Source: http://tecnicipostsisma.it/main-home/domande-frequenti/
Timestamp: 2018-12-12 08:51:53+00:00
Document Index: 153141972

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 3', 'art. 6', 'art.12', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 6', 'art.8', 'art. 34', 'art. 2', 'art. 1117', 'art. 16']

Domande frequenti – Tecnici post sisma
Le risposte alle domande più frequenti dei cittadini sull’emergenza Terremoto Centro Italia.
Si tratta di quesiti arrivati sia al Contact Center del Dipartimento della Protezione Civile,
sia sul sito del Commissario straordinario per la ricostruzione e quesiti raccolti sul territorio.
La sezione è aggiornata periodicamente.
Sopralluoghi e verifiche di agibilità
Verifiche di agibilità ed erogazione contributi
In tutti i Comuni interessati dagli eventi sismici il termine per la presentazione della prima istanza di sopralluogo accompagnata da perizia asseverata è prorogato al 13 marzo 2017 (fa fede la data di protocollo al Comune). La data è stata ulteriormente prorogata dalla circolare del 27 febbraio 2017.
Se è la prima volta che viene effettuata la verifica di agibilità sull’edificio, verrà eseguito un sopralluogo con procedura FAST (Fabbricati per l’Agibilità Sintetica post-Terremoto). Questa verifica può essere fatta su singoli edifici oppure su tutti i fabbricati che si trovano in un’area individuata dal Sindaco. L’esito della valutazione, riportato in una scheda sintetica, può essere: edificio “agibile”, edificio “non utilizzabile” ed edificio “non utilizzabile per solo rischio esterno”. Fanno eccezione solo i comuni di Amatrice, Accumoli, Arquata, Norcia e Preci per i quali è previsto che i rilievi vengano fatti con procedura Aedes, oltre che negli altri casi disciplinati all’art.1, comma 5 dell’OCDPC 422 (vedi la domanda e risposta seguente).
– se l’esito della verifica Fast sull’edificio è “non utilizzabile”, il proprietario provvede a incaricare un tecnico abilitato che eseguirà una verifica Aedes con perizia giurata.
– se l’esito dopo sopralluogo con procedura Fast è però “non utilizzabile per solo rischio esterno” la verifica viene eseguita con scheda Aedes a cura della Dicomac.
– se l’esito della verifica Fast sull’edificio è “agibile” ma il proprietario non è convinto di questo esito può richiedere una verifica Aedes ma solo dopo aver presentato una perizia asseverata a cura di un tecnico.
d) qualsiasi sopralluogo con scheda Aedes o con esito “agibile” da verifica Fast da ripetere su richiesta del cittadino, dopo la perizia asseverata di un tecnico di parte;
Al proprio Comune. Infatti, tutte le schede Aedes, compilate dai tecnici durante i sopralluoghi, scansionate, informatizzate e indicizzate in cd dalla Funzione Censimento danni e rilievo dell’agibilità post evento della Dicomac – Direzione di comando e controllo di Rieti, vengono progressivamente rilasciate ai Comuni, con tutto il materiale prodotto. È quindi compito dei Comuni valutare tempistica e modalità per rendere disponibili le schede ai cittadini.
In nessun caso risultano oneri a carico dei privati.
Il 16 gennaio è infatti la data di scadenza relativa alla sola presentazione della domanda per il primo sopralluogo. Non può essere considerata anche la scadenza per la richiesta di revisione del sopralluogo perché eventuali termini dovrebbero decorrere dalla data di effettiva notifica dell’esito al cittadino da parte del Comune. Tenuto conto che non esistono procedure codificate ed univoche per la notifica dell’esito da parte dei Comuni, allo stato attuale non è possibile fissare una scadenza per la presentazione dell’istanza di revisione del sopralluogo.
Non c’è bisogno di nuova istanza. Per gli edifici già ispezionati che hanno avuto esito “D” (temporaneamente inagibile da rivedere con approfondimento) il sopralluogo viene svolto d’ufficio con scheda Aedes.
