Source: http://www.slideshare.net/centroriccagioia1/2012-08-13decdopigp
Timestamp: 2017-02-20 14:44:51+00:00
Document Index: 167152282

Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 13', 'art. 56', 'art. 2135', 'art. 2135', 'art. 56', 'art. 56', 'art. 56', 'art. 56', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 57', 'art. 41', 'art. 20', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 19', 'art. 62', 'art. 118', 'art. 19', 'art. 118', 'art. 62', 'art. 62', 'art. 118', 'art.\n118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 19', 'art. 62', 'art. 70', 'art. 7', 'art. 63', 'art. 1', 'art. 66', 'art. 67', 'art. 118', 'art. 19', 'art. 118', 'art. 49', 'art. 19', 'art. 68', 'art. 69', 'art. 19', 'art. 40', 'art. 69', 'art. 40', 'art.\n69', 'art. 69', 'art. 113', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 69', 'art. 69', 'art. 19', 'art. 69', 'art. 69', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 118', 'art. 36', 'art. 29', 'art.\n13', 'art. 39', 'art. 73', 'art. 118', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 118', 'art. 19', 'art. 14']

Etichette per il vino - Rossi - 2012 08 13_dec_dop_igp
by Rob Jorden
G. u. Repubblica Italiana n. 200 del 28 agosto 2012
Decreto del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali del 13 agosto 2012
Disposizioni nazionali applicative del reg. n. 1234/07 del
Consiglio, del regolamento applicativo n. 607/09 della
Commissione e del decreto legislativo n. 61/10, per
quanto concerne le DOP, le IGP, le menzioni tradizionali,
l’etichettatura e la presentazione di determinati prodotti del
1. Il presente decreto stabilisce le disposizioni nazionali applicative del reg. n. 1234/07 del Consiglio e del regolamento
applicativo n. 607/09 della commissione e successive modifiche, nonché l’adeguamento ed il coordinamento con
le specifiche disposizioni previste dal decreto legislativo n. 61/10, per quanto concerne le denominazioni di origine
protette, le indicazioni geografiche protette, le menzioni tradizionali, l’etichettatura e la presentazione di determinati
prodotti vitivinicoli.
2. Allorché non sarà diversamente previsto, per specifiche disposizioni, ai sensi del presente decreto sono adottati i
seguenti termini, definizioni, abbreviazioni e/o sigle:
Ministero: ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali - Dipartimento delle politiche competitive della qualità agroalimentare e della pesca;
ICQRF: Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari
decreto: il presente decreto;
decreto legislativo: il decreto legislativo n. 61/2010;
regolamento: reg. n. 607/2009;
Art. 52, paragrafo 2 del regolamento - Condizioni per deroga alle disposizioni etichettatura ai fini esportazione
1. La deroga alle norme di etichettatura di cui alla sottosezione II e alla sezione I-ter del reg. n. 1234/07 del Consiglio,
esclusivamente ai fini dell’esportazione dei prodotti vitivinicoli, è consentita, in conformità alle disposizioni di cui
all’art. 52, paragrafo 2, del regolamento, ai produttori interessati, limitatamente alle indicazioni obbligatorie richieste
dalla normativa del Paese terzo di destinazione e che devono essere debitamente documentate su richiesta degli
2. Il controllo sul rispetto delle disposizioni di cui al comma 1 è affidato all’ICQRF, alle Autorità ed agli organismi di cui
all’art. 13, comma 1, del decreto legislativo, nei limiti delle rispettive competenze.
Art. 56 del regolamento Indicazioni dell’imbottigliatore, del produttore, importatore e venditore - Qualificazioni dell’imbottigliatore
1. Ai sensi dell’art. 56, paragrafo 2, del regolamento, per tutte le categorie di prodotti vitivinicoli a DOP e a IGP:
a) sono stabilite le seguenti espressioni che possono completare il nome e l’indirizzo dell’imbottigliatore relative
all’imbottigliamento nell’azienda del produttore o di un’associazione di produttori: «imbottigliato dall’azienda agricola
…», «imbottigliato dal viticoltore …, «imbottigliato all’origine da …», «imbottigliato all’origine dalla cantina sociale
…», «imbottigliato all’origine dai produttori riuniti …», «imbottigliato all’origine dall’associazione dei produttori …» e
altre espressioni similari riferite all’imprenditore agricolo di cui all’art. 2135 del codice civile; le predette espressioni
possono essere altresì completate da altri termini riferiti all’azienda agricola;
b) sono ammesse le seguenti espressioni indicanti l’imbottigliamento nella zona di produzione:
– «imbottigliato nella zona di produzione»;
– «imbottigliato in …» seguita dal nome della DOP o IGP,
a condizione che l’imbottigliamento sia effettuato nella zona in questione o in stabilimenti situati nelle sue immediate
vicinanze, conformemente alle disposizioni del relativo disciplinare di produzione;
c) le espressioni di cui alle lettere a) e b) possono essere completate dalla dicitura «integralmente prodotto», a condizione che il vino sia ottenuto da uve raccolte esclusivamente in vigneti di pertinenza dell’azienda e vinificate nella
2. Il comma 1, lettera a) , non pregiudica l’utilizzo in etichettatura e presentazione dei prodotti vitivinicoli diversi da quelli
a DOP e a IGP di una delle seguenti espressioni che si riferiscono all’attività agricola dell’imbottigliatore:
– «imbottigliato dall’azienda agricola …»;
– «imbottigliato dal viticoltore …»;
– «imbottigliato dall’associazione dei produttori …»,
o altre espressioni equivalenti, purché lo stesso imbottigliatore sia un imprenditore agricolo ai sensi dell’art. 2135 del
Art. 56 del regolamento Indicazioni dell’imbottigliatore, del produttore, importatore e venditore - misure relative ai codici
1. Ai sensi dell’art. 56, paragrafi 2, 3 e 4 del regolamento, si intende per nome dell’imbottigliatore, del produttore, del
venditore e dell’importatore, il nome o la ragione sociale indicata per esteso; in alternativa, è consentito riportare la
forma abbreviata a condizione che essa risulti dall’atto costitutivo o dallo statuto e sia documentata come tale presso
l’ufficio del registro delle imprese, sotto la voce «denominazione».
2. Ai sensi dell’art. 56, paragrafo 2, comma 3, secondo periodo del regolamento, qualora l’imbottigliamento avvenga
nel comune confinante con quello dove è posta la sede sociale dell’imbottigliatore, il luogo di imbottigliamento può
essere omesso.
3. Ai sensi dell’art. 56, paragrafo 5, del regolamento, in sostituzione del nome o della ragione sociale e della sede legale
dell’imbottigliatore o del produttore o dell’importatore o del venditore, può essere utilizzato, nel rispetto delle condizioni di cui alla predetta norma, il codice attribuito dall’ICQRF, completato dalla sigla IT.
