Source: http://legislazionetecnica.it/1055055/prd/pagina-informativa/il-nulla-osta-interventi-edilizi-all%E2%80%99interno-dei-parchi-naturali
Timestamp: 2017-10-20 07:09:04+00:00
Document Index: 63626679

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 20', 'art. 10', 'sentenza ']

Il nulla osta per interventi edilizi all’interno dei parchi naturali | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NW3509
Per quanto riguarda l’autorizzazione degli interventi da eseguirsi all’interno delle aree naturali protette, la L. 06/12/1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree naturali protette), stabilisce che:
il rilascio di concessioni o autorizzazioni relative ad interventi impianti ed opere all'interno del parco è sottoposto al preventivo nulla osta dell'Ente parco (art. 13, comma 1);
fatte salve le eventuali deroghe previste dal regolamento dell’Ente parco, nei parchi sono vietate le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati, tra le quali in particolare l'apertura e l'esercizio di cave, di miniere e di discariche, nonché l'asportazione di minerali, la modificazione del regime delle acque, ecc. (art. 11, comma 3).
NATURA DEL NULLA OSTA - Riguardo alla natura del nulla osta in argomento, si evidenzia che il nulla osta è atto diverso dall'autorizzazione paesaggistica relativa all'intervento, agli impianti ed alle opere da realizzare all'interno del parco; esso è un atto endoprocedimentale, prodromico rispetto al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica (Corte Costituzionale 29/12/2004, n. 429).
RILASCIO DEL NULLA OSTA E SILENZIO-ASSENSO - Il nulla osta verifica la conformità tra le disposizioni del piano e del regolamento e l'intervento ed è reso entro 60 giorni dalla richiesta, decorsi i quali il nulla osta si intende rilasciato, con applicazione pertanto del maccanismo del silenzio-assenso. È fatta salva la possibilità di prorogare di ulteriori 30 giorni il termine del rilascio, con comunicazione scritta da parte del Presidente dell’Ente parco al richiedente.
Il procedimento può essere alternativamente avviato:
con domanda dell’interessato direttamente all’Ente Parco;
tramite dello Sportello unico dell’edilizia di cui all’art. 5 del D.P.R. 380/2001 nell’ambito della richiesta di un titolo abilitativo edilizio.
Il diniego è immediatamente impugnabile e deve essere affisso contemporaneamente all'albo del Comune interessato e all'albo dell'Ente parco per almeno 7 giorni. Con le medesime modalità l’Ente parco dà notizia dei nulla osta rilasciati e di quelli determinatisi per decorrenza del termine.
Avverso il rilascio del nulla osta è ammesso ricorso giurisdizionale anche da parte delle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi della L. 349/1986.
OPERATIVITÀ DEL SILENZIO-ASSENSO - A proposito del silenzio-assenso sulle domande di autorizzazione ad interventi all’interno dell’Ente parco, l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato - con la pronuncia 27/07/2016, n. 7 - ha chiarito che non opera la disposizione di cui all’art. 20, comma 4, della L. 07/08/1990, n. 241 (Legge sul procedimento amministrativo), come sostituito dall’art. 3, comma 6-ter, del D.L. 35/2005, ove a proposito del generale meccanismo di silenzio-assenso nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi, si dispone che detto meccanismo non si applica - tra gli altri - agli atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente.
Secondo la Corte - che con la menzionata pronuncia ha risolto un contrasto venutosi a formare all’interno della giurisprudenza amministrativa caratterizzata da pronunce di segno opposto (per le pronunce di senso contrario si veda ad esempio la Sentenza del Consiglio di Stato n. 5188/2013) - è dunque pienamente valido e operante il silenzio-assenso per le autorizzazioni da rilasciare da parte dell’Ente parco.
Si rammenta peraltro che il meccanismo del silenzio-assenso previsto dall'articolo 13 della L. 341/1991 è applicabile alle sole ipotesi di titoli abilitativi puntuali ma non anche nella fase precedente alla richiesta di premesso edilizio, come quella di formazione dello strumento urbanistico attuativo, dove la chiamata in causa dell'Ente parco avviene per più generali ragioni collaborative e di economia procedurale (Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, 24/05/2016, n. 9).
