Source: https://www.studioassociatoborselli.it/coronavirus-e-dl-cura-italia-effetti-termini-esecuzione-immobiliare/
Timestamp: 2020-08-06 21:24:50+00:00
Document Index: 126553976

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 173', 'art. 569', 'art. 569', 'art. 631', 'art. 490', 'art. 490', 'art. 83']

Coronavirus e Dl Cura Italia: gli effetti del decreto su ogni singolo termine dell’esecuzione immobiliare – d'Ambrosio Borselli – Studio Legale Associato
In particolare, proprio l’art. 83 è intitolato “Nuove misure urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli effetti in materia di giustizia civile, penale, tributaria e militare”, apportando delle chiare modifiche al vecchio art. 1 del Decreto-Legge 8 marzo 2020, n. 11. Più precisamente, si nota come sia stato portato il periodo cuscinetto fino al 15 aprile 2020, in estensione rispetto al termine in precedenza previsto del 22 marzo 2020, data la massiva diffusione del CORONAVIRUS tra l’emanazione del decreto n. 11/2020 e 18/2020 (il termine del 15 aprile è stato ulteriormente prorogato all’11 maggio 2020 dall’art. 36 del dl n. 23 dell’8 aprile 2020).
Dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 le udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari sono rinviate d’ufficio a data successiva al 15 aprile 2020 (termine ulteriormente prorogato all’11 maggio 2020 dall’art. 36 del dl n. 23 dell’8 aprile 2020).
Dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 (termine ulteriormente prorogato all’11 maggio 2020 dall’art. 36 del dl n. 23 dell’8 aprile 2020) è sospeso il decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali. Si intendono pertanto sospesi, per la stessa durata, i termini stabiliti per la fase delle indagini preliminari, per l’adozione di provvedimenti giudiziari e per il deposito della loro motivazione, per la proposizione degli atti introduttivi del giudizio e dei procedimenti esecutivi, per le impugnazioni e, in genere, tutti i termini procedurali. Ove il decorso del termine abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo. Quando il termine è computato a ritroso e ricade in tutto o in parte nel periodo di sospensione, è differita l’udienza o l’attività da cui decorre il termine in modo da consentirne il rispetto. Si intendono altresì sospesi, per la stessa durata indicata nel primo periodo, i termini per la notifica del ricorso in primo grado innanzi alle Commissioni tributarie e il termine di cui all’articolo 17-bis, comma 2 del decreto legislativo 31 dicembre 1992 n. 546.”
Come già detto in precedenza, in data 8.4.2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto-Legge n. 23/2020, denominato anche “Decreto Liquidità”, mediante il quale, all’art. 36, è stato ampliato il periodo cuscinetto dal 15 aprile all’11 maggio 2020.
A questo punto, fatta tale debita premessa, ci si chiede quindi quale sia l’incidenza delle nuove misure adottate nei confronti dello svariato numero di termini presenti nel codice di procedura civile per le procedure esecutive immobiliari.
Il decorrere di tali termini resta sospeso, ovvero congelato, dal 9 marzo al 15 aprile 2020 (rectius 11 maggio 2020), ed inizieranno quindi a decorrere da tale ultima data. In sostanza, i giorni rientranti in tale periodo “cuscinetto” non devono essere considerati, trattandosi di termini di natura procedurale.
2) Un termine che sta invece a cuore dei debitori è quello relativo alla proposizione di una eventuale opposizione (615 e 617 c.p.c.). In tal caso il termine resta sospeso nel periodo cuscinetto, andando a decorrere dal 12.05.2020 per la parte residua.
– L’attività del CTU è soggetta ai termini di cui all’art. 173 bis disp. Att. C.p.c., ove è previsto che “L’esperto, terminata la relazione, ne invia copia ai creditori procedenti o intervenuti e al debitore, anche se non costituito, almeno trenta giorni prima dell’udienza fissata ai sensi dell’articolo 569 del codice”. Va da sé che, qualora l’udienza ex art. 569 c.p.c. sia stata fissata nel periodo cuscinetto, la stessa sarà oggetto di rinvio, con posticipazione altresì anche del termine previsto per il deposito della CTU. Qualora invece la stessa ricada subito dopo il predetto periodo, non oggetto di sospensione, bisognerà aspettare le determinazioni del Giudice, ma in ogni caso si può sempre presentare una proroga dei termini per il deposito dell’elaborato peritale. A tale attività, ovviamente, è strettamente connessa quella delle parti della procedura (creditori e debitori) le quali entro 15 giorni prima dell’udienza ex art. 569 c.p.c. possono depositare delle note alla relazione di stima, e per le quali valgono quindi le stesse considerazioni fatte poc’anzi per il CTU.
– Per quel che concerne il custode giudiziario, già con l’emanazione del D.L. 11/2020 erano stati tanti i Tribunali Italiani che ne avevano sospeso o limitato l’attività, con specifico riferimento agli accessi agli immobili pignorati ed all’esecuzione degli ordini di liberazione. Ora, invece, con l’emanazione del D.L. 18/2020 la loro attività sembrerebbe definitivamente sospesa su tutto il territorio nazionale, e quindi gli stessi termini concessi agli esecutati per il rilascio spontaneo dei beni pignorati sono sospesi dal 9 marzo 2020 all’11 maggio 2020, iniziando a decorrere a partire dal 12.05.2020.
– In relazione invece agli impegni incombenti in capo al professionista delegato per le operazioni di vendita, si rileva come la data fissata per la vendita è da qualificarsi come una udienza (art. 631 c.p.c.), per cui la stessa dovrà essere differita a data successiva al 11.05.2020. Il dettato normativo dell’art. 490 c.p.c. disciplina le tempistiche afferenti alla “pubblicità” delle vendite giudiziarie, fissando il termine minimo di 45 giorni tra la pubblicità e la data della vendita. Qualora una vendita fosse solo pubblicata in data 12.05.2020 le relative operazioni non potrebbero che avvenire in data successiva al 26.06.2020 (11 maggio + 45 giorni ex art. 490 c.p.c.). Col tempo scopriremo che misura adotteranno i vari Tribunali Italiani: se far cadere le vendite a partire dal 26.06.2020 o addirittura iniziare a pubblicarle da tale data. Il tutto salvo ovviamente l’emissione di ulteriori Decreti-legge.
4) Anche per gli aggiudicatari vale la sospensione del decorso dei termini per il versamento del saldo prezzo di aggiudicazione, così come disciplinato dagli artt. 585 e 576 c.p.c. In particolare, va notato come il predetto termine sia di natura procedurale e quindi soggetto alla disciplina di cui all’art. 83 co. 2 del D.L. n. 18/2020.
Il termine quindi sarà considerato sospeso dal 9.3.2020 e riprenderà a decorrere, per la residua parte, a far data dal 12.05.2020, salvo eventuali successive nuove disposizioni normative che si rendessero necessarie a causa della continua evoluzione del COVID-19.
Vi sarà quindi un incremento di tempo per il versamento del saldo del prezzo di aggiudicazione, pari al periodo oggetto di sospensione (9 marzo / 11 magio 2020), e non poteva esser altrimenti in considerazione della situazione di stallo in cui vertono gli istituti di credito chiamati a concedere un mutuo ai richiedenti aggiudicatari, nonché della ridotta possibilità di recarsi in banca. Qualora sorgano dei dubbi, ed in mancanza di circolari interne dei Tribunali, si potrebbe, mediante apposita istanza, compulsare il GE per ottenere una pronuncia sulla esatta scadenza del termine.