Source: http://www.asmecomm.it/070-46ikebe93fc46a3fender_usa_68ctm_pri_reverb
Timestamp: 2020-02-16 20:49:56+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 90', 'art. 53', 'art. 90', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 49', 'art. 88', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 49']

Newsletter - 7 febbraio 2014
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Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.44 del 06/02/2014
Notiziario Asmel
6000 CAMPANILI: LA CENTRALE DI COMMITTENZA A SUPPORTO DEGLI AMMESSI A COSTO ZERO
Il programma 6000 Campanili ha già prodotto il finanziamento di circa 180 Enti per interventi di riqualificazione del territorio. Il dato soddisfacente per la Centrale di Committenza ASMECOMM riguarda decine di Comuni ammessi già con la prima graduatoria i quali dovranno pubblicare gli atti di gara entro quarantacinque giorni dalla comunicazione ministeriale di assunzione dell’impegno di spesa e consegnare i lavori entro i successivi settanta. Come si ricorderà la centrale di committenza ha affiancato i Comuni aderenti fin dalla redazione degli atti propedeutici alla partecipazione e adesso li sta supportando per consentire un puntuale adempimento delle attività di indizione delle procedure d’appalto nei tempi stabiliti. Tra questi, Bergolo e Monteverde saranno i primi a partire sulla piattaforma per le gare telematiche www.asmecomm.it. Mentre si registrano già decine di “prenotazioni” da parte degli altri enti in graduatoria forti anche del fatto che il ricorso alla Centrale ASMEL CONSORTILE non comporta alcun onere a carico dell’Ente, potendo imputare i costi delle attività di supporto e dei servizi richiesti sul ribasso d’asta come previsto dal Disciplinare del Ministero delle Infrastrutture ovvero, a carico dell’aggiudicatario se si sceglie la modalità della gara telematica. Per informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
ABNORME COSTO DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA IN MATERIA DI APPALTI PUBBLICI
Rimessa alla Corte di Giustizia U.E. la questione della compatibilità con la disciplina comunitaria della normativa italiana che ha aumentato esponenzialmente l’importo del contributo unificato atti giudiziari in materia di controversie sugli appalti innanzi al Giudice Amministrativo. A farlo sono i giudici amministrativi di Trento i quali ricordano che un appello al CdS in materia di appalti costa, di solo contributo unificato, 3.000, 6.000 e 9.000 € e che un intero giudizio per il quale in ogni caso è possibile conseguire un utile d'impresa di 20 mila euro costa innanzi al G.A. € 24.000, mentre lo stesso giudizio innanzi al G.O. costa € 2.970), con 15 documenti correlati. Il punto per il TRGA di Trento è se i principi fissati dalle Direttive nr. 89/665/CEE che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all’applicazione delle procedure di ricorso e la successiva Direttiva 92/50/CEE, ostino a una normativa nazionale, quale quella delineata dagli articoli 13, commi 1-bis, 1-quater e 6-bis, e 14, comma 3-ter, del D.P.R. 30.5.2002 n. 115 che hanno stabilito elevati importi di contributo unificato per l’accesso alla giustizia amministrativa in materia di contratti pubblici. Qui la sentenza del Trga di Trento nr 23/2014.
LE DICHIARAZIONI EX ART. 38 SI APPLICANO ANCHE ALLA SOCIETÀ CHE REDIGE IL PROGETTO
I giudici del Tar Veneto con la sentenza n. 130 del 30 gennaio 2014 si sono chiesti se, nel caso di appalto integrato di progettazione esecutiva e di esecuzione dei lavori, l’obbligo delle dichiarazioni di inesistenza delle cause di esclusione di cui all’art. 38 del codice degli appalti sussista o meno, anche nei confronti delle persone fisiche che, soci di una società di progettazione che il soggetto partecipante abbia individuato quale soggetto incaricato dell’attività di progettazione, siano state nominativamente indicate quali effettivi redattori del progetto ai sensi dell’art. 90, VII comma del DLgs n. 163/2006. La risposta non può che essere affermativa. Dal punto di vista normativo, invero, deve richiamarsi la previsione contenuta nell’art. 53, III comma del DLgs n. 163 cit., a tenore del quale “quando il contratto ha per oggetto anche la progettazione, ai sensi del comma 2, gli operatori economici devono possedere i requisiti prescritti per i progettisti, ovvero avvalersi di progettisti qualificati, da indicare nell’offerta, o partecipare in raggruppamento con soggetti qualificati per la progettazione”. Stabilisce, poi, il successivo art. 90, VII comma che “indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto affidatario dell'incarico di cui al comma 6, lo stesso deve essere espletato da professionisti iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali, personalmente responsabili e nominativamente indicati già in sede di presentazione dell'offerta, con la specificazione delle rispettive qualificazioni professionali. Deve inoltre essere indicata, sempre nell'offerta, la persona fisica incaricata dell'integrazione tra le varie prestazioni specialistiche”. Qui la sentenza del Tar Veneto nr. 130/2014.
