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Timestamp: 2017-12-16 16:52:06+00:00
Document Index: 113992929

Matched Legal Cases: ['art.  16', 'art. 14', 'art.  1', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 1', 'art.  2', 'art.\n3', 'art. 12', 'art.  4', 'art.  11', 'art.\n7', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 3', 'art.\n6', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 2403', 'art.  48', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 36', 'art.\n51', 'art.  15']

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 14 ottobre 2004: Approvazione del regolamento di organizzazione e funzionamento dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione | Edilone.it
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 14 ottobre 2004: Approvazione del regolamento di organizzazione e funzionamento dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 14 ottobre 2004: Approvazione del regolamento di organizzazione e funzionamento dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione - I.N.R.A.N. (GU n. 270 del 17-11-2004)
Approvazione   del  regolamento  di  organizzazione  e  funzionamento
dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione –
Visto  il  decreto  legislativo n. 454, del 29 ottobre 1999, che ha
trasformato  l’Istituto  nazionale della nutrizione di cui alla legge
6 marzo  1958  in Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la
nutrizione – I.N.R.A.N.;
Visto  in  particolare  l’art.  16,  comma  2, del suddetto decreto
legislativo  n.  454/1999,  il  quale stabilisce, tra l’altro, che il
regolamento  di  organizzazione  e  funzionamento  dell’I.N.R.A.N. e’
approvato  dal  Ministro  delle  politiche  agricole  e  forestali di
concerto  con  il  Ministro  per  la funzione pubblica ed il Ministro
dell’economia  e delle finanze sentita la Conferenza permanente per i
Visto l’art. 14 della legge 6 luglio 2002, n. 137 recante modifiche
al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 454, sopramenzionato;
Viste  le delibere del Consiglio di amministrazione dell’I.N.R.A.N.
e  da  ultimo  la  delibera n. 4 del 25 novembre 2003, concernente il
regolamento  di  organizzazione e funzionamento con il quale e’ stata
definita anche la dotazione organica del personale dell’ente;
E’   approvato,   nel   testo  allegato  al  presente  decreto,  il
regolamento di organizzazione e funzionamento dell’Istituto nazionale
di  ricerca  per gli alimenti e la nutrizione – I.N.R.A.N. – di Roma,
con  il  quale  e’ definita anche la dotazione organica del personale
I.N.R.A.N.  ISTITUTO  NAZIONALE  DI  RICERCA  PER  GLI  ALIMENTI E LA
1.  La  missione  dell’I.N.R.A.N. si realizza nell’ambito del piano
triennale   di  attivita’  elaborato  dal  consiglio  scientifico  in
coerenza  con  gli obiettivi del programma nazionale della ricerca di
cui  all’art.  1,  comma  2, del decreto legislativo 5 giugno 1998 n.
2. Il piano triennale si realizza attraverso piani-budget annuali.
3.  L’attivita’  scientifica  si sviluppa su programmi pluriennali,
articolati in programmi scientifici e progetti speciali.
4.  In  applicazione  dei principi fissati dall’art. 11 del decreto
legislativo   29 ottobre   1999,  n.  454,  e  con  riferimento  alle
disposizioni  della  legge  7 agosto  1990,  n.  241,  e, valutate le
proprie  peculiarita’, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
nell’esercizio   dell’autonomia  organizzativa  e  nel  quadro  della
partecipazione    della   comunita’   dell’ente,   l’I.N.R.A.N.,   si
caratterizza   in  quanto  flessibile  nell’articolazione  della  sua
organizzazione,  cooperativa  tra  le  diverse strutture, certa nella
funzionalita’   rispetto   ai   compiti   e   ai   programmi  e  alle
responsabilita’;    propositiva   rispetto   alla   utilizzazione   e
valorizzazione  delle risorse umane, e con affermazione del principio
della distinzione tra indirizzo e controllo, da un lato, e attuazione
e  gestione  dall’altro  con  significativo  decentramento  verso  le
strutture   gestionali  ed  operative,  nell’ambito  degli  indirizzi
generali e dei programmi fissati dagli organi di governo.
