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Timestamp: 2018-03-25 03:15:46+00:00
Document Index: 113465502

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 10', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 29', 'art. 9', 'art. 1', 'art.  1', 'art. 9']

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI - DECRETO 26 maggio 2009, n. 87 - Regolamento concernente la definizione dei criteri e livelli di qualita' cui si adegua l'insegnamento del restauro, nonche' delle modalita' di accreditamento, dei requisiti minimi organizzativi e di funzionamento dei soggetti che impartiscono tale insegnamento, delle modalita' della vigilanza sullo svolgimento delle attivita' didattiche e dell'esame finale, del titolo accademico relasciato a seguito del superamento di detto esame, ai sensi dell'articolo 29, commi 8 e 9, del Codice dei beni culturali e del paesaggio. (09G0098) (GU n. 160 del 13-7-2009 | Architetto.info
<GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI – PROVVEDIMENTO 25 giugno 2009
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – DECRETO 1 luglio 2009>
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI – DECRETO 26 maggio 2009, n. 87 – Regolamento concernente la definizione dei criteri e livelli di qualita’ cui si adegua l’insegnamento del restauro, nonche’ delle modalita’ di accreditamento, dei requisiti minimi organizzativi e di funzionamento dei soggetti che impartiscono tale insegnamento, delle modalita’ della vigilanza sullo svolgimento delle attivita’ didattiche e dell’esame finale, del titolo accademico relasciato a seguito del superamento di detto esame, ai sensi dell’articolo 29, commi 8 e 9, del Codice dei beni culturali e del paesaggio. (09G0098) (GU n. 160 del 13-7-2009
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI - DECRETO 26 maggio 2009, n. 87 - Regolamento concernente la definizione dei criteri e livelli di qualita' cui si adegua l'insegnamento del restauro, nonche' delle modalita' di accreditamento, dei requisiti minimi organizzativi e di funzionamento dei soggetti che impartiscono tale insegnamento, delle modalita' della vigilanza sullo svolgimento delle attivita' didattiche e dell'esame finale, del titolo accademico relasciato a seguito del superamento di detto esame, ai sensi dell'articolo 29, commi 8 e 9, del Codice dei beni culturali e del paesaggio. (09G0098) (GU n. 160 del 13-7-2009 )
DECRETO 26 maggio 2009 , n. 87
Regolamento  concernente  la  definizione  dei criteri e livelli di
qualita’  cui  si  adegua  l’insegnamento del restauro, nonche’ delle
modalita’  di accreditamento, dei requisiti minimi organizzativi e di
funzionamento  dei soggetti che impartiscono tale insegnamento, delle
modalita’   della   vigilanza   sullo   svolgimento  delle  attivita’
didattiche  e  dell’esame  finale, del titolo accademico relasciato a
seguito  del  superamento  di detto esame, ai sensi dell’articolo 29,
commi 8 e 9, del Codice dei beni culturali e del paesaggio. (09G0098)
Visto l’articolo l7, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto  il  decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 e successive
Visto  il  decreto  legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive
modificazioni, d’ora in avanti «Codice», ed in particolare l’articolo
29, commi 8 e 9;
Visto l’articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127;
Visto  il  decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270;
Acquisito  il  parere  espresso  dal Consiglio superiore per i beni
culturali e paesaggistici nella seduta del 7 maggio 2008;
Acquisiti  i  pareri espressi dal Consiglio universitario nazionale
nelle sedute dell’8 maggio 2008, 29 luglio 2008 e 10 settembre 2008 e
dal  Consiglio  nazionale  per l’alta formazione artistica e musicale
nella seduta del 30 luglio 2008;
consultiva atti normativi nell’adunanza del 16 marzo 2009;
prot. n. 6661 del 26 marzo 2009;
Insegnamento del restauro
1. La formazione del restauratore di beni culturali si struttura in
un  corso  a  ciclo  unico,  articolato  in  300  crediti  formativi,
corrispondenti  ai crediti formativi previsti dal vigente ordinamento
dell’insegnamento  universitario  (CFU).  Per  l’accesso  ai corsi e’
richiesto  il  possesso  del  diploma  di  scuola  media superiore di
secondo grado o di diploma equipollente rilasciato da Stato estero.
