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Timestamp: 2019-08-18 02:29:36+00:00
Document Index: 139378320

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 8', 'art.2', 'art.15', 'art. 11', 'art. 4', 'art.5', 'art.11', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 6']

﻿ Legge regionale 23 dicembre 2008, n. 25 | Consiglio Regionale dell'Umbria
Relazione: Dalla Relazione di accompagnamento (SINTESI)
Il D.D.L. formulato definisce un unico contesto normativo regionale orientato alla realizzazione delle principali politiche in un orizzonte di medio-lungo periodo per lo sviluppo, l'innovazione e la competitivitÃƒÂ del sistema produttivo.
L'ipotesi normativa ÃƒÂ¨ stata predisposta da un gruppo di lavoro della Giunta regionale, in seguito al mutato quadro legislativo derivante dalla novella del Titolo V della Costituzione che ha attribuito alle istituzioni regionali competenze esclusive su materie afferenti lo sviluppo economico.
La Giunta regionale nel corso del 2006 ha pertanto assunto una serie di determinazioni che hanno portato alla preadozione di un documento finale di indirizzo, con deliberazione del 13 novembre 2006, n. 1917.
Inoltre la conclusione delle attivitÃƒÂ di programmazione comunitaria e nazionale per il periodo 2007-2013, ha consegnato all'Umbria risorse finanziarie giudicate adeguate rispetto alla realizzazione di politiche pubbliche significative per lo sviluppo del sistema produttivo regionale.
Nella proposta di legge in esame tali politiche sono volte ad assicurare:
-	la necessaria continuitÃƒÂ nel tempo per dare stabilitÃƒÂ e certezza ai programmi di investimento delle imprese;
-	un opportuno grado di flessibilitÃƒÂ riguardo agli strumenti specifici di sostegno all'innovazione e alla competitivitÃƒÂ .
Le recenti politiche a favore del sistema produttivo della Regione, attraverso la proposizione di una serie di pacchetti di misure per la competitivitÃƒÂ e l'innovazione, hanno evidenziato una crescente attenzione su questi temi, tanto che a fronte dei 102 progetti di ricerca e sviluppo presentati nel corso del 2005 e dei 98 progetti presentati nel corso del 2006, nei 12 mesi a cavallo tra il 2007 ed il 2008 le imprese umbre hanno prodotto 287 progetti di R&S per un valore complessivo di oltre 130 milioni di euro.
Inoltre, dalle prime graduatorie pubblicate nei mesi di agosto e settembre si riscontrano la qualitÃƒÂ dei progetti presentati e il sostegno della Regione a tale progettualitÃƒÂ innovativa con oltre 14 milioni di euro per 114 progetti di ricerca e sviluppo.
Obiettivo della legge: Promuovere e sostenere un incremento permanente delle attivitÃƒÂ di ricerca ed innovazione nel sistema produttivo regionale che determini la crescita delle imprese e della loro capacitÃƒÂ di competere attraverso un quadro normativo che trovi successiva attuazione in attivitÃƒÂ programmatiche e tecnico amministrative soggette a tutte le valutazioni di merito circa gli esiti delle politiche attivate, anche in relazione alla concreta disponibilitÃƒÂ delle risorse.
Individuazione dei destinatari: 1) le imprese, singole o associate, ad esclusione di quelle del settore agricolo;
2) i soggetti che intendono avviare nuove attivitÃƒÂ imprenditoriali;
3) i poli di innovazione;
4) i consorzi e le cooperative di garanzia collettiva fidi;
5) le istituzioni creditizie, gli investitori istituzionali e le finanziarie di sviluppo;
6) le agenzie regionali e le societÃƒÂ regionali;
7) le universitÃƒÂ e i centri di ricerca;
8) gli enti locali e gli altri enti pubblici.
Struttura regionale di riferimento: DIREZIONE REGIONALE SVILUPPO ECONOMICO E ATTIVITA' PRODUTTIVE, ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO
Direttore: Dott. Ciro Becchetti
Telefono: 0755045190
Fax: 0755045565
E-mail: cbecchetti@regione.umbria.it
Responsabile: BobÃƒÂ² Emma
Telefono: 0755045709
Fax: 0755045695
E-mail: ebobo@regione.umbria.it
1. sezione aiuti alle imprese
2. sezione controlli di primo livello
3. sezione infrastrutture produttive
4. sezione artigianato e cooperazione
SERVIZI INNOVATIVI ALLE IMPRESE E DIFFUSIONE DELLA INNOVAZIONE
Responsabile: Paolini Sabrina
Telefono: 0755045082
E-mail: spaolini@regione.umbria.it
1. sezione promozione dei servizi alle imprese e diffusione della ricerca e dell'innovazione.
2. sezione promozione della rete degli sportelli unici per le imprese. sede di Terni
POLITICHE INDUSTRIALI E PER IL CREDITO ALLE IMPRESE
Responsabile: Rossetti Luigi
Telefono: 0755045710
1. sezione politiche industriali e servizi finanziari
2. sezione indirizzi agenzie regionali. grande impresa.
Numero atto: 1348
Proponente: G.R. DELIB. N. 1067 DEL 03/09/2008
Titolo: NORME IN MATERIA DI SVILUPPO, INNOVAZIONE E COMPETITIVITA' DEL SISTEMA PRODUTTIVO REGIONALE
Pervenuto al Consiglio il: 23-09-2008
Materia del PDL: La disciplina ÃƒÂ¨ riconducibile alla materia "Sostegno all'innovazione per i settori produttivi", oggetto di due ulteriori progetti di legge: ATTO N. 1020 di iniziativa dei Consiglieri Vinti e Lupini "Disciplina dei Poli industriali di eccellenza" e ATTO N. 1168, di iniziativa dei consiglieri Modena, Nevi, Spadoni Urbani, Mantovani, "Misure per favorire la competitivitÃƒÂ delle imprese e la semplificazione amministrativa dei rapporti tra imprese e pubbliche Amministrazioni".
