Source: http://legislazionetecnica.it/4188759/fonte/sent-c-stato-24-10-2017-n-4902
Timestamp: 2018-01-16 21:43:19+00:00
Document Index: 19537999

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 4', 'art. 34', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 34', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 34', 'art. 4']

Sent. C. Stato 24/10/2017, n. 4902 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : GP15931
1. Appalti e contratti pubblici - Affidamenti in house - Carattere di eccezionalità - Non sussiste - Conseguenze. 2. Appalti e contratti pubblici - Affidamenti in house - Controllo analogo congiunto - Potere individuale di ciascun ente sulla società controllata - Non è necessario - Fattispecie - Effettiva partecipazione agli organi direttivi - Cordate di soci - Legittimità. 3. Appalti e contratti pubblici - Affidamenti in house - Società istituita da più enti - Requisito del controllo analogo - Può essere verificato con un criterio sintetico.
1. Stante l’abrogazione referendaria dell’art. 23-bis del D.L. 112/2008 e la declaratoria di incostituzionalità dell’art. 4 del D.L. 138/2011 è venuto meno il principio, con tali disposizioni perseguito, della eccezionalità del modello in house per la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, mentre con l’art. 34 del D.L. 179/2012 sono venute meno le ulteriori limitazioni all’affidamento in house contenute nell’art. 4, comma 8 del D.L. 138/2011 citato. Va pertanto ribadita la natura ordinaria e non eccezionale dell’affidamento in house, ricorrendone i presupposti, e che la relativa decisione dell’amministrazione, ove motivata, sfugge al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, salva l’ipotesi di macroscopico travisamento dei fatti o di illogicità manifesta. Peraltro nessuna disposizione della Direttiva 2014/24/UE obbliga gli Stati membri ad affidare a terzi o a esternalizzare la prestazione di servizi che desiderano prestare essi stessi o organizzare con strumenti diversi dagli appalti pubblici ai sensi della direttiva stessa.
2. In materia di controllo analogo “congiunto”, non si richiede che ciascuno degli enti pubblici partecipanti possa esercitare un potere individuale sull’entità controllata, bensì che ciascuna delle autorità stesse partecipi sia al capitale, sia agli organi direttivi dell’entità suddetta. (Nella fattispecie è stata considerata adeguata a tali fini la quota di capitale sociale consistente in un pacchetto di azioni speciali pari al 4,10% del capitale, con diritti amministrativi corrispondenti al possesso del 2,23% del capitale, detenuta da una AUSL in seno alla società controllata.). Quanto poi all’ulteriore presupposto della effettiva partecipazione dell’ente socio agli organi direttivi, esso può ritenersi soddisfatto se, o direttamente o tramite la partecipazione a ”cordate” di soci, tale partecipazione viene garantita a tutti i sottoscrittori (esclusivamente pubblici) del capitale, ipotesi che non può ritenersi irragionevole e/o elusiva dei principi fondanti l’in house providing, posto che, a fronte della possibilità di adesione di un numero elevato di amministrazioni locali, il numero degli amministratori da nominare ben potrebbe risultare inferiore a quello degli enti partecipanti, poiché singoli rappresentanti possono rappresentare varie o tutte le amministrazioni partecipanti.
3. Nel caso di affidamento in house, conseguente all’istituzione da parte di più enti locali di una società di capitali da essi interamente partecipata il requisito del controllo analogo deve essere verificato secondo un criterio sintetico e non atomistico, sicché è sufficiente che il controllo della mano pubblica sull’ente affidatario, purché effettivo e reale, sia esercitato dagli enti partecipanti nella loro totalità, senza che necessiti una verifica della posizione di ogni singolo ente.
Si vedano sul punto anche:
- C. Stato 18/07/2017, n. 3554
- C. Stato 22/01/2015, n. 257
- C. Stato 11/02/2013, n. 762
Stante l’abrogazione referendaria dell’art. 23-bis del D.L. 112/2008 e la declaratoria di incostituzionalità dell’art. 4 del D.L. 138/2011 è venuto meno il principio, con tali disposizioni perseguito, della eccezionalità del modello in house per la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, mentre con l’art. 34 del D.L. 179/2012 sono venute meno le ulteriori limitazioni all’affidamento in house contenute nell’art. 4, comma 8 del D.L. 138/2011 citato. Va pertanto ribadita la natura ordinaria e non eccezionale dell’affidamento in house.
Sent. C. Stato 22/01/2015, n. 257
1. Appalti e contratti pubblici - Affidamenti in house - Carattere di non eccezionalità. 2. Appalti e contratti pubblici - Gare - Valutazione offerte tecniche - Discrezionalità dell’amministrazione - Conseguenze - Sindacato giudiziale.
1. Stante l’abrogazione referendaria dell’art. 23-bis del D.L. 112/2008 e la declaratoria di incostituzionalità dell’art. 4 del D.L. 138/2011 è venuto meno il principio, con tali disposizioni perseguito, della eccezionalità del modello in house per la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, mentre con l’art. 34 del D.L. 179/2012 sono venute meno le ulteriori limitazioni all’affidamento in house contenute nell’art. 4, comma 8 del D.L. 138/2011 citato.
2. Le valutazioni operate dalle commissioni di gara delle offerte tecniche presentate dalle imprese concorrenti, in quanto espressione di discrezionalità tecnica, sono sottratte al sindacato di legittimità del Giudice Amministrativo, salvo che non siano manifestamente illogiche, irrazionali, irragionevoli, arbitrarie ovvero fondate su di un altrettanto palese e manifesto travisamento dei fatti ovvero ancora salvo che non vengono in rilievo specifiche censure circa la plausibilità dei criteri valutativi o la loro applicazione.
DPR 207/2010, mappa parti in vigore ed abrogate dopo il D. Leg.vo 50/2016, aggiornata con i provvedimenti attuativi
I benefici Irap e Iva spettano solo per i veri appalti di servizi da Il Sole 24 Ore
Gare outside alla Corte Ue da Italia Oggi
Mense e pneumatici, appalti Atac fuorilegge da Italia Oggi
Autostrade, spesa lavori in calo da Italia Oggi