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Timestamp: 2020-07-10 11:00:34+00:00
Document Index: 91538850

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 48', 'art. 71', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 24', 'art. 21', 'art. 24', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 31', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 39', 'art. 43', 'art. 44', 'art. 45', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 48', 'art. 8', 'art. 49', 'art. 50', 'art. 51', 'art. 52', 'art. 55', 'art. 8', 'art. 62', 'art. 64', 'art. 65', 'art. 66', 'art. 67', 'art. 10', 'art. 75', 'art. 76', 'art. 77', 'art. 78', 'art. 77', 'art. 79', 'art. 82', 'art. 84', 'art. 86', 'art. 89', 'art. 90', 'art. 92', 'art. 93', 'art. 93', 'art. 93', 'art. 94', 'art. 94', 'art. 95', 'art. 96', 'art. 97', 'art. 101', 'art. 107', 'art. 113', 'art. 97', 'art. 107', 'art. 112', 'art. 97', 'art. 94', 'art. 98', 'art. 100', 'art. 94', 'art. 102', 'art. 103', 'art. 104', 'art. 105', 'art. 107', 'art. 108', 'art. 108', 'art. 108', 'art. 108', 'art. 109', 'art. 110', 'art. 94', 'art. 107', 'art. 111', 'art. 112', 'art. 95', 'art. 94', 'art. 114', 'art. 94', 'art. 115', 'art. 116', 'art. 97', 'art. 100', 'art. 104', 'art. 107', 'art. 112', 'art. 116', 'art. 120', 'art. 125', 'art. 126', 'art. 137', 'art. 137', 'art. 142', 'art. 143', 'art. 142']

Lawbrary | OInFi - Ordinanza sulle infrastrutture del mercato finanziario e il comportamento sul mercato nel commercio di valori mobiliari e derivati
Ordinanza sulle infrastrutture del mercato finanziario e il comportamento sul mercato nel commercio di valori mobiliari e derivati
Disposizioni generali(1 - 3)
Condizioni di autorizzazione e obblighi delle infrastrutture del mercato finanziario(4 - 19)
Requisiti particolari per le infrastrutture del mercato finanziario di rilevanza sistemica(20 - 21)
Sedi di negoziazione e sistemi organizzati di negoziazione
Definizioni(22 - 23)
Sedi di negoziazione(24 - 37)
Sistemi organizzati di negoziazione(38 - 43)
Controparti centrali(44 - 51)
Depositari centrali(52 - 58)
Repertorio di dati sulle negoziazioni(59 - 65)
Sistemi di pagamento(66 - 70)
Vigilanza e sorveglianza(71 - 72)
Disposizioni in materia di insolvenza(73 - 75)
Comportamento sul mercato
Commercio di derivati
Disposizioni generali(76 - 84)
Compensazione per il tramite di una controparte centrale(85 - 91)
Comunicazione a un repertorio di dati sulle negoziazioni(92 - 93)
Riduzione dei rischi(94 - 107)
Commercio presso sedi di negoziazione e sistemi organizzati di negoziazione(108 - 112)
Documentazione e verifica(113 - 114)
Pubblicità delle partecipazioni(115 - 115)
Offerte pubbliche di acquisto(116 - 121)
Deroghe al divieto di sfruttamento di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato(122 - 128)
Disposizioni transitorie e finali(129 - 135)
Indicazioni da comunicare ai repertori di dati sulle negoziazioni
Calcolo dell'entità del margine iniziale per un «netting set»
Riduzioni di valore applicabili alle garanzie
Standard quantitativi e qualitativi minimi per le garanzie
1 Standard quantitativi minimi
2 Standard qualitativi minimi
del 25 novembre 2015 (Stato 1° gennaio 2019)
vista la legge del 19 giugno 20151 sull'infrastruttura finanziaria (LInFi),
Titolo primo: Disposizioni generali
(art. 1 e 157 LIn­Fi)
La pre­sen­te or­di­nan­za di­sci­pli­na se­gna­ta­men­te:
le con­di­zio­ni di au­to­riz­za­zio­ne e gli ob­bli­ghi del­le in­fra­strut­tu­re del mer­ca­to fi­nan­zia­rio;
gli ob­bli­ghi dei par­te­ci­pan­ti al mer­ca­to fi­nan­zia­rio nel com­mer­cio di de­ri­va­ti;
la pub­bli­ci­tà del­le par­te­ci­pa­zio­ni;
le of­fer­te pub­bli­che di ac­qui­sto;
le de­ro­ghe al di­vie­to di sfrut­ta­men­to di in­for­ma­zio­ni pri­vi­le­gia­te e di ma­ni­po­la­zio­ne del mer­ca­to.
(art. 2 lett. b e c LIn­Fi)
1So­no con­si­de­ra­ti va­lo­ri mo­bi­lia­ri stan­dar­diz­za­ti e ido­nei a es­se­re ne­go­zia­ti su va­sta sca­la le car­te­va­lo­ri, i di­rit­ti va­lo­ri, i de­ri­va­ti e i ti­to­li con­ta­bi­li of­fer­ti pub­bli­ca­men­te in ugua­le strut­tu­ra e ta­glio o col­lo­ca­ti pres­so più di 20 clien­ti, sem­pre che non sia­no sta­ti crea­ti spe­cial­men­te per sin­go­le con­tro­par­ti.
2So­no con­si­de­ra­ti de­ri­va­ti i con­trat­ti fi­nan­zia­ri il cui prez­zo è sta­bi­li­to se­gna­ta­men­te in fun­zio­ne di:
va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li co­me azio­ni, ob­bli­ga­zio­ni, ma­te­rie pri­me e me­tal­li pre­zio­si;
va­lo­ri di ri­fe­ri­men­to co­me va­lu­te, sag­gi di in­te­res­se e in­di­ci.
3Non so­no con­si­de­ra­ti de­ri­va­ti:
le ope­ra­zio­ni di cas­sa;
le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti sull'ener­gia elet­tri­ca e sul gas che:
so­no ne­go­zia­te in un si­ste­ma or­ga­niz­za­to di ne­go­zia­zio­ne,
de­vo­no es­se­re re­go­la­te me­dian­te la con­se­gna fi­si­ca, e
una par­te non ha la fa­col­tà di com­pen­sa­re in con­tan­ti;
le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti con ri­fe­ri­men­to a va­ria­bi­li cli­ma­ti­che, ta­rif­fe di tra­spor­to, tas­si d'in­fla­zio­ne o al­tre sta­ti­sti­che eco­no­mi­che uf­fi­cia­li che so­no com­pen­sa­te in con­tan­ti sol­tan­to in ca­so di ina­dem­pien­za o di un al­tro even­to che de­ter­mi­ni la di­sdet­ta del con­trat­to.
4So­no con­si­de­ra­te ope­ra­zio­ni di cas­sa le ope­ra­zio­ni re­go­la­te im­me­dia­ta­men­te o en­tro due gior­ni la­vo­ra­ti­vi dal­la sca­den­za del ter­mi­ne dif­fe­ri­to per il re­go­la­men­to. So­no pa­ri­men­ti con­si­de­ra­te ope­ra­zio­ni di cas­sa:
le ope­ra­zio­ni re­go­la­te en­tro un ter­mi­ne per il re­go­la­men­to più lun­go, usua­le sul mer­ca­to per la cop­pia va­lu­ta­ria;
gli ac­qui­sti o le ven­di­te di va­lo­ri mo­bi­lia­ri in­di­pen­den­te­men­te dal­la lo­ro va­lu­ta, pa­ga­ti en­tro il ter­mi­ne per il re­go­la­men­to usua­le sul mer­ca­to o pre­scrit­to dal­la leg­ge;
le ope­ra­zio­ni pro­lun­ga­te in mo­do con­ti­nua­ti­vo sen­za che sus­si­sta un ob­bli­go giu­ri­di­co op­pu­re sia usua­le un pro­lun­ga­men­to tra le par­ti.
Art. 3 Società del gruppo importanti
(art. 3 cpv. 2 LIn­Fi)
Le fun­zio­ni di una so­cie­tà del grup­po so­no im­por­tan­ti ai fi­ni del­le at­ti­vi­tà sog­get­te ad au­to­riz­za­zio­ne se so­no ne­ces­sa­rie al man­te­ni­men­to di pro­ces­si ope­ra­ti­vi ri­le­van­ti, in par­ti­co­la­re nell'am­bi­to del­la ge­stio­ne del­la li­qui­di­tà, del­la te­so­re­ria, del­la ge­stio­ne dei ri­schi, dell'am­mi­ni­stra­zio­ne dei da­ti di ba­se e del­la con­ta­bi­li­tà, del per­so­na­le, del­le tec­no­lo­gie dell'in­for­ma­zio­ne, del com­mer­cio e del re­go­la­men­to, non­ché del di­rit­to e del­la «com­plian­ce».
Titolo secondo: Infrastrutture del mercato finanziario
Capitolo 1: Disposizioni comuni
Sezione 1: Condizioni di autorizzazione e obblighi delle infrastrutture del mercato finanziario
Art. 4 Richiesta di autorizzazione
(art. 4 e 5 LIn­Fi)
1L'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio pre­sen­ta all'Au­to­ri­tà fe­de­ra­le di vi­gi­lan­za sui mer­ca­ti fi­nan­zia­ri (FIN­MA) una ri­chie­sta di au­to­riz­za­zio­ne. Que­sta con­tie­ne tut­te le in­di­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie al­la sua va­lu­ta­zio­ne, in par­ti­co­la­re in­for­ma­zio­ni su:
il cam­po di at­ti­vi­tà (art. 6);
il luo­go del­la di­re­zio­ne (art. 7);
la con­du­zio­ne e il con­trol­lo dell'im­pre­sa (art. 8);
la ge­stio­ne dei ri­schi (art. 9);
la ga­ran­zia (art. 10);
il ca­pi­ta­le mi­ni­mo (art. 13);
i fon­di pro­pri e la ri­par­ti­zio­ne dei ri­schi (art. 48, 49, 56, 57 e 69);
la so­cie­tà di au­dit (art. 71).
2L'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio al­le­ga al­la ri­chie­sta di au­to­riz­za­zio­ne i do­cu­men­ti ne­ces­sa­ri, in par­ti­co­la­re gli sta­tu­ti o il con­trat­to di so­cie­tà, non­ché i re­go­la­men­ti.
Art. 5 Mutamento dei fatti
(art. 7 LIn­Fi)
1L'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio co­mu­ni­ca al­la FIN­MA in par­ti­co­la­re:
tut­te le mo­di­fi­ca­zio­ni de­gli sta­tu­ti o dei con­trat­ti di so­cie­tà e dei re­go­la­men­ti;
tut­te le mo­di­fi­ca­zio­ni im­por­tan­ti dell'at­ti­vi­tà di una fi­lia­le, di una suc­cur­sa­le o di una rap­pre­sen­tan­za all'este­ro;
nel ca­so di una fi­lia­le, una suc­cur­sa­le o una rap­pre­sen­tan­za all'este­ro, il cam­bia­men­to del­la so­cie­tà di au­dit o del­la com­pe­ten­te au­to­ri­tà este­ra di vi­gi­lan­za.
2Es­sa può no­ti­fi­ca­re al re­gi­stro di com­mer­cio le mo­di­fi­ca­zio­ni de­gli sta­tu­ti ai fi­ni dell'iscri­zio­ne e met­te­re in vi­go­re le mo­di­fi­ca­zio­ni dei re­go­la­men­ti sol­tan­to se la FIN­MA le ha ap­pro­va­te.
Art. 6 Campo di attività
(art. 8 cpv. 2 LIn­Fi)
1L'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio de­ve de­scri­ve­re esat­ta­men­te ne­gli sta­tu­ti, nei con­trat­ti di so­cie­tà o nei re­go­la­men­ti il pro­prio cam­po di at­ti­vi­tà e l'esten­sio­ne geo­gra­fi­ca del­lo stes­so.
2Il cam­po di at­ti­vi­tà e la sua esten­sio­ne geo­gra­fi­ca de­vo­no es­se­re ade­gua­ti al­le pos­si­bi­li­tà fi­nan­zia­rie e all'or­ga­niz­za­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va dell'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio.
Art. 7 Luogo della direzione
(art. 8 cpv. 1 e 2 LIn­Fi)
1La di­re­zio­ne ef­fet­ti­va dell'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio de­ve si­tuar­si in Sviz­ze­ra. So­no fat­te sal­ve le istru­zio­ni ge­ne­ra­li e le de­ci­sio­ni ri­guar­dan­ti la vi­gi­lan­za sui grup­pi, sem­pre che l'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio fac­cia par­te di un grup­po fi­nan­zia­rio sot­to­po­sto ad un'ade­gua­ta vi­gi­lan­za su ba­se con­so­li­da­ta da par­te di un'au­to­ri­tà este­ra di vi­gi­lan­za sui mer­ca­ti fi­nan­zia­ri.
2Le per­so­ne in­ca­ri­ca­te del­la ge­stio­ne dell'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio de­vo­no ave­re il lo­ro do­mi­ci­lio in un luo­go dal qua­le pos­so­no eser­ci­ta­re ef­fet­ti­va­men­te la ge­stio­ne.
Art. 8 Conduzione e controllo dell'impresa
1L'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio de­ve di­spor­re di una strut­tu­ra or­ga­niz­za­ti­va e di ba­si or­ga­niz­za­ti­ve che sta­bi­li­sca­no i com­pi­ti, le re­spon­sa­bi­li­tà, le com­pe­ten­ze e gli ob­bli­ghi di ren­di­con­to:
dell'or­ga­no di di­re­zio­ne;
dell'or­ga­no di al­ta di­re­zio­ne, vi­gi­lan­za e con­trol­lo;
dell'or­ga­no di au­dit in­ter­no.
2L'or­ga­no di al­ta di­re­zio­ne, vi­gi­lan­za e con­trol­lo de­ve es­se­re com­po­sto da al­me­no tre mem­bri. Que­sti non pos­so­no far par­te de­gli or­ga­ni di cui al ca­po­ver­so 1 let­te­re a e c.
3L'or­ga­no di al­ta di­re­zio­ne, vi­gi­lan­za e con­trol­lo re­go­la i prin­ci­pi del­la ge­stio­ne dei ri­schi e de­ter­mi­na la pro­pen­sio­ne ai ri­schi dell'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio. Es­so fa va­lu­ta­re re­go­lar­men­te il suo ope­ra­to.
4L'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio prov­ve­de a de­fi­ni­re, a in­tro­dur­re e a ga­ran­ti­re una po­li­ti­ca del­le re­tri­bu­zio­ni che pro­muo­va una ge­stio­ne dei ri­schi so­li­da ed ef­fi­ca­ce e che non in­cen­ti­vi ad al­len­ta­re le nor­me re­la­ti­ve ai ri­schi.
5Es­sa de­ve di­spor­re di mec­ca­ni­smi che con­sen­to­no di ri­le­va­re le esi­gen­ze dei par­te­ci­pan­ti in re­la­zio­ne ai ser­vi­zi dell'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio.
Art. 9 Gestione dei rischi
(art. 8 cpv. 3 LIn­Fi)
1Per la ge­stio­ne dei ri­schi l'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio de­ve di­spor­re di una stra­te­gia fi­na­liz­za­ta all'iden­ti­fi­ca­zio­ne, al­la mi­su­ra­zio­ne, al con­trol­lo e al­la sor­ve­glian­za su ba­se in­te­gra­ta, in par­ti­co­la­re in re­la­zio­ne a:
i ri­schi le­ga­li;
i ri­schi di cre­di­to e di li­qui­di­tà;
i ri­schi di mer­ca­to;
i ri­schi ope­ra­ti­vi;
i ri­schi di re­go­la­men­to;
i ri­schi di re­pu­ta­zio­ne; e
i ri­schi azien­da­li ge­ne­ra­li.
2Es­sa de­ve met­te­re a di­spo­si­zio­ne stru­men­ti e crea­re in­cen­ti­vi af­fin­ché i par­te­ci­pan­ti pos­sa­no con­trol­la­re e li­mi­ta­re in mo­do con­ti­nua­ti­vo i ri­schi che sor­go­no per se stes­si e per l'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio.
3Se di­spo­ne di par­te­ci­pan­ti in­di­ret­ti e que­sti so­no in­di­vi­dua­bi­li, l'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio de­ve iden­ti­fi­ca­re, mi­su­ra­re, con­trol­la­re e sor­ve­glia­re i ri­schi che pos­so­no de­ri­var­le da ta­li par­te­ci­pan­ti in­di­ret­ti.
4La do­cu­men­ta­zio­ne in­ter­na dell'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio ri­guar­dan­te le de­ci­sio­ni e la sor­ve­glian­za re­la­ti­ve agli af­fa­ri a ri­schio de­ve es­se­re al­le­sti­ta in mo­do ta­le da con­sen­ti­re al­la so­cie­tà di au­dit di espri­me­re un giu­di­zio at­ten­di­bi­le sull'at­ti­vi­tà.
5L'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio prov­ve­de a isti­tui­re un ef­fi­ca­ce si­ste­ma di con­trol­lo in­ter­no che as­si­cu­ri, fra l'al­tro, la con­for­mi­tà al­le pre­scri­zio­ni giu­ri­di­che e azien­da­li («com­plian­ce»).
6L'or­ga­no di au­dit in­ter­no ri­fe­ri­sce all'or­ga­no di al­ta di­re­zio­ne, vi­gi­lan­za e con­trol­lo o a uno dei suoi co­mi­ta­ti. Es­so de­ve di­spor­re di ri­sor­se suf­fi­cien­ti e ha di­rit­ti di ve­ri­fi­ca in­con­di­zio­na­ti.
(art. 9 cpv. 2 e 3 LIn­Fi)
1La ri­chie­sta di au­to­riz­za­zio­ne per l'aper­tu­ra di una nuo­va in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio de­ve con­te­ne­re in par­ti­co­la­re le se­guen­ti in­di­ca­zio­ni e i se­guen­ti do­cu­men­ti sul­le per­so­ne in­ca­ri­ca­te dell'am­mi­ni­stra­zio­ne e del­la ge­stio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 2 LIn­Fi non­ché sui ti­to­la­ri di par­te­ci­pa­zio­ni qua­li­fi­ca­te se­con­do l'ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 3 LIn­Fi:
per le per­so­ne fi­si­che:
in­di­ca­zio­ni ri­guar­dan­ti na­zio­na­li­tà, do­mi­ci­lio, par­te­ci­pa­zio­ni qua­li­fi­ca­te in al­tre so­cie­tà, pro­ce­di­men­ti giu­di­zia­ri e am­mi­ni­stra­ti­vi pen­den­ti,
un cur­ri­cu­lum vi­tae fir­ma­to dal­la per­so­na in­te­res­sa­ta,
re­fe­ren­ze,
un estrat­to del ca­sel­la­rio giu­di­zia­le;
per le so­cie­tà:
gli sta­tu­ti,
un estrat­to del re­gi­stro di com­mer­cio o un'at­te­sta­zio­ne cor­ri­spon­den­te,
una de­scri­zio­ne dell'at­ti­vi­tà, del­la si­tua­zio­ne fi­nan­zia­ria e, all'oc­cor­ren­za, del­la strut­tu­ra del grup­po,
in­di­ca­zio­ni su pro­ce­di­men­ti giu­di­zia­ri e am­mi­ni­stra­ti­vi con­clu­si o pen­den­ti.
2Le per­so­ne che de­ten­go­no una par­te­ci­pa­zio­ne qua­li­fi­ca­ta de­vo­no con­se­gna­re al­la FIN­MA una di­chia­ra­zio­ne nel­la qua­le pre­ci­sa­no se de­ten­go­no la par­te­ci­pa­zio­ne per pro­prio con­to o a ti­to­lo fi­du­cia­rio per con­to di ter­zi e se su que­sta par­te­ci­pa­zio­ne han­no con­ces­so op­zio­ni o di­rit­ti si­mi­li.
3En­tro 60 gior­ni dal­la chiu­su­ra dell'eser­ci­zio, l'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio inol­tra al­la FIN­MA un elen­co del­le par­te­ci­pa­zio­ni qua­li­fi­ca­te. L'elen­co con­tie­ne in­di­ca­zio­ni sull'iden­ti­tà dei ti­to­la­ri di par­te­ci­pa­zio­ni qua­li­fi­ca­te e sul­la quo­ta de­te­nu­ta il gior­no di chiu­su­ra dell'eser­ci­zio, non­ché even­tua­li cam­bia­men­ti ri­spet­to all'an­no pre­ce­den­te. Le in­di­ca­zio­ni e i do­cu­men­ti se­con­do il ca­po­ver­so 1 de­vo­no es­se­re for­ni­ti inol­tre per i ti­to­la­ri di par­te­ci­pa­zio­ni qua­li­fi­ca­te che non era­no sta­ti no­ti­fi­ca­ti in pre­ce­den­za.
Art. 11 Esternalizzazione
(art. 11 LIn­Fi)
1Vi è ester­na­liz­za­zio­ne a nor­ma dell'ar­ti­co­lo 11 ca­po­ver­so 1 LIn­Fi quan­do un'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio in­ca­ri­ca un for­ni­to­re di ser­vi­zi di as­su­me­re in mo­do au­to­no­mo e du­re­vo­le un ser­vi­zio es­sen­zia­le per l'in­fra­strut­tu­ra stes­sa ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 12.
2In un ac­cor­do con il for­ni­to­re di ser­vi­zi oc­cor­re di­sci­pli­na­re, in par­ti­co­la­re:
il ser­vi­zio da ester­na­liz­za­re e le pre­sta­zio­ni del for­ni­to­re di ser­vi­zi;
le com­pe­ten­ze non­ché i di­rit­ti e gli ob­bli­ghi re­ci­pro­ci, se­gna­ta­men­te i di­rit­ti di con­sul­ta­zio­ne, di istru­zio­ne e di con­trol­lo dell'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio;
i re­qui­si­ti di si­cu­rez­za che il for­ni­to­re di ser­vi­zi de­ve sod­di­sfa­re;
il ri­spet­to del se­gre­to d'uf­fi­cio dell'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio da par­te del for­ni­to­re di ser­vi­zi e, se a que­st'ul­ti­mo so­no co­mu­ni­ca­ti da­ti pro­tet­ti dal­la leg­ge, del se­gre­to pro­fes­sio­na­le;
il di­rit­to di con­sul­ta­zio­ne e di ac­ces­so dell'or­ga­no di au­dit in­ter­no, del­la so­cie­tà di au­dit e del­la FIN­MA e, per le in­fra­strut­tu­re del mer­ca­to fi­nan­zia­rio di ri­le­van­za si­ste­mi­ca, del­la Ban­ca na­zio­na­le sviz­ze­ra (BNS).
3L'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio se­le­zio­na, istrui­sce e con­trol­la ac­cu­ra­ta­men­te il for­ni­to­re di ser­vi­zi. Es­sa in­te­gra il ser­vi­zio ester­na­liz­za­to nel pro­prio si­ste­ma di con­trol­lo in­ter­no e sor­ve­glia in mo­do con­ti­nua­ti­vo le pre­sta­zio­ni del for­ni­to­re di ser­vi­zi.
4In ca­so di ester­na­liz­za­zio­ne all'este­ro oc­cor­re ga­ran­ti­re, con mi­su­re tec­ni­che e or­ga­niz­za­ti­ve ade­gua­te, il ri­spet­to del se­gre­to pro­fes­sio­na­le e del­la pro­te­zio­ne dei da­ti se­con­do il di­rit­to sviz­ze­ro. I con­traen­ti di un'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio i cui da­ti po­treb­be­ro es­se­re co­mu­ni­ca­ti a un for­ni­to­re di ser­vi­zi all'este­ro de­vo­no es­ser­ne in­for­ma­ti.
5L'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio, il suo or­ga­no di au­dit in­ter­no, la so­cie­tà di au­dit e la FIN­MA non­ché, per le in­fra­strut­tu­re del mer­ca­to fi­nan­zia­rio di ri­le­van­za si­ste­mi­ca, la BNS de­vo­no po­ter con­sul­ta­re e ve­ri­fi­ca­re il ser­vi­zio ester­na­liz­za­to.
6I ca­po­ver­si 1-5 non si ap­pli­ca­no se un de­po­si­ta­rio cen­tra­le ester­na­liz­za una par­te dei pro­pri ser­vi­zi o del­le pro­prie at­ti­vi­tà a una piat­ta­for­ma tec­ni­ca che in qua­li­tà di ser­vi­zio pub­bli­co col­le­ga si­ste­mi di re­go­la­men­to del­le ope­ra­zio­ni in ti­to­li. Que­sto ti­po di ester­na­liz­za­zio­ne de­ve es­se­re di­sci­pli­na­to da un pro­prio qua­dro giu­ri­di­co e ope­ra­ti­vo. Que­st'ul­ti­mo ri­chie­de l'ap­pro­va­zio­ne del­la FIN­MA.
Art. 12 Servizi essenziali
(art. 11 cpv. 1 LIn­Fi)
1Si con­si­de­ra­no es­sen­zia­li i ser­vi­zi ne­ces­sa­ri al man­te­ni­men­to di pro­ces­si ope­ra­ti­vi ri­le­van­ti, in par­ti­co­la­re nell'am­bi­to del­la ge­stio­ne del­la li­qui­di­tà, del­la te­so­re­ria, del­la ge­stio­ne dei ri­schi, dell'am­mi­ni­stra­zio­ne dei da­ti di ba­se e del­la con­ta­bi­li­tà, del per­so­na­le, del­le tec­no­lo­gie dell'in­for­ma­zio­ne, del di­rit­to e del­la «com­plian­ce».
