Source: http://alleanzaconsumatorisa.blogspot.com/2008/09/
Timestamp: 2018-03-18 04:16:53+00:00
Document Index: 107981496

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 200', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 23', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 140', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 3']

Associazione Consumatori - Alleanza Consumatori Salerno: settembre 2008
Pubblicità ingannevole: Importante provvedimento dell’AGCM
Segnaliamo un interessante ed importante provvedimento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in materia di pubblicità ingannevole, relativo ad un hotel sito nella provincia di Venezia il quale, attraverso il proprio sito internet, forniva informazioni non veritiere sulla sua esatta collocazione. Più precisamente, dalla home page del sito, l’hotel risultava ubicato in zona “Venezia-Dolo”, mentre invece si trovava a Cazzago, frazione del Comune di Pianiga. L’Autorità ha ritenuto che tale messaggio costituisse una fattispecie di pubblicità ingannevole. In particolare, ha osservato che il messaggio diffuso a mezzo internet non prospettava in modo chiaro la collocazione geografica dell’hotel Antille, conteneva alcune indicazioni non veritiere circa l’esatta distanza in chilometri tra l’hotel stesso e alcune destinazioni ivi indicate ed ometteva di dare informazioni esatte circa il tempo occorrente per raggiungere alcune delle località in questione. Pertanto, il messaggio stesso risultava idoneo ad indurre le persone alle quali è rivolto sulle caratteristiche del servizio pubblicizzato, pregiudicandone il comportamento economico.
Fonte: Autorità Garante Concorrenza e Mercato
Telefonia: Telecom Italia non potrà più subordinare l’attivazione di una nuova utenza al pagamento delle bollette insolute intestate ad altro cliente
Telecom Italia non potrà più subordinare l’attivazione di una nuova utenza al pagamento delle bollette insolute intestate ad altro cliente. Lo ha deciso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 21 agosto 2008, accettando e rendendo vincolanti gli impegni presentati dalla società in materia di morosità pregresse. Viene così chiuso, senza accertamento dell’infrazione, il procedimento avviato il 13 dicembre 2007. L’istruttoria doveva verificare se subordinare, come faceva Telecom, la richiesta di attivazione di una nuova utenza o di subentro in una già attiva al pagamento di morosità del precedente contraente, e dunque di corrispettivi non legati ad alcuna controprestazione, costituisse un abuso di posizione dominante.
Eliminata anche la possibilità, per l’azienda, di subordinare alla prestazione di garanzie patrimoniali l’attivazione della linea telefonica a chi si trovi in condizioni economiche tali da pregiudicare il pagamento del servizio poiché, ad esempio, protestato o fallito.
Fonte: Autorità Garante Concorrenza e Mercato - 22/08/2008
Anche Alleanza Consumatori Salerno, così come altre associazioni dei consumatori, aderisce allo sciopero dei cellulari indetto per la giornata di domani, 18 settembre. Quindi, invitiamo iscritti e simpatizzanti a spegnere il telefonino per tre ore. La scelta della data non è casuale, infatti, giovedì 18 è la giornata di lotta dei consumatori contro il carovita, proclamata da tutte le associazioni del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu).
Pubblicato da Alleanza Consumatori Sa a 12:03 0 commenti
Circolazione senza casco e contestazione immediata
“Non è illegittima per violazione dell’obbligo di effettuare la contestazione immediata l’ordinanza ingiunzione emessa nei confronti del conducente di un ciclomotore che circolava senza casco sulla base di un verbale redatto da un agente di polizia municipale non motorizzato”, lo ha stabilito la Cassazione con sentenza n. 12865 del 21 maggio 2008. Per chi volesse approfondire, ecco il link a questa interessante pronuncia: http://www.cortedicassazione.it/Notizie/GiurisprudenzaCivile/SezioniSemplici/SchedaNews.asp?ID=2111
Riportiamo alcuni passaggi interessanti di una recente pronuncia del Giudice di Pace di Acerra, che ha accolto il ricorso di un cittadino multato perché faceva uso del telefonino durante la guida del proprio autoveicolo, senza che però la contravvenzione gli fosse contestata immediatamente. Il Giudice ha chiarito che “l’omessa contestazione immediata della violazione impedisce un controllo obbiettivo e rigoroso, affidandosi ad una mera “percezione sensoriale” di pochi centesimi di secondo; con la conseguenza che la predetta omissione è inidonea ad incidere sull’efficacia probatoria dell’atto di accertamento".
