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Timestamp: 2018-05-28 07:59:58+00:00
Document Index: 82197326

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 378', 'sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 24', 'art. 184', 'art. 5', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 91', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ']

da panorama » sab mar 02, 2013 6:51 pm
Per notizia, 2 ricorsi respinti.
27/02/2013	201300430 Sentenza	3
N. 00430/2013 REG.PROV.COLL.
N. 00894/2010 REG.RIC.
per il riconoscimento dei benefici previsti dalla legge n. 266 del 2005 per i familiari delle "vittime del dovere" ( Carabiniere ) deceduto a seguito di un incidente automobilistico occorsogli mentre si recava allo stadio di Lecce per prestarvi servizio di ordine pubblico).
N.B.: sotto la stessa data è stato respinto dallo stesso Tar di Lecce anche il ricorso riguardante la morte di un collega della PolStato.
da fox1962 » mer mar 06, 2013 6:13 pm
Salve a tutti, sono un brig. dei cc. riformato x causa di servizio volevo fare una domanda a chi ne sa più di me riguardo le vittime del dovere, mi è arrivato il decreto dal ministero dell'interno a luglio 2012 adesso mi hanno detto che il ministero dell'economia mi dovrebbe dare il vitalizio... la domanda dopo quanto tempo provvederanno al risarcimento.. grazie
da giuseppedemarco » mer mar 06, 2013 6:34 pm
fox1962, chiama la Direzione Centrale dei Servizi del Tesoro ai numeri (0647615581-82-83) e chiedi quando è arrivato a loro il tuo Decreto. Loro mettono in trattazione rigorosamente le pratiche in ordine cronologico di arrivo. Da quello che leggo, se hai ricevuto i decreti a Luglio 2012, dovresti essere in pagamento per il 5 aprile p.v..
da panorama » mer dic 25, 2013 11:41 pm
23/12/2013 201306199 Sentenza 4
da panorama » gio dic 26, 2013 12:25 am
20/12/2013	201306156 Sentenza Breve	4
da panorama » dom apr 13, 2014 2:08 pm
NEGATIVA, riguarda il caso del decesso x incidente stradale di un Commissario Straordinario di un Comune.
11/04/2014	201401794 Sentenza	3
OMISSIS, rappresentati e difesi dall'avv. E. S. D., con domicilio eletto presso S. D. Studio Bdl in Roma, via Bocca di Leone, 78;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 30 gennaio 2014 il Cons. Michele Corradino e udito l’avvocato Dettori su delega di S. D.;
Viene appellata la sentenza n. 973 del 2013, con la quale il T.A.R. Puglia –Lecce ha rigettato il ricorso proposto dagli odierni appellanti avverso il provvedimento con cui il Ministero dell’Interno rigettava l’istanza avanzata dai familiari del OMISSIS, deceduto in un incidente stradale avvenuto in attività di servizio, di riconoscimento in favore del de cuius dello status di “vittima del dovere” ex l. n. 266/2005, ai fini della concessione dei benefici ivi previsti.
Va premesso che non si discute del riconoscimento della “causa di servizio” e degli inerenti benefici previsti dalle disposizioni in materia, concernenti la generalità dei pubblici dipendenti. Si deve presumere (nulla essendo stato dedotto in contrario) che tali benefici siano stati pacificamente attribuiti ai familiari del OMISSIS. Si discute, invece, della spettanza degli ulteriori benefici previsti dalle norme speciali concernenti le “vittime del dovere” – ipotesi questa più ristretta e specifica rispetto all’ordinario trattamento del decesso per causa di servizio.
Nel caso in decisione, il dr OMISSIS, per il quale i familiari appellanti chiedono il riconoscimento dello status di “ vittima del dovere” era Commissario Straordinario del Comune di OMISSIS e incaricato della vice dirigenza dell’Ufficio Elettorale Provinciale di Lecce, e rimaneva vittima di un incidente stradale nello svolgimento della propria attività di servizio, in particolare lungo il tragitto tra la sede del Comune in cui svolgeva funzioni di commissario straordinario e quello ove espletava incombenze relative alle imminenti elezioni.
