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Timestamp: 2018-01-22 02:04:10+00:00
Document Index: 5533751

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 17', 'art. 4', 'art.  8', 'art.  2', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 16', 'art.  7', 'art.  15', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art.  15', 'art.  4', 'art.   5', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7', 'art.  3']

COMITATO NAZIONALE PER LA GESTIONE DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE E PER IL SUPPORTO NELLA GESTIONE DELLE ATTIVITA' DI PROGETTO DEL PROTOCOLLO DI KYOTO - DELIBERAZIONE 12 ottobre 2010 | Ingegneri.info
COMITATO NAZIONALE PER LA GESTIONE DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE E PER IL SUPPORTO NELLA GESTIONE DELLE ATTIVITA’ DI PROGETTO DEL PROTOCOLLO DI KYOTO – DELIBERAZIONE 12 ottobre 2010
COMITATO NAZIONALE PER LA GESTIONE DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE E PER IL SUPPORTO NELLA GESTIONE DELLE ATTIVITA' DI PROGETTO DEL PROTOCOLLO DI KYOTO - DELIBERAZIONE 12 ottobre 2010 - Disposizioni per lo svolgimento dell'attivita' di verifica di cui alla direttiva 2003/87/CE e ricognizione dei riconoscimenti dell'attivita' di verifica. (Deliberazione n. 24/2010). (10A13005) - (GU n. 254 del 29-10-2010 )
COMITATO NAZIONALE PER LA GESTIONE DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE E
PER IL SUPPORTO NELLA GESTIONE DELLE ATTIVITA’ DI PROGETTO DEL
Disposizioni per lo svolgimento dell’attivita’  di  verifica  di  cui
alla  direttiva  2003/87/CE   e   ricognizione   dei   riconoscimenti
dell’attivita’ di verifica. (Deliberazione n. 24/2010). (10A13005)
Vista  la  direttiva  2003/87/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio del 13 ottobre  2003  che  istituisce  un  sistema  per  lo
scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra nella Comunita’
e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio;
Consiglio del 19 novembre 2008 che modifica la  direttiva  2003/87/CE
Vista  la  direttiva  2009/29/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio del 23 aprile 2009 che modifica la direttiva 2003/87/CE  al
fine di perfezionare ed  estendere  il  sistema  comunitario  per  lo
Visto il regolamento  (CE)  n.  765/2008  del  9  luglio  2008  del
Parlamento europeo e del Consiglio  che  pone  norme  in  materia  di
339/9, ed in particolare l’art. 4;
Visto il documento EA 6/03 versione 3 del gennaio 2010 «EA document
for the recognition of the verifiers  under  the  EU  ETS  Directive»
redatto dalla Eurpean co-operation for accreditation;
Visto il decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216,  di  attuazione
delle direttive 2003/87/CE e 2004/101/CE e  successive  modifiche  ed
integrazioni, in materia di scambio di quote di emissioni dei  gas  a
progetto del Protocollo di Kyoto, ed in particolare l’art. 17;
Vista la deliberazione  n.  027/2009  di  questo  Comitato  recante
disposizioni urgenti per  l’attuazione  della  direttiva  2003/87/CE,
cosi’ come modificata  dalla  direttiva  2008/101/CE,  in  merito  al
monitoraggio ed alla comunicazione delle emissioni di gas  a  effetto
serra per le attivita’ di trasporto aereo;
Visto il comma 2 dell’art. 4 della legge del 20 novembre  2009,  n.
