Source: https://www.sagittastudio.it/servizi
Timestamp: 2019-08-23 11:04:24+00:00
Document Index: 76843143

Matched Legal Cases: ['art.28', 'art. 26', 'art.26', 'art.31', 'art.33', 'art.35', 'art.36', 'art.32', 'art. 30']

La sicurezza è un argomento di cui si parla molto in azienda e che spesso viene subìto invece di utilizzato come strumento di conoscenza e di sviluppo delle competenze anche operative.
L’aspetto cogente, obbligatorio, della sicurezza è quello descritto nel D.Lgs.81/08 che richiede numerosi adempimenti fra i quali il più noto è la redazione del documento di valutazione dei rischi dal quale derivano tutte le azioni di eliminazione, riduzione, contenimento dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
L’aspetto volontario della sicurezza è quello della norma OHSAS18001 che descrive i requisiti di un sistema di gestione della sicurezza. Un sistema di gestione della sicurezza, ha uno scopo organizzativo poiché definisce una struttura il cui funzionamento garantisce la soddisfazione degli adempimenti richiesti dalla legge.
La principale differenza fra lo standard OHSAS18001 ed i requisiti del D.Lgs.81/08 è che la norma contiene il principio del miglioramento continuo che, se efficacemente applicato, garantisce la conformità ai requisiti legislativi e alle politiche di sicurezza specificate.
---------- SICUREZZA D.LGS.N.81/08 -----------
Il D.Lgs.81/2008 costituisce la legislazione fondamentale italiana relativamente alla prevenzione sui luoghi di lavoro e comprende quasi tutto ciò che l’ha preceduto sulla salute, l’igiene e la sicurezza sul lavoro. Prescrive misure di tutela in tutte le aziende, grandi e piccole, pubbliche e private.
Solo alcuni ambiti particolari mantengono la loro normativa specifica al di fuori del D.Lgs.81/08 e sono, ad esempio la prevenzione degli incidenti rilevanti – direttiva “Seveso” , gli obblighi di tutela delle lavoratrici in gravidanza – D.Lgs.151/2001, la disciplina sulle radiazioni ionizzanti – D.Lgs.230/95.
Il D.Lgs.81/2008 stabilisce alcuni principi relativamente innovativi e introduce i soggetti della sicurezza.
1 - LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
D.Lgs.n.81/2008 Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
La valutazione dei rischi - VDR
Il D.Lgs. 81/08 obbliga il datore di lavoro ad eseguire e mantenere aggiornata una valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.
Chi scrive la VDR ?
Eseguire la valutazione dei rischi e gestirla è un obbligo del datore di lavoro. Il decreto si applica alle aziende di tutti i settori di attività, a tutte le tipologie di rischio, a tutti i lavoratori indipendentemente dalla dimensione dell’azienda.
Individuare i pericoli, valutare i rischi, eliminarli o ridurli e gestire i rischi residui
Ridurre il numero e la gravità degli infortuni
Garantire la conformità dell’azienda ai requisiti del D.Lgs.81/08 art.28
Ridurre al minimo, a zero i danni alle persone
Organizzare ed alimentare le competenze e le conoscenze del personale
Verifica dell’esistente: documenti e audit in campo
Individuazione delle fonti di potenziale rischio
Elaborazione della valutazione dei rischi con il dettaglio della pianificazione degli interventi necessari
Informazione del personale sulla prevenzione dei rischi e la sicurezza sul lavoro
Formazione del personale sui rischi relativi alla propria mansione
2 - DUVRI
E’ il documento con il quale si valutano i rischi che reciprocamente si generano fra due o più aziende che svolgono il proprio lavoro contemporaneamente.
E’ un unico documento e tutte le aziende coinvolte devono collaborare alla sua redazione.
Chi scrive il DUVRI
Il datore di lavoro che affida lavori, servizi e forniture ad un’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno della propria impresa, deve valutare se l’attività del fornitore genera rischi per i propri collaboratori e, viceversa, se la propria attivià genera rischi per i lavoratori del fornitore.
Nel caso in cui ci siano dei rischi derivanti dalla contemporaneità delle attività il datore di lavoro deve scrivere il Documento Unico di Valutazione di Rischi da Interferenza.
In caso contrario, il datore di lavoro documenta l'assenza di interfenza.
