Source: http://ledibooks.com/creativecommons/back-matter/casi-di-studio/
Timestamp: 2017-06-27 03:40:31+00:00
Document Index: 129143351

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 96', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 3', 'art.1', 'art. 3', 'art. 7']

Appendice 3 – Casi di studio | Creative Commons: manuale operativo
Appendice 3 – Casi di studio
In questa appendice si riportano alcuni casi di studio tratti dal sito del Progetto SeLiLi legati all’uso delle licenze Creative Commons.
SeLiLi è “un progetto del Centro NEXA del Politecnico di Torino e della Regione Piemonte i cui scopi sono da un lato fornire informazioni precise, utili e puntuali, dall’altro erogare servizi di consulenza e assistenza in svariati ambiti – legale, tecnologico, economico e altri – in relazione alle “licenze libere”, ovvero quelle licenze di diritto d’autore ispirate ai principi di diffusione e condivisione del sapere, e agli argomenti ad esse inerenti.”
SeLiLi non è uno studio legale, anche se al suo interno sono operativi a titolo volontario alcuni avvocati e studiosi di diritto; per questo motivo non rilascia veri e propri pareri legali, ma “informative” con le quali traccia le linee guida generali per l’inquadramento giuridico dei casi che gli vengono sottoposti dagli utenti.
Non essendoci ad oggi giurisprudenza sulle licenze Creative Commons, le informative di SeLiLi rappresentano la principale fonte di casistica disponibile in Italia in materia. Qui sono stati selezionati e rielaborati i casi più rappresentativi tra quelli finora pubblicati da SeLiLi.[1]
Il sito ufficiale di SeLiLi è http://selili.polito.it/.
Caso 2009-01 – Utilizzazione nell’ambito di un’attività commerciale di opere musicali distribuite attraverso licenze libere
E’ necessario apporre il c.d. bollino SIAE sui supporti masterizzati dal cliente della società X nei suoi locali?
a) si tratti di licenze che autorizzano l’uso commerciale dell’opera (non pare che possa essere revocato in dubbio il fatto che l’uso che la società X si ripropone di fare sia un uso commerciale). Nel caso delle licenze CC paiono idonee allo scopo le seguenti: BY (Attribution); BY, ND (Attribution, No Derivative); BY, SA (Attribution, Share Alike).
b) venga chiarito che, attraverso di esse, vengono concessi in licenza anche i diritti connessi (sotto questo profilo, le licenze Creative Commons, ultima versione, sembrano in linea con tali esigenze).
Caso 2009-02 – Licenze Creative Commons e font tipografici
a) sia possibile utilizzare una licenza Creative Commons per tutelare i Font;
b) la tutela con licenza Creative Commons sia possibile anche in assenza di alcuna registrazione dei font conformemente al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n.30, Codice della proprietà industriale.
Questioni di diritto emergenti
Quindi sembra possibile accedere ad un duplice regime di tutela: il primo, relativo al carattere tipografico, che trova ragione nella tutela quale disegno e modello, e quindi secondo le norme in tema di diritto industriale e se ne ricorrono anche i requisiti di diritto d’autore e della concorrenza; il secondo, relativo al font, di tutela di diritto d’autore applicabile al software e conseguentemente la possibilità di disciplinare l’utilizzo di tale software con l’applicazione della licenza creative commons.
– 1. Il “Carattere Tipografico”
– 1.1 Sulla tutela secondo il diritto Industriale
a) Il Codice della Proprietà Industriale
comma primo: “Possono costituire oggetto di registrazione come disegni e modelli l’aspetto dell’intero prodotto o di una sua parte quale risulta, in particolare, dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale ovvero dei materiali del prodotto stesso ovvero del suo ornamento, a condizione che siano nuovi ed abbiano carattere individuale”
comma secondo: “Per prodotto si intende qualsiasi oggetto industriale o artigianale, compresi tra l’altro i componenti che devono essere assemblati per formare un prodotto complesso, gli imballaggi, le presentazioni, i simboli grafici e caratteri tipografici, esclusi i programmi per elaboratore”.
