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Timestamp: 2019-11-22 11:20:10+00:00
Document Index: 20791753

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 107', 'art. 7', 'art. 54', 'art. 7', 'art. 42', 'art. 7', 'art. 50', 'art. 54', 'art. 7', 'art. 107', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 23', 'art. 7', 'art. 16']

Avvocati foro Novara Bossi Buscaglia Dulio: processi diritto penale, del lavoro, civile. Avvocato per causa divorzio licenziamento furto truffa incidente sinistro stradale - » La competenza ad istituire zone a traffico limitato.
La competenza ad istituire zone a traffico limitato.
TAR CAMPANIA – NAPOLI, SEZ. I sentenza 28 febbraio 2005 n. 1323 – Pres. Coraggio, Est. Corciulo – Lombardi (Avv.ti Molinaro e Iacono) c. Comune di Pozzuoli (Avv. Starace) e con lintervento ad adjuvandum di Ruggiero ed altri (Avv. Iacono)
per lannullamento, previa sospensiva
a ) dellordinanza sindacale del 21.4.2004 n. 16214, affissa allAlbo Pretorio comunale dal 22.4.2004 al 22.5.2004, con la quale sono state adottate “in via sperimentale, con decorrenza dal 18.5.2004 e fino a nuova disposizione, misure di disciplina e regolamentazione relative allaccesso, circolazione e sosta dei veicoli adibiti al trasporto privato”, prevedendosi, altresì, lobbligo del pagamento di un ticket per tutti i veicoli diretti allimbarco marittimo per le isole del Golfo;
b ) di tutti gli atri atti preordinati, connessi e consequenziali, ivi compresi quelli richiamati nel provvedimento sub a), comunque lesivi della posizione giuridica del ricorrente, ivi compresi se e per quanto occorra lordinanza sindacale del 4.3.2002 n. 999/SDS, la delibera di G.M. n. 163 del 4.4.2002, la delibera di G.M. n. 438 del 1°.8.2003, la delibera di G.M. n. 439 del 1°.8.2003, la delibera di G.M. n. 440 del 1°.8.2003, la delibera di G.M. n. 534 del 31.10.2003, la delibera di C.C. n. 220 del 2.12.2003, la delibera di G.M. n. 551 del 31.10.2003, nonché i pareri resi dal Comandante della Polizia Municipale e dal Dirigente del Servizio Mobilità, mai notificati o altrimenti comunicati.
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Pozzuoli, nonché gli atti interventi ad adjuvandum;
Uditi alludienza del 22.12.2004 gli Avvocati di cui verbale di udienza;
Con lordinanza sindacale n. 999/SDS del 4.3.2002 si provvedeva inizialmente a disciplinare la circolazione allinterno del centro abitato per i veicoli forniti del bollino blu, mentre con la deliberazione di Giunta n. 163 del 4.4.2002, il Comune, oltre ad adottare misure volte a favorire la fluidificazione del traffico e la regolamentazione della sosta, individuava la ZPRU (Zona di Particolare Rilevanza Urbanistica), larea perdonale del Rione Terra e le due Zone a Traffico Limitato, ossia quella afferente il centro Storico (ZTL1) e quella di via Pertini(ZTL2).
Successivamente, in data 1.8.2003, la Giunta procedeva alladozione delle deliberazioni n. 438, n. 439 e n. 440: con la prima si aggiornavano le limitazioni alla ZTL2, nonché si introducevano misure di regolamentazione della circolazione e sosta dei veicoli leggeri; con la seconda si adottavano misure volte a regolamentare la circolazione e la sosta dei veicoli pesanti, mentre con la terza si approvavano le misure necessarie al contenimento del traffico veicolare privato a motore ai sensi del Nuovo Codice della Strada e della Direttiva del Ministero dei LL.PP. n. 3816/97, introducendo un sistema di tariffazione per laccesso alla Zona di Traffico Limitato Generale Settore Basso (ZTB) in cui rientravano le due Zone a traffico limitato ZTL1 e ZTL 2.
