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Timestamp: 2020-02-17 07:24:28+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 703', 'art. 669', 'sentenza ', 'art. 703', 'art. 703', 'art. 91']

Corte Costituzionale, sentenza 379 del 2007 - testo integrale Sentenza
Corte Costituzionale, sentenza 379 del 2007
Procedura civile · condanna alle spese · provvedimenti non aventi natura di sentenza.processo civile
"Nella specie, trattandosi di norma processuale, l'interpretazione va condotta attribuendo rilievo al principio di economia dei giudizi, espressione di quello, fondamentale, di ragionevolezza. Alla stregua di questo, le ipotesi, che lo stesso remittente menziona, di previsione del regolamento delle spese processuali con provvedimenti non aventi natura di sentenza, devono essere considerate come espressione del principio generale secondo il quale il giudice che emette un provvedimento conclusivo di un procedimento, anche solo ipoteticamente idoneo a divenire definitivo, deve anche provvedere sulle spese (ordinanza n. 384 del 2002, nonché ordinanze n. 130 e n. 380 del 2005)."
nel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 703 e 669-octies del codice di procedura civile promosso dal Tribunale di Firenze, sezione distaccata di Empoli nel procedimento civile vertente tra F. F. ed altra e la Sadar Costruzioni s.r.l. ed altra, con ordinanza del 10 maggio 2006, iscritta al n. 675 del registro ordinanze 2006 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 6, prima serie speciale, dell'anno 2007.
1.— Nel corso di un procedimento possessorio il Tribunale di Firenze, sezione distaccata di Empoli, premesso di ritenere fondata la proposta domanda di reintegrazione e di non dover peraltro provvedere in tal senso per l'avvenuta, spontanea reintegra posta in essere dai resistenti, con ordinanza del 10 maggio 2006, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale degli artt. 703 e 669-octies del codice di procedura civile, nella parte in cui non prevedono che, con il provvedimento di accoglimento della domanda possessoria, il giudice debba provvedere anche sulle spese.
Sotto il vigore della precedente disciplina (in cui il merito possessorio doveva sempre seguire la fase interdittale), la giurisprudenza di legittimità aveva qualificato come avente natura di sentenza il provvedimento di reintegra nel possesso disposto dal giudice all'esito della fase interdittale – qualora il giudice non avesse fissato l'udienza per la successiva fase di merito – proprio in quanto lo stesso definiva il giudizio. Ma tale orientamento non appare al Tribunale estensibile alla nuova previsione di cui al riformato art. 703 cod. proc. civ., perché tale disposizione rinvia innanzitutto alle norme generali previste per i procedimenti cautelari dagli artt. 669-bis e seguenti cod. proc. civ., in quanto compatibili; norme tra le quali è compresa quella di cui all'art. 669-octies, ultimo comma, il quale letteralmente stabilisce che «L'autorità del provvedimento cautelare non è invocabile in un diverso processo», con ciò implicitamente negando natura di sentenza al provvedimento di accoglimento della domanda cautelare o possessoria (tale conclusione sembra al remittente avvalorata dal rilievo secondo il quale, mentre a fronte dell'ordinanza conclusiva della fase interdittale che non fissava l'udienza per la prosecuzione del merito possessorio, sotto il vigore delle vecchie norme, non era previsto alcun rimedio, oggi con la nuova previsione di cui all'art. 703 cod. proc. civ. è data alle parti la possibilità di avanzare istanza per la fissazione dell'udienza per la prosecuzione del giudizio di merito).
Tale esito necessitato dell'applicazione della norma in esame – che sarebbe dovuto ad una svista del legislatore – non appare al Tribunale conforme ai principi costituzionali di cui agli artt. 3 e 24 Cost., in quanto la mancata previsione della regolamentazione delle spese in caso di accoglimento della domanda possessoria in sede cautelare addossa al ricorrente vittorioso il costo del procedimento possessorio medesimo, costringendolo di fatto a richiedere – al solo scopo di ottenere la condanna della parte soccombente alle spese – la fissazione dell'udienza per il merito, pur ritenendosi soddisfatto già con il provvedimento interdittale, mentre tale costo non è sopportato dalla parte resistente vittoriosa, che si vede liquidate le spese.
Questo differente trattamento riservato alle parti, mentre sotto il vigore delle norme previgenti si giustificava per i procedimenti cautelari in considerazione della sostanziale differenza di disciplina tra il provvedimento di accoglimento e quello di rigetto della domanda cautelare (dal momento che solo il primo era destinato ad essere necessariamente seguito dalla fase del merito cautelare), non sarebbe oggi più sorretto da alcuna giustificazione logica neppure nel settore dei provvedimenti possessori, atteso che, all'esito della recente riforma, entrambi i provvedimenti – di rigetto o di accoglimento della domanda possessoria – sono ormai idonei a divenire definitivi (il primo in ogni caso, il secondo per l'ipotesi che non sia seguito da istanza di fissazione di udienza nel termine previsto).
2.— È intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, che ha concluso per l'inammissibilità e, comunque, per la manifesta infondatezza della questione, in quanto, sebbene l'art. 703 cod. proc. civ. non preveda l'obbligo per il giudice di liquidare le spese della fase sommaria del procedimento possessorio anche in caso di accoglimento della domanda, nondimeno risulterebbe possibile ricavare questo principio dall'art. 91 cod. proc. civ., norma generale in tema di liquidazione giudiziale delle spese.
1.— Il Tribunale di Firenze, sezione distaccata di Empoli, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale «delle norme di cui agli artt. 703 e 669-octies del codice di procedura civile, nella parte in cui non prevedono che, con il provvedimento di accoglimento della domanda possessoria, il giudice debba provvedere anche sulle spese».
2.— La questione non è fondata, nei sensi di cui in motivazione.
Procedura civile Condanna alle spese Provvedimenti non aventi natura di sentenza.processo civile