5.   La  macrostruttura  dell’I.N.R.A.N.,  che  sara’  definita  in
specifico disciplinare approvato dal consiglio di amministrazione, su
proposta  del  presidente, sentito il direttore generale e sentite le
organizzazioni  sindacali,  articola  l’ente  in  un’area  strategica
facente capo alla presidenza nella quale si configura il raccordo tra
la  funzione  di programmazione scientifica della ricerca e quella di
programmazione  generale  delle  attivita’  propria  del consiglio di
amministrazione, ed in un’area gestionale facente capo alla direzione
6.  Al  fine  di raccordare gli orientamenti strategici e le azioni
operative  e  gestionali  il  presidente  puo’  istituire un comitato
direttivo  la cui composizione deriva dalla macrostruttura deliberata
dal  consiglio  di  amministrazione  ai  sensi  dell’art. 7, comma e)
Il  presente  regolamento  recepisce  la  normativa  fissata  dallo
statuto dell’ente e, nell’ambito della medesima e di quella contenuta
nelle  disposizioni  legislative  richiamate dall’art. 1, completa il
quadro  disciplinare  relativo  all’organizzazione e al funzionamento
dell’I.N.R.A.N..
Il piano triennale di’ attivita’
1.   Il   piano  triennale  di  attivita’,  redatto  dal  consiglio
scientifico   ed   approvato   dal   consiglio   di   amministrazione
dell’I.N.R.A.N.   su   proposta   del   presidente   e   sentite   le
organizzazioni  sindacali legittimate, fissa, nel perseguimento delle
finalita’  fissate  dall’art.  2  dello  statuto e in coerenza con il
piano nazionale della ricerca, le linee strategiche dell’I.N.R.A.N..
2.  Il  piano  triennale,  aggiornabile annualmente, in particolare
a) la rappresentazione della situazione iniziale, degli obiettivi
conseguiti   rispetto  al  piano  triennale  precedente,  del  quadro
nazionale  ed  internazionale del campo di attivita’ dell’ente, delle
strategie connesse alla missione istituzionale;
b)  l’individuazione  degli  obiettivi  strategici, dei programmi
scientifici  e  dei  progetti  speciali,  effettuata sulla base della
rilevazione  dei  bisogni  di  ricerca  proveniente  dalla  comunita’
scientifica  interna,  esterna  ed  internazionale  dal  mondo  della
produzione, dagli enti locali, dai portatori di interesse;
c) la   definizione   del   piano  di  fabbisogno  triennale  del
d) la  previsione  dei  relativi  fabbisogni  economici  e  delle
risorse a disposizione;
e) l’allocazione   delle   varie   risorse   nelle  articolazioni
operative dell’ente individuate nella macrostruttura;
f) le  linee  di  formazione  e  di  aggiornamento  del  bilancio
g) i piani di sviluppo e di innovazione;
h) la previsione della stipulazione di accordi e convenzioni e la
partecipazione  e/o  costituzione  di consorzi, fondazioni o societa’
con soggetti pubblici e privati italiani e stranieri in base all’art.
3  del  decreto  legislativo 30 gennaio 1999, n. 19, richiamato dagli
articoli 17  e 8, primo comma, lettera b), del decreto legislativo 29
ottobre 1999, n. 454;
i) l’indicazione  delle linee strategiche riguardanti l’attivita’
di formazione esterna ed interna.
3.  Il  piano  triennale  di’  attivita’ viene portato, prima della
deliberazione  del  consiglio  di  amministrazione,  a conoscenza del
Forum per la tutela del consumatore di cui all’art. 12 seguente.
Il piano budget
1.   Il   piano  budget,  verificato  annualmente,  rappresenta  il
dettaglio analitico ed operativo del piano triennale di attivita’.
2.  Il  piano  budget  viene  predisposto dal direttore generale ed
illustra  analiticamente  i  piani  operativi  dei  programmi e delle
attivita’,  con  la  definizione  e  la  destinazione  delle relative
risorse finanziarie ed umane.
3. Il piano budget contiene il piano delle assunzioni da effettuare
nel  corso  dell’anno  di riferimento secondo le consistenze definite
dal piano di fabbisogno triennale.
4. Dal piano budget derivano il bilancio annuale di previsione e le
relative variazioni.
5.   La   realizzazione   del   piano   budget   e’  affidata  alla
responsabilita’  del  direttore generale, ai dirigenti amministrativi
ed ai coordinatori delle aree scientifiche e tecnologiche.
