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Timestamp: 2017-01-20 20:15:17+00:00
Document Index: 49015285

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 106', 'art. 7', 'art. 106', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 51', 'art. 63', 'art. 7']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 110 del 28.03.2008
Interpello/2008 - Art. 11, legge 27 luglio
2000, n. 212 Società ALFA - comunicazioni obbligatorie all'Anagrafe tributaria
ai sensi dell'art. 7, comma 6, del DPR. n. 605 del 29 settembre 1973- indagini
finanziarie ai sensi degli articoli 32 del DPR 600 del 29 settembre 1973 e 51
del DPR 633 del 26 ottobre 1972
specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 7, comma 6, del
DPR. n. 605 del 29 settembre 1973 in materia di comunicazioni obbligatorie
all'Anagrafe tributaria nonché degli articoli 32, primo comma, n. 7) del DPR n. 600
del 29 settembre 1973 e 51, comma
secondo, n. 7) del DPR n. 633 del 26 ottobre 1972, in materia di indagini
La società ALFA è stata costituita, ai sensi
dell'art. 15 della legge 23.12.1998 n. 448, con lo scopo esclusivo di realizzare
una o più operazioni di cartolarizzazione dei crediti d'imposta e contributivi
ovvero altri crediti dello Stato e di enti pubblici.
La struttura e la dinamica delle cartolarizzazioni
realizzate da ALFA dal .... al .... possono essere sintetizzate come segue:
- lo Stato italiano ovvero gli enti
pubblici hanno alienato alla ALFA crediti e proventi nascenti da contratti
conclusi tra tali pubbliche amministrazioni e soggetti pubblici o privati,
ovvero dall'esercizio di determinate attività;
- ALFA ha emesso titoli di debito e li ha
ceduti a primarie istituzioni finanziarie per il successivo collocamento presso
il pubblico, al fine di reperire la liquidità necessaria alla corresponsione
del prezzo di acquisto dei crediti acquistati dallo Stato ovvero da enti
- ALFA ha concluso con i soggetti pubblici
cedenti dei contratti di gestione ad hoc in virtù dei quali è stata attribuita
agli stessi, per conto di ALFA, la concreta gestione dei crediti;
- i proventi pecuniari derivanti dalla
gestione e riscossione dei crediti sono impiegati da ALFA per rimborsare i
titoli di debito a suo tempo emessi, nonché per sostenere i costi connessi
In virtù del combinato disposto dell'art. 15 della
citata legge n. 448 del 1998 e del Testo Unico delle leggi in materia bancaria e
creditizia, di cui al D.lgs 1 settembre 1993, n. 385 (TUB), l'interpellante si
qualifica come intermediario finanziario iscritto nell'elenco generale previsto
dall'art. 106, comma 1, del TUB e, come tale, è tenuta ad adempiere agli
obblighi previsti dalla disciplina nazionale per tale categoria di soggetti. Da
tale qualificazione giuridica derivano anche gli obblighi in materia di
comunicazioni all'Anagrafe tributaria ai sensi dell'art. 7, comma 6, del DPR. n.
605 del 1973, nonché l'applicazione degli articoli 32, primo comma, n. 7) del DPR n. 600 del 1973 e
51, comma secondo, n. 7) del DPR n. 633 del 1972, in materia
di indagini finanziarie.
La società istante in quanto intermediario
finanziario iscritto nell'elenco generale previsto dall'art. 106 T.U.B.,
ritiene, di essere soggetta, in via generale, agli obblighi di comunicazione di
cui all'art. 7 del DPR n. 605 del 1973, nonché di essere tenuta a riscontrare
le richieste formulate ai sensi degli articoli 32, primo comma, n. 7) del DPR n. 600
del 1973 e 51, secondo comma, n.
