Source: http://alternativaverde.it/2009/gen09/pgtossC270109.html
Timestamp: 2019-04-26 04:03:17+00:00
Document Index: 173466702

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 2']

Osservazione n. 3 al Piano di Governo del Territorio (P.G.T.)
he con deliberazione del Consiglio Comunale n. 85 del 18 ottobre 2008 è stata adottato il P.G.T. del Comune di Desio il quale, nella tavola DP7 del Documento di Piano individua il perimetro del Nucleo di antica formazione, basandosi sui risultati del rilievo urbano illustrati nella tavola DP5 dello stesso Documento di piano;
che la perimetrazione delle aree che costituiranno i nuclei di antica formazione, in riferimento all’articolo 19 del PTPR, si deve basare sul rilevamento IGM, prima levata del 1888;
che la D.G.R. del 29/12/2005 – n. 8/1681, all’art. 4.3.1 specifica meglio questo concetto precisando che, per identificare i nuclei di antica formazione si deve più specificatamente riconoscere la valenza storica di un insediamento basandosi, oltre che sul rilevamento IGM, prima levata del 1888, anche sui “catasti storici”;
che il PTCP vigente, alla tavola 3d, individua un perimetro del nucleo di antica formazione, incongruo con quello identificato dal P.G.T. adottato, all’interno della già citata tavola DP7. La stessa tavola 3d del P.T.C.P., segnala in particolare anche, quali elementi di interesse: i due seicenteschi viali d’accesso alberati alla villa Buttafava (viale d’accesso sud e viale d’accesso est detto “Viale della Prospettiva) art. 64 – filari; e diversi arbusteti e siepi in diverse aree libere della periferia – art. 64;
che confrontando la carta IGM prima levata del 1888 con il rilievo dell’urbanizzato al 1888 illustrato nella tavola DP5 del P.G.T. adottato (allegato 1), si sono riscontrate delle incongruenze che sono state evidenziate, con delle circonferenze viola nell’allegato 2. In particolare, solamente a titolo esemplificativo, si segnala la mancata segnalazione dei seguenti nuclei, già esistenti al 1888, ma non rilevati nel suddetto rilievo al 1888 della tav. DP5: cascina Bolagnos; una porzione del quartiere denominato “Busasca”; una porzione del quartiere denominato “La Bassa”; cappella di S. Liberata; molino Traversi (via Giusti) la cosiddetta “Cà di Comm”, già casa del giardiniere della villa Cusani-Traversi-Tittoni; stazione ferroviaria; cascina S. Giorgio; cascina Cereda (quartiere SS. Pietro e Paolo accanto al santuario della Madonna Pellegrina). Alcuni di questi importanti nuclei di antica formazione, nel tempo, hanno dato origine a veri e propri quartieri riconosciuti localmente dalla popolazione come segni culturali identitari;
che il perimetro del nucleo di antica formazione delineato nella tavola DP7, essendosi basato su tali analisi, attualmente non comprende aree, quartieri, edifici e giardini che, presenti nel rilievo del 1888, rappresentano localmente dei segni territoriali identitari per la comunità di Desio. Essi sono: cascina Bolagnos; la quasi totalità del quartiere denominato “Busasca”; la quasi totalità del quartiere denominato “La Bassa”; cappella di S. Liberata; cappella dei boschi; molino Traversi (via Giusti); il giardino della villa Longoni; la cosiddetta “Cà di Comm” con giardino, già casa del giardiniere della villa Cusani-Traversi-Tittoni; alcune aree libere lungo la via Forlanini, già facenti parte dell’ora mutilato giardino della villa Cusani-Traversi-Tittoni, di cui si sono parzialmente conservati tratti dell’antico muro di recinzione, anche in parte intercluso in alcune proprietà; stazione ferroviaria; cascina S. Giorgio; cascina S. Giuseppe con parco all’inglese e terreni agricoli circostanti; quartiere S. Carlo; l’intero quartiere di S. Pietro al Dosso; la parte ottocentesca del vecchio cimitero; cascina Cereda (quartiere SS. Pietro e Paolo accanto al santuario della Madonna Pellegrina);
che la L.R. 12/2005, all’art. 10, comma 2, nel trattare del tessuto urbano consolidato non si riferisce al nucleo di antica formazione, ma a nuclei di antica formazione, intendendo con questo che una città, pur potendo avere un nucleo antico nel proprio centro territoriale, parimenti può possedere dei nuclei antichi periferici di pari importanza culturale, come nel caso della corona di cascine che circondano l’abitato di Desio. Inoltre, lo stesso comma prevede che il comune possa, una volta identificati i propri “beni ambientali e storico-artistico-monumentali ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, ai sensi dell’art. 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) […] formulare proposta motivata di vincolo”;
