Source: http://eur-lex.europa.eu/Notice.do?mode=dbl&lang=en&ihmlang=en&lng1=en,it&lng2=bg,cs,da,de,el,en,es,et,fi,fr,hu,it,lt,lv,mt,nl,pl,pt,ro,sk,sl,sv,&val=570437:cs&page=
Timestamp: 2013-05-24 05:51:01+00:00
Document Index: 9303039

Matched Legal Cases: ['art. 267', 'art. 1', 'art. 43', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 14', '§ 1', '§ 2', 'art. 27', '§ 3', 'art. 27', 'art. 14', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 249', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 267', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 267', 'art. 23', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 23', 'art. 288', 'art. 100', 'art. 95', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 8']

Nei procedimenti riuniti C‑42/10, C‑45/10 e C‑57/10,
REFERENCES for a preliminary ruling under Article 267 TFEU from the Raad van State (Belgium), made by decisions of 14 January 2010, received at the Court on 25 and 28 January 2010, in the proceedings aventi ad oggetto le domande di pronuncia pregiudiziale proposte alla Corte, ai sensi dell’art. 267 TFUE, dal Raad van State (Belgio), con decisioni 14 gennaio 2010, pervenute in cancelleria il 25 e 28 gennaio 2010, nelle cause
Vlaamse Dierenartsenvereniging VZW (cause C‑42/10, C‑45/10 e C‑57/10),
Marc Janssens (cause C‑42/10 e C‑45/10)
Belgische Staat, Belgische Staat, intervening party:
Luk Vangheluwe (causa C‑42/10),
composta dal sig. K. Lenaerts, presidente di sezione, dai sigg. D. Šváby (relatore), G. Arestis, J. Malenovský e T. von Danwitz, giudici,
vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 3 febbraio 2011,
– per la Vlaamse Dierenartsenvereniging VZW, dall’avv. R. Gielen, advocaat;
– per il governo belga, dal sig. J.-C. Halleux, in qualità di agente, assistito dall’avv. J.‑F. De Bock, avocat;
– per la Commissione europea, dalla sig.ra A. Marcoulli e dal sig. B. Burggraaf, in qualità di agenti;
1. These references for a preliminary ruling concern the interpretation of Articles 3(b), 4(2), 5 and the second paragraph of Article 17 of Regulation (EC) No 998/2003 of the European Parliament and of the Council of 26 May 2003 on the animal health requirements applicable to the non-commercial movement of pet animals and amending Council Directive 92/65/EEC (OJ 2003 L 146, p. 1), of Commission Decision 2003/803/EC of 26 November 2003 establishing a model passport for the intra-Community movements of dogs, cats and ferrets (OJ 2003 L 312, p. 1) and of Article 1 of Directive 98/34/EC of the European Parliament and of the Council laying down a procedure for the provision of information in the field of technical standards and regulations and of rules on Information Society services (OJ 1998 L 204, p. 37), as amended by Directive 98/48/EC of the European Parliament and of the Council of 20 July 1998 (OJ 1998 L 217, p. 18; ‘Directive 98/34’). 1. Le domande di pronuncia pregiudiziale vertono sull’interpretazione degli artt. 3, lett. b), 4, n. 2, 5 e 17, secondo comma, del regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 26 maggio 2003, n. 998, relativo alle condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia e che modifica la direttiva 92/65/CEE del Consiglio (GU L 146, pag. 1), della decisione della Commissione 26 novembre 2003, 2003/803/CE, che stabilisce un modello di passaporto per i movimenti intracomunitari di cani, gatti e furetti (GU L 312, pag. 1), e dell’art. 1 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 giugno 1998, 98/34/CE, che prevede una procedura d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell’informazione (GU L 204, pag. 37), come modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 20 luglio 1998, 98/48/CE (GU L 217, pag. 18; in prosieguo: la «direttiva 98/34»).
2. The references have been made in the course of proceedings between, firstly, the Vlaamse Dierenartsenvereniging VZW (‘the VDV’) and Mr Janssens (Cases C‑42/10 and C-45/10) and the Belgische Staat, and secondly, the VDV and the Belgische Staat (Case C-57/10), seeking annulment of the Royal Decree of 21 September 2004 amending the Royal Decree of 10 February 1967 regulating the veterinary control of rabies ( Moniteur belge , 24 September 2004, p. 69208; ‘the Decree of 21 September 2004’) (Case C-42/10), of the Royal Decree of 28 May 2004 on the identification and registration of dogs ( Moniteur belge , 7 June 2004, p. 43185; ‘the Decree of 28 May 2004’) (Case C-45/10) and of the Royal Decree of 5 May 2004 on the model and methods of distribution of passports for the intra‑Community movement of cats and ferrets ( Moniteur belge , 24 May 2004, p. 40130; ‘the Decree of 5 May 2004’) (Case C-57/10). 2. Tali domande sono state presentate nell’ambito di tre ricorsi pendenti, da un lato, tra la Vlaamse Dierenartsenvereniging VZW (in prosieguo: la «Vlaamse Dierenartsenvereniging») e il sig. Janssens (cause C‑42/10 e C‑45/10), nonché, dall’altro, tra la Vlaamse Dierenartsenvereniging (causa C‑57/10) e il Belgische Staat. I ricorsi in parola erano diretti all’annullamento, rispettivamente, del regio decreto 21 settembre 2004, recante modifica del regio decreto 10 febbraio 1967 sul regolamento della polizia sanitaria della rabbia ( Moniteur belge del 24 settembre 2004, pag. 69208; in prosieguo: il «decreto 21 settembre 2004») (causa C‑42/10), del regio decreto 28 maggio 2004 relativo all’identificazione e alla registrazione dei cani ( Moniteur belge del 7 giugno 2004, pag. 43185; in prosieguo: il «decreto 28 maggio 2004») (causa C‑45/10), nonché del regio decreto 5 maggio 2004 relativo al modello e alle modalità di distribuzione del passaporto per i movimenti intracomunitari di gatti e furetti ( Moniteur belge del 24 maggio 2004, pag. 40130; in prosieguo: il «decreto 5 maggio 2004») (causa C‑57/10).
3. Con ordinanza del presidente della Corte 2 marzo 2010, i procedimenti C‑42/10, C‑45/10 e C‑57/10 sono stati riuniti ai fini delle fasi scritta e orale, nonché della sentenza, a motivo della loro connessione, conformemente all’art. 43 del regolamento di procedura della Corte.
Legal context Contesto normativo European Union legislation La normativa dell’Unione Regulation No 998/2003
Il regolamento n. 998/2003
4. L’art. 3 del regolamento n. 998/2003 dispone quanto segue:
b) “passaporto”: qualsiasi documento che consenta di identificare chiaramente l’animale da compagnia e che contenga le indicazioni che permettono di accertarne lo status in relazione al presente regolamento, documento che deve essere elaborato a norma dell’articolo 17, secondo comma;
5. L’art. 4, n. 2, di tale regolamento è così formulato:
‘Whatever form the animal identification system takes, provision shall also be made for the indication of details identifying the name and address of the animal’s owner.’ «Qualsiasi sistema di identificazione dell’animale deve essere accompagnato dall’indicazione dei dati che consentono di risalire al nome e all’indirizzo del proprietario dell’animale».
6. L’art. 5 del medesimo regolamento così recita: ‘When being moved, pet animals of the species listed in parts A and B of Annex I must, without prejudice to the requirements laid down in Article 6: «1. In occasione dei loro movimenti gli animali da compagnia delle specie di cui all’allegato I, parti A e B, devono, fatti salvi i requisiti previsti all’articolo 6:
(a) be identified in accordance with Article 4, and a) essere identificati a norma dell’articolo 4, e (b) be accompanied by a passport issued by a veterinarian authorised by the competent authority certifying valid anti-rabies vaccination, or revaccination if applicable, in accordance with the recommendations of the manufacturing laboratory, carried out on the animal in question with an inactivated vaccine of at least one antigenic unit per dose (WHO standard). b) essere muniti di un passaporto rilasciato da un veterinario abilitato dall’autorità competente, attestante l’esecuzione di una vaccinazione o, se del caso, di una nuova vaccinazione antirabbica in corso di validità conformemente alle raccomandazioni del laboratorio di fabbricazione, realizzata sull’animale in questione con un vaccino inattivato di almeno un’unità antigenica per dose (norma OMS).
2. Member States may authorise the movement of animals listed in parts A and B of Annex I which are under three months old and unvaccinated, if they are accompanied by a passport and have stayed in the place in which they were born since birth without contact with wild animals likely to have been exposed to the infection or are accompanied by their mothers on whom they are still dependent.’ 2. Gli Stati membri possono autorizzare i movimenti degli animali di cui all’allegato I, parti A e B, di meno di tre mesi, non vaccinati, purché siano muniti di un passaporto e abbiano soggiornato dalla nascita nel luogo in cui sono nati, senza entrare in contatto con animali selvatici che possono essere stati esposti ad infezione o purché siano accompagnati dalla madre da cui sono ancora dipendenti».
