Source: http://tutto-normativa.blogspot.com/2015/09/
Timestamp: 2017-06-27 12:10:15+00:00
Document Index: 101876605

Matched Legal Cases: ['art.1', 'sentenza ', 'art.13', 'art.14', 'sentenza ', 'art. 87', 'art. 35']

Volkswagen, risarcimento danni e informazione. Ma quale class action mondiale...
Firenze, 30 settembre 2015. Piu' che all'azione collettiva viene da pensare ad una isteria collettiva. Si fa un gran parlare in questi giorni della scandalo Volkswagen e delle class action nazionali, continentali e addirittura planetarie, pronte ai blocchi di partenza se non gia' iniziate (circa 80 class action gia' partite.... class action in 22 Paesi... ecc. ecc., class action europea... sia chiaro, la class action europea NON esiste). E la class action diventa specchietto per le allodole per le associazioni di consumatori che, gridando allo scandalo, puntano -immaginiamo- a fare piu' associati.... Cerchiamo di fare un po' d'ordine e capire se e quali azioni potrebbero effettivamente partire. DOMANDA Che tipo di danni (risarcibili) ha cagionato la condotta della Volkswagen, a chi li ha cagionati e, se ci sono, quali i margini per una azione? RISPOSTE - Un primo danno sarebbe quello agli investitori Volkswagen, che hanno comprato azioni della societa'. E' risarcibile il danno da crollo azionario? Sicuramente ha piu' chance di essere accolta una azione (di classe o meno) che chieda il risarcimento del danno all'investitore che al momento dell'acquisto delle azioni ha comprato a un prezzo X, prezzo fraudolentemente falsato dal fatto che le valutazioni della societa' erano gonfiate, e che quest'ultima in realta' aveva raggiunto quella quotazione di borsa (anche) tramite il trucchetto del software. Ipotesi. E quand'anche un danno ci sia veramente stato e sia provabile, quantificarlo non sarebbe semplice. - Quanto allo sforamento delle emissioni (ossidi di azoto e polveri sottili nascoste dal software incriminato) occorrerebbe provare il danno alla salute subìto dai singoli, per il quale l'accertamento del nesso di causalita' -cioe' la diretta riferibilita' del danno alla condotta che lo avrebbe cagionato- e' difficilmente provabile. In merito alle class action che vengono sbandierate in Italia per gli acquirenti di auto Volkswagen, la vicenda e' tutta da vedere e la situazione deve ancora svilupparsi. E cio' perche': - Bisogna innanzitutto capire quali auto vendute in Italia siano coinvolte. Occorrera' aspettare la campagna di richiamo, e far operare i meccanici. Operazione che avverra' senza costi per l'acquirente. Quale puo' essere allora il danno subito dall'acquirente (oltre al danno "morale" di esser stati convinti di aver acquistato un'auto con emissioni X e trovarsene invece fra la mani una che ha emissioni X piu' N)? Quale il concreto danno economico? - Quell'auto avrebbe avuto un costo diverso se non ci fosse stato il trucchetto del software? E' tutto da dimostrare... - L'unico danno risarcibile potrebbe essere –ipotesi da non meccanici quali siamo– se le modifiche in seguito alla campagna di richiamo Volkswagen portino ad una diminuzione delle prestazioni dell'auto, o ad altri problemi che possano cagionare danni. Tutto da vedere. Anche grazie a perizie che possano convincere un giudice della concretezza del danno sofferto. - Altro danno tutto da provare potrebbe verificarsi nel caso in cui l'intervento meccanico, a seguito della campagna di richiamo, abbia comportato un aumento dei consumi di carburante. Dal punto di vista probatorio quindi occorrerebbe un monitoraggio dei consumi pre e post intervento per evidenziare le eventuali discrepanze. - Sulla conformita' del veicolo alle caratteristiche dichiarate al momento della vendita... E' sempre valida la garanzia del venditore -due anni- sui vizi di conformità? Si puo' provare che quella caratteristica era stata fondamentale nel determinare l'acquirente all'acquisto, magari anche grazie alla pubblicizzazione della stessa? Situazione, quindi, non semplice. Che abbisogna ancora di tempo, anche per valutare appieno le iniziative della Volkswagen per cercare di porvi rimedio. Tempo che serve per meglio focalizzare e indirizzare l'eventuale class action che, nel nostro Paese, allo stato dei fatti e' praticamente inutilizzabile (1) (1) Qui una nostra opinione sull'attuale legislazione: http://avvertenze.aduc.it/osservatorio/non+chiamatela+class+action+azione+classe_16907.php Qui sulle proposte di riforma: http://www.aduc.it/articolo/class+action+volta+buona_23182.php Emmanuela Bertucci, legale Aduc Associazione per i diritti degli utenti e consumatori Pubblicato da
Affitto, contratti a canone simulato o in nero: Cassazione a sezioni unite
Firenze, 30 Settembre 2015. "Il contratto di affitto (di immobili ad uso abitativo) registrato per un canone inferiore al reale resta valido per il canone apparente, mentre l'accordo simulatorio relativo al maggior canone è nullo e non sanabile dall'eventuale registrazione tardiva.""Il contratto di affitto (di immobili ad uso abitativo) privo della forma scritta è nullo ma può essere sanato dal conduttore in buona fede."Questi, in estrema sintesi, i concetti espressi dalla Corte di Cassazione sezioni unite con due recentissime sentenze (rispettivamente n. 18213 e n.18214 del 17/9/2015) che intervengono su due problematiche molto diffuse chiarendo la portata della normativa esistente. Cogliamo questa occasione per chiarire quindi come l'inquilino può comportarsi in questi casi. CONTRATTO REGISTRATO CON CANONE INFERIORE AL REALESi tratta del caso, piuttosto diffuso, dove vengono redatti e firmati due contratti distinti con registrazione all'Agenzia delle entrate solo di quello contenente un canone "di comodo", inferiore a quello realmente pagato e contenuto nell'altro contratto.Tale secondo contratto "fantasma" è sempre stata in questi casi l'arma in mano al proprietario/locatore qualora l'inquilino/conduttore inizi a pagare il canone inferiore.Registrando il secondo contratto, infatti, il proprietario può agire legalmente contro l'inquilino divenuto ufficialmente "moroso" con un'azione di sfratto esecutivo e recupero delle somme non riscosse. Ebbene. I giudici della Corte di Cassazione hanno sancito che in questi casi il secondo contratto è nullo, così come sono nulli tutti gli eventuali accordi scritti aventi per oggetto l'aumento del canone e registrati successivamente al contratto originario. Ciò non in conseguenza dell'eventuale tardiva registrazione di tali atti (che non sana la nullità), ma perché essi costituiscono accordi simulatori e tutta l'operazione appare illegittima e contraria alle norme, comprese quelle fiscali. Quindi, in conclusione, è il canone contenuto nel primo contratto registrato quello valido e in vigore, mentre la misura maggiorata contenuta nel secondo è nulla e non può essere fatta valere. Cosa può fare il conduttore/inquilinoLa pronuncia è importante e chiara tuttavia non rappresenta, per gli inquilini che si trovano nei casi suddetti, una soluzione immediata o automatica. Si tratta di un importante strumento da far valere in sede giudiziaria, qualora l'inquilino intenda agire o reagire nei confronti del proprietario. L'utilizzo di tale strumento va valutato caso per caso, relativamente alla situazione, con il consulto e l'assistenza di un legale. AFFITTI A NERO (CONTRATTO INESISTENTE)Com'è noto il contratto di affitto deve avere forma scritta secondo quanto prevede la legge (Legge 431/1998 art.1 comma 4). La Corte di Cassazione sezioni unite con la sentenza citata ha chiarito il concetto sancendo che i contratti privi di forma scritta sono NULLI in senso assoluto, ovvero non validi, privi di effetto. Cosa può fare il conduttore/inquilinoL'inquilino in buona fede, a cui il contratto verbale (a nero) è stato imposto, può regolarizzarlo facendolo "emergere" , rivolgendosi al Giudice (Tribunale) sollevando la questione di vizio di forma e chiedendo l'applicazione delle disposizioni sui contratti a canone agevolato, con decorrenza dall'avvio del rapporto (i cosiddetti contratti "3+2"a canone concordato, vedi scheda in calce). Ciò come deroga alla regola generale secondo cui i contratti NULLI sono insanabili, e grazie a quanto prevede la stessa Legge 431/1998 (art.13 comma 5): " 5. (...) Tale azione (giudiziaria) è altresì consentita nei casi in cui il locatore ha preteso l'instaurazione di un rapporto di locazione di fatto, in violazione di quanto previsto dall'articolo 1, comma 4, e nel giudizio che accerta l'esistenza del contratto di locazione il pretore (Tribunale, vedi art.14) determina il canone dovuto, che non può eccedere quello definito ai sensi del comma 3 dell'articolo 2 (contratti 3+2 a canone concordato) ovvero