Source: http://urbium.it/site/d_News.asp?CategoriaNews=60&TD02_ID=11791&title=LA%20PERENTORIET%C3%80%20DEI%2090%20GIORNI%20DI%20CUI%20ALL%E2%80%99ART.%20167,%20COMMA%205,%20D.LG.%2042/2004%20RIGUARDA%20L%E2%80%99OBBLIGO%20DI%20CONCLUDERE%20LA%20RELATIVA%20FASE%20DEL%20PROCEDIMENTO
Timestamp: 2019-06-27 13:35:17+00:00
Document Index: 138347030

Matched Legal Cases: ['art. 167', 'art. 167', 'art. 146', 'art. 167', 'art. 167', 'art. 146']

URBIUM -LA PERENTORIETÀ DEI 90 GIORNI DI CUI ALL’ART. 167, COMMA 5, D.LG. 42/2004 RIGUARDA L’OBBLIGO DI CONCLUDERE LA RELATIVA FASE DEL PROCEDIMENTO-La perentorietà del termine di 90 giorni previsto dall’art. 167, comma 5, d.lg. n. 42 del 2004 non riguarda la sussistenza del potere, ma l’obbligo di concludere la relativa fase del procedimento (obbligo che, se rimasto inadempiuto, può essere dichiarato sussistente dal giudice, con le relative conseguenze); quindi, nel caso di superamento del medesimo termine (così come avviene nel caso di superamento del termine di centottanta giorni, fissato dal medesimo art. 167, comma 5, per la conclusione del procedimento, nonché nel caso di superamento di quello di quarantacinque giorni, fissato dall’art. 146, comma 5), il codice non ha determinato né la perdita del relativo potere, né alcuna ipotesi di silenzio qualificato o significativo.
LA PERENTORIETÀ DEI 90 GIORNI DI CUI ALL’ART. 167, COMMA 5, D.LG. 42/2004 RIGUARDA L’OBBLIGO DI CONCLUDERE LA RELATIVA FASE DEL PROCEDIMENTO
La perentorietà del termine di 90 giorni previsto dall’art. 167, comma 5, d.lg. n. 42 del 2004 non riguarda la sussistenza del potere, ma l’obbligo di concludere la relativa fase del procedimento (obbligo che, se rimasto inadempiuto, può essere dichiarato sussistente dal giudice, con le relative conseguenze); quindi, nel caso di superamento del medesimo termine (così come avviene nel caso di superamento del termine di centottanta giorni, fissato dal medesimo art. 167, comma 5, per la conclusione del procedimento, nonché nel caso di superamento di quello di quarantacinque giorni, fissato dall’art. 146, comma 5), il codice non ha determinato né la perdita del relativo potere, né alcuna ipotesi di silenzio qualificato o significativo.
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