Source: https://www.dimensionegeometra.it/_it/news/Lavoratori_autonomi_e_imprese_familiari_nei_cantieri_edili_99/398
Timestamp: 2020-02-22 13:15:23+00:00
Document Index: 12215550

Matched Legal Cases: ['art. 230', 'art. 230', 'art. 230', 'art. 21', 'art. 230', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 9']

Lavoratori autonomi e imprese familiari nei cantieri edili 9/9 - dimensionegeometra.it
Lavoratori autonomi e imprese familiari nei cantieri edili 9/9
- Le collaborazioni occasionali dei familiari nei cantieri
- Considerazioni conclusive sull’impresa familiare
- Fonti bibliografiche e normative della pubblicazione su l.a. e i.f.
- Notizie sull’autore
L’impresa familiare ex art. 230-bis del C.C. è richiamata e normata nel T.U.. Tuttavia esistono forme ulteriori di collaborazione fra familiari non riconducibili all’art. 230-bis, attuate anche nei cantieri, che non raramente ci mettono in difficoltà e sulle quali é peraltro intervenuto il MLPS fornendo chiare indicazioni. Vediamo come.
L’articolo è poi completato da alcune considerazioni dell’autore sull’accertamento I.T.P..
Collaborazioni occasionali dei familiari: caso ancor più specifico!
Abbiamo visto che nell’impresa familiare ex art. 230-bis del C.C. è prevista l’attività continuativa del collaboratore familiare, intesa come abituale e prevalente.
Tuttavia nelle piccole realtà imprenditoriali, non di rado, la collaborazione prestata all’interno del contesto familiare è occasionale ed è “…. resa in virtù di una obbligazione di natura morale, basata sulla c.d. affectio vel benevolentiae causa…”.
Trattasi di collaborazione resa come mero aiuto, in modo residuale o saltuario, peraltro priva della corresponsione di alcun genere di compenso.
Sul tema è intervenuto il MLPS con le Circ. n° 10478/2013 e n° 14184/2013, chiarendo che la prestazione è ammessa ed è da considerarsi sempre occasionale se resa senza compenso da un parente o affine entro il 3° grado (4° in agricoltura), quando questi è:
pensionato (di invalidità, anzianità, vecchiaia);
assunto full time presso altro datore di lavoro;
con nessuno dei precedenti requisiti, ma impegnato per un periodo complessivo nel corso dell’anno ≤ 90 gg, o > 90 gg nel limite massimo di 720 ore annue.
Ai fini assicurativi, per questo genere di collaborazioni:
non è dovuta l’iscrizione alle Gestioni previdenziali INPS;
è dovuta l’iscrizione all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di cui al D.P.R. 1124/1965 all’ INAIL (esclusi solo i casi in cui la prestazione sia “accidentale”, cioè resa una/due volte nell’arco dello stesso mese e ≤ 10 giornate lavorative nell’arco dell’anno).
E ai fini della tutela della salute e sicurezza sul luogo di lavoro, quali sono gli adempimenti da adottare da parte dell’imprenditore nei confronti di questi soggetti?
La questione è tutt’altro che chiarita.
All’uopo si rammenti che il T.U. dispone l’applicazione degli obblighi dell’art. 21 solo ai componenti dell’impresa familiare ex art. 230-bis (ai “continuativi”, per intenderci).
Parere dello scrivente è che i collaboratori occasionali vadano inquadrati nell’ampio genus del lavoratore dell’art. 2, c. 1, lett. a) del T.U., perché è difficile pensare che la loro attività prescinda, proprio per il carattere delle prestazioni, da una condizione di subalternità organizzativa o più semplicemente operativa nei confronti del titolare.
Perciò ritengo che a essi sia dovuta, coerentemente con la copertura assicurativa INAIL, una tutela piena, comprendente formazione e addestramento sulle attività da svolgere, accertamento dell’idoneità sanitaria, consegna d.p.i., ecc..
Considerazioni finali sull’impresa familiare
L’indagine tecnica che abbiamo svolto per l’impresa familiare nel suo complesso fa emergere un quadro in cui sembra non esistere per il Committente, in particolare in sede di verifica dell’idoneità tecnico professionale, cioè nella fase in cui si creano i presupposti per un cantiere “sicuro”, la possibilità di accertare se l’impresa sia inequivocabilmente familiare o se per contro sia una comune impresa con un comune datore di lavoro.
In effetti, ponendosi dei quesiti basilari, come possono il Committente e il Coordinatore in esecuzione, ognuno per le proprie responsabilità in materia e in modo convincente:
accertare se il rapporto fra i componenti dell’impresa familiare è paritario e collaborativo?
accertare la presenza di subordinazione, di un orario di lavoro, di una qualsivoglia retribuzione fra titolare e collaboratori, cioè la presenza di quei caratteri propri del lavoro salariato, incompatibili con l’impresa familiare?
accertare se il titolare o un’altro collaboratore detengono un potere di spesa e decisionale proprio di un datore di lavoro?
suffragare o contraddire lo status di un imprenditore edile il quale, iscritto in CCIAA come impresa individuale e supportato in cantiere da parenti e affini, si dichiara titolare di una impresa familiare?
Tutti quesiti per la cui soddisfazione sarebbero richiesti poteri di controllo e indagine propri, a mio parere, di un Organo di Vigilanza.
Perciò, fatta salva la censura del Coordinatore in caso di palesi violazioni nella fase esecutiva, tali da denunciare in modo evidente una falsa impresa familiare, la strada perseguibile è principalmente quella offerta dalla verifica di idoneità tecnico professionale.
Integrando i contenuti minimi compresi al p.to 2 dell’allegato XVII del T.U., si raccomanda al Committente e al Responsabile dei Lavori (e al Datore di Lavoro della impresa affidataria che intende subappaltare parte dei lavori) di chiedere e farsi esibire, a conferma dello status, l’atto ricognitivo che sancisce inequivocabilmente la costituzione dell’impresa familiare, assieme al DURC di tutti i componenti e del titolare; procedura che, anche a fronte di ispezione, comproverebbe l’attenzione e la diligenza dei soggetti responsabili nella scelta degli esecutori e nell’affidamento delle opere!
Fonti bibliografiche dell’intera pubblicazione sul lavoratore autonomo e sulla impresa familiare
Vademecum - Il lavoratore autonomo in edilizia
a cura di Danilo Giovanni Maria De Filippo - ingegnere responsabile di U.O. DTL Siena
Edizione a cura di CNA Siena, DRL Firenze, DTL Siena, Cassa Ed. Reg. Toscana e Comitato Tecnico Paritetico Toscana
a cura del Gruppo Interregionale Edilizia – coordinatore Flavio Coato
documento licenziato dal Comitato Interregionale PISLL nella seduta del 29.11.2011 -
Nell’impresa familiare quali sono gli obblighi in materia di sicurezza?
a cura di Francesco Gallo – funzionario ispettivo della Area Tecnica DTL Mantova
Edizione Ambiente & Sicurezza – il sole24ore – n°6/2012
Le nuove regole per la salute e sicurezza dei lavoratori
a cura di Lorenzo Zoppoli, Paolo Pascucci, Gaetano Natullo
Edizione Ipsoa – Gruppo Wolters Kluwer
a cura di G. Cian e A. Trabucchi
a cura di R. Guariniello
Fonti normative dell’intera pubblicazione sul lavoratore autonomo e sulla impresa familiare
Direttiva Comunitaria 92/57/CEE
lgs 494/96
lgs 528/99
Raccomandazione n° 2003/134/CE
Libro V, – tit. III - capo I: Del Lavoro Autonomo/Disposizioni Generali
Libro I, tit. VI - capo VI: Del Regime patrimoniale della famiglia – Dell’impresa familiare
Legge Quadro sull’Artigianato n° 443/1985 e s.m.i.
MLPS – Direzione generale per l’Attività Ispettiva - n° 16/2012
MLPS - Direzione generale per l’Attività Ispettiva – n° 10478/2013
MLPS - Direzione generale per l’Attività Ispettiva – n° 14184/2013
Interpelli art. 12 D.lgs 81/2008:
n° 7/2013 – I.T.P. lavoratori autonomi nell’ambito del titolo IV
n° 9/2013 – Costituzione impresa familiare
n° 3/2015 – POS impresa familiare
Interpelli art. 9 D.lgs 124/2004:
n° 2/2013 – Durc – Posizione non regolare del socio di una società di capitali
Faq MLPS del 29.11.2010 sugli obblighi di sicurezza nella impresa familiare
Sentenze Cassazione:
Cassazione Penale n° 38346/2015
Cassazione Civile n° 20406/2017
Tecnico della sicurezza e salute sul lavoro, svolge attività di supporto alle imprese e ai professionisti del comparto dell’edilizia.
Coordinatore alla Sicurezza di numerose opere di edilizia civile e industriale, di recupero dei beni storico-architettonici e di ingegneria ambientale, dal 2008 è tecnico del Comitato Paritetico Territoriale per l’edilizia della provincia di Udine, per il quale effettua attività di assistenza tecnica in cantiere e di docente, con specifico riferimento alla formazione delle figure di Responsabile del servizio di prevenzione e protezione e di Coordinatore alla sicurezza.
Già membro effettivo del CISC – Comitato Interprofessionale Sicurezza Cantieri della provincia di Udine – in qualità di delegato del Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della provincia di Udine.
autori: geom. Paolo Binutti e geom. Roberto Milocco
Pubblicazione prodotta nell’ambito delle attività divulgative del
CISC – Comitato Interprofessionale Sicurezza Cantieri della provincia di Udine
ed edita sotto l’egida del:
CEFS – Comitato Paritetico Territoriale per l’Edilizia della provincia di Udine
Collegio dei Geometri e Geometri laureati della Provincia di Udine
Collegio dei Periti e dei Periti laureati della Provincia di Udine