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Timestamp: 2019-02-20 20:45:37+00:00
Document Index: 178191108

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 3', 'art. 97', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 8']

TELECITY S.P.A. SENTENZA TAR PIEMONTE DICEMBRE 2011
Lunedì 02 Gennaio 2012 18:47 | Scritto da Administrator | | |
TELECITY S.P.A., SENTENZA TAR DEL PIEMONTE DICEMBRE 2011
sul ricorso numero di registro generale 1549 del 2010, proposto da:
TELECITY S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv. Alessandro Sciolla e Piermario Sasso, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Alessandro Sciolla in Torino, corso Montevecchio, 68;
per l'annullamento dell'ordinanza emessa dal Comune di Moncalieri in data 25.10.2010 con prot. n. 430/2010, notificata il 6.11.2010, con la quale la ricorrente è stata diffidata, con riferimento all'impianto di radiodiffusione televisiva in esercizio in località Colle della Maddalena, ad eseguire la riduzione a conformità in modo da ridurre il valore di campo entro il limite consentito, tramite la riduzione della potenza al connettore d'antenna pari al 63,90;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Moncalieri e del Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento Comunicazioni;
I) Eccesso di potere per contrasto con la delibera emessa dalla Giunta Provinciale di Torino nell’ambito del procedimento di risanamento del sito Colle della Maddalena: il provvedimento impugnato è stato adottato nonostante sia tuttora in corso il procedimento di approvazione del Piano di Risanamento del Colle della Maddalena, il cui iter non si è ancora concluso a causa dell’inerzia, non dei gestori, ma delle amministrazione pubbliche coinvolte; il provvedimento contraddice gli impegni assunti dal Comune di Moncalieri in seno alla conferenza di servizi indetta per l’approvazione del Piano di Risanamento; il provvedimento è illogico e irragionevole perché la situazione di criticità del Colle della Maddalena è nota da un decennio (tanto da aver giustificato l’attivazione del procedimento di risanamento); nel frattempo non sono intervenute novità tali da giustificare l’adozione dell’atto impugnato.
II) Violazione dell’art. 6 del DPCM 8 luglio 2003 e dell’art. 3 della D.G.R. 39-14473/2004. Eccesso di potere per difetto di istruttoria; violazione dell’art. 97 Cost.: l’atto impugnato ha tratto origine da accertamenti istruttori carenti e sommari che, in violazione della norma richiamata in rubrica, hanno omesso di acquisire specifiche e dettagliate informazioni sulle “sorgenti elettromagnetiche” e sugli impianti individualmente responsabili dello sforamento dei valori di attenzione; se tali accertamenti fossero stati eseguiti, sarebbe stato possibile ricondurre i livelli dei campi elettromagnetici entro i limiti consentiti ordinando la riduzione a conformità ai soli titolari di impianti eserciti con potenze in eccesso, anziché disporre una riduzione generalizzata e indiscriminata;
III) Violazione dell’art. 8, comma 5 L.R. 19/2004 e dell’art. 6 DGR 39-14473/2004. Eccesso di potere per difetto di istruttoria: la norma regionale citata in rubrica dispone che la riduzione a conformità può essere disposta solo “compatibilmente con la qualità del servizio e previo accertamento da parte degli organi ausiliari del Ministero delle comunicazioni”; la norma è diretta a realizzare un bilanciamento tra interessi ambientali e di tutela della salute e quelli legati al mantenimento della qualità del servizio; detta norma è stata però violata dal Comune di Moncalieri con l’adozione dell’atto impugnato, dal momento che il Comune ha omesso di accertare, richiedendo il necessario parere dell’Ispettorato Territoriale del Dipartimento delle Comunicazioni del Ministero, se la riduzione a conformità dell’impianto potesse incidere negativamente sulla qualità del servizio; la stessa brevità del termine assegnato per ottemperare all’atto impugnato è irragionevole, illogica e contraria al principio di proporzionalità.
6. Nel corso del giudizio sono stati chiesti chiarimenti al competente Ispettorato del Ministero dello Sviluppo Economico (resi in data 28.04.2011) ed eseguita l’audizione di un rappresentante del predetto ufficio alla camera di consiglio del 26 maggio 2011, unitamente ai tecnici di parte e dell’ARPA Piemonte.
7. Anche alla luce di tali chiarimenti, con ordinanza n. 366 del 27 maggio 2011, la Sezione ha accolto l’istanza cautelare e fissato l’udienza di discussione del merito, ritenendo assistita da apprezzabili elementi di fumus la censura inerente la violazione dell’art. 8 comma 3 della L.R. Piemonte n. 19/2004.
9. All’udienza pubblica del 1 dicembre 2011, la causa è stata trattenuta per la decisione
Tanto precisato, è agevole rilevare la fondatezza della censura dedotta con il terzo motivo di ricorso, inerente l’omessa verifica circa la coerenza della riduzione a conformità con la salvaguardia della qualità del servizio.
PUBBLICATO DA VITTORIO DE GIORGIO, RESPONSABILE DELL'ASSOCIAZIONE APERT. SONO GRADITE SEGNALAZIONI DI ERRORI E OMISSIONI.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 02 Gennaio 2012 19:00)