Source: https://www.aeranticorallo.it/delibera-del-garante-privacy-29112018-qregole-deontologiche-relative-al-trattamento-dei-dati-personali-nellesercizio-dellattivita-giornalistica-pubblicate-ai-sensi-dellarticolo-20-comma-4-del-dlgs-10/
Timestamp: 2020-03-30 10:54:03+00:00
Document Index: 134127645

Matched Legal Cases: ['art. 85', 'art. 85', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 85', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 138', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 686', 'art. 5']

Delibera del Garante Privacy 29/11/2018 "Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attività giornalistica pubblicate, ai sensi dell'articolo 20, comma 4, del D.Lgs 10 agosto 2018, n. 101. (Delibera n. 491) - Aeranti-Corallo l’associazione delle radio e tv locali italiane
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Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attivita’ giornalistica pubblicate, ai sensi dell’articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101. (Delibera n. 491).
(pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2019)
Visto il regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonche’ alla libera circolazione di tali dati che abroga la direttiva 95/46/CE (di seguito, «regolamento»);
Visto il Codice in materia di protezione dei dati personali, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonche’ alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101, di seguito «Codice»);
Visto l’art. 85 del citato regolamento che demanda al diritto degli Stati membri il compito di conciliare la protezione dei dati personali con il diritto alla liberta’ di espressione e di informazione, ivi incluso il trattamento a scopi giornalistici o di espressione accademica, artistica o letteraria, anche attraverso l’introduzione di esenzioni o deroghe ai principi dettati dal regolamento per la generalita’ dei trattamenti (cfr. art. 85, par. 2, del regolamento);
Visto il Titolo XII del Codice in materia di protezione dei dati personali, cosi’ come modificato dall’art. 12 del decreto legislativo n. 101/2018, che, oltre a ridefinire l’ambito oggettivo del trattamento, includendovi anche quello effettuato nel contesto di attivita’ di manifestazione del pensiero in campo accademico e letterario, prevede specificamente che il trattamento dei dati indicati dagli articoli 9, par. 1, e 10, del regolamento, ovvero dei dati particolari e dei dati relativi a condanne penali e reati, debba avvenire nel rispetto delle regole deontologiche il cui rispetto costituisce condizione essenziale per la liceita’ e la correttezza del trattamento di dati personali ai sensi dell’art. 2-quater, comma 4, del Codice;
Visto l’art. 20, comma 4, del decreto legislativo n. 101/2018 che demanda al Garante il compito di effettuare, nel termine di novanta giorni dall’entrata in vigore del decreto stesso, una verifica della conformita’ al regolamento delle disposizioni contenute in alcuni codici deontologici ivi indicati, tra i quali quelle contenute nel «Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attivita’ giornalistica», adottato il 29 luglio 1998, attualmente inserito nel Codice in materia di protezione come allegato A.1 ed applicabile sino al completamento della menzionata procedura;
Rilevato che, sempre secondo quanto previsto dal citato art. 20, comma 4, del decreto legislativo n. 101/2018, al termine della suddetta procedura di verifica, le «disposizioni ritenute compatibili, ridenominate regole deontologiche, sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e, con decreto del Ministro della giustizia, sono successivamente riportate nell’allegato A del Codice»;
Ritenuto che la valutazione di compatibilita’ di dette disposizioni con il regolamento non possa prescindere da una loro lettura che tenga integralmente conto del mutato quadro normativo di riferimento;
eventuali modifiche normative rilevanti nella disciplina di specie – quali l’inclusione dei dati genetici e dei dati biometrici fra le categorie di dati particolari – debbano essere prese in considerazione per determinare la compatibilita’ delle disposizioni esistenti con il quadro normativo attuale;
Ritenuto che tali elementi, relativi all’aggiornamento della disciplina in materia, debbano essere recepiti nelle «Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell´esercizio dell´attivita’ giornalistica» in ragione di quanto disposto dall’art. 20, comma 4, del decreto legislativo n. 101/2018;
Ritenuto, all’esito della verifica della conformita’ al regolamento delle disposizioni previste nel «Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attivita’ giornalistica», che le medesime, riportate nell’allegato 1 al presente provvedimento e che ne forma parte integrante, debbano essere pubblicate ai sensi dell’art. 20, comma 4, del decreto legislativo n. 101/2018 come «Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell´esercizio dell´attivita’ giornalistica»;
Ritenuto di disporre la trasmissione delle suddette «Regole deontologiche» all´Ufficio pubblicazione leggi e decreti del Ministero della giustizia per la relativa pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nonche’ al Ministero della giustizia per essere riportato nell´Allegato A) al Codice;
ai sensi dell’art. 20, comma 4, del decreto legislativo n. 101/2018, verificata la conformita’ al regolamento delle disposizioni del «Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attivita’ giornalistica», dispone che le medesime, riportate nell’allegato 1 al presente provvedimento e che ne forma parte integrante, siano pubblicate come «Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell´esercizio dell´attivita’ giornalistica» e ne dispone, altresi’, la trasmissione all´Ufficio pubblicazione leggi e decreti del Ministero della giustizia per la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nonche’ al Ministero della giustizia per essere riportato nell´Allegato A) al Codice.
