Source: https://www.recyclind.com/eng/1509/ilnuovodecretosullaviaregionalemodificalesoglie/
Timestamp: 2020-06-04 21:00:42+00:00
Document Index: 159619382

Matched Legal Cases: ['art 4', 'art. 6', 'art.15', 'art.15', 'art. 4', 'art. 8']

Il nuovo decreto sulla V.I.A. regionale modifica le soglie | Recycling Industry
La legge 11 agosto 2014, n. 116, di conversione deldecreto-legge 24 giugno 2014, n. 91 aveva apportato varie modifiche ed integrazioni alle norme ambientali, tra le quali di particolare importanza si è rivelata quella relativa agli “screening” per la Valutazione d’Impatto Ambientale”, contenuta nell’articolo 15 (Disposizioni finalizzate al corretto recepimento della direttiva 2011/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, in materia di valutazione di impatto ambientale.) finalizzata a superare le censure mosse dalla Commissione europea nell’ambito della procedura di infrazione 2009/2086.
La procedura di infrazione, era stata avviata il 14 aprile 2009 con l’invio
all’Italia di una lettera di messa in mora, che considerava non correttamente
recepite le disposizioni relative alla disciplina del c.d. screening o verifica di
assoggettabilità a VIA, come definita dall’articolo 4, paragrafi da 1 a 3 della
direttiva, in combinato disposto con gli allegati I e II (elenco dei progetti cui si applica la direttiva) e III (criteri di selezione dei progetti cui si applica la procedura di screening)14 .
. paragrafo 1: i progetti elencati nell'allegato I siano sottoposti a valutazione
d’impatto ambientale (VIA) a norma degli articoli da 5 a 10 della direttiva stessa;
Richiamando una consolidata giurisprudenza della Corte di giustizia europea, la Commissione sottolinea, al contrario, come gli Stati membri, anche nel caso in cui decidano di stabilire soglie per facilitare la determinazione dei progetti da assoggettare a VIA, hanno l’obbligo di prendere in considerazione tutti i criteri elencati nell’allegato III della direttiva (art 4, par. 3 della direttiva), che dunque non possono considerarsi automaticamente assorbiti dalla fissazione di soglie, determinate, peraltro, tenendo conto prevalentemente di soli criteri di tipo dimensionale.”
considerazione solo alcuni di tali criteri (in particolare la “dimensione del progetto” e le “zone classificate o protette dalla legislazione degli Stati membri”, ) senza tenere conto di tutti i criteri elencati nell’allegato III della direttiva.
La normativa nazionale previgente
• i progetti sottoposti a screening, elencati nell’allegato IV alla parte seconda del d.lgs. 152/2006, sono in linea di massima gli stessi previsti dall’allegato II della direttiva, ma, a differenza della direttiva, l’allegato IV contempla spesso delle soglie dimensionali minime per sottoporre il progetto a verifica di assoggettabilità, escludendo quindi dalla stessa i progetti sotto-soglia;
proceda direttamente alla valutazione di impatto ambientale;
• l’art. 6, comma 9, prevedeva, in capo alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, non l’obbligo ma solo la facoltà di modificare le soglie previste in sede statale e di fissare criteri o condizioni di esclusione dalla verifica di assoggettabilità, con la conseguenza che non sussiste alcuna garanzia che le soglie fissate dal D.Lgs. 152/2006, in maniera giudicata (dalla Commissione europea) non conforme al diritto dell’Unione, vengano modificate dalle regioni e dalle province autonome.
LE MODIFICHE ALLA NORMA NAZIONALE: LA L.116 DI CONVERSIONE DEL D.L. N.91 DEL 2014
Il testo dell’art.15 dispone che «per tali progetti, con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e, per i profili connessi ai progetti di infrastrutture di rilevanza strategica, con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Ministero per io sviluppo economico e, d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia, sono definiti i criteri e le soglie da applicare all'assoggettamento alla procedura di cui all'articolo 20 dei progetti di cui all'allegato IV sulla base dei criteri stabiliti all'Allegato V.”
Nell'articolo 6, il comma 9 , del D.Lgs. 152/2006 come sostituito dall’art.15 della legge in esame dispone ora:
Il Decreto MINISTERO AMBIENTE 30 marzo 2015
Si deve in primo luogo rilevare che, in base al secondo comma dell’art. 4, le linee guida allegate al nuovo decreto si applicano, non solo ai progetti “nuovi” ma anche a tutti i progetti per i quali la procedura di verifica di assoggettabilità o la procedura autorizzativa è in corso al 30 marzo 2015 .
per i quali le caratteristiche progettuali, definite dai parametri dimensionali stabiliti nell'allegato IV alla parte seconda del decreto legislativo n. 152/2006, sommate a quelle dei progetti nel medesimo ambito territoriale, determinano il superamento della soglia dimensionale fissata nell'allegato IV per la specifica categoria progettuale.
Considerata la significatività dei potenziali impatti sull'ambiente e sulla salute umana derivanti dai rischi di incidenti, per i progetti elencati nell'allegato IV alla parte seconda del decreto legislativo n. 152/2006, inerenti stabilimenti di cui all'art. 8, comma 1, del decreto legislativo n. 334/1999, è prevista una riduzione del 50% delle soglie.
Adeguamento degli ordinamenti regionali alle linee guida.
declinano la definizione e individuazione delle aree sensibili di cui al paragrafo 4 delle linee guida in base alle specifiche situazioni territoriali, a quanto previsto dalle norme, piani e programmi regionali, nonché in base alle banche dati ambientali e territoriali disponibili;
definire una diversa riduzione percentuale delle soglie dimensionali di cui all'allegato IV della parte seconda del decreto legislativo n. 152/2006 rispetto a quanto previsto dalle linee guida in relazione alla presenza di specifiche norme regionali che, nell'ambito della procedura di autorizzazione dei progetti, garantiscono livelli di tutela ambientale più restrittivi di quelli stabiliti dalle norme dell'Unione europea e nazionali nelle aree sensibili individuate al paragrafo 4 delle linee guida;
definire, qualora non siano applicabili i criteri specifici individuati al paragrafo 4 delle linee guida, un incremento nella misura massima del 30% delle soglie dimensionali di cui all'allegato IV della parte seconda del decreto legislativo n. 152/2006, garantendo livelli di tutela ambientale complessivamente non inferiori a quelli richiesti dalle vigenti norme dell'Unione europea e nazionali;
definire criteri o condizioni in base ai quali è possibile escludere la sussistenza di potenziali effetti significativi sull'ambiente e pertanto non è richiesta la procedura di verifica di assoggettabilità.
STUDIO ALBERTAZZI CONSULENZE LEGALI AMBIENTE ed ENERGIA
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