Source: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_7_1.page?contentId=SCA1235252&previsiousPage=mg_1_7
Timestamp: 2019-10-19 02:04:05+00:00
Document Index: 179268294

Matched Legal Cases: ['art. 168', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 168', 'art. 168', 'art. 5', 'art. 141', 'art. 4']

Ministero della giustizia - Convenzione per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità tra Tribunale di TRIESTE e la Comunità di San Martino al Campo - 6 aprile 2016
Convenzione per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità tra Tribunale di TRIESTE e la Comunità di San Martino al Campo - 6 aprile 2016
che nei casi previsti dall'art. 168 bis del codice penale, su richiesta dell'imputato, il giudice può sospendere il procedimento e disporre la messa alla prova, sulla base di un programma di trattamento predisposto dall'Ufficio di esecuzione penale esterna, subordinato all'espletamento di una prestazione di pubblica utilità;
che ai sensi dell'art. 8 della legge 28 aprile 2014, n. 67 e dell'art. 2, comma l, del D.M. 8 giugno 2015, n. 88 del Ministero della Giustizia, l'attività non retribuita in favore della collettività per la messa alla prova è svolta sulla base di convenzioni da stipulare con il Ministero della Giustizia, o su delega di quest'ultimo, con il presidente del tribunale nel cui circondario sono presenti le amministrazioni, gli enti o le organizzazioni indicate nell'art. l, comma l, del citato decreto ministeriale;
che il Ministro della Giustizia, con l'atto allegato (doc. 1 - omissis), ha delegato i presidenti dei tribunali a stipulare le convenzioni previste dall'art. 2, comma l, del DM 88/2015, per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità per gli imputati ammessi alla prova ai sensi dell'art. 168 bis codice penale;
tutto ciò premesso, quale parte integrante della presente convenzione, tra il Ministero della Giustizia, che interviene nella persona del dott. Matteo Giovanni Trotta, Presidente del Tribunale di Trieste, giusta delega di cui all'atto in premessa, e l'ente "Comunità di San Martino al Campo - Onlus", con sede a Trieste in via Gregorutti n. 2, in persona del Presidente e legale rappresentante dotto Claudio Calandra di Roccolino, nato a Trieste il 9 marzo 1950, si conviene e si stipula quanto segue:
L'Ente consente che n. 6 soggetti svolgano contemporaneamente presso le proprie strutture l'attività non retribuita in favore della collettività, per l'adempimento degli obblighi previsti dall' art. 168 bis del codice penale.
Le sedi presso le quali potrà essere svolta l'attività lavorativa sono complessivamente 8, dislocate sul territorio come da elenco allegato (doc. 2- omissis) alla presente convenzione.
supporto nelle attività di prima accoglienza
supporto nelle attività di raccolta e distribuzione di prodotti vari
supporto nell'attività di cura del verde
aiuto nelle attività domestiche
L'ente comunicherà all'UEPE il nominativo dei referenti, incaricati di coordinare la prestazione lavorativa degli imputati, e di impartire le relative istruzioni.
L'ente consentirà l'accesso presso le proprie sedi ai funzionari dell'Ufficio di esecuzione penale esterna incaricati di svolgere l'attività di controllo che sarà effettuata, di norma, durante l'orario di lavoro, nonché la visione e l'eventuale estrazione di copia del registro delle presenze, o degli atti annotati dall'equivalente strumento di rilevazione elettronico, che l'ente si impegna a predisporre.
I referenti indicati all'art. 5 della convenzione, al termine del periodo previsto per l'esecuzione del lavoro di pubblica utilità, forniranno le informazioni inerenti l'assolvimento degli obblighi dell'imputato, all'ufficio di esecuzione penale esterna, che assicura le comunicazioni all'autorità giudiziaria competente, con le modalità previste dall'art. 141 ter, commi 4 e 5, del Decreto Legislativo 28 luglio 1989, n. 271.
Nell'ipotesi di cessazione parziale o totale delle attività dell'ente, di recesso o di risoluzione della presente convenzione, tali da rendere impossibile la prosecuzione dell'attività di lavoro, l'ufficio di esecuzione penale esterna informa tempestivamente il giudice che ha disposto la sospensione del processo con la messa alla prova, per l'adozione dei provvedimenti previsti dall'art. 4, comma 3, del DM ll.88/2015.
Il Rappresentante dell'Ente