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Timestamp: 2019-07-15 22:11:49+00:00
Document Index: 34462712

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1227', 'art_0840', 'art_2043', 'art_1662', 'art_2055', 'art_1227', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 332', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 332', 'art. 2055', 'art. 2055', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 2055', 'art. 2055', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 2055', 'art_2043', 'art_2055', 'art. 2055', 'art. 2947', 'art. 2947', 'art. 2043', 'art. 2055', 'art_2043', 'art_2055', 'art_2947', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 75', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 2054', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 39', 'sentenza ', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 2733', 'art. 18', 'art. 2733']

2055. Responsabilità solidale. - Foroeuropeo
2055. Responsabilità solidale.
Codice Civile Libro Quarto: DELLE OBBLIGAZIONI Titolo IX: DEI FATTI ILLECITI Art.2055. Responsabilità solidale.
1. Se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in solido al risarcimento del danno.
2. Colui che ha risarcito il danno ha regresso contro ciascuno degli altri, nella misura determinata dalla gravità della rispettiva colpa e dall'entità delle conseguenze che ne sono derivate.
3. Nel dubbio, le singole colpe si presumono uguali.
Appalto (contratto di) - responsabilità - del committente - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11194 del 24/04/2019 (Rv. 653775 - 01)
Per i danni arrecati a terzi - Regole di attribuzione della responsabilità in capo al committente ed all'appaltatore - Applicabilità anche in caso di azione di rivalsa - Fattispecie. In tema di danni cagionati a terzi dall'esecuzione di opere appaltate, la regola per la quale risponde il solo appaltatore, ove abbia operato in autonomia con propria organizzazione e apprestando i mezzi a ciò necessari, e il solo committente, nel caso in cui si sia ingerito nei lavori con direttive vincolanti, che abbiano ridotto l'appaltatore al rango di "nudus minister", mentre rispondono entrambi, in solido, qualora la suddetta ingerenza si sia manifestata attraverso direttive che abbiano soltanto ridotto l'autonomia dell'appaltatore, trova applicazione anche nei rapporti interni tra le parti del contratto di appalto, nell'ipotesi in cui una di esse, sussistendo una responsabilità (esclusiva o concorrente) dell'altra, agisca in rivalsa. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto esente da critiche la sentenza che, in sede di rivalsa azionata dal committente nei confronti dell'appaltatore, aveva riscontrato, conformemente all'art. 1227, comma 2, c.c., una corresponsabilità del committente per aver condiviso la scelta operativa di demolire i muri perimetrali della struttura). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11194 del 24/04/2019 (Rv. 653775 - 01) Cod_Civ_art_0840, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_1662, Cod_Civ_art_2055, Cod_Civ_art_1227...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - cause scindibili e inscindibili - in genere - cause concernenti coobbligati in solido - trattazione in un unico processo - sentenza concernente i diversi rapporti – mancata impugnazione per alcuni rapporti - conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24728 del 08/10/2018 >>> L'obbligazione solidale, pur avendo ad oggetto un'unica prestazione, dà luogo non ad un rapporto unico ed inscindibile, ma a rapporti giuridici distinti, anche se fra loro connessi, e, potendo il creditore ripetere da ciascuno dei condebitori l'intero suo credito, è sempre possibile la scissione del rapporto processuale, il quale può utilmente svolgersi nei confronti di uno solo dei coobbligati. Ne consegue che la mancata impugnazione, da parte di un coobbligato solidale, della sentenza di condanna pronunciata verso tutti i debitori solidali - che, pur essendo formalmente unica, consta di tante distinte pronunce quanti sono i coobbligati con riguardo ai quali essa è stata emessa -, così come il rigetto dell'impugnazione del singolo, comporta il passaggio in giudicato della pronuncia concernente il debitore non impugnante (o il cui gravame sia stato respinto) esclusivamente con riferimento a lui, pure qualora lo stesso sia stato convenuto nel giudizio di appello ex art. 332 c.p.c., mentre il passaggio in giudicato di detta pronuncia rimane, poi, insensibile all'eventuale riforma od annullamento delle decisioni inerenti agli altri coobbligati. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24728 del 08/10/2018...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - cause scindibili e inscindibili - in genere - cause concernenti coobbligati in solido - trattazione in un unico processo - sentenza concernente i diversi rapporti – mancata impugnazione per alcuni rapporti - conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24728 del 08/10/2018 >> L'obbligazione solidale, pur avendo ad oggetto un'unica prestazione, dà luogo non ad un rapporto unico ed inscindibile, ma a rapporti giuridici distinti, anche se fra loro connessi, e, potendo il creditore ripetere da ciascuno dei condebitori l'intero suo credito, è sempre possibile la scissione del rapporto processuale, il quale può utilmente svolgersi nei confronti di uno solo dei coobbligati. Ne consegue che la mancata impugnazione, da parte di un coobbligato solidale, della sentenza di condanna pronunciata verso tutti i debitori solidali - che, pur essendo formalmente unica, consta di tante distinte pronunce quanti sono i coobbligati con riguardo ai quali essa è stata emessa -, così come il rigetto dell'impugnazione del singolo, comporta il passaggio in giudicato della pronuncia concernente il debitore non impugnante (o il cui gravame sia stato respinto) esclusivamente con riferimento a lui, pure qualora lo stesso sia stato convenuto nel giudizio di appello ex art. 332 c.p.c., mentre il passaggio in giudicato di detta pronuncia rimane, poi, insensibile all'eventuale riforma od annullamento delle decisioni inerenti agli altri coobbligati. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24728 del 08/10/2018...
