Source: http://www.iusreporter.it/Testi/legge218-1995.htm
Timestamp: 2015-03-06 21:33:22+00:00
Document Index: 3259259

Matched Legal Cases: ['art. 77', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 66', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 65', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 67', 'sentenza ', 'art. 10']

Diritto internazionale privato: Legge 218/1995 - Documenti @ IuSReporteR.it
eSplorazioni giuridiche
Testo senza carattere di ufficialit� - Note Legali - Pubblicato nel: marzo 2004
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Suppl. ord. GU Serie gen. 128 del 3 giugno 1995
Art. 2 Convenzioni internazionali
2. Nell'interpretazione di tali convenzioni si terr� conto del loro carattere internazionale e dell'esigenza della loro applicazione uniforme.
Art. 3 Ambito della giurisdizione
1. La giurisdizione italiana sussiste quando il convenuto � domiciliato o residente in Italia o vi ha un rappresentante che sia autorizzato a stare in giudizio a norma dell'art. 77 Cod. Proc. Civ. e negli altri casi in cui � prevista dalla legge.
2. La giurisdizione sussiste inoltre in base ai criteri stabiliti dalle Sezioni 2, 3 e 4 del Titolo II della Convenzione concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale e protocollo, firmati a Bruxelles il 27 settembre 1968, resi esecutivi con la L. 21 giugno 1971, n. 804, e successive modificazioni in vigore per l'Italia, anche allorch� il convenuto non sia domiciliato nel territorio di uno Stato contraente, quando si tratti di una delle materie comprese nel campo di applicazione della Convenzione. Rispetto alle altre materie la giurisdizione sussiste anche in base ai criteri stabiliti per la competenza per territorio.
Art. 4 Accettazione e deroga della giurisdizione
1. Quando non vi sia giurisdizione in base all'art. 3, essa nondimeno sussiste se le parti l'abbiano convenzionalmente accettata e tale accettazione sia provata per iscritto, ovvero il convenuto compaia nel processo senza eccepire il difetto di giurisdizione nel primo atto difensivo.
2. La giurisdizione italiana pu� essere convenzionalmente derogata a favore di un giudice straniero o di un arbitrato estero se la deroga e provata per iscritto e la causa verte su diritti disponibili.
3. La deroga � inefficace se il giudice o gli arbitri indicati declinano la giurisdizione o comunque non possono conoscere della causa.
Art. 5 Azioni reali relative ad immobili siti all'estero
Art. 6 Questioni preliminari
1. Il giudice italiano conosce, incidentalmente, le questioni che non rientrano nella giurisdizione italiana e la cui soluzione � necessaria per decidere sulla domanda proposta.
Art. 7 Pendenza di un processo straniero
1. Quando, nel corso del giudizio, sia eccepita la previa pendenza tra le stesse parti di domanda avente il medesimo oggetto e il medesimo titolo dinanzi a un giudice straniero, il giudice italiano, se ritiene che il provvedimento straniero possa produrre effetto per l'ordinamento italiano, sospende il giudizio. Se il giudice straniero declina la propria giurisdizione o se il provvedimento straniero non � riconosciuto nell'ordinamento italiano, il giudizio in Italia prosegue, previa riassunzione ad istanza della parte interessata.
3. Nel caso di pregiudizialit� di una causa straniera, il giudice italiano pu� sospendere il processo se ritiene che il provvedimento straniero possa produrre effetti per l'ordinamento italiano.
Art. 8 Momento determinante della giurisdizione
1. Per la determinazione della giurisdizione italiana si applica l'art. 5 Cod. Proc. Civ. Tuttavia la giurisdizione sussiste se i fatti e le norme che la determinano sopravvengono nel corso del processo.
Art. 9 Giurisdizione volontaria
1. In materia di giurisdizione volontaria, la giurisdizione sussiste, oltre che nei casi specificamente contemplati dalla presente legge e in quelli in cui � prevista la competenza per territorio di un giudice italiano quando il provvedimento richiesto concerne un cittadino italiano o una persona residente in Italia o quando esso riguarda situazioni o rapporti ai quali � applicabile la legge italiana.
