Source: http://www.comune.rosta.to.it/servizi_ai_cittadini/decertificazione/
Timestamp: 2019-08-23 11:12:41+00:00
Document Index: 162956786

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 47', 'art. 46', 'art. 1', 'art. 46', 'art. 40', 'art. 47', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 38']

Certificati – Autocertificazione – Dichiarazione Sostitutiva dell'Atto di Notorietà | Comune di Rosta
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Certificati – Autocertificazione – Dichiarazione Sostitutiva dell’Atto di Notorietà
A seguito dell'entrata in vigore della legge di stabilità (L. 183/2011), dal 1° gennaio 2012, agli uffici pubblici è vietato rilasciare certificati per provare stati, fatti e qualità personali da esibire ad altre pubbliche amministrazioni ed ai privati gestori di pubblici servizi (art. 40, D.P.R. 445/2000). Pertanto a far data dal 1° gennaio 2012, i cittadini, nei rapporti con gli organi della Pubblica Amministrazione e i gestori di pubblici servizi, NON POTRANNO UTILIZZARE CERTIFICATI (che avranno valore giuridico solo se utilizzati nei rapporti con altri privati) e si assumeranno l’onere della prova amministrativa di stati, fatti e qualità personali tramite dichiarazioni sostitutive dell’atto notorio (art. 47 D.P.R. 445/2000) o di certificazioni (art. 46). Ciò significa che non si potrà più chiedere al privato cittadino di recarsi all’ufficio anagrafe per ottenere un certificato da produrre ad un altro ufficio pubblico o ad un gestore di servizio pubblico. Se le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi lo faranno, otterranno un documento non valido e quindi nullo o, quanto meno, inefficace. Essi dovranno, al contrario, acquisire d’ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui agli artt. 46 e 47, nonché tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione da parte dell’interessato degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti, ovvero accettare le dichiarazioni sostitutive prodotte dell’interessato.
REGIME FISCALE Si ricorda che, ai sensi dell’art. 1 della tariffa (All. A) del D.P.R. 642/1972, i certificati anagrafici sono SOGGETTI ALL’IMPOSTA DI BOLLO FIN DALL’ORIGINE, pertanto il funzionario che li emette deve redigerli applicando la marca da bollo da Euro 16,00.
I certificati anagrafici possono essere rilasciati in esenzione dall’imposta di bollo (comunemente chiamati in “carta semplice”) solo per gli usi espressamente previsti dalla legge (Tabella B D.P.R. 642/1972) nonché dalle specifiche leggi speciali. L’esenzione da bollo è specificata, mai generica. Pertanto i cittadini nel richiedere qualsiasi certificato anagrafico, se ritengono di aver diritto all’esenzione, devono obbligatoriamente indicare l’uso e la norma di legge che la prevedono, uso e norma che dovranno essere riportati dal funzionario sul certificato. Si specifica che l’acquisizione di tale notizia, poiché conseguente all’adempimento di un obbligo di legge, quello fiscale, rientra tra i fini istituzionali dell’ente e pertanto non costituisce violazione della privacy.
Poiché il certificato rilasciato al privato è normalmente fuori dalla tabella B D.P.R. 642/1972 e dalle altre norme, ne consegue che tutti i certificati scontano la vigente imposta di bollo, esclusi:
Entrando nello specifico, i certificati anagrafici richiesti da avvocati 'per uso notifica atti giudiziari' sono soggetti all'imposta di bollo (Agenzia delle entrate, Circolare 70/2002); come anche le attività conciliative in sede non contenziosa il cui valore non supera i 1.033 Euro davanti al Giudice di pace. Rimangono sempre valide le esenzioni in ambito di giustizia:
Casi di certificati in marca da bollo:
- banca, finanziaria (mutuo, finanziamento, apertura conto, dichiarazione eredi, ecc...) - ricongiungimento familiare - permesso di soggiorno - posta (dichiarazione eredi, banco posta) - notaio (rogito, successione) - parroco (certificato di stato civile per matrimonio) - cittadinanza (per la Prefettura) - assicurazioni, se non accettano l'autocertificazione - avvocato (escluso divorzio e separazione) - avvocato, per notifiche - estero (consolato o ambasciata, compreso per rilascio passaporto; eccetto esistenza in vita per pensioni estere) - datore di lavoro (per assunzione o assegni familiari, se non accetta l'autocertificazione) - commercialista, se non accetta l'autocertificazione - enti previdenziali privati, se non accettano l'autocertificazione - master universitari - scuole private - autentica di firma su atto notorio (indirizzato a privati, es. dichiarazione degli eredi) - ordini professionali - autentica della firma su invito per ambasciata italiana all'estero - passaggio di proprietà veicoli - agenzie di pratiche auto - uso personale (es. da tenere in casa) - autentica / conformità copie - autentica firme (es. atti notori) - attestazione per passaggi proprietà veicoli - moduli INPS per ratei di pensione non riscossi - attestazione regolarità soggiorno.
Ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. 445/2000, sono comprovati con dichiarazioni, anche contestuali all'istanza, sottoscritte dall'interessato e prodotte in sostituzione delle normali certificazioni (autocertificazioni) i seguenti stati, qualità personali e fatti:
I certificati medici, sanitari, veterinari, di origine, di conformita' CE, di marchi o brevetti non possono essere sostituiti da altro documento, salvo diverse disposizioni della normativa di settore.
A seguito della entrata in vigore della legge di stabilità (L. 183/2011), dal 1° gennaio 2012, agli uffici pubblici è vietato rilasciare certificati per provare stati, fatti e qualità personali da esibire ad altre pubbliche amministrazioni ed ai privati gestori di pubblici servizi(art. 40, D.P.R.445/2000). Pertanto a far data dal 1° gennaio 2012, i cittadini, nei rapporti con gli organi della Pubblica Amministrazione e i gestori di pubblici servizi, NON POTRANNO UTILIZZARE CERTIFICATI (che avranno valore giuridico solo se utilizzati nei rapporti con altri privati) e si assumeranno l’onere della prova amministrativa di stati, fatti e qualità personali tramite dichiarazioni sostitutive dell’atto notorio (art. 47 D.P.R. 445/2000) o di certificazioni (art. 46).Ciò significa , non solo che non si potrà più chiedere al privato cittadino di recarsi all’ufficio anagrafe per ottenere un certificato da produrre ad un altro ufficio pubblico o ad un gestore di servizio pubblico, ma anche che non potranno neppure essere chiesti certificati direttamente all’ufficio anagrafe. Se le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi lo faranno, otterranno un documento non valido e quindi nullo, o quanto meno, inefficace. Dunque l’autocertificazione diventa a tutti gli effetti un obbligo e non una mera facoltà discrezionale.
Le autocertificazioni non sono soggette nè all'autentica della firma nè all'imposta di bollo e la responsabilità dell'atto è a carico del dichiarante. Possono essere consegnate o trasmesse all'Ente richiedente anche tramite posta ordinaria, corredate dalla copia di un documento di identità in corso di validità. Le dichiarazioni sostitutive di certificazione hanno la stessa validita' temporale degli atti che sostituiscono.
I cittadini di Stati non appartenenti all'Unione Europea regolarmente soggiornanti in Italia, possono utilizzare le dichiarazioni sostitutive di cui all'art. 46 limitatamente agli stati, alle qualità personali e ai fatti certificabili o attestabili da parte di soggetti pubblici italiani, fatte salve le speciali disposizioni contenute nelle leggi e nei regolamenti concernenti la disciplina dell'immigrazione e la condizione dello straniero. Al di fuori dei casi previsti già descritti sopra, i cittadini di Stati non appartenenti all'Unione Europea autorizzati a soggiornare nel territorio dello Stato possono utilizzare le dichiarazioni sostitutive di cui all'articolo 46 nei casi in cui la produzione delle stesse avvenga in applicazione di convenzioni internazionali fra l'Italia ed il Paese di provenienza del dichiarante.
La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (art. 47 D.P.R. 28/12/2000 n. 445) è una dichiarazione resa e sottoscritta dal cittadino maggiorenne che attesta stati, fatti o qualità personali non autocertificabili e che siano a diretta conoscenza dell'interessato o relative ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza.
Può essere utilizzata nei rapporti con: - le Pubbliche Amministrazioni; - i gestori di Servizi Pubblici (Poste, Enel, Telecom, ACI, ecc.); - i Privati che lo consentono.
L'art. 38 del D.P.R. 28/12/2000 n. 445 ha stabilito che non sono più soggette ad autenticazione le istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà dirette ad amministrazioni pubbliche o a gestori di pubblici servizi. Pertanto per detti documenti sarà sufficiente che l'interessato apponga la propria firma direttamente davanti al funzionario incaricato a ricevere la pratica stessa o, in alternativa trasmetterli allegando una fotocopia (non autenticata) di un documento di identità in corso di validità all'istanza già firmata in precedenza.
L'autentica della firma rimane invece per le dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorieta' da presentare a privati e per le domande che richiedono la riscossione di benefici economici (pensioni e contributi, ecc.) da parte di altre persone.
Nel caso dove è prevista, l'autentica della sottoscrizione può essere effettuata: - dal funzionario incaricato dal Sindaco, - dal segretario generale; - da un cancelliere; - da un notaio.
Il documento deve essere firmato in presenza del funzionario che autentica la firma. Pertanto, se tale richiesta viene presentata al funzionario incaricato dal Sindaco, è necessario presentarsi personalmente presso gli sportelli dell’ufficio anagrafe muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità.
Allegati: certsostitutiva
Fac-simile-delega-generico
Atto-Notorio-per-eredi1
DichiarazionesostitutivaGENERICA