Source: https://www.exeo.it/free/trasferimento-e-acquisto-dei-diritti-reali-titolo-usucapione-condizioni-termine
Timestamp: 2018-09-23 03:26:12+00:00
Document Index: 7562665

Matched Legal Cases: ['art. 1165', 'art. 1165', 'art. 2944', 'art. 2943', 'art. 1165', 'art. 2943', 'art. 1167', 'art. 2943', 'art. 1165', 'art. 1165', 'art. 2944', 'art. 1165', 'art. 1310', 'art. 1310']

Decorrenza del termine utile per l'acquisto della proprietà del bene per usucapione
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> CONDIZIONI --> TERMINE
La continuità del possesso ad usucapionem si ravvisa ogniqualvolta il possessore esplichi costantemente la signoria di fatto sul bene, e lo manifesti con atti di possesso conformi alla qualità e destinazione della cosa; tuttavia, non significa che il possesso debba comportare un'assidua ingerenza sul bene, ma è necessario che permanga in capo al possessore la possibilità concreta di effettuare atti di godimento corrispondenti alla destinazione della res.
E' corretto ritenere che la documentazione catastale ed amministrativa relativa alla costruzione di un fabbricato non provi le date utili per il giudizio di usucapione, trattandosi di documentazione avente altra e diversa finalità, perché destinata al rispetto degli adempimenti amministrativi richiesti e come tale non incidente sull'effettivo momento di realizzazione dell'opera, unico rilevante ai suddetti fini.
Ai fini dell'usucapione, il possesso del bene può essere acquisito anche a seguito di atto traslativo della proprietà che sia nullo, in quanto, anche dopo l'invalido trasferimento della proprietà, l'accipiens ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...possedere il bene animo domini; il pagamento del prezzo non assume viceversa alcun rilievo ai fini dell'acquisto del bene a titolo di usucapione da parte dell'acquirente, che non trova la sua fonte nel contratto nullo, bensì nel possesso del bene concretamente acquisito.
In tema di usucapione, il rinvio dell'art. 1165 c.c. alle norme sulla prescrizione in generale, e, in particolare, a quelle relative alle cause di sospensione ed interruzione, incontra il limite della compatibilità di queste con la natura stessa dell'usucapione.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> CONDIZIONI --> TERMINE --> INTERRUZIONE
In tema di usucapione, ai sensi dell'art. 1165 c.c., in relazione all'art. 2944 c.c., il riconoscimento del diritto altrui da parte del possessore, quale atto incompatibile con la volontà di godere il bene uti dominus, interrompe il termine utile per l'usucapione.
Per giurisprudenza pacifica, ai fini dell'interruzione e sospensione dell'usucapione vige il principio della tassatività degli atti interruttivi, costituiti dalla perdita materiale del potere di fatto sulla cosa o da specifici atti giudiziali, per cui, ad esempio, la mera diffida a ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e la res da altri posseduta, non può ritenersi atto idoneo a sospendere o interrompere il possesso ai fini dell'usucapione ex artt. 2943 e 1165 c.c..In altre parole, agli effetti dell'interruzione del termine utile per l'usucapione sono inefficaci le semplici diffide e contestazioni rivolte contro gli atti di possesso, richiedendosi che il titolare del diritto notifichi al possessore l'atto giudiziale diretto alla riaffermazione del suo diritto sul bene.
Il concetto di "possibilità di far valere il diritto", cui fa riferimento l'articolo 2935 c.c., può essere applicato alla posizione di diritto che abilita il proprietario a compiere - nei confronti della controparte - atti interruttivi dell'usucapione in corso di maturazione.
Gli atti di diffida e messa in mora sono idonei ad interrompere la prescrizione dei diritti di obbligazione, ma non anche il termine utile per usucapire, potendosi esercitare il relativo possesso anche in aperto e dichiarato contrasto con la volontà del titolare del diritto reale.
In tema di atti interruttivi del termine per usucapire, non è sufficiente un mero atto o fatto che evidenzi la consapevolezza del possessore circa la spettanza ad altri del diritto da lui esercitato co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ma si richiede che il possessore, per il modo in cui questa conoscenza è rivelata o per fatti in cui essa è implicita, esprima la volontà non equivoca di attribuire il diritto reale al suo titolare.
L'effetto interruttivo della usucapione non può essere riconosciuto alle azioni intraprese dal privato in sede di giurisdizione ordinaria, che abbiano avuto ad oggetto il mero risarcimento dei danni (tra l'altro, sul presupposto dell'avvenuto acquisto della proprietà in capo all'ente per l'occupazione appropriativa) e non anche la richiesta di rilascio del bene.
