Source: http://www.processodibologna.it/afam-dpr-8-luglio-2005-n-212-4/
Timestamp: 2019-07-22 15:56:58+00:00
Document Index: 162791380

Matched Legal Cases: ['art.10', 'art. 87', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 69', 'art. 1', 'art. 69', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 69', 'art. 68', 'art. 142', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 5']

AFAM – DPR 8 luglio 2005, n. 212 | Consolidating the EHEA
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Regolamento recante disciplina per la definizione degli ordinamenti
coreutica, a norma dell’articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508.
a) per Ministro o Ministero: il Ministro o il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca;
m) per dipartimento: la struttura di coordinamento delle attivita’ didattiche, di ricerca e di produzione artistica delle scuole ad esso afferenti;
n) per credito formativo accademico: la misura del volume di lavoro di apprendimento, compreso lo studio individuale, richiesto ad uno studente in possesso di adeguata preparazione iniziale per l’acquisizione di conoscenze ed abilita’ nelle attivita’ formative previste dagli ordinamenti didattici dei corsi di studio;
o) per obiettivi formativi: l’insieme di conoscenze e abilita’ che caratterizzano il profilo culturale e professionale, al conseguimento delle quali il corso di studio e’ finalizzato;
p) per attivita’ formativa: ogni attivita’ organizzata o prevista dalle istituzioni, al fine di assicurare la formazione culturale e professionale degli studenti, con riferimento, tra l’altro, ai corsi di insegnamento, ai seminari, alle esercitazioni pratiche o di laboratorio, alle attivita’ didattiche di gruppo, al tutorato, all’orientamento, ai tirocini, ai progetti, alle tesi, alle attivita’ di studio individuale e di autoapprendimento;
q) per curriculum: l’insieme delle attivita’ formative specificate nel regolamento didattico del corso di studio di riferimento, finalizzato al conseguimento del relativo titolo;
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art.10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con d.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
– L’art. 87 della Costituzione stabilisce che il Presidente della Repubblica e’ il Capo dello Stato e rappresenta l’unita’ nazionale. Puo’ inviare messaggi alle Camere. Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.
Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere. Presiede il Consiglio superiore della magistratura. Puo’ concedere grazia e commutare le pene.
– Si riporta il testo dell’art. 2, comma 7, lettera h), e comma 8 della legge 21 dicembre 1999, n. 508 (Riforma delle Accademie di belle arti, dell’Accademia nazionale di danza, dell’Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati):
“7. Con uno o piu’ regolamenti emanati ai sensi dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica di concerto con il Ministro della
pubblica istruzione, sentiti il CNAM e le competenti Commissioni parlamentari, le quali si esprimono dopo l’acquisizione degli altri pareri previsti per legge, sono disciplinati:
b) – g) omissis;
h) i criteri generali per l’istituzione e l’attivazione dei corsi, ivi compresi quelli di cui all’art. 4, comma 3, per gli ordinamenti didattici e per la programmazione degli accessi.”.
“8. I regolamenti di cui al comma 7 sono emanati sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) valorizzazione delle specificita’ culturali e tecniche dell’alta formazione artistica e musicale e delle istituzioni del settore, nonche’ definizione di standard qualitativi riconosciuti in ambito internazionale;
b) rapporto tra studenti e docenti, nonche’ dotazione di strutture e infrastrutture, adeguati alle specifiche attivita’ formative;
c) programmazione dell’offerta formativa sulla base della valutazione degli sbocchi professionali e della considerazione del diverso ruolo della formazione del settore rispetto alla formazione tecnica superiore di cui all’art. 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144, e a quella universitaria, prevedendo modalita’ e strumenti di raccordo tra i tre sistemi su base territoriale;
d) previsione, per le istituzioni di cui all’art. 1, della facolta’ di attivare, fino alla data di entrata in vigore di specifiche norme di riordino del settore, corsi di formazione musicale o coreutica di base, disciplinati in modo da consentirne la frequenza agli alunni iscritti alla scuola media e alla scuola secondaria superiore;
e) possibilita’ di prevedere, contestualmente alla riorganizzazione delle strutture e dei corsi esistenti e, comunque, senza maggiori oneri per il bilancio dello Stato, una graduale statizzazione, su richiesta, degli attuali Istituti musicali pareggiati e delle Accademie di belle arti legalmente riconosciute, nonche’ istituzione di nuovi musei e riordino di musei esistenti, di collezioni e biblioteche, ivi comprese quelle musicali, degli archivi sonori, nonche’ delle strutture necessarie alla ricerca e alle produzioni artistiche.
