Source: http://www.unitademocraticagiudicidipace.it/2018/02/04/legge-11-gennaio-2018-n-5-nuove-disposizioni-materia-iscrizione-funzionamento-del-registro-delle-opposizionigu-n-28-del-3-2-2018/
Timestamp: 2018-02-20 21:22:32+00:00
Document Index: 151974703

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 3', 'art. 153', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 129', 'art.\n4', 'art. 130', 'art. 3', 'art.\n130', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 167', 'art. 129', 'art. 162', 'art. 33', 'art. 167', 'art. 33', 'art. 12', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 130', 'art. 6', 'art. 130', 'art. 11', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 2621']

LEGGE 11 gennaio 2018, n. 5 : Nuove disposizioni in materia di iscrizione e funzionamento del registro delle opposizioni(GU n.28 del 3-2-2018) - UDgdpo - Unità' Democratica giudici di pace onorari (motto: "uno per tutti e tutti per uno")-email:udgdpo@gmail.com ; Facebook:Ud gdp; Twitter: @UDGDP UDgdpo – Unità' Democratica giudici di pace onorari (motto: "uno per tutti e tutti per uno")-email:udgdpo@gmail.com ; Facebook:Ud gdp; Twitter: @UDGDP
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LEGGE 11 gennaio 2018, n. 5 : Nuove disposizioni in materia di iscrizione e funzionamento del registro delle opposizioni(GU n.28 del 3-2-2018)
Nuove disposizioni in materia di iscrizione e funzionamento del
registro delle opposizioni e istituzione di prefissi nazionali per le
chiamate telefoniche a scopo statistico, promozionale e di ricerche
di mercato. (18G00021)
(GU n.28 del 3-2-2018)
Vigente al: 4-2-2018
1. Ai fini della presente legge si applicano le definizioni di cui
all’articolo 4 del codice in materia di protezione dei dati
personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e
all’articolo 1 del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 7 settembre 2010, n. 178.
2. Possono iscriversi, a seguito di loro specifica richiesta, anche
contemporaneamente per tutte le utenze telefoniche, fisse e mobili,
loro intestate, anche per via telematica o telefonica, al registro
pubblico delle opposizioni istituito ai sensi del comma 1
dell’articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica n. 178 del 2010, tutti gli interessati che vogliano
opporsi al trattamento delle proprie numerazioni telefoniche
effettuato mediante operatore con l’impiego del telefono per fini di
3. Nel registro di cui al comma 2 sono comunque inserite anche le
numerazioni fisse non pubblicate negli elenchi di abbonati di cui
all’articolo 2, comma 2, del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica n. 178 del 2010, che gli operatori sono
tenuti a fornire al gestore del registro con la stessa periodicita’
di aggiornamento prevista per la base di dati unica.
4. Gli interessati iscritti al registro di cui al comma 2, le cui
numerazioni siano o meno riportate negli elenchi di abbonati di cui
Presidente della Repubblica n. 178 del 2010, possono revocare, anche
per periodi di tempo definiti, la propria opposizione nei confronti
di uno o piu’ soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, lettera c),
del medesimo regolamento, in qualunque momento, anche per via
telematica o telefonica.
5. Con l’iscrizione al registro di cui al comma 2 si intendono
revocati tutti i consensi precedentemente espressi, con qualsiasi
forma o mezzo e a qualsiasi soggetto, che autorizzano il trattamento
delle proprie numerazioni telefoniche fisse o mobili effettuato
mediante operatore con l’impiego del telefono per fini di pubblicita’
o di vendita ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di
comunicazione commerciale ed e’ altresi’ precluso, per le medesime
finalita’, l’uso delle numerazioni telefoniche cedute a terzi dal
rilasciati. Sono fatti salvi i consensi prestati nell’ambito di
specifici rapporti contrattuali in essere, ovvero cessati da non piu’
di trenta giorni, aventi ad oggetto la fornitura di beni o servizi,
per i quali e’ comunque assicurata, con procedure semplificate, la
facolta’ di revoca.