Pagamento parziale del debito solidale - Regresso - Sussistenza - Ambito - Fondamento. Il condebitore solidale, sia "ex contractu" sia "ex delicto", che paga al creditore una somma maggiore rispetto a quella dovuta, ha diritto di regresso anche se non ha corrisposto l'intero, giacché anche in tal caso, come in quello del pagamento dell'intero debito, egli ha subito un depauperamento del proprio patrimonio oltre il dovuto, con corrispondente indebito arricchimento dei condebitori. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21197 del 27/08/2018 ...
Condebitori solidali – Transazione stipulata tra il creditore ed uno solo dei condebitori – Litisconsorzio necessario – Esclusione – Fondamento - Conseguenze. In tema di risarcimento danni, l'esistenza di un vincolo di solidarietà passiva ex art. 2055 c.c. (nella specie, tra appaltatore e progettista) non genera un litisconsorzio necessario - avendo il creditore (nella specie, il committente) titolo per valersi per l'intero nei confronti di ciascuno dei debitori - con conseguente possibilità di scissione, anche in appello, del rapporto processuale, che può utilmente svolgersi nei confronti di uno solo dei coobbligati. Pertanto, ove il giudice di prime cure abbia dichiarato estinto il giudizio tra il creditore ed uno dei condebitori solidali, per intervenuta transazione avente ad oggetto la sola quota del debito di quest'ultimo (nella specie, pari al 10%) ed abbia condannato l'altro debitore al risarcimento della rispettiva e residua quota-parte (pari, nella specie, al 90%), questi, nell'impugnare la decisione, deve estendere il contraddittorio nei confronti dell'altro originario convenuto solo ove intenda contestare il riparto di responsabilità così determinato, al fine di riproporre nei confronti dello stesso l'azione di regresso ex art. 2055, comma 2, c.c.. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 22672 del 27/09/2017 ...
Danno al trasportato a titolo di cortesia - Presunzione ex art. 2054, comma 1, c.c. - Operatività nei confronti del proprietario e del conducente dell'altro veicolo - Azione risarcitoria proposta nei confronti di uno solo dei conducenti - Richiesta dell'intero risarcimento - Conseguenze - Remissione del debito - Configurabilità - Esclusione - Rinunzia alla solidarietà - Configurabilità - Esclusione. In caso di scontro tra autoveicoli, il trasportato a titolo di cortesia, per ottenere il risarcimento del danno extracontrattuale, può avvalersi della presunzione ex art. 2054, comma 1, c.c. nei confronti del proprietario e del conducente dell’altro veicolo, salva azione di regresso di questi ultimi nei confronti del primo conducente secondo le rispettive colpe, ex art. 2055 c.c., ove abbiano risarcito per intero il danno, e fermo restando che l’azione per il conseguimento dell’intera posta risarcitoria, proposta dal danneggiato avverso il conducente di uno solo dei veicoli coinvolti, non implica di per sé una remissione tacita del debito del corresponsabile, né una rinuncia alla solidarietà, presupponendo la prima una volontà inequivoca del creditore di non avvalersi del credito, e la seconda che il creditore agisca nei confronti di uno dei condebitori solidali solo per la parte del debito gravante su quest’ultimo. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 15313 del 20/06/2017 ...
Danni da morte – Concorso di colpa della vittima – Danni patiti “iure proprio” dai congiunti dell’ucciso – Riduzione in misura proporzionale alla colpa della vittima – Necessità – Sussistenza – Fondamento. In materia di responsabilità civile, nell'ipotesi di concorso della condotta colposa della vittima di un illecito mortale nella produzione dell’evento dannoso, il risarcimento del danno, patito “iure proprio” dai congiunti della vittima, deve essere ridotto in misura corrispondente alla percentuale di contributo causale a quell'evento ascrivibile al comportamento colposo del deceduto, non potendosi al danneggiante fare carico di quella parte di danno che non è a lui causalmente imputabile secondo il paradigma della causalità del diritto civile, la quale conferisce rilevanza alla concausa umana colposa. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4208 del 17/02/2017 ...
Ripartizone "pro quota" - Necessità - Condanna al pagamento dell'intero - Esclusione - Fattispecie in tema di obbligazione risarcitoria da sinistro stradale. Ciascun erede è tenuto a soddisfare il debito errio esclusivamente "pro quota", e cioè in ragione della quota attiva in cui succede, e, pertanto, non può essere condannato in solido con i coeredi al pagamento del debito stesso. (Fattispecie in tema di condanna al risarcimento del danno degli eredi del responsabile civile di un incidente stradale). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23705 del 22/11/2016 ...
