Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/sezioni/Finanziario/ultime_pubblicate
Timestamp: 2020-03-31 10:17:55+00:00
Document Index: 44205209

Matched Legal Cases: ['art. 2485', 'art. 1455', 'art. 2476', 'art. 2476', 'art. 2476', 'art. 1176', 'art. 5', 'art. 2598', 'art. 1758', 'art. 1', 'art. 160', 'art. 17', 'art.1', 'art. 2751', 'art. 160', 'art.1957', 'art.1957', 'art. 2393', 'art. 146', 'art. 2394', 'art. 240', 'art. 115', 'art. 2394', 'art. 2352', 'art. 2370', 'art. 2476', 'art. 2370', 'art. 2352', 'art. 2476', 'sentenza ']

Diritto dei Mercati Finanziari - Archivio
Provvedimenti in materia societaria, istanza di scioglimento e nomina di liquidatore.
Procedimento ex art. 2485 c.c. – Dissidi tra soci – Svolgimento dell’assemblea – Dimostra capacità di funzionamento della società – Carenza di requisiti per scioglimento.
Anche in presenza di dissidi tra soci lo svolgimento dell’assemblea che ha approvato il bilancio costituisce circostanza che dimostra una residua o recuperata capacità di funzionamento dell’assemblea dei soci.
La mancata partecipazione di un socio all’assemblea non costituisce prova di futuri dissidi ovvero che che questi, in prossime occasioni, tornerà a presentarsi e ad esprimere un voto contrastante con quello dell’altro socio. (Enzo Vichi) (Renato Corti) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 05 March 2020.
L’intermediario è tenuto ad informare non solo sulle caratteristiche oggettive dello strumento finanziario, ma anche dei concreti scenari probabilistici a lui noti.
Intermediazione finanziaria – Informazioni relative al singolo strumento – Derivati – Concreti scenari probabilistici – Necessità – Violazione – Nullità.
Alla luce della normativa primaria e secondaria di settore (TUF e relativo regolamento attuativo) l’intermediario è tenuto ad informare il cliente non solo sulle caratteristiche oggettive dello strumento finanziario, ma anche dei concreti scenari probabilistici, noti o conoscibili dall’intermediario all’epoca della stipula, così da consentire al cliente di valutare consapevolmente la scelta di investimento.
Ove l’intermediario non dimostri di aver fornito tale informazione, può essere accolta la domanda di risoluzione del contratto, perché tale inadempimento è da ritenersi grave ai sensi dell’art. 1455 c.c. in quanto il cliente, ove opportunamente informato, si sarebbe con ogni probabilità astenuto dalla sottoscrizione dello strumento finanziario (nel caso di specie IRS con finalità di copertura) derivato e non avrebbe quindi subito il danno economico poi verificatosi.
Il Tribunale di Firenze ha pertanto condannato l’intermediario al rimborso dei flussi finanziari negativi prodotti a carico del cliente, secondo le regole dell’indebito oggettivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 24 February 2020.
Accesso agli atti della S.r.l. e diritto del socio di non comunicare le motivazioni della richiesta.
Diritto di informazione e accesso ai documenti societari ex art. 2476 c.c da parte del socio di S.r.l. – Necessità di motivare alla società l’accesso – Insussistenza – Carica di amministratore ricoperta dal socio in precedenza – Irrilevanza.
La società a responsabilità limitata, alla quale venga chiesto l’accesso agli atti ex art. 2476, comma 2, c.c., non può subordinare l’ottemperanza alla richiesta alla conoscenza delle motivazioni del socio.
Il fatto che il socio non ritenga di comunicare alla società i motivi del suo interesse ad accedere agli atti ai sensi dell’art. 2476 c.c. non autorizza a ritenere la domanda ispirata da intento abusivo od emulativo.
Non può negarsi il diritto del socio ad accedere agli atti societari con la motivazione che quest’ultimo abbia ricoperto in precedenza la carica di amministratore. (Francesco Baroncini) (Marco Guercio) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 28 January 2020.
Negoziazione di assegno falso e responsabilità della Banca.
Negoziazione di assegno falso – Responsabilità della Banca – Diligenza professionale – Onere della prova.
