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Timestamp: 2018-02-20 02:11:35+00:00
Document Index: 35761082

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art 1', 'art. 3', 'art. 109', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 3', 'art. 34']

IL CREDITO IMPOSTA PER ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO* - PDF
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1 IL CREDITO IMPOSTA PER ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO* PRECISAZIONI SU UN OPPORTUNITA DEL MERCATO ATTUALE DELLE AGEVOLAZIONI Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.174 del 29 luglio u.s. del D.M. 27 maggio 2015 recante [ ] le disposizioni applicative necessarie per poter dare attuazione al credito di imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo [ ], nonché le modalità di verifica e controllo dell'effettività delle spese sostenute a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, le cause di decadenza e revoca del beneficio, le modalità di restituzione del credito d'imposta indebitamente fruito (art. 1), si è completato il quadro normativo di riferimento dell incentivo introdotto, per il quinquennio , dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), attraverso l integrale riformulazione, per opera del comma 35 dell art 1 di detta legge, dell art. 3 del D.L. 23 dicembre 2013, n Il testo del decreto si compone di 10 articoli. Gli investimenti ammessi al credito di imposta sono quelli in attività di ricerca di base, ricerca applicata e sviluppo, così come definite, dal comma 3 della norma agevolativa. Con riferimento all ambito soggettivo sono ammesse tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato, le quali effettuino investimenti in attività di ricerca e sviluppo a decorrere dal periodo d imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre Possono avere accesso anche le imprese neo-costituite. Con riferimento alle spese di R&S in generale, il decreto precisa, innanzitutto l applicabilità del criterio di competenza temporale, ai sensi dell art. 109, TUIR; criterio di imputazione temporale che ovviamente varrà anche per l individuazione della media storica di riferimento. Inoltre, si esplicita, con riferimento a tutte le categorie di spese, la necessaria connessione diretta con lo svolgimento di una attività di ricerca e sviluppo.
2 Le spese ammesse sono: a) personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo; b) quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l'attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a euro al netto di iva; c) costi della ricerca svolta in collaborazione con le università, organismi di ricerca e con altre imprese; d) competenze tecniche e privative industriali; e) per le imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di un collegio sindacale sono ammissibili, entro il limite massimo di euro 5.000,00, le spese per l attività di certificazione contabile. Entrando nel merito delle singole categorie di spesa, è necessario fare delle precisazioni su alcune tipologie di spesa: a) con riferimento ai costi di personale, rientrano tra i costi eleggibili sia quelli relativi al personale dipendente dell impresa (con esclusione del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali), sia quelli relativi a collaboratori dell impresa, compresi gli esercenti arti e professioni, a condizione che svolgano la propria attività presso le strutture della medesima impresa. Il costo da prendere in considerazione è quello effettivamente sostenuto dall impresa per i lavoratori dipendenti o in rapporto di collaborazione, intendendo come tale l importo costituito dalla retribuzione lorda prima delle imposte e dai contributi obbligatori, quali gli oneri previdenziali e i contributi assistenziali obbligatori per legge, in rapporto all effettivo impiego dei medesimi lavoratori nelle attività di ricerca e sviluppo; b) per ciò che attiene alle spese per strumenti e attrezzature di laboratorio, il decreto chiarisce che i beni devono essere acquisiti dall impresa, a titolo di proprietà o di utilizzo. Nel caso di acquisizione degli stessi mediante locazione finanziaria, alla determinazione dei costi ammissibili concorrono le quote capitali dei canoni, nella misura corrispondente all importo deducibile ai sensi dell articolo 102, comma 7, TUIR, in rapporto all effettivo impiego per le attività di ricerca e sviluppo. Per i beni acquisiti mediante locazione non finanziaria, il valore al quale applicare i coefficienti di cui al decreto del Ministro delle Finanze 31 dicembre 1988 è rappresentato dal costo storico del bene,