La scheda Aedes (Agibilità e danno nell’emergenza sismica) – utilizzata a partire dal terremoto umbro-marchigiano del 1997 e in tutti gli eventi sismici successivi – è un scheda per il rilevamento speditivo dei danni, la definizione di provvedimenti di pronto intervento e la valutazione dell’agibilità post-sismica di edifici con tipologia strutturale ordinaria (in muratura, in cemento armato o acciaio o legno, intelaiato o a setti) dell’edilizia per abitazioni e/o servizi. Questa scheda non può essere applicata a edifici industriali (quali ad esempio i capannoni prefabbricati, per i quali si usa una scheda dedicata, GL-Aedes), monumentali (in particolare le chiese, per le quali esiste un altro tipo di scheda), o altri manufatti (come, ad esempio, i serbatoi), né a ponti e altre opere infrastrutturali.
Le verifiche di agibilità Fast possono essere svolte da tecnici dipendenti di Pubblica Amministrazione o professionisti già abilitati per lo svolgimento delle attività di verifica con scheda Aedes, mobilitati per il tramite dei Consigli Nazionali e accreditati dalla Dicomac. In seguito a una formazione speditiva sulla Fast – coordinata dalla Dicomac in raccordo con le Regioni – la ricognizione può essere svolta anche da tecnici professionisti che si offrono come volontari (se abilitati all’esercizio della professione con competenze tecnico-strutturali nell’ambito dell’edilizia e iscritti a un ordine/collegio professionale) e da tecnici dipendenti che, nella pubblica amministrazione di appartenenza, si occupano di edilizia, opere e lavori pubblici.
Sì, le spese di vitto, come quelle di alloggio e spostamento non prevedono vincoli temporali. Le indicazioni specifiche su quali sono le spese ammissibili si trovano nell’Allegato A del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 luglio 2014 “Istituzione del Nucleo tecnico nazionale per il rilievo del danno e la valutazione di agibilità nell’emergenza post-sismica”.
No perché il rimborso per il mancato guadagno giornaliero è previsto solo nel caso in cui l’impegno sia stato di almeno 10 giorni, anche non continuativi.
Può inviare il rendiconto delle spese sostenute al suo Consiglio Nazionale di appartenenza. Il Dipartimento provvederà, infatti, al rimborso delle spese documentate attraverso i diversi Consigli Nazionali. Si ricorda che, secondo quanto disposto dall’art. 3 dell’ordinanza del Capo Dipartimento n. 392 del 6 settembre 2016, le spese ammissibili di vitto, alloggio e viaggio sono quelle previste nell’allegato A del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2014.
Il termine di sessanta giorni dell’articolo 6, comma 3, dell’ordinanza n. 8/2016 si riferisce alle richieste di contributo che sono state presentate prima dell’entrata in vigore dell’ordinanza stessa, a seguito della comunicazione di avvio dei lavori. Le richieste per i danni lievi possono essere presentate solo dopo che è stata redatta la scheda AEDES e sia stata notificata l’ordinanza sindacale di inagibilità. E’ bene evidenziare che la valutazione del danno contenuta nella scheda Aedes – ad esclusione dell’esito A che non dà luogo al riconoscimento del contributo – non è vincolante ai fini della richiesta di contributo. Infatti il tecnico incaricato, mediante perizia asseverata, deve procedere alla valutazione dei danni in conformità ai parametri indicati nell’allegato 1 dell’ordinanza del Commissario 4/2016.
Il decreto legge n. 8 del 9 febbraio 2017, in vigore dal 10 febbraio, all’articolo 4, ha introdotto un’importante novità. Ha infatti stabilito che entro sessanta giorni dalla data di comunicazione dell’avvio dei lavori e comunque non oltre la data del 31 luglio 2017, gli interessati devono presentare agli uffici speciali della ricostruzione la documentazione richiesta secondo le modalità stabilite nelle ordinanze commissariali di disciplina dei contributi. E’ bene tenere presente che il mancato rispetto del termine e delle modalità indicati determinano l’inammissibilità della domanda di contributo.