Per la P.A. la contestazione immediata non deve rappresentare un’eccezione, bensì deve essere la regola generale da applicarsi sempre (tranne nei casi in cui ricorrono le esimenti tassativamente previste dall’art. 200 C.d.s.) ed in maniera rigorosa”.
La Corte di Cassazione (sentenza 719/2008), accogliendo il ricorso presentato da automobilista Milanese avverso un verbale di contravvenzione al Codice della Strada per avere circolato con la sua auto in una ztl di Roma, ha ribadito che il permesso che consente ai portatori di handicap il transito nelle zone a traffico limitato deve considerarsi valido su tutto il territorio nazionale e non soltanto nell'ambito del comune che lo ha rilasciato.
Contravvenzioni al CdS: requisiti dell’ordinanza di convalida del provvedimento in caso di mancata comparizione dell’opponente in udienza
La Corte di Cassazione (sent. n.1246/2008 – dep. 29.1.2008) ha stabilito che, nel giudizio di opposizione al pagamento di sanzione amministrativa pecuniaria (nel caso di specie, cartella esattoriale relativa a sanzioni irrogate per violazioni del codice della strada), a seguito delle dichiarazioni di illegittimità costituzionale relative all’art. 23, comma 5, della legge n. 689 del 1981 (Corte cost., sent. n. 534 del 1990 e n. 507 del 1993), l’emanazione della ordinanza di convalida (che costituisce provvedimento decisorio, non revocabile dal giudice che lo ha emesso) è subordinata a tre condizioni: 1) la mancata comparizione dell’opponente o del suo procuratore; 2) la non fondatezza dell’opposizione sulla base dei motivi di ricorso e dei documenti prodotti; 3) il deposito da parte dell’amministrazione irrogante di copia del rapporto con gli atti relativi all’accertamento, nonché alla contestazione e alla notificazione della violazione; ne consegue che il giudice, ove ritenga di convalidare il provvedimento opposto, deve motivare in ordine a tutti e tre i presupposti sopraindicati (Cass. 1653/2007). La Suprema Corte ha quindi accolto il ricorso presentato da un cittadino avverso il provvedimento del Giudice di Pace di Roma che rigettava l’opposizione al pagamento della sanzione amministrativa, convalidando in modo assolutamente immotivato il provvedimento impugnato, sul rilievo che all’udienza di prima comparizione non si era presentato l’opponente senza addurre un legittimo impedimento e senza che venisse compiuta alcuna verifica, né in ordine al deposito da parte dell’Amministrazione dei documenti prescritti dall’art. 23 secondo comma della legge n. 689 del 1981 né della legittimità del provvedimento impugnato.
Dato che recentemente se ne sono occupati anche i media nazionali, segnaliamo la sentenza n. 5032/07 del 13 luglio 2007 emessa dal Giudice di Pace di Lecce, con la quale si ribadisce (in adesione ad un orientamento della Corte di Cassazione) che le multe notificate a mezzo di società private vanno annullate. Nel testo della sentenza si legge che “la notifica del verbale di accertamento dell’infrazione al C.d.S. deve essere fatta nelle forme della notifica degli atti Giudiziari. Pertanto la notifica effettuata, nel caso di specie, a mezzo di una agenzia privata di recapiti deve essere considerata giuridicamente inesistente, come espressamente sostenuto dalla Suprema Corte di Cassazione (Cass. 4.9.96 n.8079). Tanto più se si considera che detta agenzia privata ha addirittura proceduto alla notifica con le modalità di cui all’art. 140 c.p.c..”
Cassazione: fermo amministrativo anche quando la targa è illegibile
Può scattare il fermo amministrativo anche quando la targa di un’automobile sia illeggibile perché “priva delle caratteristiche di rifrangenza”. Ciò è quanto sostenuto dalla Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 2214/2008, ha confermato la sanzione amministrativa del fermo del veicolo irrogata dalla prefettura nei confronti di un automobilista di Belluno. Nel testo della sentenza di legge che "il fermo amministrativo e' previsto non soltanto nel caso di targhe contraffatte, ma anche quando le targhe siano prive delle caratteristiche rifrangenti perchè usurate".
Trasporto ferroviario di persone. Azioni risarcitorie contro le Ferrovie esperibili senza l’obbligo del preventivo reclamo in via amministrativa.
