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Timestamp: 2020-01-20 17:43:56+00:00
Document Index: 22285626

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 15', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 28', 'art. 6']

Documento di valutazione dei rischi (DVR): la Corte di Cassazione chiarisce che un’azienda subentrante ad un'altra deve fare un nuovo DVR
La Cassazione penale, rigetta il ricorso presentato dall’imputato avverso la pronuncia del tribunale di Chieti, che lo aveva condannato, nonostante questi avesse sostenuto la validità del DVR fatto dalla precedente azienda (assorbimento azienda)
Non lascia alcun dubbio il rigetto della Cassazione penale (sez. 3, sentenza 21/06/2011, n. 24820) del ricorso fatto, in quanto il fatto che il DVR fosse stato redatto dalla precedente società assorbita, poi, dalla nuova azienda, non esentava la nuova società (subentrante alla prima) di predisporre il documento in questione. Questo deve essere sempre attuale e pertinente alla concrete condizioni di svolgimento dell’attività lavorativa sussistenti nell’azienda, anche al fine di garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, come peraltro previsto all’art. 15, lettera t) del dlgs 81/2008.
L'interessato proponeva Appello. In particolare il ricorrente esponeva nella sostanza che non ricorrevano gli elementi costitutivi del reato contestato, sia perché il P. aveva provveduto a redigere un documento relativo alla sicurezza ed alla salute durante il lavoro, sia perché il programma da adottare per migliorare nel tempo le misure di sicurezza, era stato già predisposto dalla precedente società che era stata assorbita dalla nuova. sas (di cui il P. era l'attuale rappresentante legale); ditta, quest'ultima, che svolgeva la stessa attività produttiva della prima ed esercitava la propria attività nella medesima sede. Tanto dedotto, il ricorrente chiedeva l'annullamento della sentenza impugnata.
In particolare il giudice di merito, aveva accertato che P.G., quale rappresentante legale della nuova azienda, aveva omesso di predisporre il documento di elaborazione dei rischi, ivi compresa la programmazione delle misure da adottare per migliorare i livelli di sicurezza, come prescritto dal D.Lgs. n. 81 del 2008, artt. 15, 17 e 29, norma già prevista dal D.Lgs. n. 626 del 1994, artt. 4, commi 1 e 2, lett. a) e c)); con conseguente sussistenza del relativo reato.
Nella sostanza, il fatto che il documento relativo alla elaborazione dei rischi fosse stato redatto dalla precedente società - assorbita, poi, dalla nuova - non esentava affatto quest’ultima (subentrante alla prima) di predisporre il documento di programmazione come richiesto dalla citata normativa (D.Lgs. n. 81 del 2008, artt. 15, 17 e 29).
Va respinto, pertanto, il ricorso proposto da P.G., con condanna dello stesso al pagamento delle spese processuali.“
Articoli di legge utili alla migliore comprensione della sentenza
Dlgs n. 81/2008 – art. 15 – Misure generali e di tutela
2. Le misure relative alla sicurezza, all'igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori
Dlgs n. 81/2008 – art. 17 – Obblighi del datore di lavoro non delegabili
Dlgs n. 81/2008 – art. 28 – oggetto della valutazione dei rischi
1-bis. La valutazione dello stress lavoro correlato di cui al comma 1 è effettuata nel rispetto delle indicazioni di cui all’art. 6, comma 8, lettera m-quater), e il relativo obbligo decorre dalla elaborazione delle predette indicazioni e comunque, anche in difetto di tale elaborazione, a far data dal 1° agosto 2010
2. Il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione può essere tenuto, nel rispetto delle previsioni di cui all’articolo 5, su supporto informatico e, deve essere munito anche tramite le procedure applicabili ai supporti informatici di cui all’articolo 53, di data certa o attestata dalla sottoscrizione del documento medesimo da parte del datore di lavoro nonché, ai soli fini della prova della data, dalla sottoscrizione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale e del medico competente, ove nominato, e contenere:
a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; la scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione
3.bis. in caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro è tenuto ad effettuare immediatamente la valutazione dei rischi elaborando il relativo documento entro 90 giorni dalla data di inizio della propria attività.
Dlgs n. 81/2008 – modalità di effettuazione della valutazione dei rischi
3. La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata, nel rispetto delle modalità di cui ai commi 1 e 2, in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione debbono essere aggiornate. Nelle ipotesi di cui ai periodi che precedono il documento di valutazione dei rischi deve essere rielaborato, nel rispetto delle modalità di cui ai commi 1 e 2, nel termine di 30 giorni dalle rispettive causali.
5. I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del diciottesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 30 giugno 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l'effettuazione della valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedente periodo non si applica alle attività di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d) nonché g).
6.bis. Le procedure standardizzate di cui al comma 6, con riferimento alle aziende che rientrano nel campo di applicazione del titolo IV, sono adottate nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 28.
b) aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, connessi all'esposizione ad amianto.
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Notizia n.: 230