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Timestamp: 2019-06-24 18:17:09+00:00
Document Index: 72479878

Matched Legal Cases: ['art. 2222', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 54', 'art.7', 'art.15', 'in fine', 'art. 409', 'art.9', 'art.20']

Legge n°81/2017: il ‘’Jobs Act per gli Autonomi‘’ libera potenzialità - SelezioneFormazione
Legge n°81/2017: il ‘’Jobs Act per gli Autonomi‘’ libera potenzialità
Posted on 27 Ottobre 2017 21 Luglio 2018 by Admin
Le importanti modifiche poste con la Legge n°81/2017 [capo I : per lavoratori autonomi]
segnatamente in rif. alle diverse normative precedenti
implicano significative novità nel disegno dello scenario complessivo del ‘’mondo del lavoro’’
Effetti della Legge n°81/2017
nota come ‘’Jobs Act degli Autonomi’’
segnatamente in rif. alle diverse normative precedenti [>visionare gli artt. pertinenti a seguire]
equiparando i lavoratori autonomi [inclusi i liberi professionisti] a PMI ed estendendo il concetto di nullità del contratto per abuso in rif. alla questione di < dipendenza economica > nei rapporti tra lavoratori autonomi [inclusi i liberi professionisti] ed impresa committente, la normativa risolve una serie di ‘’carenze del precedente sistema’’: la L.n°81/2017 indica la corretta regolamentazione formale con contratto relativo al progetto [se è tale l’oggetto dell’accordo] in alternativa al rapporto di lavoro caratterizzato da esecuzione autonoma delle attività [e mansioni] da parte del lavoratore autonomo [incluso il libero professionista] che in collaborazione coordinata e continuativa presta la propria opera all’impresa committente [è il caso per gli ''Agenti mono-mandatari in p.Iva'' – ad es.] ;
CONTRATTI di COLLABORAZIONE : COORDINATA CONTINUATIVA O..LAVORO AUTONOMO? (secondo normativa) (leggi)
COLLABORAZIONI IN PROGETTI: QUALI CONTRATTI? (leggi)
rispetto all’identificazione di attività coordinata continuativa intesa ad includere l’esecuzione autonoma di attività [ad es. da parte del libero professionista] la L.n°81/2017 consente (con ciò) il diritto all’indennità DIS-COLL anche per i lavoratori autonomi ;
liberando potenzialità nell’ampliare il raggio d’azione del lavoratore autonomo [incluso il libero professionista] la L.n°81/2017 formalmente consente la creazione di reti d’impresa miste e/o consorzi e/o associazioni [temporanee]. Questa normativa identifica l’istituzione di un apposito sportello c/o centri per l’impiego ed agenzie autorizzate da ANPAL, dedicato a lavoratori autonomi per accedere a tutte le info d'avvio attività, trasformazioni, accesso al credito, E partecipazione a bandi per l’assegnazione di incarichi personali di consulenza e ricerca nella P.A. ;
ribadendo l’obbligatorietà dei contratti scritti e la tutela rispetto alla regolarità dei pagamenti spettanti al lavoratore autonomo [inclusi i liberi professionisti], la L. n°81/2017 espressamente specifica che sono a carico del committente tutte le spese sostenute nel corso dell’esecuzione della commessa [contratto avente per oggetto la prestazione d’opera / le attività professionali] ;
impegnando con continuità il tavolo tecnico di confronto su temi attinenti a modelli previdenziali, welfare e formazione professionale, la L.n°81/2017 ri-afferma l’importanza delle realtà dei lavoratori autonomi [inclusi i liberi professionisti] ;
riconoscendo il diritto all’apprendimento permanente in modalità formali, non formali od informali sia a lavoratori autonomi [inclusi i liberi professionisti] sia a lavoratori dipendenti impiegati nello svolgimento delle proprie attività in modalità < agile > [c.d. smart working] la L. n°81/2017 indica i quantum annui delle detrazioni spettanti al 100% agevolando e confermando la valenza della Formazione (continua).
Artt. + NOTE pertinenti [#]
Le disposizioni del presente capo si applicano ai rapporti di lavoro autonomo di cui al titolo III del libro
quinto del codice civile, ivi inclusi i rapporti di lavoro autonomo che hanno una disciplina particolare ai sensi
dell’articolo 2222 del codice civile.
NOTE > l’art. 2222 del codice civile: «Art. 2222 (Contratto d’opera). — Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme di questo capo, salvo che il rapporto abbia una disciplina particolare nel libro IV.».
Le disposizioni del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, si applicano, in quanto compatibili, anche alle transazioni commerciali tra lavoratori autonomi e imprese, tra lavoratori autonomi e amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, o tra lavoratori autonomi, fatta salva l’applicazione di disposizioni più favorevoli.
NOTE > Il testo del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231 (Attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali) è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 ottobre 2002, n. 249.