quello definito ai sensi dell'articolo 5, commi 2 e 3,(contratti transitori per studenti) nel caso di conduttore che abiti stabilmente l'alloggio per i motivi ivi regolati; nei casi di cui al presente periodo il pretore stabilisce la restituzione delle somme eventualmente eccedenti." E' bene precisare che l'inquilino/conduttore che agisce davanti al Giudice deve dimostrare l'esistenza del rapporto di affitto e anche di esser stato costretto ad accettare il contratto verbale, ovvero di non essere stato complice col proprietario/locatore di un comportamento teso ad evadere il fisco. La naturale conseguenza dell'azione davanti al Giudice è l'ottenimento di un "contratto" a canone concordato applicabile retroattivamente, e che quindi comporta il rimborso all'inquilino/conduttore della quota dei canoni di locazione pagata in più. Anche in questo caso è bene che l'inquilino, prima di intraprendere un'azione, si consulti con un legale la cui assistenza sarà necessaria per agire in Tribunale. Nota importante: Per gli affitti a nero non è da tempo più applicabile la soluzione introdotta dal D.lgs.23/2011 (durata 4+4 anni e canone pari al triplo della rendita catastale) perché dichiarata illegittima dalla sentenza della Corte Costituzionale n.50/2014. Per ogni informazione sui contratti di affitto si veda questa scheda:CONTRATTI DI AFFITTO: UNA GUIDA: http://sosonline.aduc.it/scheda/contratti+affitto+guida_15107.php Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo Associazione per i diritti degli utenti e consumatori-- www.CorrieredelWeb.it Pubblicato da
SPORT: ANCI, SI ACCELERI SU ITER LEGGE E TESTO UNICO
Redazione del CorrieredelWeb.it ''Condividiamo i contenuti della proposta di legge Fossati–Molea, che riconosce la funzione sociale dello sport e delega il governo all'adozione di un testo unico in materia. Auspichiamo che il provvedimento venga approvato al piu' presto, con il consenso di tutte le forze parlamentari''. E' la posizione espressa da Alessia De Paulis e Simona Lembi, rispettivamente delegata e presidente della Commissione Sport dell'ANCI, al termine della riunione della Commissione svoltasi presso la sede nazionale dell'associazione. La riunione, cui ha partecipato anche il vice presidente ANCI Roberto Pella, e' servita ad una illustrazione del testo da parte del suo proponente, il deputato Filippo Fossati della Commissione Affari sociali, presente insieme al suo collega Bruno Molea.''Questa proposta normativa e' molto positiva sia dal punto di vista del riconoscimento del valore sociale dello sport che dell'attenzione per l'impiantistica'', sottolinea De Paulis, che si sofferma anche sulla previsione di ''un sostegno finanziario per le aree degradate ed i quartieri a rischio''. Secondo la delegata bisogna comunque accelerarne l'iter parlamentare: ''I Comuni non vedono l'ora che si concluda e con il consenso maggiore possibile, perche' lo sport e' tema trasversale''.''La commissione ANCI ha scelto di promuovere due principi in ambito sportivo: intende valorizzare il valore sociale dello Sport e sostenerla come pratica per tutti'', aggiunge la presidente Lembi. Che evidenzia come ''si tratta di principi comuni alla proposta di legge che e' in discussione in Parlamento''.D'altro canto le novita' della proposta di legge - la prossima settimana in commissione Cultura di Montecitorio prima di passare al Senato - sono numerose. ''Per la prima volta – afferma chi ha preso parte alla riunione di oggi - avremo una definizione di sport coerente con la normativa Ue, una fotografia che racchiude bene tutte le sue diverse declinazioni''. Inoltre, sono ''previste una serie di misure a sostegno delle associazioni sportive di base, sia fiscali che di semplificazione e di valorizzazione funzione sociale''. Infine, nell'ambito della delega per il testo unico, ''governo e Parlamento daranno indirizzi al mondo sportivo ed obiettivi sociali da raggiungere. E su questa base saranno erogati i finanziamenti e le societa' sportive dovranno rendicontare''.Da parte sua, Pella trova ''significativo questo risveglio del Parlamento nel mettere mano a proposte chiare e concrete di supporto sia ai Comuni che al mondo associazionistico, il vero braccio armato dei Comuni in ambito sportivo. In un momento di forti tagli ai trasferimenti –puntualizza - e' molto importante il sostegno accordato al mondo dei volontari''.Per questo motivo il vice presidente ANCI evidenzia ''l'importanza della discussione in corso'' e si augura che ''il governo riconosca, con provvedimenti normativi puntuali il ruolo centrale dei Comuni per lo sport, come l'associazione sostiene da molti anni''. Roma, 29 Settembre 2015 Pubblicato da
SUSANNA CENNI (PD) - Anticontraffazione a Firenze Susanna Cenni farà il punto sull’azione del Parlamento a tutela del vero Made in Italy
Alla parlamentare del Pd e capogruppo della commissione anticontraffazione della Camera saranno affidate le conclusioni del convegno organizzato dal Corpo Forestale dello stato in collaborazione con l'Accademia dei Georgofili
Susanna Cenni, parlamentare del Pd alla Camera e Capogruppo democratico della Commissione Contraffazione sarà ospite venerdì 2 ottobre, dalle ore 10.30 a Firenze al convegno "Valorizzazione dell'origine della materia prima agroalimentare e lotta alla contraffazione nell'anno di Expo", organizzato dal Corpo Forestale dello stato in collaborazione con l'Accademia dei Georgofili. "L'agroalimentare è un settore strategico per il nostro Paese - spiega Cenni - che rappresenta l'8,7% del Pil nazionale per un giro di affari di 119 miliardi di euro. Un settore che crea ricchezza e occupazione e su cui sono ancora di più concentrati gli sforzi del Governo visto che parliamo di un terreno strettamente collegato alla sicurezza alimentare. L'Italia è il primo Paese in Europa ad avere una norma per etichette chiare e trasparenti, a tutela dei prodotti tipici e tradizionali e a vantaggio dei consumatori, che saranno più informati sulla qualità e le caratteristiche di quello che mangiano. Un passo in avanti nel segno della trasparenza è stato dimostrato anche pochi giorni fa con l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del primo atto per reintrodurre il luogo di produzione e confezionamento dei prodotti nelle etichette. L'augurio è che questo atto di trasparenza possa trovare accoglienza e riscontro positivo in sede comunitaria perché solo così si potrà salvaguardare il consumatore, tutelare una parte fondamentale della nostra economia dal dilagante fenomeno della contraffazione, proteggere le filiere del vero Made in Italy e sostenere l'export con azioni di contrasto all'Italian sounding. In questo senso vanno riconosciuti anche i risultati ottenuti dalla commissione parlamentare di inchiesta che ha chiuso, dopo oltre un anno di indagini, con l'approvazione delle relazioni finali il lavoro svolto sul fronte dell'anticontraffazione nei settori dell'agroalimentare, del tessile, della moda e del calzaturiero. Un percorso che ci ha permesso di ascoltare testimonianze, raccogliere dati e trarre indicazioni indispensabili per rafforzare i presidi di legalità, aggiornare strumenti e strategie e per dare riconoscibilità ai sistemi produttivi italiani, come l'agroalimentare, per meglio rafforzarne la presenza nei mercati nazionali e internazionali". Il programma degli interventi. Il convegno si aprirà con l'intervento di Giampiero Maracchi, Presidente dell'Accademia dei Georgofili, sul tema dei terreni e del territorio, risorsa strategica da tutelare e valorizzare in una visione globale di governance. Seguirà l'analisi della sistema di tutela penalistica della contraffazione agroalimentare a cura di Aldo Natalini, sostituto procuratore presso la Procura di Siena. Francesca Rocchi, vice presidente di Slow Food parlerà di qualità e competitività del cibo e di diritto all'informazione del consumatore. Il convegno proseguirà con l'intervento di Mauro Rosati, segretario della Fondazione Qualivita che affronterà la questione della food security e della food safety nel mercato globale. Sempre sul tema della qualità e dell'origine del cibo ci sarà l'intervento di Giuseppe Vadalà, comandante regionale del Corpo forestale dello Stato per la Toscana. Il programma degli interventi si completa con l'analisi dell'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi, che presenterà il modello di sviluppo toscano come leva di competitività agroalimentare per un territorio e per un ambiente sostenibili. Le conclusione del convegno saranno affidate a Susanna Cenni, che farà il punto sull'azione del Parlamento in campo di tutela del sistema agroalimentare. Pubblicato da
ADUC: perchè legalizzare la prostituzione.
