Source: http://blog.fitateatro.it/2016/03/partite-iva-dormienti-le-comunicazioni.html
Timestamp: 2017-12-15 00:37:01+00:00
Document Index: 82229348

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 5', 'art. 35', 'art. 16', 'art. 20', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 35', 'art. 35']

FITA TEATRO: PARTITE IVA “DORMIENTI”: LE COMUNICAZIONI PAZZE DEL FISCO
PARTITE IVA “DORMIENTI”: LE COMUNICAZIONI PAZZE DEL FISCO
Le disposizioni normative. Ai sensi dell’art. 35, comma 3 del DPR n. 633/1972, il contribuente titolare di partita Iva, in caso di cessazione dell’attività, deve darne comunicazione all’Agenzia delle entrate, entro trenta giorni, compilando un apposito modulo.
A norma del successivo comma 15-quinquies (inserito dal DL 98/2011 e poi modificato dal DL 16/2012), l’Agenzia delle entrate, sulla base dei dati e degli elementi in possesso dell'anagrafe tributaria, individua i soggetti titolari di partita IVA che, pur obbligati, non abbiano presentato la predetta dichiarazione di cessazione di attività; successivamente, l’ufficio comunica a tali soggetti che provvederà alla cessazione d'ufficio della partita IVA.
La sanzione. L’omessa presentazione della comunicazione di cessazione dell’attività, nel termine di 30 giorni dal suo verificarsi, è punita, ai sensi dell’art. 5, comma 6 del D.Lgs n. 471/1997, con una sanzione amministrativa da euro 500 a euro 2.000 .
Il citato comma 15-quinquies dell’art. 35 prevede che la somma dovuta a titolo di sanzione per l'omessa presentazione della dichiarazione di cessazione di attività, in deroga all’art. 16 del D.Lgs n. 472/1997 (ai sensi del quale la sanzione amministrativa tributaria deve essere irrogata mediante atto di contestazione), è iscritta direttamente a ruolo a titolo definitivo.
Le comunicazioni dell’Agenzia. Ai sensi della normativa testè citata, l’Agenzia delle entrate può legittimamente contestare la mancata comunicazione di chiusura della partita IVA da parte del contribuente qualora la stessa risulti ancora attiva al sistema informativo dell’Anagrafe tributaria, ma non sia di fatto utilizzata (nel senso che il contribuente da anni non effettua operazioni attive e/o passive e non presenta la dichiarazione annuale Iva); contestualmente l’Ufficio può disporre la chiusura d’ufficio della medesima partita Iva.
Il problema della “intempestività” della comunicazione. Il problema che molti contribuenti si trovano ad affrontare nel momento in cui ricevono un avviso di tal sorta, è soprattutto di natura probatoria; spesso, infatti, si tratta di attività cessate da decenni, attività in relazione alle quali i contribuenti stessi non possiedono più alcun documento (non essendone, peraltro, obbligati nemmeno sotto il profilo civilistico).
- il contribuente non è mai stato titolare di partita Iva;
- il contribuente ha effettivamente presentato la comunicazione di cessazione dell’attività in tempi remoti, in formato cartaceo (non esisteva ancora il canale telematico), ad esempio presso l’Ufficio distrettuale delle II.DD. allora esistente, o ad altro ufficio finanziario, ma tali dati per qualche motivo non sono stati inseriti poi a sistema e, considerato il tempo trascorso, la documentazione probatoria non è più disponibile;
- il contribuente ha effettivamente cessato l’attività decenni or sono, non ha presentato entro 30 giorni la comunicazione di cessazione richiesta dalla norma e quindi ha commesso una violazione che, tuttavia, non potrebbe essere più perseguita sotto il profilo amministrativo, per intervenuta decadenza ex art. 20 del D.Lgs n. 472/1997.
Il legittimo affidamento. Al di là della legittimità degli avvisi inviati masse di contribuenti che, evidentemente, risultano ancora titolari di partite Iva da molto tempo inutilizzate, il comportamento dell’Agenzia delle entrate, oltre che evidentemente inopportuno, appare censurabile quanto meno sotto il profilo della lesione di alcuni principi sanciti dallo Statuto del contribuente, quali:
- il legittimo affidamento di cui all’art. 10, comma 1 della Legge n. 212/2000, per cui i rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria dovrebbero conformarsi al principio della collaborazione e della buona fede e tale non appare la pretesa di dover provare fatti capitati, in molti casi, molti anni prima;
- la tempestiva informazione, di cui all’art. 6, co. 2 della stessa legge, per cui l'amministrazione deve informare il contribuente di ogni fatto o circostanza a sua conoscenza dai quali possa derivare (…) l'irrogazione di una sanzione.
Misure difensive. E’ evidente come spesso i contribuenti, raggiunti da comunicazioni ex art. 35, comma 15-quinquies per attività chiuse anni or sono, possano non essere più in grado di provare la data certa della chiusura della partita Iva o dell’attività; pur tuttavia, si forniscono i seguenti spunti che potrebbero essere considerati decisivi dall’ufficio, al fine di escludere la responsabilità per la violazione dell’art. 35, terzo comma del DPR n. 633/1972, perché non commessa, ovvero in quanto decaduta sotto il profilo accertativo.
- lo svolgimento da anni attività di lavoro dipendente a tempo pieno, intrapresa dopo aver cessato quella di lavoro autonomo o d’impresa (incompatibile, ad esempio, con la posizione di pubblico dipendente);
- la presentazione della comunicazione di cessazione alla camera di commercio o ad altri enti pubblici;
- l’impossibilità di svolgere l’attività corrispondente alla partiva Iva per la perdita dei requisiti che ne autorizzavano l’esercizio;
- la chiusura della sede di esercizio dell’attività;
- la chiusura delle utenze (gas, acqua, luce, telefono);
- il perfezionamento della fase liquidatoria (cessione dei beni strumentali, licenziamento del personale dipendente);
- di aver presentato per uno svariato numero di anni la dichiarazione dei redditi con mod. 730, circostanza questa incompatibile con il possesso di una partiva Iva (ragion per cui l’Agenzia avrebbe potuto e dovuto evidenziare l’irregolarità in modo tempestivo);
- di aver presentato da anni la dichiarazione dei redditi con mod. Unico, priva del quadro Iva e del quadro Irap, senza che l’ufficio abbia mai evidenziato irregolarità di sorta.