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Timestamp: 2020-02-20 15:58:53+00:00
Document Index: 150184422

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3']

Art. 5 Modalità d’intervento
Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica d’Austria sull’assistenza reciproca in caso di catastrofi o di incidenti gravi
Approvato dall’Assemblea federale il 7 marzo 20012
1. Il presente Accordo disciplina le condizioni quadro per l’assistenza volontaria in caso di catastrofi o di incidenti gravi nell’altro Stato contraente, su domanda di quest’ultimo, in particolare per l’invio di squadre e materiale.
1. Senza pregiudizio della via diplomatica, le autorità competenti per formulare e ricevere le domande d’assistenza sono:
per la Repubblica d’Austria: Il Ministro federale dell’Interno o il Governo del Vorarlberg o il Governo del Tirolo.
2. Le autorità citate nel capoverso 1 possono designare autorità subordinate che hanno la facoltà di formulare e ricevere le domande d’assistenza.
3. Le autorità dei due Stati contraenti citate nei capoversi 1 e 2 hanno facoltà di comunicare direttamente tra loro per l’applicazione del presente Accordo.
La natura e l’estensione dell’assistenza sono fissate caso per caso di comune accordo dalle autorità menzionate nell’articolo 3 senza che queste ultime debbano precisare le modalità d’esecuzione.
1. L’aiuto è fornito da squadre di soccorso che hanno ricevuto una formazione appropriata in particolare nell’ambito della lotta contro gli incendi, della lotta contro i pericoli nucleari e chimici, dell’assistenza medica, del salvataggio, della ricerca o della riparazione provvisoria e sono dotate del materiale e degli apparecchi necessari per svolgere tali compiti; se necessario, l’assistenza può essere fornita in qualsiasi altro modo.
1. I membri di una squadra di soccorso sono esentati dall’obbligo di presentare un permesso di dimora o un visto. Solo il responsabile della squadra di soccorso può essere tenuto a presentare un certificato attestante la sua funzione.
3. Le squadre di soccorso sono autorizzate a portare l’uniforme sul territorio dello Stato richiedente per quanto faccia parte del loro equipaggiamento usuale.
1. Gli Stati contraenti facilitano l’importazione e l’esportazione degli equipaggiamenti e dei mezzi di soccorso. Al momento del passaggio del confine, il responsabile di una squadra di soccorso deve presentare agli organi di controllo alla frontiera o agli organi doganali dello Stato richiedente solo una lista degli equipaggiamenti e dei mezzi di soccorso; se, in caso di urgenza particolare, il passaggio del confine è effettuato al di fuori dei punti di passaggio autorizzati, tale elenco deve pervenire il più presto possibile al competente posto di dogana.
2. Le squadre di soccorso non possono portare altre merci oltre agli equipaggiamenti e ai mezzi di soccorso necessari per le operazioni di soccorso. I veicoli militari e di polizia terrestri, marittimi e aerei possono passare la frontiera con il loro equipaggiamento usuale, ma senza munizioni, e operare nel settore d’intervento.
3. I divieti e le limitazioni applicabili al traffico transfrontaliero delle merci non sono applicabili agli equipaggiamenti e ai mezzi di soccorso necessari per le operazioni di soccorso. . Nella misura in cui non siano utilizzati, tali equipaggiamenti devono essere riesportati. Se gli equipaggiamenti sono lasciati sul posto come mezzo di soccorso, la loro natura e la loro quantità come pure il luogo in cui si trovano devono essere indicati all’autorità responsabile dello Stato richiedente che informerà il servizio doganale competente. In tal caso è applicabile il diritto dello Stato richiedente.
4. Il paragrafo 3 si applica anche all’importazione nello Stato richiedente di stupefacenti e sostanze psicotrope e alla riesportazione nello Stato di invio dei quantitativi non utilizzati. Gli stupefacenti e le sostanze psicotrope possono essere introdotti solo nel quadro dei bisogni medici urgenti e utilizzati solo da personale medico qualificato conformemente alle disposizioni legali dello Stato contraente da cui proviene la squadra di soccorso. Gli stupefacenti e le sostanze psicotrope utilizzate sono computate nelle statistiche sul consumo dello Stato di invio.
