Source: http://www.camera.it/leg17/browse/522?tema=autostrade
Timestamp: 2019-04-23 19:49:50+00:00
Document Index: 107754895

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 49', 'art. 26', 'art. 4', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 18']

informazioni aggiornate a lunedì, 5 marzo 2018
Con l'art. 25 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, sono state dettate disposizioni finalizzate a consentire la prosecuzione, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (d'ora in poi MIT), delle attività di vigilanza sulle concessionarie autostradali e delle altre attività, transitate al MIT a decorrere dal 1° ottobre 2012, in seguito alla soppressione dell'Agenzia per le infrastrutture stradali ed autostradali.
In attuazione di tali disposizioni è stato emanato il D.P.C.M. 30 settembre 2014 che ha disciplinato il trasferimento al MIT del personale proveniente dall'Ispettorato vigilanza concessionarie dell'ANAS.
Si ricorda che la componente investimenti del parametro K (indicata anche con la simbologia KINVESTIMENTI) rappresenta, nelle formule di adeguamento tariffario, la variazione percentuale annuale della tariffa determinata ogni anno in modo da consentire la remunerazione degli investimenti realizzati l'anno precedente quello di applicazione. Benché non contemplata dal testo previgente, il parametro K era comunque già tenuto in considerazione nell'ambito della procedura di cui trattasi, essendo stato inserito nell'ordinamento nazionale con la delibera CIPE 39/2007, con cui è stata integrata la riforma del sistema regolatorio autostradale operata dall'art. 2, commi 82-90, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262. Tale riforma, lo si ricorda, ha fissato, per la gran parte delle società concessionarie, principi innovativi rispetto al passato nella determinazione dei pedaggi autostradali, da recepirsi in sede di sottoscrizione di convenzioni uniche. In particolare, è stato definito il riconoscimento degli adeguamenti tariffari dovuti per investimenti solo a fronte dell'effettiva realizzazione degli stessi, accertata dal concedente.
Le nuove regole stabilite dal D.L. 262/2006 e dalla delibera CIPE 39/2007 hanno consentito la predisposizione degli schemi di convenzione che sono poi divenuti pienamente efficaci in virtù della loro approvazione in forza di legge operata dall'art. 8-duodecies del D.L. 59/2008.
I criteri per la regolazione economica degli aggiornamenti dei piani economico finanziari delle società concessionarie autostradali dettati dalla delibera n. 27/2013 sono stati poi modificati dalla delibera CIPE 7 agosto 2017, n. 68.
Sugli aggiornamenti tariffari registrati nel 2015, nonché sulle agevolazioni per i pendolari, elementi di informazione sono stati forniti dal Governo in risposta all'interrogazione n. 5-03199.
Ulteriori e più dettagliate ed aggiornate informazioni sulle variazioni tariffarie e le agevolazioni per i pendolari sono contenute nella "Relazione sull'attività 2016" della Direzione Generale per la Vigilanza sulle Concessionarie Autostradali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (v. pagine 86-88).
Relativamente alle agevolazioni per i pendolari, in risposta all'interrogazione 4-17910, nella seduta del 17 novembre 2017 il rappresentante del Governo ha ricordato che "con il protocollo d'intesa del 24 febbraio 2014 tra Ministero delle infrastrutture e Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori, con decorrenza 1° febbraio 2014, in corso di proroga fino al 31 dicembre 2017, è stata autorizzata un'agevolazione tariffaria rivolta ai pendolari che utilizzano il telepass sul proprio veicolo e che percorrono tratte autostradali non superiori a 50 km".
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Il sistema autostradale in concessione e regolamentazione del sistema tariffario (22 gennaio 2014)
Nella Gazzetta ufficiale del 21 dicembre 2015 è stata pubblicata la delibera 6 agosto 2015, n. 63, con cui il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) ha espresso il proprio parere favorevole in merito allo schema di Contratto di programma tra MIT e ANAS S.p.A. relativo all'anno 2015, comprensivo del Piano pluriennale degli investimenti 2015-2019. I contenuti dei nuovi documenti programmatori citati sono stati sintetizzati nel comunicato del MIT del 25 novembre 2015 e nella presentazione sintetica curata dall'ANAS allegata al medesimo comunicato.
Nella seduta del 7 agosto 2017, con la delibera n. 65/2017, il CIPE ha approvato lo schema di contratto di programma tra MIT e ANAS per il 2016-2020. Nella seduta del 4 ottobre 2017 dell'VIII Commissione (Ambiente), si è svolta l'audizione del Presidente di Anas S.p.A. sul nuovo contratto di programma 2016-2020. Con il decreto interministeriale del 27.12.2017, n. 588, è stato approvato il contratto di programma, sottoscritto in data 21.12.2017, recependo le prescrizioni indicate nella delibera CIPE n. 65 del 7 agosto 2017.
