Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-23229-del-18-09-2019
Timestamp: 2020-06-02 18:49:04+00:00
Document Index: 128578921

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 33', 'art. 360', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 2645', 'art. 33', 'art. 14']

Sentenza Cassazione Civile n. 23229 del 18/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23229 del 18/09/2019
Cassazione civile sez. trib., 18/09/2019, (ud. 04/07/2019, dep. 18/09/2019), n.23229
sul ricorso 27554/2014 proposto da:
La Costruzioni Viale della Vittoria S.r.L, (già Costruzioni Vittoria
s.r.l.) con sede in (OMISSIS) (P.IVA: (OMISSIS)), in persona del
legale rappresentante pro-tempore Cav. Z.R.,
rappresentata e difesa dall’Avv. Enrico Maria Stramigioli e presso
il suo studio elettivamente domiciliata in Osimo, alla Via Vecchia
Fornace n. 9, in virtù di mandato posto a margine del ricorso;
avverso la sentenza n. 136/02/2014 emessa dalla CTR Marche in data
Giacalone Giovanni nel senso del rigetto del ricorso;
Con atto di appello depositato in data 14 giugno 2010 l’Agenzia delle Entrate di Ancona proponeva appello avverso la sentenza n. 40/1/2010 del 4 novembre 2009 con cui la Commissione Tributaria Provinciale di Ancona aveva accolto il ricorso del contribuente società “Costruzioni Vittoria s.r.l.” avverso l’avviso di liquidazione notificato in data 9 marzo 2009, con cui era stata recuperata la differenza in ordine all’imposta di registro ed era stata contestata l’omessa denunzia della mancata edificazione.
Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso la “La Costruzioni Viale della Vittoria” s.r.l., sulla base di due motivi illustrati con memoria. L’Agenzia delle Entrate ha resistito con controricorso.
1. Con il primo motivo la ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione della L. n. 388 del 2000, art. 33, comma 3 (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), per aver la CTR ritenuto non sufficiente, ai fini della realizzazione dell’utilizzazione edificatoria dell’area fabbricabile, l’esecuzione, entro il quinquennio, di opere di bonifica e di urbanizzazione, richiedendo la ultimazione dell’edificio.
La fruizione del beneficio dell’assoggettamento all’imposta di registro dell’I. per cento ed alle imposte ipotecarie e catastali in misura fissa, previsto dalla L. n. 388 del 2000, art. 33, comma 3, per i trasferimenti di immobili situati in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati, postula l’integrale realizzazione di una nuova costruzione, dovendosi escludere la sufficienza dell’esecuzione di opere di urbanizzazione, sebbene oggetto di convenzione di lottizzazione (Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 3533 del 09/02/2017).
In particolare, ai sensi della L. n. 388 del 2000, art. 33, comma 3, il concetto di “utilizzazione edificatoria” consiste nella trasformazione dell’immobile per effetto della realizzazione di una nuova costruzione, ed include anche l’ipotesi in cui sul terreno acquistato, e successivamente edificato, insista un manufatto ancora privo dei requisiti civilistici minimi per essere considerato edificio esistente, sebbene al grezzo o rustico (nella specie, privo di solaio, soffitta, copertura, muri perimetrali), in’ quanto il beneficio è volto sia ad agevolare lo sviluppo equilibrato del territorio sia a favorire direttamente, per i favorevoli riflessi economici anche collettivi, l’attività edificatoria di aree e lotti inutilizzati (Sez. 5, Sentenza n. 13423 del 30/06/2016).
In definitiva, i giudici di legittimità, con la detta pronuncia, nel porsi in contrasto con altre pronunce (Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 10026 del 2014; cfr. altresì di recente Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 30018 del 14/12/2017, secondo cui “La fruizione del beneficio dell’assoggettamento all’imposta di registro dell’1/0 ed alle imposte ipotecarie e catastali in misura fissa, previsto dalla L. n. 388 del 2000, art. 33, postula l’integrale realizzazione, entro il quinquennio, delle potenzialità edificatorie dell’area, requisito che, in analogia con quanto disposto dall’art. 2645-bis c.c., comma 6, può ritenersi integrato quando l’edificio, ancorchè non del tutto completato, sia stato eseguito a rustico, con mura perimetrali e copertura, così da assumere nitide caratteristiche funzionali e di reale trasformazione edificatoria del suolo, in verificabile conformità delle prescrizioni urbanistiche.”), hanno ritenuto che, al fine di conservare le agevolazioni tributarie, non occorre portare a termine i lavori edilizi, essendo sufficiente che gli stessi siano iniziati (nel senso che sia iniziata la costruzione).
2.3. Inoltre, l’agevolazione prevista dalla L. n. 388 del 2000, art. 33, comma 3 è diretta a diminuire il costo di prima edificazione, quale “contropartita”, per l’adempimento di prescrizioni, che scaturiscono dagli oneri contemplati dalla pianificazione urbanistica generale ed attuativa: ne deriva che detta disposizione è di stretta interpretazione, ai sensi dell’art. 14 preleggi, per cui non può spettare qualora l’edificazione sul terreno non sia realizzabile entro il quinquennio, anche se per causa indipendente dalla volontà dell’acquirente, ove la stessa non integri forza maggiore che, dovendo essere caratterizzata da non imputabilità, necessità ed imprevedibilità, non è integrata da un successivo provvedimento di invito alla realizzazione di opere di bonifica e di urbanizzazione, mancando il requisito dell’imprevedibilità, atteso che il perseguimento dell’interesse pubblico è da ritenersi immanente nell’attività amministrativa (Sez. 5, Sentenza n. 2383 del 31/01/2018).
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al rimborso, in favore della resistente, delle spese del presente grado di giudizio, che liquida in complessivi Euro 6.000,00, oltre spese prenotate a debito.