Source: http://www.comune.fianoromano.rm.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4199:adozione-misure-organizzative-per-la-gestione-del-personale-dipendente-nel-contesto-dell-emergenza-epidemiologica-virale-covid-19&catid=198&Itemid=1763
Timestamp: 2020-04-04 23:59:22+00:00
Document Index: 166246062

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 50']

Adozione misure organizzative per la gestione del personale dipendente nel contesto dell’emergenza epidemiologica virale COVID-19
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Chiusura al pubblico di tutti gli uffici comunali ad eccezione dei seguenti servizi essenziali: l’Ufficio protocollo, per la ricezione di atti urgenti ed indifferibili, e l’Ufficio di Stato Civile, esclusivamente per le dichiarazioni di nascita e di morte, previo appuntamento e secondo le modalità per garantire l’efficacia delle misure di prevenzione del rischio.
I contatti degli uffici che garantiscono i servizi essenziali sono i seguenti:
Centralino 0765/4071 e Ufficio Relazioni con il Pubblico 0765.407279 (dalle ore 9.00 alle ore 14.00 - martedì e giovedì dalle ore 15.30 alle ore 18.00)
Servizi Sociali - alternativamente contattare uno dei seguenti numeri: 0765.407252/253/254/255/383
Protocollo - alternativamente contattare uno dei seguenti numeri: 0765.407272/273
ORDINANZA N. 23 DEL 20/03/2020
Visto quanto disposto dal D.L. 23 febbraio 2020, n. 6 “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19”;
- l’art. 1 del citato decreto legge così dispone: “Allo scopo di evitare il diffondersi del COVID-19, nei Comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio del menzionato virus, le Autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica”;
- tra le misure di contenimento il successivo comma 2 individua anche:
“o) sospensione o limitazione dello svolgimento delle attività lavorative nel Comune o nell'area interessata nonché delle attività lavorative degli abitanti di detti Comuni o aree svolte al di fuori del Comune o dall'area indicata, salvo specifiche deroghe, anche in ordine ai presupposti, ai limiti e alle modalità di svolgimento del lavoro agile, previste dai provvedimenti di cui all'articolo 3.
k) chiusura o limitazione dell'attività degli uffici pubblici, degli esercenti attività di pubblica utilità e servizi pubblici essenziali di cui agli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, n. 146, specificamente individuati”;
- con la direttiva n. 1 del 25 febbraio 2020 il Ministero per la Pubblica Amministrazione ha fornito le prime linee guida per il contenimento del rischio epidemiologico da COVID-19 al di fuori delle aree soggette a misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica (di cui all’articolo 1 del decreto legge n. 6 del 2020);
- nella suddetta direttiva il Ministero raccomandava a tutte le Amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, d.lgs. 165/2001, l’utilizzo di modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa “al fine di contemperare l’interesse alla salute pubblica con quello di cui alla continuità dell’azione amministrativa”;
- sempre con la direttiva n. 1 del 2020 il Ministero ha invitato le Amministrazioni “a potenziare il ricorso al lavoro agile individuando modalità semplificate e temporanee di accesso alla misura con riferimento al personale complessivamente inteso, senza distinzione di categoria, di inquadramento e di tipologia di rapporto di lavoro”;
- con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1 marzo 2020 sono state adottate nuove ed ulteriori misure urgenti per il contenimento del contagio valide su tutto il territorio nazionale, nonché specifiche misure di informazione e prevenzione;
- l’articolo 4 del citato decreto prevede, in particolare, che: “a) la modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, può essere applicata, per la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti. Gli obblighi di informativa di cui all'art. 22 della legge 22 maggio 2017, n. 81, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro”;
- con decreto del P.C.M. del 4 marzo 2020 sono state adottate ulteriori misure di contenimento del contagio ed è stata riproposta la possibilità di avvalersi del lavoro agile per tutta la durata dello stato di emergenza;
- con la circolare del Ministero della Pubblica Amministrazione n. 1 del 4 marzo 2020 si è ritenuto che “per effetto delle modifiche apportate al richiamato articolo 14 della legge n. 124 del 2015 dal recente decreto legge 2 marzo 2020 n. 9 recante “misure urgenti di sostegno per le famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” è superato il regime sperimentale dell’obbligo per le amministrazioni di adottare misure organizzative per il ricorso a nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa, con la conseguenza che la misura opera a regime;