Il Dr. OMISSIS è deceduto in un incidente stradale, nel tragitto tra il Comune e l’Ufficio Elettorale ove si recava per l’espletamento delle proprie incombenze lavorative. Non è dunque in discussione che il decesso costituisca un’ipotesi di infortunio in itinere, con conseguente riconoscimento della dipendenza dalla causa di servizio del decesso. Egli è deceduto in un incidente mortale per uno scontro con altra vettura, concausato da avverse condizioni atmosferiche.
da panorama » ven apr 18, 2014 12:24 am
17/04/2014	201400524 Sentenza	1
da pietro17 » ven apr 18, 2014 4:25 am
Importantissima sentenza. Sara che magari il TAR cin la precedente sentenza, completamente disattesa dal ministero si e sentito "leggermente" preso per i fondelli!!
Comunque sia bene così.
da panorama » ven apr 18, 2014 9:02 am
28/06/2012	201201351 Sentenza	2
da panorama » sab lug 12, 2014 8:13 pm
richiesta danno biologico
vedi/scarica allegato
da panorama » sab lug 12, 2014 8:20 pm
La fattispecie del danno morale, da intendersi come "voce" integrante la più ampia categoria del danno non patrimoniale, trova rinnovato riconoscimento in recenti interventi normativi (e, segnatamente, nel D.P.R. 3 marzo 2009, n. 37 e nel D.P.R. 30 ottobre 2009, n. 181), che distinguono tra la "voce" di danno cd. biologico, da un canto, e la "voce" di danno morale, dall'altro, con la conseguenza che da siffatta distinzione il giudice del merito non può prescindere nella liquidazione del danno non patrimoniale (cfr. Cass. n. 18641/2011).
da panorama » sab lug 12, 2014 8:57 pm
Le indennità per le vittime di attentati di stampo terroristico.
Per la valutazione dei danni da lesione fisica e morale subita dalle vittime di terrorismo si applicano i parametri di cui al d.P.R. n. 181/2009 che è da considerarsi disciplina univoca volta a consentire l’applicazione pratica della l. n. 206/2004, in tutte le controversie che non siano ancora concluse con sentenza definitiva alla data di entrata in vigore della legge medesima.
notizia di Giovedì 29 Maggio 2014,
Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 18 marzo – 27 maggio 2014, n. 11834
Presidente Canevari – Relatore Ghinoy
D.R.R. , rimasto vittima di un attentato posto in essere in data 29.2.1980 da un commando delle Brigate Rosse, adiva il Tribunale di Genova al fine di ottenere i benefici previsti dalla L. 206/2004 in favore delle vittime del terrorismo.
Il Tribunale di Genova con la sentenza n. 2276 del 2007 - per quello che rileva in relazione ai capi gravati dal ricorso per Cassazione- condannava il Ministero dell'Interno a provvedere ai sensi degli artt. 5 e 6 della L. 206/2004 alla riliquidazione della speciale indennità già prevista dall'art. 1 della L. n. 302/1990, commisurata ad un'invalidità permanente del 66% (di cui il 50% a titolo di danno biologico ed il 16% a titolo di danno morale) ed a corrispondere al D.R. le differenze rispetto agli importi già erogati, oltre rivalutazione monetaria;
rigettava le ulteriori domande proposte nei confronti del Ministero dell'Interno per difetto di legittimazione passiva;
dichiarava l'improponibilità della domanda di pensione diretta in misura pari all'ultima retribuzione proposta nei confronti dell'Inps, per difetto della previa domanda amministrativa;
dichiarava l'Inps obbligato ad effettuare l'aumento figurativo di dieci anni di contribuzione agli effetti previsti dall'art. 3 della L. 206/2004;
rigettava le ulteriori domande proposte nei confronti dell'Inps per difetto di legittimazione passiva;
compensava tra le parti le spese processuali.
Per la cassazione di tale sentenza D.R.R. ha proposto ricorso, affidato a dodici motivi.
Ha resistito l'Inps con controricorso, mentre il Ministero dell'Interno è rimasto intimato. Il D.R. ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c..