Il codice dell’imbottigliatore o del produttore che effettuano le operazioni di imbottigliamento o di elaborazione per
proprio conto, è quello che identifica lo stabilimento dove sono avvenute le medesime operazioni. Nel caso di imbottigliatore o di produttore che fanno effettuare le predette operazioni da terzi per proprio conto oppure nel caso del
venditore o dell’importatore, il codice attribuito all’operatore può essere quello che identifica la sola sede legale
Qualora il codice dell’imbottigliatore indicato in etichetta non è anche atto a fare individuare il comune dove sono
avvenute le operazioni di imbottigliamento, o un comune con esso confinante, il codice è completato, fatto salvo
il comma 4, dall’indicazione in chiaro del comune dove è avvenuto l’imbottigliamento o, in alternativa, dal codice
4. Ai sensi dell’art. 56, paragrafo 6, del regolamento, in alternativa a quanto previsto dall’art. 20, comma 3, del decreto
legislativo, il nome o la ragione sociale ed il comune ove è posta la sede legale dell’imbottigliatore, del produttore, del
venditore o dell’importatore, possono essere sostituite dal codice di cui al comma 3, primo e secondo periodo.
Per le medesime finalità:
– nel caso dell’indicazione del nome o della ragione sociale e dell’indirizzo di una persona fisica o giuridica intervenuta nel circuito commerciale, si applicano esclusivamente le disposizioni di cui all’art. 20, comma 3, del decreto
– nel caso in cui si debba indicare il nome del comune ove è avvenuto l’imbottigliamento e questo nome contiene o è
costituito dal nome di una DOP o di una IGP, l’indicazione sull’etichetta del nome del comune, in alternativa a quanto
disposto dall’art. 20, comma 3, del decreto legislativo, può essere effettuata con il codice ISTAT.
Art. 57 del regolamento - Condizioni d’uso delle menzioni
storico tradizionali relative allo stabilimento elencate all’allegato XIII del regolamento
1. Le menzioni elencate all’allegato XIII del regolamento, riferite allo stabilimento dell’azienda viticola, nonché le relative
illustrazioni, possono essere utilizzate per designare i vini DOP e IGP alle seguenti condizioni:
– i nomi delle entità storico tradizionali e dei toponimi abbinabili non devono contenere, in tutto o in parte, un nome
geografico riservato a DOP e IGP diverse da quella utilizzata per designare il vino ottenuto nell’azienda viticola in
– l’uso dei predetti nomi e toponimi è subordinato alla dimostrazione della effettiva esistenza degli stessi;
– nel rispetto delle altre condizioni stabilite dall’art. 57 del regolamento.
2. Il comma 1 fa salvo l’uso dei marchi preesistenti contenenti le menzioni in questione, conformemente alle analoghe
disposizioni previste dall’art. 41, paragrafo 2, del regolamento per le menzioni tradizionali, nonché l’uso delle stesse
menzioni nell’ambito di veritiere ragioni sociali o negli indirizzi di ditte imbottigliatrici, purché siano rispettate le analoghe condizioni previste all’art. 20, comma 3, del decreto legislativo per l’uso delle denominazioni geografiche.
Art. 118-ter , paragrafo 2, art. 118-undecies , paragrafo 3, e art. 118-septvicies del reg. n. 1234/07 - art. 19,
paragrafo 3, e art. 62 del regolamento - Indicazione varietà di vite - ambito nazionale deroghe.
1. È riportato all’allegato 1 del presente decreto l’elenco delle varietà di vite, o loro sinonimi, distintive che costituiscono
una denominazione di origine protetta ai sensi dell’art. 118-ter , paragrafo 2, del reg. n. 1234/07 e dell’art. 19, paragrafo 3, del regolamento. L’uso del nome delle varietà figuranti nel predetto elenco è riservato alle corrispondenti
DOP indicate nell’apposita colonna. La protezione di cui agli articoli 118-quaterdecies e 118-vicies del n. 1234/07 si
applica sia al solo nome della varietà di vite, o al suo sinonimo, figurante alla colonna 2 del predetto elenco, in qualità
di elemento costitutivo della denominazione di origine, sia all’intero nome della DOP figurante nella colonna 3 dello
stesso elenco.
2. È riportato all’allegato 2, parte A, del presente decreto l’elenco e l’ambito nazionale delle deroghe relative all’uso del
nome delle varietà di vite e loro sinonimi, costituite o contenenti nomi riservati a vini DOP e IGP, in conformità alle
disposizioni di cui all’art. 118-undecies , paragrafo 3, del reg. n. 1234/07 e all’art. 62, paragrafo 3, del regolamento
ed alle disposizioni dei disciplinari di produzione dei vini DOP e IGP italiani interessati.
3. È riportato all’allegato 2, parte B, del presente decreto l’elenco dei nomi delle varietà di vite e loro sinonimi, contenuti
parzialmente in una DOP o IGP, e l’ambito nazionale del relativo uso in etichettatura, in conformità alle disposizioni
di cui all’art. 62, paragrafo 4, del regolamento ed alle disposizioni dei disciplinari di produzione dei vini DOP e IGP
italiani interessati.
Art. 118-septvicies, paragrafo 2, lettera b) del reg. n. 1234/07 Liste vitigni da escludere nell’etichettatura e presentazione per vini senza DOP o IGP.
1. Ai fini dell’etichettatura e della presentazione dei prodotti vitivinicoli di cui al reg. n. 1234/07, art. 118-sexvicies, paragrafo 1, che non hanno una DOP o IGP prodotti in ambito nazionale, conformemente alle disposizioni di cui all’art.
118-septvicies, paragrafo 2, lettera b) del reg. n. 1234/07, sono escluse:
a) le varietà di vite e loro sinonimi riportate agli allegati 1 e 2 del presente decreto;
b) le varietà di vite, o loro sinonimi, che contengono o sono costituite da una DOP o IGP protetta ai sensi degli articoli
118 -quaterdecies e 118 -vicies del reg. n. 1234/07;
c) le altre varietà, o loro sinonimi, elencate all’allegato 3, costituenti parzialmente il nome di una o più DOP o IGP
italiane, ovvero in qualità di varietà autoctone italiane il loro uso è strettamente connesso a specifiche tipologie di vini
DOP o IGP di un determinato ambito territoriale regionale o interregionale;
d) fatto salvo quanto previsto al comma 2, tutte le altre varietà o loro sinonimi, che rappresentano una parte molto
esigua della superficie vitata italiana, elencate nel registro nazionale delle varietà di vite, sezione vitigni ad uve da
vino, aggiornato da ultimo con decreto ministeriale 22 aprile 2011, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 170 del 23 luglio 2011; il registro aggiornato sarà pubblicato sul sito Internet del ministero;
2. Conformemente alle disposizioni di cui al comma 1, è riportato all’allegato 4 l’elenco positivo delle varietà di vite, o
loro sinonimi, che possono figurare nell’etichettatura e presentazione dei prodotti vitivinicoli di cui al reg. n. 1234/07,
art. 118-sexvicies, paragrafo 1, che non hanno una DOP o IGP prodotti in ambito nazionale.
