Source: http://www.studiocominottocantoni.it/it/articoli-approfondimento/imposte/indirette/iva/66-la-dichiarazione-d-intento.html
Timestamp: 2015-05-23 04:11:21+00:00
Document Index: 172957797

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 8']

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Dettagli	Mauro Cominotto	IVA	18 Dicembre 2012	Stampa Email A decorrere dall'anno 2005 i prestatori/fornitori degli esportatori abituali, cioè dei contribuenti che si avvalgono della facoltà di effettuare acquisti senza applicazione dell’imposta, sono tenuti a comunicare telematicamente entro il 16 del mese successivo all’Agenzia delle Entrate i dati contenuti nelle dichiarazioni d’intento da questi ricevute.
Si ricorda che la facoltà di acquistare senza pagamento dell’imposta è riservata ai c.d. esportatori abituali, coloro, cioè, che nell’anno solare precedente o nei dodici mesi precedenti hanno registrato esportazioni e altre operazioni ad esse assimilate per un ammontare superiore al 10% del volume d’affari conseguito nello stesso periodo.
La comunicazione dei dati contenuti nelle dichiarazioni di intento ricevute, prevista dall’art. 1, comma 1, lett. c), del decreto legge 29 dicembre 1983, n. 746, convertito dalla legge 27 febbraio 1984, n. 17, come integrato dall’art. 1, comma 381, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, deve essere effettuata esclusivamente per via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui la dichiarazione d’intento è stata ricevuta.
DICHIARAZIONI D'INTENTO "ANTICIPATE"
Le dichiarazioni possono essere rilasciate ai fornitori anche a dicembre, con riferimento a operazioni effettuate nell'anno seguente, indicando una numerazione riferita a quella attribuita per l'anno successivo.
Per consentire l'utilizzo del plafond già dal primo giorno dell'anno, il Ministero delle Finanze con la Risoluzione 355803/1985 autorizza l'invio anticipato delle dichiarazioni di intento, nel mese di dicembre dell'anno precedente. Queste dichiarazioni con valenza dall'esercizio successivo, devono essere numerate ed annotate, sia dall'emittente, che dal fornitore che le riceve, in modo distinto da quelle dell'anno in corso.
Si tratta dei soggetti che hanno la facoltà di acquistare senza pagamento dell'IVA, nel limite del plafond disponibile. Questa possibilità scatta quando l'anno solare precedente (metodo solare) o nei 12 mesi precedenti (metodo "mobile") l'esportatore ha registrato cessioni/servizi internazionali, intracomunitari o altre operazioni per un'ammontare superiore al 10% del volume d'affari conseguito nello stesso periodo, al netto delle cessioni di beni in transito o depositati in dogana. Per giustificare gli acquisti in sospensione d'imposta, gli esportatori, prima di effettuare acquisti/importazioni, sono tenuti a consegnare o inviare una dichiarazione d'intento a ciascun fornitore, il quale può emettere fattura senza addebitare l'Iva solo quando in possesso della dichiarazione.
I fornitori che ricevono dai propri clienti le dichiarazioni d'intento devono numerarle progressivamente e annotarle entro i 15 giorni successivi a quello di ricevimento. Al momento dell'emissione della fattura di vendita, i fornitori, dopo aver verificato che la dichiarazione d'intento ricevuta sia valida, devono indicare nella fattura il titolo di non imponibilità IVA e la relativa norma di esonero (articoli 8, comma 2, 8-bis comma 2, o 9, comma 2, del Dpr 633/72), nonchè gli estremi della dichiarazione d'intento attribuiti.
DATI DELLA DICHIARAZIONE D'INTENTO
La dichiarazione d'intento va redatta in duplice esemplare e numerata progressivamente per ogni anno solare e deve riportare i dati anagrafici del dichiarante, l'articolo del Dpr 633/72 in base al quale si intende acquistare/importare senza applicazione dell'Iva, la quantità dei beni da acquistare o la caratteristica del servizio. Inoltre, deve essere indicato se la dichiarazione ha valore per una singola operazione o per le operazioni che saranno effettuate in un determinato periodo dell'anno fino a concorrenza di un determinato ammontare. La validità non può andare oltre il 31 dicembre di ogni anno.
