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Timestamp: 2016-10-23 20:19:25+00:00
Document Index: 115475425

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'arti 1', 'art. 38', 'arte 1']

⭐PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI MANUTENZIONE DELL'OPERA E DELLE SUE PARTI
PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI MANUTENZIONE DELL'OPERA E DELLE SUE PARTI
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1 REGIONE PIEMONTE COMUNE DI FUBINE PROVINCIA DI ALESSANDRIA LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E MESSA A NORMA DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA SOFIA DI BRICHERASIO IN VIA SAN GIOVANNI BOSCO 15 NEL COMUNE DI FUBINE (AL). I LOTTO DI OPERE. BANDO PARCO PROGETTI EDILIZIA SCOLASTICA REGIONE PIEMONTE PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI MANUTENZIONE DELL'OPERA E DELLE SUE PARTI REVISIONI: DATA:LUGLIO 2013 PROGETTISTA: ARCH. ALBERTO VACCARIO Via Marconi, Solonghello (AL) tel/fax: 0142/ pec: COMMITTENTE: Comune di Fubine Via Pavaranza, Fubine (AL) PIANO DI MANUTENZIONE Il presente progetto è proprietà di Vaccario arch. Alberto senza autorizzazione dello stesso non potrà essere riprodotto e comunicato a terzi2 PIANO DI MANUTENZIONE (art. 38 D.P.R. 207/2010) OGGETTO: Lavori di riqualificazione e messa a norma della Scuola dell'infanzia Sofia di Bricherasio in Via San Giovanni Bosco, 15 nel Comune di Fubine (AL). I lotto di opere - Bando parco progetti Edilizia Scolastica Regione Piemonte COMMITTENTE: Comune di Fubine via Pavaranza, Fubine (AL) 13 RELAZIONE INTRODUTTIVA Premessa. Il presente Piano di Manutenzione, a corredo del progetto esecutivo, è redatto in conformità all'art. 38 del D.P.R. 207/2010. Occorre tener presente che, per una corretta manutenzione di un'opera, è necessario partire da una pianificazione esaustiva e completa, che contempli sia l'opera nel suo insieme, sia tutti i componenti e gli elementi tecnici manutenibili; ed ecco pertanto la necessità di redigere, già in fase progettuale, un Piano di Manutenzione che possiamo definire dinamico in quanto deve seguire il manufatto in tutto il suo ciclo di vita. Il ciclo di vita di un'opera, e dei suoi elementi tecnici manutenibili, viene definito dalla norma UNI come il "periodo di tempo, noto o ipotizzato, in cui il prodotto, qualora venga sottoposto ad una adeguata manutenzione, si presenta in grado di corrispondere alle funzioni per le quali è stato ideato, progettato e realizzato, permanendo all'aspetto in buone condizioni". Il ciclo di vita degli elementi può essere rappresentato dalla curva del tasso di guasto, che come ormai noto a tutti i tecnici addetti alla manutenzione, è composta da tre tratti, a diverso andamento, tali da generare la classica forma detta "a vasca da bagno". Nel diagramma rappresentativo in ordinata abbiamo il tasso di guasto, mentre in ascissa il tempo di vita utile: - tratto iniziale: l'andamento della curva del tasso di guasto è discendente nel verso delle ascisse ad indicare una diminuzione del numero dei guasti, dovuti a errori di montaggio o di produzione, rispetto alla fase iniziale del funzionamento e/o impiego dell'elemento. - tratto intermedio: l'andamento della curva del tasso di guasto è costante con il procedere delle ascisse ad indicare una funzionalità a regime ove il numero dei guasti subiti dall'elemento rientrano nella normalità in quanto determinati dall'utilizzo dell'elemento stesso. - tratto terminale: l'andamento della curva del tasso di guasto è ascendente nel verso delle ascisse ad indicare un incremento del numero dei guasti, dovuti all'usura e al degrado subiti dall'elemento nel corso della sua vita utile. La lettura della curva sopra descritta, applicata a ciascun elemento tecnico manutenibile, evidenzia che l'attenzione manutentiva deve essere rivolta sia verso il primo periodo di vita di ciascun elemento, in modo da individuare preventivamente eventuali degradi/guasti che possano comprometterne il corretto funzionamento a regime, sia verso la fase terminale della sua vita utile ove si ha il citato incremento dei degradi/guasti dovuti in particolar modo all'usura. Durante la fase di vita ordinaria dell'elemento una corretta attività manutentiva consente di utilizzare l'elemento stesso con rendimenti ottimali. Si ritiene cosa utile allegare, di seguito, il testo dell'art. 38 del citato D.P.R. 207/2010. Art. 38. Piano di manutenzione dell'opera e delle sue parti 1. Il piano di manutenzione è il documento complementare al progetto esecutivo che prevede, pianifica e programma, tenendo conto degli elaborati progettuali esecutivi effettivamente realizzati, l'attività di manutenzione dell'intervento al fine di mantenerne nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità, l'efficienza ed il valore economico. 2. Il piano di manutenzione assume contenuto differenziato in relazione all'importanza e alla specificità dell'intervento, ed è costituito dai seguenti documenti operativi, salvo diversa motivata indicazione del responsabile del procedimento: a) il manuale d'uso; b) il manuale di manutenzione; c) il programma di manutenzione. 3. Il manuale d'uso si riferisce all'uso delle parti significative del bene, ed in particolare degli impianti tecnologici. Il manuale contiene l'insieme delle informazioni atte a permettere all'utente di conoscere le modalità per la migliore utilizzazione del bene, nonché tutti gli elementi necessari per limitare quanto più possibile i danni derivanti da un'utilizzazione impropria, per consentire di eseguire tutte le operazioni atte alla sua conservazione che non richiedono conoscenze specialistiche e per riconoscere tempestivamente fenomeni di deterioramento anomalo al fine di sollecitare interventi specialistici. 4. Il manuale d'uso contiene le seguenti informazioni: 24 a) la collocazione nell'intervento delle parti menzionate; b) la rappresentazione grafica; c) la descrizione; d) le modalità di uso corretto. 5. Il manuale di manutenzione si riferisce alla manutenzione delle parti significative del bene ed in particolare degli impianti tecnologici. Esso fornisce, in relazione alle diverse unità tecnologiche, alle caratteristiche dei materiali o dei componenti interessati, le indicazioni necessarie per la corretta manutenzione nonché per il ricorso ai centri di assistenza o di servizio. 6. Il manuale di manutenzione contiene le seguenti informazioni: a) la collocazione nell'intervento delle parti menzionate; b) la rappresentazione grafica; c) la descrizione delle risorse necessarie per l'intervento manutentivo; d) il livello minimo delle prestazioni; e) le anomalie riscontrabili; f) le manutenzioni eseguibili direttamente dall'utente; g) le manutenzioni da eseguire a cura di personale specializzato. 