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Timestamp: 2018-06-22 18:15:22+00:00
Document Index: 36651806

Matched Legal Cases: ['art. 589', 'art. 590', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 27', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 530', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 5']

PRESENTE E FUTURO DEL MEDICO OSPEDALIERO. Anaao Giovani MESPAD Federspecializzandi 17 novembre PDF
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1 PRESENTE E FUTURO DEL MEDICO OSPEDALIERO Anaao Giovani MESPAD Federspecializzandi 17 novembre 2015
2 VADEMECUM ANAAO
3 FARE IL MEDICO OGGI. DALLA A ALLA Z, TUTTO QUELLO CHE BISOGNA SAPERE PER MUOVERSI NELLA GIUNGLA DEL SSN. IL VADEMECUM DELL ANAAO A come avviso pubblico o assicurazione professionale ; G, come graduatorie concorsuali ; L, come libera professione intramoenia ; P, come permessi retribuiti e così via fino alla Z. In 80 pagine di schede, semplici e dirette nel linguaggio, i giovani medici dell Anaao Assomed hanno cercato di dare le dritte ai loro colleghi su come muoversi nella giungla del Servizio sanitario nazionale. «Quotidiano Sanità 07/10/2015
6 RCP E COLPA GRAVE: UN PERCORSO AD OSTACOLI
7 LA RESPONSABILITÀ PENALE DEL MEDICO La vita e l integrità fisica della persona umana sono beni primari costituzionalmente protetti. A garanzia di tali beni l ordinamento ha previsto una tutela penale contro le condotte lesive.
8 I REATI Omicidio colposo (art. 589 c.p.) Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Lesioni personali colpose (art. 590 c.p.) Chiunque cagiona ad altri per colpa una lesione personale è punito con la reclusione fino a tre mesi Se la lesione è grave la pena è della reclusione da uno a sei mesi, se è gravissima, della reclusione da tre mesi a due anni
9 QUANDO UN DELITTO È DOLOSO O COLPOSO? ARTICOLO 43 cod. pen. Il delitto è: 1. doloso, o secondo l'intenzione, quando l'evento dannoso o pericoloso, che è il risultato dell'azione od omissione e da cui la legge fa dipendere l'esistenza del delitto, è dall'agente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione; 2. preterintenzionale, o oltre l'intenzione, quando dall'azione od omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dall agente; 3. colposo, o contro l'intenzione, quando l'evento, anche se preveduto, non è voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.
10 CONDOTTA COLPOSA LA CONDOTTA COLPOSA PUÒ CONSISTERE IN ATTI COMMISSIVI (CULPA IN AGENDO) O OMISSIVI (CULPA IN OMITTENDO). BISOGNA DISTINGUERE UNA COLPA GENERICA, CHE SI CONCRETIZZA NELLA NEGLIGENZA, IMPRUDENZA, IMPERIZIA E UNA COLPA SPECIFICA CHE CONSISTE NELLA VIOLAZIONE DI LEGGI, REGOLAMENTI, ORDINI O DISCIPLINE (AD ESEMPIO, MANCATO RISPETTO DELLE PROCEDURE SULLA TRASFUSIONE DEL SANGUE)
11 NEGLIGENZA Si ha quando il medico, per disattenzione, dimenticanza, disaccortezza, svogliatezza, leggerezza, superficialita o altro, trascuri quelle regole comuni di diligenza, richieste nell esercizio della professione e osservate dalla generalita dei medici.
12 IMPRUDENZA Si ha quando il medico agisce con avventatezza, eccessiva precipitazione o ingiustificata fretta, senza adottare quelle cautele consigliate dalla ordinaria prudenza o dall osservanza di precauzioni doverose. Il medico prudente è colui capace di prevedere le possibili complicanze derivanti dalla somministrazione di un dato trattamento, di prevedere la possibile evoluzione della situazione morbosa del paziente ed evitare le conseguenze dannose.
13 IMPERIZIA Si ha quando la condotta del medico è incompatibile con quel livello minimo di cognizione tecnica, di cultura, di esperienza e di capacità professionale, che costituiscono il presupposto necessario per l esercizio della professione medica.
14 NESSO DI CASUALITA IN TEMA DI RESPONSABILITA PENALE SI DEVE ANZITUTTO ACCERTARE IL NESSO DI CAUSALITA TRA IL FATTO DANNOSO RIPORTATO DAL PAZIENTE E IL COMPORTAMENTO DEL MEDICO CURANTE. LA COLPA NON E ASTRATTAMENTE CONFIGURABILE, MA RICHIEDE L EFFETTIVA DIMOSTRAZIONE DEL LEGAME DIRETTO TRA LA CONDOTTA (COMMISSIVA OD OMISSIVA) DEL MEDICO ED EVENTO DANNOSO.
15 CASUALITA DELLA CONDOTTA OMISSIVA IN AMBITO PENALE (SENT. FRANZESE CASS. SEZ. UN. PEN N ) IL RAPPORTO DI CAUSALITÀ TRA CONDOTTA OMISSIVA ED EVENTO LESIVO SUSSISTE SOLO QUANDO SI ACCERTI CHE, SE FOSSE STATA POSTA IN ESSERE LA CONDOTTA DOVEROSA OMESSA, L EVENTO CONCRETAMENTE VERIFICATOSI SAREBBE STATO EVITATO CON UNA PROBABILITÀ DI GRADO ELEVATO VICINO ALLA CERTEZZA, E CIOÈ CON UN ALTO GRADO DI PROBABILITÀ LOGICA OVVERO CON UNA ELEVATA CREDIBILITÀ RAZIONALE (CAUSALITA FORTE ).
16 COLPA LIEVE E COLPA GRAVE PREMESSA LA COLPA DEL MEDICO IN ASTRATTO, NON È NÉ GRAVE, NÉ GRAVISSIMA, NÉ LIEVE, MA LO PUÒ ESSERE SOLO IN CONCRETO, ALL ESITO DI UNO SPECIFICO ACCERTAMENTO CHE GIUSTIFICA UN TALE GIUDIZIO. INFATTI, NON SI PUÒ GIUDICARE ALLA STESSA MANIERA LA CONDOTTA DEL MEDICO CHE HA OPERATO IN UN CENTRO BEN ATTREZZATO ED È STATO COADIUVATO DA COLLABORATORI SPECIALIZZATI ED ESPERTI RISPETTO A QUELLA DI CHI È COSTRETTO AD INTERVENIRE IN CONDIZIONI DIFFICILI E DI URGENZA
17 IL LIVELLO DELLA COLPA PROFESSIONALE Art. 1176, 2 comma, c.c. Nell adempimento delle obbligazioni inerenti all esercizio di un attivita professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell attivita esercitata. In altri termini, il professionista e un soggetto che deve avere una preparazione professionale particolarmente elevata, e pertanto la sua diligenza professionale andrà valutata con i parametri della capacità propria di un medico esperto in quello specifico settore di intervento
18 LA RESPONSABILITÀ DEL PROFESSIONISTA PER PRESTAZIONI COMPLESSE Art c.c. Se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di particolare difficolta, il prestatore d opera non risponde dei danni, se non in caso di dolo o colpa grave
19 COLPA GRAVE Per colpa grave si intende invece, il compimento da parte del medico di un errore grossolano, dovuto specialmente alla violazione di quelle fondamentali regole dettate dalla tecnica, dalla cultura e dall esperienza professionale, che costituiscono il presupposto necessario per l esercizio della professione medica. La colpa grave riguarda le sole ipotesi di imperizia nell'ambito di interventi complessi o di speciale difficoltà.
20 LA RIFORMA BALDUZZI (L. N. 189/2012) ARTICOLO 3 Responsabilita' professionale dell'esercente le professioni sanitarie comma 1 L'esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attivita' si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunita non risponde penalmente per colpa lieve In tali casi resta comunque fermo l obbligo di cui all art del codice civile. Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo
21 LINEE GUIDA LE LINEE GUIDA PER AVERE RILEVANZA NELL'ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITÀ DEL MEDICO DEVONO INDICARE STANDARD DIAGNOSTICO TERAPEUTICI CONFORMI ALLA REGOLE DETTATE DALLA MIGLIORE SCIENZA MEDICA A GARANZIA DELLA SALUTE DEL PAZIENTE
22 LA RIFORMA BALDUZZI HA VERAMENTE DEPENALIZZATO LA COLPA LIEVE? Cassazione penale sezione IV, 24 gennaio 2013, n ATTENZIONE: Le linee guida riguardano e contengono solo regole di perizia e non afferiscono ai profili di negligenza e di imprudenza del medico. CONSEGUENZA La legge Balduzzi, che esclude la responsabilità penale del medico in caso di colpa lieve, non trova applicazione nelle ipotesi di accertata negligenza o imprudenza. Il rispetto delle linee guida serve a distinguere fra colpa lieve o colpa grave solo limitatamente a questioni di perizia tecnica. Se il medico è stato negligente o imprudente nell esecuzione dell intervento, con colpa anche non grave, può essere punito penalmente nonostante la riforma Balduzzi
23 LA MANCATA DEFINIZIONE DELLE LINEE GUIDA DA PARTE DELLA LEGGE Il problema della Riforma Balduzzi è che non fornisce criteri per la determinazione delle linee guida. In particolare non vengono definite: quali siano le autorità titolate a produrle quali siano le procedure di raccolta dei dati statistici e scientifici quale sia il metodo di diffusione per portarle a conoscenza dei medici
24 IL RISPETTO DELLE LINEE GUIDA. SINTESI DELLA GIURISPRUDENZA LE LINEE GUIDA non possono fornire indicazioni di valore assoluto ai fini dell'apprezzamento dell eventuale responsabilità, sia per la libertà di cura che caratterizza l'attività del medico, sia perché, in taluni casi, la stesura delle stesse può essere influenzata da motivazioni legate al contenimento dei costi sanitari o perché sono obiettivamente controverse e non unanimemente condivise. ll medico è sempre tenuto ad esercitare le proprie scelte considerando le circostanze peculiari che caratterizzano il caso concreto e la specifica situazione del paziente, nel rispetto della sua volontà, al di là delle regole cristallizzate nei protocolli medici.
25 LA RESPONSABILITÀ CIVILE DEL MEDICO
26 IN GENERALE, LA RESPONSABILITÀ CIVILE SI DISTINGUE IN RESPONSABILITÀ CONTRATTUALE E RESPONSABILITÀ EXTRACONTRATTUALE
27 RESPONSABILITA CONTRATTUALE LA RESPONSABILITÀ CONTRATTUALE (ART C.C.) RIGUARDA TUTTE LE FORME DI RESPONSABILITÀ DERIVANTI DA UN RAPPORTO DI OBBLIGAZIONE CONTRATTUALE ESISTENTE TRA LE PARTI (CONTRATTO), IL CUI INADEMPIMENTO O L INESATTO ADEMPIMENTO PUÒ DETERMINARE UN DANNO RISARCIBILE
28 RESPONSABILITA EXTRACONTRATTUALE LA RESPONSABILITÀ EXTRACONTRATTUALE (ART C.C.) NON PRESUPPONE ALCUN RAPPORTO PREESISTENTE TRA LE PARTI, MA DERIVA DA UN ATTO ILLECITO, OSSIA DALLA VIOLAZIONE DEL GENERALE OBBLIGO CHE RICADE SU CIASCUN CONSOCIATO DI NON ARRECARE AD ALTRI UN DANNO INGIUSTO (PRINCIPIO DEL NEMINEM LAEDERE)
29 DIFFERENZE TRA RESPONSABILITÀ CONTRATTUALE ED EXTRACONTRATTUALE SUL PIANO DELL AZIONE CIVILE DIFFERENZE RESP. CONTRATTUALE RESP. EXTRACONTRATTUALE Onere della prova il paziente deve dimostrare di aver richiesto una prestazione medica (es. rivolgendosi ad una struttura pubblica) e il danno subito. Mentre al medico spetterà di provare di non aver avuto colpa,ossia che ha tenuto un comportamento corretto come da prassi, ovvero che è sopravvenuto un fatto imprevedibile o che il caso era di particolare difficoltà Si inverte l onere della prova: è il paziente che deve dimostrare non solo l evento dannoso ma anche la colpevolezza (dolo o colpa) del medico danni risarcibili solo i danni prevedibili rispetto alla condotta colposa il responsabile dell atto illecito è tenuto a risarcire tutti i danni, prevedibili e non. Ad. es. perdita economica + mancato guadagno Prescizione 10 anni 5 anni
30 NATURA CONTRATTUALE DELLA RESPONSABILITA CIVILE DEL MEDICO (cd. tesi del contatto sociale) In base alla giurisprudenza ormai consolidata della Corte di Cassazione, la responsabilità civile del medico dipendente di una azienda sanitaria (medico strutturato), ha comunque natura contrattuale, anche se non viene stipulato un effettivo contratto scritto tra medico e paziente. Tale soluzione giurisprudenziale si fonda sulla tesi (di matrice tedesca) del c.d. contatto sociale, secondo cui nel momento in cui il paziente si rivolge ad un medico strutturato si verifica un contatto sociale che determina di per sé l instaurazione di un rapporto giuridico di fatto. In altri termini, il paziente, a seguito di atti o iniziative del medico con cui viene in contatto e offre le proprie cure, è indotta a ritenere sussistenti doveri e pretese di comportamento: ovvero quegli specifici obblighi di cura che sono imposti al professionista nell esercizio della propria arte medica.
31 LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI MILANO DEL 17 LUGLIO 2014 INVERSIONE DI TENDENZA: RITORNO AL PIU FAVOREVOLE REGIME DELLA RESPONSABILITÀ EXTRACONTRATTUALE Secondo il Tribunale di Milano, le disposizioni contenute nella Riforma Balduzzi (l art. 3 L. 189/2012) inducono a ritenere che il Legislatore del 2012 abbia voluto ricondurre la responsabilità del medico (e quella degli altri esercenti professioni sanitarie) nell alveo della responsabilita extracontrattuale da fatto illecito (e non più della responsabilità contrattuale) e che, dunque, l obbligazione risarcitoria possa scaturire solo in presenza di tutti gli elementi propri della responsabilità extracontrattuale che il danneggiato ha l onere di provare e soggiace al regime di prescrizione quinquennale.
32 IN OGNI CASO, AFFINCHÉ IL MEDICO POSSA ESSERE RITENUTO CIVILMENTE RESPONSABILE DEI DANNI PROVOCATI AL PAZIENTE DEVONO REALIZZARSI LE SEGUENTI CONDIZIONI: IL SANITARIO DEVE AVERE AVUTO UNA CONDOTTA COLPOSA NELLA PRESTAZIONE PROFESSIONALE. SI DEVE REALIZZARE UN DANNO AL PAZIENTE. DEVE ESSERE DIMOSTRATO IL NESSO DI CAUSALITÀ MATERIALE TRA L AZIONE OD OMISSIONE DEL MEDICO E L EVENTO LESIVO. L EVENTO DANNOSO DEVE ESSERE PREVEDIBILE.
33 LA RESPONSABILITÀ CIVILE DELLA STRUTTURA OSPEDALIERA Art. 28 Costituzione I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.
34 LA RESPONSABILITÀ CONTRATTUALE DELL AZIENDA O ENTE OSPEDALIERO (la tesi del c.d. contratto di spedalità) L Azienda sanitaria pubblica risponde dei danni causati ai pazienti ivi ricoverati sulla base di un rapporto contrattuale atipico. Difatti, secondo l evoluzione giurisprudenziale, tra Azienda sanitaria pubblica e paziente ricoverato, intercorre è un contratto di spedalità, in cui le prestazioni a carico dell ente non si esauriscono nell espletamento della prestazione sanitaria, ma comprendono anche obblighi accessori e strumentali di protezione (come ad esempio ricovero, forniture di servizi infermieristici, ristorazione, sicurezza degli impianti e delle attrezzature, nonché la loro sistemazione logistica, turni di assistenza e vigilanza, custodia del paziente, ecc.), il cui inadempimento fa sorgere una responsabilità a carico della struttura sanitaria che è di natura contrattuale. In virtù di tale contratto, valgono i principi civilistici sull inadempimento contrattuale, per cui il debitore, che nell'adempimento dell'obbligazione si vale dell'opera di terzi (es. medici e sanitari), risponde anche dei fatti colposi di costoro (art c.c.).
