Source: http://www.dossier.net/guida/ravvedimento01.htm
Timestamp: 2016-12-03 13:45:44+00:00
Document Index: 166240175

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 50', 'art. 1', 'art. 59', 'art. 6', 'art. 7']

Il ravvedimento operoso - Imposta municipale immobili
avanti Questa pagina illustra nel dettaglio tutte le norme che il contribuente deve conoscere in materia di ravvedimento applicato a Imu e Ici, imposta municipale sugli immobili, dalle sanzioni amministrative ai vari casi previsti di omesso, tardivo o insufficiente versamento dell'imposta.
Pagine ravvedimento operoso Imu e Ici
Scaduto il termine ordinario per il versamento della prima rata (18 giugno), si prospetta il ravvedimento soprattutto per chi non avesse pagato (in tutto o in parte) l'importo dell'acconto dovuto. In sostanza, nell'attesa del pagamento della seconda rata di acconto per l'abitazione principale (17 settembre) e del saldo con conguaglio sull'acconto (17 dicembre), i contribuenti interessati hanno la possibilità di rimediare alle violazioni di natura sia sostanziale, sia formale o meramente formale senza alcun debito d'imposta (Agenzia delle Entrate, circolare n, 77/E del 3 agosto 2011). In quest'ultimo caso, le sanzioni non sono irrogabili poiché le infrazioni non sono di ostacolo all'attività di controllo e non incidono né sulla determinazione dell'imposta né sul versamento (articolo 6, comma 5-bis, del Dlgs 472/97; articolo 10, comma 3, della legge 212/2000).
Per quest'anno il pagamento della prima rata dell'Imu è effettuato «senza applicazione di sanzioni ed interessi» (articolo 13,comma 12-bis, del decreto legge 201/2011), nei casi in cui le novità normative abbiano causato errori di calcolo e di versamento dell'imposta.
Secondo la circolare n. 3/DF del 18 maggio 2012, la scusabilità dell'errore presuppone condizioni di obiettiva incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria (paragrafo 10.2). Al di fuori di tali casi (ad esempio, mancato pagamento entro il 18 giugno), l'omesso, l'insufficiente o il tardivo pagamento della prima rata dell'imposta determinano l'irrogazione della sanzione e l'applicazione degli interessi di mora, secondo le regole ordinarie (sanzione pari al 30% e interessi nella misura annua massima del 5,5%).
La sanzione e gli interessi vanno corrisposti in misura ridotta se il trasgressore provvede a regolarizzare spontaneamente la violazione (non ancora contestata od oggetto di verifica) avvalendosi del ravvedimento di cui all'articolo 13 del vigente Dlgs 472/97. In tal caso, infatti, è prevista la sanzione ridotta pari a:
0,2% per ogni giorno di ritardo, se il pagamento è stato eseguito entro 14 giorni dalla scadenza; quindi entro il termine del 2 luglio 2012 (ravvedimento brevissimo);
3% se il pagamento è stato eseguito entro 30 giorni dalla scadenza, a decorrere dal 3 luglio; quindi entro il termine del 18 luglio 2012 (ravvedimento breve);
3,75% se il pagamento sarà eseguito oltre i 30 giorni dalla scadenza, ma entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione, ovvero entro un anno dalla scadenza; quindi, entro il 18 giugno 2013 (ravvedimento lungo), giacché quest'anno il termine annuale è più favorevole al contribuente.
Al riguardo, sarebbe comunque opportuna una conferma ufficiale.
Il versamento della sanzione ridotta deve essere effettuato contestualmente, cioè entro i termini sopra indicati, alla regolarizzazione del pagamento dell'imposta o della differenza, se dovuti, nonché alla corresponsione degli interessi moratori calcolati al tasso legale (2,5%) con maturazione giorno per giorno (compreso il giorno di versamento).
Il pagamernto della somma dovuta va eseguito mediante il modello F24 nella versione "ordinaria" o "semplificata", avendo cura fra l'altro di barrare la relativa casellina e di indicare congiuntamente gli importi per imposta, sanzione e interessi. Si utilizzano soltanto i codici tributo dell'imposta ad esclusione quindi dei codici tributo «3923» e «3924».
Gli enti pubblici, invece, devono effettuare il pagamento dell'imposta tramite modello F24EP che ospiterà il valore R (per indicare la scelta del ravvedimento) e l'ammontare della somma dovuta (imposta, sanzione, interessi). Non possono essere utilizzati i dodici tributo 357E e 358E.
Cittadini italiani non residenti in Italia
I cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato non possono eseguire il versamento dell'Imu in un'unica soluzione, entro la scadenza del mese di dicembre e con applicazione della maggiorazione pari al 3%, come avveniva invece ai fini dell'Ici.
Pertanto, chi non avesse osservato il termine del 18 giugno, può avvalersi del ravvedimento operoso, tenendo conto che il pagamento può essere eseguito anche mediante le modalità aggiuntive di cui al decreto ministeriale 13 novembre 1995 (bonifico bancario, vaglia postale internazionale ordinario e vaglia postale internazionale di versamento in c/c).
