Source: https://corpus15.wordpress.com/2016/05/26/einstein-lart-59-della-costituzione-e-il-premio-nobel-a-tempo/
Timestamp: 2020-01-29 17:16:48+00:00
Document Index: 126232456

Matched Legal Cases: ['art. 59', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 57', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 57', 'art. 57', 'art. 59', 'art. 57']

Einstein e il premio Nobel a tempo – la deforma-Costituzione renzina, l’art. 59 della Costituzione – 249 – cor-pus 15
Postato il 26 maggio 2016 12 giugno 2016 di bortocal15
L’art. 59 della Costituzione e` un articolo minore, e` quello che istituisce i senatori a vita.
Ma proprio perche` cosi` modesto permette di cogliere con piu` chiarezza il carattere improvvisato ed arruffone della deforma-Costituzione renzina.
Costituzione art. 59
.1. È senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.
.2. Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.
Questo articolo e` l’ultima pallida sopravvivenza dell’antico senato di nomina regia, dello Statuto Albertino.
Alla luce delle applicazioni concrete seguite nella storia, appare scritto male.
O meglio, si e` prestato ad abusi perche` la volonta` di stravolgerne il signficato non ha trovato sufficienti argini linguistici nel testo.
Quando qui si parla del Presidente della Repubblica dovrebbe essere chiaro che ci si riferisce alla istituzione e non alle singole persone che la rivestono: in sostanza i senatori a vita dovrebbero essere in totale, in vita, appunto, non piu` di cinque.
Altrimenti si sarebbe dovuto scrivere “ogni” presidente della repubblica, anziche` “il Presidente della Repubblica”: anche le maiuscole indicano che si sta parlando della carica, in quanto tale, spersonalizzata.
Ha fatto invece comodo a qualche presidente imporre l’interpretazione diversa; ed ecco che oggi ogni presidente si sente in diritto di nominare 5 senatori a vita, o anche piu` se nel frattempo qualcuno nominato da lui viene a mancare.
Una revisione, per ridurre questi arbitri numerici, era dunque opportuna.
Berlusconi intervenne sul punto.
nel 2006 aveva il dente avvelenato con i senatori a vita, perche` diedero la maggioranza in senato a Prodi
(ma non l‘aveva nel 2004, quando diedero la maggioranza a lui),
Costituzione art. 59 riforma Berlusconi (in neretto le modifiche o le aggiunte)
.1. È deputato di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.
.2. Il Presidente della Repubblica puo’ nominare deputati a vita cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Il numero totale dei deputati di nomina presidenziale non puo’ in alcun caso essere superiore a tre”.
Tolse agli ex-presidenti della Repubblica di diventare senatori a vita, e trasformo` i senatori a vita in deputati a vita, dimezzandone il potere, visto che li trasferiva in una Camera con un numero di membri doppio e ne dimezzava quasi il numero, riducendoli a tre.
E infine precisava che tre erano da intendere in tutto.
Insomma, una semplificazione, un poco forzata, ma coerente.
Costituzione art. 59 riforma Renzi (in neretto le modifiche o le aggiunte)
.2. Il Presidente della Repubblica può nominare senatori cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Tali senatori durano in carica sette anni e non possono essere nuovamente nominati.
I deputati a vita berlusconiani tornano ad essere senatori.
Ma lo spirito della decisione e` sempre lo stesso: togliere loro potere.
Nel Senato che non da` la fiducia il loro ruolo e` completamente vanificato e quasi soltanto ornamentale.
Ma soprattutto, ecco due decisioni bizzarre.
La prima: l’art. 57 aveva precisato che i senatori nominabili da parte del presidente sono 5.
Questo da` per scontato quel limite?
Ma allora dobbiamo pensare che gli ex-presidenti della repubblica non rientrino nel gruppo dei nominati, ma siano tali per diritto (come nella Costituzione attuale).
Ad ogni buon conto la carica dei nominati dal Presidente della Repubblica dura solo sette anni, e non puo` essere data la seconda volta.
Sette anni non e` una durata casuale, visto che coincide con quella dell’incarico di Presidente della Repubblica.
Insomma, il presidente non sarebbe neppure condizionato dalle nomine fatte dal predecessore.
E avrebbe a disposizione 7 senatori di sua stretta fiducia, un numero non del tutto trascurabile per condizionare gli equilibri politici di un senato che e` formato soltanto da un centinaio di membri.
Spoil system anche nella definizione di chi ha onorato la patria, per meriti altissimi.
