Source: https://pierodibello.com/pillole-giurisprudenziali/
Timestamp: 2019-07-23 16:51:29+00:00
Document Index: 172767433

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 5', 'art. 1182', 'art. 2', 'art. 2901', 'art. 2901', 'art. 2901', 'art. 52', 'art. 2901', 'art. 2901', 'art. 2901', 'art. 2901', 'art. 2901', 'art. 2901', 'art. 2901', 'art. 2901', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2901', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2901', 'art. 2901', 'sentenza ']

Pillole Giurisprudenziali - Piero Di Bello
Pillole Giurisprudenziali
In questa pagina raccolgo, in pillole, alcune delle principali notizie di giurisprudenza legate al mondo della fiscalità e di particolare interesse rispetto agli argomenti trattati su questo blog.
Nell’indice sottostante fai click sul titolo della notizia che ti interessa leggere per scorrere rapidamente fino ad essa.
Corte d’Appello Lecce – 2 luglio 2019
Corte Suprema di Cassazione, V sezione civile n. 16700 – 21 giugno 2019
Corte Suprema di Cassazione, V sezione civile n. 16699 – 21 giugno 2019
Corte Suprema di Cassazione, V sezione civile nn. 16701, 16702, 16703, 16704, 16705 – 21 giugno 2019
Corte Suprema di Cassazione, V sezione civile n. 16550 – 20 giugno 2019
Corte Suprema di Cassazione, Sezioni Unite n. 15748 – 12 giugno 2019
Corte Suprema di Cassazione, V sezione civile, n. 15453 – 7 giugno 2019
Corte Suprema di Cassazione, V sezione civile, n.15455 – 7 giugno 2019
Corte Suprema di Cassazione, V sezione civile, n. 15456 – 7 giugno 2019
Commissione Tributaria Regionale Lombardia n. 2429 e n. 2430 – 5 giugno 2019
Tribunale Macerata – 31 maggio 2019
Tribunale Roma – 31 maggio 2019
Tribunale Latina – 30 maggio 2019
Commissione Tributaria Provinciale Savona – 28 maggio 2019
Commissione Tributaria Regionale Lazio, Roma – 22 maggio 2019
Commissione Tributaria Regionale Lombardia – 16 maggio 2019
Commissione Tributaria II grado Trentino Alto Adige, Trento – 6 maggio 2019
Corte Suprema di Cassazione, V sezione civile n. 11402 – 30 aprile 2019
Corte Suprema di Cassazione, V sezione civile n. 11401 – 30 aprile 2019
Tribunale Mantova – 29 aprile 2019
Corte Appello Torino – 23 aprile 2019
Tribunale Ancona – 16 aprile 2019
Tribunale Forlì – 16 aprile 2019
Corte Suprema di Cassazione, ordinanza n.10498 – 15 aprile 2019
Corte di Appello Bari – 5 aprile 2019
Corte Suprema di Cassazione, III sezione civile ordinanza n.9320 – 4 aprile 2019
Commissione Tributaria Regionale Lombardia – 3 aprile 2019
Corte Suprema di Cassazione, IV Sezione penale n.14320 – 2 aprile 2019
Tribunale Reggio Emilia – 2 aprile 2019
Corte Suprema di Cassazione, I sezione civile ordinanza n.8973 – 29 marzo 2019
Commissione Tributaria Regionale Lazio Roma – 11 marzo 2019
Tribunale Milano – 25 febbraio 2019
Tribunale Roma – 21 febbraio 2019
Commissione Tributaria Provinciale Napoli – 18 febbraio 2019
Commissione Tributaria Provinciale Napoli – 15 febbraio 2019
Corte Suprema di Cassazione, III sezione penale n.6275 – 8 febbraio 2019
Corte Suprema di Cassazione, V sezione penale n.5855 – 6 febbraio 2019
Tribunale Milano – 1 febbraio 2019
Corte Suprema di Cassazione, II sezione penale n.4424 – 29 gennaio 2019
Commissione Tributaria Regionale Sicilia – 25 gennaio 2019
Commissione Tributaria Regionale Piemonte – 22 gennaio 2019
Commissione Tributaria Provinciale Torino – 17 gennaio 2019
Commissione Tributaria Regionale Milano – 17 dicembre 2018
Commissione Tributaria Provinciale Firenze – 27 novembre 2018
Commissione Tributaria Regionale Milano – 9 novembre 2018
Commissione Tributaria Regionale Venezia – 6 novembre 2018
Commissione Tributaria Regionale Roma – 17 ottobre 2018
Commissione Tributaria Regionale Milano – 4 ottobre 2018
Commissione Tributaria Regionale Milano – 28 settembre 2018
Commissione Tributaria Regionale Milano – 21 settembre 2018
