Source: https://www.orizzontescuola.it/pensioni-illegittimo-prelievo-forzato-quote-superiori-ai-90000-euro-come-denunciato-confedir/
Timestamp: 2018-03-19 02:54:49+00:00
Document Index: 106332747

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 18', 'art. 24', 'art. 3', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ']

Pensioni: illegittimo il prelievo forzato per le quote superiori ai 90.000 Euro come denunciato da Confedir - Orizzonte Scuola
Pensioni: illegittimo il prelievo forzato per le quote superiori ai 90.000 Euro come denunciato da Confedir
Ufficio Stampa Anief – Nuova sentenza della Corte costituzionale che ricorda come sia vietato al Governo l’utilizzo delle retribuzioni differite per il riequilibrio di bilancio attraverso l’introduzione di una tassa speciale verso solo alcune categorie di contribuenti.
Ricordato il carattere tributario dei sacrifici imposti dalla legge n. 122/10 della cui proroga il Senato discute il parere. Il sindacato chiede la restituzione ai pensionati dei 50 milioni di euro così risparmiati in questi due anni. Avviate altre iniziative per il recupero dei crediti anche su blocco stipendi, perequazione pensioni e indennità vacanza contrattuale.
La Confederazione avvia le procedure per recuperare per stipendi e pensioni superiori ai 90.000 Euro rispettivamente le quote trattenute dall’8/10 al 10/12 (stipendi) e dall’8/11 al 6/13 (pensioni), per sbloccare gli aumenti di stipendio e riconoscere la perequazione del 2,6% per le pensioni superiori a 1.400 Euro per il 2012/13, per certificare il credito del 2,69% del TFS maturato per il biennio 2009/11 e per ottenere la restituzione della trattenuta del 2,5% di TFR prelevata dalla busta paga degli ultimi dieci anni (2003-2013).
Il contributo di perequazione del 5% sulla differenza tra i 90.000 e i 150.000 Euro, del 10% tra i 150.000 e 200.000 Euro e del 15% sopra i 200.000 Euro, prelevato mensilmente a partire dal 1° agosto 2011 fino al 31 dicembre 2014 come previsto dall’art. 18, c. 22 bis legge n. 111/11 e dall’art. 24, c. 31bis della legge n. 201/12 viola gli art. 3 e 53 della Costituzione. Il Governo aveva introdotto la norma per reperire altri 26 milioni di euro ad anno attraverso una tassazione surrettizia dopo che lo stesso contributo di solidarietà era stato applicato agli stipendi dei dipendenti/dirigenti pubblici attraverso l’art. 9 della legge n. 122/2010. Ma è proprio la declaratoria di incostituzionalità di questa norma già manifestata nella sentenza n. 223 del 7 ottobre 2013 che è stata ribadita dal Giudice delle leggi nell’ultima sentenza n. 116 del 3 giugno 2013, dopo che il Mef nella nota dell’8 novembre scorso aveva interrotto la trattenuta sugli stipendi.
Per Marcello Pacifico, presidente Anief e delegato Confedir al contenzioso, “ancora una volta è stato ribadito dalla Consulta il principio di uguaglianza sostanziale di tutti i cittadini davanti alla legge anche in presenza di interessi rilevanti di bilancio, principio su cui si regge il nostro ordinamento e che il Parlamento non può ignorare mentre si appresta a dare il parere sul Regolamento governativo che intende prorogare il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici anche per il 2014 e non riconoscere gli scatti attribuiti nel 2011”.
Sta ora al Governo – come ha anche chiarito il sen. Zanettin, relatore del provvedimento (atto n. 9/13) in I Commissione Affari Costituzionale del Senato – valutare bene gli effetti della proroga di una norma che potrebbe essere travolta dalla Consulta – il prossimo 5 novembre – quando saranno discusse una decina di ordinanze rimesse da sei tribunali amministrativi regionali e da un tribunale del lavoro sul blocco degli stipendi per il personale della scuola, dell’università, delle ambasciate, dell’agenzia delle telecomunicazioni.
Nel frattempo, la Confedir avvia le procedure anche legali per il recupero delle somme spettanti ai dipendenti/dirigenti pubblici in servizio e in quiescenza.
La Confedir mette a disposizione i modelli per recuperare il contributo di solidarietà versato da chi ha percepito una retribuzione o una pensione superiore ai 90.000 Euro. Per info, scrivi a [email protected] .
La Confederazione avvia anche le procedure per ottenere la perequazione automatica del 2,6% prevista dal D. I. del 18 gennaio 2012, anche per gli importi di pensione superiori a tre volte il valore minimo (1.443 Euro al mese), bloccata dall’art. 24, c. 25 della legge 214/11. In tal caso, scrivere a [email protected] .
Per aderire, infine, alle iniziative legali per il recupero degli aumenti di stipendio e dell’indicizzazione della vacanza contrattuale, bloccati per il triennio 2011-2013, e dell’eventuale proroga relativa al 2014 dell’aliquota del 2,69% del TFS per il biennio 2011-2012 (quale differenziale tra il 9,60% spettante e il 6,91% attribuito prima dell’entrata in vigore dell’art. 1, cc. 98-99 della legge n. 228/12), e del 2,5% di TFR indebitamente trattenuto negli ultimi dieci anni per i neo-assunti dopo il 15 maggio 2000 (ai sensi dell’art. 1, c. 2 del DPCM 20 dicembre 1999), bisogna scrivere rispettivamente a [email protected] , [email protected] , [email protected] .
Per approfondimenti, leggi i precedenti Comunicati Anief-Confedir sul blocco degli scatti:
http://www.anief.org/content_pages.php?pag=5908&sid =
http://www.anief.org/content_pages.php?pag=5850&sid =
Stralcio della sentenza n. 116/13
Considerato in diritto […]
6 giugno 2013 - 10:27 - Lalla