Art. 10 Materia cautelare
Art. 11 Rilevabilit� del difetto di giurisdizione
1. Il difetto di giurisdizione pu� essere rilevato, in qualunque stato e grado del processo, soltanto dal convenuto costituito che non abbia espressamente o tacitamente accettato la giurisdizione italiana. E' rilevato dal giudice d'ufficio, sempre in qualunque stato e grado del processo, se il convenuto e contumace, se ricorre l'ipotesi di cui all'art. 5, ovvero se la giurisdizione italiana � esclusa per effetto di una norma internazionale.
Art. 12 Legge regolatrice del processo
1. Il processo civile che si svolge in Italia � regolato dalla legge italiana.
1. Quando negli articoli successivi � richiamata la legge straniera, si tiene conto del rinvio operato dal diritto internazionale privato straniero alla legge di un altro Stato:
2. L'applicazione del comma 1 � tuttavia esclusa:
Art. 14 Conoscenza della legge straniera applicabile
1. L'accertamento della legge straniera e compiuto d'ufficio dal giudice. A tal fine questi pu� avvalersi, oltre che degli strumenti indicati dalle convenzioni internazionali, di informazioni acquisite per il tramite del Ministero di grazia e giustizia; pu� altres� interpellare esperti o istituzioni specializzate.
Art. 15 Interpretazione e applicazione della legge straniera
1. La legge straniera � applicata secondo i propri criteri di interpretazione e di applicazione nel tempo.
Art. 16 Ordine pubblico
1. La legge straniera non � applicata se i suoi effetti sono contrari all'ordine pubblico.
Art. 17 Norme di applicazione necessaria
Art. 18 Ordinamenti plurilegislativi
1. Se nell'ordinamento dello Stato richiamato dalle disposizioni della presente legge coesistono pi� sistemi normativi a base territoriale o personale, la legge applicabile si determina secondo i criteri utilizzati da quell'ordinamento.
2. Se tali criteri non possono essere individuati, si applica il sistema normativo con il quale il caso di specie presenta il collegamento pi� stretto.
Art. 19 Apolidi, rifugiati e persone con pi� cittadinanze
1. Nei casi in cui le disposizioni della presente legge richiamano la legge nazionale di una persona, se questa � apolide o rifugiata si applica la legge dello Stato del domicilio, o in mancanza, la legge dello Stato di residenza.
2. Se la persona ha pi� cittadinanze, si applica la legge di quello tra gli Stati di appartenenza con il quale essa ha il collegamento pi� stretto. Se tra le cittadinanze vi � quella italiana, questa prevale.
Capacit� e diritti delle persone fisiche
Art. 20 Capacit� giuridica delle persone fisiche
1. La capacit� giuridica delle persone fisiche � regolata dalla loro legge nazionale. Le condizioni speciali di capacit�, prescritte dalla legge regolatrice di un rapporto, sono disciplinate dalla stessa legge.
Art. 21 Commorienza
Art. 22 Scomparsa, assenza e morte presunta
2. Sussiste la giurisdizione italiana per le materie di cui al comma 1:
c) se l'accertamento della scomparsa, dell'assenza o della morte presunta pu� produrre effetti giuridici nell'ordinamento italiano.
Art. 23 Capacit� di agire delle persone fisiche
1. La capacit� di agire delle persone fisiche � regolata dalla loro legge nazionale. Tuttavia, quando la legge regolatrice di un atto prescrive condizioni speciali di capacit� di agire, queste sono regolate dalla stessa legge.
2. In relazione a contratti tra persone che si trovano nello stesso Stato, la persona considerata capace dalla legge dello Stato in cui il contratto � concluso pu� invocare l'incapacit� derivante dalla propria legge nazionale solo se l'altra parte contraente, al momento della conclusione del contratto, era a conoscenza di tale incapacit� o l'ha ignorata per sua colpa.
3. In relazione agli atti unilaterali, la persona considerata capace dalla legge dello Stato in cui l'atto � compiuto pu� invocare l'incapacit� derivante dalla propria legge nazionale soltanto se ci� non rechi pregiudizio a soggetti che senza loro colpa hanno fatto affidamento sulla capacit� dell'autore dell'atto.
