Source: https://giovannicupidi.com/2014/04/
Timestamp: 2019-12-14 01:07:07+00:00
Document Index: 183696264

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art.8', 'art. 1']

aprile 2014 – Blog Ufficiale di Giovanni Cupidi
Rigo E4 del modello 730 2014: spese veicoli per persone con disabilità
Con il rigo E4 del modello 730 2014 è possibile fruire della detrazione d’imposta del 19% sulle spese sostenute per l’acquisto di veicoli per persone con disabilità. L’auto per disabili può essere acquistata ogni 4 anni e consente una detrazione fino al limite di spesa id 18.075,99 euro. Agevolati gli acquisti di motoveicoli e autoveicoli, ma sono necessari determinati requisiti fisici certificati da commissione medica. Vediamo tutte le istruzioni, anche per la compilazione del modello 730.
Il Fisco italiano prevede una serie di agevolazioni fiscali per i contribuenti italiani. Con la presentazione del modello 730 è possibile fruire di alcune importanti detrazioni fiscali. Nel quadro E – Oneri e spese ci sono le detrazioni per le spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%. Alcuni dei righi della sezione I del modello 730 riguardano le persone disabili. Il rigo E3 riguarda le spese sanitarie sostenute per tali soggetti, il rigo E4 riguarda le spese veicoli per persone con disabilità. Quest’ultima detrazione è molto importante, si tratta di spese agevolate dal fisco che consentono al disabile di ridurre l’Irpef da pagare nel 730 utilizzando il 19% della spesa sostenute per acquistare un veicolo, ad esempio.
Oltre all’iva agevolata quindi, con il 730 2014, compilando l’apposito rigo, è possibile fruire della detrazione d’imposta del 19% sulle spese per veicoli, oltre che ovviamente per le spese sanitarie per persone con disabilità. Vediamo l’approfondimento sul rigo E4 – Spese veicoli per persone con disabilità e tutte le condizioni previste dall’Agenzia delle Entrate per fruire di tale detrazione.
Le istruzioni del rigo E4 del modello 730 2014: spese veicoli per persone con disabilità. Le istruzioni del modello 730 2014 stabiliscono che in questo rigo bisogna indicare le spese sostenute per l’acquisto:
La detrazione fiscale del 19% da indicare nel rigo E4 spetta nel limite di spesa di 18.075,99 euro e spetta con riferimento a un solo veicolo (auto o moto), a patto che sia utilizzato in via esclusiva o prevalente a beneficio della persona con disabilità. Il limite significa che si può arrivare a detrarre fino al 19% di 18.075,99 euro di spesa veicoli, ossia 3.434,44 euro.
La detrazione può essere ripartita in quattro quote annuali di pari importo. E il motivo per il quale la maggior parte dei contribuenti ha convenienza ad optare per la ripartizione in 4 quote, è dovuto alla possibile incapienza dell’Irpef, ossia che la detrazione spettante è troppo alta ed è tale da superare l’imposta lorda Irpef da pagare nell’anno in cui si è sostenuta la spesa. Per evitare di perdere i benefici della detrazione fiscale, che non può mai portare ad un credito d’imposta ma al massimo ad un azzeramento dell’Irpef da pagare, il Fisco consente un ulteriore agevolazione al contribuente, ossia poter ripartire la detrazione (es. 3434,44 euro) in quattro anni e quindi in 4 modelli 730 e in quattro anni di Irpef da pagare. In questo modo si può beneficiare della detrazione in misura piena.
La detrazione spetta una sola volta in un periodo di quattro anni, a meno che il veicolo non sia stato cancellato dal pubblico registro automobilistico.
