Source: https://www.penalecontemporaneo.it/d/3048-rivista-italiana-di-diritto-e-procedura-penale-n-12014
Timestamp: 2020-01-23 23:50:31+00:00
Document Index: 20395003

Matched Legal Cases: ['art. 274', 'art. 624', 'art. 73', 'art. 533', 'Cass. Sez. ', 'art. 351', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ']

DPC | Rivista italiana di diritto e procedura penale n. 1/2014
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La Rivista italiana di diritto e procedura penale (Giuffrè ed.) si presenta ai lettori, a partire dal primo fascicolo del 2014, con alcune significative novità, introdotte per allineare la classica e autorevole rivista fondata da Giacomo Delitala, e oggi diretta da Emilio Dolcini, agli standard diffusi tra le riviste scientifiche a livello internazionale, e già seguiti da alcune tra le principali riviste giuridiche italiane, anche in ambito penalistico. Si tratta in particolare dell'inserimento di brevi abstract dei contributi, in italiano e in inglese, nonchè della traduzione inglese dei titoli dei contributi stessi e dell'indice del fascicolo. Con l'autorizzazione dell'Editore Giuffrè, che ringraziamo, pubblichiamo di seguito gli abstract dei lavori apparsi nel fascicolo appena pubblicato, certi di rendere con ciò un utile servizio ai nostri lettori e, in particolare, alla comunità scientifica dei penalisti e processualpenalisti, italiani e non, per i quali la "Rivista italiana" rappresenta da sempre un imprescindibile punto di riferimento. (La versione in lingua inglese degli abstract è raggiungibile dalla colonna sulla destra dello schermo).
Dolcini E., Omofobi: nuovi martiri della libertà di manifestazione del pensiero? (pp. 7 s.)
Il 19 settembre 2013 la Camera dei Deputati ha approvato un Disegno di legge in tema di contrasto all'omofobia, ora all'esame del Senato. Si è così riacceso un dibattito che attiene, tra l'altro, alla presenza nell'ordinamento di norme penali già oggi idonee a combattere l'omofobia e soprattutto alla compatibilità di una specifica normativa in questa materia con i principi costituzionali di eguaglianza, di legalità del reato e di libertà di manifestazione del pensiero. Doverosamente attento ad evitare di introdurre nuovi reati d'opinione, il testo all'esame del Parlamento merita tuttavia un giudizio critico quando fornisce una definizione di discriminazione che risulta paradossalmente oscura e foriera di problemi interpretativi. Complessivamente, ferma restando l'esigenza di una verifica ex post degli effetti che saranno prodotti dalla riforma, l'A. ravvisa nel Ddl un'opportuna risposta al carattere peculiare, sul piano criminologico, dei reati d'odio omofobico.
Vervaele J.A.E., Ne bis in idem: verso un principio costituzionale transnazionale in UE? (pp. 32 s.)
La globalizzazione dei sistemi di giustizia penale accresce il rischio di duplicazione di processi e di condanne. Ma in che misura le persone (anche giuridiche) sono protette dalla garanzia del ne bis in idem in ambito transnazionale? L'A. si domanda se ed in che misura una persona (giuridica) possa ricavare un diritto alla protezione transnazionale nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia alla luce delle diverse fonti in cui è contenuto il divieto di bis in idem, dal diritto nazionale, al diritto internazionale pubblico (diritto umanitario e cooperazione giudiziaria in materia penale) sino al diritto europeo. La conclusione è nel senso che le persone (anche giuridiche) non sono tutelate contro il rischio di doppia incriminazione transnazionale, con la sola eccezione del ne bis in idem nello spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia.
Cocco G., Il ruolo delle procedure concorsuali e l'evento dannoso nella bancarotta (pp. 67 s.)
Il saggio approfondisce la controversia sul ruolo delle procedure concorsuali nelle fattispecie di bancarotta: elemento costitutivo o condizione obiettiva di punibilità. La posizione maggioritaria in dottrina propende per la tesi condizionalistica, ma una parte, pur contraddittoriamente, evidenzia che un evento dannoso deve essere presente all' apertura del fallimento. Altrettanto contraddittoriamente, la giurisprudenza, la quale afferma il ruolo di elemento essenziale del fallimento, ne rifiuta i corollari sul piano della colpevolezza e del riconoscimento del danno, rifugiandosi nella tesi del reato di pericolo. All'esito di una ampia analisi delle figure di bancarotta, si evidenzia che, sebbene le procedure concorsuali non costituiscano l'evento del reato, purtuttavia i reati di bancarotta presentano un evento dannoso, univocamente individuabile, che si verifica alla apertura delle stesse, le quali costituiscono un elemento costitutivo del reato e sono oggetto del dolo.