Tribunale Bologna, ordinanza – 21 settembre 2018
Commissione Tributaria Regionale Milano – 14 settembre 2018
Commissione Tributaria Regionale Milano – 30 agosto 2018
Commissione Tributaria Regionale Milano – 10 agosto 2018
Commissione Tributaria I grado Trentino Alto Adige – 25 giugno 2018
Commissione Tributaria Regionale Milano – 28 marzo 2018
Commissione Tributaria Regionale Venezia – 12 marzo 2018
Commissione Tributaria Regionale Bologna – 12 febbraio 2018
Il trust familiare (a favore della sorella del disponente) è a titolo gratuito. L’eventus damni e la scientia damni in capo al disponente si desumono dal fatto che il disponente ha conferito in trust il proprio intero patrimonio immobiliare. È utilmente esercitata l’azione revocatoria diretta avverso l’atto di trust che abbia ad oggetto tanto l’istituzione del trust quanto il trasferimento dei beni a favore del trustee.
L’istituzione di un trust familiare autodichiarato su beni immobili non sconta le imposte ipotecarie e catastali in misura proporzionale in quanto manca un trasferimento patrimoniale intersoggettivo.
L’imposizione in misura proporzionale si applicherà al momento dell’attribuzione finale dei beni in trust ai beneficiari.
Il conferimento in un trust istituito allo scopo di sostenere finanziariamente la riqualificazione dell’aeroporto umbro, salva la devoluzione degli eventuali beni residui ai soggetti individuati dai disponenti, non è soggetto all’imposta sulle successioni e donazioni in quanto non realizza un trasferimento effettivo di ricchezza mediante un’attribuzione patrimoniale stabile.
Il conferimento di beni immobili in un trust familiare è esente dall’imposta di donazione nonché dalle imposte ipotecarie e catastali in misura proporzionale in quanto non realizza un trasferimento effettivo di ricchezza mediante un’attribuzione patrimoniale stabile.
Il trustee è il soggetto passivo dell’ICI (oggi IMU) dovuta sui beni immobili in trust, in quanto ne riveste la qualità di proprietario ai sensi dell’art. 3 del D.lgs. n. 504/1992.
Difetta la giurisdizione italiana sulla domanda proposta da un cittadino italiano avverso un trustee di Guernsey per ottenere il pagamento del compenso derivante da un mandato a lui conferito dal disponente, in quanto il luogo in cui l’obbligazione di pagamento del compenso avrebbe dovuto essere eseguita, rilevante ai sensi dell’art. 5, n. 1 della Convenzione di Bruxelles quale criterio di collegamento della giurisdizione, è quello di domicilio del disponente-debitore, sito all’estero (si tratta di credito illiquido e pertanto si applica l’art. 1182, co. 4, cod. civ.).
Il conferimento dei beni della massa fallimentare di una s.r.l. in un trust finalizzato alla liquidazione dei beni e al soddisfacimento dei creditori della società fallita è esente dall’imposta sulle successioni e donazioni in quanto l’acquisto del trustee ha carattere solo formale, transitorio, vincolato e strumentale.
Il conferimento di beni in un trust familiare sconta le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa il quanto il trasferimento al trustee è limitato nel godimento e temporaneo. Le imposte ipotecarie e catastali in misura proporzionale saranno dovute solo al momento del trasferimento finale ai beneficiari.
Il conferimento di beni in un trust parzialmente autodichiarato (uno dei tre disponenti ne è trustee) sconta le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa il quanto il trasferimento al trustee è limitato nel godimento e temporaneo. Le imposte ipotecarie e catastali in misura proporzionale saranno dovute solo al momento del trasferimento finale ai beneficiari.
È illegittimo l’avviso di liquidazione notificato al trust in persona del legale rappresentante pro tempore, essendo il trust privo di soggettività giuridica e spettando la legittimazione processuale esclusivamente al trustee.