1. I motivi di ricorso - che rientrano nelle ipotesi per le quali la sentenza del Tribunale può essere sottoposta al vaglio di legittimità previste dall'art. 12 comma 2 della L. 206/2004 e sono compendiati nei quesiti di diritto formulati in ottemperanza a quanto previsto dall'articolo 366 bis c.p.c., operante ratione temporis in relazione alla data della pubblicazione della sentenza impugnata (17.12.2007) - possono essere riassunti nei termini che seguono.
1.1. Come primo motivo il ricorrente sostiene che per la valutazione dei danni da lesione fisica subiti da vittime del terrorismo, si applicherebbero le tabelle e i criteri di cui al DPR 915/1978, così come modificate dal DPR 834/1981 (tabelle c.d. militari). Il Giudice di prime cure avrebbe quindi errato quando, nell'affidare il quesito al c.t.u., ha disposto l'utilizzo delle tabelle di cui al DM 12 luglio 2000, attuativo dell'art. 13 D.lgs. 38/2000 (c.d. tabelle Inail), violando e falsamente applicando l'art. 14 della L. n. 206 del 2004 e le norme da esso richiamate.
1.2. Come secondo motivo lamenta la violazione e falsa applicazione dell'art. 24 della Costituzione e dell'art. 184 bis c.p.c. per avere il Tribunale rigettato l'istanza da lui formulata di produrre, all'udienza fissata per il conferimento del quesito al c.t.u., il verbale della Commissione Medica Ospedaliera della Spezia del 22.5.2006, da cui sarebbe stato possibile individuare quali tabelle erano state applicate nella valutazione dell'invalidità e l'accertamento della stessa ivi compiuto.
1.3. Come terzo motivo lamenta che il Tribunale abbia deciso la causa e recepito le conclusioni del c.t.u. senza tenere conto delle risultanze del verbale della C.M.O. della Spezia del 22.5.2006 già sopra nominato, in violazione dell'art. 5 del DPR n. 510 del 28.7.1999.
1.4. Come quarto motivo lamenta che il Tribunale abbia dichiarato l'inammissibilità del deposito delle osservazioni critiche al supplemento di c.t.u., comprensive delle censure del perito di parte, ed abbia rigettato l'istanza della difesa del ricorrente di depositare e produrre le osservazioni critiche al supplemento di c.t.u., in violazione dell'art. 24 della Costituzione.
1.5. Come quinto motivo lamenta che il Tribunale abbia recepito la misura dell'invalidità nella misura accertata dal c.t.u. del 50%, conseguita applicando erroneamente il metodo della media ponderale tra il danno psichico accertato nella misura del 35% ed il danno ortopedico nella misura del 20%; in tal modo, non avrebbe tenuto conto del danno in tutte le sue componenti, in violazione degli artt. 6 e 4 comma 2 bis della L. 206 del 2004.
1.6. Come sesto motivo addebita al Tribunale di non avere considerato nella motivazione della sentenza che il danno biologico si manifesta sotto plurime manifestazioni e forme di lesione, ulteriori rispetto alla lesione della capacità lavorativa generica e che il criterio adottato per la sua liquidazione è del tutto insoddisfacente ad indennizzarle, mentre avrebbe dovuto farsi ricorso alle tabelle adottate dal Tribunale di Milano applicando l'accrescimento del 30% al "danno base".
1.7. Come settimo motivo lamenta che il danno morale sia stato calcolato nella percentuale del 16%, con percentuale al di sotto dei 2/3 del danno biologico indicati nella Tabella del Tribunale di Milano ed al di sotto della reale gravità degli illeciti che l'hanno determinato e della situazione che ne è derivata.
1.8. Come ottavo motivo lamenta il vizio di motivazione in cui sarebbe incorso il Tribunale nel ritenere adeguato un danno morale del 16% in assenza di motivazione sul punto.
1.9. Come nono motivo lamenta che il Tribunale, riconoscendo la speciale elargizione parametrata alla percentuale del 66% e non ad una percentuale maggiormente adeguata alle sue reali condizioni fisiche, abbia violato gli artt. 5 commi 1 e 2 della L. n. 206 del 2004 e 82 della L. n. 388 del 2000.