PotestÃƒÂ legislativa regionale: Residuale
La materia, in applicazione del criterio di prevalenza ÃƒÂ¨ riconducibile alla potestÃƒÂ legislativa regionale residuale.
Verifica della legittimitÃƒÂ costituzionale: Nessuna osservazione.
Normativa europea in materia: Il conferimento alle imprese di vantaggi economici di qualsiasi tipo, che le imprese medesime non avrebbero ottenuto nel corso della loro normale attivitÃƒÂ , costituisce aiuto di Stato ed ÃƒÂ¨ soggetto al rispetto della disciplina comunitaria in materia, che viene infatti richiamata dall'art. 6, comma 3, del ddl (per un approfondimento sugli aiuti di stato vedi l'istruttoria documentale al presente atto, voce Ã¢â‚¬Å“Dati e informazioni di sintesiÃ¢â‚¬Â).
Coordinamento con la normativa vigente: Nessuna osservazione.
NecessitÃƒÂ del ricorso allo strumento normativo: Si
Il ricorso allo strumento legislativo ÃƒÂ¨ necessario poichÃƒÂ© la materia ÃƒÂ¨ disciplinata in maniera organica per la prima volta, individuando i principi fondamentali gli obiettivi e gli strumenti per favorire lo sviluppo competitivo del sistema produttivo regionale. A tal fine sono previsti due fondamentali atti di programmazione:
Ã¢â‚¬Â¢	il documento di indirizzo pluriennale, proposto dalla Giunta regionale ed approvato dal Consiglio, che definisce:
-	strategie ed obiettivi di medio e lungo termine (anche per le agenzie e societÃƒÂ regionali);
-	indicatori sintetici utili per valutare nel tempo i progressi conseguiti e i risultati raggiunti;
-	il quadro finanziario di massima che, sulla base delle risorse disponibili, garantisce la fattibilitÃƒÂ delle politiche individuate.
Ã¢â‚¬Â¢	il Programma annuale (articolato per assi prioritari e misure) attuativo del programma pluriennale.
Adeguatezza della relazione di accompagnamento: La relazione non sembra adeguata rispetto al disposto dell'articolo 35, comma 2 dello Statuto e 26 del regolamento interno.
Pertinenza del titolo rispetto all'articolato: Nel titolo della legge si dovrebbe far riferimento anche alle modificazioni alla legge regionale 7 novembre 1988, n. 42.
Rispondenza delle singole disposizioni normative ai criteri di chiarezza e omogeneitÃƒÂ : La parola "Titolo", in tutto il ddl andrebbe sostituita con "Capo". Inoltre, la collocazione e denominazione del Titolo IV non sembrano corretti rispetto agli articoli nello stesso contenuti.
L'articolo 1 contiene l'oggetto della legge e le finalitÃƒÂ che, tuttavia, sono parzialmente coincidenti con gli obiettivi. Sarebbe, pertanto auspicabile:
-	eliminare le ripetizioni e le affermazioni pleonastiche contenute negli articoli 1 e 2. Ad esempio nell'articolo 1: il comma 6 potrebbe essere soppresso perchÃƒÂ© pleonastico rispetto a quanto previsto al comma 1 ed il comma 7 andrebbe coordinato con quanto previsto all'articolo 4.
Sarebbe inoltre auspicabile inserire un articolo che detta le definizioni di termini che non hanno un significato giuridico certo, quali, ad esempio:
-	start up;
-	partnership;
-	joint ventures strategiche;
-	attivitÃƒÂ di animazione economica.
L'articolo 5 andrebbe riformulato poichÃƒÂ© i servizi alle imprese di cui alla lettera a), la realizzazione di infrastrutture per il sistema produttivo di cui alla lettera d), le strutture ed i servizi per l'internazionalizzazione di cui alla lettera g); le strutture ed i servizi per la ricerca e l'innovazione di cui alla lettera h), non sono strumenti di attuazione delle politiche.
All'articolo 6 non ÃƒÂ¨ chiaro se le tipologie di intervento previste devono essere individuate nei documenti di programmazione di cui all'articolo 7, nÃƒÂ© ÃƒÂ¨ chiaro il riferimento all'articolo 5, comma 1, lettera b), cioÃƒÂ¨ ai servizi alle imprese.
- al comma 5 sostituire le parole Ã¢â‚¬Å“di cui all'articolo 7, commi 2 e 3Ã¢â‚¬Â con Ã¢â‚¬Å“di cui al presente articoloÃ¢â‚¬Â;
- al comma 6 inserire il titolo della legge regionale 28 febbraio 2000, n. 13: Ã¢â‚¬Å“Disciplina generale della programmazione, del bilancio, dell'ordinamento contabile e dei controlli interni della Regione dell'Umbria.Ã¢â‚¬Â
potrebbe essere valutata una integrazione del presente articolo alla luce delle competenze assegnate al Consiglio regionale dagli articoli 43, comma 1 e 61 dello Statuto .
qualora venga introdotto un articolo sulle definizioni, sarebbe auspicabile inserirvi anche la definizione dei poli di innovazione.
il riferimento alla sola dichiarazione di inizio attivitÃƒÂ non sembra corretto poichÃƒÂ© la norma trova applicazione anche per la trasformazione e la cessazione dell'attivitÃƒÂ . Vedi art. 8 dell' ATTO N. 1168.
Articolo 16: andrebbe specificato con quali modalitÃƒÂ ÃƒÂ¨ svolta l'attivitÃƒÂ di promozione.
Articolo 18: il riferimento ad atti attuativi per la sola definizione Ã¢â‚¬Å“di modalitÃƒÂ organizzativeÃ¢â‚¬Â sembra restrittivo visto che il ddl si limita ad introdurre una disciplina di principio.