Compilazione rigo E4 in caso di ripartizione spesa veicoli in 4 anni. Le istruzioni del modello 730 2014 in caso di rateizzazione della spesa per veicoli per disabili stabiliscono che bisogna indicare nel rigo E4 l’intero importo della spesa sostenuta (se l’acquisto è stato fatto nel 2013) e, nell’apposita casella, il numero 1 per segnalare che si vuol fruire della prima rata. Se, invece, la spesa è stata sostenuta nel 2010, nel 2011 o nel 2012 e nella relativa dichiarazione si è scelto di ripartire la detrazione in quattro rate annuali di pari importo, indicare:
l’intero importo della spesa (identico a quello indicato nel Mod. 730 relativo agli anni 2010, 2011 o 2012);
il numero della rata che si utilizza per il 2013 (4, 3 o 2) nell’apposita casella.
L’importo da indicare nel rigo E4 deve comprendere le spese indicate con il codice 4 nelle annotazioni del CUD.
Altre spese agevolate oltre l’acquisto del veicolo. La detrazione spetta anche per le spese di riparazione che non rientrano nell’ordinaria manutenzione, con esclusione, quindi, dei costi di esercizio (come, ad esempio, il premio assicurativo, il carburante e il lubrificante). Queste spese devono essere sostenute entro quattro anni dall’acquisto e concorrono, insieme al costo di acquisto del veicolo, al raggiungimento del limite massimo consentito di euro 18.075,99.
Se vengono compilati due righi E4, uno per l’acquisto dell’autoveicolo e l’altro per la manutenzione straordinaria la detrazione può essere ripartita in quattro quote annuali solo per l’acquisto e non per la manutenzione straordinaria.
La vendita dell’auto destinata al disabile. In caso di trasferimento a titolo oneroso o gratuito del veicolo prima che siano trascorsi due anni dall’acquisto, è dovuta la differenza tra l’imposta che sarebbe stata determinata in assenza dell’agevolazione e quella agevolata, a meno che la cessione non sia avvenuta in seguito a un mutamento dell’handicap che comporta per la persona con disabilità la necessità di acquistare un altro veicolo sul quale effettuare nuovi e diversi adattamenti.
Il furto del veicolo. Se il veicolo è stato rubato e non ritrovato, dal limite di 18.075,99 euro va detratto l’eventuale rimborso dell’assicurazione.
I requisiti fisici ed elenco dei veicoli
Tra le spese sanitarie agevolate per disabili rientrano quindi le spese per i mezzi necessari alla locomozione di persone con disabilità con ridotte o impedite capacità motorie per le quali spetta la detrazione sull’intero importo (rigo E4). L’Agenzia delle Entrate precisa che sono tali le spese sostenute per l’acquisto di motoveicoli e autoveicoli di cui, rispettivamente, agli artt. 53, comma 1, lett. b), c) ed f) e 54, comma 1, lett. a), c), f) ed m), del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, anche se prodotti in serie e adattati in funzione delle suddette limitazioni permanenti delle capacità motorie.
Le impedite capacità motorie permanenti, che è quindi un requisito che deve possedere il disabile per fruire dell’agevolazione, devono risultare dalla certificazione medica rilasciata dalla Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della legge n. 104 del 1992. Sono tali non solo i soggetti che hanno ottenuto il riconoscimento dalle commissioni di cui sopra, ma anche tutti coloro che sono stati ritenuti invalidi da altre commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra, ecc.
La detrazione sui veicoli spetta, a prescindere dall’adattamento, anche:
ai soggetti con handicap psichico o mentale per cui è stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento;
agli invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione;
ai soggetti affetti da pluriamputazioni.
Per fruire della detrazione è necessario un handicap grave, così come definito dall’art. 3, c. 3, della L. n. 104 del 1992, derivante da patologie che comportano una limitazione permanente della deambulazione.
La gravità dell’handicap deve essere certificata con verbale dalla commissione per l’accertamento dell’handicap di cui all’art. 4 della L. n. 104 del 1992. Per i soggetti di cui al punto 1) è, inoltre, necessario il certificato di attribuzione dell’indennità di accompagnamento, emesso dalla commissione per l’accertamento dell’invalidità civile.
