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Timestamp: 2017-01-23 08:34:06+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.11', 'art.18', 'art.11', 'sentenza ', 'art.18', 'art.11']

Tra legge e contratti: tirocini formativi e di orientamento | Lavoro Fisso
lunedì 23 gennaio 2017 | 09:34
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Da Redazione - 11 maggio 2012 0 29 L’art.11 del D.L. 13 agosto 2011, n.138, ha fissato i livelli essenziali di tutela per lo svolgimento degli stages relativi ai neodiplomati e neolaureati. Le altre tipologie di tirocinio restano disciplinate dalla previgente normativa. Quale il quadro normativo alla luce della contrattazione collettiva in materia?
La disciplina dei tirocini formativi, stabilita dall’art.18, L. n.196/1997 e dal relativo regolamento di attuazione, è stata recentemente integrata dall’art.11, D.L. n.138/2011, che ha fissato i livelli essenziali di tutela da garantire su tutto il territorio nazionale con riferimento ai requisiti dei soggetti promotori, ai titoli di studio dei tirocinanti e alla durata massima del tirocinio. L’intervento del legislatore si è reso necessario in quanto il quadro normativo di riferimento risultava eccessivamente frastagliato dopo l’attribuzione alla competenza esclusiva delle Regioni dei tirocini non collegati a rapporti di lavoro, come riconosciuto dalla Corte costituzionale nella sentenza n.50/2005.
Le nuove norme stabiliscono che i tirocini rivolti a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dei neodiplomati e neolaureati:
– possono essere promossi unicamente da soggetti in possesso degli specifici requisiti preventivamente determinati dalle normative regionali in funzione di idonee garanzie all’espletamento delle iniziative in questione. In assenza di regolamentazioni regionali continuano a trovare applicazione i criteri di selezione dei soggetti promotori individuati dall’art.18, L. n.196/1997; – non possono essere attivati nei confronti di soggetti che abbiano conseguito da oltre dodici mesi i titoli di studio indicati; – non possono avere una durata superiore a sei mesi, proroghe comprese. Restano immutate sia la struttura complessiva dell’istituto che coinvolge tre soggetti (il promotore che provvede alla definizione del progetto, l’azienda che ospita gli stagisti sulla base della convenzione siglata con l’ente promotore ed il tirocinante che beneficia dell’esperienza formativa), sia la particolare relazione giuridica che lega l’azienda e il tirocinante.
L’attivazione del tirocinio non determina infatti l’instaurazione di un rapporto di lavoro ma è costitutiva di una peculiare figura contrattuale priva del requisito della corrispettività tra le reciproche prestazioni delle parti. Oggetto del contratto è l’insegnamento impartito dall’imprenditore in quanto l’attività del tirocinante e l’eventuale risultato produttivo che ne consegue sono strettamente funzionali alla formazione e perfezionamento professionale perseguito.
Tuttavia le aziende ospitanti sono egualmente tenute alla previa comunicazione al centro per l’impiego dell’attivazione del tirocinio, per esigenze di monitoraggio e di prevenzione del lavoro irregolare.
Casi particolari Come si è detto, le novità recate dal D.L. n.138 riguardano i tirocini promossi a favore di neodiplomati o neolaureati e non trovano generale applicazione. Il Ministero del lavoro ha infatti chiarito, con la circolare n.24/2011, che tali novità non riguardano altre fattispecie di tirocinio qualificate da requisiti specifici:
– i tirocini di cosiddetto reinserimento/inserimento al lavoro, svolti principalmente a favore dei disoccupati, compresi i lavoratori in mobilità, e altre esperienze destinate agli inoccupati la cui regolamentazione rimane integralmente affidata alle Regioni; – i tirocini promossi a favore di disabili, invalidi fisici, psichici e sensoriali, per i quali resta in vigore la disciplina di cui all’art.11, comma 2, L. n.68/1999; – i tirocini promossi in favore di soggetti in trattamento psichiatrico, di tossicodipendenti, alcolisti e condannati ammessi a misure alternative di detenzione; – i tirocini concernenti gli immigrati, nell’ambito del decreto flussi, i richiedenti asilo ed i titolari di protezione internazionale, nonché quelli rivolti a ulteriori categorie di soggetti svantaggiati destinatari di specifiche iniziative di inserimento al lavoro promosse dalla pubblica amministrazione; – i tirocini curricolari, cioè tirocini formativi e di orientamento inclusi nei piani di studio delle università e degli istituti scolastici sulla base di norme regolamentari ovvero altre esperienze previste all’interno di un percorso d’istruzione o di formazione, la cui finalità non sia direttamente quella di favorire l’inserimento lavorativo, bensì quella di affinare il processo di apprendimento e di formazione. Si tratta dei tirocini promossi da soggetti e istituzioni formative a favore dei propri studenti e allievi frequentanti, per realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro. Non rientrano poi nella disciplina in esame i periodi di praticantato richiesti dagli ordini professionali e disciplinati da specifiche normative di settore.
