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Timestamp: 2017-10-22 07:00:20+00:00
Document Index: 97432633

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 15']

STUDIO SERVIDIO VIA SANTO STEFANO, BOLOGNA ITALY TEL. (+39) FAX (+39) Bologna, 27 Maggio PDF
STUDIO SERVIDIO VIA SANTO STEFANO, BOLOGNA ITALY TEL. (+39) FAX (+39) Bologna, 27 Maggio 2013
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1 DOTT. ANDREA ALBERGHINI DOTT. ALFREDO ODDONE DOTT. FEDERICO BENNI DOTT. DARIO CURTI DOTT. CLAUDIO MARCANTOGNINI DOTT. PIETRO BUFANO Bologna, 27 Maggio 2013 Oggetto: Circolare n. 21/2013 del 27 Maggio 2013 Egregi Signori, trasmettiamo la ventunesima circolare dell anno Nel rimanere a Vostra disposizione per eventuali chiarimenti, porgiamo i più distinti saluti. Studio Servidio
2 Pagina 2 di 16 SOMMARIO IL GOVERNO SOSPENDE L ACCONTO IMU ENTRO IL IL PAGAMENTO DELLA TASSA SULLE BARCHE I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE IN VISTA DELLE DICHIARAZIONI
3 Pagina 3 di 16 OGGETTO: IL GOVERNO SOSPENDE L ACCONTO IMU Abitazioni principali e relative pertinenze, fabbricati rurali e terreni agricoli non pagheranno la prima rata dell'imu prevista per il Si tratta però solo di una sospensione, almeno per ora. Il decreto legge approvato dal Governo il 17 maggio 2013, e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 117 il , stabilisce che se la riforma della fiscalità dei patrimoni immobiliari non verrà attuata entro il , la rata non versata a giugno dovrà essere corrisposta entro il Entro il dovrà comunque essere versato l'acconto per le altre abitazioni, comprese quelle adibite ad abitazione principale se accatastate come case di lusso (A/1, A/9 e A/8). LA SOSPENSIONE DELL'ACCONTO IMU 2013 STOP AL PAGAMENTO DELLA PRIMA RATA PER ABITAZIONI PRINCIPALI E PERTINENZE Nell'attesa della riforma complessiva sulla fiscalità degli immobili, che prevede anche la modifica della TARES e la deducibilità dell'imu dal reddito d'impresa, il pagamento della prima rata è stato "congelato" per le abitazioni principali e relative pertinenze, esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Per abitazione principale si intende quella nella quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Se due coniugi, avendo ciascuno una casa di proprietà nello stesso Comune, hanno stabilito la dimora abituale e la residenza in immobili diversi situati nello stesso territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale si applicano per un solo immobile. Non è pertanto possibile duplicare il trattamento agevolato riservato all'abitazione principale. Se i coniugi hanno la residenza in comuni diversi la norma antielusiva sopra descritta non si applica. Tuttavia anche in tal caso non è possibile duplicare l'agevolazione per l'abitazione principale a meno che i coniugi non dimorino realmente nella casa in cui è indicata la residenza anagrafica (ad esempio per motivi di lavoro). Per godere dell'agevolazione, infatti, è necessario non solo risiedere ma anche dimorare in una determinata abitazione. Nell'ipotesi di casa assegnata in sede di separazione o divorzio, il coniuge assegnatario è l'unico soggetto passivo Imu, indipendentemente dalle quote di proprietà (che possono essere anche pari a zero), in quanto è il titolare del diritto di abitazione. Pertanto se l'assegnatario risiede e dimora nell'abitazione questa sarà trattata come abitazione principale. Si ricorda poi che i comuni hanno la possibilità di assimilare ad
4 Pagina 4 di 16 abitazione principale gli immobili non locati appartenenti a cittadini italiani residenti all'estero ed ad anziani e disabili residenti in istituti di ricovero. Anche in tali casi, se l'assimilazione è stata deliberata per il 2013, dovrebbe operare la sospensione. Per pertinenze dell'abitazione principale si intendono solo quelle classificate nelle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (autorimesse) e C/7 (tettoie), nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna categoria catastale indicata. Pertanto un'abitazione principale può avere al massimo tre pertinenze, ognuna appartenente ad una categoria diversa tra quelle sopra elencate: una C/2, una C/6 e una C/7, essendo esclusa ogni altra combinazione (ad esempio non è possibile che le tre pertinenze ammesse all'agevolazione siano una di categoria C/2 e due di categoria C/6). Se il contribuente possiede più di un'unità pertinenziale appartenente ad una delle categorie C/2, C/6 o C/7, spetta a lui decidere quale unità sottoporre a tassazione agevolata e quale a tassazione ordinaria. STOP AL PAGAMENTO DELLA PRIMA RATA ANCHE PER LE CASE POPOLARI La sospensione dell acconto IMU è stata disposta anche per le abitazioni destinate a famiglie a basso reddito: le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari. In questo caso le abitazioni di proprietà della cooperativa, assegnate ai soci persone fisiche, beneficiano della sospensione come tutti gli altri immobili adibiti dal proprietario ad abitazione principale in modo diretto; gli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (Iacp) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli Iacp.
