Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25466-del-10-10-2019
Timestamp: 2020-04-02 23:11:18+00:00
Document Index: 182718679

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 360', 'art. 8', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 25466 del 10/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25466 del 10/10/2019
Cassazione civile sez. I, 10/10/2019, (ud. 09/09/2019, dep. 10/10/2019), n.25466
sul ricorso 25013/2018 proposto da:
M.A., elettivamente domiciliato in Roma Via Cunfida N. 16
presso lo studio dell’avvocato Visentin Maria che lo rappresenta e
Internazionale Di Roma, Ministero Dell’interno (OMISSIS);
avverso il decreto del TRIBUNALE di ROMA, depositata il 20/07/2018;
Il Tribunale di Roma sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea, con decreto in data 20/7/2018, ha confermato il provvedimento di rigetto pronunciato dalla Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di Roma in ordine alle istanze avanzate da M.A. nato in (OMISSIS), volte, in via gradata, ad ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato, del diritto alla protezione sussidiaria ed il riconoscimento del diritto alla protezione umanitaria.
Il richiedente asilo proveniente dalla Costa D’Avorio aveva riferito alla Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di Roma di essere fuggito dal proprio paese perchè aveva investito con la bicicletta una donna incinta provocandone la morte ed aveva paura della vendetta della sua famiglia.
Avverso il decreto del Tribunale di Roma ha proposto ricorso per cassazione affidato a cinque motivi.
Con il primo motivo di ricorso il ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 28 gennaio 2008, n. 25, art. 35 bis, commi 8, 9, 10 ed 11 come modificato dal D.L. 17 febbraio 2017, n. 13, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto il Tribunale di Roma, nonostante la espressa istanza del ricorrente, non aveva fissato l’udienza di comparizione delle parti e sentito il ricorrente sebbene mancante la videoregistrazione dell’audizione svoltasi davanti alla competente Commissione Territoriale. Il primo motivo di ricorso, attinente ad una questione di rito, è infondato e deve essere respinto in quanto risulta dal provvedimento impugnato che il Tribunale territoriale, in mancanza della videoregistrazione delle dichiarazioni rese davanti alla competente Commissione Territoriale non eseguita per motivi tecnici, ha fissato e regolarmente tenuto l’udienza di comparizione delle parti e sentito il ricorrente.
Con il secondo motivo di ricorso il ricorrente denuncia violazione del dovere di cooperazione istruttoria officiosa, così come previsto dal D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8 in ordine all’accertamento della situazione oggettiva relativa al Paese di origine, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4.
I motivi di ricorso, pur rubricati sotto il solo profilo della violazione di legge (art. 360 c.p.c., n. 3), contengono in realtà una serie di critiche agli accertamenti in fatto espressi nella motivazione della corte territoriale che, come tali, si palesano inammissibili, in quanto diretti a sollecitare un riesame delle valutazioni riservate al giudice del merito, che del resto ha ampiamente e rettamente motivato la statuizione impugnata, esponendo le ragioni del proprio convincimento circa l’intrinseca inattendibilità del racconto del ricorrente.
Per quanto sopra si impone il rigetto del ricorso. Nulla per le spese in mancanza di attività difensiva. Infine deve darsi atto che sussistono nella specie i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente stesso, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso per cassazione, a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater.
Rigetta il ricorso. Ricorrono i presupposti per l’applicazione del doppio contributo di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater non essendo il ricorrente stato ammesso al gratuito patrocinio a carico dello Stato.