Anche per quanto riguarda il Regolamento all’art. 3 si indica, con riferimento al diritto dei disegni e modelli, che per “b) “prodotto” si intende: “qualsiasi oggetto industriale o artigianale, comprese tra l’altro le componenti destinate ad essere assemblate per formare un prodotto complesso, gli imballaggi, le presentazioni, i simboli grafici e caratteri tipografici, esclusi i programmi per elaboratori”.
All’art. 96, comma primo, viene altresì previsto che: “Il presente regolamento lascia impregiudicate le disposizioni di diritto comunitario o del diritto degli Stati membri applicabili ai disegni o modelli non registrati, ai marchi d’impresa o ad altri segni distintivi, ai brevetti per invenzione, ai modelli di utilità, ai caratteri tipografici, alla responsabilità civile e alla concorrenza sleale”.
– 1.2. Sulla tutela secondo il diritto d’autore
– 1.3. Tutela concorrenziale e marchio
– 2. Il “Font” inteso quale supporto fisico che consente di utilizzare il carattere tipografico
Caso 2010-01 – Incompatibilità tra la qualità di associato alla SIAE e l’uso di licenze CC
La richiesta proviene da un’associazione che vuole creare una serie di documentari con colonna sonora nell’ambito di un progetto di promozione del territorio. L’autore delle opere musicali, soggetto associato alla SIAE, ha acconsentito all’utilizzazione gratuita dei brani all’interno dei filmati, accordando una licenza Attribution-NonCommercial (CC-BY-NC) all’associazione.
Caso 2010-02 – Violazione licenza CC-BY: utilizzazione legittima dell’opera da parte di un soggetto terzo
Tuttavia, anche se venisse provato l’inadempimento di uno dei due obblighi, nel caso di specie non sarebbe possibile far valere la violazione della licenza in quanto viene in rilievo il diritto di citazione, libera utilizzazione prevista dall’articolo 70 della legge 633/41, la cui applicazione ed estensione non è pregiudicata, né limitata dai termini della licenza (art. 2, legal code). L’uso dell’opera è quindi legittimo in ragione dell’applicabilità del diritto di citazione che, a prescindere dal tipo di licenza adottata dal titolare dei diritti, permette ai soggetti diversi dall’autore di riportare una parte di un’opera per fini di cronaca, con l’obbligo di citare la fonte ove questa sia fornita.
Caso 2010-03 – Modello di dicitura e di contratto: licenza CC-BY-SA per opere letterarie e documenti contenuti in archivi
La richiesta è articolata in più quesiti.
a. Per la pubblicazione di un volume scritto a più mani è necessario che tutti gli autori e l’editore firmino un contratto in cui sia parte anche l’associazione?
2.a) La necessità del contratto dipende dall’uso che se ne vuole fare. In ogni caso, anche quando non è richiesta la forma scritta per un contratto, è buona norma provvedere a redigerlo per iscritto al fine di avere una prova dell’accordo relativo alla cessione/autorizzazione/licenza.
*titolo dell’opera*
Quest’opera e’ rilasciata ai termini della licenza Creative Commons Attribuzione-Non Commerciale 2.5 Italia (http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.5/it/)
È possibile trovare esempi all’url http://wiki.creativecommons.org/HOWTO_Publish
CONTRATTO PER LICENZA LIBERA Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0
Nome e Cognome …………………………… Qualifica …………………………
Istituzione e indirizzo ………………………
Vista la delibera del [data] dichiara di adottare la licenza libera Creative Commons Attribution-Share Alike CC-BY-SA 3.0 per:
Archivio …………………………………………………..
Fondi in CC-BY-SA …………………
Secondo la procedura di licenza libera CC-BY-SA 3.0
1) chiunque è libero di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare la documentazione/parte della documentazione, nonché di modificarla
2) il contraente ha l’obbligo di attribuire la paternità dell’opera nei modi indicati qui sotto e in modo tale da non suggerire che essi avallino il contraente o il modo in cui usa l’opera;
2b) Attribuzione e crediti …………………………….
