Source: http://www.grupposenzasede.it/Documenti%20relativi%20alle%20attivit%C3%A0%20anno%202016.htm
Timestamp: 2018-12-09 20:44:54+00:00
Document Index: 68686059

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 34', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Anno 2016: articoli, lettere, volantini, documenti prodotti e divulgati sul tema dell'Assistenza ai malati cronici non autosufficienti.
Maria Grazia Breda, Andrea Ciattaglia, Francesco Santanera
p. Csa - Coordinamento sanità e assistenza tra i movimenti di base
p. Fondazione promozione sociale onuls
- Mauro Laus, Presidente del Consiglio regionale
- Capi Gruppo del Consiglio regionale del Piemonte
- Consiglieri regionali presenti all’incontro del 13 dicembre
Andrea Appiano, Stefania Batzella, Nino Boeti, Davide Bono, Valentina Caputo, Daniela Ruffino
Oggetto: INCONTRO 13 DICEMBRE U.S. SALA VIGLIONE
Ringraziamo ancora per la disponibilità e la tempestività della convocazione della riunione dei Capigruppo del Consiglio regionale di ieri e per la presenza anche di alcuni Consiglieri.
Ricordiamo che le associazioni intervenute in delegazione hanno consegnato in questi giorni oltre mille firme raccolte con i presidi organizzati a Torino e Provincia e in altre località del Piemonte, per chiedere alla Giunta regionale una svolta sulle politiche socio-sanitarie nel rispetto dei diritti delle persone anziane malate/con disabilità intellettiva e autismo non autosufficienti. Si allega la nota inviata al Presidente Sergio Chiamparino il 7 dicembre 2016 con le firme allegate.
Auspichiamo che seguano iniziative nei confronti della Giunta regionale: la fine del piano di rientro e il nuovo Direttore generale dell’Assessorato alla sanità sono occasione per cambiare le politiche socio-sanitarie fin qui attuate.
In particolare confidiamo che il Consiglio sappia adoperarsi per il rispetto degli impegni richiesti alla Giunta regionale con gli ordini del giorno approvati all’unanimità:
1. modifiche ai criteri per il ricovero (Dgr 14/2013) che non considerano le esigenze indifferibili di cura dei malati anziani non autosufficienti; chiediamo semplicemente il rispetto delle norme di legge vigenti (833/1978 e Lea). Ricordiamo che anche la sentenza 604/2014 riconosce che le delibere regionali consentono «a qualsiasi anziano non autosufficiente di accedere alla struttura residenziale ove questa soluzione venga giudicata nel caso concreto come quella appropriata tra quelle che possono essere offerte dalla rete dei servizi socio-assistenziali», evidenziando per questo che il punteggio non pone limiti all’accesso. Infatti, tutti i casi che noi seguiamo ottengono le prestazioni socio-sanitarie a cui hanno diritto;
2. approvazione del regolamento per l’attuazione della legge regionale 10/2010 e finanziamento delle prestazioni di assistenza erogate al domicilio dai familiari (o da persone di loro fiducia); la sentenza 5538/2015 del Consiglio di Stato non vieta il finanziamento da parte della sanità di prestazioni extra-Lea. Tenuto conto dei vantaggi per i malati e per l’utilizzo appropriato delle risorse in sanità, adesso è il momento per segnalare il cambiamento di passo. Spiace invece constatare che, mentre il Consiglio regionale si è adoperato nei confronti del Parlamento, l’Assessore Saitta – pur coordinando gli Assessori regionali alla sanità – non ha assunto posizioni nei confronti del Governo e del Ministro Lorenzin perché nel testo dei nuovi Lea sia riconosciuta la prestazione informale di assistenza assicurata dai familiari dei congiunti non autosufficienti. Questo risulta infatti dalle sue dichiarazioni a mezzo stampa;
3. per garantire il rispetto dello Statuto della Regione Piemonte per quanto concerne la partecipazione delle nostre associazioni:
- nella stesura delle nuove deliberazioni sopra citate e
- per la messa a punto della deliberazione che riguarda la disabilità intellettiva e l’autismo (“durante e dopo di noi); non vogliamo che sia approvata una delibera – come è stato per la psichiatria – senza un approfondimento con le nostre associazioni;
- l’applicazione del nuovo Isee;
- il rispetto della finalità delle Ipab, patrimoni che devono essere destinati per legge alle attività assistenziali dei Comuni. Sono ingenti risorse che non possono essere trasferite/regalate direttamente a privati, che non hanno obblighi di legge nei confronti degli utenti.
Perché insistiamo nel chiedere di essere coinvolte.
Le associazioni, che hanno richiesto l’incontro oltre al Csa e alla Fondazione promozione sociale, non gestiscono servizi, ma sono impegnate nel volontariato che promuove e tutela i diritti delle persone non in grado di difendersi a causa della gravità delle loro condizioni.
Come abbiamo sottolineato nell’incontro abbiamo collaborato concretamente dal 2003 al 2010 con le Giunte Ghigo e Bresso per l’approvazione delle deliberazioni di attuazione dei Lea socio-sanitari, tuttora in vigore. E’ per noi incomprensibile la chiusura fin qui dimostrata dalla Giunta Chiamparino nell’entrare nel merito dei problemi che ci riguardano e sui quali siamo impegnati quotidianamente.
E’ altresì inaccettabile l’affermazione più volte sostenuta a giustificazione dell’esclusione “noi non parliamo con chi ha ricorso”; ma chi ha ricorso (associazioni, Città di Torino e 20 Consorzi socio-assistenziali) lo ha fatto nell’interesse degli utenti e delle risorse che dovevano essere stanziate dal Fondo sanitario nazionale, a tutto vantaggio della Regione Piemonte.
Per quanto riguarda l’Assessore Saitta, aggiungiamo qui un elemento che rende il suo distacco e la sua indifferenza sul tema delle cure sanitarie alle persone non autosufficienti ancora più irragionevole, tenuto conto dei suoi atti precedenti.
E' il 2003, i Livelli essenziali (Lea) sono stati approvati da due anni a livello nazionale, il Piemonte si prepara ad aprire i tavoli regionali per declinare quella legge nazionale in norme regionali. Il Consigliere Antonio Saitta presenta la proposta di legge regionale n. 508: un modello di provvedimento sulle cure domiciliari addirittura più avanzato rispetto alle richieste dell’assegno di cura sulle quali oggi ci dibattiamo.
Riportiamo qui sotto il testo integrale di quella proposta che contemplava cure domiciliari gratuite, l’Asl che assicura il supporto economico alle famiglie a basso reddito (non si parlava di Comuni e di valutazioni sociali, tutto era concentrato sul malato e sulla sua cura); contributo della sanità per la famiglia che volontariamente cura a casa un malato non autosufficiente per un importo fino a ¾ della retta di ricovero (oggi sarebbero 2.250 euro al mese); obbligo dell’Asl di erogare le cure domiciliari entro cinque (!) giorni dalla richiesta dell’utente; possibilità per il Sindaco di obbligare l’Asl ad erogare le cure con un ordinanza urgentissima.
Come può oggi l’Assessore alla sanità e livelli essenziali Antonio Saitta dire (di persona o attraverso i suoi atti) sostenere che non è d’accordo con l’impostazione dei Lea alla quale si riferiscono sempre le nostre richieste e alla quale si riferiva anche la sua proposta di legge?
Le leggi di riferimento in questi quindici anni non sono cambiate affatto! Come può l’Assessore ignorare, su questioni di diritto e di principio così fondamentali, le istanze dei cittadini che chiedono papale papale le cose che lui stesso sosteneva quando sedeva nei banchi del Consiglio regionale?
Veniamo sovente additati come “fanatici, oltranzisti, ideologici” da chi non ha evidentemente elementi concreti da argomentare; come si evince chiediamo solo alle istituzioni che ci rappresentano coerenza e rispetto delle leggi e vorremmo essere semmai criticati nel merito, con un confronto democratico, mettendo a disposizione la nostra attività quotidiana di sportello, il contatto con le persone e con i servizi sanitari e socio-sanitari, che sono molto concreti e documentabili a richiesta.
Restiamo quindi in attesa di conoscere le Vostre iniziative e cogliamo l’occasione per inviare i nostri auguri per le prossime festività.
p. le associazioni intervenute
Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base), Fondazione promozione sociale onlus,
Alzheimer Piemonte, Autismo e società, Luce per l’autismo
TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE 508/2003 – firmatario Antonio Saitta
Norme per l'attuazione delle cure sanitarie domiciliari
Articolo 1. Le Aziende sanitarie locali della Regione Piemonte, avvalendosi anche della collaborazione delle Aziende sanitarie ospedaliere, erogano le Cure sanitarie domiciliari, di cui al seguente articolo 2, in modo uniforme ed obbligatorio, come previsto dagli articoli seguenti.
Articolo 2. Per Cure domiciliari si intende una modalità di assistenza sanitaria erogata al domicilio del paziente al fine di fornire cure appropriate da parte di operatori sanitari (medico di famiglia e/o specialista ospedaliero, infermiere, terapista della riabilitazione, assistente sociale, altri operatori sanitari), quale forma di assistenza sanitaria alternativa al ricovero ospedaliero a persone con patologie trattabili a domicilio, favorendo il loro recupero ed il mantenimento delle capacità residue di autonomia e di relazione, e migliorando la loro qualità di vita permettendo la permanenza nel proprio ambiente, ottenendo altresì la riduzione del numero di giornate di degenza impropria in ospedale od evitando il ricovero non necessario.
Articolo 3. Le Cure domiciliari sono attivate, anche su richiesta del singolo cittadino interessato, dal medico ospedaliero o dal medico di famiglia, tramite l'apposito ufficio attivato in ogni Asl.
Articolo 4. L’attivazione delle Cure domiciliari è subordinata a: a) compatibilità delle condizioni cliniche e degli interventi sanitari necessari con la permanenza a domicilio; b) consenso informato dell'interessato e della sua famiglia; c) verifica da parte dell'Asl di adeguato supporto familiare e/o di una rete di aiuto informale; d) idonea condizione abitativa.
Articolo 5. Le Cure domiciliari, in quanto sostitutive di ricovero ospedaliero, sono gratuite e non soggette a ticket, indipendentemente dal reddito.
Articolo 6. L'Asl di competenza, in caso di nucleo familiare da considerarsi a basso reddito, deve assicurare il necessario supporto economico alla famiglia che si assume il carico assistenziale, anche in considerazione di una riduzione di guadagno per assistere il congiunto malato, o di maggiori spese necessarie per fornire l'adeguato supporto. La somma del costo totale delle Cure Domiciliari e del contributo economico alla famiglia non può superare i 3/4 del costo totale della degenza nel presidio ospedaliero di riferimento.
Articolo 7. L'attivazione di Cure domiciliari deve essere effettuata entro cinque giorni lavorativi dalla presentazione della richiesta. Il rifiuto di attivazione delle Cure domiciliari deve essere motivato per iscritto e, entro cinque giorni lavorativi dalla richiesta, notificato al richiedente ed alla persona interessata od ai suoi familiari.
Articolo 8. Contro il provvedimento di rifiuto è possibile il ricorso da parte del medico che ha formulato la richiesta o da parte della persona interessata e/o dei suoi familiari, indirizzato al Sindaco del Comune di residenza che decide in merito, ed entro cinque giorni lavorativi comunica all'Asl ed agli interessati la sua decisione. In caso di accoglimento del ricorso, il Sindaco emette apposita ordinanza all'Asl, che deve provvedere nel più breve tempo possibile, e comunque non oltre tre giorni, all'attivazione delle Cure domiciliari.
Articolo 9. Le Asl che non attivino il servizio di Cure domiciliari, o che non lo organizzino in modo da rispondere appropriatamente alle richieste, sono penalizzate per una parte della quota capitaria loro destinata pari allo 0,5%. Tale cifra sarà assegnata, dall'Asl, ai soggetti ai quali non possono essere fornite le cure domiciliari.
Relazione della proposta di legge 508/2003
Le più recenti acquisizioni scientifiche dimostrano che le cure domiciliari, quando indicate, rappresentano notevoli vantaggi rispetto al ricovero ospedaliero, in particolar modo per malattie croniche e degenerative che in questi ultimi anni hanno presentato un notevole incremento, correlato anche all'aumento di popolazione anziana.
D'altra parte è ormai dato scientifico acquisito che per una persona anziana l’allontanamento dall’abituale ambiente di vita comporta effetti psicofisici negativi. Non solo, aumentano le richieste delle persone interessate e delle loro famiglie, là dove il servizio è disponibile. L’erogazione di cure domiciliari è già presente in Piemonte, tuttavia non è prevista in tutte le Asl, e comunque presenta difformità di applicazione, superate dal presente progetto di legge.
Le cure domiciliari sono rivolte soprattutto a quelle malattie croniche o degenerative che richiedono servizi di assistenza a lungo termine, e per le quali non è necessaria l'ospedalizzazione (Articolo 2).
Tale articolo contiene un’altra considerazione, legata alla necessità di ridurre le spese sanitarie, che si sono tra l’altro concretizzate in Piemonte con provvedimenti di riduzioni di posti letto ospedalieri, pur in assenza del nuovo Piano sanitario regionale, e senza contestuale offerta di servizi alternativi. L’erogazione di cure domiciliari risponde sia alla necessità di risparmiare, sia ampliando i servizi in alternativa al costoso ricovero ospedaliero, tanto che il progetto di legge non necessita di alcun finanziamento aggiuntivo, rientrando nell'ambito di quanto già assegnato alla Aziende sanitarie.
In aggiunta, il risparmio conseguito consente anche l'erogazione di un contributo economico alle famiglie coinvolte nelle cure domiciliari (Articolo 6). Spesso il dover assistere un congiunto malato cronico comporta rinuncia ad un lavoro retribuito da parte del congiunto che si assume l’onere di assistenza, oppure può porsi il problema di dover retribuire una persona estranea alla famiglia per l’assistenza al congiunto, in periodi di forzosa assenza. Si ritiene significativo e qualificante prevedere la possibilità di tale contributo per le famiglie a basso reddito, e si ritiene che debba essere erogato dall'Asl, perché si tratta di un evento di totale competenza sanitaria, non subordinato a problemi assistenziali. Un intervento socio assistenziale può e deve essere complementare, in caso di contemporanei bisogni in tale ambito. In ogni caso il costo giornaliero delle cure domiciliari, anche in caso di erogazione di contributo economico, è inferiore al costo giornaliero del ricovero nell'ospedale dell’Asl.
L’articolo 7 contiene indicazioni sui tempi di erogazione del servizio, e l’articolo 8 la possibilità di ricorso contro un eventuale diniego. Il ricorso è indirizzato al Sindaco, quale massima autorità sanitaria locale, ed autorizzato ad emettere ordinanze in merito.
All'articolo 9 infine sono previste sanzioni economiche per le Aziende sanitarie locali che non attivino, od attivino in modo insufficiente, il servizio stesso.
Petizione al Presidente della Regione Sergio Chiamparino: a Trino raccolte 240 firme.
La raccolta firme, tenutasi nei sabati 15 ottobre e 5 novembre scorso per una lettera petizione rivolta a Sergio Chiamparino, perché la sanità garantisca le cure a tutti, anche a chi purtroppo non può guarire è stata positiva e partecipata.
Nelle 4 ore di presenza al mercato sono state raccolte 240 firme.
Un grazie ai cittadini che hanno firmato e, hanno voluto dialogare e chiedere informazioni su come tutelare i diritti delle persone anziane malate croniche non autosufficienti . Nell’occasione è stato distribuito anche materiale informativo su come agire contro le dimissioni da Ospedali e Case di Cura private convenzionate, degli anziani malati non autosufficienti che hanno necessità di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie indifferibili.
Rimanendo sempre sul tema della difesa dei diritti delle persone suddette, il Gruppo senza Sede, in questi giorni, ha aderito ad un appello predisposto dalla Fondazione Promozione Sociale di Torino diretto al Parlamento e al Governo , dove si chiede il ritiro dello schema dei nuovi Lea (Livelli essenziali assistenziali), che contiene misure non appropriate circa il trasferimento delle persone non autosufficienti dal settore sanitario a quello socio-sanitario.
Dicembre 2016 Gruppo senza Sede
Uniamo copia del testo presentato alla Commissione affari sociali della Camera dei Deputati nell’audizione del 28 u.s. in merito allo schema di definizione dei nuovi Lea e Vi chiediamo di voler assumere, con la massima sollecitudine possibile, le necessarie iniziative che vorrete individuare per evitare che il Governo imponga – addirittura mediante un semplice decreto amministrativo – cambiamenti radicali e punitivi dei vigenti principi e criteri fondamentali (accesso ed erogazione delle prestazioni domiciliari, semiresidenziali e residenziali) per tutte le persone adulte colpite da patologie così gravi da determinare la caduta nella condizione di non autosufficienza e cioè nella totale o rilevantissima carenza della loro salute e quindi nella permanente dipendenza da altri per poter continuare a vivere.
Ma non basta! Anche se nella bozza dei nuovi Lea non è esplicitamente stabilito, l’estensione della competenza socio-sanitaria dagli anziani malati non autosufficienti alle persone (tutte) non autosufficienti impone a questi nuovi utenti (oltre mezzo milione di nostri concittadini, cifra che può comprendere da un momento all’altro anche noi stessi o i nostri cari) il pagamento della quota alberghiera del ricovero (solo il 50% è a carico della sanità) e cioè un esborso mensile di circa 1.500 euro al mese. Al pagamento di detta somma, nel caso il paziente non possegga le necessarie risorse, devono concorrere il coniuge, nonché i figli conviventi e quelli non conviventi, anche se residenti all’estero, in base alle norme del nuovo Isee (decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159/2013). Da tenere presente che nel calcolo delle risorse dei malati e dei sopra citati familiari si tiene conto anche dei beni e redditi mobili e immobili, compreso il valore della prima ed unica casa di abitazione.
Inoltre, altro aspetto di estrema gravità e crudeltà, il trasferimento delle competenze dal settore sanitario a quello socio-sanitario causa cambiamenti assai negativi. Mentre gli utenti del settore sanitario hanno il pieno e immediato diritto alle prestazioni di urgenza (Pronto soccorso, guardia medica, ecc.), a questi nuovi infermi non autosufficienti – come avviene attualmente per gli anziani malati cronici non autosufficienti – le prestazioni domiciliari (ad esclusione degli interventi del medico di medicina generale), quelle semiresidenziali (frequenza di centri diurni) e quelle residenziali (degenza presso una Rsa, Residenza sanitaria assistenziale) sono fornite esclusivamente dopo accertamenti da parte di apposite commissioni.
A questo riguardo si ricorda che attualmente in Piemonte sono oltre 30mila gli anziani malati non autosufficienti posti in assurde e disumane liste di attesa, per cui è ipotizzabile che in Italia siano oltre 200mila questi malati scaricati sulle loro famiglie che intervengono a tappare la latitanza del Servizio sanitario nazionale, cadendo spesso in condizioni di povertà o di vera e propria miseria.
Restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti e, confidando nel Vostro urgente interessamento, ringraziamo e porgiamo cordiali saluti.
l'articolo “Il rischio della non autosufficienza: le possibili concrete misure di autotutela personale"
Alleghiamo per opportuna conoscenza le due note inviate il 18 ed il 21 novembre 2016 ai Ministri della salute, del lavoro e delle politiche sociali e dell’economia, nonché ai Presidenti Anci, Upi, Conferenze delle Regioni e delle Province autonome e ai Presidenti delle Regioni e delle Province autonome in merito all’emanando decreto attuativo della legge 112/2016 “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, con preghiera di sostenere tramite le Vostre organizzazioni nei confronti degli stessi destinatari sopra riportati, le richieste contenute nei due documenti che hanno lo scopo di ottenere le condizioni basilari indispensabili per il rispetto dei diritti delle persone con disabilità grave e limitata o nulla autonomia da parte delle istituzioni, ed evitare l’attribuzione alle organizzazioni private delle decisioni riguardanti l’accesso alle prestazioni.
Grati se ci terrete informati in merito, inviamo cordiali saluti.
- Ministeri per dopo di noi 90 milioni ; - Ministeri 2 per dopo di noi 90 miIlioni; - Come gli Enti Locali possono realizzare la PA 156 - 2006.
Il presidio in piazza Castello angolo via Garibaldi del 17 novembre 2016 (all'interno delle iniziative programmate a sostegno/diffusione della “lettera a Chiamparino” allegata) ha raccolto circa 200 firme in un'ora, con la distribuzione di 800 volantini informativi ai cittadini.
Il presidio si è svolto contemporaneamente alla conferenza stampa di comunicazione della cosiddetta uscita dal piano di rientro in sanità della Regione Piemonte che si teneva nel Palazzo della Giunta della Regione Piemonte. Pertanto, al termine della stessa conferenza, sotto il palazzo della Regione è stato possibile incontrare e consegnare comunicazione scritta dell'iniziativa al Presidente della Giunta della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, al Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale Piemonte Davide Gariglio e ad alcuni Assessori e consiglieri regionali.
A tutti è stato ribadito che la prevista maggior autonomia sulla disponibilità di risorse (in ogni caso con un percorso di restituzione decennale delle somme) SENZA un cambiamento immediato delle regole (delibere della Giunta della Regione Piemonte in merito alle prestazioni socio sanitarie domiciliari e residenziali [1]) NON comporta il rispetto del diritto esigibile alle cure e le conseguenti maggiori indifferibili prestazioni per le persone non autosufficienti o con disabilitá/autismo e limitata o nulla autonomia.
Ricordiamo che sono oltre 30mila le persone non autosufficienti malate e/o con disabilità/autismo in lista d’attesa (cioè scaricate sulle famiglie in barba alle leggi) per le prestazioni sanitarie e socio-sanitarie.
In particolare, sul tema delle cure socio-sanitarie domiciliari è stata ribadita l'urgentissima necessità di ritiro e profonda revisione delle delibere che non riconoscono come sanitarie le prestazioni di aiuto infermieristico e assistenza tutelare alla persona e la parallela stesura del regolamento della legge 10-2010 sulle cure domiciliari per i non autosufficienti.
Il prossimo ed ultimo appuntamento è per giovedì 1° dicembre piazza Castello angolo via Garibaldi dalle ore 12,30 alle 13,30.
Però, attenzione, comunque continua la raccolta firme al Presidente della Regione Piemonte per la tutela dei diritti delle persone anziane malate croniche non autosufficienti o con disabilità/autismo e limitata o nulla autonomia. Vi chiediamo il massimo impegno per raccogliere le sottoscrizioni e distribuire materiale informativo.
Il Gruppo senza Sede di Trino, (ringraziando coloro che hanno già firmato il 15 ottobre scorso) ricorda ai cittadini il secondo appuntamento di sabato 5 novembre in Piazza Audisio dalle 10.00 alle 12.00 per la raccolta firme per la petizione popolare regionale da inviare al Presidente della Giunta regionale Sergio Chiamparino, perché si faccia carico di far diventare una priorità l’interesse verso le esigenze ed i diritti dei malati cronici non autosufficienti e la sanità venga messa in condizione di garantire le cure a tutti, anche a chi non può guarire: anziani malati, persone con disabilità non autosufficienti. Si ricorda che la petizione proseguirà in tutto il Piemonte fino al 31 dicembre 2016 ed ha come punto di raccolta principale Torino in Piazza Castello. Non è necessaria la carta d’identità. Coloro che firmeranno riceveranno, oltre al documento con il testo di quanto inviato a Chiamparino, un dèpliant (in allegato) predisposto dalle 16 Organizzazioni del Coordinamento interregionale, di cui il Gruppo senza Sede fa parte, allo scopo di informare le associazioni e le persone interessate in merito alle esigenze vitali e ai vigenti diritti esigibili degli infermi sopra indicati, oltre un milione di nostri concittadini con esigenze sanitarie e socio-sanitarie indifferibili. Il dèpliant ha anche la finalità di evitare che ai congiunti di questi nostri concittadini vengano imposti i compiti di cura dei loro familiari non autosufficienti, nonché i relativi rilevanti oneri economici: la retta giornaliera totale delle Rsa, Residenze sanitarie assistenziali è di 2500 – 3500 euro mensili. Resta ferma la priorità delle prestazioni domiciliari, molto vantaggiose per i malati e meno costose per il Servizio sanitario nazionale, attività che deve essere assunta volontariamente dai congiunti e da terze persone valide. Al riguardo le Asl dovrebbero non solo assicurare gli occorrenti interventi medici e infermieristici, ma anche provvedere al rimborso, se del caso forfettario, delle spese vive sostenute da coloro che svolgono questa gravosa attività, che deve essere garantita 24 ore al giorno e 365 giorni all'anno, tenendo conto dell'estrema limitatezza delle importo dell'indennità di accompagnamento (nel 2015 euro 512,34 euro).
Trino, novembre 2016 Associazione culturale
Sabato 15 ottobre e, sabato 5 novembre, dalle ore 10,00 alle ore 12,00, saremo presenti nell'area mercatale del centro di Trino per raccogliere firme per una lettera petizione rivolta al Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, perchè la Sanità garantisca le cure a tutti. Anche a chi non può guarire.
Il Monferrato, 12/10/2016 - La Sesia -
le chiediamo cortesemente di dare il giusto spazio al seguente comunicato stampa :
Continua l’interessamento del Gruppo senza Sede sulle norme relative ai nuovi Lea, (di cui ci eravamo già occupati il 23 luglio 2016 inviando un appello a dodici esponenti del Governo) fornendo informazioni circa gli sviluppi nella nostra Regione. Sono ben tre le istituzioni che, con cinque documenti diversi, chiedono al Parlamento di inserire nel testo definitivo in materia di prestazioni socio sanitarie domiciliari: “siano riconosciute anche le prestazioni fornite in modo informale volontariamente dai familiari prevedendo un contributo forfettario per tali prestazioni rese 24 ore su 24“. Tali istituzioni sono : Il Consiglio regionale del Piemonte con le mozioni 852 e 867/2016 approvate all’unanimità il 6 settembre scorso; il Consiglio comunale di Torino che ha approvato il 19 settembre l’ordine del giorno 3/2016 e la mozione 70/2016 ; la Conferenza nazionale dei Presidenti dei Consigli delle Regioni. Ciò nonostante la Giunta regionale piemontese non ha preso alcuna specifica posizione esplicita e documentale. Forse il Presidente Chiamparino (fino a pochi mesi fa anche Presidente della Conferenza delle Regioni) e l’Assessore Antonio Saitta (Coordinatore nazionale degli Assessori alla sanità) stanno aspettando, senza intervenire, che tutto venga deciso a Roma allungando i tempi a danno dei malati e delle loro famiglie ?
Intanto la Regione afferma che “gli assegni di cura e prestazioni di assistenza domiciliare ai non autosufficienti non sono finanziati con le risorse del Fondo sanitario (lo impedisce il Piano di rientro del debito sanitario)”. La sentenza del Consiglio di Stato 5538 del 2016 non dice questo bensì che le prestazioni domiciliari di “aiuto infermieristico e assistenza tutelare alla persona” non sono obbligatoriamente da coprire con risorse sanitarie, ma non impedisce che questo venga fatto e che la spesa per gli assegni di cura torni pienamente di competenza e di cassa delle Asl. La Regione per fare la bella figura di scongiurare interruzioni nelle erogazioni degli assegni di cura in essere, fa “beneficenza” presentando il rifinanziamento (fino al 31 gennaio 2017) prelevando fondi non della sanità ma delle politiche sociali. Inoltre, con decisioni discrezionali, non ha esteso il provvedimento a tutto il territorio regionale (come sarebbe ovvio, in caso di diritto universale ed esigibile) ma alle sole Asl To1, To2 e To3, dando il via libera a spendere risorse non sanitarie, ma delle politiche sociali.
Nelle altre Asl piemontesi, gli assegni di cura sono stati eliminati anche per i casi che l’avevano in essere? Quale sarà il destino degli oltre 20mila anziani malati cronici non autosufficienti, persone con demenza senile, con disabilità intellettiva grave e autismo che attendono, alcuni da anni, le prestazioni domiciliari ? Si attende che muoiano in lista di attesa ?
Trino, 5 ottobre 2016 Associazione culturale Gruppo senza Sede
- Alle Organizzazioni e persone interessate alle problematiche delle persone con disabilità e limitata o nulla autonomia
Contro l'importo da fame della pensione di invalidità (euro 279,47 mensili per 13 mensilità) il Sig. C. D. nell'interesse della figlia S.B., colpita da grave disabilità che l’ha resa non autosufficiente, ha presentato ricorso al Tribunale di Torino, Sezione lavoro.
Uniamo il relativo ricorso con la speranza di altre analoghe Vostre iniziative volte a tutelare la dignità delle persone con disabilità e limitata o nulla autonomia.
