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Timestamp: 2017-05-25 06:47:49+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 45', 'art. 37', 'art. 20', 'art. 97', 'art. 92', 'art. 25', 'art. 25', 'art 21']

CONTRATTO INTEGRATIVO D ISTITUTO ANNO SCOLASTICO 2011/2012 PREMESSA - PDF
CONTRATTO INTEGRATIVO D ISTITUTO ANNO SCOLASTICO 2011/2012 PREMESSA
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1 Unione Europea Fondo Sociale Europeo P.O.N Competenze per lo Sviluppo Istituto Superiore di Stato d Istruzione professionale SANDRO PERTINI Via Lombardia, Afragola (NA) Tel telefax Codice fiscale Codice Scuola NAIS07900T Posta certificata: t Sito web Ministero della Pubblica Istruzione Dipartimento per la Programmazione Direzione Generale per gli Affari Internazionali Ufficio V CONTRATTO INTEGRATIVO D ISTITUTO ANNO SCOLASTICO 2011/2012 Nella sede dell Istituto superiore di Stato " S. PERTINI ", viene stipulato il contratto integrativo d Istituto per l anno scolastico 2010/2011, la cui finalità è quella di garantire la corretta gestione, sotto il profilo della efficienza, efficacia e trasparenza, del piano dell offerta formativa. Le rappresentanze sindacali del comparto Scuola, regolarmente convocate con la nota, prot. n 6539/C/1 dell 8/11/2011. PREMESSA VISTA la Legge 241 del 7/8/1990 e successive modifiche; VISTO l accordo quadro CCNQ del 7/8/1998 sui diritti sindacali; VISTO l accordo quadro CCNQ del 9/8/2000 sui diritti sindacali; VISTO il D.Leg.vo 165 del 30/3/2001, modificato dal decreto legislativo n 150 del 27/10/2009 e D.Leg.vo 141 dell 1/8/2011; VISTO il C.C.N.L. del 29/11/2007; VISTA la sequenza contrattuale del FIS dell 8/4/2008; VISTA la sequenza contrattuale del personale ATA del 25/7/2008; VISTO l accordo economico del 18/11/2009 tra le OO.SS e il MIUR; VISTO l art. 2, comma 197 della Legge 191 del 23/12/2009; VISTO il D.M. del MEF 1/12/2010; VISTA la circolare del MEF n 39 del 22/12/2010; VISTA la circolare MIUR n 3980 del 16/5/2011; VISTO l accordo MIUR-OO.SS. del 31/5/2011; VISTE le risultanze contabili sui compensi accessori determinate al 31/8/2011; VISTO l accordo economico del 18/5/2010 tra le OO.SS e il MIUR; VISTO l accordo economico del 31/5/2011 tra le OO.SS e il MIUR; CONSULTATO il personale ATA nelle assemblee del 28/9/2010; VISTA la delibera del Collegio docenti n 46 dell 7/10/2011 che elabora il POF 2011/2012; VISTA la nota MIUR n 7451 del 14/10/2011 che comunica i parametri e il budget del MOF 2011/2012; TRA Il Dirigente Scolastico, Prof. Gennaro SALZANO, rappresentante legale dell Istituto e la RSU dell istituto, rappresentata dalla prof.ssa Carmela GUADAGNI, prof. Massimo Capasso, sig.ra Anna 12 ANNIBALE, alla presenza delle delegazioni esterne, rappresentate dalla Uil, nella persona del delegato Vincenzo Carrella, dalla Gilda Unams nella persona del delegato Giuseppe CANONICO: SI CONVIENE E SI STABILISCE QUANTO SEGUE: NORME GENERALI COMUNI Le relazioni sindacali sono improntate al rispetto dei diversi ruoli e responsabilità del Dirigente Scolastico, della RSU e delle OO.SS. e perseguono l obiettivo di contemperare l interesse dei dipendenti, il miglioramento delle condizioni di lavoro e la crescita professionale. La correttezza e la trasparenza dei comportamenti sono condizioni essenziali per il buon esito delle relazioni sindacali; ciò costituisce, pertanto, impegno reciproco delle parti che sottoscrivono l intesa. Art. 1 - PREMESSA La premessa iniziale costituisce parte integrante del presente accordo. Art. 2 - CAMPO DI APPLICAZIONE Le norme contenute nel presente accordo si applicano al personale docente e ata con contratto a tempo indeterminato e a tempo determinato in servizio presso l Istituto. Art. 3 - INTERPRETAZIONE AUTENTICA 1. Qualora dovessero insorgere controversie sull interpretazione delle norme contenute nel presente accordo, le parti che lo hanno sottoscritto si incontrano, entro giorni 5 dalla richiesta di cui al successivo comma 2, per definire consensualmente il significato della clausola controversa. La procedura deve concludersi