5 Pagina 5 di 16 SOSPENSIONE ANCHE PER TERRENI AGRICOLI E FABBRICATI RURALI NESSUNA SOSPENSIONE PER LE CASE SECONDARIE E PER QUELLE AFFITTATE ll Governo ha sospeso la prima rata Imu anche per terreni agricoli e fabbricati rurali, per venire in soccorso alle aziende agricole, particolarmente colpite dalla crisi. Si ricorda che ai fini Imu sono considerati agricoli i terreni destinati all'esercizio delle attività agricole di cui all'articolo 2135 del Codice civile 1, anche se non coltivati (c.d. set aside, ossia lasciati a riposo in applicazione delle tecniche agricole) posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. La sospensione della prima rata Imu vale anche per le aree classificate come edificabili nel piano regolatore del comune, possedute e condotte da un soggetto Iap (imprenditore agricolo professionale) o coltivatore diretto iscritti nella previdenza agricola. Per quanto riguarda la sospensione dei fabbricati rurali si ricorda che, in base al d.l. 557/1993 è rurale un fabbricato utilizzato quale abitazione dall'affittuario del terreno a cui l'immobile è asservito. I fabbricati strumentali, invece, sono rurali se sono necessari allo svolgimento dell'attività agricola di cui all'articolo 2135 del Codice civile. Si ricorda infine che la Circolare ministeriale n. 3/DF/2012 ha chiarito che ai fini del riconoscimento della ruralità rilevano unicamente la natura e la destinazione dell'immobile, indipendentemente dalla categoria catastale di appartenenza. Anche per i terreni e i fabbricati rurali vale quanto indicato prima per le abitazioni principali, ossia che se entro il prossimo 31 agosto il Governo non porterà a termine una riforma complessiva sulla fiscalità immobiliare la prima rata per i terreni agricoli e fabbricati rurali, ad oggi sospesa, dovrà essere versata entro il 16 settembre Nessuna sospensione è stata disposta per le abitazioni secondarie. Queste pertanto dovranno versare la prima rata dell'imu entro la scadenza prevista per il Sono considerate seconde abitazioni tutte le unità immobiliare diverse dall'abitazione principale, ossia quelle in cui i possessori non hanno né dimora abituale né residenza anagrafica, comprese quelle concesse in uso gratuito (comodato) a parenti in linea retta o collaterale. 1 E' imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine. Si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, nonché le attività' dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge.
