Source: http://isoconsulenza.it/Consulenza/DLGS23101/Modello-di-Organizzazione-Gestione-e-Controllo
Timestamp: 2019-12-06 14:09:43+00:00
Document Index: 150343149

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art.25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 2392']

Consulenza D. lgs. 231
COSA È IL D.LGS. 231/01
Il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento la responsabilità in sede penale degli enti, che si aggiunge a quella della persona fisica che ha realizzato materialmente il fatto illecito, a “vantaggio dell’organizzazione”, o anche solamente “nell’interesse dell’organizzazione”.
delitti contro la pubblica amministrazione (quali corruzione, concussione e malversazione ai danni dello Stato, truffa ai danni dello Stato e frode informatica ai danni dello Stato, indicati agli artt. 24 e 25 del d.lgs. 231/2001) o contro la fede pubblica (quali Falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento, indicati all’art. 25-bis d.lgs. 231/2001);
Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili, indicati dall’art.25-quater 1 del d.lgs. 231/2001);
Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 25-novies d.lgs. 231/01)
reati ambientali ed inquinamento del mare da parte delle navi (art. 25-decies d.lgs. 231/01) (prevista approvazione definitiva entro il 7 luglio 2011);
Le sanzioni previste CONTRO LE AZIENDE dal d.lgs. 231/01 sono:
Le sanzioni pecuniarie sono applicate per quote in numero non inferiore a 100 e non superiore a 1000; l’importo di una quota è compreso tra un valore minimo di euro 258 ad un massimo di euro 1.549 (quindi avremo sanzioni da un minimo di 25.800 € ad un massimo 1.549.000 €, salvo riduzioni).
l'interdizione dall'esercizio dell'attività';
Il legislatore ha previsto la possibilità per l’ente di sottrarsi totalmente o parzialmente all’applicazione delle sanzioni, purché siano state rispettate determinate condizioni.
L’art. 6 del D.lgs. 231, infatti, contempla una forma di “esonero” da responsabilità dell’ente se si dimostra, in occasione di un procedimento penale per uno dei reati considerati, di aver adottato ed efficacemente attuato Modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire la realizzazione degli illeciti penali considerati.
L’art. 6, co. 2, del d.lgs. n. 231/2001, indica le caratteristiche essenziali per la costruzione di un modello di organizzazione, gestione e controllo. In particolare, le lettere a) e b) della citata disposizione si riferiscono espressamente, sebbene con l’utilizzo di una terminologia ed esposizione estranea alla pratica aziendale, ad un tipico sistema di gestione dei rischi (risk management).
la redazione di un Codice Etico.
La risposta giusta da dare è che la mancata adozione del Modello, in effetti, non è soggetta ad alcuna sanzione, ma espone l’Ente alla responsabilità per gli illeciti realizzati nel suo interesse. L’adozione diviene pertanto obbligatoria se si vuole beneficiare dell’esimente escludendo la colpa organizzativa. Inoltre, gli Amministratori che esponessero l’ente all’applicazione delle sanzioni, per mancata adozione del Modello, sarebbero certamente esposti ad azione di responsabilità da parte dei soci, ai sensi dell'art. 2392 e seguenti del Codice Civile.
Alcuni Enti Pubblici, come la Regione Calabria, non stipuleranno più convenzioni con organizzazioni non dotate di Modelli Organizzativi 231. Anche la Regione Lombardia non concederà l’accreditamento per la formazione in assenza di un Modello 231.
Il d.lgs. 81/08, cosiddetto Testo Unico sulla Sicurezza, ribadisce il carattere esimente dei Modelli Organizzativi per i reati di Omicidio e Lesioni colpose gravi ed inserisce la "presunzione" di conformità del Modello al d.lgs. 231/01 (limitatamente all'analisi dei rischi per questi specifici reati) per le aziende certificate OHSAS 18001. Inoltre, il d.lgs. 106/2009, cosiddetto "Decreto Correttivo" stabilisce che, in caso di adozione ed efficace attuazione del modello, si intende assolto l'obbligo del Datore di lavoro di vigilanza in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite
COSA FA ISOCONSULENZA
ISOCONSULENZA offre alle aziende consulenza e assistenza durante tutte le fasi di progettazione ed implementazione del Modello Organizzativo e di Gestione, in occasione degli audit e successivamente.
Risk Assessment (Risk Mapping, Risk Analysis e Risk Gapping) per la valutazione del rischio di commissione reati per la azienda;
Definizione di “procedure” e “presidi” per il controllo e la prevenzione dei reati;
Progettazione ed implementazione del M.O.G. Modello Organizzativo e di Gestione (redazione Codice Etico, redazione Parte Generale e parte Speciale del MOG, procedure e presidi, attività di controllo e audit);
Assistenza alla creazione e formazione dell’ OdV (Organismo di Vigilanza);
Attività di periodica di Audit;
Possiamo inoltre ricoprire il ruolo di componente dell’ OdV della vostra azienda (come esplicitamente richiesto dal d.lgs. 231/2001), avendo i nostri tecnici e professionisti maturato svariate esperienze in altri OdV.
Le attività inerenti la Consulenza e Assistenza relative alla progettazione ed implementazione del Modello Organizzativo e di Gestione prevedono anche attività formativa e di affiancamento per il personale aziendale. Tali attività possono rientrare tra quelle finanziate attingendo ai fondi interprofessionali. ISOCONSULENZA può individuare soluzioni ad hoc per far risparmiare le Aziende e fornire loro una consulenza di qualità e grazie al contributo dei fondi, a tariffe fortemente ridotte.