Presenza di definizioni e loro correttezza: Vedi "Rispondenza delle singole disposizioni normative ai criteri di chiarezza e omogeneitÃƒÂ ".
Presenza di riferimenti normativi e loro correttezza: Vedi le osservazioni all'articolo 7.
Nell'ipotesi di rinvii ad atti regolamentari ed amministrativi, previsione di meccanismi di garanzia contro eventuali inerzie: Non sono previsti meccanismi di garanzia in caso di mancata adozione degli atti di cui agli articoli 7 e 18.
Presenza di effetti abrogativi impliciti: No
Rinvio ad atti per l'attuazione del PdL: L'articolo 7 prevede l'adozione dei seguenti atti di programmazione:
Ã¢â‚¬Â¢	documento di indirizzo pluriennale adottato dalla Giunta regionale e sottoposto al Consiglio regionale per l'approvazione;
Ã¢â‚¬Â¢	programma annuale adottato dalla Giunta regionale, attuativo del documento di indirizzo pluriennale. Ai sensi dell'articolo 18 il primo programma annuale ÃƒÂ¨ adottato entro il 31 dicembre 2009.
L'articolo 18, comma 1 prevede che Ã¢â‚¬Å“La Giunta regionale con propri atti procede a disciplinare le modalitÃƒÂ organizzative necessarie all'attuazione della presente leggeÃ¢â‚¬Â.
Obiettivi diretti ed espliciti: Si
All'art.2 del DDL sono definiti come obiettivi di legge:
-	la crescita delle imprese e della loro capacitÃƒÂ di competere, promossa e sostenuta attraverso un incremento permanente delle attivitÃƒÂ di ricerca ed innovazione nel sistema produttivo regionale
-	il rafforzamento della dotazione di reti infrastrutturali, materiali e immateriali, a disposizione del sistema produttivo.
Strumenti previsti per perseguire gli obiettivi:
1) Lo strumento principale previsto dal DDL ÃƒÂ¨ il ciclo programmatico.
L'attuazione delle politiche del DDL ÃƒÂ¨ infatti affidata ad un ciclo programmatico, costituito da un documento di indirizzo pluriennale, un programma annuale, misure di attuazione e attivitÃƒÂ di monitoraggio, controllo e valutazione.
Il programma annuale a sua volta si attua attraverso progetti, bandi ed avvisi di concorso che si riferiscono alle specifiche misure di attuazione, attivitÃƒÂ di animazione e procedure aperte e di evidenza pubblica per iniziative di interesse pubblico.
All'interno di questo ciclo di programmazione ÃƒÂ¨ ammessa una vasta gamma di strumenti.
2) Alcuni strumenti si caratterizzano come benefici pubblici alle imprese, dunque aiuti di stato ai sensi dell'ordinamento comunitario, possono avere la forma di contributi in conto capitale o in conto interessi, finanziamenti, agevolazioni, ma anche altre forme. Infatti la Giunta regionale puÃƒÂ² individuare e definire altre forme di intervento al fine di apportare vantaggi patrimoniali di qualunque forma alle imprese.
3) Altri strumenti intervengono genericamente sulla competitivitÃƒÂ del sistema come la realizzazione di infrastrutture per il sistema produttivo, per l'internazionalizzazione e per la ricerca e l'innovazione, le azioni per la formazione del capitale umano e per la promozione e animazione economica.
4) Un altro importante strumento individuato dal DDL ÃƒÂ¨ il sostegno alla creazione di impresa, che si attua attraverso modalitÃƒÂ specifiche quali il supporto alla nascita di star-up tecnologici, gli spin-off accademici ed industriali, la promozione ed il sostegno all'auto imprenditorialitÃƒÂ ed all'autoimpiego specie quella femminile, il sostegno al primo insediamento in Umbria di iniziative produttive di rilevante ineresse.
5) Alle politiche per l'innovazione e la ricerca viene data molto importanza descrivendo le azioni e gli interventi ad esse finalizzate nel TITOLO III, nel quale viene dato particolare spazio alla promozione e al sostegno da parte della Regione dei poli di innovazione, dei distretti tecnologici e delle reti di impresa.
6) Uno spazio a parte ÃƒÂ¨ stato dato al principio della semplificazione amministrativa che deve ispirare l'attuazione delle politiche di legge. La Regione assicura l'accesso informatico alle procedure regionali, la reciproca consultabilitÃƒÂ fra banche dati pubbliche delle imprese, la costituzione della banca dati dei contributi concessi alle imprese e rilevazioni periodiche sui rapporti tra imprese e PA.
7) Sempre nell'ambito della semplificazione dei rapporti tra PA e imprese, ci sono due strumenti di immediata efficacia che riguardano le semplificazioni amministrative per inizio attivitÃƒÂ :
-	l'avvio, lo svolgimento, la trasformazione e la cessazione di attivitÃƒÂ economiche il cui esito dipenda dal rispetto della normativa regionale, sono subordinati alla dichiarazione di inizio attivitÃƒÂ , restando fermi il controllo e la vigilanza da parte delle autoritÃƒÂ competenti (art.15);
-	le modificazioni della l.r. 42/1988 riguardate le Norme sull'artigianato e gli albi provinciali delle imprese artigiane, tra cui si dice che l'iscrizione all'Albo delle imprese artigiane ÃƒÂ¨ subordinata alla comunicazione del legale rappresentante dell'impresa (TITOLO V), abrogando nel contempo alcuni articoli che definivano comunicazioni al comune, alla Camera di Commercio e tempistiche.
Corrispondenza con la programmazione regionale:
Dal DAP 2008-2010
Il primo aspetto programmatico contenuto nel DAP fa riferimento al potenziamento dei fattori di sviluppo economico e di competitivitÃƒÂ (cfr. par. 3.1.2. "Sviluppo e qualitÃƒÂ del sistema delle imprese").
