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Timestamp: 2020-08-05 19:19:05+00:00
Document Index: 126695004

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 84', 'art. 447', 'art. 5', 'art. 415', 'art. 5', 'art. 416', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5']

Giurisprudenza di merito sulla mediazione | Studio Legale Chindamo - Di Mauro
Giurisprudenza di merito sulla mediazione
Pubblicato il 5 dicembre 2012 da studiolegalecdm
Tribunale Palermo – 11 luglio 2011
In relazione alla domanda riconvenzionale formulata dal convenuto non occorre il previo espletamento del procedimento di mediazione sia che essa ampli solo il “petitum” ma non anche l’oggetto della controversia sia che ampli l’ambito della controversia rispetto a quelli che sono stati i confini della stessa in sede di procedimento di mediazione, investendo aspetti nuovi della lite.
Riproposizione in giudizio dell’offerta conciliativa
Tribunale Varese sez. I -08 luglio 2011
Quando l’attore nella memoria ribadisce la sua volontà conciliativa e ripropone l’offerta conciliativa già fatta alla parte convenuta alla prima udienza richiedendo la comparizione delle parti proprio per accertare la “fattibilità” della proposta, il giudice può invitare le parti alla mediazione ex art. 5, comma 3, d.lg. n. 28 del 2010, essendo taluni elementi della causa indicativi di una buona probabilità di “chances” di conciliazione.
Invito del Giudice alla mediazione
Tribunale Varese sez. I – 06 luglio 2011
Il giudice può invitare le parti a valutare la possibilità di un tentativo stragiudiziale di mediazione là dove taluni elementi della causa siano indicativi di concrete “chances” di conciliazione, come accade, ad esempio, quando la causa interessi due litiganti legati da un pregresso rapporto di origine familiare, destinato a proiettarsi nel tempo in modo durevole e, quindi, allorché meriti di essere salvaguardata la possibilità di conservazione del vincolo affettivo in essere, posto che la mediazione, diversamente dalla statuizione giurisdizionale, può guardare anche all’interesse (pubblico) alla “pace sociale”.
Tribunale Varese sez. I -06 luglio 2011
L’adesione all’invito del giudice a valutare la possibilità di un tentativo stragiudiziale di mediazione costituisce un’estrinsecazione del potere di cui all’art. 84, comma I, c.p.c. e quindi l’avvocato può pronunciarsi in merito ad essa, ferma restando la possibilità, per lo stesso, di ottenere un breve rinvio della causa per conferire con il proprio cliente ai fini di un’adesione all’invito più consapevole.
Un’interpretazione orientata alla salvaguardia della funzionalità dell’istituto impone, almeno per i fori inderogabili e per il caso della mediazione su invito del giudice, che il magistrato possa indicare l’ambito territoriale entro cui svolgere la mediazione.
Tribunale Modena sez. II – 06 maggio 2011
Il procedimento di rilascio dell’immobile occupato senza titolo deve scontare la preventiva ed obbligatoria procedura di mediazione (d.lg. n. 28 del 2010), a pena di improcedibilità rilevabile d’ufficio non oltre la prima udienza (In applicazione del principio di cui in massima, il giudice adito ai sensi dell’art. 447 bis c.p.c., in sede di fissazione dell’udienza di discussione, ha assegnato alle parti termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione).
Tribunale Prato – 30 marzo 2011
In materia di locazione, in caso di inosservanza della condizione di procedibilità dell’azione, di cui all’art. 5, comma 1, d.lg. 28/10, la notificazione del ricorso e del decreto, ai sensi dell’art. 415, comma 4, c.p.c., va effettuata senza attendere l’inutile esperimento del procedimento di mediazione, e la data dell’udienza di discussione va individuata tenendo conto non soltanto del termine di quattro mesi previsto dall’art. 5, comma 1, cit., ma anche di quello di dieci giorni di cui all’art. 416, comma 1, c.p.c., relativo alla costituzione del convenuto.
Tribunale Varese sez. I – 06 maggio 2011
Ai sensi dell’art. 4, comma 3, d.lg. n. 28 del 2010, all’atto del conferimento dell’incarico, l’avvocato è tenuto a informare chiaramente e in forma scritta l’assistito della possibilità di awalersi del procedimento di mediazione e delle agevolazioni fiscali di cui agli art. 17 e 20 (oltre ai casi della mediazione cosiddetta obbligatoria). L’obbligo non è soddisfatto quando nella procura estesa a margine della citazione, il difensore inserisca una clausola di stile (ad esempio quando il cliente firmi la seguente dichiarazione: “Dichiaro di essere stato informato ai sensi dell’art. 4 comma 3, d.lg. 28/2010 della possibilità di ricorrere al procedimento di mediazione ivi previsto e dei benefici fiscali di cui agli art. 17 e 20 del medesimo decreto”). L’informativa, infatti, deve essere chiara, esplicita, contenuta in atto separato e non meramente di stile. Nel caso di omessa informativa “il giudice (. ) se non provvede ai sensi dell’art. 5, comma 1, informa la parte della facoltà di chiedere la mediazione”. La norma sembrerebbe imporre al giudice di dover convocare il rappresentato onde fornirgli adeguata informazione ai sensi dell’art. 4 comma 2 del d.lg. 28/2010. Vè è, però, che un obbligo in tal senso, oltre a rischiare di danneggiare la parte stessa, imponendo un rallentamento del processo, apparirebbe anche irrazionale posto che, quando ad esempio vi è un difetto di procura (che involge pur sempre il rapporto tra cliente e avvocato) è sempre consentito al difensore di svolgere un’attività salvifica o, se si vuole, di sanatoria. E, allora, nel caso di omessa informativa, ben può il giudice subordinare la comparizione della parte alla spontanea allegazione dell’informativa da parte del difensore, onde evitare un rallentamento del processo e un danno indiretto a tutte le altre cause pendenti sul ruolo, posto che l’incombente, inevitabilmente, può “appesantire” il calendario dei processi del giudice.
Improcedibilità del giudizio
Tribunale Palermo – 13 luglio 2011
Qualora l’attore abbia consegnato la citazione all’ufficiale giudiziario entro il 21 marzo 2011 (data di entrata in vigore delle norme sulla mediazione obbligatoria), ma la notifica si sia perfezionata nei confronti del convenuto a partire dal 21 marzo 2011, va comunque posta in essere la condizione di procedibilità dell’esperimento del procedimento di mediazione.
In ipotesi di controversia rientrante nell’alveo applicativo dell’art. 5 d.lg. n. 28 del 2010, laddove non sia stato preliminarmente esperito il procedimento di mediazione, il giudice rileva l’improcedibilità dell’istanza attorea e, contestualmente, assegna un termine per la presentazione della domanda di mediazione ai sensi del predetto decreto.
È improcedibile la domanda rientrante tra quelle previste dall’art. 5 d.lg. 4 marzo 2010, n. 28, nell’ipotesi di mancato previo esperimento del procedimento di mediazione.
Giurisprudenza di merito sulla mediazioneultima modifica: 2012-12-05T13:01:40+01:00da studiolegalecdm