Con successiva deliberazione n. 534del 31.10.2003, la Giunta proponeva al Consiglio Comunale gli indirizzi di politica tariffaria per le zone regolamentate, tariffe che venivano approvate dallorgano assemblea con delibera n. 220 del 2.12.2003.
Con deliberazione n. 551, sempre del 31.10.2003, la Giunta approvava altresì le tariffe per il rilascio dei permessi di circolazione e sosta nelle ZTL, ZPRU e nella ZTLG, oltre a quelle relative allaccesso nel Settore Basso della Zona a Traffico Generale (ZTB), da applicarsi ai veicoli privati a motore, leggeri e pesanti, per il trasporto di persone e merci, interessati alle operazioni di imbarco e sbarco per le Isole.
Infine, con ordinanza del 21.4.2004 n. 16214 in Sindaco del Comune di Pozzuoli adottava, con decorrenza dal 18.5.2004 le misure finalizzate alla disciplina ed alla regolamentazione dellaccesso alle aree sopra indicate, introducendo così concretamente il sistema tariffario precedentemente approvato.
Avverso detta ordinanza, nonché contro tutti i precedenti provvedimenti adottati dallAmministrazione Comunale di Pozzuoli e finora richiamati, proponeva ricorso a questo Tribunale Amministrativo Regionale il signor Lombardi Giovanni, in proprio e nella qualità di legale rappresentante della Lombardi Trasporti s.a.s. – società che esercita lattività di trasporto merci da e per lIsola dIschia chiedendone lannullamento, previa concessione di idonee misure cautelari.
Si costituiva in giudizio il Comune di Pozzuoli che, oltre a spiegare difese nel merito della controversia, sollevava eccezione di irricevibilità del ricorso per tardività, oltre che di inammissibilità dello stesso per carenza di interesse.
Alla camera di consiglio del 4.8.2004, il Tribunale, con ordinanza n. 4242/04, accoglieva la domanda cautelare, provvedimento che veniva tuttavia riformata dalla Quinta Sezione del Consiglio di Stato in sede di appello con ordinanza n. 4397 del 24.9.2004.
Alludienza di discussione del 22.12.2004, in vista della quale venivano depositati ulteriori documenti e memorie, il Tribunale tratteneva la causa per la decisione.
Il signor Lombardi Giovanni, in proprio, quale residente nel Comune di Barano dIschia, nonché quale legale rappresentate della società di trasporti Lombardi Trasporti s.a.s. ha impugnato lordinanza del Sindaco del Comune di Pozzuoli del 21.4.2004 n. 16214, affissa allAlbo Pretorio comunale dal 22.4.2004 al 22.5.2004, con cui sono state adottate “in via sperimentale, con decorrenza dal 18.5.2004 e fino a nuova disposizione, misure di disciplina e regolamentazione relative allaccesso, circolazione e sosta dei veicoli adibiti al trasporto privato”, prevedendosi, altresì, lobbligo del pagamento di un ticket per tutti i veicoli diretti allimbarco marittimo per le isole del Golfo; oggetto di gravame sono state altresì lordinanza sindacale del 4.3.2002 n. 999/SDS, la delibera di G.M. n. 163 del 4.4.2002, la delibera di G.M. n. 438 del 1°.8.2003, la delibera di G.M. n. 439 del 1°.8.2003, la delibera di G.M. n. 440 del 1°.8.2003, la delibera di G.M. n. 534 del 31.10.2003, la delibera di C.C. n. 220 del 2.12.2003, la delibera di G.M. n. 551 del 31.10.2003: con ladozione di tali richiamati provvedimenti, lAmministrazione Comunale di Pozzuoli aveva proceduto nel tempo alla delimitazione della Zona di Particolare Rilevanza Urbanistica (ZPRU), alla delimitazione della Zona a Traffico Limitato Generale, in cui erano stati previsti un Settore Alto (ZTA) ed uno Basso (ZTA), allinterno del secondo dei quali erano state individuate le Zone a Traffico Limitato del Centro Storico ( ZTL1) e di via Pertini (ZTL2); inoltre, sempre con tali atti, erano state previste specifiche misure di regolamentazione e disciplina della circolazione e la sosta dei veicoli leggeri e pesanti, oltre alla previsione di un sistema di tariffazione per laccesso alle zone regolamentate, provvedimenti la cui concreta esecuzione ed operatività aveva avuto luogo attraverso ladozione dellordinanza n. 16214 del 21.4.2004.