Nell’ambito della graduale statizzazione si terra’ conto, in particolare nei capoluoghi sprovvisti di istituzioni statali, dell’esistenza di Istituti non statali e di Istituti pareggiati o legalmente riconosciuti che abbiano fatto domanda, rispettivamente, per il pareggiamento o il legale riconoscimento, ovvero per la statizzazione, possedendone i requisiti alla data di entrata in vigore della presente legge;
f) definizione di un sistema di crediti didattici finalizzati al riconoscimento reciproco dei corsi e delle altre attivita’ didattiche seguite dagli studenti, nonche’ al riconoscimento parziale o totale degli studi effettuati qualora lo studente intenda proseguirli nel sistema universitario o della formazione tecnica superiore di cui all’art. 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144;
g) facolta’ di convenzionamento, nei limiti delle risorse attribuite a ciascuna istituzione, con istituzioni scolastiche per realizzare percorsi integrati di istruzione e di formazione musicale o coreutica anche ai fini del conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore o del proseguimento negli studi di livello superiore;
h) facolta’ di convenzionamento, nei limiti delle risorse attribuite a ciascuna istituzione, con istituzioni universitarie per lo svolgimento di attivita’ formative finalizzate al rilascio di titoli universitari da parte degli atenei e di diplomi accademici da parte delle istituzioni di cui all’art. 1;
i) facolta’ di costituire, sulla base della contiguita’ territoriale, nonche’ della complementarieta’ e integrazione dell’offerta formativa, Politecnici delle arti, nei quali possono confluire le istituzioni di cui all’art. 1 nonche’ strutture delle universita’.
Ai Politecnici delle arti si applicano le disposizioni del presente articolo;
l) verifica periodica, anche mediante l’attivita’ dell’Osservatorio per la valutazione del sistema universitario, del mantenimento da parte di ogni istituzione degli standard e dei requisiti prescritti; in caso di non mantenimento da parte di istituzioni statali, con decreto del Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica le stesse sono trasformate in sedi distaccate di altre istituzioni e, in caso di gravi carenze strutturali e formative, soppresse; in caso di non mantenimento da parte di istituzioni pareggiate o legalmente riconosciute, il pareggiamento o il riconoscimento e’ revocato con decreto del Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica.”.
“2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta
di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l’esercizio della potesta’ regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l’abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall’entrata in vigore delle norme regolamentari.”.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 28 febbraio 2003, n. 132, concernente: “Regolamento recante criteri per l’autonomia statutaria, regolamentare e organizzativa delle istituzioni artistiche e musicali, a norma della legge 21 dicembre 1999, n. 508” e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 giugno 2003, n. 135.
– La legge 21 dicembre 1999, n. 508, modificata dal decreto-legge 25 settembre 2002, n. 212, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, 268 concernente: “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2002, n. 212, recante misure urgenti per la scuola, l’universita’, la ricerca scientifica e tecnologica e l’alta formazione artistica e musicale” e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 25 novembre 2002, n. 276.
1. Le disposizioni del presente capo determinano i criteri generali per 1’ordinamento degli studi e la tipologia dei titoli di studio rilasciati dalle istituzioni.