1.10. Come decimo motivo addebita al Tribunale di avere respinto la domanda per la liquidazione dei trattamenti aggiuntivi di fine rapporto previsti dagli artt. 2 e 3 della L. 206 del 2004 nei confronti del Ministero dell'Interno, ritenendone il difetto di legittimazione passiva in violazione dell'art. 2 del DPR 510 del 1999.
1.11. Come undicesimo motivo lamenta che il Tribunale abbia dichiarato l'Inps obbligato ad effettuare l'aumento figurativo di dieci anni di contribuzione agli effetti previsti dall'art. 3 della L. 206 del 2004, dopo avere dichiarato l’improponibilità della domanda di pensione diretta nei confronti dello stesso Inps per difetto di domanda amministrativa.
1.12. Come dodicesimo motivo lamenta che il Tribunale non abbia liquidato le spese in suo favore violando l'art. 91 c.p.c..
In materia di trattamenti previdenziali e assistenziali spettanti alle vittime di atti terroristici, dopo la sentenza del Tribunale è sopravvenuto il D.P.R. 30 ottobre 2009, n. 181, Regolamento recante i criteri medico-legali per l'accertamento e la determinazione dell'invalidità e del danno biologico e morale a carico delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, a norma dell'articolo 6 della legge 3 agosto 2004, n. 206.
Il suddetto Regolamento si propone di dettare una disciplina univoca e generale che consenta l'applicazione pratica dell'art. 6 della L. n. 206 del 2004, norma che impone la rivalutazione delle indennità tenendo conto anche del danno biologico e morale, senza tuttavia individuarne i criteri.
La portata applicativa del provvedimento si desume dalle premesse, ove si esplicita che i provvedimenti previgenti in tema di riconoscimento delle invalidità (DPR 510/1999 e 243/2006) "necessitano di integrazioni al fine dell'applicazione" del citato art. 6 ed ove si chiarisce che le disposizioni ivi contenute hanno carattere generale e che ad esse debbono attenersi le commissioni mediche competenti ai fini della concessione dei benefici in favore delle vittime civili del terrorismo e della criminalità organizzata.
Nelle disposizioni finali inoltre si prevede che le valutazioni dell'invalidità operate in difformità rispetto alle disposizioni del regolamento possono formare oggetto di revisione da parte dei competenti organismi sanitari previa domanda degli interessati; si aggiunge che la determinazione della nuova percentuale di invalidità si applica anche alle domande presentate a partire dalla data di entrata in vigore della legge 216 citata cui non sia seguito l'accertamento medico-legale da parte delle commissioni mediche per sopravvenuto decesso del danneggiato.
Tutto quanto riportato manifesta come solo agli accertamenti compiuti in applicazione dei suddetti criteri possa attribuirsi carattere di definitività e che solo l'applicazione di tali criteri realizza compiutamente l'intento sotteso alla previsione dell'art. 6 della L.206/2004.
In tal senso quindi alla normativa richiamata è stata assegnata la funzione di integrare ab origine la previsione dell'art. 6 della L. 206 e portata interpretativa per la sua applicazione, sicché deve operare anche nei procedimenti giurisdizionali non conclusi con sentenza definitiva alla data della sua entrata in vigore.
Lo ius superveniens opera quindi nel rapporto controverso anche nel presente giudizio di legittimità, essendo la normativa sopraggiunta pertinente rispetto alle questioni agitate nel ricorso (sull'individuazione delle condizioni necessarie per l'applicazione dello ius superveniens nel giudizio di Cassazione così da ultimo Cass. Sez. L, Sentenza n. 16266 del 26/07/2011, Sez. L, Sentenza n. 16642 del 01/10/2012).
L'applicazione dello ius superveniens impone l'accoglimento del primo motivo di ricorso, che attiene all'individuazione dei parametri per la valutazione dell'invalidità e del danno biologico e morale, ai fini dell'adeguamento della speciale indennità per le vittime del terrorismo.
3. L'accoglimento del primo motivo, con la necessaria rivalutazione medico-legale che esso impone, esclude la possibilità di provvedere sulle questioni poste con il secondo, con il terzo, con il quarto, con il quinto, con il sesto,con il settimo, con l'ottavo, con il nono motivo di ricorso, che attengono alla medesima questione della valutazione del danno e rimangono pertanto assorbiti.
