Source: http://gabriellafilippone.blogspot.com/
Timestamp: 2018-06-24 14:35:21+00:00
Document Index: 61735260

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 30', 'art. 331', 'art. 323', 'art. 28', 'art. 30', 'art. 253', 'art. 253', 'art. 368', 'art. 54', 'art. 361', 'art. 331']

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[DOC]Curriculum Avv. Nunzio Luciano
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"Dati personali:
Nunzio Luciano, nato a Campobasso il 30.07.1962, e res.te in Ferrazzano (CB) alla (OMISSIS dalla redazione di questo blog)
Recapiti telefonici: (OMISSIS dalla redazione di questo blog): - Indirizzo PEC : avvnunzioluciano@cnfpec.it
- Laurea in giurisprudenza conseguita presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” in data 02.07.1986.
Esperienze di lavoro:- Iscritto all’Albo degli Avvocati dell’Ordine di Campobasso dal 14.06.1991. - Esercita la libera professione di avvocato dal 1991 ed è uno dei titolari dello “ Studio Associato Luciano”, con sede principale in Campobasso, via (OMISSIS dalla redazione di questo blog).
- È iscritto all’Albo degli Avvocati Cassazionisti dal 14.10.2003 .
- Nel periodo 1987-1988 ha lavorato presso il Ministero dell’Ambiente, con sede in Roma, come funzionario presso l’ufficio legislativo.
- Dal 2001 sino all’anno 2003 ha ricoperto l’incarico di Presidente dell’A.I.G.A. (Associazione Italiana Giovani Avvocati), sezione di Campobasso.
- Nell’anno 2003 è il Responsabile Regionale dell’Associazione A.I.G.A.
- Nell’anno 2004 è stato nominato, dall’intera Avvocatura Molisana, ed in loro rappresentanza componente del Comitato della Cassa Nazionale Forense ed è stato segretario della Commissione di Studio “ Previdenza Complementare” .
- In tale periodo è stato anche componente del Comitato di Redazione del giornale “ Modello 5 “, distribuito dalla Cassa Nazionale Forense agli oltre 160.000 avvocati iscritti.
- Nell’anno 2006 è stato nominato “ Coordinatore della Conferenza degli Eletti dell’ A.I.G.A. Nazionale per le regioni appartenenti all’area SUD “.
- Lo studio di cui è contitolare insieme al padre, Antonio ed alla sorella Carla, anch'essi avvocati cassazionisti, ha un'esperienza ultra cinquantennale .
- Nello studio, oltre i titolari, operano 4 collaboratori , avvalendosi anche della collaborazione dello studio legale Orsini.
- Lo studio che svolge la sua attività prevalente in Molise, ma opera per una primaria società italiana anche in Abruzzo e nel Lazio: In quest'ultima realtà soprattutto per le attività in essere presso le magistrature superiori, nonché presso il Tribunale di Roma, si anche dell'operato di due colleghi presenti sul posto . Annovera tra i suoi clienti numerose società per azioni , anche di primaria importanza nazionale, che operano nel settore delle telecomunicazioni, bancario ed assicurativo.
- La materia prevalente è quella civile , penale ed anche amministrativa.. Numerosi sono i rapporti di consulenza legale con società che in ambito locale e non.
- Nell'anno 2009 è divenuto amministratore dell'ente di previdenza dell'avvocatura italiana, fondazione privata “ Cassa Forense” , con patrimonio di circa 7 miliardi di euro. Nell'anno 2011 è stato eletto Vice Presidente Vicario di tale ente.
Nell'anno 2013 diventa componente del componente dell'Advisory Committee del Fondo F2i. Il Fondo F2i – Fondo Italiano per le Infrastrutture – composto di 9 membri, “ scelti tra esponenti autorevoli del mondo industriale e finanziario italiano ed internazionale “.
In data 04.10.2013 è stato nominato componente del Comitato Conflitti del Fondo F2i.
Nel gennaio 2014 è diventato Presidente della Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza ,
divenendo nel maggio 2014 poi componente e Presidente del Fondo Immobiliare Cicerone.
