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Timestamp: 2020-04-06 10:52:32+00:00
Document Index: 118004756

Matched Legal Cases: ['art 67', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 138', 'art. 5']

Numero 12 - Dicembre 2019 — DeAWeb
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Semplice Numero 12 - Dicembre 2019
Una discutibile opinione della Corte Suprema in materia di adozione omogenitoriale estera. Ritorno al passato e stigma su minore*
Con ordinanza 29071/2019 del dì 11 novembre la I Sezione della Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la questione di massima se l’adozione di un minore da parte di una coppia omosessuale residente negli Stati Uniti sia contraria o meno all’ordine pubblico internazionale. La Corte è stata investita del ricorso avverso l’ordinanza della Corte di Appello di Milano, disponibile su Internet [1], ex art 67 L 218.95, che ordinava al Comune competente la trascrizione del provvedimento adozionale reso da una Corte dello Stato di New York. L’ordinanza, invero, pone all’interprete numerose perplessità di diritto sostanziale e processuale oltre che di redazione del provvedimento Un cittadino italiano, traferitosi negli Stati Uniti dal 2000 [2], contraeva matrimonio [3] con un cittadino statunitense nel 2013. Naturalizzato statunitense, egli e il futuro marito accedevano, nel 2009, a una procedura adozionale ai sensi della legge dello Stato di New York [4], che prevede anche la possibilità che dei genitori acconsentano all’adozione del loro figlio, oltre alla adozione di minori in stato di abbandono, generalmente mediata da agenzie. Invero, nei due casi il Giudice deve svolgere approfondite indagini sulla coppia adottante e solo all’esito di esse e di un periodo di convivenza di almeno tre mesi, può e deve pronunziare l’adozione alla luce del benessere del minore. Il padre adottivo italiano aveva chiesto al competente Comune la trascrizione della sentenza, ma questo aveva rifiutato, ritenendo necessaria la delibazione del Tribunale dei Minori ex art. 36 L. Adoz. Di contro, l’istante aveva proposto ricorso alla Corte d’Appello di Milano, per eseguire la sentenza straniera. Intervenivano in lite sia l’altro padre, che il Comune, opponendosi. La Corte, ritenuto carente lo standing del Comune, accoglieva il ricorso, ritenendo che la identità di sesso degli adottanti non ostasse all’ordine pubblico internazionale. Seguiva il ricorso del Sindaco-Ufficiale di Governo, difeso ex art. 1 RD 1611/33, alla Suprema Corte, proposto contro un pericoloso ottenne, in cui il PG concludeva per il rigetto della questione sull’ordine pubblico, vastamente argomentando.
DAT: istituita la banca dati nazionale - Adesso la legge sul testamento biologico è pienamente operativa
La legge 22 dicembre 2017, n. 219 ha introdotto nell’ordinamento italiano le disposizioni anticipate di trattamento (Dat) e l’articolo 1, commi 418 e 419 della legge del 27 dicembre 2017, n. 205, aveva previsto l’istituzione presso il Ministero della salute della banca Dati destinata alla registrazione delle Dat. Senza il Decreto di istituzione della Banca Dati la legge poteva considerarsi zoppa. Adesso il decreto ha visto la luce. Il provvedimento con relativo disciplinare tecnico, ha concluso il previsto iter amministrativo che ha visto, tra l’altro, l’acquisizione del parere del Garante per la protezione dei Dati personale, l’intesa in Conferenza Stato-Regioni e il previsto parere del Consiglio di Stato. In attesa della sua entrata in vigore riteniamo utile dare le prime indicazioni operative nella considerazione che gli Ufficiali di Stato Civile saranno pienamente coinvolti ed interessati.
REFERENDUM COSTITUZIONALE SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI: IL QUARTO NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA ITALIANA
n data 12 ottobre 2019 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dopo aver superato la procedura di approvazione di cui all’art. 138 della Costituzione, il Testo della Legge Costituzionale recante “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”. Detta norma prevede semplicemente la riduzione del numero complessivo dei parlamentari: in dettaglio: i deputati vengono ridotti da 630 (di cui 12 eletti nella circoscrizione estero) a 400 (di cui 8 eletti nella circoscrizione estero); i senatori vengono ridotti da 315 (di cui 6 eletti nella circoscrizione estero) a 200 (di cui 4 eletti nella circoscrizione estero); resta la possibilità per il Presidente della Repubblica di nominare 5 senatori a vita, ma viene specificato che il numero complessivo dei senatori in carica nominati dal Presidente della Repubblica non può essere superiore a 5. I parlamentari eletti dai cittadini dunque, deputati e senatori, si ridurrebbero complessivamente di 345 unità (dai 945 attuali diventerebbero 600). Si tratta soltanto di una variazione quantitativa dei rappresentanti nelle istituzioni. Resta invece invariato l’ordinamento costituzionale, e nulla viene modificato riguardo anche alle attribuzioni degli organi istituzionali.
TAR LAZIO, Sez.I-bis, 4 febbraio 2019, n. 1383 – Accesso civico generalizzato - Richiesta esplorativa
Anche nell’ambito dell’accesso civico generalizzato, come disciplinato dall'art. 5-bis del D.Lgs. n. 33/2013, sono inammissibili tutte quelle richieste che si risolvano, in buona sostanza, nella formulazione di quesiti. La suddetta norma, infatti, stabilisce che l’accesso ai “dati e documenti” può riguardare esclusivamente dati e documenti “detenuti” dall’amministrazione. Nel caso di specie l’istante non ha fornito alcuna dimostrazione probatoria circa la sussistenza delle indicate informazioni da parte della p.a. contenute in documenti amministrativi.
Il REGOLAMENTO UE 2016/1191 E I DOCUMENTI PUBBLICI
La recente Circolare del Ministero dell’Interno n. 14 del 17/12/2019, nel fare richiamo alla precedente Circolare n. 2/2019 (con la quale si dava comunicazione dell’entrata in vigore per l’Italia del Regolamento UE 2016/1191, relativo all’esenzione da legalizzazione e Apostille per alcuni documenti pubblici rilasciati da un’Autorità di uno Stato membro e da presentare in altro Stato membro, mediante l’utilizzo di appositi formulari multilingue) fornisce indicazioni in merito alla eventuale verifica di tali documenti pubblici nel caso di “ragionevole dubbio”.