Valutare i rischi reciproci
Prevenire i danni generati dalla potenziale interferenza fra le diverse attività di chi lavora insieme
Gestire la sicurezza sul lavoro durante un appalto
Garantire la conformità dell’attività ai requisiti del D.Lgs.81/08 art. 26
Verifica delle competenze del fornitore e delle relative evidenze
Individuazione delle fonti di potenziale rischio reciproco
Valutazione del rischio associato alle attività che saranno svolte del fornitore presso l’azienda
Pianificazione degli interventi necessari
Informazione del personale – dell’azienda e del fornitore - sulla prevenzione dei rischi generati dall’interferenza
Formazione del personale sui rischi generati dall’interferenza
Quando non si scrive il DUVRI
L’art.26 comma 3bis) definisce che non è necessario scrivere il DUVRI per lavori in appalto di durata inferiore a 5 uomini-giorno nell’arco di un anno dall’inizio dell’appalto.
A meno che l’appalto non comporti alcune tipologie di rischio grave accuratamente dettagliate.
Il significato della dicitura 5 uomini-giorno è la traduzione – maccheronica - della locuzione man/days e significa cha la durata del lavoro non dev’essere superiore a 5 giorni sommando tutti i giorni di lavoro per ogni persona che lavora a quell’attività.
- un lavoro di manutenzione che impegna 1 persona per 2 giorni in un anno vale 2 giorni/uomo e non richiede il DUVRI
- un lavoro di manutenzione che impegna 1 persona per 2 giorni per 3 volte in un anno vale 6 giorni/uomo e richiede il DUVRI
- il contratto di appalto delle pulizie che impegna 2 persone per mezza giornata alla settimana per tutto l’anno (48 settimane) vale 48 giorni/uomo e richiede il DUVRI
3 - Ruolo RSPP
E’ la figura individuata dal datore di lavoro che gestisce il servizio di prevenzione e protezione.
Salvo alcuni casi (art.31 c.6) il ruolo di RSPP può essere affidato a personale esterno all’azienda.
Il servizio di prevenzione e protezione svolge i compiti dettagliati all’art.33 del D.Lgs.81/08 e cioè:
individua i fattori di rischio e ne esegue la valutazione sulla base della conoscenza dell’organizzazione
elabora le misure preventive e protettive e attua i sistemi di controllo di tali misure
partecipa alla riunione periodica della sicurezza (art.35)
fornisce ai lavoratori le informazioni sui rischi presenti in azienda, sulle procedure di pronto soccorso, emergenza ed evacuazione, ecc. (art.36)
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione - RSPP – deve avere le capacità ed i requisiti professionali adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro, recita l’art.32 dettagliando quali titoli di studio sono necessari insieme alla frequenza a determinati corsi di formazione.
Il personale di Sagitta ha competenze adeguate allo svolgimento di questo ruolo in diversi settori merceologici.
Analoga formazione e requisiti professionali sono richiesti per gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione – ASPP.
----------- SICUREZZA OHSAS 18001 -----------
OHSAS 18001 è uno standard internazionale (OccupationalHealth and SafetyAssessmentSpecification) che definisce i requisiti di un sistema di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro.
La norma OHSAS 18001 può essere adottata da qualsiasi organizzazione, di ogni settore merceologico, per ogni attività e ha lo scopo di rendere sistematici
l’individuazione di tutti i pericoli presenti nell’operatività ordinaria e straordinaria
l’individuazione di tutti i rischi associati
e la loro gestione e cioè: eliminazione, minimizzazione, controllo.
la certificazione OHSAS 18001 è riconosciuta come possibile sistema esimente dalle forme di responsabilità introdotte dal D.Lgs 231/01 come è previsto dal D.Lgs. 81/08 art. 30, comma 5).
INAIL riduce il premio assicurativo alle imprese che hanno realizzato azioni di prevenzione degli infortuni. Gli interventi che permettono di accedere alla riduzione del tasso di tariffa per prevenzione sono quelli previsti dal Modello OT 24.
La certificazione OHSAS 18001 permette di ottenere il massimo punteggio necessario per lo sconto sul premio INAIL.
