Source: http://www.nadiaspallitta.it/interrogazione-piano-comunale-di-protezione-civile-e-misure-di-mitigazione-dei-rischi/
Timestamp: 2019-06-15 23:23:52+00:00
Document Index: 130982335

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 93', 'art. 94', 'art. 14', 'art. 80', 'art.3', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 108', 'art. 54', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 4']

Nadia Spallitta sindaco di Palermo – Interrogazione Piano comunale protezione civile e mitigazione rischi naturali e antropici
Interrogazione Piano comunale protezione civile e mitigazione rischi naturali e antropici
Apr 28, 2009Ufficio StampaInterrogazioni0
Si pubblica il testo della interrogazione presentata con il mio gruppo e avente ad oggetto il PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE E MISURE DI MITIGAZIONE DEI RISCHI NATURALI E ANTROPICI. La città di Palermo, infatti, è un comune ad alto rischio sismico sia per la massiccia presenza di edifici realizzati senza il rispetto della normativa antisismica o perché costruiti prima dell’entrata in vigore della stessa (basti pensare alla vastità del centro storico della città). Tra le tante cose, all’interno dell’interrogazione chiediamo se sia stato effettuato l’aggiornamento e la revisione del Piano Comunale di Protezione Civile, e se il Piano contenga tutti gli scenari di evento quali: rischio sismico e da tsunami associato, da alluvione, da esondazione e dissesti idrogeologici, da ondate di calore, da incidenti industriali e nubi tossiche, da incendi civili, boschivi e di interfaccia.
Oggetto: PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE E MISURE DI MITIGAZIONE DEI RISCHI NATURALI E ANTROPICI.
Il perdurare dell’attività sismica che nelle scorse settimane in Abruzzo, ed in particolare nella città dell’Aquila, ha creato tantissime vittime e danni, e i continui crolli anche di strutture che per il loro uso avrebbero dovuto garantire sicurezza, hanno generato un crescente allarme in molte famiglie italiane e, per quanto ci riguarda, anche di tante famiglie palermitane che continuano ad avanzare preoccupate richieste sulle condizioni di sicurezza degli edifici privati, delle strutture pubbliche di grande flusso, soprattutto le scuole, ponti ed ospedali della città di Palermo.
Inoltre, la città di Palermo è un comune ad alto rischio sismico sia per la massiccia presenza di edifici realizzati senza il rispetto della normativa antisismica o perché costruiti prima dell’entrata in vigore della stessa (basti pensare alla vastità del centro storico della città), sia per la massiccia presenza edifici di rilevanza strategica e di opere infrastrutturali, cioè che ospitano tante persone contemporaneamente come scuole, teatri, ospedali, caserme, ecc. che, in caso di eventi sismici, diventano fondamentali per l’attività di protezione civile e soccorso.
A rafforzare queste reali e recenti paure contribuisce la mancanza di garanzie per la salute e l’incolumità dovuta ai rischi che lo squilibrio anche di carattere ecologico sta determinando con effetti devastanti sull’ambiente e sull’assetto idrogeologico.
Praticare quindi una “politica del territorio” in una regione ed in un territorio cittadino come quelli siciliani vuol dire da un lato far fronte agli eventi calamitosi non prevedibili e dall’altro contrastare gli effetti distruttivi agiti dall’uomo attraverso una adeguata politica abitativa e l’utilizzo corretto del territorio. Basti pensare, infatti, agli allagamenti che in certi periodi dell’anno affliggono interi quartieri o assi viari e sottopassi, ma anche al continuo allarme e alle continue chiamate al centralino dei Vigili del Fuoco per gli effetti dell’edilizia pericolante dovuta soprattutto o al mantenimento di condizioni fatiscenti di alcune abitazioni del centro storico o alla mancata manutenzione ordinaria e straordinaria di alcuni edifici dei quartieri residenziali della città o ancora alla costruzione abusiva di abitazioni che non ha tenuto conto delle prescrizioni
Relativamente al Servizio Nazionale di Protezione Civile:
> La Legge 8 dicembre 1970, n. 996 “Norme sul soccorso e l’assistenza in caso di calamità. Protezione civile.” di cui fu relatore Giuseppe Zamberletti, è la prima legge che riporta nel titolo il termine “protezione civile” e che parla compiutamente dell’esigenza di garantire una attività generale di tutela della popolazione dai diversi tipi di rischio.
> Con la legge 24 febbraio 1992 n. 225 “Istituzione del servizio nazionale di protezione civile” viene istituito il Servizio Nazionale della Protezione Civile al fine di tutelare la integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi.
> Il Metodo Augustus rappresenta uno strumento di riferimento per la pianificazione nel campo delle emergenze utilizzato dalla Protezione Civile italiana, inquadrato dalla legge 225/92.
> Il Decreto Ministeriale del 28 maggio 1993, attuativo del D.Lgs. n. 504 del 30 dicembre 1992 individua tra i servizi indispensabili dei Comuni, la Protezione Civile.
> La Legge Regionale n. 14 del 31 agosto 1998 attua nel territorio siciliano norme statali in materia di protezione civile.
> La legge 9 novembre 2001 n. 401 ripristina il Dipartimento della Protezione Civile secondo la configurazione della legge 225/92 e indica in particolare come il Dipartimento, d’intesa con le Regioni, definisce in sede locale e sulla base dei piani di emergenza gli interventi e la struttura organizzativa necessaria per fronteggiare gli eventi calamitosi.
> La Legge 26 luglio 2005 n. 152 “Conversione del D.L. 31 maggio 2005 n. 90 “Disposizioni urgenti di protezione civile” sancisce il ritorno del principio del coordinamento delle attività di protezione civile del Presidente del Consiglio dei Ministri, nella sua formulazione originale voluta dalla Legge 225, che nel tempo era stato modificato a vantaggio di un ruolo di unico ministro delegabile da assegnarsi al Ministro dell’Interno (L. 401/01).