È POSSIBILE CAMBIARE LE CONCESSIONI CIMITERIALI PERPETUE IN TEMPORANEE
Su una controversia riguardante una Cappella cimiteriale, il Tar della Puglia con sentenza nr. 289 del 31 gennaio 2014 si è chiesto, anche a voler ammettere la perpetuità dell’originaria concessione cimiteriale, se, a fronte di una concessione perpetua, il Comune abbia o meno il potere di disporne unilateralmente la sua modifica, mediante la previsione di un termine di durata, oltre il quale la concessione deve essere rinnovata. Ciò posto, il Collegio, pur consapevole delle oscillazioni giurisprudenziali in materia reputa che la natura demaniale dei cimiteri contrasti con la perpetuità delle concessioni cimiteriali; essa, infatti, finirebbe per occultare un vero e proprio diritto di proprietà sul bene demaniale (cimitero), che per sua natura è un bene pubblico, destinato a vantaggio dell’intera collettività. Ne consegue che l’utilizzo di tale bene in favore di alcuni soggetti - che è ciò che si verifica attraverso una concessione - deve necessariamente essere temporalmente limitato (anche stabilendo una durata prolungata nel tempo e rinnovabile alla scadenza), venendo altrimenti contraddetta la sua ontologica finalità pubblica, al quale il bene verrebbe definitivamente sottratto. Qui la sentenza Tar Puglia del 31 gennaio 2014.
Osservatorio Contratti e Appalti
PROCEDURE NEGOZIATE: L’ALBO APERTO LASCIA LIBERA LA SCELTA*
“Nelle procedure negoziate, ove la stazione appaltante non voglia pubblicare un avviso o non disponga di propri elenchi aperti di imprese da invitare a rotazione deve, in ogni caso, predeterminare ex ante precisi criteri di ricognizione del mercato e selezione delle imprese che potenzialmente potrebbero essere interessate all'appalto, tenendo conto del principio di rotazione”. Il TAR Lombardia, nella sentenza 29.11.2013, n. 1047 ha ribadito l’orientamento secondo cui, nelle procedure negoziate, la gara si svolge in due fasi: la prima mediante indagine di mercato, la seconda mediante invito ad alcune delle ditte a presentare offerta. Le concrete modalità di svolgimento dell’indagine di mercato, ad avviso dell’Avcp, possono essere le seguenti: a) avviso preventivo, con l’obbligo di effettuare una succinta descrizione degli elementi essenziali dell’appalto e della procedura di aggiudicazione, che si intende seguire, accompagnata da un invito a prender contatto, se interessati, con la stazione appaltante; b) elenchi aperti di operatori economici che hanno manifestato il proprio interesse alla Stazione Appaltante. Per quanto concerne, poi, i criteri di scelta delle imprese da invitare alla gara informale, l’Autorità ritiene possibili i seguenti: 1) Le esperienze contrattuali, registrate dalla stazione appaltante nei confronti dell’impresa richiedente l’invito o da invitare, purché venga rispettato il principio della rotazione; 2) L’idoneità operativa delle imprese rispetto al luogo di esecuzione dei lavori; 3) Il sorteggio. Attraverso la piattaforma telematica ASMECOMM è possibile procedere sia pubblicando un Avviso di Indagine di Mercato specifico in cui vengono individuati anche i criteri di selezione, sia – soprattutto per ragione di celerità e in particolare nelle procedure di cottimo fiduciario – avvalendosi dell’Albo Fornitori della Centrale cui attingere per le ditte da invitare utilizzando uno dei criteri indicati dall’AVCP: 1) esperienze contrattuali con la Stazione Appaltante, 2) idoneità operativa rispetto al luogo di esecuzione 3) sorteggio. Come chiarito dal TAR Lombardia questa scelta discrezionale ex post, anche facendo ricorso al sorteggio, è esclusa nel caso in cui si proceda con un Avviso specifico, mentre è consentita in caso di tenuta di Albi aperti i quali garantiscono il rispetto della libertà di concorrenza, ipotesi questa pienamente garantita dall’Albo Fornitori telematico gestito dalla Centrale di Committenza ASMEL al servizio di tutti gli Enti aderenti.
*L’articolo,presente nella precedente newsletter, è riproposto con titolo corretto.
LA GARA DEVE SEMPRE ESSERE FORMALMENTE E CONCRETAMENTE PUBBLICA, PENA LA LEGITTIMITÀ
Il TAR Lazio, con sentenza 314/2014, ha ricordato che le sedute di gara devono essere obbligatoriamente pubbliche, a garanzia sia della parità di trattamento dei concorrenti sia della trasparenza dell’azione amministrativa. L’operazione di apertura delle buste deve avvenire in una sala dove, materialmente, tutti possono accedere. È indispensabile, inoltre, che proprio i rappresentanti delle ditte partecipanti siano presenti all’atto dell’apertura del plico contenente le offerte economiche in modo da dare un riscontro immediato della correttezza dell’atto e dell’integrità delle buste. Se così non fosse la gara sarebbe espletata violando il principio di pubblicitàdelle sedute della commissione di gara e pertanto dichiarata invalida.
