Source: http://www2.confartigianatomarcatrevigiana.it/associazione/ambiente/index.php
Timestamp: 2019-03-22 04:35:43+00:00
Document Index: 40265412

Matched Legal Cases: ['art. 186', 'art 41', 'art. 41', 'art 41', 'art 41', 'art. 2135', 'art 228', 'art 11', 'art. 284', 'art. 285']

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ULTIM'ORADOCUMENTIRIFIUTIEMISSIONI IN ATMOSFERATESTI NORMATIVICONFARTIGIANATO NOTIZIEREGIONE VENETO
Ufficio Ambiente Sicurezza Energia
Pierluigi Buriollo - Gianluca Bassiato- Maurizio Ballan
Tel: 0422/433300 - Fax: 0422/433330
email: categorie.prov@confartigianatomarcatrevigiana.it
Negli ultimi mesi la materia delle terre e rocce da scavo è stata oggetto di importanti aggiornamenti normativi tanto che si ritiene utile fare chiarezza sulla materia.
La delibera 2424/2008 della Giunta Regionale del Veneto disciplinava la gestione delle terre e rocce da scavo come sottoprodotti e non come rifiuti. Nell’ottobre 2012 a seguito dell’emanazione del decreto 161 che disciplinava le terre e rocce derivanti da cantieri superiori ai 6000 mc, abrogando le disposizioni normative su cui poggiava la delibera Regionale n.2424, si è creato un vuoto normativo per la disciplina
dei cantieri di dimensioni inferiori, che è stato successivamente colmato dalla delibera regionale 179/2013 che riproponeva, per tali cantieri, le stesse disposizioni contenute nella vecchia delibera 2424.
Nel mese di giugno di quest’anno sono state approvate nuove norme nazionali sulle terre e rocce da scavo. La prima (Legge 71/2013 entrata in vigore il 26 giugno) prevede che per le terre e rocce da scavo prodotte in cantiere fino a 6000mc, continuino ad applicarsi le disposizioni stabilite dall’art. 186 del dlgs 152/06 (articolo abrogato dal dm161/2012) mentre per le terre e rocce prodotte nell’esecuzione di opere soggette ad AIA o a VIA il riferimento normativo resta il DM 161/2012. Oltre a questa disposizione qualche giorno
prima era stato pubblicato il decreto 21/06/2013, noto come Decreto del Fare che confermava all’art 41 l’applicazione del decreto 161 solo alle terre e rocce da scavo provenienti da attività o opere soggette a valutazione di impatto ambientale od autorizzazione integrata ambientale. La combinazione dei due disposti normativi se da un lato semplificava il quadro normativo esistente, dall’altro aveva determinato una serie di vuoti normativi.
A seguito della conversione in legge del Decreto del Fare, è stato introdotto l’art. 41 bis che disciplina gli interventi, che in sostanza interessano buona parte delle imprese artigiane.Le terre e rocce da scavo
che si originano da questi cantieri non soggetti a AIA /VIA, possono essere gestite come rifiuti ( norma di riferimento dlgs 152/2006) oppure come sottoprodotti (norme di riferimento Dlgs 152/2006 +
art 41 bis decreto fare). Nel caso si decida di considerarli come sottoprodotti:
a) deve essere certa la destinazione all’utilizzo direttamente presso uno o più siti o cicli produttivi determinati;
b) in caso di destinazione a recuperi, ripristini, rimodellamenti, riempimenti ambientali o altri utilizzi sul suolo, non si devono superare i valori delle concentrazioni soglia di contaminazione di cui alle colonne A e B della tabella 1 dell’allegato 5 alla parte IV del decreto legislativo n. 152 del 2006, con riferimento alle caratteristiche delle matrici ambientali e alla destinazione d’uso urbanistica del sito di destinazione e i materiali non costituiscono fonte di contaminazione diretta o indiretta per le acque sotterranee, fatti salvi i valori di fondo naturale;
c) in caso di destinazione ad un successivo ciclo di produzione, l’utilizzo non determina rischi per la salute né variazioni qualitative o quantitative delle emissioni rispetto al normale utilizzo delle materie prime;
d) ai fini di cui alle lettere b) e c) non è necessario sottoporre i materiali da scavo ad alcun preventivo trattamento, fatte salve le normali pratiche industriali e di cantiere. È il proponente o il produttore che deve attestare il rispetto delle condizioni di cui sopra. Si fa quindi riferimento al committente, all’appaltatore o alla ditta direttamente incaricata dal committente ad
eseguire l’opera. È in fase di elaborazione da parte della Regione Veneto un modello da utilizzare per l’attestazione del rispetto delle condizioni di cui alle lettere a,b,c,d. L’art 41 bis richiede comunque la compilazione di 3 moduli:
il 1° da inviare all’ARPAV dove si dichiara che i criteri di cui sopra sono rispettati, le quantità destinate all’utilizzo, il sito di deposito e i tempi previsti per l’utilizzo;
il 2° da inviare al Comune per le eventuali variazioni
il 3° con cui il produttore conferma all’Arpav con riferimento al luogo di produzione e di utilizzo, che i materiali da scavo sono stati completamente utilizzati secondo le previsioni comunicate.
Attenzione ai tempi che non possono comunque superare l’anno dalla data di produzione delle terre e rocce salvo il caso in cui l’opera nella quale il materiale è destinato ad essere utilizzato preveda un termine
di esecuzione superiore. Si segnala inoltre che qualora vengano modificati i requisiti e le condizioni indicate nella dichiarazione deve essere data comunicazione entro 30gg non ad Arpav ma “...al Comune
del luogo di produzione”. Non è obbligo ma si suggerisce comunque l’invio anche ad Arpav della dichiarazione di modifica. Per quanto riguarda il trasporto si tratta di trasporto di beni e non di rifiuti.
La documentazione che dovrà pertanto accompagnare il trasporto è riportata nella tabella in fondo alla pagina. Non appena vi saranno ulteriori approfondimenti e interpretazioni applicative del decreto menzionato
da parte della Regione Veneto, si informeranno le imprese edili in maniera dettagliata sulle procedure da seguire.
DOCUMENTI NECESSARI PER IL TRASPORTO DI BENI E PRODOTTI (COMPRESE TERRE E ROCCE DA SCAVO)
Trasporto di merci proprie con propri mezzi immatricolati in conto proprio
DDT qualora previsto (cessione di beni o conto lavoro) + Documento di trasporto delle merci in
conto proprio (solo se il trasporto viene effettuato con veicoli con portata utile superiore a 3t.)
Trasporto di merci di terzi con mezzi immatricolati per conto terzi effettuate da imprese iscritte all’Albo Autotrasportatori merci c/terzi
DDT qualora previsto (cessione di beni o conto lavoro) + scheda trasporto o contratto di trasporto, oppure DDT integrato
Emissioni in atmosfera scadenza 31/12/2013
Si evidenzia che devono rinnovare l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera entro il 31 dicembre 2013 gli impianti anteriori al 2006 che abbiano presentato domanda di autorizzazione e siano stati autorizzati (anche in via provvisoria o in forma tacita ai sensi del Dpr 24/05/1988 n 203) in data anteriore al 1° gennaio 2000.
