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Timestamp: 2019-12-07 07:42:46+00:00
Document Index: 7634405

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 101', 'art. 5', 'art. 5']

Verordnung vom 9. Juni 2006 über sicherheitstechnisch klassierte Behälter und Rohrleitungen in Kernanlagen (VBRK)
Sezione 2: Sicurezza e manutenzione
Art. 3 Requisiti in materia di sicurezza
Art. 4 Requisiti in materia di manutenzione
Sezione 3: Norme tecniche e documentazione
Art. 6 Lingua di redazione della documentazione
Requisiti in materia di sicurezza
1 Requisiti essenziali
2.2 Progettazione dei carichi ammissibili
2.3 Disposizioni a garanzia del funzionamento e dell’eserciz...
2.4 Protezione contro il superamento dei limiti ammissibili ...
2.5 Componenti con funzioni di sicurezza
3.1 Fabbricazione e montaggio
3.2 Verifica finale
3.3 Caratterizzazione ed etichettatura
3.4 Istruzioni operative
4.1 Scelta dei materiali
4.2 Certificato dei materiali
2 Natura dei controlli
Ordinanza concernente i recipienti e le tubazioni, negli impianti nucleari, classificati ai fini della sicurezza
(ORTN)
del 9 giugno 2006 (Stato 1° gennaio 2009)
visto l’articolo 101 capoverso 1 della legge federale del 21 marzo 20031 sull’energia nucleare (LENu),
1 La presente ordinanza disciplina la pianificazione, la fabbricazione, il montaggio, la messa in esercizio nonché l’esercizio di recipienti e tubazioni classificati ai fini della sicurezza nonché dei relativi supporti e componenti a pressione per l’utilizzazione negli impianti nucleari (RTN).
2 Sono parimenti considerati RTN i seguenti componenti con funzioni di sicurezza destinati alla protezione di RTN in caso di superamento dei limiti ammissibili:
i dispositivi per la limitazione diretta della pressione, quali valvole di sicurezza, dispositivi a disco di rottura, barre di schiacciamento, dispositivi di sicurezza pilotati;
i dispositivi di limitazione che attivano i sistemi di regolazione o che propongono funzioni di chiusura, rispettivamente chiusura e disattivazione, quali i commutatori attivati dalla pressione, dalla temperatura o dal livello del fluido e i dispositivi di protezione per la misurazione e la regolazione.
3 La presente ordinanza non si applica agli apparecchi che rientrano nel campo di applicazione delle disposizioni concernenti il trasporto di merci pericolose.
4 Per il rimanente si applicano le prescrizioni dell’ordinanza del 10 dicembre 20041 sull’energia nucleare (OENu).
recipiente: un componente chiuso progettato e costruito per contenere fluidi pressurizzati o sostanze radioattive, compresi gli elementi annessi direttamente sino al dispositivo previsto per il collegamento con altri componenti; un recipiente può essere composto di uno o più scomparti;
tubazione: componenti di una conduttura destinati al trasporto di fluidi pressurizzati o sostanze radioattive, allorché essi sono collegati al fine di essere inseriti in un sistema a pressione; le tubazioni comprendono in particolare un tubo o un insieme di tubi, condotti, componenti, giunti a espansione, tubi flessibili o altri eventuali componenti a pressione;
pressione: la pressione riferita alla pressione atmosferica;
pressione massima ammissibile: la pressione massima specificata dal fabbricante per la quale sono progettati gli RTN. Essa è definita dal fabbricante per un punto specificato. Si tratta del punto in cui sono collegati componenti con funzione di sicurezza o del punto più alto degli RTN oppure, qualora tali punti siano inadeguati, di un altro punto che viene indicato;
temperatura minima/massima ammissibile: la temperatura minima, rispettivamente massima indicata per la quale sono progettati gli RTN o ne è ammessa l’utilizzazione;
fluido: gas, gas liquefatto, gas disciolto sotto pressione, liquido o vapore monofase nonché loro miscele; un fluido può contenere sostanze radioattive o una sospensione di solidi;
classificazione ai fini della sicurezza: la suddivisione delle costruzioni, dei sistemi e degli equipaggiamenti di un impianto nucleare in classi di sicurezza, di terremoto e di costruzione sulla base della loro importanza per la sicurezza nucleare interna.
1 I requisiti in materia di sicurezza degli RTN figurano nell’Allegato 1.
2 L’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) è incaricato di disciplinare i requisiti dettagliati in materia di sicurezza degli RTN mediante direttive.1
1 Nuovo testo giusta il n. 13 dell’all. all’O del 12 nov. 2008 sull’Ispettorato federale della sicurezza nucleare, in vigore dal 1° gen. 2009 (RS 732.21).
1 Gli RTN devono essere sottoposti a manutenzione secondo le indicazioni del fabbricante e in considerazione dei requisiti d’esercizio e delle esperienze d’esercizio. A tale riguardo dev’essere tenuto conto delle relative condizioni d’impiego. Gli RTN devono essere regolarmente sottoposti a manutenzione e controllo secondo un programma sistematico prestabilito.
2 Ulteriori controlli devono essere intrapresi in seguito a eventi soggetti all’obbligo di notifica e a riscontri suscettibili di compromettere la sicurezza degli RTN.
3 I requisiti applicabili ai controlli periodici degli RTN figurano nell’Allegato 2.
4 L’IFSN è incaricato di disciplinare i requisiti dettagliati in materia di manutenzione degli RTN mediante direttive.1
1 L’IFSN definisce regole tecniche atte a concretizzare le esigenze in materia di sicurezza e di manutenzione degli RTN.1
2 Per quanto possibile, definisce norme armonizzate a livello internazionale.
1 Le istruzioni per l’uso e per la manutenzione devono essere redatte nelle lingue ufficiali svizzere delle regioni in cui gli RTN sono utilizzati.
2 La documentazione tecnica ulteriore è redatta in una lingua ufficiale svizzera o in inglese.
Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni può adeguare gli allegati agli sviluppi tecnici o internazionali.
1. Ordinanza del 9 aprile 19251 concernente l’impianto e l’esercizio dei generatori di vapore e dei recipienti di vapore
Art. 4 n.1 lett. d
Art. 5 n. 3
2. Ordinanza del 19 marzo 19382 concernente l’impianto e l’esercizio dei recipienti a pressione
Art. 4 lett. d
1 [CS 41 473; RU 1974 1381 n. II, 1999 704 n. II 30, 2006 2437 art. 8 n. 1. RU 2007 2943 art. 17 cpv. 1 lett. a]
2 [CS 54 233; RU 2006 2437 art. 8 n. 2. RU 2007 2943 art. 17 cpv. 1 lett. b]
Gestori e fabbricanti di RTN hanno l’obbligo di effettuare un’analisi dei rischi per individuare i rischi connessi con gli RTN; gli RTN devono di conseguenza essere progettati e costruiti in considerazione dei risultati dell’analisi. Siffatta procedura dev’essere applicata anche in caso di modifiche di RTN.
I requisiti in materia di sicurezza vanno interpretati e applicati in modo da tenere conto dello stato della tecnica e dell’esperienza al momento della progettazione e della fabbricazione.
La scelta delle soluzioni costruttive deve aver luogo in osservanza dei seguenti principi:
eliminazione o riduzione dei rischi, nella misura in cui ciò sia ragionevolmente fattibile;
applicazione delle opportune misure di protezione contro i rischi che non possono essere eliminati;
informazione degli utilizzatori circa i rischi residui, se del caso, e indicazione della necessità di adottare adeguate misure speciali di attenuazione dei rischi durante l’istallazione o l’utilizzazione.
I requisiti che stanno alla base dell’analisi dei rischi devono essere fissati in una specifica di progettazione.
Gli RTN devono essere opportunamente progettati in considerazione di tutti i requisiti in materia di sicurezza nucleare interna e di radioprotezione. La progettazione prevede coefficienti di sicurezza appropriati e metodi di provata efficacia.