2. Ai fini della realizzazione dell’autonomia didattica, le istituzioni disciplinano con i regolamenti di cui all’articolo 10, gli ordinamenti dei corsi di studio in conformita’ alle disposizioni della legge, del presente regolamento, dei conseguenti decreti ministeriali e degli statuti.
2. I titoli conseguiti al termine dei corsi dello stesso livello, nell’ambito della stessa scuola, hanno identico valore legale.
3. Il corso di diploma accademico di primo livello ha l’obiettivo di assicurare un’adeguata padronanza di metodi e tecniche artistiche, nonche’ l’acquisizione di specifiche competenze disciplinari e professionali.
5. Il corso di specializzazione ha l’obiettivo di fornire allo studente competenze professionali elevate in ambiti specifici, individuati con il decreto del Ministro di cui all’articolo 6.
6. Il corso di formazione alla ricerca ha l’obiettivo di fornire le competenze necessarie per la programmazione e la realizzazione di attivita’ di ricerca di alta qualificazione. Il titolo finale e’ equiparato al dottorato di ricerca universitario.
Produzione artistica, ricerca e formazione finalizzata
1. Le istituzioni svolgono attivita’ di produzione e di ricerca in campo artistico, in particolare delle belle arti, musicale, coreutico, drammatico e del design, al fine di favorire il raggiungimento degli obiettivi formativi e di perseguire livelli artistici e professionali elevati.
2. Le istituzioni possono attivare nei limiti delle risorse finanziarie comunque acquisite nei propri bilanci, attivita’ formative finalizzate alla formazione permanente e ricorrente, alla educazione degli adulti, nonche’ attivita’ formative esterne attraverso contratti e convenzioni.
3. I criteri e le modalita’ di svolgimento delle attivita’ formative sono disciplinate nel regolamento didattico.
4. Le istituzioni che abbiano gia’ attivato al loro interno scuole con peculiari finalita’ connesse ad obiettivi formativi di livello non superiore li mantengono attivi secondo criteri e modalita’ definite con il regolamento didattico. Al termine dei corsi viene rilasciato un attestato. Alla attribuzione dei compiti didattici le istituzioni provvedono nell’ambito della programmazione annuale.
Ordinamento didattico generale e scuole
1. L’offerta formativa delle istituzioni e’ articolata nei corsi di vario livello afferenti alle scuole. In sede di prima applicazione le scuole sono individuate nella allegata tabella A. Con successivo regolamento ministeriale, sentito il CNAM, si provvede alle modifiche ed integrazioni della tabella A, anche in relazione alle innovazioni didattiche connesse a nuovi corsi di studio individuati in sede di programmazione e di sviluppo del sistema.
2. I dipartimenti coordinano l’attivita’ didattica, di ricerca e di produzione e sono responsabili dell’offerta formativa complessiva delle scuole in essi ricomprese. Le scuole hanno la responsabilita’ didattica dei corsi dei differenti livelli in esse attivati. All’interno di ciascuna scuola, i corsi possono essere articolati anche in piu’ indirizzi in relazione a specifici contenuti.
3. In prima applicazione, i corsi di primo livello, salvo quanto previsto al comma 5, sono istituiti nelle scuole individuate nella tabella A, in conformita’ ai criteri determinati nel decreto di cui all’articolo 9, mediante trasformazione dei corsi attivati anche in via sperimentale e nei limiti delle risorse finanziarie derivanti dal contributo ministeriale e dal concorso di ulteriori finanziamenti di soggetti pubblici o privati. Tale trasformazione e’ disposta, su proposta delle istituzioni, con decreto del Ministro che verifica la corrispondenza ai criteri di cui all’articolo 9 e l’adeguatezza delle risorse umane finanziarie e strumentali, sentito il CNAM.
– La legge 28 marzo 2003, n. 53, concernente: “Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale” e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 2 aprile 2003, n. 77.
