Source: https://www.slideshare.net/dislessia/legge-170-2010emilia-romagna-ventriglia
Timestamp: 2017-11-23 09:35:20+00:00
Document Index: 56935622

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art. 4', 'art.10', 'art 5', 'art 5', 'art 5', 'art.7', 'art.4', 'art.5', 'art 5']

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paola1949
Patrizia Dall Argine , Pedagogista Clinico at Studio di pedagogia clinica dott.ssa Patrizia Dall Argine
1. Legge 170/2010Nuove norme in materia di DSA &Piano Didattico Personalizzato www.aiditalia.org Luciana Ventriglia Presidente Comitato Scuola A.I.D .
2. PROGETTO“A scuola di dislessia” PROTOCOLLO D’INTESA traMinistero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Associazione Italiana Dislessia Fondazione Telecom Italia
3. A scuola di dislessia progettoreferenti@dislessia.it• Formazione on-line tutte le regioni (docenti referenti di ogni ordine e grado di scuola)• Formazione di base 30 province italiane (docenti referenti di ogni ordine e grado di scuola)• Alta formazione 25 province italiane (docenti referenti e non di scuola secondaria di 1° e 2° grado)• Ricerca-azione (bando) 20 progetti (docenti di scuola secondaria di 1° grado e del biennio superiore)
4. Formazione on-line screening e dislessia• Le attività previste dall‟ambiente saranno caratterizzate dall‟operatività e dal coinvolgimento attivo dei docenti, attraverso una pluralità di momenti formativi (materiali di studio, forum, laboratori sincroni), che consentano di correlare gli aspetti teorici con la riflessione sull‟esperienze fatte e la loro sistematizzazione.
5. Formazione on-line screening e dislessia• Per fornire uno strumento che permetta di individuare precocemente gli alunni in difficoltà e di dotare i docenti di un assessment valutativo per i casi con difficoltà persistenti.
6. Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico Legge170 /2010 art.2 (Finalità)La presente legge persegue, per la persona con DSA, le seguenti finalità:a. Garantire il diritto all‟istruzioneb. Favorire il successo scolastico, anche attraverso misure didattiche di supporto, garantire una formazione adeguata e promuovere lo sviluppo delle potenzialità.c. Ridurre i disagi relazionali ed emozionalid. Adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità formative degli studentie. Preparare gli insegnanti e sensibilizzare i genitori nei confronti delle problematiche legate ai DSAf. Favorire la diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativig. Incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari durante il percorso di istruzione e di formazioneh. Assicurare eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale
7. Legge 1702010: ruolo della scuola• formazione sulle problematiche relative ai DSA• organizzazione scolastica• formazione dirigenti scolastici• conoscenza dei provvedimenti dispensativi e compensativi• applicazione di strategie didattiche, metodologiche e valutative
8. Legge 1702010:ruolo della scuola• “promuove adeguate attività di recupero didattico mirato”• “trasmette apposita comunicazione alla famiglia degli studenti che presentano persistenti difficoltà”
9. Legge 1702010: ruolo della scuola• “attiva interventi tempestivi idonei ad individuare i casi sospetti di DSA”• esplicita che “l‟esito di tali attività non costituisce, comunque una diagnosi di DSA”.
10. Legge 1702010: ruolo della scuola• garantisce una didattica individualizzata e personalizzata• garantisce forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico in relazioni alle caratteristiche peculiari dei soggetti• applica strategie didattiche , metodologiche e valutative adeguate (ruolo del PDP come documento dell’avvenuta applicazione delle strategie)
11. Legge 1702010:ruolo della scuola• introduce gli strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere• monitorizza periodicamente l’efficacia delle misure adottate e il raggiungimento degli obiettivi
12. Legge 1702010: ruolo della scuola• garantisce adeguate forme di verifica e valutazione, anche per quanto concerne gli esami di stato e di ammissione all‟università nonché gli esami universitari• chiarisce che la comunicazione della diagnosi alla scuola è data solo dalla famiglia• promuove la collaborazione e la comunicazione scuola-famiglia servizi sanitari
13. Profilo dell’insegnanteReferente DSA• Insegnante curricolare a Tempo Indeterminato• Essere motivato e interessato ad accrescere la sua formazione• Avere capacità relazionali e competenze nell‟ambito della gestione delle dinamiche di gruppo• Conoscere le potenzialità didattico–organizzative offerte dal Regolamento dell‟autonomia• Essere disponibile a lavorare in rete all‟interno e all‟esterno dell‟Istituzione Scolastico.
14. Azioni delReferente DSA• Favorire attività di sensibilizzazione, informazione e formazione• Mantenere i contatti con famiglie e enti esterni• Promuovere ricerche e azioni• Fornire informazioni, materiali didattici e di valutazione specifici• Collaborare con AID e con gli enti di formazione, USP - USR - MIUR
15. Azioni deiReferente DSA• Fornire informazioni bibliografiche e sitogragrafiche• Fornire indicazioni sui libri digitali PDF• Aggiornare le conoscenze legislative
16. Azioni delReferente DSA- Organizzare una mappatura degli allievi con Disturbo Specifico d‟Apprendimento.- essere a disposizione dei Consigli di Classe/ Team per impostare il Piano Didattico Personalizzato, individuare gli strumenti compensativi e le misure dispensative e le strategie metodologico didattiche più idonee.
17. “Con la personalizzazione si perseguel’obiettivo di raggiungere i medesimi obiettiviattraverso itinerari diversi. Questa strategia implica la messa a punto dinuove forme di organizzazione didattica e ditrasmissione dei processi del “sapere” e del“saper fare” in modo da predisporre piani diapprendimento coerenti con le capacità, iritmi e i tempi di sviluppo degli alunni”. (G. Chiosso, La personalizzazione dell’apprendimento)
18. Personalizzare l’insegnamento• Conoscere i processi dell’apprendimento• Individuare punti di forza e debolezza di ogni studente• Prendersi cura degli aspetti emotivo-motivazionali e relazionali dell‟apprendimento• Promuovere modalità di insegnamento flessibili (apprendimento cooperativo, tecniche metacognitive, educazione tra pari)• Promuovere una valutazione “per” l‟apprendimento• Utilizzare mediatori didattici diversificati (software, ausili informatici…)• Favorire una didattica per competenze e non per contenuti
19. Obiettivi Lisbona entro il 2010• diminuzione della percentuale dei quindicenni con scarsa capacità di lettura (almeno del 20% rispetto al 2000);• diminuzione degli abbandoni precoci (percentuale non superiore al 10%);• aumento della media europea di partecipazione ad iniziative di lifelong learning (almeno fino al 12% della popolazione adulta in età lavorativa 25/64 anni)• Istruzione prescolare almeno 90%• aumento dei giovani che completano gli studi secondari superiori (almeno l85% della popolazione ventiduenne)• aumento dei laureati in matematica, scienze e tecnologia (aumento almeno del 15% e al contempo diminuzione dello squilibrio fra sessi)
20. Raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio Europeo, 2006“Le competenze-chiave per l’apprendimento permanente:Un quadro di riferimento Europeo” “ Imparare ad imparare”• la consapevolezza del proprio processo di apprendimento e dei propri bisogni.• l’identificazione delle opportunità disponibili.• la capacità di sormontare gli ostacoli per apprendere in modo efficace.• la consapevolezza delle proprie strategie di apprendimento, dei punti di forza e dei punti di debolezza delle proprie abilità• la capacità di perseverare nell’apprendimento• la capacità di organizzare il proprio apprendimento anche mediante una gestione efficace del tempo e delle informazioni, sia a livello individuale che in gruppo.
21. Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilita‟ Ratifica del parlamento Italiano Legge 18 , 3 marzo 2009• Per realizzare il diritto all‟istruzione (.) gli Stati Parti garantiscono un sistema di istruzione inclusivo a tutti i livelli ed un apprendimento continuo lungo tutto l‟arco della vita, finalizzati al pieno sviluppo del capitale umano, del senso di dignità e dell‟autostima ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e della diversità umana.
22. Flessibilità didattica DPR 275/1999 art. 4.2:il Regolamento dell‟autonomia scolastica offre lo strumento della flessibilità, (“le istituzioni scolastiche possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune”).Tale flessibilità non è solo nei calendari, negli orari, nei raggruppamenti degli alunni, nell‟adeguamento alle esigenze delle realtà locali, ecc, ma è prevista anche in tutti gli aspetti dell‟organizzazione educativa e didattica della Scuola e quindi va intesa come: - personalizzazione educativa e didattica, - personalizzazione degli obiettivi formativi - personalizzazione dei percorsi formativi.
23. DPR 275/99Art.4 – Autonomia didattica.comma 4Le Istituzioni scolastiche:- assicurano la realizzazione di iniziative di recupero e sostegno, di continuità e di orientamento- individuano le modalità e i criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa nazionale.