Relativamente alla normativa antisismica:
> La legge 2 febbraio 1974 n. 64 “Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche” stabilisce che in tutti i comuni della Repubblica italiana le costruzioni sia pubbliche che private devono essere realizzate in osservanza delle norme tecniche riguardanti i vari elementi costruttivi che saranno fissati con successivi decreti del Ministro per i lavori pubblici, di concerto con il Ministro per l’interno, sentito il consiglio superiore dei lavori pubblici.
> Con il Decreto Ministro dei Lavori Pubblici 24 gennaio 1986 “Nuove tecniche relative alle costruzioni antisismiche” vengono approvate le nuove norme tecniche che disciplinano tutte le costruzioni la cui sicurezza può interessare la pubblica incolumità, da realizzare in zone dichiarate sismiche ai sensi del secondo comma dell’art. 3 della legge 2-2-1974, n. 64.
> Il Decreto Legislativo n. 112 del 31 marzo 1998 stabilisce le funzioni conferite dallo Stato a Regioni ed Enti Locali. In particolare, l’art. 93, comma 1, lettera g), mantiene le funzioni allo Stato in materia di criteri generali per l’individuazione delle zone sismiche ed alle norme tecniche per le costruzioni nelle medesime zone, nonché l’art. 94, comma 2, lettera a), attribuisce alle Regioni funzioni in materia di individuazione delle zone sismiche, formazione e aggiornamento degli elenchi delle medesime.
> A seguito dei gravi eventi sismici che nel 2002 colpirono alcune Regioni italiane, provocando ingenti danni in numerose abitazioni ed edifici pubblici, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ravvisata la necessità di fronteggiare i danni conseguenti agli eventi sismici ed assicurare tempestivi ed urgenti interventi di protezione civile su tutto il territorio nazionale, emana, fra le altre, l’Ordinanza P.C.M. n. 3274 del 20 marzo 2003 “Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica” e ss. mm. e ii.”.
> L’Ordinanza 3274/2003 di fatto non è mai entrata in vigore perché già in origine prevedeva un periodo transitorio di 18 mesi in cui era possibile utilizzare le norme precedenti e, quindi, doveva entrare in vigore l’8 novembre 2004, ma fu prorogata più volte con vari Decreti ed Ordinanze. L’ultima proroga al 30 giugno 2010 dell’entrata in vigore delle “Nuove norme tecniche per le costruzioni”, approvate con Decreto 14 gennaio 2008 n.29 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stata inserita nella recente legge 27 febbraio 2009, n. 14 di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207.
> Solo la nuova versione del decreto legge sul Piano Casa, che nella versione messa a punto prima del terremoto del 6 aprile contenevano una norma di semplificazione delle autorizzazioni nelle zone sismiche, e che successivamente al sisma è stata corretta in maniera restrittiva, sbloccherà le norme tecniche antisismiche, per cui l’entrata in vigore delle norme sismiche è stata anticipata all’1 luglio 2009 anziché al 30 giugno 2010. Queste norme introdotte nel decreto legge contengono indirizzi e modalità per la verifica, il controllo e l’applicazione delle relative sanzioni in ordine all’osservanza delle norme per le costruzioni nelle fasi esecutive di realizzazione delle opere e, anche in considerazione delle peculiari caratteristiche del territorio italiano, prevedono l’adozione di criteri tecnici che garantiscano nella progettazione di edifici pubblici e privati e delle opere infrastrutturali il rispetto dei più elevati livelli di sicurezza sismica e statica, quali quelli assicurati dalle norme contenute nel decreto ministeriale 14 gennaio 2008.
> Con Delibera di Giunta Regionale n° 408/2003 e D.D.G. n° 003 del 15 gennaio 2004 viene avviata la campagna di acquisizione dati e verifiche di primo livello su opere strategiche e rilevanti. Censimento “livello O”. D.P.C.M. 21 ottobre 2003, e viene aggiornato l’elenco delle Zone Sismiche, introducendo l’obbligo della progettazione sismica anche per le costruzioni ricadenti nelle Zone 3 e 4in ottemperanza dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.
> La Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 febbraio 2005 emana le Linee Guida per l’individuazione sul territorio nazionale delle aree di emergenza per strutture di ricovero di protezione civile.
> Il Ministro della Salute nel luglio 2004 emana la Bozza delle Linee Guida con lo scopo di fornire strumenti alle Autorità Locali atti a preparare Piani di Sorveglianza e di Intervento per prevenire e contrastare danni alla salute della popolazione anziana causati da onde di calore attraverso un programma nazionale che prevede l’attivazione di sistemi di previsione e di allarme per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute (Heat Healt Watch Warning) nelle città italiane che, sulla base di previsioni meteorologiche, sono in grado di prevedere, fino a 72 ore di anticipo, il verificarsi di condizioni ambientali a rischio per la salute.
> Il Presidente della Regione Siciliana, con nota n. 1691 del 14.01.08 emana l’Ordinanza P.C.M. n. 3606/2007 –“Disposizioni urgenti di protezione civile dirette a fronteggiare lo stato di emergenza in atto nei territori delle regioni Lazio, Campania, Puglia, Calabria e della Regione Siciliana in relazione ad eventi calamitosi dovuti alla diffusione di incendi e fenomeni di combustione”, e, vista la complessità e la rilevanza della problematica, anche alla luce dei numerosi e gravi incendi e dei fenomeni di dissesto idrogeologico, rivolge un particolare invito ai Sindaci ed a tutte le strutture istituzionalmente interessate affinché assumessero ogni iniziativa volta alla sollecita realizzazione dei Piani di Emergenza di competenza al fine di assicurare la salvaguardia e l’assistenza alla popolazione in caso di evento calamitoso.