Certificazione di sistema OHSAS 18001:2007
E' l’assicurazione scritta rilasciata da una parte terza come un ente di certificazione, che garantisce la conformità del sistema di gestione della sicurezza alla norma internazionale OHSAS 18001:2007.
La norma OHSAS 18001:2007 che descrive il sistema di gestione della sicurezza si applica a tutti i settori di attività e a tutte le tipologie di rischio indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda.
Avere a disposizione un sistema di gestione della sicurezza
Gestire la sicurezza con un approccio sistemico ai diversi aspetti che ne fanno parte: dalla redazione del documento di analisi dei rischi, al coordinamento di imprese esterne che lavorano in azienda, dalla formazione dei collaboratori, alla gestione dei quasi-incidenti.
Applicare la logica sistemica alla gestione di un argomento delicato, complesso (e sanzionato) come la sicurezza
Saper eseguire audit della sicurezza (e non solo)
Verifica dei documenti esistenti come dichiarazioni di conformità degli impianti, marcatura CE di macchine e attrezzature, disponibilità del certificato di provenzioni incendi e altri
Analisi della conformità legislativa:
- mappatura dei requisiti cogenti per mettere a disposizione dell’azienda il dettaglio di direttive europee, leggi, decreti, regolamenti ai quali è vincolata
- verifica della conformità dell’organizzazione ai requisiti di legge applicabili
Individuazione delle effettive fonti di rischio
Verifica dell’operatività come l’assegnazione dei ruoli e delle responsabilità, la gestione del rischio operativo, la formazione e le competenze del personale verso gli aspetti della sicurezza
Redazione delle procedure operative, del manuale del sistema sicurezza, della struttura della valutazione dei rischi
Applicazione pratica del sistema sicurezza con la registrazione delle attività
La norma UNI EN ISO 14001 è lo standard per la certificazione di Sistema di Gestione Ambientale per le organizzazioni di tutte le dimensioni. Basata sulla metodologia PDCA –Plan, Do, Check, Act - fornisce un quadro sistematico per l’integrazione delle pratiche a protezione dell’ambiente.
Un’organizzazione che lavora rispettando l’ambiente dimostra una maggior competenza degli aspetti operativi e, certamente migliora la sua immagine e, soprattutto, la sua reputazione.
La capacità di gestire un’organizzazione rispettando contemporaneamente l’ambiente è un elemento di gestione del rischio operativo, compreso quello di violare delle normative ambientali.
Le principali modifiche dell’edizione 2015 della norma UNI EN ISO 14001 sono:
il riferimento alla HLS, High Level Structure, cioè ad una struttura comune ad altri schemi di certificazione
il concetto di Risk Based Thinking come criterio per definire le caratteristiche specifiche di ogni sistema di gestione
Il periodo di transizione della certificazione all’edizione 2015 è di36 mesi dalla data di pubblicazione della versione finale e terminerà a settembre 2018 quando tutte le certificazioni rilasciate ai sensi della UNI EN ISO 14001:2008 non saranno più valide.
1 - Certificazione di sistema UNI EN ISO 14001:2015 – Sistema di gestione ambientale
E’ l’assicurazione scritta, rilasciata da una parte terza come un ente di certificazione, che garantisce la conformità del sistema di gestione ambientale alla norma internazionale UNI EN ISO 14001:2015.
La norma UNI EN ISO 14001 che descrive il sistema di gestione ambientale si applica a tutte le organizzazioni indipendentemente dal tipo, dal prodotto o servizio e dalla loro dimensione.
Avere a disposizione un strumento per la gestione dell’impatto ambientale generato dalle attività dell’azienda
Costruire un modello organizzativo: individuando i processi critici per l’ambiente e pianificandone la gestione orientata al miglioramento dell’impatto ambientale.
