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Timestamp: 2020-08-05 02:36:06+00:00
Document Index: 8021916

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 583', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

PPT - giurisprudenza | 07 Febbraio 2018
Valida la notifica a mezzo PEC in «copia unica» al difensore domiciliatario
Nell’ipotesi in cui la notificazione dell’avviso di deposito di un provvedimento sia effettuata al difensore a mezzo PEC, non è necessario che la stessa notificazione sia, altresì, inviata all’imputato che ha eletto domicilio presso il medesimo difensore, essendo la notificazione giunta in «copia unica» sufficiente a garantire all’imputato la conoscenza del provvedimento.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 5488/18; depositata il 6 febbraio)
PPT - giurisprudenza | 17 Gennaio 2018
Dopo aver depositato il ricorso per cassazione, il ricorrente ha presentato successiva memoria pervenuta in cancelleria della Suprema Corte a mezzo PEC. Inevitabile l’inammissibilità della memoria in quanto nel processo penale non valgono le stesse regole civili per il deposito telematico.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 1568/18; depositata il 16 gennaio)
Negata la rimessione in termini richiesta dal ricorrente, il quale lamenta la mancanza di prova circa l’avvenuta consegna telematica dell’atto di fissazione dell’udienza d’appello. Secondo la Suprema Corte non vi sono dubbi sulla certezza legale della notifica a mezzo PEC che distingue la posta certifica dalle altre poste elettroniche.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 1817/18; depositata il 16 gennaio)
PPT - giurisprudenza | 22 Dicembre 2017
Notifica PEC al difensore: se c’è pregresso rifiuto di accettazione degli atti dell’assistito, la citazione è nulla
La notifica del decreto di citazione in appello, effettuata a mezzo PEC, verso il difensore fiduciario che abbia già dichiarato di non voler accettare atti per conto del suo assistito è nulla ed insanabile ove l’imputato sia rimasto contumace in giudizio.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 57105/17, depositata il 21 dicembre)
PPT - giurisprudenza | 19 Dicembre 2017
Ammesse le istanze di rinvio a mezzo PEC: è onere del difensore verificare il ricevimento della richiesta
La richiesta di rinvio dell’udienza per legittimo impedimento del difensore inviata a mezzo fax è irregolare, ma non inammissibile. Secondo la Cassazione detto principio è ulteriormente applicabile per le comunicazioni a mezzo PEC, che diversamente dalle prime, sono ulteriormente incerte circa l’effettiva possibilità che la comunicazione sia tempestivamente letta dal destinatario per poter essere portata a conoscenza del Giudice.
(Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 56392/17; depositata il 18 dicembre)
PPT - giurisprudenza | 28 Settembre 2017
Notificazioni a mezzo PEC: è sufficiente l’invio al destinatario
Per il perfezionamento della notifica a mezzo PEC è sufficiente la verifica dell’accettazione del sistema informatico e della ricezione del messaggio di conferma. Non occorre, invece, che si proceda ad ulteriori controlli finalizzati ad appurare se il messaggio sia stato effettivamente visualizzato.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 44630/17; depositata il 27 settembre)
PPT - giurisprudenza | 26 Settembre 2017
Comunicazioni via mail tra uffici giudiziari (e l’indagato è “salvo”)
Nei casi di urgenza, anche relativamente a provvedimenti indicidenti sulla libertà personale, il PM può trasmettere il fascicolo in via informatica al Tribunale del riesame dovendo però rispettare le formalità di cui agli artt. 149 e 150 c.p.p..
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 44042/17; depositata il 25 settembre)
PPT - giurisprudenza | 19 Luglio 2017
Nel processo penale niente comunicazioni PEC per le parti private
La Cassazione richiama il consolidato principio per cui, nel processo penale, non sia consentito alla parte privata l’utilizzo della PEC. Infatti, le modalità di presentazione e di spedizione dell’impugnazione, disciplinate dall’art. 583 c.p.c., sono tassative e inderogabili e nessuna norma prevede la trasmissione mediante PEC.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 34895/17; depositata il 18 luglio)
PPT - giurisprudenza | 11 Luglio 2017
Un pasticcio dalla cancelleria: nella PEC dell’avvocato l’avviso di fissazione di un altro giudizio
Deve ritenersi viziata in radice la sentenza emessa a conclusione del secondo grado di giudizio a cui né l’imputato né il difensore di fiducia hanno potuto partecipare avendo quest’ultimo ricevuto l’avviso di fissazione dell’udienza relativo a tutt’altra causa e tutt’altro imputato.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 33304/17; depositata il 10 luglio)
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