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Timestamp: 2016-12-04 20:26:34+00:00
Document Index: 178719173

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.\n1298']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 107 del 21.05.2007
Istanza di interpello - Prenotazione a debito dell'imposta di registro -
Articolo 59, comma 1, lettera d) del Testo Unico in materia di imposta di
registro - Ordinanze di riparazione per ingiusta detenzione
Con istanza di interpello, presentata ai sensi dell'articolo 11
della legge 27 luglio 2000, n. 212, concernente il recupero dell'imposta di
registro prenotata a debito, è stato esposto il seguente
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha chiesto alla scrivente
chiarimenti in ordine alla ripartizione delle spese di registrazione delle ordinanze di riparazione per ingiusta detenzione, nel caso in cui venga
disposta la compensazione tra le parti delle spese giudiziarie.
In particolare, è stato chiesto se si possano recuperare
direttamente le spese a carico del ricorrente, mediante la riduzione dell'importo allo
stesso dovuto a titolo di riparazione pecuniaria per l'ingiusta detenzione,
qualora il giudice abbia disposto la compensazione delle spese tra le parti.
In particolare, l'istante ha rappresentato che in data 15 novembre
u.s. è stata data esecuzione all'ordinanza di riparazione per ingiusta
detenzione, emessa dalla Corte d'Appello di Catanzaro il 7 aprile 2006,
predisponendo il provvedimento di liquidazione e il relativo mandato di
pagamento in favore del ricorrente.
Ciò premesso, chiede di chiarire se la prenotazione a debito degli
oneri di registrazione, anche nel caso di compensazione delle spese di giudizio, venga effettuata a carico dell'Amministrazione parte in causa nel
processo, con conseguente imputazione formale del relativo obbligo di
L'interpellante ritiene che l'ufficio ha "(...)la
procedere autonomamente al recupero della quota di spese, sostanzialmente a
carico del ricorrente, mediante compensazione con il debito rappresentato
dalla riparazione pecuniaria per ingiusta detenzione (...)".
L'istituto della riparazione per ingiusta detenzione, disciplinato
dall'articolo 314 cod.proc.pen., riconosce a favore di chi ha subito una
detenzione "ingiusta" un vero e proprio diritto alla riparazione del danno, ancorché
soltanto equa.
Le ordinanze di riparazione per ingiusta detenzione, ex articolo 314
cod.proc.pen., sono provvedimenti che occorrono nei procedimenti contenziosi
nei quali sono interessate le amministrazioni dello Stato. Infatti, la
domanda riparatoria per ingiusta detenzione viene proposta proprio nei
confronti dello Stato; nello specifico, deve essere notificata al Ministro
Pertanto, gli stessi sono assoggettati alla registrazione a debito,
cioè senza contemporaneo pagamento dell'imposta dovuta.
Ai sensi, dell'articolo 59, comma 1, lettera a), del Testo Unico delle
Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131 (di seguito T.U.R.),
infatti, "Si registrano a debito, cioè senza contemporaneo pagamento delle
imposte dovute:
a) le sentenze, i provvedimenti e gli atti che occorrono nei
procedimenti contenziosi nei quali sono interessate le amministrazioni dello
Stato e le persone o gli enti morali ammessi al beneficio del patrocinio a
spese dello Stato quando essi vengono formati d'ufficio o ad istanza o
nell'interesse dei detti soggetti; la registrazione a debito non è ammessa
per le sentenze portanti trasferimento di beni e diritti di qualsiasi
Spetta al cancelliere, ex articolo 10, lettera c) del T.U.R.,
richiedere la registrazione a debito di tali ordinanze, provvedendo alla
trasmissione delle stesse all'ufficio finanziario, il quale è tenuto a
comunicare, entro dieci giorni dalla ricezione, gli estremi di protocollo e
di registrazione (articolo 73 del Testo Unico sulle spese di giustizia).
In tema di modalità di recupero delle spese prenotate a debito, il
Consiglio di Stato con circolare del 02/08/2002, n. 564, ha precisato che,
ai sensi dell'articolo 158, comma 3 "... sono recuperate
dall'amministrazione, insieme alle altre spese anticipate, in caso di
condanna dell'altra parte alla rifusione delle spese in proprio favore".
