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Timestamp: 2019-07-23 09:50:06+00:00
Document Index: 27398878

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 87', 'sentenza ', 'art. 27', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 2', 'art.\n545', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 545', 'art. 27', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 75', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 8', 'art. 22', 'art. 16', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 27', 'art. 38', 'art. 27', 'art. 35', 'art.\n15', 'art. 42', 'art. 15', 'art. 32', 'art. 50', 'art. 22', 'art.\n1', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 43', 'art. 52', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 61', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 58', 'art. 60', 'art. 7', 'art. 50', 'art. 2']

Approvazione testo unico leggi concernenti sequestro, pignoramento e cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche amministrazioni (Recupero crediti) - GuideLegali.it
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 gennaio 1950, n. 180
Letto 406 volte dal 30/07/2013
Vigente al: 1-6-2013 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l'art. 4 del decreto legislativo luogotenenziale 6 febbraio 1946, n. 103; Visto il testo unico approvato con regio decreto 5 giugno 1941, n. 874; Visto il decreto legislativo luogotenenziale 21 agosto 1945, n. 584; Visti gli articoli 1 e 2 del decreto legislativo luogotenenziale 6 febbraio 1946, n. 103; Visto il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 1 settembre 1947, n. 884; Visto il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 3 ottobre 1947, n. 1366; Visto il decreto legislativo 21 gennaio 1948, n. 70; Vista la legge 29 luglio 1949, n. 493; Visto l'art. 87 della Costituzione; Udito il parere del Consiglio di Stato; Sentito il Consiglio dei Ministri; Decreta:
E' approvato l'unito testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche Amministrazioni, composto di 77 articoli e firmato dal Ministro per il tesoro.
Il presente decreto, munito del sigillo di Stato, sara' inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addi' 5 gennaio 1950
DE GASPERI - PELLA
Registrato alla Corte dei conti, addi' 20 aprile 1950
Atti del Governo, registro n. 32, foglio n. 92. - FRASCA
(Insequestrabilita', impignorabilita' e incedibilita' di stipendi, salari, pensioni ed altri emolumenti).
Non possono essere sequestrati, pignorati o ceduti, salve le eccezioni stabilite nei seguenti articoli ed in altre disposizioni di legge, gli stipendi, i salari, le paghe, le mercedi, gli assegni, le gratificazioni, le pensioni, le indennita', i sussidi ed i compensi di qualsiasi specie che lo Stato, le province, i comuni, le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e qualsiasi altro ente od istituto pubblico sottoposto a tutela, od anche a sola vigilanza dell'amministrazione pubblica (comprese le aziende autonome per i servizi pubblici municipalizzati) e le imprese concessionarie di un servizio pubblico di comunicazioni o di trasporto nonche' le aziende private corrispondono ai loro impiegati, salariati e pensionati ed a qualunque altra persona, per effetto ed in conseguenza dell'opera prestata nei servizi da essi dipendenti. ((Fino alla data di cessazione del rapporto di lavoro e del relativo rapporto previdenziale, i trattamenti di fine servizio (indennita' di buona uscita, indennita' di anzianita', indennita' premio di servizio) non possono essere ceduti)).
I pensionati pubblici e privati possono contrarre con banche e intermediari finanziari di cui all'articolo 106 del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, prestiti da estinguersi con cessione di quote della pensione fino al quinto della stessa, valutato al netto delle ritenute fiscali e per periodi non superiori a dieci anni.
Possono essere cedute ai sensi del precedente comma le pensioni o le indennita' che tengono luogo di pensione corrisposte dallo Stato o dai singoli enti, gli assegni equivalenti a carico di speciali casse di previdenza, le pensioni e gli assegni di invalidita' e vecchiaia corrisposti dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, gli assegni vitalizi e i capitali a carico di istituti e fondi in dipendenza del rapporto di lavoro. I prestiti devono avere la garanzia dell'assicurazione sulla vita che ne assicuri il recupero del residuo credito in caso di decesso del mutuatario.
Le cessioni degli stipendi, salari, pensioni ed altri emolumenti di cui al presente testo unico hanno effetto dal momento della loro notifica nei confronti dei debitori ceduti, ad esclusione delle pensioni erogate dalle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Tale comunicazione puo' essere effettuata attraverso qualsiasi forma, purche' recante data certa. Nel caso delle pensioni e degli altri trattamenti previsti nel quarto comma e' fatto salvo l'importo corrispondente al trattamento minimo.
La Corte Costituzionale con sentenza del 20 novembre-4 dicembre 2002, n. 506 (in G.U. 1a s.s. 11/12/2002, n. 506 ha dichiarato "In applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimita' costituzionale degli artt. 1 e 2, primo comma, del d.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180 (Testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche amministrazioni), nella parte in cui escludono la pignorabilita' per ogni credito dell'intero ammontare di pensioni, indennita' che ne tengono luogo ed altri assegni di quiescenza erogati ai dipendenti dai soggetti individuati dall'art. 1, anziche' prevedere l'impignorabilita', con le eccezioni previste dalla legge per crediti qualificati, della sola parte delle pensioni, indennita' o altri assegni di quiescenza necessaria per assicurare al pensionato mezzi adeguati alle esigenze di vita e la pignorabilita' nei limiti del quinto della residua parte".
(Eccezioni alla insequestrabilita' e all'impignorabilita).
Gli stipendi, i salari e le retribuzioni equivalenti, nonche' le
pensioni, le indennita' che tengono luogo di pensione e gli altri assegni di quiescenza corrisposti dallo Stato e dagli altri enti, aziende ed imprese indicati nell'articolo 1, sono soggetti a sequestro ed a pignoramento nei seguenti limiti:
ritenute, per debiti verso lo Stato e verso gli altri enti, aziende ed imprese da cui il debitore dipende, derivanti dal rapporto d'impiego o di lavoro;
ritenute, per tributi dovuti allo Stato, alle province ed ai comuni, facenti carico, fino dalla loro origine, all'impiegato o salariato. (4) (5) (6) ((8))
cause indicate ai numeri 2, 3, non possono colpire una quota maggiore del quinto sopra indicato, e, quando concorrano anche le cause di cui ai numero 1, non possono colpire una quota maggiore della meta', valutata al netto di ritenute, salve le disposizioni del titolo V nei caso di concorso anche di vincoli per cessioni e delegazioni.
La Corte Costituzionale con sentenza del 25 - 31 marzo 1987, n. 89
(in G.U. 1a s.s. 08/04/1987, n. 15) ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale ell'art. 2 co. 1 n. 3 d.P.R. 5 gennaio 1950 n. 180 (t.u. delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti della Pubblica Amministrazione) nella parte in cui, in contrasto con l'art.
