Source: http://roma.sentenze.ilcaso.it/codice_societario/2425
Timestamp: 2019-11-22 18:48:38+00:00
Document Index: 105645314

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2425', 'art. 1', 'art. 2425', 'art. 2425', 'art. 1', 'art. 2425', 'art. 2423', 'art. 2425', 'art. 2425']

I. Il conto economico deve essere redatto in conformità al seguente schema:
15) proventi da partecipazioni, con separata indicazione di quelli relativi ad imprese controllate e collegate;
a) da crediti iscritti nelle immobilizzazioni, con separata indicazione di quelli da imprese controllate e collegate e di quelli da controllanti;
d) proventi diversi dai precedenti, con separata indicazione di quelli da imprese controllate e collegate e di quelli da controllanti;
Totale (15 + 16 - 17 + - 17-bis).
D) Rettifiche di valore di attività finanziarie:
Totale delle partite straordinarie (20 - 21).
Risultato prima delle imposte (A - B + - C + - D + - E);
22) imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, differite e anticipate;
23) utile (perdite) dell'esercizio.
Requisiti di non fallibilità ex art. 1, comma 2, lett. b), l.fall. - Ricavi lordi - Riferimento alle sole voci n. 1) e n. 5), lett. A), dello schema di conto economico ex art. 2425 c.c. - Necessità - Fondamento.
In tema di requisiti dimensionali per l'esonero dal fallimento di cui all'art. 1, comma 2, lett. b), l.fall., i "ricavi lordi" devono essere individuati facendo riferimento alle voci n. 1) ("ricavi delle vendite e delle prestazioni") e n. 5) ("altri ricavi e proventi") dello schema di conto economico previsto dall'art. 2425, lett. A), c.c., poiché il criterio quantitativo dei ricavi lordi annui va correlato alla sola gestione ordinaria dell'impresa, restando fuori dal relativo computo i "proventi finanziari", le "rivalutazioni" e i "proventi straordinari", rispettivamente indicati dall'art. 2425, lett. C), D) ed E), c.c., nel testo vigente prima della novella introdotta dal d.lgs. n. 139 del 2015. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 10 Dicembre 2018, n. 31825. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Requisiti dimensionali - Ricavi lordi - Ricavi in senso tecnico - Voci 1 e 5 dello schema di conto economico di cui all'articolo 2425 c.c., lett. A - Variazioni delle rimanenze - Esclusione.
In tema di requisiti dimensionali di esonero dalla fallibilità di cui all'art. 1, comma 2, lett. b, l. fall. (nel testo risultante dalla riforma di cui al d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169), per l'individuazione dei "ricavi lordi", che vanno considerati ricavi in senso tecnico, occorre fare riferimento alle voci n. 1 («ricavi delle vendite e delle prestazioni») e n. 5 («altri ricavi e proventi») dello schema obbligatorio di conto economico previsto dall'art. 2425, lett. A, c.c. Non rientrano, invece, in tale nozione le voci dalla n. 2 alla n. 4 del menzionato schema e, in particolare, le variazioni delle rimanenze, le quali rappresentano dei costi comuni a più esercizi, che vengono sospesi, in conformità del principio di competenza economica di cui all'art. 2423 bis c.c., per essere rinviati ai successivi esercizi, in cui si conseguiranno i relativi ricavi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 05 Marzo 2015, n. 4526. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Soglie dimensionali - Imprese soggette all'obbligo di deposito del bilancio di esercizio - Individuazione dei ricavi - Riferimento alla disciplina codicistica di bilancio - Articolo 2425 c.c...
Per individuare i ricavi di cui alla lettera b) dell'articolo 1, comma 2, legge fallimentare, rilevanti ai fini della dichiarazione di fallimento, occorre fare riferimento, come per l'attivo, alle corrispondenti indicazioni fornite dalla disciplina codicistica di bilancio e in particolare alle voci dell'articolo 2425 c.c. A1, 2, 3 e 5 (con l'avvertenza che i valori delle voci 2 e 3, se negativi, vanno detratti); C15 e C16; E20 (plusvalenze da alienazione di immobilizzazioni). Devono invece escludersi dal computo le voci A4 (incrementi delle immobilizzazioni per lavori interni) e D18 (rivalutazioni). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 03 Novembre 2012. Segue...
Società - Di capitali - Società per azioni - Bilancio - Contenuto - Criteri di valutazione - In genere - Disciplina dell'art. 2425 cod. civ. nel testo antecedente alle modifiche apportate dal d.lgs. n. 127 del 1991 - Deroga prevista dall'ultimo comma - Presupposti - Speciali ragioni - Nozione - Fattispecie in tema di ammortamento dei beni aziendali. .
In tema di valutazione degli elementi dell'attivo del bilancio di una società per azioni, le "speciali ragioni" di cui all'art. 2425, ultimo comma, cod. civ. (nel testo antecedente alle modifiche introdotte dal d.lgs. n. 127 del 1991), permettono la deroga agli ordinari criteri di cui ai commi precedenti della citata disposizione e non solo ai criteri massimi di valutazione e trovano giustificazione in peculiari esigenze del caso concreto, tali da rendere inadeguato il valore legale del bene; è pertanto corretta la riduzione delle quote di ammortamento dei beni aziendali operata in ragione della contribuzione degli stessi alla gestione dell'imprese (nella specie, limitata a soli tre mesi l'anno, in considerazione del carattere stagionale dell'attività imprenditoriale), al fine di tener conto del consumo e del deperimento effettivamente verificatisi a causa di tale limitata utilizzazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Maggio 2008, n. 13413. Segue...
Società - Di capitali - Società per azioni - Bilancio - Contenuto - Criteri di valutazione - In genere - Iscrizione nel conto economico di ricavi - Incertezza an e quantum - Illegittimità - Correttezza e veridicità - Violazione - Relazione esplicativa amministratori - Requisito di chiarezza - Sussistenza - Insufficienza. .
È illegittima l'iscrizione in bilancio, tra i ricavi della società, di proventi da conferimenti per un ammontare che, alla data di chiusura dell'esercizio di competenza, è incerto ed ipotetico in quanto fondato su una stima suscettibile di essere modificata sulla base di evenienze non dipendenti dalla società. Il rispetto del requisito della chiarezza, riguardante il contenuto informativo del bilancio, mediante la spiegazione, nella relazione degli amministratori, delle ragioni dell'incertezza nella determinazione dei proventi incidenti sui ricavi, non sana il difetto dei requisiti di correttezza e veridicità del bilancio che attengono al risultato economico, ed impongono l'iscrizione di componenti positive del reddito non meramente ipotetiche. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Luglio 2007, n. 16388. Segue...