7. L’art. 17, secondo comma, del regolamento n. 998/2003 è del seguente tenore:
‘The model passports which must accompany animals of the species listed in parts A and B of Annex I which are being moved shall be drawn up in accordance with the procedure laid down in Article 24(2).’ «I modelli del passaporto di cui devono essere muniti gli animali delle specie di cui all’allegato I, parti A e B, in occasione di un movimento sono fissati secondo la procedura di cui all’articolo 24, paragrafo 2».
8. Annex I, parts A and B, to that regulation refers to dogs, cats and ferrets. 8. L’allegato I, parti A e B, del citato regolamento si applica a cani, gatti e furetti. Decision 2003/803
La decisione 2003/803
9. Pursuant to Article 1 thereof, Decision 2003/803 establishes the model passport for the movement of dogs, cats and ferrets between Member States. 9. In applicazione del suo art. 1, la decisione 2003/803 stabilisce il modello di passaporto per i movimenti tra gli Stati membri di cani, gatti e furetti. 10. By a reference to Article 2 of that decision, Annex I thereto requires the cover and the first to third pages of that model passport to be in the following format:
10. La citata decisione, effettuando al suo art. 2 un rinvio all’allegato I, impone che la copertina e le prime tre pagine di tale modello di passaporto assumano la seguente forma:
11. L’art. 3 della decisione 2003/803 prescrive l’obbligo di conformità del modello di passaporto ai requisiti supplementari che figurano all’allegato II della medesima decisione.
12. A tal riguardo, tale allegato II, A, punto 1, enuncia quanto segue:
‘The number of the model passport, comprising the ISO code of the Member State of issue followed by a unique number, shall be printed on the cover of the model passport.’ «Il formato del modello di passaporto deve essere uniforme».
14. Annex II, C, point 4 states that the size and the shape of the boxes of the model passport set out in Annex I are indicative and not binding. 13. Il citato allegato II, B, punto 2, lett. c), è così formulato:
«sulla copertina del modello di passaporto deve essere stampato il numero del passaporto, ossia il codice ISO dello Stato membro di rilascio seguito da un numero unico». 15. Article 1 of Directive 98/34 provides:
14. Il medesimo allegato II, C, punto 4, enuncia che la dimensione e la forma delle caselle del modello di passaporto di cui all’allegato I sono indicative e non vincolanti.
15. L’art. 1 della direttiva 98/34 dispone quanto segue:
(3) “technical specification”, a specification contained in a document which lays down the characteristics required of a product such as levels of quality, performance, safety or dimensions, including the requirements applicable to the product as regards the name under which the product is sold, terminology, symbols, testing and test methods, packaging, marking or labelling and conformity assessment procedures. 2) “servizio”: qualsiasi servizio della società dell’informazione, vale a dire qualsiasi servizio prestato normalmente dietro retribuzione, a distanza, per via elettronica e a richiesta individuale di un destinatario di servizi.
(4) “other requirements”, a requirement, other than a technical specification, imposed on a product for the purpose of protecting, in particular, consumers or the environment, and which affects its life cycle after it has been placed on the market, such as conditions of use, recycling, reuse or disposal, where such conditions can significantly influence the composition or nature of the product or its marketing; 3) “specificazione tecnica”: una specificazione che figura in un documento che definisce le caratteristiche richieste di un prodotto, quali i livelli di qualità o di proprietà di utilizzazione, la sicurezza, le dimensioni, comprese le prescrizioni applicabili al prodotto per quanto riguarda la denominazione di vendita, la terminologia, i simboli, le prove ed i metodi di prova, l’imballaggio, la marcatura e l’etichettatura, nonché le procedure di valutazione della conformità. …
(11) “technical regulation”, technical specifications and other requirements or rules on services, including the relevant administrative provisions, the observance of which is compulsory, de jure or de facto , in the case of marketing, provision of a service, establishment of a service operator or use in a Member State or a major part thereof, as well as laws, regulations or administrative provisions of Member States, except those provided for in Article 10, prohibiting the manufacture, importation, marketing or use of a product or prohibiting the provision or use of a service, or establishment as a service provider. 4) “altro requisito”: un requisito diverso da una specificazione tecnica, prescritto per un prodotto per motivi di tutela, in particolare dei consumatori o dell’ambiente, e concernente il suo ciclo di vita dopo la commercializzazione, quali le sue condizioni di utilizzazione, di riciclaggio, di reimpiego o di eliminazione qualora tali condizioni possano influenzare in modo significativo la composizione o la natura del prodotto o la sua commercializzazione;
11) “regola tecnica”: una specificazione tecnica o altro requisito o una regola relativa ai servizi, comprese le disposizioni amministrative che ad esse si applicano, la cui osservanza è obbligatoria, de jure o de facto, per la commercializzazione, la prestazione di servizi, lo stabilimento di un fornitore di servizi o l’uso degli stessi in uno Stato membro o in una parte importante di esso, nonché, fatte salve quelle di cui all’articolo 10, le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri che vietano la fabbricazione, l’importazione, la commercializzazione o l’uso di un prodotto oppure la prestazione o l’uso di un servizio o lo stabilimento come fornitore di servizi.
Where appropriate, and unless it has already been sent with a prior communication, Member States shall simultaneously communicate the text of the basic legislative or regulatory provisions principally and directly concerned, should knowledge of such text be necessary to assess the implications of the draft technical regulation. 16. L’art. 8 della direttiva 98/34 enuncia quanto segue:
Member States shall communicate the draft again under the above conditions if they make changes to the draft that have the effect of significantly altering its scope, shortening the timetable originally envisaged for implementation, adding specifications or requirements, or making the latter more restrictive. «1. Fatto salvo l’articolo 10, gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione ogni progetto di regola tecnica, salvo che si tratti del semplice recepimento integrale di una norma internazionale e europea, nel qual caso è sufficiente una semplice informazione sulla norma stessa. Essi le comunicano brevemente anche i motivi che rendono necessario adottare tale regola tecnica a meno che non risultino già dal progetto.
All’occorrenza, e a meno che non sia già stato trasmesso in relazione con una comunicazione precedente, gli Stati membri comunicano contemporaneamente il testo delle disposizioni legislative e regolamentari fondamentali, essenzialmente e direttamente in questione, qualora la conoscenza di detto testo sia necessaria per valutare la portata del progetto di regola tecnica.
The Commission shall immediately notify the other Member States of the draft and all documents which have been forwarded to it; it may also refer this draft, for an opinion, to the Committee referred to in Article 5 and, where appropriate, to the committee responsible for the field in question. Gli Stati membri procedono ad una nuova comunicazione secondo le modalità summenzionate qualora essi apportino al progetto di regola tecnica modifiche importanti che ne alterino il campo di applicazione, ne abbrevino il calendario di applicazione inizialmente previsto, aggiungano o rendano più rigorosi le specificazioni o i requisiti.
3. Member States shall communicate the definitive text of a technical regulation to the Commission without delay. La Commissione comunica senza indugio agli altri Stati membri il progetto di regola tecnica e tutti i documenti che le sono stati trasmessi. Essa può anche sottoporre il progetto al parere del comitato di cui all’articolo 5 e, se del caso, del comitato competente del settore in questione.
National legislation 3. Gli Stati membri comunicano senza indugio alla Commissione il testo definitivo della regola tecnica.
17. Article 3(2) of the Decree of 5 May 2004 provides:
‘All passports shall bear a unique number. That number shall consist of 13 characters, namely, the ISO code for Belgium, “BE”, followed by the identification number of the distributor consisting of two digits and a serial number consisting of nine digits.’ La normativa nazionale 18. The second subparagraph of Article 2(2) of the Decree of 28 May 2004 states:
17. L’art. 3, n. 2, del decreto 5 maggio 2004 dispone quanto segue: ‘Proof of identification and registration of dogs identified and registered after the entry into force of this Decree shall be provided by the passport, the model for which is laid down in Annex II to this Decree, supplied with the definitive certificate of identification and registration referred to in Article 19. The model definitive certificate of identification and registration is laid down in Annex III to this Decree.’ «Ogni passaporto è provvisto di un numero unico composto di tredici caratteri, e cioè il codice ISO per il Belgio “BE”, seguito dal numero di riconoscimento del distributore composto di due cifre e da un numero seriale di nove cifre».
19. By a reference from Article 2 thereof to Annex II of that Decree, the format of the model passport of 32 pages for pet animals is established. The second and third pages thereof are in the following format: 18. L’art. 2, n. 2, secondo comma, del decreto 28 maggio 2004 è così formulato: >image>3
«La prova di identificazione e registrazione dei cani identificati e registrati dopo l’entrata in vigore del presente decreto è fornita dal passaporto, il cui modello è stabilito all’allegato II del presente decreto, munito del certificato definitivo di identificazione e registrazione di cui all’art. 19. Il modello del certificato definitivo di identificazione e registrazione è stabilito all’allegato III del presente decreto».