La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, per violazione degli artt. 3 e 24 Costituzione, la disposizione di cui al primo comma dell’art. 15 dell’allegato al regio decreto-legge 11 ottobre 1934, n. 1948 “Nuovo testo delle condizioni e tariffe per il trasporto delle persone sulle ferrovie dello Stato”, convertito in legge 4 aprile 1935, n. 911 (Conversione in legge del r.d.l. 11 ottobre 1934, n. 1948, concernente l’approvazione di nuove “Condizioni e tariffe per il trasporto delle persone sulle Ferrovie dello Stato” – normativa successivamente trasfusa in un regolamento del 1956, esattamente identico nel suo contenuto alla legge del 1934). Più precisamente la norma è illegittima nella parte in cui, salvo il caso di danno alla persona del viaggiatore, non prevede che possano essere promosse contro le F.S. le azioni basate sulle disposizioni dello stesso Regio Decreto se l’avente diritto non abbia presentato reclamo in via amministrativa e non siano trascorsi 120 giorni dalla presentazione del reclamo stesso.
Riportandosi nella motivazione alla propria precedente sentenza n. 40 del 1993, relativa al trasporto ferroviario delle merci, la Corte Costituzionale ha chiarito che “una condizione di proponibilità che menoma fortemente il diritto di difesa garantito dall’art. 24 della Costituzione”, nonché “un privilegio ingiustificato, come tale lesivo del principio di uguaglianza stabilito dall’art. 3 della Costituzione”.
Etichette: Turismo e Vacanze, Tutela dei Consumatori
Garante Prezzi su tariffe ferroviarie: aumenti superiori a media Ue, urgente nuovo assetto regolatorio
Dal raffronto delle variazioni dei prezzi dei servizi ferroviari italiani rispetto a quelli europei degli ultimi due anni emerge una dinamica inflazionistica nel nostro Paese superiore alla media europea e più alta rispetto a paesi come Francia, Spagna, Gran Bretagna. Dinamica imputabile ai rilevanti aumenti che Trenitalia ha varato a gennaio 2007 e 2008 sulle tratte ferroviarie di media e lunga percorrenza (in particolare Eurostar e Alta Velocità), maturati dopo anni di sostanziale blocco tariffario. I trasporti ferroviari di carattere regionale, invece, registrano una variazione tendenziale al di sotto del tasso di inflazione generale. Sono questi i principali dati contenuti nel dossier elaborato dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe del Ministero dello Sviluppo Economico e discusso oggi al tavolo di confronto sull’andamento delle tariffe ferroviarie al quale hanno partecipato rappresentanti del Ministero Infrastrutture e Trasporti, di Trenitalia e del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti (CNCU). A conclusione dell’incontro, il Garante per la sorveglianza dei Prezzi, Antonio Lirosi, ha affermato che eventuali nuovi aumenti sulle tratte di media e lunga percorrenza in regime di libera determinazione tariffaria aggraverebbero la più generale dinamica inflazionistica e ha invitato Trenitalia, fin da queste settimane estive, a favorire gli utenti con tariffe promozionali e sconti in misura più intensiva ed efficace. Il Garante ha infine rilevato - anche sulla base delle considerazioni del competente Ministero delle Infrastrutture e Trasporti - l’urgenza della definizione di un assetto regolatorio in grado di far fronte alla peculiare situazione di un settore in cui su alcune tratte nazionali vi è libertà tariffaria ma in presenza di una situazione monopolistica, mentre altre tratte sono soggette ad obblighi di servizio pubblico.
Fonte: MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - Comunicato 22 luglio 2008
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 3 luglio 2008, ha disposto che H3G sospenda la riscossione coattiva dei crediti relativi al traffico internet contestato dagli utenti. La decisione è stata assunta nell’ambito dell’istruttoria avviata per verificare se l’operatore telefonico abbia messo in atto pratiche commerciali scorrette relativamente ai piani tariffari per la navigazione. Secondo numerose denunce, gli utenti che avevano sottoscritto il piano tariffario “Tre.Dati Abbonamento” con l’“ADSM Modem USB”, hanno ricevuto conti salatissimi, fino a quasi diecimila euro, senza che questi costi così ingenti fossero preventivabili in base alle condizioni d’offerta.
- abbia informato adeguatamente il consumatore che, superata la soglia di 5 GB/mese, la tariffa a consumo comporta una spesa estremamente elevata, che aumenta ulteriormente quando la connessione avviene attraverso il roaming GPRS;
- abbia garantito la possibilità al consumatore di monitorare il superamento di quella soglia;
- abbia consentito di conteggiare e verificare il traffico dati extrasoglia. Secondo le prime informazioni acquisite il software offerto ai consumatori non garantisce che i bytes visualizzati durante la navigazione su Internet corrispondano ai bytes riportati ai fini della fatturazione;