166,  recante  «Conversione  in   legge,   con   modificazioni,   del
decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti
per  l’attuazione  di  obblighi  comunitari  e  per  l’esecuzione  di
sentenze della  Corte  di  giustizia  delle  Comunita’  europee»  che
dispone che «Ai fini  del  recepimento  della  direttiva  2008/101/CE
[…],  il  Comitato  nazionale  per  la  gestione  della   direttiva
2003/87/CE e per  il  supporto  nella  gestione  delle  attivita’  di
progetto del Protocollo di Kyoto,  di  cui  all’art.  8  del  decreto
legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e successive modificazioni, svolge
il ruolo di autorita’ competente.»;
Visto l’allegato IV della direttiva 2003/87/CE, come emendato dalla
direttiva 2008/101/CE, che stabilisce i criteri per il monitoraggio e
la  comunicazione  delle  emissioni  prodotte  dalle   attivita’   di
Visto l’allegato V della direttiva 2003/87/CE, come emendato  dalla
direttiva 2008/101/CE, che stabilisce i criteri per la verifica delle
emissioni prodotte dalle attivita’ ricadenti  nell’allegato  I  della
Vista la decisione della Commissione  europea  2007/589/CE  del  18
luglio 2007 che istituisce le linee guida per il  monitoraggio  e  la
comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra, ai sensi  della
direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e  del  Consiglio  ed  in
particolare l’art.  2  che  abroga  la  decisione  2004/156/CE  della
Vista la decisione della Commissione  europea  2009/339/CE  del  16
aprile 2009 che  emenda  la  decisione  2007/589/CE  con  riferimento
all’inclusione  delle  linee  guida  per   il   monitoraggio   e   la
comunicazione delle emissioni di gas ad  effetto  serra  e  dei  dati
relativi alle tonnellate-chilometro per  le  attivita’  di  trasporto
Vista la deliberazione  n.  014/2009  di  questo  Comitato  recante
disposizioni di attuazione della decisione della Commissione  europea
2007/589/CE del 18 luglio 2007 che istituisce le linee guida  per  il
monitoraggio e la comunicazione delle  emissioni  di  gas  a  effetto
serra ai sensi della direttiva 2003/87/CE del  Parlamento  europeo  e
Visto il  DEC/RAS/115/2006  del  Ministero  dell’ambiente  e  della
tutela del territorio recante disposizioni per la comunicazione delle
emissioni di gas ad effetto serra prevista dall’art. 14, paragrafo  3
della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio;
Visto il DEC/RAS/23/2006 del Ministero dell’ambiente e della tutela
del  territorio  recante  le  disposizioni  per  la  verifica   delle
comunicazioni delle emissioni previste all’art. 14, paragrafo 3 della
Visti  il  DEC/RAS/96/2006   e   DEC/RAS/181/2006   del   Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio recante il riconoscimento
delle attivita’  di  verifica  delle  comunicazioni  delle  emissioni
prevista dall’art. 15 della direttiva 2003/87/CE e dall’art. 4, comma
6 del decreto DEC/RAS/74/2006;
Vista la deliberazione n. 02/2008 di  questo  Comitato  recante  il
riconoscimento  dell’attivita’  di   verifica   della   dichiarazione
relativa alle attivita’ ed alle emissioni degli impianti regolati dal
decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216;
1.  Ai  fini  della  presente  deliberazione  valgono  le  seguenti
a) «attivita’ di  verifica»:  l’attivita’  di  verifica  prevista
dalla direttiva  2003/87/CE  comprese  sue  successive  modifiche  ed
integrazioni  anche  parziali,  ed  in  particolare:  l’attivita’  di
verifica ai sensi dell’art. 16  del  decreto  legislativo,  4  aprile
2006, n. 216 e successive modificazioni e integrazioni e dell’art.  7
della deliberazione n. 027/2009 di questo Comitato;
b)  «comunicazione  annuale»:  la  dichiarazione  prevista  dalla
direttiva  2003/87/CE,   comprese   sue   successive   modifiche   ed
integrazioni anche parziali, dei dati relativi alle emissioni di  gas
ad effetto serra o di qualsiasi  altro  dato  relativo  all’attivita’
svolta, ed in particolare: la dichiarazione relativa alle attivita’ e
alle emissioni  dell’impianto  ai  sensi  dell’art.  15  del  decreto