Gli RTN devono essere concepiti in osservanza delle norme di fabbricazione, sollecitazione e controllo. Il loro approntamento dev’essere conforme alle prescrizioni di controllo se avviene in considerazione dei controlli di fabbricazione, di verifica e periodici.
Il numero di saldature dev’essere ridotto al minimo per quanto tecnicamente possibile.
Mediante misure costruttive occorre garantire che gli RTN possano estendersi di quanto necessario senza ostacoli. Ulteriori sollecitazioni, causate da forze di reazione, accelerazioni sismiche ecc., vanno limitate al minimo attraverso un’adeguata costruzione e idonei mezzi di sostegno.
Appropriate misure costruttive devono garantire la necessaria ermeticità degli RTN. Di regola occorre prevedere sistemi fissi e chiusi che presentino esclusivamente giunzioni permanenti. Le giunzioni permanenti sono giunzioni la cui separazione richiede metodi distruttivi. Giunzioni a flangia e filettate devono essere impiegate solo laddove è necessario per la manutenzione.
Gli RTN devono essere progettati per i carichi durante il normale esercizio e in caso d’incidenti. Sono considerati segnatamente i fattori seguenti:
pressione interna ed esterna;
temperatura ambiente e d’esercizio;
pressione statica e peso alle condizioni di esercizio, di montaggio e di prova;
sollecitazioni dovute a traffico e vento;
forze e momenti di reazione provocati da sostegni, collegamenti, tubazioni, correnti, dilatazioni termiche impedite;
corrosione ed erosione, fatica del materiale;
carico dovuto alle radiazioni;
sollecitazioni dovute a terremoti, incendi e altri incidenti.
È necessario tenere in considerazione le diverse sollecitazioni che possono verificarsi contemporaneamente, valutando la probabilità della loro simultaneità.
Nella progettazione occorre tenere in considerazione i cambi di sollecitazioni provocati da un mutamento della pressione interna, da variazioni di temperatura o da forze esterne e momenti.
La progettazione dei carichi ammissibili può fondarsi su metodi di calcolo o metodi sperimentali.
Le sollecitazioni ammissibili devono essere fissate in considerazione dei possibili modi di fallimento e in relazione alle condizioni d’esercizio. A tal fine è necessario applicare coefficienti di sicurezza che consentano di eliminare le incertezze derivanti dalla fabbricazione, dalle effettive condizioni d’esercizio, dalle sollecitazioni, dai modelli di calcolo nonché dalle proprietà e dal comportamento dei materiali.
Metodi sperimentali:
La progettazione può essere completamente o parzialmente convalidata da un programma di prove da effettuare su un campione rappresentativo e con sollecitazioni rappresentative.
Prima dell’esecuzione delle prove occorre definire chiaramente il suddetto programma. Tale programma deve contenere le condizioni in cui effettuare le prove e i criteri di approvazione e di rigetto.
2.3 Disposizioni a garanzia del funzionamento e dell’esercizio in condizioni di sicurezza
Gli RTN devono essere tali da escludere qualsiasi rischio ragionevolmente prevedibile derivante dal loro funzionamento ed esercizio (p. es. mediante apertura e chiusura, scarichi delle valvole di sicurezza, temperatura e irraggiamento).
Devono essere progettati e costruiti in modo tale che sia possibile effettuare tutte le ispezioni necessarie.
Ove occorra, vanno previsti mezzi per lo svuotamento e lo sfiato degli RTI, tali da garantire che essi siano riempiti e svuotati in condizioni di sicurezza.
Ove occorra, va previsto un sufficiente spessore o una protezione adeguata contro la corrosione o altre aggressioni chimiche.
Ove sussista la possibilità di erosioni o di abrasioni di notevole entità, vanno prese misure adeguate.
Gli RTN da assemblare insieme devono essere compatibili e la loro integrazione e montaggio devono essere garantiti.
2.4 Protezione contro il superamento dei limiti ammissibili degli RTN
Ove è possibile che vengano superati i limiti ammissibili, gli RTN vengono dotati o preparati per la dotazione di adeguati dispositivi di protezione, a meno che gli RTN non siano già protetti da altri dispositivi di protezione.
Il dispositivo di protezione adeguato o la combinazione dei dispositivi di protezione adeguati sono determinati in funzione dei singoli RTN, del sistema specifico o delle loro condizioni di funzionamento specifiche.
I dispositivi di protezione adeguati e le relative combinazioni comprendono:
i componenti con funzioni di sicurezza;
se del caso, adeguati dispositivi di controllo quali indicatori o allarmi che consentano di mantenere in modo automatico o manuale i parametri operativi degli RTN entro i limiti ammissibili.
I componenti con funzioni di sicurezza:
devono essere progettati e costruiti in modo da essere affidabili e adatti alle condizioni d’esercizio previste, tenendo conto dei requisiti in materia di manutenzione e di prova dei dispositivi;
non devono adempiere altri compiti eccetto nel caso in cui le loro funzioni di sicurezza non siano pregiudicate da questi compiti;
devono essere conformi ad appropriati principi di progettazione al fine di ottenere una protezione adeguata e affidabile. Detti principi comprendono segnatamente la sicurezza passiva (fail-safe), la ridondanza, la diversità e l’autosorveglianza.
Equipaggiamenti per la limitazione della pressione
Tali dispositivi devono essere progettati in modo tale che durante l’esercizio la pressione non superi la pressione massima ammissibile; è tuttavia ammesso un superamento di breve durata nella misura del 10 per cento della pressione massima ammissibile.
Equipaggiamenti per la sorveglianza della temperatura
Tali dispositivi devono garantire una misurazione rappresentativa e avere un tempo di risposta coerente con le funzioni di misurazione e adeguato ai fini della sicurezza.
Mediante l’applicazione delle tecniche idonee e delle procedure opportune, il fabbricante deve garantire la corretta esecuzione delle istruzioni previste durante la progettazione.
Egli deve, segnatamente per la fabbricazione di giunzioni permanenti, impiegare il personale qualificato e l’equipaggiamento appropriato, nonché applicare procedure di lavoro e di controllo qualificate.
Prima di consegnare gli RTN all’uso per cui sono destinati, il fabbricante deve sottoporli a una verifica finale. Questa consiste in un controllo finale e in una prova di resistenza della pressione, nonché in un controllo della funzionalità. Occorre documentare in modo esauriente la verifica finale e i suoi risultati.
Gli RTN devono essere sottoposti a un controllo finale volto a verificare, visivamente e mediante esame della relativa documentazione, l’adempimento dei requisiti della presente ordinanza e della specifica di progettazione. In caso di elementi non più ispezionabili all’atto dell’esame finale, occorre effettuare l’esame finale durante il processo di fabbricazione.
Prova di resistenza alla pressione
Gli RTN devono essere sottoposti a una prova di resistenza alla pressione, di norma costituita da una prova a pressione idrostatica. La pressione di prova deve corrispondere almeno al più alto dei seguenti valori:
la pressione di prova corrispondente alle norme tecniche impiegate per la progettazione degli RTN conformemente all’articolo 5 o
il carico massimo sopportato dagli RTN in condizioni d’esercizio, tenuto conto della pressione massima ammissibile e della temperatura massima ammissibile, moltiplicato per il coefficiente 1.25 o
la pressione massima ammissibile moltiplicata per il coefficiente 1.43.
Nei casi in cui la prova a pressione idrostatica risulti svantaggiosa o non possa essere effettuata, si possono eseguire anche altre prove di efficacia equivalente.
Speciali controlli della funzionalità che tengano conto dei comportamenti del sistema e del contorno devono essere eseguiti sulla base dei requisiti contenuti nella specifica di progettazione. La verifica finale include anche un controllo dei componenti con funzioni di sicurezza.
