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Timestamp: 2017-10-22 22:41:42+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 165', 'art. 165', 'art. 165', 'art. 3', 'art. 165', 'art. 54', 'art. 3', 'art. 165', 'sentenza ', 'art. 166', 'art. 348', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 163', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza 18 maggio 2011, n. 10864. In caso di notificazione a più parti, il termine di dieci giorni entro il quale l’attore o l’appellante devono costituirsi, decorre dalla prima notificazione, non dall’ultima.
By Avv. Renato D'Isa on 13 giugno 2011 • ( Lascia un commento )
Corte di cassazione – Sezioni Unite civili – Sentenza 18 maggio 2011, n. 10864. In caso di notificazione a più parti, il termine di dieci giorni entro il quale l’attore o l’appellante devono costituirsi, decorre dalla prima notificazione, non dall’ultima.
E’ quanto hanno stabilito le Sezioni Unite Civili con la sentenza 18 maggio 2011, n. 10864.
Aderendo alla tesi restrittiva la Sezioni Unite hanno dato una svolta interpretativa ad un contrastato orientamento Giurisprudenziale sviluppatosi negli anni.
Con l’ordinanza interlocutoria, la terza sezione civile della Corte ha posto la questione del termine di costituzione dell’appellante, in caso di notificazione a più parti, ai sensi de combinato disposto degli artt. 347[1] e 165 c.p.c.[2]; vale a dire se il termine di dieci giorni, entro il quale l’appellante deve costituirsi, decorra dalla prima notificazione, ovvero dall’ultima
Secondo un primo orientamento giurisprudenziale (Cass. 6 novembre 1958, n. 3601, cui segue nello stesso senso soltanto Cass. 18 gennaio 2001, n. 718), il quale faceva leva su una interpretazione più aperta dell’art. 165 c.p.c., il termine di costituzione dell’attore doveva decorrere dall’ultima delle notifiche.
A tale impostazione ne è seguita una contraria più restrittiva, secondo la quale il termine di costituzione dell’attore doveva decorrere, in caso di molteplici notificazioni dell’atto di citazione, dalla prima di queste.
A favore della prima linea interpretativa depone il rilievo secondo il quale la fase della notificazione è un procedimento e, come tale, deve essere considerato unitario; di conseguenza, trattandosi di notificazione unitaria, non sarebbe possibile immaginare una “formazione progressiva“, in cui l’attore si costituisce dieci giorni dopo la prima notifica, dovendo in seguito necessariamente integrare la domanda con le altre notifiche, depositando l’originale, ex art. 165 comma 2 c.p.c.
A sostegno della seconda impostazione, si rileva che la notificazione non è, in realtà, un procedimento unitario, ma è frutto di singoli procedimenti, essendo, quindi, possibile immaginare una sua formazione progressiva; la prova che si tratta di singoli procedimenti è data dal fatto che possono emergere singole conseguenze processuali.
Le Sezioni Unite decidono di aderire alla seconda delle tesi ora esposte; muovendo da un punto sistematico già posto dalla III sezione, ovvero “se la formula del segmento di legge processuale, la cui interpretazione è nuovamente in discussione, è rimasta inalterata, una sua diversa interpretazione non ha ragione di essere ricercata e la precedente abbandonata, quando l’una e l’altra siano compatibili con la lettera della legge, essendo da preferire – e conforme ad un economico funzionamento del sistema giudiziario – l’interpretazione sulla cui base si è, nel tempo, formata una pratica di applicazione stabile. Soltanto fattori esterni alla formula della disposizione di cui si discute – derivanti da mutamenti intervenuti nell’ambiente processuale in cui la formula continua a vivere, o dall’emersione di valori prima trascurati – possono giustificare l’operazione che consiste nell’attribuire alla disposizione un significato diverso”.
Sentenza 18 Maggio 2011, N. 10864
M.E. conveniva, davanti al giudice di pace di Taranto, L.G. e la spa Toro Assicurazioni, chiedendone la condanna solidale al risarcimento dei danni subiti in conseguenza di un sinistro stradale.
I convenuti, costituitisi, proponevano domanda riconvenzionale nei confronti del M. e della società SIAT, assicuratore della r.c.a. del veicolo del M..
Il giudice di pace accoglieva la domanda principale, ritenendo che l’esclusiva responsabilità dell’incidente fosse da attribuire al convenuto L..
L’atto di impugnazione era notificato alla società Toro Assicurazioni il 20.5.2005, ad M.E. il 23.5.2005, ed alla società SIAT Assicurazioni il 24.5.2005.
Ha proposto ricorso per cassazione affidato ad unico motivo il L.
Resiste con controricorso il M.
