Source: http://www.prezzon1.com/2014/08/strage-di-bologna-il-fascista-che.html
Timestamp: 2017-11-22 07:21:25+00:00
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Sia Francesca Mambro che Valerio Fioranvanti ( o il Giusva, come veniva chiamato negli ambienti della destra romana) avevano accumulato un gran numero di ergastoli, tanto che non sarebbero mai dovuti uscire dal carcere e invece.. Invece sono tutti e due fuori dal 2009 e si sono sposati.
Persone uccise da Fioravanti: 93. (novantatrè)
Anni effettivamente scontati in carcere: 18. (diciotto)
28 febbraio 1978. In piazza Don Bosco, a Roma, Fioravanti ed altri notano due ragazzi seduti su una panchina che dallâ€™aspetto (capelli lunghi e giornali) identificano come appartenenti alla sinistra. Fioravanti scende dallâ€™auto, si dirige verso il gruppetto e fa fuoco: Roberto Scialabba, 24 anni, cade a terra ferito e Fioravanti lo finisce con un colpo alla testa. Poi, si gira verso una ragazza che sta fuggendo urlando e le spara senza colpirla.
9 gennaio 1979. Fioravanti ed altre tre persone assaltano la sede romana di Radio città futura dove è in corso una trasmissione gestita da un gruppo femminista. I terroristi, dal volto travisato, fanno stendere le donne presenti sul pavimento e danno fuoco ai locali. Lâ€™incendio divampa e le impiegate, terrorizzate, tentano di fuggire. Sono raggiunte da colpi di mitra e pistola. Quattro rimangono ferite, di cui due gravemente.
7 marzo 1979. Per Â«festeggiareÂ» lâ€™8 marzo, un gruppetto di neofasciste, tra cui Mambro, piazzano una rudimentale bomba davanti alle finestre del Circolo culturale femminista nel quartiere Prati, a Roma. A pochi metri di distanza, Fioravanti ed altri sono lì, armati, pronti ad intervenire.
16 giugno 1979. Fioravanti guida lâ€™assalto alla sezione comunista dellâ€™Esquilino, a Roma. Allâ€™interno si stanno svolgendo due assemblee congiunte: di quartiere e dei ferrovieri. Sono presenti più di 50 persone. La squadra terrorista lancia due bombe a mano Srcm, poi scarica alla cieca un caricatore di revolver. Si contano 25 feriti, per puro caso non ci sono morti. Dario Pedretti, componente del Commando, verrà redarguito da Fioravanti perché, nonostante il ricco armamentario Â«non câ€™era scappato il mortoÂ». Che Fioravanti fosse colui che ha guidato il commando è accertato dalle testimonianze dei feriti e degli altri partecipanti allâ€™azione, e da una sentenza passata in giudicato. Ciononostante, Fioravanti ha sempre negato questo suo pesante precedente stragista.
17 dicembre 1979. Fioravanti assieme ad altri vuole uccidere lâ€™avvocato Giorgio Arcangeli, ritenuto responsabile della cattura di Pierluigi Concutelli, leader carismatico dellâ€™eversione neofascista. Fioravanti non ha mai visto la vittima designata, ne conosce solo una sommaria descrizione. Lâ€™agguato viene teso sotto lo studio dellâ€™avvocato, ma a perdere la vita è un inconsapevole geometra di 24 anni, Antonio Leandri, vittima di uno scambio di persona e colpevole di essersi voltato al grido "avvocato!" lanciato da Fioravanti.
6 febbraio 1980. Fioravanti uccide il poliziotto Maurizio Arnesano che ha solo 19 anni. Scopo dellâ€™omicidio, impadronirsi del suo mitra M.12. Al sostituto procuratore di Roma, il 13 aprile 1981, Cristiano Fioravanti -fratello di Valerio- dichiarerà: Â«La mattina dellâ€™omicidio Arnesano, Valerio mi disse che un poliziotto gli avrebbe dato un mitra; io, incredulo, chiesi a che prezzo ed egli mi rispose: "gratuitamente"; fece un sorriso ed io capiiÂ».