3) in caso di alterazione o trasformazione dell’opera, o di uso di questa per la creazione di una nuova opera, l’opera risultante può essere distribuita solo con una licenza identica o equivalente a questa.
Tutta la documentazione elencata sopra è coperta dalla licenza libera CC-BY-SA 3.0, fatta eccezione per la documentazione e le opere i cui diritti appartengono ad altri. Tutte le modifiche alla licenza saranno comunicate online e all’associazione Creative Commons.
Il sottoscritto autorizza la pubblicazione e la distribuzione di questo documento.
Data …………….. Firma ………………………………
Caso 2010-06 – Web radio e clausola NC
Quali brani licenziati con Creative Commons è possibile inserire nel palinsesto di una web radio? Occorre pagare delle royalties per l’utilizzo degli stessi?
Secondo quanto disposto dall’art. 4.b legal code CC-BY-NC 2.5.it, l’uso commerciale vietato dalla clausola Non commerciale è quell’utilizzo dell’opera “in una maniera tale che sia prevalentemente intesa o diretta al perseguimento di un vantaggio commerciale o di un compenso monetario privato”. L’unica ipotesi disciplinata direttamente dalla clausola NC è quello dello scambio dell’opera con altre creazioni intellettuali protette dal diritto d’autore: tale uso non è considerato essere commerciale se non viene pagato un compenso monetario per lo scambio. Al di fuori di questa ipotesi letterale, il carattere commerciale o meno di un utilizzo in molti casi non è di facile determinazione e non è vi è giurisprudenza sul punto che possa facilitare l’interpretazione della clausola. Occorre però sottolineare che, in generale, la presenza di pubblicità, di banner o di qualunque altra forma di marketing che rappresenti un vantaggio economico per l’utilizzatore fa propendere in maniera determinante per la natura commerciale della radio e, per converso, deve escludersi il carattere commerciale nell’ipotesi in cui non siano presenti forme di pubblicità nel sito.
Nota interna: Nel caso di specie si potrebbe sostenere che lo scopo dei banner sia solo quello di godere di un servizio di hosting gratuito, come sembra dedursi dai dati forniti dal richiedente, e che esso equivalga sostanzialmente a cercare di rientrare dai costi di distribuzione, senza ottenere alcun vantaggio commerciale o compenso monetario privato. Seguendo una tale interpretazione si potrebbe dunque escludere il carattere commerciale dell’uso. Lo scopo di lucro dell’Internet Service Provider che ospita i contenuti inserendo annunci pubblicitari non dovrebbe pertanto rilevare qualora l’utilizzatore dell’opera non riceva alcun vantaggio economico o compenso monetario dal servizio di pubblicità online.
Caso 2010-08 – Violazione licenza CC-BY-NC-SA: utilizzo dell’opera per campagna elettorale
Caso 2010-12 – Licenze CC: progetti di design
Le richiedenti sono due studentesse che per la propria tesi di laurea stanno realizzando un sito web ed una rivista cartacea. Utilizzando il sito web, gli autori delle opere di design possono condividere i propri progetti in rete, mostrandone i passi costitutivi e permettendo a chiunque di riprodurli.
Nel permettere a chiunque la riproduzione del progetto di design, è possibile obbligare l’utilizzatore a riconoscere la paternità dell’opera, riservando inoltre all’autore la commercializzazione della propria creazione intellettuale?
Applicabilità licenze Creative Commons ai progetti di design ed articolarsi delle differenti tutele su tali tipologie di creazioni intellettuali.
Per scegliere la licenza Creative Commons maggiormente rispondente alle proprie necessità è possibile seguire le indicazioni predisposte alla pagina http://creativecommons.org/choose/?lang=it. Nel caso di specie, alla luce delle esigenze evidenziate dalle richiedenti, viene consigliata l’adozione della licenza Attribution (CC-BY), che obbligherà gli utilizzatori a riconoscere la paternità dell’opera e ad indicare l’autore della stessa nei modi eventualmente dallo stesso indicati (http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/it/legalcode). Vengono poi richiamate le clausole Non Commerciale (NC) e Non Opere Derivate (ND) che permetteranno all’autore del progetto di riservarsi, rispettivamente, i diritti di utilizzazione commerciale e quelli di trarre opere derivate.
