nel 1989 e in Finlandia), l'ufficializzazione della formazione (la chiropratica nel Regno Unito e negli Stati nordici) oppure l'inserimento dei medicinali nella farmacopea (medicina antroposofica in Germania),
N. considerando che nella sua risoluzione 350/05 del 20 dicembre 1995 relativa ai preparati a base di piante medicinali ((GU C 350 del 30.12.1995, pag. 6.)) il Consiglio invita la Commissione a chiarire il «regime giuridico dei preparati a base di piante medicinali, tenuto conto delle disposizioni comunitarie in materia di specialità medicinali» e a studiare «le condizioni specifiche necessarie per garantire la tutela della sanità pubblica»,
3. chiede alla Commissione di stabilire, nella fase di elaborazione di una legislazione europea sulle varie forme di medicine non convenzionali, una netta distinzione tra medicine non convenzionali a carattere «integrativo» a le cosiddette medicine «alternative», vale a dire le medicine che si sostituiscono a quelle convenzionali;
Successivamente il Parlamento Europeo deliberò la “Risoluzione sulla relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull’attuazione delle direttive 92/73/CEE e 92/74/CEE concernenti i medicinali omeopatici (COM (97) 0362 ­C4-0484/97)” di cui alla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea 23. 11. 98 IT C 359/11.
Con tale risoluzione il Parlamento europeo emanò la prima normativa comunitaria sui: riconoscimento, procedura specifica semplificata di registrazione, etichettatura e relative norme specifiche dei medicinali omeopatici.
A fronte di una certa diffusione in Gran Bretagna di pratiche terapeutiche riconducibili al novero delle "Medicine Non Convenzionali", precisi riferimenti normativi si rilevano nell'ordinamento inglese solo con riguardo ad alcune figure professionali operanti in ambito medico o di carattere complementare alla medicina tradizionale.
In particolare, il Professions Supplementary to Medicine Act 1960, a seguito di alcune successive integrazioni del testo originariamente approvato, disciplina attualmente l'esercizio di nove professioni "complementari alla medicina", fra le quali la "arts therapy” - particolare forma di psicoterapia che si avvale delle arti figurative a scopo terapeutico - risulta annoverata a fianco di altre più tradizionali professioni paramediche, quali il chiropodista/podologo (chiropodist/podiatrisf), il dietista (dietist), il tecnico di laboratorio clinico (medical laboratory scientist), l’occupational therapist (terapista della riabilitazione funzionale/ergoterapeuta), l'ortottista (orthoptist), il fisioterapista (physiotherapist), il protesista/otoprotesista (prostehtist/orthotist) ed il tecnico radiologo (radiographist).
Due recenti leggi specifiche disciplinano inoltre l'esercizio della professione di osteopata (Osteopaths Act 1993) e di chiropratico (Chiropractors Act 1994).
La struttura organizzativa delineata dal Professions Supplementary to Medicine Act 1960 prevede l'istituzione di un "Consiglio per le professioni complementari alla medicina" (Council for Professions Supplementary to Medicine, CPSM) di livello nazionale ed una serie di specifici collegi professionali (boards), ciascuno competente per la professione paramedica di riferimento.
Al CPSM compete una funzione di coordinamento e supervisione delle attività dei singoli collegi professionali, secondo quanto specificato dall'articolo 1 della Legge:
a) formulando a ciascun collegio, o invitando ciascun collegio a formulare al Consiglio, proposte concernenti le attività da intraprendere a cura del singolo collegio o di altri collegi;
b) raccomandando ad un collegio di intraprendere tali attività, o di limitare le proprie attività secondo quanto il Consiglio ritenga idoneo, previa consultazione del collegio circa le suddette proposte;
c) occupandosi di questioni che appaiano di particolare interesse per due o più collegi, e fornendo ai collegi medesimi la consulenza ed assistenza che ritenga opportune riguardo a tali questioni;
d) esercitando i poteri ad esso attribuiti nel modo che il Consiglio stesso reputi più idoneo a garantire il proficuo esercizio delle funzioni e delle prestazioni di ciascun collegio ai sensi della legge in questione (Professions Supplementary to Medicine Act 1960, section 1 paragraph (3)).
L'articolo 2 della stessa legge assegna inoltre al Consiglio il compito di emanare, previa consultazione di tutti i collegi professionali, norme relative alla forma, alla compilazione ed alla conservazione dell'apposito albo (Register) delle persone abilitate all'esercizio delle singole professioni.
Fra i compiti dei singoli ordini, oltre alla predisposizione, pubblicazione, aggiornamento e conservazione di tali albi (section 2, paragraphs (1), (4)) , l'articolo 4 (1) della legge indica anche l'approvazione, rispettivamente:
• dei corsi di formazione che il collegio ritenga idonei a conferire, alle persone che ne completino l'intera durata, le conoscenze teoriche e pratiche sufficienti per l'esercizio della professione di riferimento, e la definizione dei requisiti necessari ad esservi ammessi;
• dei titoli rilasciati ai candidati risultati idonei a seguito dell'esame conclusivo di un corso autorizzato, che abilitino, a giudizio del collegio, all'esercizio della professione di riferimento;
• degli istituti che il collegio ritenga conformemente organizzati ed attrezzati per condurre, in tutto o in parte, un corso di formazione approvato dal collegio. Rispetto a tali istituti è inoltre prevista una attività di supervisione da parte del collegio professionale competente, quanto al tipo di formazione impartita ed esami sostenuti presso ciascuno di essi (Professions Supplementary to Medicine Act 1960, section 5, paragraph (1)).
Nell'ambito di ciascun collegio, l'articolo 8 della Legge prevede inoltre l'istituzione di due apposite Commissioni, una di inchiesta ed una disciplinare (Investigating and Disciplinary Committees) investite, secondo il rispettivo ambito di competenza, della definizione dei casi in cui è prevista la cancellazione dall'Albo Professionale di persone iscritte, al ricorrere delle fattispecie espressamente indicate dal successivo articolo 9 della Legge:
• condanna penale per un reato che, ad avviso della commissione disciplinare istituita dal collegio, renda l'interessato inidoneo all'iscrizione all'albo;
• riconoscimento da parte della commissione disciplinare istituita dal collegio della condotta dell'interessato non conforme alla deontologia professionale;
• riconoscimento da parte della commissione disciplinare istituita dal collegio della iscrizione fraudolenta dell'interessato all'albo professionale.
Nei due Allegati (Schedules) alla Legge vengono infine riportate alcune disposizioni specifiche sul funzionamento del Consiglio e dei singoli collegi professionali fra cui in particolare la composizione dei rispettivi organi (21 membri per il Consiglio ed un numero di membri variabile da 11 a 21 per gli organi direttivi dei singoli collegi, First Schedule) e le norme relative alla costituzione e procedura delle commissioni disciplinari e di inchiesta (Second Schedule).
Due recenti leggi specifiche, di struttura sostanzialmente analoga, disciplinano invece, come si è detto, l'esercizio delle professioni di di osteopata e di chiropratico.
Ambedue infatti prevedono l'istituzione di un "Consiglio professionale generale" (General Osteopathic Council; General Chiropratic Council) articolato in quattro commissioni (c.d. Statutory Committees, rispettivamente per la formazione professionale, Education Committee; di inchiesta, Investigating Committee, per la condotta professionale, Professional Conduct Committee, e la commissione sanitaria, Health Committee per la valutazione dell'idoneità psico-fisica all'esercizio della professione) e di un apposito Albo Professionale - per cui è prevista la nomina da parte del Consiglio di un apposito "Conservatore dell'Albo" (Registrar of Osteopaths; Registrar of Chiropractors) - di cui si regolano le modalità di compilazione, pubblicazione e conservazione.
Una sezione specifica nel testo delle due leggi è dedicata agli standard di formazione professionale (Professional Education) rispetto ai quali la Education Committee svolge funzioni di promozione qualitativa ed ispezione mediante invio di propri incaricati nei singoli istituti di formazione.
