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Timestamp: 2019-06-18 09:42:50+00:00
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Consiglio di Stato sentenza 2914/2014 promozione dirigenti superiori | Sapaf
sul ricorso numero di registro generale 248 del 2014, proposto da Giampiero Costantini, rappresentato e difeso dagli avv. Gianluca Piccinni e Massimo Zhara Buda, con domicilio eletto presso il primo in Roma, via G.G. Belli 39;
- Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali - Corpo Forestale dello Stato, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, con domicilio per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12;
- Guido Conti, rappresentato e difeso dall'avv. Vincenzo Colaiacovo, con domicilio eletto presso lo stesso in Roma, via Piero Foscari, n. 40;
Sergio Costa, rappresentato e difeso dall'avv. Vincenzo Colaiacovo, con domicilio eletto presso lo stesso in Roma, via Piero Foscari, n. 40;
della sentenza del T.A.R. LAZIO - ROMA: SEZIONE II TER n. 09266/2013, resa tra le parti, concernente approvazione della graduatoria di merito formata a seguito dello scrutinio per merito comparativo per la promozione alla qualifica di dirigente superiore del corpo forestale dello stato
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali - Corpo Forestale dello Stato, di Sergio Costa e di Guido Conti;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 22 maggio 2014 il consigliere Bruno Rosario Polito e uditi per le parti gli avvocati Piccinni, Zhara Buda, Colaiacovo e l’avvocato dello Stato Natale;
1. Il dott. Giampiero Costantini, dirigente del Corpo Forestale dello Stato, partecipava allo scrutinio per merito comparativo per la copertura di otto posti nella qualifica di dirigente superiore con decorrenza 31 dicembre 2012 collocandosi al nono posto, con punteggio complessivo pari a 81,16, a fronte del punteggio di 81,33 conseguito dal dott. Sergio Costa, ultimo dei promossi, e di 81,43 del dott. Guido Conti, collocato al settimo posto della graduatoria finale.
Con ricorso promosso avanti al T.A.R. per il Lazio insorgeva avverso l’esito della procedura concorsuale ed impugnava per dedotti motivi di violazione di legge ed eccesso di potere in diversi profili i seguenti atti e provvedimenti:
- decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali – Corpo Forestale dello Stato – Ispettorato Generale – Serv. IV – Div. 12^ n. 18R del 13 febbraio 2013, di approvazione della graduatoria di merito formata a seguito dello scrutinio per merito comparativo nella parte in cui ha assegnato al ricorrente un punteggio ingiustificatamente basso nella categoria attitudinale, nonché nelle parti in cui ha attribuito punti al controinteressato dott. Costa, in relazione ad un titolo non valutabile;
- verbale del Consiglio di Amministrazione del Corpo Forestale dello Stato relativo alla seduta del 7 gennaio 2013, nella parte in cui in sede di valutazione dei titoli non ha attribuito al ricorrente un punteggio complessivo adeguato per l’immissione in posto utile nella graduatoria di merito;
- quaderno di scrutinio redatto dal Consiglio di Amministrazione del Corpo Forestale dello Stato nella seduta del 7 gennaio 2013, nelle parti in cui ha omesso la valutazione di determinati titoli ed ha attributo un punteggio ingiustificatamente basso per la Categoria VII, attitudine ad assumere maggiori responsabilità e ad assolvere le funzioni della qualifica superiore;
- scheda individuale di valutazione, nelle parti in cui è stata omessa la valutazione di determinati titoli ed è stata attribuita una valutazione ingiustificatamente bassa relativamente alla predetta categoria VII, nonché scheda individuale di valutazione del controinteressato dott. Costa, nella parte in cui ha valutato con punti 0,30 – anziché dichiarare non valutabile – il Corso di Alta Formazione – Scuola Forse di Polizia, sebbene conseguito in periodo precedente al quinquennio oggetto dello scrutinio;
- ogni altro atto connesso, presupposto e consequenziale del Consiglio di Amministrazione.
Il dott. Costantini insisteva per l’ammissione a valutazione di individuati titoli di servizio e per il riconoscimento di un maggiore punteggio nella categoria attitudinale, coerente con i titoli di servizio posseduti e congruo alle effettive capacità e professionalità quali risultanti dal fascicolo personale, utile ai fini della promozione alla qualifica di dirigente superiore del Corpo Forestale dello Stato, con decorrenza giuridica ed economica dal 1° gennaio 2013.
