Source: http://overlex.com/cerca_diritto_leggi_sentenze.asp?pag=278
Timestamp: 2017-07-25 18:46:52+00:00
Document Index: 59279133

Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 33', 'art. 262', 'art. 31', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 27']

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precisione e tante nuove caratteristiche.Fonte: http://www.studiocelentano.it/ focus sul collegio sindacale
FOCUS SUL COLLEGIO SINDACALEE` on line un FOCUS sul Collegio Sindacale con le novità della Legge 28 dicembre 2005, n. 262, le carte di lavoro per la revisione contabile e i modelli per le verifiche e le relazioni al bilancio.
Fonte: http://ateneoweb.com/ fisco: ecco quando i documenti non mostrati alla finanza possono entrare nel giudizio]]>Corte di cassazione, sezione tributaria, 19 aprile 2006, n. 9127 - L'art. 52, comma 5, del d.P.R. 633/1972 (richiamato dall'art. 33 del d.P.R. 600/1973), secondo cui «non possono essere presi in considerazione a favore del contribuente ai fini dell'accertamento in sede amministrativa o contenziosa» i documenti (libri, scritture, registri, ecc.) che non siano stati acquisiti durante gli accessi perché il contribuente ha rifiutato di esibirli (o perché ha dichiarato di non possederli o perché, comunque, li ha sottratti al controllo), trova applicazione soltanto quando si sia in presenza di una specifica richiesta o ricerca da parte della Amministrazione e di un rifiuto, o di un occultamento, da parte del contribuente; e a tal fine non è sufficiente che il contribuente non abbia esibito ai verbalizzanti i documenti in epoca successiva depositati in sede giudiziaria.]]>Fonte: http://www.eius.it/ famiglia: la cassazione torna a sollecitare una riforma della disciplina sull''attribuzione del cognome]]>Corte di cassazione, sezione I civile, 26 maggio 2006, n. 12641 - Nell'ipotesi in cui la filiazione nei confronti del padre sia stata accertata o riconosciuta successivamente al riconoscimento da parte della madre, il giudice, nell'applicare l'art. 262 c.c., deve prescindere da qualsiasi meccanismo di automatica attribuzione del cognome, ma deve aver riguardo all'identità personale posseduta dal minore nell'ambiente in cui questi è cresciuto fino al momento del riconoscimento da parte del padre, non autorizzando l'assunzione del patronimico non soltanto ove ne possa derivare danno per il minore, ma anche allorquando il cognome materno si sia radicato nel contesto sociale in cui il minore si trova a vivere, giacché precludergli il diritto di mantenerlo si risolverebbe in un'ingiusta privazione di un elemento della sua personalità, tradizionalmente definito come il diritto "a essere se stessi".]]>Fonte: http://www.eius.it/ enti locali: il prefetto può far decadere il sindaco eletto al terzo mandato consecutivo]]>Corte di cassazione, sezione I civile, 20 maggio 2006, n. 11895 - Il Prefetto è legittimato ad agire davanti al giudice ordinario al fine di ottenere la dichiarazione di decadenza dalla carica di sindaco del soggetto che abbia già espletato il relativo mandato per due volte consecutive.]]>Fonte: http://www.eius.it/ enti locali: addizionali verso lo sblocco
ENTI LOCALI: ADDIZIONALI VERSO LO SBLOCCOIl Ministro per gli Affari Regionali ha precisato le tappe del programma di lavoro del proprio ufficio: sblocco delle addizionali fiscali già dalla prossima Finanziaria e ridefinizione delle funzioni fondamentali di Comuni e province entro 12 mesi con la riscrittura del Testo Unico degli Enti locali. L`obiettivo è quello di annullare il già ridotto potere fiscale di Regioni e Comuni.
Fonte: http://ateneoweb.com/ eiusLe ultime novità pubblicate su EIUSFonte: edilizia e urbanistica - ristrutturazione edilizia - demolizione e ricostruzione di manufatto ...Consiglio di Stato 3229/2006 - Il concetto di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 31, I comma, lett. d della L. n. 457/78 comprende anche la demolizione seguita dalla fedele ricostruzione del manufatto, con l’unica condizione che la riedificazione assicuri la piena conformità di sagoma, volume e superficie tra il vecchio ed il nuovo manufatto. Ciò comporta che, per effetto della ristrutturazione, si può pervenire ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, purché la diversità sia dovuta ad elementi comprendenti il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti, ma non già la realizzazione di un manufatto diverso nei suindicati elementi. Nè rileva che il legislatore, successivamente, ha espunto dal testo di cui all’art. 3, comma 1, lett. d del DPR 6 giugno 2001 n. 380 il termine “fedele” ed il riferimento ai materiali edilizi in quanto, anche se per effetto della nuova normativa la nozione di ristrutturazione è stata ulteriormente estesa, non per questo sono venuti meno i limiti che ne condizionano le caratteristiche e che consentono di distinguerla dall’intervento consistente in una nuova costruzione, ossia, la necessità che la ricostruzione sia identica per sagoma, volumetria e superficie al fabbricato demolito [CdS 4011/2005]]]>Fonte: http://www.lineadiritto.it/ edilizia e urbanistica - ordine di demolizione - inerzia della p.a.Consiglio di Stato 3270/2006 - L’ingiunzione demolitoria, come atto dovuto in presenza della constatata realizzazione dell’opera senza titolo abilitativo (o in totale difformità da esso), è in linea di principio sufficientemente motivata con l’affermazione dell’accertata abusività dell’opera, fatta salva l’ipotesi in cui, per il lungo lasso di tempo trascorso dalla commissione dell’abuso ed il protrarsi dell’inerzia dell’Amministrazione preposta alla vigilanza, si sia ingenerata una posizione di affidamento nel privato. In tale ipotesi sussiste un onere di congrua motivazione che indichi, avuto riguardo anche all’entità ed alla tipologia dell’abuso, il pubblico interesse - evidentemente diverso da quello al ripristino della legalità - idoneo a giustificare il sacrificio del contrapposto interesse privato ]]>Fonte: http://www.lineadiritto.it/ edilizia e urbanistica - denuncia di inizio attività - adozione di atti inibitoriT.A.R. Napoli 1506/2006 - Il decorso del termine di trenta giorni dalla presentazione della DIA comporta, da un lato, il venire a giuridica esistenza degli effetti dell’atto-denunzia, titolo abilitante di natura privata; dall’altro, la valenza di tale atto non può trasformare in lecita e/o legittima un’attività edilizia oggettivamente abusiva, qualora il denunziante abbia erroneamente ricondotto l’intervento ad una delle fattispecie in cui opera il meccanismo della DIA, od erroneamente abbia certificato, tramite il proprio progettista, l’inesistenza delle condizioni impeditive stabilite dalla legge. Infatti la sostituzione della funzione di controllo preventivo dell’amministrazione con l’attestazione del privato “de veritate” riguarda solo il riscontro dei presupposti e requisiti richiesti, ma non esclude, anzi comporta la attivazione ex post di poteri di controllo e sanzionatori. Pertanto, conclusosi il procedimento d’iniziativa privata, permane in capo all’Amministrazione il più generale potere di vigilanza e di repressione di cui all’art. 4 e segg. della l. 28 febbraio 1985, n. 47, - ora art. 27 TU 380/ 2001, il cui esercizio non è soggetto a termini di prescrizione (salvo a dover motivare, in ipotesi di lungo tempo trascorso dall’ultimazione dei lavori, sulla permanenza dell’interesse pubblico specifico ed attuale perseguito e ritenuto prevalente rispetto all´affidamento ingenerato nel privato dal comportamento omissivo dell’Amministrazione)]]>Fonte: http://www.lineadiritto.it/ ecco i codici per restituire le agevolazioni
ECCO I CODICI PER RESTITUIRE LE AGEVOLAZIONILa risoluzione n. 76/E del 13 Giugno 2006 ha pubblicato i nuovi codici tributo da utilizzare per il versamento dei crediti indebitamente utilizzati dal contribuente. Si tratta del codice 7450 "recupero dei crediti di imposta per agevolazioni fiscali diverse da investimenti in aree svantaggiate, incentivi occupazionali ed incentivi alle piccole e medie imprese e relativi interessi-controllo sostanziale e il codice 7451 "recupero dei crediti di imposta per agevolazioni fiscali diverse da investimenti in aree svantaggiate, incentivi occupazionali ed incentivi alle piccole e medie imprese e relativi interessi-controllo sostanziale. Il primo si utilizza per la restituzione del credito non spettante, il secondo per le sanzioni.