Source: https://www.exeo.it/free/demanio-e-patrimonio-strade-circolazione-limitazioni
Timestamp: 2019-05-20 05:15:34+00:00
Document Index: 137818574

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 44', 'art. 36', 'art. 3', 'art 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 107', 'art. 36', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 36']

È legittimo il provvedimento che inibisce l'accesso dei S.U.V. nella Z.T.L., che sia motivato sulla base delle dimensioni particolarmente ridotte delle strade e dei marciapiedi, della loro inidoneità a sopportare il transito e la sosta di questa categoria di veicoli e del fatto che i S.U.V. provocherebbero pericolo per la circolazione e danneggiamenti alla pavimentazione stradale.
Non vi è alcuna ragione per ritenere che le «categorie» cui ha riguardo l'art. 7 D. Lgs. 285/1992 debbano necessariamente corrispondere alle classi ufficiali di omologazione; il richiamo legislativo va inteso, invero, in modo più elastico, dovendo essere funzionale agli interessi pubblici perseguiti di volta in volta dalla P.A. in concreto nel momento in cui applica la norma.
Il requisito della «categoria» di cui all'art. 7 D. Lgs. 285/1992 postula in primo luogo che la P.A. si riferisca a parametri oggettivi, univoci e concretamente identificabili, riflettenti obiettive caratteristiche dei veicoli, come può essere la dimensione del pneumatico; in secondo luogo, è necessario che l'individuazione della categoria da valorizzare in concreto da... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...a P.A. abbia luogo in modo logicamente coerente con gli specifici interessi pubblici da tutelare.
Non è necessario che le «categorie» veicolari da considerare ai sensi dell'art. 7 D. Lgs. 285/1992 debbano costituire un mero riflesso automatico delle caratteristiche delle strade cui la P.A. ha riguardo nel momento in cui emana il provvedimento di limitazione del traffico.
L'art. 6, co. 4, lett. b), D. Lgs. 285/1992 consente limitazioni alla circolazione sia «di carattere temporaneo» che «permanente», e, inoltre, che esso, nel far riferimento a «ciascuna strada o parte di essa», non osta a che la P.A. possa avere riguardo, agli stessi fini, anche a un ambito spaziale più ampio, purché oggettivamente delimitato, quale appunto quello di una Z.T.L..
Le esigenze di salvaguardia della sicurezza della circolazione e dell'integrità della pavimentazione di strade e marciapiedi poste a fondamento di provvedimenti limitativi del traffico nei centri storici non abbisognano di specifica e apposita istruttoria tecnica laddove scaturiscano da circostanze suscettibili, nello specifico contesto municipale, di essere considerate come di manifesta evidenza e, soprattutto, di domi... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...
E' illegittimo il provvedimento di pedonalizzazione di un'area se non sono percepibili dalla lettura del medesimo, nonché degli atti in esso richiamati, le ragioni che hanno condotto alla concreta individuazione dell'area tra quelle da ricomprendere nel perimetro della pedonalizzazione, risultando quindi tale scelta del tutto avulsa da quel necessario contesto istruttorio e motivazionale che deve presidiare l'esercizio della potestà discrezionale riconosciuta all'Amministrazione Comunale.
I comuni hanno indubbiamente la potestà di limitare il traffico per ragioni di tutela di quegli interessi indicati dall'art. 7 del Codice della Strada, avendo la Corte costituzionale da tempo rilevato che il precetto relativo alla libertà di circolazione non preclude al legislatore la possibilità di adottare, per ragioni di pubblico interesse, misure che influiscano sul movimento della popolazione, potendo l'uso delle strade essere regolato, attraverso l'introduzione di limiti di vario tipo, sulla base di esigenze che, sebbene trascendano il campo della sicurezza e della sanità, attengono al buon regime della cosa pubblica, alla sua conservazione, alla disciplina che gli utenti debbono osservare ed alle eventuali prestazio... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... sono tenuti a compiere, nell'ottica di una disciplina funzionale ad una pluralità di interessi pubblici meritevoli di tutela e a diverse esigenze, la quale tuttavia deve pur sempre risultare rispondente a criteri di ragionevolezza.
Le limitazioni della libertà di locomozione possono trovare giustificazione nel valore primario ed assoluto riconosciuto dalla Costituzione all'ambiente, al paesaggio ed alla salute, e, quindi, nell'esigenza di tutela rafforzata di patrimoni culturali ed ambientali di rilievo.
