Source: http://www.darkman.it/docs/sintesi-delle-normative-wireless-in-italia/comment-page-2/
Timestamp: 2017-07-27 22:37:28+00:00
Document Index: 173196341

Matched Legal Cases: ['art. 70', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 105', 'art. 10', 'art 6']

Sintesi delle normative wireless in Italia | Darkman
Home › Docs › Sintesi delle normative wireless in Italia Sintesi delle normative wireless in Italia
Pubblicato il 3 settembre 2009 da Darkman
126 Commenti ↓	Il piano nazionale di ripartizione delle frequenze (GU n. 273 del 21-11-2008 ) , già dal DM 20 febbraio 2003, destina ad uso delle wireless-lan e, in ottemperanza all’ ERC Recommendation 70-03, degli apparati wireless non specifici a corto raggio (SRD) le seguenti frequenze:
2.400-2.483 MHz RadioLan
5.150-5.350 MHz HiperLan (solo all’interno di edifici)
5.470-5.725 MHz HiperLan
5.725-5.875 MHz Apparati non specifici SRD
La trasmissione in questi intervalli di frequenze è regolamentata dalla normativa ETSI. Tali norme sono state anche ribadite dal decreto ministeriale del 10 gennaio 2005 (Specifiche tecniche delle interfacce radio regolamentate). Si tratta comunque di potenze di trasmissione molto contenute (decisamente inferiori a quelle del cellulare che abbiamo in tasca) e possono essere sintetizzate da quanto segue:
20 dBm EIRP (100mW) per gli apparati RadioLan a 2.4 Ghz
23 dBm EIRP (200mW) per gli apparati HiperLan a 5.3 Ghz
30 dBm EIRP (1 W) per gli apparati HiperLan a 5.7 Ghz
14 dBm EIRP (25 mW) per gli apparati wireless non specifici a 5.8 Ghz
L’uso privato di reti WiFi che attraversano il suolo pubblico non è più soggetto al pagamento di contributi (mai stabiliti, tra l’altro) e neanche all’autorizzazione generale da richiedere al Ministero delle Comunicazioni, in sostanza ne è consentito il “libero uso”, a patto che rispettiate le potenze (EIRP) e usiate apparati con la marcatura CE. Questo grazie alla direttiva europea 2009/140/CE che l’Italia ha recepito, col solito ritardo, attraverso il D.lgs n. 70/2012 (art. 70), la quale ha esteso il “libero uso” degli apparati hiperlan e radiolan anche al di fuori del proprio fondo.
Attenzione: visto che siamo la patria della burocrazia (inutile) e dei balzelli, ai sensi dell’art. 2 del D.lgs n. 198/2010 le imprese e gli enti pubblici che volessero installare apparati WiFi connessi alla rete pubbica (Internet) devono rivolgersi solo a imprese e installatori iscritti ad un apposito albo, questo per garantire che l’impianto venga eseguito a “regola d’arte”. (Soppresso dall’art. 10 del D.L. n. 69/2013 [Decreto Fare])
Un discorso a parte va fatto per gli apparati wireless non specifici che operano nelle frequenze dei 5.8 Ghz per i quali non è mai stato necessario presentare alcuna domanda né pagare alcun contributo, ossia ne è consentito il “libero uso” (art. 105, comma 1, lettera o). Va però precisato che, a causa delle pesanti restrizioni sulla potenza di trasmissione (massimo 25mW), non è possibile percorrere più di qualche centinaio di metri.
Nel caso in cui si intenda installare apparati WiFi in un luogo pubblico (uso pubblico di reti WiFi) e si intenda offrire accesso a Internet, è necessario ottenere l’ autorizzazione generale (si veda l’allegato A del D.M. 28/05/2003) dal Ministero delle comunicazioni e dello sviluppo economico, non dimenticando che, qualora non fosse ovvio, è altresì necessario possedere tutti i requisiti per agire come ISP.
Gli enti pubblici (comuni, regioni, etc) che volessero offrire connettività ai cittadini, possono farlo solo attraverso imprese iscritte al Registro degli Operatori di Comunicazione, inoltre, l’installazione degli apparati, prima del “decreto fare” doveva essere effettuato da imprese o installatori iscritti all’apposito albo. Oggi c’è un po’ di confusione, dal momento che, in base all’art. 10 del D.L. n. 69/2013 [Decreto Fare], chiunque voglia offrire al pubblico indistinto l’accesso a Internet, dove questo non costituisca attività commerciale prevalente, non è più considerato Operatore di Comunicazioni e quindi non è soggetto agli obblighi di legge dei (W)ISP. Tuttavia l’art 6. del Codice delle Comunicazioni vieta espressamente che Lo Stato, le Regioni e gli Enti locali possano offrire direttamente reti o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico.
Le associazioni e gli altri enti privati che volessero offrire gratuitamente connettività ai propri associati (e solo a costoro), possono farlo, anche per mezzo di reti mesh, a patto di rispettare tutte le normative per l’uso privato di reti Wi-Fi e che il contratto stipulato con l’operatore non vieti esplicitamente la condivisione della connettività, cosa, tra l’altro, difficile da dimostrare. Una iniziativa di questo tipo, per ora unica in Italia e attiva dal 2008, è Progetto Neco.
Le domande per l’autorizzazione generale vanno inviate agli ispettorati territoriali di competenza (consultare la lista all’indirizzo http://www.urpcomunicazioni.it/ispettorati.htm) o al seguente indirizzo di Roma (in ogni caso è bene informarsi prima spedire la domanda):
Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per le comunicazioni – Direzione Generale Servizi di Comunicazione Elettronica e di Radiodiffusione
00187 Roma Dopo un periodo massimo di 60 giorni il Ministero verifica la sussistenza o meno dei requisiti richiesti e comunica il divieto di prosecuzione dell’attività (silenzio-assenso).