6. E’ valido il consenso al trattamento dei dati personali prestato
dall’interessato, ai titolari da questo indicati, successivamente
all’iscrizione nel registro di cui al comma 2.
7. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono vietati, con qualsiasi forma o mezzo, la comunicazione a
terzi, il trasferimento e la diffusione di dati personali degli
interessati iscritti al registro di cui al comma 2, da parte del
titolare del trattamento, per fini di pubblicita’ o di vendita ovvero
per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione
commerciale non riferibili alle attivita’, ai prodotti o ai servizi
8. In caso di cessione a terzi di dati relativi alle numerazioni
telefoniche, il titolare del trattamento e’ tenuto a comunicare agli
interessati gli estremi identificativi del soggetto a cui i medesimi
dati sono trasferiti.
9. Al di fuori dei casi previsti dall’articolo 167 del codice di
cui al decreto legislativo n. 196 del 2003, in caso di violazione di
uno dei divieti di cui al comma 7, si applica la sanzione
amministrativa di cui all’articolo 162, comma 2-bis, del medesimo
codice. In caso di reiterazione delle suddette violazioni, su
segnalazione del Garante per la protezione dei dati personali, le
autorita’ competenti possono altresi’ disporre la sospensione o,
nelle ipotesi piu’ gravi, la revoca dell’autorizzazione all’esercizio
10. Ai sensi dell’articolo 12, comma 2, del regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica n. 178 del 2010, in caso di
violazione del diritto di opposizione nelle forme previste dalla
presente legge, si applica la sanzione amministrativa di cui
all’articolo 162, comma 2-quater, del codice di cui al decreto
legislativo n. 196 del 2003. In caso di reiterazione delle suddette
violazioni, su segnalazione del Garante per la protezione dei dati
personali, le autorita’ competenti possono altresi’ disporre la
sospensione o, nelle ipotesi piu’ gravi, la revoca
dell’autorizzazione all’esercizio dell’attivita’.
11. Il titolare del trattamento dei dati personali e’ responsabile
in solido delle violazioni delle disposizioni della presente legge
anche nel caso di affidamento a terzi di attivita’ di call center per
l’effettuazione delle chiamate telefoniche.
12. Gli operatori che utilizzano i sistemi di pubblicita’
telefonica e di vendita telefonica o che compiono ricerche di mercato
o comunicazioni commerciali telefoniche hanno l’obbligo di consultare
mensilmente, e comunque precedentemente all’inizio di ogni campagna
promozionale, il registro pubblico delle opposizioni e di provvedere
all’aggiornamento delle proprie liste.
13. Al fine di rendere piu’ agevole e meno costosa la consultazione
periodica del registro da parte degli operatori di cui al comma 12,
il Ministro dello sviluppo economico, sentiti il gestore del
registro, se diverso dal Ministero dello sviluppo economico, gli
operatori e le associazioni di categoria maggiormente
rappresentative, con proprio decreto da emanare entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge detta criteri generali
per l’aggiornamento periodico delle tariffe con le modalita’ previste
dall’articolo 6, comma 1, del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica n. 178 del 2010, conformandosi ai
a) promuovere l’adozione da parte del gestore del registro e
degli operatori di forme tecniche, anche mediante l’utilizzo di
tecnologie avanzate, con il fine di contenere il costo delle tariffe
di consultazione preliminare del registro;
b) prevedere modelli tariffari agevolati anche con forme di
abbonamento temporale per gli operatori a cui non siano state
comminate, negli ultimi cinque anni, le sanzioni di cui all’articolo
162, comma 2-quater, del codice di cui al decreto legislativo n. 196
c) prevedere comunque, nella determinazione delle tariffe,
l’integrale copertura dei costi di tenuta del registro.
