Source: http://comune.cerami.en.it/pages/statuto3.htm
Timestamp: 2018-01-23 02:04:16+00:00
Document Index: 98855069

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 23', 'art. 40', 'art. 19', 'art. 53', 'art. 54', 'art. 57', 'art 1', 'art. 4']

Il consiglio comunale, per la gestione di servizi di rilevanza economica ed imprenditoriale, può costituire aziende speciali dotate di personalità giuridica e autonomia imprenditoriale, con proprio statuto e regolamento approvati dal consiglio comunale. Sono organi dell'azienda speciale:
il direttore, al quale è attribuita la responsabilità gestionale.
Il consiglio di amministrazione dell'azienda è nominato dal consiglio comunale a scrutinio palese, a maggioranza assoluta dei voti. I componenti del consiglio di amministrazione sono scelti fra coloro che hanno i requisiti per la nomina a consigliere comunale e una speciale competenza tecnica e/o amministrativa, per studi compiuti, per funzioni disimpegnate presso aziende pubbliche o private, per uffici pubblici ricoperti. Non possono ricoprire la carica di componenti e del consiglio di amministrazione coloro che sono in lite con l'azienda nonché i titolari, i soci illimitatamente responsabili, gli amministratori, i dipendenti con poteri di rappresentanza o di coordinamento di imprese esercenti attività concorrenti o comunque connesse ai servizi dall'azienda. I componenti del consiglio di amministrazione dell'azienda restano in carica fino all'insediamento dei loro successori che deve avere luogo non oltre dieci giorni dalla data in cui le deliberazioni di nomina sono divenute esecutive. Agli stessi spettano le indennità e i rimborsi di spesa previsti dalla legge e dallo statuto dell'azienda stessa. La revoca e la sfiducia costruttiva del consiglio di amministrazione e dei singoli componenti è deliberata dal consiglio comunale con le procedure di cui all'art. 37 della legge 8 giugno 1990, n. 142. Il presidente è designato dal consiglio di amministrazione nel suo seno. Egli ha la rappresentanza dell'azienda e cura i rapporti con gli organi comunali. Il direttore viene nominato dalla giunta comunale secondo le modalità fissate del regolamento. Alla giunta comunale spetta:
esercitare, con l'assistenza del funzionario comunale preposto ai servizi, la vigilanza sulla gestione;
riferire annualmente al consiglio comunale con apposita relazione sui risultati della gestione.
Il consiglio comunale conferisce il capitale di dotazione, determina le finalità e gli indirizzi dell'azienda ed esercita la vigilanza. Lo statuto dell'azienda disciplina le modalità di controllo sugli atti dell'azienda. La nomina dei revisori dei conti e del direttore è disciplinata dallo statuto dell'azienda. Per quanto non previsto dal presente articolo trovano applicazione le norme di cui al regolamento approvato con D.P.R. 4 ottobre 1986, n. 902, nonché quelle del T.U. 15 ottobre 1925, n. 2578 e dell'art. 23 della legge 8 giugno 1990, n. 142.
Sono organi della istituzione:
Il consiglio di amministrazione, il presidente ed il direttore sono nominati e possono essere revocati con le stesse modalità di cui all'art. 40 e con i medesimi requisiti. Restano in carica per il periodo di vigenza del consiglio comunale che li ha nominati e comunque fino alla nomina dei successori. Il presidente rappresenta l'istituzione all'esterno ed esercita tutte le funzioni previste dal regolamento. Il consiglio di amministrazione compie tutti gli atti necessari per il funzionamento dell'istituzione secondo le modalità stabilite dal regolamento. Il consiglio comunale determina le finalità e gli indirizzi dell'istituzione nonché l'entità dei trasferimenti ed approva gli atti fondamentali definiti dal regolamento. Alla giunta comunale spetta:
esercitare, con l'assistenza del funzionario preposto ai servizi, la vigilanza sulla gestione;
riferire annualmente al consiglio comunale, con apposita relazione, sui risultati della gestione.
