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Timestamp: 2020-02-18 12:06:17+00:00
Document Index: 99711654

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 10', 'art 2952', 'art. 2952', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2952', 'art. 2', 'art 2952', 'art. 2']

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Ulteriore interrogazione parlamentare sui conti dormienti
E’ stata presentata un’interrogazione parlamentare da parte dell’On. Sara Moretto (Pd) su due fondi che dovrebbero tutelare i rispiarmiatori ed invece sono stati utilizzati per altri scopi.
L’On. Moretto dovrebbe sapere che per scarsa informazione da parte delle compagnie assicurative molti beneficiari di polizze assicurative si sono visti trasferire i loro soldi al Fondo Vittime dei crack finanziari ed aspettano ancora oggi il rimborso dei loro soldi.
L’On. Moretto farebbe bene anche ad occuparsi di questo problema come è già stato fatto da alcuni suoi colleghi di partito.
Di sotto il testo dell’interrogazione.
MORETTO. — Al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
l’articolo 1, comma 343, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) istituisce un fondo, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, a decorrere dall’anno 2006, per indennizzare i risparmiatori che, investendo sul mercato finanziario, sono rimasti vittime di frodi finanziarie e che hanno sofferto un danno ingiusto non altrimenti risarcito;
il Fondo è alimentato, previo versamento al bilancio dello Stato, dall’importo dei conti correnti e dei rapporti bancari definiti come dormienti all’interno del sistema bancario nonché del comparto assicurativo e finanziario, definiti con regolamento adottato su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze;
con decreto del Presidente della Repubblica del 22 giugno 2007, n. 116, è stato emanato il regolamento di attuazione con il quale si stabiliscono i criteri per la definizione dei conti cosiddetti dormienti e le modalità di rilevazione dei predetti conti e rapporti;
a seguito di ulteriore modifica alla disciplina di riferimento, l’articolo 3, del decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 2008, n. 166, ha previsto che nel fondo di garanzia per le vittime di frodi finanziarie sopra citato, confluiscano, oltre ai rapporti definiti come dormienti, anche gli importi degli assegni circolari non riscossi entro il termine di prescrizione, gli importi delle polizze assicurative prescritte e gli importi dovuti ai beneficiari di buoni postali fruttiferi, emessi dopo il 14 aprile 2001 e non reclamati entro il termine di prescrizione del relativo diritto;
una parte di tali rapporti è ancora a disposizione degli aventi diritto poiché non ancora prescritta, mentre un’altra parte è costituita da rapporti prescritti sin dal momento in cui sono divenuti «dormienti» ed anche da rapporti «dormienti» successivamente prescritti in quanto decorso il termine utile per reclamarli;
il fondo destinato al risarcimento delle vittime di frodi finanziarie è stato negli ultimi anni utilizzato per scopi estranei alla originaria finalità quali ad esempio il finanziamento della cosiddetta social card, la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione e il finanziamento del fondo esuberi di Alitalia;
ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, è istituito presso la Consob il fondo di garanzia per i risparmiatori e gli investitori, destinato all’indennizzo dei danni patrimoniali causati ai clienti a seguito dei dissesti degli intermediari cui si sono rivolti;
detto fondo, a distanza di anni dalla sua istituzione, non è ancora operativo a causa della insufficiente dotazione finanziaria, essendo il fondo finanziato esclusivamente con il versamento della metà degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate per la violazione delle norme che disciplinano le attività degli intermediari;
per migliorare il coordinamento e la gestione dei due citati fondi sarebbe auspicabile rafforzare il fondo di garanzia istituito presso la Consob, consentendone finalmente l’attivazione, anche prevedendo la possibilità di far confluire nel fondo di garanzia le disponibilità dei «rapporti dormienti» e ampliandone l’operatività al fine di indennizzare anche i risparmiatori vittime di frodi finanziarie –:
a quanto ammontino complessivamente le risorse provenienti dai conti «dormienti» versate dagli intermediari al Ministero dell’economia e delle finanze e quante risorse del fondo siano attualmente disponibili;
quali iniziative, anche normative, intenda adottare per migliorare il coordinamento e la gestione dei due citati fondi a tal fine prevedendo una adeguata integrazione delle dotazioni finanziarie necessaria al funzionamento ovvero l’accorpamento dei due fondi in modo da poter disporre concretamente delle risorse necessarie agli scopi previsti dalla legge.
