Source: http://www.jusdicere.it/Ragionando/depenalizzazione-finalmente-e-legge/
Timestamp: 2019-09-23 18:28:00+00:00
Document Index: 78178495

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 594', 'art. 627', 'art. 647', 'art. 2', 'art. 635', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 599', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 185', 'art. 3', 'art. 5', 'art.5', 'sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 527', 'art. 661', 'art. 726', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 16']

Depenalizzazione: finalmente è legge | Avv. Daniela Gattoni
By Avv. Daniela Gattoni | 26/01/2016
1 I Decreti Legislativi
2 Le due tipologie di depenalizzazione
3 Il D.LGS. n. 7/2016: i reati abrogati e l’istituzione di sanzioni civili
3.1 I reati abrogati e le modifiche al codice penale
3.2 L’istituzione degli illeciti civili
3.3 Il procedimento di applicazione della sanzione pecuniaria civile
3.4 Alcuni spunti di riflessione
3.5 Altre particolarità
3.6 Disposizioni transitorie
4 Il D.LGS. n. 8/2016: i reati trasformati in illeciti amministrativi
4.1 I reati depenalizzati e trasformati in illeciti amministrativi
4.2 Le sanzioni amministrative accessorie
4.4 Disposizioni transitorie
Depenalizzazione: finalmente è legge In vigore dal 06/02/2016">Tweet
Nei nostri articoli del 24/11/2015 e 25/11/2015, per contrastare un orientamento “giornalistico” che aveva preso piede in quei giorni, ci sentivamo in dovere di precisare che la depenalizzazione di cui tanto si parlava NON era ancora in vigore.
Ora, possiamo dare la notizia che la depenalizzazione è finalmente legge.
Infatti, il provvedimento legislativo in questione, anzi i due decreti legislativi che lo compongono, il giorno 15/01/2016 sono stati definitivamente approvati e venerdì scorso 22/01/2016 sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale, n. 17).
Si tratta precisamente del Decreto Legislativo 15/01/2016, n. 7 e del Decreto Legislativo 15/01/2016 n. 8, entrambi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 17 del 22/01/2016, che, stante l’assenza di diversa previsione, entreranno in vigore decorsi 15 giorni dalla sua pubblicazione e dunque il 06/02/2016.
Le due tipologie di depenalizzazione
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 2 della legge delega L. 28/04/2014 n. 67, commi 2 e 3, i decreti legislativi in esame prevedono due tipi di depenalizzazione:
1) il D.LGS. n. 7/2016 disciplina la depenalizzazione con abrogazione di alcuni reati e la correlativa introduzione di illeciti puniti con sanzioni pecuniarie civili, che vanno ad affiancare l’eventuale diritto al risarcimento del danno;
2) il D.LGS n. 8/2016, invece, disciplina la depenalizzazione con trasformazione di alcuni reati in illeciti amministrativi
Il D.LGS. n. 7/2016: i reati abrogati e l’istituzione di sanzioni civili
Ai sensi dell’art. 1 del D.LGS. 7/2016:
a) 485 [‘falsità in scrittura privata’ n.d.r.];
b) 486 [‘falsità in foglio firmato in bianco. Atto privato’ n.d.r.];
c) 594 [‘ingiuria’ n.d.r.];
d) 627 [‘sottrazione di cose comuni’ n.d.r.];;
e) 647 [‘appropriazione di cose smarrite, del tesoro o di cose avute per errore o caso fortuito’ n.d.r.];
I reati abrogati e le modifiche al codice penale
Dunque, per effetto della presente abrogazione, risultano depenalizzate le ipotesi di falso ex artt. 485 e 486 C.P. (limitatamente alla scrittura privata ed a foglio firmato in bianco e salvo che venga commesso da pubblico ufficiale); l’ingiuria ex art. 594 C.P.; la sottrazione di cose comuni da parte di comproprietario, socio, o coerede ex art. 627 C.P.; l’appropriazione di cose smarrite, di tesoro o di cose avute per errore o per caso fortuito ex art. 647 C.P.
All’art. 2 del cit. D.LGS. n. 7/2016 in esame, oltre all’introduzione di alcune modifiche al codice penale che costituiscono un ‘assestamento’ normativo conseguente alla sopra citata depenalizzazione (ad esempio, quanto al reato di falso, gli artt. 488, 489, 490, 491, 491 bis, 493 bis, C.P., vengono – per così dire – depurati delle espressioni «scrittura privata» e/o «foglio firmato in bianco»), è prevista una modificazione del reato di danneggiamento (ex art. 635 C.P.) che introduce, tra l’altro, un aumento delle pene previste.
