Source: https://ambpretoria.esteri.it/ambasciata_pretoria/it/informazioni_e_servizi/servizi_consolari/cittadinanza.html
Timestamp: 2019-11-13 20:20:54+00:00
Document Index: 16161778

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 19', 'art.17', 'art.3', 'art.17', 'art. 3', 'art. 13']

COMITES - Comitati degli italiani all'estero
1. Cittadinanza per filiazione (“iure sanguinis”)
L’art. 1 della legge n. 91/92 stabilisce che è cittadino per nascita il figlio di padre o madre cittadini. Viene, quindi, confermato il principio dello ius sanguinis, già presente nella previgente legislazione, come principio cardine per l’acquisto della cittadinanza mentre lo ius soli resta un’ipotesi eccezionale e residuale. Nel dichiarare esplicitamente che anche la madre trasmette la cittadinanza, l’articolo recepisce in pieno il principio di parità tra uomo e donna per quanto attiene alla trasmissione dello status civitatis.
˗ accertare che la discendenza abbia inizio da un avo italiano (non ci sono limiti di generazioni);
˗ accertare che l'avo cittadino italiano abbia mantenuto la cittadinanza sino alla nascita del discendente. La mancata naturalizzazione o la data di un’eventuale naturalizzazione dell’avo deve essere comprovata mediante attestazione rilasciata dalla competente Autorità straniera;
˗ comprovare la discendenza dall'avo italiano mediante gli atti di stato civile di nascita e di matrimonio, atti che devono essere in regola con la legalizzazione, se richiesta, e muniti di traduzione ufficiale. A tal proposito è opportuno ricordare che la trasmissione della cittadinanza italiana può avvenire anche per via materna solo per i figli nati dopo il 01.01.1948, data di entrata in vigore della Costituzione;
˗ attestare che né l'istante né gli ascendenti hanno mai rinunciato alla cittadinanza italiana interrompendo la catena di trasmissione della cittadinanza, mediante appositi certificati rilasciati dalle competenti Autorità diplomatico consolari italiane.
Tutte le istanze di riconoscimento della cittadinanza italiana di persona maggiorenne sono soggette al pagamento di un diritto per il trattamento della domanda di 300 Euro.
Il termine per la conclusione dei procedimenti di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis è di 730 giorni (anche nei casi di istanze su fatti occorsi prima del 1948).
2. Cittadinanza per nascita sul territorio italiano (“iure soli”)
In caso il riconoscimento o la dichiarazione giudiziale riguardino un maggiorenne, questi acquista la cittadinanza italiana solo se entro un anno dal provvedimento esprime la propria volontà in tal senso, attraverso una “elezione di cittadinanza” (art. 2, comma 2 legge n. 91/92).
Acquista la cittadinanza italiana il minore straniero adottato da cittadino italiano mediante provvedimento dell’Autorità Giudiziaria italiana ovvero, in caso di adozione pronunciata all’estero, mediante provvedimento dell’Autorità straniera reso efficace in Italia con ordine (emanato dal Tribunale per i minorenni) di trascrizione nei registri
L’acquisto interviene, quindi, avviene automaticamente alla sola condizione della convivenza e sempre che si tratti di un soggetto minorenne secondo l’ordinamento italiano. Perché il genitore divenuto italiano possa trasmettere il nostro status civitatis al figlio, occorrono pertanto che ricorrano tre condizioni:
5. Cittadinanza per matrimonio o unione civile (NATURALIZZAZIONE)
in Italia: due anni di residenza legale dopo il matrimonio;
all’estero: tre anni dopo il matrimonio.
assenza di sentenze di condanna per reati per i quali sia prevista una pena non inferiore nel massimo a tre anni di reclusione o di sentenze di condanna da parte di un’Autorità giudiziaria straniera ad una pena superiore ad un anno per reati non politici;
Per l'acquisto della cittadinanza per naturalizzazione (per matrimonio o unione civile e per gli altri casi riportati più in basso), il Decreto Legge 4 ottobre 2018 n.113, convertito in Legge 1° dicembre 2018, n.132 ha introdotto un ulteriore requisito: possesso di un'adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del Quadro comune di riferimento UE per la conoscenza delle lingue. Per le modalità di certificazione, si veda l'elenco dei documenti obbligatori.
