Source: http://www.questidenari.com/tag/tabella/
Timestamp: 2020-08-05 19:21:44+00:00
Document Index: 135092777

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 54', 'art. 86', 'art. 54', 'art. 86']

Archivi tag: tabella
Circolare n. 24/E del 31 luglio 2013: abitazione, rate di mutuo e canone di locazione, immobili esclusi
18 Settembre 2013 L'Autore	Lascia un commento
(continua da “Circolare n. 24/E del 31 luglio 2013: famiglia fiscale, reddito complessivo accertabile e familiari fiscalmente a carico”)
Tra le più rilevanti macro categorie di spese individuate dalla Tabella A allegata al decreto vi è l’”Abitazione”.
Posto che il contribuente dispone di almeno un’abitazione nel luogo in cui risiede, da solo o con la sua famiglia, l’individuazione dell’abitazione comporta il possesso della stessa a titolo di proprietà (o altro diritto reale – es. usufrutto), in locazione o leasing immobiliare, in uso gratuito. Se non viene individuata alcuna fra le tre tipologie di possesso, nemmeno per i componenti del nucleo familiare, allora al contribuente viene attribuita la spesa per il c.d. “fitto figurativo”.
Nella ricostruzione sintetica del reddito sono computate le rate di mutuo effettivamente pagate nell’anno (derivanti da quote capitale e quote interessi) compresi ulteriori oneri connessi ed eventuali interessi moratori.
Per le abitazioni detenute in locazione, rileva la spesa sostenuta per il relativo canone “rapportato alla durata ed al numero delle coparti che intervengono nel contratto, oggetto di registrazione, nel ruolo di locatari (aventi causa)”.
In caso di contratto di leasing immobiliare, gli immobili in leasing vengono trattati come immobili in locazione.
Alle suddette “spese certe”, connesse al possesso di fabbricati ad uso abitativo, devono essere aggiunte le spese “gestionali” connesse al relativo godimento.
Dopo aver sottolineato che il nuovo strumento considera tutte le abitazioni nella disponibilità del contribuente a qualsiasi titolo, comprese quelle all’estero, la Circolare richiama l’art. 2, 2°, del decreto per escludere tutte le categorie di immobili che per loro natura sono destinate ad uso strumentale (uffici, negozi, magazzini, opifici etc.) e le unità immobiliari che hanno carattere di pertinenza (box, cantine, soffitte, etc.), anche se individuate separatamente dall’immobile.
Infine, con riferimento ad abitazioni per le quali si beneficia della sola nuda proprietà o vi sia un diritto d’uso esclusivo da parte di soggetto terzo (es. diritto di abitazione del coniuge superstite), o per abitazioni che siano state locate o concesse in uso gratuito a familiare non a carico con trasferimento di residenza, non rilevano le relative spese “gestionali”.
La Circolare n. 24/E illustra le modalità di calcolo per le spese relative a “acqua e condominio e manutenzione ordinaria”, “elettrodomestici e arredi e altri beni e servizi per la casa”, “combustibile ed energia per le comunicazioni”, “intermediazione immobiliare” e “collaboratori domestici”.
(continua “Circolare n. 24/E del 31 luglio 2013: auto e moto, giochi ed investimenti“)
201331 731 luglio 201331/7/2013aa caricoa disposizioneabitazione principaleabitazioniabitazioni locateaccertamento sinteticoacquaall'arrediart. 2beniboxcanonecantinacasacasecertecircolarecircolare 24/ecollaboratoricombustibilecome si calcolacomunicazioniconcessionecondominioconiugecopartidecreto mefdeldidirittodiritto abitazionediritto realedm 24/12/12domesticidurataeelettrodomesticienergiaesclusioneesterofamiglia fiscalefamiliarifamiliari fiscalmente a caricofitto figurativogodimentogratuitoimmobiliindicazione separatainteressi di morainteressi moratoriintermediazioneleasing immobiliarelocazionemagazzinimanutenzione ordinariamutuonegozinonnucleo familiarenuda proprietànumeronuovoopificipertinenzaproprietàratarateredditoredditometroresidenzaservizisinteticosoffittasoggettospesespese gestionesuperstitetabellaterzotrasferimentoufficiusouso esclusivouso strumentaleusufrutto
L’etilometro nei bar, discoteche e altri locali pubblici dal 13 novembre 2010
14 Novembre 2010 L'Autore	1 commento
Come previsto dalla legge 120 del 2010 all’art. 54, in riforma del Codice della Strada (http://www.questidenari.com/?tag=legge-12010), dal 13/11/2010 è entrato in vigore l’obbligo di rendere utilizzabili per i clienti gli etilometri posizionati all’uscita dei locali pubblici che prevedono la chiusura dopo la mezzanotte.