Al pari delle altre professioni liberali, è inoltre prevista la predisposizione da parte del Consiglio di un apposito "Codice di Condotta" (Code of Practice) rispetto al quale viene esercitata l'attività ispettiva e, se del caso, la funzione sanzionatoria da parte della Professional Conduct Committee o della Health Committee.
Contro le decisioni di tali organi, così come contro le decisioni del Conservatore dell'albo professionale ciascuna delle due leggi prevede un articolato sistema di ricorsi in appello, dapprima davanti ad organi interni (Consiglio generale; Appeal Tribunal istituito e procedente in base ad apposite norme stabilite dal Consiglio Generale) e quindi, secondo i casi, davanti alle competenti istanze ordinarie (High Court of Justice (Inghilterra e Galles); High Court of Justice (Irlanda del Nord); Court of Session (Scozia); "Sovrano in Consiglio" (Her Majesty in Council)).
In allegato a ciascuna delle due leggi sono riportate infine norme specifiche relative alla composizione ed al funzionamento ed del Consiglio e delle quattro Statutory Committees.
Con riguardo infine all'insieme delle numerose altre pratiche terapeutiche non convenzionali, un indice della loro diffusione in Gran Bretagna è rilevabile consultando via Internet (http://www.holistichealth.co.uk/direct.htm), fra i numerosi siti sull'argomento, un apposito elenco di tutte le specialità terapeutiche di tipo distico praticate nel Regno Unito (The United Kingdom Holistic Health Directory).
In alcuni casi, come ad esempio per l'omeopatia, si riscontra peraltro una consolidata tradizione che ha origine all'inizio del Novecento.
Sotto il profilo organizzativo, le principali Associazioni professionali che riuniscono le singole categorie di specialisti sono formalmente registrate (Registered Charities, quali ad es. la British Homoeopathic Association o la British Medical Acupuncture Society), o comunque costituite (ad es. la Association of Reflexologists), come "organizzazioni senza fini di lucro" (Charities) e come tali soggette alla relativa disciplina normativa.
Tali associazioni in particolare curano la promozione della formazione e dell'esperienza professionale nel settore specifico, organizzando o accreditando appositi corsi per l'apprendimento e lo sviluppo della conoscenza delle singole tecniche; emanano linee guida e codici di condotta circa i requisiti necessari all'esercizio della relativa terapia; provvedono alla diffusione dell'informazione al pubblico ed all'organizzazione e coordinamento a livello nazionale e/o regionale delle diverse attività settoriali, sia con proprie pubblicazioni sia attraverso i propri siti Internet.
Per quanto infine concerne l'immissione in commercio dei medicinali omeopatici, la Gran Bretagna ha recepito la direttiva 92/73/CEE del Consiglio con lo Statutory Instrument (SI) 1994/105, Medicines (Homoeopathic Medicinal Products for Human Use) Regulation 1994, successivamente modificato con SI 1994/899, SI 1994/2987 e SI 1996/482.
Con tale legislazione delegata sono state apportate modifiche alla legge che disciplina l'immissione in commercio dei prodotti farmaceutici (Medicines Act 1968), adeguandone i contenuti alla normativa comunitaria; in particolare il "certificato di registrazione" (Certificate of Registration) rilasciato in relazione ad un prodotto medicinale omeopatico è stato equiparato alla "licenza" (Product Licence) richiesta per l'immissione in commercio o l'esportazione dei prodotti farmaceutici ordinari (Medicines Act 1968, section 7, subsections 2(AJ). In mancanza di tale certificato risulta preclusa "qualunque attività corrispondente all'immissione sul mercato, nel senso specificato dalla Direttiva del Consiglio 92/73/CEE, del 22 settembre 1992" (Medicines Act 1968, section 7, subsections 2(B)).
Tutti i medicinali omeopatici sono rimborsabili su presentazione di ricetta mutualistica, che può essere rilasciata solo da medici con o senza specializzazione in omeopatia, sia in ambulatorio che in ospedale.
La medicina alternativa, o non ufficiale, in Germania ha tradizioni consolidate ed è ampiamente diffusa, anche perché non è mai stata fortemente contrastata dalla medicina allopatica tradizionale. Molte delle cosiddette medicine alternative fra queste l'omeopatia e la medicina steineriana, sono infatti nate in area tedesca e qui all'inizio del '900 le pratiche naturaliste erano cosi diffuse che, a contenimento e a disciplina delle stesse, si rese necessario l'intervento del legislatore.
La figura del "curante pratico" o "guaritore" (l'intraducibile Heilpraktiker) è stata del resto riconosciuta fin dal 1939 con una "Legge sull'Esercizio Professionale della Scienza Medica senza decreto di nomina" (Gesetz uber die berufsmassige Ausulbung der Heilkunde ohne Bestallug), modificata solo in parte nel 1974 in tale norma la figura dell’ Heilpraktiker è designata come colui che esercita, senza essere medico una pratica curativa capace di sanare o mitigare malattie, dolori o problemi fisici di qualsiasi natura (esclusa l'odontoiatria); il comma 3 specifica solo che e vietato l'esercizio nomade della professione. I requisiti richiesti si limitano al necessario possesso di un permesso che abilita all'esercizio delle pratiche curative; in assenza dello stesso, il trasgressore incorre in un'ammenda fino a 1500 DM.
Il primo regolamento attuativo della Legge (Erste Durchfìlhrungsverordmmg zum Gesetz ùber die berufsmassige Ausubung der Heilkunde ohne Bestallung), sempre del 1939 regola invece nel dettaglio le premesse necessarie per l'ottenimento del permesso che si riducono all'aver compiuto il 25 anno di età, essere in possesso della cittadinanza-tedesca, aver portato a termine la scuola dell'obbligo, essere di comprovata rettitudine e moralità e, infine, risultare un esame dell'Ufficio d'igiene e sanità, idoneo all’esercizio per la salute pubblica.
In merito alla richiesta, come specificato nel comma 3 del regolamento, decidono le autorità amministrative inferiori d'intesa con l'ufficio d'igiene (...entscheidet die untore Verwaltungsbehórde im Benehmen mit dem Gesundheitsamt). La risposta viene comunicata all'interessato e all'Ordine dei medici pertinente, e, qualora la domanda sia respinta deve essere accompagnata dai motivi del rifiuto. Il richiedente o l’ordine dei medici a cui questo appartiene possono presentare ricorso entro due settimane, il ricorso viene esaminato dalle autorità amministrative superiori dopo aver sentito un Comitato di esperti (Gutachterausschusses), formato da un presidente, che non deve essere ne un medico, ne un Heilpraktiker, da due medici e due Heilpraktikern. Essi vengono nominati dal Ministro degli Interni per un biennio.
Le richieste relative all'autorizzazione relativa all'apertura di uno studio di medicina (Antrage auf Zulassung zum Medizinstudium, comma 10) devono essere inoltrate alle autorità amministrative superiori del luogo di residenza del richiedente, che come unico requisito dovrà, oltre ad essere in possesso del permesso, non aver superato i 30 anni di età. Le autorità amministrative, dopo aver sentito il Comitato di esperti, decidono in merito alla domanda.
La definizione di "curatore pratico" contenuta nella legge non mira a stabilire quanto siano efficaci le cure praticate dall’ Heilpraktiker, ma intende piuttosto dettare la compatibilità di tali metodi con la medicina tradizionale e li vieta solo nei casi in cui si dimostrino pericolosi per la salute pubblica. Tale impostazione diviene ancor più evidente nei richiami relativi alla figura professionale dell' Heilpraktiker contenuti in altre norme.
Nella “Legge sulla prevenzione e lotta delle malattie trasmissibili dell'uomo" (Gesetz zur Verhùtung und Bekampfung ubertragbarer Krankheiten beim Menschen) il comma 30 stabilisce, infatti, che le malattie infettive possono essere trattate solo da medici, e che i curatori pratici possono essere solo un tramite fra il malato infetto e il medico; mentre il regolamento sulla costituzione del comitato di esperti per l'autorizzazione dei medicinali, del comitato relativo agli obblighi dei farmacisti, nonché di quello relativo al controllo degli obblighi legati alla prescrizione dei medicinali (Verordnung zur Errichtung von Sachverstàndigen-Auschussen furStandardzulassungen, Apothekenpflicht und Verschreibungspflicht von Arzneimittel), prevede in ciascun comitato la presenza di un curatore pratico, a testimoniare il pieno riconoscimento di tale figura nel panorama delle professioni sanitarie.
