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Timestamp: 2018-01-20 04:55:58+00:00
Document Index: 21133938

Matched Legal Cases: ['art.26', 'art. 26', 'art. 7', 'art. 26', 'art. 7', 'art. 7']

L organizzazione e la sicurezza nelle attività delle cooperative sociali. Indagine conoscitiva: i dati raccolti e la ricerca documentale - PDF
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1 L organizzazione e la sicurezza nelle attività delle cooperative sociali Indagine conoscitiva: i dati raccolti e la ricerca documentale
2 OBIETTIVI DEL PROGETTO Il progetto di ricerca, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si muove su due ambiti di indagine complementari: 1. definire, con il coinvolgimento della cooperazione sociale, le specificità che la caratterizzano e che influenzano le modalità di applicazione delle norme sulla salute e sicurezza, così come specificato nel Testo Unico e successive integrazioni 2. approfondire e sperimentare le tematiche relative alla gestione di tali particolarità in tema di salute e sicurezza nel campo degli affidamenti, definendo e sperimentando clausole-tipo specifiche per la cooperazione sociale, grazie al coinvolgimento sia dei committenti che degli appaltatori
3 Ricerca e coinvolgimento cooperative sociali RICERCA DOCUMENTALE applicazione del TU sulla sicurezza e successive integrazioni nella cooperazione sociale principali cause, ambiti e modalità di infortuni e malattie nel settore della coop sociale specificità contrattuali e modelli organizzativi buone pratiche e casi di studio nella gestione degli appalti e della sicurezza RICERCA SUL CAMPO Coinvolgimento delle cooperative sociali Emiliano-Romagnole (coop a, b, a+b consorzi) Coinvolgimento di testimoni privilegiati Gestione servizi esternalizzati Attività in affidamento svolte in luoghi di lavoro di altri datori di lavoro Cause infortuni e malattie professionali Organizzazione aziendale in materia di SSL
4 COINVOLGIMENTO DI TESTIMONI PRIVILEGIATI Interviste semi-strutturate a 14 tra tecnici del movimento cooperativo e testimoni privilegiati Specificità delle cooperative sociali nella applicazione delle norme SSL Servizi in affidamento: problematiche in tema di SSL Funzionari pubblici, presidenti di consorzi e cooperative sociali, RSPP, responsabili provinciali, parti sociali, servizi ispettivi, Responsabili inserimenti lavorativi, medici competenti
5 COINVOLGIMENTO DELLE COOPERATIVE SOCIALI QUESTIONARI 4 tipologie di questionario a, b, a+b, consorzi Dati organizzati Gestione servizi esternalizzati Attività in affidamento svolte in luoghi di lavoro di altri datori di lavoro Salute e sicurezza Organizzazione aziendale in materia di SSL
6 CAMPIONE DI COOPERATIVE SOCIALE COINVOLTO
7 CAMPIONE DI COOPERATIVE SOCIALE COINVOLTO 40 Tipo a) 35 Tipo b) 12 Tipo plurimo 8 Consorzi 95 cooperative sociali sul territorio Emiliano- Romagnolo
8 CAMPIONE DI COOPERATIVE SOCIALE COINVOLTO RA; 8% RN; 9% BO; 22% FC; 12% FE; 7% PC; 4% PR; 12% RE; 18% MO; 7%
9 Rispetto al campione di cooperative informate e contattate, il tasso di ritorno dei questionari è stato del 61%, piuttosto elevato considerando anche il periodo di distribuzione (da maggio ad ottobre 2012) e i recenti eventi sismici (maggiogiugno 2012) che hanno coinvolto diverse province. Le cooperative sociali rispondenti rappresentano in termini numerici il 13% del totale delle cooperative sociali presenti nella Banca Dati regionale, tenendo presente che buona parte delle cooperative rispondenti ha un numero considerevole di lavoratori (l 80% delle cooperative rispondenti ha più di 16 lavoratori), la significativa dei dati è sicuramente accettabile.