Per le persone con disabilità che non risultano contemporaneamente “affetti da grave limitazione della capacità di deambulazione”, le “ridotte o impedite capacità motorie permanenti” sussistono ogni qualvolta l’invalidità accertata comporti di per sé l’impossibilità o la difficoltà di deambulazione per patologie che escludono o limitano l’uso degli arti inferiori. In tal caso, pertanto, non si rende necessaria l’esplicita indicazione della ridotta o impedita capacità motoria sul certificato di invalidità.
Vi possono comunque essere altre fattispecie di patologie che comportano “ridotte o impedite capacità motorie permanenti”, in tali casi è necessaria una certificazione aggiuntiva attestante le ridotte o impedite capacità motorie permanenti, rilasciata dalla Commissione di cui all’art. 4 della L. n. 104 del 1992, o in alternativa la copia della richiesta avanzata alla ASL diretta ad ottenere dalla predetta Commissione la certificazione aggiuntiva da cui risulti che la minorazione comporta ridotte o impedite capacità motorie permanenti, ai sensi dell’art.8 della L. n. 449 del 1997.
Tra i mezzi necessari per la locomozione sono compresi anche gli autoveicoli non adattati destinati alla locomozione dei non vedenti e dei sordi, individuati dall’art. 1, della L. 12 marzo 1999, n. 68.
Tra i veicoli adattati alla guida sono compresi anche quelli dotati di cambio automatico di serie, purché prescritto dalla commissione medica locale di cui all’articolo 119 del D. Lgs. 30 aprile 1992, n. 285. Tra i principali adattamenti ai veicoli, riferiti sia al sistema di guida che alla struttura della carrozzeria, che devono risultare dalla carta di circolazione a seguito del collaudo effettuato presso gli uffici periferici del Dipartimento dei trasporti terrestre del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, rientrano:
paranco ad azionamento meccanico/ elettrico/idraulico;
sedile scorrevole girevole simultaneamente atto a facilitare l’insediamento del disabile nell’abitacolo;
sistema di ancoraggio delle carrozzelle e cinture di sostegno;
sportello scorrevole.
Elenco dei motoveicoli che fruiscono della detrazione:
Elenco degli autoveicoli che fruiscono della detrazione:
autovetture: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo nove posti compreso quello del conducente;
autocaravan: veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all’alloggio di sette persone al massimo, compreso il conducente.
Qualora a causa della natura dell’handicap i veicoli necessitino di adattamenti diversi da quelli sopra contemplati, la detrazione potrà ugualmente essere riconosciuta, purché vi sia sempre un collegamento funzionale tra l’handicap e la tipologia di adattamento.
La detrazione compete a tutte le persone con disabilità con ridotte o impedite capacità motorie prescindendo dal possesso di una qualsiasi patente di guida da parte sia della persona con disabilità che dei soggetti cui risulta a carico.
(job.fanpage.it)
DISABILITA’. ARRIVA ‘JOBMETOO’, PRIMA PIATTAFORMA PER RECLUTARE LAVORATORI
Il servizio consente alle aziende di selezionare il personale secondo le proprie esigenze, per far lavorare le persone con disabilita’ in mansioni che ne esaltino il valore”. Disponibile anche un sistema di “job alert” (RED.SOC.)
