Source: http://www.sindacatoavvocatifirenze.it/2019/03/contributi-previdenziali-iscritti-a-ruolo-facciamo-un-po-di-chiarezza/
Timestamp: 2020-01-19 17:21:36+00:00
Document Index: 89952887

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art.700', 'art. 4', 'art. 4', 'art.1', 'art.30']

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI ISCRITTI A RUOLO, FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA. - Sindacato degli Avvocati di Firenze e Toscana
– Postato il 19 Marzo 2019Pubblicato in: Diritto, Previdenza
viste le numerose richieste di chiarimenti che sono state rivolte al nostro sportello di consulenza previdenziale, vogliamo con questo breve vademecum fornire qualche delucidazione sulle novità fiscali, recentemente intervenute, che hanno interessato anche i contributi previdenziali.
l’articolo 3 del decreto Legge n. 119/2018, convertito con modificazioni dalla Legge n.136/2018, prevede la Definizione agevolata (cosiddetta rottamazione-ter) delle cartelle con somme affidate all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017.
Il Consiglio di Amministrazione di Cassa Forense già nel novembre u.s. ha preso atto dell’applicabilità della predetta normativa ai carichi iscritti da Cassa Forense nei ruoli dal 2000 al 2017, soprattutto nel duplice intento di recuperare vecchi crediti affidati all’agente della riscossione e di consentire la positiva definizione di posizioni previdenziali di iscritti che, avendo somme insolute iscritte a ruolo, non possono ottenere il riconoscimento, ai fini previdenziali, dei relativi anni di iscrizione alla Cassa.
È possibile aderire pagando l’importo residuo di tutte le somme dovute a titolo di contributi, al netto di sanzioni ed interessi di mora. La relativa istanza di adesione va presentata all’agente della riscossione entro il 30 aprile 2019. Tale adesione agevolata consente il pagamento delle somme dovute in un arco temporale più ampio rispetto alle precedenti “rottamazioni”, infatti si può scegliere di pagare, o in unica soluzione con la scadenza al 31 luglio 2019 oppure con un piano di ammortamento con un massimo di 18 rate (5 anni) con le seguenti date di scadenza: prime due rate scadenza 31 luglio e 30 novembre 2019 e le restanti 16, nei successivi 4 anni, alle scadenze del 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre. Dopo la presentazione dell’istanza, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione invierà al richiedente, entro il 30 giugno 2019, apposita comunicazione con l’ammontare complessivo e le modalità di pagamento delle somme dovute, oppure comunicazione di eventuale diniego dell’istanza.
È bene precisare che a differenza del c.d. “saldo e stralcio”, di cui parleremo successivamente, l’adesione alla rottamazione-ter non comporta alcuna penalizzazione a livello pensionistico, in quanto il contributo previdenziale viene versato per intero; la rottamazione incide infatti esclusivamente su sanzioni ed interessi di mora.
Tuttavia, occorre segnalare che, coloro i quali sono prossimi alla pensione, dovranno valutare con attenzione questa possibilità, considerata l’incidenza della tempistica di saldo del dovuto in rapporto alla maturazione del diritto alla pensione.
STRALCIO “MINICARTELLE”:
L’art.4 del medesimo D.L.119/2018 riguarda invece lo “Stralcio dei debiti fino a mille euro affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010“.
Tale norma prevede che i debiti di importo residuo inferiore a mille euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 sono automaticamente annullati a far data dal 31/12/2018.
Sull’applicabilità di detta legge ai contributi previdenziali si è già espresso il Tribunale di Roma in sede cautelare, a seguito di ricorso ex art.700 cpc proposto da Cassa Forense contro l’Agenzia delle Entrate Riscossione, con l’Ordinanza del 05/03 u.s.
Il Giudice adito, con detto provvedimento ha accolto, inaudita altera parte, il Ricorso di C.F. ordinando ad Agenzia delle Entrate Riscossione la prosecuzione dell’adempimento dell’incarico di riscossione anche con riferimento ai crediti previdenziali della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense iscritti in ruoli trasmessi agli agenti della riscossione dal 1.01.2000 al 31.12.2010 in quanto verosimilmente sottratti all’ambito applicativo dell’estinzione ope legis di cui all’art. 4 del D.l. n. 119/2018 conv. con l. n. 136/2018.
Non volendo in questa sede entrare nel merito della decisione del Tribunale di Roma ci limitiamo a segnalare che detto Giudice ha, in via cautelare, ritenuto non costituzionalmente orientata l’interpretazione assunta da Ader, secondo cui i crediti estinti ope legis in base all’art. 4 del d.l. n. 119/2018 sono anche quelli previdenziali delle Casse di previdenza trasformate in persone giuridiche private in base a. lgs. n.509/1994. Sul punto non possiamo che attendere ulteriori sviluppi.