Non è punibile il contribuente che ha eseguito tempestivamente il versamento presso un ufficio diverso da quello competente. Parimenti non punibili sono gli errori (piuttosto frequenti) concernenti la compilazione dei modelli F24 ed F24EP come, ad esempio, la sbagliata indicazione del codice tributo, del periodo di riferimento e/o del codice fiscale. Tali errori possono essere corretti mediante la presentazione, a un qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate, di un'istanza secondo il fac-simile allegato alla circolare n. 5/E del 21 gennaio 2002 (si veda il testo qui di seguito).
Una domanda, due destinatari - Fac-simile di istanza di correzione (in carta libera)
All'Agenzia delle Entrate - Ufficio di..........................
Al Comune di............................ - Ufficio tributi - Imu
Oggetto: Istanza per la correzione di dati erroneamente indicati od omessi nel modello F24.
Il/La sottoscritto/a .......... residente a ......... in via ........ codice fiscale ......
che in data ............. ha effettuato un versamento con il modello F24, nel quale è stato
indicato erroneamente/non è stato indicato .......................(riportare la fattispecie
e indicare come va corretto o integrato il modello)
Si prega di procedere alla correzione del modello, di cui si allega copia, secondo le indi-
cazioni sopra evidenziate.
Luogo e data ....................
A tal fine è opportuno presentare pure al Comune un esemplare dell'istanza per la correzione dei dati erroneamente indicati nel modello F24, tenendo conto che la disciplina dell'Imu ha attribuito ai Comuni le attività di accertamento e riscossione anche della quota d'imposta riservata allo Stato (articolo 13, comma 11, del decreto legge 201/2011) e che la competenza sulla corretta applicazione dell'imposta spetta esclusivamente a ciascun ente impositore (Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 73/E del 6 luglio 2012).
Per regolarizzare l'omessa presentazione del modello F24 con saldo a zero (compensazione "orizzontale"), infine, è necessario presentare il modello entro un anno e versare la sanzione ridotta pari a 19 euro.
I codici per il versamento dell' Imu tramite Modello F24
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 35/E del 12 aprile 2012)
Abitazione principale e pertinenze (Comune)
Fabbricati rurali strumentali (Comune)
Terreni (Comune)
Terreni (Stato)
Aree fabbricabili (Comune)
Aree fabbricabili (Stato)
Altri fabbricati (Comune)
Altri fabbricati - fabbricati delle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibiti ad
abitazione principale dei soci assegnatari e alloggi assegnati dagli Ater o Iacp - (Comune)
Altri fabbricati (Stato)
Interessi da accertamento (Comune)
Sanzioni da accertamento (Comune)
I codici per il versamento dell' Imu tramite Modello F24EP
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 53/E del 5 giugno 2012)
Gli adempimenti e i versamenti tributari i cui termini scadono di sabato o di giorno festivo, possono essere assolti, anche in via telematica, il primo giorno lavorativo successivo.
Con riferimento all'Imu, le regole per quest'anno sono:
a) Per l'abitazione principale e le relative pertinenze, l'imposta va versata in tre rate di cui:
la prima in acconto (1/3 dell'imposta dovuta), entro il termine del 18 giugno;
la seconda in acconto (1/3 dell'imposta dovuta), entro il termine del 17 settembre;
l'ultima a saldo dell'imposta complessivamente dovuta con conguaglio sulle rate di acconto, entro il termine del 17 dicembre.
In alternativa, l'imposta può essere versata in due rate di cui:
la prima in acconto (50% dell'imposta dovuta), entro il termine del 18 giugno;
l'altra a saldo dell'imposta complessivamente dovuta con conguaglio sulla rata di acconto, entro il termine del 17 dicembre.
b) Per i fabbricati rurali strumentali già iscritti in catasto, l'imposta va versata in due rate di cui:
la prima in acconto (30% dell'imposta dovuta), entro il termine del 18 giugno;
l'altro a saldo dell'imposta complessivamente dovuta con conguaglio sulla rata di acconto, entro il termine del 17 dicembre.
c) Per i fabbricati rurali abitativi e strumentali da iscrivere in catasto entro il 30 novembre, si versa in un'unica soluzione, entro il termine del 17 dicembre.
d) Per gli immobili diversi da quelli sopra indicati, si versa in due rate:
la prima in acconto (50%), entro il termine del 18 giugno;
l'altra a saldo, con conguaglio sulla rata di acconto, entro il termine del 17 dicembre.
Si può regolarizzare il mancato versamento con l'istitito del ravvedimento operoso. Ciò a condizione che la violazione non sia stata constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di accertamento delle quali il contribuente abbia avuto formale conoscenza; pertanto, una lettera del comune con la richiesta di chiarimenti o di esibizione di documenti può inibire questa possibilità. E questo spiega perché è importante non tardare se ci si accorge di un errore.
Una prima soluzione - applicabile da domani al 1° ottobre prossimo solo per la seconda rata in scadenza oggi (17 settembre) - è quella del ravvedimento "sprint".