Per adempiere all’onere della prova l’Istituto di Credito deve provare non solo che la falsificazione non poteva essere percepita dal banchiere accorto in base al grado di diligenza che si può pretendere da un operatore professionale qualificato, ai sensi dell’art. 1176, comma 2, c.c., ma anche che la banca stessa si era dotata delle misure idonee, conosciute e disponibili secondo la miglior scienza ed esperienza del momento, per scongiurare il fatto illecito costituito dalla falsificazione materiale del titolo. (Giampaolo Morini) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 28 January 2020.
Il termine assegnato dal giudice per la mediazione non ha natura perentoria.
Opposizione a decreto ingiuntivo – Mediazione delegata disposta dal giudice – Tardivo avvio del procedimento di mediazione rispetto al termine di giorni 15 di cui all’art. 5, comma 2, D.Lgs. n. 28/2010 assegnato dal giudice – Improcedibilità dell’opposizione – Non sussiste.
È l’esperimento del procedimento di mediazione che è condizione di procedibilità della azione davanti al Giudice ordinario e nel caso di specie la mediazione iniziata solo con 15 giorni di ritardo rispetto al termine (ordinatorio) ha avuto regolare sviluppo e si è conclusa. Appello Firenze, 13 January 2020.
Concorrenza sleale tra agenzie immobiliari sullo stesso affare.
Provvigione del mediatore immobiliare – Concorrenza sleale tra agenti – Risarcimento del danno.
Qualora una delle parti intermediate segnali al mediatore di aver già ricevuto un'offerta di acquisto attraverso altra agenzia, ma mediatore affermi che quella prima trattativa deve considerarsi oramai chiusa, ben sapendo però che era stata l’altra agenzia, in precedenza, a segnalare per prima l’immobile e, ciò nonostante, sfruttando la conoscenza che l’acquirente aveva dell’immobile, abbia proseguito l’attività di intermediazione e concluso l’affare, di fatto sottraendo il cliente alla concorrente agenzia, ricorre un comportamento che integra gli estremi della concorrenza sleale, ai sensi dell’art. 2598 n. 3 c.c. (negli stessi termini Appello Milano 20 marzo 2013, in www.ilcaso.it).
In detta ipotesi, il danno risarcibile, deve essere determinato nella misura della metà della provvigione versata per la conclusione dell’affare, in quanto nessuna delle due agenzie aveva l’esclusiva sulla vendita e, quindi, entrambe avrebbero potuto concorrere al raggiungimento dell’obiettivo, in tal caso applicandosi il disposto dell’art. 1758 c.c., secondo cui “se l’affare è concluso per l’intervento di più mediatori, ciascuno di essi ha diritto a una quota della provvigione”. Trattandosi di debito di valore, la somma deve essere rivalutata e maggiorata degli interessi legali dalla data del pagamento della provvigione in favore del secondo mediatore intervenuto, fino al saldo. (Francesco Toschi Vespasiani) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 17 December 2019.
Crediti dell’avvocato per IVA di rivalsa e c.a.p. nel concordato preventivo.
Concordato preventivo – Crediti dell’avvocato per IVA di rivalsa e c.a.p. – Iva di rivalsa e c.a.p.
Concordato preventivo – Crediti dell’avvocato per IVA di rivalsa e c.a.p. – Sulla natura non retroattiva dell’art. 1, co. 474 L. 205/2017 istitutiva del privilegio su Iva e c.a.p. dei professionisti
Concordato preventivo – Crediti dell’avvocato per IVA di rivalsa e c.a.p. – Sulla obbligatorietà del pagamento integrale del creditore prelatizio in assenza di esercizio della facoltà ex art. 160 co. 2 L.F..
In base all’art. 17 e 18 D.P.R. 633/1072, al difensore che rende prestazioni professionali in favore del concordato preventivo sono dovuti, non solo gli onorari ma, ove anche non esplicitati nel preventivo, l’IVA fatturata nella parcella ed il c.a.p., nella misura determinabile pro tempore.
Questi accessori, infatti, sono dovuti per legge e spettano comunque al professionista anche se non menzionati nel preventivo o nella proposta di prestazione professionale: il principio così enunciato trova applicazione anche nel c.d. patto concordatario, laddove si lascia al debitore ed ai creditori il compito di strutturare la proposta concordataria.