Il contratto di programma ANAS prima della legge di stabilità 2016
aggiornato a 11 gennaio 2016
Contratto di programma ANAS (documentazione consegnata nel corso dell'audizione del 4 ottobre 2017 presso l'VIII Commissione)
Secondo quanto riportato nella "Relazione sull'attività 2016" della Direzione Generale per la Vigilanza sulle Concessionarie Autostradali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT), la rete autostradale italiana (la cui estensione complessiva è pari a 7.543,2 Km) è affidata in concessione a società con diversi concedenti:
il MIT, subentrato ad Anas S.p.A. in tale ruolo a far data dal 1° ottobre 2012. Al Ministero (che ha operato attraverso la Struttura di Vigilanza sulle Concessionarie Autostradali istituita con Decreto Ministeriale n. 341 del 1° ottobre 2012 e successivamente con la Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali istituita con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 febbraio 2014, n. 72) fa capo la maggior parte della rete in concessione. La rete autostradale a pedaggio data in concessione dal MIT (che si sviluppa per 5.886,6 Km ed è tutta in esercizio) è gestita da 24 società (i rapporti concessori in essere sono però 25, dato che SATAP S.p.A. risulta titolare della concessione per la A21 Torino-Piacenza e la A4 Torino-Milano). I rapporti concessori sono regolati da specifici atti convenzionali stipulati tra il MIT e le società concessionarie;
Per quanto riguarda la rete affidata in concessione dal MIT, nel "Primo Rapporto Annuale al Parlamento" (presentato nel luglio 2014) l'Autorità di regolazione dei trasporti (ART) ricorda l'approvazione ex lege delle convenzioni uniche sottoscritte nel 2007, operata dalla legge n. 101/2008 (di conversione del D.L. 59/2008), nonché delle convenzioni stipulate tra il 2009 ed il 2010, operata dalla legge 191/2009 (legge finanziaria 2010). La stessa Autorità fa notare, con riferimento alle concessioni in corso, come "la durata delle concessioni sia solitamente molto lunga e la scadenza in molti casi ancora lontana. Inoltre, fino alla fine degli anni '90 tutte le concessioni sono state periodicamente prorogate (generalmente senza bando di gara), giustificando i rinnovi con la necessità di effettuare nuovi investimenti e, quindi, di permettere il recupero del capitale necessario".
Con riferimento a tali concessioni, nel Secondo rapporto annuale, presentato nel luglio 2015, l'Autorità sottolinea (a pag. 48) che "il Gruppo Gavio si è recentemente aggiudicato la gara per la concessione dell'autostrada Piacenza-Cremona-Brescia (tratta A21) in attesa dell'aggiudicazione definitiva spettante al Ministero delle Infrastrutture. Inoltre, è in corso di svolgimento la gara per l'affidamento della concessione relativa all'Autostrada A3 Napoli-Pompei-Salerno". Per quanto riguarda l'A22, è stato siglato il protocollo d'intesa tra il MIT e le amministrazioni pubbliche socie di Autostrada del Brennero S.p.A. che prevede il rinnovo trenntennale della concessione ad una società interamente partecipata dalle amministrazioni pubbliche territoriali e locali contraenti. Sul punto è intervenuto l'art. 13-bis del D.L. 148/2017 che ha dettato una specifica disciplina volta a regolare l'affidamento delle concessioni autostradali concernenti le infrastrutture autostradali A22 Brennero-Modena, A4 Venezia-Trieste, A28 Portogruaro-Pordenone e il raccordo Villesse Gorizia, che risultano scadute. La norma dispone, tra l'altro, che le funzioni di concedente siano svolte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e che le convenzioni di concessione per la realizzazione delle opere e la gestione delle predette tratte autostradali siano stipulate tra il Ministero e le regioni e gli enti locali sottoscrittori dei protocolli di intesa in data 14 gennaio 2016. Le disposizioni relative all'A22 sono state successivamente modificate dal comma 1165 dell'art. 1 della legge di bilancio 2018 (L. 205/2017) che, in particolare, ha previsto l'inserimento di un valore minimo che il concessionario subentrante versa allo Stato (160 milioni di euro per il 2018; 70 milioni annui per gli anni 2019-2024) e di un termine per la stipula degli atti convenzionali (30 settembre 2018).