6 Pagina 6 di 16 Si ricorda tuttavia che tali abitazioni non sono più soggette ad Irpef in sede di dichiarazione dei redditi, ed è stata eliminata la maggiorazione di 1/3 del reddito fondiario. Anche per le case concesse in locazione non è stata prevista alcuna sospensione, e la prima rata dell'imu deve essere versata entro il Oltre all'imu tali immobili sono soggetti all'irpef. L'EFFETTO DELLA SOSPENSIONE IN DICHIARAZIONE Il rinvio della data di pagamento dell'imu complica la situazione per coloro che hanno già presentato il modello 730 al sostituto/caf/intermediario, e che al momento della compilazione della dichiarazione hanno deciso di versare la rata Imu tramite compensazione con i crediti emergenti dal modello (quadro I). In particolare si evidenziano due ipotesi: i contribuenti che al 16 maggio hanno presentato nei termini il modello 730 al sostituto d'imposta non possono più modificare la dichiarazione. Pertanto, considerando la sospensione per la rata di giugno, avranno un rimborso in busta paga inferiore rispetto al credito, e utilizzeranno la restante parte (eventualmente) per il pagamento della rata di settembre; i contribuenti che in vista del termine del 31 maggio hanno già presentato al Caf/professionista abilitato il modello 730, devono sostituirlo entro fine mese azzerando o riducendo (nel caso debbano pagare l'imu su altri immobili) l'importo del credito destinato al pagamento della prima rata. La situazione peggiorerà se l'imu verrà abolita o ridotta per le abitazioni principali e le relative pertinenze. In tal caso, infatti, il modello 730/2013 riporterebbe un credito da utilizzare in compensazione errato. La soluzione sembrerebbe quella di presentare ad un Caf o professionista abilitato un nuovo modello 730/2013 entro il 25 ottobre 2013, chiamato "integrativo". Nel quadro I andrà tolto/ridotto l'importo del credito da utilizzare in compensazione e il sostituto d'imposta, una volta ottenuto il modello dal Caf/professionista, effettuerà il conguaglio a credito sulla retribuzione erogata nel mese di dicembre In ogni caso il credito non utilizzato in compensazione per effetto della sospensione, e non rimborsato, non sarà perso ma verrà "rigenerato" nella prossima dichiarazione dei redditi. Un altro problema discende dal fatto che l'imu sostituisce per la componente immobiliare l'irpef e le relative addizionali dovute sui redditi fondiari relativi ai beni non locati. Mentre per l'abitazione principale l'eventuale abolizione dell'imu non causerebbe riflessi ai fini Irpef, in quanto sarebbe ancora vigente la deduzione integrale dal reddito, negli altri casi comporterebbe l'applicazione dell'irpef e delle addizionali e quindi la necessità di ricalcolare l'acconto Irpef Sul punto si auspica un chiarimento da parte del Mef.
7 Pagina 7 di 16 OGGETTO: ENTRO IL IL PAGAMENTO DELLA TASSA SULLE BARCHE La tassa sulle imbarcazioni compie un anno. L'anno scorso entro il 31 maggio scadeva il primo versamento della tassa, introdotta dal Decreto salva Italia, poi modificata e perfezionata da altri interventi legislativi e di prassi. Il tributo deve essere pagato dai possessori di imbarcazioni di lunghezza superiore a 10 metri, residenti in Italia, con Modello F24 elementi identificativi, utilizzando il codice tributo 3370, o in alternativa mediante bonifico bancario. L importo versato entro il prossimo 31 maggio si riferisce al periodo , e nel caso in cui il presupposto per l applicazione della tassa dovesse verificarsi successivamente al 1 maggio 2013 (ad esempio perché l'imbarcazione viene acquistata successivamente), l importo sarà dovuto entro la fine del mese successivo al verificarsi del presupposto stesso. TASSA SULLE BARCHE ALLA CASSA La tassa sulle barche è dovuta per tutte le unità da diporto 2 imbarcazioni e navi- di lunghezza superiore ai 10 metri, possedute o detenute da soggetti residenti nel territorio dello Stato, a prescindere dal Paese di immatricolazione dell imbarcazione. Gli importi della tassa sono stabiliti nelle seguenti misure, in funzione della lunghezza dell imbarcazione: LUNGHEZZA SCAFO (IN METRI) TASSA (IN ) AMBITO OGGETTIVO FINO A 10 0 DA 10,01 A DA 12,01 A DA 14,01 A DA 17,01 A DA 20,01 A DA 24,01 A DA 34,01 A Per unità da diporto si deve prendere a riferimento la definizione fornita dal codice della nautica da diporto, art. 3 lett. a) del D.lgs. 171/2005, secondo cui è unità da diporto ogni costruzione di qualunque tipo e con qualunque mezzo di propulsione destinata alla navigazione da diporto.