Roma, 29 Settembre 2015. Legalizzare la prostituzione. Queste le conclusioni della rivista inglese The Economist (1) e di Amnesty International (2). Alcuni intendono legalizzare per liberalizzare. Non e' cosi'. Oggi la prostituzione e', di fatto, liberalizzata, basterebbe girare per alcune vie delle nostre citta', leggere gli annunci sui giornali o navigare tra vari siti Internet. In Parlamento esistono ben 15 proposte di legge sulla prostituzione, si fanno convegni, si accendono dibattiti sui media, ma nulla si muove. Ci sono i Sindaci, con la stella di sceriffo, che propongono multe salate ai clienti, da inviare a casa per provocare una discussione casalinga. Nel frattempo prospera il commercio delle prostitute, affidato a questa o quella banda di criminali. La stupidita' impera. (1) http://www.economist.com/news/leaders/21611063-internet-making-buying-and-selling-sex-easier-and-safer-governments-should-stop (2) https://www.amnesty.org/en/latest/news/2015/08/global-movement-votes-to-adopt-policy-to-protect-human-rights-of-sex-workers/ Primo Mastrantoni, segretario Aduc Associazione per i diritti degli utenti e consumatori Pubblicato da
Nissoli (PI) interviene in aula: Cittadinanza anche per gli italiani all'estero che l'hanno perduta. Citizenship for italian who lost it
L'on. Fucsia FitzGerald Nissoli (eletta in Parlamento dagli italiani all'estero in Nord e Centro America) è intervenuta, nell'Aula di Montecitorio, in sede di discussione generale sul testo di legge di riforma della cittadinanza per portare la voce e le richieste dei tanti italiani che recatisi all'estero hanno perso la cittadinanza. "Oggi - ha detto l'on. FitzGerald Nissoli - è un bel giorno perché finalmente parliamo di cittadinanza in quest'Aula. Un argomento spinoso ma la cui riforma non può attendere. Essa è il simbolo dell'aspirazione all'uguaglianza tra le persone e le lega allo stato in un quadro giuridico definito. È un tema, la cittadinanza, che tocca profondamente l'animo umano, il sentirsi parte di una comunità. Quella che stiamo esaminando, quindi, e' una riforma doverosa per quei minori stranieri che hanno provato il senso di appartenenza a questa comunità ma allo stesso tempo è una sconfitta per altri che non sono stati presi in considerazione e cioè quegli italiani che recatisi all'estero hanno perso la cittadinanza ma che conservano nel cuore e nel modo di essere l'italianità. La loro è una identità italiana piena, viva che chiede di essere riconosciuta anche sul piano giuridico". Poi, la deputata eletta all'estero ha richiamato il fatto che "l'Italia è un Paese che ha vissuto nella sua storia forti fenomeni emigratori fino agli anni 90 quando abbiamo tutti registrato il fatto che il nostro Paese da Paese di emigrazione era diventato un Paese di immigrazione, tanto che oggi possiamo contare un pari numero di cittadini italiani emigrati ed immigrati.Due facce della stessa medaglia nel contesto globale dei movimenti umani al cui centro vi è la dimensione della cittadinanza come appartenenza, una cittadinanza che può essere anche plurale. Oggi, abbiamo fatto un primo passo nell'affrontare le novità demografiche presenti nel nostro Paese ma non possiamo parlare di una riforma completa, questa riforma dovrà essere completata inserendo anche gli italiani che hanno perduto la cittadinanza andando all'estero. In questo modo avremo la possibilità di legare insieme due realtà che possono fare grande l'Italia: quella dei nuovi italiani e quella degli italiani all'estero"."Oggi mantenendo lo lus sanguinis - ha puntualizzato richiamando il disegno di legge all'esame del Parlamento - apriamo le porte ad uno Ius soli temperato: prevedendo di concedere la cittadinanza a chi nasce in Italia da genitori legalmente soggiornanti da almeno 5 anni. Inoltre, si introduce lo Ius culturae, prevedendo la concessione della cittadinanza ai figli di genitori stranieri che siano entrati in Italia entro il compimento del dodicesimo anno di età e abbiano frequentato almeno 5 anni di scuole in Italia. Un provvedimento rivolto ai minori con il carattere dell'urgenza perché i minori sono una priorità, ma questo non ci deve far dimenticare di lavorare alla definizione di un nuovo orizzonte di diritti per dare a ciascuna persona l'orgoglio di sentirsi pienamente italiana. Un percorso che non puo' prescindere da una consapevolezza civica di cui si deve far carico in primis la scuola sin dai primi anni. Solo cosi' riusciremo a dare corpo ad un nuovo ethos civile di cui l'Italia ha bisogno per le future generazioni". In seguito l'on. Nissoli ha esortato i colleghi a lavorare "con uno spirito lungimirante" ed ha affermato con forza: "non dimentichiamo quei tanti italiani all'estero che l'Italia l'hanno sempre amata veramente. Vi chiedo di tener conto di un'altra Italia che è fuori dall'Italia, delle attese di chi ha perduto la cittadinanza e che guarda con speranza a questo Governo e a questo Paese che vuol essere innovativo ed aperto al contributo degli italiani all'estero come risorsa preziosa per il nostro Sistema Paese. Non si tratta di uno sguardo al passato ma di una proiezione verso il futuro". E considerando la società contemporanea, caratterizzata da un aumento dei movimenti umani, ha rimarcato che "spesso non si vive più nel Paese in cui si è nati anche se si sente profondamente il legame con esso. La globalizzazione, come processo, è una realtà e contribuirà ad aumentare le richieste di cittadinanze plurime. E' il caso degli italiani che oggi si recano all'estero e di quelli che erano partiti dai luoghi natii anni orsono e che hanno perso la cittadinanza italiana senza comunque affievolire l'amore per la madrepatria. Il mio Disegno di Legge intendeva dare una risposta a queste persone, non è stato possibile inserirlo in questo testo coordinato ma credo che si debba prendere, in questa sede, un impegno serio teso a permettere il riacquisto della cittadinanza a chi l'avesse perduta recandosi all'estero". Infine, dopo aver ringraziato tutti i 317 colleghi che avevano sottoscritto la sua Proposta di Legge ha chiesto "di essere, ora, conseguenti, come ci chiedono le tanti voci italiane cui la legge non riconosce cittadinanza. Ed ha quelle voci l'on. Nissoli ha prestato la sua voce leggendo alcune testimonianze provenienti da varie parti del mondo che le sono state inviate. Si tratta del grido di gente alle quali "non possiamo non dare risposte - ha concluso la deputata - un debito di gratitudine nei confronti di chi, italiano all'estero privo di cittadinanza italiana, ha continuato a conservare nel cuore l'amore per l'Italia".ENGLISH VERSION:PRESIDENT: Next up to speak we have the honorable Fitzgerald Nissoli. You have the floor.FUCSIA FITZGERALD NISSOLI: Thank you, Mr. President, Mr. Undersecretary and honorable colleagues. Today is a good day because we are finally discussing the issue of citizenship within this haul, a difficult issue but one that cannot wait. The idea of citizenship expresses within itself the notion and desire that all people are equal, it is a topic that deeply touches the human soul as it provides one with a sense of belonging to a specific community. What we are considering, then, is a needed reform as it relates to those foreign minors who already experience a sense of belonging to this community, but at the same time this reform is a defeat for all those who were excluded from consideration, namely those Italians who after moving abroad lost their Italian citizenship but still to this day have preserved their Italian identity both in their hearts and in their way of life. Their Italian identity is fully alive and they are asking that it also be recognized on a juridical level.Italy is a country that has experienced in its history strong periods of emigration even up until the nineties. So we have all witnessed the fact, that our country, a country of emigration, has become over time a country of immigration, to the point that we now have an equal number of emigrants and immigrants. We are dealing therefore with two sides of the same coin in the overall global context of human movement at the center of which is the idea of citizenship as belonging to a community, a citizenship that can be multiple.Today we have taken the first steps in addressing our country's new demographics, but we cannot yet speak of a finished reform. This reform will not be completed until it includes Italians who lost their citizenship moving abroad. In this way we will have the opportunity to unite two different realities that can make Italy great, that of the new Italians and that of the Italians living abroad. Today, conserving our Ius Sanguinis we open the doors to a Ius Soli Temperato which will allow those born in Italy to parents who have had legal residency for at least five years to obtain Italian citizenship. Moreover it also introduces the possibility of a Ius Culturae provision for granting citizenship to children of foreign parents who came to Italy before their thirteenth birthday and have completed at least five years of schooling in Italy. It is an urgent measure aimed towards minors because children are a priority, but we must not forget to work on the same level to define the rights of each person so that