Si considerano abusive e prive di effetto le clausole che attribuiscono al committente la facoltà di modificare
unilateralmente le condizioni del contratto o, nel caso di contratto avente ad oggetto una prestazione continuativa,
di recedere da esso senza congruo preavviso nonché le clausole mediante le quali le parti concordano termini di
pagamento superiori a sessanta giorni dalla data del ricevimento da parte del committente della fattura o della
Nelle ipotesi di cui ai commi 1 e 2 il lavoratore autonomo ha diritto al risarcimento dei danni, anche promuovendo un tentativo di conciliazione mediante gli organismi abilitati.
Ai rapporti contrattuali di cui al presente capo si applica, in quanto compatibile, l’articolo 9 della legge 18 giugno 1998, n. 192, in materia di abuso di dipendenza economica.
NOTE > l’art. 9 della legge 18 giugno 1998, n. 192 (Disciplina della subfornitura nelle attività produttive):
3 -bis . Ferma restando l’eventuale applicazione dell’art. 3 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato può, qualora ravvisi che un abuso di dipendenza economica abbia rilevanza per la tutela della concorrenza e del mercato, anche su segnalazione di terzi ed a seguito dell’attivazione dei propri poteri di indagine ed esperimento dell’istruttoria, procedere alle diffide e sanzioni previste dall’art. 15 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, nei confronti dell’impresa o delle imprese che abbiano commesso detto abuso. In caso di violazione diffusa e reiterata della disciplina di cui al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, posta in essere ai danni delle imprese, con particolare riferimento a quelle piccole e medie, l’abuso si configura a prescindere dall’accertamento della dipendenza economica.».
All’articolo 54, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: «I limiti di cui al periodo precedente non si applicano alle spese relative a prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande sostenute dall’esercente arte o professione per l’esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente. Tutte le spese relative all’esecuzione di un incarico conferito e sostenute direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista».
NOTE > l’art. 54, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi [Testo post riforma 2004], come modificato dalla presente legge:
Le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande sono deducibili nella misura del 75 per cento, e, in ogni caso, per un importo complessivamente non superiore al 2 per cento dell’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta. I limiti di cui al periodo precedente non si applicano alle spese relative a prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande sostenute dall’esercente arte o professione per l’esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente.
Tutte le spese relative all’esecuzione di un incarico conferito e sostenute direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista. Le spese di rappresentanza sono deducibili nei limiti dell’1 per cento dei compensi percepiti nel periodo di imposta.
Sono comprese nelle spese di rappresentanza anche quelle sostenute per l’acquisto o l’importazione di oggetti di arte, di antiquariato o da collezione, anche se utilizzati come beni strumentali per l’esercizio dell’arte o della professione, nonché quelle sostenute per l’acquisto o l’importazione di beni destinati ad essere ceduti a titolo gratuito.
Sono integralmente deducibili,entro il limite annuo di 5.000 euro, le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità, mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro, erogati dagli organismi accreditati ai sensi della disciplina vigente.
Sono altresì integralmente deducibili gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà. ».
All’articolo 54, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, le parole: «; le spese di partecipazione a
convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, incluse quelle di viaggio e soggiorno sono
deducibili nella misura del 50 per cento del loro ammontare » sono sostituite dalle seguenti: «. Sono integralmente
deducibili, entro il limite annuo di 10.000 euro, le spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di
aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi, comprese quelle di viaggio e
soggiorno. Sono integralmente deducibili, entro il limite annuo di 5.000 euro, le spese sostenute per i servizi
personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità,
mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del
lavoro, erogati dagli organismi accreditati ai sensi della disciplina vigente. Sono altresì integralmente deducibili
gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da
forme assicurative o di solidarietà».
I centri per l’impiego e gli organismi autorizzati alle attività di intermediazione in materia di lavoro ai sensi
della disciplina vigente si dotano, in ogni sede aperta al pubblico, di uno sportello dedicato al lavoro autonomo,
anche stipulando convenzioni non onerose con gli ordini e i collegi professionali e le associazioni costituite ai sensi degli articoli 4, comma 1, e 5 della legge 14 gennaio 2013, n. 4, nonché con le associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale dei lavoratori autonomi iscritti e non iscritti ad albi professionali.
L’elenco dei soggetti convenzionati di cui al comma 1 è pubblicato dall’Agenzia nazionale per le politiche
attive del lavoro (ANPAL) nel proprio sito internet. Le modalità di trasmissione all’ANPAL delle convenzioni e
degli statuti dei soggetti convenzionati sono determinate con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche
Lo sportello dedicato di cui al comma 1 raccoglie le domande e le offerte di lavoro autonomo, fornisce le
relative informazioni ai professionisti ed alle imprese che ne facciano richiesta, fornisce informazioni relative alle
procedure per l’avvio di attività autonome e per le eventuali trasformazioni e per l’accesso a commesse ed appalti
pubblici, nonché relative alle opportunità di credito e alle agevolazioni pubbliche nazionali e locali.