1. Al credito formativo accademico, di seguito denominato: “credito”, corrispondono 25 ore di impegno per studente; con decreto ministeriale possono essere determinate variazioni in aumento o in diminuzione delle predette ore per singole scuole, entro il limite del 20 per cento.
2. La quantita’ media di impegno di apprendimento, svolto in un anno da uno studente a tempo pieno, e’ convenzionalmente fissata in 60 crediti.
3. I decreti ministeriali determinano, altresi’, per ciascuna scuola la frazione dell’impegno orario complessivo che deve essere riservata allo studio personale, alle attivita’ di laboratorio o ad altre attivita’ formative di tipo individuale. Gli stessi decreti assegnano, di norma, rispetto all’impegno complessivo di ciascun credito, alle lezioni teoriche il 30 per cento, alle attivita’ teorico-pratiche il 50 per cento ed alle attivita’ di laboratorio il 100 per cento.
4. I crediti corrispondenti a ciascuna attivita’ formativa sono acquisiti dallo studente con il superamento dell’esame o di altra forma di verifica del profitto prevista dal regolamento didattico, fermo restando che la valutazione del profitto e’ effettuata con le modalita’ di cui all’articolo 10, comma 4, lettera d).
5. Il riconoscimento totale o parziale dei crediti acquisiti da uno studente, ai fini della prosecuzione degli studi in altro corso della stessa istituzione o in altre istituzioni dell’alta formazione artistica e musicale o universita’ o della formazione tecnica superiore di cui all’articolo 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144, compete alla istituzione che accoglie lo studente, con procedure e criteri predeterminati stabiliti nel rispettivo regolamento didattico.
6. Nei regolamenti didattici possono essere previste forme di verifica periodica dei crediti acquisiti, al fine di valutare l’attualita’ dei correlati contenuti conoscitivi e il numero minimo di crediti da acquisire da parte dello studente in tempi determinati, diversificati per studenti impegnati a tempo pieno negli studi o contestualmente impegnati in attivita’ lavorative.
7. Le istituzioni possono riconoscere come crediti, secondo criteri predeterminati nel regolamento didattico, le conoscenze e abilita’ professionali maturate nella specifica disciplina.
– Si riporta il testo dell’art. 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144 (Misure in materia di investimenti, delega al Governo per il riordino degli incentivi all’occupazione e della normativa che disciplina l’INAIL,
nonche’ disposizioni per il riordino degli enti previdenziali): “Art. 69 (Istruzione e formazione tecnica superiore).
– 1. Per riqualificare e ampliare l’offerta formativa destinata ai giovani e agli adulti, occupati e non occupati, nell’ambito del sistema di formazione integrata superiore (FIS), e’ istituito il sistema della istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), al quale si accede di norma con il possesso del diploma di scuola secondaria superiore. Con decreto adottato di concerto dai Ministri della pubblica istruzione, del lavoro e della previdenza sociale e dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica, sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti le condizioni di accesso ai corsi dell’IFTS per coloro che non sono in possesso del diploma di scuola secondaria superiore, gli standard dei diversi percorsi dell’IFTS, le modalita’ che favoriscono l’integrazione tra i sistemi formativi di cui all’art. 68 e determinano i criteri per l’equipollenza dei rispettivi percorsi e titoli; con il medesimo decreto sono altresi’ definiti i crediti formativi che vi si acquisiscono e le modalita’ della loro certificazione e utilizzazione, a norma dell’art. 142, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
2. Le regioni programmano l’istituzione dei corsi dell’IFTS, che sono realizzati con modalita’ che garantiscono l’integrazione tra sistemi formativi, sulla base di linee guida definite d’intesa tra i Ministri della pubblica istruzione, del lavoro e della previdenza sociale e dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica, la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e le parti sociali mediante l’istituzione di un apposito comitato nazionale.
Alla progettazione dei corsi dell’IFTS concorrono universita’, scuole medie superiori, enti pubblici di ricerca, centri e agenzie di formazione professionale accreditati ai sensi dell’art. 17 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e imprese o loro associazioni, tra loro associati anche in forma consortile.