Ricopre da alcuni mesi la carica di componente del direttivo dell'Adepp che è l'Associazione
cui aderiscono tutte le casse dei liberi professionisti.
Campobasso – Roma, lì 15.11.2014
Firmato avv. Nunzio Luciano"
L'AVVOCATO PISELLINO VERDE DI PINCOPALLINOLANDIA
«La differenza tra le persone sta solo nel loro avere maggiore o minore accessoalla conoscenza» (Lev Tolstoj)
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Etichette: CURRICULUM VITAE avv. Nunzio Luciano Pres. di Cassa forense
Fonte: Ulisse Io | via facebook
"OGGETTO: MIE PASSATE SEGNALAZIONI, ESPOSTI, DENUNCE E QUERELE RIGUARDANTI LA CASSA NAZIONALE FORENSE E LA SUA GESTIONE PADRONALE"
"Egregio Procuratore,
Considerato quanto emerso dalle indagini relativamente all’inchiesta sullo stadio della Roma a Tor di Valle, dalla quale si evince una metodologia corruttiva di tipo sistemico, e che vedrebbe coinvolti esponenti istituzionali della avvocatura [ così emerge dalla lettura degli stralci di intercettazioni pubblicati, dalle quali viene a galla pacificamente ed incontrovertibilmente anche la deliberata e sistematica distruzione della classe forense da parte del Presidente Nunzio Luciano e di tutti gli organi preposti alla tutela degli iscritti per il fine ultimo della tutela del Cittadino e del bene Pubblico – “(…) Vedi, la domanda da fare è questa: che rapporto ha lui con… sta segando tutti gli avvocati, tutti! Ha un peso pazzesco! (…)” ] ovvero, esattamente come denunciato e documentato dal sottoscritto, sotto più profili, in ogni comunicazione, denuncia, esposto e querela in possesso di tutti gli organi istituzionali preposti al controllo ed alla tutela dei predetti cittadini e che, a questo punto, non potranno più ignorare quanto nelle stesse dichiarato:
Chiedo di essere sentito, anche telefonicamente, in ordine ad ogni responsabilità penale ravvisabile nei confronti di Nunzio Luciano e di tutti i delegati della Cassa forense come pure di tutto quanto a fondamento di quanto da me denunciato e contenuto nelle registrazioni audio integrali ex art. 30 dello Statuto di Cassa Nazionale degli Avvocati, del lasso di tempo già ben esplicitato (v. allegati)
.Al contempo, il sottoscritto, chiede fissarsi appuntamento con il PM procedente, o comunque con un suo delegato, al fine di meglio esporre e documentare ed esibire quanto in mio possesso circa problematiche sicuramente complesse, ma legate dal medesimo filo conduttore e da sempre evidenziate e denunciate “nel totale silenzio” di vigilanti e controllori di ogni ordine e grado delle Istituzioni forensi e di quelle dell’apparato statale. Soltanto così meglio si comprenderebbe, relativamente alla denunciata gestione padronale delle Istituzioni forensi, anche quella frase che, diversamente, rischierebbe di passare inosservata: “(…) non acquistare quei terreni, ma farli acquistare a una serie di fondi, come ad esempio quello della Cassa Forense, guidato da Nunzio Luciano. Dalla poltrona di presidente, Luciano gestisce un patrimonio di 12 miliardi di euro e – secondo Parnasi – potrebbe essere convinto con le solite maniere a investire per acquistare Ecovillage.”. La intestata Procura può spiegare, se lo ha capito, quali sono le predette “solite maniere”?
Si sollecita, ancora una volta, e prima che sia troppo tardi (considerato che ormai iniziano ad esserci strani incendi persino nella sede della Cassa Forense nonostante dovrebbe essere all’avanguardia in tema di prevenzione varie proprio per via di quanto custodisce."
Procuratore aggiunto Dott. Paolo IELO
C/O Procura della Repubblica presso
Procura Generale della Repubblica presso
Piazza Adriana 2
prot.pg.roma@giustiziacert.it
Dott. Armando SPATARO
C/O Procura della Repubblica
penale.procura.pisellinolandia@giustiziacert.it
prot.procura.pisellinolandia@giustiziacert.it
OGGETTO: MIE PASSATE SEGNALAZIONI, ESPOSTI, DENUNCE E QUERELE RIGUARDANTI LA CASSA NAZIONALE FORENSE E LA SUA GESTIONE PADRONALE
Chiedo di essere sentito, anche telefonicamente, in ordine ad ogni responsabilità penale ravvisabile nei confronti di Nunzio Luciano e di tutti i delegati della Cassa forense come pure di tutto quanto a fondamento di quanto da me denunciato e contenuto nelle registrazioni audio integrali ex art. 30 dello Statuto di Cassa Nazionale degli Avvocati, del lasso di tempo già ben esplicitato (v. allegati).
Insisto affinché l’intestata Procura nell’interesse della generalità dei cittadini si adoperi al recupero delle stesse prima della loro distruzione (v. allegati con le relative diffide ed i solleciti da parte del Ministero competente all’Ente previdenziale forense).
Al contempo, il sottoscritto, chiede fissarsi appuntamento con il PM procedente, o comunque con un suo delegato, al fine di meglio esporre e documentare ed esibire quanto in mio possesso circa problematiche sicuramente complesse, ma legate dal medesimo filo conduttore e da sempre evidenziate e denunciate “nel totale silenzio” di vigilanti e controllori di ogni ordine e grado delle Istituzioni forensi e di quelle dell’apparato statale. Soltanto così meglio si comprenderebbe, relativamente alla denunciata gestione padronale delle Istituzioni forensi, anche quella frase che, diversamente, rischierebbe di passare inosservata: “(…) non acquistare quei terreni, ma farli acquistare a una serie di fondi, come ad esempio quello della Cassa Forense, guidato da Nunzio Luciano. Dalla poltrona di presidente, Luciano gestisce un patrimonio di 12 miliardi di euro e – secondo Parnasi – potrebbe essere convinto con le solite maniere a investire per acquistare Ecovillage.”. La intestata Procura può spiegare, se lo ha capito, quali sono le predette “solite maniere”?
Al contempo si sollecita il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Roma affinché, nell’inerzia degli Ordini circondariali, dei Consigli distrettuali di disciplina e del Consiglio Nazionale Forense, parimenti, provveda al sequestro delle suddette registrazioni dalle quali si potranno desumere, oltre ai reati, le gravi violazioni al Codice etico degli avvocati – le norme deontologiche hanno forza di legge ex legge 247 del 2012 – fino alla radiazione dall’Albo; e che gli organi preposti, per ovvie ragioni, si ostinano a far finta di non vedere. Fermo restando che da sempre sono state segnalate anche le omissioni relative agli artt. 361 362 C.p. (art. 331 C.p.p.), nonché l’art. 323 C.p. (art. 28 e 54 Cost.), relativamente agli esponenti della Cassa degli avvocati e del Consiglio Nazionale Forense e non solo quelli (v. allegati per dettagli e le relative norme). Non a caso l’art. 30 dello Statuto della Cassa Nazionale Forense è così strutturato: “ART. 30 (…) Verbali delle riunioni (…) 1. Di tutte le riunioni degli Organi Collegiali deve essere redatto verbale che riporti il contenuto delle deliberazioni e, in sintesi, gli interventi dei partecipanti; devono essere indicati nominativamente i votanti in senso favorevole o contrario e gli astenuti. (…) 3. Le registrazioni audio delle riunioni del Comitato sono trasmesse in forma integrale ai Delegati che ne fanno espressa richiesta.” (v. sempre gli allegati).
Pincopallinolandia, addì 19 giugno 2018.
Avv. Pisellino Verde
“Se inviata a mezzo P.e.c. la firma è apposta digitalmente ad ogni effetto di legge.”
