Source: https://www.exeo.it/Articoli/5696/abusi-edilizi-e-p-a-provvedimenti-sanatori-e-sanzionatori.aspx
Timestamp: 2020-01-28 17:14:56+00:00
Document Index: 85779600

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 38', 'art. 32', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 36', 'art. 32', 'art. 38', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 39', 'art. 36', 'art. 36']

Una volta che il manufatto originario ed abusivo sia stato demolito, può dirsi venuta meno l’opera a cui si riferiva la richiesta di sanatoria.
Nelle more della rivalutazione dell'istanza di sanatoria nel rispetto del vincolo derivante dalla sentenza di annullamento si determina un arresto dell’efficacia dell’ordine di demolizione, che opera in termini di mera sospensione, posto che, in caso di rigetto dell’istanza di sanatoria, l’ordine di demolizione riacquista la sua efficacia.
Considerato che l’interesse tutelato dalle disposizioni urbanistiche ed edilizie non è un interesse che coincide in toto con quello del privato che vuole edificare, ma h... _OMISSIS_ ...cistica, e riposa nel corretto assetto del territorio, può darsi l’ipotesi che effettivamente il manufatto non sia in alcun modo suscettibile (in tutto, od in parte) di “regolarizzazione” postuma: in simile ipotesi, torna a prevalere l’interesse pubblicistico, diviene recessivo l’affidamento del privato, e l’interesse del privato potrebbe se del caso trovare tutela nei confronti dell’amministrazione in via risarcitoria.
L’ordinanza di demolizione volta a reprimere l’abuso edilizio costituito dalla maggiore altezza e dal maggior volume dell’edificio condominiale nel suo insieme non trova ostacolo nella pendenza della domanda di sanatoria edilizia avente ad oggetto una singola unità abitativa facente pa... _OMISSIS_ ...nio, in quanto l’oggetto del primo non coincide con l’oggetto della seconda.
È del tutto possibile che l’amministrazione, emesso un primo ordine di rimessione in pristino, e presentata da parte del privato una domanda di sanatoria, emetta un secondo ordine di rimessione dopo che la sanatoria è stata negata.
L’istanza ex art. 36 d.P.R. n. 380-2001 è idonea a determinare un mero arresto di efficacia dell’ordine di demolizione, destinato a venir meno in caso di rigetto dell’istanza in questione. In altri termini, non si ravvisano motivi per imporre all’Amministrazione comunale il riesercizio del potere sanzionatorio a seguito dell’esito negativo del procedimento di accertamento di conformità urbanisti... _OMISSIS_ ...il provvedimento di demolizione costituisce un atto vincolato a suo tempo adottato in esito ad un procedimento amministrativo sul quale non interferisce l’eventuale conclusione negativa del procedimento ad istanza di parte ex art. 36 cit.
In materia edilizia, la legge 28 febbraio 1985, n. 47 (per come richiamata dal decreto legge sul condono n. 269 del 2003) ha disposto che la presentazione della domanda di condono – nei casi ivi previsti ed in presenza dei relativi presupposti – determina la cessazione degli effetti dei precedenti atti sanzionatori.
Quando è proposta una domanda di accertamento di conformità, ai sensi dell’art. 36 del testo unico n. 380 del 2001, si verifica una sospensione dell’efficacia dell... _OMISSIS_ ...olizione (nel senso che questo non può essere portato ad esecuzione, finché non vi sia stata la definizione della domanda, con atto espresso o mediante il silenzio-rigetto), sicché nel caso di rigetto dell’istanza di accertamento di conformità l’ordine di demolizione riacquista la sua efficacia.
Con la previsione della sospensione dell'ordine di demolizione in caso di presentazione dell'accertamento di conformità si intende evitare di rimettere alla volontà del privato colpito dall’ordinanza di demolizione il potere di determinare de facto - mediante la mera presentazione dell’istanza di accertamento di conformità e la conseguente necessità per il Comune, in caso di rigetto della stessa, di adottare un nuovo provvedimento - la paralisi ... _OMISSIS_ ...to di demolizione, equivalente ad un suo sostanziale annullamento.
Per effetto dell’art. 38 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, nella pendenza della definizione di domande di sanatoria, non può essere adottato alcun provvedimento di demolizione e tale disposizione si applica anc... _OMISSIS_ ...resentati ai sensi dell’art. 32 d.l. 30 settembre 2003, n. 26.
La presentazione della richiesta di sanatoria fa sorgere l’obbligo per il Comune di esaminarla, con conseguente necessità di assumere un nuovo provvedimento favorevole o sfavorevole cosicché l’originario provvedimento repressivo è destinato a perdere efficacia e non può più essere portato ad esecuzione.
La palese discrasia tra il manufatto oggetto della domanda di condono e quello oggetto dell'ordinanza di demolizione impedisce che il meccanismo di sospensione dei procedimenti sanzionatori, per effetto della presentazione di una istanza di condono, possa trovare concreta applicazione alla struttura oggetto dell'ordinanza di demolizione.
Non trova appl... _OMISSIS_ ...ncipio secondo il quale l’Amministrazione non può emettere alcun provvedimento sanzionatorio senza prima aver definito il procedimento scaturente dall’istanza di sanatoria, qualora vi sia una discrasia tra il manufatto oggetto della domanda di sanatoria e quello oggetto dell'ordinanza di demolizione, ostandovi i principi di lealtà, coerenza, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa. I suddetti principi, infatti, impongono il dovere di procedere prioritariamente all’esame della domanda di condono prima di assumere iniziative pregiudizievoli per lo stesso esito della sanatoria edilizia, ciò però sul presupposto di una coincidenza dei manufatti oggetto di entrambi i provvedimenti.