Titoli di credito - assegno bancario - girata – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10079 del 17/05/2016
Assegno bancario privo di clausola di non trasferibilità - Serie di girate in bianco - Presentazione, per la riscossione, presso la banca dove il girante è titolare di conto corrente - Controllo della regolarità delle girate - Onere della banca trattaria - Sussistenza - Obblighi ed eventuale responsabilità della banca girataria per l'incasso - Rispettiva individuazione e condizione. Nel caso di presentazione per la riscossione di un assegno bancario privo di clausola di non trasferibilità e caratterizzato da una serie di girate in bianco presso la banca dove il girante per l'incasso è titolare di conto corrente, quest'ultima, se limitatasi a curarne la riscossione quale mandataria all'incasso della banca trattaria, ha soltanto l'obbligo di identificazione del presentatore dell'assegno nel momento in cui il titolo le viene consegnato, mentre la responsabilità per il controllo della regolare continuità delle girate, anche sotto il profilo della verifica delle sottoscrizioni ivi apposte, grava sulla banca trattaria, ai sensi degli artt. 11 e 38 del r.d. n. 1736 del 1933. La banca girataria per l'incasso può, peraltro, essere chiamata a rispondere in solido con la banca trattaria, a titolo di responsabilità extracontrattuale nei confronti del traente, ove, con il suo comportamento colposo o doloso (da dedurre e adeguatamente dimostrare nel caso concreto), abbia determinato, o concorso a determinare, il prodursi del danno, consistente nell'indebito pagamento di assegni a soggetto non legittimato all'incasso. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10079 del 17/05/2016 ...
Fatto illecito colposo di uno dei soci - Illecito della stessa società - Configurabilità - Responsabilità solidale dei soci - Sussistenza - Limiti. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6945 del 22/03/2007 Il fatto illecito colposo di uno dei soci di una società di fatto, commesso nell'ambito dell'attività della stessa e per il raggiungimento dei suoi scopi, costituisce illecito della società, ed impegna tutti i soci solidalmente ed illimitatamente, salvo che la responsabilità del socio operatore sia personale, in quanto correlata ad un atto diretto alla lesione dell'altrui diritto, e non coinvolga, quindi, gli altri soci. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6945 del 22/03/2007 ...
Scontro di veicoli - Azione risarcitoria del danneggiato nei confronti di uno solo dei conducenti - Richiesta dell'intero risarcimento - Conseguenze - Remissione del debito - Configurabilità - Esclusione - Rinunzia alla solidarietà - Configurabilità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11179 del 29/05/2015 Circolazione stradale - responsabilità civile da incidenti stradali - colpa - solidarietà - In genere. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11179 del 29/05/2015 In tema di risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione stradale, l'azione giudiziaria per il conseguimento dell'intero risarcimento, proposta dal danneggiato nei confronti del conducente di uno solo dei veicoli coinvolti in uno scontro, non implica di per sé una remissione tacita del debito nei confronti del corresponsabile del danno, né una rinuncia alla solidarietà, presupponendo la prima un comportamento inequivoco che riveli la volontà del creditore di non avvalersi del credito, e la seconda che il creditore agisca nei confronti di uno dei condebitori solidali solo per la parte del debito gravante su quest'ultimo. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11179 del 29/05/2015 ...
Fatto dannoso derivante da più azioni ed omissioni - Azioni od omissioni costituenti fatti illeciti distinti e diversi - Responsabilità solidale - Configurabilità - Presupposti - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18899 del 24/09/2015 L'unicità del fatto dannoso richiesta dall'art. 2055 c.c., ai fini della configurabilità della responsabilità solidale degli autori dell'illecito, va intesa in senso non assoluto ma relativo, sicché ricorre tale responsabilità, volta a rafforzare la garanzia del danneggiato e non ad alleviare la responsabilità degli autori dell'illecito, pur se il fatto dannoso sia derivato da più azioni od omissioni, dolose o colpose, costituenti fatti illeciti distinti e anche diversi, sempreché le singole azioni o omissioni, legate da un vincolo di interdipendenza, abbiano concorso in maniera efficiente alla produzione del medesimo evento di danno, a nulla rilevando, a differenza di quanto accade nel campo penalistico, l'assenza di un collegamento psicologico tra le stesse, ovvero le diverse conseguenze dannose derivanti da quell'evento unitario, le quali potranno assumere rilievo ai fini dell'eventuale azione di regresso tra i danneggianti. (Nella specie, la S.C., in accoglimento del ricorso, ha ravvisato l'unicità del fatto dannoso nel contegno posto in essere, da un lato, da un praticante farmacista, resosi responsabile della sottrazione, ai danni della farmacista titolare, di ricette mediche assistite, successivamente utilizzate - per la riscossione del rimborso dovuto dal Servizio Sanitario nazionale - da altri due farmacisti, ciascuno operante singolarmente, nelle qualità di titolari di propri e distinti esercizi farmaceutici). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18899 del 24/09/2015 ...
Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - occupazione temporanea e d'urgenza - risarcimento del danno – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18236 del 17/09/2015
Realizzazione di opere stradali - Delega da parte dell'A.N.A.S. delle operazioni espropriative - Potere di controllo del delegante - Sussistenza - Omissione - Corresponsabilità dell'ente per il risarcimento del danno da occupazione appropriativa - Mancata tempestiva emissione del decreto di esproprio - Presunzione di mancato esercizio dei poteri di controllo da parte del delegante - Configurabilità. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18236 del 17/09/2015 Nel caso di realizzazione di opere stradali, la delega da parte dell'ANAS del compimento delle operazioni espropriative non esime il delegante dai poteri di controllo e di stimolo dell'attività del delegato, il cui mancato o insufficiente esercizio vale a rendere l'ente stesso corresponsabile del danno da occupazione appropriativa, con la conseguenza che spetta al delegante l'onere di allegare e dimostrare di aver esercitato i propri poteri di controllo e di stimolo, esplicitandone i tempi e i modi, dovendosi peraltro presumere, in assenza di contrarie risultanze processuali, il mancato esercizio di tali poteri in caso di mancata tempestiva emissione del decreto di esproprio nel termine di durata dell'occupazione legittima, attesa l'applicabilità anche alle procedure inerenti l'acquisizione dei suoli necessari alla realizzazione di opere di viabilità dell'art. 2 della l. n. 59 del 1961 e dell'art. 8 del r.d. n. 350 del 1895, che impone all'A.N.A.S. il controllo sull'esecuzione dei lavori. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18236 del 17/09/2015 ...
Pluralità di azioni ed omissioni compiute da più soggetti - Condanna solidale degli autori - Condizioni - Unicità del fatto o pluralità di fatti autonomi - Verifica dell'apporto causale recato da ciascun danneggiante - Necessità - Contenuto dell'accertamento. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 20192 del 25/09/2014 L'unicità del fatto dannoso richiesta dall'art. 2055 cod. civ. ai fini della configurabilità della responsabilità solidale degli autori dell'illecito va intesa in senso non assoluto, ma relativo, in coerenza con la funzione propria di tale istituto di rafforzare la garanzia del danneggiato, sicché ricorre tale responsabilità pur se il fatto dannoso sia derivato da più azioni o omissioni, dolose o colpose, costituenti fatti illeciti distinti, e anche diversi, sempre che le singole azioni o omissioni, legate da un vincolo di interdipendenza, abbiano concorso in maniera efficiente alla produzione dell'intero danno. Il giudice, quindi, qualora il fatto illecito fonte di danno si articoli in una pluralità di azioni od omissioni poste in essere da più soggetti, è tenuto a verificare, dandone conto in motivazione, se, alla luce del criterio predetto, ricorra un unico fatto dannoso, ovvero non si tratti, anche in parte, di episodi autonomi e scindibili, che abbiano a loro volta prodotto danni distinti, dei quali - sebbene tutti collocati all'interno di una serie causale unitaria - solo il partecipante a ciascun episodio può essere ritenuto responsabile, in forza del principio secondo cui ognuno risponde del solo evento di danno rispetto al quale la sua condotta, attiva o omissiva, opera come causa efficiente, ponendosi come antecedente causale necessario.Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 20192 del 25/09/2014Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2055Massime precedenti Vedi: N. 6041 del 2010...
Autorità con compiti di vigilanza sul mercato finanziario - Corresponsabilità con l'autore del fatto illecito - Solidarietà risarcitoria ex art. 2055 cod. civ. - Configurabilità - Applicabilità del termine prescrizionale di cui all'art. 2947, terzo comma, cod. civ. - Presupposti. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 23872 del 07/11/2014 In tema di prescrizione nel più lungo termine derivante da reato, l'applicazione dell'art. 2947, terzo comma, cod. civ., all'autorità con compiti di vigilanza sul mercato finanziario (CONSOB) chiamata in corresponsabilità, con l'autore del fatto, per omessa vigilanza presuppone la sussistenza di un titolo di responsabilità indiretta per un fatto costituente reato del suo funzionario o dipendente, non potendo quel termine automaticamente estendersi alla medesima autorità quando sussista una mera obbligazione solidale a titolo di responsabilità civile extracontrattuale di natura omissiva, a norma dell'art. 2043 cod. civ., con l'autore del reato, ferma la solidarietà risarcitoria ex art. 2055 cod. civ.Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 23872 del 07/11/2014Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2055, Cod_Civ_art_2947 com. 3Massime precedenti Vedi: N. 27713 del 2005, N. 22585 del 2013, N. 28464 del 2013...
Azione sociale di responsabilità - Pluralità di convenuti - Litisconsorzio facoltativo - Conseguenze - Pendenza della singola causa al momento della notifica di ciascun atto di citazione - Introduzione della competenza della sezione specializzata per la proprietà industriale - Applicabilità ad una sola di tali cause - Attrazione dell'intero giudizio - Sussistenza - Fondamento. L'azione sociale di responsabilità cumulativamente promossa contro una pluralità di convenuti riguarda un'obbligazione risarcitoria solidale a loro carico e dà luogo ad un'ipotesi di litisconsorzio facoltativo originario, sicché le relative cause, benché istruite e trattate congiuntamente in un procedimento formalmente unitario, sono scindibili e mantengono una propria autonomia, così da poter risultare pendenti, ai fini previsti dall'art. 5 cod. proc. civ., in momenti differenti per la diversa data di notifica a ciascuno di essi dell'atto introduttivo del giudizio. Ne consegue che, qualora la notificazione ad uno di loro sia avvenuta vigente il d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, che ha attribuito l'azione alle sezioni specializzate previste dall'art. 1 del d.lgs. 27 giugno 2003, n. 168, la causa appartiene alla competenza funzionale di queste ultime, che si estende, ai sensi dell'art. 3, ultimo comma, del d.lgs. n. 168 cit., alle cause connesse, ivi comprese quelle precedentemente introdotte. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 23117 del 30/10/2014 ...