ATTIVITÀ E ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA
L'attività amministrativa e regolamentare del Comune è ispirata ai principi stabiliti dal presente statuto privilegiando la funzione di indirizzo, coordinamento e controllo spettante agli organi elettivi e riservando quella gestionale-amministrativa alla sfera burocratica. Nell'azione amministrativa e nella organizzazione del lavoro e dei servizi, fermo il rispetto dei principi fondamentali fissati dal presente statuto, nonché del buon andamento ed imparzialità, il Comune assicura il diritto di informazione e lo snellimento delle procedure per il miglioramento dell'organizzazione dei servizi.
Particolare cura è riservata all'applicazione della legge 7 agosto 1990, n. 241, recante: «Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi» recepita con legge regionale n. 10 del 30 aprile 1991, nonché ai relativi regolamenti attuativi.
Il Comune disciplina, con appositi regolamenti, l'organizzazione degli uffici e dei servizi informata a criteri di autonomia, funzionalità ed economicità di gestione secondo i principi di professionalità e responsabilità. Il regolamento organico del personale fissa anche la dotazione organica complessiva.
I regolamenti di cui al primo comma disciplinano anche l'attribuzione, ai funzionari responsabili di unità organizzative o amministrative, comunque denominate, di responsabilità gestionali per il conseguimento degli obiettivi fissati dagli organi dell'ente e stabiliscono le modalità dell'attività di
coordinamento tra il segretario e i funzionari responsabili degli uffici o servizi. Spetta agli istruttori direttivi responsabili la direzione degli uffici e dei servizi secondo i criteri e le norme dettate dai regolamenti che si uniformano al principio per cui i poteri di indirizzo e controllo spettano
agli organi elettivi, mentre la gestione amministrativa è attribuita agli istruttori direttivi responsabili. Gli istruttori direttivi sono direttamente responsabili, in relazione agli obiettivi dell'ente, della correttezza amministrativa e dell'efficienza della gestione. Il regolamento organico del personale deve, in ogni caso, disciplinare;
lo stato giuridico e il trattamento economico del personale in conformità ai contratti collettivi nazionali di lavoro;
le modalità di coordinamento tra segretario comunale ed il personale anche attraverso periodiche conferenze di servizio.
Considerato che i nuovi modelli giuridico-istituzionali pongono il sindacato come titolare di diritto in materie e ruoli espressamente dichiarati da norme e accordi nazionali del lavoro, il Comune identifica nel sistema delle relazioni sindacali un momento di utilizzo delle risorse umane e dell'organizzazione del lavoro, con particolare riferimento alle questioni concernenti il rapporto tra pubblico e privato, le politiche per lo sviluppo economico, le politiche tariffarie, le politiche sociali, attraverso l'adozione di specifici controlli d'intesa. Con apposito regolamento, l'amministrazione curerà il sistema delle relazioni sindacali, nelle modalità di informazione, consultazione e proposta, di confronto nelle scelte di gestione di rilevanza pubblica e sociale, nei modelli di organizzazione dell'ente, degli uffici, dei servizi e, specificatamente, nelle questioni relative al personale, su un sistema organizzativo fondato sui diritti e responsabilità del pubblico impiego.
Il segretario comunale, in qualità di capo del personale, dirige e coordina gli uffici e i servizi comunali, avvalendosi della collaborazione dei responsabili dei predetti uffici e servizi. Il segretario esplica le predette funzioni secondo la legge e le norme del presente statuto e nel rispetto dei regolamenti, con potestà d'iniziativa e autonomia di scelta degli strumenti operativi. Al segretario è affidata l'attività gestionale dell'ente, nel rispetto della distinzione fra la funzione politica di indirizzo e controllo e la funzione di gestione amministrativa e, in base agli indirizzi, alle determinazioni e alle direttive di detti organi, cui competono le scelte politiche.
