Source: http://melalegale.blogspot.com/2011/09/il-processo-civile-telematico-2-la.html
Timestamp: 2019-05-23 02:45:17+00:00
Document Index: 160670921

Matched Legal Cases: ['art. 183', 'art. 167', 'art. 105', 'art. 12', 'art. 127', 'art. 288', 'art. 83', 'art. 45']

MelaLegale: Il processo civile telematico: 2)-la redazione dell'atto, della "busta" ed il deposito telematico - La "consolle" avvocato
Il sistema effettua la certificazione dello status del difensore sulla base di copia dell'albo inviato dall'ordine di appartenenza.
Gli atti e i documenti, inseriti in un'apposita "busta" cifrata (al fine di garantire la massima riservatezza durante la trasmissione) sono in formato standard e sicuro (PDF) e vengono accompagnati da dati strutturati (in formato XML).
Tutti i documenti redatti in formato elettronico e depositati telematicamente nonché tutte le ricevute di posta elettronica certificata, vengono archiviati nel sistema documentale che assicura, inoltre, le funzioni di conservazione (i log vengono conservati per 5 anni). Il sistema documentale è integrato con il sistema dei registri, che gestisce la profilatura degli accessi.
Il deposito degli atti giudiziari attraverso il PDA non è/sarà obbligatorio, rimanendo invariata la possibilità di depositare gli atti sempre in forma cartacea. Per sapere quali Uffici Giudiziari sono abilitati alla ricezione telematica degli atti, è opportuno consultare il sito http://www.processotelematico.giustizia.it/, alla sezione “Uffici Giudiziari”.
E' possibile utilizzare entrambe le forme di deposito, cartaceo o telematico: le due modalità di deposito sono pienamente fungibili e alternative tuttavia, una volta effettuato il deposito "a valore legale" di un atto in forma telematica, esso è pienamente sostitutivo del cartaceo.
La redazione dell'atto e gli allegati
L'atto giudiziario deve essere generato come file PDF (Portable Document Format di Adobe), ovvero redatto con il software preferito di videoscrittura (Pages di iWork, o Writer di OpenOffice oppure l'arcinoto MS Word) e poi trasformato in formato PDF.
La specifica completa PDF è oggi lo standard ISO 32000.
Se gli utenti Mac non hanno alcun problema a generare file PDF, essendo sufficiente disporre la stampa virtuale in tale formato, così come avviene per quelli di OpenOffice, a coloro che utilizzano MS Word occorrerà forse un software addizionale, come Adobe PDF o qualche altra soluzione analoga.
Si ricordi che il file “atto” non può mai essere il frutto di una pura e semplice scansione di un documento cartaceo, poiché non permette la funzione di copia e incolla, consistendo soltanto in una mera riproduzione "fotografica".
Oltre all'atto, verranno predisposti gli eventuali allegati documentali i quali potranno avere estensione pdf, .odf, .rtf, .txt, .jpg, .gif, .tiff, .xml; è possibile anche allegare file compressi nei formati .zip, .rar. e .arj, purché contenenti file i nei formati sopra indicati. Ad oggi (giugno 2014) sono ammessi inoltre i file .eml e .msg.
Atto ed allegati verranno quindi ad essere sottoscritti digitalmente. La firma digitale consentirà di verificare l’integrità di un documento e l’autenticità di una firma digitale emessa da un certificatore accreditato presso C.N.I.P.A. ed, inoltre, di controllare la corrispondenza tra documento e marca temporale.
Attualmente (agosto 2011) gli atti che possono essere redatti e depositati telematicamente presso i tribunali in cui è attivo il servizio, risultano essere:
• Ricorso per decreto ingiuntivo
Atti fase istruttoria e decisoria
• memorie ex art. 183 n.6 c.p.c.;
• comparsa di risposta ex art. 167 c.p.c.;
• comparsa di intervento ex art. 105 c.p.c.;
• comparsa conclusionale e memoria di replica ex artt. 190 e 281 quinquies c.p.c.;
• memorie conclusionali ex art. 12 D.lgs 5/2003;
• memorie autorizzate dal Giudice nel corso del procedimento ex art. 127 c.p.c.;
• istanza per la correzione materiale ex art. 288 c.p.c.;
Una volta redatto l'atto con le modalità sopra illustrate, è necessario procedere alla creazione della "busta" con i dati in formato XML per procedere al deposito.
Per procede al deposito degli atti, è necessario creare sul proprio computer una “busta”, ovvero una specie di contenitore digitale, nel quale verrà inserito l'atto, il file XML ed i documenti allegati. Attualmente il deposito avviene mediante i Punti di Accesso e, nel prossimo futuro, sarà fatto a mezzo PEC.
Più precisamente, l’atto e gli allegati sono contenuti in un file in formato MIME (la "busta telematica" vera e propria) che riporta tutti i dati necessari per l’elaborazione da parte del sistema ricevente (gestore dei servizi telematici).
La busta contiene il file Atto.enc, ottenuto dalla cifratura del file Atto.msg, il quale contiene a sua volta i seguenti file:
IndiceBusta.xml
*.pdf.p7m: atto vero e proprio, in formato PDF, sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata (firma esterna).
