Source: https://www.brocardi.it/legge-locazioni-abitative/capo-iv/art8.html
Timestamp: 2020-02-22 07:01:59+00:00
Document Index: 94205250

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'in fine', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 23']

Art. 8 legge sulle locazioni abitative - Agevolazioni fiscali - Brocardi.it
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Articolo 8 Legge sulle locazioni abitative
Dispositivo dell'art. 8 Legge sulle locazioni abitative
Fonti → Legge sulle locazioni abitative → Capo IV - Misure di sostegno al mercato delle locazioni
2. [Il locatore, per usufruire dei benefici di cui al comma 1, deve indicare nella dichiarazione dei redditi gli estremi di registrazione del contratto di locazione nonché quelli della denuncia dell'immobile ai fini dell'applicazione dell'ICI.](1)
5. Al comma 1 dell'articolo 23 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "I redditi derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo, se non percepiti, non concorrono a formare il reddito dal momento della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore. Per le imposte versate sui canoni venuti a scadenza e non percepiti come da accertamento avvenuto nell'ambito del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità è riconosciuto un credito di imposta di pari ammontare.
(1) Comma abrogato dal D.L. 30 dicembre 2016, n. 244, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2017, n. 19.
Spiegazione dell'art. 8 Legge sulle locazioni abitative
La norma in oggetto è costruita in modo tale da conferire ai locatori una agevolazione che nel complesso raggiunge la misura del 40,5% (47,5 per i soli immobili siti in Venezia e nelle isole della Giudecca, di Murano e di Barano).
Il comma 1 dell'articolo in oggetto prevede che i contratti agevolati debbano osservare le sole condizioni fissate nei decreti ministeriali riportati nella norma.
L'art. 13, comma 4, della legge prevede, dal canto suo, la nullità di ogni pattuizione che attribuisca al locatore un canone (e solo un canone, non vantaggi di altro genere) superiore a quello massimo definito dagli Accordi locali.
Si ritiene, visto che le disposizioni sia della legge che del decreto ministeriale si riferiscono al momento della stipulazione o del rinnovo del contratto, che le agevolazioni fiscali permangano per tutta la vigenza del contratto di locazione, anche se il Comune di riferimento dovesse successivamente venire espunto dall'elenco previsto dal quarto comma dell'articolo 8. Quest'ultimo prevede il c.d. "principio della invarianza delle agevolazioni fiscali in corso di contratto". Infatti, pur ammettendo la possibilità da parte di un decreto del Ministro delle finanze di variare, e quindi anche di diminuire, l’agevolazione fiscale prevista per l’imposta di registro a seguito di una modifica dell’elenco dei Comuni ad alta tensione abitativa, la disposizione stabilisce peraltro, all'ultimo periodo, che tale eventuale diminuzione non venga adottata per i contratti conclusi prima della data di entrata in vigore del predetto decreto del Ministro delle finanze.
Al fine di fruire dei benefici fiscali della norma in oggetto, il locatore dovrà indicare nella propria dichiarazione dei redditi gli estremi della registrazione del contratto di locazione e anche quelli della denuncia dell'immobile per l'applicazione dell'IMU.
Tali agevolazioni fiscali trovano applicazione solamente con riferimento ad alcune tipologie contrattuali: alle locazioni stipulate al fine di soddisfare esigenze abitative di studenti universitari ex art. 4 bis, ai contratti di locazione riguardanti immobili vincolati sulla base della L. n. 1089/1939 (oggi D. lgs. 22 gennaio 2004/42) o incluse nelle categorie catastali A/1, A/8, e A/9 nel caso in cui non siano stipulati secondo le modalità di cui all'art. 2, comma 3, ai contratti di locazione relativi ad alloggi di edilizia residenziale pubblica e ai contratti di locazione riguardanti alloggi locati per finalità turistiche. Vengono esclusi, quindi, i contratti di locazione volti a soddisfare esigenze di natura transitoria.
Una importante modifica all'art. 23 del T.U.I.R. è stata effettuata dal quinto comma dell'articolo in oggetto, il quale ha previsto che venga eliminata l'imposizione fiscale per i redditi non percepiti. Se i redditi derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo non vengano percepiti, essi non concorrono a formare il reddito dal momento della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore.
L’articolo 8, solo marginalmente modificato dall’altro ramo del Parlamento, prevede un regime fiscale agevolato a favore dei locatori di immobili situati nei comuni individuati ai sensi dell’articolo 1 del decreto legge n. 551 del 1988, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 61 del 1989. In particolare, l’agevolazione consiste nella ulteriore riduzione, in misura pari al 30 per cento, del reddito derivante dai canoni di locazione, determinato ai sensi dell’articolo 34 del testo unico delle imposte sui redditi. L’agevolazione è comunque limitata ai contratti stipulati o rinnovati ai sensi del comma 3 dell’articolo 2, e comunque nel rispetto dei criteri indicati nel decreto di cui al comma 2 dell’articolo 4. È altresì prevista un’agevolazione ai fini dell’imposta di registro. Il comma 4 prevede inoltre che l’elenco dei comuni nel cui ambito si applicano i benefici possa essere aggiornato dal Cipe con cadenza biennale. Qualora le determinazioni del Cipe comportino un aumento del numero dei beneficiari dell’agevolazione fiscale di cui al comma 1, con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro, viene corrispondentemente aumentata la percentuale di determinazione della base imponibile prevista dal medesimo comma; con disposizione introdotta dal Senato, è stato peraltro precisato che tale incremento non si applica ai contratti stipulati prima della data di entrata in vigore del predetto decreto.
Si segnala infine la disposizione del comma 5, che esclude dalla determinazione della base imponibile, a partire dalla conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità, i redditi non percepiti derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo. Per le imposte versate sui canoni non percepiti è invece riconosciuto un credito di imposta di pari ammontare, secondo l'accertamento avvenuto nell’ambito del procédimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità.