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Timestamp: 2020-01-22 14:06:53+00:00
Document Index: 102720283

Matched Legal Cases: ['art. 496', 'art. 476', 'art. 496', 'art. 496', 'sentenza ', 'art. 496', 'sentenza ', 'art. 496', 'sentenza ', 'art. 444', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 496', 'art. 496', 'sentenza ', 'art. 496', 'sentenza ', 'art. 495', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 496 codice penale - False dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri - Brocardi.it
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Articolo 496 Codice penale
Dispositivo dell'art. 496 Codice penale
Chiunque, fuori dei casi indicati negli articoli precedenti, interrogato sulla identita', sullo stato o su altre qualita' della propria o dell'altrui persona (1), fa mendaci dichiarazioni (2) a un pubblico ufficiale [357] o a persona incaricata di un pubblico servizio [358], nell'esercizio delle funzioni o del servizio, e' punito con la reclusione da uno a cinque anni (3).
(1) L'interrogazione può avvenire sia oralmente sia per scritto, tramite moduli predisposti dalla P.A. e deve aver per oggetto qualità da cui la legge fa discendere determinati effetti, come ad esempio quella di proprietario, possessore, maggiore età, etc..
(2) Il mendacio non ha alcuna attinenza con la formazione di un atto pubblico e questo aspetto differenzia al norma in esame con quanto disposto ex art. 476.
(3) L'espressione "nell'esercizio delle sue funzioni" deve intendersi in senso ampio ovvero rileva qualsiasi collegamento della condotta con la sfera di competenza funzionale del pubblico ufficiale.
Spiegazione dell'art. 496 Codice penale
Il reato ricalca l'impostazione di cui all'articolo 495, con l'elemento specializzante data dall'interrogazione da parte del pubblico ufficiale o dall'incaricato di pubblico servizio (con la conseguenza che il fatto commesso con le dichiarazioni spontanee di cui all'articolo 494 non integra il reato).
In seguito all'eliminazione della necessità che le dichiarazioni false di cui all'articolo 495 c.p. fossero rese all'interno di un atto pubblico, la giurisprudenza si è interrogata sul residuo spazio operativo della presente disposizione, in origine concepita come norma deputata a trovare applicazione fuori dei casi di cui all'articolo 495 c.p..
Il criterio discretivo è stato reperito nel fatto che nell'articolo 496 c.p. non è richiesto che le false dichiarazioni abbiano attinenza con la formazione di un atto pubblico.
Di conseguenza, integra il reato de quo le false dichiarazioni rese ad un pubblico ufficiale in ordine al proprio luogo di nascita, nel momento di un normale controllo effettuato dai carabinieri, dato che le false dichiarazioni non hanno alcuna attinenza con la formazione di un atto pubblico.
Il reato è inoltre punito a titolo di dolo generico, consistente nella volontà di rendere dichiarazioni mendaci su qualità personali.