Si chiama Jobmetoo e ha l’obiettivo di facilitare e perfezionare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, in riferimento alle persone con disabilita’. Tecnicamente, si tratta della prima societa’ web dedicata al reclutamento di lavoratori disabili, che consente alle aziende di selezionare i candidati in modo mirato. La nascita della piattaforma, che ha origini marchigiane a sede a Milan, e’ sostenuta da 360 Capital Partners e dal network internazionale U-Start, che a questa “startup” ha destinato un totale di 500 mila euro, per lo sviluppo della piattaforma, l’ampliamento della gamma dei servizi forniti, il lancio delle attivita’ di marketing e comunicazione e il rafforzamento della struttura. “Jobmetoo ha l’ambizione di diventare il punto di riferimento per le aziende che vogliono inserire nel proprio organico lavoratori appartenenti alle categorie protette per poterle far lavorare in mansioni che ne esaltino il loro valore a vantaggio quindi sia dell’azienda sia della persona con disabilita’.”, sottolinea Cesare Maifredi, General Partner di 360 Capital Partners. “L’idea ha un chiaro risvolto sociale – ha dichiarato Daniele Regolo, socio fondatore di Jobmetoo – La persona con disabilita’, grazie al proprio lavoro, puo’ infatti perseguire un cammino di autodeterminazione in una societa’ veramente inclusiva, senza dimenticare la diminuzione del costo statale per le pensioni.” Ma come funziona Jobmetoo? Si tratta di un servizio di inserimento lavorativo dedicato alle persone con disabilita’, semplice, efficace e altamente accessibile. Esso consente di compilare gratuitamente il curriculum vitae e creare un profilo estremamente dettagliato; guardare le posizioni lavorative compatibili e candidarsi con un clic; ricevere messaggi di “job alert” per essere sempre aggiornati. Il tutto, con il supporto di un team di professionisti che vivono la disabilita’ in prima persona. L’azienda, da parte sua, puo’ compilare il proprio profilo e mettersi in contatto con i migliori candidati, inserire le posizioni lavorative aperte, ricercare liberamente nel database dei candidati e salvare i profili piu’ interessanti, con il supporto di un team di professionisti esperti.
Tag categorie protete, disabilità, jobmetoo, lavoro, reclutamento
Tecnologie digitali e robotica educativa per le disabilità cognitive
Le tecnologie digitali e la robotica possono, se impiegate in modo attento e consapevole, contribuire a promuovere l’apprendimento e le abilità relazionali di alunni con bisogni speciali; agendo da strumenti facilitatori dei processi di apprendimento, favoriscono la gestione autonoma delle attività, il lavoro di gruppo e permettono ad ognuno di esprimere competenze e creatività. L’impiego delle tecnologie digitali e della robotica educativa con studenti con bisogni speciali ha trovato conferme in diversi studi e sperimentazioni (progetti IROMEC – Interactive Robotic Social Mediators as Companions; il progetto AURORA – Autonomous mobile Robot as a Remedial tool for Autistic children, che ha mostrato l’utilità dei robot nello stimolare l’attenzione e la curiosità dei soggetti autistici), e recentemente nei progetti europei Edurob e Netq6.
Nell’ambito del XXXI Congresso Nazionale CNIS (Associazione per il Coordinamento Nazionale degli Insegnanti Specializzati e la ricerca sulle situazioni di handicap), dal tema Quando educare è più difficile: nuovi saperi per alunni dei nuovi tempi, il Polo Europeo della Conoscenza (la rete Europole) e Scuola di Robotica di Genova terranno un seminario dedicato alle Tecniche europee di innovazione per le tecnologie informatiche con gli alunni diversamente abili, durante il quale saranno presentate le sperimentazioni condotte nel corso dei Progetti europei Edurob e Netq6. Il workshop si terrà a Roma sabato 12 aprile 2014, alle 15.45 nell’Aula A04 della Università Pontificia Salesiana.
Il progetto europeo Edurob (Educational Robotics for Students with Learning Disabilities) dedicato all’impiego della robotica educativa in casi di disabilità cognitiva e autismo, è iniziato a fine febbraio 2014, con un incontro a Nottingham volto a definire le finalità del progetto e i compiti di ogni partner. Il progetto prevede la partecipazione di diversi Paesi europei: UK, Lituania, Bulgaria, Italia, Polonia e Turchia. I partner sono eterogenei, appartenenti ad ambienti che sembrano lontani fra loro (psicologia, pedagogia, ingegneria). Il taglio interdisciplinare mette in evidenza come le relazioni che intercorrono tra l’apprendimento percettivo e quello concettuale abbiano una grande importanza nell’educazione. Secondo Richard L. Gregory, percettologo di fama mondiale, autore del famoso saggio “Occhio e cervello” (Raffaello Cortina Editore), l’interazione – anche ludica – con gli oggetti, sviluppa tanto la percezione quanto la comprensione.