I ricorsi possono essere analoghi a quello allegato o rivolti ad ottenere, come stabilisce il primo comma dell'articolo 38 della Costituzione, un importo relativo al “mantenimento” adeguato alle esigenze vitali degli «inabili al lavoro e sprovvisti dei mezzi necessari per vivere».
Nel ringraziarVi per le iniziative che intraprenderete (di cui gradiremmo avere notizie), ricordiamo che l’indennità di accompagnamento non costituisce reddito essendo erogata per compensare, purtroppo solo parzialmente, le maggiori spese che sono obbligate a sostenere le persone con disabilità rispetto ai cittadini privi di minorazioni.
- Mauro Laus, Presidente Consiglio regionale del Piemonte
- Sergio Chiamparino, Presidente della Giunta regionale del Piemonte
- Aldo Reschigna, Vice Presidente della Giunta regionale del Piemonte
- Antonio Saitta, Assessore alla sanità della Regione Piemonte
- Augusto Ferrari, Assessore alle politiche sociali della Regione Piemonte
- Domenico Ravetti, Presidente IV Commissione del Consiglio della Regione Piemonte
- Vicepresidenti IV Commissione del Consiglio della Regione Piemonte
- Consiglieri IV Commissione del Consiglio della Regione Piemonte
Oggetto: LETTERA APERTA A SERGIO CHIAMPARINO, PRESIDENTE DELLA GIUNTA DELLA REGIONE PIEMONTE
Segnaliamo l’iniziativa partita ieri 29 settembre 2016 a Torino “Lettera aperta a Sergio Chiamparino”, i Giovedì dei diritti socio-sanitari per anziani / persone con disabilità e autismo non autosufficienti:
dal 29 settembre al 1° dicembre 2016, quattro appuntamenti in piazza Castello per sollecitare la Giunta regionale a cambiare politica sulle esigenze dei cittadini non autosufficienti.
Si unisce il testo del volantino che viene distribuito alla cittadinanza nei quattro appuntamenti in piazza Castello (e ogni altra occasione pubblica) per chiedere alla Giunta regionale di cambiare politica sulle esigenze dei cittadini non autosufficienti.
All’iniziativa promossa dalla Fondazione promozione sociale onlus e dal Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base) hanno finora aderito: Associazione missione autismo - Torino; Angsa Torino e Provincia; Ass. Alzheimer Piemonte; Ass. Gruppo senza sede - Trino Vercellese; Autismo e società; Ass. Vita Tre – Saluggia; Cpd, Consulta per le persone in difficoltà; Gva, Gruppo volontariato assistenza handicappati - Acqui Terme; Ass. Luce per l’autismo
Confidiamo in provvedimenti della Giunta regionale che diano segnale di recepimento alle richieste avanzate con la lettera aperta.
Si allega Comunicato Stampa relativo alla vicenda del rinnovo degli assegni di cura per le prestazioni sanitarie e socio-sanitarie in essere e ai trucchi della Giunta della Regione Piemonte - purtroppo a danno di cittadini malati e loro famiglie - che essa nasconde.
Consiglio Comunale di Torino, Consiglio regionale della Regione Piemonte e Conferenza nazionale dei Presidenti dei Consigli regionali si sono espressi in modo chiarissimo: la Giunta regionale del Piemonte faccia pressione sul Parlamento e sul Governo perché nei nuovi Lea «siano riconosciute anche le prestazioni fornite in modo informale volontariamente dai familiari prevedendo altresì un contributo forfettario per tali prestazioni rese 24 ore su 24».
Restiamo a disposizione per ulteriori informazioni, auspicando la pubblicazione sui vostri canali di informazione.
Si unisce, per conoscenza e per auspicabili iniziative, la “Lettera aperta” ai partecipanti del convegno regionale sulla coesione sociale del 12 u.s. che documenta la situazione di violazione del diritto alle cure in atto nei confronti delle persone malate /con disabilità non autosufficienti.
Viene anticipata l’iniziativa “Firma la lettera a Chiamparino", che il Gruppo Senza Sede pubblicizzerà prossimamente.
Alleghiamo le due Mozioni approvate il 6 settembre u.s. dal Consiglio regionale del Piemonte
- Mozione n. 852 “Assistenza tutelare alla persona nell'ambito delle cure domiciliari nella nuova definizione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria”,
- Mozione n. 867 “Attività domiciliari di assistenza tutelare alla persona all'interno dei nuovi Livelli essenziali di assistenza”,
È urgente intervenire adesso – ciascuno per la sua parte – presso i Parlamentari, perchè il testo dei nuovi Lea recepisca quanto richiesto con le Mozioni, e cioè che la sanità riconosca nei Lea le prestazioni informali assicurate dai familiari che accudiscono un congiunto malato o con grave disabilità non autosufficiente
mozione n. 852 “Assistenza tutelare alla persona nell'ambito delle cure domiciliari nella nuova definizione dei Livelli essenziali di assistenza sanitaria” che è stata promossa dal Presidente del Consiglio reginale Mauro Laus (1° firmatario) e sottoscritta da numerosi Consiglieri regionali.
Comunicato stampa del Gruppo Senza Sede, relativo all'appello inoltrato dal gruppo stesso a vari membri del Governo sui nuovi Lea
In adesione alle proposte della Fondazione Promozione Sociale rivolte alle Istituzioni, il 23 luglio scorso il Gruppo senza Sede ha inoltrato un appello a dodici esponenti del Governo tra i quali : Piero Grasso, Presidente del Senato ; Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati ; Matteo Renzi, Presidente del Consiglio ; Sergio Chiamparino, Presidente della Giunta della Regione Piemonte ; affinché nell’articolo 22 del testo dei nuovi Lea (cure domiciliari) venga inserito, a carico del Servizio sanitario nazionale, “un contributo forfettario per le prestazioni di assistenza informale fornite dai familiari 24 ore su 24, sia direttamente che mediante l’aiuto di terzi, per consentire la permanenza al loro domicilio di persone non autosufficienti“ . Si chiede inoltre di prevedere all’articolo 34 “ che per strutture residenziali si intendano le comunità alloggio di tipo familiare con al massimo 8 posti letto e 2 per il sollievo, realizzate nei normali contesti abitativi, non accorpate tra loro e con la previsione di attività esterne al fine di impedire la riproposizione di piccoli istituti”. Sempre all’articolo 34 si chiede che sia sostituita la definizione di disabile “psichico” (sbagliata e fuorviante) con quella di “persone con disabilità intellettiva e/o con disturbi dello spettro autistico”, le cui condizioni ed esigenze sono diverse da quelle di persone con malattia psichiatrica. Altro punto molto importante è la “valutazione multidimensionale” che, così come proposta nel testo pubblicato il 22 giugno 2016, potrebbe avere effetti negativi per i malati non autosufficienti e le persone con disabilità e limitata o nulla autonomia, diventando uno strumento per ritardare o negare le prestazioni Lea, confermando comportamenti già in atto che rappresentano una grave lesione del diritto alla salute previsto dalla nostra Costituzione. La nostra richiesta è che“la valutazione multidimensionale può essere richiesta per accertamenti ed approfondimenti, ma non può negare le cure, né ritardarle“ . In conclusione, tenuto conto che nel documento della Commissione Igiene e Sanità del Senato, pubblicato il 10 giugno 2015, al punto 24, si afferma che “il sistema è tanto sostenibile quanto noi vogliamo che lo sia (…) la sostenibilità del diritto alla salute è prima di tutto un problema culturale e politico : fino a che punto siamo disposti a salvaguardare i principi fondanti del nostro sistema sanitario nell’interesse della collettività, garantendo a tutti coloro che ne hanno bisogno un’elevata qualità di accesso alle cure e nonostante la crisi economica ? (…) Una questione di equità e quindi di giudizi di valore, prima ancora che di sostenibilità economica“. Chiediamo al Parlamento di impegnare il Governo affinché, nell’individuare le priorità a cui destinare le risorse disponibili, siano considerate le esigenze indifferibili delle persone non autosufficienti e, quindi, rispettato l’obbligo di garantire i diritti esigibili che devono essere stabiliti dai Lea sanitari e socio-sanitari.
Il testo integrale dell’appello è pubblicato sul sito www.grupposenzasede.it
Trino, 12 agosto 2016 Associazione culturale Gruppo senza Sede
Alleghiamo il breve comunicato stampa inviato ai giornali locali che esprime l'idea del Gruppo Senza Sede riguardo all' entrata del Sindaco di Trino nel Consiglio di Amministrazione di Sogin
Sindaco di Trino- Sogin : una scelta totalmente sbagliata
Il Gruppo senza Sede esprime la più totale contrarietà alla decisione del Sindaco di Trino Alessandro Portinaro di fare parte del consiglio di amministrazione della Sogin : due cariche incompatibili fra loro ed in chiaro conflitto di interessi. Visti i precedenti e gli attuali indirizzi della Sogin, la quale si è sempre contraddistinta per la totale mancanza di democrazia e assenza di confronto con le popolazioni locali ,tale nomina non può che lasciarci perplessi, irritati e assolutamente contrari. Crediamo che il Sig. Sindaco debba scegliere fra il rappresentare i propri Cittadini ( svolgendo appieno il proprio compito istituzionale a Trino , visto che è stato eletto per questo e anche col nostro appoggio ), concentrando le proprie forze ed il proprio tempo per portare avanti quanto a lui spettante come Sindaco, piuttosto che restare nel consiglio della Sogin con numerosi viaggi a Roma e dispersione di energie a scapito delle esigenze locali . Il Sig. Sindaco deve assumersi la responsabilità e le conseguenze di una scelta totalmente e palesemente sbagliata . Restando in attesa di risposta, porgiamo distinti saluti.
Trino, 5 agosto 2016
Gruppo Senza Sede.