A conferma di quanto sopra, basti ricordare come le cure prestate dall' Heilpraktiker siano rimborsabili alla stessa stregua di quelle fornite da medici o dentisti, come risulta dal comma 3 del "Regolamento attuativo del comma 33 della legge sulla previdenza sociale degli impiegati pubblici" (Verordnung zur Diirchfùhrung des § 33 des Beamtenversorgungsgesetz).
Per ciò che riguarda più da vicino la medicina omeopatica, il suo iniziatore, Samuel Hahnemann, pubblicò i risultati dei suoi studi nel lontano 1796, e già nel 1829 venne fondata in Germania l'Associazione centrale tedesca dei medici omeopatici (Der Deutsche Zentralverein homóopatischer Àrtze ), la più antica associazione di medici in terra tedesca, che oggi conta circa 3.200 iscritti. I medici omeopatici, dopo la laurea in medicina, sono tenuti a frequentare dei corsi post-universitari (che possono anche essere sostituiti da periodi di specializzazione presso cliniche od ospedali in cui si pratica la medicina omeopatica) riconosciuti a tal fine dall'Ordine dei medici federali.
Come risulta da un'indagine condotta dal Marplan-Institute, nel 1995 circa il 72% dei cittadini tedeschi faceva abitualmente uso di medicinali omeopatici, e tre medici su quattro li utilizzavano abitualmente per la cura di determinate patologie. I medicinali omeopatici, se prescritti da un medico, sono rimborsati dalle Casse Malattie; viceversa, non sono rimborsate le prestazioni dei medici omeopatici, se non in casi eccezionali quali ricoveri ed interventi d'urgenza.
La Francia è il paese, assieme alla Germania e alla Gran Bretagna, dove le Medicine Non Convenzionali sono più sviluppate. Solo i laureati in medicina sono abilitati a praticare tali terapie.
In particolare l'omeopatia, l'osteopatia e la chiropratica sono molto diffuse ed esistono numerosi centri di insegnamento specializzati anche a livello universitario.
I medici omeopati sono più di ventimila. Sono stati istituiti degli appositi diplomi universitari, legalmente riconosciuti, denominati "Attestation d'Etude de Pharmacie Homéopathique".
Questi titoli vengono rilasciati dall'Università di Lione che è la più nota, di Lille e di Strasburgo.
Gli omeopati non medici ricevono la formazione in scuole private che non hanno alcun riconoscimento ufficiale.
Anche la professione di osteopata non è riconosciuta dalla medicina ufficiale.
Il Registre des Ostéopathes de France definisce le regole dell'etica e della deontologia professionale e rilascia il titolo di M.R.O.F. (Membre du Registre des Ostéopathes de France) per esercitare la professione.
La Collegiale Académique assicura la formazione secondo programmi definiti, organizza l'insegnamento e rilascia un diploma di osteopata necessario per divenire membro del R.O.F.
L'agopuntura è riconosciuta dal 1950 come metodo diagnostico e curativo riservato solo ai medici; anche la chiropratica è legalmente riconosciuta.
Nel Code de la Santè Publique non risulta annoverata la figura dell'omeopata o dell'osteopata tra le professioni mediche o medico ausiliarie (Parte IV), né sono menzionate altre figure professionali "non ufficiali".
Tuttavia tra i Médecins d'Exercice Particulier (MEP) è prevista la figura del medico specialista in omeopatia, in agopuntura e in idrologia (Circulaire DGR 8/5.2.1996 pour la mise à jour du fìchìer des praticiens: qualifìcation des médecins spécialistes au regard de l'Assurance maladie (Arrété du ler juin 1994). Nouvelle liste des MEP).
In Belgio l'uso delle medicine non convenzionali è stato regolamentato di recente con la Legge del 29 aprile 1999 “Legge relativa alle pratiche non convenzionali nell'ambito della medicina, della farmacia, della kinesiterapia, dell'attività infermieristica e delle professioni paramediche” (Loi relative aux pratiques non conventionnelles dans les domaines de l'art medical, de l'art pharmaceutique, de la kinésithérapie, de l'art infìrmier et des professions paramédicales) e con il Decreto Reale attuativo del 4 luglio 2001, relativo al riconoscimento delle organizzazioni professionali di coloro che esercitano una pratica non convenzionale o ritenuta tale nell'ambito della medicina.
Sono ritenute pratiche mediche non convenzionali: l'omeopatia, la chiropratica, l'osteopatia e l'agopuntura; altre pratiche che hanno ottenuto riconoscimento ufficiale dal re tramite istituzione di un'apposita “Camera”.
Le organizzazioni professionali dei praticanti di tali terapie per ottenere e mantenere il relativo riconoscimento debbono soddisfare le seguenti condizioni (decreto 4.7.2001): essere riconosciute come unioni professionali conformemente alla legge del 31 marzo 1898 sulle Unioni professionali; indirizzarsi a coloro che esercitano queste attività almeno in due delle tre regioni in cui, secondo l'art. 3 della Costituzione, si divide lo Stato Belga (vallone, fiamminga e tedesca); disporre di un regolamento interno che regola i diritti e i doveri dei suoi membri; stabilire norme concernenti i compensi economici relativi all'esercizio della pratica; stabilire norme relative all'iscrizione di nuovi membri soprattutto per quanto riguarda la formazione di base e specifica, gli stages pratici effettuati, i diplomi o certificati posseduti, l'istituto che li ha rilasciati, la formazione permanente e la valutazione delle qualità; avere la copertura delle responsabilità civili e professionali di tutti i suoi membri presso un'impresa di assicurazione legalmente autorizzata e riconosciuta in Belgio; impegnarsi a partecipare alla ricerca scientifica; rendere pubbliche le terapie mediche utilizzate, i progressi scientifici e i risultati raggiunti nella cura dei pazienti; impegnarsi ad inviare annualmente al Ministro della sanità la lista dei membri dell'organizzazione con i relativi diplomi, certificati e gli indirizzi dove essi esercitano la professione.
Un'apposita Camera “Chambre” è stata istituita per ciascuna delle pratiche non convenzionali: omeopatia, chiropratica, osteopatia, e agopuntura e per le altre riconosciute dal Re di sua iniziativa o a seguito di domanda inoltrata dalle relative organizzazioni professionali.
Ciascuna Camera comprende cinque mèmbri proposti dalle facoltà di medicina e altri cinque nominati tra coloro che esercitano la pratica non convenzionale relativa alla Camera in questione.
Una Commissione paritaria “Commission Paritarie” per le medicine non convenzionali è stata istituita dal Ministro della Sanità: essa è composta per metà da membri proposti dalle facoltà di medicina e per l'altra metà da membri proposti dalle camere delle discipline non convenzionali.
I pareri della Commissione Paritaria riguardano le condizioni generali applicabili all’esercizio di tutte le pratiche non convenzionali riconosciute, in particolar modo l’assicurazione professionale, la copertura minima, l’appartenenza ad una organizzazione professionale riconosciuta, un sistema di registrazione e di pubblicità, la lista degli atti non autorizzati per i praticanti non medici.
La Commissione si esprime anche sull’opportunità di registrazione delle pratiche non convenzionali tenendo conto di criteri fondamentali quali la qualità delle cure, la loro accessibilità e la loro influenza positiva sullo stato di salute dei pazienti (art.3).
Non è possibile esercitare una pratica non convenzionale riconosciuta se non dopo aver ottenuto la relativa registrazione individuale. Questa viene accordata dal Ministro della Sanità, su parere della Camera competente, se il richiedente ottempera alle condizioni fissate dall’articolo 3 della presente legge. La Camera, comunque, non può emettere parere negativo prima di aver dato all’interessato il diritto di replica (art. 8).
Un aspetto importante della legge riguarda l’obbligo di informazione.
