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Timestamp: 2017-02-24 12:33:48+00:00
Document Index: 107431405

Matched Legal Cases: ['art. 419', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 343', 'art. 419', 'art. 371', 'art. 411']

Art. 424 codice civile: Tutela dell'interdetto e curatela dell'inabilitato
HOME Codice civile Articoli Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015 Codice civile Art. 424 codice civile: Tutela dell’interdetto e curatela dell’inabilitato L’AUTORE: Redazione
Le disposizioni sulla tutela dei minori e quelle sulla curatela dei minori emancipati si applicano rispettivamente alla tutela degli interdetti e alla curatela degli inabilitati.
Le stesse disposizioni si applicano rispettivamente anche nei casi di nomina del tutore provvisorio dell’interdicendo e del curatore provvisorio dell’inabilitando a norma dell’art. 419. Per l’interdicendo non si nomina il protutore provvisorio.
Nella scelta del tutore dell’interdetto e del curatore dell’inabilitato il giudice tutelare individua di preferenza la persona più idonea all’incarico tra i soggetti, e con i criteri, indicati nell’articolo 408.
L’applicazione all’interdetto e all’inabilitato della disciplina in tema di tutela del minore e curatela del minore emancipato trova la sua giustificazione nel parallelismo esistente tra le due figure di tutela e di curatela; tuttavia, tale parallelismo non può eliminare alcune peculiarità di disciplina dovute alle diverse posizioni soggettive.
Interdizione ed inabilitazione
I beni mobili necessari per l'uso dell'interdetto sono quelli indispensabili alla cura del suo benessere personale - alimenti, vestiario, eccetera - mentre i beni necessari per l'economia domestica sono quelli che servono ad alleviare il peso economico eventualmente sostenuto dal tutore: ad esempio, l'assunzione di un badante. Non vi rientrano, invece, i beni d'arredamento che sono da qualificarsi come voluttuari (confermata la responsabilità per peculato del tutore e protutore dell'interdetta che si erano appropriati della somma corrisposta a titolo di trattamento pensionistico di inabilità e di accompagnamento, destinandola ad acquisiti di beni voluttuari, non indispensabili e comunque non autorizzati dal giudice tutelare).
Cassazione penale sez. VI 16 ottobre 2014 n. 49533 Il giudice competente per l'apertura della tutela dell'interdetto legale va individuato in quello del luogo in cui la persona interessata ha la sede principale degli affari od interessi, che coincide, ove l'interessato sia detenuto al momento in cui la sentenza di condanna è divenuta irrevocabile, con quello di abituale dimora nel cui circondario si trova la struttura di detenzione nella quale l'interdetto è ristretto, dovendosi ritenere inapplicabile il criterio del domicilio che presuppone l'elemento soggettivo del volontario stabilimento. Né rileva, ai fini dello spostamento della competenza, che, successivamente all'apertura della tutela e prima della nomina del tutore, l'interessato sia stato trasferito ad altra casa circondariale, operando il principio di cui all'art. 5 cod. proc. civ., senza che possa trovare applicazione l'art. 343, secondo comma, cod. civ., che presuppone la già avvenuta nomina del tutore. Regola competenza
Cassazione civile sez. VI 03 maggio 2013 n. 10373 Il giudice italiano (nella specie: tribunale in composizione collegiale) può pronunciare l'interdizione di un cittadino albanese residente in Italia applicando la normativa vigente nell'ordinamento albanese ma non può provvedere contestualmente alla nomina del tutore essendo quest'ultima materia di competenza del giudice tutelare, ai sensi del disposto di cui agli art. 419, comma 3, 424, comma 3, c.c., 717, 718 c.p.c., dovendosi applicare al procedimento la legge italiana.
Tribunale Alessandria 21 aprile 2010 Amministrazione di sostegno
L'eventualità che il beneficiario di a.d.s. intraprenda o prosegua un'impresa commerciale è stata sottratta, dal legislatore del 2004, ad una regolamentazione rigida, caratteristica delle altre misure di protezione di persona disabile od in condizioni di più o meno grave difficoltà, per essere rimessa all'apprezzamento discrezionale del g.t., e non già del tribunale in veste collegiale.
Tribunale Novara 05 dicembre 2012 L'art. 371 comma 1 n. 3 c.c., sebbene non specificamente richiamato dall'art. 411 comma 1 c.c., costituisce l'unico canone normativo idoneo ad orientare il giudice nella decisione se autorizzare o meno la continuazione di un'impresa commerciale.
Tribunale Novara 05 dicembre 2012 Art. precedente
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