A.1. Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell´attivita’ giornalistica
1. Le presenti norme sono volte a contemperare i diritti fondamentali della persona con il diritto dei cittadini all´informazione e con la liberta’ di stampa.
2. In forza dell´art. 21 della Costituzione, la professione giornalistica si svolge senza autorizzazioni o censure. In quanto condizione essenziale per l´esercizio del diritto dovere di cronaca, la raccolta, la registrazione, la conservazione e la diffusione di notizie su eventi e vicende relativi a persone, organismi collettivi, istituzioni, costumi, ricerche scientifiche e movimenti di pensiero, attuate nell´ambito dell´attivita’ giornalistica e per gli scopi propri di tale attivita’, si differenziano nettamente per la loro natura dalla memorizzazione e dal trattamento di dati personali ad opera di banche dati o altri soggetti. Su questi principi trovano fondamento le necessarie deroghe previste dal considerando 153 e dall’art. 85 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 (di seguito «regolamento») e dal decreto legislativo 30 giugno, 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali, di seguito «Codice»), cosi’ come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101.
1. Il giornalista che raccoglie notizie per una delle operazioni di cui all’art. 4, n. 2, del regolamento rende note la propria identita’, la propria professione e le finalita’ della raccolta salvo che cio’ comporti rischi per la sua incolumita’ o renda altrimenti impossibile l’esercizio della funzione informativa; evita artifici e pressioni indebite. Fatta palese tale attivita’, il giornalista non e’ tenuto a fornire gli altri elementi dell´informativa di cui agli articoli 13 e 14 del regolamento.
2. Se i dati personali sono raccolti presso banche dati di uso redazionale, le imprese editoriali sono tenute a rendere noti al pubblico, mediante annunci, almeno due volte l’anno, l’esistenza dell´archivio e il luogo dove e’ possibile esercitare i diritti previsti dal regolamento. Le imprese editoriali indicano altresi’ fra i dati della gerenza il responsabile del trattamento al quale le persone interessate possono rivolgersi per esercitare i diritti previsti dal regolamento.
3. Gli archivi personali dei giornalisti, comunque funzionali all´esercizio della professione e per l´esclusivo perseguimento delle relative finalita’, sono tutelati, per quanto concerne le fonti delle notizie, ai sensi dell’art. 2 della legge n. 69/1963 e dell’art. 14, par. 5, lett. d), del regolamento, nonche’ dell’art. 138 del Codice.
4. Il giornalista puo’ conservare i dati raccolti per tutto il tempo necessario al perseguimento delle finalita’ proprie della sua professione.
1. Il giornalista corregge senza ritardo errori e inesattezze, anche in conformita’ al dovere di rettifica nei casi e nei modi stabiliti dalla legge.
1. Nel raccogliere dati personali atti a rivelare origine razziale ed etnica, convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, opinioni politiche, adesioni a partiti, sindacati, associazioni o organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonche’ dati genetici, biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica e dati atti a rivelare le condizioni di salute e la sfera sessuale, il giornalista garantisce il diritto all´informazione su fatti di interesse pubblico, nel rispetto dell´essenzialita’ dell’informazione, evitando riferimenti a congiunti o ad altri soggetti non interessati ai fatti.