Entro il 14° giorno successivo alla scedenza, l'omesso versamento della seconda rata può essere sanato con il pagamento dell'imposta dovuta, degli interessi calcolati al tasso legale del 2,5% annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene eseguito e della sanzione pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo.
Ad esempio, se si perfeziona il ravvedimento il 21 settembre 2012 (quarto giorno successivo all'omesso versamento), la sanzione applicabile è pari allo 0,8% (0,2% x 4). Qualora, invece, il ravvedimento viene perfezionato dal 15° al 30° giorno sucessivo alla scadenza (cosiddetto ravvedimento "breve"), in aggiunta all'imposta e agli interessi è dovuta la sanzione del 3% che resta fissa indipendentemente dal giorno del versamento.
La soluzione "ordinaria" è il ravvedimento lungo, secondo cui chi decide di rimediare entro un anno dalla violazione può pagare la sanzione del 3,75% in aggiunta all'imposta e agli interessi. Tuttavia, le bozze di istruzione al nuovo modello Imu imporrebbero di effettuare il ravvedimento entro il più breve termine di presentazione della dichiarazione.
In alcuni casi, però, gli errori di giugno potrebbero essere sanati senza sanzioni. È il caso, ad esempio, di chi volendo l'imposta in due rate annuali ha erroneamente versato l'aconto di giugno in misura inferiore al 50% dell'imposta dovuta sull'abitazione principale.
Si ritiene che in alternativa al ravvedimento, il contribuente possa scegliere la formula della ripartizione in tre rate pur non avendo compilato il campo «rateazione/mese rif.» nel primo versamento (ipotesi inizialmente accettata dagli intermediari della riscossione), versando il 17 settembre l'importo mancante per raggiungere i due terzi dell'imposta complessiva (si veda il sottostante esempio).
Il versamento con eccedenza
Un contribuente, proprietario dell'abitazione principale a Roma (categoria A/3 con rendita catastale di 750 euro), a giugno, intendendo versare l'acconto in unica soluzione, ha pagato 140 euro, sbagliando il conto per difetto (quota effettivamente dovuta 152 euro). Sul modello F24 non aveva indicato il numero di rate. Ora versa la seconda rata di acconto, come se avesse scelto fin dall'inizio l'acconto in due rate. Sottraendo dalla seconda rata di 101 euro l'eccedenza di versamento sulla prima (pari a 39 euro, 140 - 101), il versamento di 62 euro.
Anche se i versamenti di giugno e settembre non sono di pari importo, questo comportamento dovrebbe essere accettato dai Comuni anche in applicazione del principio dell'errore "scusabile" (circolare 3/DF del 2012).
Ravv.
Immob.variati
Numeroimmobili
rateazione/mese rif.
SALDO (G-H) detrazione
TOTALE G 62,00
num.immob.
, , , , , , , , , , SALDOFINALE
Esempi di ravvedimento operoso
L'errore di calcolo dell'imposta
Il proprietario di un negozio a Firenze (categoria C/1, rendita catastale di 980 euro) ha calcolato l'acconto Imu di giugno utilizzando il moltiplicatore 60 anziché 55 e ha versato 180 euro (90 euro di quota statale e 90 di quota comunale) anziché 215,06 euro (107,53 euro di quota statale e 107,53 di quota comunale).
Il contribuente decide di effettuare il ravvedimento operoso versando l'importo dovuto (17,53 euro di quota statale e 17,53 di quota comunale), oltre sanzioni e interessi, entro il 25 settembre 2012. Da notare che nel modello F24 le sanzioni e gli interessi vanno riportati insieme all'imposta dovuta.
Sempre in F24, il solo importo dovuto a titolo di Imu va arrotondato all'unità di euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi (o per eccesso se superiore) mentre le sanzioni e gli interessi da ravvedimento vanno assunti considerando l'arrotondamento alla seconda cifra decimale.
Imposta dovuta su base annua
430,12(980 x 1,05 x 55 /100 x 0,76%)
215,06(430,12 / 2 = 215,06)
Quota statale con codice tributo 3919
107,53(215,06 / 2 = 107,53,versata a giugno per 90,00)
Quota comunale con codice tributo 3918
107,53(215,06 / 2 = 107,53,versata a giugno per 90,00) Sanzione
0,68[(107,53 - 90,00) x 3,75%] = 0,68, identica per Stato e Comune
0,12(18 x 2,5% x 99 / 365 = 0,12, identici per Stato e Comune)
Quota statale 18,80 euro(18 + 0,68 + 0,12)Quota comunale 18,80 euro(18 + 0,68 + 0,12)
TOTALE G 37,60
, 18,8
, , , , , , , SALDOFINALE
Acconto ridotto e codice tributo sbagliato
Un contribuente concede una sua abitazione (categoria A/2 con rendita catastale di 450 euro) in comodato d'uso al figlio. Erroneamente, paga l'acconto di giugno come abitazione principale, anziché come seconda casa, conformemente alla nuova disciplina Imu. Versa quindi 51 euro (intera quota comunale) in luogo di 287,28 euro divisi a metà tra Stato e Comune.