19. L’art. 2 del decreto in parola, rinviando al suo allegato II, definisce la presentazione del modello di passaporto per animale da compagnia composto di 32 pagine. La seconda e terza pagina di tale passaporto assumono la seguente forma:
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>image>6
20. L’art. 20 del decreto 28 maggio 2004 è del seguente tenore:
‘Following receipt of the yellow copy of the temporary certificate of identification, the holder of the central register shall register the dog’s details and those of its owner in the central register and shall send the owner a definitive certificate of identification and registration and an insert entitled “Change of owner/Amendment of details/Death”, the model of which is laid down in Annex IV to this Decree. Immediately upon receipt, the owner shall affix the definitive certificate of identification and registration in the passport.’ «Il certificato definitivo di identificazione e registrazione è costituito da due etichette adesive applicate sulle pagine 2 e 3 del passaporto».
21. L’art. 21 di tale decreto dispone quanto segue:
‘If ownership of a dog is transferred, the original owner shall complete the insert “Change of owner/Amendment of details/Death” and shall send it within eight days to the holder of the central register. The passport shall immediately be passed to the new owner. The holder of the central register shall send proof of the change to the new owner, together with an insert “Change of owner/Amendments of details/Death”. Immediately upon receipt, the new owner shall affix the new definitive certificate of identification and registration in the passport.’ «Il gestore del registro centrale, dopo aver ricevuto la copia gialla del certificato provvisorio di identificazione, registra i dati del cane e del suo responsabile nel registro centrale e invia a detto responsabile un certificato definitivo di identificazione e registrazione unitamente a un modulo intitolato “Variazione del responsabile/Modifica dei dati/Decesso”, il cui modello è stabilito all’allegato IV del presente decreto. Il responsabile, immediatamente dopo aver ricevuto il certificato definitivo di identificazione e registrazione, provvede a incollarlo sul passaporto».
22. L’art. 22 del citato decreto enuncia quanto segue:
‘In the situations set out in Article 6 or 7, the identifying person shall send, as soon as possible and in any event within eight days, the insert “Change of owner/Amendment of details/Death”, stating the new identification mark, to the holder of the central register. As proof of registration under that new identification mark, the holder shall send to the owner a new definitive certificate of identification and registration, together with an insert “Change of owner/Amendment of details/Death”.’ «In caso di cessione di un cane, il cedente completa il modulo “Variazione del responsabile/Modifica dei dati/Decesso” e lo trasmette entro otto giorni al gestore del registro centrale. Il passaporto è immediatamente consegnato al nuovo responsabile. Il gestore del registro centrale invia la prova della variazione al nuovo responsabile, unitamente al modulo “Variazione del responsabile/Modifica dei dati/Decesso”. Immediatamente dopo la ricezione, il nuovo responsabile incolla sul passaporto il nuovo certificato definitivo di identificazione e registrazione».
24. Article 1 of the Decree of 21 September 2004 amends Article 14 of the Royal Decree of 10 February 1967 regulating the veterinary control of rabies ( Moniteur belge , 25 February 1967, p. 1966; ‘the Decree of 10 February 1967’), the amended wording of which is as follows: 23. Ai sensi dell’art. 23 del medesimo decreto:
‘Paragraph 1.	The authorised veterinarian who has administered any vaccination shall issue a certificate in the format of the model annexed to the present Decree. «Nel caso dell’art. 6 o 7, il soggetto che procede all’identificazione invia, appena possibile e comunque entro otto giorni, il modulo “Variazione del responsabile/Modifica dei dati/Decesso”, specificando la nuova marcatura di identificazione, al gestore del registro centrale. Quest’ultimo trasmette al responsabile, come prova della registrazione con tale nuova marcatura di identificazione, un nuovo certificato definitivo di identificazione e registrazione, nonché il modulo “Variazione del responsabile/Modifica dei dati/Decesso”».
24. L’art. 1 del decreto 21 settembre 2004 modifica l’art. 14 del regio decreto 10 febbraio 1967 sul regolamento della polizia sanitaria della rabbia ( Moniteur belge del 25 febbraio 1967, pag. 1966; in prosieguo: il «decreto 10 febbraio 1967»), che è ormai redatto come segue: If the dog, cat or ferret already has a passport as referred to in the first subparagraph, the authorised veterinarian who has administered the vaccination shall, after checking the identification data, add to that passport the necessary information concerning the vaccination administered.
«§ 1. Il veterinario autorizzato, ogni volta che esegue la vaccinazione, rilascia un certificato conforme al modello allegato al presente decreto. Paragraph 3.	The owners and keepers of animals which must be vaccinated shall be required to present, as appropriate, the vaccination certificate or the passport referred to above upon request of one of the authorities referred to in Article 27.’ § 2. Per un cane, un gatto o un furetto che sia provvisto di un tatuaggio o di un microchip leggibile o che venga identificato al momento della vaccinazione, il veterinario autorizzato rilascia un passaporto che, a seconda del caso, è stato distribuito da una persona giuridica autorizzata ai sensi delle disposizioni [del decreto 5 maggio 2004] o dal gestore del registro centrale di identificazione dei cani, designato ai sensi dell’art. 27 [del decreto 28 maggio 2004]. Dopo l’identificazione o il controllo dell’identificazione, il veterinario autorizzato indica nel passaporto di cui sopra la vaccinazione da lui eseguita. The actions in the main proceedings and the questions referred for a preliminary ruling Nel caso in cui il cane, il gatto o il furetto sia già in possesso di un passaporto come quello di cui al primo comma, il veterinario autorizzato che ha effettuato la vaccinazione completa tale passaporto con le informazioni necessarie relative al vaccino somministrato, dopo aver controllato i dati di identificazione.
Case C‑42/10 § 3. I proprietari e i detentori di animali che devono essere vaccinati sono tenuti a presentare, a seconda del caso, il certificato di vaccinazione o il passaporto di cui sopra ad ogni richiesta da parte delle autorità menzionate all’art. 27».
25. Brought on 5 November 2004 by the VDV and Mr Janssens, the action in the main proceedings in Case C-42/10 seeks annulment of the Decree of 21 September 2004 in so far as it requires, in Article 14 of the Decree of 10 February 1967 as amended, vaccination against rabies to be entered in a pet passport meeting the conditions laid down in the Decree of 5 May 2004 or those laid down in the Decree of 28 May 2004. Cause principali e questioni pregiudiziali 26. In that regard, the applicants in the main proceedings submit that the Decree of 21 September 2004 infringes the principles of free movement of persons, goods and services and the principle of free competition by creating a monopolistic position for the Belgische Vereniging voor Identificatie en Registratie van Honden (‘the BVIRH’), and also infringes Regulation No 998/2003 and Decision 2003/803.
Causa C‑42/10 27. On that point, the applicants argue that the Decree of 21 September 2004 prevents the entry of vaccinations in a foreign pet passport or in the pet passport distributed by the VDV. They also submit that the reference to the Decrees of 5 and 28 May 2004 should not have been made, since the latter contain requirements additional to those set out in the pet passport, as defined by Regulation No 998/2003. Those Decrees link to that passport a duty to register and the notion of traceability. The passport referred to in that regulation has, however, a purely health-related purpose. Moreover, such a supplementary purpose was never part of the intentions of the European Union legislature since the identification of the animal is necessary only for the purposes of linking it with a health certificate. Furthermore, the affixing of stickers by third parties to a health document, as provided for in the Decree of 28 May 2004, is not permitted. By providing that passports issued in Belgium must bear a unique number of 13 digits, the Decree of 5 May 2004 introduces an obligation not required at European Union level. 25. Il ricorso nel procedimento principale della causa C‑42/10, presentato il 5 novembre 2004 dalla Vlaamse Dierenartsenvereniging e dal sig. Janssens, è diretto all’annullamento del decreto 21 settembre 2004 nella parte in cui prescrive, all’art. 14 del decreto 10 febbraio 1967 da esso modificato, l’indicazione della vaccinazione contro la rabbia su un passaporto per animali da compagnia che soddisfi i requisiti fissati dal decreto 5 maggio 2004 o quelli fissati dal decreto 28 maggio 2004.