> Con nota n. 55760 del 20.11.2008 l’Assessore alla Presidenza e alla Protezione Civile della Regione Siciliana fornisce, anche a seguito degli Indirizzi Operativi emanati del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 27.10.08, prot. n. 255/2008, raccomandazioni ed indicazioni operative di protezione civile per la prevenzione, la mitigazione ed il contrasto delle situazioni di rischio idrogeologico ed idraulico che caratterizzano il territorio regionale, se al fine di favorire l’attuazione dei Piani per l’Assetto Idrogeologico (PAI).
> Ai sensi dell’art. 14 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e ss.mm. e ii., nonché ai fini della predisposizione del piano straordinario di messa in sicurezza antisismica di cui all’art. 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, la necessità di adeguamento sismico degli edifici e delle opere sarà tenuta in considerazione dalle Amministrazioni pubbliche nella redazione dei piani triennali ed annuali.
> Le vigenti disposizioni ed, in particolare, l’art.3 della legge 11 gennaio 1996, n. 23 attribuiscono agli Enti Locali l’onere della realizzazione, fornitura e manutenzione ordinaria e straordinaria, compresa la messa a norma ed in sicurezza, degli immobili adibiti all’uso scolastico con relative pertinenze ed impiantistica ed, in particolare, ai comuni con riferimento alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado ed alle province limitatamente a tutti gli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore ed ai convitti ed alle istituzioni educative statali.
> La legge 11 gennaio 1996, n. 23, ed in particolare l’art. 4 che, riservando l’attività programmatoria in materia di edilizia scolastica alle regioni, ha previsto, al riguardo, l’assegnazione di finanziamenti aggiuntivi dello Stato ai competenti enti locali attraverso l’attuazione di piani triennali regionali, formulati sulla base delle richieste avanzate dagli enti medesimi, prioritariamente destinati alla messa in sicurezza delle scuole, l’ultimo dei quali, tuttora in corso, interamente dedicato a tale finalità ed integralmente compartecipato con le amministrazioni territoriali interessate.
> Nell’ambito del programma di infrastrutture strategiche di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, possono essere ricompresi gli interventi straordinari di ricostruzione delle aree danneggiate da eventi calamitosi ed e’ inserito un piano straordinario di messa in
sicurezza degli edifici scolastici con particolare riguardo a quelli che insistono sul territorio delle zone soggette a rischio sismico.
> Con Provvedimento del 28 gennaio 2009 viene stipulata l’Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni, le province autonome di Trento e Bolzano, le Autonomie Locali sugli “indirizzi per prevenire e fronteggiare eventuali situazioni di rischio connesse alla vulnerabilità di elementi anche non strutturali negli edifici scolastici”.
> Con Delibera di Giunta Comunale n. 97 del 04/06/2001 è stato approvato il Piano Comunale di Protezione Civile della città di Palermo.
> Il sig. Sindaco di Palermo, nella qualità di Commissario delegato per l’emergenza sismica del 06.09.2002, al fine di dare esecuzione all’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3250 dell’8 novembre 2002, con Avviso del Coordinamento attività connesse all’emergenza sismica, pubblicato in data 23 marzo 2003, invita i soggetti che hanno subito danni gravi e significativi alle strutture di loro proprietà situati nel Comune di Palermo e che sono interessati al ripristino in condizioni di sicurezza ed alla riduzione del rischio sismico dei predetti immobili, di inoltrare domanda di contributo all’Amministrazione Comunale.
> Con Deliberazione n. 169 del 24.05.2004 la Giunta Comunale prende atto della cartografia che ha identificato gli edifici altamente degradati del centro storico della città di Palermo.
> Con Deliberazione n. 614 del 29.12.2005 la Giunta Comunale approva la proposta di deliberazione da sottoporre al Consiglio Comunale avente per oggetto “Regolamento concernente l’istituzione del Documento Identificativo Efficienza del Fabbricato (D.I.E.F.), per nuove costruzioni e per vecchie costruzioni.
> Con Deliberazione n. 283 del 23.12.2008 la Giunta Comunale prende atto dell’aggiornamento della mappatura delle unità edilizie degradate e/o pericolanti del centro storico della Città come ambito prioritario d’intervento.
> Il Piano di Protezione Civile rappresenta uno strumento importante di prevenzione e le sue valenze di tipo conoscitivo e di individuazione ed organizzazione di procedure di intervento sono finalizzate alla mitigazione del rischio.
> Il Piano costituisce altresì uno strumento di supporto per la riorganizzazione del territorio sotto il profilo urbanistico, normativo, della realizzazione di interventi strutturali mirati alla mitigazione dei rischi.
> Il Piano di Protezione Civile è uno strumento indispensabile per fronteggiare le emergenze; in particolare, sulla base di scenari di riferimento, vengono individuate le diverse strategie finalizzate a ridurre il danno ovvero al superamento dell’emergenza.
> L’efficacia di un Piano di Protezione Civile deve essere testata mediante esercitazioni precedute da attività di formazione dei soggetti coinvolti dal Piano e d’informazione ai cittadini.
> La pianificazione dell’organizzazione è essenziale per dare efficacia ai contenuti del Piano di Protezione Civile Comunale: l’efficacia del Piano, oltre ad essere condizionata dal livello di efficienza di organizzazione interna comunale, è funzione del livello di efficienza di tutti i soggetti coinvolti nella macchina dell’emergenza poiché l’inefficienza di uno qualunque dei diversi livelli operativi coinvolti può comportare il fallimento del Piano stesso.
> Le azioni di intervento, che debbono scattare in prossimità e al manifestarsi dell’evento, vanno adeguatamente pianificate nell’ambito dei Piani di Emergenza, soprattutto per quanto riguarda le risorse di uomini e mezzi che possono essere utilizzate fino ad arrivare alla definizione di un “modello di intervento”.
> Il Sindaco, quale autorità di protezione civile a livello comunale, avvalendosi del Centro Operativo Comunale (C.O.C.), fissa le linee operative ed individua nelle funzioni di supporto lo strumento per il coordinamento degli interventi.