L’opposizione all’esecuzione intrapresa sulla base di iscrizione ipotecaria precedente all’istituzione del trust autodichiarato sui beni oggetto dell’espropriazione va rigettata, in quanto i trustee opponenti non hanno provveduto a produrre l’atto istitutivo e pertanto non può operarsi alcuna valutazione sulla eventuale segregazione dei beni e dunque sulla loro sottrazione ai creditori.
Il trust caratterizzato dalla coincidenza di disponente, trustee e beneficiario nella medesima persona è nullo per violazione dell’art. 2 della Convenzione de L’Aja.
(In Pluris) Nel giudizio per la revocatoria del conferimento in trust, il beneficiario è litisconsorte necessario se il conferimento è a titolo oneroso, mentre non è litisconsorte necessario se il conferimento è a titolo gratuito, come nel caso di conferimento in trust familiare. È revocabile ex art. 2901 cod. civ. il conferimento in un trust familiare posto in essere dai disponenti, fideiussori della società debitrice principale verso la banca creditrice agente in revocatoria, successivamente al rilascio delle fideiussioni: sussiste l’eventus damni per non avere i disponenti dimostrato che il loro patrimonio residuo è idoneo a soddisfare le ragioni creditorie vantate dalla banca e si desume la scientia damni in capo ai disponenti, requisito soggettivo richiesto in considerazione della natura gratuita del trust, dalla circostanza che costoro erano amministratori della società debitrice principale.
È privo di legittimazione passiva nel giudizio per la revocatoria ex art. 2901 cod. civ. del conferimento di beni in un trust familiare il minore beneficiario, in quanto la sua partecipazione non rileva né dal punto di vista oggettivo, non essendo costui titolare di un diritto attuale sui beni in trust, né dal punto di vista soggettivo, essendo il conferimento un atto a titolo gratuito.
È revocabile ex art. 2901 cod. civ. il conferimento di beni immobili in un trust familiare posto in essere dai disponenti, fideiussori della società debitrice principale nei confronti della banca creditrice agente in revocatoria, successivamente al rilascio della fideiussione: sussiste l’eventus damni per essere i beni residui di proprietà dei disponenti di valore inferiore a quello del credito vantato dalla banca e si desume la scientia damni in capo ai disponenti, requisito soggettivo richiesto in considerazione della natura gratuita del trust, dalla duplice circostanza che i disponenti-fideiussori erano a conoscenza della situazione di crisi della società e attraverso i conferimenti hanno procurato un’evidente diminuzione del loro patrimonio.
L’atto con cui viene nominato un nuovo trustee in sostituzione di quello in carica sconta le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa, in quanto non produce effetto traslativo alcuno. Il presupposto delle imposte ipotecarie e catastali in misura proporzionale verrà in essere al momento dell’attribuzione dei beni in trust ai beneficiari.
L’istituzione di un trust autodichiarato sconta l’imposizione in misura fissa in quanto, rimanendo i beni nella sfera giuridica del disponente, non si realizza alcuna ipotesi traslativa. L’imposizione proporzionale avrà luogo al verificarsi del trasferimento – sottoposto a condizione sospensiva – dei beni in trust ai beneficiari finali.
Al trasferimento degli immobili in trust ai beneficiari finali, trattandosi di trasferimenti immobiliari senza corrispettivo, si applica l’art. 52, comma 4, del D.P.R. n. 131 del 1986, per cui non sono soggetti a rettifica i valori degli immobili in trust che siano stati dichiarati in misura non inferiore al valore catastale moltiplicato per il coefficiente di legge.
(in D.E.F.) Il conferimento di beni immobili in trust sconta le imposte ipocatastali in misura proporzionale in quanto realizza il reale trasferimento dei beni dalla sfera patrimoniale del disponente a quella del trustee, sia pure con i vincoli che delimitano i poteri di quest’ultimo in previsione del finale arricchimento del beneficiario.
Sono soggetti a IRPEF quali redditi di capitale i dividendi distribuiti dal trustee di un trust autodichiarato istituito al solo fine di ottenere l’agevolazione consistente nella tassazione con l’aliquota del 5% dei dividendi distribuiti dalla società inclusa nel fondo in trust, a nulla rilevando che il trust abbia assolto l’imposta dovuta come soggetto passivo.