Il contribuente decide di effettuare il ravvedimento operoso versando l'importo dovuto (144 euro di quota statale e 93 euro di quota comunale, inferiore perché versati a giugno 51 euro), oltre sanzioni e interessi, entro il 3 ottobre 2012.
Il contribuente dovrà anche correggere il modello F24 del versamento di giugno nel quale è sato indicato il codice tributo errato (3912 al posto di quello corretto 3918). Si ritiene che ciò sia possibile presentando a un qualsiasi ufficio delle Entrate e al Comune competente un'istanza di correzione del modello F24 (circolare n. 5/E del 21 gennaio 2002, più sopra evidenziata).
574,56(450 x 1,05 x 160 /100 x 0,76%)
287,28(574,56 / 2 = 287,28)
143,64(287,28 / 2 = 143,64, non versata a giugno)
92,64(versata a giugno per 51,00 euro)[(287,28 / 2) - 51,00] = 92,64
5,40 (Stato)(144 x 3,75%) = 5,403,49 (Comune)(93 x 3,75%) = 3,49
1,06 (Stato)(144 x 2,5% x 107 / 365) = 1,060,68 (Comune)(93 x 2,5% x 107 / 365) = 0,68
Quota statale 150,46 euro(144 + 5,40 + 1,06)Quota comunale 97,17 euro(93 + 3,49 + 0,68)
TOTALE G 247,63
, 97,1
, 150,4
Insufficiente versamento ed omesso pagamento per la quota erariale
Il proprietario di una seconda casa a Ravenna (rendita catastale di 851,20 euro) ha pagato l'acconto - sbagliando - per l'abitazione principale. Ha versato, quindi, 186 euro (tutti al Comune) anziché 543,00 euro (272 euro di quota statale e 272 euro di quota comunale).
Decide di fare il ravvedimento operoso il 22 ottobre 2012. Dovrà quindi pagare 272 euro di Imu allo Stato e 86 euro al Comune, somma quest'ultima che tiene conto dei 186 auro versati a giugno.
A entrambi questi importi vanno aggiunte le sanzioni (3,75%) e gli interessi legali (2,5% annuo, rapportato ai 126 giorni di ritardo).
Il pagamento va fatto con il modello F24 barrando anche la casella «Ravvedimento» oltre a quella «Acconto» e versando imposta, sanzioni e interessi nello stesso rigo. Inoltre, il solo importo dovuto a titolo di Imu va arrotondato all'unità di euro mentre le sanzioni e gli interessi vanno arrotondati al secondo decimale,
L'importo da versare allo Stato è 284,55 euro (272 euro di imposta non versata + 10,20 euro di sanzioni + 2,35 euro di interessi). L'importo da versare al Comune è 89,97 euro (86 euro di imposta + 3,23 euro di sanzione + 0,74 euro di interessi).
Per sanare completamente la propria posizione il contribuente dovrà corregegre il modello F24 relativo al versamento di giugno nel quale è stato indicato il codice tributo errato per il Comune (3912 al posto di quello corretto 3918). Ciò è possibile presentando a un qualsiasi ufficio delle Entrate e per conoscenza al Comune un'istanza di correzione del modello F24 (circolare n. 5/E del 21 gennaio 2002, più sopra evidenziata).
851,20 euro
1.087,00(851,20 x 1,05 x 160 /100 x 0,76%)
543,50(1.087,00 / 2 = 543,50)
272,00(543,50 / 2 = 271,75, non versata a giugno)
86,00(versata a giugno per 186,00 euro)[(543,50 / 2) - 186,00] = 85,75
10,20 (Stato)(272 x 3,75%) = 10,203,23 (Comune)(86 x 3,75%) = 3,23
2,35 (Stato)(272 x 2,5% x 126 / 365) = 2,350,74 (Comune)(86 x 2,5% x 126 / 365) = 0,74
Quota statale 284,55 euro(272 + 10,20 + 2,35)Quota comunale 89,97 euro(86,00 + 3,23 + 0,74)
TOTALE G 374,52
, 89,9
, 284,5
Nel modello F24 si può già rimediare ad alcuni errori
Lunedì 17 settembre 2012 è scaduto il termine del pagamento della seconda rata per chi ha deciso di ripartire in tre scaglioni l'Imu dovuta per il 2012 sull'abitazione principale, rinviando al 17 dicembre la terza rata a saldo dell'imposta complessiva.
Chi ha versato la metà dell'Imu calcolata con le aliquote base entro il 18 giugno scorso, invece, non è interessato da tale scadenza, poiché dovrà chiudre i conti direttamente in sede di versamento del saldo.
Per tutti i contribuenti è comunque l'occasione per un controllo sull'imposta versata in acconto e per correggere eventuali errori commessi nella quantificazione dell'imposta o nella compilazione del modello F24, oppure per chi vuole approfittare di eventuali decisioni più favorevoli dei Comuni.