POSCRITTO: Era ora che qualcuno si accorgesse come tutta l'inchiesta c.d. "Rinascimento" non sia solo sullo stadio, ma sulla “rete” di rapporti personali che in determinati ambiti istituzionali si riescono a edificare per interessi personali in danno del bene Pubblico. Che sebbene le Casse previdenziali operano investimenti in parvenza di legalità, la loro stessa esistenza, benché sia indiscutibile che trattasi di Enti geneticamente insostenibili per di più in un sistema – quello previdenziale italiano – in cui il 97% della previdenza di primo pilastro è già gestita dall’Inps con le proprie interne professionalità, è dovuta proprio in ciò: il potere di investire per trasferire sovrappiù prefabbricato e quantificato ad hoc anche verso determinati soggetti, piuttosto che altri, a se non del tutto estranei, o ancora detenere quella posizione di vantaggio che permette non solo di avvantaggiarsi professionalmente ma anche di sfruttare la posizione e l’aggancio apicale per conservare il “duraturo controllo” della macchina dal buon “rendimento” per chi la governa (v. allegati e i relativi virgolettati da fonoregistrazione di alcuni attuali delegati dell’Ente previdenziale forense). Diversamente non avrebbe alcun senso sprecare “risorse” – le imposte degli iscritti (v. sempre gli allegati) – per la loro gestione (stipendi, rimborsi spese, costosissime perizie, “consulenze” e quant’altro) mantenendo in vita i predetti Enti: la Cassa degli avvocati nonostante le riserve patrimoniali in – gran – parte già “compromesse” per via delle pregresse promesse previdenziali, operano secondo lo schema pensionistico “a ripartizione” come l’intero sistema di previdenza obbligatoria, ed è ancora legata al retributivo e, proprio grazie alla gestione padronale dell’Ente medesimo, a tale punto che “Il rapporto pensione media/contributo medio (…) gli avvocati percepiscono una pensione media pari a 4,26 volte il contributo medio”; una vera e propria “magia” in favore di una élite che da sempre amministra l’Ente (v. allegati). E per alcuni soggetti, logicamente, anche un ritorno ben più cospicuo della media se si considera che, allo stato attuale, tanti avvocati tra quelli “posti artatamente difficoltà” probabilmente una pensione c.d. “adeguata” non potranno neppure averla, ma che vengono ugualmente costretti a pagare somme arbitrariamente determinate con abuso della funzione ed anche quando chiaramente, ex lege, “l’obbligazione non può neppure sorgere” (v. allegati).
C’è qualcosa che non va se i fondi pensione, che gestiscono la previdenza complementare, che è “facoltativa”, da anni dispongono del regolamento investimenti, addirittura rivisto in questi ultimi anni, mentre le Casse professionali, che gestiscono la previdenza obbligatoria di primo pilastro, e che alla fine del 2016 assommavano un patrimonio, a valore di mercato, pari a 80 miliardi di euro, sono prive del regolamento investimenti che in forza del d.l. n. 98/2011 è stato predisposto, ma da anni “giace” nel cassetto del MEF che non lo invia in Gazzetta Ufficiale per la sua pubblicazione.
C’è qualcosa che non va se per tornaconto di alcuni si estorce a decine di migliaia di avvocati la cancellazione dall’Albo, celando il “danno erariale” – più volte evidenziato (v. allegati) – che ne deriva alle casse dello Stato per le loro condotte.
C’è qualcosa che non va se le “imposte” previdenziali vengono in parte “sperperate” con le modalità più disparate extra e contra Constitutionem (v. allegati).
C’è qualcosa che non va se nonostante Cassa di previdenza forense abbia una sede, come pure una segreteria, quindi strutture specifiche e addetti con distinte competenze e professionalità, alcuni “responsabili” dell’Ente preferiscono discutere degli investimenti da farsi con il risparmio previdenziale – le imposte – raccolto dagli iscritti, obbligati per legge ad esserlo, in un bar o altri luoghi che poco si addicono a trattare l’interesse Pubblico alla quale sono preposti. Lo stesso ex Presidente della Cassa degli avvocati, l’avv. Paolo Rosa, da conferma – come d’altronde lui ha sempre fatto – che si riceve in sede con la presenza del DG e di altri consiglieri di amministrazione, e facendo, poi, un verbale ad uso interno a futura memoria; e così ribadendo che non si va certo, su richiesta “di terzi”, al bar a discutere di investimenti.