Il programma si articola nei tre seguenti obiettivi strategici, ciascuno descritto da una serie di azioni prioritarie:
1. Sostegno agli investimenti, alla crescita dimensionale, all'integrazione ed ai processi innovativi delle imprese, attraverso:
- l'approvazione graduatorie delle imprese beneficiarie dei contributi relativi ai provvedimenti costituenti il pacchetto per la competitivitÃƒÂ 2007;
- la partecipazione della Regione Umbria al bando nazionale per recupero siti da bonificare;
- la costituzione del Fondo per interventi a supporto di progetti di sviluppo nei comparti in difficoltÃƒÂ ;
- istituzione di un regime regionale di aiuto finalizzato al sostegno dello start up di imprese innovative (spin-off da ricerca ed industriali) ed alla attrazione sul territorio di iniziative di rilevante interesse per la regione;
- la partecipazione della Regione Umbria all'attuazione dei progetti di innovazione industriale (industria 2015);
- l'istituzione di un regime regionale di aiuto finalizzato al sostegno della diffusione delle TIC nelle PMI di tutti i settori produttivi e distributivi in attuazione del POR FESR 2007 - 2013;
- l'istituzione di un regime regionale di aiuto finalizzato al sostegno dei processi di acquisizione di competenze e strumenti per favorire l'inserimento della RST e innovazione nelle imprese.
2. Valorizzazione e sostegno delle attivitÃƒÂ di ricerca e sviluppo delle imprese, attraverso:
- il completamento dell'APQ relativo al Distretto Tecnologico dell'Umbria mediante approvazione della graduatoria relativa al primo bando D.Lgs 297/99 da parte del Ministero dell'UniversitÃƒÂ e della Ricerca;
- il completamento delle misure regionali volte al finanziamento del DTU attraverso l'emanazione di un ulteriore bando relativo a progetti di sviluppo precompetitivo destinato alle PMI umbre;
- la costituzione Fondo di ingegneria finanziaria previsto per il DTU;
- l'istituzione di un regime di aiuto regionale finalizzato al sostegno di programmi di ricerca e sviluppo precompetitivo;
- l'approvazione e finanziamento della graduatoria delle imprese beneficiarie dei contributi di cui alla legge 598/94 art. 11.
3. Sostegno all'internazionalizzazione del sistema produttivo, attraverso:
- l'incremento del numero di imprese che direttamente o indirettamente partecipano a processi di internazionalizzazione;
- la revisione del sistema di governance;
- il finanziamento di progetti di penetrazione sui mercati internazionali attuati secondo modalitÃƒÂ innovative;
- l'attivazione nell'ambito del Centro Estero Regionale di una funzione di interlocuzione strutturata tra le imprese operanti sui mercati internazionali.
Dal Patto per lo sviluppo dell'Umbria - seconda fase
Tra i dieci progetti caratterizzanti delineati nell'ambito del tavolo di lavoro del Patto, due affrontano in maniera specifica l'aspetto della competitivitÃƒÂ :
- Progetto caratterizzante n.3: Promuovere la costituzione di network stabili di imprese orientati all'innovazione.
La promozione ed il sostegno dei processi di innovazione, in particolare basati su attivitÃƒÂ di ricerca e sviluppo tecnologico, viene giustamente posto come una delle esigenze prioritarie per il rilancio di competitivitÃƒÂ del sistema produttivo nazionale e quindi anche regionale. Nell'ambito di tale ampia tematica, che va perseguita con molteplici strumenti e secondo un approccio a tutto campo, risalta la problematica delle piccole e piccolissime imprese, per le quali ÃƒÂ¨ spesso impossibile realizzare azioni innovative e/o poter fruire delle opportunitÃƒÂ esistenti in materia. La messa in campo di pacchetti integrati di misure per favorire la costituzione di network stabili di imprese in collegamento anche con centri di ricerca e centri di competenza diviene quindi la via maestra, ampiamente suggerita dalla letteratura e dagli orientamenti comunitari, per consentire anche al sistema delle piccole imprese di affrontare la sfida dell'innovazione.
In sintesi, questo progetto ha come obiettivo primario l'incremento del livello di intensitÃƒÂ tecnologica del sistema produttivo regionale, rafforzando i collegamenti con i centri di ricerca ed elevando la propensione all'innovazione delle imprese.
- Progetto caratterizzante n.4: Rivedere i contenuti delle politiche regionali di internazionalizzazione e migliorarne il sistema di governance.
La modesta internazionalizzazione del sistema economico umbro ÃƒÂ¨ un fenomeno noto che si innesta, d'altra parte, nella perdita progressiva di competitivitÃƒÂ dell'intero sistema Italia. Il ripensamento delle modalitÃƒÂ e dei contenuti delle politiche di internazionalizzazione rappresenta quindi una sfida fondamentale per il sistema Umbria, unitamente alla messa a punto della strumentazione di governance e delle necessarie sedi di coordinamento e integrazione tra i diversi attori. Per svolgere un'efficace azione di accompagnamento alle imprese nel processo di internazionalizzazione ÃƒÂ¨ necessario infatti istituire e condividere procedure integrate nella fornitura dei vari servizi. Per quanto riguarda i contenuti, si tratta in sostanza di fare un passo avanti evitando di limitarsi alla sola promozione e sostegno all'export tramite la partecipazione a fiere e mercati, promuovendo invece anche gli investimenti diretti esteri, la partecipazione a reti e a joint ventures estere, ad accordi di collaborazione commerciale, coinvolgendo anche il settore della distribuzione commerciale. Per quanto riguarda poi la governance, la normativa esistente prevede come supporto alle politiche di internazionalizzazione l'istituzione degli Sportelli regionali (SPRINT) - previsti dal D.Lgs. 143/98 e istituiti con la Del. CIPE 91/2000 - operanti, con vario titolo e varie competenze, nel territorio.
