Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-276-codice-civile-legittimazione-passiva
Timestamp: 2020-01-23 11:59:38+00:00
Document Index: 145432412

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 33', 'art. 108', 'art. 276', 'e contrario', 'art. 276', 'art. 24', 'art. 244', 'art. 404', 'sentenza ']

Art. 276 codice civile: Legittimazione passiva | La Legge per tutti
Art. 276 codice civile: Legittimazione passiva
La domanda (1) per la dichiarazione di paternità o di maternità (naturale) (2) deve essere proposta nei confronti del presunto genitore o, in sua mancanza (3), nei confronti dei suoi eredi. In loro mancanza, la domanda deve essere proposta nei confronti di un curatore nominato dal giudice davanti al quale il giudizio deve essere promosso (4).
Curatore (speciale): [v. 165].
(1) Art. così sostituito ex l. 10-12-2012, n. 219 (Riforma della filiazione) (art. 1, c. 5).
(2) La parola in parentesi quadra è stata soppressa ex art. 33, d.lgs. 28-12-2013, n. 154 (Attuazione riforma filiazione), in vigore dal 7-2-2014 (art. 108 d.lgs. cit.).
(3) Si tratta delle ipotesi di morte (o dichiarazione di morte presunta) della persona di cui si chiede l’accertamento della qualità di genitore.
(4) Il comma 1 esclude la legittimazione passiva degli eredi degli eredi del presunto genitore.
La nuova disciplina dell'art. 276 c.c. in tema di dichiarazione di maternità o paternità si applica anche ai giudizi in corso; ne consegue che la domanda di accertamento di paternità si può proporre anche se è morto il presunto genitore e i suoi eredi.
Cassazione civile sez. I 19 settembre 2014 n. 19790
In caso di morte del preteso genitore, legittimati passivi all'azione di dichiarazione giudiziale di paternità sono esclusivamente i suoi eredi, e non anche gli eredi degli eredi, ai quali, in quanto portatori di un interesse contrario all'accoglimento della domanda, è riconosciuta la sola facoltà di intervenire in giudizio. Tale soluzione risponde ad una interpretazione, letterale e sistematica, dell'art. 276 cod. civ., che, nel prevedere che l'azione "deve" essere proposta nei confronti degli eredi diretti ed immediati del preteso genitore defunto, ne esclude, implicitamente, la possibilità di altri (ai quali, diversamente, resterebbe preclusa la possibilità di intervenire) e trova conferma nella nuova formulazione della norma, che contempla, in mancanza di eredi, la possibilità di agire nei confronti di un curatore nominato dal giudice. Rigetta, App. Milano, 09/05/2011
Cassazione civile sez. I 16 maggio 2014 n. 10783
È manifestamente infondata, in relazione agli art. 24, 29 e 30 cost., la q.l.c. degli art. 244 c.c., 395 n. 1 e 404 c.p.c., nella parte in cui limitano la proponibilità dell'opposizione di terzo o l'intervento del soggetto indicato come padre naturale, o dei suoi eredi, nel giudizio di disconoscimento di paternità, promosso da colui che solo all'esito del positivo esperimento di tale azione potrà chiedere il riconoscimento di paternità, in quanto il pregiudizio fatto valere è di mero fatto, laddove il rimedio contemplato dall'art. 404 c.p.c. presuppone in capo all'opponente un diritto autonomo, la cui tutela sia però incompatibile con la situazione giuridica risultante dalla sentenza impugnata. Rigetta, App. Roma, 27/07/2011
Cassazione civile sez. I 13 gennaio 2014 n. 487