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Timestamp: 2020-05-27 23:19:03+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 345', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 22669 del 27/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22669 del 27/09/2017
Cassazione civile, sez. II, 27/09/2017, (ud. 22/06/2017, dep.27/09/2017), n. 22669
sul ricorso 29041/2012 proposto da:
O.G. (OMISSIS) (nato a (OMISSIS)), elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA PO 49, presso lo studio dell’Avvocato
ELIANA MARONGIU, che lo rappresenta e difende unitamente
all’avvocato GIOVANNI FAA;
BANCO DI SARDEGNA S.p.a. (c.f. (OMISSIS)) in persona del legale
VICOLO DEL MAZZARINO 14/16, presso lo studio dell’avvocato PAOLA
DESIDERI ZANARDELLI, che lo rappresenta e difende unitamente
all’avvocato LOREDANA BOI;
avverso la sentenza n. 329/2012 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI,
22/06/2017 dal Consigliere Dott. LUIGI GIOVANNI LOMBARDO.
– la vicenda oggetto del giudizio trae origine da quattro contratti di finanziamento agrario agevolato, stipulati tra O.G. e il Banco di Sardegna tra gli anni 80 e gli anni 90;
– a conclusione dei giudizi di merito, la Corte di Appello di Cagliari confermò la pronuncia di primo grado che ebbe a rigettare le domande con le quali l’ O. – per quanto in questa sede rileva aveva chiesto dichiararsi non avvenuta, in ragion della scarsa importanza dell’inadempimento, la risoluzione dei detti contratti in forza della volontà manifestata dall’istituto di credito sulla base delle clausole risolutive espresse pattuite;
– avverso la sentenza di appello ha proposto ricorso per cassazione O.G. sulla base di sette motivi;
– il Banco di Sardegna s.p.a. ha resistito con controricorso.
– il primo motivo (proposto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, per avere la Corte territoriale dichiarato inammissibile, in quanto contenente una deduzione non formulata nel giudizio di primo grado, il primo motivo di appello col quale l’ O. aveva dedotto che le clausole risolutive espresse contenute nei contratti di mutuo, per la loro genericità, dovevano considerarsi mere clausole di stile, come tali tanquam non essent) risulta fondato, in quanto – premesso che il divieto di “jus novorum” in grado d’appello, ai sensi dell’art. 345 c.p.c., commi 1 e 2, riguarda solo le domande e le eccezioni in senso stretto, e non anche le difese e le eccezioni in senso lato (cfr. Cass., Sez. U, n. 89 del 08/01/1997; Sez. L, n. 176 del 09/01/2002) – nella specie col primo motivo di appello l’attore ebbe a dedurre l’inefficacia delle clausole risolutive espresse per la loro genericità (per l’inefficacia della clausola risolutiva espressa redatta in termini generici, Cass., Sez. 1, n. 5990 del 12/11/1981) e, quindi, contestò la sussistenza degli elementi costitutivi della fattispecie giuridica oggetto della causa (avvenuta o meno risoluzione “di diritto” dei contratti di mutuo), contestazione che rientrava fra le mere difese, non soggette al divieto del “jus novorum” in grado d’appello;
– il motivo di appello, dunque, avrebbe dovuto essere esaminato dalla Corte territoriale e non dichiarato inammissibile;
– la sentenza impugnata va, pertanto, cassata con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Cagliari;
– le altre censure rimangono assorbite;
accoglie il primo motivo, dichiara assorbiti gli altri, cassa la sentenza impugnata in relazione alla censura accolta e rinvia, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, ad altra sezione della Corte di Appello di Cagliari.