> La redazione dei Piani di Emergenza per le aree a rischio idrogeologico è prescritta dal cosiddetto Decreto Sarno (D.L.n. 180/98 e ss.mm.e ii. “…gli organi di protezione civile… provvedono a predisporre per la aree a rischio idrogeologico, con priorità assegnata a quelle in cui la maggiore vulnerabilità del territorio si lega a maggiori pericoli per le persone, le cose e il patrimonio ambientale, piani urgenti di emergenza contenenti le misure per la salvaguardia dell’incolumità delle popolazioni interessate, compreso il preallertamento, l’allarme e la messa in salvo preventiva.
Al Sig. Sindaco, nella qualità di autorità locale di protezione civile ai sensi dell’art. 15 comma 3 della Legge n. 225/92, dell’art. 108 del Codice Civile , del D.Lgs. n. 112/98 e ai sensi dell’art. 54 del T.U. della legge sull’Ordinamento degli Enti locali n. 267/2000:
> Se sia stato effettuato l’aggiornamento e la revisione del Piano Comunale di Protezione Civile, e se il Piano contenga tutti gli scenari di evento quali: rischio sismico e da tsunami associato, da alluvione, da esondazione e dissesti idrogeologici, da ondate di calore, da incidenti industriali e nubi tossiche, da incendi civili, boschivi e di interfaccia;
> Se siano state definite le procedure di allertamento da seguire in situazioni di allerta e di emergenza.
> Se e dove siano state previste nel territorio, ai fini di protezione civile, aree di emergenza idonee alle principali esigenze di sicurezza, soccorso e alloggio nelle diverse fasi di intervento e di soccorso alla popolazione colpita da eventi calamitosi, quali:
* Le aree di attesa, nelle quali accogliere la popolazione prima della fase parossistica dell’evento o nell’immediato post-evento;
* Le aree di ammassamento, nelle quali convogliare i soccorritori, le risorse ed i mezzi di soccorso della popolazione;
* Le aree di ricovero, nelle quali installare i primi insediamenti abitativi e le strutture di accoglienza per la popolazione colpita, da intendere, in senso lato, alberghi, abitazioni private, ovvero aree in cui pianificare l’allestimento delle opere di urbanizzazione e la successiva disposizione di moduli abitativi di soccorso, finalizzati al ricovero della popolazione evacuata dalle abitazioni colpite e non più agibili.
> Se le Aree di Ricovero identificate nel Piano soddisfino i principali requisiti previsti dalle direttive del Dipartimento di Protezione Civile ovvero:
* Siano possibilmente in zone pianeggianti;
* Siano al di fuori di aree alluvionali o in frana e non sottostanti ad ammassi rocciosi;
* Siano nelle vicinanze o a ridosso di vie di comunicazione e dotate di vie di accesso;
* Abbiano dimensioni sufficientemente ampie e misure certe;
* Siano provviste di opere di drenaggio;
* Abbiano allacci con la rete elettrica, idrica e fognaria;
* Siano dotate di impianto di illuminazione notturna;
* Siano lontane dagli elettrodotti aerei;
* Abbiano aree adiacenti, quali parcheggi, idonee all’eventuale ampliamento della tendopoli o per essere adibite ad altre attività dell’organizzazione dei soccorsi.
> Se e dove siano state apposte, in maniera visibile e facilmente individuabile, tutte le indicazioni e la segnaletica necessarie (Vie di Fuga) per raggiungere le aree di emergenza nelle diverse fasi di intervento e di soccorso alla popolazione.
> Se sia stata effettuata l’indagine conoscitiva e lo studio delle condizioni dei siti in cui insediare l’area di ricovero per moduli abitativi di protezione civile, e se l’eventuale l’indagine sia stata effettuata tenendo conto delle aree potenzialmente disponibili nel territorio, dell’analisi delle condizioni funzionali, igienico-ambientali, geologiche, morfologiche, idrologiche, climatiche ed urbanistiche.
> Se e dove sia stata istituita la nuova sede del Centro Operativo Comunale (C.O.C.), se la stessa sede sia stata resa operativa H 24 e messa in contatto con le sale operative provinciale e regionale e con la Prefettura.
> Se l’edificio individuato come sede del C.O.C. abbia i seguenti requisiti:
* struttura antisismica e non vulnerabile a qualsiasi tipo di rischio;
* piazzale per il parcheggio e la manovra di mezzi di varie dimensioni;
* facile accesso.
> Se l’edificio individuato come sede del C.O.C. sia dotato delle seguenti aree:
* Una sala operativa;
* Una sala per le funzioni di supporto;
* Una sala per il volontariato;
* Una sala telecomunicazioni;
* Una sala decisioni Ce. Si..
> In quali occasioni, ai fini dell’attività di protezione civile, dal 2002 ad oggi è stato attivato il C.O.C..
> Quali siano le Componenti e le Strutture Operative di Protezione Civile comunale – ed i relativi Responsabili nominativi ed i loro sostituti – che intervengono in emergenza al momento dell’attivazione del C.O.C..
> Se e fra quali Settori dell’Amministrazione e/o con altri Enti sono stati stipulati protocolli d’intesa, sulla base di un quadro di riferimento metodologico omogeneo e di modelli di interventi predefiniti, al fine di offrire risposte integrate e calibrate sulle esigenze specifiche delle singole realtà ed una più efficace e tempestiva assistenza alla popolazione in caso di eventi calamitosi connessi alle varie tipologie di rischio.
> Se sia stata predisposta l’organizzazione di periodiche riunioni operative con i responsabili sia dell’Amministrazione Comunale sia di altri Enti che di altre strutture coinvolte in azioni di protezione civile al fine di verificare i modelli d’intervento e l’effettiva operatività della pianificazione speditiva.
> Se siano mai state aggiornate le Procedure Operative del Piano per ognuno degli “scenari di evento” calamitoso.
