Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-8156-del-29-03-2017
Timestamp: 2020-06-07 06:43:04+00:00
Document Index: 140648293

Matched Legal Cases: ['art. 445', 'art. 111', 'art. 24', 'art. 91', 'art. 92', 'art. 445', 'art. 380', 'art. 149', 'art. 92']

Sentenza Cassazione Civile n. 8156 del 29/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8156 del 29/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 29/03/2017, (ud. 08/02/2017, dep.29/03/2017), n. 8156
sul ricorso 26519-2015 proposto da:
A.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GUIDO RENI N
4, presso lo studio dell’avvocato GENNARO MONTESANO, rappresentata e
difesa dagli avvocati RAFFAELE SALZANO, VINCENZO FEDERICO;
avverso il decreto del TRIBUNALE di NAPOLI, depositato il 24/06/2015;
1. Il Tribunale di Napoli con decreto ex art. 445 bis c.p.c., comma 5 ha omologato l’esito dell’accertamento tecnico preventivo (positivo per indennità di accompagnamento, con decorrenza dal giugno del 2014) ed ha compensato tra le parti le spese processuali, ponendo quelle di c.t.u. a carico dell’Inps.
2. Propone ricorso ex art. 111 Cost. A.A., denunciando la violazione e falsa applicazione dell’art. 24 Cost., dell’art. 91 c.p.c. e art. 92 c.p.c., comma 2, in relazione all’art. 445 bis c.p.c., comma 5, nonchè l’illogicità della motivazione ed erroneità dei suoi presupposti di fatto e di diritto. Lamenta che le spese del giudizio siano state compensate, in considerazione del fatto che il requisito sanitario era stato riconosciuto con decorrenza dal mese di giugno 2014 mentre la domanda amministrativa era del 16 aprile, pur nell’insussistenza del requisito della soccombenza, considerato che la data del riconoscimento è quella della visita medica disposta in sede amministrativa e che l’Inps aveva chiesto il rigetto del ricorso.
3. L’Inps ha resistito con controricorso. La ricorrente ha depositato anche memoria ex art. 380 bis c.p.c., comma 2.
2. Esso è però manifestamente infondato.
E difatti, il Tribunale ha compensato le spese a motivo della decorrenza posticipata della provvidenza rispetto alla domanda amministrativa. E’ stata quindi valorizzata la soccombenza reciproca, che ricorre, secondo quanto affermato da questa Corte (v. Cass. n. 3438 del 22/02/2016) anche quando sia accolta parzialmente la domanda proposta, sicchè la parzialità abbia riguardato la misura meramente quantitativa del suo accoglimento.
Questa Corte ha chiarito che tale situazione si verifica anche nell’ipotesi in cui il requisito sanitario sia sopravvenuto alla domanda giudiziale, nonchè nell’ipotesi in cui, ancorchè esso sia risultato sussistente da epoca anteriore a tale domanda, questa abbia avuto ad oggetto il conseguimento della prestazione da data anteriore a quella in cui l’anzidetto requisito risulta essersi perfezionato (ai sensi dell’art. 149 disp. att. c.p.c.) per effetto di aggravamento successivo alla domanda amministrativa, ma anteriore al procedimento giudiziale (così Cass. n. 7716/2003; Cass. n. 19343/2004; Cass. n. 7307/2011).
3. Si è poi aggiunto che la valutazione delle proporzioni della soccombenza reciproca e la determinazione delle quote in cui le spese processuali debbono ripartirsi o compensarsi tra le parti, ai sensi dell’art. 92 c.p.c., comma 2, rientrano nel potere discrezionale del giudice di merito, che resta sottratto al sindacato di legittimità (Cass. 2149 del 31/01/2014).
4. Segue coerente con tali principi il rigetto del ricorso.
Rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 1.000,00 per compensi, oltre ad Euro 200,00 per esborsi, rimborso delle spese generali nella misura del 15% ed accessori di legge.