Source: https://diazilla.com/doc/1102668/ponteggi-fissi---sicurezza-network
Timestamp: 2019-09-18 20:49:28+00:00
Document Index: 113255359

Matched Legal Cases: ['arte 1', 'arte 2', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 3', 'art. 131', 'art. 131', 'art. 136', 'art. 122', 'art. 130', 'art. 131', 'art. 138']

Ponteggi fissi - SICUREZZA NETWORK
La pubblicazione viene distribuita gratuitamente e ne è quindi vietata la vendita nonché la riproduzione con qualsiasi
mezzo. È consentita solo la citazione con l’indicazione della fonte.
ISBN 978-88-7484-408-1
Obiettivo dei Quaderni Tecnici è accrescere il livello di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili. Forniscono informative basate su leggi, circolari, norme tecniche specifiche e linee guida utili a individuare e perfezionare metodologie operative per il
I Quaderni sono rivolti a coloro che operano nell’ambito dei cantieri temporanei o
mobili rappresentando un agile strumento sia per l’informazione e la formazione dei
lavoratori sia per il miglioramento dell’organizzazione delle piccole e medie imprese.
Essi possono essere impiegati anche come sistemi di protezione collettiva per i lavoratori che effettuano attività in copertura a condizione che, per ogni singola realizzazione e a seguito di una adeguata valutazione dei rischi, venga eseguito uno specifico
progetto del ponteggio.
Nell’ambito delle tipologie di ponteggio presenti sul mercato sono da preferire i modelli con telaio parapetto con montaggio dal basso. Essi vengono montati dal piano
inferiore e garantiscono la massima sicurezza quando il lavoratore sale al livello superiore riducendo drasticamente la possibilità di caduta dall’alto dello stesso durante la
fase di montaggio e smontaggio.
o mobili riguardanti l’evoluzione legislativa e normativa
connessa all’innovazione tecnologica (responsabile Luca Rossi)
D.Lgs 81/08 e smi - Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123,
Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 44/90 – Istruzioni per la
Circolare Ministero del Lavoro 85/78 - Istruzioni per la compilazioni delle relazioni tecniche per ponteggi a giunti e tubi
UNI EN 12810-1: 2004 - Ponteggi di facciata realizzati con componenti prefabbricati. Parte 1: Specifiche di prodotto
UNI EN 12810-2: 2004 - Ponteggi di facciata realizzati con componenti prefabbricati. Parte 2: Metodi particolari di progettazione strutturale
UNI EN 12811-1: 2004 - Attrezzature provvisionali di lavoro. Parte 1: Ponteggi
-Requisiti prestazionali e progettazione generale
UNI EN 12811-2: 2004 - Attrezzature provvisionali di lavoro. Parte 2: Informazioni sui materiali
UNI EN 12811-3: 2005 - Attrezzature provvisionali di lavoro. Parte 3: Prove di
I ponteggi fissi sono opere provvisionali di accesso e di servizio costituite da tubi e
giunti o da elementi portanti prefabbricati collegati fra loro.
I ponteggi fissi sono utilizzati nella realizzazione di lavori edili e di ingegneria civile
nei quali c’è il rischio di caduta dall’alto e cioè nei lavori in quota (attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza
superiore a 2 m rispetto a un piano stabile).
I ponteggi fissi vengono divisi in tre classi di carico secondo le circolari ministeriali (Circolari Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 85/78, 44/90 e
132/91).
Carico uniformemente
area 500 x 500 mm
Ponteggio da
area 200 x 200 mm
Carico sull’area parziale
Fattore d’area
parziale (m2)
La norma UNI EN 12811-1: 2004 introduce altre tre classi di carico oltre a quelle
indicate nelle suddette circolari, per un totale di sei classi di carico.
La classe di carico di un ponteggio fisso indica l’entità del carico di servizio che
deve essere considerata sugli impalcati dello stesso ai fini delle verifiche di progetto. Il libretto a corredo del ponteggio indica le Condizioni massime di carico
di servizio cioè l’entità del carico e il numero di impalcati da caricare (figura 1).
Figura 1 - Esempio di condizioni limiti di impiego e istruzioni per tutti gli schemi tipo
altezza del corrente principale ≥ 95 cm,
altezza della tavola fermapiede ≥ 15 cm,
spazi liberi fra i correnti ≤ 60 cm,
altezza dell’ultimo montante ≥ 100 cm,
distanza tra ponte di servizio e sottoponte di sicurezza ≤ 250 cm,
distanza tra tavole dell’impalcato e opera servita ≤ 20 cm.
Figura 2 - Principali requisiti dimensionali dei ponteggi fissi non in legno
stabiliti dal D.Lgs 81/08
I ponteggi fissi vengono classificati anche in base agli elementi costruttivi che
li costituiscono, in:
- ponteggi a telai prefabbricati (PTP);
- ponteggi a montanti e traversi prefabbricati (PMTP);
- ponteggi a tubi e giunti (PTG).
Gli elementi dei ponteggi debbono riportare impresso il marchio del fabbricante, a
rilievo o a incisione e comunque in modo visibile e indelebile.
La scelta, il montaggio, l’uso e lo smontaggio devono essere eseguiti nel pieno
rispetto del D.Lgs 81/08 e del libretto a corredo di ogni ponteggio.
