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Timestamp: 2018-06-21 20:31:49+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 148', 'art. 4', 'arti 2', 'art 7', 'art 6', 'art 148', 'art. 1', 'art. 148', 'art. 30', 'art. 148', 'art. 148']

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1 GUIDA OPERATIVA ALL ADEMPIMENTO DELL ARTICOLO 30 Come compilare correttamente il Modello EAS Ottobre 2009 Seconda edizione
2 PRIMA PARTE Articolo 30: cosa cambia per l'associazionismo italiano Il 2 settembre 2009, il Direttore dell Agenzia delle Entrate ha emanato il provvedimento con cui è stato approvato il Modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali relativo agli enti associativi - Modello EAS - ai sensi dell articolo 30 del DL 185/08 convertito, con modificazioni, in L 2/09. Il Modello è una procedura di dichiarazione operativa ai fini fiscali di quanto è stato introdotto dai commi 1, 2, 3 e 3-bis dell articolo 30. Gli enti associativi, che usufruiscono di una o più agevolazioni contenute nell art. 148 del DPR 917/86 (TUIR - Testo Unico Imposte Redditi) e nell art. 4, commi 4 e 6, del DPR 633/1972 (legge Iva), hanno l obbligo di comunicare telematicamente, tramite il Modello EAS, all Agenzia delle Entrate i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali. Il provvedimento riguarda la quasi totalità delle associazioni non profit con alcune eccezioni. Infatti, qualunque associazione (o società sportiva dilettantistica) che: richieda agli associati la quota associativa, e / o ponga in essere uno scambio di natura economica con i propri associati offrendo loro beni o servizi verso corrispettivo, rientra nell ambito di applicazione del Modello EAS. Chi è obbligato ad inviare la comunicazione Gli enti interessati dal nuovo obbligo sono di due tipi: 1. gli enti che devono compilare il modello in tutte le sue parti 2. gli enti che devono compilare solo alcune parti del modello. Enti che devono compilare il modello in tutte le sue parti gli enti associativi (associazioni) di natura privata, senza personalità giuridica, che svolgono solo attività istituzionale ricevendo quote associative erogate dai loro soci; gli enti associativi di natura privata, senza personalità giuridica, che usufruiscono del regime di de-commercializzazione per le attività svolte (vendita di beni o di servizi) nei confronti dei soci verso pagamento di corrispettivi specifici; gli enti associativi di natura privata, senza personalità giuridica, che svolgono attività commerciale. Enti che devono compilare solo alcune parti del modello A seguito della Circolare 45/09, è stato chiarito che alcune tipologie di associazioni sono obbligate a compilare parzialmente il Modello EAS in quanto, essendo già iscritte a determinati registri,
3 elenchi o albi, è possibile per l'amministrazione pubblica ottenere gran parte delle informazioni richieste nel modello. Sono interessate alla compilazione parziale del modello le seguenti tipologie di associazioni: associazioni di promozione sociale iscritte ai registri di cui all'art 7 L 383/00 associazioni di volontariato iscritte ai registri di cui all'art 6 L 266/91 che svolgono attività commerciali e produttive marginali, diverse da quelle individuate dal Decreto Ministro delle Finanze del 25 maggio 1995 associazioni e società sportive dilettantistiche (diverse da quelle esonerate) iscritte al registro del CONI associazioni che abbiano ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica (iscritte ai registri tenuti da Prefetture, Regioni o Province autonome) associazioni religiose riconosciute dal Ministero degli Interni (svolgenti in via preminente attività di religione e di culto) associazioni riconosciute dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese partiti e movimenti politici tenuti alla rendicontazione per ottenere i rimborsi per le spese elettorali o che abbiano presentato liste alle ultime elezioni del Parlamento europeo o nazionale associazioni sindacali (rappresentate nel CNEL, con funzioni di tutela o rappresentanza riconosciute da normative nazionali o dalla dalla partecipazione presso amministrazioni e organismi pubblici di livello nazionale o regionale, le loro articolazioni territoriali e/o funzionali, gli enti bilaterali costituiti dalle anzidette associazioni e gli istituti di patronato); associazioni riconosciute di ricerca scientifica destinatarie di determinati provvedimenti