Tutti i praticanti di terapie non convenzionali registrati debbono avere un dossier per ciascun paziente: prima di iniziare un trattamento coloro che non sono in possesso di laurea in medicina, sono tenuti a chiedere al paziente di portare una diagnosi recente relativa alla suo stato di salute redatta da un medico di sua scelta, se il paziente non acconsente a consultare un medico prima del trattamento deve esprimere la sua volontà per iscritto (art. 9).
A tal fine sono tenuti ad informare un medico, a sua richiesta, dell'evoluzione dello stato di salute del paziente.
Per quanto riguarda le disposizioni penali la legge prevede: detenzione da otto giorni a sei mesi e ammenda da cinquecento a cinquemila franchi per coloro che esercitano terapie non convenzionali senza avere la relativa registrazione; ammenda da duecento a cinquemila franchi per chi, non titolare di laurea in medicina, abbia eseguito trattamenti senza preventiva diagnosi stabilita da un medico, come previsto dall'articolo 9.
Una innovazione significativa e forse degna di studio approfondito per la sua applicabilità in Italia invece, viene dall'Olanda con una legge approvata il 9 novembre 1993, la "Legge per la Riforma delle Professioni della Salute".
Ritengo utile riportare la legge olandese qui in modo più dettagliato, perché con essa viene introdotto un nuovo concetto e viene infatti percorsa una strada che al contempo assicura la qualità delle prestazioni sanitarie, tutela la salute e l'incolumità del cittadino malato e permette la più ampia scelta in materia di metodologie di cura.
La nuova legge olandese è una legge quadro da essere completata con decreti specifici e sostituisce tutte e dodici le norme legislative preesistenti sulle professioni sanitarie.
La nuova norma fa un passo significativo nell'abbandonare il vecchio divieto dell'esercizio della "professione medica" senza autorizzazione, aprendo così il campo delle cure e della salute a tutti, specialmente a tutte le professionalità che sono cresciute nel campo della medicina alternativa All'utente viene data la possibilità di scegliere liberamente, a quale terapeuta rivolgersi.
Per prevenire, dall'altro canto, rischi inaccettabili per la salute derivanti da incompetenza professionale, certe procedure vengono escluse in modo specifico, cioè vengono riservate a determinate figure professionali, inoltre viene introdotto il divieto di agire in modo da arrecare danni alla salute di una persona.
Citiamo gli aspetti principali della nuova legge olandese:
1) Qualità: La legge crea le precondizioni per lo sviluppo e il monitoraggio di standard di qualità nella sanità individuale. Se necessario, si potrà intervenire con decreti per dare altre regole a certi aspetti qualitativi come l'aggiornamento professionale, ecc.
2) Protezione dei titoli: La scomparsa del divieto dell'esercizio della professione medica senza autorizzazione significa la fine del sistema delle professioni protette. L'esercizio delle funzioni mediche non è più ristretto a certi professionisti medici. La nuova legge introduce un sistema di protezione dei titoli di un numero limitato di professioni. La protezione dei titoli può avvenire per legge o per decreto
ministeriale. La differenza principale è che l'albo delle professioni solo nel primo caso viene istituito e mantenuto dal governo. La legge stessa individua otto professioni a titolo protetto che hanno dei regolamenti per quanto riguarda i corsi di studio e le competenze professionali. Le funzioni ristrette (vedi sotto) ricadono in una o nell'altra di queste otto professioni.
Si tratta delle seguenti professioni: medico; dentista; chimico farmaceutico; psicologo clinico; psicoterapeuta; fìsioterapeuta; ostetrica; infermiera;
3) Registrazione: Sono stati istituiti registri ufficiali per quelle otto professioni. Può esercitare solamente chi è iscritto nel relativo registro. La registrazione non è automatica. Necessita di domanda e del pagamento di una tassa. E' previsto anche un limite temporale dell'iscrizione con la necessità di ripresentare la domanda e una conseguente valutazione della competenza professionale. Il registro è aperto al pubblico, cioè può essere ispezionato sia dalla persona stessa che dal pubblico in generale.
La registrazione delle altre professioni è volontaria ed è previsto che sia applicata soprattutto a professioni paramediche, come per esempio logopedista, igienista dentale e dietologa. I decreti applicabili a quel tipo di professione detteranno regole di studio e daranno una definizione dell'area di competenza. La legislazione proteggerà l'uso del relativo titolo. Il governo non istituirà però un registro, che potrà invece essere istituito dalle società professionali.
4) Specializzazioni: Nel corso degli anni si sono sviluppate delle specializzazioni che non avevano finora delle regole individuali. La nuova legge permette di dare dei regolamenti a queste specializzazioni, proteggendone il titolo ed assicurando la competenza degli operatori.
5) Le procedure riservate: II principio di base della nuova legislazione è che l'esercizio della medicina è aperto a tutti. Ma la legge fa certe eccezioni a questa regola. Alcune procedure possono essere messe in atto solo da professionisti autorizzati per legge. Queste sono le procedure che comportano un alto grado di rischio per il paziente se utilizzate da persone non esperte. E' un fatto penale l'utilizzo di queste procedure senza la dovuta autorizzazione. Si tratta di: procedure chirurgiche; procedure ostetriche; utilizzo di cateteri ed endoscopie; punture ed iniezioni; anestesia generale; procedure che richiedono l'impiego di sostanze radioattive e delle radiazioni ionizzanti; cardioversione; defibrillazione; terapia elettroconvulsiva; litotripsia; inseminazione artificiale.
Le procedure riservate possono essere utilizzate da due gruppi di persone: quelle che hanno l'autorizzazione diretta e quelle che possono utilizzare una procedura su ordine di un professionista autorizzato. Autorizzazione diretta è data dalla legge ai medici, ai dentisti ed alle ostetriche, specificando per ogni professione quali sono le procedure ammesse. Sono state stabilite anche delle
regole sotto le quali un professionista non autorizzato può utilizzare delle procedure ristrette, su ordine sempre di un professionista autorizzato.
6) Codice Disciplinare: Le professioni regolamentate per legge avranno un loro codice disciplinare; le leggi civili e penali non contengono strumenti adatti a questo scopo. La revisione dei vecchi codici disciplinari è diretta verso una maggiore apertura al pubblico delle procedure. Le misure disciplinari vanno dal semplice avvertimento alla radiazione del nominativo dal registro. Le persone radiate per ragioni disciplinari non possono essere riammesse.
In Spagna non vi sono disposizioni legislative nazionali sulle professioni mediche alternative o non convenzionali.
La legislazione vigente è relativa solamente ai farmaci omeopatici ed è stata dettata in attuazione di due direttive comunitarie.
Le disposizioni alle quali si è accennato sono costituite da due regolamenti, ovvero il Real Decreto 2208 del 16/11/1994, riguardante i medicamenti omeopatici destinati all'uomo ed il Real Decreto 110 del 27/1/1995, relativo ai medicamenti omeopatici di uso veterinario.
Il decreto 2208/1994 recepisce la direttiva comunitaria 92/73 e precisa i requisiti necessari a garantire l'osservanza di criteri di qualità e sicurezza nelle diverse fasi di trattamento del prodotto (autorizzazione, produzione, controllo, pubblicità e vendita). Come prefigurato dalla direttiva CEE sono possibili due modalità di autorizzazione: con o senza indicazione terapeutica approvata. La seconda consiste in una procedura semplificata di registrazione, attuabile nelle seguenti circostanze: via di somministrazione orale od esterna; assenza di indicazioni terapeutiche particolari sull'etichetta od in qualunque informazione relativa al farmaco; grado di diluizione tale da garantire l'innocuità del prodotto ovvero non più di una parte su diecimila di tintura madre ne più della centesima parte della più piccola dose eventualmente usata nella medicina allopatica, in riferimento a quei principi attivi la cui presenza in un farmaco allopatico comporti l'obbligo della ricetta medica.
Va sottolineata l'esclusione dei tarmaci omeopatici dalle prestazioni previste dal servizio sanitario nazionale spagnolo (Sistema Nacional de Salud) e da ogni forma di finanziamento con fondi afferenti al sistema della sicurezza sociale (Seguridad Social).