1.  Richiamate nel presente regolamento le competenze e le funzioni
descritte  nell’art.  4 dello statuto, il presidente, che sovrintende
al  funzionamento  dell’I.N.R.A.N.  e  vigila  sulla esecuzione delle
deliberazioni del consiglio di amministrazione:
a) verifica   sulla   base  delle  indicazioni  del  comitato  di
valutazione   scientifica   e  tecnologica  di  cui  all’art.  11  la
rispondenza  dei  risultati  della  gestione  alle direttive generali
b) in   relazione   alla   predetta  verifica,  assume  gli  atti
conseguenti,  sentito il direttore generale o sentito il consiglio di
amministrazione  qualora  la  verifica e l’eventuale atto conseguente
riguardi il direttore generale;
c) adotta   ogni   misura   necessaria   ad  assicurare  il  buon
funzionamento dell’ente, riferendone al consiglio di amministrazione,
sentito il direttore generale per gli aspetti di competenza;
d) sulla  base del piano budget contenente il piano di assunzione
annuale,  emana  i bandi di selezione per l’assunzione di personale a
tempo  indeterminato  e  a  tempo  determinato  e  nomina le relative
commissioni giudicatrici;
e) previa  delibera  del  consiglio  di amministrazione, assume i
provvedimenti  per l’attribuzione degli incarichi individuali ex art.
7,  comma  6,  del  decreto  legislativo 30 marzo 2001, n. 165 il cui
importo  superi  il  limite  di  spesa  fissato  nel potere di delega
conferitogli dal consiglio di amministrazione;
f) conferisce deleghe;
g) espleta   ogni  altra  funzione  che  gli  venga  demandata  o
autorizzata dal consiglio di amministrazione.
2.  Il presidente puo’ presiedere, o essere componente dei relativi
organi di governo, i consorzi, le fondazioni o le societa’ di diritto
privato di cui al comma 2, lettera h), dell’art. 3.
Il  presidente puo’ avvalersi di una segreteria tecnica composta da
un   contingente   di   personale  dell’ente  o  comandato  da  altre
amministrazioni  pubbliche,  nonche’  da  personale estraneo all’ente
stesso nel numero massimo di tre unita’, e comunque nei limiti di cui
all’art. 5, comma 2, lettera o), dello statuto.
1.  Richiamate  le disposizioni di cui all’art. 5 dello statuto, il
a) su  proposta  del  presidente e previo parere del collegio dei
revisori  dei  conti,  delibera,  entro il 30 ottobre, il bilancio di
previsione  ed entro il 30 marzo, con la medesima procedura, il conto
consuntivo,  lo stato patrimoniale, il conto economico dell’esercizio
precedente,  e  li  sottopone  successivamente  all’approvazione  dei
ministeri vigilanti;
b) nomina  il  comitato  scientifico e il comitato di valutazione
c)  definisce  le  aree  scientifiche  e  tecnologiche  in cui si
articola  l’attivita’  istituzionale  dell’I.N.R.A.N.  anche  ai fini
dell’inserimento del personale;
d) delibera  i disciplinari relativi all’organizzazione interna e
alle procedure connesse al funzionamento dell’ente;
e) delibera la macrostruttura dell’ente;
f) delibera  in  merito alla costituzione delle aree territoriali
g) delibera  i compensi ai componenti del consiglio e degli altri
organismi  costituiti ai sensi del punto b) precedente e li sottopone
successivamente all’approvazione dei ministeri vigilanti;
h) delibera  l’ammontare  del  gettone  di presenza per le sedute
degli    organi    collegiali    e   li   sottopone   successivamente
all’approvazione dei ministeri vigilanti;
i) propone  i  compensi del presidente e del direttore generale e
l’indennita’ di carica dei componenti del consiglio scientifico e dei
revisori  dei  conti  e li sottopone successivamente all’approvazione
dei ministeri vigilanti;
l) nomina il responsabile della sicurezza;
m) recepisce i contratti collettivi integrativi;
n) delibera  il conferimento degli incarichi di responsabilita’ e
di dirigenza amministrativa o responsabilita’ delle aree scientifiche
e  tecnologiche per le quali ultime vanno identificati i responsabili
con le modalita’ di cui all’art. 15, comma 4.
2.  Della  esecuzione  delle  deliberazioni  sono  responsabili  il
direttore generale e i dirigenti amministrativi interessati.