2. In relazione a dati riguardanti circostanze o fatti resi noti direttamente dagli interessati o attraverso loro comportamenti in pubblico, e’ fatto salvo il diritto di addurre successivamente motivi legittimi meritevoli di tutela.
Essenzialita’ dell´informazione
1. La divulgazione di notizie di rilevante interesse pubblico o sociale non contrasta con il rispetto della sfera privata quando l´informazione, anche dettagliata, sia indispensabile in ragione dell´originalita’ del fatto o della relativa descrizione dei modi particolari in cui e’ avvenuto, nonche’ della qualificazione dei protagonisti.
3. Commenti e opinioni del giornalista appartengono alla liberta’ di informazione nonche’ alla liberta’ di parola e di pensiero costituzionalmente garantita a tutti.
1. Al fine di tutelarne la personalita’, il giornalista non pubblica i nomi dei minori coinvolti in fatti di cronaca, ne’ fornisce particolari in grado di condurre alla loro identificazione.
2. La tutela della personalita’ del minore si estende, tenuto conto della qualita’ della notizia e delle sue componenti, ai fatti che non siano specificamente reati.
3. Il diritto del minore alla riservatezza deve essere sempre considerato come primario rispetto al diritto di critica e di cronaca; qualora, tuttavia, per motivi di rilevante interesse pubblico e fermo restando i limiti di legge, il giornalista decida di diffondere notizie o immagini riguardanti minori, dovra’ farsi carico della responsabilita’ di valutare se la pubblicazione sia davvero nell´interesse oggettivo del minore, secondo i principi e i limiti stabiliti dalla «Carta di Treviso».
Tutela della dignita’ delle persone
1. Salva l´essenzialita’ dell´informazione, il giornalista non fornisce notizie o pubblica immagini o fotografie di soggetti coinvolti in fatti di cronaca lesive della dignita’ della persona, ne’ si sofferma su dettagli di violenza, a meno che ravvisi la rilevanza sociale della notizia o dell´immagine.
2. Salvo rilevanti motivi di interesse pubblico o comprovati fini di giustizia e di polizia, il giornalista non riprende ne’ produce immagini e foto di persone in stato di detenzione senza il consenso dell´interessato.
3. Le persone non possono essere presentate con ferri o manette ai polsi, salvo che cio’ sia necessario per segnalare abusi.
1. Nell´esercitare il diritto dovere di cronaca, il giornalista e’ tenuto a rispettare il diritto della persona alla non discriminazione per razza, religione, opinioni politiche, sesso, condizioni personali, fisiche o mentali.
Tutela della dignita’ delle persone malate
1. Il giornalista, nel far riferimento allo stato di salute di una determinata persona, identificata o identificabile, ne rispetta la dignita’, il diritto alla riservatezza e al decoro personale, specie nei casi di malattie gravi o terminali, e si astiene dal pubblicare dati analitici di interesse strettamente clinico.
2. La pubblicazione e’ ammessa nell´ambito del perseguimento dell´essenzialita’ dell´informazione e sempre nel rispetto della dignita’ della persona se questa riveste una posizione di particolare rilevanza sociale o pubblica.
2. La pubblicazione e’ ammessa nell´ambito del perseguimento dell´essenzialita’ dell´informazione e nel rispetto della dignita’ della persona se questa riveste una posizione di particolare rilevanza sociale o pubblica.
1. Al trattamento dei dati relativi a procedimenti penali non si applica il limite previsto dall´art. 10 del regolamento, nonche’ dall’art. 2-octies del Codice.
2. Il trattamento di dati personali idonei a rivelare provvedimenti di cui all´art. 686, commi 1, lettere a) e d), 2 e 3, del codice di procedura penale (1) e’ ammesso nell’esercizio del diritto di cronaca, secondo i principi di cui all’art. 5.
1. Le presenti norme si applicano ai giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti e a chiunque altro, anche occasionalmente, eserciti attivita’ pubblicistica.