Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/10/novita-fiscali-del-30-ottobre-2009-scudo-fiscale-nuovo-modello-di-dichiarazione-nelle-spa-non-quotate-per-i-sindaci.html
Timestamp: 2018-05-26 08:27:02+00:00
Document Index: 142611098

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 54']

Novità fiscali del 30 ottobre 2009: scudo fiscale: nuovo modello di dichiarazione; nelle Spa non quotate per i sindaci rimane cumulabile l’incarico di revisore; commercio elettronico transfrontaliero: comunicazione della commissione europea; diritto di ispezione del libro soci e tutela della privacy; agenzia delle Entrate: provvedimento fissa click day per il rimborso IRAP; dichiarazione delle unità immobiliari urbane al catasto edilizio urbano: adozione della procedura DOCFA; deduzioni Irap per redditi di attività professionale con il criterio di cassa
1) Nelle Spa non quotate per i sindaci rimane cumulabile l’incarico di revisore
2) Commercio elettronico transfrontaliero: comunicazione della Commissione europea
3) Diritto di ispezione del libro soci e tutela della privacy
4) Agenzia delle Entrate: Provvedimento fissa click day per il rimborso IRAP
5) Scudo fiscale: Nuovo modello di dichiarazione
6) Dichiarazione delle unità immobiliari urbane al Catasto Edilizio Urbano: Adozione della procedura DOCFA
7) Deduzioni Irap per redditi di attività professionale con il criterio di cassa
I sindaci delle Spa, non quotate e non tenute a redigere il bilancio consolidato, potranno continuare a ricoprire anche l’incarico di revisori legali delle stesse società, se lo statuto lo prevede.
In questo caso, il collegio sindacale deve essere costituito da revisori iscritti nel registro.
E’ questa la novità in arrivo che tanto piace ai commercialisti, peraltro, contenuta nella versione approvata il 28.10.2009 dal Consiglio dei Ministri (in attesa del parere delle commissioni parlamentari), dello schema di Decreto Legislativo che recepisce la direttiva 2006/43 in materia di revisione legale dei conti annuali e consolidati.
In arrivo anche nuovi vincoli come l’utilizzo dei principi di revisione internazionali, l’obbligo di formazione continua e il controllo dei revisori almeno ogni sei anni (tre per i revisori degli enti pubblici).
Il 22.10.2009 la Commissione europea ha adottato una comunicazione diretta al Parlamento, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni sul commercio elettronico transfrontaliero.
Lo ha reso noto una nota Assonime del 29.10.2009, secondo cui una recente indagine sul commercio elettronico transfrontaliero di prodotti di consumo ha evidenziato che gli ordinativi dei consumatori dell’Unione europea che tentano di acquistare prodotti in un altro Stato membro sono spesso rifiutati.
Dall’indagine è emerso che in tutti i paesi dell’Unione europea, tranne due, le probabilità di successo di un acquisto transfrontaliero sono inferiori al 50%.
Gli acquisti transfrontalieri avrebbero invece il vantaggio di assicurare ai consumatori risparmi sostanziali e l’accesso a prodotti non disponibili sul mercato nazionale.
La comunicazione del 22.10.2009 contiene una serie di misure che potrebbero essere adottate per ridurre gli ostacoli al commercio elettronico transfrontaliero con i consumatori.
La Commissione ha, quindi, individuato alcune linee di azione prioritarie:
– delineare un insieme unitario dei diritti dei consumatori dell’Unione europea.
A questo fine, la proposta di direttiva sui diritti dei consumatori prevede la sostituzione dell’attuale insieme di regole con un unico strumento normativo valido in tutta l’Unione europea e basato su un approccio di armonizzazione massima.
Tale approccio consente di assicurare ai consumatori un medesimo ed elevato grado di protezione e di semplificare il quadro normativo per le imprese;
– rafforzare l’applicazione transfrontaliera delle norme in materia di diritti dei consumatori, in modo da accrescere la fiducia dei consumatori nel commercio transfrontaliero;
– semplificare gli adempimenti richiesti alle imprese per le vendite transfrontaliere al dettaglio.
La Commissione menziona, al riguardo, gli adempimenti in materia di imposta sul valore aggiunto, le diverse regole nazionali sul riciclaggio di rifiuti elettronici e la necessità di pagare diritti d’autore in diversi paesi per uno stesso prodotto.
L’Assonime, con il Caso n. 8 del 2009, ha esaminato il tema del diritto d’ispezione del libro soci di Spa quotata da parte dei soci.
