Source: https://www.sportellodeidiritti.org/news/item/le-indennita-in-favore-dei-lavoratori-a-causa-dell-emergenza-covid-19?category_id=25
Timestamp: 2020-07-05 09:52:42+00:00
Document Index: 121832167

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'art. 96', 'art. 54', 'art. 75', 'art. 31', 'art. 34', 'art. 78', 'art. 75', 'art. 31', 'art. 84', 'art. 78', 'art. 85', 'art. 98', 'art. 25', 'art. 86', 'art. 84', 'art. 30', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 28', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 38', 'art. 84', 'art. 44', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 27', 'art. 44', 'art. 84', 'art. 82', 'art. 25', 'art. 322', 'art. 28', 'art. 75', 'art. 31', 'art. 34', 'art. 78', 'art. 75', 'art. 31', 'art. 84', 'art. 38', 'art. 86', 'art. 86', 'art. 86', 'art.25', 'art. 38', 'art. 86', 'art. 86', 'art.25']

Sportello dei diritti - dalla parte dei cittadini - LE INDENNITA’ IN FAVORE DEI LAVORATORI A CAUSA DELL’EMERGENZA COVID- 19
1. LE INDENNITA’ PREVISTE DAL DECRETO CURA ITALIA (D.L. 18/2020)
· dagli articoli 27, 28, 29, 30 e 38, per lavoratori iscritti ad INPS (il decreto Cura Italia, con i citati articoli, ha introdotto, per il mese di marzo 2020, cinque indennità, c.d. “Indennità COVID-19”, in favore di categorie di lavoratori meglio specificate nel successivo paragrafo 2.1);
· dall’art. 44 per i professionisti e lavoratori autonomi iscritti alle Casse private di previdenza obbligatoria;
· dall’art. 96 per i lavoratori sportivi.
Il bonus per gli iscritti al fondo gestione INPS (artt. 27, 28, 29, 30 e 38 D.L. Cura Italia), consiste in un’indennità di sostegno al reddito, previa domanda, erogata dall'INPS, dell’importo di 600 euro per il mese di marzo 2020 che non concorre a formare il reddito imponibile.
· Indennità liberi professionisti e collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla gestione separata INPS (Art.27 del D.L. 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27).
· Indennità lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell'Assicurazione generale obbligatoria (AGO) (Art. 28 del D.L. 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27)
· Indennità lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali (Art. 29 del D.L. 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27)
· Indennità lavoratori agricoli (Art. 30 del D.L. 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27)
- agli operai agricoli a tempo determinato;
- alle figure equiparate di cui all’articolo 8 della legge 12 marzo 1968, n. 334 (piccoli coloni e compartecipanti familiari).
· Indennità lavoratori dello spettacolo (Art. 38 del D.L. 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27)
Tanto chiarito, la Circolare INPS n. 49/2020 dedica un paragrafo specifico alle incumulabilità e incompatibilità tra le indennità disposte dal D.L. 18/2020 e le altre prestazioni professionali, precisando che dette indennità non sono cumulabili e non possono essere riconosciute ai percettori di Reddito di cittadinanza e che sono incompatibili con le pensioni dirette a carico dell’Ago e delle forme esclusive, sostitutive ed esonerative della stessa, nonchè con l’Ape sociale e l’assegno ordinario di invalidità. Di converso, l’indennità è compatibile con l’indennità Dis-Coll per i liberi professionisti e co.co.co. e con la Naspi per gli stagionali del turismo e degli stabilimenti balneari. Tutte le indennità sono compatibili e cumulabili, invece, con le erogazioni monetarie derivanti da borse lavoro, stage e tirocini professionali, nonché i premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale, con i premi ed i compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica, nonché con le prestazioni di lavoro occasionale – di cui all'art. 54 bis del decreto-legge n. 50 del 2017, convertito con modificazioni dalla Legge n. 96 del 2017 - nei limiti di compensi d’importo non superiore a 5.000 euro per anno civile. Si evidenzia, inoltre, che il decreto Rilancio, con l’art. 75 ha aggiunto all’art. 31 del Decreto cura Italia, convertito con modificazioni dalla L. 27/2020, il comma 1-bis, disponendo che << (…) 1-bis Le indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30, 38 e 44 sono cumulabili con l'assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.>>. Il nuovo comma, con decorrenza dal 19.05.2020, dunque, ha chiarito che l’indennità Covid-19 è cumulabile con l’assegno ordinario di invalidità, mentre rimane confermata l’incumulabilità con la pensione di invalidità.