Posto che l’art.1 co. 474 della L. 205/2017 non ha efficacia retroattiva - poiché non si pone come legge di interpretazione autentica né prevede alcuna retroattività dei propri effetti - e dato che il privilegio afferisce alla qualifica del credito, sì che la relativa norma è da considerarsi di diritto sostanziale, la novella apportata all’art. 2751 bis, co. 1 n. 2 c.c. può applicarsi solo ai crediti per iva e c.a.p. professionali sorti successivamente al giorno 01.01.2018, data di entrata in vigore della nuova normativa.
In assenza dell’esercizio della facoltà ex art. 160, co. 2 L.F. relativa all’intenzione del debitore concordatario di contenere il pagamento del creditore prelatizio nei limiti della relazione del deputato professionista, anche il credito privilegiato per IVA di rivalsa, a prescindere dalla sussistenza del bene o servizio su cui esercitare il privilegio e dalle previsioni di piano, deve esser pagato integralmente. (Andrea Goretti) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 19 November 2019.
Moratoria ultrannuale dei creditori privilegiati nel concordato preventivo in continuità.
Moratoria ultrannuale dei creditori privilegiati nel concordato preventivo in continuità - Ammissibilità previa classazione del credito e diritto di voto.
E’ ammissibile, nel concordato preventivo in continuità, la previsione del pagamento oltre l’anno dei privilegiati, previa classazione del credito e diritto di voto per l’intero importo. (Andrea Porcaro) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 13 November 2019.
Mandato all’incasso e facoltà della banca di compensare il proprio credito con gli incassi effettuati per conto del cliente.
Concordato preventivo - Rapporti bancari - Mandato all’incasso - Patto di compensazione - Necessità.
In presenza di mandato all’incasso, la facoltà della banca di compensare il proprio credito con gli incassi effettuati per conto del cliente può aver luogo solo in forza di apposita clausola che attribuisca tale facoltà alla banca, la quale comete il relativo onere probatorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 05 November 2019.
Concordato preventivo con cessione dei beni e legittimazione ad esperire l’azione sociale di responsabilità.
Concordato preventivo – Decreto di omologa – Modifica del contenuto del piano – Esclusione
Concordato preventivo con cessione dei beni – Azione sociale di responsabilità – Automatica inclusione nell’attivo concordatario – esclusione
Concordato preventivo con cessione dei beni – Legittimazione ad esperire l’azione sociale di responsabilità – Attribuzione ai liquidatori giudiziali – Esclusione
Concordato preventivo con cessione dei beni – Legittimazione ad esperire l’azione sociale di responsabilità – Attribuzione ai liquidatori sociali – Esclusione.
Il decreto che omologa la proposta di concordato preventivo non può modificare il contenuto del piano, con la conseguenza che non si possono ritenere ceduti crediti non menzionati nel piano concordatario omologato.
Il diritto al risarcimento tutelabile con l’azione di responsabilità non è “naturalmente” compreso tra i crediti ceduti, ancorché non esplicitamente menzionato, come componente dell’intero attivo patrimoniale.
Nelle società di capitali il diritto ad esercitare l’azione sociale di responsabilità è un diritto esclusivo dei soci sul quale gli amministratori non hanno potere dispositivo; ne consegue che considerare l’azione automaticamente compresa nel piano di concordato, oltre che ostacolare la sua presentazione (posto che gli stessi amministratori possono essere destinatari dell’azione di responsabilità) significa spogliare i soci del diritto di esercitarla o di rinunciarvi trasferendo lo stesso diritto a soggetti (amministratori, liquidatore giudiziale) che non hanno alcun potere di rappresentarli né hanno titolo per subentrare nelle loro facoltà.
È esclusa la legittimazione attiva dei liquidatori sociali ad esercitare l’azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori in difetto di una delibera autorizzativa dell’assemblea dei soci. (Vittorio Bologni) (Federico Guidi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 03 October 2019.
Il coobbligato nel contratti di finanziamento è fideiussore a tutti gli effetti (anche ai fini dell’art.1957 c.c.).
Contratti bancari – Finanziamento – Coobbligato del debitore – Qualità di fideiussore – Affermazione.
