Source: http://www.governarelascuola.it/nuovo/index.php/il-dirigente-e-lo-staff/361-gli-aumenti-contrattuali
Timestamp: 2019-01-18 07:28:07+00:00
Document Index: 118779791

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 39', 'art. 42', 'art. 39', 'art. 41', 'art.1', 'art. 1', 'art.1', 'art. 1']

Scritto da Pietro Perziani on 15 Dicembre 2018 . Postato in Il dirigente e lo staff
E’ stata sottoscritta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL dell’Area Istruzione e Ricerca e le previsioni da noi fatte sono state pienamente confermate, nel bene e nel male.
Ci sono infatti gli aumenti previsti per la retribuzione fissa, stipendio tabellare e retribuzione di posizione/quota fissa o quota minima, come viene anche chiamata nel testo contrattuale, ma ci sono anche le diminuzione della retribuzione variabile ed accessoria.
GLI AUMENTI DELLO STIPENDI TABELLARE
All’art. 39, dal comma 1 al comma 3 vengono definiti gli aumenti e i nuovi importi annuali dello stipendio tabellare; questi gli aumenti mensili lordi:
-16,00 euro a decorrere dal 1 gennaio 2016
-48,50 euro a decorrere dal 1 gennaio 2017
-125,00 euro a decorrere dal 1 gennaio 2018
Importante: gli aumenti non si sommano, quelli successivi inglobano quelli precedenti.
A decorrere dal 31 dicembre 2018, l’IVC di 24,99 euro non viene più corrisposta, è inglobata nello stipendio.
Naturalmente, saranno corrisposti degli arretrati, il cui ammontare di penderà da quando verrà applicato il contratto; ipotizzando che venga messo in pagamento nel maggio del 2019, gli arretrati ammonteranno a circa 2.500 euro lordi, compensando anche l’IVC che dal 1 gennaio 2018 non viene più corrisposta.
GLI AUMENTI DELLA RETRIBUZIONE DI POSIZIONE/QUOTA FISSA
All’art. 39, comma 4 vengono ridefiniti i valori annui della retribuzione di posizione/quota fissa:
-6.159 euro annui lordi, che corrispondono a decorrere dal 1 gennaio 2018.
-12.565,11 euro lordi a decorrere dal 1 gennaio 2019.
Di conseguenza, questi sono gli aumenti mensili, che come ben si sa sono i più corposi:
-200,23 mensili a decorrere dal 1 gennaio 2018
-692,96 a decorrere dal 1 gennaio 2019.
Importante: anche in questo caso gli aumenti non si sommano, quelli successivi inglobano quelli precedenti.
Naturalmente, anche in questo caso saranno corrisposti degli arretrati; sempre ipotizzando che il contratto venga messo in pagamento nel maggio del 2019, gli arretrati avranno un ammontare di circa 5.600 euro lordi.
GLI AUMENTI IN TOTALE
Vediamo allora i nuovi importi mensili e i relativi aumenti a regime, cioè a decorrere dal 1 gennaio 2019, in totale:
gli aumenti in totale sono quindi pari a 817,96 euro lordi mensili, circa 450 euro netti.
Per finire, indichiamo i nuovi importi mensili della retribuzione fissa:
NUOVO IMPORTO MENSILE
3.456,61
LA DIMINUZIONE DELLA RETRIBUZIONE VARIABILE ED ACCESSORIA
Come abbiamo appena visto, per quanto riguarda la retribuzione fissa il contratto è molto chiaro, ma per quanto riguarda invece la retribuzione variabile ed accessoria la situazione è ben diversa; più che un testo contrattuale, sembra un responso della Sibilla cumana…Vediamo allora di vedere i dati sicuri.
All’art. 42, comma 3 si dice che la retribuzione di posizione va da un minimo di 12.565,11 euro, che sono poi la quota fissa di cui sopra, ad un massimo di 46.134,81 euro; questo vuol dire che la retribuzione di posizione/quota variabile può andare da un minimo di zero euro ad un massimo di 33.569,70 euro annui.