14. E’ vietato l’utilizzo di compositori telefonici per la ricerca
automatica di numeri anche non inseriti negli elenchi di abbonati di
cui all’articolo 2, comma 2, del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica n. 178 del 2010. In caso di violazione di
tale divieto, si applica la sanzione amministrativa di cui
all’articolo 162, comma 2-bis, del codice di cui al decreto
15. Con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare su
proposta del Ministro dello sviluppo economico, ai sensi
dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro
sono apportate le opportune modifiche alle disposizioni regolamentari
vigenti che disciplinano le modalita’ di iscrizione e funzionamento
del registro delle opposizioni ed e’ altresi’ disposta l’abrogazione
di eventuali disposizioni regolamentari incompatibili con le norme
– Si riporta il testo dell’art. 4 del Codice di cui al
decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196 (Codice in
a) “trattamento”, qualunque operazione o complesso di
operazioni, effettuati anche senza l’ausilio di strumenti
l’organizzazione, la conservazione, la consultazione,
l’elaborazione, la modificazione, la selezione,
b) “dato personale”, qualunque informazione relativa
a persona fisica, identificata o identificabile, anche
c) “dati identificativi”, i dati personali che
d) “dati sensibili”, i dati personali idonei a
rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni
o sindacale, nonche’ i dati personali idonei a rivelare lo
e) “dati giudiziari”, i dati personali idonei a
rivelare provvedimenti di cui all’art. 3, comma 1, lettere
da a) a o) e da r) a u), del decreto del Presidente della
Repubblica 14 novembre 2002, n. 313, in materia di
amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi
pendenti, o la qualita’ di imputato o di indagato ai sensi
f) “titolare”, la persona fisica, la persona
e agli strumenti utilizzati, ivi compreso il profilo della
g) “responsabile”, la persona fisica, la persona
h) “incaricati”, le persone fisiche autorizzate a
i) “interessato”, la persona fisica, cui si
riferiscono i dati personali;
l) “comunicazione”, il dare conoscenza dei dati
personali a uno o piu’ soggetti determinati diversi
dall’interessato, dal rappresentante del titolare nel
m) “diffusione”, il dare conoscenza dei dati
personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma,
anche mediante la loro messa a disposizione o
n) “dato anonimo”, il dato che in origine, o a
seguito di trattamento, non puo’ essere associato ad un
o) “blocco”, la conservazione di dati personali con
p) “banca di dati”, qualsiasi complesso organizzato
q) “Garante”, l’autorita’ di cui all’art. 153,
a) “comunicazione elettronica”, ogni informazione
contraente o utente ricevente, identificato o
b) “chiamata”, la connessione istituita da un
pubblico che consente la comunicazione bidirezionale;
c) “reti di comunicazione elettronica”, i sistemi di
d) “rete pubblica di comunicazioni”, una rete di
e) “servizio di comunicazione elettronica”, i servizi
dall’art. 2, lettera c), della direttiva 2002/21/CE del
f) “contraente”, qualunque persona fisica, persona
g) “utente”, qualsiasi persona fisica che utilizza un
h) “dati relativi al traffico”, qualsiasi dato
i) “dati relativi all’ubicazione”, ogni dato trattato
l) “servizio a valore aggiunto”, il servizio che
dati relativi all’ubicazione diversi dai dati relativi al
traffico, oltre a quanto e’ necessario per la trasmissione
m) “posta elettronica”, messaggi contenenti testi,
3. Ai fini del presente codice si intende, altresi’,
a) “misure minime”, il complesso delle misure
tecniche, informatiche, organizzative, logistiche e
procedurali di sicurezza che configurano il livello minimo
di protezione richiesto in relazione ai rischi previsti
b) “strumenti elettronici”, gli elaboratori, i
c) “autenticazione informatica”, l’insieme degli
d) “credenziali di autenticazione”, i dati ed i
l’ autenticazione informatica;
e) “parola chiave”, componente di una credenziale di
f) “profilo di autorizzazione”, l’insieme delle
consente di individuare a quali dati essa puo’ accedere,
g) “sistema di autorizzazione”, l’insieme degli
e alle modalita’ di trattamento degli stessi, in funzione
del profilo di autorizzazione del richiedente;
g-bis) “violazione di dati personali”: violazione
della sicurezza che comporta anche accidentalmente la
autorizzata o l’accesso ai dati personali trasmessi,
a) “scopi storici”, le finalita’ di studio, indagine,
b) “scopi statistici”, le finalita’ di indagine
c) “scopi scientifici”, le finalita’ di studio e di
conoscenze scientifiche in uno specifico settore».