In particolare, l’impiego dei robot nella didattica offre particolari vantaggi: i giovani apprendono più rapidamente e facilmente se hanno a che fare con oggetti concreti ed i robot sono oggetti reali, tridimensionali, che si muovono nello spazio e nel tempo, in grado di riprodurre vari aspetti del comportamento umano o animale. Inoltre la motivazione a far funzionare una macchina intelligente funge da stimolo per l’apprendimento. La Scuola di Robotica di Genova, riconosciuta come Ente formatore nazionale e impegnata da anni in progetti di robotica educativa, fa parte del progetto in qualità di membro della rete Polo Europeo della conoscenza che ha considerato l’esperienza maturata dalla Scuola di Robotica di Genova come necessaria alla buona riuscita del progetto. Scuola di Robotica avrà come primo obiettivo la creazione di un documento dedicato a 15 diversi casi studio dedicati alla robotica educativa nei casi di fragilità di apprendimento.
Già da alcuni anni Scuola di Robotica di Genova ha avviato una collaborazione con alcuni enti che si dedicano ai ragazzi autistici utilizzando la robotica educativa e la pedagogia della narrazione sviluppata dallo psicologo statunitense Jerome Bruner (che Scuola di Robotica cerca di incentivare da tempo con progetti quali “Raccontare i robot”). Lo scopo dell’iniziativa non è insegnare la robotica ma insegnare attraverso l’uso della robotica, ovvero si vuole proporre un metodologia per facilitare gli apprendimenti e migliorare le relazioni all’interno di un gruppo mediante un approccio calibrato sulle differenti persone che apprendono. Nel periodo luglio-ottobre 2010, Emanuele Micheli, ingegnere meccanico specializzato in robotica e coordinatore delle attività didattiche di Scuola di Robotica, ha condotto, in collaborazione con l’accademia di counseling “Philos” di Genova, dei laboratori di robotica educativa per ragazzi e ragazze con disturbi dello spettro autistico. Il buon coinvolgimento dei ragazzi ha rappresentato l’esperienza base per partire successivamente con un progetto più organico. Inizialmente lo staff ha individuato alcuni ragazzi che riteneva idonei a seguire le lezioni di robotica educativa (ragazzi autistici di vario livello); le esperienze sono state condotte utilizzando un computer, un proiettore, un kit Lego WeDo (serie didattica della Lego) pennarelli e fogli bianchi.
Ad ogni incontro i ragazzi hanno scelto in modo democratico quale costruzione eseguire dall’activity pack del software del WeDo. I partecipanti, divisi in 2 gruppi che a turno o costruivano o gestivano il manuale di costruzione sul computer, hanno portato a compimento le varie costruzioni. Naturalmente, ognuno di loro ha incontrato difficoltà diverse, dal riconoscimento dei pezzi presenti sul manuale digitale, all’assemblaggio vero e proprio fino alla programmazione. A fine assemblaggio di ogni piccolo artefatto robotico, i ragazzi sono stati incoraggiati ad inventare una storia in cui il personaggio robotico potesse inserirsi: l’aspetto narrativo è risultato molto gradito così come l’utilizzo della webcam per la realizzazione di un breve filmato.