(5-02863)
Tags: Assicurazioni, conti dormienti, Dpr 116-07, fondo vittime frodi finanziarie, legge 166-08, legge 266-05, PD, polizze dormienti, Sara Moretto
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Polizze dormienti la risposta del Governo
Il Governo ha dato risposta in commissione Attività produttive, commercio e turismo all’interrogazione degli On. Fromer, Vico e Nannicini
da questa risposta si evince la disponibilità a risolvere il problema delle cosiddette polizze dormienti almeno per quelle prescritte prima del 28 ottobre 2008. i tempi di rimborso dal fondo delle vittime delle frodi finanziarie al momento non sono quantificabili.
E’ auspicabile un’ulteriore iniziativa per sbloccare anche i prescritti dal 28 ottobre 2008 e far alzare la prescrizione dagli attuali 2 anni a 10 anni.
Interrogazione n. 5-03112 Froner: Erogazione dei rimborsi relativi alle cosiddette polizze dormienti.
In relazione all’interrogazione in esame, si forniscono i seguenti elementi di risposta.
A seguito del parere positivo espresso dalle Commissioni parlamentari in data 19 maggio 2010, è stato adottato, in data 28 maggio 2010, il decreto di riparto del Fondo derivante dalle sanzioni amministrative irrogate dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, da destinare ad iniziative a vantaggio dei consumatori.
Detto decreto prevede la destinazione delle risorse, quantificate in euro 38.830.483,74 sulla base delle sanzioni versate dal 1o gennaio al 31 dicembre 2009 sul capitolo di entrata del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a favore di iniziative a vantaggio dei consumatori. È prevista, altresì, l’attivazione delle relative iniziative man mano che le risorse saranno effettivamente disponibili e secondo l’ordine di priorità desumibile dall’ordine con cui le iniziative stesse sono citate nel medesimo decreto e su cui non sono intervenute osservazioni, neppure nel corso della prescritta procedura di consultazione delle Commissioni parlamentari.
Il provvedimento in questione, pertanto, formula la destinazione delle risorse in termini sostanzialmente programmatori, rinviando a successivi decreti di impegno la puntuale assegnazione delle risorse.
Quanto alle specifiche misure cui fanno riferimento gli onorevoli interroganti, in effetti il predetto decreto ministeriale ha previsto all’articolo 7, comma 1, che «per favorire la restituzione delle somme versate in relazione alla retroattività delle disposizioni in materia di cosiddette polizze dormienti di cui ai commi 345-quater e 345-octies dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n.266, come modificato dall’articolo 3, comma 2-bis, del decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134, convertito con modificazioni dalla legge 27 ottobre 2008, n. 166» è assegnata «al Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione – Direzione generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica – la somma di euro 7.600.000,00.»Questa posizione, però, deve necessariamente coordinarsi e rispettare tutte le prescrizioni della normativa comunitaria in materia.
Premesso quanto sopra, si forniscono le seguenti ulteriori precisazioni rispetto alle specifiche questioni poste dagli interroganti:
a) quanto all’attuazione di tale decreto relativamente alla questione delle cosiddette polizze dormienti, si evidenzia che questa verrà effettuata trasferendo le relative risorse all’amministrazione competente in materia (cioè al Ministero dell’economia e delle finanze), ovvero stipulando con la CONSAP una convenzione con cui regolare, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, anche le procedure di restituzione totale o parziale delle somme versate;
b) in merito all’effettiva disponibilità delle somme a ciò destinate, cui rimane subordinata l’adozione del decreto o della convenzione di trasferimento delle somme al gestore dei rimborsi, si precisa che dei predetti euro 38.830.483,74 ripartiti fra le diverse iniziative previste dal decreto, allo
stato attuale sono state riassegnate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze euro 14.591.404,00 che consentono di finanziare completamente le prime due iniziative previste dal decreto di riparto dei Fondi (iniziative promosse dalle associazione dei consumatori e iniziative istituzionali) e parte della terza (iniziative promosse dalle Regioni). Secondo l’ordine di priorità indicato, man mano che saranno assegnate ulteriori risorse, è ragionevole prevedere che, entro il corrente anno e nei primi mesi dell’esercizio successivo, potrà essere finanziata la restante parte delle iniziative regionali. Sono, quest’ultime, quelle a favore della sicurezza dei prodotti (per un importo pari a euro 3.800.000,00), quelle per la composizione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo (per un importo di euro 2.500.000,00) e quelle dirette a consentire la restituzione delle somme versate in relazione alla retroattività delle disposizioni in materia di cosiddette polizze dormienti, nel limite di euro 7.600.000,00. Infine, potranno essere coperte anche le iniziative necessarie per il rifinanziamento del Fondo nazionale di garanzia per il consumatore di pacchetto turistico, nel limite di ulteriori euro 3.000.000,00;
c) in merito ai tempi ed alle procedure previste per i rimborsi appare difficile al momento fare previsioni, essendo l’adozione degli atti successivi condizionata alla disponibilità delle risorse necessarie. Solo in tale occasione sarà possibile definire le procedure da adottare e valutare gli ulteriori tempi occorrenti per rendere effettivi i rimborsi;
d) relativamente all’adeguatezza delle somme destinate dal predetto decreto alle misure di restituzione, nonché alla possibilità di incrementare tali somme, si evidenzia innanzitutto che, il 27 maggio 2010, il Ministero dell’economia ha comunicato, pur precisando che si tratta ancora di dati parziali, di aver quantificato in euro 12.876.729,23 gli importi che, per le polizze dormienti, sarebbero già stati comunicati dagli intermediari e, quindi, trasferiti o da trasferire al fondo.
Appare difficile, in questo momento, valutare la congruità della quantificazione dei rimborsi prevista dal decreto ministeriale citato nel limite di euro 7.600.000,00. Una definitiva quantificazione sarà possibile solo dopo che l’attuazione di tale previsione avrà legittimato e consentito la presentazione delle relative domande di rimborso. Peraltro, ove tale importo risultasse insufficiente, il predetto decreto già consente, da un lato, che i provvedimenti attuativi regolino anche l’ipotesi di rimborsi parziali e, dall’altro, prevede espressamente che siano valutate, in tale occasione e d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la corrispondenza di tali somme all’effettivo fabbisogno per un’eventuale integrale restituzione e le conseguenti ulteriori iniziative possibili ed opportune.
In conclusione, il Ministero dello Sviluppo Economico ha sempre ritenuto rilevante la questione della retroattività delle disposizioni in materia delle cosiddette polizze dormienti, dimostrata dall’inserimento delle norme che ne eliminano tale previsione nel «decreto incentivi».
Pertanto si assicurano gli Onorevoli interroganti che continuerà ad essere svolta un’azione costante, in tutte le più idonee sedi istituzionali, per garantire, con la massima celerità e completezza, le riassegnazioni al Ministero dello Sviluppo Economico delle somme necessarie a garantire la tutela di tutti gli aventi diritto ai rimborsi secondo la normativa vigente.
Il link della Camera dei Deputati
Tags: Assicurazioni, associazioni consumatori, Camera dei Deputati, Consap, DL 134-2008, DL 40-2010, Dpr 116-07, fondo vittime frodi finanziarie, Governo, Laura Froner, legge 166-08, legge 266-05, legge 73-2010, Ludovico Vico, polizze dormienti, Rolando Nannicini
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Conti dormienti dal prossimo 31 maggio online i nomi degli interessati
Dal 31 maggio 2010 è disponibile per la consultazione sul sito web del ministero dell’Economia e delle Finanze (http://www.mef.gov.it/depositi-dormienti/) l’elenco dei conti dormienti di cui all’art. 4, comma 2, del DPR n. 116 del 2007, per i quali i requisiti per la dormienza si siano verificati tra il 17 agosto 2008 e il 31 dicembre 2009. Lo rende noto lo stesso ministero dell’Economia che spiega: “Fino alla data di effettuazione del versamento al Fondo depositi dormienti da parte dell’intermediario finanziario, gli interessati possono rivolgersi all’intermediario stesso per far cessare lo stato di dormienza. Successivamente alla data di effettuazione del versamento al Fondo depositi dormienti da parte dell’intermediario, gli interessati potranno richiedere la restituzione delle relative somme direttamente a questo Ministero, entro l’ordinario termine di prescrizione”. Si tratta di un totale di 101.462 rapporti, per un importo complessivo di € 89.878.470,91.
Il ministero rende noto inoltre l’importo complessivo degli assegni circolari e delle polizze vita comunicati dagli intermediari e che saranno trasferiti al Fondo depositi dormienti, essendosi verificate le condizioni previste dalla nuova disciplina in materia di prescrizione di cui ai commi 345-ter e 345-quater dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Si tratta di € 37.639.301,56 per gli assegni circolari, e di € 12.876.729,93 per le polizze vita.