2So­no con­si­de­ra­ti ser­vi­zi es­sen­zia­li se­gna­ta­men­te an­che:
nel ca­so del­le se­di di ne­go­zia­zio­ne:
tut­te le at­ti­vi­tà vol­te a ga­ran­ti­re un com­mer­cio equo, ef­fi­cien­te e or­di­na­to,
la ge­stio­ne di si­ste­mi di «mat­ching» e di di­stri­bu­zio­ne di da­ti di mer­ca­to;
nel ca­so del­le con­tro­par­ti cen­tra­li:
la con­clu­sio­ne se­con­do il Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni di ope­ra­zio­ni in va­lo­ri mo­bi­lia­ri o di al­tri con­trat­ti re­la­ti­vi a stru­men­ti fi­nan­zia­ri tra due par­te­ci­pan­ti o tra un par­te­ci­pan­te e un'al­tra con­tro­par­te cen­tra­le,
la mes­sa a di­spo­si­zio­ne di mec­ca­ni­smi per la pia­ni­fi­ca­zio­ne e la co­per­tu­ra del­le ina­dem­pien­ze di par­te­ci­pan­ti o di con­tro­par­ti cen­tra­li le­ga­te da un ac­cor­do di in­te­ro­pe­ra­bi­li­tà, per la se­gre­ga­zio­ne del­le po­si­zio­ni dei par­te­ci­pan­ti in­di­ret­ti e dei clien­ti dei par­te­ci­pan­ti e per il tra­sfe­ri­men­to di po­si­zio­ni ad al­tri par­te­ci­pan­ti;
nel ca­so dei de­po­si­ta­ri cen­tra­li:
l'eser­ci­zio di un en­te di cu­sto­dia cen­tra­le o di un si­ste­ma di re­go­la­men­to del­le ope­ra­zio­ni in ti­to­li,
la pri­ma re­gi­stra­zio­ne di va­lo­ri mo­bi­lia­ri su un con­to ti­to­li,
la ri­con­ci­lia­zio­ne dei por­ta­fo­gli;
nel ca­so dei re­per­to­ri di da­ti sul­le ne­go­zia­zio­ni:
la rac­col­ta, la ge­stio­ne e la con­ser­va­zio­ne dei da­ti co­mu­ni­ca­ti,
la pub­bli­ca­zio­ne dei da­ti co­mu­ni­ca­ti,
la ga­ran­zia dell'ac­ces­so ai da­ti co­mu­ni­ca­ti;
nel ca­so dei si­ste­mi di pa­ga­men­to:
la ri­ce­zio­ne e l'ese­cu­zio­ne di or­di­ni di pa­ga­men­to dei par­te­ci­pan­ti,
la te­nu­ta di con­ti di com­pen­sa­zio­ne.
Art. 13 Capitale minimo
(art. 12 LIn­Fi)
1Il ca­pi­ta­le mi­ni­mo am­mon­ta:
per le se­di di ne­go­zia­zio­ne a 1 mi­lio­ne di fran­chi, ma in ca­si fon­da­ti la FIN­MA può fis­sa­re un ca­pi­ta­le mi­ni­mo fi­no al 50 per cen­to su­pe­rio­re;
per le con­tro­par­ti cen­tra­li a 10 mi­lio­ni di fran­chi;
per i de­po­si­ta­ri cen­tra­li a 5 mi­lio­ni di fran­chi;
per i re­per­to­ri di da­ti sul­le ne­go­zia­zio­ni a 500 000 fran­chi;
per i si­ste­mi di pa­ga­men­to a 1,5 mi­lio­ni di fran­chi.
2Se la fon­da­zio­ne av­vie­ne me­dian­te con­fe­ri­men­ti in na­tu­ra, una so­cie­tà di au­dit abi­li­ta­ta ve­ri­fi­ca il va­lo­re de­gli at­ti­vi e la som­ma dei pas­si­vi. Ciò va­le an­che in ca­so di tra­sfor­ma­zio­ne di un'im­pre­sa esi­sten­te in un'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio.
Art. 14 Continuità operativa
(art. 13 LIn­Fi)
1La stra­te­gia di cui all'ar­ti­co­lo 13 ca­po­ver­so 1 LIn­Fi de­ve es­se­re in­se­ri­ta nell'or­ga­niz­za­zio­ne azien­da­le e di­sci­pli­na in par­ti­co­la­re:
i com­pi­ti, le re­spon­sa­bi­li­tà e le com­pe­ten­ze;
la pe­rio­di­ci­tà del­la ve­ri­fi­ca dell'ana­li­si di im­pat­to sull'at­ti­vi­tà di cui al ca­po­ver­so 2;
il ren­di­con­to, la co­mu­ni­ca­zio­ne e la for­ma­zio­ne.
2L'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio ef­fet­tua un'ana­li­si di im­pat­to sull'at­ti­vi­tà, che sta­bi­li­sce il li­vel­lo e il tem­po di ri­pri­sti­no dei pro­ces­si ope­ra­ti­vi ne­ces­sa­ri all'eser­ci­zio.
3Es­sa de­ter­mi­na le op­zio­ni per il ri­pri­sti­no dei pro­ces­si ope­ra­ti­vi ne­ces­sa­ri all'eser­ci­zio.
4La stra­te­gia di cui all'ar­ti­co­lo 13 ca­po­ver­so 1 LIn­Fi de­ve es­se­re ap­pro­va­ta dall'or­ga­no di al­ta di­re­zio­ne, vi­gi­lan­za e con­trol­lo.
Art. 15 Sistemi informatici
(art. 14 LIn­Fi)
1I si­ste­mi in­for­ma­ti­ci de­vo­no es­se­re con­ce­pi­ti in mo­do che:
pos­sa­no es­se­re sod­di­sfat­ti in mi­su­ra ade­gua­ta i re­qui­si­ti di di­spo­ni­bi­li­tà, di in­te­gri­tà e di ri­ser­va­tez­za del­le in­for­ma­zio­ni nell'ot­ti­ca dell'at­ti­vi­tà;
sia pos­si­bi­le un con­trol­lo af­fi­da­bi­le de­gli ac­ces­si;
esi­sta­no mi­su­re per in­di­vi­dua­re le la­cu­ne a li­vel­lo di si­cu­rez­za e sia pos­si­bi­le rea­gi­re in ma­nie­ra ade­gua­ta.
2L'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio adot­ta mi­su­re ido­nee af­fin­ché i da­ti ri­le­van­ti per l'at­ti­vi­tà pos­sa­no es­se­re ri­pri­sti­na­ti in ca­so di per­di­ta.
Art. 16 Operazioni estere
(art. 17 LIn­Fi)
1La co­mu­ni­ca­zio­ne che l'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio de­ve tra­smet­te­re al­la FIN­MA pri­ma di av­via­re la pro­pria at­ti­vi­tà all'este­ro de­ve con­te­ne­re tut­te le in­di­ca­zio­ni e i do­cu­men­ti ne­ces­sa­ri al­la va­lu­ta­zio­ne dell'at­ti­vi­tà, se­gna­ta­men­te:
un pia­no d'at­ti­vi­tà che de­scri­va in par­ti­co­la­re il ti­po di af­fa­ri pro­spet­ta­ti e le strut­tu­re or­ga­niz­za­ti­ve;
l'in­di­riz­zo del­la se­de all'este­ro;
i no­mi del­le per­so­ne in­ca­ri­ca­te dell'am­mi­ni­stra­zio­ne e del­la ge­stio­ne;
la so­cie­tà di au­dit;
l'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za nel Pae­se ospi­te.
2L'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio de­ve inol­tre co­mu­ni­ca­re al­la FIN­MA:
la ces­sa­zio­ne dell'at­ti­vi­tà all'este­ro;
ogni im­por­tan­te mo­di­fi­ca dell'at­ti­vi­tà all'este­ro;
il cam­bia­men­to del­la so­cie­tà di au­dit;
il cam­bia­men­to dell'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za nel Pae­se ospi­te.
Art. 17 Accesso non discriminatorio e aperto
(art. 18 LIn­Fi)
1L'ac­ces­so non di­scri­mi­na­to­rio non è as­si­cu­ra­to in par­ti­co­la­re se de­vo­no es­se­re adem­piu­ti re­qui­si­ti trop­po se­ve­ri o non og­get­ti­va­men­te giu­sti­fi­ca­ti op­pu­re se so­no pre­te­si prez­zi ec­ces­si­vi per l'uti­liz­zo dei ser­vi­zi of­fer­ti. Le strut­tu­re de­gli emo­lu­men­ti non de­vo­no fa­vo­ri­re per­tur­ba­zio­ni del mer­ca­to.
2L'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio può su­bor­di­na­re l'ac­ces­so all'adem­pi­men­to di de­ter­mi­na­ti re­qui­si­ti ope­ra­ti­vi, tec­ni­ci, fi­nan­zia­ri e giu­ri­di­ci.
3Nel ca­so in cui l'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio in­ten­da li­mi­ta­re l'ac­ces­so per ra­gio­ni di ef­fi­cien­za, la FIN­MA, nel qua­dro del­la sua va­lu­ta­zio­ne, con­sul­ta la Com­mis­sio­ne del­la con­cor­ren­za.
Art. 18 Prevenzione di conflitti di interessi
(art. 20 LIn­Fi)
Se non è pos­si­bi­le at­tra­ver­so mi­su­re or­ga­niz­za­ti­ve esclu­de­re una di­scri­mi­na­zio­ne dei par­te­ci­pan­ti cau­sa­ta da con­flit­ti di in­te­res­si, i par­te­ci­pan­ti de­vo­no es­ser­ne in­for­ma­ti.
Art. 19 Pubblicazione delle informazioni essenziali
(art. 21 LIn­Fi)
Ol­tre al­le in­for­ma­zio­ni di cui all'ar­ti­co­lo 21 LIn­Fi, l'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio pub­bli­ca re­go­lar­men­te:
le re­go­le e le pro­ce­du­re per l'eser­ci­zio dell'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio, ivi com­pre­si i di­rit­ti e gli ob­bli­ghi dell'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio e dei par­te­ci­pan­ti;
i prez­zi e gli emo­lu­men­ti ri­chie­sti per i ser­vi­zi pre­sta­ti dall'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio, non­ché le con­di­zio­ni per la con­ces­sio­ne di ri­du­zio­ni;
i ri­schi le­ga­ti ai ser­vi­zi pre­sta­ti ai qua­li i par­te­ci­pan­ti po­treb­be­ro es­se­re espo­sti;
i cri­te­ri per la so­spen­sio­ne e l'esclu­sio­ne di un par­te­ci­pan­te;
le re­go­le e le pro­ce­du­re pre­vi­ste in ca­so di ina­dem­pien­za di un par­te­ci­pan­te;
le re­go­le e le pro­ce­du­re ne­ces­sa­rie per man­te­ne­re se­pa­ra­ti, re­gi­stra­re e tra­sfe­ri­re le ga­ran­zie, i cre­di­ti e gli im­pe­gni dei par­te­ci­pan­ti di­ret­ti e in­di­ret­ti;
i vo­lu­mi e gli im­por­ti ag­gre­ga­ti del­le tran­sa­zio­ni;
il nu­me­ro, il va­lo­re no­mi­na­le e la va­lu­ta di emis­sio­ne dei ti­to­li in cu­sto­dia ac­cen­tra­ta;
ul­te­rio­ri in­for­ma­zio­ni se­con­do stan­dard in­ter­na­zio­na­li ri­co­no­sciu­ti.
Sezione 2: Requisiti particolari per le infrastrutture del mercato finanziario di rilevanza sistemica
Art. 20 Piano di stabilizzazione e piano di liquidazione
(art. 24 LIn­Fi)
1Il pia­no di sta­bi­liz­za­zio­ne e il pia­no di li­qui­da­zio­ne de­vo­no te­ne­re con­to del­le nor­me del­le au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za este­re e del­le ban­che cen­tra­li este­re in ma­te­ria di sta­bi­liz­za­zio­ne, ri­sa­na­men­to e li­qui­da­zio­ne.
2Il pia­no di sta­bi­liz­za­zio­ne com­pren­de in par­ti­co­la­re una de­scri­zio­ne del­le mi­su­re da adot­ta­re e del­le ri­sor­se ri­chie­ste per at­tua­re ta­li mi­su­re. Es­so de­ve es­se­re ap­pro­va­to dall'or­ga­no di al­ta di­re­zio­ne, vi­gi­lan­za e con­trol­lo.
3Al mo­men­to del­la pre­sen­ta­zio­ne del pia­no, l'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio de­scri­ve le mi­su­re vol­te a mi­glio­ra­re le pos­si­bi­li­tà di ri­sa­na­men­to e li­qui­da­zio­ne in Sviz­ze­ra e all'este­ro (art. 21) già at­tua­te o pre­vi­ste.
4Es­sa pre­sen­ta al­la FIN­MA, en­tro la fi­ne del se­con­do tri­me­stre di ogni an­no, il pia­no di sta­bi­liz­za­zio­ne e le in­for­ma­zio­ni ne­ces­sa­rie al pia­no di li­qui­da­zio­ne. Ta­li do­cu­men­ti van­no pre­sen­ta­ti an­che qua­lo­ra in­ter­ven­ga­no mo­di­fi­che che com­por­ta­no una rie­la­bo­ra­zio­ne o su ri­chie­sta del­la FIN­MA.
5La FIN­MA ac­cor­da all'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio un ter­mi­ne ap­pro­pria­to per at­tua­re a ti­to­lo pre­li­mi­na­re le mi­su­re pre­vi­ste nel pia­no di li­qui­da­zio­ne.
Art. 21 Misure volte a migliorare le possibilità di risanamento e liquidazione
(art. 24 cpv. 1 LIn­Fi)
Le mi­su­re vol­te a mi­glio­ra­re le pos­si­bi­li­tà di ri­sa­na­men­to e li­qui­da­zio­ne dell'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio pos­so­no com­pren­de­re in par­ti­co­la­re:
mi­glio­ra­men­to e de­cen­tra­men­to strut­tu­ra­li:
strut­tu­ra giu­ri­di­ca orien­ta­ta al­le uni­tà («bu­si­ness-ali­gned le­gal en­ti­ties»),
crea­zio­ne di uni­tà di ser­vi­zi giu­ri­di­ca­men­te au­to­no­me,
sop­pres­sio­ne o at­te­nua­zio­ne dell'ob­bli­go di fat­to di as­si­sten­za, in par­ti­co­la­re me­dian­te la crea­zio­ne di una strut­tu­ra di­ret­ti­va au­to­no­ma,
ri­du­zio­ne del­le asim­me­trie geo­gra­fi­che o di bi­lan­cio;
de­cen­tra­men­to fi­nan­zia­rio per li­mi­ta­re i ri­schi di con­ta­gio:
ri­du­zio­ne del­le par­te­ci­pa­zio­ni al ca­pi­ta­le tra le uni­tà giu­ri­di­che del­lo stes­so li­vel­lo,
li­mi­ta­zio­ne del­la con­ces­sio­ne di cre­di­ti e ga­ran­zie non ga­ran­ti­ti tra uni­tà giu­ri­di­che del­lo stes­so li­vel­lo all'in­ter­no del grup­po fi­nan­zia­rio,
crea­zio­ne di una strut­tu­ra vol­ta a in­cen­ti­va­re un fi­nan­zia­men­to in­ter­no al grup­po pos­si­bil­men­te vi­ci­no al mer­ca­to;
de­cen­tra­men­to ope­ra­ti­vo per la pro­te­zio­ne dei da­ti e il man­te­ni­men­to di im­por­tan­ti pre­sta­zio­ni dell'eser­ci­zio:
ga­ran­zia dell'ac­ces­so a rac­col­te di da­ti, ban­che da­ti e mez­zi in­for­ma­ti­ci non­ché del­la lo­ro uti­liz­za­zio­ne,
se­pa­ra­zio­ne o tra­sfe­ri­men­to so­ste­ni­bi­le del­le fun­zio­ni es­sen­zia­li,
ac­ces­so ai si­ste­mi es­sen­zia­li per l'eser­ci­zio dell'at­ti­vi­tà e la lo­ro ul­te­rio­re uti­liz­za­zio­ne.
Capitolo 2: Sedi di negoziazione e sistemi organizzati di negoziazione
Art. 22 Negoziazione multilaterale
(art. 26 e 42 LIn­Fi)
È con­si­de­ra­ta mul­ti­la­te­ra­le la ne­go­zia­zio­ne che con­sen­te l'in­con­tro de­gli in­te­res­si di ac­qui­sto e ven­di­ta di va­lo­ri mo­bi­lia­ri o di al­tri stru­men­ti fi­nan­zia­ri di mol­te­pli­ci par­te­ci­pan­ti all'in­ter­no del si­ste­ma di ne­go­zia­zio­ne in vi­sta del­la con­clu­sio­ne di un con­trat­to.
Art. 23 Regole non discrezionali
So­no con­si­de­ra­te non di­scre­zio­na­li le re­go­le che non con­ce­do­no mar­gi­ni di di­scre­zio­na­li­tà al­la se­de di ne­go­zia­zio­ne o al ge­sto­re di un si­ste­ma or­ga­niz­za­to di ne­go­zia­zio­ne nel con­sen­ti­re l'in­con­tro del­le of­fer­te.
Sezione 2: Sedi di negoziazione
Art. 24 Organismo di autodisciplina e sorveglianza
(art. 27 LIn­Fi)
1Un or­ga­ni­smo di au­to­di­sci­pli­na e sor­ve­glian­za ade­gua­to com­pren­de in par­ti­co­la­re i se­guen­ti or­ga­ni:
un or­ga­no che svol­ge i com­pi­ti di au­to­di­sci­pli­na;
un or­ga­no di sor­ve­glian­za del com­mer­cio;
un or­ga­no per l'am­mis­sio­ne di va­lo­ri mo­bi­lia­ri al com­mer­cio;
un'au­to­ri­tà di ri­cor­so.
2Gli or­ga­ni che svol­go­no i com­pi­ti di au­to­di­sci­pli­na e sor­ve­glian­za de­vo­no es­se­re in­di­pen­den­ti ri­spet­to al­la di­re­zio­ne del­la se­de di ne­go­zia­zio­ne sot­to il pro­fi­lo del per­so­na­le e dell'or­ga­niz­za­zio­ne. Ta­li or­ga­ni de­vo­no di­spor­re di suf­fi­cien­ti ri­sor­se or­ga­niz­za­ti­ve, fi­nan­zia­rie e di per­so­na­le.
3Nell'or­ga­no com­pe­ten­te per l'am­mis­sio­ne di va­lo­ri mo­bi­lia­ri al com­mer­cio de­vo­no es­se­re rap­pre­sen­ta­ti equa­men­te gli emit­ten­ti e gli in­ve­sti­to­ri.
4La se­de di ne­go­zia­zio­ne sta­bi­li­sce nei suoi re­go­la­men­ti i com­pi­ti e le com­pe­ten­ze de­gli or­ga­ni non­ché la rap­pre­sen­tan­za de­gli emit­ten­ti e de­gli in­ve­sti­to­ri in se­no all'or­ga­no com­pe­ten­te per l'am­mis­sio­ne di va­lo­ri mo­bi­lia­ri al com­mer­cio.
Art. 25 Approvazione dei regolamenti
(art. 27 cpv. 4 LIn­Fi)
1All'at­to dell'ap­pro­va­zio­ne dei re­go­la­men­ti, la FIN­MA ve­ri­fi­ca in par­ti­co­la­re se que­sti:
ga­ran­ti­sco­no la tra­spa­ren­za e la pa­ri­tà di trat­ta­men­to de­gli in­ve­sti­to­ri; e
as­si­cu­ra­no il buon fun­zio­na­men­to dei mer­ca­ti di va­lo­ri mo­bi­lia­ri.
2Pri­ma di pren­de­re la sua de­ci­sio­ne la FIN­MA può sen­ti­re il pa­re­re del­la Com­mis­sio­ne del­la con­cor­ren­za. Que­st'ul­ti­ma si espri­me sul­la neu­tra­li­tà con­cor­ren­zia­le dei re­go­la­men­ti e in­di­ca se es­si fa­vo­ri­sco­no o me­no ac­cor­di che osta­co­la­no la con­cor­ren­za.
Art. 26 Organizzazione del commercio
(art. 28 LIn­Fi)
La se­de di ne­go­zia­zio­ne de­fi­ni­sce pro­ce­du­re af­fin­ché le in­for­ma­zio­ni ri­le­van­ti che ri­guar­da­no le ope­ra­zio­ni in va­lo­ri mo­bi­lia­ri pos­sa­no es­se­re con­fer­ma­te il gior­no in cui l'ope­ra­zio­ne è sta­ta ese­gui­ta.
Art. 27 Trasparenza pre-negoziazione
(art. 29 cpv. 1 e 3 lett. b LIn­Fi)
1La se­de di ne­go­zia­zio­ne pub­bli­ca in mo­do con­ti­nuo du­ran­te il nor­ma­le ora­rio di ne­go­zia­zio­ne le in­for­ma­zio­ni sul­la tra­spa­ren­za pre-ne­go­zia­zio­ne co­mu­ni­ca­te tra­mi­te i suoi si­ste­mi di ne­go­zia­zio­ne e ri­guar­dan­ti le azio­ni.
2Per ogni azio­ne de­vo­no es­se­re pub­bli­ca­ti i cin­que mi­glio­ri cor­si di ac­qui­sto e di ven­di­ta e il vo­lu­me de­gli or­di­ni.
3I ca­po­ver­si 1 e 2 si ap­pli­ca­no an­che al­le di­chia­ra­zio­ni vin­co­lan­ti di in­te­res­se al­la ne­go­zia­zio­ne.
4La se­de di ne­go­zia­zio­ne può pre­ve­de­re nei pro­pri re­go­la­men­ti de­ro­ghe per:
i si­ste­mi dei cor­si di ri­fe­ri­men­to, se i cor­si di ri­fe­ri­men­to han­no un'am­pia dif­fu­sio­ne e so­no con­si­de­ra­ti at­ten­di­bi­li dai par­te­ci­pan­ti;
i si­ste­mi che for­ma­liz­za­no esclu­si­va­men­te le ope­ra­zio­ni già ne­go­zia­te;
gli or­di­ni con­ser­va­ti in un si­ste­ma di ge­stio­ne de­gli or­di­ni del­la se­de di ne­go­zia­zio­ne in at­te­sa del­la lo­ro di­vul­ga­zio­ne;
gli or­di­ni di vo­lu­me ele­va­to ri­spet­to al­le nor­ma­li di­men­sio­ni del mer­ca­to.
Art. 28 Trasparenza post-negoziazione
(art. 29 cpv. 2 e 3 lett. b LIn­Fi)
1La se­de di ne­go­zia­zio­ne pub­bli­ca le in­for­ma­zio­ni sul­la tra­spa­ren­za po­st-ne­go­zia­zio­ne re­la­ti­ve al­le tran­sa­zio­ni ef­fet­tua­te al suo in­ter­no con­for­me­men­te ai suoi re­go­la­men­ti.
2Le in­for­ma­zio­ni po­st-ne­go­zia­zio­ne re­la­ti­ve a tran­sa­zio­ni ef­fet­tua­te in una se­de di ne­go­zia­zio­ne al di fuo­ri del nor­ma­le ora­rio di ne­go­zia­zio­ne de­vo­no es­se­re pub­bli­ca­te pri­ma dell'ini­zio del­la gior­na­ta di ne­go­zia­zio­ne suc­ces­si­va nel­la se­de di ne­go­zia­zio­ne in cui l'ope­ra­zio­ne è sta­ta ef­fet­tua­ta.
3Il ca­po­ver­so 1 si ap­pli­ca an­che al­le tran­sa­zio­ni ef­fet­tua­te al di fuo­ri del­la se­de di ne­go­zia­zio­ne, pur­ché que­ste sia­no sta­te ef­fet­tua­te du­ran­te una gior­na­ta di ne­go­zia­zio­ne sul mer­ca­to più im­por­tan­te per i va­lo­ri mo­bi­lia­ri in que­stio­ne o du­ran­te il nor­ma­le ora­rio di ne­go­zia­zio­ne del­la se­de di ne­go­zia­zio­ne. In ca­so con­tra­rio le in­for­ma­zio­ni de­vo­no es­se­re pub­bli­ca­te im­me­dia­ta­men­te pri­ma dell'ini­zio del nor­ma­le ora­rio di ne­go­zia­zio­ne del­la se­de di ne­go­zia­zio­ne o al più tar­di pri­ma dell'ini­zio del­la gior­na­ta di ne­go­zia­zio­ne suc­ces­si­va sul mer­ca­to più im­por­tan­te per que­sti va­lo­ri mo­bi­lia­ri.
4La se­de di ne­go­zia­zio­ne può pre­ve­de­re nei pro­pri re­go­la­men­ti una pub­bli­ca­zio­ne suc­ces­si­va per:
le ope­ra­zio­ni di vo­lu­me ele­va­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 27 ca­po­ver­so 4 let­te­ra d;
le ope­ra­zio­ni:
che so­no su­pe­rio­ri al­la di­men­sio­ne ti­pi­ca per il va­lo­re mo­bi­lia­re,
che espor­reb­be­ro i for­ni­to­ri di li­qui­di­tà a ri­schi ec­ces­si­vi, e
che ten­go­no con­to del fat­to che le par­ti con­trat­tua­li so­no in­ve­sti­to­ri al det­ta­glio o all'in­gros­so;
le ope­ra­zio­ni in va­lo­ri mo­bi­lia­ri per i qua­li non esi­ste un mer­ca­to li­qui­do.
Art. 29 Deroghe alla trasparenza pre-negoziazione e post-negoziazione
(art. 29 cpv. 3 lett. b LIn­Fi)
1Non so­no sog­get­te al­le di­spo­si­zio­ni sul­la tra­spa­ren­za pre-ne­go­zia­zio­ne e po­st-ne­go­zia­zio­ne le ope­ra­zio­ni in va­lo­ri mo­bi­lia­ri che so­no ef­fet­tua­te nell'am­bi­to di com­pi­ti pub­bli­ci e non a sco­po di in­ve­sti­men­to da:
la Con­fe­de­ra­zio­ne, i Can­to­ni o i Co­mu­ni;
la BNS;
la Ban­ca dei re­go­la­men­ti in­ter­na­zio­na­li (BRI);
le ban­che mul­ti­la­te­ra­li di svi­lup­po se­con­do l'ar­ti­co­lo 63 ca­po­ver­so 2 let­te­ra c dell'or­di­nan­za del 1° giu­gno 20121 sui fon­di pro­pri (OFoP).
2Pos­so­no de­ro­ga­re al­le di­spo­si­zio­ni sul­la tra­spa­ren­za pre-ne­go­zia­zio­ne e po­st-ne­go­zia­zio­ne le ope­ra­zio­ni in va­lo­ri mo­bi­lia­ri ef­fet­tua­te da­gli or­ga­ni­smi elen­ca­ti di se­gui­to, a con­di­zio­ne che le ope­ra­zio­ni av­ven­ga­no nell'am­bi­to di com­pi­ti pub­bli­ci e non a sco­po di in­ve­sti­men­to, che sia con­ces­sa la re­ci­pro­ci­tà e che una de­ro­ga non sia con­tra­ria al­lo sco­po del­la leg­ge:
ban­che cen­tra­li este­re;
Ban­ca cen­tra­le eu­ro­pea (BCE);
en­ti di uno Sta­to in­ca­ri­ca­ti del­la ge­stio­ne del de­bi­to pub­bli­co o che vi par­te­ci­pa­no;
Fon­do eu­ro­peo di sta­bi­li­tà fi­nan­zia­ria (FE­SF);
Mec­ca­ni­smo eu­ro­peo di sta­bi­liz­za­zio­ne fi­nan­zia­ria (ME­SF).
