Source: http://it.tiras.bg/la-residenza-fiscale-delle-persone-giuridiche-in-italia/
Timestamp: 2020-03-28 23:27:23+00:00
Document Index: 104999321

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 46', 'art. 46', 'sentenza ', 'art. 73', 'sentenza ', 'art. 5']

La Residenza Fiscale delle Persone Giuridiche | Tiras Consulting – Sofia – Bulgaria
Home / La Residenza Fiscale delle Persone Giuridiche
Le norme che regolamentano la Residenza fiscale delle Persone Giuridiche in Italia son gli Artt. 5 e 73 del T.U.I.R.
TITOLO I – Capo I – Art. 5 Redditi prodotti in forma associata
d) si considerano residenti le societa’ e le associazioni che per la maggior parte del periodo di imposta hanno la sede legale o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale nel territorio dello Stato. L’oggetto principale e’ determinato in base all’atto costitutivo, se esistente in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata, e, in mancanza, in base all’attivita’ effettivamente esercitata.”
TITOLO II – IMPOSTA SUL REDDITO DELLE SOCIETA’ – Art. 73 Soggetti passivi
La normativa italiana, quindi, considera residenti in Italia le società e gli enti che, per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni), hanno nel territorio dello Stato, in alternativa:
Se uno dei tre elementi sopra indicati è localizzato in Italia, è irrilevante la circostanza che la società sia costituita all’estero.
Le condizioni sono da intendersi alternative, per cui tali soggetti saranno considerati residenti in Italia quando è verificata anche una sola delle suddette condizioni (sede legale, sede amministrativa, oggetto principale dell’attività).
Incominciamo con il considerare il concetto di Sede legale
Per sede legale si intende la sede della società riportata nell’atto costitutivo ovvero nello statuto, e tale dato viene successivamente annotato nel registro delle imprese.
Può accadere che si crei un conflitto tra la sede legale (sede formale) e la sede effettiva.
E’ bene chiarire come, ai fini fiscali, con “sede legale” nell’art. 73 si intende la sola sede formale, rimanendo impregiudicata la facoltà dei terzi di considerare la sede effettiva ai fini civilistici.
L’art. 46, comma 2, del codice civile stabilisce che: “Nei casi in cui la sede stabilita ai sensi dell’articolo 16 o la sede risultante dal registro è diversa da quella effettiva, i terzi possono considerare come sede della persona giuridica anche quest’ultima”. L’art. 46, comma 2, CC, con “sede” fa riferimento sia alla sede formale (legale) che a quella effettiva, e con “anche” permette al terzo di essere tutelato potendo considerare come sede della società anche quella effettiva in luogo della sede formale. La sede effettiva, quindi, non sostituisce la sede legale ma si aggiunge ad essa per tutelare i terzi.
La giurisprudenza ha rilevato l’importanza della distinzione tra la sede effettiva e quella riportata nell’atto costitutivo che potrebbe essere considerata “simulata” nel caso di non coincidenza con la prima (sede effettiva).
La Corte di Cassazione, con la sentenza 22 gennaio 1958 n. 136, ha affermato che la sede effettiva della società deve considerarsi come “il luogo in cui la società svolge la sua prevalente attività direttiva ed amministrativa per l’esercizio dell’impresa, cioè il centro effettivo dei suoi interessi, dove la società vive ed opera, dove si trattano gli affari e dove i diversi fattori dell’impresa vengono organizzati e coordinati per l’esplicazione ed il raggiungimento dei fini sociali”.
Quindi per sede effettiva deve intendersi il luogo in cui ha sede il centro direttivo ed amministrativo della società e di certo non può essere considerata sede effettiva il locale dove sono posti gli uffici della società o un recapito della stessa o dove una persona che ne gestisca gli uffici di rappresentanza.
Ma, è utile ribadirlo, per il concetto di Residenza fiscale con “sede legale” nell’art. 73 si intende la sola sede formale
Per sede dell’amministrazione si intende il luogo in cui viene svolta l’attività di gestione
Di conseguenza il concetto di sede effettiva, come su esposto, e di sede dell’amministrazione coincidono e costituiscono, unitamente alla sede legale, il significato generale di sede.
La sede dell’amministrazione, quindi, è individuata con il luogo ove vengono svolte effettivamente le attività amministrative, dove gli impulsi volitivi degli amministratori hanno concreta attuazione, a nulla rilevendo altri elementi, come la cittadinanza, il domicilio, la nazionalità degli amministratori.
La Corte di Cassazione, con la sentenza 16 giugno 1984 n. 3604, ha affermato che la sede dell’amministrazione è “il luogo ove hanno concreto svolgimento le attività amministrative e di direzione dell’ente e si convocano le assemblee, e cioè il luogo deputato, o stabilmente utilizzato, per accentramento – nei rapporti interni con i terzi – degli organi e degli uffici societari in vista del compimento degli affari e della propulsione dell’attività dell’ente”.
Oggetto principale dell’attivita’
Tale criterio ha natura residuale e si applica quando in base agli altri due criteri, la sede legale e la sede dell’amministrazione, la società/ente non risulta localizzata in Italia.
Per maggiore chiarezza riportiamo nuovamente stralci degli artt. 5 e 73 del TUIR
d) ……………. L’oggetto principale e’ determinato in base all’atto costitutivo, se esistente in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata, e, in mancanza, in base all’attivita’ effettivamente esercitata.”
Al TITOLO II – IMPOSTA SUL REDDITO DELLE SOCIETA’ – Art. 73 Soggetti passivi
5. In mancanza dell’atto costitutivo o dello statuto nelle predette forme, l’oggetto principale dell’ente residente e’ determinato in base all’attivita’ effettivamente esercitata nel territorio dello Stato; tale disposizione si applica in ogni caso agli enti non residenti..
Se l’atto costitutivo o lo statuto prevedono lo svolgimento di più attività occorre fare riferimento a quella che è ritenuta essenziale per il raggiungimento dei suoi scopi primari della società.
Cosa si intende, quindi, come principalità dell’oggetto?
Dal punto di vista fiscale si fa riferimento agli elementi quantitativi e qualitativi per individuare nell’attività globale dell’impresa il suo nucleo principale.
Quindi, nel caso di mancanza di sede legale od amministrativa, i requisiti per poter considerare residente in Italia una società sono:
con riferimento all’atto costitutivo principalità delle attività svolte in Italia rispetto alle attività svolte all’estero;
in mancanza di indicazioni nell’atto costitutivo, principalità delle attività svolte in Italia rispetto alle attività svolte all’estero in base ad una analisi sostanziale;
il loro mantenimento della principalità per la maggior parte del periodo d’imposta
In sintesi è utile ribadire che l’art. 5 del TUIR pone in alternativa i tre requisiti: “la sede legale o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale”. Quindi, a prescindere dal concetto di sede, basta che o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale sia localizzato in Italia, per far si che sia irrilevante la circostanza che la società sia costituita all’estero.