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Timestamp: 2020-05-30 14:20:41+00:00
Document Index: 100212765

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.54', 'sentenza ', 'art.2', 'art.4', 'art.4', 'e contrario']

Cronaca – Pagina 148 – Oblò Magazine
Alcuni punti del ricorso presentato al Tar dal legale della “Pellini srl”
Posted by Redazione — 11 Febbraio 2010 in Cronaca
A seguito della notifica dell’Ordinanza, i destinatari della stessa, rappresentati e difesi dall’Avv.Monica Mazziotti in data 11.12.2009 proponevano ricorso al Tar Campania (notificato tre giorni dopo al Comune) per l’annullamento dell’ordinanza adottata dal Comune e dell’accertamento istruttorio compiuto dalla Polizia Municipale e dal geometra comunale. Dal canto suo l’Ente di Viale della Democrazia si costituiva in giudizio, conferendo incarico congiuntamente e disgiuntamente all’Avv.A.Cretella e all’Avv.M.Balletta per essere rappresentato e difeso dinanzi all’organo giudiziario amministrativo regionale. Nel ricorso, tra l’altro, si legge che “allorché l’Amministrazione intervenga, quando il privato ha acquisito la legittimazione all’esercizio dell’attività edilizia tramite presentazione di Dia, dovrà farlo con particolari cautele, che tengano conto del consolidamento dell’affidamento del privato. In particolare, allorché sia decorso il termine “di legge” per l’intervento verificatorio dell’amministrazione comunale, quest’ultima dovrà intervenire in autotutela sul provvedimento tacito, medio tempore formatosi con la presentazione della Dia, dando il dovuto avviso di avvio del procedimento di revoca o annullamento dello stesso e, quindi, procedere solo successivamente, con attività repressiva, provvedendo a fornire adeguata motivazione circa le norme violate e le ragioni di pubblico interesse sottese all’attività repressiva. Nel caso specifico – proseguiva il legale – a seguito di presentazione delle Dia, di cui da contezza la stessa Amministrazione, si è venuto a formare il provvedimento (silenzioso) di autorizzazione alla realizzazione delle opere ivi previste…Il provvedimento gravato è altresì illegittimo sotto diverso e non meno rilevante profilo. In buona sostanza la Pubblica Amministrazione avrebbe dovuto esplicitare nel provvedimento le norme in materia urbanistica in concreto violate dalla società ricorrente, laddove si è limitata, invece, a qualificare “sic et simpliciter” in contrasto con gli strumenti urbanistici tali opere. La giurisprudenza amministrativa, invero, in un caso del tutto analogo a quello che ci occupa, di disciplina urbanistica, che vietava l’esercizio di attività di recupero e smaltimento di qualsiasi tipo di rifiuto in zona agricola, ha sentenziato che la ricorrente aveva ormai maturato il diritto a svolgere l’attività di recupero dei rifiuti non pericolosi, la quale trova fondamento nelle delibere provinciali di autorizzazione e rinnovo all’iscrizione, da cui ne discende una posizione giuridica ormai consolidata…In ordine alla parte in cui si legge che l’area ricade in una zona a vincolo paesaggistico-ambientale – ricordava l’avvocato – si ricorda che l’impianto si trova in prossimità di un corso d’acqua…
Autovettura contesa tra più proprietari: denunciata una coppia
