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Timestamp: 2020-02-20 15:52:25+00:00
Document Index: 17512215

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 29', 'art. 32', 'art. 23', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 32', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 29', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 32', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 41', 'art. 23', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 5']

Art. 3 Costruzione e trasformazione di edifici e impianti
Art. 4 Esigenze generali per i provvedimenti
Sezione 2: Catasto dei siti inquinati
Art. 5 Compilazione del catasto
Art. 6 Tenuta del catasto
Art. 6a Coordinamento con i piani direttori e di utilizzazio...
Sezione 3: Necessità della sorveglianza e del risanamento
Art. 7 Indagine preliminare
Art. 8 Valutazione della necessità della sorveglianza e del ...
Art. 9 Protezione delle acque sotterranee
Art. 10 Protezione delle acque superficiali
Art. 11 Protezione contro l’inquinamento atmosferico
Art. 12 Protezione contro il deterioramento del suolo
Art. 13 Procedura dell’autorità
Sezione 4: Obiettivi e urgenza del risanamento
Art. 14 Indagine dettagliata
Art. 15 Obiettivi e urgenza del risanamento
Sezione 5: Risanamento
Art. 16 Provvedimenti di risanamento
Art. 17 Progetto di risanamento
Art. 18 Determinazione dei provvedimenti necessari
Art. 19 Controllo dei risultati
Sezione 6: Obbligo di adottare provvedimenti d’indagine, di ...
Art. 23 Collaborazione con gli interessati
Art. 24 Deroga a prescrizioni procedurali
Art. 25 Direttive
Art. 25a Geoinformazione
Art. 27 Disposizione transitoria
Valori di concentrazione ai fini della valutazione degli eff...
Valori di concentrazione per valutare l’aria contenuta nei p...
Valori di concentrazione per valutare la necessità di risana...
1 Siti utilizzati a scopo agricolo o orticolo
2 Siti in orti e giardini privati, in parchi giochi e altre ...
(Ordinanza sui siti contaminati, OSiti)
del 26 agosto 1998 (Stato 1° maggio 2017)
visti gli articoli 32c capoverso 1 secondo periodo e 39 capoverso 1 della legge federale del 7 ottobre 19831 sulla protezione dell’ambiente (LPAmb),
1 Scopo della presente ordinanza è il risanamento dei siti inquinati se tali siti sono all’origine di effetti dannosi o molesti oppure se esiste il pericolo concreto che detti effetti si producano.
2 Per la gestione dei siti inquinati la presente ordinanza regola le seguenti procedure:
il censimento mediante iscrizione in un catasto;
la valutazione della necessità della sorveglianza e del risanamento;
la valutazione degli obiettivi e dell’urgenza del risanamento;
la determinazione dei provvedimenti d’indagine, di sorveglianza e di risanamento.
1 I siti inquinati sono siti il cui inquinamento proviene da rifiuti e la cui estensione è limitata. Essi comprendono:
i siti di deposito: discariche chiuse o ancora in funzione e altri depositi di rifiuti; sono esclusi i siti nei quali è pervenuto esclusivamente materiale di scavo o di sgombero non inquinato;
i siti aziendali: siti il cui carico proviene da impianti o stabilimenti chiusi oppure ancora in funzione e nei quali sono state utilizzate sostanze pericolose per l’ambiente;
i siti di un incidente: siti inquinati a causa di un evento straordinario, ivi compreso un incidente tecnico.
2 I siti inquinati devono essere risanati se sono all’origine di effetti dannosi o molesti oppure se esiste il pericolo concreto che tali effetti si producano.
3 I siti contaminati sono siti inquinati che devono essere risanati.
1RU 1999 2251
I siti inquinati possono essere modificati attraverso la costruzione o la trasformazione di edifici e di impianti soltanto se:
non devono essere risanati e, in seguito al progetto, non si rende necessario un risanamento; oppure
il loro futuro risanamento non diventa sostanzialmente più difficile in seguito al progetto o, nella misura in cui sono modificati dal progetto, vengono contemporaneamente risanati.
I provvedimenti d’indagine, di sorveglianza e di risanamento ai sensi della presente ordinanza devono corrispondere allo stato della tecnica e devono essere documentati da chi è tenuto ad adottarli.
1 L’autorità individua i siti inquinati valutando le indicazioni disponibili quali carte, elenchi e notifiche. Può richiedere informazioni ai titolari dei siti oppure a terzi.
2 L’autorità comunica ai titolari dei siti le indicazioni previste per l’iscrizione nel catasto e dà loro l’opportunità di pronunciarsi in merito e di procedere a indagini. Su richiesta dei titolari emette una decisione d’accertamento.
3 L’autorità iscrive nel catasto i siti per i quali, giusta i capoversi 1 e 2, è accertato che siano inquinati o che con grande probabilità è prevedibile che lo siano. Nella misura del possibile le iscrizioni contengono indicazioni riguardanti:
il tipo e la quantità di rifiuti pervenuti nel sito;
la durata del deposito, la durata dell’esercizio o il momento dell’incidente;
le indagini già effettuate e i provvedimenti già adottati per la protezione dell’ambiente;
i settori ambientali minacciati;
gli eventi particolari quali la combustione di rifiuti, le frane, le inondazioni, gli incendi o gli incidenti rilevanti.
4 Sulla base delle indicazioni contenute nel catasto, segnatamente di quelle sul tipo e sulla quantità di rifiuti pervenuti nel sito, l’autorità suddivide i siti inquinati nelle categorie seguenti:
siti per i quali non sono prevedibili effetti dannosi o molesti; e
siti per i quali è necessario procedere a un’indagine onde stabilire se debbano essere sorvegliati o risanati.
5 Per l’esecuzione delle indagini l’autorità stabilisce un ordine di priorità. Sulla base delle indicazioni contenute nel catasto, tiene conto del tipo e della quantità di rifiuti pervenuti nel sito, delle possibilità di emissione di sostanze nonché dell’importanza dei settori ambientali toccati.
1 L’autorità completa il catasto con indicazioni riguardanti:
la necessità della sorveglianza o del risanamento;
gli obiettivi e l’urgenza del risanamento;
i provvedimenti di protezione dell’ambiente da essa adottati o ordinati.
2 Stralcia l’iscrizione di un sito nel catasto se:
le indagini rivelano che il sito non è inquinato con sostanze pericolose per l’ambiente; oppure
le sostanze pericolose per l’ambiente sono state rimosse.
Art. 6a1Coordinamento con i piani direttori e di utilizzazione
Nei suoi piani direttori e di utilizzazione l’autorità tiene conto del catasto.
1 Introdotto dal n. 9 dell’all. 6 all’O del 4 dic. 2015 sui rifiuti, in vigore dal 1° gen. 2016 (RU 2015 5699).
1 Sulla base dell’ordine di priorità, l’autorità, per un sito che dev’essere sottoposto a indagine, esige che entro un termine adeguato venga eseguita un’indagine preliminare che di regola è costituita di un’indagine storica e un’indagine tecnica. In tal modo è possibile ottenere le indicazioni necessarie per la valutazione della necessità della sorveglianza e del risanamento (art. 8) e valutare tali indicazioni in considerazione della minaccia per l’ambiente (stima della minaccia).
2 Con l’indagine storica si identificano le possibili cause dell’inquinamento del sito, segnatamente:
gli eventi e l’evoluzione temporale e spaziale delle attività nel sito;
i processi in seguito ai quali nel sito sono state utilizzate sostanze pericolose per l’ambiente.
3 Sulla base dell’indagine storica viene approntato un capitolato d’oneri concernente l’oggetto, la portata e i metodi dell’indagine tecnica. Esso deve essere sottoposto per parere all’autorità.
4 Con l’indagine tecnica si accertano il tipo e la quantità di sostanze presenti nel sito, le possibilità di emissione e l’importanza dei settori ambientali toccati.
Art. 8 Valutazione della necessità della sorveglianza e del risanamento
1 In base all’indagine preliminare, l’autorità valuta se il sito inquinato debba essere sorvegliato o risanato ai sensi degli articoli 9–12. Tiene conto anche degli effetti causati da altri siti inquinati o da terzi.
2 Nel catasto indica se un sito inquinato:
deve essere sorvegliato;
deve essere risanato (sito contaminato);
non deve essere né sorvegliato né risanato.
1 Ai fini della protezione delle acque sotterranee, un sito inquinato deve essere sorvegliato, fatto salvo il capoverso 1bis, se:
nell’eluito del materiale del sito si supera uno dei valori di concentrazione giusta l’allegato 1;
per le acque sotterranee nel settore di protezione delle acque Au: nella corrente immediatamente a valle del sito, la concentrazione di sostanze provenienti dal sito è superiore al 10 per cento di uno dei valori di concentrazione giusta l’allegato 1; oppure
per le acque sotterranee al di fuori del settore di protezione delle acque Au: nella corrente immediatamente a valle del sito, la concentrazione di sostanze provenienti dal sito è superiore al 40 per cento di uno dei valori di concentrazione giusta l’allegato 1.1
1bis Un sito non deve più essere sorvegliato se in base ai risultati di una sorveglianza pluriennale si constata che, a seguito dell’andamento delle concentrazioni delle sostanze inquinanti e delle caratteristiche del sito, tale sito non necessiterà molto probabilmente di risanamento conformemente al capoverso 2.2
2 Ai fini della protezione delle acque sotterranee, un sito inquinato deve essere risanato se:
nelle captazioni di acqua sotterranea d’interesse pubblico vengono accertate sostanze provenienti dal sito suscettibili di inquinare le acque, in concentrazioni che superano il limite di accertamento;
per le acque sotterranee nel settore di protezione delle acque Au5: nella corrente immediatamente a valle del sito, la concentrazione di sostanze provenienti dal sito è superiore alla metà di uno dei valori di concentrazione giusta l’allegato 1;
per le acque sotterranee al di fuori del settore di protezione delle acque Au: nella corrente immediatamente a valle del sito, la concentrazione di sostanze provenienti dal sito è superiore al doppio di uno dei valori di concentrazione giusta l’allegato 1; oppure
deve essere sorvegliato giusta il capoverso 1 lettera a e, per l’insufficiente ritenzione o degradazione delle sostanze provenienti dal sito, sussiste un pericolo concreto di inquinamento delle acque sotterranee.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 9 mag. 2012, in vigore dal 1° ago. 2012 (RU 2012 2905).
2 Introdotto dal n. I dell’O del 9 mag. 2012, in vigore dal 1° ago. 2012 (RU 2012 2905).
3 Nuovo testo giusta il n I dell’O del 22 mar. 2017, in vigore dal 1° mag. 2017 (RU 2017 2589).
4 Nuovo testo giusta il n. 5 dell’all. 5 all’O del 28 ott. 1998 sulla protezione delle acque, in vigore dal 1° gen. 1999 (RU 1998 2863).
5 Ai sensi dell’art. 29 cpv. 1 lett. a dell’O del 28 ott. 1998 sulla protezione delle acque (RS 814.201).
6 Nuovo testo giusta il n. 5 dell’all. 5 all’O del 28 ott. 1998 sulla protezione delle acque, in vigore dal 1° gen. 1999 (RU 1998 2863).
1 Ai fini della protezione delle acque superficiali, un sito inquinato deve essere sorvegliato, fatto salvo il capoverso 1bis, se:1
nell’eluito del materiale del sito, che può influire su acque superficiali, si supera uno dei valori di concentrazione giusta l’allegato 1; oppure
nelle acque che pervengono in acque superficiali, la concentrazione di sostanze provenienti dal sito supera uno dei valori di concentrazione giusta l’allegato 1.
2 Ai fini della protezione delle acque superficiali, un sito inquinato deve essere risanato se:
nelle acque che pervengono in acque superficiali, la concentrazione di sostanze provenienti dal sito supera di dieci volte uno dei valori di concentrazione giusta l’allegato 1; oppure
deve essere sorvegliato giusta il capoverso 1 lettera a e, a causa di un’insufficiente ritenzione o degradazione delle sostanze provenienti dal sito, sussiste un pericolo concreto di inquinamento delle acque superficiali.