I provvedimenti limitativi della circolazione stradale nei centri abitati sono espressione di scelte latamente discrezionali, devolute alla esclusiva competenza decisionale dell'autorità amministrativa, che coprono un arco molto esteso di soluzioni possibili, incidenti su valori costituzionali spesso contrapposti, che devono essere contemperati secondo criteri di ragionevolezza.
Se tra le ragioni che possono legittimare l'adozione di interventi limitativi della libertà di circolazione vengono individuate, dall'art. 7 del Nuovo Codice della Strada, le esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale, la stessa norma impone espressamente che tali esigenze... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ertate e motivate", dovendo pertanto le relative determinazioni indicare compiutamente a quale specifica finalità, tra quelle in astratto perseguibili, rispondano le concrete misure adottate, al contempo dando atto degli accertamenti svolti e delle motivazioni della scelta, che rendano conto della idoneità di tali misure rispetto agli scopi perseguiti.
La natura di atto di programmazione della delibera di pedonalizzazione di un'area non ne elide il carattere provvedimentale e la necessità – peraltro imposta dall'art. 7 del D.Lgs. n. 285 del 1992 - che anche tali atti siano adottati sulla scorta di una congrua istruttoria dalle cui risultanze evincere i presupposti sottesi alla scelta, non potendo il principio che mitiga l'obbligo di motivazione per tale tipologia di atti risolversi nella possibilità di prescindere dall'esternazione delle ragioni che li giustificano e dallo svolgimento di un adeguato iter istruttorio che ne individui i presupposti nella loro correlazione tra i fini perseguiti ed i mezzi adottati secondo un rapporto di adeguatezza, ragionevolezza e congruità.
Il co... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ave; disciplinare la circolazione delle aree ubicate nel territorio di riferimento anche quando non si tratta di beni di proprietà comunale, ma solo assoggettati ad uso pubblico.
Il Comune può disciplinare la circolazione e la sosta veicolare su un'area che il proprietario abbia messo a disposizione dell'uso collettivo, non essendo necessaria nemmeno l'adozione di atti di natura ablatoria.
Le strade di proprietà privata ricadenti all'interno del centro abitato sono assoggettate dall'art. 7 D. Lgs. 285/1992 agli ordinari poteri di regolamentazione assegnati al Sindaco.
Dal fatto che manchi la segnaletica che interdica la circolazione e la sosta dei veicoli non può dedursi che la strada è idonea al traffico veicolare.
Il provvedimento che dispone la riapertura al traffico di un tratto stradale in precedenza chiuso per la sua pericolosità non deve limitarsi ad evidenziare le esigenze di circolazione, ma deve anche tener conto della reale situazione d... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... tratto stradale dal punto di vista dell'ampiezza e della sicurezza.
E' del tutto legittimo che l'amministrazione comunale sottoponga a disciplina limitativa del traffico veicolare una strada certamente adibita ad uso pubblico.
È illegittima la mancata inclusione nel calendario per le limitazioni alla circolazione stradale adottato con D.M. 12 dicembre 1997 ai sensi dell'art. 6 d. lgs. 285/1992 della mancata inclusione di alcune giornate precedenti o successive ad alcune festività, tra quelle per le quali vige il divieto di circolazione.
È legittima la norma del decreto ministeriale che fissa il calendario delle limitazioni alla circolazione stradale ai sensi dell'art. 6 d. lgs. 285/1992 che prevede che determinate tipologie di automezzi formulate per categorie generali possano essere esonerate dal divieto di circolazione purché muniti di autorizzazione prefettizia in caso di sussistenza di esigenze gravi ed indifferibili.
L'art. 7 D.L.vo 285/1992 si applica alle strade insistenti nei centri abitati per cui non può fondare alcuna competenza statale in relazione alle strade esterne a tali centri.
L'autorità comunale, nel provvedere a regolamentare la circolazione n... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...rbani, deve tenere in debita considerazione una serie di elementi e di esigenze riguardanti la fruibilità ordinata delle strade da parte di tutti i cittadini nonché la massima salubrità e la prevenzione degli inquinamenti.
Nel contemperamento dei contrapposti interessi che vengono in rilievo nel disciplinare la circolazione nei centri urbani, il Sindaco non può scegliere di fornire prevalente tutela ad uno dei soggetti interessati alla viabilità, dato l'uso pubblico delle aree in questione.
Il potere di ordinare la rimozione degli ostacoli al pubblico transito su di una strada non rientra nella competenza del responsabile del servizio tecnico comunale bensì in quella del sindaco.