Pubblicizziamo la mostra UN PAESE CI VUOLE, organizzata da Comune di Trino e che sarà aperta durante la Festa Patronale, in quanto molto interessante. Essa costituisce inoltre un omaggio al nostro concittadino Pierangelo Giordano, prematuramente scomparso, grande appassionato di storia trinese.
Invitiamo i cittadini trinesi a partecipare numerosi alla proiezione del cortometraggio Dust/Polvere, la vita che vorrei, che avrà luogo giovedì 25 agosto 2016 in Piazza Banfora (in caso di maltempo al Teatro Civico). Il cortometraggio, che ha vinto anche alcuni premi, vede come protagonisti alcuni ospiti della Piccola Casa della Divina Provvidenza ("Cottolengo"), tra cui un trinese. Al termine della proiezione si potrà dialogare con gli attori protagonisti. La manifestazione è organizzata dal Comune di trino in collaborazione con l'Associazione Outsider e con la Piccola Casa della Divina Provvidenza, molte Associazioni trinesi, tra cui l Gruppo Senza Sede, hanno aderito.
Lettera del Gruppo Senza Sede sugli emendamenti Lea
Gent.ma/mo,
Abbiamo lanciato la PETIZIONE "Nuovi LEA: dal SSN rimborso ai familiari per le cure a casa dei malati non autosufficienti" e vorremmo sapere se puoi darci una mano aggiungendo la Tua firma.
L’obiettivo è raggiungere al più presto almeno 1.000 firme.
Puoi saperne di più e firmare la petizione qui:
https://www.change.org/p/matteo-renzi-nuovi-lea-un-contributo-economico-per-le-cure-domiciliari-ai-malati-non-autosufficienti?recruiter=57406199&utm_source=share_petition&utm_medium=email&utm_campaign=share_email_responsive
EMENDAMENTI NUOVI LEA
Ci permettiamo di coinvolgerVi per chiederVi di intervenire, con la massima rapidità e determinazione, in merito al testo dei nuovi Lea socio-sanitari. E’ urgente.
In particolare vi chiediamo attenzione all’articolo 22 (cure domiciliari) e all’art. 34, che riguarda le strutture diurne e residenziali per le persone con disabilità intellettiva e/o autismo. Il testo dei nuovi Lea è stato approvato dal Governo e dalle Regioni, attualmente è in attesa del parere del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Ricordiamo che la Petizione popolare nazionale per il diritto prioritario alle cure domiciliari è all’esame delle Commissioni Igiene e sanità del Senato e della Commissione Affari sociali della Camera. Stiamo contattando i Parlamentari del Senato e della Camera, ma da parte di tutti vi è la richiesta che le proposte di emendamento che vi sottoponiamo in allegato siano segnalate anche da Parlamentari e Associazioni di altre Regioni.
Per questo c’è bisogno urgente dell’aiuto di tutti oltre che, naturalmente, di coloro che hanno sostenuto la Petizione popolare per il diritto prioritario alle cure domiciliari che, ricordo, prevede anche la richiesta di centri diurni e comunità alloggio di tipo familiare per le persone con disabilità con limitata o nulla autonomia.
Confidiamo che vorrete adoperarVi perché siano accolti gli emendamenti che proponiamo per:
- chiedere un contributo a carico delle Asl a sostegno delle maggiori spese sostenute dai familiari che si prendono cura a domicilio di un congiunto non autosufficiente;
- impedire la riproposizione di nuovi istituti emarginanti per le persone con disabilità con limitata o nulla autonomia.
In allegato trovate una breve nota con le proposte di emendamento e l’indicazione delle principali istituzioni alle quali inviare le Vostre richieste. Vi prego di informarci di ogni altra iniziativa che riterrete utile assumere.
- Regione Piemonte su Ipab
- Ipab DDL 193 per Regione
- PDL Ipab 193
- Dati catastali Ipab Vercellese
- Come gli Enti Locali possono realizzare PA 56 2003
- Ipab Asilo Infantile E. Zandrino
Nota su delibera della Giunta della Regione Piemonte n. 34-3309 del 16 maggio 2016, cosiddetta delibera sulle "Rsa aperte"
Uniamo di seguito il messaggio inviato sulla delibera in oggetto "Modulazione dell'offerta dei servizi sanitari a favore degli anziani non autosufficienti con progetto residenziale e definizione di un percorso di attivazione dell'Unità valutativa geriatrica", cosiddetta delibera sulle “Rsa aperte”, che contiene norme non solo illegittime ma, a nostro avviso, anche truffaldine nei confronti degli utenti.
Ricordiamo che la delibera 18/2015 della Giunta regionale del Piemonte, presupposto e base concettuale della delibera in oggetto, è oggetto di un ricorso, il cui testo alleghiamo alla presente, al Tar del Piemonte presentato da alcune associazioni del Csa.
Chiediamo a tutte le organizzazioni e associazioni destinatarie del presente messaggio di valutare il rilancio dell'appello alle Autorità regionali per il ritiro della delibera e l'approvazione di norme che consentano l'applicazione della positiva legge 10/2010 della Regione Piemonte in materia di prestazioni socio-sanitarie domiciliari per persone non autosufficienti.
Nota truffaldina DGR - Ricorso al Tar DGR 18 - OMCEO Richieste Regione - OMCEO NO DGR TO
Si segnala il convegno a cura dell’ Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Torino:
“COME PRENDERSI CURA DELLA FRAGILITA’”
Torino, 9 giugno 2016
“Villa Raby” - Corso Francia 8
(Sede dell’Ordine dei Medici della provincia di Torino)
La Segreteria organizzativa è presso OMCeO Torino (Tel. 011 – 5815103).
Nuovi LEA - Preoccupante estensione del settore socio-sanitario a tutte le persone non autosufficienti
Si unisce la bozza dei nuovi Lea nonché il primo commento inviato dal Csa.
Per le associazioni che seguono la disabilità si rileva che il problema li riguarda sia perché, se approvati, con i nuovi Lea saltano i contributi dell'Asl erogati ai familiari (sono previsti difatti solo per prestazioni “professionali”), sia perché tutti possiamo diventare malati cronici non autosufficienti.
Sarebbe indispensabile allertare le associazioni che operano a livello nazionale con le quali siete in contatto.
Bozza Lea - Nota Deputati bozza lea.
- Egr. Beatrice Lorenzin, Ministra della salute
- Egr. Senatori e Deputati del Piemonte
- Egr. Mauro Laus, Presidente del Consiglio della Regione Piemonte
- Egr. Sergio Chiamparino, Presidente della Giunta della Regione Piemonte
- Egr. Antonio Saitta, Assessore alla sanità della Regione Piemonte e Presidente della Commissione salute della Conferenza Stato-Regioni
- Egr. Presidente e Componenti della IV Commissione sanità e assistenza della Regione Piemonte
- Organizzazioni aderenti o collaboranti con il Csa
Oggetto: Preoccupante estensione del settore socio-sanitario a tutte le persone non autosufficienti colpite da patologie croniche invalidanti o da disabilità grave e disposizioni che ostacolano l'attuazione delle prioritarie prestazioni domiciliari
1. Secondo il testo pubblicato il 22 u.s. da “Sanità. Il Sole 24 Ore”, le disposizioni previste dai nuovi Lea riguardano tutte le persone (e non solo più gli anziani) non autosufficienti colpite da patologie croniche invalidanti e/o da disabilità grave. Si tratta delle centinaia di migliaia delle persone che, sono precipitate (come può capitare ad ognuno di noi e dei i nostri cari) nella devastante condizione di non essere in grado di autotutelarsi e di avere la necessità di terze persone (cfr. la sentenza della Corte costituzionale n. 36/2013) che devono intervenire per accertare le loro condizioni di salute, per attuare i possibili trattamenti terapeutici e riabilitativi, per contrastare gli aggravamenti e le sofferenze, e per assicurare loro un'esistenza dignitosa.
Al riguardo nell'allegato documento dell' Ordine dei Medici della Provincia di Torino del 6 luglio 2015 viene evidenziato che «gli anziani malati cronici non autosufficienti e le persone colpite da demenza senile, sono colpiti da gravi patologie che hanno avuto come esito la devastante compromissione della loro non autosufficienza e pertanto hanno in tutti i casi esigenze sanitarie socio-sanitarie indifferibili in relazione ai loro quadri clinici e patologici». Analoghe sono le esigenze socio-sanitarie indifferibili delle persone con disabilità intellettiva e/o con autismo e limitatissima autonomia. Ovviamente per tutti i soggetti sopra indicati devono essere attuate le prestazioni di competenza degli altri settori sociali.
Per detti nostri concittadini, salvo i casi in cui viene fatto esplicito riferimento alla copertura totale dei costi da parte del Servizio sanitario nazionale, verranno applicate le norme del nuovo Isee che non tengono conto degli obblighi a carico degli infermi (mantenimento del coniuge, dei figli e dei nipoti, ecc.) e che impongono in certi casi oneri economici a carico dei coniugi e dei figli conviventi e addirittura di quelli non conviventi, compresi quelli residenti all'estero.
In sostanza con i nuovi Lea si creano due servizi: quello sanitario con pieni diritti e quello socio-sanitario con diritti condizionati spesso dalle risorse economiche disponibili (v. il “Patto per la salute 2014-2016”) con l’ampia possibilità del trasferimento degli utenti più indifesi dal settore sanitario a quello socio-sanitario con i relativi oneri economici a carico degli infermi.