INDIVIDUAZIONE DEL PERIODO DI COMPETENZA
Un aspetto fondamentale da tenere in considerazione è quello della corretta individuazione delle lettere di intento da ricomprendere in ciascuna comunicazione. La norma istitutiva parla di “dichiarazione ricevuta” e, pertanto, ai fini del successivo invio entro il giorno 16 del mese successivo occorre fare riferimento alle lettere di intento ricevute nel mese precedente.
Quindi per il contribuente A tal fine si consiglia di conservare ed allegare alla lettera di intento la busta o il fax che individuano con certezza la data del ricevimento (che, quasi sempre, sarà diversa da quella indicata nella lettera d’intento medesima).
I dati contenuti nella dichiarazione vanno trasmessi all'amministrazione finanziaria da parte dei fornitori solo online, direttamente o tramite un'intermediario abilitato.
DATI EMISSIONE FATTURA Il soggetto che emette fattura a fronte di una dichiarazione d'intento ricevuta da un suo fornitore deve indicare obbligatoriamente in fattura i seguenti dati:
indicazione dell'operazione "non imponibile IVA ai sensi dell'art. 8/C DPR 633/72 e successive modifiche;
indicazione del numero della dichiarazione d'intento e data della dichiarazione d'intento (ad. esempio "come da Vs. dichiarazione d'intento n° 45 emessa in data 12/02/2011);
applicare, in caso di importo di fattura con imponibile superiore ad euro 77,47, la marca da bollo in vigore al momento dell'emissione (ndr marca da bollo di euro 1,81) oppure indicare "imposta di bollo assolta in modo virtuale Aut. Int. Fin. n.____ del ______".
Il cedente o prestatore che omette di inviare nei termini previsti la presente comunicazione ovvero la invia con dati incompleti o inesatti, è punito, ai sensi dell’art. 7, comma 4-bis, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, con la sanzione amministrativa dal 100% al 200% dell’IVA non applicata all'operazione . Inoltre, in tale ipotesi, l’art. 1, comma 384, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, prevede la responsabilità in solido con il soggetto acquirente dell’imposta evasa correlata all’infedeltà della dichiarazione ricevuta. Invece, se il contribuente, pur non avendo comunicato i dati delle dichiarazioni d'intento, non ha successivamente effettuato forniture e, quindi, non ha emesso fatture senza IVA in dipendenza delle dichiarazioni d'intento ricevute, la sanzione va da 258 a 2.065 euro (articolo 11, comma 1, lettera a, del Dlgs 471/97), in quanto come precisato dalla circolare 10/E del 2005 viene considerata una violazione formale.
RESPONSABILITA' SOLIDALE In caso di dichiarazione d'intento infedele, il cedente o prestatore è ritenuto responsabile in solido con il proprio cliente. La responsabilità solidale non può essere estesa all'intermediario abilitato che omette la comunicazione poiché su di esso non grava direttamente l'obbligo di comunicazione (circolare 10/E/2005, paragrafi 9.4 e 9.5).
Tabella riepilogativa delle sanzioni Senza effettuazione di forniture in sospensione
Sanzione da 258 a 2.065 euro ai sensi dell'art. 7, comma 4-bis, del D.Lgs. n. 471 del 18 dicembre 1997
Con effettuazione di forniture in sospensione "regolari"
Sanzione dal 100 al 200% dell'IVA non applicata che sarebbe stata dovuta se la cessione fosse stata realizzata in ipotesi di non sospensione
Con effettuazione di forniture in sospensione "irregolari"
Sanzione dal 100 al 200% dell'IVA non applicata + responsabilità solidale per il mancato versamento dell'IVA da parte dell'esportatore abituale
RAVVEDIMENTO Con la circolare n. 41/E del 26 settembre 2005, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che l'eventuale violazione consistente nella omessa o errata comunicazione può essere oggetto di ravvedimento, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo 472/1997, per sanare le violazioni relative al mancato invio della comunicazione o alla trasmissione della stessa con dati inesatti o incompleti, inviando la comunicazione per la prima volta (se omessa) o corretta (se errata) e versando la sanzione ridotta a un quinto del minimo entro un anno dalla violazione commessa.