L’ordinanza 8 del 14 dicembre 2016, art. 6, comma 3, stabilisce che entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza il soggetto interessato deposita all’Ufficio speciale per la ricostruzione la domanda di contributo, corredata della documentazione di cui al DL 189/2016 art.12, comma 1, ove non già allegata alla comunicazione di inizio lavori. Entro il medesimo termine possono presentare domanda di contributo anche i soggetti che non abbiano già comunicato l’avvio dei lavori.
I soggetti che non hanno comunicato l’inizio lavori sono obbligati a presentare la domanda di contributo entro 60 giorni?
Il termine dei sessanta giorni per la richiesta di contributo per danni lievi è riferito ai soggetti che hanno presentato la comunicazione di avvio dei lavori di cui all’articolo 8, commi 1 e 4, del decreto legge 189/2016, in conformità a quanto indicato dall’ordinanza commissariale n. 4/2016.
Fermo restando che presupposto inderogabile è quello di essere in possesso della scheda Aedes e dell’ordinanza sindacale di inagibilità, il decreto legge n. 8 del 2017, all’articolo 4, ha stabilito che il termine finale per la presentazione per la richiesta di contributi presso gli Uffici speciali per la ricostruzione è 31 luglio 2017.
Rimangono invariati i termini per la presentazione delle richieste stabiliti dall’Ordinanza n.8 del 14.12.2016?
Il Decreto Legge n. 8 /2017, in vigore dal 10 febbraio 2017, all’articolo 4, ha introdotto un nuovo termine per la presentazione delle richieste di contributo relative agli interventi di riparazione e rafforzamento locali in caso di immobili con danni lievi, ai sensi delle Ordinanza n. 4/2016 e n. 8/2016. In particolare, entro sessanta giorni dalla data di comunicazione dell’avvio dei lavori e comunque non oltre la data del 31 luglio 2017, gli interessati devono presentare agli uffici speciali della ricostruzione la documentazione richiesta secondo le modalità stabilite nelle ordinanze commissariali di disciplina dei contributi. E’ bene tenere presente che il mancato rispetto del termine e delle modalità indicati determinano l’inammissibilità della domanda di contributo.
E’ possibile consegnare con perizia giurata la sola scheda AeDES, senza la documentazione allegata?
La perizia giurata deve comprendere non solo la scheda AeDES ma anche la documentazione allegata in quanto tutto deve essere adeguatamente documentato tenendo conto dei controlli che saranno poi eseguiti.
In un condominio sito in edificio isolato, con 10 unità immobiliari, occorre redigere una scheda AeDES per ogni unità immobiliare?
Bisogna redigere una unica scheda AeDES per ogni fabbricato strutturalmente indipendente.
I fabbricati possono essere distinti ed identificati, ad esempio, sulla base dei seguenti criteri:
fabbricati costruiti con solai posti a quote diverse.
Per approfondimenti si veda il manuale per la redazione delle schede Aedes, reperibile al seguente link:
http://www.protezionecivile.gov.it/resources/cms/documents/2_LRManualeAedes_31_ottobre_GU_.pdf
Se un edificio è stato sottoposto a valutazione di agibilità speditiva con scheda FAST, qual è il termine per chiedere un ulteriore sopralluogo con perizia giurata? A chi va indirizzata la richiesta?
E’ stata pubblicata sul sito della Protezione Civile la Circolare Prot. N. UC/TERAG16/0010781 del 12/02/2017 nella quale viene individuato un ulteriore perimetro all’interno del quale in via prioritaria sarà concentrata l’attività di rilevamento per le finalità di gestione dell’emergenza.
Per i Comuni di Montereale, Capitignano, Campotosto, Pizzoli, Barete, Cagnano Amiterno, Scoppito, in provincia di L’Aquila, Antrodoco e Borbona, in provincia di Rieti oltre ad Amatrice, Accumuli e Arquata la scadenza per la richiesta di primo sopralluogo o revisione di un precedente sopralluogo con Scheda FAST con esito utilizzabile o scheda AeDES con esito A è prorogata alla data del 28 febbraio p.v.