In particolare il Caso trae origine dalla richiesta del socio di una società quotata di visionare il libro soci senza alcuna schermatura, al fine di accedere agli indirizzi di altri piccoli azionisti e prendervi contatto per tutelare i propri diritti e quelli dell’azionariato di minoranza.
L’Assonime ha osservato, in primo luogo, che sotto il profilo della disciplina sulla privacy non sembra sussistere un limite all’esercizio del diritto di ispezione dell’intero contenuto del libro soci di una Spa e di trarne copia.
Sotto il profilo del diritto societario, il diritto di ispezionare il libro soci e di prenderne copia ha un contenuto ampio in ragione della strumentalità che la conoscenza di ulteriori informazioni può avere rispetto all’esercizio di altri diritti fondamentali e si estende a tutte le informazioni in esso indicate.
Con il Caso l’Assonime ha colto l’occasione per riflettere sull’effettiva funzione che il libro soci assolve, per le società per azioni, alla luce del regime di dematerializzazione degli strumenti finanziari.
Il tema è di grande interesse e attualità, essendo in corso il recepimento della direttiva “Shareholders’ rights” sull’esercizio dei diritti degli azionisti di società quotate (2007/36/CE).
L’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento 28.10.2009, ha fissato il nuovo termine del click-day per il rimborso pregresso del 10% dell’IRAP con la seguente novità: viene introdotto un programma di trasmissione telematica del modello su base regionale.
Le prime regioni interessate sono Molise, Basilicata e Calabria dal 17.11.2009 mentre l’ultima sarà la Lombardia il 11.12.2009.
Il rimborso verrà effettuato prioritariamente in relazione alle richieste relative ai periodi più remoti e, per ogni periodo, secondo l’ordine cronologico di presentazione del modello di rimborso.
Nuovo calendario di invio delle istanze su base regionale
E’ stato, quindi, ridisegnato su base regionale il calendario di invio delle istanze di rimborso dell’imposta.
E’, infatti, sul sito Internet www.agenziaentrate.gov.it il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate che ha fissato nuovi termini e modalità per l’erogazione dei rimborsi Irap, alla luce delle segnalazioni pervenute dagli Ordini professionali e dalle Associazioni di categoria.
E’ slittata ulteriormente la data di attivazione della procedura per presentare le istanze di rimborso disciplinata dal passato decreto anticrisi (D.L. n. 185/2008), che il provvedimento del 12 giugno scorso aveva fissato al 14.09.2009.
Nuova agenda degli invii, scaglionati per regione
Il provvedimento del 28.10.2009 riscrive, quindi, il calendario per la trasmissione delle domande di rimborso dell’imposta regionale, scaglionando gli invii in tempi diversi in base alla regione in cui il contribuente ha il domicilio fiscale.
L’intento del nuovo “piano di invio” è esclusivamente quello di evitare una concentrazione delle trasmissioni telematiche nelle prime ore di avvio della procedura, con potenziali difficoltà tecniche di gestione.
In nessun caso l’appartenenza a una regione per cui la procedura sarà attivata successivamente rispetto ad altre potrà penalizzare la tempistica di erogazione dei rimborsi.
Sul fronte dei tempi di trasmissione, le istanze di rimborso i cui termini di presentazione scadono nel periodo che va dal 29.11.2008 alla data di attivazione della procedura per la loro presentazione (secondo il programma allegato al provvedimento) potranno essere inviate entro sessanta giorni dalla data di apertura del canale telematico.
Le altre domande di rimborso, per le quali i termini di presentazione scadono successivamente al sessantesimo giorno dalla data di attivazione della procedura, potranno essere inviate entro l’ordinario termine dei 48 mesi previsto per i rimborsi dei versamenti diretti.
Precedenza nei pagamenti alle annualità più remote
Ai fini del pagamento saranno soddisfatte in prima battuta le richieste di rimborso liquidate che si riferiscono ai periodi di imposta più remoti e, nell’ambito dello stesso anno d’imposta, sarà data priorità alle istanze di rimborso secondo l’ordine di presentazione.
Nel 2011 saranno erogati prima i rimborsi residui relativi alle annualità eventualmente non completate nel 2010 e, qualora i limiti di spesa non consentano di pagare per intero i rimborsi relativi a una determinata annualità, questi saranno erogati ripartendo le disponibilità proporzionalmente tra tutti i
contribuenti titolari di un’istanza validamente liquidata dall’Agenzia.
Procedura a prova di tempestività ed equità
La nuova procedura consentirà di utilizzare con la massima tempestività le risorse finanziarie disponibili, garantendone contestualmente anche un’equa ripartizione.