545 co. 4 c.p.c., non prevede la pignorabilita' e la sequestrabilita' degli stipendi, salari e retribuzioni corrisposti da altri enti diversi dallo Stato, da aziende ed imprese di cui all'art. 1 dello stesso d.P.R., fino alla concorrenza di un quinto per ogni credito vantato nei confronti del personale".
La Corte Costituzionale con sentenza del 7 - 26 luglio 1988, n. 878
(in G.U. 1a s.s. 03/08/1988, n. 31) ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell'art. 2, primo comma, n. 3, del d.P.R. 5 gennaio 1950 n. 180 (T.U. delle leggi concernenti il sequestro, pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti delle pubbliche Amministrazioni) nella parte in cui non prevede la pignorabilita' e la sequestrabilita' degli stipendi, salari e retribuzioni corrisposti dallo Stato, fino alla concorrenza di un quinto, per ogni credito vantato nei confronti del personale".
La Corte Costituzionale con sentenza del 10 - 19 marzo 1993, n. 99
(in G.U. 1a s.s. 24/03/1993, n. 13) ha dichiarato la "illegittimita' costituzionale dell'art. 2, primo comma, n. 3, del d.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180 (Approvazione del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche Amministrazioni), nella parte in cui esclude, per i dipendenti degli enti indicati nell'art. 1 dello stesso decreto, la sequestrabilita' e la pignorabilita', entro i limiti stabiliti dall'art. 545, quarto comma, del codice di procedura civile, anche per ogni altro credito, delle indennita' di fine rapporto di lavoro spettanti ai detti dipendenti".
2002, n. 506 (in G.U. 1a s.s. 11/12/2002, n. 49) ha dichiarato "in applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimita' costituzionale degli artt. 1 e 2, primo comma, del d.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180 (Testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche amministrazioni), nella parte in cui escludono la pignorabilita' per ogni credito dell'intero ammontare di pensioni, indennita' che ne tengono luogo ed altri assegni di quiescenza erogati ai dipendenti dai soggetti individuati dall'art. 1, anziche' prevedere l'impignorabilita', con le eccezioni previste dalla legge per crediti qualificati, della sola parte delle pensioni, indennita' o altri assegni di quiescenza necessaria per assicurare al pensionato mezzi adeguati alle esigenze di vita e la pignorabilita' nei limiti del quinto della residua parte".
anche ad ordinamento autonomo, il sequestro ed il pignoramento di stipendi, salari e retribuzioni equivalenti, pensioni, indennita' che tengono luogo di pensione, ed altri assegni di quiescenza si eseguono presso il Ministero del tesoro, Ispettorato generale per il credito ai dipendenti dello Stato, in persona dell'Ispettore generale capo dell'ufficio.
Per il personale dipendente dall'Amministrazione delle ferrovie
La Corte Costituzionale con sentenza del 6 - 10 giugno 1994, n. 231
(in G.U. 1a s.s. 15/06/1994, n. 25) ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell'art. 3 del d.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180 (Approvazione del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle Pubbliche Amministrazioni), nella parte in cui prevede che i sequestri e i pignoramenti a carico dei dipendenti dello Stato si eseguono presso l'Ispettorato generale per il credito ai dipendenti dello Stato del Ministero del tesoro, anziche' presso l'organo dell'amministrazione che e' titolare del potere di disporre la spesa".
Per gl'impiegati e salariati degli enti, aziende ed imprese
indicati nell'art. 1, diversi dalle Amministrazioni dello Stato, il sequestro ed il pignoramento di stipendi, salari e retribuzioni equivalenti si eseguono presso l'amministrazione dalla quale gl'impiegati e salariati dipendono, in persona di chi ne ha la legale rappresentanza.
pensioni, delle indennita' che tengono luogo di pensione e degli altri assegni di quiescenza si eseguono presso l'amministrazione che conferisce tali assegni, in persona del legale rappresentante.
(Facolta' e limiti di cessione di quote di stipendio e salario).
enti, aziende ed imprese indicati nell'art. 1 possono contrarre prestiti da estinguersi con cessione di quote dello stipendio o del salario fino al quinto dell'ammontare di tali emolumenti valutato al netto di ritenute e per periodi non superiori a dieci anni, secondo le disposizioni stabilite dai titoli II e III del presente testo unico.
osservano le norme speciali stabilite dalle Camere stesse. ((Le operazioni di prestito concesse ai sensi del presente testo unico devono essere conformi a quanto previsto dalla delibera del Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio del 4 marzo 2003, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2003, e dalla vigente disciplina in materia di trasparenza delle condizioni contrattuali per i servizi bancari, finanziari ed assicurativi.
Qualora il debitore ceduto sia una delle amministrazioni di cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, trova applicazione il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, per gli atti relativi ai prestiti e alle operazioni di cessione degli stipendi, salari, pensioni e altri emolumenti, secondo le modalita' individuate dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di cui all'articolo 13-bis, comma 2, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, da emanare entro dieci mesi dalla data di entrata in vigore della stessa legge n. 80 del 2005)).
(Requisiti necessari per l'esercizio della facolta' di cessione).
Gli impiegati civili e militari e i salariati delle Amministrazioni dello Stato anche ad ordinamento autonomo possono contrarre prestiti, ai sensi dell'art. 5, qualora siano in attivita' di servizio, abbiano stabilite nel rapporto di impiego o di lavoro, siano provvisti di stipendio o salario fisso e continuativo ed abbiano diritto a conseguire un qualsiasi trattamento di quiescenza.
((1. All'istituto della cessione di quote di stipendio o salario o di pensione disciplinato dai titoli II e III del presente testo unico si applicano le norme in materia di credito ai consumatori di cui al capo II del titolo VI del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, nonche' le norme in materia di assicurazioni connesse all'erogazione di mutui immobiliari e di credito al consumo di cui all'articolo 28 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27.
2. Qualora i soggetti ammessi alla concessione di prestiti verso la cessione di quote di stipendio o salario o di pensione facciano ricorso, ai fini della distribuzione di tale servizio, a soggetti terzi rispetto alla propria organizzazione o comunque ne usufruiscano, tali soggetti terzi devono essere banche, intermediari finanziari, Poste italiane S.p.A., ivi comprese le rispettive strutture distributive, agenti in attivita' finanziaria o mediatori creditizi iscritti negli elenchi di cui agli articoli 128-quater e 128-sexies del predetto testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia e operare nei limiti delle riserve di attivita' previste dalla legislazione vigente.