Per i Comuni indicati negli Allegati 1 e 2 del Decreto legge n. 189/2016 l’istanza di primo sopralluogo deve essere accompagnata da perizia asseverata e comunque presentata entro la data del 28 febbraio p.v.
Le richieste di revisione di un precedente sopralluogo AeDES con esito di inagibilità, in tutti i Comuni, seguono le procedure già indicate nella Circolare Prot. UC/TERAG16/73056 del 28/12/2016.
La richiesta va inoltrata al COC (Centro Operativo Comunale) del Comune ove è situato l’edificio.
Entro quanto tempo dalla comunicazione dell’esito di non agibilità deve essere consegnata la scheda Aedes con perizia giurata? A quale ufficio va consegnata? Quale documento attesta tale comunicazione? Cosa accade se la scheda Aedes viene redatta oltre il termine di trenta giorni dalla comunicazione di non utilizzabilità dell’edificio?
Come previsto dall’Ordinanza n. 12/2017 entro 15 giorni dalla comunicazione da parte dei Comuni della non utilizzabilità dell’edificio nelle forme di legge ovvero entro 15 giorni dalla pubblicazione della presente Ordinanza, laddove la comunicazione di inutilizzabilità sia già stata inviata, gli aventi diritto ai contributi, previsti in materia di ricostruzione privata, possono conferire ai tecnici professionisti, in possesso dei requisiti previsti dai precedenti commi 1, 1 bis, e 1 ter, l’incarico, da espletarsi entro i successivi 15 giorni, di redigere e consegnare agli Uffici Speciali per la Ricostruzione le schede AeDES corredate da perizia giurata, esauriente documentazione fotografica ed una sintetica relazione con particolare riferimento alle sezioni 3, 4, 5, 7 e 8 della scheda e con adeguata giustificazione del nesso di causalità del danno.
Il termine per la redazione della scheda AEDES è ordinatorio.
Un fabbricato è stato sottoposto a sopralluogo da parte di tecnici comunali, senza compilazione della scheda Fast. A seguito del sopralluogo il fabbricato è stato dichiarato inagibile con ordinanza del Sindaco emessa in data antecedente all’Ordinanza del Commissario Straordinario n.10 del 19 dicembre 2016.
I 30 giorni entro cui compilare e depositare la scheda AeDES con perizia giurata decorrono dalla data dell’Ordinanza del Sindaco o dalla data di pubblicazione dell’Ordinanza del Commissario Straordinario n.19/2016?
L’ordinanza sindacale di inagibilità deve e può essere emanata solo a seguito di sopralluogo e referto compilato secondo la procedura AeDES o FAST che si concludono gli esiti di agibilità-non agibilità o non utilizzo. Se ciò non è avvenuto l’ordinanza sindacale è cautelativa dal punto di vista della tutela della privata e pubblica incolumità ma non consente di attivare un percorso per il riconoscimento del contributo. Per poter accedere ai contributi della ricostruzione post sisma 2016 occorre la scheda AeDES, compilata o da squadra designata dalla DICOMAC o da libero professionista scelto dal proprietario. Per le modalità di richiesta del contributo si vedano le Ordinanze del Commissario n. 8 del 14 dicembre 2016, 10 del 19 dicembre 2016 e 12 del 9 gennaio 2017.
Pertanto, bisogna chiedere al Comune la rettifica/integrazione degli atti assunti.
L’ordinanza del Commissario Straordinario n.8/2016 stabilisce che la ditta esecutrice deve essere scelta tra tre ditte iscritte all’Anagrafe antimafia di cui all’Ordinanza del Commissario n.4/2016. Tale prescrizione vale anche nel caso di lavori avviati antecedentemente all’emanazione delle citate Ordinanze Commissariali?