Gli RTN devono essere provvisti di un’indicazione con tutti i dati necessari a garantire la sicurezza durante il montaggio, la messa in esercizio, l’esercizio e, all’occorrenza, la manutenzione. Tali dati concernono segnatamente:
l’identificazione del fabbricante;
l’anno di fabbricazione;
le indicazioni che consentono di identificare gli RTI, per esempio il tipo, la serie o il numero di identificazione della partita, il numero di fabbricazione e l’indicazione dell’impianto;
le indicazioni concernenti i principali valori limite massimi e minimi ammissibili.
Siffatti dati possono essere resi disponibili sul posto mediante una caratterizzazione chiara e permanente degli RTN nonché mediante una relativa documentazione dell’impianto.
Il fabbricante deve allegare agli RTN un foglio illustrativo destinato all’utilizzatore contenente tutte le informazioni utili ai fini della sicurezza concernenti:
il montaggio, compreso l’assemblaggio, dei vari RTN;
la messa in esercizio;
I materiali utilizzati per la fabbricazione degli RTN devono essere adatti per tale scopo tenendo conto della durata d’impiego prevista degli RTN e dello smaltimento.
I materiali devono avere caratteristiche adeguate a tutte le condizioni d’esercizio e d’incidente ragionevolmente prevedibili così come a tutte le condizioni di prova e, soprattutto, presentare duttilità e tenacia sufficienti. Devono essere adeguati per tutte le fasi di lavorazione previste nella fabbricazione (fasi di giunzione, deformazione, lavorazione meccanica ecc.).
Devono presentare una resistenza sufficiente alle sostanze, alle condizioni ambientali e ai processi previsti o ipotizzabili durante l’esercizio e le verifiche; le proprietà chimiche e fisiche necessarie per la sicurezza operativa (inclusa la radioprotezione operativa) non devono essere influenzate in modo rilevante nel corso della durata di vita prevista per gli RTN (resistenza all’invecchiamento).
È possibile utilizzare solo materiali che rispettino le norme tecniche di cui all’articolo 5 della presente ordinanza o la cui idoneità sia riconosciuta da una valutazione specifica.
È vietato l’impiego di acciai effervescenti.
I requisiti sono applicabili per analogia nel caso dei materiali di saldatura.
Le proprietà dei materiali e dei loro prodotti che stanno alla base della progettazione degli RTN devono essere inserite in una specifica dei materiali.
Il fabbricante degli RTN deve accertarsi che il materiale impiegato sia conforme ai requisiti richiesti di cui al numero 4.1. Per tutti i materiali occorre fornire i relativi certificati del fabbricante di materiali.
La documentazione deve servire ai seguenti scopi:
assicurare la tracciabilità e comprovare che le fasi di fabbricazione e le verifiche si sono svolte conformemente alle prescrizioni;
documentare i dati e i fatti più importanti della fabbricazione e del montaggio, al fine da valutare futuri difetti, guasti, risultati di controlli e osservazioni particolari.
(art. 4 cpv. 3)
Obiettivo dei controlli periodici è stabilire lo stato effettivo, l’integrità e il corretto funzionamento degli RTN. Eventuali divergenze rispetto allo stato previsto devono poter essere constatate tempestivamente.
Per ogni impianto nucleare il gestore elabora programmi di controlli periodici in modo sistematico e li sottopone per verifica all’IFSN. Occorre riesaminare periodicamente tali programmi per valutarne l’efficacia e, all’occorrenza, adeguarli.
I controlli periodici devono essere pianificati in anticipo e sulla base dei programmi summenzionati. Essi sono eseguiti a intervalli di tempo regolari (intervalli dei controlli) lungo l’intera durata di attività dell’impianto.
I controlli devono essere eseguiti da personale qualificato, secondo modalità operative ed equipaggiamenti qualificati e all’avanguardia.
Il gestore deve eseguire una valutazione dei risultati dei controlli. La valutazione dei risultati costituisce la base per un eventuale ripristino degli RTN o per un eventuale adeguamento del programma.
Nella misura in cui i seguenti controlli non permettono di stabilire lo stato degli RTN, il gestore deve prevederne altri per garantire la sicurezza.
Ispezioni del sistema e dei componenti
Le ispezioni del sistema e dei componenti sono controlli visivi. Esse servono alla constatazione di perdite nonché alla valutazione dello stato generale degli RTN.
Le ispezioni del sistema e dei componenti devono essere eseguite in condizioni prossime a quelle d’esercizio, prima di ogni riattivazione dell’impianto in seguito alla revisione annuale, in caso di eventi straordinari o di modifiche degli RTN, o secondo il programma.
I controlli interni ed esterni sono controlli visivi. Servono a valutare lo stato dei recipienti e dei loro equipaggiamenti e a controllarne la manutenzione. L’esame interno si effettua di regola sul recipiente depressurizzato, raffreddato e pulito. Se non è possibile effettuare il controllo interno, occorre prevedere altri controlli o misure analoghe. Nel limite del possibile il controllo esterno si effettua durante l’esercizio o in condizioni prossime all’esercizio.
Controlli sotto pressione
I controlli sotto pressione servono ad accertare l’integrità degli RTN. Essi devono segnatamente tener conto della pressione massima ammissibile nonché della temperatura massima e minima ammissibili.
I controlli non distruttivi servono a individuare precocemente danneggiamenti alla superficie o in profondità del materiale che potrebbero provocare il cedimento degli RTN.
Con il controllo di base, il primo dei controlli periodici, viene fissato il quadro di riferimento per i successivi controlli periodici. Di regola, il controllo di base è eseguito prima della messa in esercizio degli RTN e in caso di modifica dell’entità o del metodo di controllo.
Controlli della funzionalità dei sistemi di sicurezza per la limitazione della pressione
I controlli della funzionalità dei sistemi di sicurezza servono soprattutto ad accertare il rispetto dei valori previsti per:
la sovrapressione dovuta all’azionamento e alla chiusura;
il tempo di apertura e di chiusura.
Gli intervalli dei controlli e i requisiti sono fissati nelle specifiche tecniche (all. 3 n. 2 OENu2) sulla base di considerazioni riguardanti la sicurezza e l’esperienza d’esercizio.
Controlli della funzionalità degli ammortizzatori
Questi controlli permettono di controllare l’efficacia e le funzioni di ammortizzamento.
Controlli locali e integrali di ermeticità del confinamento di sicurezza
I controlli locali e integrali di ermeticità permettono di accertare la portata ammissibile delle perdite del contenitore di sicurezza, delle sue penetrazioni e delle relative valvole d’isolamento (confinamento di sicurezza). Gli intervalli dei controlli e i requisiti sono fissati nelle specifiche tecniche (all. 3 n. 2 OENu).
Controlli in funzione dell’impiego
Questi controlli permettono di sorvegliare i processi legati a specifiche condizioni d’impiego di determinati RTN negli impianti nucleari, i quali potrebbero pregiudicare la sicurezza, come p. es. l’infragilimento neutronico o termico.
La pianificazione e l’esecuzione di questi controlli è stabilita in considerazione dell’evoluzione della scienza e della tecnica, dell’esperienza d’esercizio nonché di conoscenze desunte da eventi o riscontri.
1 Aggiornato dal n. 13 dell’all. all’O del 12 nov. 2008 sull’Ispettorato federale della sicurezza nucleare, in vigore dal 1° gen. 2009 (RS 732.21).
RU 2006 2437
(VBRK)
vom 9. Juni 2006 (Stand am 1. Januar 2009)
gestützt auf Artikel 101 Absatz 1 des Kernenergiegesetzes vom 21. März 20031 (KEG),
1 Diese Verordnung regelt die Planung, Herstellung, Montage, Inbetriebsetzung sowie den Betrieb von sicherheitstechnisch klassierten Behältern und Rohrleitungen, deren Abstützungen und druckhaltenden Ausrüstungsteilen für die Verwendung in Kernanlagen (BRK).