agevolativi; le associazioni onlus parziali, per le attività non rientranti nell'ambito Onlus, se svolgenti attività di cui all'art 148 TUIR e 4 DPR 633/72. ATTENZIONE In relazione alle organizzazioni di volontariato, le attività commerciali e produttive marginali consentite sono individuate dal decreto ministeriale 25 maggio 1995: attività di vendita occasionali o iniziative occasionali di solidarietà svolte nel corso di celebrazioni o ricorrenze o in concomitanza a campagne di sensibilizzazione pubblica verso i fini istituzionali dell'organizzazione di volontariato; attività di vendita di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito a fini di sovvenzione, a condizione che la vendita sia curata direttamente dall'organizzazione senza alcun intermediario;
4 cessione di beni prodotti dagli assistiti e dai volontari sempre che la vendita dei prodotti sia curata direttamente dall'organizzazione senza alcun intermediario; attività di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale; attività di prestazione di servizi rese in conformità alle finalità istituzionali, non riconducibili nell'ambito applicativo dell'articolo 111 comma 3 del Tuir, (ora 148, c 3) verso pagamento di corrispettivi specifici che non eccedano del 50% i costi di diretta imputazione. Si tratta in ogni caso di attività tese alla realizzazione degli obiettivi della OdV senza utilizzo degli strumenti tipici della concorrenza sul mercato (art. 1, comma 2 D.M. 25 maggio 1995). Chi è esonerato dall'adempimento Sono esonerate da tale obbligo: 1. le associazioni di volontariato regolarmente iscritte ai registri del volontariato di cui alla legge 266/91 che svolgono solo attività istituzionali oppure che, svolgendo attività commerciali e produttive, realizzano solo quelle marginali individuate dal Decreto Ministro delle Finanze del 25 maggio 1995; 2. le associazioni pro-loco che hanno optato per il regime previsto dalla legge 398/91. La circolare 12/2009 chiarisce che le associazioni pro-loco che non hanno optato per la legge 398/91, oppure che hanno superato il limite dei ricavi commerciali di euro annuali, sono tenute a compilare ed inviare il modello; 3. le associazioni sportive dilettantistiche (Asd) in possesso dell iscrizione al Registro Telematico delle Associazioni Sportive rilasciato dal Coni con certificato in corso di validità e non svolgenti attività commerciale, né decommercializzata (vedi oltre); 4. le associazioni onlus di opzione, cioè quelle che hanno ottenuto la qualifica di Onlus attraverso l'iter di cui al DM 266/03 e la presentazione dell'istanza alla Direzione Regionale delle Entrate; 5. le associazioni non governative (ONG) riconosciute idonee ex L 49/87 Sono esentate dall'adempimento per mancanza del requisito soggettivo le fondazioni e gli altri enti che non abbiano natura associativa, gli enti di diritto pubblico, i fondi pensione, gli enti associativi commerciali. Il caso delle associazioni e società sportive dilettantistiche Data la complessità della casistica, è bene ripercorrere la casistica relativa le associazioni e società sportive dilettantistiche.
5 Nella circolare 12/2009 e nella successiva 45/2009, l Agenzia interpreta in modo particolarmente severo la norma a prima vista esentativa riguardante le associazioni sportive dilettantistiche. Come abbiamo visto: 1. l onere dell invio del modello, seppure in forma ridotta, grava sulle associazioni sportive dilettantistiche che effettuano operazioni strutturalmente commerciali anche se non imponibili ai sensi dell art. 148 del Tuir; vale a dire che è obbligato anche chi tra queste organizzazioni richiede ai soci il versamento di corrispettivi per lo svolgimento delle pratiche sportive (corsi di nuoto, utilizzo delle attrezzature, ecc); 2. il modello va inviato sempre in forma ridotta - anche dalle Asd e dalle omologhe società che effettuano cessioni di beni e/o prestazioni di servizi rilevanti ai fini dell Iva e delle imposte sui redditi (sponsorizzazione, pubblicità, somministrazione, cessione materiali sportivi, ecc.); 3. il modello non va inviato dalle associazioni e società sportive dilettantistiche che incassino unicamente quote sociali. I termini e i modi di presentazione della comunicazione Il modello Eas deve essere presentato entro il 15 dicembre 2009 per gli enti associativi già costituiti alla data del 29 novembre Il modello Eas deve essere presentato esclusivamente