legislativo, 4 aprile 2006,  n.  216  e  successive  modificazioni  e
integrazioni e dell’art. 5 della deliberazione n. 027/2009 di  questo
Comitato, nonche’ la comunicazione dei dati tonnellate chilometro  ai
sensi dell’art. 6 di suddetta deliberazione;
c) «MRG»: la decisione 2007/589/CE della  Commissione  europea  e
sue successive modifiche od integrazioni;
d) «direttiva ETS»: direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio e sue successive modifiche od integrazioni;
e)  «organismo  verificatore»:  soggetto  giuridico  responsabile
dello svolgimento dell’attivita’ di verifica;
f) «organismo di accreditamento nazionale»: l’organismo nazionale
di accreditamento designato ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008
da uno Stato membro dell’Unione europea;
g)  «gestore  dell’attivita’»:   il   gestore   dell’impianto   o
l’operatore  aereo  ai  sensi  delle  definizioni   riportate   nella
direttiva ETS;
h) «procedura  per  il  riconoscimento  dell’accreditamento»:  la
procedura, temporanea fino al verificarsi  delle  condizioni  di  cui
all’art. 2, comma 2, mediante la quale un organismo  verificatore  e’
abilitato a svolgere attivita’ di verifica in Italia;
i)    «procedura    per     il     riconoscimento     qualificato
dell’accreditamento»: la procedura, temporanea  fino  al  verificarsi
delle condizioni di cui all’art. 2, comma 2,  mediante  la  quale  un
organismo verificatore appartenente alle  categorie  di  cui  di  cui
all’art. 3, comma 3 lettere b) e c) e’ abilitato a svolgere attivita’
di verifica in Italia.
1.   La   presente   deliberazione   reca   disposizioni   per   il
riconoscimento dell’accreditamento degli organismi verificatori e per
lo svolgimento dell’attivita’ di verifica nel territorio nazionale.
2. La presente deliberazione si applica in attesa  del  recepimento
della direttiva 2003/87/CE nell’ordinamento interno e dell’emanazione
del  regolamento  di  cui  all’art.  15  della   medesima   direttiva
2003/87/CE nonche’ nelle more del pieno funzionamento  dell’organismo
di accreditamento designato dall’Italia ai sensi del regolamento (CE)
Capo II   DISPOSIZIONI PER IL RICONOSCIMENTO
Procedura per il riconoscimento dell’accreditamento
1. Lo svolgimento in Italia delle attivita’  di  verifica  previste
dalla direttiva 2003/87/CE, da parte di un organismo verificatore, e’
subordinato  al  riconoscimento  di   accreditamento   dell’organismo
verificatore da parte di questo Comitato.
2. Ai fini del comma 1, l’organismo verificatore  presenta  istanza
di ammissione alla procedura  di  riconoscimento  di  accreditamento,
allegando la seguente documentazione, in lingua italiana ad eccezione
della successiva lettera c) per la quale e’ richiesta  la  traduzione
a) la domanda contenente:
i. ragione sociale;
ii. sede legale;
iii. struttura legale;
iv. ruolo del firmatario della domanda;
v.   informazioni   generali,   comprendenti   statuto,   capacita’
b) le attivita’ per le quali e’ richiesto il riconoscimento secondo
il formato di cui all’allegato 1;
c)  per  i  soggetti  di  cui  al  comma  3,  lettere  a)   e   b):
l’accreditamento rilasciato da un  organismo  di  accreditamento  per
l’attivita’ di verifica prevista dalla direttiva ETS;
d) un’autocertificazione resa ai sensi del decreto  del  Presidente
della Repubblica n. 445/2000, nella quale  il  rappresentante  legale
dell’organismo   verificatore   che   richiede   il   riconoscimento,
consapevole delle conseguenze penali di dichiarazioni  mendaci,  atti
falsi o contenenti dati non piu’ rispondenti a verita’,  dichiara  la
veridicita’ della documentazione presentata.
3. Le procedure per il riconoscimento dell’accreditamento da  parte
del Comitato sono differenti per i soggetti seguenti:
a)  organismi  verificatori  accreditati   da   un   organismo   di
accreditamento nazionale designato ai sensi del regolamento  (CE)  n.
b) organismi verificatori accreditati in accordo alla norma EA 6/03
da un altro organismo di accreditamento della UE;
c) organismi verificatori riconosciuti ad operare dal Comitato,  ai
sensi della presente deliberazione.
