Source: http://www.ricercagiuridica.com/sentenze/sentenza.php?num=1630
Timestamp: 2014-10-23 13:02:53+00:00
Document Index: 167997755

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 33', 'art. 69', 'art. 69', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 28', 'art. 7', 'art. 33', 'art. 17', 'art. 25', 'art. 17', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 1362', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 69', 'art. 69', 'art. 71', 'art. 63', 'art. 17', 'art. 69', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 33', 'art. 17', 'art. 17']

Corte di Cassazione Sez. Un. n. 14698 del 13 luglio 2005 - testo integrale Sentenza RicercaGiuridica.com
Corte di Cassazione Sez. Un. n. 14698 del 13 luglio 2005 - (4053)
Lavoro · pubblico impiego · tfr (Pres. Carbone; rel. La Terza)Commento alla fonte: http://db.formez.it/contenzioso.nsf/46f5030cfe709641c1256b50003d626e/811dafec77309275c12570ba00412feb?OpenDocument*** NEW: partecipa per taggare il documento
REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONESEZIONI UNITE CIVILIComposta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:Dott. Vincenzo Carbone - Presidente aggiuntoDott. Giovanni Olla - Presidente di sezioneDott. Giuseppe Ianniruberto - Presidente di sezioneDott. Enrico Papa - ConsigliereDott. Roberto Preden - ConsigliereDott. Michele Varrone - ConsigliereDott. Giulio Graziadei - ConsigliereDott. Federico Roselli - ConsigliereDott. Maura La Terza - Consigliere Relatoreha pronunciato la seguente:SENTENZAsul ricorso proposto da:Ci. Be., An. Sa., Ri. Pa., Fr. Cu., Ge. Ma., Da. Ma., Ro. Im., Cr. Ba., An. Ri. Be., Ma. Mi., Ro. Fi.,Cl. Go., An. Pa., Al. Gi., Ge. Ca., La. Ca., Ta. Bu., Ma. Fr., Ri. Ce., An. Ci., La. Bu., Pa. Bi., Pa. Bian., Cl. Ad., Ro. Ma., Lo. Io., Ma. Qu., Lo. Gr., Ra. Ar., Si. Me., Na. Ch., Gi. Ca., De. Pa., Am Di Ma., Cr. Ca., Mo. Be., Li. St., Fr. Ur., Lu. Pa., Ca. D'O., An. Ch., Gi. Sc., Si. Ar., Al. Pe., Al. Ag., Fo. Ma., Ad. Gi., Ma. Er. Fr., Si. Pu., Ri. Gh., Lu. Pa., An. Ca., Ce. Gr., Pa. Pi., Lu. Mo., Gi. Le., Ma. Te. So., Cl. Fa., An. Vi. Fa., El. Pe., Cr. Le., Si. Sa., Cl. Gh., Gi. Ur., Cr. St., Pi. Sp., Gi. Ma., Ro. Ma., Sa. Po., Fe. Fer., Lu. Si., Gr. Di Lu., Ca. Ga., Ma. Pi. Be., Ag. Tu., Do. Co., Ge. Ca., An. Re., St. Cr., Ca. Fu., Al. Du., Li. Ma., Lo. Sc., Ni. Ca., Co. Di Ca., Vi. Pe., Gr. Tu., Al. Sa., Ma. To., Ma. Pi. De Ci., St. Gi., Os. Di Ni., An. La., Va. Ba., An. Br., Li. Ca., Lo. Sa., Gi. Ma., Pa. Na., Da. De. Co., Pa. Cu., An. Lu., Cr. De. Vi., Gi. Pu., Gi. Na., Li. Pa., Gi. Mo., An. Ca., Ga. An. Ma., Da. Ta., Ma. Ve., Ce. Fa., Pi. Ba., Vi. La., Ma. Gi., Ro. Gr., Vi. Ch., Si. Od., An. Mi., En. D'E., Do. Cr., Al. Pi., Iv. Io., Ca. Fe., elettivamente domiciliati in Ro. Via delle Me. d'Or. 157, presso lo studio dell'Avvocato Ro. Gi. Ci., che li rappresenta e difende unitamente all'Avvocato Lu. Ba., giusta delega in atti;ricorrenticontroMinistero della Giustizia, in persona del Ministro pro-tempore, domiciliato in Ro. Via dei Po. 12, presso l'Avvocatura Generale dello Stato, che lo rappresenta e difende ope legis;controricorrenteavverso la sentenza n. 824/04 della Corte d'Appello di Firenze, depositata il 10/07/04;udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 09/06/05 dal Consigliere Relatore Dott. Maura La Terza;uditi gli Avvocati D'Av., Fa.;udito il P.M. in persona dell'Avvocato Generale Dott. Domenico Iannelli che ha concluso per il rigetto del ricorso.SVOLGIMENTO DEL PROCESSOCon sentenza del 10.07.2004 la Corte d'Appello di Firenze, riformando la statuizione resa dal Tribunale di Pisa il 10.12.2003, rigettava la domanda proposta da Va. Ba. e dagli altri dipendenti del Ministero della Giustizia indicati in epigrafe, intesa ad ottenere