3.	Per i vini spumanti di cui alle categorie n. 4, 5 e 6 dell’allegato XI -ter del reg. n. 1234/07, non si applicano le disposizioni di cui al comma 1, lettere c) e d). Per tali categorie possono essere utilizzate le varietà di vite elencate nel
registro nazionale richiamato al comma 1, con esclusione delle varietà di vite o loro sinonimi di cui al comma 1, lettera
a) e b). Per le stesse categorie possono essere altresì utilizzate le varietà ed i sinonimi riportati negli allegati 3 e 4
Art. 118-undecies , paragrafo 3, e art. 118-septvicies del reg. n. 1234/07 - art. 19, paragrafo 3, art. 62, art. 70,
paragrafo 1, del regolamento - Indicazione varietà di vite - Uso sinonimi.
1.	Conformemente alle disposizioni richiamate nel titolo del presente articolo ed alle disposizioni di cui agli articoli 6 e
7, ivi comprese le disposizioni di cui al registro nazionale delle varietà di vite richiamato nello stesso art. 7, ed alle
disposizioni previste nei disciplinari dei vini DOP e IGP italiani, è riportato all’allegato 5 del presente decreto l’elenco
dei sinonimi delle varietà di vite, che possono essere utilizzati in etichettatura e presentazione dei vini. In particolare
i sinonimi in questione possono essere utilizzati per sostituire il nome di talune varietà, costituite o contenenti in tutto
o in parte il nome di una DOP o IGP, nell’etichettatura e presentazione di prodotti vitivinicoli che non hanno diritto a
detta DOP o IGP.
Art. 63, paragrafo 7, del regolamento - Indicazioni relative ai vini con nome di vitigno senza DOP o IGP
1. Per i vini senza DOP o IGP designati con nome di vitigno è consentito l’uso del termine «vino varietale» alle condizioni previste dall’art. 63, paragrafo 7, del regolamento.
Art. 64, paragrafo 4, del regolamento - Indicazioni relative al contenuto zuccherino per i vini liquorosi, i vini
frizzanti e i vini frizzanti gassificati - legge n. 82 del 20 febbraio 2006: indicazione relativa al contenuto zuccherino
per il mosto di uve parzialmente fermentato - Indicazioni relative al contenuto zuccherino per taluni prodotti
vitivinicoli senza DOP o IGP.
1. Per i vini liquorosi possono essere utilizzate le seguenti indicazioni di tipo di prodotto, a condizione che ciascun tipo
abbia un tenore di zuccheri residui compreso nei limiti a margine indicati:
a) «secco»: fino a 40 g/l;
b) «semisecco» o «amabile»: da 40 a 100 g/l;
d) «dolce»: superiore a 100 g/l.
2. Per i vini frizzanti e i vini frizzanti gassificati possono essere utilizzate le seguenti indicazioni di tipo di prodotto, a condizione che ciascun tipo abbia un tenore di zuccheri residui compreso nei limiti a margine indicati:
a) «secco»: da 0 a 15 g/l;
b) «semisecco» o «abboccato»: da 12 a 35 g/l;
c) «amabile»: da 30 a 50 g/l;
d) «dolce»: superiore a 45 g/l.
3.	Limitatamente ai vini liquorosi e ai vini frizzanti designati con nome geografico, altre menzioni relative al tipo di prodotto e le relative condizioni di utilizzazione possono essere previste negli specifici disciplinari di produzione DOP e
4. Per i vini di cui al comma 3, in deroga alle disposizioni generali di cui ai comma 1 e 2, negli specifici disciplinari di
produzione possono essere altresì previsti limiti del tenore degli zuccheri residui diversi da quelli ivi indicati, soltanto
se tale diverso tenore zuccherino è giustificato da connesse e particolari condizioni chimico-fisiche ed organolettiche
che devono figurare nello specifico disciplinare.
5. Per la categoria di prodotto vitivinicolo «mosto di uve parzialmente fermentato», di cui al n. 11 dell’allegato XI-ter del
reg. n. 1234/07, può essere utilizzata in etichettatura la menzione «filtrato dolce», prevista dall’art. 1 della legge n. n.
82 del 20 febbraio 2006.
6. Per indicare il contenuto zuccherino delle categorie di prodotti vitivinicoli di cui ai n. 11, 15 e 16 dell’allegato XI-ter del
reg. n. 1234/07 designati senza DOP o IGP può essere utilizzato soltanto il termine «dolce».
Art. 66 del regolamento - Indicazioni relative a taluni metodi di produzione
1. La menzione tradizionale «novello» o «vino novello», relativa al modo in cui sono elaborati ed all’epoca in cui sono
immessi al consumo i relativi vini, è riservata alle categorie dei vini DOP e IGP tranquilli e frizzanti, nel rispetto delle
disposizioni riportate all’allegato 7.
2. Per i prodotti vitivinicoli DOP e IGP eventuali ulteriori indicazioni, oltre a quelle disciplinate dall’art. 66 del regolamento, relative al modo di ottenimento o di elaborazione ed alle loro condizioni di utilizzazione, sono previste nei
disciplinari di produzione degli specifici prodotti DOP o IGP.
Art. 67 del regolamento Nome dell’unità geografica più piccola o più grande dell’area delimitata di produzione della DOP o IGP.
1. Le unità geografiche più ampie e le unità geografiche più piccole dell’area delimitata di produzione di una DOP possono essere utilizzate alle condizioni stabilite dalla normativa nazionale generale in materia di tutela delle denominazioni di origine, dall’art. 67, paragrafo 2 del regolamento e dagli specifici disciplinari di produzione.
DISPOSIZIONI COMPLEMENTARI E DI COORDINAMENTO
TRA NORME COMUNITARIE E NAZIONALI
Art. 118-ter, paragrafo 2, del reg. n. 1234/07 - Art. 19, paragrafo 3 del regolamento - Disposizioni sui nomi usati
tradizionalmente in qualità di denominazioni di origine - Articoli da 29 a 48 del regolamento Disposizioni sulle menzioni tradizionali.
1. È riportato all’allegato 6 del presente decreto l’elenco delle menzioni tradizionali italiane distintive che costituiscono
una denominazione di origine protetta ai sensi dell’art. 118-ter , paragrafo 2, del reg. n. 1234/07 e dell’art. 19, paragrafo 3, del regolamento. La protezione di cui agli articoli 118-quaterdecies e 118-vicies del reg. n. 1234/07 si applica
sia alla singola menzione tradizionale figurante alla colonna 2 del predetto elenco, in qualità di elemento costitutivo
della denominazione di origine, sia all’intero nome della DOP figurante nella colonna 3 dello stesso elenco.