entro 20 giorni dal primo incontro; 2. Per dar luogo al procedimento di cui al comma 1, la parte interessata invia all altra apposita richiesta scritta. La stessa deve contenere una sintetica descrizione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali si basa; 3. L eventuale accordo sostituisce la clausola controversa sin dall inizio della vigenza del contratto integrativo d istituto. Art. 4 - DECORRENZA E DURATA Il presente accordo decorre dalla data di sottoscrizione definitiva ed è valido a tutto il 31/8/2012. Per le parti normative non in contrasto con eventuali modifiche o rinnovi, per effetto di leggi, che dovessero intervenire durante la sua vigenza, conserverà validità oltre la data del 31/8/2012 e fino alla stipula del successivo accordo. TITOLO I RAPPORTO DI LAVORO DERIVANTE DALLE ATTIVITA DEI CURRICULI DI STUDIO. RITORNI POMERIDIANI Art. 5 ORARIO DI LAVORO L orario di lavoro è articolato, secondo le esigenze didattiche, in non meno di 5 giorni lavorativi. 23 Art. 6 RITORNI POMERIDIANI 1. Il rientro pomeridiano è utilizzato esclusivamente per attività aggiuntive e attività collegiali ed, eventualmente, per le attività afferenti ai corsi di recupero deliberati; 2. Il personale ata, che opta per l orario flessibile, adotta la turnazione al fine di evitare il superamento del limite massimo di 9 ore giornaliere, stabilito dal vigente CCNL, nei casi di rientro pomeridiano per le attività ordinarie. Art. 7 MONITORAGGIO DELLE ATTIVITA DEL POF Periodicamente e ad ogni conclusione dell anno scolastico, sarà garantita la pubblicazione dei risultati ottenuti (frequenze, insuccessi scolastici e risultati sugli interventi formativi). TITOLO II MODALITA DI APPLICAZIONE DEI DIRITTI SINDACALI, NONCHE DETERMINAZIONE DEI CONTINGENTI DI PERSONALE PREVISTI DALL ACCORDO SULL ATTUAZIONE DELLA LEGGE 146/1990, COSI COME MODIFICATA DALLA LEGGE 83/2000 Art. 8 DIRITTO DI SCIOPERO. 1. Il personale, che intende aderire o meno allo sciopero, può dare volontariamente preavviso scritto al Dirigente Scolastico, senza possibilità di revoca. Il preavviso non è obbligatorio; 2. I docenti che non scioperano, nel caso in cui non possono essere garantite le lezioni, si intendono in servizio dall orario d inizio delle lezioni della giornata proclamata per lo sciopero, per un monte ore totale pari alle ore di servizio di quel giorno; 3. Il personale docente e ata che non comunicano, preventivamente, l adesione allo sciopero, sono considerati scioperanti in caso di assenza, fatta eccezione per eventuali assenze ad altro titolo già autorizzate o accertate ( malattia, ferie, giorno libero, etc.); 4. Il diritto di sciopero del personale ata deve conciliarsi con i servizi minimi e le prestazioni indispensabili previsti dalla Legge 146/90, modificato dalla legge 83/2000. Art. 9 SERVIZI MINIMI E PRESTAZIONI INDISPENSABILI ( ART. 2, L. 146/90) 1. In caso di sciopero o di interruzione delle lezioni, per il personale docente non sono previsti contingenti minimi che debbono essere in servizio, fatta eccezione per quanto previsto al successivo comma 2. Sulla base dei dati conoscitivi, il Dirigente Scolastico comunica alle famiglie, tramite gli insegnanti, le modalità di funzionamento o la sospensione del servizio. 2. In caso di adesione allo sciopero del Dirigente Scolastico, le relative funzioni saranno svolte, nell ordine: da uno dei collaboratori, dal docente più anziano d età in servizio; 3. Il personale ata è tenuto a garantire i servizi minimi e le prestazioni indispensabili previsti dall art. 2 della Legge 146/90, quali: funzionamento del servizio pubblico a carattere di urgenza nei confronti dell utenza e del personale; vigilanza sui minori, pagamento di emolumenti fondamentali al personale con contratto a tempo determinato; attività amministrativa riguardante scrutini ed esami. 