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Timestamp: 2019-11-20 03:57:18+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 348', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 348', 'art. 348', 'sentenza ', 'sentenza ']

giugno | 2018 | Collegio provinciale degli Agrotecnici e Agrotecnici laureati di Savona
Esercizio abusivo di attività e professionale. Art. 348 cp novellato. Applicabilità ai sospesi dall’Albo.
21 giugno 2018 Senza categoriaMatteo Giachino
La nuova formulazione dell’art. 348 del Codice penale, così come modificato dall’art. 12 della legge 3 del 11 gennaio 2018,prevede:
– il forte aumento del periodo massimo di reclusione (che viene elevato da sei mesi a tre anni);
– l’aggiunta, alla reclusione, di una elevata sanzione pecuniaria (mentre nel precedente articolo la sanzione pecuniaria era alternativa, e non aggiuntiva, alla pena detentiva); – il fortissimo aumento della sanzione pecuniaria (il cui minimo passa dai precedenti 103 euro agli attuali 10.000 euro mentre l’importo massimo passa a 516 euro e 50.000 euro);
– la pubblicazione obbligatoria della sentenza;
– qualora il soggetto condannato faccia parte di un Albo professionale, la trasmissione obbligatoria della sentenza a questo ultimo per l’applicazione di provvedimenti disciplinari;
– l’ulteriore inasprimento della pena, sia detentiva che pecuniaria, nei confronti del professionista che induca altri ad incorrere nel reato di esercizio abusivo di attività professionale.
Il nuovo testo dell’art. 348 cp, entrato in vigore dal 15 febbraio 2018, è il seguente:
“Esercizio abusivo di una professione
Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato [c.c. 2229] è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni con la multa da euro 10.000 a euro 50.000.
Si applica la pena della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 15.000 a euro 75.000 nei confronti del professionista che ha determinato altri a commettere il reato di cui al primo comma ovvero ha diretto l’attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo.”
come si vede, con il fortissimo inasprimento delle sanzioni penali e -congiuntamente- di quelle pecuniarie, il legislatore ha voluto creare un effettivo deterrente all’esercizio abusivo dell’attività professionale, così rafforzando l’importanza dell’appartenenza ordinistica per svolgere determinate attività nonchè la funzione degli Albi professionali.
Essendo pacifica la circostanza che l’iscrizione debba essere effettiva ed attuale (cioè nel
pieno rispetto di tutte le disposizioni di legge) appare evidente che la sospensione dall’Albo, facendo venir meno il presupposto dell’ attualità dell’iscrizione, impedisce all’iscritto sospeso di esercitare la professione e, nel caso egli la svolga, lo fa incorrere nel reato penale di cui all’art. 348 cp.
In questo senso milita anche la giurisprudenza di merito (Corte Suprema di Cassazione
penale, sentenza 24 maggio 2007 n. 20439 nonchè sentenza 6 maggio 2014 n. 18745).