3.  I membri del consiglio di amministrazione possono presiedere, o
essere  componenti  dei  relativi  organi  di governo, i consorzi, le
fondazioni  o  le  societa’  di  diritto  privato  di cui al comma 2,
lettera h), dell’art. 3.
4.  I membri del consiglio di amministrazione, oltre all’indennita’
di  carica  percepiscono il gettone di presenza, di cui al precedente
comma  1,  lettera h), quando partecipano alle riunioni del consiglio
di  amministrazione  nonche’  il  trattamento  di  missione,  laddove
5.  il consiglio di amministrazione si riunisce su convocazione del
presidente almeno quattro volte l’anno.
6. Alle sedute del consiglio di amministrazione assiste il delegato
al  controllo sulla gestione finanziaria dell’istituto nominato dalla
7. Alle sedute del consiglio di amministrazione assiste altresi’ il
8.  L’avviso  di  convocazione  deve  essere recapitato agli aventi
diritto  almeno dieci giorni prima della data fissata per la riunione
e  dovra’ contenere l’ordine del giorno degli argomenti da esaminare,
unitamente  alla  documentazione necessaria; solo nei casi di urgenza
da  menzionarsi  espressamente  nell’avviso  si  potra’  derogare  al
normale termine, ma in ogni caso dovranno intercorrere almeno 24 ore.
9.  Per  la validita’ delle deliberazioni e’ necessaria la presenza
di  almeno  tre  membri del consiglio. Le delibere del consiglio sono
approvate a maggioranza dei presenti.
10.  Il  consiglio  con  propria  deliberazione  attribuisce  ad un
funzionario  dell’ente  i  compiti  di  segretario  del  consiglio di
11.  Al  segretario  che assiste alle riunioni spetta il compito di
redigere  il  relativo  verbale.  Il  verbale dovra’ essere approvato
nella riunione immediatamente successiva.
12.  Il  presidente sottopone all’esame dei componenti il consiglio
di  amministrazione  le  questioni  poste  all’ordine del giorno e ne
regola la discussione.
13.  La votazione puo’ avvenire in qualsiasi forma. Tuttavia per le
deliberazioni  concernenti  persone  determinate  la  votazione  deve
essere segreta.
1. Il consiglio scientifico esercita le funzioni previste dall’art.
6  dello statuto, nonche’ quelle di cui all’art. 14, comma 1, lettera
g),  della  legge  6 luglio  2002,  n.  137, che ha inserito il comma
3-bis, all’art. 14 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 454.
2.  Con  regolamento  interno  il  consiglio  determina  le proprie
modalita’ di organizzazione e funzionamento.
3.  I  membri  del  consiglio  scientifico, oltre all’indennita’ di
carica  percepiscono  il  gettone  di  presenza,  di  cui all’art. 7,
lettera   h),  del  presente  regolamento,  quando  partecipano  alle
riunioni   del   consiglio  scientifico  nonche’  il  trattamento  di
missione, laddove dovuto.
1.  Il  collegio dei revisori dei conti esercita le funzioni di cui
all’art. 2403 del codice civile, in quanto applicabili.
a) vigila sulla gestione finanziaria, economica e patrimoniale;
b) accerta  la  regolarita’  della  tenuta  dei libri e scritture
c) esamina  ed  esprime  pareri  sui  bilanci  di  previsione, le
eventuali  variazioni, i conti consuntivi, allegando ai predetti atti
una propria relazione;
d) esamina  e  valuta  gli  atti  degli uffici e, in generale, le
scelte  gestionali  ed  amministrative  con  esclusione  di qualsiasi
riferimento  al  merito  scientifico,  chiedendo chiarimenti anche in
sede di consiglio di amministrazione rispetto alle questioni predette
e alle questioni all’ordine del giorno del consiglio;
e) effettua  trimestralmente  le  verifiche di cassa, dei valori,
dei titoli in proprieta’, deposito, cauzione o custodia;
f)  ai  sensi  dell’art.  48,  comma  6,  del decreto legislativo
30 maggio  2001,  n.  165, effettua il controllo sulla compatibilita’
dei costi della contrattazione collettiva integrativa.
3.  Per  l’esercizio  delle  proprie  funzioni  ciascun revisore ha
diritto  di  prendere  visione  di  tutti  gli  atti amministrativi e
4.  L’attivita’  dei  revisori  si  svolge collegialmente restando,
peraltro, possibile per i singoli revisori effettuare atti ispettivi,
previa comunicazione al presidente del collegio.