> Se il Piano sia mai stato testato tramite periodiche Esercitazioni per verificarne l’efficacia;
> Quante Esercitazioni di Protezione Civile e di che tipo siano state effettuate con particolare riferimento alle “Esercitazioni per posti di comando e controllo” che coinvolgono unicamente gli organi direttivi e le reti di comunicazione, alle “Esercitazioni operative” (con o senza preavviso) che coinvolgono solo le strutture operative con l’obiettivo specifico di testarne la reattività, o l’uso dei mezzi e delle attrezzature tecniche d’intervento, alle “Esercitazioni dimostrative” (con o senza preavviso) che comportano movimenti di uomini e mezzi, alle “Esercitazioni miste” che coinvolgono uomini e mezzi di Amministrazioni ed enti diversi.
> Quali e quanto Campagne di Informazione ai Cittadini siano state realizzate per la diffusione dei contenuti del piano con particolare riferimento a:
* caratteristiche scientifiche essenziali di base dei rischi che insistono sul proprio territorio e a cui sono esposti;
* l’indicazione dei siti e delle aree a rischio;
* come comportarsi, prima, durante e dopo l’evento calamitoso;
* con quale mezzo ed in quale modo verranno diffusi informazioni ed allarmi;
* l’ubicazione delle aree di protezione civile di emergenza e dei percorsi in sicurezza;
* il programma delle esercitazioni di Protezione Civile;
* l’indicazione delle organizzazioni di volontariato esistenti in loco;
* i compiti del Sindaco.
> Se il Piano sia stato oggetto di verifica tecnico-organizzativa secondo il Modello di L. Thedore, J.P. Reynolds, F.B. Taylor ovvero se risponde alle seguenti 10 domande:
1) Il Piano copre tutte le emergenze che si possono realisticamente verificare o solo quelle che, per motivi di opportunità, sono state considerate “possibili” dai redattori del Piano?
2) Il Piano è mai stato “rodato” da una esercitazione seria e cioè improvvisa o il tutto si è risolto in uno show realizzato ad uso dei mass-media?
3) Il Piano è conosciuto dalla popolazione, da tutti i funzionari che saranno coinvolti, dai mass-media, o serve solo a riempire il fondo di qualche cassetto?
4) E’ previsto nel Piano un Responsabile ufficiale dell’informazione, oppure, durante l’emergenza, ogni funzionario si sentirà autorizzato a dire la sua?
5) Il Piano si basa su strutture e mezzi che già esistono o si basa su strutture e mezzi che ”si prevede che”, “saranno” o “dovranno”?
6) Il Piano indica chiaramente chi comanda (e su chi) durante la gestione dell’emergenza, o rimanda ad ineffabili “coordinamenti”?
7) Il Piano prevede una catena di comando in caso di indisponibilità del Responsabile?
8) Esiste qualche autorità pubblica che ha ritenuto valido il piano di emergenza e che quindi pagherà di persona qualora il piano approvato si rivelasse inefficace?
9) Il Piano è stato accettato (e quindi controfirmato) dai Responsabili delle strutture operative che dovranno intervenire durante l’emergenza, oppure essi si riterranno svincolati da ogni impegno durante una vera emergenza?
10) Da quanto tempo il Piano è stato aggiornato?
> Quali attività ed interventi di pianificazione territoriale, in un’ottica di prevenzione, sono stati posti in essere dall’Amministrazione Comunale dal 2002 ad oggi a salvaguardia della pubblica incolumità, e con quali modalità, tempi risorse umane e strumentali viene predisposta ed effettuata l’attività di monitoraggio del territorio comunale e la sorveglianza diretta dei punti e delle situazioni ritenute particolarmente a rischio.
> Se siano state predisposte “Mappe di Inondazione” per la fascia costiera dell’intero territorio comunale esposta al Rischio Tsunami associabile ad eventi sismici con epicentro in mare.
> Relativamente all’elevato numero di immobili in evidente degrado edilizio e strutturale presenti nel territorio cittadino, concentrati soprattutto nel centro storico della Città:
* Se sia stata realizzata la mappatura delle unità edilizie degradate e/o pericolanti della città di Palermo, compreso il centro storico;
* I motivi ostativi e/o le scelte dell’Amministrazione che non hanno consentito l’approvazione del Regolamento concernete l’istituzione del Documento identificativo efficienza del fabbricato, di cui alla Delibera di Giunta Comunale n. 614 del 29.12.2005;
* Come abbia proceduto l’Amministrazione, in un’ottica di prevenzione e ai fini della salvaguardia della pubblica incolumità della popolazione, nel monitoraggio e controllo degli edifici pericolanti della città, soprattutto per gli edifici del centro storico della città, in evidente degrado strutturale ed edilizio;
* Dal 2002 ad oggi, per l’intero territorio cittadino, quante Ordinanze Sindacali di sgombero e Diffide e i loro consequenziali atti amministrativi quali notifiche, inadempienze, atti ingiuntivi siano state emesse dall’Amministrazione per l’eliminazione del pericolo a salvaguardia dell’incolumità dei cittadini, e quante di esse si sia ottemperato;
* Dal 2002 ad oggi, per il centro storico della Città, quante Ordinanze Sindacali di sgombero e Diffide e i loro consequenziali atti amministrativi quali notifiche, inadempienze, eventuali atti ingiuntivi sono state emesse dall’Amministrazione per l’eliminazione del pericolo a salvaguardia dell’incolumità dei cittadini, e quante di esse si sia ottemperato;
* Quante famiglie o singoli cittadini siano stati ospitati negli alberghi in seguito ad Ordinanze di sgombero dal 2002 ad oggi;
* Quali procedure amministrative vengono attivate al momento del ricovero presso alberghi;
* Elenco degli alberghi convenzionati con il Comune di Palermo per il ricovero di nuclei familiari o di singoli cittadini;
* Criteri, modalità e costi di convenzione per il ricovero;
* In caso di Ordinanze di sgombero a carico di apolidi, profughi, richiedenti asilo politico e rifugiati, presenti sul territorio comunale e stranieri muniti di regolare permesso di soggiorno, quali procedure vengano adottate.