Art. 111Protezione contro l’inquinamento atmosferico
1 Ai fini della protezione delle persone contro l’inquinamento atmosferico, un sito inquinato deve essere sorvegliato se nell’aria contenuta nei pori del suolo si supera uno dei valori di concentrazione giusta l’allegato 2 e le emissioni provenienti dal sito possono pervenire in zone nelle quali delle persone possono trattenersi regolarmente per un periodo prolungato.
2 Ai fini della protezione delle persone contro l’inquinamento atmosferico, un sito inquinato deve essere risanato se nell’aria contenuta nei pori del suolo si supera uno dei valori di concentrazione giusta l’allegato 2 e le emissioni provenienti dal sito pervengono in zone nelle quali delle persone possono trattenersi regolarmente per un periodo prolungato.
1 Nuovo testo giusta il n I dell’O del 22 mar. 2017, in vigore dal 1° mag. 2017 (RU 2017 2589).
Art. 121Protezione contro il deterioramento del suolo
1 Un suolo, che è un sito inquinato o costituisce parte di esso, deve essere risanato se una delle sostanze in esso contenute supera il valore di concentrazione di cui all’allegato 3. Ciò vale anche per i suoli per i quali è stata decisa una limitazione dell’utilizzazione.
2 I suoli che, secondo il capoverso 1, non devono essere risanati nonostante siano siti inquinati o costituiscano parte di essi, e gli effetti dei siti inquinati sui suoli sono valutati conformemente all’ordinanza del 1° luglio 19982 contro il deterioramento del suolo.
1 Nuovo testo giusta il n. II 2 dell’all. all’O del 26 set. 2008 sulla tassa per il risanamento dei siti contaminati, in vigore dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4771).
1 Se un sito inquinato deve essere sorvegliato, l’autorità esige che si rediga un piano di sorveglianza e si adottino i provvedimenti che permettono di accertare un pericolo concreto di effetti nocivi o molesti prima che tale pericolo si verifichi. I provvedimenti di sorveglianza devono essere applicati fino a che non sussiste più la necessità della sorveglianza giusta gli articoli 9–12.1
2 Se un sito inquinato deve essere risanato (sito contaminato), l’autorità esige che:
entro un termine adeguato venga eseguita un’indagine dettagliata;
il sito venga sorvegliato fino alla conclusione del risanamento.
1 Per valutare gli obiettivi e l’urgenza del risanamento, occorre fornire le seguenti informazioni dettagliate e valutarle in base a una stima della minaccia:
il tipo, l’ubicazione, la quantità e la concentrazione delle sostanze pericolose per l’ambiente presenti sul sito inquinato;
il genere, il carico e l’evoluzione nel tempo degli effetti reali e possibili sull’ambiente;
l’ubicazione e l’importanza dei settori ambientali minacciati.
2 Se i risultati dell’indagine dettagliata differiscono in misura significativa da quelli dell’indagine preliminare, l’autorità valuta nuovamente se il sito debba essere risanato giusta gli articoli 9–12.
1 L’obiettivo del risanamento è l’eliminazione degli effetti, o del pericolo concreto che tali effetti si producano, che hanno portato alla necessità del risanamento giusta gli articoli 9–12.
2 Nel caso di un risanamento ai fini della protezione delle acque sotterranee si deroga all’obiettivo se:
in tal modo il carico per l’ambiente risulta complessivamente inferiore;
altrimenti i costi risulterebbero sproporzionati; e
è assicurata l’utilizzabilità delle acque sotterranee che si trovano nel settore di protezione delle acque Au oppure se le acque superficiali, che si trovano in collegamento con acque sotterranee al di fuori del settore di protezione delle acque Au, soddisfano le esigenze della legislazione sulla protezione delle acque in merito alla qualità delle acque;
3 Nel caso di un risanamento ai fini della protezione delle acque superficiali si può derogare all’obiettivo se:
dette acque soddisfano le esigenze della legislazione della protezione delle acque in merito alla qualità dell’acqua.
4 I risanamenti sono particolarmente urgenti se un’attuale utilizzazione è pregiudicata oppure direttamente minacciata.
5 Sulla base dell’indagine dettagliata l’autorità valuta gli obiettivi e l’urgenza del risanamento.
1 Nuovo testo giusta il n. 5 dell’all. 5 all’O del 28 ott. 1998 sulla protezioen delle acque, in vigore dal 1° gen. 1999 (RU 1998 2863).
Art. 161Provvedimenti di risanamento
1 L’obiettivo del risanamento deve essere raggiunto mediante provvedimenti che consentono di:
rimuovere le sostanze pericolose per l’ambiente (decontaminazione); oppure
impedire e sorvegliare a lungo termine la diffusione delle sostanze pericolose per l’ambiente (circoscrizione).
2 Abrogato dal n I dell’O del 22 mar. 2017, con effetto dal 1° mag. 2017 (RU 2017 2589).
L’autorità esige che per i siti contaminati venga elaborato un progetto di risanamento corrispondentemente all’urgenza del risanamento. Il progetto descrive in particolare:
i provvedimenti di risanamento, comprese le misure per la sorveglianza e quelle per lo smaltimento dei rifiuti, nonché l’efficacia dei provvedimenti, il controllo dei risultati e il tempo necessario;
le ripercussioni dei provvedimenti previsti sull’ambiente;
la minaccia che sussiste per l’ambiente dopo il risanamento;
le parti di responsabilità causale rispetto al sito contaminato, se chi è tenuto al risanamento chiede una decisione sulla ripartizione delle spese (art. 32d cpv. 31 LPAmb).
1 Ora: cpv. 4
1 L’autorità valuta il progetto di risanamento. Considera segnatamente:
le ripercussioni dei provvedimenti sull’ambiente;
la loro efficacia a lungo termine;
la minaccia che il sito inquinato rappresenta per l’ambiente prima e dopo il risanamento;
in caso di decontaminazione incompleta, la possibilità di controllare i provvedimenti, la possibilità di colmare le lacune nonché la garanzia di disporre dei mezzi necessari per attuare i provvedimenti previsti;
se sono soddisfatte le condizioni per derogare all’obiettivo del risanamento giusta l’articolo 15 capoversi 2 e 3.
2 Sulla base della valutazione, l’autorità stabilisce in una decisione segnatamente:
gli obiettivi finali del risanamento;
i provvedimenti di risanamento, il controllo dei risultati nonché i termini da rispettare;
ulteriori oneri e condizioni per la protezione dell’ambiente.
Art. 191Controllo dei risultati
Chi è tenuto al risanamento deve notificare all’autorità i provvedimenti di risanamento attuati e fornire la prova che gli obiettivi del risanamento sono stati raggiunti. L’autorità si pronuncia in merito.
Sezione 6: Obbligo di adottare provvedimenti d’indagine, di sorveglianza e di risanamento
1 I provvedimenti d’indagine, di sorveglianza e di risanamento devono essere attuati dal titolare del sito inquinato.
2 L’autorità può obbligare terzi a effettuare l’indagine preliminare, ad attuare i provvedimenti di sorveglianza oppure a procedere all’indagine dettagliata se vi è motivo di presumere che, con il loro comportamento, abbiano causato l’inquinamento del sito.
3 Con l’approvazione del titolare del sito, l’autorità può obbligare terzi a elaborare il progetto di risanamento e ad applicare i provvedimenti di risanamento se, con il loro comportamento, hanno causato l’inquinamento del sito.
Art. 211Esecuzione
1 I Cantoni eseguono la presente ordinanza ad eccezione dei compiti da essa attribuiti alla Confederazione. Alla fine di ogni anno civile comunicano all’UFAM le informazioni di cui all’articolo 5 capoversi 3 e 5 e all’articolo 6, e le informazioni di cui all’articolo 17 relative ai siti risanati.23
1bis L’UFAM valuta le informazioni e informa regolarmente l’opinione pubblica sullo stato della gestione dei siti contaminati.4
2 Nell’applicare altre leggi federali, accordi internazionali o decisioni internazionali concernenti punti disciplinati dalla presente ordinanza, le autorità federali eseguono in tal ambito anche la presente ordinanza. La collaborazione dell’Ufficio federale e dei Cantoni è retta dall’articolo 41 capoversi 2 e 4 LPAmb; sono salve le disposizioni legali sull’obbligo di tutela del segreto. Allorché rinunciano a emettere decisioni concernenti provvedimenti di risanamento (art. 23 cpv. 3), le autorità federali consultano previamente i Cantoni interessati.5
3 Le autorità federali stabiliscono la procedura per quanto riguarda la suddivisione dei siti inquinati (art. 5 cpv. 4), la definizione dell’ordine di priorità (art. 5 cpv. 5) e lo stralcio di un’iscrizione nel catasto (art. 6 cpv. 2).6
4 Esse informano regolarmente i Cantoni interessati sul contenuto del catasto (art. 5 e 6). Questi includono nel loro catasto un rinvio ai siti inquinati corrispondenti.
1 Nuovo testo giusta il n. II 16 dell’O del 2 feb. 2000 relativa alla LF sul coordinamento e la semplificazione delle procedure d’approvazione dei piani, in vigore dal 1° mar. 2000 (RU 2000 703).
2 Nuovo testo del per. giusta il n I dell’O del 22 mar. 2017, in vigore dal 1° mag. 2017 (RU 2017 2589).
3 Nuovo testo giusta il n. II 2 dell’all. all’O del 26 set. 2008 sulla tassa per il risanamento dei siti contaminati, in vigore dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4771).
4 Introdotto dal n. II 2 dell’all. all’O del 26 set. 2008 sulla tassa per il risanamento dei siti contaminati, in vigore dal 1° gen. 2009 (RU 2008 4771).
5 Nuovo testo giusta il n. I 2 dell’O del 29 giu. 2011, in vigore dal 1° ago. 2011 (RU 2011 3379).
6 Nuovo testo giusta il n. I 2 dell’O del 29 giu. 2011 concernente adeguamenti di ordinanze nel settore ambientale, in vigore dal 1° ago. 2011 (RU 2011 3379).
1 Abrogato dal n. II 16 dell’O del 2 feb. 2000 relativa alla LF sul coordinamento e la semplificazione delle procedure d’approvazione dei piani, con effetto dal 1° mar. 2000 (RU 2000 703).
1 Nell’esecuzione della presente ordinanza le autorità collaborano con i diretti interessati. Esaminano in particolare se per l’esecuzione dell’ordinanza si addicono provvedimenti volontari previsti da accordi settoriali dell’economia.
2 Le autorità mirano a trovare un accordo con i diretti interessati sulle valutazioni e i provvedimenti necessari, rispettando le esigenze della presente ordinanza. A tale scopo consultano il più presto possibile i diretti interessati.
3 Possono rinunciare a emettere decisioni quando l’attuazione dei necessari provvedimenti d’indagine, di sorveglianza e di risanamento è garantita in altra maniera.
È possibile derogare alle procedure regolate dalla presente ordinanza se:
per la protezione dell’ambiente sono necessari provvedimenti immediati;
la necessità della sorveglianza e del risanamento oppure i provvedimenti necessari possono essere valutati sulla base di indicazioni già disponibili;
un sito inquinato viene modificato attraverso la costruzione o la trasformazione di un edificio o di un impianto;
provvedimenti volontari dei diretti interessati garantiscono un’esecuzione equivalente alla presente ordinanza.
Nell’elaborazione di direttive per l’applicazione della presente ordinanza, l’Ufficio federale collabora con i Cantoni e con le organizzazioni dell’economia interessate.
Art. 25a1Geoinformazione
L’Ufficio federale stabilisce i modelli di geodati e i modelli di rappresentazione minimi per i geodati di base ai sensi della presente ordinanza per i quali è designato quale servizio specializzato della Confederazione nell’allegato 1 dell’ordinanza del 21 maggio 20082 sulla geoinformazione.
1 Introdotto dal n. 11 dell’all. 2 all’O del 21 mag. 2008 sulla geoinformazione, in vigore dal 1° lug. 2008 (RU 2008 2809).
1 Le mod. possono essere consultate alla RU 1998 2261.
Il catasto (art. 5) deve essere compilato entro il 31 dicembre 2003.