2.   I  corsi  formativi  sono  realizzati  dalle  scuole  di  alta
formazione e di studio istituite ai sensi dell’articolo 9 del decreto
legislativo  20  ottobre  1988, n. 368, dai centri di cui al comma 11
dell’articolo  29  del  Codice e da altri soggetti pubblici o privati
accreditati  ai sensi dell’articolo 29, comma 9, del Codice, d’ora in
avanti  «istituzioni  formative», nei modi previsti dagli articoli 2,
3, 4 e 5 del presente decreto.
3  .  Al  termine  del corso, previo superamento di un esame finale
avente  valore  di  esame  di  Stato,  abilitante alla professione di
restauratore  di  beni culturali, le universita’ rilasciano la laurea
magistrale  di  cui al comma 4, le accademie di belle arti il diploma
accademico   di  secondo  livello,  le  altre  istituzioni  formative
accreditate  rilasciano  un  diploma, equiparato alla predetta laurea
4.     Con    provvedimento    del    Ministero    dell’istruzione,
dell’universita’  e della ricerca, di concerto con il Ministero per i
beni  e  le  attivita’  culturali, e’ definita la classe della laurea
magistrale  abilitante  alla  professione  di  restauratore  di  beni
culturali,  coerentemente  con  quanto  indicato  all’allegato  C del
approvato  con D.P.R.  28  dicembre  1985, n. 1092, al solo
denominazione  di  “regolamento”, sono adottati
previo  parere  del Consiglio di Stato, sottoposti al visto
ed  alla  registrazione  della Corte dei conti e pubblicati
–  Il  decreto  legislativo  20  ottobre  1998,  n. 368,
recante   «Istituzione  del  Ministero  per  i  beni  e  le
attivita’  culturali,  a  norma dell’art. 11 della legge 15
marzo  1997,  n. 59» e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
26 ottobre 1998, n. 250.
beni  culturali  e  del  paesaggio,  ai  sensi dell’art. 10
della legge   6   luglio  2002,  n.  137»,  pubblicato  nel
supplemento   ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  del  24
febbraio 2004, n. 45:
–  Si  riporta  il  testo  dell’art. 17, comma 95, della
legge  15  maggio 1997, n. 127, recante «Misure urgenti per
lo   snellimento   dell’attivita’   amministrativa   e  dei
procedimenti di decisione e di controllo», pubblicata nella
Gazzetta  Ufficiale  17  maggio  1997,  n. 113, supplemento
«95.  L’ordinamento  degli studi dei corsi universitari,
con  esclusione  del  dottorato di ricerca, e’ disciplinato
dagli  atenei, con le modalita’ di cui all’art. 11, commi 1
e 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, in conformita’ a
criteri  generali  definiti,  nel  rispetto della normativa
comunitaria   vigente  in  materia,  sentiti  il  Consiglio
universitario   nazionale  e  le  Commissioni  parlamentari
competenti,   con   uno   o   piu’   decreti  del  Ministro
dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica,
di  concerto  con altri Ministri interessati, limitatamente
ai  criteri  relativi  agli  ordinamenti  per  i  quali  il
medesimo  concerto  e’  previsto  alla  data  di entrata in
vigore  della  presente  legge,  ovvero da disposizioni dei
commi  da  96 a 119 del presente articolo. I decreti di cui
al presente comma determinano altresi’:
a)  con  riferimento ai corsi di cui al presente comma,
accorpati per aree omogenee, la durata, anche eventualmente
comprensiva del percorso formativo gia’ svolto, l’eventuale
serialita’  dei  predetti  corsi e dei relativi titoli, gli
obiettivi   formativi  qualificanti,  tenendo  conto  degli
sbocchi  occupazionali  e  della  spendibilita’  a  livello
internazionale, nonche’ la previsione di nuove tipologie di
corsi   e   di   titoli  universitari,  in  aggiunta  o  in
sostituzione  a  quelli determinati dagli articoli 1, 2, 3,
comma 1 e 4, comma 1, della legge 19 novembre 1990, n. 341,
anche  modificando gli ordinamenti e la durata di quelli di
cui  al  decreto  legislativo  8  maggio  1998,  n. 178, in
corrispondenza    di    attivita’   didattiche   di   base,
specialistiche,  di  perfezionamento  scientifico,  di alta
formazione permanente e ricorrente;
b)  modalita’  e  strumenti  per  l’orientamento  e per
favorire la mobilita’ degli studenti, nonche’ la piu’ ampia
informazione   sugli   ordinamenti   degli   studi,   anche
attraverso    l’utilizzo   di   strumenti   informatici   e
c)  modalita’  di  attivazione  da parte di universita’
italiane, in collaborazione con atenei stranieri, dei corsi
universitari di cui al presente comma, nonche’ di dottorati
di  ricerca,  anche  in  deroga alle disposizioni di cui al
capo  II  del  titolo  III del decreto del Presidente della
Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.».