24. Indicazioniper il Curriculo, 2007“La scuola è chiamata a realizzare percorsiformativi sempre più rispondenti alle inclinazionipersonali degli studenti nella prospettiva divalorizzare gli aspetti peculiari della personalitàdi ognuno”
25. Esame di stato –Secondo cicloOM n° 40/2009 Art. 12 c. 7 La commissione terrà in considerazione gli allievi con dislessia: - per la predisposizione della terza prova scritta - per la valutazione delle altre due prove - prevedendo tempi più lunghi e l’utilizzo di strumenti informatici se utilizzati in corso d’anno
26. ESAMISECONDARIA DI 2° GRADOO. M. n. 44 /2010 Prot. n. 3446Anche quest’anno le nuove norme per lesame di Stato prestano particolare attenzione agli studenti con disturbi specifici di apprendimento (DSA).Larticolo 12 (DIARIO DELLE OPERAZIONI E DELLE PROVE ) specifica, infatti, la necessità di tener conto, da parte della Commissione desame, delle situazioni soggettive dei candidati con DSA. Questo implica che anche per la terza prova scritta siano permessi:- allungamento dei tempi- utilizzo di strumenti informatici.
27. Documento del 15 maggioO.M. 44/2010“Grande importanza riveste, quindi, il Documento del 15 maggio, che ogni Consiglio di classe deve elaborare indicando“….i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso formativo, i criteri, gli strumenti di valutazione adottati, gli obiettivi raggiunti, nonché ogni altro elemento che i consigli di classe ritengano significativo ai fini dello svolgimento degli esami” (Art.6 c.2 )“Prima della elaborazione del testo definitivo del documento, i consigli di classe possono consultare, per eventuali proposte e osservazioni, la componente studentesca e quella dei genitori”. (Art.6 c.6 )“Il documento è immediatamente affisso allalbo dellistituto e consegnato in copia a ciascun candidato. Chiunque ne abbia interesse può estrarne copia.” (Art.6 c.7 )
28. INVALSI“Per la rilevazione degli apprendimenti ( 15 primaria; 1 sec.1°) per l‟anno scolastico 2009/10 l‟INVALSI ha adottato un protocollo di somministrazione ispirato alle pratiche seguite in altri paesi europei. Per quanto riguarda le modalità di partecipazione degli alunni con bisogni educativi speciali, l‟INVALSI ha pubblicato una apposita nota nella quale viene esplicitato in modo chiaro che lo scopo delle rilevazioni non è la valutazione del singolo studente”.
29. PROVA NAZIONALE: Concorre alla valutazione finale degli alunni“ Si ricorda che gli alunni con certificazione di diagnosi di dislessia o di altri disturbi specifici di apprendimento di apprendimento, possono sostenere la prova con l’ausilio degli strumenti compensativi utilizzati in corso d’anno e con tempo aggiuntivo stabilito dalla singola sotto commissione (per la Prova Nazionale, massimo 30 minuti). Ove ai candidati che ne hanno titolo e necessità siano assegnati tempi più ampi per rispondere ai quesiti (prova nazionale) del primo fascicolo (italiano), agli altri candidati potrà essere, comunque, somministrato il secondo fascicolo (matematica) dopo i primi 60 minuti ed il previsto intervallo MIUR- C.M.n.50 7 giugno 2010
30. Strategie organizzative da inserire nel POF• Inserimento nel POF normativa dislessia: adeguamento della didattica alle circolari ministeriali• Presentazione al Consiglio di classe dell‟ allievo dislessico da parte del DS o Referente Dislessia d‟Istituto• Programmazione incontri con operatori Sanitari, famiglia per conoscenza• Predisposizione Percorso Personalizzato: livello del disturbo, obiettivi personalizzati, interventi compensativi e dispensativi, criteri di valutazione• Condivisione del Percorso Personalizzato con la famiglia
31. PDP PIANO: studio mirante a predisporre unazione in tutti i suoi sviluppi”; programma, progetto, strategia DIDATTICO: scopo della didattica è: - il miglioramento dell‟ efficacia e efficienza insegnamento del docente - il miglioramento dellefficacia e soprattutto dellefficienza (diminuzione dei tempi e delle energie) dellapprendimento dell„allievo. PERSONALIZZATO: indica la diversificazione delle metodologie, dei tempi, degli strumenti nella progettazione del lavoro della classe (C.M. n 4099 del 05/10/2004 e n. 4674 del 10/05/2007 per studenti dislessici - DPR 122 giugno 2009 art.10 – Circ. MIUR 28.5.2009)
32. PDPLa programmazione per l‟alunno con dislessia deveessere flessibile, condivisa dall’intero Consigliodi Classe e riferita agli stessi obiettivi dellaclasse.Si tratta quindi di una progetto educativo e didatticopersonalizzato, cioè di un intervento commisuratoalle potenzialità dell‟alunno, che rispetti i suoitempi di apprendimento e che ne valuti iprogressi rispetto alle abilità di partenza.