4. Il decimo motivo - che ha ad oggetto la domanda di liquidazione dei trattamenti aggiuntivi di fine rapporto previsti dagli artt. 2 e 3 della L. 206 del 2004 proposta nei confronti del Ministero dell'Interno - è parimenti fondato e deve essere accolto.
Tali domande sono state accomunate nella motivazione della sentenza del Tribunale da un'unica statuizione di rigetto, determinata dal ritenuto difetto di legittimazione passiva del Ministero, in ordine alla quale peraltro non si è argomentato.
In proposito occorre tuttavia osservare che il secondo comma dell'art. 14 della L. 206/2004 richiama "in quanto compatibili, le disposizioni del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 1999, n. 510"; detto regolamento prevede poi all'art. 2 che la legittimazione per l'attribuzione dei benefici previsti in favore dei cittadini che non rientrano in alcuna delle categorie per le quali è determinata l'amministrazione competente - qual è l'odierno ricorrente - provvede il Ministero dell'interno Direzione generale dei servizi civili. Le domande pertanto avrebbero dovuto essere esaminate nel merito.
5. L'undicesimo motivo appare inammissibile per difetto di interesse.
Esso ha infatti ad oggetto il capo della sentenza con il quale il Tribunale ha riconosciuto al D.R. l'aumento figurativo di dieci anni dei versamenti contributivi utili ai fini del diritto e della misura della pensione previsto dall'art. 3 della L. 206/2004 e quindi una pronuncia a lui favorevole.
6. Resta assorbito a seguito dell'accoglimento del primo e dell'undicesimo motivo di ricorso anche l'esame del dodicesimo motivo, atteso che la compensazione delle spese processuali è stata disposta dal Tribunale in considerazione dell'esito alterno delle domande proposte da parte attrice, esito che attualmente è subordinato al riesame delle questioni oggetto dei motivi accolti.
7. Per le argomentazioni esposte la sentenza impugnata dev' essere cassata con rinvio al Tribunale di Genova in persona di diverso Giudice monocratico, che procederà a nuova valutazione in relazione a quanto sopra prospettato e provvederà anche in merito alle spese del presente giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il primo e il decimo motivo di ricorso, rigetta l'undicesimo, dichiara assorbiti gli altri; cassa la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti e rinvia anche per le spese al Tribunale di Genova in persona di diverso Giudice monocratico.
da panorama » sab apr 23, 2016 9:33 am
benefici previsti per le persone equiparate alle vittime del dovere ai sensi del d.p.r. 07/07/2006 n. 243.
1) - Richiesta l'ottemperanza della sentenza n. 15/2015.
Il TAR nella sentenza n. 335/2016 precisa:
2) - Considerato, che con memoria depositata in data 11\3\2016 l’Avvocatura erariale ha sostanzialmente riconosciuto sia la dipendenza della patologia lamentata dal servizio prestato dal ricorrente, quantomeno come concausa efficiente.
Qui sotto posto le entrambe sentenze che potete leggere.
SENTENZA ,sede di GENOVA ,sezione SEZIONE 2 ,numero provv.: 201500015 - Public 2015-01-08 -
N. 00015/2015 REG.PROV.COLL.
N. 00179/2014 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 179 del 2014, proposto da:
-OMISSIS-, rappresentato e difeso dagli avv. Francesco Massa, Luca Leonardi, con domicilio eletto presso Francesco Massa in Genova, Via Roma 11/1;
Ministero della Difesa, Ministero Economia e Finanze - Comitato di Verifica per le Cause di Servizio, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura dello Stato, domiciliata in Genova, viale Brigate Partigiane, 2;
provvedimento 4\12\2013 di rigetto istanza di riconoscimento dei benefici previsti per le persone equiparate alle vittime del dovere ai sensi del d.p.r. 07/07/2006 n. 243.