Viene infine sottolineato che il caso di specie è peculiare in quanto oggetto della richiesta sono opere di design, creazioni intellettuali tutelate da diverse normative. Da una parte, le opere di design possono infatti accedere alla tutela del diritto d’autore all’atto della creazione, ma solo qualora godano di un sufficiente grado di creatività e di valore artistico (articolo 2.10 Legge 633/1941). Dall’altra, sono tutelabili attraverso la protezione delle opere di design registrate, secondo quanto disposto dal Codice di Proprietà Industriale (D. Lgs. 30/2005 sezione III), ovvero di quelle non registrate, in base al regolamento comunitario 6/2002 (art. 11). Viene quindi fatto presente alle richiedenti che le licenze Creative Commons permettono di disporre dei soli diritti riconducibili alla tutela autorale delle opere di desgin, non anche di quelli riconosciuti dalle altre normative.
Caso 2010-18 – Violazione licenza CC: utilizzo dell’opera da parte di un soggetto terzo
Violazione ed enforcement di una licenza CC.
Caso 2010-19 – Richiesta informativa: licenze CC e web radio
Le licenze di diritto d’autore, tra le quali vanno ricomprese le Creative Commons, si applicano ad un’opera precisa e pertanto la domanda posta dal richiedente risulta essere troppo vaga. Tuttavia, nel caso di specie le licenze Creative Commons possono venire in rilievo sotto due profili.
Innanzitutto va preso in considerazione il profilo dell’applicabilità delle licenze CC alla musica trasmessa in radio: qualora il gestore della web radio detenga i diritti su alcuni brani, egli può liberamente scegliere di licenziare tali opere in CC. Per scegliere la licenza Creative Commons maggiormente rispondente alle proprie necessità, è possibile seguire le indicazioni predisposte alla pagina http://creativecommons.org/choose/?lang=it.
Per i brani di cui invece il richiedente non è il detentore del diritto d’autore viene in rilievo il profilo della facoltà di trasmettere le opere musicali coperte da CC. Il gestore di una radio può utilizzare liberamente la musica rilasciata con Creative Commons ed inserirla nel proprio palinsesto secondo i termini di licenza. A tale proposto occorre notare che in caso di natura commerciale della radio, il palinsesto deve essere limitato a quei brani la cui licenza CC non riporti la limitazione Non Commercial. La natura commerciale o meno della radio va valutata di caso in caso, tuttavia in via generale è utile rilevare che il fatto che venga ospitata della pubblicità, dei banner, o qualunque altra forma di marketing in grado di rappresentare un vantaggio economico, costituisce un forte indicatore di commercialità.
Caso 2010-21 – Richiesta informativa: licenze CC ed immagini fotografiche
2) Nonostante l’adozione di una licenza CC con clausola Non Commerciale è comunque possibile concedere ad uno specifico soggetto la facoltà di utilizzare per scopi commerciali l’opera a fronte di un compenso da concordarsi?
1) Facebook implementa solo parzialmente le licenze CC, non permettendo l’indicazione completa della licenza applicata alle opere caricate sul social network. Le modalità profilate dalla richiedente, con l’inclusione delle informazioni sulla licenza CC prescelta nei metadati e di un water mark sull’opera, rappresentano un ottimo metodo per indicare il regime di circolazione giuridica della propria creazione intellettuale.
2) La clausola Non Commerciale vieta ai terzi ogni utilizzo commerciale dell’opera, riservando al licenziatario tutti i diritti di sfruttamento economico. Le licenze Creative Commons sono però licenze non esclusive (art. 3 legal code licenza CC-BY 3.0 ita) e ciò comporta che il licenziatario, titolare dei diritti sull’opera, ha la facoltà di concedere una licenza ad hoc al soggetto che lo contatti per richiedere un’autorizzazione ad utilizzare per scopi commerciali la creazione intellettuale. È anche possibile adottare il protocollo CC + (http://wiki.creativecommons.org/CCPlus), il quale non rappresenta una nuova licenza, ma bensì un strumento che permette di accordare permessi aggiuntivi a quelli previsti dalla licenza CC standard.