- ai lavoratori stagionali dipendenti non impiegati nel settore turistico o termale, che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che hanno lavorato per almeno 30 giorni in tale arco di tempo;
- ai lavoratori intermittenti che hanno lavorato almeno 30 giorni tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 (sono compresi sia i contratti a tempo determinato che indeterminato, con o senza indennità di disponibilità);
- ai venditori a domicilio con partita Iva, (articolo 19 del Dlgs 114/1998) il cui reddito 2019 derivante da questa attività sia stato superiore a 5mila euro e iscritti alla gestione separata Inps in via esclusiva al 23 febbraio 2020;
- ai lavoratori autonomi senza partita Iva e iscritti in via esclusiva alla gestione separata INPS al 23 febbraio 2020 che, tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 abbiano avuto contratti di collaborazione autonoma occasionale (articolo 2222 del Codice civile) con accredito di almeno un contributo previdenziale mensile, ma senza contratto al 23 febbraio scorso.
b) ai lavoratori che, sempre nell'anno di imposta 2018, abbiano percepito un reddito complessivo compreso tra 35mila e 50mila euro e abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività autonoma o libero-professionale di almeno il 33% nel primo trimestre 2020, rispetto allo stesso reddito del primo trimestre 2019, sempre a causa del Coronavirus.
L’art. 34 del decreto Liquidità (D.L. 8 aprile 2020, n. 23) ha, altresì, introdotto l’ulteriore requisito essenziale dell’iscrizione alle rispettive casse privatizzate «in via esclusiva» da parte dei professionisti. Il citato articolo, in vigore dal 9 aprile 2020 al 18 maggio 2020, è stato però abrogato dall'art. 78, comma 3, del decreto Rilancio, con decorrenza dal 19 maggio 2020.
Peraltro, come chiarito dalle Faq pubblicate il 21 aprile 2020 sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l'indennità è riconosciuta anche in favore di quei lavoratori autonomi e professionisti iscritti agli enti previdenziali di appartenenza durante l'anno 2019 o nei primi mesi del 2020. A riguardo, chiarisce il Ministero, che <<il parametro reddituale in base al quale verificare la sussistenza del diritto alla richiamata indennità è rappresentato, dunque, dal "reddito complessivo" percepito per l'anno di imposta 2018; tale reddito può non coincidere, pertanto, con il solo reddito derivante dall'esercizio della professione.>>. Conseguentemente, l'indennità può essere riconosciuta anche in favore di quei lavoratori autonomi e professionisti che, in quanto iscritti agli enti previdenziali di appartenenza durante l'anno 2019 o nei primi mesi del 2020, non possano vantare per l'anno di imposta 2018 un reddito derivante dall'esercizio della professione, ciò a condizione che gli stessi abbiano percepito, in quello stesso anno, un reddito complessivo non superiore a 35.000 euro, ovvero compreso tra i 35.000 e i 50.000 euro (in presenza, chiaramente, degli altri requisiti prescritti dalla legge).
Tanto chiarito, si precisa che l’indennità, così come previsto per le altre misure economiche in favore dei lavoratori, non è cumulabile con i benefici di cui agli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e 96 né con il reddito di cittadinanza di cui al D.L. 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni, dalla Legge 28 marzo 2019, n. 26. Inoltre, il decreto Rilancio, con l’art. 75, ha aggiunto il comma 1-bis all’art. 31 del decreto Cura Italia, convertito con modificazioni dalla L. 27/2020, disponendo che << (…) 1-bis Le indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30, 38 e 44 sono cumulabili con l'assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.>>. Il nuovo comma, con decorrenza dal 19.05.2020, dunque, ha chiarito che l’indennità Covid-19 in questione è cumulabile con l’assegno.
2. LE INDENNITA’ DEL DECRETO RILANCIO (D.L. 34/2020)
Il Decreto-legge n. 34 del 19 maggio 2020 (c.d. Decreto Rilancio) - pubblicato in GU Serie Generale n.128 del 19-05-2020 e recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonche' di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”- rafforza e proroga molti interventi già previsti dai decreti “Cura Italia” e “Liquidità”, adottando una serie di misure straordinarie e urgenti in materia sanitaria, di sostegno alle imprese, al lavoro e all'economia, in materia di politiche sociali nonchè misure finanziarie, fiscali e di sostegno a diversi settori in connessione all'emergenza epidemiologica da Covid-19.