[via Helpconsumatori.it]
Tags: conti dormienti, Dpr 116-07, Mef, polizze dormienti
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Continua lo scambio email tra la Sig.ra Carmela De Luca ed il Dr. Raimondi (Poste Vita)
Continua lo scambio email tra la Sig.ra De Luca ed il Dr. Raimondi, direttore marketing di Poste Vita, e visto che sono stato citato di persona e meglio precisare e commentare alcuni aspetti di questo fruttuoso scambio di email.
Poste Vita ha recepito di pubblicare lo storico delle valorizzazioni di tutte le polizze emesse e qui va un plauso perchè aumenta la trasparenza.
Su questo aspetto il Dr. Raimondi non ha le idee molto chiare, e ne spiego il perchè. Nei miei scritti ho specificato che gli interessi decorrono dal 31 giorno dalla data di ricevimento alla compagnia della richiesta di rimborso della polizza. Ricordo che contrattualmente la liquidazione deve avvenire entro i 30 giorni ed è altrettanto pacifico che dopo i 30 giorni il debitore (nel nostro caso la compagnia assicuratrice) deve corrispondere gli interessi che maturano sino alla data dell’effettivo pagamento. E’ del tutto improprio parlare di “sorta di penale”. Se proprio vogliamo parlare di “penale” queste possono essere le sanzioni che ogni tanto l’Isvap eroga alle compagnie perchè effettuano i pagamenti oltre i tempi stabiliti (questo è un esempio di carattere generale). Quindi esiste una bella differenza tra il pagamento degli interessi e il pagamento di penali. Entrando nello specifico il Dr. Raimondi dovrebbe sapere che la data da considerarsi valida è quella della prima richiesta di rimborso e non le date di successive richieste di rimborso o di solleciti di pagamento. E’ vero che il pagamento non è stato effettuato in virtù della legge 166-08 ma è anche vero che queste somme sono restate nella disponibilità di Poste Vita e non sono andate (fortunatamente) al Fondo anticrack, quindi negare il conteggio degli interessi dalla prima richiesta di rimborso è molto azzardato e se qualcuno si rivolge al giudice ordinario con molta probabilità quest’ultimo gli darà ragione. Mentre anche in presenza di segnalazioni all’Isvap quest’ultima non erogherà sanzioni alla compagnia perchè è stata impossibilita a pagare per il rispetto di una legge. La questione è un pò differente da come la descrive il Dr. Raimondi.
Su questo punto entriamo sull’interpretazione dell’art. 10 o 12 (a secondo dei contratti delle varie polizze) sulla deroga alla prescrizione. Come è ben noto prima della legge 166-08 l’art 2952 del c.c. prevedeva la prescrizione ad 1 anno. A prescindere dell’esistenza della circolare Isvap che il Dr. Raimondi ha riportato, difficilmente le compagnie opponevano la prescrizione del contratto a richieste tardive di rimborso, posso tranquillamente affermare che per le polizze vita l’art. 2952 di fatto era ignorato quasi non esistesse. Quello che il Dr. Raimondi non spiega è perchè tutti interpretano quell’articolo come un’elevazione della prescrizione a 10 anni mentre solo Poste Vita che ha inserito quella clausola nei contratti afferma che non è così. Perché questa interpretazione non l’avete spiegata per bene agli impiegati postali? Se molte persone si ritrovano con la polizza prescritta è perchè gli impiegati postali hanno fornito loro informazioni errate e voglio sperare che abbia approfondito l’argomento, perchè questa storia può avere risvolti davanti ai giudici ordinari. Pensi a chi ha testimoni su quello che è stato detto loro dagli impiegati postali.
Ora entro in considerazioni sul dopo l’entrata in vigore della legge 166-08 che variava in modo significativo i vostri contratti (ed alcuni vostri contratti prevedono la comunicazioni anche per variazioni legislative). Primo non avete dato informativa della variazione agli assicurati (per legge non ne eravate tenuti, questo è meglio sottolinearlo), alla vostra rete di vendita non ne avete dato notizia, solo in questo modo si giustificano l’errate informazioni date ai beneficiari che comunicavano il decesso dell’assicurato. L’Isvap ha emanato recentemente (dicembre 2009) disposizioni di informare gli assicurati della variazione dei termini di prescrizione e solo in questi giorni i vostri assicurati stanno ricevendo la comunicazione, e sono ancora in molti a non aver ricevuto alcuna comunicazione. Negli uffici postali solo di recente sono stati affissi degli avvisi scritti in buraticrese, quanti dei vostri assicurati hanno capito cosa significa quell’avviso? Non crede che ora si faccia chiarezza su questa importantissima questione.