4. Le limitazioni di cui ai commi 2 e 3 non si applicano agli atti relativi a rapporti di famiglia e di successione per causa di morte, ne agli atti relativi a diritti reali su immobili situati in uno Stato diverso da quello in cui l'atto � compiuto.
Art. 24 Diritti della personalit�
1. L'esistenza ed il contenuto dei diritti della personalit� sono regolati dalla legge nazionale del soggetto; tuttavia i diritti che derivano da un rapporto di famiglia sono regolati dalla legge applicabile a tale rapporto.
2. Le conseguenze della violazione dei diritti di cui al comma 1 sono regolate dalla legge applicabile alla responsabilit� per fatti illeciti.
Art. 25 Societ� ed altri enti
1. Le societ�, le associazioni, le fondazioni ed ogni altro ente, pubblico o privato, anche se privo di natura associativa, sono disciplinati dalla legge dello Stato nel cui territorio � stato perfezionato il procedimento di costituzione. Si applica, tuttavia, la legge italiana se la sede dell'amministrazione � situata in Italia, ovvero se in Italia si trova l'oggetto principale di tali enti.
d) la capacit�;
e) la formazione, i poteri e le modalit� di funzionamento degli organi;
g) le modalit� di acquisto e di perdita della qualit� di associato o socio nonch� i diritti e gli obblighi inerenti a tale qualit�;
h) la responsabilit� per le obbligazioni dell'ente;
Art. 26 Promessa di matrimonio
Art. 27 Condizioni per contrarre matrimonio
1. La capacit� matrimoniale e le altre condizioni per contrarre matrimonio sono regolate dalla legge nazionale di ciascun nubendo al momento del matrimonio. Resta salvo lo stato libero che uno dei nubendi abbia acquistato per effetto di un giudicato italiano o riconosciuto in Italia.
Art. 28 Forma del matrimonio
1. Il matrimonio � valido, quanto alla forma, se � considerato tale dalla legge del luogo di celebrazione o dalla legge nazionale di almeno uno dei coniugi al momento della celebrazione o dalla legge dello Stato di comune residenza in tale momento.
Art. 29 Rapporti personali tra coniugi
2. I rapporti personali tra coniugi aventi diverse cittadinanze o pi� cittadinanze comuni sono regolati dalla legge dello Stato nel quale la vita matrimoniale � prevalentemente localizzata.
Art. 30 Rapporti patrimoniali tra coniugi
1. I rapporti patrimoniali tra coniugi sono regolati dalla legge applicabile ai loro rapporti personali. I coniugi possono tuttavia convenire per iscritto che i loro rapporti patrimoniali sono regolati dalla legge dello Stato di cui almeno uno di essi � cittadino o nel quale almeno uno di essi risiede.
2. L'accordo dei coniugi sul diritto applicabile � valido se � considerato tale dalla legge scelta o da quella del luogo in cui l'accordo � stato stipulato.
3. Il regime dei rapporti patrimoniali fra coniugi regolato da una legge straniera � opponibile ai terzi solo se questi ne abbiano avuto conoscenza o lo abbiano ignorato per loro colpa. Relativamente ai diritti reali su beni immobili, l'opponibilit� � limitata ai casi in cui siano state rispettate le forme di pubblicit� prescritte dalla legge dello Stato in cui i beni si trovano.
Art. 31 Separazione personale e scioglimento del matrimonio
Art. 32 Giurisdizione in materia di nullit�, annullamento, separazione personale e scioglimento del matrimonio
1. In materia di nullit� e di annullamento del matrimonio, di separazione personale e di scioglimento del matrimonio, la giurisdizione italiana sussiste, oltre che nei casi previsti dall'art. 3, anche quando uno dei coniugi � cittadino italiano o il matrimonio e stato celebrato in Italia.
Art. 33 Filiazione
1. Lo stato di figlio � determinato dalla legge nazionale del figlio al momento della nascita.
2. E' legittimo il figlio considerato tale dalla legge dello Stato di cui uno dei genitori e cittadino al momento della nascita del figlio.
3. La legge nazionale del figlio al momento della nascita regola i presupposti e gli effetti dell'accertamento e della contestazione dello stato di figlio. Lo stato di figlio legittimo, acquisito in base alla legge nazionale di uno dei genitori, non pu� essere contestato che alla stregua di tale legge.
