Source: http://www.entescuolaedile.ap.it/statuto_ente.html
Timestamp: 2017-07-20 14:30:14+00:00
Document Index: 67589675

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 1', 'art. 1', 'art.2', 'art. 51', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art 1', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1']

Ente Scuola Edile della Provincia di Ascoli Piceno
Ai sensi dell’art. 36 e seguenti del Codice Civile è costituito l’Ente Scuola Edile per l’Industria Edilizia ed affini delle province di Ascoli Piceno e Fermo.
L’Ente è lo strumento per il perseguimento dei fini istituzionali previsti dal presente Statuto e dai contratti ed accordi collettivi stipulati fra A.N.C.E., Intersind e le Federazioni nazionali dei lavoratori (FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL) nonché fra ANCE di Ascoli Piceno ed ANCE Fermo e la FENEAL-UIL, FILCA-CISL e la FILLEA-CGIL delle province di Ascoli Piceno e Fermo.
L’Ente fa parte del sistema formativo nazionale paritetico di categoria coordinato dal Formedil nazionale e dalle sue articolazioni regionali, secondo quanto previsto dai contratti ed accordi collettivi di cui all’art. 1 del presente statuto.
L’Ente fa parte inoltre del sistema di sicurezza nazionale paritetico di ca¬tegoria coordinato dalla Commissione Nazionale Paritetica per la prevenzione infortuni, l’igiene e l’ambiente di lavoro, secondo quanto previsto dai contratti ed accordi collettivi di cui all’art. 1 del presente statuto.
L’Ente costituisce per l’edilizia l’organismo paritetico di cui all’art.2, comma 1 e art. 51 del Decreto Legislativo 9 Aprile 2008 n.81.
L’Ente ha per fini istituzionali la promozione, l’organizzazione, l’attuazione, nel proprio ambito territoriale di iniziative di prima formazione per i giovani che entrano nel settore, iniziative di formazione continua, qualificazione, riqualificazione, specializzazione ed aggiornamento per operai, impiegati amministrativi, tecnici e quadri secondo le esigenze del mercato del lavoro.
L’Ente, con particolare attenzione a tutti gli aspetti relativi all’infortunistica e all’igiene del lavoro secondo quanto previsto dal decreto legislativo 9 Aprile 2008 n. 81, ha per scopo lo studio dei problemi generali e specifici ine¬renti alla prevenzione degli infortuni, all’igiene del lavoro e in genere al miglioramento dell'ambiente di lavoro, formulando proposte e sug¬gerimenti e promuovendo o partecipando ad idonee iniziative.
Articolo 4 – Attività dell’Ente
• giovani neo diplomati e neo laureati;
• giovani titolari di contratti di apprendistato (istruzione complementare) o formazione lavoro (formazione teorica);
• personale (operai, impiegati tecnici e quadri) dipendente da imprese;
• lavoratori in mobilità.
L’Ente in collaborazione e coordinamento con i Comitati territoriali per la prevenzione infortuni, l’igiene e l’ambiente di lavoro organizza ed attua attività di formazione specifica ed integrata per la sicurezza.