3 come risultante dal relativo contratto di locazione, ovvero da una specifica dichiarazione del locatore; c) con riguardo alla ricerca c.d. extra-muros, sono escluse le spese relative a commesse affidate a società che direttamente o indirettamente controllano l impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l impresa. Con riferimento alla ricerca extra-muros, i contratti di ricerca devono essere stipulati con imprese residenti o localizzate in Stati membri UE, in Stati aderenti all accordo sullo Spazio Economico Europeo, ovvero in Paesi e territori che consentono un adeguato scambio di informazioni (la precisazione vale solo per le imprese; pertanto per università ed enti di ricerca non dovrebbero sussistere limitazioni di tal genere). Con riferimento all agevolazione concedibile la soglia dei ,00 euro deve intendersi riferita alla spesa complessiva e non alla spesa incrementale. Passando alle modalità concrete di calcolo, alla luce dei provvedimenti in commento, è possibile schematizzare la procedura come segue: in primo luogo, occorre verificare la sussistenza delle due condizioni di accesso al beneficio: (i) spesa complessiva per investimenti in R&S pari almeno a ,00 euro; (ii) incremento rispetto alla media di riferimento. Accertata la sussistenza di entrambe le condizioni, occorre, poi, determinare la spesa incrementale agevolabile separatamente per ciascuna tipologia di spese, confrontando l ammontare dei costi di cui alle lettere a) e c) ovvero di cui alle lettere b) e d) del comma 1 dell articolo 4 del decreto, sostenuti nel periodo d imposta per il quale si intende fruire dell agevolazione con la media annuale riferita ai rispettivi medesimi costi sostenuti nei tre periodi d imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015 ovvero nel minor periodo dalla data di costituzione. Qualora entrambe le tipologie di spese dovessero evidenziare un incremento, il credito d imposta spettante sarà determinato applicando a ciascun incremento l aliquota del credito d imposta prevista (50% per spese a) e c), 25% per spese b) e d)) per il relativo gruppo di spese; qualora, invece, l incremento dovesse riguardare soltanto una delle due tipologie di spese, il credito d imposta dovrà essere calcolato applicando l aliquota, prevista per il gruppo di spese che ha evidenziato l incremento, sull ammontare della spesa incrementale complessiva (intesa come somma algebrica di incrementi e decrementi).
4 Per quanto riguarda la fruizione nell ipotesi di compensazione, il decreto chiarisce che la stessa è possibile a decorrere dal periodo d imposta successivo a quello in cui i costi ammissibili sono stati sostenuti, in quanto è solo da quel momento che sono noti tutti gli elementi per la determinazione del calcolo della spesa incrementale ed è, quindi, verificabile la spettanza e l entità del credito d imposta. Al credito di imposta, non si applica la preclusione di cui all'articolo 31 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, che prevede un divieto di compensazione ai sensi dell articolo 17, comma 1, del citato decreto legislativo n. 241/1997 dei crediti relativi alle imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo per imposte erariali ed accessori di ammontare superiore a euro. In tema dei controlli in ordine alla corretta fruizione del credito e al connesso aspetto relativo alla documentazione da conservare. La documentazione che le imprese sono tenute a conservare al fine di dimostrate la ammissibilità e l effettività dei costi in base ai quali è stato determinato il credito di imposta è la seguente: a) per quanto riguarda i costi del personale dei fogli di presenza nominativi riportanti per ciascun giorno le ore impiegate nell attività di ricerca e sviluppo, firmati dal legale rappresentante dell impresa beneficiaria, ovvero dal responsabile dell attività di ricerca e sviluppo; b) per quanto riguarda gli strumenti e le attrezzature di laboratorio della dichiarazione del legale rappresentante dell impresa, ovvero del responsabile dell attività di ricerca e sviluppo, relativa alla misura e al periodo in cui gli stessi sono stati utilizzati per l attività di ricerca e sviluppo; c) per quanto concerne i contratti di ricerca extra-muros stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese, comprese le start-up innovative, dei contratti e di una relazione sottoscritta da detti soggetti concernente le attività svolte nel periodo d imposta cui il costo sostenuto si riferisce. Il credito imposta è cumulabile con l agevolazione prevista dall art. 24, D.L. n. 83/2012 (credito di imposta per le nuove assunzioni di profili altamente qualificati). Si ricorda che la norma agevolativa, al comma 13, ha disposto la cessazione, con decorrenza dal 1 gennaio 2015, della precedente agevolazione per il personale altamente qualificato di cui al citato art. 24, D.L. n.83/2012.
5 I costi sostenuti dalle imprese nel 2015, in relazione ad assunzioni avvenute nel 2014 potranno, pertanto, rilevare sia ai fini del credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo di cui all art. 3, D.L. n. 145/2013, sia ai fini dell agevolazione di cui all art. 34, D.L. n- 83/2012. IL NOSTRO PARERE VANTAGGI Possibilità di finanziare spese che normalmente non sono oggetto di finanziamento da altre agevolazioni (spese di ricerca) Possibilità di inserire a finanziamento spese con logica retroattiva (2015), quindi già sostenute CRITICITA Si ravvede una criticità potenziale nel fatto che, nonostante svolgano attività di ricerca e sviluppo, non tutte le aziende hanno al loro interno personale qualificato allo svolgimento di queste mansioni. *a cura di Flaviano Zammarchi, Ufficio studi SAEF Academy