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Timestamp: 2019-11-14 15:56:59+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.33', 'art.3', 'art 119', 'art. 5', 'art 119', 'art. 8']

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Altre risposte Umberto, home, Invalidità civile, Legge n.104/1992, Non categorizzato, Umberto
16 Febbraio 2017 Fabrizio DeeBee.it	Lascia un commento
Riceviamo e pubblichiamo la richiesta di P.S., una ragazza affetta da diabete mellito 1.
sono una ragazza di 25 anni diabetica da 22 anni (all’esordio avevo 3 anni e mezzo) e le scrivo per avere delle informazioni che purtroppo nessuno è in grado di darmi.
Nel 2013 ho fatto richiesta all’Inps per la legge 104. Dopo un paio di mesi ho ricevuto risposta (posso eventualmente allegarla): mi conferiscono il 60 % di disabilità.
Posso avere la dichiarazione dell’Iva agevolata e l’esonero del bollo auto se acquisto un auto quest’anno? Inoltre, potrei richiedere una pensione di invalidità ?
la percentuale di invalidità del 60%, quindi da non confondere con lo stato di handicap di cui pure ha fatto domanda ex lege 104/1992, non consente la richiesta di una pensione di invalidità.
Infatti la pensione di invalidità (o inabilità) civile è una provvidenza economica riconosciuta ai mutilati ed invalidi civili con un’età ricompresa tra i 18 anni e i 65 anni nei cui confronti sia accertata una totale inabilità lavorativa, ossia una invalidità pari al 100%.
Inoltre, l’Agenzia delle Entrate prevede, per l’acquisto dei veicoli, alcune agevolazione fiscali: la detrazione dall’Irpef del 19% del costo del veicolo, l’aliquota Iva agevolata del 4% (invece di quella ordinaria) e l’esenzione dal pagamento del bollo auto e dell’imposta di trascrizione.
La condizione è che si rientri in queste categorie di disabili: non vedenti e non udenti; disabili con handicap psichico o mentale, titolari dell’indennità di accompagnamento; disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni e disabili con ridotte o impedite capacità motorie.
Al di fuori di questi casi, non è prevista alcuna agevolazione.
5 Gennaio 2017 Fabrizio DeeBee.it	Lascia un commento
Riceviamo e pubblichiamo la richiesta di F., papà di un bimbo affetto da diabete mellito 1.
sono padre di un bimbo di 3 anni e mezzo che ha esordito l’anno scorso, vorrei sapere quali sono sono i suoi diritti e quali i nostri e anche che tipo di domande devo presentare.
la domanda impone una risposta complessa e potrò soffermarmi solo sugli aspetti più salienti dei diritti del minore diabetico e di chi gli presta assistenza.
Il nostro ordinamento prevede in primo luogo una legge quadro, la n.115/1987 dedicata al diabete intitolata “Disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito“.
La legge fissa principi generali, demandando poi alle Regioni il compito di attuarli attraverso l’adozione dei Piani Sanitari.
In particolare viene dedicata particolare attenzione al minore diabetico ad esempio per il suo pieno inserimento in ambito scolastico e prescolastico e per lo svolgimento di attività sportiva.
I diritti del minore diabetico sono legati principalmente al riconoscimento della sua patologia ed in particolare al riconoscimento dello stato di handicap o di invalidità.
È necessario inoltrare quindi domanda all’INPS per ottenere lo stato di handicap e/o quello di invalidità e la domanda può essere inoltrata per via telematica o personalmente o attraverso (scelta di gran lunga preferita) un patronato, opzione che mi sento di consigliare.
