Source: http://www.sai-veda.eu/formazione-terapisti-ayurvedici-2/normative/
Timestamp: 2019-04-20 23:02:36+00:00
Document Index: 159367659

Matched Legal Cases: ['art. 59', 'art. 54', 'art. 67', 'art. 92', 'art. 92', 'art. 63', 'art. 11', 'art. 6', 'art. 6']

Normative - Swiss Ayurvedic Institute - Scuola di Ayurveda
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LIBERO ESERCIZIO DEGLI OPERATORI
Alcune attività professionali potenzialmente pericolose per il paziente sono subordinate al rilascio di un’autorizzazione da parte dell’Ufficio di sanità. Tra queste le attività di tutti gli operatori sanitari.
A partire dal 1. Settembre 2007 le professioni di medico, dentista, chiropratico, farmacista e veterinario sono disciplinate dalla Legge federale sulle professioni mediche universitarie. www.admin.ch/pdf La competenza per il rilascio delle autorizzazioni d’esercizio e per la vigilanza è invece rimasta ai Cantoni. La Legge sanitaria cantonale continua inoltre a fungere da supporto per l’interpretazione della Legge federale. Le altre professioni sanitarie continuano invece a essere disciplinate dal diritto cantonale e in particolare dalla Legge sulla promozione della salute e il coordinamento sanitario (Legge sanitaria).
LEGGE SULLA PROMOZIONE DELLA SALUTE E IL COORDINAMENTO SANITARIO (Legge sanitaria)
1. È considerato terapista complementare ai sensi di questa legge chi è in possesso della relativa autorizzazione cantonale ed esercita la sua attività a titolo indipendente.
2. L’autorizzazione d’esercizio è rilasciata dal Dipartimento alle persone che:
a) hanno superato l’apposito esame cantonale;
b) godono di buona reputazione;
c) godono di buona salute psichica e fisica;
d) dispongono di locali idonei all’attività svolta.
3. Il terapista complementare è subordinato, nell’esercizio della sua attività, a tutte le pertinenti disposizioni di questa legge. Si applicano in particolare anche il Titolo II e l’art. 59.
1. L’esame di terapista complementare è volto a verificare le conoscenze del candidato relative ai fondamenti del suo agire, con particolare attenzione alla sicurezza dell’intervento sul paziente e al riconoscimento dei propri limiti di competenza. Il Consiglio di Stato ha la facoltà di estendere l’esame anche a materie specifiche nell’ambito delle terapie complementari.
2. Unitamente alla domanda di ammissione all’esame il candidato è tenuto a trasmettere al Consiglio di Stato la documentazione relativa alla sua formazione e ad indicare il tipo di prestazioni che intende dispensare, così come eventuali attrezzature e apparecchiature che intende utilizzare.
3. Il Consiglio di Stato stabilisce mediante regolamento le ulteriori modalità relative all’ammissione, allo svolgimento e alla valutazione dell’esame cantonale. Esso può segnatamente:
a) esentare del tutto o parzialmente dall’esame i terapisti che hanno superato un esame analogo in altri Cantoni o che sono in possesso di un diploma riconosciuto dal Cantone o dalle Associazioni professionali cui è stato delegato tale compito;
b) subordinare l’ammissione all’esame alla prova di aver effettuato una formazione pratica nel campo d’attività prescelto dal candidato.
4. Il Consiglio di Stato stabilisce le tasse d’esame.
c) limiti di competenza a dare le prestazioni
aa) in generale
1. Il terapista complementare è tenuto a limitare le sue prestazioni e/o terapie ai campi d’attività indicati all’autorità sanitaria. Egli è in particolare tenuto a:
a) informare il paziente in modo chiaro e comprensibile della sua qualifica prima di dare una prestazione o attuare una terapia, in modo tale da escludere qualsiasi confusione con gli operatori sanitari di cui all’art. 54;
b) indirizzare all’operatore sanitario competente il paziente il cui stato di salute lo richiede;
c) compilare, per ogni paziente, una cartella sanitaria ai sensi dell’art. 67;
d) informare il Consiglio di Stato di ogni mutamento concernente la sua formazione o le prestazioni e/o terapie applicate.
