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Timestamp: 2020-07-03 19:15:11+00:00
Document Index: 147267274

Matched Legal Cases: ['art. 128', 'art. 73', 'art. 22', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3']

L.R. N. 8 del 16/09/2011: Semplificazione amministrativa. Conseguenze in merito a Vincolo idrogeologico e varie
L’art. 128 della legge regionale 16 settembre 2011, n. 8 (Semplificazione amministrativa e normativa dell'ordinamento regionale e degli enti locali territoriali), pubblicata del Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n. 41 del 21 settembre ed entrata in vigore il 22/09/2011, ha introdotto delle novità in merito alla gestione di alcune pratiche quali:
1. gli interventi ricadenti nei terreni sottoposti a vincoli per scopi idrogeologici;
2. gli interventi nei boschi;
3. riconoscimento di “impresa agricola” ai fini della legge regionale 18 febbraio 2004, n. 1 e della legge regionale 22 febbraio 2005, n. 11.
L’art. 73 della l.r. 8/2011 ha introdotto l’art. 22-bis nella l.r. 1/2004 prevedendo che la compatibilità degli interventi edilizi che interessino i terreni vincolati a scopi idrogeologici è certificata da professionisti abilitati competenti per materia;
Ciò determina, in conformità a quanto previsto dall’art. 6 della medesima l.r. 8/2011, che l’autorizzazione per gli interventi edilizi ricadenti nei terreni sottoposti a vincoli per scopi idrogeologici non è più necessaria in quanto è sostituita dalla certificazione del professionista abilitato.
Gli interventi edilizi sono quelli definiti dall’art. 3 della l.r. 1/2004 quali a titolo esemplificativo:
1. interventi di restauro e di risanamento conservativo;
2. interventi di ristrutturazione edilizia;
3. interventi di nuova costruzione quali:
a. la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l'ampliamento planivolumetrico di quelli esistenti, fermo restando, per gli interventi pertinenziali, quanto previsto al numero 6) ;
b. gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dal comune , compresa l'escavazione dei pozzi[14] ;
c. la realizzazione di infrastrutture e di impianti, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato;
d. l'installazione di torri e tralicci per impianti radioricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione;
e. l'installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, aeromobili che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare attività meramente temporanee ed inoltre il campeggio fuori delle aree autorizzate qualora non costituisca parcheggio temporaneo;
f. le opere pertinenziali agli edifici che comportino nuova volumetria urbanistica o superficie utile coperta, nonché quelli che le norme tecniche di attuazione degli strumenti urbanistici o i regolamenti edilizi comunali, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualificano come interventi di nuova costruzione;
g. la realizzazione a cielo aperto di depositi di merci o di materiali, di impianti per attività produttive ove comportino l'esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato;
4. interventi di ristrutturazione urbanistica;
IN TUTTI QUESTI CASI ELENCATI DALL’ART. 3 DELLA LEGGE REGIONALE N.1/2004, ANCHE LADDOVE CI SIA UN MOVIMENTO DI TERRENO anche se lo stesso sia da realizzarsi in zona agricola, NON E’ PIU’ RICHIESTA NE’ L’AUTORIZZAZIONE DELLA COMUNITA’ MONTANA NE’ LA COMUNICAZIONE D’INTERVENTO AI FINI DEL VINCOLO IDROGEOLOGICO.
L’ autorizzazione/comunicazione è sostituita dalla certificazione del professionista abilitato che presenterà la pratica al Comune competente.
Per quanto riguarda, invece, GLI INTERVENTI DIVERSI DA QUELLI EDILIZI di cui al citato art. 3 della l.r.1/2004, ricadenti nei terreni sottoposti a vincoli per scopi idrogeologici, rimane ferma la necessità della preventiva autorizzazione della comunità montana, ai sensi del tuttora vigente art. 3, comma 3, lett. a) della l.r. 28/2001.
Anche ai fini del riconoscimento di impresa agricola ai fini della legge regionale 18 febbraio 2004, n. 1 e della legge regionale 22 febbraio 2005, n. 11 NON E’ PIU’ RICHIESTO L’ATTESTATO DA PARTE DELLA COMUNITA’ MONTANA.
Analogamente il professionista abilitato certificherà la qualità di impresa agricola ai fini dell’esonero del pagamento del contributo di costruzione.
Conseguentemente gli Uffici della Comunità Montana in presenza di istanze inerenti la casistica che precede NOTIZIERANNO l’utente che L’AUTORIZZAZIONE RELATIVA ALLA DOMANDA CHE AVRA’ PRESENTATO NON E’ PIU’ RICHIESTA DALLA LEGGE IN APPLICAZIONE DELLA L.R. N. 8/2011 E CHE LA PRATICA E’ A DISPOSIZIONE DELL’UTENTE STESSO CON INVITO A RITIRARLA NELL’ORARIO DI UFFICIO.
Dalla sede della Comunità Montana il 29/09/2011.
Comunicato in merito alla L.R. n.8 (formato .pdf, 36 Kb)