10 CAMPIONE DI COOPERATIVE SOCIALE COINVOLTO 40% tra 50 e 250 lavoratori 18% tra lavoratori 15% lavoratoti Il 50% dei lavoratori sono soci lavoratori 20% svantaggiati 10% soci volontari 19% collaboratori retribuiti 74% finanziamento pubblico prevalente 26% finanziamento privato prevalente
11 COOPERATIVE SOCIALI DI TIPO A Settori di attività più consistenti nel campione : assistenza ad anziani e degenti, in particolare nell ambito delle residente protette e dell assistenza domiciliare e servizi educativi e scolastici rivolti a minori (neonati, bambini, minori in genere Le cooperative di tipo a di maggiori dimensioni svolgono un ruolo preminente in tali settori, Le cooperative di dimensioni più ridotte svolgono con maggiore frequenza attività legate ai servizi pre e post scolastici, animazione, orientamento e segretariato sociale.
12 COOPERATIVE SOCIALI DI TIPO B occupano in larga parte persone con svantaggio legato alla disabilità e a condizioni di dipendenza da alcool e sostanze e di vissuti di tipo detentivo, svolgono con maggiore frequenza servizi di pulizia, sistemazione del verde pubblico e raccolta e smaltimento rifiuti.
13 CONSORZI In 2/3 dei casi i consorzi rappresentano più di 20 cooperative, svolgono prevalentemente funzioni collegate alla partecipazione a bandi e gare di appalto e supporto in ambito normativo e societario. Risultano perciò un attore chiave per la cooperazione sociale che trae buona parte delle sue risorse da finanziamenti pubblici (2/3 del campione di cooperative rispondenti),
14 PRINCIPALI AMBITI DI ANALISI dei dati e delle tematiche emerse nel corso delle interviste Gestione servizi esternalizzati Lavoratori svantaggiati, in particolare disabili Organizzazione e gestione della sicurezza
15 GESTIONE SERVIZI ESTERNALIZZATI Appalti a procedura aperta, convenzione, appalti a procedure ristretta e concessioni Finanziamento pubblico come fonte prevalente per 80% delle cooperative di tipo a 90% delle cooperative di tipo a+b Il 60% delle cooperative di tipo b 71% delle cooperative sociali svolge attività esternalizzate 41% cooperative di tipo a 39% cooperative di tipo b 14% cooperative a+b 6% consorzi 62% delle cooperative l esternalizzazione coincide con un affidamento da parte di enti pubblici
16 GESTIONE SERVIZI ESTERNALIZZATI Percezione relativa al proprio potere contrattuale con il committente, cooperative sociali che svolgono servizi esternalizzati 100% 80% 60% 40% ogni tanto no si 20% 0% pubblico privato
17 GESTIONE SERVIZI ESTERNALIZZATI le cooperative impiegano più della metà e spesso tutti i propri lavoratori nell espletamento delle attività esternalizzate da enti terzi. nel 70% dei casi i lavoratori della cooperativa non solo erogano i propri servizi all interno di luoghi di lavoro che non appartengono al loro datore di lavoro ma anche a contatto con altri operatori la cui organizzazione e gestione fa capo a soggetti diversi dalla cooperativa sociale Il 50% cooperative sociali svolge le attività in affidamento all interno di strutture gestite dai committenti, un 20% svolge servizi esternalizzati da altri enti, ma all interno di proprie strutture e locali e il 7% svolge attività all interno delle abitazioni degli utenti
18 GESTIONE SERVIZI ESTERNALIZZATI Strutture in cui operano più spesso i lavoratori delle cooperative sociali Scuole Residenze protette Ospedali e strutture collegate Domicili privati Imprese private Molto diversificati gli ambienti di lavoro per le cooperative di tipo b.