– Si riporta il testo dell’art. 1 del Regolamento di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre
2010, n.178 (Regolamento recante istituzione e gestione del
registro pubblico degli abbonati che si oppongono
all’utilizzo del proprio numero telefonico per vendite o
promozioni commerciali):
«Art. 1 (Definizioni). – 1. Ai fini del presente
a) Codice, il Codice in materia di protezione dei
dati personali approvato con decreto legislativo 30 giugno
b) abbonato, qualunque persona fisica, persona
fornitore di servizi telefonici accessibili al pubblico per
la fornitura di tali servizi, o destinatario di tali
servizi anche tramite schede prepagate, la cui numerazione
sia comunque inserita negli elenchi di cui all’art. 129 del
c) operatore, qualunque soggetto, persona fisica o
giuridica, che, in qualita’ di titolare ai sensi dell’art.
4, comma 1, lettera f), del Codice, intenda effettuare il
trattamento dei dati di cui all’articolo 129, comma 1, del
Codice, per fini di invio di materiale pubblicitario o di
vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato
o di comunicazione commerciale, mediante l’impiego del
d) registro, il registro pubblico delle opposizioni
di cui all’art. 130, comma 3-bis, del Codice;
e) elenchi di abbonati, gli elenchi di cui all’art.
f) Ministero dello sviluppo economico, il
Dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello
g) gestore del registro pubblico, il Ministero dello
sviluppo economico o il soggetto terzo al quale potra’
essere affidata la realizzazione e la gestione del
– Si riporta il testo dell’art. 3, comma 1, del
Regolamento di cui al citato decreto del Presidente della
Repubblica 7 settembre 2010, n. 178:
«Art. 3 (Istituzione del registro). – 1. Il Ministero
dello sviluppo economico istituisce, ai sensi dell’art.
130, comma 3-bis, del Codice, e sulla base delle
disposizioni di cui all’art. 4, il registro pubblico delle
– Si riporta il testo dell’art. 2, comma 2, del
Repubblica 7 settembre 2010, n.178:
«Art. 2 (Ambito di applicazione). – (Omissis).
2. Il presente regolamento si applica alle sole
numerazioni riportate in elenchi di abbonati di cui
all’articolo 129 del Codice.
– Si riporta il testo dell’art. 167 del Codice di cui
al citato decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196:
che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque, al
fine di trarne per se’ o per altri profitto o di recare ad
violazione di quanto disposto dagli articoli 18, 19, 23,
123, 126 e 130, ovvero in applicazione dell’art. 129, e’
punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da
sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella
comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a
2. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato,
chiunque, al fine di trarne per se’ o per altri profitto o
personali in violazione di quanto disposto dagli articoli
17, 20, 21, 22, commi 8 e 11, 25, 26, 27 e 45, e’ punito,
se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da uno a
– Si riporta il testo dell’art. 162, comma 2-bis, del
Codice di cui al citato decreto legislativo 30 giugno 2003,
n. 196:
«Art. 162 (Altre fattispecie). – (Omissis).
2-bis. In caso di trattamento di dati personali
effettuato in violazione delle misure indicate nell’art. 33
o delle disposizioni indicate nell’art. 167 e’ altresi’
applicata in sede amministrativa, in ogni caso, la sanzione
del pagamento di una somma da diecimila euro a
centoventimila euro. Nei casi di cui all’art. 33 e’ escluso
– Si riporta il testo dell’art. 12, comma 2, del
«Art. 12 (Controllo da parte del Garante per la
protezione dei dati personali e sanzioni). – (Omissis).