Valori di concentrazione ai fini della valutazione degli effetti dei siti inquinati sulle acque
1 Per valutare gli effetti dei siti inquinati sulle acque fanno testo i valori di concentrazione riportati nelle tabelle seguenti. Se per sostanze suscettibili di inquinare le acque e che hanno inquinato un sito non sono stati fissati valori di concentrazione, l’autorità li stabilisce, previa approvazione dell’UFAM, per il singolo caso conformemente alle prescrizioni della legislazione sulla protezione delle acque.
2 Se la valutazione si riferisce all’eluito del materiale del sito, per il prelievo di campioni, la preparazione dell’eluito e la sua analisi valgono le seguenti esigenze:
il numero di campioni e i luoghi del loro prelievo devono essere stabiliti in modo che i campioni siano rappresentativi dell’inquinamento del sito;
l’eluito va preparato mediante una prova a colonna. Come prodotto di eluizione va impiegata acqua deionizzata priva di ossigeno. Di regola detto prodotto deve attraversare la colonna dal basso verso l’alto a una velocità determinata. Di regola l’eluito non può essere né centrifugato né filtrato con microfiltri prima dell’analisi;
l’eluito deve essere analizzato soltanto in rapporto alle sostanze che si suppongono presenti nel sito in base all’indagine storica. Se si analizzano semplicemente le somme dei parametri, come criterio di valutazione vale sempre il valore di concentrazione più basso di ogni singola sostanza.
3 Se nei siti con un inquinamento particolarmente eterogeneo, come i siti di deposito, è possibile prelevare campioni dell’acqua d’infiltrazione, detti campioni possono essere considerati come eluito.
4 Per la valutazione degli effetti di sostanze facilmente volatili2, l’acqua d’infiltrazione vale come eluito; se il prelievo di campioni dell’acqua d’infiltrazione non è possibile, la concentrazione dell’acqua d’infiltrazione viene calcolata partendo da misurazioni delle concentrazioni dell’aria contenuta nei pori del suolo.
5 Si può rinunciare all’esecuzione di una prova dell’eluito secondo il capoverso 2 quando il superamento o meno del valore di concentrazione nell’eluito del materiale può essere accertato sulla base di altre indicazioni quali la composizione e la provenienza del materiale del sito, somma dei parametri, indagini ecotossicologiche o deduzione calcolata sulla base del tenore totale.
6 L’Ufficio federale emana direttive sul prelievo di campioni, sulla preparazione dell’eluito e sulla sua analisi nonché sulla valutazione degli effetti di sostanze facilmente volatili.
Ammonio**
0.1 mg NO2-/l
Componenti alifatici di idrocarburi:
somma (C5-C10)
Etere metil-tertbutico (MTBE)
4 -Cloroanilina
0.05 µg/la
1,1-Dicloroetano*
1,2-Dicloroetano (EDC)*
1,1-Dicloroetilene*
1,2-Dicloroetilene*
Diclorometano (Cloruro di metilene, DCM)*
1,2-Dicloropropano*
Tetraclorometano*
1,1,1-Tricloroetano*
Tricloroetilene (Tri)*
Triclorometano (cloroformio)*
Cloruro di vinile*
Bifenili policlorurati (PCB)b
Idrocarburi monociclici aromatici (BTEX)
Dinitrotoluenel
2-Metilfenolo (o-Cresolo)
3-Metilfenolo (m-Cresolo)
4-Metilfenolo (p-Cresolo)
Fenolo (C6H6O)
Idrocarburi policiclici aromatici (PAK)
Dibenzo(ah)antracene
1 mg/lc
Ideno(1,2,3-cd)pirene
0.5 µg/lc
Limite di accertamento.
PCB: la somma dei 6 singoli isomeri 28, 52, 101, 138, 153 e 180 moltiplicata per il fattore 4,3 non deve superare il valore di concentrazione.
Normalmente non accertabile nell’eluito a questa concentrazione.
Valutazione giusta il cpv. 4.
** Si applica solo per le acque superficiali.
1 Aggiornato dal n. II 2 dell’all. all’O del 26 set. 2008 sulla tassa per il risanamento dei siti contaminati (RU 2008 4771), dai n. II delle O del 9 mag. 2012 (RU 2012 2905) e del 22 mar. 2017, in vigore dal 1° mag. 2017 (RU 2017 2589).
2 Indicati nella tabella con *
Valori di concentrazione per valutare l’aria contenuta nei pori del suolo dei siti inquinati
1 Per valutare l’aria contenuta nei pori del suolo dei siti inquinati fanno testo i valori di concentrazione riportati nella tabella seguente. Se provoca emissioni per le quali non sono stati definiti valori di concentrazione, segnatamente odori o polveri, un sito deve essere risanato se le emissioni possono portare a immissioni eccessive ai sensi dell’ordinanza del 16 dicembre 19851 contro l’inquinamento atmosferico.
2 Per il prelievo di campioni e per l’esecuzione delle analisi dell’aria contenuta nei pori del suolo valgono le seguenti esigenze:
i campioni devono essere prelevati mediante sonde per i gas del suolo in un numero di luoghi di misurazione rappresentativi dell’inquinamento del sito. Nel prelevare i campioni, occorre evitare di aspirare aria estranea;
nell’aria contenuta nei pori del suolo devono essere analizzate soltanto le sostanze che si suppongono presenti nel sito in base all’indagine storica. Se si analizzano semplicemente le somme dei parametri, come criterio di valutazione vale sempre il valore di concentrazione più basso di ogni singola sostanza.
3 Si può rinunciare al prelievo di campioni dell’aria contenuta nei pori del suolo quando esiste un’altra prova che il valore di concentrazione dell’aria dei pori non può essere superato, segnatamente sulla base dell’esatta conoscenza della composizione e della provenienza del materiale del sito.
4 L’Ufficio federale emana direttive sul prelievo di campioni e sull’esecuzione delle analisi dell’aria contenuta nei pori del suolo.
Anidride carbonica (diossido di carbonio)
Benzina (esente da composti aromatici)
Benzina leggera (tenore di composti aromatici 0–10vol.%)
Valori di concentrazione per valutare la necessità di risanamento di suoli
Per valutare la necessità di risanamento di suoli fanno testo i valori di concentrazione riportati nelle tabelle seguenti. Se per sostanze suscettibili di inquinare le acque e che hanno inquinato un sito non sono fissati valori di concentrazione, l’autorità li stabilisce, previa approvazione dell’UFAM, per il singolo caso conformemente alle prescrizioni della legislazione sulla protezione dell’ambiente.
Idrocarburi policiclici aromatici (PAH)*
* 16 PAH dell’EPA: naftalina, acenaftilene, acenaftene, fluorene, fenantrene, antracene, fluorantene, pirene, benz[a]antracene, crisene, benzo[a]pirene, benzo[b]fluorantene, benzo[k]fluorantene, dibenz[a,h]antracene, benzo[g,h,i]perilene, indeno[1,2,3-c,d]pirene.
2 Siti in orti e giardini privati, in parchi giochi e altre aree su cui i bambini giocano regolarmente
Idrocarburi alifatici C11–C40
Idrocarburi alifatici da C5 fino a C10***
Idrocarburi clorurati volatili (VCHC)*
Idrocarburi monociclici aromatici (BTEX)****
Idrocarburi policiclici aromatici (PAH)*****
7 VCHC: Diclorometano, triclorometano, tetraclorometano, cis-1,2-dicloroetilene, 1,1,1-tricloroetano, tricloroetilene (Tri), tetracloroetilene (Per).
6 congeneri di PCB × 4.3: n. 28, 52, 101, 138, 153, 180.
Idrocarburi da C5 a C10: superficie cromatogramma FID tra n-pentano e n-decano, moltiplicata per il fattore di risposta dell’n-esano, meno BTEX.
6BTEX: benzene, toluolo, etilbenzene, o-xilolo, m-xilolo, p-xilolo.
***** 16 PAH dell’EPA: naftalina, acenaftilene, acenaftene, fluorene, fenantrene, antracene, fluorantene, pirene, benzo[a]antracene, crisene, benzo[a]pirene, benzo[b]fluorantene, benzo[k]fluorantene, dibenz[a,h]antracene, benzo[g,h,i]perilene, indeno[1,2,3-c,d]pirene.
1 Introdotto dal n. II 2 dell’all. all’O del 26 set. 2008 sulla tassa per il risanamento dei siti contaminati (RU 2008 4771). Aggiornato dal n. II dell’O del 9 mag. 2012 (RU 2012 2905) e dal n. I dell’O del 14 gen. 2015, in vigore dal 1° mar. 2015 (RU 2015 317).
RU 1998 2261
(Altlasten-Verordnung, AltlV)
vom 26. August 1998 (Stand am 1. Mai 2017)
gestützt auf Artikel 32c Absatz 1 zweiter Satz und 39 Absatz 1 des Umweltschutzgesetzes vom 7. Oktober 19831 (USG),
1 Diese Verordnung soll sicherstellen, dass belastete Standorte saniert werden, wenn sie zu schädlichen oder lästigen Einwirkungen führen oder wenn die konkrete Gefahr besteht, dass solche Einwirkungen entstehen.
2 Sie regelt für die Bearbeitung belasteter Standorte die folgenden Verfahrensschritte:
die Erfassung in einem Kataster;
die Beurteilung der Überwachungs- und Sanierungsbedürftigkeit;
die Beurteilung der Ziele und der Dringlichkeit der Sanierung;
die Festlegung der Untersuchungs—, Überwachungs- und Sanierungsmassnahmen.
1 Belastete Standorte sind Orte, deren Belastung von Abfällen stammt und die eine beschränkte Ausdehnung aufweisen. Sie umfassen:
Ablagerungsstandorte: stillgelegte oder noch in Betrieb stehende Deponien und andere Abfallablagerungen; ausgenommen sind Standorte, an die ausschliesslich unverschmutztes Aushub-, Ausbruch- oder Abraummaterial gelangt ist;
Betriebsstandorte: Standorte, deren Belastung von stillgelegten oder noch in Betrieb stehenden Anlagen oder Betrieben stammt, in denen mit umweltgefährdenden Stoffen umgegangen worden ist;
2 Sanierungsbedürftig sind belastete Standorte, wenn sie zu schädlichen oder lästigen Einwirkungen führen oder wenn die konkrete Gefahr besteht, dass solche Einwirkungen entstehen.
3 Altlasten sind sanierungsbedürftige belastete Standorte.
Art. 3 Erstellung und Änderung von Bauten und Anlagen
Art. 4 Allgemeine Anforderungen an Massnahmen
Untersuchungs-, Überwachungs- und Sanierungsmassnahmen nach dieser Verordnung müssen dem Stand der Technik entsprechen und von den Pflichtigen dokumentiert werden.
2. Abschnitt: Kataster der belasteten Standorte
Art. 5 Erstellung des Katasters
1 Die Behörde ermittelt die belasteten Standorte, indem sie vorhandene Angaben wie Karten, Verzeichnisse und Meldungen auswertet. Sie kann von den Inhabern oder Inhaberinnen der Standorte oder von Dritten Auskünfte einholen.
2 Sie teilt den Inhabern oder den Inhaberinnen die zur Eintragung in den Kataster vorgesehenen Angaben mit und gibt ihnen Gelegenheit, Stellung zu nehmen und Abklärungen durchzuführen. Auf deren Verlangen trifft sie eine Feststellungsverfügung.
3 Sie trägt diejenigen Standorte in den Kataster ein, bei denen nach den Absätzen 1 und 2 feststeht oder mit grosser Wahrscheinlichkeit zu erwarten ist, dass sie belastet sind. Soweit möglich enthalten die Einträge Angaben über:
Art und Menge der an den Standort gelangten Abfälle;
Ablagerungszeitraum, Betriebszeitraum oder Unfallzeitpunkt;
bereits durchgeführte Untersuchungen und Massnahmen zum Schutz der Umwelt;
bereits festgestellte Einwirkungen;
gefährdete Umweltbereiche;
besondere Vorkommnisse wie Verbrennung von Abfällen, Rutschungen, Überschwemmungen, Brände oder Störfälle.