they can once again feel the pride of being fully Italian. We are talking about a pathway that cannot overlook the importance of civil awareness which must be born in the first place by attendance in school from one's early years. Only then will we be able to give rise to a new civil ethos which Italy desperately needs for its future generations.So my colleagues, Mr. Undersecretary, let us please work with a spirit of farsightedness and not forget about those Italians living abroad who have always truly loved Italy. I ask you to keep in mind the other Italy, to consider the hopes and expectations of those who lost their citizenship but look to this government and to this nation that is known for its openness and has demonstrated its appreciation for the contribution of those Italians living abroad who are a precious resource for our country. I am not talking about just reminiscing on he past but of making a leap into our future.In fact in our day and age which is characterized by a dramatic increase in human movement, one often does not live in the country of their birth, even if one still profoundly feels a sense of connection to it. Globalization, as it unfolds, is a process that will continue to grow the demand for multiple citizenships. This is true for the Italians who now travel abroad as it was true for those who left their native lands years ago and who lost their Italian citizenship but never lost their love for the motherland.My proposed law was meant to be a response to the needs of these people. It was not possible to insert my bill into the final text but I ask you now in this session to make a serious commitment to allow those who lost their Italian citizenship after moving abroad a means to reacquire it. I want to thank all 317 of my colleagues who signed my proposed bill and in doing so demonstrated a deep awareness of the seriousness of this matter and I ask you all to now be consistent as is demanded of us by the many Italian voices who the law does not recognize as citizens.I desire to be the voice of those witnesses and thus I will read some of them to you.From Canada: "When I learned that I had lost my Italian citizenship, it was a slap in the face to me after having worked for Italy and served in the army. I never would have expected that an Italian could loose his citizenship without any warning."Another testimony from Brooklyn, NY: "We Italians who live abroad but were born in Italy are Italian and there should be no discussion about our citizenship. We have become citizens of our host country for the sake of inclusion and rights. An Italian born in Italy is a citizen for life and should only need to show that citizenship by going to the consulate and filling out a form to once again have an Italian passport."From Westport, America: "I was born in Rome on June 26, 1948. I married an American and came to America in 1969. In 1974 my mother found herself living on her own and the only way I could bring her to come and live with me was to first become an American citizen and renounce my Italian citizenship." My father, Liomi, worked his entire life for the Italian government. I want so much to restore my Italian citizenship seeing that I was born and raised there and all my family still lives there. Thank you."From Washington DC: "I have three sons, two of them and I have reacquired our Italian citizenship, but one of my sons, having been born after I lost citizenship and had still not reacquired it, would like to be Italian like the rest of us. He could obtain Italian citizenship by moving to Italy but he cannot leave his family and work behind. We are asking for a better simpler method so the whole family can be reunited. "From Mexico: "I know Italians in Mexico who for work reasons had to renounce their Italian citizenship in the past. However I believe that one is always an Italian and that as such they should have the right to keep their Italian passport. "From Maryland: "There is a basic injustice here: because only Italians who naturalized before 1992 lost their Italian citizenship? Such a law is discriminating. Professor Dulbecco, for this reason, could not get the Nobel Prize for research as an Italian, but only as an American, because the Italian government did nothing to abolish the above mentioned impractical law, discriminating against those who despite being emigrants, are still an invaluable resource for the promotion of the Italian spirit in the world. "From California: "I know Americans whose grandparents were Italian and they, for one, are able to have Italian citizenship. Not only them, but also their spouses and children. I find it absurd that Italians, who lost their citizenship in the nineties, cannot get it back, unless they return to live in Italy for a year. "Venezuela: "I am the daughter of Italian parents, born in Salerno, and lived there up until I was 10 years old. I lost my Italian citizenship because the company where I was employed required that I have Venezuelan citizenship in order to continue working there. I want to regain my Italian citizenship because I and all my family are Italian by birth and in our heart.From Ohio: "This only seems right to me and it can also help the economy, given that so many of our products made in Italy are loved all over the world, thanks to many Italian emigrants, who have brought and still bring with them today our Italian culture out into the world, creating in others a desire to learn more about the Italy that they discovered in the Italians living abroad."From New York: "Let's not forget those who were forced to leave Italy in order to find a better future."From Michigan: "I was born in Italy and came to the US when I was five. I lost my Italian citizenship as a child, when my parents became US citizens. Now I return often to Italy. I own property there and would like to be able to say I am also an Italian citizen. I was not just born there. Please, do everything possible for this to become reality. Just laws do not have any political color. I was born in Italy, I grew up there and went to school there and Italy is my homeland. "California: "I was born in Italy of Italian parents. I speak Italian. I studied in Italy until graduation. My whole family is Italian and lives in Italy. I lost my Italian citizenship after I moved to the US and would like to regain it. " "It should not be otherwise once born in Italy, and having completed military service then one is always Italian."Brooklyn: "I was born, lived, educated, and even drafted there but left because I was without work. So how come I can no longer call Italy my country? ". "Italian citizenship can not be erased by the life events that led many Italians to emigrate. For Italians abroad the reacquisition of Italian citizenship means ratifying something that is already in our DNA. Today, once ratified this bill, Parliament and the Italian people restore their due honor.Mexico: "I'm married to a Mexican and in order to work I asked to become a citizen of my host country and then when I regained my Italian citizenship I could only pass in on to my minor daughter. The adult daughter, according to the 1992 law, has no right which is the most absurd thing. Both of them are my daughters. I was born in Italy, I studied in Italy. My parents, grandparents, great grandparents, great great grandparents and ancestors are all Italian ... my Grandparents and dad fought in the First and Second World War. They were injured and fought for a homeland that is now denied us and I can not explain why people of Italian extraction can claim Italian citizenship from an ancestor who arrived in Mexico in 1880 but my daughter born in 1973 can not. "Trumbull, Connecticut: "In 1976 I and my family emigrated to the United States. In 1986 approximately I am became an American citizen. I had no intention of losing the citizenship of my country of birth. It's a shame that I lost my Italian citizenship. I would buy it back. " "It is crazy to give Italian citizenship to anyone who has a distant grandfather from Italy but remove those who were born and raised in Italy and still speak Italian." "I have four children: three are Italian citizens and one is not." "I was born and graduated in Italy. Why is it so hard to reclaim a nationality once lost in this globalized world? ". "I was born in Italy and lived in Italy until I was twenty years old. I did all my school there. Then I came to Venezuela for work, and to regain my Italian citizenship they made me suffer and spend so much money because I had to stay in Italy for nearly two years. " "I believe that citizenship is a right that you should not take away because of some bureaucratic loopholes, often due to backwards thinking and inadequacies in the laws." "My parents would like to restore their Italian citizenship and pass on that right to two of their children who were born after they became Canadian citizens. Out of their three children, only one was able to obtain Italian citizenship, since his mother was still Italian at the time of his birth. It is not fair that the other two children born to her were denied the same right. "I, however, when I got married did not have to renounce my Italian citizenship to become American. Otherwise I could have been one of those stories that I have just read. So, I think that we cannot fail to do something about this matter. We owe a debt of gratitude to those People who were born in Italy but later lost their italian citizenship yet continue to preserve love for Italy in their hearts.(And at this point the hall erupts in claps of approval) Pubblicato da
