Source: http://www.professionisti24.ilsole24ore.com/art/Professionisti24/Pubblica-Amministrazione/2009/giugno_2009/allattamento.shtml
Timestamp: 2014-12-21 20:07:23+00:00
Document Index: 66861737

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 41', 'art. 39', 'art. 31', 'art. 39', 'art. 41', 'art. 40', 'art. 41']

Allattamento al padre anche se la moglie � casalinga	- Professionisti e PA
Allattamento al padre anche se la moglie � casalinga
Ministero del Lavoro, lett. circolare del 12 maggio 2009 - a cura di Stefania Allegretti, provincia autonoma di Trento, in Gpi n. 6/2009
| I permessi orari giornalieri
I permessi orari giornalieri retribuiti sono disciplinati dall'art. 39 del Dlgs 26 marzo 2001, n. 151. Questi permessi consentono l'assenza dal lavoro, durante il 1� anno di vita della figlia o del figlio, per 1 o 2 ore al giorno, a seconda che l'orario di lavoro sia inferiore a 6 ore, o pari o superiore. Sono fruibili in un solo periodo o anche frazionabili di norma in due periodi; devono essere comunicati preventivamente in modo formale al proprio datore di lavoro, che ha l'obbligo di concederli.Le ore di allattamento devono essere fruite ogni giorno secondo l'orario prescelto e non possono essere cumulate tra pi� giorni ed essere fruite in modo posticipato o anticipato in giorni diversi da quelli cui si riferiscono. Si ricorda, poi, che, in caso di parto plurimo, i periodi di riposo sono raddoppiati e le ore aggiuntive di cui all'art. 41 del Tu possono essere utilizzate anche dal padre.I riposi giornalieri non comportano alcuna riduzione proporzionale delle ferie e della tredicesima mensilit�, continuando a competere ai lavoratori aventi diritto la retribuzione per intero, in relazione all'effettiva fruizione di questi permessi, in s� irrinunciabili.
I riposi giornalieri del padre
Il Testo unico sulla tutela della maternit� e paternit�, contenuta nel Dlgs n. 151/2001, dopo aver disciplinato all'art. 39 il diritto ai riposi giornalieri delle lavoratrici madri durante il primo anno di vita del bambino, fissa tassativamente le ipotesi e le condizioni che fanno sorgere lo stesso diritto al padre, in particolare:a) quando il figlio � affidato al solo padre;b) in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga;c) quando la madre non � lavoratrice dipendente;d) in caso di morte o grave infermit� della madre.
Finora il padre non poteva godere delle ore di permesso giornaliero quando la moglie era casalinga perch� per madre lavoratrice non dipendente si intendeva madre che svolgeva un'attivit� di lavoro autonomo (artigiana, commerciante, coltivatrice diretta, colona, mezzadra, imprenditrice agricola professionale, parasubordinata e libera professionista) e non madre che si trovava in stato di disoccupazione.Questa interpretazione � stata confermata dall'Inps, con la circolare n. 8 del 17 gennaio 2003 e con quella successiva n. 95-bis del 6 settembre 2006, le quali hanno espressamente negato il diritto del padre ai riposi giornalieri se la madre non � lavoratrice, in quanto – si spiega- questo diritto del padre continua ad essere "derivato" da quello della madre e se la madre non ne ha diritto, in quanto non dipendente, non ne ha diritto neanche il padre.
Diverso � stato invece il prevalente indirizzo della giustizia amministrativa, favorevole a ricomprendere nella fattispecie di "madre non lavoratrice dipendente" la lavoratrice casalinga.La sesta sezione del Consiglio di Stato, infatti, con la decisione n. 4293 del 9 settembre 2008, ha riconosciuto di recente al padre lavoratore con moglie casalinga il diritto a godere dei riposi giornalieri. L'organo costituzionale � giunto a questa conclusione considerando due aspetti: il fatto che numerosi settori dell'ordinamento considerano la figura della casalinga come lavoratrice (si veda Corte di cassazione, sez. III, n. 20324 del 20 ottobre 2005) e poi la finalit� della norma stessa. Quest'ultima, infatti, � nata per dare sostegno alla famiglia e alla maternit� cos� come previsto dall'art. 31 della Costituzione e, quindi, volta a garantire innanzitutto la cura del neonato anche quando la madre (anche se non lavoratrice dipendente o autonoma) � impegnata in attivit� che possono distoglierla quali anche la cura quotidiana della casa e della famiglia.
Riposi giornalieri (ex permessi per allattamento)
Entro il 1� anno di vita del bambino sono riconoscibili alla madre (art. 39):• 2 ore giornaliere anche cumulabili se l'orario � pari o superiore a 6 ore• 1 ora se l'orario di lavoro � inferiore a 6 ore• 1 ora quando la lavoratrice fruisca dell'asilo nido o di altra struttura idonea, istituiti dal datore di lavoro nell'azienda
Parto plurimo (art. 41): i periodi di riposo sono raddoppiati e le ore aggiuntive rispetto a quelle descritte sopra possono essere utilizzate anche dal padre
I riposi sono riconosciuti anche al padre lavoratore (art. 40):• quando il figlio � affidato al padre• in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga• quando la madre non � lavoratrice dipendente• in caso di morte o grave infermit� della madre
Nell'ipotesi di madre non lavoratrice dipendente, deve essere ricompresa anche la lavoratrice casalinga (si vedano Consiglio di Stato, sez. VI, n. 4293/2008; Cassazione, sez. III, n. 20324/2005 e lettera circolare del ministero del Lavoro del 12 maggio 2009)
I riposi giornalieri sono retribuiti, non comportano nessuna riduzione di ferie n� della tredicesima mensilit�.
Se la madre � in congedo parentale, il padre non ha diritto a fruire dei riposi giornalieri
Se il padre � in congedo parentale, la madre pu� utilizzare i riposi giornalieri
Se la madre � in congedo di maternit� o parentale (solo nel caso di parto plurimo), il padre pu� utilizzare le ore aggiuntive di cui all'art. 41
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