Precisamente, il comma l) dell’art. 2 del D.LGS. n. 7/2016 dispone che:
«l’articolo 635 e’ sostituito dal seguente: «635. Danneggiamento. – Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui con violenza alla persona o con minaccia ovvero in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico o del delitto previsto dall’articolo 331, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Per i reati di cui al primo e al secondo comma, la sospensione condizionale della pena e’ subordinata all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, ovvero, se il condannato non si oppone, alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato, comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna».
L’istituzione degli illeciti civili
Ma la particolarità del cit. D.LGS. n. 7/2016 è che, i reati così depenalizzati, diventano fatti costituenti illeciti civili per i quali vengono introdotte sanzioni pecuniarie civili.
Precisamente all’art. 4 si dispone che:
«1. Soggiace alla sanzione pecuniaria civile da euro cento a euro ottomila:
3. Non e’ sanzionabile chi ha commesso il fatto previsto dal primo comma, lettera a), del presente articolo, nello stato d’ira determinato da un fatto ingiusto altrui, e subito dopo di esso».
La condotta punita, o meglio sanzionata, dei singoli fatti illeciti sopra elencati, ad una prima lettura non sembra modificata rispetto a quella contenuta in precedenza nel codice penale. Ad esempio, per quanto riguarda l’illecito – ora civile – dell’ingiuria, risultano conservate le circostanze esimenti della ritorsione e della provocazione di cui al previgente art. 599 C.P., ora modificato.
Il cit. art. 4 prosegue con gli illeciti civili più gravi e più gravemente puniti, disponendo che:
6. Agli effetti delle disposizioni di cui al comma 4, lettere a),b), c), d) ed e) del presente articolo, nella denominazione di «scritture private» sono compresi gli atti originali e le copie autentiche di essi, quando a norma di legge tengano luogo degli originali mancanti.
Anche per questi fatti illeciti, ad una prima lettura, la condotta sanzionata non sembra diversa da quella punita penalmente dalla previgente normativa.
Per tutti i fatti illeciti così istituiti, va precisato che per dare luogo all’applicazione della sanzione pecuniaria civile, si deve trattare di fatti dolosi.
Il procedimento di applicazione della sanzione pecuniaria civile
Ma l’aspetto, forse, più interessante dei fatti illeciti così istituiti, è il procedimento di applicazione della sanzione pecuniaria civile.
Ai sensi dell’art. 8 D.LGS. 7/2016 cit., competente ad applicare la sanzione pecuniaria civile è il giudice civile e precisamente quello cui compete la decisione sulla domanda risarcitoria secondo il seguente procedimento:
3. La sanzione pecuniaria civile non può essere applicata quando l’atto introduttivo del giudizio e’ stato notificato nelle forme di cui all’articolo 143 del codice di procedura civile, salvo che la controparte si sia costituita in giudizio o risulti con certezza che abbia avuto comunque conoscenza del processo.
Il primo spunto di riflessione è che, all’evidenza, la sanzionabilità del singolo fatto illecito è rimessa all’iniziativa della persona offesa, nel senso che se questa non ritiene di dover instaurare un giudizio per ottenere il relativo risarcimento del danno, il fatto rimarrà non sanzionato, non punito.
Si dirà che anche in sede penale l’impulso al procedimento penale era rimesso all’iniziativa privata della persona offesa, attraverso la proposizione dell’atto di querela. Questo è pure vero, tuttavia, a differenza di prima, in questa nuova struttura tutto il ‘peso’ (ivi compresi i costi ed i rischi anche in termini di condanna alle spese), sembra gravare esclusivamente sulla persona offesa.
Inoltre, da quanto sopra, sotto un profilo procedurale, sembra di capire che se il giudice (che a questo punto può essere solo quello civile) ritiene che non sussistano i presupposti per la condanna del responsabile al risarcimento del danno, allora non applicherà, in tal caso, neppure la sanzione pecuniaria civile. Il che, dunque, conduce a ritenere che in mancanza di danno, non si configurerà mai un “illecito civile”.
Rimanendo, poi, nell’ambito del danno, anche in considerazione del più recente orientamento assunto dalla Corte di legittimità circa la risarcibilità del danno non patrimoniale, non essendo più esso ‘agganciato’ al reato (cfr. art. 185 C.P.), ci si chiede se e come verrà configurato in questa sede dal giudice.
