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Timestamp: 2018-02-19 13:46:28+00:00
Document Index: 55184411

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 48', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 49', 'art. 90', 'art. 253', 'art. 49', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sent. C. Giustizia UE 10/10/2013, n. C-94/12 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : GP9928
G.U.U.E. C 23/11/2013, n. 344
Contrariamente a quanto stabilito dal Codice dei contratti italiano, la normativa europea ammette l'avvalimento plurimo. L'art. 47, al paragrafo 1, lett. c), della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi prevede che l’Amministrazione aggiudicatrice segnatamente possa chiedere ai candidati o agli offerenti di provare la loro capacità economica e finanziaria mediante una dichiarazione concernente il fatturato globale nonché il fatturato del settore di attività oggetto dell’appalto, al massimo per gli ultimi tre esercizi disponibili. L'art. 48, dal canto suo, al paragrafo 2, lett. a), sub i), prevede la possibilità di chiedere agli operatori economici la prova delle loro capacità tecniche attraverso la presentazione dell’elenco dei lavori eseguiti negli ultimi cinque anni. Ai sensi dell’art. 44, paragrafo 2, primo comma, l’Amministrazione aggiudicatrice può richiedere ai candidati o offerenti di soddisfare livelli minimi di capacità economica e finanziaria nonché di capacità tecniche e professionali, conformemente agli artt. 47 e 48 della medesima direttiva. Gli artt. 47, paragrafo 2, e 48, paragrafo 3, della direttiva 2004/18/CE, letti in combinato disposto con l'art. 44, paragrafo 2, devono essere interpretati nel senso che ostano ad una disposizione nazionale come l'art. 49, comma 6, del D. Leg.vo n. 163 del 2006, la quale vieta, in via generale, agli operatori economici che partecipano ad una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico di lavori di avvalersi, per una stessa categoria di qualificazione, delle capacità di più imprese.
Com. Aut. Vigilanza Contratti Pubbl. 20/03/2014
Sent. C. Stato 02/10/2014, n. 4929
Appalti pubblici - Gara - R.T.I. - Giovane professionista - Dies ad quem per computare il termine di iscrizione all'albo - Rileva la data di pubblicazione del bando.
Nelle gare pubbliche per affidamento di incarichi di progettazione la verifica sui cinque anni di abilitazione del giovane professionista va calcolata a partire dalla data di pubblicazione del bando, e non dalla scadenza dei termini per la presentazione delle offerte.
L’art. 90, comma 7, del D. Leg.vo n. 163/2006, dispone che il regolamento preveda modalità per promuovere anche la presenza di giovani professionisti nei gruppi concorrenti ai bandi relative ad incarichi di progettazione, concorsi di progettazione, concorsi di idee. Dal canto suo l’art. 253, comma 5, del D.P.R. n. 207/2010 prevede che i raggruppamenti temporanei siano composti anche da un progettista, abilitato all’esercizio della professione da meno di cinque anni. Pertanto né la prima, né la seconda delle disposizioni citate indicano il dies ad quem per computare il termine dei cinque anni. Al riguardo può quindi valorizzarsi quanto disposto dall’allegato L al D.P.R. n. 207/2010 secondo cui il punteggio è incrementato del cinque per cento qualora sia presente quale progettista nel candidato almeno un professionista che, alla data di pubblicazione del bando abbia ottenuto l’abilitazione all’esercizio professionale da non più di cinque anni. Pertanto la norma indica quale dies ad quem non quello del termine di scadenza per la presentazione delle offerte, ma quello della data di pubblicazione del bando, secondo una logica che ampliando il bacino di soggetti che ne possono fruire appare in linea con il principio del favor partecipationis e che di fatto incrementa le possibilità di partecipazione a favore dei giovani professionisti rispetto ad un lasso temporale di cinque anni, che appare abbastanza ristretto.
Avvalimento plurimo: il divieto è incompatibile con la normativa europea. Indicazioni alle S.A.
Come già ampiamente anticipato su queste pagine, il divieto del cosiddetto “avvalimento plurimo”, previsto dall’art. 49, comma 6, del D. Leg.vo 163/2006, è incompatibile con la normativa comunitaria. Ne prende atto l’Autorità di vigilanza, a seguito della sentenza della Corte di Giustizia UE 10/10/2013, n. C-94/12, con un Comunicato in data 20/03/2014 che fornisce indicazioni operative alle stazioni appaltanti. Fanno eccezione (da motivare) i lavori che presentino peculiarità tali da richiedere una determinata capacità che non si ottiene associando capacità inferiori di più operatori.
L'avvalimento plurimo alla luce della sentenza della Corte di Giustizia europea 10/10/2013 causa n. C-94/12
Commento alla sentenza della Corte di Giustizia europea del 10 ottobre 2013 causa n. C-94/12, che ha dichiarato l'articolo 49, comma 6, del Codice dei Contratti pubblici incompatibile con la Direttiva 2004/18/CE.