stampa - responsabilità civile e penale (reati commessi col mezzo della stampa) – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 10252 del 12/05/2014
Danni conseguenti a diffamazione a mezzo stampa - Responsabilità del direttore del giornale - Obbligo di controllo finalizzato ad impedire atti diffamatori - Sussistenza - Controllo preventivo e vigilanza "ex post" - Portata. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 10252 del 12/05/2014 La responsabilità del direttore del giornale per i danni conseguenti alla diffamazione a mezzo stampa trova fondamento nella sua posizione di preminenza, che si estrinseca nell'obbligo di controllo e nella facoltà di sostituzione. Tali attività non si esauriscono nell'esercizio di un adeguato controllo preventivo, consistente nella scelta oculata di un giornalista idoneo alla redazione di una determinata inchiesta, ma richiede altresì la vigilanza "ex post" sui contenuti e sulle modalità di esposizione, mediante la verifica della verità dei fatti o dell'attendibilità delle fonti, al fine di evitare di esporre un terzo ad un ingiustificato discredito, anche con l'assunzione di iniziative volte ad elidere eventuali profili penalmente rilevanti. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 10252 del 12/05/2014 ...
Civile - sospensione del processo - necessaria – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 17608 del 18/07/2013
Risarcimento del danno da fatto illecito costituente reato - Costituzione del danneggiato quale parte civile nel processo penale - Azione di risarcimento in sede civile per gli stessi fatti contro altro soggetti obbligati al risarcimento estranei al processo penale - Sospensione del processo civile - Esclusione. L'art. 75, comma 3, cod. proc. pen. deve essere interpretato nel senso che la sospensione necessaria del processo civile, disposta per il caso in cui il danneggiato abbia prima esercitato l'azione civile in sede penale con la costituzione di parte civile e, quindi, abbia esercitato l'azione civile in sede civile, non trova applicazione se il danneggiato agisca in sede civile non solo contro l'imputato, ma anche contro altri coobbligati al risarcimento, nella specie identificati - venendo in rilievo l'ipotesi di danni da sinistro stradale - nel proprietario del veicolo investitore e nella società assicuratrice dello stesso. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 17608 del 18/07/2013 ...
Civile - interruzione del processo - riassunzione – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6924 del 08/05/2012
Domanda di risarcimento proposta nei confronti di più convenuti - Domanda del convenuto di accertamento della responsabilità esclusiva dell'altro - Interruzione del processo per morte di uno dei convenuti - Riassunzione da parte dell'attore nei confronti soltanto dell'altro - Conseguenze sulla domanda c.d. "orizzontale" proposta dal convenuto nei confronti dell'altro. Se nel giudizio di risarcimento del danno proposto nei confronti di più convenuti, obbligati solidali, muoia uno di essi, è facoltà dell'attore riassumere il giudizio nei confronti soltanto della parte non colpita dall'evento interruttivo, trattandosi di cause scindibili. In tal caso ove il convenuto nei cui confronti il giudizio è regolarmente riassunto intenda coltivare la propria domanda di manleva o di accertamento della responsabilità esclusiva dell'altro convenuto, ha l'onere di provvedere lui a quella riassunzione cui non ha provveduto l'attore, né può lamentare alcuna lesione del diritto di difesa ove ciò non faccia, ed il processo sia proseguito soltanto nei suoi confronti. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6924 del 08/05/2012 ...
circolazione stradale - responsabilità civile da incidenti stradali - colpa - presunzione agli effetti civili - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3704 del 09/03/2012
Mancanza di collisione diretta tra veicoli - Estensione - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3704 del 09/03/2012 La presunzione di pari corresponsabilità nella causazione di un sinistro stradale, prevista dall'art. 2054, comma secondo, cod. civ., è applicabile, di regola, soltanto quando tra i veicoli coinvolti vi sia stato un urto. Tuttavia, anche quando manchi una collisione diretta tra veicoli è consentito applicare estensivamente la suddetta norma al fine di graduare il concorso di colpa tra i vari corresponsabili, sempre che sia accertato in concreto il nesso di causalità tra la guida del veicolo non coinvolto e lo scontro. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3704 del 09/03/2012 ...
Circolazione stradale - responsabilità civile da incidenti stradali - colpa - presunzione agli effetti civili- Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3704 del 09/03/2012
Mancanza di collisione diretta tra veicoli - Estensione - Condizioni. La presunzione di pari corresponsabilità nella causazione di un sinistro stradale, prevista dall'art. 2054, comma secondo, cod. civ., è applicabile, di regola, soltanto quando tra i veicoli coinvolti vi sia stato un urto. Tuttavia, anche quando manchi una collisione diretta tra veicoli è consentito applicare estensivamente la suddetta norma al fine di graduare il concorso di colpa tra i vari corresponsabili, sempre che sia accertato in concreto il nesso di causalità tra la guida del veicolo non coinvolto e lo scontro. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3704 del 09/03/2012 ...