> In seguito al sisma del 6 settembre 2002, relativamente all’elevato numero di immobili in evidente degrado edilizio e strutturale presenti nel territorio cittadino, concentrati soprattutto nel centro storico della Città:
* Se sia stata realizzata la mappatura delle unità edilizie pericolanti della città di Palermo;
* Se sia stato redatto uno studio di “Microzonazione Sismica” per accertare la Risposta Sismica Locale dell’intero territorio comunale ed evidenziare gli “Effetti di Sito”;
* Se esiste e/o è stato aggiornato il piano di emergenza sul rischio sismico particolareggiato per il centro storico della Città;
* Da quali Settori dell’Amministrazione e quali azioni siano state poste in essere per fronteggiare le richieste urgenti da parte della popolazione per la verifica tecnica degli edifici di proprietà che hanno subito danni gravi e significativi, causati dal sisma;
* Quanti sopralluoghi di verifica strutturale e di stabilità degli edifici colpiti dal sisma siano stati effettuai;
* Quante istanze da parte dei proprietari degli immobili danneggiati per accedere ai contributi siano state presentate;
* Quante istanze presentate dai proprietari degli immobili siano state evase;
* Se e quanti sopralluoghi per verificare l’effettiva esecuzione dei lavori da parte dei cittadini beneficiari dei contributi siano state predisposte ed effettuate dall’Amministrazione;
* L’elenco degli edifici scolastici di giurisdizione comunale sottoposte a verifica antisismica ed eventuale piano di messa in sicurezza degli stessi;
> Relativamente ai lavori effettuati dall’Amministrazione Comunale per la messa in sicurezza degli immobili in evidente degrado edilizio e strutturale dovuto sia ai danni causati dal sisma del 2002 sia dalla mancata manutenzione ordinaria e straordinaria da parte dei proprietari, presenti su tutto il territorio cittadino:
* Se e quanti interventi di somma urgenza per evitare l’aggravamento dei danni alle strutture e per eliminare i pericoli per la salvaguardia della pubblica incolumità sono stati effettuati dal 2002 ad oggi da ditte incaricate dal Comune di Palermo;
* Dal 2002 ad oggi, da quali Settori dell’Amministrazione sono stati predisposti e svolti tutti i procedimenti amministrativi per l’affidamento degli appalti e con quali modalità sono stati affidati gli appalti alle ditte esecutrici dei lavori in danno;
* Dal 2002 ad oggi, quali sono le ditte destinatarie degli appalti per lavori in danno;
* Dal 2002 ad oggi, quanti procedimenti per recupero somme di lavori in danno, relativi ad Ordinanze di Sgombero e Diffide, sono state avviate;
* Quanti eventuali contenziosi sono stati attivati dai proprietari degli immobili destinatari di procedimenti avviati dall’Amministrazione per recupero somme di opere in danno.
> Relativamente al rilascio delle concessioni e autorizzazioni in sanatoria o per la realizzazione di nuove costruzioni in zone soggette al rischio sismico, al fine di pianificare una efficace politica di prevenzione del territorio dai rischi sismici ed idrologici:
* Quali Settori dell’Amministrazione, secondo quali criteri e quanti accertamenti siano stati effettuati dal 2003 ad oggi, in raccordo con gli Uffici del Genio Civile e secondo le modalità previste dalla normativa vigente, verso costruzioni e sulle trasformazioni tipo sopraelevazioni, ampliamenti, modifiche strutturali, riparazioni con lo scopo di verificarne la conformità alle prescrizioni urbanistiche ed edilizie in ragione della loro rilevanza ai fini della sicurezza;
* Quante strutture siano state riscontrate non agibili;
* In caso di accertamento di violazione delle norme prescritte, quali azioni vengono poste in essere per attivare il procedimento sanzionatorio.
> Relativamente all’entrata in vigore del decreto legge sul Piano Casa, considerato che in Sicilia sono stati presentati alcuni disegni di legge che, in controtendenza con gli orientamenti post-terremoto e all’impegno istituzionale per la tutela della sicurezza, non escludono deroghe a regolamenti comunali e strumenti urbanistici:
* Come intende agire l’Amministrazione Comunale relativamente alle proprie competenze in materia di programmazione e pianificazione urbanistica, concessioni ed autorizzazioni edilizie, controlli del rispetto e della giusta applicazione delle prescrizioni urbanistiche ed edilizie in ragione della loro rilevanza ai fini della salvaguardia dell’incolumità dei cittadini.
> Relativamente al D.P.C.M. 21 ottobre 2003 “Disposizioni attuative dell’art. 2, commi 2, 3 e 4, dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, recante Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica” e ss.mm. e ii.:
* Quali procedure e quali modalità siano state attivate da questa Amministrazione Comunale e quali Settori/Servizi sono stati coinvolti per il censimento degli edifici rilevanti e di interesse strategico e delle infrastrutture, fondamentali per le finalità di protezione civile in occasione di eventi sismici;
* Quanti e quali strutture strategiche e rilevanti del territorio, individuate ai sensi del D.D.G. n° 3 del 15/01/2004, siano state censite;
* Quante verifiche tecniche e strutturali di adeguatezza sismica delle strutture strategiche e rilevanti del territorio siano state effettuate;
* Fra le strutture strategiche e rilevanti del territorio censite e sottoposte a verifica tecnica e strutturale, quanti e quali siano risultati non progettati e/o costruiti a norma sismica, e/o risultati non agibili parzialmente o totalmente;
* Quali strutture strategiche e rilevanti del territorio siano risultate necessarie di “messa in sicurezza”;
* Quali interventi l’Amministrazione abbia posto in essere per la verifica e la riparazione e/o ricostruzione degli edifici danneggiati dall’evento sismico;
* Quali azioni siano state poste in essere dall’Amministrazione Comunale per la eventuale messa in sicurezza delle strutture risultate non idonee, ed in particolare per la messa in sicurezza degli edifici scolastici;
* Quanti fondi regionali siano stati destinati per le verifiche strutturali degli edifici;
* In un ottica di prevenzione e di salvaguardia dell’incolumità dei cittadini, quali opere siano state inserite prioritariamente nel piano dei finanziamenti regionali;
* Quanti fondi statali siano stati richiesti per la eventuale messa in sicurezza degli edifici;
* Se sia stata predisposta, in via preventiva, la mappatura degli edifici a rischio sismico del centro storico di Palermo sotto tutela della Soprintendenza;
* In caso di gestione dell’emergenza, come intenda intervenire l’Amministrazione nella salvaguardia del patrimonio artistico e culturale della città sotto tutela della Soprintendenza.