4. Gli organismi verificatori di cui al comma 3  lettere  b)  e  c)
presentano,  in  aggiunta  agli  elementi  di  cui  al  comma  2,  la
documentazione  necessaria,  secondo  le  previsioni  dell’art.  4  e
conforme   all’art.   5,   per    il    riconoscimento    qualificato
5. La domanda di cui al comma 2 e la documentazione  aggiuntiva  di
cui all’art. 4 sono inviate  secondo  le  modalita’  riportate  nella
pagina dedicata del sito del Ministero dell’ambiente e  della  tutela
Documentazione   aggiuntiva   per   il   riconoscimento   qualificato
1. La documentazione aggiuntiva per il  riconoscimento  qualificato
dell’accreditamento, da considerarsi addizionale a quella elencata al
comma 2 dell’art. 3, comprende:
a) la lista del personale chiamato ad operare nelle verifiche delle
comunicazioni dei  gestori,  con  l’indicazione  della  tipologia  di
b) curricula firmati del personale di cui al punto a);
c) il  programma  delle  sessioni  di  formazione  organizzate  per
assicurare la conoscenza in materia  di  stima  e  valutazione  delle
emissioni di gas ad effetto serra,  ed  un  documento  attestante  la
partecipazione con successo a tali sessioni;
d) l’elenco delle eventuali attivita’ condotte dal richiedente  nel
campo della stima e valutazione delle emissioni  di  gas  ad  effetto
serra  nei  due  anni  civili  precedenti;  tale   elenco   comprende
l’annualita’ di riferimento, la descrizione del servizio  svolto,  il
committente ed il settore di appartenenza, con riferimento,  in  caso
di impianti soggetti alla direttiva 2003/87/CE, ai  settori  ed  alle
categorie dimensionali di cui all’allegato 1;
e) una descrizione delle procedure formalizzate ed applicate per lo
svolgimento  delle  attivita’  di  verifica   e   per   la   garanzia
dell’imparzialita’ ed indipendenza;
f) un’autocertificazione resa ai sensi del decreto  del  Presidente
piena rispondenza ai criteri descritti nell’art. 5  e  si  impegna  a
rispettarli per tutto il tempo  in  cui  svolgera’  le  attivita’  di
Requisiti per la richiesta di accettazione
qualificata di accreditamento
1. I requisiti per la  richiesta  di  accettazione  qualificata  di
accreditamento sono contenuti nelle norme EA 6/03 e ISO 14065 e  sono
a) imparzialita’ e indipendenza;
b) competenze del gruppo di verifica;
c) struttura organizzativa e attribuzione delle responsabilita’;
d) ricorsi e reclami;
e) documentabilita’ e tracciabilita’ dell’operato;
f) garanzie finanziarie.
2. In aggiunta a quanto gia’ richiesto dalla EA 6/03  e  dalla  UNI
ISO 14065, deve essere inoltre garantito il possesso di:
a) accreditamento a schemi che  prevedono  una  verifica  di  terza
parte  in  campo  ambientale  in  base  alla  norma  ISO  14001e   al
b) o iscrizione  all’albo  speciale  delle  Societa’  di  revisione
contabile previsto dal decreto legislativo n. 58/1998.
1.  Il  Comitato  verifica  la  completezza  e  correttezza   della
documentazione presentata ai sensi degli articoli 3 e 4.
2. In caso di esito positivo della verifica di cui al comma  1,  il
Comitato, con propria deliberazione, rilascia, entro  novanta  giorni
dal  ricevimento  della  domanda,  un  attestato  di   riconoscimento
dell’accreditamento e aggiorna il registro dei  verificatori  di  cui
3. Il termine di cui al comma 2 e’ sospeso in caso di richiesta  da
parte del Comitato di ulteriore documentazione.
4. In caso di esito negativo della verifica di cui al comma  1,  il
Comitato, entro novanta giorni dal ricevimento della domanda comunica
al soggetto interessato tale esito.
