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Timestamp: 2020-08-03 21:41:34+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 1871 del 25/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1871 del 25/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 25/01/2017, (ud. 14/12/2016, dep.25/01/2017), n. 1871
sul ricorso 25733-2014 proposto da:
G.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE BRUNO
BUOZZI, 49, presso lo studio dell’avvocato ALESSANDRO RICCIONI,
rappresentato e difeso dall’avvocato GIANFRANCESCO VECCHIO giusta
procura speciale per atto Notaio P.d.P.F., rep. n.
60129 del 9/12/2014 allegata in calce al controricorso;
avverso la sentenza n. 99/13/2013 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di FIRENZE, depositata il 18/09/2013;
partecipata del 14/127/2016 dal Consigliere Relatore Dott. CIRILLO
La Corte, costituito il contraddittorio ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., (come modificato dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, convertito con modificazioni dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197), osserva:
L’Agenzia delle entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR – Toscana del 18 settembre 2013 laddove accorda al contribuente, medico di base convenzionato col SSN, il rimborso dell’IRAP versata per gli anni d’imposta dal 2003 al 2006. L’intimato si difende con controricorso e memoria.
Col ricorso si censura – per violazioni di norme di diritto sostanziali (D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 seg.) – la sentenza d’appello laddove stima l’attività del contribuente sfornita del requisito dell’autonoma organizzazione nonostante l’utilizzo di due studi professionali propri, la partecipazione a uno studio polifunzionale, l’adesione a una cooperativa di medici e l’assunzione, negli anni 2005 e 2006, di un lavoratore dipendente.
In effetti, la decisione del giudice regionale si discosta, in punto di diritto, dai principi regolativi ora definitivamente certificati da Cass. Sez. U, Sentenza n. 9451 del 10/05/2016 (Rv. 639529) laddove si afferma che, in tema di imposta regionale sulle attività produttive, il presupposto dell’autonoma organizzazione richiesto dal D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2, non ricorre quando il contribuente, responsabile dell’organizzazione, impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive.
Dunque, il ricorso è fondato laddove, mediante l’utilizzo di due studi propri e l’avvalimento di uno studio polifunzionale, il contribuente può impiegare beni strumentali che globalmente eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività sanitaria superando quella soglia minima richiesta dalla normativa convenzionale (D.P.R. n. 270 del 2000, art. 22) e poi indicata dalle sezioni unite per l’esonero dalla imposizione fiscale ai fini dell’IRAP (conf. da ultimo Cass. 23838/16, 17569/16, 17742/16, 19011/16; v. 22852/16, 22103/16). Nè dalla sentenza d’appello risulta l’esame di peculiari situazioni e/o specifici bisogni territoriali (es. Cass. 25238/16).
Invece, restano in disparte, ai fini dell’autonoma organizzazione, le circostanze neutre della mera adesione a una cooperativa di medici e dell’assunzione, negli anni 2005 e 2006, di un solo lavoratore dipendente.
Conseguentemente il ricorso può essere deciso in camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c., comma 1, con ordinanza (in forma semplificata) che, in accoglimento dell’unico motivo, cassi con rinvio la sentenza d’appello per nuovo esame sulla scorta del superiore principio di diritto (Rv. 639529).
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza d’appello e rinvia, anche per le spese, alla CTR – Toscana in diversa composizione.