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Timestamp: 2017-04-26 19:31:22+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 697', 'art.2', 'sentenza ']

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Home Sentenze TAR Campania Armi e munizioni Divieto di detenzione armi ex art. 39 TULPS - discrezionalit� - limiti Divieto di detenzione armi ex art. 39 TULPS - discrezionalit� - limiti	Scritto da La redazione iusna.net	TAR Napoli, Sez. V, 25 ottobre 2007 / 29 ottobre 2007, n. 10200 (Pres., est. Onorato)Ai sensi dell'art. 39 T.U. 18 giugno 1931 n.773, il Prefetto ha facoltà di vietare la detenzione delle armi, munizioni e materie esplodenti alle persone ritenute capaci di abusarne. Ribadito che il cit. art. 39 ricollega il divieto di detenere armi ad un giudizio discrezionale formulato dal Prefetto in ordine alla capacità personale di abuso da parte del soggetto detentore, sindacabile, in quanto tale, esclusivamente sotto i profili dell’inesistenza dei presupposti e dell'illogicità (Cons. giust. sic. 11 ottobre 1999 n.429; T.A.R. Catanzaro 4 marzo 2002 n.492, Consiglio Stato sez. VI 06 ottobre 2005 , n. 5424). REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania Sezione Quinta Composto dai signori Antonio Onorato presidente Andrea Pannone consigliere Paolo Carpentieri consigliere ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. 10587 del 2002 proposto da Pasquale Palumbo, rappresentato e difeso dall’ avv. Giovanni Basile e con lo stesso elettivamente domiciliato in Napoli, via Tino di Camaino n. 6, contro la Prefettura di Napoli ed Ministero dell’interno, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, domiciliati presso l’Avvocatura distrettuale dello Stato la quale ex lege li rappresenta e difende in giudizio, avverso e per l’annullamento del silenzio-rigetto formatosi sul ricorso gerarchico inoltrato il 3 maggio 2002 e del decreto prefettizio 21 gennaio 2002 n. 12207112B16/2°Sett.A notificato il 5 aprile 2002 e contenente il divieto per il ricorrente di detenere qualsiasi arma, munizione e materiale esplodente, Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio delle Amministrazioni intimate; Visti gli atti tutti della causa; Viste le memorie prodotte dalle parti, Relatore, alla camera di consiglio del 25 ottobre 2007, il presidente; Uditi i difensori presenti: come da verbale di udienza; Ritenuto che il ricorso è ammissibile in quanto nei casi, come quello in esame, di silenzio rigetto opposto dall’Amministrazione al ricorso gerarchico del privato, l’oggetto del successivo ricorso giurisdizionale non è costituito dal silenzio, bensì dal solo provvedimento di base impugnato in via gerarchica, giacché in tale ipotesi il comportamento omissivo dell’Amministrazione ha valore legale tipico non di decisione di rigetto, bensì di rifiuto di annullamento, il cui concretarsi costituisce presupposto processuale per la proposizione di ricorso giurisdizionale o straordinario contro l' unico atto effettivamente emanato dalla P.A. Ricordato che, ai sensi dell'art. 39 T.U. 18 giugno 1931 n.773, il Prefetto ha facoltà di vietare la detenzione delle armi, munizioni e materie esplodenti alle persone ritenute capaci di abusarne. Ribadito che il cit. art. 39 ricollega il divieto di detenere armi ad un giudizio discrezionale formulato dal Prefetto in ordine alla capacità personale di abuso da parte del soggetto detentore, sindacabile, in quanto tale, esclusivamente sotto i profili dell’inesistenza dei presupposti e dell'illogicità (Cons. giust. sic. 11 ottobre 1999 n.429; T.A.R. Catanzaro 4 marzo 2002 n.492, Consiglio Stato sez. VI 06 ottobre 2005 , n. 5424). Osservato che il provvedimento del Prefetto oggetto del presente giudizio è frutto di una valutazione compiuta esclusivamente sulla base di una specifica proposta pervenuta dal Commissariato di P.S. di Pozzuoli con la quale era stato comunicato che l’interessato <risulta deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli perché ritenuto responsabile dei reati previsti dagli artt. 38 TULPS in relazione all’art. 697 c.p. ed all’art.2 L. n.110/1975>, Ribadito in via generale che la detenzione delle armi si caratterizza, da un lato, per un'intrinseca pericolosità e, dall'altro, per la tenuità di un interesse socialmente apprezzabile, con la conseguenza che per l’adozione del decreto di divieto è sufficiente il convincimento dell'Amministrazione in ordine alla possibilità che il detentore abusi dell'autorizzazione. Constatato che, tuttavia, nella specie il provvedimento impugnato è stato adottato sulla base di una notizia risultata del tutto infondata in quanto – come emerge dalla documentazione in atti - il Giudice delle indagini preliminari, su conforme richiesta del Pubblico ministero, ha disposto l’archiviazione della notizia criminis in quanto dalla compiuta istruttoria è emerso che il ricorrente è del tutto estraneo ai fatti che gli erano stati addebitati. Ritenuto che, pertanto, il provvedimento prefettizio è privo dei necessari presupposti e, deve essere, pertanto, annullato, Constatato che ricorrono comunque giusti motivi per la compensazione tra le parti delle spese di giudizio. PQM Il Tribunale amministrativo regionale per la Campania, Sezione V, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso indicato in epigrafe e, per l’effetto, annulla il decreto prefettizio indicato in epigrafe. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa. Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del 25 ottobre 2007. Il PRESIDENTE Est. (dott. Antonio Onorato) < Prec.	Pros. >	[Indietro]	(C) 2017 iusna.net - Rivista di giurisprudenza amministrativa