33. Chi?Il team dei docenti o il Consiglio di Classe,acquisita la diagnosi specialistica di DSA,procede alla compilazione del Piano DidatticoPersonalizzato.E‟ prevista una fase preparatoria d’incontro edi dialogo tra docenti, famiglia e specialistinel rispetto dei reciproci ruoli e competenze.
34. Legge 8 ottobre 2010 n.170 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” - Art. 3 comma 1 (Diagnosi)La diagnosi dei DSA è effettuata nell‟ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio sanitario nazionale a legislazione vigente ed è comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente.Le regioni nel cui territorio non sia possibile effettuare la diagnosi nell‟ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio sanitario nazionale possono prevedere, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, che la medesima diagnosi sia effettuata da specialisti o strutture accreditate.
35. Quando?Su richiesta, per scritto, da parte della famiglia alla scuola di definire un percorso personalizzato che preveda l‟applicazione delle disposizioni previste dalla legge e da altra normativa ministeriale al riguardo.In presenza di una diagnosi di servizi specialistici del SSN (o accreditati)Informazione alla famiglia sull’iter procedurale conseguente alla segnalazioneLa richiesta deve essere protocollata.Applicazione delle norme sulla privacy sui dati sensibili.Il PDP compilato va dato in copia alla famiglia
36. Come ?• acquisizione della diagnosi specialistica;• incontro di presentazione tra: il coordinatore della classe, la famiglia dello studente, il Dirigente Scolastico e/o il referente DSA per la raccolta delle informazioni. (verbalizzazione da parte del coordinatore);• accordo tra i docenti per la sua predisposizione e per la distribuzione della modulistica da compilare (ad es. nel C.d.C. di Ottobre)• stesura finale e sottoscrizione del documento (docenti e genitori dello studente). (nel successivo C.d.C. di Novembre).
37. Struttura del Piano Didattico Personalizzato1. Dati relativi all‟alunno2. Descrizione del funzionamento delle abilità strumentali3. Caratteristiche comportamentali4. Caratteristiche del processo di apprendimento5. Strategie utilizzate dall‟alunno per lo studio6. Strumenti utilizzati dall‟alunno nello studio7. Individuazione di eventuali modifiche all‟interno degli obiettivi specifici di apprendimento previsti dai piani di studio8. Strategie metodologiche e didattiche adottate9. Attività programmate10. Strumenti compensativi e misure dispensative11. Criteri e modalità di verifica e valutazione12. Patto con la famiglia
38. Legge 8 ottobre 2010 n.170 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” art 5 (Misure educative e didattiche e di supporto)1. Gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari.2. Agli studenti DSA le istituzioni scolastiche, a valere sulle risorse specifiche e disponibili a legislazione vigente iscritte nello stato di previsione del Miur, garantiscono: (continua)
39. Legge 8 ottobre 2010 n.170 art 5 (Misure educative e didattiche e di supporto) a) L‟uso della didattica individualizzata e personalizzata con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche delle caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate.b) L‟introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere.c) Per l‟insegnamento delle lingue straniere, l‟uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilità dell‟esonero.
40. Struttura del PDP 10. Strumenti compensativi 11. Misure dispensativePer ciascuna materia o ambito di studio vanno individuati gli strumenti compensativi e le misure dispensative necessari a sostenere l’allievo nell’apprendimento.Tra questi, nella scuola secondaria, vanno individuati con particolare cura gli strumenti compensativi e dispensativi che sarà possibile assicurare anche in sede di Esame di Stato.Preliminarmente all’Esame di Stato, della scuola secondaria di II grado, tali strumenti vanno indicati nel Documento del 15 maggio (Nota MPI n.1787/05 - MPI maggio 2007) in cui il Consiglio di Classe dovrà esattamente indicare modalità, tempi e sistema valutativo previsti per le prove d’esame.
41. Strumenti compensativi• Il primo strumento compensativo per un alunno con dislessia: un efficiente metodo di studio. (“Dislessia”,gennaio 2010)• In classe durante la spiegazione (selezionare i contenuti fondamentali sul libro di testo; utilizzare simboli visivi, parole chiave, brevi frasi, evidenziare)• A casa (capire e ricordare) lettura per studiare• Strategie metacognitive da esplicitare per tutti gli studenti• Esplorazione metacognitiva delle modalità di studio adottate dallo studente.• Colloquio con i genitori e con lo studente da parte dei docenti
42. Struttura del PDP12. Criteri e modalità di verifica e valutazioneLa valutazione per l’apprendimento presuppone “tutte quelle attività intraprese dagli insegnanti e/o dagli alunni, che forniscono informazioni da utilizzare come feedback per modificare le attività di insegnamento/apprendimento in cui sono impegnati (Black and Wiliam, 1998).Pertanto la valutazione per l’apprendimento, pur non essendo esente da un suo valore certificativo, ha soprattutto un valore formativo.Infatti è dimostrato che la valutazione per l’apprendimento è uno degli strumenti più efficaci per migliorare i risultati degli studenti, riuscendo anche ad innalzarne i livelli di competenza.