E` come se anche il Nobel venisse dato a tempo.
Oppure, se, dato una volta per certi meriti, non potesse essere dato la seconda per altri meriti.
Einstein se lo tenga per detto.
Posted in Berlusconi, Costituzione, RenziContrassegnato da tag art. 59
13 risposte a "Einstein e il premio Nobel a tempo – la deforma-Costituzione renzina, l’art. 59 della Costituzione – 249"
Sono solo 5 i senatori a vita: lo stabilisce il primo comma dell’articolo 57 nella nuova forma. Lo puoi vedere anche qui:https://ivanve1.blogspot.it/2016/05/larticolo-57.html
29 maggio 2016 alle 19:45
ho indubbiamente commesso un errore e correggo il mio post.
mi ero perso per la strada l’art. 57, che pure avevo citato e analizzato.
ma mi pare di non essere stato il solo a dimenticarmene.
secondo l’art. 57 il Senato e` composto da 95 piu` i cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica.
secondo l’art. 59 fanno parte del Senato, a vita, gli ex-presidenti della repubblica.
credo, indipendentemente dalla nomina del Presidente, e questi a vita, mentre quelli nominati dal Presidente restano in carica per sette anni, come lui.
altrimenti si creerebbe un caos ingovernabile…
proviamo ad ammettere per un momento che gli ex-presidenti della repubblica debbano essere considerati fra quelli comunque di nomina presidenziale…
ma come mai gli ex- presidenti non sono nominati nell’art. 57?
questa Costituzione renzina e` scritta davvero con i piedi.
a parte queste considerzioni mi ha fatto molto piacere conoscere il tuo blog e vedere che mi hai anticipato con un lavoro, forse anche piu` accurato del mio, di riscontro puntuale.
rispetto a te, ci ho messo in piu` solo il riferimento alla riforma della Costituzione di Berlusconi, che mi sembra utile per cogliere comunque l’humus culturale da cui nasce anche quella di Renzi.
ed entrambe hanno come ispiratori sullo sfondo da un lato Gelli, dall’altro la JP Morgan.
leggero` con attenzione le tue riflessioni, via via che pubblichero` le mie, finite in questi giorni, e me ne serviro` per scoprire altri errori o punti di vista.
stavo pensando se fare una specie di manualetto, articolo per articolo: sai se esiste gia` qualcosa di simile, oppure ci hai gia` pensato tu?
28 maggio 2016 alle 1:05
Mah! Quindi Einstein è diventato molto ricco! Bel mestiere lavorare x il Nobel!
Sherashemadinottefonda
ahime`, la notizia che Einstein ha vinto il Nobel due volte e` sbagliata, dovuta ad una lettura mia frettolosa di un titolo in internet.
vinsero il nobel due volte, invece:
il valore attuale in denaro del premio e` di circa 900.000 euro: non so se bastino a diventare ricchi nel senso vero e proprio della parola, ma sono sempre una bella sommetta, dai.
buona grigia domenica (grigia almeno qui, a Roma non so).
E mi dai un grande dispiacere perché Einstein e poi ti racconterò per vie traverse la mia parentela con la sua famiglia lo meritava e comunque 900000 più 900000 fanno una bella cifra sono contenta che lo abbia vinto due volte Madame Curie!
Ieri è stato il primo giorno di mare oggi tutto grigio 😪 uuuuhhh
Sheraconunabbracciogrigioappiccicoso
29 maggio 2016 alle 11:27
perche` mai appiccicoso il tuo abbraccio?
pensa che davanti alla mia casa tedesca non viveva un Einstein solo, ma ben quattro, ricordari da una Stolperstein, una pietra d’inciampo, cioe` una targhetta di bronzo incastonata nel marciapiede, e tutti scomparvero nei campi di sterminio.
ne avevo scritto a suo tempo in un post ora cancellato dalla rete, ma che prima o poi ripubblichero`, nel decennale… 🙂
quell’Einstein era, sul piano biografico, un pessimo soggetto va bene cosi`, dai… )
raccontami della tua parentela, piuttosto, mi hai reso curioso…
qui piove tedescamente, cioe` in modo molto organizzato e ostinato: pare che me la sono portata dietro, la pioggia.
Tu sei meglio addentro ne ho scritto nel blog “il cielo cade” o Lorenza Mazzetti e Paola mie carissime zie elettive!