8 Pagina 8 di 16 DA 44,01 A DA 54,01 A SUPERIORE A La tassa è ridotta della metà: per le unità con scafo di lunghezza fino a 12 metri, utilizzate esclusivamente dai proprietari residenti, come propri ordinari mezzi di locomozione, nei comuni ubicati nelle isole minori e nella Laguna di Venezia; per le unità a vela con motore ausiliario il cui rapporto fra superficie velica e potenza del motore espresso in kw non sia inferiore a 0,5. Per misurare la lunghezza dell imbarcazione, si deve fare riferimento alle norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 per la misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto. Nel caso di imbarcazioni costruite prima dell obbligo di marcatura CE previsto appunto dalle norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 bisogna fare riferimento alla distanza, misurata in linea retta, tra il punto estremo anteriore della prora (cioè la prua) e il punto estremo posteriore della poppa, escluse le appendici. La tassa è ridotta: del 15%, dopo 5 anni dalla data di costruzione; del 30%, dopo 10 anni dalla data di costruzione; del 45%, dopo 15 anni dalla data di costruzione. Tali periodi decorrono dal 1 gennaio dell anno successivo a quello di costruzione. SOGGETTI TENUTI AL PAGAMENTO Sono tenuti al pagamento della tassa sulle imbarcazioni, tutti i proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio, utilizzatori a titolo di locazione finanziaria (per la durata della stessa), laddove residenti nel territorio dello Stato, nonché stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti, che possiedono unità da diporto. Con la circolare n. 16/E l Agenzia ha chiarito che: nel caso in cui vi siano più proprietari o detentori dell imbarcazione, la tassa va pagata in solido tra questi; sono esonerati dal pagamento anche se l imbarcazione è immatricolata nei registri nazionali: le persone fisiche non residenti nel territorio dello Stato; le persone giuridiche che non hanno la propria sede legale in Italia. Come indicato prima, sono tenuti al pagamento della tassa anche gli utilizzatori dell imbarcazione in base ad un contratto di locazione o di locazione finanziaria, anche se di breve durata, mentre
9 Pagina 9 di 16 risulterebbero esclusi i noleggiatori. A tal proposito, per evitare una disparità di trattamento tra il settore del noleggio e quello della locazione, l Agenzia delle Entrate ha chiarito con la circolare 16/E che anche il noleggiatore, come il locatario, è tenuto al versamento della tassa. SOGGETTI ESCLUSI DAL PAGAMENTO Sono escluse dal pagamento della tassa le barche: al primo anno di immatricolazione; lunghezza inferiore a 10 metri; proprietà o in uso allo Stato o ad altri Enti pubblici; obbligatorie di salvataggio (compresi i tender); battelli di servizio purché indichino l unità da diporto al cui servizio sono posti; in uso ai soggetti portatori di handicap 3, affetti da patologie che richiedono l'utilizzo permanente delle medesime; posseduti e utilizzate da enti e associazioni di volontariato esclusivamente ai fini di assistenza sanitaria e pronto soccorso; nuove con targa di prova nella disponibilità a qualsiasi titolo del cantiere costruttore, del manutentore o del distributore; usate ritirate dai cantieri costruttori o distributori con mandato di vendita e in attesa del perfezionamento dell atto (anche quelle provenienti da permute con unità nuove); rinvenienti da contratti di locazione finanziaria risolti per inadempienza dell utilizzatore; bene strumentale di aziende di locazione e noleggio; possedute da soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia (sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia). Inoltre, considerata l esclusione per le imbarcazioni che costituiscono bene strumentale per le aziende di locazione e noleggio, l Agenzia estende l esclusione dal pagamento della tassa anche alle imbarcazioni utilizzate per lo svolgimento delle altre attività commerciali individuate dall art. 2 del D.lgs. 171/2005, ossia quando l imbarcazione: è oggetto di contratti di locazione e noleggio; è utilizzata per l insegnamento professionale della navigazione da diporto; è utilizzata da centri di immersione e di addestramento subacqueo come unità di appoggio per i praticanti immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo. 3 Art. 3 L. 104/1992.