2. Conformemente alle disposizioni di cui agli articoli da 29 a 48 del regolamento, le menzioni tradizionali italiane protette figuranti nell’elenco inserito nella banca dati elettronica E-Bacchus, sono riservate alle categorie di prodotti vitivinicoli DOP e IGP, alle specifiche DOP o IGP ed alle condizioni descritte in sintesi nella predetta banca dati E-Bacchus
per ciascuna menzione tradizionale, nel rispetto delle disposizioni previste dagli specifici disciplinari di produzione.
Art. 118-quinvicies del reg. n. 1234/07 - Art. 49 del regolamento - Disposizioni per l’uso delle altre indicazioni
veritiere che possono figurare nell’etichettatura e presentazione dei vini.
1. Conformemente alle disposizioni di cui all’art. 118-quinvicies del reg. n. 1234/07 e all’art. 49 del regolamento, altre
indicazioni veritiere e documentabili, rispetto a quelle espressamente disciplinate dallo stesso reg. n. 1234/07 e dal
regolamento, possono figurare nell’etichettatura e presentazione dei vini, a condizione che non siano tali da creare
un rischio di confusione nello spirito delle persone a cui sono destinate tali informazioni, segnatamente per quanto
concerne i nomi delle DOP e IGP protette ai sensi degli articoli 118-quaterdecies e 118-vicies del reg. n. 1234/07 e i
nomi delle menzioni tradizionali protette ai sensi della sottosezione II del reg. n. 1234/07.
2. Limitatamente all’etichettatura e presentazione di talune indicazioni veritiere e documentabili, espressamente descritte negli specifici disciplinari DOP o IGP, il rischio di confusione di cui al comma 1 è da intendersi evitato, a condizione che le indicazioni in questione:
– non siano costituite o non contengano i nomi delle DOP o IGP protette ai sensi degli articoli 118-quaterdecies e
118-vicies del reg. n. 1234/07, tenuto conto che ai sensi dell’art. 19, paragrafo 3, del regolamento la predetta protezione si applica all’intera denominazione o ai suoi elementi costitutivi, purché distintivi;
– siano riportate nel contesto della descrizione degli elementi storico-tradizionali e/o tecnico colturali e/o di elaborazione e/o delle caratteristiche del prodotto e siano nettamente separate dalle indicazioni obbligatorie;
– devono figurare in caratteri delle stesse dimensioni e indice colorimetrico rispetto a quelli utilizzati per la descrizione delle indicazioni di cui al trattino precedente, nonché in caratteri di dimensioni non superiori a tre millimetri di
altezza ed a due millimetri di larghezza e, in ogni caso, in caratteri non superiori ad un quarto, sia in altezza che in
larghezza, rispetto a quelli usati per la DOP o IGP.
PRESENTAZIONE DI TALUNI PRODOTTI
Articoli 68 e 69 del regolamento - Art. 19 del decreto legislativo - disposizioni relative a tipologia, materiali, colori,
capacità e chiusure dei recipienti nei quali sono confezionati i vini DOP, IGP e determinati prodotti vitivinicoli.
1. Tipologie, materiali e colore dei recipienti aventi una capacità non superiore a 6 litri per vini DOP. Fatte salve le
disposizioni più restrittive stabilite negli specifici disciplinari di produzione, ai fini dell’immissione al consumo, i vini
DOP sono confezionati in bottiglie ed altri recipienti tradizionali di vetro, terraglia, ceramica, porcellana e legno, senza
alcun vincolo colorimetrico. In tale ambito è contemplato:
a) l’uso dei particolari tipi di bottiglia previsti dall’art. 68 e dall’allegato XVII del regolamento per i relativi vini DOP
b) l’uso esclusivo delle bottiglie di vetro per vino spumante di cui all’art. 69 del regolamento, anche per le categorie
di prodotto non recanti una DOP o IGP.
2. Capacità dei recipienti di determinati prodotti vitivinicoli. Ai fini dell’immissione al consumo sono ammesse le seguenti
a) per recipienti della capacità non superiore a 1.500 ml, soltanto i valori di capacità previsti dalle vigenti norme nazionali e comunitarie in materia riportate nell’allegato I del d.lgs. n. 12/10 per le varie categorie di vini, e
b) per i vini DOCG, recipienti di altre capacità, comunque non superiore a sei litri, fatte salve altre capacità superiori
a sei litri previste negli specifici disciplinari di produzione;
c) per i vini DOC, recipienti di capacità non superiore a litri 60.
Gli specifici disciplinari di produzione DOP possono limitare la gamma delle capacità utilizzabili di cui alle lettere a),
b) e c).
Qualora non espressamente vietato dagli specifici disciplinari DOP e limitatamente a finalità promozionali e non
commerciali, è consentito il confezionamento in recipienti di capacità diverse da quelle contemplate nel presente articolo, ovvero da quelle indicate negli specifici disciplinari, a condizione che sia riportata nell’etichettatura dei prodotti
in questione, in maniera chiaramente leggibile e nello stesso campo visivo delle indicazioni obbli gatorie, la dicitura:
«prodotto non posto in commercio» oppure «prodotto per soli fini promozionali non posto in commercio». Per tali produzioni non sono applicabili le disposizioni relative al contrassegno per i vini DOP di cui all’art. 19, comma 3 e 4, del
decreto legislativo, fermo restando l’obbligo di indicare in etichetta il numero di lotto attribuito alla partita certificata e
di effettuare la relativa comunicazione alla competente struttura di controllo.