Osserva il Collegio che tutte le deliberazioni in questione avevano rimesso alladozione di specifiche ordinanze sindacali la concreta attuazione delle misure di regolamentazione del traffico veicolare fino ad allora solo approvate in linea generale ivi compresa la tariffazione per laccesso alla ZTLG – attuazione che ha avuto luogo tramite limpugnata ordinanza n. 16214 del 21.4.2004 con cui il Sindaco ha potuto discrezionalmente applicare le richiamate misure la cui effettiva lesività è quindi apprezzabile in termini di attualità unicamente con riferimento alladozione di tale ultimo provvedimento: inoltre, a parte tale rilievo incidente sui requisiti dellinteresse a ricorrere, va anche rilevato, come emerge dagli stessi provvedimenti de quibus, che lordinanza sindacale n. 16214 del 21.4.2004 si pone non già come mera esecuzione delle misure di regolamentazione del traffico cittadino e quindi come atto meramente consequenziale rispetto alle impugnate deliberazioni della Giunta e del Consiglio, quanto come provvedimento finale di un procedimento con cui è stato disciplinato e regolamentato lintero sistema di delimitazione delle Zone a Traffico Limitato con le connesse misure di inibizione e disincentivo al relativo accesso; di conseguenza, si deve inferire che il dies a quo per limpugnazione decorre dalla scadenza del periodo di pubblicazione di tale provvedimento, ossia dal 22.5.2004, per cui il ricorso, notificato in data 6.7.2004, deve ritenersi tempestivamente proposto.
E sufficiente sul punto richiamare le considerazioni espresse in occasione dellesame della prima eccezione, ribadendo che lattualità del pregiudizio lamentato dal ricorrente è da ascriversi al momento delladozione dellordinanza sindacale n. 16214 del 21.4.2004, provvedimento rispetto al quale le precedenti deliberazioni degli altri organi di governo costituiscono unicamente atti generali a contenuto programmatorio, come tali non immediatamente lesivi dellinteresse fatto valere dal ricorrente nel presente giudizio.
Osserva il Collegio che tutti costoro ad eccezione dei tre Comuni intervenuti analogamente a quanto avviene per la posizione del ricorrente Lombardi Giovanni in proprio e quale legale rappresentante della Lombardi Trasporti s.a.s., sono titolari di un interesse legittimo ad impugnare in via autonoma i provvedimenti oggetto del presente giudizio, non facendo capo ad essi, invece, quella posizione giuridica soggettiva sostanziale di rango “minore” che serve a qualificare la legittimazione allintervento: infatti, sia questi in qualità di residenti, sia le imprese di trasporto che rappresentano subiscono effetti negativi immediati e diretti dallimposizione tariffaria contestata, effetti individuabili nellimposizione di una prestazione patrimoniale destinata ad incidere sul patrimonio individuale, sulleconomia della collettività locale isolana cui appartengono, nonché sullandamento dellimpresa commerciale di riferimento.
Per quanto concerne la posizione dei tre Comuni isolani di Ischia, Lacco Ameno e Forio, ritiene il Collegio che anche questi, in quanto enti esponenziali delle comunità isolane, senza dubbio pregiudicate dalladozione dei provvedimenti impugnati, sia per i maggiori oneri economici individuali che colpiscono la popolazione nei collegamenti da e per la terraferma, sia per le inevitabili ricadute sul costo dei generi alimentari a cagione dellincremento delle spese di trasporto, erano legittimati ad impugnare i provvedimenti de quibus in via autonoma e principale, per cui anche in tal caso, non essendo titolari di una posizione “minore” che li abilitasse allintervento adesivo dipendente, si deve pervenire ad una relativa pronuncia di inammissibilità dello stesso.