2. Per quanto concerne le prestazioni domiciliari, a nostro avviso prioritarie (al riguardo si veda l'allegata Petizione popolare nazionale, firme raccolte oltre 20mila e 49 adesioni di organizzazioni pubbliche e private, annunciata all’Assemblea della Camera dei Deputati il 29 marzo 2016 e a quella del Senato in data 8 giugno 2016, ritenuta ricevibile e ammissibile dal Consiglio regionale del Piemonte il 24 marzo 2016, nonché l’unito documento dell’Ordine dei Medici della Provincia di Torino del 21 marzo 2016), nel testo in oggetto è previsto che «le cure domiciliari sono integrate da prestazioni di aiuto infermieristico e assistenza tutelare professionale alla persona». Ne consegue che, essendo state accolte acriticamente le false affermazioni contenute nella sentenza del Consiglio di Stato n. 5538/ 2015 [1] nessun rimborso spese, nemmeno di natura forfettaria e nemmeno se l'importo è meno oneroso per il Servizio sanitario nazionale delle prestazioni professionali, viene erogato ai congiunti e alle altre persone che, con encomiabile e frustrante impegno volontario di solidarietà, consentono ai loro cari di essere curati e assistiti a domicilio.
Al riguardo si ricorda che in base all'articolo 23 della Costituzione «nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge» e che Parlamento mai ha approvato norme volte ad assegnare ai congiunti compiti attribuiti al Servizio sanitario nazionale. Pertanto, mentre dovrebbero essere incentivate le iniziative per lo sviluppo del volontariato intrafamiliare, si impone a questi benemeriti cittadini di assumere a loro carico anche larga parte degli oneri economici di competenza del Servizio sanitario nazionale.
Nel testo in oggetto è previsto all'articolo 22 “Cure domiciliari” che «il bisogno clinico, funzionale e sociale è accertato attraverso idonei strumenti di valutazione multidimensionale che consentano la presa in carico della persona e la definizione del “Progetto di assistenza individuale” (Pai) socio-sanitario integrato».
Come è stato evidenziato nel citato allegato documento dell' Ordine dei Medici della Provincia di Torino, secondo cui l’intervento delle Unità valutazione «può essere richiesto per accertamenti ed approfondimenti clinici, ma non può negare le cure» né per ritardarle, questo Coordinamento – che funziona ininterrottamente dal 1970 a tutela delle esigenze fondamentali di vita e dei diritti delle persone non autosufficienti e quindi impossibilitate ad autotutelarsi – ricordando nuovamente che tutte le persone non autosufficienti hanno l'esigenza di prestazioni socio-sanitarie indifferibili, chiede che le prestazioni domiciliari vengano fornite immediatamente sulla base dei bisogni degli infermi e delle persone con disabilità grave; ritiene assai negativo per i sopracitati nostri concittadini non autosufficienti che il Governo e le Regioni non riconoscano il ruolo decisivo ed insostituibile degli accuditori familiari (termine che preferiamo a quello di “caregiver”) e non siano disponibili ad erogare loro quale rimborso forfettario delle spese vive sostenute una somma che – a nostro avviso – potrebbe essere stabilita nei due terzi dell' importo a carico del Servizio sanitario nazionale per il ricovero di persone aventi analoghe situazioni, realizzando in tal modo anche consistenti risparmi a favore delle spese pubbliche.
In merito si segnala che è arcinoto e confermato dalle ricerche svolte (si vedano ad esempio quelle dell'Università La Sapienza di Roma) che la presenza di una persona non autosufficiente è molto spesso la causa – a seguito del colpevole disinteresse del settore pubblico – della povertà e sovente anche della condizione di vera e propria miseria delle famiglie coinvolte.
Per quanto concerne la nostra posizione sul Servizio sanitario nazionale, uniamo l’articolo di Mauro Perino, “Perché le valenze sociali dei livelli essenziali dovrebbero essere assunte direttamente dal Servizio sanitario”, che verrà pubblicato sul n. 195, 2016 della nostra rivista “Prospettive assistenziali” che esce ininterrottamente dal 1968.
Confidando in Vostre urgenti e concrete iniziative, restiamo a disposizione e porgiamo cordiali saluti.
p. Csa, Andrea Ciattaglia, Giuseppe D'Angelo e Francesco Santanera
[1] Non tenendo in alcuna considerazione l'arcinota situazione reale, il Consiglio di Stato nella sentenza numero 5538/2015 ha sostenuto – incredibile ma vero – che i congiunti e le terze persone che consentono l'attuazione delle prestazioni domiciliari garantendo direttamente o con l'aiuto di altri la presenza attiva 24 ore su 24, non svolgerebbero alcuna attività sanitaria, dimenticando che gli accuditori domiciliari provvedono, tra l'altro, alla somministrazione dei farmaci e degli alimenti (spesso mediante imboccamento), all’igiene dei locali e a quella personale del soggetto non autosufficiente (sovente affetto da doppia incontinenza), alla rilevazione della temperatura corporea, alla valutazione delle emergenze e alle relative iniziative (richiesta dell'intervento a domicilio del medico di medicina generale o della guardia medica o dell'ambulanza), nonché alla registrazione dei dati alla registrazione dei dati richiesti dal personale medico e infermieristico.
Articolo di Mario Perino
Lettera dell'ordine Provinciale dei Medici e Odontoiatri
Petizione Popolare Assistenza Domiciliare
NO alla DGR 18 da parte dei Medici
Copia della e-mail, e dei relativi allegati, inviati ai Sindaci dei Comuni del vercellese in cui vi sono ancora Ipab funzionanti, come quella di Trino.
- Ai Signori Sindaci dei Comuni del vercellese,
Questo Csa (Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base), che opera ininterrottamente dal 1970 a tutela delle esigenze e dei diritti delle persone non autosufficienti e quindi impossibilitate ad autodifendersi (anziani malati cronici non autosufficienti, persone colpite dalla malattia di Alzheimer o da patologie assimilabili, soggetti con disabilità intellettiva o con autismo, oltre un milione in Italia di nostri concittadini) segnala alle S.V. che, in relazione all’allegato disegno di legge n. 193 “Riordino del sistema delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza (Ipab)”, ha inviato alle Autorità in indirizzo le allegate e-mail dell’8 febbraio e del 27 aprile 2016.
Inoltre, allo scopo di consentire alle S.V. di valutare l’opportunità di acquisire a titolo gratuito il o i patrimoni della o delle Ipab del Vostro territorio, nonché il relativo personale, ha raccolto gli allegati dati catastali.
Si unisce la delibera della Giunta della Regione Piemonte n. 15/2016 “Ipab – Asilo infantile ‘E. Zandrino’ con sede in Isola d’Asti (Al), frazione Repergo. Estinzione” in base alla quale i beni della disciolta Ipab sono stati trasferiti gratuitamente al Comune di Isola d’Asti con il vincolo della loro destinazione alle attività socio-assistenziali.
Si allega altresì l’articolo di Mauro Perino “Come gli enti locali possono realizzare idonee strutture socio-sanitarie senza alcuna spesa di investimento: l’esperienza del Comune di Grugliasco”, pubblicato sul n. 156/2006 della nostra rivista “Prospettive assistenziali” che esce ininterrottamente dal 1968.
Comunicato Stampa del Gruppo Senza Sede sull'Isee
Facendo seguito alle segnalazioni dell’ Utim (Unione per la tutela degli insufficienti mentali) torniamo sull’argomento “nuovo ISEE” per informare circa la possibilità di “contestare” l’inserimento dell’indennità di accompagnamento, poiché finora l’Inps non ha ancora modificato le sue procedure per ottemperare alla sentenza del Consiglio di Stato 838/2016 che aveva confermato la sentenza del Tar del Lazio 2458/2015.
Il disabile o chi per esso che fa richiesta di un servizio socio-sanitario può richiedere il rilascio dell’ISEE in due modi :
1) Direttamente su Internet dopo aver chiesto ed ottenuto il Pin dall’INPS, se non ne è già in possesso. Dovrà completare la Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica) con il modello MB1rid e relativi allegati. Quando, dopo circa dieci giorni, l’Inps gli invierà on-line l’attestato, se sul rigo “Ise” (Indicatore situazione economica) comparirà anche l’indennità di accompagnamento, l’interessato potrà rientrare nella sua dichiarazione e “CONTESTARE” la stessa, indicando il reale reddito annuale disponibile. Per accedere alla procedura di contestazione c’è un’apposita sezione nelle impostazioni, alle quali si accede tramite il tasto con il simbolo della chiave inglese. Nello spazio riservato alle note si consiglia di scrivere : ” Ai sensi della sentenza 838/2016 del Consiglio di Stato, l’indennità di accompagnamento non può essere considerata ai fini del reddito disponibile”. Una volta registrata la contestazione l’Inps emetterà un attestato, contestato si, ma finalmente corretto anche per quanto riguarda le franchigie.
2) Tramite i Centri di assistenza fiscale (Caf) precisando che l’attestato serve per richiedere una prestazione socio-sanitaria per una persona non autosufficiente e quindi chiedere la compilazione del modello MB1rid. Non vanno forniti altri dati oltre a quelli propri e personali del disabile. Qualora l’Inps inviasse una Dsu che riporta sul rigo Ise un valore superiore a zero, significa che non è stata applicata la sentenza del Consiglio di Stato. In tal caso l’interessato può pretendere dal Caf che venga “CONTESTATO” l’attestato attraverso l’ opzione citata al punto 1.
Qualora il Caf rifiutasse o non fosse in grado di conteggiare nel modo corretto la situazione economica delle persone con disabilità, si consiglia di segnalare il fatto per iscritto all’Utim ed al Presidente dell’Inps ed eventualmente cambiare Caf.
Rimangono purtroppo in vigore, altre disposizioni del nuovo Isee, fortemente discriminatorie per le persone non autosufficienti: la considerazione dei parenti per la determinazione dell’Isee relativo alla persona fruitrice di prestazioni socio-sanitarie; la mancata considerazione del mantenimento del coniuge da includere nel calcolo della situazione economica del beneficiario; la considerazione anche di una componente aggiuntiva relativa alle risorse dei figli anche non conviventi, nei casi di persone ricoverate in via definitiva in strutture residenziali, situazione che potrebbe riguardare anche persone con gravissima disabilità e limitata o nulla autonomia, per esempio a seguito di incidenti, che avevano costituito una famiglia prima del nefasto evento.