- dall’art. 84, per lavoratori iscritti ad INPS;
- dall’art. 78, per i professionisti e lavoratori autonomi iscritti alle Casse private di previdenza obbligatoria;
- dall’art. 85 per i lavoratori domestici;
- dall’art. 98 per i lavoratori sportivi;
- dall’art. 25, per soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA (trattasi di contributo a fondo perduto).
Si precisa fin da subito che l’art. 86 del decreto Rilancio, rubricato “Divieto di cumulo tra indennità” dispone che le indennità di cui agli articoli 84, 85, 78 e 98 dello stesso decreto non sono tra loro cumulabili e non sono cumulabili con l'indennità di cui all'articolo 44 del Decreto Cura Italia (D.L 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27). Tuttavia, il citato articolo precisa che dette indennità sono cumulabili con l'assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222. Ne discende, dunque, che le indennità Covid-19 sono cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità, mentre rimane confermata l’incumulabilità con la pensione di invalidità.
L’art. 84 del decreto Rilancio ha riconfermato il bonus per i mesi di aprile e maggio erogati dall'INPS, per quei soggetti già beneficiari per il mese di marzo dell’indennità di cui agli artt. 27, 28, 29, 30 e 38 del D.L. 18/2020, convertito con modificazione dalla legge 24 aprile 2020, n. 27.
- in riferimento al mese di aprile, è stata prevista un’automatica erogazione dell’indennità di 600 euro per tutti i soggetti già beneficiari nel mese di marzo (in base alle condizioni di cui al paragrafo 2.1 del presente articolo). In riferimento ai soggetti già beneficiari per il mese di marzo dell’indennità di cui all’art. 30 D.L. 18/2020, convertito con modificazione dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 (Indennità lavoratori agricoli), si evidenzia che l’art. 84, co. 7, del decreto Rilancio ha limitato l’erogazione dell’indennità a beneficio di detti lavoratori solo per il mese di aprile (con esclusione dunque del mese maggio) e per il minore importo di 500 euro (a fronte dei 600 euro erogati per il mese di marzo).
- in riferimento al mese di maggio, l’indennità diviene più cospicua ma a condizioni più stringenti. A riguardo si osserva che:
v per i liberi professionisti iscritti alla gestione separata INPS (non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie), l’indennità per il mese di maggio aumenta a 1.000 euro per chi abbia subito una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020 rispetto a quello del secondo bimestre 2019 (cfr. art. 84, co. 2, D.L. 34/2020):
v per i lavoratori titolari di rapporti di co.co.co. iscritti alla gestione separata INPS che abbiano cessato il rapporto di lavoro al 19 maggio 2020 (non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie) è riconosciuta una indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1.000 euro (cfr. art. 84, co. 3, D.L. 34/2020);
v sono, invece, esclusi dall’indennità per il mese di maggio i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell'Assicurazione generale obbligatoria (AGO) di cui all’art. 28 del decreto Cura Italia, individuati quale categoria beneficiaria dell’indennità per il mese di marzo e aprile, ma non anche per l’indennità di maggio (cfr. art. 84, co. 4, D.L. 34/2020 che dispone la riconferma dell’indennità pari a 600 euro solo per il mese di aprile 2020);
v per i lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 (non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data del 19 maggio 2020) l’indennità per il mese di maggio aumenta a 1.000 euro. La medesima indennità è riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione (cfr. art. 84, co. 6, D.L. 34/2020);
v per i lavoratori dello spettacolo (che non siano titolari di rapporto di lavoro dipendente o titolari di pensione al 19 maggio 2020) permangono i requisiti richiesti dall’art. 38 Decreto Cura Italia e dunque che si tratti di lavoratori iscritti al FSPL con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 cui deriva un reddito non superiore ai 50.000 euro. Non viene modificato l’importo dell’indennità che rimane a 600 euro anche per il mese di maggio. Viene tuttavia ampliata la categoria di soggetti beneficiari dell’indennità, rientrandovi altresì i lavoratori iscritti al FPLS con almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019, cui deriva un reddito non superiore ai 35.000 euro (cfr. art. 84, co. 10 e 11, D.L. 34/2020).
a) lavoratori dipendenti stagionali non impiegati nel settore turistico o termale, che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che hanno lavorato per almeno 30 giorni in tale arco di tempo;
b) lavoratori intermittenti che hanno lavorato almeno 30 giorni tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 (sono compresi sia i contratti a tempo determinato che indeterminato, con o senza indennità di disponibilità);
c) lavoratori autonomi, privi di partita Iva, iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps alla data del 23 febbraio 2020 che, tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 abbiano avuto contratti di collaborazione autonoma occasionale (articolo 2222 del Codice civile) con accredito di almeno un contributo previdenziale mensile, ma senza contratto in essere alla data 23 febbraio.
d) venditori a domicilio, con partita Iva (articolo 19 del Dlgs 114/1998), iscritti alla gestione separata Inps in via esclusiva al 23 febbraio 2020, il cui reddito 2019 derivante da questa attività sia stato superiore a 5.000 euro.