5.  Le  riunioni  del  collegio  si  tengono  su  convocazione  del
presidente   o   quando  ne  facciano  richiesta  almeno  due  membri
6.  I  revisori  dei conti assistono alle riunioni del consiglio di
7.  Alle  riunioni  del  collegio dei revisori dei conti assiste il
delegato   al  controllo  sulla  gestione  finanziaria  dell’istituto
nominato dalla Corte dei conti.
8. Alle richieste di chiarimento o ai rilievi avanzati dal collegio
nell’occasione  predetta o in ogni altro momento, i competenti uffici
dell’ente  daranno  risposta  non oltre trenta giorni dal ricevimento
della nota del collegio.
9.  Le decisioni del collegio sono assunte a maggioranza. Il membro
dissenziente deve indicare in verbale il motivo del proprio dissenso.
10. Non e’ consentita l’astensione dal voto.
11. I revisori dei conti sono responsabili delle attestazioni fatte
e  conservano  il  segreto  sui  fatti  e  documenti di cui vengono a
conoscenza,  salvo  il  dovere  di  informazione  nei confronti degli
organi vigilanti e di controllo.
12.   I   revisori   dei  conti,  oltre  all’indennita’  di  carica
percepiscono  il  gettone di presenza, di cui all’art. 7, lettera h),
del  presente  regolamento,  allorche’  assistono  alle  riunioni del
consiglio  di  amministrazione  nonche’  il  trattamento di missione,
laddove dovuto.
1.   Il   comitato   scientifico   e’   un   organismo   consultivo
2.  Il  comitato  scientifico  e’  composto  da sette membri di cui
quattro  nominati  dal  consiglio  di amministrazione su proposta del
presidente, scelti tra esperti di alta qualificazione scientifica nei
campi  disciplinari  e  tematici  di  attivita’  dell’istituto, e tre
eletti  dal  personale  di  ruolo dell’I.N.R.A.N. tra i ricercatori e
tecnologi dell’ente.
3.  Il  presidente  del comitato scientifico e’ scelto tra i membri
dello stesso ed eletto dai medesimi nel corso della prima seduta.
4.  I  componenti  del  comitato  scientifico restano in carica per
quattro anni. L’incarico e’ rinnovabile una sola volta.
5.  Il  comitato  scientifico  esprime  pareri  sulle  attivita’ di
ricerca  e  controllo  a  richiesta del presidente e del consiglio di
6.  I  pareri del comitato scientifico devono essere espressi entro
trenta  giorni  dalla data in cui sono stati richiesti, salvo diverso
termine fissato nella richiesta stessa.
7.  Il comitato scientifico dell’I.N.R.A.N. viene obbligatoriamente
e preventivamente ascoltato in merito:
a) all’articolazione   delle  aree  scientifiche  e  tecnologiche
dell’I.N.R.A.N. quali definite nella macrostruttura ed in merito alla
costituzione delle aree territoriali di ricerca;
b) all’assegnazione   del   personale   alle   aree  scientifiche
individuate ai sensi del precedente art. 7;
c) all’assunzione  per chiamata diretta nel limite massimo del 2%
dell’organico  dei  ricercatori  e  tecnologi di figure professionali
corrispondenti  al  massimo  livello  contrattuale  del  personale di
ricerca previsto dal C.C.N.L.;
d) ad  ogni  atto  organizzativo  di  natura generale che investa
l’attivita’ di ricerca e tecnologica dell’I.N.R.A.N..
8. Il comitato scientifico, inoltre:
a)  propone,  in  relazione  ai  programmi  di  attivita’  e alla
evoluzione  dei  medesimi  in  riferimento  alla  domanda  di ricerca
proveniente  dai  soggetti  individuati  dall’art. 3, la creazione di
nuove aree scientifiche;
b) svolge  ogni  altra  attivita’  di consulenza e di istruttoria
che,  prestabilito  un  limite  temporale per la resa del parere, gli
venga richiesta dal consiglio di amministrazione o dal presidente.
9.  Le  norme  sul  funzionamento del comitato e sulla elezione dei
rappresentanti  del  personale ricercatore e tecnologo sono stabilite
in   uno   specifico   disciplinare,   deliberato  dal  consiglio  di
amministrazione  entro  due  mesi dall’entrata in vigore del presente
regolamento;  tale  disciplinare  deve prevedere l’elettorato passivo
per  il  solo personale ricercatore e tecnologo e l’elettorato attivo
per tutto il personale.