Non so quali stralci del mio blog (o se anche di altri blog) le sono stati inviati ma rispondo per me. In tutto questo tempo ho semplicemente dato delle informazioni e non ho mai messo in dubbio la solidità di Poste Vita ma ho semplicemente evidenziato (tra l’altro ripetute anche in questo scritto) sulle anomalie che si sono verificate in base a informazioni che si sono rilevate errate e che sono state fornite da impiegati postali. Nessuno ha mai scritto che questo fenomeno riguardava solo voi, ma se legge altri articoli di questo blog troverà una “statistica” sulle persone che mi hanno contatto e troverà un alto numero di compagnie coinvolte. Il problema sul perchè si cita sempre Poste Vita è semplice, per vostra sfortuna avete la più alta percentuale di clientela impattata su questo problema. Nessuno mette in discussione la professionalità sua e dei suoi colleghi ma deve ammettere che la professionalità della vostra rete di vendita lascia molto a desiderare e voglio sperare che su questo aspetto vi rimboccate le maniche per evitare per il futuro il ripetersi di simili incidenti. Per fare un pò di polemica le ricordo che la parte della legge 166-08 (che era un decreto legge poi convertito nella 166) riguardante il fondo anticrack ha avuto molta eco sulla stampa e se consulti qualche archivio storico di alcuni grossi gruppi editoriali troverà molti commenti sull’argomento e troverà interessanti alcuni articoli sul lavorio sotterraneo svolto dalla lobby assicurativa di far inserire la norma che consentiva alle compagnie di non essere obbligate a dare comunicazione alla clientela come previsto dal Dpr 116-07.
Condivido con lei sul lavoro che avete fatto per l’inserimento dell’art. 2 comma 4 nel DL 40-2010 anche un bambino di prima elementare capisce che è un testo confezionato su misura per Poste Vita che guarda caso è una delle poche compagnie a non aver versato un centesimo al Fondo anticrack. Comunque mi permetto di suggerirle di fare ulteriori pressioni sul Mef per migliorare quell’articolo per consentire anche ai vostri clienti prescritti dopo il 28 ottobre 2008 di beneficiare di questa sanatoria. E se riesce a far salvare anche gli sfortunati che hanno visti versati i loro soldi al fondo è ancora meglio.
Le sono molto grato delle sua risposte anche se avvenute per via indiretta, gli argomenti da chiarire sono ancora molti.
Tags: Assicurazioni, Claudio Raimondi, DL 40-2010, Dpr 116-07, fondo vittime frodi finanziarie, legge 166-08, Mef, polizze dormienti, Poste Vita
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Le audizioni alla commissione Finanze della Camera dei Deputati
Nella commissione Finanze della Camera dei Deputati è iniziato l’iter di conversione del DL 40-2010, e sono iniziate le prime audizioni, finora sul sito della Camera non sono ancora stati pubblicati i resoconti delle audizioni già effettuate, alcuni dirigenti del Mef, i sindacati Cisl, Uil,Ugl, ed il presidente dell’Ania (il post). Per il giorno 20 p.v. è prevista l’audizione delle associazioni consumatori.
Sarebbe opportuno che le associazioni consumatori oltre a chiedere una modifica in senso migliorativo dell’art. 2 comma 4 del DL 40-2010, sollevassero in sede parlamentare alcune questioni.
1) La questione della prescrizione sulle polizze vita così come è disciplinata già dal prossimo 28 ottobre 2010 ritorneremo al punto di partenza. Bisogna chiedere l’allungamento della prescrizione a 10 anni, l’obbligo da parte delle compagnie di avvertire in modo certo e tracciabile i beneficiari delle polizze che queste ultime sono in scadenza e le conseguenze nel caso che le polizze vadano in prescrizione.
2) Chiedere che le Index linked ed unit linked (ramo III) siano classificati tra i prodotti finanziari e che siano soggetti alla disciplina del Dpr 116-08. E obbligare le compagnie a restituire in caso di premorienza almeno il capitale versato.
