Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quinto/titolo-v/capo-v/sezione-vi/art2366.html
Timestamp: 2019-07-24 09:15:56+00:00
Document Index: 132704338

Matched Legal Cases: ['art. 2366', 'art. 2366', 'art. 2366', 'art. 2366', 'art. 2516', 'art. 2519', 'art. 1', 'art. 137', 'sentenza ', 'art. 2366', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 2366 codice civile - Formalità per la convocazione - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice civile > LIBRO QUINTO - Del lavoro > Titolo V - Delle società > Capo V - Società per azioni > Sezione VI - Dell'assemblea > Articolo 2366
Articolo 2366 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2366 Codice civile
L'avviso deve essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica o in almeno un quotidiano indicato nello statutoalmeno quindici giorni prima di quello fissato per l'assemblea. Se i quotidiani indicati nello statuto hanno cessato le pubblicazioni, l'avviso deve essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, le modalità di pubblicazione dell'avviso sono definite dalle leggi speciali.
Lo statuto delle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio può, in deroga al comma precedente, consentire la convocazione mediante avviso comunicato ai soci con mezzi che garantiscano la prova dell'avvenuto ricevimento almeno otto giorni prima dell'assemblea (1).
In mancanza delle formalità previste per la convocazione, l'assemblea si reputa regolarmente costituita, quando è rappresentato l'intero capitale sociale e partecipa all'assemblea la maggioranza dei componenti degli organi amministrativi e di controllo. Tuttavia in tale ipotesi ciascuno dei partecipanti può opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritenga sufficientemente informato (2).
Nell'ipotesi di cui al comma precedente, dovrà essere data tempestiva comunicazione delle deliberazioni assunte ai componenti degli organi amministrativi e di controllo non presenti (3).
(1) La norma prevede le modalità che devono essere rispettate perché l'assemblea si possa ritenere regolarmente convocata ed introduce alcune semplificazioni, affinché attraverso la convocazione tutti i soggetti interessati vengano a conoscenza dell'assemblea stessa e degli argomenti che saranno trattati e possano intervenire preparati.
(2) La cd. assemblea totalitaria è valida, anche in assenza delle prescritte formalità di convocazione, e salva la facoltà per ciascun partecipante di opporsi alla trattazione di argomenti sui quali non si ritenga sufficientemente informato, con la semplice maggioranza dei rappresentanti degli organi amministrativi e di controllo.
(3) Si impone l'obbligo di comunicazione delle deliberazioni assunte ai membri degli organi amministrativi e di controllo non presenti all'assemblea, così da garantire eguali livelli di informazione a tutti i componenti degli organi sociali.
Il legislatore disciplina le formalità per la convocazione per far sì che tutti i soci vengano a conoscenza dell'assemblea.
Spiegazione dell'art. 2366 Codice civile
La convocazione dell'assemblea fatta dal consiglio di amministrazione deve essere deliberata dal consiglio collegialmente. Tuttavia lo statuto può attribuire il potere di convocazione anche al presidente e/o ai singoli componenti degli organi di amministrazione e controllo.
La convocazione è effettuata dagli amministratori quando lo ritengono opportuno, ed è obbligatoria in una serie di casi previsti dalla legge (2357, 2364 2° comma, 2367 1° comma, 2369 1° comma, 2386 2° comma, 2401 4° comma, 2446 1° comma, 2447, 2487).
Vi sono casi in cui l'assemblea non è convocata dagli amministratori ma dal collegio sindacale (2386, 2406 2° comma), dal tribunale o dall'amministratore giudiziario (2409).
L'ordine del giorno delimita la competenza dell'assemblea ed impedisce che si possa deliberare su argomenti ulteriori e diversi. Ha la duplice funzione di evitare che sia sorpresa la buona fede degli assenti a seguito di deliberazioni su materie non incluse nel medesimo e di informare i soci che intendono partecipare sugli argomenti che saranno oggetto della discussione.
L'indicazione di un dato argomento nell'ordine del giorno consente la discussione e l'adozione da parte dell'assemblea delle deliberazioni ad esso consequenziali od accessorie.
L'ordine del giorno deve essere sintetico e non analitico.