La scadenza non riguarda gli impianti anteriori al 2006 che in data successiva abbiano inoltrato una ulteriore domanda (per modifica, trasferimento) o abbiano aderito ad una delle autorizzazioni a carattere generale predisposte dalla provincia e quelli anteriori al 2006 autorizzati in data successiva al 31/12/1999, che dovranno
rinnovare l’autorizzazione entro il 31 dicembre 2015.
IMPRESE EDILI E TRASPORTO INGOMBRANTI chiarimenti dal’Albo
Il Comitato nazionale dell’albo gestori ambientali, su pressione di Confartigianato, ha previsto nella Circolare 12/06/2013 che le imprese edili iscritte
per il trasporto “in conto proprio” ai sensi dell’articolo 212, comma 8, Dlgs 152/2006, qualora producano nello svolgimento della propria attività d’impresa
edile rifiuti ingombranti possano trasportare gli stessi utilizzando il codice 20 03 07. Le imprese interessate dovranno aggiungere nella domanda di iscrizione/aggiornamento
all’albo gestori, tra i codici per i quali si richiede l’autorizzazione al trasporto, anche il codice CER 20.03.07. Le Sezioni regionali dell’Albo riporteranno
nei provvedimenti di iscrizione o di variazione dell’iscrizione, a fianco di detto codice, la seguente annotazione: “proveniente da attività del cantiere edile connessa
all’attività di costruzione e demolizione”
Rottami, vetro e rame
Dall’11 giugno 2013 è in vigore il regolamento 1179/2012/Ue della Commissione europea che stabilisce quando i rottami di vetro destinati a processi di
rifusione cessano di essere considerati rifiuti. Anche i rottami di rame sono stati oggetto di recente disciplina con la pubblicazione del Regolamento 715/2013/
UE che definisce i criteri in forza dei quali gli stessi cessano di essere considerati rifiuti. I due Regolamenti seguono quello sui rottami ferrosi pubblicato nel 2011.
FINALMENTE REGOLE CERTE
La Giunta Regionale ha recentemente
approvato le procedure operative
per la gestione delle terre e rocce da scavo
provenienti dai cantieri di piccole dimensioni,
venendo così a colmare quel “vuoto”
normativo che si era creato con l’entrata in
vigore, lo scorso 6 ottobre, del decreto 10
agosto 2012, n. 161.
L’emanazione del decreto 161 che
disciplinava i cantieri oltre i 6000 mc, aveva
di fatto comportato l’abrogazione delle
disposizioni normative per l’utilizzo, come
sottoprodotti, delle terre e rocce da scavo,
facendo venir meno il presupposto normativo
della deliberazione di Giunta 8 agosto
2008, n. 2424, con la quale la Regione del
Veneto aveva disciplinato questo settore.
Grazie anche alle forti pressioni esercitate
dall’Associazione è stata approvata la
delibera regionale 179/2013 che detta la
nuova disciplina delle terre e rocce da scavo
per i cantieri edili fino a 6000mc.
Che cosa prevede il nuovo provvedimento
regionale?
La delibera presenta una serie di procedure
operative che in sostanza ricalcano la vecchia
Due premesse sono d’obbligo:
• la prima è che solo il rispetto delle
procedure previste dalla Regione
consente di poter trattare i materiali
di scavo come sottoprodotti e non
come rifiuti.
Resta inteso che è sempre possibile
non attuare tali procedure e trattare
le terre e rocce da scavo come
rifiuti, adeguandosi, in tal caso, alla
normativa specifica: trasporto effettuato
da impresa iscritta all’Albo
Gestori Ambientali, formulario per il
trasporto, conferimento a impianto
autorizzato alla gestione di rifiuti
(discarica o impianto di trattamento);
• la seconda riguarda il materiale
escavato non contaminato che viene
impiegato nello stesso sito dal quale
è stato originato, che non è oggetto
di regolamentazione da parte della
delibera 179.
Procedure da seguire per configurare i
materiali da scavo come sottoprodotti.
Si possono individuare due grosse tipologie
di lavori, in funzione della loro presumibile
LAVORI SIGNIFICATIVAMENTE
• lavori sottoposti a V.I.A. (valutazione di
impatto ambientale) o ad A.I.A. (autorizzazione
integrata ambientale);
• lavori sottoposti a permesso di costruire;
• lavori sottoposti a D.I.A. (dichiarazione
di inizio attività);
• lavori pubblici non sottoposti né a VIA
né ad AIA né a permesso di costruire
né a DIA.
Per tutte queste tipologie di lavoro la
procedura è sostanzialmente simile e prevede la realizzazione
di un’indagine ambientale predisposta da un tecnico
Esemplifichiamo i casi più frequenti che possono riguardare
le imprese edili artigiane, vale a dire i lavori sottoposti a
permesso di costruire o a D.I.A.
La procedura si divide in tre fasi:
• fase progettuale: al progetto dell’opera deve essere
allegata la seguente documentazione:
◊ indagine ambientale (analisi di campioni prelevati
nel sito di origine dei materiali) effettuata secondo le
metodologie appositamente indicate;
◊ dichiarazione (MOD. 1) attestante:
- che il sito non é contaminato
- i processi industriali e/o i siti di possibile destinazione
• prima dell’inizio dei lavori di scavo l’appaltatore deve
presentare all’Autorità competente all’approvazione del
◊ una dichiarazione (MOD 2) che individui i processi
industriali e/o i siti idonei ove il materiale verrà effettivamente
utilizzato ed il luogo dell’eventuale deposito
in attesa di utilizzo (massimo un anno);
• alla fine dei lavori il Direttore dei Lavori deve presentare
alla medesima autorità:
◊ una dichiarazione (MOD 3) che attesti i processi
industriali e/o i siti idonei nei quali il materiale è stato
effettivamente utilizzato individuandone per ciascuno
la tipologia e la quantità.
Si precisa che, ove non sia possibile l’utilizzo immediato del
materiale di scavo, è consentito il suo deposito in attesa del
riutilizzo (per un periodo massimo di un anno) in un’area
esterna al cantiere di produzione appositamente individuata
e autorizzata, ove necessario, ovvero presso la sede della
ditta che effettua lo scavo.
Nel caso di deposito in attesa di definitivo utilizzo delle
terre da scavo all’esterno del cantiere di produzione, i cumuli
di terra da scavo vanno tenuti distinti per cantiere di
provenienza e su ciascun cumulo dovrà essere posizionato
in modo ben visibile un cartello riportante le informazioni
relative al cantiere di provenienza e alla quantità di materiale
depositato.
LAVORI MENO SIGNIFICATIVI
• Lavori privati non sottoposti né a VIA né ad AIA né a
permesso di costruire né a DIA.
Si tratta di modesti lavori di manutenzione/riparazione che,
proprio per le loro caratteristiche non sono sottoposti ad alcun
provvedimento autorizzativo, né espresso, né tacito.
