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Timestamp: 2020-07-14 17:34:26+00:00
Document Index: 64276168

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 47']

Articolo del 29/04/2005 Autore www.laprevidenza.it Altri articoli dell'autore
(Inpdap, Circolare 7 aprile 2005 n° 11)
Benefici previdenziali ai lavoratori esposti all’amianto Decreto interministeriale 27 ottobre 2004. Articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257 come modificato dall’art. 1, comma 1, della legge 4 agosto 1993 n. 271 - Articolo 47 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre 2003, n. 326; Articolo 3, comma, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. Gli allegati relativi alla modulistica possono essere reperiti sul sito ufficiale della gazzetta ufficiale, dell'Inps e dell'Inail.
(Circolare 7 aprile 2005 n° 11)
Decreto interministeriale 27 ottobre 2004.
Articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257 come modificato dall’art. 1, comma 1, della legge 4 agosto 1993 n. 271 - Articolo 47 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre 2003, n. 326; Articolo 3, comma, della legge 24 dicembre 2003, n. 350;
3. Condizioni e determinazione del nuovo beneficio.
4. Nuova procedura di accertamento
5. Applicazione della previgente disciplina
6. Abbandono azione di recupero indebito pensionistico derivante da sentenze
Come è noto l’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, come modificato dall’art. 1, comma 1, della legge 4 agosto 1993 n. 271 disponeva il conferimento di un beneficio di natura previdenziale, consistente nella rivalutazione pari ad 1,5 del servizio lavorativo soggetto ad esposizione all’amianto, utile sia ai fini del diritto che della misura della pensione, a favore dei lavoratori del settore dell’amianto e, comunque, di coloro che avevano espletato attività lavorativa a rischio, qualora superiore ai 10 anni e soggetta ad assicurazione obbligatoria INAIL.
In un secondo tempo, l’articolo 47 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre 2003, n. 326 ha introdotto, a decorrere dal 1° ottobre 2003, nuove disposizioni in materia di benefici previdenziali in favore dei lavoratori di cui all’oggetto, modificando la disciplina dettata dal già citato articolo 13, comma 8, della legge n. 257/1992 e successive modificazioni.
In particolare, il comma 1 prevede che il coefficiente di rivalutazione del servizio sia ridotto da 1,5 a 1,25 e che lo stesso sia applicato ai soli fini della determinazione dell’importo delle prestazioni pensionistiche e non già ai fini della maturazione del diritto di accesso alle medesime.
Inoltre, superando la preclusione prevista dalla previgente normativa, il beneficio consistente nella rivalutazione del periodo di esposizione all’amianto ai fini pensionistici, viene esteso anche ai lavoratori non coperti da assicurazione obbligatoria gestita dall’INAIL e viene fissato un termine di decadenza per la presentazione all’INAIL della domanda di rilascio della certificazione attestante l’esposizione all’amianto (comma 5).
Con il comma 6-bis sono, comunque, fatte salve le previgenti disposizioni nei confronti di coloro che alla data di entrata in vigore del decreto in esame (2 ottobre 2003) avevano maturato il diritto al trattamento pensionistico anche in base ai benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8 della legge n. 257/1992, nonché di coloro che a tale data fruivano di trattamenti di mobilità o che avevano definito la risoluzione del rapporto di lavoro in relazione alla domanda di pensionamento.
Per le specifiche modalità di attuazione dell’articolo 47 in esame, il comma 6 ha demandato al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, l’emanazione di uno specifico decreto.
Successivamente, l’articolo 3, comma 132, della legge 24 dicembre 2003 n. 350 (finanziaria per l’anno 2004) ha ampliato le fattispecie derogatorie rispetto alla novella disciplina dettata dal più volte citato articolo 47.
Nella Gazzetta Ufficiale n. 295 del 17/12/2004 è stato pubblicato il decreto interministeriale 27 ottobre 2004, attuativo dell’articolo 47 del decreto-legge n.269/2003, che interviene nel merito delle sopracitate normative e delinea in modo univoco l’ambito di applicazione delle stesse.
Con la presente Circolare si impartiscono le disposizioni operative per l’esatta applicazione delle disposizioni indicate in oggetto.
L’articolo 1 del decreto interministeriale del 27 ottobre 2004 individua i destinatari dei benefici previdenziali derivanti da esposizione ad amianto alle condizioni e con le modalità previste dal decreto stesso e, contestualmente, specifica le categorie di lavoratori per le quali continuano a trovare applicazione le previgenti disposizioni in materia.