I provvedimenti limitativi della circolazione veicolare all'interno dei centri abitati sono espressione di scelte latamente discrezionali, che coprono un arco molto esteso di soluzioni possibili, incidenti su valori costituzionali spesso contrapposti, che devono essere contemperati, secondo criteri di ragionevolezza.
In tema di limitazioni alla circolazione veicolare nel centro cittadino, si reputa legittima la diversità del regime circolatorio in base al tipo, alla funzione ed alla provenienza d... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... trasporto, specie quando la nuova disciplina sia introdotta gradualmente e senza soluzioni di continuità.
Sono legittime e non violano gli artt. 16 e 41 Cost. le limitazioni alla circolazione veicolare urbana, quando non sia vietato tout court l'accesso e la circolazione all'intero territorio, ma solo a delimitate, seppur vaste, zone dell'abitato urbano particolarmente esposte alle conseguenze dannose del traffico.
In tema di limitazioni alla circolazione veicolare urbana, la parziale limitazione della liberta di locomozione e di iniziativa economica è sempre giustificata quando derivi dall'esigenza di tutela rafforzata di patrimoni culturali ed ambientali di assoluto rilievo mondiale o nazionale.
L'art. 36, comma 3, del d.lgs. n. 285/1992 (codice della strada) demanda alle province l'adozione dei piani del traffico per la viabilità extraurbana definita dall'art. 3, n. 50, dello stesso codice ("strada esterna ai centri abitati"): tale norma quindi non consente al Comune la regolamentazione del traffico per la viabilità extraurbana, nemmeno qualora si tratti di strade appartenenti al patrimonio comunale o vicinali.
... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... provvedimenti limitativi della circolazione veicolare all'interno dei centri abitati che possono essere adottati ai sensi dell'art. 7 D. Lgs. n. 285/1992 ineriscono alla competenza comunale: pertanto, quando il Sindaco esercita i poteri attribuiti da tale norma, opera come organo comunale e non come ufficiale di Governo.
Le misure di cui all'art. 7 D. Lgs. 285/1992 sono rimesse di regola alla competenza della dirigenza comunale, salvo non si tratte dei provvedimenti che abbiano maggiore impatto sull'intera collettività locale, per le quali il comma 9 del citato art. 7 prevede l'intervento di un organo politico.
Il provvedimento con il quale viene inibito l'accesso alla z.t.l. di una determinata categoria di veicoli (S.U.V.) è di competenza del Sindaco, se emanato in via di urgenza ai sensi dell'art. 7, co. 9, D. Lgs. 285/1992.
In tema di viabilità, già il decreto legislativo n. 112 del 1998, in attuazione del capo I della legge n. 59 del 1997, ha disposto (prima della riforma del titolo V della Costituzione, operata dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3) il trasferimento di funzioni e compiti amministrativi a regioni ed enti locali.
DEMANIO E PATRIMONIO --> STRADE --> CIRC... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...> DIVIETI DI SOSTA
L'art. 44 co. 8 del D.Lgs. n. 507/1993 conferisce al Comune una potestà tecnico-discrezionale nell'apposizione dei divieti di sosta il cui esercizio è condizionato unicamente dalle esigenze della viabilità e non è subordinato alle specifiche caratteristiche dimensionali della strada interessata dall'intervento.
La chiara ed inequivoca necessità di tutelare il pubblico interesse alla sicurezza della circolazione stradale è ragione sufficiente a reggere la determinazione con cui si dispone per tredici giorni il divieto di sosta su una strada di proprietà privata ricadente all'interno del centro abitato onde consentirne l'asfaltatura.
È illegittimo un divieto di sosta motivato in relazione alle esigenze di manovra dei mezzi deputati al trasporto scolastico che sia imposto su un'area di proprietà privata non asservita ad uso pubblico e per l'intera giornata, anziché in un orario circoscritto, come avrebbe imposto il principio di proporzionalità.
E' legittimo il provvedimento che dispone il divieto di sosta in una strada di uso pubblico per garantire l'accesso ai mezzi di soccorso, anche in considerazione della discrezionalit&a... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...comune in materia di sicurezza stradale.
La modificazione temporale dello stallo di sosta riservato allo svolgimento delle operazioni di carico e scarico di merci, per la sua natura di atto discrezionale, non richiede una specifica ed analitica motivazione.
Il permanere del divieto di circolazione in una località turistica, nonstante la fisiologica riduzione del traffico veicolare dovuta al decorso della stagione estiva, è sproporzionato rispetto alle esigenze di sicurezza del traffico, le quali, nelle more della esecuzione dei lavori previsti, ben possono essere perseguite attraverso la predisposizione di interventi provvisori ovvero di adeguate misure di vigilanza.