che, come recita la Carta di Venezia (1964) all’art. 1, “la nozione di monumento storico comprende tanto la creazione architettonica isolata quanto l'ambiente urbano o paesistico che costituisca la testimonianza di una civiltà particolare, di un'evoluzione significativa o di un avvenimento storico, (questa nozione si applica non solo alle grandi opere ma anche alle opere modeste che, con il tempo, abbiano acquistato un significato culturale)” e che “la conservazione di un monumento implica quella della sua condizione ambientale. Quando sussista un ambiente tradizionale, questo sarà conservato; verrà inoltre messa al bando qualsiasi nuova costruzione, distruzione ed utilizzazione che possa alterare i rapporti di volumi e colori”;
che, come recita la Carta internazionale per la salvaguardia delle città storiche – Washington (1987) nel preambolo, “Tutte le città del mondo, risultanti sia da uno sviluppo più o meno spontaneo sia da un determinato progetto, sono le espressioni materiali della diversità delle società attraverso la storia e sono, per questo, tutte storiche”; e nell’art. 5 “La pianificazione della salvaguardia delle città e dei quartieri storici deve essere preceduta da studi pluridisciplinari. Il piano di salvaguardia deve comprendere un'analisi dei dati, specialmente archeologici, storici, architettonici, tecnici, sociologici ed economici e deve definire i principali orientamenti e le modalità di azione da intraprendere a livello giuridico, amministrativo e finanziario. Esso dovrà tendere a definire un'articolazione armoniosa dei quartieri storici nell'insieme della città”;
che, come recita la Carta dei giardini storici – Firenze (1981) all’art. 7, “Che sia legato o no ad un edificio, di cui è allora il complemento inseparabile, il giardino storico non può essere separato dal suo intorno ambientale urbano o rurale, artificiale o naturale”;
che, come recita la Convenzione europea del paesaggio (2000) nel preambolo, “il paesaggio svolge importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale e costituisce una risorsa favorevole all'attività economica, e che, se salvaguardato, gestito e pianificato in modo adeguato, può contribuire alla creazione di posti di lavoro”; “il paesaggio coopera all’elaborazione delle culture locali e rappresenta una componente fondamentale del patrimonio culturale e naturale dell’Europa, contribuendo così al benessere e alla soddisfazione degli esseri umani e al consolidamento dell’identità europea”; “il paesaggio è in ogni luogo un elemento importante della qualità della vita delle popolazioni: nelle aree urbane e nelle campagne, nei territori degradati, come in quelli di grande qualità, nelle zone considerate eccezionali, come in quelle della vita quotidiana”; “il paesaggio rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale, e che la sua salvaguardia, la sua gestione e la sua pianificazione comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo”; nell’art. 1: “"Paesaggio" designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni”; nell’art. 2: “la presente Convenzione si applica a tutto il territorio delle Parti e riguarda gli spazi naturali, rurali, urbani e periurbani. Essa comprende i paesaggi terrestri, le acque interne e marine. Concerne sia i paesaggi che possono essere considerati eccezionali, sia i paesaggi della vita quotidiana sia i paesaggi degradati”. Ciò premesso;
A) di stralciare il perimetro del nucleo di antica formazione individuato nella tavola DP7 e di conseguenza l’intero perimetro del tessuto urbano consolidato e di procedere con un nuovo censimento degli immobili presenti all’interno del comune di Desio utilizzando i seguenti criteri:
1) analisi della cartografia a differenti soglie storiche (catasto teresiano 1721-1722; catasto lombardo veneto 1856; IGM prima levata 1888; cessato catasto 1903; IGM seconda levata 1937; nuovo catasto urbano 1947; CTR 1980; CTR 1994) con conseguente produzione di una carta tematica dell’evoluzione del tessuto urbano;
2) produzione di un censimento edilizio con la formazione di schede che, per ogni edificio, diano le principali coordinate per la conoscenza dello stesso (ubicazione; storia; dati catastali; indicazioni degli vincoli legislativi e di pianificazione; descrizione analitica delle condizioni di conservazione accompagnate da rilievo fotografico esplicativo)
3) individuazione dei nuovi perimetri di antica formazione comprendenti tutti gli edifici (anche singoli) e le parti di città esistenti al 1888 (prima levata IGM);
4) conseguente individuazione del nuovo perimetro del tessuto urbano consolidato;
5) contestualmente procedere alla individuazione di beni culturali ed ambientali presenti nel territorio comunale, oltre a quelli già vincolati da normativa nazionale, e successivamente procedere con una motivata proposta di vincolo.
