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Timestamp: 2017-05-25 16:13:02+00:00
Document Index: 33470759

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 34', 'art. 39', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 33', 'art. 38']

Quattro errori di sintassi nella riforma costituzionale - Blog Tecnica della scuola
01 Dicembre 2016	Quattro errori di sintassi nella riforma costituzionale
Stampa	Ahi, ahi! Ho trovato quattro errori di sintassi nel testo della legge di riforma costituzionale "Boschi Verdini", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016, e che sarà sottoposto a referendum domenica prossima. Tre riguardano l'uso sbagliato dell'indicativo al posto del congiuntivo dell'eventualità in proposizioni ipotetiche, e il quarto la discordanza di numero tra il soggetto singolare e il verbo al plurale.
Ecco gli errori, che evidenzio in neretto, e le relative correzioni [in corsivo tra parentesi]:
1 - "Il Governo... non può ripristinare l'efficacia di norme di legge o di atti... che la Corte costituzionale ha [abbia] dichiarato illegittimi" (art. 16 della legge di riforma).
2 - "La legge... stabilisce i casi di esclusione dei titolari di organi di governo regionali e locali quando è [sia] stato accertato lo stato di grave dissesto finanziario dell'ente" (art. 34).
3 - "Quando, in base all'ultimo censimento, il numero di senatori spettanti a una Regione... è [sia] diverso da quello risultante in base al censimento precedente, il Consiglio regionale elegge i senatori..." (art. 39).
4 - "Il regolamento stabilisce in quali casi l'elezione o la nomina alle cariche negli organi del Senato della Repubblica possono essere limitate [può essere limitata]... (art. 5).
Ma il congiuntivo dell'eventualità non è del tutto sconosciuto agli attuali "padri costituenti" o "ricostituenti", che ne fanno un uso corretto in altre proposizioni:
- "nei casi in cui il Presidente della Repubblica abbia chiesto... una nuova deliberazione" (art. 16);
- "Qualora ... si svolgano anche elezioni di Consigli regionali..." (art. 33);
- "anche se il procedimento riguardi altresì soggetti che..." (art. 38).
Il che significa che, nella fretta di "portare a casa la riforma", non c'è stata un'adeguata revisione linguistica di un testo costituzionale che dovrebbe essere un modello di lingua italiana da imitare, e non un brogliaccio da correggere. Purtroppo, se la riforma supererà il referendum, quegli strafalcioni saranno promossi come "costituzionali". Alla faccia della "Buona Scuola".
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