4. Gli interventi di cui al presente articolo sono programmabili a valere sul Fondo di cui all’art. 4 della legge 18 dicembre 1997, n. 440, nei limiti delle risorse preordinate allo scopo dal Ministero della pubblica istruzione, nonche’ sulle risorse finalizzate a tale scopo dalle regioni nei limiti delle proprie disponibilita’ di bilancio. Possono concorrere allo scopo anche altre risorse pubbliche e private. Alle finalita’ di cui al presente articolo la regione Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono, in relazione alle competenze e alle funzioni ad esse attribuite, secondo quanto disposto dagli statuti speciali e dalle relative norme di attuazione; a tal fine accedono al Fondo di cui al presente comma e la certificazione rilasciata in esito ai corsi da esse istituiti e’ valida in ambito nazionale.”.
2. I regolamenti didattici, ferme restando le attivita’ di orientamento, coordinate e svolte ai sensi dell’articolo 10, comma 4, lettera g), richiedono altresi’ il possesso o l’acquisizione di un’adeguata preparazione iniziale. A tale fine, gli stessi regolamenti didattici definiscono le conoscenze richieste per l’accesso e ne determinano le modalita’ di verifica, anche a conclusione di attivita’ formative propedeutiche, svolte eventualmente in collaborazione con istituti di istruzione secondaria superiore.
3. I Conservatori di musica, gli Istituti musicali pareggiati e l’Accademia nazionale di danza ammettono altresi’ ai corsi di diploma accademico di primo livello studenti con spiccate capacita’ e attitudini, ancorche’ privi del diploma di istruzione secondaria superiore, comunque necessario per il conseguimento del diploma accademico.
4. Per essere ammessi ad un corso di diploma accademico di secondo livello, occorre essere in possesso di laurea o di diploma accademico di primo livello, ovvero di altro titolo di studio conseguito all’estero, riconosciuto idoneo. Occorre, altresi’, che la preparazione acquisita sia coerente ed adeguata al corso di secondo livello.
7. Per essere ammessi ad un corso di perfezionamento o master, occorre essere in possesso di diploma accademico di primo livello o di laurea. Le istituzioni definiscono le ipotesi nelle quali e’ richiesto il possesso del diploma accademico di secondo livello o della laurea magistrale.
8. Il riconoscimento dell’idoneita’ dei titoli di studio conseguiti all’estero ai soli fini dell’ammissione a corsi e’ deliberata dalla istituzione interessata, nel rispetto delle norme, delle direttive dell’Unione europea e degli accordi internazionali vigenti.
9. Il numero massimo degli studenti ammessi ai corsi e’ programmato dalla singola istituzione in relazione al rapporto tra studenti e docenti, nonche’ alla dotazione di strutture ed infrastrutture adeguate alle specifiche attivita’ formative, nel rispetto dei requisiti definiti in sede di programmazione e valutazione del sistema.
Conseguimento dei titoli e durata dei corsi
2. Per conseguire il diploma accademico di secondo livello, lo studente deve aver acquisito almeno 120 crediti. Tale misura puo’ essere modificata con il decreto del Ministro di cui all’articolo 10, comma 1, in relazione alle esigenze specifiche di alcune materie artistiche o musicali, anche con riferimento alla necessita’ di allineamento ai parametri di riconoscimento internazionale dei titoli.
4. Per ogni corso e’ definita una durata in anni, proporzionale al numero totale di crediti secondo quanto previsto dai precedenti commi, tenendo conto che ad un anno corrispondono, di norma, 60 crediti ai sensi dell’articolo 6, comma 2.