Il segretario adotta gli atti di gestione, anche a rilevanza esterna e, in questi casi, assume la rilevanza di organo, che non comportino attività deliberativa e che non siano espressamente riservati dalla legge e dal presente statuto ad organi di governo dell'ente. Nell'ambito delle competenze di cui agli articoli 51 e 52 della legge n. 142/90, così come recepiti dalla legge regionale n. 48/91:
esplica funzioni d'impulso, coordinamento, direzione e controllo nei confronti degli uffici e servizi e del personale ad essi preposto per la realizzazione degli obiettivi e dei programmi fissati dagli organi elettivi, anche mediante periodiche conferenze dei responsabili dei servizi;
sovrintende alla predisposizione da parte dei vari uffici di programmi di attuazione, bilanci, programmi e relazioni previsionali, programmi e progettazioni di carattere organizzativo, nel rispetto delle direttive impartite degli organi elettivi;
presiede, con l'osservanza dei criteri e delle procedure prestabiliti nel regolamento dei contratti, le commissioni di gara con l'assistenza di un ufficiale verbalizzante, dallo stesso delegato, e di cui fanno parte i responsabili dell'ufficio tecnico e di segreteria;
ordina la fornitura di beni e servizi nei limiti degli impegni e secondo i criteri fissati dalla giunta e i pagamenti delle spese fisse e derivanti da contratti;
autorizza le missioni e richiede le prestazioni straordinarie nei limiti delle preventive autorizzazioni deliberate dalla giunta;
autorizza i congedi e i permessi del personale, con l'osservanza delle norme vigenti- e di quanto previsto dal regolamento;
dispone gli accertamenti sanitari, secondo le norme vigenti e obbligatoriamente per le malattie superiori a cinque giorni;
adotta provvedimenti di mobilità interna con l'osservanza delle modalità previste dalle disposizioni e dagli accordi sindacali in materia;
contesta gli addebiti proponendo provvedimenti disciplinari e richiamando il personale ai doveri d'ufficio e infligge la censura come previsto dal'regolamento.
esprime i pareri previsti dall'articolo 53 della legge n. 142/90 sulla legittimità delle proposte di deliberazione, con esclusione degli atti che non si configurano come provvedimenti;
partecipa alle sedute degli organi collegiali, curando la redazione dei verbali delle sedute e di quelli delle deliberazioni;
formula i pareri richiesti, esprimendo valutazioni di ordine tecnico-giuridico agli organi collegiali e al sindaco;
coordina la fase istruttoria a quella di emanazione dei provvedimenti;
verifica l'efficacia e l'efficienza degli uffici e dei servizi e del personale ad essi preposto;
cura la trasmissione delle deliberazioni al CO.RE.CO. attestandone l'avvenuta pubblicazione, su conforme dichiarazione del messo, e l'esecutività;
comunica all'Assessorato EE.LL. l'omissione degli atti previsti dall'art. 19, comma 7, della legge regionale n. 7/92.
L'attività di coordinamento è affidata al segretario comunale ed gli istruttori direttivi. La suddetta attività comporta l'attribuzione di responsabilità circa:
la suddivisione delle attribuzioni tra i diversi servizi in conformità ai principi fissati dal regolamento di organizzazione e secondo criteri di efficienza;
la formulazione di proposte di assegnazione delle risorse ai diversi servizi e la verifica della rispondenza della distribuzione agli obiettivi fissati dall'amministrazione;
la convocazione di riunione periodiche o straordinarie con i funzionari capo-servizi, per attività omogenee o per progetti o programmi speciali, per la definizione dei piani operativi di lavoro, per la verifica della loro attuazione, per l'individuazione delle cause di scostamento dai programmi e delle relative misure di aggiustamento;
verifiche periodiche in merito alla realizzazione dei programmi ed al conseguimento dei risultati;
formulazione di proposte, nel caso di procedure o attività coinvolgenti più servizi, di interventi organizzativi atti a migliorarne la compatibilità e l'efficienza.
organizzazione del lavoro per progetti-obiettivi e per programmi;
individuazione della responsabilità in relazione all'ambito di autonomia decisionale dei soggetti;
superamento della rigida separazione delle competenze nella divisione del lavoro e massima flessibilità delle strutture e del personale, con individuazione della produttività e dell'efficienza in relazione ai carichi di lavoro.