Registro degli organismi verificatori
1.  Il  registro  degli  organismi  verificatori  a  cui  e’  stato
rilasciato un attestato  di  riconoscimento  dell’accreditamento,  e’
pubblicato nella pagina dedicata del sito del Ministero dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare. Le decisioni  di  ritiro  o
sospensione del riconoscimento  dell’accreditamento  sono  ugualmente
pubblicate sul sito del Ministero dell’ambiente e  della  tutela  del
territorio e del mare, in caso di violazione della normativa.
2. Gli organismi verificatori di cui all’art. 3, comma  3,  lettere
a) e b), sono tenuti a comunicare al Comitato entro  quindici  giorni
la  sospensione  o  il  ritiro  dell’accreditamento  da  parte  degli
organismi di accreditamento nazionali riferiti nella domanda  di  cui
all’art. 3, comma 2.
degli organismi verificatori
1. Il mantenimento nel tempo del riconoscimento dell’accreditamento
e’ subordinato alla verifica annuale della capacita’ del verificatore
accreditato di continuare a svolgere  le  attivita’  di  verifica  in
piena conformita’ alle norma EA 6/03 e UNI ISO 14065.  Tale  verifica
e’ effettuata a cura del Comitato.
2. Entro il 30 giugno di ciascun anno, gli organismi verificatori a
cui   e’   stato    rilasciato    l’attestato    di    riconoscimento
dell’accreditamento  e  che  risultano  iscritti  nel  registro   dei
verificatori accreditati di cui all’art. 7, inviano al  Comitato  una
relazione  sull’attivita’  di   verifica   svolta   ai   fini   della
comunicazione delle emissioni annuali dell’anno precedente.
3.  Il  Comitato  esamina  la  qualita’  e  la  completezza   della
documentazione di cui al comma 2 e dei  documenti  sull’attivita’  di
verifica di cui al comma 4 dell’art. 9 al fine di valutare  l’operato
degli  organismi   verificatori   in   termini   di   competenza   ed
indipendenza. A tal fine il Comitato  puo’  richiedere  all’organismo
che  ha  rilasciato  l’accreditamento  o  il  riconoscimento  di  cui
all’art. 3, comma 3, lettera b), di fornire  informazioni  aggiuntive
sulle  procedure  e  prescrizioni   utilizzate   per   garantire   la
valutazione e il controllo continuo della competenza degli  organismi
verificatori che svolgono attivita’ di verifica. Nel  caso  di  esito
negativo  della  valutazione,   il   Comitato   informa   l’organismo
verificatore interessato e procede, se del caso, alla  sospensione  o
al ritiro del riconoscimento ed all’aggiornamento  del  registro  dei
verificatori di cui all’art. 7.
Capo III   DISPOSIZIONI PER LO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITA’
Disposizioni e modalita’ di svolgimento
dell’attivita’ di verifica
1.  L’attivita’  di  verifica  e’   svolta   dai   soli   organismi
verificatori a cui e’ stato rilasciato l’attestato di  riconoscimento
verificatori di cui al precedente art. 7.
2. Gli organismi verificatori di cui al comma  precedente  svolgono
l’attivita’ di verifica in conformita’  ai  criteri  stabiliti  dalla
direttiva ETS e dalle MRG, secondo le modalita’ stabilite dalla norma
EA 6/03.