2. In caso di violazione del diritto di opposizione
nelle forme previste dal presente regolamento, si applica
la sanzione di cui all’art. 162, comma 2-quater, del
Codice.».
– Si riporta il testo dell’art. 162, comma 2-quater,
del Codice di cui al citato decreto legislativo 30 giugno
2-quater. La violazione del diritto di opposizione
nelle forme previste dall’art. 130, comma 3-bis, e dal
– Si riporta il testo dell’art. 6, comma 1, del
«Art. 6 (Costi di accesso al registro). – 1. Gli
operatori tenuti a consultare il registro corrispondono al
gestore del registro le tariffe di accesso su base annuale
o per altre frazioni temporali, anche di durata minore, a
seconda delle esigenze dell’operatore e nei limiti
stabiliti dal gestore. Il gestore del registro, se diverso
dal Ministero dello sviluppo economico, predispone
annualmente il piano preventivo dei costi di funzionamento
e manutenzione del registro, comprensivo delle proposte
delle tariffe per l’anno successivo, e lo comunica entro il
30 novembre al Ministero dello sviluppo economico che lo
approva con decreto di cui all’art. 130, comma 3-ter,
lettera b), del Codice. I proventi delle tariffe d’accesso
al registro costituiscono esclusivamente risorse per la
gestione dello stesso e non possono essere aumentate per
scopi di lucro da parte del gestore. Il Ministro dello
sviluppo economico, con proprio provvedimento, determina il
piano preventivo dei costi e delle tariffe per la prima
realizzazione e l’avviamento del registro, incluso quanto
necessario alla campagna informativa di cui all’art. 11, e
verifica il piano preventivo predisposto annualmente dal
– Si riporta il testo dell’art. 17, comma 2, della
1. Tutti gli operatori che svolgono attivita’ di call center
rivolte a numerazioni nazionali fisse o mobili devono garantire la
piena attuazione dell’obbligo di presentazione dell’identificazione
della linea chiamante e il rispetto di quanto previsto dall’articolo
7, comma 4, lettera b), del codice di cui al decreto legislativo n.
196 del 2003. A tal fine, entro novanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, l’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni individua, ai sensi dell’articolo 15 del codice di cui
al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, due codici o prefissi
specifici, atti a identificare e distinguere in modo univoco le
chiamate telefoniche finalizzate ad attivita’ statistiche da quelle
finalizzate al compimento di ricerche di mercato e ad attivita’ di
pubblicita’, vendita e comunicazione commerciale. Gli operatori
esercenti l’attivita’ di call center provvedono ad adeguare tutte le
numerazioni telefoniche utilizzate per i servizi di call center,
anche delocalizzati, facendo richiesta di assegnazione delle relative
numerazioni entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
provvedimento dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni
previsto al periodo precedente, oppure presentano l’identita’ della
linea a cui possono essere contattati. L’Autorita’ vigila sul
rispetto delle disposizioni di cui al presente comma applicando, in
caso di violazione, le sanzioni di cui all’articolo 1, commi 29, 30,
31 e 32, della legge 31 luglio 1997, n. 249.
– Si riporta il testo dell’art. 7, comma 4, lettera b),
2003, n.196:
«Art. 7 (Diritto di accesso ai dati personali ed altri
diritti). – (Omissis).
– Si riporta il testo dell’art. 15 del Codice di cui al
comunicazioni elettroniche):
«Art. 15 (Numerazione, assegnazione dei nomi a dominio
e indirizzamento). – 1. Il Ministero provvede al rilascio
dei diritti d’uso di tutte le risorse nazionali di
numerazione e la gestione dei piani nazionali di
numerazione dei servizi di comunicazione elettronica,
garantendo che a tutti i servizi di comunicazione
elettronica accessibili al pubblico siano assegnati numeri
e blocchi di numeri adeguati, fatte salve le eventuali
eccezioni previste dal Codice o dalla normativa nazionale.