2 Zu den BRK gehören auch folgende Ausrüstungsteile mit Sicherheitsfunktion, die zum Schutz von BRK bei einem Überschreiten der zulässigen Grenzen bestimmt sind:
Einrichtungen zur unmittelbaren Druckbegrenzung wie Sicherheitsventile, Berstscheibenabsicherungen, Knickstäbe, gesteuerte Sicherheitseinrichtungen;
Begrenzungseinrichtungen, die entweder Regelvorrichtungen auslösen oder ein Abschalten bzw. ein Abschalten und Sperren bewirken, wie Druck-, Temperatur- oder Fluidniveauschalter, sowie mess- und regeltechnische Schutzeinrichtungen.
3 Die Verordnung gilt nicht für Geräte, die in den Geltungsbereich der Bestimmungen für die Beförderung gefährlicher Güter fallen.
4 Im Übrigen gelten die Vorschriften der Kernenergieverordnung vom 10. Dezember 20041 (KEV).
Behälter: ein geschlossenes Bauteil, das zur Aufnahme von unter Druck stehenden Fluiden oder radioaktiven Stoffen ausgelegt und gebaut ist, einschliesslich der direkt angebrachten Teile bis hin zur Vorrichtung für den Anschluss an andere Bauteile; ein Behälter kann mehrere Druckräume aufweisen;
Rohrleitung: zur Durchleitung von unter Druck stehenden Fluiden oder radioaktiven Stoffen bestimmte Leitungsbauteile, die für den Einbau in ein System miteinander verbunden sind; zu Rohrleitungen zählen insbesondere Rohre oder Rohrsysteme, Rohrformteile, Ausrüstungsteile, Ausdehnungsstücke, Schlauchleitungen oder gegebenenfalls andere druckhaltende Teile;
Druck: der auf den Atmosphärendruck bezogene Druck;
maximal zulässiger Druck: der vom Hersteller angegebene höchste Druck, für den die BRK ausgelegt sind. Er wird für eine vom Hersteller vorgegebene Stelle festgelegt. Hierbei handelt es sich um die Anschlussstelle der Ausrüstungsteile mit Sicherheitsfunktion oder um den höchsten Punkt der BRK oder, falls nicht geeignet, um eine andere angegebene Stelle;
zulässige minimale bzw. maximale Temperatur: die vom Hersteller angegebene minimale bzw. maximale Temperatur, für die BRK ausgelegt oder für den Betrieb zugelassen sind;
Fluid: Gas, verflüssigtes Gas, unter Druck gelöstes Gas, Flüssigkeit oder Dampf als reine Phase sowie deren Gemisch; ein Fluid kann radioaktive Stoffe oder eine Suspension von Feststoffen enthalten;
sicherheitstechnische Klassierung: Einstufung der Bauwerke, Systeme und Ausrüstungen einer Kernanlage in Sicherheits-, Erdbeben- und Bauwerksklassen auf der Grundlage ihrer Bedeutung für die nukleare Sicherheit.
2. Abschnitt: Sicherheit und Instandhaltung
Art. 3 Anforderungen an die Sicherheit
1 Die Anforderungen an die Sicherheit der BRK sind im Anhang 1 aufgeführt.
2 Das Eidgenössische Nuklearsicherheitsinspektorat (ENSI) wird beauftragt, die detaillierten Anforderungen an die Sicherheit der BRK in Richtlinien zu regeln.1
1 Fassung gemäss Anhang Ziff. 13 der V vom 12. Nov. 2008 über das Eidgenössische Nuklearsicherheitsinspektorat, in Kraft seit 1. Jan. 2009 (SR 732.21).
Art. 4 Anforderungen an die Instandhaltung
1 Die BRK sind gemäss den Angaben des Herstellers und unter Berücksichtigung der Betriebsanforderungen und der Betriebserfahrung fachgerecht in Stand zu halten. Dabei ist den jeweiligen Einsatzbedingungen Rechnung zu tragen. Sie müssen nach einem im Voraus festgelegten, systematischen Programm regelmässig gewartet und überprüft werden.
2 Zusätzliche Prüfungen sind vorzunehmen nach meldepflichtigen Ereignissen und Befunden, welche die Sicherheit der BRK beeinträchtigen könnten.
3 Die Anforderungen an die wiederkehrenden Prüfungen der BRK sind im Anhang 2 aufgeführt.
4 Das ENSI wird beauftragt, die detaillierten Anforderungen an die Instandhaltung der BRK in Richtlinien zu regeln.1
3. Abschnitt: Technische Normen und Unterlagen
1 Das ENSI bezeichnet technische Regeln, welche geeignet sind, die Anforderungen der BRK an die Sicherheit und die Instandhaltung zu konkretisieren.1
2 Soweit möglich bezeichnet sie international harmonisierte Normen.
Art. 6 Sprache der Unterlagen
1 Die Bedienungs- und Instandhaltungsanleitungen müssen in den schweizerischen Amtssprachen der Landesteile abgefasst sein, in denen die BRK verwendet werden.
2 Weitere technische Unterlagen sind in einer schweizerischen Amtssprache oder in Englisch zu halten.
Art. 7 Anpassungen der Anhänge
Das Eidgenössische Departement für Umwelt, Verkehr, Energie und Kommunikation kann die Anhänge der technischen oder internationalen Entwicklung anpassen.
1. Verordnung vom 9. April 19251 betreffend Aufstellung und Betrieb von Dampfkesseln und Dampfgefässen
Art. 4 Ziff. 1 Bst. d
Art. 5 Ziff. 3
2. Verordnung vom 19. März 19382 betreffend Aufstellung und Betrieb von Druckbehältern
Art. 4 Bst. d
1 [BS 8 381; AS 1974 1381 Ziff. II, 1999 704, 2006 2437 Art. 8 Ziff. 1. AS 2007 2943 Art. 17 Abs. 1 Ziff. 1].
2 [BS 8 398; AS 2006 2437 Art. 8 Ziff. 2. AS 2007 2943 Art. 17 Abs. 1 Ziff. 2].
Betreiber und Hersteller von BRK sind verpflichtet, eine Gefahrenanalyse vorzunehmen, um die mit den BRK verbundenen Gefahren zu ermitteln; die BRK sind dann unter Berücksichtigung der Resultate der Analyse auszulegen und zu bauen. Dieses Verfahren ist auch bei Änderungen von BRK anzuwenden.
Die Sicherheitsanforderungen sind so zu interpretieren und anzuwenden, dass dem Stand der Technik und der Erfahrung zum Zeitpunkt der Planung und der Herstellung Rechnung getragen wird.
Bei der Wahl der konstruktiven Lösungen sind folgende Grundsätze, und zwar in der angegebenen Reihenfolge, zu beachten:
Die der Gefahrenanalyse zugrunde liegenden Anforderungen sind in einer Auslegungsspezifikation festzuhalten.
BRK sind unter Berücksichtigung aller Anforderungen der nuklearen Sicherheit und des Strahlenschutzes fachgerecht zu entwerfen. Bei der Auslegung sind ausreichende Sicherheitszuschläge vorzusehen und erprobte Methoden anzuwenden.
BRK müssen herstellungs-, beanspruchungs- und prüfgerecht entworfen werden. Für die prüfgerechte Gestaltung sind die Herstellungs-, Abnahme- und Wiederholungsprüfungen zu berücksichtigen.
Die Anzahl von Schweissnähten ist soweit technisch möglich zu minimieren.
Durch konstruktive Massnahmen ist sicherzustellen, dass sich die BRK ungehindert um die erforderlichen Werte dehnen können. Zusätzliche Beanspruchungen, resultierend aus Zwangskräften, Erdbebenbeschleunigungen usw., sind durch eine geeignete Konstruktion und durch sinnvoll angebrachte Unterstützungen soweit möglich einzuschränken.