5. In caso di reciprocità, gli Stati contraenti ammetteranno, senza procedura formale e senza prestazione di sicurezza, per un’utilizzazione temporanea esente da imposte, gli equipaggiamenti e i mezzi di soccorso necessari alle operazioni di soccorso e li esenteranno da tutti i diritti o dazi doganali nella misura in cui siano consumati.
1. Gli aeromobili possono essere utilizzati non solo per il trasporto rapido delle squadre di soccorso secondo l’articolo 5 paragrafo 2, ma anche per altri tipi di operazioni di soccorso.
2. Ciascun Stato contraente autorizza gli aeromobili in partenza dal territorio dell’altro Stato contraente secondo il paragrafo 1 a sorvolare il suo territorio, ad atterrare e a decollare anche al di fuori degli aerodromi doganali e campi d’aviazione autorizzati.
3. L’utilizzazione di aeromobili in un’operazione di soccorso deve essere immediatamente comunicata all’autorità richiedente con l’indicazione più precisa possibile del tipo e dell’immatricolazione, nonché dell’equipaggio di bordo, del carico, dell’ora del decollo, dell’itinerario e del luogo di atterraggio.
l’articolo 6 agli equipaggi e alle squadre di soccorso a bordo;
l’articolo 7 agli aeromobili e agli equipaggiamenti e ai mezzi di soccorso a bordo.
5. Salvo disposizioni contraria del paragrafo 2, le prescrizioni sulla navigazione aerea di ogni Stato contraente sono applicabili, in particolare l’obbligo di comunicare alle autorità di controllo competenti le informazioni relative ai voli. Il piano di volo deve sempre contenere un riferimento al presente Accordo.
1. Lo Stato di invio non può far valere nessuna pretesa di risarcimento delle spese delle operazioni di soccorso nei confronti dello Stato richiedente. Tale disposizione si applica pure per le spese risultanti dall’impiego, dal deterioramento o dalla perdita del materiale. Le spese delle operazioni di soccorso fornite da persone fisiche o morali presso le quali lo Stato di invio ha fatto solo da tramite su domanda dello Stato richiedente sono assunte da quest’ultimo.
i danni alle persone sotto forma di lesione fisica, danno alla salute o decesso di un membro di una squadra di soccorso connessi con l’adempimento della sua missione.
1. I reati commessi da un membro di una squadra di soccorso dello Stato di invio sul territorio dello Stato richiedente sottostanno alla giurisdizione di quest’ultimo.
2. Se un membro di una squadra di soccorso dello Stato di invio commette reati sul territorio dello Stato richiedente nel corso dell’intervento, lo Stato richiedente esaminerà con benevolenza eventuali domande dello Stato di invio relative alla trasmissione del procedimento penale; se da seguito a tale domanda, lo Stato richiedente autorizza il ritorno della persona interessata nello Stato di invio; le disposizioni sull’estradizione tra i due Stati contraente rimangono salve.
per la Repubblica d’Austria: il Ministro dell’interno.
2. Le disposizioni del presente Accordo sono applicabili per analogia alle esercitazioni in comune durante le quali le squadre di soccorso di uno degli Stati contraenti sono impegnate sul territorio dell’altro Stato.
1 Il testo originale tedesco è pubblicato sotto lo stesso numero nell’ediz. ted. della presente Raccolta.2RU 2003 1891
denjenigen Vertragsstaat, dessen zuständige Behörden einem Ersuchen des anderen um Hilfeleistung, insbesondere um Entsendung von Hilfsmannschaften oder —material, stattgeben;
Accord entre la Confédération suisse et la République d’Autriche sur l’assistance mutuelle en cas de catastrophe ou d’accident grave
Approuvé par l’Assemblée fédérale le 7 mars 20012
1. Le présent Accord règle les conditions cadre pour l’aide volontaire en cas de catastrophe ou d’accident grave dans l’autre Etat contractant, sur demande de celui—ci, en particulier pour l’engagement d’équipes et de matériel.
