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Timestamp: 2019-03-19 07:57:37+00:00
Document Index: 64437481

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 102', 'art. 2561', 'sentenza ']

12 Ottobre 2014 | di Federico Gavioli
Piani di risanamento: l’attestazione del professionista, la motivazione, le riserve o indicazioni cautelative
08 Ottobre 2014 | di Giuliano Buffelli
Si esamina la questione dell'attestazione, riguardante i piani di risanamento, nell'ipotesi in cui le motivazioni del professionista siano condizionate, con riserva o cumulative. La riflessione proposta parte dall'analisi dei Principi di attestazione dei piani di risanamento e delle Linee guida per il finanziamento dell'impresa in crisi. Facendo il punto anche su quanto espresso dalla giurisprudenza di legittimità, l'Autore propone le sue conclusioni sull'argomento.
ONG e qualifica ONLUS: le conseguenze dopo la Legge n. 125/2014
07 Ottobre 2014 | di Paolo Alessandro Pesticcio, Francesca Pasi
È in vigore dal 29 agosto scorso la nuova Legge che disciplina la cooperazione internazionale per lo sviluppo che ha introdotto numerosi cambiamenti tra i quali alcuni inerenti alle nuove tipologie di soggetti coinvolti nel sistema della cooperazione italiana allo sviluppo e agli specifici adempimenti che le ONG, oggi idonee, saranno tenute ad effettuare per mantenere la qualifica di ONLUS. Ecco evidenziate alcune criticità inerenti al regime transitorio previsto per le attuali ONG che, sino ad oggi, hanno fruito della qualifica di ONLUS di diritto. In particolare, non sembrano essere state ben delineate le modalità di assunzione della qualifica di ONLUS per le future ONG e, ancora meno, per quelle attualmente dichiarate “idonee”. La nuova Legge ha, tra l’altro modificato anche l’art. 10, co. 1, D.Lgs. n. 460/1997, inserendo un ulteriore settore di attività agli 11 già previsti, senza tuttavia chiarire un aspetto importante quale la sua riconducibilità tra i settori condizionati o immanenti. A tali criticità e dubbi in relazione agli aspetti legati alla qualifica di ONLUS si spera possa essere data una soluzione interpretativa anche attraverso l’emanazione di una Circolare dell’Amministrazione Finanziaria.
Brevi note sui principi di attestazione dei piani di risanamento e ruolo del professionista
25 Settembre 2014 | di Alberto Tron
Il documento “I Principi di attestazione dei piani di risanamento”, redatto da AIDEA-IRDCEC-ANDAF-APRI-OCRI ed approvato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commericalisti ed Esperti contabili, ha fornito importanti linee guida rivolte al professionista attestatore con l’intento di fornire modelli comportamentali condivisi e accettati. Alla luce dei Principi l’Autore ripercorre le fasi dell'attività svolta dal professionista attestatore per giungere al giudizio finale sul piano: partendo dalle attività strumentali si focalizza sulle modalità che il professionista deve seguire nell’operare le sue valutazioni.
Concordato con continuità e contratti pubblici: questioni risolte e nuovi problemi nel prima del "nuovo" art. 186-bis, comma 4 l. fall.
05 Settembre 2014 | di Paolo Pizza
Il legislatore, di recente, ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico, il nuovo comma 4 dell’art. 186–bis l. fall., in relazione al concordato con continuità aziendale, il quale dispone che“successivamente al deposito del ricorso, la partecipazione a procedure di affidamento di contratti pubblici deve essere autorizzata dal Tribunale, acquisito il parere del commissario giudiziale, se nominato; in mancanza di tale nomina, provvede il Tribunale”. L'Autore, grazie ad una precisa analisi sia del tema del rapporto tra concordato con continuità aziendale e contratti pubblici sia nella disciplina anteriore che in quella vigente, coglie le questioni non ancora pacifiche e ne esamina i possibili risvolti.
25 Luglio 2014 | di Marco Ligrani
La disciplina della deducibilità, dal reddito d’impresa, delle quote di ammortamento dei beni materiali delle aziende date in affitto o in usufrutto è contenuta nell’art. 102 comma 8 del T.U.I.R., il quale prevede, come regola generale, che a beneficiarne sia l’affittuario o l’usufruttuario e che le parti possano invertire tale regime in favore del proprietario, dando atto, nel contratto, di voler derogare, espressamente, all’art. 2561 c.c. sull’usufrutto di azienda; eventualità, quest’ultima, che può presentare profili di criticità in sede contenziosa.
22 Luglio 2014 | di Giuseppe Marino
Nel sistema delineato dal d.lgs. n. 231/2001, l’illecito ascrivibile all’ente costituisce una fattispecie complessa e non si identifica con il reato commesso dalla persona fisica: pertanto, l’ente e l’autore del reato non possono qualificarsi coimputati, essendo ad essi ascritti due illeciti strutturalmente diversi.
L'utilizzo del trust di scopo quale legittimo strumento di ausilio nella crisi di impresa
25 Giugno 2014 | di Marco Minguzzi, Lisa Masetti
Amministratore di fatto e di comodo: quando rischia il reato di bancarotta
20 Giugno 2014 | di Federico Gavioli
L’amministratore di fatto non risponde del reato di bancarotta se partecipa ad una singola operazione distrattiva. Infatti, per una condanna di natura penale occorrono una serie di ulteriori elementi che non possono essere circoscritti ad una sola operazione. In questi termini si è pronunciata la Corte di Cassazione con la sentenza del 9 giugno 2014, n. 24051, ritenendo dunque necessari per la condanna a tale tipologia di reato indici sintomatici ulteriori. L'occasione è utile per tracciare un quadro completo, sulla scorta di alcuni recenti orientamenti giurisprudenziali, in relazione al problema dei c.d. amministratori di fatto e amministratori di comodo “teste di legno”, messi ai vertici delle società commerciali.
Un altro (significativo) passo avanti comunitario verso l’armonizzazione della normativa sulla crisi d’impresa. La raccomandazione della Commissione europea 12.3.14 e il possibile impatto sulle norme italiane
19 Giugno 2014 | di Giorgio Corno
La Raccomandazione della Commissione Europea in data 12 marzo 2014 su un nuovo approccio al fallimento delle imprese e all’insolvenza detta norme minime in materia di ristrutturazione preventiva delle imprese sane in crisi e di liberazione dai debiti degli imprenditori onesti falliti. Questo documento mira all’armonizzazione della disciplina degli Stati membri in materia di insolvenza; alla promozione dell’imprenditoria, degli investimenti e dell’occupazione; a ridurre gli ostacoli al buon funzionamento del mercato interno. L’attuazione dei principi ivi contenuti costituisce il punto di arrivo di un processo svolto a livello comunitario, all’esito di uno studio aggiornato della situazione normativa degli Stati membri, oltre che sull’esame delle best practices esistenti in materia. Gli Stati membri destinatari della raccomandazione sono invitati ad attuare i principi ivi contenuti entro 12 mesi. La Commissione si riserva di valutare la sua implementazione e l’efficacia delle azioni intraprese entro 18 mesi dalla sua adozione, al fine di comprenderne l’impatto, e al fine di valutare se proporre ulteriori misure per consolidare e rafforzare l’approccio cui si informa. Il presente contributo descrive il contenuto della Raccomandazione e si sofferma sui possibili effetti che essa potrebbe avere sugli accordi raggiunti con tutti i creditori nell’ambito delle procedure di soluzione concordata della crisi di impresa.