4 Die Behörde teilt die belasteten Standorte nach den Angaben im Kataster, insbesondere über Art und Menge der an den Standort gelangten Abfälle, in folgende Kategorien ein:
Standorte, bei denen keine schädlichen oder lästigen Einwirkungen zu erwarten sind; und
5 Für die Durchführung der Untersuchungen erstellt die Behörde eine Prioritätenordnung. Dabei berücksichtigt sie nach den Angaben im Kataster die Art und Menge der an die belasteten Standorte gelangten Abfälle, die Möglichkeit zur Freisetzung von Stoffen sowie die Bedeutung der betroffenen Umweltbereiche.
Art. 6 Führung des Katasters
1 Die Behörde ergänzt den Kataster mit Angaben über:
die Überwachungs- oder Sanierungsbedürftigkeit;
die Ziele und die Dringlichkeit der Sanierung;
die von ihr durchgeführten oder angeordneten Massnahmen zum Schutz der Umwelt.
2 Sie löscht den Eintrag eines Standortes im Kataster, wenn:
die Untersuchungen ergeben, dass der Standort nicht mit umweltgefährdenden Stoffen belastet ist; oder
die umweltgefährdenden Stoffe beseitigt worden sind.
Art. 6a1Koordination mit der Richt- und Nutzungsplanung
Die Behörde berücksichtigt den Kataster in ihrer Richt- und Nutzungsplanung.
1 Eingefügt durch Anhang 6 Ziff. 9 der Abfallverordnung vom 4. Dez. 2015, in Kraft seit 1. Jan. 2016 (AS 2015 5699).
3. Abschnitt: Überwachungs- und Sanierungsbedürftigkeit
Art. 7 Voruntersuchung
die Vorkommnisse und die zeitliche und räumliche Entwicklung der Tätigkeiten am Standort;
die Verfahren, nach denen am Standort mit umweltgefährdenden Stoffen umgegangen worden ist.
Art. 8 Beurteilung der Überwachungs- und Sanierungsbedürftigkeit
1 Die Behörde beurteilt auf Grund der Voruntersuchung, ob der belastete Standort nach den Artikeln 9–12 überwachungs- oder sanierungsbedürftig ist. Sie berücksichtigt dabei auch Einwirkungen, die durch andere belastete Standorte oder durch Dritte verursacht werden.
2 Sie gibt im Kataster an, ob ein belasteter Standort:
überwachungsbedürftig ist;
sanierungsbedürftig ist (Altlast);
weder überwachungs- noch sanierungsbedürftig ist.
Art. 9 Schutz des Grundwassers
1 Ein belasteter Standort ist unter Vorbehalt von Absatz 1bis hinsichtlich des Schutzes des Grundwassers überwachungsbedürftig, wenn:
im Eluat des Materials des Standortes ein Konzentrationswert nach Anhang 1 überschritten ist;
bei Grundwasser im Gewässerschutzbereich Au: im Abstrombereich unmittelbar beim Standort die Konzentration von Stoffen, die vom Standort stammen, 10 Prozent eines Konzentrationswertes nach Anhang 1 überschreitet; oder
bei Grundwasser ausserhalb des Gewässerschutzbereichs Au: im Abstrombereich unmittelbar beim Standort die Konzentration von Stoffen, die vom Standort stammen, 40 Prozent eines Konzentrationswertes nach Anhang 1 überschreitet.1
1bis Steht bei einem Standort nach mehrjähriger Überwachung fest, dass aufgrund des Verlaufs der Schadstoffkonzentration und der Standorteigenschaften mit grosser Wahrscheinlichkeit kein Sanierungsbedarf nach Absatz 2 zu erwarten ist, so ist der Standort nicht mehr überwachungsbedürftig.2
bei Grundwasserfassungen, die im öffentlichen Interesse liegen, vom Standort stammende Stoffe, die Gewässer verunreinigen können, in Konzentrationen über der Bestimmungsgrenze festgestellt werden;
bei Grundwasser im Gewässerschutzbereich Au5: im Abstrombereich unmittelbar beim Standort die Konzentration von Stoffen, die vom Standort stammen, die Hälfte eines Konzentrationswerts nach Anhang 1 überschreitet;
bei Grundwasser ausserhalb des Gewässerschutzbereichs Au: im Abstrombereich unmittelbar beim Standort die Konzentration von Stoffen, die vom Standort stammen, das Zweifache eines Konzentrationswerts nach Anhang 1 überschreitet; oder
er nach Absatz 1 Buchstabe a überwachungsbedürftig ist und wegen eines ungenügenden Rückhalts oder Abbaus von Stoffen, die vom Standort stammen, eine konkrete Gefahr einer Verunreinigung des Grundwassers besteht.
1 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 9. Mai 2012, in Kraft seit 1. Aug. 2012 (AS 2012 2905).
2 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 9. Mai 2012, in Kraft seit 1. Aug. 2012 (AS 2012 2905).
3 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 22. März 2017, in Kraft seit 1. Mai 2017 (AS 2017 2589).
4 Fassung gemäss Anhang 5 Ziff. 5 der Gewässerschutzverordnung vom 28. Okt. 1998, in Kraft seit 1. Jan. 1999 (AS 1998 2863).
5 Nach Art. 29 Abs. 1 Bst. a der Gewässerschutzverordnung vom 28. Okt. 1998 (SR 814.201).
6 Fassung gemäss Anhang 5 Ziff. 5 der Gewässerschutzverordnung vom 28. Okt. 1998, in Kraft seit 1. Jan. 1999 (AS 1998 2863).
Art. 10 Schutz der oberirdischen Gewässer
1 Ein belasteter Standort ist unter Vorbehalt von Absatz 1bis hinsichtlich des Schutzes oberirdischer Gewässer überwachungsbedürftig, wenn:1
im Eluat des Materials des Standortes, das auf ein oberirdisches Gewässer einwirken kann, ein Konzentrationswert nach Anhang 1 überschritten ist; oder
im Wasser, das in ein oberirdisches Gewässer gelangt, die Konzentration von Stoffen, die vom Standort stammen, einen Konzentrationswert nach Anhang 1 überschreitet.
im Wasser, das in ein oberirdisches Gewässer gelangt, die Konzentration von Stoffen, die vom Standort stammen, das Zehnfache eines Konzentrationswertes nach Anhang 1 überschreitet; oder
er nach Absatz 1 Buchstabe a überwachungsbedürftig ist und wegen eines ungenügenden Rückhalts oder Abbaus von Stoffen, die vom Standort stammen, eine konkrete Gefahr einer Verunreinigung oberirdischer Gewässer besteht.
Art. 111Schutz vor Luftverunreinigungen
1 Ein belasteter Standort ist hinsichtlich des Schutzes von Personen vor Luftverunreinigungen überwachungsbedürftig, wenn seine Porenluft einen Konzentrationswert nach Anhang 2 überschreitet und die vom Standort ausgehenden Emissionen an Orte gelangen können, wo sich Personen regelmässig während längerer Zeit aufhalten können.
2 Ein belasteter Standort ist hinsichtlich des Schutzes von Personen vor Luftverunreinigungen sanierungsbedürftig, wenn seine Porenluft einen Konzentrationswert nach Anhang 2 überschreitet und die vom Standort ausgehenden Emissionen an Orte gelangen, wo sich Personen regelmässig während längerer Zeit aufhalten können.
1 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 22. März 2017, in Kraft seit 1. Mai 2017 (AS 2017 2589).
Art. 121Schutz vor Belastungen des Bodens
2 Böden, die nach Absatz 1 nicht sanierungsbedürftig sind, obwohl sie belastete Standorte oder Teile davon sind, und Einwirkungen von belasteten Standorten auf Böden werden gemäss der Verordnung vom 1. Juli 19982 über Belastungen des Bodens beurteilt.
1 Fassung gemäss Anhang Ziff. II 2 der V vom 26. Sept. 2008 über die Abgabe zur Sanierung von Altlasten, in Kraft seit 1. Jan. 2009 (AS 2008 4771).
Art. 13 Vorgehen der Behörde
1 Ist ein belasteter Standort überwachungsbedürftig, so verlangt die Behörde, dass ein Konzept zur Überwachung erstellt wird und diejenigen Massnahmen getroffen werden, mit denen eine konkrete Gefahr schädlicher oder lästiger Einwirkungen festgestellt werden kann, bevor sich diese verwirklicht. Die Überwachungsmassnahmen müssen so lange durchgeführt werden, bis nach den Artikeln 9–12 keine Überwachungsbedürftigkeit mehr besteht.1
2 Ist ein belasteter Standort sanierungsbedürftig (Altlast), so verlangt die Behörde, dass:
innert angemessener Frist eine Detailuntersuchung durchgeführt wird;
der Standort bis zum Abschluss der Sanierung überwacht wird.
4. Abschnitt: Ziele und Dringlichkeit der Sanierung
Art. 14 Detailuntersuchung
Art, Lage, Menge und Konzentration der am belasteten Standort vorhandenen umweltgefährdenden Stoffe;
Art, Fracht und zeitlicher Verlauf der tatsächlichen und möglichen Einwirkungen auf die Umwelt;
Lage und Bedeutung der gefährdeten Umweltbereiche.
2 Weichen die Ergebnisse der Detailuntersuchung wesentlich von denjenigen der Voruntersuchung ab, so beurteilt die Behörde erneut, ob der Standort nach den Artikeln 9–12 sanierungsbedürftig ist.
Art. 15 Ziele und Dringlichkeit der Sanierung
1 Ziel der Sanierung ist die Beseitigung der Einwirkungen oder der konkreten Gefahr solcher Einwirkungen, die zur Sanierungsbedürftigkeit nach den Artikeln 9–12 geführt haben.
2 Bei der Sanierung zum Schutz des Grundwassers wird vom Ziel abgewichen, wenn:
sonst unverhältnismässige Kosten anfallen würden; und
die Nutzbarkeit von Grundwasser im Gewässerschutzbereich Au gewährleistet ist, oder wenn oberirdische Gewässer, die mit Grundwasser ausserhalb des Gewässerschutzbereichs Au in Verbindung stehen, die Anforderungen der Gewässerschutzgesetzgebung an die Wasserqualität erfüllen.
3 Bei der Sanierung zum Schutz der oberirdischen Gewässer wird vom Ziel abgewichen, wenn:
das Gewässer die Anforderungen der Gewässerschutzgesetzgebung an die Wasserqualität erfüllt.
4 Besonders dringlich sind Sanierungen, wenn eine bestehende Nutzung beeinträchtigt oder unmittelbar gefährdet ist.
5 Aufgrund der Detailuntersuchung beurteilt die Behörde die Ziele und die Dringlichkeit der Sanierung.
1 Fassung gemäss Anhang 5 Ziff. 5 der Gewässerschutzverordnung vom 28. Okt. 1998, in Kraft seit 1. Jan. 1999 (AS 1998 2863).
5. Abschnitt: Sanierung
Art. 161Sanierungsmassnahmen
1 Das Ziel der Sanierung muss durch Massnahmen erreicht werden, mit denen:
umweltgefährdende Stoffe beseitigt werden (Dekontamination); oder
die Ausbreitung der umweltgefährdenden Stoffe langfristig verhindert und überwacht wird (Sicherung).
2 Aufgehoben durch Ziff. I der V vom 22. März 2017, mit Wirkung seit 1. Mai 2017 (AS 2017 2589).
Art. 17 Sanierungsprojekt
Die Behörde verlangt, dass bei Altlasten entsprechend der Dringlichkeit der Sanierung ein Sanierungsprojekt ausgearbeitet wird. Dieses beschreibt insbesondere:
die Sanierungsmassnahmen, einschliesslich der Massnahmen zur Überwachung und der Massnahmen zur Entsorgung von Abfällen, sowie die Wirksamkeit der Massnahmen, die Erfolgskontrolle und den Zeitbedarf;
die Auswirkungen der vorgesehenen Massnahmen auf die Umwelt;
die nach der Sanierung verbleibende Umweltgefährdung;
die Anteile an der Verursachung der Altlast, wenn der oder die Sanierungspflichtige eine Verfügung über die Kostenverteilung verlangt (Art. 32d Abs. 31 USG).
