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Timestamp: 2019-07-19 13:07:42+00:00
Document Index: 113316406

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 142', 'art.2109', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ']

QUESTIONI CONTROVERSE NEI CONTRATTI DEI SUPPLENTI DA PARTE DELLE SCUOLE - www.flc-cgiltorino.it | www.flc-cgiltorino.it
QUESTIONI CONTROVERSE NEI CONTRATTI DEI SUPPLENTI DA PARTE DELLE SCUOLE
Retribuzione e validità del servizio per il sabato e la domenica.
Il lavoratore che svolge il suo orario di lavoro settimanale in meno di 6 giorni ha diritto al pagamento dal lunedì alla domenica e al riconoscimento del servizio.
Con la circolare telegrafica n. 270 del 4.8.95 si chiarisce in maniera esplicita. Fin dal CCNL del 1995, il diritto al riconoscimento anche del sabato se il servizio è stato interamente prestato in 5 giorni.
Con l’art. 40 e soprattutto con la sequenza contrattuale relativa all’art. 142 comma 1 lettera f (diritto al riposo settimanale), si ribadisce anche il diritto al riconoscimento della domenica come stabilito dal codice civile (art.2109, comma 1).
Con sentenza depositata il 15 febbraio 2010 il Giudice del Lavoro di Caltanissetta ha disposto il riconoscimento giuridico ed economico dei giorni di sabato e domenica in favore dei docenti supplenti che abbiano completato l’orario settimanale previsto, anche se in sostituzione di docenti e in scuole diverse.
Il Tribunale del Lavoro ha così affermato “ prevedere che, in ipotesi del tutto sovrapponibili, possa esservi un diverso trattamento economico-giuridico, sarebbe del tutto irrazionale: infatti, che un docente supplente abbia sostituito un solo docente titolare o più docenti titolari è del tutto irrilevante: ciò che comporta è che la sostituzione sia avvenuta per l’intero orario di lavoro, altrimenti la norma pattizia si renderebbe contrastante con il principio di cui all’art. 3 della Costituzione”
La FLC CGIL che da sempre segue le problematiche dei precari conviene che i lavoratori HANNO UGUALI DIRITTI anche a seguito di quest’ultima sentenza che mette ordine in una questione dibattuta che spesso ha visto alcuni Dirigenti riconoscere il diritto in questione ed altri no, creando disparità di trattamento e forte malumore tra gli stessi lavoratori precari.
La FLC CGIL di Torino