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Timestamp: 2020-05-29 13:23:17+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 39', 'art. 32', 'art. 51', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 26078 del 16/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26078 del 16/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 16/12/2016, (ud. 09/11/2016, dep.16/12/2016), n. 26078
sul ricorso 12917-2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 6125/15/2011 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di MILANO, emessa il 24/11/2014 e depositata il
L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi, contro la sentenza resa dalla CTR della Lombardia indicata in epigrafe, che ha confermato la decisione di primo grado con la quale era stato annullato l’avviso di accertamento emesso a carico di S.M.. Nessuna difesa scritta ha depositato la parte intimata.
Il primo motivo di ricorso, che prospetta la nullità della sentenza per motivazione apparente è manifestamente infondato, risultando dall’iter motivazionale seguito dal giudice di appello le ragioni che hanno condotto la CTR a ritenere privo di riscontri l’accertamento a carico del contribuente sulla base di una valutazione correlata all’insufficienza dei costi elevati per giustificare un reddito elevato a carico del contribuente. Non si ravvisano dunque, nella motivazione della CTR, gli elementi che la giurisprudenza di questa Corte richiede per ritenere l’apparenza della motivazione-cfr. Cass. n. 4448 del 25/02/2014-.
Ed invero, la CTR ha rigettato l’impugnazione dell’Ufficio ritenendo che con i due accertamenti erano stati valorizzati gli importi dei costi indicati in dichiarazione, senza tuttavia valutare che tali elementi non erano sufficienti per giustificare l’importo contestato al contribuente.
Ora, così facendo il giudice di appello ha omesso di considerare che l’originaria pretesa esposta nei due atti di accertamento atteneva, appunto, alla mancata dimostrazione dei costi esposti in dichiarazione dal contribuente, esercente l’attività di tinteggiatura e posa in opera di vetri, pari ad Euro 190.865 ed Euro 384.480 – per i due anni di imposta contestati- rispetto ad un reddito dichiarato nei due anni rispettivamente di Euro 11.277 e 34.566.
Ora, è evidente che il recupero dell’IVA e degli altri tributi è dipeso dalla mancata dimostrazione dei costi contestati dall’Ufficio al contribuente come esorbitanti, posto che l’Ufficio aveva agito sulla base del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2, lett. d-bis, che legittima l’accertamento induttivo sulla base di presunzioni ritraibili dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a conoscenza dell’ufficio quando il contribuente, come nel caso di specie, non ha dato seguito agli inviti disposti dagli uffici ai sensi dell’art. 32, comma 1, nn. 3) e 4), del presente decreto o del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 51, comma 2, nn. 3) e 4).
Ne consegue che solo la prova dell’esistenza ed inerenza dei medesimi costi indicati dal contribuente avrebbe potuto giustificare l’accoglimento del ricorso del contribuente.
A tanto non si è attenuta la CTR.
La sentenza impugnata, in conclusione, in accoglimento del secondo motivo di ricorso, infondato il primo, va cassata con rinvio ad altra sezione della CTR Lombardia anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Accoglie il secondo motivo di ricorso, rigetta il primo, cassa la sentenza impugnata e rinvia 4d altra sezione della CTR Lombardia anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimi.