Source: https://www.unijuris.it/node/3914
Timestamp: 2018-02-18 06:30:48+00:00
Document Index: 121172763

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 26', 'art. 104', 'art. 163', 'art.18', 'art. 26']

Tribunale di Trento – Liquidazione come regola generale della procedura fallimentare. Possibilità di sospenderla temporaneamente ed eccezionalmente, con decisione motivata, solo in presenza di specifici presupposti. | Unijuris 2.0 - Osservatorio sulla Giurisprudenza Fallimentare
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Fallimento – Reclamo ex art. 26 L.F. - Tribunale – Liquidazione – Sospensione – Curatore e G. D. – Momento della cessazione - Ritorno all’ordinario regime liquidatorio – Valutazione dovuta.
Fallimento - Vendita del complesso aziendale – Organi della procedura – Affitto d’azienda – Possibile alternativa – Valutazione preventiva – Obbligo - Esclusione – Scelta liquidatoria - Motivazione non necessaria.
Costituisce regola generale della procedura fallimentare la liquidazione dell’attivo nel minor tempo possibile, in quanto, solo eccezionalmente, su intervento degli organi fallimentari e con specifici obblighi motivazionali, si può, ai sensi in particolare del disposto degli artt. 104, 108 e 19 L.F., temporaneamente e provvisoriamente soprassedervi, al precipuo scopo di evitare un “danno grave” ai valori aziendali e sempre che ciò “non arrechi pregiudizio ai creditori”, stante che l’interesse di questi costituisce principio cardine dell’intero sistema fallimentare. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)
E’ compito degli organi della procedura, curatore e giudice delegato, valutare quale sia il momento in cui la sospensione temporanea della liquidazione, disposta, a fini meramente conservativi, dal tribunale in sede di reclamo ex art. 26 L.F. debba cessare e si possa tornare, nel prevalente interesse dei creditori, all’ordinario regime liquidatorio, con dismissione dell’azienda della fallita. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)
Non è imposto agli organi della procedura fallimentare l’obbligo di vagliare preventivamente, prima di procedere alla vendita del complesso aziendale, la possibilità alternativa di addivenire all’affitto dell’azienda dal momento che la liquidazione si impone come regola generale e non richiede sia motivata dall’impossibilità di percorrere la strada dell’affitto, motivazione che si rende, all’opposto necessaria, nel diverso caso previsto dall’art. 104 bis L.F., in cui siano detti organi ad operare la scelta a favore dell’affitto. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)
http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/18514.pdf
(29/11/2017) Tribunale di Roma – Concordato preventivo con riserva: derogabilità in particolari ipotesi del principio di competitività di cui all’art. 163 bis L.F., da salvaguardarsi comunque almeno parzialmente.
(25/10/2017) Corte di Cassazione (25329/2017) - Vendita competitiva in sede fallimentare di beni mobili ed effetto traslativo del bene solo con l’integrale pagamento del prezzo.
(09/10/2017) Corte d’Appello di Bari – Reclamo ex art.18 L.F. e presupposti di accoglimento dell’istanza di sospensione della liquidazione dell’attivo. Accordo di ristrutturazione e differenza rispetto al concordato preventivo.
(05/10/2017) Corte d’Appello di Milano – Sospensione della liquidazione dell’attivo in sede fallimentare: esperibilità dei rimedi ex artt. 19 e 26 L.F.
(20/09/2017) Corte di Cassazione (21837/2017) – Mancanza di legittimazione al reclamo ex art. 26 l.f. contro il diniego di sospensione della vendita dei beni sociali da parte del legale rappresentante della società fallita.