L'attività amministrativa si articola in uffici omogenei diretti dal dipendente apicale; le aree, a loro volta, si articolano in uffici che, di regola, costituiscono l'unità organizzativa responsabile dell'istruttoria e il cui capo è responsabile del procedimento, con i compiti e le responsabilità attribuiti dalla legge regionale n. 10/91 e dall'apposito regolamento. L'organizzazione delle attività amministrative è disciplinata dal regolamento che individua forme e modalità di organizzazione e gestione della struttura interna.
Il Comune promuove e realizza il miglioramento delle prestazioni dei dipendenti attraverso l'ammodernamento delle strutture, la formazione, l'aggiornamento e la qualificazione professionale, con l'effettuazione di appositi corsi; tende, altresì, al perseguimento di una maggiore responsabilizzazione del personale. Rimane riservata alla legge la disciplina dell'accesso al rapporto di impiego, delle cause di cessazioni dallo stesso e delle garanzie dei dipendenti in ordine all'esercizio dei diritti fondamentali. Nell'ambito dei principi stabiliti dalla legge, rimane riservata al regolamento la disciplina del conferimento della titolarità degli uffici e la determinazione e consistenza dei ruoli organici. Il regolamento organico disciplinerà inoltre:
l'organizzazione degli uffici e servizi;
le procedure per l'assunzione e la cessazione del servizio del personale;
i diritti, i doveri, le sanzioni, le responsabilità e le relative procedure; i limiti, le condizioni, le modalità, le incompatibilità relative a prestazioni d'opera, che non comportano conflitti di interessi, in favore di altri e le eventuali incentivazioni per particolari prestazioni professionali rese al Comune;
le modalità organizzative per il funzionamento della commissione di disciplina;
le modalità per garantire ai dipendenti l'effettivo esercizio dei diritti sindacali;
le modalità per il conferimento delle collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalità per obiettivi determinati e con convenzioni a termine di approvarsi con delibera di consiglio comunale, per i posti di direzione delle aree o di responsabile dei servizi o degli uffici, sempreché il Comune non abbia alle dipendenze personale specifico per lo svolgimento di queste funzioni o non possa provvedervi con affidamento di funzioni ad altro dipendente, secondo quanto previsto dai vigenti contratti di lavoro.
I pareri previsti dall'art. 53 della legge n. 142/90 sono resi dal dipendente che è preposto al servizio o da chi formalmente lo sostituisce, anche se non rivestano la qualifica di funzionari, fermo restando, in questo caso, la loro rilevanza interna al procedimento. Nel caso di parere negativo l'organo collegiale, se ritiene di deliberare in modo difforme, motiva l'atto riproducendo in modo integrale il parere negativo. Negli altri casi viene inserita nell'atto la menzione dell'acquisito parere favorevole sulla proposta, la quale sarà riportata in modo succinto. Non sono necessari i pareri per gli atti che non hanno valenza deliberativa, per interrogazioni, mozioni e ordini del giorno mentre quelli relativi ad elezioni, convalida, e per gli altri di natura politica o
procedimentale che non comportino o modifichino impegni di spesa od oneri anche indiretti, sarà sufficiente solo il parere di legittimità, che potrà essere espresso anche nel corso della seduta consiliare. Le proposte di deliberazioni sono avanzate per iscritto, con l'indicazione dell'oggetto, del fine, dei presupposti giuridici e di fatto, dei mezzi finanziari e dei modi per raggiungere i fini, dal titolare del potere esplicitato dalla stessa proposta: per gli atti di mera gestione « e per quelli di esecuzione di altri atti deliberativi, dagli organi burocratici; per gli atti di scelta amministrativa, di indirizzo, controllo, promozione ed iniziativa degli organi politici. I soggetti politici, singoli o collegiali, unitamente alla richiesta di inserimento di punti all'ordine del giorno dell'organo di cui fanno parte, presenteranno la relativa proposta, per il completamento dell'istruttoria e per la raccolta dei relativi pareri. Qualora la proposta non rispetti quanto prescritto dai commi precedenti oppure la delibera che si proponga non sia di competenza dell'organo adito, il relativo presidente non è obbligato all'iscrizione all'ordine del giorno né a convocare l'organo, ma dovrà darne, su conforme parere del segretario, immediata comunicazione al richiedente.