34 4. Il contingente di personale ata, di cui al precedente comma 3, è stabilito in una unità di assistente amministrativo e due unità di collaboratori scolastici, elevabili a quattro in caso di permanenza nell Istituto di una consistenza numerica di alunni tali da giustificare più unità di collaboratori scolastici addetti alla vigilanza; 5. Il Dirigente Scolastico, in caso di sciopero, individua preventivamente, anche sulla base di eventuali richieste personali, il contingente di cui al precedente comma 4 e ne dà comunicazione per iscritto ai diretti interessati e, mediante affissione all albo sindacale, almeno 3 giorni prima dello sciopero proclamato; 6. I soggetti, di cui al precedente comma 5, hanno diritto di esprimere, entro il giorno successivo alla ricezione della predetta comunicazione, la volontà di aderire allo sciopero, chiedendo la conseguente sostituzione, nel caso sia possibile. Art. 10 ALBO SINDACALE E ACCESSO AI LOCALI DELL ISTITUZIONE SCOLASTICA 1. Nella bacheca sindacale dell istituzione, le OO.SS. hanno diritto ad affiggere materiale di interesse sindacale e del lavoro, in conformità alla legge sulla stampa e senza preventiva autorizzazione del Dirigente Scolastico. E' prevista una bacheca per ogni sigla sindacale; 2. I rappresentanti delle OO.SS., muniti di passi, hanno diritto d ingresso agli uffici dell istituzione scolastica anche negli orari di chiusura al pubblico; 3. Il Dirigente scolastico assicura la tempestiva affissione negli appositi spazi del materiale sindacale inviato per posta elettronica, via fax o per posta ordinaria e consegna tutte le comunicazioni delle OO.SS. provinciali ai rappresentanti sindacali d Istituto; 4. E assicurato, concordato preventivamente con il Dirigente scolastico, uno spazio sindacale nel sito web dell Istituto. Art. 11 ASSEMBLEE SINDACALI 1. Il personale del comparto scuola ha diritto di partecipare, durante l orario di lavoro, ad assemblee sindacali per complessive 10 ore annue pro-capite, per ciascun anno scolastico. Il tempo di percorrenza in ambito comunale è calcolato in 30 minuti. In ambito intercomunale fino ad un massimo di 60 minuti. I tempi di viaggio rientrano nel monte ore annuo previsto; 2. Le assemblee sindacali in orario di lavoro e fuori orario di lavoro, sono indette singolarmente o congiuntamente dalle OO.SS. aventi diritto; 3. La durata di ogni assemblea di istituto non può essere inferiore ad un ora né superiore a due ore. Le assemblee possono essere indette dalla R.S.U congiuntamente. Art. 12 MODALITA DI CONVOCAZIONE DELLE ASSEMBLEE 1. La convocazione dell assemblea, la durata, l ordine del giorno e l eventuale partecipazione di dirigenti sindacali esterni, sono rese note dai sindacati territoriali almeno 6 (sei) giorni prima, con comunicazione scritta, fonogramma o fax al Dirigente Scolastico; 2. La comunicazione deve essere affissa all albo della Scuola e comunicata a tutto il personale interessato nella stessa giornata in cui perviene. Ciò per consentire a tutto il personale di esprimere la propria adesione in tempo utile. Il Dirigente Scolastico avrà cura di indicare nel medesimo avviso il locale in cui si terrà l assemblea; 3. La dichiarazione individuale e preventiva di partecipazione alle assemblee, espressa in forma scritta dal personale che intende parteciparvi durante il proprio orario di servizio, fa fede, ai fini del computo del monte ore individuale, ed è irrevocabile; 45 4. Nel termine delle 48 ore successive, altre OO.SS., possono presentare richiesta di assemblea per la stessa data e la stessa ora concordando un assemblea congiunta o, nei limiti delle disponibilità di locali, separate. L eventuale comunicazione integrata va affissa all albo entro il suddetto termine di 48 ore; 5. Contestualmente all affissione all albo il Dirigente Scolastico ne farà oggetto di avviso mediante circolare interna al personale interessato, al fine di raccogliere la dichiarazione individuale di partecipazione. Tale dichiarazione fa fede ai fini del computo del monte ore individuale; 6. Al personale non interpellato, o non informato, non può essere impedito di partecipare all assemblea; 7. Della avvenuta partecipazione del personale all assemblea non va fornita alcuna attestazione; 8. Le assemblee sindacali per il personale docente possono essere indette all