Source: https://www.atlrstudio.it/investimenti-esteri-delle-persone-fisiche-adempimenti-costi/
Timestamp: 2020-03-29 21:03:49+00:00
Document Index: 82853877

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 6', 'sentenza ']

Investimenti esteri persone fisiche - Effetti fiscali
Pubblicato il 17/01/2017 21/01/2017 Lucia Ripa
Stai programmando degli investimenti all’estero? Conosci quali siano i relativi costi fiscali e gli adempimenti necessari per la dichiarazione dei redditi?
Vi sono diverse opportunità di effettuare investimenti all’estero per diversificare il proprio portafoglio e minimizzare i rischi. Prima di decidere, occorre conoscere quali sono gli effetti degli investimenti esteri effettuati da persone fisiche, in termini di adempimenti formali e di costi.
Investimenti esteri delle persone fisiche. Sommario.
Obbligo di monitoraggio fiscale
Principio della worldwide taxation
Imposte patrimoniali sugli investimenti esteri
1. Obbligo di monitoraggio fiscale
Il primo effetto di un investimento estero delle persone fisiche è l’obbligo del monitoraggio fiscale. Con questa locuzione ci si riferisce ad un adempimento che consente all’Amministrazione finanziaria di tener sotto controllo le attività detenute all’estero dai contribuenti residenti in Italia e, dunque, di controllare il corretto assolvimento dei relativi obblighi tributari.
L’obbligo di rendere noti all’Amministrazione finanziaria italiana le attività di natura finanziaria o gli investimenti patrimoniali esteri delle persone fisiche si estrinseca nella compilazione del Modulo RW nella propria dichiarazione dei redditi.
Solo i soggetti residenti in Italia (art.4 del D.L.167/90) che detengono investimenti all’estero e attività estere di natura finanziaria a titolo di proprietà o di altro diritto reale, indipendentemente dalle modalità della loro acquisizione, sono tenuti alla compilazione del Modulo RW.
In particolare, i soggetti obbligati a compilare il Modulo RW, in caso di investimenti esteri sono:
le persone fisiche (art. 2, c. 2 e 2-bis TUIR);
gli enti non commerciali, inclusi i trust;
le società semplici e gli enti alle stesse equiparati (art. 5 del TUIR).
2. Principio della worldwide taxation
Come accennato sopra, il monitoraggio fiscale riguarda solo gli investimenti esteri effettuati dalle persone fisiche residenti in Italia.
Quando una persona fisica è fiscalmente residente in Italia?
“Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile.
Si considerano altresì residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori diversi da quelli individuati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale” (art. 2, DPR 917/86).
I soggetti fiscalmente residenti in Italia vengono tassati in Italia per i redditi ovunque prodotti (appunto, il cd. “worldwide principle”).
Ad esempio, se una persona fisica detiene un immobile in Finlandia, è soggetto alla tassazione sul reddito proveniente da questo immobile (ad es. canone di locazione).
È evidente, ora, il collegamento esistente tra l’obbligo di monitoraggio fiscale ed il principio di tassazione del reddito mondiale o “worldwide principle”: il monitoraggio fiscale permette allo Stato di residenza della persona fisica di sapere se ella possiede investimenti esteri che possono produrre redditi tassati in Italia.
3. Adempimenti fiscali
Le persone fisiche e gli altri soggetti indicati all’articolo 4 del D.L. 167/90, che detengono investimenti esteri, sono tenuti ad alcuni adempimenti fiscali:
la compilazione del Modulo RW;
compilazione dei quadri della dichiarazione dei redditi relativi ai redditi prodotti dagli investimenti esteri.
Devono essere evidenziate le consistenze esistenti nel periodo d’imposta:
delle attività estere di natura finanziaria suscettibili di produrre redditi di fonte estera imponibili in Italia;
degli investimenti patrimoniali all’estero suscettibili di produrre redditi di fonte estera imponibili in Italia.
Le attività estere di natura finanziaria che devono essere dichiarate nel Modulo RW sono attività i cui redditi sono corrisposti da soggetti non residenti; in particolare:
depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero.
Secondo la prassi dall’Agenzia delle Entrate, sono considerate attività di natura patrimoniale gli immobili (terreni e fabbricati, anche se tenuti a disposizione).
Non esiste alcun limite minimo che esenta dalla compilazione del Modulo RW (salvo conti correnti per valore massimo annuo inferiore ad Euro 15.000).
Dichiarazione dei redditi esteri collegati alle attività finanziarie e patrimoniali
I redditi generati dagli investimenti esteri non si dichiarano nel Modulo RW, ma, a seconda della tipologia, potranno trovare spazio in appositi Quadri della dichiarazione dei redditi.