2. L’aide fournie dans le cadre traditionnel de l’aide transfrontalière de voisinage n’est pas affectée par le présent Accord.
l’équipement et les marchandises supplémentaires destinés à être distribués à la population affectée;
les unités civiles ou militaires spécialisées dans les opérations d’aide et disposant d’équipements et de moyens de secours correspondants.
1. Les autorités compétentes pour demander l’aide et pour recevoir des demandes d’aide sont, sans préjudice de la voie diplomatique:
du côté de la République d’Autriche: le ministre fédéral de l’intérieur ou le gouvernement du Vorarlberg ou le gouvernement du Tirol.
2. Les autorités mentionnées à l’al. 1 peuvent désigner des autorités subordonnées habilitées à demander et à recevoir des demandes d’aide.
3. Les autorités des deux Etats contractants mentionnées aux al. 1 et 2 peuvent communiquer directement entre elles pour l’application du présent Accord.
La nature et l’étendue de l’aide sont fixées, de cas en cas, d’un commun accord entre les autorités mentionnées à l’art. 3, sans qu’elles aient besoin d’entrer dans les détails d’exécution.
1. L’aide est fournie par des équipes de secours qui ont reçu une formation en particulier dans les domaines de la lutte contre les incendies, de la lutte contre les risques nucléaires et chimiques, de l’aide médicale, du sauvetage et de la recherche ou de réparation provisoire et qui disposent du matériel et des appareils nécessaires à l’accomplissement de ces tâches; en cas de besoin, l’aide peut être fournie par tout autre mode.
1. Les membres d’une équipe de secours sont exemptés de l’obligation du passeport et du permis de séjour ou du visa. Il peut seulement être demandé du chef de l’équipe de secours un certificat attestant sa position.
2. Si l’urgence l’exige, la frontière peut également être franchie en dehors des points de passage autorisés et sans observation des prescriptions y relatives. Dans ce cas, les autorités compétentes pour la surveillance des frontières ou le poste-frontière le plus proche doivent en être informés le plus vite possible.
3. Les équipes de secours sont autorisées à porter l’uniforme sur le territoire de l’Etat requérant, pour autant qu’il fasse partie de leur équipement usuel.
4. Les facilités pour le franchissement de la frontière selon les al. 1 et 2 sont également applicables aux personnes évacuées lors d’une catastrophe ou d’un accident grave.
1. Les Etats contractants facilitent l’importation et l’exportation des équipements nécessaires pour l’aide ainsi que des moyens de secours. Le chef d’une équipe de secours doit seulement remettre aux organes de contrôle de la frontière ou à ceux de la douane, lors du franchissement de la frontière, une liste inventoriant les équipements et les moyens de secours apportés; si le franchissement s’effectue, l’urgence l’exigeant, en dehors des points de passage autorisés, il convient de se conformer à cette exigence auprès du poste douanier compétent le plus vite possible.
2. Les équipes de secours ne doivent pas apporter des biens autres que les équipements et moyens de secours nécessaires pour les opérations de secours. Les moyens de transport militaires et policiers terrestres, maritimes ou aériens peuvent traverser la frontière et opérer dans le secteur d’engagement avec leur équipement usuel, mais pas avec de la munition.
3. Les interdictions et les restrictions du trafic transfrontalier des marchandises ne s’appliquent pas aux équipements et moyens de secours nécessaires aux opérations de secours. Dans la mesure où ils ne sont pas consommés, ces équipements et moyens de secours doivent être réexportés. Si des équipements sont laissés comme moyens de secours, la nature et la quantité ainsi que le lieu où se trouvent ces équipements doivent être annoncés à l’autorité responsable de l’Etat requérant qui en informera le bureau de douane compétent. Dans ce cas, le droit de l’Etat requérant est applicable.