In questi casi, se i materiali di scavo vengono riutilizzati
in sito, non occorre alcuna procedura di verifica.
Se, invece, si ha materiale in esubero che deve essere
portato via, questo può essere trattato come sottoprodotto
solo nel rispetto delle seguenti modalità, diverse a seconda
dei casi indicati:
a) attività di manutenzione e/o riparazione delle infrastrutture
(reti viarie, ferroviarie) e dei sottoservizi (fognature,
acquedotti, gas, elettricità, telefonia...).
In questi casi l’eventuale materiale in esubero può essere
trattato come sottoprodotto solo se si mette in atto una
procedura molto simile a quella prevista per i grossi lavori
(compresa la necessità dell’indagine ambientale). E’ evidente
che, in occasione di tali lavori, l’impresa, se proprio
non riesce a riutilizzare tutto il materiale di scavo nello
stesso sito, dovrà valutare se non sia più conveniente
trattare il materiale in esubero come un rifiuto.
b) attività di florovivaismo (manutenzione aree verdi, parchi,
giardini...).
I materiali di scavo derivanti da tali attività non necessitano
di alcuna procedura di verifica purché, anche
dopo essere stati accumulati presso aree in disponibilità
dell’impresa che ha effettuato l’intervento, siano riutilizzati
nelle normali pratiche florovivaistiche.
c) attività di manutenzione ordinaria (diverse da quelle di
cui alla lettera a).
Per queste attività non necessita alcuna procedura di
verifica purché il materiale complessivamente scavato
nell’ambito del cantiere non superi la quantità di
200m³ e il sito:
- non sia interessato dalla presenza di:
◊ attività industriali o artigianali (in essere o dismesse),
◊ serbatoi o cisterne interrate, sia dismesse che rimosse
che in uso e che contengono o hanno contenuto idrocarburi
e/o sostanze pericolose;
- non si trovi entro una fascia di 20 metri dal bordo stradale
di strutture viarie di grande traffico;
- non si trovi in prossimità di insediamenti che possano
aver influenzato le caratteristiche del sito stesso mediante
ricaduta delle emissioni in atmosfera.
In caso contrario dovranno essere inviati al Comune
interessato dall’intervento le dichiarazioni MOD 2, con
allegata l’indagine ambientale, ed il MOD. 3.
Il trasporto del materiale di scavo dal cantiere di produzione
al sito di riutilizzo o di deposito, va accompagnato da
apposita documentazione (MOD. 4).
Sono in corso una serie di verifiche con gli Uffici regionali
competenti per chiarire alcuni aspetti della nuova disciplina.
E’ fissato al 30 di aprile il termine ultimo per la
presentazione della denuncia rifiuti (MUD). Nella Gazzetta
Ufficiale è stato pubblicato il nuovo modello, con una serie
di novità per i soggetti obbligati.
Quali sono i soggetti obbligati alla
• chi effettua a titolo professionale attività di raccolta e
trasporto di rifiuti;
• imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero
e smaltimento dei rifiuti;
• imprese agricole che producono rifiuti pericolosi con un
volume di affari annuo superiore a Euro 8.000;
• imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti
e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi
derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni
artigianali e da attività di recupero e smaltimento di
rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri
trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque
reflue e da abbattimento dei fumi (così come previsto
dall'articolo 184 comma 3 lettere c), d), g)).
Le imprese ed enti che producono fino a 7 rifiuti possono
presentare la comunicazione rifiuti semplificata su supporto
• soggetti che effettuano le attività di trattamento dei
veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali.
• CONAI o altri soggetti di cui all'articolo 221, comma 3,
lettere a), c) del “Testo Unico” ambientale.
Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche
ed elettroniche
• soggetti coinvolti nel ciclo di gestione dei RAEE (rientranti
nel campo di applicazione del D.Lgs. 151/2005).
Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in
• soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione
integrata dei rifiuti urbani e assimilati.
Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche
• produttori/importatori di apparecchiature elettriche
ed elettroniche iscritti al Registro Nazionale e Sistemi
Collettivi di Finanziamento.
Entro il 30 aprile 2013 è necessario presentare il MUD con
riferimento ai rifiuti gestiti nel corso del 2012.
Le principali novità rispetto agli anni
• la reintroduzione dell’obbligo di inoltro del MUD per
chi svolge a titolo professionale attività di raccolta e
trasporto di rifiuti (trasportatori di rifiuti prodotti da
terzi) compreso il trasporto di rifiuti pericolosi prodotti
dal dichiarante;
• la presentazione del MUD su carta è ora consentita solo
ai soggetti che nel corso del 2012 hanno prodotto, nella
propria unità locale, non più di 7 rifiuti ed utilizzato,
per ogni rifiuto, non più di 3 trasportatori e 3 destinatari
finali (comunicazione semplificata). L’inoltro del MUD
cartaceo deve avvenire esclusivamente con raccomandata
senza avviso di ricevimento: non può più essere
consegnato a mano alla Camera di Commercio;
• per tutti gli altri soggetti obbligati l’inoltro deve essere
effettuato esclusivamente per via telematica ed i dichiaranti
devono essere in possesso di un dispositivo
contenente un certificato di firma digitale valido al
momento dell’invio;
• viene introdotto il nuovo obbligo di indicare le giacenze.
I soggetti esclusi dalla compilazione del MUD 2013 sono:
• attività di estetista e simili per il solo codice
CER180103*;
• professionisti non inquadrati in Imprese Enti;
• produttori che conferiscono al servizio pubblico rifiuti
pericolosi previa apposita convenzione;
• imprese agricole art. 2135 c.c. con fatturato annuo
inferiore a Euro 8.000,00.
Sistri, si riparte?
Il Ministero dell'Ambiente ha annunciato, attraverso una nota pubblicata sul sito istituzionale, la ripresa del
Sistri. L’entrata in operatività dovrebbe avvenire con il seguente calendario: dal 1 ottobre 2013 per i produttori di
rifiuti pericolosi con più di dieci dipendenti e per gli enti e le imprese che gestiscono rifiuti pericolosi, mentre per tutte
le altre imprese l’avvio del sistema è fissato per il 3 marzo 2014. Il pagamento dei contributi di iscrizione al sistema
resterà sospeso per tutto il 2013.
Dal 30 aprile saranno avviate, per concludersi entro il 30 settembre, le procedure di verifica per l’aggiornamento
dei dati delle imprese per le quali il sistema partirà ad ottobre. Dal 30 settembre al 28 febbraio 2014 sarà
effettuata analoga verifica per tutte le altre imprese. Le imprese che trattano rifiuti non pericolosi potranno comunque
utilizzare il Sistri, su base volontaria, dal 1 ottobre prossimo.
Rete Imprese Italia sta formulando una strategia di azione.Sarà nostra cura fornire ulteriori aggiornamenti.
Scadenza in materia di Emissioni in atmosfera
Ricordiamo che per gli impianti anteriori al 2006 che abbiano presentato domanda di autorizzazione e siano stati
autorizzati (anche in via provvisoria o in forma tacita ai sensi del Dpr 24/05/1988 n 203) in data anteriore al 1° gennaio
2000, devono rinnovare l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera entro il 31 dicembre 2013.