3.  A  conclusione  dell’attivita’  di   verifica   gli   organismi
verificatori in conformita’ con  la  norma  EA  6/03,  rilasciano  al
gestore dell’attivita’ un attestato di verifica, contenente almeno le
informazioni di cui all’allegato 2 e  un  rapporto  sul  processo  di
convalida contenente almeno le informazioni di  cui  all’allegato  3,
secondo il formato riportato  nella  pagina  dedicata  del  sito  del
4. Gli organismi verificatori sottoscrivono l’attestato di verifica
e il rapporto sul processo di convalida di cui al comma 3, con  firma
digitale basata su  un  certificato  qualificato,  rilasciato  da  un
certificatore accreditato, ai sensi del decreto legislativo n. 82 del
7 marzo 2005, e li inviano a questo Comitato entro  il  31  marzo  di
ciascun anno, secondo le modalita’ riportate  nella  pagina  dedicata
del sito del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio  e
5. Nel caso in cui l’attestato  di  verifica  di  cui  al  comma  3
presenti  un  giudizio  professionale  positivo,  contestualmente  al
rilascio di tale attestato, gli organismi verificatori confermano per
via telematica l’esito positivo della verifica attraverso il Registro
nazionale delle emissioni e  delle  quote  di  emissioni  secondo  le
modalita’ pubblicate nella pagina  dedicata  del  sito  dell’Istituto
Capo IV   DISPOSIZIONI FINALI E RICOGNIZIONE  DEI
1. Il DEC/RAS/23/2006, il DEC/RAS/96/2006, il DEC/RAS/181/2006 e la
deliberazione n. 02/2008 del Comitato sono abrogati dalla data di cui
2. Per gli organismi  verificatori  elencati  in  allegato  4  alla
presente   deliberazione   si   considera   che   la   procedura   di
riconoscimento dell’accreditamento abbia gia’ avuto esito positivo.
3. Dalla data di entrata in vigore della presente deliberazione gli
organismi di cui al comma 2 comunicano al  Comitato  ogni  variazione
relativa alla documentazione ed alle informazioni di cui all’art.  3,
entro trenta giorni  dal  verificarsi  della  variazione  stessa.  Il
Comitato  provvede  ad   aggiornare,   confermare   o   revocare   il
riconoscimento a seguito della valutazione della variazione  entro  i
successivi sessanta giorni dalla comunicazione.
4.  La  presente  deliberazione  entra  in  vigore  dalla  data  di
Il presidente: Romano
Allegato 2  –  Contenuti  minimi  dell’Attestato  di  verifica  delle
L’Attestato di verifica  sintetizza  il  giudizio  professionale  del
responsabile   della   verifica    degli    organismi    verificatori
relativamente alla attivita’ di verifica svolta ed in particolare  ai
valori dichiarati. L’Attestato  di  verifica  contiene  gli  elementi
costitutivi minimi riportati a seguire, inclusi  il  contesto  e  gli
obiettivi,  la  descrizione  del  lavoro  svolto   ed   il   giudizio
professionale espressione dell’esito della verifica.
L’Attestato di verifica deve chiarire il contesto e gli obiettivi, in
–   impianto verificato (numero  di  autorizzazione,  gestore,
impianto) od operatore aereo verificato (codice di riferimento, nome)
e dati identificativi della comunicazione sottoposta a verifica (anno
o periodo di riferimento  e  dati  dichiarati  complessivi  quali  il
numero complessivo di emissioni);
–   destinatari dell’Attestato di verifica;
–   date  di  svolgimento   della   verifica,   di   emissione
dell’Attestato di verifica e protocollo interno;
–   indicazione della composizione del gruppo di verifica, del
responsabile del gruppo di verifica e del responsabile dell’organismo
di cui all’articolo 1 della presente deliberazione a cui il gruppo di
verifica fa riferimento(4).
(4) Il responsabile dell’organismo va inteso come colui che  ha
sottoscritto la domanda  di  riconoscimento  dell’attivita’  di
verifica ai sensi del DEC/RAS/023/2006.
–   finalita’ del lavoro di verifica in termini di espressione
di un giudizio professionale, con un ragionevole livello di certezza,
relativamente  alla  presenza  o  meno,  nei  dati  contenuti   nella
comunicazione, di omissioni non corrette, rappresentazioni  errate  o
errori  che  possono  portare  ad   inesattezze   rilevanti   o   non
conformita’. In tale ambito per ragionevole certezza  si  intende  un
elevato, ancorche’ non assoluto livello  di  certezza,  che  permetta
l’espressione di un giudizio in maniera affermativa;
–   conformita’ ai requisiti per l’accettazione qualificata di
accreditamento   stabiliti    dall’articolo    5    della    presente
deliberazione, con particolare riferimento ai requisiti di:
–  imparzialita’   e    indipendenza,    con    particolare
riferimento   all’assenza   di   servizi   di   consulenza    erogati
all’operatore verificato o a  societa’  controllanti,  controllate  o
collegate, da parte dei membri del gruppo  di  verifica  o  da  parte
dell’organismo a cui il gruppo di verifica fa riferimento, nel  corso
dei due anni precedenti  l’inizio  della  missione  di  verifica;  la
conformita’ al suddetto  requisito  va  attestato  con  dichiarazione
sostitutiva di atto di notorieta’  resa  ai  sensi  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445(5)  da  allegare
all’attestato di verifica.