E’ competenza dell’INPS il monitoraggio del rispetto del limite di spesa i cui risultati devono essere comunicati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze. Qualora dal predetto monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di spesa, non saranno adottati altri provvedimenti concessori.
3.2. FONDO PER IL REDDITO DI ULTIMA ISTANZA (art. 44 decreto Cura Italia - convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 - e art. 78 Decreto Rilancio)
Il decreto Rilancio 2020, con l'art. 78 ha modificato l'articolo 44 del Decreto Cura Italia recante l'istituzione del Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19. Si tratta dell’indennità per liberi professionisti e lavoratori autonomi iscritti alle casse private di previdenza obbligatoria. Il citato articolo ha riconfermato l’indennità di 600 euro per i mesi di aprile e maggio erogati dalle casse private di previdenza obbligatoria. Tuttavia, l’articolo in commento definisce nuove condizioni di accesso per il riconoscimento dell'indennità. In particolare, l’art. 78 del decreto Rilancio:
- al comma 3 abroga l’articolo 34 del D.L. 23/2020 (decreto Liquidità) in base al quale l’indennità poteva essere corrisposta solo ai non pensionati e agli iscritti in via esclusiva a una Cassa (rispetto al bonus di marzo, dunque, è stata eliminata l’obbligatorietà dell’iscrizione esclusiva alla sola Cassa di previdenza alla quale si fa domanda);
- ma al comma 2 mantiene l’incompatibilità con la pensione (eccetto i trattamenti di invalidità) e introduce l’incompatibilità relativa ai contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Ne discende che, ai fini del riconoscimento dell’indennità, i soggetti titolari della prestazione, alla data di presentazione della domanda, non devono essere in alcuna delle seguenti condizioni:
a. titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
b. titolari di pensione.
· a chi abbia già usufruito delle indennità di cui agli art. 27, 28, 29, 30 e 38 decreto Cura Italia, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27;
· a chi abbia usufruito di una delle indennità previste dall’art. 44 (Fondo per il reddito di ultima istanza) decreto Cura Italia, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27;
· a chi abbia usufruito all’indennità di cui all’art. 84 del decreto Rilancio (che dispone nuove indennità per lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica COVID – 19);
· ai percettori del Reddito di Emergenza “Rem” di cui all’art. 82 del Decreto Rilancio, nel caso in cui l’ammontare del beneficio in godimento risulti pari o superiore all’indennità in questione da erogare;
· ai percettori del reddito di cittadinanza nel caso in cui l’ammontare del beneficio in godimento risulti pari o superiore all’indennità in questione da erogare. Se il lavoratore appartiene ad un nucleo familiare già percettore di reddito di cittadinanza, il cui ammontare del beneficio in godimento risulti inferiore rispetto all’indennità, invece del versamento dell’indennità si procederà ad integrare il beneficio del reddito di cittadinanza fino all’ammontare della stessa indennità dovuta in ciascuna mensilità.
· 20% per i soggetti con ricavi o compensi 2019 non superiori a 400.000 euro;
· 15% per i soggetti con ricavi o compensi 2019 superiori a 400.000euro e fino a un 1 milione di euro;
· 10% per i soggetti con ricavi o compensi 2019 superiori a un 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.
- ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell'istanza;
- agli enti pubblici di cui all'articolo 74 del TUIR;
- agli intermediari finanziari e società di partecipazione (soggetti di cui all'articolo 162-bis del TUIR);
- ai contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 e 38 del D.L. 18/2020 (decreto Cura Italia, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27)
- ai lavoratori dipendenti e ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai D.Lgs. 509/1944 e 103/1966.