Prendendo in esame gli importi mensili, si va da un minimo di zero, la posizione variabile cioè non viene proprio data, ad un massimo 2.582,58 euro, una cifra che nessun Dirigente Scolastico vedrà mai.
Della retribuzione di risultato non si parla proprio, se non in modo incidentale.
Quanto prenderanno in effetti i Dirigenti Scolastici italiani per queste voci non viene detto, si rimanda al confronto e alla contrattazione integrativa.
Analizzando il testo contrattuale, si può però fare una previsione di quello che sarà l’ammontare della retribuzione variabile ed accessoria; confermiamo quello che andiamo dicendo da mesi: a regime i Dirigenti Scolastici prenderanno molto meno di oggi; per l’esattezza, circa 580 euro mensili in media in meno
E’ anche peggio di quello che noi avevamo ipotizzato, forse per effetto delle “stranezze” che illustriamo in APPENDICE. Speriamo di esserci sbagliati…
Come siamo arrivati alla cifra di 580 euro in meno? Sempre in APPENDICE, si possono vedere i calcoli analitici, qui diciamo solo: speriamo di esserci sbagliati!
GLI AUMENTI VERI
In conclusione, gli aumenti veri non saranno di 817,96 euro mensili; questi sono gli aumenti per la posizione fissa, a cui fa da contraltare la diminuzione di 580,42 euro della retribuzione variabile ed accessoria.
Gli aumenti veri sono pari a circa 230 euro mensili lordi, 130 netti.
Il fatto più grave è che non sono stati per niente recuperati i tagli illegittimi fatti dal MIUR negli ultimi anni, circa 3.500 euro annui in media pro capite; dato che non ci hanno pensato i sindacati, l’UDIR ne chiederà la restituzione al giudice del lavoro tramite i ricorsi che sta promuovendo (VEDI).
Percorriamo per tappe la strada che ci porta alla determinazione della media pro capite della retribuzione variabile ed accessoria.
LA DETERMINAZIONE DEL FUN
Per prima cosa, vediamo cosa stabilisce il contratto in merito alla determinazione del FUN.
Per prima cosa, il contratto conferma, all’art. 39 comma 4 e all’art. 41, comma 1, la normativa previgente: la retribuzione di posizione, ivi compresa la quota fissa, e la retribuzione di risultato vengono corrisposti per il tramite del FUN.
Il punto è quindi l’ammontare del FUN e quanto di questo budget va destinato al pagamento della retribuzione di posizione/quota fissa, perché solo quello che resta è destinato alla corresponsione della retribuzione variabile ed accessoria.
1-Il punto di partenza è il FUN “…così come determinato dal precedente CCNL e dalle vigenti norma di legge in materia”; questo vuol dire che la base sono i 145.552.489,83 euro di cui all’Intesa del 30 settembre 2010 e possiamo dire: fin qui tutto bene.
C’è però il riferimento alle “vigenti norme di legge”, che nel nostro caso non sono altro che i tagli effettuati ai sensi della Legge Tremonti e seguenti a partire dal 2011/2012; il contratto non ne parla, non effettua alcun recupero, ma almeno fa proprio quello che abbiamo chiamato il “minimo sindacale”: i tagli sono un frutto non della Legge, ma dell’interpretazione che ne hanno dato MIUR e MEF, il contratto non ne dà una legittimazione a posteriori.
In effetti, il contratto fa una specie di salto mortale, salta dal 2010 al 2018, come vedremo subito.