28. The defendant in the main proceedings contends that the passport referred to in Regulation No 998/2003 is, above all, an identification document and that it is perfectly logical that it should have taken measures to ensure a consistent and uniform policy making obligatory a single document which, in Belgium, acts as an identification and registration document and, for intra-Community movements, as a health and identification document. It submits, with regard to the alleged monopolistic position held by the BVIRH, that that association is not the only one recognised by the State. 26. A tal riguardo, i ricorrenti nella causa principale affermano che il decreto 21 settembre 2004 viola i principi della libera circolazione delle merci, dei servizi e delle persone, il principio di libera concorrenza, riservando un monopolio soltanto alla Belgische Vereniging voor Identificatie en Registratie van Honden (in prosieguo: la «BVIRH»), nonché il regolamento n. 998/2003 e la decisione 2003/803. 29. It was in those circumstances that the Raad van State (Council of State) (Belgium) decided to stay the proceedings and refer the following questions to the Court for a preliminary ruling: 27. A quest’ultimo riguardo, detti ricorrenti sostengono che il decreto 21 settembre 2004 non consente l’iscrizione delle vaccinazioni nel passaporto straniero per animali da compagnia o nel passaporto per animali da compagnia distribuito dalla Vlaamse Dierenartsenvereniging. Essi asseriscono altresì che il riferimento ai decreti 5 e 28 maggio 2004 non ha ragion d’essere, in quanto questi ultimi contengono requisiti ulteriori rispetto a quelli previsti dal passaporto per animali da compagnia, quale definito dal regolamento n. 998/2003. In particolare, i citati decreti assocerebbero a tale passaporto un obbligo di registrazione e di tracciabilità. Orbene, il passaporto previsto dal citato regolamento avrebbe una funzione meramente sanitaria. Inoltre, una siffatta previsione aggiuntiva non sarebbe mai rientrata nelle intenzioni del legislatore dell’Unione, poiché l’identificazione dell’animale sarebbe necessaria soltanto al fine di associare a esso un certificato sanitario. Peraltro, l’apposizione di etichette da parte di terzi su un documento sanitario, come previsto dal decreto 28 maggio 2004, non sarebbe autorizzata. Il decreto 5 maggio 2004, dal canto suo, prevedendo che i passaporti rilasciati in Belgio debbano contenere un numero unico di tredici cifre, introdurrebbe un requisito non necessario a livello dell’Unione.
28. Il convenuto nella causa principale replica che il passaporto di cui al regolamento n. 998/2003 è in primo luogo un documento di identificazione, e che è del tutto logico che siano state adottate alcune misure al fine di assicurare una politica coerente ed uniforme rendendo obbligatorio un unico documento, il quale vale come documento di identificazione e registrazione in Belgio e come documento sanitario e di identificazione, nei movimenti intracomunitari. Per quanto concerne l’asserita posizione di monopolio della BVIRH, il Belgische Staat afferma che tale associazione non è l’unica ad aver ottenuto il suo riconoscimento.
2. Do Articles 3(b), 4(2), 5 and the second paragraph of Article 17 of [Regulation No 998/2003] and the articles of and annexes to [Decision 2003/803] preclude national legislation from also using the model of the European pet passport as proof of both the identification and the registration of dogs and, in that connection, making provision for third parties to insert changes with regard to the identification of the owner and the animal in Parts I to III of a European pet passport attested by an authorised veterinarian by means of identification stickers which are superimposed on the previous identification details?’ 29. È in tale contesto che il Raad van State ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:
Case C-45/10 «1) Se gli artt. 3, lett. b), 4, n. 2, 5 e 17, secondo comma, del regolamento [n. 998/2003] e gli articoli ed allegati della decisione [2003/803] ostino a che un regime nazionale in materia di passaporti per gatti e furetti rinvii (...) al modello e ai requisiti supplementari fissati dalla decisione [2003/803], ma prescriva (...) inoltre che ogni passaporto sia provvisto di un numero unico composto di 13 caratteri, e cioè il codice ISO per il Belgio “BE”, seguito dal numero di riconoscimento del distributore composto di due cifre e da un numero seriale di nove cifre.
30. Brought on 30 July 2004 by the VDV and Mr Janssens, the action in the main proceedings in Case C‑45/10 seeks annulment of the Decree of 28 May 2004.
2) Se gli artt. 3, lett. b), 4, n. 2, 5 e 17, secondo comma, del regolamento [n. 998/2003] e gli articoli ed allegati della decisione [2003/803] ostino a che un regime nazionale estenda l’uso del modello del passaporto europeo per gli animali da compagnia come prova di identificazione e registrazione dei cani e preveda inoltre che terzi, mediante etichette di identificazione adesive, apportino modifiche relative all’identificazione del proprietario e dell’animale nelle parti I‑III di un passaporto europeo per animali da compagnia, attestato da un veterinario autorizzato, in seguito alle quali i dati di identificazione precedenti vengono coperti».
31. To that end, the applicants in the main proceedings argue, firstly, that that Decree creates a monopolistic situation in favour of the BVIRH as regards the distribution of passports for dogs, which has the consequence of preventing veterinarians from having their pet passports printed in a Member State other than the Kingdom of Belgium. That Decree is also a source of fraud and gives rise to discrimination by linking the identification of dogs contained in the passports at issue in the main proceedings to an obligation to register and a notion of traceability, when that obligation does not exist in respect of cats or ferrets, and despite the fact that the European Union legislation treats those animal species identically. In addition, the direct effect of that legislation requires the VDV to take all necessary steps to ensure that its members are able to comply with that legislation and also, as a consequence, renders the Decree of 28 May 2004 inapplicable. Next, those applicants submit that the use of self-adhesive stickers runs counter to the objective pursued by Decision 2003/803, which is to enable ease of monitoring by the competent authorities. Finally, they argue that the principle of subsidiarity cannot be relied on by the Member State concerned. Causa C‑45/10 32. Furthermore, the applicants in the main proceedings submit that the provisions of the Decree of 28 May 2004, which use the model of the pet passport laid down in Decision 2003/803 as proof of the identification and registration of dogs, which provide for the affixing of self-adhesive stickers in the passport for the purposes of identifying the owner and the animal and which depart from that model passport as regards the space provided for information concerning a new owner, constitute technical regulations within the meaning of Directive 98/34 which, under Article 8 of thereof, should have been communicated to the European Commission prior to their adoption. In that regard, those applicants submit that dogs, together with their passport, must be regarded as goods.
30. Il ricorso nel procedimento principale della causa C‑45/10, presentato il 30 luglio 2004 dalla Vlaamse Dierenartsenvereniging e dal sig. Janssens, è diretto all’annullamento del decreto 28 maggio 2004.
31. A questo scopo, i ricorrenti nella causa principale sostengono anzitutto che tale decreto crea una situazione di monopolio in favore della BVIRH per quanto riguarda la distribuzione dei passaporti per cani, il che avrebbe la conseguenza di non consentire ai veterinari di far stampare i loro passaporti per animali da compagnia in uno Stato membro diverso dal Regno del Belgio. Il citato decreto occasionerebbe altresì la frode e creerebbe una discriminazione mettendo in relazione l’identificazione dei cani contenuta nei passaporti oggetto della causa principale con l’obbligo di registrazione e di tracciabilità, mentre tale obbligo non sussiste per i gatti e i furetti, e ciò nonostante la normativa dell’Unione tratti tali specie di animali in modo identico. Inoltre, l’effetto diretto di quest’ultima normativa imporrebbe alla Vlaamse Dierenartsenvereiniging di fare il possibile perché i suoi membri possano rispettare la citata normativa e avrebbe inoltre la conseguenza di rendere inapplicabile il decreto 28 maggio 2004. I suddetti ricorrenti sostengono poi che l’utilizzo di etichette adesive contrasta con l’obiettivo previsto dalla decisione 2003/803, che consisterebbe nel consentire un agevole controllo da parte delle autorità competenti. Infine, lo Stato membro in questione non potrebbe invocare il principio di sussidiarietà. 34. Since the applicants in the main proceedings maintained their arguments as to the incompatibility of the Decree of 28 May 2004 with the European Union legislation, the Raad van State decided to stay the proceedings and to refer the following questions to the Court for a preliminary ruling: 32. Inoltre, i ricorrenti nella causa principale affermano che le disposizioni del decreto 28 maggio 2004, che utilizzano il modello di passaporto per gli animali da compagnia previsto dalla decisione 2003/803 come prova di identificazione e registrazione dei cani, che prevedono l’apposizione di etichette adesive sul passaporto al fine di identificare il proprietario e l’animale e che si discostano dal modello di passaporto in parola per quanto riguarda lo spazio previsto per l’indicazione dei dati relativi al nuovo proprietario, costituiscono regole tecniche ai sensi della direttiva 98/34 la cui adozione, in forza dell’art. 8 di quest’ultima, avrebbe richiesto una previa comunicazione alla Commissione. In tal senso, i ricorrenti sostengono che i cani muniti di passaporto devono essere considerati come merci. ‘1. Do Articles 3(b), 4(2), 5 and the second paragraph of Article 17 of [Regulation No 998/2003] and the articles of and annexes to [Decision 2003/803] preclude a national legislative measure which also uses the model of the European pet passport as proof of the identification and registration of dogs and in so doing makes provision for third parties to make changes regarding the identification of the owner and the animal in Parts I to III of a European pet passport attested by an authorised veterinarian by means of identification stickers which are superimposed on the previous identification details?
