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Timestamp: 2020-04-02 01:31:14+00:00
Document Index: 78287794

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Sentenza Cassazione Civile n. 2679 del 01/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2679 del 01/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 01/02/2017, (ud. 11/01/2017, dep.01/02/2017), n. 2679
sul ricorso 8784-2015 proposto da:
I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DI PREVIDENZA SOCIALE, C.F. (OMISSIS),
in persona del legale rappresentante pro tempore, in proprio e nella
qualità di procuratore speciale della S.C.C.I. s.p.a.,
SGROI, LELIO MARITATO, GIUSEPPE ATANO ed EMANUELA DE ROSE giusta
B.I., elettivamente domiciliato in ROMA VIA FEDERICO
all’avvocato MASSIMO BELEFFI in virtù di delega in calce al
avverso la sentenza n. 1231/2014 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
emessa il 18/09/2014 e depositata il 29/09/2014;
che, con sentenza del 29.9.2014, la Corte di appello di Bologna confermava la decisione del Tribunale di Forlì che aveva accolto l’opposizione proposta da B.I. avverso l’avviso di addebito notificatogli col quale veniva ingiunto al predetto il pagamento di contributi asseritamente dovuti alla Gestione Commercianti in qualità di socio della società B.I. s.n.c..; che avverso tale sentenza l’INPS in proprio e nella qualità epigrafata ha proposto ricorso affidato ad unico motivo, al quale ha opposto difese il B., con controricorso;
che il Collegio ha deliberato di adottare una motivazione semplificata, che viene denunziata violazione e/o falsa applicazione della L. n. 662 del 1996, art. 1, commi 202, 203 e 208 assumendosi: che, contrariamente a quanto sostenuto nella impugnata sentenza il socio di una s.n.c. è per ciò stesso, in quanto unico soggetto abilitato a compiere atti in nome della società, tenuto alla iscrizione nella Gestione Commercianti perchè l’esercizio dell’attività commerciale in modo abituale e prevalente era “in re ipsa”, ossia immediatamente e direttamente correlato all’essere socio con poteri di gestione della società; che l’attività di riscossione di canoni di locazione di immobile, rientrando in quella più ampia di gestione del patrimonio immobiliare, aveva natura commerciale; che il giudizio di prevalenza richiesto dalla L. n. 662 del 1996 è di natura endogena, ossia deve essere compiuto solo in relazione alle vicende interne della società, senza che assumano alcun rilievo altre ed ulteriori attività espletate dal socio al di fuori della attività sociale, nella specie non provate.
che, infatti, presupposto imprescindibile per l’iscrizione alla gestione commercianti è che sia provato, in conformità a quanto previsto dalla L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 1, comma 203, che ha sostituito la L. 3 giugno 1975, n. 160, art. 29, comma 1 (requisiti previsti per ritenere l’obbligo di iscrizione nella gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali), lo svolgimento di un’attività commerciale che, nella specie, risulta essere stato escluso con un accertamento in fatto da parte della Corte del merito supportato da una motivazione adeguata ed immune dai denunciati vizi (è stato ritenuta incontroversa la circostanza che la snc gestisse un bene immobile concesso in locazione);
che è stato accertato che la SNC B.I. di cui il controricorrente era socio non svolgeva alcuna attività diretta all’acquisto ed alla gestione di beni immobili e non svolgeva attività diverse da quella limitata alla riscossione del canone di locazione dell’ immobile di cui era proprietaria, e pertanto non rileva la mancanza di prova che altri soci fossero impegnati negli atti di gestione ordinaria e straordinaria della società, nè di prova idonea ad escludere la presunzione normativa di esercizio di attività imprenditoriale che l’INPS erroneamente collega alla circostanza che la società fosse costituita in forma diversa da quella semplice;
che questa Corte – sia pure con riferimento alle società in accomandita semplice – ha affermato il principio (Cass. n. 3835 del 26 febbraio 2016) secondo cui ai sensi della L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 203, che ha modificato la L. n. 160 del 1975, art. 29 e della L. n. 45 del 1986, art. 3 in tali società la qualità di socio accomandatario non è sufficiente a far sorgere l’obbligo di iscrizione nella gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali, essendo necessaria anche la partecipazione personale al lavoro aziendale, con carattere di abitualità e prevalenza, la cui ricorrenza deve essere provata dall’istituto, prova che, nel caso in esame, secondo i giudici di merito non è stata fornita, essendo emerso che il B. si limitava a riscuotere i canoni della locazione di un unico immobile;
Rigetta il ricorso e condanna l’INPS al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, liquidate in Euro 100,00 per esborsi, Euro 2700,00 per compensi professionali, oltre accessori come per legge, nonchè al rimborso delle spese forfetarie in misura del 15%. Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dell’art. 13, comma 1 bis citato D.P.R..