Source: http://urbium.it/site/d_NewsList.asp?CategoriaNews=123&stat=
Timestamp: 2019-06-19 20:02:27+00:00
Document Index: 508199

Matched Legal Cases: ['art. 167', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 136', 'art. 167', 'art. 32', 'art. 27', 'art. 33', 'art. 36']

La circostanza per cui solo una parte dell'edificio ricade in zona vincolata dal rispetto cimiteriale non è di per sé bastante ad escludere il diniego della sanabilità dell'edificazione avvenuta in assenza del necessario titolo edilizio, soprattutto in considerazione del fatto che si tratta di un vincolo d'inedificabilità assoluta, con conseguente preclusione del rilascio di qualsiasi titolo edificatorio, anche in sanatoria.
L'art. 167, comma 4, del Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 42/2004) preclude il rilascio di autorizzazioni in sanatoria, quando siano stati realizzati volumi di qualsiasi natura e pur quando ai fini urbanistici ed edilizi non andrebbero ravvisati volumi in senso tecnico.
QUALSIASI VINCOLO ANTECEDENTE ALLA DATA DI REALIZZAZIONE DELLE OPERE ABUSIVE INIBISCE IL CONDONO EX ART. 32, COMMA 27, LETTERA D) DEL D.L. 269/2003
Qualsiasi vincolo, assoluto o relativo o temporaneo, antecedente alla data di realizzazione delle opere abusive inibisce il condono straordinario ai sensi dell'art. 32, comma 27, lettera d) del d.l. 269/2003.
IL D.L. 269/2003 NON CONSENTE DI CONDONARE GLI ABUSI SU IMMOBILI VINCOLATI DA LEGGI STATALI O REGIONALI ANCHE SE L'INEDIFICABILITÀ NON È ASSOLUTA
La disciplina dettata dall'art. 32 del decreto-legge n. 269 del 2003, non consente di condonare gli abusi maggiori (nuove costruzioni o ristrutturazioni edilizie) qualora siano state realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali o regionali, senza richiedere espressamente che i suddetti vincoli siano di inedificabilità assoluta.
L’IMPOSIZIONE DI UN VINCOLO PAESAGGISTICO NON CONSENTE LA SANATORIA DELLE OPERE REALIZZATE IN VIOLAZIONE DELLO STESSO
L'imposizione di un vincolo nel quale si attesta la c.d. bellezza d'insieme o il pregio paesaggistico per valori estetico-culturali da preservarsi di cui all'art. 136 d.lgs. 42/2004 rende applicabile l'art. 167 d.lgs. 42/2004, che non consente la sanatoria delle opere realizzate in violazione di vincoli paesaggistici.
ART. 32 C. 27 LETT. D), D.L. 269/2003: SONO INSANABILI GLI ABUSI CHE HANNO REALIZZATO NUOVE SUPERFICI/VOLUMETRIE IN ZONA SOGGETTA A VINCOLO PAESAGGISTICO
Ai sensi dell'art. 32 comma 27 lett. d), D.L. 30 settembre 2003, n. 269, non possono essere sanate le opere che hanno comportato la realizzazione di nuove superfici e nuova volumetria in zona assoggettata a vincolo paesaggistico, sia esso di natura relativa o assoluta, o comunque di inedificabilità, anche relativa.
NON È AMMISSIBILE IL RILASCIO DI UN PERMESSO DI COSTRUIRE IN SANATORIA SUBORDINATO ALLA ESECUZIONE DI ULTERIORI OPERE EDILIZIE
Non è ammissibile il rilascio di un permesso di costruire in sanatoria subordinato alla esecuzione di ulteriori opere edilizie, anche se tali interventi sono finalizzati a ricondurre il manufatto nell'alveo della legalità, in quanto ciò contrasterebbe ontologicamente con gli elementi essenziali dell'accertamento di conformità, i quali presuppongono la già avvenuta esecuzione delle opere e la loro integrale conformità alla disciplina urbanistica.
Va esclusa l'ammissibilità di una sanatoria parziale che risulti dall'artificioso frazionamento di un edificio unitario, e va altresì escluso che la sanatoria possa essere rilasciata in base ad uno scorporo postumo dei volumi realizzati in eccesso, allorché, parimenti, si tratti di intervento abusivo a carattere unitario, insuscettibile di frazionamento d'ufficio.
L'ART. 27 DELLA L. 326/2003 PRECLUDE LA SANATORIA SULLA BASE DELLA ANTERIORITÀ DEL VINCOLO SENZA LA PREVISIONE DI ALCUN PARERE DELL’AUTORITÀ AD ESSO PREPOSTA
L'art. 27 della legge n. 326/2003, pur collocandosi sull'impianto generale della legge n. 47/1985, norma in maniera più restrittiva le fattispecie di abuso edilizio in area vincolata, poiché con riguardo ai vincoli ivi indicati (tra cui quelli a protezione dei beni paesistici) preclude la sanatoria sulla base della anteriorità del vincolo senza la previsione procedimentale di alcun parere dell'autorità ad esso preposta, con ciò collocando l'abuso nella categoria delle opere non suscettibili di sanatoria.
