Source: http://vinealia.org/aglianico-del-vulture/
Timestamp: 2018-05-22 02:38:23+00:00
Document Index: 13163442

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7']

Aglianico del Vulture - Vin&alia
348, con il quale e’ stato emanato il regolamento recante la disciplina del procedimento di riconoscimento di denominazione di origine dei vini;
Visto il decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali 27 marzo 2001 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale n. 84 del 10 aprile 2001, concernente modalita’ per l’aggiornamento per lo schedario vitivinicolo nazionale e per l’iscrizione delle superfici vitate negli albi dei vigneti DOCG e DOC e negli elenchi delle vigne IGT e norme aggiuntive;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 18 febbraio 1971 e successive modificazioni, con il quale e’ stata riconosciuta la denominazione di origine controllata dei vini «Aglianico del Vulture» ed e’ stato approvato il relativo disciplinare di produzione;
Vista la domanda presentata dal Consorzio di tutela vini Aglianico del Vulture, intesa ad ottenere la modifica del disciplinare di produzione della DOC «Aglianico del Vulture»;
Visto il parere favorevole della regione Basilicata sulla citata domanda;
Visti il parere favorevole del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini sulla citata domanda e la proposta del relativo disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Aglianico del Vulture» pubblicati nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 79 del 6 aprile 2010;
Ritenuta la necessita’ di dover procedere alla modifica del disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata dei vini «Aglianico del Vulture» in conformita’ al parere espresso ed alla proposta formulata dal sopra citato Comitato;
1. Il disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Aglianico del Vulture», riconosciuto con decreto
del Presidente della Repubblica del 18 febbraio 1971 e successive modificazioni, e’ sostituito per intero dal testo annesso al presente decreto le cui disposizioni entrano in vigore a partire dalla campagna vendemmiale 2010/2011.
1. In via transitoria, fino all’emanazione del decreto applicativo dell’art. 12 del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61, richiamato in premessa, i soggetti che intendono rivendicare gia’ a partire dalla vendemmia 2010 i vini a denominazione di origine controllata «Aglianico del Vulture», proveniente da vigneti aventi base ampelografica conforme alle disposizioni dell’annesso disciplinare di produzione, sono tenuti ad effettuare ai competenti organismi territoriali – ai sensi e per gli effetti dell’art. 15 della legge 10 febbraio 1992, n. 164, del decreto ministeriale 27 marzo 2001 e dell’accordo Stato regioni e provincie autonome 25 luglio 2002 – la denuncia dei rispettivi terreni vitati ai fini dell’iscrizione dei medesimi all’apposito schedario. Successivamente sono da osservare le legislativo n. 61/2010.
1. A titolo di aggiornamento dell’elenco dei codici di cui all’allegato 4 del D.D. 28 dicembre 2006, si riportano all’allegato B i codici di tutte le tipologie dei vini a denominazione di origine controllata «Aglianico del Vulture».
1. Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo vini con la denominazione di origine controllata «Aglianico del Vulture» e’ tenuto a norma di legge, all’osservanza delle condizioni e dei requisiti stabiliti nell’annesso disciplinare di produzione.
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DOC «AGLIANICO DEL VULTURE»
1. La denominazione di origine controllata «Aglianico del Vulture» e’ riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti del presente disciplinare di produzione per le tipologie:
«Aglianico del Vulture»;
«Aglianico del Vulture» Spumante.
1. Il vino a DOC «Aglianico del Vulture» deve essere ottenuto dalle uve provenienti dal vitigno Aglianico del Vulture N. e/o Aglianico N.
2. Sono pertanto da considerarsi idonei unicamente i vigneti ubicati su terreni collinari di origine prevalentemente vulcanica e comunque di buona costituzione, situati a un’altitudine tra i 200 e i 700 metri s .l. m.
4. E’ vietata ogni pratica di forzatura, e’ tuttavia consentita l’irrigazione di soccorso.
5. La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino«Aglianico del Vulture» non deve essere superiore a 10 T/Ha di
vigneto in coltura specializzata.
7. Anche in annate eccezionalmente favorevoli, i quantitativi di uva ottenuta da destinare alla produzione di vino devono essere riportati nei limiti di cui sopra, purche’ la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi.
8. Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare, al vino «Aglianico del Vulture», un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 12% vol. e, per la tipologia spumante, di 11% vol.
1. Le operazioni di vinificazione, la spumantizzazione, nonche’ l’imbottigliamento devono essere effettuate nell’ambito della zona di produzione delimitata dall’art. 3.
2. La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 70 % . Qualora tale resa superi la percentuale sopra indicata, ma non oltre il 75%, l’eccedenza non avra’ diritto alla denominazione di origine Aglianico del Vulture. Oltre detto limite decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
4. Il vino a D.O.C. «Aglianico del Vulture» deve essere immesso al consumo a partire dal 1° settembre dell’anno successivo a quello di produzione delle uve.
5. La tipologia spumante deve essere ottenuta esclusivamente per rifermentazione naturale in bottiglia, ai sensi delle norme comunitarie, e la durata del procedimento di elaborazione non deve essere inferiore a mesi 9.
1. Il vino a DOC «Aglianico del Vulture», all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
Sapore: dal secco all’abboccato, giustamente tannico e sapido, per l’abboccato il contenuto zuccherino non deve superare i 10 g per litro;
2. Il vino a DOC «Aglianico del Vulture» Spumante, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: rosso rubino tendente al granato; con l’evoluzione puo’
assumere riflessi aranciati;
odore: fruttato, tipico, gradevole;
1. Alla denominazione di cui all’art. 1 e’ vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi: «extra», «fine», «scelto», «selezionato» e similari.
2. E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi aziendali, ragioni sociali, marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
3. E’ consentito, altresi’, alle condizioni previste dalla vigente normativa, l’uso di una delle indicazioni geografiche aggiuntive, riferite a unita’ amministrative, contrade o frazioni, riportate in allegato al presente disciplinare.
4. Per i vini di cui all’Art.1, l’indicazione in etichetta dell’annata di produzione dell’uva, e’ obbligatoria, ad eccezione della tipologia spumante.
1. I vini di cui all’art. 1 possono essere immessi al consumo in recipienti di vetro di volume nominale fino a litri 6; per la tappatura valgono le norme comunitarie e nazionali in vigore.
Lista positiva delle indicazioni geografiche di cui all’art. 7, comma 3