La scadenza non riguarda gli impianti anteriori al 2006 che in data successiva abbiano inoltrato un’ulteriore domanda
per modifica, trasferimento o abbiano aderito ad una delle autorizzazioni a carattere generale predisposte dalla
La scadenza non riguarda nemmeno gli impianti anteriori al 2006 autorizzati in data successiva al 31/12/1999,
che dovranno invece rinnovare l’autorizzazione entro il 31 dicembre 2015, sempre che, anche in questo caso, non siano
intervenute modifiche alle autorizzazioni.
Albo Gestori. Nuovo modulo per la variazione del Parco Mezzi
E' stata pubblicata nel sito dell'Albo Gestori ambientali, il nuovo modello di dichiarazione sostitutiva da utilizzare nel caso di variazioni del parco automezzi intervenute dopo l'iscrizione all'Albo.
Il modello dovrà essere inviato all’Albo prima dell'utilizzo dei nuovi mezzi di trasporto dei rifiuti.
E’ stata abolita la scadenza del 13/2/2013 quale termine ultimo per il produttore di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche per evidenziare in fattura, separati dal prezzo, i costi sostenuti per la raccolta, il trattamento e il recupero/smaltimento dei Raee "storici" (cioè quelli immessi sul mercato prima del 13 agosto 2005). Ora il produttore di Aee può continuare ad indicare separatamente i costi sostenuti senza alcuna scadenza.
Sospeso il Sistri
Sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 26 giugno 2012, è stato pubblicato il decreto legge 22 giugno 2012, n. 83 (Misure urgenti per la crescita del paese) che contiene, tra le altre cose, la sospensione dell’entrata in operatività del SISTRI, nonché la sospensione del pagamento dei contributi Sistri relativi all’anno 2012.
Per le aziende soggette, il decreto legge prevede l'obbligo della tenuta del registro di carico scarico e del formulario di cui gli articoli 190 (registro) e 193 (formulario) del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'osservanza della relativa disciplina, anche sanzionatoria, vigente prima del dlgs 3/12/2010 n 205.
Per ciò che attiene a tutte le questioni relative alla gestione delle apparecchiature informatiche Sistri in giacenza presso le imprese (USB, black box, SIM, ecc.) nonché ai contributi antecedenti 2012, Confartigianato sta esercitando attività di pressione nei confronti del Ministero dell'Ambiente affinchè emani rapidamente specifiche istruzioni.
PNEUMATICI FUORI USO. NUOVI ADEMPIMENTI PER CHI VENDE VEICOLI NUOVI
A partire dal 11 maggio 2012 i concessionari e venditori di veicoli nuovi, siano questi auto, moto, veicoli commerciali, macchine agricole, macchine movimento terra, ecc, devono procedere alla riscossione del contributo ambientale diretto a finanziare le attività di raccolta, recupero, smaltimento degli Pneumatici Fuori Uso (PFU) uso derivanti da demolizione di veicoli.
A tal proposito lo scorso 26 aprile è stato Pubblicato sul sito web del Ministero dell'Ambiente il Decreto Direttoriale n°3271 che stabilisce l’importo del contributo PFU 2012 suddiviso per tipologia di veicolo. Al fine di adempiere tali disposizioni che derivano dal DM 82/2011, i soggetti citati devono iscriversi per via telematica accedendo al sito www.pneumaticifuriuso.it.
DALL’ALBO RIFIUTI “APERTURA” SULL’USO DEI CODICI RIFIUTI IN FASE DI ISCRIZIONE
Con circolare del 24/01/12 l’Albo Gestori Ambientali ha fornito alcune precisazioni sulla possibilità di richiedere ed ottenere specifici codici CER (codici di identificazione del rifiuto) in fase di iscrizione alle categorie 1, 4 e 5 relative all’abilitazione al trasporto professionale di rifiuti urbani e speciali non pericolosi o pericolosi.
Con la circolare, l’Albo ha di fatto aperto la possibilità di utilizzare, ai fini delle iscrizioni in questione, codici prima non ammessi. In particolare, ai fini dell’iscrizione alla categoria 1 potranno essere utilizzati anche codici CER non direttamente indicati nella categoria dei rifiuti urbani ma comunque presenti nel punto 4.2 dell’Allegato 1 del DM 08/04/08 nonché il codice 180103, relativo ai rifiuti a rischio infettivo (quali siringhe o aghi giacenti sulle strade). Ai fini dell’iscrizione nelle categorie 4 e 5 (relative ai rifiuti speciali) potranno essere utilizzati anche i seguenti codici CER, relativi alla categoria 20, che per loro origine possono essere classificati speciali:
20 01 01 - carta e cartone;
20 01 08 - rifiuti biodegradabili di cucine e
mense;
20 01 25 - oli e grassi commestibili;
20 03 04 - fanghi delle fosse settiche;
20 03 06 - rifiuti della pulizia delle fognature.
Nell’ambito di questo lavoro, d’accordo con la società che ha fornito il sistema, la Selex Elsag del gruppo Finmeccanica, è stato concordato un differimento al 30 novembre 2012 del termine per il pagamento dei contributi per l’anno in corso, che scadeva il 30 aprile prossimo. Il ministro Corrado Clini ha proposto al nuovo presidente di Confindustria e ai presidenti delle associazioni delle categorie interessate di valutare insieme le modalità per rendere finalmente operativo il sistema, senza aggiungere oneri amministrativi alle già complesse procedure cui le imprese sono sottoposte per rispettare gli adempimenti ambientali ed in particolare quelli in materia di rifiuti.
(Fonte: sito www.minambiente.it )
Albo Gestori: Dimostrazione Capacità Finanziaria
Con deliberazione del Comitato nazionale n. 3 del 14 marzo 2012 recante “Dimostrazione della capacità finanziaria per l’iscrizione all’Albo delle imprese che svolgono le attività di raccolta e trasporto dei rifiuti” sono state modificate le soglie per la dimostrazione della capacità finanziaria per i soggetti iscritti all’albo gestori ambientali per il trasporto rifiuti nelle categorie da 1 a 5. Gli importi sono ora fissati in euro 9000 per il primo veicolo e in euro 5000 per ogni veicolo aggiuntivo.
Sistri: ma quando si parte?
Nella gazzetta Ufficiale di ieri sono stati prorogati i termini per l'operatività del sistri. Ecco i nuovi termini:
Operatività del sistema di tracciabilità dei rifiuti al 30 giugno (La partenza del sistri era prima fissata al al 2 aprile 2012)
Produttori di rifiuti speciali pericolosi con oltre 10 dipendenti
Produttori di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali e artigianali (lettere c,d,g del dlgs 152/2006) con più di 10 dipendenti
Imprese di trasporto rifiuti
Impianti di recupero /smaltimento di rifiuti
Commercianti e intermediari di rifiuti,
Soggetti che aderiscono al sistri su base volontaria
Armatori, terminalisti, operatori logistici ecc.