4. L’al. 3 s’applique également à l’importation dans l’Etat requérant de stupéfiants et de substances psychotropes et à la réexportation dans l’Etat d’envoi des quantités non utilisées. Les stupéfiants et substances psychotropes doivent être apportés seulement dans le cadre des besoins médicaux urgents et utilisés uniquement par du personnel médical qualifié selon les dispositions légales de l’Etat contractant d’où provient l’équipe de secours. Les stupéfiants et substances psychotropes utilisés sont comptés dans les statistiques de consommation de l’Etat requérant.
5. Les Etats contractants admettront dans l’Etat requérant sans procédure formelle et sans prestation de sûretés, en vue d’une utilisation provisoire libre d’impôts et sous réserve de réciprocité, les équipements et moyens de secours nécessaires aux opérations de secours et les dispenseront de droits ou taxes d’entrée, dans la mesure où ils sont consommés.
2. Chaque Etat contractant autorise les aéronefs engagés à partir du territoire de l’autre Etat contractant selon l’al. 1 à survoler son propre territoire et à atterrir et décoller même en dehors d’aérodromes douaniers ou autorisés.
3. L’utilisation d’aéronefs lors d’une opération de secours doit être communiquée immédiatement à l’autorité requérante avec indication, aussi précise que possible, du type et de l’immatriculation de l’aéronef, de l’équipage de bord, du chargement, de l’heure du décollage, de la route prévue et du lieu d’atterrissage.
l’art. 6 aux équipages de bord et aux équipes de secours à bord;
l’art. 7 aux aéronefs et aux autres équipements et moyens de secours à bord.
5. En dehors des dispositions de l’al. 2, la réglementation de la circulation aérienne de chaque Etat contractant reste applicable, notamment en ce qui concerne l’obligation de communiquer aux autorités compétentes de contrôle les informations sur les vols. Chaque fois, le plan de vol doit contenir un renvoi au présent Accord.
1. La coordination et la direction globale des opérations de secours et de sauvetage appartiennent dans tous les cas aux autorités de l’Etat requérant.
1. L’Etat d’envoi n’a à l’encontre de l’Etat requérant aucune prétention en remboursement des frais de l’opération de secours. Cela vaut également pour les dépenses résultant de l’utilisation, de la détérioration ou de la perte du matériel. Les dépenses pour les interventions de tierces personnes, physiques ou morales, pour lesquelles l’Etat d’envoi s’est simplement entremis sur requête, sont supportées par l’Etat requérant.
2. En cas de recouvrement complet ou partiel des frais de l’intervention accomplie, les dispositions de l’al. 1 ne s’appliquent pas. L’Etat d’envoi est indemnisé en priorité.
3. Pendant la durée d’une opération de secours sur le territoire de l’Etat requérant, les équipes de secours de l’Etat d’envoi sont approvisionnées, hébergées et pourvues de moyens de ravitaillement aux frais de l’Etat requérant dans la mesure où les moyens apportés ont été consommés. Si nécessaire, elles obtiennent de l’assistance logistique, y compris de l’aide médicale.
1. Chaque Etat contractant renonce à toutes les prétentions en dédommagement qu’il pourrait avoir contre l’autre Etat contractant ou un membre de ses équipes de secours résultant:
de dommages matériels ou patrimoniaux causés par un membre d’une équipe de secours en relation avec l’accomplissement de sa tâche;
de dommages provenant d’une lésion corporelle, d’une atteinte à la santé ou de la mort d’un membre d’une équipe de secours survenue en relation avec l’accomplissement de sa tâche.
Ces dispositions ne s’appliquent pas lorsque le dommage a été causé intentionnellement ou par négligence grave.
2. Si, sur le territoire de l’Etat requérant, un dommage est causé à un tiers par un membre d’une équipe de secours de l’Etat d’envoi en relation avec l’accomplissement de sa tâche, l’Etat requérant répond de la réparation du dommage selon les dispositions qui s’appliqueraient au cas où ce dommage aurait été causé par un membre de ses propres équipes de secours.
3. L’Etat requérant n’a aucun droit de recours à l’encontre de l’Etat d’envoi ou d’un membre de ses équipes de secours. Si toutefois un membre d’une équipe de secours a causé un dommage à un tiers intentionnellement ou par négligence grave, l’Etat requérant peut alors faire valoir un droit de recours contre l’Etat d’envoi.