7) del DPR n. 633 del 1972. Tenuto conto, tuttavia, della natura giuridica della
società e delle peculiari modalità operative che ne caratterizzano l'attività
nell'ambito delle operazioni di cartolarizzazione, l'interpellante ritiene che,
ai sensi delle norme citate, deve esclusivamente:
- rilevare e tenere in evidenza i dati
identificativi dei soggetti acquirenti (nella prospettiva del successivo
collocamento presso il pubblico) ovvero dei diretti sottoscrittori dei titoli di
debito emessi (posto che tale sottoscrizione integra la definizione di
"rapporto") e ciò ai sensi dell'art. 7, comma 6, del D.P.R. n. 605
del 1973, ed in linea con quanto chiarito con circolare 32/E del 2006;
- comunicare all'Anagrafe tributaria i dati
inerenti ai predetti rapporti, ai sensi del combinato disposto del comma 11 del
menzionato art. 7 del D.P.R. n. 605 del 1973 e del provvedimento del Direttore
dell'Agenzia delle Entrate n. 2007/9647 del 19 gennaio 2007 (e ciò, come
precisato dalla citata circolare 18/E,
anche se la controparte dovesse essere un altro operatore finanziario, in quanto
si tratterebbe di rapporti non aventi finalità di mero regolamento contabile);
- istituire la casella di posta elettronica
certificata - PEC - secondo le disposizioni contenute nel provvedimento del
Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2005 al fine di adempiere
al disposto del comma terzo degli artt. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e 51 del
D.P.R. n. 633 del 1972;
- procedere, a mezzo della menzionata PEC,
al riscontro delle richieste istruttorie formulate dall'Amministrazione
finanziaria ai sensi del n. 7) degli articoli 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e 51
del D.P.R. n. 633 del 1972 con esclusivo riguardo ai rapporti intrattenuti con
la clientela (rapporti che, secondo l'istante, si sostanziano essenzialmente
nelle relazioni intrattenute con i sottoscrittori dei titoli di debito emessi
ovvero con gli acquirenti degli stessi nella prospettiva di un successivo
collocamento presso il pubblico).
Per converso, la società istante ritiene che risultino
estranei agli obblighi di rilevazione e comunicazione ai sensi dell'art. 7 del
D.P.R. n. 605 del 1973, nonché agli obblighi di informativa di cui al n. 7)
degli artt. 32 del D.P.R. n. 600
del 1973 e 51 del D.P.R. n. 633
del 1972, tutti i rapporti e tutte le operazioni facenti capo a ALFA non in
qualità di intermediario finanziario ma quale cessionario dei crediti e
proventi oggetto di cartolarizzazione. Tali rapporti ed operazioni potranno
essere portate a conoscenza dell'Agenzia delle entrate a seguito di richieste
istruttorie di natura differente, quali, ad esempio, quelle esperite ai sensi
degli articoli 32, primo comma, n.
8) e n. 8 bis) del DPR n. 600 del 1973 e 51, secondo comma, del DPR n. 633 del
Alla stregua di quanto stabilito dal punto n. 7)
dell'articolo 32 del D.P.R. n. 600
del 1973 e dal punto n. 7) dell'art. 51
del D.P.R. n. 633 del 1972, gli uffici dell'Amministrazione finanziaria, per
l'adempimento dei propri compiti possono, nell'ambito dell'attività istruttoria
finalizzata al controllo di posizioni soggettive, "richiedere alle banche,
alla società Poste italiane SpA, per le attività finanziarie e creditizie,
agli intermediari finanziari, alle imprese di investimento, agli organismi di
investimento collettivo del risparmio, alle società di gestione del risparmio e
alle società fiduciarie, dati, notizie e documenti relativi a qualsiasi
rapporto intrattenuto od operazione effettuata, ivi compresi i servizi prestati,
con i loro clienti, nonché alle garanzie prestate da terzi.".
La Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 32/E del 19 ottobre 2006 include
fra i soggetti destinatari delle richieste dell'Amministrazione finanziaria, fra
gli altri, anche gli intermediari finanziari e, in particolare, i soggetti
iscritti nell'elenco generale di cui all'articolo 106, comma 1, del Testo Unico
Bancario (TUB). Pertanto, da un punto di vista soggettivo, la società istante,
a cui sono applicabili le disposizioni contenute nel titolo V del TUB, rientra a
pieno titolo fra i soggetti richiamati dal n. 7) degli articoli 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e
51 del D.P.R. n. 633 del 1972. Per
quel che riguarda l'ambito oggettivo della normativa in esame, si sottolinea che
la Circolare n. 32/E del 2006
fornisce delle descrizioni di rapporto e di operazione rilevanti ai fini del
riscontro alle richieste dell'Amministrazione finanziaria. In particolare, sono
considerati rapporti rilevanti tutte le attività, aventi carattere
continuativo, esercitabili dagli intermediari finanziari, ovvero i servizi
offerti continuativamente al cliente, che consentono di instaurare con
quest'ultimo un complesso di scambio all'interno di una forma contrattuale
specifica e durevole nel tempo. Per quel che concerne le operazioni, le stesse
assumono rilevanza sia all'interno di un rapporto che al di fuori del medesimo,
distinguendosi in operazioni di natura finanziaria (ad esempio movimentazioni di
titoli o denaro), operazioni relative a mezzi di pagamento (ad esempio
trasferimenti in denaro contante, assegni, bonifici) e operazioni connesse a
servizi accessori (quali, ad esempio, la custodia e l'amministrazione di
strumenti finanziari).