3) Nei contratti di polizze classificate come Index ed Unit linked di rendere obbligatorie e visibili queste avvertenze: a) il prodotto è rischioso ed è soggetto a rischi di default dell’emittente del sottostante, questo particolare a seguito di una circolare Isvap non sussiste per le nuove polizze emesse da compagnie italiane, ma esiste per le compagnie estere che operano in Italia in regime di libera prestazione di servizi o in regime di stabilimento;
b) di specificare i rischi in caso di premorienza dell’assicurato se il capitale è garantito o no. Queste indicazioni ci sono nei contratti ma bisogna evidenziarle in modo che anche un cieco li veda.
4) Aumentare la vigilanza su chi colloca le index linked perchè in questa storia ci sono molti casi di vendita di queste prodotti a persone con scarsa propensione al rischio. Frequenti i casi di persone anziane abituate ad investire in libretti e buoni postali che improvvisamente si sono ritrovati a sottoscrivere polizze assicurative ancorate ad indici di borsa o a panieri di titoli azionari con frequenti casi di sottoscrivere polizze che non garantivano il capitale né in caso di premorienza né alla scadenza.
5) Di punire in modo esemplare chi colloca questi prodotti e poi si scopre che non conoscono neanche l’abc delle assicurazioni. Emblematico il comportamento generalizzato degli impiegati postali che consigliavano ai beneficiari di mantenere in vita la polizza di un assicurato deceduto. Gli impiegati postali non sono tenuti ai corsi di aggiornamento annuali obbligatori agli iscritti al Rui? Sulla questione l’Isvap farebbe bene ad aprire un’indagine e le associazioni consumatori farebbero altrettanto bene a sollecitarla.
Tags: Ania, Assicurazioni, associazioni consumatori, Camera dei Deputati, DL 40-2010, Dpr 116-07, Index Linked, Isvap, Mef, polizze dormienti
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Osservazioni all’interpellanza dell’On. Nannicini
Oggi analizzo il testo dell’interpellanza parlamentare dell’On. Nannicini ed altri (Link del post) e la relativa risposta dell’On. Vito per conto del Governo .
Prendiamo alcuni pezzi dell’interpellanza
dovendosi intendere come da escludere ogni volontà vessatoria del legislatore nei confronti dei titolari di contratti di assicurazione, appare evidente e necessario interpretare le disposizioni dell’articolo 3 del decreto-legge n. 134 del 2008 come riferentisi ai soli contratti la cui maturazione sia intervenuta successivamente alla sua entrata in vigore;
tale interpretazione appare ancor più auspicabile, laddove si consideri che, mentre l’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 116 del 2007 prevedeva esplicitamente l’obbligo per l’intermediario di avvisare il titolare del rapporto di credito dell’avvenuta decorrenza dei termini di prescrizione e, contestualmente, di richiedere disposizioni riguardanti l’eventuale utilizzo delle somme, pena l’estinzione del rapporto e la devoluzione delle relative somme al fondo, il decreto-legge n. 134 del 2008 sembrerebbe sollevare l’intermediario da detto compito. Il combinato disposto del minor periodo di prescrizione e il venire meno degli obblighi di comunicazione da parte dell’intermediario finisce per determinare un particolare rischio per i risparmiatori di vedersi sottrarre i risparmi propri o quelli dei propri familiari, a favore del fondo;
va rilevato, infine, che, quand’anche il decreto-legge n. 134 del 2008 andasse inteso come nuova disciplina complessiva della materia di prescrizione dei fondi assicurativi, pur non espressamente abrogando le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica n. 116 del 2007, appare evidente perlomeno che, a decorrere dal giugno 2007 e sino all’ottobre 2008, data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge n. 134 del 2008, la durata riconosciuta per la prescrizione dei diritti sui fondi assicurativi debba essere correttamente individuata in dieci anni;
e stralcio di risposta dell’On. Vito
Al riguardo, il Ministero dell’economia e delle finanze precisa preliminarmente che le fattispecie relative ai conti cosiddetti «dormienti» non possono assimilarsi alla disciplina delle polizze prescritte. L’unico elemento che li accomuna è la circostanza che, in entrambi i casi, le somme relative devono essere versate al fondo conti dormienti.