19 GESTIONE SERVIZI ESTERNALIZZATI SSL Art.26 d.lgs 81/08 Obblighi connessi ai contratti d'appalto o d'opera o di somministrazione. Le disposizioni contenute nell art.26 si riferiscono ai casi di affidamento in cui l impresa appaltatrice svolge le proprie attività all interno di luoghi e comunque all interno dell ambito produttivo del committente. La previsione normativa si basa sul principio di cooperazione e il coordinamento per la sicurezza e la salute dei lavoratori tanto che la sicurezza dovrebbe essere un elemento fondamentale nella predisposizione del capitolato e del costo complessivo così come nella effettiva gestione dello stesso
20 GESTIONE SERVIZI ESTERNALIZZATI I COSTI DELLA SICUREZZA La quota per la sicurezza: Definita dal committente in base al DUVRI nel 35,2% dei casi Definita secondo criteri economici dal committente nel 29,7% dei casi Definita come percentuale del totale nel 32,6% dei casi I costi della sicurezza non sono esplicitati all interno del contratto che regola l affidamento (specie nel caso di Convenzioni) in ¼ dei casi I costi sono esplicitati «ogni tanto» in un 1/3 dei casi I costi non sono modificabili in corso d opera
22 GESTIONE SERVIZI ESTERNALIZZATI Cooperazione e coordinamento Le cooperative/consorzio non hanno influenza sulle decisioni prese all interno del luogo di lavoro del committente La committente non informa le cooperative/consorzio riguardo ai rischi presenti nella sede Manca un controllo interno sul rispetto delle norme nei confronti dei lavoratori delle cooperative/consorzio Non c è cooperazione tra i lavoratori delle cooperative/consorzio e quella dell ente committente nella esecuzione dei lavori in sicurezza Non è chiara la divisione dei ruoli e compiti della sicurezza tra cooperative/consorzio e committente Le scelte organizzative operate dalla committente non sono funzionali all effettivo svolgimento delle attività delle cooperative/consorzio. Non vi è una comunicazione tempestiva tra committente e cooperative/consorzio su eventuali variazioni di contesto n. vero 60% 16% 7% 18% 31% 16% 37%
23 GESTIONE SERVIZI ESTERNALIZZATI Cooperazione e coordinamento 1. Controllo rispetto misure di sicurezza circa la metà delle cooperative sociali opera il controllo direttamente Circa in un terzo dei casi il controllo viene esercitato da personale della cooperative in accordo con il committente Nel 13% dei casi il controllo è esercitato solo dal committente 2. Clausole di sicurezza nei contratti di affidamento 32% descrizione dei rischi e delle misure di prevenzione ed emergenza 68% generico rispetto delle norme in materia di SSL
24 GESTIONE SERVIZI ESTERNALIZZATI Cooperazione e coordinamento 3. Specifiche misure collegate alla presenza di lavoratori svantaggiati No, non sono richieste No, non sono necessarie si sono definite dalla cooperativa in si sono concordate 0% 10% 20% 30% 40% Previsione di misure specifiche ed aggiuntive per i lavoratori svantaggiati che operano in attività e servizi in affidamento
25 Rischi interferenza GESTIONE SERVIZI ESTERNALIZZATI D.U.V.R.I (art. 26 c.3 d.lgs 81/08) art. 7 Decreto 13/4/2007 DUVRI allegato al contratto di affidamento nel 75% DUVRI allegato alla convenzione nel 50% Le cooperative sociali vengono coinvolte nella redazione nel 43% dei casi rumore stress lavoro correlato biologico chimico agenti tossici, pericolosi rischio di caduta rischio meccanico rischio di investimento di persone e mezzi rischio incendio rischio elettrico ambienti confinati carico scarico- movimentazione materiali presenza di soggetti terzi (utenti, passanti etc) vie di transito nessuno 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30%