LEGGE DI STABILITA’: OGGI CONVEGNO ANCI VENETO CON FASSINO
L'analisi della situazione finanziaria dei Comuni in vista della Legge di stabilita', con un focus sui parametri finanziari dei Comuni veneti, e' stata al centro del tavolo di confronto organizzato oggi da ANCI Veneto a Borgoricco (Pd), dal titolo ''Finanza locale per l'anno 2016''. Hanno preso parte all'evento, tra gli altri, il presidente dell'ANCI Piero Fassino, il segretario generale Veronica Nicotra, la presidente di ANCI Veneto e vicepresidente di ANCI Maria Rosa Pavanello, il sindaco di Vicenza Achille Variati ed il responsabile della Finanza locale dell'ANCI Andrea Ferri. Roma, 28 Settembre 2015 Pubblicato da
ERP Italia anticipa l’attuazione del Decreto RAEE (D.Lgs. 49/2014) e assume la forma consortile
ERP Italia assume la forma consortile: continuità nel servizio e nuovi servizi estesi ai produttori Milano, 25 settembre 2015 - ERP Italia, Sistema Collettivo che opera nella gestione sull'intero territorio nazionale delle attività di raccolta e riciclo di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), da pile e accumulatori (RPA) e da pannelli fotovoltaici esausti e da imballaggi, ha scelto di anticipare l'attuazione delle disposizioni contenute nel Decreto RAEE (D.Lgs. 49/2014) assumendo la forma consortile. Con il cambiamento di ragione sociale, ERP Italia si conforma, quindi, a quanto stabilisce l'articolo 10 del Decreto RAEE, che impone ai Sistemi Collettivi di organizzarsi in forma consortile dotata di autonoma personalità giuridica di diritto privato e di operare senza fini di lucro. Le attività della nuova società consortile proseguiranno attraverso due realtà distinte: ERP Italia, il sistema collettivo cui farà capo l'attività tipica ed ERP Italia Servizi, la società di servizi. Quest'ultima avrà in carico l'organizzazione e realizzazione, in nome e per conto di ERP Italia, degli aspetti esecutivi relativi al sistema di raccolta e gestione dei RAEE e dei RPA nonché l'esecuzione di ulteriori attività operative, organizzative, amministrative, contabili e commerciali. La nascita di ERP Italia Servizi garantirà una proposta ancora più ampia di servizi e di soluzioni dedicate in particolare alla GDO e ai venditori on line. Di rilievo sarà anche l'implementazione di un servizio di consulenza in grado di garantire massimo supporto ai partner nel pieno rispetto dell'ambiente. L'adeguamento al Decreto RAEE sarà ultimato con l'approvazione dello statuto-tipo da parte del Ministero dell'Ambiente e del Ministero dello Sviluppo Economico. "Abbiamo deciso di precorrere i tempi per abbreviare e semplificare al massimo la transizione alla nuova configurazione giuridica dei Sistemi Collettivi disposta dal Decreto RAEE." - dichiara Alberto Canni Ferrari, Country Manager di ERP Italia. "In questo modo, infatti, ci siamo messi in condizioni di attuare concretamente gli opportuni sistemi di verifica e di governance che ci garantiranno un'efficienza e una puntualità di azione del tutto pari al regime precedente. Per questo motivo posso affermare già oggi che nulla cambierà, se non in meglio, nella qualità del servizio reso ai produttori ai quali proporremo un'offerta ancora più ampia e importanti opportunità di crescita." Pubblicato da
Emissione di inquinanti atmosferici delle auto: la dichiarazione della Commissione europea
Dopo lo scandalo che ha coinvolto la casa automobilistica Volkswagen, la Commissione europea chiede agli Stati membri di svolgere indagini al riguardo; ecco la dichiarazione ufficiale.
In seguito alle rivelazioni sul fatto che la casa automobilistica Volkswagen ha usato un impianto di manipolazione per aggirare le norme sulle emissioni di alcuni inquinanti atmosferici, la Commissione invita le autorità nazionali a esaminare le implicazioni per i veicoli venduti in Europa e a garantire che le norme UE sulle emissioni inquinanti siano scrupolosamente rispettate.
La Commissaria Elżbieta Bieńkowska, responsabile per il Mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: "Il nostro messaggio è chiaro: tolleranza zero in materia di frodi e rispetto rigoroso delle norme dell'UE. Abbiamo bisogno di totale trasparenza e di prove solide per la rilevazione delle emissioni inquinanti".
Inoltre, la Commissaria Bieńkowska ha invitato la Presidenza lussemburghese del Consiglio a mettere la questione all'ordine del giorno del Consiglio Competitività del 1 ottobre.
Convegno annuale A.N.C.O, Bernocchi (ANCI): "Siamo di fronte al più grande cambiamento dei processi produttivi dopo la rivoluzione industriale"
DALLA GREEN ECONOMY ALL'ECONOMIA CIRCOLARE: A MILANO IL CONVEGNO ANNUALE A.N.C.O. Bernocchi (ANCI): "Siamo di fronte al più grande cambiamento dei processi produttivi dopo la rivoluzione industriale. È necessario che la politica se ne renda conto e agisca" Roma, 25 settembre 2015 – "I Sistemi di Raccolta: dalla Green Economy all'economia circolare", questo il tema del Convegno annuale dell'Associazione Nazionale Concessionari Consorzi, che si è svolto presso l'Hotel Da Vinci di Milano il 24 e il 25 settembre. A.N.C.O. raggruppa le imprese, tutte in possesso delle risorse tecnico produttive e delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente necessaria per lo svolgimento dell'attività, che recuperano alcune tipologie di rifiuti quali gli oli usati, le batterie esauste, gli oli vegetali esausti, i rifiuti elettrici ed elettronici e le pile esauste. Tra i relatori del Convegno anche Filippo Bernocchi, Delegato ANCI Energia & Rifiuti, che ha posto l'attenzione sull'eccessiva normazione del nostro Paese: "Un'occasione importante di confronto con gli operatori del settore e con rappresentanti istituzionali per fare il punto sull'attuazione dell'economia circolare e sulla cronica malattia che affligge questo settore, l'eccessiva e confusionaria normazione - commenta Bernocchi - È necessario che il legislatore, la politica, comprenda appieno l'enorme potenzialità che sta dietro il più grande cambiamento dei processi produttivi dopo la rivoluzione industriale e intervenga in maniera organica per dare finalmente un assetto al settore onde poterne trarre tutti i vantaggi in termini ambientali, economici e occupazionali".-- www.CorrieredelWeb.it Pubblicato da
Appello al Governo: urgente il piano per le biotecnologie
URGENTE IL PIANO NAZIONALE PER LE BIOTECNOLOGIE – APPELLO AL GOVERNO DAGLI ESPERTI DI RICERCA E INDUSTRIA RIUNITI A LODI
(Lodi, 25 settembre 2015)
– La ripresa economica italiana passa per il rilancio degli investimenti nel settore manufatturiero e nella ricerca scientifica e tecnologica, ed è urgente che il Governo vari il Piano Strategico Nazionale per la Bioeconomia.
il messaggio che proviene dal mondo delle Biotecnologie, riunitosi a Lodi per un convegno di due giorni, conclusosi oggi.
Bioeconomia si intende la ricerca scientifica ed industriale indirizzata alla crescita economica sostenibile rispondendo alle sfide attuali: superamento della dipendenza dal petrolio e dalle altre fonti energetiche fossili, aumento della popolazione mondiale e cambiamenti climatici.
"Forum italiano sulle biotecnologie industriali e la bioeconomia" si è tenuto nell'Auditorium della Banca Popolare di Lodi, organizzato dall'Associazione per lo sviluppo delle biotecnologie che fa parte di Federchimica (Assobiotec), in collaborazione con il Parco Tecnologico di
Lodi. Vi hanno partecipato 200 esperti provenienti, oltre che dall'Italia anche da diversi Paesi dell'area Euro-Mediterranea,
"Da Lodi, ancora una volta, chiediamo che l'Italia si doti di un Piano strategico nazionale per la bioeconomia – ha detto Leonardo Vingiani, direttore di Assobiotec - come
fatto dagli altri Paesi europei e come fortemente chiesto da Bruxelles.
In questo senso con piacere stiamo registrando un forte interesse da parte del governo attraverso i principali ministeri competenti".
Sulla urgenza di varare finalmente il già discusso ed atteso Piano per la BioEconomia è intervenuto anche Gianluca
Carenzo, Direttore Generale del Parco Tecnologico di Lodi e Coordinatore del Gruppo di Lavoro sulle Biotecnologie Industriali di Assobiotec: "E' necessario che i due mondi della ricerca e dell'industria siano sempre più coordinati. Riteniamo che la proposta di
un Piano Strategico Nazionale per la Bioeconomia sia condivisibile e da
sostenere per focalizzare gli sforzi come sistema Paese in un settore in forte crescita e con grandi opportunità".
L'appello al Governo e al Parlamento per un intervento propulsivo sulle Biotecnologie è stato sostenuto anche da Alberto
Meomartini, vice Presidente della Camera di Commercio di Milano e Presidente di Innovhub Stazioni Sperimentali per l'Industria: "Nel
settore della bioeconomia in Italia a una ricerca di eccellenza spesso corrisponde una realtà industriale dinamica e competitiva, ma i due mondi hanno necessità di essere messi in contatto".