Il trasferimento a titolo gratuito della proprietà di un immobile al mandatario senza rappresentanza incaricato di procedere alla sua vendita è esente dall’imposta di donazione in quanto non comporta alcun definitivo arricchimento della sfera patrimoniale del mandatario, atteso che costui è gravato per l’adempimento del mandato dall’obbligazione di trasferire al terzo acquirente il bene e di corrispondere al mandante il relativo prezzo.
I beneficiari non sono legittimati passivi e litisconsorti necessari nel giudizio per la revocatoria avente ad oggetto i beni in trust qualora non siano titolari di diritti attuali sui beni inclusi nel fondo in trust. È revocabile ex art. 2901 cod. civ. il conferimento in un trust familiare posto in essere dal disponente, fideiussore della società debitrice principale verso l’istituto di credito agente in revocatoria, successivamente al rilascio della fideiussione: l’eventus damni sussiste per essersi il disponente spogliato di tutto il proprio patrimonio immobiliare e non avere dimostrato di essere titolare di altri beni idonei a costituire garanzia del credito e la scientia damni in capo al disponente, requisito soggettivo richiesto in considerazione della natura gratuita del trust, sussiste in re ipsa.
Sussiste l’eventus damni ai fini della revocatoria ex art. 2901 cod. civ. del conferimento in un trust familiare qualora tale conferimento abbia avuto ad oggetto la pressoché totalità dei beni immobili del disponente e questi si sia limitato a dedurre di essere proprietario di un altro immobile, senza provare tale circostanza né il valore dello stesso immobile. Sussiste la scientia damni in capo al disponente, requisito soggettivo richiesto ai fini della revocatoria ex art. 2901 cod. civ. del medesimo conferimento, qualora questi sia socio e amministratore della società in nome collettivo debitrice della società agente in revocatoria e il debito, derivante da inadempimento contrattuale in relazione al quale veniva azionata la relativa clausola arbitrale, sia anteriore al conferimento in trust.
Il convenuto in un giudizio per il risarcimento del danno il quale ha conferito il proprio patrimonio personale in un trust, oggetto di distinto giudizio per la revocatoria ex art. 2901 cod. civ. intrapreso dagli attori, non può essere ammesso al beneficio del gratuito patrocino a spese dello Stato.
Il beneficiario di un trust familiare non è litisconsorte necessario nel giudizio per la revocatoria del conferimento in trust qualora non abbia alcun potere dispositivo sui beni e in ogni caso, considerato che questo trust è stato posto in essere a titolo gratuito e dunque lo stato soggettivo del terzo non è rilevante. È revocabile ex art. 2901 cod. civ. il conferimento in un trust familiare posto in essere dal disponente, fideiussore di una s.r.l. nei confronti della banca creditrice agente in revocatoria, successivamente al rilascio della fideiussione: l’eventus damni sussiste in re ipsa e la scientia damni in capo al disponente, requisito soggettivo richiesto in considerazione della natura gratuita del trust, si desume dalla successione temporale degli eventi, essendo il conferimento in trust posteriore tanto al rilascio della fideiussione quanto alla notifica di decreto ingiuntivo dalla banca al disponente.
L’azione revocatoria ex art. 2901 cod. civ. avente ad oggetto l’atto istitutivo di trust è idonea a produrre l’esito di inefficacia dell’atto di conferimento, in quanto l’atto di conferimento è dipendente dall’atto istitutivo, in esso trovando la propria causa giustificatrice.
Deve escludersi l’interesse ad agire ex art. 2901 cod. civ. in capo al creditore del disponente qualora gli immobili conferiti in trust con l’atto dispositivo oggetto di revocatoria siano stati alienati a terzi – rimasti estranei alla lite – anteriormente alla proposizione della domanda di revocatoria.
Il conferimento di beni in un trust familiare integra un atto a titolo gratuito, non potendo l’onerosità desumersi dal compenso previsto per il trustee, con la conseguenza che non è necessaria, quale presupposto soggettivo dell’azione revocatoria avverso tale conferimento, la scientia damni in capo ai beneficiari.
Il conferimento di beni in un trust familiare i cui beneficiari finali sono individuati nel disponente, nei suoi figli o nei loro discendenti in vita al momento della cessazione del trust non è soggetto all’imposta sulle successioni e donazioni, in quanto non determina alcun effetto traslativo di ricchezza a favore dei beneficiari, effetto che si determinerà solo al momento della cessazione del trust.