I provvedimenti limitativi della circolazione stradale nei centri abitati e istitutivi di zone a traffico limitato sono espressione di scelte latamente discrezionali, devolute alla esclusiva competenza decisionale della P.A. e non suscettibili di sindacato di merito in sede giurisdizionale in ordine alla congruità delle scelte operate nella composizione e nel bi... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... dei diversi interessi coinvolti, a meno che non si palesino vizi di forma o di procedura, ovvero che non emerga una manifesta irragionevolezza.
La parziale compressione della libertà di locomozione e di iniziativa economica derivante dall'istituzione di una Z.T.L. è sempre giustificata quando scaturisce dall'esigenza di tutela rafforzata di patrimoni culturali ed ambientali di assoluto rilievo mondiale o nazionale, tenendo presente che la gravosità delle limitazioni trova comunque giustificazione nel valore primario ed assoluto riconosciuto dalla Costituzione all'ambiente, al paesaggio ed alla salute
Il diritto di circolazione del cittadino, costituzionalmente garantito, non si pone necessariamente in conflitto con la sicurezza della circolazione, la tutela della salute, dell'ordine pubblico e del patrimonio ambientale e culturale, posto che le limitazioni derivanti dall'istituzione di una Z.T.L. riguardano esclusivamente l'utilizzo del veicolo privato, con l'intenzione semmai di garantire una migliore e più sostenibile fruizione degli ambienti urbani.
La mancata adozione del Piano Urbano del Traffico ex art. 36 D. Lgs. 285/1992 non impedisce la decisione dell'istituzione della Z.T.L. di cui all'art. 3, co... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... e all'art 7, co. 9, D. Lgs. 285/1992 sia perché tali norme non prevedono la necessaria propedeuticità del Piano Urbano del Traffico rispetto alla Z.T.L., sia perché diversamente dovrebbe ritenersi che, in assenza di detto Piano, la circolazione stradale debba rispondere a criteri di assoluta anarchia.
Ai sensi della Circolare Ministero Lavori Pubblici n. 3816 del 21.7.1997, attuativa dell'art. 7, co. 9, terzo periodo, D. Lgs. 285/1992, la previa adozione del Piano Urbano del Traffico risulta necessaria solo per l'ipotesi in cui i Comuni vogliano subordinare l'accesso alle Z.T.L. al pagamento di somme o pedaggi.
L'art. 7, co. 9, del D. Lgs. 285/1982, infatti, in deroga alle previsioni di cui al successivo art. 107, attribuisce alla Giunta Municipale (e al Sindaco in caso di urgenza) la competenza per la delimitazione di aree pedonali e le zone di traffico limitato.
La mancata adozione del Piano Urbano del Traffico di cui all'art. 36 D. Lgs. 285/1982 non rende di per sé illegittima l'istituzione di un'isola pedonale ai sensi del precedente art. 7, co. 9, D. Lgs. cit..
La mancata adozione del Piano Urbano del Traffico, tuttavia, non rende illegittima qualsiasi regolamentazione della circolazion... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...i abitati (art. 7 del D. Lgs. 285/1982), dovendo altrimenti concludersi nel senso che, in difetto del Piano Urbano del Traffico, la circolazione stradale debba rispondere a criteri di assoluta anarchia.
È illegittimo il provvedimento con cui il comune adotta un provvedimento che subordina l'accesso alle zone a traffico limitato al pagamento di una somma senza aver introdotto la tariffazione all'interno del Piano Urbano del Traffico.
La circolare del Ministero dei Lavori Pubblici del 21 luglio 1997 n. 3816 prevede che i comuni, per poter subordinare l'accesso alle zone a traffico limitato al pagamento di una somma, devono: a) aver istituito una ZTL (zona a traffico limitato) ai sensi dell'art. 7, co. 9, d. lgs. 285/1992; 2) aver adottato il Piano urbano del traffico ai sensi dell'art. 36 d. lgs. 285/1992; 3) aver introdotto la tariffazione degli accessi alla ZTL all'interno del Piano urbano del traffico, avendo verificato che tale provvedimento (che costituisce una ulteriore misura di selezione rispetto alla limitazione dell'accesso ad ore prestabilite o a particolari categorie di utenti e di veicoli a motore) si rende effettivamente necessario per il raggiungimento degli obiettivi del Piano urbano del traffico.