Il Progetto Europeo Netq6 (Network per la Qualità dell’educazione della prima infanzia dai 0 ai 6 anni) si propone, attraverso la creazione di una rete di cooperazione con altre istituzioni educative in Europa, di analizzare gli approcci esistenti nei diversi Paesi su come affrontare l’educazione precoce dei bambini a rischio evolutivo e sociale, partendo dall’importanza della diversità sociale, analizzando la sua natura strutturale e la necessità di definire strategie di gestione differenti nei confronti di un fenomeno variegato e complesso, che tende ad aumentare. L’istruzione di qualità nella prima infanzia, particolarmente nei bambini a rischio, incoraggia la disposizione e la motivazione del bambino ad apprendere (apprendere ad apprendere), la fiducia in se stesso e negli altri, e lo sviluppo cognitivo e linguistico. La rete intende potenziare le competenze di insegnanti, formatori e personale educativo, nonché i piani studio e gli ambienti di apprendimento per i bambini a rischio. y
Tag disabilità cognitive, robotica, tecnologia digitale
Quattro uomini vittime di lesioni spinali muovono ginocchia e caviglie, ma non sono i
n grado di camminare in modo autonomo. Il trattamento migliora la massa muscolare
Un eccezionale esperimento in Usa accende la speranza per le persone immobilizzate da traumi e lesioni spinali. Quattro uomini paralizzati, infatti, sono stati in grado di muovere le gambe per la prima volta dopo anni, grazie alla stimolazione epidurale elettrica del midollo spinale. Lo riferiscono i medici statunitensi dell’University of Louisville e dell’University of California in uno studio pubblicato su Brain. Andrew Meas, Dustin Shillcox, Kent Stephenson e Rob Summers sono stati trattati presso l’University of Louisville’s Kentucky Spinal Cord Injury Research Centre. Secondo i medici sono stati in grado di flettere dita dei piedi, caviglie e ginocchia, ma non di camminare autonomamente. Stando ai ricercatori l’elettricità renderebbe il midollo spinale più ricettivo ai pochi messaggi che ancora arrivano dal cervello, dunque l’elettrostimolazione potrebbe diventare in futuro un trattamento per le vittime di lesioni spinali.
Il midollo spinale si comporta, infatti, come una linea ferroviaria ad alta velocità, che trasporta messaggi elettrici dal cervello al resto del corpo. Se ci sono danni sui binari, il messaggio non supera le stazioni lesionate. Il team Usa, con un approccio pionieristico, ha applicato la stimolazione elettrica al midollo spinale al di sotto della lesione. Già tre anni fa i ricercatori hanno riferito che il primo paziente, Rob Summers – un giocatore di baseball paralizzato dal torace in giù in seguito a un incidente d’auto – era in grado di muovere le gambe, con un sostegno su un tapis roulant. La ricerca è stata finanziata dalla Reeve Foundation, la fondazione voluta dallo scomparso attore di Superman, Christopher Reeve, paralizzato dopo una caduta da cavallo, oltre che dai National Institutes of Health.
Ora altri tre pazienti, paralizzati da almeno due anni, sono stati sottoposti alla procedura, riguadagnando qualche movimento. I pazienti sono stati in grado di controllare le gambe muovendole a un ritmo preciso e tutti tranne uno potevano controllare la forza del movimento. Insomma, Summers non era un caso eccezionale, sostengono i ricercatori (quello studio fu pubblicato su Lancet). Secondo la studiosa argentina Claudia Angeli, dell’Università di Louisville, i pazienti «vi diranno che la stimolazione è in grado di farli muovere e di farli sentire meglio, per alcuni è come sentirsi di nuovo vivi – spiega alla Bbc online – Il trattamento, inoltre, aumenta la massa muscolare in modo significativo».
Non coinvolta la riparazione del midollo spinale
Questa tecnica sperimentale non coinvolge la riparazione del midollo spinale, ma può avere un ruolo importante nell’aiutare altri pazienti paralizzati a riacquistare il movimento. La tecnica ha delle limitazioni: i quattro pazienti hanno dovuto cambiare l’impostazione per ogni movimento delle gambe. E nessuno è in grado di camminare senza aiuto. Ma i ricercatori assicurano che la qualità della vita dei pazienti è notevolmente migliorata, come pure la massa muscolare, il controllo di vescica e la funzione sessuale. Insomma, per gli studiosi questa potrebbe essere una delle nuove armi per aiutare le persone paralizzate dopo un incidente d’auto o un altro trauma, a ritrovare il movimento.
