Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_procedura_civile/279
Timestamp: 2018-05-26 15:33:12+00:00
Document Index: 39980887

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 46', 'art. 58', 'art. 46', 'art. 58', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 190', 'art. 279', 'art. 190']

I. Il collegio pronuncia ordinanza quando provvede soltanto su questioni relative all’istruzione della causa, senza definire il giudizio, nonché quando decide soltanto questioni di competenza. In tal caso, se non definisce il giudizio, impartisce con la stessa ordinanza i provvedimenti per l’ulteriore istruzione della causa. (1)
II. Il collegio pronuncia sentenza:
III. I provvedimenti per l'ulteriore istruzione, previsti dai numeri 4 e 5, sono dati con separata ordinanza.
IV. I provvedimenti del collegio, che hanno forma di ordinanza, comunque motivati, non possono mai pregiudicare la decisione della causa; salvo che la legge disponga altrimenti, essi sono modificabili e revocabili dallo stesso collegio, e non sono soggetti ai mezzi di impugnazione previsti per le sentenze.
Le ordinanze del collegio sono sempre immediatamente esecutive. Tuttavia, quando sia stato proposto appello immediato contro una delle sentenze previste dal numero 4 del secondo comma, il giudice istruttore, su istanza concorde delle parti, qualora ritenga che i provvedimenti dell'ordinanza collegiale siano dipendenti da quelli contenuti nella sentenza impugnata, può disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione o la prosecuzione dell'ulteriore istruttoria sia sospesa sino alla definizione del giudizio di appello.
V. L'ordinanza è depositata in cancelleria insieme con la sentenza.
(1) Comma sostituito dall’art. 46, comma 9, lett. a), della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
(2) Le parole “o di competenza » sono state soppresse dall’art. 46, comma 9, lett. b), della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
Ragioni della decisione - Motivazione apparente - Argomentazioni di puro genere o di asserzioni apodittiche o di proposizioni prive di efficacia dimostrativa.
Ricorre la motivazione apparente quando le ragioni della decisione siano del tutto avulse dalle risultanze processuali o vengano utilizzate argomentazioni di puro genere o di asserzioni apodittiche o di proposizioni prive di efficacia dimostrativa, cioè, in tutti i casi in cui il ragionamento espresso dal giudice a sostegno della decisione adottata sia soltanto fittizio e perciò sostanzialmente inesistente" (Nella fattispecie, il giudice di merito aveva esaurito la motivazione in tre righe). (Antonio Fattore) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 04 Aprile 2017, n. 53133. Segue...
Provvedimento giudiziale - Elementi essenziali - Data e sottoscrizione del giudice - Necessità - Nullità..
Costituisce principio pacifico quello per cui al difetto di sottoscrizione del giudice è equiparata la sottoscrizione illeggibile, allorchè nella sentenza (o nell'ordinanza) non risulti neppure indicato il giudice che l’ha pronunciata e rimanga così impedita ogni possibilità di individuazione del decidente. Il vizio in questione comporta la nullità del provvedimento. (Ghigo Giuseppe Ciaccia) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 10 Ottobre 2012. Segue...
Procedimento civile - Scelta del mezzo di impugnazione - Distinzione tra ordinanza di sentenza - Forma esteriore e denominazione data dal giudice - Irrilevanza - Prevalenza della sostanza sulla forma..
Per stabilire se un provvedimento abbia carattere di ordinanza o di sentenza, e sia quindi soggetto ai mezzi di impugnazione stabiliti per l’uno o per l’altro provvedimento, non deve aversi riguardo alla forma esteriore od alla denominazione data dal Giudice, ma all’effetto giuridico sostanziale che esso é destinato a produrre, in base al principio della prevalenza della sostanza sulla forma, con la conseguenza che si è in presenza di una sentenza quando il Giudice si pronuncia in via definitiva o non definitiva sul merito della controversia, sui presupposti o sulle condizioni processuali. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 14 Giugno 2012. Segue...
Incompetenza – Decisione con ordinanza – Legge 18 giugno 2009 – Sussiste – Anche per l’incompetenza territoriale inderogabile – Foro erariale – Sussiste – Necessità del procedimento ex art. 190 c.p.c. – Non sussiste..
Per effetto della legge 69/2009, la decisione sulla competenza assume la forma di ordinanza. La riforma non ha posto alcuna distinzione in relazione al tipo di incompetenza su cui la decisione interviene (cfr., in particolare, la nuova formulazione dell’art. 279 c.p.c.), sicché la forma dell’ordinanza può essere adottata anche ove sia eccepita una forma di competenza territoriale inderogabile, come accade nel caso di foro erariale. Non deve trovare applicazione per la decisione sulla sola questione di competenza il sub-procedimento delineato per la fase decisoria dall’art. 190 c.p.c., con la previsione di termini perentori per lo scambio di comparse conclusionali e repliche, venendo, altrimenti, del tutto frustrato l’intento semplificativo sotteso alla modifica legislativa. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 27 Dicembre 2010. Segue...