La compilazione del modello richiede attenzione, in particolare, per tre campi:
l'acconto: si tratta solo di segnalare con una «x» che si sta provvedendo al versamento dell'anticipo;
Il codice tributo: gli importi dell'Imu sulla casa e le pertinenze vanno cumulati, utilizzando il codice tributo 3912 e dettagliando il numero di immobili (da 1 a 4);
la rateazione: occorre evidenziare che si è scelto di frazionare l'acconto in due rate, nella forma «0202», anche se a giugno si era lasciata la casella in bianco.
Nello scorso giugno, era stato prima sostenuto che la casella «rateazione» non dovesse essere compilata, mentre successivamente è stata richiesta l'indicazione del frazionamento; gli istituti di credito erano stati perciò invitati ad accettare anche modelli che non contenevano tale indicazione, purché predisposti prima del chiarimento.
Si veda il caso di chi, a giugno, ha versato per errore un importo inferiore al 50% del tributo relativo all'abitazione principale e alle pertinenze, senza indicare alcunché nel campo rateazione. In tale ipotesi, si presentano due alternative:
provvedere al ravvedimento operoso sul versato;
scegliere la formula del frazionamento dell'acconto, versando entro il 17 settembre la quota mancante per raggiungere i due terzi del tributo annuo dovuto.
Viceversa, si potrebbe pensare alla situazione di chi, intendendo frazionare l'acconto in due rate, abbia per errore versato più del dovuto a giugno, pur indicando sul modello F24, nel campo rateazione, «0102». In tale ipotesi, non si dovrà pagare più nulla a settembre, e si potrebbe comunicare la circostanza al Comune che, in ogni caso, dovrebbe accorgersi che nulla manca in cassa, al momento del riscontro annuo del tributo.
C'è poi la situazione di chi, avendo scelto di versare l'acconto in due rate, si trova ora di fonte a un'aliquota comunale più favorevole di quella nazionale.
In questo caso, la rata di settembre potrà essere parametrata alla nuova aliquota anziché a quella nazionale, utilizzata magari a giugno, quando il Comune non si era ancora pronunciato.
Un altro caso possibile è quello del contribuente che ha versato correttamente la prima delle due rate di acconto a giugno, nell'erronea convinzione di trovarsi dinanzi a un'abitazione principale (ad esempio, un alloggio concesso in uso gratuito a un familiare). Ma, se mancano i requisiti per considerarla abitazione principale, si porranno i seguenti problemi:
da un lato, un errore nella determinazione del tributo complessivo (l'aliquota è lo 0,76%, senza detrazioni) e un erroneo frazionamento dell'acconto (consentito solo per l'abitazione principale);
dall'altro, un'errata indicazione dei codici tributo con la mancata evidenza della quota destinata allo Stato.
In questo caso, non resta che provvedere con il ravvedimento operoso.
Infine, diverso è il caso di chi ha versato correttamente gli importi dovuti a titolo di acconto ma si accorge che nel modello F24 ha indicato, ad esempio, il codice tributo o il codice Comune non corretti.
In questi casi, trattandosi di errori formali, il contribuente potrà richiedere la variazione dei dati erroneamente esposti sul modello all'ufficio delle Entrate (circolare 5/E del 2002) oltre che al Comune, unico soggetto competente per l'accertamento e l'irrogazione delle sanzioni.
Il ravvedimento lungo
Le istruzioni per la dichiarazione Imu, riprendendo quanto previsto per l'Ici (articolo 13, Dlgs 472/1977), prevede che la riduzione della sanzione ad 1/8 spetta se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è stata commessa la violazione oppure, quando non è prevista la dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione o dall'errore.
Mentre la scadenza della dichiarazione Ici non era autonoma, ma legata a quella stabilita per le imposte sui redditi, la dichiarazione Imu deve essere presentata a regime antro 90 giorni dalla data in cui il possesso dell'immobile ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti per il calcolo del tributo.
Come chiarito dalla circolare ministeriale 184/1998, per l'Ici bisognava assumere il termine di presentazione della dichiarazione e non quello annuale, in quanto il procedimento dichiarativo, di liquidazione e accertamento, e il regime dell'autotassazione di questo tributo erano disciplinati in modo analogo a quello previsto per le imposte sui redditi.
Presupposti venuti meno con l'introduzione dell'Imu, il cui adempimento dichiarativo risulta svincolato da una scadenza periodica come quella dell'Unico. Non dovrebbero più esserci dubbi, dunque, sulla possibilità di ricorrere al ravvedimento lungo per l'Imu.
Le decisioni dei Comuni
I Comuni possono anche stabilire ulteriori ipotesi di ravvedimento. È il caso, ad esempio, di Roma, che oltre a confermare la possibilità di ravvedersi entro un anno dalla violazione, prevede un'altra ipotesi di ravvedimento entro il terzo anno, con una sanzione del 5% dell'imposta dovuta e gli interessi legali. Entro lo stesso termine triennale è possibile regolarizzare, inoltre, l'ommessa presentazione o infedeltà della dichiarazione.