Di seguito vengono dati alcuni suggerimenti di beni culturali ed ambientali antecedenti al 1888 per i quali procedere alla richiesta di vincolo:
viali e terreni attorno a cascina S. Giuseppe per almeno 500 m.;
cascina Bolagnos;
cascina S. Giorgio di Sopra
cascina S. Giorgio di Sotto;
oratorio di S. Giorgio;
villa, cappella e giardino Longoni, via Grandi;
villa e giardino Klinkman, piazza Martiri di Fossoli;
cimitero vecchio (parte ottocentesca);
molino Traversi, via Giusti;
antico muro di confine del giardino della villa Traversi-Tittoni (via Giusti e via Forlanini);
terreni liberi compresi all’interno del perimetro di rispetto del parco della villa Cusani-Traversi-Tittoni così come identificato nella fig. 3 della pag. 13 della relazione del Piano delle regole del P.G.T. adottato;
cappella dei boschi;
cappella di S. Liberata;
cappella di S. Eurosia;
cappella Madonna del Pilastrello;
Casa natale Pio XI, via Pio XI;
la cosiddetta “Cà di Comm” con giardino, già casa del giardiniere della villa Cusani-Traversi-Tittoni, via Lampugnani;
la parte al 1888 del quartiere di S: Pietro al Dosso, corso Italia-via Due Palme;
cascina Cereda (quartiere SS. Pietro e Paolo accanto al santuario della Madonna Pellegrina), via Milano angolo via Varese;
villa Stampa di Soncino-Spinelli-Gavazzi con giardino, ora collegio “S. Paola di Rosa” in via S. Pietro;
villa Greppi, via Lampugnani angolo con via Roma;
villa Labus, via Diaz;
villa Dal Pozzo-Terzi, via Matteotti;
villa Arienti-Lissoni, via Borghetto;
villa Colleoni, via S. Maria;
chiesa di S. Maria;
Basilica dei SS. Siro e Materno con campanile, canonica e giardino annesso;
Ospedale vecchio, via Garibaldi angolo via Gramsci.
Tale elenco, non esaustivo, potrebbe poi essere integrato con altre proposte: alcune derivate dell’approfondimento dello studio sul tessuto urbano di cui ai punti 1 e 2; altre derivate dall’analisi del tessuto urbano successivo alla soglia temporale del 1888, per beni culturali ed ambientali successivi a tale data
B)	in subordine, modificare il perimetro del nucleo di antica formazione ed adottare un nuovo perimetro per lo stesso, come da proposta di cui all’allegato 3 (perimetro viola). Ed inoltre, procedere alla individuazione di beni culturali ed ambientali presenti nel territorio comunale, oltre a quelli già vincolati da normativa nazionale, e successivamente procedere con una motivata proposta di vincolo, come da elenco seguente:
Tale elenco, non esaustivo, potrebbe poi essere integrato con altre proposte: alcune derivate da un eventuale approfondimento dello studio sul tessuto urbano; altre derivate dall’analisi del tessuto urbano successivo alla soglia temporale del 1888, per beni culturali ed ambientali successivi a tale data; altre ancora su proposta dei cittadini dietro esplicita richiesta pubblica.