COSA È PARCO TECNOLOGICO DI LODI – PTP - SCIENCE PARK Il
Parco Tecnologico di Lodi è il primo Parco Tecnologico italiano che opera nei settori dell'agroalimentare, della bioeconomia e delle scienze
della vita. Grazie ai suoi programmi di ricerca e ai laboratori specializzati, offre servizi alle aziende che vedono nell'innovazione uno strumento di competitività. Tra questi anche servizi di certificazione e controllo contro le frodi alimentari attraverso il suo marchio DNA Controllato. Con l'Acceleratore Alimenta, il PTP supporta inoltre la nascita di nuove imprese.
COSA È ASSOBIOTEC
l'Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie che fa parte di Federchimica, rappresenta oltre 140 imprese e parchi tecnologici e scientifici che operano in Italia nei diversi settori di applicazione delle biotecnologie .Assobiotec promuove, sviluppo delle biotecnologie in tutte le loro aree di applicazione: salute umana e animale (red biotech), agricoltura sostiene e tutela lo e alimentazione (green biotech), ambiente, processi industriali, biomateriali, bioenergie e restauro (white biotech).
Bankitalia propone regole per l’e-commerce più restrittive di quelle europee. L'impatto per gli operatori italiani?
Nota acura di Avv. Andrea De Matteis, De Matteis Studio Legale
Specializzato in sistemi di pagamento e pagamenti elettronici.
Membro Advisory Board di CashlessWay
La Banca d’Italia si appresta a rendere obbligatorie le regole di sicurezza europee per i pagamenti via internet contenute nelle EBA Guidelines on the security of internet payments che prevedono come regola la cosiddetta autenticazione forte (strong authentication) per le transazioni su internet, salvo consentire forme alternative di autenticazione nel caso di transazioni a basso rischio.
Le Guidelines hanno contenuto quasi identico alle ECB Recommendations on the security of internet payments del 2013, già recepite dalla Banca d’Italia nelle disposizioni di vigilanza applicabili alle banche (Circolare n. 285/2013), con la differenza però che sono obbligatorie: tutti i PSP italiani saranno tenuti a rispettare le Guidelines una volta recepite nell’ordinamento italiano. L’unica eccezione è costituita dalle cosidette migliori prassi (best practices) contenute nell’allegato 1 alle Guidelines, la cui osservanza non è obbligatoria.
La Banca d’Italia ha recentemente indetto una consultazione pubblica sul recepimento in Italia delle Guidelines: come esplicitato nel proprio documento per la consultazione, si propone di rendere obbligatorie in Italia non solo le disposizioni delle Guidelines di carattere cogente, ma anche le best practices.
Alcune di queste best practices richiedono nuovi investimenti per l’industria dei pagamenti o sono tecnicamente complesse da realizzare. A titolo esemplificativo: la best practice 8 prevede che la strong authentication sia effettuata attraverso elementi associati all’importo della transazione e allo specifico esercente (“Strong customer authentication could include elements linking the authentication to a specific amount and payee”). Una disposizione quasi identica – ma obbligatoria – è stata introdotta anche nella PSD2, in corso di approvazione (art. 87.1a).
Se questo accadesse, Banca d’Italia anticiperebbe di fatto di qualche anno l’applicazione in Italia delle più restrittive regole della
PSD2. Tale situazione costituirebbe un unicum nel panorama europeo dal momento che le altre banche centrali europee non hanno manifestato l’intenzione di rendere obbligatorie le best practices.
Occorre inoltre tenere presente che alcuni Stati, quali il Regno Unito, hanno addirittura deciso di non recepire nel proprio ordinamento le Guidelines, alla luce dell’imminente adozione della PSD2. Pertanto,
i PSP italiani si troverebbero in una posizione di svantaggio competitivo rispetto ai loro concorrenti europei perché dovrebbero conformarsi a regole di sicurezza più restrittive di quelle applicabili nel resto d’Europa. Questo potrebbe avere un impatto concorrenziale negativo anche sugli esercenti italiani rispetto a quelli
stranieri. È ben documentato che quanto più sono restrittive le regole
di sicurezza, tanto più aumenta la difficoltà (friction) per il consumatore di portare a termine la transazione e conseguentemente meno transazioni sono concluse.
Chiaramente le intenzioni della Banca d’Italia sono di rendere le transazioni più sicure e diminuire il numero di frodi, a vantaggio del nostro Paese. Tuttavia, lo stesso risultato può essere conseguito attraverso soluzioni alternative che non mettano a rischio il tasso di conversione delle transazioni. Il cd. approccio basato sul rischio (risk-based approach o RBA), per esempio, utilizza una serie di informazioni in grado di minimizzare il rischio di frodi (device fingerprint,
geolocalizzazione, tipologia di transazione, di esercente o di prodotto, o altre informazioni sulle abitudini e i comportamenti del pagatore). Tali soluzioni alternative sono sempre più tecnologicamente avanzate ed efficaci e hanno il vantaggio di garantire transazioni frictionless.
L’entrata in vigore delle Guidelines, inizialmente prevista per il 1° agosto 2015, è stata posticipata a data da definirsi. È possibile che la Banca d’Italia conceda ai PSP italiani un’ulteriore dilazione nel caso si rendesse conto che il mercato italiano non è ancora pronto ad adeguarsi alle nuove regole.
I PSP e gli altri operatori del mercato dei pagamenti possono inviare alla Banca d’Italia le proprie osservazioni entro il 12 ottobre.
La Banca d’Italia ha bisogno, infatti, d’informazioni dal mercato per regolare in maniera efficiente l’industria italiana dei pagamenti e renderla competitiva. Questo è fondamentale per l’e-commerce e lo sviluppo dei pagamenti elettronici in Italia.
XYLELLA, CIA: INACETTABILE DECISIONE UE SU VITE, E' URGENTE UNA SOLUZIONE DIFINITIVA
XYLELLA, CIA: INACETTABILE DECISIONE UE SU VITE, E' URGENTE UNA SOLUZIONE DIFINITIVA I danni per i nostri produttori sono già stati ingenti eppure i test di patogenicità hanno dimostrato definitivamente che il ceppo di Xylella Fastidiosa presente in Puglia non attacca la vite. Chiediamo al Ministro Martina che si attivi in Europa per risolvere definitivamente una situazione che si trascina orami da troppo tempo "La situazione relativa al blocco della commercializzazione delle piante di vite in Puglia a causa della Xylella fastidiosa è giunta all'assurdo". Così il Presidente della Cia – Confederazione Nazionale Agricoltori, Dino Scanavino commenta gli esiti delle ultime riunioni tecniche a Bruxelles. "I danni per i nostri produttori sono già stati ingenti e rischiano di aggravarsi di fronte agli ultimi pronunciamenti delle autorità comunitarie, anche perché il contesto potrebbe drammaticamente peggiorare ed allargarsi, per via di inutili allarmismi, ad altre produzioni del comparto vivaistico con danni commerciali e d'immagine per il sistema Italia", spiega Scanavino. "In seguito alla diffusione della malattia e alle misure conseguenti adottate – prosegue il Presidente della Cia - si sono avviate ricerche ed indagini scientifiche sull'impatto del batterio sulle piante della vite e i risultati hanno dato sempre esito negativo. Non solo finora non sono mai stati riscontrati sintomi o infezioni del batterio, ma le recenti conclusioni anche dei test di patogenicità hanno dimostrato definitivamente che il ceppo di Xylella Fastidiosa presente in Puglia non attacca la vite". Alla luce di ciò, la scelta da parte del Comitato Fitosanitario Permanente (che si è riunito la scorsa settimana) di non eliminare la vite dall'elenco delle "specie ospiti" sottoposte a regolamentazione, "non trova giustificazione ed è inaccettabile". "Al Ministro Martina, che ci aveva dato rassicurazioni nei mesi scorsi – conclude Scanavino - chiediamo che si attivi in Europa per risolvere definitivamente una situazione che si trascina orami da troppo tempo. È urgente un atto formale nei confronti degli altri Stati membri e della stessa Commissione Ue. Di fronte anche alle evidenze scientifiche la mancata eliminazione della Vite dall'elenco delle "piante ospiti" rischia di mettere in crisi non solo un intero comparto produttivo ma di minare la stessa credibilità del sistema di difesa fitosanitario europeo e la certezza del diritto". Pubblicato da