Nell'ultimo rapporto dell'ART presentato al Parlamento (Doc. CCXVI, n. 4) vengono invece fornite informazioni circa l'attività connessa alla scadenza della concessione relativa alla gestione della tratta autostradale Torino-Ivrea-Valle d'Aosta S.p.A. (ATIVA).
La norma è stata abrogata dal nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 50/2016).
Sulle modalità di affidamento delle concessioni autostradali sono intervenuti, infatti, i criteri dettati dalle lettere lll) e mmm) dell'art. 1 della legge n. 11/2016, che ha delegato il Governo a recepire le direttive europee in materia di appalti pubblici e di concessioni del 2014, nonché al riordino della normativa vigente. In particolare, la lettera lll) ha previsto l'avvio delle procedure ad evidenza pubblica per l'affidamento delle nuove concessioni autostradali non meno di ventiquattro mesi prima della scadenza di quelle in essere, nonché la revisione del sistema delle concessioni autostradali, con particolare riferimento all'introduzione di un divieto di clausole e disposizioni di proroga, in conformità alla nuova disciplina generale dei contratti di concessione dettata dalla direttiva 2014/23/UE.
Tale quota, inizialmente pari all'80 per cento, è stata ridotta al 60 per cento dal comma 568 dell'art. 1 della legge di bilancio 2018 (L. 205/2017).
Dossier del Servizio Studi sull'A.S. n. 1651 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, recante misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive" Edizione provvisoria
MIT, Convenzioni regolanti i rapporti con le concessionarie autostradali
Un primo intervento (art. 18, comma 10, del D.L. 69/2013) ha riguardato l'istituzione del Programma degli interventi di manutenzione straordinaria di ponti, viadotti e gallerie della rete stradale di interesse nazionale in gestione ad ANAS. Sulla disposizione è successivamente intervenuto il comma 70 dell'art. 1 della legge di stabilità 2014 (L. 147/2013). Una norma che riguarda il medesimo programma è inoltre prevista dal comma 296 della L. 190/2014 (v. infra).
Disposizioni relative all'ANAS sono contenute anche nella legge di stabilità 2015 (L. 190/2014).
Ulteriori disposizioni sono state dettate dalla legge di stabilità 2016 (L. 208/2015).
Su tale norma è intervenuto, successivamente, l'articolo 7-bis, comma 2, del D.L. 113/2016, che, limitatamente all'anno 2016, ha assegnato le risorse previste (pari a 100 milioni di euro) alle province delle regioni a statuto ordinario per l'attività di manutenzione straordinaria della relativa rete viaria. Il successivo comma 3 ha demandato il riparto delle risorse alla Conferenza Stato-città ed autonomie locali. In seguito alla stipula dell'accordo è stato emanato il D.M. Interno 17 ottobre 2016 con cui si è proceduto al riparto delle citate risorse.
Tale disciplina è stata dapprima oggetto dell'atto di segnalazione n. 3, inviato dall'ANAC al Governo e al Parlamento nel novembre 2017, e poi modificata e integrata dal comma 1179 dell'art. 1 della legge di bilancio 2018 (L. 205/2017). In particolare, il comma 1179 ha previsto che l'ANAC verifichi in via preventiva (con le modalità definite in apposita convenzione stipulata tra l'Anas S.p.A. e l'ANAC) la correttezza della procedura adottata dall'ANAS per la definizione degli accordi bonari e delle transazioni (nuovo comma 7-bis dell'art. 49 del D.L. 50/2017).
Si segnala inoltre che il "Gruppo Anas" risulta incluso nell'allegato A al D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 175, recante "Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica" (pubblicato nella G.U. 8 settembre 2016, n. 210). L'art. 26 del medesimo decreto esclude, per le società elencate nell'allegato A, l'applicazione delle norme dettate dall'art. 4, che disciplina le finalità perseguibili mediante l'acquisizione e la gestione di partecipazioni pubbliche.
Corte dei conti, Determinazione e relazione sulla gestione finanziaria di ANAS S.p.A. - 2016 (Determinazione n. 98 del 9 novembre 2017)
Tra gli atti di indirizzo approvati, oltre a quelli relativi a specifiche tratte autostradali (quali ad esempio le risoluzioni nn. 8/00128, 8/00129, relative alla frana che ha investito il viadotto Himera dell'autostrada Palermo-Catania, e la risoluzione n. 8-00079 sulle modalità di realizzazione della bretella di Campogalliano Sassuolo), si segnalano le risoluzioni nn. 8/00118 e 8/00124 volte ad impegnare il Governo ad assumere iniziative per reperire e stanziare le risorse necessarie per la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale nazionale in modo da aumentare la sicurezza nei trasporti. Con la risoluzione 8-00267, invece, si è impegnato il Governo a provvedere alla revisione della rete stradale nazionale.