Attenzione: Nel corso degli anni le normative sono cambiate e le risposte che trovate nei commenti di questo articolo vanno necessariamente contestualizzate al periodo di riferimento.
126 commenti su “Sintesi delle normative wireless in Italia” ‹ Commenti più vecchi
Giuseppe scrive:	26 marzo 2015 alle 12:59	Ciao, ho già scritto in precedenza per avere informazioni sulla realizzazione di un ponte a 5ghz ad uso privato. Nel frattempo mi sono studiato un pò la cosa ed è emerso che necessito di far rimbalzare il segnale sulla proprietà di una terza persona per poter collegare le due mie proprietà.
Nella tua precedente risposta mi hai confermato che è tecnicamente possibile ma leggevo delle questione dei ripetitori/ponti, presidiati o non presidiati, e volevo capire se riguarda il mio caso. In rete ho trovato qualcosa solo riguardo il campo radioamatoriale che suppongo sia diverso dal campo del wireless di libero uso. Grazie in anticipo.
Rispondi	Darkman scrive:	31 marzo 2015 alle 01:11	Se il traffico è di tua pertinenza non importa su quali fondi sia strutturata la rete, l’importante è che tu abbia il permesso dei proprietari. Qualora non vi siano fabbricati d’appoggio usabili, non puoi certamente costruire una torre di trasmissione senza passare per la burocrazia italica Rispondi	Alberto scrive:	6 agosto 2015 alle 12:20	Ciao, quindi io posso inviare un segnale wifi a 5 ghz, rispettando la legge??
Rispondi	Darkman scrive:	8 agosto 2015 alle 21:37	Chiaro!
Rispondi	Giuseppe scrive:	19 agosto 2015 alle 12:40	Salve,
Io ho due case che distano 7km vista aerea, le posso collegare con due antenne ubiquiti wifi a 5ghz? Rispettando la legge?
Rispondi	Darkman scrive:	20 agosto 2015 alle 02:20	Certamente, rispettando i limiti EIRP.
Rispondi	Giuseppe scrive:	22 agosto 2015 alle 11:50	Questa è la frequenza in cui lavora:
Potenza del segnale è 15dBi
Rispondi	Darkman scrive:	3 settembre 2015 alle 01:31	All’esterno possono essere usate solo le frequenze nel range di 5.470-5.725 MHz e con EIRP massimo di 30dB (@ 20Mhz).
EIRP = Guadagno antenna + tx power impostata. In genere, se è stato selezionato correttamente il paese (Italia) nell’interfaccia
web dei dispositivi WiFi, non puoi sbagliarti.
Rispondi	Antonino scrive:	19 gennaio 2016 alle 04:37	Ciao e le frequenze che vanno da 5,9 a 6,1 si possono usare ? Come l’antenna ubiquiti af5u
Darkman scrive:	25 gennaio 2016 alle 01:53	Non credo.
Elia scrive:	30 novembre 2016 alle 02:19	Si, però non arriveranno mai i segnali a 7km perchè non superi il watt,al massimo fai 500 mt….ciccia….
Stefano scrive:	25 aprile 2017 alle 15:54	Ma kettefrega della legge per me sarebbe l’ultimo dei problemi, la legge serve se tutti la rispettassero e fosse uguale per tutti ma in Italia non è così e bisogna arrangiarsi. La legge serve per spillarti soldi e favorire le categorie
Rispondi	Simone scrive:	2 marzo 2016 alle 18:46	Ma scusa ma le dorsali punto punto a 17ghz… Sono utilizzabili o sono fuori legge?
Rispondi	Darkman scrive:	8 marzo 2016 alle 11:31	Sì, costi permettendo.
Rispondi	Leonardo scrive:	22 marzo 2016 alle 02:57	Ciao,
stavo cercando di estendere la mia LAN di casa, con l’abitazione di mia sorella che abita a 5km, installando un bridge fatto con il CPE510 a 5GHz di tp-link.
Se ho ben capito, leggendo il testo di legge e la tua spiegazione, non c’è bisogno di autorizzazioni come quella generale del MISE per attraversare suolo pubblico e da parte dei comuni?
Cit. “All’esterno possono essere usate solo le frequenze nel range di 5.470-5.725 MHz e con EIRP massimo di 30dB (@ 20Mhz).”
Rispondi	Darkman scrive:	25 marzo 2016 alle 15:12	Esatto!
Rispondi	FILIPPO scrive:	15 novembre 2016 alle 22:22	Ciao con le nuove antenne AC di ubnt a 80 mghz l’erp a quanto deve essere??
Rispondi	Pasquale scrive:	20 marzo 2017 alle 18:02	Può un comune rifiutare l’installazione di un.sistema Wi-Fi più veloce di quello che ce oggi?ce un limite di n installazione n i in un paese dove non arriva adsl ?quali leggi ci sono per avere la concessione per l’installazione ?vi chiedo cortesemente.una risposta alla mia email che userò come cartaceo per la raccolta firme ,per contestare.l’ingiustizia ,grazie
Rispondi	Darkman scrive:	31 marzo 2017 alle 01:49	Ciao Pasquale, non ho ben capito la domanda. Siete in ancora in digital-divide?
Rispondi	‹ Commenti più vecchi
4 Pings/Trackbacks per "Sintesi delle normative wireless in Italia"