In particolare, in conformità a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva nazionale stipulata dalle Associazioni nazionali cui aderiscono quelle territoriali di cui all’art. 1 nonché dalla contrattazione integrativa stipulata dalle Associazioni territoriali medesime, tale formazione si rivolge a:
• lavoratori che si inseriscono per la prima volta nel settore;
• lavoratori assunti con contratto di apprendistato o di formazione e lavoro;
• tecnici e coordinatori in materia di sicurezza e salute e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
In materia di sicurezza nel settore delle costruzioni l’Ente:
• allo svolgimento di corsi di prevenzione per le persone preposte all'attuazione della normativa antinfortunistica;
• all’attuazione di interventi informativi e formativi in materia di si¬curezza e salute per le maestranze edili, i rappresentanti dei lavo¬ratori per la sicurezza, i responsabili del servizio di prevenzione e protezione, nonché i coordinatori per la sicurezza;
c) si avvale delle segnalazioni riguardanti i problemi della prevenzio¬ne, dell’igiene e delle condizioni ambientali nei cantieri e negli sta¬bilimenti, che potranno essere effettuate da ciascuna delle Organiz¬zazioni rappresentate nell’Ente, dalle rappresentanze sindacali uni¬tarie, dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, dai datori di lavoro o dai lavoratori;
d) esercita, con le procedure di cui al successivo art. 17, ogni opportu¬no intervento nei luoghi di lavoro per favorire l'attuazione delle norme di legge sugli apprestamenti e le misure prevenzionali e sul¬l'igiene del lavoro, nonché sulle condizioni ambientali in genere, av¬valendosi allo scopo di tecnici professionalmente qualificati;
f) svolge funzioni di orienta¬mento e di promozione di iniziative formative nei confronti dei la¬voratori;
g) provvede alla istituzione e conservazione di un "elenco", dei no¬minativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, eletti o designati nel territorio di competenza dell'Ente;
- delle altre strutture paritetiche costituite ai sensi del vigente CCNL dell'edilizia, stipulato tra le parti di cui all’art. 1;
Laddove l’Ente, per accertate obiettive difficoltà, non possa organizzare corsi in proprio, questi potranno essere affidati, sotto il controllo dell’Ente medesimo, ad altro Ente Scuola di cui al contratto collettivo nazionale di settore o di altri organismi appropriati.
L’Ente può sviluppare ogni attività di ricerca e formazione utile al raggiungimento dei suoi scopi, nonché prove e sperimentazioni in materia di sicurezza e qualità; inoltre, fornisce consulenza alle imprese, organizzando anche attività formative specifiche su richiesta delle stesse.
L’attività dell’Ente viene svolta in conformità con gli orientamenti del Formedil nazionale e delle sue articolazioni regionali e con quelli della Commissione Nazionale Paritetica per la prevenzione Infortuni, l’igiene e l’ambiente di lavoro.
L’Ente ha la propria sede legale in Ascoli Piceno Zona Industriale Campolungo e sedi operative ad Ascoli Piceno e Fermo.
a) contributi stabiliti dai contratti e dagli accordi nazionali stipulati dalle Associazioni di cui all'art. 1 e nell'ambito di questi dagli ac¬cordi stipulati tra ANCE Ascoli Piceno e ANCE Fermo e la FENEAL-UIL, la FILCA-CISL e la FILLEA-CGIL delle province di Ascoli Piceno e Fermo;
b) interessi attivi derivanti dalla gestione finanziaria del patrimonio dell’Ente;
d) somme riscosse per lasciti, donazioni, elargizioni e in genere per atti di liberalità o per qualsiasi altro titolo ordinario o straordinario riguardante la gestione dell’Ente,
a) dai beni mobili ed immobili che per acquisti, lasciti, donazioni e per qualsiasi altro titolo vengono in proprietà dell’Ente,
L’Ente non può distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale.
• n. sei dall'Associazione Territoriale dei datori di lavoro di cui al¬l’art. 1,
• n. sei dalle Organizzazioni Territoriali dei lavoratori di cui all’art. 1.
Uno fra i membri nominati dall’Associazione territoriale dei datori di lavoro assumerà la funzione di Presidente, su designazione dell’Associazione territoriale medesima.
1) amministrare i contributi ed il patrimonio dell’Ente;
2) provvedere alla compilazione ed approvazione dei bilanci consuntivi e dei piani previsionali delle entrate e delle uscite dell’Ente;
3) curare e promuovere l’impiego dei mezzi finanziari e delle entrate dell’Ente per il raggiungimento degli scopi di cui agli articoli del presente statuto;
4) curare ogni altro adempimento posto a carico dell’Ente dai contratti ed accordi collettivi nazionali e territoriali di cui all’art. 1;
5) accordare pegni, comodato o ipoteche, mutuare titoli e consentire iscrizioni, postergazioni, cancellazioni d’ogni sorta nei pubblici registri ipotecari censuari e nel G.L. del debito pubblico, con facoltà di esonerare i conservatori delle ipoteche da ogni responsabilità anche per rinuncia di ipoteche legali, transigere o compromettere in arbitri o amichevoli composizioni, muovere o sostenere liti recederne; appellare ed accettare i giuramenti, nominare procuratori speciali ed eleggere domicili, acquistare, vendere a costruire immobili;
6) promuovere i provvedimenti amministrativi e giudiziari ritenuti convenienti per il buon funzionamento dell’Ente;
7) stabilire su proposta del Comitato di Presidenza l’organigramma e l’organico del personale, assumere e licenziare il personale dell’Ente;
9) approvare, su proposta del Comitato di Presidenza il piano di attività dell’Ente, nel quale sono inseriti i programmi delle attività formative da svolgere con i relativi corsi. Tale piano sarà predisposto, tenendo conto degli orientamenti del mercato del lavoro e dei bisogni di formazione rilevati, sulla base delle disponibilità finanziarie dell’esercizio; sarà portato a conoscenza delle Organizzazioni territoriali prima della sua approvazione e successivamente trasmesso al Formedil nazionale e regionale e alle parti sociali nazionali di cui all’art 1;
La convocazione del Consiglio di Amministrazione è fatta mediante avviso scritto da recapitarsi almeno cinque giorni prima di quello fissato per la riunione, specificando il luogo, il giorno ed ora della riunione e gli argomenti all’ordine del giorno.
