Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-civile/art-170-cod-proc-civile-notificazioni-e-comunicazioni-nel-corso-del-procedimento
Timestamp: 2018-03-17 12:32:30+00:00
Document Index: 80063257

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 136', 'art. 170', 'art. 285', 'art. 170', 'art. 125', 'art. 156', 'art. 170', 'art. 69', 'art. 141', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 82', 'sentenza ', 'art. 125']

Codice proc. civile Art. 170 cod. proc. civile: Notificazioni e comunicazioni nel corso del procedimento
Dope la costituzione in giudizio tutte le notificazioni e le comunicazioni si fanno al procuratore costituito, salvo che la legge disponga altrimenti (1).
E’ sufficiente la consegna di una sola copia dell’atto, anche se il procuratore è costituito per più parti (2).
Le comparse e le memorie consentite dal giudice si comunicano mediante deposito in cancelleria oppure mediante notificazione o mediante scambio documentato con l’apposizione sull’originale, in calce o in margine, del visto della parte o del procuratore (3).
Notificazione: [v. 137]; Comunicazione: [v. 136]; Procuratore: [v. 77]; Parte: [v. Libro I, Titolo III]; Residenza: [v. 18]; Memoria: [v. 168]; Posta elettronica certificata (PEC): [v. 149bis].
Domicilio eletto: luogo individuato dalla parte costituitasi personalmente o a mezzo di procuratore, presso il quale indirizzare tutti i successivi atti del giudizio. Se il difensore non ha eletto domicilio, ma risulta iscritto nella circoscrizione del tribunale in cui si è incardinato il giudizio, le notifiche avverranno presso il suo studio, quale risulta dall’Albo professionale. Se invece il difensore risulta iscritto presso altra circoscrizione, le notifiche saranno fatte in cancelleria.
(1) La norma riflette il principio della sostituzione procuratoria, in base al quale, essendo la parte presente nel processo a mezzo del suo procuratore, a questi spetta la conduzione del processo e l’esercizio di quei poteri che gli vengono attribuiti con il conferimento della procura. Si notificano, invece, personalmente alla parte, anche se costituita a mezzo di procuratore: l’ordinanza ammissiva del giuramento decisorio [v. 237], la sentenza nel caso di morte o impedimento del procuratore [v. 286, 301], il ricorso per la correzione della sentenza dopo un anno dalla pubblicazione [v. 288] e alcuni atti del contumace.
(2) Tale disposizione è applicabile, come previsto dagli artt. 285 e 330 [v. →], anche alla notificazione della sentenza, al fine della decorrenza del termine breve di impugnazione, ed alla notificazione dello stesso atto di impugnazione.
(3) Per quanto riguarda le comparse e le memorie, potrà bastare il deposito in cancelleria o anche lo scambio in udienza. In ogni caso sarà il G.I. a stabilire quando usare l’una o l’altra forma di comunicazione.
Il legislatore ha modificato la norma eliminando la previsione di forme particolari di comunicazione tra procuratori; questi ha, peraltro, modificato le regole generali delle comunicazioni a cura della cancelleria previste dall’art. 136 [v. →]: anche le comunicazioni al procuratore, pertanto, devono avvenire in primo luogo mediante consegna nelle mani del destinatario in cancelleria o, alternativamente, con trasmissione a mezzo posta elettronica certificata mediante documento informatico; se non è possibile, il biglietto va comunicato a mezzo telefax e, solo laddove non sia possibile nessuna di queste forme di trasmissione, è rimesso all’ufficiale giudiziario per la tradizionale notifica [v. 125]. Il passo ulteriore verso l’uso privilegiato della PEC è stato effettuato stabilendo che, nei procedimenti civili, le comunicazioni e le notificazioni a cura della cancelleria sono effettuate esclusivamente per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni.
Dopo la costituzione in giudizio, il procuratore costituito è, ai sensi dell’art. 170 c.p.c. (richiamato anche dall’art. 285 dello stesso codice, per la notificazione delle sentenze), destinatario di tutte le notificazioni e comunicazioni, con la conseguenza che queste, quando l’atto non sia ricevuto personalmente dal procuratore, ovunque reperito, possono essere eseguite solo nel domicilio da lui eletto. Cass. 1 dicembre 2010, n. 24373; conforme Cass. 17 gennaio 1997, n. 479.
La notificazione dell'atto di riassunzione del giudizio alla parte personalmente anziché al suo difensore costituito, come prescritto dall'art. 170, primo comma, cod. proc. civ. e dall'art. 125, terzo comma, disp. att. cod. proc. civ., impedisce la valida instaurazione del rapporto processuale, salvo che il destinatario della notifica si costituisca, verificandosi in tale ultima ipotesi la sanatoria della nullità per raggiungimento dello scopo cui l'atto era diretto, ai sensi dell'art. 156, terzo comma, cod. proc. civ., anche quando la costituzione avvenga al solo scopo di far valere tale vizio. Cassa con rinvio, App. Roma, 22/10/2008
Cassazione civile sez. II 29 gennaio 2015 n. 1676
Il procuratore costituito è, ai sensi dell’art. 170 c.p.c., il destinatario di tutte le comunicazioni e notificazioni dirette alla parte rappresentata e le stesse sono ritualmente effettuate nel domicilio eletto, risultando irrilevante la non corrispondenza tra la sede dello studio dell’avvocato indicata nell’elezione di domicilio e quella risultante ai sensi dell’art. 69, comma 1, R.D. n. 37 del 1934, nonché la notifica nelle mani di collega di studio presente nella sede eletta. Cass. 11 giugno 2003, n. 9387.
