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Timestamp: 2020-05-25 02:06:58+00:00
Document Index: 113023065

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 360', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 52', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 23513 del 20/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23513 del 20/09/2019
Cassazione civile sez. lav., 20/09/2019, (ud. 16/04/2019, dep. 20/09/2019), n.23513
sul ricorso 18474/2018 proposto da:
M.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA A. BERTOLONI
1/E PALAZZINA G, presso lo studio dell’avvocato CLAUDIO RIZZO, che
avverso la sentenza n. 5861/2017 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 20/12/2017 R.G.N 861/2014.
1. La Corte di appello di Roma ha confermato la sentenza del Tribunale della stessa città che, in accoglimento del ricorso proposto da M.F. ha dichiarato la nullità del termine apposto al contratto intercorso tra le pari a decorrere dall’8 giugno 2000 ed ha dichiarato esistente tra le parti un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con la decorrenza indicata e con diritto al riconoscimento all’anzianità maturata nella qualifica ed agli aumenti contrattuali previsti dalla contrattazione collettiva.
2. Per quanto qui ancora interessa, la Corte territoriale ha inteso dare continuità ai principi affermati da questa Corte con la sentenza n. 19271 del 2013 e, verificato che con la domanda il lavoratore si era limitato a chiedere che venisse accertata la nullità del termine apposto al contratto, l’esistenza di un unico rapporto di lavoro a tempo indeterminato ed il riconoscimento del suo diritto all’anzianità maturata, ha ritenuto procedibile la domanda proposta davanti al giudice del lavoro nonostante l’esistenza di una procedura di amministrazione straordinaria.
3. Di tale statuizione si duole Alitalia s.p.a. – Linee Aeree Italiane in a.s. articolando un solo motivo, cui resiste con controricorso il M., aderendovi invece la Compagnia Aerea Italiana s.p.a.. Il controricorrente M. e C.A.I. s.p.a. hanno depositato memorie ai sensi dell’art. 380 bis.1. c.p.c..
4. Con l’unico motivo di ricorso Alitalia s.p.a. in amministrazione straordinaria denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione del D.Lgs. 8 luglio 1999, n. 270, artt. 36 e 13 e della L. Fall., artt. 52 e 24 (R.D. 16 marzo 1942, n. 267) per non avere la Corte territoriale ritenuto improcedibile la domanda proposta dal C. sebbene Alitalia Linee Aeree Italiane s.p.a. fosse stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria. Sostiene la ricorrente che le domande di condanna e/o di accertamento, quale quella proposta dal C. nel presente giudizio, si applica la regola della temporanea improcedibilità o improseguibilità davanti al giudice ordinario per la durata della fase amministrativa di accertamento dello stato passivo atteso che tutti i crediti nei confronti dell’imprenditore insolvente vanno fatti avlere e devono essere accertati secondo le norme che disciplinano il concorso. Sottolinea che all’accertamento chiesto in giudizio seguiranno automaticamente conseguenze patrimoniali (pagamento delle differenze retributive e degli aumenti economici maturati) sicchè non può non rilevarsi il temporaneo difetto di giurisdizione del giudice del lavoro. Evidenzia che all’amministrazione straordinaria trova applicazione, per effetto del rinvio operato dal D.Lgs. 8 luglio 1999, n. 270, art. 36, alle disposizioni sulla liquidazione coatta amministrativa e del richiamo contenuto nella L. Fall., art. 36, l’art. 52 di tale legge che dispone che ogni credito nonchè ogni diritto reale o personale, mobiliare o immobiliare debba essere accertato secondo le norma della procedura concorsuale.
7. In conclusione il ricorso deve essere rigettato e le spese liquidate in dispositivo in favore del M., da distrarsi in favore dell’Avv. Claudio Rizzo che se ne dichiara antistatario, vanno poste a carico di Alitalia in a.s. mentre le spese tra Alitalia e CAI s.p.a. possono essere compensate stante la comunanza delle reciproche posizioni. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, va dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente principale dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dell’art. 13, comma 1 bis del citato D.P.R..
La Corte, rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese in favore di M.F. che si liquidano in Euro 5000,00 per compensi professionali, Euro 200,00 per esborsi, 15% per spese forfetarie oltre ad accessori dovuti per legge. Spese da distrarsi in favore dell’Avv. Claudio Rizzo che se ne dichiara antistatario. Compensa le spese tra Alitalia L.A.I. s.p.a. in a. s. e C.A.I. s.p.a..