Source: https://www.tcnotiziario.it/Articolo/Index?idArticolo=444829&tipo=&cat=ULTLAV&fonte=Teleconsul.it%20-%20Ultimissime%20Lavoro
Timestamp: 2020-03-30 04:20:22+00:00
Document Index: 31582211

Matched Legal Cases: ['art. 103', 'art. 87', 'art. 103', 'art. 5', 'art. 55', 'art. 19']

Prassi - ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO - Nota 23 marzo 2020, n. 2201
Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 - attività indifferibili nei procedimenti ad istanza di parte.
Il decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 recante "Misure di potenziamento al sistema sanitario nazionale e di sostegno economico per le famiglie, i lavoratori e imprese connesse con l’emergenza Epidemiologica del Covid - 19", ha introdotto alcune misure - sulle quali si fa riserva di trasmettere una nota riepilogativa attualmente al vaglio del Ministero del lavoro e delle politiche sociali - che incidono sulle attività di competenza dell’INL.
L’art. 103, comma 1, rubricato "Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza", non considera il periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 15 aprile 2020 ai "fini del computo dei termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o d’ufficio, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data".
In considerazione del fatto che il medesimo articolo 103 dispone altresì che "le pubbliche amministrazioni adottano ogni misura organizzativa idonea ad assicurare comunque la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti, con priorità per quelli da considerare urgenti, anche sulla base di motivate istanze degli interessati" e che l’art. 87, comma 1, del medesimo decreto n. 18 dispone che "il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che, conseguentemente: a) limitano la presenza del personale negli uffici per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro, anche in ragione della gestione dell'emergenza", si ritiene necessario individuare i procedimenti amministrativi ad istanza di parte che per loro natura sono da considerare indifferibili in relazione ai quali si forniscono indicazioni sulla prosecuzione o attivazione della loro istruttoria da remoto.
A tal fine, si tiene conto delle ulteriori misure di contenimento introdotte dal D.P.C.M. 22 marzo 2020 (GU n. 76 del 22 marzo 2020) che comportano fino al prossimo 3 aprile 2020 la chiusura di tutte le attività produttive ad eccezione dei settori individuati analiticamente nell’elenco allegato al medesimo D.C.P.M. (allegato 1).
Ciò premesso, si riportano di seguito i procedimenti che restano esclusi dal campo di applicazione dell’art. 103, del D.L. Cura Italia, e che pertanto non sono da considerare sospesi:
3. del rispetto dei periodi di cd. "stop & go", previsti dall’articolo 21 del D. Lgs. n. 81/2015.
Con riferimento ai punti 1 e 3 si procederà alla verifica documentale, anche attraverso l’accesso alle banche dati in uso agli uffici, in particolare per la verifica del rispetto dei termini di cui all’articolo 21, comma 2 (c.d."stop & go").
In considerazione di quanto sopra, si ritiene che il provvedimento di interdizione anticipata, in relazione alle sole attività di cui all’elenco allegato al D.P.C.M. 22 marzo 2020 (atteso che per le altre è prescritta la chiusura) e fermo restando l’effettivo pericolo di contagio (la lavoratrice in smart working non può evidentemente considerarsi soggetto effettivamente in "pericolo"), può essere rilasciato anche in assenza di aggiornamento del DVR sulla base di quanto previsto all’art. 5 del richiamato D.P.R. e delle disposizioni emanate dal Governo per la gestione della situazione emergenziale.
3) Richiesta di convalida dimissioni/risoluzioni consensuali lavoratrici madri e lavoratori padri online ex art. 55 D.Lgs. 151/2001
Con riferimento a tale procedura si rinvia alla nota prot. n. 2181 del 12 marzo u.s., con la quale, a seguito delle misure di contenimento del contagio CODIV-2019 (Coronavirus) introdotte con D.P.C.M. 8 marzo 2020 e con D.P.C.M. 9 marzo 2020, nonché in ottemperanza alle disposizioni fornite, secondo cui "...in deroga alla prassi in uso, le dimissioni in periodo "protetto" potranno essere convalidate anche "a distanza" qualora siano accertati, anche a mezzo posta elettronica e previa trasmissione di copia del documento di riconoscimento, l’identità della parte e la libera volontà di dimettersi, oltre che le relative motivazioni", la scrivente Direzione centrale ha fornito apposita modulistica, utilizzabile e disponibile online solo per la durata del periodo emergenziale.
Come precisato nella suddetta nota, "in tale periodo, il colloquio diretto della lavoratrice madre o del lavoratore padre con il funzionario dell’Ispettorato del lavoro territorialmente competente sarà, pertanto, sostituito da una dichiarazione resa, ai sensi del D.P.R. 445/2000, dalla lavoratrice o dal lavoratore medesimo, mediante la compilazione e sottoscrizione del citato modulo pubblicato sul sito istituzionale. Il modello (compilato in ogni sua parte e debitamente sottoscritto) dovrà essere trasmesso al competente Ufficio mediante posta elettronica, unitamente alla copia del documento di riconoscimento e della lettera di dimissioni/risoluzione consensuale datata e firmata".
Le unità di presidio organizzate presso ciascun ufficio potranno provvedere alla protocollazione in uscita dei provvedimenti di cui sopra ma soltanto ove possano farlo tempestivamente in rapporto alla natura indifferibile dell’atto, ferma restando, in ogni caso, la compatibilità della presenza in Ufficio con le eventuali ordinanze contingibili ed urgenti adottate ai sensi dell’articolo 32, comma 3 della L. n. 833/1978 da parte delle Autorità locali d’intesa o sentito il Prefetto.
Modello deroga assistita (art. 19 comma 3)