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Timestamp: 2018-08-16 20:22:06+00:00
Document Index: 95308213

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 4']

R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE - PDF
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Bernadetta Rizzo
1 N /2010 REG.DEC. N /2006 REG.RIC. N /2006 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A ha pronunciato la presente IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE Sul ricorso numero di registro generale 1524 del 2006, proposto da: Poste Italiane Spa, rappresentato e difeso dall'avv. Angelo Clarizia, con domicilio eletto presso Angelo Clarizia in Roma, via Principessa Clotilde, 2; contro Mail Express Poste Private Srl, rappresentato e difeso dall'avv. Lino Nisii, con domicilio eletto presso Sergio Blasi in Roma, via Cassiodoro, 9; nei confronti di Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ministero delle comunicazioni, rappresentati e difesi dall'avvocatura, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12; Sul ricorso numero di registro generale 2314 del 2006, proposto da: Ministero del lavoro e delle politiche sociali, rappresentato e difeso Page 1 of 6
2 dall'avvocatura Gen.Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi 12; Ministero delle comunicazioni; contro Mail Express Poste Private Srl, Poste Italiane Spa; quanto al ricorso n del 2006: per la riforma della sentenza del T.a.r. Lazio - Roma: Sezione Iii Bis n /2005, resa tra le parti, concernente ASSUNZIONE DI LAVORATORI EXTRACOMUNITARI. quanto al ricorso n del 2006: della sentenza del T.a.r. Lazio - Roma: Sezione Iii Bis n /2005, resa tra le parti, concernente MODALITA' DI PRESENTAZIONE ISTANZE DI REGOLARIZZAZIONE EXTRACOMUNITARI. Visti i ricorsi in appello con i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero delle comunicazioni Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 13 aprile 2010 il consigliere Roberto Giovagnoli e uditi per le parti gli avvocati Clarizia, l'avv. Blasi per delega dell'avv. Nisii e l' Avv. dello Stato Maddolo; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO 1. Vengono in decisione gli appelli proposti da Poste Italiane s.p.a. e dai Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e per lo sviluppo economico avverso la sentenza del T.a.r. Lazio, sezione III bis n /2005. Page 2 of 6
3 2. La sentenza di primo grado, accogliendo il ricorso proposto da Mail Express Poste Private s.r.l., ha annullato le circolari del Ministero del lavoro e delle politiche sociali Direzione Generale dell immigrazione nn. 1 e 2 del nella parte concernenete le modalità di presentazione delle domande da parte dei datori di lavoro per l assunzione di lavoratori extracomunitari e neocomunitari e da parte dei lavoratori stranieri interessati a conseguire il permesso di soggiorno, nonché la diffida che Poste Italiane ha rivolto alla originaria ricorrente con nota prot. Dir/51 dell Occorre innanzi tutto disporre la riunione degli appelli, stante l evidente connessione soggettiva ed oggettiva trattandosi di appelli avverso la medesima sentenza. 3. Gli appelli meritano accoglimento e, per l effetto, in riforma della sentenza impugnata deve essere respinto il ricorso di primo grado. L infondatezza nel merito dell originario ricorso consente di prescindere dalle eccezioni, riproposte con appositi motivi di appello, con le quali i Ministeri appellanti e Poste Italiane hanno dedotto l inammissibilità del ricorso di primo grado a causa della mancata impugnazione della circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 6 dell con la quale il Ministero ha sottolineato la necessità di offrire un servizio omogeneo e garantito uniformemente su tutto il territorio nazionale che assicurasse una parità di trattamento/opportunità a tutti gli interessati, ciò che solo Poste Italiane s.p.a. era in grado di garantire. 4. La questione dibattuta nel presente giudizio è se Mail Express Poste Private s.r.l. possa legittimamente pretendere di inoltrare le raccomandate A.R. relative alle domande di autorizzazione al lavoro per i lavoratori extracomunitari e neo-comunitari o se, al contrario, tale attività sia riservata Page 3 of 6