Di fronte all’Autorità giudiziaria, il compito delle Associazioni è finito con i ricorsi al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato. Ora, se lo vogliono, spetta ai singoli, appoggiati dalle associazioni con consulenze gratuite, intraprendere cause individuali contro le richieste economiche delle Istituzioni, formulate in base al nuovo Isee.
Per ulteriori chiarimenti i testi integrali sono disponibili sul sito www.grupposenzasede.it
Trino 23 maggio 2016 Associazione culturale Gruppo senza Sede
Bozza di petizione al Parlamento Europeo.
Si allega, affinché possiate fornire eventuali suggerimenti e osservazioni ulteriori, il testo/bozza (in Word) di una Petizione al Parlamento europeo sulla situazione di negazione delle prestazioni socio-sanitarie che registriamo in tutta Italia ai danni delle persone non autosufficienti.
Ringraziandovi per la vostra attenzione, Vi chiediamo gentilmente di farci pervenire il vostro materiale entro e non oltre il giorno mercoledì 25 maggio 2016.
Se credete e se condividete integralmente il testo potete già comunicarci nella Vostra risposta l’adesione alla Petizione.
Allegato Asl To 3 No cure Domus
Allegato Legge Reg. 10
In allegato trovate la cartolina/appello ideata e predisposta dall'Utim (associazione che aderisce al Csa - Coordinamento sanità e assistenza tra i movimenti di base) per essere inviata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Si tratta di una petizione affinché il Parlamento e il Governo intervengano su alcune situazioni vergognose e inaccettabili per il nostro paese:
1) l'importo della pensione di invalidità della miserrima cifra di 279,75 euro al mese (che dovrebbero bastare alle persone totalmente incapaci di qualsiasi attività lavorativa proficua per vivere autonomamente!);
2) la diffusissima negazione alle persone non autosufficienti (oltre un milione di italiani) delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie a casa, nei centri diurni, nelle comunità alloggio o nei ricoveri (Rsa), violando apertamente il loro diritto ad essere presi in carico dal Servizio sanitario nazionale - come tutti gli altri cittadini con carenza di salute;
3) al mancato riconoscimento del diritto pienamente vigente alle prestazioni domiciliari delle persone non autosufficienti, cure a casa che molto spesso sono gli interventi più richiesti dagli utenti e dalle loro famiglie, che comportano al permanenza del malato/persona con grave disabilità e limitata o nulla autonomia nel suo ambiente di vita e che comportano un rilevante risparmio di risorse per il Servizio sanitario nazionale rispetto alle soluzioni residenziali.
Per questi motivi chiediamo a tutte le associazioni/organizzazioni in indirizzo di valutare se predisporre un'analoga iniziativa, eventualmente cambiando il logo ed i riferimenti dell'Utim e della Fondazione promozione sociale onlus presenti nella cartolina, sostituendoli con i propri.
Segnaliamo, inoltre, che per tutte le associazioni di volontariato iscritte presso i locali Centri di servizio per il volontariato, la stampa delle cartoline può essere richiesta al Centro stesso, tra i servizi dedicati alle associazioni, generalmente a titolo gratuito.
Restiamo a disposizione, chiedendovi di tenerci aggiornati sull'adesione alla campagna e sulla predisposizione di vostre cartoline/appello.
Il Gruppo Senza Sede mette a disposizione alcune cartoline per le Associazioni che volessero aderire, ecco quella dell'Associazione.
“La salute è ancora un diritto?”, Giovedì 26 maggio 2016, ore 16,00 c/o Centro studi Sereno Regis Via Garibaldi 13 Torino.
Si inoltra l’invito per una iniziativa che si terrà al Salone del libro sabato 14 maggio p.v. con preghiera di partecipazione/diffusione
Scheda libro - Locandina - Invito
Richiesta di collaborazione (gratuita) per ottenere la continuità delle prestazioni socio-sanitarie agli anziani malati cronici non autosufficienti e alle persone colpite dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile
Mentre continuiamo a promuovere la priorità delle prestazioni domiciliari per i sopra indicati infermi (la relativa Petizione popolare nazionale è stata sottoscritta da 20.014 cittadini ed ha ottenuto l’adesione di 49 organizzazioni pubbliche e private), con la presente segnaliamo alla Vostra attenzione i risultati sempre positivi ottenuti a favore dei sopra menzionati malati per la prosecuzione delle cure socio-sanitarie al termine della degenza presso ospedali o case di cura con il semplice invio di 4 raccomandate A/R. Ogni trimestre forniamo la necessaria consulenza scritta a oltre 140 congiunti che, seguendo le nostre indicazioni, ottengono sempre la prosecuzione delle cure.
Com’è noto, in quasi tutte le zone del nostro Paese, ai congiunti degli anziani malati cronici non autosufficienti e delle persone con il morbo di Alzheimer o con altre forme di demenza senile, sono fornite false informazioni aventi lo scopo di scaricare sui parenti la responsabilità della prosecuzione delle cure ed i relativi costi (ammonta a 2.500-3.500 euro l’importo mensile della retta praticata dalle Rsa, Residenze sanitarie assistenziali, nei casi in cui il ricovero è stato richiesto da privati senza la preventiva autorizzazione dell’Asl di residenza del malato).
Pertanto nei casi in cui il ricovero durasse 3 anni la spesa a carico del ricoverato e dei suoi congiunti varia da 90 a 126mila euro. Questo costo, che spesso fa precipitare le famiglie nella povertà e a volte nella miseria, viene sempre ridotto almeno nella misura del 50% se il ricovero presso le Rsa è disposto dall’Asl di residenza del malato.
Per ottenere l’immediato versamento del 50% della retta di ricovero presso le Rsa è sufficiente presentare opposizione scritta alle dimissioni da ospedali e da case di cura, inviando le raccomandate A/R e le lettere di cui alleghiamo il facsimile. Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito www.fondazionepromozionesociale.it alla voce “Opposizione alle dimissioni”.
No dimissioni 1 - No dimissioni 2 -
Ciò premesso, chiediamo alle persone e alle organizzazioni alle quali inviamo la presente di assumere con la massima sollecitudine possibile iniziative informative:
- inserendo questa possibilità nei Vostri siti, se del caso collegandoli con il nostro (www.fondazionepromozionesociale.it);
- distribuendo volantini, di cui nel nostro sito è riprodotto quello predisposto da questa Fondazione con la società Socrem di Torino (allegato);
- ottenendo dai Comuni la stampa di opuscoli, anche di sole due paginette, come quelli redatti e distribuiti dai Comuni di Agliè, Brandizzo, Candiolo, Collegno e Grugliasco, Druento, Nichelino, None, Settimo Torinese, Villanova d’Asti e Vinovo, i cui testi sono reperibili nel nostro sito sopra indicato alla voce “opuscoli”;
- organizzando incontri informativi;
-assumendo le altre iniziative da Voi ritenute utili.
Da parte nostra assicuriamo tutta la collaborazione (gratuita) possibile, compresa la messa a disposizione della documentazione che ci verrà richiesta.
Per quanto concerne le prestazioni domiciliari dei sopra citati infermi, nell’allegato testo delle raccomandate A/R di opposizione alle dimissioni da ospedali e da case di cura, è inserito questo aspetto. Tuttavia quasi sempre i congiunti non attendono la risposta del Direttore generale dell’Asl di residenza del malato (che ne ritarda l’invio per non assumere i relativi costi) e portano a casa la persona non autosufficiente. Una volta che il paziente è a casa il mancato suo inserimento nell’ambito delle prestazioni domiciliari può essere contestato esclusivamente mediante ricorso al Giudice del lavoro.
Vi ringraziamo per la sperata collaborazione, che rappresenta una concreta espressione di solidarietà, restiamo a Vostra disposizione e porgiamo cordiali saluti.
Lettera allegata alla petizione alla Camera
Lettera dell'ordine Provinciale dei Medici chirurghi di Torino alla Regione Piemonte
Una importante sentenza n. 689 del Tribunale di Verona sui malati di Alzheimer ricoverati nelle RSA.
Anni di pagamenti non dovuti
Comunicato stampa del Gruppo Senza Sede sulla sentenza del Consiglio di Stato relativo alle indennità di accompagnamento e al modello Isee.