Intercettavano l’auto, di cui avevano denunciato la rapina e, armati di bastone, se la facevano restituire da una coppia che nel frattempo, ignorando l’accaduto, l’aveva acquistata. Veniva presentata una nuova denuncia, questa volta alla Polizia, che in poche ore individuava i responsabili e li deferiva alla Magistratura per «esercizio arbitrario delle proprie ragioni». La storia dai molti aspetti farseschi accadeva di sera ad Acerra e coinvolgeva ben 5 persone, tra cui il primo proprietario di una vecchia Peugeot 106, che fornivano diverse versioni. Un guazzabuglio, che teneva impegnati per ore gli investigatori del locale Commissariato, retto dal Vicequestore Bianca Lassandro. Ad essere subito denunciati erano G.P., un pregiudicato di 32 anni e la convivente F.L., di 30, entrambi di Caivano. I due, dopo essersi fatti consegnare l’auto, erano andati a denunciarne il ritrovamento ai Carabinieri di Caivano. La storia, dai tratti surreali, cominciava lo scorso dicembre, quando G.S., pregiudicato 32enne di Acerra, vendeva la Peugeot a G.P. in cambio di mille euro da pagare, 500 subito e la restante parte a fine dicembre. Ed è a questo punto che la storia si complicava. Il pregiudicato affermava che a gennaio, visto il mancato saldo, si faceva restituire l’auto con l’impegno, una volta rivendutala, di restituire a G.P. parte dei 500 euro versati. Questi, invece, sosteneva di aver denunciato ai Carabinieri la rapina dell’auto. L’unica cosa certa è che la Peugeot veniva di nuovo rivenduta da G.S. ad una coppia acerrana. Ma i due giovani venivano intercettati dai primi acquirenti che, armati di bastone e sotto la minaccia di una presunta pistola, inveivano contro di loro, pretendendo l’immediata restituzione dell’auto. E senza lasciare traccia di sé, si allontanano in tutta fretta. Le indagini degli inquirenti comunque proseguivano, per accertare la veridicità delle versioni fornite
Il Tribunale condanna il Comune ed accoglie il ricorso della Provincia
La cronaca giudiziaria e, con specifico riferimento, quella che ci riferisce di citazioni, ricorsi, ingiunzioni di pagamento, costituzioni in giudizio, transazioni bonarie ecc. è tra gli argomenti, ai quali sempre diamo ampio risalto. E ciò, ovviamente, perché la materia appassiona i nostri tantissimi lettori, che vengono a sapere da quest’organo di informazione delle centinaia di cause, che finiscono per avere un interesse diffuso per i cittadini acerrani. Occupiamoci, adesso, della sentenza n.2688/2009 (notificata al Comune il 29 maggio 2009) emessa dal Tar Campania – V Sezione (Presidente Dr. Antonio Onorato), a seguito del ricorso n.367/2009 proposto dalla Provincia di Napoli (difesa e rappresentata dall’Avv.Aldo Di Falco) contro il Comune di Acerra, (difeso e rappresentato dall’Avv.Maurizio Balletta) per l’annullamento dell’Ordinanza sindacale n.60 del novembre 2008, con la quale l’ex sindaco Marletta ordinò, ai sensi dell’art.54 del D.Lgs 267/2000, di provvedere con la massima urgenza alla rimozione dei rifiuti giacenti lungo la strada provinciale 517 Fangone località Gaudello. I fatti. Con nota del 22.09.2008 la II Direzione Viabilità dell’Amministrazione Provinciale di Napoli segnalava al Comune di Acerra che in prossimità del tratto di strada 517 Fangone località Gaudello, ricadente nel suo territorio, giacevano rifiuti urbani e speciali, pericolosi e non, abbandonati da ignoti e, pertanto, invitava con urgenza a rimuoverli e smaltirli secondo le normative vigenti. “L’Amministrazione comunale – si legge nella sentenza – anziché esercitare le proprie funzioni in materia di smaltimenti rifiuti, alcuni giorni dopo, a mezzo del Sindaco, da un lato, emetteva nei confronti della Provincia di Napoli ordinanza contingibile ed urgente e dall’altro, a mezzo della Polizia Municipale, provvedeva a sequestrare l’area, nominando quale custode giudiziario il Dirigente provinciale della II Direzione, dandone contestuale informazione alla Procura di Nola. In primis l’Amministrazione provinciale ha dedotto l’illegittimità della suddetta ordinanza per violazione dell’art.2 comma 6 del D.L. 90/2008 convertito nella legge n.123/2008. Il provvedimento impugnato è stato adottato dal solo sindaco in assenza della necessaria e preventiva intesa con il Sottosegretario di Stato per l’Emergenza Rifiuti in Campania, come stabilito appunto dalla legge 123. Infatti in Campania l’esercizio dei poteri d’urgenza da parte del sindaco deve combinarsi con quelle proprie e prevalenti del Sottosegretario all’Emergenza Rifiuti, organo a cui il decreto innanzi citato ha demandato il compito di gestire la fase transitoria, a decorrere dalla liquidazione del…