Se è vero che sono illegittimi i provvedimenti ... _OMISSIS_ ...ilizi quando per gli immobili sanzionati pendono istanze di sanatoria rimaste inevase, ciò non vale allorché la domanda di condono riguardi un manufatto tutt’affatto diverso.
L'ordinanza di demolizione non deve essere preceduta ex officio dalla verifica dell’eventuale conformità dell'intervento alla disciplina edilizia ed urbanistica ai fini della possibilità di sanatoria ex art. 13 della legge n. 47/85, perché il rilascio del titolo edilizio per accertamento di conformità, ai sensi dell’art. 13 della legge n. 47/85, così come adesso dell’art. 36 del D.P.R. n. 380/01, consegue ad un procedimento ad istanza di parte, cosicché è onere dell’interessato chiederne, eventualmente, il rilascio.
Il principio di cui a... _OMISSIS_ ...8 febbraio 1985 n. 47 prevede che la presentazione della domanda di condono sospenda il procedimento per l'applicazione di sanzioni amministrative. Ne consegue che, nella pendenza della definizione di tali domande, non può essere, tra l'altro, adottato alcun provvedimento di demolizione. Tale disposizione si applica anche ai condoni presentati ai sensi dell'art. 32 d.l. 269/2003.
È illegittimo l’ordine di demolizione di opere abusive emesso in pendenza del procedimento di condono edilizio, alla luce dell’art. 38 della l. n. 47/1985, che prevede che la presentazione della domanda di condono sospenda il procedimento per l'applicazione di sanzioni amministrative, e dell’art. 44, ultimo comma, della stessa legge che prevede che, in pendenza del t... _OMISSIS_ ...resentazione di tali domande, tutti i procedimenti sanzionatori in materia edilizia siano sospesi. Tale disciplina si applica anche ai condoni presentati ai sensi del d.l. n. 269/2003.
Se nelle more del procedimento per l'acquisizione di un bene al patrimonio comunale interviene una domanda di condono, sulla base della disposizione dell’art. 44 della legge n. 47 del 1985 richiamata dall’art. 39 della legge n. 724 del 1994, il procedimento repressivo edilizio subisce un arresto, sorgendo l’obbligo del Comune di esaminare tale domanda prima di ogni altro provvedimento repressivo in materia edilizia, con la conseguenza della perdita di efficacia dell’eventuale provvedimento di demolizione già adottato (e della improcedibilità delle eventua... _OMISSIS_ ... ad esso rivolte per sopravvenuta carenza di interesse) dovendo essere adottato un nuovo provvedimento di demolizione successivamente all’esame negativo della domanda di condono.
La sopravvenuta formazione di un nuovo provvedimento di rigetto del condono comporta il dovere per l’Amministrazione comunale di emettere una nuova ordinanza di demolizione, con fissazione di nuovi termini per ottemperarvi.
La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità, ai sensi dell'art. 36, d.P.R. n. 380 del 2001, successivamente all'emanazione dell'ordinanza di demolizione, produce l'effetto di rendere inefficace il pregresso provvedimento di demolizione, in quanto il necessario riesame dell'abusività o meno dell'opera obbliga l'Amministrazi... _OMISSIS_ ...a valutazione della situazione di abusività che impatta sulla precedente ordinanza di demolizione (emanata, appunto, sul presupposto dell'illegittimità dell'opera), rendendola quindi inefficace.
Se in linea generale in presenza di una domanda di condono edilizio l'Amministrazione non può emettere un provvedimento sanzionatorio senza avere prima definito il procedimento scaturente dall'avvenuta presentazione della predetta domanda, ostandovi i principi di lealtà, coerenza, efficienza ed economicità che impongono la previa definizione dell'istanza prima di assumere iniziative potenzialmente pregiudizievoli per lo stesso esito della sanatoria edilizia, ciò a maggior ragione va esteso al caso in cui il manufatto abusivo sia stato previamente oggetto di specifico i... _OMISSIS_ ...te.
La presentazione della domanda di permesso in sanatoria ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. n. 380/2001 - a differenza di quanto avviene per la domanda di condono in senso stretto - non influisce sul provvedimento emanato, né (essendo successiva allo stesso) determina l’improduttività di effetti del provvedimento sanzionatorio/demolitorio.
La presentazione della domanda di accertamento di conformità, successiva all'ordine di demolire gli abusi, non paralizza i poteri sanzionatori del Comune, preposto alla tutela del governo del territorio; la domanda non determina altresì alcuna inefficacia sopravvenuta o caducazione ovvero invalidità dell'ingiunzione di demolire ma provoca esclusivamente uno stato di quiescenza e di temporan... _OMISSIS_ ...ità del provvedimento, finché perduri il termine di decisione previsto dalla legge e non si sia formato l'eventuale atto tacito di diniego. Pertanto, una volta decorso tale termine e in mancanza di impugnazione giurisdizionale tempestiva del diniego tacito, l'ingiunzione di demolizione riprende ipso facto vigore e non occorre in nessun caso una riedizione del potere sanzionatorio da parte dell'Amministrazione procedente.
Decorsi sessanta giorni dalla presentazione dell’istanza di sanatoria senza l’emanazione di alcun provvedimento espresso, si forma senz’altro il silenzio rifiuto. Se questo non viene impugnato, la conseguenza è che l’impugnata ordinanza di demolizione si consolida riprendendo piena efficacia.
L’impu... _OMISSIS_ ...niego di sanatoria non inibisce la pronuncia dell’ordine demolitori...
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