Parole d’ordine del governo: “Copertura finanziaria, tagli alla spesa, lotta all’evasione, la coperta è corta ” così si va avanti imperterriti, non si guarda in faccia a nessuno, figuriamoci alle minoranze. Proprio in faccia ai disabili non si hanno esitazioni nel ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio, che aveva escluso le indennità di accompagnamento dalla certificazione Isee. Ma stavolta è arrivato uno stop : il Consiglio di Stato, confermando la sentenza del Tar, ha dato torto al governo ribadendo che l’indennità di accompagnamento per i disabili non può essere conteggiata come reddito. Inoltre, poichè la sentenza del Tar era immediatamente esecutiva, il nuovo Isee, nella parte oggetto di ricorso, non andava applicato, per cui chi ha subito un danno patrimoniale deve essere risarcito, dopo che questo sia stato quantificato e collegato all’applicazione del nuovo Isee. Il ministro Poletti si è affrettato a dire : ” Non sono previsti risarcimenti” ma non tocca a lui stabilirlo ma alla legge, perciò le famiglie che sono state fortemente danneggiate, faranno bene a muoversi, prima in via informale poi eventualmente per via legale. Le provvidenze economiche previste per la disabilità non possono e non devono essere conteggiate come reddito, contrariamente a quanto previsto nel modello Isee varato dal governo Letta entrato in vigore sotto l’esecutivo Renzi, pensato per renderlo meno permeabile ad elusioni ed abusi, ha finito per danneggiare coloro che ricevendo contributi assistenziali hanno visto lievitare “sulla carta” la loro “ricchezza” perdendo l’accesso a prestazioni sociali agevolate ed aiuti per le situazioni di bisogno. Il Tar aveva annullato anche la parte del regolamento Isee che prevedeva franchigie variabili a seconda che il disabile fosse maggiorenne o minorenne : “ Non si individua una ragione – recitava la sentenza – per la quale al compimento della maggiore età una persona con disabilità sostenga automaticamente minori spese ad essa correlate” . Secondo il Consiglio di Stato le indennità o il risarcimento sono accordati al fine di pervenire in una posizione uguale rispetto a chi non soffre e ristabilire una parità morale e competitiva. Essi non determinano una migliore situazione economica del disabile rispetto al non disabile, pertanto la “capacità selettiva” dell’ Isee, se deve distinguere correttamente le posizioni diverse e trattare egualmente quelle uguali, non può compiere l’artificio di definire reddito un’indennità o un risarcimento, ma deve considerarli come utili a fronteggiare una condizione non altrimenti rimediabile. Pertanto, è consigliabile ai disabili che hanno richiesto prestazioni agevolate (bandi per le case popolari, mensa scolastica, riduzioni sui pagamenti dovuti ad enti e case di riposo) nella cui nuova certificazione Isee è indicata l’indennità di accompagnamento, di far rivedere le loro pratiche per valutare l’effettivo danno e la possibilità di richiedere risarcimenti, nonché l’eventuale ripristino delle agevolazioni.
Trino, marzo 2016 Associazione Gruppo senza Sede
Comunicato stampa del Gruppo Senza Sede sul dopo di noi.
Testo della e-mail certificata inviata al Presidente del Senato e ad altre Autorità avente per oggetto “Truffaldino il testo approvato dalla Camera dei Deputati in merito al “Dopo di noi”. Occorre che il Senato compia un rigoroso e profondo riesame del testo (Disegno di legge n. 2232/S) assumendo come riferimento non solo le esigenze delle persone con disabilità grave e limitata o nulla autonomia, ma anche le leggi vigenti”.
Data l’estrema gravità della questione si confida vivamente in varie iniziative volte ad ottenere dal Senato una idonea revisione del testo in oggetto.
Articolo del Gruppo Senza Sede
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Articolo dell'Utim
Articoli pubblicati sui giornali locali
Alleghiamo il testo della email inviata l’8 u.s. dal Csa ai Presidenti del Consiglio e della Giunta della Regione Piemonte ed altre Autorità in merito al disegno di legge della Giunta regionale numero 193 sulle Ipab, e chiediamo di voler assumere le necessarie e urgenti iniziative volte ad evitare l'ennesima sottrazione di beni ai poveri.
Riportiamo gli allegati articoli “Appello a Papa Francesco per la tutela dei diritti e delle prestazioni sanitarie degli anziani malati cronici non autosufficienti”, “Non è carità promuovere la conoscenza e la difesa dei diritti socio-sanitari?” del prof. Claudio Ciancio e “Credere e non informare? Mancano da parte delle organizzazioni cattoliche iniziative d’informazione sui diritti esigibili degli anziani malati cronici non autosufficienti e sulla difesa delle loro indifferibili esigenze terapeutiche” del direttore di “Prospettive assistenziali”, Andrea Ciattaglia e del rappresentate del Csa – Coordinamento sanità e assistenza tra i movimenti di base, Francesco Santanera.
L’appello al Papa, sottoscritto da trenta associazioni, e gli altri contributi mettono in luce i vigenti diritti alle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie degli anziani malati cronici non autosufficienti e delle persone colpite da demenza senile, alle quali molto spesso sono negate le cure cui hanno diritto in base alle leggi.
Molto spesso purtroppo i casi seguiti dalle associazioni di volontariato dimostrano che le organizzazioni cattoliche non informano i familiari e congiunti delle persone gravemente malate e non autosufficienti delle prestazioni cui hanno diritto (cure socio-sanitarie domiciliari, prestazioni semi residenziali nei centri diurni, ricoveri nelle Rsa – Residenze sanitarie assistenziali), rendendosi protagoniste di atti di omissione che determinano pesanti conseguenze (economiche e di qualità della vita) sui malati e sui loro famigliari.
Basterebbe il cambio di rotta delle sole strutture facenti capo alle direzioni diocesane delle Caritas delle Diocesi italiane per determinare un fondamentale cambiamento a favore dei diritti e delle prestazioni esigibili delle persone non autosufficienti. Per combattere l’incultura dello “scarto” denunciata più volte da Papa Francesco, occorre che sia affermata la cultura dei diritti e, nel caso dei malati non autosufficienti, della tutela della loro salute stabilita dall’articolo 32 della Costituzione, affermazione che in primo luogo si concretizza con la segnalazione delle leggi vigenti.
Restiamo in attesa di vostre iniziative al riguardo, delle quali vi chiediamo gentilmente di essere informati, in modo anche da poterle comunicare alle associazioni aderenti all’appello
.Convegno sul tema “Persone con disabilità intellettiva e/o autismo con limitata o nulla autonomia. Il durante e dopo di noi è già un diritto esigibile” che avrà luogo a Torino il 4 marzo 2016. Programma.
Torino 8 febbraio 2016: Malati non autosufficienti, curarsi a casa è un diritto, a cura della Fondazione Promozione Sociale.
Segnaliamo DUE IMPORTANTI APPUNTAMENTI sul diritto alle prestazioni socio-sanitarie per le persone non autosufficienti che si terranno nelle prossime settimane. È importante che tutte le organizzazioni e le associazioni diffondano i programmi degli appuntamenti e invitino i loro soci e conoscenti a partecipare.
Dove: Sala c/o Ordine dei Medici della Provincia di Torino
C.so Francia 8 - Torino (5 min. a piedi dalla Stazione Porta Susa)
Quando: VENERDI’ 4 marzo 2016
Promotori: Ama Torino; Missione autismo; Autismo e società; Coordinamento associazioni autismo Piemonte; Cpd – Consulta per le persone in difficoltà; Csa – Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base; Fondazione promozione sociale onlus; Fish Piemonte; Gva, Gruppo volontariato assistenza handicappati onlus; Luce per l’autismo.
Temi: Le prestazioni socio-sanitarie garantite dai Lea: cure a domicilio, centri diurni, comunità alloggio. Il quadro normativo di riferimento e la modalità per richiedere le prestazioni.
La presa in carico, il progetto individuale, il rapporto con i servizi diurni e residenziali
Il ruolo delle associazioni dei familiari e di tutela per ottenere centri diurni e comunità alloggio (con testimonianze di familiari di persone con disabilità e/o autismo e limitata o nulla autonomia)
I Lea nelle delibere regionali: il diritto alle prestazioni socio-sanitarie tra nuovi e vecchi bisogni 14,00 Ripresa dei lavori;
Tavola rotonda su le attività del centro diurno e della comunità alloggio. Come coniugare qualità delle prestazioni, nuovi bisogni e diritti degli utenti.
ISCRIZIONI – IMPORTANTE – La partecipazione è gratuita, ma È INDISPENSABILE ISCRIVERSI.
Si prega di telefonare o inviare una e-mail alla segreteria c/o la Fondazione Promozione Sociale onlus
(tel. 011.8124469 – e-mail: info@fondazionepromozionesociale.it).
(Leggi e diffondi il programma completo)
Seminario informativo/formativo per le persone e le associazioni di volontariato che operano nel settore sanitario e socio-sanitario
(malati cronici non autosufficienti, persone colpite da demenza senile)
LE INFORMAZIONI UTILI PER I VOLONTARI E PER LE FAMIGLIE
Dove: salone multimediale di via Cibrario n. 16 Cirié (TO)
c/o Fondazione Istituto Ernesta Troglia Onlus
Quando: SABATO 12 MARZO 2016, DALLE 9,00 ALLE 12,00
Promotori: Fondazione Istituto Ernesta Troglia Onlus; Fondazione promozione sociale onlus; Associazione Tutori volontari.
Temi: I diritti vigenti alle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie per le persone non autosufficienti, anche alla luce dei provvedimenti negativi inseriti nel Patto per la Salute 2014-2016.
Adi, Adp, Assegno di cura, Uvg, Rsa: orientarsi tra sigle e prestazioni a casa o in struttura socio-sanitaria, previste dalle norme in vigore per le persone non autosufficienti.
I metodi per chiedere (ed ottenere dalle Asl e dai Comuni) che vengano rispettati e garantiti i diritti delle persone colpite da non autosufficienza per malattie e/o per disabilità grave.
Le possibili iniziative comuni per contrastare l’attuale situazione di negazione del diritto alle cure che si sta verificando in Piemonte (e in tutta Italia).
Importante: La partecipazione è gratuita, ma è importante confermare la propria intenzione a partecipare inviando un’e-mail a: info@etroglia.it
Sollecitazione per il riconoscimento alle cure Domus della Fondazione Promozione Sociale, con la lettera di sollecitazione del Gruppo Senza Sede e un suo Comunicato Stampa.
Segnaliamo l’urgente necessità di ottenere non solo il rinnovo dell’abbonamento per il 2016 da parte di coloro che già ricevono “Prospettive assistenziali” ma anche la sottoscrizione di nuovi abbonamenti.
Alleghiamo il testo di un volantino e un modulo di conto corrente postale e confidiamo vivamente in tue iniziative rivolte ai Soci della tua associazione.
Ringraziamo e ti porgiamo cordiali saluti.