–    Il    decreto    del    Ministro   dell’istruzione,
dell’universita’  e  della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270,
recante «Modifiche al regolamento recante norme concernenti
l’autonomia  didattica  degli atenei, approvato con decreto
ministeriale   3   novembre  1999,  n.  509,  del  Ministro
dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica»
e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 novembre 2004, n.
nella Gazzetta Ufficiale 26 ottobre 1998, n. 250:
–  Per  il testo dell’art. 29 del decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, si veda nelle note alle premesse.
Criteri e livelli di qualita’ del percorso formativo
1.  L’accesso  al  percorso  formativo  del  restauratore  di  beni
culturali  avviene  attraverso  una  selezione  preliminare con prove
attitudinali  di  contenuto  tecnico e prove teoriche, secondo quanto
indicato nell’allegato A del presente decreto.
2.  Il percorso formativo del restauratore di beni culturali, ferma
restando  l’unicita’ della professione, e’ articolato in relazione ai
percorsi  formativi  professionalizzanti  individuati nell’allegato B
3.  Il  monte  ore  complessivo  dei corsi e’ articolato in modo da
garantire  che  una percentuale fra il 50% e il 65% dell’insegnamento
complessivo,  compreso  lo  studio  individuale e la tesi finale, sia
riservata   alle  attivita’  tecnico-didattiche  di  conservazione  e
restauro svolte in laboratorio e in cantiere su beni culturali mobili
e  superfici  decorate  di  beni  architettonici, e la rimanente alle
materie  di  carattere teorico-metodologico. Gli obiettivi formativi,
le aree, gli ambiti e le discipline d’insegnamento, nonche’ il numero
dei  crediti  formativi  sono individuati nell’allegato C al presente
4.  Le  attivita’ tecnico-didattiche di conservazione e restauro si
svolgono  in  laboratori presso la struttura formativa del corso e in
cantieri-scuola  in  consegna  all’istituzione  formativa,  sotto  la
responsabilita’  didattica  e professionale dei docenti del corso. Il
numero  di allievi e’ stabilito in relazione agli spazi disponibili e
deve  comunque  garantire  un  numero  di  allievi  per  docente  non
5.  I corsi possono prevedere che una parte dell’insegnamento venga
svolta presso istituzioni estere di analogo livello qualitativo.
6.  I  corsi  prevedono  il  riconoscimento  dei  crediti formativi
maturati  dai  soggetti diplomati presso le universita’, le scuole di
alta  formazione  e  di studio istituite ai sensi dell’articolo 9 del
decreto  legislativo  20 ottobre 1998, n. 368, e gli istituti di alta
formazione artistica e musicale di cui all’articolo 1 della legge 508
del  1999,  ai fini del completamento del percorso formativo utile al
conseguimento del titolo di cui all’articolo 1, comma 3.