NOTE > articoli 4 e 5 della legge 14 gennaio 2013, n. 4 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate)
Art. 4 (Pubblicità delle associazioni professionali) C.1, c.2, c.3 [focus on c.1] E Art. 5 (Contenuti degli elementi informativi)
1)Le amministrazioni pubbliche promuovono, in qualità di stazioni appaltanti, la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici per la prestazione di servizi ai bandi per l’assegnazione di incarichi personali di consulenza o ricerca, in particolare favorendo il loro accesso alle informazioni relative alle gare pubbliche, anche attraverso gli sportelli di cui all’articolo 10, comma 1, e la loro partecipazione alle procedure di aggiudicazione.
2)Ai fini dell’accesso ai piani operativi regionali e nazionali a valere sui fondi strutturali europei, i soggetti di cui al presente capo sono equiparati alle piccole e medie imprese. All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n.208, il comma 821 è abrogato.
3)Al fine di consentire la partecipazione ai bandi e concorrere all’assegnazione di incarichi e appalti privati, è riconosciuta ai soggetti che svolgono attività professionale, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, la possibilità:
a) di costituire reti di esercenti la professione e consentire agli stessi di partecipare alle reti di imprese, in forma di reti miste, di cui all’articolo 3, commi 4 -ter e seguenti, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, con accesso alle relative provvidenze in materia;
Visionare NOTE > PAG.16 + PAG.17 in PDF
Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni.
«. La collaborazione si intende coordinata quando, nel rispetto delle modalità di coordinamento stabilite
di comune accordo dalle parti, il collaboratore organizza autonomamente l’attività lavorativa»;
E ciò consente il diritto all’indennità DIS-COLL di cui all’art.7, c.1 [che modifica l’art.15-bis del DL 22 del 22/3/2015] Art. 7. Stabilizzazione ed estensione dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa - DIS-COLL
1) All’articolo 15 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«15 -bis . A decorrere dal 1º luglio 2017 la DIS-COLL è riconosciuta ai soggetti di cui al comma 1
b) all’articolo 634, secondo comma, dopo le parole: «che esercitano un’attività commerciale» sono inserite le
seguenti: «e da lavoratori autonomi».
NOTE > l’art. 409, numero 3), del codice di procedura civile, come modificato dalla presente legge:
«Art. 409 (Controversie individuali di lavoro). — Si osservano le disposizioni del presente capo nelle controversie relative a:
1) rapporti di lavoro subordinato privato, anche se non inerenti all’eserciziodi una impresa;
3) rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato . La collaborazione si intende coordinata quando, nel rispetto delle modalità di coordinamento stabilite di comune accordo dalle parti, il collaboratore organizza autonomamente l’attività lavorativa ;
Al fine di coordinare e di monitorare gli interventi in materia di lavoro autonomo, presso il Ministero del lavoro
e delle politiche sociali è istituito un tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo, composto da
rappresentanti designati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nonché dalle associazioni sindacali dei
lavoratori e dei datori di lavoro e dalle associazioni di settore comparativamente più rappresentative a livello nazionale, con il compito di formulare proposte e indirizzi operativi in materia di politiche del lavoro autonomo con particolare riferimento a:
Legge n°81/2017: non solo ‘’Jobs Act per gli Autonomi ‘’
Entro la stessa normativa è interessante osservare che è riconosciuto il diritto all’apprendimento permanente in modalità formali, non formali od informali sia per i lavoratori autonomi [in rif. all’art.9, c.1] sia per i lavoratori dipendenti che svolgono le attività in modalità < agile > secondo la definizione specificata nella L.n°81/2017 nel capo II [LAVORO AGILE - c.d. Smart working per lavoratori dip.] al c.2 dell’art.20.
E’ altresì interessante annotare che proprio allo stesso c.2 è prevista l’obbligatorietà della certificazione periodica delle competenze:
‘’chi’’ effettua la certificazione delle competenze periodica nelle numerosissime
società de-strutturate o semi-strutturate [= in assenza di Direzione HR]?
Generalmente è in occasione del semestrale O annuale incontro di Performance Review O Apprasail, ovvero la valutazione delle prestazioni lavorative [non soltanto performances=KPI (!)]
Performance Management Appraisal process : focus on APPRAISAL
Art. pertinente
[c.d. Smart working per lavoratori dip.]
Il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e
normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi di cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda.
Al lavoratore impiegato in forme di lavoro agile ai sensi del presente capo può essere riconosciuto,
nell’ambito dell’accordo di cui all’articolo 19, il diritto all’apprendimento permanente, in modalità formali, non
formali o informali, e alla periodica certificazione delle relative competenze.
agg.7/'18