Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2020/02/rettifiche-prezzi-trasferimento-basate-su-elementi-comparabili-agenzia-entrate-obbligo-prova.html
Timestamp: 2020-04-01 12:09:19+00:00
Document Index: 46140562

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 110', 'art. 110']

Rettifiche prezzi di trasferimento basate su elementi comparabili
Il caso di una società che acquista da altre società del gruppo beni a prezzi non corretti, secondo la normativa sui prezzi di trasferimento.
Un esame della sentenza della CTP di Milano partendo dalla normativa sul transfer pricing.
Rettifiche di prezzi di trasferimento basate su elementi comparabili: il caso
Con la sentenza del 7 novembre 2019, n. n. 4698/2/19, la Commissione Tributaria Provinciale di Milano ha accolto il ricorso presentato da parte contribuente conto un avviso di accertamento relativo al “transfer pricing”
In particolare, l’Ufficio ha contestato alla società ricorrente di avere acquistato da altre società del gruppo dei beni a prezzi non corretti secondo la normativa sui prezzi di trasferimento.
Per questo motivo, è stato accertato un maggior reddito dichiarato in Italia.
L’analisi effettuata dai verificatori, per rettificare i prezzi, si è basato sul criterio del Metodo del Margine Netto della Transazione (TNMM)
Per effettuare la rettifica, l’Ufficio non ha preso a riferimento soggetti che producevano gli stessi beni delle società controllate, ma alcune società che avevano in comune il codice attività: codice Ateco 773200: noleggio di macchine ed attrezzature per lavori edili.
La CTP di Milano in commento ha respinto tale tesi erariale, sostenendo che l’Ufficio non avrebbe effettuato un’analisi corretta, in quanto avrebbe posto a fondamento delle proprie determinazioni una pluralità di soggetti che nulla avevano in comune con quelle dello stesso Gruppo della ricorrente.
Infatti, secondo i giudici di primo grado, l’onere di dimostrare che i prezzi di trasferimento non sono corretti, è a carico dell’amministrazione finanziaria, la quale non può limitarsi a sostenere che i criteri utilizzati dalla società sono sbagliati (nel caso specifico il CUP) e utilizzare un metodo diverso (nel caso specifico il TNNM).
In questo senso, l’Agenzia delle Entrate avrebbe dovuto instaurare un contradittorio con la parte contribuente al fini di avere un confronto tra le parti sul metodo CUP adottato dalla ricorrente, senza con questo arrivare alla conclusione dell’obbligatorietà del preventivo contraddittorio.
Ma proprio la complessità della materia in sé avrebbe preteso l’instaurarsi di un confronto leale, del resto invocato dallo Statuto del Contribuente e sostanzialmente preteso dall’art. 1 L. 241/90 nella parte in cui afferma che l’attività amministrativa deve essere informata ai principi generali del diritto europeo; e tra questi principi è indubbio il ruolo preminente del contraddittorio preventivo.
Prima, però di procedere ad esaminare la sentenza in commento, è necessario soffermarsi brevemente sulla normativa relativa al transfer pricing che è disciplinata dall’art. 110 del TUIR e recentemente modificata.
Rettifiche di prezzi di trasferimento: la normativa di riferimento
Decreto del MEF del 14 maggio 2018
Con il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 14 maggio 2018, sono state fornite le linee guida per l’applicazione della nuova normativa in materia di transfer pricing.
In merito, si ricorda che la disciplina dei prezzi di trasferimento in Italia è contenuta nel comma 7, dell’ art. 110 , D.P.R. n. 917/1986 e recentemente ha subito delle modifiche (Per un maggiore approfondimento su questo argomento, si rinvia alla Circolare Assonime n. 17 del 2017).
Tale norma, rubricata “Norme generali sulle valutazioni”, disponeva, nella versione precedente a quella attualmente in vigore, che:
“I componenti di reddito derivanti da operazioni con società non residenti nel territorio dello Stato che, direttamente o indirettamente, controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa sono valutati in base al valore normale dei beni ceduti, dei servizi prestati e dei beni e servizi ricevuti, determinato a norma del comma 2, se ne deriva un aumento del reddito; la stessa disposizione si applica anche se ne deriva una diminuzione del reddito, ma soltanto in esecuzione degli accordi conclusi con le autorità competenti degli Stati esteri […].
La presente disposizione si applica anche per i beni ceduti e i…
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