3. Uso altri recipienti per vini DOC. Per il confezionamento dei vini DOC, oltre all’uso delle tipologie dei recipienti e dei
materiali di cui al comma 1, è consentito:
a) per le capacità comprese tra 6 litri e 60 litri: fatte salve le misure più restrittive stabilite dagli specifici disciplinari,
l’uso dei recipienti di acciaio inox e di altri materiali idonei a venire a contatto con gli alimenti, conformemente alle
disposizioni di cui al regolamento n. 1935/04 ed al regolamento n. 10/11;
b) per le capacità comprese tra 2 e 6 litri, con esclusione delle tipologie DOC designabili con l’indicazione della sottozona, delle altre menzioni geografiche aggiuntive, della menzione vigna e delle menzioni tradizionali previste dagli
specifici disciplinari e protette ai sensi dell’art. 40 del regolamento, ad eccezione della menzione «novello» o «vino
novello»: purché sia previsto negli specifici disciplinari di produzione, l’uso dei contenitori di altri materiali idonei a
venire a contato con gli alimenti, conformemente alle disposizioni di cui al regolamento n. 1935/04 ed al regolamento
n. 10/11;
4. Chiusure. Per le sottospecificate categorie e tipologie di prodotti vitivinicoli, la chiusura dei recipienti è effettuata
a) vini spumanti, i vini spumanti di qualità, i vini spumanti di qualità del tipo aromatico, ivi compresi i prodotti delle predette categorie recanti una DOP o IGP. Conformemente alle disposizioni di cui all’art. 69 del regolamento, le bottiglie
di vetro per vino spumante devono essere munite di uno dei seguenti dispositivi di chiusura:
– per le bottiglie di volume nominale superiore a 0,2 l: un tappo a forma di fungo, in sughero o altre sostanze ammesse ad entrare in contatto con gli alimenti, trattenuto da un fermaglio, coperto eventualmente da una capsula e rivestito
da una lamina che ricopra tutto il tappo e interamente o parzialmente il collo della bottiglia;
– per le bottiglie di volume nominale non superiore a 0,2 l: qualsiasi altro dispositivo di chiusura adatto;
b) vini DOCG, appartenenti alle categorie non contemplate alla lettera a) , designabili con l’indicazione della sottozona, delle altre menzioni geografiche aggiuntive, della menzione vigna e delle menzioni tradizionali previste dagli
specifici disciplinari e protette ai sensi dell’art. 40 del regolamento: utilizzo del tappo di sughero, o di altri materiali
tradizionali di cui al comma 1, raso bocca o a T, fatto salvo che la parte esterna al collo della bottiglia del tappo a T
può essere costituita di altri materiali. I recipienti di capacità non superiore a 0,375 litri possono utilizzare il tappo a
c) vini DOP non contemplati alle lettere a) e b): utilizzo dei vari dispositivi di chiusura ammessi dalla vigente normativa in materia.
Gli specifici disciplinari di produzione DOP possono stabilire disposizioni più restrittive per l’uso delle chiusure di cui
alle lettere a), b) e c).
5. Art. 69, paragrafo 2, del regolamento - Art. 19, comma 2, del decreto legislativo - Presentazione di taluni prodotti - Deroga per uso bottiglie e chiusure riservate a vini spumanti per altri prodotti. In applicazione della deroga di cui all’art.
69, paragrafo 2, del regolamento, le bottiglie e le chiusure di cui all’art. 69, paragrafo 1, primo comma, lettera a) , del
regolamento, possono essere utilizzate per i seguenti prodotti, che tradizionalmente sono imbottigliati in bottiglie di
elencati nell’art. 113-quinquies , paragrafo 1, lettera a), del reg. n. 1234/07;
elencati nei punti 7, 8, 9 e 11 dell’allegato XI-ter del reg. n. 1234/07 e, limitatamente all’uso della chiusura, alle condizioni di cui all’art. 16;
elencati nel reg. n. 1601/91;
aventi un titolo alcolometrico non superiore a 1,2 % vol.,
nonché per altri prodotti a condizione che non vi sia rischio di confusione al consumatore sulla vera natura del prodotto.
6. Disposizioni relative a tipologia, materiali, colori, capacità e chiusure dei recipienti nei quali sono confezionati i vini
IGP. Fatta salva l’applicazione delle disposizioni di cui al comma 1, lettera b) , al comma 4, lettera a) , al comma 5,
secondo trattino, e all’art. 16, per il confezionamento dei vini IGP si applicano le vigenti norme generali comunitarie
e nazionali in materia. Gli specifici disciplinari IGP possono stabilire disposizioni più restrittive.
Art. 69, paragrafo 2, del regolamento - Art. 19, comma 2, del decreto legislativo - Condizioni per l’applicazione
della deroga per l’uso della chiusura riservata ai vini spumanti per i vini frizzanti e il mosto di uve parzialmente
fermentato di cui ai punti 8, 9 e 11 dell’allegato XI -ter del reg. n. 1234/07.
1. Le deroghe di cui all’art. 69, paragrafo 2, del regolamento, per consentire l’uso della chiusura di cui all’art. 69, paragrafo 1, del regolamento, e di cui all’art. 19, comma 2, del decreto legislativo, sono limitate in ambito nazionale
al confezionamento della categoria «vino frizzante» di cui al punto 8 dell’allegato XI -ter del reg. n. 1234/07 e della
categoria «mosto di uve parzialmente fermentato» di cui al punto 11 del predetto allegato recanti una DOP o IGP, alle
condizioni e limitazioni di cui ai seguenti commi 3 e 4.
2. Fatte salve le deroghe di cui al comma 1, i vini frizzanti di cui ai punti 8 e 9 dell’allegato XI -ter del reg. n. 1234/07 e
il «mosto di uve parzialmente fermentato» di cui al punto 11 del predetto allegato che non recano una DOP o IGP
devono essere confezionati utilizzando le chiusure consentite dalla vigente normativa in materia, con l’esclusione del
tappo «a fungo» di cui all’art. 69, paragrafo 1, del regolamento. In tale ambito è consentito un sistema di ancoraggio
degli altri sistemi di tappatura.
3. Qualora sia previsto dagli specifici disciplinari di produzione, per i vini frizzanti e per il mosto di uve parzialmente fer-
mentato recanti una DOP o IGP è consentito l’uso del tappo «a fungo» di cui all’art. 69, paragrafo 1, del regolamento,
a condizione che l’eventuale capsula di copertura del tappo «a fungo» non superi l’altezza di 7 cm. Gli specifici disciplinari DOP e IGP possono stabilire disposizioni più restrittive.
4.	Nei casi di cui al comma 3, al fine di evitare ogni possibile confusione con le categorie spumanti, nell’etichetta,
nell’ambito della descrizione delle indicazioni obbligatorie, deve essere riportato il termine «frizzante» in caratteri di
almeno 5 mm di altezza ed in gamma cromatica nettamente risaltante sul fondo.
Applicazione dell’art. 40, paragrafo 3, del regolamento n. 436/09 Indicazioni da apporre sui recipienti per il magazzinaggio
1. Fatto salvo l’art. 40, paragrafo 3, comma 2, del reg. n. 436/09 e l’art. 12, comma 2, della legge n. 82/2006, i singoli
recipienti presenti in cantina ovvero le partite formate dai recipienti di capacità inferiore a 10 ettolitri, riempiti dello
stesso prodotto e immagazzinati in modo che siano chiaramente separati dagli altri, ancorché non denunciati in applicazione dell’art. 15, comma 1, della legge medesima, sono dotati di un cartello, fissato in modo che non sia possibile
la rimozione accidentale e che risulti ben visibile e leggibile.