Firenze, 24 settembre 2015. Ci sono giunte diverse segnalazioni secondo le quali Vodafone non restituirebbe l'importo di euro 1,90 illecitamente addebitato per l'attivazione non richiesta del servizio Vodafone Exclusive. Ci siamo gia' occupati della vicenda, presentando una denuncia all'Autorita' garante della concorrenza e del mercato (1). In breve, nei mesi scorsi Vodafone ha inviato a molti clienti un SMS che annunciava la modifica delle condizioni di contratto, consistente in una modifica del proprio piano tariffario che avrebbe incluso Vodafone Exclusive, al costo di euro 1,90 al mese. A ben vedere pero' non si tratta di una modifica contrattuale, ma dell'attivazione di un servizio non richiesto, opzionale e a pagamento. Abbiamo allora presentato una denuncia all'Antitrust (2), perche' a nostro avviso Vodafone sta mettendo in atto una pratica commerciale ingannevole e aggressiva, e abbiamo chiesto all'Autorita' un provvedimento d'urgenza che ordini al gestore telefonico di interrompere la pratica e eliminarne gli effetti, restituendo ai propri clienti le somme sottratte. Ancor piu' gravemente, pare infatti che Vodafone non restituisca gli importi scalati dalle sim ricaricabili o addebitati in fattura. Il ragionamento e' semplice: chi si attiva per richiedere una somma cosi' modesta se deve inviare una raccomandata ad un costo due volte e mezzo superiore (euro 1,90 a fronte del costo di sola spedizione di una raccomandata di euro 4,80)? E cosi' l'euro e novanta sottratto al singolo diventa un bel gruzzoletto nelle casse della societa' se moltiplicato per tutti i clienti che rinunciano a richiederlo. Un simile comportamento potrebbe inoltre avere rilevanza penale, potendo configurare il reato di appropriazione indebita o di truffa. Ci auguriamo allora che Vodafone "corregga il tiro" e dia immediatamente indicazioni precise ai propri operatori telefonici per la restituzione in automatico degli importi scalati o effettivamente li restituisca su richiesta online. Invitiamo tutti i nostri utenti a inviarci le loro segnalazioni e a chiedere formalmente la restituzione del maltolto, in questo modo: 1) chiamare il numero 42593 e presentare reclamo telefonico all'operatore, chiedendo la restituzione dell'importo sottratto; 2) presentare reclamo online accedendo al sito della Vodafone con le proprie credenziali; 3) inviare, via pec o a mezzo raccomandata AR una lettera di messa in mora (3); 4) tenerci aggiornati su quanto accade(4). (1) http://www.aduc.it/comunicato/bufala+vodafone+exclusive+denuncia+aduc+antitrust_23405.php (2) http://www.aduc.it/generale/files/file/allegati/2015/2015-09-17-Esposto%20Agcm%20Agcom %20Vodafone%20Exclusive.pdf 3) http://www.aduc.it/generale/files/file/allegati/2015/Messa%20in%20mora%20Vodafone%20Exclusive.doc 4) http://www.aduc.it/info/scrivici Emmanuela Bertucci, legale Aduc Associazione per i diritti degli utenti e consumatori Pubblicato da
Ursap: Tar Lazio sospende accentramento laboratori analisi
Stop alla loro trasformazione in centri prelievi Roma, 23 settembre 2015 - Il TAR del Lazio, dopo aver sospeso il precedente provvedimento di accentramento dei laboratori di analisi, ha sospeso anche il nuovo decreto del Commissario ad Acta per la Regione Lazio adottato nel mese di luglio che avrebbe determinato da ottobre la disattivazione della quasi totalità dei laboratori del Lazio e la loro trasformazione in meri centri prelievo. Sino a dicembre, mese in cui è stato fissato il merito del ricorso, nulla cambierà, pertanto, per i cittadini del Lazio, che potranno continuare ad effettuare le analisi nei loro laboratori di fiducia. Un nuovo accenno di speranza, quindi, per le migliaia di dipendenti e collaboratori del settore e dell'indotto, sui quali incombeva il licenziamento immediato. "Abbiamo dovuto nuovamente ricorrere al Tar del Lazio – afferma Claudia Tulimiero Melis, Presidente Ursap Federlazio – perché il nuovo decreto era addirittura fortemente peggiorativo di quello già sospeso dal TAR, in quanto adottato ancora una volta senza la consultazione delle associazioni di categoria e i diretti interessati che possiedono l'esperienza e le competenze tecniche in materia". "Inoltre – prosegue la d.ssa Melis – abbiamo dovuto constatare che un importante gruppo straniero, che ha già acquisito decine di laboratori del Lazio, ha effettuato un intervento in giudizio a favore della Regione Lazio. Non intendiamo certo difendere 'rendite da posizione' che non esistono – conclude il Presidente URSAP – bensì tutti coloro che lavorano in qualità da decenni in questo comparto altamente medico-specialistico che la Regione Lazio intende trasformare in un esamificio". Pubblicato da
OLIO DALLA TUNISIA, INTERROGAZIONE AL MINISTRO AGRICOLTURA DEI DEPUTATI COR PUGLIA
DALLA TUNISIA, I DEPUTATI PUGLIESI COR INTERROGANO IL GOVERNO: "COME S'INTENDE TUTELARE L'EXTRAVERGINE DI OLIVA, ECCELLENZA ITALIANA?" Dichiarazione congiunta dei deputati dei Conservatori e Riformisti: Benedetto Fucci, Antonio Distaso, Nuccio Altieri, Roberto Marti, Gianfranco Chiarelli, Nicola Ciracì e Rocco Palese "La proposta della Commissione Europea volta a consentire l'accesso temporaneo supplementare di olio d'oliva tunisino nel mercato della UE è inaccettabile e fuori da ogni logica perché in Italia ci saranno conseguenze disastrose dal punto di vista economico e dei consumatori per la concorrenza sul mercato di un prodotto ad un prezzo inferiore e di qualità non eccellente. Per segnalare questo allarme al governo, dopo la prima iniziativa già attuata a livello comunitario da Raffaele Fitto nel Parlamento europeo, abbiamo presentato un'interrogazione per sapere quali iniziative si vogliano assumere a tutela dell'olio extra vergine di oliva, che è una grande eccellenza italiana". Di seguito il testo dell'interrogazione a risposta scritta: Al Ministro delle politiche agricole. – Per sapere – premesso che: lo scorso 17 settembre la Commissione Europea ha presentato una proposta volta a consentire l'accesso temporaneo supplementare di olio d'oliva tunisino nel mercato della UE per sostenere la ripresa nell'attuale periodo di difficoltà in cui si trova il Paese nordafricano; questa decisione, come affermato dagli stessi operatori del settore, è grave per i produttori e per il mercato dell'olio extra vergine di oliva di qualità perché di fatto, alle 57mila tonnellate già previste da un precedente accordo stipulato con la Tunisia, se ne aggiungeranno altre 35mila tonnellate; questo scenario è a parere degli interroganti motivo di profonda preoccupazione in quanto gli effetti sull'olivicoltura italiana sarebbero disastrosi dal punto di vista economico, per la concorrenza sul mercato di un prodotto ad un prezzo inferiore e di qualità non eccellente, e i consumatori italiani potrebbero non essere sufficientemente informati sulla qualità e la provenienza dell'olio acquistato, soprattutto, attraverso i grandi marchi; i produttori di olio extra vergine di oliva vivono già oggi una stagione difficile, specialmente nel territorio straordinariamente fecondo del Salento alle prese ancora con il contagio del batterio "Xylella fastidiosa"; quanto sopra esposto va inoltre letto nel contesto più ampio di una politica europea che non tiene contro dei riflessi che certe iniziative possono avere sul piano economico, come dimostrato pochi mesi fa dalla diffida all'Italia per la fine del divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero-caseari, un'altra eccellenza del Made in Italy agroalimentare -: quali eventuali iniziative ritenga di assumere, nell'ambito dell'Unione Europea, in merito a quanto esposto in premessa e a tutela di un'eccellenza italiana che rappresenta al tempo stesso un'importante impulso a livello economico. On. Benedetto Fucci, On. Antonio Distaso, On. Trifone Altieri, On. Roberto Marti, On. Gianfranco Chiarelli, On. Nicola Ciracì, On. Rocco Palese Roma, 23 settembre 2015 Pubblicato da
Carlo Bagnasco (Energetic Source) sul DDL concorrenza: "Trasformazione epocale del mercato"
CONVEGNO AIGET "TUTELA DI STATO O DI MERCATO?"