Per la cura delle attività indicate all’art. 4, 3° comma ed all’art. 17 il Consiglio di Amministrazione può delegare le proprie attribuzioni ad un Comitato Tecnico per la Sicurezza composto da 4 membri:
• n. due dall'Associazione territoriale dei datori di lavoro di cui al¬l’art. 1,
• n. due dalle Organizzazioni territoriali dei lavoratori di cui all’art. 1.
Il Presidente dura in carica un Triennio, salvo quanto disposto dall’art. 9 lett. b).
a) rappresentare l’Ente di fronte a terzi ed in giudizio;
b) sovrintendere all’applicazione del presente statuto, promuovere la convocazione ordinaria e straordinaria del Consiglio di Amministrazione e presiederne le adunanze.
Il Presidente può delegare per iscritto le funzioni in parte, o integralmente in caso d’impedimento, ad altro membro del Consiglio di Amministrazione fra quelli designati dalle Associazioni territoriali ANCE.
Il Vice Presidente dura in carica un triennio, salvo quanto previsto dall’art. 8 lett. b).
Il Collegio dei Sindaci Revisori è composto di tre membri effettivi designati rispettivamente: uno congiuntamente dalle Associazione Territoriali ANCE, uno congiuntamente dalle Organizzazioni sindacali dei lavoratori ed il terzo, che presiede il Collegio, di comune accordo tra tutte le Organizzazioni territoriali di cui all’art. 1. In mancanza dell’accordo, la designazione è fatta dal Presidente del Tribunale.
I membri del Collegio Sindacale, designati dalle Organizzazioni territoriali competenti, devono essere scelti tra gli iscritti nell’Albo dei ragionieri collegiati o nell’Albo dei revisori contabili oppure nell’Albo dei dottori commercialisti.
Essi devono immediatamente riferire al Consiglio di Amministrazione eventuali irregolarità riscontrate durante l’esercizio delle loro funzioni.
Il Direttore è nominato dal Consiglio di Amministrazione sulla base di criteri informati al principio della professionalità.Il Direttore, sotto la sorveglianza del Presidente e del Vice Presidente, è responsabile del funzionamento dell’Ente, svolgendo inoltre i compiti che gli vengono affidati dal Comitato di Presidenza in attuazione delle delibere del Consiglio di Amministrazione.
b) cura l’attuazione del piano generale dell’attività dell’Ente approvato dal Consiglio di Amministrazione;
Articolo 15 - Personale dell’Ente
Al personale dell’Ente deve essere assicurato un trattamento conforme alle normative di legge, tenuti presenti i contratti collettivi di lavoro vigenti per la categoria edile sottoscritti dalle Organizzazioni di cui all’art. 1.
I singoli atti amministrativi dell’Ente concernenti l’erogazione delle spese, l’incasso dei contributi, il loro movimento e le relative operazioni di banca devono essere sottoscritti congiuntamente dal Presidente e dal Vice Presidente.
