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Timestamp: 2016-12-07 20:15:28+00:00
Document Index: 93645308

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 51', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 51', 'art. 10', 'art. 51', 'art.\n51', 'art. 10', 'art. 51']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 96 del 25.07.2005
Istanza di Interpello - Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. - X
-Contributi di assistenza sanitaria integrativa. Esatta applicazione
dell'art. 51, comma 2, lett. a) del TUIR
applicazione del DPR 917, del 1986, è stato esposto il seguente
Tra gli organismi istituiti dalla X, organizzazione sindacale volta a
tutelare gli interessi dei dirigenti di aziende industriali, opera il K -
avente la finalità di assicurare ai dirigenti medesimi prestazioni di natura previdenziale complementari ai trattamenti pensionistici di legge.
I contributi versati dalle imprese e dai dirigenti al fondo pensione
sopra menzionato, ai sensi degli artt. 10, comma 1, lett. e-bis), e 51,
comma 2, lett. h), del TUIR non concorrono alla formazione del reddito di
lavoro dipendente, nei limiti ivi previsti.
La X, in quanto interessata ad apportare delle modifiche statutarie
aventi dei riflessi sulle modalità di riscossione dei contributi oggetto
dell'istanza, chiede chiarimenti in merito al corretto trattamento fiscale
da applicare nell'ipotesi in cui gli stessi siano comprensivi di una quota
Più in dettaglio, l'istante mira a vincolare l'ammissione al K, ponendo
come requisito la precedente iscrizione alla X medesima. Inoltre, prevede di
attribuire ai datori di lavoro l'onere di riscuotere, in sede di erogazione
delle retribuzioni, sia i contributi previdenziali, che quelli associativi,
per poi provvedere al versamento degli stessi al Fondo Pensione.
Tale organismo provvederà al successivo versamento delle quote
associative alla X e alle competenti organizzazioni territoriali.
Sulla base di quanto esposto l'istante chiede di sapere se il contributo
prelevato dal datore di lavoro, in quanto comprensivo della quota
associativa alla X, possa considerarsi, nella sua interezza, un contributo
previdenziale complementare e, come tale, non concorrere alla formazione del
reddito di lavoro dipendente ai sensi dell'art. 51, comma 2, lett. h), del
L'istante ritiene che, in ragione della
strumentalità e della accessorietà del contributo associativo rispetto a quello avente natura
previdenziale, l'intero importo trattenuto dal datore di lavoro possa qualificarsi come contributo versato alle forme pensionistiche complementari
di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124.
Tenuto conto anche dell'ulteriore documentazione prodotta in data 05/09/2003
si esprime il seguente
Con riferimento all'istanza di interpello pervenuta, la scrivente
ritiene opportuno richiamare le modifiche normative introdotte in materia di
previdenza complementare dal D. Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47.
In particolare, l'art. 1, comma 1, lett. a), n.1) del decreto sopra
citato ha modificato l'art. 10, comma 1, lett. e-bis), del TUIR prevedendo
che sono deducibili dal reddito complessivo i "contributi versati alle forme
pensionistiche complementari e i contributi e i premi versati alle forme
pensionistiche individuali, previste dal D. Lgs. 21 aprile 1993, n. 124, per
un importo complessivamente non superiore al 12 per cento del reddito
complessivo e comunque non superiore a lire 10 milioni. Se alla formazione
del reddito complessivo concorrono redditi di lavoro dipendente,
relativamente a tali redditi la deduzione compete per un importo
complessivamente non superiore al doppio della quota di TFR destinata alle
forme pensionistiche collettive istituite ai sensi del D. Lgs. 21 aprile
1993, n. 124, e, comunque, entro i predetti limiti del 12 per cento del
reddito complessivo e dei 10 milioni di lire".
Contestualmente, lo stesso D. Lgs. n. 47/2000, all'art. 1, comma 1,
lett. c), ha disposto la soppressione della previsione normativa contenuta
nell'art. 51, comma 2, lett. a), primo periodo, del TUIR, e relativa alla
non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro dipendente dei
"contributi versati dal datore di lavoro alle forme pensionistiche
complementari di cui al D. Lgs. 21 aprile 1993, n. 124...".
Pertanto a partire dal 1 gennaio 2001, la
oggetto dell'istanza è disciplinata, con riferimento a tutte le categorie
di reddito, dal richiamato art. 10, comma 1, lett. e-bis), del TUIR.
Il richiamo alla successione delle norme evidenzia una erronea
individuazione, da parte dell'istante, della normativa di riferimento. Il
contribuente, infatti, ha chiesto di conoscere se i contributi di cui
all'oggetto non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente
ai sensi dell'art. 51, comma 2, lett.a), primo periodo, ma tale
disposizione, a seguito delle modifiche sopra citate, non considera più i
contributi versati alle forme previdenziali complementari, prevedendo
esclusivamente la non concorrenza al reddito di lavoro dipendente dei
contributi previdenziali e assistenziali versati in ottemperanza a
Al riguardo, la scrivente fa presente che ai sensi dell'art.
51, comma
2, lett. h), non concorrono, comunque, alla formazione del reddito di lavoro
dipendente "le somme trattenute al dipendente per oneri di cui all'art. 10 e
alle condizioni ivi previste". Il quesito proposto conserva, quindi, la
propria rilevanza, se riferito all'art. 51, comma 2, lett. h), del TUIR.
Ciò premesso, con riferimento all'ipotesi in cui i contributi oggetto
del quesito siano incrementati della quota associativa da versare
all'organizzazione sindacale di appartenenza, la scrivente, contrariamente
alla soluzione prospettata dal contribuente, ritiene non corretto escludere
dalla base imponibile tale maggiore importo, in quanto lo stesso non è direttamente inerente agli obiettivi della previdenza complementare.
Funzione principale dei fondi previdenziali complementari
è, di fatto,
quella di assicurare ai lavoratori un maggior livello di copertura
previdenziale rispetto a quello offerto dal sistema pubblico.
Nella fattispecie in discussione, l'iscrizione alla X, per quanto
necessaria ai fini del godimento delle prestazioni previdenziali, non è direttamente finalizzata al finanziamento della posizione previdenziale
Non è quindi possibile, a parere della scrivente, estendere la
qualificazione di contributo previdenziale di cui al D. Lgs. 21 aprile 1993,
n. 124 alla quota associativa, solo perché versata unitamente ai contributi
destinati alle forme di previdenza complementare.
interpello presentata alla Direzione Regionale delle Entrate ............,
viene resa dalla scrivente ai sensi dell'articolo 4, comma 1, ultimo periodo
- Cascina, 10 ore fa	AteneoWeb s.r.l.