35 L AZIONE DI RIVALSA DELL AZIENDA OSPEDALIERA IN CASO DI DOLO O COLPA GRAVE DEL MEDICO Il riconoscimento della responsabilità medica genera una responsabilità solidale passiva tra più soggetti (struttura e personale medico) nei confronti del paziente; tuttavia, proprio perché solidale, il rapporto tra gli obbligati fa sorgere, in capo al soggetto adempiente il diritto di regresso o di rivalsa nei confronti degli altri coobbligati. Tale diritto di rivalsa, nei casi di rapporto di pubblico impiego medicoamministrazione, sussiste solo nelle ipotesi di dolo colpa grave, e viene fatto valere in via esclusiva dalla Corte dei conti.
36 RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA PER DANNO ERARIALE Il giudizio di responsabilità amministrativa da parte della Corte dei Conti nei confronti dei dipendenti pubblici è indipendente rispetto al giudizio civile e penale, in quanto si fonda su presupposti diversi. Nello specifico, affinché si possa configurare la responsabilità erariale/amministrativa del medico (strutturato o convenzionato) sono necessari i seguenti elementi: 1) violazione degli obblighi che scaturiscono dal rapporto di servizio; 2) l elemento soggettivo del dolo o della colpa grave; 3) il danno erariale (perdita patrimoniale per l amministrazione certa, liquida ed esigibile - es. sentenza passata in giudicato oppure transazione stragiudiziale stipulata con il terzo); 4) il nesso di causalità tra la violazione dell obbligo ed il danno.
37 LA COLPA DEL MEDICO NELLA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA PER DANNO ERARIALE NEL GIUDIZIO DI RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DINANZI ALLA CORTE DI CONTI E SEMPRE RICHIESTA LA COLPA GRAVE SIA PER L IMPERIZIA CHE PER L IMPRUDENZA, E LA NEGLIGENZA. QUINDI, NON BASTA CHE IL COMPORTAMENTO DEL MEDICO SIA STATO NON CONFORME ALLE REGOLE DELLA SCIENZA E DELL ESPERIENZA, IN QUANTO È NECESSARIO CHE SI SIANO VERIFICATI ERRORI NON SCUSABILI PER LA LORO GROSSOLANITÀ OPPURE, L ASSENZA DELLE COGNIZIONI FONDAMENTALI DELLA PROFESSIONE MEDICA, O IL DIFETTO DI QUEL MINIMO DI PERIZIA CHE OGNI MEDICO DEVE POSSEDERE, O INFINE CHE VI SIA STATA UNA TEMERARIA SPERIMENTAZIONE O SUPERFICIALITÀ E DISINTERESSE PER LA SALUTE DEL PAZIENTE.