C’è qualcosa che non va se mentre l’avvocatura per bene viene messa in ginocchio con metodi “artatamente costruiti e scientemente premeditati”, alcuni soggetti privati che hanno interessi predatori persino in politica, manager di società affini che ne hanno sponsorizzato (pagato!) i loro eventi, e insieme ad esponenti delle Istituzioni – compreso qualcuno del MEF (come si rileva dagli organi di stampa di questi giorni) ovverosia quel medesimo Ministero dell'Economia e delle Finanze che si rifiuta di rispondere e chiarire, al sottoscritto, diverse, e direi strane, incongruenze (v. allegati) – si ritrovano non per puro caso nei medesimi luoghi per delle cene (e ad esempio lo stesso Lanzalone dichiara che l’invito a cena è partito da altri), per parlare di cosa? Per parlare di Casse previdenziali! Certo; sarà per mero caso che le predette società che elargiscono sponsorizzazioni si occupano proprio di servizi e consulenze per Enti di carattere previdenziale, assistenziale e mutualistico; ed hanno al loro interno delle figure che hanno occupato il ruolo di Vice Direttore Amministrativo e quello di Direttore Generale e di Direttore Finanza all’interno di Enti Nazionali di Previdenza di talune professioni.
C’è qualcosa che non va se nonostante le denunce del sottoscritto, nessuno si sia mai interessato a vagliare, alla luce dell’operato dell’Ente forense, le vicinanze dei gestori delle casse previdenziali con coloro i quali apparentemente distanti venivano investiti da vantaggi d’ogni sorta. Ma non bastano poche righe, ahimè, per ben esplicitare e chiarire tutte le problematiche ma, sicuramente, quanto emerge dalle intercettazioni e che vede Parnasi fare anche il nome di Enrico Cibati, responsabile investimenti di Cassa Forense, e quant’altro, dovrebbe finalmente far svegliare, lo si spera ancora, tuttora, e nonostante tutto, le preposte Autorità.
Sicuramente c’è quanto basta a che le Procure rivolgano lo sguardo, e ne accendano i riflettori, sulle Casse previdenziali ed il filo conduttore che le lega al peggio della politica italiana, ai Ministeri e a tutti quanti fintamente vigilano e controllano; e, non meno, agli organi Istituzionali dell’Avvocatura italiana per i danni che stanno recando a decine di migliaia di padri di famiglia ed al bene “Pubblico” (v. allegati).
Si rammenta che anche le Casse rientrano nel controllo e monitoraggio dei conti pubblici e anche se non ancora assoggettate alla rilevazione SIOPE continuano a trasmettere al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato i dati della gestione di cassa dei loro bilanci. Senza dimenticare che non solo chi amministra l’ente più volte si è lamentato ufficialmente della ripubblicizzazione de facto delle Cassa avvocati, ma le stesse norme lo hanno ribadito: “Le modifiche riguardanti il conto economico delle Amministrazioni pubbliche. Il passaggio al SEC 2010 ha interessato le seguenti voci: (…) - la delimitazione del perimetro delle Amministrazioni pubbliche;”. Ma basterebbe anche semplicemente consultare il Rendiconto Economico dello Stato, del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, Ispettorato Generale del Bilancio, che riporta la definizione di Amministrazioni pubbliche: “(…) secondo il quale un’organizzazione rientra tra le amministrazioni pubbliche se svolge attività di tipo erogativo o di redistribuzione della ricchezza (non market) e se è finanziata prevalentemente con risorse pubbliche (ossia provenienti da prelievi fiscali o contributivi sulla collettività), a prescindere dalla sua forma giuridica (ente pubblico, società per azioni, consorzio, …). Sono, quindi, escluse dal perimetro delle amministrazioni pubbliche e incluse nelle Imprese le aziende che, pur controllate dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni, operano sul mercato e derivano i loro ricavi in prevalenza dalla vendita di beni e servizi (c.d. enti market).” (si veda anche Missione 24 e 25 del Rendiconto e cosa sono i c.d. “costi dislocati”, ovverosia i trasferimenti).