L’art. 20, comma 4, della L. 7 agosto 1990, n. 241 - sostituito per quanto qui interessa dall'art. 3, comma 6-ter, del D.L. 14 marzo 2005, n. 35, come convertito dalla L. 14 maggio 2005, n. 80 - nello stabilire che "Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente, la tutela dal rischio idrogeologico, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza, l'immigrazione, l'asilo e la cittadinanza, la salute e la pubblica incolumità, ai casi in cui la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali" non abroga la previsione dell’art. 13 (Nulla osta), comma 1, della L. 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette), secondo cui decorso inutilmente il termine di sessanta giorni dalla richiesta di nulla osta per concessioni o autorizzazioni relative a interventi il nulla osta si intende rilasciato.
Edilizia e urbanistica - Programma urbanistico - Nulla osta Ente parco - Silenzio assenso - Applicabilità - Esclusione.
In materia edilizia, in caso di richiesta di titolo edilizio in aree tutelate dal punto di vista paesaggistico o ambientale, il meccanismo del silenzio-assenso previsto dall'articolo 13 della L. 341/1991 è applicabile alle sole ipotesi di titoli abilitativi puntuali ma non anche nella fase precedente alla richiesta di premesso edilizio, come quella di formazione dello strumento urbanistico attuativo, dove la chiamata in causa dell'ente parco avviene per più generali ragioni collaborative e di economia procedurale. Ciò in quanto non sarebbe né ragionevole né opportuno proseguire le attività intese all'esecuzione dell'intervento programmato e spingerle fino a un grado estremo di dettaglio prima di aver acquisito un primo parere dell'autorità preposta a valutarne l'impatto sul territorio.
Edilizia e immobili - Attività edilizia e appalti privati - Titoli abilitativi - Permesso di costruire - Opere realizzate in aree protette - Nulla osta - Silenzio-assenso - Applicabilità - Esclusione - Diniego del titolo edilizio - Legittimità.
Nelle aree protette il diniego al permesso di costruire può arrivare anche a lavori iniziati. Il silenzio assenso formatosi in forza dell'art. 13 della legge quadro sulle aree protette (L. 06/12/1991, n. 394) non priva l'ente gestore di adottare il diniego al rilascio di nulla osta al permesso di costruire, in quanto l'art. 20, comma 4, della L. 07/08/1990, n. 241 sul procedimento amministrativo (come modificato dalla L. 14/05/2005, n. 80) esclude l'applicazione del silenzio assenso in materia paesaggistica ed ambientale. (Nel caso preso in esame, un soggetto aveva fatto domanda per il rilascio del permesso di costruire per la realizzazione di un centro agricolo, chiedendo il nulla osta all’Ente Parco. Poiché l’Ente Parco non aveva risposto per venti mesi, il Comune aveva rilasciato il permesso di costruire su sollecitazione dell'interessato, che aveva sottolineato che era intervenuto il silenzio assenso ai sensi della L. 394/1991. L’interessato aveva quindi iniziato i lavori, ma successivamente aveva dovuto sospenderli perché l’Ente Parco aveva presentato i motivi ostativi al rilascio del permesso di costruire e il Comune decideva di bloccare i cantieri).
Permesso di costruire: escluse le condizioni atipiche
È nulla la richiesta di non affittare e/o vendere gli immobili ricavati dalla ristrutturazione. Secondo il Tar Piemonte il Comune non può apporre condizioni al permesso di costruire al di fuori dei casi previsti dalla legge.
Permesso di costruire: illegittimo il diniego senza preavviso (TAR Lazio 809/2013)
Il TAR Lazio ha ritenuto illegittimo il provvedimento di diniego del permesso di costruire per l’omessa comunicazione al richiedente del preavviso di rigetto, previsto dall’art. 10 bis della L. 241/1990, e quindi per non aver dato al privato la possibilità di presentare le proprie osservazioni.
Autorizzazioni edilizie: le novità per la SCIA e la DIA alla luce del decreto-legge 83/2012
Con la sentenza della Corte Costituzionale 164/2012 la SCIA supera lo scrutinio di legittimità costituzionale. Nello stesso periodo il D.L. 83/2012 inserisce, fra le misure urgenti per la crescita e lo sviluppo, ulteriori semplificazioni in materia di autorizzazioni edilizie, con modifiche ai procedimenti della SCIA e della DIA che confermano l’orientamento a delegare al progettista l’asseverazione dei requisiti di legalità dell’attività edilizia, senza intervenire per dirimere le contraddizioni e le incertezze create dalle innovazioni normative dell’ultimo periodo.