(5)  La  firma,  in  relazione  alle   dichiarazioni   di   cui
all’articolo 47 del DPR n. 445/00,  deve  essere  corredata  da
copia fotostatica leggibile di un documento di identita’  dello
stesso gestore o suo legale  rappresentante.  L’Amministrazione
si riserva di  compiere  accertamenti  relativi  alla  predetta
dichiarazione  sostitutiva.  La  falsa  dichiarazione  comporta
l’applicazione di sanzioni penali [articolo n. 76  del  DPR  n.
445/00].
–  competenza del gruppo di verifica per il  settore  e  la
categoria dimensionale di appartenenza dell’operatore verificato.
L’attestato di verifica  deve  descrivere  in  maniera  sintetica  la
natura e l’estensione dell’incarico di verifica. In  tal  senso  deve
–   la descrizione degli elementi normativi di  riferimento  e
le  relative  prescrizioni  vigenti  in  materia  di  monitoraggio  e
comunicazione delle emissioni;
–   l’esplicita  definizione  del   livello   accettabile   di
rilevanza tenendo conto  della  natura  e  della  complessita’  delle
attivita’  e  delle  fonti  dell’impianto  coerentemente   a   quanto
richiesto all’Allegato 3 della presente deliberazione;
–   la dichiarazione che, con riferimento all’obiettivo  della
verifica della comunicazione, il  lavoro  svolto  fornisce  una  base
adeguata per l’espressione del proprio giudizio professionale con  un
ragionevole livello di  certezza.  In  tale  ambito  per  ragionevole
certezza si intende un elevato, ancorche’ non  assoluto,  livello  di
certezza  che  permetta  l’espressione  di  un  giudizio  in  maniera
affermativa;
–   la descrizione sintetica degli eventuali rilievi emersi in
termini  di  singole  inesattezze  rettificate  e  non   rettificate,
omissioni, dichiarazioni inesatte o errori.
L’Attestato  di  verifica  si  conclude  con  un  esplicito  giudizio
dell’organismo di cui all’articolo 1 che  ha  svolto  l’attivita’  di
verifica in merito all’esito  della  verifica.  Tale  giudizio  viene
espresso in una delle seguenti forme:
–   un giudizio positivo senza rilievi
–   un giudizio positivo con rilievi
–   un giudizio negativo
–   dichiarazione di impossibilita ad esprimere un giudizio.