Il condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza è destinatario della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida – la quale si applica nell’ipotesi di appartenenza del veicolo a persona estranea al reato, in quanto non ha dimostrato che l’autovettura sia inclusa nel fondo di un trust a lui riconducibile.
È nullo e non riconoscibile il trust il cui disponente dispone di ampi poteri di controllo sull’attività del trustee (fratello del disponente), potendo dargli indicazioni vincolanti. Concorrono a determinare la nullità e non riconoscibilità di siffatto trust le circostanze che il disponente lo abbia istituito essendo al corrente dello squilibrio tra le obbligazioni su lui incombenti quale fideiussore e la propria situazione patrimoniale, che il conferimento in trust ha determinato una riduzione della garanzia patrimoniale generica del disponente senza che nel suo patrimonio siano rimasti beni idonei alla soddisfazione del credito e che le finalità dichiarate nell’atto istitutivo risultano irrealizzabili.
I beneficiari del trust sono portatori di un interesse giuridico idoneo a giustificarne la partecipazione al giudizio per la revocatoria del conferimento in trust, ma non tale da renderli litisconsorti necessari, configurandosi il litisconsorzio necessario dei beneficiari solo nel caso in cui il conferimento in trust sia posto in essere a titolo oneroso, dato che in tal caso lo stato soggettivo del beneficiario è rilevante quale presupposto dell’azione revocatoria. Il trustee che sia stato sostituito è parte nel giudizio per la revocatoria del conferimento in trust se il relativo atto di sostituzione non è stato iscritto nel registro tavolare.
Il conferimento di beni in trust è esente dall’imposta sulle successioni e donazioni qualora il beneficiario del trust sia lo stesso disponente.
Il beneficiario vitalizio del trust non è legittimato passivo nel giudizio per la revocatoria del conferimento in trust in quanto non gode di alcun potere di gestione sui beni in trust. È revocabile ex art. 2901 cod. civ. il trust familiare autodichiarato istituito dal disponente, condannato al pagamento di una somma di denaro in favore del creditore agente in revocatoria, successivamente alla sentenza di condanna: la scientia damni in capo al disponente, requisito soggettivo richiesto in considerazione della natura gratuita del trust, si desume dal fatto che questi ha istituito il trust successivamente alla sentenza di condanna, mentre l’eventus damni sussiste in re ipsa.
Il beneficiario vitalizio del trust non è legittimato passivo nel giudizio per la revocatoria del conferimento in trust in quanto non gode di alcun potere di gestione sui beni in trust.
È revocabile ex art. 2901 cod. civ. il trust familiare autodichiarato istituito dal disponente, condannato al pagamento di una somma di denaro in favore del creditore agente in revocatoria, successivamente alla sentenza di condanna: la scientia damni in capo al disponente, requisito soggettivo richiesto in considerazione della natura gratuita del trust, si desume dal fatto che questi ha istituito il trust successivamente alla sentenza di condanna, mentre l’eventus damni sussiste in re ipsa.
Il beneficiario non è legittimato passivo nel giudizio per la revocatoria del conferimento in trust se gli vengono attribuite facoltà non connotate da realità, ma assoggettate alle valutazioni discrezionali del trustee.
È revocabile ex art. 2901 cod. civ. il conferimento di un bene immobile in un trust familiare posto in essere dal disponente, correntista e mutuatario della banca creditrice agente in revocatoria, successivamente all’apertura del conto e alla stipula del mutuo: la scientia damni in capo al disponente, requisito soggettivo richiesto in considerazione della natura gratuita del trust, si desume dal fatto che questi era al corrente del mancato pagamento delle rate di mutuo e del saldo negativo del rapporto di conto corrente, mentre l’eventus damni si desume dal fatto che la banca aveva precedentemente effettuato un pignoramento, rivelatosi infruttuoso.
Il beneficiario non è legittimato passivo nel giudizio per la revocatoria del conferimento in trust se gli vengono attribuite facoltà non connotate da realità, ma assoggettate alle valutazioni discrezionali del trustee. È revocabile ex art. 2901 cod. civ. il conferimento di un bene immobile in un trust familiare posto in essere dal disponente, correntista e mutuatario della banca creditrice agente in revocatoria, successivamente all’apertura del conto e alla stipula del mutuo: la scientia damni in capo al disponente, requisito soggettivo richiesto in considerazione della natura gratuita del trust, si desume dal fatto che questi era al corrente del mancato pagamento delle rate di mutuo e del saldo negativo del rapporto di conto corrente, mentre l’eventus damni si desume dal fatto che la banca aveva precedentemente effettuato un pignoramento, rivelatosi infruttuoso.