Le principali misure a sostegno del minore diabetico e della sua famiglia sono:
1. L’indennità di frequenza, provvidenza a favore degli invalidi minorenni, che è stata istituita dalla Legge 11 ottobre 1990, n.289, art.1 della Legge 289/1990, e che spetta agli invalidi civili minori cui siano state riconosciute dalla competente Commissione Sanitaria difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età, nonché ai minori ipoacusici che presentino una perdita uditiva superiore ai 60 decibel nell’orecchio migliore nelle frequenze di 500, 1000, 2000 hertz o che, per la loro minorazione, devono far ricorso continuo o anche periodico a trattamenti riabilitativi o terapeutici.
2. L’indennità di accompagnamento, che è una prestazione economica, erogata a domanda, in favore dei soggetti mutilati o invalidi totali per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita.
Dunque spetta solo ed esclusivamente in ragione della minorazione, cioè è indipendente dall’età e dalle condizioni reddituali.
Entrambe presuppongono una dichiarazione di invalidità e non sono tra loro cumulabili.
Sono collegati invece alla dichiarazione di handicap e di handicap con connotazione di gravità, altri benefici di legge, come i permessi di lavoro di cui può usufruire il genitore lavoratore dipendente di un minore diabetico o i congedi straordinari retribuiti.
Sono previsti e regolati dall’art.33, L.104/92 e vengono concessi ai genitori o parenti fino al terzo grado di disabili con handicap grave accertato (art.3, comma 3, L.104/92) cioè colui che è affetto da una minorazione, singola o plurima, che abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione.
Il beneficio spetta, nell’ordine: al coniuge che convive col lavoratore, ai genitori, ai figli conviventi, ai fratelli ed alle sorelle conviventi e, in mancanza, ad altri parenti o affini fino al terzo grado; è indispensabile la convivenza col soggetto disabile.
Vi sono infine altri istituti a sostegno del genitore, lavoratore dipendente, che assiste il minore con handicap con connotazione di gravità, quali il diritto alla scelta della sede, il rifiuto al trasferimento, il rifiuto di prestare lavoro notturno, o di prestare lavoro domenicale o festivo (solo per alcuni contratti collettivi, come il CCNL Commercio e Terziario, nel quale è stabilito che i portatori di handicap grave beneficiari di Legge 104, nonché i familiari conviventi che li assistono, possono legittimamente rifiutarsi di lavorare la domenica e nei festivi), ed anche particolari agevolazioni fiscali.
Data quindi la molteplicità delle possibili provvidenze, anche di natura economica, il primo necessario passo da compiere è quello di inoltrare domanda per la dichiarazione dello stato di handicap o di invalidità del minore diabetico ed in base all’esito delle visita in Commissione Medica richiedere i benefici previsti per Legge.
Altre risposte Umberto, Umberto
28 Dicembre 2016 Fabrizio DeeBee.it	Lascia un commento
Riceviamo e pubblichiamo la richiesta di G., diabetico di tipo 1.
mi chiamo G. e per rimanere in ambito rinnovo patente vorrei porle il mio problema e soprattutto sapere a chi rivolgermi per far valere la legge anche nel mio caso.
Ho appena rinnovato la patente presso la commissione medica, anche se normativa e centro diabetologico mi indirizzavano presso qualsiasi agenzia della motorizzazione o medico legale, solo che nel momento in cui andavano ad inserire il mio numero di patente sul portale della motorizzazione usciva fuori la dicitura obbligo di commissione medica che non è prevista, perché il mio certificato del centro diabetologico, dove sono in cura, attestava che il mio controllo era medio e che non c’erano complicanze che potessero compromettere la guida (anni stimati sul certificato 5, la commissione li ha tramutati in anni 3).
Sono andato a parlare e con la motorizzazione e con la commissione medica ma nessuno mi sa dare risposta.
Chiedo a lei gentilmente se sa indirizzarmi per far valere i miei diritti, o per me è una legge diversa?
In attesa di una sua risposta la ringrazio infinitamente.
poiché la normativa vigente prevede che per il rinnovo in COMMISSIONE MEDICO LEGALE, integrata con Specialista Diabetologo devono andare i titolari di Patenti del gruppo 1 (A, B, BE e sottocategorie) che siano con Rischio Elevato per la sicurezza alla guida (e per Patenti gruppo 2 (C, D, CE, DE e sottocategorie) tutti), è possibile che ci sia stato un disguido nella trasmissione dei dati.