Art. 34 Legittimazione
1. La legittimazione per susseguente matrimonio � regolata dalla legge nazionale del figlio nel momento in cui essa avviene o dalla legge nazionale di uno dei genitori nel medesimo momento.
2 Negli altri casi, la legittimazione � regolata dalla legge dello Stato di cui e cittadino, al momento della domanda, il genitore nei cui confronti il figlio viene legittimato. Per la legittimazione destinata ad avere effetto dopo la morte del genitore legittimante, si tiene conto della sua cittadinanza al momento della morte.
Art. 35 Riconoscimento di figlio naturale
1. Le condizioni per il riconoscimento del figlio naturale sono regolate dalla legge nazionale del figlio al momento della nascita o, se pi� favorevole, dalla legge nazionale del soggetto che fa il riconoscimento, nel momento in cui questo avviene.
2. La capacit� del genitore di fare il riconoscimento � regolata dalla sua legge nazionale.
3. La forma del riconoscimento � regolata dalla legge dello Stato in cui esso e fatto o da quella che ne disciplina la sostanza.
Art. 36 Rapporti tra genitori e figli
1. I rapporti personali e patrimoniali tra genitori e figli, compresa la potest� dei genitori, sono regolati dalla legge nazionale del figlio.
Art. 37 Giurisdizione in materia di filiazione
1. In materia di filiazione e di rapporti personali fra genitori e figli la giurisdizione italiana sussiste, oltre che nei casi previsti rispettivamente da gli artt. 3 e 9, anche quando uno dei genitori o il figlio � cittadino italiano o risiede in Italia.
Art. 38 Adozione
1. I presupposti, la costituzione e la revoca dell'adozione sono regolati dal diritto nazionale dell'adottante o degli adottanti se comune o, in mancanza, dal diritto dello Stato nel quale gli adottanti sono entrambi residenti, ovvero da quello dello Stato nel quale la loro vita matrimoniale � prevalentemente localizzata, al momento dell'adozione. Tuttavia si applica il diritto italiano quando � richiesta al giudice italiano l'adozione di un minore, idonea ad attribuirgli lo stato di figlio legittimo.
Art. 39 Rapporti fra adottato e famiglia adottiva
1. I rapporti personali e patrimoniali fra l'adottato e l'adottante o gli adottanti ed i parenti di questi sono regolati dal diritto nazionale dell'adottante o degli adottanti se comune o, in mancanza, dal diritto dello Stato nel quale gli adottanti sono entrambi residenti ovvero da quello dello Stato nel quale la loro vita matrimoniale � prevalentemente localizzata.
Art. 40 Giurisdizione in materia di adozione
1. I giudici italiani hanno giurisdizione in materia di adozione allorch�:
b) l'adottando � un minore in stato di abbandono in Italia.
2. In materia di rapporti personali o patrimoniali fra l'adottato e l'adottante o gli adottanti ed i parenti di questi i giudici italiani hanno giurisdizione, oltre che nelle ipotesi previste dall'art. 3, ogni qualvolta l'adozione si � costituita in base al diritto italiano.
Art. 41 Riconoscimento dei provvedimenti stranieri in materia di adozione
Art. 42 Giurisdizione e legge applicabile in materia di protezione dei minori
1. La protezione dei minori � in ogni caso regolata dalla Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961, sulla competenza delle autorit� e sulla legge applicabile in materia di protezione dei minori, resa esecutiva con la L. 24 ottobre 1980, n. 742.
2. Le disposizioni della Convenzione si applicano anche alle persone considerate minori soltanto dalla loro legge nazionale, nonch� alle persone la cui residenza abituale non si trova in uno degli Stati contraenti.
Art. 43 Protezione dei maggiori d'et�
1. I presupposti e gli effetti delle misure di protezione degli incapaci maggiori di et�, nonch� i rapporti fra l'incapace e chi ne ha la cura, sono regolati dalla legge nazionale dell'incapace. Tuttavia, per proteggere in via provvisoria e urgente la persona o i beni dell'incapace, il giudice italiano pu� adottare le misure previste dalla legge italiana.