Sempre sotto un profilo procedurale, occorrerà anche considerare la obbligatorietà o meno (a seconda dei casi) della condizione di procedibilità del preventivo esperimento della negoziazione assistita, o della mediazione, perché l’esclusione espressamente previste dalle singole normative per l’azione civile esercitata in sede penale, a questo punto non risulta più applicabile (cfr. art. 3, comma 3, D.L. 132/2014 conv. in L. 162/2014 per la negoziazione assistita; e art. 5 D.L. 69/2013 conv. in L. 98/2013 per la mediazione).
Ed in questo caso, se si riterrà applicabile una delle predette procedure, qualora in quella sede le parti dovessero raggiungere un accordo, ne conseguirà la non applicabilità in quella sede della sanzione pecuniaria civile (perchè, come detto, applicabile solo da parte del giudice).
Ai fini della commisurazione della sanzione, ai sensi dell‘art.5 D.LGS. 7/2016 cit., il giudice dovrà tenere conto della gravità della violazione, della reiterazione dell’illecito, dell’arricchimento del responsabile, dell’eventuale eliminazione o attenuazione delle conseguenze dell’illecito, della personalità dell’agente, e delle condizioni economiche dell’agente (il pagamento della sanzione può essere anche dilazionato con rate mensili da due a otto).
Proprio ai fini della valutazione del criterio della reiterazione da considerare ai fini della graduazione della sanzione, è prevista l’istituzione di un registro in forma automatizzata dei provvedimenti applicativi delle sanzioni pecuniarie civili.
Mentre ai fini della riscossione delle sanzioni pecuniarie civili (che confluiranno nella Cassa delle ammende) il D. LGS in esame rinvia all’emanazione di un regolamento da emanarsi da parte del Ministro della Giustizia di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
Sono previste disposizioni transitorie piuttosto importanti perché prevedono l’applicazione della depenalizzazione (e della conseguente applicazione della sanzioni pecuniaria civile) non solo ai fatti commessi anche anteriormente alla entrata in vigore della normativa, ed ancora non definiti con sentenza o decreto irrevocabile (favor rei), ma anche a quei fatti-reato già definiti con provvedimento irrevocabile
Infatti, l’art. 12 D.LGS. cit. dispone che:
2. Se i procedimenti penali per i reati abrogati dal presente decreto sono stati definiti, prima della sua entrata in vigore, con sentenza di condanna o decreto irrevocabili, il giudice dell’esecuzione revoca la sentenza o il decreto, dichiarando che il fatto non e’ previsto dalla legge come reato e adotta i provvedimenti conseguenti. Il giudice dell’esecuzione provvede con l’osservanza delle disposizioni dell’articolo 667, comma 4, del codice di procedura penale».
Francamente, non è molto chiaro come debba procedersi per quei fatti rispetto ai quali vi sia già un provvedimento irrevocabile; in sostanza, fino a quando si dovrà o si potrà risalire a ritroso?
Il D.LGS. n. 8/2016: i reati trasformati in illeciti amministrativi
Il secondo dei due decreti legislativi in esame (D. LGS. n. 8/2016) intervenuto in tema di depenalizzazione riguarda la trasformazione di alcuni reati in illeciti amministrativi.
I reati depenalizzati e trasformati in illeciti amministrativi
Precisamente, all’art. 1 D.LGS. 8/2016 cit. , è previsto che:
«non costituiscono reato e sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro tutte le violazioni per le quali è prevista la sola pena della multa e dell’ammenda».
L’art. 1 cit. precisa, altresì, che:
«la disposizione del comma 1 si applica anche ai reati in esso previsti che, nelle ipotesi aggravate, sono puniti con la pena detentiva, sola, alternativa o congiunta a quella pecuniaria. In tal caso, le ipotesi aggravate sono da ritenersi fattispecie autonome di reato».
Dunque, per effetto di tale disposizione, tutte le violazioni punite con pena pecuniaria (multa o ammenda che sia), sono depenalizzate e trasformate in illeciti amministrativi; e ciò vale anche nel caso in cui le ipotesi aggravate di quella violazione, siano punite con pena detentiva (sola, in alternativa o congiunta a quella pecuniaria), perché, in tal caso, queste circostanze aggravanti andranno a costituire una fattispecie autonoma di reato.
