Source: https://www.diritto.it/maxi-benefici-fiscali-per-i-calciatori-professionisti-che-si-trasferiscono-in-italia/
Timestamp: 2020-05-26 07:12:28+00:00
Document Index: 101594089

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 16', 'art 5', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 5', 'art.16']

a cura dell’Avv. Maurizio Villani e Dott. Alessandro Villani
Le nuove agevolazioni fiscali previste per gli atleti professionisti che decidono di trasferirsi in italia per svolgere le proprie attività sportive sono oggetto di un’importante novità introdotta dall’art. 5, comma1, del decreto crescita 2019, d.l. 30 aprile 2019 n.34, pubblicato in gazzetta ufficiale e attualmente in discussione alla camera per la conversione in legge.
Le modifiche apportate dall’art. 5 del decreto crescita 2019 all’art. 16 del d.lgs n. 147/2015 e i vantaggi fiscali per i calciatori professionisti
L’art. 5 del decreto crescita 2019 denominato “rientro dei cervelli” ha apporto significative modifiche al regime dei lavoratori impatriati di cui all’art. 16 del d.lgs n.147/2015, consentendo di estendere le agevolazioni fiscali a diverse categorie di lavoratori tra cui anche gli atleti professionisti.
Aver avuto una residenza fiscale all’estero per almeno due anni precedenti al trasferimento in italia;
L’impegno a mantenere la residenza fiscale in italia per almeno due anni successivi al trasferimento;
Lo svolgimento dell’attività lavorativa prevalentemente in italia
I lavoratori non sono stati residenti in italia nei due periodi d’imposta precedenti il predetto trasferimento e si sono impegnati a risiedere in italia per almeno due anni;
L’attività lavorativa è prestata prevalentemente nel territorio italiano…”
Come si può notare, il testo dell’art. 5, comma 1, del decreto crescita 2019 ha sostituito il comma 1 dell’art. 16 del d.lgs n.147/2015, rubricato “regime speciale per lavoratori impatriati”, introducendo due importanti novità:
Si è incrementata la riduzione del reddito imponibile dal 50% al 70%;
Si sono semplificate le condizioni per accedere al regime fiscale di favore estendendo le agevolazioni fiscali anche a tutti quei lavoratori privi dei requisiti di elevata qualificazione o specializzazione professionale e, precisamente, riconoscendo le agevolazioni fiscali a tutti quei lavoratori che non sono stati residenti in italia nei due periodi d’imposta precedenti il predetto trasferimento e che si impegnano a ivi risiedere per almeno due anni lavoratori, svolgendo la propria attività prevalentemente nel territorio italiano.
In sostanza l’art. 5 è stato pensato con il solo scopo di favorire l’arrivo o il rientro in italia di tutti quei lavoratori (stranieri o italiani) professionisti e non che, essendo residenti all’estero da almeno due anni, hanno adesso la possibilità di trasferirsi in italia per svolgere la propria attività lavorativa usufruendo di un regime fiscale agevolato che sarà attivato dal 1 gennaio 2020.
A tal proposito il testo del decreto crescita ha aggiunto al comma 6 dell’ art. 16 del d.lgs.n.147/2015, al fine di rendere più agevole l’accesso alla predetta agevolazione fiscale, la disposizione che prevede per i lavoratori rimpatriati la non obbligatorietà dell’iscrizione all’aire nei periodi trascorsi all’estero, purché i predetti soggetti abbiano avuto la residenza in un altro stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi.
Un’altra novità introdotta dall’art 5 è inerente alla disposizione normativa, contenuta nell’art. 16 del d.lgs n.147/2015, che prevede l’applicazione dell’agevolazione fiscale per ulteriori cinque periodi di imposta anche nel caso in cui i lavoratori o giocatori diventino proprietari di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in italia, successivamente al trasferimento in italia o nei dodici mesi precedenti allo stesso.
Ulteriori modifiche al testo del decreto crescita 2019 in sede di conversione
In particolare, viene stabilito che, fermo restando le agevolazioni fiscali di cui all’art. 16 del d.lgs n. 147/2015:
I redditi da lavoro dipendente per i calciatori professionisti impatriati concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del loro ammontare
Ai calciatori non si applicano gli sconti ulteriori previsti dall’art. 5, se stabiliscono la residenza nelle regioni meridionali. Questo perché si rischierebbe di alterare i regimi di tassazione differenti.
Analisi sui regimi tributari dei calciatori in europa, russia e turchia
Il paese con il peso fiscale maggiore è la francia visto che lo stipendio netto di un milione di euro netti al giocatore professionista comporta un costo per la squadra di 2,74 milioni
Al secondo posto si classifica il portogallo dove si arriva a 2,46 milioni, seguito dall’inghilterra con i suoi 2,12 milioni di euro totali;
Per l’italia, ad oggi, il costo totale che una società deve sostenere per pagare un milione di euro netti a un calciatore è di 1,97 milioni, tuttavia il decreto crescita in discussione in questi giorni alla camera, attuerà delle modifiche, garantendo un regime fiscale più favorevole.
In coda alla classifica troviamo due paesi che, negli ultimi anni, stanno crescendo a livello di apple sportivo: la turchia dove il costo viene maggiorato del 19% rispetto al netto e la russia che grazie alla flat tax sui redditi fissata al 13% risulta particolarmente vantaggiosa per coloro che percepiscono stipendi elevati.
B) l’attività lavorativa è prestata prevalentemente nel territorio italiano.
– probabili modifiche possono essere apportate per quanto riguarda la categoria degli atleti professionisti (emendamento ancora in discussione alla camera)
– i redditi da lavoro dipendente per i calciatori professionisti impatriati concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del loro ammontare
– ai calciatori non si applicano gli sconti ulteriori previsti dall’art. 5, se stabiliscono la residenza nelle regioni meridionali. Questo perché si rischierebbe di alterare i regimi di tassazione differenti.
Comma 3-bis dell’art. 16 del d.lgs n. 147/2015 ( aggiunto dal comma 1, lett. C) dell’art. 5 del d.l. n. 34/2019) Sono introdotte maggiori agevolazioni fiscali per ulteriori cinque anni in presenza di specifiche condizioni:
Ø Per i lavoratori con almeno un figlio minorenne o a carico, anche in affido preadottivo;
Ø per i lavoratori che diventino proprietari di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento
Ø Per i lavoratori che abbiano almeno tre figli minorenni o a carico, anche in affido preadottivo, i redditi di cui al c.1 dell’art.16 cit. Concorrono alla formazione del reddito complessivo, limitatamente al 10% del loro ammontare.
Ø Purchè abbiano avuto la residenza in un altro stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi, eliminata la condizione d’iscrizione all’aire per usufruire dell’agevolazione fiscale de qua.
Ø Benefici fiscali di cui al presente articolo nel testo vigente al 31 dicembre 2018, purchè abbiano avuto la residenza in un altro stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni;
Ø relativi ai periodi d’imposta per i quali siano stati notificati atti impositivi ancora impugnabili, ovvero oggetto di controversie pendenti in ogni stato e grado del giudizio nonché per i periodi d’imposta per i quali non sono decorsi i termini di cui all’articolo 43 del d.p.r. n. 600 del 29 settembre 1973 (ossia, termini per notificare avviso di accertamento).