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Timestamp: 2017-12-14 00:23:56+00:00
Document Index: 39247243

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'sentenza ', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 63', 'art. 93', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Provincia di Biella - Canone patrimoniale non ricognitorio
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In applicazione a quanto previsto dall'art. 27 del D.Lgs 285/1992 (Nuovo Codice della Strada), il Consiglio Provinciale con delibera n. 16 del 27/02/2015 ha istituito il canone patrimoniale non ricognitorio, approvando il regolamento di applicazione.
Tale canone ha la funzione di corrispettivo" per l'uso particolare del suolo pubblico ed è previsto dall'articolo 27 del Codice della strada.
La deliberazione del Consiglio Provinciale era basata anche sulla recente giurisprudenza del Consiglio di Stato che, con la sentenza n. 6459/2014REG., depositata il 31 dicembre 2014, aveva stabilito che Il canone medesimo va preteso dallamministrazione anche nellipotesi in cui per la stessa occupazione è già corrisposta la TOSAP e la COSAP (cfr. sul punto, ad es., Cass. civ., Sez. V, 27 ottobre 2006 n. 23244 e 31 luglio 2007 n. 16914), trattandosi comunque - come detto innanzi - di una entrata patrimoniale espressamente stabilita da una disposizione di legge, ossia dallanzidetto art. 27, commi 7 e 8, del D.L.vo n. 285 del 1992.
La scelta del Consiglio Provinciale trovava le sue ragioni anche nella necessità di massimizzare le entrate dellEnte al fine di rendere possibile luscita dalla fase di dissesto economico finanziario in cui versava. ENEL DISTRIBUZIONE S.p.A., e TELECOM ITALIA S.P.A. hanno impugnato il regolamento provinciale e il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte, accogliendo i ricorsi, ha annullato il Regolamento provinciale per lapplicazione del canone concessorio patrimoniale non ricognitorio.
Nel primo caso il TAR ha sostenuto che il COSAP rappresenta la misura massima del prelievo effettuabile per loccupazione del bene pubblico e quindi non può trovare spazio la pretesa della Provincia resistente di invertire i termini della questione incassando i più alti importi del canone non ricognitorio di cui allart. 27 del codice della strada.
Nel secondo caso, il TAR ha ritenuto che per limpianto di reti o per lesercizio dei servizi di comunicazione elettronica, lunica forma di imposizione ammessa dalla legge è (oltre al contributo una tantum per la costruzione di gallerie) soltanto la TOSAP di cui al d.lgs. n. 507 del 1993 oppure il COSAP di cui allart. 63 del d.lgs. n. 446 del 1997, calcolato secondo le modalità indicate dalle lettere e) ed f) del comma 2. Nessun altro onere o canone, comunque denominato, può essere imposto: è la legge a dirlo chiaramente, anche sulla scorta della riaffermazione del principio di riserva di legge (di cui al comma 1 dellart. 93 del d.lgs. n. 259 del 2003)
La Provincia di Biella aveva deciso in un primo tempo di promuovere ricorso al Consiglio di Stato avverso le predette sentenze, nella consapevolezza che il Consiglio di Stato si era già pronunciato favorevolmente su fattispecie analoga con la citata sentenza n. 6459 depositata il 31 dicembre 2014.
Tuttavia, inaspettatamente, con sentenza n. 1926, depositata il 12 maggio 2016, il Consiglio di Stato ha sovvertito la propria precedente sentenza n. 6459/2014 e, con riguardo ad un regolamento comunale istitutivo del canone non ricognitorio ha deciso lannullamento dello stesso, evidenziando che il canone concessorio stradale non può essere richiesto a fronte di qualunque utilizzo della strada, ma solo in caso di utilizzo che impedisca in tutto o in parte la pubblica fruizione.
Pertanto la pretesa, a giudizio del Consiglio di Stato, è legittima solo durante la fase di posa in opera dell'infrastruttura a rete, trattandosi di lavori che occupano la sede stradale.
Di fronte a tale clamoroso cambio di rotta del Consiglio di Stato, confermato da ulteriori successivi pronunciamenti conformi (cfr. Cons. Stato, V, 30 maggio 2016 n. 2294; 7giugno 2016 n. 2427; 13 giugno 2016 n. 2518 e 6 ottobre 2016 n. 4130) la Provincia di Biella ha revocato, senza sostenere ulteriori oneri, lincarico di ricorrere in appello avverso le citate sentenze del TAR Piemonte.
Il regolamento provinciale istitutivo del canone è pertanto annullato ad opera del Giudice amministrativo e, al momento, in canone non ricognitorio non sarà riscosso da parte degli uffici provinciali.
Biella, 24 ottobre 2016
Data pubblicazione: 24/06/2015 - (Ultimo aggiornamento: 27/10/2016)
Approvazione del Regolamento provinciale per l'applicazione del canone patrimoniale non ricognitorio - Delibera n. 16 del 27/02/2015
Regolamento provinciale per lapplicazione del canone patrimoniale non ricognitorio. - Approvato con DCP n. 16 del 27/02/2015