26 GESTIONE SERVIZI ESTERNALIZZATI D.U.V.R.I (art. 26 c.3 d.lgs 81/08) art. 7 Decreto 13/4/2007 totale committente caduta (dall alto, in piano ) 10% 100% urto 11% 80% 60% 40% 20% 0% più di 10 totale scivolamento 24% taglio 6% dolore da sforzo 6% infortuni connessi a movimentazione manuale dei carichi 15% lombalgia da sforzo 14% Confronto tra numero di infortuni generali e numero di infortuni riconducibili a luoghi di lavoro del committente. Cause di infortunio più frequenti all interno dei luoghi di lavoro dei committenti
27 GESTIONE SERVIZI ESTERNALIZZATI INTERVISTE TESTIMONI PRIVILEGIATI- PRINCIPALI TEMATICHE EMERSE Cooperative di tipo a) Attenzione a preservare il benessere dei lavoratori Maggiori difficoltà in caso di affidamento di enti pubblici che spesso non danno risposte immediate in caso di problematiche Rapporto tra più soggetti Sicurezza e convenzioni Formalità degli adempimenti Co-progettazione delle attività Difficoltà di adeguamento rispetto al mutamento delle norme DUVRI Non tiene conto delle specificità collegate alla presenza di disabili Modalità collaborative più intense comportano aumento di costi e allungamento dell iter burocratico
28 GESTIONE SERVIZI ESTERNALIZZATI INTERVISTE TESTIMONI PRIVILEGIATI- PRINCIPALI TEMATICHE EMERSE Appalti Cooperative spurie e gare al massimo ribasso Necessità di premiare le cooperative più «virtuose» dal punto di visto della SSL Monitoraggio e controllo Basso livello di attenzione della committenza in tema di SSL Difficoltà definizione responsabilità e obblighi sicurezza tra cooperativa e committente Controllo al termine e non in itinere da parte del committente Attività svolte presso domicilio degli utenti Tre soggetti coinvolti: responsabilità e attuazione delle misure Pluralità di ambienti di lavoro per l operatore Adeguamento domicili Necessità di procedure e modalità organizzative condivise e programmatiche
29 PRINCIPALI AMBITI DI ANALISI dei dati e delle tematiche emerse nel corso delle interviste Gestione servizi esternalizzati Lavoratori svantaggiati, in particolare disabili Organizzazione e gestione della sicurezza
30 LAVORATORI SVANTAGGIATI 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% Tipologie di lavoratori svantaggiati impiegati nelle cooperative sociali rispondenti
31 LAVORATORI SVANTAGGIATI detenuti (ex) dipendenti (ex) disoccupati disabili psichici disabili mentali disabili fisici/sensoriali ristoranti, bar caffè altri servizi alle persone raccolta e smaltimento rifiuti sistemazione verde pubblico riparazioni manutenzioni varie stampe grafiche e servizi connessi 0% 10% 20% 30% Lavoratori svantaggiati e attività delle cooperative sociali più frequenti (in cui ciascuna attività viene effettuata da un numero di cooperative superiore a 8)
32 LAVORATORI SVANTAGGIATI E SSL Valutazione del rischi Specificità della tipologia di svantaggio Stato di salute attuale (e sue possibili evoluzioni) Mansione lavorativa Organizzazione del lavoro Richieste committenza Presenza di altri lavoratori Luogo svolgimento attività Obblighi e diritti del lavoratore (TUS) Informazione- Formazione- Addestramento (art. 7 DM 2011) Convenzioni di inserimento lavorativo- DUVRI e coordinamento attività
33 LAVORATORI SVANTAGGIATI INFORTUNI 120% 100% 80% 60% 40% 20% 0% Non svantaggiati Svantaggiati
34 LAVORATORI SVANTAGGIATI VALUTAZIONE DEI RISCHI Definizione di misure specifiche per lavoratori svantaggiati a seguito della valutazione dei rischi 100% 80% 60% 40% 20% 0% no si