Modalità di svolgimento I tirocini si svolgono sulla base di apposite convenzioni stipulate tra i soggetti promotori e i datori di lavoro ospitanti. Per ciascun tirocinante viene predisposto un progetto formativo e di orientamento contenente: il nominativo del tirocinante; il nominativo del tutore incaricato dal soggetto promotore; il nominativo del responsabile aziendale; gli obiettivi, le modalità ed il luogo di svolgimento del tirocinio con l’indicazione dei tempi di presenza in azienda; gli estremi identificativi delle assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro e la responsabilità civile (che restano di norma a carico dei soggetti promotori).
Data la particolare natura della relazione giuridica che si instaura tra le parti e che non è inquadrabile nello schema del lavoro subordinato, le modalità di svolgimento del rapporto intercorrente tra l’azienda ospitante ed il tirocinante sono stabilite caso per caso. La contrattazione collettiva a livello di categoria non contiene generalmente specificazioni ulteriori anche se si rintracciano, in alcuni settori, clausole che vanno oltre il semplice richiamo alle vigenti disposizioni di legge.
Una dettagliata disciplina dell’istituto, articolata peraltro sulla falsariga del D.M. n.142/1998 attuativo della L. n.196/1997, è contenuta nel c.c.n.l. per gli studi professionali. Si attende pertanto che l’imminente rinnovo del contratto provveda all’adeguamento delle clausole alla nuova disciplina recata dal D.L. n.138/2011.
Altri settori contrattuali regolano solo aspetti specifici. Ad esempio nelle aziende di autonoleggio (accordo 18.12.2010) sono previste limitazioni ulteriori a quelle già stabilite dalla legge relativamente al numero dei rapporti attivabili (la misura massima è fissata nel 4% del personale assunto a tempo indeterminato, con arrotondamento all’unità superiore e con una soglia minima di due unità).
Altri contratti collettivi ribadiscono l’esclusione di ogni riconoscimento di natura normativa e/o economica per i rapporti di tirocinio (scuole private Aninsei, accordo 30.7.2008). Il c.c.n.l. Turismo-Confcommercio ritiene opportuno precisare che gli allievi accolti nelle aziende alberghiere non fanno parte del personale e non sono quindi sottoposti a nessuna delle norme contrattuali, purché non prestino servizio effettivo in sostituzione dei dipendenti normali.
Per quanto riguarda il profilo economico, il già citato accordo di rinnovo per l’autonoleggio prevede il riconoscimento agli stagisti di un importo a titolo di rimborso spese, la cui entità viene definita in sede aziendale, oltre all’erogazione del ticket restaurant/indennità di mensa. Sempre in considerazione della particolare natura del rapporto, nel settore delle scuole private (accordo 30.7.2008) si precisa che non è consentito adibire il tirocinante ad attività lavorativa con responsabilità diretta.
Da ultimo una relazione tra stage ed eventuale successivo rapporto di lavoro è prevista, a quanto risulta, solo nella vigilanza privata. In questo settore (c.c.n.l. 2.5.2006) viene infatti stabilita una riduzione del periodo di prova, fino ad un minimo di 30 giorni, per i lavoratori assunti dopo aver effettuato un periodo di stage all’interno dell’azienda e derivante da corsi di formazione riconosciuti dall’ente bilaterale.
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