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Timestamp: 2020-04-07 06:39:54+00:00
Document Index: 92425471

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 36', 'art. 23', 'art. 53', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 3']

Le autorizzazioni relative agli impianti pubblicitari devono conformarsi sia al Piano generale impianti (PGI) che al codice della strada, sia per quanto riguarda la selezione di quelle da accogliere tra le più domande proposte, sia per ciò che attiene il sito di ubicazione dell'impianto pubblicitario, sia infine per ogni altro profilo.
Il mancato esame sine die delle richieste di autorizzazione all'installazione di impianti pubblicitari da parte dei privati, causato dalla mancanza del Regolamento comunale e/o del Piano generale degli impianti pubblicitari, si tradurrebbe in una limitazione del diritto di iniziativa economica di cui all'art. 41 Cost.; conseguentemente i Comuni, nelle more di definire gli atti generali, sono tenuti ad avviare e definire l'istruttoria delle istanze presentate, rilasciando eventualmente autorizzazioni provvisorie.
Il dovere della amministrazione comunale di dotarsi del piano generale degli impianti pubblicitari è divenuto operante nel momento in cui è stato approvato il regolamento di cui all'art. 3 del decreto legislativo n. 507 del 1993.
L'apposizione di cartelli pubblicitari lungo le strade richiede necessariamente un pronunciamento esplicito dell'Autorità competente venendo in considerazione interessi sensibili, quali la sicurezza stradale e la compatibilità ambientale degli impianti pubblicitari.
Il procedimento di gara per assegnare gli spazi per l'installazione di impianti pubblicitari non contrasta con la libera espressione d'impresa
Il procedimento di gara per assegnare gli spazi per l'installazione di impianti pubblicitari non contrasta con la libera espressione dell'attività imprenditoriale di cui si tratta, considerato, in linea generale, che la procedura ad evidenza pubblica è istituto tipico di garanzia della concorrenza nell'esercizio dell'attività economica privata incidente sull'uso di risorse pubbliche e che, in particolare, la concessione tramite gara dell'uso di beni pubblici per l'esercizio di attività economiche private è istituto previsto nell'ordinamento, essendo perciò fondata la qualificazione della gara come strumento per assicurare il principio costituzionale della libera iniziativa economica anche nell'accesso al mercato degli spazi per la pubblicità.
I poteri autorizzatori del Comune in materia di affissioni pubblicitarie riguardano profili di sicurezza stradale (cfr., in particolare, l'art. 23 Cod. strada), nonché di decoro degli edifici e delle strade, oltreché di tutela dei vincoli eventualmente esistenti; esorbita pertanto dalle funzioni assegnate al Comune, e dunque dalla causa tipica dei provvedimenti comunali adottabili, la regolazione delle installazioni in ragione dei proventi pubblicitari che lo stesso Comune possa ritrarne.
Assegnare spazi pubblici per l'installazione di impianti pubblicitari tramite gara non contrasta con la libera espressione dell’attività di impresa
Assoggettare l'assegnazione di spazi pubblici per l'installazione di impianti pubblicitari ad un procedimento di gara non contrasta con la libera espressione dell'attività imprenditoriale di cui si tratta, considerato, in linea generale, che la procedura ad evidenza pubblica è istituto tipico di garanzia della concorrenza nell'esercizio dell'attività economica privata incidente sull'uso di risorse pubbliche e che, in particolare, la concessione tramite gara dell'uso di beni pubblici per l'esercizio di attività economiche private è istituto previsto dall'ordinamento, essendo perciò fondata la qualificazione della gara come strumento per assicurare il principio costituzionale della libera iniziativa economica anche nell'accesso al mercato degli spazi per la pubblicità.
Il Comune, e per esso la concessionaria, ha il potere di sanzionare l'omesso pagamento del canone per la installazione di mezzi pubblicitari nelle stazioni che, costituendo beni pubblici demaniali, rientrano nel demanio comunale.
Dal chiaro tenore letterale degli artt. 3, comma 3, del d.lgs. 507/1993 e dall'art. 23, comma 4, del codice della strada (d.lgs. 285/1992), a mente del quale ultimo “la collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse è soggetta in ogni caso ad autorizzazione da parte dell'ente proprietario della strada nel rispetto delle presenti norme”, la formazione del silenzio assenso per l'installazione di tali mezzi deve ritenersi pregiudizialmente preclusa.
Il comma 12 dell'art. 23 cod. strada, come novellato dall'art. 36 del d.l. n. 98 del 2011, è costituzionalmente illegittimo nella parte relativa alla misura della sanzione amministrativa, con la conseguenza che l'infrazione per inosservanza delle prescrizioni autorizzative contenute nel comma stesso ricade nella generale previsione sanzionatoria di cui al comma 11 del medesimo art. 23.
All'interno del perimetro dei centri abitati la competenza al rilascio dell’autorizzazione per gli impianti pubblicitari è in tutti i casi dei comuni
All'interno del perimetro dei centri abitati, la competenza al rilascio dell'autorizzazione all'installazione di impianti pubblicitari è, in tutti i casi, dei Comuni, fatto salvo il preventivo nulla osta dell'ente proprietario nei casi in cui la strada appartenga al demanio statale, regionale o provinciale, di talchè chi intende esporre un mezzo pubblicitario “deve presentare la relativa domanda” all'Ente proprietario della strada, il quale rilascia apposita autorizzazione al posizionamento dello stesso (art. 53, comma 3, regolamento di attuazione del Codice della strada, approvato con d.P.R. 16 dicembre 1992 n. 495).
L'impianto pubblicitario stradale non deve distrarre l'attenzione di chi percorre la strada e comunque va autorizzato dall'ente gestore
L'art. 23 del Codice della strada (d.lgs. n. 285/1992) da un lato, vieta la collocazione, lungo le strade o in vista di esse, di insegne e di ogni impianto pubblicitario che possa distrarre l'attenzione di chi le percorre, con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione e, dall'altro, ne sottopone l'installazione ad un provvedimento autorizzatorio, emesso dal competente ente gestore.
L'autorizzazione all'installazione degli impianti pubblicitari rilasciata dai Comuni in base alla disciplina speciale (segnatamente in base all'art. 23 del Codice della Strada), nel rispetto dei criteri e dei vincoli fissati nell'apposito regolamento comunale e nel piano generale degli impianti pubblicitari (a loro volta previsti dall'art. 3 del d.lgs. n. 507/1993), ha anche una valenza edilizia-urbanistica ed assolve, pertanto, alle esigenze di tutela sottesa al rilascio di un ulteriore titolo abilitativo rappresentato dal rilascio del titolo edilizio secondo la disciplina di cui al d.P.R. n. 380 del 2001.
Vado a dire a quel critico che ho letto il suo articolo e che sono andato in banca piangendo per tutta la strada (Alfred Hitchcock)