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Timestamp: 2020-08-07 04:56:27+00:00
Document Index: 46150478

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 218', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 3920 del 11/02/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3920 del 11/02/2019
Cassazione civile sez. VI, 11/02/2019, (ud. 04/12/2018, dep. 11/02/2019), n.3920
difeso dall’avvocato GIULIANO MELINI;
avverso la sentenza n. 194/2017 del TRIBUNALE di URBINO, depositata
il 30/06/2017;
partecipa del 04/12/2018 dal Consigliere Relatore Dott. VINCENZO
B.R. propone ricorso per cassazione contro l’Unione dei Comuni Pian del Bruscolo, che non resiste con controricorso, avverso la sentenza del Tribunale di Urbino del 30.6.2017 che ha respinto l’appello a sentenza del Giudice di Pace, che aveva respinto l’opposizione per la violazione dell’art. 218 C.d.S., comma 6, guida durante il periodo di sospensione della patente, ed escluso lo stato di necessità.
La sentenza di appello, premesso che non era stata impugnata la prima violazione, ha escluso il pericolo imminente di un grave danno alla persona e la prova, incombente sull’opponente, dell’imminente pericolo di vita e della impossibilità di provvedere diversamente alla salvezza della persona.
Il verbale riportava la giustificazione della necessità di recarsi in farmacia per acquistare medicinali per la convivente, reduce da intervento chirurgico.
Il ricorrente denunzia 1) violazione di legge perchè il pericolo non deve essere imminente ma solo probabile; 2) omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione perchè il farmaco, indicato come non specificato, era in effetti un potentissimo antidolorifico.
La prima non tiene conto della consolidata giurisprudenza sullo stato di necessità inteso come pericolo imminente alla vita (ex multis Cass. n. 14286/2010) e non considera che, nel caso di specie, come rilevato dal tribunale, il trasgressore poteva facilmente evitare sia ogni pericolo sia la trasgressione chiamando un soccorso medico o noleggiando un taxi o un mezzo con conducente.
Quanto alla coscienza e volontà della violazione, come questa Corte ha più volte evidenziato, in tema di illecito amministrativo, anche l’interpretazione di norme può ingenerare incolpevole errore sul fatto, quando verta sui presupposti della violazione, ma esso, che non è mai individuabile quando attinga la sola interpretazione giuridica dei precetti, può rilevare soltanto in presenza di un elemento positivo, estraneo all’autore, che sia idoneo ad ingenerare nello stesso inesperto autore l’incolpevole opinione di liceità del proprio agire; la stessa Corte costituzionale ha precisato con sentenza n. 364/88 come debba tenersi presente che l’ignoranza “vale soprattutto per chi versa in condizioni soggettive d’inferiorità”, come non può ritenersi nella specie, mentre non può coprire omissioni di controllo, indifferenze di soggetti, la cui condizione sociale e tecnica rende esigibili particolari comportamenti realizzativi degli obblighi strumentali di conoscere le leggi.
La seconda censura non tiene conto del nuovo testo dell’art. 360 c.p.c., n. 5, che limita la possibilità di impugnazione all’omesso esame di fatto decisivo e controverso.
La Corte rigetta il ricorso, dando atto dell’esistenza dei presupposti ex D.P.R. n. 115 del 2002 per il versamento dell’ulteriore contributo unificato udienza.