Militello V., L'identità della scienza giuridica penale nell'ordinamento multilivello (pp. 106 s.)
Lo scenario generale dell'attuale ordinamento multilivello pone importanti interrogativi alla scienza penale: dai rapporti fra fonti nazionali e sopranazionali alla interazione fra corti diverse, ma che concorrono nella tutela dei diritti fondamentali. Nella dinamica nuova dei rapporti tanto fra fonti normative, quanto fra autorità giudicanti non valgono più le tradizionali logiche deduttive di prevalenza gerarchica, ma si affermano nuove forme di influenza reciproca e di interazione. Lo studio, dopo aver chiarito preliminarmente significato e contesti del rapporto fra scienza penale e ordinamento multilivello, intende contribuire alla riflessione in argomento considerando tre settori problematici: l'atteggiamento nei confronti dell'armonizzazione sovranazionale del diritto penale, l'idea di una dogmatica unitaria e infine il ruolo dell'internazionalizzazione nella valutazione della ricerca penalistica.
Mannozzi G., Lodigiani G., Formare al diritto e alla giustizia: per una autonomia scientifico-didattica della giustizia riparativa in ambito universitario (pp. 133 s.)
E' maturo il tempo per dar spazio, nella formazione del giurista, alla "Giustizia riparativa", più nota, secondo l'anglicismo corrente, come Restorative Justice. Il presente articolo ha lo scopo di rendere ragione dell'opportunità di conferire autonomia scientifico-didattica alla giustizia riparativa all'interno della formazione universitaria di tipo giuridico, muovendo da un excursus comparatistico sulle modalità di insegnamento della giustizia riparativa e della mediazione penale in numerose università europee ed extraeuropee. Nel prosieguo del lavoro vengono analizzate le ragioni giuridiche, filosofiche, criminologiche e antropologico-culturali che sorreggono l'autonomia della giustizia riparativa e si mostra come la giustizia riparativa rappresenti il 'motore' del dialogo tra numerose discipline (diritto penale, procedura penale, criminologia, antropologia giuridica e filosofica, etica, Law and Literature) indispensabile per una formazione olistica del giurista.
Vigoni D., Interferenze e questioni (ir)risolte in materia di libertà personale del minorenne (pp. 178 s.)
Alcuni interventi di riforma della disciplina processuale e penale hanno suscitato, nella particolare prospettiva della libertà personale del minorenne, questioni interpretative e contrasti giurisprudenziali. E' accaduto: in seguito alla modifica che ha esteso il limite alla custodia cautelare relativo al pericolo di reiterazione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede (art. 274, comma 1, lett. c, c.p.p.); in occasione dell'introduzione della fattispecie autonoma di furto in abitazione e furto con strappo (art. 624-bis c.p.); più recentemente, per effetto delle innovazioni relative allo spaccio di lieve entità (art. 73, comma 5, t.u. stup.). Ogni volta che muta il quadro normativo processuale o sostanziale di riferimento s'impone la necessità di meglio ponderare gli effetti e le ricadute applicative sul particolare sistema processuale differenziato oggetto del d.P.R. n. 448/1988, tenendo conto delle esigenze specifiche e dei particolari obiettivi della giustizia penale minorile.
Bontempelli M., Fatto e diritto nelle imputazioni per concussione dopo la legge n. 190 del 2012 (pp. 194 s.)
Cupelli C., Non tutto ciò che si può si deve anche fare. I rapporti tra obblighi impeditivi, consenso e regole cautelari: il caso dello psichiatra (pp. 225 s.)
Il tema della responsabilità colposa dello psichiatra va inquadrato tra i settori di particolare complessità del diritto penale della medicina, sia per il medico, sia per il giudice chiamato a valutarne l'operato. Rispetto al passato, è oggi differente il modello culturale di riferimento e la ricostruzione dei compiti dello psichiatra, se da un lato consente di rigettare le pretese di residui obblighi custodiali, dall'altro porta alla luce il collegamento tra cornice della posizione di garanzia e rischio consentito: è proprio l'esigenza di contrastare e frenare un determinato rischio per il paziente che individua e circoscrive, sul versante della responsabilità colposa, le regole cautelari. Si profila per tale via il legame tra posizione di garanzia, obblighi impeditivi e regole cautelari: le regole di condotta a contenuto precauzionale rilevanti ai fini dell'imputazione colposa hanno sempre come presupposto e limite i doveri del medico, al quale non si può chiedere in misura di diligenza, prudenza e perizia più di quanto egli sia tenuto a fare in posizione di garante.
Di Paolo G., Nullità processuali e sanatoria tra tassatività e tendenze antiformalistiche (pp. 246 s.)