33. Nella sentenza 9 gennaio 2006 (n. 153 336), che respinge una domanda di sospensione dell’esecutività del decreto impugnato, il giudice del rinvio avrebbe dichiarato che la mera circostanza che una determinata situazione sia disciplinata da disposizioni direttamente vincolanti a livello dell’Unione non osta a che l’autorità nazionale competente in materia emani, a titolo integrativo e a salvaguardia dell’interesse nazionale comune, proprie disposizioni relative ad aspetti non disciplinati dalla normativa dell’Unione o quando quest’ultima non osta a una normativa nazionale complementare. Il giudice che ha pronunciato tale sentenza è dell’avviso che il convenuto nella causa principale poteva dunque elaborare una normativa di diritto interno, sempre che quest’ultima non pregiudicasse l’efficacia integrale della normativa dell’Unione. Dato che né il regolamento n. 998/2003 né la decisione 2003/803 conterrebbero disposizioni relative alla produzione e alla distribuzione ai veterinari dei passaporti per cani, il decreto 28 maggio 2004 rientrerebbe nell’ambito fissato dalla citata decisione. Del pari, per quanto riguarda l’apposizione di etichette adesive su tali passaporti, detto giudice ha considerato che né il regolamento n. 998/2003 né la decisione 2003/803 vietano che le indicazioni individualizzate vengano apposte su tali passaporti mediante etichette adesive, purché tale prassi non dia origine a differenze rispetto al modello di passaporto previsto dalla decisione 2003/803.
2. Are national provisions which also use the model of the European pet passport, as contained in [Decision 2003/803], as proof of the identification and registration of dogs and in so doing make provision for third parties to make changes regarding the identification of the owner and the animal in Parts I to III of such a passport by means of identification stickers, technical regulations within the meaning of Article 1 of [Directive 98/34], which under Article 8 of that directive must be communicated to the European Commission before they are enacted?’ 34. Poiché i ricorrenti nella causa principale hanno ribadito i loro argomenti relativi all’incompatibilità del decreto 28 maggio 2004 con la normativa dell’Unione, il Raad van State ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:
Case C-57/10 «1) Se gli artt. 3, lett. b), 4, n. 2, 5 e 17, secondo comma, del regolamento [n. 998/2003] e gli articoli ed allegati della decisione [2003/803] ostino a che una normativa nazionale estenda l’uso del modello del passaporto europeo per gli animali da compagnia come prova di identificazione e registrazione dei cani e preveda inoltre che terzi, mediante etichette di identificazione adesive, apportino modifiche relative all’identificazione del proprietario e dell’animale nelle parti I‑III di un passaporto europeo per animali da compagnia, attestato da un veterinario autorizzato, in seguito alle quali i dati di identificazione precedenti vengono coperti. 35. Brought on 7 June 2004 by the VDV, the action in the main proceedings in Case C‑57/10 seeks annulment of the Decree of 5 May 2004. 2) Se le disposizioni nazionali, che estendono l’uso del modello di passaporto europeo per gli animali da compagnia, di cui alla decisione [2003/803], come prova di identificazione e di registrazione dei cani e prevedono inoltre che terzi, mediante etichette di identificazione adesive, apportino modifiche relative all’identificazione del proprietario e dell’animale nelle parti I‑III di detto passaporto, costituiscano norme tecniche ai sensi dell’art. 1 della direttiva [98/34] la cui adozione, in forza dell’art. 8 della medesima direttiva, richiede una previa comunicazione alla Commissione».
Causa C‑57/10 37. By setting a more detailed method for determining the unique number of the pet passport than that provided for by the European Union legislation, the Decree of 5 May 2004, firstly, fails to have regard to the direct effect of European Union regulations and decisions laid down in Article 249 EC and, secondly, constitutes a technical standard which, in disregard of Directive 98/34, has not been communicated to the Commission. 35. Il ricorso nel procedimento principale della causa C‑57/10, presentato il 7 giugno 2004 dalla Vlaamse Dierenartsenvereniging, è diretto all’annullamento del decreto 5 maggio 2004.
36. A tal riguardo, la ricorrente nella causa principale sostiene che il decreto in parola viola gli artt. 3, lett. g), CE, 30 CE, 81 CE e 82 CE, i principi della libera circolazione delle merci, dei servizi, delle persone e dei capitali, il regolamento n. 998/2003, la decisione 2003/803 nonché la direttiva 98/34.
39. In a judgment of 9 January 2006 (No 136 163), dismissing the application for suspension of the enforcement of that Decree, the national court held that the mere fact that a particular matter is regulated by directly binding provisions at the European Union level does not prevent the competent national authority, with a view to promoting the general domestic interest, from enacting supplementary legislative measures of its own in respect of aspects which are not contained in the European Union legislative measure or when that measure does not preclude a supplementary domestic legislative measure. The defendant in the main proceedings was able therefore, in the view of that court, to enact a domestic legislative measure provided that the latter did not prevent the European Union legislation from being wholly effective. Since neither Regulation No 998/2003 nor Decision 2003/803 contained any provision relating to the production and distribution to veterinarians of passports for cats and ferrets, the Decree of 28 May 2004 does not depart from the framework created by that decision. 37. Fissando modalità di determinazione del numero unico del passaporto per animali da compagnia più dettagliate rispetto alle previsioni della normativa dell’Unione, il decreto 5 maggio 2004, da un lato, non terrebbe conto dell’efficacia diretta riconosciuta dall’art. 249 CE ai regolamenti e alle decisioni dell’Unione e, dall’altro, costituirebbe una norma tecnica che, in violazione della direttiva 98/34, non è stata comunicata alla Commissione.
40. Since the applicant in the main proceedings maintained its arguments as to the incompatibility of the Decree of 5 May 2004 with the European Union legislation, the Raad van State decided to stay the proceedings and to refer the following questions to the Court for a preliminary ruling: 38. Il convenuto nella causa principale osserva che, nel determinare tale numero unico, conformemente al regolamento n. 998/2003, le autorità nazionali dispongono di un margine di discrezionalità che le autorizza ad adottare decisioni integrative, finalizzate all’elaborazione di una corretta procedura di identificazione. Esso ritiene altresì che il decreto 5 maggio 2004 non rientri nell’ambito di applicazione della direttiva 98/34.
39. Nella sentenza 9 gennaio 2006 (n. 136 163), che respinge una domanda di sospensione dell’esecutività del decreto in parola, il giudice del rinvio avrebbe dichiarato che la mera circostanza che una determinata situazione sia disciplinata da disposizioni direttamente vincolanti a livello dell’Unione non osta a che l’autorità nazionale competente in materia emani, a titolo integrativo e a salvaguardia dell’interesse nazionale comune, proprie disposizioni relative ad aspetti non disciplinati dalla normativa dell’Unione o quando quest’ultima non osta a una normativa nazionale complementare. Il giudice che ha pronunciato tale sentenza è dell’avviso che il convenuto nella causa principale poteva dunque elaborare una normativa di diritto interno, sempre che quest’ultima non pregiudicasse l’efficacia integrale della normativa dell’Unione. Dato che né il regolamento n. 998/2003 né la decisione 2003/803 conterrebbero disposizioni relative alla fabbricazione e alla distribuzione ai veterinari dei passaporti per cani e furetti, il decreto impugnato rientrerebbe nell’ambito fissato dalla citata decisione. 2. Is national legislation which in regard to the passport for cats and ferrets refers to the model and the additional requirements laid down in [Decision 2003/803], yet in addition prescribes that every passport must bear a unique number consisting of 13 characters, namely, “BE”, the ISO code for Belgium, followed by the identification number of the distributor consisting of two digits and a serial number consisting of nine digits, a technical regulation within the meaning of Article 1 of [Directive 98/34] which, under Article 8 of that Directive, must be communicated to the … Commission before its enactment?’ 40. Poiché la ricorrente nella causa principale ha ribadito i suoi argomenti relativi all’incompatibilità del decreto 5 maggio 2004 con la normativa dell’Unione, il Raad van State ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:
Consideration of the questions referred «1) Se gli artt. 3, lett. b), 4, n. 2, 5 e 17, secondo comma, del regolamento [n. 998/2003] e gli articoli ed allegati della decisione [2003/803] ostino a che un regime nazionale in materia di passaporti per gatti e furetti rinvii al modello e ai requisiti supplementari fissati dalla decisione [2003/803], ma prescriva inoltre che ogni passaporto sia provvisto di un numero unico composto di 13 caratteri, e cioè il codice ISO per il Belgio “BE”, seguito dal numero di riconoscimento del distributore composto di due cifre e da un numero seriale di nove cifre. Preliminary observations 2) Se un regime nazionale che, in materia di passaporti per gatti e furetti, rinvia al modello e ai requisiti supplementari fissati dalla decisione [2003/803], ma prescriva inoltre che ogni passaporto sia provvisto di un numero unico composto di 13 caratteri, e cioè il codice ISO per il Belgio “BE”, seguito dal numero di riconoscimento del distributore composto di due cifre e da un numero seriale di nove cifre, sia una regola tecnica ai sensi dell’art. 1 della direttiva [98/34] la cui adozione, in forza dell’art. 8 della medesima direttiva, richiede una previa comunicazione alla Commissione (...)».