Supportare l’organizzazione nell’adempimento dei propri obblighi di conformità legislativa verso l’ambiente
Proteggere l’ambiente mediante la prevenzione o mitigazione di impatti ambientali negativi
Comunicare informazioni ambientali alle parti interessate rilevanti
Raggiungere benefici finanziari e operativi
Audit di conformità legislativa, prerequisito per l’applicazione di un sistema di gestione ambientale
Audit dell’esistente in termini documentali e di competenza
A partire dalle attività descritte nel campo di applicazione, effettuazione di un’analisi dei rischi e degli aspetti ambientali presenti
Redazione della politica ambientale e degli obiettivi conseguenti
Preparazione delle procedure e delle istruzioni di lavoro per il controllo dei rischi emersi e degli aspetti ambientali risultati significativi e per la gestione delle emergenzeApplicazione pratica del sistema di gestione ambientale con l’accurata registrazione delle attività
Attività di sorveglianza, monitoraggio e reporting
Le principali differenze con l'edizione ISO14001:2004
la struttura della norma segue il nuovo indice della HLS, articolato in 10 capitoli e comune a tutte le future norme di sistema oltre all’attuale UNI EN ISO 9001:2015. E’ la HLS High Level Structure.
prestazioni ambientali: si esplicita chiaramente come, tra i risultati del sistema di gestione debba essere compreso l'accrescimento delle prestazione ambientali dell'organizzazione.
Il contesto dell'organizzazione, è una novità assoluta e fondamentale, introdotta dalla HLS per tutti i Sistemi di Gestione: l'organizzazione deve analizzare i fattori che incidono sulla sua capacità di ottenere quanto stabilito. I fattori comprendono le condizioni ambientali e le loro variazioni, ma anche il contesto tecnologico, finanziario, politico, sociale, ecc.
Enfasi sulla leadership
Rischi e opportunità: anche questa è una novità importante e comune a tutti i sistemi di gestione.
L'organizzazione deve determinare quali rischi ed opportunità devono essere affrontati per ottenere i risultati attesi. Rischi e opportunità devono essere considerati nella scelta degli obiettivi ambientali.
La prospettiva del ciclo di vita: non proprio una Life Cycle Analysis secondo le norme della famiglia ISO14040, ma un’analisi specifica di questi aspetti.
Comunicazione: l'organizzazione deve definire un processo di comunicazione interna ed esterna.
L’industria cosmetica ha esigenze specifiche di gestione delle pratiche operative, infatti fa riferimento alle Buone Pratiche di Fabbricazione riferendosi alle competenze organizzative specifiche necessarie.
La linea guida UNI EN ISO22716 intende proprio “offrire consigli organizzativi e pratici per la gestione dei fattori umani, tecnici e amministrativi che influenzano la qualità dei prodotti.”
Sono strutturate secondo il flusso operativo, dal ricevimento delle materie prime, alla spedizione dei prodotti.
Sono specificatamente dedicate alle organizzazioni che si occupano di produzione, controllo, conservazione e spedizione di prodotti cosmetici.
Non comprendono invece gli aspetti della sicurezza del personale o della tutela dell’ambiente dell’azienda cosmetica.
1 - UNI EN ISO 22716:2008 - Cosmetici - Pratiche di Buona Fabbricazione
(Good Manufacturing Practices GMP)
E’ una norma che fornisce le linee guida per la produzione, il controllo, l’immagazzinamento e la spedizione dei prodotti cosmetici.
Queste linee guida sono dedicate all’industria cosmetica e riguardano la gestione dei fattori umani, tecnici e amministrativi che influenzano la qualità dei prodotti.
Costruire un sistema di buone pratiche di fabbricazione del prodotto cosmetico sviluppando il concetto di assicurazione della qualità attraverso la descrizione delle attività dello stabilimento basata sul solido giudizio scientifico e sulle valutazione dei rischi.
Garantire la capacità dell’organizzazione di mantenere requisiti e livelli di qualità costanti per il prodotto cosmetico
Sostenere la conformità dell’azienda al REGOLAMENTO (CE) n. 1223/2009 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 30 novembre 2009 sui prodotti cosmetici.
Definire i livelli di competenza del personale attivo nei settori critici per la qualità del prodotto cosmetico
Monitorare il livello di igiene e salute del personale relativamente alla qualità del prodotto cosmetico
Monitorare la conformità dei locali di produzione: strutture, pulizia, igienizzazione. manutenzione
Monitorare la qualità delle macchine, delle apparecchiature e degli strumenti di misura
Miglioramento del processo di produzione del prodotto cosmetico
- Criteri di identificazione e rintracciabilità dei lotti
- Gestione della conservazione, rilascio, spedizione, non conformità, difettosità e reso dei prodotti cosmetici
- Gestione delle attività in subappalto (outsourcing)