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Timestamp: 2017-11-25 07:36:01+00:00
Document Index: 20994729

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 50', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 7']

Orari dei pubblici esercizi | Comune di Busseto
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Disciplina comunale degli orari di apertura e chiusura
degli esercizi di somministrazione al pubblico
Ordinanza Prot. n. 9169 dell’11 luglio 2005
- Vista la legge regionale 26 luglio 2003, n. 14 "Disciplina dell'esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande"
- Visto, in particolare, I'art. 16 della legge regionale predetta, che detta disposizioni in materia di orari di apertura e di chiusura degli esercizi pubblici per la somministrazione di alimenti e bevande;
- Sentito il parere delle organizzazioni di categoria del commercio, del turismo e dei servizi, delle associazioni dei consumatori e delle organizzazioni sindacali, più rappresentative a livello provinciale;
- Vista la deliberazione n. 31 del 30.06.2005, con la quale il Consiglio comunale ha fissato gli indirizzi per la determinazione degli orari degli esercizi pubblici per la somministrazione di alimenti e bevande;
- Visto l’art. 50 c.7 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267
le seguenti modalità relative alla comunicazione degli orari di apertura e di chiusura degli esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande:
La disciplina in materia di orari di apertura e di chiusura, si applica alle attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, soggette o meno ai criteri di programmazione di cui all'art. 4, comma 2, della legge regionale n. 14 del 2003.
1. Gli orari di apertura e di chiusura sono liberamente fissati dall'esercente, nel rispetto del monte orario giornaliero minimo di cui al successivo art. 2.
2. Ai titolari delle attività di cui all'art. 4, comma 2, della legge regionale n. 14 del 2003, è fatto obbligo di comunicare preventivamente al comune, ai fini della vigilanza, l'orario giornaliero prescelto ed inoltre, di renderlo noto al pubblico, anche durante il periodo di chiusura dell'esercizio, mediante cartello chiaramente visibile dall'esterno o con altra modalità idonea al conseguimento delle stesse finalità.
3. Nel caso in cui si intendano effettuare, nel corso dell'anno solare, in relazione alla stagionalità o ad altri fattori, orari diversificati, può essere effettuata un'unica comunicazione, indicando orari e relativi periodi di effettuazione .
4. L'esercente deve indicare, mediante cartello o attraverso altro mezzo idoneo allo scopo:
a) l'orario giornaliero di effettiva apertura e chiusura dell'esercizio;
b) l'eventuale chiusura per uno o più giorni interi della settimana, qualora lo stesso intenda avvalersi di tale facoltà.
5. Nel caso di attività miste, in altre parole, di somministrazione svolta congiuntamente ad attività commerciale, l'obbligo di informazione di cui al comma 4 è assolto mediante esposizione di un unico cartello orari, semprechè l'orario prescelto sia parificato, oltrechè compatibile con le rispettive norme di riferimento in materia.
6. In relazione alle disposizioni di cui all'art. 16, comma 3, della legge regionale n. 14 del 2003, è data facoltà, rispetto agli orari prefissati:
a) di anticipare o posticipare l'apertura sino al limite massimo di trenta minuti; b) di anticipare o posticipare la chiusura sino al limite massimo trenta minuti;
a condizione che l'anticipo o il posticipo degli orari prefissati, ivi compresi quelli relativi ad eventuali sospensioni intermedie, non diano luogo ad un'apertura complessiva inferiore al monte orario giornaliero minimo prestabilito e di cui ali' art. 2, comma 1.
7. L'orario può essere modificato. Del nuovo orario è necessario effettuare formale e preventiva comunicazione da effettuarsi entro il termine ultimo di 1 giorno prima dell’attivazione del nuovo orario.
8. Eventuali modifiche di orario connesse allo svolgimento di manifestazioni o eventi straordinari ed aventi, pertanto, carattere temporaneo, possono essere effettuate mediante comunicazione cumulativa, anche da parte delle associazioni di categoria, indicando gli esercizi per via, piazza o zona di ubicazione.
9. Le comunicazioni di cui al comma 8, da effettuarsi con lo stesso preavviso di cui al comma 7, non implicano alcuna modifica del cartello orari e non impegnano i singoli esercenti, cui è rimessa la facoltà di aderirvi o meno.
10. Fatto salvo quanto previsto dai commi 6, 8 e 9, nonchè dall'art. 3, è fatto obbligo di osservare l'orario esposto nell'apposito cartello.
Monte orario giornaliero minimo
1. Gli esercenti la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, scelgono il proprio orario di apertura e di chiusura, nel rispetto del monte orario giornaliero minimo di apertura che è fissato in 4 ore.
2. Nel rispetto del limite minimo di cui al comma 1, è data facoltà di articolare l'orario giornaliero in modo continuativo oppure, contemplando una o più chiusure intermedie.
3. Gli esercizi di cui all'art. 4, comma 5, lett. a) e c) della legge n. 14 del 2003, possono effettuare la somministrazione unicamente in connessione con le attività cui sono funzionalmente e logisticamente collegati.