Operatività del sistema di tracciabilità dei rifiuti non prima del 30 giugno 2012(prima era indicato il termine del "non prima del 1° giugno")
Produttori di rifiuti speciali pericolosi che hanno fino a 10 dipendenti, non è stata ancora fissata, tuttavia non potrà avvenire prima del 30 giugno 2012
Modificato il "Testo Unico Sistri"
Il 5 gennaio 2012 nel supplemento ordinario n. 5 alla gazzetta n. 4 è stato la pubblicato il decreto del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 10 novembre 2011, n. 219 , dal titolo “regolamento recante modifiche e integrazioni al decreto ministeriale del 18 febbraio 2011, n. 52, concernente il regolamento di istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (sistri)” , già in vigore a far data dal 6 gennaio 2012. Accanto alle numerose novità formali, ecco alcune novità sostanziali:
Viene modificata la definizione di unità locale, di delegato e aggiunta quella di unità operativa. Vengono inserite nel decreto le procedure per il ritiro e per la restituzione dei dispositivi usb e black box, ed indicate le modalità di comportamento in caso di impossibilità di utilizzo dei dispositivi.
Indicato anche l’obbligo di comunicare, da parte dei produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti che conferiscono i rifiuti ad imprese o enti che raccolgono e trasportano rifiuti speciali a titolo professionale, e che utilizzano il sistri, i propri dati necessari per la compilazione della scheda sistri - area movimentazione, al delegato dell’impresa di trasporto rifiuti.
Con il DM 12 novembre 2011, pubblicato sulla G.U. n. 298 del 23 dicembre, è stato previsto il rinvio al 30 aprile 2012 per la presentazione della dichiarazione SISTRI MUD (o "MUDINO").
Entro tale data quindi i soggetti obbligati dovranno comunicare i dati relativi ai rifiuti prodotti e smaltiti dal 1 gennaio al 31 dicembre 2011.
Nel corso del 2012 inoltre, le imprese per le quali il SISTRI entra pienamente in vigore dal 2 aprile (salvo proroghe) dovranno presentare entro il 2 ottobre un MUD per comunicare i quantitativi di rifiuti prodotti dal primo di gennaio all'entrata in vigore del sistri.
Prorogati i termini per la piena operatività del sistri
Per tutti quei soggetti ai quali l'operatività del sistri era fissata al 9 febbraio 2012 è stato prorogato il termine al 2 aprile 2012 con decreto Decreto Legge 29 dicembre 2011 n. 216
Pneumatici fuori uso: pubblicati sul sito del Ministero gli importi dell' eco contributo
Lo scorso 9 giugno è diventato efficace il decreto sugli Pneumatici Fuori Uso. La normativa diretta ai produttori e agli importatori di pneumatici, interessa anche gommisti, recuperatori, autofficine in generale, che dovranno applicare nella fattura di vendita degli pneumatici nuovi, l’eco contributo previsto dal decreto suddetto.
Nel sito del Ministero dell’ambiente sono stati pubblicati, suddivisi per consorzio, i relativi importi.
http://www.minambiente.it/home_it/menu.html?mp=/menu/menu_attivita/&m=argomenti.html%7CRifiuti_e_bonifiche.html%7CRegolamento_gestione_pfu.html
Reintroduzione del Sistri
A seguito della conclusione dei lavori parlamentari che con la seduta del 14 settembre scorso hanno visto l'approvazione della legge di conversione del DL n 138/2011 (recante: " Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo"), è stato approvata di fatto la reintroduzione del Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI) a partire dal 09/02/2012. Per i soli produttori di rifiuti speciali pericolosi che occupano fino a 10 dipendenti la partenza è prevista per il 01/06/2012.
Il Dlgs 231 per i reati ambientali
Entrerà in vigore a partire dal 16 agosto 2011 il D.Lgs del 7 luglio 2011, n. 121 che reca “Attuazione della direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale dell'ambiente, nonchè della direttiva 2009/123/CE che modifica la direttiva 2005/35/CE relativa all'inquinamento provocato dalle navi e all'introduzione di sanzioni per violazioni”.
Con questo Decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 1 agosto 2011, i reati ambientali vengono inseriti nel Decreto 231/01 .
Il testo normativo porta una serie di modifiche anche al Testo Unico Ambientale, tra le quali l'esclusione dell'obbligo della tenuta del registro di carico scarico per i produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività di costruzione demolizione e scavo che effettuano il trasporto degli stessi in conto proprio
Nuovo regolamento per la gestione
Nella Gazzetta Ufficiale dell'8 giugno 2011 è stato pubblicato il DECRETO 11 aprile 2011 , n. 82 "Regolamento per la gestione degli pneumatici fuori uso (PFU), ai sensi dell’art 228 del dlgs 3 aprile 2006, n. 152 e smi, recante disposizioni in materia ambientale."
Nello specifico, il decreto interessa produttori o importatori degli pneumatici cioè le persone fisiche o giuridiche che immettono per la prima volta sul mercato pneumatici da impiegare come ricambio.
Ad ogni modo il Decreto stabilisce per i soggetti di cui sopra, l'obbligo di
- raccogliere e gestire (direttamente, tramite gestori autorizzati, tramite consorzi) annualmente quantità di Pneumatici Fuori Uso (di qualsiasi marca) almeno equivalenti alle quantità di pneumatici che hanno immesso nel mercato nazionale del ricambio nell’anno solare precedente,
- dichiarare all’autorità competente, mediante il modulo apposito, la quantità e le tipologie degli pneumatici immessi sul mercato nell’anno solare precedente
- dichiarare all’autorità competente, mediante il modulo apposito, le quantità, le tipologie e le destinazioni di recupero o smaltimento degli PFU provenienti dal mercato del ricambio
- a partire dal 120° giorno dall’entrata in vigore del regolamento, i produttori e gli importatori di pneumatici,raccolgono e gestiscono (direttamente o tramite le forme di cui sopra), gli PFU provenienti da veicoli a fine vita,
- I produttori e gli importatori comunicano all’autorità competente, entro il 30 settembre di ciascun anno, le stime degli oneri relativi alle componenti di costo per la gestione degli PFU per l'anno solare successivo, l'autorità competente entro il 30 novembre del medesimo anno, individua l’ammontare del contributo e lo approva.,
- I produttori e gli importatori degli pneumatici provvedono a tutte le iniziative idonee a portare a conoscenza degli utenti finali e di soggetti potenzialmente coinvolti nelle fasi di commercializzazione degli pneumatici, l’ammontare del contributo per far fronte alle spese di gestione. In tutte le fasi di commercializzazione dello pneumatico nel mercato del ricambio, il contributo è indicato in modo chiaro e distinto sulla fattura. Il contributo è differenziato per le diverse tipologie degli pneumatici.