3. La Banca d'Italia definisce, ai sensi del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, disposizioni per favorire la trasparenza e la correttezza dei comportamenti nonche' l'efficienza nel processo di erogazione di finanziamenti verso la cessione di quote di stipendio o salario o di pensione. In particolare, tali disposizioni sono volte a:
b) rendere la struttura delle commissioni trasparente, in modo da permettere al cliente di distinguere le componenti di costo dovute all'intermediario e quelle dovute a terzi, nonche' gli oneri che devono essergli rimborsati in caso di estinzione anticipata del contratto;
c) favorire la comparabilita' delle offerte di finanziamento presenti sul mercato, anche in modo da permettere al cliente di poter confrontare caratteristiche e costi delle operazioni di cessione del quinto dello stipendio, del salario e della pensione con quelli di altre forme tecniche di finanziamento disponibili;
d) prevedere la predisposizione di procedure che consentano di contenere, anche attraverso l'adozione o il potenziamento di strumenti telematici, i costi a carico dei consumatori; le procedure potranno essere definite sulla base di una convenzione tra gli operatori interessati, secondo quanto stabilito dalla Banca d'Italia.
4. La Banca d'Italia, nell'ambito della relazione annuale prevista dall'articolo 19 della legge 28 dicembre 2005, n. 262, fornisce al Parlamento informazioni in merito alle risultanze dei controlli di propria competenza e alla dinamica dei costi a carico dei consumatori.))
(Periodo minimo di servizio per l'esercizio della facolta' di cessione).
La facolta' di contrarre prestiti di cui al precedente articolo non
puo' essere esercitata da chi non abbia compiuto quattro anni di servizio effettivo nel rapporto di impiego o di lavoro, valido ai fini del trattamento di quiescenza.
Il limite di quattro anni e' ridotto ad anni due per gli impiegati
e salariati ex combattenti della guerra italo-austriaca 1915-1918, ai quali sia stato riconosciuto il diritto alla polizza di assicurazione dei combattenti, nonche' per gli impiegati e salariati ex combattenti della guerra 1940-43 e della guerra di liberazione e per coloro che abbiano ottenuto il riconoscimento della qualifica di partigiano ai sensi del decreto legislativo luogotenenziale 21 agosto 1945 n. 518.
Il limite di quattro anni e' ridotto a due anche per gli impiegati
(Personali speciali che godono della facolta' di cessione).
dipendente dal Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, al personale speciale del Consiglio nazionale delle ricerche, al personale dell'Accademia nazionale dei Licei, a quello dell'Istituto centrale di statistica e degli Archivi notarili e ai segretari comunali e provinciali che sono equiparati a tutti gli effetti agli impiegati dello Stato.
Le disposizioni del presente titolo si applicano, altresi', al
personale retribuito sui bilanci propri degli istituti governativi di istruzione superiore e di istruzione classica, scientifica, magistrale, tecnica ed artistica, costituiti in enti autonomi, ove nei loro statuti o regolamenti sia stabilito l'obbligo di tutto il personale dipendente di contribuire al Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato a norma dell'art. 17 e tali enti effettuino regolarmente i versamenti.
(Regolazione della facolta' di cessione per il personale delle Ferrovie dello Stato).
dello Stato, la facolta' di contrarre prestiti verso cessione di quote di stipendio o salario e' regolata dalle leggi che lo riguardano.
Per quanto non e' contemplato in dette leggi si applicano le
Il salario degli operai dello Stato e' considerato, ai fini
dell'art. 6, fisso e continuativo anche se corrisposto per le sole giornate lavorative o di effettiva prestazione di opera.
La somma cedibile sui salari degli operai dipendenti dallo Stato e'
quote dello stipendio o salario anche gli impiegati e salariati assunti o confermati in servizio con contratto a tempo determinato, che abbiano compiuto quattro anni di effettivo servizio, o due anni nei casi contemplati dal secondo o terzo comma dell'art. 7, ed abbiano un contratto di durata non inferiore a tre anni, che assicuri ad essi il diritto a un trattamento di quiescenza od altro equivalente.
La cessione non puo' eccedere il periodo di tempo che, a contare
dal momento dell'operazione, deve ancora trascorrere per la scadenza del contratto in corso.
(Trattamenti di quiescenza considerati ai fini della facolta' di cessione).
Si considerano trattamenti di quiescenza, a termini dell'art. 6, le
pensioni o indennita' che tengono luogo di pensione corrisposte dallo Stato o dai singoli enti dai quali gli impiegati o salariati dipendono; gli assegni equivalenti a carico di speciali casse di previdenza; le pensioni e gli assegni di invalidita' e vecchiaia corrisposti dall'Istituto nazionale della previdenza sociale; gli assegni vitalizi e i capitali a carico di istituti di assicurazione, ai quali i precedenti siano iscritti in dipendenza del loro rapporto di impiego o di lavoro.
Stato ed ai personali di cui agli articoli 9 e 10, verso cessione di quote di stipendio o salario, soltanto gli istituti di credito e di previdenza costituiti fra impiegati e salariati delle pubbliche amministrazioni, l'istituto nazionale delle assicurazioni, le societa' di assicurazioni legalmente esercenti, gli istituti e le societa' esercenti il credito, escluse quelle costituite in nome collettivo e in accomandita semplice, le casse di risparmio ed i monti di credito su pegno.
E' costituito presso il Ministero del tesoro il "Fondo per il
credito ai dipendenti dello Stato" amministrato, con gestione speciale, dall'Ispettorato generale per il credito ai dipendenti dello Stato.
L'Ispettore generale preposto all'Ispettorato ha la rappresentanza
Il Fondo e' destinato:
1) a garantire gli istituti indicati nell'art. 15 contro i rischi
di perdite per mutui accordati verso cessione di quote di stipendio o salario, per i quali l'amministrazione del Fondo abbia prestato garanzia;
stipendio o salario agli impiegati e ai salariati dello Stato ed ai personali di cui agli articoli 9 e 10, nei casi di accertate necessita' familiari, entro i limiti delle disponibilita' liquide di ciascun esercizio.
La L. 25 novembre 1957, n. 1139 ha disposto (con l'art. 1) che le
"Il Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato, costituito dall'art. 16 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180, e' soppresso. Le sue attribuzioni sono trasferite all'Ente nazionale di previdenza ed assistenza per i dipendenti statali".
Salvo quanto e' disposto per i segretari comunali nell'articolo
seguente, agli impiegati civili e militari e ai salariati dello Stato e ai personali di cui agli articoli 9 e 10 e' ritenuto ogni mese, a favore del Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato, un contributo di centesimi dieci per ogni cento lire dello stipendio o del salario lordo mensile.
L'azione per il rimborso si prescrive in due anni a decorrere dal
La L. 8 aprile 1952, n. 212 ha disposto (con l'art. 11) che "Il
contributo stabilito dagli articoli 17 e 18 del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti delle pubbliche Amministrazioni, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180, a favore del "Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato", e' elevato alla misura unica di centesimi 50 per ogni 100 lire dello stipendio o paga lorda mensile".