1. copia dell’autorizzazione alla costruzione e all’impiego rilasciata al fabbricante
dal Ministero del Lavoro;
- calcolo secondo varie condizioni di impiego;
- istruzioni per le prove di carico;
- istruzioni per il montaggio, l’impiego e lo smontaggio;
- schemi-tipo per i quali non sussiste l’obbligo di calcoli ulteriori da parte della ditta installatrice, con l’indicazione dei massimi sovraccarichi applicabili,
dell’altezza e della larghezza massime realizzabili.
Qualora il ponteggio debba essere realizzato secondo schemi geometrici diversi
da quelli tipo e/o sollecitato con carichi differenti da quelli previsti nel calcolo
(anche in relazione alla presenza di tabelloni pubblicitari, graticci, teli o altre
schermature e alla differente posizione degli ancoraggi), deve essere previsto
un nuovo progetto secondo le istruzioni approvate nell’autorizzazione e riportate nel libretto.
I requisiti principali dimensionali dei ponteggi fissi non in legno stabiliti dal
D.Lgs 81/08 sono riportati in figura 2.
La scelta del ponteggio da adottare in una specifica realizzazione dipende dai
rischi da eliminare e/o ridurre, preventivamente individuati nell’attività di valutazione dei rischi. Essa deve essere effettuata in relazione alla tipologia di lavo13
razione da fare (manutenzione o costruzione) e alla complessità, all’estensione
e alla geometria dell’opera da servire.
Il ponteggio, di conseguenza, verrà scelto in base alle classi di carico, alla tipologia
degli elementi costruttivi costituenti lo stesso e a tutti i requisiti geometrici e prestazionali riportati nel libretto d’uso e manutenzione. Esso chiarisce tutte le possibilità di impiego del ponteggio scelto sia in relazione ai carichi che possono essere
impiegati sia alle configurazioni geometriche che possono essere realizzate.
Esempi sono riportati nelle figure 3, 4 e 5.
Figura 3 - Esempio di ponteggio con partenza larga e parasassi
Figura 4 - Esempio di ponteggio utilizzato per la protezione dei bordi
Figura 5 - Esempio di ponteggio utilizzato per la protezione dei bordi
L’allegato XIX del D.Lgs 81/08 elenca le verifiche che devono essere effettuate
prima del montaggio di ogni ponteggio.
Prima del montaggio del ponteggio fisso (a telai prefabbricati, a montanti e
traversi prefabbricati e a tubi e giunti) è necessario verificare:
- la presenza del Pi.M.U.S.;
- l’appartenenza a un’unica autorizzazione ministeriale di tutti gli elementi
- l’appartenenza a un’unica autorizzazione ministeriale degli elementi in
tubo e giunto eventualmente utilizzati (per esempio per la realizzazione di
un ancoraggio) sui ponteggi metallici a telai prefabbricati o a montanti e
traversi prefabbricati;
Un esempio di ponteggio a telaio parapetto con montaggio dal basso è riportato nella figura 6.
Figura 6 - Montaggio di un ponteggio con telaio parapetto (montaggio dal basso)
- la verticalità dei montanti;
- l’integrità degli spinotti dei montanti;
- l’integrità degli attacchi delle controventature (perni o boccole);
- l’orizzontalità del traverso.
- la linearità dell’elemento;
- l’integrità degli elementi di collegamento al telaio.
- l’orizzontalità del piano di calpestio;
- l’assenza delle deformazioni negli appoggi al traverso;
- lo stato dei collegamenti fra piano di calpestio, testata e irrigidimenti (saldatura, bullonatura, rivettatura e cianfrinatura).
- l’orizzontalità del piatto di base;
- la verticalità dello stelo (basetta regolabile);
- l’integrità della filettatura dello stelo e della ghiera filettata (basetta regolabile).
Per gli altri elementi di ponteggio presenti (tavola fermapiede, mensola, parasassi, trave carraia, scala, montante di sommità ecc.) i controlli andranno
eseguiti adottando gli stessi criteri sopra evidenziati.
Per gli elementi dei ponteggi metallici a montanti e traversi prefabbricati
(PMTP) è inoltre necessario verificare:
- la verticalità dell’elemento;
- l’integrità degli spinotti;
- l’integrità degli attacchi.
- l’orizzontalità dell’elemento;
- l’integrità degli elementi di collegamento ai montanti.
Per gli elementi dei ponteggi metallici a tubi e giunti (PTG) è inoltre necessario
- la verticalità dell’elemento.
- l’integrità del perno di rotazione nel caso di giunto girevole;
- l’integrità di dadi e bulloni;
- la linearità dei martelletti.
quanto previsto nel D.Lgs 81/08 per i lavori in quota.
L’allegato XIX del D.Lgs. 81/08 elenca le verifiche che devono essere effettuate
durante l’uso di ogni ponteggio.