Il decreto 110/1995 attua invece la direttiva 92/74 ed intende sottomettere i farmaci omeopatici per animali al regime generale esistente per i medicamenti veterinari. Anche per i prodotti omeopatici veterinari è possibile una procedura semplificata di registrazione, prevista nei seguenti casi: somministrazione ad animali di compagnia od a specie esotiche la cui carne o i prodotti dei quali non siano destinati al consumo umano; via di somministrazione descritta dalla Real Farmacopea Espanda, dalla Farmacopea europea o, in loro assenza, da una delle farmacopee ufficiali usate nei paesi dell'Unione Europea; assenza di indicazioni terapeutiche particolari sull'etichetta od in qualunque informazione relativa al farmaco; grado di diluizione tale da garantire l'innocuità del prodotto ovvero non più di una parte su diecimila di tintura madre ne più della centesima parte della più piccola dose eventualmente usata nella medicina allopatica, in riferimento a quei principi attivi la cui presenza in un farmaco allopatico comporti l'obbligo della ricetta medica.
Nel mese di ottobre 2001 è ripreso, all'Assemblea della Repubblica Portoghese, l'esame dei progetti di legge n. 34 e n. 320 sulle Medicine Non Convenzionali.
Particolare rilevanza assume il progetto n. 320, presentato dal gruppo parlamentare socialista, che ha la maggioranza dei deputati nell'Assemblea della Repubblica. L'art, 3, comma 1, del progetto rinvia, per quanto riguarda la definizione di "medicine non convenzionali", a quanto stabilito, in via generale, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, cioè a quelle pratiche mediche che si basano su "Una base filosofica differente dalla medicina convenzionale", con conseguente applicazione di metodi terapeutici diversi. Li particolare sono esplicitamente menzionate, al comma 2: agopuntura, omeopatia, osteopatia, chiropratica e fitoterapia.
L'art 4 elenca sei principi orientativi comuni nella pratica della medicina non convenzionale:diritto individuale di scelta del metodo terapeutico; rispetto del diritto dell'individuo alla tutela della salute; esercizio delle pratiche mediche alternative ad un elevato grado di responsabilità, diligenza e competenza; possibile attuazione di pratiche mediche convenzionali e non convenzionali in forma alternativa o complementare, nel rispetto della volontà del paziente; promozione della ricerca scientifica nelle diverse aree della medicina non tradizionale, al fine di ottenere dei modelli di qualità ed efficacia; autonomia tecnica e deontologica nell'esercizio delle medicine non convenzionali, nel rispetto dell'etica e delle buone pratiche professionali.
La commissione è composta da (art. 9): tre rappresentanti del Ministero della Sanità, uno dei quali la presiede; due rappresentanti del Ministero dell'Istruzione; un rappresentante dell'Ordine dei Medici; un rappresentante per ciascuna delle cinque pratiche mediche non convenzionali, citate all'art. 3.
L'esercizio delle pratiche mediche alternative spetta quindi solo ai professionisti in possesso dei titoli legalmente riconosciuti, I medici sono obbligati a tenere un registro con i dati ed i procedimenti relativi a ciascun paziente ed operano sotto il principio generale della responsabilità individuale (art. 11). Nei locali dove operano i medici deve essere affissa la documentazione relativa alla loro certificazione professionale (art. 12).
Tutti i prodotti e gli strumenti utilizzati devono obbedire ai requisiti di qualità e sicurezza stabiliti dalla normativa generale sulla tutela della salute. Tutti i farmaci e gli altri preparati, usati nei diversi ambiti della medicina non tradizionale, devono recare informazioni in lingua portoghese, relative alle loro caratteristiche e alle precauzioni per l'uso (art. 13).
Per quanto riguarda gli utenti delle pratiche mediche complementari, si applicano anche ad essi i principi generali della libertà di scelta, del consenso informato e del diritto all'informazione. Tutti i dati e le notizie relative ai pazienti, in possesso dei medici, sono soggette a riservatezza. Gli utenti delle pratiche mediche alternative, al fine di salvaguardare i propri interessi, possono presentare eventuali denunce presso gli organismi competenti del Ministero della Sanità (art. 15-18).
La parte finale del progetto contiene disposizioni relative alle possibili infrazioni ed alle corrispondenti sanzioni, che sono tutte di natura pecuniaria (art. 20- 22); ad esse si aggiungono, come sanzioni accessorie, il sequestro dei prodotti e degli strumenti usati e l'interdizione, temporanea o definitiva, dall'esercizio dell'attività professionale (art. 23).
Nel progetto n. 34 del blocco della sinistra sono invece definite come "medicine non convenzionali" tutte quelle che operano "in forma complementare o alternativa" alle medicine fino ad ora legalmente riconosciute e che utilizzano "strumenti o agenti bioterapeutici" (art. 1.
L'art. 2 proclama sia il principio della libera scelta, da parte dei cittadini, del metodo terapeutico desiderato sia il diritto, da parte dei medici non convenzionali, ad esercitare la propria professione, purché debitamente certificata e qualificata.
Dato che è proprio la qualificazione e lo status professionale dei medici, a partire dagli studi effettuati, che garantisce la qualità del trattamento riservato ai pazienti, anche qui si propone l'istituzione di una Commissione Nazionale di Periti composta da due professionisti e ricercatori per ciascuna delle aree della medicina non tradizionale, due rappresentanti della medicina convenzionale, due del Ministero della Sanità (Ministério da Saùde) e due del Ministero dell'Istruzione (Ministério da Educacao).
Alla commissione sono assegnati i seguenti compiti (art. 5): seguire il processo di legalizzazione degli istituti di insegnamento e di formazione professionale riguardanti le medicine non convenzionali, raccogliere le informazioni e la legislazione relativi ai corsi esistenti all'estero; raccogliere informazioni sui lavori di studio e di valutazione dell'efficacia di queste pratiche mediche; procedere alla divulgazione di queste informazioni assieme agli interessati; elaborare una lista delle terapie di efficacia riconosciuta, a livello internazionale; procedere alla certificazione, in una fase transitoria, dei professionisti che agiscono nell'ambito delle medicine non convenzionali.
Per quanto riguarda farmaci e prodotti omeopatici è proposto il loro inserimento negli schemi normali di compartecipazione alla spesa, previsti dal Servizio Sanitario Nazionale (Servico Nacional de Saùde), mentre per tutti gli altri prodotti è comunque prevista la possibilità di prescrizione medica, da parte dei rispettivi professionisti (art. 7).
Anche in relazione alle cure mediche, nel momento in cui un trattamento terapeutico è riconosciuto come efficace ed entra a far parte della lista sopra menzionata, deve essere prevista la compartecipazione pubblica alla spesa sostenuta come avviene per la medicina convenzionale, nonché la sottoscrizione di convenzioni con il Servizio Sanitario nazionale (art. 8)
Negli ambulatori e negli altri locali dove si prestano cure di medicina non tradizionale deve essere esposta la documentazione relativa alla certificazione professionale dei medici responsabili. Il rilascio dell'autorizzazione all'apertura spetta alla Direziono Generale Sanitaria del Ministero della Sanità, attraverso le diverse amministrazioni sanitarie regionali, entro 30 giorni dalla richiesta e dopo aver valutato l'adeguata qualificazione del personale e verificato le condizioni di sicurezza, igiene e salubrità della sistemazione (art. 9).
La Costituzione della Repubblica all’art. 117 (art. 3 Legge Costituzionale 18/10 n. 3), l’art. 6, comma 3, del d.lgs. 30/12/99 n. 502 (sub art. 7 d. lgs. N. 517 del 7/12/1993) e l’art. 1, comma 2, Legge n. 42 del 26/02/1999 riservano esplicitamente allo Stato l’individuazione delle figure professionali di pratiche terapeutiche non convenzionali, ancorché sia stato modificato il Titolo V della Costituzione (Legge Costituzionale 3/2001).
Un riconoscimento indiretto delle Medicine Non Convenzionali si ritrova nei: Decreto del Ministero della Salute del 22.07.96 che include l’agopuntura ed altre terapie tra le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale; Decreto del Presidente della Repubblica n. 271 del 2000 che include l’agopuntura tra le prestazioni aggiuntive svolte dallo specialista in regime di attività extramoenia; il Decreto del Presidente del Consiglio del 29.02.2001, provvedimento di definizione dei livelli essenziali di assistenza (LEA), che fa espresso riferimento alle Medicine Non Convenzionali e le include tra le terapie a totale carico dell’assistito.