Con il saldo Ici 2011 (16/12/2011), il cosiddetto Ravvedimento Sprint ha trovato la sua prima applicazione pratica nell'ambito dell'Imposta municipale sugli immobili. Il Ravvedimento Sprint, chiamato così per la breve durata della sua applicabilità, è stato introdotto nell'ordinamento grazie alle modifiche apportate dall'articolo 23, comma 31, del decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011 (poi convertito nella legge n. 111 del 15 luglio 2011) al comma 1 dell'articolo 13 del decreto legislativo 471/1997, da cui è stata eliminata la frase «riguardanti crediti assistiti integralmente da forme di garanzia reale o personale previste dalla legge o riconosciute dall'amministrazione finanziaria». In tal modo, è stata estesa a tutti i contribuenti la possibilità di usufruire di una riduzione pari ad un quindicesimo (1/15) della sanzione del 3% per ciascun giorno di ritardo. In pratica, la sanzione inflitta è proporzionale ed è pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardato pagamento. Del Ravvedimento Sprint ci si può avvalere soltanto entro i primi 14 giorni dalla data di scadenza del pagamento del tributo. Considerando il termine di 2 settimane, la sanzione può giungere ad un massimo del 2,80%. Poi, dal Ravvedimento Sprint, si passa al Ravvedimento Breve che comporta una sanzione fissa nella misura del 3% dell'importo da versare. Ovviamente, oltre alla sanzione, il contribuente dovrà pagare gli interessi legali, fissati all'1,5% fino al 31 dicembre 2011 ed aumentati al 2,5% dal 1° gennaio 2012 (decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 12 dicembre 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 del 15 dicembre 2011).
Esempio: 6 giorni di ritardo = sanzione pari a 1,2% (cioè 0,2% X 6) + interessi legali. Quindi, per un ritardato pagamento di 200 euro, si dovrà versare una sanzione di 2,4 euro (200 diviso 100 e moltiplicato per 1,2).
Al risultato vanno infine aggiunti gli interessi legali (1,5% fino al 31 dicembre 2011).
Cliccare qui per eseguire il calcolo automatico online del Ravvedimento Operoso.Se si preferisce il calcolo manuale, ecco il calcolatore degli interessi legali ed il calcolatore delle percentuali.
Attenzione: l'articolo 1, comma 20, della Legge di stabilità 2011 (in precedenza definita Legge Finanziaria), cioè la Legge n. 220 del 13 dicembre 2010 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2010) riduce le misure sanzionatorie previste dall'articolo 13 del decreto legislativo n. 472 del 18 dicembre 1997, modificate dall'art. 16, comma 5, del decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008 (cosiddetto "Decreto anti-crisi"), convertito dalla legge n. 2 del 28 gennaio 2009. Queste sono le riduzioni previste per le sanzioni applicabili in caso di ravvedimento operoso, dal 1° febbraio 2011:
1/10 del minimo la misura della sanzione applicabile in caso di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di 30 giorni dalla data della sua commissione;
1/8 la sanzione prevista per la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, se essa avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione, entro un anno dall'omissione o dall'errore;
1/10 del minimo la sanzione prevista per l'omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a 90 giorni.
Cliccando sui link sottostanti, si potranno leggere i testi completi del decreto-legge n. 185 del 29 novembre 2008 coordinato con la legge di conversione (legge n. 2 del 28 gennaio 2009, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 28 gennaio 2009, n. 22 - Supplemento Ordinario n. 14) e del cosiddetto "Decreto anti-crisi" nella sua forma originaria (cioè il decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008, recante "Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 263 del 29 novembre 2008, S.O. n. 263), nonché la legge 13 dicembre 2010, n. 220 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2010).
» Clicca qui per consultare il testo completo della legge n. 2 del 28 gennaio 2009, contentente la versione del decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008 coordinata con la stessa legge (di conversione).
» Clicca qui per consultare il testo del decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008 ("Decreto anti-crisi").
» Clicca qui per consultare il testo della legge n. 220 del 13 dicembre 2010 (legge di stabilità 2011).
L'istituto del ravvedimento operoso previsto dall'art. 13 del D.Lgs. n. 472 del 18 dicembre 1997, così come novellato dall'art. 7 del D.Lgs. n. 32 del 26 gennaio 2001, e dall'art. 16, comma 5, del decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008 (convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2), nonché dall'art. 1, comma 20, della legge 13 dicembre 2010 n. 220, trova applicazione anche in materia di ICI.
Il contribuente o il trasgressore possono fruire di tale istituto, a condizione che la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore o i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza.
In tal caso, la sanzione amministrativa "ordinaria" è ridotta:
a) a 1/10 (10%) del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di 30 giorni dalla data della sua commissione;
b) a 1/8 (6,25%) del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno durante il quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione o dall'errore.
c) a 1/10 (10%) del minimo di quella prevista per l'omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a 90 giorni.
Il comune, nell' esercizio della sua potestà regolamentare, può stabilire altre ipotesi di ravvedimento, come previsto dall'art. 50 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 .
