Source: https://www.laleggepertutti.it/96873_rubare-in-palestra-circoli-o-in-spiaggia-e-furto-aggravato
Timestamp: 2019-01-23 23:12:10+00:00
Document Index: 169931821

Matched Legal Cases: ['art. 624', 'art. 625', 'art. 61', 'art. 625', 'art. 624', 'art. 626', 'art. 627', 'sentenza ']

Rubare in palestra, circoli o in spiaggia è furto aggravato
Vietato tradire la fiducia della gente: aggravante in tutti i casi in cui l’oggetto sia stato lasciato alla pubblica fede.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non perché un oggetto sia stato lasciato dal suo proprietario in un luogo pubblico e incustodito, alla mercé di tutti, si commette un reato meno grave nell’appropriarsene. Anzi, è proprio l’esatto contrario. In caso di furto, infatti, il codice penale [1] prevede una aggravante qualora il bene sottratto si trovi su cose esistenti in uffici o esposte, per necessità, per consuetudine o per destinazione, alla pubblica fede.
Cosa significa, in buona sostanza? Che se è consuetudine lasciare sul telo del mare la borsa con le chiavi di casa mentre ci si fa il bagno, facendo affidamento sul fatto che nessuno la tocchi, o nell’armadietto della palestra il proprio portafogli, o nel cesto dell’elemosina della chiesa i soldi per la questua, o nello spiazzo antistante l’ufficio la bicicletta, allora, proprio chi viola questa “sicurezza” del proprietario che nessuno tocchi il suo oggetto riceve una pena più grave rispetto agli altri casi.
Si intendono “cose esposte alla pubblica fede” quelle che si trovano in una situazione per cui un numero indeterminato di persone possono venirne in contatto per una specifica causa (si pensi alla merce negli scaffali del supermercato), per necessità (la bicicletta davanti al posto di lavoro), per consuetudine (il denaro nella cesta dell’elemosina) o per destinazione naturale (la sabbia della spiaggia).
Tale aggravante scatta non solo quando la cosa sia lasciata senza sorveglianza, ma anche in caso di sorveglianza saltuaria; e non soltanto quando la cosa si trovi in luoghi pubblici, ma anche qualora si trovi in luoghi privati ma aperti al pubblico o comunque facilmente accessibili. È quanto chiarito più volte dalla giurisprudenza della Cassazione [2].
In tema di furto – sottolinea la Corte – la ragione per cui, in questi casi, la pena viene aggravata, non dipende dalla natura – pubblica o privata – del luogo ove la cosa si trova, ma dalla condizione di esposizione di essa alla pubblica fede: il proprietario deve ritenersi al sicuro da furti solo perché confida nel rispetto per l’altrui bene da parte di ciascun consociato.
Lo scopo dell’aumento della pena è di punire più gravemente chi sia stato facilitato nell’appropriazione dell’altrui bene dalla circostanza che essa si trovi in un luogo facilmente raggiungibile, cui si possa accedere liberamente, e dal comportamento del proprietario che si sia fidato delle persone attorno a sé. L’aggravante, insomma, deriva proprio dall’aver tradito la fiducia altrui. Proprio come nel caso di una borsa sportiva con gli effetti personali poggiata, come di consuetudine, all’interno dei locali di una palestra.
Ne consegue che tale aggravante può sussistere anche se la cosa si trovi in luogo privato. Non si deve trattare di un luogo privato qualsiasi ma di uno luogo privato aperto al pubblico o, comunque, facilmente accessibile. Si pensi a un posto in cui, per mancanza di recinzioni o sorveglianza, si possa liberamente accedere.
La predisposizione di un sistema di videosorveglianza non è di per sé un ostacolo al libero accesso del pubblico al luogo medesimo e, quindi, anche con le telecamere accese 24 ore su 24 ci può essere l’aggravante.
PENA PER IL DELITTO DI FURTO
Reclusione da sei mesi a tre anni e multa da euro 154 a euro 516.
La pena è della reclusione da uno a sei anni e della multa da euro 309 a euro 1.032 nell’ipotesi aggravata di cui all’art. 624 bis cod. pen.
La pena è della reclusione da tre a dieci anni e della multa da euro 206 a euro 1.549 qualora concorrono due o più delle circostanze aggravanti di cui all’art. 625 cod. pen.., ovvero se una di tali circostanze concorre con altra fra quelle indicate nell’art. 61 cod. pen.
Qualora ricorra la circostanza attenuante di cui all’art. 625 bis cod. pen., la pena è diminuita da un terzo alla metà nei casi di cui all’art. 624, 624 bis, 625 cod. pen.
La pena è della reclusione fino ad un anno ovvero della multa fino ad euro 206 nell’ipotesi di cui all’art. 626 cod. pen., e della reclusione sino a due anni o della multa da euro 20 a euro 206 nell’ipotesi di cui all’art. 627 cod. pen.
[1] Art. 625 n. 7 cod. pen.
[2] Cass. sent. n. 22512/2007 e n. 14022/14.
Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 8 gennaio – 25 marzo 2014, n. 14022
Corte di cassazione – Sezione IV penale – Sentenza 29 ottobre-4 dicembre 2003 n. 46531
In tema di furto, non è configurabile l’aggravante dell’esposizione alla pubblica fede (articolo 625, n. 7, del Cp) qualora sulla merce, in vendita presso un esercizio commerciale, sia apposta la «placca antitaccheggio». In tal caso, infatti, è da escludere che si possa parlare di un sistema di sorveglianza solo saltuario o eventuale, perché il congegno è idoneo a proteggere il bene cui è apposto senza alcuna soluzione di continuità e a segnalarne, al momento del passaggio del varco d’uscita senza che ne sia stato effettuato il pagamento, l’abusiva asportazione dai banchi di vendita dell’esercizio commerciale. In altri termini, si è in presenza di un sofisticato sistema di controllo finalizzato non alla generica sorveglianza degli ambienti in cui si svolge l’attività commerciale ma alla protezione dei singoli beni cui è apposto che, per l’effetto, non possono essere ritenuti esposti alla pubblica fede.