Lo scritto offre un'analisi critica della giurisprudenza in tema di nullità degli atti processuali penali. L'Autrice sottolinea una certa propensione degli organi giurisprudenziali a svincolarsi dai limiti legali, facendo leva, tra l'altro, sul criterio del pregiudizio effettivo. Tale approccio ermeneutico appare di dubbia compatibilità con il principio di tassatività e si risolve in un indebolimento delle garanzie difensive.
Valentini V., Case-law convenzionale, cultura dei controlimiti e giustizia penale (pp. 285 s.)
Lo scritto si propone di ricostruire e chiosare anche in chiave critica la giurisprudenza costituzionale in punto di rapporti fra sistema penale domestico e normativa CEDU, descrivendo l'ondivago atteggiamento del Giudice delle leggi: che, da un lato, ha progressivamente moltiplicato i contro-limiti all'ingresso della disciplina convenzionale nell'ordinamento interno; ma, al contempo, ha posto le Alte Corti europee (e non anche quelle interne) al vertice del sistema delle fonti, fluidificando il principio di separazione dei poteri e indebolendo il dogma della eterogeneità fra "interpretatio" e "dispositio". In chiusura, si coglie l'occasione per evidenziare come l'introduzione della tecnica del prospective overruling, oltre che essere imposta dal diritto sovranazionale, sia compatibile col tradizionale modo d'intendere la riserva di legge in materia penale.
Bianchi D., Il problema della "successione impropria". Un'occasione di (rinnovata?) riflessione sul sistema del diritto punitivo (pp. 322 s.)
Nei casi di c.d. "successione impropria", ove manchi un'apposita regolamentazione transitoria, risulta fortemente dubbia e dibattuta la disciplina da applicare ai fatti realizzati nel vigore della norma incriminatrice poi depenalizzata. In particolare, a fronte dell'ambiguità delle disposizioni intertemporali di carattere generale espresse dai due ordinamenti interessati (quello penale e quello amministrativo) v'è, da un lato, chi propende per la non sanzionabilità tout court di questi "fatti pregressi" e, dall'altro lato, chi sostiene l'applicabilità della sopravvenuta norma sanzionatoria amministrativa. Questo secondo orientamento appare preferibile, poiché riesce a coniugare elementari esigenze di ragionevolezza e di parità di trattamento ed irrinunciabili istanze di garanzia, risultando altresì coerente con una visione dell'universo punitivo meno 'settoriale' e più 'armonica', conformemente all'evoluzione sia della legislazione nazionale sia della 'dimensione europea'.
Somma E., "Oltre ogni ragionevole dubbio". Una formula enfatica da contestualizzare: meglio da evitare (pp. 366 s.)
L'A. affronta alcuni problemi relativi all'ambigua - tanto da essere considerata quasi errata - espressione contenuta nell'art. 533 c.p.p. e alle improprie conseguenze che scaturiscono dal parallelismo con la simile espressione usata nell'ordinamento inglese. (Nota a Cass. Sez. II, 9 novembre 2012, n. 7035, De Bartolomei)
Gabrielli C., La partecipazione dell'esperto all'audizione del minore come cautela facoltativa: una discutibile lettura di una disciplina ancora inadeguata (pp. 379 s.)
La legge n. 172 del 2012, che ha dato attuazione alla Convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, stipulata il 25 ottobre 2007, ha previsto la partecipazione di un esperto in psicologia o psichiatria infantile all'audizione di minorenni nel corso delle indagini, quando si proceda per uno dei reati elencati dall'art. 351 comma 1-ter c.p.p. Nella decisione in commento la Suprema Corte ha ritenuto tale partecipazione facoltativa. Questa ricostruzione non è condivisa dall'autrice, che, sulla base di argomenti testuali e sistematici, ne afferma la natura obbligatoria, analizzando le conseguenze del mancato coinvolgimento dell'esperto e suggerendo accorgimenti normativi per evitare che eventuali forzature nell'audizione unilaterale pregiudichino l'attendibilità della fonte e condizionino gli esiti di un suo futuro esame testimoniale. (Nota a Cass. Sez. IV, 12 marzo 2013, n. 16981, F.V.)
Massetto G., Leggendo Mario Pisani su Cesare Beccaria e l'Index librorum prohibitorum (pp. 395 s.)