Obiettivi e attivita’ formative qualificanti dei corsi
1. Con decreto del Ministro, sentito il CNAM, e’ individuato il 60 per cento dei crediti formativi necessari per ciascun corso, conseguiti nelle attivita’ formative raggruppate nelle seguenti tipologie:
a) attivita’ formative relative alla formazione di base;
b) attivita’ formative caratterizzanti la scuola e il livello del corso.
2. Oltre alle attivita’ di cui al comma 1, i corsi prevedono:
a) attivita’ formative relative alla preparazione della prova finale per il conseguimento del titolo e, con riferimento al diploma accademico, alla verifica della conoscenza della lingua straniera;
b) attivita’ formative ulteriori, volte ad acquisire conoscenze linguistiche, nonche’ abilita’ informatiche e telematiche, relazionali o comunque utili per l’inserimento nel mondo del lavoro, nonche’ attivita’ formative volte ad agevolare le scelte professionali, mediante la conoscenza diretta del settore lavorativo cui il titolo di studio puo’ dare accesso, tra cui, in particolare, i tirocini formativi e di orientamento;
c) attivita’ formative in uno o piu’ ambiti disciplinari affini o integrativi a quelli di base e caratterizzanti, anche con riguardo alle culture di contesto e alla formazione interdisciplinare.
3. Le attivita’ formative comprendono, ove ad esse correlate, attivita’ di laboratorio e di produzione artistica.
4. Con il medesimo decreto e’, altresi’, determinato il numero dei crediti riservati ad attivita’ autonomamente scelte dallo studente, comunque non inferiore al 5 per cento e non superiore al 15 per cento.
b) il quadro generale delle attivita’ formative da inserire nei curricula;
c) i crediti assegnati a ciascuna attivita’ formativa;
e) l’elenco degli insegnamenti dei corsi e dell’eventuale articolazione in moduli, nonche’ delle altre attivita’ formative;
f) gli obiettivi formativi specifici, i crediti e le eventuali propedeuticita’ di ogni insegnamento e di ogni altra attivita’ formativa;
i) le disposizioni sugli obblighi di frequenza in misura, comunque, non inferiore all’80 per cento della totalita’ delle attivita’ formative, con esclusione dello studio individuale.
4. I regolamenti didattici, nel rispetto degli statuti, disciplinano altresi’ gli aspetti di organizzazione dell’attivita’ didattica comuni ai corsi di studio, con particolare riferimento:
a) agli obiettivi, ai tempi e ai modi con cui i competenti organi provvedono collegialmente alla programmazione, al coordinamento e alla verifica dei risultati delle attivita’ formative;
b) alle procedure di attribuzione dei compiti didattici annuali, ivi comprese le attivita’ didattiche integrative, di orientamento e di tutorato;
c) alle procedure per lo svolgimento degli esami e delle altre verifiche di profitto, nonche’ della prova finale per il conseguimento del titolo di studio;
d) alle modalita’ con cui si perviene alla valutazione del profitto individuale dello studente, che deve comunque essere espressa mediante una votazione in trentesimi per gli esami e in centodecimi per la prova finale, con eventuale lode;
g) all’organizzazione di attivita’ formative propedeutiche alla valutazione della preparazione iniziale degli studenti che accedono ai corsi di diploma, nonche’ di quelle relative agli obblighi formativi aggiuntivi di cui all’articolo 7, comma 2;
h) alle istituzioni di uno specifico servizio per il coordinamento delle attivita’ di orientamento, da svolgere in collaborazione con gli istituti d’istruzione secondaria superiore, nonche’ in ogni corso di studio, di un servizio di tutorato per gli studenti;
i) all’eventuale introduzione di apposite modalita’ organizzative delle attivita’ formative per studenti non impegnati a tempo pieno;
l) alle modalita’ di individuazione per ogni attivita’, della struttura o della singola persona che ne assume la responsabilita’;
m) alla valutazione della qualita’ della didattica;
o) alle forme di pubblicita’ dei procedimenti e delle decisioni assunte;
p) alle modalita’ per il rilascio dei titoli conseguiti ai sensi dell’articolo 3, comma 8.