10 Pagina 10 di 16 CALCOLO DELLA TASSA E TERMINI DI VERSAMENTO SANZIONI La tassa sulle barche è annuale, il versamento deve essere eseguito entro il 31 maggio di ciascun anno e si riferisce al periodo 1 maggio 30 aprile dell anno successivo. È pertanto tenuto al pagamento della tassa entro il 31.5 il soggetto che, alla data del 1 maggio risulta proprietario/titolare di altro diritto reale sull imbarcazione/detentore della stessa sulla base di un contratto di locazione anche finanziaria di durata superiore all anno. In caso di trasferimento di proprietà o di altro diritto reale dell unità da diporto, per calcolare l importo da versare e individuare il soggetto obbligato, bisogna fare riferimento alla data in cui si realizza l effetto traslativo. Qualora il presupposto per l applicazione della tassa si verifichi successivamente al 1 maggio, il versamento è effettuato entro la fine del mese successivo al verificarsi del presupposto stesso. In questo caso la tassa deve essere pagata rapportando l importo annuo al periodo intercorrente tra il momento in cui si verifica il presupposto impositivo, fino al 30 aprile dell anno successivo. Per i periodi successivi, invece, dovrà essere rispettata la scadenza del 31 maggio. Se l unità da diporto viene ceduta in data successiva al pagamento la tassa versata non può esser restituita, ma il nuovo acquirente non dovrà corrispondere nuovamente la tassa per lo stesso periodo. Per i contratti di locazione, anche finanziaria, per i quali la tassa è dovuta per la durata degli stessi, è previsto che la stessa sia determinata rapportandola a giorni, ed è versata entro il giorno antecedente la data di inizio del periodo di durata del contratto ove questo sia di durata inferiore all anno. L omesso, tardivo o parziale versamento della tassa è soggetto alla sanzione amministrativa tributaria dal 200 al 300% dell importo non versato. Resta la possibilità per il contribuente di beneficiare, ricorrendone le condizioni, dell istituto del ravvedimento operoso. La tassa sulle unità da diporto va versata con il modello F24 versamenti con elementi identificativi, utilizzando i codici tributo: MODALITÀ DI PAGAMENTO 3370 Tassa sulle unità da diporto 8936 Sanzione tassa sulle unità da diporto 1931 Interessi tassa sulle unità da diporto I soggetti che non possono utilizzare il modello F24, possono eseguire il versamento con un bonifico in euro, a favore del Bilancio
11 Pagina 11 di 16 dello Stato al Capo 8 Capitolo 1222, indicando: codice BIC: BITAITRRENT; causale del bonifico: generalità del soggetto tenuto al versamento della tassa annuale, identificativo (sigla di iscrizione) dell unità da diporto, codice tributo e periodo di riferimento; IBAN: IT15Y , pubblicato sul sito internet della Ragioneria Generale dello Stato Ministero dell Economia e delle finanze
12 Pagina 12 di 16 OGGETTO: I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE IN VISTA DELLE DICHIARAZIONI In vista della compilazione del 730 e di Unico, i chiarimenti forniti dall'agenzia delle Entrate con la Circolare 13/e del sulle detrazioni Irpef sono un valido aiuto per i contribuenti. Le tematiche affrontate sono state: detrazione Irpef del 36%-50% sugli interventi di ristrutturazione; detrazione Irpef del 55% sugli interventi di riqualificazione energetica; detrazione Irpef del 19% per la frequenza a corsi di laurea in teologia; detrazione Irpef del 19% sugli interessi passivi dei mutui ipotecari per la costruzione dell'abitazione principale; detrazione Irpef del 19% per la frequenza alle sezioni "primavera". I CHIARIMENTI SULLE DETRAZIONI CON LA CIRCOLARE 13/E DEL DETRAZIONE IRPEF PER INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Si ricorda che il conduttore (inquilino) detentore di un immobile locato può beneficiare della detrazione Irpef relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e che la norma di legge prevede, in caso di decesso, la trasmissione del beneficio all'erede che conserva la detenzione materiale e diretta del bene. L'Agenzia delle Entrate, con la circolare 13/E del , chiarisce che se l'inquilino di un immobile ricevuto in locazione, su cui sono stati eseguiti dietro consenso del proprietario lavori di ristrutturazione, muore, la detrazione delle rate residue per gli interventi di ristrutturazione spetta solo all'erede del conduttore che subentra nella titolarità del contratto di locazione, e che conserva la detenzione materiale e diretta del bene. Possono godere della detrazione per interventi di ristrutturazione edilizia non solo i proprietari degli immobili, ma anche coloro che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l'immobile sul quale sono effettuati gli interventi, come l'inquilino e il comodatario, purché abbiano sostenuto e siano rimaste a loro carico le relative spese. Secondo l'agenzia delle entrate è possibile estendere il beneficio anche al coniuge assegnatario dell'immobile a seguito della sentenza di separazione, anche se non titolare del diritto di proprietà, purché abbia sostenuto e siano rimaste a suo carico le relative spese.