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto di Proroga del Sistri
E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto 26 maggio 2011 che proroga i termini per la piena operatività del Sistri. In allegato uno schema riassuntivo delle partenze
Prorogato il Sistri
Intesa per rimodulare l’entrata in funzione del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti. Secondo l’intesa raggiunta Il Sistri entrerà in vigore:
- il 1° settembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano più di 500 dipendenti, per gli impianti di smaltimento, incenerimento, etc. (circa 5.000) e per i trasportatori che sono autorizzati per trasporti annui superiori alle 3.000 tonnellate (circa 10.000);
- il 1° ottobre 2011 produttori di rifiuti che abbiano da 250 a 500 dipendenti e “Comuni, Enti ed Imprese che gestiscono i rifiuti urbani della Regione Campania”;
- il 1° novembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano da 50 a 249 dipendenti;
- il 1° dicembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano da 10 a 49 dipendenti e i trasportatori che sono autorizzati per trasporti annui fino a 3.000 tonnellate (circa 10.000);
- il 1° gennaio 2012 per produttori di rifiuti pericolosi che abbiano fino a 10 dipendenti.
Sono inoltre previste procedure di salvaguardia in caso di rallentamenti del sistema ed una attenuazione delle sanzioni nella prima fase dell’operatività del sistema.
Procedure per la restituzione dei dispositivi sistri
Nel sito www.sistri.it sono state pubblicate le procedure per la restituzione dei dispositivi elettronici qualora si configuri l'ipotesi di cessazione dell'attività, di cessazione del ramo d'azienda ecc.
Sono inoltre stati pubblicati gli aggiornamenti al manuale operativo, alle guide e sono state riaggiornate le faq.
Circolare dell'Albo Gestori sul rinnovo dell'iscrizione per i trasportatori rifiuti in conto proprio
E’ stata pubblicata la circolare 432 del 15 marzo che individua le procedure per il rinnovo dell'iscrizione all'Albo Gestori per i produttori di rifiuti che trasportano in conto proprio rifiuti non pericolosi e pericolosi sotto i 30 kg/lt giorno. Tali aziende lo ricordiamo, se iscritte prima del 14/04/2008 dovranno aggiornare l'iscrizione entro un anno dalla data di emanazione del decreto 205/2011 e dato il numero elevato di domante che prevedibilmente giugeranno all'Albo, lo stesso richiede di inviare le domande di aggiornmento entro il 30 giugno 2011.
Pubblicato il Nuovo Decreto Sistri
E' stato pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 107 della Gazzetta Ufficiale n.95 del 26 aprile 2011 il Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 18 febbraio 2011, detto anche "Testo Unico Sistri". Nel sito www.sistri.it è possibile scaricare inoltre un prospetto di confronto tra gli articoli del nuovo testo e quelli dei precedenti decreti nonché una tabella che evidenzia in modo analitico le differenze tra i singoli articoli.
Il Ministero dell''ambiente informa che sono ancora molti i veicoli di trasporto che non hanno effettuato l’installazione delle black box. Pur comprendendo che l’operazione richiesta comporta necessariamente l’interruzione, peraltro limitata, nell’utilizzo del veicolo per le attività dell’impresa, si ritiene opportuno ricordare che, in assenza di installazione, il veicolo verrà sospeso dall’Albo per 60 giorni decorsi i quali, in assenza di installazione, il veicolo sarà cancellato dall’Albo stesso e non potrà più essere adibito a tale trasporto.
Nel sito www.sistri.it è possibile verificare l'elenco delle
- imprese di trasporto che non hanno installato alcuna black box pur avendo ritirato i voucher;
- imprese di trasporto che hanno installato un numero di black box inferiore a quelle prenotate;
- imprese di trasporto che non hanno ancora ritirato i voucher presso le sezioni.
Misura delle sostanze assorbenti per impianti destinati allo stoccaggio, ricarica, sostituzione degli accumulatori
E' stato pubblicata in Gazzetta Ufficiale il Decreto 24 gennaio 2011 n. 20 sull’individuazione della misura delle sostanze assorbenti e neutralizzanti di cui devono dotarsi gli impianti destinati allo stoccaggio, ricarica, manutenzione, deposito e sostituzione degli accumulatori.
Il previsto decreto prevede all'allegato 1 le modalità per la determinazione della misura delle sostanze assorbenti e neutralizzanti da utilizzare nei casi di fuoriuscita di soluzione acida contenuta negli accumulatori al piombo presso gli impianti sopra indicati.
L'allegato distingue tra: batterie stazionarie, batterie a trazione e batterie di avviamento. Per quanto riguarda il trasporto, viene stabilito che le sostanze neutralizzanti e assorbenti di cui devono disporre gli automezzi adibiti al trasporto degli accumulatori, devono essere in misura tale da garantire la neutralizzazione di almeno il 10% della soluzione acida trasportata.
Procedure variazioni parco autoveicoli sottoposti al sistri
È stata diramata la Circolare n. 350 del 28 febbraio 2011 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Albo Nazionale Gestori Ambientali recante le procedure per la gestione delle variazioni del parco autoveicoli sottoposti alla disciplina SISTRI.
Nuovi moduli per l'iscrizione all'Albo in categoria 8
Nuovi moduli per l'iscrizione all'Albo Gestori Ambientali per i commercianti e intermediari di rifiuti senza detenzione (categoria 8).
Circolare Ministeriale sulle modalità compilazione MUD
Pubblicata nel sito del Ministero dell'Ambiente la circolare recante indicazioni operative riguardanti l'assolvimento degli obblighi di comunicazione annuale (MUD)relativa ai rifiuti prodotti nel corso dell'anno 2010 e di quelli prodotti a partire dal 1° gennaio 2011 fino alla piena operatività del Sistri.
Slittamento del termine per il pagamento del contributo Sistri 2011
E’ stato pubblicato nel sito del sistri la seguente informativa:
“si informa che è in fase di registrazione finale e di successiva pubblicazione sulla G.U. il Testo Unico dei decreti ministeriali che hanno disciplinato il SISTRI.
Il provvedimento stabilisce lo slittamento del termine relativo al pagamento dei contributi dal 31 gennaio al 30 aprile p.v.”
Sacchetti di plastica Addio!!!
Dal primo gennaio 2011 è scattato il divieto di produzione e commercializzazione dei sacchetti di plastica non biodegradabili. Gli esercizi commerciali avranno comunque la possibilità di smaltire le scorte prima di passare definitivamente alle buste biodegradabili.
Contributo CONAI sacchetti biodegradabili
Il CDA Conai, riunitosi il 4 febbraio, ha deliberato che gli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile, sono da assoggettare a contributo Ambientale Conai Plastica (160 €/ton fino al 30/06/2011, 140€/ton dal 01/07/2011).
Da gennaio 2011 responsabilità finanziaria per i produttori di AEE
L'art 11 del 151 (il decreto introduttivo dei RAEE) stabilisce che il finanziamento delle operazioni di trasporto, delle operazioni di trattamento, di recupero e di smaltimento di RAEE, derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato dopo il 13 agosto 2005 è a carico del produttore che ne assume l'onere per i prodotti che ha immesso sul mercato a partire dalla predetta data. Il produttore adempie a questo obbligo individualmente o attraverso l'adesione ad un sistema collettivo adeguato. All'Articolo 20 dello stesso decreto viene ribadito che tale obbligo di finanziamento delle operazioni di trasporto e trattamento viene assolto dal produttore a partire dal 31/12/2010.
