Source: http://ancmontella.it/statuto.html
Timestamp: 2017-10-20 21:41:28+00:00
Document Index: 180902558

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 9', 'art. 27', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 29', 'art. 23']

Statuto - ANC MONTELLA
F.n. 8/4303 in data 30 gennaio 2007 del MINISTERO DELLA DIFESA - Ufficio Legislativo. Iscrizione nel Registro delle persone giuridiche, ai sensi dell'art. 2 del DPR 10 febbraio 2000 n. 361 con
protocollo n. 33476/1471/2007 Area V URPG in data 22 maggio 2007 della Prefettura di Roma - Ufficio Territoriale del Governo.
L' "Associazione Nazionale del Carabiniere in Congedo" assume la denominazione di "Associazione Nazionale Carabinieri".
Al Ministro per la Difesa è devoluta l'alta sorveglianza sull'"Associazione Nazionale Carabinieri", al fine di assicurare che la sua attività ed il suo indirizzo siano conformi alle direttive generali del Governo.
Il Ministro per la Difesa, qualora ritenga che l'attività e gli indirizzi seguiti dalla predetta Associazione non rispondano ai criteri di cui al precedente comma o, comunque, siano in contrasto con gli scopi dell'Associazione quali risultino dallo statuto di cui al successivo art. 3, può sciogliere il Consiglio nazionale e nominare un Commissario straordinario.
E' approvato l'accluso nuovo statuto organico della predetta Associazione Nazionale, formato da n. 46 articoli, Firmato dal Ministro proponente.
Registrato alla Corte dei conti, il 20 novembre 1956 Atti del Governo, registro n. 102, foglio n. 50 - Carlomagno
VARIANTI deliberate dal Consiglio Nazionale nelle sedute del 27 aprile 2006 e 2 ottobre 2007 - f.n. 8/4303 in data
30 gennaio 2007 del MINISTERO DELLA DIFESA - Ufficio Legislativo iscrizione nel Registro delle persone giuridiche, ai sensi dell'art. 2 del DPR 10 febbraio 2000 n. 361 con protocollo n. 33476/1471/2007 Area V URPG in data 22 maggio 2007 della Prefettura di Roma - Ufficio Territoriale del Governo
1.	L'Associazione Nazionale Carabinieri, eretta in ente morale con regio decreto 16 febbraio 1928, n. 461, allorché denominatasi "Federazione Nazionale del Carabiniere Reale" ha sede centrale in Roma.
2.	Presidente onorario é il Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri.
1. L'Associazione, che é apolitica e non persegue fini di lucro, si propone i seguenti scopi:
a)	promuovere e cementare i vincoli di cameratismo e di solidarietà fra i militari in congedo e quelli in servizio dell'Arma, e fra essi e gli appartenenti alle altre forze armate ed alle rispettive associazioni;
b)	tener vivo fra i soci il sentimento di devozione alla Patria, lo spirito di corpo, il culto delle gloriose tradizioni dell'Arma e la memoria dei suoi eroici caduti;
c)	realizzare, nei limiti delle possibilità, l'assistenza morale, culturale, creativa, ricreativa ed economica a favore degli iscritti e delle loro famiglie;
d)	promuovere e partecipare - anche costituendo appositi nuclei - ad attività di Volontariato per il conseguimento di finalità assistenziali, sociali e culturali.
1.	L'Associazione, le Sezioni e le Sottosezioni sono autorizzate a dotarsi di Bandiera nazionale conforme al modello di cui all'allegato n. 1 dello Statuto approvato con decreto del Presidente della Repubblica 2 febbraio 1950 n. 162.
2.	L'Associazione custodisce il Medagliere dell'Arma fregiato dei distintivi di tutte le decorazioni dell'Ordine Militare d'Italia ed al Valor Militare concesse alla Bandiera dell'Arma, nonché di tutte le ricompense individuali dell'Ordine Militare d'Italia e di tutte le Medaglie d'Oro al Valore Militare, al Valor Civile, al Valore dell'Arma dei Carabinieri, dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica e della Croce d'onore concesse ai Carabinieri fin dalla fondazione.