Si configurano, invece, diversamente le posizioni giuridiche dei soggetti coinvolti. Nel caso dei conti dormienti, all’esito dell’iter procedurale, il diritto del titolare non si estingue, ma varia uno dei soggetti del rapporto: non più l’intermediario, ma il fondo. Nei confronti di quest’ultimo potrà essere rivendicata la titolarità del diritto fino alla scadenza del periodo di prescrizione.
Nel caso dei contratti assicurativi, il trasferimento al fondo è invece collegato all’estinzione per prescrizione del diritto connesso alla polizza. Questo comporta che in caso di mancato reclamo nel termine di prescrizione biennale le imprese di assicurazione debbano trasferire le somme non reclamate al fondo. Dato che in questo caso il diritto è prescritto, non potrà essere avanzata alcuna richiesta di restituzione.
Pertanto, i due casi sopra descritti non determinano un diverso trattamento dei risparmiatori nei rapporti con il fondo. Infatti, in entrambi i casi l’estinzione del diritto si verifica al termine del periodo di prescrizione, che per le polizze vita è quello biennale. È il caso di ricordare che tale termine era in precedenza limitato ad un anno.
Tra come è stata formulata la domanda e come è avvenuta la risposta non si può eccepire nulla. L’On. Nannicini nel formulare la domanda doveva sottolineare alcuni aspetti che purtroppo ha omesso. Doveva far presente al Governo che prima dell’entrata in vigore della legge 166-08 le polizze vita di fatto non andavano in prescrizione (anche se l’art. 2952 c.c. prevedeva la prescrizione di 1 anno) perchè le compagnie non hanno mai opposto ai loro clienti quest’articolo del Codice Civile, basta rilevare che alcune compagnie in anni recenti hanno onorato polizze vita di persone morte durante la seconda guerra mondiale, questo fatto fa capire in modo eclatante che quella norma era di fatto caduta in disuso. Altro aspetto che è stato omesso, non è stato portato a conoscenza del Governo che nelle clausole di Poste Vita (società controllata dal Mef e dalla Cassa Depositi e Prestiti) esiste un articolo che eleva la prescrizione a ben 10 (dieci) anni. Su questo aspetto era interessante conoscere la posizione del Governo. Nella formulazione della domanda sarebbe stato opportuno che molte del polizze dormienti sono polizze vita rientranti nei rami III e V, cioè tipologie di prodotti che ricadono anche sotto la vigilanza della Consob. Quindi anche se sono giuridicamente dei prodotti assicurativi per un ragionamento logico sono da considerare dei prodotti finanziari e quindi soggetti alla disciplina del DPR 116-07 per stabilirne il periodo di prescrizione (10 anni e non 2) e le modalità che l’intermediario doveva seguire prima di versare gli importi al Fondo delle vittime dei crack finanziari. Anche in questo caso sarebbe stato interessante conoscere la posizione del Governo.
Altra domanda da porre è di conoscere l’esatta somma che le compagnie assicurative hanno versato al Fondo. Finora circolano queste due cifre: 8 milioni di euro secondo il Sottosegretario Saglia e 12 milioni secondo l’On. Nannicini, quale di queste due cifre è quella esatta?
Per concludere con questa frase dell’On. Vito
In ogni caso, rassicuro comunque gli onorevoli interroganti che il Governo è disponibile ad esaminare con attenzione le questioni da loro sollevate e a cercare eventuali soluzioni compatibili con l’attuale situazione di finanza pubblica.
Considerato che l’On. Vito ha dato disponibilità di esaminare con attenzione soluzioni per migliorare l’art. 2 comma 4 del DL 40-2010. E’ opportuno sottoporre questi miglioramenti:
La retroattività prevista dalla legge 166-08 in materia di polizze assicurative è abolita, le compagnie assicurative sono autorizzate a restituire le somme ancora nelle loro disponibilità agli aventi diritto e non possono far valere l’art 2952 c.c. fino al……, dopo tale data le compagnie assicurative verseranno il controvalore delle polizze al Fondo delle vittime delle frodi finanziarie istituito dalla legge 266-05 secondo le modalità vigenti. Per le somme già versate al Fondo di cui sopra le compagnie assicurative anticiperanno le somme ai beneficiari e compenseranno le somme pagate con i successivi versamenti che dovranno effettuare negli anni a seguire.
e l’equiparazione delle polizze vita ai prodotti finanziari portando la prescrizione a 10 anni, e prima del versamento al Fondo delle vittime delle frodi finanziarie gli intermediari devono attenersi a quanto disposto dal DPR 116-07.