- le condizioni atmosferiche e in particolare la presenza di vento o neve;
- la presenza del disegno esecutivo conforme agli schemi tipo, firmato dal responsabile del cantiere e tenuto a disposizione, assieme al libretto, dell’autorità di vigilanza;
- la presenza del progetto in caso di non conformità agli schemi tipo e altezza
superiore ai 20 m, firmato da un professionista abilitato e tenuto a disposizione, assieme al libretto, dell’autorità di vigilanza;
- la presenza della documentazione riguardante l’ultima verifica effettuata;
- la presenza del progetto in caso di teli, graticci o altre schermature installate
sul ponteggio, firmato da un professionista abilitato e tenuto a disposizione, assieme al libretto, dell’autorità di vigilanza;
- la distanza tra l’impalcato e l’opera servita;
- l’efficienza del parasassi al fine di intercettare i materiali eventualmente
caduti dall’alto;
- l’efficienza del serraggio dei giunti;
- l’efficienza del serraggio dei collegamenti;
- l’efficienza degli ancoraggi;
- l’efficienza delle controventature di facciata e in pianta (linearità delle aste,
stato di conservazione dei collegamenti ai montanti, stato di conservazione
degli impalcati);
- l’efficienza dei dispositivi di blocco degli impalcati,
- l’efficienza dei dispositivi di blocco o di antisfilamento delle tavole fermapiede.
- le condizioni superficiali dell’impalcato (presenza di ghiaccio, scivolosità);
- la presenza di vento;
- le condizioni atmosferiche.
- l’integrità di tutti i componenti.
- la verifica dello stato delle parti mobili;
- la verifica dello stato di viti, perni, dadi, bulloni e rivetti;
- la verifica sulla presenza di tagli;
- la verifica sulla presenza di abrasioni;
- la verifica dei danni dovuti al calore e a sostanze aggressive (acidi, solventi);
- la verifica del deterioramento dovuto ai raggi del sole.
Il preposto, a intervalli periodici o dopo violente perturbazioni atmosferiche
o prolungata interruzione di lavoro, deve assicurarsi della verticalità dei montanti, del giusto serraggio dei giunti, dell’efficienza degli ancoraggi e dei controventi, curando l’eventuale sostituzione o il rinforzo di elementi inefficienti.
R. Un ponteggio fisso deve essere autorizzato ai sensi dell’art. 131 del D.Lgs 81/08
D. Un ponteggio, per essere commercializzato in Italia, deve essere marcato UNI
EN 12810 e UNI EN 12811?
D. Un ponteggio fisso è un dispositivo di protezione collettiva contro le cadute
R. Il ponteggio è un’opera provvisionale di accesso e di servizio e, nello stesso tempo, è anche un dispositivo di protezione collettiva qualora possegga i requisiti
dimensionali e le caratteristiche di resistenza adeguate per tener conto delle
particolarità della superficie di lavoro, delle azioni trasmesse dai lavoratori in
caso di appoggio, caduta, scivolamento, rotolamento o urto contro lo stesso.
D. Un ponteggio può essere utilizzato come dispositivo di protezione collettiva
contro le cadute dall’alto per i lavoratori che svolgono la loro attività sulle coperture e quindi non necessariamente sull’ultimo impalcato del ponteggio?
R. Si, purchè per ogni singola realizzazione e a seguito di adeguata valutazione
dei rischi venga eseguito uno specifico progetto del ponteggio firmato da ingegnere o architetto abilitato (Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali n. 29/2010).
D. Oltre che alla presenza dell’autorizzazione e al progetto a cosa bisogna prestare
la massima attenzione prima di installare un ponteggio?
R. Alla struttura alla quale viene fissato il ponteggio, al sistema di ancoraggio e
D. Gli ancoraggi nei ponteggi che caratteristiche devono possedere?
R. Devono essere conformi a quelli previsti negli schemi autorizzati in relazione al
tipo, alla quantità e al loro posizionamento.
D. Come vengono dimensionati?
R. Gli ancoraggi riportati negli schemi autorizzati vengono dimensionati in base ai
carichi trasmessi dal ponteggio, in numero sufficiente alle dimensioni del ponteggio e progettati per resistere a carichi di trazione o compressione o trazione/
D. Quali sono le condizioni di carico a cui è soggetto il ponteggio?
R. Le condizioni sono tre: condizione di servizio, condizione di fuori servizio normale e condizione di fuori servizio per neve.
D. Come sono classificati gli ancoraggi nei ponteggi?
R. Sono comunemente classificati in:
- normali,
- speciali,
- speciali a V.
D. Quali tipologie sono utilizzate negli ancoraggi normali e speciali?
R. Quelle ad anello, a cravatta, con elemento a squadro e ancorante meccanico o
chimico, con elemento a gancio e ancorante meccanico o chimico.
D. Quali tipologie sono utilizzate negli ancoraggi speciali a V?
R. Quelle con elemento a squadro e ancorante meccanico o chimico o quelle con
elemento a gancio e ancorante meccanico o chimico.
D. Se gli ancoraggi del ponteggio sono diversi nel numero e/o nel posizionamento
rispetto a quelli previsti negli schemi autorizzati per le caratteristiche dell’opera
a cui ancorarsi, cosa succede?
R. È necessaria la redazione di un progetto da parte di un professionista abilitato
che, in riferimento alle tipologie di ancoraggi previste nel libretto, valuti quella
più idonea nonché il numero e il posizionamento.
D. La sicurezza strutturale del ponteggio da quali fattori dipende?
R. Dall’utilizzo conforme all’autorizzazione ministeriale, dalla corretta manutenzione degli elementi costituenti, dalla frequenza di utilizzo, dal numero dei
montaggi e degli smontaggi, dal corretto stoccaggio dei componenti, dall’ambiente di lavoro e dallo stato di conservazione.