4 a Poste Italiane s.p.a. Il Collegio ritiene che la spedizione delle raccomandate in questione sia oggetto di una riserva a favore di Poste Italiane s.p.a., con la conseguenza che la pretesa dell odierna resistente di poter a sua volta procedere all inoltro si appalesa infondata. In tal senso depone l art. 4, comma 5, del d.lgs. 22 luglio 1999, n. 261 (attuativo della Direttiva 97/67/CE concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari per il miglioramento della qualità del servizio). Tale norma include tra le attività oggetto di riserva assoluta a favore di Poste Italiane s.p.a. gli invii raccomandi attinenti alle procedure amministrative e giudiziarie, indipendentemente dai limiti di prezzo e di peso. La norma precisa, inoltre, che per procedura amministrative si intendono le procedure riguardanti l attività della pubblica amministrazione e le gare ad evidenza pubblica. Il Collegio ritiene che le raccomandate oggetto del presente giudizio siano certamente attinenti ad una procedura amministrativa (quella di autorizzazione al lavoro dei cittadini extracomunitari e neo-comunitari), in quanto rappresentano l atto che dà avvio a tale procedimento amministrativo. Sotto tale profilo, non è condivisibile l assunto del T.a.r. secondo cui la domanda di autorizzazione si colloca ancora fuori del procedimento, che inizia solo dopo il suo ricevimento. Anzitutto, nei procedimenti ad istanza di parte, l istanza del privato che chiede il provvedimento rappresenta già atto del procedimento; è l atto iniziale del procedimento, dal ricevimento del quale iniziano a decorrere i termini del procedimento, ed ha l effetto di far nascere in capo all Amministrazione l obbligo di provvedere. Benché atto proveniente dal Page 4 of 6
5 privato e non dall Amministrazione, la domanda del privato è quindi atto interno al procedimento amministrativo. In ogni caso, l art. 4, comma 5, cit., non chiede neanche, per rendere operante la riserva assoluta, che l atto venga qualificato come atto del procedimento, limitandosi a prevedere, con espressione più ampia, che l invio mediante raccomandata sia attinente ad una procedura amministrativa. Non vi è dubbio sul fatto che la domanda di autorizzazione al lavoro del cittadino extracomunitaria sia atto attinente alla relativa procedura amministrativa di autorizzazione. Sotto un profilo più marcatamente sostanziale, del resto, tale conclusione è avvalorata dalla considerazione secondo cui la scelta di riservare a Poste Italiane s.p.a. gli invii raccomandati attinenti alle procedure amministrative in esame trova ampia giustificazione nell esigenza di salvaguardare ragione di ordine pubblico e di sicurezza in un settore delicato come quello dell immigrazione clandestina. E noto, infatti, che a causa della sproporzione tra il numero di domande presentate e il numero di autorizzazioni rilasciabili, l Amministrazione ha stabilito un criterio di precedenza agganciato al dato cronologico della presentazione delle domande medesime, prevedendo addirittura l estrazione a sorte in caso di domande presentate ex aequo. In una situazione del genere solo la riserva all operatore postale pubblico poteva adeguatamente soddisfare le sopra menzionate esigenze di certezza e di uniformità. 5. Alla luce delle considerazioni che precedono gli appelli devono, pertanto, essere accolti. 6. Sussistono giusti motivi per compensare le spese del doppio grado del giudizio, in considerazione della novità della questione esaminata. P.Q.M. Page 5 of 6
6 Il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, definitivamente pronunciando sugli appelli in epigrafe, li riunisce e li accoglie. Spese del doppio grado compensate. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 13 aprile 2010 con l'intervento dei Signori: Giuseppe Barbagallo, Presidente Paolo Buonvino, Consigliere Domenico Cafini, Consigliere Roberto Giovagnoli, Consigliere, Estensore Manfredo Atzeni, Consigliere L'ESTENSORE IL PRESIDENTE Il Segretario DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 26/05/2010 (Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186) Il Dirigente della Sezione Page 6 of 6