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Timestamp: 2019-10-23 23:43:37+00:00
Document Index: 54981891

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 139', 'art. 4', 'art. 85', 'art. 85', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 11']

Servizi - Agenzie immobiliari: Accordo naz.le aggiuntivo al CCNL Terziario 11 febbraio 2003
Tipologia: Accordo nazionale aggiuntivo al CCNL del Terziario
Data firma: 11 febbraio 2003
Parti: Anama e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil
Art. 1 - Classificazione del personale.
Art. 2 - Orario settimanale.
Art. 3 - Distribuzione dell'orario settimanale.
Art. 4 - Articolazione dell'orario settimanale. Art. 5 - Flessibilità dell'orario.
Art. 6 - Lavoro notturno.
Art. 7 - Lavoro straordinario.
Art. 8 - Maggiorazione del lavoro straordinario.
Accordo nazionale aggiuntivo al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Terziario per i dipendenti dagli agenti immobiliari aderenti ad Anama
L'anno 2003, il giorno 11 febbraio in Roma tra Associazione Nazionale Agenti d'Affari in Mediazione (Anama) [...] con l'assistenza di Confesercenti [...] e Filcams/Cgil [...], Fisascat/Cisl [...], Uiltucs/Uil [...] si è stipulato il presente Accordo nazionale aggiuntivo al CCNL del Terziario 22.9.99, per i dipendenti dagli agenti immobiliari aderenti ad Anama.
Per questo, pur ribadendo la piena applicabilità del CCNL del Terziario distribuzione e servizi, si sono volute individuare alcune specificità di alcuni istituti contrattuali, attraverso il presente Accordo aggiuntivo, che sono da ritenere applicabili ai lavoratori dipendenti delle agenzie immobiliari aderenti ad Anama a far data 1.2.03.
Con la sottoscrizione del presente accordo, le Parti, ferma restando l'applicabilità del CCNL del Terziario, hanno convenuto sulla esigenza e sulla opportunità di disciplinare con presente accordo, a parziale deroga, del citato CCNL, le sotto elencate materie:
CCNL - Parte Speciale
- art. 1 - Classificazione del personale
- art. 2 - Orario settimanale
- art. 3 - Distribuzione dell'orario settimanale
- art. 4 - Articolazione dell'orario settimanale
- art. 5 - Flessibilità dell'orario
- art. 6 - Lavoro notturno
- art. 7 - Lavoro straordinario
- art. 8 - Maggiorazione del lavoro straordinario
Le parti, al fine di una più delineata identità del settore e nell'ambito di un sistema di relazioni sindacali condiviso, si impegnano ad incontrarsi nel corso delle trattative per il rinnovo del CCNL del Terziario, al fine di esaminare eventuali problematiche ed esigenze collegate all'andamento del settore.
La durata dell'interruzione dell'orario giornaliero di lavoro non dovrà essere inferiore a 1 ora.
L'orario di lavoro delle donne di qualsiasi età non può durare, senza interruzione, più di 6 ore, in forza della legge 26.4.34 n. 653.
L'orario settimanale di lavoro può essere distribuito su 5 o 6 giornate lavorative; in questo ultimo caso la cessazione dell'attività lavorativa avverrà, di norma, entro le ore 13 del sabato.
Limitatamente alle località riconosciute dalle istituzioni locali d'interesse turistico e in quelle balneari, lacustri e montane a vocazione turistica e in quelle termali, in caso di prestazione lavorativa durante la domenica il lavoratore ha diritto, fermo restando il riposo compensativo, a un'indennità pari al 10% della paga base conglobata di cui all'art. 139 del CCNL del Terziario, per tutte le ore di lavoro effettivamente prestate.
Art. 4 - Articolazione dell'orario settimanale.
In relazione alle peculiari esigenze del Settore, al fine di migliorare il servizio all'utenza, i datori di lavoro potranno ricorrere, con le procedure di seguito indicate alle seguenti forme di articolazione dell'orario settimanale di lavoro:
a) Orario settimanale su 5 giorni.
Tale forma di articolazione dell'orario settimanale, fatta salva la normale durata di 40 ore, di norma si realizza attraverso la prestazione di 5 giornate lavorative di 8 ore, da effettuarsi nei giorni dal lunedì al venerdì.
b) Orario settimanale su 6 giorni.