Circolazione stradale - responsabilità civile da incidenti stradali - colpa - presunzione agli effetti civili - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3704 del 09/03/2012
Mancanza di collisione diretta tra veicoli- Estensione - Condizioni. La presunzione di pari corresponsabilità nella causazione di un sinistro stradale, prevista dall'art. 2054, comma secondo, cod. civ., è applicabile, di regola, soltanto quando tra i veicoli coinvolti vi sia stato un urto. Tuttavia, anche quando manchi una collisione diretta tra veicoli è consentito applicare estensivamente la suddetta norma al fine di graduare il concorso di colpa tra i vari corresponsabili, sempre che sia accertato in concreto il nesso di causalità tra la guida del veicolo non coinvolto e lo scontro. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3704 del 09/03/2012 ...
In causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5057 del 03/03/2010
Evento dannoso - Condotte colpose di soggetti diversi - Terzo corresponsabile chiamato dal convenuto - Automatica estensione della orginaria domanda attorea - Sussistenza - Fondamento. Nell'ipotesi in cui la parte convenuta in un giudizio di responsabilità civile chiami in causa un terzo in qualità di corresponsabile dell'evento dannoso, la domanda risarcitoria deve intendersi estesa al terzo anche in mancanza di un'espressa dichiarazione in tal senso dell'attore, in quanto la diversità e pluralità delle condotte produttive dell'evento dannoso non dà luogo a diverse obbligazioni risarcitorie, con la conseguenza che la chiamata in causa del terzo non determina il mutamento dell'oggetto della domanda ma evidenzia esclusivamente una pluralità di autonome responsabilità riconducibili allo stesso titolo risarcitorio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5057 del 03/03/2010 ...
intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) - in genere - Evento dannoso - Condotte colpose di soggetti diversi - Terzo corresponsabile chiamato dal convenuto - Automatica estensione della orginaria domanda attorea - Sussistenza - Fondam
responsabilità civile - colpa o dolo - concorso di più fatti colposi - Evento dannoso - Condotte colpose di soggetti diversi - Terzo corresponsabile chiamato dal convenuto - Automatica astensione della domanda attorea - Sussistenza - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5057 del 03/03/2010 Nell'ipotesi in cui la parte convenuta in un giudizio di responsabilità civile chiami in causa un terzo in qualità di corresponsabile dell'evento dannoso, la domanda risarcitoria deve intendersi estesa al terzo anche in mancanza di un'espressa dichiarazione in tal senso dell'attore, in quanto la diversità e pluralità delle condotte produttive dell'evento dannoso non dà luogo a diverse obbligazioni risarcitorie, con la conseguenza che la chiamata in causa del terzo non determina il mutamento dell'oggetto della domanda ma evidenzia esclusivamente una pluralità di autonome responsabilità riconducibili allo stesso titolo risarcitorio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5057 del 03/03/2010 ...
Chiamata su istanza del convenuto - Estensione della domanda dell'attore al terzo chiamato - Configurabilità - Condizioni - Limiti - Fattispecie. La domanda principale dell'attore si estende automaticamente al chiamato in causa dal convenuto, quando la chiamata del terzo sia effettuata per ottenere la liberazione dello stesso convenuto dalla pretesa attorea, individuandosi il terzo come l'unico obbligato nei confronti dell'attore, in posizione alternativa con il convenuto ed in relazione alla medesima obbligazione dedotta nel giudizio. Viceversa, l'estensione automatica della domanda dell'attore al terzo chiamato dal convenuto non opera quando il chiamante faccia valere nei confronti del chiamato un rapporto diverso, ed in particolare, ove l'azione abbia natura risarcitoria, qualora venga dedotto un titolo di responsabilità del terzo differente ed autonomo rispetto a quello invocato dall'attore. (Nella fattispecie, relativa alla domanda del proprietario di un terreno per i danni causati dai lavori stradali eseguiti dall'impresa commissionata da un comune, la S.C. ha cassato la sentenza della corte di merito che aveva condannato solidalmente al risarcimento anche il direttore dei lavori, invece chiamato in causa dal comune a titolo di garanzia). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25559 del 21/10/2008 ...
Chiamata su istanza del convenuto - Estensione della domanda dell'attore al terzo chiamato - Configurabilità - Condizioni - Limiti - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25559 del 21/10/2008 La domanda principale dell'attore si estende automaticamente al chiamato in causa dal convenuto, quando la chiamata del terzo sia effettuata per ottenere la liberazione dello stesso convenuto dalla pretesa attorea, individuandosi il terzo come l'unico obbligato nei confronti dell'attore, in posizione alternativa con il convenuto ed in relazione alla medesima obbligazione dedotta nel giudizio. Viceversa, l'estensione automatica della domanda dell'attore al terzo chiamato dal convenuto non opera quando il chiamante faccia valere nei confronti del chiamato un rapporto diverso, ed in particolare, ove l'azione abbia natura risarcitoria, qualora venga dedotto un titolo di responsabilità del terzo differente ed autonomo rispetto a quello invocato dall'attore. (Nella fattispecie, relativa alla domanda del proprietario di un terreno per i danni causati dai lavori stradali eseguiti dall'impresa commissionata da un comune, la S.C. ha cassato la sentenza della corte di merito che aveva condannato solidalmente al risarcimento anche il direttore dei lavori, invece chiamato in causa dal comune a titolo di garanzia). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25559 del 21/10/2008 ...