Una disciplina dei medicinali omeopatici è stata introdotta col Decreto Legislativo n. 185 del 1995, in attuazione della Direttiva della Comunità Europea n. 73 del 1992.
Per quanto riguarda gli aspetti fiscali, la Legge n. 342 del 2000 ha ridotto l’aliquota IVA sui medicinali omeopatici, portandola dal 20% al 10%, allineandola a quella prevista per i farmaci convenzionali.
Nella XIII legislatura si era giunti ad un testo base con l’accordo di tutte le forze politiche, non approvato a causa della fine della legislatura.
All’inizio della XIV legislatura venne riproposto il tema delle Medicine Non Convenzionali alla Commissione Affari Sociali col Progetto di Legge n. 1103 in 13 articoli.
Il 18 maggio 2002 il Consiglio Nazionale della FNOMCeO ha emanato le “Linee guida sulle Medicine e Pratiche Non Convenzionali”.
Per l’importanza che tale deliberazione ha, ritengo opportuno riportarne integralmente il contenuto:
Le medicine e le pratiche non convenzionali ritenute in Italia come rilevanti da un punto di vista sociale sia sulla base delle indicazioni della Risoluzione n. 75 del Parlamento Europeo del 29/5/97 e della Risoluzione n. 1206 del Consiglio d'Europa del 4/11/99 che sulla base della maggiore frequenza di ricorso ad alcune di esse da parte dei cittadini oltre che degli indirizzi medici non convenzionali affermatisi in Europa, negli ultimi decenni, sono:
le promozione della ricerca di base e applicata, secondo le regole di buona pratica clinica, nelle aree esclusive e soprattutto in quelle integrate favorendo la conoscenza dei princìpi e dell'uso appropriato delle medicine e pratiche non convenzionali nella cultura medica, avvalendosi di finanziamenti propri e derivanti da soggetti pubblici e privati in ambito nazionale ed europeo;
ATTIVITA’ PARLAMENTARE INTERNAZIONALE
Ritengo che a livello europeo il documento parlamentare più completo, strategicamente determinante ed esemplare per la rigorosa, affidabile, scrupolosa e imparziale metodologia e conduzione dei lavori svolti sia il “Sixth Report” del “Select Committe on Science and Technology of House of Lords” (The United Kingdom Parliament, House of Lords, Select Committee appointed to consider Science and Technology, Sixth Report, Report on Complementary and Alternative Medicine, 21st November 2000) di cui riporto il:
10. We encourage the bodies representing medical and non-medical CAM therapists, particularly those in our Groups 1 and 2, to collaborate more closely, especially on developing reliable public information sources. We recommend that if CAM is to be practised by any conventional healthcare practitioners, they should be trained to standards comparable to those set out for that particular therapy by the appropriate (single) CAM regulatory body (para 5.83). 11. We recommend that the MCA find a mechanism that would allow members of the public to identify health products that had met the stringent requirements of licensing and to differentiate them from unregulated competitors. This should be accompanied by strong enforcement of the law in regard to products that might additionally confuse the customer with claims and labelling that resemble those permitted by marketing authorisations (para 5.93).
22. We recommend that all CAM therapists should be made aware of the other CAM therapies available to their patients and how they are practised. We do not think it should be assumed that CAM practitioners competent in one discipline necessarily understand the others (para 6.54.
Use of CAM in the United Kingdom
Use of any CAM in past 12 months
Source: nationally representative random telephone survey of 1204 British adults, commissioned by the BBC. Percentages of those who had used CAM. It must be noted that some individuals use more than one therapy and thus the numbers above do not add up to 100
Use of CAM in the USA
of which‡
Percentages of the total sample population (1539 for the 1990 data; 2055 in 1997).
‡ Table shows selected figures relating to the top five therapies based on the 1997 survey, plus (for comparison with United Kingdom statistics) figures for homeopathy and acupuncture
Percentage of those who use CAM
Helps or relieves injury / condition
Find it relaxing
Good health / well-being generally
Do not believe conventional medicine works
Doctor's recommendations / referral
To find out about other ways of life / new things
Way of life / part of lifestyle
Cannot get treatment on NHS / under conventional medicine
Source: nationally representative random telephone survey of 1204 British adults, commissioned by the BBC
Body work therapies, including massage —Therapies that use rubbing, kneading and the application of pressure to address aches, pains and musculo-skeletal problems. Often used as a relaxant.
Dowsing — Traditionally used as a way to identify water sources underground. Is not itself a therapy but is used by a range of other disciplines to answer questions through intuitive skills. Often used in conjunction with Radionics.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato nell’anno 2000 le “General Guidelines for Methodologies on Research and Evaluation of
Traditional Medicine”, frutto del lavoro di oltre cento esperti che, dopo avere redatto nel 1997 a Rockville nel Maryland le prime bozze di queste Linee Guida, hanno prodotto questo documento, grazie anche all’apporto dei Centri che collaborano con l’OMS nell’ambito della Medicina Tradizionale e delle Medicine Non Convenzionali, come il National Center for Complementary and Alternative Medicine (NCCAM) degli Stati Uniti d’America e del National Institutes of Health, Bethesda, MD, USA.
Questo documento di circa ottanta pagine tratta insieme della metodologia della ricerca e della valutazione “evidence based” sia della Medicina Tradizionale sia delle Medicine Non Convenzionali o CAM, secondo l’acronimo in uso nel mondo anglosassone.
Nella figura sono riportati i Centri che collaborano con l’OMS in questo ambito.
Nel 2002 l’OMS ha pubblicato il suo primo documento globale sulla Medicina Tradizionale e sulle Medicine Non Convenzionali dal titolo:
“WHO Traditional Medicine Strategy 2002-2005”.
L’enorme mole di lavoro che ha prodotto questo documento si è svolto sotto il coordinamento del Dr Xiaorui Zhang (Acting Team Coordinator, Traditional Medicine, Department of Essential Drugs and Medicines Policy, World Health Organization, Avenue Appia 20, 1211 Geneva 27, Switzerland, zhangx@who.int).
Riporto le definizioni che l’OMS dà nel “General Guidelines for Methodologies on Research and Evaluation of Traditional Medicine”:
- herbs including crude plant material such as leaves, flowers, fruit, seed, stems, wood, bark, roots, rhizomes or other plant parts, which may be entire, fragmented or powdered.
- herbal materials including, in addition to herbs, fresh juices, gums, fixed oils, essential oils, resins and dry powders of herbs. In some countries, these materials may be processed by various local procedures, such as steaming, roasting, or stir-baking with honey, alcoholic beverages or other materials.
- herbal preparations are the basis for finished herbal products and may include comminuted or powdered herbal materials, or extracts, tinctures and fatty oils of herbal materials. They are produced by extraction, fractionation, purification, concentration, or other physical or biological processes. They also include preparations made by steeping or heating herbal materials in alcoholic beverages and/or honey, or in other materials.
- finished herbal products consisting of herbal preparations made from one or more herbs. If more than one herb is used, the term mixture herbal product can also be used. Finished herbal products and mixture herbal products may contain excipients in addition to the active ingredients. However, finished products or mixture products to which chemically defined active substances have been added, including synthetic compounds and/or isolated constituents from herbal materials, are not considered to be herbal.
Dal “2nd International Scientific Conference on Complementary, Alternative and Integrative Medicine Research”, April 12-14, 2002, Boston, Massachusetts, USA, riporto il riassunto, i cui dati sono eloquenti:
A series of consumer surveys conducted between 1990 and the present have tracked CAM use in the United States by prevalence, cost, and use patterns. Findings from these studies included the following:
- The prevalence of CAM use increased from 25% in 1990 to 42% in 1997.
This growth represents increased usage among all socioeconomic groups.
The prevalence of herbal remedy use increased by 380% during the same time period.
- Total visits to CAM providers in 1997 (629 million) exceeded total visits to all primary care physicians (386 million) during that year.