Contraffazione e ricettazione: denunciati 5 Cinesi
Erano i Carabinieri del nucleo radiomobile di Castello di Cisterna a scoprire, durante un’operazione di controllo del territorio, un opificio abusivo sito in contrada San Giovanni e a denunciare in stato di libertà 5 cittadini cinesi (4 uomini ed una donna), tutti domiciliati in contrada San Giovanni, ritenuti responsabili di contraffazione, ricettazione, violazione della normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro ed in materia di tutela dell’ambiente. I 5 extracomunitari venivano sorpresi in un appartamento adibito a laboratorio clandestino, mentre erano intenti a confezionare giubbotti di pelle con il marchio falso di una nota casa di abbigliamento. L’appartamento veniva sottoposto a sequestro, unitamente alle 5 macchine per cucire, a 60 giubbotti di pelle ed alle altre attrezzature rinvenute. Nel corso di approfondimenti sulla posizione degli stranieri in Italia risultava che uno dei cinesi non aveva ottemperato al decreto di espulsione, emesso nei suoi confronti il 9 luglio del 2009 dal Questore di Caserta. L’extracomunitario veniva pertanto arrestato e restava in attesa di essere giudicato dall’autorità giudiziaria competente con rito direttissimo. Una buona operazione dei Militari dell’Arma che assetava un colpo importante all’industria del falso, purtroppo sempre pronta ad immettere sul mercato prodotti contraffatti venduti a basso costo, ai danni di chi opera nella legalità e nel rispetto delle normative vigenti.
Rilasciata l’Autorizzazione Ambientale Integrata alla “Ngp-Bio Natura srl”
Sullo scorso numero pubblicammo la notizia del rilascio, da parte della Giunta regionale della Campania in data 30 dicembre 2009, attraverso il Decreto n.390, alla “Ngp-Bio Natura srl”, dell’Autorizzazione Ambientale Integrata, con cui si autorizza la società ad esercire l’impianto Biac, sito nell’ex Montefibre e modificato al trattamento di rifiuti liquidi da soggetti esterni e per l’eliminazione o il recupero di rifiuti pericolosi e non. Notizia comunicata al Comune in data 7 gennaio 2010 ma “resa pubblica” solo undici giorni dopo e solo perché ne era venuto a conoscenza (per caso) il Consigliere D.Tardi!!! Un argomento da noi già più volte trattato, tant’è che evidenziammo che tale autorizzazione contrasta con quanto deliberato dal Consiglio comunale del 21 ottobre 2009 che prevede, tra l’altro, di limitare l’autorizzazione ad un impianto di depurazione delle acque reflue industriali (cioè canalizzate direttamente) con esclusione dei rifiuti liquidi (cioè delle acque reflue industriali non canalizzate direttamente). E con l’art.4 dell’Accordo di Programma, approvato con Delibera di Consiglio comunale n.18 del 5 aprile 2006, che fa espresso riferimento all’adeguamento, con ammodernamento, dell’esistente impianto di depurazione del sito industriale Montefibre/NGP, al fine di depurare le acque reflue delle aziende del sito e delle aree circostanti. Di impegnare l’Amministrazione comunale, previo urgente confronto contestuale con le istituzioni e i soggetti imprenditoriali coinvolti, ad avviare tutte le azioni, anche legali (compresa