Tale forma di articolazione si realizza attraverso la durata dell'orario settimanale pari a 40 ore. In questo caso, fermo restando che la cessazione dell'attività lavorativa della settimana, di norma, avverrà entro le ore 13 del sabato.
Art. 5 - Flessibilità dell'orario.
Per far fronte alle variazioni dell'intensità di attività nelle strutture lavorative, potranno essere realizzati specifici accordi a livello di singola realtà che, in aggiunta a quanto previsto al precedente art. 4, lett. a) e b), prevedano i seguenti regimi d'orario con le modalità precisate:
(1) superamento dell'orario settimanale contrattuale in particolari periodo dell'anno sino al limite di 44 ore settimanali per un massimo di 24 settimane.
(2) superamento dell'orario settimanale contrattuale in particolari periodi dell'anno sino al limite di 48 ore settimanali per un massimo di 24 settimane.
Ai lavoratori cui si applicherà il criterio previsto al punto 1) verrà riconosciuto un incremento del monte ore annuo dei permessi retribuiti di cui all'art. 85 del CCNL del Terziario pari a 45 minuti per ciascuna settimana di superamento dell'orario settimanale contrattuale.
Ai lavoratori a cui si applicherà il criterio previsto al punto 2) verrà riconosciuto un incremento del monte ore di permessi retribuiti di cui all'art. 85 del CCNL del Terziario, pari a 70 minuti per ciascuna settimana di superamento dell'orario settimanale contrattuale.
A fronte della prestazione di ore aggiuntive, il datore di lavoro riconoscerà ai lavoratori interessati nel corso dell'anno e in periodi di minore intensità lavorativa, una pari entità di ore di riduzione, con la stessa articolazione per settimana prevista per i periodi di superamento dell'orario settimanale contrattuale, così come definito all'art. 4, lett. a) e b).
Ai fini dell'applicazione della flessibilità dell'orario di cui al presente articolo, per anno s'intende il periodo di 12 mesi seguenti la data di avvio del programma annuale di flessibilità.
In caso di mancata fruizione dell'incremento del monte ore annuo dei permessi retribuiti, derivanti dall'applicazione dei criteri di cui ai punti 1) e 2) del presente articolo, le ore maturate saranno pagate con la maggiorazione prevista per le ore di straordinario e saranno liquidate entro e non oltre il sesto mese successivo a quello corrispondente al termine del programma annuale di flessibilità.
Le ore maturate di cui sopra, non potranno essere assorbite da altri trattamenti in materia di riduzione dell'orario, di permessi ed eventuali altre riduzioni in atto nella struttura lavorativa.
Le parti, visto il D.lgs. 26.11.99 n. 532, tenuto conto delle caratteristiche strutturali del Settore, hanno concordato sulla opportunità che tale materia venga disciplinata a livello di singola struttura sulla base di quanto il succitato Decreto delega alle parti sociali. Pertanto, nell'ambito del confronto a livello sopra richiamato, potranno essere definiti specifici accordi in materia di lavoro notturno che, fatto salvo il "Campo di applicazione", la "Tutela della Salute" e la "Comunicazione del lavoro notturno" di cui agli artt. 1, 5 e 10 del suddetto decreto, potranno disciplinare, con apposite norme, i contenuti delle tematiche così come riportate nei restanti articoli dello stesso decreto, quali:
- art. 3 - Limitazioni al lavoro notturno
- art. 4 - Durata della prestazione
- art. 6 - Trasferimento al lavoro diurno
- art. 7 - Riduzione dell'orario di lavoro e Maggiorazione retributiva
- art. 8 - Rapporti sindacali
- art. 9 - Doveri di informazione
- art. 11 - Misure di protezione personale e collettiva
Le parti s'impegnano ad incontrarsi successivamente al recepimento della Direttiva 93/104/CE in materia d'orario di lavoro al fine di procedere a una verifica della materia.
Le mansioni di ciascun lavoratore devono essere svolte durante il normale orario di lavoro fissato dal presente accordo.
Ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, è facoltà del datore di lavoro richiedere prestazioni di lavoro straordinario a carattere individuale entro il limite massimo di 200 ore annue, fermo restando il carattere di eccezionalità delle stesse.
L'eventuale rifiuto del lavoratore ad effettuare prestazioni di lavoro straordinario deve essere giustificato.