Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1898-codice-civile-aggravamento-del-rischio
Timestamp: 2020-08-09 11:22:14+00:00
Document Index: 154240218

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 1898', 'art. 1898', 'art. 1898', 'art. 1469', 'art. 1932', 'art. 1898']

Art. 1898 codice civile: Aggravamento del rischio | La Legge per tutti
Art. 1898 codice civile: Aggravamento del rischio
Il contraente ha l’obbligo di dare immediato avviso all’assicuratore dei mutamenti che aggravano il rischio in modo tale che, se il nuovo stato di cose fosse esistito e fosse stato conosciuto dall’assicuratore al momento della conclusione del contratto, l’assicuratore non avrebbe consentito l’assicurazione o l’avrebbe consentita per un premio più elevato.
L’assicuratore può recedere dal contratto, dandone comunicazione per iscritto all’assicurato entro un mese dal giorno in cui ha ricevuto l’avviso o ha avuto in altro modo conoscenza dell’aggravamento del rischio.
Il recesso dell’assicuratore ha effetto immediato se l’aggravamento è tale che l’assicuratore non avrebbe consentito l’assicurazione; ha effetto dopo quindici giorni, se l’aggravamento del rischio è tale che per l’assicurazione sarebbe stato richiesto un premio maggiore.
Spettano all’assicuratore i premi relativi al periodo di assicurazione in corso al momento in cui è comunicata la dichiarazione di recesso.
Se il sinistro si verifica prima che siano trascorsi i termini per la comunicazione e per l’efficacia del recesso, l’assicuratore non risponde qualora l’aggravamento del rischio sia tale che egli non avrebbe consentito l’assicurazione se il nuovo stato di cose fosse esistito al momento del contratto; altrimenti, la somma dovuta e’ ridotta, tenuto conto del rapporto tra il premio stabilito nel contratto e quello che sarebbe stato fissato se il maggiore rischio fosse esistito al tempo del contratto stesso (1).
Aggravamento del rischio: mutamenti nella situazione oggettiva o soggettiva dell’assicurato da cui deriva un aumento della probabilità che l’evento si realizzi.
(1) Nell’ultimo comma è previsto il caso in cui si verifichi il sinistro; ai fini dell’intervento dell’assicuratore per il risarcimento del danno, è opportuno distinguere se il recesso è efficace o meno; infatti l’intervento dell’assicuratore e, quindi, il pagamento all’assicurato è dovuto solo nell’ipotesi in cui: il recesso non è ancora efficace ed in base alla nuova situazione di rischio l’assicuratore avrebbe richiesto un premio maggiore (l’assicuratore pagherà comunque una somma inferiore).
La mancata comunicazione a norma di polizza all'assicuratore dell'aggravamento del rischio legittima la riduzione dell'indennizzo calcolata in proporzione al maggior premio che l'assicurato avrebbe dovuto versare se avesse voluto avere la garanzia del maggior rischio.
Cassazione civile sez. III 04 settembre 2003 n. 12880
La modifica del rischio assunto è rilevante nel contratto di assicurazione tipico, mentre nessun rilievo svolge nell'assicurazione fideiussoria, che ha come causa non il rischio assunto dal primo fideiussore, ma la garanzia dell'adempimento del debitore principale; da ciò discende, fra l'altro, che la riduzione della garanzia in capo al primo fideiussore non si riflette automaticamente sulla controgaranzia, ove questi, nonostante la disposta riduzione, garantisca ancora un adempimento del debitore principale per una somma superiore o pari alla somma controgarantita originariamente dal secondo fideiussore, salvo una espressa diversa volontà delle parti. (Nella specie, a seguito della garanzia autonoma prestata da un istituto di credito per l'adempimento di un contratto di appalto concluso da un'impresa italiana con un committente arabo, alcune società di assicurazione avevano prestato analoga garanzia a favore di detto istituto per l'ipotesi che esso venisse escusso; la S.C., in applicazione del principio soprariportato, ha respinto il ricorso di dette società che pretendevano di vedere ridotto l'impegno preso per essere stato modificato il rischio assunto dal primo fideiussore).