Art. 44 Giurisdizione in materia di protezione dei maggiori d'et�
1. La giurisdizione italiana in materia di misure di protezione degli incapaci maggiori di et� sussiste, oltre che nei casi previsti dagli artt. 3 e 9, anche quando esse si rendono necessarie per proteggere, in via provvisoria e urgente, la persona o i beni dell'incapace che si trovino in Italia.
2. Quando in base all'art. 66 nell'ordinamento italiano si producono gli effetti di un provvedimento straniero in materia di capacit� di uno straniero, la giurisdizione italiana sussiste per pronunciare i provvedimenti modificativi o integrativi eventualmente necessari.
Art. 45 Obbligazioni alimentari nella famiglia
1. Le obbligazioni alimentari nella famiglia sono in ogni caso regolate dalla Convenzione dell'Aja del 2 ottobre 1973 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari, resa esecutiva con la L. 24 ottobre 1980, n. 745.
Art. 46 Successione per causa di morte
1. La successione per causa di morte � regolata dalla legge nazionale del soggetto della cui eredit� si tratta, al momento della morte.
2. Il soggetto della cui eredit� si tratta pu� sottoporre, con dichiarazione espressa in forma testamentaria, l'intera successione alla legge dello Stato in cui risiede. La scelta non ha effetto se al momento della morte il dichiarante non risiedeva pi� in tale Stato. Nell'ipotesi di successione di un cittadino italiano, la scelta non pregiudica i diritti che la legge italiana attribuisce ai legittimari residenti in Italia al momento della morte della persona della cui successione si tratta.
3. La divisione ereditaria � regolata dalla legge applicabile alla successione, salvo che i condividenti, d'accordo fra loro, abbiano designato la legge del luogo d'apertura della successione o del luogo ove si trovano uno o pi� beni ereditari.
Art. 47 Capacit� di testare
1. La capacit� di disporre per testamento, di modificarlo o di revocarlo � regolata dalla legge nazionale del disponente al momento del testamento, della modifica o della revoca.
Art. 48 Forma del testamento
1. Il testamento � valido, quanto alla forma, se � considerato tale dalla legge dello Stato nel quale il testatore ha disposto, ovvero dalla legge dello Stato di cui il testatore, al momento del testamento o della morte, era cittadino o dalla legge dello Stato in cui aveva il domicilio o la residenza.
Art. 49 Successione dello Stato
Art. 50 Giurisdizione in materia successoria
b) se la successione si � aperta in Italia;
c) se la parte dei beni ereditari di maggiore consistenza economica � situata in Italia;
d) se il convenuto � domiciliato o residente in Italia o ha accettato la giurisdizione italiana, salvo che la domanda sia relativa a beni immobili situati all'estero;
Art. 51 Possesso e diritti reali
1. Il possesso, la propriet� e gli altri diritti reali sui beni mobili ed immobili sono regolati dalla legge dello Stato in cui i beni si trovano.
Art. 52 Diritti reali su beni in transito
Art. 53 Usucapione di beni mobili
Art. 54 Diritti su beni immateriali
Art. 55 Pubblicit� degli atti relativi ai diritti reali
1. La pubblicit� degli atti di costituzione, trasferimento ed estinzione dei diritti reali � regolata dalla legge dello Stato in cui il bene si trova al momento dell'atto.
Art. 56 Donazioni
2. Il donante pu�, con dichiarazione espressa contestuale alla donazione, sottoporre la donazione stessa alla legge dello Stato in cui egli risiede.
3. La donazione � valida, quanto alla forma, se � considerata tale dalla legge che ne regola la sostanza oppure dalla legge dello Stato nel quale l'atto � compiuto.
Art. 57 Obbligazioni contrattuali
1. Le obbligazioni contrattuali sono in ogni caso regolate dalla Convenzione di Roma del 19 giugno 1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali resa esecutiva con la L. 18 dicembre 1984, n. 975, senza pregiudizio delle altre convenzioni internazionali, in quanto applicabili.