CARLO BAGNASCO: "Sul DDL Concorrenza in materia di energia una trasformazione epocale del mercato"
Roma, 23 settembre 2015 - "Sul Disegno di legge annuale per la Concorrenza e per ciò che attiene alla materia energia siamo di fronte ad una trasformazione epocale del mercato: l'abrogazione della disciplina transitoria dei prezzi del gas e dell'energia elettrica per i clienti domestici ed i piccoli clienti industriali." Cosi ha iniziato Carlo Bagnasco, Vicepresidente Aiget, Area Gas, e CEO Energetic Source S.p.A., il suo discorso di introduzione al Convegno AIGET "Tutela di Stato o di Mercato?", svoltosi oggi nella splendida cornice di Palazzo Giustiniani a Roma.
"Si tratterà, infatti, di una rivoluzione, che consentirà di migliorare le attuali condizioni, aumentando la competitività delle imprese, migliorando l'efficienza dei servizi e riducendo i costi finali. Tuttavia, il cammino non sarà privo di ostacoli, motivo per cui, tutti gli attori coinvolti: Istituzioni, Autorità di regolazione, operatori di mercato e Consumatori sono chiamati in causa per dare un contributo, con l'obiettivo che questo cambiamento possa concretamente realizzarsi".
"Per arrivare ad un mercato pienamente concorrenziale è necessario definire una roadmap, in cui siano chiaramente individuati gli interventi - non tutti necessari - e le tempistiche di implementazione. Oggi, infatti, stiamo vivendo, un periodo di iper regolazione, derivante prevalentemente dalla necessità di tutelare il cliente finale "non capacitato". Probabilmente, se evitassimo di regolare tutto, nel dettaglio, anche il cliente finale sarebbe più facilitato nell'apprendimento, informandolo gradualmente sulle novità che lo riguardano".
Carlo Bagnasco si è quindi soffermato su alcuni temi particolarmente critici, come quello sulle garanzie estremamente onerose richieste agli utenti, secondo quanto stabilito dal codice elettrico di recente approvazione. "Nel settore del gas naturale è in atto un momento di incertezza regolatoria sulla disciplina del bilanciamento in coerenza con il Regolamento UE 312/2014: la disciplina comunitaria, infatti, è stata pubblicata a marzo del 2014 ed entrerà in vigore il prossimo 1 ottobre 2015, ma il recepimento in Italia è stato estremamente lento e tuttora non sono stati ancora definiti i principali provvedimenti in materia. Mi auguro che venga al più presto definito un cronoprogramma per l'approvazione e l'entrata in vigore della disciplina secondo un percorso graduale. Nel settore elettrico, invece, stiamo vivendo una stagione di ricorsi amministrativi. La regolazione non viene più fatta dall'Autorità ma dal giudice amministrativo, riferendomi in particolare alla vicenda sugli sbilanciamenti, nata nel 2012 in seguito alla pubblicazione d'urgenza di un provvedimento, la Delibera 342/2012, e delle successive Del 239/13 e 285/13, ed ancora non conclusasi".
"Alla luce di quanto detto, auspico che inizi una vera fase di proficuo rapporto di collaborazione tra Istituzioni, Regolatore e operatori di mercato e tra operatori infrastrutturali e utenti, affinché anche le informazioni siano finalmente corrette" - ha concluso Carlo Bagnasco.
Energetic Source è tra i protagonisti del mercato elettrico e del gas in Italia e uno dei più attivi operatori nel trading energetico a livello europeo. Energetic Source, guidata da Carlo Bagnasco, ha chiuso l'esercizio 2014 con un fatturato di circa 1,5 miliardi di euro e conta 130 dipendenti. Correttezza, trasparenza, eticità, sono i valori cardine di Energetic Source, gruppo fortemente impegnato anche in numerose iniziative di Corporate Social Responsability, oltre che di sostegno allo sport come dimostrano le recenti sponsorizzazioni alle Nazionali Italiana di Pugilato e Pesistica e alla Federazione Italiana Badminton e l'avvio del progetto #noisiamoenergia.​
L.STABILITA: COLDIRETTI, BENE IMPEGNO GOVERNO PER AGRICOLTURA
E' positivo l'impegno del Governo a sostegno della competitività del settore agricolo con una azione di riduzione dei costi fortemente attesa. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare le dichiarazioni del viceministro all'economia Enrico Morando che ha precisato "non ritengo che ci saranno interventi su gasolio, iva ed imposta di registro nell'ambito della legge di stabilità" perché "il governo è al lavoro per sviluppare le potenzialità produttive del Paese, riducendo la pressione fiscale sui produttori, come gli agricoltori, che sono i destinatari dell'intervento in positivo, non le vittime". Una precisazione che viene dopo l'annuncio del presidente del Consiglio Matteo Renzi davanti a trentamila agricoltori della Coldiretti che dal primo gennaio 2016 non si pagherà più l'Irap e l'Imu agricola come fortemente sollecitato dalla Coldiretti. Un intervento che secondo il Viceministro Morando rientra "nell'ambito di un piano di riduzione della pressione fiscale che vale complessivamente 45 miliardi con "la gran parte della copertura di questa proposta che deriva dalla riduzione della spesa". Si tratta della conferma della coerenza di azione del Governo che ha voluto opportunamente investire sulla competitività del settore agricolo italiano con un taglio senza precedenti della pressione fiscale e - conclude la Coldiretti - saprà quindi anche trovare le necessarie coperture senza gravare con ulteriori oneri sul settore agricolo. Pubblicato da
Controversie dei consumatori in ambito europeo: la nuova risoluzione stragiudiziale. Scheda pratica
Firenze, 23 settembre 2015. Dal 3/9/2015 sono state introdotte nell'ordinamento italiano le ADR (Alternative Dispute Resolution) per i consumatori, in ottemperanza alle direttive europee (Direttiva 2013/11/UE recepita dal D.lgs.130/2015), procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie tramite specifici organismi iscritti in appositi elenchi. Esse si applicano alle controversie inerenti contratti di vendita o di servizi stipulati tra consumatore e professionista sia nazionali (tra parti residenti nello stesso stato membro UE) che transfrontaliere (tra parti residenti in diversi stati membri UE). Si tratta di nuove procedure della durata massima fissata per legge in 90 giorni con costi nulli o ridotti per i consumatori, attivabili con o senza assistenza di un legale. Esse non modificano né confliggono con le mediazioni già previste dalla legge (come la mediazione civile che in taluni campi è obbligatoria) ma si applicano in un certo senso "orizzontalmente", stante il loro specifico e "ridotto" raggio. Il consumatore quindi potrà trovare organismi ADR in ogni ambito conciliativo, sia come organismi nuovi sia come organismi già attivi nel campo della mediazione civile, ognuno con un regolamento che si dovrà rifare alle disposizioni generali fissate a livello europeo. Usiamo verbi al futuro perché in realtà al momento queste procedure non risultano attive. La normativa prevede come primo passo dell'iter burocratico che i potenziali nuovi organismi ADR si iscrivano in elenchi tenuti da varie Autorità diverse a seconda del settore di competenza (Ministero della giustizia, Consob, Autorità garante per l'energia e il gas, Autorità garante per le telecomunicazioni, etc.), e che ogni Autorità regolarizzi con propri provvedimenti il funzionamento specifico della procedura. Il punto è che pur se secondo la Direttiva 2013/11/UE gli Stati membri dovevano esser pronti entro il 9/7/2015, e pur se il decreto di recepimento è entrato in vigore il 3/9/2015, l'ultima data entro cui il Ministero dello sviluppo economico, organo che coordina tutte le Autorità coinvolte, deve comunicare alla Commissione europea il primo elenco di ADR è il 9 Gennaio 2016. Il 9 Gennaio 2016 è anche la data in cui entreranno in vigore le nuove norme regolatrici delle ODR (Online Dispute Resolution), risoluzioni online applicate soprattutto in ambito transfrontaliero, disciplinate fin'ora in modo non specifico delle quali a livello europeo si occupa il Regolamento 524/2013. E' probabile che le due procedure, ADR e ODR, che si intrecciano, utilizzino a livello europeo la stessa "piattaforma" organizzativa, che ci auguriamo sarà pronta alla data suddetta. Per tutte le informazioni è online la nuova scheda pratica Risoluzione stragiudiziale delle controversie del consumatore in ambito europeo con le nuove ADR: informazioni ed operatività: http://sosonline.aduc.it/scheda/risoluzione+stragiudiziale+controversie+consumatore_23422.php Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo Associazione per i diritti degli utenti e consumatori Pubblicato da
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