Il regolamento organico del personale può prevedere collaborazioni esterne ad alto contenuto di professiona-lità per obiettivi determinati e con convenzioni a termine. Le norme regolamentari devono stabilire:
la durata del rapporto che non potrà superare la durata del programma;
i criteri per la determinazione del compenso;
la natura privatistica del rapporto.
I provvedimenti di incarico devono essere corredati da un dettagliato curriculum professionale del prestatore atto a dimostrare le esperienze nella materia o nel settore cui l'incarico medesimo si riferisce.
Le risorse del Comune sono costituite da entrate proprie e derivate, come previsto dall'art. 54 della legge n. 142/90; l'ordinamento finanziario e contabile è disciplinato dalla legge dello Stato. Il consiglio comunale delibera le norme relative alla contabilità con apposito regolamento. Il Comune ha un proprio demanio, disciplinato dalla legge, descritto negli inventari previsti dalle vigenti disposizioni. I beni patrimoniali disponibili possono essere dati in affitto, quelli demaniali concessi in uso, con le modalità previste nel regolamento e con tariffe stabilite dalla giunta. Le somme eventualmente provenienti da lasciti o donazioni, oppure da alienazioni di beni debbono essere impiegate per l'incremento o il miglioramento del patrimonio, tranne che la legge non consenta l'utilizzo per miglioramenti gestionali La gestione delle risorse avviene sulla base del bilancio annuale corredato da una relazione previsionale e programmatica e da un bilancio pluriennale, articolati per programmi e servizi, predisposto dalla giunta in base alle direttive e agli indirizzi elaborati dal consiglio con riferimento al bilancio dell'esercizio in corso e al consuntivo dell'esercizio precedente. I risultati della gestione annuale sono dimostrati .nel conto consuntivo per mezzo di una relazione illustrativa con cui la giunta, come previsto dal primo comma dell'articolo successivo, valuti l'efficacia della gestione in relazione alle risorse. Al conto consuntivo sono allegati i bilanci e i rendiconti degli enti, istituzioni, aziende, consorzi,
società e altri organismi cui partecipa finanziariamente, in modo diretto o indiretto, il Comune.
La verifica dei risultati prefissati nella relazione previsionale e programmatica deve tenere conto dei mezzi impiegati e della quantità e della qualità dei servizi e delle attività rese alla comunità, inoltre deve individuare le disfunzioni ed indicare le soluzioni per migliorare le prestazioni. La relazione che accompagna la proposta di deliberazione del conto consuntivo, oltre alla accennata verifica, conterrà pareri e proposte in ordine agli aspetti finanziari ed economici della gestione e della organizzazione dei servizi. L'organo di revisione, per il quale le norme regolamentari, come previsto dalle disposizioni vigenti, disciplinano gli aspetti organizzativi e funzionali, le attribuzioni e i rapporti con l'ente, i requisiti e le incompatibilità in aggiunta a quelli previsti dall'articolo 2399 del c.c., i motivi e le procedure per la revoca, collabora con gli organi comunali con pareri preventivi su provvedimenti che impegnino più di tre bilanci e consulenze tecnico-contabili sulle forme associative e sull'istituzione di servizi pubblici, e svolge le funzioni previste dal D.M. 4 ottobre 1991 emanato dal Ministro dell'interno e relativo al trattamento economico.