38 L OBBLIGO ASSICURATIVO PER LE ASL Le Aziende ed Enti del SSN sono obbligate, per legge e per contratto, a garantire al proprio personale medico - di ruolo o convenzionato - un adeguata copertura assicurativa per i danni da responsabilità civile derivanti a terzi, salvo i casi di dolo o colpa grave. FONTI DI LEGGE: Art. 3, comma 2, Legge Balduzzi (L. 189/2012) + art. 27 D.L. 90/2014 (convertito in Legge 11 agosto 2014, n. 114) FONTI CONTRATTUALI: Art. 21, Ccnl 3 novembre area dirigenza medica e veterinaria
39 OBBLIGO DI LEGGE ART. 27, CO. 1-BIS, DL 90/2014 A ciascuna azienda del Servizio sanitario nazionale (SSN), a ciascuna struttura o ente privato operante in regime autonomo o accreditato con il SSN e a ciascuna struttura o ente che, a qualunque titolo, renda prestazioni sanitarie a favore di terzi è fatto obbligo di dotarsi di copertura assicurativa o di altre analoghe misure per la responsabilità civile verso terzi (RCT) e per la responsabilità civile verso prestatori d'opera (RCO), a tutela dei pazienti e del personale. CAMPO DI APPLICAZIONE DELL OBBLIGO ASSICURATIVO riguarda tutte le strutture sanitarie (pubbliche o private); interessa tutto il personale medico che opera nell ambito della struttura sanitaria (sia esso strutturato, convenzionato o precario) non riguarda le ipotesi di dolo o colpa grave (v. art. 3, co. 4, L. 189/ legge Balduzzi); può riguardare anche misure analoghe all assicurazione (ad esempio autoassicurazione oppure sistema misto (franchigia + assicurazione)
40 OBBLIGO CONTRATTUALE ART. 21, CCNL 3 NOVEMBRE 2005 In materia di copertura assicurativa dei dirigenti medici dipendenti del SSN, trova tuttora applicazione la normativa di cui all art. 21 del Ccnl area dirigenza medico-veterinaria la quale dispone che le aziende garantiscono una adeguata copertura assicurativa della responsabilità civile di tutti i dirigenti della presente area - ivi comprese le spese di giudizio ai sensi dell art. 25 Ccnl per le eventuali conseguenze derivanti da azioni giudiziarie dei terzi, relativamente alla loro attività, ivi compresa la libera professione intramuraria, senza diritto di rivalsa, salvo le ipotesi di dolo o colpa grave. La richiamata disposizione ha carattere precettivo per le Aziende, le quali sono contrattualmente tenute a farsi carico di tutti gli oneri connessi alla stipula della polizza assicurativa per rischi derivanti da responsabilità civile nei confronti di terzi, esclusa l ipotesi di copertura di ulteriori rischi (per dolo o colpa grave), la quale continua ad avere per i singoli medici natura facoltativa.
41 IL PATROCINIO LEGALE (ART. 25 CCNL 8 GIUGNO 2000) L Azienda, oltre a garantire la copertura assicurativa, è tenuta a sostenere ogni onere di difesa dei propri dirigenti nei procedimenti civili, penali e contabili, avviati loro carico. LA DIFESA ASSUNTA DIRETTAMENTE DALL AZIENDA (art. 25, comma 1) L azienda, nella tutela dei propri diritti ed interessi, ove si verifichi l apertura di un procedimento di responsabilità civile, contabile o penale nei confronti del dirigente per fatti o atti connessi allo espletamento del servizio e allo adempimento dei compiti d ufficio, assume a proprio carico, a condizione che non sussista conflitto d interesse, ogni onere di difesa fin dalla apertura del procedimento e per ogni grado di giudizio, facendo assistere il dipendente da un legale, previa comunicazione all interessato per il relativo assenso IL DIFENSORE SCELTO DAL DIRIGENTE MEDICO (art. 25, comma 2) Qualora il dirigente intenda nominare un legale di sua fiducia in sostituzione di quello indicato dall azienda o a supporto dello stesso: i relativi oneri saranno interamente a carico dell interessato. TUTTAVIA: Nel caso di conclusione favorevole del procedimento, l azienda procede al rimborso delle spese legali nel limite delle tariffe applicate ai propri legali convenzionati. Tale ultima clausola si applica anche nei casi in cui al dirigente, prosciolto da ogni addebito, non sia stato possibile fornire un legale da parte dell azienda per presunto conflitto di interesse. COSA SI INTENDE PER CONCLUSIONE FAVOREVOLE DEL PROCEDIMENTO? assoluzione ex art. 530 comma 1 c.p.p.., contenente la formula Il fatto non sussiste, il fatto non costituisce reato oppure non è previsto dalla legge come reato, oppure l imputato non ha commesso il fatto. NON VALGONO: prescrizione o amnistia
42 ORARIO DI LAVORO. IL D-DAY COSA CAMBIA DAL 25 NOVEMBRE?
43 IL 25 NOVEMBRE DIVENTA FINALMENTE ATTUATIVA LA LEGGE 30 OTTOBRE 2014, N. 161, CHE CON L'ART. 14 RIALLINEA ANCHE PER I MEDICI E IL PERSONALE SANITARIO LA NOSTRA GIURISPRUDENZA AGLI ALTRI PAESI DELLA CE IN MATERIA DI ORARIO DI LAVORO E DURATA DEI RIPOSI. IN PARTICOLARE, LA LEGGE PREVEDE COME MINIMO 11 ORE CONSECUTIVE DI RIPOSO GIORNALIERO, MASSIMO 48 ORE DI LAVORO SETTIMANALE, COMPRESO LO STRAORDINARIO, 24 ORE DI RIPOSO SETTIMANALE E ALMENO 4 SETTIMANE DI RIPOSO ANNUALE.