> Relativamente alla normativa vigente in materia di protezione civile, e facendo rifermento alla Direttiva P.C.M. 27.02.04 “Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idraulico e idrogeologico ai fini di protezione civile”, al DPC anno 2007 “Manuale operativo per la predisposizione di un piano comunale o intercomunale di protezione civile”, al DRPC anno 2008 “Linee guida per la predisposizione del piano comunale di emergenza idrogeologica”, alla Direttiva Presidenziale del 14 gennaio 2008 “Attività comunali e intercomunali di protezione civile – Impiego del volontariato – Indirizzi regionali” ed alla più recente nota n. 55760 del 20.11.2008, nonché al cosiddetto Decreto Sarno (D.Lv. n. 180/98 e ss.mm.ii) ed al Piano per l’Assetto Idrogeologico:
* Se siano stati effettuati la ricognizione ed il censimento di costruzioni e manufatti realizzati in aree del territorio comunale classificate a Rischio R3 (elevato) e R4 (molto elevato) o a Pericolosità P3 (elevata) e P4 (molto elevata) in contrasto con le vigenti norme e cioè strade o costruzioni e manufatti realizzati irregolarmente in aree in dissesto geomorfologico ovvero in aree di esondazione dei corsi d’acqua, e se si è proceduto tempestivamente nelle segnalazioni alle autorità competenti per l’avvio dei procedimenti sanzionatori e di rimozione delle opere al fine di ridurre i rischi connessi;
* Se e quali azioni sono state poste in essere al fine di adeguare l’attuale assetto territoriale, nonché lo sviluppo urbanistico futuro alle prescrizioni dei Piano per l’Assetto Idrogeologico ponendo particolare attenzione alle costruzioni e ai manufatti ricadenti nelle aree a Rischio e Pericolosità “Elevata” o “Molto Elevata”, proibendone la realizzazione in armonia con le indicazioni dei PAI ovvero favorendone la delocalizzazione.
* Se è stato avviato e realizzato un programma, con finalità esemplificative e dimostrative, per la mitigazione del rischio dei corsi d’acqua comprendente varie azioni sia strutturali, di pulizia dei corsi d’acqua e rimozione delle ostruzioni, sia non strutturali, quali azioni di sensibilizzazione ed informazione dei cittadini.
* Se è stato attuata l’esecuzione degli interventi di competenza di manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere idrauliche e corsi d’acqua finalizzati alla facilitazione del deflusso delle acque superficiali, specie quelle di prima pioggia e quelle relative a fenomeni di piogge intense e prolungate (pulizia di caditoie, canali e condotte di acque bianche, rimozione dei rifiuti e della vegetazione infestante che limitano la funzionalità dei corsi d’acqua in particolar modo in corrispondenza di strutture di attraversamento, ecc), nonché la realizzazione degli ulteriori interventi da porre in essere per la salvaguardia della pubblica e privata incolumità.
* Relativamente ai piani per la mitigazione del rischio nell’area afferente il Canale Boccadifalco e del rischio nell’area afferente il Canale Passo di Rigano, quali attività sono state realizzate per la loro attuazione.
> Relativamente all’Ordinanza P.C.M. n. 3606/2007 –“Disposizioni urgenti di protezione civile dirette a fronteggiare lo stato di emergenza in atto nei territori delle regioni Lazio, Campania, Puglia, Calabria e della regione Siciliana in relazione ad eventi calamitosi dovuti alla diffusione di incendi e fenomeni di combustione”:
* Se, sulla base delle “Linee Guida relative al rischio incendi d’interfaccia”, nonché alle “Procedure di gestione del sistema di allerta regionale”, sia stato predisposto il Piano Comunale di Emergenza Incendi e come si intenda attuare lo stesso, tenendo conto prioritariamente delle strutture maggiormente esposte al rischio di incendi di interfaccia.
* Se sia stata sviluppata ogni possibile attività di prevenzione degli incendi di interfaccia ed, in particolare, se all’interno dell’Amministrazione Comunale sia stato individuato un funzionario responsabile che, avvalendosi del contributo del volontariato comunale, adeguatamente formato ed addestrato, metta in campo tutte le necessarie azioni per affrontare l’emergenza incendi, in raccordo con tutti gli altri Enti competenti in materia, nonché l’Ufficio Territoriale di Governo e il Servizio Sanitario.
* Se siano state emesse le specifiche ordinanze di pulizia dei terreni e dei cigli stradali dalla vegetazione a rischio di incendio.
