Source: https://www.soldioggi.it/termini-ricorso-cassazione-18113.html
Timestamp: 2020-07-07 08:07:28+00:00
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Termini ricorso Cassazione 2020: penale, civile, calcolo, tributario | Soldioggi
La giustizia italiana si articola in più fasi: una volta che il giudice emette la sentenza, hai la possibilità di ricorrere in Appello, per far valere le tue ragioni se ritieni che la sentenza sia ingiusta o errata. Se non sei d’accordo con la sentenza di Appello hai ancora un’ultima possibilità: ricorrere in Cassazione.
In questa guida completa sui termini ricorso Cassazione ti indico quali sono i termini da rispettare per impugnare una sentenza penale, civile, tributaria, rito lavoro o di protezione internazionale della Corte d’Appello; infine ti spiego come e quando si calcola la sospensione feriale dei termini.
Se c’è un processo penale nei tuoi confronti, prima o poi il tribunale arriverà alla sentenza. Se non sei d’accordo con la sentenza e hai buoni motivi per opporti, allora hai tutto il diritto di ricorrere in Appello, ossia il secondo grado di giudizio. Se anche quest’ultimo è a tuo sfavore, hai ancora un’ultima possibilità: ricorrere in Cassazione. Ma devi farlo entro certi termini, stabiliti dall’art. 585 del c.p.p. (codice di procedura penale); i termini cambiano a seconda dei casi:
CASO A. Il tribunale emette la sentenza in Camera di consiglio; in udienza, legge la sentenza e le motivazioni (art. 544 c.p.p.) e procede quindi al deposito della sentenza stessa corredata dalle motivazioni. Puoi impugnare la sentenza entro 15 giorni;
CASO B. In udienza il giudice si pronuncia, ma essendo un caso piuttosto articolato non riesce a redigere subito le motivazioni; quindi si prende 15 giorni per depositare sentenza + motivazioni. Puoi impugnare la sentenza entro 30 giorni;
CASO C. Se la motivazione è molto articolata, il giudice può decidere di depositare la sentenza entro 90 giorni dall’udienza. Puoi impugnare la sentenza entro 45 giorni.
Calcolo decorrenza termini ricorso Cassazione Penale
Ora che sai quali sono i termini, ti stai chiedendo sicuramente da quale data conteggiarli. La data da prendere in considerazione è quella relativa a:
Pubblicazione e notifica di deposito della sentenza presso la Cancelleria del Tribunale;
Lettura della sentenza in udienza, se il giudice contestualmente ha redatto/letto anche la motivazione.
Quindi, alla luce di ciò, i termini per il ricorso partono (art. 585 c.p.p.):
CASO A. Lettura di sentenza, motivazione e deposito avvengono nello stesso giorno. È il caso più semplice. I 15 giorni quindi partono da quella data;
CASO B. I 30 giorni si contano dalla data in cui il giudice deposita sentenza e motivazione;
CASO C. I 45 giorni partono dalla data in cui il giudice notifica alle parti il deposito della sentenza + motivazioni. Per essere precisi, partono dal giorno in cui il giudice comunica il deposito al Procuratore generale presso la Corte di appello.
Termine breve. Se sei in Appello, il giudice ha emesso la sentenza, hai 60 giorni di tempo per impugnarla in Cassazione (art. 325 c.p.c.), calcolati dal giorno della notifica della sentenza. Questa scadenza di 60 giorni è detta termine breve, in quanto è il tempo da rispettare se la notifica di sentenza è regolare.
Eccezioni. I termini per il ricorso si riducono a 30 giorni, se si tratta di:
Pronuncia di adottabilità della Sezione Minorenni;
Decreto di esecuzione stato passivo all’interno di una procedura di fallimento;
Decisione del Consiglio nazionale forense;
Decisione del Tribunale Superiore competente sulle acque pubbliche.
Termine lungo. Se la notifica è inesistente o nulla, allora i tempi si allungano e le parti possono impugnare il procedimento entro il cosiddetto termine lungo, ossia entro sei mesi, conteggiati dal giorno in cui il giudice provvede al deposito della sentenza in segreteria (art. 327 c.p.c.).
Se l’Agenzia delle Entrate ti ha chiesto di pagare delle tasse e tu ritieni che ci siano stati degli errori da parte dell’ufficio, puoi contattarli in modo da risolvere la situazione. Se non si trova un accordo, puoi instaurare una causa presso la Commissione Tributaria.
Calcolo decorrenza. Così come per le cause civili e penali, anche per le cause tributarie puoi presentare ricorso in Cassazione. Il termine per presentare ricorso è di 60 giorni conteggiati dalla notifica della sentenza della Commissione Tributaria (termine breve).
Se la notifica è nulla, oppure la Commissione non l’ha proprio inviata, allora il termine è di sei mesi (termine lungo, art. 327 c.p.c.) conteggiati dal deposito in segreteria della sentenza (art. 327 c.p.c.).
Durante il periodo feriale, ossia dal 1 al 31 agosto di ogni anno, i termini sono sospesi (art. 1 della L. 742/1969 e successiva L. 162/2014). Quindi, supponiamo per esempio che tu voglia presentare ricorso in Cassazione per una sentenza della Corte d’Appello notificata il 15 luglio e con termine per il ricorso pari a 60 giorni.
In questo caso i 60 giorni si calcolano escludendo tutto agosto, quindi il termine ultimo per presentare ricorso non è il 13 settembre, ma il 13 ottobre.
Il termine per impugnare una sentenza della Corte d’Appello in materia di lavoro, è di 30 giorni conteggiati dalla notifica deposito della sentenza corredata dalla motivazione. Questo termine (30 giorni) è detto termine breve.
Se la notifica è nulla, oppure il tribunale non ha provveduto a inviare la notifica, allora si applica il termine lungo: la parte che vuole opporsi alla sentenza ha tempo sei mesi conteggiati dal giorno di deposito in segreteria della sentenza (art. 327 c.p.c.).
Alle controversie di lavoro e previdenza, non si applica la sospensione feriale dei termini processuali (ossia la sospensione del calcolo del termine escludendo il periodo che va dal 1 al 30 agosto), neanche per i ricorsi in Cassazione (Corte di Cassazione, Sez. L, sent. n. 25678/2015).
La legge n. 46/2017 ha disposto la creazione, presso le sedi di Corte d’Appello, di una sezione specializzata in “Protezione internazionale”, quindi competente sulle concessioni di asilo politico.
Lo scopo di tale specifica sezione è quello di creare giudici e professionisti specializzati in questa materia così delicata e soprattutto complessa a causa di una normativa molto stratificata.
Le sentenze emesse dalla Corte d’appello Sezione Protezione Internazionale, sono impugnabili entro 30 giorni. Il termine scende a 15 giorni, quando c’è una mala fede del richiedente asilo politico, nello specifico nei seguenti casi (art. 28 bis, co. 2 del D.Lgs. n. 25/2008):
La domanda è palesemente infondata, ossia il richiedente sta portando nuove motivazioni che comunque non hanno nulla a che vedere con i presupposti per ottenere l’asilo politico;
La domanda viene ripresentata senza portare nuovi elementi (ai sensi dell’art. 29, co. 1, lettera b); c) del D. Lgs n. 25/2008).
Il richiedente è soggiornante irregolare o ha tentato di eludere i controlli di frontiera in modo da ritardare o evitare un provvedimento di espulsione.