le differenze retributive derivanti dalla inclusione della indennit� di amministrazione nella tredicesima mensilit�.La Corte territoriale - negata l'esistenza nell'ordinamento di un principio generale di onnicomprensivit� della retribuzione ed affermata per� la necessit� di verificare se una disposizione specifica di fonte primaria imponesse la onnicomprensivit� della tredicesima mensilit� - rilevava che l'art. 33 comma terzo del CCNL integrativo 1998/2001 prevedeva che, in relazione alla disciplina della tredicesima mensilit�, si continuava a far riferimento al D.L.C.P.S. n. 263 del 1946 e successive modifiche. A detta disposizione, soggiungevano i Giudici di merito, non poteva conferirsi il valore di fonte legale, ma di fonte negoziale, essendo richiamata dal CCNL, secondo la tecnica del rinvio materiale, considerando che l'art. 69 primo comma del T.U. n. 165 del 2001 prevede che le disposizioni generali e speciali in materia di pubblico impiego diventano "inapplicabili a seguito della stipulazione dei contratti collettivi del quadriennio 1994/1997 in relazione ai soggetti ed alle materie dagli stessi contemplate" di talch� dovevano considerarsi definitivamente abrogate tutte le norme di cui sopra dopo il rinnovo contrattuale per il quadriennio successivo. La Corte territoriale, contrariamente a quanto affermato dal primo Giudice, escludeva che l'abrogazione derivante dalla stipula del secondo contratto collettivo fosse operativa solo se enunciata espressamente dalla fonte negoziale, non potendosi fidare alla volont� delle parti la abrogazione di disposizioni di legge, considerando anche la definitiva cancellazione dall'ordinamento della disciplina legale previgente alla seconda mandata contrattuale, per riallineare tutta la normativa a quella dell'impiego privato.La stipula del CCNL, in tale sistema transitorio, si atteggia a mero evento da cui il citato art. 69 del D.Lgs. 165/2001 fa dipendere l'effetto abrogativo delle norme generali e speciali proprie del "vecchio" pubblico impiego, per cui, da quel momento in poi il complesso delle fonti si compendia nelle norme di cui allo D.Lgs. 165/2001, nelle norme codicistiche sul rapporto di lavoro, nelle norme speciali in tema di lavoro subordinato, nelle norme contrattuali e nelle norme di legge intervenute medio tempore qualora si siano definite come non derogabili dal contratto collettivo (art. 2 del D.Lgs. 165/2001).In ogni caso, anche ad accedere alla diversa ricostruzione operata dal primo Giudice, osservavano i Giudici d'appello, che il criterio di onnicomprensivit� enunciato dall'art. 7 del D.L.C.P.S. n. 263 del 1946, non pub ritenersi rilevante ai fini della questione, in ragione della sua intrinseca inattualit�, perch� il legislatore dell'epoca, nel regolare la disciplina della gratifica natalizia, oggi tredicesima mensilit�, aveva come riferimento una struttura della retribuzione del tutto diversa da quella cui deve farsi attualmente riferimento ex art. 28 del CCNL 1998/2001, in quanto sicuramente mancante di elementi come l'indennit� di amministrazione, connotati non dal nesso di corrispettivit�, ma dall'accessoriet�, per cui il citato art. 7 imporrebbe di applicare il criterio di onnicomprensivit� limitatamente alle voci stipendiali ivi previste, ossia stipendio e indennit� di caro vita, e non anche ai trattamenti retributivi introdotti successivamente. Passando poi ad esaminare la indennit� di amministrazione alla luce delle disposizioni contrattuali, la Corte di Firenze affermava che nessuna di queste ne imponeva la inclusione nella tredicesima mensilit�, ed infatti secondo l'art. 33 comma 3 del CCNL, 1998/2001, come modificato dall'art. 17 comma 11 del contratto integrativo, la medesima viene corrisposta per dodici