10.  Ogni  modifica  successiva  al  predetto  disciplinare  verra’
adottata dal consiglio di amministrazione, previo parere del comitato
11.  Le elezioni di cui al comma precedente si svolgeranno entro un
mese dall’approvazione del relativo disciplinare.
12.  Ai  componenti  del  comitato scientifico spetta un gettone di
presenza  per  le  sedute  del  comitato  stesso,  il  cui importo e’
determinato   con   delibera  del  consiglio  di  amministrazione  da
sottoporre  all’approvazione del Ministero delle politiche agricole e
forestali  d’intesa  con  il Ministero dell’economia e delle finanze,
nonche’  il  rimborso  delle  spese di missione nella misura e con le
modalita’ previste per il direttore generale dalla vigente normativa.
Comitato di valutazione scientifica e tecnologica
1.   Ai  sensi  degli  articoli 8  e  17  del  decreto  legislativo
29 ottobre  1999,  n.  454,  l’I.N.R.A.N.  costituisce un comitato di
valutazione  scientifica  e  tecnologica dei risultati dell’attivita’
secondo  criteri  e modalita’ stabilite dal comitato di indirizzo per
la  valutazione della ricerca di cui all’art. 5, comma 1, del decreto
legislativo 5 giugno 1998 n. 204.
2.  Il  presidente  e  i  componenti del comitato sono nominati con
provvedimento del presidente dell’I.N.R.A.N. previa deliberazione del
consiglio  di  amministrazione  adottata  su  proposta del presidente
dell’I.N.R.A.N..  Con la medesima delibera sono determinate modalita’
di  funzionamento  e  durata  del  comitato  nonche’  i  compensi  da
attribuire    ai   componenti   e   al   presidente   da   sottoporre
all’approvazione dei ministeri vigilanti.
Forum per la tutela del consumatore
1.  E’  istituito il Forum permanente per la tutela del consumatore
allo  scopo  di  favorire  il  dialogo  tra  utenti,  associazioni di
categoria  ed  istituzioni  pubbliche  nelle  materie  di  competenza
2.  Il  Forum  e’  convocato  almeno  una  volta l’anno prima della
definizione  del  piano  triennale  di  attivita’ e ogni volta che il
consiglio  di amministrazione, su proposta del presidente, ne ravvisi
la necessita’.
3.  L’ordine  del  giorno e’ fissato dal presidente dell’I.N.R.A.N.
d’intesa con il consiglio di amministrazione.
4.    Fanno    parte   del   Forum,   presieduto   dal   presidente
dell’I.N.R.A.N.,   la  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri,  il
Ministero  delle  politiche  agricole e forestali, il Ministero della
salute,  il  Ministero  delle attivita’ produttive, la Confederazione
nazionale   coltivatori   diretti   (Coldiretti),  la  Confederazione
generale     dell’agricoltura    italiana    (Confagricoltura),    la
Confederazione  italiana  agricoltori  (CIA), la Federazione italiana
dell’industria  alimentare  (Federalimentare), il Consiglio nazionale
consumatori e utenti e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.
5.  Ogni  soggetto di cui al comma precedente partecipera’ al Forum
con  un  proprio  rappresentante designato ad eccezione del Consiglio
nazionale  consumatori  e  utenti e della Conferenza permanente per i
rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province di Trento e Bolzano
che parteciperanno con due rappresentanti designati.
1.  Il  direttore generale e’ responsabile della gestione dell’ente
e,  nei  termini  fissati  negli articoli precedenti, dell’attuazione
delle   deliberazioni   del   consiglio   di  amministrazione  e  dei
a) predispone  entro il 15 ottobre il piano-budget e i bilanci di
previsione,  sentiti  i  dirigenti delle strutture amministrative e i
coordinatori delle aree scientifiche e tecnologiche;
b) predispone,  entro  il  15 marzo il conto consuntivo, lo stato
patrimoniale e il conto economico dell’esercizio precedente;
c) collabora con il presidente alla redazione del piano triennale
di fabbisogno del personale;
d) adotta i provvedimenti di assunzione;
e) esercita  autonomi  poteri  di  spesa  e di acquisizione delle
entrate,  e  adotta  nei limiti delle normative contabili, i relativi
atti  che impegnano l’amministrazione verso l’esterno nelle materie a
lui demandate;
f) sottopone al presidente i ricorsi gerarchici aventi ad oggetto
provvedimenti amministrativi non definitivi;
g) informa   tempestivamente   e   periodicamente  il  presidente
dell’andamento gestionale dell’I.N.R.A.N.;
h) espleta  ogni  altra  funzione  che  gli  venga  demandata dal
3.   Il   direttore   generale   e’   nominato   dal  consiglio  di
amministrazione su proposta del presidente.