In sintesi, il progetto ha come obiettivo generale, l'aumento del grado di internazionalizzazione del sistema produttivo regionale.
Dal POR FESR 2007-2013
Il POR FESR 2007/2013 prevede uno specifico asse denominato "Innovazione ed economia della conoscenzaÃ¢â‚¬Â il cui obiettivo specifico ÃƒÂ¨ quello di promuovere e consolidare i processi di innovazione e RST (ricerca e sviluppo tecnologico) al fine di qualificare e rafforzare la competitivitÃƒÂ del sistema produttivo.
L'Asse mira, inoltre, a facilitare l'impiego delle ICT da parte delle piccole e medie imprese. La diffusione di tali tecnologie rappresenta infatti un fattore indispensabile per lo sviluppo socio-economico della regione e la base di partenza per migliorarne le performance in termini di innovazione e competitivitÃƒÂ .
L'art. 4 definisce i destinatari delle politiche di legge come segue:
a)	le imprese, singole o associate,
b)	i soggetti che intendono avviare nuove attivitÃƒÂ imprenditoriali,
c)	i poli di innovazione,
d)	i consorzi e le cooperative di garanzia collettiva fidi,
e)	le istituzioni creditizie, gli investitori istituzionali e le finanziarie di sviluppo,
f)	le agenzie regionali e le societÃƒÂ regionali,
g)	le universitÃƒÂ e i centri di ricerca,
h)	gli enti locali e gli altri enti pubblici,
escludendo le imprese del settore agricolo come definite dalla normativa comunitaria.
In particolare la Giunta regionale ÃƒÂ¨ il responsabile del processo di programmazione degli interventi.
Destinatari indiretti: L'intera comunitÃƒÂ regionale, nell'impatto in termini del miglioramento della competitivitÃƒÂ dell'economia umbra.
Zone territoriali di intervento: L'intero territorio regionale.
Forme di pubblicitÃƒÂ per i destinatari:
Tra gli strumenti d'intervento previsti all'art.5, si dice che la Regione per l'attuazione delle politiche di legge si avvale anche di azioni di promozione. La concretizzazione degli interventi ÃƒÂ¨ comunque rimandata ai documenti di programmazione.
Forme di partecipazione per i destinatari/cittadinanza: No
Non sono esplicitamente previste forme di partecipazione, anche se l'ampia gamma di interventi ammissibili non esclude che durante i processi di programmazione vengano inserite forme di partecipazione.
Definizione contenuta nell'atto:
Nel DDL non c'ÃƒÂ¨ un articolo preposto alle definizioni, nonostante nel DDL vengano usati diversi termini tecnici, stranieri e neologismi.
Nell'articolato comunque sono contenute due definizioni:
1)	i poli di innovazione sono intesi come raggruppamenti di imprese (start up innovative, piccole, medie e grandi imprese, nonchÃƒÂ© organismi di ricerca) attivi in un particolare settore, destinati a stimolare l'attivitÃƒÂ innovativa, lo scambio di esperienze e conoscenze, l'uso in comune di laboratori, la diffusione e il trasferimento tecnologico, secondo le definizioni e le normative comunitarie (art.11, c.1);
2)	i distretti tecnologici intesi quali espressione della capacitÃƒÂ delle imprese, tra loro integrate su tematiche innovative di rilevante interesse regionale, capaci di sviluppare progetti strategici nell'interesse del sistema produttivo regionale (art. 12, c.1).
Rispondenza dell'atto a particolari emergenze o gravi situazioni determinatasi sul territorio:
L'atto non risponde all'insorgenza di emergenze o gravi situazioni presenti sul territorio regionale; tuttavia, il miglioramento delle condizioni competitive del sistema economico regionale nella sua interezza, ÃƒÂ¨ considerato un obiettivo di importanza strategica.
Rispondenza dell'atto ad esigenze di nuove realtÃƒÂ socio-economiche: No
Non si delineano nel ddl riferimenti a nuove realtÃƒÂ socio-economiche.
Presenza di dati e informazioni nella relazione d'accompagnamento:
La relazione spiega e motiva il processo decisionale a monte del disegno di legge, da un punto di vista normativo e delle risorse finanziarie disponibili (800 milioni di euro derivanti da fondi comunitari). Vengono forniti dei dati sui progetti di ricerca e sviluppo presentati in Umbria e finanziati dalla Regione, documentando quindi l'interesse del sistema umbro alla ricerca e all'innovazione.
Dati e informazioni di sintesi:
LA POLITICA DEGLI AIUTI ALLE IMPRESE
Per aiuto di Stato si intende ogni possibile beneficio conferito con un atto della pubblica autoritÃƒÂ ad un'impresa (anche organismo pubblico di ricerca se finalizzato ad attivitÃƒÂ economiche) operante sul mercato. La forma di tale atto non ha importanza.
La Commissione Europea ritiene che gli aiuti di esigua entitÃƒÂ , i cosiddetti Ã¢â‚¬Å“aiuti de minimisÃ¢â‚¬Â non abbiano alcun potenziale effetto sulla concorrenza e gli scambi fra Stati membri, e che non rientrino pertanto nel campo d'applicazione dell'articolo 87, paragrafo 1 del Trattato.
Il processo di revisione degli aiuti di stato ÃƒÂ¨ iniziato con la comunicazione del 20 aprile 2004 dal titolo Ã¢â‚¬Å“Una politica della concorrenza proattiva per un'Europa competitivaÃ¢â‚¬Â, nella quale la Commissione ha precisato di voler pervenire alla revisione di praticamente tutti gli strumenti relativi agli aiuti di Stato, ad eccezione della disciplina degli aiuti di stato per la tutela dell'ambiente, prima della fine del 2006.