3) Le informazioni sulla licenza CC prescelta possono essere indicate in vari modi. Per le opere offline, il sito di Creative Commons permette di creare, a seguito della scelta della licenza da applicare attraverso il form disponibile all’url http://creativecommons.org/choose/, esempi di testi che possono essere utilizzati: “This work is licensed under the Creative Commons …. [tipo di licenza scelta]. To view a copy of this license, visit ….[url del riassunto del legal code] or send a letter to Creative Commons, 444 Castro Street, Suite 900, Mountain View, California, 94041, USA”. Per avere un testo analogo con riferimento alla licenza adottata si veda le istruzioni reperibili all’URL http://wiki.creativecommons.org/Marking/Creators#Marking_Specific_Media nella sezione “offline text”. Rispetto al caso specifico sottoposto dalla richiedente, ovvero all’opera contenuta in un CD, è buona norma indicare i termini della licenza sia in un file all’interno del CD, sia nella copertina, riportando le diciture ed i loghi previsti per la licenza CC che si è adottata e che sono disponibili sul sito di Creative Commons.
A livello generale, con riferimento al fatto che si tratta di opere fotografiche, viene inoltre fatto presente alla richiedente che l’applicazione sull’immagine stessa di una breve dicitura, attraverso un normale programma di image editing, indicante l’autore, l’anno ed i termini di licenza garantisce una migliore conoscenza da parte del pubblico del tipo di licenza prescelta.
Caso 2010-22 – Licenze CC e titolarità dei diritti sull’opera: associazioni
Il richiedente sottopone una serie di domande relative alla titolarità dei diritti e all’applicazione della licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike (CC-BY-NC-SA) ad opere realizzate nell’ambito di enti di tipo associativo. In particolare egli profila due scenari:
– scenario 1: l’opera viene creata autonomamente dall’ssociato.
– scenario 2: l’opera viene create dagli associati in nome dell’associazione.
a) con l’adozione di una licenza Creative Commons è possibile escludere la concessione dei diritti ivi previsti in capo agli utenti rispetto a soggetti determinati, come ad esempio l’associazione?
Titolarità del diritto d’autore sulle opere realizzata da un associato o da più soggetti nel nome dell’associazione di cui fanno parte, carattere non esclusivo delle licenze CC, revoca della licenza CC, natura dei diritti morali ed economici sull’opera.
– Scenario 1 – opera realizzata dall’associato
a) La licenza Creative Commons adottata dal titolare dei diritti autorizza chiunque venga in contatto con l’opera ad usarla secondo i termini della licenza (art.1 f) legal code licenza CC-BY 3.0 ita) e non permette di escludere la concessione dei diritti ivi previsti ad un particolare soggetto. Stante la natura non esclusiva delle licenze ( art. 3 legal code licenza CC-BY 3.0 ita) è però consentita una differenziazione nei diritti concessi; è infatti possibile accordare ad un determinato soggetto diritti aggiuntivi rispetto a quelli concessi ai licenziatari della Creative Commons. Nel caso di specie, in assenza di alcun accordo ulteriore, l’associazione può quindi utilizzare liberamente l’opera nel rispetto dei termini della licenza CC che l’associato ha applicato alla proprio creazione intellettuale. L’associato può inoltre decide di accordare diritti ulteriori all’associazione, concedendo una licenza ad hoc ovvero applicando il modulo CC+ (http://wiki.creativecommons.org/CCPlus), ma non può limitare da un punto di vista soggettivo l’applicazione dei diritti concessi con la licenza CC standard.