13 Pagina 13 di 16 A seguito dell'aumento della soglia di spesa per la fruizione della detrazione per interventi di ristrutturazione, che è passata da a a decorrere dal (e fino al ), è sorto il dubbio se fosse stato ripristinato l'obbligo di dichiarazione di esecuzione dei lavori 4 che superano l'importo di ,69, ritenuto decaduto a partire dal 2003, quando il limite di spesa per la fruizione della detrazione era sceso da ,53 a (a tal proposito si veda la Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 21/E del a pagina 5). Nella Circolare 13/E del l'agenzia delle Entrate esclude l'obbligatorietà della comunicazione di esecuzione dei lavori anche se per effetto dell'art. 11 co. 1 del D.l. 83/2012 l'importo limite delle spese ammissibili è stato elevato a Se un contribuente sostiene per lo stesso immobile spese per: euro fino al ; euro dal ; ha la possibilità di portare in detrazione al 50% le spese sostenute dal entro il limite di spesa di , non considerando le spese sostenute fino al , in modo da godere della maggiore detrazione (50% in luogo del 36%). Secondo l'agenzia delle Entrate, infatti, tale comportamento sarebbe in linea con l'obiettivo perseguito dalla norma di favorire il settore delle costruzioni edili, attraverso una maggiore richiesta di interventi di ristrutturazione. DETRAZIONE IRPEF PER INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA La detrazione per le spese per gli interventi di riqualificazione energetica è stata prorogata fino al e l Agenzia delle Entrate, nella Circolare 13/E del , ha fornito alcuni chiarimenti sulla documentazione da presentare all'enea in due casi particolari: lavori eseguiti a cavallo del 2012 e del 2013 relativi al medesimo intervento e con spese sostenute in entrambi gli anni. In questa ipotesi la documentazione necessaria ai fini della 4 Che doveva essere sottoscritta da un soggetto iscritto negli albi degli ingegneri, architetti e geometri ovvero da altro soggetto abilitato all'esecuzione dei lavori stessi, art. 1 lett. d) del decreto interministeriale n. 41 del 1998.
14 Pagina 14 di 16 detrazione deve essere trasmessa all ENEA entro 90 giorni dalla data di fine lavori, che non necessariamente deve cadere entro il Infatti, tale termine fa riferimento alle spese sostenute entro il 30.6, e non ai lavori conclusi entro detta data; lavori conclusi nel 2012 con parte delle spese sostenute anche nel In tal caso la scheda informativa deve essere trasmessa all ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori. In questa ipotesi però i lavori terminano nel 2012 (quindi al massimo il ), pertanto il termine ultimo per l'invio della richiesta è il (90 giorni dopo), e comprenderà tutte le spese fino a quel momento sostenute. In caso di ulteriori spese relative allo stesso intervento, sostenute successivamente all'invio della scheda informativa, il contribuente potrà integrarla entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale la spesa può essere portata in detrazione (ad esempio se l'ulteriore spesa è effettuata nel 2013 la rettifica della scheda informativa dovrà essere inviata entro settembre 2014). Nella Circolare 13/E del l'agenzia delle Entrate chiarisce che in virtù del ruolo svolto dall'enea, (a seguito dell'invio della documentazione relativa agli interventi ammessi alla detrazione del 55%): verifica della sussistenza dei requisiti di carattere tecnico ai fini del risparmio energetico, monitoraggio e comunicazione dei risultati; alla comunicazione di fine lavori è applicabile l'istituto della c.d. remissione in bonis. Di conseguenza, il contribuente che non ha inviato la documentazione all ENEA nel termine dei 90 giorni, può usufruire della regolarizzazione purché: la violazione non sia stata constatata né siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche; il contribuente abbia i requisiti sostanziali ; la trasmissione tardiva avvenga entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile intesa come la prima dichiarazione dei redditi il cui termine di presentazione scade successivamente al