inizio o alla fine dell orario di servizio; 9. Le assemblee del personale ATA possono essere indette in orario non coincidente con quelle del personale docente, comprese le ore intermedie del servizio scolastico e, comunque, in orario non coincidente con la presenza degli alunni; 10.il personale che partecipa all assemblea deve riprendere servizio dopo la conclusione della stessa nella classe e nel settore di propria competenza. Art. 13 SVOLGIMENTO DELLE ASSEMBLEE 1. Il Dirigente Scolastico, per le Assemblee in cui è coinvolto anche il personale docente, sospende, dove possibile, le attività didattiche delle sole classi i cui docenti hanno dichiarato di partecipare all assemblea dopo aver disposto gli eventuali adattamenti d orario, avvertendo le famiglie interessate; 2. Il personale che non partecipa all assemblea svolge il normale orario di servizio previsto; 3. Qualora le assemblee si svolgessero fuori dall orario di lezione, il termine previsto dall art. 12, comma 1, è ridotto a quattro giorni; 4. Non possono essere svolte assemblee sindacali in ore concomitanti con lo svolgimento degli esami e degli scrutini finali; 5. Esclusivamente in caso di partecipazione totale dei collaboratori scolastici in servizio nella scuola, verrà comandata in servizio una sola unità di questo personale per garantire il minimo servizio per la vigilanza I criteri di individuazione sono concordati tra il Dirigente Scolastico, la RSU ed i rappresentanti sindacali, di cui all art. 9 del CCNL; 6. Qualora non si desse luogo all interruzione delle lezioni e l assemblea riguardasse anche il personale ATA, va in ogni caso assicurata la sorveglianza dell ingresso e il funzionamento del centralino telefonico, nonché la vigilanza degli alunni su tutti i piani per cui n 5 unità di personale (n 4 CS e n 1 AA) non potranno partecipare all assemblea. Art. 14 RELAZIONI SINDACALI A LIVELLO DI ISTITUTO 1. Il Dirigente Scolastico fornisce informazioni, di cui all art. 6 del CCNL, alle RSU e alle OO.SS. firmatarie del CCNL, così come previsto anche dall art. 15 del presente contratto; 2. La documentazione scritta sarà consegnata nei tempi più rapidi possibili e, comunque, almeno 3 giorni prima di ogni incontro. 3. In tutti i momenti delle relazioni sindacali, il DS può farsi assistere dai suoi collaboratori o da n 1 esperto di sua fiducia. Analogo diritto è riconosciuto alla parte sindacale RSU nella misua di 1 esperto per ogni sigla sindacale. 56 Art. 15 MODALITA E TEMPI DELL INFORMAZIONE 1. Il Dirigente Scolastico, nel primo mese dell anno scolastico, calendarizzerà i suddetti incontri e provvederà a convocare, anche verbalmente, i componenti R.S.U. e le OO.SS. aventi titolo, con almeno 5 giorni di preavviso; 2. Il verbale redatto verrà letto e sottoscritto al termine di ogni seduta ovvero, con accordo tra le part, potrà essere sottoscritto successivamente entro e non oltre giorni 10 dalla data della seduta; 3. Il calendario è così definito: INFORMAZIONE PREVENTIVA MARZO PROPOSTE FORMULAZIONE ORGANICO GIUGNO/LUGLIO PROPOSTA FORMAZIONE CLASSI E ORGANICI CRITERI PERMESSI PER AGGIONAMENTO PIANO COMPLESSIVO PER LE RISORSE ACCESSORIE, IVI COMPRESO QUELLE DI FONTE NON CONTRATTUALE CRITERI DI ATTUAZIONE DEI PROGETTI NAZIONALI, EUROPEI E TERRITORIALI SETTEMBRE E/O ALL ACCERTAMENTO DI FONDI UTILIZZAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO CRITERI DI INDIVIDUAZIONE E MODALITA DI UTILIZZAZIONE DEL PERSONALE IN RAPPORTO AL POF E IN PROGETTI DERIVANTI DA SPECIFICHE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE, NONCHE DA CONVENZIONI, INTESE O ACCORDI DI PROGRAMMA STIPULATI CON ALTRI ENTI O ISTITUZIONI: EVENTUALI FINANZIAMENTI AGGIUNTIVI CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA SETTEMBRE/NOVEMBRE CONTRATTO INTEGRATIVO INFORMAZIONE SUCCESSIVA DOPO L APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA ANNUALE ELENCO PERSONALE UTILIZZATO IN ATTIVITA AGGIUNTIVE. PRIMA DELL INIZIO DELLE ATTIVITA MODALITA UTILIZZO PERSONALE IN TUTTI I PROGETTI ENTRO LUGLIO VERIFICA ATTUAZIONE CONTRATTO ISTITUTO Art. 16 