2. Egli non può:
a) effettuare interventi chirurgici e/o ostetrici;
b) effettuare iniezioni e prelievi di sangue;
c) effettuare punzioni di ogni genere e tipo;
d) trattare malattie veneree e trasmissibili;
e) utilizzare apparecchiature ionizzanti;
f) prescrivere, utilizzare o vendere apparecchiature destinate all’uso da parte dei medici;
g) prescrivere e somministrare medicamenti, ad eccezione dei prodotti appartenenti alle categorie D ed E in base alle convenzioni inter-cantonali di cui all’art. 92, di quelli autorizzati dal Dipartimento e dei medicamenti di medicina omeopatica ed antroposofica notificati come vendibili senza ricetta medica in base alle convenzioni inter-cantonali di cui all’art. 92.
3. Il Medico cantonale può accordare eccezioni in casi particolari.
bb) i terapisti in possesso di un diploma riconosciuto
1. Il terapista complementare in possesso di un diploma riconosciuto è tenuto a rispettare i limiti delle conoscenze acquisite mediante la formazione e comprovate dal diploma o certificato.
2. Il Consiglio di Stato può stabilire delle deroghe all’art. 63b cpv. 2.
Limiti di competenza a dare le prestazioni
1. Nel rispetto dei diritti individuali (Titolo II della Legge) ogni operatore sanitario è tenuto a dare le prestazioni nei limiti delle conoscenze acquisite mediante la formazione comprovata dal diploma o certificato esibito dai mezzi tecnici e delle strutture a disposizione. Esse devono essere contenute nel campo d’attività usualmente riconosciuto alla professione esercitata tenuto conto delle specializzazioni acquisite e documentabili.
2. Ogni operatore sanitario ha la responsabilità di aggiornare costantemente le proprie conoscenze professionali in particolare sugli sviluppi, sui limiti, sull’efficacia e sulle controindicazioni delle prestazioni e terapie distribuite ed attuate.
3. Sono riservate le disposizioni particolari concernenti la delimitazione del campo di attività di singoli operatori previste da questa legge e dai regolamenti.
1. L’ambulatorio di un operatore sanitario autorizzato all’esercizio indipendente della professione è identificato dalle generalità e dalle qualifiche del titolare.
2. Negli studi e ambulatori collettivi, gestiti in forma associativa o organizzati nella forma di persona giuridica commerciale, la responsabilità professionale degli operatori sanitari che vi operano è personale.
3. L’autonomia professionale degli operatori sanitari associati o dipendenti deve essere garantita.
A questo scopo il Dipartimento può verificare e, se necessario, fare modificare i relativi contratti associativi e di lavoro.
1. Ad eccezione del farmacista, dell’assistente farmacista e dell’odontotecnico, ogni operatore autorizzato, come pure ogni responsabile sanitario di servizi o strutture sanitarie che esegue prestazioni o attua terapie è tenuto a compilare, per ogni paziente, una cartella sanitaria nella quale devono essere almeno indicati:
a) le generalità; b) il tipo di trattamento eseguito; c) le prestazioni effettuate; d) le date di inizio e di conclusione del trattamento nonché la data di ogni consultazione.
Egli deve, nell’ambito del rispettivo campo d’attività, indicare sulla cartella sanitaria la diagnosi e, se ne ha facoltà, gli agenti terapeutici prescritti. È riservato l’art. 11 cpv. 6.
2. Le informazioni di cui all’art. 6 cpv. 4 possono essere menzionate su un documento separato dalla cartella sanitaria.
3. Per ogni intervento chirurgico, oltre alle informazioni di cui al cpv. 1 di questo articolo, devono essere documentate le informazioni cliniche e tecniche sull’intervento, nonché le generalità del o degli operatori e dell’anestesista, delle altre persone coinvolte nell’intervento, nonché il genere, la durata e l’ora dell’intervento chirurgico e dell’anestesia.
4. La cartella e gli altri documenti sanitari devono essere conservati per almeno dieci anni dalla conclusione del trattamento. È riservato il diritto del paziente ad accedere alla cartella sanitaria conformemente all’art. 6 cpv. 3 e 4.
1. Ogni operatore sanitario è tenuto ad informare il Dipartimento e il Medico cantonale di qualunque fatto che possa mettere in pericolo la salute pubblica.
2. Chiunque esercita una professione sanitaria a titolo indipendente o dipendente ha l’obbligo di informare il ministero pubblico di ogni caso di malattia, di lesione o di morte per causa certa o sospetta di reato venuto a conoscenza nell’esercizio della professione.
3. Il ministero pubblico è tenuto a segnalare al Dipartimento l’apertura di procedimenti penali nei confronti di operatori sanitari per i casi aventi rilevanza ai fini dell’esercizio dell’attività sanitaria.
Programma di Preparazione per l’Esame Cantonale di Terapista Complementare Riconoscimenti