Source: https://www.diritto.it/decreto-sblocca-cantieri-le-irregolarita-fiscali-non-definitive-escludono-le-imprese-dalle-gare-pubbliche/
Timestamp: 2019-06-18 09:05:56+00:00
Document Index: 26027515

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 80', 'art. 1', 'art. 80', 'art. 1', 'art. 80']

Sommario: – 1. Premessa. – 2. Partecipazione alle gare d’appalto pre e post decreto “sblocca-cantieri”. – 3. Cause di inapplicabilità dell’esclusione. – 4. Considerazioni conclusive.
Invero, anche se non definitivamente accertate, tutte le violazioni di obblighi relativi al pagamento di imposte, tasse e contributi – di importo superiore a 5.000 euro – conosciute dalla stazione appaltante possono comportare l’esclusione dalla partecipazione a gare d’appalto, a meno che l’operatore economico, prima della scadenza del termine per la presentazione delle domande, non provveda a pagare (anche a rate) le somme dovute, comprensive di sanzioni e interessi.
Più nel dettaglio, la norma in esame novella taluni commi dell’articolo 80 del codice dei contratti pubblici, che disciplina i motivi di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d’appalto o concessione. In particolare, l’art.1, co.1 del d.l.32/2019 ha modificato i commi 1, 2, 3, 4 e 5 del citato articolo 80 e ne ha sostituito il comma 10; oggetto del presente elaborato sarà, però, più specificamente la modifica apportata al co. 4 dell’art. 80 che, certamente, rappresenta un intervento «estremo» (peraltro, già in vigore dal 19 aprile scorso), che rischia di avere un impatto maggiore sulla vita delle imprese, già stremate da un contesto economico alle prese con svariate difficoltà e limiti di sviluppo.
Partecipazione alle gare d’appalto pre e post decreto “sblocca-cantieri”
Il legislatore, con l’art. 1, co.1, lett. N.) Del decreto legge n. 32/2019, c.d. “sblocca-cantieri”[1], ha previsto la possibilità per la stazione appaltante di escludere un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d’appalto, laddove sia venuto a conoscenza e possa adeguatamente dimostrare che l‘impresa non ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati.
La novella è, infatti, intervenuta modificando il co. 4 dell’art. 80 del d.lgs. N.50/2016 – c.d. Codice dei contratti pubblici – che disciplina i motivi di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d’appalto o concessione.
Prima delle modifiche, dunque, la vecchia norma stabiliva che la stazione appaltante potesse escludere dalla procedura l’operatore economico (oltre che a fronte della dimostrazione di gravi infrazioni – debitamente accertate – in materia di salute e sicurezza sul lavoro commesse dal medesimo operatore o del suo stato di fallimento, di liquidazione coatta o di concordato preventivo – ex decreto legislativo n. 50/2016, co.5) solo in caso di “violazioni gravi, definitivamente accertate”. Nello specifico, il citato comma 4, prima delle modifiche, prevedeva che:
<<un operatore economico è escluso dalla partecipazione a una procedura d’appalto se ha commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali, secondo la legislazione italiana o quella dello stato in cui sono stabiliti. Costituiscono gravi violazioni quelle che comportano un omesso pagamento di imposte e tasse superiore all’importo di cui all’articolo 48-bis, commi 1 e 2-bis del decreto del presidente della repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Costituiscono violazioni definitivamente accertate quelle contenute in sentenze o atti amministrativi non più soggetti ad impugnazione. Costituiscono gravi violazioni in materia contributiva e previdenziale quelle ostative al rilascio del documento unico di regolarità contributiva (durc), di cui al decreto del ministero del lavoro e delle politiche sociali 30 gennaio 2015, pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 125 del 1° giugno 2015, ovvero delle certificazioni rilasciate dagli enti previdenziali di riferimento non aderenti al sistema dello sportello unico previdenziale. Il presente comma non si applica quando l’operatore economico ha ottemperato ai suoi obblighi pagando o impegnandosi in modo vincolante a pagare le imposte o i contributi previdenziali dovuti, compresi eventuali interessi o multe, purché il pagamento o l’impegno siano stati formalizzati prima della scadenza del termine per la presentazione delle domande.>>.
Ora, invece, a seguito delle modifiche apportate dall’art. 1, comma 1, lett. N), d.l. n. 32/2019, la nuova disposizione prevede che un operatore può essere escluso dalla partecipazione a una procedura di appalto anche qualora la stazione appaltante sia a conoscenza e possa adeguatamente dimostrare che l’operatore non ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati. Sul punto, il nuovo comma 4 dell’articolo 80 del d.lgs n.50/2016 tanto dispone:
<< un operatore economico è escluso dalla partecipazione a una procedura d’appalto se ha commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali, secondo la legislazione italiana o quella dello stato in cui sono stabiliti. Costituiscono gravi violazioni quelle che comportano un omesso pagamento di imposte e tasse superiore all’importo di cui all’articolo 48-bis, commi 1 e 2-bis del decreto del presidente della repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Costituiscono violazioni definitivamente accertate quelle contenute in sentenze o atti amministrativi non più soggetti ad impugnazione. Costituiscono gravi violazioni in materia contributiva e previdenziale quelle ostative al rilascio del documento unico di regolarità contributiva (durc), di cui al decreto del ministero del lavoro e delle politiche sociali 30 gennaio 2015, pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 125 del 1° giugno 2015, ovvero delle certificazioni rilasciate dagli enti previdenziali di riferimento non aderenti al sistema dello sportello unico previdenziale. Un operatore economico può essere escluso dalla partecipazione a una procedura d’appalto se la stazione appaltante è a conoscenza e può adeguatamente dimostrare che lo stesso non ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati. Il presente comma non si applica quando l’operatore economico ha ottemperato ai suoi obblighi pagando o impegnandosi in modo vincolante a pagare le imposte o i contributi previdenziali dovuti, compresi eventuali interessi o multe, ovvero quando il debito tributario o previdenziale sia comunque integralmente estinto, purché l’estinzione, il pagamento o l’impegno si siano perfezionati anteriormente alla scadenza del termine per la presentazione delle domande>>.
