Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/15/R15*12
Timestamp: 2020-04-08 15:08:13+00:00
Document Index: 111920153

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art.15', 'art. 15', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 151']

Diritto di difesa e audizione del debitore
Fallimento - Dichiarazione - Diritto di difesa dell'imprenditore - Modalità di attuazione
Nel procedimento per la dichiarazione di fallimento in quanto diretto esclusivamente all'accertamento dei presupposti del fallimento, il diritto di difesa dell'imprenditore è garantito e tutelato purché il debitore abbia la possibilità di esporre le proprie ragioni, e quindi non solo attraverso l'audizione camerale a norma dell'art. 15 legge fall., ma anche mediante attività equipollenti che gli assicurino la possibilità di conoscere e contrastare le ragioni a sostegno del ricorso, come il deposito di scritti difensivi o documenti.
Il diritto di difesa del fallendo va esercitato nei limiti compatibili con le regole del procedimento, che ha carattere sommario e cautelare, e ciò comporta che egli debba essere informato sia dell'iniziativa assunta nei suoi confronti che degli elementi posti a base dell'instaurato procedimento, e possa così svolgere compiutamente la propria difesa, anche eventualmente avvalendosi dell'assistenza di difensori. (Marco Greggio) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 19 Dicembre 2017. Segue...
Fallimento – Dichiarazione – Procedimento – Notifica a mezzo PEC nei termini previsti ma conosciuta dalla fallenda solo dopo la data della comparizione – Diritto di difesa
La notifica del ricorso di fallimento e del decreto di fissazione, avvenuta a mezzo PEC nei termini previsti ma conosciuta dalla fallenda solo dopo la data della comparizione (avendo solo tardivamente questa provveduto all'effettiva apertura della casella di posta certificata), non compromette il diritto di difesa della fallenda atteso che sia la notifica al domicilio sia quella telematica si fondano sullo stesso principio di fondo che è quello della conoscibilità dell'atto secondo un criterio di ordinaria diligenza del destinatario (circa il costante controllo degli atti ricevuti presso il domicilio reale o telematico). Il sistema vigente, inoltre, non prevede la necessità di una certificazione di conformità all'originale degli atti da parte del cancelliere. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 22 Marzo 2017, n. 7390. Segue...
Fallimento - Dichiarazione - Procedimento - Audizione dell'imprenditore - Notificazione del ricorso e del decreto di convocazione - Inosservanza del termine dilatorio ex art. 15, comma 3, l.fall., e mancata espressa abbreviazione ex art. 15, comma 5, l.fall. - Conseguenze - Nullità della "vocatio in ius" - Automaticità - Esclusione - Condizioni - Partecipazione all'udienza del debitore - Sanatoria della nullità - Fondamento
Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Differimento dell'udienza su richiesta del debitore - Onere dello stesso di accertarsi della data del rinvio
Il fallendo che sia stato regolarmente convocato nell'ambito del procedimento di cui all'articolo 15 legge fall., qualora ottenga il differimento dell'udienza per proprio impedimento, è onerato di accertarsi della data del rinvio in tal modo concesso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Dicembre 2015. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Svolgimento di un'udienza pubblica - Illegittimità costituzionale dell'articolo 15 legge fall. - Manifesta infondatezza
È manifestamente infondata la questione di illegittimità costituzionale dell'articolo 15 legge fall., nella parte in cui non prevede la trattazione della fase prefallimentare in pubblica udienza, per contrasto con l'articolo 117, comma 1, Cost., in riferimento all'articolo 6 della CEDU e dall'articolo 6 del trattato di Maastricht. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Ottobre 2015, n. 20282. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Diritto di difesa del debitore - Onere di seguire lo sviluppo della procedura e di consultare le prove raccolte a suo carico - Sussistenza
Nell’ambito del procedimento camerale e sommario che precede la dichiarazione di fallimento, il debitore, volta che sia stato informato dall’avvio della procedura e posto in condizione di svolgere le proprie difese, è onerato del compito di seguire lo sviluppo della procedura e di assumere ogni opportuna iniziativa in ordine alle eventuali informazioni richieste d’ufficio dal tribunale alla Guardia di Finanza sulle condizioni soggettive ed oggettive dell’impresa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 16 Ottobre 2014, n. 21939. Segue...
Fallimento - Procedimento - Audizione dell'imprenditore - Decreto di convocazione del debitore - Requisiti ex art.15, quarto comma, legge fall. - Enunciazione dell'iniziativa per la dichiarazione di fallimento - Necessità - Osservanza - Rispetto sostanziale - Sufficienza - Fattispecie
Nel procedimento per la dichiarazione di fallimento, la prescrizione del quarto comma dell'art. 15 legge fall., nella parte in cui stabilisce che il decreto di convocazione del debitore deve indicare che il procedimento è volto all'accertamento dei presupposti per la dichiarazione di fallimento, è da reputarsi adeguatamente rispettata ogni qual volta, a prescindere dalla formula adoperata, detta indicazione possa comunque essere agevolmente desunta dal tenore del decreto medesimo e dal fatto che esso è steso in calce al ricorso del creditore ovvero, come nella specie, alla richiesta del P.M. contestualmente notificato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Dicembre 2011. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Convocazione dell'imprenditore - Formalità - Riforma della legge fallimentare - Procedimentalizzazione della fase prefallimentare - Rispetto delle norme processuali anche in tema di comunicazione degli atti - Necessità - Violazione - Nullità.