15 Pagina 15 di 16 termine previsto per effettuare la comunicazione ovvero eseguire l adempimento stesso ; versi contestualmente la sanzione pari a 258 tramite il mod. F24 (codice tributo 8114 ), senza possibilità di compensazione. SPESE FREQUENZA CORSI DI LAUREA IN TEOLOGIA Le comunicazioni inviate all ENEA ed erroneamente annullate dal soggetto abilitato o direttamente dal beneficiario, secondo l'agenzia delle Entrate non possono ritenersi valide. Tuttavia: è possibile ripetere l invio della comunicazione all ENEA entro 90 giorni dalla data di conclusione dei lavori; nelle ipotesi di eventuale nuovo invio tardivo (cioè oltre i 90 giorni) è possibile usufruire della remissione in bonis. Se, invece, le comunicazioni sono state correttamente compilate ma non inviate all ENEA da parte del soggetto abilitato o del beneficiario, l Agenzia ha chiarito che la detrazione è considerata valida solo se il mancato invio sia imputabile all ENEA (ad esempio, avaria del sistema informatico). In tutte le altre ipotesi è applicabile l ordinaria disciplina (ossia possibilità di invio della comunicazione entro il termine di 90 giorni ovvero oltre tale termine con regolarizzazione mediante la c.d. remissione in bonis ). Le spese per la frequenza di corsi universitari sono detraibili al 19%, in base all'art. 15 comma 1 lett. e) del TUIR, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituti statali. Il corso di laurea in teologia non è tenuto da un istituto pubblico, ma esclusivamente presso le Università Pontificie che rilasciano titoli accademici in Teologia. I titoli pontifici di Licenza in Teologia sono riconosciuti dallo Stato italiano come Diploma Universitario e come Diploma di Laurea dell'ordinamento Universitario italiano. Lo Stato, inoltre, considera tali titoli rilasciati dalle Università Pontificie parificati a quelli rilasciate da università straniere riconosciute. Poiché le spese sostenute per la frequenza ai corsi di laurea presso università straniere sono detraibili in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi versati per analoghe
16 Pagina 16 di 16 prestazioni rese da istituti statali italiani, nella Circolare 13/E del l'agenzia conclude che le spese sostenute per la frequenza a corsi di laurea in teologia sono detraibili nella misura stabilita per corsi di laurea a indirizzo umanistico tenuti presso l'università statale italiana più vicina al domicilio fiscale del contribuente e che, per materie trattate e piano formativo, presenti maggiori analogie con il corso di laurea in teologia. INTERESSI PASSIVI MUTUO COSTRUZIONE ABITAZIONE PRINCIPALE SPESE FREQUENZA "SEZIONI PRIMAVERA" In caso di stipula di un mutuo per la costruzione dell'abitazione principale, in cui sia il contratto di mutuo che quello di acquisto dell'immobile sono cointestati al 50%, se le fatture di spesa sono intestate ad uno solo dei coniugi l'altro può portare in detrazione gli interessi passivi per la sua quota del 50% se nelle fatture giustificative viene indicato che le spese per la costruzione sono state sostenute al 50% da ciascun coniuge. Si ricorda, infatti, che l'art. 15 comma 1-ter del TUIR, consente di detrarre un importo pari al 19% dell'ammontare complessivo non superiore a 2.582,28 degli interessi passivi e relativi oneri accessori per mutui garantiti da ipoteca, contratti per la costruzione dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale. La detrazione spetta al futuro possessore dell'immobile nei limiti della quota di intestazione del mutuo,e in relazione agli interessi e oneri accessori relativi alla parte di mutuo effettivamente utilizzato per il sostenimento delle spese relative alla costruzione dell'immobile. È possibile detrarre il 19% delle spese documentate sostenute dai genitori per il pagamento delle rette di frequenza di asili nido, sia pubblici che privati, per un importo non superiore complessivamente a 632 Euro annui per figlio. Costituiscono asili nido: "le strutture dirette a garantire la formazione e la socializzazione delle bambine e dei bambini di età compresa tra i tre mesi ed i tre anni e a sostenere le famiglie e i genitori"- Circolare 6/E del 2006 par Secondo l'agenzia delle entrate (Circolare 13/E del ) rientrano tra le spese detraibili anche quelle sostenute per la frequenza delle c.d. "sezioni primavera", un'offerta di servizio educativo per bambini di età compresa tra i 24 e 36 mesi, integrativo e aggregato alle attuali strutture della scuola d'infanzia e degli asili nido.