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero della Difesa e di Ministero Economia e Finanze - Comitato di Verifica per le Cause di Servizio;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 20 novembre 2014 il dott. Roberto Pupilella e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Con ricorso regolarmente notificato e depositato il 19\2\2014 il ricorrente, militare in congedo, insorge contro il diniego opposto dall’amministrazione alla sua domanda di vedersi corrisposti i benefici previsti per le persone equiparate alle vittime del dovere ai sensi del d.p.r. 07/07/2006 n. 243, per aver contratto un linfoma non Hodgkin, a seguito della esposizione a nano particelle e a contaminazione da uranio impoverito utilizzato nei proiettili, durante una missione in Kosovo denominata “Joint Guardian” nel 1999\2000.
Il ricorso è affidato nel merito alle censure del difetto di motivazione e di istruttoria perché, a fronte di specifiche e non contestate risultanze mediche che proverebbero la dipendenza dalla esposizione alle sostanze responsabili dell’insorgere della malattia il Comitato di verifica ha respinto la domanda senza prendere in considerazione la situazione specifica fatta valere dal ricorrente, ma trincerandosi dietro affermazioni generiche circa la non dipendenza del linfoma di non Hodgkin da fatti di servizio “non essendosi riscontrati fattori di particolare gravità tali da determinare la peculiare patologia di cui trattasi”.
Si costituiva con memoria l’Avvocatura erariale che, dopo aver chiesto l’estromissione del Ministero dell’Economia poiché l’unico atto lesivo sarebbe costituito dal provvedimento del Ministero dell’Interno del 4\12\2013, impugnato in principalità, concludeva per il rigetto del ricorso.
All’udienza del 20\11\2014 la causa passava in decisione.
Va preliminarmente respinta la richiesta di estromissione del Ministero dell’Economia, dal quale dipende il comitato di verifica che ha emesso il parere poi fatto proprio dal Ministero dell’Interno.
La giurisprudenza amministrativa ha infatti riconosciuto, nella materia trattata, che il parere espresso dal Comitato, esprimendo un giudizio finale sull’eziologia professionale dell’infermità sofferta dal pubblico dipendente, costituisce un presupposto, perlopiù vincolante per l’amministrazione procedente (in termini, Tar Sicilia Pa, I n.2516\2013; Tar Puglia Lecce, II 27\11\2014 n.2942).
Va quindi riconosciuta la legittimazione passiva del Ministero dell’economia, poiché il parere espresso dal Comitato, per la sua valenza definitiva, rispetto alla dipendenza o meno della malattia da causa di servizio, costituisce la motivazione del provvedimento finale, formalmente emesso dal ministero dal quale dipende il funzionario o il militare sottoposto a verifica ( Tar Palermo, I sez. n.2516\2013; Tar Na, VII n.2000\2011).
Ciò premesso, il ricorso è fondato con riferimento alle censure che lamentano la violazione dell’obbligo di motivazione ed istruttoria in relazione al procedimento in discussione.
La giurisprudenza più recente in materia ha infatti riconosciuto che “Il Comitato di verifica per le cause di servizio è l'unico organo competente, ai sensi dell'art. 11 del D.P.R. 29 ottobre 2001 n. 461 (Regolamento recante semplificazione dei procedimenti per il riconoscimento della dipendenza delle infermità da causa di servizio), ad esprimere un giudizio conclusivo circa il riconoscimento della dipendenza ontologica e giuridica di una infermità da causa di servizio. Trattasi di valutazioni sindacabili in sede giurisdizionale, oltre che per vizi del procedimento, soltanto per manifesta illogicità o mancata considerazione di circostanze di fatto tali da incidere sulla valutazione conclusiva; nonché per palese difetto di istruttoria e di motivazione, con una tipologia di sindacato che comunque non si estende al merito delle valutazioni medico legali dell'Amministrazione”. (Tar Ba I, n.1073 8\9\2014).
Nel caso di specie, contrariamente a quanto affermato nelle difese dell’Amministrazione, l’esposizione a radiazioni derivanti dalla contaminazione del terreno per l’uso di proiettili con uranio impoverito, costituisce, ad avviso del collegio, una di quelle ipotesi di “particolari condizioni ambientali ed operative” che superano i già elevati rischi connessi all’attività di un militare in missioni estere.
