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Timestamp: 2020-08-07 13:33:55+00:00
Document Index: 178635236

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Sentenza Cassazione Civile n. 8935 del 06/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8935 del 06/04/2017
Cassazione civile, sez. lav., 06/04/2017, (ud. 15/02/2017, dep.06/04/2017), n. 8935
sul ricorso 1662-2012 proposto da:
ANGELIS, rappresentato e difeso dagli avvocati DANIELE PORENA,
ANTONIO DE ANGELIS, CRISTIANA ZANELLA, giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 133/2011 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositata il 31/05/2011 R.G.N. 278/2010.
che con sentenza in data 23 febbraio 2011 la Corte di Appello di Perugia, adita dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), in riforma della sentenza di primo grado, ha respinto tutte le domande proposte da I.S., assunto per lo svolgimento di mansioni proprie del personale A.T.A., volte, in via principale, alla dichiarazione di nullità dei termini apposti dal Ministero ai contratti a tempo determinato stipulati in successione e alla conseguente conversione in rapporto a tempo indeterminato, del D.Lgs. n. 368 del 2001, ex art. 5 e, in via subordinata, alla condanna dell’Amministrazione al risarcimento del danno, quantificato in Euro 5.000,00 per ogni contratto a termine illegittimamente stipulato, in applicazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36.
che avverso tale sentenza I.S. ha proposto ricorso affidato a quattro motivi; il MIUR resiste con controricorso, seguito da memoria ex art. 380 bis c.p.c., comma 2;
che con il primo motivo (lett. a – b) il ricorrente denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 70, nonchè della Direttiva Europea 70/99/CE sul rilievo che dovrebbe farsi applicazione congiunta delle disposizioni contenute nei D.Lgs. n. 165 e n. 368 del 2001, al fine di rendere conforme alla Direttiva Europea la disciplina dei contratti a termine del personale scolastico, posto che la disciplina sulle supplenze scolastiche non conterrebbe alcuna disposizione volta a reprimerne la reiterazione.
che con il secondo motivo (lett. c-d) il ricorrente denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36 e del D.Lgs. n. 368 del 2001, artt. 1 e 5. Deduce che il legislatore, nel modificare il D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36, ha consentito alle Pubbliche Amministrazioni di fare ricorso al lavoro flessibile solo in presenza di esigenze temporanee ed eccezionali e assume che il difetto di dette condizioni renderebbe illegittima la clausola appositiva del termine: all’illegittimità dei contratti a termine conseguirebbe per la P.A., ai sensi della Direttiva 70/99/CE e dei D.Lgs. n. 165 del 2001, e n. 368 del 2001, l’obbligo di convertire il rapporto ovvero di risarcire i danni, il D.Lgs. n. 165 del 2001, ex art. 36. Sostiene che la possibilità della conversione non sarebbe impedita dalla regola imposta dall’art. 97 Cost., in quanto anche l’assunzione a termine presuppone una previa procedura selettiva;
che con il terzo motivo (lett. e) il ricorrente denuncia, ai sensi art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 10, posto che il comma 4 bis, inserito con il D.L. 13 maggio 2011, n. 70, convertito nella L. n. 106 del 2011, per avere portata innovativa e non interpretativa, non sarebbe applicabile ai contratti a termine stipulati prima della sua entrata in vigore, al pari delle disposizioni contenute nel D.L. n. 134 del 2009, convertito nella 167/2009, relative alle sole supplenze temporanee, legate alla momentanea assenza del titolare, e non agli incarichi annuali conferiti su posti vacanti;
che con il quarto motivo (lett. f) censura la sentenza impugnata, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 297 del 1994 e della n. 124 del 1999, art. 4, in relazione alla Direttiva 70/99/CE. Sostiene il ricorrente che solo le supplenze temporanee sarebbero giustificate da esigenze eccezionali ed imprevedibili e deduce che siffatte esigenze non ricorrerebbero in relazione alle supplenze annuali su posto libero, siano esse relative all’organico di diritto o all’organico di fatto.
C) Ai sensi del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36, (originario comma 2, ora comma 5), la violazione di disposizioni imperative riguardanti l’assunzione o l’impiego di lavoratori, da parte delle pubbliche amministrazioni, non può comportare la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato con le medesime pubbliche amministrazioni, ferma restando ogni responsabilità e sanzione.
che dalla sentenza impugnata (v. pag. 10 sent.) risulta che I.S. è stato assunto esclusivamente per supplenze su organico di fatto;
che, in relazione a tali supplenze, parte ricorrente non ha dedotto nè allegato che vi sia stato un uso improprio o distorto nella scelta della tipologia di incarico a tempo determinato, uso improprio che, per le ragioni indicate al punto 102 delle sentenze sopra richiamate, non può essere desunto dalla mera reiterazione della supplenza;
che nella fattispecie, inoltre, il carattere abusivo della reiterazione non può neppure essere affermato quale conseguenza della dichiarazione di illegittimità costituzionale della L. n. 124 del 1999, art. 4, commi 1 e 11, perchè l’abuso sussiste solo a condizione che le supplenze abbiano riguardato l’organico di diritto e si siano protratte per oltre trentasei mesi;
che la complessità della questione giuridica, solo recentemente risolta con le richiamate pronunce di questa Corte, giustifica l’integrale compensazione delle spese del giudizio di legittimità;