Per l’attività di cui alla lettera e) dell’art. 4, il Consiglio di Ammini¬strazione determina le modalità concrete di svolgimento delle atti¬vità di cui sopra compatibilmente con le disponibilità finanziarie del¬l’Ente. Esso può altresì stabilire i modi degli eventuali interventi di emergenza dell’Ente per i casi di particolare gravità.
b) il Consiglio di Amministrazione, tenuto conto delle risorse orga¬nizzative in possesso dell’Ente, può programmare in via autonoma l'effettuazione da parte dei tecnici di visite a luoghi di lavoro. Le visite sono disposte normalmente con criteri di territorialità o di ti¬pologia produttiva. L’effettuazione del programma è autorizzata dal Comitato di Presidenza. Il Direttore dà comunicazione pre¬ventiva dei programmi di visite disposte dal Consiglio di Ammini¬strazione ai titolari o legali rappresentanti delle imprese e ai rap¬presentanti dei lavoratori per la sicurezza cui fanno capo i luoghi di lavoro;
c) il tecnico incaricato della visita ha il compito di fornire chiarimenti e consigli al rappresentante dell'impresa ed ai lavoratori e/o loro rappresentanti nonché di impartire immediatamente le istruzioni ritenute più opportune, indicandone i tempi di attuazione, e di riferi¬re tempestivamente al Direttore.
Ove possibile, allo scadere dei predetti termini, è effettuata una se¬conda visita allo scopo di accertare l'attuazione delle misure suggerite. Sulla relazione dei tecnici, il Comitato di Presidenza, al quale com¬pete valutare le comunicazioni da fornire al riguardo al Consiglio diAmministrazione, è informato tramite il Direttore.
Ove risulti che le istruzioni fornite e gli interventi effettuati non hanno sortito esito, il Consiglio di Amministrazione ne dispone la segnalazione alle Organizzazioni territoriali di cui all'art. 1 per le ini¬ziative del caso.
Le procedure di cui sopra non esonerano le imprese da eventuali loro responsabilità penali, né le esimono dal dare applicazione alle di¬sposizioni o prescrizioni che fossero ad esse impartite dai competenti Organi ispettivi o di controllo previsti dalla legge.
Articolo 18 - Il segreto d’ufficio
I membri del Consiglio di Amministrazione e ogni altra persona che partecipi alle riunioni dell’Ente, nonché i tecnici di cui all’art. 5). let¬tera e) ed il personale dell’Ente medesimo, sono tenuti a rispettare il segreto d’ufficio.
Alla fine di ogni esercizio il Consiglio di Amministrazione provvede alla compilazione del bilancio consuntivo, in conformità alle norme contrattuali, da approvarsi entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio.
Nella compilazione del piano previsionale delle entrate e delle uscite e del bilancio consuntivo deve essere seguito lo schema unico la cui determinazione è di competenza delle Associazioni Nazionali di cui all’art. 1.
Sia il bilancio consuntivo che il bilancio previsionale delle entrate e delle uscite, approvati secondo lo schema unico adottato dalle parti nazionali e accompagnati dalla relazione del Presidente e da quella del Collegio dei Sindaci Revisori, devono essere trasmessi entro un mese dalla loro approvazione per le verifiche di conformità e le valutazioni di merito alle Organizzazioni territoriali di cui all’art. 8, al Formedil nazionale e regionale nonché alla Commissione Paritetica Nazionale per la prevenzione infortuni, igiene ed ambiente di lavoro.
La messa in liquidazione dell’Ente è disposta con accordo tra le Organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori di cui all’art. 1 su conforme decisione congiunta delle Associazioni nazionali, sentito il parere del Formedil.
Le Organizzazioni predette determineranno, all’atto della messa in liquidazione dell’Ente i compiti del o dei liquidatori e successivamente ne ratificano l’operato.
In caso di scioglimento dell’ente, per qualunque causa, il patrimonio dell’Ente stesso sarà devoluto, su deliberazione delle parti, ad altra organizzazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, sentito l'organo di controllo di cui all'art. 3 comma 190 della legge 23 dicembre 1996 n. 662.
Qualsiasi controversia inerente all'interpretazione e all’applicazio¬ne del presente Statuto è deferita all'esame delle Organizzazioni ter¬ritoriali di cui all’art. 1.
Le modifiche dello statuto sono approvate dalle Organizzazioni territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori di cui all’art. 1, sentito il parere del Consiglio di Amministrazione dell’Ente, del Formedil nazionale e della Commissione paritetica Nazionale per la prevenzione degli infortuni, l’igiene e l’ambiente di lavoro.