In particolare, il comma 1 dispone che rientrano nella nuova disciplina, alle condizioni e con le modalità più avanti indicate, i lavoratori i quali, alla data del 2 ottobre 2003, sono stati esposti all’amianto per periodi lavorativi non soggetti all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali gestita dall’INAIL.
Il successivo comma 2 stabilisce che la previgente normativa continui a trovare applicazione nei confronti dei lavoratori, esposti all’amianto per periodi lavorativi soggetti all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali gestita dall’INAIL, i quali abbiano maturato, alla data del 2 ottobre 2003, il diritto al conseguimento dei benefici previdenziali di cui al più volte citato articolo 13, comma 8 legge n. 257/1992 e successive modificazioni, in quanto a tale data erano stati esposti all’amianto per un periodo superiore a dieci anni. In tali fattispecie, pertanto, l’intero periodo di esposizione all’amianto è moltiplicato, ai fini sia del diritto che della misura della prestazione pensionistica, per il coefficiente di 1,5 e si seguono le procedure di riconoscimento dell’esposizione all’amianto previste dalla previgente normativa.
3. Condizioni e determinazione del nuovo beneficio
In virtù di quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, del decreto 27 ottobre 2004, per avere diritto ai benefici previdenziali in esame, i lavoratori individuati all’art. 1, comma 1 (non soggetti all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali gestitre dall’INAIL), devono essere stati occupati, alla data del 2 ottobre 2003, per un periodo non inferiore a dieci anni, , in attività lavorative comportanti esposizione all’amianto, in concentrazione media annua non inferiore a 100 fibre/litro come valore medio su otto ore al giorno, e comunque sulla durata oraria giornaliera prevista dai contratti collettivi nazionali di lavoro.
Al riguardo, l’articolo 2, comma 2, individua espressamente le tipologie di attività lavorative comportanti esposizione all’amianto con la precisazione che per periodo di esposizione si intende quello relativo all’effettivo svolgimento di una o più delle seguenti attività:
A seguito dell’accertamento e verifica da parte dell’INAIL della sussistenza e della durata dell’esposizione all’amianto (procedura illustrata nel successivo paragrafo 4),
l’intero periodo di esposizione all’amianto è moltiplicato, unicamente ai fini della determinazione dell’importo della prestazione pensionistica, per il coefficiente di 1,25; detto beneficio, pertanto, non incide ai fini della maturazione del diritto al trattamento pensionistico.
Ancorché i destinatari del decreto in esame siano i lavoratori non soggetti all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattia professionali gestita dall’INAIL, quest’ultimo Istituto è comunque competente ad accertare e certificare la sussistenza e la durata dell’esposizione all’amianto subita dal lavoratore.
I diretti interessati dovranno proporre domanda di accertamento alla sede INAIL di residenza (Allegato n. 1 al D.I 27/10/04), entro 180 giorni dal 17/12/2004 (termine finale 15 giugno 2005), a pena di decadenza dal diritto al beneficio in esame.
Per data di presentazione della domanda si intende la data di arrivo della stessa alla sede INAIL o la data del timbro postale di invio nel caso di raccomandata.
Si precisa, inoltre, che i lavoratori non assicurati INAIL anche qualora abbiano già presentato domanda di certificazione dell’esposizione all’amianto alla data del 2 ottobre 2003 e ancorché abbiano già ricevuto il diniego, devono, in ogni caso, riproporre domanda di accertamento nei termini sopra indicati.
L’avvio del procedimento di accertamento da parte dell’INAIL è subordinato alla presentazione, da parte del lavoratore interessato, della relativa domanda integrata dal curriculum lavorativo rilasciato dal datore di lavoro, predisposto secondo lo schema di cui all’Allegato n. 2 del D.I. 27/10/2004, dal quale risulti essere stato adibito, in modo diretto ed abituale, ad una delle attività lavorative comportanti esposizione all’amianto elencate al precedente paragrafo.
La certificazione della sussistenza e della durata dell’esposizione all’amianto deve essere rilasciata dall’INAIL entro un anno dalla conclusione dell’accertamento tecnico.
Come già indicato al paragrafo 2, nei confronti dei lavoratori che sono stati esposti all’amianto per periodi lavorativi soggetti all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, gestita dall’INAIL, che abbiano già maturato, alla data del 2 ottobre 2003, il diritto al conseguimento dei benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, si continua ad applicare la disciplina previgente alla medesima data.
