Source: https://www.dirittodautore.it/articoli/la-posizione-di-anie-asmi-andec-bsa-e-federcomin/
Timestamp: 2019-05-24 10:51:18+00:00
Document Index: 149930426

Matched Legal Cases: ['art. 71', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 71', 'art. 39', 'art. 71', 'art. 190']

La posizione di ANIE, ASMI, ANDEC, BSA e FEDERCOMIN - Dirittodautore.it
Home » Articoli » La posizione di ANIE, ASMI, ANDEC, BSA e FEDERCOMIN
Giovanni d'Ammassa 27 Novembre 2002	Articoli
Le sottoscritte associazioni, rappresentative dell’industria dei supporti dell’elettronica di consumo, dell’hardware e del software osservano quanto segue:
Il progetto di decreto legislativo di attuazione della Direttiva 2001/29/CE sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione contiene – nelle sue linee generali – soluzioni equilibrate nel rapporto fra diritti esclusivi degli autori e dei titolari di diritti connessi ed eccezioni, attuando in modo tendenzialmente fedele la Direttiva 29/2001/CE.
Il progetto contiene tuttavia anche alcune norme in materia di compenso per la copia privata che – se mantenute nella attuale versione – potrebbero seriamente compromettere il valore della nuova legislazione, provocando gravissimi danni all’industria dei supporti dell’elettronica di consumo, della televisione digitale, delle telecomunicazioni, della telefonia, dell’hardware e del software oltre che ai consumatori finali.
Fra queste disposizioni destano particolare preoccupazione l’art. 71-septies e l’art. 39 del progetto. Il primo estende il sistema di equo compenso per la copia privata ai supporti di registrazione digitali e agli apparecchi di riproduzione digitale, inclusi i sistemi informatici. Il secondo fissa la misura per la determinazione di tale compenso aumentandone l’importo in misura esorbitante rispetto alla legislazione vigente e per un periodo di transizione irragionevolmente lungo (fino all’emanazione di apposito decreto e comunque fino al 31 dicembre 2005).
Il sistema così introdotto appare non giustificato, prematuro e potenzialmente dannoso per il diritto d’autore nella società dell’informazione, oltre che in violazione delle regole dei trattati internazionali ed in contraddizione rispetto alle legislazioni attualmente in vigore o in corso di approvazione negli altri paesi europei.
L’indiscriminata estensione dei supporti e degli apparecchi digitali assoggettati al compenso innanzitutto non appare giustificata se solo si considera che, in questo modo, il consumatore potrebbe essere costretto a pagare un doppio o triplo compenso per il medesimo utilizzo di un’opera dell’ingegno, per effetto dell’applicazione congiunta del diritto esclusivo e del diritto a compenso. Ad esempio, scaricando legalmente da Internet un’opera musicale, il consumatore dovrebbe pagare sia l’accesso e lo scaricamento del file – come diritto esclusivo – sia il compenso per copia privata sul supporto e sull’apparecchio per effettuare la registrazione – come diritto a compenso.
Va inoltre ricordato che le misure tecnologiche di protezione potranno eliminare la necessità di applicare i sistemi tradizionali di equo compenso per copia privata. Le misure tecnologiche di protezione ed i sistemi di gestione delle informazioni sul diritto d’autore, diversamente dai sistemi di equo compenso, rendono infatti possibile la precisa e diretta remunerazione dei titolari dei diritti d’autore per ciascun uso delle loro opere dell’ingegno. In tale contesto i titolari dei diritti d’autore possono effettivamente controllare le copie private ed ottenere una remunerazione diretta.
Questa estensione non tiene poi in alcun conto le effettive modalità di utilizzo di tali supporti ed apparecchi (ed in particolare dei sistemi informatici) che, nella stragrande maggioranza dei casi, vengono destinati ad usi professionali e non ludici (ad esempio, le apparecchiature informatiche acquisite in azienda e utilizzate per lo svolgimento di attività meramente amministrative).
Ancora, la scarsa penetrazione informatica in Italia (notevolmente inferiore a quella di altri paesi occidentali come gli Stati Uniti d’America, il Regno Unito, la Germania e la Francia), e la mancanza di conoscenze adeguate circa l’impatto della tecnologia per la copia privata digitale sul diritto d’autore nella società dell’informazione rendono l’estensione del sistema di indennizzo prematura e consigliano di posticiparne l’eventuale introduzione, nell’attesa delle verifiche del caso.
Questa necessità acquista maggior peso se solo si considera che nessun’altra legislazione europea attualmente in vigore o in corso di approvazione estende il compenso per copia privata a tutti i prodotti inclusi nell’attuale progetto di decreto legislativo (essendo in particolare esclusi dall’applicazione del compenso i sistemi informatici). La previsione di tale estensione solo per le imprese italiane creerebbe loro un grave pregiudizio competitivo, ed in ultima istanza potrebbe causare l’aumento della pirateria dei supporti.