In tema di interruzione dell'usucapione, la giurisprudenza ha avuto modo di precisare che, in virtù del rinvio fatto dall'articolo 1165 cc all'art. 2943 cc, risultano tassativamente elencati gli atti interruttivi del possesso, onde non è consentito attribuire efficacia interruttiva ad atti diversi da quelli stabiliti dalla legge, con la conseguenza che tale efficacia può riconoscersi solo ad atti che comportino, per il possessore, la perdita materiale del potere di fatto sulla cosa, oppure ad atti giudiziali diretti ad ottenere ope iudicis la privazione del possesso nei confronti del possessore usucapente, come la notifica dell'atto di cit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...il quale venga richiesta la materiale consegna di tutti i beni immobili in ordine ai quali si vanti un diritto dominicale.
Gli atti di diffida e di messa in mora sono idonei ad interrompere la prescrizione dei diritti di obbligazione, ma non anche il termine utile per usucapire, potendosi esercitare il relativo possesso anche in aperto e dichiarato contrasto con la volontà del titolare del diritto reale, cosicché è consentito attribuire efficacia interruttiva del possesso solo ad atti che comportino, per il possessore, la perdita materiale del potere di fatto sulla cosa, oppure ad atti giudiziali diretti ad ottenere "ope iudicis" la privazione del possesso nei confronti del possessore usucapente, come la notifica dell'atto di citazione con il quale venga richiesta la materiale consegna di tutti i beni immobili in ordine ai quali si vanti un diritto dominicale.
Le richieste di regolarizzare il rapporto effettuate dal possessore nei confronti del proprietario di bene demaniale interrompono il periodo necessario richiesto dalla legge ai fini dell'acquisto della proprietà per usucapione, in quanto, trattandosi in effetti di domande di acquisto dei beni demaniali occupati, esse escludono ogni possibilità di su... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ell'animus possidendi, elemento necessario ed indefettibile al fine dell'eventuale postulata intervenuta usucapione.
Ai fini della configurabilità del riconoscimento del diritto del proprietario da parte del possessore, idoneo ad interrompere il termine utile per il verificarsi dell'usucapione (ai sensi degli artt. 1165 e 2944 Codice Civile), non è sufficiente un mero atto che evidenzi la consapevolezza del possessore circa la spettanza ad altri del diritto da lui esercitato come proprio, ma si richiede che il possessore, per il modo in cui questa conoscenza è rivelata, esprima la volontà non equivoca di attribuire il diritto reale al suo titolare.
La deliberazione di Consiglio comunale approvativa di atto transattivo ha effetto interruttivo del termine ventennale utile per il verificarsi dell'usucapione.
L'interruzione dell'usucapione, per il combinato tassativo disposto di cui agli artt. 1165 e 2943 c.c., può essere ascritta soltanto a quegli atti comportanti la perdita materiale, sua pur temporanea, del potere di fatto esercitato sulla cosa, o alle iniziative giudiziali.
Non è idonea, ai sensi dell'art. 1165 codice civile, ad interrompere il termine ventennale previsto dall... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...c.c. l'azione civile proposta da chi lamenti l'illegittimità dell'apprensione senza richiedere la restituzione del bene immobile, limitandosi a domandare il risarcimento dei danni. Non può infatti riconoscersi efficacia interruttiva se non ad atti che comportino, per il possessore, la perdita materiale del potere di fatto sulla cosa, ovvero ad atti giudiziali diretti ad ottenere "ope iudicis" la privazione del possesso nei confronti del possessore usucapente.
In tema di usucapione, non può riconoscersi efficacia interruttiva se non ad atti che comportino, per il possessore, la perdita materiale del potere di fatto sulla cosa, ovvero ad atti giudiziali diretti ad ottenere "ope iudicis" la privazione del possesso nei confronti del possessore usucapente; non si verifica pertanto suddetta efficacia interruttiva qualora con l'azione civile proposta non sia stata richiesta la restituzione del bene immobile.
Nessuna usucapione può dirsi maturata qualora l'azione di restituzione sia stata proposta con ricorso notificato anteriormente al compimento del ventennio dalla scadenza del periodo di occupazione legittima.
La Suprema Corte di Cassazione ha più volte chiarito che, in tema di usucapione, non può ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i efficacia interruttiva se non ad atti che comportino, per il possessore, la perdita materiale del potere di fatto sulla cosa, ovvero ad atti giudiziali diretti ad ottenere "ope iudicis" la privazione del possesso nei confronti del possessore usucapente
Gli atti di diffida e messa in mora di cui all'art. 2943 c.c., comma 4, idonei ad interrompere la prescrizione dei diritti di obbligazione, non lo sono, invece, per il termine utile per usucapire, potendosi esercitare il relativo possesso anche in aperto e dichiarato contrasto con la volontà del titolare del diritto reale.
Ai fini interruttivi del termine ventennale utile ad usucapionem, appaiono idonee (in virtù del combinato disposto degli artt. 1965 e 2943 c.c.) esclusivamente iniziative giudiziali in funzione recuperatoria del possesso, e non già intese alla mera condanna al risarcimento del danno.