Appiccicoso abbraccio x l ‘afa che ora è pioggerellina!grrrr
sheraconfondilecarte, non ho trovato la funzione CERCA sul tuo blog, ma sono arrivato lo stesso, ingegnandomi, al tuo post, mimetizzato sotto una ricetta di cucina:
https://sherazade2011.wordpress.com/category/lorenza-mazzetti/
allora, fammi riepilogare, per vedere se ho capito: ci sono due bambine, Penny e Baby nel libro Il cielo cade di Lorenza Mazzetti, pubblicato da Sellerio nel 1961 (ma non sono certo i loro veri nomi), che rimangono orfane della mamma Katchen, che muore di parto.
il padre Wilhelm e` cugino di Einstein e grande amico di tuo nonno, e vive in Italia, in Toscana; le bambine, rimaste orfane, vengono allevate da tua nonna, assieme a tua mamma e a tue due zie; tua mamma ha cresciuto in tutto cinque bambine, tre sue e due dell’amico di suo marito; una di queste e` tua mamma, quindi queste diventano per te delle zie adottive, ed erano imparentate con Einstein attraverso il padre.
ma qui mi confondo un poco: leggo che Lorenza Mazzetti, l’autrice del libro, nata a Roma, ha vissuto l’infanzia in Toscana, nella villa della famiglia della zia paterna, sposata a Robert Einstein, cugino di Albert.
devo dunque pensare che il nome del padre nel lbro sia fittizio: non era Wilhelm, ma Robert? oppure si tratta di un secondo e diverso cugino di Einstein?
ma tu parli di un cugino solo.
dunque anche Katchen e` un nome fittizio, immagino.
se il padre di Lorenza Mazzetti era il fratello di quella che viene chiamata Katchen, cioe` della moglie di Robert Einstein, dunque questa doveva essere, invece, italiana e chiamarsi appunto Mazzetti prima di sposarsi ed e` lei che muore di parto.
quindi, in questa storia, ci sono i tuoi nonni, che allevano le due figlie di Robert Einstein, ma ci sono anche i genitori di Lorenza Mazzetti,
tu dici che tuo padre era grande amico del cugino di Einstein, ma tua nonna era anche la zia paterna dell’autrice del libro, dunque la sorella di suo padre, e si chiamava Mazzetti anche lei?
credo di essermi completamente perso, ahi ahi.
Mio nonno Ugo aveva un amico molto intimo Pinin la cui moglie aveva una sorella che aveva sposato il cugino diretto di Einstein!
La moglie di Pinin muore di parto mettendo al mondo due gemelle Paola e Lorenza e siccome mia nonna Renata aveva appena partorito mia mamma praticamente si prese cura anche delle due neonate per molti anni!
Morto Pinin sì dovette regolarizzare la situazione delle bambine e la zia sposata con Einstein le adotta!
Erano nella villa in Toscana quando fecero inclusione le SS cercando tutta la famiglia Einstein ebrea che decimarono lasciando vive le tue bambine in quanto non ebree lo zio era a Firenze per commissioni e morì suicida alcuni anni dopo!
Le gemelline eredi di una grossa fortuna furono strattonate da più parenti assai avidi e si riavvicinarono alla nostra famiglia soltanto dopo la maggiore età ed allora adesso sono quasi novantenne sono gli unici membri vecchi e lo dico con grande tenerezza vecchi che mi rimangono del mio passato!
Mi sembra di essere stata abbastanza chiara!
Adesso è uscito un po’ di sole ma a me è venuta una brutta botta di tristezza e che botta per me che sto diventando una sentimentalona!
29 maggio 2016 alle 16:18
ahhah, non ne ho azzeccata una!
pero` dai, ci sono andato vicino, o almeno almeno ci ho girato attorno! -)
che storia! ci credo che ne e` uscito un romanzo!
beata te che hai il sole, e` un buon antidoto alle tristezze!
un abbraccio e torna al tuo solito umore sereno.
Anche un film molto buono! È un libricino che ha avuto molto successo e continua ad averlo dopo la pubblicazione di cell di Elvira Sellerio e che un po’ come il piccolo principe con leggerezza dice cose gravi ai bambini e Lorenza nonostante l’età continua ad andare a raccontare questa sua storia di bambina, questo suo dramma, nelle scuole!
Sole al tramonto!
non l’ho letto e non lo conoscevo, ma non c’e` motivo di dubitarne.
e` bello essere parte di una storia familiare simile.
a volte perdiamo facilmente di vista che in fondo noi siamo soltanto una particolare sfaccettatura delle storie familiari da cui proveniamo.
Vero è ☺