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Timestamp: 2018-10-19 05:29:56+00:00
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Sentenza C. Cost. n.32 del 25.02.2014 - Aspetti di Criminologia
2 ottobre 2014 25 novembre 2016 giuseppe64 846 Views 0 Comment corte costituzionale, corte di cassazione, diritto penale, legge
D. L. nr.146 del 23.12.2013
Sentenza C. Cost. n.32 del 25.02.2014.
Conseguenze sulla disciplina penale in materia di sostanze stupefacenti.
Successioni delle leggi penali
a cura di : dott. Giuseppe Guarcini
Spesso il comma 5° dell’art. 73 D.P.R. 309/90 era, dagli operatori del settore, ricondotto erroneamente a fattispecie autonoma di reato.
Di fatto si trattava di una circostanza attenuante che in caso di equivalenza con circostanza aggravante o di prevalenza delle ultime poteva far scaturire un trattamento sanzionatorio in cui la pena edittale prevista applicabile sarebbe stata quella più grave prevista dal primo comma ex art .73 309/1990.
Il decreto legge 23.12.2013 nr.146 ha modificato il comma 5 dell’art. 73 D.PR. 309/90 trasformando la circostanza attenuante ad effetto speciale in titolo autonomo di reato.
Perciò per fatti delittuosi ritenuti di lieve entità, il quinto comma non è più dunque ritenuto un circostanza attenuante, bensì in ipotesi autonoma di reato per cui è prevista la pena della reclusione da 1 a 5 anni.
Naturalmente il principio del favor rei rileva in questo caso l’applicabilità dell’art. 2 comma 4 c.p.(successione delle leggi penali nel tempo).
La Corte di Cassazione penale, Sez. IV in fatti si pronunciava il 29.05.2014 con la sentenza nr. 22257 e a proposito degli effetti della pronuncia da parte della Corte Costituzionale con la quale veniva appunto dichiarata l’illegittimità costituzionale della legge Fini-Giovanardi affermava che: “in caso di condanna per condotte illecite relative a sostanze stupefacenti leggere e pesanti (ritenute avvinte dalla continuazione) emessa prima della sentenza della sentenza nr. 32/2014, deve disporsi l’annullamento con rinvio della sentenza, onde consentire al giudice di merito di rivalutare ed eventualmente rimodulare la risposta sanzionatoria alla luce della lex mitior” .
Pertanto le fattispecie delittuose rilevabili ed attinenti alle ipotesi di reato dichiarate incostituzionali devono essere riproposte al vaglio del giudice dell’esecuzione onde rideterminarne o rimodulare la pena inflitta.
Un contesto simile può rappresentarsi quando sulla base della disciplina dell’ originario DPR 309/1990 non sarebbe stato possibile infliggere la pena applicata sulla base del testo come modificato dalla legge 49/06 vale a dire ad esempio quando si ha un caso di condanna per il reato ex art. 73 comma 1 o 1 bis come modificato dalla legge 49/06, con l’irrogazione di una pena superiore ad anni sei per droghe cosiddette leggere.
Il reato di rapina →
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