D. Quali sono gli elementi costruttivi fondamentali ai fini della stabilità del ponteggio?
R. Gli ancoraggi per numero e posizionamento, le basette, le diagonali, gli spessori
degli elementi costruttivi.
D. È consentito l’utilizzo di elementi facenti parte di ponteggi di tipo diverso e/o
R. No, anche se si tratta di elementi di ponteggi autorizzati e salvo quanto disposto dalla Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 20/2003
(chiarimenti in relazione all’uso promiscuo dei ponteggi fissi). Infatti, dall’assemblaggio di parti autorizzate non necessariamente deriva l’idoneità del ponteggio, basti pensare all’incompatibilità dimensionale tra i vari elementi o alle
differenze dei valori di scorrimento tra tubo e giunto.
D. È consentito l’uso promiscuo di elementi di ponteggio a tubi e giunti con altri di
tipo diverso?
R. È consentito l’impiego di elementi di ponteggio a tubi e giunti, appartenenti a
un’unica autorizzazione, per la realizzazione di schemi tipo a telai prefabbricati
e a montanti e traversi prefabbricati. Infatti gli elementi di ponteggio a tubi e
giunti possono essere utilizzati nell’ambito di uno specifico schema di ponteggio per la realizzazione di parasassi, montanti di sommità, piazzole di carico,
mensole, travi carraie, particolari partenze e particolari connessioni (Circolare
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 20/2003).
D. È consentito l’uso promiscuo di elementi di ponteggio a telai prefabbricati con
quelli a montanti e traversi prefabbricati?
R. Normalmento no. Tuttavia, “(…) su conforme parere del Consiglio Nazionale
delle Ricerche si ritiene che tale possibilità debba essere consentita esclusivamente per particolari partenze (terreni declivi, condizioni di appoggio non comuni ecc.) di uno specifico schema di ponteggio purché vengano soddisfatte le
1. lo schema specifico di utilizzo deve essere realizzato in base a un progetto,
firmato da ingegnere o architetto abilitato a norma di legge all’esercizio
2. il progetto suddetto deve contemplare, oltre agli aspetti statici specifici, an25
che i requisiti di accoppiabilità fra i due tipi di ponteggio sovrapposti, i quali
inoltre devono appartenere, ciascuno, a un’unica autorizzazione ministeriale;
gli elementi di ponteggio a montanti e traversi prefabbricati, utilizzati per la
realizzazione della particolare partenza, devono appartenere a una classe di
carico (costruzione o manutenzione) non inferiore a quella del ponteggio a
sia per la realizzazione degli irrigidimenti orizzontali del piano di separazione fra i due tipi di ponteggi sovrapposti che per la realizzazione del requisito
di accoppiabilità fra gli stessi devono essere utilizzati solo elementi di ponteggio, appartenenti alle autorizzazioni ministeriali dei due tipi di ponteggi
sovrapposti o elementi di ponteggio a tubi e giunti appartenenti a un’unica
in cantiere devono essere tenuti ed esibiti, a richiesta dell’organo di vigilanza, oltre al progetto di cui al punto 1, i libretti di autorizzazione dei due
tipi di ponteggio sovrapposti e, se utilizzato, il libretto relativo al ponteggio
a tubi e giunti.” (Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.
20/2003).
D. È consentito sostituire il parasassi con un telo?
R. No. La chiusura frontale del ponteggio mediante teli non realizza le stesse garanzie di sicurezza del parasassi che pertanto non può essere sostituito.
D. È consentito apporre sul ponteggio teli o affissi pubblicitari?
R. Sì a patto che sia eseguita apposita verifica di calcolo, da parte di un professionista abilitato, che tenga conto delle maggiori sollecitazioni. La presenza di teli
e/o di affissi pubblicitari sul fronte del ponteggio aumenta la superficie esposta
al vento, il carico dovuto al proprio peso e, conseguentemente, le sollecitazioni
indotte sulla struttura, rispetto ai valori presi in considerazione nei calcoli presentati ai fini dell’autorizzazione.
D. È consentito l’utilizzo di impalcati metallici prefabbricati in luogo di impalcati in
R. Sì. La sostituzione degli impalcati in legname con elementi di impalcato metallici prefabbricati è consentita purché agli stessi venga richiesta esclusivamente
la funzione di costituire un piano di lavoro a sostegno dei carichi di servizio e
non quella strutturale di collegamento fra le stilate contigue che deve essere
realizzata mediante i correnti e le diagonali in pianta previsti dallo schema tipo
relativo al ponteggio con impalcati in legname (Circolare Ministero del Lavoro
e delle Politiche Sociali 20298/1995).
D. Quali sono le condizioni in cui gli impalcati in legname possono essere sostituiti
con impalcati metallici prefabbricati?
R. Gli elementi di impalcato metallico prefabbricato devono far parte di un ponteggio autorizzato; il disegno esecutivo deve prevedere espressamente la presenza di impalcati metallici prefabbricati; la capacità portante dell’impalcato
metallico prefabbricato deve essere verificata rispetto ai carichi di servizio; la
compatibilità e la funzionalità dell’impalcato metallico prefabbricato deve essere verificata rispetto alla tipologia di ponteggio (Circolare Ministero del Lavoro
D. Gli apparecchi di sollevamento possono esssere fissati sui montanti dei ponteggi?
R. Sì, purchè, in conformità al punto 3.3 dell’Allegato XVIII del D.Lgs 81/08 e s.m.i.,
detti montanti siano rinforzati e controventati in modo da ottenere una solidità adeguata alle maggiori sollecitazioni a cui sono sottoposti. In particolare,
nei ponteggi di cui all’art. 131 del D.Lgs 81/08 e s.m.i. i montanti, su cui sono
applicati direttamente gli elevatori, devono essere di numero ampiamente sufficiente e in ogni caso non minore di due. È inoltre opportuno prestare particolare attenzione al dimensionamento degli ancoraggi in corrispondenza di detti
D. Come devono essere assicurati ai montanti del ponteggio i bracci girevoli portanti, le carrucole ed eventualmente gli argani degli elevatori?