Al fine di facilitare l’individuazione della Rappresentanza diplomatico consolare competente territorialmente a ricevere l’istanza, all’indirizzo internet sopra indicato è presente un link di collegamento che consente all'utente -dopo aver selezionato lo Stato di residenza - di scegliere, tramite un menù a tendina, la Rappresentanza competente accedendo ad un elenco che comprende l'intera Rete diplomatico-consolare del Paese selezionato.
L’utente deve compilare tutti i campi previsti dal modulo ed inserire i seguenti cinque documenti obbligatori indicati dal Ministero dell’Interno per effettuare la richiesta di cittadinanza:
b. certificato penale del paese di origine e di eventuali paesi terzi di residenza a partire dai 14 anni di età (in regola con gli obblighi prescritti dalla vigente legislazione in materia di legalizzazione/apostille e traduzione)
c. ricevuta del versamento di 250 euro.
Il versamento deve essere fatto a:
MINISTERO DELL’INTERNO D.L.C.I. – CITTADINANZA
Piazza del Viminale n.1 – 00184 Roma
Causale: “Domanda di Cittadinanza”: nome, cognome e data di nascita della persona che fa la richiesta di cittadinanza.
d. copia autenticata del documento di riconoscimento (munito di traduzione ufficiale in lingua italiana, ove il documento non contenga indicazioni redatte, oltre che nella lingua originale, anche in lingua inglese o francese), autenticata dalla Rappresentanza diplomatico-consolare dello Stato estero che lo ha rilasciato.
e. certificazione di conoscenza della lingua italiana a livello almeno B1.
- un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione italiano pubblico o paritario, ovvero
Sono ammesse le certificazioni appartenenti al sistema CLIQ (Certificazione Lingua Italiana di Qualità), che sono rilasciate, ad oggi, da: Università per Stranieri di Siena; Università per Stranieri di Perugia; Università Roma Tre; Società Dante Alighieri.
Per ottenere tale certificazione in Sudafrica e per avere un sostegno qualificato per apprendere l’italiano ci si può rivolgere ai Comitati della Società Dante Alighieri presenti a Città del Capo, Durban, Johannesburg e Pietermaritzburg oppure contattare l’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria.
All’indirizzo http://www.radiodante.it/esercizi/esercizi.php si può verificare gratuitamente la conoscenza del proprio italiano.
Dopo la presentazione della domanda per via telematica l’utente verrà convocato dalla Rappresentanza diplomatico consolare che ha ricevuto l’istanza, per l’identificazione e gli altri adempimenti necessari al perfezionamento della domanda compresa l’acquisizione in originale della documentazione allegata all’istanza presentata on line e di ogni altro documento utile per l’istruttoria della stessa. A tal proposito si precisa che i seguenti atti: estratto dell’atto di matrimonio, certificato di stato di famiglia, certificato di cittadinanza italiana del coniuge sono sostituiti, qualora il richiedente sia cittadino UE, da autocertificazione ai sensi del D.P.R. 445/2000 e da ultimo dalla legge 183/2011.
· al Prefetto per le domande presentate dallo straniero legalmente residente in Italia;
· al Capo del dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione, qualora il coniuge straniero abbia la residenza all'estero;
· al Ministro dell'Interno nel caso sussistano ragioni inerenti alla sicurezza della Repubblica.
A seguito della pubblicazione in Gazzetta ufficiale (n.22 del 27 gennaio 2017) dei decreti legislativi n. 5, 6 e 7 del 19 gennaio 2017 - adottati ai sensi dell’art. 1, comma 28 della legge 20 maggio 2016, n. 76 (Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze) - dall'11 febbraio 2017 è possibile inoltrare online le richieste di cittadinanza italiana, ai sensi degli art.. 5 e 7 della legge n. 91/1992, anche da parte del cittadino o della cittadina stranieri che hanno costituito un’unione civile con cittadino/a italiano/a trascritta nei registri dello stato civile del Comune italiano.
Il termine procedimentale per le istanze di naturalizzazione è di 48 mesi dalla data di presentazione della domanda.