La legge è chiara e l’art 119, comma 4 del C.d.S. prevede che “L’accertamento dei requisiti fisici e psichici è effettuato da commissioni mediche locali costituite dai competenti organi regionali ovvero dalle province autonome di Trento e di Bolzano che provvedono altresì alla nomina dei rispettivi presidenti, nei riguardi:
d-bis) dei soggetti affetti da diabete per il conseguimento, la revisione o la conferma delle patenti C, D, CE, DE e sottocategorie. In tal caso la commissione medica è integrata da un medico specialista diabetologo, sia ai fini degli accertamenti relativi alla specifica patologia sia ai fini dell’espressione del giudizio finale.”
Il medico diabetologo potrebbe, nel Suo caso, aver sì attestato il controllo medio (controllo della patologia), ma aver certificato (forse per errore) un rischio elevato per la sicurezza alla guida.
Comunque, tenga conto che avverso la decisione della Motorizzazione, ai sensi dell’art. 5 dell’art 119 C.d.S. Lei potrà fare ricorso in autotutela, secondo quanto previsto dalla Legge:
“I provvedimenti di sospensione o di revoca ovvero la riduzione del termine di validità della patente o i diversi provvedimenti, che incidono sulla categoria di veicolo alla cui guida la patente abilita o che prescrivono eventuali adattamenti, possono essere modificati dai suddetti uffici della motorizzazione civile in autotutela, qualora l’interessato produca, a sua richiesta e a sue spese, una nuova certificazione medica rilasciata dagli organi sanitari periferici della società Rete Ferroviaria Italiana Spa dalla quale emerga una diversa valutazione. E’ onere dell’interessato produrre la nuova certificazione medica entro i termini utili alla eventuale proposizione del ricorso giurisdizionale al tribunale amministrativo regionale competente ovvero del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. La produzione del certificato oltre tali termini comporta decadenza dalla possibilità di esperire tali ricorsi”
Il termine per il ricorso al TAR è di 60 giorni e quello al Presidente della Repubblica è 120 giorni.
11 Novembre 2016 Fabrizio DeeBee.it	Lascia un commento
Riceviamo e pubblichiamo la richiesta di C., mamma di una bimba affetta da diabete mellito 1.
vorrei sapere se nel modello di responsabilità ICRIC si deve dichiarare come periodo di ricovero il day hospital. Poi in quanto riguarda la frequenza nei “centri specializzati nel trattamento terapeutico” cosa devo trasmettere?
L’INPS dice: “Si ricorda che nei casi di frequenza ai centri di cui al punto precedente è necessario consegnare alla sede INPS territorialmente competente o al patronato, la certificazione di frequenza in originale rilasciata dal centro, con l’indicazione della durata e della frequenza prevista nonché dell’effettiva frequenza da parte dell’interessato”. Si intende un certificato dal centro di diabetologia che frequenta in cui è precisato quante volte all’anno frequenta il centro?
presumendo che la compilazione del modello ICRIC Le serva per l’indennità di accompagnamento o per l’indennità di frequenza, l’INPS è più volte intervenuto sulla nozione di ricovero, principalmente con la circolare 155/2010, in cui è precisato che per ricovero a tempo pieno si intende quello, per le intere ventiquattro ore, presso strutture ospedaliere o simili, pubbliche o private, che assicurano assistenza sanitaria continuativa.
Ora poiché le due indennità non sono compatibili con il ricovero e l’Inps chiarisce per ricovero solo quello definito a tempo pieno, ritengo che non si intenda come ricovero il day hospital relativo alla periodica visita di controllo.
Per quanto attiene l’indennità di accompagnamento è incompatibile con un ricovero per un periodo superiore ai 30 giorni, mentre per quella di frequenza, è incompatibile con ogni forma di ricovero.
