Source: https://it.scribd.com/document/94526587/Guida-rete-imprese
Timestamp: 2019-10-22 13:51:27+00:00
Document Index: 96778046

Matched Legal Cases: ['art.171', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 3', 'art. 42', 'art. 3', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 2699', 'art. 2700', 'art. 2702', 'art. 2703', 'e contrario', 'art. 2193', 'art. 3', 'art. 42', 'art. 2302', 'art. 2214', 'art. 2214', 'art. 2614', 'art. 2615', 'art. 2343', 'art. 2343', 'art. 2447', 'art. 2447', 'art. 2740', 'art. 2447', 'art. 4', 'art. 1459', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2380', 'art. 2384', 'art. 2380', 'art. 2331', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 107', 'art. 2217', 'art. 2447', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 42', 'art. 42']

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Modalità per l’organizzazione dei mercati contadini.
il negozio giuridico. Rappresentanza e volontà viziata.
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Newsletter Ottobre2014
Cartella Clinica Rispetto Privacy 08.01.2009
Con la collaborazione scien ca di
La presente pubblicazione* frutto dellattivit di un gruppo di lavoro composto da: Massimiliano Di Pace, Riccardo Tiscini, Amedeo Del Principe e Patrizia Tanzilli. Il Testo stato redatto da Massimiliano Di Pace.
* data in stampa a settembre 2011; aggiornamenti consultabili al sito www.unimercatorum.it
I edizione ottobre 2011 copyright 2011 by Universitas Mercatorum, Roma
Realizzazione editoriale: Universit Telematica Universitas Mercatorum, Roma www.unimercatorum.it
ISBN ISBN A
9788890508103 10.978.88905081/03
Riproduzione vietata ai sensi di legge (art.171 della legge 22 aprile 1941, n.633) Senza regolare autorizzazione, vietato riprodurre questo volume anche parzialmente e con qualsiasi mezzo
1. Il Conce o e la Denizione Giuridica di Rete di Imprese .................................... pag. 05 2. Le Considerazioni sulla Natura e sulle Potenzialit delle Re di Imprese .. 3. Il Contra o di Rete di Imprese ............................................................................................ 4. La Procedura per la cos tuzione di una Rete di Imprese .................................... 5. I Vantaggi della Rete di Imprese ........................................................................................ 6. Gli incen vi per le Re di Imprese .................................................................................... 7. La diusione delle Re di Imprese ...................................................................................
Appendice Norma va ................................................................................................................... 4. Allegato 1 ........................................................................................................................................ 4. Allegato 2 ........................................................................................................................................
IL CONCETTO E LA DEFINIZIONE GIURIDICA DI RETE DI IMPRESE
La rete di imprese La rete di imprese un accordo, o meglio un contratto, che consente si basa su un alle imprese di mettere in comune delle attivit e delle risorse, allo scopo contratto di migliorare il funzionamento di quelle attivit, il tutto nellottica di raf forzare la competitivit dellattivit imprenditoriale. Il concetto di rete di imprese stato introdotto per la prima volta dallart. 6bis della legge 133/20081. Questo articolo rinviava ad un decreto del Ministro per lo Sviluppo eco nomico la definizione delle caratteristiche e delle modalit di indivi duazione delle reti di imprese, pur anticipandone la logica, che era quella di promuovere lo sviluppo del sistema delle imprese attraverso azioni di rete che ne rafforzino le misure organizzative, lintegrazione per filiera, lo scambio e la diffusione delle migliori tecnologie, lo sviluppo di servizi di sostegno e forme di collaborazione tra realt produttive anche appar tenenti a regioni diverse. Inoltre si provvedeva (con il comma 2 dellart. 6bis) a fornire una prima definizione della rete di imprese, ovvero libere aggregazioni di singoli centri produttivi coesi nello sviluppo unitario di politiche industriali, anche al fine di migliorare la presenza nei mercati internazionali. Quel decreto ministeriale per non usc mai, per cui si dovuto atten dere la legge 33/20092 per vedere disciplinata per la prima volta la rete di imprese, ed in particolare il contratto di rete, le cui disposizioni si tro vavano nellart. 33. Questa prima disciplina stata poi modificata lanno successivo dallart. 42 della legge 122/20104.
Le reti di imprese Ne consegue che le reti di imprese oggi esistenti si basano su contratti oggi esistenti si in parte diversi, essendo le norme di riferimento parzialmente differenti. basano su norme In pratica vi sono oggi due tipologie di reti di imprese: diverse a) quelle create tra il 12 aprile 2009 e il 30 luglio 2010, il cui contratto stato redatto sulla base delle norme contenute nei commi 4ter, 4quater e 4quinquies dellart. 3 della legge 33/2009;
1 La legge 6 agosto 2008, n. 133, ha conver to in legge, con modicazioni, il Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgen per lo sviluppo economico, la semplicazione, la compe vit, la stabilizzazione della nanza pubblica e la perequazione tributaria. Essa stata pubblicata nella Gazze a Uciale n. 195 del 21 agosto 2008. 2 La legge 9 aprile 2009, n. 33, ha conver to in legge, con modicazioni, il Decreto Legge 10 febbraio 2009, n. 5, recante misure urgen a sostegno dei se ori industriali in crisi (c.d. decreto incen vi). Essa stata pubblicata nella Gazze a Uciale n. 85 dell11 aprile 2009. 3 Pi precisamente, nei commi 4ter, 4quater e 4quinquies. 4 La legge 30 luglio 2010, n. 122, ha conver to in legge, con modicazioni, il Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgen in materia di stabilizzazione nanziaria e di compe vit economica. Essa stata pubblicata nella Gazze a Uciale n. 176 del 30 luglio 2010.
b) quelle create dopo il 30 luglio 2010, il cui contratto stato redatto sulla base dellart. 42 della legge 122/2010, che ha riscritto i commi 4 ter e 4quater dellart. 3 della legge 33/2009. Le differenze tra le due discipline emergono dalla tabella riportata nel lappendice normativa (allegato 2), ma tutto sommato, pur non essendo di poco conto, in questa sede si pu considerare il tema poco rilevante. E invece molto pi interessante analizzare le disposizioni attualmente vigenti che disciplinano le reti di imprese, circostanza che ci permetter di chiarire bene le caratteristiche di questa nuova forma di aggregazione di imprese.
Le nuove reti di imprese devono basarsi sullart. 42 della legge 122/2010
A questo scopo bisogna prendere, come gi ricordato, il testo della legge 122/2010, e leggersi attentamente lart. 42, il cui testo integrale ri portato nellappendice normativa (all. 1). Certamente, per il lettore poco avezzo alle tecniche giuridiche la com prensione del testo potrebbe sembrare piuttosto ardua, ma non bisogna farsi spaventare dallarticolazione del testo in tanti commi, per di pi resi misteriosi da numeri che sono seguiti da terminazioni bizzarre, quali bis, ter, quater, e tanto meno dal rinvio ad altre norme5. Vediamo quindi di capire lessenza di questo contratto, riflettendo sulle disposizioni dellart. 42.
La tecnica legisla va italiana non certo semplice. Per quanto riguarda la numerazione di ar coli e commi, va tenuto presente che le leggi di conversione dei decre legge, modicando, o addiri ura riscrivendo, il testo del decreto legge predisposto dal governo, so oposto allapprovazione del parlamento, mantengono comunque la numerazione degli ar coli che si trovano nel decreto legge. Il risultato che, invece di rinumerare ar coli e commi, i nuovi ar coli ed i nuovi commi introdo dal parlamento prendono la numerazione dellar colo o del comma che precede, e laggiunta della terminazioni bis, ter, quater, che vengono appos in funzione della posizione degli ar coli o commi aggiun . Per quanto concerne il rinvio alle norme, questa una tecnica legisla va in realt molto diusa, che pur orendo il vantaggio della sinte cit, presenta per il dife o di dover costringere a ricostruire i tes norma vi aggiorna . Ed in ee vi sono editori che vendono le banche da norma ve, che contengono le leggi sempre aggiornate, in funzione delle norme che via via si sovrappongono a quelle preceden .
SCHEMA 1 LA RETE DI IMPRESA IN SINTESI
Natura Potenziali partecipan Finalit Contra o Due o pi imprese Aumentare la capacit innova va e compe va delle imprese partecipan Ogge o 1) programma comune; 2) modalit di collaborazione tra imprese, quali, ad esempio: a) lo scambio di informazioni; b) lo scambio di prestazioni; c) lesercizio in comune di una o pi a vit. Strumen 1) fondo patrimoniale; 2) organo o sogge o a uatore delle a vit della Rete. Contenu del contra o 1) denominazione delle imprese aderen alla Rete; 2) obie vi di innovazione e di compe vit; 3) modalit per misurare lavanzamento verso tali obie vi; 4) programma di rete, con diri e doveri dei partecipan ; 5) modalit di realizzazione dello scopo comune; 6) fondo patrimoniale e rela ve regole, inclusi i conferimen ; 7) durata del contra o; 8) modalit di adesione di altre imprese; 9) eventuali cause di recesso; 10) sogge o che cura lesecuzione del contra o, ed i suoi poteri; 11) procedure decisionali delle imprese partecipan . 1) a o pubblico o scri ura privata auten cata; Procedure 2) iscrizione del contra o nel registro delle imprese da parte di ciascun aderente alla Rete. La rete di imprese pu essere istituita da due o pi imprese qualsiasi La prima indicazione della norma che non c un numero minimo di imprese per la costituzione della Rete. Infatti, si afferma semplicemente che Con il contratto di rete pi im prenditori . Pertanto, per fare una Rete possono bastare anche solo due aziende. Certamente, bisogner valutare se un contratto, quale quello che si sta esaminando, possa essere utile per due, o anche tre sole aziende. Daltronde, il concetto di rete richiama automaticamente una pluralit di soggetti, e non certo poche unit. In secondo luogo non vi sono limiti di natura territoriale (a differenza dei distretti). Per cui alla Rete possono partecipare aziende situate in di verse parti del territorio italiano. Inoltre, come ha specificato la circolare dellAgenzia delle entrate 15/E del 2011, possono partecipare anche le filiali di societ estere. In terzo luogo non vi sono neppure limiti mer ceologici (cos come avviene nei distretti, che sono specializzati in una specifica produzione), per cui alla medesima Rete possono partecipare aziende operanti in settori diversi.
La rete di imprese si giustifica solo se mira a migliorare la competitivit delle imprese aderenti, e quindi se ha scopi pi ampi dei consorzi
La seconda tematica che la norma affronta lo scopo della Rete (ovvero, del contratto di rete di imprese). La norma spiega che lo scopo deve essere quello di accrescere, indivi dualmente e collettivamente, la propria capacit innovativa e la propria competitivit sul mercato. La finalit che il legislatore pone a questo strumento giuridico, e che deve quindi costituire la ragion dessere delliniziativa, quella di incre mentare la capacit innovativa e la competitivit delle imprese che par tecipano alla Rete. Sul piano degli obiettivi il caso di rilevare che la rete di imprese si do vrebbe distinguere dai consorzi, che rispondono alla medesima logica di aggregazione delle imprese, per lampiezza delle finalit, essendo in vece quelle dei consorzi limitate, in genere, alla realizzazione in comune di specifiche fasi della produzione.
Nel contratto vanno indicate le modalit concrete per raggiungere gli obiettivi di innovazione e competitivit
Come questi obiettivi possano essere conseguiti, la norma, giustamente, non dice nulla. Spetta quindi alle aziende, caso per caso, individuare le modalit concrete, ossia le attivit specifiche che possono consentire il raggiungimento di tali obiettivi. Queste modalit, ovvero attivit, dovranno poi essere esplicitate nel contratto di rete di imprese, in quanto assumono una valenza fonda mentale, ed un riferimento necessario per lavvio e lo svolgimento del lattivit della Rete stessa. Esempi di queste modalit possono essere tutte quelle attivit che, per le singole imprese, potrebbero risultare eccessivamente onerose, o sem plicemente difficili da eseguire da sole. Questo il caso probabilmente delle attivit di ricerca, di marketing, di commercializzazione dei prodotti in mercati esteri, ma potrebbe essere pure il caso di servizi professionali, quali quelli contabili e fiscali, legali, oppure di gestione finanziaria.
La Rete comporta Una terza indicazione che emerge dalla norma, e che tutto sommato un impegno per scontata, trattandosi di un contratto, la previsione di obblighi a carico le imprese delle imprese che formano una Rete. aderenti Infatti la legge dice a tal fine [gli imprenditori] si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti pre determinati attinenti allesercizio delle proprie imprese ovvero a scam biarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o pi attivit rientranti nelloggetto della propria impresa.
In sostanza, il contratto di rete di imprese deve prevedere inevitabilmente: 1) un programma comune (alle imprese che costituiscono la Rete); 2) una collaborazione tra le imprese della Rete. Inoltre, il contratto pu prevedere anche: 3) lo scambio di informazioni; 4) lo scambio di prestazioni (industriali, commerciali, tecniche, tecnologiche); 5) lesercizio in comune di una o pi attivit (ovviamente, funzionale alloperativit di ciascuna azienda della Rete, dovendo rientrare nelloggetto dellimpresa). In pratica la rete di imprese comporta la condivisione di alcune attivit, che vanno definite, e la realizzazione di tali attivit in collaborazione. Su come debba essere realizzata tale collaborazione la legge, ancora una volta, lascia aperta la scelta, limitandosi a dire solo che le forme e gli ambiti di tale collaborazione andranno in dicati nel contratto, e ponendo lunica condizione che tali attivit gestite dalla Rete debbano essere attinenti allesercizio dellimpresa. Lindicazione di alcuni esempi (scambio di informazioni, prestazione, esercizio in comune di attivit) non va inteso in senso restrittivo, ritenendosi utile semplicemente per dare delle in dicazioni concrete, anche al fine di sottolineare la finalit dellistituto (ossia del contratto di rete di imprese). Dopo aver indicato i possibili contraenti (due o pi imprese), lo scopo (incrementare la com petitivit), loggetto (collaborazione in vari ambiti), la norma indica anche gli strumenti che consentono di perseguire finalit e oggetto del contratto. Infatti, una quarta indicazione che la norma propone riguarda il fondo patrimoniale e gli or gani di gestione, che non costituiscono per elementi obbligatori del contratto di rete di im prese. In effetti la norma testualmente afferma Il contratto pu anche prevedere listituzione di un fondo patrimoniale comune e la nomina di un organo comune incaricato di gestire, in nome e per conto dei partecipanti, lesecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso. La rete di imprese non devono avere per forza un fondo patrimoniale e un organo attuatore, ma opportuno che questi elementi siano presenti Dato che nella norma si scrive il contratto pu, e non il contratto deve, si deve desumere che tali elementi siano opzionali. Tale opziona lit va considerata come un elemento di flessibilit, ed anche di possibile attrattivit dello strumento in termini di riduzione dei costi, in quanto noto che la presenza di organi sociali, e tanto pi il conferimento di fondi, potrebbero costituire motivi di freno per lutilizzo di questo nuovo stru mento di aggregazione di imprese. Non c dubbio per che se la rete di imprese deve diventare uno stru mento efficace di messa in comune di attivit e di iniziative, per perse guire obiettivi strategici, la presenza di unautonomia contabile, per non dire la disponibilit di risorse proprie, e la presenza di centri decisionali, in grado di gestire le attivit e di avviare le iniziative, risulta del tutto ne cessaria, e per nulla opzionale. In sostanza, il legislatore non ha voluto determinare lintensit della col laborazione delle imprese che appartengono ad una medesima Rete, la sciando aperta la possibilit che vi siano reti di imprese leggere, ossia dedicate ad attivit saltuarie, non strutturali, per le quali non neces
sario, n un fondo, n organi decisionali ed esecutivi propri della Rete. Eil caso di ricordare che al fondo patrimoniale della Rete si applicano le disposizioni dei fondi consortili6, circostanza che determina unauto nomia patrimoniale, che fa salvi i partecipanti da eventuali obbligazioni sorte in capo alla Rete.
Il contratto di rete Una quinta indicazione normativa in merito alle reti di imprese riguarda deve avere i contenuti del contratto di rete di imprese. specifici contenuti Tali contenuti saranno oggetto di approfondimento nel paragrafo 3. In questa sede sufficiente rammentare le informazioni che occorre ri portare allinterno del contratto: 1) la denominazione delle imprese aderenti alla Rete; 2) gli obiettivi di innovazione e di competitivit che si intendono per seguire con la Rete; 3) le modalit per misurare lavanzamento verso tali obiettivi; 4) il programma di rete, con i diritti e gli obblighi di ciascuna impresa partecipante; 5) le modalit di realizzazione dello scopo comune; 6) leventuale fondo patrimoniale comune, e lindicazione dei confe rimenti, nonch le regole di gestione del fondo; 7) la durata del contratto; 8) le modalit di adesione di altre imprese; 9) le eventuali cause di recesso; 10) leventuale soggetto che cura lesecuzione del contratto di rete, ed i poteri di gestione e di rappresentanza ad esso conferiti; 11) le procedure decisionali delle imprese partecipanti.
Il contratto di rete deve essere redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata, e depositato al registro delle imprese da parte di tutte le imprese partecipanti
Un sesto tema affrontato dalla norma concerne le procedure da seguire per assicurare la validit del contratto di rete di imprese. A questo riguardo la legge prescrive innanzitutto la forma del contratto, stabilendo che possibile scegliere tra: a) redazione per atto pubblico (come per gli atti costitutivi delle so ciet di capitali), circostanza che richiede lintervento di un notaio, o di altro pubblico ufficiale7, che redige latto8; b) scrittura privata autenticata9, circostanza che richiede sempre la presenza di un notaio o di altro pubblico ufficiale, ma in questo caso solo per lautenticazione delle firme10.
Per maggiori de agli su questo argomento si rinvia al par. 3. Pubblici uciali possono essere i segretari comunali ed il personale comunale preposto ai servizi anagraci dei Comuni. E lart. 2699 del codice civile (c.c.) che denisce le modalit di formazione della o pubblico, mentre lart. 2700 ricorda che la o pubblico fa piena prova, no a querela di falso, che pu aver luogo con precisi limi . 9 E lart. 2702 c.c. che specica lecacia della scri ura privata, che fa piena prova, salvo querela di falso, che so oposta ad alcune condizioni. 10 La so oscrizione auten cata disciplinata dallart. 2703 c.c., il quale prevede lintervento del notaio, o di altro pubblico uciale, che auten ca la rma, in quanto apposta in sua presenza, vericando un documento di iden t del firmatario.
