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Timestamp: 2017-03-24 10:14:01+00:00
Document Index: 49310280

Matched Legal Cases: ['art.30', 'art.7', 'art.30', 'art.33', 'art.32', 'art.32', 'art.30', 'art.68', 'art.33', 'art.4']

CIRCOLARE MINISTERO DEL LAVORO 22 NOVEMBRE 1985, N. 149
(Riferita al Decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1956, n.164
Disciplina della costruzione e dell’impiego dei ponteggi metallici fissi)
Sono pervenuti a questo Ministero diversi quesiti concernenti questioni connesse all’utilizzazione dei ponteggi metallici fissi; poichè tali problematiche rivestono carattere di generalità lo scrivente, al fine di pervenire a soluzioni univoche sul piano operativo, ha predisposto le seguenti istruzioni, in conformita al parere espresso al riguardo dalla Commissione Consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro.
L’impiego dei ponteggi metallici fissi è subordinato alla osservanza delle norme contenute nel capo V del D.P.R. 7 Gennaio 1956, n. 164 e delle istruzioni per il montaggio, l’impiego e lo smontaggio, che costituiscono parte integrante dell’autorizzazione rilasciata dal Ministero del Lavoro ai sensi dell’art.30 del suddetto decreto.
Infatti, mentre nel caso di accertamenti su ponteggi ed impalcature in legname ogni apprezzamento è demandato agli organi di vigilanza sulla scorta delle disposizioni di legge – che in via generale sono espresse dall’art.7 ed in particolare da tutti gli articoli del Capo IV del D.P.R. n. 164/56 – quando trattasi di ponteggi metallici fissi, la vigilanza si raccorda, per così dire, su un controllo di merito già effettuato a suo tempo dal Ministero del lavoro che ha rilasciato la relativa autorizzazione all’impiego.
E’ del tutto evidente che non è compito connesso alla vigilanza sull’impiego dei ponteggi metallici entrare nel merito delle caratteristiche di resistenza dei materiali, delle sollecitazioni, dei coefficienti di sicurezza, ecc. poichè tali aspetti sono già stati esaminati, a suo tempo, dal Ministero che ha concesso l’autorizzazione; rientra, invece, tra i predetti compiti accertare, in primo luogo, se nel cantiere dove il ponteggio è impiegato, è tenuto il "libretto" contenente copia della documentazione di cui all’ultimo comma dell’art.30 del D.P.R. 164/56 e copia del disegno esecutivo dal quale risultino tutti i dati, così come è stabilito dall’art.33 sempre del D.P.R. n. 164/56, che dispone, fra l’altro l’obbligo della tenuta di questi documenti e della loro esibizione agli incaricati della vigilanza. Quanto sopra soltanto qualora si tratti di opere provvisionali "normali" di altezza inferiori ai 20 metri; per ponteggi più alti o di notevole importanza e complessità in rapporto alle loro dimensioni o ai sovraccarichi trova applicazione l’art.32 che fa obbligo di erigere il ponteggio sulla base di un progetto specifico redatto e firmato da un professionista abilitato; in tal caso presso il cantiere deve essere tenuta, oltre alla documentazione indicata in precedenza, anche copia del progetto e dei disegni esecutivi.
E’ opportuno precisare, in proposito, che sia la progettazione sia i calcoli devono essere eseguiti secondo le istruzioni approvate nell’autorizzazione ministeriale – istruzioni che devono essere fornite dal fabbricante e rese disponibili in cantiere – (art.32 punto 1 D.P.R. n. 164/56) ed in ogni caso nel rispetto di tutte le norme relative alle caratteristiche costruttive previste dalle varie norme del già citato Capo V del D.P.R. n. 164/56 nonchè, ovviamente, delle norme di buona tecnica.
Si deve inoltre tener presente che – fatta eccezione dei casi in cui ciò sia previsto dalle relative autorizzazioni – non è consentito utilizzare elementi facenti parte di ponteggi di tipo diverso e/o misto, ancorchè trattasi di elementi di ponteggi autorizzati, a meno che ciò non sia previsto da uno specifico progetto, redatto secondo i già citati criteri del punto 7 dell’allegato 1.