R. In conformità al punto 3.3 dell’Allegato XVIII del D.Lgs 81/08 e s.m.i. devono
essere assicurati ai montanti mediante staffe con bulloni a vite muniti di dado
e controdado; analogamente deve essere provveduto per le carrucole di rinvio
delle funi ai piedi dei montanti quando gli argani sono installati a terra.
D. In che modo può operare il datore di lavoro secondo il D.Lgs 81/08 riguardo il
corretto montaggio di un ponteggio?
R. Il datore di lavoro provvede a redigere a mezzo di persona competente un piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.) e assicura che il ponteggio sia
montato, smontato o trasformato sotto la diretta sorveglianza di un preposto,
a regola d’arte e conformemente al Pi.M.U.S., a opera di lavoratori che abbiano
ricevuto una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste (art. 136
D.Lgs 81/08).
D. Il lavoratore che utilizza un ponteggio deve avere particolari requisiti?
R. I ponteggi vengono utilizzati durante i lavori in quota. In relazione all’elevato
rischio si ritiene opportuno che il loro uso sia riservato ai lavoratori allo scopo
incaricati che abbiano ricevuto un’informazione, formazione e addestramento
D. Il lavoratore che effettua la manutenzione di un ponteggio deve avere particolari requisiti?
rischio si ritiene opportuno che la loro manutenzione sia riservata ai lavoratori
allo scopo qualificati in maniera specifica.
esempio, per i DPI contro le cadute dall’alto, i lavori su fune, l’utilizzo di PLE
D. A intervalli periodici, dopo violente perturbazioni atmosferiche o prolungata
interruzione di lavoro, che cosa deve essere assicurato?
R. Deve essere assicurata la verticalità dei montanti, il giusto serraggio dei giunti,
l’efficienza degli ancoraggi e dei controventi e l’eventuale sostituzione o il rinforzo di elementi inefficienti.
D. Da chi deve essere effettuato quanto sopra descritto?
R. Dal preposto.
Nel D.Lgs 81/08 i ponteggi fissi vengono trattati al:
- Titolo IV, Capo II, Sezione IV “Ponteggi in legname e altre opere provvisionali”,
dall’art. 122 all’art. 130;
- Titolo IV, Capo II, Sezione V “Ponteggi fissi”, dall’art. 131 all’art. 138.
- Allegato XVIII: “Viabilità nei cantieri, ponteggi e trasporto dei materiali”
- Allegato XIX: “Verifiche di sicurezza dei ponteggi metallici fissi”
2. Prima di reimpiegare elementi di ponteggi di qualsiasi tipo si deve provvedere alla
loro verifica per eliminare quelli non ritenuti più idonei ai sensi dell’allegato XIX.
1. Nei lavori in quota devono essere adottate, seguendo lo sviluppo dei lavori stessi,
adeguate impalcature o ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose conformemente
al punto 2, 3.1, 3.2 e 3.3 dell’allegato XVIII.
2. Il peso dei materiali e delle persone deve essere sempre inferiore a quello che è
consentito dalla resistenza strutturale del ponteggio; lo spazio occupato dai materiali deve consentire i movimenti e le manovre necessarie per l’andamento del
I montanti devono essere costituiti con elementi accoppiati, i cui punti di sovrapposizione devono risultare sfalsati di almeno un metro; devono altresì essere verticali
o leggermente inclinati verso la costruzione.
Per le impalcature fino ad 8 metri di altezza sono ammessi montanti singoli in un
sol pezzo; per impalcature di altezza superiore, soltanto per gli ultimi 7 metri i
montanti possono essere a elementi singoli.
Il piede dei montanti deve essere solidamente assicurato alla base di appoggio o
di infissione in modo che sia impedito ogni cedimento in senso verticale e orizzontale.
L’altezza dei montanti deve superare di almeno m 1,20 l’ultimo impalcato; dalla
parte interna dei montanti devono essere applicati correnti e tavola fermapiede a
protezione esclusivamente dei lavoratori che operano sull’ultimo impalcato
5. La distanza tra due montanti consecutivi non deve essere superiore a m 3,60; può
essere consentita una maggiore distanza quando ciò sia richiesto da evidenti motivi di esercizio del cantiere, purché, in tale caso, la sicurezza del ponteggio risulti
da un progetto redatto da un ingegnere o architetto corredato dai relativi calcoli
3. In corrispondenza ai luoghi di transito o stazionamento deve essere sistemato,
all’altezza del solaio di copertura del piano terreno, un impalcato di sicurezza
(mantovana) a protezione contro la caduta di materiali dall’alto. Tale protezione
può essere sostituita con una chiusura continua in graticci sul fronte del ponteggio,
qualora presenti le stesse garanzie di sicurezza, o con la segregazione dell’area
2. Per ciascun tipo di ponteggio, il fabbricante chiede al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali l’autorizzazione alla costruzione ed all’impiego,
corredando la domanda di una relazione nella quale devono essere specificati gli
elementi di cui all’articolo seguente.