Con specifico riferimento alle categorie legali
espressamente previste dalle norme in esame (rapporti, operazioni, inclusi i
servizi prestati), il legislatore ha, quindi, sostanzialmente individuato tutte
le operazioni relative all'attività esercitabile dagli intermediari, siano esse
operazioni relative a rapporti continuativi o servizi offerti continuativamente,
ovvero operazioni riferibili a servizi singolarmente prestati, rendendo le
stesse intercettabili ai fini dell'esercizio del potere istruttorio come
novellato dalla legge (cfr circolare n. 32 del 19 ottobre 2006). Ne
consegue che l'Amministrazione finanziaria può legittimamente chiedere ai
soggetti di cui agli articoli 32,
comma 1, n. 7) del DPR n. 600 del 1973 e 51, comma 2, n. 7) del DPR n. 633 del
1972, tra i quali sono comprese anche le società di cartolarizzazione, una
vasta gamma di dati e notizie riguardanti la propria clientela. La formulazione
della norma risulta, infatti, talmente onnicomprensiva da raccogliere dentro di
sè l'operatività di tutti gli intermediari, non solo finanziaria, ma anche
quella relativa ai servizi accessori e ai mezzi di pagamento.
Si ritiene pertanto, che, sulla base della relazione
intercorrente tra l'intermediario e il cliente, non vi siano preclusioni al
potere istruttorio degli uffici, qualsiasi sia la natura e la modalità degli
atti effettivamente posti in essere, purché significativi agli effetti di
indagini fiscali. Quel che rileva è la riconducibilità concreta dei rapporti,
delle operazioni, dei servizi accessori e delle garanzie prestate, anche da
terzi, alla relazione cliente- intermediario, a prescindere dalle modalità
contrattuali o, comunque dal titolo giuridico, che determina la relazione
medesima. Una puntuale elencazione delle operazioni e dei rapporti rilevanti ai
fini delle richieste dell'Amministrazione finanziaria è contenuta negli
allegati tabella 1 e 2 del Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle
Entrate del 22 dicembre 2005, così come integrato dal provvedimento del
Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 12 novembre 2007.
Il medesimo provvedimento, inoltre, istituisce il
servizio di posta elettronica certificato, tramite il quale i soggetti
interessati devono adempiere al riscontro delle richieste istruttorie
Si sottolinea, inoltre, che ulteriori obblighi sono
posti a carico degli intermediari finanziari in base a quanto disposto
dall'articolo 7, comma 6, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605, così come
modificato dall'art. 63 comma 1, lett. a) e b) del D.Lgs. 21 novembre 2007, n.
231, secondo il quale i soggetti sopra richiamati "sono tenuti a rilevare e
a tenere in evidenza i dati identificativi, compreso il codice fiscale, di ogni
soggetto che intrattenga con loro qualsiasi rapporto o effettui, per conto
proprio ovvero per conto o a nome di terzi, qualsiasi operazione di natura
finanziaria ad esclusione di quelle effettuate mediante versamento in conto
corrente postale per un importo unitario non inferiore a 1.500 euro; l'esistenza
dei rapporti, e l'esistenza di qualsiasi operazione di cui al precedente
periodo, compiuta al di fuori di un rapporto continuativo nonché la natura
degli stessi sono comunicate all'anagrafe tributaria".
Formano, quindi, oggetto di comunicazione sia i
rapporti che le operazioni intrattenuti con la clientela, elencati nel citato
provvedimento del Direttore dell'agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2005.
Pertanto, posto che, secondo la normativa in commento, i rapporti e le
operazioni sopra descritte assumono effettiva rilevanza esclusivamente se
intrattenuti dagli intermediari finanziari "con i loro clienti" e se
inclusi fra quelli previsti dal Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle
Entrate del 22 dicembre 2005, così come integrati dal provvedimento del
Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 12 novembre 2007, si ritiene che
l'istante sia tenuto all'obbligo di istituire la casella di posta elettronica
certificata, a riscontrare le richieste eventualmente formulate
Per converso, in capo all'istante non sussistono
obblighi di rilevazione e comunicazione con riferimento a rapporti ed operazioni
non rientranti nella concreta operatività dello stesso quale intermediario
finanziario, quali ad esempio i rapporti con i soggetti cessionari dei crediti.
L'orientamento sopra specificato trova conferma nella
citata Circolare n. 18 del 4 aprile
2007 in cui, al paragrafo 4.2, si stabilisce che, in caso di operazioni di
cartolarizzazione, la società veicolo (veste assunta dall'istante nelle
operazioni di cartolarizzazione poste in essere) è tenuta alla comunicazione di
cui all'art. 7, comma 6, del D.P.R.
n. 600 del 1973 esclusivamente per i rapporti inerenti all'emissione dei titoli
enunciati nella presente risoluzione vengano applicati con uniformità
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