Il Ministero vigila altresi’ sull’assegnazione dei nomi a
dominio e indirizzamento.
2. L’Autorita’ stabilisce i piani di numerazione
nazionale dei servizi di comunicazione elettronica, incluse
le connesse modalita’ di accesso e svolgimento dei servizi
di comunicazione elettronica, e le procedure di
assegnazione della numerazione nazionale, nel rispetto dei
principi di obiettivita’, trasparenza e non
discriminazione, in modo da assicurare parita’ di
trattamento a tutti i fornitori dei servizi di
comunicazione elettronica accessibili al pubblico. In
particolare, l’Autorita’ vigila affinche’ l’operatore cui
sia stato concesso il diritto d’uso di un blocco di numeri
non discrimini altri fornitori di servizi di comunicazione
elettronica in relazione alle sequenze di numeri da
utilizzare per dare accesso ai loro servizi.
3. L’Autorita’ pubblica i piani nazionali di
numerazione dei servizi di comunicazione elettronica e le
successive modificazioni ed integrazioni agli stessi, con
le sole restrizioni imposte da motivi di sicurezza
4. L’Autorita’ promuove l’armonizzazione di numeri o
blocchi di numeri specifici all’interno dell’Unione europea
che promuovano al tempo stesso il funzionamento del mercato
interno e lo sviluppo di servizi paneuropei.
5. Il Ministero vigila affinche’ non vi siano utilizzi
della numerazione non coerenti con le tipologie di servizi
per i quali le numerazioni stesse sono disciplinate dai
piani nazionali di numerazione dei servizi di comunicazione
elettronica di numerazione.
6. Il Ministero e l’Autorita’, al fine di assicurare
interoperabilita’ completa e globale dei servizi, operano
in coordinamento con le organizzazioni internazionali che
assumono decisioni in tema di numerazione, assegnazione di
nomi a dominio e indirizzamento delle reti e dei servizi di
7. Per l’espletamento delle funzioni di cui al presente
articolo, l’Istituto superiore delle comunicazioni e delle
tecnologie dell’informazione presta la sua collaborazione
– Si riporta il testo dell’art. 1, commi 29, 30, 31 e
32, della legge 31 luglio 1997, n. 249 (Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme
sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo):
«Art. 1 (Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni). – (Omissis).
29. I soggetti che nelle comunicazioni richieste
dall’Autorita’ espongono dati contabili o fatti concernenti
l’esercizio della propria attivita’ non rispondenti al
vero, sono puniti con le pene previste dall’art. 2621 del
30. I soggetti che non provvedono, nei termini e con le
modalita’ prescritti, alla comunicazione dei documenti, dei
dati e delle notizie richiesti dall’Autorita’ sono puniti
con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire un
milione a lire duecento milioni irrogata dalla stessa
31. I soggetti che non ottemperano agli ordini e alle
diffide dell’Autorita’, impartiti ai sensi della presente
legge, sono puniti con la sanzione amministrativa
pecuniaria da lire venti milioni a lire cinquecento
milioni. Se l’inottemperanza riguarda provvedimenti
adottati in ordine alla violazione delle norme sulle
posizioni dominanti, si applica a ciascun soggetto
interessato una sanzione amministrativa pecuniaria non
inferiore al 2 per cento e non superiore al 5 per cento del
fatturato realizzato dallo stesso soggetto nell’ultimo
esercizio chiuso anteriormente alla notificazione della
contestazione. Le sanzioni amministrative pecuniarie
previste dal presente comma sono irrogate dall’Autorita’.
32. Nei casi previsti dai commi 29, 30 e 31, se la
violazione e’ di particolare gravita’ o reiterata, puo’
essere disposta nei confronti del titolare di licenza o
autorizzazione o concessione anche la sospensione
dell’attivita’, per un periodo non superiore ai sei mesi,
ovvero la revoca.».
1. Agli adempimenti di cui agli articoli 1 e 2 si provvede senza
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