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Timestamp: 2020-07-06 12:48:44+00:00
Document Index: 90241443

Matched Legal Cases: ['art. 124', 'art. 141', 'sentenza ', 'art. 125', 'art. 141', 'sentenza ', 'art.10']

Legge 386 1990 Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari
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(Gazz. Uff., 20 dicembre 1990, n. 296)
Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari.
1. Chiunque emette un assegno bancario o postale senza l’autorizzazione del trattario è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire due milioni a lire dodici milioni.
1. Nei casi previsti dall’articolo 2 il mancato pagamento, anche solo parziale, dell’assegno bancario presentato in tempo utile obbliga l’emittente a corrispondere al prenditore o al giratario che agisce nei suoi confronti per il pagamento del titolo una penale pari al dieci per cento della somma dovuta e non pagata.
2. L’assegno bancario ha gli effetti di titolo esecutivo anche per la somma rappresentante la penale.
1. La violazione dell’articolo 1 comporta il divieto di emettere assegni bancari e postali. La stessa sanzione amministrativa accessoria si applica in caso di violazione dell’articolo 2, quando l’importo dell’assegno, ovvero di più assegni emessi in tempi ravvicinati e sulla base di una programmazione unitaria, è superiore a lire cinque milioni.
2. Se l’importo dell’assegno o di più assegni emessi in tempi ravvicinati e sulla base di una programmazione unitaria è superiore a lire cento milioni, ovvero risulta che il traente, nei cinque anni precedenti, ha commesso due o più violazioni delle disposizioni previste dagli articoli 1 e 2 per un importo superiore complessivamente a lire venti milioni, accertate con provvedimento esecutivo, l’emissione di assegno senza autorizzazione o senza provvista comporta anche l’applicazione di una o più delle seguenti sanzioni amministrative accessorie:
a) interdizione dall’esercizio di un’attività professionale o imprenditoriale;
Rilascio di assegni e responsabilità del dipendente dell’istituto trattario.
1. Il primo comma dell’art. 124 delle disposizioni approvate con regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736, introdotto dall’art. 141 della legge 24 novembre 1981, n. 689, è sostituito dal seguente: “All’atto del rilascio di moduli di assegno bancario o postale il dipendente responsabile fa sottoscrivere al richiedente una dichiarazione dalla quale risulta che lo stesso non è interdetto dall’emissione di assegni bancari e postali e non ha riportato, nel semestre precedente, sentenza penale di condanna non definitiva o decreto penale di condanna anche non esecutivo per i reati di emissione di assegno senza autorizzazione o senza provvista”.
2. Il secondo comma dell’art. 125 delle disposizioni approvate con regio decreto 21 dicembre 1933, n. 17366, introdotto dall’art. 141 della legge 24 novembre 1981, n. 689, è sostituito dal seguente: “Il dipendente che consegna moduli di assegno bancario o postale a chi abbia dichiarato di essere stato interdetto dall’emissione di assegni bancari e postali o di aver riportato, nel semestre precedente, sentenza penale di condanna non definitiva o decreto penale di condanna anche non esecutivo per i reati di emissione di assegno senza autorizzazione o senza provvista, è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con la reclusione da sei mesi a due anni”.
Pagamento dell’assegno emesso senza provvista dopo la scadenza del termine di presentazione.
3-bis. L’autenticazione di cui al comma 3 del presente articolo è effettuata ai sensi dell’articolo 21, comma 2, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. L’autenticazione deve essere rilasciata gratuitamente, tranne i previsti diritti, nella stessa data della richiesta, salvo motivato diniego.
Procedimento per l’applicazione delle sanzioni amministrative.
1. In caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, di un assegno per mancanza di autorizzazione o di provvista, il trattario iscrive il nominativo del traente nell’archivio previsto dall’articolo 10- bis.
2. L’iscrizione è effettuata:
b) nel caso di difetto di provvista, quando è decorso il termine stabilito dall’articolo 8 senza che il traente abbia fornito la prova dell’avvenuto pagamento, salvo quanto previsto dall’articolo 9- bis, comma 3.
Preavviso di revoca (A).