7.  La  modalita’  di  svolgimento  dei  corsi  e’ disciplinata dai
singoli regolamenti didattici, fermo restando l’obbligo di frequenza.
8. Per garantire uno standard di qualita’ minimo dell’insegnamento,
una    percentuale    non    inferiore    all’80%   delle   attivita’
tecnico-didattiche deve essere svolta su manufatti qualificabili come
beni  culturali ai sensi del Codice, e pertanto i relativi interventi
devono  essere  autorizzati  preventivamente  dall’organo  di  tutela
competente   per   territorio,   con   specifico   riferimento   alla
compatibilita’   dell’intervento   conservativo  con  lo  svolgimento
dell’attivita’  formativa.  La  parte  rimanente deve comunque essere
effettuata su manufatti originali.
– Per  il  testo  dell’art. 9 del decreto legislativo 20
ottobre 1998, n. 368, si veda nella nota all’art. 1.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  1  della  legge 21
dicembre  1999, n. 508, recante «Riforma delle Accademie di
belle    arti,    dell’Accademia    nazionale   di   danza,
dell’Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti
superiori  per le industrie artistiche, dei Conservatori di
musica  e  degli  Istituti musicali pareggiati», pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 4 gennaio 2000, n. 2:
«Art.  1 (Finalita’ della legge). – 1. La presente legge
e’  finalizzata alla riforma delle Accademie di belle arti,
dell’Accademia nazionale di danza, dell’Accademia nazionale
di   arte  drammatica,  degli  Istituti  superiori  per  le
industrie  artistiche  (ISIA), dei Conservatori di musica e
degli Istituti musicali pareggiati.».
1.  I  docenti  delle  discipline tecniche di restauro teorico e di
laboratorio  o  di  cantiere  sono  scelti tra i restauratori di beni
culturali  individuati  ai  sensi  dell’articolo 182, commi 1, 1-bis,
1-ter,  1-quater  ed  1-quinquies  e  2  del Codice, i quali siano in
a)  abbiano  svolto  attivita’  di  docenza  per almeno un biennio
continuativo  presso  le  scuole  di  alta  formazione  e  di  studio
istituite ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 20 ottobre
1998,  n.  368,  nonche’  presso  le universita’, ed abbiano altresi’
maturato  un’esperienza  professionale  di  restauro, connotata dalla
responsabilita’  diretta  nella gestione tecnica degli interventi, di
almeno quattro anni;
b)  abbiano  svolto  attivita’  di  docenza per almeno un triennio
continuativo  presso  corsi  di  restauro  attivati  dalle  scuole di
restauro  regionali  ovvero  presso  corsi di restauro attivati dalle
accademie  di belle arti, della durata di almeno tre anni, ed abbiano
altresi’  maturato un’esperienza professionale di restauro, connotata
dalla   responsabilita’   diretta   nella   gestione   tecnica  degli
interventi, di almeno cinque anni;
c)  abbiano  maturato  un’esperienza  professionale  di  restauro,
connotata  dalla responsabilita’ diretta nella gestione tecnica degli
interventi, di almeno dodici anni;
d) siano docenti universitari;
e)  siano  docenti  delle  accademie  di  belle  arti afferenti ai
settori  scientifico  disciplinari ABPR 24, 25, 26, 27, 28, di cui al
decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 482;
f)  si  siano  diplomati  all’estero  e  si  trovino  in una delle
situazioni   sopra  citate  ed  abbiano  ottenuto  il  riconoscimento
dell’equipollenza   del  titolo,  dell’istituzione  e  dell’attivita’
2.  Le  attivita’ di esercitazioni presso i laboratori di restauro,
per    lavorazioni    particolari   che   concorrono   all’esecuzione
dell’intervento  conservativo, possono essere svolte anche da esperti
riconducibili  alle  professionalita’  indicate  all’articolo  3  del
decreto ministeriale attuativo dell’articolo 29, comma 7, del Codice.