6. Acquisto per residenza (NATURALIZZAZIONE)
L’art. 9 della legge contempla l’istituto della concessione della cittadinanza italiana mediante Decreto del Presidente della Repubblica, prevedendo modalità differenziate in considerazione di specifici requisiti degli aspiranti e graduando il periodo di residenza legale occorrente per legittimare la proposizione della relativa istanza. In via ordinaria viene richiesta una residenza legale sul territorio dello Stato di almeno 10 anni per gli stranieri non comunitari (art. 9, lett. f), ma numerosi sono i casi per i quali il periodo di residenza occorrente è inferiore:
7. Concessione della cittadinanza per meriti speciali (NATURALIZZAZIONE)
Il secondo comma dell’art. 9 dispone che la cittadinanza italiana può essere concessa con Decreto del Presidente della Repubblica sentito il Consiglio di Stato e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro degli Affari Esteri, allo straniero che abbia reso eminenti servizi
all’Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato.
Occorre distinguere due distinte categorie di beneficiari:
g) ogni altra utile documentazione comprovante la lingua usuale dell'interessato (ad esempio copia di attestati di frequenza di scuole di lingua italiana, pagelle scolastiche, ecc.). I figli o discendenti in linea retta dei beneficiari dell'art. 19 del succitato Trattato di Pace di Parigi, che intendono avvalersi dell'art.17-bis, comma 1, lett.
b), allegheranno all'istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana i seguenti documenti:
certificazione o documentazione dalla quale risulti il possesso, da parte del proprio genitore o dell'ascendente in linea retta, dei requisiti di cui ai sopracitati punti d-e-f-g; certificato di nascita attestante il rapporto di discendenza diretta tra il richiedente e il genitore o ascendente; certificato attestante il possesso della
cittadinanza straniera; attestazione rilasciata da eventuali Associazioni o Comunità di italiani, presenti sul territorio estero di residenza, dalla quale risulti la conoscenza, da parte del richiedente, della lingua e cultura italiane; ogni altra utile documentazione idonea a comprovare la conoscenza, da parte del richiedente, della lingua e cultura italiane.
I figli o discendenti in linea retta dei beneficiari dell'art.3 del Trattato di Osimo allegheranno all'istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana, presentata ai sensi dell'art.17-bis, comma 1 lett. b), i seguenti documenti: certificazione o documentazione dalla quale risulti il possesso, da parte del proprio genitore o dell'ascendente in linea retta, dei requisiti di cui ai sopracitati punti d-e-f; certificato di nascita attestante il rapporto di discendenza diretta tra il richiedente e il genitore o ascendente; certificato attestante il possesso della cittadinanza straniera; attestazione rilasciata da eventuali Associazioni o Comunità di italiani, presenti sul territorio estero di
residenza, dalla quale risulti la conoscenza della lingua e cultura italiane in capo ai richiedenti;
3. l’adottato in caso di revoca dell’adozione per fatto a lui imputabile, a condizione che detenga o acquisti un’altra cittadinanza (art. 3, comma 3 legge n. 91/92).
1. La disciplina del riacquisto della cittadinanza è contenuta nell’art. 13 della legge 91/92. Si segnala in particolare che il cittadino, residente all’estero, che ha perso la cittadinanza può riacquistarla ai sensi del comma 1, lettera c), previa apposita dichiarazione al competente Ufficio consolare qualora stabilisca la propria residenza in
Italia entro un anno dalla dichiarazione stessa;
- documentazione da cui risulti il trascorso possesso della cittadinanza italiana;
- documentazione relativa al possesso della cittadinanza straniera, ovvero allo status di apolidia;
- certificato di situazione di famiglia o documentazione equipollente.
Pertanto, in caso di istanze, di acquisto o di rinuncia della cittadinanza presentate da cittadini italiani, UE o extra-UE regolarmente soggiornanti in Italia gli stessi non dovranno produrre certificati riportanti informazioni o dati già in possesso della Pubblica Amministrazione italiana ma dovranno semplicemente riportare nella domanda
tutti gli elementi indispensabili per il reperimento di tali informazioni o dati.