1. Nel caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, di un assegno per difetto di provvista, il trattario comunica al traente che, scaduto il termine indicato nell’articolo 8 senza che abbia fornito la prova dell’avvenuto pagamento, il suo nominativo sarà iscritto nell’archivio di cui all’articolo 10- bis e che dalla stessa data gli sarà revocata ogni autorizzazione ad emettere assegni. Con la comunicazione il traente è invitato a restituire, alla scadenza del medesimo termine e sempre che non sia effettuato il pagamento, tutti i moduli di assegno in suo possesso alle banche e agli uffici postali che li hanno rilasciati.
2. La comunicazione è effettuata presso il domicilio eletto dal traente a norma dell’articolo 9- ter entro il decimo giorno dalla presentazione al pagamento del titolo, mediante telegramma o lettera raccomandata con avviso di ricevimento, ovvero con altro mezzo concordato tra le parti di cui sia certa la data di spedizione e quella di ricevimento.
1. All’atto della conclusione di convenzioni di assegno, il cliente elegge domicilio ai fini delle comunicazioni previste dall’articolo 9- bis.
2. Eventuali variazioni del domicilio eletto debbono essere comunicate con dichiarazione presentata direttamente alla banca o all’ufficio postale, ovvero mediante telegramma o lettera raccomandata con avviso di ricevimento, o con altro mezzo concordato dalle parti, di cui sia certa la data di ricevimento.
1. Il trattario che omette o ritarda l’iscrizione nell’archivio di cui all’articolo 10- bis, ovvero che autorizza il rilascio di moduli di assegni in favore di persona il cui nominativo risulta iscritto nell’archivio, è obbligato in solido con il traente a pagare gli assegni emessi dallo stesso traente nel periodo in cui avrebbe dovuto operare la revoca, anche se manca o è insufficiente la provvista, nel limite di lire venti milioni per ogni assegno.
Archivio degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento irregolari (A).
Preavviso di revoca dell’autorizzazione all’utilizzo di carte di pagamento e annotazione dell’avvenuto pagamento delle ragioni di debito 1
1. Prima della revoca dell’autorizzazione all’utilizzo di carte di pagamento, gli emittenti carte di pagamento comunicano al titolare della carta che:
a) a partire dalla data indicata nella comunicazione sarà revocata l’autorizzazione all’utilizzo della carta, con conseguente iscrizione del suo nominativo nell’archivio di cui al precedente art.10-bis;
b) l’iscrizione di cui alla lettera a) può essere evitata provvedendo, entro la predetta data, al pagamento di tutte le ragioni di debito nei confronti dell’emittente;
c) qualora il pagamento di tutte le ragioni di debito nei confronti dell’emittente venga effettuato successivamente all’iscrizione nel menzionato archivio, tale circostanza sarà annotata dall’emittente nell’archivio stesso.
2. L’obbligo di annotazione di cui al comma 1, lettera c), a carico degli emittenti carte di pagamento decorre dal momento in cui è operativo l’adeguamento della struttura tecnica dell’archivio, così come comunicato dalla Banca d’Italia.
3. La comunicazione di cui al comma 1 è effettuata all’indirizzo indicato dal titolare della carta, secondo quanto concordato tra le parti, con mezzi di cui sia certa la data di spedizione e quella di ricevimento, e può essere resa in via autonoma o unitamente all’invio di altre comunicazioni.
[1] Articolo inserito dall’articolo 6, comma 3 del D.Lgs 15 dicembre 2017, n. 218
1. Non si procede per i reati previsti dall’articolo 2, commessi prima della data di entrata in vigore della presente legge, se l’imputato effettua, entro novanta giorni dalla data suddetta, il pagamento dell’assegno, degli interessi, della penale e delle spese per il protesto o per la constatazione equivalente, nei modi indicati nel secondo periodo del comma 1 dell’articolo 8. La prova dell’avvenuto pagamento deve essere fornita in sede penale mediante quietanza del portatore con firma autenticata o attestazione del pubblico ufficiale che ha ricevuto il pagamento ovvero attestazione dell’azienda di credito comprovante l’effettuazione del deposito vincolato.
1. Sono abrogati gli articoli 116 e 116- bis delle disposizioni approvate con regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736, e successive modificazioni e integrazioni. È altresì abrogato il secondo comma dell’articolo 139 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156.
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