Tag elettrostimolazione epidurale, lesine spinale, riabilitazione, usa
Autismo, la Giornata della consapevolezza per una cultura della “neuro-varietà”
Domani si celebra in tutto il mondo un giorno per sensibilizzare e riflettere su una patologia verso la quale non bastano più soltanto provvedimenti di assistenza. Il Light it up blue: una luce blu che accende i più famosi monumenti del mondo: la Piramide di Cheope, l’Empire State Building, l’Arco di Costantino, il David di Donatello, la Mole Antonelliana, Montecitorio
Il 2 Aprile ricorre la settima Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, un momento di sensibilizzazione culturale e riflessione sulle peculiarità e i percorsi di vita delle persone autistiche. Per l’integrazione, contro l’isolamento e i pregiudizi che circondano le intelligenze atipiche. Light it up blue: una luce blu che accende i più famosi monumenti del mondo: la Piramide di Cheope, l’Empire State Building, l’Arco di Costantino, il David di Donatello, la Mole Antonelliana, Montecitorio, per citarne solo alcuni; e che vuole alimentare in tutta l’umanità la consapevolezza sulle caratteristiche, le difficoltà, i bisogni di coloro che vivono la condizione dello spettro autistico, una neurodiversità sempre più diffusa. Voluta dalle Nazioni Unite , la settima edizione della giornata vedrà snodarsi numerosissime manifestazioni: convegni, campagne di sensibilizzazione, flash mob (a Roma quello su autismo e lavoro, in piazza del Campidoglio), rassegne cinematografiche e proiezioni,- da segnalare il film di Carlo Zoratti “The special need” che ruota attorno al delicato tema dei diritti sessualì dei disabili, con la storia dolce amara di un adulto autistico e del suo desiderio di avere-come tutti- una relazione affettiva completa.
Autismo e lavoro: il modello di Pordenone. Il tema di autismo e lavoro è diventato per laFederazione Autismo Europa, il motto della campagna 2014: se è difficile che un ragazzo ‘neurotipico’ trovi un’occupazione, per un ragazzo rientrante nello spettro è quasi impossibile: di questi solo il 10% lavora dopo i 20 anni, un altro 10% frequenta la scuola o un corso di formazione; mentre ben il 50% si limita a frequentare un centro diurno dove si svolgono laboratori ludico ricreativi o di interesse culturale e il 21,7% sta a casa. Le tipologie di “inserimento lavorativo” presenti in Italia, quali i laboratori protetti e il collocamento mirato, regolato in Italia dalla legge 68/99, sono un quasi totale fallimento per le persone con autismo. Che nelle forme più lievi può non ricevere alcun riconoscimento di invalidità, visto che i soggetti hanno notevoli autonomie e un buon- a volte alto-livello cognitivo.
L’Officina dell’Arte. “Questi dati rappresentano la sconfitta, nei casi di autismo, dei modelli tradizionali di inserimento lavorativo e insieme una sfida cui aderire come dovere civile”, afferma la dottoressa Raffin. Gli sforzi non possono andare solo nella direzione della “normalizzazione” della persona autistica. La Fondazione Bambini autismo di Pordenone ha quindi realizzato un progetto pilota in cui lavoro, vita sociale, residenzialità si integrino proponendo ambienti e organizzazioni coerenti. Il progetto prevede l’Officina dell’Arte e un percorso di residenzialità: Vivi la città. Nell’Officina dell’Arte maestri mosaicisti formano sulle tecniche di lavorazione del mosaico, il personale sanitario forma i maestri mosaicisti sulle modalità più congrue di interagire con i lavoratori e aiutano quest’ultimi nell’apprendimento di abilità di interazione sociale. Come si può notare visitando il sito web dell’organizzazione si creano manufatti eccellenti, in un ambiente costruito su misura per le persone con autismo e in presenza di “colleghi di lavoro” non di “assistenti”. Durante le pause i lavoratori raggiungono la villa in cui risiedono e si distribuiscono i compiti. Al termine della giornata inizia il programma “Vivi la città” con tutto ciò che questo comporta in termini di integrazione (poter uscire o poter rimanere a casa, andare al pub, fare shopping, fare la spesa, cenare al ristorante.
Tag autismo, Giornata della consapevolezza, onu