4.  Il rapporto di’ lavoro del direttore generale e’ regolato da un
contratto  di  diritto  privato  di  durata  massima  quadriennale  e
5.  Il  trattamento  economico  viene  proposto  dal  consiglio  di
amministrazione al Ministero vigilante.
6.  Nel  caso  che  un dipendente dell’I.N.R.A.N. divenga direttore
generale,  al  medesimo  e’  consentito  di collocarsi in aspettativa
senza   assegni   dal   rapporto   di   lavoro  per  l’intera  durata
dell’incarico  che  resta temporalmente valutabile, una volta cessato
.e  ripristinato il rapporto preesistente, ai fini delle progressioni
previste  dal C.C.N.L. al momento applicabile ove cio’ sia consentito
dalle norme primarie e pattizie vigenti.
L’attivita’   di  ricerca  scientifica  fondamentale,  applicata  e
tecnologica  dell’I.N.R.A.N.  nell’ambito  dei programmi previsti dal
piano   triennale   di   attivita’,   nel   rispetto   dell’autonomia
organizzativa  e  della  liberta’  scientifica,  e della garanzia del
finanziamento dei programmi approvati, si articola in:
a) aree scientifiche e tecnologiche;
b) programmi scientifici e progetti speciali;
c) aree territoriali.
Aree scientifiche e tecnologiche
1.   Le   aree   scientifiche   e   tecnologiche  rappresentano  le
articolazioni   fondamentali   della   organizzazione  dell’attivita’
scientifica  dell’I.N.R.A.N.  individuate  sulla  base di elementi di
omogeneita’,   disciplinare   ed  interdisciplinare,  definiti  nella
macrostrutture, di cui all’art. 1.
2.  Ad  esse  afferiscono  i  programmi  di attivita’ scientifica e
tecnologica e i progetti speciali coerenti con i predetti elementi di
omogeneita’  che  si  svolgono attraverso le strutture e il personale
3. Alle aree scientifiche e’ preposto un consiglio di area composto
dai  responsabili  dei  programmi scientifici e dei progetti speciali
a) rilevazione dei bisogni di ricerca;
b) rilevazione dei bisogni di formazione esterna ed interna;
c) rilevazione dei fabbisogni di personale;
d) pareri   e   proposte   sugli  aspetti  scientifici,  tecnici,
finanziari  dell’ambito  scientifico proprio dell’area, ai fini della
preparazione  del  piano  triennale di attivita’ e per tutte le altre
finalita’  volte  alla  evidenziazione  delle  problematiche connesse
all’ambito scientifico dell’area.
4. Il consiglio di area e’ coordinato con rotazione triennale da un
responsabile dei programmi, eletto dai membri del consiglio stesso.
I programmi scientifici e i progetti speciali
1.  I  programmi  scientifici,  in  quanto articolazioni delle aree
scientifiche, si caratterizzano per:
a) la  natura  strategica,  in  quanto espressione della missione
scientifica dell’I.N.R.A.N.
b) la pluriennalita’;
c) l’articolazione in progetti;
d) l’autonomia finanziaria, organizzativa e scientifica;
e) la presenza di un direttore di programma;
f) l’afferenza del persona!e scientifico, tecnologo e tecnico;
g) l’attribuzione delle necessarie attrezzature scientifiche.
2. I programmi scientifici, vengono individuati nel piano triennale
di’  attivita’;  degli  stessi  sono  responsabili, per l’intera loro
durata,  i direttori di programma con potere di impegno e di gestione
sul budget assegnato al programma.
3.   Le  operazioni  conseguenti  all’impegno  sono  espletate  dal
competente ufficio amministrativo dell’I.N.R.A.N..