3.   I  docenti  delle  discipline  storiche  e  scientifiche,  con
specifico   riferimento   agli   insegnamenti  da  impartire,  devono
a) professori universitari o ricercatori universitari;
b) docenti di ruolo delle accademie di belle arti inquadrati nelle
discipline di cui al decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 482;
c)  docenti  che abbiano svolto, per almeno tre anni, attivita’ di
insegnamento  presso  le  scuole  di  alta  formazione  e  di  studio
1998,   n.   368,   da  valutare  sulla  base  di  idonea  produzione
d)  dirigenti  o  funzionari  tecnico-scientifici,  scientifici  e
amministrativi  delle  amministrazioni  preposte alla tutela dei beni
culturali,  con  esperienza  lavorativa  nel  settore della tutela di
almeno  otto  anni,  da  valutare  sulla  base  di  idonea produzione
e)  studiosi  o  professionisti  di  chiara  fama, evidenziata dal
curriculum  professionale,  dalle  pubblicazioni  scientifiche  e dai
4.  L’esperienza  professionale  richiesta  al comma 1, e’ valutata
secondo  i  parametri  indicati  all’articolo  182,  comma 1-ter, del
–  Per  il  testo dell’art. 9 del decreto legislativo 20
1.  Ai  fini dell’accreditamento i soggetti interessati documentano
il  possesso  di  un’adeguata  capacita’  organizzativa,  tecnica  ed
economico-finanziaria ed assicurano il rispetto dei criteri e livelli
di  qualita’  del  percorso  formativo  di cui all’articolo 2 e delle
caratteristiche del corpo docente di cui all’articolo 3.
2. L’istanza di accreditamento in particolare deve essere corredata
dalla documentazione concernente:
a)   l’individuazione   delle   strutture   e  dotazioni  tecniche
b) l’indicazione del personale docente, amministrativo e tecnico;
c) i regolamenti del percorso formativo;
d) il piano finanziario;
e)  la  disponibilita’ e le modalita’ di reperimento dei manufatti
per le attivita’ tecnico-didattiche.
Attivita’ di accreditamento e di vigilanza
1. Con decreto del Ministro per i beni e le attivita’ culturali, di
concerto  con  il  Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca,  da  emanarsi entro trenta giorni dall’entrata in vigore del
presente  decreto,  e’ istituita, presso il Ministero per i beni e le
attivita’   culturali,  una  commissione  tecnica  per  le  attivita’
istruttorie    finalizzate   all’accreditamento   delle   istituzioni
formative e per la vigilanza sull’insegnamento del restauro.
2. Della commissione fanno parte:
a) il presidente, nominato d’intesa dai Ministri interessati;
b) cinque componenti, in rappresentanza del Ministero per i beni e
le  attivita’ culturali, tre dei quali designati dalle scuole di alta
formazione e studio;
c)    due    rappresentanti    del    Ministero   dell’istruzione,
del1’universita’ e della ricerca;
d)  un componente, designato dal Consiglio universitario nazionale
(CUN)   tra   i   docenti  delle  discipline  dell’area  scientifica,
umanistica e del restauro;
e)  un  componente,  designato  dal  Consiglio  nazionale  per  la
valutazione del sistema universitario nazionale (CNVSU);
f)  un  componente,  designato  dal Consiglio nazionale per l’alta
formazione artistica e musicale (CNAM).
3.   La   commissione   svolge  le  funzioni  istruttorie  ai  fini
dell’accreditamento  dei corsi formativi, con riferimento ai seguenti
a) requisiti delle istituzioni formative;
b)  contenuti dei programmi dei corsi formativi, comprese le prove
c) caratteristiche del corpo docente;
d)  idoneita’  dei laboratori e dei cantieri di restauro destinati
allo svolgimento delle attivita’ tecnico-didattiche;
e)     disponibilita’    di    manufatti    per    le    attivita’
tecnico-didattiche.