La cancellazione dall’albo professionale - ancorché disposta a domanda dell’interessato - comporta la decadenza dall’ufficio di avvocato e la cessazione dello stesso ius postulandi, con conseguente mancanza di ogni legittimazione del difensore a compiere e ricevere atti processuali. È, pertanto, giuridicamente inesistente la notificazione presso il suddetto difensore, siccome effettuata presso un soggetto privo di qualunque collegamento con la parte al momento della notificazione stessa. Cass. 6 marzo 2003, n. 3299.
Qualora la parte abbia nominato due difensori, con poteri anche disgiunti, la morte del procuratore domiciliatario comporta automaticamente l’inefficacia dell’elezione di domicilio, con la conseguenza che la notifica degli atti non può più avvenire, secondo il disposto dell’art. 141, 4º comma, c.p.c., presso lo studio del medesimo; è valida, invece, l’ulteriore notifica compiuta al procuratore rimasto in vita, ai sensi degli artt. 170 e 285 c.p.c., presso la cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza impugnata, qualora detto difensore, non appartenente al foro del luogo ove ha sede l’autorità giudiziaria che ha emesso la sentenza, non abbia eletto domicilio nel territorio di detto Comune; ne consegue che in tal caso, ove la sentenza d’appello sia stata notificata presso la predetta cancelleria, dalla data di tale notifica decorre il termine breve di sessanta giorni per proporre ricorso per cassazione. Cass. 26 ottobre 2007, n. 22542; conforme Cass. 27 gennaio 2012, n. 1234.
Luogo delle notificazioni. Elezione di domicilio.
Se la notifica del ricorso va a vuoto, perché la parte lo invia al vecchio domicilio del procuratore della controparte, il ricorso è inammissibile. Tanto più che gli indirizzi aggiornati degli avvocati sono di facile reperibilità, perché gli Ordini li pubblicano anche online. E ciò preclude anche la possibilità di sanare l’omessa notifica, non verificandosi le necessarie condizioni di causa di forza maggiore o di caso fortuito. Cass. 26 ottobre 2011, n. 22329.
La notifica presso lo studio di un avvocato deceduto, deve considerarsi sanata se un altro professionista ne continui l’attività, perché in questo caso lo studio legale può essere equiparato ad un ufficio, e l’elezione di domicilio è effettuata con riferimento all’organizzazione in sé e non al singolo avvocato. Cass. 4 maggio 2011, n. 9797; conforme Cass. 7 gennaio 2010, n. 58.
Qualora la parte nel conferire la procura al proprio difensore elegga domicilio presso lo studio professionale del medesimo, il procuratore non ha l’onere di comunicare il cambiamento di indirizzo del proprio studio, essendo previsto tale onere soltanto per il domicilio eletto autonomamente, mentre l’elezione operata dalla parte ha solo funzione di indicare la sede dello studio del procuratore, sicché in questi casi è onere del notificante di effettuare apposite ricerche per individuare il nuovo luogo di notificazione, ove quello a sua conoscenza sia stato mutato. Cass. 30 luglio 2002, n. 11223; conforme Cass. 13 novembre 2000, n. 14698; contra Cass. 3 marzo 2010, n. 5079.
Ai sensi dell’art. 82, R.D. n. 37 del 1934 - non abrogato neanche per implicito dagli artt. 1 e 6, L. n. 27 del 1997 ed applicabile anche al rito del lavoro - il procuratore che eserciti il suo ministero fuori della circoscrizione del tribunale cui è assegnato deve eleggere domicilio, all’atto di costituirsi in giudizio, nel luogo dove ha sede l’ufficio giudiziario presso il quale è in corso il processo, intendendosi, in difetto, che egli abbia eletto domicilio presso la cancelleria della stessa autorità giudiziaria; ne consegue che tale domicilio assume rilievo ai fini della notifica della sentenza per il decorso del termine breve per l’impugnazione, nonché per la notifica dell’atto di impugnazione, rimanendo di contro irrilevante l’indicazione della residenza o anche l’elezione del domicilio fatta dalla parte stessa nella procura alle liti. Cass., Sez. Un., 5 ottobre 2007, n. 20845.
Ai sensi dell’art. 125 disp. att. c.p.c., la notifica personale dell’atto di riassunzione del giudizio di appello alla parte rimasta contumace in tale grado non può avvenire presso il domicilio eletto, contestualmente al rilascio della procura, nel primo grado di giudizio; infatti, se la procura, con contestuale elezione di domicilio, è conferita solo per tale grado, l’elezione diviene inefficace, se è conferita per tutti i gradi di giudizio, la mancata costituzione dimostra la sua sopravvenuta inefficacia (per rinuncia o revoca), la quale si estende, anche nei confronti dei terzi e in virtù del collegamento che lega i due negozi, alla contestuale elezione di domicilio. Cass., Sez. Un., 20 giugno 2000, n. 458.