In secondo luogo la normativa stabilisce che il contratto di rete di im prese deve essere depositato per liscrizione nella sezione del registro delle imprese presso cui iscritta ciascuna impresa partecipante. Questo secondo adempimento spiega il primo. Il formalismo derivante dal coinvolgimento di un pubblico ufficiale (quale il notaio) ha lo scopo di rendere praticabile lesecuzione delle formalit delliscrizione presso il registro delle imprese. Daltronde, in difetto di iscrizione, il contratto, dice la norma, inefficace. Per quanto concerne liscrizione al registro delle imprese, il caso di se gnalare che in corso, al momento di pubblicare questo lavoro, la revi sione della relativa modulistica, da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, al fine di semplificare e razionalizzare diversi aspetti. Effettuato ladempimento delliscrizione, lefficacia del contratto inizia a decorrere da quando stata eseguita lultima delle iscrizioni prescritte a carico di tutte le imprese partecipanti alla Rete. Insomma, occorre attendere che tutte le imprese effettuino liscrizione del contratto di rete di imprese nel proprio registro delle imprese, presso la camera di commercio competente per territorio. Si tratta di un punto debole della normativa, in quanto basta il ripensa mento di una sola impresa, che non provvede alladempimento delliscri zione, per rendere inefficace lintera costituzione della Rete11.
Il condizionamento della validit del contra o alladempimento delliscrizione inoltre contrario alla logica delliscrizione nel registro delle imprese, che ha nalit pubblicitarie, e dunque di opponibilit ai terzi dei fa iscri (ex art. 2193 c.c.), e non di validazione degli ee del contra o.
LE CONSIDERAZIONI SULLA NATURA E SULLE POTENZIALIT DELLE RETI DI IMPRESE
Alla luce delle indicazioni normative sopra esposte, si possono svolgere alcune considerazioni che potrebbero essere utili per chiarire il significato e le potenzialit del nuovo istituto basato sul contratto di rete di imprese.
La Rete destinata alle Pmi che intendono sviluppare la loro competitivit, senza procedere a fusioni o incorporazioni
In primo luogo si pu affermare che le reti di imprese rappresentano una forma di coordinamento di natura contrattuale tra operatori eco nomici, destinata in particolare alle Pmi che vogliono incrementare la loro capacit competitiva, senza ricorrere a fusioni o ad incorporazioni/acquisizioni da parte di un unico soggetto. Un coordinamento di cui c decisamente bisogno, tanto pi che la cul tura imprenditoriale italiana non sempre stata molto propensa alla col laborazione.
La Rete permette di coniugare autonomia imprenditoriale e superamento dei limiti della piccola dimensione
La grande innovazione della rete di imprese in effetti la possibilit di coniugare indipendenza e autonomia imprenditoriale con la capacit di acquisire una massa critica di risorse finanziarie e di know how in grado di consentire il raggiungimento di obiettivi strategici, altrimenti fuori portata per una piccola impresa. Lidea non nuova, se si pensa che nel programma Industria 2015, ela borato nel corso della passata legislatura, era prevista gi ladozione di misure legislative per definire nuove forme di coordinamento stabile tra imprese, di natura contrattuale, idonee a costituire una sorta di gruppo paritetico, idea che poi trov una prima formulazione nella legge 133/2008.
La necessit di processi aggregativi da parte delle piccole imprese oggetto di discussione da anni in Italia. Daltronde la piccola dimensione delle imprese italiane, se da una parte presenta diversi van taggi in termini di flessibilit ed adattabilit allevoluzione dei mercati, dallaltra pone indubbie difficolt sul fronte della capacit di competere in mercati sempre pi globalizzati, dove la disponibilit di risorse adeguate rappresenta spesso un fattore critico di successo. Ecco dunque che listituzione di una Rete, dotata di unorganizzazione snella e di adeguate risorse patrimoniali, potrebbe effettivamente costituire una soluzione in grado di superare i limiti posti dalle piccole dimensioni degli operatori economici del Bel paese, e diventare per tanto uno strumento efficace per linnovazione e la crescita delle piccole e medie imprese. Daltro canto, si pi volte osservato che gli strumenti del diritto societario non sono pi suf ficienti per favorire processi di aggregazione e di innovazione tra le piccole imprese, che rap presentano oltre il 95% del sistema produttivo italiano.
La Rete non un nuovo modello societario, ma solo un contratto, per la cui attuazione si pu prevedere risorse e soggetti attuatori
Una seconda considerazione importante che merita di essere eviden ziata origina dal fatto che la rete di imprese non una persona giuridica, ovvero non un nuovo modello societario, sebbene la presenza even tuale di un patrimonio e di un organo decisionale, nonch la previsione di procedure decisionali che regolamentino lespressione della volont dei partecipanti, potrebbero indurre a pensare il contrario. Tanto pi che prevista liscrizione nel registro delle imprese. Ma proprio lopzionalit del fondo patrimoniale e dellorgano attua tore del contratto che consente di escludere che la rete di imprese sia una organizzazione con personalit giuridica.
Limpostazione della Rete simile a quella di una societ priva di personalit giuridica
Semmai limpostazione pi simile a quella di una societ di persone, che, come noto, priva di personalit giuridica, e tutti i rapporti fanno capo, in ultima analisi, ai soci. Lassenza di personalit giuridica non impedisce per lo svolgimento di unattivit esterna da parte della Rete, senza la quale sarebbe daltro canto difficile perseguire gli scopi che sono alla base della creazione della rete di imprese. Dunque, la Rete deve essere in grado di gestire rapporti con terzi, e quindi di attivare rapporti giuridici per conto dei partecipanti, come pu essere il caso di acquisti e vendite12.
Il contratto di rete pu essere utilizzato da qualsiasi tipologia di impresa, operante in qualsiasi settore, e la stessa Rete pu essere costituita da imprese diverse, anche dislocate in territori distanti
Una terza considerazione riguarda la circostanza che il contratto di rete di imprese, per come strutturato, pu essere utilmente impiegato sia da parte delle imprese manifatturiere, sia da parte di quelle dei servizi, e sia contestualmente da parte di imprese appartenenti ad entrambi i settori. Parimenti, la rete di imprese potrebbe risultare utile non solo per im prese che svolgono la stessa attivit, che potrebbero avvantaggiarsi, ad esempio, delle economie di scala che la Rete potrebbe conseguire, ma anche per imprese che svolgono attivit diverse, purch connesse, come il caso dei fornitori che hanno lo stesso gruppo di clienti, o che realiz zano prodotti complementari e interdipendenti. Daltro canto la funzione principale del contratto di rete la definizione di regole, attraverso cui le imprese, rimanendo indipendenti, possono realizzare progetti industriali o commerciali comuni, diretti in particolare ad accrescere la capacit innovativa e la competitivit, che sono obiettivi molto ampi, e che quindi possono concernere qualsiasi produttore di beni e servizi.
12 Per ulteriori considerazioni, in par colare sulla possibilit per la Rete di essere tolare di una par ta Iva, vedi il par. 3.
Il risultato potenziale della Rete potrebbe essere molto simile a quello ottenibile da aggregazioni di imprese di natura proprietaria, tramite fu sioni ed acquisizioni, in quanto con la Rete si possono raggiungere una massa critica di risorse adeguata per raggiungere, collettivamente, gli obiettivi di innovazione e competitivit.
Il contratto di rete pu essere la soluzione per imprese appartenenti alla stessa filiera, sebbene ognuna specializzata in una singola attivit, o con stessi problemi
Una quarta considerazione, connessa alla precedente, che si pu trarre dallanalisi normativa riguarda i contesti che potrebbero valorizzare il contratto di rete di imprese. Un primo contesto, per il quale il contratto di rete pu rappresentare un valore aggiunto, dato dalle imprese appartenenti a filiere di sub fornitura, articolate dal punto di vista merceologico, e spesso collocate in aree diverse, in quanto il contratto di rete potrebbe consentire di rea lizzare forme di coordinamento migliori di quelle conseguibili attraverso contratti bilaterali che uniscono a due a due gli anelli della filiera. Infatti, con i rapporti bilaterali, e la conseguente frammentazione, non solo si avrebbe una dispersione delle conoscenze, ma anche limpossi bilit di acquisire unadeguata forza contrattuale con i vertici della filiera. Un secondo contesto nel quale il contratto di rete di imprese potrebbe risultare utile il cluster di piccole imprese, prive di adeguate risorse fi nanziarie e di competenze sufficienti a realizzare individualmente inno vazioni tecnologiche di processo e di prodotto. Daltro canto spesso queste imprese non hanno una capacit autonoma di ricerca e sviluppo, e devono rivolgersi al mercato per lacquisto di tecnologie innovative. In una tale situazione la Rete potrebbe occuparsi della realizzazione dei progetti, finanziati da risorse messe in comune dalle imprese parteci panti.
La disciplina della Rete flessibile, e quindi spetta agli operatori individuare limpostazione ottimale di questo strumento
Unultima considerazione riguarda limpostazione della disciplina. Al riguardo si pu affermare che la lettura attenta delle disposizioni re lative al contenuto del contratto di rete di imprese fornisce limpres sione che si sia in presenza di uno schema ancora iniziale, non molto dissimile a quello di un formulario, ricco di parti opzionali, ed anche di lacune, come emerso da alcune considerazioni sopra delineate. In particolare, come stato gi evidenziato, leventualit di un organo e di un fondo patrimoniale rende il contratto di rete un istituto diverso da un nuovo soggetto giuridico. Lo sforzo del legislatore stato probabilmente quello di sganciarsi dagli schemi del diritto societario, fermo restando che la natura prevalente mente economica dellattivit della rete di imprese non consente una riformulazione completa dellimpostazione, rispetto a quella societaria, dei rapporti tra i partecipanti alla Rete e dellorganizzazione della Rete stessa.
Il contratto di rete dunque un contratto sostanzialmente atipico, in quanto poco regolamentato, e comunque diverso evidentemente dai contratti collaudati di societ, di consorzio, e di Ati. La logica alla quale si ispira probabilmente quella dellautoregolamen tazione tra le parti sulle modalit di cooperazione, che devono essere pi flessibili di quanto consentito dalla disciplina societaria. Infatti, la Rete deve dotarsi solo di un progetto imprenditoriale auto nomo, con obiettivi e programmi comuni a tutti i partecipanti, dal quale pu scaturire un vantaggio per ciascuna impresa della Rete. In conclusione, il principio ispiratore della Rete la relazione organizzata tra imprese, fondata sulla potenziale complementariet tra i partecipanti, e finalizzata al raggiungimento di obiet tivi comuni, un principio che permette di superare la logica della territorialit e della specia lizzazione produttiva dei distretti, la limitazione operativa dei consorzi, concentrati su singole fasi della produzione, nonch la temporaneit dei raggruppamenti di imprese degli Ati, creati per singoli bandi ed opere, e quindi di differenziarsi dalle altre forme di aggregazione di im prese gi esistenti.
Il contratto di rete di imprese rappresenta uninnovazione importante nel diritto contrattuale italiano. Infatti, con il contratto di rete si offre alle imprese uno strumento di cooperazione multifun zionale, che consente di perseguire obiettivi strategici, e non solo di svolgere attivit stru mentali a quelle principali delle singole imprese sottoscrittrici. La disciplina, come si visto, si presenta tuttavia essenziale, e non sono da escludere in futuro interventi legislativi integrativi. Per il momento, si possono esprimere solo delle considerazioni sulle indicazioni normative13 relative ai contenuti del contratto di rete. Questi contenuti sono stati richiamati sommariamente nel par. 1. (e riportati anche nello schema 1 contenente la presentazione sintetica della rete di imprese), ma ora il caso di ap profondirli, analizzando punto per punto le indicazioni della legge. Il contratto di rete14 deve in primo luogo indicare tutte le imprese partecipanti alla Rete. Dato che la legge prescrive lindicazione nel contratto di il nome, la ditta, la ragione o la de nominazione sociale , il caso di sottolineare che occorrer prestare attenzione nel ripor tare tali elementi come risultanti dal registro delle imprese, in modo da evitare che vi siano discordanze tra il nome (o ditta, o ragione, o denominazione) riportato nel contratto, e quello risultante nel registro delle imprese. Il contratto di rete pu essere sottoscritto da qualsiasi tipo di impresa (compresi artigiani, commercianti, professionisti), e associazioni di categoria Una seconda importante considerazione, che si deduce dal tenore let terale della norma, che una rete di imprese pu comprendere aziende che hanno diverse forme giuridiche, che possono andare dalla ditta in dividuale alla societ di capitali, passando per la societ di persone. Ne possono quindi far parte anche artigiani, come commercianti, e pure li beri professionisti. E la stessa Agenzia delle entrate che nei suoi provvedimenti fa esplicito riferimento agli imprenditori individuali. Non solo, ma la legge non impedisce che facciano parte della rete anche associazioni di categoria, cos come soggetti diversi dalle imprese, come possono essere i centri di ricerca e le universit. In linea teorica potrebbero far parte della Rete anche istituzioni private con ruoli pubblici, come il caso, per esempio, delle camere di com mercio. Va detto per che, ai fini dellagevolazione fiscale di cui si parler nel par. 6, lAgenzia delle entrate nella sua circolare 15/E del 2011, parla solo di imprese, sebbene non ponga limitazioni sulla tipologia di impresa, essendo ammesse tutte le imprese indipendentemente dalla forma giuridica, dalle dimensioni aziendali, dalla tipologia di attivit svolta o dal settore econo
I contenuti del contratto sono descritti nel comma 4ter, dellart. 3, della legge 33/2009, come riformulati dal comma 2bis, dellart. 42, della legge 122/2010. 14 Si ricorda che il contratto richiede la presenza di un notaio o di un pubblico ufficiale, che predisponga latto, oppure che ne autentichi le firme, e che va poi depositato per liscrizione nel registro delle imprese delle camere di commercio dove sono iscritte le aziende partecipanti alla Rete.
mico di riferimento, nonch dalla localizzazione territoriale, incluse le sta bili organizzazioni nel territorio dello Stato di imprese non residenti.
Il contratto di rete Un terzo elemento importante da tener presente riguarda la necessit va aggiornato se di aggiornare il contratto, se vi sono adesioni alla Rete successive alla aderiscono nuove stipula del contratto di rete. imprese Infatti, la norma dice che il contratto deve recare lindicazione di ogni partecipante per originaria sottoscrizione del contratto o per adesione successiva. Dunque, se successivamente alla creazione della Rete, si amplia la par tecipazione, occorrer depositare per liscrizione una nuova versione del contratto, recante i nuovi nominativi che si sono aggiunti, oppure che sono usciti dalla compagine della Rete. Tale aggiornamento va considerato necessario ai fini della validit del contratto per i nuovi partecipanti, come in fondo avviene nelle societ di capitali, dove liscrizione nel libro dei soci condizione per lesercizio dei diritti sociali. Al riguardo il caso di sottolineare che lagevolazione fiscale, di cui si parler nel par. 6, pu essere usufruita anche dalle imprese che aderi scono a Reti gi costituite. Non solo, ma fermo restando le limitazioni poste per la fruizione delle agevolazioni fiscali, non vietato per una singola impresa partecipare a pi Reti.
Gli obiettivi della Rete devono essere strategici, altrimenti si possono usare altri strumenti come il Consorzio o lAti
La seconda informazione che occorre riportare, o meglio indicare, nel contratto di rete, sono gli obiettivi strategici di innovazione e di innal zamento della capacit competitiva dei partecipanti. Anche su questa disposizione si possono fare alcune riflessioni. Innanzitutto, deve trattarsi di obiettivi importanti, dovendo essere stra tegici. In effetti listituto della rete di imprese non stato concepito dal legi slatore per obiettivi semplici, per i quali possono risultare valide altre forme di aggregazione delle imprese, come lAti (associazione tempo ranea di impresa creata per una finalit specifica e temporanea), o il Consorzio (dove i soci mettono in comune alcune attivit del proprio processo produttivo). Non solo, ma la Rete deve essere concepita come uno strumento dura turo, e non temporaneo, ovvero durare in misura sufficiente per rag giungere non obiettivi normali, bens strategici15.
Ulteriori considerazioni che si possono fare riguardano la tipologia di obiettivi che la Rete deve conseguire, e che ne delimitano in un certo senso il campo dazione.
Vedi al riguardo le considerazioni successive sulla durata del contratto di rete.
Infatti gli obiettivi devono riguardare: 1) linnovazione, oppure; 2) linnalzamento della capacit competitiva delle imprese partecipanti.
Lobiettivo del linnovazione in realt strumentale a quello della competitivit, il cui incremento il fine ultimo della Rete
In realt, basta rifletterci un attimo per rendersene conto, come il primo obiettivo, quello dellinnovazione, non altro che una modalit per rag giungere il secondo obiettivo, quello della competitivit, che bisogna dunque considerare lo scopo preminente della rete di imprese. Daltro canto, il problema, che le Pmi italiane soffrono, quello della competitivit, messa a dura prova dai paesi con un pi basso costo del lavoro, ed una capacit produttiva sempre pi rispondente alla do manda del mercato globale.
Ecco dunque un secondo elemento essenziale del contratto di rete di imprese (dopo lindicazione dei partecipanti): lindividuazione di uno o pi obiettivi di incremento della competitivit. E naturale che questi obiettivi varieranno non solo da settore a settore, ma anche da impresa a impresa.
Gli obiettivi devono essere comuni a tutte le imprese della Rete, e funzionali allincremento della competitivit
Ma al di l della loro coerenza con il contesto in cui si muovono le im prese aderenti alla Rete, questi obiettivi devono presentare due carat teristiche importanti: a) essere comuni a tutte le imprese aderenti alla Rete: per garantire coerenza ed omogeneit dazione alla Rete, vi devono essere degli obiettivi comuni, e non immaginabile che una rete di imprese, per di pi dotata di unorganizzazione snella, possa conseguire una mol teplicit di obiettivi, a seconda delle necessit delle varie imprese partecipanti; b) essere funzionali ai due fattori della competitivit, la qualit dei pro dotti e il prezzo (ossia i costi), dato che la competitivit si gioca, come noto, essenzialmente su questi due fattori.
In definitiva la Rete non deve essere uno strumento adatto a qualsiasi scopo, anche perch se gli scopi sono diversi da quelli indicati dalla legge, si possono profilare problemi nella ge stione dei rapporti contrattuali, senza contare che in caso di utilizzo dellagevolazione fiscale prevista per le imprese appartenenti alla Rete16, lAgenzia delle entrate, vigilando sul corretto impiego di questo strumento contrattuale, potrebbe revocare lagevolazione. In conclusione, quando lo scopo non quello del miglioramento della competitivit, che si pu ottenere anche con linnovazione di prodotto o di processo, allora potrebbe essere il caso di valutare altre forme di aggregazione di impresa.
Per dettagli su questa agevolazione, vedi il par. 6.