Il soggetto "amministrazione pubblica ammessa alla prenotazione a
debito" è definito dall'articolo 3, comma 1, lett. q) del Testo Unico in
materia di spese di giustizia: "...amministrazione dello Stato, o altra
amministrazione pubblica, ammessa da norme di legge alla prenotazione a
debito di imposte o di spese a suo carico".
Pertanto, nel caso in commento, il Ministero dell'Economia e Finanze
(parte in causa), ammessa alla prenotazione a debito delle spese, deve - successivamente al passaggio in giudicato della sentenza - recuperare nei
confronti della controparte soccombente le spese prenotate a debito e
anticipate dall'erario, limitatamente alle spese poste a carico del
ricorrente, vale a dire la quota di spese compensata (cfr. Risoluzione
dell'Agenzia delle entrate dell'11/07/2005, n. 86).
Come avvenuto nel caso in esame, il giudice può decidere di non
condannare la parte soccombente al rimborso delle spese, disponendo la compensazione a norma dell'articolo 92, comma 2, c.p.c.. In tal caso, le
spese di lite restano a carico della parte che le ha anticipate.
Al riguardo si osserva che l'articolo 159 del Testo Unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia,
approvato con d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, disciplina le modalità di
registrazione a debito in caso di compensazione delle spese nei processi in
cui è parte l'amministrazione pubblica. La norma citata prevede che "Nel
caso di compensazione delle spese, se la registrazione è chiesta
dall'amministrazione, l'imposta di registro della sentenza è prenotata a
debito, per la metà, o per la quota di compensazione, ed è pagata per il
rimanente dall'altra parte; se la registrazione è chiesta dalla parte
diversa dall'amministrazione, nel proprio interesse o per uno degli usi
previsti dalla legge, l'imposta di registro della sentenza è pagata per
intero dalla stessa parte".
In altri termini, in caso di compensazione, la norma stabilisce che la
registrazione a debito è effettuata nei confronti dell'amministrazione solo
ed unicamente "per la metà o per la quota di compensazione", mentre il
resto dell'imposta è pagata dall'altra parte.
Ne consegue che l'imposta di registro, in caso di compensazione delle
spese, va ripartita tra le parti e, in caso di prenotazione a debito,
legittima l'amministrazione al recupero nei confronti della controparte
della metà della somma dovuta a titolo di registrazione.
Alle medesime conclusioni è giunta anche la giurisprudenza di
Infatti, nella sentenza 21 maggio 1991, n. 5707 la Corte di Cassazione
ha affermato "Il principio che tra le spese di lite debbono comprendersi
anche quelle conseguenti alla sentenza e, quindi, anche quelle di
registrazione della medesima, non può essere invocato nel caso in cui il
giudice abbia disposto la compensazione delle spese giudiziali; pertanto, le
spese di registrazione della sentenza che ha disposto la compensazione delle
spese giudiziali vanno accreditate all'erogante in ragione della metà, in
applicazione della normativa tributaria, che prevede l'obbligo solidale del
pagamento a carico delle parti del processo, con diritto di regresso nei
rapporti interni, e nel rispetto della disposizione dell'ultimo comma, art.
1298 c.c., secondo cui le parti di ciascuno si presumono uguali, se non
risulta diversamente".
Questa Direzione non ha osservazioni da formulare in ordine alla
facoltà, in capo al Ministero dell'Economia e Finanze, di procedere al recupero delle somme a carico del ricorrente, mediante compensazione con il
debito rappresentato dalla riparazione pecuniaria per l'ingiusta detenzione
in favore del ricorrente, liquidato nella somma di Euro 1.200,00. Invero, la
competenza di questa Agenzia è limitata alla compensazione dei crediti
d'imposta e dei contributi compensabili, che sono elencati all'articolo 17
del d.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241.
La presente viene resa dalla scrivente ai sensi dell'articolo 4,
comma 5, del decreto ministeriale 26 aprile 2001, n. 209, in risposta all'istanza di interpello presentata alla Direzione Centrale delle Entrate
dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
- Grottaferrata	Verbale per distruzione beni (ex DPR 441/1997 e circolare Ministero Finanze 193/E 1998)