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Timestamp: 2017-06-27 02:04:24+00:00
Document Index: 157498359

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 33', 'art 161']

Accordo di ristrutturazione con intermediari e convenzione in moratoria - Pnet
Home Forum I migliori professionisti Professionisti Categorie/città Ultime discussioni Nuova discussione Il mio profilo Modifica il profilo Articoli Login/Registrazione Registrazione Login Info Domande frequenti Medaglie disponibili Domande e risposte dai social Contatti Termini d'utilizzo Sitemap Per i professionisti Accordo di ristrutturazione con intermediari e convenzione in moratoria	Il D.L. 83/2015, entrato in vigore il 27/06/2015, convertito nella L. 132/2015 (pubblicata in G.U. n. 192 del 20/08/2015) ha introdotto, con l’art. 9, un nuovo istituto, disciplinato dall’art. 182-septies della legge fallimentare, per le imprese che intendono accedere ad un accordo di ristrutturazione dei debiti costituiti in prevalenza da esposizioni debitorie verso banche e intermediari finanziari. La normativa prevista dall’art. 182-bis viene integrata nei presupposti in presenza di un prevalente indebitamento verso le banche e intermediari finanziari.
L’impresa che presenta debiti verso banche e intermediari finanziari in misura non inferiore alla metà dell'indebitamento complessivo, può attivare il nuovo accordo di ristrutturazione integrando disciplina di cui all'articolo 182‐bis, con le disposizioni contenute nei commi 2, 3 e 4 del nuovo articolo 182-septies della legge fallimentare. Restano fermi i diritti dei creditori diversi da banche e intermediari finanziari.
La nuova norma stabilisce che l’accordo di cui all’art .182-bis può individuare una o più categorie tra i creditori (ovvero banche e gli intermediari finanziari) che abbiano fra loro omogeneità di posizione giuridica e di interessi economici. In tal caso, con il ricorso per ottenere l’omologazione, il debitore può chiedere che gli effetti dell’accordo vengano estesi anche ai creditori appartenenti alla medesima categoria ma non aderenti all’accordo a condizione che:
tutti i creditori della categoria siano stati informati dell’avvio delle trattative e siano stati messi in condizione di parteciparvi in buona fede;
i crediti delle banche e degli intermediari finanziari aderenti all’accordo rappresentino il 75% dei crediti della categoria. Una banca o un intermediario finanziario può essere titolare di crediti inseriti in più di una categoria.
Condizioni per l’approvazione.
Pertanto se l’accordo viene approvato da almeno il 75% dei creditori (composti solo da banche e intermediari finanziari), lo stesso diviene vincolante anche per i creditori dissenzienti appartenenti alla stessa categoria. Questo costituisce una deroga agli artt. 1372 e 1411 del codice civile in forza dei quali la stipulazione del contratto ha effetto solo tra le parti e gli effetti verso i terzi si producono in presenza della loro accettazione.
Inoltre non si tiene conto delle ipoteche giudiziali iscritte dalle banche o dagli intermediari finanziari nei 90 giorni anteriori alla data di pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese.
Con riferimento al numero necessario dei creditori per l’approvazione dell’accordo si segnala quanto segue:
si applica la disposizione prevista dall’art. 182-bis, co. 1, della legge fallimentare (modificato dall’art. 33, co. 1, lettera e), numero 1) del D.L. 83/2012), in forza della quale l’accordo di ristrutturazione dei debiti può essere stipulato dal debitore con i creditori che rappresentino almeno il 60% dei crediti, purché sia assicurato l’integrale pagamento dei creditori estranei all’accordo;
in sede di conversione in legge del D.L. 83/2015, è stata soppressa la disposizione secondo cui i creditori ai quali il debitore chiede di estendere gli effetti dell'accordo sono considerati aderenti all'accordo ai fini del raggiungimento della soglia del 60% prevista dal co. 1, articolo 182‐bis, della legge fallimentare. Pertanto è comunque necessario che i creditori consenzienti rappresentino almeno il 60% dei crediti fermo restando il vincolo dell’accordo per i creditori dissenzienti all’interno della categoria considerata.
Adempimenti del debitore.
Il debitore, oltre agli adempimenti pubblicitari già previsti, deve notificare il ricorso e la documentazione di cui al primo comma dell'articolo 182‐bis alle banche e agli intermediari finanziari ai quali chiede di estendere gli effetti dell'accordo i quali possono proporre opposizione entro 30 giorni decorrenti dalla data della notificazione del ricorso.
Omologazione del tribunale.
Il tribunale procede all'omologazione previo accertamento, avvalendosi ove occorra di un ausiliario la cui relazione è trasmessa a norma del co. 5, art 161, della legge fallimentare che le trattative si siano svolte in buona fede e che le banche e gli intermediari finanziari ai quali il debitore chiede di estendere gli effetti dell'accordo:
Convenzione moratoria.
Quando fra l'impresa debitrice e una o più banche o intermediari finanziari viene stipulata una convenzione per disciplinare in via provvisoria gli effetti della crisi attraverso una moratoria temporanea dei crediti nei confronti di una o più banche o intermediari finanziari e sia raggiunta la maggioranza del 75% e previa informazione dell’avvio delle trattative e buona fede di partecipazione, la convenzione di moratoria, sempre in deroga agli articoli 1372 e 1411 del codice civile, produce gli stessi effetti previsti nell’accordo di ristrutturazione verso banche e intermediari finanziari non aderenti. L’omogeneità di posizione giuridica e di interessi economici fra i creditori interessati viene attestata da un professionista.
Le banche e gli intermediari finanziari non aderenti alla convenzione possono proporre opposizione entro 30 giorni dalla comunicazione, accompagnata dalla relazione del professionista, fatta tramite lettera raccomandata o pec, della convenzione stipulata al fine di non essere destinatari degli effetti. Sull’opposizione decide il tribunale, con decreto motivato che risulta reclamabile in corte d’appello nel termine di 15 giorni dalla comunicazione.
Creditori non aderenti liberi dall’esecuzione di nuove prestazioni, concessione o mantenimento di affidamenti o erogazione nuovi mutui.
In nessun caso, per effetto degli accordi e convenzioni di cui ai commi precedenti, ai creditori non aderenti possono essere imposti l'esecuzione di nuove prestazioni, la concessione di affidamenti, il mantenimento della possibilità di utilizzare affidamenti esistenti o l'erogazione di nuovi finanziamenti. Agli effetti del presente articolo non è considerata nuova prestazione la prosecuzione della concessione del godimento di beni oggetto di contratti di leasing già stipulati.
Effetti penali per falsità dell’imprenditore e del professionista.
L’attribuzione di attività inesistenti o la simulazione totale o parziale dei crediti inesistenti con il solo fine di ottenere l'omologazione di un accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari o il consenso degli intermediari finanziari alla sottoscrizione della convenzione di moratoria di amministrazione controllata espone l’imprenditore alla reclusione da uno a cinque.
Il professionista che nelle relazioni o attestazioni di cui agli articoli 67, terzo comma, lettera d), 161, terzo comma, 182‐bis, 182‐quinquies, 182‐septies e 186‐bis espone informazioni false ovvero omette di riferire informazioni rilevanti, è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50.000 a 100.000 euro.
Via Laudisio 49 - Sarno (SAS)
Contatti: e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Tel. 3389999227 - 0815137304