Non facile individuare metodi di misurazione del raggiungimento degli obiettivi, richiesti dalle norme
Che il contratto di rete di impresa non possa essere generico, trova con ferma in unaltra disposizione, collegata alla necessit di indicare gli obiettivi. Infatti, la norma prescrive che vengano indicati, accanto agli obiettivi, anche le modalit concordate tra gli stessi [partecipanti] per misurare lavanzamento verso tali obiettivi. Questa disposizione, giusta in teoria, comporta per problemi applicativi di non poco conto. In effetti misurare lavanzamento nella realizzazione degli obiettivi operazione tuttaltro che semplice: bisogna individuare dei parametri e misurarli periodicamente. E ragionevole ritenere che nella pratica si punter a soluzioni semplici stiche, utilizzando come parametri, e quindi come sistema di misura zione, indicatori facilmente misurabili e raccoglibili, come il fatturato delle imprese aderenti, la quota derivante dallexport, il numero di pro getti di ricerca avviati, i diritti di propriet industriali registrati o acquisiti, o ancora il numero di dipendenti, oppure la crescita dimensionale delle imprese, a seconda degli obiettivi specifici che ci si prefissi.
Il programma di rete costituisce lelemento centrale del contratto
La terza richiesta della legge in merito ai contenuti del contratto di rete di imprese concerne la definizione di un programma di rete. Il contenuto di questo programma non libero, in quanto la norma ne elenca i singoli elementi, che sono: 1) lenunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun parteci pante; 2) le modalit di realizzazione dello scopo comune; 3) qualora sia prevista listituzione di un fondo patrimoniale comune, la misura ed i criteri di valutazione dei conferimenti iniziali delle im prese aderenti alla Rete, e degli eventuali contributi successivi che ciascun partecipante si obbliga a versare al fondo; 4) sempre in caso di presenza di un fondo patrimoniale, le regole di ge stione del fondo medesimo.
Vi ampia possibilit di scelta per i diritti e doveri dei partecipanti, da indicare nel programma di rete, non essendovi precise indicazioni nella legge
Dunque, il programma di rete, che costituisce il terzo elemento del con tratto di rete, e probabilmente il pi importante, deve contenere in primo luogo lelencazione dei diritti e doveri di ciascun partecipante. Va per tenuto presente che, a differenza del diritto societario, che in dividua diritti e doveri dei soci, per cui latto costitutivo non deve ne cessariamente essere ricco di indicazioni, nel caso del contratto di rete, mancando una normativa di riferimento, occorre essere specifici, e co munque essere pronti ad adeguare in futuro lelenco di diritti e doveri dei partecipanti, in funzione dellesperienza che via via si acquisir. Inoltre, in considerazione dellassenza di precise indicazioni normative, i fondatori della Rete avranno ampia possibilit di scelta nellindividuare diritti e doveri dei partecipanti alla Rete.
Detto questo, si pu immaginare a titolo esemplificativo, che i diritti dei partecipanti possano essere: a) il diritto di partecipare alle decisioni, secondo una procedura indicata nel contratto stesso, che pu essere quella prevista dal diritto socie tario per le Srl, in particolare per quanto riguarda i quorum di mag gioranza; b) il diritto di elezione attivo e passivo agli organi della Rete, se pre visti; c) il diritto di richiedere lo svolgimento di determinate attivit alla Rete; d) il diritto di usufruire dei risultati dellattivit della Rete; e) il diritto al rendiconto dellattivit della Rete. Fra i doveri, si possono immaginare quelli di: a) effettuare i conferimenti, se previsti; b) partecipare alle spese di funzionamento della Rete; c) partecipare alle attivit gestite dalla Rete, necessarie per il conse guimento degli obiettivi.
Le attivit, da indicare nel programma di rete, devono essere funzionali agli obiettivi, e quindi alle necessit operative delle imprese aderenti
Altro contenuto del programma di rete meritevole di approfondimento dato dalle modalit di realizzazione dello scopo comune. In sostanza la norma richiede che, oltre agli obiettivi, siano illustrate le attivit che consentono di perseguirle. La scelta delle attivit dovr essere funzionale non solo agli scopi, ma anche alle necessit operative concrete delle imprese partecipanti. Questa attivit potranno essere molto varie. A titolo meramente esemplificativo si possono immaginare varie tipo logie di attivit, che consentono il raggiungimento di obiettivi di miglio ramento della competitivit, ossia: a) progetti di ricerca e sviluppo; b) ricerche di mercato e/o acquisizione di informazioni per la commer cializzazione; c) iniziative di marketing17; d) centrale acquisti; e) centrale vendite; f) rappresentanza presso grandi clienti e istituzioni pubbliche; g) gestione di un marchio comune; h) realizzazione di un nuovo prodotto innovativo e competitivo18; i) creazione di una gamma completa di prodotti/servizi da presentare sul mercato; l) gestione dei rapporti con istituzioni finanziari (per prestiti, garanzie, pagamenti internazionali, ecc.).
Le politiche di marketing si sostanziano in decisioni, e conseguenti iniziative, che riguardano le famose 4 p: price (prezzo), product (prodotto, ovvero nome e caratteristiche del prodotto, dimensione e immagine della confezione, etichetta, ecc.), promotion (offerte promozionali e pubblicit), place (scelta del mercato e dei canali distributivi). 18 Questo bene/servizio potrebbe essere ottenuto dalla sommatoria di una variet di competenze specifiche dei vari partecipanti alla Rete, messe a beneficio della collettivit degli aderenti alla Rete.
Il programma di rete pu indicare leventuale presenza di un fondo patrimoniale, che va considerato opportuno
Relativamente al fondo patrimoniale, che costituisce un eventuale terzo contenuto del programma di rete, va detto che la sua eventualit va considerata di fatto pi teorica che pratica. Infatti, indipendentemente dalle attivit previste e dagli obiettivi pre fissati, difficile immaginare che uno strumento, di natura organizzativa, quale la rete di imprese, che deve contribuire al miglioramento della competitivit delle imprese partecipanti, possa farlo senza spendere. Tanto pi che la circolare dellAgenzia delle entrate 15/E del 2011 af ferma che gli utili accantonati in riserva (e sottratti alla tassazione)19 vanno destinati al fondo patrimoniale per la realizzazione degli investi menti previsti dal programma di rete. In altre parole lAgenzia delle entrate ricorda che ai fini dellaccesso al lagevolazione fiscale necessaria listituzione del fondo patrimoniale, mentre tale condizione non rileva ai fini della validit del contratto di rete.
In alternativa al fondo patrimoniale si potrebbe prevedere un budget annuale
Lalternativa al fondo patrimoniale della Rete la predisposizione di un budget annuale, con ripartizione anticipata delle spese, come avviene nei condomini, ma una tale impostazione, di fatto, comporterebbe co munque la creazione di un fondo patrimoniale, anche se di natura tem poranea e di dimensione mutevole nel corso del tempo.
Dunque, preferibile avvalersi della possibilit prevista dalle norme, ed indicare nel pro gramma di rete la dimensione del fondo patrimoniale, che potrebbe essere, almeno inizial mente, pari al budget annuale di spese. Questultima soluzione pare essere quella che pi garantisce i partecipanti, in quanto nel programma di rete bisogna anche descrivere le regole per limpiego delle risorse del fondo.
E importante prevedere nel programma di rete le procedure decisionali relative alle spese, e la rendicontazione
A questo proposito determinante stabilire il processo decisionale delle spese, ed in particolare la competenza a decidere. Unipotesi di procedura decisionale che si potrebbe immaginare quella che prevede la competenza dei partecipanti a decidere il budget an nuale, secondo quorum che andranno indicati nel contratto, mentre la decisione sulle singole spese potrebbe essere attribuita ai vari soggetti che gestiscono lattivit della Rete, secondo scaglioni di importo, che aumentano con il crescere della gerarchia dei soggetti incaricati della gestione della Rete. Naturalmente, la presenza di un fondo richiede anche precise norme di rendicontazione, ovvero delle spese e delle eventuali entrate gestite dalla Rete. Dato che la rete di imprese non ha personalit giuridica, potrebbe essere utile riferirsi alle regole del bilancio delle societ di persone.
Vedi par. 6 per i dettagli.
A questo proposito si rammenta che lart. 2302 del codice civile (c.c.), sulle scritture contabili delle societ in nome collettivo, prescrive per queste societ lobbligo (che a carico degli amministratori) di tenere i libri e le scritture contabili prescritti dallart. 2214 c.c., ovvero il libro giornale e il libro degli inventari20.
Al fondo patrimoniale della rete si applicano le regole del fondo consortile
Per quanto riguarda la disciplina del fondo patrimoniale, la normativa prevede che esso dovr assumere lo stesso ruolo del fondo consortile, che disciplinato dagli artt. 2614 e 2615 c.c.21, in quanto applicabili. In sostanza, il legislatore ha voluto dare autonomia al fondo patrimo niale della Rete di imprese, impedendo che esso possa essere distribuito prima della scadenza prevista dal contratto di rete, e che i creditori dei partecipanti possano attaccarlo per far valere i loro diritti nei confronti delle imprese aderenti alla Rete. Al tempo stesso si prevede per le imprese partecipanti la limitazione di responsabilit, in quanto per le obbligazioni assunte dalla Rete a nome proprio, ne risponde solo il fondo patrimoniale, e non anche il patrimo nio delle imprese della Rete.
Nel programma di rete vanno riportate le regole per la valutazione dei conferimenti, e al riguardo si possono usare quelle delle societ di capitali
Per quanto riguarda i conferimenti, il programma di rete dovrebbe in dicare la misura dei conferimenti iniziali e successivi di ciascun parteci pante, ed i criteri di valutazione nel caso in cui i conferimenti sono in natura (es. immobilizzazioni, crediti). A questo proposito consigliabile fare riferimento alla disciplina dei conferimenti delle Spa, in particolare agli artt. 2343 e 2343ter22 c.c., che regolamentano la stima dei conferimenti in natura nel caso delle societ per azioni.
20 Lart. 2214 c.c. richiede anche che siano tenute le altre scritture contabili richieste dalla natura e dalle dimensioni dellimpresa, e che siano conservate ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevute, nonch le copie delle lettere, dei telegrammi e delle fatture spedite. 21 Lart. 2614 c.c., relativo al fondo consortile, stabilisce che i contributi dei consorziati ed i beni acquistati con questi contributi costituiscono il fondo consortile, e che per la durata del consorzio i consorziati non possono chie dere la divisione del fondo, ed i creditori particolari dei consorziati non possono far valere i loro diritti sul fondo medesimo. Lart. 2615 c.c., concernente la responsabilit verso i terzi del consorzio, precisa che per le obbligazioni assunte in nome del consorzio dalle persone che ne hanno la rappresentanza, i terzi possono far valere i loro diritti esclusivamente sul fondo consortile. Per le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli con sorziati rispondono questi ultimi solidalmente con il fondo consortile. In caso dinsolvenza nei rapporti tra i consor ziati il debito dellinsolvente si ripartisce tra tutti in proporzione delle quote. 22 Lart. 2343 c.c. prevede che i soci, che conferiscono beni in natura o crediti, devono presentare la relazione giurata di un esperto, designato dal Tribunale nella cui circoscrizione ha sede la societ, contenente: a) la descrizione dei beni o dei crediti conferiti; b) lattestazione che il loro valore almeno pari a quello attribuito a ciascuno di essi (ai fini della determinazione del capitale sociale e delleventuale sovrapprezzo); c) i criteri di valutazione seguiti. La relazione va poi allegata allatto costitutivo. Lart. 2343ter c.c. indica alcuni casi di esenzione dallobbligo di pre sentazione della relazione di valutazione dei conferimenti in natura, ovvero i valori mobiliari, gli strumenti del mer cato monetario, i beni in natura ed i crediti gi valutati. Il socio conferente questi beni deve per presentare la documentazione relativa al valore attribuito ai conferimenti, e al bilancio approvato da non oltre un anno o alla va lutazione di non oltre 6 mesi (ma solo per i conferimenti di beni e di crediti).
Un aspetto interessante da considerare la possibilit, esplicitamente indicata dalla disci plina della rete di imprese, di conferire, se consentito dal programma di rete, un patrimonio destinato ad uno specifico affare, che una novit introdotta dalla riforma del diritto socie tario del 2003 per le Spa, e che trova fondamento in uno specifico articolo del codice civile, ovvero lart. 2447bis23. Il vantaggio per la Spa conferente di utilizzare questo meccanismo dato dalla circostanza che il patrimonio aziendale destinato ad una specifica operazione (in questo caso la parte cipazione alla Rete) gode dellautonomia patrimoniale, per cui possibile da una parte op porre ai creditori sociali il vincolo di destinazione, e dallaltra evitare che i creditori, nati dalloperazione al quale era stato destinato il patrimonio separato, possano rivalersi sul resto del patrimonio societario.
Il programma di rete va asseverato da organismi creati dalle Associazioni di categoria
Il programma di rete deve essere preventivamente asseverato da orga nismi di asseverazione, espressi dalle associazioni di imprenditori, che hanno i requisiti indicati dal decreto del Ministro dellEconomia del 25 febbraio 2011. In sostanza il decreto ha abilitato tutte le Associazioni datoriali rappresentate in sede Cnel ad indicare tali organismi di asse verazione, per cui ogni Rete pu chiedere alla principale Associazione di categoria cui fanno riferimento le imprese aderenti, per individuare allorganismo di asseverazione24. Lasseverazione del programma va rilasciata entro 30 giorni dalla relativa richiesta presentata dallorgano o dal soggetto incaricato dellattuazione del programma di rete25.
Lart. 2447bis c.c. prevede la possibilit di separare, nellambito del patrimonio societario delle Spa, una parte da destinare ad uno specifico affare o ad una operazione, derogando cos al principio generale delluniversalit della responsabilit patrimoniale, contenuto nellart. 2740 c.c., il quale prevede che il debitore risponde con tutti i suoi beni presenti e futuri. In pratica, la societ individua una serie di attivit (beni, crediti, denaro, attivit immateriali) comprese nel proprio patrimonio, per destinarle esclusivamente allo svolgimento di una specifica attivit, o affare, e a quel punto, come prevede il codice civile, i beni selezionati costituiscono la garanzia solo per i creditori sorti a seguito della realizza zione di quella specifica attivit (e non anche per i creditori generali della Spa, se non in via subordinata), pur ri manendo sempre tali beni nella titolarit della societ che separa il patrimonio. In termini approssimativi, si pu affermare che il patrimonio separato, pur rimanendo in capo al soggetto disponente del patrimonio, acquisisce caratteristiche tali da renderlo non pi disponibile come in precedenza, e questo in virt dellatto negoziale che stato alla base della sua enucleazione. Per costituire un patrimonio separato, occorre una deliberazione dellorgano amministrativo, adottata a maggio ranza assoluta dei suoi componenti, la quale, a norma dellart. 2447ter c.c., deve indicare: 1) laffare al quale destinato il patrimonio; 2) i beni e i rapporti giuridici compresi in tale patrimonio; 3) il piano economicofinanziario da cui deve risultare: a) la congruit del patrimonio rispetto alla realizzazione dellaffare; b) le modalit e le regole relative al suo impiego; c) il risultato che si intende perseguire; d) le eventuali garanzie offerte ai terzi; 4) gli eventuali apporti di terzi, le modalit di controllo sulla gestione, e di partecipazione ai risultati dellaffare; 5) la possibilit di emettere strumenti finanziari di partecipazione allaffare, con la specifica indicazione dei diritti che attribuiscono; 6) la nomina di un revisore legale dei conti (o di una societ di revisione) per la revisione legale dei conti dellaf fare, quando la societ non gi assoggettata alla revisione legale; 7) le regole di rendicontazione dellaffare. 24 Lelenco degli organismi di asseverazione abilitati comunque riportato nel sito www.agenziaentrate.it. 25 Sulla tipologia di soggetto attuatore vedi le righe successive.
Lasseverazione consiste nella verifica della congruenza del programma di rete con la normativa che disciplina le Reti. Sul punto lart. 4 del decreto ministeriale del 25/2/2011 ha precisato che lasseverazione comporta anche la verifica della sussistenza degli elementi propri del contratto di rete e dei relativi requisiti di partecipa zione in capo alle imprese che lo hanno sottoscritto. In sostanza va ve rificato non solo il programma di rete, ma anche il contratto di rete, e il rispetto dei requisiti soggettivi, anche in termini di adempimenti, da parte delle imprese aderenti. Lasseverazione, per, come chiarisce la circolare dellAgenzia delle entrate 15/E del 2011, non comporta lau tomatico riconoscimento del diritto allagevolazione fiscale, in quanto occorre rispettare tutta una serie di condizioni, come sar chiarito nel par. 6. Lasseverazione deve essere comunicata, dallorganismo che la ha emessa, allAgenzia delle entrate, con lindicazione delle imprese ade renti alla Rete e degli estremi del contratto di rete avente ad oggetto il programma asseverato. La trasmissione deve essere effettuata entro il mese di aprile dellanno successivo a quello in cui avvenuta lasseve razione. Lasseverazione va ovviamente comunicata anche allorgano in caricato dellesecuzione del contratto di rete.
La durata del contratto di rete libera, ma dati gli obiettivi strategici opportuno che non sia minore di 5 anni
Il quarto elemento del contratto di rete di imprese dato dalla durata della Rete. Relativamente alla durata del contratto di rete, la legge non dice nulla, per cui la durata del contratto di rete va considerata libera. Va per considerato che se si devono perseguire obiettivi strategici, per di pi di crescita della competitivit, ragionevole supporre che la rete di imprese debba avere una durata piuttosto lunga, presumibilmente non minore di 5 anni. Daltro canto, risulterebbe difficilmente credibile un programma di rete di imprese che sia in grado di raggiungere obiettivi strategici di crescita di competitivit in uno spazio temporale di pochissimi anni.
Insieme alla durata, la norma indica ulteriori contenuti necessari del contratto: 1) le modalit di adesione di altri imprenditori; 2) le cause di recesso.
Le regole per lampliamento dei partecipanti alla Rete, devono riguardare requisiti e procedure decisionali
Relativamente alle modalit di adesione di altri imprenditori, va detto che queste dovrebbero risolversi nel quorum decisionale relativo ai par tecipanti della Rete che devono decidere in merito, o in alternativa, nel lindividuazione dellorgano decisionale della Rete competente a decidere sullargomento. Pi importante per potrebbe risultare la determinazione dei requisiti necessari per far parte della rete di imprese. E possibile infatti che la partecipazione ad una Rete possa rappresentare un vantaggio compe titivo rispetto alle imprese che non ne fanno parte.
