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Timestamp: 2019-02-20 16:31:09+00:00
Document Index: 9259036

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 2']

Lanfranco Palazzolo: 4-apr-2012
A chi finiscono i contributi del Ministero per i beni e le attività culturali?
L’art. 32, commi 2 e 3, della L. n. 448 del 2001 (legge finanziaria per il 2002) ha dettato disposizioni volte al contenimento e alla razionalizzazione degli stanziamenti dello Stato in favore di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi.
In particolare, il comma 2, rinviando ad un’apposita tabella (Tabella 1) l’individuazione degli enti e organismi destinatari di contributi statali, ha disposto che gli importi sono iscritti in un'unica unità previsionale di base (UPB) dello stato di previsione di ciascun Ministero interessato e che il riparto è effettuato annualmente, entro il 31 gennaio, dal Ministro competente, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari.
Il comma 3 ha stabilito che la dotazione delle UPB è quantificata annualmente ai sensi dell’art. 11, comma 3, lett. d), della legge n. 468 del 1978.
In relazione a tale previsione normativa, è stato istituito nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali un nuovo capitolo, ora 3670.
Si ricorda, che fino all’esercizio finanziario 2007, nel capitolo citato sono confluiti, tra gli altri, i contributi ordinari e straordinari assegnati ad istituzioni culturali ai sensi, rispettivamente, degli artt. 1 e 7-8 della L. n. 534/1996.
La L. n. 534 del 1996, infatti, ha razionalizzato le diverse ipotesi di erogazione di contributi statali ad enti culturali prevedendo:
- all’art. 1, la concessione di un contributo ordinario annuale alle istituzioni, in possesso di specifici requisiti, inserite in apposita tabella, emanata con decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali, previo parere parlamentare, e della quale è previsto l’aggiornamento ogni tre anni, con la medesima procedura;
- all’art. 7, la concessione di contributi straordinari (per singole iniziative di particolare interesse artistico e culturale o per l’esecuzione di programmi straordinari di ricerca) ad istituzioni culturali già destinatarie di contributo ai sensi dell’art. 1;
- all’art. 8, l’erogazione di contributi annuali ad istituzioni culturali non inserite nella tabella di cui all’art. 1, ma in possesso di alcuni requisiti minimi.
Successivamente, la legge finanziaria 2008 (L. 244/2007, art. 2, comma 396) ha previsto per i finanziamenti a tali istituzioni la costituzione di un apposito capitolo di bilancio. E’ stato, pertanto, istituito il nuovo capitolo 3671.
Lo schema di decreto interministeriale in esame reca il riparto dei contributi, allocati sul capitolo 3670,da erogare ad enti culturali relativamente all’anno finanziario 2012.
La tabella C della legge di stabilità per il 2012 (L. n. 183/2011)ha determinato lo stanziamento complessivo per i capitoli 3670 e 3671 in 18,5 mln dieuro per il 2012. Il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 1 dicembre 2011, recante ripartizione in capitoli delle unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione per l’anno 2012 e per il triennio 2012-2014, ha assegnato al cap. 3670 € 12.586.136 (e al cap. 3671 € 5.950.000).
Rispetto allo stanziamento disposto per il 2011, pari ad € 12.070.628, si registra un aumento del 4,27%.
La relazione per le Commissioni parlamentari e la premessa allo schema di decreto in esame chiariscono che si è ritenuto di procedere alla ripartizione delle somme complessivamente disponibili per il 2012 applicando il medesimo aumento del 4,27% ai contributi assegnati per il 2011 a ciascun organismo finanziato.
Al riguardo si evidenzia, che lo schema in esame reca i singoli importi assegnati ad Associazione Reggio Parma Festival, Fondazione Festival Pucciniano e Associazione Centro Europeo di Toscolano, nonché a Fondazione Rossini Opera Festival di Pesaro, Associazione Ferrara Musica e Fondazione Ravenna Manifestazioni, non presenti negli schemi relativi al 2010 e al 2011 (nei quali i singoli importi erano specificati solo nella relazione per le Commissioni parlamentari).