Non è vero – si afferma – che il legislatore, lasciando immutato l’art. 165 cod. proc. civ. nell’ambito di una generale riforma del processo civile (attuata con la L. n. 353 del 1990), avrebbe, per ciò solo, manifestato la volontà di avallare l’orientamento dominante. Ed infatti fino al 1997 ad essere dominante era la tesi liberale, non quella restrittiva. Che il legislatore, poi, mai abbia inteso avallare la tesi restrittiva, si desume dal fatto che, con l’introduzione del rito societario, si sia prevista espressamente la decorrenza del termine per la costituzione dall’ultima notifica (D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 5, art. 3, comma 2).
b) quello “ad absurdum”.
In questo modo, si sostiene nell’ordinanza di rimessione, la tesi restrittiva fomenta e legittima una prassi non consentita dalla legge e di per sè irragionevole, in quanto consente la costituzione prima del perfezionamento del rapporto processuale.
c) quello del “convenuto svantaggiato”.
Inoltre, nessuna illegittimità deriva dalla costituzione, previo deposito di copie non autentiche (cd. “veline”) della citazione; prassi, in un certo senso, sorretta proprio dall’art. 165 cod. proc. civ.
Da ultimo, va segnalato che il legislatore, con la recente L. 18 giugno 2009, n. 69, non solo ha abrogato (art. 54, comma 5) – sia pure non con riferimento ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della legge stessa – il D.Lgs. n. 5 del 2003, art. 3, comma 2, ma ha anche omesso di intervenire sull’art. 165 cod. proc. civ.
Da atto, nel ricorso, che la causa di appello era iscritta a ruolo dall’appellante L.G. il 3.6.2005 con numero di R.G. 3226, e fissazione dell’udienza del 21.9.2005 davanti al Giudice dott. C..
Ulteriore dato di fatto, però, era che ” il convenuto M. E. il 30.8.2005 ritenendosi evidentemente parte diligente, iscriveva a ruolo la medesima causa con n. 4616/2005 di R.G. che veniva assegnata alla terza sezione al giudice dott. P. per l’udienza del 23.9.2005″.
In tale udienza, nella contumacia dell’appellante L. e degli altri appellati, compariva esclusivamente l’appellato M.
Il giudizio si concludeva con sentenza del 19.10.2005, con la quale, sul presupposto dell’omessa costituzione in giudizio dell’appellante L., e della costituzione dell’appellato nel termine di cui all’art. 166 cod. proc. civ., era dichiarata l’improcedibilità – ai sensi dell’art. 348 cod. proc. civ. – dell’appello proposto dal L..
Il ricorrente contesta che l’iscrizione a ruolo effettuata su iniziativa dell’appellato M. successivamente a quella effettuata dall’appellante fosse conforme a legge; di qui la nullità della sentenza impugnata.
La prima delle notificazioni agli appellati si è perfezionata il 20 maggio 2005 (alla società Toro Assicurazioni).
La costituzione in tale giudizio del L. – sulla base delle precedenti considerazioni – era, quindi, tardiva.
L’unica corretta iscrizione a ruolo, pertanto, restava quella ad opera dell’appellato M..
Correttamente, quindi, il giudice del merito ha dichiarato l’improcedibilità dell’appello proposto dal L..
[1] Articolo 347 c.p.c. – Forme e termini della costituzione in appello
La costituzione in appello avviene secondo le forme e i termini per i procedimenti davanti al tribunale .
L’appellante deve inserire nel proprio fascicolo copia della sentenza appellata.
Il cancelliere provvede a norma dell’ articolo 168 e richiede la trasmissione del fascicolo d’ufficio al cancelliere del giudice di primo grado.
[2] Articolo 165 c.p.c. – Costituzione dell’attore
L’attore, entro dieci giorni dalla notificazione della citazione al convenuto, ovvero entro cinque giorni nel caso di abbreviazione di termini a norma del secondo comma dell’art. 163 bis, deve costituirsi in giudizio a mezzo del procuratore, o personalmente nei casi consentiti dalla legge, depositando in cancelleria la nota d’iscrizione a ruolo e il proprio fascicolo contenente l’originale della citazione, la procura e i documenti offerti in comunicazione. Se si costituisce personalmente, deve dichiarare la residenza o eleggere domicilio nel comune ove ha sede il tribunale .
Se la citazione è notificata a più persone, l’originale della citazione deve essere inserito nel fascicolo entro dieci giorni dall’ultima notificazione.
Categorie:Cassazione civile 2011, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Unite
Corte Costituzionale, sentenza n. 183 del 10/6/2011. Illegittimitá costituzionale dell’articolo 62 bis, secondo comma, del c.p., come sostituito dall’articolo 1, comma 1 della legge 251 del 2005 «nella parte in cui stabilisce che, ai fini dell’applicazione del primo comma dello stesso articolo, non si possa tenere conto della condotta del reo susseguente al reato