Al di fuori di tali particolari circostanze si configurerebbe la violazione dell’art.30, ultimo comma, in quanto il ponteggio è stato eretto in difformità dagli schemi autorizzati. D’altronde dall’assemblaggio di parti di per se giudicate idonee in sede di autorizzazione non necessariamente deriva l’idoneità dell’opera presa nel suo complesso, a maggiore ragione ove si considerino i problemi di incompatibilità dimensionale tra i vari elementi (basti pensare, ad esempio alle diagonali dei telai prefabbricati ed alle differenze dei valori di scorrimento tra i vari tipi di giunti e di tubi).
2) Problemi di instabilità strutturale connessi con il numero degli impalcati
L’aumento di impalcati, rispetto a quelli massimi previsti dagli schemi – tipo autorizzati, comporta una progressiva riduzione del grado di sicurezza della struttura, con rischio tanto più grave in quanto il collasso si manifesta in modo improvviso, al raggiungimento del carico critico e senza alcuna manifestazione di fenomeni di deformazione; conseguentemente la semplice esistenza di impalcati supplementari oltre quelli consentiti potrebbe determinare – soprattutto nel caso di ponteggi di rilevante sviluppo verticale già di per se ai limiti dei valori ammissibili di sicurezza – rischi di crollo, a prescindere dai sovraccarichi potenziali.
Tale rischio non può essere, ovviamente giustificato da altre esigenze, seppure di carattere antinfortunistico, che comunque possono essere soddisfatte da misure che non inficiano la stabilità dell’opera. Infatti, nei ponteggi da costruzione l’accesso agli impalcati – ancorchè posti in alto – può avvenire dai solai già gettati, a mezzo di apposite andatoie, ed il rischio di caduta dai piani non muniti di impalcati viene evitato – ai sensi dell’art.68 del D.P.R. n. 164/56 – mediante sbarramento delle aperture. In quelli di manutenzione, non sussistendo il secondo tipo di rischio, occorre far sì che l’accesso avvenga in modo agevole e sicuro.
– i carichi di servizio
devono essere riportati in calce al disegno esecutivo, firmato dal responsabile del cantiere, ai sensi dell’art.33 del citato D.P.R. n. 164.
Al fine di assicurare un corretto uso del ponteggio e di evitare la possibilità che venga sovraccaricato oltre i limiti ammissibili, emerge l’opportunità – anche in relazione al disposto dell’art.4 lettera b) del decreto del Presidente della Repubblica n. 547/55 – che, a cura dell’utente, venga esposto in cantiere, in modo chiaramente visibile, un cartello riportante le caratteristiche essenziali del ponteggio e, più precisamente:
Le istruzioni per il montaggio, l’impiego e lo smontaggio, dei ponteggi contenute nelle autorizzazioni ministeriali, prevedono (punto 6.3.1.) la messa in opera di uno o più "parasassi" capaci di intercettare la caduta di materiali, fissandone altresì le caratteristiche costruttive.
La chiusura frontale del ponteggio mediante teli – recentemente diffusasi nei cantieri – non realizza le stesse garanzie di sicurezza dei "parasassi" predetti e, conseguentemente, non può essere ritenuta sostitutiva delle anzidette protezioni.
Trattasi, comunque, di una misura di sicurezza aggiuntiva – peraltro non prevista specificamente da alcuna norma del decreto del Presidente della Repubblica n. 164/56 – che può essere adottata a condizione che non venga modificata la funzione protettiva del "parasassi".
