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Timestamp: 2019-02-19 17:53:06+00:00
Document Index: 173751822

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 117', 'art. 3', 'art. 2']

Il problema dell'applicabilità della 'retroattività favorevole' alle sanzioni amministrative a seguito della sentenza 6.07.2016 n. 193 Corte Cost - Studio Legale Bacillieri e Giordani
Il problema dell'applicabilità della 'retroattività favorevole' alle sanzioni amministrative a seguito della sentenza 6.07.2016 n. 193 Corte Cost
La Corte costituzionale è recentemente tornata ad occuparsi del problematico rapporto tra il c.d. principio di retroattività favorevole e la disciplina delle sanzioni amministrative. In particolare, si approfondiscono le implicazioni operative della decisione alla luce dell'attuale dibattito sul regime applicabile alle misure afflittive “sostanzialmente penali” al crocevia dei rapporti tra ordinamento nazionale e ordinamento sovranazionale.
Con la sentenza n. 193 depositata 20 luglio 2016 la Corte costituzionale ha deciso, nel merito, l’ordinanza con la quale il Tribunale ordinario di Como aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale) nella parte in cui non prevede l’applicazione della legge successiva più favorevole agli autori di illeciti amministrativi.
In particolare, il provvedimento di rimessione lamentava l’illegittimità del richiamato art. 1 per contrasto sia con il principio dell’applicazione retroattiva del trattamento sanzionatorio più mite rispetto alla commissione del fatto, quale ricavabile dagli artt. 6 e 7 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, qui intesi come parametro interposto di costituzionalità ex art. 117, co. 1, Cost., sia con il principio di ragionevolezza e uguaglianza di cui all’art. 3 Cost., nella parte in cui la norma denunciata non prevede, diversamente dall’art. 2, comma 4, cod. pen., l’applicazione all'autore dell’illecito amministrativo della lex mitior.
La Corte, nel solco delle sue precedenti decisioni in materia, ha dichiarato non fondate le questioni prospettate dal Giudice rimettente confermando la dicotomia pene/sanzioni ammnistrative.