La disposizione in esame chiarisce, però, di non riferirsi alle violazioni contemplate nel codice penale, salvo alcune eccezioni espressamente elencate, come, ad esempio, il reato di atti osceni (art. 527 C.P.); il reato di abuso di credulità popolare (art. 661 C.P.); il turpiloquio (art. 726 C.P:), ed altri espressamente elencati.
Di particolare importanza tra i reati trasformati in illeciti amministrativi vi è quello dell’omesso versamento delle ritenute da parte del datore di lavoro, quando l’importo non versato sia inferiore a € 10.000 annui.
Nell’ipotesi di reiterazione specifica sono previste, ex art. 4, 1° co., D.LGS. 8/2016, in esame, sanzioni amministrative accessorie particolarmente gravi e precisamente:
«in caso di reiterazione specifica di una delle violazioni di seguito indicate, l’autorità amministrativa competente, con l’ordinanza ingiunzione, applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della concessione, della licenza, dell’autorizzazione o di altro provvedimento amministrativo che consente l’esercizio dell’attività da un minimo di dieci giorni a un massimo di tre mesi».
Sembra importante sottolineare che per questi illeciti amministrativi, ossia, quelli reiterati, non viene ammesso il pagamento in misura ridotta di cui all’art. 16 L. 24/11/1981, n. 689.
Sotto un profilo strettamente procedurale, gli illeciti così trasformati vengono sottoposti alla procedura prevista e disciplinata dalla L. 24/11/1989, n. 689, così come tutti gli altri illeciti amministrativi.
Entro novanta giorni dall’entrata in vigore del D.LGS. in esame (e dunque dal 06/02/2016), l’autorità giudiziaria procedente dovrà trasmettere gli atti dei procedimenti penali relativi ai reati depenalizzati e trasformati in illeciti amministrativi, salvo che il reato risulti prescritto o estinto per altra causa.
Così come già previsto per i reati trasformati in illeciti civili di cui al D.L.gs n. 7/2016, sopra esaminato, anche nel caso provvedimento ora in esame esiste una disciplina transitoria che prevede l’applicabilità della presente normativa anche alle violazioni commesse prima della sua entrata in vigore.
Precisamente, l’art. 8 D.LGS. 8/2016 dispone che:
2. Se i procedimenti penali per i reati depenalizzati dal presente decreto sono stati definiti, prima della sua entrata in vigore, con sentenza di condanna o decreto irrevocabili, il giudice dell’esecuzione revoca la sentenza o il decreto, dichiarando che il fatto non e’ previsto dalla legge come reato e adotta i provvedimenti conseguenti. Il giudice dell’esecuzione provvede con l’osservanza delle disposizioni dell’articolo 667, comma 4, del codice di procedura penale».
Il particolare favore, inoltre, per queste violazioni anteriori all’entrata in vigore della normativa di cui si tratta, è che ad esse non si applicano le sanzioni amministrative accessorie, salvo che le stesse sostituiscano corrispondenti pene accessorie (art. 8, ult.co. D.LGS 8/2016).
Scarica la Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 17 del 22/01/2016
Scarica il Decreto Legislativo 15/01/2016, n. 7
Scarica il Decreto Legislativo 15/01/2016 n. 8
Scarica la legge delega L. 28/04/2014 n. 67
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2 thoughts on “Depenalizzazione: finalmente è legge In vigore dal 06/02/2016”
carmine usai 01/02/2016
scusi volevo un suo parere sull’art. 9, nr.5, del decreto legislativo nr.8/2016-
significato del …pagamento in misuira ridotta, pari allametà della sanzione-
l’art. 16 della leggge 689/1981 parla di pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa o, se più favorevole e qualora sia stato stabilito (caso di specie stabilito minimo e massimo) il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del minimo del relativo importo…… grazie per l’eventuale risposta buon lavoro…..usai carmine
in effetti, sussiste un – quantomeno apparente – contrasto tra le norme, perchè mentre l’art. 9/5 D.LGS 8/2016 dispone che il pagamento in misura ridotta deve essere pari alla metà, l’art. 16 della L. 689/1981 prevede una quantificazione diversa. Tuttavia, poichè il richiamo all’art. 16 L. 689/1981 è effettuato con la formula ‘in quanto compatibile’, riterrei che, fino a che non intervenga un chiarimento sul punto, ai fini della quantificazione della sanzione debba prevalere il DGS 8/2016, dunque la metà.