7. Il programma di manutenzione si realizza, a cadenze prefissate temporalmente o altrimenti prefissate, al fine di una corretta gestione del bene e delle sue parti nel corso degli anni. Esso si articola in tre sottoprogrammi: a) il sottoprogramma delle prestazioni, che prende in considerazione, per classe di requisito, le prestazioni fornite dal bene e dalle sue parti nel corso del suo ciclo di vita; b) il sottoprogramma dei controlli, che definisce il programma delle verifiche comprendenti, ove necessario, anche quelle geodetiche, topografiche e fotogrammetriche, al fine di rilevare il livello prestazionale (qualitativo e quantitativo) nei successivi momenti della vita del bene, individuando la dinamica della caduta delle prestazioni aventi come estremi il valore di collaudo e quello minimo di norma; c) il sottoprogramma degli interventi di manutenzione, che riporta in ordine temporale i differenti interventi di manutenzione, al fine di fornire le informazioni per una corretta conservazione del bene. 8. In conformità di quanto disposto all'articolo 15, comma 4, il programma di manutenzione, il manuale d'uso ed il manuale di manutenzione redatti in fase di progettazione, in considerazione delle scelte effettuate dall'esecutore in sede di realizzazione dei lavori e delle eventuali varianti approvate dal direttore dei lavori, che ne ha verificato validità e rispondenza alle prescrizioni contrattuali, sono sottoposte a cura del direttore dei lavori medesimo al necessario aggiornamento, al fine di rendere disponibili, all'atto della consegna delle opere ultimate, tutte le informazioni necessarie sulle modalità per la relativa manutenzione e gestione di tutte le sue parti, delle attrezzature e degli impianti. 9. Il piano di manutenzione è redatto a corredo di tutti i progetti fatto salvo il potere di deroga del responsabile del procedimento, ai sensi dell'articolo 93, comma 2, del codice. 35 SOGGETTI COMMITTENTE Comune di Fubine via Pavaranza, Fubine (AL) RESPONSABILE UNICO DEL PROCEDIMENTO Arch. Francesca Buffa c/o Comune di Fubine Via Pavaranza, Fubine Tel: Fax: PROGETTISTA ARCHITETTONICO Arch. Alberto Vaccario Via Marconi, Solonghello (AL) tel/fax: PROGETTISTA STRUTTURALE Arch. Alberto Vaccario Via Marconi, Solonghello (AL) tel/fax: PROGETTISTA DEGLI IMPIANTI Arch. Alberto Vaccario Via Marconi, Solonghello (AL) tel/fax: COORDINATORE PER LA SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE Arch. Alberto Vaccario Via Marconi, Solonghello (AL) tel/fax: COORDINATORE PER LA SICUREZZA IN FASE DI ESECUZIONE Arch. Alberto Vaccario Via Marconi, Solonghello (AL) tel/fax: DIRETTORE DEI LAVORI ARCHITETTONICI Arch. Alberto Vaccario Via Marconi, Solonghello (AL) tel/fax: DIRETTORE DEI LAVORI STRUTTURALI Arch. Alberto Vaccario Via Marconi, Solonghello (AL) tel/fax: DIRETTORE DEI LAVORI PER GLI IMPIANTI Arch. Alberto Vaccario Via Marconi, Solonghello (AL) tel/fax:6 COLLAUDATORE da definirsi IMPRESE Da definirsi DOCUMENTAZIONE Progetto esecutivo - I lotto NUMERI TELEFONICI UTILI AMMINISTRAZIONE VIGILI DEL FUOCO 115 PRONTO SOCCORSO 118 AMBULANZE 118 POLIZIA 113 CARABINIERI 112 ENEL7 RELAZIONE DESCRITTIVA DELL'OPERA Il progetto definitivo del primo lotto funzionale di opere individua una serie di opere da eseguirsi prevalentemente al primo piano dell'edificio, finalizzate all'adeguamento dei locali, all'inserimento di dispositivi finalizzati alla sicurezza antincendio e al contenimento dei consumi energetici dell'edificio. Le principali opere in previsione sono di seguito riportate. Si prevede parte della rimozione dei tramezzi e delle porte che delimitano i dormitori al primo piano, la rimozione ed il restauro del pavimento ligneo e la posa del pavimento precedentemente rimosso previa posta di uno strato di isolamento acustico. Due delle porte rimosse saranno riposizionate nel vano scala al fine di separare il vano scala non riscaldato dagli ambienti riscaldati del piano primo e sottotetto. E' prevista la realizzazione della nuova uscita di sicurezza al piano terra, realizzata mediante l'apertura di un vano porta finestra con relativo terrazzo di accesso. E' previsto l'adeguamento dell'altezza dei parapetti dei terrazzi presenti al primo piano. Verrà eseguito il ripassamento della copertura delle due maniche laterali con sostituzione puntuale degli elementi ammalorati. Qui di seguito vengono elencate le altre opere previste: Opere per l'adeguamento alla normativa antincendio Gli interventi legati all'adeguamento alla normativa antincendio riguardano la: - posa di un estintore al primo piano; - realizzazione del sistema di rivelazione fumi al primo piano; - realizzazione dell'illuminazione di emergenza al primo piano; Rifacimento e messa a norma degli impianti Gli interventi legati alla messa a norma degli impianti riguardano la: - sostituzione delle tubazioni di adduzione dei sanitari del bagno al primo piano e posa di scaldacqua elettrico, - rimozione e realizzazione ex- novo dell'impianto elettrico al primo piano, compresa la sostituzione dei corpi illuminanti, - forza motrice; - impianto di rilevazione fumi; - predisposizione rete dati - rimozione e realizzazione ex-novo del sistema di distribuzione dell'impianto termico al primo piano, manutenzione e integrazione dei radiatori. Interventi di adeguamento alla normativa sul rendimento energetico Gli interventi di adeguamento alla normativa sul rendimento energetico riguardano: - il restauro dei serramenti esistenti e l'applicazione di vetrocamera; - la coibentazione della copertura del corpo centrale mediante la posa di pannelli sotto-coppo in EPS; - la coibentazione delle pareti perimetrali al livello del sottotetto mediante la realizzazione di una contro-parete in pannelli in EPS accoppiati ad un pannello di cartongesso; - la coibentazione dei vani sottofinestra al primo piano mediante la realizzazione di una contro-parete in pannelli in EPS accoppiati ad un pannello di cartongesso. Consolidamento strutturale Gli interventi di consolidamento strutturale riguardano: - il consolidamento dei setti murari in corrispondenza di alcuni vani presenti al primo piano mediante applicazione puntuale di armature in fibra di vetro in corrispondenza di tutte le passate - il consolidamento di due passate con profili di acciaio. Si prevede inoltre il rifacimento di intonaci, la tinta dei locali oltre che la posa di nuovi davanzali in pietra ed in legno. 68 MANUALE D'USO PIANO DI MANUTENZIONE (art. 38 D.P.R. 207/2010) 79 AREE ESTERNE DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA Le aree esterne pertinenziali ad un'opera sono state suddivise in "sistemazioni esterne" intendendo l'organizzazione planimetrica delle aree stesse ed in "allestimenti" che raggruppano gli elementi verticali disposti. Entrambe le categorie costituiscono l'insieme degli elementi tecnici aventi la funzione di dividere e conformare gli spazi esterni connessi al sistema edilizio. Unità tecnologiche di classe AREE ESTERNE - ALLESTIMENTI ALLESTIMENTI Gli allestimenti esterni costituiscono l'insieme degli elementi utili per dare forma ad uno spazio esterno pubblico e delimitarlo nei confronti di animali e persone non desiderate: strutture, complementi (panchine, le fioriere, le tettoie, i cestini, i giochi, le fontane, le sculture, i cartelloni, ecc), accessori, recinzioni, cancelli e tutto quanto necessario per rendere vivibile un'area. MODALITA' D'USO Gli elementi di allestimento esterno, quale modalità d'uso corretta, richiedono una periodica e costante manutenzione e pulizia, al fine di garantire, sempre ed ovunque, buone condizioni di utilizzo. RINGHIERE Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: AREE ESTERNE ALLESTIMENTI 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le ringhiere ed i parapetti sono utilizzati per proteggere particolari tratti dell'area esterna dal rischio di caduta dall'alto, hanno altezza minima di 1,00 metro e possono essere realizzati con forme diverse e con l'utilizzo di diversi materiali : muratura, acciaio zincato, ferro battuto, acciaio rivestito con pvc, legno, ecc. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Ringhiera da posare sul terrazzo esterno di nuova realizzazione. 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Sia le recinzioni che i parapetti, quale modalità d'uso corretta, necessitano di una costante e periodica manutenzione al fine di riprendere eventuali deformazioni e/o rotture dovute ad urti e di verniciare e proteggere le superfici dalle aggressioni di agenti aggressivi. PARTIZIONE ORIZZONTALE DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA Le partizioni orizzontali sono gli elementi tecnici che hanno la funzione di suddividere ed articolare orizzontalmente gli spazi interni del sistema edilizio. Unità tecnologiche di classe PARTIZIONE ORIZZONTALE - PAVIMENTAZIONI ESTERNE - SOLAI - PAVIMENTAZIONI INTERNE PAVIMENTAZIONI ESTERNE Le pavimentazioni hanno il compito di realizzare una superficie piana destinata al calpestio e al passaggio di persone e veicoli. Gli spessori e i materiali usati variano secondo l'impiego, l'utenza a cui sono destinati ed al luogo in cui vengono posati. Pertanto se sono necessarie elevate resistenze meccaniche si ricorrerà ad un pavimento tipo cementizio o in conglomerato bituminoso, mentre per solo transito pedonale o per modesto carico veicolare si potrà utilizzare rivestimenti ceramici, lignei o in masselli autobloccanti. 810 MODALITA' D'USO Le pavimentazioni, quale modalità d'uso corretta, richiedono una periodica e costante manutenzione, al fine di garantire, sempre ed ovunque, buone condizioni di fruibilità pedonale/veicolare. E' pertanto necessario provvedere ad una costante manutenzione con pulizia, riparazione di eventuali danni che potrebbero crearsi nel tempo quali sconnessioni, rotture, buche, ecc., e tutte le altre operazioni utili al mantenimento del pavimento stesso. SOLAI In un edificio il solaio è la struttura orizzontale che divide i vari piani ed è composto da una serie di strati funzionali che concorrono al suo comportamento globale. Il solaio, dal punto di vista strutturale, porta i carichi verticali (peso proprio e carichi di esercizio) e li ripartisce sulle strutture verticali avendo al contempo un'importante funzione di collegamento ed incatenamento delle pareti perimetrali. Dal punto di vista del benessere abitativo esso deve assicurare una soddisfacente coibenza, sia termica che acustica, e garantire una adeguata resistenza al fuoco. I solai sono strutture portanti a loro volta portate da muri o da travi: nella struttura del solaio si distinguono l'orditura principale, che ha funzione resistente ed è costituita principalmente da travi appoggiate sulle pareti o sulle travi, e l'orditura secondaria, costituita dagli elementi di collegamento fra le travi principali e che ha contemporaneamente funzione resistente e di riempimento. MODALITA' D'USO Le modalità di uso corretto dell'unità tecnologica prevedono un controllo periodico della struttura al fine di verificare la presenza di eventuali fenomeni di degrado che possano pregiudicare la stabilità e la funzionalità del solaio stesso e degli elementi da esso portati. PAVIMENTAZIONI INTERNE Le pavimentazioni, composte da un'insieme di elementi accostati tra loro, hanno il compito di realizzare una superficie piana destinata al calpestio e al passaggio di persone e cose. Le dimensioni, gli spessori e i materiali usati variano secondo l'impiego, l'utenza a cui sono destinati ed al luogo in cui vengono posati, pertanto se sono necessarie elevate resistenze meccaniche si ricorrerà ad un pavimento tipo cementizio piuttosto che di moquettes o di legno. MODALITA' D'USO Le pavimentazioni, quali modalità d'uso corretta, richiedono una periodica e costante manutenzione, al fine di garantire, sempre ed ovunque, buone condizioni di fruibilità; è pertanto necessario provvedere ad una costante manutenzione con pulizia, riparazione di eventuali danni che potrebbero crearsi nel tempo quali sconnessioni, rotture, distacchi, ecc., e tutte le altre operazioni utili al mantenimento del pavimento stesso. E' necessario ispezionare il pavimento per monitorarne il naturale invecchiamento in modo da controllare una eventuale caduta dei livelli qualitativi al di sotto dei valori accettabili tanto da comprometterne l'affidabilità dello stesso. PAVIMENTI IN MATERIALE LAPIDEO Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: PARTIZIONE ORIZZONTALE PAVIMENTAZIONI ESTERNE 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Il pavimento lapideo viene posato mediante l'uso di malte o collanti. I prodotti lapidei da un punto di vista merceologico si dividono in: Marmo, Granito, Travertino e Pietra, ciascuno dotato di caratteristiche proprie, pertanto la scelta deve rispondere a precise volontà progettuali. Particolare cura nella posa in opera va posta ad evitare l'accostamento di diversi tipi di materiale lapideo, o quanto meno previa verifica delle caratteristiche di resistenza in quanto se fossero differenti si vengono a determinare usure diversificate con conseguenti difetti di planarità. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Nuovo terrazzo esterno 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Le pavimentazioni in materiale lapideo, quale modalità d'uso corretta, richiedono una periodica e costante manutenzione, al fine di garantire, sempre ed ovunque, buone condizioni di fruibilità pedonale/veicolare. E' pertanto necessario provvedere ad una costante manutenzione con pulizia, riparazione di eventuali danni che potrebbero crearsi nel tempo quali sconnessioni, rotture, ecc., e tutte le altre operazioni utili al mantenimento della pavimentazione stessa. 911 STRUTTURA IN C.A. Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: PARTIZIONE ORIZZONTALE SOLAI 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I solai monolitici in c.a. sono quelli che raggiungono le migliori condizioni di collegamento fra le strutture verticali portanti (sia muri che telai in c.a.) in conseguenza della monoliticità che li caratterizza. Questo tipo di solaio può essere realizzato con unica soletta di spessore uniforme oppure con una soletta più sottile irrigidita da nervature. La soluzione a soletta unica si utilizza su luci piccole e ambienti di forma regolare, mentre la soletta con nervature viene utilizzata quando la luce supera i 6-7 m. I solai monolitici, pur presentando notevoli vantaggi, hanno l'inconveniente del notevole peso e dell'elevata sonorità, per questo motivo trovano maggiore impiego negli edifici industriali. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Solaio per nuovo terrazzo esterno 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Le modalità di uso corretto dell'elemento prevedono un controllo periodico della struttura al fine di verificare la presenza di eventuali fenomeni di degrado che possano pregiudicare la stabilità e la funzionalità del solaio stesso e degli elementi da esso portati (tramezzi). PAVIMENTI LIGNEI Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: PARTIZIONE ORIZZONTALE PAVIMENTAZIONI INTERNE 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE In commercio esistono una grande varietà di prodotti per il pavimento in legno e si dividono in: Lamella (usato per formare mosaici), Tavoletta (elemento sagomato per l'incastro), Tavoletta a maschio e femmina (elemento sagomato per l'incastro), Listone a maschio e femmina (elemento sagomato per l'incastro, più lungo della tavoletta). Secondo il supporto e il tipo di pavimento, possiamo avere una posa con adesivo, una posa a chiodatura, una posa per semplice sovrapposizione. Fondamentale è prevedere un giunto di dilatazione di almeno 1 cm in quando il legno è soggetto a ritiri e a dilatazioni secondo il tasso di umidità. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Pavimentazione al piano primo (locali sala attività ordinate e dormitorio) 3. MODALITA' D'USO CORRETTA E' necessario ispezionare il pavimento per monitorarne il naturale invecchiamento in modo da controllare una eventuale caduta dei livelli qualitativi al di sotto dei valori accettabili tanto da compromettere l'affidabilità stessa del pavimento. PAVIMENTI IN MATERIALE CERAMICO Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: PARTIZIONE ORIZZONTALE PAVIMENTAZIONI INTERNE 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Per pavimento ceramico si intendono tutti quei prodotti che si ricavano dalla lavorazione di impasti dove l argilla è il materiale principale. Secondo le modalità di lavorazione, le resistenze meccaniche e lo spessore i pavimenti ceramici si dividono in: Terraglia pasta bianca, Maiolica, Monocottura pasta bianca, Monocottura pasta rossa greificata, Gres smaltato, Klinker smaltato, Gres porcellanato, Klinker. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Pavimentazione sala insegnanti al piano primo 1012 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Le pavimentazioni, quali modalità d'uso corretta, richiedono una periodica e costante manutenzione, al fine di garantire, sempre ed ovunque, buone condizioni di fruibilità; è pertanto necessario provvedere ad una costante manutenzione con pulizia, riparazione di eventuali danni che potrebbero crearsi nel tempo quali sconnessioni, rotture, distacchi, ecc., e tutte le altre operazioni utili al mantenimento del pavimento stesso. E' necessario ispezionare il pavimento per monitorarne il naturale invecchiamento in modo da controllare una eventuale caduta dei livelli qualitativi al di sotto dei valori accettabili tanto da comprometterne l'affidabilità dello stesso. CHIUSURA VERTICALE DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA Le chiusure verticali sono gli elementi tecnici del sistema edilizio che delimitano verticalmente gli spazi interni del sistema stesso rispetto all'esterno. Possono essere opache (pareti) o trasparenti (infissi) e la loro funzione principale, oltre a quella di separare l'interno dall'esterno, è quella di regolare il passaggio di energia termica, di energia luminosa, di energia sonora e di proteggere dagli agenti esterni. Unità tecnologiche di classe CHIUSURA VERTICALE - PARETI ESTERNE - INFISSI ESTERNI - RIVESTIMENTI PARETI ESTERNE Le pareti perimetrali esterne si indicano genericamente anche come tamponamenti perchè non hanno funzione portante ma solo funzioni di delimitazione e difesa degli spazi interni del sistema edilizio. La loro conformazione dipende dal tipo di struttura di elevazione (acciaio o cemento armato) e dalle esigenze funzionali dell'edificio. MODALITA' D'USO Quale uso corretto delle pareti esterne è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche sulle condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero portare alla perdita della funzionalità e della stabilità dell'elemento. INFISSI ESTERNI Gli infissi esterni (porte, finestre, serrande, ecc.) hanno fondamentalmente una duplice funzione : di proteggere gli ambienti interni di un edificio dagli agenti atmosferici (acqua, vento, sole, ecc.) e di garantire il benessere degli occupanti (isolamento termico, isolamento dai rumori esterni, resistenza alle intrusioni, ecc.) Gli infissi esterni sono suddivisibili per tipologia (porte, finestre, serrande, ecc.), per materiale (legno, acciaio, leghe leggere di alluminio, materie plastiche, vetro, ecc.) e per tipo di apertura (infissi fissi, oppure a movimento semplice - ad una o più ante, girevoli, ribaltabili ecc -, oppure a movimento composto - scorrevoli, a soffietto, pieghevoli,ecc- o misto). MODALITA' D'USO Per infissi eseguiti a regola d'arte è sufficiente una normale pulizia e cura, per assicurare una buona conservazione, oltre ad assicurare una periodica manutenzione provvedendo alla rimozione di eventuali residui, al rifacimento degli strati protettivi, alla regolazione e lubrificazione degli organi di movimento e tenuta. RIVESTIMENTI Strati funzionali esterni dell'edificio con il compito di proteggere la facciata dagli agenti atmosferici e dalle sollecitazioni cui è sottoposta e di garantire un aspetto uniforme durante tutto il ciclo di vita. Tra questa categoria ricomprendiamo gli intonaci esterni, i rivestimenti, le tinteggiature ed i decori. MODALITA' D'USO Le modalità d'uso corrette dei rivestimenti esterni (intonaci, rivestimenti, tinteggiature, ecc.) consistono nel visionare periodicamente le superfici per verificare il grado di conservazione ed invecchiamento, in modo da controllare eventuali cadute dei livelli qualitativi al di sotto dei valori accettabili tanto da compromettere l'affidabilità stessa del rivestimento. STRATO DI ISOLAMENTO TERMICO Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: CHIUSURA VERTICALE PARETI ESTERNE 1113 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Lo strato di isolamento termico ha la funzione di portare al valore richiesto la resistenza termica globale della chiusura. Si adotta quando siano richieste prefissate condizioni termoigrometriche di utilizzo e di benessere abitativo e viene posto sul lato esterno o interno del tamponamento oppure, dove possibile, nell'intercapedine. Può essere realizzato mediante pannelli o lastre posate a secco o incollate, composte da: - materiali granulari (scisti, perlite, pomice..) - materiale in fibra (vetro, minerali, polimeri..) - materiali compatti (silicato di calcio, laterizio alveolato..) - materiali cellulari (schiume, vetro, sughero..) A seconda dei materiali costituenti può assolvere anche la funzione di isolamento acustico. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Isolamento sottofinestra al piano primo, isolamento murature perimetrali al piano sottotetto. 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Il posizionamento dello strato termoisolante ha una funzione fondamentale nel soddisfacimento dei requisiti di benessere interno e di risparmio energetico. Al variare della sua posizione varia la quantità di calore che è possibile accumulare nella parete. La soluzione più adottata è quella che prevede il posizionamento dello strato sull'esterno del tamponamento. In questo caso è opportuno assicurarsi periodicamente della buona tenuta all'acqua dei giunti e dello strato di rivestimento. Per un corretto uso dell'elemento si deve provvedere alla sua sostituzione, locale o generale, ogni volta che se ne riscontri la necessità: in particolar modo si deve effettuare un controllo generale dello strato in occasione di eventi meteo eccezionali. E' necessario inoltre fare attenzione alla presenza di vegetazione sulla superficie della parete. TAMPONAMENTI CON PANNELLI PREFABBRICATI Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: CHIUSURA VERTICALE PARETI ESTERNE 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Il tamponamento è realizzato con pannelli prefabbricati, applicati alle strutture intelaiate in c.a. o in acciaio. I pannelli possono essere realizzati con materiali pesanti (cls, blocchi pieni o forati..) o leggeri (cls alleggerito, lamiere di ferro zincato o alluminio, materiale plastico, vetro..) e, in dipendenza della loro conformazione, possono essere: - a parete semplice omogenea, quando sono costituiti da un unico materiale avente le necessarie caratteristiche di resistenza, coibenza, impermeabilità.. - a parete composta eterogenea, quando sono costituiti da più strati, di materiale diverso, aventi ciascuno una specifica funzione; Dal punto di vista costruttivo i pannelli possono essere "a piastra" o "intelaiati": i pannelli a piastra si collegano direttamente all'ossatura portante e fra di loro, mentre quelli intelaiati necessitano di un telaio, composto in opera o precostruito. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Isolamento sottofinestra al piano primo e murature perimetrali al piano sottotetto, il cartongesso è accoppiato allo strato di isolamento termico 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Quale uso corretto delle pareti esterne è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche sulle condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero portare alla perdita della funzionalità e della stabilità dell'elemento. FINESTRE IN LEGNO Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: CHIUSURA VERTICALE INFISSI ESTERNI 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE La finestra (o anche la porta-finestra) in legno viene utilizzata per chiudere le aperture lasciate nelle pareti al fine di far passare aria, luce e/o persone. Le finestre in legno sono realizzate con tavolame di prima scelta, privo di nodi e con fibre regolari, e possono essere delle essenze : pioppo, pino nazionale, castagno, abete, larice, rovere, 1214 faggio, douglas, ecc. Le finestre in legno sono apprezzate per leggerezza, silenziosità, colore e resistenza. Esse devono garantire la visibilità verso l'esterno, l'illuminazione naturale, la trasmissione di energia radiante, la ventilazione. Gli infissi esterni sono suddivisibili per :- materiale : legno, acciaio, leghe leggere di alluminio, materie plastiche, vetro, ecc. - apertura : finestre fisse (non apribili), oppure a movimento semplice (verticale ad una o più ante, orizzontale scorrevole, ecc.), oppure a movimento composto (scorrevoli, a soffietto, pieghevoli, ecc.), oppure a movimento misto (a pantografo, oscillo-battente, ecc.) 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Serramenti esterni al piano primo per i quali è previsto il restauro e il posizionamento di vetrocamera. 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Per le finestre in legno eseguite a regola d'arte è sufficiente una normale pulizia e cura per assicurare una buona conservazione, oltre ad assicurare una periodica manutenzione provvedendo alla rimozione di eventuali residui, al rifacimento degli strati protettivi, alla regolazione e lubrificazione degli organi di movimento e tenuta. VETRI Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: CHIUSURA VERTICALE INFISSI ESTERNI 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Il vetro può essere impiegato come facente parte di un infisso in legno, pvc, ferro, ecc. oppure può essere utilizzato come serramento vero e proprio; ecco allora che possiamo avere vetrate, porte e scorrevoli interamente costituite da vetro (o meglio lastre di cristallo). Con tale tipologia di infisso otteniamo un prodotto resistente agli agenti atmosferici e agli urti, che necessita di scarsa manutenzione ma tutto ciò a fronte di un elevato costo del materiale stesso. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Vetrocamera da applicarsi sui serramenti in legno da restaurare al piano primo 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Per infissi eseguiti a regola d'arte è sufficiente una normale pulizia e cura per assicurare una buona conservazione e manovrabilità. Per una manutenzione periodica degli infissi occorre provvedere alla rimozione di eventuali residui soprattutto in prossimità delle guarnizioni.. ANTE IN LEGNO Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: CHIUSURA VERTICALE INFISSI ESTERNI 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le ante in legno sono realizzate con tavolame di prima scelta, privo di nodi e con fibre regolari, e possono essere delle essenze : pioppo, pino nazionale, castagno, abete, larice, rovere, faggio, douglas, ecc.. Le persiane in legno sono costituite da un telaio, composto da montanti e traversi, al quale sono incastrate delle stecche, sempre di legno, inclinate e talvolta regolabili. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Locali piano primo 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Le ante in legno eseguite a regola d'arte è sufficiente una normale pulizia e cura per assicurare una buona conservazione, oltre ad assicurare una periodica manutenzione provvedendo alla rimozione di eventuali residui, al rifacimento degli strati protettivi, alla regolazione degli organi di movimento e tenuta. DAVANZALI IN LEGNO Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: CHIUSURA VERTICALE RIVESTIMENTI 1315 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I davanzali in legno sono formati da legname lavorato sulle facce e sono ancorati alla muratura esistente. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Locali al piano primo 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Per gli elementi in legno occorre visionare periodicamente le superfici al fine di verificare il grado di conservazione del rivestimento e poter intervenire contro eventuali degradi, in modo da monitorare un'eventuale caduta dei livelli qualitativi al di sotto dei valori accettabili tanto da compromettere l'affidabilità stessa del rivestimento. DAVANZALI IN PIETRA O IN MARMO Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: CHIUSURA VERTICALE RIVESTIMENTI 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Il davanzale in marmo o in pietra è costituito da una lastra ancorata alla muratura. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Locali al piano primo 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Per gli elementi lapidei, quale modalità d'uso corretta, occorre visionare periodicamente le superfici al fine di verificare il grado di conservazione del rivestimento e poter intervenire contro eventuali degradi, in modo da monitorare un'eventuale caduta dei livelli qualitativi al di sotto dei valori accettabili tanto da compromettere l'affidabilità stessa del rivestimento. PARTIZIONE VERTICALE DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA Le partizioni verticali sono gli elementi tecnici che hanno la funzione di suddividere ed articolare verticalmente gli spazi interni del sistema edilizio; non portano altri carichi oltre al peso proprio e sono portati da altre strutture atte a sostenerle. Unità tecnologiche di classe PARTIZIONE VERTICALE - RIVESTIMENTI INTERNI - INFISSI INTERNI RIVESTIMENTI INTERNI I rivestimenti interni (intonaci, i rivestimenti, le tinteggiature ed i decori) hanno il compito di proteggere le pareti su cui sono applicati dagli agenti e dalle sollecitazioni cui sono sottoposte e di fargli garantire un aspetto uniforme durante tutto il ciclo di vita. MODALITA' D'USO E' necessario ispezionare periodicamente i rivestimenti, per monitorarne il naturale invecchiamento in modo da controllare una eventuale caduta dei livelli qualitativi al di sotto dei valori accettabili tanto da compromettere l'affidabilità stessa del rivestimento (macchie di umidità, sfogliature, rotture, ecc.) o eventuali degradi anche di natura vandalica (graffi, murales,ecc.) INFISSI INTERNI Gli infissi interni vengono utilizzati per separare ambienti dello stesso immobile e possono essere divisi sostanzialmente in varie tipologie (girevoli ad una o più ante, scorrevoli ad una o più ante, a soffietto, ecc.) e realizzati con diversi materiali (legno, acciaio, leghe leggere di alluminio, materie plastiche, vetro, oppure composte con i vari elementi). 1416 MODALITA' D'USO Per infissi eseguiti a regola d'arte è sufficiente una normale pulizia e cura per assicurare una buona conservazione. Per una manutenzione periodica degli infissi occorre provvedere alla rimozione di eventuali residui, alla lubrificazione degli organi di manovra ed al rifacimento degli strati protettivi. INTONACO ORDINARIO Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: PARTIZIONE VERTICALE RIVESTIMENTI INTERNI 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE L'intonaco interno ordinario viene realizzato al fine di proteggere le strutture e a garantire una certa finitura estetica. L'intonaco interno viene (ad eccezione delle malte premiscelate in monostrato), solitamente, applicato in due/tre strati : un primo strato (rinzaffo) che serve a regolarizzare la superficie del muro ed a garantirgli resistenza meccanica un secondo strato (arriccio, talvolta coincidente con il primo) che serve quale strato di sottofondo ad aggrapparsi alla parete ed a garantirgli resistenza meccanica, ed un terzo strato (frattazzo o di rifinitura) che è molto sottile e serve a rifinire e rasare la parete stessa oltre che proteggerla superficialmente. Lo spessore complessivo varia da 1cm a 2,5cm. Per questo intonaco la preparazione avviene con materiali (legante, sabbia ed acqua), attrezzature e metodi di tipo comune. Secondo i componenti che vengono usati abbiamo: intonaco di malta bastarda o composta intonaco a base di calce aerea intonaco a base di calce idraulica intonaco a base di cemento intonaco a base di gesso. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Piano terra e piano primo 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Per l'intonaco ordinario, quale modalità d'uso corretta, occorre visionare periodicamente le superfici al fine di verificare il grado di conservazione dello stesso e poter intervenire contro eventuali degradi, in modo da monitorare un'eventuale caduta dei livelli qualitativi al di sotto dei valori accettabili tanto da compromettere l'affidabilità stessa del rivestimento. TINTEGGIATURE Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: PARTIZIONE VERTICALE RIVESTIMENTI INTERNI 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le tinteggiature delle pareti vengono eseguite con lo scopo di proteggere le pareti stesse e per renderle esteticamente gradevoli. L'evoluzione della produzione ha contributo ad avere un'ampia varietà di tinte, dalle iniziali calci e vernici ad olio di lino, sino a pitture a base di resine sintetiche. La scelta del prodotto ideale da utilizzare si basa sulla superficie e sul tipo di ambiente su cui andiamo ad operare. Tra le pitture abbiamo : - pitture a calce (grassello di calce in acqua), tempere (carbonato di calcio macinato con colle, diluito in acqua con aggiunta di pigmenti per il colore), pitture lavabili (resine sintetiche con pigmenti per il colore : resine acrilviniliche, acriliche, epossidiche, tolueniche, ecc.) 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Piano terra e piano primo 3. MODALITA' D'USO CORRETTA E' necessario ispezionare le tinteggiature per monitorarne il naturale invecchiamento in modo da controllare una eventuale caduta dei livelli qualitativi al di sotto dei valori accettabili tanto da compromettere l'affidabilità delle stesse o eventuali degradi anche di natura vandalica (graffi, murales,ecc.) 1517 PORTE Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: PARTIZIONE VERTICALE INFISSI INTERNI 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le porte interne vengono utilizzate per separare ambienti dello stesso immobile e possono essere di divise sostanzialmente in varie tipologie (girevoli ad una o più ante, scorrevoli ad una o più ante, a soffietto, ecc.) e realizzate con diversi materiali (legno, acciaio, leghe leggere di alluminio, materie plastiche, vetro, oppure composte con i vari elementi). Le porte interne, dotate o meno di parti vetrate, sono costituite da: Anta o battente (l'elemento apribile); Telaio fisso (l'elemento fissato al controtelaio che contorna la porta e la sostiene per mezzo di cerniere); Battuta (la superficie di contatto tra telaio fisso e anta mobile); Cerniera (l'elemento che sostiene l'anta e ne permette la rotazione rispetto al telaio fisso); Controtelaio (formato da due montanti ed una traversa è l'elemento fissato alla parete che consente l'alloggio al telaio); Montante (l'elemento verticale del telaio o del controtelaio); Traversa (l'elemento orizzontale del telaio o del controtelaio). 