In ambito contrattuale o si è parte, e quindi in caso di pluralità soggettiva si assumono di regola obbligazioni solidali nonché contitolarità degli effetti favorevoli del contratto, o si è garanti/fideiussori, cioè responsabili delle obbligazioni assunte con il contratto principale, senza diventare parte di questo. Non è invece prevista dall'ordinamento la qualità del coobbligato in un contratto ex sé, di soggetto che cioè pur non essendo parte, e quindi non essendo titolare degli effetti di esso, assumerebbe, senza assumere la qualità di fideiussore, l'obbligo di garantire l'adempimento altrui. [Sulla base di tale principio, il giudice riconosceva al coobbligato la liberazione ex art.1957 c.c., non essendo stata tempestivamente promossa dalla banca alcuna iniziativa giudiziale contro il debitore principale.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 23 May 2019.
Concordato preventivo con cessione dei beni – Legittimazione ad esperire l’azione sociale di responsabilità – Attribuzione al commissario giudiziale – Esclusione
Concordato preventivo con cessione dei beni – Legittimazione ad esperire l’azione di responsabilità dei creditori sociali – Attribuzione al commissario giudiziale – Esclusione.
In presenza di un concordato preventivo con cessione dei beni deve escludersi che il commissario giudiziale sia legittimato ad esperire l’azione sociale di responsabilità ex art. 2393 c.c., non potendo tale legittimazione desumersi dall’art. 146 l.f. (che non è richiamato in materia di concordato preventivo, e riserva al solo curatore l’esercizio delle azioni di responsabilità contro amministratori, liquidatori, sindaci, direttori generali e soci), né dall’art. 2394-bis c.c. (a mente del quale in caso di fallimento, LCA o amministrazione straordinaria - ma non in caso di concordato preventivo - le azioni di responsabilità spettano rispettivamente al curatore, al commissario liquidatore ed al commissario straordinario), né dall’art. 240 l.f. (che non prevede una generale legittimazione ad agire in responsabilità in capo al commissario), né, infine, dall’art. 115 del Codice della Crisi (posto che i riferimenti alle future norme di tale Codice non autorizzano a desumere dalle novità da esse apportate principi integrativi delle norme attuali). (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata)
In presenza di un concordato preventivo con cessione dei beni deve escludersi che il commissario giudiziale sia legittimato ad esperire l’azione di responsabilità dei creditori sociali di cui all’art. 2394 c.c., posto che tale commissario, diversamente dal curatore fallimentare, non ha poteri rappresentativi dei creditori e non subentra nei loro diritti, sicchè tale azione rimane esperibile dai creditori stessi. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 22 May 2019.
Concordato preventivo: no al fallimento ‘omisso medio’.
Fallimento – Dichiarazione – Società ammessa alla procedura di concordato preventivo – Risoluzione del concordato – Necessità.
I debiti concordatari possono fondare la dichiarazione di fallimento dell’impresa della quale sia stato omologato il concordato preventivo solo a seguito della risoluzione del concordato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 16 May 2019.
Per il valido esperimento della mediazione obbligatoria non è sufficiente la mera comparizione al primo incontro.
Processo civile – Mediazione – Obbligatoria – Mera partecipazione delle parti al primo incontro – Avveramento della condizione di procedibilità – Non sussiste – Necessità di effettivo confronto conciliativo – Affermazione.
Il vaglio preliminare di possibilità di cui all'articolo 5, comma 2 bis, D.Lgs. 28/2010, applicabile anche alla mediazione per ordine del giudice, si deve intendere come possibilità oggettiva di procedere la mediazione, a nulla rilevando le valutazioni delle parti, meramente soggettive, inerenti la mera volontà di procedere. Qualora avanti al mediatore le parti non si siano minimamente confrontate in ottica conciliativa sulle questioni oggetto di causa, si considerano venute meno all'onere di procedere a mediazione effettiva.
[Il giudice, ritenendo non condivisibile il principio affermato da Cass. 8473/2019, dichiarava improcedibile la domanda, a seguito della conclusione del procedimento obbligatorio di mediazione al primo incontro, nel quale il procuratore dell’istante dichiarava riguardo al procedimento di mediazione che “non era possibile iniziarlo” ritenendo assolutamente superfluo l’esperimento del procedimento, che avrebbe solamente comportato un aggravio di spese.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 08 May 2019.
Diniego al socio nudo proprietario a partecipare all’assemblea sociale.