3.	Le Bandiere ed il Medagliere intervengono alle cerimonie ufficiali con scorte d'onore. Le scorte alla Bandiera e al Medagliere sono costituite, rispettivamente, da due componenti dell'Associazione.
1.	Nelle manifestazioni ufficiali e nello svolgimento di attività istituzionali i soci indossano l'uniforme sociale della foggia prescritta dal Regolamento al presente Statuto.
2.	I soci sono autorizzati ad usare in ogni occasione il distintivo sociale, quale risulta dal disegno di cui all'allegato n. 3 del già menzionato decreto del Presidente della Repubblica 2 febbraio 1950, n. 162.
1.	I soci dell'Associazione sono:
a)	d'onore;
b)	benemeriti;
c)	effettivi;
d)	collettivi;
e)	familiari;
f)	simpatizzanti.
2.	Sono soci d'onore gli ufficiali generali già comandanti generali dell'Arma ed il Vice Comandante generale dell'Arma in carica.
3.	Con analogo provvedimento e anche su proposta dei dirigenti periferici, possono essere nominati soci benemeriti persone, enti o soci di altre categorie, che abbiano procurato all'Associazione considerevoli benefici o vantaggi.
4.	Possono essere soci effettivi coloro che abbiano prestato o prestino servizio militare nell'Arma.
5.	Possono essere soci collettivi i comandi dell'Arma che costituiscono comandi di corpo o reparto autonomo, nonché le sale convegno unificate dei vari reparti dell'Arma.
6.	Possono essere soci familiari gli appartenenti al "nucleo familiare" di coloro che abbiano prestato o prestino servizio militare nell'Arma.
7.	Possono essere soci simpatizzanti coloro che condividono i valori, lo spirito e le finalità statutarie dell'ANC. L'ammissione di soci simpatizzanti é approvata dal Consiglio sezionale.
1.	L'iscrizione dei soci viene fatta presso le Sezioni; peraltro, qualora particolari situazioni lo consiglino, il Presidente Nazionale può autorizzare l'iscrizione direttamente presso la Sede centrale dell'Associazione.
2.	Non possono far parte dell'Associazione e, se soci, ne vengono radiati coloro che:
a)	siano stati rimossi dai ruoli dell'Arma;
b)	abbiano riportato condanne definitive per delitto doloso.
3.	I militari sospesi dal grado nonché tutti i soci che siano stati rinviati a giudizio per delitto doloso o sottoposti a misure restrittive della libertà personale sono moralmente impegnati ad autosospendersi dalla qualità di socio, in caso contrario si provvede d'ufficio.
1.	Solo i soci effettivi non in attività di servizio nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia ad ordinamento nazionale hanno diritto al voto e possono ricoprire cariche in seno all'Associazione.
2.	Tutti i soci possono partecipare alle assemblee sezionali, salvo quanto disposto al successivo articolo 23.
a)	inosservanza del dettato dell'art. 2 del presente Statuto nonché delle disposizioni
legittimamente impartite degli organi statutari ANC;
b)	manifestazioni o atteggiamenti contrari ai principi dell'Arma o dell'ANC, possono essere adottati i seguenti provvedimenti disciplinari:
a)	richiamo per infrazioni di lieve entità. Può essere verbale o scritto;
b)	sospensione da tre a sei mesi per infrazioni gravi;
c)	espulsione per:
-	mancanze di particolare gravità;
-	comportamenti che hanno dato luogo a ripetute irrogazioni delle precedenti sanzioni con riflessi sull'andamento delle attività sociali o risonanza in pubblico e negative ripercussioni sull'immagine dell'Arma o dell'ANC;
3. La rimozione da cariche sociali é disciplinata dal successivo art. 33.
1.	I provvedimenti disciplinari previsti dall'art. 9 vengono adottati:
a)	il richiamo, dal Presidente di Sezione, dall'Ispettore regionale e dal Presidente nazionale;
b)	la sospensione e l'espulsione, dall'Ispettore regionale, direttamente o su proposta del Coordinatore Provinciale o del Presidente di Sezione, nei confronti dei soci dell'area di rispettiva competenza nonché dal Presidente nazionale per gli iscritti alla sede centrale o in sede di ricorso;
c)	la rimozione, dal Presidente Nazionale, d'ufficio in caso di diretta cognizione dei motivi che la prevedono o su proposta dei responsabili delle articolazioni periferiche (Sezioni, Coordinatore provinciale o Ispettori, sempre tramite gli Ispettori).