Il contributo e' dovuto da ciascun comune sulla base dello
stipendio iniziale del grado di segretario previsti dalla legge comunale e provinciale in rapporto al numero degli abitanti, anche quando il segretario abbia grado diverso da quello previsto in rapporto alla popolazione, ovvero il comune sia unito in consorzio con altri o si avvalga dell'opera del segretario di altro comune.
Il contributo e' dovuto per l'intero anno ed e' indipendente dalla
persona del titolare, nonche' dalle circostanze che il titolare si trovi in posizione di aspettativa o disponibilita', senza stipendio o con stipendio ridotto ovvero il posto sia vacante, od occupato da un reggente o supplente con stipendio ridotto. Il comune ha diritto di rivalsa verso il segretario comunale; ma rimane a carico del comune il contributo o la parte del contributo sullo stipendio o parte dello stipendio non corrisposti per vacanza del posto, disponibilita', aspettativa o qualsiasi altro motivo.
contenute negli ultimi due commi dell'articolo precedente. ((1))
sul bilancio dello Stato sono versati dalle singole amministrazioni centrali al Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato, all'inizio dell'esercizio finanziario, in ragione dei quattro quinti del loro importo globale calcolato sugli stanziamenti di bilancio per stipendi.
La residua parte e' calcolata e versata in base agli stipendi
l'Ispettorato generale per il credito ai dipendenti dello Stato emette, entro l'aprile di ogni anno, un ruolo generale collettivo per l'anno solare in corso, a carico dei comuni di ogni provincia. Il ruolo e' reso esecutivo dal prefetto e trasmesso all'Ufficio provinciale del tesoro per la riscossione presso la Sezione di tesoreria provinciale.
Contemporaneamente e' trasmesso a ciascun comune un estratto del
ruolo, con l'indicazione del contributo a suo carico; il comune deve versarne l'importo in unica soluzione nel mese di giugno.
possono essere emessi, in ogni tempo, ruoli suppletivi il cui importo deve essere versato dai comuni debitori entro il mese successivo a quello della notificazione dell'estratto del ruolo.
dagli istituti di cui all'art. 15 debbono risultare da contratti per iscritto, tra gli impiegati e salariati e gli enti mutuanti, stipulati con le modalita' e nelle forme indicate dal regolamento. I contratti si perfezionano col provvedimento dell'Ispettorato generale per il credito ai dipendenti dello Stato che approva il contratto e concede la garanzia.
somministrazione del mutuo, purche' tale somministrazione sia eseguita in data posteriore alla prestazione della garanzia, osservato quanto prescritto dal penultimo comma dell'articolo seguente.
(Comitato amministrativo e suoi compiti -
dello Stato e' deliberata da un Comitato amministrativo presieduto dal Sottosegretario di Stato per il tesoro e costituito dal capo dell'ispettorato generale per il credito ai dipendenti dello Stato, vice presidente, e da sette membri effettivi e sette supplenti nominati, per ogni biennio, con decreto del Ministro per il tesoro, e cioe':
designazione dell'Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i dipendenti statali;
rappresentanza, rispettivamente, della Direzione generale degli affari generali e personale del Ministero del tesoro, della Ragioneria generale dello Stato, dell'Ispettorato generale per il credito ai dipendenti dello Stato a della Direzione generale della Cassa depositi e prestiti. Dopo la estinzione del debito di cui al primo comma dell'art. 75, il membro in rappresentanza della Cassa depositi e prestiti cessera' di far parte del Comitato.
L'Ispettorato generale per il credito ai dipendenti dello Stato
cui all'art. 26, nonche' della misura del premio compensativo dei rischi e del concorso nelle spese di amministrazione di cui all'art. 27;
alle spese amministrative impreviste, erogabili con ordinativi sul c/c infruttifero di cui all'articolo 50;
e) deliberare sui fitti dei locali disponibili dell'edificio di
proprieta' del Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato, sentito l'Ufficio tecnico erariale;
Il Comitato delibera a maggioranza di voti; in caso di parita'
L'impiegato o il salariato cui manchino, per conseguire il diritto
al collocamento a riposo, a norma delle disposizioni in vigore, meno di dieci anni, non puo' contrarre un prestito superiore alla cessione di tante quote mensili quanti siano i mesi necessari per il conseguimento del diritto al collocamento a riposo.
sedentario, possono contrarre prestiti in misura non superiore alla cessione di tante quote mensili quanti siano i mesi necessari per il raggiungimento dello speciale limite di eta' per il loro collocamento a riposo.
Per gli ufficiali nelle posizioni speciali, di cui all'articolo 8,
di eta' o che lo compiano entro il mese successivo a quello in cui il prestito dovrebbe concedersi, e i salariati che abbiano compiuto, o compiano nello anzidetto termine, sessanta anni di eta', se uomini e cinquantacinque, se donne;
d) coloro che non siano in attivita' di servizio. La esclusione
per questo motivo non si applica agli ufficiali che si trovino nelle posizioni speciali indicate nell'art. 8.
(Casi di revocabilita' della concessione dei prestiti e della garanzia).
l'amministrazione del Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato, venendo in qualunque modo a conoscenza che esisteva o e' sopravvenuto alcuno dei motivi che avrebbero potuto determinare, ai sensi degli articoli 23 e 24, la limitazione o il diniego della concessione del prestito diretto o della garanzia, puo' revocare la concessione del prestito diretto o della garanzia.
(Interessi e inizio dell'ammortamento dei prestiti).
4,50 per cento, modificabile, in seguito a conforme richiesta del Comitato amministrativo, di cui all'art. 22, con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare su proposta del Ministro del tesoro e sentito il Consiglio dei Ministri. Gli interessi sono trattenuti in anticipo all'atto della somministrazione del prestito.
L'estinzione di ciascun prestito ha inizio dal prime giorno del
mese immediatamente successivo a quello in cui il prestito e' somministrato; agli effetti del calcolo degli interessi, si considera iniziata dal primo giorno del terzo mese.
Sull'importo lordo complessivo di ciascun prestito, concesso o
all'articolo precedente, con decreto del Presidente della
b) un premio compensativo dei rischi dell'operazione pari al 2
L'Ispettorato generale per il credito ai dipendenti dello Stato da'
a dette amministrazioni, ((nei termini di cui all'articolo 1, sesto comma)).
essere versate all'istituto cessionario entro il mese successivo a quello cui si riferiscono.
(Ritenute e versamenti delle quote cedute dai segretari comunali - Azioni per mancato versamento).
I comuni hanno l'obbligo di trattenere mensilmente la quota di
stipendio ceduta dai segretari comunali e di versarla, all'ente cessionario nel mese successivo a quello cui la quota si riferisce.
pagamento dello stipendio, l'ente cessionario puo' richiedere al prefetto di promuovere i provvedimenti di cui agli articoli 242 e 243 del testo unico della legge comunale e provinciale, approvato con regio decreto 3 marzo 1934, n. 383.
provvedimenti necessari alla esecuzione della cessione, l'ente cessionario puo' esperire azione tanto contro il comune, quanto contro il segretario comunale e il sindaco, responsabili in proprio e solidalmente.
per il credito ai dipendenti dello Stato nei termini di cui ai precedenti articoli 20 e 30, l'esattore delle imposte dirette, dietro ordine dell'Intendenza di finanza, deve ritenerne l'ammontare sulla prima rata bimestrale della sovrimposta comunale o, quando questa non sia disponibile per deleghe od impegni legali preesistenti e prevalenti, sulla prima rata degli altri proventi comunali dei quali sia affidata la riscossione all'esattore. Le somme ritenute devono essere versate immediatamente al Fondo creditore.
In mancanza di fondi in cassa, l'esattore deve anticipare le somme
necessarie percependone, a carico del comune, l'interesse in misura uguale al tasso ufficiale di sconto.
Se l'esattore non esegue l'ordine di ritenuta o ritarda il
Le indennita' di mora a carico dell'esattore vanno a beneficio del
Se l'esattoria delle imposte dirette e' sprovvista di titolare,
oppure l'esattore non ha in riscossione rendite o proventi del comune liberi da vincoli e in misura sufficiente, l'Intendenza di finanza dispone che sulle somme dovute dal comune sia liquidato l'interesse di mora al saggio legale dal giorno della scadenza a quello del pagamento.
(Rischi che assume il Fondo con la garanzia - Conseguenti obblighi e diritti).
Con la prestazione della garanzia di cui al n. 1 dell'art. 16 il
diritto a pensione, indennita' od altro assegno di quiescenza, oppure con diritto ad assegno insufficiente al normale ammortamento del prestito;
della quale non sia piu' consentita la ritenuta della intera quota ceduta.
Il Fondo ha facolta' di adempiere l'obbligo della garanzia
corrispondendo mensilmente la quota o parte di quota di stipendio o salario ceduta, per la quale sia venuta a mancare la possibilita' di trattenuta ovvero riscattando la cessione con l'abbuono degli interessi in piu' percetti dal cessionario.
per conto del cedente, cogli interessi, mediante il corrispondente prolungamento della ritenuta mensile sullo stipendio o salario, salva la facolta' di cui all'art. 45.
Ove la riduzione sia superiore al terzo, la trattenuta non puo'
eccedere il quinto dello stipendio o salario ridotto. In tal caso la differenza con i relativi interessi e' riecuperata dal Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato, mediante corrispondente prolungamento della ritenuta mensile, salva la facolta' di cui all'art. 45.
che per qualsiasi motivo non sia rilasciata dal debitore alla data della scadenza, produce interesse a favore dell'ente cessionario, allo stesso saggio al quale fu accordato il mutuo.
interessi sulle quote o parti di quote cedute che, per effetto della prestata garanzia, debba versare all'istituto cessionario.
gli interessi al saggio indicato nel primo comma, a decorrere dal giorno successivo alla data in cui si e' verificato il fatto che ha determinato il riscatto, sempre che il cessionario faccia pervenire all'amministrazione del Fondo la denuncia del mancato pagamento, entro novanta giorni da quella data. In caso diverso gli interessi sono corrisposti a decorrere dal giorno successivo a quello del ricevimento della denuncia.
Il Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato ha facolta' di
quota ceduta, non puo' eccedere la meta' dello stipendio o salario.
dipendenti dello Stato e' tenuto a restituire una quota del premio di garanzia riscosso a norma della lettera b) dell'art. 27, in relazione all'entita' della somma pagata in anticipo e al periodo di abbreviazione della garanzia.
E' vietato di contrarre una nuova cessione prima che siano
trascorsi almeno due anni dall'inizio della cessione stipulata per un quinquennio o almeno quattro anni dall'inizio della cessione stipulata per un decennio, salvo che sia stata consentita l'estinzione anticipata della precedente cessione, nel qual caso puo' esserne contratta una nuova purche' sia trascorso almeno un anno dall'anticipata estinzione.
Qualora la precedente cessione non sia estinta, puo' esserne
stipulata una nuova dopo la scadenza dei termini previsti nel precedente comma con lo stesso o con altro istituto, nei limiti di somma e di durata stabiliti negli articoli 5, 6 e 23, ed a condizione che il ricavato della, nuova cessione sia destinato, sino a concorrente quantita', all'estinzione della cessione in corso.
Anche prima che siano trascorsi due anni dall'inizio di una
cessione quinquennale, puo' essere contratta la cessione decennale, quando questa si faccia per la prima volta, fermo restando l'obbligo di estinguere la precedente cessione.
In caso di nuova cessione, al primo cessionario e' dovuta la
quota del premio di garanzia a norma del terzo comma dell'art. 38.
L'obbligo della garanzia da parte del Fondo e l'obbligo
dell'amministrazione di versare le quote di ammortamento del prestito sono subordinati alla condizione che l'istituto mutuante adempia all'estinzione della precedente cessione.
mese e, in ogni caso, non oltre sessanta giorni dalla data della concessione della garanzia devono versare al Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato le ritenute eseguite a norma dell'art. 27 sull'importo dei mutui da essi concessi e garantiti dal Fondo. In caso d'inadempimento, l'obbligo della garanzia da parte del Fondo e l'obbligo dell'amministrazione di versare le quote di ammortamento del prestito rimangono sospesi.
(Nullita' di atti aventi per oggetto l'importo dei prestiti
cessioni aventi per oggetto l'importo del prestito che il mutuante corrisponde all'impiegato o salariato, verso cessione di quote di stipendio o salario.
qualsiasi forma rilasciate dall'impiegato o salariato per la riscossione dell'importo del mutuo.
(Estensibilita' dell'efficacia delle cessioni sui trattamenti di quiescenza).
Nel caso di cessazione dai servizio prima che sia estinta la cessione, l'efficacia di questa si estende di diritto sulla pensione o altro assegno continuativo equivalente, che al cedente venga liquidato in conseguenza della cessazione stessa, dalla amministrazione dalla quale dipendeva o da istituti di previdenza o di assicurazione ai quali fosse iscritto per effetto del rapporto di impiego o di lavoro ((pubblico o privato)), in base a disposizioni di leggi generali o speciali, di regolamenti organici o di contratto.
La quota da trattenere non puo' eccedere il quinto della pensione o assegno continuativo.