RILEVAZIONE DELLA PARTECIPAZIONE AGLI SCIOPERI 1. Entro le ore del giorno successivo a quello di conclusione ad una azione di sciopero, l istituzione scolastica fornisce alla RSU e ai rappresentanti OO.SS. i dati statistici degli scioperanti; 2. Successivamente, il Dirigente Scolastico assicurerà il tempestivo invio degli elenchi dei partecipanti, affinché provvedano alle trattenute previste dalla vigente norma, agli uffici preposti al pagamento delle competenze fondamentali. Art. 17 VISIONE DEGLI ATTI 1. I lavoratori e i soggetti sindacali legittimati hanno il diritto accedere a tutti gli atti della scuola che siano pertinenti con l esercizio di un legittimo interesse, essendo parte in causa, ai sensi e per gli effetti della legge n 241/90; 2. La presa visione deve essere resa possibile prima che siano adottati atti che possano nuocere agli interessi del richiedente, il quale può, altresì, chiedere copia di tutti gli atti e documenti amministrativi del caso, nonché essere reso edotto del nominativo del responsabile del procedimento amministrativo. Art. 18 PATROCINIO 1. Le OO.SS., su delega degli interessati da acquisire agli atti, hanno diritto di accesso agli atti in ogni fase del procedimento che li riguarda a livello di istituto nel rispetto delle linee guide del garante della Privacy ; 67 2. Il personale scolastico può farsi rappresentare dal Sindacato per l espletamento delle procedure riguardanti prestazioni assistenziali e previdenziali davanti ai competenti uffici dell Istituto; 3. Le OO.SS. firmatarie del CCNL hanno diritto di svolgere la loro attività anche in relazione alla tutela dell igiene, della sicurezza del lavoro e della medicina preventiva, come previsto dal D. L.vo 81/2008; 4. L ingresso dei soggetti sindacali legittimati agli uffici di segreteria e di dirigenza deve essere garantito in qualunque momento. Art. 19 RICEVUTE 1. La segreteria dell Istituto rilascerà ricevuta di qualsiasi atto, documento o istanza prodotta dal lavoratore. Il numero di protocollo non è rilasciato immediatamente, ma entro le 24 ore successive alla presentazione del documento. Art. 20 QUESITI 1. Al personale della scuola, che abbia inoltrato al Dirigente Scolastico segnalazioni scritte di fatti, circostanze o provvedimenti lesivi di propri diritti o interessi, deve essere data sempre risposta scritta, entro trenta giorni, ai sensi della L. 241/90. Art. 21 COMUNICAZIONI ALLE SCUOLE 1. Nel rispetto delle norme, di cui al D.Leg.vo 196/2003, tutte le comunicazioni inviate alla scuola riguardanti atti che interessano la generalità o parte del personale devono essere portate tempestivamente a diretta conoscenza dei dipendenti. Art. 22 REFERENDUM 1. Le OO.SS. abilitate alla contrattazione integrativa possono richiedere, anche singolarmente, di svolgere un referendum tra i lavoratori tutti o solo iscritti alla medesima sigla su tutte le materie inerente l attività sindacale di istituto; 2. La richiesta motivata sarà indirizzata al Dirigente Scolastico (per conoscenza alle altre OO.SS.) che la recepirà con apposita circolare; 3. Il Dirigente Scolastico farà firmare tutto il personale per presa visione e farà affiggere la circolare, nella quale saranno contenute tutte le istruzioni per lo svolgimento del referendum, all albo sindacale e all albo dell Istituto; 4. Il Dirigente Scolastico metterà a disposizione i locali idonei e gli elenchi del personale interessato al referendum nella struttura centrale. Art. 23 LOCALE SCOLASTICO ADIBITO ALLE RELAZIONI SINDACALI 1. Le OO.SS. firmatarie dei contratti collettivi e la RSU interna, abilitati alla contrattazione integrativa, possono richiedere, anche singolarmente, l'utilizzo di un locale scolastico da adibire alle relazioni sindacali. Le modalità saranno concordate tra le parti in funzione degli orari e delle disponibilità dei locali. 