1 Siehe heute: Abs. 4.
Art. 18 Festlegung der erforderlichen Massnahmen
1 Die Behörde beurteilt das Sanierungsprojekt. Sie berücksichtigt dabei insbesondere:
die Auswirkungen der Massnahmen auf die Umwelt;
deren langfristige Wirksamkeit;
die Gefährdung der Umwelt durch den belasteten Standort vor und nach der Sanierung;
bei nicht vollständiger Dekontamination die Kontrollierbarkeit der Massnahmen, die Möglichkeit zur Mängelbehebung sowie die Sicherstellung der für die vorgesehenen Massnahmen erforderlichen Mittel;
ob die Voraussetzungen zum Abweichen vom Sanierungsziel nach Artikel 15 Absätze 2 und 3 erfüllt sind.
2 Gestützt auf die Beurteilung legt sie in einer Verfügung insbesondere fest:
die abschliessenden Ziele der Sanierung;
die Sanierungsmassnahmen, die Erfolgskontrolle sowie die einzuhaltenden Fristen;
weitere Auflagen und Bedingungen zum Schutz der Umwelt.
Art. 191Erfolgskontrolle
Sanierungspflichtige müssen der Behörde die durchgeführten Sanierungsmassnahmen melden und nachweisen, dass die Sanierungsziele erreicht worden sind. Die Behörde nimmt dazu Stellung.
6. Abschnitt: Pflicht zu Untersuchungs-, Überwachungs- und Sanierungsmassnahmen
1 Die Untersuchungs-, Überwachungs- und Sanierungsmassnahmen sind vom Inhaber oder von der Inhaberin eines belasteten Standortes durchzuführen.
2 Zur Durchführung der Voruntersuchung, der Überwachungsmassnahmen oder der Detailuntersuchung kann die Behörde Dritte verpflichten, wenn Grund zur Annahme besteht, dass diese die Belastung des Standorts durch ihr Verhalten verursacht haben.
3 Zur Ausarbeitung des Sanierungsprojektes und zur Durchführung der Sanierungsmassnahmen kann die Behörde mit Zustimmung des Inhabers oder der Inhaberin Dritte verpflichten, wenn diese die Belastung des Standortes durch ihr Verhalten verursacht haben.
1 Die Kantone vollziehen diese Verordnung, soweit diese den Vollzug nicht dem Bund überträgt.2 Sie melden dem BAFU jeweils zum Ende des Kalenderjahres die Angaben nach Artikel 5 Absätze 3 und 5 und nach Artikel 6 sowie die Angaben über die sanierten Standorte nach Artikel 17.3
1bis Das BAFU wertet die Angaben aus und informiert die Öffentlichkeit regelmässig über den Stand der Altlastenbearbeitung.4
2 Wenden Bundesbehörden andere Bundesgesetze oder völkerrechtliche Vereinbarungen oder Beschlüsse an, die Gegenstände dieser Verordnung betreffen, so vollziehen sie dabei auch diese Verordnung. Für die Mitwirkung des Bundesamtes und der Kantone gilt Artikel 41 Absätze 2 und 4 USG; gesetzliche Geheimhaltungspflichten bleiben vorbehalten. Verzichten die Bundesbehörden bei der Festlegung von Sanierungsmassnahmen auf den Erlass einer Verfügung (Art. 23 Abs. 3), so holen sie die Stellungnahme der betroffenen Kantone zu den vorgesehenen Massnahmen ein.5
3 Die Bundesbehörden legen das Vorgehen bei der Einteilung der belasteten Standorte (Art. 5 Abs. 4), der Erstellung der Prioritätenordnung (Art. 5 Abs. 5) und der Löschung von Eintragungen im Kataster (Art. 6 Abs. 2) fest.6
4 Sie informieren die betroffenen Kantone regelmässig über den Inhalt des Katasters (Art. 5 und 6). Diese nehmen einen Hinweis auf die entsprechenden belasteten Standorte in ihren Kataster auf.
1 Fassung gemäss Ziff. II 16 der V vom 2. Febr. 2000 zum BG über die Koordination und Vereinfachung von Entscheidverfahren, in Kraft seit 1. März 2000 (AS 2000 703).
2 Fassung gemäss Anhang Ziff. II 2 der V vom 26. Sept. 2008 über die Abgabe zur Sanierung von Altlasten, in Kraft seit 1. Jan. 2009 (AS 2008 4771).
3 Fassung des zweiten Satzes gemäss Ziff. I der V vom 22. März 2017, in Kraft seit 1. Mai 2017 (AS 2017 2589).
4 Eingefügt durch Anhang Ziff. II 2 der V vom 26. Sept. 2008 über die Abgabe zur Sanierung von Altlasten, in Kraft seit 1. Jan. 2009 (AS 2008 4771).
5 Fassung gemäss Ziff. I 2 der V vom 29. Juni 2011 über Anpassungen von Verordnungen im Umweltbereich, in Kraft seit 1. Aug. 2011 (AS 2011 3379).
6 Fassung gemäss Ziff. I 2 der V vom 29. Juni 2011 über Anpassungen von Verordnungen im Umweltbereich, in Kraft seit 1. Aug. 2011 (AS 2011 3379).
1 Aufgehoben durch Ziff. II 16 der V vom 2. Febr. 2000 zum BG über die Koordination und Vereinfachung von Entscheidverfahren, mit Wirkung seit 1. März 2000 (AS 2000 703).
Art. 23 Zusammenarbeit mit den Betroffenen
1 Die Behörden arbeiten beim Vollzug dieser Verordnung mit den direkt Betroffenen zusammen. Dabei prüfen sie insbesondere, ob sich freiwillige in Branchenvereinbarungen der Wirtschaft vorgesehene Massnahmen für den Vollzug dieser Verordnung eignen.
2 Sie streben an, sich mit den direkt Betroffenen über die erforderlichen Beurteilungen und Massnahmen im Rahmen der Anforderungen dieser Verordnung ins Einvernehmen zu setzen. Zu diesem Zweck hören sie die direkt Betroffenen möglichst frühzeitig an.
3 Sie können auf den Erlass von Verfügungen verzichten, wenn die Durchführung der erforderlichen Untersuchungs-, Überwachungs- und Sanierungsmassnahmen auf andere Weise gewährleistet ist.
Art. 24 Abweichen von Verfahrensvorschriften
Von dem in dieser Verordnung geregelten Verfahren kann abgewichen werden, wenn:
zum Schutz der Umwelt Sofortmassnahmen nötig sind;
die Überwachungs- oder Sanierungsbedürftigkeit oder die erforderlichen Massnahmen auf Grund bereits vorhandener Angaben beurteilt werden können;
ein belasteter Standort durch die Erstellung oder Änderung einer Baute oder Anlage verändert wird;
freiwillige Massnahmen der direkt Betroffenen einen gleichwertigen Vollzug dieser Verordnung gewährleisten.
Art. 25 Richtlinien
Bei der Erarbeitung von Richtlinien zur Anwendung dieser Verordnung arbeitet das Bundesamt mit den Kantonen und den betroffenen Organisationen der Wirtschaft zusammen.
1 Eingefügt durch Anhang 2 Ziff. 11 der V vom 21. Mai 2008 über Geoinformation, in Kraft seit 1. Juli 2008 (AS 2008 2809).
1 Die Änderung kann unter AS 1998 2261 konsultiert werden.
Der Kataster (Art. 5) ist bis zum 31. Dezember 2003 zu erstellen.
Konzentrationswerte für die Beurteilung der Einwirkungen von belasteten Standorten auf die Gewässer
1 Für die Beurteilung der Einwirkungen von belasteten Standorten auf die Gewässer gelten die Konzentrationswerte der nachfolgenden Tabelle. Sind für Stoffe, die Gewässer verunreinigen können und mit denen ein Standort belastet ist, keine Konzentrationswerte festgelegt, so legt die Behörde solche mit Zustimmung des BAFU im Einzelfall nach den Vorschriften der Gewässerschutzgesetzgebung fest.
2 Wenn sich die Beurteilung auf das Eluat des Materials des Standortes bezieht, so gelten die folgenden Anforderungen an die Probenahme, die Herstellung der Eluate und deren Analyse:
Die Anzahl der Proben und die Entnahmestellen sind so festzulegen, dass die Proben repräsentativ für die Belastung des Standortes sind.
Das Eluat ist mit einem Säulenversuch herzustellen. Als Elutionsmittel ist sauerstofffreies deionisiertes Wasser zu verwenden. Dieses muss die Säule in der Regel von unten nach oben und bei einer definierten Durchflussrate durchströmen. Das Eluat darf vor der Analyse in der Regel weder zentrifugiert noch durch Mikrofilter filtriert werden.
Das Eluat muss nur im Hinblick auf diejenigen Stoffe analysiert werden, mit deren Vorkommen am Standort auf Grund der historischen Untersuchung zu rechnen ist. Werden bloss Summenparameter analysiert, so gilt als Beurteilungskriterium stets der niedrigste Konzentrationswert der Einzelstoffe.
3 Können bei Standorten mit besonders heterogenen Belastungen (z.B. Ablagerungsstandorte) Proben aus dem Sickerwasser entnommen werden, können diese als Eluat betrachtet werden.
4 Zur Beurteilung der Einwirkungen leichtflüchtiger Stoffe2 wird das Sickerwasser als Eluat betrachtet; können keine Sickerwasserproben entnommen werden, wird die Sickerwasserkonzentration auf Grund von Messungen der Porenluftkonzentrationen berechnet.
5 Auf die Durchführung eines Eluatversuches nach Absatz 2 kann verzichtet werden, wenn die Unter- oder Überschreitung der Konzentrationswerte im Eluat des Materials auf Grund anderer Angaben festgestellt werden kann, wie Zusammensetzung und Herkunft des Materials des Standortes, Summenparameter, ökotoxikologische Untersuchungen oder die rechnerische Herleitung aus Gesamtgehalten.
6 Das Bundesamt erlässt Richtlinien über die Probenahmen, die Herstellung der Eluate und deren Analyse sowie über die Beurteilung der Einwirkungen leichtflüchtiger Stoffe.
Nitrit**
Summe (C5–C10)
1,1-Dichlorethan*
1,2-Dichlorethan (EDC)*
1,1-Dichlorethen*
1,2-Dichlorethene*
Dichlormethan (Methylenchlorid, DCM)*
1,2-Dichlorpropan*
Tetrachlormethan (Tetrachlorkohlenstoff)*
1,1,1-Trichlorethan*
Trichlorethen (Tri)*
Trichlormethan (Chloroform)*
Vinylchlorid*
Polychlorierte Biphenyle (PCB)b
Monocyclische aromatische Kohlenwasserstoffe (BTEX)
Benzol*
2-Methylphenol (o-Kresol)
3-Methylphenol (m-Kresol)
4-Methylphenol (p-Kresol)
PCB: die Summe der 6 Einzelisomere 28, 52, 101, 138, 153 und 180 multipliziert mit dem Faktor 4,3 darf den Konzentrationswert nicht überschreiten.
c In diesen Konzentrationen im Eluat normalerweise nicht feststellbar.
* Wird nach Absatz 4 beurteilt.
** Gilt nur für oberirdische Gewässer.
1 Bereinigt gemäss Anhang Ziff. II 2 der V vom 26. Sept. 2008 über die Abgabe zur Sanierung von Altlasten (AS 2008 4771), Ziff. II der V vom 9. Mai 2012 (AS 2012 2905) und vom 22. März 2017, in Kraft seit 1. Mai 2017 (AS 2017 2589).
2 In der Tabelle mit *) gekennzeichnet.
Konzentrationswerte für die Beurteilung der Porenluft belasteter Standorte
1 Für die Beurteilung von Porenluft belasteter Standorte gelten die Konzentrationswerte der nachfolgenden Tabelle. Verursacht der Standort Emissionen, für die keine Konzentrationswerte bestehen, namentlich Gerüche oder Staub, so ist er sanierungsbedürftig, wenn die Emissionen zu übermässigen Immissionen im Sinne der Luftreinhalte-Verordnung vom 16. Dezember 19851 führen können.
2 Für die Probenahmen und die Durchführung der Porenluftanalysen gelten folgende Anforderungen:
Die Probenahmen müssen anhand von Bodengassonden an einer für die Belastung des Standortes repräsentativen Anzahl von Messstellen erfolgen. Es muss sichergestellt werden, dass bei den Probenahmen keine Fremdluft angesaugt wird.