2-a decorrere dal 1 gennaio 2018, il FUN è incrementato di 2.896.592 euro “… a valere sulle risorse del presente contratto…”; la dicitura è molto generica, forse si tratta di risparmi, non utilizzati per la corresponsione degli aumenti dello stipendio tabellare
3-Sempre a decorrere dal 1 gennaio 2018, il FUN è incrementato di 19.626.052 euro annui, “…a valere sulle risorse di cui all’art.1, c. 591 della Legge n. 107/2015 e dell’art. 1, c.86 della Legge n.107/2015…”
Come detto, il contratto fa un triplo salto mortale, riparte dal 2018; questo vuol dire che non vengono toccati i FUN 2015/2016 e 2016/2017 già in vigore, tanto meno quelli precedenti, si riparte dal FUN 2017/2018.
Non riusciamo a capire da dove escano i 19.626.052 euro appena menzionati, dato che le risorse stanziate dalla Buona Scuola sono disponibili sin dall’a.s. 2015/2016 e quelle stanziate dalla Legge di Bilancio per il 2018 ammontano a 37 milioni lordo stato, 26.737.967,91 lordo dipendente.
Forse si parte dal FUN 2016/2017 e si aggiungono i 19.626.052 euro, ma la Legge di Bilancio stanzia 26.737.967,91 euro…Non capiamo
4-A decorrere dal 31 dicembre 2018, quindi dal 1 gennaio 2019, il fondo è incrementato di 70.459.220,00 euro annui “…a valere sulle risorse di cui all’art.1, c. 591 della Legge n. 107/2015 e dell’art. 1, c.86 della Legge n.107/2015 stanziate per l’anno 2018 e per i successivi…”.
Qui assistiamo ad una cosa mai vista: le risorse stanziate per il 2010 vengono utilizzate con un anno di anticipo! Nel contempo, però, dobbiamo notare che le risorse aggiuntive stanziate dalle due leggi ammontano a 131 milioni lordo stato, 94.666.859,37 lordo dipendente, mentre il contratto ne utilizza solo 90.085.272,00 per incrementare in due tranche il FUN; che fine hanno fatto 4.581.587,37 euro?
Veramente non capiamo…
IL FUN A REGIME
A questo punto, proviamo a calcolare almeno il FUN a regime, cioè a partire dal 2019/2020, sommando tutte le risorse indicate dal contratto:
INTESA 30/09/2010
SECONO INCREMENTO 01.01.2018
242.534.353,83
Per la verità, alle somme indicate dal contratto abbiamo fatte due piccole aggiunte: una somma per il pagamento delle reggenze e la RIA dei pensionati che dovrebbe entrare di nuovo in ballo, anche se si tratta ormai di cifre veramente minime.
Se fosse solo così, andrebbe più che bene…Ma ci sono i tagli degli anni passati, che il contratto non ha toccato; lo diciamo di nuovo: speriamo di aver capito male…
DIMINUZIONE NUMERO DIRIGENTI
28.152.097,16
MANCATO CONFERIMENTO RIA
27.795.724,97
55.947.822,13
Detraendo i tagli dall’ammontare sopra indicato, abbiamo il FUN a regime:
55.947.353,83
FUN 2020/2021
186.587.000,00
E’, peggio di quello che noi avevamo ipotizzato, pensavamo che il FUN a regime si sarebbe collocato poco sopra i 200 milioni di euro.
LA RETRIBUZIONE VARIABILE ED ACCESSORIA A REGIME
Possiamo ora calcolare la retribuzione variabile ed accessoria a regime, mettendola a confronto con la situazione attuale.
Per prima cosa, determiniamo la spesa per la posizione fissa:
La spesa per la posizione fissa va sottratta all’ammontare del FUN, si avrà così il budget disponibile per la retribuzione di posizione/quota variabile e la retribuzione di risultato:
186.586.531,70
99716712,96
BUDGET PER POS.VAR. E RISULTATO
86.869.818,74
Possiamo infine calcolare la media pro capite a regime:
Questa la differenza:
-7.545,42
-580,42
A regime, i Dirigenti Scolastici italiani prenderanno di posizione variabile e risultato circa 580 euro al mese meno di oggi.