E' stato firmato dal Ministro Stefania Prestigiacomo l'atteso Decreto Ministeriale di proroga del SISTRI. Il Decreto, pubblicato nella G.U. n. 302 del 28/12/2010 conferma quanto segue:
- prorogato al 31 maggio 2011 il regime transitorio che stabilisce, fino a tale data, l'obbligo di tenuta del registro di carico scarico e del formulario per il trasporto rifiuti, accanto alla gestione informatica.
- prorogato al 30 aprile 2011 il termine previsto per la dichiarazione MUD relativa ai rifiuti prodotti nel 2010. Le informazioni relative ai rifiuti prodotti e smaltiti nell'arco del 2011 e gestite con modalità cartacea dovranno essere comunicate entro il 31 dicembre 2011.
- posticipata al 31 maggio 2011 l'applicazione dell'apparato sanzionatorio relativo al Sistri.
- differito al 31 maggio 2011 anche l'obbligo di compilare i registri di carico e scarico in capo ai soggetti che trasportano i propri rifiuti non pericolosi (per esempio edili) qualora tali soggetti non abbiano aderito volontariamente al SISTRI.
Proroga del sistri al 2012?
Nella seduta pomeridiana del 27 ottobre 2010 del Senato è stato annunciato il Disegno di Legge N. 2412 dal titolo "Proroga dei termini di operatività del sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti". Il provvedimento, l''11 novembre 2010, è stato assegnato in sede referente alla 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali). Potrebbe essere così introdotto un periodo di un anno per l''adesione su base volontaria al SISTRI, nel quale potranno coesistere i due sistemi, cartaceo ed elettronico. Tutto questo permetterebbe alle aziende di approcciarsi al sistema con un po'' più di calma e di risolvere i numerosi problemi che ancora riguardano il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti
Comune di Treviso-Ordinanza "Anti smog"
Pubblicata l'ordinanza comunale che contiene provvedimenti per limitare il consumo di combustibili fossili per il riscaldamento oltre ai limiti per la circolazione dei veicoli a motore
Modifiche al D.Lgs 152/2006
NOVITÀ PER GLI IMPIANTI TERMICI
Il Decreto Legislativo 29 giugno 2010, n. 128 contiene alcune modifiche al Testo Unico Ambientale riguardanti la gestione degli impianti termici che interessano anche gli installatori.
Come è noto, l’art. 284 del Decreto Legislativo 152/06, al comma 1, introduceva l’obbligo, per l’installatore, di denunciare alla Provincia ogni nuova installazione di impianti termici superiori al valore di soglia dei 35 Kw, entro 90 giorni dal termine dei lavori, tramite un apposito modello contenuto nel Decreto stesso.
Ora tale denuncia viene sostituita da una dichiarazione nella quale l’installatore attesta, oltre al fatto che l’impianto risponde alle verifiche previste dal Decreto 37/08, anche che è conforme alle caratteristiche tecniche di cui all’art. 285 ed è idoneo a rispettare i valori limite di cui all’articolo 286 del Decreto Legislativo 152/06 e ss.mm.ii. .
Tale dichiarazione dovrà essere allegata alla dichiarazione di conformità e consegnata quindi, assieme alla dichiarazione di conformità, al responsabile dell’esercizio e manutenzione dell’impianto (o al committente) entro 30 giorni dal termine dei lavori.
L’installatore deve inoltre predisporre l’elenco delle manutenzioni ordinarie e straordinarie necessarie ad assicurare il rispetto dei valori limite di cui all’articolo 286, affinché tale elenco sia inserito nel libretto di centrale. Per gli impianti termici civili di potenza termica nominale
superiore al valore di soglia (35KW), in esercizio al 29 aprile 2006, il responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto, entro il 31 dicembre 2012, dovrà integrare il libretto di centrale con un atto in cui si dichiara che l’impianto è conforme alle caratteristiche tecniche di cui all’articolo 285 ed è idoneo a rispettare i valori limite di cui all’articolo 286 del citato Decreto Legislativo 152/06.
Il libretto dovrà inoltre essere integrato con l’indicazione delle manutenzioni ordinarie e straordinarie necessarie ad assicurare il rispetto dei valori limite di cui all’articolo 286 dello stesso decreto. Il responsabile dell’esercizio e della manutenzione dovrà inviare tali atti integrativi all’autorità competente entro 30 giorni dalla redazione.
Prorogata l'entrata in vigore del Sistri
E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 1° ottobre 2010 il quarto decreto SISTRI intitolato
"Modifiche ed integrazioni al decreto 17 dicembre 2009 recante l'istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti".
- conferma l'operatività del SISTRI al 1° ottobre 2010;
- proroga al 30 novembre 2010 il termine per la consegna dei dispositivi USB e black box;
- proroga al 31 dicembre 2010 il periodo della doppia "contabilità ambientale" nel quale, oltre agli adempimenti SISTRI, dovranno essere osservati gli obblighi relativi alla tenuta dei registri di carico e scarico e del formulario.
Per scaricare la nota ministeriale clicca qui
Modificazioni dei termini per presentare le domanda di rinnovo delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera
Con le modifiche al Dlgs 152/2006 sono stati prorogati i termini per la presentazione delle domande di rinnovo delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera.
I nuovi termini sono:
• entro il 31 dicembre 2011 (anziché 31 dicembre 2010) per gli stabilimenti anteriori al 1988
• tra il 1°gennaio 2012 e il 31 dicembre 2013 (anziché 1° gennaio 2011 – 31 dicembre 2014) per impianti anteriori al 2006 che siano stati autorizzati prima del 1° gennaio 2000
• tra il 1°gennaio 2014 e il 31 dicembre 2015 (anziché 1° gennaio 2015 – 31 dicembre 2018) per impianti anteriori al 2006 che siano stati autorizzati dopo il 31 dicembre 1999
Convertito con legge 122/2010 il DL 78/2010. All'articolo 33 della legge suddetta viene ribadita la natura non tributaria della TIA (tariffa integrata ambientale) e stabilito che le controversie relative alla predetta tariffa, sorte successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, rientrano nella giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria.
Pubblicate le modifiche al "Testo Unico Ambientale"
Nella Gazzetta Ufficiale di mercoledì 11 agosto, è stato pubblicato il Decreto Legislativo 29/06/2010 n° 128 che contiene le modifiche alla parte I, alla parte II ed alla parte V del Dlgs 152/2006.
Vengono modificate ed integrate perciò: l'introduzione, la VIA, la VAS, l' IPPC e le emissioni in atmosfera. Viene inserita nel "Testo Unico" anche la disciplina dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). Tutte le modifiche introdotte entreranno in vigore a partire dal 26 agosto.