L'opera di revisione della Commissione si ÃƒÂ¨ indirizzata verso l'obiettivo di Ã¢â‚¬Å“ridurre l'ammontare complessivo degli aiuti orientandoli verso aree orizzontaliÃ¢â‚¬Â (sostegno alla ricerca, allo sviluppo e alla innovazione, nonchÃƒÂ© alla formazione e all'attrazione di manodopera qualificata).
Gli aiuti settoriali
Sono aiuti motivati dall'esigenza, da parte della Commissione, di promuovere certi settori particolarmente strategici per l'Unione. Per essere ammissibili, gli Aiuti settoriali devono tendere, attraverso interventi mirati e proporzionati, alla risoluzione dei problemi strutturali migliorando concretamente la sostenibilitÃƒÂ economica di lungo termine dei settori interessati. Le principali discipline sugli aiuti settoriali riguardano le produzioni audiovisive, la trasmissioni radiotelevisive, il carbone, l'elettricitÃƒÂ , i servizi postali, la cantieristica, l'acciaio. Una particolare disciplina ÃƒÂ¨ quella Ã¢â‚¬Å“multisettorialeÃ¢â‚¬Â sui Grandi Progetti.
Vanno inoltre considerate anche alcune discipline specifiche derivate direttamente dal Trattato, per particolari settori:
Ã¢â‚¬Â¢ agricoltura, silvicoltura, pesca e acquacultura: l'applicazione delle regole sugli Aiuti ÃƒÂ¨ determinata dal Consiglio, in relazione alla Politica Agricola Comune (PAC);
Ã¢â‚¬Â¢ trasporti: la regolamentazione specifica riguarda tutti i tipi di trasporto diversi dal trasporto su strada cui si applicano le regole generali.
Gli Aiuti orizzontali
Si tratta di aiuti, applicabili senza vincoli geografici, finalizzati a sostenere la modernizzazione e lo sviluppo delle aziende nei confronti di alcune problematiche di portata generale e di particolare importanza. Gli inquadramenti orizzontali, per cui sono indicati i criteri in base ai quali determinate tipologie di Aiuti possono godere di una presunzione di compatibilitÃƒÂ , sono relativi agli Aiuti a: Piccole e Medie Imprese, Occupazione, Formazione, Ricerca e Sviluppo. Tutela dell'Ambiente, Capitale di Rischio, Salvataggio e ristrutturazione delle imprese in difficoltÃƒÂ .
Il Reg. (CE) 1976/2006 (20.12.2006) dispone la proroga, fino al 30/06/2008, del periodo di applicazione dei Regolamenti (CE): 70/2001 alle PMI, 2204/2002 alla Formazione, 68/2001 alla Occupazione.
La proroga ÃƒÂ¨ stata disposta in attesa del completamento della procedura concertata per definire il nuovo raggruppamento delle esenzioni per aiuti orizzontali nel Regolamento di esenzione per categoria, previsto entro il 2008. Gli Stati, sono anche esentati dall'obbligo di comunicare le eventuali proroghe di misure in vigore, purchÃƒÂ© a tali misure non siano apportate modifiche sostanziali e siano state debitamente trasmesse le schede di informazioni sintetiche concernenti l'esecuzione delle misure stesse. Il Regolamento 70/2001 relativo agli aiuti alle PMI ÃƒÂ¨ stato giÃƒÂ modificato dal Reg. 364/04 che introduce l'esenzione per gli aiuti alle PMI per ricerca e sviluppo e modifica l'allegato 1, recependo la nuova definizione di PMI introdotta dalla raccomandazione del 2003. Successivamente, il Reg. 1857/2006 del 15.12.2006 di esenzione per gli aiuti alle PMI nel settore della produzione di prodotti agricoli, ha modificato il Reg. 70/01 estendendone l'applicazione alle attivitÃƒÂ di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli
La nuova disciplina per la ricerca, sviluppo e innovazione
La materia ÃƒÂ¨ stata innovata con la "Disciplina comunitaria per gli Aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazioneÃ¢â‚¬Â (Gazzetta ufficiale C 323 del 30.12.2006) e riguarda tutte le misure relative ad Aiuti di Stato concessi alle imprese a favore della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione, con alcune eccezioni. Non sono considerati Aiuti di Stato alla RSI il finanziamento pubblico di attivitÃƒÂ di ricerca, sviluppo e innovazione non economiche svolte da organismi di ricerca e le attivitÃƒÂ di ricerca e sviluppo commissionate alle imprese da parte delle autoritÃƒÂ pubbliche a condizioni di mercato (gara aperta). Norme speciali sono previste per trasporti (per ferrovia, su strada e navigazione interna), agricoltura e pesca; per questi ultimi settori si prevedono intensitÃƒÂ massime di aiuto del 100% in tutti i casi, subordinata a condizioni. I regimi giÃƒÂ esistenti in materia di aiuti a favore della ricerca e dell'innovazione devono essere modificati secondo i principi espressi dalla nuova normativa,salvo alcune materie, entro dodici mesi dalla data di pubblicazione della stessa.
Per accrescere ed intensificare la capacitÃƒÂ di impatto degli aiuti alla ricerca e alla innovazione la nuova disciplina amplia ed articola in modo significativo la precedente normativa, anche attraverso una precisazione del concetto di innovazione che in passato non era ritenuta una categoria separata a cui indirizzare Aiuti di Stato. La nuova disciplina affianca agli strumenti tradizionali quali gli aiuti a progetti di ricerca e sviluppo, gli aiuti alle piccole imprese innovatrici, gli aiuti alla innovazione dei processi e all'organizzazione nei servizi, la messa a disposizione di personale altamente specializzato, gli aiuti ai Poli di innovazione, gli aiuti al funzionamento finalizzati all'animazione dei Poli (marketing per attirare nuove imprese nel polo, gestione delle istallazioni, organizzazione di programmi di formazione, seminari e conferenze.