4. I progetti speciali costituiscono momenti specifici e temporanei
dell’attivita’  dell’ente  volti a sviluppare attivita’ scientifica e
tecnologica emergente che coinvolga piu’ programmi scientifici o piu’
aree  scientifiche  o  che  sia  del  tutto  innovativa  rispetto  ai
programmi e alle aree.
5. Ai progetti speciali e’ preposto un responsabile con le medesime
prerogative   dei   direttori   di   programma   che  possono  quindi
contemporaneamente  essere  responsabili  di  programma e di progetto
speciale; progetti speciali possono evolvere in programma scientifico
o in area scientifica.
In relazione alla eventuale espansione di attivita’ dell’I.N.R.A.N.
e  di  collegamento  scientifico  ed  operativo con il territorio, su
proposta   del   presidente   previa   delibera   del   consiglio  di
amministrazione  e  sentiti  il  consiglio  scientifico e il comitato
scientifico,  possono  essere  istituite aree territoriali di ricerca
nelle  quali  si  realizzano  i  programmi  di  ricerca,  i  progetti
speciali, o articolazioni dei medesimi programmi e progetti.
Dotazione organica e personale dell’I.N.R.A.N.
1.  La  realizzazione  della missione istituzionale dell’I.N.R.A.N.
richiede  che  la  dotazione  organica  dell’ente,  in  un  quadro di
costante  corrispondenza  tra le attivita’ effettivamente svolte e la
classificazione   professionale   fissata  dai  contratti  collettivi
nazionali  di  lavoro,  venga  definita con l’obiettivo di realizzare
l’ottimale  rapporto  funzionale  tra il personale dei ruoli tecnico,
scientifico ed amministrativo.
2. Ai principi contenuti nel comma precedente si atterranno i piani
di fabbisogno triennale del personale e i relativi aggiornamenti.
In  attesa  della  definizione  di  una  nuova  dotazione  organica
conseguente  al  piano  triennale  di  fabbisogno contenuto nel primo
piano   triennale  di  attivita’  continuera’  ad  avere  effetto  la
dotazione  organica  deliberata dall’ente il 4 novembre 1997 ai sensi
dell’art. 13, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica n.
171/1991 (allegato A).
3.   L’I.N.R.A.N.,   per   il   conseguimento   dei   propri  fini’
istituzionali si avvale di:
a) personale  a  tempo  indeterminato  disciplinato dal contratto
collettivo  nazionale  di  lavoro  del comparto ricerca e personale a
tempo   determinato   regolato   dal  medesimo  contratto  collettivo
b) personale  con  contratto  triennale  di cui all’art. 8, primo
comma  lettera  F  e art. 17 secondo comma del decreto legislativo n.
454/1999;
c) personale   con   contratto   di  diritto  privato  di  durata
quinquennale  per compiti di direzione delle strutture amministrative
in  misura  non  superiore al 30% della relativa dotazione organica e
per compiti di staff della presidenza;
d) assunzione  per  chiamata  diretta  nel  limite massimo del 2%
corrispondenti  al  massimo  livello  professionale  ed economico del
personale  di  ricerca previsto dal contratto collettivo nazionale di
e) personale comandato da altri enti e amministrazioni pubbliche,
nonche’, su basi convenzionali, da enti ed aziende private;
f) personale di enti ed universita’ in base ad appositi accordi.
4. Secondo la disciplina fissata dai contratti collettivi nazionali
di  lavoro  l’ente puo’ avvalersi delle altre forme di collaborazione
previste dall’art. 36 del decreto legislativo n. 165/2001 e dall’art.
51, comma 6, della legge n. 449/1997.
5.  Con apposito disciplinare deliberato, entro tre mesi dalla data
di  entrata  in  vigore  del  presente  regolamento, dal consiglio di
amministrazione, sentite le organizzazioni sindacali, sono fissate le
modalita’  connesse  all’acquisizione  delle  risorse umane di cui ai
Dotazione organica definita con delibera del 4 novembre 1997
e approvata dai Ministeri vigilanti
—->  Vedere Tabella a pag. 20 della G.U. in formato zip/pdf
(*)    Confluiti   nell’unica  qualifica  di  dirigente  prevista
dall’art.  15  del  decreto  legislativo n. 29 del 3 febbraio 1993, e
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 14 ottobre 2004: Approvazione del regolamento di organizzazione e funzionamento dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione redazione redazione 2015-05-20T02:17:09+00:00