In sostanza- in tema di irregolarità contributiva e previdenziale – è stato previsto che un operatore economico possa essere escluso dalla partecipazione a una procedura d’appalto quando la stazione appaltante possa dimostrarne la violazione degli obblighi attinenti al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati, sopra la soglia di rilevanza di 5000 euro[2].
Ciò posto, occorre rilevare che il parlamento con una dossier illustrativo del 29 aprile 2019[3] – a.s. n. 1248 – dl 32/2019 -, ha affermato che la modifica del citato comma 4 mira essenzialmente a risolvere la procedura di infrazione azionata nei confronti dell’italia a seguito della lettera di costituzione in mora n. 2018/2273. Invero, la novità nasce da una lettera di messa in mora con la quale la commissione europea ha avanzato dubbi sulla conformità delle regole italiane ad alcune disposizioni della direttiva 2014/23/ue e della direttiva 2014/24/ue. In sostanza, la ratio della novella sarebbe da rinvenirsi nella mera necessità di conformare il co.4 dell’art. 80 d.lgs. 50/2016, all’articolo 38, paragrafo 5, secondo comma, della direttiva 2014/23/ue e all’articolo 57, paragrafo 2, secondo comma, della direttiva 2014/24/ue, in quanto il testo vigente non consente di escludere un operatore economico che ha violato gli obblighi relativi al pagamento di imposte o contributi previdenziali qualora tale violazione – pur non essendo stata stabilita da una decisione giudiziaria o amministrativa avente effetto definitivo – possa essere comunque adeguatamente dimostrata dall’amministrazione aggiudicatrice o dall’ente aggiudicatore (…) si ricorda che il sopra richiamato articolo 38, paragrafo 5, primo e secondo comma, della direttiva 2014/23/ue stabilisce quanto segue: “le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori di cui all’articolo 7, paragrafo 1, lettera a), escludono un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di aggiudicazione di una concessione qualora siano a conoscenza del fatto che l’operatore economico non ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento di imposte o contributi previdenziali e se ciò è stato stabilito da una decisione giudiziaria o amministrativa avente effetto definitivo e vincolante secondo la legislazione del paese in cui è stabilito o dello stato membro dell’amministrazione aggiudicatrice o dell’ente aggiudicatore. Inoltre, le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori di cui all’articolo 7, paragrafo 1, lettera a), possono escludere o possono essere obbligati dagli stati membri a escludere dalla partecipazione a una procedura di aggiudicazione di una concessione un operatore economico se l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore può dimostrare con qualunque mezzo adeguato che l’operatore economico non ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento di imposte o contributi previdenziali.” La medesima disposizione figura nell’articolo 57, paragrafo 2, primo e secondo comma, della direttiva 2014/24/ue >>.
3.Cause di inapplicabilità dell’esclusione
Alla luce di quanto enunciato, occorre chiarire che l’unica possibilità per l’operatore di non essere escluso dalla procedura di gara è stata cristallizzata con l’ultimo periodo del citato comma 4, il quale stabilisce la non applicabilità dell’esclusione quando l’operatore economico abbia ottemperato ai suoi obblighi pagando o impegnandosi in modo vincolante a pagare le imposte o i contributi previdenziali dovuti, compresi eventuali interessi o multe, purché il pagamento o l’impegno siano stati formalizzati prima della scadenza del termine per la presentazione delle domande.
La novella ha aggiunto, inoltre, alle predette cause di inapplicabilità dell’esclusione anche l’eventualità in cui il debito sia stato integralmente estinto prima della scadenza del termine per la presentazione delle domande.
Sul punto, il citato dossier illustrativo del 29 aprile 2019, ha, infatti, chiarito che: << la disposizione in esame modifica anche l’ultimo periodo del medesimo comma 4, (…) e aggiunge alle predette cause di inapplicabilità dell’esclusione anche l’eventualità in cui il debito tributario o previdenziale sia comunque integralmente estinto, purché l’estinzione, il pagamento o l’impegno si siano perfezionati anteriormente alla scadenza del termine per la presentazione delle domande>>.
[1] Con decorrenza dal 19.04.2019.
[2] Il tetto al quale fare riferimento per definire il concetto di gravità è inserito nel Dpr 602/1973, oggetto della circolare 13/2018 della Ragioneria generale dello Stato del ministero dell’Economia. Qui si dice che il limite al di sopra del quale i cattivi pagatori rischiano sanzioni è di 5mila euro (fino a marzo 2018, era di 10mila euro).
[3] http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01107967.pdf
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