Infatti i predetti contributi vengono conteggiati al pari delle altre tasse ed imposte nell'indicatore “cuneo fiscale” per valutare l'incidenza dei tributi sul costo del lavoro ovvero “nell'aliquota fiscale effettiva” per analizzare il livello di tassazione del lavoratore dipendente o autonomo. E inoltre conteggiati nel “gettito fiscale totale” indicato nel conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche per valutare sia la “pressione fiscale apparente” che il “deficit” delle amministrazioni pubbliche.
Questo, al minimo, è rilevante per comprendere dei reati e delle norme da applicarsi al mondo delle Casse previdenziali le quali gestiscono ingenti – miliardi di Euro di – imposte (risparmio previdenziale “Pubblico”).
Qualora la medesima Autorità dovesse ritenere che si possano configurare fattispecie di reato ma perseguibili a querela, in tal caso, il presente elaborato, e tutto quanto contenuto nei suoi allegati, dovrà intendersi come esplicito atto di querela nei confronti di tutti soggetti come sopra individuati ed individuabili, se penalmente responsabili, per ogni reato ravvisato e perseguibile a specifica denuncia della persona danneggiata.
Chiedendo, sin d'ora, di essere avvisato in caso di proroga delle indagini preliminari ovvero di richiesta di archiviazione da parte di questa Procura ex artt. 405, 406 e 408 C.p.p.;
Si sollecita, ancora una volta, e prima che sia troppo tardi (considerato che ormai iniziano ad esserci strani incendi persino nella sede della Cassa Forense nonostante dovrebbe essere all’avanguardia in tema di prevenzione varie proprio per via di quanto custodisce: come quello del recente 16 maggio 2018), l’adozione di ogni misura cautelare reale a disposizione delle Autorità preposte e, in particolare, ai fini probatori ex art. 253 C.p.p., necessari ed indispensabili per l'ulteriore accertamento dei fatti, nonché individuare altri diversi reati, il sequestro dei verbali e delle corrispondenti registrazioni audio integrali degli anni di riferimento – dall'approvazione della legge professionale forense n. 247 – e, in particolare si indicano e sollecita l'intestata Procura ad “esplorare” l'audio integrale delle adunanze: dall'autunno 2013 al maggio 2014, nonché quelle del Consiglio dei delegati del 18 dicembre 2015 dove è stato discusso il bilancio tecnico attuariale dell'Ente; e salva l'adozione di ogni altra misura cautelare reale al fine di scongiurare il rischio di distruzione e/o alterazione della documentazione tutt'ora in esclusivo possesso dell'Ente Cassa Forense: corrispondenza cartacea ed e-mail racchiuse negli elaboratori elettronici.
Con riserva di costituirsi parte civile per il risarcimento di tutti i danni morali e materiali subiti e subendi e con richiesta di punizione del responsabile dei fatti denunciati.
Che posta l'obbligatorietà dell'azione penale, la ostinata mancata apertura di formale indagine su quanto esposto nonché del sequestro per fini probatori ex art. 253 C.p.p., costituirebbe omissione degli atti e dei doveri dell'ufficio.
Ed il medesimo obbligo di apertura di un'indagine penale correrebbe anche nel caso in cui si ritenesse che fosse lo scrivente ad aver commesso, a questo punto, un qualche reato, quale ad esempio quello ex art. 368 C.p. o altri qualora non risultassero evidenti ragioni per avviare delle indagini e perseguire i soggetti individuati ed individuabili. E tale atto costituirebbe parimenti e pacificamente dovere dell'Ufficio laddove, appunto, quanto denunciato, dichiarato e documentato non corrispondesse ad autenticità di quanto in esso rappresentato e per la tal ragione non portasse, dunque, all'apertura di un procedimento penale.