Nei confronti di tali lavoratori continuano, quindi, a trovare applicazione le procedure di riconoscimento dell’esposizione all’amianto secondo le modalità previste dalla previgente disciplina (cfr. nota di servizio n. 535 del 22 ottobre 1996 e nota n. 10665 del 10 settembre 2003).
In ogni caso per i predetti lavoratori, qualora non abbiano già provveduto, sussiste l’obbligo di presentazione della domanda alla sede INAIL di residenza, entro il termine ultimo di 180 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in esame, a pena di decadenza (termine finale 15 giugno 2005).
Per effetto di quanto disposto dal comma 6-quinques della legge n. 326/2003, in caso di indebito pensionistico, derivante da trattamenti liquidati o riliquidati con l’attribuzione del beneficio de quo, come diretta conseguenza di sentenze provvisoriamente favorevoli agli interessati, poi riformate nei successivi gradi di giudizio in favore dell’Inpdap, non si provvede all’ulteriore recupero degli importi ancora dovuti alla data del 26 novembre 2003 (data di entrata in vigore della legge n.326/2003).
Le Sedi provinciali e territoriali Inpdap, pertanto, si asterranno dal recuperare le predette somme, dando comunicazione ai soggetti interessati circa l’abbandono dell’azione di recupero dell’indebito pensionistico, ancora risultante alla data del 26 novembre 2003.
In tutte le ipotesi fin qui esaminate, il lavoratore dovrà inoltrare la certificazione attestante l’esposizione all’amianto rilasciata dall’INAIL, allegando la relativa documentazione, alla Sede provinciale o territoriale dell’Inpdap competente in base alla sede di servizio dell’iscritto ovvero all’amministrazione statale a tutt’oggi competente a liquidare i trattamenti di quiescenza del proprio personale dipendente;
tale certificazione, in ogni caso, può essere utilizzata dall’iscritto in qualsiasi momento dell’attività lavorativa per richiedere la valorizzazione, ai fini pensionistici, dei benefici in esame.
Qualora l’attività lavorativa cui si riferisce l’esposizione all’amianto riguardi periodi oggetto di ricongiunzione, ai sensi dell’articolo 2, della legge n. 29/1979, il riconoscimento pensionistico del beneficio in esame è subordinato all’obbligo di iscrizione all’INAIL esclusivamente nelle ipotesi in cui l’arco temporale decennale di esposizione all’amianto si riferisca a periodi maturati entro il 2 ottobre 2003, in virtù della previgente normativa.
Per esplicita disposizione normativa (articolo 4, comma 1, del decreto in esame), l’anzianità complessiva utile ai fini pensionistici, conseguita con l’attribuzione dei benefici previdenziali in esame, non può comunque risultare superiore a quaranta anni ovvero al corrispondente limite massimo previsto dai regimi pensionistici di appartenenza, ove inferiore.
Infine, ai sensi del successivo comma 2, a decorrere dal 2 ottobre 2003, entrambi i benefici previdenziali previsti per l’esposizione lavorativa all’amianto, non potranno essere cumulati con altri benefici, sempre di natura previdenziale, che comportino, rispetto ai regimi pensionistici di appartenenza, l’anticipazione dell’accesso al pensionamento ovvero un aumento dell’anzianità contributiva (a titolo esemplificativo, i benefici spettanti ai lavoratori impegnati in attività usuranti, agli addetti al servizio di confine, ai portuali).
In tale ipotesi il lavoratore ha facoltà di optare tra i predetti benefici e quelli di esposizione all’amianto. L’opzione deve essere esercitata all’atto della presentazione della domanda di pensionamento alla Sede Inpdap competente ovvero all’amministrazione statale di appartenenza, qualora questo Istituto non sia ancora subentrato nella liquidazione dei relativi trattamenti di quiescenza.
Peraltro, i predetti benefici previdenziali connessi all’esposizione all’amianto sono cumulabili con quelli conseguenti ad un particolare status del lavoratore (invalido, non vedente, sordomuto), atteso che risulta estranea all’ambito applicativo della normativa in esame la fruizione di eventuali benefici determinati da situazioni individuali di svantaggio fisico.
Tutti gli oneri derivanti dall’applicazione delle sopra citate norme, per esplicita disposizione normativa, sono posti a carico dello Stato.
Il sistema informativo provvederà ad adeguare le funzionalità informatiche in base alle indicazioni della presente circolare, anche con riferimento alla quantificazione, a livello centrale, degli oneri da porre a carico del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Ulteriori precisazioni saranno diramate qualora si rendano necessarie.
Dr.. Luigi Marchione
Decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, coordinato con la legge di
conversione 24 novembre 2003, n. 326, recante: «Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici.». Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono riportate tra i segni (( ... )).
3. Con la stessa decorrenza prevista al comma 1, i benefici di cui al (( comma 1, )) sono concessi esclusivamente ai lavoratori che, per un periodo non inferiore a dieci anni, sono stati esposti all'amianto in concentrazione media annua non inferiore a 100 fibre/litro come valore medio su otto ore al giorno. I predetti limiti non si applicano ai lavoratori per i quali sia stata accertata una malattia professionale a causa dell'esposizione all'amianto, ai sensi del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, (( di cui al punto decreto del Presidente della Repubblica )) 30 giugno 1965, n. 1124.
5. I lavoratori che intendano ottenere il riconoscimento dei benefici di cui (( al comma 1 )), compresi quelli a cui e' stata rilasciata certificazione dall'INAIL prima del 1° ottobre 2003, devono presentare domanda alla sede INAIL di residenza entro 180 giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale di cui al comma 6, a pena di decadenza del diritto agli stessi benefici.
6. Le modalita' di attuazione del presente articolo sono stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
(( 6-bis. Sono comunque fatte salve le previgenti disposizioni per i lavoratori che abbiano gia' maturato, alla data di entrata in vigore del presente decreto, il diritto di trattamento pensionistico anche in base ai benefici previdenziali di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, nonche' coloro che alla data di entrata in vigore del presente decreto, fruiscono dei trattamenti di mobilita', ovvero che abbiano definito la risoluzione del rapporto di lavoro in relazione alla domanda di pensionamento.
6-ter. I soggetti cui sono stati estesi, sulla base del presente articolo, i benefici prevedenziali di cui alla legge 27 marzo 1992, n. 257, come rideterminati sulla base del presente articolo, qualora siano destinatari di benefici prevedenziali che comportino, rispetto ai regimi pensionistici di appartenenza, l'anticipazione dell'accesso al pensionamento, ovvero l'aumento dell'anzianita' contributiva, hanno facolta' di optare tra i predetti benefici e quelli previsti dal presente articolo.
Ai medesimi soggetti non si applicano i benefici di cui al presente articolo, qualora abbiano gia' usufruito dei predetti aumenti o anticipazioni alla data di entrata in vigore del presente decreto.
6-quinques. In caso di indebito pensionistico derivante da sentenze con le quali sia stato riconosciuto agli interessati il beneficio pensionistico previsto dalle legge 27 marzo 1992, n. 257, riformate nei successivi gradi di giudizio in favore dell'ente previdenziale, non si da' luogo al recupero degli importi ancora dovuti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. ))
Legge n. 350 del 24 dicembre 2003 (legge finanziaria 2004)
132. In favore dei lavoratori che abbiano già maturato, alla data del 2 ottobre 2003, il diritto al conseguimento dei benefici previdenziali di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, sono fatte salve le disposizioni previgenti alla medesima data del 2 ottobre 2003. La disposizione di cui al primo periodo si applica anche a coloro che hanno avanzato domanda di riconoscimento all'INAIL o che ottengono sentenze favorevoli per cause avviate entro la stessa data. Restano valide le certificazioni già rilasciate dall'INAIL. All'onere relativo all'applicazione del presente comma e del comma 193, valutato in 25 milioni di euro per l'anno 2004, 97 milioni di euro per l'anno 2005 e 182 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2006, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236. [ omissis ]
Visto l'art. 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, nel testo modificato dall'art. 1, comma 1, della legge 4 agosto 1993, n.271, che prevede, per i lavoratori che siano stati esposti all'amianto per un periodo superiore a dieci anni, che l'intero periodo soggetto all'assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dall'esposizione all'amianto, gestita dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), sia moltiplicato, ai fini delle prestazioni pensionistiche, per il coefficiente di 1,5;
Visto l'art. 47 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, come modificato in sede di conversione dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, recante benefici previdenziali ai lavoratori esposti all'amianto, che modifica la disciplina dettata dalla citata legge n.257 del 1992;