Con sentenza n. 9166 del 2013 il T.A.R. adito – dopo un diffuso ordine argomentativo sulla sfera di discrezionalità di cui l’ Amministrazione dispone in scrutinio per merito comparativo e sui limiti di sindacato in sede giurisdizionale – respingeva il ricorso.
Avverso detta sentenza il dott. Costantini ha proposto appello a, a confutazione delle statuizioni del T.A.R., ha dedotto:
a) la mancata valutazione o sottostimata di taluni dei titoli prodotti, per un punteggio complessivo pari ad 1,94, idoneo a superare la prova di resistenza per il conseguimento nella nomina nella qualifica superiore, stante il divario di soli punti 0,17 rispetto all’ ultimo scrutinato utilmente graduato;
b). l’erroneità del riconoscimento in favore del controinteressato dr. Conti di punti 0,30 per il titolo Corso di alta formazione – Scuola di Perfezionamento Forze di Polizia, in quanto non rilasciato da istituto universitario e conseguito nel 1995, oltre il quinquennio 2007/2011 cui va riferita la valutazione dei titoli;
c) la sottovalutazione con soli punti 0,05 delle funzioni di presidente della Commissione esaminatrice del 56° corso allievi agenti del C.F.S. e della Commissione per la formazione, addestramento ed aggiornamento per gli autisti delle centrali mobili , in contrasto con i sub – criteri che fissavano in 0,30 il punteggio per chi aveva svolto dette funzioni;
d) la sottostima in soli punti 0,05 di due distinti incarichi di delegato del datore di lavoro per la prevenzioni di infortuni, conferiti negli anni 2008 e 2010 per di più ammessi a valutazione una sola volta;
e) la mancata valutazione dell’attestato rilasciato per la partecipazione al corso di perfezionamento post laurea International Advanced Course on Water Resources;
f) la non congruità, sproporzione ed inadeguatezza del punteggio riconosciuto per la Categoria VII attitudine ad assumere maggiori responsabilità e ad assolvere le funzioni della qualifica superiore in raffronto sia dell’alto numero dei titoli prodotti in valutazione ed all’elevato punteggio complessivo conseguito, sia del metro di giudizio osservato nei confronti degli altri candidati, nonché rispetto alle risultanze del fascicolo personale,
Il sede di note conclusive il dott. Costantini ha ulteriormente illustrato i motivi di impugnativa.
Resiste il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali che ha disatteso i motivi di appello e chiesto la conferma della sentenza impugnata.
Si sono altresì costituiti i controinteressati dott. Costa e dott. Conti opponendosi all’accoglimento dell’appello.
All’ udienza del 22 maggio 2014 il ricorso è stato trattenuto per la decisone.
2. Il dott. Costantini ripropone la doglianza – non esaminata nello specifico dal T.A.R. – che come accennato nel precedente punto b) dell’esposizione del fatto, investe l’attribuzione di punti 0,05 per le funzioni di presidente della commissione esaminatrice del 56° corso allievi agenti del C.F.S.
Deduce il ricorrente che, in violazione dei criteri di massima deliberati per la valutazione dei titoli, l’incarico svolto è stato indebitamente ricondotto nei parametri di cui al punto 4 nella categoria II, esercizio di funzioni dirigenziali aggiuntive rispetto all’incarico principale, anziché in quelli stabiliti al punto 3della medesima categoria, riferiti alla partecipazione, quale presidente, membro o segretario, a commissioni di concorso.
Il motivo è infondato .
L’Amministrazione correttamente oppone la non riconducibilità dell’incarico fra quelli espletati in commissioni per le selezione e assunzione di personale, intervenendo l’ attività valutativa nell’ambito di esami da sostenere al termine di una procedura per il reclutamento di allievi agenti del C.F.S., già in base a precedente concorso utilmente collocati in graduatoria e riconosciuti idonei alla frequenza del previsto corso della durata di 12 mesi.
L’attività svolta si configura, quindi, come compito aggiuntivo alle ordinarie funzioni di dirigente ed il punteggio è stato assegnato secondo i parametri stabiliti al punto 3) della ctg. II, con quantificazione non sindacabile nel merito, ove si consideri, quanto all’ onere di impegno, il rilievo dato dall’ Amministrazione all’espletamento dell’incarico nell’ambito della Scuola in cui era chiamato ad operare il ricorrente.
