Source: https://www.solarteg.it/solarteg-soluzione-fotovolatico-centri-storici/
Timestamp: 2018-05-20 15:42:04+00:00
Document Index: 85175132

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 136', 'art. 136', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 136']

SOLARTEG, il tetto solare fotovoltaico per i centri storici - SOLARTEG
SINTESI NORMATIVA IN MATERIA DI FOTOVOLTAICO IN AREE VINCOLATE
1.1. Il D. Lgs. 28/2011 ha introdotto una serie di obblighi relativi alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
In particolare l’art. 11 del D. Lgs.citato ha stabilito che “i progetti di edifici di nuova costruzione ed i progetti di ristrutturazioni rilevanti degli edifici esistenti prevedono l’utilizzo di fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di calore, di elettricità e per il raffrescamento secondo i principi minimi di integrazione e le decorrenze di cui all’allegato 3”.
Le leggi regionali possono stabilire incrementi dei valori di cui all’Allegato 3 del D. Lgs. 28/2011.
Inoltre, tali valori possono subire incrementi in caso di specifiche previsioni locali: vi sono, ad esempio, numerosi Comuni che, nei propri regolamenti edilizi, hanno espressamente previsto l’obbligo di installazione di impianti fotovoltaici per più di 1 kW per unità abitativa
Ferma restando l’assenza di un obbligo di legge, non vi sono preclusioni di sorta all’installazione di tali impianti su edifici vincolati, previo ottenimento dei necessari titoli abilitativi (edilizi e paesaggistici).
1.2. Proprio in riferimento agli edifici vincolati, il recente D.P.R. 13 febbraio 2017 n. 31 ha modificato le procedure per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, ampliando le attività̀ edilizie escluse dall’obbligo di autorizzazione paesaggistica e velocizzando l’iter procedurale.
In sintesi, a seconda dell’intervento che si intende intraprendere, sarà possibile ricorrere a tre procedure diverse:
– intervento libero, senza obbligo di autorizzazione paesaggistica, ma solo tramite richiesta del titolo edilizio (quando previsto dalla legge);
In sostanza, per gli impianti fotovoltaici aderenti o integrati nelle coperture degli edifici, posti in aree non vincolate, oppure posti su tetti piani in modo da non essere visibili all’esterno, non sarà più necessaria l’autorizzazione paesaggistica, neppure in forma semplificata.
Per gli impianti fotovoltaici aderenti o integrati nelle coperture degli edifici ricadenti tra quelli di cui all’art. 136 comma 1 lett. b) e c) del codice dei beni culturali e del paesaggio, oppure posti su tetti piani in modo da essere visibili all’esterno, sarà invece necessaria l’autorizzazione paesaggistica (in forma semplificata).
Con l’entrata in vigore del DPR 13 febbraio 2017, non sono, quindi, più previste limitazioni tecniche di sorta all’installazione di pannelli solari che potranno essere sempre installati, anche senza necessità di autorizzazione paesaggistica, fatta eccezione per quelli da realizzare in aree sottoposte a tutela, ai sensi dell’art. 136, comma 1, lett. b) e c) del D. Lgs. 42/2004, che potranno comunque essere installati previo tuttavia ottenimento dell’autorizzazione paesaggistica (semplificata).
In tale ultima ipotesi, ossia laddove vi sia la necessità di sottoporre un intervento di efficientamento energetico o di realizzazione di un impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili a servizio di un edificio al procedimento di autorizzazione paesaggistica semplificata (ricadendo l’intervento nell’Allegato B al DPR 13 febbraio 2017), il D.P.R. 31/2017 fissa in 60 giorni la durata della procedura.
In caso di mancata espressione del parere vincolante del Sopraintendente nei termini di legge, si formerà il silenzio-assenso e l’amministrazione sarà tenuta a rilasciare il provvedimento autorizzativo finale.