43. 12. Criteri e modalità di verifica e valutazioneSi concordano:• verifiche orali programmate• compensazione con prove orali di compiti scritti• uso di mediatori didattici durante le prove scritte e orali (mappe mentali, mappe cognitive..)• valutazioni più attente alle conoscenze a alle competenze di analisi, sintesi e collegamento con eventuali elaborazioni personali, piuttosto che alla correttezza formale• prove informatizzate• valutazione dei progressi in itinere
44. Legge 8 ottobre 2010 n.170“Nuove norme in materia di DSAin ambito scolastico”art 5 (Misure educative e didattiche e di supporto) comma 4 Agli studenti con DSA sono garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stati e di ammissione all‟università nonché gli esami universitari
45. Legge 8 ottobre 2010 n.170“Nuove norme in materia di DSAin ambito scolastico” art.7 comma 2 e 3il MIUR, entro 4 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,con proprio decreto, individua le modalità di formazione dei docenti e dei dirigenti di cui all‟art.4, le misure educative e didattiche di supporto di cui all‟art.5 com.2, nonché di le forme di verifica e di valutazione finalizzate ad attuare quanto previsto all‟art 5 com.4 .Con decreto MIUR, da adottare entro due mesi (.) è istituito presso il Ministero dell‟Istruzione, dell‟Università e della Ricerca un Comitato Scientifico composto da esperti di comprovata competenza sui DSA (,).
46. Valutazione PersonalizzataNella C.M. 4674 del 10 maggio 2007 si parla della valutazione per gli studenti con DSA “(.)In tutti i casi in cui le prove scritte interessino lingue diverse da quella materna e non si possono dispensare gli studenti dalla loro effettuazione, gli insegnanti vorranno riservare maggiore considerazione per le corrispondenti prove orali come misura compensativa dovuta”Nel DPR N. 122 “La valutazione concorre, con la sua finalità anche formativa e attraverso l’individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, ai processi di autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo”.
47. Struttura del PDP13. Patto con la famiglia. Nella progettazione del PDP dovranno essere indicate le modalità di accordo tra i docenti e la famiglia:- assegnazione dei compiti a casa e modalità su come vengono assegnati (con fotocopie, con nastri registrati, ...)- quantità di compiti assegnati (tenendo conto che i ragazzi con DSA sono lenti e fanno molta più fatica degli altri, occorre selezionare gli aspetti fondamentali di ogni apprendimento)- scadenze con cui i compiti vengono assegnati, evitando sovrapposizioni e sovraccarichi.- modalità di esecuzione e presentazione con cui il lavoro scolastico a casa può essere realizzato (uso di strumenti informatici, presentazioni con mappe, powerpoint …)
48. Atto dovutoDecreto del Presidente della Repubblica n° 122 del 22 giugno 2009 Art. 10 – Valutazione degli alunni con difficoltà specifica di apprendimento (DSA): “Per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento (DSA) adeguatamente certificate, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono tener conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni. A tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica e delle prove d’esame, sono adottati, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, gli strumenti metodologico- didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei. Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle prove”.
49. Perché?Permette di:• ripensare le pratiche didattiche per migliorarle,• Riflettere sull‟importanza dell’osservazione sistematica dei processi di apprendimento dell‟alunno• condividere la responsabilità educativa con la famiglia• favorire la comunicazione efficace tra diversi ordini di scuola• documentare per decidere e/o modificare strategie didattiche• creare ambienti costruttivi, collaborativi, attivi, cioè ambienti per l‟apprendimento che favoriscano la curiosità intellettiva e dove sia presente un clima emozionale positivo.
50. “ Raramente il destino degli individui è determinatoda ciò che essi NON sono in grado di fare. È molto più probabile che la loro vita sia forgiatadalle capacità che essi hanno sviluppato (…). Coloro ai quali è affidato il compito dell’educazione,dovrebbero prestare una particolare attenzione alledoti e alle inclinazioni dei giovani dei quali sonochiamati a occuparsi.” Howard Gardner “L’educazione delle intelligenze multiple”, ANABASI,Milano
sviluppo del linguaggio e dislessia