Prospetto riassuntivo del ravvedimento
Omesso, tardivo o insufficiente versamento delle somme dovute in acconto o a saldo
30% dell'importo non versato. Dal 1° febbraio 2011 la sanzione è ridotta al 3% se l'acconto, il saldo o il versamento unico viene eseguito entro 30 giorni dalla data di scadenza;
al 3,75%, se il pagamento viene effettuato entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d'imposta nel quale è stata commessa la violazione.
Omessa presentazione della dichiarazione o denuncia, anche di variazione
Dal 100 al 200% dell'ammontare del tributo, con un minimo di € 51,00 (lire 100.000). La sanzione è ridotta al 10% ( 1/10 del 100% ) dell'imposta evasa, se la dichiarazione viene presentata con ritardo non superiore a 90 giorni, con un minimo di 5,10 euro;
al 12,5% (1/8 del 100%) dell'imposta evasa, se viene presentata con ritardo superiore a 90 giorni ma entro il termine della successiva dichiarazione ICI ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione, con un minimo di 6,38 euro.
Dichiarazione o denuncia infedele, con omissioni ed errori che incidono sull'ammontare dell'imposta dovuta.
Dal 50 al 100% della maggiore imposta dovuta.
Dal 1° gennaio 2007, per effetto dell'art. 1, comma 175, della legge finanziaria per l'anno 2007, è stato abrogato l'art. 59, comma 1, lettera l), del D. Lgs. n. 446 del 1997, che consentiva ai comuni di sostituire la dichiarazione o denuncia Ici con la comunicazione degli acquisti, delle cessazioni o delle modificazioni della soggettività passiva. Ovviamente, l'unico veicolo per poter dichiarare le variazioni Ici resta il modello di dichiarazione approvato con decreto del direttore dell'Ufficio federalismo fiscale. Per quanto riguarda gli errori contenuti nella dichiarazione Ici, quelli formali, che non arrecano pregiudizio all'esercizio delle azioni di controllo o non incidono sulla determinazione della base imponibile, dell'imposta e sul versamento del tributo, non sono più sanzionabili, ai sensi del comma 5-bis aggiunto all'art. 6 del D.Lgs. n. 472/97 dall'art. 7, lettera a) del comma 1 del D.Lgs. n. 32/2001.
Gli errori sostanziali, che incidono sulla determinazione e sul pagamento del tributo, possono essere corretti presentando una dichiarazione integrativa entro il termine della dichiarazione dell'anno successivo ovvero, quando non è dovuta la dichiarazione periodica, entro un anno dalla commissione degli errori, pagando la sanzione del 6,25% ( 1/8 del 50% ) calcolata sulla differenza tra l'imposta versata e quella effettivamente dovuta, oltre gli interessi moratori.
Nelle seguenti tabelle sono riassunti i diversi casi di ravvedimento previsti dall'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 e successive modificazioni, esemplificati nella circolare ministeriale n. 184/E del 13 luglio 1998.
Si premette che negli esempi trattati viene assunto, per la presentazione della dichiarazione o denuncia di variazione relativa all' ICI, il termine di scadenza di maggiore frequenza, che resta fissato al 30 settembre. Giova però ricordare che, ai sensi dell'articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, il termine di presentazione delle dichiarazioni ICI non è autonomo ma è correlato a quello stabilito in materia di imposte sui redditi. Omesso, tardivo o insufficiente versamento dell'imposta con ritardo non superiore a 30 giorni(articolo 13, comma 1, lettera a, del D.Lgs. 472/97)
omesso, tardivo o carenteversamento dell'acconto 2011
imposta o differenza d'imposta;sanzione del 3% sull'ammontare dell'imposta, dopo l'entrata in vigore della legge n. 220 del 13 dicembre 2010 (in precedenza era del 2,50%);interessi moratori sull'impostaal tasso legale del 3% dal 1.1.2008 al 31.12.2009, dell' 1% dal 1.1.2010 al 31.12.2010, dell' 1,5% dal 1.1.2011.
omesso, tardivo o carenteversamento del saldo 2011
Omesso, tardivo o insufficiente versamento dell'imposta con ritardo superiore a 30 giorni(articolo 13, comma 1, lettera b, del D.Lgs. 472/97)
omesso, tardivo o carenteversamento dell'accontoe/o del saldo 2011
imposta o differenza d'imposta;sanzione del 3,75% sull'ammontare dell'imposta;interessi moratori sull'impostaal tasso legale del 3% dal 1.1.2008 al 31.12.2009, dell' 1% dal 1.1.2010 al 31.12.2010, dell' 1,5% dal 1.1.2011.
entro il 18 giugno 2012 se la dichiarazione Ici non è dovuta oppure entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi per l'anno 2011
Presentazione della dichiarazione rettificativa di precedente denuncia(articolo 13, comma 1, lettera b, del D.Lgs. 472/97)
Presentazionedella dichiarazione rettificativa
Presentazionedella dichiarazione infedele
Modificazioni che hanno comportatola presentazione della dichiarazione ICIe un minor versamento di imposta
sanzione del 6,25% sulla maggiore imposta dovuta;
interessi sull'imposta al tasso legale del 3% dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2009, dell' 1% dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2010, dell' 1,5% dal 1° gennaio 2011.