Die erforderliche Dichtheit der BRK ist durch konstruktive Massnahmen sicherzustellen. In der Regel sind fest verlegte und geschlossene Systeme vorzusehen, die durchwegs nur dauerhafte Verbindungen aufweisen. Dauerhafte Verbindungen sind Verbindungen, die nur durch zerstörende Verfahren getrennt werden können. Flansch- und Schraubverbindungen sind nur dort zu verwenden, wo es für die Instandhaltung erforderlich ist.
BRK sind auf die Belastungen bei Normalbetrieb und bei Störfällen auszulegen. Insbesondere sind die folgenden Faktoren zu berücksichtigen:
statischer Druck und Gewichte unter Betriebs-, Montage- und Prüfbedingungen;
Belastungen durch Verkehr und Wind;
Reaktionskräfte und -momente im Zusammenhang mit Tragelementen, Befestigungen, Rohrleitungen, Strömungskräften und behinderter Wärmedehnung;
Einfluss von Korrosion, Erosion und Materialermüdung;
Belastungen durch Erdbeben, Brand und andere Störfälle.
Nennenswerte Wechselbeanspruchungen, die durch veränderlichen Innendruck, Temperaturänderungen oder durch äussere Kräfte und Momente entstehen, sind bei der Auslegung zu berücksichtigen.
Die Auslegung auf die erforderliche Belastbarkeit kann auf der Grundlage von rechnerischen oder experimentellen Auslegungsmethoden geführt werden.
Rechnerische Auslegungsmethode:
Die zulässigen Beanspruchungen sind unter Berücksichtigung der denkbaren Versagensmöglichkeiten und in Abhängigkeit der Betriebsbedingungen festzulegen. Dazu sind Sicherheitsfaktoren anzuwenden, die es ermöglichen, alle Unsicherheiten auf Grund der Herstellung, des tatsächlichen Betriebes, der Beanspruchung, der Berechnungsmodelle, der Werkstoffeigenschaften und des Werkstoffverhaltens vollständig abzudecken.
Experimentelle Auslegungsmethode:
Die Auslegung kann ganz oder teilweise durch ein Prüfprogramm überprüft werden, das an einem repräsentativen Muster und mit repräsentativen Belastungen durchgeführt wird.
Das Prüfprogramm muss vor den Prüfungen festgelegt werden. Es muss eindeutige Prüfbedingungen sowie Annahme- und Ablehnungskriterien enthalten.
2.3 Vorkehrungen für die Sicherheit in Bedienung und Betrieb
BRK müssen so beschaffen sein, dass deren Bedienung und Betrieb keine nach vernünftigem Ermessen vorhersehbare Gefährdung mit sich bringt (z. B. durch Öffnen und Schliessen, Abblasen von Sicherheitsventilen, Temperatur und Strahlung).
Sie sind so zu entwerfen und aufzustellen, dass alle erforderlichen Inspektionen durchgeführt werden können.
Sofern erforderlich, müssen Vorrichtungen zur Entleerung und Entlüftung der BRK vorgesehen werden, die ein sicheres Füllen und Entleeren gewährleisten.
Sofern erforderlich, sind ausreichende Wanddickenzuschläge oder Schutzvorkehrungen gegen Korrosion oder andere chemische Einflüsse vorzusehen.
Wo starke Erosions- oder Abrieberscheinungen auftreten können, sind die nötigen Massnahmen zu treffen.
Untereinander verbundene BRK müssen kompatibel und ihre Integration und Montage gewährleistet sein.
2.4 Schutz vor Überschreiten der zulässigen Grenzen der BRK
In den Fällen, in denen die zulässigen Grenzen überschritten werden könnten, sind die BRK mit geeigneten Schutzvorrichtungen auszustatten bzw. für eine entsprechende Ausstattung vorzubereiten, sofern die BRK nicht durch andere Schutzvorrichtungen geschützt sind.
Die geeignete Schutzvorrichtung bzw. die Kombination geeigneter Schutzvorrichtungen ist in Abhängigkeit der jeweiligen BRK bzw. des jeweiligen Systems und der jeweiligen Betriebsbedingungen zu bestimmen.
gegebenenfalls geeignete Überwachungseinrichtungen wie Anzeige- oder Warnvorrichtungen, die es ermöglichen, dass entweder automatisch oder von Hand angemessene Massnahmen ergriffen werden, um für die Einhaltung der zulässigen Grenzen der Betriebsparameter der BRK zu sorgen.
2.5 Ausrüstungsteile mit Sicherheitsfunktion
Sie müssen unter Berücksichtigung der Wartungs- und Prüfanforderungen für die Vorrichtungen so ausgelegt und gebaut sein, dass sie zuverlässig und für die vorgesehenen Betriebsbedingungen geeignet sind.
Sie müssen den geeigneten Auslegungsgrundsätzen im Hinblick auf einen angemessenen und zuverlässigen Schutz entsprechen. Zu diesen Grundsätzen gehören insbesondere ein sicherheitsgerichtetes Verhalten (fail safe), Redundanz, Verschiedenartigkeit und Selbstüberwachung.
Einrichtungen zur Druckbegrenzung sind so auszulegen, dass der Druck während des Betriebes den maximal zulässigen Druck nicht überschreitet; eine kurzzeitige Drucküberschreitung von 10 % ist zulässig.
Einrichtungen zur Temperaturüberwachung müssen einen repräsentativen Messwert gewährleisten und über eine sicherheitstechnisch angemessene und auf die Messaufgabe abgestimmte Ansprechzeit verfügen.
3.1 Fertigung und Montage
Der Hersteller muss die sachkundige Ausführung der in der Entwurfsphase festgelegten Massnahmen gewährleisten, indem er geeignete Techniken und entsprechende Verfahren anwendet.
Er hat insbesondere für die Fertigung von dauerhaften Verbindungen und für die Prüfungen qualifiziertes Personal und Ausrüstungen einzusetzen sowie qualifizierte Arbeits- und Prüfverfahren anzuwenden.
BRK sind vor der Übergabe zum bestimmungsgemässen Gebrauch durch den Hersteller einer Abnahme zu unterziehen. Die Abnahme besteht aus einer Schluss- und Druckprüfung sowie aus Funktionsprüfungen. Die Abnahme und deren Ergebnisse sind vollständig zu dokumentieren.
BRK müssen einer Schlussprüfung unterzogen werden, bei der durch Sichtprüfung und Kontrolle der zugehörigen Unterlagen zu überprüfen ist, ob die Anforderungen dieser Verordnung und der Auslegungsspezifikation erfüllt sind. Bei Teilen, die bei der Schlussprüfung nicht mehr zugänglich sind, muss die Schlussprüfung während dem Fertigungsprozess durchgeführt werden.
BRK sind einer Druckfestigkeitsprüfung zu unterziehen, die in der Regel in Form eines hydrostatischen Druckversuchs durchgeführt wird. Der Prüfdruck soll mindestens dem höchsten der folgenden Werte entsprechen:
dem Prüfdruck entsprechend der für die Auslegung der BRK verwendeten technischen Norm gemäss Artikel 5, oder
dem 1.25fachen Wert der Höchstbelastung der BRK im Betrieb unter Berücksichtigung des maximal zulässigen Drucks und der zulässigen maximalen Temperatur, oder
dem 1.43fachen Wert des maximal zulässigen Drucks.
Ist der hydrostatische Druckversuch nachteilig oder nicht durchführbar, so können andere Prüfverfahren, die eine gleichwertige Aussage zulassen, angewendet werden.
Funktionsprüfungen unter Berücksichtigung der System- bzw. Umgebungsverhältnisse sind gemäss den Anforderungen der Auslegungsspezifikation durchzuführen. Die Abnahme umfasst auch eine Prüfung der Ausrüstungsteile mit Sicherheitsfunktion.