Qualora la cessazione dal servizio, anziche' ad una pensione o altro assegno continuativo equivalente dia diritto ad una somma una volta tanto, a titolo di indennita' o di capitale assicurato, a carico dell'amministrazione o di un istituto di previdenza o di assicurazione, tale somma e' ritenuta fino alla concorrenza dell'intero residuo debito per cessione.
(Perseguibilita' di somme dovute una volta tanto oltre gli assegni di quiescenza).
Quando l'impiegato o salariato all'atto della cessazione dal
servizio, oltre alla pensione od altro assegno continuativo equivalente, abbia diritto, a qualsiasi titolo, a percepire una somma una volta tanto dall'amministrazione dalla quale dipende, l'Ispettorato generale per il credito ai dipendenti dello Stato puo' stabilire che tale somma sia ritenuta, in tutto o in parte, a scomputo del debito per cessione.
(Procedimenti coattivi - Casi di eccezione).
altra causa, l'ammortamento di un prestito non puo' essere eseguito nelle condizioni prestabilite, il Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato che abbia concesso il prestito direttamente o lo abbia riscattato da altri istituti, puo' riecuperare il suo credito, ove non possa provvedervi con i mezzi di cui agli articoli 43 e 44 o con il prolungamento delle ritenute ai sensi dell'art. 35, con privilegio sugli emolumenti comunque spettanti al debitore, anche se dichiarati insequestrabili, impignorabili od incedibili da leggi speciali, salva la facolta' di procedere sugli altri beni del debitore.
Non si posson perseguire in nessun caso le indennita' di buona
uscita conferite dall'Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i dipendenti statali, nonche' i concorsi e sussidi per assistenza sanitaria ad impiegati e salariati dello Stato.
La morte dell'impiegato o salariato debitore estingue ogni
dipendenti dello Stato sono esenti dalla tassa di bollo e dalla formalita' della registrazione. I redditi del Fondo mutuante sono esenti da ogni imposta.
I contratti di mutuo stipulati con gli istituti indicati nell'art.
15 sono esenti dalla tassa di bollo, ma sono soggetti alla tassa di registro con l'aliquota speciale stabilita dall'art. 42 tabella allegato B), regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3269, e successive modificazioni.
nell'art. 15 sono soggette alla tassa di bollo e sono registrate con tassa da liquidarsi limitatamente alla somma per la quale si rilascia il documento.
(Patrimonio del Fondo -
Rendiconto - Controllo della Corte dei conti).
Il patrimonio del Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato e'
prestiti diretti o nei rimborsi e riscatti di cui all'art. 32;
b) dal valore dell'immobile adibito a sede dei servizi del Fondo
e da quello dei beni mobili che ne costituiscono l'arredamento;
d) dal fondo di cassa risultante dalle disponibilita' dei conti
correnti di cui all'art. 50.
provvista d'acqua e di energia elettrica ai locali sede della gestione del Fondo.
erogate per spese di liti, per il funzionamento del Comitato di cui all'art. 22 e di eventuali Commissioni, per indennita' di viaggio e di soggiorno, o per missioni inerenti all'accertamento e alla riscossione di somme dovute al Fondo, per premio giornaliero di presenza, per compensi di lavoro straordinario e per compensi speciali relativi a particolari esigenze di servizio a favore del personale, per retribuzioni al personale avventizio e per altre spese di amministrazione.
Nel bilancio dell'entrata dello Stato e' iscritto uno speciale
E' istituito un conto corrente infruttifero presso la Tesoreria
E' istituito presso il Tesoro un conto corrente fruttifero
intestato al Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato, al quale sono versate le somme eccedenti le necessita' correnti. Detto conto corrente frutta interesse pari alla media del saggio dei buoni ordinari del Tesoro.
(Facolta' dei non dipendenti dello Stato di contrarre prestiti).
Gli impiegati e salariati delle amministrazioni indicate nell'art.
1 e non contemplati nel Titolo II, possono contrarre prestiti alle condizioni e per la durata stabilite nell'art. 6.
precedente articolo, assunti in servizio a tempo indeterminato a norma della legge - sul contratto d'impiego privato od in base a contratti collettivi di lavoro, possono fare cessione di quote di stipendio o di salario non superiore al quinto ((per un periodo non superiore ai dieci anni)), quando siano addetti a servizi di carattere permanente, siano provvisti di stipendio o salario fisso e continuativo.
servizio a tempo determinato, la cessione del quinto dello stipendio o del salario non puo' eccedere il periodo di tempo che, al momento dell'operazione, deve ancora trascorrere per la scadenza del contratto in essere. Alla cessione del trattamento di fine rapporto posta in essere dai soggetti ((di cui al precedente e al presente comma)) non si applica il limite del quinto.
I titolari dei rapporti di lavoro di cui all'articolo 409, numero
3), del codice di procedura civile con gli enti e le amministrazioni di cui all'articolo 1, primo comma, del presente testo unico, di durata non inferiore a dodici mesi, possono cedere un quinto del loro compenso, valutato al netto delle ritenute fiscali, purche' questo abbia carattere certo e continuativo. La cessione non puo' eccedere il periodo di tempo che, al momento dell'operazione, deve ancora trascorrere per la scadenza del contratto in essere. I compensi corrisposti a tali soggetti sono sequestrabili e pignorabili nei limiti di cui all'articolo 545 del codice di procedura civile.
salariati di cui al presente titolo soltanto gli istituti indicati nell'art. 15.
(Garanzia dell'assicurazione o altre malleverie).
del titolo II e del presente titolo)) devono avere la garanzia dell'assicurazione sulla vita e contro i rischi di impiego od altre malleverie che ne assicurino il ricupero nei casi in cui per cessazione o riduzione di stipendio o salario o per liquidazione di un trattamento di quiescenza insufficiente non sia, possibile la continuazione dell'ammortamento o il ricupero del residuo credito.
Non e' consentito prestare garanzia in favore del cedente mediante
titolo non possono assumere in proprio i rischi di morte o di impiego dei precedenti, ad eccezione dell'Istituto Nazionale delle Assicurazioni e delle societa' di assicurazione.
(Applicabilita' di disposizioni del titolo II - Estensione degli effetti della cessione nei casi di cessazione dal servizio -
o salario contemplate nel presente titolo, quando non sia diversamente disposto dal titolo stesso, si osservano, in quanto siano applicabili, le norme contenute negli articoli 7, 14, 23, 24, 29 primo comma, 35 primo comma, 38 primo e secondo comma, 39, 40 primo e terzo comma, 42, 43 e 47 commi primo, terzo e quarto, sostituendosi all'Amministrazione dello Stato quella alle cui dipendenze l'impiegato o salariato cedente presta servizio. ((10))
salario in corso di estinzione estende i suoi effetti, a termini del penultimo comma dell'art. 43, anche sulle indennita' che siano dovute agli impiegati o ai salariati indicati nell'art. 52, in base alla legge sul contratto di impiego privato o ai contratti di impiego o di lavoro.
sottoposti alla disciplina di cui al regio decreto - legge 8 gennaio 1942, n. 5, convertito nella legge 2 ottobre 1942, n. 1251, gli obblighi del "Fondo per le indennita' agli impiegati" previsti dagli articoli 1 e seguenti di detto decreto-legge sono regolati, nei confronti degli Istituti autorizzati a concedere prestiti, dall'art. 14 del decreto stesso.