Quanto al profilo della tempestività, si osserva che, sebbene vi sia stata una comunicazione individuale ai rispettivi Sindaci tra le date del 26 e 27 aprile 2004, non è tale il dies a quo per la decorrenza del termine di impugnazione, dovendo piuttosto riferirsi al momento della legale conoscenza dellatto nella sua acquisita capacità lesiva, (risalente al 18.5.2004,data di sua efficacia) e, pertanto, al procedimento di pubblicazione, la cui scadenza risaliva al 22.5.2004, con decorrenza del termine per impugnare a partire dal 24.5.2004 (cadendo il successivo giorno 23 di domenica), termine rispetto al quale i tre atti di intervento risultano tempestivamente notificati.
Va ancora specificato che, pur essendo i richiamati atti di intervento dei tre Comuni isolani convertibili in ricorso autonomo, non potranno comportare ampliamento del thema decidendum la memoria del Comune di Ischia depositata in data 11.12.2004, i motivi aggiunti, sempre del Comune di Ischia, depositati in data 10.12.2004, nonché la memoria del Comune di Forio del 10.12.2004, trattandosi di atti non notificati al Comune resistente e in ordine ai cui contenuti non si è quindi formato il necessario contraddittorio.
Passando al merito della controversia, occorre preliminarmente individuare il potere esercitato dal Comune di Pozzuoli per ladozione sia delle deliberazioni di Giunta e Consiglio impugnate, sia dellordinanza sindacale n. 16214 del 21.4.2004.
Infatti, alcune specifiche censure sono state proposte partendo dal presupposto per cui lAmministrazione comunale resistente avrebbe fatto applicazione del disposto di cui allart. 7, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 30.4.1992, mentre il Comune ha replicato di essersi avvalso del potere previsto dal comma nono del medesimo articolo.
Il secondo tipo di intervento assume invece una portata diversa e, come tale, è affidato agli organi deliberanti dellente, trattandosi di un sostanziale potere generale di disciplina e di assetto del territorio, volto allindividuazione di specifiche aree nellintento di migliorare principalmente la qualità della circolazione veicolare; tale risulta, quindi, nellottica del legislatore la funzione primaria del potere di cui al nono comma dellart. 7, ossia assolvere ad una funzione programmatoria generale del traffico veicolare, attraverso la delimitazione di zone pedonali, a traffico limitato, analogamente a quanto avviene per il Piano Urbano del Traffico, con cui, del resto, tali misure devono necessariamente armonizzarsi.
La previsione di un sistema di tariffazione per laccesso (o anche per il solo attraversamento, così come avviene nel caso di specie), come emerge dallo stesso dato letterale della norma (possono consentire “anche”&), si colloca accanto ed in via accessoria rispetto al generale potere di individuazione di Zone a Traffico Limitato di cui costituisce una misura deterrente aggiuntiva e non già lobiettivo finale rispetto al cui raggiungimento la predetta delimitazione in zone rappresenta una mera fase di passaggio prodromico; ciò in quanto è attraverso la suddivisione in zone e quindi tramite la razionalizzazione delluso del territorio in chiave programmatoria che la norma intende principalmente disciplinare il traffico veicolare in specifiche fasce territoriali “difficili” sotto tale punto di vista, così come indubbiamente si presentano quelle individuate dal Comune di Pozzuoli.
Né si può ritenere che la possibilità di inibire la circolazione o la sosta sia riconducibile unicamente alla previsione di cui al primo comma, lettera b) dellart. 7, atteso che un simile potere deve essere necessariamente riconosciuto ai Comuni anche nellambito dellindividuazione di zone a traffico limitato, le quali sono, per loro stessa natura, destinate proprio a comportare limitazioni della circolazione veicolare. Pertanto, ben può lAmministrazione, nellavvalersi del potere di disciplina generale di cui allart. 7, comma 9 del D.Lgs. 30.4.1992, imporre specifici divieti, assoluti e non, di circolazione e sosta, i quali andranno armonizzati in una visione dinsieme del “problema traffico” relativamente a determinate zone, essendo il rimedio del precedente primo comma, lettera b) piuttosto destinato a fronteggiare problematiche di disciplina del traffico di carattere maggiormente estemporaneo e per esclusive esigenze di prevenzione dallinquinamento e di tutela del patrimonio storico, naturale ed ambientale.