In der Porenluft müssen nur diejenigen Stoffe analysiert werden, mit deren Vorkommen am Standort auf Grund der historischen Untersuchung zu rechnen ist. Werden bloss Summenparameter analysiert, so gilt als Beurteilungskriterium stets der niedrigste Konzentrationswert der Einzelstoffe.
3 Auf die Entnahme von Porenluftproben kann verzichtet werden, wenn ein anderweitiger Nachweis vorliegt, dass die Konzentrationswerte in der Porenluft nicht überschritten werden können, namentlich auf Grund der genauen Kenntnis der Zusammensetzung und Herkunft des Materials des Standortes.
4 Das Bundesamt erlässt Richtlinien über die Probenahmen und die Durchführung der Porenluftanalysen.
Benzin (aromatenfrei)
Leichtbenzin (Aromatengehalt 0–10 Vol.-%)
Konzentrationswerte für die Beurteilung der Sanierungsbedürftigkeit von Böden
Für die Beurteilung der Sanierungsbedürftigkeit von Böden gelten die Konzentrationswerte der nachfolgenden Tabellen. Sind für Stoffe, die Böden verunreinigen können und mit denen ein Standort belastet ist, keine Konzentrationswerte festgelegt, so legt die Behörde solche mit Zustimmung des BAFU im Einzelfall nach den Vorschriften der Umweltschutzgesetzgebung fest.
1 Standorte bei landwirtschaftlicher oder gartenbaulicher Nutzung
Polycyclische aromatische Kohlenwasserstoffe (PAK)*
* 16 EPA-PAK: Naphthalin, Acenaphthylen, Acenaphthen, Fluoren, Phenanthren, Anthracen, Fluoranthen, Pyren, Benz[a]anthracen, Chrysen, Benzo[a]pyren, Benzo[b]fluoranthen, Benzo[k]fluoranthen, Dibenz[a,h]anthracen, Benzo[g,h,i]perylen, Indeno[1,2,3-c,d]pyren
2 Standorte bei Haus- und Familiengärten, Kinderspielplätzen und Anlagen, auf denen Kinder regelmässig spielen
Aliphatische Kohlenwasserstoffe C11–C40
* 7 LCKW: Dichlormethan, Trichlormethan, Tetrachlormethan, cis-1,2-Dichlorethylen, 1,1,1- Trichlorethan, Trichlorethylen (Tri), Tetrachlorethylen (Per)
** 6 PCB-Kongenere × 4.3: Nr. 28, 52, 101, 138, 153, 180
*** C5- bis C10-KW: Fläche FID-Chromatogramm zwischen n-Pentan und n-Decan, multipliziert mit dem Response Faktor von n-Hexan, minus BTEX
**** 6BTEX: Benzol, Toluol, Ethylbenzol, o-Xylol, m-Xylol, p-Xylol
***** «16 EPA-PAK: Naphthalin, Acenaphthylen, Acenaphthen, Fluoren, Phenanthren, Anthracen, Fluoranthen, Pyren, Benz[a]anthracen, Chrysen, Benzo[a]pyren, Benzo[b]fluoranthen, Ben zo[k]fluoranthen, Dibenz[a,h]anthracen, Benzo[g,h,i]perylen, Indeno[1,2,3-c,d]pyren
1 Eingefügt durch Anhang Ziff. II 2 der V vom 26. Sept. 2008 über die Abgabe zur Sanierung von Altlasten (AS 2008 4771). Bereinigt gemäss Ziff. II der V vom 9. Mai 2012 (AS 2012 2905) und Ziff. I der V vom 14. Jan. 2015, in Kraft seit 1. März 2015 (AS 2015 317).
Ordonnance sur l’assainissement des sites pollués
(Ordonnance sur les sites contaminés, OSites1)
du 26 août 1998 (Etat le 1er mai 2017)
vu les art. 32c, al. 1, deuxième phrase, et 39, al. 1, de la loi du 7 octobre 19832 sur la protection de l’environnement (LPE),
1 La présente ordonnance vise à garantir que les sites pollués seront assainis s’ils causent des atteintes nuisibles ou incommodantes à l’environnement, ou s’il existe un danger concret que de telles atteintes apparaissent.
2 Elle règle les modalités du traitement des sites pollués selon les étapes suivantes:
recensement des sites pollués et établissement d’un cadastre;
détermination des besoins de surveillance et d’assainissement;
évaluation des buts et de l’urgence de l’assainissement;
fixation des mesures d’investigation, de surveillance et d’assainissement.
1 On entend par sites pollués les emplacements d’une étendue limitée pollués par des déchets. Ces sites comprennent:
les sites de stockage définitifs: décharges désaffectées ou encore exploitées et tout autre lieu de stockage définitif de déchets; sont exclus les sites dans lesquels sont déposés exclusivement des matériaux d’excavation et des déblais non pollués;
les aires d’exploitations: sites pollués par des installations ou des exploitations désaffectées ou encore exploitées dans lesquelles ont été utilisées des substances dangereuses pour l’environnement;
les lieux d’accident: sites pollués à la suite d’événements extraordinaires, pannes d’exploitation y comprises.
2 Les sites pollués nécessitent un assainissement s’ils engendrent des atteintes nuisibles ou incommodantes ou s’il existe un danger concret que de telles atteintes apparaissent.
3 Les sites contaminés sont des sites pollués qui nécessitent un assainissement.
1RO 1999 2251
Art. 3 Création et transformation de constructions et d’installations
Les sites pollués ne peuvent être modifiés par la création ou la transformation de constructions et d’installations que:
s’ils ne nécessitent pas d’assainissement et si le projet n’engendre pas de besoin d’assainissement; ou
si le projet n’entrave pas de manière considérable l’assainissement ultérieur des sites ou si ces derniers, dans la mesure où ils sont modifiés par le projet, sont assainis en même temps.
Art. 4 Exigences générales relatives aux mesures à prendre
Les mesures d’investigation, de surveillance et d’assainissement prises en vertu de la présente ordonnance doivent correspondre à l’état de la technique et être consignées par les personnes qui sont tenues de les prendre.
Section 2 Cadastre des sites pollués
Art. 5 Etablissement du cadastre
1 L’autorité recense les sites pollués en dépouillant les données disponibles telles que cartes, inventaires et informations. Elle peut demander des renseignements aux détenteurs des sites ou à des tiers.
2 Elle communique au détenteur les données qu’elle prévoit d’inscrire au cadastre et lui donne la possibilité de se prononcer et de fournir des éclaircissements. A la demande du détenteur, elle rend une décision en constatation.
3 Elle inscrit au cadastre les sites dont la pollution est établie ou très probable selon les al. 1 et 2. L’inscription doit renseigner dans la mesure du possible sur:
la période de stockage des déchets, la période d’exploitation ou la date de l’accident;
les investigations et les mesures de protection de l’environnement déjà réalisées;
les domaines de l’environnement menacés;
les événements particuliers tels que l’incinération de déchets, les glissements de terrain, les inondations, les incendies ou les accidents majeurs.
4 Sur la base des indications figurant dans le cadastre, en particulier de celles qui concernent les types de déchets déposés sur le site et leur quantité, l’autorité classe les sites pollués en deux catégories:
les sites pour lesquels on ne s’attend à aucune atteinte nuisible ou incommodante, et
les sites pour lesquels il faut procéder à une investigation afin de déterminer s’ils nécessitent une surveillance ou un assainissement.
5 L’autorité établit une liste de priorités pour l’exécution des investigations. Ce faisant, elle tient compte, selon les informations figurant dans le cadastre, du type et de la quantité de déchets déposés sur le site pollué, de la possibilité de dissémination de substances ainsi que de l’importance des domaines de l’environnement concernés.
Art. 6 Gestion du cadastre
1 L’autorité complète le cadastre par des indications sur:
la nécessité d’assainir ou de surveiller le site;
les buts et l’urgence de l’assainissement;
les mesures qu’elle a prises ou prescrites en vue de protéger l’environnement.
2 Elle supprime l’inscription d’un site pollué au cadastre:
si les investigations démontrent qu’il n’est pas pollué par des substances dangereuses pour l’environnement, ou
si les substances dangereuses pour l’environnement ont été éliminées.
Art. 6a1Coordination avec les plans directeurs et les plans d’affectation
L’autorité tient compte du cadastre lors de l’établissement des plans directeurs et des plans d’affectation.
1 Introduit par le ch. 9 de l’annexe 6 à l’O du 4 déc. 2015 sur les déchets, en vigueur depuis le 1er janv. 2016 (RO 2015 5699).
Section 3 Besoins de surveillance et d’assainissement
Art. 7 Investigation préalable
1 Sur la base de la liste de priorités, l’autorité demande qu’une investigation préalable des sites nécessitant une investigation soit effectuée dans un délai approprié; cette opération comprend généralement une investigation historique et une investigation technique. Celles-ci permettent d’identifier les données nécessaires pour apprécier les besoins de surveillance et d’assainissement (art. 8) et de les évaluer du point de vue de la mise en danger de l’environnement (estimation de la mise en danger).
2 L’investigation historique permet d’identifier les causes probables de la pollution du site, en particulier:
les événements ainsi que l’évolution des activités sur le site dans l’espace et le temps;
les procédés au cours desquels des substances dangereuses pour l’environnement ont été utilisées.
3 Un cahier des charges mentionnant l’objet et l’ampleur de l’investigation technique ainsi que les méthodes utilisées est établi sur la base de l’investigation historique. Il est soumis à l’autorité pour avis.
4 L’investigation technique sert à identifier le type et la quantité de substances présentes sur le site, leur possibilité de dissémination ainsi que l’importance des domaines de l’environnement concernés.
Art. 8 Appréciation des besoins de surveillance et d’assainissement
1 L’autorité examine, sur la base de l’investigation préalable, si le site pollué nécessite une surveillance ou un assainissement en vertu des art. 9 à 12. Ce faisant, elle tient compte des atteintes causées par d’autres sites pollués ou par des tiers.
2 Elle mentionne dans le cadastre que le site pollué:
nécessite une surveillance;
nécessite un assainissement (site contaminé);
ne nécessite ni surveillance ni assainissement.
Art. 9 Protection des eaux souterraines
1 Un site pollué nécessite une surveillance du point de vue de la protection des eaux souterraines, sous réserve de l’al. 1bis:
si le lixiviat des matériaux présents sur le site dépasse la valeur de concentration mentionnée à l’annexe 1;
si, dans les eaux souterraines situées dans le secteur Au de protection des eaux, la concentration des substances s’écoulant du site dépasse, en aval à proximité du site, 10 % de la valeur de concentration mentionnée à l’annexe 1; ou
si, dans les eaux souterraines situées hors du secteur Au de protection des eaux, la concentration des substances s’écoulant du site dépasse, en aval à proximité du site, 40 % de la valeur de concentration mentionnée à l’annexe 1.1
1bis Si une surveillance de plusieurs années révèle que, en raison des caractéristiques du site et de l’évolution des concentrations de polluants au cours du temps, le site ne nécessitera très probablement pas d’assainissement selon l’al. 2, la surveillance du site n’est plus nécessaire.2
2 Un site pollué nécessite un assainissement du point de vue de la protection des eaux souterraines:
si, dans les captages d’eaux souterraines destinés à l’usage public, on constate la présence, dans des concentrations dépassant le seuil de quantification, de substances provenant du site susceptibles de polluer les eaux;
si, dans les eaux souterraines situées dans le secteur Au5 de protection des eaux, la concentration des substances s’écoulant du site dépasse, en aval à proximité du site, la moitié de la valeur de concentration mentionnée dans l’annexe 1;
si, dans les eaux souterraines situées hors du secteur Au de protection des eaux, la concentration des substances s’écoulant du site dépasse, en aval à proximité du site, le double de la valeur de concentration mentionnée dans l’annexe 1; ou
si, selon l’al. 1, let. a, le site nécessite une surveillance et qu’il présente un danger concret de pollution des eaux souterraines en raison d’une rétention ou d’une dégradation insuffisante des substances provenant du site.