La Rete un soggetto privato, e a differenza dei Distretti, non vi un diritto automatico a parteciparvi
Dato per che la Rete, a differenza dei distretti, ha una connotazione esclusivamente privata, essendo la sua origine non basata su una legge, o su un decreto di unautorit pubblica (come avviene per i distretti), bens su un contratto che vede per firmatari solo imprese private, allora ragionevole porsi il quesito su quali siano i diritti che hanno le imprese non aderenti alla Rete, seppure interessate, ad entrarvi. Allora, una prima risposta dovrebbe venire dal rispetto di requisiti, che andrebbero indicati nel contratto. Lindicazione di questi requisiti costituirebbe anche un elemento di chia rezza e correttezza tra gli stessi partecipanti alla rete di imprese. E ragionevole, in effetti, immaginare che lefficacia della rete di imprese potrebbe essere proporzionale alla sua estensione, ma questo fino ad un certo punto. Difatti, altrettanto ragionevole immaginare che una compagine troppo vasta ed articolata potrebbe comportare problemi, non solo nel processo decisionale, ma anche nellesecuzione delle atti vit da sviluppare, in quanto quella unicit di intenti, ovvero di obiet tivi strategici, difficilmente immaginabile con una platea diversificata e numerosa di soggetti. Dunque, lindicazione di criteri, che possono essere anche di natura geo grafica e settoriale, eviterebbero dubbi e contrasti nella valutazione delle ipotesi di allargamento della compagine sociale della Rete.
Luscita dalla Rete, sempre possibile, comporta lindividuazione delle cause di recesso e dei diritti del recedente
Un ulteriore elemento da riportare nei contratti di rete concerne, come gi ricordato, la possibilit di pattuire le cause facoltative di recesso anticipato e le condizioni per lesercizio del relativo diritto, ferma re stando in ogni caso lapplicazione delle regole generali di legge in ma teria di scioglimento totale o parziale dei contratti plurilaterali con comunione di scopo. Ne consegue che le imprese possono uscire dalla Rete, cos come, nor malmente, possibile recedere da un contratto. Una prima questione che va approfondita sono per le cause di recesso. Al riguardo, ancora una volta, si pu fare riferimento al diritto societario, ed in particolare agli artt. 2437 c.c. (recesso nelle Spa) 2473 c.c. (recesso nelle Srl). In alternativa, in relazione alle attivit e agli obiettivi previsti per la Rete, si possono immaginare circostanze specifiche che giustificano per lim presa aderente luscita, o addirittura lesclusione, decisa dagli altri par tecipanti. Ma laspetto che va pi approfondito la conseguenza di tale uscita. Ad esempio, limpresa uscente ha diritto a riavere il proprio conferi mento? Se poi tramite la Rete limpresa uscente usufruisce di un bre vetto, o pi semplicemente di un marchio commerciale, perde completamente ogni diritto su di essi, oppure no, ed in questultimo caso in che termini?
Come si vede dai quesiti sopra tracciati, il recesso dalla Rete potrebbe essere fonte di problemi anche importanti, o comunque significativi, dal punto di vista economico. E dunque bene considerare sia le circostanze che danno diritto alluscita dalla rete di imprese (che possono andare dalla semplice volont a si tuazioni specifiche, come ad esempio due anni consecutivi di perdite da parte della Rete), sia le conseguenze di tali uscite, soprattutto per gli aspetti patrimoniali. Per evitare dubbi sulle possibili conseguenze delluscita dei partecipanti sulla Rete, il legislatore ha opportunamente richiamato le norme gene rali che disciplinano lo scioglimento dei contratti plurilaterali, che si tro vano in particolare nellart. 1459 c.c., nel quale si afferma che linadempimento di una delle parti non comporta la risoluzione del con tratto rispetto alle altre.
Il contratto di rete pu indicare leventuale presenza di un soggetto attuatore, che per va considerato opportuno
Un quinto elemento essenziale del contratto la previsione del soggetto che svolge il ruolo di organo esecutore del contratto di rete di imprese. Innanzitutto va sottolineato come la previsione di un tale soggetto sia facoltativa. In questo modo il legislatore ha sicuramente voluto rendere listituto della rete di imprese non pesante, e comunque con unarticolazione non rigida. Ci non toglie, per le stesse considerazioni formulate relativamente al fondo patrimoniale, che la presenza di un organo che si prenda in carico lo svolgimento delle attivit previste e il perseguimento degli obiettivi stabiliti, va considerata di fatto necessaria. Chiarito questo, il caso di esaminare il tenore letterale della norma, per comprendere che cosa si immaginato sul ponte di comando della rete di imprese, e che quindi occorre delineare nel contratto stesso: il nome, la ditta, la ragione o la denominazione sociale del soggetto pre scelto per svolgere lufficio di organo comune per lesecuzione del con tratto o di una o pi parti o fasi di esso, i poteri di gestione e di rappresentanza conferiti a tale soggetto come mandatario comune, non ch le regole relative alla sua eventuale sostituzione durante la vigenza del contratto.
Il soggetto esecutore della Rete pu essere una societ esterna o un professionista (o pi di uno), che hanno il ruolo del mandatario, o un organo interno, tutti con poteri di gestione e di rappresentanza
Dalla formulazione sopra riportata si possono trarre le seguenti con clusioni: 1) la rete di imprese pu essere guidata da una ditta, o una societ, o anche da un professionista; 2) non si prevede per contro uno specifico organo interno alla Rete, sebbene la norma evidentemente non lo vieti, ed anzi ne lascia pre sagire lopportunit26; 3) i soggetti esecutori della Rete potrebbero essere pi di uno, visto che si parla della possibilit che un soggetto si prenda carico solo di una parte del contratto; 4) il/i soggetti incaricati di gestire la Rete possono avere poteri di ge stione e di rappresentanza. Questultimo potere importante, in quanto sancisce la possibilit che la Rete possa svolgere unattivit esterna, potendo essere rappresentata dal soggetto esecutore della Rete27, il quale potr agire in nome sia della Rete stessa, sia dei suoi partecipanti. Tale ultima circostanza confermata da una disposizione successiva a quella in esame, che indica anche i vari contesti (da non considerare esclusivi)28 in cui pu essere esercitato il potere di rappresentanza, ovvero: a) la rappresentanza del singolo imprenditore partecipante al con tratto; b) la rappresentanza nelle procedure di programmazione negoziata con le pubbliche amministrazioni; c) la rappresentanza nelle procedure inerenti ad interventi di garanzia per laccesso al credito; d) la rappresentanza nelle procedure inerenti allo sviluppo del sistema imprenditoriale nei processi di internazionalizzazione e di innova zione previsti dallordinamento; e) la rappresentanza nellutilizzazione di strumenti di promozione e tu tela dei prodotti e marchi di qualit o di cui sia adeguatamente ga rantita la genuinit della provenienza.
In effetti, nel primo capoverso del comma 4ter, dellart. 3, della legge 33/2009 (come riformulato dalla legge 122/2010) si prevede la nomina di un organo comune incaricato di gestire, in nome e per conto dei partecipanti, lesecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso. 27 In caso di pi soggetti esecutori del contratto di rete di impresa, solo uno potr avere la rappresentanza esterna, per lovvia ragione di evitare che i terzi possano essere indotti in confusione, laddove la rappresentanza in capo a pi soggetti. In altre parole i terzi devono essere dispensati dal verificare il potere di rappresentanza recandosi al registro delle imprese. 28 Questa considerazione nasce dallosservazione dellampia variet di obiettivi che la Rete pu assumere, per con sentire una maggiore competitivit delle imprese partecipanti. Sarebbe dunque illogico ritenere che i casi di rap presentanza indicati nella norma siano esaustivi delle possibilit di intervento del soggetto esecutore del contratto. Vedi al riguardo anche le considerazioni del par. 1.
Il soggetto Ulteriori considerazioni sono: esecutore esterno 5) il ruolo del/dei soggetti incaricati di gestire la Rete quello del man pu essere datario (comune a tutte le imprese partecipanti alla Rete), la cui fi revocato solo per gura disciplinata dagli artt. 17031730 c.c.29; dato per che giusta causa lincarico di mandatario richiede la specificazione di tanti elementi, (salvo ulteriori circostanze da che il codice civile rinvia alla volont delle parti, ne consegue che indicare nel necessario approfondire la regolamentazione del mandato attribuito contratto di rete) al soggetto esecutore del programma di rete, per evitare che nel con tratto di rete di impresa vi siano troppo lacune, che potrebbero ge nerare successivamente dei contenziosi; 6) la possibilit di sostituire il/i soggetti esecutori del contratto durante lesistenza della Rete, sebbene vada prevista nel contratto di rete, per limitata, alla luce del riferimento al ruolo di mandatario del sog getto esecutore del contratto, solo alla giusta causa, salvo la previ sione di altre motivazioni nellincarico.
E opportuno valutare alcuni suggerimenti indicati qui accanto relativamente al soggetto esecutore
Spetta quindi ai partecipanti della Rete decidere, al momento della ste sura del contratto, tutte le questioni che emergono dalle considerazioni sopra riportate. Al riguardo alcuni suggerimenti potrebbero per risultare opportuni: a) prevedere in ogni caso un organo esecutivo della Rete, sia esso in terno o esterno; b) prevedere un solo organo esecutivo, per evitare frammentazione nello svolgimento delle varie attivit, e nelle scelte decisionali;
Questi articoli prevedono che il mandatario colui che si obbliga a compiere, in cambio di un compenso, uno o pi atti giuridici per conto di un altro soggetto, detto mandante. Gli aspetti essenziali del contratto di mandato sono: a) la fiducia del mandante nei confronti del mandatario; b) loggetto del mandato, che la sottoscrizione di documenti con valore legale (es. contratti), e gli atti collaterali che risultano necessari. Il mandato pu essere di 2 tipi: 1) con rappresentanza, in cui il mandatario agisce in nome e per conto del mandante; 2) senza rappresentanza, in cui il mandatario agisce per conto del mandante, ma a nome proprio, con il risultato che risulta titolare di atti giuridici, i cui effetti vanno poi trasferiti al mandante. Inoltre il mandato pu essere: a) speciale, se riferito ad un singolo affare; b) generale, se riferito a tutti gli affari del mandante. Il mandatario ha diritto ad un compenso, che deciso dalle parti, o in assenza, dagli usi (es. tariffe professionali), ed inoltre deve ricevere il rimborso spese ed ottenere quanto necessario per lesecuzione del mandato. Il mandatario deve svolgere lincarico con la diligenza del buon padre di famiglia, che va valutata in funzione dellattivit esercitata. Inoltre deve rispettare le istruzioni del mandato (salvo nuove circostanze). Altri obblighi del mandatario sono: 1) la comunicazione dellavvenuta esecuzione del mandato; 2) il rendiconto; 3) la custodia dei beni del mandante (es. campioni); 4) il trasferimento di beni, denaro, diritti, conseguenti allesecuzione del mandato. Linterruzione del contratto di mandato pu avvenire da entrambe le parti, purch con preavviso se a tempo inde terminato, oppure per giusta causa.
c) delimitare con precisione gli ambiti decisionali dellorgano esecutivo, in particolare in termini di gestione (es. capacit di spesa) e di rap presentanza (quali atti e quali obbligazioni lorgano esecutore pu assumere); d) indicare le eventuali deroghe alla disciplina del mandato, che altri menti costituisce la normativa di riferimento per i compiti, i diritti ed i doveri dellorgano esecutivo (mandatario), incluse le circostanze che possono determinare la revoca dellincarico; e) riflettere attentamente sulla scelta tra soggetto esterno e interno30.
La Rete non pu avere una soggettivit fiscale, e questo spinge per lindividuazione di un soggetto esecutore del contratto di rete
Relativamente a tale scelta la circolare dellAgenzia delle entrate 4/E del 2011 offre precise indicazioni affermando che ladesione al contratto di rete non comporta lestinzione, n la modificazione, della soggettivit tributaria delle imprese che aderiscono allaccordo in questione, n lat tribuzione di soggettivit tributaria alla Rete risultante dal contratto stesso. Questa circostanza spinge quindi per listituzione di un soggetto esecu tore del contratto di rete, essendovi la necessit di acquisire una partita Iva, condizione per poter essere poi titolare di diritti ed obbligazioni nei confronti dei terzi (ossia di fare contratti). Dato che la rete di imprese non ha personalit giuridica, e non neppure configurabile come societ, e neppure come impresa, potrebbe risultare consigliabile propendere per il soggetto esterno esecutore del contratto di rete, che sar sicuramente titolare di una partita Iva.
La Rete pu per avere un codice fiscale
La Risoluzione 70/E del 30 giugno 2011 dellAgenzia delle entrate ha per precisato che, ferma restando lesclusione di soggettivit tributaria in capo alla rete di imprese, possibile attribuire alla Rete un codice fi scale, qualora le imprese partecipanti ne facciano specifica istanza a fini operativi, sulla base dellart. 2 del Dpr 605/73, che consente liscrizione allAnagrafe tributaria anche delle organizzazioni di persone o di beni prive di personalit giuridica. Dal punto di vista operativo31 la richiesta del codice fiscale va effettuata presentando il modello AA5 (Domanda di attribuzione del codice fiscale
Al riguardo vedi le considerazioni successive. La Risoluzione spiega anche come compilare il modulo. A questo riguardo si danno le seguenti indicazioni: 1) per quanto concerne la data di costituzione del soggetto, per il quale si chiede il codice fiscale, da riportare nel modulo, lAgenzia delle entrate richiede che sia quella di esecuzione dellultima delle iscrizioni nel registro delle imprese prescritta a carico di coloro che ne sono stati sottoscrittori originari; 2) relativamente alla denominazione del soggetto, va riportato il termine Rete di imprese, seguito dalla descri zione identificativa della Rete; 3) per la natura giuridica occorre scrivere il codice 59 Rete di imprese; 4) per quanto riguarda la sede legale, lAgenzia suggerisce che venga indicato il luogo (comprensivo di indirizzo) che meglio identifica la collocazione della Rete;
per soggetti diversi dalle persone fisiche) ad un qualsiasi Ufficio del lAgenzia delle entrate.
Lultimo elemento sostanziale del contratto di rete concerne le regole per lassunzione delle decisioni dei partecipanti su ogni materia o aspetto di interesse comune che non rientri, quando stato istituito un organo comune, nei poteri di gestione conferiti a tale organo. In sostanza occorre decidere tutti gli elementi classici dei processi decisionali, ossia: 1) le modalit di convocazione dei partecipanti per partecipare al processo decisionale; 2) lesercizio del diritto di voto, inclusa leventuale delega; 3) le modalit di svolgimento della riunione (regole per gli interventi, i quorum decisionali, la presidenza, i verbali); 4) le circostanze che determinano linvalidit delle decisioni dei partecipanti e la procedura per limpugnazione.
Nel contratto di rete va indicato loggetto possibile delle decisioni, nonch le procedure decisionali dei partecipanti, e al riguardo pu essere utile riferirsi alle norme delle Srl
A questo proposito potrebbe essere ragionevole ispirarsi alle regole pre viste per le Srl dagli artt. 2479 e successivi c.c., che possono costituire un valido riferimento. Per quanto riguarda loggetto delle decisioni che i partecipanti possono prendere, non vi sono restrizioni. Anzi, come ricorda la stessa legge sulle reti di imprese, compresa la modificabilit a maggioranza del pro gramma di rete, a condizione per di inserire unespressa previsione in tal senso nel contratto stesso. In tale evenienza, occorre indicare anche le regole relative alle modalit di assunzione delle decisioni di modifica del programma medesimo. Si tratta, con tutta evidenza, di una parte particolarmente delicata del contratto, specialmente per quanto concerne il quorum richiesto per la validit delle decisioni, incluse quelle di modifica del programma di rete. E chiaro che quorum bassi (in particolare per le convocazioni successive alla prima) da un parte assicurano una utile snellezza operativa, ma dal laltra presentano il rischio che vengano approvate iniziative, o comun que modifiche allo status quo, che potrebbero snaturare la funzione della Rete prevista dal contratto, e pregiudicare dunque linteresse della maggioranza delle imprese partecipanti. Spetta ancora una volta alle imprese interessate alla creazione di una Rete decidere, nella libert contrattuale, limpostazione pi opportuna da attribuire allorganizzazione, e quindi scegliere le clausole contrattuali ritenute pi adeguate alla loro volont.
5) per lindicazione del codice attivit, qualora alla Rete non possa essere fatto corrispondere un unico codice identificativo desunto dalla Tabella dei codici di classificazione Ateco 2007, lAgenzia delle entrate raccomanda di indicare il codice 94.99.90 Attivit di altre organizzazioni associative nca; 6) infine, quale rappresentante del soggetto, va indicato lorgano comune (persona fisica o soggetto diverso da persona fisica) che ha lincarico di eseguire il contratto di rete. Per ultimo, la Risoluzione 70/E ricorda che in caso di modifica di uno dei dati relativi alla Rete, va ripresentato il mo dello AA5 per comunicare la variazione dei dati, e, ovviamente, a conclusione del contratto di rete, va comunicata la circostanza, sempre con il modello AA5.
SCHEMA 2 IL CONTENUTO DEL CONTRATTO DI RETE
So oscri ori Obie vi Monitoraggio Programma Nome, o ditta, o ragione o denominazione sociale (da aggiornare con lo sviluppo della Rete) Innovazione e/o aumento competitivit Metodi di misurazione del raggiungimento degli obiettivi Programma di rete contenente: 1) i diritti e gli obblighi assunti da ciascun partecipante; 2) le modalit di realizzazione dello scopo comune (ovvero le attivit che la Rete deve svolgere); 3) leventuale istituzione di un fondo patrimoniale, e la misura dei conferimenti (inclusi i criteri di valutazione); 4) le regole di gestione del fondo (in caso di sua istituzione). Libera, ma consigliabile almeno 5 anni Indicazione di: 1) modalit di adesione di altri imprenditori (procedure e re quisiti); 2) cause di recesso (e diritti dei soggetti in uscita). Scelta tra: 1) soggetto esterno (societ, professionista); 2) organo interno. Indicazione di: 1) oggetto possibile delle decisioni; 2) modalit di convocazione dei partecipanti per partecipare al processo decisionale; 3) esercizio del diritto di voto, inclusa leventuale delega; 4) modalit di svolgimento della riunione (regole per gli inter venti, i quorum decisionali, la presidenza, i verbali); 5) circostanze che determinano linvalidit delle decisioni dei partecipanti e la procedura per limpugnazione.
Durata Cambiamento della compagine sociale
Sogge o responsabile
Procedure decisionale
LA PROCEDURA PER LA COSTITUZIONE DI UNA RETE DI IMPRESE
Costruire una rete di imprese non si risolve nella semplice redazione di un contratto. In realt, la redazione del contratto di rete deve essere solo lultimo passo di un percorso im pegnativo, che deve essere teso a verificare lesistenza dei presupposti logici richiesti per la costituzione di una rete di imprese.