Società a responsabilità limitata – Diritto di voto in assemblea spettante all’usufruttuario di quote sociali – Esercizio da parte del socio nudo proprietario di quota dei ditti amministrativi diversi dal voto ex art. 2352 c.c. – Diritto del socio nudo proprietario di partecipazione all’assemblea sociale – Negazione – Applicabilità art. 2370 c.c. – Diritto di informazione del socio nudo proprietario garantito dalla procedura ex art. 2476 c.c..
La partecipazione all’assemblea della società, ai sensi dell’art. 2370 c.c., è strettamente funzionale al diritto di voto, che in caso di usufrutto di quote spetta al titolare del diritto parziario.
La partecipazione alle adunanze sociali, pertanto, spetta unicamente all’usufruttuario titolare del diritto di voto, non potendo essere ricompresa tra i diritti amministrativi “innominati” esercitabili anche dal nudo proprietario, di cui all’ultimo comma dell’art. 2352 c.c.
La mancata partecipazione alle assemblee non lede il diritto del socio nudo proprietario all’informativa sulla gestione sociale che è attuato tramite quanto previso dall’art. 2476 c.c comma II. (Francesco Baroncini) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 27 April 2019.
Il socio nudo proprietario non ha diritto di partecipare all'assemblea.
Società a responsabilità limitata – Usufrutto delle partecipazioni – Diritto di partecipare all'assemblea – Esclusione.
Il socio nudo proprietario di quote di società a responsabilità limitata non ha diritto di partecipare all'assemblea. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 27 April 2019.
Il concordato con continuità non comporta garanzie di pagamento del ceto creditorio.
Concordato preventivo – Concordato cd. misto – Natura di concordato con garanzia – Dipendente dalla causa prevalente – Affermazione
Previsione di continuità aziendale e liquidazione – Natura di concordato con garanzia – Esclusione.
Almeno per il regime previgente al 2015, il concordato con cessione dei beni era ontologicamente incompatibile con la previsione di un obbligo di pagamento in una determinata percentuale. Di contro, il concordato con garanzia di pagamento prevede l'obbligo assunto dal debitore del pagamento di una specifica percentuale. Quanto al concordato misto, per la individuazione della normativa applicabile valutata la causa prevalente se di cessione o di continuità.
Nel concordato con continuità l'indicazione di una percentuale di soddisfazione garantita non è prevista in alcun dato testuale, dovendosi anzi rinvenire nell'ultimo comma dell'articolo 186-bis un dato interpretativo contrario. L'indicazione delle percentuali di soddisfazione contenuta nella proposta per classi è un dato di valutazione ex ante che consente la verifica della proposta e del piano e non implica la promessa di una soddisfazione certa.
[Nel caso di specie, la società aveva chiesto la declaratoria di intervenuta esecuzione del concordato preventivo sul presupposto dell'integrale adempimento, essendo state raggiunte le percentuali previste, derivandone l'interruzione dell'attività di liquidazione dei beni immobili ceduti. Il tribunale ha invece ritenuto la procedura diversa da un concordato con garanzia, ritenendo quindi che il piano non fosse stato integralmente eseguito in assenza della liquidazione degli immobili ceduti.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 04 April 2019.
L’usurarietà dell’interesse di mora, come per la CMS, va valutata confrontandolo col tasso-soglia maggiorato.
Contratti bancari – Mutuo – Tasso d’interesse moratorio – Accertamento dell’usura – Confronto con il tasso-soglia aumentato del 2,1%.
Così come le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza 20/6/2018 n.16303, hanno previsto doversi comparare “separatamente, fino al 31.12.2009, la commissione di massimo scoperto eventualmente applicata con la “CMS-soglia” calcolata aumentando della metà la percentuale della CMS media indicata nei decreti ministeriali, lo stesso dovrebbe dirsi per gli interessi di mora, che hanno natura risarcitoria e non corrispettiva, avendo in sostanza le SS.UU. sancito il principio di omogeneità del confronto nella verifica dell’usura.
Gli interessi di mora devono essere comparati in via autonoma e separata (al pari della CMS fino al 31.12.2009) al tasso soglia di riferimento maggiorato del 2,1%, rilevazione statistica condotta a partire dal 2001 e trasfusa al punto 4) dei decreti MEF trimestrali. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 07 March 2019.
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