La nuova comunicazione su Aiuti di Stato e capitale di rischio
Gli "Orientamenti comunitari sugli Aiuti di Stato destinati a promuovere gli investimenti in capitale di rischio nelle piccole e medie imprese", pubblicati Gazzetta Ufficiale C 194 del 18.8.2006, sono finalizzati al sostegno della fornitura di capitale di rischio che possa costituire un mezzo efficace per ovviare alle disfunzioni identificate nel mercato e per incoraggiare il capitale privato nei casi di Ã¢â‚¬Å“Fallimento del mercatoÃ¢â‚¬Â. L'obiettivo degli orientamenti consiste quindi nel fissare i criteri che la Commissione applicherÃƒÂ alla valutazione della compatibilitÃƒÂ delle misure relative al capitale di rischio conformemente all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del Trattato.
La Commissione Europea ha recentemente lanciato un'iniziativa (COMM (2007) 23), tradotta in obiettivo dal Consiglio (7224/07 del 9 marzo 2007), di riduzione del 25% dei costi amministrativi per le imprese dell'Unione Europea entro il 2012.
L'implementazione di una better regulation nell'Unione Europea, secondo uno studio della Commissione, si tradurrebbe in un vantaggio economico complessivo pari all'1,5% del PIL dell'intera Unione. Per l'Italia le simulazioni indicano invece un vantaggio dell'1,7% del prodotto interno. Attualmente nel nostro paese, il peso degli adempimenti amministrativi ÃƒÂ¨ stimato nell'ordine del 4,7% del PIL.
Il sistema di indagine che la Commissione Europea intende promuovere per misurare effettivamente il costo degli adempimenti burocratici si indirizza principalmente verso il sistema delle imprese, riconoscendo un'attenzione privilegiata alle PMI poichÃƒÂ© gravate da oneri e adempimenti in proporzione maggiori rispetto alle grandi imprese. In questo senso la Commissione Europea sta individuando una serie di obiettivi di facile raggiungimento, ovvero una serie di problematiche facilmente aggredibili, capaci di produrre vantaggi immediati in termini di semplificazione amministrativa.
Su un piano similare, la Fondazione PROMO P.A. diffonde da alcuni anni un Rapporto incentrato sulla misurazione di impatto degli Ã¢â‚¬Å“oneri della Pubblica AmministrazioneÃ¢â‚¬Â percepita dal mondo delle piccole e delle microimprese italiane, attraverso un'indagine sul livello di soddisfazione dei propri rapporti con la pubblica amministrazione, cercando di valutare il peso di quel complesso di adempimenti che la P.A. richiede alle aziende, che si traducono in impiego di tempo e di denaro.
Secondo i risultati dell'indagine della PROMO P.A., svolta a livello nazionale su un campione di imprese con meno di 50 dipendenti, il tempo che le imprese dedicano agli adempimenti amministrativi nel corso di un anno ÃƒÂ¨ stimato in 25,8 giornate-uomo.
Per quanto riguarda il ricorso all'opera dei consulenti esterni per lo svolgimento delle pratiche burocratiche, circa il 78% delle imprese dichiara di farne ricorso. Questa indicazione ÃƒÂ¨ molto importante perchÃƒÂ© segnala la necessitÃƒÂ di ricorrere a professionisti esterni (e pertanto di caricarsi del costo della consulenza) dalla stragrande maggioranza delle imprese. Dall'indagine risulta che mediamente le aziende spendono circa 5.700 Ã¢â€šÂ¬ l'anno per l'opera dei consulenti a cui si rivolgono: nelle regioni del nord tale costo medio arriva a circa 6.300 Ã¢â€šÂ¬, mentre per le regioni del mezzogiorno si assesta intorno ai 4.700 Ã¢â€šÂ¬ l'anno.
Rispetto all'onerositÃƒÂ delle diverse pratiche amministrative, i risultati dell'indagine mostrano come quelli piÃƒÂ¹ gravosi dal punto di vista burocratico siano quelli legati alle questioni fiscali, della gestione del personale e della tutela dell'ambientale.
- Agenzia Umbra Ricerche "Stato e imprese. Le poitiche in Italia e in Umbria", Rapporto MET, 2007.
- Fondazione PROMO P.A., Ã¢â‚¬Å“La soddisfazione delle piccole e microimprese nei confronti della Pubblica amministrazioneÃ¢â‚¬Â, Terzo Rapporto Nazionale, 2008.
L'intervento si caratterizza come: Trasferimento di risorse ed investimento diretto.
Il DDL definisce varie politiche e tipologie di intervento ammissibili, la cui concretizzazione ÃƒÂ¨ lasciata al Programma annuale attuativo.
In generale vengono delineati due tipi di politiche per lo sviluppo della competitivitÃƒÂ :
1 - le politiche per la competitivitÃƒÂ del sistema che si potrebbero concretizzare per esempio in infrastrutture e formazione del capitale, in tale forma gli interventi si possono considerare investimenti diretti;
2 - le politiche per la competitivitÃƒÂ dell'impresa invece si potrebbero concretizzare in contributi, agevolazioni tributarie, garanzie per il credito, in questa forma gli interventi sono da considerare aiuti di stato e in quanto tali trasferimenti di risorse a favore delle imprese.
L'intervento si caratterizza come: Strutturale e congiunturale.
Il DDL, che ÃƒÂ¨ un quadro normativo di principio piÃƒÂ¹ che un insieme di norme specifiche, cerca di intervenire sulla struttura del sistema produttivo umbro, lasciando ampia flessibilitÃƒÂ agli strumenti di programmazione successivi, affinchÃƒÂ© possano intervenire in modo adeguato alle esigenze che potranno emergere nel tempo.
Tra gli interventi specifici ammissibili dal ciclo di programmazione alcuni hanno carattere strutturale, ma altri congiunturale. I benefici pubblici alle imprese, per esempio, sono da considerare congiunturali, mentre gli eventuali interventi in infrastrutture, le politiche di sostegno all'innovazione e alla ricerca o le semplificazioni amministrative sono da considerare strutturali.