In questo paragrafo ci soffermeremo sui vari passaggi necessari per la La costituzione di una Rete passa costruzione della Rete, che in sintesi si possono individuare nei seguenti: per 10 fasi 1) lanalisi della propria azienda sotto il profilo della sua competitivit e dei fattori che la possono migliorare; 2) lindividuazione di quei fattori suscettibili di migliorare la competi tivit che possono essere acquisiti insieme ad altre imprese; 3) lattivazione di contatti con altre imprese potenzialmente interes sate alla costituzione della Rete, anche mediante lintermediazione delle associazioni di categoria, che potrebbero fungere da sportelli per la creazione delle reti di imprese; 4) la definizione di obiettivi di miglioramento della competitivit co muni alle imprese interessate alla costituzione della Rete; 5) la descrizione delle attivit che la Rete dovrebbe svolgere, per per seguire gli obiettivi prefissati; 6) la predisposizione di un programma di rete, con i contenuti stabiliti dalla legge32; 7) la predisposizione di una bozza di contratto, e quindi la decisione sulle questioni che la normativa lascia alla libera determinazione delle parti (es. la scelta del soggetto esecutore del contratto di rete); 8) lapprovazione da parte di ciascun partecipante, secondo le proprie procedure decisionali, della partecipazione alla rete di imprese; 9) la firma del contratto di rete con lausilio di un notaio o di altro pub blico ufficiale; 10) il deposito per liscrizione del contratto di rete nel registro delle im prese competente per territorio da parte di ciascuna impresa par tecipante.
Il programma deve contenere: lenunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun partecipante; le mo dalit di realizzazione dello scopo comune; leventuale istituzione di un fondo patrimoniale comune; la misura e i criteri di valutazione dei conferimenti; le regole di gestione del fondo patrimoniale. Per maggiori dettagli vedi il par. 3.
La creazione (o adesione) di una Rete deve essere condizionata allindividuazione di problemi di competitivit comuni ad altre imprese e delle attivit, da svolgere insieme, che possono consentire il loro superamento
Il primo passaggio rappresenta la condizione sine qua non per valutare lipotesi di aggregazione ad una rete di impresa. Se lazienda ritiene (a torto o a ragione) di non avere problemi di com petitivit, o comunque problemi di questa natura in misura rilevante, listituto della rete di imprese potrebbe risultare di scarso interesse. In fondo la Rete non un club, dove importante esserci, senza contare che in ogni caso presenta qualche costo, dovuto al finanziamento delle attivit attribuite alla Rete stessa. Non solo, ma linteresse per la Rete deve venir meno quando si ritiene che i pur esistenti problemi di competitivit siano cos specifici alla realt della propria azienda, da non poter trovare soluzione con una ricerca collettiva di innovazioni. Daltronde il nostro Paese pieno di enti, associazioni, organizzazioni, listituto della Rete non pu certo costituire unoccasione per creare un nuovo carrozzone. Dunque fondamentale che lanalisi della situazione della propria azienda, sotto il profilo della capacit competitiva, venga condotta in maniera attenta e lucida, e che porti come risultato lindividuazione di specifici fattori di debolezza dellattivit imprenditoriale, fattori che si possono considerare comuni con quelli di altre aziende. Un esempio di fattore di debolezza potrebbe essere limpossibilit di partecipare autonomamente a progetti di ricerca finanziati dallUe, anche per la difficolt di trovare partners in altri due paesi comunitari, che una condizione per poter accedere ai finanziamenti comunitari. Un altro esempio potrebbe essere la difficolt di gestire clienti esteri, soprattutto quando questi sono poco numerosi ed il paese in questione piuttosto lontano, tutte circostanze che comporterebbero elevati costi di gestione del customer service. Un ulteriore esempio potrebbe essere la necessit di incrementare la forza contrattuale con fornitori e/o clienti che sono grandi imprese o appartenenti alla grande distribuzione, o ancora la necessit di interfac ciare con successo istituzioni per progetti specifici. In definitiva, occorre riflettere su cosa manca allattivit aziendale per essere pi remunerativa.
Il secondo passo, come si visto, la definizione lucida delle attivit che potrebbero miglio rare la competitivit, e la valutazione del potenziale interesse per queste attivit da parte di altre imprese, siano esse dello stesso settore, o di settori diversi. Naturalmente questa valutazione dipender dai fattori di debolezza competitiva che sono emersi dallanalisi della situazione.
Lattivit di analisi, finalizzata alla valutazione dellopportunit di costituzione di una Rete, pu essere condotta dagli imprenditori o da professionisti esterni
Non scontato che queste analisi possano essere condotte direttamente dallimprenditore, cos come potrebbe avere difficolt ad effettuare da solo una valutazione della potenziale condivisione con altre imprese delle attivit che potrebbero migliorare il livello di competitivit della propria azienda. Dunque, questi due primi passaggi potrebbero richiedere lintervento di esperti esterni che, tramite interviste, ed analisi dei dati di bilancio, potrebbero sia mettere a fuoco i fattori di debolezza, sia valutare la pos sibilit che le attivit richieste per contenerli possano essere sviluppate collettivamente, ed in tal caso insieme a chi.
Nel caso in cui lesito di questa analisi portasse ad individuare attivit che potrebbero conte nere i fattori di debolezza competitiva dellimpresa, e che la valutazione di una loro possibile condivisione fosse positiva, allora si pu cominciare a pensare alla terza fase, ossia allindi viduazione di altre imprese interessate a costituire la Rete.
La ricerca di altre imprese interessate a costituire una Rete pu essere aiutata dalle associazioni di categoria
Questa terza fase difficilmente delineabile, dipendendo molto dalle conoscenze personali dellimprenditore. Certamente, come si accennato, le associazioni di categoria, oltre alle stesse camere di commercio, potrebbero giocare un ruolo attivo nel sensibilizzare le imprese del proprio settore o del proprio territorio sul tema delle reti di imprese, svolgendo contestualmente anche la fun zione di sportello per quelle imprese che sono interessate ad aderire ad una Rete, cos da facilitare i contatti reciproci.
Verificata lesistenza di altre imprese interessate alla costituzione della Rete, la fase succes siva la messa a punto di obiettivi comuni, sia in termini generali di miglioramento della competitivit, sia in termini specifici, ovvero di individuazione delle modalit di superamento dei fattori di debolezza individuati, che potrebbero essere compensati da unapposita attivit di Rete.
Individuate altre imprese interessate, il passo successivo concordare i contenuti del contratto di rete, stando attenti a verificare che le attivit da svolgere siano effettivamente di interesse comune
E evidente che si nella fase iniziale della trattativa, che alla fine sfocer nel contratto di rete. E il caso di sottolineare come questa prima fase della trattativa sia particolarmente importante, in quanto incomprensioni o superficialit nella definizione di obiettivi comuni potrebbero aprire la strada succes sivamente a uscite dalla Rete, e pi in generale ad un fallimento dellini ziativa. Ancora una volta si comprende come la fase iniziale di riflessione sulla situazione di competitivit dellazienda debba essere condotta con grande attenzione, per evitare perdite successive di tempo e denaro.
Superata la fase iniziale della trattativa, bisogna poi passare agli aspetti sostanziali della Rete, ossia alle attivit che la Rete dovrebbe condurre per perseguire gli obiettivi prefissati. A titolo di esempio si rinvia ai casi riportati nel par. 333, relativo al contratto di rete di imprese, dove appunto richiesta lindicazione delle attivit che la Rete deve svolgere.
In questa fase di trattative non bisogna dimenticare la valutazione dei costi della Rete
Certamente, lindividuazione delle attivit non pu prescindere da una valutazione, ancorch sommaria, dei costi di quelle attivit, e quindi della sostenibilit delle stesse. Anche se, come si vedr nel par. 6 concernente gli incentivi di natura fi scale, non si pu pensare che lattivit della Rete possa essere finanziata solo dagli incentivi. Occorre dunque molto realismo, anche perch gli aspetti finanziari non sono gli unici che possono ostacolare lo svolgimento delle attivit, es sendo richieste anche risorse umane con competenze adeguate, che non sempre facile reperire, cos come non semplice trovare strutture dove svolgere lattivit (es. uffici, laboratori, magazzini, impianti).
La scelta delle attivit da far svolgere alla Rete delicata, e va verificata la congruenza con gli obiettivi
Un altro aspetto da considerare la coerenza delle attivit con gli obiet tivi. Non sempre facilmente individuabile una specifica attivit che consenta di conseguire obiettivi complessi, come sono quelli relativi alla competitivit. In conclusione, la fase dedicata alla descrizione delle attivit che la Rete dovr svolgere richiede una certa ponderazione, basata su una valuta zione approfondita ed una considerazione attenta di tutti gli aspetti ope rativi conseguenti alle attivit che si sono ipotizzate.
La sesta fase per la realizzazione di una Rete la formalizzazione per iscritto di tutto quello che necessario per realizzare e rendere funzionante una rete di imprese. Ci si riferisce al programma di rete, che deve avere precisi contenuti, che sono poi quelli stabiliti dalla legge. Su questi contenuti ci si soffermati nel par. 3, che ha esaminato il contratto di rete. Nellindicazione di diritti e doveri dei partecipanti, occorre assicurare un equilibrio tra gli uni e gli altri
Mentre per le modalit di realizzazione dello scopo comune, uno dei principali contenuti del programma di rete, che non sono altro che le attivit attribuite alla Rete, gi si sono fatte le considerazioni necessarie nelle righe precedenti, per quanto concerne i diritti e gli obblighi dei partecipanti33, ci si limita a segnalare che la loro definizione dovr essere effettuata in unottica di costi/benefici. Ovvero, occorrer assicurare un
Gli esempi riguardavano le seguenti attivit: a) progetti di ricerca e sviluppo; b) ricerche di mercato e/o acquisi zione di informazioni per la commercializzazione; c) iniziative di marketing; d) centrale acquisti; e) centrale vendite; f) rappresentanza presso grandi clienti e istituzioni pubbliche; g) gestione di un marchio comune; h) realizzazione di un nuovo prodotto/servizio innovativo e competitivo; i) creazione di una gamma completa di prodotti/servizi da presentare sul mercato; l) gestione dei rapporti con istituzioni finanziari (per prestiti, garanzie, pagamenti interna zionali, ecc.). 34 Esempi di diritti e doveri dei partecipanti si trovano nel par. 3, cos come per lesemplificazione di tutti gli altri contenuti del programma di rete.
equilibro tra i diritti ed i doveri, ed in particolare che questi ultimi non siano eccessivamente onerosi per i partecipanti stessi, tenuto conto dei diritti. Sullopportunit di costituire un fondo patrimoniale comune si gi detto, e si ribadisce anche in questa sede che la sua dimensione dovr essere rapportata al budget previsto per lo svolgimento delle attivit attribuite alla Rete, eventualmente necessarie per un solo anno. Per evitare contrapposizioni tra i partecipanti della costituenda Rete bisogner poi applicare criteri oggettivi di valutazione dei conferimenti, quando questi non sono in denaro. I suggerimenti rappresentati nel par. 3, ed in particolare quello di fare riferimento alle regole previste per i conferimenti in natura nelle Spa, andrebbe attentamente considerato. Naturalmente vi sono altre soluzioni per la valutazione dei conferimenti35, ma limportante che una decisione su questo aspetto sia condivisa da tutti i partecipanti, tenendo presente che essa sar importante anche in futuro in occasione di successivi ampliamenti della com pagine sociale.
Particolare attenzione va attribuita alle regole di gestione del fondo patrimoniale e alla scelta del soggetto attuatore
Infine, va posta particolare attenzione alle regole di gestione del fondo patrimoniale, che dovranno essere allineate a quelle pi ampie di ge stione delle attivit della Rete. Qui subentra il tema, altrettanto delicato, del soggetto che si assumer la responsabilit dellesecuzione del contratto di rete, che uno dei temi principali da affrontare nella settima fase, quella relativa alla redazione del contratto di rete. La legge, come si gi notato, spinge per lattribuzione di tale respon sabilit ad un soggetto esterno, e non ad un organo interno. Si per gi detto che il tenore letterale della legge non preclude questultima soluzione. Daltronde la governance della Rete un aspetto determinante per il successo della stessa, e la scelta sulla sua impostazione va attentamente ponderata. Dunque, si hanno due soluzioni, che presentano ciascuna vantaggi e svantaggi. La prima soluzione, quella del soggetto esterno, presenta il vantaggio della professionalit, nel senso che si presume che la scelta del soggetto esterno ricada su una societ, o anche su un professionista, che abbia le competenze richieste per la natura dellincarico, il cui rapporto, come suggerisce la stessa legge, pu essere improntato a quello del mandato. Vi inoltre il vantaggio di evitare perplessit sul piano della soggettivit fiscale, viste le indicazioni dellAgenzia delle entrate, richiamate nel par. 3. Al tempo stesso il soggetto esterno presenta il limite della possibile sconnessione con la realt imprenditoriale che la Rete esprime, ed
Ad esempio, quelle pi flessibili previste per i conferimenti nelle Srl.
bene ricordare che la Rete stessa costituisce uno strumento, e non un fine, dellattivit aziendale delle imprese partecipanti. E evidente che la seconda soluzione, lorgano interno, presenta van taggi e svantaggi speculari rispetto alla prima soluzione, con lulteriore limite per dellassenza di soggettivit fiscale per ora postulata dal lAgenzia delle entrate.
La scelta del soggetto esecutore va attentamente regolamentata
Per la scelta dellorgano esecutore del contratto, occorre stabilire regole precise per la nomina delle persone che andranno a coprire lincarico. Bisogna poi anche precisare sia i requisiti professionali, sia i quorum ne cessari per la loro elezione. Va detto che su questo tema si potrebbero prendere a prestito le norme previste dal diritto societario in materia di amministrazione, fermo re stando la possibilit di scegliere tra quelle delle Spa, delle Srl, o delle cooperative.
Chiarito questo aspetto, si pu procedere ad esaminare gli altri punti del contratto di rete, come illustrati dalla legge. A questo proposito possono essere utili le considerazioni svolte nel par. 3 relativo, appunto, ai contenuti del contratto di rete di imprese.
Bisogna assicurarsi che ladesione alla rete sia approvata correttamente da tutti i partecipanti
Particolare attenzione merita anche lottava fase, ovvero quella in cui ciascun partecipante, in funzione della propria procedura decisionale, approva la propria partecipazione alla rete di imprese. Se per le ditte e le imprese individuali il problema non presenta alcun profilo problematico, non altrettanto si pu affermare per le imprese che hanno la forma giuridica della societ. Bisogna infatti considerare che la partecipazione alla Rete potrebbe con figurarsi come operazione straordinaria, e non ordinaria. Certamente questa valutazione dipende anche dalla dimensione del con ferimento. Un utile riferimento per effettuare questa valutazione lautonomia dellamministratore (o degli amministratori) in termini di capacit di im pegno, quantificato con limiti di importo. Se il conferimento necessario per la partecipazione alla Rete rientra in questi limiti, si potrebbe considerare tale partecipazione come unope razione ordinaria, rientrante tra i compiti classici della gestione36, fermo restando il dovere per gli amministratori di riferire ai soci (o al Cda) le operazioni di maggiore rilievo, tra cui potrebbe rientrare a pieno titolo la partecipazione ad una rete di imprese.
I compiti degli amministratori sono sostanzialmente 2: 1) la gestione (art. 2380bis c.c.); 2) la rappresentanza (art. 2384 c.c.).
Daltro canto gli amministratori (ex art. 2380bis c.c.) devono compiere tutte le operazioni necessarie per lattuazione delloggetto sociale, e la partecipazione alla Rete potrebbe risultare necessaria per lefficace con seguimento delloggetto sociale. Se invece il conferimento da effettuare alla Rete superiore ai limiti di importo impegnabili da parte degli amministratori, allora si potrebbe af fermare che ci si trova di fronte ad unoperazione straordinaria, e sa rebbe comunque opportuno che fossero coinvolti gli organi sociali competenti, ossia lassemblea dei soci, o il Cda. Le ultime due fasi, relative, rispettivamente, alla firma del contratto di rete di imprese, e al deposito per liscrizione del contratto nel registro delle imprese da parte di ciascun parteci pante, non presentano particolari aspetti problematici. Come gi segnalato, probabile che, al momento della lettura di questo libretto, sia dispo nibile, in quanto emanata con apposito decreto, la modulistica, per liscrizione al registro delle imprese, rivista dal Ministero dello Sviluppo Economico per una semplificazione e ra zionalizzazione della stessa. Per le ultime fasi in genere richiesto lintervento di professionisti Nelle fasi di formalizzazione della costituzione della Rete, , di fatto, ne cessaria la presenza di un notaio, che potrebbe intervenire anche per la sola autenticazione delle firme dei sottoscrittori del contratto, ma se le imprese partecipanti non sono particolarmente esperte, potrebbe risul tare conveniente, in assenza di modelli di contratto precostituiti, o di contratti tipo adeguati alla propria situazione, incaricare un professio nista anche per la redazione del contratto di rete. Ladempimento delliscrizione del contratto di rete nel registro delle im prese presso la camera di commercio competente per territorio da parte di ciascun partecipante particolarmente importante, in quanto tale adempimento costituisce, per espressa disposizione di legge, una con dizione per lefficacia del contratto stesso. Questo vuol dire che il soggetto incaricato di eseguire il contratto non potrebbe avviare alcuna attivit, se non assumendosene personalmente la responsabilit, anche in termini patrimoniali. In altre parole, ci si troverebbe nella stessa situazione di una costituenda societ di capitali, che opera prima delliscrizione nel registro delle im prese, circostanza che disciplinata dallart. 2331 c.c.37.
La norma stabilisce che per le operazioni compiute in nome della societ prima delliscrizione sono illimitatamente e solidalmente responsabili verso i terzi coloro che hanno agito.