2.1. Analoghe considerazioni valgono per l’incarico di presidente della commissione per la formazione, addestramento ed aggiornamento di autisti delle centrali mobili, cui è fatto riferimento nella tabella sinottica a pag. 7 del ricorso in appello. Si tratta all’evidenza di organo collegiale che non è proposto all’espletamento di una procedura selettiva, ma alla verifica del percorso formativo di soggetti già in rapporto di impiego. Resta, quindi, escluso che le funzioni di presidente del collegio, espletate dal dott. Costantini, possano beneficiare del punteggio previsto al punto 3 della categoria II.
2.2. E’ invece fondato il motivo che investe la mancata assegnazione di punteggio per la partecipazione al corso di perfezionamento post laurea International Advanced Course on Water Resources rilasciato dall’ Università per Stranieri di Perugia.
L’amministrazione giustifica la statuizione negativa trattandosi di titolo rilasciato da università non a struttura italiana.
Detta motivazione non si presenta convincente ove si consideri, sotto un primo profilo, che i criteri di massima di valutazione dei titoli classificati in categoria III –profitto tratto nei corsi professionali o altri titoli di studio, - non operano discriminazioni in relazione alla nazionalità dell’ organismo che ha rilasciato il titolo.
Il ricorrente ha, inoltre, illustrato e documentato che l’ Università per Stranieri di Perugia, a suo tempo istituita con r.d. n. 1965 del 1925, che riceve qualificazione di istituzione pubblica di alta cultura ad ordinamento speciale, ai sensi della legge n. 204 del 1992, beneficiando di risorse economiche destinate al sistema universitario nazionale.
La scheda valutativa va quindi dichiarata illegittima nella parte in cui ha qualificato come non valutabile il titolo de quo che, per peculiarità ed oggetto, concorre in via stabile al perfezionamento ed affinamento culturale del ricorrente.
2.3. Il dr. Costantini lamenta la sottostima in soli punti 0,05 di due distinti incarichi di delegato del datore di lavoro per la prevenzioni di infortuni, conferiti con distinti atti negli anni 2008 e 2010, ma valutati una sola volta.
Con riferimento al 2010 il Consiglio di Amministrazione ha, invero, ammesso a valutazione l’incarico con riconduzione nella categoria II, n. 4, ed ha attribuito il punteggio 0,05, mentre contraddittoriamente per lo stesso incarico, conferito nel 2008, non è stato assegnato punteggio, perché qualificato peculiare alle funzioni proprie della qualifica. In contrario anche per il 2008, ricorrendo l’aggravio di lavoro e l’assunzione di particolari responsabilità secondo quanto previsto nei criteri di valutazione, doveva essere assegnato un autonomo punteggio.
2.4. Il dr. Costantini ripropone la censura – disattesa dal T.A.R. – in merito all’illegittima attribuzione di punti 0,30 al titolo Corso di alta formazione – Scuola di Perfezionamento Forze di Polizia prodotto in valutazione dal controinteressato dott. Costa, in quanto non rilasciato da istituto universitario e conseguito nel 1995, oltre il quinquennio 2007/2011 cui va riferita la valutazione dei titoli.
Il motivo va in parte condiviso.
Si tratta, invero, di attestato rilasciato a conclusione di corso gestito dalla Scuola di perfezionamento delle forse di polizie, che assolve funzione di formazione ed aggiornamento dei funzionari e degli ufficiali delle forze di polizia per un’adeguata e qualificata preparazione nella materie attinenti ai compiti di istituto.
Avuto riguardo all’organismo che ha rilasciato il titolo – diversamente da quanto statuito dal c.a. nella scheda di scrutinio relativa al dr. Costa - lo stesso non appare riconducibile nell’ambito della categoria III, n. 3, che prende in considerazione il dottorato di ricerca nonché i corsi di perfezionamento e specializzazione universitari, non operando all’evidenza la Scuola di perfezionamento delle forse di polizie nell’ambito del sistema universitario ed essendo la finalità di formazione indirizzata al particolare settore degli appartenenti alla forze di polizia.
Trattandosi di titolo rilasciato nel 1995 non giova alle ragioni dell’ Amministrazione il protocollo siglato dal Capo della Polizia con l’Università di Roma teso ad attribuire al titolo in questione valore anche di master universitario di II livello in “sicurezza, coordinamento interforse e cooperazione internazionale”, dichiarazione di equipollenza che assume rilievo de futuro quanto all’ articolazione dei corsi e non si estende al passato.