3. Il Ministero del lavoro della salute e delle politiche sociali, in aggiunta all’autorizzazione di cui al comma 2 attesta, a richiesta e a seguito di esame della documentazione tecnica, la rispondenza del ponteggio già autorizzato anche alle norme UNI
EN 12810 e UNI EN 12811 o per i giunti alla norma UNI EN 74.
4. Possono essere autorizzati alla costruzione ed all’impiego ponteggi aventi interasse qualsiasi tra i montanti della stessa fila a condizione che i risultati adeguatamente verificati delle prove di carico condotte su prototipi significativi degli schemi
funzionali garantiscano la sussistenza dei gradi di sicurezza previsti dalle norme di
5. L’autorizzazione è soggetta a rinnovo ogni dieci anni per verificare l’adeguatezza
del ponteggio all’evoluzione del progresso tecnico.
6. Chiunque intende impiegare ponteggi deve farsi rilasciare dal fabbricante copia
della autorizzazione di cui al comma 2 e delle istruzioni e schemi elencati al comma
1, lettere d), e), f) e g) dell’articolo 132.
7. Il Ministero del lavoro della salute e delle politiche sociali si avvale anche dell’ISPESL per il controllo delle caratteristiche tecniche dei ponteggi dichiarate dal titolare
dell’autorizzazione, attraverso controlli a campione presso le sedi di produzione.
a) descrizione degli elementi che costituiscono il ponteggio, loro dimensioni con le
tolleranze ammissibili e schema dell’insieme;
b) caratteristiche di resistenza dei materiali impiegati e coefficienti di sicurezza
adottati per i singoli materiali;
g) schemi tipo di ponteggio con l’indicazione dei massimi ammessi di sovraccarico,
di altezza dei ponteggi e di larghezza degli impalcati per i quali non sussiste
l’obbligo del calcolo per ogni singola applicazione.
1. I ponteggi di altezza superiore a 20 metri e quelli per i quali nella relazione di
calcolo non sono disponibili le specifiche configurazioni strutturali utilizzate con
i relativi schemi di impiego, nonché le altre opere provvisionali, costituite da elementi metallici o non, oppure di notevole importanza e complessità in rapporto
alle loro dimensioni ed ai sovraccarichi, devono essere eretti in base ad un progetto
2. Dal progetto, che deve essere firmato da un ingegnere o architetto abilitato a
norma di legge all’esercizio della professione, deve risultare quanto occorre per
definire il ponteggio nei riguardi dei carichi, delle sollecitazioni e dell’esecuzione.
3. Copia dell’autorizzazione ministeriale di cui all’articolo 131 e copia del progetto
e dei disegni esecutivi devono essere tenute ed esibite, a richiesta degli organi di
vigilanza, nei cantieri in cui vengono usati i ponteggi e le opere provvisionali di cui
1. Nei cantieri in cui vengono usati ponteggi deve essere tenuta ed esibita, a richiesta
degli organi di vigilanza, copia della documentazione di cui al comma 6 dell’articolo 131 e copia del piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.), in caso di
lavori in quota, i cui contenuti sono riportati nell’allegato XXII del presente Titolo.
2. Le eventuali modifiche al ponteggio, che devono essere subito riportate sul disegno, devono restare nell’ambito dello schema-tipo che ha giustificato l’esenzione
dall’obbligo del calcolo.
Nei lavori in quota il datore di lavoro provvede a redigere a mezzo di persona competente un piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.), in funzione della
complessità del ponteggio scelto, con la valutazione delle condizioni di sicurezza
realizzate attraverso l’adozione degli specifici sistemi utilizzati nella particolare realizzazione e in ciascuna fase di lavoro prevista. Tale piano può assumere la forma
di un piano di applicazione generalizzata integrato da istruzioni e progetti particolareggiati per gli schemi speciali costituenti il ponteggio, ed è messo a disposizione
del preposto addetto alla sorveglianza e dei lavoratori interessati.
Nel serraggio di più aste concorrenti in un nodo i giunti devono essere collocati
strettamente l’uno vicino all’altro.
Per ogni piano di ponte devono essere applicati due correnti, di cui uno può fare
parte del parapetto.
a) lo scivolamento degli elementi di appoggio di un ponteggio è impedito tramite
fissaggio su una superficie di appoggio, o con un dispositivo antiscivolo, oppure
con qualsiasi altra soluzione di efficacia equivalente;
b) piani di posa dei predetti elementi di appoggio hanno una capacità portante
e) le dimensioni, la forma e la disposizione degli impalcati di un ponteggio sono
idonee alla natura del lavoro da eseguire, adeguate ai carichi da sopportare e
tali da consentire un’esecuzione dei lavori e una circolazione sicure;
f) il montaggio degli impalcati dei ponteggi é tale da impedire lo spostamento
degli elementi componenti durante l’uso, nonché la presenza di spazi vuoti pericolosi fra gli elementi che costituiscono gli impalcati e i dispositivi verticali di
protezione collettiva contro le cadute.
