Source: http://sosequitalia.mdcromaovest.it/Sentenzan33742012.htm
Timestamp: 2018-12-11 07:40:44+00:00
Document Index: 161501297

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 97', 'art. 25', 'art. 360', 'Cass. Sez. ']

Dott. IACOBELLIS Marcello - rel. Presidente -
S.A., elett.te dom.to in Roma, alla via San Sebastianello 9, presso lo studio dell'avv. Siciliano Domenico, rapp.to e difeso dall'avv. Papa Salvatore, giusta procura in atti;
Ministero delle Finanze e Agenzia delle Entrate, in persona del legale rapp.te pro tempore;
Serit Sicilia s.p.a., in persona del legale rapp.te pro tempore;
per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia n. 50/18/10 depositata il 22 febbraio 2010;
Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del giorno 8/2/2012 dal Dott. Marcello Iacobellis;
Udite le richieste del P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale, dott. CENICCOLA Raffaele.
La CTR della Sicilia ha rigettato l'appello di S.A. - appello proposto contro la sentenza n. 682/06/2007 della CTP di Catania che aveva respinto il ricorso del S. contro il ruolo esattoriale (sulla premessa che non fosse stata notificata la cartella di pagamento a detto ruolo relativa), ruolo del quale la parte stessa aveva avuto conoscenza informale dal servizio provinciale di riscossione tributi. La predetta CTR ha motivato la decisione evidenziando che, in presenza di prova dell'avvenuta notifica dell'avviso di mora e per effetto della mancata impugnazione dello stesso avviso, il rapporto doveva intendersi consolidato e perciò correttamente era stato dal primo giudice dichiarato i- nammissibile il ricorso. Il S. ha interposto ricorso per cassazione (notificato Serit Sicilia spa ed all'Agenzia delle Entrate, che erano state entrambe parti anche nei gradi di merito) affidato a unico motivo. Le intimate non hanno svolto attività difensiva. Il relatore ha depositato relazione ex art. 380 bis c.p.c. Il presidente ha fissato l'udienza dell'8/2/2012 per l'adunanza della Corte in Camera di Consiglio. La Serit ha depositato memoria. Il P.G. ha concluso aderendo alla relazione.
Va preliminarmente rilevata la inammissibilità della memoria presentata dalla Serit s.p.a., non avendo la stessa depositato il controricorso (Sez. 5, Sentenza n. 20029 del 30/09/2011).
Nel merito, con il motivo di censura (rubricato come:" Violazione e/o falsa applicazione dell'art. 97 Cost. e del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25 in rapporto all'art. 360 c.p.c., n. 3) la parte ricorrente lamenta che il giudice dell'appello avrebbe ritenuto l'avviso di mora equivalente (sotto il profilo degli effetti) alla cartella di pagamento, senza considerare che l'avviso di mora non aveva potuto sopperire alla funzione (tipica della cartella di pagamento) di rendere conoscibile la pretesa tributaria, sicchè il difetto di notifica dell'atto presupposto (cartella di pagamento) avrebbe invalidato la sequenza procedimentale necessaria e reso nullo non solo l'avviso di mora ma anche lo stesso ruolo qui impugnato.
Il motivo di impugnazione è infondato alla luce del principio affermato da questa Corte (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 13483 dell'8/6/2007) secondo cui, in tema di riscossione delle imposte, l'avviso di mora assolve due funzioni: la prima, equivalente a quella del precetto ed avente carattere necessario, consiste nell'accertare il mancato pagamento del debito tributano e nell'intimare al contribuente l'effettuazione del versamento dovuto entro un termine ristretto, con l'avvertenza che in mancanza si procederà ad esecuzione forzata. La seconda funzione è eventuale, ha natura sostanziale, e consiste nel portare a conoscenza del contribuente per la prima volta la pretesa erariale, ove l'avviso di mora non sia stato preceduto dalla regolare notifica dell'avviso di accertamento o di liquidazione o della cartella esattoriale. Pertanto il contribuente il quale lamenti che la notificazione dell'avviso di mora non sia stata preceduta dalla regolare notificazione degli atti di imposizione, ha l'onere di impugnare congiuntamente sia l'avviso di mora, sia gli atti da questo presupposti e non notificatigli. In difetto, egli decade dal potere di impugnare i suddetti provvedimenti. Consegue da quanto sopra il rigetto del ricorso.
Così deciso in Roma, il 8 febbraio 2012.
Depositato in Cancelleria il 2 marzo 2012