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Timestamp: 2018-03-23 12:45:43+00:00
Document Index: 168348104

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 7']

La Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per l'Emilia Romagna, con la deliberazione 119 del 10 luglio 2015 si è espressa in merito ad una richiesta di parere avanzata da un Comune emiliano.Il Comune istante ha chiesto alla Sezione se sia possibile parametrare i compensi degli amministratori di una società partecipata del Comune, per l'anno 2015, a quelli massimi teoricamente spettanti agli organi amministrativi in carica, senza applicare il limite introdotto dall'art. 16, comma 1 del d.l. 24 giugno 2014, n. 90., il quale modificando l'art. 4, comma 4, del d.l. 6 luglio 2012, n. 95, prevede che "a decorrere dal 1° gennaio 2015, il costo annuale sostenuto per i compensi degli amministratori delle società controllate dalle amministrazioni pubbliche, che abbiano conseguito nell'anno 2011 un fatturato da prestazione di servizi a favore di amministrazioni pubbliche superiore al 90 per cento dell'intero fatturato, non possa superare l'80 per cento del costo complessivamente sostenuto nell'anno 2013". Tale richiesta deriva dalla circostanza per cui le società partecipate del Comune richiedente versano in situazioni di particolare complessità per cui gli amministratori nominati hanno elevate competenze professionali, in ragione delle responsabilità richieste per la gestione dell'incarico loro affidato. I giudici del controllo, ricordando il quadro normativo relativo al quesito, ha preliminarmente evidenziato che tale limite, essendo un taglio lineare e riferendosi ad un parametro di spesa di un dato anno, sicuramente influisce e penalizza gli enti i quali hanno avuto una precedente gestione virtuosa. Ciò detto, la Corte ritiene di dover interpretare il limite richiamato come un limite tassativo e quindi la previsione secondo la quale il costo annuale sostenuto per i compensi degli amministratori delle società controllate dalle amministrazioni pubbliche, che abbiano conseguito nell'anno 2011 un fatturato da prestazione di servizi a favore di amministrazioni pubbliche superiore al 90 per cento dell'intero fatturato, non può superare l'80 per cento del costo complessivamente sostenuto nell'anno 2013, dev'essere applicata anche alle società già oggetto di misure di contenimento degli emolumenti in parola.
CORTE DEI CONTI, DELIBERAZIONE 119, 10 LUGLIO 2015.
15-07-2015 ENTE DI DIRITTO PUBBLICO DI RICERCA: ESENTI DAL PAGAMENTO DI IMU E TASI
Il Dipartimento delle Finanze ha emesso alcuni chiarimenti in merito alla richiesta di applicazione dell'esenzione sull'imposta municipale propria (IMU) e sul Tributo per i servizi indivisibili (TASI), prevista dall'art. 7, comma 1, lett. i), del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 agli immobili utilizzati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dall'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività di ricerca scientifica.
In primo luogo, è stato ricordato che tale disposizione si applica sia all'IMU che alla TASI in virtù del richiamo effettuato rispettivamente dall'art. 9, comma 8, del D. Lgs. 14 marzo 2011, n. 23 e dall'art. 1, comma 3, del D. L. 6 marzo 2014, n. 16 convertito, con modificazioni, dalla legge 2 maggio 2014, n. 68. Inoltre, è stato anche specificato che per fare riferimento alle modalità applicative della suddetta esenzione, si rinvia alle istruzioni allegate al modello di dichiarazione IMU/TASI ENC di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 26 giugno 2014.
In un secondo momento, il Dipartimento, ha sottolineato che sia il CNR che l'ENEA possono essere qualificati come enti di diritto pubblico di ricerca non commerciale vigilati, rispettivamente, dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) e dal Ministero dello sviluppo economico. I suddetti enti di ricerca, pertanto, possono beneficiare dell'esenzione dall'IMU e dalla TASI, nei limiti previsti dalle norme delle istruzioni ministeriali, dal momento che per gli stessi sussistono contemporaneamente i requisiti soggettivo e oggettivo nonché quelli generali e di settore che qualificano le attività di cui alla lett. i), comma 1, dell'art. 7 del D. Lgs. n. 504 del 1992, come svolte con modalità non commerciali.
La Commissione, infine, ha ribadito la facoltà di tale esenzione richiamando più volte la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione, GU C 323 del 30.12.2006, chiarendo, in particolare, che, conformemente alla nota 25 della disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato per "natura interna"si intende una situazione in cui la gestione della conoscenza degli organismi di ricerca è svolta o da un dipartimento oppure dall'affiliata di un organismo di ricerca o congiuntamente con altri organismi di ricerca.
DIPARTIMENTO FINANZE, COMUNICATO, 13 LUGLIO 2015.
DIPARTIMENTO FINANZE, RISOLUZIONE 7, 13 LUGLIO 2015.
15-07-2015 CONFERENZA STATO-CITTA’ ED AUTONOMIE LOCALI PER LA RIPARTIZIONE DI 530 MILIONI AI COMUNI
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