Il Comune delibera, entro il 31 ottobre, il bilancio di previsione per l'anno successivo osservando i principi della universalità, dell'integrità e del pareggio economico e finanziario. Le scelte del bilancio debbono rispecchiare gli indirizzi del documento programmatico. Il bilancio è corredato di una relazione previsionale e programmatica e di un bilancio pluriennale di durata pari a quella della Regione siciliana. Il bilancio ed i suoi allegati debbono comunque essere redatti osservando gli schemi ufficiali. Al conto consuntivo è allegata una relazione illustrativa della giunta che esprime la valutazioni di
efficacia dell'azione condotta sulla base dei risultati conseguiti in rapporto ai programmi ed ai costi sostenuti, nonché la relazione del collegio dei revisori.
Il conto consultivo è deliberato dal consiglio comunale entro il 30 giugno dell'anno successivo. Le annuali sessioni sul bilancio e sul. conto consuntivo sono l'occasione per l'esame e la verifica dello stato di attuazione dei piani e programmi del Comune, delle aziende e delle istituzioni dipendenti.
Allo schema di bilancio ed alla relazione del revisore dei conti sul conto consuntivo, dovrà essere data la massima pubblicità onde consentire l'eventuale partecipazione dei cittadini nelle forme previste dal presente statuto. In particolare, tali documenti dovranno essere notificati con congruo anticipo ai consiglieri comunali.
Agli appalti dei lavori, alle forniture di beni e servizi, alle vendite, agli acquisti a titolo oneroso, alle permute, alle locazioni, -il Comune provvede mediante contratti. La stipulazione dei contratti deve essere preceduta da deliberazione del consiglio comunale o della giunta secondo la rispettiva competenza, in conformità alle norme di legge vigenti. La deliberazione deve indicare:
le modalità di scelta del contraente.
Capo II - Revisori dei conti - Controllo della gestione
Il consiglio comunale elegge il revisore in conformità al disposto dell'art. 57 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come recepito dall'art 1, lett. i, della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48. Il revisore dura in carica tre anni, non è revocabile, salvo inadempienza, ed è rieleggibile per una sola volta.
Non possono essere nominati revisore dei conti:
i parenti affini, fino al quarto grado, dei componenti della giunta comunale, del segretario comunale e del responsabile dell'ufficio di ragioneria del Comune;
i consiglieri provinciali e regionali;
gli amministratori di enti, o aziende dipendenti o in regime di convenzione, sovvenzionati o sottoposti alla vigilanza del Comune;
i candidati che nelle ultime elezioni amministrative comunali non hanno conseguito la elezione.
In caso di cessazione, per qualsiasi causa, dalla carica di revisore, il consiglio comunale procede alla surrogazione entro trenta giorni. Il nuovo nominato resta in carica fino al concepimento del triennio in corso. Il revisore dei conti collabora con il consiglio comunale nell'esercizio della sua funzione di controllo della gestione economico-finanziaria. Esercita, altresì, la vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione. Per l'esercizio della funzione, il revisore ha diritto di accesso agli atti e documenti dell'ente. Adempie al proprio dovere con la diligenza del mandatario e risponde della veridicità delle sue attenzioni. Ove riscontri gravi irregolarità nella gestione dell'ente, ne riferisce immediatamente al consiglio comunale. Attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione, redigendo apposita relazione che accompagna la proposta di deliberazione consiliare del conto consuntivo e nella quale esprime rilievi e proposte tendenti a conseguire una migliore efficienza, produttività ed economicità della gestione.