Come previsto dall’articolo 6, comma 13, del Decreto legge n. 189/2016 la selezione dell’impresa esecutrice da parte del beneficiario dei contributi è compiuta mediante procedura concorrenziale intesa all’affidamento dei lavori alla migliore offerta. Alla selezione possono partecipare solo le imprese che risultano iscritte nell’Anagrafe di cui all’articolo 30, comma 6, in numero non inferiore a tre.
La riduzione del contributo al 50%, prevista dall’art. 2 comma 3 dell’Ordinanza 8 del 14.12.2016, è riferita ai casi di presenza di un indennizzo assicurativo?
La riduzione al 50% prevista all’articolo 2 comma 3 dell’ordinanza 8/2016 è riferita alla abitazioni secondarie situate nei comuni al di fuori del cratere (art. 6 comma 5 del DL 189/2016).
Come previsto dall’art. 6, comma 6, del citato decreto, il contributo concesso è al netto dell’indennizzo assicurativo o di altri contributi pubblici comunque percepiti dall’interessato per le medesime finalità di quelli di cui al presente decreto.
L’Ordinanza 4 del 17 novembre 2016 fornisce indicazioni per la riparazione di immobili che, a seguito degli eventi sismici del 24 agosto 2016 e successivi, hanno subito danni lievi, includendo anche gli edifici parzialmente inagibili (esito C delle schede AeDES).
Ciò sembra in contrasto con il Decreto Legge 189/2016, art.8, comma 1, che fa riferimento agli edifici con danni lievi classificati con livello di inagibilità B delle schede AeDES.
L’articolo 8, comma 1, del Decreto legge n. 189/2016 stabilisce che al fine di favorire il rientro nelle unità immobiliari e il ritorno alle normali condizioni di vita e di lavoro nei Comuni interessati dagli eventi sismici, per gli edifici con danni lievi non classificati agibili secondo la procedura AeDES, oppure classificati non utilizzabili secondo procedure speditive disciplinate da ordinanza di protezione civile e che necessitano soltanto di interventi di immediata riparazione, i soggetti interessati possono, previa presentazione di apposito progetto e asseverazione da parte di un professionista abilitato che documenti il nesso di causalità tra gli eventi sismici di cui all’articolo 1 e lo stato della struttura, oltre alla valutazione economica del danno, effettuare l’immediato ripristino della agibilità degli edifici e delle strutture. Inoltre, l’Ordinanza n. 4/2016 individua, nell’Allegato 1, la soglia di danno lieve per tipologia di struttura e destinazione svincolando la stessa dall’esito della scheda AeDES.
Per il mio immobile è stata redatta la scheda AeDES con esito E (inagibile). Cosa devo fare per la ricostruzione? Posso incaricare un professionista?
A breve il Commissario emanerà con Ordinanza le regole per la ricostruzione di immobili residenziali con danni gravi (esito E).
In merito all’affidamento degli incarichi ad un professionista è stato istituito un Elenco speciale, come previsto dall’art. 34, del D.L. 189/2016, al quale lo stesso deve necessariamente essere iscritto. L’Allegato A dell’Ordinanza n. 12/2017 stabilisce i criteri e i requisiti minimi per l’iscrizione dei professionisti al suddetto elenco.
In caso di demolizione e ricostruzione di un edificio danneggiato, il nuovo edificio deve essere uguale all’edificio pre-esistente, o può essere di tipologia differente, a parità di superficie?
L’articolo 6, comma 1, lett. a), del Decreto legge n. 189/2016 stabilisce per gli immobili distrutti, un contributo pari al 100 per cento del costo delle strutture, degli elementi architettonici esterni, comprese le finiture interne ed esterne, e delle parti comuni dell’intero edificio per la ricostruzione da realizzare nell’ambito dello stesso insediamento, nel rispetto delle vigenti norme tecniche che prevedono l’adeguamento sismico e nel limite delle superfici preesistenti, aumentabili esclusivamente ai fini dell’adeguamento igienico-sanitario ed energetico.
Le modalità di calcolo del contributo sono indicate nell’ordinanza n. 8 del 14 dicembre 2016 del Commissario Straordinario, applicabile in presenza di danni lievi accertati secondo l’Allegato 1 dell’Ordinanza n 4/2016.