SCHEMA 3 LE FASI DI COSTITUZIONE DI UNA RETE DI IMPRESE IN SINTESI
1a fase 2a fase 3a fase 4a fase 5a fase 6a fase 7a fase 8a fase 9a fase 10a fase Analisi della competitivit aziendale e dei fattori che la possono migliorare Individuazione dei fattori di miglioramento della competitivit potenzialmente comuni ad altre imprese Attivazione di contatti con altre imprese potenzialmente interes sate alla costituzione della Rete Definizione di obiettivi di miglioramento della competitivit comuni alle imprese interessate alla costituzione della Rete Descrizione delle attivit che la Rete dovrebbe svolgere Predisposizione di un programma di rete, con i contenuti stabiliti dalla legge Predisposizione di una bozza di contratto, e relativa decisione dellimpostazione della Rete Approvazione della partecipazione alla rete di imprese da parte di ciascun partecipante Firma del contratto di rete Iscrizione del contratto nel registro delle imprese da parte di ciascun partecipante
5. I VANTAGGI DELLA RETE DI IMPRESE
I contratti di rete presentano diversi vantaggi. Alcuni di essi sono connaturati alla tipologia di contratto, altri derivano da specifiche previsioni normative, che attribuiscono incentivi, in particolare di natura fiscale, e contributi a fondo perduto. I vantaggi connaturati allimpostazione del contratto di rete di imprese possono cos essere rias sunti: 1) accesso alla conoscenza e competenza di altre imprese, tramite lo scambio di know how: la Rete, pur essendo un soggetto incaricato di eseguire determinate attivit, si alimenta dellesperienza e delle competenze delle imprese partecipanti, che dunque condividono tali conoscenze; 2) acquisizione di elementi che accrescono la competitivit con contenimento di investi menti, rischi e tempi, che altrimenti sono richiesti per produrre nuove conoscenze: la messa in comune di risorse, siano esse finanziarie, tecniche e umane, comporta il godi mento di economie di scala, con il risultato che sono possibili risultati di innovazione e di sviluppo imprenditoriale, altrimenti inaccessibili per piccoli operatori; 3) attivazione di circuiti di natura tecnica, industriale e commerciale, che possono ampliare le opportunit in vari ambiti: grazie ai continui contatti tra le imprese aderenti alla Rete, e allopera della stessa Rete, le piccole imprese possono accedere ad un mondo pi vasto di quello normalmente alla loro portata, e dunque possono cogliere nuove occasioni di business, con evidenti riflessi positivi sulla redditivit dellattivit aziendale; 4) ampliamento della gamma di beni e servizi prodotti: linterazione con altre imprese della Rete potrebbe avere come effetto collaterale quello della messa a punto di nuove proposte ed offerte alla propria clientela, potendo valorizzare le produzioni di aziende della Rete che hanno attivit complementari, o che si trovano a diversi livelli della stessa filiera; 5) ingresso in nuovi mercati: la Rete potrebbe dare maggiore visibilit alle imprese aderenti sul piano internazionale, con la conseguente possibilit di accedere a nuovi mercati, spesso preclusi ad operatori che hanno una modesta capacit di gestione di clienti posti in altri paesi; in altre parole la Rete pu fungere, se cos finalizzata, da catalizzatore di esperienze in nuovi mercati, ormai sbocco necessario, e non pi opzionale, per tante aziende italiane; 6) facilitazione dellaccesso a istituzioni finanziarie e pubbliche: la Rete, grazie alla sua signi ficativit, derivante dalla sommatoria delle imprese partecipanti (in termini di addetti, fatturato, ecc.) potrebbe ricevere unattenzione maggiore da parte delle istituzioni finan ziarie e delle amministrazioni pubbliche, ed ottenere quindi risultati (in termini di prestiti, garanzie, incentivi) pi rilevanti, e comunque superiori a quelli che probabilmente una piccola impresa pu raggiungere; 7) possibilit di utilizzo di infrastrutture normalmente non accessibili alle piccole imprese: la Rete pu avere per oggetto la realizzazione di investimenti consistenti in impianti, la boratori, sistemi logistici, che permettono alle imprese partecipanti di migliorare la loro operativit e remunerativit; 8) possibilit di acquisire certificazioni di qualit o marchi commerciali: la rete di imprese, pur non potendosi sostituire ai consorzi che gestiscono marchi di qualit come i Dop o i Doc, potrebbe svolgere un ruolo importante nel sostenere le imprese della Rete ad ac quisire certificati di qualit, che una piccola impresa potrebbe trovare oneroso o com plesso cercare di acquisire autonomamente, oppure a gestire un comune marchio commerciale con suddivisione dei costi promozionali;
9) maggiore efficienza: lavorando in Rete, si possono abbassare i costi dei fattori produttivi, potendo agire la Rete anche come centrale acquisti, e quindi, grazie alla maggiore forza contrattuale nei confronti di fornitori comuni a diverse imprese della Rete, si possono ot tenere sconti sui prezzi in precedenza praticati; 10) maggiore flessibilit operativa: grazie alla cooperazione tra imprese, che sottesa al con cetto di Rete, diventa possibile per le imprese aderenti rispondere in modo pi rapido, personalizzato e adeguato allevoluzione della domanda, ed alle sfide in termini di com petitivit poste dal mercato; questo pu avvenire anche per produzioni di nicchia o di piccola serie, perch lessere in Rete con altri consente di disporre di capacit addizionali o differenziate, oltre che di competenze e lavorazioni rapidamente integrabili nel proprio ciclo produttivo; inoltre tutto questo permette di ridurre significativamente il time to mar ket; 11) maggiore stabilit del fatturato: la possibilit di contribuire al processo produttivo delle altre imprese della Rete pu rappresentare un importante ammortizzatore, e quindi un potenziale meccanismo di stabilit del fatturato, salvo in periodi di crisi diffusa; 12) maggiore creativit: il contatto con le altre imprese della Rete, pur potendo creare feno meni di imitazione, potrebbe anche essere foriero di nuove soluzioni, specifiche per la propria produzione, e quindi altamente innovative; 13) maggiore visibilit: lappartenenza alla Rete pu consentire di pubblicizzare il nome del lazienda (insieme a quello delle altre imprese della Rete) in contesti (es. fiere, convegni, missioni commerciali) che spesso sono preclusi al singolo piccolo operatore indipendente. Tutti questi vantaggi si risolvono, dal punto di vista pratico, nelle seguenti positive conseguenze: 1) crescita delle vendite: grazie alla Rete, possibile aumentare le opportunit di vendita dei propri prodotti e conquistare nuovi mercati; 2) migliore utilizzo degli impianti: la collaborazione con altre imprese della Rete potrebbe comportare un miglior impiego della capacit produttiva; 3) migliore accesso a capitali (finanziamenti bancari, incentivi pubblici): la Rete pu pi fa cilmente acquisire condizioni vantaggiose con le banche e maggiore attenzione da parte delle Pa; inoltre le imprese della Rete potrebbero avvantaggiarsi delle garanzie offerte dalla Rete stessa, ottenendo cos risparmi sul costo del denaro; 4) riduzione dei costi di produzione: la Rete pu permettere di acquisire i fattori della pro duzione a prezzi pi bassi, grazie alla maggiore forza contrattuale; 5) riduzione dei tempi di produzione: grazie alle connessioni con le altre imprese della Rete, che questultima facilita, possibile creare, sviluppare e consolidare reti di subfornitura, diminuendo al minimo i tempi di approvvigionamento e ottimizzando le scorte, e quindi i tempi di produzione; 6) limitazione dei rischi: questo avviene grazie alla separazione tra il fondo patrimoniale della Rete e quello delle imprese aderenti, separazione dovuta allapplicazione della di sciplina dei fondi consortili38; 7) incremento dellinnovazione: limpresa aderente pu sviluppare una maggiore capacit innovativa grazie agli scambi di know how e competenze con le altre imprese della Rete; 8) sviluppo delle risorse umane: i lavoratori delle imprese aderenti alla Rete godono di un contesto pi stimolante dal punto di vista professionale, moltiplicandosi i contatti con altre realt aziendali e con i soggetti responsabili della Rete, con il risultato che queste circostanze possono arricchire il bagaglio professionale di conoscenze di esperienze dei dipendenti e collaboratori delle imprese aderenti alla Rete.
Ai sensi degli artt. 2614 e 2615 c.c., richiamati dalla normativa sulle reti di imprese. Vedi al riguardo la nota 21.
SCHEMA 4 I VANTAGGI DI UNA RETE DI IMPRESE IN SINTESI
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 Accesso alla conoscenza e competenza di altre imprese Acquisizione di elementi che accrescono la competitivit Attivazione di circuiti di natura tecnica, industriale e commerciale Ampliamento della gamma di beni e servizi prodotti Ingresso in nuovi mercati Facilitazione dellaccesso a istituzioni finanziarie e pubbliche Possibilit di utilizzo di infrastrutture normalmente non accessibili alle piccole imprese Possibilit di acquisire certificazioni di qualit o gestire marchi commerciali Maggiore efficienza Maggiore flessibilit operativa Maggiore stabilit del fatturato Maggiore creativit Maggiore visibilit Crescita delle vendite Migliore utilizzo degli impianti Migliore accesso a capitali Riduzione dei costi di produzione Riduzione dei tempi di produzione Limitazione dei rischi Incremento dellinnovazione Sviluppo delle risorse umane Agevolazioni fiscali Agevolazioni burocratiche
GLI INCENTIVI PER LE RETI DI IMPRESE
A questi vantaggi gestionali derivanti dallaggregazione di imprese con la formula della Rete, se ne aggiungono altri, in conseguenza di specifiche previsioni normative, che in parte hanno accompagnato lintroduzione del contratto di rete nellordinamento giuridico. Queste agevolazioni previste dalle norme consistono in: 1) incentivi fiscali; 2) facilitazioni nei rapporti con la Pa; 3) contributi a fondo perduto (forniti per il momento da bandi delle Regioni). Il principale incentivo fiscale stato previsto dallart. 42 della legge 122/2010, in particolare dalle disposizioni del comma 2quater39, con le quali viene introdotta una detassazione tem poranea (cd. sospensione di imposta), per i periodi di imposta 20102012, degli utili che lim prenditore destina ad una riserva vincolata alla realizzazione degli investimenti previsti dal programma di rete, inserito in un contratto di rete, stipulato con altre aziende. Tale misura fiscale stata chiarita dalle circolari dellAgenzia delle entrate 4/E del 15 febbraio 2011, e poi 15/E del 14 aprile 2011, e precisata da diversi provvedimenti dellAgenzia emessi il 14 aprile 2011. In altre parole tutte le imprese che aderiscono ad una Rete tra il 2010 e il 2012, e versano dei conferimenti (o un patrimonio separato)40 al fondo patrimoniale della Rete, possono de durre dagli utili conseguiti i relativi importi, e quindi sottrarli alla tassazione Irpef o Ires (a seconda della tipologia di contribuente). In sostanza il risparmio, in caso di soggetti Ires (societ di capitali), pari al 27,5% dellimporto accantonato, mentre in caso di soggetti Irpef, il risparmio pari allaliquota marginale da ap plicare al reddito di impresa complessivo41. In caso di soggetti Irpef, il risparmio si estende anche allIrpef regionale e comunale. Lagevolazione non opera invece ai fini Irap, come precisato dalla circolare dellAgenzia delle entrate 4/E del 2011. Va detto che, stante la limitazione dei fondi, leffettivo risparmio di imposta potrebbe essere solo una parte di quello atteso, come verr spiegato nelle righe successive in materia di limi tazioni dellagevolazione. Lobiettivo della norma evidentemente incentivare la realizzazione del programma di rete.
La disposizione afferma pi precisamente che fino al periodo dimposta in corso al 31 dicembre 2012, la quota degli utili dellesercizio destinati dalle imprese, che sottoscrivono o aderiscono a un contratto di rete , al fondo patrimoniale comune, per realizzare entro lesercizio successivo gli investimenti previsti dal programma comune di rete, preventivamente asseverato da organismi espressione dellassociazionismo imprenditoriale [sulla base del rispetto dei requisiti previsti per le reti di imprese e per le imprese aderenti], se accantonati ad apposita riserva, concorrono alla formazione del reddito nellesercizio in cui la riserva utilizzata per scopi diversi dalla copertura di perdite di esercizio, ovvero in cui viene meno ladesione al contratto di rete. 40 Vedi al riguardo la nota 23. 41 Per esempio, se il reddito di impresa complessivo 30.000 euro, e gli utili accantonati per la realizzazione del programma di rete sono 2.000, allora il risparmio pari a (2000 x 38%=760), essendo laliquota da applicare nello scaglione di reddito compreso tra 28 e 55.000 euro.
Lincentivo fiscale Lagevolazione fiscale diventata operativa dopo lemanazione dei se diventato guenti provvedimenti: operativo da 1) il nulla osta della Commissione europea per lattuazione di tale age aprile 2011 volazione, emanato il 26/1/2011 (decisione 2010/8939)42; 2) il decreto del Ministro dellEconomia sugli organismi di asseverazione (emanato il 25/2/2011); 3) i provvedimenti dellAgenzia delle entrate contenenti i criteri e le mo dalit di attuazione dellagevolazione (emanati il 14/4/2011).
Lagevolazione presenta alcune limitazioni quantitative
Lagevolazione presenta alcune limitazioni quantitative: 1) 1 milione di euro di importo massimo degli utili destinati alla riserva da devolvere al fondo patrimoniale della Rete, che sono sottratti alla tassazione, per ciascuna impresa, con questo limite, anche se lim presa aderente a pi Reti, fermo restando che la limitazione vale solo per ciascun periodo di imposta; 2) uno stanziamento complessivo, pari a 20 milioni di euro per il pe riodo di imposta 2010, e di 14 milioni per gli anni 2011 e 2012, per cui, esauriti i fondi, lagevolazione non disponibile integralmente. Questa circostanza comporta che lAgenzia delle entrate deve deter minare la percentuale massima del risparmio di imposta spettante a ciascuna impresa sulla base del rapporto tra lammontare delle risorse stanziate e lammontare del risparmio dimposta complessi vamente richiesto, con metodo proporzionale43.
Lagevolazione sottoposta a numerose condizioni
Inoltre, lagevolazione sottoposta a numerose condizioni: 1) adesione dellimpresa al contratto di rete; 2) registrazione delladesione nel registro delle imprese; 3) indicazione nel bilancio dellimpresa aderente alla Rete di una appo sita voce di riserva, distinta da altre riserve, e denominata con il ri ferimento legislativo (ex art. 42, L. 122/2010), di cui va data informazione nella nota integrativa, oppure in un prospetto per i sog getti con contabilit semplificata44;
Con questa Decisione la Commissione europea ha ritenuto che la misura fiscale non costituiva aiuto di Stato (ai sensi dellart. 107, par. 1, del Trattato sul funzionamento dellUnione europea). La percentuale del risparmio di imposta spettante viene resa nota mediante pubblicazione sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it di un apposito provvedimento del Direttore dellAgenzia delle entrate. Per lannualit 2010 tale percentuale pari al 75,3733%, come comunicata dal Provvedimento dellAgenzia delle entrate del 13 giugno 2011, n. 2011/81521. 44 Lobbligo di indicazione nella nota integrativa vale solo se vi lobbligo di redazione della nota integrativa. Ne consegue che gli imprenditori individuali e le societ di persone tenuti solo alla contabilit semplificata devono pre disporre un prospetto in cui indicare lesistenza della riserva e la sua destinazione, nonch i suoi utilizzi, ai sensi del comma 2 dellart. 2217, il quale afferma che linventario si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite, il quale deve dimostrare con evidenza e verit gli utili conseguiti o le perdite subite. Nelle valutazioni di bi lancio limprenditore deve attenersi ai criteri stabiliti per i bilanci delle societ per azioni, in quanto applicabili.
4) vincolo degli utili destinati al fondo patrimoniale della Rete (o al pa trimonio separato destinato allaffare ex art. 2447bis c.c.) alla rea lizzazione degli investimenti previsti dal programma comune di rete45; 5) realizzazione degli investimenti previsti dal programma di rete entro lanno46 successivo alla delibera di accantonamento degli utili (per cui, in assenza di questi investimenti, tempestivamente realizzati, decade il beneficio fiscale)47; sul punto lAgenzia delle entrate ha fatto una precisazione importante con la sua circolare 15/E del 2011, ovvero che, fermo restando limpiego entro tale termine degli utili per i quali accordato il beneficio della sospensione da imposizione, il timing effettivo di realizzazione degli investimenti pu essere quello previsto dal programma comune di rete asseverato, e quindi non necessario che tutti gli investimenti previsti dal programma comune di rete siano completati entro la scadenza dellesercizio suc cessivo; 6) asseverazione (previa) del programma di rete da parte di un organi smo di asseverazione e sua comunicazione allorgano comune per lesecuzione del contratto della rete, ovvero al rappresentante della rete, e allAgenzia delle entrate48; 7) presenza di un fondo patrimoniale della Rete. A queste condizioni richiamate esplicitamente dalla circolare dellAgen zia delle entrate 15/E del 2011, che devono essere rispettate prima della fruizione dellagevolazione49, se ne aggiungono altre di natura procedu rale: 8) esecuzione degli adempimenti pubblicitari conseguenti alladesione alla Rete; 9) comunicazione (entro il 23 maggio di ogni anno) della richiesta di agevolazione, per il periodo di imposta precedente, con il modello Reti (approvato con il provvedimento direttoriale dellAgenzia delle entrate del 14 aprile 2011, n. 31139), da inviare telematicamente
La circolare dellAgenzia delle entrate 15/E del 2011 ha chiarito che non necessario effettuare tutti i conferi menti subito (ovvero il conferimento degli utili al fondo patrimoniale della Rete), essendo sufficiente il rispetto della tempistica stabilita nel programma di rete. 46 Ovvero lesercizio. 47 Di conseguenza, come ricorda lAgenzia delle entrate nella sua circolare 15/E del 2011, se la delibera che decide laccantonamento degli utili registrati nellanno di imposta 2011, viene presa il 30 aprile 2012, il termine di effet tuazione degli investimenti il 31 dicembre 2013. 48 La Risoluzione dellAgenzia delle entrate 89/E del 12/9/2011 ha precisato che lasseverazione va comunicata al lorgano esecutivo della Rete, mentre la Circolare dellAgenzia delle entrate 15/E del 14/4/2011 aveva espressa mente richiesto che lasseverazione fosse comunicata allAgenzia stessa. Se ne deduce che lasseverazione del programma di rete da parte dellorganismo di asseverazione debba essere comunicata ad entrambi i destinatari (Rete e Agenzia delle entrate). 49 Ovvero al momento del versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta relativo allesercizio cui si riferiscono gli utili, salvo per il 2011, che essendo il primo anno di applicazione prevede una tem pistica diversa, come descritto nelle righe successive.
con le modalit indicate dal provvedimento dellAgenzia n. 34839 (sempre del 14/4/2011)50; 10) applicazione della percentuale del risparmio di imposta, come co municata dallAgenzia delle entrate51 in sede di calcolo dellagevola zione per ogni singola impresa; 11) detassazione degli utili (ai fini Ires/Irpef, ma non Irap) attuata solo in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta relativo allesercizio cui si riferiscono gli utili ac cantonati, e destinati al fondo patrimoniale comune della Rete52. Lutilizzo della riserva per fini diversi dalla copertura di perdite e luscita dalla Rete determinano la fine dellagevolazione Vi sono due circostanze che determinano il venir meno dellagevola zione: a) utilizzo della riserva per finalit diverse dalla copertura di perdite53; b) uscita dellimpresa dalla Rete, ovvero scioglimento del contratto di rete, purch il programma di rete non sia stato completato54. In tali casi lutile accantonato concorre alla formazione del reddito di im presa del periodo di imposta in cui si verificato levento che ha deter minato il venir meno dellagevolazione. Quindi la detassazione pu essere non definitiva. Inoltre, per conservare lagevolazione, occorre che la riserva sia mante nuta in bilancio anche a seguito dellavvenuta realizzazione degli inve stimenti in relazione ai quali lutile era stato accantonato, come ricorda lAgenzia delle entrate.