Massime relative all'art. 496 Codice penale
Cass. pen. n. 30862/2015
Il reato di false dichiarazioni sulla identità o sulle qualità personali proprie o altrui può configurarsi anche in presenza di dichiarazioni implicite, allorquando il possesso di determinate qualità personali costituisca il presupposto necessario ed indefettibile della dichiarazione espressa resa al pubblico ufficiale. (Nella fattispecie la S.C. ha escluso la configurabilità del reato, ritenendo che l'asseverazione innanzi al cancelliere della perizia estimatoria di un terreno non presupponesse necessariamente il possesso della qualità di ingegnere abilitato).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 30862 del 16 luglio 2015)
Cass. pen. n. 31391/2008
Integra il delitto di false dichiarazioni sulla identità o su qualità personali proprie o di altri (art. 496 c.p. ), la condotta di colui che declini generalità false al «controllore » di un'azienda di trasporto urbano, il quale riveste la funzione di incaricato di pubblico servizio essendo pubblica la funzione svolta dalla detta azienda e non meramente esecutive le funzioni svolte dal predetto dipendente.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 31391 del 25 luglio 2008)
Cass. pen. n. 11596/2008
Non integra gli estremi del reato di false dichiarazioni sulla identità o su qualità personali (art. 496 c.p.) la condotta di colui che in sede di autocertificazione allegata alla domanda di ammissione per l'aggiudicazione di un appalto pubblico riempia un modulo prestampato fornito dall'ente appaltante dichiarando di non avere subito condanne incidenti sulla propria affidabilità morale e professionale, ancorché destinatario di sentenza di applicazione della pena, ex art. 444 c.p.p., risalente ad oltre cinque anni, in quanto la P.A. non può rimettere al richiedente la valutazione del carattere ostativo di taluni reati in ordine all'instaurazione di determinati rapporti, mentre oggetto dell'autocertificazione possono essere fatti e non già valutazioni, in conformità agli artt. 46 del D.P.R. n. 45 del 2000 e 75 D.P.R. 554 del 1999 il quale prevede che le dichiarazioni sulle condizioni ostative siano completate da idonea documentazione.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 11596 del 14 marzo 2008)
Cass. pen. n. 26073/2005
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 26073 del 14 luglio 2005)
Cass. pen. n. 12195/2000
In tema di false attestazioni di generalità, allorquando rimangono ignote le reali generalità dell'agente, non è possibile pervenire ad una dichiarazione di colpevolezza ai sensi degli articoli 495 o 496 c.p., presumendo che siano false proprio quelle fornite in sede di identificazione. (In motivazione, la Corte ha precisato che diverso è il caso in cui l'imputato, in due o più occasioni, abbia declinato differenti generalità).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 12195 del 28 novembre 2000)
Cass. pen. n. 11488/1990
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 11488 del 17 agosto 1990)
Cass. pen. n. 13447/1989
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 13447 del 12 ottobre 1989)
Cass. pen. n. 6297/1985
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 6297 del 24 giugno 1985)
Cass. pen. n. 8441/1984
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 8441 del 11 ottobre 1984)
Cass. pen. n. 7780/1983
La previsione delittuosa di cui all'art. 496 c.p. ricorre ogni qualvolta il mendacio di carattere personale reso al pubblico ufficiale (o ad altro soggetto incaricato di un pubblico servizio) non abbia alcuna attinenza, né diretta né indiretta, con l'atto pubblico da formare; e l'interrogazione, che il reato presuppone, può avvenire sia verbalmente sia attraverso la compilazione di questionari o di moduli a stampa già predisposti dall'ufficio pubblico per il migliore andamento del servizio amministrativo. Per qualità personali, ai fini del delitto di cui all'art. 496 c.p., devesi intendere ogni attributo che serva a distinguere un individuo nella personalità economica o professionale e che possa avere interesse per l'autorità interrogante. Lo stato di abbienza e di possidenza rientra nel novero delle suddette qualità da dichiarare nella loro reale consistenza.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 7780 del 1 ottobre 1983)
Cass. pen. n. 852/1981
La falsa dichiarazione agli agenti di polizia giudiziaria del conducente di un autoveicolo di essere abilitato alla guida e di avere dimenticato a casa la relativa patente, che invece gli era stata sospesa con provvedimento prefettizio, non integra il delitto di falsità personale previsto dall'art. 496 c.p.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 852 del 11 febbraio 1981)
Cass. pen. n. 7376/1980
Ai fini della sussistenza del reato di false dichiarazioni sull'identità o su qualità personali proprie o di altri, è sufficiente il dolo generico consistente nella coscienza e volontà di rendere dichiarazioni difformi dal vero su qualità personali giuridicamente rilevanti, mentre non occorre il dolo specifico di trarre in inganno il destinatario della dichiarazione o altri soggetti. (La Cassazione ha chiarito che lo stesso principio è applicabile al reato previsto dall'art. 495, terzo comma, n. 2, c.p.).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 7376 del 11 giugno 1980)
Cass. pen. n. 4576/1976
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 4576 del 10 aprile 1976)