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10 commenti	Francesco 7 novembre 2009 a 13:57
Volevo un chiarimento: ho un locale commerciale (alimentari) in uno stabile dove si stanno facendo dei lavori di ristrutturazione e dove è stato montato un ponteggio metallico. Il ponteggio è stato costruito in modo tale da consentire un agevole accesso al locale da parte dei clienti ma alcuni condomini parcheggiano le loro auto sotto il ponteggio, intralciando e talvolta impedendo di fatto l’accesso ai locali, soprattutto ad anziani e disabili. Come stanno le cose? Cosa dice la normativa in merito? Qual’è la normativa di rifewrimento? Chi sono i responsabili a cui indirizzare eventuali richieste?
amedeu 7 novembre 2009 a 15:35
I lavori che stanno effettuando sono senza dubbio autorizzati dal Comune e seguiti da un tecnico professionista quale Direttore dei Lavori.
Il principale responsabile, insieme alla ditta ed al proprietario dell’immobile è detto tecnico.
Inoltre il Comando dei Vigili Urbani dà l’autorizzazione di occupazione del suolo pubblico.
Poni il problena prima a questi ultimi, altrimenti rivolgiti al tecnico.
luigi 15 luglio 2010 a 19:58
salve, gradirei un chiarimento , ho un locale a fronte strada per la vendita di libri il locale e di circa 750mq , il condominio ha deciso di ristrutturare la facciata del fabbricato hanno deliberatio l,inizio dei lavori il 10 settembre (CIOE APERTURA DELLE SCUOLE) premesso che ho nel periodo di settembre un,afflusso di persone circa 1000 al giorno ,piu movimentazione merci .
ora chiedo e possibile chiedere al comune o al condominio procrastinare di 30 giorni e come comportarmi, in piu quale misure di sicurezza.
grazie cordiali saluti luigi.
amedeu 15 luglio 2010 a 21:19
Relativamente a procrastinare l’inizio dei lavori, se si tratta di una DIA, il tempo a disposizione per effetuarli è di tre anni, quindi non dipende dal Comune; ugualmente vale se trattasi di una semplice comunicazione come previsto dalla nuova legge sulle straordinarie manutenzioni.
Quindi, la decisione scaturisce esclusivamente dall’assemblea condominiale che ha deliberato quella data.
Comunque, qualora i lavori abbiano inizio a settembre, tu puoi pretendere, come avviene in tutte le città e paesi italiani, che il ponteggio sopra il tuo negozio venga montato “a tramoggia”, con tubi innocenti posti obliquamente al primo piano e con sopra un intavolato fitto messo a protezione delle persone che transitano nel tuo negozio: inoltre, sotto la tramoggia, il tuo negozio deve essere raggiungibile e ben visibile .
Se tale ponteggio è fatto come si deve, tu non subirai alcun danno dai lavori.
Per precauzione, appena conosci il nominativo della ditta che effettuerà i lavori, parla con il loro tecnico, chiedendo da persona corretta quanto sopra.
Non dovrebbe farti alcuna difficoltà.
Ilia 10 novembre 2010 a 17:35
Nel mio condominio sono iniziati il 4 marzo i lavori di ristrutturazione dell’edificio. Abbiamo Capitolato d’Appalto (redatto da un ingegnere), Contratto d’Appalto(redatto da un legale) e un ingegnere come Direzione Lavori più un responsabile per la sicurezza.
A giugno a seguito di una controversia tecnica la Ditta appaltatrice ha sospeso i lavori, dopo più di un mese e mezzo di trattative è stato redatto ed approvato dall’Assemblea del Condominio un “Atto aggiuntivo” e la Ditta ha ripreso a lavorate.
Dopo l’interruzione estiva ha ripreso i lavori, ma, a causa di un ritardo nei pagamenti di 2 SAL redatti dal D.L., la Ditta ha sospeso nuovamente i lavori. Ora abbiamo saldato tutto ed in totale abbiamo pagato circa il 75% dell’importo totale.
Ora pretende alcune modifiche sostanziali al contratto altrimenti minaccia di smontare i ponteggi e lasciarci con 2 facciate dell’edificio demolite. Dobbiamo far causa ma come ci possiamo tutelare per evitare lo smontaggio dei ponti? Possiamo chiedere di usarli, a chi e con quali modalità, per far finire il lavoro da un’altra Ditta? Grazie
amedeu 10 novembre 2010 a 17:53
Per Ilia.