mensilit�, ha carattere di generalit� e natura fissa e ricorrente, caratteristiche che nulla dicono circa la sua inclusione nella tredicesima. Inoltre, l'art. 25 del CCNL integrativo distingue tra retribuzione base mensile, retribuzione individuale mensile e retribuzione di fatto annuale, disponendo che quest'ultima � "costituita dall'importo della retribuzione individuale mensile per dodici mensilit�, cui si aggiunge il rateo della tredicesima mensilit� per le voci corrisposte anche a tale titolo". Ed ancora l'art. 17 del CCNL integrativo 1998/2001 dispone che per il biennio economico 2000/2001 l'indennit� di amministrazione sia considerata utile solo agli effetti del TFR e del preavviso.Infine due ulteriori considerazioni conducevano ad escludere il computo della indennit� di amministrazione nella tredicesima mensilit�: in primo luogo il fatto che, secondo il medesimo CCNL, solo per il personale penitenziario la medesima dovesse essere erogata per tredici mensilit�, ed il fatto che all'art. 21 del successivo CCNL 2002/2005 veniva espressamente previsto che gli aumenti stipendiali erano utili anche ai fini della tredicesima, mentre per gli aumenti della indennit� di amministrazione mancava una previsione analoga, per cui gli incrementi dovevano considerarsi limitati alle dodici mensilit�.Avverso detta sentenza i lavoratori soccombenti propongono ricorso affidato a due motivi illustrati da memoria.Resiste l'Avvocatura dello Stato per il Ministero di Giustizia con controricorso.MOTIVI DELLA DECISIONECon il primo motivo si denunzia violazione e falsa applicazione degli artt. 69 e 71 del D.Lgs. 165/2001, dell'art. 1362 c.c. e dell'art. 12 delle preleggi, per avere la sentenza impugnata affermato che l'art. 7 del D.L.C.P.S. n. 263 del 1946 era stato abrogato ad opera dell'art. 69 primo comma del D.Lgs. 165/2001, mentre, sostengono i ricorrenti, con il T.U. del 2001 si era inteso mitigare l'effetto abrogativo "a cascata" di cui all'art. 69 primo comma, attraversa l'introduzione del successivo art. 71, per cui l'abrogazione riguarderebbe solo le norme di cui agli allegati A) e B) e quindi la disposizione del D.L.C.P.S. n. 263 del 1946, che reca il sistema di calcolo della tredicesima mensilit�, non sarebbe mai stata abrogata, n� esplicitamente n� implicitamente per incompatibilit�, dal momento che � proprio la norma contrattuale a richiamarla.Con il secondo motivo, denunziando violazione e falsa applicazione CCNL del Comparto Ministeri, ai sensi dell'art. 63 del D.Lgs. n. 165 del 2001 e difetto di motivazione, si sostiene che la base di calcolo della tredicesima mensilit� � la retribuzione individuale mensile, la quale - secondo il CCNL integrativo 1998/2001 - � costituita dalla retribuzione base mensile nonch� da altri eventuali assegni personali a carattere fisso e continuativo comunque denominati, tra cui si dovrebbe ricomprendere anche l'indennit� di amministrazione, trattandosi di elemento fisso e continuativo, per cui avrebbero errato i Giudici di merito a ritenere che la medesima indennit� sia esclusa dalla "retribuzione normale" sul rilievo che la medesima era stata inclusa solo in alcuni compensi come TFR e preavviso, art. 17 comma 12 del CCNL integrativo 98/2001, perch�, al contrario, detta inclusione sarebbe implicita per la sua natura retributiva normale.Il ricorso non merita accoglimento.1. Invero per decidere la questione sottoposta nella presente causa, ossia se la tredicesima mensilit� debba o meno essere comprensiva della indennit� di amministrazione, non � necessario affrontare la complessa questione relativa alla ritenuta abrogazione (censurata con il primo motivo) - ad opera dell'art. 69 del D.Lgs. n. 165 del 2001 - dell'art. 7 del D.L.C.P.S. del 25.10.1946 n. 