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Timestamp: 2018-01-17 03:03:42+00:00
Document Index: 46126971

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 142', 'art. 42', 'e contrario', 'art. 42', 'art. 42']

GARANZIE PARTECIPATIVE ESCLUSE SE IL VINCOLO VIENE APPOSTO IN UN ATTO DI PIANIFICAZIONE GENERALE
42-BIS: LA STIMA DEVE ESSERE EFFETTUATA DA UN PROFESSIONISTA TERZO E IMPARZIALE
La stima del valore del bene da assumere come base di calcolo dell'indennizzo ex art. 42 bis deve avvenire a cura dell'Amministrazione in contraddittorio con la parte proprietaria, tramite valutazione affidata a perito terzo ed imparziale il quale opera quale terzo arbitratore, con costi a carico dell'Amministrazione resistente.
I VINCOLI PAESAGGISTICI NON HANNO NATURA ESPROPRIATIVA
Va escluso che i vincoli introdotti dal PIT (Piano di Indirizzo Territoriale della Regione Toscana) presentino natura espropriativa, sia perché essi attengono a esigenze di salvaguardia di beni individuati in via generale dal d.lgs. n. 42/2004, sia perché hanno durata indeterminata, rilevando il riferimento alle categorie di beni identificate dalla legge n. 431/1985 e, poi, dall'art. 142 del d.lgs. n. 42/2004; ed è noto che i vincoli o le limitazioni relative ai beni paesaggistici, derivanti direttamente dalla legge o istituite mediante procedimento amministrativo riferito a categorie di beni individuate per loro caratteristiche intrinseche hanno carattere conformativo e non espropriativo.
Il criterio di riparto della giurisdizione è rappresentato dall'esistenza di un vincolo espropriativo: questo, qualora sussistente, e ancorché decaduto e annullato, ricollega l'occupazione, benché non assistita da titolo giuridico valido o efficace, all'esercizio di un potere pubblicistico di natura espropriativa; qualora invece carente del tutto, qualifica l'occupazione come comportamento materiale di mero fatto (voie de fait) in carenza assoluta di potere, lesivo del diritto soggettivo, la cui tutela, in ogni sua forma, restitutoria e risarcitoria, è demandata alla giurisdizione ordinaria.
L'art. 42-bis è inserito nel T.U. sulle espropriazioni e dunque esso è applicabile solo a vicende in cui la P.A. agisce nella sua veste di autorità, sia pure sine titulo e non anche nelle ipotesi in cui il rapporto fra il privato e l'amministrazione nasce e si sviluppa sul versante privatistico. Sarebbe contrario ai principi costituzionali e sovranazionali consentire alla P.A. che agisce in veste di contraente privato di mutare in corso di rapporto la natura del potere speso, perché ciò attribuirebbe alla parte pubblica un privilegio confliggente quantomeno con gli artt. 3 e 42 Cost.. Fra l'altro ciò costituirebbe un freno al traffico giuridico, in quanto nessun privato sarebbe più disposto a negoziare con la P.A. sapendo che il contraente pubblico potrebbe improvvisamente realizzare una unilaterale interversione del possesso avvalendosi delle sue facoltà pubblicistiche. Per cui quando il rapporto giuridico fra privato e amministrazione nasce e si sviluppa sul versante civilistico debbono applicarsi solo le regole del diritto privato.
ACQUISIZIONE O RESTITUZIONE, L'INDENNIZZO DA OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA È SEMPRE IL 5 PER CENTO
LA RESTITUZIONE NON PUÒ ESSERE LIMITATA DA ATTI ESTINTIVI DELLA PROPRIETÀ
Nell'ipotesi in cui alla dichiarazione di pubblica utilità non abbia fatto seguito l'emanazione di un tempestivo decreto di esproprio, in base all'attuale quadro normativo, l'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto ivi realizzato, atteso che la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà; tale trasferimento può dipendere solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione, mentre deve escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
Nei casi contemplati dall'art. 42-bis, primo e secondo comma, d.p.r. n. 327/2001 l'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto ivi realizzato, atteso che la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà: trasferimento che può dipendere, infatti, solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione, mentre deve escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
La liquidazione in misura forfettaria del danno non patrimoniale è prevista dall'art. 42-bis, commi 1 e 5 del D. Lgs. n. 327/2001 solo per il caso di correlativa acquisizione del bene con decreto della pubblica amministrazione (e non già in presenza di un negozio abdicativo del privato.
I VINCOLI PROMISCUI SONO CONFORMATIVI, NON DECADONO E NON COMPORTANO INDENNIZZO
Sono conformativi e al di fuori dello schema ablatorio-espropriativo (non comportano indennizzo, non decadono al quinquennio e quindi non sussiste un dovere di ritipizzazione) i vincoli che importano una destinazione, anche di contenuto specifico, realizzabile ad iniziativa privata o promiscua pubblico-privata, che non comportino necessariamente espropriazione o interventi ad esclusiva iniziativa pubblica e, quindi, siano attuabili anche dal soggetto privato e senza necessità di ablazione del bene.
Il proprietario di un bene illegittimamente occupato può chiedere la restituzione del bene o il risarcimento del danno patrimoniale da occupazione illegittima dell'area, avente ad oggetto il permanere dell'occupazione di detta area da parte della P.A. pur dopo il venir meno dell'occupazione legittima della stessa ed in difetto dell'adozione di un valido decreto di esproprio. Non può invece essere risarcito il danno da perdita della proprietà, in quanto il diritto dominicale permane in capo al soggetto non legittimamente espropriato.