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Timestamp: 2018-07-23 01:58:18+00:00
Document Index: 42474759

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NOTIFICAZIONE NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO
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Sull'onere di eleggere domicilio per il procuratore che esercita il suo ufficio fuori della circoscrizione cui sono assegnati
Si anticipa un estratto dell’Approfondimento di diritto Civile che sarà inserito nel fascicolo di Aprile della Rivista cartacea NelDiritto
Corte di cassazione, ordinanza 18 gennaio 2012, n. 702
Notificazioni in materia civile – Notificazione nel corso del procedimento - Notificazione nel caso di procuratore appartenente a circoscrizione diversa da quella del giudice di d'appello procedente – Mancata elezione di domicilio – Elezione di domicilio ex lege presso la cancelleria del giudice procedente – Contrasto di giurisprudenza – Sussistenza – Rimessione degli atti al Primo Presidente.
(Cod. proc. civ. artt. 170, 285, 330; R.d. 22.1.34 n. 37, art. 82)
La Sezione lavoro della Corte di cassazione rileva la sussistenza di un contrasto di giurisprudenza in merito alla validità della notifica in cancelleria della sentenza di appello effettuata ai sensi dell'art. 82 r.d. n. 37/1934 nell'ipotesi in cui il procuratore costituito, che non abbia eletto domicilio, sia assegnato allo stesso distretto di Corte d'appello del giudice competente per il gravame, ma esercente in una corcoscrizione diversa. Rilevato detto contrasto, la stessa Sezione ha ordinato la trasmissione degli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione del ricorso alle Sezioni unite.
- Hapimag Italia s.p.a ha notificato il ricorso per cassazione a Iampieri Tiziana presso il procuratore domiciliatario costituito in secondo grado, non presso il suo studio (secondo l’indicazione del domicilio data dalla parte nella procura alle liti), ma nella cancelleria della Corte d’appello di L’Aquila.
Trattandosi di procuratore esercente fuori della circoscrizione del tribunale cui è assegnato (il giudizio di appello si è svolto dinanzi alla Corte di appello di L’Aquila, il procuratore domiciliatario è residente in Atri, circondario di Teramo), deve valutarsi se alla fattispecie trovi applicazione l’art. 82 del r.d. 22.1.34 n. 37, per il quale il procuratore che esercita il suo ministero fuori della circoscrizione del tribunale cui è assegnato deve eleggere domicilio all’atto di costituirsi in giudizio, nel luogo dove ha sede l’ufficio giudiziario presso il quale è in corso il processo, intendendosi in difetto che egli abbia eletto domicilio presso la cancelleria della stessa autorità giudiziaria.
Le Sezioni unite con alcune pronunzie (ultima la sentenza 5.10.07 n. 20845) hanno ritenuto che tale elezione di domicilio ex lege assume rilievo tanto ai fini della notificazione della sentenza per il decorso del termine breve per l’impugnazione, che per la notifica dell’atto di impugnazione, rimanendo di contro irrilevante l’indicazione della residenza o anche la elezione di domicilio fatta dalla parte stessa nella procura alle liti, senza che il principio incontri deroghe per il rito del lavoro (principio successivamente ripreso da Sez. lav. 2.9.10 n. 19001).
In prospettiva diversa si pone Sez. lav. 11.6.09 n. 13587 la quale, partendo da un’interpretazione letterale dell’art. 82 del r.d. n. 37 del 1934, ritiene che la disposizione da esso enunziata si applica al giudizio di primo grado (come si evince dal riferimento alla “circoscrizione del tribunale”) e trova applicazione al giudizio di appello solo se trattasi di procuratore esercente fuori distretto, attesa la ratio della disposizione, volta ad evitare di imporre alla controparte l’onere di una notifica più complessa e costosa se volta se volta al di fuori della circoscrizione dell’autorità giudiziaria procedente e ad escludere un maggiore aggravio della notifica ove il procuratore sia assegnato al medesimo distretto ove si svolge il giudizio di impugnazione. Tale principio, enunziato a proposito della idoneità della notifica della sentenza effettuata presso la cancelleria ai fini del decorso dei termini per l’impugnazione breve, è stato condiviso da Sez. Seconda 12.5.10 n. 11486.
Considerato che l’orientamento seguito da Cass. n. 13587/09 e 11486/10 si pone in contrasto con la sentenza Sez. unite n. 20845/07, peraltro utilizzando argomenti da quest’ultima non presi in considerazione, il Collegio ritiene opportuno rimettere gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione del ricorso alle Sezioni unite per un approfondimento della questione e l’eventuale composizione del contrasto.
Una società per azioni notificava alla parte resistente ricorso per cassazione nella cancelleria della Corte d’appello dinanzi alla quale si era svolto il giudizio di secondo grado, anziché presso lo studio del procuratore domiciliatario costituito, il quale apparteneva ad una circoscrizione diversa da quella nella quale si era svolto il giudizio di gravame, ma pur sempre rientrante nello stesso distretto di Corte d'appello. Nel caso di specie, tale notificazione nella cancelleria della Corte territoriale si giustificava in virtù del fatto che il procuratore costituito aveva omesso di eleggere domicilio nella circoscrizione del giudice adito in secondo grado, così come disposto dall’art. 82 r.d. 37/1934.
A tal riguardo la Suprema Corte, in tema di notificazione degli atti nel corso del procedimento ex art. 170 c.p.c., si interroga sull’applicabilità o meno, al caso in esame, della normativa speciale anzidetta, la quale fa discendere dall'omessa elezione di docimilio un'elezione ex lege presso la cancelleria dell’autorità competente.
Sul punto la Corte evidenzia la sussistenza di un contrasto di giurisprudenza.
Infatti, le Sezioni unite con la sentenza n. 20845/2007, nel recepire un indirizzo largamente maggioritario (Cass., 15 febbraio 2007 n. 3458; Cass., 25 agosto 2005 n. 17342; Cass., 6 agosto 2004 n. 15274) avevano ribadito l’obbligo, sancito dalla normativa speciale, per il procuratore assegnato ad una circoscrizione diversa da quella del giudice adito, di eleggere domicilio nel luogo in cui ha sede detto giudice, intervenendo in difetto l’elezione di domicilio ex lege presso la cancelleria del giudice adito, restando per converso irrilevante l'elezione effettuata formalmente dalla parte nella procura (ma contra, in precedenza, Cass., 27 luglio 2000, n. 9863); aggiungevano le Sezioni unite che tale elezione di domicilio deve ritenersi operante sia ai fini del decorso del termine breve per impugnare che ai fini dell'impugnazione stessa.
In direzione parzialmente diversa si colloca, invece, la successiva pronuncia della Sezione lavoro dell’11 giugno 2009 n. 13587. Con la sentenza appena richiamata, la Corte – dopo aver ricordato che «la ratio della diposizione, com'è noto, è quella di non imporre alla controparte l'onere di una notifica più complessa e costosa se svolta al di fuori della circoscrizione dell'Autorità giudiziaria procedente» – precisa che il tenore letterale dell'art. 82 r.d. n. 37/1934 non si adatta in maniera piana alla fattispecie concreta relativa al giudizio di impugnazione, in quanto il riferimento alla «circoscrizione del tribunale» fa comprendere come il legislatore si sia preoccupato di regolare positivamente la sola elezione di domicilio (e la sua omissione) nel giudizio di primo grado. Pertanto, in appello, il termine «circoscrizione» deve essere sostituito con «distretto»: infatti, la Corte afferma che «la notifica ai sensi del citato art. 82 è consentita solo se il procuratore non è assegnato al distretto di corte d'appello procedente». Peraltro, tale soluzione sarebbe coerente con la ratio della disposizione, dal momento che «il maggiore aggravio della notifica che giustifica l'adozione della norma citata non si configura quando il procuratore è assegnato al medesimo distretto ove si svolge il giudizio di impugnazione».
Data la evidente rilevanza di ordine pratico del principio espresso dalla Sezione lavoro e considerata l'adesione a questo nuovo indirizzo manifestata di recente dalla Sezione II (Cass., 12 maggio 2010, n. 11486), la Corte ordina la trasmissione degli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione del ricorso alla Sezioni unite.