263, ossia della disposizione che, secondo la prospettazione dei ricorrenti, sancirebbe la onnicomprensivit� della tredicesima mensilit� perch�, anche ad escludere la permanenza di detta disposizione nell'ordinamento come fonte legale, la previsione del citato art. 7 avrebbe in ogni caso valore cogente come fonte contrattuale, perch� il relativo disposto viene espressamente richiamato dall'art. 33 comma 3 del CCNL integrativo 1998/2001, ossia dal contratto collettivo che � la fonte cui l'art. 2 comma 3 del D.Lgs. 165/2001 affida in via esclusiva l'attribuzione dei trattamenti economici.2. Occorre quindi interpretare il disposto dell'art. 7 del D.L.C.P.S. 263/46, cui le parti stipulanti il CCNL hanno fatto riferimento per la determinazione della tredicesima.Come correttamente rilevato dai Giudici di merito, detto art. 7 non solo non contiene alcuna previsione di onnicomprensivit� della tredicesima, ma depone addirittura in senso contrario. Ed infatti dal tenore letterale della disposizione: "Detta gratificazione, commisurata al trattamento economico complessivo spettante alla data suindicata per stipendio, paga o retribuzione e indennit� di carovita, escluse le quote complementari, va corrisposta per intero al personale in servizio..." si desume che il trattamento economico "complessivo" a cui si fa riferimento non � tale in senso assoluto, ossia non � comprensivo di tutto quanto percepito, perch� in questo caso non vi sarebbe stata necessit� di precisare gli addendi da considerare, ma � quello risultante dal totale delle due somme espressamente indicate ossia stipendio, paga o retribuzione (che sono termini equivalenti indicanti il trattamento di base, che vengono distinti a seconda del personale di riferimento, come si rileva dall'art. 1 del medesimo D.L.C.P.S.) e indennit� di carovita. E ci� non solo perch� contro la onnicomprensivit� della formula milita la esplicita esclusione di una determinata indennit�, ossia delle "quote complementari", che costituivano maggiorazione dell'indennit� di carovita, spettante ad alcuni soggetti, come coloro che avevano prole minorenne, o genitori inabili a carico (cfr. art. 2 D.Lgs. luogotenenziale 21.11.1945 n. 722), ma anche considerando la struttura del trattamento economico del personale statale vigente all'atto dell'entrata in vigore del citato D.L.C.P.S. 263/46, il quale per la prima volta introdusse la tredicesima mensilit�. Orbene, anche nel contesto in cui si trov� ad incidere la disposizione del 1946, al pari di quanto avviene attualmente, nel trattamento economico del personale statale erano incluse - oltre lo stipendio, o paga o retribuzione, che costituivano il trattamento di base e l'indennit� di carovita - anche altre indennit�, come risulta sia dall'art. 4 del medesimo D.L.C.P.S. 263/46, il quale precisa che le nuove misure stipendiali non avevano effetti "sulle altre indennit� ed assegni accessori di attivit� di servizio comunque denominati ...", sia dall'art. 5 che fa riferimento e "all'assegno personale previsto dall'art. 4 del R.D. 11.11.1923 n. 2395". Ossia, all'entrata in vigore del D.L.C.P.S. n. 263 del 1946 la retribuzione del personale statale constava non solo del trattamento di base e dell'indennit� di carovita, ma anche di indennit� e di assegni accessori, che per� furono esclusi dal computo della tredicesima mensilit� ad opera del citato art. 7 del D.L.C.P.S., segno quindi che prima il legislatore, e poi le parti stipulanti il CCNL che ad esso hanno fatto riferimento, la intesero computare al netto delle indennit� che allora venivano erogate, e quindi in misura non onnicomprensiva.Pertanto il suddetto art. 7 del D.L.C.P.S. del 1946 conduce ad negare la inclusione dell'indennit� di amministrazione nella tredicesima