I responsabili degli uffici e dei servizi eseguono, trimestralmente, operazioni di controllo per verificare la rispondenza della gestione del bilancio relativa agli uffici e servizi cui sono preposti con il fabbisogno dell'intero esercizio. Delle operazioni eseguite e delle risultanze accertate i predetti responsabili redigono apposito verbale che, insieme con le proprie osservazioni e rilievi, rimettono alla giunta e al collegio dei revisori. La giunta comunale, in base ai detti verbali, avvalendosi della collaborazione del collegio dei revisori, redige, trimestralmente, per il consiglio comunale, la situazione aggiornata, segnalando qualsiasi anomalia riguardante la gestione e proponendo i relativi rimedi. Qualora i dati relativi facciano prevedere un squilibrio di bilancio il consiglio comunale adotta, nei modi e termini di cui all'art. I-bis del D.L. 1° luglio 1986, n. 318, convertito dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, apposita deliberazione per ripristinare l'equilibrio della gestione. Il controllo di gestione dovrà consentire la verifica dei risultati rispetto agli obiettivi previsti dai
programmi e, mediante rilevazione sistemica, in corso di esercizio, la valutazione dell'andamento della gestione e gli eventuali interventi organizzativi necessari per conseguire i risultati prefissati. Il controllo di gestione, attraverso le analisi effettuate sull'impiego delle risorse finanziarie ed organizzative, sulle componenti dei costi delle funzioni e servizi, sulla produttività di benefici in termini quantitativi e qualitativi, deve assicurare agli organi di governo dell'ente tutti gli elementi necessari per le loro scelte programmatiche e per guidare il processo di sviluppo dell'organizzazione.
Denuncie per fatti di gestione da parte di consiglieri
Ogni consigliere può denunciare al revisore dei conti fatti afferenti alla gestione dell'ente che ritenga censurabili e lo stesso ne terrà conto e ne riferirà in sede di relazione periodica al consiglio. Quando la denuncia provenga da 1/5 dei consiglieri assegnati, il revisore deve provvedere subito ad eseguire i necessari accertamenti e riferire al consiglio motivando eventuali ritardi.
Le modificazioni dello statuto sono deliberate dal consiglio comunale con procedura di cui all'art. 4, comma 3. della legge 8 giugno 1990. n. 142, come recepito dalla legge regionale n. 48/1991. La proposta di deliberazione di abrogazione totale dello statuto deve essere accompagnata dalla proposta di deliberazione di un nuovo statuto in sostituzione di quello precedente. L'approvazione della deliberazione di abrogazione totale dello statuto comporta l'approvazione del nuovo. Lo statuto abrogato rimane in vigore fino al'entrata in vigore del nuovo. Ogni iniziativa di revisione statutaria respinta dal consiglio comunale non può essere rinnovata se non decorso un anno dalla deliberazione di reiezione.
Il presente statuto entra in vigore il 31° giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana o successivo all'avvenuta pubblicazione all'albo pretorio, se posteriore. Dopo l'approvazione della disciplina organica dell'ordinamento finanziario e contabile degli EE.LL., e l'attuazione dell'articolo 7 della legge regionale n. 48/91, se necessario la giunta proporrà le opportune modifiche statutarie, che saranno approvate con la stessa procedura dello statuto e entreranno in vigore, così come le altre eventuali modifiche, come previsto dal primo comma. I regolamenti, eccetto quello di contabilità e per la disciplina dei contratti, da deliberare entro un mese dall'approvazione del presente statuto, ciò per consentire la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana della nuova legge sugli appalti, previste dalla legge, n. 142/90 e dal presente statuto
dovranno essere adottati entro un anno dall'entrata in vigore di quest'ultimo. Nelle more restano in vigore le disposizioni vigenti che risultano compatibili con la legge e con le norme del presente statuto. Le norme statutarie relative alla elezione degli organi e quelle da queste dipendenti entrano in vigore in coincidenza dello svolgimento della prossima elezione del consiglio comunale. Nelle more continuano ad applicare le norme previgenti alla data di entrata in vigore della legge regionale 26 agosto 1992, n. 7.
Approvato con delibera n. 8 del 9 gennaio 1993 del consiglio comunale, riscontrata legittima a condizione dalla C.P.C, di Enna nella seduta del 16 marzo 1993 con decisione n. 4843, prot. n. 2270 e n. 28 del 19 maggio 1993, riscontrata legittima dal CO.RE.CO. di Enna nella seduta del 10 giugno 1993, con decisione n. 8503, prot 488