Si rammenta che nel caso sopra trattato, la riconduzione a fedeltà (o minore fedeltà), mediante la fruizione del ravvedimento, esplica la sua efficacia "limitatamente al secondo anno di imposta antecedente a quello nel quale viene presentata la dichiarazione rettificativa, per cui, per gli anni di imposta pregressi le sanzioni per infedele dichiarazione si rendono applicabili nella loro interezza" (circolare ministeriale n. 184/E del 13 luglio 1998).
La dichiarazione rettificativa va redatta sul modello conforme a quello approvato per l'anno oggetto della violazione. Così, nel caso in questione, il contribuente dovrà presentare, entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi per l'anno 2010, al comune competente la dichiarazione integrativa redatta su modello conforme a quello approvato per l'anno 2008, con allegata fotocopia della ricevuta di versamento e scrivendo nelle "Annotazioni" la dicitura "Ravvedimento operoso per rettifica di dichiarazione". Dovrà inoltre specificare le parti della somma complessivamente versata, riguardanti rispettivamente l'imposta, gli interessi e la sanzione.
Presentazione della dichiarazione di variazione entro 90 giorni dalla scadenza(articolo 13, comma 1, lettera c, del D.Lgs. 472/97)
Presentazione della dichiarazione di variazione
Modificazioni che hanno determinato un diverso debito di imposta
sanzione del 10% sulla differenza d' imposta dovuta;
interessi sull'imposta al tasso legale dell' 1% dal 1.1.2010 al 31.12.2010, dell' 1,5% dal 1.1.2011.
Anche in quest'ultimo caso, per perfezionare il ravvedimento bisogna presentare al comune competente, entro i novanta giorni, la dichiarazione o denuncia di variazione per l'anno di imposta 2009, con allegata fotocopia della ricevuta di versamento, scrivendo nello spazio riservato alle "Annotazioni" la dicitura "Ravvedimento operoso per tardiva presentazione di dichiarazione" e specificandovi le parti della somma complessivamente versata, riguardanti l'imposta, gli interessi e la sanzione ridotta.
Considerato il sistema dichiarativo ICI, la riconduzione a tempestività della dichiarazione o denuncia di variazione, attraverso l'istituto del ravvedimento, esplica la sua efficacia limitatamente all'anno di imposta precedente, per cui, qualora essa si riferisca anche ad altri anni d'imposta pregressi, su questi ultimi il ravvedimento non ha alcun effetto.
Il ravvedimento si perfeziona con il versamento della sanzione ridotta, che deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento dell'imposta o della differenza, quando dovuti, nonché al pagamento degli interessi moratori sull'imposta calcolati al tasso legale ( previsto nella misura annua del 3% dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2009, dell' 1% dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2010, dell' 1,5% dal 1° gennaio 2011 ) con maturazione giorno per giorno, computati dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato in autotassazione fino a quello in cui risulta effettivamente eseguito.
Gli interessi moratori vanno calcolati con la seguente formula:
somma dovuta x 1,5% (1% nel 2010 e 1,5% dall' 1.1.2011) x giorni di ritardo : 365
Un contribuente deve regolarizzare l' ICI non pagata nell'anno 2011 ed esegue il pagamento in via di ravvedimento entro il 12 gennaio 2012:
acconto 2011
sanzione del 3,75%
sanzione del 3%
interessi dell' 1,5%
* 2,16
* 0,29
**534,78
* I giorni di ritardo del versamento in acconto (dal 17/06/11 al 12/01/12) sono 210, mentre quelli del versamento a saldo (dal 17/12/11 al 12/01/12) sono 27. Pertanto, gli interessi moratori sono così ripartiti:
acconto: (250,00 x 1,5% x 210 : 365) = 2,16
saldo: (265,00 x 1,5% x 27 : 365) = 0,29
** L'importo totale da versare è stato arrotondato per eccesso all'unità di euro 535,00.
Tutti i versamenti relativi al ravvedimento operoso vanno effettuati sui nuovi bollettini Ici in euro, indicando: l'importo totale versato, il numero di conto corrente postale ed il concessionario della riscossione, le generalità ed il codice fiscale del contribuente, il comune dove si trova l'immobile e barrando la casella "Ravvedimento".Al comune va poi presentata la dichiarazione (nel caso di dichiarazione rettificativa o ritardata) con allegata la fotocopia del pagamento. Nello spazio riservato alle "Annotazioni" si scrive: "Ravvedimento operoso per tardiva presentazione della dichiarazione o per rettifica di dichiarazione" e si indicano le somme versate rispettivamente per imposta, per interessi e per sanzione.
Il pagamento delle sanzioni ridotte deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento dell'imposta o della differenza, nonché al pagamento degli interessi di mora calcolati al tasso legale del 3% dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2009, dell' 1% dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2010, dell' 1,5% dal 1° gennaio 2011 (con maturazione giorno per giorno, cioè rispettivamente lo 0,0082191%, lo 0,0027397% e lo 0,0041095% per ogni giornata di ritardo).