Probabilmente avete avuto sfortuna nel trovare la ditta, oppure il condominio ha fatto dannare quest’ultima per i pagamenti.
Comunque adesso la ditta sta cercando di ottenere qualcosa facendovi leva sullo smontaggio dei ponteggi.
Purtroppo i ponti li può adoperare solo la ditta che li ha montati (avete anche il responsabile sulla sicurezza che vi può confermare) e si fa forte di questo.
L’unica vostra possibilità, oltre a quella di cedere alla richiesta che vi ha avanzato, rimane l’altra, cioè, di rivolgervi da un buon legale, il quale (a seguito di una relazione riassuntiva e particolareggiata del vostro tecnico di fiducia) con una lettera ben fatta, richiami all’ordine la ditta, trovando tutti i possibili difetti e cavilli giuridici, in modo da farla ritrattare con voi.
Purtroppo, quando si sostituisce una ditta in un cantiere, i tempi, ma soprattutto le spese crescono esageratamente.
Romolo 16 dicembre 2010 a 10:53
Salve, sono in procinto di iniziare dei lavori per costruire una casa in campagna, e siccome mio padre ha circa 200 mq di Ponteggi fissi volevo utilizzare il mio ponteggio, ma la ditta sostiene che il mio ponteggio essendo usato molti anni fa non ha il Libretto del ponteggio. In effetti mio are mi diceva che lui non ricorda più dove stà. Come posso fare per fare in modo di utilizzare questo ponteggio? Come posso fare per avere un nuovo libretto? Grazie
amedeu 17 dicembre 2010 a 11:55
I ponteggi usati in edilizia sono di diversi tipi, ma il Testo Unico della Sicurezza – D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 ed in particolare l’articolo 22, rifacendosi ad una vecchia legge del 1956, rende obbligatorio per i ponteggi metallici il marchio di fabbrica dei medesimi e quindi il relativo collaudo di tutti i pezzi che lo compongono.
Per la sicurezza in cantiere, non è possibile mescolare tipi di ponteggio diverso.
Il venditore di un ponteggio metallico deve rilasciare all’acquirente un Libretto del Ponteggio, normalmente composto dalla parte esecutiva e dalla autorizzazione Ministeriale, che deve comprendere anche l’estensione di tale autorizzazione a tutti quei pezzi classificarti “speciali”.
Se il tuo ponteggio ha le caratteristiche di cui sopra, devi contattare la ditta fornitrice per farti rilasciare di nuovo tale libretto.
Ciò diventa molto difficile, in quanto con l’uso ed il tempo, le ditte non si prenderanno facilmente tale responsabilità.
Da considerare inoltre che una ditta edile non vuol lavorare su di un ponteggio altrui, se non affittato da un rivenditore autorizzato.
Francesco 19 luglio 2011 a 09:43
Salve. La casa di paese dei miei genitori (disabitata da vent’anni)è costruita su tre livelli: in basso un magazzino, al centro e sopra delle camere. I solai sono in tavolato con sabbia (credo) e il mattonato, tutto retto da travi a vista. Da qualche tempo (e la cosa è peggiorata di recente) una delle travi (quella centrale) tra il primo ed il secondo piano si è curvata verso il basso, provocando un avvallamento del pavimento del piano soprastante. In attesa di definire un serio piano di ristrutturazione (bisogna trovare i soldi …) come posso puntellare la trave incriminata per evitare che sprofondi il pavimento? Grazie
amedeu 19 luglio 2011 a 09:47
Deve essere eseguito un puntellamento della trave e della parte pericolante a mezzo di cristi in ferro.
Però attenzione! E’ un lavoro rischioso, per cui devi farlo fare a personale esperto.
I cristi devono poggiare in basso su dei tavoloni messi perpendicolarmente alle travi, in maniera da scaricare il peso della parte pericolante su gran parte del solaio sottostante (se è sano), altrimenti il puntellamento deve iniziare dal piano terra e proseguire poi al primo piano.