44 ORGANIZZAZION E DEL LAVORO 1) Definizione del Tempo di Lavoro e normativa contrattuale
46 TEMPO DI LAVORO VISIONE BINARIA Orario di lavoro Periodo di riposo
47 Orario di lavoro Qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell esercizio della sua attività o delle sue funzioni
48 38 ore ,30 Attività assistenziali e gestionali Riduzione liste d attesa Assistenza/prevenzione L Asl può chiedere con le procedure di budget (quindi accordo preventivo) ECM Formazione Didattica Ricerca Orario non assistenziale
49 MASSIMO 48 ORE SETTIMANALI IMPORTANZA DI MANTENERE 11 ORE DI RIPOSO CONSECUTIVE MINIME. SI MANTIENE L ATTUALE REGIME PER LA PRONTA DISPONIBILITA (REPERIBILITA) PERCHÉ LA NORMA IN MERITO E STATA INTERPRETATA A FAVORE DELL AZIENDA
50 PERIODO DI RIPOSO Qualsiasi periodo che non rientra nell orario di lavoro Riposo inteso come piena libertà di espressione delle proprie aspirazioni oltre che completo recupero psico fisico Luogo scelto in piena libertà dal lavoratore
51 ASPETTI SANZIONATORI AMMINISTRATIVI PER VIOLAZIONE DELL'ORARIO DI LAVORO L'articolo 18-bis del d.lgs. 8 aprile 2003, n. 66, contenente le sanzioni previste in caso di violazione della disciplina sull'orario di lavoro, ha subito numerose modifiche legislative (legge 6 agosto 2008, n. 133, legge 21 febbraio 2014, n. 9, dlgs. 15 giugno 2015, n. 80). L'attuale formulazione del testo prevede in particolare le sanzioni legate al mancato rispetto del riposo giornaliero (art. 7 del dlgs. 66/2003) prevedono un importo da 100 a 300 euro se la violazione coinvolge fino a 5 lavoratori o due periodi di riferimento. Tali importi passano da 600 a euro, se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori o si verifica in almeno tre periodi di 24 ore, se invece riguarda più di dieci lavoratori o almeno 5 periodi, l'importo va da a euro. Nelle violazione della durata massima del lavoro settimanale (art. 4, co.2 del dlgs 66/2003) la sanzione è compresa tra 200 e euro, se però la violazione riguarda più di 5 lavoratori o si è verificata in almeno 3 periodi di riferimento, l'importo sale da 800 a euro, se sono coinvolti più di 10 lavoratori o se questa si è protratta per più di 5 periodi, la sanzione sale in questo caso da a euro e non è ammesso il pagamento in misura ridotta. Le medesime sanzioni, in modo distinto, si applicano anche per le violazioni del riposo settimanale (art. 9, co. 1 del d.lgs 66/2003). Infine le sanzioni per il superamento del tetto massimo annuale di 250 ore di straordinario e per il computo e compenso dello stesso (art. 5, co. 3 e 5 del d.lgs 66/2003), prevedono una sanzione amministrativa da 25 a 154 euro; se ciò interessa più di 5 lavoratori o si è verificata in un anno solare per più di 50 giornate lavorative, la sanzione aumenta da 154 a euro. Chi conosce la realtà operativa di molti ospedali italiani sa che a essere applicate saranno le sanzioni massime.
Vademecum Responsabilità Professionale
Vademecum Responsabilità Professionale Area Responsabilità Professionale e Rischio Assicurativo Chairman Francesco Melandri, Carla Riganti Membri Giuseppe De Fabrizio, Cosimo Perrone Consulenti esterni