Source: http://anceforli.it/news/199/
Timestamp: 2018-11-18 02:27:58+00:00
Document Index: 180171454

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 33', 'art. 32', 'art. 31', 'art. 33', 'art. 13', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 31']

Centrali di committenza - le novita` del Decreto "Salva Italia"
Si segnala che la Legge n. 214/2011, di conversione con modificazioni del Decreto Legge n. 201/2011, ha introdotto una importante novita` in materia di gestione delle procedure di evidenza pubblica, con specifico riferimento agli affidamenti gestiti dai Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti.
Infatti, il comma 4 dell`art. 23 della Legge in commento, rubricato ``Riduzione dei costi di funzionamento delle Autorita` di Governo, del CNEL, delle Autorita` indipendenti e delle Province``, ha aggiunto all`art. 33 del Codice dei contratti il comma 3-bis, secondo il quale i Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, ricadenti nel territorio di ciascuna Provincia, affidano obbligatoriamente ad un`unica centrale di committenza l`acquisizione di lavori, servizi e forniture nell`ambito delle unioni dei Comuni, laddove esistenti, ovvero costituendo un apposito accordo consortile fra i comuni medesimi, e avvalendosi degli uffici competenti. Ai sensi del successivo comma 5, la modifica in commento dovra` essere applicata alle gare bandite successivamente al 31 marzo 2012.
Si ricorda brevemente che le unioni di Comuni sono previste dall`art. 32 del Testo Unico degli Enti Locali, D.Lgs. n. 267/2000, il quale dispone che ``le unioni di Comuni sono enti locali costituiti da due o piu` Comuni di norma contermini, allo scopo di esercitare congiuntamente una pluralita` di funzioni di loro competenza``.
Inoltre, ai sensi dell`art. 31, comma 1, dello stesso testo normativo, i Comuni possono istituire consorzi per ``la gestione associata di uno o piu` servizi e l`esercizio associato di funzioni``.
Quanto alle centrali di committenza, disciplinate dall`art. 33 del Codice dei contratti pubblici, esse svolgono le funzioni di amministrazioni aggiudicatrici, sono sottoposte al Codice dei contratti ed acquistano forniture o servizi o aggiudicano appalti pubblici, concludono accordi quadro di lavori, servizi e forniture destinate ad altre amministrazioni aggiudicatrici o ad altri enti aggiudicatori.
Peraltro, rientra fra le centrali di committenza anche la SUA, Stazione Unica Appaltante, prevista dall`art. 13 della Legge n. 136/2010, cui ha dato attuazione il D.P.C.M. 30 giugno 2011; quest`ultima ha ambito regionale, e cura, per conto degli enti aderenti, l`aggiudicazione di contratti pubblici per la realizzazione di lavori, la prestazione di servizi e l`acquisizione di forniture, ai sensi dell`art. 33 del Codice dei contratti, svolgendo tale attivita` in ambito regionale, provinciale ed interprovinciale, comunale ed intercomunale.
Alla stessa possono aderire, fra gli altri soggetti elencati dall`art. 2 dello stesso D.P.C.M., anche le unioni ed i consorzi costituiti da Comuni.
Con la modifica normativa in commento, quindi, il sistema di acquisizione di lavori, servizi e forniture dei Comuni con meno di 5.000 abitanti mutera` radicalmente, poiche` questi ultimi non potranno piu` bandire gare d`appalto in via autonoma, ma dovranno necessariamente ricorrere a centrali di committenza, mediante le unioni di Comuni gia` esistenti oppure concludendo accordi consortili.
Il legislatore, in buona sostanza, ha reso obbligatoria la costituzione dei consorzi fra Comuni, in virtu` della facolta` prevista dal comma 7 dell`art. 31 del D.Lgs. n. 267/2000, che prevede che in caso di rilevante interesse pubblico, la legge dello Stato possa prevedere la costituzione di consorzi obbligatori per l`esercizio di determinate funzioni e servizi, demandandone l`attuazione alle leggi regionali.
Le unioni esistenti o i consorzi appositamente costituiti, dunque, potranno optare per la costituzione di una centrale di committenza ad hoc, ovvero per l`adesione alla SUA regionale, laddove esistente, mediante la stipula di un`apposita convenzione.
Sebbene la modifica introdotta nell`ordinamento comportera` la costituzione di organismi altamente specializzati nella gestione delle procedure di evidenza pubblica, consentendo il superamento della gestione frammentata e spesso inadatta delle gare d`appalto, i termini previsti dal legislatore per l`organizzazione delle procedure appaiono eccessivamente ristretti, ed inducono a temere per un blocco delle procedure di gara a decorrere dal 1° aprile 2012.
E` auspicabile, inoltre, che mediante tale disposizione non si giunga all`accorpamento irragionevole degli appalti, poiche` una conclusione in tal senso andrebbe contro le recenti spinte, anche legislative, verso la suddivisione delle gare e la maggiore partecipazione delle piccole e medie imprese alle gare pubbliche.