l’impugnativa del verbale della conferenza dei servizi dell’AIA), necessarie a garantire il rispetto dell’art.4 dell’AdP e richiedendo anche l’installazione di un sistema di monitoraggio in continuo di tipo “on line”, che fornisca dati attendibili (sia di tipo quantitativo che qualitativo) sui reflui trattati e da trattare. Di impegnare l’Amministrazione a vigilare, affinché le principali azioni di ripresa delle attività del sito industriale acerrano (Simpe, Ilmas, ecc.) si realizzino in parallelo con le iniziative già in corso (Centrale elettrica, impianto di depurazione, ecc.), al fine di assicurare la necessaria sincronia tra le azioni di impiego e reimpiego dei lavoratori. Sembrava, dunque, che quanto deliberato dal Civico consesso fosse sufficiente ad evitare una tipologia di impianto, così come concepito durante la Conferenza di Servizi, svoltasi lo scorso I ottobre presso la Regione Campania, istituita sulla base delle posizioni prevalenti e che autorizzò la messa in esercizio del nuovo impianto di smaltimento di rifiuti liquidi, anche per le imprese…
Depuratore ex Montefibre: il Sindaco annuncia il ricorso al Tar
La notizia del rilascio dell’autorizzazione alla NGP – Bio Natura provocava le reazioni di alcuni Consiglieri. “Il provvedimento della Giunta capeggiata da Bassolino è l’ennesimo atto di un lungo braccio di ferro fra il governo regionale e la comunità acerrana – affermava il capogruppo A.Laudando (Lista Trenta) – che nei mesi scorsi più volte aveva espresso la sua contrarietà nelle sedi istituzionali. Nonostante il parere contrario del Comune in Conferenza dei Servizi e nonostante un ordine del giorno votato dal Consiglio Comunale da un’ampia e trasversale maggioranza, la Regione Campania ha deliberato la localizzazione sul territorio acerrano, e proprio nei pressi dell’inceneritore, di un nuovo impianto di smaltimento. Ed anche questa volta la Regione non ha ascoltato le direttive della Pubblica Assise. Noi abbiamo chiesto la canalizzazione dei rifiuti e lo smaltimento di rifiuti non nocivi per la salute – proseguiva Laudando – ed invece la Regione ha deciso di cancellare la Delibera consiliare. Gli Acerrani non possono e non devono subire l’ennesima scelta imposta dall’alto, che porta solo danni e nessun beneficio. E’ arrivato il momento di dire basta. Siamo pronti a fare battaglie su tutti i tavoli istituzionali e ci mobiliteremo per una raccolta firme già dai prossimi giorni”. Il Consigliere D.Tardi (Mpa) dichiarava: “Noi in Consiglio comunale abbiamo presentato un ordine del giorno chiaro e preciso. La questione NGP rientrava nell’accordo di programma, che prevedeva lo sviluppo della zona ASI, con importanti occasioni occupazionali. Ad oggi ci portano l’inquinamento e prendono ancora in giro gli 8000 disoccupati sulla questione lavoro”. In merito al depuratore, il Consigliere G.Bigliardo ricordava che “dopo la firma dei documenti, c’è stato un solo incontro a Roma, al quale hanno partecipato il primo cittadino ed alcuni Consiglieri della maggioranza. Ad altri incontri presso il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione il Sindaco non c’era. Pertanto – proseguiva Bigliardo – poiché il provvedimento della Regione è solo una presa d’atto dei risultati della Conferenza dei Servizi, chiediamo al Sindaco di esercitare tutti i suoi poteri per bloccarlo, così come promesso”. “Dal canto suo il Sindaco Esposito in data 24 gennaio annunciava che si sarebbe rivolto al Tar, per chiedere l’annullamento del provvedimento, “poiché il Comune aveva chiesto il rispetto dell’Accordo di Programma, che prevedeva un impianto al servizio della sola area…
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