- Estimated consumer expenditures for CAM professional services in 1997 totaled $21 billion.
- In 1997, an estimated 15 million adults took prescription medications concurrently with herbal remedies or high-dose vitamins, and were thus at risk for drug-herb or drug-supplement interactions.
- The extent to which patients disclose CAM use to physicians remains low. In both 1990 and 1997, fewer than 40% of CAM therapies used were disclosed to a physician.
- CAM use appears to increase with age. Three in 10 pre-baby boomers, 5 in 10 baby-boomers, and 7 in 10 post-baby boomers reported use of at least 1 CAM therapy by the age of 33 years.
- Reasons for CAM use included perceived efficacy, particularly in combination with conventional therapies; more congruence with patient values and beliefs; and failed conventional treatment.
- The majority of participants surveyed believed that physicians know little about dietary supplements. An estimated 72% would continue using these even if a government scientific study showed negative effects; 81% supported FDA regulation of products prior to sale of the product.
Nel marzo 2002 la Commissione istituita col Decreto Esecutivo n. 13147 dal Presidente degli Stati Uniti per studiare, regolare e definire in ogni aspetto la pratica delle Medicine Non Convenzionali ha portato a termine, dopo due anni dalla sua costituzione, il proprio compito emanando il più voluminoso e completo documento mai redatto sulla politica sanitaria delle Medicine Non Convenzionali, dal titolo: “White House Commission on Complementary and Alternative Medicine Policy, Final Report”.
Questo documento, in cui grande attenzione viene posta a quanto è risultato dal Sixth Report del House of Lords, rappresenta, a mio avviso il riferimento imprescindibile per qualsiasi futuro confronto tra le politiche nazionali per tentare di dare omogeneità alla materia.
Dall’ Executive Summary si riportano le Linee Guida Federali:
“Based on its mission and responsibilities, the Commission endorsed the following 10 guiding principles to shape the process of making recommendations and to focus the recommendations themselves:
CAM is a heterogeneous group of medical, health care, and healing systems other than those intrinsic to mainstream health care in the United States.
While" complementary and alternative medicine" is the term used in this report, the Commission recognizes that the term does not fully capture all of the diversity with which these systems, practices, and products are being used by consumers, CAM practitioners, and mainstream health care institutions.
The Commission recognizes that most CAM modalities have not yet been scientifically studied and found to be safe and effective. The fact that many Americans are using CAM modalities should not be confused with the fact that
most of these modalities remain unproven by high-quality clinical studies. The Commission believes that conventional and CAM systems of health and healing should be held to the same rigorous standards of good science.
Therefore, substantially more funding for research is needed to determine the possible benefits and limitations of a variety of CAM modalities, especially those that are already in widespread use. Well-designed scientific research and demonstration projects can help to determine which CAM modalities and approaches are clinically effective and cost-effective. With information from these studies, the public can make informed, intelligent decisions about their own health and well-being and the appropriate use of CAM interventions.
Conventional and CAM practitioners also will benefit from the dissemination of this information.
Although most CAM modalities have not yet been proven safe and effective, it is likely that some of them eventually will be, whereas others will not. The recommendations and actions in this report constitute a road map to help guide research and policy decisions over the next several years as more scientific and
other information becomes available. In this context, many of the recommendations and actions may be useful immediately. Others may be more useful once a greater body of scientific evidence has been developed and made available.
The NCCAM at the NIH is an example of how quality research in CAM can be executed by a Federal agency. Similar efforts should now be extended to other
Federal agencies. These agencies with research and health care responsibilities need to assess the scope of scientific, clinical practice, health services, and public needs regarding CAM that are related to their missions and develop funding strategies to address them. Federal support is particularly needed for research on CAM products that are unpatentable and those that are frequently used by the public but unlikely to attract private research dollars. Congress and the Administration should consider simultaneous legislative and administrative incentives to stimulate private sector investment in such products. Also, CAM approaches that appear to be effective but may not attract private investment, should be considered for Federal support.Federal, private, and nonprofit sector support is essential to developing a body of evidence-based knowledge about CAM. Among the areas in need of study are the complex compounds and mixtures found in CAM products, multiple-treatment interventions, the effect of patient-practitioner interactions on outcomes, the individualization of treatments, modalities designed to improve self-care and promote wellness behaviors, and core questions posed by CAM that might expand our understanding of health and disease.
A dialogue between CAM and conventional medicine appears to be emerging and efforts should be made to strengthen it. CAM and conventional medical practitioners and researchers; accredited research institutions; Federal and state research, health care, and regulatory agencies; private and nonprofit organizations; and the general public need to be included in the dialogue. Communication and cooperation are essential to improving the quality of CAM research and to the success of research applications.
Publication of research results in recognized peer-reviewed research journals is needed to provide reliable information about CAM to researchers, clinical practitioners, health services professionals, third party payors and the public. In addition, the decisions of third-party payers regarding access to and reimbursement for CAM therapies should be based on published evidence.
Public and private resources can be used to conduct and update systematic reviews of the research literature on CAM. The Agency for Health Care Research and Quality (AHRQ) should expand its systematic reviews of CAM systems and treatments for use by private and public entities, and NCCAM and AHRQ should issue and regularly update a comprehensive, understandable summary of current clinical evidence in CAM for health care practitioners and the public.
Sustained, adequate funding is essential to building and maintaining a strong infrastructure for training skilled CAM researchers and conducting rigorous research. Federal agencies that have training programs as part of their health care missions should support training that addresses CAM-related questions relevant to their missions. Academic health centers at conventional institutions are gradually developing venues for exchanging experiences with CAM professionals regarding the training of conventional researchers in CAM practices, the introduction of CAM practitioners to the conventional research culture, and inclusion of CAM in research, research training, clinical, and medical education activities. Accredited CAM institutions are gradually expanding their capacity to conduct research and research training and to establish cooperative arrangements with conventional medical health centers. Public and private resources should be increased to strengthen the infrastructure for CAM research and research training at conventional medical and CAM institutions.
Because the public uses both CAM and conventional health care, the education and training of conventional health professionals should include CAM, and the education and training of CAM practitioners should include conventional health care. The result will be conventional providers who can discuss CAM with their patients and clients, provide guidance on CAM use, collaborate with CAM practitioners, and make referrals to them, as well as CAM practitioners who can communicate and collaborate with conventional providers and make referrals to them.
Conventional health professional schools, postgraduate training programs, and
continuing education programs should develop core curricula regarding CAM to prepare practitioners to discuss CAM with their patients and clients and help
them make informed choices about the use of CAM. The challenges to developing these core curricula include:
Professional, organizational, and institutional resistance to change,
Lack of funding,
Inadequate incentives to adopt the curricula,
Logistical design, development, and implementation difficulties,
Lack of consensus on curricula,
Lack of adequately trained faculty and faculty development, and
Limited ability to add to already very full curricula.
Access to increased funding and other resources for CAM faculty, curricula, and program development at both CAM and conventional institutions* could result in better CAM education and training, which, in turn, could translate into more skilled practitioners, improved CAM services, and greater patient satisfaction and safety. Faculty development is essential for improved CAM education and training at CAM and conventional institutions. Currently, funding is limited and appears to be directed toward only a small number of curricula and program development projects at largely conventional institutions. Increased Federal, state, and private support should be made available to expand and evaluate CAM faculty, curricula, and program development at accredited CAM and conventional institutions.
To improve the competency of practitioners and the quality of services, CAM education and training should continue beyond the entry, professional school, or qualifying degree level. However, before establishing new CAM postgraduate education and training programs or expanding current ones, appropriate CAM candidates must be identified and the feasibility, type, duration, and impact of the programs determined.
Continuing education can provide a powerful means of affecting conventional and CAM practitioners' behavior, thereby enhancing public health and safety.
Currently, the number, type, and availability of programs with content appropriate for all practitioners who provide CAM services and products are not sufficient.
Therefore, continuing education programs need to be improved and made available to all conventional health professionals as well as to all practitioners who provide CAM services and products.
One of society's greatest achievements-and one of its greatest challenges-has been the dramatic improvement in the development and dissemination of information. Not only does information travel faster, significantly more of it has become available. This is especially true of health information, including information about CAM.