Necessario - Tra più soggetti autori del danno - Sussistenza - Esclusione - Deroga - Presupposti - Rapporto di dipendenza o di pregiudizialità di una o più responsabilità rispetto a quelle degli altri concorrenti ovvero imposizione "ex lege" del litisconsorzio - Fattispecie in materia di responsabilità extracontrattuale riconducibile ad azione di riscatto in tema di locazione. L'obbligazione risarcitoria - derivante da un fatto unico dannoso imputabile a più soggetti - è solidale, non cumulativa, e, perciò, non dà luogo a litisconsorzio necessario passivo e non impone, di conseguenza, il "simultaneus processus", incontrando tale regola una deroga, in via eccezionale, soltanto nei casi in cui la responsabilità, in capo ad uno dei danneggianti, si ponga in rapporto di dipendenza con la responsabilità di altri danneggianti, ovvero quando le distinte posizioni dei coobbligati presentino obiettiva interrelazione, alla stregua della loro stretta subordinazione, anche sul piano del diritto sostanziale, sicché la responsabilità dell'uno presupponga la responsabilità dell'altro, nonché nell'ipotesi in cui sia la legge stessa che - presupponendo, e derogando a detto principio - imponga esplicitamente, sempre in via eccezionale, il litisconsorzio necessario tra coobbligati solidali. (Nella specie, rigettando il relativo motivo di ricorso, la S.C. ha rilevato come, nel caso dedotto di un'azione di responsabilità extracontrattuale riconducibile ad un'azione di riscatto promossa ai sensi dell'art. 39 della legge n. 392 del 1978, esercitata congiuntamente nei riguardi degli alienanti e degli acquirenti, in rapporto al preteso comportamento degli alienanti, non sussistesse stretta subordinazione o rapporto di dipendenza tra le condotte di tutti gli alienanti, ben potendo alcuni di essi essere rimasti estranei al denunciato fatto dannoso della preordinata dolosa condotta diretta a vanificare il diritto di riscatto del conduttore). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7501 del 27/03/2007 ...
Occupazione appropriativa - Condanna del delegato al risarcimento - Regresso nei confronti del delegante - Impugnazione inerente esclusivamente al rapporto di garanzia impropria - Integrazione del contraddittorio nei confronti dell'attore - Necessità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 13684 del 13/06/2006 Il vincolo di dipendenza tra la causa principale e la causa di garanzia impropria, che si verifica allorché il convenuto intende esser rilevato dal garante per quanto sia eventualmente condannato a pagare all'attore, sussiste solo e fino a quando sia in discussione il presupposto della domanda di rivalsa, e quindi viene meno quando l'impugnazione attenga esclusivamente al rapporto di garanzia senza investire la domanda principale; conseguentemente, non sussiste la necessità di integrazione del contraddittorio nei confronti del proprietario che abbia agito per il risarcimento del danno da occupazione appropriativa, ove sia impugnato esclusivamente il capo della sentenza che ha ridotto l'importo della somma posta a carico del Comune in via di regresso, ferma restando la condanna del Consorzio delegato all'esecuzione dell'opera nei confronti del proprietario, essendo passato in giudicato il relativo capo di pronuncia per difetto di impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 13684 del 13/06/2006 ...
Necessario - Tra più soggetti autori del danno - Sussistenza - Esclusione - Deroga - Presupposti - Rapporto di dipendenza o di pregiudizialità di una o più responsabilità rispetto a quelle degli altri codanneggianti ovvero imposizione "ex lege" del litisconsorzio - Fattispecie in tema di responsabilità solidale per infortunio sul lavoro. L'obbligazione risarcitoria - derivante da un fatto unico dannoso, imputabile a più persone - è solidale, non cumulativa, e, perciò, non dà luogo a litisconsorzio necessario passivo e non impone, di conseguenza, il "simultaneus processus", incontrando tale regola una deroga, in via eccezionale, soltanto nel caso in cui la responsabilità, in capo ad uno dei danneggianti, sia in rapporto di dipendenza con la responsabilità di altri danneggianti, ovvero quando le distinte posizioni dei coobbligati presentino obiettiva interrelazione, alla stregua della loro stretta subordinazione, anche sul piano del diritto sostanziale, sicché la responsabilità dell'uno presupponga la responsabilità dell'altro, nonché nell'ipotesi in cui sia la legge stessa (come, ad esempio, secondo la previsione contenuta nell'art. 23 della legge 24 dicembre 1969, n. 990, in tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti), che - presupponendo, appunto, e derogando a detto principio - imponga esplicitamente, sempre in via eccezionale, il litisconsorzio necessario tra coobbligati solidali. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto sul punto corretta la sentenza impugnata che, nell'ambito di una controversia relativa ad un infortunio sul lavoro, aveva escluso la sussistenza di una fattispecie di litisconsorzio necessario tra gli assunti responsabili proprio in virtù della mancata configurazione del richiamato rapporto di dipendenza ovvero di obiettiva interrelazione tra le posizioni dei diversi autori dell'illecito). Corte Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 11039 del 12/05/2006 ...