Si segnala altresì l'approvazione, da parte dell'8a Commissione del Senato, nella seduta del 26 luglio 2017, di una risoluzione relativa ad una serie di proposte legislative dell'UE, riguardanti tra l'altro l'interoperabilità dei sistemi di telepedaggio stradale (Doc. Senato XVIII, n. 213).
I documenti consegnati dai soggetti auditi dall'VIII Commissione (Ambiente)
L'art. 20, comma 3, del D.L. 50/2017, ha autorizzato un contributo di 170 milioni di euro per l'anno 2017 a favore delle province delle regioni a statuto ordinario per la manutenzione straordinaria della rete viaria di competenza, Il successivo comma 4 ha demandato ad un apposito decreto ministeriale, adottato previa intesa in sede di Conferenza Stato-Città ed autonomie locali, il riparto dei contributi. In attuazione di tali disposizioni è stato emanato il decreto 14 luglio 2017.
I commi 1076-1078 dell'art. 1 della legge di stabilità 2018 (L. 205/2017) autorizzano una spesa di 120 milioni di euro per il 2018 e di 300 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2023 per la realizzazione di interventi relativi a programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di province e città metropolitane.
Ulteriori disposizioni sono contenute nell'art. 17 del D.L. 50/2017, che disciplina il riparto di contributi in favore di Province e Città metropolitane per il finanziamento delle funzioni relative alla viabilità (oltre che all'edilizia scolastica), nonchè nell'art. 18 che introduce norme per consentire agli enti di area vasta, nel 2017 e nel 2018, di utilizzare i proventi delle sanzioni per le violazioni al Codice della Strada per interventi volti a migliorare la sicurezza stradale (comma 3-bis).
Nelle premesse della risoluzione 8-00267, approvata dall'VIII Commissione (Ambiente) della Camera nella seduta dell'8 novembre 2017, viene considerata urgente una revisione complessiva della rete stradale nazionale, alla luce del fatto che il processo di regionalizzazione avvenuto alla fine degli anni Novanta "ha dato luogo a un sistema che non risponde all'esigenza di eliminare le disuguaglianze territoriali e di garantire l'accesso alla rete autostradale e alle reti europee ed è carente sia in termini di tempi di percorrenza sia di comfort e di sicurezza rispetto alle moderne esigenze di accessibilità sostenibile e di facilità di raggiungimento di nodi strategici del sistema medesimo". In considerazione della citata urgenza, la risoluzione ha impegnato il Governo: ad accelerare l'iter di adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la modifica della rete autostradale e stradale di interesse nazionale esistente, con la sua rapida trasmissione alle competenti Commissioni parlamentari e, nelle more della conclusione di tale iter, ad assumere iniziative per anticipare l'operatività del trasferimento all'Anas delle strade di cui è certa la riclassificazione; nonché a prevedere adeguate risorse per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali nel disegno di legge di bilancio per l'anno 2018.
Lo schema di decreto citato, presentato alle Camere il 22 dicembre 2017 (atto del Governo n. 489), prevede una revisione della rete stradale di interesse nazionale attraverso il trasferimento alla rete nazionale di circa 3.601 km di strade e la contestuale declassificazione a rete regionale di circa 592 km di strade nazionali. Lo schema riguarda le sole regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Toscana e Umbria. Le Regioni autonome Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia, e le Province autonome di Trento e Bolzano, non sono interessate dallo schema di decreto in esame in quanto (come ricordato nel parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, a pag. 3) il "relativo riordino della viabilità, effettuato rispettivamente con i decreti legislativi n. 320/94, 111/2004 e 320/97, non ha richiesto alcuna riclassificazione. Per quanto riguarda le Regioni Autonome di Sicilia e Sardegna, ad oggi non è stato ancora effettuato il trasferimento [...] delle strade statali non inserite nella rete stradale di interesse nazionale". Lo schema non riguarda altresì le Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, per le quali si è ritenuto di effettuare un ulteriore approfondimento istruttorio. Su tale schema la Commissione VIII ha espresso il proprio parere, favorevole con condizioni, nella seduta del 10 gennaio 2018.
Proposta di revisione della rete stradale nazionale
Collana: Atti del Governo n°483, pubblicato il 9 gennaio 2018