2.	Ai fini dell'adozione dei provvedimenti di cui alle precedenti lettere b) e c) deve essere
acquisito il parere della Commissione di disciplina di cui al successivo art. 27 se la competenza é dell'Ispettore regionale e del Comitato centrale se é competente il Presidente nazionale.
II	parere é obbligatorio ma non vincolante.
3.	Ai soci sottoposti a procedimento disciplinare é garantito il diritto di difesa, secondo quanto previsto dal Regolamento.
4.	Per i soci iscritti alla sede centrale dell'Associazione, i provvedimenti disciplinari vengono adottati dal Presidente nazionale, sentito il Comitato centrale.
5.	Il socio colpito da provvedimento - entro il termine di 30 giorni dall'avvenuta notizia - può presentare ricorso:
a)	all'Ispettore regionale per i provvedimenti adottati dal Presidente di Sezione;
b)	al Presidente nazionale per quelli adottati dall'Ispettore.
6.	I ricorsi dei soci iscritti alla Sede centrale dell'Associazione vengono decisi dallo stesso
7.	Il giudizio relativo a tale irricevibilità spetta, insindacabilmente al Comitato centrale o al Consiglio nazionale, rispettivamente nei casi in cui i reclami siano prodotti da iscritti alle Sezioni oppure alla Sede centrale.
8.	Le procedure di irrogazione sono previste dal Regolamento di attuazione.
1.	I soci possono cessare di far parte dell'Associazione per volontaria rinuncia.
2.	Il socio moroso, rinunciatario, sospeso, radiato o espulso perde il diritto all'uso del distintivo sociale e della tessera - che deve essere ritirata - nonché la possibilità di fruire di ogni beneficio morale, assistenziale ed economico connesso all'appartenenza all'Associazione.
1.	Il Presidente nazionale rappresenta l'Associazione ed emana tutte le disposizioni di carattere generale che ritenga opportune per la migliore applicazione dello statuto e del regolamento.
2.	I Vice Presidenti nazionali coadiuvano il Presidente ed assolvono gli incarichi di volta in volta ad essi affidati.
3.	In caso di assenza del Presidente, è chiamato a sostituirlo il Vice Presidente vicario.
a)	dal Presidente nazionale che lo presiede;
b)	dai due Vice Presidenti;
c)	dagli Ispettori regionali quali membri di diritto;
d)	dai sei Consiglieri che residueranno dopo l'elezione del Presidente nazionale e dei due Vice Presidenti nazionali, di cui al precedente art. 12
e)	dal Segretario nazionale che è nominato dal Presidente nazionale fra i soci effettivi residenti a Roma, senza diritto a voto;
f)	dal direttore responsabile dell'organo di stampa dell'Associazione nominato dal Presidente Nazionale sentito il Comitato centrale, senza diritto al voto.
1.	Il Consiglio nazionale:
a)	delibera sulla gestione amministrativa e sui bilanci preventivo e consuntivo della Sede centrale dell'Associazione, nonché in materia organizzativa ed operativa a livello generale;
b)	decide preventivamente sulle iniziative che importino modifiche al bilancio o implichino impegni morali per l'Associazione;
c)	dà parere sulle questioni ad esso sottoposte dal Presidente;
d)	delibera le modifiche allo Statuto e al Regolamento.
2.	Il Consiglio nazionale è convocato dal Presidente nazionale, ogni qualvolta lo ritenga necessario, e in ogni caso almeno una volta all'anno, non oltre il mese di maggio, per l'approvazione dei bilanci. Deve essere altresì convocato quando ne faccia richiesta un terzo dei suoi componenti.
1.	Il Comitato centrale è costituito da:
a)	Presidente nazionale;
b)	Vice Presidenti nazionali;
c)	Consiglieri nazionali;
d)	Segretario nazionale senza diritto al voto.