Nella vigenza della disciplina del procedimento per dichiarazione di fallimento anteriore alla riforma in vigore dal 16 luglio 2006, si riteneva che, prima della dichiarazione di fallimento, il tribunale fallimentare dovesse disporre la comparizione in camera di consiglio dell'imprenditore, effettuando, a tal fine, ogni ricerca per provvedere alla notificazione dell'avviso di convocazione; tuttavia, onde assicurare la compatibilità tra il suo diritto di difesa e le esigenze di speditezza ed operatività caratteristiche del procedimento, il tribunale poteva evitare l'adempimento di ulteriori formalità, sia pure normalmente previste dal codice di rito, quando la situazione di irreperibilità dell'imprenditore fosse imputabile a sua negligenza o condotta non conforme agli obblighi di correttezza di un operatore economico. Tali principi non sono più applicabili nel regime attualmente vigente a seguito dell'intervenuta procedimentalizzazione della fase prefallimentare, di cui sicuro indice è costituito dalla definizione degli adempimenti processuali e dalla formalizzazione dell'attività di trattazione ed istruttorie delle parti, la quale impone il rispetto delle norme processuali anche in tema di modalità di comunicazione degli atti, norme derogabili soltanto nella ricorrenza di particolari ragioni d'urgenza ed a seguito di decreto motivato del presidente del tribunale ex art. 15, comma 5, legge fallimentare. (Nel caso di specie, è stata dichiarata la nullità della sentenza di fallimento, come conseguenza della nullità del decreto di convocazione dell'imprenditore, a causa del mancato completamento delle formalità di notificazione prescritte dagli articoli 140 e 143 c.p.c.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 20 Maggio 2011. Segue...
In tema di procedimento per la dichiarazione di fallimento di una società di fatto e dei suoi soci illimitatamente responsabili, l'attuazione del diritto di difesa posto dall'art. 15 legge fall. richiede che l'instaurazione del contraddittorio coinvolga i presupposti essenziali della dichiarazione stessa ed abbia carattere preventivo rispetto alla pronuncia, essendo sufficiente che ai predetti soci sia contestata l'esistenza della società, la loro partecipazione ad essa e lo stato di insolvenza della società; non è invece indispensabile che sia anche contestato loro il modo con cui la società ha in concreto operato, nè l'eventuale sussistenza di altri soci. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Novembre 2010. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Procedimento - Audizione dell'imprenditore - Notificazione del ricorso e del decreto di convocazione - Necessità - Negligenza nella condotta del debitore irreperibile - Rilevanza - Esclusione - Formalità - Notificazione - Derogabilità - Presupposti.
Nel procedimento per la dichiarazione di fallimento, l'avvenuta procedimentalizzazione del giudizio e delle attività di trattazione ed istruttoria, a seguito della riforma di cui al d.lgs. n. 5 del 2006 e del d.lgs. n. 169 del 2007, implica che la notificazione al debitore del ricorso e del decreto di convocazione all'udienza (come previsto dalla nuova formulazione dell'art. 15, terzo comma, legge fall.) sia la regola anche quando il debitore si sia sottratto volontariamente o per colpevole negligenza al procedimento, rendendosi irreperibile; il quinto comma dell'articolo citato permette tuttavia, con una previsione analoga a quella di cui all'art. 151 cod. proc. civ., che il presidente del tribunale, in sede di abbreviazione dei termini per la notifica e per le memorie, possa disporre che il ricorso ed il decreto predetti, se ricorrono particolari ragioni di urgenza, siano portati a conoscenza delle parti con ogni mezzo idoneo, omessa ogni formalità non indispensabile alla conoscibilità degli stessi. Ne consegue che è valida la comunicazione al debitore del decreto di convocazione avvenuta, come ordinato con specifico provvedimento del presidente del tribunale, per il tramite di un ufficiale di polizia giudiziaria, e non nelle forme della notifica di cui agli artt. 136 e s. cod. proc. civ.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Ottobre 2010, n. 22151. Segue...
Procedimento per dichiarazione di fallimento – Audizione del debitore – Attività delegabile al giudice relatore – Legittimità. (20/07/2010)
Nell'ambito del giudizio per dichiarazione di fallimento, l’incombente relativo all'audizione delle parti può legittimamente essere delegato dal collegio al giudice relatore, senza che ciò comporti alcuna lesione del diritto alla difesa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Lecce, 03 Marzo 2010, n. 0. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Audizione dell'imprenditore - Previa convocazione - Per successive istanze da parte di altri creditori - Necessità - Esclusione
Nel procedimento camerale e sommario che precede la dichiarazione di fallimento, una volta che il debitore sia stato informato dello avvio della procedura nei suoi confronti e sia stato posto in condizione di svolgere le sue difese, non è necessario che egli sia nuovamente convocato ed avvertito ogni qualvolta si aggiungano istanze di fallimento da parte di altri creditori, avendo egli l'Onere di seguire lo sviluppo della procedura e di assumere ogni opportuna iniziativa in ordine sia alle eventuali informazioni richieste d'ufficio dal tribunale sulle condizioni soggettive ed oggettive dell'impresa, sia alle eventuali ulteriori pretese creditorie inserite nel coacervo delle istanze e delle prove a suo carico. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Agosto 1990, n. 7757. Segue...