in via telematica con due alternative: direttamente da parte dell ente associativo, se ha accesso ai servizi telematici dell Agenzia delle Entrate; avvalendosi di un intermediario abilitato dall Agenzia delle Entrate (professionisti del settore tributario, Caf, ecc.). Il modello Eas è disponibile gratuitamente dall Agenzia delle Entrate in formato elettronico e può essere scaricato dal sito internet Il modello può essere scaricato anche da altri siti internet purché sia conforme per struttura al modello dell Agenzia delle Entrate e rechi, oltre che la medesima struttura e sequenza software di quello dell Agenzia delle Entrate, il segnale di conformità e gli estremi del provvedimento dell Agenzia delle Entrate. Le associazioni di nuova costituzione Per gli enti associativi che si sono costituiti dopo il 29 novembre 2008, il termine per presentare il modello è di sessanta giorni dalla costituzione. Quindi: gli enti associativi che si sono costituiti entro il 16 ottobre 2009 devono inviare il modello entro il 15 dicembre 2009;
6 gli enti associativi che si sono costituiti dopo il 16 ottobre o che si costituiranno dopo il 15 dicembre 2009 avranno sessanta giorni dalla data di costituzione per presentare il modello; Cosa succede se ci saranno variazioni dei dati successivamente all invio del modello In caso di modifiche dei dati, gli enti associativi sono obbligati a presentare nuovamente il modello con le variazioni intervenute, entro il 31 marzo dell anno successivo a quello in cui si è verificata la modifica dei dati medesimi. Nelle Istruzioni allegate al Modello, l Agenzia rileva che in sede di rinvio successivo del modello, è necessario comunque compilare la dichiarazione in ogni sua parte. Non devono essere comunicate le variazioni relative ai seguenti dati: ammontare dei contributi pubblici ricevuti (dichiarazione n. 31); ammontare delle erogazioni liberali ricevute (dichiarazione 30); numero dei soci e/o associati dell ente associativo (dichiarazione n. 24); ammontare delle entrate (dichiarazione n.23); costo sostenuto per messaggi pubblicitari (dichiarazione n.21); il solo ammontare dei proventi per attività di sponsorizzazione o pubblicità percepiti occasionalmente o abitualmente (ultima parte della dichiarazione n.20); numero e giorni per l organizzazione di manifestazioni di raccolta fondi (dichiarazione n.33). Cosa succede se si perdono i requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria Nel caso in cui, dopo il termine del 15 dicembre 2009, si perdano i requisiti qualificanti, richiamati nell art. 30, è necessario rinviare nuovamente il Modello entro 60 giorni segnalando gli elementi oggetto di modifica. Tra i motivi che possono far venire meno i requisiti: 1. lo svolgimento in modo esclusivo o prevalente da parte dell ente associativo di attività commerciale 2. la trasformazione dell ente associativo in società lucrativa 3. la trasformazione dell ente associativo in fondazione 4. per le associazioni di cui all art. 148 comma 3 (associazioni politiche, sindacali, di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale, di formazione extrascolastica della persona), il venire meno di una delle clausole antielusive di cui all art. 148 comma 8 del Tuir.
7 Cosa succede se non si invia la comunicazione Gli enti associativi che non invieranno il Modello EAS non potranno più godere delle agevolazioni fiscali relative alla detassazione di quote e contributi associativi. Si cita a tal proposito direttamente quanto espresso dall Agenzia delle Entrate con la circolare 12/2009 (confermato dalla Circolare 45/2009): Resta inteso che gli enti associativi interessati dalle disposizioni fiscali di favore di cui agli articoli 148 del Tuir e 4 del Dpr n. 633 del 1972 non potranno più farne applicazione qualora non assolvano all onere della comunicazione nei termini e secondo le modalità stabilite con il menzionato provvedimento del Direttore dell Agenzia delle Entrate. Le conseguenze sono particolarmente gravi; infatti, continuando a svolgere le attività sopra richiamate (incasso quote sociali e vendita di beni e servizi ai soci), tutta l attività dell ente avrà natura commerciale. L ente, pertanto, diventerà ente commerciale a tutti gli effetti, attirando nella commercialità (pagamento di imposte e adempimenti contabili connessi) qualsiasi attività svolta 1. 1 Art 149, TUIR
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