Pertanto, in relazione ai deliberati parametri di valutazione, il titolo in argomento andava invece correttamente ricondotto, in relazione all’oggetto ed al carattere di specificità, al punto 1 della categoria III, che prende in considerazione i corsi di formazione e di perfezionamento professionale.
L’obiezione del dr. Costantini in ordine alla non valutabilità del titolo perché non conseguito nel quinquennio antecedente lo scrutinio di avanzamento recede a fronte del dato normativo di cui all’art. 22, comma tre, della legge n. 121 del 1981.
E’ ivi stabilito che “la frequenza ed il superamento con esito favorevole dei corsi (gestiti dalla Scuola di perfezionamento delle forse di polizie) costituisce titolo per l’avanzamento in carriera”.
Si tratta di previsione che dà stabile rilievo alla formazione e al bagaglio di conoscenze acquisito con la frequenza dei corsi di peculiare alta formazione, cui segue l’ affinamento del livello professionale dell’appartenente alla forze di polizia che si riflette in ogni procedura di avanzamento in carriera.
2.5. Da ultimo il dr. Costantini reitera le doglianze, non accolte dal T.A.R., in ordine all’ inadeguatezza, non congruità, manifesta illogicità del punteggio di 16,50 assegnato per la categoria VII attitudine ad assumere maggiori responsabilità e ad assolvere le funzioni della qualifica superiore sul totale dei 20 punti disponibili.
Il ricorrente lamenta lo sbilanciamento del punteggio rispetto a quello assegnato agli altri candidati che, esclusi i primi due graduati, hanno prodotto in valutazione un numero inferiore di titoli di carriera e culturali, nonché la sua immotivata contraddittorietà con le risultanze del fascicolo professionale.
Eleva a sintomo di eccesso di potere del giudizio discrezionale la circostanza che la media del punteggio per la categoria in questione riportato da tutti in candidati è di 17,50, mentre il ricorrente si vede collocato, senza giustificato ed esternato motivo, al di sotto di essa di ben un punto e richiama arresti della giurisprudenza amministrativa che riconoscono come il giudizio sull’ attitudine ad assumere maggiori responsabilità e ad assolvere le funzioni della qualifica superiore non possa essere espresso in termini del tutto avulsi e disancorati dai restanti parametri valutativi cui è dato rilievo ai fini dell’avanzamento in carriera.
Osserva il collegio che il giudizio attitudinale allo svolgimento della qualifica superiore non si pone in rapporto di stretta proporzione e simmetria rispetto ai separati punteggi assegnati alle diverse categorie di titoli prodotti in valutazione.
La valutazione della voce attitudinale ha, invero, carattere ampiamente discrezionale e coinvolge apprezzamenti di merito in relazione alle specifiche esigenze di servizio dell' Amministrazione. Esso coinvolge nel complesso la posizione del pubblico dipendente in relazione al livello qualitativo maturato agli effetti dell’assunzione delle funzioni proprie della qualifica superiore.
Nella specie il lamentato scostamento del punteggio oggetto di contestazione, rispetto ai più lusinghieri esiti dei giudizi relativi agli altri parametri di valutazione, è sostenuto da congrua motivazione, esternata nella scheda di valutazione, riferita ai precedenti di carriera qualificati complessivamente buoni, ma non di rango di eccellenza, dandosi rilievo a margini di miglioramento per gli aspetti legati alla personalità e alle capacità relazionali.
Il metro valutativo osservato dall’ Amministrazione non si configura manifestamente illogico, avuto riguardo alla qualifica di rango dirigenziale da conferire ed agli aspetti attinenti al servizio pregresso oggetto di specifica considerazione, né a termine di paragone possono elevarsi i giudizi formulati nei confronti degli altri scrutinati, stante l’evidente non identità ed omogeneità dei rispettivi e diversi precedenti di carriera, che in modo differenziato si riflettono sulla attitudine maturata per lo svolgimento della mansioni della qualifica superiore.
Per le considerazione che precedono l’appello va accolto nei limiti di cui in motivazione e per l’effetto, in parziale riforma della sentenza impugnata, vanno annullate in parte de qua le operazioni dello scrutinio per merito comparativo, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell’ Amministrazione.
In relazione alla reciprocità dei capi di soccombenza spese ed onorari possono essere compensati fra le parti per i due gradi di giudizio.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie in parte e, per l’effetto, annulla gli atti impugnati nei limiti di cui in motivazione, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell’ Amministrazione.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 22 maggio 2014 con l'intervento dei magistrati:
TAR Lazio sentenza 9266/2013 promozione dirigenti superiori
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