Infine per salvaguardare le finanze pubbliche si potrebbe far anticipare le somme già versate al Fondo dalle stesse compagnie assicurative. Queste ultime compenserebbero gli anticipi con i futuri versamenti al Fondo trattenendo gli interessi maturati dalla data di anticipo alla data di versamento al Fondo sulla media dei tassi dei Btp a 5 anni. A titolo di puro esempio su una somma complessiva di 10 milioni gli interessi a carico dello Stato sarebbero di appena 250.000 euro, non credo che una simile somma sia incompatibile con il bilancio statale, teniamo anche conto che una norma sui “Caroselli” contenuta nello stesso DL 40-2010 porterà centinaia di milioni alle casse dello Stato.
Da segnalare questi interventi di Movimento Consumatori e dell’On. Luigi De Magistris, Vi ricordo di inviare la lettera di richiesta di rimborso alla vostra compagnia e se la norma dell’art. 2 comma 4 non sarà modificata di stare sul chi vive anche per le polizze il cui assicurato è deceduto dopo il 27 ottobre 2007, Poste Vita comprese.
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Fondi di Tutela del risparmio in Italia
La vicenda delle c.d. polizze dormienti ci ha fatto conoscere l’esistenza del Fondo vittime delle frodi finanziarie istituito dalla legge 266-05 e disciplinato dal DPR 116-07, che dovrebbe rimborsare i risparmiatori vittime di frodi finanziarie quali Cirio, Parmalat, Argentina ed Alitalia, ma nella realtà questo fondo ha finanziato la social card e la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione. Questo fondo nella realtà dovrebbe rimborsare i rispiarmiatori che hanno acquistato titoli obbligazionari nei casi di default (fallimento) di società o banche che hanno emesso questa tipologia di titoli.
In Italia, come negli altri paesi dell’Ue, esistono altri fondi di garanzia che tutelano i risparmiatori, il più noto è il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (normativa di riferimento direttiva 94/19 CE e il D.Lgs. 659/96 e D.Lgs. 385/93) che garantisce i depositi bancari (c/c, libretti di risparmio, certificati di deposito nominativi) fino ad euro 103.291,38 per depositante.Un altro fondo che svolge le medesime funzioni e non assorbito dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi è quello istituito su base volontaria prima dell’entrata in vigore della sopraindicata normativa dalla Banche di Credito Cooperativo (Bcc), le ex Casse Rurali. Il Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo è stato istuito nel lontano 1978 e a differenza del Fondo Interbancario, che interviene solo dopo che la banca associata va in liquidazione amministrativa coatta, Il Fondo del Credito Cooperativo interviene anche se qualche banca membra del Fondo ha difficoltà temporanea di liquidità o carenze di patrimonio. Gli interventi devono essere autorizzati preventivamente dalla Banca d’Italia.
In Italia esiste un altro Fondo di Garanzia unico nel suo genere in tutta Europa, è il Fondo di Garanzia dei portatori di titoli obbligazionari emessi da banche appartenenti al Credito Cooperativo che attualmente garantisce ben 7702 emissioni obbligazionarie emesse da banche appartenenti al Credito Cooperativo per un importo massimo per depositante di euro 103.291,38 in caso di default del titolo.
Dopo la crisi dei titoli subprime il Governo Italiano ha garantito i depositi bancari con un’altra garanzia che può arrivare fino ad un massimo di 103.291,38 euro per depositante, questa protezione scadrà il prossimo dicembre.
Per le assicurazioni la legislazione prevede norme stringenti e ben difficilmente si verificano casi di default nel settore, le compagnie che esercitano il ramo vita sono soggette a norme molto severe in fatto di solvibilità. La norma è la cosiddetta Solvency I che sarà sostituita nel 2012 dalla norma Solvency II.
Mentre i Fondi di investimento e le Sicav sono obbligate a depositare i titoli presso una banca depositaria che deve verificare la correttezza delle operazioni di compravendita e di rimborso.
Considerato che abbiamo vari Fondi di garanzia che tutelano il risparmiatore, il legislatore farebbe bene ad unificare questi Fondi in un unico organismo che ampli le tutele a favore del risparmiatore e nel contempo dia il rating ai vari istituti bancari e compagnie assicurative in base al loro stato patrimoniale e di solvibilità, oltre a dare un rating a tutte le emissioni obbligazionarie.
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