Prova civile - confessione - giudiziale - litisconsorzio – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10311 del 05/05/2006
Assicurazione obbligatoria per la R.C.A. dei veicoli - Risarcimento del danno - Azione diretta nei confronti dell'assicuratore e di condanna del responsabile del danno per il superamento del massimale - Litisconsorzio necessario tra assicuratore e responsabile del danno - Sussistenza - Dichiarazioni confessorie rese dal responsabile del danno contenute nel modulo di constatazione amichevole di incidente - Efficacia probatoria di piena prova solo nei confronti del confitente - Esclusione - Libero apprezzamento di dette dichiarazioni da parte del giudice ai sensi dell'art. 2733, comma terzo, cod. civ. nei confronti di tutti i litisconsorti - Necessità. Nel giudizio promosso dal danneggiato nei confronti dell'assicuratore della responsabilità civile da circolazione stradale, il responsabile del danno, che deve essere chiamato nel giudizio sin dall'inizio, assume la veste di litisconsorte necessario, poiché la controversia deve svolgersi in maniera unitaria tra i tre soggetti del rapporto processuale (danneggiato, assicuratore e responsabile del danno) e coinvolge inscindibilmente sia il rapporto di danno, originato dal fatto illecito dell'assicurato, sia il rapporto assicurativo, con la derivante necessità che il giudizio deve concludersi con una decisione uniforme per tutti i soggetti che vi partecipano. Pertanto, avuto riguardo alle dichiarazioni confessorie rese dal responsabile del danno, deve escludersi che, nel giudizio instaurato ai sensi dell'art. 18 della legge n. 990 del 1969, sia nel caso in cui sia stata proposta soltanto l'azione diretta che nell'ipotesi in cui sia stata avanzata anche la domanda di condanna nei confronti del responsabile del danno, si possa pervenire ad un differenziato giudizio di responsabilità in base alle suddette dichiarazioni, in ordine ai rapporti tra responsabile e danneggiato, da un lato, e danneggiato ed assicuratore dall'altro. Conseguentemente, va ritenuto che la dichiarazione confessoria, contenuta nel modulo di constatazione amichevole del sinistro (cosiddetto C.I.D.), resa dal responsabile del danno proprietario del veicolo assicurato e - come detto - litisconsorte necessario, non ha valore di piena prova nemmeno nei confronti del solo confitente, ma deve essere liberamente apprezzata dal giudice, dovendo trovare applicazione la norma di cui all'art. 2733, terzo comma, cod. civ., secondo la quale, in caso di litisconsorzio necessario, la confessione resa da alcuni soltanto dei litisconsorti è, per l'appunto, liberamente apprezzata dal giudice. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10311 del 05/05/2006 ...
Obbligazioni in genere – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 6139 del 21/12/1978
Apparenza del diritto - applicabilita del principio - condizioni. Il principio dell'apparenza del diritto, che mira alla tutela della buona fede dei terzi, trova applicazione quando concorrano le seguenti condizioni: a) stato di fatto non corrispondente alla situazione di diritto; b) convincimento del terzo, derivante da errore scusabile, che lo stato di fatto rispecchi la realta giuridica. Pertanto,per l'applicazione del principio dell'apparenza del diritto occorre procedere all'indagine, da compiersi caso per caso,non solo sulla buona fede del terzo, ma altresi sulla ragionevolezza dello affidamento, il quale percio non puo essere invocato da chi versi in una situazione di colpa (negligenza) per aver trascurato l'Obbligo, derivantegli dalla stessa legge, oltre che dalla osservanza delle norme di comune prudenza, di accertarsi della realta delle cose, facilmente controllabile e per essersi affidato alla mera apparenza. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 6139 del 21/12/1978 ...
Obbligazioni in genere - apparenza del diritto – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1943 del 26/04/1978
Fornitura a persona diversa dall'intestatario della licenza commerciale per l'azienda destinataria - ricezione delle stesse per un lungo periodo di tempo e pagamento da parte della medesima persona - identita tra gestore dell'azienda e titolare della licenza - affidamento del fornitore - ragionevolezza - esclusione. La ricezione di forniture, per un lungo periodo di tempo, da persona diversa dall'intestatario della licenza commerciale per la azienda destinataria, e i pagamenti corrispettivi, parte in contanti e parte con assegni di proprio conto corrente bancario, eseguiti dalla stessa persona che ha ricevuto le forniture medesime, sono fatti caratterizzati da potenziale significativita, in base ai quali il giudice del merito, con incensurabile apprezzamento, puo escludere la ragionevolezza dell'affidamento del fornitore sulla identita tra gestore dell'azienda fornita e titolare della licenza di Esercizio commerciale ad essa relativa. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1943 del 26/04/1978 ...