Source: https://www.enpam.it/previdenza-regolamenti/regolamento-del-fondo-della-medicina-convenzionata-e-accreditata/36/
Timestamp: 2020-08-13 14:45:36+00:00
Document Index: 94808525

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 4']

Regolamento del Fondo della Medicina Convenzionata e Accreditata – Pagina 36 – Fondazione Enpam | Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri
1. Per gli iscritti alla gestione previdenziale degli specialisti ambulatoriali, salvo quanto previsto al successivo comma 6, il trattamento ordinario è costituito da una pensione annua, la cui misura – fermo restando quanto disposto nei precedenti artt. 28 e 30 – si determina sommando due quote di pensione, computate come segue:
la prima quota è calcolata con le modalità di cui ai successivi commi 3 e 4, tenendo conto dei compensi soggetti a contribuzione, dell’orario settimanale e dell’anzianità contributiva fino al 31.12.2012;
la seconda quota, relativa agli anni di contribuzione effettiva, riscattata e ricongiunta maturati dall’1.1.2013, si determina con le modalità di cui al precedente art. 33, applicando al compenso medio annuo calcolato e rivalutato a mente del comma 2 del citato articolo, la percentuale ottenuta ai sensi del comma 3 del medesimo articolo, in relazione agli anni di contribuzione effettiva, riscattata e ricongiunta.
2. La quota di pensione di cui al precedente comma 1, lettera a) viene rivalutata sulla base dell’incremento percentuale fatto registrare dal numero indice dei “prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati”, elaborato dall’Istituto Centrale di Statistica, tra l’1.1.2013 e l’anno che precede quello di decorrenza della pensione.
3. La quota di pensione di cui al precedente comma 1, lettera a) è calcolata in base ai compensi soggetti a contribuzione mediamente percepiti nei 60 mesi precedenti la cessazione del rapporto – o nel minor periodo intercorrente fra la data di inizio della contribuzione effettiva alla gestione e la data di cessazione dell’attività con gli Istituti di cui all’art. 2, comma 1, lett. b) e comma 2 – ed all’orario medio settimanale di servizio prestato nel medesimo periodo. Nel calcolo si tiene conto, altresì, sia della durata del rapporto coperto da contribuzione effettiva, riscattata o ricongiunta a norma della Legge 45/90, sia dell’orario medio settimanale di lavoro effettivamente tenuto nel corso del rapporto medesimo – comprensivo del numero di ore coperte da contribuzione per periodi di attività svolta extra moenia, per plus orario e per sostituzioni ancorché, queste ultime, anteriori alla titolarità dell’incarico – e rettificato in base al numero di ore eventualmente riscattate a mente della previgente normativa, ovvero ricongiunte, nonché ricostruite a mente del successivo comma 4 lettera b), se riferite a compensi accessori previsti nell’Accordo Collettivo di categoria, assoggettati a contribuzione e non correlati allo svolgimento di un orario di servizio effettivo. In ogni caso per il computo delle ore riscattate, utili ai fini della prestazione, si tiene conto esclusivamente delle ore per le quali il contributo di riscatto sia stato effettivamente versato.
4. Il trattamento ordinario, di cui al precedente comma, si determina come segue:
si calcola il compenso medio annuo determinato attraverso i contributi versati, esclusi i versamenti a titolo di riscatto o ricongiunti, in base all’aliquota contributiva in vigore all’epoca di riferimento di ciascun contributo, indicata nell’allegata Tabella A, con riferimento ai 60 mesi – o all’eventuale minor periodo – di contribuzione effettiva precedenti quello di cessazione del rapporto;
si calcola il numero medio delle ore settimanali di lavoro effettive e ricostruite del corrispondente periodo. Ai fini della determinazione delle ore ricostruite si divide per ciascun anno il compenso accessorio, di cui al precedente comma 3, per il compenso ordinario relativo ad un’ora di servizio;
si divide il compenso medio di cui alla lettera a) per il numero medio delle ore di cui alla lettera b);
si moltiplica il compenso medio annuo relativo ad un’ora di servizio settimanale prestato, di cui alla precedente lettera c), per il numero medio delle ore settimanali di lavoro tenute nel corso dell’intero rapporto coperto da contribuzione effettiva o riscattata ai sensi del precedente art. 9, comma 1, rettificato in base al numero di ore eventualmente riscattate a mente della previgente normativa, ovvero alle ore attribuite relativamente ai periodi ricongiunti, nonché alle ore ricostruite con le modalità di cui alla precedente lettera b);
si applica l’aliquota di rendimento pari al 2,25% per ogni anno – e frazione di anno – coperto da contribuzione effettiva, riscattata o ricongiunta ove non coincidente;
si moltiplica il valore risultante dai calcoli di cui alle lettere d) ed e).
5. Qualora l’iscritto abbia effettuato il riscatto di allineamento contributivo di cui all’art. 9, comma 1, lett. h), la quota di pensione di cui al precedente comma 1, lett. b), si somma alla quota di pensione determinata ai sensi dell’art. 33 commi 5 e 6.
6. Per gli iscritti transitati alla dipendenza, di cui all’art. 2, comma 1, lett. b), il trattamento ordinario si determina esclusivamente con le modalità di cui ai precedenti commi 1, lett. b) e 5. I contributi versati a titolo di riscatto di allineamento orario, ai sensi dell’art. 4 del previgente Regolamento del Fondo Specialisti Ambulatoriali approvato con D.M. 14 giugno 1983 e successive modificazioni e integrazioni, si considerano riferiti all’anno in cui è stato effettuato il primo versamento a tale titolo.