Per maggiore cautela, poiché la trasmissione è telematica e solitamente avviene tramite Patronato, Lei potrà, se del caso, chiedere ulteriori delucidazioni proprio al Patronato, ove presumo avrà proposto la prima domanda amministrativa.
Spero di aver risposto al Suo quesito e Le porgo cordiali saluti
20 Ottobre 2016 Fabrizio DeeBee.it	Lascia un commento
Riceviamo e pubblichiamo la richiesta di C., mamma di bimbo affetto da diabete mellito 1.
sono la mamma di un bambino di dieci anni, diabetico dall’età di cinque.
Mio figlio pratica vela a livello agonistico ed il prossimo anno passerà di categoria, con necessità del certificato medico sportivo per attività agonistica.
Ho da poco presentato la richiesta per ottenere l’indennità di frequenza.
Mi è sorto il dubbio se l’eventuale accertamento di invalidità civile possa in qualche modo interferire con l’attività sportiva agonistica (per esempio se la Federazione Italiana Vela potrebbe sollevare questioni in forza dell’accertata invalidità nonostante il parere positivo del medico sportivo) oppure se si tratta di due percorsi distinti.
l’indennità di frequenza è una prestazione economica, erogata a domanda, a sostegno dell’inserimento scolastico e sociale dei ragazzi con disabilità fino al compimento del 18° anno di età dipendente anche dal reddito, le cui soglie sono previste annualmente dalla legge (per l’anno 2016 il limite di reddito è pari a € 4.800,38.
Presuppone il requisito dell’invalidità, e nel Suo caso, trattandosi di minore di 18 anni occorre che la commissione accerti le “difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età”
Il giudizio di invalidità finalizzato all’acquisizione del beneficio dall’indennità di frequenza è per Legge incompatibile con l’attività sportiva agonistica, secondo l’art. 8 comma 1 della Legge 16 marzo 1987, n. 115. “Disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito.” (Pubblicata nella G.U. 26 marzo 1987, n. 71.), secondo cui:
“La malattia diabetica priva di complicanze invalidanti non costituisce motivo ostativo al rilascio del certificato di idoneità fisica per la iscrizione nelle scuole di ogni ordine e grado, per lo svolgimento di attività sportive a carattere non agonistico ….”
Pur tuttavia il secondo comma della norma in parola sembra lasciare uno spiraglio per lo svolgimento dell’attività sportiva agonistica laddove prevede che:
“Il certificato di idoneità fisica per lo svolgimento di attività sportive agonistiche viene rilasciato previa presentazione di una certificazione del medico diabetologo curante o del medico responsabile dei servizi di cui all’articolo 5, attestante lo stato di malattia diabetica compensata nonché la condizione ottimale di autocontrollo e di terapia da parte del soggetto diabetico”
Lo stato di malattia diabetica compensata dovrebbe confliggere con la nozione di “difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età” e dunque con l’invalidità.
Questo a stretto rigore di logica e di normativa.
Le due procedure, richiesta dell’indennità di frequenza e invalidità, da un lato, e certificazione medico agonistica, dall’altro sono però due procedure distinte.
E, concludendo, per esperienza personale, posso solo dire che molti genitori, al momento della richiesta di certificazione medico-agonistica, preferiscono non dichiarare alla Medicina dello Sport di aver ottenuto l’indennità di frequenza, od altri benefici connessi allo stato di invalidità o handicap, preferendo esibire solo la certificazione del medico diabetologo curante attestante lo stato di malattia diabetica compensata nonché la condizione ottimale di autocontrollo e di terapia da parte del soggetto diabetico.
Ciò al fine di rendere edotto il medico sportivo dell’uso di insulina, ai soli fini terapeutici, trattandosi di sostanza ritenuta dopante.
Spero di aver risposto al Suo quesito e La saluto cordialmente.