2.	Compito del Comitato centrale è quello di collaborare con il Presidente nazionale negli affari di ordinaria amministrazione e nella soluzione di casi urgenti.
a)	amministra i beni della Sede centrale dell'Associazione;
b)	coadiuva il Presidente nazionale;
c)	provvede alle varie incombenze amministrative;
d)	compila i bilanci annuali, preventivo e consuntivo, che sono, poi, presentati al Consiglio nazionale, per l'approvazione, non oltre il mese di maggio di ciascun anno, dal Presidente nazionale, sentito il Comitato centrale.
1.	Il Collegio sindacale è costituito da tre membri nominati dal Comitato centrale.
2.	Il Collegio elegge nel suo seno il Presidente. Detto collegio controlla almeno ogni sei mesi i registri ed i documenti contabili, nonché i bilanci dell'Associazione redigendo una relazione da rimettere al Comitato centrale, che ne darà comunicazione al Consiglio nazionale per la prescritta autorizzazione ai sensi del precedente art. 15.
a)	partecipano alle riunioni del Consiglio nazionale;
b)	curano in ogni campo l'attuazione delle direttive del Presidente nazionale da parte delle Sezioni;
c)	concorrono alla organizzazione, allo sviluppo e potenziamento delle Sezioni e vigilano sulla osservanza dello statuto e del regolamento dell'Associazione, anche nel settore del Volontariato;
d)	mantengono relazioni con i Comandi dell'Arma e con le autorità militari e civili nella sede dell'Ispettorato;
e)	eseguono, per incarico del Presidente nazionale o d'iniziativa, motivate ispezioni ed inchieste;
f)	informano di ogni situazione degna di rilievo il Presidente nazionale.
1.	Le Sezioni sono costituite in quelle sedi dove sia stato raccolto fra i possibili soci effettivi un numero di adesioni non inferiore a quindici. La loro costituzione deve essere preventivamente autorizzata dal Presidente nazionale, il quale, alla prima riunione, ne informa il Comitato centrale.
2.	Il limite delle quindici adesioni non è applicabile alle sezioni estere.
1.	Il Presidente di Sezione:
a)	cura lo sviluppo della Sezione secondo le direttive generali dell'Associazione;
b)	promuove nelle forme migliori l'assistenza morale, culturale, ricreativa ed economica dei soci;
c)	attua le direttive degli Ispettori e facilita questi nell'assolvimento delle loro attribuzioni;
d)	può avvalersi di apposito Comitato sezionale nominato dal Consiglio e da lui presieduto, per un più efficace sviluppo dell'attività organizzativa, assistenziale, ricreativa e culturale;
e)	per il perseguimento di finalità assistenziali, sociali e culturali il Presidente di Sezione -sentito il Consiglio sezionale - può autorizzare la costituzione di un gruppo composto da socie effettive, familiari o simpatizzanti, delegandone il coordinamento a chi tra le componenti riunisca i necessari requisiti.
In occasione di manifestazioni ufficiali le "benemerite" indossano l'uniforme sociale
prevista dal Regolamento di attuazione.
2.	E' in facoltà del Presidente di sentire il parere del consiglio di Sezione su tutte le questioni sulle quali ritenga interpellarlo.
Il parere del Consiglio é invece obbligatorio e vincolante per tutte le iniziative che importino aggravi al bilancio della Sezione o ne implichino impegni morali.
1.	Le Sezioni, i cui iscritti superino il numero di cinquanta, possono eleggere un Vice Presidente, il quale coadiuva il Presidente, lo sostituisce in caso di assenza ed assolve gli incarichi che di volta in volta gli vengono da lui affidati.
2.	Per le Sezioni che non hanno il Vice Presidente, il Consigliere più elevato in grado od anziano nel grado, sostituisce in caso di assenza, il Presidente.
3.	Il Presidente ed il Vice Presidente della Sezione sono eletti dal Consiglio di Sezione nel proprio seno.
1.	Il Consiglio di Sezione, presieduto dal Presidente di questa, é costituito in base al numero dei soci, secondo quanto stabilito dal Regolamento, da un minimo di cinque ad un massimo di nove membri, compreso il Presidente, eletti dall'Assemblea dei soci.