> Relativamente al Rischio Industriale, e con particolare riferimento al Decreto Legislativo 17 agosto 1999 n. 334 e ss. mm. ii. di recepimento della Direttiva 96/82/CE (Seveso) relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose:
* Quanti, quali e dove siano insediati gli impianti classificati, ai sensi della citata norma, a “Rischio di Incidente Rilevante” (artt. 6 e 8) ricadenti nel territorio del Comune;
* Quali e quanti siano i cittadini esposti ad ogni tipologia di Incidente industriale (nube tossica, esplosione ecc.) connessa ai suddetti impianti;
* Se il Sindaco abbia ottemperato all’obbligo di informazione ai cittadini ai sensi dell’art. 22 del D.Lvo n. 334/99 e ss.mm.ii, sui rischi cui sono esposti e sulle misure di sicurezza adottate;
* Se e quali iniziative di Comunicazione ed Informazione ai cittadini esposti al rischio di incidente rilevante siano state intraprese a tal fine e con quali risultati e modalità;
* Se sia stata verificata la corretta ricezione, da parte dei cittadini, dei messaggi contenuti nelle campagne di informazione, quali, ad esempio, la capacità di acquisire i comportamenti da attuare in emergenza;
* Se, ai sensi dell’art. 4 del Decreto del Ministero LL.PP. 9/5/2001, negli strumenti di pianificazione urbanistica sia stato inserito “l’Elaborato Tecnico RIR” relativo al controllo dell’urbanizzazione.
> Relativamente al Sistema di allarme per le ondate di calore :
* Quali siano i Settori dell’Amministrazione coinvolti nella progettazione e nella gestione di un programma di prevenzione degli effetti delle ondate di calore e se siano stati stipulati protocolli d’intesa operativi con altri Enti;
* Quali misure e quali azioni organizzative, informative e divulgative siano state messe a punto dal 2004 al 2008 per l’attuazione del Sistema di allarme per le ondate di calore volte alla sorveglianza, previsione ed allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute della popolazione, e quali procedure intenda adottare l’Amministrazione Comunale per affrontare la gestione “emergenza calore” della prossima estate.
> Relativamente all’attivazione, nell’ambito del programma delle infrastrutture strategiche, formulato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, di un Piano straordinario di messa in atto di interventi di verifica dell’esistenza di eventuali situazioni di pericolo all’interno degli edifici scolastici, a tutela della pubblica incolumità, la loro messa in sicurezza con particolare riguardo agli edifici scolastici esistenti nelle zone a rischio sismico, e per poter beneficiare dell’assegnazione di finanziamenti aggiuntivi dello Stato:
* Se si sia proceduto con immediatezza, nei tempi e con le modalità prescritte dalla sopra citata Intesa, ad interventi di verifica delle condizioni di vulnerabilità di elementi non strutturali e di impianti, al fine di provvedere tempestivamente alla relativa eventuale riattazione (ad esempio, attraverso l’eliminazione dei controsoffitti pesanti o la sostituzione degli stessi con controsoffitti leggeri e pertanto non pericolosi in caso di caduta);
* Quali criteri siano stati utilizzati per le verifiche;
* Quante strutture scolastiche siano state sottoposto a controllo;
* Fra quelli sottoposti a verifica, quanti edifici scolastici presentano situazioni di pericolo, se siano stati costruiti secondo la normativa antisismica, se siano in possesso dei necessari nulla osta di agibilità, specialmente per strutture private riadattate a scuole, se siano in possesso della certificazione ambientale, se siano state applicate le norme volte alla eliminazione delle barriere architettoniche, se siano rispettati gli obblighi imposti dal D.Lgs. 626/94 e ss.mm.e ii..
* Quali provvedimenti abbia adottato e intenda adottare l’Amministrazione per la messa in sicurezza degli edifici scolastici risultati non a norma.
> Relativamente alla recente O.P.C.M. 3734/2009 “Primi interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eventi atmosferici che hanno colpito il territorio nazionale nei mesi di novembre e dicembre 2008” e all’Ordinanza n. 2 del 02.02.2009 della Presidenza della Regione Siciliana – Commissario Delegato, se siano stati riscontrati da codesta Amministrazione danni conseguenti agli eventi atmosferici di cui sopra e se siano state predisposte dal competente Servizio, entro il 16 febbraio u.s., le apposite schede contenenti una stima dei danni subiti e delle spese sostenute nel periodo indicato dall’Ordinanza, predisposte dal Dipartimento Regionale di Protezione Civile, al fine di consentire allo stesso, quale soggetto attuatore, di avviare correttamente le procedure connesse all’attuazione dell’ordinanza in oggetto.
> Considerato l’importante compito del Servizio Protezione Civile nella pianificazione delle emergenze e nell’attività di salvaguardia e tutela della pubblica incolumità cittadina, quali siano le somme impegnate per il Servizio Protezione Civile ed Edilizia Pericolante per l’impinguamento dei capitoli relativi al Bilancio degli anni 2006, 2007, 2008 2009 da utilizzare per:
* Spese per la gestione e la formazione del personale;
* Spese di funzionamento, acquisti di servizi, beni e forniture;
* Interventi di previsione e prevenzione delle emergenze di protezione civile in favore della popolazione palermitana tramite anche di convenzioni con organizzazioni di volontariato”;
* Formazione, aggiornamento e prestazioni del volontariato di protezione civile
* Attività di studio e ricerca concernenti la previsione dei rischi presenti sul territorio anche con la consulenza di professionisti esterni all’Amministrazione;
* Campagne di informazione e formazione della popolazione e attività di promozione della cultura di protezione civile.
> Quali azioni siano state programmate per la promozione e diffusione della cultura della protezione civile intesa sia come cultura del territorio, conoscenza e rispetto della natura, sensibilità e cura per l’ambiente, tutela del paesaggio e della salute, sia come capacità di affrontare un evento calamitoso e di emergenza attraverso dimostrazioni pratiche, suggerimenti, simulazioni e diffusione di norme comportamentali di autoprotezione;
> Se sia stato creato un sito internet dedicato alla protezione civile comunale per consentire ad ogni cittadino l’accesso ad ogni tipo di informazione nazionale e locale che riguardi la protezione civile e fornire in tempo reale e con tempestività le informazioni su eventi atmosferici di routine o di preallerta quali alluvioni, terremoti, incendi, incidenti, ecc..
> Se sia stato istituito un numero verde attivo 24 ore su 24 e gestito da operatori del Servizio Protezione Civile per fornire o ricevere reclami, informazioni, suggerimenti, ecc.