Source: http://lucacampana.postilla.it/2015/10/21/legge-stabilita-2016-e-art-26-dpr-63372/
Timestamp: 2018-07-19 13:19:13+00:00
Document Index: 158473934

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 26', 'art. 19', 'art. 25', 'art. 24', 'art. 26', 'art. 19', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 26']

Postilla » Generale » Il Blog di Luca Campana » Diritto civile » Legge Stabilità 2016 e art. 26 DPR 633/72
La questione della detrazione dell’imposta versata, in misura corrispondente alla variazione in diminuzione, a seguito di una procedura concorsuale del soggetto cessionario o del committente, è una storia da sempre travagliata ed oggetto di analisi degli operatori del settore.
La possibilità di emettere una nota di variazione IVA è regolata – come è noto – dall’art. 26,comma 2, del D.P.R. n.633 del 1972 che recita (n.d.r. enfasi aggiunta):
2. Se un’operazione per la quale sia stata emessa fattura, successivamente alla registrazione di cui agli articoli 23 e 24, viene meno in tutto o in parte, o se ne riduce l’ammontare imponibile, in conseguenza di dichiarazione di nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione e simili o per mancato pagamento in tutto o in parte a causa dell’avvio di procedure concorsuali o di procedure esecutive rimaste infruttuose o a seguito di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’articolo 182-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero di un piano attestato ai sensi dell’articolo 67, terzo comma, lettera d), del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, pubblicato nel registro delle imprese o in conseguenza dell’applicazione di abbuoni o sconti previsti contrattualmente, il cedente del bene o prestatore del servizio ha diritto di portare in detrazione ai sensi dell’art. 19 l’imposta corrispondente alla variazione, registrandola a norma dell’art. 25. Il cessionario o committente, che abbia già registrato l’operazione ai sensi di quest’ultimo articolo, deve in tal caso registrare la variazione a norma dell’articolo 23 o dell’art. 24, salvo il suo diritto alla restituzione dell’importo pagato al cedente o prestatore a titolo di rivalsa. (1)
(1) Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera c-bis), del D.L. 31 dicembre 1996, n. 669 e successivamente dall’articolo 13-bis, comma 1, del D.L. 28 marzo 1997, n. 79 convertito con modificazioni dalla Legge 28 maggio 1997, n. 140 e dall’ articolo 31, comma 1, del D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175.
La citata circolare chiariva – infatti – come la circostanza dell’infruttosità venisse giuridicamente ad esistenza allorquando il soddisfacimento del creditore attraverso l’esecuzione collettiva sul patrimonio dell’imprenditore fosse venuta meno, in tutto o in parte, per insussistenza di somme disponibili, una volta ultimata la ripartizione dell’attivo.
Inoltre l’Amministrazione finanziaria sosteneva che per effetto del combinato disposto del richiamato art. 26 e dell’art. 19 del medesimo decreto, tale diritto dovesse essere esercitato “al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui si fosse verificato il presupposto” (cfr. ris. 85/E del 31.03.2009), dovendo intendersi – per verifica del presupposto – il momento in cui risultava definitivamente acclarata l’infruttuosità della procedura concorsuale (o esecutiva) e cioè una volta ultimata la ripartizione dell’attivo.Tale assunto è stato criticato aspramente (Cfr. AIDC – Norma Comportamento n.192/2015).Pertanto il verificarsi di tale evento postula(va), in via preventiva, da un lato l’acclarata insolvenza dell’importo fatturato e l’assoggettamento del debitore a procedura concorsuale, dall’altro la necessaria partecipazione del creditore al concorso.
Il disegno della Legge Stabilità 2016 – all’articolo 11, comma 10 – riscrive l’art. 26 del D.P.R. n.633/72, chiarendo molti punti e dando finalmente un assetto compiuto alla materia.
Conviene riportare per intero la norma – in enfasi le parti salienti – con l’avvertenza che essa potrà subire modifiche in sede definitiva.
Art. 11 (Misure di riduzione e razionalizzazione fiscale per le imprese ed i lavoratori autonomi)
Comma 10 – L’articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è sostituito dal seguente:
4. La disposizione di cui al comma 2 si applica anche in caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, da parte del cessionario o committente: a) a partire dalla data in cui quest’ultimo è assoggettato a una procedura concorsuale o dalla data del decreto che omologa un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’articolo 182-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, o dalla data di pubblicazione nel registro delle imprese di un piano attestato ai sensi dell’articolo 67, terzo comma, lettera d), del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267; b) a causa di procedure esecutive individuali rimaste infruttuose.
11. Ai fini del comma 4, lettera a), il debitore si considera assoggettato a procedura concorsuale dalla data della sentenza dichiarativa del fallimento o del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa o del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo o del decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.”.
Il disegno di legge ha completamente svincolato la nota di variazione IVA dalla condizione d’infruttuosità della procedura medesima (leggasi piano di riparto finale del fallimento).
Il Disegno di Legge chiarisce, inoltre, il dies a quo per operare tale variazione: infatti, secondo il combinato disposto dei commi 4 e 11, il termine per l’emissione della nota di variazione inizia a decorrere dalla data:
Ovviamente ove – all’esito dell’insinuazione al passivo (per citare il solo fallimento) – il cedente del bene o prestatore del servizio beneficiassero – in tutto o in parte – di un corrispettivo a seguito della ripartizione dell’attivo, si applicherà – secondo il comma 6 – la disposizione di cui al comma 1 dell’art. 26 in commento.
Letture: 17094 | Commenti: 0 |