3Il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le del­le fi­nan­ze (DFF) pub­bli­ca un elen­co de­gli or­ga­ni­smi a cui si ap­pli­ca il ca­po­ver­so 2.
4La se­de di ne­go­zia­zio­ne de­ve es­se­re in­for­ma­ta se le ope­ra­zio­ni so­no ef­fet­tua­te nell'am­bi­to di com­pi­ti pub­bli­ci e non a sco­po di in­ve­sti­men­to.
1 RS 952.03
Art. 30 Garanzia di un commercio ordinato
(art. 30 LIn­Fi)
1La se­de di ne­go­zia­zio­ne fis­sa re­go­le e pro­ce­du­re tra­spa­ren­ti per un com­mer­cio equo, ef­fi­cien­te e or­di­na­to e de­fi­ni­sce cri­te­ri og­get­ti­vi per un'ese­cu­zio­ne ef­fi­ca­ce de­gli or­di­ni. Es­sa de­ve adot­ta­re di­spo­si­ti­vi per ga­ran­ti­re una ge­stio­ne so­li­da dei pro­ces­si tec­ni­ci e l'eser­ci­zio dei suoi si­ste­mi.
2La se­de di ne­go­zia­zio­ne de­ve di­spor­re di si­ste­mi, pro­ce­du­re e di­spo­si­ti­vi ef­fi­ca­ci per as­si­cu­ra­re in par­ti­co­la­re che i suoi si­ste­mi di ne­go­zia­zio­ne:
sia­no re­si­lien­ti e ab­bia­no ca­pa­ci­tà suf­fi­cien­ti per ge­sti­re pic­chi di vo­lu­me di or­di­ni e mes­sag­gi;
sia­no in gra­do di ga­ran­ti­re un com­mer­cio or­di­na­to in con­di­zio­ni di mer­ca­to cri­ti­che;
sia­no sog­get­ti a mi­su­re di emer­gen­za ef­fi­ca­ci per ga­ran­ti­re la ri­pre­sa dell'at­ti­vi­tà in ca­so di per­tur­ba­zio­ni dei suoi si­ste­mi di ne­go­zia­zio­ne;
ri­fiu­ti­no or­di­ni che su­pe­ra­no i li­mi­ti di vo­lu­me e di cor­so fis­sa­ti an­ti­ci­pa­ta­men­te o che so­no chia­ra­men­te er­ra­ti;
sia­no in gra­do di so­spen­de­re o li­mi­ta­re tem­po­ra­nea­men­te la ne­go­zia­zio­ne qua­lo­ra in un las­so di tem­po bre­ve si re­gi­stri un'oscil­la­zio­ne si­gni­fi­ca­ti­va del prez­zo di un va­lo­re mo­bi­lia­re su que­sto mer­ca­to o su un mer­ca­to cor­re­la­to;
sia­no in gra­do, in ca­si ec­ce­zio­na­li, di cor­reg­ge­re, mo­di­fi­ca­re o an­nul­la­re qual­sia­si ope­ra­zio­ne; e
sia­no sot­to­po­sti a con­trol­li re­go­la­ri vol­ti a ga­ran­ti­re che i re­qui­si­ti di cui al­le let­te­re a-f sia­no sod­di­sfat­ti.
3La se­de di ne­go­zia­zio­ne de­ve di­spor­re di ac­cor­di scrit­ti con tut­ti i par­te­ci­pan­ti che han­no una fun­zio­ne par­ti­co­la­re, se­gna­ta­men­te con quel­li che nel­la se­de di ne­go­zia­zio­ne per­se­guo­no una stra­te­gia di «mar­ket ma­king». Es­sa uti­liz­za si­ste­mi e pro­ce­du­re che ga­ran­ti­sco­no il ri­spet­to del­le re­go­le da par­te di que­sti par­te­ci­pan­ti.
4La se­de di ne­go­zia­zio­ne può pre­ve­de­re nei suoi re­go­la­men­ti che i par­te­ci­pan­ti se­gna­li­no le ven­di­te al­lo sco­per­to nel suo si­ste­ma di ne­go­zia­zio­ne.
Art. 31 Negoziazione algoritmica e negoziazione ad alta frequenza
1La se­de di ne­go­zia­zio­ne de­ve es­se­re in gra­do di in­di­vi­dua­re:
gli or­di­ni ge­ne­ra­ti me­dian­te ne­go­zia­zio­ne al­go­rit­mi­ca;
i di­ver­si al­go­rit­mi uti­liz­za­ti per la crea­zio­ne de­gli or­di­ni;
i com­mer­cian­ti dei par­te­ci­pan­ti che han­no av­via­to ta­li or­di­ni nel si­ste­ma di ne­go­zia­zio­ne.
2Es­sa esi­ge dai par­te­ci­pan­ti che ef­fet­tua­no ne­go­zia­zio­ni al­go­rit­mi­che di co­mu­ni­car­lo e di se­gna­la­re gli or­di­ni co­sì ge­ne­ra­ti, di con­ser­va­re le re­gi­stra­zio­ni di tut­ti gli or­di­ni in­via­ti, com­pre­si quel­li an­nul­la­ti, e di do­tar­si in par­ti­co­la­re di mi­su­re e con­trol­li dei ri­schi ef­fi­ca­ci al fi­ne di ga­ran­ti­re che i suoi si­ste­mi:
sia­no sog­get­ti a so­glie e li­mi­ti di ne­go­zia­zio­ne ap­pro­pria­ti;
non cau­si­no per­tur­ba­zio­ni del­la se­de di ne­go­zia­zio­ne né vi con­tri­bui­sca­no;
im­pe­di­sca­no ef­fi­ca­ce­men­te vio­la­zio­ni de­gli ar­ti­co­li 142 e 143 LIn­Fi;
sia­no sog­get­ti a te­st ade­gua­ti de­gli al­go­rit­mi e a mec­ca­ni­smi di con­trol­lo, com­pre­se le mi­su­re per:
li­mi­ta­re il rap­por­to tra or­di­ni di ne­go­zia­zio­ne non ese­gui­ti e ope­ra­zio­ni che pos­so­no es­se­re in­se­ri­te nel si­ste­ma da un par­te­ci­pan­te,
ral­len­ta­re il flus­so di or­di­ni se vi è il ri­schio che sia rag­giun­ta la ca­pa­ci­tà del si­ste­ma, e
li­mi­ta­re la va­ria­zio­ne mi­ni­ma di prez­zo con­sen­ti­ta nel­la se­de di ne­go­zia­zio­ne e ga­ran­tir­ne il ri­spet­to.
3Per te­ne­re con­to del­lo sfrut­ta­men­to ag­giun­ti­vo del­la ca­pa­ci­tà del si­ste­ma, la se­de di ne­go­zia­zio­ne può pre­ve­de­re emo­lu­men­ti più ele­va­ti per:
il con­fe­ri­men­to di or­di­ni an­nul­la­ti suc­ces­si­va­men­te;
i par­te­ci­pan­ti cha han­no una quo­ta ele­va­ta di or­di­ni an­nul­la­ti;
i par­te­ci­pan­ti con:
un'in­fra­strut­tu­ra vol­ta a ri­dur­re al mi­ni­mo i ri­tar­di nel­la tra­smis­sio­ne de­gli or­di­ni,
un si­ste­ma che de­ter­mi­na l'ini­zia­liz­za­zio­ne, la ge­ne­ra­zio­ne, la tra­smis­sio­ne o l'ese­cu­zio­ne di un or­di­ne, e
un nu­me­ro ele­va­to di of­fer­te di prez­zo, di or­di­ni o di an­nul­la­men­ti in­fra­gior­na­lie­ri.
Art. 32 Sorveglianza del commercio
(art. 31 cpv. 2 LIn­Fi)
1L'or­ga­no di sor­ve­glian­za del com­mer­cio de­ve di­spor­re di si­ste­mi e ri­sor­se ap­pro­pria­ti per l'adem­pi­men­to dei pro­pri com­pi­ti.
2Il fun­zio­na­men­to dei si­ste­mi di sor­ve­glian­za del com­mer­cio de­ve es­se­re ga­ran­ti­to sen­za li­mi­ta­zio­ni an­che in ca­so di un ele­va­to vo­lu­me di da­ti.
3L'or­ga­no di sor­ve­glian­za del com­mer­cio sor­ve­glia il com­mer­cio in mo­do da per­met­te­re di iden­ti­fi­ca­re i com­por­ta­men­ti di cui agli ar­ti­co­li 142 e 143 LIn­Fi, in­di­pen­den­te­men­te dal fat­to che que­sti sia­no ri­con­du­ci­bi­li a ne­go­zia­zio­ni ma­nua­li, au­to­ma­tiz­za­te o al­go­rit­mi­che.
Art. 33 Ammissione di valori mobiliari da parte di una borsa
(art. 35 LIn­Fi)
1La bor­sa ga­ran­ti­sce che tut­ti i va­lo­ri mo­bi­lia­ri am­mes­si al com­mer­cio e tut­ti quel­li quo­ta­ti pos­sa­no es­se­re ne­go­zia­ti in mo­do equo, ef­fi­cien­te e or­di­na­to.
2Nel ca­so dei de­ri­va­ti es­sa as­si­cu­ra in par­ti­co­la­re che le ca­rat­te­ri­sti­che del com­mer­cio di de­ri­va­ti con­sen­ta­no una for­ma­zio­ne or­di­na­ta dei cor­si.
3La bor­sa si do­ta dei di­spo­si­ti­vi ne­ces­sa­ri per con­trol­la­re l'os­ser­van­za dei re­qui­si­ti di am­mis­sio­ne e quo­ta­zio­ne per i va­lo­ri mo­bi­lia­ri da es­sa am­mes­si al com­mer­cio e quo­ta­ti.
Art. 34 Ammissione di valori mobiliari da parte di un sistema multilaterale di negoziazione
(art. 36 LIn­Fi)
1Il si­ste­ma mul­ti­la­te­ra­le di ne­go­zia­zio­ne ga­ran­ti­sce che tut­ti i va­lo­ri mo­bi­lia­ri am­mes­si al com­mer­cio pos­sa­no es­se­re ne­go­zia­ti in mo­do equo, ef­fi­cien­te e or­di­na­to.
2Nel ca­so dei de­ri­va­ti es­so as­si­cu­ra in par­ti­co­la­re che le ca­rat­te­ri­sti­che del com­mer­cio di de­ri­va­ti con­sen­ta­no una for­ma­zio­ne or­di­na­ta dei cor­si.
3Il si­ste­ma mul­ti­la­te­ra­le di ne­go­zia­zio­ne si do­ta dei di­spo­si­ti­vi ne­ces­sa­ri per con­trol­la­re l'os­ser­van­za dei re­qui­si­ti di am­mis­sio­ne per i va­lo­ri mo­bi­lia­ri da es­so am­mes­si al com­mer­cio.
Art. 35 Autorità di ricorso
(art. 37 cpv. 1-3 LIn­Fi)
1Nel­la sua at­ti­vi­tà giu­ri­sdi­zio­na­le l'au­to­ri­tà di ri­cor­so è in­di­pen­den­te e sot­to­stà al so­lo di­rit­to.
2I suoi mem­bri non pos­so­no far par­te dell'or­ga­no per l'am­mis­sio­ne di va­lo­ri mo­bi­lia­ri al com­mer­cio né ave­re un rap­por­to di la­vo­ro o un al­tro rap­por­to con­trat­tua­le con la se­de di ne­go­zia­zio­ne che ge­ne­ri con­flit­ti di in­te­res­si.
3Ai mem­bri dell'au­to­ri­tà in­di­pen­den­te di ri­cor­so si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni sul­la ri­cu­sa­zio­ne del­la leg­ge del 17 giu­gno 20051 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le.
4Il re­go­la­men­to dell'au­to­ri­tà in­di­pen­den­te di ri­cor­so con­tie­ne pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti la com­po­si­zio­ne, la no­mi­na, l'or­ga­niz­za­zio­ne e le pro­ce­du­re di ta­le au­to­ri­tà.
1 RS173.110
Art. 36 Obbligo di registrazione dei partecipanti
(art. 38 LIn­Fi)
1I par­te­ci­pan­ti am­mes­si a una se­de di ne­go­zia­zio­ne re­gi­stra­no tut­ti gli or­di­ni ri­ce­vu­ti e tut­te le ope­ra­zio­ni in va­lo­ri mo­bi­lia­ri da lo­ro ef­fet­tua­te.
2L'ob­bli­go di re­gi­stra­zio­ne si ap­pli­ca an­che agli or­di­ni e al­le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti re­la­ti­vi a va­lo­ri mo­bi­lia­ri am­mes­si al com­mer­cio in una se­de di ne­go­zia­zio­ne.
3L'ob­bli­go di re­gi­stra­zio­ne si ap­pli­ca sia al­le ope­ra­zio­ni ef­fet­tua­te per pro­prio con­to sia a quel­le ef­fet­tua­te per con­to di clien­ti.
4La FIN­MA de­ter­mi­na qua­li in­for­ma­zio­ni so­no ne­ces­sa­rie e in qua­le for­ma es­se deb­ba­no es­se­re re­gi­stra­te.
Art. 37 Obbligo di comunicazione dei partecipanti
(art. 39 LIn­Fi)
1I par­te­ci­pan­ti am­mes­si a una se­de di ne­go­zia­zio­ne co­mu­ni­ca­no tut­te le ope­ra­zio­ni da lo­ro ef­fet­tua­te in va­lo­ri mo­bi­lia­ri am­mes­si al com­mer­cio in una se­de di ne­go­zia­zio­ne. De­vo­no es­se­re co­mu­ni­ca­ti in par­ti­co­la­re:
la de­no­mi­na­zio­ne e il nu­me­ro dei va­lo­ri mo­bi­lia­ri ac­qui­sta­ti o alie­na­ti;
il vo­lu­me, la da­ta e l'ora del­la con­clu­sio­ne del­la tran­sa­zio­ne;
il cor­so; e
le in­for­ma­zio­ni per l'iden­ti­fi­ca­zio­ne dell'aven­te eco­no­mi­ca­men­te di­rit­to.
2L'ob­bli­go di co­mu­ni­ca­zio­ne si ap­pli­ca an­che al­le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti re­la­ti­vi a va­lo­ri mo­bi­lia­ri am­mes­si al com­mer­cio in una se­de di ne­go­zia­zio­ne.
3L'ob­bli­go di co­mu­ni­ca­zio­ne si ap­pli­ca sia al­le ope­ra­zio­ni ef­fet­tua­te per pro­prio con­to sia a quel­le ef­fet­tua­te per con­to di clien­ti.
4Non de­vo­no es­se­re co­mu­ni­ca­te le se­guen­ti ope­ra­zio­ni ef­fet­tua­te all'este­ro:
le ope­ra­zio­ni in va­lo­ri mo­bi­lia­ri am­mes­si al com­mer­cio in una se­de di ne­go­zia­zio­ne in Sviz­ze­ra e le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti re­la­ti­vi a ta­li va­lo­ri, pur­ché al­la se­de di ne­go­zia­zio­ne sia­no re­go­lar­men­te co­mu­ni­ca­ti i fat­ti sog­get­ti all'ob­bli­go di co­mu­ni­ca­zio­ne in vir­tù di un ac­cor­do ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 32 ca­po­ver­so 3 LIn­Fi o nell'am­bi­to di uno scam­bio di in­for­ma­zio­ni tra la FIN­MA e la com­pe­ten­te au­to­ri­tà este­ra di vi­gi­lan­za, se:
le ope­ra­zio­ni so­no ef­fet­tua­te dal­la suc­cur­sa­le di un com­mer­cian­te di va­lo­ri mo­bi­lia­ri sviz­ze­ro o da un par­te­ci­pan­te este­ro am­mes­so a una se­de di ne­go­zia­zio­ne, e
la suc­cur­sa­le o il par­te­ci­pan­te este­ro so­no au­to­riz­za­ti al com­mer­cio dal­la com­pe­ten­te au­to­ri­tà este­ra di vi­gi­lan­za e so­no sog­get­ti all'ob­bli­go di co­mu­ni­ca­zio­ne nel­lo Sta­to in­te­res­sa­to o nel­lo Sta­to di ori­gi­ne;
le ope­ra­zio­ni in va­lo­ri mo­bi­lia­ri este­ri am­mes­si al com­mer­cio in una se­de di ne­go­zia­zio­ne in Sviz­ze­ra e le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti re­la­ti­vi a ta­li va­lo­ri, ef­fet­tua­te in una se­de di ne­go­zia­zio­ne este­ra ri­co­no­sciu­ta.
5Per ef­fet­tua­re la co­mu­ni­ca­zio­ne si può ri­cor­re­re a ter­zi.
Sezione 3: Sistemi organizzati di negoziazione
Art. 38 Condizioni per l'autorizzazione e il riconoscimento
(art. 43 cpv. 1 LIn­Fi)
Le con­di­zio­ni per l'au­to­riz­za­zio­ne e il ri­co­no­sci­men­to ap­pli­ca­bi­li al ge­sto­re di un si­ste­ma or­ga­niz­za­to di ne­go­zia­zio­ne so­no ret­te dal­le leg­gi sui mer­ca­ti fi­nan­zia­ri se­con­do l'ar­ti­co­lo 1 ca­po­ver­so 1 del­la leg­ge del 22 giu­gno 20071 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri.
Art. 39 Assetto organizzativo e prevenzione di conflitti di interessi
(art. 44 LIn­Fi)
1Il ge­sto­re di un si­ste­ma or­ga­niz­za­to di ne­go­zia­zio­ne ema­na re­go­le per l'or­ga­niz­za­zio­ne del com­mer­cio e sor­ve­glia il ri­spet­to del­le pre­scri­zio­ni le­ga­li e re­go­la­men­ta­ri non­ché lo svol­gi­men­to del com­mer­cio.
2Es­so ef­fet­tua re­gi­stra­zio­ni cro­no­lo­gi­che di tut­ti gli or­di­ni e di tut­te le ope­ra­zio­ni ese­gui­ti nell'am­bi­to del si­ste­ma or­ga­niz­za­to di ne­go­zia­zio­ne.
3In ca­so di con­trat­ti con­clu­si se­con­do re­go­le di­scre­zio­na­li si pos­so­no ef­fet­tua­re ne­go­zia­zio­ni «mat­ched prin­ci­pal» sol­tan­to se è pos­si­bi­le ga­ran­ti­re l'ese­cu­zio­ne al­le mi­glio­ri con­di­zio­ni. De­ro­ghe so­no am­mes­se sol­tan­to se i clien­ti in­te­res­sa­ti ri­nun­cia­no espli­ci­ta­men­te a un'ese­cu­zio­ne al­le mi­glio­ri con­di­zio­ni.
Art. 40 Garanzia di un commercio ordinato
(art. 45 LIn­Fi)
Il ge­sto­re di un si­ste­ma or­ga­niz­za­to di ne­go­zia­zio­ne fis­sa re­go­le e pro­ce­du­re tra­spa­ren­ti per un com­mer­cio equo, ef­fi­cien­te e or­di­na­to e de­fi­ni­sce cri­te­ri og­get­ti­vi per un'ese­cu­zio­ne ef­fi­ca­ce de­gli or­di­ni. Es­so de­ve adot­ta­re di­spo­si­ti­vi per ga­ran­ti­re una ge­stio­ne so­li­da dei pro­ces­si tec­ni­ci e l'eser­ci­zio dei suoi si­ste­mi se­con­do l'ar­ti­co­lo 30 ca­po­ver­si 2-4.
Art. 41 Negoziazione algoritmica e negoziazione ad alta frequenza
Per evi­ta­re per­tur­ba­zio­ni del suo si­ste­ma di ne­go­zia­zio­ne, il ge­sto­re di un si­ste­ma or­ga­niz­za­to di ne­go­zia­zio­ne de­ve adot­ta­re mi­su­re ef­fi­ca­ci se­con­do l'ar­ti­co­lo 31.
Art. 42 Trasparenza pre-negoziazione
(art. 46 cpv. 2 e 3 LIn­Fi)
1Al­la ne­go­zia­zio­ne mul­ti­la­te­ra­le e al­la ne­go­zia­zio­ne bi­la­te­ra­le per la qua­le esi­ste un mer­ca­to li­qui­do si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 27 e 29.
2Nel ca­so di ne­go­zia­zio­ne bi­la­te­ra­le per la qua­le non esi­ste un mer­ca­to li­qui­do so­no suf­fi­cien­ti of­fer­te di cor­si su ri­chie­sta.
Art. 43 Trasparenza post-negoziazione per i valori mobiliari
(art. 46 cpv. 1 e 2 LIn­Fi)
1Al­la ne­go­zia­zio­ne mul­ti­la­te­ra­le si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 28 ca­po­ver­si 1 e 4 e 29.
2Nel ca­so di ne­go­zia­zio­ne bi­la­te­ra­le è suf­fi­cien­te una pub­bli­ca­zio­ne ag­gre­ga­ta al­la fi­ne del­la gior­na­ta di ne­go­zia­zio­ne.
Capitolo 3: Controparti centrali
Art. 44 Funzione
(art. 48 LIn­Fi)
La con­tro­par­te cen­tra­le ga­ran­ti­sce in par­ti­co­la­re la re­gi­stra­zio­ne stan­dar­diz­za­ta di tut­ti i det­ta­gli del­le ope­ra­zio­ni da es­sa com­pen­sa­te, dei cre­di­ti e de­gli im­pe­gni dei par­te­ci­pan­ti non­ché del­le sue co­mu­ni­ca­zio­ni al re­per­to­rio di da­ti sul­le ne­go­zia­zio­ni.
Art. 45 Organizzazione, continuità operativa e sistemi informatici
(art. 8, 13 e 14 LIn­Fi)
1La con­tro­par­te cen­tra­le è te­nu­ta a isti­tui­re un co­mi­ta­to di ri­schio com­pren­den­te rap­pre­sen­tan­ti dei par­te­ci­pan­ti, dei par­te­ci­pan­ti in­di­ret­ti e dell'or­ga­no di al­ta di­re­zio­ne, vi­gi­lan­za e con­trol­lo. Il co­mi­ta­to for­ni­sce con­su­len­za al­la con­tro­par­te cen­tra­le in tut­ti gli am­bi­ti che pos­so­no ri­per­cuo­ter­si sul­la ge­stio­ne del ri­schio del­la con­tro­par­te cen­tra­le.
2La con­tro­par­te cen­tra­le de­ve pre­ve­de­re pro­ce­du­re, una pia­ni­fi­ca­zio­ne del­le ca­pa­ci­tà e ca­pa­ci­tà ri­don­dan­ti suf­fi­cien­ti af­fin­ché in ca­so di per­tur­ba­zio­ne i si­ste­mi sia­no in gra­do di ela­bo­ra­re tut­te le re­stan­ti tran­sa­zio­ni pri­ma del­la fi­ne del­la gior­na­ta.
Art. 46 Garanzie
(art. 49 LIn­Fi)
1Se i va­lo­ri so­glia pre­sta­bi­li­ti so­no su­pe­ra­ti, la con­tro­par­te cen­tra­le ri­chie­de il ver­sa­men­to di mar­gi­ni ini­zia­li e di va­ria­zio­ne al­me­no una vol­ta al gior­no.
2Es­sa evi­ta i ri­schi di con­cen­tra­zio­ne con­nes­si con le ga­ran­zie e si as­si­cu­ra di po­ter di­spor­re del­le ga­ran­zie in mo­do tem­pe­sti­vo.
3Es­sa pre­ve­de pro­ce­du­re sul­la ba­se del­le qua­li può ve­ri­fi­ca­re i mo­del­li e i pa­ra­me­tri im­pie­ga­ti per la ge­stio­ne dei ri­schi ed ef­fet­tua re­go­lar­men­te ta­li ve­ri­fi­che.
4La con­tro­par­te cen­tra­le ri­du­ce al mi­ni­mo i ri­schi con­nes­si con i pro­pri va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li o con le ga­ran­zie e i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li dei par­te­ci­pan­ti af­fi­dan­do­li in cu­sto­dia a una par­te ter­za. In par­ti­co­la­re, es­sa af­fi­da in cu­sto­dia le ga­ran­zie e i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li a in­ter­me­dia­ri fi­nan­zia­ri sol­vi­bi­li e per quan­to pos­si­bi­le sog­get­ti a vi­gi­lan­za.
Art. 47 Adempimento delle obbligazioni reciproche
(art. 50 LIn­Fi)
La con­tro­par­te cen­tra­le con­sen­te ai par­te­ci­pan­ti di evi­ta­re i ri­schi le­ga­ti all'adem­pi­men­to del­le lo­ro ob­bli­ga­zio­ni ga­ran­ten­do che il re­go­la­men­to di un'ob­bli­ga­zio­ne ab­bia luo­go sol­tan­to se è as­si­cu­ra­to an­che il re­go­la­men­to dell'al­tra ob­bli­ga­zio­ne.
Art. 48 Fondi propri
(art. 51 LIn­Fi)
1La con­tro­par­te cen­tra­le de­ve co­pri­re con fon­di pro­pri pa­ri all'8 per cen­to (fon­di pro­pri mi­ni­mi) i ri­schi di cre­di­to, i ri­schi sen­za con­tro­par­te, i ri­schi di mer­ca­to e i ri­schi ope­ra­ti­vi se­con­do l'ar­ti­co­lo 42 OFoP1. La FIN­MA può esi­ge­re ul­te­rio­ri fon­di pro­pri con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 45 OFoP. Per il cal­co­lo si ap­pli­ca­no i ti­to­li pri­mo, se­con­do e ter­zo dell'OFoP.2
2I fon­di pro­pri de­di­ca­ti di cui all'ar­ti­co­lo 53 ca­po­ver­so 2 let­te­ra c LIn­Fi am­mon­ta­no al­me­no al 25 per cen­to dei fon­di pro­pri ne­ces­sa­ri se­con­do il ti­to­lo ter­zo dell'OFoP.