Tanto chiarito, al fine di ottenere il contributo a fondo perduto, i soggetti interessati devono presentare, esclusivamente in via telematica, un’istanza all'Agenzia delle Entrate con l'indicazione della sussistenza dei requisiti definiti dall’art. 25 cit.. Tale istanza deve essere inviata entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica per la presentazione della stessa, come sarà definita con il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate che provvederà anche a chiarire ogni altro elemento necessario all’attuazione delle disposizioni dell’articolo 25 in commento. L'istanza deve contenere l'autocertificazione di regolarità antimafia da sottoporre alla verifica di cui all'articolo 85 del D.lgs n. 159/2011 e qualora dai riscontri dovesse emergere la sussistenza di cause ostative, colui che ha rilasciato l'autocertificazione di regolarità antimafia sarà punito con la reclusione da due a sei anni e, in caso di avvenuta erogazione del contributo, si applicherà l'art. 322-ter del codice penale (confisca).
L’articolo 25, comma 12, del D.L. 34/2020 precisa che, qualora l’Agenzia delle Entrate verifichi che il contributo sia in tutto o in parte non spettante, anche a seguito del mancato superamento della verifica antimafia, la stessa recupererà il contributo ottenuto con applicazione delle sanzioni dal 100% al 200% (previste dall’articolo 13, comma 5, del Dlgs 471/1997), a cui si aggiungeranno gli interessi. Sono, altresì, applicabili i rilievi penali ai sensi dell’articolo 27, co. 16, del DL n.185/2008 e dell’art. 28 del DL n. 78/2010 nonché, nei casi di percezione del contributo in tutto o in parte non spettante, si applicherà l'articolo 316-ter del codice penale, rubricato “Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”.
3. TABELLE DI RIEPILOGO DELLE INDENNITA’ IN FAVORE DEI LAVORATORI
- ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa con rapporto attivo alla data del 23 febbraio 2020, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata Inps con il versamento dell’aliquota contributiva in misura pari, per l’anno 2020, al 34,23%, non titolari di trattamento pensionistico diretto.
Ø Indennità lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell'Assicurazione generale obbligatoria (Art. 28 del D.L. 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27)
- stagionali dipendenti non impiegati nel settore turistico o termale, che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che hanno lavorato per almeno 30 giorni in tale arco di tempo;
- intermittenti che hanno lavorato almeno 30 giorni tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 (poiché non viene precisato altro, sono compresi sia i contratti a tempo determinato che indeterminato, con o senza indennità di disponibilità);
- venditori a domicilio con partita Iva, (articolo 19 del Dlgs 114/1998) il cui reddito 2019 derivante da questa attività sia stato superiore a 5.000 euro e iscritti alla gestione separata Inps in via esclusiva al 23 febbraio 2020;
- autonomi senza partita Iva e iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps al 23 febbraio 2020 che, tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 abbiano avuto contratti di collaborazione autonoma occasionale (articolo 2222 del Codice civile) con accredito di almeno un contributo previdenziale mensile, ma senza contratto al 23 febbraio scorso.
N.B. Il decreto Rilancio, con l’art. 75 ha aggiunto all’art. 31 del Decreto cura Italia, convertito con modificazioni dalla L. 27/2020, il comma 1-bis, disponendo che << (…) 1-bis Le indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30, 38 e 44 sono cumulabili con l'assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.>>. Il nuovo comma, con decorrenza dal 19.05.2020, dunque, ha chiarito che l’indennità Covid-19 è cumulabile con l’assegno ordinario di invalidità, mentre rimane confermata l’incumulabilità con la pensione di invalidità.
N.B. L’art. 34 del Decreto Liquidità (D.L.23/2020) ha introdotto un requisito essenziale ai fini del riconoscimento dell'indennità di cui all'articolo 44 cit., prevedendo l’iscrizione alle rispettive casse privatizzate «in via esclusiva» da parte dei professionisti, Il citato articolo, in vigore dal 9 aprile 2020 al 18 maggio 2020, è stato abrogato dal dall'art. 78, comma 3, del Decreto Rilancio, con decorrenza dal 19 maggio 2020.
N.B. 1 Il decreto Rilancio, con l’art. 75 ha aggiunto all’art. 31 del decreto Cura Italia, convertito con modificazioni dalla L. 27/2020, il comma 1-bis, disponendo che << (…) 1-bis Le indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30, 38 e 44 sono cumulabili con l'assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.>>. Il nuovo comma, con decorrenza dal 19 maggio 2020, dunque, ha chiarito che l’indennità Covid-19 è cumulabile con l’assegno ordinario di invalidità, mentre rimane confermata l’incumulabilità con la pensione di invalidità.