La comunicazione di avvio dei lavori di cui all’art. 2 della presente Ordinanza può essere presentata purché all’interno di un edificio sia presente un’unità immobiliare destinata ad uso abitativo o ad attività produttiva, oggetto di ordinanza di inagibilità temporanea o parziale ovvero di dichiarazione di non utilizzabilità.
L’entità del contributo per l’intero edificio, oggetto di intervento unitario, è pari alla somma dei contributi spettanti alle singole unità immobiliari ed alle relative pertinenze.
L’immobile di mia proprietà è stato danneggiato dal sisma. Posso iniziare immediatamente i lavori di riparazione?
L’articolo 1, dell’Ordinanza n. 4/2016 stabilisce che i soggetti legittimati possono avviare immediatamente gli interventi di riparazione con rafforzamento locale sugli edifici adibiti ad uso abitativo a ad attività produttiva che risultano danneggiati con danni lievi attestati dalle schede AeDES o che sono stati dichiarati non utilizzabili sulla base delle schede FAST e che sono oggetto di ordinanza di inagibilità emessa dall’autorità competente. Alla comunicazione devono essere allegati i documenti previsti dall’articolo 2, comma 5 della presente ordinanza.
Se la scheda AeDES di un immobile riporta l’esito A (agibile), il proprietario avrà diritto comunque a un indennizzo, come accadde a seguito del sisma del 6 aprile 20019 in Abruzzo?
A seguito degli eventi sismici che hanno colpito il territorio delle Regioni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, a partire dal 24 agosto 2016, gli edifici valutati attraverso procedura AEDES e classificati con esito “A”, non avranno alcun diritto ad un indennizzo.
Con riferimento al DL 189/2016, Art.7 comma 1 lettera a), qual è il livello di sicurezza che l’edificio deve conseguire dopo la riparazione, per poter accedere al contributo?
Il suddetto articolo è stato modificato dall’articolo 7, comma 1, lett. a), del Decreto legge n. 189/2016 e stabilisce che limitatamente agli interventi di riparazione e ripristino, per tali immobili, l’intervento di miglioramento o di adeguamento sismico deve conseguire il massimo livello di sicurezza compatibile in termini tecnico-economici con la tipologia dell’immobile, asseverata da un tecnico abilitato.
La capacità massima o minima di resistenza alle azioni sismiche, diversificata in base alle zone sismiche, alla classe d’uso dell’immobile ed alla sua tipologia, è individuata con Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 477 del 27/12/2016.
Si richiedono chiarimenti in merito al calcolo della superficie complessiva da considerare ai fini del contributo nel caso di inagibilità parziale (esito B); in particolare, si chiede se sia da considerare la superficie complessiva dell’unità immobiliare o solamente la superficie relativa alla porzione dichiarata inagibile.
I muri portanti e le strutture dell’edificio sono considerate parti comuni ai sensi dell’art. 1117 cc
Ragione per cui il costo dell’intervento sulle strutture sarà ripartito proporzionalmente tra tutte le abitazioni dell’edificio per superficie.
Il costo dell’intervento sulle parti di proprietà esclusiva sarà allocato interamente sulle singole abitazioni (es. se solo alcune abitazioni presentano danni alle finiture, solo queste avranno costi sulle parti di proprietà esclusiva).
La somma tra costo dell’intervento sulle parti comuni e sulle parti di proprietà esclusiva della singola abitazione nell’edificio sarà infine confrontato con il costo convenzionale (costo massimo per metro quadro moltiplicato per i metri quadri ) della singola abitazione così come indicato più dettagliatamente nell’ordinanza n. 8
sono il proprietario di una casa unifamiliare, nelle schede aedes è stata classificata A e quindi agibile, ciò non toglie che ho comunque subito danni interni ed esterni al fabbricato, in particolare: lesioni alle finiture interne in cartongesso, rottura di un piatto doccia, rottura cristallo cucina ad induzione, caduta e successiva rimozione scaldabagno, caduta e successiva rimozione imbotti in pietra intorno al camino, varie mattonelle del rivestimento WC, lesioni sull’intonaco in facciata, caduta di elementi di finitura in pietra oltre al crollo totale di un muro in pietra a secco contro terra che separava il giardino dal suolo pubblico.