... si possono perseguire le indennita' premio di servizio
conferite ai propri iscritti dall'Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'Amministrazione pubblica. Non si possono perseguire i concorsi e sussidi per assistenza sanitaria conferiti agli impiegati o salariati di cui al presente titolo.
La L. 23 dicembre 2005, n. 266 ha disposto (con l'art. 1, comma
346, lettera f)) che "all'articolo 55, primo comma, sono soppresse le parole: "38, primo e secondo comma".
(Applicabilita' di disposizioni a personali di istituti di istruzione).
istituti di istruzione contemplati nell'articolo 10, quando detti istituti non abbiano assunta la obbligazione di far contribuire tutto il personale al Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato.
quanto applicabili, ai ferrovieri dipendenti dallo Stato ed agli operai dello Stato che non godono di un assegno fisso e continuativo, purche' la cessione sia fatta a societa' mutue cooperative di credito o di consumo costituite nella rispettiva, categoria.
E LE QUOTE DI PREZZO DI ALLOGGI POPOLARI ED ECONOMICI, NONCHE' LE
(Facolta' e limiti delle deleghe).
amministrazioni indicate nell'art. 1 hanno facolta' di rilasciare delega, fino alla meta' dello stipendio o salario o della pensione, per il pagamento delle quote del prezzo o della pigione afferenti ad alloggi popolari od economici costruiti dagli enti o dalle societa' di cui agli articoli 16 e 22 del testo unico delle disposizioni sulla edilizia popolare ed economica approvato con Regio decreto 28 aprile 1938, n. 1165.
La delegazione puo' essere fatta a favore degli istituti
finanziatori e degli enti o societa' mutuanti, nonche' degli istituti di assicurazione per il pagamento dei premi quando con la polizza si sia ottenuto un mutuo destinato al pagamento del prezzo dell'alloggio.
salariati o pensionati delle amministrazioni dello Stato anche ad ordinamento autonomo sono notificate all'Ispettorato generale per il credito ai dipendenti dello Stato, in persona dell'Ispettore generale capo dell'ufficio, che ne da' comunicazione alle amministrazioni interessate, con le occorrenti istruzioni per la osservanza della legge.
Le deleghe rilasciate dai dipendenti dell'Amministrazione delle
ferrovie dello Stato sono notificate all'amministrazione medesima, nella persona, del Direttore generale.
dal Ministero stesso o dalla cessata Unione edilizia nazionale nei paesi colpiti da terremoti e non cedute ai comuni, le Amministrazioni dello Stato civili e militari per le case concesse ad uso di alloggio ai propri dipendenti, l'Amministrazione delle ferrovie dello Stato e l'Amministrazione delle poste e dei telegrafi per le case di loro proprieta', l'istituto nazionale per le case degli impiegati dello Stato per la gestione propria e per quella del cessato Istituto romano cooperativo per le case degli impiegati dello Stato in Roma, quando gli alloggi sono ceduti in proprieta', dati in affitto, concessi in uso ad impiegati, salariati o pensionati, riscuotono le quote del prezzo, le pigioni ed i canoni d'uso mediante ritenuta sugli stipendi, salari o pensioni, fino alla meta' di tali emolumenti.
L'amministrazione creditrice delle quote del prezzo o pigioni o
canoni d'uso notifica l'importo delle ritenute da eseguirsi mensilmente sugli stipendi, salari o pensioni, agli uffici ai quali compete ordinare il pagamento di tali assegni e, qualora si tratti di impiegati, salariati o pensionati statali, ne da' notizia anche all'Ispettorato generale per il credito ai dipendenti dello Stato.
(Autorizzazione alla Cassa depositi e prestiti a promuovere, per morosita', ritenute d'ufficio).
Quando i soci di societa' cooperative per la costruzione e
l'acquisto di case popolari od economiche finanziate dalla Cassa depositi e prestiti si rendono morosi nel versamento delle mensilita' di ammortamento dei mutui, delle quote di manutenzione dei fabbricati e dell'importo dovuto per spese generali, la Cassa, e' autorizzata a promuovere, con semplice richiesta alle singole amministrazioni, la ritenuta di ufficio sugli stipendi, salari, pensioni, assegni nonche' sugli eventuali compensi o indennita' straordinarie di qualunque specie.
La ritenuta concorre con eventuali precedenti vincoli e puo'
superare la meta' degli emolumenti suindicati.
Qualora l'assegnatario si sia reso moroso per due o piu' volte nel
pagamento di quote, di ammortamento e relativi accessori, la ritenuta puo' essere praticata in modo continuativo.
Quando si tratta d'impiegati, salariati o pensionati dello Stato,
la Cassa depositi e prestiti da' comunicazione all'Ispettorato generale per il credito ai dipendenti dello Stato, della richiesta di ritenute rivolta, alle singole amministrazioni.
(Facolta' delle amministrazioni di cui all'art. 60 a promuovere ritenute per morosita).
Le amministrazioni indicate nell'art. 60 possono procedere a carico
dei debitori a norma dell'art. 61 quando, per qualsiasi ragione, non sia possibile effettuare le ritenute o lo sia in modo insufficiente ed in tutti i casi di morosita'.
dell'Amministrazione delle ferrovie dello Stato e alle cooperative di ferrovieri che, gia' finanziate da istituti di credito, ottengano in aggiunta altri mutui dall'Amministrazione delle ferrovie dello Stato.
Questa, in caso di morosita' degli assegnatari degli alloggi, e' autorizzata ad avvalersi delle disposizioni predette anche per il ricupero delle somme, non escluse le quote arretrate, spettanti agli istituti mutuanti.
(Effetti della riduzione dell'emolumento sulle ritenute per delega).
prezzo di case popolari od economiche continua ad essere trattenuta nella misura stabilita anche nel caso di riduzione dell'emolumento, sempre che questa non ecceda il terzo dell'emolumento stesso.