L'articolo 2, comma 4, DL n. 16/2012, c.d. Decreto "Semplificazioni fiscali" ha modificato i termini previsti dall'art. 1, comma 1, lett. c), DL n. 746/83, in base al quale "l'invio della comunicazione d'intento andava effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello di ricevimento della stessa". A decorrere dal dal 2.3.2012, l'invio telematico della comunicazione d'intentova va eseguito: "entro il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica IVA , mensile o trimestrale, nella quale confluiscono le operazioni realizzate senza applicazione dell'imposta ".
Pertanto, la presentazione della comunicazione d'intento non fa più riferiemento al momento di ricevimento della dichiarazione d'intento, bensì al fatto di aver emesso fattura senza applicazione dell'IVA, ex art. 8, comma 1, lett. c), DPR n. 633/72, in virtù della dichiarazione ricevuta.
Quindi il termine di presentazione della comunicazione è connesso, non solo all'emissione della fattura nei confronti dell'esportatore abituale, ma anche alla periodicità di liquidazione adottata dal cedente/prestatore, con la conseguenza che la comunicazione: i contribuenti mensili invieranno la dichiarazione d'intento entro il giorno 16 del mese successivo a quello nel quale è stata emessa e registrata la "prima fattura" senza applicazione dell'IVA;
i contribuenti trimestrali invieranno la dichiarazione d'intento entro il giorno 16 del secondo mese successivo al trimestre nel quale è stata emessa e registrata la "prima fattura" senza applicazione dell'IVA.
Con la risoluzione n° 82/E del 1 agosto 2012 l'Agenzia delle Entrate ha ulteriormente specificato che "L'assolvimento dell'adempimento, infatti, non è più richiesto entro il giorno 16 del mese successivo a quello di ricevimento della lettera d'intento ma entro il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica in cui confluisce l'operazione realizzata senza applicazione dell'imposta, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. Si evidenzia che il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica in cui confluisce l'operazione costituisce il termine ultimo per eseguire l'adempimento. Resta ferma, quindi, la possibilità per i contribuenti che ricevono lettere d'intento da esportatori abituali di effettuare la comunicazione anche se la relativa operazione non imponibile non è stata ancora effettuata. Si precisa che, nelle more dell'approvazione di una nuova versione del modello di comunicazione adeguata al mutato quadro normativo, l'adempimento continua ad essere assolto utilizzando la modulistica attualmente in uso ed approvata con provvedimento del 14 marzo 2005. Al fine di poter consentire la compilazione del predetto modello alla luce della modifica normativa intervenuta, il campo contenuto nel frontespizio, denominato "Periodo di riferimento", potrà essere compilato indicando esclusivamente l'anno di riferimento, ossia il 2012.Tale modalità espositiva potrà essere adottata sia nell'ipotesi in cui la comunicazione venga effettuata avendo riguardo alla data di effettuazione dell'operazione non imponibile come anche nei casi in cui la comunicazione risulti antecedente alle medesime operazioni. Riferimenti normativi :
Legge n. 311/2004;
Art. 1, comma 1, lett. c), DL n. 746/83;
Circolare Agenzia delle Entrate 10/E del 16/03/2005;
Circolare Agenzia delle Entrate 41/E del 26/09/2005;
Art. 2, comma 4, DL n. 16/2012;
Risoluzione Agenzia Entrate 1.8.2012, n. 82/E;
Link : Modello di comunicazione dichiarazioni di intento
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