Alla luce delle indicazioni sopra riportate, si pu affermare che lincentivazione potrebbe ri sultare contenuta, e comunque pu essere utile solo per quelle imprese che hanno registrato utili significativi. In effetti lagevolazione pu diventare poco interessante per le imprese che hanno avuto pochi utili, in quanto laccantonamento ne impedisce lutilizzazione verso impieghi pi im portanti, o pi fruttuosi.
Il modello contiene i dati per la fruizione dellagevolazione fiscale, ovvero essenzialmente la quota degli utili ac cantonati, e il risparmio di imposta. Relativamente a questultimo dato lAgenzia delle entrate ricorda che per gli imprenditori individuali il risparmio di imposta si calcola facendo la differenza tra lIrpef relativa soltanto al reddito dimpresa (senza tener conto, quindi, di eventuali altri redditi posseduti), calcolata al lordo della variazione in dimi nuzione e lIrpef corrispondente al reddito dimpresa al netto di detta variazione. La riduzione dellIrpef riguarda anche le aliquote regionali e comunali. Per le societ di persone il risparmio di imposta si ottiene facendo la somma delle minori imposte dovute da ciascun socio relative al reddito di partecipazione nella societ. 51 Vedi la limitazione 2 nelle righe precedenti. 52 Tale limite specificato dal comma 2quinquies, dellart. 42, della legge 122/2010. La circolare dellAgenzia delle entrate 15/E del 2011 ha chiarito che gli acconti dovuti per il periodo di imposta interessato dallagevolazione non cambiano. Parimenti, anche gli acconti per il periodo successivo devono essere determinati secondo le modalit ordinarie, ossia considerando limposta che si sarebbe dovuta applicare non utilizzando lagevolazione. E stato infine specificato che in caso di credito di imposta risultante al momento del versamento del saldo (considerando quindi lagevolazione), tale credito pu essere utilizzato normalmente, e quindi anche per compensare altre imposte do vute 53 Il mantenimento dellagevolazione ha luogo anche quando la riserva viene utilizzata per coprire perdite in occa sione della liquidazione dellimpresa, ma non vi un obbligo di ricostituzione della riserva. 54 Sul punto intervenuta la circolare dellAgenzia delle entrate 15/E del 2011, affermando tale condizione.
Vi sono norme precise per la tipologia di investimenti ammissibili
Relativamente alla tipologia di investimenti previsti dal programma di rete, e finanziati con gli utili accantonati, trasferiti al fondo patrimoniale della Rete, la circolare dellAgenzia delle entrate 15/E del 2011 ha spe cificato che ammesso, ai fini del riconoscimento dellagevolazione fi scale, lacquisto o lutilizzo di beni, strumentali e non, e di servizi, compreso lutilizzo di personale. Daltronde lincentivo fiscale condizionato alla realizzazione degli in vestimenti previsti dal programma di rete. E stato inoltre precisato che questi costi sono agevolabili, anche quando sono messi a disposizione delle imprese aderenti alla Rete. In questo caso va indicato il costo figurativo relativo alleffettivo impiego dei beni, servizi e personale per la realizzazione degli investimenti, e dimostrato con documentazione amministrativa e contabile il sostenimento di tali costi.
Va effettuata una La comunicazione per fruire dellagevolazione va fatta per i periodi di comunicazione imposta, 2010, 2011 e 2012, entro il 23 maggio dellanno successivo55. per usufruire La comunicazione deve essere effettuata telematicamente, diretta dellagevolazione mente, o tramite un intermediario abilitato a Entratel (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.), utilizzando il software Agevolazio nereti, disponibile sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.
Sono previsti dei Questa agevolazione comporta due tipi di controllo: controlli in merito 1) lasseverazione da parte di organismi preposti, promossi dalle asso allutilizzo ciazioni di categoria56, che devono verificare il rispetto dei requisiti dellagevolazione previsti per le reti di imprese e per le imprese aderenti alla Rete; fiscale 2) un controllo da parte dellAgenzia delle entrate, che deve vigilare sui contratti di rete e sulla realizzazione degli investimenti basati sullagevolazione, potendo revocare i benefici indebitamente fruiti (ovvero la detassazione degli utili destinati al fondo patrimoniale) quando venuto meno il rispetto delle condizioni poste dalla nor mativa per usufruire dellagevolazione fiscale57, ed in particolare las senza degli adempimenti conseguenti alladesione alla Rete, lassenza di asseverazione del programma di rete, il mancato accan
55 In realt la comunicazione va effettuata tra il 2 e il 23 maggio dellanno successivo al periodo di imposta in cui si realizzato laccantonamento degli utili. Per quanto riguarda il periodo di imposta 2010, la comunicazione andava effettuata entro il 23 maggio 2011. 56 Questi organismi devono avere i requisiti indicati dal Decreto del Ministro delleconomia del 25/2/2011, oppure, in alternativa, essere organismi pubblici individuati con un altro decreto (non ancora emanato). 57 Pi precisamente, come precisato dal Decreto del Ministro delleconomia del 25/2/2011, lattivit di controllo dellAgenzia delle entrate pu riguardare: a) la verifica formale dellavvenuta asseverazione del programma, anche mediante riscontro presso gli organismi di asseverazione; b) la verifica della imputazione a riserva degli utili in sospensione di imposta e dei relativi successivi utilizzi; c) la vigilanza sulla realizzazione degli investimenti che hanno dato accesso allagevolazione anche in collabora zione con gli organismi di asseverazione in base a specifici accordi.
tonamento e vincolo degli utili, e la non realizzazione degli investi menti previsti dal programma di rete.
Nel primo anno di applicazione dellagevolazione, il termine per la predisposizione dei presupposti per lagevolazione il 30 settembre 2011 (salvo per lasseverazione del programma di rete, per il quale la scadenza il 31/12/2011)
Lagevolazione concessa anche alle imprese aderenti alle Reti esistenti prima dellintroduzione dellagevolazione fiscale, purch siano rispettate tutte le condizioni sopra elencate, come ricorda la circolare dellAgenzia delle entrate 15/E del 2011. Va detto per che nel primo anno di applicazione dellagevolazione, ov vero il 2011, essendo stato il decreto ministeriale sugli organismi di as severazione pubblicato in Gazzetta ufficiale il 31 marzo 2011 e le regole per la fruizione dellagevolazione pubblicate dallAgenzia delle entrate il 14 aprile dello stesso anno, consentito, fermo restando laccantona mento degli utili nel periodo di imposta 2010, stipulare il contratto di rete ed effettuare liscrizione nel registro delle imprese (da parte di cia scuna impresa) entro il 30 settembre 2011, che il termine di presenta zione del modello Unico, mentre lasseverazione del programma di rete pu essere ottenuta entro il 31 dicembre 201158. Per il periodo di imposta 2010, limpresa interessata ad usufruire dellagevolazione, dovr effettuare il versamento del saldo delle imposte sui redditi senza tenere conto del risparmio dimposta derivante dal re gime di sospensione, ancorch abbia prenotato le risorse corrispon denti.Il contribuente, una volta rispettati i presupposti entro il 30 settembre 2011 (salvo per lasseverazione del programma di Rete, ammissibile fino al 31/12/2011)59, ed evidenziata lagevolazione nel modello Unico 2011, potr recuperare il versamento del saldo eccedente secondo le modalit ordinarie (es. compensazione).
E previsto un ulteriore incentivo fiscale, consistente nellapplicazione alle imprese della Rete della disciplina sulla tassazione di distretto, che comprende anche un sistema di tassazione concordata, ma occorre attendere i decreti attuativi
Ulteriori vantaggi di natura fiscale, amministrativa e finanziaria saranno indicati in un decreto del Ministro dellEconomia, come annuncia il comma 2 dellart. 42 della legge 122/2010 (non ancora emanato al 31/5/2011). Un secondo incentivo di natura fiscale attribuito alle reti di imprese, per il momento ancora solo teorico, in quanto mancano i provvedimenti at tuativi, si rintraccia nellart. 6bis della legge 133/2008, che ha introdotto per la prima volta la figura della rete di imprese60. Infatti, questa norma ha esteso alle reti dimprese (ed anche alle catene di fornitura) la disciplina fiscale dei distretti produttivi, prevista dallart. 1, commi 366 e seguenti, della legge 266/2005 (legge finanziaria per il 2006), corretta con le modifiche apportate dallo stesso art. 6bis.
Prima della Risoluzione 89/E del 12 settembre 2011, anche per lasseverazione la scadenza era il 30 settembre 2011, che per stata rinviata da tale risoluzione al 31/12/2011. Ai sensi della Risoluzione dellAgenzia delle entrate 89/E del 12 settembre 2011. 60 Sebbene rinviasse a un decreto del Ministro per lo Sviluppo economico, mai emanato.
Come gi ricordato, questa disciplina fiscale non ha per trovato appli cazione, in quanto non sono mai stati emanati i relativi decreti attuativi da parte del Ministro dellEconomia61. Una seconda tipologia di agevolazione, questa volta di natura amministrativa, prevista dal comma 4quinquies, dellart. 3, della legge 33/2009, che ha esteso alle reti di imprese alcune agevolazioni previste per i distretti.
Vi poi un incentivo di natura amministrativa consistente nel consentire alla Rete di gestire i rapporti con la PA per conto delle imprese aderenti
In pratica consentito alle imprese che aderiscono alle Reti di intratte nere, attraverso la Rete di cui esse fanno parte, rapporti con le pubbliche amministrazioni e con gli enti pubblici, pure economici, anche al fine di dare avvio a procedimenti amministrativi. La norma consente quindi esplicitamente alle imprese di avvalersi della Rete per gestire i rapporti con le Pa, ed in particolare in occasione di at tivazione di iniziative da avviare con esse62.
La terza tipologia di incentivazione delle reti di imprese riguarda i contributi a fondo perduto, messi a disposizione dalle Regioni.
61 Per motivi di completezza si ritiene il caso di ricordare che, in base alla disposizione dellart. 6bis (mai cancellata dalla normativa successiva), la rete di imprese (al pari del distretto) potrebbe optare (a condizione che vengano emanati i citati decreti attuativi del Ministro dellEconomia) per lapplicazione di uno dei seguenti regimi tributari: 1) regime della tassazione di distretto, ovvero congiunta per tutte le imprese appartenenti al distretto o alla Rete; 2) regime della tassazione concordata con lAmministrazione finanziaria per un triennio. In entrambi i casi risulterebbero applicabili i seguenti principi: a) la rete di imprese sarebbe riconosciuta, ai fini fiscali, come soggetto passivo Ires, qualora le imprese aderenti esercitassero congiuntamente una opzione in tal senso; b) la ripartizione del carico tributario tra le imprese sarebbe rimessa alla rete di imprese, che vi provvederebbe in base a criteri di trasparenza e parit di trattamento, sulla base di principi di mutualit; c) le imprese che aderiscono alla Rete sarebbero comunque tenute allassolvimento degli adempimenti fiscali; d) a questo sistema potrebbero accedere anche le imprese non soggette allIres (es. le ditte individuali e le societ di persone). In una tale situazione la rete di imprese rappresenterebbe una unit fiscale, e come tale dovrebbe provvedere agli adempimenti tributari e contabili, secondo il regime della tassazione di gruppo (c.d consolidato nazionale), di cui agli artt. 117 e seguenti del Tuir. Il reddito imponibile sarebbe determinato, come nel consolidato fiscale, dalla somma algebrica dei redditi com plessivi netti delle imprese appartenenti alla rete di imprese, mentre non concorrerebbero alla formazione della base imponibile, in quanto escluse, le somme scambiate tra le imprese della Rete a seguito di vantaggi fiscali. La tassazione concordata consisterebbe in un accordo preventivo con lAgenzia delle entrate circa la misura della base imponibile per un periodo non inferiore al triennio. Il regime concordato potrebbe essere applicato sia in capo alla rete di imprese, sia in capo a ciascuna delle societ che hanno aderito alla Rete. Ai fini dellapplicazione del concordato preventivo dovrebbe essere determinato un reddito unitario imponibile imputabile alla Rete. 62 Per ulteriori dettagli si rinvia alla nota seguente, che contiene il testo della disposizione.
Infine diverse Regioni hanno emanato bandi attribuendo contributi per la costituzione di Reti
Vi sono stati infatti gi alcuni bandi, promossi dalle Regioni, che hanno finanziato parzialmente la costituzione o le iniziative delle reti di imprese. Per il momento i bandi emessi sono stati quelli di: 1) Regione Emilia Romagna: il bando, da 4 milioni di euro, scaduto il 30 aprile 2010, era finalizzato a sostenere contratti di rete tra imprese finalizzati alla collaborazione produttiva, progettazione, logistica e servizi connessi. Gli interventi finanziabili dovevano essere rivolti al consolidamento e allo sviluppo di reti esistenti, nonch alla creazione e allo sviluppo di nuove reti di imprese; la condizione era la parteci pazione di almeno 3 imprese, che per potevano essere anche grandi, o residenti in altre regioni; il finanziamento poteva riguardare progetti di consolidamento di sistemi di subfornitura, di amplia mento della capacit produttiva, di miglioramento delle performance ambientali, innovazione, qualit; il contributo previsto era pari al 50% dellinvestimento effettuato, fino ad un tetto di 150.000 euro per progetto; dal punto di vista pratico venivano finanziati principal mente investimenti materiali, immateriali, e il personale dedicato; 2) Regione Basilicata: il bando, cofinanziato dalla camera di commercio di Potenza, con uno stanziamento complessivo di 150.000 euro, e scaduto il 2 novembre 2010, richiedeva che al contratto di rete ade rissero almeno tre imprese, in maggioranza Pmi, e con sede legale e/o operativa nella provincia di Potenza; i contributi erano del 50% delle spese ammissibili per progetti di contratti di rete da promuo vere e stipulare, con un contributo massimo erogabile di 25.000 euro, che diventava di 50.000 euro in caso di rete di imprese gi co stituite; tra le tipologie di spesa ammesse vi erano le consulenze e la definizione del piano di fattibilit economica, tecnica e finanziaria del contratto di rete, la formazione e/o aggiornamento del perso nale, lacquisto di attrezzature, impianti, macchinari, sistemi infor matici, software, brevetti e marchi registrati, certificazioni di origine e di qualit, spese notarili per la costituzione della rete di imprese; 3) Regione Abruzzo: era stata bandita una gara, con un budget di 650.000 euro, con scadenza per il 30 agosto 2010, avente per oggetto laffidamento di un servizio per 18 mesi di Promozione e diffusione di Reti di Imprese finalizzate alla implementazione dei processi di in ternazionalizzazione e di apertura ai mercati nazionali e locali per le Pmi abruzzesi; il servizio era finalizzato a sviluppare e sperimentare sistemi di formazione continua e strumenti di networking per i di pendenti, il management e gli imprenditori di Pmi abruzzesi che in tendevano avviare o consolidare la propria presenza sui mercati internazionali ed eventualmente anche su quelli locali e nazionali; lintervento si articolava in varie linee di attivit, fra cui la realizza zione della rete tra le imprese e gli organismi di animazione, scambio e condivisione di esperienze e buone prassi; la finalit dellintervento era sostenere limplementazione dei processi di apertura ai mercati
internazionali da parte di una pluralit di aziende di piccole e medie dimensioni, attraverso la promozione e la costituzione di reti tra esse.
Per ultimo si segnala come opportunit di sviluppo delle reti di imprese, limportante accordo tra Ministero dello Sviluppo Economico e Unioncamere, per innovazione, crisi dimpresa e diffusione delle reti, firmato il 13 dicembre 2010, e supportato da un budget di 30 milioni di euro. Lintesa prevede la realizzazione di un programma di attivit basato su progetti diretti anche a promuovere le reti di impresa, favorendo la stesura dei contratti di rete, e supportando le imprese con appositi studi di prefattibilit e la predisposizione delle tipologie contrattuali. Per la realizzazione degli obiettivi dellAccordo di programma, istituito un Comitato di ge stione composto da 5 membri, due dei quali designati dal Ministero dello Sviluppo econo mico e gli altri tre da Unioncamere.
7. LA DIFFUSIONE DELLE RETI DI IMPRESE
Al 31 agosto 2011 risultano esistenti 118 reti di imprese, con 557 imprese aderenti, secondo uno studio di RetImpresa, basato sui dati di Unioncamere. Si tratta di un numero significativo, se si pensa che il primo contratto di Rete stato firmato nel marzo 2010, e che la disciplina attualmente vigente63 ha poco pi di un anno di vita. Lespansione del fenomeno delle Reti risulta con chiarezza da questo grafico tratto dallo stu dio sopra citato.
Il fenomeno delle reti di impresa, anche se in misura diversa, ha interessato lintero Paese, come risulta dallanalisi della distribuzione delle imprese aderenti ad (almeno) una Rete tra le varie Regioni italiane. Nella tabella riportata nella pagina seguente, tratta dallo studio di RetImpresa, emerge in primo luogo che tutte le Regioni, salvo la Val dAosta, ospitano delle imprese aderenti ad una Rete. In secondo luogo si rileva come la Regione con il numero maggiore di imprese coinvolte in una Rete lEmilia Romagna, la quale, con 100 imprese, ospita il 17% delle imprese italiane che hanno gi esperienza di questa nuova formula associativa. Segue poi la Lombardia, con 67 aziende (12% delle imprese italiane aderenti a una Rete), e la Toscana con 63 (11%).
63 Si fa riferimento al contratto di rete di imprese disciplinato dallart. 42 della legge 122/2010, entrato in vigore il 31 luglio 2010.
Un altro elemento di notevole interesse emerso dai dati di Unioncamere, come elaborati da RetImpresa, larticolazione delle Reti di imprese per classi dimensionali, basate sul numero di imprese aderenti.
La figura contenuta nella pagina precedente ci dice che solo il 7,5% delle Reti coinvolge un numero di imprese superiori a 10 (9 su 118). La maggioranza delle Reti (47,5%, ossia 56 su 118) pu contare su un numero embrionale di soci, ossia fino a 3, mentre le rimanenti Reti (53 su 118, ovvero il 45%) hanno un numero di partecipanti oscillante tra 4 e 10 imprese. Lo studio di RetImpresa ha infine analizzato la distribuzione settoriale delle Reti, che emerge dalla tabella riportata nella pagina seguente. Il settore dei servizi (che include anche linformatica e il turismo) assorbe circa il 20% delle Reti (23 su 118), mentre lindustria (energia, meccanica, alimentare, biotecnologie, impianti, materiali, tessile, arredamento, elettronica, automotive) fa la parte del leone, con un 60% dellinsieme delle Reti (72 su 118). Il settore delle costruzioni costituisce solo il 10% del fenomeno di aggregazione delle Reti (12 su 118), e stesso ruolo (10%) riveste il settore ambiente unito ad altri non facilmente classificabili.
