Source: https://www.lavoripubblici.it/news/2017/06/LAVORI-PUBBLICI/18842/Consiglio-di-Stato-Qualificazione-del-contraente-generale-post-correttivo
Timestamp: 2020-06-07 08:53:19+00:00
Document Index: 80055679

Matched Legal Cases: ['art. 197', 'art. 199', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 216', 'art. 83']

Il Presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale AntiCorruzione) Raffaele Cantone ha chiesto al Consiglio di Stato un parere in ordine alla portata degli artt. 197 e 199 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici).
Il quesito ha ad oggetto la competenza, a seguito del decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 (Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50), ad adottare gli atti di attuazione del sistema di qualificazione del contraente generale: in particolare, il dubbio è sorto in quanto dalla lettura del citato articolo 197 sembra che la competenza sia dell’ANAC mediante l’adozione di linee guida, mentre dalla lettura del citato articolo 199 sembra che la competenza sia del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti mediante l’adozione di un decreto. Infatti, successivamente all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 56/2017, era sorto un possibile contrasto tra l’art. 197 e l’art. 199 del Codice dei contratti, restando dubbia di chi fosse la competenza - tra ANAC e MIT - sulla disciplina della materia. Il Consiglio di Stato, nel fornire la risposta al quesito con il parere 21 giugno 2017, n. 1479 ha ricostruito la normativa che nel tempo si è succeduta in relazione al sistema di qualificazione degli operatori economici e del contraente generale. Alla luce della ricostruzione effettuata i giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto che la volontà del legislatore sia stata quella di “estendere” anche al contraente generale la modifica che ha riguardato le disposizioni generali di qualificazione.
Il Consiglio di stato ha quindi stabilito che il sistema generale di qualificazione del contraente generale, coerentemente con quanto previsto all’art. 83, coma 3, del d.lgs. n. 50 del 2016, deve essere disciplinato mediante decreto ministeriale; ciò, in ragione della natura “intrinsecamente normativa” del suo contenuto (cfr. Consiglio di Stato, con il parere 1° aprile 2016, n. 855).
In relazione al sistema di qualificazione nel parere il Consiglio di Stato ha segnalato, poi, alcuni errori materiali, conseguenza di un mancato coordinamento normativo che possono essere corretti con un avviso di rettifica. In particolare, tale avviso dovrà sostituire i riferimenti alle linee guida contenuti nell’art. 83, comma 2 e nell’art. 216 con il riferimento al “decreto di cui all’art. 83, comma 2”.
Il parere è stato trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri e per esso al Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi (DAGL) per le valutazioni di competenza.
Parere 21 giugno 2017, n. 1479