C.d. “SALDO E STRALCIO”:
Tutt’altra cosa è, invece, il c.d. SALDO E STRALCIO, previsto dalla legge n.147/2018 (legge di bilancio 2019) all’art.1, comma 184.
Esso riguarda i debiti delle persone fisiche, risultanti dai singoli carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 alla data del 31 dicembre 2017 a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni, che possono essere estinti dai debitori, che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica, versando una somma determinata secondo le modalità indicate dal comma 187 o dal comma 188.
Il successivo comma estende quindi l’applicazione di tale istituto ai debiti derivanti dall’omesso versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento, sempre che essi versino nella medesima grave e comprovata situazione di difficoltà economica di cui sopra.
Il comma 186 definisce quindi il requisito della “grave e comprovata situazione di difficoltà economica” con riferimento ad un ISEE non superiore ai 20.000 €. annui.
La misura del pagamento necessario per aderire a tale agevolazione è invece data dal successivo comma 187, dove si precisa che i debiti di cui ai commi 184 e 185 possono essere estinti senza corrispondere sanzioni ed interessi di mora (di cui all’art.30 D.P.R. 602/1973) e con un abbattimento del capitale e degli interessi in una misura che va dal 16% al 35%, in ragione dell’ISEE del nucleo familiare.
Altro elemento che consente di integrare il requisito della grave e comprovata situazione di difficoltà economica è, inoltre, quello previsto dal successivo comma 188, l’avere cioè aperto una procedura di sovraindebitamento ai sensi della Legge 3/2012, elemento quest’ultimo che consente un ulteriore abbattimento del pagamento nella misura del 10%.
Orbene, è del tutto evidente che, mentre la rottamazione ter ha un impatto non particolarmente rilevante sulle finanze del nostro istituto previdenziale (andando ad incidere esclusivamente su sanzioni ed interessi di mora, facendo invece salvo il capitale), il c.d. saldo e stralcio parrebbe poter essere foriero di conseguenze potenzialmente perniciose.
La platea di possibili beneficiari di questo “condono” è infatti estremamente ampia, se si considera che l’ente conta circa la metà degli iscritti, cioè ben 120.000 avvocati, con un ISEE sotto i 20.000 €. e, tra questi, quasi il 20% in ritardo con i versamenti.
Segnatamente Cassa forense quantifica in circa 100 milioni l’impatto sull’ente se, come si legge nella norma, saranno condonabili solo i contributi non accertati (altrimenti si potrebbe arrivare fino a 250 milioni).
Sul punto occorre tuttavia ricordare che l’Agenzia delle entrate ha già espresso la propria posizione, rispondendo alla lettera di diffida di C.F.,“riconoscendo la fondatezza delle osservazioni di Cassa Forense, ha confermato che si atterrà alle indicazioni fornite, vista la posizione di autonomia riconosciuta dal Legislatore alla Cassa in funzione della propria natura giuridica di diritto privato, nonché per il fatto che è la stessa Legge ad escludere espressamente dalla sanatoria le cartelle che emesse “a seguito di accertamento” dell’Ente previdenziale nei confronti dei propri iscritti».
Invero pare che il legislatore non si sia minimamente preoccupato di verificare, ex ante, l’incidenza di tale provvedimento sulla sostenibilità degli enti previdenziali privati che, si ricordi, il D.L. 201/2011 pretende sia garantita per 50 anni.
Oltretutto detto provvedimento costituisce un’aperta violazione dell’autonomia della Casse professionali (enti di natura privatistica) riconosciuta dal D.lgs.509/94 ed anche recentemente ribadita dalla Corte Costituzionale con la Sentenza n.07/2017, ragion per cui C.F. ha già annunciato di voler ricorrere alla Corte Costituzionale sul punto.
In ogni caso è necessario segnalare che Cassa Forense, per bocca del Suo Presidente, ha dichiarato che, chi si avvarrà del c.d. saldo e stralcio, non vedrà riconosciuta la relativa anzianità contributiva.
Da ricordare inoltre che il mancato versamento dei contributi previdenziali costituisce illecito deontologico.
Vi ricordiamo infine che, per queste ed altre problematiche di carattere previdenziale, è operativo il nostro sportello di consulenza (Avv.ti Urbano ROSA e Massimo Capialbi), ogni martedì mattina presso i locali gestiti dal Sindacato al piano 0 del Palazzo di Giustizia.
Per il Sindacato Avvocati Firenze e Toscana
Tag: cartelle, contributi, minicartelle, previdenza, stralcio
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