3La con­tro­par­te cen­tra­le de­tie­ne al­tri fon­di pro­pri per co­pri­re i co­sti del­la ces­sa­zio­ne dell'at­ti­vi­tà o del­la ri­strut­tu­ra­zio­ne vo­lon­ta­rie. Nel ca­so di con­tro­par­ti cen­tra­li di ri­le­van­za si­ste­mi­ca ta­li fon­di de­vo­no per­met­te­re di at­tua­re il pia­no ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 72, co­pren­do tut­ta­via al­me­no i co­sti di eser­ci­zio cor­ren­ti du­ran­te sei me­si.
4In ca­si par­ti­co­la­ri la FIN­MA può al­len­ta­re o ina­spri­re i re­qui­si­ti di cui ai ca­po­ver­si 1-3.
5La con­tro­par­te cen­tra­le de­ve di­spor­re di un pia­no che in­di­chi co­me re­pe­ri­re al­tri fon­di pro­pri qua­lo­ra i suoi fon­di pro­pri non sod­di­sfi­no più i re­qui­si­ti di cui ai ca­po­ver­si 1-4. Il pia­no de­ve es­se­re ap­pro­va­to dall'or­ga­no di al­ta di­re­zio­ne, vi­gi­lan­za e con­trol­lo.
6Se i suoi fon­di scen­do­no al di sot­to del 110 per cen­to dei re­qui­si­ti di cui ai ca­po­ver­si 1-4, la con­tro­par­te cen­tra­le ne in­for­ma im­me­dia­ta­men­te la FIN­MA e la sua so­cie­tà di au­dit e tra­smet­te al­la FIN­MA un pia­no in­di­can­do co­me in­ten­de ri­spet­ta­re nuo­va­men­te il li­mi­te.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell'ap­pen­di­ce all'O dell'11 mag. 2016, in vi­go­re dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1725).
Art. 49 Ripartizione dei rischi
La con­tro­par­te cen­tra­le sor­ve­glia i ri­schi di cre­di­to nei con­fron­ti di una sin­go­la con­tro­par­te o di un grup­po di con­tro­par­ti as­so­cia­te ba­san­do­si sui prin­ci­pi di cal­co­lo sta­bi­li­ti al­la se­zio­ne 4 del ca­pi­to­lo 1 del ti­to­lo quar­to dell'OFoP1.
Art. 50 Liquidità
(art. 52 LIn­Fi)
1Per li­qui­di­tà in una va­lu­ta se­con­do l'ar­ti­co­lo 52 ca­po­ver­so 1 LIn­Fi si in­ten­do­no:
il con­tan­te in det­ta va­lu­ta de­te­nu­to pres­so una ban­ca cen­tra­le o un'isti­tu­zio­ne fi­nan­zia­ria sol­vi­bi­le;
il con­tan­te in al­tre va­lu­te pron­ta­men­te con­ver­ti­bi­li in det­ta va­lu­ta me­dian­te ope­ra­zio­ni di cam­bio;
le li­nee di cre­di­to non ga­ran­ti­to in det­ta va­lu­ta con­cor­da­te con­trat­tual­men­te, ap­pro­va­te e uti­liz­za­bi­li pres­so un'isti­tu­zio­ne fi­nan­zia­ria sol­vi­bi­le sen­za ul­te­rio­re de­ci­sio­ne cre­di­ti­zia;
le ga­ran­zie di cui all'ar­ti­co­lo 49 LIn­Fi e i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li tra­sfor­ma­bi­li pron­ta­men­te in con­tan­te in det­ta va­lu­ta me­dian­te ven­di­ta;
le ga­ran­zie di cui all'ar­ti­co­lo 49 LIn­Fi e i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li tra­sfor­ma­bi­li pron­ta­men­te in con­tan­te in det­ta va­lu­ta pres­so ban­che cen­tra­li o isti­tu­zio­ni fi­nan­zia­rie sol­vi­bi­li me­dian­te li­nee di cre­di­to ga­ran­ti­to o li­nee di pron­ti con­tro ter­mi­ne con­cor­da­te con­trat­tual­men­te.
2La con­tro­par­te cen­tra­le ve­ri­fi­ca re­go­lar­men­te il ri­spet­to dei re­qui­si­ti di cui all'ar­ti­co­lo 52 ca­po­ver­so 1 LIn­Fi sul­la ba­se di di­ver­si sce­na­ri di stress. A tal fi­ne, ap­pli­ca al­la li­qui­di­tà scar­ti di ga­ran­zia ade­gua­ti an­che in con­di­zio­ni di mer­ca­to estre­me ma plau­si­bi­li. Es­sa di­ver­si­fi­ca i suoi for­ni­to­ri di li­qui­di­tà.
3La stra­te­gia d'in­ve­sti­men­to del­la con­tro­par­te cen­tra­le de­ve es­se­re in li­nea con la sua stra­te­gia di ge­stio­ne dei ri­schi. La con­tro­par­te è te­nu­ta a evi­ta­re i ri­schi di con­cen­tra­zio­ne.
Art. 51 Trasferibilità
(art. 55 LIn­Fi)
1La tra­sfe­ri­bi­li­tà è ga­ran­ti­ta se:
il tra­sfe­ri­men­to è le­gal­men­te ef­fi­ca­ce a nor­ma de­gli or­di­na­men­ti giu­ri­di­ci ap­pli­ca­bi­li; e
l'al­tro par­te­ci­pan­te è te­nu­to nei con­fron­ti del par­te­ci­pan­te in­di­ret­to ad as­su­me­re le ga­ran­zie, i cre­di­ti e gli im­pe­gni di que­st'ul­ti­mo.
2Se un tra­sfe­ri­men­to non può ave­re luo­go en­tro il ter­mi­ne fis­sa­to dal­la con­tro­par­te cen­tra­le, que­st'ul­ti­ma può adot­ta­re tut­te le mi­su­re pre­vi­ste dal­le sue re­go­le per ge­sti­re at­ti­va­men­te i ri­schi re­la­ti­vi al­le po­si­zio­ni in­te­res­sa­te, com­pre­sa la li­qui­da­zio­ne dei va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li e del­le ga­ran­zie che il par­te­ci­pan­te ina­dem­pien­te de­tie­ne per con­to di un par­te­ci­pan­te in­di­ret­to o dei suoi clien­ti.
Capitolo 4: Depositari centrali
Art. 52 Organizzazione
(art. 8 LIn­Fi)
1Il de­po­si­ta­rio cen­tra­le isti­tui­sce, per ogni si­ste­ma di re­go­la­men­to del­le ope­ra­zio­ni in ti­to­li da lui ge­sti­to, un co­mi­ta­to de­gli uten­ti in cui so­no rap­pre­sen­ta­ti gli emit­ten­ti e i par­te­ci­pan­ti a ta­li si­ste­mi di re­go­la­men­to del­le ope­ra­zio­ni in ti­to­li.
2Il co­mi­ta­to de­gli uten­ti for­ni­sce con­su­len­za ai de­po­si­ta­ri cen­tra­li nei prin­ci­pa­li am­bi­ti che ri­guar­da­no gli emit­ten­ti e i par­te­ci­pan­ti.
Art. 53 Principi di custodia, registrazione e trasferimento di valori mobiliari
(art. 62 LIn­Fi)
I de­po­si­ta­ri cen­tra­li che uti­liz­za­no un'in­fra­strut­tu­ra di re­go­la­men­to co­mu­ne fis­sa­no mo­men­ti iden­ti­ci per:
l'im­mis­sio­ne de­gli or­di­ni di pa­ga­men­to e di tra­sfe­ri­men­to nel si­ste­ma dell'in­fra­strut­tu­ra di re­go­la­men­to co­mu­ne;
l'ir­re­vo­ca­bi­li­tà de­gli or­di­ni di pa­ga­men­to e di tra­sfe­ri­men­to.
Art. 54 Garanzie
(art. 64 LIn­Fi)
1Il de­po­si­ta­rio cen­tra­le de­ve di­spor­re di suf­fi­cien­ti ga­ran­zie per co­pri­re in­te­ra­men­te i suoi ri­schi di cre­di­to cor­ren­ti.
2Es­so evi­ta i ri­schi di con­cen­tra­zio­ne con­nes­si con le ga­ran­zie e si as­si­cu­ra di po­ter di­spor­re del­le ga­ran­zie in mo­do tem­pe­sti­vo.
3Es­so pre­ve­de pro­ce­du­re sul­la ba­se del­le qua­li può ve­ri­fi­ca­re i mo­del­li e i pa­ra­me­tri im­pie­ga­ti per la ge­stio­ne dei ri­schi ed ef­fet­tua re­go­lar­men­te ta­li ve­ri­fi­che.
4Il de­po­si­ta­rio cen­tra­le ri­du­ce al mi­ni­mo i ri­schi con­nes­si con i pro­pri va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li o con le ga­ran­zie e i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li dei par­te­ci­pan­ti af­fi­dan­do­li in cu­sto­dia a una par­te ter­za. In par­ti­co­la­re, es­so af­fi­da in cu­sto­dia le ga­ran­zie e i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li a in­ter­me­dia­ri fi­nan­zia­ri sol­vi­bi­li e per quan­to pos­si­bi­le sog­get­ti a vi­gi­lan­za.
Art. 55 Adempimento delle obbligazioni reciproche
(art. 65 LIn­Fi)
Il de­po­si­ta­rio cen­tra­le con­sen­te ai par­te­ci­pan­ti di evi­ta­re i ri­schi le­ga­ti all'adem­pi­men­to del­le lo­ro ob­bli­ga­zio­ni ga­ran­ten­do che il re­go­la­men­to di un'ob­bli­ga­zio­ne ab­bia luo­go sol­tan­to se è as­si­cu­ra­to an­che il re­go­la­men­to dell'al­tra ob­bli­ga­zio­ne.
Art. 56 Fondi propri
(art. 66 LIn­Fi)
1Il de­po­si­ta­rio cen­tra­le de­ve co­pri­re con fon­di pro­pri pa­ri all'8 per cen­to (fon­di pro­pri mi­ni­mi) i ri­schi di cre­di­to, i ri­schi sen­za con­tro­par­te, i ri­schi di mer­ca­to e i ri­schi ope­ra­ti­vi se­con­do l'ar­ti­co­lo 42 OFoP1. La FIN­MA può esi­ge­re ul­te­rio­ri fon­di pro­pri con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 45 OFoP. Per il cal­co­lo si ap­pli­ca­no i ti­to­li pri­mo, se­con­do e ter­zo dell'OFoP.2
2Per il re­sto si ap­pli­ca per ana­lo­gia l'ar­ti­co­lo 48 ca­po­ver­si 3-6.
Art. 57 Ripartizione dei rischi
Il de­po­si­ta­rio cen­tra­le sor­ve­glia i ri­schi di cre­di­to nei con­fron­ti di una sin­go­la con­tro­par­te o di con­tro­par­ti as­so­cia­te a un grup­po ba­san­do­si sui prin­ci­pi di cal­co­lo sta­bi­li­ti al­la se­zio­ne 4 del ca­pi­to­lo 1 del ti­to­lo quar­to dell'OFoP1.
Art. 58 Liquidità
(art. 67 LIn­Fi)
1Per li­qui­di­tà in una va­lu­ta se­con­do l'ar­ti­co­lo 67 ca­po­ver­so 1 LIn­Fi si in­ten­do­no:
le ga­ran­zie di cui all'ar­ti­co­lo 64 LIn­Fi e i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li tra­sfor­ma­bi­li pron­ta­men­te in con­tan­te in det­ta va­lu­ta me­dian­te ven­di­ta;
le ga­ran­zie di cui all'ar­ti­co­lo 64 LIn­Fi e i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li tra­sfor­ma­bi­li pron­ta­men­te in con­tan­te in det­ta va­lu­ta pres­so ban­che cen­tra­li o isti­tu­zio­ni fi­nan­zia­rie sol­vi­bi­li me­dian­te li­nee di cre­di­to ga­ran­ti­to o li­nee di pron­ti con­tro ter­mi­ne con­cor­da­te con­trat­tual­men­te.
2Il de­po­si­ta­rio cen­tra­le ve­ri­fi­ca re­go­lar­men­te il ri­spet­to dei re­qui­si­ti di cui all'ar­ti­co­lo 67 ca­po­ver­so 1 LIn­Fi sul­la ba­se di di­ver­si sce­na­ri di stress. A tal fi­ne, ap­pli­ca al­la li­qui­di­tà scar­ti di ga­ran­zia ade­gua­ti an­che in con­di­zio­ni di mer­ca­to estre­me ma plau­si­bi­li. Es­so di­ver­si­fi­ca i sui for­ni­to­ri di li­qui­di­tà.
3La stra­te­gia d'in­ve­sti­men­to del de­po­si­ta­rio cen­tra­le de­ve es­se­re in li­nea con la sua stra­te­gia di ge­stio­ne dei ri­schi. Il de­po­si­ta­rio cen­tra­le è te­nu­to a evi­ta­re i ri­schi di con­cen­tra­zio­ne.
Capitolo 5: Repertorio di dati sulle negoziazioni
Art. 59 Servizi accessori
(art. 10 LIn­Fi)
Se of­fre ser­vi­zi ac­ces­so­ri, il re­per­to­rio di da­ti sul­le ne­go­zia­zio­ni man­tie­ne ta­li ser­vi­zi ope­ra­ti­va­men­te se­pa­ra­ti dai suoi ser­vi­zi es­sen­zia­li.
Art. 60 Conservazione dei dati
(art. 75 LIn­Fi)
1Per quan­to ri­guar­da i da­ti co­mu­ni­ca­ti, il re­per­to­rio di da­ti sul­le ne­go­zia­zio­ni de­ve:
re­gi­strar­li im­me­dia­ta­men­te e in­te­gral­men­te;
sal­var­li sia on­li­ne che of­fli­ne;
co­piar­li in nu­me­ro ap­pro­pria­to.
2Es­so re­gi­stra tut­te le mo­di­fi­che dei da­ti co­mu­ni­ca­ti, in­di­can­do:
chi ha chie­sto la mo­di­fi­ca ap­por­ta­ta;
i mo­ti­vi del­la mo­di­fi­ca;
il mo­men­to del­la mo­di­fi­ca;
una de­scri­zio­ne chia­ra del­la mo­di­fi­ca.
Art. 61 Pubblicazione dei dati
(art. 76 LIn­Fi)
1Il re­per­to­rio di da­ti sul­le ne­go­zia­zio­ni pub­bli­ca al­me­no set­ti­ma­nal­men­te le po­si­zio­ni aper­te, il vo­lu­me del­le tran­sa­zio­ni e i va­lo­ri per le se­guen­ti ca­te­go­rie di de­ri­va­ti:
de­ri­va­ti su mer­ci;
de­ri­va­ti su cre­di­ti;
de­ri­va­ti su va­lu­te;
de­ri­va­ti su azio­ni;
de­ri­va­ti su tas­si d'in­te­res­se;
al­tri de­ri­va­ti.
2I da­ti de­vo­no es­se­re fa­cil­men­te ac­ces­si­bi­li al pub­bli­co.
3I da­ti pub­bli­ca­ti non de­vo­no per­met­te­re di trar­re con­clu­sio­ni sul­le par­ti con­trat­tua­li.
Art. 62 Accesso ai dati da parte di autorità svizzere
(art. 77 LIn­Fi)
1Fat­to sal­vo il ca­po­ver­so 2, il re­per­to­rio di da­ti sul­le ne­go­zia­zio­ni ac­cor­da l'ac­ces­so al­le se­guen­ti au­to­ri­tà:
al­la FIN­MA, per tut­ti i da­ti re­la­ti­vi al­le tran­sa­zio­ni;
al­la BNS, per tut­ti i da­ti re­la­ti­vi al­le tran­sa­zio­ni;
al­la Com­mis­sio­ne del­le of­fer­te pub­bli­che di ac­qui­sto, per i da­ti re­la­ti­vi al­le tran­sa­zio­ni in de­ri­va­ti in re­la­zio­ne a una pro­ce­du­ra con­cer­nen­te un'of­fer­ta pub­bli­ca d'ac­qui­sto;
all'Au­to­ri­tà fe­de­ra­le di sor­ve­glian­za dei re­vi­so­ri, per i da­ti re­la­ti­vi al­le tran­sa­zio­ni in de­ri­va­ti di cui ne­ces­si­ta nell'am­bi­to di una pro­ce­du­ra di sor­ve­glian­za con­cre­ta del­le so­cie­tà di au­dit;
al­la Com­mis­sio­ne del­la con­cor­ren­za, per i da­ti re­la­ti­vi al­le tran­sa­zio­ni in de­ri­va­ti in re­la­zio­ne a una pro­ce­du­ra in ma­te­ria di con­cor­ren­za;
al­la Com­mis­sio­ne dell'ener­gia elet­tri­ca, per i da­ti re­la­ti­vi al­le tran­sa­zio­ni in de­ri­va­ti il cui sot­to­stan­te è un va­lo­re che ri­guar­da l'ener­gia elet­tri­ca.
2Il re­per­to­rio di da­ti sul­le ne­go­zia­zio­ni re­spin­ge le do­man­de che con­cer­no­no tran­sa­zio­ni e po­si­zio­ni del­le ban­che cen­tra­li.
Art. 63 Accesso ai dati da parte di autorità estere
(art. 78 LIn­Fi)
1Il re­per­to­rio di da­ti sul­le ne­go­zia­zio­ni ac­cor­da al­le au­to­ri­tà este­re di vi­gi­lan­za sui mer­ca­ti fi­nan­zia­ri l'ac­ces­so ai da­ti re­la­ti­vi al­le tran­sa­zio­ni esclu­si­va­men­te ai fi­ni dell'ese­cu­zio­ne di lo­ro com­pe­ten­za del­le leg­gi sui mer­ca­ti fi­nan­zia­ri.
Art. 64 Procedura
(art. 77 e 78 LIn­Fi)
1L'ac­ces­so al­le au­to­ri­tà è ac­cor­da­to in con­for­mi­tà al­le pro­ce­du­re di co­mu­ni­ca­zio­ne, al­le nor­me sul­lo scam­bio di da­ti e ai da­ti di ri­fe­ri­men­to di uso co­mu­ne a li­vel­lo in­ter­na­zio­na­le.
2Le au­to­ri­tà de­vo­no ga­ran­ti­re at­tra­ver­so mi­su­re ade­gua­te che ai da­ti ab­bia­no ac­ces­so uni­ca­men­te i col­la­bo­ra­to­ri che ne ne­ces­si­ta­no di­ret­ta­men­te per l'adem­pi­men­to del­la lo­ro at­ti­vi­tà.
3Il re­per­to­rio di da­ti sul­le ne­go­zia­zio­ni met­te a di­spo­si­zio­ne del­le au­to­ri­tà un mo­du­lo per le lo­ro do­man­de in cui ri­chie­de le se­guen­ti in­for­ma­zio­ni:
i da­ti con­cer­nen­ti l'au­to­ri­tà;
il mo­ti­vo del­la ri­chie­sta dei da­ti e il ri­fe­ri­men­to al lo­ro man­da­to;
la ba­se giu­ri­di­ca per la ri­chie­sta dei da­ti;
la de­scri­zio­ne dei da­ti ri­chie­sti;
una spie­ga­zio­ne del­le mi­su­re adot­ta­te per ga­ran­ti­re la ri­ser­va­tez­za dei da­ti ri­ce­vu­ti.
4Il re­per­to­rio di da­ti sul­le ne­go­zia­zio­ni esi­ge inol­tre dal­le au­to­ri­tà este­re la con­fer­ma dell'esi­sten­za di un ac­cor­do di col­la­bo­ra­zio­ne tra le au­to­ri­tà este­re e sviz­ze­re di cui all'ar­ti­co­lo 78 ca­po­ver­so 1 LIn­Fi.
5Re­gi­stra le in­for­ma­zio­ni re­la­ti­ve all'ac­ces­so ai da­ti.
Art. 65 Trasmissione di dati a privati
(art. 79 LIn­Fi)
1Il re­per­to­rio di da­ti sul­le ne­go­zia­zio­ni met­te a di­spo­si­zio­ne di pri­va­ti un mo­du­lo per le lo­ro do­man­de in cui ri­chie­de le se­guen­ti in­for­ma­zio­ni:
i da­ti con­cer­nen­ti la per­so­na;
il mo­ti­vo del­la ri­chie­sta dei da­ti;
la de­scri­zio­ne dei da­ti ri­chie­sti.
2I da­ti tra­smes­si non de­vo­no per­met­te­re di iden­ti­fi­ca­re le par­ti con­trat­tua­li.
Capitolo 6: Sistemi di pagamento
Art. 66 Principi di compensazione e regolamento
(art. 82 LIn­Fi)
1Il si­ste­ma di pa­ga­men­to ga­ran­ti­sce una com­pen­sa­zio­ne e un re­go­la­men­to cor­ret­ti e con­for­mi al­la leg­ge del­le ob­bli­ga­zio­ni di pa­ga­men­to.
2Es­so sta­bi­li­sce il mo­men­to a par­ti­re dal qua­le:
un or­di­ne di pa­ga­men­to non può più es­se­re mo­di­fi­ca­to o re­vo­ca­to;
un pa­ga­men­to è re­go­la­to.
3I si­ste­mi di pa­ga­men­to che uti­liz­za­no un'in­fra­strut­tu­ra di re­go­la­men­to co­mu­ne fis­sa­no mo­men­ti iden­ti­ci per:
l'im­mis­sio­ne de­gli or­di­ni di pa­ga­men­to nel si­ste­ma dell'in­fra­strut­tu­ra di re­go­la­men­to co­mu­ne;
l'ir­re­vo­ca­bi­li­tà de­gli or­di­ni di pa­ga­men­to.
4Il si­ste­ma di pa­ga­men­to re­go­la i pa­ga­men­ti per quan­to pos­si­bi­le in tem­po rea­le, ma al più tar­di al­la fi­ne del gior­no di va­lu­ta.
Art. 67 Garanzie
1Il si­ste­ma di pa­ga­men­to adot­ta mi­su­re ade­gua­te per co­pri­re i ri­schi che in­sor­go­no in ca­so di con­ces­sio­ne di un cre­di­to.
2Es­so ac­cet­ta esclu­si­va­men­te ga­ran­zie li­qui­de con un bas­so ri­schio di cre­di­to e di mer­ca­to. Va­lu­ta con pru­den­za le ga­ran­zie.
3Il si­ste­ma di pa­ga­men­to evi­ta i ri­schi di con­cen­tra­zio­ne con­nes­si con le ga­ran­zie e si as­si­cu­ra di po­ter di­spor­re del­le ga­ran­zie in mo­do tem­pe­sti­vo.
4Es­so pre­ve­de pro­ce­du­re sul­la ba­se del­le qua­li può ve­ri­fi­ca­re i mo­del­li e i pa­ra­me­tri im­pie­ga­ti per la ge­stio­ne dei ri­schi ed ef­fet­tua re­go­lar­men­te ta­li ve­ri­fi­che.
5Il si­ste­ma di pa­ga­men­to ri­du­ce al mi­ni­mo i ri­schi con­nes­si con i pro­pri va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li o con le ga­ran­zie e i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li dei par­te­ci­pan­ti af­fi­dan­do­li in cu­sto­dia a una par­te ter­za. In par­ti­co­la­re, af­fi­da in cu­sto­dia le ga­ran­zie e i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li a in­ter­me­dia­ri fi­nan­zia­ri sol­vi­bi­li e per quan­to pos­si­bi­le sog­get­ti a vi­gi­lan­za.
Art. 68 Adempimento delle obbligazioni di pagamento
1Il si­ste­ma di pa­ga­men­to per­met­te il re­go­la­men­to di pa­ga­men­ti me­dian­te tra­sfe­ri­men­to di de­po­si­ti a vi­sta de­te­nu­ti pres­so una ban­ca cen­tra­le.
2Qua­lo­ra que­sto sia im­pos­si­bi­le o non pra­ti­ca­bi­le, uti­liz­za un mez­zo di pa­ga­men­to con ri­schi di cre­di­to e di li­qui­di­tà nul­li o bas­si. Il si­ste­ma di pa­ga­men­to ri­du­ce al mi­ni­mo e sor­ve­glia in mo­do con­ti­nua­ti­vo ta­li ri­schi.
3Per il re­go­la­men­to di ob­bli­ga­zio­ni re­ci­pro­che, il si­ste­ma di pa­ga­men­to con­sen­te ai par­te­ci­pan­ti di evi­ta­re i ri­schi le­ga­ti all'adem­pi­men­to del­le lo­ro ob­bli­ga­zio­ni ga­ran­ten­do che il re­go­la­men­to di un'ob­bli­ga­zio­ne ab­bia luo­go sol­tan­to se è as­si­cu­ra­to an­che il re­go­la­men­to dell'al­tra ob­bli­ga­zio­ne.
Art. 69 Fondi propri
Nel ca­so di si­ste­mi di pa­ga­men­to di ri­le­van­za si­ste­mi­ca i fon­di pro­pri de­vo­no per­met­te­re di at­tua­re il pia­no ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 72, co­pren­do tut­ta­via al­me­no i co­sti di eser­ci­zio cor­ren­ti du­ran­te sei me­si.
Art. 70 Liquidità
1Il si­ste­ma di pa­ga­men­to de­ve di­spor­re di li­qui­di­tà di cui all'ar­ti­co­lo 58 ca­po­ver­so 1 suf­fi­cien­ti per:
far fron­te al­le pro­prie ob­bli­ga­zio­ni di pa­ga­men­to in tut­te le va­lu­te an­che in ca­so di ina­dem­pien­za del par­te­ci­pan­te nei con­fron­ti del qua­le es­so pre­sen­ta l'espo­si­zio­ne mag­gio­re, in con­di­zio­ni di mer­ca­to estre­me ma plau­si­bi­li; e
po­ter for­ni­re i pro­pri ser­vi­zi e svol­ge­re le pro­prie at­ti­vi­tà in ma­nie­ra re­go­la­men­ta­re.
2Es­so in­ve­ste i pro­pri mez­zi fi­nan­zia­ri esclu­si­va­men­te in con­tan­ti o in stru­men­ti fi­nan­zia­ri li­qui­di con un bas­so ri­schio di cre­di­to e di mer­ca­to.
3Il si­ste­ma di pa­ga­men­to ve­ri­fi­ca re­go­lar­men­te il ri­spet­to dei re­qui­si­ti di cui al ca­po­ver­so 1 sul­la ba­se di di­ver­si sce­na­ri di stress. A tal fi­ne, ap­pli­ca al­la li­qui­di­tà scar­ti di ga­ran­zia ade­gua­ti an­che in con­di­zio­ni di mer­ca­to estre­me ma plau­si­bi­li. Di­ver­si­fi­ca i sui for­ni­to­ri di li­qui­di­tà.
