Source: https://www.maistrac.it/2020/03/14/coronavirus-cosa-si-rischia-ad-uscire-di-casa-i-reati-in-cui-si-puo-incorrere-e-qualche-suggerimento-salvavita/
Timestamp: 2020-07-12 19:29:37+00:00
Document Index: 3893942

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 76', 'art. 495', 'art. 650', 'art. 452', 'art. 483']

Coronavirus: cosa si rischia ad uscire di casa. I reati in cui si può incorrere e qualche suggerimento “salvavita” – 4° Rgt Alpini Paracadutisti Ranger
(di Avv. Marco Valerio Verni) 13/03/20
Partito dalla Cina, per ragioni ancora da chiarire, che non riguardano il tema del presente articolo, si è diffuso via via in diverse parti del mondo (in data 30 gennaio 2020, l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarava, al riguardo, lo stato di emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, ed in data 11 marzo 2020 quello di pandemia), Italia compresa.
Allora, anche alla luce dei primi dati forniti dal Viminale1 sui “servizi di controllo effettuati dalle Forze di polizia sull’intero territorio nazionale per la verifica del rispetto delle misure adottate ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19”, in base ai quali, nella sola giornata dell’11 marzo scorso, sarebbero state 2.162 le persone e 113 i titolari di esercizi commerciali denunciati, cerchiamo di fare il punto sulla situazione: in particolare, sui rischi penali che, evidentemente, potrebbero conseguire da una erronea interpretazione delle numerose norme emanate nel giro di così breve tempo.
1) la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;
2) il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020, recante “Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di
contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19″, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23 febbraio 2020;
3) il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 febbraio 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in
materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19″, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 25 febbraio 2020;
4) il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di
contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19″, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 1° marzo 2020;
5) il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di
contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 4 marzo 2020;
6) il decreto presidenza del consiglio dei ministri dell’8 marzo 2020, e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, in pari data, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”;
7) il decreto presidenza del consiglio dei ministri, emanato il 9 marzo 2020, e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, anch’esso, in pari data, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”, pubblicato anch’esso in pari data sulla Gazzetta Ufficiale, al quale sono state stese le restrizioni previste dal decreto 8 marzo 2020, come specificato all’articolo 1 dello stesso: “Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 le misure di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 sono estese all’intero territorio Nazionale”;
8) da ultimo, il decreto presidenza del consiglio dei ministri, emanato lo scorso 11 marzo 2020, e pubblicato in Gazzetta Ufficiale in pari data, recante, “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”.
I moduli predisposti dal Ministero dell’Interno, scaricabili dalla rete, ma anche diversi altri, attraverso cui auto-dichiarare, appunto, un proprio spostamento e la relativa giustificazione “scriminante”, riportano un esplicito richiamo alle violazioni previste dalla legge, in caso di in caso di “dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale” (art. 76 D.P.R. 445/2000 ed art. 495 c.p.), cui, in questo caso, potrebbero aggiungersi due ulteriori reati, ossia quello dell’ “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità” (art. 650) e quello riguardante i “delitti colposi contro la salute pubblica” (art. 452 c.p.), che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la collettività.
Una ulteriore ipotesi delittuosa, concorrente o alternativa a quella poc’anzi citata, potrebbe ravvisarsi in quella contenuta nell’art. 483 c.p., secondo cui: Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni. Se si tratta di false attestazioni in atti dello stato civile, la reclusione non può essere inferiore a tre mesi. Un reato lieve, per il quale non sono previsti né l’arresto, né il fermo, né le misure cautelari personali.
“Chiunque cagiona un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l’ergastolo”.
1https://www.interno.gov.it/it/notizie/emergenza-covid-19-i-primi-dati-su…