Nel caso di specie, infatti non sono contestati dall’amministrazione né l’esistenza della malattia, né la circostanza che il soggetto sia stato impiegato in un teatro di guerra nel quale è stato accertato da commissioni Nazionali (Commissione parlamentare d’inchiesta delib. del Senato della Repubblica 11\10\2006; Commissione d’indagine del Ministero della Difesa 22\12\2000) che i militari impiegati sono venuti a contatto con esalazioni e residui tossici derivanti dalla combustione e dalla ossidazione di metalli pesanti e dai materiali contaminati derivati dall'esplosione delle munizioni utilizzate per le operazioni militari, tra cui quelle che utilizzano uranio impoverito, o depleto (DU).
Inoltre è stato accertato che l’esposizione alle nano-particelle di metalli pesanti poteva avvenire anche durante la manutenzione di automezzi impolverati rientrati dalle missioni all'estero, senza essere provvisti di adeguata protezione. Lo stesso dicasi del rischio equivalente esistente nei poligoni addestrativi, nei quali, al termine delle esercitazioni, con quelle munizioni, le armi dovevano essere pulite con solventi chimici (tra cui il benzene).
Di fronte a queste evidenze scientifiche, la generica affermazione del comitato di verifica che l’attività del ricorrente non sarebbe stata di particolare rischio si scontra con l’attività di “capo pezzo obice 105\14” presso il poligono militare interforze di Teulada in Sardegna e , soprattutto con la sua partecipazione alla campagna in Kosovo già ricordata.
Nel caso di specie, la giurisprudenza della Cassazione, che il Tribunale fa propria nell’affermare la giurisdizione esclusiva del GA, afferma che: “l'esposizione all'uranio impoverito e ad altre sostanze nocive, nel corso della missione di pace in Kosovo, fondata su di una condotta dell'amministrazione che non presenta un nesso meramente occasionale con il rapporto di impiego, ma si pone come diretta conseguenza dell'impegno del militare in quel "teatro operativo" senza fornirgli le necessarie dotazioni di sicurezza e senza averlo informato dei rischi connessi all'esposizione, fonda la domanda per il risarcimento dei danni alla salute subiti da parte del militare” (Cass SSUU civili 6\5\2014 n. 9666).
Quanto alla necessità di una istruttoria più approfondita da parte del Comitato di verifica a fronte di una specifica insorgenza di una neoplasia che la letteratura scientifica indica come esito della esposizione alle sostanze nocive citate, basti qui ricordare che la giustizia contabile ha riconosciuto il diritto alla pensione privilegiata al militare affetto da una patologia tumorale insorta dopo l'esposizione a fattori chimici e radioattivi nel corso di una missione all'estero in una zona nella quale si era fatto largo uso di ordigni bellici contenenti uranio impoverito, non potendosi negare la dipendenza dell'infermità da causa di servizio, una volta che le indagini sui tessuti neoplastici abbiano rivelato la presenza di nano particelle di metalli pesanti riconducibili all'ambiente bellico contaminato. (Corte dei Conti Lazio sez. Giurisd.6\5\2013 n.369).
Una situazione, quella descritta, in cui i rischi connessi alla funzione propria del militare vengono amplificati da un rischio ulteriore e dovuto alla mancata protezione del militare pur nella consapevolezza dell’uso di sostanze altamente tossiche contenute negli ordigni esplosivi utilizzati dalle forze Nato nella regione balcanica.
Questa realtà, tradotta addirittura in protocolli medici di monitoraggio della salute dei militari coinvolti nelle campagne militari sopra descritte (art. 4 bis DL n.393\2000 conv. in l.n.27\2001), imponeva dunque un obbligo di motivazione e di istruttoria da parte del Comitato di verifica ben più approfondito. Non una parola sulla vicenda specifica della quale il ricorrente è stato protagonista, con particolare riferimento alla sua condizione di artigliere, come tale in prima linea nel trattamento dei proiettili e nella manutenzione delle armi dopo il loro uso.
Il ricorso va dunque conclusivamente accolto e, per l’effetto annullato l’atto impugnato ed il presupposto parere del Comitato di verifica che dovrà rideterminarsi tenendo conto della documentazione medica e della specifica vicenda che ha portato all’insorgere della malattia.