L’organismo di cui  all’articolo  1  che  ha  svolto  l’attivita’  di
verifica puo’ esprimere un  giudizio  senza  rilievi  se  sono  state
verificate con esito positivo le seguenti condizioni:
a) la comunicazione e’  priva  di  inesattezze,  dichiarazioni
errate, omissioni, errori di natura volontaria o involontaria;
b)  la  comunicazione  e’  conforme  alle  disposizioni  delle
normative vigenti che ne disciplinano i  criteri  di  preparazione  e
c) non vi sono state limitazioni alla conduzione del  processo
Nei casi in cui il giudizio senza rilievi non si possa esprimere,  il
verificatore  apprezza  e  valuta  la  rilevanza  di   ogni   singola
inesattezza e dell’insieme delle inesattezze non rettificate, tenendo
conto di ogni omissione, dichiarazione  inesatta  o  errore  tale  da
poter dar luogo a un’inesattezza per valutarne i riflessi sul proprio
giudizio  professionale.  Tale  valutazione  conduce  ad  una   delle
seguenti ipotesi di giudizio:
–   “giudizio con rilievi”, se l’organismo che  ha  effettuato
la verifica giudica che gli effetti complessivi dei  rilievi  emersi,
sia in termini di inesattezze complessive,  omissioni  non  corrette,
rappresentazioni errate o errori sul dato emissivo dichiarato, sia in
termini di effetti  potenziali  di  eventuali  non  conformita’,  non
superino la soglia di rilevanza. In tal  senso  se  la  presenza  dei
rilievi non altera la capacita’ della comunicazione di  rappresentare
in modo veritiero e corretto la situazione emissiva dell’impianto;
–   “giudizio negativo”, se l’organismo che ha  effettuato  la
verifica evidenzia  la  presenza  di  inesattezze  rilevanti  con  un
impatto degli errori sul valore totale delle emissioni superiore alla
soglia di rilevanza stabilita per l’impianto  o  se  il  verificatore
giudica che gli effetti derivanti dalla non corretta applicazione dei
criteri  di  redazione  della  comunicazione  sono  tali  da  portare
potenzialmente a inesattezze rilevanti;
–   “dichiarazione di impossibilita’ ad esprimere un giudizio”
se l’organismo  che  ha  effettuato  la  verifica  evidenzia  che  le
inadeguatezze nell’informazione resa non consentono di pronunciarsi e
le attivita’ di verifica sono limitate a tal  punto  da  far  mancare
elementi indispensabili per un giudizio sulla comunicazione.  In  tal
caso egli dichiara l'”impossibilita’ ad esprimere un giudizio”.
L’Attestato   di   verifica   e’   sottoscritto   dal    responsabile
dell’organismo che ha svolto l’attivita’ di verifica.
Contenuti minimi del Rapporto sul processo di convalida
Il Rapporto sul processo di convalida deve indicare tutti gli aspetti
attinenti il lavoro svolto. Il Rapporto sul processo di convalida  ha
lo scopo di fornire una prova dell’effettiva esecuzione del lavoro di
verifica e delle conclusioni in base alle quali  l’organismo  che  ha
effettuato la  verifica,  e’  giunto  a  formulare  ed  esprimere  un
giudizio sulla comunicazione delle emissioni esaminata.
In particolare il Rapporto sul processo di convalida deve contenere:
–   descrizione  della  metodologia  di  verifica  adottata  e
descrizione    delle    attivita’    condotte    nell’ambito    della
predisposizione della verifica che  includono  l’analisi  strategica,
l’analisi dei processi, l’analisi e valutazione dei rischi, il  piano
di verifica, la predisposizione  dei  documenti  di  lavoro  e  delle
–   descrizione  delle  attivita’  svolte  nell’ambito   della
conduzione della verifica;
–   indicazione delle date di svolgimento  della  verifica  ed
indicazione della data della visita nella sede dell’impianto;
–   indicazione della  data  di  emissione  dell’Attestato  di
verifica e del numero di protocollo interno;
–   indicazione della composizione del gruppo di verifica, con
specifica indicazione dei membri che hanno  partecipato  alla  visita
nella sede dell’impianto, del responsabile del gruppo di  verifica  e
del responsabile dell’organismo a cui fa  riferimento  il  gruppo  di
verifica(6);
–   descrizione dettagliata  dell’esito  della  verifica,  con
particolare riferimento ai rilievi eventualmente emersi;
–   valutazione e descrizione della conformita’ del sistema di
monitoraggio alla normativa vigente.
Il  Rapporto  sul  processo  di  convalida  puo’  inoltre   contenere
informazioni, spiegazioni, commenti di dettaglio  e  indicazioni  per
migliorare il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni di  gas
(6)  Il  responsabile  e’  da  intendersi  come  colui  che  ha
sottoscritto la domanda di riconoscimento presentata  ai  sensi
dell’articolo 3 della presente deliberazione.
COMITATO NAZIONALE PER LA GESTIONE DELLA DIRETTIVA 2003/87/CE E PER IL SUPPORTO NELLA GESTIONE DELLE ATTIVITA’ DI PROGETTO DEL PROTOCOLLO DI KYOTO – DELIBERAZIONE 12 ottobre 2010 redazione redazione 2015-05-05T20:22:16+00:00