3.3 Kennzeichnung
BRK sind dauerhaft mit allen Angaben zu kennzeichnen, die zur Gewährleistung der Sicherheit bei Montage, Inbetriebnahme, Betrieb und gegebenenfalls Instandhaltung erforderlich sind. Dazu gehören insbesondere:
Identifikation des Herstellers;
Angaben, die eine eindeutige Identifizierung der BRK erlauben, wie Typ-, Serien- oder Loskennzeichnung, Fabrikationsnummer, Anlagekennzeichen;
Angaben über die wesentlichen zulässigen oberen bzw. unteren Grenzwerte.
Diese Angaben können auch mit dauerhafter und eindeutiger Kennzeichnung der BRK vor Ort sowie zugehöriger Anlagedokumentation zur Verfügung gestellt werden.
Der Hersteller hat den BRK eine Betriebsanleitung für den Benutzer beizufügen, die alle der Sicherheit dienlichen Informationen zu folgenden Aspekten enthält:
Montage einschliesslich Verbindung verschiedener BRK;
Die zur Herstellung von BRK verwendeten Werkstoffe müssen für die gesamte vorgesehene Einsatzdauer der BRK und die Entsorgung geeignet sein.
Die Werkstoffe müssen Eigenschaften besitzen, die allen nach vernünftigem Ermessen vorhersehbaren Betriebs-, Störfall- und allen Prüfbedingungen entsprechen, und insbesondere eine ausreichend hohe Duktilität und Zähigkeit besitzen. Sie müssen für alle in der Herstellung vorgesehenen Bearbeitungsschritte geeignet sein (Fügen, Umformen, mechanische Bearbeitung etc.).
Sie müssen gegen Stoffe, Umgebungsbedingungen und Prozesse, die im Betrieb und bei Prüfungen vorgesehen bzw. zu erwarten sind, in ausreichendem Masse beständig sein; die für die Betriebssicherheit (inkl. betrieblichem Strahlenschutz) erforderlichen chemischen und physikalischen Eigenschaften dürfen während der vorgesehenen Lebensdauer nicht wesentlich beeinträchtigt werden (Alterungsbeständigkeit).
Es dürfen nur Werkstoffe verwendet werden, die den technischen Normen nach Artikel 5 dieser Verordnung entsprechen oder deren Eignung durch ein Einzelgutachten nachgewiesen ist.
Der Einsatz unberuhigter Stähle ist unzulässig.
Für Schweisszusatzwerkstoffe gelten die Anforderungen sinngemäss.
Die dem Entwurf von BRK zugrunde liegenden Eigenschaften der Werkstoffe und ihrer Erzeugnisformen sind in einer Werkstoffspezifikation festzulegen.
4.2 Werkstoffbescheinigung
Der Hersteller der BRK muss sicherstellen, dass der verwendete Werkstoff der Werkstoffspezifikation gemäss Ziffer 4.1 entspricht. Für alle Werkstoffe sind die entsprechenden Bescheinigungen des Werkstoffherstellers zu beschaffen.
Die Dokumentation muss folgende Zwecke erfüllen:
Sicherstellung der Rückverfolgbarkeit und Nachweis der vorschriftsgemässen Durchführung der spezifizierten Herstellungsschritte und Prüfungen;
Dokumentation wichtiger Daten und Fakten aus der Herstellung und Montage, um spätere Mängel, Schäden, Prüfergebnisse und spezielle Feststellungen beurteilen zu können.
Ziel der wiederkehrenden Prüfungen ist die Feststellung des Ist-Zustandes, der Integrität und der Funktionstüchtigkeit der BRK. Allfällige Abweichungen vom Soll-Zustand sollen frühzeitig festgestellt werden.
Der Betreiber hat für jede Kernanlage systematische Wiederholungsprüfprogramme auszuarbeiten und dem ENSI zur Prüfung einzureichen. Die Prüfprogramme sind periodisch hinsichtlich ihrer Wirksamkeit zu bewerten und wenn angezeigt anzupassen.
Die wiederkehrenden Prüfungen sind im Voraus und auf Grund der Wiederholungsprüfprogramme zu planen. Sie sind in regelmässigen zeitlichen Abständen (Prüfintervallen) über die gesamte Betriebsdauer der Anlage hinweg durchzuführen.
Für die Prüfungen sind qualifizierte Verfahren und Ausrüstungen gemäss dem Stand der Technik sowie qualifiziertes Personal einzusetzen.
Die Ergebnisse der wiederkehrenden Prüfungen sind durch den Betreiber zu bewerten. Die Bewertung der Prüfergebnisse ist die Grundlage für eine allfällige Instandsetzung der BRK oder eine allfällige Anpassung der Prüfprogramme.
2 Arten der Prüfungen
Sofern mit den nachfolgenden Prüfungen die Feststellung des Zustandes der BRK nicht gewährleistet ist, hat der Betreiber andere Prüfungen zur Gewährleistung der Sicherheit vorzusehen.
System- und Komponentenbegehungen
System- und Komponentenbegehungen sind Sichtprüfungen. Sie dienen der Feststellung von Leckagen sowie der Beurteilung des Allgemeinzustandes der BRK.
System- und Komponentenbegehungen sind unter betriebsnahen Bedingungen vor jedem Wiederanfahren der Anlage nach der Jahresrevision, nach ausserordentlichen Ereignissen, nach Änderungen von BRK oder nach Programm durchzuführen.
Innere und äussere Prüfungen
Die inneren und äusseren Prüfungen sind Sichtprüfungen. Sie dienen der Zustandsbeurteilung von Behältern und deren Ausrüstung sowie der Kontrolle der Wartung. Die innere Prüfung erfolgt in der Regel am drucklosen, kalten und gereinigten Behälter. Wenn die innere Prüfung nicht möglich ist, sind andere gleichwertige Prüfungen oder Massnahmen vorzusehen. Die äussere Prüfung erfolgt möglichst im Betrieb oder in betriebsnahem Zustand.
Druckprüfungen dienen dem Nachweis der Integrität der BRK. Sie sollen insbesondere den maximal zulässigen Druck sowie die zulässige maximale und minimale Temperatur berücksichtigen.
Die zerstörungsfreien Prüfungen dienen der frühzeitigen Erkennung von Schädigungen an der Oberfläche und in der Tiefe des Materials, die zum Versagen der BRK führen können.
Mit der Basisprüfung, als erster wiederkehrender Prüfung, wird der Referenzzustand für die nachfolgenden wiederkehrenden Prüfungen festgestellt. Die Basisprüfung ist in der Regel vor der Inbetriebnahme der BRK und bei Änderung von Prüfumfang oder Prüfmethodik durchzuführen.
Funktionsprüfungen von Sicherheitseinrichtungen gegen Drucküberschreitung
Die Funktionsprüfungen an Sicherheitseinrichtungen dienen insbesondere dem Nachweis der Einhaltung der Sollwerte für:
Ansprech- und Schliessüberdruck;
Öffnungs- und Schliesszeit.
Die Prüfintervalle und Anforderungen sind in der Technischen Spezifikation (Anhang 3 Ziff. 2 KEV2) auf Grund von Sicherheitsüberlegungen und der Betriebserfahrung festgelegt.
Funktionsprüfungen von Stossdämpfern
Die Funktionsprüfungen der Stossdämpfer dienen der Kontrolle der Gängigkeit und der Dämpfungseigenschaften.
Lokale und integrale Dichtheitsprüfungen des Sicherheitseinschlusses
Die lokalen und integralen Dichtheitsprüfungen dienen dem Nachweis zulässiger Leckageraten des Sicherheitsbehälters, dessen Durchdringungen und der zugehörigen Isolationsarmaturen (Sicherheitseinschluss). Die Prüfintervalle und Anforderungen sind in der Technischen Spezifikation (Anhang 3 Ziff. 2 KEV) festgelegt.
Einsatzspezifische Prüfungen
Einsatzspezifische Prüfungen dienen der Überwachung von Prozessen, die mit den spezifischen Einsatzbedingungen gewisser BRK in Kernanlagen verbunden sind und zur Beeinträchtigung der Sicherheit führen können, wie z. B. Versprödung infolge Neutroneneinwirkung oder thermische Versprödung.