Il conferimento di beni immobili in un trust familiare sconta le imposte ipocatastali in misura fissa in quanto non realizza alcun trasferimento effettivo. L’imposizione proporzionale sarà dovuta quando avverrà il trasferimento ai beneficiari.
Il conferimento di beni immobili in trust sconta le imposte ipocatastali in misura fissa in quanto non realizza alcun trasferimento definitivo di ricchezza rilevante quale indice di capacità contributiva.
Sono soggetti a sequestro preventivo i beni che un soggetto, dopo che gli è stato notificato un avviso di accertamento e che è stata emessa la sentenza tributaria relativa al debito di cui all’avviso medesimo, ha conferito in un trust del quale sua moglie svolge le funzioni di trustee, in quanto l’operazione è diretta a sottrarsi fraudolentemente al pagamento delle imposte, come desumibile dalla circostanza che il disponente ha conservato il diritto di abitazione e di servirsi dei beni per i bisogni propri e della famiglia.
Il titolare di una ditta individuale dichiarata fallita il quale – anteriormente al fallimento – abbia alienato per un prezzo inferiore a quello di mercato la proprietà di un immobile – riservandosi il diritto di abitazione – ad una società semplice – inattiva e avente la medesima sede di una s.r.l. da lui controllata – la quale lo conferisce poi in un trust il cui trustee ha sede all’estero risponde di bancarotta fraudolenta.
Il notaio incaricato di redigere un trust autodichiarato con finalità familiari è negligente se non segnala ai disponenti l’esistenza di iscrizioni ipotecarie sui beni immobili del trust e non informa i disponenti della possibilità di revocare il trust ove pregiudizievole per i creditori. Egli non è responsabile del danno subito dai disponenti in conseguenza del vittorioso esperimento dell’azione revocatoria avverso l’istituzione del trust, in quanto la situazione debitoria dei disponenti stessi era critica e la revocatoria sarebbe stata accolta a prescindere dalla negligenza del notaio.
La legataria cui – in virtù di mediazione fra il trustee del trust istituito dal de cuius, i fratelli del de cuius (fra cui la legataria medesima) e la fondazione beneficiaria finale del trust – viene bonificata una somma di denaro di ammontare superiore a quella oggetto di legato non è legittimata ad impugnare il decreto di sequestro preventivo della somma bonificatale in quanto è titolare di un mero diritto di credito avente ad oggetto la somma, rimasta nel patrimonio del trust.
Il conferimento dei beni in trust è esente dall’imposta sulle successioni e donazioni in quanto non produce un pieno e perfetto effetto traslativo. Il presupposto impositivo di detta imposta si realizzerà soltanto al momento dell’attribuzione dei beni del fondo in trust ai beneficiari.
Il conferimento di beni in un trust istituito da una coppia di coniugi a beneficio del proprio figlio disabile è esente dall’imposta sulle successioni e donazioni in quanto l’istituzione del trust non è equiparabile né ad una donazione né a una successione e la costituzione di vincoli destinazione non può essere ritenuta un autonomo oggetto di imposizione.
Il conferimento di beni in trust è esente dall’imposta di donazione in quanto non realizza alcun accrescimento.
Il conferimento di beni in trust è esente dall’imposta di donazione in quanto non realizza alcun accrescimento definitivo della sfera patrimoniale del trustee. L’imposta di donazione sarà dovuta quando i beni in trust verranno trasferiti ai beneficiari.
Il disponente non è obbligato alla compilazione del quadro RW se gli immobili in trust sono in Italia e ciò a prescindere dalla circostanza che il trust sia interposto e che il trustee sia residente all’estero.
Le somme che il trustee di un trust statunitense corrisponda alla disponente versandole su un conto corrente italiano vanno tassate come redditi di capitali soggetti all’imposta sostituiva del 20%, in quanto la circostanza che la beneficiata è disponente e sua sorella svolge le funzioni di trustee induce a ritenere che il trust è trasparente e quindi a imputare i redditi ai beneficiari.