Ai fini della sanatoria edilizia per un fabbricato realizzato nella fascia di rispetto idrogeologica trova applicazione la normativa statale ex art. 33 della legge n. 47/1985, che prescrive: "non sono suscettibili di sanatoria quando siano in contrasto con i seguenti vincoli, qualora questi comportino inedificabilità e siano stati imposti prima della esecuzione delle opere stesse: a) vincoli imposti da leggi statali e regionali nonché dagli strumenti urbanistici a tutela di interessi storici, artistici, architettonici, archeologici, paesistici, ambientali, idrogeologici;": pertanto, la costruzione abusiva in un'area soggetta a vincolo idrogeologico non può essere condonata.
IL CONDONO EDILIZIO NON È AMMISSIBILE QUANDO È RICHIESTO FRAZIONANDO FITTIZIAMENTE L'UNITÀ IMMOBILIARE IN PLURIMI INTERVENTI EDILIZI
Il condono edilizio di una costruzione non è ammissibile quando la richiesta di sanatoria sia presentata frazionando l'unità immobiliare in plurimi interventi edilizi, in quanto è illecito l'espediente di denunciare fittiziamente la realizzazione di plurime opere non collegate tra loro, quando invece le stesse risultano finalizzate alla realizzazione di un unico manufatto e sono a esso funzionali, sì da costituire una costruzione unica.
GLI INTERVENTI ULTERIORI SU MANUFATTI ABUSIVI NON SANATI NÉ CONDONATI RIPETONO LE CARATTERISTICHE DI ILLEGITTIMITÀ DELL’OPERA PRINCIPALE ANCHE SE PERTINENZIALI
In presenza di manufatti abusivi non sanati né condonati, gli interventi ulteriori ripetono le caratteristiche di illegittimità dell'opera principale alla quale ineriscono strutturalmente: pertanto la misura repressiva demolitoria costituisce atto dovuto, che non può essere evitata nell'assunto che per le opere realizzate non fosse necessario il permesso di costruire o che avessero natura pertinenziale; ciò perché, in caso di prosecuzione dei lavori di un immobile (anche eventualmente già oggetto di domanda di condono) vale il diverso principio in forza del quale è la prosecuzione in sé dei lavori ad essere preclusa, senza che sia possibile distinguere tra opere pertinenziali e non, tra opere soggette al permesso di costruire ed opere realizzabili con d.i.a.
LA PRESENZA DI VINCOLI DI NATURA URBANISTICA E CONFORMATIVA IMPEDISCE LA SANATORIA DI UN ABUSO EDILIZIO
La presenza di vincoli di natura urbanistica e conformativa impedisce la sanatoria di un abuso edilizio.
È inapplicabile l'istituto del condono laddove l'abuso sia stato realizzato dal singolo condomino su aree comuni, in assenza di adeguati elementi di prova circa la volontà degli altri comproprietari, atteso che, altrimenti, l'amministrazione finirebbe per legittimare una sostanziale appropriazione di spazi condominiali da parte del singolo condomino, in presenza di una possibile volontà contraria degli altri, i quali potrebbero essere interessati all'eliminazione dell'abuso anche in via amministrativa e non solo con azioni privatistiche.
LA NON CONFORMITÀ URBANISTICA DELLA NUOVA COSTRUZIONE ABUSIVAMENTE REALIZZATA IN AREA VINCOLATA ESCLUDE DI PER SÉ LA CONDONABILITÀ
INAMMISSIBILE IL CONDONO EDILIZIO DI UNA COSTRUZIONE QUANDO LA RICHIESTA È PRESENTATA FRAZIONANDO FITTIZIAMENTE L'UNITÀ IMMOBILIARE IN PLURIMI INTERVENTI EDILIZI
Non è ammissibile il condono edilizio di una costruzione quando la richiesta di sanatoria sia presentata frazionando l'unità immobiliare in plurimi interventi edilizi, in quanto è illecito l'espediente di denunciare fittiziamente la realizzazione di plurime opere non collegate tra loro, quando invece le stesse risultano finalizzate alla realizzazione di un unico manufatto e sono a esso funzionali, sì da costituire una costruzione unica.
LA SANATORIA EX ART. 36 T.U. EDILIZIA RIGUARDA SOLO IMMOBILI GIÀ ESISTENTI: NON PUÒ ESSERE INVOCATO PER LEGITTIMARE OPERE NON ANCORA REALIZZATE
L'istituto della sanatoria ex art. 36 T.U. edilizia riguarda solo immobili già realizzati in assenza di titolo edilizio, ma conformemente allo strumento urbanistico in vigore al momento della realizzazione delle opere nonché al momento dell'istanza, pertanto non può essere invocato per legittimare opere non ancora realizzate, per le quali trova applicazione l'ordinario regime del permesso di costruire.