Posso richiedere un contributo per la sistemazione di questi danni?
In caso di AeDES con esito “A” o FAST con esito “utilizzabile” non è possibile accedere ai fondi per la ricostruzione di cui al DL 189/2016 ed smi
E’ però facoltà del proprietario di tale immobile procedere ad interventi di recupero del patrimonio edilizio per riduzione delle vulnerabilità o miglioramento sismico accedendo alle detrazioni di imposta previste dall’art. 16-bis del dpr 917/86
Il beneficiario del Cas deve indicare nella domanda presentata al proprio Comune la data a partire dalla quale ha provveduto alla sistemazione autonoma del nucleo familiare. È quindi questa la data di decorrenza della percezione del contributo di autonoma sistemazione. In sede di istruttoria della domanda, il comune verificherà la corrispondenza della data indicata dal richiedente sulla domanda con quella dei provvedimenti sindacali di sgombero o inagibilità. Le ordinanze del sindaco a riguardo possono anche essere successive alla data di effettiva indisponibilità dell’immobile dovuta al sisma. Il Comune, in quest’ultimo caso, potrà valutare se utilizzare la stessa data del sisma come riferimento per la decorrenza del diritto al Cas.
Sì. Nel caso in cui sia stata emessa un’Ordinanza Sindacale di sgombero in conseguenza agli eventi sismici di agosto e ottobre il Comune, anche al di fuori dell’area maggiormente colpita, deve fornirle l’assistenza richiesta: una sistemazione alternativa o il Contributo di Autonoma Sistemazione.
Il contributo di autonoma sistemazione spetta al conduttore di un alloggio che, al momento degli eventi sismici, dimostri di dimorare stabilmente, in forza di un contratto di locazione, in un immobile dichiarato inagibile fino a che non abbia provveduto a reperire altra sistemazione stabile. L’eventuale mancata volontà del proprietario di proseguire il rapporto di locazione non comporta la perdita dell’affittuario del diritto di accesso al Cas. Inoltre, il contributo di autonoma sistemazione è concesso “non oltre la data di scadenza dello stato di emergenza”. Per il periodo successivo alla scadenza dello stato d’emergenza, il contributo sarà erogato secondo quanto verrà disposto con ordinanze del Commissario straordinario.
Il criterio per poter scegliere tra queste opzioni non è tanto la residenza quanto poter dimostrare che alla data del terremoto il coniuge viveva, con il nucleo familiare, abitualmente e stabilmente nell’abitazione resa inagibile dal sisma.
I soggetti interessati al contributo, in rappresentanza del proprio nucleo familiare, devono presentare al proprio Comune di residenza un’istanza in forma di autocertificazione. La domanda dovrà essere compilata usando un apposito modulo in cui si indicherà:
• l’indirizzo dell’abitazione nella quale alla data del terremoto o del 24 agosto, o del 26 ottobre o del 30 ottobre, lo stesso risiedeva stabilmente;
• se l’abitazione sia stata sgomberata o distrutta in tutto o in parte;
• se il nucleo familiare include persone con più di 65 anni, persone con handicap o con invalidità non inferiore al 67%;
• qualunque titolo in grado di legittimare l’uso dell’abitazione;
• la titolarità delle utenze di luce, gas, telefonia fissa o mobile;
• la titolarità di un contratto di locazione registrato se si è affittuari di immobili.
I cittadini interessati dalle scosse del 26 e 30 ottobre dovranno compilare e consegnare al Comune il “Modulo DC/AS – eventi sismici 26 e 30 ottobre 2016”, allegato alle indicazioni operative del 20 novembre. Per le richieste relative al terremoto del 24 agosto resta invece valido il modulo “Modulo DC/AS – Sisma 24 agosto 2016”, allegato alla circolare del 9 settembre 2016.