Il conferimento di beni in trust sconta le imposte ipocatastali in misura fissa in quanto ha natura transitoria e non esprime alcuna capacità contributiva. Esso è esente dall’imposta sulle successioni e donazioni in quanto non realizza il presupposto impositivo della liberalità. Il presupposto impositivo delle imposte indirette proporzionali si manifesta soltanto con il trasferimento dei beni dal trustee al beneficiario.
Il conferimento di azioni in un trust di scopo riconosciuto come ONLUS è soggetto ad imposizione proporzionale nella misura dell’8%, in quanto il D.L. n. 262/2006 ha istituito una nuova imposta la quale colpisce i vincoli di destinazione, senza che possa invocarsi l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni per le ONLUS.
Il conferimento in trust è soggetto all’imposta sulle successioni e donazioni in quanto l’imposta di cui alla legge n. 286 del 2006 è istituita direttamente sulla costituzione dei vincoli di destinazione.
Il conferimento in un trust familiare è soggetto all’imposta sulle successioni e donazioni in quanto l’imposta di cui alla legge n. 286 del 2006 è istituita direttamente sulla costituzione dei vincoli di destinazione.
L’avviso di accertamento notificato al trust è nullo in quanto il trust è privo di personalità giuridica.
Il conferimento di un immobile in trust è esente dalle imposte ipocatastali in misura proporzionale e dall’imposta sulle successioni e donazioni in quanto ha natura transitoria e non esprime alcuna capacità contributiva. Il presupposto impositivo delle imposte indirette proporzionali si manifesta soltanto con il trasferimento dei beni dal trustee al beneficiario.
Il conferimento di beni immobili in un trust liquidatorio è soggetto all’imposizione ipocatastale in misura proporzionale, in quanto le imposte ipocatastali sono connesse con le formalità pubblicitarie degli immobili conferiti, e sconta l’imposta sulle successioni e donazioni, in quanto l’imposta di cui al D.L. n. 262 del 2006 colpisce la costituzione dei vincoli di destinazione.
È da rigettare il ricorso cautelare proposto dal trustee al fine di ottenere lo svincolo e il pagamento delle somme depositate sul conto corrente intestato al defunto disponente-originario trustee, in quanto i beni inclusi nel fondo in trust non sono stati individuati con precisione – dall’atto istitutivo sembrava che in trust fossero stati conferiti tutti i valori mobiliari nella disponibilità del defunto-disponente, ma il testamento smentisce tale conclusione.
L’imposta sulle successioni e donazioni si applica al conferimento in trust nell’aliquota del 4% se beneficiari sono il coniuge e i figli del disponente.
Il conferimento in trust posto in essere da una s.r.l. non è soggetto ad imposizione alcuna se la devoluzione ai beneficiari è sospensivamente condizionata alla delibera di trasformazione della s.r.l. in trust e l’iscrizione di questa delibera nel registro delle imprese viene rifiutata.
Il conferimento in un trust familiare sconta le imposte ipotecarie e catastali in misura proporzionale e l’imposta sulle successioni e donazioni in quanto realizza un effetto di traslazione di ricchezza dal disponente al trustee.
Il conferimento di beni immobili in trust è esente dall’imposizione ipocatastale in misura proporzionale in quanto privo di efficacia traslativa.
Il conferimento in trust non è soggetto all’imposizione ipocatastale in misura proporzionale in quanto non determina effetti traslativi.
Il conferimento in trust non è soggetto all’imposta sulle successioni e donazioni in quanto non realizza un arricchimento patrimoniale a titolo di liberalità.
Il conferimento in trust è soggetto ad imposizione in misura fissa in quanto produce soltanto efficacia segregante fino al trasferimento vero e proprio a favore dei beneficiari.
Il conferimento in un trust istituito allo scopo di garantire ed agevolare la procedura di concordato preventivo di una s.a.s. non è soggetto all’imposta sulle successioni e donazioni in quanto produce soltanto effetti di segregazione patrimoniale e non determina alcun trasferimento di ricchezza tale da costituire manifestazione di capacità contributiva – nemmeno in capo ai beneficiari, dato che l’attribuzione finale dei beni è estintiva di un’obbligazione.
Prima di contattarmi per ottenere un preventivo di intervento specifico per il tuo caso, ti invito a valutare le mie competenze e leggere le opinioni dei miei clienti.