2.	All'Assemblea elettorale possono partecipare tutti i soci effettivi non in servizio iscritti alla Sezione e alla Sottosezione in regola con il pagamento della quota annuale di associazione. Il socio impossibilitato a partecipare può farsi rappresentare da altro socio effettivo mediante delega scritta. Non é ammessa più di una delega per singolo socio.
3.	L'assemblea elettorale é valida, in prima convocazione, se é presente almeno la metà dei soci della Sezione - compresi quelli delle Sottosezioni; in seconda convocazione é valida qualunque sia il numero dei soci presenti e rappresentati. Tra la prima e la seconda convocazione devono intercorrere almeno due ore.
4.	L'Assemblea elettorale é convocata dal Presidente di Sezione - o dal Commissario straordinario nell'ipotesi di cui all'articolo 33 - con avviso da inviarsi ai soci almeno trenta giorni prima dalla data stabilita per la riunione.
5.	Le candidature vanno presentate al Presidente di Sezione almeno cinque giorni prima dell'Assemblea elettorale. Ogni socio effettivo può proporre la propria candidatura, dichiarando di accettare l'eventuale elezione.
6.	Il Presidente di Sezione espone all'albo le candidature pervenute e predispone la scheda elettorale contenente i nomi dei candidati elencati in ordine alfabetico e preceduti dal grado.
7.	L'elettore può votare per la metà più uno dei componenti dell'organo da eleggere. Si intendono eletti i candidati che hanno ottenuto il maggior numero dei voti; in caso di parità viene proclamato eletto il più elevato in grado o più anziano nel grado.
8.	Qualora nessuna candidatura venisse presentata nei termini di cui sopra, l'Assemblea elettorale nominerà una commissione di tre membri per la compilazione di una lista unica, da sottoporre al voto dei soci presenti e rappresentati.
9.	Lo svolgimento dell'Assemblea elettorale è disciplinato dal Regolamento.
1.	Il Consiglio di Sezione:
a)	revisiona i bilanci preventivo e consuntivo della Sezione;
b)	dà pareri su tutte le questioni sulle quali il Presidente ritenga di sentirlo;
c)	è convocato dal suo Presidente ogni qualvolta questi lo ritenga opportuno e, comunque, possibilmente almeno una volta ogni trimestre.
2.	Il Consiglio, inoltre, deve essere convocato dal Presidente quando ne facciano richiesta almeno la metà dei consiglieri.
a)	coadiuva il Presidente nell'opera di organizzazione e sviluppo della Sezione;
b)	provvede alle varie incombenze amministrative;
c)	prepara i bilanci preventivo e consuntivo da sottoporre alla revisione del Consiglio di Sezione.
1. Presso ogni Ispettorato regionale è costituita una commissione di disciplina composta dai tre Presidenti di Sezione della Regione più elevati in grado o più anziani nel grado. Il più elevato in grado o, a parità di grado, il più anziano, assume la presidenza.
1.	La nomina del Presidente nazionale, dei Vice Presidenti nazionali e dei Consiglieri nazionali non di diritto devono essere approvate dal Comandante Generale dell'Arma.
2.	Le nomine degli Ispettori regionali, dei Presidenti, Vice Presidenti e Consiglieri delle Sezioni sono approvate dal Presidente nazionale.
1.	Le cariche sociali hanno la durata di cinque anni e possono essere confermate secondo le previste procedure.
2.	La cessazione della carica ha luogo per ultimato periodo, per dimissioni o per rimozione.
3.	Qualora nel Consiglio nazionale o nei consigli Sezionali venga a mancare un membro, subentra, fino allo scadere del quinquennio, il socio che nelle elezioni riportò il maggior numero di voti dopo gli eletti. Nella impossibilità di attuare tale sistema, è concessa facoltà al Presidente nazionale di provvedere con incarichi particolari per il residuo periodo di carica.
1.	L'Ispettore regionale che si renda responsabile di gravi fatti riconducibili alle ipotesi di cui all'art. 9, comma 2° o che persista nel trascurare di assolvere le sue attribuzioni può essere rimosso dal Presidente nazionale, sentito il parere dei componenti il Consiglio nazionale.