b) Le licenze CC hanno natura perpetua e sono concesse ai soggetti che entrano in contatto con l’opera così licenziata per tutta la durata del diritto d’autore applicabile sull’opera (art. 7 b) legal code licenza CC-BY 3.0 ita). Il titolare dei diritti può decidere di modificare successivamente la licenza sull’opera, ma tale modifica non ha valore retroattivo: chi ha ricevuto copie dell’opera nel periodo in cui la stessa era stata rilasciata in CC può continuare ad utilizzarle e a diffonderle, secondo i termini della licenza CC. Pertanto, solo gli utilizzi da parte dei soggetti che entreranno in possesso dell’opera a seguito della revoca della licenza CC saranno regolati dai termini della nuova licenza. L’unica ipotesi di risoluzione di diritto della licenza contemplata dall’articolo 7 del legal code è quella dell’utilizzo dell’opera in violazione dei termini della licenza: l’inadempimento è infatti previsto quale condizione risolutiva del contratto di licenza.
– Scenario 2 – opera realizzata in nome dell’associazione
a) Sia i diritti morali, sia quelli economici sono di natura personale e sono acquisiti a titolo originario dall’autore dell’opera. Mentre quelli morali sono inalienabili, quelli economici possono essere trasferiti in capo a terzi. Nel caso di specie quindi gli associati che hanno realizzato l’opera possono trasferire i diritti di sfruttamento economico in capo all’associazione, di qualunque tipo esso sia.
b) La clausola Attribuzione (BY) permette agli autori dell’opera di indicare le modalità con cui deve avvenire il riconoscimento della paternità ed dunque nel caso di specie, qualora vi sia un accordo tra i co-autori dell’opera, è possibile riferire la paternità all’associazione usando, a titolo esemplificativo, la formula “a cura dell’associazione”.
Caso 2010-33 – Licenza CC BY-NC-SA: concessione di diritti aggiuntivi rispetto a quelli standard
Il richiedente ha creato in ambito universitario una raccolta che è stata licenziata con Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike (CC BY-NC-SA -2.5 it). L’autore della raccolta è stato contattato da un motore di ricerca che ha avanzato la richiesta di utilizzare tale risorsa per fini commerciali, in particolare a scopi di “machine learning”.
Il richiedente contatta nuovamente Selili in un secondo momento quando il motore di ricerca gli invia una bozza di waiver che prevede il consenso all’utilizzo commerciale dell’opera e la rinuncia all’attribuzione di paternità in quanto tecnicamente non realizzabile. Soprattutto quest’ultimo punto preoccupa il richiedente ed in lista ci si interroga su quali alternative sarebbero ipotizzabili rispetto all’attribuzione tradizionale: viene proposto a titolo esemplificativo l’inserimento nel waiver di una specifica clausola che preveda adds/links verso il sito della raccolta.
Vi sono inoltre altre questioni non sollevate direttamente dal richiedente, ma che vengono individuate in lista. Innanzitutto, rispetto al waiver, viene fatto notare che non è disciplinata la clausola Condivi allo stesso modo (SA) perché probabilmente il motore di ricerca non ritiene di creare opere derivate, ma in lista viene osservato che l’utilizzazione a fine di machine learning presumibilmente genera un database che potrebbe essere considerato tale. Viene poi posto il problema di chi possa rilasciare la licenza in quanto detentore dei diritti e, trattandosi di progetto sviluppato in ambito universitario, si ritiene opportuno che essa venga concessa dal direttore del gruppo di ricerca, con eventualmente l’autorizzazione dei membri del gruppo. Inoltre ci si chiede se l’utilizzo della risorsa per “addestrare” dei computer, senza riproduzione e distribuzione dell’opera, possa essere considerato un uso commerciale, ma tale questione non viene poi approfondita in ragione del fatto che è il motore di ricerca stesso ad aver contattato il richiedente. Infine viene sollevato il problema della legittimità dell’opera creata in quanto le “frasi arricchite con varie annotazioni linguistiche” del TUT sono state raccolte da varie fonti, alcune delle quali protette da diritto d’autore, ma tale questione non viene analizzata a fondo in quanto già affrontata in altra sede.