41. In its observations, the VDV, the applicant in the three sets of main proceedings, sets out two additional questions on which, because of their importance, it also wishes the Court to rule.
Sulle questioni pregiudiziali 42. In that regard, it must be borne in mind that, in the context of the cooperation between the Court and the national courts provided for by Article 267 TFEU, it is solely for the national court before which the dispute has been brought, and which must assume responsibility for the subsequent judicial decision, to determine in the light of the particular circumstances of the case both the need for a preliminary ruling in order to enable it to deliver judgment and the relevance of the questions which it submits to the Court (see, to that effect, Case C‑138/08 Hochtief and Linde-Kca-Dresden [2009] ECR I‑9889, paragraph 20 and the case-law cited). Osservazioni preliminari 43. The right to determine the questions to be put to the Court thus devolves upon the national court alone and the parties may not change their tenor ( Hochtief and Linde-Kca-Dresden , paragraph 21 and the case-law cited). 41. Nelle sue osservazioni la Vlaamse Dierenartsenvereniging, ricorrente nelle tre cause principali, formula due questioni complementari e sostiene che, in considerazione della loro importanza, anche in merito ad esse sarebbe necessaria la pronuncia della Corte. 44. In addition, to alter the substance of the questions referred for a preliminary ruling, or to answer the additional questions mentioned by the applicants in the main proceedings in their observations, would be incompatible with the Court’s function under Article 267 TFEU and with its duty to ensure that the governments of the Member States and the parties concerned are given the opportunity to submit observations under Article 23 of the Statute of the Court of Justice, bearing in mind that under that provision only the order of the national court is notified to the interested parties (see, to that effect, Hochtief and Linde-Kca-Dresden , paragraph 22 and the case-law cited). 42. A tale riguardo occorre ricordare che, nell’ambito della cooperazione tra la Corte e i giudici nazionali, quale prevista dall’art. 267 TFUE, spetta unicamente al giudice nazionale, il quale è investito della controversia e deve assumersi la responsabilità della futura pronuncia giurisdizionale, valutare, alla luce delle peculiarità della causa dinanzi ad esso pendente, sia la necessità di una decisione in via pregiudiziale ai fini della pronuncia della propria sentenza sia la rilevanza delle questioni che esso propone alla Corte (v., in tal senso, sentenza 15 ottobre 2009, causa C‑138/08, Hochtief e Linde-Kca-Dresden, Racc. pag. I‑9889, punto 20 e giurisprudenza ivi citata).
43. La facoltà di determinare le questioni da sottoporre alla Corte è quindi riservata al giudice nazionale e le parti non possono modificarne il tenore (sentenza Hochtief e Linde-Kca-Dresden, cit., punto 21 e giurisprudenza ivi citata).
The first questions in Cases C‑42/10 and C‑57/10 44. Peraltro, una modifica delle questioni pregiudiziali sotto il profilo sostanziale o una risposta alle questioni complementari menzionate nelle osservazioni della ricorrente nella causa principale sarebbe incompatibile con il ruolo assegnato alla Corte dall’art. 267 TFUE e con l’obbligo della Corte di dare ai governi degli Stati membri e alle parti interessate la possibilità di presentare osservazioni ai sensi dell’art. 23 del suo Statuto, tenuto conto del fatto che, in base alla suddetta disposizione, alle parti interessate vengono notificate solo le decisioni di rinvio (v., in tal senso, sentenza Hochtief e Linde-Kca-Dresden, cit., punto 22 e giurisprudenza ivi citata).
46. In its first questions in Cases C‑42/10 and C‑57/10, the national court asks, in essence, whether Articles 3(b), 4(2), 5 and the second paragraph of Article 17 of Regulation No 998/2003 and the articles of and annexes to Decision 2003/803 must be interpreted as precluding national legislation, such as that at issue in the main proceedings, which lays down a numbering system for pet passports comprising a unique number consisting of the two-letter ISO code for the Kingdom of Belgium (BE) followed by the identification number of the authorised distributor consisting of two digits and a serial number consisting of nine digits. 45. Ne consegue che la Corte non può procedere all’analisi delle questioni complementari sollevate dalla Vlaamse Dierenartsenvereniging.
47. In that regard, it must be borne in mind that, by virtue of the very nature of regulations and of their function in the system of sources of European Union law, the provisions of regulations generally have immediate effect in the national legal systems without it being necessary for the national authorities to adopt measures of application or without it being necessary for the European Union legislature to adopt supplementary legislation (Case C‑367/09 SGS Belgium and Others [2010] ECR I‑0000, paragraph 32 and the case-law cited). Sulle prime questioni nelle cause C‑42/10 e C‑57/10 48. Some of the provisions of a regulation, even if supplemented by an implementing decision, may, however, necessitate, for their implementation, the adoption of national measures of application (see, by analogy, Case C-403/98 Monte Arcosu [2001] ECR I-103, paragraph 26). 46. Con le sue prime questioni nelle cause C‑42/10 e C‑57/10, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se gli artt. 3, lett. b), 4, n. 2, 5 e 17, secondo comma, del regolamento n. 998/2003, nonché gli articoli e gli allegati della decisione 2003/803 debbano essere interpretati nel senso che ostano a una normativa nazionale, quale quella oggetto della causa principale, che prescrive una numerazione per i passaporti per animali da compagnia composta da un numero unico contenente il codice ISO a due caratteri del Regno del Belgio «BE» seguito dal numero di riconoscimento a due cifre del distributore autorizzato e da una serie di nove cifre.
47. A tale riguardo si deve ricordare che, a causa della loro stessa natura e della loro funzione nel sistema delle fonti del diritto dell’Unione, le disposizioni di un regolamento producono, in genere, effetti immediati negli ordinamenti giuridici nazionali, senza che le autorità nazionali debbano adottare misure di attuazione o che sia necessario che il legislatore dell’Unione adotti normative complementari (sentenza 28 ottobre 2010, causa C‑367/09, SGS Belgium e a., non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 32 e giurisprudenza ivi citata).
48. Cionondimeno, talune disposizioni di un regolamento, anche completate da una decisione di esecuzione, possono richiedere, per la loro attuazione, l’adozione di misure nazionali di applicazione (v., per analogia, sentenza 11 gennaio 2001, causa C‑403/98, Monte Arcosu, Racc. pag. I‑103, punto 26).
51. It must be held that the national legislation at issue in the main proceedings meets the requirements concerning the numbering of the passports laid down in Article 5(1)(b) of Regulation No 998/2003, read in conjunction with Annex II, B, point 2(c) to Decision 2003/803. That national legislation provides, firstly, that each passport is to have a unique number and, secondly, that the first two characters of that number are to consist of the two-letter ISO code for the Kingdom of Belgium (BE). The national legislation at issue, by implementing the provisions of European Union law referred to above and by specifying, in addition, the numbering system for the other characters comprising the passport number, ensures that those provisions have their full effect. 49. Ciò è esattamente quanto si verifica con riferimento all’art. 5, n. 1, lett. b), del regolamento n. 998/2003, in combinato disposto con l’allegato II, B, punto 2, lett. c), della decisione 2003/803. 52. It follows from the foregoing that the answer to the first questions in Cases C‑42/10 and C‑57/10 is that Articles 3(b), 4(2), 5 and the second paragraph of Article 17 of Regulation No 998/2003 and the articles of and annexes to Decision 2003/803 must be interpreted as meaning that they do not preclude national legislation which lays down a numbering system for pet passports comprising a unique number consisting of the two-letter ISO code for the Member State concerned followed by the identification number of the authorised distributor consisting of two digits and a serial number consisting of nine digits. 50. Infatti, eccezion fatta per l’obbligo di indicare il numero ISO dello Stato membro di rilascio all’inizio della serie di caratteri che compongono il numero unico da apporsi sul passaporto per animali da compagnia, le citate disposizioni del regolamento n. 998/2003 e della decisione 2003/803 non prevedono alcuna modalità specifica per la determinazione di tale numero. Esse implicano quindi che siano gli Stati membri a dover stabilire la modalità di determinazione di detto numero.
The second question in Case C‑42/10 and the first question in Case C‑45/10 51. Va constatato che la normativa nazionale oggetto della causa principale soddisfa i requisiti relativi alla numerazione dei passaporti previsti dall’art. 5, n. 1, lett. b), del regolamento n. 998/2003, in combinato disposto con l’allegato II, B, punto 2, lett. c), della decisione 2003/803. Infatti, tale normativa nazionale prevede, da un lato, che ogni passaporto sia dotato di un numero unico e, dall’altro, che i primi due caratteri di tale numero facciano riferimento al codice ISO del Regno del Belgio «BE». La normativa nazionale in parola, attuando le disposizioni del diritto dell’Unione precedentemente menzionate e precisando, peraltro, la modalità di numerazione degli altri caratteri che compongono il numero di passaporto, garantisce la piena efficacia di queste ultime disposizioni.