L’annullamento del provvedimento esime il Tribunale dalla decisione della domanda di risarcimento del danno biologico lamentato che potrà essere assorbita dal riconoscimento che dovesse essere effettuato in sede di rinnovazione del procedimento dal Comitato di verifica alla luce delle considerazioni svolte nella sentenza.
Il riconoscimento dei benefici speciali previsti dalla legge ai soggetti riconosciuti quali “vittime del dovere”, sono infatti alternativi alla richiesta di riconoscimento del danno, come esplicitamente affermato dalle norme in materia, correttamente riportate dall’Avvocatura di Stato.
Inoltre, nel caso di specie, l’accertamento del danno, imporrà una riflessione sull’epoca dei fatti, in effetti precedente all’accertamento dei danni alla salute dei militari provocati dall’uso dei proiettili ad uranio impoverito.
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto, annulla gli atti impugnati.
Condanna il Ministero della Difesa al pagamento delle spese di lite, quantificate nella misura complessiva di €.2000 (duemila) oltre ad IVA e CPA.
SENTENZA ,sede di GENOVA ,sezione SEZIONE 2 ,numero provv.: 201600335, - Public 2016-04-04 -
N. 00335/2016 REG.PROV.COLL.
N. 00039/2016 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 39 del 2016, proposto da:
-OMISSIS-, rappresentato e difeso dagli avv. Luca Leonardi, Francesco Massa, con domicilio eletto presso Francesco Massa in Genova, Via Roma 11/1;
Ministero della Difesa, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Dello Stato, domiciliata in Genova, v.le Brigate Partigiane 2; Ministero dell'Economia e delle Finanze - Comitato di Verifica Per Le Cause di Servizio;
ottemperanza sentenza tar liguria, sez. II, 8 gennaio 2015 n. 15
Relatore nella camera di consiglio del giorno 17 marzo 2016 il dott. Roberto Pupilella e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Considerato, che con memoria depositata in data 11\3\2016 l’Avvocatura erariale ha sostanzialmente riconosciuto sia la dipendenza della patologia lamentata dal servizio prestato dal ricorrente, quantomeno come concausa efficiente;
Verificato, tuttavia che al momento della decisione del ricorso, non risultava ancora emesso il provvedimento che, eliminando il parere a suo tempo impugnato, riconosce il bene della vita richiesto attraverso il ricorso per l’ottemperanza;
Ritenuto pertanto tuttora inadempiente il ministero intimato, accoglie il ricorso e ordina al Ministero della Difesa di provvedere, entro trenta giorni, alla emissione del provvedimento di riconoscimento delle patologie accertate come dipendenti da cause di servizio;
Le spese del presente giudizio sono poste a carico dell’Amministrazione e quantificate in dispositivo.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, ordina al Ministero della Difesa di ottemperare alla sentenza del Tar Liguria II sez. n.15 dell’8\1\\2015.
Per il caso di ulteriore inottemperanza oltre il suddetto termine, nomina Commissario ad acta il Direttore dell’Ufficio personale del Ministero della Difesa, con facoltà di delega ad un funzionario dell'Ufficio, che provvederà, ai sensi e nei termini di cui in motivazione, al compimento degli atti necessari all'esecuzione del predetto giudicato.
Condanna l’amministrazione resistente al pagamento delle spese di lite, liquidate nella misura complessiva di €.1.000 (mille), oltre agli accessori di legge.
Così deciso in Genova nella camera di consiglio del giorno 17 marzo 2016 con l'intervento dei magistrati:
da andrea.sciarrone » gio apr 28, 2016 6:58 pm
Salve a tutti sono un neofita di questo forum. Vorrei sapere se qualcuno di voi ha i file con la domanda da presentare per il riconoscimento dello status di vittima del dovere. Se mi volete contattare in prv la mia mail è andrea.sciarrone.as@gmail.com grazie mille
andrea.sciarrone
Iscritto il: mar mar 01, 2016 10:01 pm
da christian71 » gio apr 28, 2016 11:20 pm
Benvenuto Andrea… nella serata di domani, salvo imprevisti, vedrò di inviarti un paio di fac-simile di domanda… ma nel frattempo, se hai un po di pazienza, puoi provare a cercare tra i miei post perche li avevo già condivisi varie volte…
gio mag 17, 2018 6:17 am
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