LE SCELTE DELLA PA TENGANO CONTO DEI PARERI DEI CITTADINI
Il TAR Lazio ha dato ragione a privati cittadini che hanno ricorso avverso la realizzazione di un parcheggio consideratane la difficile fruizione, realizzazione e non per ultima l’inutilità data dalla scarsa utenza. La P.A. , in termini di programmazione urbanistica, ha ampia discrezionalità, ma ciò non toglie un’analisi puntuale delle esigenze pubbliche da soddisfare. Il TAR Lazio con sentenza nr 329/2014, riguardola scelta operata da un Comune in sede di approvazione del piano regolatore generale, ha evidenziato l’illegittimità per difetto di motivazione nella scelta della realizzazione dell’opera pubblica senza tenere conto delle indicazioni sostanziali dei cittadini.
RITARDO E DANNO: LA PA NON È SEMPRE TENUTA AL RISARCIMENTO
In presenza di diverse normative susseguitesi nel tempo e in assenza di violazione del termine a provvedere per il rilascio del titolo autorizzato a seguito della sentenza di appello di accoglimento del ricorso, non può essere riconosciuto un danno da ritardo nel rilascio di una autorizzazione. Questo è quello che ha sottolineato il consiglio di Stato in una nellasentenza nr. 468/2014. Resta fermo che sul piano oggettivo il risarcimento del danno da ritardo a provvedere è caratterizzato, dall’inosservanza del termine ordinamentale per la conclusione del procedimento, mentre sul piano soggettivo, il ritardo deve essere ascrivibile ad un’inosservanza dolosa o colposa dei termini di legge o di regolamento stabiliti per l’adozione dell’atto terminale.
ITALIA ANCORA CATTIVO PAGATORE
È stata avviata la procedura di infrazione contro l’Italia che risulta essere il peggior pagatore d’Europa. La decisione, presa dopo una consultazione con Confartigianato e Ance che hanno raccolto i dati, è stata comunicata durante una conferenza stampa nella sede della Commissione Europea a Roma, cui ha preso parte anche l’associazione degli edili. Secondo il Commissario europeo Tajani, con i ripetuti ritardi nei pagamenti a favore di professionisti e imprese, l’Italia ha violato gli articoli 4 e 7 della Direttiva 2011/7/Ue. La normativa comunitaria impone alle Amministrazioni di saldare i pagamenti entro 30 giorni e ammette un allungamento a 60 giorni solo per le PA che forniscono assistenza sanitaria e per quelle soggette, come imprese pubbliche, ai requisiti di trasparenza finanziaria. Allo stesso tempo, la Direttiva vieta le prassi inique e l’inserimento di clausole che possano risultare vessatorie.
AL SENATO PASSA LA RIFORMA DEL CATASTO
Nell’ambito della Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita, il Senato ha convalidato anche le novità sulla revisione del Catasto, che allineerà la tassazione sugli immobili ai valori di mercato, superando le sperequazioni generate in molti casi dal mancato aggiornamento dei dati catastali. In primo luogo, il valore patrimoniale sarà determinato sulla base dei valori di mercato al metro quadrato per tipologia immobiliare. Alla determinazione di questo parametro concorreranno le caratteristiche edilizie dell’immobile, come la presenza di scale, l’anno di costruzione, il piano, l’esposizione e la localizzazione. La rendita catastale sarà calcolata sulla base dei redditi da locazione medi. Per facilitare le operazioni, il territorio sarà suddiviso in microzone e verranno individuati immobili-tipo. Il provvedimento approvato il 4 febbraio, passa ora alla Camera per l’approvazione definitiva.
TAR CAMPANIA: IN CASO DI IMPEGNI GENERICI IL CONTRATTO DI AVVALIMENTO È INVALIDO
La scrittura privata di avvalimento, che non elenca i mezzi e le risorse che l'impresa ausiliaria intende mettere a disposizione della concorrente, non è idonea per forma e sostanza a rappresentare il contratto di avvalimento prescritto dall'art. 49 co. TI lett. f) del Codice Appalti (D.Lgs. 163/2006) e secondo i tassativi contenuti prescritti dall'art. 88 del D.P.R. 207/2010. Lo ha precisato il Tar Campania-Salerno (Sezione Prima) con la sentenza n. 54/2014 depositata il 10 gennaio, nella quale viene ricordato che sia orientamento consolidato quello per cui, alla luce del combinato disposto degli articoli 38 e 49 del codice dei contratti pubblici, sia imposto a tutti i soggetti che a qualunque titolo concorrano all’aggiudicazione di pubblici appalti, in veste di affidatari, subaffidatari, consorziati, componenti di a.t.i. e ausiliari in sede di avvalimento, non solo di essere in possesso dei requisiti previsti dall'art. 38, ma anche di dichiararne il possesso e di fornirne la relativa dimostrazione a termini di legge e in conformità alla disciplina di gara come è altrettanto pacifico l'indirizzo interpretativo secondo cui l'art. 49, comma 2, lettera c), del codice dei contratti pubblici sancisce, sul piano dell'accertamento dei requisiti di ordine generale, una totale equiparazione tra gli operatori economici offerenti e gli operatori economici in rapporto di avvalimento.
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