Source: https://studiolegalemeiecalcaterra.wordpress.com/2007/09/
Timestamp: 2018-03-19 05:03:50+00:00
Document Index: 109014306

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 62', 'art. 35', 'art. 56', 'art. 70', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'sentenza ']

2007 settembre «Studio Legale Mei & Calcaterra Studio Legale Mei & Calcaterra
L’annullamento del matrimonio disposto dal tribunale ecclesiastico per l’occultamento al coniuge di un’infedeltà prematrimoniale non è conforme all’ordinamento pubblico italiano venerdì, Set 28 2007
avvocati and avvocato and Cassazione and diritto civile and diritto di famiglia and divorzi and giurisprudenza and matrimonio and sentenza and separazioni and studi legali mgraziamei 7:57 am
Contrasto di giurisprudenza (Cassazione Sezione Prima Civile, ordinanza n. 17767 del 21 agosto 2007, Pres. Luccioli, Rel. Bonomo).
Giuseppe D. ha ottenuto dal Tribunale Ecclesiastico del Triveneto la dichiarazione di nullità del matrimonio concordatario contratto con Cristina P., sostenendo di avere appreso solo dopo le mozze che sua moglie non gli era stata fedele durante il periodo del fidanzamento e gli aveva nascosto l’esistenza di una relazione avuta con altro uomo. Il Tribunale Ecclesiastico ha ritenuto che la volontà di Giuseppe D. sia stata viziata da un inganno su una qualità personale della moglie la cui mancanza era oggettivamente di tale gravità da perturbare il consorzio della vita coniugale. La decisione è stata confermata dal Tribunale Ecclesiastico Regionale di Appello. Giuseppe D. ha quindi chiesto alla Corte di Appello di Trieste di dichiarare efficace nella Repubblica Italiana la sentenza del Tribunale Ecclesiastico. La Corte di Trieste ha rigettato la domanda in quanto ha ritenuto contrari all’ordine pubblico nazionale gli effetti della decisione del Tribunale Ecclesiastico; essa ha rilevato che nel caso in esame l’errore sulla fedeltà prematrimoniale aveva carattere meramente soggettivo, che esso non riguardava una qualità personale caratteristica permanente o duratura dell’individuo, ma un comportamento attuato in determinate circostanze e in un determinato tempo e che non era riferibile, nemmeno in via di massima, e nessuna delle fattispecie di errore essenziale riconosciute dall’ordinamento italiano. Giuseppe D. ha proposto ricorso cassazione censurando la decisione della Corte di Trieste per vizi di motivazione e violazione di legge.
La Suprema Corte (Sezione Prima Civile, ordinanza n. 17767 del 21 agosto 2007, Pres. Luccioli, Rel. Bonomo) ha trasmesso la causa al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite Civili, dichiarando di non condividere l’orientamento espresso in una precedente sentenza (n. 4707 del 26 maggio 1987) che ha escluso, in un caso analogo, il contrasto fra la decisione del Tribunale Ecclesiastico e l’ordine pubblico italiano. Nell’ordinanza la Suprema Corte ha tra l’altro affermato:
che in tali situazioni, la negazione dell’esistenza dell’altra relazione, di fronte ad una domanda precisa, costituisce un comportamento che può essere diretto ad evitare sofferenze all’interlocutore;
che l’infedeltà prematrimoniale, seguita dalla fedeltà matrimoniale, una volta che la scelta sia definitivamente compiuta, non costituisce impedimento al pieno svolgimento della vita matrimoniale, basata sul principio di responsabilità e su obblighi di reciproca solidarietà, e non può quindi farsi rientrare nell’ambito degli errori sulle qualità essenziali di cui si è detto;
che in effetti, l’errore sulla fedeltà prematrimoniale – così come un eventuale errore sullo stato di verginità, considerato in passato importante da gran parte della popolazione – assume un valore diverso a seconda degli individui, il che dimostra il carattere soggettivo dello stesso e, anche sotto questo profilo, la non assimilabilità all’errore sulle qualità essenziali, che regola l’istituto matrimoniale italiano.
Divorzio: se il marito si è arricchito dopo, l’assegno non cambia venerdì, Set 28 2007
assegno di mantenimento and avvocati and avvocato and Cassazione and diritto civile and diritto di famiglia and divorzi and giurisprudenza and sentenza and studi legali mgraziamei 7:38 am
Anche nella stagione della flessibilità le norme di legge imperative regolano direttamente il rapporto di lavoro in misura prevalente rispetto all’autonomia individuale giovedì, Set 27 2007
avvocati and avvocato and Cassazione and contrattazione collettiva and contratti collettivi and contratti individuali di lavoro and contratto di lavoro and diritto del lavoro and giurisprudenza and lavoro and processo del lavoro and sentenza and studi legali mgraziamei 8:52 am
(Cassazione Sezione Lavoro n. 18692 del 6 settembre 2007, Pres. Senese, Rel. De Matteis).
Anche nella stagione della flessibilità le norme di legge imperative regolano direttamente il rapporto di lavoro in misura prevalente rispetto all’autonomia individuale – In ragione della diseguaglianza di fatto delle parti nel contratto.
Lo svolgimento del lavoro di commesso alle vendite all’interno della struttura dell’impresa, con materiali ed attrezzature proprie della stessa costituisce un forte indizio della esistenza di un rapporto di lavoro subordinato, indipendentemente dalla definizione del rapporto come collaborazione saltuaria. Quella del commesso è una figura tipologicamente subordinata, come quella del lavoratore che in fabbrica è addetto alla catena di produzione.
Nel nostro ordinamento non sussisteva e non sussiste, neppure dopo le recenti riforme del mercato del lavoro, una libertà indiscriminata ed incontrollabile di sussunzione della prestazione lavorativa in un modello contrattuale informale. Nella stagione c.d. della flessibilità il decreto legislativo 10 settembre 2003 n. 276 prevede rigorosi requisiti formali per le tipologie contrattuali, anche connotate dall’autonomia, diverse dal rapporto di lavoro subordinato (art. 62 per il contratto a progetto, art. 35 per il lavoro intermittente, art. 56 per il contratto di inserimento, art. 70 e segg. per le prestazioni occasionali di tipo accessorio, etc.).
L’art. 1 d.lgs. 6 settembre 2001, n. 368, consentendo l’apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, conserva l’esigenza causale del termine e l’onere della forma scritta. Per quanto riguarda l’orario, l’art. 3 d.lgs. 8 aprile 2003, n. 66 pone una presunzione di normalità dell’orario di lavoro in 40 ore settimanali, e l’art. 2 D.Lgs 25 febbraio 2000 n. 61 continua a richiedere la forma scritta per il contratto a tempo parziale…[continua…]
Adozione e congedo parentale giovedì, Set 27 2007
avvocati and avvocato and INPS and studi legali mgraziamei 8:28 am
Inps mess. 20.9.2007, n. 22913.
L’indennizzabilità al 30% del congedo parentale per i genitori in caso di adozione di un bambino entro i primi tre anni dall’ingresso nel nucleo spetta, a prescindere dal reddito, per un massimo di 6 mesi tra i due genitori fino al compimento dei 6 anni di età del bambino.
Le condizioni reddituali minime devono sempre sussistere:
– quando il bambino per il quale è già in corso il godimento del congedo ha superato i sei anni di età;
– quando il bambino al momento dell’ingresso nel nucleo ha un’età compresa tra 6 e 12 anni.
L’indigente che occupa una casa popolare non commette reato giovedì, Set 27 2007
avvocati and avvocato and Cassazione and giurisprudenza and sentenza and studi legali mgraziamei 8:02 am