4La stra­te­gia d'in­ve­sti­men­to del si­ste­ma di pa­ga­men­to de­ve es­se­re in li­nea con la sua stra­te­gia di ge­stio­ne dei ri­schi. Il si­ste­ma di pa­ga­men­to è te­nu­to a evi­ta­re i ri­schi di con­cen­tra­zio­ne.
Capitolo 7: Vigilanza e sorveglianza
Art. 71 Verifica
(art. 84 cpv. 1 LIn­Fi)
1La so­cie­tà di au­dit dell'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio ve­ri­fi­ca se que­st'ul­ti­ma adem­pie le ob­bli­ga­zio­ni ri­sul­tan­ti dal­la leg­ge, dal­la pre­sen­te or­di­nan­za e dal­le pro­prie ba­si con­trat­tua­li.
2La so­cie­tà di au­dit del­la se­de di ne­go­zia­zio­ne coor­di­na le sue ve­ri­fi­che con l'or­ga­no di sor­ve­glian­za del com­mer­cio e gli sot­to­po­ne il rap­por­to di au­dit.
Art. 72 Restituzione volontaria dell'autorizzazione
(art. 86 LIn­Fi)
1Le in­fra­strut­tu­re del mer­ca­to fi­nan­zia­rio di ri­le­van­za si­ste­mi­ca pre­di­spon­go­no un pia­no che in­di­chi co­me con­clu­de­re in mo­do or­di­na­to i pro­ces­si ope­ra­ti­vi di ri­le­van­za si­ste­mi­ca in ca­so di ces­sa­zio­ne vo­lon­ta­ria dell'at­ti­vi­tà. Il pia­no tie­ne con­to del tem­po ne­ces­sa­rio af­fin­ché i par­te­ci­pan­ti pos­sa­no con­net­ter­si a un'in­fra­strut­tu­ra al­ter­na­ti­va. De­ve es­se­re ap­pro­va­to dall'or­ga­no di al­ta di­re­zio­ne, vi­gi­lan­za e con­trol­lo.
2Il ca­po­ver­so 1 si ap­pli­ca an­che se la con­clu­sio­ne di un pro­ces­so ope­ra­ti­vo di ri­le­van­za si­ste­mi­ca non com­por­ta la re­sti­tu­zio­ne dell'au­to­riz­za­zio­ne.
Capitolo 8: Disposizioni in materia di insolvenza
Art. 73 Protezione del sistema
(art. 89 LIn­Fi)
1So­no istru­zio­ni im­par­ti­te da par­te­ci­pan­ti se­gna­ta­men­te le istru­zio­ni che:
ri­guar­da­no di­ret­ta­men­te il re­go­la­men­to di pa­ga­men­ti o di tran­sa­zio­ni di va­lo­ri mo­bi­lia­ri; o
ser­vo­no per il re­pe­ri­men­to di mez­zi fi­nan­zia­ri o ga­ran­zie ri­chie­sti con­for­me­men­te al­le re­go­le del si­ste­ma.
2A par­ti­re dal mo­men­to di cui all'ar­ti­co­lo 62 ca­po­ver­so 4 let­te­ra a LIn­Fi e all'ar­ti­co­lo 66 ca­po­ver­so 2 let­te­ra a del­la pre­sen­te or­di­nan­za, un or­di­ne di pa­ga­men­to o di tra­sfe­ri­men­to non può es­se­re re­vo­ca­to da un par­te­ci­pan­te a ta­le si­ste­ma né da un ter­zo.
Art. 74 Prevalenza degli accordi in caso di insolvenza
(art. 90 e 91 LIn­Fi)
1Fan­no par­te de­gli ac­cor­di di com­pen­sa­zio­ne se­gna­ta­men­te le di­spo­si­zio­ni sul­la com­pen­sa­zio­ne e sul «net­ting» non­ché gli ac­cor­di sull'ina­dem­pien­za ne­gli ac­cor­di bi­la­te­ra­li o ne­gli ac­cor­di qua­dro.
2Per tra­sfe­ri­men­to di cre­di­ti e ob­bli­ga­zio­ni si in­ten­do­no se­gna­ta­men­te la ces­sio­ne, la can­cel­la­zio­ne e la ri­co­sti­tu­zio­ne me­dian­te con­ven­zio­ne co­me pu­re la chiu­su­ra di una po­si­zio­ne se­gui­ta dal­la ria­per­tu­ra di una po­si­zio­ne equi­va­len­te.
3Se nel­la ca­te­na del­le tran­sa­zio­ni so­no sta­te ul­te­rior­men­te tra­sfe­ri­te, le ga­ran­zie sot­to for­ma di va­lo­ri mo­bi­lia­ri o di al­tri va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li il cui va­lo­re può es­se­re de­ter­mi­na­to in mo­do og­get­ti­vo pas­sa­no, con il tra­sfe­ri­men­to di una po­si­zio­ne, al par­te­ci­pan­te as­sun­to­re.
Art. 75 Differimento della disdetta di contratti
(art. 92 LIn­Fi)
1Pos­so­no es­se­re dif­fe­ri­ti in par­ti­co­la­re:
i con­trat­ti sull'ac­qui­sto, sul­la ven­di­ta, sul riac­qui­sto, sul pre­sti­to di va­lo­ri mo­bi­lia­ri e di­rit­ti va­lo­ri e sul­la ne­go­zia­zio­ne di op­zio­ni su va­lo­ri mo­bi­lia­ri e di­rit­ti va­lo­ri;
i con­trat­ti sull'ac­qui­sto e sul­la ven­di­ta con fu­tu­ra for­ni­tu­ra di ma­te­rie pri­me non­ché sul­la ne­go­zia­zio­ne di op­zio­ni su ma­te­rie pri­me o sul­la for­ni­tu­ra di ma­te­rie pri­me;
i con­trat­ti sull'ac­qui­sto, sul­la ven­di­ta o sul tra­sfe­ri­men­to di be­ni, ser­vi­zi, di­rit­ti o in­te­res­si a un prez­zo pre­ven­ti­va­men­te de­ter­mi­na­to e a una da­ta fu­tu­ra (con­trat­ti a ter­mi­ne);
i con­trat­ti su ope­ra­zio­ni «swap» re­la­ti­ve a di­vi­se, mo­ne­te, me­tal­li pre­zio­si e cre­di­ti co­me pu­re va­lo­ri mo­bi­lia­ri, di­rit­ti va­lo­ri, ma­te­rie pri­me e i re­la­ti­vi in­di­ci.
2L'in­fra­strut­tu­ra del mer­ca­to fi­nan­zia­rio ga­ran­ti­sce che sia­no con­clu­si nuo­vi con­trat­ti o ap­por­ta­te mo­di­fi­che a con­trat­ti esi­sten­ti che sot­to­stan­no al di­rit­to este­ro o pre­ve­do­no un fo­ro este­ro sol­tan­to se la con­tro­par­te ri­co­no­sce il dif­fe­ri­men­to del­la di­sdet­ta di con­trat­ti di cui all'ar­ti­co­lo 30a LB­CR.
Titolo terzo: Comportamento sul mercato
Capitolo 1: Commercio di derivati
Art. 76 Investimenti collettivi di capitale
(art. 93 cpv. 2 lett. e e f Lin­Fi)
Per de­ter­mi­na­re se un in­ve­sti­men­to col­let­ti­vo di ca­pi­ta­le sia da con­si­de­rar­si qua­le con­tro­par­te fi­nan­zia­ria o pic­co­la con­tro­par­te fi­nan­zia­ria ci si ba­sa, a pre­scin­de­re dal fat­to che es­so ab­bia o me­no per­so­na­li­tà giu­ri­di­ca, sul­le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti OTC ef­fet­tua­te per suo con­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 99 LIn­Fi.
Art. 77 Imprese
(art. 93 cpv. 3 LIn­Fi)
1È con­si­de­ra­to im­pre­sa ai sen­si del­la LIn­Fi chi è iscrit­to nel re­gi­stro di com­mer­cio co­me uni­tà giu­ri­di­ca.
2So­no con­si­de­ra­te im­pre­se an­che le so­cie­tà este­re eco­no­mi­ca­men­te at­ti­ve aven­ti per­so­na­li­tà giu­ri­di­ca se­con­do il di­rit­to ad es­se ap­pli­ca­bi­le non­ché i tru­st e al­tre strut­tu­re ana­lo­ghe.
Art. 78 Succursali
(art. 93 cpv. 5 LIn­Fi)
Se con­sta­ta che una suc­cur­sa­le sviz­ze­ra di una con­tro­par­te este­ra sot­to­stà a una re­go­la­men­ta­zio­ne che in pun­ti es­sen­zia­li non cor­ri­spon­de ai re­qui­si­ti di leg­ge, la FIN­MA può as­sog­get­ta­re la suc­cur­sa­le, per le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti ef­fet­tua­te da que­st'ul­ti­ma, agli ar­ti­co­li 93-117 LIn­Fi re­la­ti­vi al com­mer­cio di de­ri­va­ti.
Art. 79 Eccezioni per altre istituzioni pubbliche
(art. 94 cpv. 2 LIn­Fi)
1Le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti con le se­guen­ti con­tro­par­ti so­no sog­get­te all'ob­bli­go di co­mu­ni­ca­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 104 LIn­Fi ma non agli al­tri ob­bli­ghi re­la­ti­vi al com­mer­cio di de­ri­va­ti:
il FE­SF;
il ME­SF;
isti­tu­ti fi­nan­zia­ri isti­tui­ti da un Go­ver­no cen­tra­le o dal Go­ver­no di un en­te ter­ri­to­ria­le di di­rit­to pub­bli­co su­bor­di­na­to, al­lo sco­po di as­se­gna­re pre­sti­ti con fi­na­li­tà di in­cen­ti­va­zio­ne su man­da­to sta­ta­le, su ba­se non con­cor­ren­zia­le e sen­za sco­po di lu­cro.
2Le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti con ban­che cen­tra­li este­re e con en­ti di cui al ca­po­ver­so 1 let­te­ra e pos­so­no es­se­re eso­ne­ra­te dall'ob­bli­go di co­mu­ni­ca­zio­ne se è con­ces­sa la re­ci­pro­ci­tà.
3Il DFF pub­bli­ca un elen­co de­gli en­ti este­ri a cui si ap­pli­ca il ca­po­ver­so 2.
Art. 80 Derivati esclusi
(art. 94 cpv. 4 LIn­Fi)
Ol­tre ai de­ri­va­ti di cui all'ar­ti­co­lo 94 ca­po­ver­so 3 LIn­Fi, so­no esclu­si dall'ap­pli­ca­zio­ne de­gli ar­ti­co­li 93-117 LIn­FI re­la­ti­vi al com­mer­cio di de­ri­va­ti:
i de­ri­va­ti emes­si sot­to for­ma di car­te­va­lo­ri o di di­rit­ti va­lo­ri;
i de­ri­va­ti ac­cet­ta­ti sot­to for­ma di de­po­si­to.
Art. 81 Adempimento di obblighi secondo il diritto estero
(art. 95 LIn­Fi)
1La FIN­MA ri­co­no­sce co­me equi­va­len­te il di­rit­to este­ro se gli ob­bli­ghi re­la­ti­vi al com­mer­cio di de­ri­va­ti e le di­spo­si­zio­ni sul­la vi­gi­lan­za so­no pa­ra­go­na­bi­li a quel­le sviz­ze­re nei lo­ro ef­fet­ti so­stan­zia­li.
2Que­sta con­di­zio­ne è sod­di­sfat­ta in ri­fe­ri­men­to a:
l'ob­bli­go di com­pen­sa­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 97 LIn­FI, se la com­pen­sa­zio­ne ri­du­ce con­si­de­re­vol­men­te i ri­schi si­ste­mi­ci e di con­tro­par­te le­ga­ti ai de­ri­va­ti OTC stan­dar­diz­za­ti;
l'ob­bli­go di co­mu­ni­ca­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 104 LIn­Fi, se la co­mu­ni­ca­zio­ne con­tie­ne al­me­no le in­di­ca­zio­ni di cui all'ar­ti­co­lo 105 ca­po­ver­so 2 LIn­Fi;
l'ob­bli­go di ri­du­zio­ne dei ri­schi se­con­do gli ar­ti­co­li 107-110 LIn­Fi, se le re­la­ti­ve mi­su­re ri­du­co­no con­si­de­re­vol­men­te i ri­schi si­ste­mi­ci e di con­tro­par­te le­ga­ti ai de­ri­va­ti OTC non stan­dar­diz­za­ti;
l'ob­bli­go di ne­go­zia­zio­ne su una piat­ta­for­ma se­con­do l'ar­ti­co­lo 112 LIn­Fi, se la ne­go­zia­zio­ne di de­ri­va­ti stan­dar­diz­za­ti tra­mi­te se­di di ne­go­zia­zio­ne o si­ste­mi or­ga­niz­za­ti di ne­go­zia­zio­ne mi­glio­ra ade­gua­ta­men­te la tra­spa­ren­za pre-ne­go­zia­zio­ne e po­st-ne­go­zia­zio­ne sul mer­ca­to dei de­ri­va­ti.
3Una con­tro­par­te sviz­ze­ra può adem­pie­re i pro­pri ob­bli­ghi re­la­ti­vi al com­mer­cio di de­ri­va­ti con un'al­tra con­tro­par­te sviz­ze­ra se­con­do un di­rit­to di vi­gi­lan­za este­ro ri­co­no­sciu­to dal­la FIN­MA, se vi è un nes­so ma­te­ria­le tra l'ope­ra­zio­ne in de­ri­va­ti o una con­tro­par­te e ta­le di­rit­to. La me­ra scel­ta del di­rit­to ap­pli­ca­bi­le non crea un nes­so ma­te­ria­le.
Art. 82 Flusso di informazioni all'interno del gruppo
(art. 96 LIn­Fi)
Se in­ca­ri­ca so­cie­tà del grup­po e suc­cur­sa­li in Sviz­ze­ra e all'este­ro di adem­pie­re i suoi ob­bli­ghi se­con­do gli ar­ti­co­li 93-117 LIn­Fi, la con­tro­par­te può scam­bia­re con es­se tut­te le in­for­ma­zio­ni ri­chie­ste a tal fi­ne, com­pre­si i da­ti dei clien­ti, sen­za che sia ne­ces­sa­rio il con­sen­so del clien­te.
Art. 83 Dichiarazione circa le caratteristiche della controparte
(art. 97 cpv. 3 LIn­Fi)
1La di­chia­ra­zio­ne di una con­tro­par­te cir­ca le sue ca­rat­te­ri­sti­che si ap­pli­ca in ri­fe­ri­men­to a tut­ti gli ob­bli­ghi pre­vi­sti dal pre­sen­te ca­pi­to­lo.
2Le con­tro­par­ti so­no te­nu­te a in­for­ma­re tem­pe­sti­va­men­te del­la mo­di­fi­ca del lo­ro sta­tu­to le con­tro­par­ti con cui ef­fet­tua­no abi­tual­men­te ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti.
Art. 84 Swap su valute e contratti in cambi a termine
(art. 101 cpv. 3, art. 107 cpv. 2, art. 113 cpv. 3 LIn­Fi)
So­no con­si­de­ra­ti swap su va­lu­te e con­trat­ti in cam­bi a ter­mi­ne esclu­si dall'ob­bli­go di com­pen­sa­zio­ne (art. 97 LIn­Fi), da­gli ob­bli­ghi di ri­du­zio­ne dei ri­schi (art. 107-111 LIn­Fi) e dall'ob­bli­go di ne­go­zia­zio­ne su una piat­ta­for­ma (art. 112 LIn­Fi) in­di­pen­den­te­men­te dal me­to­do di re­go­la­men­to im­pie­ga­to tut­te le ope­ra­zio­ni di scam­bio di va­lu­te per le qua­li è ga­ran­ti­ta la con­clu­sio­ne ef­fet­ti­va.
Sezione 2: Compensazione per il tramite di una controparte centrale
Art. 85 Inizio dell'obbligo
(art. 97 e 101 cpv. 2 LIn­Fi)
L'ob­bli­go di com­pen­sa­re per il tra­mi­te di una con­tro­par­te cen­tra­le au­to­riz­za­ta o ri­co­no­sciu­ta le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti si ap­pli­ca, a par­ti­re dal­la da­ta in cui la FIN­MA ren­de no­to ta­le ob­bli­go per la re­la­ti­va ca­te­go­ria di de­ri­va­ti:
do­po la sca­den­za di un ter­mi­ne di sei me­si, per le nuo­ve ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti che i par­te­ci­pan­ti a una con­tro­par­te cen­tra­le au­to­riz­za­ta o ri­co­no­sciu­ta con­clu­do­no tra lo­ro;
do­po la sca­den­za di un ter­mi­ne di 12 me­si, per le nuo­ve ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti che:
i par­te­ci­pan­ti a una con­tro­par­te cen­tra­le au­to­riz­za­ta o ri­co­no­sciu­ta con­clu­do­no con al­tre con­tro­par­ti fi­nan­zia­rie che non sia­no pic­co­le, o
al­tre con­tro­par­ti fi­nan­zia­rie non pic­co­le con­clu­do­no tra lo­ro;
do­po la sca­den­za di un ter­mi­ne di 18 me­si, per tut­te le al­tre nuo­ve ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti con­clu­se.
Art. 86 Operazioni non considerate
(art. 94 cpv. 4 e 97 cpv. 2 LIn­Fi)1
1Se so­no sta­te con­clu­se pri­ma dell'as­sog­get­ta­men­to all'ob­bli­go di com­pen­sa­zio­ne, le ope­ra­zio­ni con con­tro­par­ti che se­con­do l'ar­ti­co­lo 98 ca­po­ver­so 2 o 99 ca­po­ver­so 2 LIn­Fi sot­to­stan­no a ta­le ob­bli­go non de­vo­no es­se­re com­pen­sa­te per il tra­mi­te di una con­tro­par­te cen­tra­le.
2Le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti con con­tro­par­ti che han­no se­de o do­mi­ci­lio in Sviz­ze­ra ai qua­li non si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni re­la­ti­ve al com­mer­cio di de­ri­va­ti non de­vo­no es­se­re com­pen­sa­te per il tra­mi­te di una con­tro­par­te cen­tra­le.
3Le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti a cui par­te­ci­pa l'emit­ten­te di un ti­to­lo di cre­di­to co­per­to o il sog­get­to giu­ri­di­co di un ag­gre­ga­to di co­per­tu­ra per i ti­to­li di cre­di­to co­per­ti non de­vo­no es­se­re com­pen­sa­te per il tra­mi­te di una con­tro­par­te cen­tra­le se so­no sod­di­sfat­te le se­guen­ti con­di­zio­ni:
l'ope­ra­zio­ne in de­ri­va­ti ser­ve esclu­si­va­men­te a co­pri­re i ri­schi di tas­so o di cam­bio per l'ag­gre­ga­to di co­per­tu­ra che de­ri­va­no dal ti­to­lo di cre­di­to co­per­to;
l'ope­ra­zio­ne in de­ri­va­ti non ces­sa in ca­so di aper­tu­ra di una pro­ce­du­ra di ri­sa­na­men­to o di fal­li­men­to nei con­fron­ti dell'emit­ten­te del ti­to­lo di cre­di­to co­per­to o del sog­get­to giu­ri­di­co dell'ag­gre­ga­to di co­per­tu­ra;
la con­tro­par­te dell'emit­ten­te del ti­to­lo di cre­di­to co­per­to o del sog­get­to giu­ri­di­co dell'ag­gre­ga­to di co­per­tu­ra ha al­me­no lo stes­so ran­go dei cre­di­to­ri dei ti­to­li di cre­di­to co­per­ti; so­no fat­ti sal­vi i ca­si in cui:
la con­tro­par­te è la par­te ina­dem­pien­te o in­te­res­sa­ta, o
la con­tro­par­te ri­nun­cia al­la pa­ri­tà di ran­go;
le al­tre ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti con­clu­se nel qua­dro del «net­ting set» so­no col­le­ga­te all'ag­gre­ga­to di co­per­tu­ra;
la quo­ta di ga­ran­zia dell'ag­gre­ga­to di co­per­tu­ra am­mon­ta al­me­no al 102 per cen­to.2
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell'O del 5 lug. 2017, in vi­go­re dal 1° ago. 2017 (RU 2017 3715).
2 In­tro­dot­to dal n. I dell'O del 5 lug. 2017, in vi­go­re dal 1° ago. 2017 (RU 2017 3715).
Art. 87 Operazioni in derivati volte a ridurre i rischi
(art. 98 cpv. 3 LIn­Fi)
Le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti vol­te a ri­dur­re i ri­schi so­no di­ret­ta­men­te cor­re­la­te all'at­ti­vi­tà azien­da­le op­pu­re al­la ge­stio­ne del pa­tri­mo­nio o del­la li­qui­di­tà del­la con­tro­par­te non fi­nan­zia­ria se:
ser­vo­no a co­pri­re i ri­schi de­ri­van­ti da una va­ria­zio­ne del va­lo­re de­gli at­ti­vi o dei pas­si­vi di cui la con­tro­par­te non fi­nan­zia­ria o il suo grup­po di­spo­ne ra­gio­ne­vol­men­te in fun­zio­ne del­la sua at­ti­vi­tà;
ser­vo­no a co­pri­re i ri­schi de­ri­van­ti da un im­pat­to in­di­ret­to sul va­lo­re de­gli at­ti­vi e dei pas­si­vi do­vu­to al­la flut­tua­zio­ne dei tas­si d'in­te­res­se, dei tas­si d'in­fla­zio­ne, dei tas­si di cam­bio o dei ri­schi di cre­di­to;
so­no con­si­de­ra­te ope­ra­zio­ni di co­per­tu­ra se­con­do una nor­ma con­ta­bi­le ri­co­no­sciu­ta di cui all'ar­ti­co­lo 1 dell'or­di­nan­za del 21 no­vem­bre 20121 sul­le nor­me con­ta­bi­li ri­co­no­sciu­te; o
so­no con­clu­se, se­con­do stan­dard in­ter­na­zio­na­li ri­co­no­sciu­ti, co­me ope­ra­zio­ni di co­per­tu­ra for­fet­ta­rie nell'am­bi­to di una ge­stio­ne dei ri­schi azien­da­li («port­fo­lio hed­ging» o «ma­cro hed­ging») o me­dian­te co­per­tu­ra in­di­ret­ta («pro­xy hed­ging»).
1 RS 221.432
Art. 88 Valori soglia
(art. 100 LIn­Fi)
1Al­le me­die del­le po­si­zio­ni lor­de nel­le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti OTC in cor­so del­le con­tro­par­ti non fi­nan­zia­rie si ap­pli­ca­no i va­lo­ri so­glia se­guen­ti:
1,1 mi­liar­di di fran­chi per i de­ri­va­ti su cre­di­ti;
1,1 mi­liar­di di fran­chi per i de­ri­va­ti su azio­ni;
3,3 mi­liar­di di fran­chi per i de­ri­va­ti su tas­si d'in­te­res­se;
3,3 mi­liar­di di fran­chi per i de­ri­va­ti su va­lu­te;
3,3 mi­liar­di di fran­chi per i de­ri­va­ti su ma­te­rie pri­me e al­tri de­ri­va­ti.
2Al­la me­dia del­la po­si­zio­ne lor­da in tut­te le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti OTC in cor­so del­le con­tro­par­ti fi­nan­zia­rie si ap­pli­ca un va­lo­re so­glia di 8 mi­liar­di di fran­chi a li­vel­lo di grup­po fi­nan­zia­rio o as­si­cu­ra­ti­vo.
Art. 89 Media di una posizione lorda
Per il cal­co­lo del­la me­dia di una po­si­zio­ne lor­da nel­le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti OTC in cor­so si ap­pli­ca­no le re­go­le se­guen­ti:
nel cal­co­lo si uti­liz­za­no tas­si di cam­bio at­tua­li;
le po­si­zio­ni di ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti OTC so­no con­si­de­ra­te nel cal­co­lo an­che se so­no og­get­to di una com­pen­sa­zio­ne cen­tra­le vo­lon­ta­ria;
le po­si­zio­ni di so­cie­tà del grup­po in­te­gral­men­te con­so­li­da­te, com­pre­se quel­le con se­de all'este­ro, so­no con­si­de­ra­te nel cal­co­lo in­di­pen­den­te­men­te dal­la se­de del­la so­cie­tà ma­dre qua­lo­ra in Sviz­ze­ra ta­li so­cie­tà del grup­po fos­se­ro con­si­de­ra­te con­tro­par­ti fi­nan­zia­rie o non fi­nan­zia­rie;
gli ade­gua­men­ti dell'im­por­to no­mi­na­le du­ran­te il pe­rio­do di va­li­di­tà so­no con­si­de­ra­ti se con­trat­tual­men­te so­no pre­vi­sti già all'ini­zio del­la tran­sa­zio­ne;
an­che le ope­ra­zio­ni suc­ces­si­ve, nel­la ca­te­na, a un'ope­ra­zio­ne di co­per­tu­ra di una con­tro­par­te non fi­nan­zia­ria so­no con­si­de­ra­te ope­ra­zio­ni di co­per­tu­ra;
è con­sen­ti­ta una com­pen­sa­zio­ne con po­si­zio­ni in de­ri­va­ti di se­gno op­po­sto che si ri­fe­ri­sco­no agli stes­si stru­men­ti sot­to­stan­ti, so­no de­no­mi­na­ti nel­la stes­sa va­lu­ta e han­no la stes­sa sca­den­za. I tas­si di ri­fe­ri­men­to nel ca­so di po­si­zio­ni a tas­so va­ria­bi­le, i tas­si di in­te­res­se fis­si e la da­ta di fis­sa­zio­ne del tas­so di in­te­res­se de­vo­no es­se­re iden­ti­ci;
i de­ri­va­ti che se­con­do l'ar­ti­co­lo 101 ca­po­ver­so 3 let­te­ra b LIn­Fi non sot­to­stan­no all'ob­bli­go di com­pen­sa­zio­ne non so­no con­si­de­ra­ti nel cal­co­lo.