ALLEGATO 1 La disciplina delle reti di imprese
Articolo 42 (Reti di imprese) della legge 122/2010 Comma 1 Soppresso Comma 2 Alle imprese appartenenti ad una delle reti di imprese riconosciute ai sensi dei commi suc cessivi competono vantaggi fiscali, amministrativi e finanziari, nonch la possibilit di stipu lare convenzioni con lA.B.I. nei termini definiti con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze emanato ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988 entro qua rantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Comma 2bis Il comma 4ter dellarticolo 3 del decretolegge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modi ficazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, sostituito dal seguente: 4ter. Con il contratto di rete pi imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, indi vidualmente e collettivamente, la propria capacit innovativa e la propria competitivit sul mercato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti allesercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnolo gica ovvero ancora ad esercitare in comune una o pi attivit rientranti nelloggetto della propria impresa. Il contratto pu anche prevedere listituzione di un fondo patrimoniale co mune e la nomina di un organo comune incaricato di gestire, in nome e per conto dei parte cipanti, lesecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso. Ai fini degli adempimenti pubblicitari di cui al comma 4quater, il contratto deve essere redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata e deve indicare: a) il nome, la ditta, la ragione o la denominazione sociale di ogni partecipante per origi naria sottoscrizione del contratto o per adesione successiva; b) lindicazione degli obiettivi strategici di innovazione e di innalzamento della capacit competitiva dei partecipanti e le modalit concordate tra gli stessi per misurare lavan zamento verso tali obiettivi; c) la definizione di un programma di rete, che contenga lenunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun partecipante, le modalit di realizzazione dello scopo co mune e, qualora sia prevista listituzione di un fondo patrimoniale comune, la misura e i criteri di valutazione dei conferimenti iniziali e degli eventuali contributi successivi che ciascun partecipante si obbliga a versare al fondo nonch le regole di gestione del fondo medesimo; se consentito dal programma, lesecuzione del conferimento pu avvenire anche mediante apporto di un patrimonio destinato costituito ai sensi
dellarticolo 2447bis, primo comma, lettera a), del codice civile. Al fondo patrimoniale comune costituito ai sensi della presente lettera si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 2614 e 2615 del codice civile; d) la durata del contratto, le modalit di adesione di altri imprenditori e, se pattuite, le cause facoltative di recesso anticipato e le condizioni per lesercizio del relativo diritto, ferma restando in ogni caso lapplicazione delle regole generali di legge in materia di scioglimento totale o parziale dei contratti plurilaterali con comunione di scopo; e) se il contratto ne prevede listituzione, il nome, la ditta, la ragione o la denominazione sociale del soggetto prescelto per svolgere lufficio di organo comune per lesecuzione del contratto o di una o pi parti o fasi di esso, i poteri di gestione e di rappresentanza conferiti a tale soggetto come mandatario comune nonch le regole relative alla sua eventuale sostituzione durante la vigenza del contratto. Salvo che sia diversamente disposto nel contratto, lorgano comune agisce in rappresentanza degli imprenditori, anche individuali, partecipanti al contratto, nelle procedure di programmazione ne goziata con le pubbliche amministrazioni, nelle procedure inerenti ad interventi di garanzia per laccesso al credito e in quelle inerenti allo sviluppo del sistema impren ditoriale nei processi di internazionalizzazione e di innovazione previsti dallordina mento nonch allutilizzazione di strumenti di promozione e tutela dei prodotti e marchi di qualit o di cui sia adeguatamente garantita la genuinit della provenienza; f) le regole per lassunzione delle decisioni dei partecipanti su ogni materia o aspetto di interesse comune che non rientri, quando stato istituito un organo comune, nei poteri di gestione conferiti a tale organo, nonch, se il contratto prevede la modifi cabilit a maggioranza del programma di rete, le regole relative alle modalit di as sunzione delle decisioni di modifica del programma medesimo. Comma 2ter Il comma 4quater dellarticolo 3 del decretolegge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009 n. 33, sostituito dal seguente: 4quater. Il contratto di rete soggetto a iscrizione nella sezione del registro delle im prese presso cui iscritto ciascun partecipante e lefficacia del contratto inizia a decorrere da quando stata eseguita lultima delle iscrizioni prescritte a carico di tutti coloro che ne sono stati sottoscrittori originari. Comma 2quater Fino al periodo dimposta in corso al 31 dicembre 2012, una quota degli utili dellesercizio destinati dalle imprese che sottoscrivono o aderiscono a un contratto di rete ai sensi del larticolo 3, commi 4ter e seguenti, del decretolegge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e successive modificazioni, al fondo patrimo niale comune o al patrimonio destinato allaffare per realizzare entro lesercizio successivo gli investimenti previsti dal programma comune di rete, preventivamente asseverato da or ganismi espressione dellassociazionismo imprenditoriale muniti dei requisiti previsti con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, ovvero, in via sussidiaria, da organismi pubblici individuati con il medesimo decreto, se accantonati ad apposita riserva, concorrono alla formazione del reddito nellesercizio in cui la riserva utilizzata per scopi diversi dalla copertura di perdite di esercizio ovvero in cui viene meno ladesione al contratto di rete. Lasseverazione rilasciata previo riscontro della sussistenza nel caso specifico degli elementi propri del contratto di rete e dei relativi requisiti di partecipazione in capo alle imprese che lo hanno sottoscritto. LAgenzia delle entrate, avvalendosi dei poteri di cui al titolo IV del de
creto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, vigila sui contratti di rete e sulla realizzazione degli investimenti che hanno dato accesso allagevolazione, revocando i benefici indebitamente fruiti. Limporto che non concorre alla formazione del reddito dim presa non pu, comunque, superare il limite di euro 1.000.000. Gli utili destinati al fondo pa trimoniale comune o al patrimonio destinato allaffare trovano espressione in bilancio in una corrispondente riserva, di cui viene data informazione in nota integrativa, e sono vincolati alla realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune di rete. Comma 2quinquies Lagevolazione di cui al comma 2quater pu essere fruita, nel limite complessivo di 20 milioni di euro per lanno 2011 e di 14 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013, esclusi vamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta relativo allesercizio cui si riferiscono gli utili destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato allaffare; per il periodo di imposta successivo lacconto delle im poste dirette calcolato assumendo come imposta del periodo precedente quella che si sa rebbe applicata in assenza delle disposizioni di cui al comma 2quater. Allonere derivante dal presente comma si provvede quanto a 2 milioni di euro per lanno 2011 mediante utilizzo di quota delle maggiori entrate derivanti dallarticolo 32, quanto a 18 milioni di euro per lanno 2011 e a 14 milioni di euro per lanno 2013 mediante utilizzo di quota delle maggiori entrate derivanti dallarticolo 38, commi 13bis e seguenti, e quanto a 14 milioni di euro per lanno 2012 mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui allarticolo 10, comma 5, del decretolegge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. Comma 2sexies Con provvedimento del direttore dellAgenzia delle entrate, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti criteri e modalit di attuazione dellagevolazione di cui al comma 2quater, anche al fine di assicurare il rispetto del limite complessivo previsto dal comma 2quinquies. Comma 2septies Lagevolazione di cui al comma 2quater subordinata allautorizzazione della Commissione europea, con le procedure previste dallarticolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funziona mento dellUnione europea. ********** Articolo 3 (Distretti produttivi e reti di imprese) della legge 33/2009 Comma 4ter* Con il contratto di rete due o pi imprese si obbligano ad esercitare in comune una o pi at tivit economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali allo scopo di accrescere la reciproca capacit innovativa e la competitivit sul mercato. Il contratto redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata, e deve indicare: a) la denominazione sociale delle imprese aderenti alla rete; b) lindicazione delle attivit comuni poste a base della rete; c) lindividuazione di un programma di rete, che contenga lenunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascuna impresa partecipante e le modalit di realizzazione dello scopo comune da perseguirsi attraverso listituzione di un fondo patrimoniale comune, in relazione al quale sono stabiliti i criteri di valutazione dei conferimenti che ciascun contraente si obbliga ad eseguire per la sua costituzione e le relative mo
dalit di gestione, ovvero mediante ricorso alla costituzione da parte di ciascun con traente di un patrimonio destinato allaffare, ai sensi dellarticolo 2447bis, primo comma, lettera a), del codice civile; d) la durata del contratto e le relative ipotesi di recesso; e) lorgano comune incaricato di eseguire il programma di rete, i suoi poteri, anche di rappresentanza, e le modalit di partecipazione di ogni impresa allattivit dellorgano. Comma 4quater* Il contratto di rete iscritto nel registro delle imprese ove hanno sede le imprese contraenti. Comma 4 quinquies Alle reti delle imprese di cui al presente articolo si applicano le disposizioni dellarticolo 1, comma 368, lettera b)64, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni.
* I commi 4ter e 4quater sono stati sostituiti dallart. 42 della legge 122/2010.
La lettera b) recita: Ai distretti produttivi si applicano le seguenti disposizioni: omissis b) amministrative: 1) al fine di favorire la massima semplificazione ed economicit per le imprese che aderiscono ai distretti, le im prese aderenti possono intrattenere rapporti con le pubbliche amministrazioni e con gli enti pubblici, anche economici, ovvero dare avvio presso gli stessi a procedimenti amministrativi per il tramite del distretto di cui esse fanno parte. In tal caso, le domande, richieste, istanze ovvero qualunque altro atto idoneo ad avviare ed eseguire il rapporto ovvero il procedimento amministrativo, ivi incluse, relativamente a questultimo, le fasi partecipative del procedimento, qualora espressamente formati dai distretti nellinteresse delle imprese ade renti si intendono senzaltro riferiti, quanto agli effetti, alle medesime imprese; qualora il distretto dichiari altres di avere verificato, nei riguardi delle imprese aderenti, la sussistenza dei presupposti ovvero dei requisiti, anche di legittimazione, necessari, sulla base delle leggi vigenti, per lavvio del procedimento amministrativo e per la partecipazione allo stesso, nonch per la sua conclusione con atto formale ovvero con effetto finale fa vorevole alle imprese aderenti, le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici provvedono senza altro accer tamento nei riguardi delle imprese aderenti. Nellesercizio delle attivit previste dal presente numero, i distretti comunicano anche in modalit telematica con le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici che accettano di comunicare, a tutti gli effetti, con tale modalit. I distretti possono accedere, sulla base di apposita convenzione, alle banche dati formate e detenute dalle pubbliche amministrazioni e dagli enti pubblici. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la funzione pub blica, sono stabilite le modalit applicative delle disposizioni del presente numero; 2) al fine di facilitare laccesso ai contributi erogati a qualunque titolo sulla base di leggi regionali, nazionali o di disposizioni comunitarie, le imprese che aderiscono ai distretti di cui al comma 366 possono presentare le re lative istanze ed avviare i relativi procedimenti amministrativi, anche mediante un unico procedimento collet tivo, per il tramite dei distretti medesimi che forniscono consulenza ed assistenza alle imprese stesse e che possono, qualora le imprese siano in possesso dei requisiti per laccesso ai citati contributi, certificarne il diritto. I distretti possono altres provvedere, ove necessario, a stipulare apposite convenzioni, anche di tipo collettivo con gli istituti di credito ed intermediari finanziari iscritti nellelenco di cui allarticolo 106 del testo unico di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, volte alla prestazione della garanzia per lammontare della quota dei contributi soggetti a rimborso. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro delleconomia e delle finanze sono stabilite le modalit applicative della presente disposizione; 3) i distretti hanno la facolt di stipulare, per conto delle imprese, negozi di diritto privato secondo le norme in materia di mandato di cui agli articoli 1703 e seguenti del codice civile; omissis
********** Articolo 6bis (Distretti produttivi e reti di imprese) della legge 133/2008* Comma 1 Al fine di promuovere lo sviluppo del sistema delle imprese attraverso azioni di rete che ne rafforzino le misure organizzative, lintegrazione per filiera, lo scambio e la diffusione delle migliori tecnologie, lo sviluppo di servizi di sostegno e forme di collaborazione tra realt produttive anche appartenenti a regioni diverse, con decreto del Ministro dello svi luppo economico di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le caratteristiche e le modalit di individuazione delle reti delle imprese e delle catene di fornitura. Comma 2 Alle reti, di livello nazionale, delle imprese e alle catene di fornitura, quali libere aggregazioni di singoli centri produttivi coesi nello sviluppo unitario di politiche industriali, anche al fine di migliorare la presenza nei mercati internazionali, si applicano le disposizioni concernenti i distretti produttivi previste dallarticolo 1, commi 366 e seguenti, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, come da ultimo modificati dal presente articolo, ad eccezione delle norme ine renti i tributi dovuti agli enti locali.
* Questa norma non mai entrata in vigore, non essendo stati emanati i provvedimenti attuativi.
ALLEGATO 2 Il confronto tra la precedente e lattuale disciplina delle reti di imprese
La disciplina vigente tra il 12/4/2009 e il 30/7/2010 Con il contratto di rete due o pi imprese si obbligano ad esercitare in comune una o pi attivit economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali allo scopo di accrescere la re ciproca capacit innovativa e la competiti vit sul mercato.
La disciplina vigente dal 31/7/2010 Con il contratto di rete pi imprenditori per seguono lo scopo di accrescere, individual mente e collettivamente, la propria capacit innovativa e la propria competitivit sul mer cato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti allesercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di na tura industriale, commerciale, tecnica o tec nologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o pi attivit rientranti nellog getto della propria impresa. Il contratto pu anche prevedere listitu zione di un fondo patrimoniale comune e la nomina di un organo comune incaricato di gestire, in nome e per conto dei parteci panti, lesecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso. Il contratto pu anche prevedere listitu zione di un fondo patrimoniale comune e la nomina di un organo comune incaricato di gestire, in nome e per conto dei parteci panti, lesecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso.
Il contratto redatto per atto pubblico o per Ai fini degli adempimenti pubblicitari di cui scrittura privata autenticata, e deve indi al comma 4quater, il contratto deve essere redatto per atto pubblico o per scrittura pri care: vata autenticata e deve indicare: a) la denominazione sociale delle imprese a) il nome, la ditta, la ragione o la denomi nazione sociale di ogni partecipante per aderenti alla rete; originaria sottoscrizione del contratto o per adesione successiva;
La disciplina vigente tra il 12/4/2009 e il 30/7/2010
La disciplina vigente dal 31/7/2010
b) lindicazione delle attivit comuni poste b) lindicazione degli obiettivi strategici di in novazione e di innalzamento della capa a base della rete; cit competitiva dei partecipanti e le modalit concordate tra gli stessi per mi surare lavanzamento verso tali obiettivi; c) lindividuazione di un programma di rete, c) la definizione di un programma di rete, che contenga lenunciazione dei diritti e che contenga lenunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun parteci degli obblighi assunti da ciascuna im pante, le modalit di realizzazione dello presa partecipante e le modalit di rea scopo comune e, qualora sia prevista lizzazione dello scopo comune da listituzione di un fondo patrimoniale co perseguirsi attraverso listituzione di un mune, la misura e i criteri di valutazione fondo patrimoniale comune, in relazione dei conferimenti iniziali e degli eventuali al quale sono stabiliti i criteri di valuta contributi successivi che ciascun parteci zione dei conferimenti che ciascun con pante si obbliga a versare al fondo non traente si obbliga ad eseguire per la sua ch le regole di gestione del fondo costituzione e le relative modalit di ge medesimo; se consentito dal programma, stione, ovvero mediante ricorso alla co lesecuzione del conferimento pu avve stituzione da parte di ciascun contraente nire anche mediante apporto di un patri di un patrimonio destinato allaffare, ai monio destinato costituito ai sensi sensi dellarticolo 2447bis, primo dellarticolo 2447bis, primo comma, let comma, lettera a), del codice civile; tera a), del codice civile. Al fondo patrimoniale comune costituito ai sensi della presente lettera si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 2614 e 2615 del codice civile; d) la durata del contratto e le relative ipo d) la durata del contratto, le modalit di ade sione di altri imprenditori e, se pattuite, tesi di recesso; le cause facoltative di recesso anticipato e le condizioni per lesercizio del relativo diritto, ferma restando in ogni caso lap plicazione delle regole generali di legge in materia di scioglimento totale o parziale dei contratti plurilaterali con comunione di scopo;
e) lorgano comune incaricato di eseguire il e) se il contratto ne prevede listituzione, il nome, la ditta, la ragione o la denomina programma di rete, i suoi poteri, anche zione sociale del soggetto prescelto per di rappresentanza, e le modalit di par svolgere lufficio di organo comune per tecipazione di ogni impresa allattivit lesecuzione del contratto o di una o pi dellorgano. parti o fasi di esso, i poteri di gestione e di rappresentanza conferiti a tale sog getto come mandatario comune nonch le regole relative alla sua eventuale sosti tuzione durante la vigenza del contratto. Salvo che sia diversamente disposto nel con tratto, lorgano comune agisce in rappresen tanza degli imprenditori, anche individuali, partecipanti al contratto, nelle procedure di programmazione negoziata con le pubbliche amministrazioni, nelle procedure inerenti ad interventi di garanzia per laccesso al credito e in quelle inerenti allo sviluppo del sistema imprenditoriale nei processi di internaziona lizzazione e di innovazione previsti dallordi namento nonch allutilizzazione di strumenti di promozione e tutela dei pro dotti e marchi di qualit o di cui sia adegua tamente garantita la genuinit della provenienza; f) le regole per lassunzione delle decisioni dei partecipanti su ogni materia o aspetto di interesse comune che non rientri, quando stato istituito un organo co mune, nei poteri di gestione conferiti a tale organo, nonch, se il contratto pre vede la modificabilit a maggioranza del programma di rete, le regole relative alle modalit di assunzione delle decisioni di modifica del programma medesimo. Il contratto di rete iscritto nel registro delle Il contratto di rete soggetto a iscrizione imprese ove hanno sede le imprese contra nella sezione del registro delle imprese enti. presso cui iscritto ciascun partecipante e lefficacia del contratto inizia a decorrere da quando stata eseguita lultima delle iscri zioni prescritte a carico di tutti coloro che ne sono stati sottoscrittori originari.
Finito di stampare nel mese di Ottobre 2011 dalla tipografia DOMOGRAF - Roma
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