Ø Indennità lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell'Assicurazione generale obbligatoria (art. 84, co. 4, D.L. 34/2020)
- lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali (che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo);
- lavoratori intermittenti (che hanno lavorato almeno 30 giorni tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020);
- lavoratori autonomi senza partita Iva e iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps al 23 febbraio 2020 che, tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 abbiano avuto contratti di collaborazione autonoma occasionale (articolo 2222 del Codice civile) con accredito di almeno un contributo previdenziale mensile, ma senza contratto al 23 febbraio scorso;
- venditori a domicilio con partita IVA attiva e iscritti alla Gestione separata, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie (con reddito annuo 2019 superiore ad euro 5.000).
- lavoratori iscritti al FPSL aventi i requisiti di cui all’art. 38 decreto Cura Italia (e cioè con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 cui deriva un reddito non superiore ai 50.000 euro);
- lavoratori iscritti al FPLS con almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019, cui deriva un reddito non superiore ai 35.000 euro (Novità decreto Rilancio).
N.B. L’art. 86 del decreto Rilancio, rubricato “Divieto di cumulo tra indennità” dispone che le indennità di cui agli articoli 84, 85, 78 e 98 dello stesso decreto non sono tra loro cumulabili e non sono cumulabili con l'indennità di cui all'articolo 44 del Decreto Cura Italia (D.L. 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27). Tuttavia, il citato articolo, al comma 2, precisa che dette indennità sono cumulabili con l'assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.
N.B.1 L’art. 86 del decreto Rilancio, rubricato “Divieto di cumulo tra indennità” dispone che le indennità di cui agli articoli 84, 85, 78 e 98 dello stesso decreto non sono tra loro cumulabili e non sono cumulabili con l'indennità di cui all'articolo 44 del decreto Cura Italia (D.L. 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27). Tuttavia, il citato articolo, al comma 2, precisa che dette indennità sono cumulabili con l'assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.
N.B. L’art. 86 del decreto Rilancio, rubricato “Divieto di cumulo tra indennità” dispone che le indennità di cui agli articoli 84, 85, 78 e 98 dello stesso decreto non sono tra loro cumulabili e non sono cumulabili con l'indennità di cui all'articolo 44 del Decreto Cura Italia (D.L 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27). Tuttavia, il citato articolo, al comma 2, precisa che dette indennità sono cumulabili con l'assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.
- che il beneficiante non abbia registrato, nel periodo d’imposta 2019, ricavi o compensi superiori a 5 milioni. I contribuenti che hanno superato tale soglia non hanno, infatti, la possibilità di ottenere nessun contributo a fondo perduto (art.25, co.3, D.L. 34/2020);
- che il beneficiante abbia avuto, nel mese di aprile 2020, una contrazione del fatturato e dei corrispettivi pari ai 2/3 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.
E’ riconosciuta una indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1.000 euro ai liberi professionisti iscritti alla gestione separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito comprovate perdite (riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020 rispetto a quello del secondo bimestre 2019). Il reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell'esercizio dell'attività, comprese le eventuali quote di ammortamento. La procedura per la richiesta del beneficio prevede che l’interessato presenti all'Inps la domanda nella quale autocertifica il possesso dei requisiti richiesti e che l’INPS comunichi i dati all’Agenzia delle Entrate che, a sua volta, effettua i controlli sul reddito e ne da riscontro all’INPS stessa.
- ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali;
- ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore turismo e degli stabilimenti termali;
- lavoratori iscritti al FPSL aventi i requisiti di cui all’art. 38 Decreto Cura Italia e cioè con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 cui deriva un reddito non superiore ai 50.000 euro);
N.B.1 L’art. 86 del decreto Rilancio, rubricato “Divieto di cumulo tra indennità” dispone che le indennità di cui agli articoli 84, 85, 78 e 98 dello stesso decreto non sono tra loro cumulabili e non sono cumulabili con l'indennità di cui all'articolo 44 del Decreto Cura Italia (D.L 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27). Tuttavia, il citato articolo precisa che dette indennità sono cumulabili con l'assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.
N.B. L’art. 86 del decreto Rilancio, rubricato “Divieto di cumulo tra indennità” dispone che le indennità di cui agli articoli 84, 85, 78 e 98 dello stesso decreto non sono tra loro cumulabili e non sono cumulabili con l'indennità di cui all'articolo 44 del Decreto Cura Italia (D.L 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27). Tuttavia, il citato articolo precisa che dette indennità sono cumulabili con l'assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.
- che il beneficiante non abbia registrato, nel periodo d’imposta 2019, ricavi o compensi superiori a 5 milioni. I contribuenti che hanno superato tale soglia non hanno, infatti, la possibilità di ottenere nessun contributo a fondo perduto (art.25, co.3, D.L. 34/2020,);