Istituzioni non statali
1. Fino all’entrata in vigore del regolamento che disciplina le procedure, i tempi e le modalita’ per la programmazione, il riequilibrio e lo sviluppo dell’offerta didattica, ai sensi dell’articolo 2, comma 7, lettera g), della legge, l’autorizzazione a rilasciare i titoli di Alta formazione artistica, musicale e coreutica puo’ essere conferita, con decreto del Ministro, a istituzioni non statali gia’ esistenti alla data di entrata in vigore della legge. A tale fine, le istituzioni interessate presentano una relazione tecnica corredata dalla documentazione attestante la conformita’ dell’ordinamento didattico adottato alle disposizioni vigenti per le istituzioni statali, nonche’ la disponibilita’ di idonee strutture e di adeguate risorse finanziarie e di personale.
2. L’autorizzazione e’ concessa, su parere del CNAM, in ordine alla conformita’ dell’ordinamento didattico, e del Comitato, in ordine all’adeguatezza delle strutture e del personale alla tipologia dei corsi da attivare. A tale fine il Comitato e’ integrato con esperti del settore fino ad un massimo di cinque, nominati con decreto del Ministro, tenuto conto delle diverse tipologie formative delle istituzioni ricomprese nel sistema, nei limiti dell’apposito stanziamento di bilancio, come previsto dall’articolo 1, comma 88, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
3. Per gli insegnamenti nei corsi di studio attivati e le altre attivita’ formative sono richiesti i medesimi requisiti vigenti per le istituzioni statali.
5. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle Accademie gia’ abilitate a rilasciare titoli secondo il previgente ordinamento didattico.
– L’art. 1, comma 88, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica) recita: “88. Per il funzionamento dell’osservatorio previsto dall’art. 5, comma 23, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, il Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica, su proposta dell’osservatorio medesimo, puo’ nominare esperti a tempo pieno tra persone aventi specifiche capacita’ professionali, nel limite dell’apposito stanziamento di bilancio. Il compenso dei componenti l’osservatorio e quello degli esperti e’ determinato con decreto del Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con il Ministro del tesoro, anche in deroga alle vigenti disposizioni. Le spese relative al funzionamento dell’osservatorio, valutate in lire un miliardo annue, vengono iscritte su un apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica per l’anno 1997, e corrispondenti capitoli per gli anni successivi. Lo stanziamento del capitolo 1405 del medesimo stato di previsione e’ ridotto di lire un miliardo a decorrere dall’anno 1997.”.
2. Le istituzioni assicurano la conclusione dei corsi e il rilascio dei relativi titoli, secondo gli ordinamenti didattici vigenti, agli studenti gia’ iscritti alla data di entrata in vigore dei nuovi ordinamenti didattici e disciplinano altresi’ la facolta’ per gli studenti di optare per l’iscrizione a corsi dei nuovi ordinamenti. Ai fini dell’opzione le istituzioni riformulano, in termini di crediti, gli ordinamenti didattici vigenti e le carriere degli studenti gia’ iscritti.
3. I Conservatori di musica, gli Istituti musicali pareggiati e l’Accademia nazionale di danza predispongono specifici progetti di riorganizzazione delle attivita’ didattiche in conformita’ alle norme del presente regolamento.
4. Fino all’attivazione della formazione musicale e coreutica di base nell’ambito dell’istruzione primaria e secondaria, i Conservatori di musica, gli Istituti musicali pareggiati e l’Accademia nazionale di danza modulano l’offerta dei relativi corsi, disciplinandoli in modo da consentire la frequenza agli alunni iscritti alla scuola media e alla scuola secondaria superiore. A tale fine, il Ministro, sentito il CNAM, definisce linee guida per la stipula di eventuali convenzioni.
Dato a Roma, addi’ 8 luglio 2005
Registrato alla Corte dei conti il 6 ottobre 2005
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 232