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Porte al piano primo e al piano sottotetto 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Per infissi eseguiti a regola d'arte è sufficiente una normale pulizia e cura per assicurare una buona conservazione. Per una manutenzione periodica degli infissi occorre provvedere alla rimozione di eventuali residui, alla lubrificazione degli organi di manovra ed al rifacimento degli strati protettivi. CHIUSURA ORIZZONTALE DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA Le chiusure orizzontali sono costituite dalle unità tecnologiche e dagli elementi tecnici mantenibili del sistema edilizio, atti a delimitare orizzontalmente gli spazi interni del sistema stesso rispetto all'esterno. Determinano il volume esterno dell'edificio e la loro funzione principale, oltre a quella di separare l'interno dall'esterno, è quella di garantire la protezione dagli agenti atmosferici e la coibenza termo-acustica. Le chiusure orizzontali si distinguono in coperture piane o inclinate. Unità tecnologiche di classe CHIUSURA ORIZZONTALE - COPERTURE INCLINATE COPERTURE INCLINATE Insieme degli elementi tecnici orizzontali o suborizzontali del sistema edilizio aventi funzione di separare gli spazi interni del sistema edilizio stesso dallo spazio esterno sovrastante. Le coperture inclinate (coperture discontinue) sono caratterizzate dalle soluzioni di continuità dell'elemento di tenuta all'acqua e necessitano per un corretto funzionamento di una pendenza minima del piano di posa che dipende dai componenti utilizzati e dal clima di riferimento. L'organizzazione e la scelta dei vari strati funzionali nei diversi schemi di funzionamento della copertura consente di definire la qualità della copertura e soprattutto i requisiti prestazionali. Gli elementi e i strati funzionali si possono raggruppare in: elemento di collegamento; elemento di supporto; elemento di tenuta; elemento portante; elemento isolante; strato di barriera al vapore; strato di ripartizione dei carichi; strato di protezione; strato di tenuta all'aria; strato di ventilazione; ecc. MODALITA' D'USO Quale uso corretto delle coperture piane è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche sulle condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero portare alla perdita della funzionalità propria dell'elemento e controlli sullo smaltimento delle acque meteoriche con la verifica della funzionalità di canali e pluviali onde evitare accumuli e ristagni pericolosi. STRATO DI ISOLAMENTO TERMICO Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: CHIUSURA ORIZZONTALE COPERTURE INCLINATE 1618 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Lo strato di isolamento termico ha la funzione di mantenere la resistenza termica della copertura secondo quanto previsto progettualmente. Si adotta quando siano richieste prefissate condizioni termoigrometriche di utilizzo e di benessere abitativo. Può essere realizzato mediante pannelli o lastre posate a secco o incollate, composte da: - materiali granulari (scisti, perlite, pomice..) - materiale in fibra (vetro, minerali, polimeri..) - materiali compatti (silicato di calcio, laterizio alveolato..) - materiali cellulari (schiume, vetro, sughero..) A seconda dei materiali costituenti può assolvere anche la funzione di isolamento acustico. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Copertura corpo centrale 3. MODALITA' D'USO CORRETTA La scelta dell'utilizzo dello strato di isolamento termico è fondamentale per il soddisfacimento dei requisiti di benessere interno e di risparmio energetico. E' opportuno effettuare una manutenzione periodica, al fine di assicurarsi : della buona tenuta all'acqua dei giunti e dello strato di rivestimento e della presenza o meno di degradi vari. Per un corretto uso dell'elemento si deve provvedere alla sua sostituzione, locale o generale, ogni qual volta che se ne riscontri la necessità, ed evitare interventi riparativi di ripiego che, per quanto ben realizzati, difficilmente riescono a garantire le condizioni originarie dello strato. STRATO DI BARRIERA AL VAPORE Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: CHIUSURA ORIZZONTALE COPERTURE INCLINATE 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Lo strato di barriera al vapore viene impiegata onde evitare il passaggio di vapore acqueo e quindi evitare condense pericolose. Può essere realizzato mediante lamine metalliche associate a materiali bituminosi o sintetici, fogli a base di polimeri o altri materiali. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Copertura corpo centrale 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Lo strato di barriera al vapore non deve avere soluzioni di continuità e viene posto sotto allo strato di isolante termico. Per un corretto uso dell'elemento si deve monitorare periodicamente lo stato di conservazione onde provvedere alla sua sostituzione ogni volta che se ne riscontri la necessità, al fine di preservare l'isolante termico. STRUTTURA IN LEGNO Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: CHIUSURA ORIZZONTALE COPERTURE INCLINATE 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE La struttura portante di una copertura inclinata deve sopportare i carichi esterni e il peso degli elementi che costituiscono il manto. La struttura in legno viene impiegata negli edifici in muratura e in c.a e viene eseguita utilizzando legnami quali la quercia, il pino, il castagno e l'abete. Può essere costituita da una serie di capriate lignee collegate da travicelli in legno oppure da una doppia orditura di travi principali e secondarie. In entrambi i casi al di sopra della struttura portante viene realizzato uno scempiato in legno (assito) o in laterizio (con tavelle) per formare un piano per la posa del manto. Se l'intradosso della copertura rimane a vista il legname utilizzato deve essere ben lavorato e protetto con apposite vernici. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Copertura corpo centrale 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Le parti strutturali della copertura devono essere periodicamente controllate al fine di valutare il loro stato di conservazione, verificando la presenza o meno di lesioni o altro degrado tale da compromettere la stabilità del manufatto o la sua finitura estetica. 1719 IMPERMEABILIZZAZIONE CON MANTI BITUMINOSI Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: CHIUSURA ORIZZONTALE COPERTURE INCLINATE 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Lo scopo dell'impermeabilizzazione è quello di conferire alla copertura la necessaria impermeabilità alle acque meteoriche.tra i manti (membrane) bituminosi si ricomprendono i supporti bitumati e le guaine bituminose. I manti bituminosi sono costituiti da materiali (in fogli/rotoli) prefabbricati con il supporto impregnato sino a saturazione da bitume, o da supporti rivestiti su una, o entrambe le facce, da bitume.i manti (membrane) bituminosi sono costituiti da una massa impermeabilizzante distinta nelle categorie : BOF (bitume ossidato fillerizzato), BPE (bitume polimero elastomero modificato), BPP (bitume polimero plastomero), da un un'armatura (o meno) nella membrana stessa distinta in : armatura vetro velo, armatura vetro tessuto, armatura poliestere non tessuto, armatura polipropilene non tessuto, ecc.., da una finitura (o meno) sulla faccia inferiore data da : poliestere non tessuto, polipropilene non tessuto, vetro velo, vetro tessuto, juta tessuto, alluminio, sughero, ecc. e da una finitura (o meno) sulla faccia superiore data da : poliestere, polipropilene, graniglia, ardesia, sabbia, alluminio, rame, acciaio, ecc. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Copertura corpo centrale 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Le modalità d'uso corrette variano in funzione del fatto che il manto venga posizionato quale finitura della copertura oppure sotto lo stato di protezione superficiale (piastrelle, terra, ecc). Nel caso che il manto costituisca l'elemento di finitura è necessario verificare eventuali distacchi dei giunti, il perfetto smaltimento delle acque piovane o di lavaggio (evitando i ristagni), le giunzioni ed i risvolti. Ove il manto impermeabile sia disposto al di sotto del pavimento allora i controlli dovranno essere effettuati in prossimità dei pluviali o delle botole e consisteranno nella verifica di eventuali distacchi dei giunti, e nello stato delle giunzioni e dei risvolti. La posa in opera del manto avviene con sovrapposizione di due, tre o quattro teli secondo i metodi : posa in totale indipendenza, posa in semiindipendenza, posa in aderenza, posa con fissaggio meccanico per punti o per linee. CANALI DI GRONDA E PLUVIALI Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: CHIUSURA ORIZZONTALE COPERTURE INCLINATE 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I canali di gronda ed i pluviali costituiscono il sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche, mediante l'intercettazione delle acque sulle coperture ed il loro smaltimento a valle del manufatto, pertanto saranno di dimensioni tali da poter soddisfare entrambe le necessità. I canali di gronda sono gli elementi di raccolta che dalla superficie della copertura vanno verso il perimetro, convogliandosi in apposite canalizzazioni : i canali di gronda avranno andamento orizzontale o sub-orizzontale. I pluviali sono gli elementi di smaltimento e hanno la funzione di convogliare ai sistemi di smaltimento al suolo le acque meteoriche raccolte nei canali di gronda. Per i collegamenti degli elementi tra di loro e con la struttura portante si utilizzano elementi appositi : bocchettoni, converse, collari, collettori, fondelli, volute, staffe di ancoraggio, ecc. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Copertura 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Le modalità d'uso corrette del sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche consistono in tutte quelle operazioni atte a salvaguardare la funzionalità del sistema stesso. Pertanto è necessario, periodicamente, verificare la pulizia degli elementi, i loro ancoraggi alla struttura portante ecc., e le caratteristiche di funzionalità generale nei momenti di forte pioggia. 1820 MANTO IN LATERIZIO Classe di unità tecnologica: Unità tecnologica: CHIUSURA ORIZZONTALE COPERTURE INCLINATE 1. DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Per le coperture inclinate (a falde) l'elemento di tenuta è costituito dal manto di copertura tra cui sono ricompresi i manti in laterizio. Il manto in laterizio è costituito da elementi in terracotta connessi tra loro in modo da costituire una superficie impermeabile opportunamente fissata sulle falde di copertura di una struttura. Tra le tipologie presenti sul mercato citiamo : il coppo, la tegola portoghese, la tegola marsigliese, la tegola romana, la tegola olandese, ecc. I manti di copertura possono essere posati in varie maniere : a) su listelli di legno (solitamente 4x4) fissati alla struttura sottostante mediante chiodatura, disposti a distanza pari al passo degli elementi, a loro volta inchiodati a file alterne su tali listelli; b) su cordoli di malta realizzati sulla struttura sottostante, con i quali solitamente si fissa una fila di elementi ogni quattro. 2. COLLOCAZIONE DELL'ELEMENTO NELL'INTERVENTO Copertura 3. MODALITA' D'USO CORRETTA Quale modalità d'uso corretta del manto in laterizio occorre evidenziare l'opportunità di una costante verifica delle condizioni del manto stesso con la periodica pulizia delle sue superfici e degli elementi ad esso collegati (canali di gronda, aggetti, ecc.), ed il controllo di eventuali rotture, spostamenti, sollevamenti, ecc, soprattutto in caso di eventi metereologici significativi (forti venti, nevicate, ecc.). IMPIANTO ANTINCENDIO DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA L'impianto antincendio è volto a ridurre le conseguenze derivanti dal verificarsi dell'incendio ed è costituito da un sistema di protezione attiva al fine di prevenire, avvisare, impedire e spegnere l'incendio. Esso può essere costituito da uno o più elementi sotto riportati : - impianto fisso di estinzione incendi costituito da idranti e naspi. - sistema di spegnimento mediante estintori di tipo portatile o carrellato. - sistema di spegnimento automatico mediante sistemi di spegnimento a sprinkler. Unità tecnologiche di classe IMPIANTO ANTINCENDIO - ESTINTORI - IMPIANTO RIVELAZIONE FUMI ESTINTORI L'impianto antincendio è volto a ridurre le conseguenze derivanti dal verificarsi dell'incendio. Gli estintori costituiscono un valido, seppur per incendio limitato, sistema di spegnimento. Gli estintori possono essere di tipo portatile o carrellato. Le tipologie, in funzione del materiale estinguente, disponibili sono : estintori a polvere, estintori a schiuma, estintori ad acqua, estintori ad anidride carbonica e a gas inerti. MODALITA' D'USO Quale modalità d'uso corretta necessita che gli estintori siano ubicati in posizione facilmente accessibile e visibile, segnalata da appositi cartelli segnalatori. Essi devono essere distribuiti in modo uniforme nell'area da proteggere e comunque in prossimità degli accessi ed in vicinanza di aree a maggior rischio. Si utilizzano tirando la spina di sicurezza, e dirigendo il getto alla base del fuoco. IMPIANTO RIVELAZIONE FUMI Nei luoghi definiti " con pericolo di esplosione e di incendio " tra i vari provvedimenti che le normative impongono, molto spesso viene richiesto l'impianto di rivelazione e di allarme in caso d'incendio. Tali impianti hanno il compito di monitorare l'ambiente tramite sensori posti nel soffitto, i quali inviando un segnale alla centralina di controllo antincendio, permettono l'entrata in funzione dei sistemo ottico-acustici; ciò permette alle persone presenti di evacuare i locali o il fabbricato. Uno degli elementi più importanti di un impianto per la rivelazione degli incendi, è il sensore, questo può essere di tipo foto-ottico, con rivelatore di calore, con rivelatore di fiamma; talvolta in casi particolari si utilizzato rivelatori di fumo e calore a raggi infrarossi a barriera. 19 Vedere altro
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