La relazione per le Commissioni fa presente che per alcune voci della ripartizione (come anche della sottoripartizione di cui si dirà infra) non sono indicati i beneficiari in quanto essi vengono individuati “a seguito di procedure concorsuali che sono appena iniziate”.
Allo schema sono, peraltro, allegati i piani di spesa da cui si evincono i beneficiari, nel 2011, delle 4 voci relative a convegni e pubblicazioni, biblioteche non statali, premi e sovvenzioni per scrittori e per traduzioni, archivi.
Al riguardo si evidenzia che, relativamente ai contributi per convegni e pubblicazioni di rilevante interesse culturale, nonché con riferimento ai contributi per il funzionamento di biblioteche non statali, gli importi assegnati – quali riportati nella documentazione allegata – risultano complessivamente inferiori a quelli destinati alle medesime voci dal D.I. 24 gennaio 2012. In via informale, gli uffici del MIBAC hanno fatto presente che la documentazione allegata allo schema è da ritenersi incompleta e, pertanto, hanno trasmesso una sua integrazione, per vie brevi.
Con riferimento alla mancata specifica dei contributi assegnati ad associazioni ed enti, si rammenta che, nel corso dell’esame in Commissione alla Camera dello schema di riparto per il 2011 (Atto n. 416), era stato ricordato che ciò derivava dal permanere delle criticità – già evidenziate nel corso dell’esame dell’analogo provvedimento per il 2010 – relative alle diverse procedure seguite per l’assegnazione delle risorse. Sull’atto, la Commissione aveva espresso (con l’astensione di un gruppo) parere favorevole.
La 7° Commissione del Senato, esprimendo sullo schema il proprio parere favorevole con condizioni e osservazioni, aveva, tra l’altro, sollecitato il Governo a ripensare l’intero meccanismo al fine di indirizzare la contribuzione verso gli istituti culturali più meritevoli.
La ripartizione disposta dall’articolo 1 dello schema di decreto è riportata nella tabella che segue, a raffronto con gli importi relativi agli anni 2009 (D.D.G. 25 settembre 2009; D.I. 17 novembre 2009), 2010 (D.I. 30 novembre 2010) e 2011 (D.I. 24 gennaio 2012).
(dati arrotondati alle migliaia di euro)
Enti destinatari dei contributi
Contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi
Contributo all’Ufficio internazionale concernente l’Unione di Berna per la protezione delle opere letterarie ed artistiche
Contributo all’Associazione Italia nostra
Contributo al Fondo Ambiente Italiano
Contributo a favore dell’Associazione Reggio Parma Festival, alla Fondazione Festival pucciniano e all’Associazione centro europeo di Toscolano,
Associazione Centro europeo di Toscolano
Contributi per gli archivi privati di notevole interesse storico, nonché per gli archivi appartenenti ad enti ecclesiastici e ad istituti o associazioni di culto
Contributi statali alla Fondazione Rossini Opera Festival di Pesaro, all'Associazione Ferrara Musica e alla Fondazione Ravenna Manifestazioni,
Rossini Opera Festival di Pesaro
Contributo alla Fondazione Scuola di musica di Fiesole
Contributo a favore dell'Istituto universitario di architettura di Venezia per la formazione specialistica nel campo della produzione teatrale
Contributo al Museo nazionale del cinema «Fondazione Maria Adriana Prolo» per il funzionamento, la gestione e lo sviluppo del museo stesso
Nello schema di riparto, analogamente a quanto avvenuto a partire dal 2004, è direttamente individuata, all’articolo 2, la sottoripartizione, tra gli enti interessati, della voce generale relativa ai “Contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi”15.
La sottoripartizione è illustrata nella seguente tabella, sempre a raffronto con gli importi per gli anni 2009, 2010 e 2011.