La determinazione dei compensi di cui all’art. 39 del progetto appare inoltre del tutto esorbitante, traducendosi in un aumento dei compensi attuali pari in alcuni casi anche dal 250% all’8000% (v. la tabella che segue). Inutile sottolineare che, in un momento congiunturale negativo come quello attuale, questo incremento rischia di tradursi in un’ulteriore contrazione dei consumi e in una ancora maggiore depressione del mercato.
Prodotto Prezzo medio al consumo Compenso attuale (2002) Compenso proposto Incremento percentuale
Audio cassetta 60 min. ? 0,60 ? 0,0375 circa ? 0,30 + 800%
CD-R audio 80 min ? 1,00 ? 0,0625 circa ? 0,56 + 900%
CD-R dati 650 MB. ? 0,67 ? 0,0104 circa* ? 0,84 + 8000%
Video cassetta an. 180 min ? 1,53 ? 0,0044 circa ? 1,35 + 3000%
RAM DVD-R DVD-RW 4,7 GB 5,80 Nessun compenso ? 2,04
3% sul 20% del prezzo = 0,6% 1,5% del prezzo +250%
*sul 25% della quantità totale nel 2002
Il sistema introdotto dal progetto di decreto non è poi in linea con il principio secondo cui i sistemi di indennizzo devono essere concessi solo ove le misure tecnologiche di protezione non siano disponibili e ove i titolari dei diritti subiscano un pregiudizio economico come risultato della copia privata (con onere di provare la sussistenza delle condizioni sopra citate al titolare dei diritti d’autore). Anche se l’art. 71-septies richiede che, ai fini della determinazione del compenso, si tenga conto dell’apposizione o meno di misure tecnologiche di protezione, l’art. 39 non sembra tenere in alcuna considerazione la summenzionata indicazione per il lungo periodo transitorio previsto. E’ invece necessario ed in linea con la direttiva 2001/29 stabilire chiaramente nel progetto di decreto legislativo che vi è un diretto rapporto fra le misure tecnologiche di protezione e l’equo compenso.
Appare infine del tutto inopportuno che la base imponibile e l’entità del compenso siano determinati per legge e non, invece, in base ad un accordo fra i soggetti interessati (l’industria musicale e cinematografica da una parte e l’industria dei supporti dell’elettronica di consumo, dell’hardware e del software dall’altra parte). Soltanto attraverso un accordo fra questi ultimi, infatti, la determinazione dei compensi potrebbe essere effettuata tenendo conto dell’evoluzione delle tecnologie, dell’andamento del mercato, dei prezzi al consumatore e delle applicazioni reali dei media con riferimento alla possibilità del loro utilizzo ai fini della copia privata, come del resto avviene da più di dieci anni in Italia, sulla scorta della legge 93/92.
In considerazione di quanto sopra le scriventi associazioni chiedono che l’articolo 39 sia riformulato come segue:
Escludere dall’applicazione del compenso per copia privata i sistemi informatici, gli elaboratori elettronici ed i loro componenti;
Prevedere che i compensi per copia privata di cui all’art. 71septies l.a. restino regolati in via transitoria fino al 31 dicembre 2005 dalla legge 93/1992;
Prevedere inoltre che, a decorrere dal 1 gennaio 2006, la misura dei compensi sia regolata da apposito decreto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, sentito il comitato di cui all’art. 190 della presente legge e le associazioni di categoria maggiormente rappresentative, tenendo conto della effettiva presenza delle nuove tecnologie sul mercato italiano, del loro prezzo di cessione, del loro reale utilizzo e della multifunzionalità dei prodotti assoggettabili a compenso.
Certi della giustezza delle nostre affermazioni auspichiamo un pronto accoglimento della nostra posizione.
ANIE (Federazione Imprese Elettrotecniche e Elettroniche)
Fax. 02 32641
Il Direttore Generale – Dr. Roberto Taranto
ASMI (Associazione Supporti e Sistemi Multimediali Italiana)
Via Mosè Bianchi 40
Tel. 02 4818429
Fax 02 48195552
Il Presidente – Dr. Alessandro Tronconi
ANDEC (Associazione Nazionale Distribuzione Elettronica Civile)
Tel. 02 7750254
Fax 02/76013825
Il Segretario Generale – Dr. Andrea Arnaldi
Tel. 02 86463313 Fax 02 86463892
Il Presidente – Dr. Yolanda Rios
FEDERCOMIN (Federazione Imprese di Telecomunicazione, Radiotelevisione ed Informatica)
Tel. 06 421401 Fax 06 42140444
Il Presidente – Ing. Alberto Tripi