mensilit�.3. La conferma si trae dalle altre disposizioni dei CCNL ossia dal CCNL 1998/2001, dal CCNL 2002/2003 ed anche da quello integrativo, parimenti stipulato dall'Aran il 16.02.1999.Per quanto riguarda le disposizioni in materia di tredicesima l'art. 25 del CCNL integrativo 16.02.1999 distingue tra "retribuzione base mensile" (composta dal valore economico mensile di ciascuna delle posizioni dell'area e dall'indennit� integrativa speciale), "retribuzione individuale mensile" (costituita dalla retribuzione base mensile, dalla retribuzione individuale di anzianit�, dalla indennit� di posizione organizzativa, ove spettanti, nonch� dagli altri eventuali assegni personali a carattere fisso e continuativo) e "retribuzione globale di fatto annuale", la quale � costituita dalla retribuzione individuale mensile per dodici mensilit�, cui si aggiunge il rateo di tredicesima "per le voci che sono corrisposte anche a tale titolo". Questa espressione conduce ad escludere, contrariamente a quanto sostenuto dai ricorrenti, che la tredicesima si debba commisurare alla "retribuzione individuale mensile" e che sia quindi comprensiva - oltre che della retribuzione base - anche di tutti gli assegni a carattere fisso e continuativo. La tredicesima invero si distingue dalla retribuzione individuale mensile perch� in essa vanno computate solo le voci espressamente previste, di talch�, per addivenire all'accoglimento della pretesa fatta valere dai ricorrenti, si dovrebbe reperire una precisa disposizione, all'interno del CCNL, che prevedesse la inclusione della indennit� di amministrazione nella medesima tredicesima mensilit�.4. Siffatta disposizione non � per� rinvenibile, come ha giustamente osservato la sentenza impugnata. Infatti secondo l'art. 33 comma 3 del CCNL 1998/2001, come modificato dall'art. 17 comma 11 del contratto integrativo, la indennit� di amministrazione viene corrisposta per dodici mensilit�, ha carattere di generalit� e natura fissa e ricorrente. Il carattere di generalit� dice solo che essa deve essere corrisposta a tutti i dipendenti, la natura ricorrente dice che deve essere corrisposta con la medesima cadenza temporale, mentre la natura fissa significa che la medesima � parametrata a criteri oggettivi di determinazione. Ed ancora l'art. 17 del CCNL integrativo 1998/2001 dispone che per il biennio economico 2000/2001 l'indennit� di amministrazione sia considerata utile agli effetti del TFR e del preavviso, e la espressa previsione di inclusione dell'indennit� solo in queste competenze, conduce a ritenere che la medesima si intenda esclusa in tutte le altre, ed in particolare debba essere esclusa dalla tredicesima mensilit�. Lo conferma un ulteriore elemento testuale che si trova nel CCNL 2002/2005, e precisamente nella tabelle allegate che formano "parte integrante del testo contrattuale, dal momento che nella tabella A) vengono fissati gli incrementi mensili della "retribuzione tabellare" con la precisazione che i medesimi valgono per tredici mensilit� mentre nelle tabelle C) e D) vengono fissati gli incrementi mensili "dell'indennit� di amministrazione", distinti per ministeri, con la precisazione che detti incrementi valgono per dodici mensilit� dimostrandosi cos� che se gli aumenti valgono per dodici mensilit�, anche l'indennit� medesima non pu� che valere per dodici mensilit�.Il ricorso va quindi rigettato.Stante la novit� della questione, si compensano tra le parti le spese del giudizio.P.Q.M.La Corte rigetta il ricorso e compensa tra le parti le spese del giudizio. Ricevi gli aggiornamenti su questa e altre sentenze:Email: (gratis Info privacy)Tags: Lavoro Pubblico impiego Tfr *** NEW: partecipa per taggare il documento Store
- Software e banca dati @ - 0.768