2.	Il Presidente nazionale - d'iniziativa o su proposta dell'Ispettore regionale -ha la facoltà di:
a)	Rimuovere un Coordinatore provinciale o Presidente di Sezione - anche in via cautelare e sentito il Comitato centrale - per gravi fatti riconducibili alle ipotesi di cui all'art. 9, comma 2°, per irregolarità di carattere amministrativo o per inattività;
b)	Sciogliere un Consiglio sezionale per insanabili contrasti interni, per irregolarità di carattere amministrativo o per inattività.
3.	In caso di scioglimento del Consiglio di Sezione, il Presidente nazionale, su proposta dell'Ispettore regionale, nominerà un Commissario straordinario, il quale provvederà alla ordinaria amministrazione e disporrà per le nuove elezioni, entro tre mesi dalla data dello scioglimento.
4.	Qualora la gravità dei fatti lo esiga, il Presidente nazionale, previo parere del Comitato centrale, può, in attesa del parere del Consiglio nazionale, sospendere senz'altro dalle funzioni un Ispettore regionale, nominando per sostituirlo un Ispettore ad interim.
5.	In caso di rimozione o di dimissioni del Presidente di Sezione, il Consiglio sezionale, chiamando nel suo seno altro membro secondo il disposto dell'art. 29, provvede alla elezione del nuovo Presidente.
1.	L'Amministrazione centrale dell'Associazione e quelle delle Sezioni sono autonome. L'anno finanziario coincide con l'anno solare.
2.	La Sede centrale dell'Associazione deve compilare il bilancio preventivo dell'anno in corso e quello consuntivo dell'anno precedente non oltre il mese di aprile di ogni anno e sottoporli all'approvazione del Consiglio nazionale entro il mese di maggio.
3.	Il Presidente nazionale deve trasmettere, per conoscenza, non oltre il mese di maggio, al Comandante generale dell'Arma, copia del bilancio consuntivo dell'Associazione.
4.	Le Sezioni devono inviare i propri bilanci alla Sede centrale dell'Associazione, per la definitiva approvazione, non oltre il mese di marzo di ogni anno.
5.	Ogni sezione deve convocarsi in assemblea ordinaria almeno una volta l'anno, non oltre il mese di marzo, per l'approvazione dei bilanci consuntivo dell'anno precedente e preventivo dell'anno in corso, nonché per l'esame di tutte le questioni interessanti la vita e lo sviluppo della Sezione.
6.	Per la validità dell'assemblea e per le eventuali deleghe valgono le prescrizioni di cui all'art. 23, commi 2° e 3°.
7.	Gli Ispettori devono far tenere alla Presidenza dell'Associazione, non oltre il mese di marzo di ogni anno, la contabilità relativa alle somme da questa ricevuta per il funzionamento dei loro uffici.
a)	dalla percentuale sulle quote annuali dei soci delle Sezioni, una parte della quale è devoluta al funzionamento degli uffici degli Ispettori regionali e rimborso spese degli Ispettori e Coordinatori provinciali;
b)	dalle quote annuali dei soci iscritti direttamente alla Sede centrale dell'Associazione;
c)	dalla quote volontariamente versate dai militari in servizio;
d)	da eventuali donazioni, lasciti, elargizioni ed oblazioni;
e)	dai proventi di attività varie, preventivamente autorizzare dal Presidente nazionale;
a)	dalle somme assegnate dalla Presidenza nazionale per lo svolgimento delle funzioni loro devolute;
b)	dalle rendite dell'eventuale fondo di ogni Ispettore regionale.
a) dalle quote annuali dei soci dedotta la percentuale prevista dalla lettera
b) dell'articolo 35; dai contributi suppletivi dei soci, eventualmente determinati dall'assemblea degli stessi, anno per anno, in aggiunta alle quote annuali;
1.	La misura delle quote previste dalle lettere a) e b) dell'articolo 35 e dalla lettera a) dell'articolo 37 è annualmente stabilita dal Consiglio nazionale che definisce anche la percentuale di cui alla lettera a) dell'articolo 35.
2.	La misura del contributo annuale dei soci collettivi è lasciata alla discrezione dei soci stessi.