Il datore di lavoro provvede ad evidenziare le parti di ponteggio non pronte per l’uso, in particolare durante le operazioni di montaggio, smontaggio o trasformazione,
mediante segnaletica di avvertimento di pericolo generico e delimitandole con elementi materiali che impediscono l’accesso alla zona di pericolo, ai sensi del titolo V.
Il datore di lavoro assicura che i ponteggi siano montati, smontati o trasformati
sotto la diretta sorveglianza di un preposto, a regola d’arte e conformemente al
Pi.M.U.S., ad opera di lavoratori che hanno ricevuto una formazione adeguata e
mirata alle operazioni previste.
a) la comprensione del piano di montaggio, smontaggio o trasformazione del
b) la sicurezza durante le operazioni di montaggio, smontaggio o trasformazione
del ponteggio con riferimento alla legislazione vigente;
d) le misure di sicurezza in caso di cambiamento delle condizioni meteorologiche
pregiudizievoli alla sicurezza del ponteggio;
f) qualsiasi altro rischio che le suddette operazioni di montaggio, smontaggio o
trasformazione possono comportare.
8. I soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità dei corsi
sono riportati nell’allegato XXI.
1. Il preposto, ad intervalli periodici o dopo violente perturbazioni atmosferiche o
prolungata interruzione di lavoro deve assicurarsi della verticalità dei montanti,
del giusto serraggio dei giunti, della efficienza degli ancoraggi e dei controventi,
curando l’eventuale sostituzione o il rinforzo di elementi inefficienti.
2. I vari elementi metallici devono essere difesi dagli agenti nocivi esterni con idonei
È consentito un distacco delle tavole del piano di calpestio dalla muratura non superiore a 20 centimetri.
È fatto divieto di gettare dall’alto gli elementi del ponteggio.
a) alla disposizione di cui all’articolo 125, comma 4, a condizione che l’altezza dei
montanti superi di almeno 1 metro l’ultimo impalcato;
b) alla disposizione di cui all’articolo 126, comma 1, a condizione che l’altezza del
parapetto sia non inferiore a 95 cm rispetto al piano di calpestio;
c) alla disposizione di cui all’articolo 126, comma 1, a condizione che l’altezza del
fermapiede sia non inferiore a 15 cm rispetto al piano di calpestio;
2.1.1.1. L’accoppiamento degli elementi che costituiscono i montanti
dei ponteggi deve essere eseguito mediante fasciatura con
piattina di acciaio dolce fissata con chiodi oppure a mezzo di
traversini di legno (ganasce); sono consentite legature fatte
con funi di fibra tessile o altri idonei sistemi di connessione.
2.1.2.2. Essi devono poggiare su gattelli in legno inchiodati ai montanti ed essere solidamente assicurati ai montanti stessi con
fasciatura di piattina di acciaio dolce (reggetta) o chiodi forgiati. Il collegamento può essere ottenuto anche con gattelli
in ferro e con almeno doppio giro di catena metallica (agganciaponti); sono consentite legature con funi di fibra tessile o
altri idonei sistemi di connessione.
2.1.2.3. Le estremità dei correnti consecutivi di uno stesso impalcato
devono essere sovrapposte e le sovrapposizioni devono avvenire in corrispondenza dei montanti.
2.1.3.1. I traversi di sostegno dell’intavolato devono essere montati
perpendicolarmente al fronte della costruzione.
2.1.3.2. Quando l’impalcatura è fatta con una sola fila di montanti,
un estremo dei traversi deve poggiare sulla muratura per non
meno di 15 centimetri e l’altro deve essere assicurato al corrente.
2.1.3.3. La distanza fra due traversi consecutivi non deve essere superiore a m 1,20. È ammessa deroga alla predetta disposizione
sulla distanza reciproca dei traversi, a condizione che:
a) la distanza fra due traversi consecutivi non sia superiore a
m 1,80;
b) il modulo di resistenza degli elementi dell’impalcato relativo sia superiore a 1,5 volte quello risultante dall’impiego di tavole poggianti su traversi disposti ad una distanza reciproca di m 1,20 e aventi spessore e larghezza
rispettivamente di cm 4 e di cm 20. Tale maggiore modulo di resistenza può essere ottenuto mediante impiego
sia di elementi d’impalcato di dimensioni idonee, quali
tavole di spessore e di larghezza rispettivamente non minore di 4 x 30 cm ovvero di 5 x 20 cm, sia di elementi
d’impalcato compositi aventi caratteristiche di resistenza
2.1.4.1. Le tavole costituenti il piano di calpestio di ponti, passerelle,
andatoie ed impalcati di servizio devono avere le fibre con
andamento parallelo all’asse, spessore adeguato al carico da
sopportare ed in ogni caso non minore di 4 centimetri, e larghezza non minore di 20 centimetri. Le tavole stesse non devono avere nodi passanti che riducano più del dieci per cento
la sezione di resistenza.
2.1.4.2. Le tavole non devono presentare parti a sbalzo e devono
poggiare almeno su tre traversi, le loro estremità devono essere sovrapposte, in corrispondenza sempre di un traverso,
per non meno di 40 centimetri.
2.1.4.3. Le tavole devono essere assicurate contro gli spostamenti e
ben accostate tra loro e all’opera in costruzione; è tuttavia
consentito un distacco dalla muratura non superiore a 20 centimetri soltanto per la esecuzione di lavori in finitura.