In caso di risposta negativa ad un intervento di efficientamento energetico o di realizzazione di un impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili, il D.P.R. 31/2017 ha stabilito non soltanto l’obbligo di motivare adeguatamente un eventuale provvedimento di diniego di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica (obbligo, peraltro, già previsto in via generale dall’art. 3 della L. n. 241/1990), ma ha altresì espressamente previsto, in capo all’amministrazione, un obbligo di indicare le modifiche progettuali necessarie per consentire l’accoglimento dell’istanza, senza che l’amministrazione procedente possa opporre generici dinieghi.
Purtroppo non sono rari i casi in cui le amministrazioni locali oppongono una sorta di veto preventivo alla possibilità di installare impianti fotovoltaici in zone vincolate. Ma si tratta, in sostanza, di un comportamento illegittimo, in quanto l’ordinamento impone, come minimo, che la richiesta sia esaminata e che la risposta sia adeguatamente motivata. Dall’esame, inoltre, deve emergere l’avvenuta adeguata comparazione di tutti gli interessi coinvolti. Sul punto, si segnala una pregevole decisione del giudice amministrativo, il quale ha osservato che, nella valutazione della compatibilità tra tutela del paesaggio e installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, “in un sistema pluralistico quale quello introdotto dalla Costituzione repubblicana, l’amministrazione preposta alla tutela dei valori paesaggistici deve valutare la compatibilità dell’attività autorizzanda rispetto al vincolo, ponendo in comparazione detti valori con gli interessi antagonisti. Nel possibile conflitto fra le esigenze correlate all’esercizio dell’attività imprenditoriale, finalizzata alla produzione (con modalità non inquinanti) di energia elettrica, e quelle sottese alla tutela di valori non economici (come la tutela del paesaggio), l’amministrazione deve, in particolare, ricercare non già il totale sacrificio delle une e la preservazione delle altre secondo una logica meramente inibitoria, ma deve piuttosto, come indicato dalla sentenza della Corte costituzionale 10 luglio 2002, n. 355, ricercare una soluzione necessariamente comparativa della dialettica fra le esigenze dell’impresa e quelle afferenti valori non economici, tutte rilevanti in sede di esercizio del potere amministrativo di autorizzazione alla realizzazione di attività imprenditoriali. Il che non esclude che l’esito finale del giudizio comparativo privilegi il valore paesaggistico: ma solo all’esito di una ragionevole ponderazione, alla stregua di un canone di proporzionalità (sul quale Consiglio di Stato, V, 18 febbraio 1992, n. 132) fra valore di tutela e intensità del vincolo (e della conseguente compressione dell’interesse antagonista) rispetto alla specifica attività considerata, e non già per una scontata prevalenza del primo” (cfr. T.A.R. Sicilia, Palermo, sentenza 28 settembre 2005 n. 167; nello stesso senso, Consiglio di Stato, Sez. VI, sentenza 9 marzo 2005 n. 971).
In conclusione, non esistono generali preclusioni all’installazione di impianti fotovoltaici, allorché tale installazione debba avvenire in contesti vincolati. Occorrerà, pertanto, che l’amministrazione proceda sempre ad una effettiva ed imparziale comparazione dei contrapposti valori, esplicitando in maniera chiara e puntuale le ragioni per le quali, all’esito della valutazione, si ritenga di dover privilegiare la tutela del paesaggio rispetto al contrapposto interesse all’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili.
Pannelli solari su coperture piane, non visibili dagli spazi pubblici esterni Pannelli solari integrati o complanari*
Edifici non vincolati** Solo titolo edilizio Solo titolo edilizio
Edifici vincolati** Solo titolo edilizio Paesaggistica semplificata
* Per integrati si intendono: pannelli a servizio di singoli edifici, purché integrati nella configurazione delle coperture, o posti in aderenza ai tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda degli edifici, ai sensi dell’art. 7-bis del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28
**Il vincolo è definito al Decreto legislativo n.42 del 2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio” che in particolare , art. 136. presenta gli: “Immobili ed aree di notevole interesse pubblico:
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