Die Planung und Durchführung einsatzspezifischer Prüfungen wird auf Grund des Standes von Wissenschaft und Technik, der Betriebserfahrung sowie aus Erkenntnissen von Befunden oder Ereignissen festgelegt.
1 Bereinigt gemäss Anhang Ziff. 13 der V vom 12. Nov. 2008 über das Eidgenössische Nuklearsicherheitsinspektorat, in Kraft seit 1. Jan. 2009 (SR 732.21).
AS 2006 2437
vu l’art. 101, al. 1, de la loi du 21 mars 2003 sur l’énergie nucléaire (LENu)1,
1 La présente ordonnance règle la planification, la fabrication, le montage, la mise en service et l’exploitation de récipients et de conduites classés pour la sécurité, de leurs supports et de leurs accessoires sous pression destinés à l’utilisation dans des installations nucléaires (RCN).
3 L’ordonnance ne s’applique pas aux appareils tombant sous le coup des dispositions relatives au transport de marchandises dangereuses.
4 Au demeurant, les prescriptions de l’ordonnance du 10 décembre 2004 sur l’énergie nucléaire (OENu)1 sont applicables.
récipient: un équipement fermé conçu et fabriqué pour contenir des fluides ou des substances radioactives sous pression, y compris les éléments qui y sont directement attachés jusqu’au dispositif prévu pour le raccordement à d’autres équipements; un récipient peut comporter un ou plusieurs compartiments;
conduites: des accessoires de canalisation destinés au transport de fluides ou de substances radioactives sous pression, lorsqu’ils sont raccordés en vue d’être intégrés dans un système; en font partie les tuyaux ou ensembles de tuyaux, le tubage, les accessoires de conduite, les joints d’expansion, les flexibles et, le cas échéant, d’autres accessoires sous pression;
pression maximale admissible: la pression maximale pour laquelle les RCN sont conçus, selon le fabricant; celui-ci la fixe pour un point choisi par lui. Il s’agit du point de raccordement des accessoires ayant une fonction de sécurité, du point le plus élevé des RCN ou, si cela ne convient pas, d’un autre point donné.
température minimale ou maximale admissible: la température minimale ou maximale pour laquelle les RCN sont conçus ou admis à l’exploitation, selon le fabricant;
classification de sécurité: l’attribution des constructions, des systèmes et des équipements d’une installation nucléaire à des catégories de sécurité, des catégories sismiques ou des catégories de structures, selon leur importance pour la sécurité nucléaire.
1 Les exigences de sécurité auxquelles doivent satisfaire les RCN sont fixées dans l’annexe 1.
2 L’Inspection fédérale de la sécurité nucléaire (IFSN) est chargée de régler dans des directives le détail des exigences de sécurité auxquelles doivent satisfaire les RCN.1
1 Nouvelle teneur selon le ch. 13 de l’annexe à l’O du 12 nov. 2008 sur l’IFSN, en vigueur depuis le 1er janv. 2009 (RO 2008 5747).
1 La maintenance des RCN doit être assurée correctement, selon les indications du fabricant et compte tenu des besoins de l’exploitation et de l’expérience acquise. On tiendra compte des conditions d’emploi spécifiques. Les travaux réguliers d’entretien et de contrôle doivent correspondre à un programme systématique fixé d’avance.
3 Les exigences relatives aux contrôles périodiques des RCN sont fixées dans l’annexe 2.
4 L’IFSN est chargée de régler dans des directives le détail des exigences auxquelles doit satisfaire la maintenance des RCN.1
1 L’IFSN désigne les règles techniques permettant de concrétiser les exigences auxquelles doivent satisfaire la sécurité et la maintenance des RCN.1
1 Les instructions d’utilisation et de maintenance doivent être rédigées dans les langues officielles suisses des régions du pays où les RCN sont utilisées.
Le Département fédéral de l’environnement, des transports, de l’énergie et de la communication peut adapter les annexes selon les développements techniques et l’évolution internationale.
Les exploitants et les fabricants de RCN sont tenus de déterminer au moyen d’une analyse les risques qui sont liés aux RCN; les RCN doivent alors être dimensionnés et construits en fonction des résultats de cette analyse. La même méthode doit être appliquée pour modifier des RCN.
Les exigences de sécurité sont à interpréter et à appliquer de manière à tenir compte de l’état de la technique et de l’expérience au moment où a lieu la planification et la fabrication.
On choisira des solutions s’appuyant sur les principes suivants, dans l’ordre:
élimination ou réduction des risques dans la mesure où c’est raisonnablement possible;
au besoin, information des utilisateurs sur les risques résiduels et indication des mesures particulières pouvant les réduire au moment de l’installation ou de l’utilisation.
Les exigences auxquelles répond l’analyse des risques seront consignées dans un document sur les spécifications du dimensionnement.
Les RCN doivent être correctement conçus au regard de toutes les exigences de la sécurité nucléaire et de la radioprotection. Leur dimensionnement doit prévoir des marges de sécurité suffisantes et s’appuyer sur des méthodes éprouvées.
Les RCN doivent être conçus dans toutes les règles de l’art, qu’il s’agisse de leur fabrication, de leur résistance aux contraintes ou de leur contrôle. Leur aménagement dans l’optique du contrôle doit s’appuyer sur les tests de fabrication et de réception ainsi que sur les contrôles périodiques.
Le nombre de soudures doit être réduit dans toute la mesure où c’est techniquement possible.
On veillera, lors de la construction, à ce que les RCN puissent se dilater sans restriction dans le cadre des valeurs requises. Les efforts supplémentaires résultant de contraintes, d’accélérations sismiques, etc., doivent être limités dans la mesure du possible au moyen d’une construction appropriée et de supports placés de manière judicieuse.
Il faut prendre, lors de la construction des RCN, des mesures en vue d’en assurer l’étanchéité requise. En règle générale, on choisira des systèmes fermés fixes comportant exclusivement des raccords permanents. Les raccords permanents sont des raccords ne pouvant être scindés que par des procédés destructifs. Les raccords par deux brides et les assemblages par vis n’ont leur place que là où la maintenance l’exige.
la pression statique et la masse du contenu dans les conditions d’emploi, de montage et de contrôle;
la corrosion, l’érosion et la fatigue du matériel;
l’irradiation;
Les contraintes admissibles doivent être fixées compte tenu des défaillances qui peuvent être prévues et des conditions d’exploitation. On appliquera des facteurs de sécurité permettant d’éliminer entièrement les incertitudes liées à la fabrication, aux conditions réelles d’utilisation, aux contraintes, aux modèles de calcul, aux propriétés du matériau et à son comportement.
Ce programme doit être défini avant les contrôles. Il doit fixer sans équivoque les conditions de contrôle et les critères d’acceptation et de refus.
2.3 Dispositions visant à assurer la sécurité de l’utilisation et de l’exploitation
Les RCN doivent être faits de façon à exclure tout risque raisonnablement prévisible dans leur utilisation et leur exploitation (p. ex. à l’ouverture et à la fermeture, au délestage de soupapes de sûreté ou du fait de la température ou des radiations).
Si nécessaire, il faut prévoir des surépaisseurs ou des protections suffisantes contre la corrosion et d’autres phénomènes chimiques.
Là où l’installation risque d’être soumise une érosion ou à une abrasion intenses, il faut prendre les mesures nécessaires.
Lorsque les limites admissibles risquent d’être dépassées, il faut doter les RCN d’appareils de protection appropriés ou les préparer en vue d’une telle dotation, à moins que d’autres appareils assurent déjà leur protection.
On déterminera l’appareil de protection approprié ou la combinaison de tels appareils selon les particularités des RCN ou du système considérés, et selon les conditions d’exploitation particulières.
le cas échéant, des dispositifs de surveillance appropriés tels que des indicateurs ou des alarmes permettant que soient prises, automatiquement ou manuellement, les mesures de nature à maintenir les paramètres d’exploitation des RCN dans les limites admissibles.