Art. 90 Operazioni transfrontaliere
(art. 94 cpv. 2 e art. 102 LIn­Fi)
Nel­le ope­ra­zio­ni tran­sfron­ta­lie­re non oc­cor­re ef­fet­tua­re la com­pen­sa­zio­ne per il tra­mi­te di una con­tro­par­te cen­tra­le, se la con­tro­par­te este­ra:
ha la pro­pria se­de in uno Sta­to il cui di­rit­to è sta­to ri­co­no­sciu­to equi­va­len­te dal­la FIN­MA; e
non è sog­get­ta all'ob­bli­go di com­pen­sa­zio­ne se­con­do il di­rit­to di que­sto Sta­to.
Art. 91 Operazioni infragruppo
(art. 103 lett. b LIn­Fi)
Le con­tro­par­ti non fi­nan­zia­rie sot­to­stan­no ad ade­gua­te pro­ce­du­re cen­tra­liz­za­te di va­lu­ta­zio­ne, di mi­su­ra­zio­ne e di con­trol­lo dei ri­schi se di­spon­go­no di una te­so­re­ria cen­tra­le pro­fes­sio­na­le.
Sezione 3: Comunicazione a un repertorio di dati sulle negoziazioni
Art. 92 Obbligo
(art. 104 LIn­Fi)
1Le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti ef­fet­tua­te con con­tro­par­ti a cui non si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni sul com­mer­cio di de­ri­va­ti de­vo­no es­se­re co­mu­ni­ca­te dal­la con­tro­par­te sot­to­po­sta al­la leg­ge.
2Fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 104 ca­po­ver­so 4 LIn­Fi, le ope­ra­zio­ni com­pen­sa­te cen­tral­men­te, ef­fet­tua­te pres­so una se­de di ne­go­zia­zio­ne o un si­ste­ma or­ga­niz­za­to di ne­go­zia­zio­ne, de­vo­no es­se­re co­mu­ni­ca­te di vol­ta in vol­ta dal­la con­tro­par­te che nel­la ca­te­na è più vi­ci­na al­la con­tro­par­te cen­tra­le.
3Fat­ti sal­vi ac­cor­di di al­tro te­no­re, la qua­li­fi­ca di con­tro­par­te alie­nan­te è de­ter­mi­na­ta se­con­do gli stan­dard in­ter­na­zio­na­li con­sue­ti per il set­to­re e ri­co­no­sciu­ti.
4Fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 105 ca­po­ver­so 4 LIn­Fi, una con­tro­par­te può co­mu­ni­ca­re da­ti a un re­per­to­rio di da­ti sul­le ne­go­zia­zio­ni in Sviz­ze­ra o all'este­ro sen­za il con­sen­so del­la sua con­tro­par­te o di un clien­te fi­na­le o sen­za in­for­mar­li se ciò av­vie­ne in adem­pi­men­to di ob­bli­ghi san­ci­ti dal ti­to­lo ter­zo del­la LIn­Fi.
Art. 93 Contenuto della comunicazione
(art. 105 cpv. 2 LIn­Fi)
La co­mu­ni­ca­zio­ne con­tie­ne le in­di­ca­zio­ni di cui all'al­le­ga­to 2.
Sezione 4: Riduzione dei rischi
Art. 94 Obblighi
(art. 107-111 LIn­Fi)
1Gli ob­bli­ghi di ri­du­zio­ne dei ri­schi si ap­pli­ca­no sol­tan­to al­le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti tra im­pre­se.
2Se sta­bi­li­sce che un'ope­ra­zio­ne in de­ri­va­ti non de­ve più es­se­re as­sog­get­ta­ta all'ob­bli­go di com­pen­sa­zio­ne, la FIN­MA lo co­mu­ni­ca tem­pe­sti­va­men­te al­le con­tro­par­ti e ac­cor­da lo­ro un ter­mi­ne ap­pro­pria­to per gli ade­gua­men­ti ne­ces­sa­ri.
Art. 95 Conferma delle condizioni contrattuali
(art. 108 lett. a LIn­Fi)
1Le con­di­zio­ni con­trat­tua­li de­vo­no es­se­re con­fer­ma­te re­ci­pro­ca­men­te al più tar­di il se­con­do gior­no ope­ra­ti­vo suc­ces­si­vo al­la con­clu­sio­ne dell'ope­ra­zio­ne in de­ri­va­ti OTC.
2Le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti OTC con­clu­se do­po le ore 16 de­vo­no es­se­re con­fer­ma­te al più tar­di il ter­zo gior­no ope­ra­ti­vo suc­ces­si­vo al­la con­clu­sio­ne dell'ope­ra­zio­ne.
3Per le tran­sa­zio­ni com­ples­se e le pic­co­le con­tro­par­ti i ter­mi­ni si al­lun­ga­no di un gior­no ope­ra­ti­vo.
4Le con­tro­par­ti pos­so­no con­cor­da­re che un'ope­ra­zio­ne in de­ri­va­ti OTC è con­si­de­ra­ta con­fer­ma­ta an­che quan­do una di es­se non fac­cia op­po­si­zio­ne con­tro la con­fer­ma dell'al­tra.
Art. 96 Riconciliazione del portafoglio
(art. 108 lett. b LIn­Fi)
1Le mo­da­li­tà di ri­con­ci­lia­zio­ne del por­ta­fo­glio de­vo­no es­se­re con­cor­da­te pri­ma del­la con­clu­sio­ne di un'ope­ra­zio­ne in de­ri­va­ti OTC.
2La ri­con­ci­lia­zio­ne del por­ta­fo­glio com­pren­de le con­di­zio­ni es­sen­zia­li del­le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti OTC con­clu­se e la lo­ro va­lu­ta­zio­ne.
3Es­sa può es­se­re ef­fet­tua­ta da un ter­zo a cui le con­tro­par­ti han­no fat­to ri­cor­so.
4La ri­con­ci­lia­zio­ne del por­ta­fo­glio de­ve es­se­re ef­fet­tua­ta:
ogni gior­no ope­ra­ti­vo se tra le con­tro­par­ti so­no in cor­so 500 o più ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti OTC;
una vol­ta al­la set­ti­ma­na se tra le con­tro­par­ti so­no in cor­so da 51 a 499 ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti OTC in una da­ta qual­sia­si del­la set­ti­ma­na;
una vol­ta ogni tri­me­stre se tra le con­tro­par­ti so­no in cor­so 50 o me­no ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti OTC in una da­ta qual­sia­si del tri­me­stre.
5I de­ri­va­ti che se­con­do l'ar­ti­co­lo 101 ca­po­ver­so 3 let­te­ra b LIn­Fi non so­no sog­get­ti all'ob­bli­go di com­pen­sa­zio­ne non ven­go­no in­clu­si nel­la de­ter­mi­na­zio­ne del­le ope­ra­zio­ni in cor­so se­con­do il ca­po­ver­so 4.
Art. 97 Risoluzione di controversie
(art. 108 lett. c LIn­Fi)
1Il fo­ro e il di­rit­to ap­pli­ca­bi­le in ca­so di even­tua­li con­tro­ver­sie de­vo­no es­se­re con­cor­da­ti al più tar­di all'at­to del­la con­clu­sio­ne di un'ope­ra­zio­ne in de­ri­va­ti OTC.
2Nell'ac­cor­do de­vo­no es­se­re de­fi­ni­te pro­ce­du­re per:
l'ac­cer­ta­men­to, la re­gi­stra­zio­ne e la sor­ve­glian­za di con­tro­ver­sie re­la­ti­ve al ri­co­no­sci­men­to o al­la va­lu­ta­zio­ne dell'ope­ra­zio­ne e al­lo scam­bio di ga­ran­zie tra le con­tro­par­ti; la re­gi­stra­zio­ne de­ve com­pren­de­re al­me­no il tem­po du­ran­te il qua­le la con­tro­ver­sia è pen­den­te, la con­tro­par­te e l'im­por­to con­te­sta­to;
la ri­so­lu­zio­ne tem­pe­sti­va del­le con­tro­ver­sie e per un pro­ces­so spe­ci­fi­co al­le con­tro­ver­sie che non so­no ri­sol­te en­tro cin­que gior­ni ope­ra­ti­vi.
Art. 98 Compressione del portafoglio
(art. 108 lett. d LIn­Fi)
1È pos­si­bi­le ri­nun­cia­re a una com­pres­sio­ne del por­ta­fo­glio nel­la mi­su­ra in cui non com­por­ti al­cu­na ri­du­zio­ne si­gni­fi­ca­ti­va del ri­schio di con­tro­par­te e la con­tro­par­te ob­bli­ga­ta sia in gra­do di do­cu­men­tar­lo al­me­no ogni sei me­si.
2La com­pres­sio­ne del por­ta­fo­glio non com­por­ta al­cu­na ri­du­zio­ne si­gni­fi­ca­ti­va del ri­schio di con­tro­par­te in par­ti­co­la­re se:
il por­ta­fo­glio non com­pren­de o com­pren­de sol­tan­to po­che ope­ra­zio­ni di pa­reg­gio («off­set») ef­fet­tua­te con de­ri­va­ti OTC;
la com­pres­sio­ne met­te­reb­be a ri­schio l'ef­fi­ca­cia dei pro­ces­si e dei con­trol­li di ri­schio in­ter­ni.
3È inol­tre pos­si­bi­le ri­nun­cia­re a una com­pres­sio­ne del por­ta­fo­glio an­che se il re­la­ti­vo one­re ri­sul­tas­se spro­por­zio­na­to ri­spet­to al­la pre­vi­sta ri­du­zio­ne del ri­schio di con­tro­par­te.
Art. 99 Valutazione delle operazioni in corso
(art. 109 LIn­Fi)
1Con­di­zio­ni di mer­ca­to che im­pe­di­sco­no la va­lu­ta­zio­ne di un'ope­ra­zio­ne in de­ri­va­ti OTC so­no da­te se:
il mer­ca­to è inat­ti­vo; o
la fa­scia di oscil­la­zio­ne del­le sti­me plau­si­bi­li del va­lo­re equo («fair va­lue») è si­gni­fi­ca­ti­va e le pro­ba­bi­li­tà del­le di­ver­se sti­me non pos­so­no es­se­re suf­fi­cien­te­men­te va­lu­ta­te.
2Il mer­ca­to è con­si­de­ra­to inat­ti­vo per un'ope­ra­zio­ne in de­ri­va­ti OTC quan­do:
i prez­zi quo­ta­ti non so­no di­spo­ni­bi­li fa­cil­men­te né si­ste­ma­ti­ca­men­te; e
i prez­zi di­spo­ni­bi­li non so­no ri­con­du­ci­bi­li a tran­sa­zio­ni di mer­ca­to ef­fet­tua­te re­go­lar­men­te e nel ri­spet­to del­le usua­li con­di­zio­ni di mer­ca­to.
3Se è con­sen­ti­ta una va­lu­ta­zio­ne in ba­se a prez­zi ri­sul­tan­ti da un mo­del­lo, il mo­del­lo de­ve:
te­ne­re con­to di tut­ti i fat­to­ri che le con­tro­par­ti con­si­de­re­reb­be­ro nel­la de­fi­ni­zio­ne di un prez­zo, uti­liz­zan­do, per quan­to pos­si­bi­le, an­che le in­for­ma­zio­ni uti­li per la va­lu­ta­zio­ne del mer­ca­to;
es­se­re con­for­me ai mo­del­li eco­no­mi­ci ri­co­no­sciu­ti per la de­ter­mi­na­zio­ne dei prez­zi de­gli stru­men­ti fi­nan­zia­ri;
es­se­re ca­li­bra­to e te­sta­to, in quan­to a va­li­di­tà, in ba­se ai prez­zi del­le ope­ra­zio­ni cor­ren­ti os­ser­va­bi­li sul mer­ca­to per lo stes­so stru­men­to fi­nan­zia­rio op­pu­re ba­sar­si su da­ti di mer­ca­to os­ser­va­bi­li a di­spo­si­zio­ne;
es­se­re con­va­li­da­to e con­trol­la­to in mo­do in­di­pen­den­te nell'am­bi­to dei pro­ces­si in­ter­ni di ge­stio­ne dei ri­schi;
es­se­re de­bi­ta­men­te do­cu­men­ta­to e ap­pro­va­to al­me­no una vol­ta all'an­no dall'or­ga­no di di­re­zio­ne, dal­la di­re­zio­ne o da un co­mi­ta­to dei ri­schi de­le­ga­to da que­st'ul­ti­ma.
Art. 100 Obbligo di scambiare garanzie
(art. 110 LIn­Fi)
1Nel ca­so in cui le con­tro­par­ti deb­ba­no scam­biar­si ga­ran­zie, lo scam­bio av­vie­ne sot­to for­ma di:
un mar­gi­ne ini­zia­le ade­gua­to al fi­ne di tu­te­la­re i part­ner del­la tran­sa­zio­ne con­tro un po­ten­zia­le ri­schio di va­ria­zio­ne del prez­zo di mer­ca­to du­ran­te la chiu­su­ra e la so­sti­tu­zio­ne del­la po­si­zio­ne in ca­so di ina­dem­pien­za di una con­tro­par­te; e
un mar­gi­ne di va­ria­zio­ne ade­gua­to al fi­ne di tu­te­la­re i part­ner del­la tran­sa­zio­ne con­tro il ri­schio cor­ren­te di va­ria­zio­ne del prez­zo di mer­ca­to do­po l'ese­cu­zio­ne del­la tran­sa­zio­ne.
2So­no te­nu­te a ver­sa­re un mar­gi­ne ini­zia­le sol­tan­to le con­tro­par­ti la cui me­dia ag­gre­ga­ta del­la po­si­zio­ne lor­da a fi­ne me­se dei de­ri­va­ti OTC che non so­no com­pen­sa­ti per il tra­mi­te di una con­tro­par­te cen­tra­le, com­pre­si i de­ri­va­ti se­con­do l'ar­ti­co­lo 107 ca­po­ver­so 2 let­te­ra b LIn­Fi, a li­vel­lo di grup­po fi­nan­zia­rio o as­si­cu­ra­ti­vo o di grup­po su­pe­ra per i me­si di mar­zo, apri­le e mag­gio di un an­no gli 8 mi­liar­di di fran­chi; le ope­ra­zio­ni in­fra­grup­po non so­no pre­se in con­si­de­ra­zio­ne più di una vol­ta per ogni so­cie­tà del grup­po.
3L'ob­bli­go di cui al ca­po­ver­so 2 sus­si­ste di vol­ta in vol­ta du­ran­te l'in­te­ro an­no ci­vi­le suc­ces­si­vo.
Art. 100a Deroghe all'obbligo di scambiare garanzie
1È pos­si­bi­le ri­nun­cia­re a uno scam­bio di mar­gi­ni ini­zia­li e di va­ria­zio­ne se:
la ga­ran­zia da scam­bia­re è in­fe­rio­re a 500 000 fran­chi;
all'ope­ra­zio­ne par­te­ci­pa­no pic­co­le con­tro­par­ti non fi­nan­zia­rie.
2È pos­si­bi­le ri­nun­cia­re a uno scam­bio di mar­gi­ni ini­zia­li se que­sti de­vo­no es­se­re ver­sa­ti per la com­po­nen­te va­lu­ta­ria dei de­ri­va­ti su va­lu­te per i qua­li, a una da­ta pre­sta­bi­li­ta e se­con­do un me­to­do pre­de­fi­ni­to, il va­lo­re no­mi­na­le e gli in­te­res­si in una va­lu­ta so­no scam­bia­ti con­tro il va­lo­re no­mi­na­le e gli in­te­res­si in un'al­tra va­lu­ta.
3Se una del­le con­tro­par­ti di un'ope­ra­zio­ne in de­ri­va­ti è un emit­ten­te di un ti­to­lo di cre­di­to co­per­to o un sog­get­to giu­ri­di­co di un ag­gre­ga­to di co­per­tu­ra per i ti­to­li di cre­di­to co­per­ti, al­le con­di­zio­ni di cui all'ar­ti­co­lo 86 ca­po­ver­so 3 ta­le con­tro­par­te può con­ve­ni­re con la sua con­tro­par­te:
la ri­nun­cia a uno scam­bio di mar­gi­ni ini­zia­li; o
che l'emit­ten­te del ti­to­lo di cre­di­to co­per­to o il sog­get­to giu­ri­di­co dell'ag­gre­ga­to di co­per­tu­ra non ver­si al­cun mar­gi­ne di va­ria­zio­ne e la con­tro­par­te ver­si mar­gi­ni di va­ria­zio­ne in con­tan­ti.
1 In­tro­dot­to dal n. I dell'O del 5 lug. 2017, in vi­go­re dal 1° ago. 2017 (RU 2017 3715).
Art. 100b Riduzione dei margini iniziali
1Le con­tro­par­ti pos­so­no ri­dur­re i mar­gi­ni ini­zia­li di 50 mi­lio­ni di fran­chi al mas­si­mo.
2L'en­ti­tà dei mar­gi­ni ini­zia­li di una con­tro­par­te ap­par­te­nen­te a un grup­po fi­nan­zia­rio o as­si­cu­ra­ti­vo op­pu­re a un grup­po è de­ter­mi­na­ta te­nen­do con­to di tut­te le so­cie­tà del grup­po.
3Nel­le ope­ra­zio­ni in­fra­grup­po il mar­gi­ne ini­zia­le può es­se­re ri­dot­to di 10 mi­lio­ni di fran­chi al mas­si­mo.
Art. 101 Momento del calcolo e del versamento del margine iniziale
1Il mar­gi­ne ini­zia­le de­ve es­se­re cal­co­la­to la pri­ma vol­ta il gior­no ope­ra­ti­vo suc­ces­si­vo all'ese­cu­zio­ne dell'ope­ra­zio­ne in de­ri­va­ti. Es­so de­ve es­se­re ri­cal­co­la­to re­go­lar­men­te, ma al­me­no ogni 10 gior­ni ope­ra­ti­vi.
2Se le due con­tro­par­ti so­no si­tua­te nel­lo stes­so fu­so ora­rio, il cal­co­lo de­ve es­se­re ef­fet­tua­to in ba­se al «net­ting set» del gior­no pre­ce­den­te. Se le due con­tro­par­ti non so­no si­tua­te nel­lo stes­so fu­so ora­rio, il cal­co­lo de­ve ba­sar­si sul­le tran­sa­zio­ni nel «net­ting set» ese­gui­te il gior­no pre­ce­den­te en­tro le ore 16 se­con­do l'ora del fu­so ora­rio in cui le ore 16 scoc­ca­no pri­ma.
3Il mar­gi­ne ini­zia­le de­ve es­se­re ver­sa­to il gior­no del cal­co­lo se­con­do il ca­po­ver­so 1. Per il re­go­la­men­to si ap­pli­ca­no i ter­mi­ni usua­li sul mer­ca­to.
Art. 101a Momento del calcolo e del versamento del margine di variazione
1I mar­gi­ni di va­ria­zio­ne de­vo­no es­se­re ri­cal­co­la­ti al­me­no ogni gior­no ope­ra­ti­vo.
2La va­lu­ta­zio­ne dell'ope­ra­zio­ne in cor­so di cui all'ar­ti­co­lo 109 LIn­Fi fun­ge da ba­se di cal­co­lo. Per il re­sto si ap­pli­ca per ana­lo­gia l'ar­ti­co­lo 101 ca­po­ver­so 2.
3I mar­gi­ni di va­ria­zio­ne de­vo­no es­se­re ver­sa­ti il gior­no del cal­co­lo se­con­do il ca­po­ver­so 1. Per il re­go­la­men­to si ap­pli­ca­no i ter­mi­ni usua­li sul mer­ca­to.
4In de­ro­ga al ca­po­ver­so 3, è con­sen­ti­to ver­sa­re i mar­gi­ni di va­ria­zio­ne en­tro due gior­ni ope­ra­ti­vi dal gior­no del cal­co­lo se:
una con­tro­par­te, che non è te­nu­ta a ver­sa­re un mar­gi­ne ini­zia­le, ha pre­sta­to ga­ran­zie sup­ple­men­ta­ri pri­ma del gior­no del cal­co­lo e so­no sod­di­sfat­te le se­guen­ti con­di­zio­ni:
nel cal­co­lo del­le ga­ran­zie sup­ple­men­ta­ri si tie­ne con­to di un in­ter­val­lo di con­fi­den­za uni­la­te­ra­le del 99 per cen­to ap­pli­ca­to al per­ti­nen­te pe­rio­do con ri­schio di mar­gi­ne per la va­lu­ta­zio­ne del­le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti OTC da ga­ran­ti­re,
il pe­rio­do con ri­schio di mar­gi­ne è pa­ri al­me­no al nu­me­ro di gior­ni che in­ter­cor­ro­no tra il gior­no del cal­co­lo e il gior­no del ver­sa­men­to dei mar­gi­ni di va­ria­zio­ne, com­pre­si que­sti due gior­ni; o
le con­tro­par­ti han­no ver­sa­to mar­gi­ni ini­zia­li te­nen­do con­to di un pe­rio­do con ri­schio di mar­gi­ne che co­pre al­me­no i se­guen­ti pe­rio­di:
il pe­rio­do che in­ter­cor­re tra l'ul­ti­mo ver­sa­men­to dei mar­gi­ni di va­ria­zio­ne e la pos­si­bi­le ina­dem­pien­za del­la con­tro­par­te, più i gior­ni che in­ter­cor­ro­no tra il gior­no del cal­co­lo e il gior­no del ver­sa­men­to dei mar­gi­ni di va­ria­zio­ne, e
il pe­rio­do che è sti­ma­to ne­ces­sa­rio per so­sti­tui­re le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti OTC in­te­res­sa­te o per co­pri­re i ri­schi a es­se con­nes­se.
Art. 102 Trattamento del margine iniziale
1Per il mar­gi­ne ini­zia­le non è con­sen­ti­ta al­cu­na com­pen­sa­zio­ne re­ci­pro­ca.
2I mar­gi­ni ini­zia­li ver­sa­ti in con­tan­ti de­vo­no es­se­re de­te­nu­ti pres­so una ban­ca cen­tra­le o una ban­ca sviz­ze­ra in­di­pen­den­te dal­la con­tro­par­te che li ver­sa o una ban­ca este­ra in­di­pen­den­te che sot­to­stà a una re­go­la­men­ta­zio­ne e vi­gi­lan­za ade­gua­te.
3I mar­gi­ni ini­zia­li che non so­no ver­sa­ti in con­tan­ti pos­so­no es­se­re de­te­nu­ti dal­la con­tro­par­te be­ne­fi­cia­ria o da un ter­zo da es­sa in­ca­ri­ca­to. Il ter­zo può es­se­re la con­tro­par­te che ver­sa il mar­gi­ne ini­zia­le.
4Un riu­ti­liz­zo dei mar­gi­ni ini­zia­li non è con­sen­ti­to. È fat­to sal­vo il riu­ti­liz­zo, da par­te di un ter­zo de­po­si­ta­rio, dei mar­gi­ni ini­zia­li ver­sa­ti in con­tan­ti se un con­trat­to as­si­cu­ra che il riu­ti­liz­zo non pre­giu­di­ca la ga­ran­zia né la rea­liz­za­zio­ne.
5La con­tro­par­te be­ne­fi­cia­ria e il ter­zo de­po­si­ta­rio de­vo­no se­pa­ra­re i mar­gi­ni ini­zia­li non ri­ce­vu­ti in con­tan­ti dai pro­pri va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li e con­clu­de­re un ac­cor­do di se­pa­ra­zio­ne. Ta­le ac­cor­do pre­ve­de in par­ti­co­la­re che:
il mar­gi­ne ini­zia­le sia im­me­dia­ta­men­te di­spo­ni­bi­le per la con­tro­par­te be­ne­fi­cia­ria in ca­so di fal­li­men­to o di in­sol­ven­za del­la con­tro­par­te che ver­sa il mar­gi­ne ini­zia­le; e
la con­tro­par­te che ver­sa il mar­gi­ne ini­zia­le sia suf­fi­cien­te­men­te co­per­ta in ca­so di fal­li­men­to o di in­sol­ven­za del­la con­tro­par­te be­ne­fi­cia­ria o del ter­zo de­po­si­ta­rio.
Art. 103 Calcolo del margine iniziale
1Il mar­gi­ne ini­zia­le è cal­co­la­to qua­le ri­du­zio­ne per­cen­tua­le sul­le po­si­zio­ni lor­de del­le sin­go­le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti. Le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti og­get­to di un ac­cor­do di com­pen­sa­zio­ne sti­pu­la­to tra le con­tro­par­ti («net­ting set») pos­so­no es­se­re riu­ni­te.
2Per le sin­go­le ca­te­go­rie di de­ri­va­ti il mar­gi­ne ini­zia­le am­mon­ta a:
l'1 per cen­to per i de­ri­va­ti su tas­si d'in­te­res­se con una du­ra­ta re­si­dua fi­no a 2 an­ni;
il 2 per cen­to per i de­ri­va­ti su cre­di­ti con una du­ra­ta re­si­dua fi­no a 2 an­ni e per i de­ri­va­ti su tas­si d'in­te­res­se con una du­ra­ta re­si­dua com­pre­sa tra 2 e 5 an­ni;
il 4 per cen­to per i de­ri­va­ti su tas­si d'in­te­res­se con una du­ra­ta re­si­dua su­pe­rio­re a 5 an­ni;
il 5 per cen­to per i de­ri­va­ti su cre­di­ti con una du­ra­ta re­si­dua com­pre­sa tra 2 e 5 an­ni;
il 6 per cen­to per i de­ri­va­ti su va­lu­te este­re;
il 10 per cen­to per i de­ri­va­ti su cre­di­ti con una du­ra­ta re­si­dua su­pe­rio­re a 5 an­ni;
il 15 per cen­to per i de­ri­va­ti su azio­ni, ma­te­rie pri­me, mer­ci non­ché per tut­ti gli al­tri de­ri­va­ti.
3Se un'ope­ra­zio­ne rien­tra in più di una ca­te­go­ria di de­ri­va­ti se­con­do il ca­po­ver­so 2, è as­se­gna­ta:
al­la ca­te­go­ria di de­ri­va­ti del fat­to­re di ri­schio prin­ci­pa­le, se que­st'ul­ti­mo è iden­ti­fi­ca­bi­le uni­vo­ca­men­te nell'ope­ra­zio­ne in que­stio­ne;
al­la ca­te­go­ria di de­ri­va­ti con la ri­du­zio­ne per­cen­tua­le più ele­va­ta, se il fat­to­re di ri­schio prin­ci­pa­le non è iden­ti­fi­ca­bi­le uni­vo­ca­men­te nell'ope­ra­zio­ne in que­stio­ne.