2.1.5.1. Il parapetto di cui all’articolo 126 è costituito da uno o più
correnti paralleli all’intavolato, il cui margine superiore sia
posto a non meno di 1 metro dal piano di calpestio, e di tavola fermapiede alta non meno di 20 centimetri, messa di costa
e poggiante sul piano di calpestio.
2.1.5.2. Correnti e tavola fermapiede non devono lasciare una luce, in
senso verticale, maggiore di 60 centimetri.
2.1.5.3. Sia i correnti che la tavola fermapiede devono essere applicati
dalla parte interna dei montanti.
2.1.5.4. È considerata equivalente al parapetto definito ai commi precedenti, qualsiasi protezione, realizzante condizioni di sicurezza contro la caduta verso i lati aperti non inferiori a quelle
2.1.6.1. Per il ponte a sbalzo in legno di cui all’articolo 127 devono
essere osservate le seguenti norme:
a) l’intavolato deve essere composto con tavole a stretto
contatto, senza interstizi che lascino passare materiali minuti, e il parapetto del ponte deve essere pieno; quest’ultimo può essere limitato al solo ponte inferiore nel caso
di più ponti sovrapposti;
b) l’intavolato non deve avere larghezza utile maggiore di
metri 1,20;
c) i traversi di sostegno dell’impalcato devono essere solidamente ancorati all’interno a parte stabile dell’edificio
ricorrendo eventualmente all’impiego di saettoni; non è
consentito l’uso di contrappesi come ancoraggio dei traversi, salvo che non sia possibile provvedere altrimenti;
e) le parti interne dei traversi devono essere collegate rigidamente fra di loro con due robusti correnti, di cui uno
applicato contro il lato interno del muro o dei pilastri e
l’altro alle estremità dei traversi in modo da impedire
qualsiasi spostamento.
2.1.7.1. Nei ponteggi a sbalzo possono essere usati sistemi di mensole
metalliche, purché gli elementi fissi portanti siano applicati
alla costruzione con bulloni passanti trattenuti dalla parte interna da dadi e controdadi su piastra o da chiavella oppure
con altri dispositivi che offrano equivalente resistenza.
2.2.1.1. Gli elementi costituenti il ponteggio devono avere carico di
sicurezza non minore di quello indicato nell’autorizzazione
ministeriale prevista all’articolo 131.
2.2.1.2. L’estremità inferiore del montante deve essere sostenuta dalla piastra di base, di adeguate dimensioni, corredata da elementi di ripartizione del carico trasmesso dai montanti aventi
dimensioni e caratteristiche adeguate ai carichi da trasmettere ed alla consistenza dei piani di posa. La piastra deve avere
un dispositivo di collegamento col montante atto a regolare
il centraggio del carico su di essa.
2.2.1.3. I ponteggi devono essere controventati opportunamente sia
in senso longitudinale che trasversale; è ammessa deroga alla
controventatura trasversale a condizione che i collegamenti
realizzino una adeguata rigidezza angolare. Ogni controvento deve resistere a trazione e a compressione.
2.2.1.5. Le parti costituenti il giunto di collegamento, in esercizio
devono essere riunite fra di loro permanentemente e solidamente in modo da evitare l’accidentale distacco di qualcuna
2.2.2.2. La distanza massima tra due cavalletti consecutivi può essere
di m 3,60, quando si usino tavole con sezione trasversale di
cm 30 x 5 e lunghe m 4. Quando si usino tavole di dimensioni
trasversali minori, esse devono poggiare su tre cavalletti.
2.2.2.3. La larghezza dell’impalcato non deve essere inferiore a 90
centimetri e le tavole che lo costituiscono, oltre a risultare
bene accostate fra loro ed a non presentare parti in sbalzo
superiori a 20 centimetri, devono essere fissate ai cavalletti di
2.2.2.4. È fatto divieto di usare ponti su cavalletti sovrapposti e ponti
con i montanti costituiti da scale a pioli.
Si ritiene opportuno sottolineare che nel ponteggio metallico fisso la sicurezza strutturale, che ha un rilievo essenziale, dipende da numerosi parametri, quali: la frequenza di utilizzo, il numero dei montaggi e smontaggi, il corretto stoccaggio dei componenti, l’ambiente di lavoro, l’utilizzo conforme all’autorizzazione ministeriale e lo
stato di conservazione degli elementi costituenti lo stesso.
In relazione a quanto sopra, non essendo possibile stabilire una durata limite di vita
del ponteggio, sono state elaborate le seguenti istruzioni, che ribadiscono i controlli
minimali, ritenuti necessari, che l’utilizzatore deve eseguire prima del montaggio e
durante l’uso del ponteggio, focalizzando, per le diverse tipologie costruttive, gli elementi principali in cui eventuali anomalie riscontrate potrebbero influire sulla stabilità complessiva del sistema ridurre la sicurezza dei lavoratori.
In particolare, le schede che seguono elencano le verifiche che l’utilizzatore deve comunque eseguire prima di ogni montaggio, rispettivamente per i ponteggi metallici a
telai prefabbricati, a montanti e traversi prefabbricati e a tubi giunti. L’ultima parte,
infine, elenca le verifiche da effettuarsi durante l’uso delle attrezzature in argomento.
Per le suddette istruzioni e schede si rimanda direttamente al D.Lgs 81/08.
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