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Timestamp: 2018-03-20 19:31:44+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 21']

Dal 5 aprile la notifica a mezzo PEC sarà ammissibile nella giustizia amministrativa? | PROCESSO AMMINISTRATIVO TELEMATICO
Dal 5 aprile la notifica a mezzo PEC sarà ammissibile nella giustizia amministrativa?
Pubblicato il 29 marzo 2016 1 aprile 2016 da Elia Barbujani
Il DPCM n.40/2016 (Regolamento sul PAT) porta con sé un importante novità in materia di notificazioni effettuate a mezzo PEC, tale da porre fine al recente dibattito giurisprudenziale formatosi intorno all’ammissibilità di tale forma di notificazione.
Infatti, secondo l’art. 14 del nuovo Regolamento, “i difensori possono eseguire la notificazione a mezzo PEC a norma dell’articolo 3bis della legge 21 gennaio 1994, n. 53“.
Tuttavia, l’art. 21 del DPCM n. 40/2016 prevede che le disposizioni del Regolamento sulle specifiche tecniche del PAT si applichino dal 1 Luglio 2016, in quanto durante la sperimentazione “continuano ad essere applicate le previgenti disposizioni in materia di perfezionamento degli adempimenti processuali“.
Si segnala, tuttavia, che alcuni commentatori ritengono che la notificazione a mezzo PEC sia immediatamente applicabile con l’entrata in vigore del DPCM il 5 aprile. Secondo tale opinione, la norma di cui all’art. 21 DPCM n. 40/2016 dovrebbe valere solo per i depositi telematici, mentre le notificazioni a mezzo PEC sarebbero ormai da ritenersi ammissibili nel processo amministrativo.
Infatti, è l’art. 3 bis della L. 53/1994 a conferire la facoltà di notificazione a mezzo PEC agli avvocati, mentre l’art. 14 del DPCM n. 40/2016 e l’art. 14 All. A DPCM, regolano le specifiche tecniche che il difensore deve seguire per il corretto perfezionamento della notifica.
D’altronde, ragionando in tal senso, lo stesso Consiglio di Stato n. 189/2016, nel dichiarare l’inesistenza della notifica effettuata a mezzo PEC, aveva ritenuto che tale modalità non fosse consentita per l’espressa previsione dell’art. 16 quater, co. 3 bis DL 179/2012. Ciò, in quanto “da un lato afferma l’applicabilità al processo amministrativo dello strumento della notifica telematica (del resto prevista dagli articoli 1 e 3­bis della legge n. 53 del 1994 ), dall’altro non disconosce certo la necessità di regole tecniche anche per il processo amministrativo, che, (…) non possono essere che quelle di cui all’emanando, citato, D.P.C.M. (…), solo all’esito del quale l’intero processo amministrativo digitale avrà una completa regolamentazione e la notifica del ricorso a mezzo PEC potrà avere effettiva operatività“.
Il DPCM n. 40/2016 entrerà in vigore il 5 aprile 2016: tale previsione, per l’opinione favorevole, dovrebbe permettere la notificazione a mezzo PEC ben prima dell’entrata in vigore del PAT.
Seguendo, invece, l’espressa previsione dell’art. 21 del medesimo decreto, che dispone l’entrata in vigore di tutte le disposizioni del DPCM a partire dal 1 Luglio 2016, risulta difficile intendere l’immediata applicazione dell’articolo 14 DPCM senza un’espressa previsione del legislatore.
La notificazione del ricorso introduttivo è già ammessa dalla L. 53/1994, ma sebbene la pubblicazione del Regolamento abbia supplito alla assenza delle specifiche tecniche, queste non possono che intendersi applicabili solo a decorrere dal 1 Luglio 2016.
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