2. Sin dal momento in cui i prodotti vitivinicoli sono contenuti nei recipienti presenti in cantina, sul cartello di cui al comma 1 sono dichiarate, in modo chiaro, leggibile e non equivoco, le indicazioni seguenti, conformemente a quanto
previsto dalle norme relative a ciascun prodotto, sempre che, nel caso delle indicazioni facoltative, si preveda di farle
figurare in etichetta:
– la designazione della categoria, con l’indicazione, se del caso: a) delle espressioni previste dall’art. 3 del decreto
legislativo nonché del nome della denominazione di origine protetta o dell’indicazione geografica protetta; b) dei nomi
geografici previsti dai disciplinari, ai sensi dell’art. 4 del decreto; c) della menzione vigna, in conformità dell’art. 6,
comma 8, del decreto legislativo;
– i termini che indicano il tenore di zucchero;
– la provenienza;
– i termini che si riferiscono a determinati metodi di produzione;
– l’annata;
– il nome di una o più varietà di vite o dei loro sinonimi;
– le menzioni tradizionali;
– nel caso dei vini a DOP e IGP il riferimento ai dati identificativi della certificazione rilasciata dall’organismo di controllo incaricato, conformemente alla normativa nazionale emanata in applicazione dell’art. 118-septdecies del reg.
n. 1234/07.
Non costituisce violazione delle disposizioni di cui al presente comma l’omissione delle indicazioni elencate qualora le
stesse siano implicite nell’uso della specifica DOP o IGP.
3. I requisiti di cui ai commi 1 e 2 si intendono rispettati nei casi a) e b) di seguito indicati, se si verificano contestualmente le relative condizioni ivi descritte:
a) cantine dotate di terminali video aggiornati mediante elaboratore centrale:
– sono presenti, in corrispondenza dei recipienti di cantina, terminali video collegati ad un elaboratore centrale, accessibile esclusivamente a cura e sotto la responsabilità dei soggetti di cui all’art. 36 del reg. n. 436/09;
– i terminali video recano, aggiornate e leggibili, le indicazioni previste dal comma 2 ovvero i codici di cui al comma
5 nonché il numero, anch’esso ben visibile e leggibile, con il quale sono univocamente contrassegnati i recipienti di
cantina ai quali si riferiscono;
– ai sensi dell’art. 29, comma 2, della legge n. 82/06, ad ogni richiesta delle autorità o degli organismi di cui all’art.
13, comma 1, del decreto legislativo, sono immediatamente messi a disposizione degli stessi, mediante la stampa
di un apposito documento, le indicazioni ovvero i codici ed i numeri di cui alla lettera a) , con riferimento a ciascun
recipiente presente in cantina;
b) cantine presso le quali i registri ufficiali tenuti ai sensi del capo III del reg. n. 436/09 e delle relative norme nazionali
d’applicazione recano le informazioni atte a far identificare il contenuto dei singoli recipienti:
– i recipienti presenti in cantina sono contrassegnati univocamente in modo ben visibile e leggibile;
13, comma 1, del decreto legislativo, sono immediatamente messi a disposizione degli stessi, mediante l’esibizione
dei registri ufficiali delle entrate e delle uscite, debitamente aggiornati, le indicazioni relative a ciascun prodotto vitivinicolo detenuto e quelle atte a far individuare i recipienti ove ciascun prodotto vitivinicolo è contenuto.
4. Le indicazioni obbligatorie e facoltative di cui al comma 2 corrispondono a quelle utilizzate nei conti distinti tenuti a
norma dell’art. 39, paragrafo 1, del regolamento n. 436/09, ovvero comunque nei documenti giustificativi, ufficiali o
commerciali, dei prodotti detenuti ovvero introdotti e spediti.
5. È consentito l’utilizzo di codici in luogo delle indicazioni di cui al comma 2, a condizione che gli stessi codici siano già
utilizzati nei registri.
Disposizioni finali - Abrogazione precedenti decreti e termini di applicazione
1. Le modifiche ed integrazioni agli elenchi allegati al presente decreto sono adottate con provvedimento del ministero,
previo parere della competente Regione.
2. Fatte salve le disposizioni transitorie di cui all’art. 73, paragrafo 3, del regolamento, a decorrere dall’entrata in vigore
del presente decreto sono abrogati i decreti indicati nella seguente tabella:
D.M. 19 ottobre 1982
n. 299 del 29.10.1982
D.M. 16 dicembre 1991
n. 297 del 19.12.1991
D.M. 7 luglio 1993
n. 170 del 22.07.1993
D.M. 26 febbraio 1994
n. 55 del 08.03.1994
D.M. 15 settembre 1994
n. 230 del 01.10.1994
D.M. 10 maggio 1995
n. 125 del 31.05.1995
D.M. 12 luglio 1999
n. 213 del 10.09.1999
Impiego di contenitori in acciaio inox per la confezione dei vini
destinati al consumo diretto
Autorizzazione al confezionamento e alla commercializzazione del
vino conservato in contenitori alternativi al vetro
Disposizioni sui recipienti in cui sono confezionati i vini a
Deroga per l'utilizzo del tappo «a fungo» per vini frizzanti a
Disposizioni sulle deroghe per l’utilizzo del tappo «a fungo» per il
confezionamento dei vini frizzanti DOCG, DOC, IGT e IG
Modificazione al decreto ministeriale 7 luglio 1993 recante
D.M. 13 luglio 1999
n. 213 del 10.9.1999
D.M. 3 luglio 2003
n. 174 del 29.07.2003
D.M. 4 agosto 2008
n. 190 del 14.08.2008
n. 24 del 30 gennaio 2010
Nuove disposizioni per la produzione, la commercializzazione e
l’immissione al consumo dei vini a denominazione di origine e
ad indicazione geografica tipica designati con la qualificazione
«novello»
Disposizioni nazionali applicative del Regolamento (CE) n.
753/2002 della Commissione del 29.4.2002, che fissa talune
modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del
Consiglio per quanto riguarda la designazione, la denominazione,
la presentazione e la protezione di taluni prodotti vitivinicoli
1234/2007 del Consiglio e del regolamento applicativo (CE) n.
607/2009 della Commissione, per quanto concerne le DOP, le
IGP, le menzioni tradizionali, l’etichettatura e la presentazione di
determinati prodotti del settore vitivinicoli
3. I richiami ai provvedimenti abrogati di cui al comma 2 effettuati nelle norme nazionali vigenti in materia sono da intendere riferiti alle corrispondenti disposizioni del presente decreto.
4. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Elenco varietà di vite o sinonimi distintivi costituenti una DOP italiana ai sensi dell’art. 118-ter, paragrafo 2, del
regolamento n. 1234/07 e dell’art. 19, par. 3, del regolamento (art. 6, comma 1, del decreto)
N.O. Nome varietà vite
Intero nome DOP
«Erbaluce di Caluso» o «Caluso»
«Ormeasco di Pornassio» o «Pornassio»
«Montefalco Sagrantino» o «Sagrantino di Montefalco»
Ambito nazionale delle deroghe relative all’uso dei nomi delle varietà di vite
e loro sinonimi costituiti o contenenti una DOP o IGP
Lista dei nomi delle varietà di vite e loro sinonimi, costituite o contenenti una DOP o IGP,
che possono figurare in etichettatura dei vini DOP e IGP italiani, in conformità all’articolo 62,
paragrafo 3 del regolamento (Articolo 6, comma 2, del decreto)
varietà o suoi
4 Avola
5 Bourgogne (FR) Blauburgunder
12 Friuli
14 Porto (PT)
Ambito della deroga (territorio amministrativo e/o specifici vini DOP e/o
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle regioni Liguria e Piemonte
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle regioni Emilia-Romagna,
Lazio, Liguria, Marche, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle regioni Sardegna, Sicilia e
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nella regione Sicilia
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle province di Bolzano e Trento
per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle regioni Abruzzo, Basilicata,
Calabria, Puglia, Sicilia, Sardegna, Toscana e Umbria
Per i vini DOP provenienti da uve raccolte nella regione Friuli Venezia Giulia
Per i vini DOP «Montepulciano d’Abruzzo» e «Montepulciano d’Abruzzo Colline
Teramane»
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nella provincia di Bolzano
Per i vini DOP provenienti da uve raccolte nella regione Sardegna
Lista dei nomi delle varietà di vite e loro sinonimi, contenuti parzialmente in una DOP o IGP,
paragrafo 4, del regolamento (Articolo 6, comma 3, del decreto)
Nome della DOP o
Nome varietà o
suoi sinonimi
Aglianico del Taburno Aglianico
Ansonica Costa
dell'Argentario
Ambito della deroga (territorio amministrativo e/o specifici vini DOP
e/o IGP)
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle regioni Abruzzo,
Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle regioni Basilicata,
Campania, Lazio, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana e Umbria
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle regioni Calabria,
Sardegna, Sicilia e Toscana
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle regioni Abruzzo e
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nell'intero territorio
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nella regione Liguria
Per i vini DOP provenienti da uve raccolte nella regione Piemonte
10 Cesanese del Piglio
11 Cortese di Gavi
Cortese dell'Alto
12 Côte de Duras (FR)
13 KorinthosKorinthiakos (GR)
14 Fiano di Avellino
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle regioni Campania,
Lazio, Toscana e Umbria
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle regioni Piemonte,
Sardegna e nelle province di Lodi, Mantova, Milano, Pavia e Verona
Per i vini DOP provenienti da uve raccolte nella rRegione Piemonte
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nella provincia di Messina
15 Fortana del Taro
16 Freisa d'Asti
17 Greco di Bianco
Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Molise, Puglia,
Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nella regione EmiliaRomagna e nelle province di Cremona, Mantova e Sondrio
Valle d’Aosta e nelle province di Lodi, Milano, Pavia, Varese e per la DOP
Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Molise, Puglia, Sardegna,
Malvasia di
18 Grignolino d'Asti
19 Lacrima di Morro
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle regioni Marche,
Umbria e nelle province di Bari, Brindisi, Lecce e Taranto
20 Lambrusco
21 Castelvetro
22 Lambrusco di
28 Colli Bolognesi
Classico Pignoletto
29 Primitivo di Manduria Primitivo
30 Rheinhessen (DE)
32 Rossese di
33 Sangiovese di
34 Teroldego Rotaliano
35 Vinho Verde (PT)
39 Verdicchio dei
Verdicchio di
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nella regione EmiliaRomagna e nella provincia di Mantova
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nella regione EmiliaRomagna e nelle province di Mantova e Treviso
23 Lambrusco
24 Lambrusco Salamino
25 di Santa Corce
26 Colli Maceratesi
27 Nebbiolo d’Alba
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle regioni Marche e
Piemonte, Sardegna, Valle d’Aosta e nelle province di Brescia, Pavia,
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nella regione EmiliaRomagna
Basilicata, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Umbria
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle province di Bolzano e
Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna,
Sicilia, Toscana, Umbria e nelle province di Belluno, Bergamo, Bolzano,
Brescia, Caserta, Gorizia, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Padova, Pavia,
Pordenone, Sondrio, Trento, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza e Udine
Sardegna, Toscana, Umbria e nelle province di Bolzano, Trento, Verona e
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle regioni EmiliaRomagna, Toscana e nelle province di Lodi, Milano e Pavia
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle regioni Lazio, Toscana
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle provincie di Como e
Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Toscana e
40 Vermentino di
41 Vernaccia di San
42 Vernaccia di
Lazio, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria
Per i vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle regioni Lazio,
Per i vini DOP provenienti da uve raccolte nelle regioni Marche e Umbria
Elenco varietà di vite, o loro sinonimi, da escludere per l’etichettatura e la presentazione
dei vini che non hanno una DOP o IGP (articolo 7, comma 1, lettera c, del decreto)
Nome vitigno o
Vitigno autoctono italiano strettamente connesso a DOP e IGP delle regioni Emilia
Romagna, Lombardia e Sardegna
Catarratto bianco comune Vitigno autoctono italiano strettamente connesso a DOP e IGP della regione Sicilia
Vitigno autoctono italiano strettamente connesso a DOP e IGP della regione Sicilia
Vitigno autoctono italiano strettamente connesso a DOP e IGP delle regioni Veneto e
Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto
Vitigno costituente in parte il nome di alcune DOP della regione Piemonte
Vitigno autoctono italiano strettamente connesso a DOP e IGP delle regioni Calabria,
Sardegna, Sicilia e Umbria
Vitigno autoctono italiano strettamente connesso a DOP e IGP delle regioni Abruzzo,
Basilicata, Lombardia, Puglia, Veneto, Sardegna e Umbria
Vitigno autoctono italiano strettamente connesso a DOP e IGP delle regioni Puglia e
Sinonimo costituente in parte il nome di alcune DOP italiane
Vitigno autoctono italiano strettamente connesso a DOP e IGP delle regioni Basilicata,
Pinot bianco (*)
Vitigno autoctono italiano strettamente connesso a DOP e IGP di alcune regioni e
province autonome italiane
Pinot grigio (*)
Pinot nero (*)
Sinonimo costituente in parte il nome delle DOP «Trebbiano d’Abruzzo» e «Trebbiano di
Romagna»
(*) N.B.: Per vini spumanti di cui alle categorie n. 4 e 5 dell’allegato XI-ter del regolamento n. 1234/07 può essere utilizzato il sinonimo «Pinot».
Elenco positivo delle varietà di vite, o loro sinonimi, che possono figurare nell’etichettatura
e presentazione dei vini che non hanno una DOP o IGP – per tutte le categorie di prodotti vitivinicoli.