Per l’erogazione dei rimborsi verrà data la precedenza alle annualità meno recenti e soltanto nel 2011, per evitare l’eccessiva frammentazione dei rimborsi anche di modesta entità, nel caso di insufficienza del limite di spesa, si farà ricorso alla ripartizione proporzionale delle somme tra tutti i contribuenti.
L’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento del 28.10.2009, ha modificato il modello di dichiarazione riservata delle attività emerse e le relative istruzioni, a seguito delle indicazioni del D.L. n. 103/2009 e per effetto delle precisazioni fornite dall’Amministrazione finanziaria con la Circolare n. 43/2009.
il termine per le operazioni di rimpatrio e/o regolarizzazione è stato anticipato al 15 dicembre 2009 (inizialmente la scadenza era stata fissata al 15 aprile 2010);
rimpatrio e regolarizzazione possono ora essere effettuati anche dalle imprese controllate o collegate: in questo caso gli effetti del rimpatrio si producono in capo ai partecipanti, nei limiti degli importi delle attività emerse;
il rimpatrio può essere perfezionato in una data diversa dal 15 dicembre, nel caso in cui, per cause non imputabili al dichiarante, non sia possibile compiere le operazioni di rientro nel termine prestabilito;
il rientro delle attività patrimoniali si estende anche ai beni immobili tramite il cosiddetto “rimpatrio giuridico”, consistente nel conferimento delle attività illegalmente detenute alla data del 5 agosto 2009 in una società costituita nello stesso Paese e, di conseguenza, nel rimpatrio delle partecipazioni.
Pronta l’integrazione alla dichiarazione riservata: Spazio alle CFC
La nuova versione é stata dettata dalle modifiche alla legge istitutiva dello scudo (D.L. n. 103 del 3 agosto convertito dalla legge n. 141 del 03.10.2009) che ha esteso anche alle società controllate o collegate la possibilità di rimpatriare o regolarizzare le attività detenute illegalmente all’estero.
Le istruzioni al nuovo modello recepiscono poi le previsioni contenute nella circolare n. 43/E del 10.10.2009: in particolare, trovano spazio la possibilità di perfezionare le operazioni di emersione entro una data ragionevolmente ravvicinata al termine del 15 dicembre 2009 e l’estensione del rimpatrio ai beni immobili.
Il nuovo modello va utilizzato dal 29.10.2009.
Le dichiarazioni riservate già presentate con il vecchio modello restano, ovviamente, valide.
Il nuovo modello, con le relative istruzioni, e il provvedimento di approvazione, sono disponibili sul sito Internet dell’Agenzia, www.agenziaentrate.gov.it.
6) Dichiarazione delle unità immobiliari urbane al Catasto Edilizio Urbano: Adozione della procedura DOCFA (versione 4.0)
L’Agenzia del Territorio, con la circolare n. 4 del 29.10.2009, oltre ad illustrare gli elementi innovativi portati dalla nuova versione della procedura Docfa, ha colto l’occasione per rivisitare alcuni punti della prassi operativa con l’uso delle precedenti versioni della procedura.
Con il provvedimento direttoriale 15.10.2009 sono state approvate le nuove specifiche tecniche e la procedura informatica per le dichiarazioni delle unità immobiliari urbane di nuova costruzione e di variazione nello stato, consistenza e destinazione delle unità immobiliari censite.
In particolare, la versione 4.0 della procedura Docfa, che riproduce la nuova modulistica, consente di dare concreta operatività al citato provvedimento.
Principali elementi innovativi contenuti nella versione 4.0
– Il nuovo formato di esportazione per la presentazione e la conservazione dei
– inserimento nuovi stradari;
– eliminazione degli allegati vettoriali nei formati DXF o DWG;
– gestione delle categorie speciali e particolari – Determinazione della rendita;
– data di ultimazione dei lavori.
Avvio dell’obbligatorietà della nuova versione
La procedura Docfa 4.0 ed i relativi archivi di servizio sono già presenti, sul sito
dell’Agenzia del Territorio (www.agenziaterritorio.gov.it/), nella specifica sezione dedicata al download dei software.
Fino al 30.03.2010 possono contestualmente essere utilizzate sia la nuova versione, sia quella in precedenza disponibile (Docfa 3.00.5).
Dal 31.03.2010 la procedura Docfa 4.0 sarà utilizzata, in via esclusiva, per tutti gli aggiornamenti tecnici, riguardanti il classamento degli immobili da censire nel nuovo Catasto Edilizio Urbano, presentati presso gli Uffici Provinciali dell’Agenzia del Territorio.
Vale il cd. criterio di cassa, che attribuisce rilievo al momento di effettivo sostenimento dei costi, per i contributi assistenziali e previdenziali rilevanti ai fini della determinazione della base imponibile IRAP, quindi nel periodo d’imposta in cui vengono versati.