être dimensionnés et construits de façon à être fiables et adaptés aux conditions d’exploitation prévues, et tenant compte des exigences d’entretien et de contrôle des appareils;
n’avoir aucune autre tâche, sauf si leurs fonctions de sécurité n’en sont nullement affectées;
correspondre à des principes de dimensionnement appropriés pour assurer une protection adaptée et fiable. Ces principes incluent notamment un comportement axé sur la sécurité (fail safe) ainsi que la redondance, la diversité et l’autocontrôle.
Ces dispositifs doivent être dimensionnés de façon à ce que la pression maximale admise ne soit pas dépassée en cours d’utilisation; un dépassement de 10 % est admissible durant un court laps de temps.
Le fabricant doit assurer, en appliquant des techniques et des procédés appropriés, l’exécution qualifiée des mesures fixées dans la phase d’élaboration du projet.
Il est tenu en particulier d’engager du personnel qualifié et des outillages appropriés pour confectionner les raccords permanents ainsi que pour les contrôles, et il doit appliquer des méthodes de travail et de contrôle reconnues.
Les RCN doivent subir un examen final où l’on vérifiera, visuellement et par contrôle des documents, le respect des exigences de la présente ordonnance et des spécifications de dimensionnement. L’examen final aura lieu en cours de fabrication pour les éléments qui ne sont plus accessibles ensuite.
la pression de contrôle correspondant à la norme technique visée à l’art. 5 qui est appliqué au dimensionnement des RCN, ou
Si le contrôle de pression hydrostatique est nocif ou irréalisable, on pourra recourir à d’autres procédés de nature à donner des résultats équivalents.
Tout RCN doit comporter un marquage durable donnant toutes indications nécessaires pour assurer la sécurité du montage, de la mise en service, de l’utilisation, et au besoin, de la maintenance. Ces indications comprennent en particulier:
l’identité du fabricant;
l’année de fabrication;
des données permettant d’identifier sans équivoque les RCN, telles que la désignation du type, de la série ou du lot, le numéro de fabrication, la désignation de l’installation;
Ces indications peuvent être apportées sur place à l’aide d’un marquage durable et explicite, avec remise de la documentation correspondante relative à l’installation.
3.4 Notice d’instruction
Le fabricant des RCN doit y joindre une notice d’instruction destinée à l’utilisateur, contenant toutes les informations utiles pour la sécurité et portant sur:
le montage, y compris l’assemblage de différents RCN;
Les matériaux doivent présenter des propriétés qui leur permettent de donner satisfaction dans toutes les situations raisonnablement prévisibles d’utilisation, de dérangement et de contrôle, et notamment offrir une ductilité et une résistance suffisantes. Ils doivent se prêter à toutes les phases de traitement prévues lors de la fabrication (assemblage, formage, traitement mécanique, etc.).
Ils doivent être suffisamment résistants aux substances, aux conditions ambiantes et aux processus prévus ou prévisibles dans l’utilisation et dans les contrôles; de plus, leurs propriétés physiques et chimiques nécessaires à la sécurité d’exploitation (et à la radioprotection en exploitation) ne doivent pas subir d’altération sensible pendant la durée de vie prévue (résistance au vieillissement).
Seuls peuvent être utilisés des matériaux correspondant aux normes techniques visées à l’art. 5 ou dont les qualités ont été démontrées dans un rapport d’expertise spécifique.
L’emploi d’aciers effervescents n’est pas admis.
Le fabricant des RCN doit s’assurer que le matériau utilisé correspond bien à la spécification visée au ch. 4.1. On se procurera des justificatifs des fabricants des matériaux pour tous les matériaux entrant en ligne de compte.
retenir les données et les faits importants concernant la fabrication et le montage, afin de permettre l’évaluation des défauts, des dommages et des résultats de contrôle ultérieurs ainsi que des constats spéciaux.
Les contrôles périodiques ont pour but d’observer l’état du moment des RCN, leur intégrité et leur bon fonctionnement. Il importe de constater de manière précoce les divergences par rapport à l’état idéal.
L’exploitant est tenu d’établir pour chaque installation nucléaire des programmes de contrôles périodiques et de les soumettre à l’IFSN pour examen. Ces programmes seront périodiquement évalués quant à leur efficacité et, au besoin, adaptés.
Les contrôles périodiques doivent être planifiés à l’avance sur la base des programmes établis. Ils doivent être accomplis à intervalles réguliers (intervalles de contrôle) pendant toute la durée d’exploitation de l’installation.
Les contrôles seront effectués par du personnel qualifié, selon des procédés et avec des outillages appropriés et compte tenu de l’état de la technique.
Les résultats des contrôles périodiques doivent être soumis à l’exploitant pour évaluation. Celle-ci servira à décider d’une éventuelle remise en état des RCN ou de l’adaptation des programmes de contrôles.
Si les contrôles ci-après ne permettent pas de s’assurer de l’état des RCN, l’exploitant doit en prévoir d’autres pour garantir la sécurité.
La visite des systèmes et des composants est un contrôle visuel. Elle permet de constater des fuites et d’évaluer l’état général des RCN.
La visite des systèmes et des composants doit se faire, dans des conditions proches de celles qui prévalent durant l’exploitation, avant tout redémarrage faisant suite à une révision annuelle, à des événements extraordinaires ou à des modifications des RCN, ou encore en vertu d’un programme préétabli.
Les contrôles intérieurs et extérieurs sont des contrôles visuels. Ils servent à évaluer l’état des récipients et de leurs accessoires ainsi qu’à contrôler l’entretien. Le contrôle intérieur a lieu généralement sur le récipient sans pression, froid et nettoyé. S’il n’est pas possible d’accomplir un contrôle intérieur, il faut prévoir d’autres contrôles ou interventions de même valeur. Le contrôle extérieur a lieu autant que possible en exploitation ou dans un état proche des conditions d’exploitation.
Les contrôles de résistance à la pression servent à établir l’intégrité des RCN. Ils doivent tenir compte en particulier de la pression maximale admissible et des températures minimale et maximale admissibles.
Les contrôles non destructifs servent à déceler de manière précoce des dommages survenus à la surface ou à l’intérieur du matériau et qui pourraient causer une défaillance des RCN.
Le premier contrôle périodique, dit contrôle de base, servira de référence pour les essais récurrents consécutifs. En règle générale, le contrôle de base doit être accompli avant la mise en service des RCN et en cas de modification de l’ampleur du contrôle ou de la méthode appliquée.
les temps d’ouverture et de fermeture.
Les intervalles de contrôle et les exigences, qui s’appuient sur des réflexions concernant la sécurité et sur l’expérience d’exploitation, figurent dans la spécification technique (annexe 3, ch. 2, OENu2).
Les contrôles de fonctionnement des amortisseurs servent à en vérifier le bon fonctionnement et les capacités d’amortissement.
Contrôles locaux et intégraux de l’étanchéité du confinement de sécurité
Les contrôles locaux et intégraux d’étanchéité servent à établir les taux de fuite admissibles de la cuve de sécurité, de ses passages et de leurs armatures de retenue (confinement de sécurité). Les intervalles de contrôle et les exigences figurent dans la spécification technique (annexe 3, ch. 2, OENu).
Les contrôles spéciaux servent à contrôler des processus qui sont liés aux conditions d’utilisation spéciales de certains RCN dans les installations nucléaires et qui peuvent affecter la sécurité, tels que la fragilisation due à l’action neutronique ou la fragilisation thermique.
La planification et le déroulement des contrôles spéciaux s’appuient sur l’état de la science et de la technique, sur les expériences recueillies dans l’exploitation et sur les enseignements tirés des constats et événements survenus.
1 Mise à jour selon le ch. 13 de l’annexe à l’O du 12 nov. 2008 sur l’IFSN, en vigueur depuis le 1er janv. 2009 (RO 2008 5747).