53. By its second question in Case C‑42/10 and its first question in Case C‑45/10, the national court asks, in essence, whether Articles 3(b), 4(2), 5 and the second paragraph of Article 17 of Regulation No 998/2003 and the articles of and annexes to Decision 2003/803 preclude legislation, such as that at issue in the main proceedings, under which, firstly, a pet passport is used not only as a travel document pursuant to the European Union legislation but also as proof of identification and registration of dogs at a national level and, secondly, the format of the identifying details of the owner and the animal entered therein differ from that provided for in Decision 2003/803 and the amendment thereof is carried out by affixing the new details over the old using self-adhesive stickers. 52. Dalle considerazioni sin qui svolte risulta che le prime questioni nelle cause C‑42/10 e C‑57/10 vanno risolte dichiarando che gli artt. 3, lett. b), 4, n. 2, 5 e 17, secondo comma, del regolamento n. 998/2003, nonché gli articoli e gli allegati della decisione 2003/803 devono essere interpretati nel senso che non ostano a una normativa nazionale che prevede una numerazione per i passaporti per animali da compagnia composta da un numero unico contenente il codice ISO a due caratteri dello Stato membro interessato seguito dal numero di riconoscimento a due cifre del distributore autorizzato e da una serie di nove cifre, dal momento che detta normativa nazionale garantisce l’unicità di tale numero di identificazione.
54. Firstly, with regard to the use of a pet passport as proof of identification and registration of dogs at the national level, it is appropriate to point out that what is at issue is the use of that passport for parallel purposes different from those underlying the European Union legislation, that is to say, the harmonisation of animal health requirements applicable to the non-commercial intra-Community movement of pet animals. Sulla seconda questione nella causa C‑42/10 e sulla prima questione nella causa C‑45/10 55. In that regard, it must be noted that neither the letter nor the spirit of Regulation No 998/2003 and Decision 2003/803 permits the conclusion that a pet passport has the unique and exclusive function of meeting the objectives pursued by the European Union legislation or that, therefore, use of that passport, at national level, for other purposes is prohibited. On the contrary, it is apparent from recitals (3) and (4) in the preamble to Decision 2003/803 and from the model passport annexed to that decision that it includes pages enabling the inscription of data unconnected to the European Union legislation. Thus, it provides for certifications of vaccinations not required under Regulation No 998/2003 and sections entitled ‘clinical examination’ and ‘legalisation’ so that the pet passports can also be used for the movement of animals outside the European Union. 53. Con la seconda questione nella causa C‑42/10 e la prima questione nella causa C‑45/10, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se gli artt. 3, lett. b), 4, n. 2, 5 e 17, secondo comma, del regolamento n. 998/2003, nonché gli articoli e gli allegati della decisione 2003/803 ostino a normative, quali quelle oggetto della causa principale, in seguito alla cui applicazione, da un lato, il passaporto per animali da compagnia è utilizzato non soltanto come documento di viaggio ai sensi della normativa dell’Unione, ma anche come prova di identificazione e registrazione dei cani a livello nazionale, e, dall’altro, la presentazione dei dati relativi all’identificazione del proprietario e dell’animale presenti su tale passaporto differisce da quella prevista dalla decisione 2003/803 e la modifica dei quali si effettua mediante l’apposizione dei nuovi dati che coprono i precedenti con etichette adesive.
56. Accordingly, use of that passport for purposes other than those referred to in the European Union legislation cannot, in principle, be prohibited. 54. Per quanto riguarda, in primo luogo, l’uso del passaporto per animali da compagnia come prova di identificazione e registrazione dei cani a livello nazionale, occorre sottolineare che si tratta dell’uso di detto passaporto per fini paralleli e diversi da quelli che reggono la normativa dell’Unione, e cioè l’armonizzazione delle condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti intracomunitari di animali da compagnia a carattere non commerciale.
57. Nevertheless, it is important that that use does not adversely affect either the effective application of Regulation No 998/2003 or Decision 2003/803 or the objectives which they pursue. It is neither shown nor even alleged by the parties to the main proceedings or by the interested parties referred to in Article 23 of the Statute of the Court who have submitted observations that use of the passport for purposes of identification and registration of dogs at a national level would have such an effect. 55. A questo proposito si deve rilevare che né il tenore letterale né lo spirito del regolamento n. 998/2003 e della decisione 2003/803 consentono di concludere che la funzione del passaporto per animali da compagnia sarebbe solo ed esclusivamente quella di soddisfare gli obiettivi perseguiti dalla normativa dell’Unione e che, pertanto, l’uso di tale passaporto a livello nazionale per finalità diverse sarebbe vietato. Dal terzo e quarto ‘considerando’ della decisione 2003/803 e dal modello di passaporto allegato a tale decisione si evince invece che quest’ultimo contiene alcune pagine sulle quali è possibile inserire dati che non presentano alcun nesso con la normativa dell’Unione. Tale modello prevede infatti l’indicazione della certificazione di vaccinazioni non richieste dal regolamento n. 998/2003, nonché alcune sezioni, intitolate «esami clinici» e «legalizzazione», in modo che i passaporti per animali da compagnia possano essere utilizzati anche per i movimenti di animali al di fuori dell’Unione.
58. Secondly, as regards entry of the identifying details of the owner and the animal, which are amended by affixing the new details over the old using self-adhesive stickers, it must be held that legislation such as that at issue in the main proceedings has the effect of establishing a pet passport which differs in its format from that of the model passport provided for in Decision 2003/803. 56. Pertanto, l’uso di tale passaporto per finalità diverse da quelle indicate dalla normativa dell’Unione, in linea di principio, non può essere vietato.
59. Thus, while Annex I to Decision 2003/803 provides that the first page of the model passport is to comprise three fields for entry of the identity and address of three successive owners of the animal, the legislation at issue in the main proceedings provides that the first page of the pet passport is to have only one field, over which self-adhesive stickers must be successively affixed when the address or identity of the animal’s owner changes. 57. Tuttavia, è necessario che tale uso non rimetta in discussione né l’effettiva applicazione del regolamento n. 998/2003 e della decisione 2003/803 né gli obiettivi dagli stessi perseguiti. Orbene, non è provato e neppure affermato dalle parti nella causa principale o dagli interessati di cui all’art. 23 dello Statuto della Corte che hanno presentato osservazioni che l’uso di tale passaporto finalizzato all’identificazione e alla registrazione dei cani a livello nazionale produca un simile effetto.
60. In that regard, it must be borne in mind that, pursuant to the fourth paragraph of Article 288 TFEU, a Commission decision addressed to the Member States is to be binding in its entirety. 58. Per quanto riguarda, in secondo luogo, la menzione dei dati relativi all’identificazione del proprietario e dell’animale, la cui modifica è effettuata attraverso l’apposizione di nuovi dati sui precedenti mediante etichette adesive, occorre constatare che una normativa quale quella oggetto della causa principale ha l’effetto di introdurre un passaporto per animali da compagnia, la cui presentazione differisce da quella del modello di passaporto previsto dalla decisione 2003/803. 61. In addition, it follows from the very object of Decision 2003/803, from the model passport set out in Annex I thereto and from Annex II, A, point 1, to that decision, which states that ‘[t]he format of the model passport shall be uniform’, that the purpose of that decision is to establish a uniform document, no matter which Member State issues it, and the format and content of which the Member States are required to follow, subject to minor adaptations exhaustively listed in Annex II, C, point 4, to that decision. 59. Infatti, mentre l’allegato I della decisione 2003/803 prevede che la prima pagina del modello di passaporto contenga tre campi che consentano di annotare l’identità e l’indirizzo di tre proprietari in successione dell’animale, la normativa oggetto della causa principale prevede che la prima pagina del passaporto per animali da compagnia contenga un solo campo, sul quale apporre in successione le etichette adesive che tengono conto delle variazioni di indirizzo o di identità del proprietario dell’animale. 62. By laying down the format of the first page of the pet passport on which there is only one field available for entry of the identity and address of the first owner of the animal and to which any later amendments are made by affixing self-adhesive stickers, legislation such as that at issue in the main proceedings fails to have regard to the requirement for a uniform format provided for in the form of the model passport, which requires in particular that the first page of the pet passport have fields and a format enabling the identity and address of three successive owners of the animal to be entered.
60. A tal riguardo occorre ricordare che, ai sensi dell’art. 288, quarto comma, TFUE, le decisioni della Commissione destinate agli Stati membri sono obbligatorie in tutti i loro elementi. 63. Furthermore, as the Commission submitted at the hearing, placing self-adhesive stickers one on top of the other prevents identification of the successive owners of the animal when such identification is decisive in the field of animal health and Regulation No 988/2003 and Decision 2003/803 specifically lay down requirements in that regard. 61. Inoltre, dall’oggetto stesso della decisione 2003/803, dal modello di passaporto di cui all’allegato I della medesima e dall’allegato II, A, punto 1, di tale decisione nella quale è scritto che «[i]l formato del modello di passaporto è uniforme», risulta che tale decisione ha lo scopo di definire un documento uniforme, qualunque sia lo Stato membro che lo rilascia, le cui forme e il cui contenuto sono imposti agli Stati membri, fatti salvi adeguamenti di minore importanza, tassativamente previsti all’allegato II, C, punto 4, della citata decisione.