Soggetti economici coinvolti direttamente o indirettamente:
I soggetti economici coinvolti principalmente sono ovviamente le imprese, che godranno di benefici, semplificazioni e migliori infrastrutture di sostegno che permetteranno loro di sviluppare, migliorare e adeguare a nuovi mercati la loro capacitÃƒÂ produttiva, migliorando l'offerta di prodotti /servizi sul mercato.
Completezza delle informazioni economiche presenti nella relazione di accompagnamento: No
La relazione introduce il DDL da un punto di vista normativo e del processo decisionale che ha portato al progetto di legge, cita alcuni dati relativi ai progetti di ricerca e sviluppo presentati in Umbria, ma non presenta una descrizione economica dei territorio regionale e delle sue problematiche.
Valutazione dei possibili effetti economici dell'intervento:
Gli interventi del DDL dovrebbero favorire la dinamicitÃƒÂ delle imprese operanti sul territorio umbro e di tutto il sistema economico ad esso collegato. Semplificazioni e benefici economici diretti alle imprese potrebbero favorire l'entrata in attivitÃƒÂ anche di imprese strutturalmente deboli.
Tipi di risorse utilizzate per il finanziamento dei costi dell'atto:
Le politiche del DDL saranno cofinanziate da risorse comunitarie, nazionali e regionali (art. 17).
Suggerita: Comitato legislazione
Norme in materia di sviluppo, innovazione
e competitivitÃƒÂ del sistema produttivo regionale
Proposta di clausola valutativa:
1. Il Consiglio regionale verifica l'attuazione della presente legge e valuta i risultati da essa ottenuti in termini di incremento dell'attivitÃƒÂ di ricerca e sviluppo e di miglioramento della capacitÃƒÂ competitiva delle imprese umbre.
2. A tal fine, entro un anno dall'adozione del primo Programma annuale attuativo previsto all'art. 7 e successivamente con cadenza annuale, la Giunta regionale presenta al Consiglio una relazione che documenti:
- le modalitÃƒÂ organizzative e procedurali adottate per l'attuazione degli strumenti di intervento previsti nel Programma annuale attuativo;
- il tasso di utilizzo delle risorse stanziate per ogni asse e misura del Programma annuale attuativo e i tempi per l'assegnazione dei benefici previsti all'art. 6;
- la tipologia e il numero dei soggetti beneficiari, oltre che l'entitÃƒÂ dei finanziamenti attivati;
- le criticitÃƒÂ emerse nella messa in opera degli strumenti attivati e gli eventuali aggiornamenti al programma pluriennale da adottare in risposta a tali criticitÃƒÂ .
3. Alla scadenza del terzo anno dall'entrata in vigore della presente legge e successivamente ogni tre anni, la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale una relazione che documenti le ricadute degli interventi attuati sul sistema produttivo regionale con particolare riferimento ai seguenti aspetti:
- l'aumento delle attivitÃƒÂ di ricerca e sviluppo direttamente imputabile agli interventi finanziati dalla presente legge;
- gli esiti delle iniziative assunte dalla Regione in favore dell'internazionalizzazione delle imprese, dell'infrastrutturazione delle aree produttive e della semplificazione nei rapporti tra pubblica amministrazione ed imprese;
- la capacitÃƒÂ dei poli di innovazione, delle reti di imprese e dei distretti tecnologici finanziati dalla Regione di favorire l'innovazione e il trasferimento di conoscenze tra i soggetti coinvolti;
- le opinioni dei soggetti beneficiari riguardo l'efficacia degli strumenti adottati al fine di accrescere la competitivitÃƒÂ delle imprese.
4. Le relazioni di Giunta saranno rese pubbliche in seguito all'esame condotto da parte degli organismi consiliari competenti.
5.Il finanziamento delle attivitÃƒÂ di raccolta e analisi delle informazioni necessarie all'adempimento dei commi precedenti ÃƒÂ¨ assicurato dallo stanziamento di almeno l'X% delle risorse stanziate complessivamente ogni anno.
Deliberata: Proposta di clausola valutativa approvata dal Comitato
5. Il finanziamento delle attivitÃƒÂ di raccolta e analisi delle informazioni necessarie all'adempimento dei commi precedenti ÃƒÂ¨ assicurato dallo stanziamento di almeno l'X% delle risorse stanziate complessivamente ogni anno.
AttivitÃƒÂ delle Commissioni
Assegnazione dell'atto alle Commissioni: Redigente
Iscrizione atto ordine del giorno Commissione: 6 ottobre - 1 dicembre - 11 dicembre 2008
Espletamento consultazione
Decisione Commissione: 6 ottobre 2008
Tipo consultazione: audizioni
Sede/i: Perguia - Palazzo Cesaroni, Sala Partecipazione
Data/e: 24 ottobre 2008
Soggetti: invitati
Resoconto: Si
Procedimento nel Comitato per la legislazione
Iscrizione atto ordine del giorno del Comitato: Iscritto all'odg del Comitato per la legislazione - seduta del 3.12.2008.
Relatore: Relatore Consigliere Cintioli
Formulazione parere: clausola valutativa
Il Comitato ha approvato la clausola valutativa, nel testo allegato (v. documenti allegati).
Procedimento in Commissione
Abbinamento: Si
atti n. 1168 - n. 1020
Sottocommissione: seduta del 3.12.2008
Richiesta esame referente: Gruppo consiliare
Relatore per l'aula: Per la maggioranza Consigliere Giancarlo Cintioli
Per la minoranza Consigliere Armando Fronduti
Relazione orale: si
resoconto integrale audizione	 AUDIZIONE 24.10.2008.doc
elenco soggetti	 ELENCO SOGGETTI INTERESSATI.doc
clausola valutativa proposta dal Comitato per la legislazione	 proposta clausola.doc