In caso diverso la quota delegata e' trattenuta fino al limite
della meta' dello stipendio, salario o pensione ridotti, salva all'ente creditore ogni azione su altri beni del debitore, per il ricupero delle parti di quote non percette.
ad essere operata nella misura stabilita, qualunque riduzione abbia subito l'emolumento.
degli stipendi o salari e delle pensioni, i sequestri, i pignoramenti e le alienazioni delle quote di detti assegni delegate o soggette a ritenuta per pagamento di prezzo, pigione o canone d'uso degli alloggi di cui al presente titolo.
anche ad ordinamento autonomo, ed i pensionati dello Stato hanno facolta' di rilasciare, a favore degli istituti di credito di diritto pubblico e delle banche d'interesse nazionale, per il pagamento delle somme dovute in dipendenza di sottoscrizione rateale ai prestiti nazionali promossa dagli enti suddetti, delega per quote mensili uguali di stipendio o di pensione entro il limite del quinto, valutato al netto delle ritenute, per un periodo non eccedente un anno.
(Agevolazioni fiscali e modalita' per le deleghe di cui al precedente articolo).
La delegazione rilasciata dall'impiegato o dal pensionato e' esente
da tassa di bollo e dalla registrazione e deve essere trasmessa in duplice esemplare ed in copia all'ufficio ordinatore del pagamento dello stipendio o della pensione, il quale provvede alla trattenuta e al pagamento, a favore dell'istituto di credito, della rata delegata o della parte che non eccede il quinto, valutata al netto delle ritenute, dello stipendio o della pensione.
Accettata la delegazione per la quota intera o ridotta, l'ufficio
ordinatore trasmette un esemplare della medesima all'istituto interessato, e altro esemplare all'Amministrazione centrale competente per la emissione del prescritto ruolo di variazione.
In uno stesso atto non puo' essere stipulata la cessione di quote
restando il limite di cui al primo comma dell'art. 5, non puo' essere fatta se non limitatamente alla differenza tra i due quinti dello stipendio o salario valutati al netto delle ritenute e la quota colpita da sequestri o pignoramenti.
cessione perfezionata e debitamente notificata, non si puo' sequestrare o pignorare se non la differenza fra la meta' dello stipendio o salario valutati al netto di ritenute e la quota ceduta, fermi restando i limiti di cui all'art. 2.
stipendio, salario o pensione a norma dell'art. 58 e la ritenuta, a norma dell'art. 60 sono consentite soltanto sulla differenza fra la meta' dello stipendio, salario o pensione valutati al netto di ritenute e le somme precedentemente vincolate.
pignoramenti non possono colpire se non l'eventuale differenza fra la meta' dello stipendio, salario o pensione valutati al netto di ritenute e l'importo della delegazione o ritenuta.
Nel caso di concorso di cessione e delegazione, non puo' superarsi
il limite della meta' dello stipendio o salario se non quando l'amministrazione dalla quale l'impiegato o il salariato dipende ne riconosca la necessita' e dia il suo assenso.
Per i pensionati l'assenso e' dato dall'amministrazione alla quale
(Crediti dello Stato per responsabilita' amministrative e contabili).
Nulla e' innovato alle disposizioni vigenti relative al ricupero
dei crediti dello Stato derivanti da responsabilita' amministrative o contabili dei suoi dipendenti ovvero da indebita corresponsione di assegni ai dipendenti stessi.
(Personale dell'amministrazione dell'ex casa reale).
testo unico si applicano al personale dell'ex casa reale amministrato dal Segretariato generale della Presidenza della Repubblica.
(Rimborsabilita' di contributi rilasciati a favore del Fondo).
regio decreto-legge 5 settembre 1938, numero 1556, avevano raggiunto i 65 anni di eta' se impiegati, 60 se salariati e 55 anni se salariate, hanno diritto di ottenere, all'atto della cessazione dal servizio, il rimborso senza interessi dei contributi rilasciati a favore del Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato, sempre che durante la loro carriera non abbiano contratto alcuna cessione di quote di stipendio o salario.
Nel caso che l'impiegato o salariato cessi dal servizio per causa
L'azione per il rimborso si prescrive in due anni dalla data di
credito ai dipendenti dello Stato verso la Cassa depositi e prestiti, ai sensi dell'art. 7, terzo e quarto comma, del regio decreto-legge 30 maggio 1920, n. 1934 e degli articoli 1 e 2 del regio decreto-legge 28 dicembre 1924, n. 2133, e' aperto presso la Cassa medesima un conto corrente fruttifero al saggio del tre per cento, al quale il Fondo versa, entro il primo semestre di ogni anno solare, una annualita' di dieci milioni di lire fino ad estinzione del debito.
Il Tesoro dello Stato e' autorizzato a fare anticipazioni al Fondo
per il credito ai dipendenti dello Stato per la concessione di prestiti quinquennali ai sensi delle disposizioni del titolo II del presente testo unico, entro il limite massimo di lire cinquecento milioni per anno solare all'interesse corrispondente a quello dei buoni ordinari del Tesoro ad anno, vigente al momento dell'anticipazione. Le eventuali variazioni del saggio avranno effetto per le anticipazioni successive.
La concessione delle anticipazioni avra' termine il 31 dicembre
primo comma si applica lo stesso saggio d'interesse dei prestiti concedibili dal Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato con le proprie disponibilita'.
somministrate per le anticipazioni di cui al primo comma, saranno ammortizzate in cinque annualita' costanti, comprensive di capitale e interesse, con imputazione a due appositi capitoli del bilancio dell'entrata, rispettivamente per la quota capitale e per la, quota interesse. L'ammortamento avra' inizio dal 1 gennaio dell'anno successivo ed il versamento di ogni annualita' dovra' essere eseguito entro il mese di gennaio.
capitolo della categoria "movimento di capitali" dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro, per essere versate, a richiesta dell'Ispettorato generale per il credito ai dipendenti dello Stato, al conto corrente fruttifero che il Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato tiene con il Tesoro, giusta il disposto dell'art. 50 del presente testo unico.
(Anticipazioni dell'E.N.P.A.S. a favore del Fondo).
L'Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i dipendenti
statali e' autorizzato, a termini dell'articolo 29 della legge 19 gennaio 1942, n. 22, modificato dall'art. 2 del decreto legislativo luogotenenziale 6 febbraio 1946, n. 103, ad investire i fondi di riserva per le gestioni ad esso affidate, le entrate eccedenti le sue normali necessita', ed in genere, ogni sua attivita' patrimoniale, anche in anticipazioni al Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato.
mediante la quale il Fondo per il credito ai dipendenti dello Stato assicurera' all'Ente un interesse pari a quello che conseguira' nelle operazioni di credito ai dipendenti dello Stato.
Lo Studio nasce dalla sinergia professionale degli Avvocati Guerrieri e Monaco per dare vita ad una nuova realtà nel panorama dei servizi legali di natura interdisciplinare, nonché aderente alle dinam...
giovane avvocato esperta in diritto civile, specializzata nel diritto del lavoro e della previdenza, infortuni sul lavoro, licenziamenti, mobbing, redazione atti e pareri, partecipazione udienze, cont...
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