1 Nouvelle teneur selon le ch. I à l’O du 9 mai 2012, en vigueur depuis le 1er août 2012 (RO 2012 2905).
2 Introduit par le ch. I à l’O du 9 mai 2012, en vigueur depuis le 1er août 2012 (RO 2012 2905).
3 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 22 mars 2017, en vigueur depuis le 1er mai 2017 (RO 2017 2589).
4 Nouvelle teneur selon le ch. 5 de l’annexe 5 à l’O du 28 oct. 1998 sur la protection des eaux, en vigueur depuis le 1er janv. 1999 (RO 1998 2863).
5 Conformément à l’art. 29 al. 1 let. a à l’O du 28 oct. 1998 sur la protection des eaux (RS 814.201).
6 Nouvelle teneur selon le ch. 5 de l’annexe 5 à l’O du 28 oct. 1998 sur la protection des eaux, en vigueur depuis le 1er janv. 1999 (RO 1998 2863).
Art. 10 Protection des eaux de surface
1 Un site pollué nécessite une surveillance du point de vue de la protection des eaux de surface, sous réserve de l’al. 1bis:1
si le lixiviat des matériaux présents sur le site, susceptible de porter atteinte à des eaux de surface, dépasse la valeur de concentration mentionnée à l’annexe 1; ou
si, dans l’eau qui s’écoule dans des eaux de surface, la concentration des substances provenant du site dépasse la valeur de concentration mentionnée à l’annexe 1.
2 Un site pollué nécessite un assainissement du point de vue de la protection des eaux de surface:
si, dans l’eau qui s’écoule dans des eaux de surface, la concentration des substances provenant du site dépasse dix fois la valeur de concentration mentionnée à l’annexe 1; ou
si, selon l’al. 1, let. a, le site nécessite une surveillance et qu’il présente un danger concret de pollution des eaux de surface en raison d’une rétention ou d’une dégradation insuffisante des substances provenant du site.
Art. 111Protection contre la pollution atmosphérique
1 Un site pollué nécessite une surveillance du point de vue de la protection des personnes contre la pollution atmosphérique si l’air interstitiel dépasse la valeur de concentration mentionnée à l’annexe 2 et si les émissions dégagées par le site peuvent atteindre des lieux dans lesquels des personnes peuvent se trouver régulièrement pendant une période prolongée.
2 Un site pollué nécessite un assainissement du point de vue de la protection des personnes contre la pollution atmosphérique si l’air interstitiel dépasse la valeur de concentration mentionnée à l’annexe 2 et si les émissions dégagées par le site atteignent des lieux dans lesquels des personnes peuvent se trouver régulièrement pendant une période prolongée.
1 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 22 mars 2017, en vigueur depuis le 1er mai 2017 (RO 2017 2589).
Art. 121Protection contre les atteintes portées aux sols
1 Un sol qui constitue un site pollué ou une partie de site pollué nécessite un assainissement lorsqu’une substance qu’il contient dépasse la valeur de concentration correspondante fixée à l’annexe 3. Cela s’applique aussi aux sols faisant déjà l’objet d’une restriction d’utilisation.
2 Les sols qui ne nécessitent pas un assainissement au sens de l’al. 1, même s’ils constituent un site pollué ou une partie de site pollué, et les atteintes portées aux sols par les sites pollués sont évalués selon l’ordonnance du 1er juillet 1998 sur les atteintes portées aux sols2.
1 Nouvelle teneur selon le ch. II 2 de l’annexe à l’O du 26 sept. 2008 relative à la taxe pour l’assainissement des sites contaminés, en vigueur depuis le 1er janv. 2009 (RO 2008 4771).
Art. 13 Démarche de l’autorité
1 Si un site pollué nécessite une surveillance, l’autorité exige que soit établi un plan de surveillance et que soient prises les mesures permettant d’identifier un danger concret d’atteintes nuisibles ou incommodantes avant que celui-ci ne se présente. Les mesures de surveillance doivent être appliquées jusqu’à ce que les besoins de surveillance visés aux art. 9 à 12 aient disparu.1
2 Si un site pollué nécessite un assainissement (site contaminé), l’autorité demande:
qu’une investigation de détail soit effectuée dans un délai approprié;
que le site soit surveillé jusqu’à la fin de l’assainissement.
Section 4 Buts et urgence de l’assainissement
Art. 14 Investigation de détail
1 Pour apprécier les buts et l’urgence de l’assainissement, les données suivantes sont identifiées dans le détail et évaluées sur la base d’une estimation de la mise en danger:
type, emplacement, quantité et concentration des substances dangereuses pour l’environnement présentes sur le site pollué;
type des atteintes à l’environnement effectives et possibles, charge et évolution de ces atteintes dans le temps;
emplacement et importance des domaines environnementaux menacés.
2 Si les résultats de l’investigation de détail divergent fortement de ceux de l’investigation préalable, l’autorité réexamine si le site doit être assaini ou non selon les art. 9 à 12.
Art. 15 Buts et urgence de l’assainissement
1 L’assainissement a pour but d’éliminer les atteintes, ou les dangers concrets d’apparition de telles atteintes, qui ont été à l’origine des besoins d’assainissement visés aux art. 9 à 12.
2 Quand l’assainissement vise à protéger les eaux souterraines, on s’écartera de ce but:
si, ce faisant, on réduit globalement la pollution de l’environnement;
si cela permet d’éviter des coûts disproportionnés; et
si l’utilisation des eaux souterraines situées dans le secteur Au de protection des eaux est garantie ou si les eaux de surface en liaison hydraulique avec les eaux souterraines situées hors du secteur Au de protection des eaux satisfont aux exigences relatives à la qualité des eaux formulées dans la législation sur la protection des eaux.
3 Quand l’assainissement vise à protéger les eaux de surface, on s’écartera du but:
si les eaux satisfont aux exigences relatives à la qualité des eaux formulées dans la législation sur la protection des eaux.
4 Les assainissements sont particulièrement urgents lorsqu’une utilisation existante est entravée ou directement menacée.
5 Sur la base de l’investigation de détail, l’autorité évalue les buts et l’urgence de l’assainissement.
1 Nouvelle teneur selon le ch. 5 de l’annexe 5 à l’O du 28 oct. 1998 sur la protection des eaux, en vigueur depuis le 1er janv. 1999 (RO 1998 2863).
Section 5 Assainissement
Art. 161Mesures d’assainissement
1 Le but de l’assainissement doit être atteint par des mesures qui permettent:
d’éliminer les substances dangereuses pour l’environnement (décontamination); ou
d’empêcher et de surveiller durablement la dissémination des substances dangereuses dans l’environnement (confinement).
2 Abrogé par le ch. I de l’O du 22 mars 2017, avec effet au 1er mai 2017 (RO 2017 2589).
Art. 17 Projet d’assainissement
L’autorité exige qu’un projet d’assainissement soit élaboré pour les sites contaminés en fonction de l’urgence de l’assainissement. Ce projet décrit notamment:
les mesures d’assainissement, y compris les mesures de surveillance et d’élimination des déchets, ainsi que l’efficacité des mesures, le suivi et le temps nécessaire;
les effets des mesures prévues sur l’environnement;
les dangers subsistant pour l’environnement après l’assainissement;
les parts de responsabilité des personnes impliquées par rapport au site contaminé si la personne tenue d’assainir le site exige une décision sur la répartition des coûts (art. 32d, al. 31, LPE).
1 Actuellement al. 4.
Art. 18 Détermination des mesures à prendre
1 L’autorité évalue le projet d’assainissement. Ce faisant, elle tient compte en particulier:
de l’effet des mesures sur l’environnement;
de l’efficacité à long terme de ces mesures;
des dangers que représente le site pollué pour l’environnement avant et après l’assainissement;
si la décontamination est incomplète, de la possibilité de contrôler les mesures et de combler les lacunes, ainsi que d’assurer les moyens nécessaires pour les mesures prévues;
de ce que les conditions permettant de s’écarter de l’objectif fixé pour l’assainissement en vertu de l’art. 15, al. 2 et 3, sont remplies ou non.
2 Se basant sur l’évaluation, elle rend une décision fixant en particulier:
les buts définitifs de l’assainissement;
les mesures d’assainissement, le suivi ainsi que les délais à respecter;
les autres charges et conditions à remplir pour la protection de l’environnement.
Art. 191Suivi
Les personnes tenues d’assainir le site doivent informer l’autorité des mesures d’assainissement prises et prouver que les objectifs de l’assainissement ont été atteints. L’autorité prend position.
Section 6 Obligation de prendre des mesures d’investigation, de surveillance et d’assainissement
1 Les mesures d’investigation, de surveillance et d’assainissement doivent être exécutées par le détenteur du site pollué.
2 L’autorité peut obliger des tiers à procéder à l’investigation préalable, à exécuter les mesures de surveillance ou à effectuer l’investigation de détail lorsqu’il y a lieu de penser que leur comportement est à l’origine de la pollution du site.
3 Elle peut, avec l’accord du détenteur, obliger des tiers à élaborer le projet d’assainissement et à exécuter les mesures d’assainissement lorsque leur comportement est à l’origine de la pollution du site.
Art. 211Exécution
1 Les cantons exécutent la présente ordonnance, à moins que celle-ci ne confie l’exécution à la Confédération. Ils notifient à l’OFEV pour la fin de l’année civile les données mentionnées à l’art. 5, al. 3 et 5, et à l’art. 6, ainsi que celles mentionnées à l’art. 17 pour les sites assainis.23
1bis L’OFEV évalue les données et informe régulièrement le public sur l’état de la gestion des sites contaminés.4
2 Lorsque les autorités fédérales appliquent d’autres lois fédérales, des accords internationaux ou des décisions internationales qui touchent des objets relevant de la présente ordonnance, elles exécutent également la présente ordonnance. La collaboration de l’office et des cantons est régie par l’art. 41, al. 2 et 4, LPE; les dispositions légales sur l’obligation de garder le secret sont réservées. Lorsque les autorités fédérales renoncent à rendre une décision pour fixer des mesures d’assainissement (art. 23, al. 3), elles consultent les cantons concernés au sujet des mesures prévues.5
3 Les autorités fédérales définissent la marche à suivre pour le classement des sites pollués (art. 5, al. 4), l’établissement d’une liste de priorités (art. 5, al. 5) et la suppression d’une inscription au cadastre (art. 6, al. 2).6
4 Elles renseignent régulièrement les cantons concernés sur les indications figurant dans le cadastre (art. 5 et 6). Ceux-ci inscrivent dans leur cadastre une annotation renvoyant aux sites pollués correspondants.
1 Nouvelle teneur selon le ch. II 16 à l’O du 2 fév. 2000 relative à la loi fédérale sur la coordination et la simplification des procédures de décision, en vigueur depuis le 1er mars 2000 (RO 2000 703).
2 Nouvelle teneur de la phrase selon le ch. I de l’O du 22 mars 2017, en vigueur depuis le 1er mai 2017 (RO 2017 2589).
3 Nouvelle teneur selon le ch. II 2 de l’annexe à l’O du 26 sept. 2008 relative à la taxe pour l’assainissement des sites contaminés, en vigueur depuis le 1er janv. 2009 (RO 2008 4771).
4 Introduit par le ch. II 2 de l’annexe à l’O du 26 sept. 2008 relative à la taxe pour l’assainissement des sites contaminés, en vigueur depuis le 1er janv. 2009 (RO 2008 4771).
5 Nouvelle teneur selon le ch. I 2 à l’O du 29 juin 2011, en vigueur depuis le 1er août 2011 (RO 2011 3379).
6 Nouvelle teneur selon le ch. I 2 à l’O du 29 juin 2011, en vigueur depuis le 1er août 2011 (RO 2011 3379).
1 Abrogé par le ch. II 16 à l’O du 2 fév. 2000 relative à la loi fédérale sur la coordination et la simplification des procédures de décision, en vigueur depuis le 1er mars 2000 (RO 2000 703).
Art. 23 Collaboration avec les personnes concernées
1 Pour l’exécution de la présente ordonnance, les autorités collaborent avec les personnes directement concernées. Elles examinent en particulier l’opportunité d’appliquer, pour l’exécution de la présente ordonnance, les mesures prévues dans les accords conclus de plein gré par les secteurs économiques.