Art. 58 Promessa unilaterale
1. La promessa unilaterale � regolata dalla legge dello Stato in cui viene manifestata.
Art. 59 Titoli di credito
1. La cambiale, il vaglia cambiario e l'assegno sono in ogni caso regolati dalle disposizioni contenute nelle Convenzioni di Ginevra del 7 giugno 1930, sui conflitti di legge in materia di cambiale e di vaglia cambiario, di cui al R.D.L. 25 agosto 1932, n. 1130, convertito dalla L. 22 dicembre 1932, n. 1946, e del 19 marzo 1931, sui conflitti di legge in materia di assegni bancari, di cui al R.D.L. 24 agosto 1933, n. 1077, convertito dalla L. 4 gennaio 1934, n. 61.
2. Tali disposizioni si applicano anche alle obbligazioni assunte fuori dei territori degli Stati contraenti o allorch� esse designino la legge di uno Stato non contraente.
3. Gli altri titoli di credito sono regolati dalla legge dello Stato il cui titolo � stato emesso. Tuttavia le obbligazioni diverse da quella principale sono regolate dalla legge dello Stato in cui ciascuna � stata assunta.
Art. 60 Rappresentanza volontaria
1. La rappresentanza volontaria � regolata dalla legge dello Stato in cui il rappresentante ha la propria sede d'affari sempre che egli agisca a titolo professionale e che tale sede sia conosciuta o conoscibile dal terzo. In assenza di tali condizioni si applica la legge dello Stato in cui il rappresentante esercita in via principale i suoi poteri nel caso concreto.
2. L'atto di conferimento dei poteri di rappresentanza � valido, quanto alla forma, se considerato tale dalla legge che ne regola la sostanza oppure dalla legge dello Stato in cui e posto in essere.
Art. 61 Obbligazioni nascenti dalla legge
1. La gestione di affari altrui, l'arricchimento senza causa, il pagamento dell'indebito e le altre obbligazioni legali, non diversamente regolate dalla presente legge, sono sottoposti alla legge dello Stato in cui si � verificato il fatto da cui deriva l'obbligazione.
Art. 62 Responsabilit� per fatto illecito
1. La responsabilit� per fatto illecito � regolata dalla legge dello Stato in cui si � verificato l'evento. Tuttavia il danneggiato pu� chiedere l'applicazione della legge dello Stato in cui si � verificato il fatto che ha causato il danno.
Art. 63 Responsabilit� extracontrattuale per danno da prodotto
1. La responsabilit� per danno da prodotto � regolata, a scelta del danneggiato, dalla legge dello Stato in cui si trova il domicilio o l'amministrazione del produttore, oppure da quella dello Stato in cui il prodotto � stato acquistato, a meno che il produttore provi che il prodotto vi � stato immesso in commercio senza il suo consenso.
Art. 64 Riconoscimento di sentenze straniere
1. La sentenza straniera � riconosciuta in Italia senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento quando:
b) l'atto introduttivo del giudizio � stato portato a conoscenza del convenuto in conformit� a quanto previsto dalla legge del luogo dove si � svolto il processo e non sono stati violati i diritti essenziali della difesa;
c) le parti si sono costituite in giudizio secondo la legge del luogo dove si � svolto il processo o la contumacia � stata dichiarata in conformit� a tale legge;
d) essa � passata in giudicato secondo la legge del luogo in cui � stata pronunziata;
e) essa non � contraria ad altra sentenza pronunziata da un giudice italiano passata in giudicato;
Art. 65 Riconoscimento di provvedimenti stranieri
1. Hanno effetto in Italia i provvedimenti stranieri relativi alla capacit� delle persone nonch� all'esistenza di rapporti di famiglia o di diritti della personalit� quando essi sono stati pronunciati dalle autorit� dello Stato la cui legge � richiamata dalle norme della presente legge o producono effetti nell'ordinamento di quello Stato, anche se pronunciati da autorit� di altro Stato, purch� non siano contrari all'ordine pubblico e siano stati rispettati i diritti essenziali della difesa.
Art. 66 Riconoscimento di provvedimenti stranieri di giurisdizione volontaria
1. I provvedimenti stranieri di volontaria giurisdizione sono riconosciuti senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento, sempre che siano rispettate le condizioni di cui all'art. 65, in quanto applicabili, quando sono pronunziati dalle autorit� dello Stato la cui legge � richiamata dalle disposizioni della presente legge, o producono effetti nell'ordinamento di quello Stato ancorch� emanati da autorit� di altro Stato, ovvero sono pronunciati da un'autorit� che sia competente in base a criteri corrispondenti a quelli propri dell'ordinamento italiano.