4Il mar­gi­ne ini­zia­le per un «net­ting set» è cal­co­la­to se­con­do l'al­le­ga­to 3.
5Le con­tro­par­ti fi­nan­zia­rie che ap­pli­ca­no un ap­proc­cio mo­del­lo dei ri­schi di mer­ca­to au­to­riz­za­to dal­la FIN­MA se­con­do l'ar­ti­co­lo 88 OFoP1 per il cal­co­lo del­le po­si­zio­ni pon­de­ra­te in fun­zio­ne del ri­schio o che ap­pli­ca­no un mo­del­lo di mer­ca­to au­to­riz­za­to dal­la FIN­MA per il cal­co­lo del­la sol­vi­bi­li­tà nel qua­dro del Te­st sviz­ze­ro di sol­vi­bi­li­tà (SST) se­con­do gli ar­ti­co­li 50a-50d dell'or­di­nan­za del 9 no­vem­bre 20052 sul­la sor­ve­glian­za pos­so­no cal­co­la­re il mar­gi­ne ini­zia­le su que­sta ba­se fi­no a quan­do non si sa­rà af­fer­ma­to un mo­del­lo stan­dard ri­co­no­sciu­to in tut­to il set­to­re e ar­mo­niz­za­to a li­vel­lo in­ter­na­zio­na­le. La FIN­MA di­sci­pli­na i cri­te­ri tec­ni­ci che de­vo­no es­se­re sod­di­sfat­ti dall'ap­proc­cio mo­del­lo o dal mo­del­lo di mer­ca­to.
2 RS 961.011
3 Abro­ga­to dal n. I dell'O del 5 lug. 2017, con ef­fet­to dal 1° ago. 2017 (RU 2017 3715).
Art. 104 Garanzie consentite per il margine iniziale e il margine di variazione
1So­no ga­ran­zie con­sen­ti­te:
i ver­sa­men­ti in con­tan­ti, com­pre­se le ob­bli­ga­zio­ni di cas­sa o al­tri stru­men­ti pa­ra­go­na­bi­li emes­si da una ban­ca;
i ti­to­li di cre­di­to di ele­va­ta qua­li­tà emes­si da un go­ver­no cen­tra­le, da una ban­ca cen­tra­le, da un en­te di di­rit­to pub­bli­co com­pe­ten­te per la ri­scos­sio­ne del­le im­po­ste, dal­la BRI, dal Fon­do mo­ne­ta­rio in­ter­na­zio­na­le, dal ME­SF e da ban­che mul­ti­la­te­ra­li di svi­lup­po;
i ti­to­li di cre­di­to di ele­va­ta qua­li­tà emes­si da im­pre­se;
le ob­bli­ga­zio­ni fon­dia­rie di ele­va­ta qua­li­tà e i ti­to­li di cre­di­to co­per­ti;
le azio­ni di un in­di­ce prin­ci­pa­le se­con­do l'ar­ti­co­lo 4 let­te­ra b OFoP1, com­pre­se le ob­bli­ga­zio­ni con­ver­ti­bi­li;
l'oro;
i fon­di del mer­ca­to mo­ne­ta­rio;
le quo­te di fon­di in va­lo­ri mo­bi­lia­ri se­con­do l'ar­ti­co­lo 53 del­la leg­ge del 23 giu­gno 20063 su­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi se:
le quo­te so­no va­lu­ta­te quo­ti­dia­na­men­te, e
i fon­di in va­lo­ri mo­bi­lia­ri in­ve­sto­no esclu­si­va­men­te in va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li se­con­do le let­te­re a-g o in de­ri­va­ti che co­pro­no ta­li va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li.
2So­no ga­ran­zie di ele­va­ta qua­li­tà le ga­ran­zie al­ta­men­te li­qui­de ca­rat­te­riz­za­te da un'ele­va­ta sta­bi­li­tà del va­lo­re an­che in pe­rio­di di stress e che pos­so­no es­se­re mo­ne­tiz­za­te en­tro un ter­mi­ne ap­pro­pria­to.
3Le po­si­zio­ni di ri­car­to­la­riz­za­zio­ne non so­no con­sen­ti­te qua­li ga­ran­zie.
4Le ga­ran­zie de­vo­no es­se­re ri­va­lu­ta­te gior­nal­men­te.
2 In­tro­dot­ta dal n. I dell'O del 5 lug. 2017, in vi­go­re dal 1° ago. 2017 (RU 2017 3715).
3 RS 951.31
Art. 105 Riduzioni di valore applicabili alle garanzie
1Il va­lo­re del­le ga­ran­zie de­ve es­se­re li­mi­ta­to per mez­zo di ri­du­zio­ni del va­lo­re di mer­ca­to se­con­do l'al­le­ga­to 4.
2Un'ul­te­rio­re ri­du­zio­ne dell'8 per cen­to de­ve es­se­re ap­pli­ca­ta nei ca­si in cui:
la va­lu­ta del mar­gi­ne ini­zia­le ver­sa­to è di­ver­sa da quel­la con­ve­nu­ta per il cor­ri­spon­den­te pa­ga­men­to in ca­so di ri­so­lu­zio­ne;
la va­lu­ta del mar­gi­ne di va­ria­zio­ne non ver­sa­to in con­tan­ti è di­ver­sa da quel­le con­ve­nu­te per il mar­gi­ne di va­ria­zio­ne nel con­trat­to de­ri­va­to, nell'ac­cor­do qua­dro di com­pen­sa­zio­ne o nell'al­le­ga­to sul­la ga­ran­zia.1
3Le con­tro­par­ti pos­so­no de­ter­mi­na­re le ri­du­zio­ni di va­lo­re per mez­zo di sti­me pro­prie del­la vo­la­ti­li­tà dei prez­zi di mer­ca­to e dei cor­si di cam­bio pur­ché sod­di­sfi­no gli stan­dard mi­ni­mi qua­li­ta­ti­vi e quan­ti­ta­ti­vi in­di­ca­ti nell'al­le­ga­to 5.
4Es­se adot­ta­no mi­su­re per:
esclu­de­re con­cen­tra­zio­ni di ri­schi su de­ter­mi­na­ti ti­pi di ga­ran­zie;
esclu­de­re che le ga­ran­zie ac­cet­ta­te sia­no emes­se dal pre­sta­to­re del­la ga­ran­zia o da un'im­pre­sa ad es­so le­ga­ta;
evi­ta­re ri­schi di cor­re­la­zio­ne si­gni­fi­ca­ti­vi dal­le ga­ran­zie ri­ce­vu­te.
Art. 106 Operazioni transfrontaliere
(art. 94 cpv. 2 e art. 107 LIn­Fi)
1Fat­ti sal­vi i ca­po­ver­si 2, 2bis e 2ter, per le ope­ra­zio­ni tran­sfron­ta­lie­re l'ob­bli­go di scam­bia­re ga­ran­zie sus­si­ste an­che quan­do la con­tro­par­te este­ra del­la con­tro­par­te sviz­ze­ra sog­get­ta all'ob­bli­go di scam­bio sa­reb­be sog­get­ta a ta­le ob­bli­go se aves­se la sua se­de in Sviz­ze­ra.1
2Non oc­cor­re scam­bia­re ga­ran­zie, se la con­tro­par­te este­ra:
non è te­nu­ta al­lo scam­bio di ga­ran­zie se­con­do il di­rit­to di que­sto Sta­to.
2bisLa con­tro­par­te sviz­ze­ra può ri­nun­cia­re al ver­sa­men­to di mar­gi­ni ini­zia­li e di va­ria­zio­ne a fa­vo­re del­la con­tro­par­te este­ra se un esa­me giu­ri­di­co da par­te di un or­ga­no in­di­pen­den­te ha di­mo­stra­to che:
gli ac­cor­di di com­pen­sa­zio­ne o di ga­ran­zia non pos­so­no es­se­re giu­ri­di­ca­men­te ap­pli­ca­ti con cer­tez­za in ogni mo­men­to nei con­fron­ti del­la con­tro­par­te este­ra; o
gli ac­cor­di di se­pa­ra­zio­ne del­le ga­ran­zie non cor­ri­spon­do­no a stan­dard in­ter­na­zio­na­li ri­co­no­sciu­ti.2
2terEs­sa può ri­nun­cia­re ad esi­ge­re il ver­sa­men­to di mar­gi­ni ini­zia­li e di va­ria­zio­ne da par­te del­la con­tro­par­te este­ra se so­no sod­di­sfat­te le con­di­zio­ni di cui al ca­po­ver­so 2bis let­te­ra a o b e se:
un esa­me giu­ri­di­co da par­te di un or­ga­no in­di­pen­den­te ha di­mo­stra­to che la rac­col­ta dei mar­gi­ni ini­zia­li e di va­ria­zio­ne del­la con­tro­par­te este­ra con­for­me­men­te al­le di­spo­si­zio­ni del­la LIn­Fi o del­la pre­sen­te or­di­nan­za non sa­reb­be pos­si­bi­le; e
il rap­por­to tra le tran­sa­zio­ni non ga­ran­ti­te, sia in cor­so che con­clu­se do­po l'en­tra­ta in vi­go­re dell'ob­bli­go di esi­ge­re mar­gi­ni ini­zia­li e di va­ria­zio­ne, e tut­te le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti OTC è in­fe­rio­re al 2,5 per cen­to; le ope­ra­zio­ni in­fra­grup­po non so­no in­clu­se nel cal­co­lo.3
3Gli al­tri ob­bli­ghi di ri­du­zio­ne dei ri­schi che ri­chie­de­reb­be­ro una col­la­bo­ra­zio­ne da par­te del­la con­tro­par­te pos­so­no es­se­re adem­piu­ti uni­la­te­ral­men­te, pur­ché ciò sia con­for­me agli stan­dard in­ter­na­zio­na­li ri­co­no­sciu­ti.
3 In­tro­dot­to dal n. I dell'O del 5 lug. 2017, in vi­go­re dal 1° ago. 2017 (RU 2017 3715).
Art. 107 Operazioni infragruppo
(art. 111 LIn­Fi)
1Non so­no con­si­de­ra­ti osta­co­li giu­ri­di­ci ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 111 let­te­ra c LIn­Fi le di­spo­si­zio­ni in ma­te­ria di in­sol­ven­za.
2Per il re­sto si ap­pli­ca l'ar­ti­co­lo 91.
Sezione 5: Commercio presso sedi di negoziazione e sistemi organizzati di negoziazione
Art. 108 Inizio dell'obbligo
(art. 112 LIn­Fi)
L'ob­bli­go di ne­go­zia­re un de­ri­va­to pres­so una se­de di ne­go­zia­zio­ne o un si­ste­ma or­ga­niz­za­to di ne­go­zia­zio­ne (ob­bli­go di ne­go­zia­zio­ne su una piat­ta­for­ma) se­con­do l'ar­ti­co­lo 112 LIn­Fi si ap­pli­ca, a par­ti­re dal­la da­ta in cui la FIN­MA ren­de no­to ta­le ob­bli­go per l'ope­ra­zio­ne in de­ri­va­ti in que­stio­ne:
do­po la sca­den­za di un ter­mi­ne di no­ve me­si, per le nuo­ve ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti che:
i par­te­ci­pan­ti a una con­tro­par­te cen­tra­le au­to­riz­za­ta o ri­co­no­sciu­ta con­clu­do­no con al­tre con­tro­par­ti fi­nan­zia­rie, o
le al­tre con­tro­par­ti fi­nan­zia­rie che non so­no pic­co­le con­clu­do­no tra­lo­ro;
do­po la sca­den­za di un ter­mi­ne di 12 me­si, per tut­te le al­tre nuo­ve ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti con­clu­se.
Art. 109 Operazioni non considerate
1Le con­tro­par­ti che in vir­tù de­gli ar­ti­co­li 98 ca­po­ver­so 2 o 99 ca­po­ver­so 2 LIn­Fi so­no as­sog­get­ta­te all'ob­bli­go di ne­go­zia­zio­ne su una piat­ta­for­ma non so­no te­nu­te a ne­go­zia­re le ope­ra­zio­ni con­clu­se pri­ma che in­sor­ges­se ta­le ob­bli­go pres­so se­di di ne­go­zia­zio­ne au­to­riz­za­te o ri­co­no­sciu­te o at­tra­ver­so ge­sto­ri di un si­ste­ma or­ga­niz­za­to di ne­go­zia­zio­ne.
2Le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti con con­tro­par­ti se­con­do l'ar­ti­co­lo 94 ca­po­ver­so 1 LIn­Fi non so­no sog­get­te all'ob­bli­go di ne­go­zia­zio­ne su una piat­ta­for­ma.
Art. 110 Commercio presso sistemi organizzati di negoziazione esteri
(art. 95 e 112 LIn­Fi)
L'ob­bli­go di ne­go­zia­zio­ne su una piat­ta­for­ma può es­se­re adem­piu­to at­tra­ver­so la ne­go­zia­zio­ne pres­so un si­ste­ma or­ga­niz­za­to di ne­go­zia­zio­ne este­ro pur­ché que­sto sia sog­get­to a una re­go­la­men­ta­zio­ne este­ra ri­co­no­sciu­ta equi­va­len­te dal­la FIN­MA in ap­pli­ca­zio­ne per ana­lo­gia dell'ar­ti­co­lo 41 LIn­Fi.
Art. 111 Operazioni transfrontaliere
(art. 94 cpv. 2 e art. 114 LIn­Fi)
Nel­le ope­ra­zio­ni tran­sfron­ta­lie­re non oc­cor­re ef­fet­tua­re la ne­go­zia­zio­ne pres­so una se­de di ne­go­zia­zio­ne o un si­ste­ma or­ga­niz­za­to di ne­go­zia­zio­ne, se la con­tro­par­te este­ra:
ha la pro­pria se­de in uno Sta­to il cui di­rit­to è sta­to ri­co­no­sciu­to equi­va­len­te dal­la FIN­MA;
non è sog­get­ta all'ob­bli­go di ne­go­zia­zio­ne su una piat­ta­for­ma se­con­do il di­rit­to di que­sto Sta­to.
Art. 112 Operazioni infragruppo
(art. 94 cpv. 2 e art. 115 LIn­Fi)
Al­le ope­ra­zio­ni in­fra­grup­po si ap­pli­ca l'ar­ti­co­lo 91.
Sezione 6: Documentazione e verifica
Art. 113 Documentazione
(art. 116 LIn­Fi)
1Le con­tro­par­ti fi­nan­zia­rie e non fi­nan­zia­rie di­sci­pli­na­no per iscrit­to i pro­ces­si con cui ga­ran­ti­sco­no l'adem­pi­men­to de­gli ob­bli­ghi per:
la com­pen­sa­zio­ne per il tra­mi­te di una con­tro­par­te cen­tra­le (art. 97 LIn­Fi);
la de­ter­mi­na­zio­ne dei va­lo­ri so­glia (art. 100 LIn­Fi);
la co­mu­ni­ca­zio­ne a un re­per­to­rio di da­ti sul­le ne­go­zia­zio­ni (art. 104 LIn­Fi);
la ri­du­zio­ne dei ri­schi (art. 107 LIn­Fi);
il com­mer­cio pres­so se­di di ne­go­zia­zio­ne e si­ste­mi or­ga­niz­za­ti di ne­go­zia­zio­ne (art. 112 LIn­Fi).
2Le con­tro­par­ti non fi­nan­zia­rie che non vo­glio­no ne­go­zia­re de­ri­va­ti pos­so­no fis­sa­re per scrit­to que­sta de­ci­sio­ne e so­no quin­di eso­ne­ra­te dall'ob­bli­go di cui al ca­po­ver­so 1.
3Le con­tro­par­ti fi­nan­zia­rie che so­no in­ca­ri­ca­te da al­tre con­tro­par­ti fi­nan­zia­rie o non fi­nan­zia­rie di adem­pie­re i lo­ro ob­bli­ghi di­sci­pli­na­no i re­la­ti­vi pro­ces­si ai sen­si del ca­po­ver­so 1 per ana­lo­gia.
Art. 114 Verifica e avviso
(art. 116 e 117 LIn­Fi)
1L'uf­fi­cio di re­vi­sio­ne ve­ri­fi­ca se le con­tro­par­ti non fi­nan­zia­rie han­no adot­ta­to mi­su­re per ri­spet­ta­re in par­ti­co­la­re gli ob­bli­ghi re­la­ti­vi al com­mer­cio di de­ri­va­ti men­zio­na­ti all'ar­ti­co­lo 113 ca­po­ver­so 1 let­te­re a-e.
2In oc­ca­sio­ne del­la ve­ri­fi­ca, tie­ne con­to dei prin­ci­pi dell'im­por­tan­za e del­la ve­ri­fi­ca ba­sa­ta sul ri­schio.
3L'uf­fi­cio di re­vi­sio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 727 del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni1 pre­sen­ta al con­si­glio d'am­mi­ni­stra­zio­ne il ri­sul­ta­to del­la ve­ri­fi­ca in una re­la­zio­ne com­ple­ta se­con­do l'ar­ti­co­lo 728b ca­po­ver­so 1 CO.
4L'uf­fi­cio di re­vi­sio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 727a CO in­for­ma del ri­sul­ta­to del­la ve­ri­fi­ca l'or­ga­no re­spon­sa­bi­le dell'im­pre­sa sot­to­po­sta a ve­ri­fi­ca.
5Se l'uf­fi­cio di re­vi­sio­ne ri­scon­tra in­fra­zio­ni al­le di­spo­si­zio­ni in ma­te­ria di com­mer­cio di de­ri­va­ti, le re­gi­stra nel ren­di­con­to se­con­do i ca­po­ver­si 3 e 4. Es­so fis­sa un ter­mi­ne per l'eli­mi­na­zio­ne del­le in­fra­zio­ni co­mu­ni­ca­te.
6Se du­ran­te il pe­rio­do di ve­ri­fi­ca la so­cie­tà sot­to­po­sta a ve­ri­fi­ca non ha ef­fet­tua­to ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti e al ter­mi­ne di ta­le pe­rio­do non so­no in cor­so ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti, il ren­di­con­to se­con­do i ca­po­ver­si 3 e 4 può es­se­re tra­la­scia­to.
7Se la so­cie­tà non eli­mi­na en­tro il ter­mi­ne sta­bi­li­to se­con­do il ca­po­ver­so 5 le in­fra­zio­ni che le so­no sta­te co­mu­ni­ca­te o se que­ste si ri­pe­to­no, l'uf­fi­cio di re­vi­sio­ne se­gna­la le in­fra­zio­ni al DFF.
Capitolo 2: Pubblicità delle partecipazioni
(art. 120 LIn­Fi)
1I ti­to­li di par­te­ci­pa­zio­ne di una so­cie­tà con se­de all'este­ro so­no con­si­de­ra­ti quo­ta­ti prin­ci­pal­men­te in Sviz­ze­ra se la so­cie­tà è te­nu­ta ad adem­pie­re al­me­no gli stes­si ob­bli­ghi del­le so­cie­tà con se­de in Sviz­ze­ra per quan­to ri­guar­da la quo­ta­zio­ne e il man­te­ni­men­to del­la quo­ta­zio­ne pres­so una bor­sa in Sviz­ze­ra.
2La bor­sa pub­bli­ca i ti­to­li di par­te­ci­pa­zio­ne di so­cie­tà con se­de all'este­ro quo­ta­ti prin­ci­pal­men­te in Sviz­ze­ra.
3Le so­cie­tà con se­de all'este­ro i cui ti­to­li di par­te­ci­pa­zio­ne so­no quo­ta­ti prin­ci­pal­men­te in Sviz­ze­ra pub­bli­ca­no il nu­me­ro com­ples­si­vo at­tua­le dei ti­to­li di par­te­ci­pa­zio­ne emes­si e i re­la­ti­vi di­rit­ti di vo­to.
Capitolo 3: Offerte pubbliche di acquisto
Art. 116 Quotazione principale
(art. 125 cpv. 1 LIn­Fi)
Per le of­fer­te pub­bli­che di ac­qui­sto si ap­pli­ca l'ar­ti­co­lo 115 re­la­ti­vo al­la quo­ta­zio­ne prin­ci­pa­le.
Art. 117 Emolumenti per la verifica dell'offerta
(art. 126 cpv. 5 LIn­Fi)
1Per la ve­ri­fi­ca dell'of­fer­ta al mo­men­to del­la sua sot­to­mis­sio­ne la Com­mis­sio­ne del­le of­fer­te pub­bli­che di ac­qui­sto pre­le­va emo­lu­men­ti da ogni of­fe­ren­te.
2L'emo­lu­men­to è cal­co­la­to pro­por­zio­nal­men­te al va­lo­re del­la tran­sa­zio­ne:
0,5 per mil­le fi­no a 250 mi­lio­ni di fran­chi;
0,2 per mil­le per la par­te com­pre­sa tra 250 e 625 mi­lio­ni di fran­chi;
0,1 per mil­le per la par­te che su­pe­ra 625 mi­lio­ni di fran­chi.
3L'emo­lu­men­to am­mon­ta al mi­ni­mo a 50 000 fran­chi e al mas­si­mo a 250 000 fran­chi. In ca­si par­ti­co­la­ri, a se­con­da dell'en­ti­tà e del­la com­ples­si­tà del­la tran­sa­zio­ne, l'emo­lu­men­to può es­se­re ri­dot­to o au­men­ta­to del 50 per cen­to al mas­si­mo.
4Se ven­go­no of­fer­ti va­lo­ri mo­bi­lia­ri in per­mu­ta che so­no quo­ta­ti in una bor­sa, l'im­por­to com­ples­si­vo dell'of­fer­ta è de­ter­mi­na­to sul­la ba­se del cor­so me­dio pon­de­ra­to in fun­zio­ne del vo­lu­me del­le chiu­su­re bor­si­sti­che de­gli ul­ti­mi 60 gior­ni che pre­ce­do­no la sot­to­mis­sio­ne dell'of­fer­ta o l'an­nun­cio pre­li­mi­na­re al­la Com­mis­sio­ne del­le of­fer­te pub­bli­che di ac­qui­sto. Per va­lo­ri mo­bi­lia­ri il­li­qui­di o non quo­ta­ti, l'emo­lu­men­to è de­ter­mi­na­to sul­la ba­se del­la va­lu­ta­zio­ne ef­fet­tua­ta dal con­trol­lo­re.
5In ca­si par­ti­co­la­ri, se­gna­ta­men­te quan­do la so­cie­tà ber­sa­glio o un azio­ni­sta qua­li­fi­ca­to cau­sa al­la Com­mis­sio­ne del­le of­fer­te pub­bli­che di ac­qui­sto one­ri sup­ple­men­ta­ri, que­st'ul­ti­ma può ob­bli­ga­re an­che la so­cie­tà ber­sa­glio e l'azio­ni­sta qua­li­fi­ca­to a ver­sa­re un emo­lu­men­to. Ta­le emo­lu­men­to am­mon­ta al­me­no a 20 000 fran­chi ma non può su­pe­ra­re l'im­por­to pa­ga­to dall'of­fe­ren­te.
Art. 118 Emolumenti per altre decisioni
1La Com­mis­sio­ne del­le of­fer­te pub­bli­che di ac­qui­sto ri­scuo­te un emo­lu­men­to an­che quan­do de­ci­de in me­ri­to ad al­tre pro­ce­du­re con­cer­nen­ti of­fer­te pub­bli­che di ac­qui­sto, in par­ti­co­la­re in me­ri­to all'ob­bli­go di pre­sen­ta­re un'of­fer­ta. Può ri­scuo­te­re un emo­lu­men­to an­che per la ve­ri­fi­ca di ri­chie­ste di in­for­ma­zio­ne.
2A se­con­da dell'en­ti­tà e del­la com­ples­si­tà del ca­so, l'emo­lu­men­to am­mon­ta fi­no a 50 000 fran­chi.
3 Qua­lo­ra il ri­chie­den­te pre­sen­ti un'of­fer­ta suc­ces­si­va al­la de­ci­sio­ne del­la de­le­ga­zio­ne, la Com­mis­sio­ne del­le of­fer­te pub­bli­che di ac­qui­sto può de­trar­re que­sto emo­lu­men­to da quel­lo pre­vi­sto all'ar­ti­co­lo 117.
Art. 119 Anticipo dell'emolumento
La Com­mis­sio­ne del­le of­fer­te pub­bli­che di ac­qui­sto può esi­ge­re da cia­scu­na del­le par­ti un an­ti­ci­po dell'emo­lu­men­to pre­vi­sto.
Art. 120 Calcolo dei diritti di voto in caso di annullamento dei titoli di partecipazione restanti
(art. 137 cpv. 1 LIn­Fi)
Per ac­cer­ta­re se la so­glia del 98 per cen­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 137 ca­po­ver­so 1 LIn­Fi è sta­ta su­pe­ra­ta o me­no, ol­tre che del­le azio­ni de­te­nu­te di­ret­ta­men­te si tie­ne con­to:
del­le azio­ni i cui di­rit­ti di vo­to so­no in so­spe­so;
del­le azio­ni che l'of­fe­ren­te de­tie­ne in­di­ret­ta­men­te o d'in­te­sa con ter­zi al mo­men­to del­la ri­chie­sta di an­nul­la­men­to dei ti­to­li re­stan­ti.
Art. 121 Procedura in caso di annullamento dei titoli di partecipazione restanti
(art. 137 LIn­Fi)
1Se l'of­fe­ren­te in­ten­ta un'azio­ne con­tro la so­cie­tà in vi­sta dell'an­nul­la­men­to dei ti­to­li re­stan­ti, il tri­bu­na­le ne in­for­ma il pub­bli­co e co­mu­ni­ca agli al­tri azio­ni­sti che pos­so­no par­te­ci­pa­re al­la pro­ce­du­ra. A ta­le sco­po fis­sa un ter­mi­ne mi­ni­mo di tre me­si a con­ta­re dal gior­no del­la pri­ma pub­bli­ca­zio­ne.
2La pub­bli­ca­zio­ne pre­vi­sta vie­ne ef­fet­tua­ta tre vol­te nel Fo­glio uf­fi­cia­le sviz­ze­ro di com­mer­cio. Il tri­bu­na­le può pre­scri­ve­re in via ec­ce­zio­na­le al­tre for­me ade­gua­te di pub­bli­ca­zio­ne.
3Se par­te­ci­pa­no al­la pro­ce­du­ra, gli al­tri azio­ni­sti so­no li­be­ri di agi­re in­di­pen­den­te­men­te dal­la so­cie­tà con­ve­nu­ta.