Giovandosi dell'apertura degli Archivi del sant'Uffizio, Mario Pisani ha studiato, e parzialmente pubblicato, la documentazione della condanna all'Indice dell'opera "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria. La condanna, conosciuta indirettamente da Beccaria nel tempo immediatamente precedente l'uscita della "quinta" edizione, se valse a turbarlo intensamente non incise sulla fortuna dell'opera, né sulla vita pubblica del grande Lombardo, che continuò intensa sino alla morte. La scheda approntata dal consultore, il gesuita padre Lazeri -colto in critica storica, in storia della Chiesa, in antiquaria e nelle scienze matematiche, ma non, di certo, in diritto penale- e che servì di base alla condanna pronunciata dai cardinali componenti la Congregazione dell'Indice, è un inno alla conservazione degli istituti e delle procedure del diritto penale di Ancien Régime, che si risolve, pertanto, nel rifiuto totale delle innovazioni configurate in materia da Beccaria.
Bartoli R., David Garland, "La pena di morte in America. Un'anomalia nell'era dell'abolizionismo". Riflessioni a margine del libro (pp. 448 s.)
Dopo aver messo in evidenza le principali caratteristiche del metodo utilizzato da Garland per esaminare la "complessità" della pena di morte (visione avalutativa e multifattorialità integrata per la spiegazione dei fenomeni), l'A. compie alcune riflessioni su alcune questioni fondamentali del libro, e cioè sul perché la pena di morte in America sia stata mantenuta mentre nelle altre democrazie occidentali è stata abolita e sul significato della sua attuale configurazione e del suo mantenimento dopo i casi Furman e Gregg. Nell'ultima parte del lavoro, si trovano alcune considerazioni sulla cifra del diritto punitivo, che viene individuata non solo nel contenuto afflittivo della pena, ma anche nella sua logica espulsiva, imponendo così una nuova lettura del principio di umanità della pena volta a valorizzare la proibizione dei trattamenti orientati ad espellere un essere umano dalla comunità sociale.
nella rubrica "Necrologi" un "Ricordo di Giorgio Marinucci" (pp. 1 s.) firmato dal prof. Antonio Pagliaro (è il testo di un intervento commemorativo svolto all'Accademia dei Lincei nel dicembre del 2013)
nella rubrica "Rassegna bibliografica" (p. 515 s.) le schede delle seguenti monografie:
AA.VV., Riciclaggio e corruzione: prevenzione e controllo tra fonti interne e internazionali, Giuffrè, Milano, 2013, pp. 227 (F. P. Modugno)
Caruso G., Gli equivoci della dogmatica causale. Per una ricostruzione critica del versante obiettivo del reato, Giappichelli, Torino, 2013, pp. 324 (G. Civello)
Curi F., Profili penali dello stress lavoro-correlato. L'homo faber nelle organizzazioni complesse, Bononia University Press, Bologna, 2013, pp. 166 (E. Corn)
Della Bella A., Emergenza carceri e sistema penale. I decreti legge del 2013 e la sentenza della Corte cost. n. 32/2013, Giappichelli, Torino 2014, pp. 188 (V. Pusateri)
Di Giovine O. (a cura di), Diritto penale e neuroetica, Atti del Convegno 21 - 22 maggio 2012, Cedam, Padova, 2013, pp. 385 (S. Lo Forte)
Eronia O., Potenziamento umano e diritto penale, Giuffrè, Milano, 2013, pp. 202 (L. Risicato)
Gatta G.L., La minaccia. Contributo allo studio delle modalità della condotta penalmente rilevante, Aracne, Roma, 2013, pp. 313 (G. P. Demuro)
Marinucci G., La Colpa. Studi, Giuffrè, Milano, 2013, pp. 484 (G. L. Gatta)
Montagna M., I confini dell'indagine personologica nel processo penale, Aracne, Roma, 2013, pp. 174 (S. Longo)
Paliero C. E., Viganò F. (a cura di), Europa e diritto penale, Giuffrè, Milano, 2013, pp. 316 (F. Bianco)
Parlato L., Il contributo della vittima tra azione e prova, Torri del vento, Palermo, 2012, pp. 469 (F. Zacché)
Ragni C., I Tribunali penali internazionalizzati. Fondamento, giurisdizione e diritto applicabile, Giuffré, Milano, 2012, pp. 365 (C. Meloni)
Tesauro A., Riflessioni in tema di dignità umana, bilanciamento e propaganda razzista, Giappichelli, Torino, 2013, pp. 202 (F. Bacco)
Feroleto A., « Le fragili garanzie della libertà personale. Per una effettiva tutela dei principi costituzionali ». Convegno annuale dell'Associazione fra gli Studiosi del Processo Penale "G.D. Pisapia", 11, 12 e 13 ottobre 2013, Trento
Merlo A., « Economia e diritto penale nel tempo della crisi ». II Convegno nazionale della Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale, 15/16 novembre 2013, Palermo
Ammannato E., « La pena che ripara la dignità: il lavoro socialmente utile come risposta al reato », 22 novembre 2013, Como