In merito esiste una presunzione di fruttuosità degli investimenti all’estero posseduti da un contribuente residente tenuto agli obblighi in materia di monitoraggio fiscale (art. 6 del D.L.167/90).
Le attività finanziarie estere si presumono fruttifere in misura pari al tasso ufficiale di riferimento vigente in Italia nel relativo periodo d’imposta.
Tuttavia, qualora l’attività non abbia prodotto redditi nel periodo d’imposta, il contribuente deve specificare, in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi, che si tratta di redditi la cui percezione avverrà in un successivo periodo d’imposta.
4. Imposte patrimoniali sugli investimenti esteri
Gli investimenti esteri detenuti da persone fisiche fiscalmente residenti in Italia scontano le imposte patrimoniali:
IVIE (Imposta sul valore degli immobili all’estero), con l’aliquota dello 0,76%;
IVAFE (Imposta sul valore delle attività finanziarie possedute all’estero) con aliquota dello 0,2%.
IVIE (Imposta sul valore degli immobili all’estero)
Sono soggetti passivi: il proprietario dell’immobile, il titolare di altro diritto reale, il concessionario aree demaniali, il locatario dei beni detenuti in leasing.
IVAFE (Imposta sul valore delle attività finanziarie possedute all’estero)
A decorrere dal 2014 si applica su: prodotti finanziari (“gli strumenti finanziari e ogni altra forma di investimento di natura finanziaria«, come previsto dal D.Lgs. 58/98) e conti correnti ed i libretti di risparmio.
L’imposta è dovuta in proporzione ai giorni di detenzione e alla quota di possesso (in caso di prodotti finanziari cointestati).
Per i conti correnti l’IVAFE è dovuta nella misura fissa di euro 34,20.
Da questa sommaria disamina sono emersi alcuni utili suggerimenti per le persone fisiche interessate ad investire all’estero:
verificare di essere fiscalmente residenti in Italia (normalmente è così, ma vi possono essere situazioni peculiari, da valutare con un avvocato tributarista);
capire che tipo di investimento estero è quello d’ interesse (conto corrente, prodotto finanziario, immobile ecc.);
verificare gli adempimenti fiscali conseguenti (monitoraggio fiscale, compilazione quadro specifico della dichiarazione dei redditi) e la completezza della documentazione di supporto (contratti di acquisto, contabili bancarie, e/c ecc.).
Dichiarazione integrativa per la compilazione Quadro RW - Un caso reale
Molti contribuenti nel mese di Gennaio hanno ricevuto delle lettere da parte dell’Agenzia delle Entrate che, dopo aver incrociato i dati sugli investimenti esteri da parte di banche ed intermediari finanziari con la dichiarazione dei redditi, ha informato i contribuenti che la mancata compilazione del Quadro RW era un’anomalia a cui il contribuente doveva rimediare. Se questo invito è giusto nella maggior parte dei casi, ci sono situazioni limite in cui il contribuente effettivamente non doveva compilare il Quadro RW. Ecco un caso concreto.
Una recentissima sentenza della CTR del Veneto chiarisce quando debbano essere indicati i redditi nel Quadro RW e può essere utilizzata come bussola per valutare la strategia migliore da seguire per i contribuenti che hanno ricevuto delle lettere di compliance da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Investimenti esteri: tassazione e adempimenti
Spesso per diversificare il patrimonio si utilizzano investimenti esteri. Non tutti conoscono gli effetti fiscali in termini di costi ed adempimenti. Esistono svariate opzioni di investimenti esteri che consentono di diversificare il portafoglio del risparmiatore e ridurre i rischi. Prima di scegliere, è necessario essere consapevoli delle ricadute fiscali, sia per quanto riguarda il carico fiscale, sia per quanto riguarda gli adempimenti. Analizziamo nel dettaglio l'argomento.
La legge di stabilità per il 2017 ha apportato alcune modifiche alla compilazione del Quadro RW che, stando al testo della legge, dovrebbero essere di semplificazione per i contribuenti. In realtà, la semplificazione è solo marginale, riguardando ipotesi rare. Alcune novità arrivano dai chiarimenti sul valore dell’investimento estero da indicare nel Quadro RW e, come al solito, altri dubbi sono sollevati dallo schema di Decreto Legislativo sul recepimento della IV direttiva antiriciclaggio.
⟵Focus sulle operazioni oggettivamente inesistenti
Affidamento fiduciario: aspetti civilistici⟶