4L'an­nul­la­men­to è pub­bli­ca­to im­me­dia­ta­men­te nel Fo­glio uf­fi­cia­le sviz­ze­ro di com­mer­cio o al­tro­ve, su ap­prez­za­men­to del tri­bu­na­le.
Capitolo 4: Deroghe al divieto di sfruttamento di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato
Art. 122 Oggetto
(art. 142 cpv. 2 e art. 143 cpv. 2 LIn­Fi)
Le di­spo­si­zio­ni del pre­sen­te ca­pi­to­lo sta­bi­li­sco­no i ca­si in cui so­no am­mes­si i com­por­ta­men­ti che rien­tra­no nel cam­po d'ap­pli­ca­zio­ne de­gli ar­ti­co­li 142 ca­po­ver­so 1 e 143 ca­po­ver­so 1 LIn­Fi.
Art. 123 Riacquisto di titoli di partecipazione propri
1Fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 124, il riac­qui­sto di ti­to­li di par­te­ci­pa­zio­ne pro­pri al prez­zo di mer­ca­to nell'am­bi­to di un'of­fer­ta pub­bli­ca di riac­qui­sto (pro­gram­ma di riac­qui­sto) che rien­tra nel cam­po d'ap­pli­ca­zio­ne de­gli ar­ti­co­li 142 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a e 143 ca­po­ver­so 1 LIn­Fi è am­mes­so se:
il pro­gram­ma di riac­qui­sto du­ra al mas­si­mo tre an­ni;
il vo­lu­me com­ples­si­vo dei riac­qui­sti non su­pe­ra il 10 per cen­to del ca­pi­ta­le e dei di­rit­ti di vo­to e il 20 per cen­to del­la quo­ta li­be­ra­men­te ne­go­zia­bi­le dei ti­to­li di par­te­ci­pa­zio­ne;
il vo­lu­me dei riac­qui­sti non su­pe­ra al gior­no il 25 per cen­to del vo­lu­me gior­na­lie­ro me­dio trat­ta­to sul­la li­nea or­di­na­ria di ne­go­zia­zio­ne nei tren­ta gior­ni pre­ce­den­ti la pub­bli­ca­zio­ne del pro­gram­ma di riac­qui­sto;
il prez­zo di ac­qui­sto non su­pe­ra:
l'ul­ti­mo prez­zo di chiu­su­ra rea­liz­za­to in­di­pen­den­te­men­te sul­la li­nea or­di­na­ria di ne­go­zia­zio­ne, o
il mi­glior prez­zo cor­ren­te of­fer­to in­di­pen­den­te­men­te sul­la li­nea or­di­na­ria di ne­go­zia­zio­ne, pur­ché que­st'ul­ti­mo sia in­fe­rio­re al prez­zo di cui al nu­me­ro 1;
du­ran­te le in­ter­ru­zio­ni del­la ne­go­zia­zio­ne e all'asta di aper­tu­ra e di chiu­su­ra non ven­go­no fis­sa­ti cor­si;
le ven­di­te di ti­to­li di par­te­ci­pa­zio­ne pro­pri du­ran­te il pro­gram­ma di riac­qui­sto so­no ef­fet­tua­te esclu­si­va­men­te per adem­pie­re i pro­gram­mi di par­te­ci­pa­zio­ne dei col­la­bo­ra­to­ri op­pu­re sod­di­sfa­no le se­guen­ti con­di­zio­ni:
so­no an­nun­cia­te al­la bor­sa il gior­no di bor­sa suc­ces­si­vo al­la lo­ro ese­cu­zio­ne,
so­no pub­bli­ca­te dall'emit­ten­te al più tar­di il quin­to gior­no di bor­sa suc­ces­si­vo al­la lo­ro ese­cu­zio­ne, e
non su­pe­ra­no al gior­no il 5 per cen­to del vo­lu­me gior­na­lie­ro me­dio trat­ta­to sul­la li­nea or­di­na­ria di ne­go­zia­zio­ne nei tren­ta gior­ni pre­ce­den­ti la pub­bli­ca­zio­ne del pro­gram­ma di riac­qui­sto;
il con­te­nu­to es­sen­zia­le del pro­gram­ma di riac­qui­sto è pub­bli­ca­to me­dian­te un'in­ser­zio­ne di riac­qui­sto pri­ma dell'ini­zio del pro­gram­ma e ri­ma­ne ac­ces­si­bi­le al pub­bli­co per tut­ta la du­ra­ta del pro­gram­ma; e
i sin­go­li riac­qui­sti so­no an­nun­cia­ti al­la bor­sa qua­le par­te del pro­gram­ma di riac­qui­sto e pub­bli­ca­ti dall'emit­ten­te al più tar­di il quin­to gior­no di bor­sa suc­ces­si­vo al riac­qui­sto.
2Fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 124, il riac­qui­sto di ti­to­li di par­te­ci­pa­zio­ne pro­pri, al prez­zo fis­so o me­dian­te emis­sio­ne di op­zio­ni put, nell'am­bi­to di un pro­gram­ma di riac­qui­sto che rien­tra nel cam­po d'ap­pli­ca­zio­ne de­gli ar­ti­co­li 142 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a e 143 ca­po­ver­so 1 LIn­Fi è am­mes­so se:
il pro­gram­ma di riac­qui­sto du­ra al­me­no die­ci gior­ni di bor­sa;
i sin­go­li riac­qui­sti so­no pub­bli­ca­ti dall'emit­ten­te al più tar­di il gior­no di bor­sa suc­ces­si­vo al ter­mi­ne del pro­gram­ma di riac­qui­sto.
3La Com­mis­sio­ne del­le of­fer­te pub­bli­che di ac­qui­sto può, in sin­go­li ca­si, au­to­riz­za­re riac­qui­sti di un vo­lu­me su­pe­rio­re a quel­lo pre­vi­sto dai ca­po­ver­si 1 let­te­re b e c e 2 let­te­ra b, se ciò è con­ci­lia­bi­le con gli in­te­res­si de­gli in­ve­sti­to­ri.
4Si pre­su­me che gli ar­ti­co­li 142 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a e 143 ca­po­ver­so 1 LIn­Fi non sia­no vio­la­ti se il prez­zo di ac­qui­sto pa­ga­to su una li­nea se­pa­ra­ta di ne­go­zia­zio­ne su­pe­ra al mas­si­mo del 2 per cen­to:
l'ul­ti­mo prez­zo di chiu­su­ra rea­liz­za­to sul­la li­nea or­di­na­ria di ne­go­zia­zio­ne; o
il mi­glior prez­zo cor­ren­te of­fer­to sul­la li­nea or­di­na­ria di ne­go­zia­zio­ne, per quan­to que­st'ul­ti­mo sia in­fe­rio­re al prez­zo di cui al­la let­te­ra a.
Art. 124 Periodi di blackout
1L'ar­ti­co­lo 123 ca­po­ver­si 1 e 2 non si ap­pli­ca al riac­qui­sto di ti­to­li di par­te­ci­pa­zio­ne pro­pri, se il pro­gram­ma di riac­qui­sto è an­nun­cia­to o se il riac­qui­sto di ti­to­li di par­te­ci­pa­zio­ne pro­pri è ef­fet­tua­to:
men­tre l'emit­ten­te rin­via la no­ti­fi­ca di un fat­to che po­treb­be in­fluen­za­re i cor­si se­con­do le di­spo­si­zio­ni del­la bor­sa;
du­ran­te die­ci gior­ni di bor­sa pri­ma del­la no­ti­fi­ca dei ri­sul­ta­ti fi­nan­zia­ri; o
più di no­ve me­si do­po il gior­no di ri­fe­ri­men­to dell'ul­ti­ma chiu­su­ra con­so­li­da­ta pub­bli­ca­ta.
2È fat­to sal­vo il riac­qui­sto al prez­zo di mer­ca­to ef­fet­tua­to da:
un com­mer­cian­te di va­lo­ri mo­bi­lia­ri in­ca­ri­ca­to pri­ma dell'aper­tu­ra del pro­gram­ma di riac­qui­sto e che pren­de le sue de­ci­sio­ni, nel qua­dro dei pa­ra­me­tri fis­sa­ti dall'emit­ten­te, sen­za es­se­re in­fluen­za­to da que­sto ul­ti­mo;
un'uni­tà di ne­go­zia­zio­ne pro­tet­ta da bar­rie­re in­for­ma­ti­ve, pur­ché l'emit­ten­te sia un com­mer­cian­te di va­lo­ri mo­bi­lia­ri.
3I pa­ra­me­tri di cui al ca­po­ver­so 2 let­te­ra a de­vo­no es­se­re sta­ti fis­sa­ti pri­ma del­la pub­bli­ca­zio­ne dell'of­fer­ta di riac­qui­sto e pos­so­no es­se­re ade­gua­ti una vol­ta al me­se du­ran­te il pro­gram­ma di riac­qui­sto. Se i pa­ra­me­tri so­no fis­sa­ti o ade­gua­ti en­tro uno dei ter­mi­ni di cui al ca­po­ver­so 1, il riac­qui­sto può es­se­re ef­fet­tua­to sol­tan­to do­po un ter­mi­ne di at­te­sa di 90 gior­ni.
Art. 125 Contenuto dell'inserzione di riacquisto
L'in­ser­zio­ne di riac­qui­sto di cui all'ar­ti­co­lo 123 ca­po­ver­si 1 let­te­ra g e 2 let­te­ra c de­ve con­te­ne­re al­me­no le se­guen­ti in­di­ca­zio­ni:
in­for­ma­zio­ni sull'emit­ten­te, in par­ti­co­la­re:
la sua iden­ti­tà,
il ca­pi­ta­le emes­so,
la sua par­te­ci­pa­zio­ne al ca­pi­ta­le pro­prio,
le par­te­ci­pa­zio­ni de­gli azio­ni­sti ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 120 LIn­Fi;
il ti­po, lo sco­po e l'og­get­to del pro­gram­ma di riac­qui­sto;
il ca­len­da­rio.
Art. 126 Stabilizzazione dei prezzi dopo il collocamento pubblico di valori mobiliari
Le ope­ra­zio­ni in va­lo­ri mo­bi­lia­ri vol­te a sta­bi­liz­za­re il cor­so di un va­lo­re mo­bi­lia­re am­mes­so al com­mer­cio in una bor­sa in Sviz­ze­ra e che rien­tra­no nel cam­po d'ap­pli­ca­zio­ne de­gli ar­ti­co­li 142 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a e 143 ca­po­ver­so 1 LIn­Fi so­no am­mes­se se:
so­no ef­fet­tua­te en­tro 30 gior­ni dal col­lo­ca­men­to pub­bli­co dei va­lo­ri mo­bi­lia­ri da sta­bi­liz­za­re;
so­no ef­fet­tua­te al mas­si­mo al prez­zo di emis­sio­ne op­pu­re, in ca­so di com­mer­cio con di­rit­ti pre­fe­ren­zia­li o di con­ver­sio­ne, al mas­si­mo al prez­zo di mer­ca­to;
il pe­rio­do mas­si­mo du­ran­te il qua­le le ope­ra­zio­ni in va­lo­ri mo­bi­lia­ri pos­so­no es­se­re ef­fet­tua­te e il no­me del com­mer­cian­te di va­lo­ri im­mo­bi­lia­ri com­pe­ten­te per la lo­ro ese­cu­zio­ne so­no pub­bli­ca­ti pri­ma dell'ini­zio del com­mer­cio dei va­lo­ri mo­bi­lia­ri da sta­bi­liz­za­re;
so­no an­nun­cia­te al­la bor­sa al più tar­di il quin­to gior­no di bor­sa suc­ces­si­vo all'ese­cu­zio­ne e pub­bli­ca­te dall'emit­ten­te al più tar­di il quin­to gior­no di bor­sa suc­ces­si­vo al­la sca­den­za del ter­mi­ne di cui al­la let­te­ra a; e
l'emit­ten­te in­for­ma il pub­bli­co al più tar­di il quin­to gior­no di bor­sa suc­ces­si­vo all'eser­ci­zio di un'op­zio­ne di so­vral­lo­ca­zio­ne sul mo­men­to dell'eser­ci­zio non­ché sul nu­me­ro e il ti­po dei va­lo­ri mo­bi­lia­ri in­te­res­sa­ti.
Art. 127 Altre operazioni in valori mobiliari ammesse
1Le se­guen­ti ope­ra­zio­ni in va­lo­ri mo­bi­lia­ri so­no am­mes­se an­che se rien­tra­no nel cam­po d'ap­pli­ca­zio­ne de­gli ar­ti­co­li 142 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a e 143 ca­po­ver­so 1 LIn­Fi:
ope­ra­zio­ni in va­lo­ri mo­bi­lia­ri per at­tua­re la pro­pria de­ci­sio­ne di ef­fet­tua­re un'ope­ra­zio­ne in va­lo­ri mo­bi­lia­ri, in par­ti­co­la­re l'ac­qui­sto da par­te dell'of­fe­ren­te po­ten­zia­le di va­lo­ri mo­bi­lia­ri del­la so­cie­tà ber­sa­glio in vi­sta del­la pub­bli­ca­zio­ne di un'of­fer­ta pub­bli­ca di ac­qui­sto, a con­di­zio­ne che la de­ci­sio­ne non sia sta­ta pre­sa sul­la ba­se di un'in­for­ma­zio­ne pri­vi­le­gia­ta;
ope­ra­zio­ni in va­lo­ri mo­bi­lia­ri se so­no ef­fet­tua­te nell'am­bi­to di com­pi­ti pub­bli­ci e non a sco­po di in­ve­sti­men­to da:
la Con­fe­de­ra­zio­ne, i Can­to­ni o i Co­mu­ni,
la BNS,
la BRI, e
le ban­che mul­ti­la­te­ra­li di svi­lup­po se­con­do l'ar­ti­co­lo 63 ca­po­ver­so 2 let­te­ra c OFoP1.
2È pos­si­bi­le sta­bi­li­re che il ca­po­ver­so 1 ven­ga ap­pli­ca­to an­che a ope­ra­zio­ni in va­lo­ri mo­bi­lia­ri ef­fet­tua­te da­gli or­ga­ni­smi elen­ca­ti di se­gui­to, a con­di­zio­ne che le ope­ra­zio­ni sia­no ef­fet­tua­te nell'am­bi­to di com­pi­ti pub­bli­ci e non a sco­po di in­ve­sti­men­to, che sia con­ces­sa la re­ci­pro­ci­tà e che una de­ro­ga non sia con­tra­ria al­lo sco­po del­la leg­ge:
il FE­SF; e
il ME­SF.
3Il DFF pub­bli­ca un elen­co de­gli or­ga­ni­smi a cui si ap­pli­ca il ca­po­ver­so 1 let­te­ra b nu­me­ro 2.
Art. 128 Comunicazione ammessa di informazioni privilegiate
(art. 142 cpv. 2 LIn­Fi)
La co­mu­ni­ca­zio­ne di un'in­for­ma­zio­ne pri­vi­le­gia­ta a una per­so­na non rien­tra nel cam­po d'ap­pli­ca­zio­ne dell'ar­ti­co­lo 142 ca­po­ver­so 1 let­te­ra b LIn­Fi se:
que­sta per­so­na ne­ces­si­ta dell'in­for­ma­zio­ne pri­vi­le­gia­ta per adem­pie­re i suoi ob­bli­ghi le­ga­li o con­trat­tua­li; o
la co­mu­ni­ca­zio­ne è in­di­spen­sa­bi­le in vi­sta del­la con­clu­sio­ne di un con­trat­to e il de­ten­to­re dell'in­for­ma­zio­ne:
av­ver­te il de­sti­na­ta­rio che non è con­sen­ti­to sfrut­ta­re l'in­for­ma­zio­ne pri­vi­le­gia­ta, e
do­cu­men­ta la tra­smis­sio­ne dell'in­for­ma­zio­ne pri­vi­le­gia­ta e l'av­ver­ti­men­to ai sen­si del nu­me­ro 1.
Titolo quarto: Disposizioni transitorie e finali
Art. 129 Infrastrutture del mercato finanziario
1Gli ob­bli­ghi di cui agli ar­ti­co­li 27, 28 ca­po­ver­si 2-4, 30 ca­po­ver­si 2 e 3, 31, 40 se­con­do pe­rio­do e 41-43 de­vo­no es­se­re adem­piu­ti al più tar­di dal 1° gen­na­io 2018.2
1bisGli ob­bli­ghi di re­gi­stra­zio­ne e di co­mu­ni­ca­zio­ne se­con­do gli ar­ti­co­li 36 ca­po­ver­so 2 e 37 ca­po­ver­si 1 let­te­ra d e 2 de­vo­no es­se­re adem­piu­ti al più tar­di dal 1° ot­to­bre 2018. I fat­ti che si ve­ri­fi­ca­no tra il 1° gen­na­io 2018 e il 30 set­tem­bre 2018 e che so­no sog­get­ti a que­sti ob­bli­ghi de­vo­no es­se­re re­gi­stra­ti e co­mu­ni­ca­ti re­troat­ti­va­men­te en­tro il 31 di­cem­bre 2018.3
1terLe suc­cur­sa­li este­re di com­mer­cian­ti sviz­ze­ri di va­lo­ri mo­bi­lia­ri e i par­te­ci­pan­ti este­ri di una se­de di ne­go­zia­zio­ne de­vo­no adem­pie­re i lo­ro ob­bli­ghi di cui agli ar­ti­co­li 36 ca­po­ver­so 2 e 37 ca­po­ver­si 1 let­te­ra d e 2 al più tar­di dal 1° gen­na­io 2019.4
2Fi­no al 31 di­cem­bre 2017 la de­ro­ga all'ob­bli­go di co­mu­ni­ca­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 37 ca­po­ver­so 4 può es­se­re fat­ta va­le­re sen­za un ac­cor­do se­con­do l'ar­ti­co­lo 32 ca­po­ver­so 3 LIn­Fi o uno scam­bio di in­for­ma­zio­ni tra la FIN­MA e la com­pe­ten­te au­to­ri­tà este­ra di vi­gi­lan­za.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell'O del 29 giu. 2016, in vi­go­re dal 1° ago. 2016 (RU 2016 2703).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell'O del 5 lug. 2017, in vi­go­re dal 1° ago. 2017 (RU 2017 3715).
4 In­tro­dot­to dal n. I dell'O del 5 lug. 2017, in vi­go­re dal 1° ago. 2017 (RU 2017 3715).
Art. 130 Comunicazione a un repertorio di dati sulle negoziazioni
1L'ob­bli­go di co­mu­ni­ca­zio­ne a un re­per­to­rio di da­ti sul­le ne­go­zia­zio­ni di cui all'ar­ti­co­lo 104 LIn­Fi de­ve es­se­re adem­piu­to al più tar­di:
do­po 6 me­si, a par­ti­re dal­la pri­ma au­to­riz­za­zio­ne o dal pri­mo ri­co­no­sci­men­to di un re­per­to­rio di da­ti da par­te del­la FIN­MA, se la per­so­na te­nu­ta a ef­fet­tua­re la co­mu­ni­ca­zio­ne non è una pic­co­la con­tro­par­te fi­nan­zia­ria o è una con­tro­par­te cen­tra­le;
do­po 9 me­si, a par­ti­re dal­la pri­ma au­to­riz­za­zio­ne o dal pri­mo ri­co­no­sci­men­to di un re­per­to­rio di da­ti da par­te del­la FIN­MA, se la per­so­na te­nu­ta a ef­fet­tua­re la co­mu­ni­ca­zio­ne è una pic­co­la con­tro­par­te fi­nan­zia­ria o una con­tro­par­te non fi­nan­zia­ria che non è pic­co­la;
dal 1° gen­na­io 2024, per le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti in cor­so a ta­le da­ta in tut­ti gli al­tri ca­si.1
2Per la co­mu­ni­ca­zio­ne di ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti ne­go­zia­te per il tra­mi­te di se­di di ne­go­zia­zio­ne o del ge­sto­re di un si­ste­ma or­ga­niz­za­to di ne­go­zia­zio­ne cia­scun ter­mi­ne di cui al ca­po­ver­so 1 si pro­lun­ga di sei me­si.
3In ca­si par­ti­co­la­ri la FIN­MA può pro­ro­ga­re i ter­mi­ni di cui al pre­sen­te ar­ti­co­lo.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell'O del 14 set. 2018, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3377).
Art. 131 Obblighi di riduzione dei rischi
1Gli ob­bli­ghi re­la­ti­vi al­la con­fer­ma tem­pe­sti­va, al­la ri­con­ci­lia­zio­ne re­ci­pro­ca del por­ta­fo­glio, al­la ri­so­lu­zio­ne di con­tro­ver­sie e al­la com­pres­sio­ne del por­ta­fo­glio se­con­do l'ar­ti­co­lo 108 let­te­re a-d LIn­Fi si ap­pli­ca­no, a par­ti­re dall'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te or­di­nan­za:
do­po 12 me­si, per le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti in cor­so a ta­le da­ta tra con­tro­par­ti non pic­co­le e per le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti in cor­so a ta­le da­ta con una pic­co­la con­tro­par­te fi­nan­zia­ria;
do­po 18 me­si, per tut­te le al­tre ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti in cor­so a ta­le da­ta.
2L'ob­bli­go di va­lu­ta­re le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti in cor­so se­con­do l'ar­ti­co­lo 109 LIn­Fi si ap­pli­ca, a par­ti­re dall'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te or­di­nan­za, do­po 12 me­si al­le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti in cor­so a ta­le da­ta.
3L'ob­bli­go di scam­bia­re ga­ran­zie di cui all'ar­ti­co­lo 110 LIn­Fi si ap­pli­ca sol­tan­to al­le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti con­clu­se do­po l'in­sor­ge­re de­gli ob­bli­ghi di cui ai ca­po­ver­si 4-5bis.1
4L'ob­bli­go di scam­bia­re mar­gi­ni di va­ria­zio­ne si ap­pli­ca:
dal 1° set­tem­bre 2016 al­le con­tro­par­ti la cui me­dia ag­gre­ga­ta del­la po­si­zio­ne lor­da a fi­ne me­se dei de­ri­va­ti OTC non com­pen­sa­ti cen­tral­men­te a li­vel­lo di grup­po fi­nan­zia­rio o as­si­cu­ra­ti­vo o di grup­po in cia­scu­no dei me­si di mar­zo, apri­le e mag­gio 2016 su­pe­ra i 3000 mi­liar­di di fran­chi;
dal 1° set­tem­bre 2017 a tut­te le al­tre con­tro­par­ti.
5L'ob­bli­go di scam­bia­re un mar­gi­ne ini­zia­le si ap­pli­ca al­le con­tro­par­ti la cui me­dia ag­gre­ga­ta del­la po­si­zio­ne lor­da a fi­ne me­se dei de­ri­va­ti OTC non com­pen­sa­ti cen­tral­men­te a li­vel­lo di grup­po fi­nan­zia­rio o as­si­cu­ra­ti­vo o di grup­po:
in cia­scu­no dei me­si di mar­zo, apri­le e mag­gio 2016 su­pe­ra di vol­ta in vol­ta i 3000 mi­liar­di di fran­chi, dal 1° set­tem­bre 2016;
in cia­scu­no dei me­si di mar­zo, apri­le e mag­gio 2017 su­pe­ra di vol­ta in vol­ta i 2250 mi­liar­di di fran­chi, dal 1° set­tem­bre 2017;
in cia­scu­no dei me­si di mar­zo, apri­le e mag­gio 2018 su­pe­ra di vol­ta in vol­ta i 1500 mi­liar­di di fran­chi, dal 1° set­tem­bre 2018;
in cia­scu­no dei me­si di mar­zo, apri­le e mag­gio 2019 su­pe­ra di vol­ta in vol­ta i 750 mi­liar­di di fran­chi, dal 1° set­tem­bre 2019;
in cia­scu­no dei me­si di mar­zo, apri­le e mag­gio 2020 su­pe­ra di vol­ta in vol­ta gli 8 mi­liar­di di fran­chi, dal 1° set­tem­bre 2020.2
5bisPer le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti OTC non com­pen­sa­te cen­tral­men­te che so­no op­zio­ni su sin­go­le azio­ni, op­zio­ni su in­di­ci o al­tri de­ri­va­ti su azio­ni ana­lo­ghi, co­me i de­ri­va­ti su pa­nie­ri di azio­ni, l'ob­bli­go di scam­bia­re ga­ran­zie si ap­pli­ca dal 4 gen­na­io 2020.3
6La FIN­MA può pro­ro­ga­re i ter­mi­ni di cui al pre­sen­te ar­ti­co­lo per te­ne­re con­to de­gli stan­dard in­ter­na­zio­na­li ri­co­no­sciu­ti e dell'evo­lu­zio­ne del di­rit­to este­ro.
Art. 132 Verifica
L'ob­bli­go di ve­ri­fi­ca da par­te de­gli uf­fi­ci di re­vi­sio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 114 si ap­pli­ca 12 me­si do­po l'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te or­di­nan­za.
Art. 133 Istituti di previdenza e fondazioni d'investimento
1Per gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za e le fon­da­zio­ni d'in­ve­sti­men­to se­con­do gli ar­ti­co­li 48-60a del­la leg­ge fe­de­ra­le del 25 giu­gno 19822 sul­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l'in­va­li­di­tà, l'ob­bli­go di com­pen­sa­zio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 97 LIn­Fi non si ap­pli­ca fi­no al 31 ago­sto 2019 al­le ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti ef­fet­tua­te ai fi­ni del­la ri­du­zio­ne dei ri­schi se­con­do l'ar­ti­co­lo 87.3
2Il Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le dell'in­ter­no può pro­ro­ga­re il ter­mi­ne di cui al ca­po­ver­so 1 per te­ne­re con­to de­gli stan­dard in­ter­na­zio­na­li ri­co­no­sciu­ti e dell'evo­lu­zio­ne del di­rit­to este­ro.
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell'O del DFI del 26 lug. 2018, in vi­go­re dal 16 ago. 2018 (RU 2018 2995).
Art. 134 Modifica di altri atti normativi
La mo­di­fi­ca di al­tri at­ti nor­ma­ti­vi è di­sci­pli­na­ta nell'al­le­ga­to 1.
Art. 135 Entrata in vigore
La pre­sen­te or­di­nan­za en­tra in vi­go­re il 1° gen­na­io 2016.
KVG Bundesgesetz über die Krank