AllegatoX.xxx[.p7m]: uno o più allegati, eventualmente sottoscritti con firma digitale o firma elettronica qualificata.
La cifratura di Atto.msg è eseguita con la chiave di sessione cifrata con il certificato del destinatario. L’algoritmo utilizzato per l’operazione di cifratura simmetrica del file è il 3DES e le chiavi simmetriche di sessione sono cifrate utilizzando la chiave pubblica contenuta nel certificato del destinatario; le chiavi di cifratura degli uffici giudiziari sono disponibili nell’area pubblica del portale dei servizi telematici. Lo standard previsto è il CAdES.
Per creare la "busta telematica" esistono in commercio vari software (come la "consolle" Avvocato fornita dal Ministero) per le diverse piattaforme, sovente integrati nei gestionali per gli studi legali e realizzati secondo le richieste tecniche del d.lgs. 82/2005, che consentono di creare con un sistema intuitivo la busta informatica adeguata al tipo di atto da depositare.
I software di creazione della busta, siano essi soluzioni dedicate o integrate nei gestionali legali, sono indifferenti al sistema di autenticazione e firma digitale utilizzato: è sufficiente che lo stesso acceda alla lettura dei certificati presenti nel dispositivo di autenticazione (la "chiavetta" USB).
Fra i software per Windows, si segnala la soluzione EasyPCT di LexTeam, qui http://www.easypct.it/
Fra i software per Mac si segnala la Consolle Avvocato, reperibile qui http://www.processotelematico.giustizia.it/
Nella "busta telematica" possono essere inseriti tutti i documenti che si ritengono opportuni, tuttavia è necessario tener presente che, ai sensi del provvedimento del Ministero della Giustizia del 18/7/2011, la dimensione massima della busta accettata dal sistema PCT è pari a 30 MB (megabyte) per cui è opportuno scansionare gli allegati nella risoluzione più bassa possibile, sempre che non se ne pregiudichi la leggibilità. Si rammenti, inoltre, che cifratura e firma digitale della busta determinano un aumento del suo “peso” pari quasi al doppio. In futuro, la capienza della "busta telematica" dovrebbe essere destinata ad aumentare.
Infine, si ricorda che la procura alle liti deve essere allegata su un foglio a parte rispetto all'atto introduttivo ed è assolutamente valida ai sensi e per gli effetti dell'art. 83 c.p.c. come modificato dall’art. 45, c. 9, lett. c), l. 69/2009.
La procura, redatta e sottoscritta personalmente dal cliente e dall'avvocato nelle debite forme, dovrà essere scansionata e inserita tra i documenti allegati nella busta informatica e, infine, dotata di firma digitale del legale.
La consolle Avvocato
Per il deposito telematico si può utilizzare anche la c.d. "consolle" avvocato.
La "consolle" consiste in un software ministeriale che diversi Ordini mettono a disposizione degli iscritti, inizialmente utilizzato per l'invio telematico dei decreti ingiuntivi, il quale altro non è che un front-end in Java che consente al professionista accreditato di firmare digitalmente l'atto e gli allegati, creare la "busta" ed inviare il tutto all'Ufficio Giudiziario di destinazione, per il tramite del PdA.
Essendo sviluppata in Java, il software "consolle" può essere girare sotto diverse piattaforme: Windows, Mac OSX, Linux ed altri.
Per maggiori informazioni relativamente a tale software, si rimanda alla assai più esauriente pagina web del Ministero della Giustizia - Processo Civile Telematico al seguente indirizzo: http://www.processotelematico.giustizia.it/
(continua con: Il processo civile telematico: 3)-il PolisWeb e le comunicazioni di Cancelleria)
firma elettronica 19 marzo 2012 15:46
Grazie per l'informazione dettagliata. Mi hai resso questo ma di testa un pp piu' chiaro. speriamo che funzioni bene
Melalegale 1 aprile 2012 13:40
La consolle avvocato predisposta dal ministero è in fase di dismissione. Verrà sostituita con le "nuove" consolle dell'avvocato distribuite dai vari ordini. Esse altro non sono che front-end in tecnologia Java Web Start: per dirla in breve, cliccherai su una icona e non ti accorgerai di dialogare direttamente, tramite il tuo computer, con la RUG (rete unitaria della giustizia). Il tutto è piuttosto semplice e tutti gli ordini stanno approntando uno sportello dedicato al processo telematico per guidare i nuovi utenti.
Giacomo (offline)
Anonimo 12 settembre 2013 19:41
Salve volevo porvi una domanda.
Come mai il linguaggio XML ha favorito il processo civile telematico?
Anonimo 9 giugno 2014 22:03
Perchè è risultato il più funzionale per la strutturazione dei dati e l'interoperabilità delle piattaforme.
Anonimo 23 giugno 2014 19:03
Non riesco a capire una cosa: va bene l'ATTO PRINCIPALE in pdf testuale, ma questo dev'essere accompagnato da un file DatiAtto.xml ...come genero tale file in questo formato .xml, in modo da inserire nel sistema compilatore di atti tanto il pdf quanto l'xml? Grazie
Giacomo 27 giugno 2014 20:22
Il file XML viene generato automaticamente da Consolle Avvocato.
Anonimo 2 luglio 2014 08:16
un po'più omplicato no?