Orbene, dallesame degli atti oggetto di gravame, benché si faccia riferimento contestualmente a problematiche di inquinamento e di congestione del traffico per le difficoltà di accesso allarea portuale, emerge che il Comune di Pozzuoli effettivamente si è avvalso del solo potere di cui allart. 7, 9 comma del D.Lgs. 30.4.1992 e non di quello di cui al primo comma, lettera b) della medesima disposizione normativa: ciò si desume agevolmente dal contenuto dei medesimi provvedimenti che hanno preventivamente disciplinato la suddivisione del territorio comunale in Zone e quindi introdotto anche il sistema della tariffazione oggetto di specifica contestazione in questa sede.
E stato in tal senso sostenuto che si tratterebbe di una attribuzione che lart. 107 del D.lgs. 18.8.2000 n. 267 riserverebbe ormai alla dirigenza e non più agli organi politici dellAmministrazione locale, essendo le previsioni di cui allart. 7 del D.Lgs. 30.4.1992 n. 285 state modificate, quanto alla competenza, dalle nuove disposizioni generali in materia di riparto di competenze interne degli enti locali.
Né, del resto, si sarebbe potuto trattare di unordinanza sindacale di carattere contigibile ed urgente ai sensi dellart. 54 del T.U.E.L., difettandone tutti i presupposti in fatto ed in diritto.
Osserva il Collegio che lart. 7, comma 9 del D.Lgs. 30.4.1992 n. 285 attribuisce espressamente alla Giunta il compito di procedere allistituzione ed allindividuazione della ZPRU, nonché delle Zone a Traffico Limitato, riservando al Sindaco tale competenza laddove sussistano ragioni di urgenza, Sindaco che ben può provvedere autonomamente, anche modificando o integrando le precedenti deliberazioni della Giunta; quanto allintroduzione del sistema di tariffazione allinterno delle ZTL, riferendosi la norma genericamente ai “Comuni”, deve ritenersi che la competenza generale appartenga allorgano consiliare ai sensi dellart. 42, comma 2, lettera f) del D.Lgs. 18.8.2000 n. 267 che espressamente riserva allassemblea “la disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi”.
Tale assetto di competenze è stato rispettato dallAmministrazione comunale che ha riservato lapprovazione delle tariffe al Consiglio Comunale, lindividuazione e delimitazione delle aree a traffico limitato, nonché lintroduzione del sistema di tariffazione come concreta misura deterrente allaccesso nelle predette Zone alla Giunta, mentre il Sindaco ha dato concreta attuazione a siffatte previsioni attraverso limpugnata ordinanza n. 16214 del 21.4.2004 che, costituendo espressione del potere tipico di cui allart. 7 comma 9 del D.Lgs. 30.4.1992 n. 285, non può in alcun modo essere qualificata in termini di ordinanza contigibile ed urgente, né ai sensi dellart. 50, né dellart. 54 del D.lgs. 18.8.2000 n. 267.
Quanto alla sopravvenuta competenza dirigenziale in materia, si osserva che la previsione dellart. 7, comma 9 del D.Lgs. 30.4.1992, sebbene di epoca anteriore rispetto alla disposizione normativa di cui allart. 107 del D.Lgs. 18.8.2000 n. 267 in materia di competenze della dirigenza degli enti locali, resta comunque successiva rispetto allintroduzione nellordinamento del principio di separazione tra compiti degli organi di governo e compiti dei dirigenti, a suo tempo introdotta già con la legge 8.6.1990 n. 142; deve pertanto ritenersi che, rispetto al predetto principio, la disposizione de qua assume natura di lex posterior e, come tale, ben poteva proporsi come fattispecie derogatoria rispetto al preesistente principio di attribuzione di siffatte competenze alla dirigenza.