78 TITOLO IIII ATTUAZIONE DELLA NORMATIVA DI SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO Art SOGGETTI TUTELATI 1. I soggetti tutelati sono tutti coloro che nell istituzione scolastica prestano servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e a tempo determinato; 2. Ad essi sono equiparati gli allievi delle istituzioni nelle quali i programmi e le attività di insegnamento prevedano espressamente la frequenza e l uso di laboratori con possibile esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici, l uso di macchine, apparecchi e strumenti di lavoro, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali; 3. Sono, altresì, da ricomprendere anche gli studenti presenti a scuola in orario extracurriculare per iniziative complementare ivi programmate; 4. Gli alunni non sono numericamente computati ai fini degli obblighi che la legge correla al numero del personale impegnato presso l istituzione scolastica; 5. Sono parimenti tutelati tutti i soggetti aventi diritto, a qualsiasi titolo, ad essere presenti nell istituto. Art OBBLIGHI IN MATERIA DI SICUREZZA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO 1. Il Dirigente Scolastico, in qualità di datore di lavoro individuato ai sensi dell art. 2 del D.Leg.vo 9/4/2008, n 81, ha i seguenti obblighi in materia di sicurezza: adozione di misure protettive in materia di locali, strumenti, materiali, apparecchiature, video terminali, ecc.; nominare il medico competente nei casi previsti dal successivo articolo 31; provvedere a predisporre il documento di valutazione dei rischi esistenti; elaborazione di apposito documento nel quale siano esplicitati i criteri di valutazione seguiti, le misure e i dispositivi di prevenzione adottati, il programma di successivi miglioramenti; designazione del personale incaricato di attuazione delle misure di sicurezza; pubblicazione e informazione di tutti gli interventi posti a tutela di rischio salute; attuazione di interventi di formazione rivolti a favore degli alunni e del personale scolastico, da organizzare compatibilmente con ogni altra attività scolastica. Art OBBLIGHI DEI LAVORATORI 1. Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. 2. I lavoratori devono in particolare: contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all'adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale; utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto, nonche' i dispositivi di sicurezza; utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione; segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi, nonche' qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle proprie competenze e possibilità, per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante 89 dei lavoratori per la sicurezza; non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo; non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possano compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori; partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro in orario di servizio; sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente. 3. I lavoratori di aziende che svolgono attività in regime di appalto o subappalto, devono esporre apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto. Art OBBLIGHI DEI PREPOSTI 1. In riferimento alle attività indicate all'articolo 3 del D.Leg.vo 81/2008, i preposti, secondo le loro attribuzioni e competenze, devono: sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonche' delle disposizioni del Dirigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti; verificare affinche' soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; richiedere l'osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinche' i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato; segnalare tempestivamente al Dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta; frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall'articolo 37 del D.Leg.vo 81/2008. Art IL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE 1. Nell unità scolastica il Dirigente Scolastico, in quanto datore di lavoro, deve organizzare il servizio di prevenzione e protezione designando per tale compito, previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, una o più persone tra i dipendenti, secondo le dimensioni della scuola; 2. I lavoratori designati (docenti o ATA) devono essere in numero sufficiente, possedere le capacità necessarie e disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti assegnati. Essi non possono subire pregiudizio a causa dell attività svolta nell espletamento del loro incarico. Tale incarico costituisce, salvo comprovati motivi, un obbligo per tutti i dipendenti. 3. e istituito, all interno dell istituzione scolastica, un servizio di prevenzione e protezione circa le misure antincendio, primo soccorso, evacuazione/emergenza; 4. Il personale di cui al punto 3 è obbligato a frequentare corsi di formazione attinenti all incarico da ricoprire; 910 5. Il Dirigente scolastico, ai sensi dell art. 45 del D.Leg.vo 81/2008, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati. Art RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI 1. Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi, denominato RSPP, può essere designato dal Dirigente scolastico, secondo le modalità del successivo comma 3, a coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi. L accettazione dell incarico comporta l obbligo di frequentare il corso di cui all art. 37 del D. Leg.vo 81/2008; 2. I contenuti minimi del corso sono definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni; 3. Ove il Dirigente Scolastico non intenda assolvere direttamente la funzione, designa previa consultazione del rappresentante per la sicurezza, il responsabile che deve possedere attitudini e capacità adeguate. Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione può essere individuato tra le seguenti categorie: A) personale interno all unità scolastica provvisto di idonea capacità adeguatamente comprovata da iscrizione ad albi professionali attinenti all attività da svolgere e che si dichiari a tal fine disponibile; B) personale interno all unità scolastica in possesso di attitudini e capacità adeguate e che si dichiari a tal fine disponibile; C) personale interno ad una unità scolastica in possesso di specifici requisiti adeguatamente documentati e che sia disposto ad operare per una pluralità di istituti. 4. è possibile designare persone esterne alla scuola come addetti al servizio di prevenzione e protezione, qualora non siano disponibile risorse interne e nei limiti delle disponibilità finanziare su risorse all uopo stanziate; 5. E possibile, anche mediante convenzione con altre scuole, affiancare al personale interno alla scuola un esperto esterno; 7. Al RSPP interno è corrisposto un compenso forfettario a carico dei finanziamenti per il fondo istituzione, il cui importo è stabilito nella parte economica del presente accordo, se rientra in attività progettuali conforme al POF. Art DOCUMENTO VALUTAZIONE DEI RISCHI 1.Il documento valutazione dei rischi è redatto dal Dirigente Scolastico, coadiuvato dal RPPS, che si avvale della collaborazione degli esperti degli enti locali, titolari dell immobile ad uso scolastico o di esperti di enti preposti alla tutela e sicurezza dei lavoratori; 2. Il documento, di cui al punto 1, è aggiornato periodicamente. Art SORVEGLIANZA SANITARIA 1. I lavoratori addetti ad attività, per le quali la valutazione dei rischi ha evidenziato un rischio per la salute, sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria; 2. La sorveglianza sanitaria è obbligatoria quando i lavoratori sono esposti a rischi specifici individuati dalla legge come particolarmente pericolosi per la salute: ad es., l esposizione ad alcuni agenti chimici, fisici e biologici oppure l uso sistematico di videoterminali, per almeno venti ore, dedotte le interruzioni, e per l intera settimana lavorativa; 3. Il personale addetto in modo sistemico ai video terminali, ha diritto ad una interruzione dell attività mediante una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa; 3. L individuazione del medico che svolge la sorveglianza sanitaria è concordata con l ASL o altra struttura pubblica, in base a convenzione tipo definita dal Consiglio d Istituto. 10 Vedere altro
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