2 Les autorités s’attachent à s’entendre avec les personnes directement concernées sur les évaluations à effectuer et sur les mesures à prendre pour satisfaire aux exigences de la présente ordonnance. A cet effet, elles consultent le plus tôt possible les personnes directement concernées.
3 Elles peuvent renoncer à rendre des décisions si l’exécution des mesures d’investigation, de surveillance et d’assainissement requises est assurée d’une autre manière.
Art. 24 Dérogation aux règles de procédure
Il peut être dérogé à la procédure régie par la présente ordonnance lorsque:
des mesures d’urgence sont nécessaires pour protéger l’environnement;
les besoins de surveillance ou d’assainissement, ou les mesures à prendre, peuvent être évalués sur la base d’informations déjà disponibles;
un site pollué est modifié par la création ou la transformation d’une construction ou d’une installation;
des mesures adoptées de plein gré par les personnes directement concernées garantissent que la présente ordonnance sera exécutée de façon équivalente.
Art. 25 Directives
Pour élaborer des directives concernant l’application de la présente ordonnance, l’office collabore avec les cantons et les organisations économiques concernées.
Art. 25a1Géoinformation
L’office prescrit les modèles de géodonnées et les modèles de représentation minimaux pour les géodonnées de base visées par la présente ordonnance, lorsqu’il est désigné comme service spécialisé de la Confédération dans l’annexe 1 de l’ordonnance du 21 mai 2008 sur la géoinformation2.
1 Introduit par le ch. 11 de l’annexe 2 à l’O du 21 mai 2008 sur la géoinformation, en vigueur depuis le 1er juil. 2008 (RO 2008 2809).
1 Les mod. peuvent être consultées au RO 1998 2261.
Art. 27 Disposition transitoire
Le cadastre (art. 5) devra être établi d’ici au 31 décembre 2003.
Valeurs de concentration pour l’évaluation des atteintes portées aux eaux par les sites pollués
1 Pour évaluer les atteintes portées aux eaux par les sites pollués, on se basera sur les valeurs de concentration indiquées dans le tableau ci-après. Si aucune valeur de concentration n’a été déterminée pour certaines substances pouvant polluer les eaux et se trouvant sur un site, l’autorité fixe les valeurs requises au cas par cas en accord avec l’OFEV, selon les prescriptions de la législation sur la protection des eaux.
2 Si l’évaluation se réfère au lixiviat des matériaux présents sur le site, le prélèvement d’échantillons, la préparation et l’analyse des lixiviats seront soumis aux exigences suivantes:
on choisira le nombre d’échantillons et le lieu où ils seront prélevés de sorte que les échantillons soient représentatifs de la pollution du site;
le lixiviat sera préparé au moyen d’un essai de lixiviation sur colonne. Comme agent de lixiviation, on utilisera de l’eau désionisée et désoxygénée. Celle-ci devra en principe traverser la colonne de bas en haut à un débit donné. Le lixiviat ne devra être en général ni centrifugé ni filtré par un microfiltre avant l’analyse;
le lixiviat ne devra être analysé que du point de vue des substances qu’il faut s’attendre à trouver sur le site sur la base de l’investigation historique. Si l’on analyse uniquement des paramètres totaux, le critère d’évaluation valable sera toujours la valeur de concentration la plus basse des différentes substances.
3 S’il est possible de prélever des échantillons de l’eau de percolation sur des sites à pollution particulièrement hétérogène (p. ex. les sites de stockage définitifs), ces échantillons pourront être considérés comme des lixiviats.
4 Pour évaluer les atteintes causées par des substances volatiles2, on considère l’eau de percolation comme lixiviat; s’il n’est pas possible de prélever des échantillons de l’eau de percolation, la concentration de cette dernière sera calculée à partir des mesures de la concentration de l’air interstitiel.
5 Il est possible de renoncer à une analyse du lixiviat selon l’al. 2 lorsque l’on peut constater, sur la base d’autres indications telles que la composition ou la provenance des matériaux présents sur le site, les paramètres totaux, les analyses écotoxicologiques ou les déductions mathématiques à partir des teneurs globales, que la valeur de concentration a été dépassée ou non.
6 L’office édicte des directives sur le prélèvement d’échantillons, la préparation des lixiviats et leur analyse ainsi que sur l’évaluation des atteintes par des substances volatiles.
Valeur de concentration
0,01 mg Sb/l
0,05 mg As/l
0,05 mg Pb/l
0,005 mg Cd/l
0,02 mg CrVI/l
1,5 mg Cu/l
0,7 mg Ni/l
0,001 mg Hg/l
0,1 mg Ag/l
0,5 mg NH4+/l
0,05 mg CN-/l
1,5 mg F-/l
0,1 mg NO2-/l
Hydrocarbures aliphatiques: somme (C5–C10)
1,2-dibrométhane (EDB)
0,05 µg/l a
1,1-dichloréthane*
1,2-dichloréthane (EDC)*
1,1-dichloréthène*
1,2-dichloréthènes*
Dichlorométhane (chlorure de méthylène, DCM)*
Tétrachloréthène (Per)
Tétrachlorométhane (tétrachlorure de carbone)*
1,1,1-trichloréthane*
Trichloréthène (Tri)*
Trichlorméthane (chloroforme)*
Chlorure de vinyle*
diphényles polychlorés (PCB) b
Hydrocarbures aromatiques monocycliques (BTEX)
Benzène*
2-méthylphénol (o-crésol)
3-méthylphénol (m-crésol)
4-méthylphénol (p-crésol)
Phénol (C6H6O)
10 mg/l c
Dibenz(a)anthracène
1 mg/l c
0,5 µg/l c
PCB: la somme des 6 isomères 28, 52, 101, 138, 153 et 180 multipliée par 4.3 ne doit pas dépasser la valeur de concentration.
En principe indécelable dans le lixiviat à de telles concentrations.
Evalué selon l’al. 4
** Ne s’applique qu’aux eaux de surface.
1 Mise à jour selon le ch. II 2 de l’annexe à l’O du 26 sept. 2008 relative à la taxe pour l’assainissement des sites contaminés (RO 2008 4771), le ch. II des O du 9 mai 2012 (RO 2012 2905) et du 22 mars 2017, en vigueur depuis le 1er mai 2017 (RO 2017 2589).
2 Signalées par un * dans le tableau
Valeurs de concentration pour l’évaluation de l’air interstitiel des sites pollués
1 Pour évaluer l’air interstitiel des sites pollués, on se basera sur les valeurs de concentration du tableau ci-après. Si le site dégage des émissions pour lesquelles aucune valeur de concentration n’a été déterminée, par exemple des odeurs ou de la poussière, il nécessite un assainissement lorsque les émissions risquent de devenir des immissions excessives au sens de l’ordonnance du 16 décembre 19851 sur la protection de l’air.
2 Le prélèvement d’échantillons et l’analyse de l’air interstitiel sont soumis aux exigences suivantes:
le prélèvement d’échantillons se fera au moyen de sondes pour gaz du sol, à un nombre d’endroits représentatif de la pollution du site. On veillera à ne pas aspirer d’air environnant lors du prélèvement des échantillons;
il suffira d’analyser, dans l’air interstitiel, les substances dont la présence sur le site est probable d’après l’investigation historique. Si l’on analyse uniquement des paramètres totaux, le critère d’évaluation valable sera toujours la valeur de concentration la plus basse des différentes substances.
3 Il est possible de renoncer au prélèvement d’air interstitiel si l’on dispose d’une autre preuve que les valeurs de concentration dans l’air interstitiel ne peuvent pas être dépassées, notamment si l’on connaît exactement la composition et la provenance des matériaux présents sur le site.
4 L’office édicte des directives sur le prélèvement d’échantillons et l’analyse de l’air interstitiel.
Essence (exempte de composants aromatiques)
Essence minérale légère
(teneur en composants aromatiques 0–10 % vol.)
1,1-dichloréthane
1,2-dichloréthane (EDC)
1,1-dichloréthène
1,2-dichloréthène
Trichloréthène (Tri)
Hydocarbures aromatiques polycycliques (HAP)
0,0002 ml/m3
Valeurs de concentration pour l’évaluation du besoin d’assainissement de sols
Pour évaluer le besoin d’assainissement de sols, on se basera sur les valeurs de concentration indiquées dans les tableaux ci-après. Si aucune valeur de concentration n’a été déterminée pour certaines substances pouvant polluer les sols et se trouvant sur un site, l’autorité fixe les valeurs requises au cas par cas en accord avec l’OFEV, selon les prescriptions de la législation sur la protection de l’environnement.
1 Sites utilisés à des fins agricoles ou horticoles
Hydrocarbures aromatiques polycycliques (HAP)*
* 16 HAP selon EPA: naphtalène, acénaphthylène, acénaphthène, fluorène, phénanthrène, anthracène, fluoranthène, pyrène, benzo[a]anthracène, chrysène, benzo[a]pyrène, benzo[b]fluoranthène, benzo[k]fluoranthène, dibenzo[a,h]anthracène, benzo[g,h,i]pérylène, indéno[1,2,3-c,d]pyrène
2 Sites dans les jardins privés et familiaux, sur des places de jeux et d’autres lieux où des enfants jouent régulièrement
Hydrocarbures aliphatiques C11 à C40
7 hydrocarbures chlorés volatils: dichlorométhane, trichlorométhane, tétrachlorométhane, cis-1,2-dichloroéthylène, 1,1,1-trichloroéthane, trichloroéthylène (Tri), tétrachloréthylène (Per)
6 congénères de PCB × 4,3: no 28, 52, 101, 138, 153, 180
HC C5 à C10: surface du chromatogramme FID entre le n-pentane et le n-décane, multipliée par le facteur de réponse du n-hexane, moins BTEX
6BTEX: benzène, toluène, éthylbenzène, o-xylène, m-xylène, p-xylène
***** 16 HAP selon EPA: naphtalène, acénaphthylène, acénaphthène, fluorène, phénanthrène, anthracène, fluoranthène, pyrène, benzo[a]anthracène, chrysène, benzo[a]pyrène, benzo[b]fluoranthène, benzo[k]fluoranthène, dibenzo[a,h]anthracène, benzo[g,h,i]pérylène, indéno[1,2,3-c,d]pyrène
1 Introduite par le ch. II 2 de l’annexe à l’O du 26 sept. 2008 relative à la taxe pour l’assainissement des sites contaminés (RO 2008 4771). Mise à jour par le ch. II à l’O du 9 mai 2012 (RO 2012 2905) et le ch. I à l’O du 14 janv. 2015, en vigueur depuis le 1er mars 2015 (RO 2015 317).
RO 1998 2261
1RO 1998 28282 RS 814.01
0.05 g/la
0.5 g/l3
* 16 EPA PAHs: napthalene, acenaphthylene, acenaphthene, fluorene, phenanthrene, anthracene, fluoranthene, pyrene, benz[a]anthracene, chrysene, benzo[a]pyrene, benzo[b]fluoranthene, benzo[k]fluoranthene, dibenz[a,h]anthracene, benzo[g,h,i]perylene, indeno[1,2,3-c,d]pyrene
7 volatile chlorinated hydrocarbons: dichloromethane, trichloromethane, tetrachloromethane, cis-1,2-dichloroethylene, 1,1,1-trichloroethane, trichloroethylene (TCE), tetrachlorethylene (PERC)
6 PCB congeners × 4.3: no. 28, 52, 101, 138, 153, 180
C5- to C10 hydrocarbons: area of the FID-chromatogram between n-pentane and n—decane, multiplied by the response factor of n-hexane, minus BTEX
6 BTEX: benzene, toluene, ethylbenzene, o-xylene, m-xylene, p-xylene
***** 16 EPA PAHs: napthalene, acenaphthylene, acenaphthene, fluorene, phenanthrene, anthracene, fluoranthene, pyrene, benz-a-anthracene, chrysene, benzo[a]pyrene, benzo[b]fluoranthene, benzo[k]fluoranthene, dibenz[a,h]anthracene, benzo[g,h,i]perylene, indeno[1,2,3-c,d]pyrene