Inoltre, in favore della competenza degli organi politici in luogo della dirigenza, milita anche lulteriore considerazione per cui i provvedimenti oggetto di impugnazione costituiscono non già meri atti di esecuzione di pregressi provvedimenti di programmazione, ma essi stessi si pongono come momenti di pianificazione e regolamentazione delluso del territorio, come tali in linea di principio necessariamente rientranti nelle attribuzioni degli organi di direzione politica dellente locale, tra cui figura nella fattispecie anche il Sindaco, proprio in virtù del potere espressamente conferitogli dallart. 7 comma 9 di integrare o modificare le eventuali misure già adottate dalla Giunta.
Del resto, lassenza di ponderazione di tali esigenze, che pur si riconnettono a valori di rango costituzionale, troverebbe la sua conferma nella mancanza di un Piano Urbano del Traffico, strumento la cui adozione ai sensi della circolare ministeriale n. 3816 del 21.7.1997, di attuazione dellart. 7, comma 9 del D.lgs. 30.4.1992 n. 285 costituisce, unitamente alla previa istituzione di una ZTL e alla adozione del sistema di tariffazione previsto a livello sempre di PUT, un presupposto indispensabile per introdurre la contestata misura di disincentivo al traffico veicolare. In tal senso, si evidenziava che tale misura deve necessariamente armonizzarsi con una generale politica di disciplina e regolamentazione del traffico e della sosta veicolare cittadini, evitando così di restare alla stregua di una misura autonoma e slegata del resto finanche priva di unefficacia temporalmente limitata rispetto alle richiamate esigenze di pianificazione.
Preliminarmente, osserva il Collegio che, come già anticipato in precedenza, non sono condivisibili le censure di legittimità ancorate alla mancanza nel Comune di Pozzuoli di un Piano Urbano del Traffico e ciò sia in quanto la direttiva ministeriale n. 3186/97 prevede espressamente la possibilità di introdurre tali misure anche in assenza del P.U.T., sia perché, in tale eventualità, le ricadute sulla disciplina del traffico veicolare devono pur sempre essere collegate a specifici obiettivi, oltre che ad una concreta verifica circa il loro raggiungimento.
La risoluzione della questione di un equo contemperamento degli interessi e della proporzionalità della misura concretamente adottata deve necessariamente partire da una lettura costituzionalmente orientata della norma di cui allart. 7, comma 9 del D.Lgs. 30.4.1992 n. 285, in vista della ricerca di un punto di equilibrio nel rapporto con altri diritti di libertà che pure la Costituzione sancisce e tutela.
Non vi è dubbio che la norma in argomento introduce attraverso la tariffazione una prestazione patrimoniale che purtuttavia non riveste natura corrispettiva, atteso che allutente non è riconosciuto da parte dellAmministrazione nessun servizio o comunque nessuna utilità eccedente la semplice fruizione della strada comunale che costituisce espressione del generale diritto costituzionale di cui allart. 16 Cost.
Deve, quindi, concludersi nel senso che si tratta di una prestazione patrimoniale imposta genericamente intesa ai sensi dellart. 23 della Costituzione, di natura non tributaria, ma che, in quanto tale, deve comunque essere prevista da una fonte legislativa di rango primario.
Posto che tale requisito sembra essere soddisfatto dalla previsione di cui allart. 7, comma 9 del D.lgs. 30.4.1992 n. 285, resta da verificare quali siano i limiti che simpongono allente impositore in relazione alla concreta introduzione di un sistema di tariffazione che possa ritenersi compatibile con i diritti di libertà previsti dalla Carta, nel caso di specie con il diritto di circolazione di cui allart. 16, conformabile solo per esigenze di sicurezza e sanità, sancite per legge e quindi da ritenersi come un diritto “forte” assicurato ai cittadini.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania Prima Sezione
- spese compensate;
Così deciso in Napoli nella Camera di Consiglio del 19.1.2005 dai Magistrati