Si discute se il termine di 15 giorni, di cui al 2° comma, debba essere considerato libero, non dovendosi computare né il giorno della pubblicazione né quello della convocazione.
Il 4° comma della norma disciplina l'ipotesi della c.d. assemblea totalitaria, ovvero quella in cui sia rappresentato l'intero capitale sociale. Presupposto è la mancanza delle formalità previste per la convocazione, quindi l'assemblea regolarmente convocata in cui siano presenti tutti i soci non può definirsi totalitaria.
Massime relative all'art. 2366 Codice civile
Cass. civ. n. 9776/2012
Il procedimento di convocazione dell'assemblea di società cooperativa bancaria - nella fattispecie quotata, ma senza pendenza di offerta pubblica sui suoi titoli - è disciplinato dall'art. 2366 c.c. (già richiamato dell'art. 2516, ed ora dall'art. 2519 c.c.), che prevede, nel testo "ratione temporis" vigente, la previa pubblicazione dell'avviso nella Gazzetta Ufficiale, con termine di almeno 15 giorni tra detta pubblicazione e la data dell'assemblea stessa, e non, invece, dalle norme, di fonte regolamentare e di deroga alla citata disposizione civilistica, fissate dall'art. 1 del d.m. 5 novembre 1998, n. 437, sulla base delle norme deleganti di cui agli artt. 104, comma 2, e 144, comma 3, del d.l.vo 24 febbraio 1998, n. 58, non essendo estensibili alle società cooperative le procedure di specialità delle regole di convocazione assembleare, né in caso di offerta pubblica di acquisto o di scambio, ove non ricorrente in fatto, né di sollecitazione alla raccolta delle deleghe, esclusa dall'art. 137 del richiamato Testo unico della finanza.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 9776 del 14 giugno 2012)
Cass. civ. n. 12012/1998
Nell'ipotesi in cui l'assemblea dei soci di una società di capitali sia stata disposta su deliberazione del consiglio di amministrazione convocato dal suo presidente senza l'osservanza di una norma statutaria (nella specie, con un preavviso inferiore a quello previsto), il vizio della deliberazione di convocazione non comportante inesistenza o nullità della stessa deliberazione e consistente nella violazione di una regola interna alla collegialità nell'amministrazione pluripersonale e posta nell'interesse sociale non può essere fatto valere dal singolo socio che, non essendo stato leso in un proprio diritto, non è legittimato al riguardo, né quel vizio può riflettersi sulla validità delle deliberazioni adottate dall'assemblea dei soci, quando essa sia stata «convocata dagli amministratori» a norma dell'art. 2366 c.c., con atto per certo riferibile alla volontà dell'organo collegiale.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 12012 del 26 novembre 1998)
Cass. civ. n. 1408/1981
L'indicazione nell'avviso di convocazione dell'assemblea dei soci di una società dell'elenco delle materie da trattare ha la duplice funzione di rendere edotti i soci circa gli argomenti sui quali essi dovranno deliberare al fine di consentire la loro partecipazione all'assemblea con la necessaria preparazione ed informazione e di evitare che sia sorpresa la buona fede degli assenti a seguito di deliberazioni su materie non incluse nell'ordine del giorno. A tal fine non è necessaria un'indicazione particolareggiata delle materie da trattare, ma è sufficiente un'indicazione sintetica, purché chiara e non ambigua, specifica e non generica, che consente altresì la discussione e l'adozione da parte dell'assemblea dei soci delle deliberazioni conseguenziali ed accessorie. (In applicazione del principio di cui alla massima, è stata ritenuta corretta la decisione di merito per la quale l'assemblea dei soci, convocata per deliberare sull'«esame della posizione dell'amministratore unico della società ed in ordine alle risultanze che emergeranno, sua conferma o sostituzione e provvedimenti conseguenziali», aveva legittimamente provveduto - accertata l'avvenuta decadenza dell'amministratore unico e le relative ragioni - sia alla nuova nomina del medesimo alla stessa carica, sia alla ratifica degli atti da lui compiuti in veste di amministratore, nel nome e per conto della società).
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1408 del 12 marzo 1981)