Caso 2010-42 – Licenze CC: applicabilità in Facebook
Caso 2010-43 – Pubblicazione con licenza CC di un’opera letteraria di raccolta di contributi licenziati in CC
Caso 2011-03 – Tipicità clausole licenze CC
Il richiedente sta sviluppando un gioco di ruolo ed è intenzionato a lanciare la fase di test del gioco distribuendo la parte già scritta del manuale contenente le regole.
È possibile licenziare il manuale con licenza Creative Commons, inserendo quale clausola aggiuntiva che l’opera non potrà essere distribuita fintanto che non sarà completata?
Nascita automatica del diritto d’autore, tipicità delle clausole previste dalle licenze Creative Commons.
Le licenze Creative Commons non prevedono la possibilità di inserire clausole atipiche nel testo della licenza in aggiunta a quelle standard e modulari in quanto ciò ne comprometterebbe la coerenza e la compatibilità.
Nel caso di specie viene suggerito al richiedente di applicare la licenza CC all’opera quando la stessa sarà ultimata, rendendo disponibile in questa fase il manuale delle regole del gioco con un disclaimer che ne limiti la circolazione nell’ambito degli sviluppatori e/o dei beta tester, eventualmente inserendo un vincolo di riservatezza. Viene infine chiarito al richiedente che non vi è alcuna necessità di applicare la licenza CC al fine di ottenere la protezione autorale che sorge in automatico all’atto di creazione dell’opera.
Caso 2011-07 – Licenze CC: modalità di applicazione a dati pubblicati in portale open data e meccanismi di tutela in caso di violazioni
Il richiedente, un ente pubblico, sta per pubblicare nuovi dati sul portale di open data reso disponibile ai cittadini. L’intenzione è quella di utilizzare una licenza CC BY-NC-ND 2.5.
1) è necessario informare Creative Commons dell’intenzione di adottare una licenza CC ovvero associarsi con tale ente per poter adottare tali licenze?
2) per utilizzare il logo CC sul portale è necessario chiedere un’autorizzazione?
3) in caso di violazione delle licenze CC è possibile far valere l’inadempimento dei termini ivi previsti?
Libera utilizzabilità delle licenze CC, utilizzo segni distintivi di proprietà dell’ente Creative Commons, inadempimento dei termini contrattuali previsti dalla licenza CC.
In relazione al primo quesito, viene chiarito che l’utilizzo delle licenze è libero e che l’adozione delle stesse da parte degli autori non richiede alcuna forma di comunicazione preventiva all’ente Creative Commons, a cui non è necessario associarsi per poter licenziare un’opera con licenza CC.
In relazione al secondo quesito, si rinvia alla “Creative Commons Trademark policy”, reperibile su http://creativecommons.org/policies, che disciplina l’utilizzo dei loghi e degli altri marchi di Creative Commons da parte di terzi.
Viene infine chiarito che le licenze CC, al pari di ogni altra licenza di diritto d’autore, regolano le modalità d’uso dell’opera e le relative condizioni che il licenziante concede ai licenziatari e che la violazione di tali obblighi è sottoposta alle consuete regole di inadempimento contrattuale e violazione di diritto d’autore che si applicano in casi simili. Rispetto al caso specifico, viene chiesto di specificare il tipo di dati che si intende licenziare in quanto per alcune tipologie di dati la protezione offerta dal diritto d’autore non è pacifica ed altre forme di tutela potrebbero subentrare in sovrapposizione o in alternativa.
Caso 2011-09 – Licenze CC e progetti multimediali
Il richiedente richiedente ha creato in ambito accademico un progetto multimediale. Nell’ambito di tale progetto sono state scattate alcune fotografie ad un bene immobile in relazione al quale i proprietari hanno dato, oralmente, il consenso all’utilizzo delle riproduzioni fotografiche solo in ambito accademico, specificando di non acconsentire alla pubblicazione delle immagini e del prodotto finale su Internet.
Come occorre procedere per ottenere la paternità del progetto multimediale? È possibile licenziare in CC le fotografie a fronte del consenso all’utilizzo a soli fini accademici da parte dei proprietari del bene immobile?
