Source: https://avvocatomilanoroma.com/sequestro-confisca-penalista.html
Timestamp: 2019-11-22 04:37:05+00:00
Document Index: 54366877

Matched Legal Cases: ['art. 321', 'art.670', 'art.670', 'art.671', 'art.2740', 'art.2910', 'sentenza ', 'art.687']

Sequestro e confisca, avvocato penalista Roma Milano
Come previsto dall'art. 321 del codice civile italiano, un'attività può essere soggetta al sequestro preventivo in conformità al paragrafo 1 della disposizione e anche al sequestro conservativo di confisca equivalente di cui al successivo paragrafo 2; pertanto, sarà possibile procedere al sequestro di attività aggiuntive da parte del sospetto solo in caso di impossibilità o inadeguatezza delle attività confiscate per soddisfare gli scopi dei sequestri.
Durante le indagini preliminari, quando non è possibile, per attendere l'ordine del giudice per la situazione di emergenza, la confisca è ordinata da un decreto motivato dal pubblico ministero. Negli stessi casi, prima dell'intervento del pubblico ministero, gli ufficiali di polizia giudiziaria procedono alla confisca trasmettendo un verbale al pubblico ministero del paese in cui il sequestro è stato commesso in quarantotto ore.
La confisca diventa inefficace se le condizioni non sono rispettate o se il giudice non emette l'ordine di convalida entro dieci giorni dal ricevimento della richiesta. Una copia dell'ordine deve essere immediatamente comunicata alla persona a cui è stata confiscata la confisca delle merci.
Nel linguaggio comune si è soliti confondere spesso e quindi usare impropriamente i termini "sequestro" e "confisca". L'unico punto che hanno in comune questi due termini, dal punto di vista strettamente giuridico, è il fatto pratico che il bene viene sottratto dalle mani e, comunque, dalla disponibilità del soggetto che ne ha la titolarità; ciò che differenzia i due termini è la tempistica, la finalità e il modo attraverso cui pervenire all'uno rispetto che all'altro.
Il sequestro precede sempre la confisca; trattasi di un atto attraverso il quale la polizia giudiziaria o il magistrato intervengono nella flagranza del reato oppure in un momento immediatamente successivo al fine di sottrarre al proprietario o al detentore la disponibilità materiale di un determinato bene.
La confisca, invece, è l'espropriazione da parte dello Stato di quel bene già sequestrato che servì a commettere il reato ovvero ne rappresenta il profitto o il prodotto. Presupposto per ottenere la confisca è sempre e comunque il sequestro in flagranza.
La confisca amministrativa è, un atto amministrativo di natura preventiva normalmente destinato al sequestro - la sanzione accessoria - che viene effettuata attraverso la vendita o la distruzione dell'oggetto confiscato (un veicolo che non è registrato senza una scheda di registrazione, modifiche ai motocicli, intossicazione e sotto l'influenza di droghe, fuga in caso di incidente con lesioni alle persone, fatturato senza assicurazione.
I vari tipi di sequestro?
1. Sequestro di beni
2. sequestro di prove
3. sequestro conservative
4. Sequestro liberatorio
Sequestro di beni-Confisca giudiziaria secondo l'efficacia di eventuali esecuzioni dirette,Questo è ciò che l'art.670 n1 identifica anche per quanto riguarda il suo oggetto: beni mobili, edifici, società o altri beni universali. In questo caso il sequestro può essere concesso quando la proprietà in questione è contestata possesso o possesso ed è appropriata prevede la custodia o la gestione temporanea.
Sequestro di prove-Sequestro giudiziario in funzione della cognizione è quello che l’art.670n2 individua, in relazione al suo oggetto: libri, registri, documenti, modelli, campioni e ogni altra cosa da cui si pretende desumere elementi di prova. In questo caso il sequestro può essere concesso quando è controverso il diritto all’esibizione o alla comunicazione di libri, registri ecc.; ed è opportuno provvedere alla loro custodia temporanea.
Sequestro conservative- in funzione della fruttuosità dell’eventuale esecuzione per espropriazione. È quello configurato dall’art.671 c.p.c. che così dispone: “il giudice, su istanza del creditore, che ha fondato timore di perdere la garanzia del proprio credito, può autorizzare il sequestro conservativo dei beni mobili o immobili del debitore o delle somme o cose a lui dovute, nei limiti in cui la legge ne permette il pignoramento.”
La funzione di questo provv. cautelare sta nell’ovviare al periculum in mora (del creditore) di perdere la garanzia del proprio credito, ciò in relazione al fatto che a tale garanzia è destinato il patrimonio del debitore (art.2740c.c.) e al conseguente interesse del creditore alla conservazione dell’integrità del patrimonio del debitore, nei limiti del proprio credito. Secondo l’art.2910c.c. il creditore può soddisfarsi coattivamente sul patrimonio del debitore attraverso l’esecuzione forzata.
Poiché i beni del debitore vengono in rilievo non per la loro individualità, ma in relazione al loro valore, anche la disciplina del sequestro conservativo li prende in considerazione globalmente e genericamente: il giudice nel pronunciare il provv. autorizzativo del sequestro conservativo si limita a determinare il valore fino a concorrenza del quale il sequestro può essere eseguito su qualsiasi bene del debitore.
Questo provv. cautelare può essere considerato come un pignoramento anticipato, anche quando abbia per oggetto crediti, poiché viene eseguito con le forme proprie del pignoramento e, nel momento in cui il creditore ottiene sentenza di condanna esecutiva, il sequestro si converte senz’altro in pignoramento.
Sequestro liberatorio-è un’altra ipotesi di sequestro, configuarata dall’art.687c.p.c., sotto la rubrica “casi speciali di sequestro”.
Questo sequestro ha ad oggetto le somme o le cose che il debitore ha offerto o messo cmq a disposizione del creditore per la sua liberazione”, sequestro che il giudice può ordinare, su istanza del debitore e senza che il creditore debba prestare il suo consenso, “quando è controverso l’obbligo o il modo del pagamento o della consegna, o l’idoneità della cosa offerta”.
Si tratta di un’iniziativa con la quale il debitore vuole evitare le conseguenze della mora debendi e che presuppone sia la permanenza della contestazione sulla sussistenza del debito o sulle sue modalità e sia, eventualmente, l’offerta al creditore.