L’art. 86 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), ai primi due commi, elenca alberghi, locande, pensioni, trattorie, osterie, caffè o altri esercizi per la vendita o il consumo di vino, birra, liquori e altre bevande anche non alcoliche, sale giochi, stabilimenti balneari e circoli privati: la mancata dotazione dell’etilometro per l’esercizio comporta l’applicazione al gestore di una sanzione amministrativa pari a 300 euro.
Le apparecchiature per la rilevazione, di tipo elettronico o a funzionamento chimico, saranno posizionate accanto a due tabelle (in triplice copia: all’ingresso, all’uscita e all’interno del locale) descrittive sia del livello di alcolemia raggiungibile a seguito di assunzione delle bevande che dei sintomi collegati a detto livello (fonte: IlMessaggero.it).
L’inasprimento della griglia sanzionatoria in materia di uso di sostanze alcoliche alla guida, operata la scorsa estate, ha introdotto sanzioni variabili in funzione del tasso alcolemico rilevato dalle apparecchiature in dotazione alle forze dell’ordine, del verificarsi di un incidente stradale e dell’appartenenza del guidatore alla categoria soggetta ad alcol zero (neopatentati e conducenti professionali: per la Circolare del 30 luglio 2010 riguardante entrambe le categorie si legga http://www.questidenari.com/?p=2813, ed in particolare per i conducenti professionali http://www.questidenari.com/?p=2979).
Ad esempio, per un tasso alcolemico rilevato tra 0,81 e 1,50 g/l, chi causa un incidente commette un reato, ovvero è imputato di fronte al giudice ed è soggetto a:
– pagamento di un importo compreso a tra 1.600 e 3.400 euro sulla base della decisione del giudice, con aumento di 1/3 se il reato è commesso dalle 22:00 di notte alle 7:00 di mattina
– decurtazione di 10 punti patente
– sospensione della patente da 1 a 2 anni
– arresto fino a 12 mesi,
trovando applicazione il fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni, se il mezzo non è intestato a terze persone estranee alla violazione.
Se invece il conducente non avesse causato incidente ma fosse incorso comunque nello stesso illecito penale per tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l, avrebbe la possibilità di commutare la pena prevista con i lavori di pubblica utilità nel campo della sicurezza o dell’educazione stradale, ed in tal modo di evitare – in aggiunta – la sospensione della patente e la confisca del veicolo. In caso di violazione degli obblighi di lavoro, si procederebbe a ripristino delle stesse sanzioni.
(per l’entrata in vigore al giorno 9 febbraio 2011 delle norme relative ai limiti di potenza specifica e assoluta per veicoli guidati da neopatentati, ai limiti di velocità e alle sanzioni per gli stessi conducenti, si legga http://www.questidenari.com/?p=3655)
13/11/201030/7/2010albergoalcol testalcol test sanzionialcol zeroalcoliciamministrativaarrestoart. 54art. 86autoveicolobarbevandabirracaffèchiusuracircolarecircolocodiceconducentedecurtazionediscotecaelettroniciesercizio commercialeetilometrofermo amministrativofunzionamento chimicogestoregiudicegriglia sanzionatoriaguidaillecito penaleincidentelavorolegge 120/10liquorilocali pubblicilocandamezzanottemisuratori rapidimultaneopatentati alcolneopatentatonotteosteriapalloncinipatentepensioneprivatoprocessoprofessionalepubblica sicurezzapubblica utilitàpuntireatoristorantesala giochisanzionesicurezza stradalesospensionestabilimenti balnearistradatabellatasso alcolemicotrattoriaTUPSvinoviolazionezero alcolico