Cassazione civile sez. III 17 maggio 2001 n. 6757
Non sono abusive le clausole, predisposte per regolamentare in modo uniforme contratti di assicurazione, con le quali: a) si prevede l'esclusione dalla copertura per i danni agevolati o determinati da dolo o colpa grave del contraente, dell'assicurato, del beneficiario, delle persone con loro coabitanti, dei loro dipendenti o parenti; b) si predeterminano i criteri da utilizzare per individuare l'indennizzo dovuto, a seconda dei vari sinistri individuati; c) si regolano le modalità della cooperazione tra le parti; d) si prevede la perdita dell'indennizzo in caso di esagerazione dolosa dell'ammontare del danno; e) si prevede l'acquisizione delle riserve di senescenza in caso di cessazione dell'assicurazione; f) si prevede che l'assicuratore non restituisca la maggiorazione del premio in caso di cessazione del rischio per contratti di durata inferiore all'anno, non restituisca la parte di premio relativa a garanzie diverse dalla r.c.a. in caso di demolizione, distruzione o esportazione del veicolo, e non restituisca il premio non goduto in caso di sospensione della garanzia eccedente l'anno senza che venga chiesta la riattivazione; g) si disciplinano particolari modalità di regolazione del premio, prevedendo un'anticipazione in via provvisoria ed una regolazione definitiva alla fine di ciascun periodo assicurativo (posto che, presupponendo l'esistenza di elementi di rischio variabili, rimandano a tipi di assicurazione non stipulati dal consumatore); h) si riproduce il disposto dell'art. 47 comma 3 d.lg. 175 del 1995, secondo cui nell'assicurazione cd. tutela giudiziaria, in caso di disaccordo tra l'assicurato e l'impresa sulla gestione del sinistro, le parti possono adire l'autorità giudiziaria o demandare la decisione sul comportamento da tenere ad un arbitro che provvede secondo equità; i) si stabilisce che l'assicurazione è stipulata indipendentemente da qualsiasi obbligo assicurativo stabilito da leggi vigenti o future; 1) si attribuisce all'assicuratore il diritto di percepire la differenza di premio dal momento dell'aggravamento del rischio (posto che, derogando all'art. 1898 c.c. in senso più favorevole all'assicuratore, è sostituita di diritto dalla disposizione di legge); m) si prevede che, in caso di distruzione parziale della cosa, dalla valutazione del danno debba essere dedotto il valore dei residui.
Tribunale Roma 05 ottobre 2000
Per aversi aggravamento del rischio, rilevante ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1898 c.c., occorre un aumento delle possibilità di verificazione dell'evento previsto dal contratto di assicurazione e che la nuova situazione presenti i caratteri della novità, nel senso che non sia stata prevista e non fosse prevedibile dai contraenti al momento della stipula del contratto, e della permanenza, intesa come stabilità della situazione sopravvenuta, essendo irrilevante un mutamento episodico e transitorio.
Cassazione civile sez. III 18 gennaio 2000 n. 500
La polizza di assicurazione infortuni concerne, con riferimento alle condizioni generali di assicurazione, gli infortuni che l'assicurato subisca nello svolgimento delle attività professionali principali e secondarie e di ogni altra attività che l'assicurato svolga senza carattere di professionalità purché comune alle normali evenienze della vita private e sociale. Nel caso di specie l'infortunio era occorso in una fattispecie diversa da quelle che costituivano oggetto del contratto. Nemmeno vale assumere che il caso costituirebbe un'ipotesi di aggravamento del rischio ex art. 1898 c.c., con la conseguente operatività del contratto sia pure a condizioni diverse. Ed invero le ipotesi di aggravamento del rischio concernono mutamenti delle circostanze di fatto inerenti alla persona dell'assicurato o all'ambiente in cui esso opera, tali da modificare, aggravandolo, il rischio, in modo tale che se il nuovo stato di cose fosse stato conosciuto dall'assicuratore al momento della conclusione del contratto, l'assicuratore avrebbe consentito l'assicurazione per un premio più elevato.
Tribunale Varese 08 ottobre 1999
Nel contratto di assicurazione della responsabilità civile obbligatoria derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, l'aggravamento del rischio ai sensi dell'art. 1898 c.c. ricorre soltanto ove la circolazione del mezzo assicurato sia esposta a particolari pericoli, che siano eccezionali, imprevedibili e non transitori. L'assicuratore pertanto non può ricusare di indennizzare il sinistro conseguito alla circolazione anomala del veicolo, ove tale rischio non risulti espressamente escluso dalle condizioni generali di polizza.
Cassazione civile sez. III 14 marzo 1996 n. 2115
La clausola che prevede il diritto dell'assicuratore di trattenere la differenza di premio dal momento dell'aggravamento del rischio non soggiace al giudizio di vessatorietà ex art. 1469 bis c.c., in quanto, derogando a norma inderogabile in senso più sfavorevole per l'assicurato (1898 c.c.) ai sensi dell'art. 1932 c.c., è sostituita di diritto dall'art. 1898 c.c.
Tribunale Roma 28 ottobre 2000