- l’8 marzo 2020 il Presidente del Consiglio dei Ministri ha adottato un successivo decreto legge in cui, all’art. 1, co. 1, lett. e) “si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere, durante il periodo di efficacia del presente decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie”;
- il 17 marzo 2020 è stato emanato un ulteriore decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in cui all’art. 39, co. 1, si dispone che “Fino alla data del 30 aprile 2020, i lavoratori dipendenti
disabili nelle condizioni di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilita' nelle condizioni di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile ai sensi dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, a condizione che tale modalita' sia compatibile con le caratteristiche della prestazione”;
Vista la Direttiva n. 1/2020 del Ministro per la Pubblica Amministrazione recante le “prime indicazioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 nelle pubbliche amministrazioni al di fuori delle aree di cui all’art. 1 del Decreto Legge n. 6/2020”;
Visto l’art. 14 delle legge 7 agosto 2015, n. 124 riguardante la “ Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle amministrazioni pubbliche”;
Preso atto che le disposizioni sopra citate raccomandano ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere, al fine disporre le opportune misure a tutela della salute dei propri dipendenti, la fruizione da parte degli stessi di periodi di congedo ordinario e/o di ferie o, in alternativa e con il fine precipuo di garantire la continuità dei servizi essenziali, l’invito ad usufruire dello “smart working”;
Considerato che presso il Comune di Fiano Romano è stato attuato l’istituto del lavoro agile e che, ad oggi, gran parte del personale dipendente usufruisce di tale modalità di prestazione di lavoro;
Considerato, come accertato dalla ASL ROMA4, che due cittadini residenti in questo Comune sono risultati positivi al tampone per l’accertamento di contagio da Covid-19;
Atteso che al momento non sono stati comunicati né si ha notizia di ulteriori casi di contagio da Covid-19 nel territorio comunale ma dato atto che sul territorio nazionale negli ultimi giorni si stanno registrando sempre più casi accertati di COVID-19 e che tale epidemia rappresenta un’emergenza di sanità pubblica di estrema rilevanza;
Vista la necessità e l’urgenza di adottare ulteriori e più restrittive misure per gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 all’interno dei pubblici uffici comunali al fine di tutelare al meglio il diritto alla salute dei dipendenti contemperandolo con il conseguente dovere, della stessa Pubblica Amministrazione, di garantire gli essenziali servizi e doveri istituzionali;
Visto l’art. 50 comma 5 del D.Lgs. n. 267 del 18/08/2000 il quale dispone che “in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale”;
Vista la Legge 7 agosto 1990 n. 241 e ss.mm.ii;
Visto Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, T.U.E.L. e ss.mm.ii.
- La collocazione obbligatoria in smart working – lavoro agile ovvero, laddove il personale non dovesse o non potesse aderire a tale formula organizzativa, collocazione in ferie d’ufficio ad eccezione del personale dei seguenti servizi Protocollo, Personale, Lavori Pubblici e Servizi Sociali e della Salute che devono garantire la presenza, seppur minima, del personale in sede per l’espletamento delle primarie e necessarie attività amministrative fondamentali per la funzionalità essenziale dell’Ente;
- conferma la chiusura al pubblico di tutti gli uffici comunali ad eccezione dei seguenti servizi essenziali: l’Ufficio protocollo, per la ricezione di atti urgenti ed indifferibili, e l’Ufficio di Stato Civile, esclusivamente per le dichiarazioni di nascita e di morte, previo appuntamento ed secondo le modalità per garantire l’efficacia delle misure di prevenzione del rischio.
- che la presente ordinanza sia immediatamente esecutiva, pubblicata all’albo pretorio dell’Ente e sul sito istituzionale e che la stessa sia trasmessa: al Prefetto di Roma e all’Ufficio Personale per gli adempimenti di competenza;
Informa, ai sensi della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e ss.mm.ii, si rende altresì noto che il Responsabile del Procedimento è il Dott. Vincenzo Zisa;
Informa che contro il presente provvedimento può essere proposto: ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) LAZIO, entro 60 (sessanta) giorni dalla data della pubblicazione del presente atto all'Albo pretorio di questo Comune, oppure ricorso straordinario al Capo dello Stato, entro 120 giorni dalla data della pubblicazione del presente atto all'Albo pretorio di questo Comune.