Source: http://www.ilcaso.it/romagna/archivio-sentenze-romagna.php?id_cont=societario
Timestamp: 2020-01-23 09:12:28+00:00
Document Index: 127142397

Matched Legal Cases: ['art. 2471', 'art. 543', 'art. 2470', 'art. 543', 'art. 161', 'art. 2474']

Va considerata superata la ricostruzione che riteneva il pignoramento di quote di s.r.l. assoggettato alla disciplina dell’esecuzione presso terzi, avendo il legislatore del 2003, con la modifica dell’art. 2471 c.c. - che prevede, per l’espropriazione della quota, la notificazione del pignoramento al debitore e alla società, e la successiva iscrizione nel registro delle imprese -, omesso qualsiasi riferimento alla necessità della fissazione di un’udienza per la dichiarazione della società (sulla falsariga dell’art. 543 c.p.c.). Questa, del resto, appare del tutto superflua, dal momento che il creditore può trarre le informazioni necessarie circa la titolarità ed il valore nominale delle quote, direttamente dal registro delle imprese (nel quale il relativo trasferimento deve essere annotato, a mente dell’art. 2470, secondo comma, c.c.). Appare, pertanto, illogico continuare a richiedere la collaborazione degli organi sociali per l’attuazione del pignoramento, con il rischio per il creditore di soggiacere alle conseguenze della mancata collaborazione dell’organo amministrativo (che potrebbe non presentarsi all’udienza ex art. 543 c.p.c.). La soluzione del pignoramento “diretto” – adottata peraltro dalla giurisprudenza di merito più recente – può quindi ritenersi senz’altro più consona al canone dell’interpretazione letterale e sistematica della legge. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini 12 maggio 2016.
Chiamata in causa del professionista per non aver impedito i prelievi dalle casse sociali e condanna per lite temeraria ex articolo 96 c.p.c.
Società - Responsabilità limitata - Illegittimi prelievi dalle casse sociali - Chiamata in causa del professionista - Fattispecie - Infondatezza
I prelievi dalle casse sociali illegittimamente effettuati dagli amministratori vengono normalmente a conoscenza del professionista che assiste la società solo dopo che gli stessi sono stati effettuati, per cui appare improbabile che lo stesso professionista possa essere ritenuto responsabile per non averli impediti, in quanto detti comportamenti costituiscono veri e propri atti di gestione posti in essere dagli amministratori o dai soci della società dei quali gli autori sono direttamente responsabili nei confronti della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna 03 agosto 2015.
Nullità del trust liquidatorio istituito dal liquidatore con funzione di trustee
Società a responsabilità limitata - Liquidazione - Costituzione di trust liquidatorio - Tutela del valore dell'impresa - Miglior realizzo a tutela degli interessi dei creditori dei soci - Nullità
È nullo il trust istituito dal liquidatore della società in liquidazione nel quale venga conferito l'intero patrimonio societario attivo e passivo con lo scopo della conservazione del valore dell'impresa in funzione del miglior realizzo a tutela degli interessi dei creditori e dei soci. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì 20 febbraio 2015.
(Decisione resa in fattispecie in cui lo statuto di una Banca di Credito Cooperativo prevedeva che “I componenti del Consiglio di Amministrazione, il Presidente del Collegio Sindacale e i sindaci, compresi i supplenti, sono eletti dall’Assemblea tra i nominativi per i quali il Fondo di Garanzia dei depositanti del credito cooperativo avrà espresso il proprio preventivo gradimento. Il Direttore Generale è eletto dal Consiglio di Amministrazione tra i nominativi di gradimento del predetto Fondo”). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini 12 novembre 2014.
Quando la rinuncia al diritto di opzione all’aumento di capitale costituisce atto di straordinaria amministrazione ex articolo 161, comma 7, L.F.
Concordato preventivo - Concordato con riserva - Atti di straordinaria amministrazione - Rinuncia al diritto di opzione all’aumento di capitale di società partecipata - Ingiustificata e consistente riduzione del patrimonio del debitore
Costituisce atto di straordinaria amministrazione, da sottoporre ad autorizzazione ex art. 161, comma 7, l. fall., la rinuncia al diritto di opzione all’aumento di capitale di una società partecipata, la quale determini una evidente, ingiustificata e consistente riduzione del patrimonio del debitore a discapito delle ragioni dei propri creditori sociali. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì 06 agosto 2014.
Nullità del mutuo contratto da società a responsabilità limitata per la liberazione del proprio capitale sociale
E’ illecita l’operazione di finanziamento bancario in favore di una società a responsabilità limitata finalizzata a consentire l’utilizzo del denaro sociale per la sottoscrizione e liberazione dell’aumento di capitale sociale della società stessa, ai sensi dell’art. 2474 c.c. che vieta alla società di finanziare qualsiasi operazione su proprie quote sociali; l'invalidità spiega effetti anche sul contratto di mutuo bancario che rappresenta il mezzo impiegato per realizzare l’atto nullo. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini 26 marzo 2014.