4.   La   Commissione   puo’   chiedere   ai  soggetti  interessati
documentazione  integrativa e chiarimenti. L’attivita’ istruttoria si
conclude  con  una  proposta  al  Ministero per i beni e le attivita’
culturali  e  al  Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca,  ai fini dell’adozione del provvedimento di accreditamento o
5. L’accreditamento e’ disposto, con riferimento ai corsi formativi
da  svolgere, mediante decreto del Ministro per i beni e le attivita’
culturali,    di    concerto   con   il   Ministro   dell’istruzione,
6.  La  commissione  esercita la vigilanza, per tutta la durata dei
corsi,  sulla  permanenza  dei presupposti individuati e sul rispetto
delle condizioni stabilite all’atto, dell’accreditamento. A tal fine,
almeno  una  volta  l’anno,  effettua  verifiche in concreto presso i
corsi  di  formazione.  In  caso di accertata difformita’, propone ai
Ministeri  per  i  beni  e  le attivita’ culturali e dell’istruzione,
dell’universita’  e  della  ricerca  la  diffida  a  ripristinare  le
condizioni  e  i  presupposti, ovvero l’adozione dei provvedimenti di
sospensione   dei   corsi   o,   nei   casi  piu’  gravi,  di  revoca
dell’accreditamento.
7.  La  commissione cura la redazione e l’aggiornamento dell’elenco
delle istituzioni formative accreditate allo svolgimento dei corsi di
formazione  dei restauratori e lo trasmette al Ministero per i beni e
le    attivita’    culturali    e   al   Ministero   dell’istruzione,
dell’universita’  e  della  ricerca,  i  quali  assicurano all’elenco
adeguata    pubblicita’   attraverso   i   propri   siti   telematici
8.   La   commissione,  alla  luce  dell’evoluzione  del  dibattito
culturale,  delle  conoscenze  scientifiche e delle tecniche, nonche’
dell’attuazione  dell’articolo  29,  comma  5, del Codice, propone ai
Ministeri  suddetti gli eventuali aggiornamenti dei criteri e livelli
di qualita’ cui si adegua l’insegnamento del restauro.
1.   L’esame   finale   dei  corsi  di  formazione  e’  organizzato
dall’istituzione  formativa  ed  e’  articolato  in due prove, una di
carattere     applicativo,     consistente     in    un    intervento
pratico-laboratoriale   ed  una  di  carattere  teorico-metodologico,
consistente  nella  discussione  di  un elaborato scritto. Qualora la
prima  prova non venga superata, il candidato potra’ ripetere l’esame
nella sessione successiva.
2.  La  Commissione per l’esame finale e’ composta da sette membri,
nominati dai direttori delle istituzioni formative e comprende almeno
due  membri  designati  dal  Ministero  per  i  beni  e  le attivita’
culturali  tra  gli  iscritti nel registro dei restauratori da almeno
cinque anni, nonche’ due docenti universitari designati dal Ministero
dell’istruzione,  dell’universita’  e  della  ricerca.  Nella fase di
prima  applicazione, il Ministero per i beni e le attivita’ culturali
designa  i due membri tra i diplomati delle scuole di alta formazione
e studio del Ministero stesso.
Il  presente  decreto,  munito del sigillo di Stato, sara’ inserito
Registrato alla Corte dei conti il 26 giugno 2009
persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 175
—->  Vedere da pag. 12 a pag. 19  <----
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI – DECRETO 26 maggio 2009, n. 87 – Regolamento concernente la definizione dei criteri e livelli di qualita’ cui si adegua l’insegnamento del restauro, nonche’ delle modalita’ di accreditamento, dei requisiti minimi organizzativi e di funzionamento dei soggetti che impartiscono tale insegnamento, delle modalita’ della vigilanza sullo svolgimento delle attivita’ didattiche e dell’esame finale, del titolo accademico relasciato a seguito del superamento di detto esame, ai sensi dell’articolo 29, commi 8 e 9, del Codice dei beni culturali e del paesaggio. (09G0098) (GU n. 160 del 13-7-2009 redazione redazione 2015-05-05T17:27:18+00:00