4. Dans le cadre de leur ordre juridique interne, les autorités des Etats contractants coopèrent étroitement afin de faciliter le règlement de prétentions en dommages-intérêts et d’indemnisations. Elles échangent notamment toute information disponible concernant les événements entraînant des dommages au sens du présent article.
1. Les actes délictueux commis par un membre d’une équipe de secours de l’Etat d’envoi sur le territoire de l’Etat requérant relèvent de la juridiction de celui-ci.
2. Si des actes délictueux sont commis par un membre d’une équipe de secours de l’Etat d’envoi sur le territoire de l’Etat requérant au cours de l’opération de secours, l’Etat requérant examinera avec bienveillance d’éventuelles requêtes de transmission de la poursuite pénale formulées par l’Etat d’envoi; s’il est donné suite à cette requête, l’Etat requérant autorise la sortie de cette personne vers l’Etat d’envoi; les dispositions sur l’extradition entre les deux Etats contractants ne sont pas affectées.
1. Les personnes qui, lors d’une catastrophe ou d’un accident grave, au titre de membre d’une équipe de secours ou d’évacué, ont passé d’un Etat contractant dans l’autre, y sont assistées selon les dispositions internes de l’aide sociale jusqu’à la première possibilité de retour. L’Etat de départ s’acquitte des dépenses occasionnées pour l’assistance et le rapatriement de ces personnes, à moins qu’elles ne soient ressortissantes de l’autre Etat contractant.
2. Chaque Etat contractant réadmet les personnes qui, au titre de membre d’une équipe de secours ou d’évacué, sont parvenues de son territoire sur celui de l’autre Etat contractant. Pour autant qu’il s’agisse de personnes qui ne sont pas des ressortissants de l’Etat contractant réadmettant, elles restent soumises au même statut qu’avant le passage de la frontière.
1. Les autorités compétentes des Etats contractants prennent en commun les mesures nécessaires pour rendre possible les moyens de télécommunication, en particulier les liaisons radio, entre les autorités mentionnées à l’art. 3, entre ces autorités et les équipes de secours envoyées par elles, entre les équipes de secours entre elles et entre les équipes de secours envoyées et la direction des opérations.
du côté de la Confédération suisse: l’Office fédérale de la communication du Département fédéral de l’environnement, des transports, de l’énergie et de la communication;
du côté de la République d’Autriche: le Ministre de l’Intérieur.
1. Les autorités mentionnées à l’art. 3 coopèrent, dans les limites du droit national, notamment dans les domaines suivants:
la prévention et la lutte contre des catastrophes et des accidents graves, en échangeant toutes les informations utiles de caractère scientifique et technique et en prévoyant des réunions, des programmes de recherche, des cours techniques et des exercices d’opérations de secours sur le territoire des deux Etats contractants;
2. Les dispositions du présent Accord s’appliquent par analogie aux exercices communs au cours desquels des équipes de secours d’un Etat contractant sont engagées sur le territoire de l’autre.
3. Si, pour une opération de secours dans un pays tiers, le transit d’équipes de secours, d’équipements et de moyens de secours d’un Etat contractant à travers le territoire de l’autre Etat contractant s’avère nécessaire, les autorités compétentes coopéreront étroitement pour permettre, dans les limites du droit national de l’Etat de transit, un transit sans retard.
4. Les dispositions du présent Accord qui précèdent ne s’appliquent pas en cas de transit au sens de l’al. 3.
Les différends sur l’application du présent Accord qui ne peuvent pas être réglés par les autorités mentionnées à l’art. 3 sont réglés par la voie diplomatique. Si le différend ne peut pas être réglé par ce canal dans les six mois, il peut être soumis à la requête d’un Etat contractant à une commission arbitrale, dont les Etats contractants fixent d’entente la composition et la procédure et dont la décision a force obligatoire.
2. Le présent Accord entrera en vigueur le premier jour du troisième mois après l’échange des instruments de ratification.