Le cause di interruzione dell'usucapione che valgono a escludere la continuità del possesso, sono costituite solo dalla perdita del possesso protrattasi per oltre un anno, ai sensi del comma 1 dell'art. 1167 c.c., ovvero dagli atti interruttivi della prescrizione previsti dall'art. 2943 c.c., in forza del rinvio operato (nei limiti della compatibilità,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uanto applicabili") dall'art. 1165 c.c., limitatamente peraltro alle domande giudiziali (comma 1 e 2).
Eventuali atti di diffida o di costituzione in mora sono reputati dalla consolidata giurisprudenza di legittimità inidonei ad interrompere il possesso utile ai fini dell'usucapione, potendo quest'ultimo esercitarsi anche in aperto e dichiarato contrasto con la volontà del titolare.
Non è consentito attribuire efficacia interruttiva del possesso se non ad atti che comportino, per il possessore, la perdita materiale del potere di fatto sulla cosa oppure ad atti giudiziali, siccome diretti ad ottenere ope iudicis la privazione del possesso nei confronti del possessore usucapiente.
Non sono idonei come atti interruttivi del termine utile per l'usucapione la diffida o la messa in mora in quanto può esercitarsi il possesso anche in aperto contrasto con la volontà del titolare del diritto reale.
Ai fini dell'interruzione del termine per usucapire .è necessario che il possessore manifesti la volontà di attribuire al suo titolare il diritto reale da lui esercitato come proprio, non essendo sufficiente la consapevolezza della spettanza ad altri di tale diritto.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione dell'art. 1165 c.c. in relazione all'art. 2944 c.c., per quanto concerne l'interruzione del termine per usucapire in forza del riconoscimento da parte del possessore, passa, perciò, necessariamente attraverso una corretta interpretazione del contenuto normativo del riconoscimento, il quale richiede, tra i suoi requisiti, quello della volontà.
Ai sensi del combinato disposto degli artt. 1165, 1167 e 2943 c.c., costituiscono atti interruttivi dell'usucapione la perdita del possesso per oltre un anno, da intendersi quale perdita materiale del potere di fatto sulla cosa, ovvero la notificazione di un atto con cui si inizia un giudizio diretto ad ottenere, ope iudicis, la privazione del possesso nei confronti del possessore usucapiente; atti interruttivi non risultano, per converso, né la diffida né la messa in mora, potendosi esercitare il possesso anche in aperto contrasto con la volontà del titolare del corrispondente diritto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../>
In caso di possesso da parte di privati di beni del patrimonio disponibile della P.A., ai fini dell'interruzione del termine per l'usucapione non rileva l'emissione di ordinanze di sgombero, mai materialmente eseguite.
In tema di possesso ad usucapione, il rinvio fatto dall'art. 1165 c.c. alle norme sulla prescrizione impedisce di attribuire efficacia interruttiva ad atti diversi da quelli stabiliti dalla norma da ultimo citata, per quanto con essi si sia inteso manifestare la volontà di conservare il diritto, giacché la tipicità dei modi di interruzione della prescrizione non ammette equipollenti.
Hanno efficacia interruttiva del possesso, oltre la perdita materiale del potere di fatto sulla cosa, solo gli atti giudiziali diretti ad ottenere "ope iudicis" la privazione del possesso nei confronti del possessore usucapiente; non hanno invece tale efficacia altri atti come la diffida o la messa in mora.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> USUCAPIONE --> CONDIZIONI --> TERMINE --> INTERRUZIONE --> COMPOSSESSORI
Gli atti interruttivi dell'usucapione eseguiti nei confronti di uno dei compossessori non hanno effetto interruttivo nei confronti d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... in quanto il principio di cui all'art. 1310 c.c., secondo cui gli atti interruttivi contro uno dei debitori in solido interrompono la prescrizione contro il comune creditore con effetto verso gli altri debitori, trova applicazione in materia di diritti di obbligazione e non di diritti reali, per i quali non sussiste vincolo di solidarietà, dovendosi, invece, fare riferimento ai singoli comportamenti dei compossessori, che giovano o pregiudicano solo coloro che li hanno (o nei cui confronti sono stati) posti in essere.
Gli atti interruttivi dell'usucapione, posti in essere nei confronti di uno dei compossessori, non hanno effetto interruttivo nei confronti degli altri, in quanto il principio di cui all'art. 1310 cc trova applicazione in materia di diritti di obbligazione e non di diritti reali, per i quali non sussiste vincolo di solidarietà, dovendosi invece farsi riferimento ai singoli comportamenti dei compossessori, che giovano o pregiudicano solo coloro che li hanno (o nei cui confronti sono stati) posti in essere.