Art. 67 Attuazione di sentenze e provvedimenti stranieri di giurisdizione volontaria e contestazione del riconoscimento
1. In caso di mancata ottemperanza o di contestazione del riconoscimento della sentenza straniera o del provvedimento straniero di volontaria giurisdizione, ovvero quando sia necessario procedere ad esecuzione forzata, chiunque vi abbia interesse pu� chiedere alla Corte d'Appello del luogo di attuazione l'accertamento dei requisiti del riconoscimento.
2. La sentenza straniera o il provvedimento straniero di volontaria giurisdizione, unitamente al provvedimento che accoglie la domanda di cui al comma 1, costituiscono titolo per l'attuazione e l'esecuzione forzata.
Art. 68 Attuazione ed esecuzione di atti pubblici ricevuti all'estero
1. Le norme di cui all'art. 67 si applicano anche rispetto all'attuazione e all'esecuzione forzata in Italia di atti pubblici ricevuti in uno Stato estero e ivi muniti di forza esecutiva.
Art. 69 Assunzione di mezzi di prova disposti da giudici stranieri
2. Se l'assunzione dei mezzi di prova � chiesta dalla parte interessata, l'istanza � proposta alla Corte mediante ricorso, al quale deve essere unita copia autentica della sentenza o del provvedimento che ha ordinato gli atti chiesti. Se l'assunzione � domandata dallo stesso giudice, la richiesta deve essere trasmessa in via diplomatica.
4. Pu� disporsi l'assunzione di mezzi di prova o l'espletamento di altri atti istruttori non previsti dall'ordinamento italiano semprech� essi non contrastino con i princ�pi dell'ordinamento stesso.
5. L'assunzione o l'espletamento richiesti sono disciplinati dalla legge italiana. Tuttavia si osservano le forme espressamente richieste dal l'autorit� giudiziaria straniera in quanto compatibili con i principi dell'ordinamento italiano.
Art. 70 Esecuzione richiesta in via diplomatica
1. Se la richiesta per l'assunzione di mezzi di prova di atti di istruzione � fatta in via diplomatica e la parte interessata non ha costituito un procuratore che ne promuova l'assunzione, i provvedimenti necessari per questa sono pronunciati d'ufficio dal giudice procedente e le notificazioni sono fatte a cura del cancelliere.
Art. 71 Notificazione di atti di autorit� straniere
1. La notificazione di citazioni a comparire davanti ad autorit� straniere o di altri atti provenienti da uno Stato estero � autorizzata dal pubblico ministero presso il tribunale nella cui giurisdizione la notificazione si deve eseguire.
2. La notificazione richiesta in via diplomatica � eseguita, a cura del pubblico ministero, da un ufficiale giudiziario da lui richiesto.
3. La notificazione avviene secondo le modalit� previste dalla legge italiana. Tuttavia si osservano le modalit� richieste dall'autorit� straniera in quanto compatibili con i princ�pi dell'ordinamento italiano. In ogni caso l'atto pu� essere consegnato, da chi procede alla notificazione, al destinatario che lo accetti volontariamente.
Art. 72 Disposizioni transitorie
1. La presente legge si applica in tutti i giudizi iniziati dopo la data della sua entrata in vigore, fatta salva l'applicabilit� alle situazioni esaurite prima di tale data delle previgenti norme di diritto internazionale privato.
Abrogazione di norme incompatibili
1. Sono abrogati gli articoli dal 17 al 31 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al Codice Civile, nonch� gli artt. 2505 e 2509 Cod. Civ. e gli artt. 2, 3, 4 e 37, secondo comma, gli articoli dal 796 all'805 Cod. Proc. Civ. sono abrogati a far data dal 31 dicembre 1996.
(*) Articolo da ultimo così sostituito dall'art. 10 D.L. 23 ottobre 1996, n. 542, convertito con modificazioni nella L. 23 dicembre 1996, n. 649.
1. La presente legge entra in vigore il primo settembre 1995; gli articoli dal 64 al 71 entrano in vigore il 31 dicembre 1996.
Testo senza carattere di ufficialit� - � Giuseppe Briganti - Note Legali