Nientemeno vi sarebbe anche l'obbligo dell'Autorità procedente di trasmettere, alla luce del Codice deontologico forense, della L. 247 del 2012 e dell'art. 54 Cost. ed altre norme di legge, gli atti alla Corte di Appello di Ancona ed al Tribunale di Pesaro al fine di sollecitare l'apertura di un procedimento disciplinare (e non solo questo) nei confronti del sottoscritto avvocato.Pincopallinolandia, addì 19 giugno 2018.
Avv. Pisellino verde“Se inviata a mezzo P.e.c. la firma è apposta digitalmente ad ogni effetto di legge.”
(in foglio e/o file .pdf separato)
- Lista degli allegati.
Al deposito telematico della presente denuncia, esposto e querela, firmata digitalmente e accompagnata da una copia del documento di identità, seguirà un plico postale contenente copia cartacea e/o dvd dati con tutta la documentazione indicata nella denuncia medesima e nella lista degli allegati che, per l’eccessivo peso, non è possibile trasmettere congiuntamente a mezzo posta elettronica certificata.
[ Fine dell’elaborato pagina 9 ]
un commento altrui: "ho letto peccato che non si firma"
io: su fb certamente no, sulla denuncia chissà
nuovo commento altrui: "speriamo di si ! "
Vasco Rossi: "C'è chi dice no" | C'è qualcosa che non va!
SI DISCUTE ON LINE SULLE INTERCETTAZIONI CHE HANNO COINVOLTO IL PRESIDENTE DELLA CASSA FORENSE NUNZIO LUCIANO
Giugno 2018 | Avvocato Gabriella Filippone |
"Nell'Ordinanza di custodia cautelare nei confronti di PARNASI ed altri si fa riferimento esplicitamente al "tentativo di coinvolgimento nei fondi in via di costituzione del Presidente della Cassa Forense NUNZIO Luciano" (cfr. pag. 255).
Qui due sono le ipotesi, o si accerti che NUNZIO Luciano è correo nell'attività corruttiva oppure egli va indagato per il delitto di cui all'art. 361 cod. pen. per avere omesso di denunciare l'attività delittuosa del Parnasi di cui è venuto a conoscenza (art. 331 c.p.p.).
Nei prossimi giorni provvederò a sollecitare la Procura della Repubblica di Roma ad eseguire gli accertamenti che il caso richiede, divenuti ormai inevitabili.
La condotta di NUNZIO Luciano va altresì censurata sotto il profilo deontologico e a tal fine non esiterò ad investire della vicenda l'apposita Commissione Distrettuale di Disciplina."
(...) "Numerosi avvocati vengono censurati per comportamenti scarsamente rilevanti mentre taluni restano immuni alla pseudo giurisdizione domestica."
Fonte: Avv. Mario Murano
La notizia di cui trattasi è riportata anche sul sito MOLISETABLOID:
"Inchiesta stadio di Roma, Parnasi voleva corrompere l’avvocato molisano Nunzio Luciano"
"Voleva corrompere anche il presidente nazionale della Cassa Forense l’imprenditore Luca Parnasi, finito in carcere nell’ambito dell’operazione dei Carabinieri denominata ‘Rinascimento’ sul nuovo stadio di Roma a Tor di Valle, da cui sembra delinearsi l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione (9 arresti e 27 indagati).
Il nome di Nunzio Luciano figura nelle intercettazioni telefoniche raccolte dagli inquirenti.
Il legale, come si legge sugli stralci dei colloqui – finiti sui giornali nazionali – fra Parnasi e il suo amico confidente, nonché faccendiere ed ex giornalista, Luigi Bisignani, viene tirato in ballo come persona da coinvolgere per inserire la Cassa fra i soggetti investitori.
