Source: http://www.fog.it/giurisprud/ca-09-19586-t.htm
Timestamp: 2019-02-18 04:49:45+00:00
Document Index: 38800698

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 375', 'sentenza ', 'art. 179', 'art. 3', 'art. 179', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ']

Testo cassazione 19586/2009
Sez. 2, Sentenza n. 19586 del 10 settembre 2009
Presidente: Settimj G. Estensore: De Chiara C. Relatore: De Chiara C. P.M. Destro C. (Conf.)
Uff. Terr. Gov. Livorno ed altro (Avv. Gen. Stato) contro Perrone
(Cassa e decide nel merito, Giud. pace Cecina, 13/05/2005)
UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO - PREFETTURA - DI LIVORNO in persona del prefetto pro tempore e MINISTERO DELL’INTERNO in persona del Ministro pro tempore, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li rappresenta e difende, ope legis;
PERRONE GIORGIO;
avverso la sentenza n. 117/2005 del GIUDICE DI PACE di CECINA del 21.3.05, depositata il 13/05/2005;
udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 24/03/2009 dal Consigliere Relatore Dott. DE CHIARA Carlo;
lette le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale Dott. DESTRO Carlo, che ha concluso visto l’art. 375 c.p.c., per l’accoglimento del ricorso perche’ manifestamente fondato.
che con la sentenza indicata in epigrafe il Giudice di pace ha accolto l’opposizione proposta dal sig. Giorgio Perrone a verbale di accertamento della violazione dell’art. 179 C.d.S., comma 2, elevato nei suoi confronti dalla polizia stradale di Livorno per aver circolato alla guida di un autoarticolato munito di cronotachigrafo non funzionante;
che il giudice, infatti, ha escluso che il cronotachigrafo fosse stato manomesso e che l’opponente avesse alcuna responsabilita’ della sua avaria, dovuta, invece, a caso fortuito, ed ha di conseguenza escluso la sussistenza dell’elemento psicologico dell’illecito;
che l’Amministrazione dell’Interno ha proposto ricorso per Cassazione, cui non ha resistito l’intimato.
che con il primo motivo di ricorso, denunciando violazione della L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 3 e dell’art. 179 C.d.S., comma 2, sottolineato che la contestazione mossa al Perrone era di aver circolato alla guida di un autoveicolo con cronotachigrafo non funzionante, si lamenta che il giudice abbia escluso la sussistenza dell’elemento psicologico dell’illecito senza considerare che la colpa e’ presunta, ai sensi della L. n. 689 del 1981, art. 3 e che nella specie l’opponente non aveva fornito la prova contraria;
che con il secondo motivo si denuncia, per le stesse ragioni indicate nel primo, la mancanza di motivazione in ordine all’assenza di colpa da parte del trasgressore;
che con il terzo ed ultimo motivo, sempre denunciando vizio di motivazione, si lamenta l’omesso esame del verbale di accertamento e della relazione depositata dalla polizia stradale di Livorno, da cui emergevano elementi idonei a dimostrare la colpa del trasgressore;
che detti motivi, tra loro connessi, vanno esaminati congiuntamente ed accolti nei sensi che seguono;
che l’errore in cui e’ incorso il giudice di merito e’ stato di ritenere l’assenza dell’elemento della colpa sulla base della circostanza che il cronotachigrafo non era stato manomesso e che il guasto era dovuto a caso fortuito, mentre, invece, l’accertata fortuita’ del guasto non e’ sufficiente ad escludere la colpevolezza del conducente, atteso che la violazione di cui si discute consiste nella circolazione alla guida di un autoveicolo con cronotachigrafo non funzionante, rispetto alla quale la mancanza di manomissione dell’apparecchio non e’ decisiva ai fini dell’esclusione dell’elemento psicologico dell’illecito, ben potendo sussistere tale elemento sol che il conducente, pur essendo consapevole o dovendo essere consapevole dell’avaria usando la necessaria diligenza, abbia nondimeno deciso di mettersi ugualmente alla guida del mezzo;
che la sentenza impugnata va pertanto cassata; che, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa puo’ essere decisa nel merito con il rigetto dell’opposizione, non avendo l’opponente dedotto ragioni sufficienti ad escludere l’elemento psicologico dell’illecito contestatogli;
che non vi e’ luogo a provvedere sulle spese del giudizio di merito, in cui l’amministrazione opposta non si e’ avvalsa di patrocinio professionale, e che le spese del giudizio di legittimita’, gravanti sul soccombente, vanno liquidate come in dispositivo.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l’opposizione proposta dal sig. Giorgio Perrone, che condanna alle spese del giudizio di legittimita’, liquidate in Euro 600,00, di cui 400,00 per onorari, oltre spese prenotate a debito.
Cosi’ deciso in Roma, il 24 marzo 2009. Depositato in Cancelleria il 10 settembre 2009