35 LAVORATORI SVANTAGGIATI VALUTAZIONE DEI RISCHI Principali tipologie di misure adottate per la tutela dei lavoratori appartenenti alle categorie di svantaggio (ex) detenuti ed (ex) alcoolistitossicodipendenti. tossicodipenden ti-alcolisti detenuti-ex detenuti adeguamento attrezzature di lavoro 7% 11% adeguamento postazioni o luoghi di lavoro 9% 7% attività di info-formazione aggiuntive 11% 7% esenzione da particolari tipologie di attività 20% 22% aumento supervisori 5% 7% sono soggetti ad continuo controllo da parte di uno o più preposti vengono sottoposti ad una più frequente sorveglianza sanitaria 11% 11% 16% 15% Altro 7% 11% adeguante pause e non eccessivi carichi di lavoro 13% 7%
36 LAVORATORI SVANTAGGIATI VALUTAZIONE DEI RISCHI Principali tipologie di misure adottate per la tutela dei lavoratori appartenenti alle categorie di svantaggio legate alla disabilità mentale, psichica e fisica disabili fisici e/o sensoriali disabili mentali disabili psichici Tot disabili adeguamento attrezzature di lavoro 4% 6% 6% 6% adeguamento postazioni o luoghi di lavoro 6% 9% 8% 8% attività di info-formazione aggiuntive 15% 3% 11% 10% esenzione da particolari tipologie di attività 21% 24% 21% 22% aumento supervisori 6% 9% 6% 7% sono soggetti ad continuo controllo da parte di 10% 9% 11% 10% uno o più preposti vengono sottoposti ad una più frequente 17% 21% 19% 19 sorveglianza sanitaria Altro 6% 6% 3% 5% adeguante pause e non eccessivi carichi di 15% 15% 13% 14% lavoro 100% 100% 100% 100%
37 LAVORATORI SVANTAGGIATI VALUTAZIONE DEI RISCHI Attuazione di esercitazioni di emergenza e tipologia di svantaggio detenuti-ex detenuti tossicodipendenti-alcolisti disoccupati TOTdisabili disabili psichici disabili mentali disabili fisici e/o sensoriali 0% 10% 20% 30% 40% no si salutuarimante si Rimane comunque significativa (40%) la percentuale di cooperative che non svolge esercitazioni di emergenza.
38 LAVORATORI SVANTAGGIATI FORMAZIONE ADDESTRAMENTO Art. 18 c. 1 lett. l d.lgs 81/08 (Obblighi del datore di lavoro) Art d.lgs 81/08 (informazione; formazione ai lavoratori e loro rappresentanti Art. 7 c. 2 Decreto 13 aprile 2011 Accordo Stato Regioni Formazione Lavoratori 21 Dicembre 2011 disabili fisici e/o sensoriali disabili mentali disabili psichici Tot disabili attività di info-formazione aggiuntive 15% 3% 11% 10% Nel 32% dei casi le cooperative sociali dichiarano di ricorrere, per la formazione dei lavoratori svantaggiati, specie se disabili, a formatori specializzati
39 LAVORATORI SVANTAGGIATI INTERVISTE TESTIMONI PRIVILEGIATI- PRINCIPALI TEMATICHE EMERSE Formazione informazione-addestramento Nei casi in cui si rivelano necessari interventi specifici, si agisce di norma sulle metodologie e, spesso, anche sui contenuti. Metodologie: presenza di formatori conosciuti ( non solo di enti o formatori accreditati), coinvolgimento degli operatori da cui sono normalmente affiancati, durata della formazione maggiore e più diluita e graduale nel tempo, leva sul senso di appartenenza alla cooperativa, modalità pratiche di formazione Contenuti: maggiormente legati allo specifico contesto e attività, ridotti i contenuti relativi alle norme, previsioni legislative e sanzionatorie, enfasi sull acquisizione di comportamenti corretti, anche semplici (es. indossare guanti, scarpe, utilizzare in modo corretto le attrezzature) Come dimostrare l avvenuta formazione e la sua efficacia nei confronti degli organi ispettivi?
40 LAVORATORI SVANTAGGIATI INTERVISTE TESTIMONI PRIVILEGIATI- PRINCIPALI TEMATICHE EMERSE Borse lavoro e tirocini Inserimenti a scopo terapeutico-riabilitativo Soggetti non adatti al lavoro Tempi di permanenza Organizzazione del lavoro e della sicurezza Ritmi produttivi Mansioni Affiancamento Procedure di sicurezza ed emergenza Gestione e prevenzione Come coniugare la finalità di integrazione con i «costi» collegati agli adempimenti normativi? Come portare a valore l esperienza delle cooperative sociali?