Nascita automatica della tutela autorale dell’opera, obbligo contrattuale in capo all’autore dell’opera di utilizzare la stessa esclusivamente per fini accademici, necessità di ottenere un consenso scritto per utilizzare l’opera per fini diversi da quelli per cui si è ottenuta l’autorizzazione.
Viene innanzitutto chiarita la natura delle licenze di diritto d’autore, specificando che esse hanno la funzione di regolare gli utilizzi dell’opera consentiti ai terzi, mentre non servono a proteggere l’opera in quanto il diritto d’autore sorge in capo all’autore automaticamente all’atto di creazione dell’opera.
In relazione all’utilizzo delle fotografie per finalità diverse da quelle a cui hanno acconsentito i proprietari del bene immobile, si segnala che occorrerebbe ottenere il consenso scritto da parte di tali soggetti alla distribuzione delle fotografie tramite licenze CC, in relazione alle quali si suggerisce di adottare una CC-BY-NC-ND che permetterebbe di escludere gli utilizzi da parte di terzi in ambito commerciale e la possibilità di creare opere derivate. In assenza di un consenso scritto da parte dei proprietari del bene immobile viene invece sconsigliato l’utilizzo delle opere e in particolare l’adozione delle licenza CC che, anche nel caso di clausola NC, non permetterebbero di regolare in maniera così stringente l’uso da parte di terzi, autorizzando i soli usi per fini accademici.
Caso 2011-21 – Licenze CC e elaborato redatto a fini didattici con citazioni di opere di terzi
Il richiedente è intenzionato a licenziare in CC un’opera, che sta preparando in ambito accademico, in cui sono stati inseriti materiali di altri autori, in alcuni casi protetti dal copyright, con le dovute citazioni e la richiesta di liberatorie per le immagini.
Viene chiesto se sia possibile licenziare l’opera in CC-BY-ND-NC.
Si segnala al richiedente che, trattandosi di un elaborato prodotto per finalità didattiche ed in caso di citazioni conformi agli standard accademici, l’utilizzo di opere di terzi ricade nell’ambito della libera utilizzazione prevista dall’articolo 70 della Legge sul Diritto d’autore. Fermo restando che le parti riportate da opere altrui costituiscono citazioni e non materiale coperto dalla licenza applicata dal richiedente alla propria opera, viene affermato che è possibile adottare una qualsiasi licenza CC. In particolare, la tipologia scelta nel caso di specie garantisce che le citazioni rimarranno nel contesto in cui sono state inserite e cioè per finalità di critica e ricerca, attraverso l’utilizzo della clausola Non Opere Derivate, e che l’opera che le contiene dovrà sempre essere utilizzata per fini non commerciali, in base alla clausola Non Commerciale.
Caso 2011-22 – Licenze CC: carattere irretroattivo dell’eventuale modifica al regime di licenza dell’opera
Un gruppo musicale ha licenziato i propri brani in CC, ma ora vorrebbe cambiare i termini della licenza applicata alle opere.
Viene chiesto se sia possibile rimuovere la licenza CC applicata alle opere e, ove ciò sia possibile, se sia necessario seguire adempimenti particolari per modificare il regime di licenza CC dell’opera.
Le licenze Creative Commons sono perpetue ed irrevocabili ed i soggetti che sono venuti in possesso di copie rilasciate sotto tale licenza possono continuare ad utilizzarle e diffonderle secondo i termini della stessa.
Qualora il soggetto che ha licenziato l’opera in CC non sia più interessato a tale regime di “alcuni diritti riservati”, non occorre seguire nessuna particolare formalità. Sarà infatti sufficiente licenziare le nuove opere con diversa licenza (o con nessuna licenza, tornando al regime di deafult di “tutti i diritti riserrvati”) e le persone che entreranno in possesso dell’opera a seguito di tale modifica saranno vincolati ai nuovi termini d’uso.
[1]Tutto il materiale prodotto da SeLiLi è rilasciato nei termini della licenza Creative Commons – Attribuzione 3.0 Italia.
Appendice 3 - Casi di studio by Simone Aliprandi is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale License, except where otherwise noted.