E' consentito derogare agli orari prefissati, oltrechè alle eventuali chiusure facoltativamente stabilite per l'intera giornata, fermo restando il rispetto del monte orario minimo di apertura giornaliera, nei periodi e nelle circostanze di seguito indicate:
a) dall'1 dicembre al 6 gennaio;
b) nella settimana che precede la Pasqua, nonchè nelle giornate di Pasqua e Lunedì dell'Angelo;
c) nel periodo del Carnevale Bussetano ;
d) nel caso in cui la chiusura giornaliera, facoltativamente stabilita, coincida con una giornata festiva, ivi compresa la ricorrenza del Patrono.
La chiusura temporanea degli esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande è comunicata al pubblico mediante l’esposizione di apposito cartello leggibile dall’esterno e, se di durata superiore a 30 giorni consecutivi, anche al comune, con almeno 3 giorni di anticipo.
E' data facoltà di osservare, nel corso della settimana, una o più giornate di chiusura, da indicarsi contestualmente e con le stesse modalità inerenti la fissazione degli orari di apertura e di chiusura dell'attività, con l’anticipo di 3 giorni.
Dette disposizioni non si applicano agli esercizi di cui all’art. 4, comma 5, della L.R. 14/2003, esclusi dalla programmazione.
Vendita per asporto e attività e miste
Ai fini dell'attività di vendita per asporto effettuata ai sensi dell'art. 7, comma 3, della legge n. 14 del 2003, sono osservati gli stessi orari previsti per l'attività di somministrazione.
Qualora sia consentita, per gli stessi locali, l'attività di vendita ai sensi delle disposizioni di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, deve essere comunque osservata, per l'esercizio di quest'ultima, la stessa disciplina prevista in via ordinaria per le attività commerciali al minuto.
Nella fatti specie di cui al comma 2, gli orari di apertura dell'attività commerciale debbono essere indicati in apposito, distinto, cartello orari, secondo le modalità previste dalla disciplina apposita, salvo che non ricorrano le condizioni di cui all'art. 2, comma 5.
Funzionamento degli apparecchi da gioco e sonori
Durante l'orario di apertura dei pubblici esercizi, è consentito l'uso degli apparecchi da gioco (video- giochi, biliardini, flipper) e di quelli sonori (televisione, video, radio, mangianastri, juke-box) non oltre le ore 24,00 (salvo deroghe motivate) a condizione che gli apparecchi funzionino con tonalità moderate e comunque tali da non arrecare disturbo alla quiete pubblica e comunque, nel rispetto delle disposizioni sui limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno, nonchè nel rispetto di ogni altra disposizione di legge o di regolamento vigenti, in quanto applicabili.
Il presente provvedimento è efficace a decorrere dal 30° giorno successivo alla sua pubblicazione all'Albo Comunale.
l cartelli orari vigenti restano validi, sempre che gli orari di apertura e di chiusura in essi indicati non siano contrastanti con le disposizioni di cui all'art. 16 della legge regionale n. 14 del 2003 e con quelle di cui al presente provvedimento.
Ove non si ravvisino le condizioni di cui al comma 2, gli esercenti dovranno provvedere all'adeguamento degli orari di apertura e di chiusura ed alla sostituzione del relativo cartello, previa comunicazione al Comune, entro lo stesso termine di cui al comma 1.
Di demandare all’adozione, eventuale, di successivi provvedimenti, l’assunzione di ulteriori disposizioni in materia di fissazione dei programmi obbligatori di apertura, qualora dovessero ravvisarsi palesi carenze nei livelli di servizio al consumatore, ai sensi dell’art. 17, comma 2, della più volte citata legge regionale n. 14 del 2003.
la somministrazione di alimenti e bevande esercitata nell'ambito delle attività espressamente richiamate all'art. 2, comma 4, lett. a), b), c) e d), della citata legge regionale n. 14 del 2003, il cui esercizio avvenga entro i limiti espressamente previsti dalle specifiche leggi di settore;
la somministrazione effettuata presso mense aziendali, ospedali, case di cura, case per esercizi spirituali, asili infantili, scuole di ogni ordine e grado, case di riposo, caserme, stabilimenti delle forze dell'ordine, strutture di accoglienza per immigrati o rifugiati ed esercizi similari, esercitate direttamente o in appalto esterno;
le attività poste nelle stazioni ferroviarie;
le attività di somministrazione esercitate sui mezzi di trasporto pubblico;
le altre attività di somministrazione il cui esercizio non sia comunque rivolto al pubblico ma, bensì, ad una cerchia di persone in qualche modo predeterminata ed individuabile.
Le violazioni alla presente ordinanza sono punite:
Con la revoca dell’autorizzazione, ai sensi dell’art. 15, comma 3, lett. c) della L.R. 26 luglio 2003, n. 14;
Con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 25,00 a € 500,00 ai sensi dell’art. 7 – bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modifiche ed integrazioni, nonché sulla base dei principi e delle procedure di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689 e successive modifiche ed integrazioni.”
Dott. Luca Laurini