Pubblicato il Manuale dell'Utente Sistri
Pubblicato nel sito del Ministero, il Manuale dell'utente sistri. Tale Manuale operativo, che potrà esser oggetto di modifiche a fronte delle segnalazioni pervenute dagli utenti, è suddiviso in tre sezioni:
- Sezione "Dispositivi" descrive l'utilizzo delle USB , della Black box e degli impianti di Videosorveglianza.
- Sezione "Procedure" descrive le procedure che dovranno essere seguite dal produttore, dall'intermediario, dal trasportatore, dal conducente e dal gestore. Descrive, inoltre, alcune procedure particolari, quali quella della movimentazioni di rifiuti nel corso di attività di manutenzione, cantieri, micro raccolta, trasporto transfrontaliero.
- Sezione "Guide" descrive l'uso del software, da parte dei produttori/detentori di rifiuti, trasportatori, gestori di impianti di trattamento.
Pubblicato il decreto di proroga SISTRI
E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 luglio scorso, il decreto 09/07/2010 che tra le altre novità, proroga al 1° ottobre l'entrata in vigore del Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti.
Proroga del sistri?
Il Ministero dell'Ambiente ha assicurato una proroga al 1° ottobre dell'entrata in vigore del sistri. Essa riguarderà sia le aziende con più di 50 dipendenti sia le aziende con meno di 50 dipendenti.
Quanto detto è contenuto nel decreto ministeriale di modifica del Sistri di prossima pubblicazione che conterrà anche semplificazioni per le piccole medie imprese.
Ammontare dei diritti di segreteria per il ritiro dei dispositivi USB
Il Ministero dello Sviluppo Economico con decreto del 17 giugno 2010 ha approvato l’ammontare dei diritti di segreteria per il ritiro delle USB.
Rilascio 1° dispositivo euro 16
Rilascio dispositivo aggiuntivo USB per la stessa unità locale euro 6
Rinnovo domande di autorizzazione alle emissioni in atmosfera
Gli impianti che alla data del 1° luglio 1988 erano in esercizio o erano costruiti interamente o autorizzati ai sensi della normativa precedente, dovranno presentare, entro il 2010, domanda di rinnovo dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera, nel caso in cui abbiano sempre goduto della sola autorizzate in forma tacita.
Denuncia Produttori di AEE: MUD 2010
Il nuovo MUD previsto dal DPCM 27 aprile 2010 ha introdotto una sezione destinata ai produttori di AEE relativa alla comunicazione dei quantitativi di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE) che i produttori hanno immesso sul mercato nazionale nel corso del 2009. I produttori di AEE dovranno trasmettere entro il 30 giugno 2010 i dati inviandoli telematicamente attraverso il sito www.registroraee.it
Pubblicata delibera 19/03/10 Albo Nazionale Gestori Ambientali
Iscrizione semplificata all'Albo per le imprese che gestiscono RAEE
Sono state pubblicate le regole e i modelli per l'iscrizione semplificata all'Albo Gestori, per i Distributori, i Trasportatori, gli Installatori e i Gestori di centri di assistenza di Apparecchiature Elettrice ed Elettroniche.
Probabile proroga del sistri per le piccole medie imprese
In Commissione Affari costituzionali della Camera, nell’ambito del decreto “Semplificazioni”, è stato approvato un emendamento che riferendosi alle PMI fino a 10 dipendenti che producono fino a 300 kg di rifiuti pericolosi all’anno, procrastina l’entrata in funzione del SISTRI di due anni.
In Gazzetta Ufficiale la proroga del MUD al 30 giugno
E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di venerdì 21 maggio n° 117 il Decreto Legge 20 maggio 2010 con il quale vengono prorogati i termini per la presentazione della denuncia annuale rifiuti al 30 giugno 2010.
Il modello da utilizzare per la denuncia rifiuti 2010 relativa all'anno 2009, è quello previsto dal DPCM del 27 aprile 2010 anche se sono fatte salve le dichiarazioni che erano state presentate avvalendosi del modello in vigore precedentemente.
Il nuovo modello introdotto dal citato DPCM 27 aprile 2010 molto simile a quello previsto dal DPCM 24 dicembre 2002, si differenzia solamente per i riferimenti normativi al Testo Unico ambientale del 2006 e non più al vecchio Decreto Ronchi, e anche per una nuova sezione interamente dedicata ai produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche che nel modello precedente non era prevista
Programma per la compilazione del Mud 2010
E' disponibile sul sito di ecocerved http://www.ecocerved.it/mudSwCompilazione.aspx il programma aggiornato per la compilazione del Mud 2010 relativo ai rifiuti prodotti nel 2009.
Pubblicato il Decreto 8 marzo 2010 n°65
E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 4 maggio 2010 n 102 il Regolamento relativo alle modalità semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonchè dei gestori di centri dei assistenza tecnica di tali apparecchiature.
Scatteranno così dal 18 giugno 2010 nuovi obblighi per trasportatori, centri di assistenza, commercianti, comuni e gestori dei centri di raccolta
Presenzazione del Mud: proroga al 30 giugno
Lo stesso giorno in cui era prevista la scadenza del termine per la presentazione del Mud, 30 aprile 2010, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legge con il quale vengono prorogati i termini per la presentazione della denuncia annuale rifiuti. Finisce così la lunga vicenda che ha visto impegnata l'Associazione in un continuo confronto/scontro con le istituzioni diretto, in prima battuta, a far utilizzare anche quest'anno il modello Mud utilizzato gli anni scorsi piuttosto di uno complatamente nuovo come aveva invece in mente il governo, e successivamente, di far prorogare i termini di presentazione del modello, data l'incertezza informativa/normativa che si era venuta a creare negli ultimi mesi. Si è comunque in attesa della pubblicazione del decreto legge, che ad oggi non è ancora stato inserito in Gazzetta Ufficiale e che di conseguenza dovrà essere dotato di efficacia retroattiva
Quale modello e quando presentarlo
Sulla Gazzetta Ufficiale del, 28 aprile 2010, è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 aprile 2010, rubricato “Modifiche al Modello Unico di Dichiarazione Ambientale che aggiunge, ai due precedenti, un ulteriore Modello di tipo tradizionale, per le denunce relative ai rifiuti prodotti nell'anno 2009. La pubblicazione sembrava aver posto pa parola fine al tam tam di notizie che circolavano sul modello da utilizzare per la denuncia rifiuti 2010. Peccato però che nella Gazzetta Ufficiale del 30/04/2010 sia apparso un comunicato del Ministero dell'ambiente che va a modificare/integrare il modello pubblicato qualche giorno prima.
Proroga termini iscrizione al sistri
A seguito dell'entrata in vigore del decreto 15 febbraio 20010, sono stati prorogati i termini di iscrizione al sistri. Le aziende saranno obbligate ad iscriversi al sistema entro il 31 marzo o entro il 29 aprile, a seconda del gruppo d'appartenenza
Modificazioni del "testo unico ambientale"
E' in fase di recepimento, presso le commissioni ambiente della Camera e del Senato, la direttiva europea sui rifiuti. Il testo che verrà licenziato dal legislatore, una volta pubblicato, andrà a modificare i "Testo unico Ambientale" DLGS 3 aprile 2006 n 152
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