Il periodo d’imposta, sempre secondo i criteri stabiliti ai fini delle imposte sui redditi, è costituito dall’anno solare.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 265/E del 28.11.2009 che ha risposto ad una istanza di interpello posta da un soggetto che ha percepito redditi da lavoro autonomo, derivanti da attività professionale, in particolare ha chiesto se le deduzioni per lavoro dipendente da indicare nella dichiarazione IRAP, quadro IS, al rigo IS1 (contributi assicurativi) e al rigo IS3 (contributi previdenziali e assistenziali), vadano determinate in base al criterio di cassa, che normalmente sovrintende alla determinazione del reddito da lavoro autonomo, oppure in base al criterio di competenza.
La disamina delle Entrate sul caso
La legge 23.12.2006, n. 296 (Finanziaria 2007), nell’ambito della manovra diretta a favorire la competitività delle imprese attraverso la riduzione del cosiddetto cuneo fiscale e contributivo, all’articolo 1, comma 266, ha modificato alcune disposizioni contenute nel DLgs 15.12.1997 n. 446, recante la disciplina dell’IRAP, prevedendo nuove deduzioni ai fini della determinazione della base imponibile al tributo.
Nell’attuale formulazione, l’art. 11, del Decreto legislativo n. 446/1997 (come modificato dall’art. 1, comma 266, della legge 23 dicembre 2006, n. 296), nel dettare le regole comuni di determinazione del valore della produzione netta ai fini IRAP – riferibili anche alle persone fisiche, alle società semplici e a quelle ad esse equiparate a norma dell’articolo 5, comma 3, del testo unico delle imposte
sui redditi esercenti arti e professioni di cui all’articolo 49, comma 1, del medesimo testo unico- stabilisce al comma 1, lettera a) che sono ammessi in deduzioni, tra l’altro, i contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro (lett. a, n. 1) nonché i contributi assistenziali e previdenziali relativi ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato (lett. a, n. 4 ).
Per quanto concerne i criteri di imputazione temporale delle suddette deduzioni, ai fini della determinazione della base imponibile IRAP, non sono state introdotte disposizioni peculiari.
Pertanto, viene richiamato l’art. 8 del Decreto Legislativo n. 446 del 1997, come modificato dall’art. 1, comma 50, lett. e), legge 24 dicembre 2007, n. 244, in vigore dal 1 gennaio 2008, concernente la determinazione del valore della produzione netta dei soggetti esercenti arti e professioni, che, nel dettare le regole di determinazione della base imponibile (costituita dalla differenza tra l’ammontare dei compensi percepiti e l’ammontare dei costi sostenuti inerenti alla attività esercitata, compreso l’ammortamento dei beni materiali e immateriali, esclusi gli interessi passivi e le spese per il personale dipendente), dispone che “I compensi, i costi e gli altri componenti si assumono così come rilevanti ai fini della dichiarazione dei redditi”.
Per effetto del citato art. 8 del D.Lgs n. 446, ai fini della determinazione della
base imponibile IRAP, i contributi assicurativi e previdenziali nonchè i contributi
assistenziali (da indicare al quadro IS, rispettivamente righi IS1 e IS3), al pari dei altri costi, devono essere assunti sulla base dei medesimi criteri previsti ai fini della determinazione del reddito di lavoro autonomo, e ciò non solo per quanto concerne i criteri di deducibilità ma anche e per quanto concerne il momento temporale di imputazione.
L’art. 54 del TUIR, rubricato “determinazione del reddito di lavoro autonomo”, stabilisce che il reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni sia costituito
“dalla differenza tra l’ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo d’imposta anche sotto forma di partecipazione agli utili, e quello delle spese sostenute nel periodo stesso”.
In base al richiamato criterio, cosiddetto di cassa, che attribuisce rilievo al momento di effettivo sostenimento dei costi, i contributi assistenziali e previdenziali rilevano ai fini della determinazione della base imponibile IRAP nel periodo d’imposta in cui sono versati.
Il periodo d’imposta, sempre secondo i criteri stabiliti ai fini delle imposte sui redditi, è rappresentato dall’anno solare.
Peraltro, tale interpretazione ha trovato indiretta conferma nella circolare n. 61 del 2007 nella quale è stato chiarito che, per le imprese, la riduzione del cuneo fiscale, attuata attraverso la deducibilità dei contributi assistenziali e previdenziali, deve essere assunta con il criterio di competenza, che rappresenta il criterio generale di imputazione dei redditi d’impresa.