Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_civile/2287
Timestamp: 2020-05-29 11:03:27+00:00
Document Index: 106296332

Matched Legal Cases: ['art. 2287', 'art. 2483', 'art. 2287', 'art. 2287', 'art. 2285', 'art. 2287', 'art. 2287', 'art. 2652', 'art. 2287']

I. L'esclusione è deliberata dalla maggioranza dei soci, non computandosi nel numero di questi il socio da escludere, ed ha effetto decorsi trenta giorni dalla data della comunicazione al socio escluso.
II. Entro questo termine il socio escluso può fare opposizione davanti al tribunale, il quale può sospendere l'esecuzione.
III. Se la società si compone di due soci, l'esclusione di uno di essi è pronunciata dal tribunale, su domanda dell'altro.
Società a responsabilità limitata - Esclusione del socio - Applicazione della disciplina della società di persone..
All’esclusione del socio di una società a responsabilità limitata deliberata a norma di una clausola statutaria si applica la disciplina di cui all’art. 2287 c.c. riguardante l’esclusione del socio di società persone che è, nel silenzio della previsione dell’art. 2483 bis c.c., la forma di tutela giurisdizionale applicabile al caso di specie, in considerazione del carattere prevalentemente personalistico dell’istituto. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 08 Aprile 2013. Segue...
Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Esclusione - Ad opera degli altri soci - Procedimento - Ricorso all'autorità giudiziaria - Presupposti - Società composta da due soli soci - Applicabilità alle società composte da più di due soci - Esclusione - Delibera a maggioranza - Necessità - Esistenza di due gruppi d'interesse omogenei e contrapposti - Irrilevanza - Impossibilità di raggiungere la maggioranza - Rimedi - Recesso per giusta causa - Ammissibilità. .
In tema di società di persone, il ricorso all'autorità giudiziaria per ottenere una pronuncia di esclusione del socio è ammissibile, a norma dell'art. 2287, terzo comma, cod. civ., nel solo caso in cui la società sia composta soltanto da due soci, mentre in ogni altro caso trova applicazione l'art. 2287, primo comma, cod. civ., ai sensi del quale l'esclusione del socio può essere deliberata a maggioranza, senza che assuma alcun rilievo la circostanza che all'interno della compagine sociale siano eventualmente configurabili due gruppi di interesse omogenei e tra loro contrapposti, e che l'esclusione possa in tal caso rivelarsi impossibile, in virtù del conflitto d'interessi che impedisce di computare nella maggioranza il socio da escludere: la posizione del socio che non possa avvalersi né del procedimento di cui primo comma, né del ricorso all'autorità giudiziaria, ai sensi del terzo comma, non resta infatti priva di tutela, essendo sempre possibile il recesso per giusta causa, ai sensi dell'art. 2285, secondo comma, cod. civ., il quale rappresenta una forma di tutela reputata adeguata dal legislatore, senza che possa al riguardo prospettarsi alcun dubbio di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Settembre 2006, n. 20255. Segue...
Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Scioglimento - In genere - Socio - Esclusione - Delibera - Opposizione - Annullamento - Efficacia "ex tunc" - Reintegrazione del soggetto escluso nella posizione anteriore. .
L'annullamento della deliberazione di esclusione di un socio in esito ad opposizione proposta a norma dell'art. 2287, comma secondo cod. civ., opera "ex tunc" e comporta la reintegrazione del socio stesso nella sua posizione anteriore e nella pienezza dei diritti da essa derivati. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Dicembre 2000, n. 16150. Segue...
Arbitrato - Procedimento arbitrale - Norme applicabili - Termine di trenta giorni per proporre opposizione avanti al tribunale avverso la delibera di esclusione del socio - Applicabilità nel giudizio arbitrale - Esclusione. .
Il termine di trenta giorni, previsto dall'art. 2287, comma secondo, cod. civ., per proporre opposizione avanti al tribunale avverso la delibera di esclusione del socio, non è applicabile nel giudizio arbitrale, senza che in senso contrario possa invocarsi l'ultimo comma dell'art. 2652 cod. civ. - il quale dispone che alla domanda giudiziale è equiparato l'atto notificato con il quale la parte, in presenza di compromesso o di clausola compromissoria, dichiara all'altra la propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli arbitri - trattandosi di disposizione dettata in materia di trascrizione delle domande di atti soggetti a trascrizione e, quindi, irrilevante al fine di stabilire la applicabilità o meno al giudizio arbitrale del termine di decadenza di cui al secondo comma dell'art. 2287 cod. civ.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Novembre 1998, n. 11436. Segue...