“Allora ti dicevo – la parte dell’intercettazione – che io sono molto amico di una persona che teoricamente per me è molto importante, si chiama Nunzio Luciano. E’ il presidente della Cassa degli avvocati, la più grande d’Italia. Questo signore e gestisce, per i prossimi 3 anni e mezzo una cifra prossima ai 12 miliardi di euro! OK?“.
Secondo quanto riportato dai giornali nazionali, per evitare di spendere soldi sullo stadio, Parnasi vuole cedere il progetto a Dea Capital ma mancano ancora dei soldi e dunque l’ipotesi è che l’investimento possa essere sostenuto proprio dalla Cassa forense.
“Luciano come Cassa – continua Parnasi – potrebbe ricomprarsi questo fondo e darmi 20-30-40 milioni di cassa! Tra due mesi! Ok? Cosa che io ti dico metterei quasi per condizione“.
L’avvocato Luciano, contattato da noi telefonicamente, esclude qualsiasi coinvolgimento. “A Cassa Forense non è mai stato presentato il progetto sullo stadio della Roma, agli uffici finanziari non è mai pervenuto – ha sottolineato. – Che cercassero investitori è possibile ma per vagliare il progetto questo va presentato, non abbiamo potuto valutarlo proprio perché non è pervenuto, Peraltro noi abbiamo procedure interne per fare investimenti che sono rigorosissime“. Luciano ribadisce che nè lui nè la Cassa sono coinvolti nelle indagini. Parnasi, stando a quelle intercettazioni, sembra avere già le idee chiare su come approcciare il legale molisano in merito all’investimento. “Il fatto che vengano utilizzati dei condizionali è esplicativo. Forse lui sperava di poter contare sull’apporto della Cassa di Previdenza sapendo bene che chi presenta un progetto deve tenere conto che lo stesso dovrà essere vagliato dagli organi competenti“.
Sul rapporto con Parnasi, Luciano chiude così: “Parnasi è un grande costruttore, è conosciutissimo a Roma e lui conosce tante persone. Peraltro in passato ha già presentato progetti in Cassa Forense“.
Suvvia gente, gentina, servi della gleba, schiavi più o meno emancipati e gentaglia più o meno comune, basta parlare di fame (in inglese la parola "fame" significa "fama") o di gavetta e tantomeno di vessazioni.
Resse cinque anni, da puro liberale – eredità di famiglia – e scelse di andar via. Una scelta, quella di abbandonare la politica dal suo ruolo di vertice, che lo avrebbe ripagato."
"Come ha fatto un avvocato di provincia, un’etichetta d’origine di cui lui è comunque orgoglioso, proveniente da una regione derelittadel Sud d’Italia, ad arrivare ai vertici di un ente privato di previdenza che ha un bilancio superiore dieci volte a quello della Regione Molise?"
Luciano, giovane liberale, di famiglia liberale, rispondeva perfettamente ai requisiti berlusconiani di quel tempo. Ventinovenne, professionalmente autonomo, intraprendente."
"Per Nunzio Luciano, la scuola della politica nostrana: cinque anni a discutere e litigare con i ‘boss’ dell’inciucio da bar molisano, fu sufficiente a fargli a capire come funziona il mondo. Un percorso di ‘sofferenza’ utile come scuola di vita."
"Lasciata la politica per scelta autonoma, dicendo anche no a uno come il coordinatore nazionale Scajola, Luciano si dedica all’avvocatura, come presidente dei giovani legali dell’Aiga di Campobasso, si candida nel 2005 come delegato del Molise alla Cassa Forense Nazionale, l’ente previdenziale privato degli avvocati. Viene eletto tra gli ottanta delegati nazionali, è il più giovane con i suoi 39 anni."
- Iscritto all’Albo degli Avvocati dell’Ordine di Campobasso dal 14.06.1991.
- Esercita la libera professione di avvocato dal 1991 ed è uno dei titolari dello “ Studio Associato Luciano”, con sede principale in Campobasso, (OMISSIS dalla redazione di questo blog) .
Pubblicato da Gabriella Filippone a 22:28 Nessun commento:
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