Source: http://www.pugliadoggi.it/comuni/684-amica-foggia
Timestamp: 2017-08-21 06:37:02+00:00
Document Index: 26730596

Matched Legal Cases: ['art.19', 'art.4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.24', 'art.4', 'art.24', 'art.97', 'sentenza ', 'art.97', 'art.31', 'art.24', 'sentenza ', 'art.4', 'art.24']

Foggia - Ecco le irregolarità della vicenda "Amica" a danno dei lavoratori - Puglia d'oggi
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Foggia - Ecco le irregolarità della vicenda "Amica" a danno dei lavoratori
Creato Lunedì, 14 Gennaio 2013 11:31
La Fiadel-IA (Federazione Italiana Autonoma Dipendenti Enti Locali) ha risposto, con una lunga e puntuale lettera, a quelle che definisce dichiarazioni "insensate e gravissime" del Sindaco di Foggia Gianni Mongelli in merito alla “selezione mirata” (cioè escludendo chi ha impugnato il licenziamento, chi ha proposto la denuncia penale, chi ha carichi pendenti) del personale ex Amica e ex Daunia Ambiente da riassumere presso l’AMIU di Bari, a coronamento della vicenda, già di per sè contorta e piena di interrogativi, che porterà (forse) l'azienda municipale di Bari ad occuparsi anche della raccolta dei rifiuti di Foggia, dopo l'ormai nota vicenda del fallimento della Amica Spa.
L'organizzazione sindacale nella sua lettera intende precisare che "chi ha determinato lo stato di emergenza dei rifiuti a Foggia e ne è il principale responsabile, non può invocare norme inesistenti, dopo aver deliberatamente violato tutte le leggi che regolamentano la gestione dei servizi pubblici locali soprattutto per quanto riguarda la disciplina dei rapporti di lavoro di chi deve essere impiegato nel servizio".
La lettera prosegue con un tutto i passaggi della vicenda "attraverso i quali è stata creata “ad arte e con una strategia raffinata e palesemente illecita” la situazione di emergenza ambientale e occupazionale della gestione dei rifiuti a Foggia, lasciando alle Autorità competenti e alla cittadinanza foggiana ogni valutazione".
Ecco tutti i punti evidenziati dalla Fiadel-IA
Il 30 giugno 2012 il dott. Raphael Rossi, nominato dal Sindaco di Foggia per risolvere la questione della gestione dei rifiuti dopo il fallimento Amica, termina formalmente l’incarico, dopo aver predisposto (a suo dire) per l’Amministrazione comunale “complessi documenti tra cui la bozza di bando per la manifestazione di interesse ad acquisire il ramo di azienda Amica”.
Il 7 luglio 2012 con il decreto legge n.95/2012 sulla spending review il Governo Monti riafferma la competenza esclusiva dei Comuni (art.19) per quanto riguarda la organizzazione e la gestione dei servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi. Lo stesso decreto legge (art.4) ridimensiona fortemente le società in house controllate dalle pubbliche amministrazioni con affidamento diretto e prevalente (oltre 90% del fatturato) del servizio pubblico locale, tra cui l’Amiu di Bari, imponendone la vendita delle partecipazioni di capitale pubblico, la messa in liquidazione e/o la cessazione degli affidamenti diretti (sopra la soglia dei 200.000 euro) alla data del 31 dicembre 2013 (in sede di conversione portata al 31 dicembre 2014) con la modifica obbligatoria del consiglio di amministrazione della società partecipata (presenza prevalente di dipendenti pubblici, a titolo gratuito).
Il 17 luglio 2012 il Sindaco di Foggia rassegna le dimissioni.
Il 20 luglio 2012 viene depositata la sentenza n.199/2012 della Corte costituzionale, che dichiara illegittima la 2ª privatizzazione coatta dei servizi pubblici locali dopo il referendum, precisando che si applicano direttamente le norme comunitarie, per cui per l’Ente locale può gestire il servizio o in
via diretta e in economia o attraverso una società house totalmente controllata o affidandolo ad un soggetto aggiudicatario di gara pubblica.
Dopo la sentenza n.199/2012 della Corte Costituzionale, a fine luglio la Regione Puglia ha accelerato con urgenza l’iter di un disegno di legge per il rafforzamento delle pubbliche funzioni nell’organizzazione e nel governo dei Servizi pubblici locali, che diventerà la legge n.24 del 20 agosto 2012, con previsioni in evidente contrasto con il D.L. n.95/2012, affidando ad un’Autorità regionale, diversa dall’Autorità nazionale competente (AGCM), il controllo dei profili di effettiva concorrenza del mercato dei servizi locali, addirittura inibendo ai Comuni l’espletamento di gara pubblica di affidamento dei servizi stessi (art.24).
Il 2 agosto 2012, il Sindaco di Bari, comunica al Sindaco di Foggia la disponibilità a far gestire il servizio della raccolta dei rifiuti urbani a Foggia dalla società in house del Comune di Bari, l’AMIU, che entro il 31 dicembre 2013 (poi 2014) avrebbe dovuto dismettere l’affidamento diretto e comunque modificare il consiglio di amministrazione e/o perdere la connotazione di impresa pubblica con la vendita del capitale pubblico.