(articolo 7, comma 2, del decreto)
Nome vitigno o sinonimo
Elenco dei sinomini delle varietà di viti, riportati nella classificazione ufficiale nazionale, che possono essere
utilizzati nell’etichettatura e presentazione dei vini (articolo 8, comma 1, del decreto) (*)
Nome varietà riportato
Glianica, Glianico, Ellanico,
Cannonao, Garnacha tinta,
Granaccia, Grenache,
Guarnaccia, Gamay*
Insolia, Inzolia
Bianchello*
Bombino, Bonvino, Ottenese
Bombino, Bonvino
Uva rara*
Bovale N
Cagnulari N
Bovale, Bovale di Spagna
Canaiolo, Drupeggio
Cannonao, Gamay*
Cabernet, Cabernet nostrano,
* Ai soli fini della designazione dei vini DOP e IGP della
* Ai soli fini della designazione del vino DOP «Bianchello
del Metauro»
rovincia di Perugia
Catarratto bianco lucido B
Fortana N
Garganega B
Bonarda*
Forestiera, Furastiera
Frappato d'Italia
Maglioppo, Magliocco
Serprino *
Glera lunga B
Greco, Maglioccone,
Gregu nieddu
Incrocio Manzoni 2.15 N
Lambrusco a foglia
frastagliata N
Lambrusco Grasparossa N
Lambrusco Marani N
Lambrusco Viadanese N
Malvasia del Lazio B
Malvasia di Casorzo N
Lambrusco, Groppello
Lambrusco, Groppello Maestri
Buzzetto, Mataosso, Mataossu
Malvasier, Roter Malvasier
Malvasia, Verdana, Iuvarella
Malvasia, Malvoisie, Malvoisier
Malvasia, Malvasia nera
Ai soli fini della designazione del DOP «Oltrepò Pavese»
* Ai soli fini della designazione dei vini DOP e «Colli
Euganei»
Marzemino N
Molinara N
Montù B
Moscato di Scanzo N
Moscato nero di Acqui N
Pignoletto B
Berzemino, Berzamino
Rossano, Rossanella
Montonico, Mantonico
Moscato, Moscatello,
Moscatellone, Muscat,
Muskateller, Moscato reale*
Moscatellone, Goldmuskateller,
Muscat, Muskateller
Moscato, Moscato nero
Rosenmuskateller, Moscato
Spanna, Chiavennasca
Per' e palummo, Piede di
colombo, Piede di palumbo,
Grechetto gentile, Grechetto * * Ai soli fini della designazione dei vini DOP e IGP delle
province di Perugia, Terni e Viterbo
Pinella bianca, Pinello
Weißburgunder*,
* Ai soli fini della designazione dei vini DOP e IGP
provenienti da uve raccolte nelle province di Bolzano e
** Ai soli fini della designazione dei vini spumanti.
Grauburgunder* Pinot gris,
Blauburgunder*,
Spätburgunder *,
Blauer Spätburgun-der*,
Raboso, Friularo *
Raboso veronese N
Rossola nera N
Trebbiano di Soave B
Trebbiano giallo B
Trebbiano abruzzese B
Trebbiano modenese B
Trebbiano romagnolo B
Refosco, Malvoise
Refosco , Refosco grosso,
Refoscone, Malvoise
Ribolla, Ribuele, Rebula,
Riesling, Welschriesling*
Schiava, Vernatsch*,
Kleinvernatsch*,
Mittervernatsch*
Grauvernatsch*
Edelvernatsch*,
Großvernatsch*
Sussumariello
Sylvaner, Silvaner, Grüner
Sylvaner*,
Friulano*, Tai**
Tai rosso*, Alicante, Garnacha
tinta, Granaccia, Grenache
Gewürztraminer*
Trebbiano, Rossetto
Trebbiano, Ugni blanc,
Sumarello, Sommarrello, Nero
* Ai soli fini della designazione dei vini provenienti da uve
raccolte nelle province di Bolzano e Trento
* Ai soli fini della designazione dei vini DOP provenienti da
uve raccolte nella regione Friuli Venezia Giulia
** Ai soli fini della designazione dei vini DOP e IGP
provenienti da uve raccolte nella regione Veneto
Vernaccia di Oristano B
Zibibbo B
(*) N.B.: Nel presente elenco sono ripetute alcune varietà di vite di cui all’allegato 2 (parte A e B), in quanto per tali varietà sono
stati riconosciuti uno o più sinonimi, in particolare ai fini dell’etichettatura e presentazione dei vini.
Elenco delle menzioni tradizionali distintive costituenti una DOP ai sensi art. 118-ter, paragrafo 2, del regolamento
n. 1234/07 e art. 19, par. 3, del regolamento (art. 14, comma 1, del decreto)
Menzione Tradizionale
Cacc’e mitte
Sforzato o Sfursàt
«Sforzato di Valtellina» o «Sfursàt di Valtellina»
Disposizioni per la produzione, la commercializzazione e l’immissione al consumo dei vini a denominazione di
origine e ad indicazione geografica tipica designati con la menzione tradizionale «novello» o «vino novello»
1.	Disposizioni generali – Termini per l’immissione al consumo
1.1.	oltanto i vini a denominazione di origine e ad indicazione geografica tipica, per i quali negli appositi disciplinari di
produzione sia stata espressamente prevista la tipologia «novello», possono utilizzare la stessa menzione «novello»
o «vino novello» nella propria designazione e presentazione dalla data di immissione al consumo, a condizione che
i prodotti siano confezionati entro il 31 dicembre dell’annata relativa alla vendemmia da cui derivano le uve utilizzate
per la loro produzione ed abbiano acquisito tutte le specifiche caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche previste nei relativi disciplinari di produzione nella rispettiva zona di produzione e/o vinificazione.
1.2.	a data di immissione al consumo, qualora non sia espressamente previsto nei disciplinari di produzione di cui al
comma 1 un termine successivo, è fissata alle ore 0,01 del 30 ottobre dell’annata di produzione delle uve dalle quali
i vini di cui trattasi derivano.
2. Norme di elaborazione e caratteristiche specifiche del prodotto
2.1.	l periodo di vinificazione non può essere inferiore a giorni dieci dall’inizio della vinificazione stessa.
2.2.	e partite dei vini «novelli» devono essere ottenute per almeno il 40% mediante il processo di fermentazione con
macerazione carbonica dell’uva intera.
2.3.	l titolo alcolometrico volumico totale minimo al consumo non può essere inferiore all’11% ed il limite massimo di
zuccheri riduttori residui non deve superare i 10 grammi per litro.
3.	Norme di etichettatura, presentazione e commercializzazione
3.1.	a qualificazione «novello» o «vino novello» deve essere riportata su tutti i documenti ufficiali e/o commerciali e nei
registri tenuti dalle ditte che li producono o li commercializzano.
3.2.	er i vini «novelli» estratti dagli stabilimenti di confezionamento anteriormente alla data del 30 ottobre dell’annata di
produzione delle uve sui documenti che accompagnano il trasporto deve essere riportata la dicitura «da non immettere al consumo prima delle ore 0,01 del 30 ottobre … (indicare anno) …».
3.3.	vini «novelli» nella loro designazione e presentazione devono fare riferimento all’annata di produzione delle uve.
3.4.	vietato utilizzare la menzione «novello» o «vino novello», nonché i termini «giovane», «nuovo», o altre indicazioni
similari, per vini non aventi diritto all’uso della menzione «novello», ovvero non rispondenti alle caratteristiche e condizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente allegato.