41 PRINCIPALI AMBITI DI ANALISI dei dati e delle tematiche emerse nel corso delle interviste Gestione servizi esternalizzati Lavoratori svantaggiati, in particolare disabili Organizzazione e gestione della sicurezza
42 ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA attività di valutazione dei rischi e conseguente predisposizione di misure di prevenzione e protezione attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti e riunioni periodiche attività di sorveglianza sanitaria attività di info-formazione attività di vigilanza per il rispetto delle procedure ed istruzioni di lavoro, se presenti verifiche periodiche della applicazione e della efficacia delle procedure
43 ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA MOG 56% applica un MOG 25% intende dotarsene 60% tra le cooperative sociali di tipo a e di tipo b 73% tra le cooperative con numero di lavoratori maggiore di 30 SGSL 3 cooperative sono dotate di SGSL (1 per tipologia) 25% delle cooperative a e b intende dotarsene 10% delle cooperative plurime intende dotarsene Altri sistemi di qualità certificati Circa il 60% delle cooperative a e a+b 30% delle cooperative b
44 ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA- Valutazione e predisposizione di misure preventive e protettive Le cooperative sociali del campione dichiarano che, a seguito della valutazione dei rischi, hanno definito ed attuato misure specifiche per i lavoratori svantaggiati nel 56% dei casi. Laddove i lavoratori svantaggiati operano all interno di strutture od ambienti appartenenti alla committenza e laddove la valutazione dei rischi abbia evidenziato la necessità di porre in essere misure specifiche a loro tutela, la cooperative sociale tende ad attuarle in modo autonomo, dal momento che limitata sembra essere la cooperazione della committenza su questo aspetto.
45 ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA- Valutazione e predisposizione di misure preventive e protettive Luogo di lavoro di altri : 53%collabora con il committente nella definizione delle misure di sicurezza Nel 28% il committente aggiorna la cooperativa sociale sui contenuti Nel 19% non c è collaborazione 37% delle cooperative dichiara non esserne tempestivamente informata che laddove vengono prese decisioni e operati interventi che creano variazioni nel contesto in cui opera la cooperativa 31% delle cooperative dichiara che non è chiara la divisione dei ruoli e compiti della sicurezza tra cooperativa e committente
46 ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA- Valutazione e predisposizione di misure preventive e protettive risk manager cooordinatore sicurezza altro (specificare) preposti medico competente rlst rls addetti primo soccorso addetti antincendio ed emergenze ASPP RSPP esterno RSPP interno diverso dal datore di datore di lavoro con funzioni di RSPP Figure della sicurezza presenti in azienda 0% 20% 40% 60% 80% 100% Nelle cooperative con un numero di lavoratori che va da 1 a 10 le sole figure indicate sono quelle del datore di lavoro, RSPP, e degli addetti alle emergenze.
47 ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA- Attività di natura organizzativa Periodiche esercitazioni di emergenza 30% 16% 54% si si salutuarimente no Rimane comunque significativa (40%) la percentuale di cooperative che occupano lavoratori svantaggiati che non svolge esercitazioni di emergenza
48 ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA- Attività di info-formazione Appare generalizzata e vicino al 100% la partecipazione alla formazione in materia di sicurezza, per tutte le figure aziendali (dai lavoratori, ai collaboratori, ai soci volontari, agli addetti alle emergenze). Formazione adeguata nei contenuti e nelle metodologie per i lavoratori svantaggiati, specie nel caso di disabilità La totalità delle cooperative rispondenti e che gestisce servizi esternalizzati dichiara che i rischi da interferenza sono a conoscenza dei lavatori della cooperativa.
49 ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA- Procedure ed istruzioni di lavoro, verifiche periodiche e monitoraggio L 88% delle cooperative dichiara che non esistono procedure scritte riportanti istruzioni di lavoro e relative misure di sicurezza L 88% delle cooperative dichiara che non esistono procedure scritte riportanti istruzioni di lavoro e relative misure di sicurezza Più dell 80% delle cooperative individua nel preposto la figura addetta al controllo dell utilizzo dei DPI Il 73% delle cooperative dichiara di verificare periodicamente l efficacia delle misure e procedure di sicurezza, il 21% effettua verifiche solo in caso in cui si verificano problematiche
50 GRAZIE PER L ATTENZIONE Per maggiore informazioni