Il 3 agosto 2012 il Sindaco di Foggia ritira le sue dimissioni, anche perché si erano create appositamente le condizioni giuridiche per risolvere la questione Amica affidandolo direttamente ad Amiu, in mancanza di altra valida soluzione come l’affidamento a società in house totalmente
controllata (art.4 D.L. 95/2012) o la gara pubblica europea (legge regionale n.24/2012, art.24 con una norma transitoria/definitiva per la raccolta dei rifiuti che sembra creata apposta per il caso Foggia) o l’affidamento diretto in economia (che, secondo il Comune, non poteva avvenire perché i
lavoratori non potevano transitare dalla fallita Amica alle dipendenze dell’Ente locale, in violazione dell’art.97 della Costituzione).
Il 28 settembre 2012 il Giudice delegato ai fallimenti Amica e Daunia Ambiente proroga fino al 31 dicembre 2013 l’esercizio provvisorio che sarebbe cessato alla data del 30 settembre 2012.
Il 1 ottobre 2012 il Sindaco di Foggia e il Presidente Amiu criticano violentemente in conferenza stampa il Giudice delegato per la proroga dell’esercizio provvisorio.
L’11 ottobre 2012 viene depositata la sentenza n.226/2012 della Corte Costituzionale che smentisce la tesi del Comune di Foggia di non poter procedere alla gestione diretta e in economia del servizio locale di raccolta integrata dei rifiuti, facendo transitare senza soluzione di continuità
alle dipendenze dell’Ente locale i lavoratori delle fallite aziende pubbliche. La Corte Costituzionale accoglie infatti per il passaggio diretto del personale ex Ato (Consorzi Enti locali) all’Autorità idrica pugliese (Ente pubblico regionale) la tesi della Regione Puglia che non si applica l’art.97 della Costituzione quando c’è un passaggio diretto di personale che svolge servizio pubblico secondo quanto previsto dall’art.31 D.Lgs. n.165/2001.
Dal 19 ottobre 2012, il 2° decreto legge sulla spending review (D.L. n.179/2012), impone ai Comuni che per lo svolgimento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica l'affidamento del servizio deve essere effettuato sulla base di apposita relazione, pubblicata sul sito internet dell'ente affidante. Allo stato nessuna relazione è stata mai predisposta né mai pubblicizzata sul sito internet del Comune di Foggia sulle condizioni cui affidare il servizio di raccolta integrata dei rifiuti.
Il 23 ottobre 2012 il Governo impugna con ricorso n.171/2012 davanti alla Corte Costituzionale la legge regionale n.24/2012, sottolineandone la non conformità alle previsioni della legislazione statale e comunitaria per quanto riguarda la tutela della concorrenza.
Il 13 dicembre 2012 con urgenza viene approvata la legge regionale n.42/2012 che, dopo il ricorso del Governo, modifica le norme della legge n.24/2012, giustamente sospettate di incostituzionalità dall’Avvocatura dello Stato, ma non abroga l’art.24 della stessa legge regionale: ciò consente ancora al Sindaco di Foggia di trovare una giustificazione ex legge per non bandire la gara.
Il 15 dicembre 2012 cessa il rapporto di lavoro di tutti i dipendenti delle fallite Amica e Daunia Ambiente e inizia la “deliberata” fase dell’emergenza rifiuti, con i lavoratori a casa e affidamento a ditte private e pubbliche di un servizio che poteva essere svolto soltanto alle condizioni di legge, volontariamente disattese.
Con ordinanza n.1 dell’8 gennaio 2013 il Presidente della Regione Puglia affida ad Amiu s.p.a. di Bari per 180 giorni il servizio temporaneo di raccolta integrata dei rifiuti nel Comune di Foggia, in palese violazione di tutte le norme di legge e contrattuali che regolano la gestione dei servizi pubblici locali in caso di cambio di gestione. Singolare la giustificazione della temporaneità dell’affidamento e quindi della contingenza della situazione emergenziale, perché da un lato il Sindaco di Foggia riferisce al Governatore che non c’era altra soluzione (ma c’era la soluzione della gestione diretta in economia del servizio da parte del Comune di Foggia, delineata dalla Corte costituzionale nella sentenza n.226/2012 in accoglimento della tesi della Regione Puglia), dall’altro l’ordinanza presidenziale impone al Comune di Foggia di attivare nelle more le procedure per l’individuazione del nuovo gestore in via permanente del servizio, procedure allo stato inesistenti perché non vi può essere l’affidamento ad una nuova società in house (art.4 D.L. 95/2012) e non vi può essere la gara pubblica (art.24 della legge regionale n.24/2012).
"Pertanto - conclude la lettera della Fiadel-IA - poiché ormai il quadro è chiarissimo e certamente né il Comune di Bari attraverso il Suo Sindaco né l’AMIU possono giustificare la violazione sistematica e preordinata delle normative di affidamento del servizio pubblico con l’intento solidaristico verso la collettività foggiana, peraltro inquinata dalla presenza di “mafia ambientale” nell’aria come incautamente dichiarato dal Sindaco di Bari offendendo, oltre alla intera cittadinanza foggiana anche le Autorità locali (Procura della Repubblica, Questura, Comando dei Carabinieri e Prefettura di Foggia) che dovrebbero intervenire per limitare le infiltrazioni malavitose, questa O.S. insiste nel risollecitare le Autorità vigilanti e competenti ad intervenire immediatamente, ripristinando la legalità delle norme di tutela dei lavoratori e di continuità del servizio pubblico e il rigore dei comportamenti amministrativi, e, in particolare, a far cessare le costanti “provocazioni” del Sindaco nei confronti di lavoratori licenziati per sua esclusiva illecita responsabilità".