23 giugno 1980. Fioravanti, Mambro e Cavallini uccidono a Roma il sostituto procuratore Mario Amato. Il magistrato, 36 anni, è appena uscito di casa; da due anni conduce le principali inchiesta sui movimenti eversivi di destra. Ha ereditato i fascicoli dâ€™indagine dal giudice Vittorio Occorsio. Poco prima di essere assassinato aveva chiesto lâ€™uso di un auto blindata. Gli fu negato. Allâ€™indomani dellâ€™omicidio, i Nar telefonano ad un quotidiano e fanno ritrovare un volantino di rivendicazione che dice: Â«Oggi 23 giugno 1980 alle ore 8:05, abbiamo eseguito la sentenza di morte emanata contro il sostituto procuratore Mario Amato, per le cui mani passavano tutti i processi a carico dei camerati. Oggi egli ha chiuso la sua squallida esistenza imbottito di piombo. Altri, ancora, pagherannoÂ». Amato aveva annunciato che le sue indagini lo stavano portando Â«alla visione di una verità dâ€™assieme, coinvolgente responsabilità ben più gravi di quelle stesse degli esecutori degli atti criminosiÂ».
5 febbraio 1981. Mambro e Fioravanti tendono un agguato a due carabinieri: Enea Codotto, 25 anni e Luigi Maronese, 23 anni. Dagli atti del processo è emerso che durante lâ€™imboscata Fioravanti ha fatto finta di arrendersi. Poi ha gridato alla Mambro, nascosta dietro unâ€™auto, Â«Spara, spara!Â».
31 luglio 1981. Nellâ€™ambito di un regolamento di conti allâ€™interno della destra eversiva viene ucciso Giuseppe De Luca. Allâ€™omicidio partecipa Mambro.
21 ottobre 1981. Alcuni Nar, tra cui Mambro, tendono un agguato, a Roma, al capitano della Digos Francesco Straullu e allâ€™agente Ciriaco Di Roma. I due vengono massacrati. Lâ€™efferatezza del crimine è racchiusa nelle parole del medico legale: Â«La morte di Straullu è stata causata dallo sfracellamento del capo e del massiccio facciale con spappolamento dellâ€™encefalo; quello di Di Roma per la ferita a carico del capo con frattura del cranio e lesioni al cervelloÂ». Il capitano Straullu, 26 anni, aveva lavorato con grande impegno per smascherare i soldati dellâ€™eversione nera. Nel 1981 ne aveva fatti arrestare 56. La mattina dellâ€™agguato non aveva la solita auto blindata, in riparazione da due giorni.
Sei sono le sentenze che comminano lâ€™ergastolo alla Mambro:
- sentenza della Corte dâ€™Assise dâ€™Appello di Venezia del 17 gennaio 1985
- sentenza della Corte dâ€™Assise dâ€™Appello di Bologna del 6 febbraio 1986
- sentenza della Corte dâ€™Assise dâ€™Appello di Milano del 5 novembre 1987
- sentenza della Corte dâ€™Assise dâ€™Appello di Roma del 7 aprile 1988
- sentenza della Corte dâ€™Assise dâ€™Appello di Roma del 3 marzo 1989
- sentenza della Corte dâ€™Assise dâ€™Appello di Bologna del 16 maggio 1994
ergastolo per lâ€™omicidio di Franco Evangelista (28 maggio 1980)
ergastolo per lâ€™omicidio di Mario Amato (23 giugno 1980)
ergastolo per lâ€™omicidio di Francesco Mangiameli (9 settembre 1980)
ergastolo per lâ€™omicidio di Enea Codotto e Luigi Maronese (5 febbraio 1981)
ergastolo per lâ€™omicidio di Giuseppe De Luca (31 luglio 1981)
ergastolo per lâ€™omicidio di Mambroarco Pizzari (30 settembre 1981)
ergastolo per lâ€™omicidio di Francesco Straullu e Ciriaco di Roma (21 ottobre 1981)
ergastolo per lâ€™omicidio di Alessandro Caravillani (5 marzo 1982)
La mancata corrispondenza tra numero degli omicidi e numero di ergastoli è dovuta allâ€™applicazione del vincolo della continuità.
Sei sono le sentenze che comminano lâ€™ergastolo a Fioravanti:
- sentenza della Corte dâ€™assise dâ€™Appello di Roma del 30 maggio 1985
ergastolo per lâ€™omicidio di Roberto Scialabba (28 febbraio 1978)
ergastolo per lâ€™omicidio di Antonio Leandri (17 dicembre 1979)
ergastolo per lâ€™omicidio di Maurizio Arnesano (6 febbraio 1980)