Contributi per convegni e pubblicazioni di rilevante interesse culturale, per le Edizioni Nazionali, con esclusione di quelli rientranti nell'ambito delle specifiche competenze della Consulta dei Comitati Nazionali (L. 420/1997)
Contributi per premi e sovvenzioni per scrittori, editori, librai, grafici, traduttori del libro italiano in lingua straniera, associazioni culturali
Contributi per funzionamento di biblioteche non statali con esclusione di quelle di competenza regionale
Contributo alla Fondazione Festival dei Due Mondi di Spoleto
Contributo per il Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali
Contributo annuo alla Società di cultura La Biennale di Venezia
Contributo annuo alla Fondazione La Triennale di Milano
Contributo annuo alla Fondazione Esposizione Nazionale Quadriennale d'Arte di Roma
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A lezione di storia da Rosi Bindi
Voce Repubblicana, 4 aprile 2012
Rosi Bindi sbaglia nel sostenere che la Camera dei deputati non è il luogo adatto per delle commemorazioni storiche. Ed è assurdo che la vicepresidente della Camera interrompa un deputato per dire questo. Lo ha spiegato alla “Voce” il deputato di Popolo e Territorio Giancarlo Lehner.
Onorevole Lehner, giovedì scorso lei stava ricordando l’anniversario della morte di Filippo Turati, grande leader del socialismo italiano.
“Giovedì scorso ricordando la figura di Filippo Turati, in occasione dell’80° anniversario della sua scomparsa il 29 marzo del 1932 a Parigi. Turati ha vissuto le sue ultime ore di vita nell’abitazione di un altro grande socialista e sindacalista, Bruno Buozzi. Turati era stato costretto alla fuga a Parigi dal regime fascista visto che era stato uno dei fondatori del Partito socialista italiano. Il mio intervento si è svolto con grande tranquillità”.
Ecco, ma cosa è successo con Rosi Bindi?
“Nel corso del mio intervento ho citato alcune frasi violentissime di Palmiro Togliatti in occasione della morte di Turati. Ricordo a tutti che, quando Filippo Turati muore, Togliatti scrive un articolo saggio per una rivista del Pcd’I che viene pubblicato nell’aprile del 1932. In questo articolo, invece di commemorare il fondatore del socialismo in Italia, Togliatti riempie di accuse e di insulti Turati. Togliatti aveva ‘accusato’ Turati di essere scappato dall’Italia per non finire nelle carceri fasciste come aveva fatto Antonio Gramsci. Si trattava evidentemente di un’accusa surreale perché detta da una persona che se ne stava in Russia e aveva preso la cittadinanza sovietica”.
La Bindi si è arrabbiata per questo passaggio?
“A questo punto, il Presidente di turno della Camera, a riprova che i comunisti sono sempre meglio dei catto-comunisti, mi ha interrotto dicendo qualcosa di abnorme: l’aula di Montecitorio non è il luogo adatto per lezioni di storia. Penso che la Bindi abbia detto un’assurdità. L’aula della Camera è il luogo giusto per le commemorazioni e non certo l’habitat giusto per dire stronzate. Ritengo che sia stato giusto ricordare un grande parlamentare come Turati, che ha sempre difeso l’istituto parlamentare contro il fascismo e il comunismo, ed è stato uno dei grandi difensori della democrazia italiana. Pensare che oggi ci sia qualcuno che viene a dire che il ricordo di Turati non è congruo con i discorsi che si tengono a Montecitorio è assurdo”.
Non è la prima volta che la Bindi si rende protagonista per queste polemiche. Dovrebbe dimettersi da vicepresidente della Camera?
“In Italia non si dimette mai nessuno. Dovrebbe imparare ad essere meno faziosa e più tollerante. Questo sarebbe un contributo alla crescita di quella cultura liberale che, purtroppo, in Italia manca grazie ai personaggi come Rosi Bindi”.
Pubblicato da Lanfranco Palazzolo a 22:37 Nessun commento:
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