To be effective, information must be tailored to the population it seeks to reach.
People of different cultural, ethnic, and socioeconomic backgrounds frequently
have different views of health and healing, different patterns of use of health care services and products, and different ways of acquiring information. People's views and behaviour also vary with their age, literacy, and specific health conditions. Informational materials need to reflect the characteristics and behaviour of the target population.
The Internet has given people access to vast amounts of health care information that would not have been available to them previously, but this technology raises concerns about quality. People may be making life-and-death decisions based on information that is misleading, incomplete, or inaccurate. This is particularly true in the case of CAM, for which a broad base of evidence is not yet available.
Establishing a public-private partnership to develop voluntary standards for CAM information on the Internet, and conducting a public education campaign to help people evaluate information, should improve the quality and accuracy of CAM information from this source. Actions should also be taken to protect consumers' privacy.
Manufacturers should have on file and make available to the FDA upon request scientific information to substantiate their determinations of safety, and current statutory provisions should be reexamined periodically to determine whether safety requirements for dietary supplements are adequate. An objective process for evaluating the safety of dietary supplement products should be develop by an independent expert panel.
Reporting of adverse events associated with dietary supplements is voluntary: Manufacturers and distributors are not required to notify the FDA of adverse reactions that have been reported to them. Congress should require dietary supplement manufacturers to register their products and suppliers with the FDA.
Until this requirement is in place, the agency should encourage voluntary registration so that manufacturers, suppliers, and consumers can be notified promptly if a serious adverse event is identified. Dietary supplement manufacturers and suppliers should be required to maintain records and report serious adverse events to the FDA.
The Commission heard numerous concerns about access to CAM practitioners and products, including access to qualified CAM practitioners, state regulation of CAM practitioners, integration of CAM and conventional health care, collaboration between CAM and conventional practitioners, and the cost of CAM services. Many people expressed a desire for increased access to safe and effective CAM, along with conventional services. The Commission recognizes that Americans want to be able to choose from both conventional and CAM practices and that they want assurances that practitioners are qualified.
A few community health centers have begun to use the services of CAM practitioners, such as chiropractors, naturopathic physicians, and acupuncturists.
These centers might provide models for other community health centers and public health service programs, but first their impact on access to care and the cost-benefit picture needs to be determined. Hospice care for the terminally ill is another important model of care that should be evaluated. Some hospice programs are beginning to include CAM practitioners on the treatment team. The Federal government should support demonstration projects that integrate safe and effective CAM services into the health care programs of hospices and
States should consider whether a regulatory infrastructure for CAM practitioners is necessary to promote quality of care and patient safety and to ensure practitioners' accountability to the public. The Federal government should offer assistance to states and professional organizations in developing and evaluating guidelines for practitioner accountability and competence, including regulation of practice and periodic review and assessment of the effects of regulations on consumer protection. When appropriate, states should implement provisions for licensure, registration, and exemption that are consistent with a practitioner's education, training, and scope of practice.
The coverage and reimbursement policies of public and private organizations that pay for, provide, or insure conventional health care services have played a crucial role in shaping the health care system-and they will play an increasingly important role in determining the future of CAM and its place in the nation's health care system.
Overcoming barriers to coverage and reimbursement will require first amassing scientific evidence to assess the benefits and cost-effectiveness of CAM and then giving equitable, impartial consideration to those practices and products proven to be safe and effective. Gathering a body of evidence will require DHHS, other Federal agencies, states, and private organizations to develop a health services research agenda and to increase funding for studies of the outcomes of CAM interventions in treating acute, chronic, and life-threatening conditions. Research, demonstrations, and evaluations should focus not only on safety but also on clinical effectiveness, costs, and the ratio of costs to benefits. In addition, health services research can be used to support the development and study of models for providing safe and effective CAM within the nation's health care system. Prototypes should include integrative and collaborative models for CAM and conventional health care, comparisons of conventional and CAM treatments for the same condition, and evaluations of various combinations of services and products. Information on health services research should be made available through the clearinghouse of NCCAM.
Any medical or health care intervention that has undergone scientific investigation and has been shown to improve health or functioning, or to be effective in treating the chronically or terminally ill, should be considered for inclusion in health plan coverage. To accomplish this, health insurance and managed care organizations should modify their benefit design and coverage processes in order to offer purchasers health benefit plans that include safe and effective CAM interventions. Similarly, purchasers should enhance the processes they use to develop health benefits and give consideration to safe and effective CAM interventions. DHHS can support these efforts by convening work groups and conferences to assess the state-of-the-science of CAM services and products and to develop consensus and other types of guidance for Medicare, other public and private purchasers, health plans, and even consumer representatives. Coverage of and reimbursement for most health care services are linked to a provider's ability to furnish services legally within the scope of his or her practice. This legal authority to practice is given by the state in which services are provided. Thus, even if insurers, managed care organizations, and other health plan sponsors are interested in covering safe, cost-effective CAM interventions, they cannot do so unless properly licensed, or otherwise legally authorized, practitioners are available in a state. State governments are encouraged to consider how regulation of CAM practitioners could affect coverage and thirdparty reimbursement of safe and effective CAM interventions.
There is evidence that certain CAM practices, such as acupuncture, biofeedback, yoga, massage therapy, and tai chi, as well as certain nutritional and stress reduction practices may be useful in contributing to the achievement of the nation's health goals and objectives. Federal agencies and public and private organizations should evaluate CAM practices and products that have been shown to be safe and effective to determine their potential for promoting wellness and helping to achieve the nation's health promotion and disease prevention goals. Demonstration programs should be funded for those determined to be beneficial The Federal government, in partnership with public and private organizations, should support the development of a national campaign that teaches and encourages healthful behaviors for all Americans, including children. The campaign would focus on improving nutrition, promoting exercise, and teaching stress management. Safe and effective CAM practices and products should be included, where appropriate. The role of safe and effective CAM practices and products in the workplace should also be evaluated, and incentives should be developed to encourage the use of those found to be beneficial. The application of CAM wellness and prevention practices to the management of chronic disease and disabilities is a largely unexplored area. CAM principles and practices may be useful not only in preventing some of these diseases and conditions, but also in enhancing recovery and preventing further illness.
Increased research in this area will help to determine how CAM principles and practices can best be used to meet the goals of the health care system. DHHS and other Federal agencies should fund demonstration projects to evaluate the clinical and economic impact of comprehensive health promotion programs that include CAM. These studies should include underserved and special populations.
The Secretary of Health and Human Services should bring together public and private health care organizations to evaluate the contribution of safe and effective CAM practices and products to wellness and health and to determine how they may be used in health systems and programs, especially in the nation's hospitals and long-term care facilities and in programs serving the aged, persons with chronic illness, and those at the end of life. CAM and conventional health professional training programs should offer students training and education in self-care and lifestyle decision-making, both to improve practitioners' health and to enable them to impart this knowledge to their patients or clients.
Integration of safe and effective CAM practices and products into the nation's health care system will require an ongoing, coordinated Federal presence.
Establishment of a centralized office is the most effective means of accomplishing this goal. Responsibilities of the office should include:
Coordinating Federal CAM activities,
Serving as a Federal CAM policy liaison with conventional health care and CAM professionals, organizations, educational institutions, and commercial ventures,
Planning, facilitating, and convening conferences, workshops, and advisory groups,
Acting as a centralized point of contact for the public, CAM practitioners, conventional health care providers, and the media,
Facilitating implementation of the recommendations and actions of the White House Commission on Complementary and Alternative Medicine Policy, and
Exploring additional and emerging topics not included in the Commission's Executive Order.
The Commission recommends that the President, Secretary of Health and Human Services, or Congress create an office to coordinate Federal CAM activities and to facilitate the integration of safe and effective practices and products into the nation's health care system. The office should be established at the highest possible appropriate level in DHHS and be given sufficient staff and budget to meet its responsibilities. The office should charter an advisory council whose members would include representatives of the private and public sectors as well as CAM and conventional practitioners with the necessary expertise, diversity of backgrounds, and training to guide and advise the office about its activities”.