64. Similarly, the use of self-adhesive stickers such as those provided for in the legislation at issue in the main proceedings, which gives rise to a change to the format laid down in the model passport, also has the effect of hindering the transfer of pets outside the Member State of origin by requiring, in such situations, the issue of a new passport in the Member State of destination. 62. Orbene, adottando una presentazione della prima pagina del passaporto per animali da compagnia sulla quale appare soltanto un campo destinato a contenere l’indicazione dell’identità e dell’indirizzo del primo proprietario dell’animale e le cui modifiche successive si effettuano mediante l’apposizione di etichette adesive, una normativa quale quella oggetto della causa principale non tiene conto dell’obbligo di una presentazione uniforme previsto per il modello di passaporto, il quale esige, in particolare, che la prima pagina del passaporto per animali da compagnia contenga determinati campi e una presentazione che consenta di annotare l’identità e l’indirizzo di tre successivi proprietari dell’animale. 65. Having regard to the foregoing considerations, the answer to the second question in Case C‑42/10 and the first question in Case C‑45/10 is that Articles 3(b), 4(2), 5 and the second paragraph of Article 17 of Regulation No 998/2003 and the articles of and annexes to Decision 2003/803 must be interpreted as: 63. Del resto, come affermato dalla Commissione in udienza, la sovrapposizione di etichette adesive impedisce l’identificazione dei proprietari dell’animale succedutisi nel tempo benché una siffatta identificazione sia determinante nell’ambito della polizia sanitaria e il regolamento n. 998/2003 e la decisione 2003/803 siano intervenuti proprio in tale ambito.
– not precluding legislation, such as that at issue in the main proceedings, under which a pet passport is used not only as a travel document pursuant to European Union legislation but also as proof of identification and registration of dogs at a national level, 64. Per la stessa ragione, l’utilizzo di etichette adesive come quelle previste dalla normativa oggetto della causa principale, che porta a modificare la presentazione imposta per il modello di passaporto ha anche l’effetto di impedire il trasferimento degli animali da compagnia al di fuori dello Stato membro di origine, rendendo necessario in tali casi il rilascio di un nuovo passaporto nello Stato membro di destinazione.
– precluding legislation, such as that at issue in the main proceedings, under which only one field is available in the pet passport for entry of the identity and address of the owner of the animal and to which any later amendments are made by affixing self-adhesive stickers. 65. Alla luce delle considerazioni sin qui svolte, occorre risolvere la seconda questione nella causa C‑42/10 e la prima questione nella causa C‑45/10 dichiarando che gli artt. 3, lett. b), 4, n. 2, 5 e 17, secondo comma, del regolamento n. 998/2003, nonché gli articoli e allegati della decisione 2003/803 devono essere interpretati nel senso che:
The second questions in Cases C‑45/10 and C‑57/10 – non ostano a una normativa, come quella oggetto della causa principale, in applicazione della quale il passaporto per animali da compagnia è utilizzato non soltanto come documento di viaggio, conformemente alla normativa dell’Unione, ma anche come prova di identificazione e registrazione dei cani a livello nazionale, e
66. By its second questions in Cases C‑45/10 and C‑57/10, the national court asks, in essence, whether national provisions, such as those in the Belgian legislation concerning the pet passport and relating to the use thereof as proof of identification and registration of dogs, and to the use of self-adhesive stickers to amend the identity details of the owner and the animal, on the one hand, and to those relating to the determination of a unique number for cats and ferrets, on the other, must be regarded as technical standards within the meaning of Directive 98/34. – ostano a una normativa nazionale, come quella oggetto della causa principale, che prevede un solo campo nel passaporto per animali da compagnia destinato a contenere l’indicazione dell’identità e dell’indirizzo del proprietario dell’animale, le cui modifiche successive si effettuano mediante l’apposizione di etichette adesive.
67. In that regard, it must be borne in mind, as is apparent from the legal basis of Directive 98/34, namely, Article 100a of the EC Treaty (now, after amendment, Article 95 EC), and from recitals (2) and (4) in the preamble to that directive, that the European Union legislation laying down a procedure for the provision of information in the field of technical standards and regulations and of rules on Information Society services contributes to the proper functioning of the internal market by ensuring, in particular, the free movement of goods. Sulle seconde questioni nelle cause C‑45/10 e C‑57/10 68. In addition, the Court has had occasion to point out that only products which can be valued in money and which are capable, as such, of forming the subject of commercial transactions fall within the scope of the free movement of goods (see, to that effect, inter alia, Case 7/68 Commission v Italy [1968] ECR 617, 626, and Case C‑65/05 Commission v Greece [2006] ECR I‑10341, paragraphs 23 to 25). 66. Con le seconde questioni nelle cause C‑45/10 e C‑57/10, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se disposizioni nazionali, come quelle enunciate nella normativa belga sul passaporto per animali da compagnia e relative all’uso di quest’ultimo come prova di identificazione e registrazione dei cani, nonché all’utilizzo di etichette adesive per effettuare le modifiche afferenti all’identificazione del proprietario e dell’animale, da una parte, e disposizioni relative alla determinazione di un numero unico per gatti e furetti, dall’altra, debbano essere considerate regole tecniche, ai sensi della direttiva 98/34.
69. It is not in dispute that pet passports, since they bear a unique number and identify a specific animal, cannot, as such, be the object of commercial transactions. 67. Occorre rilevare al riguardo, come emerge dal fondamento giuridico della direttiva 98/34, vale a dire dall’art. 100 A del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 95 CE), nonché dal secondo e quarto ‘considerando’ di tale direttiva, che la normativa dell’Unione, prevedendo una procedura d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell’informazione, concorre al buon funzionamento del mercato interno garantendo, in particolare, la libera circolazione delle merci. 70. Those passports cannot therefore be classified as ‘products’ within the meaning of the case-law of the Court; nor can Directive 98/34 apply to them. Consequently, specifications such as those contained in the Belgian legislation at issue in the main proceedings cannot be classified as technical specifications which, in accordance with Article 8 of that directive, must be communicated in advance to the Commission and, failing that, must not be applied by the national court (see, to that effect, Case C‑20/05 Schwibbert [2007] ECR I‑9447, paragraphs 33 and 44 and the case-law cited). 68. Del resto, la Corte ha avuto l’occasione di precisare che nell’ambito di applicazione della libera circolazione delle merci rientrano soltanto i prodotti pecuniariamente valutabili e come tali atti a costituire oggetto di operazioni commerciali (v. in tal senso, in particolare, sentenze 10 dicembre 1968, causa 7/68, Commissione/Italia, Racc. pag. 561, in particolare pag. 570, e 26 ottobre 2006, causa C‑65/05, Commissione/Grecia, Racc. pag. I‑10341, punti 23-25).
71. It follows from the foregoing considerations that the answer to the second questions in Cases C‑45/10 and C‑57/10 is that national provisions, such as those in the legislation at issue in the main proceedings, concerning the pet passport and relating to its use as proof of identification and registration of dogs, and to the use of self-adhesive stickers to amend the identity details of the owner and the animal, on the one hand, and to those relating to the determination of a unique number for cats and ferrets, on the other, do not constitute technical standards within the meaning of Article 1 of Directive 98/34 which, in accordance with Article 8 thereof, must be communicated in advance to the Commission. 69. Orbene, è pacifico che i passaporti per animali da compagnia, essendo dotati di un numero unico e identificando un animale specifico, non possono, come tali, costituire oggetto di operazioni commerciali.
Costs 70. È dunque escluso che i passaporti in parola possano essere qualificati come «merce», ai sensi della giurisprudenza della Corte, e che la direttiva 98/34 sia applicabile nei loro confronti. Di conseguenza, specificazioni, come quelle previste dalla normativa belga oggetto della causa principale, non possono essere qualificate come specificazioni tecniche che devono costituire oggetto, conformemente all’art. 8 di tale direttiva, di una previa comunicazione alla Commissione e, in mancanza di quest’ultima, essere disapplicate dal giudice nazionale (v., in tal senso, sentenza 8 novembre 2007, causa C‑20/05, Schwibbert, Racc. pag. I‑9447, punti 33 e 44 nonché giurisprudenza ivi citata). 72. Since these proceedings are, for the parties to the main proceedings, a step in the action pending before the national court, the decision on costs is a matter for that court. Costs incurred in submitting observations to the Court, other than the costs of those parties, are not recoverable.
71. Dalle considerazioni sin qui esposte risulta che le seconde questioni nelle cause C‑45/10 e C‑57/10 devono essere risolte dichiarando che disposizioni nazionali, come quelle enunciate nella normativa oggetto della causa principale, relative al passaporto per animali da compagnia e afferenti all’uso di quest’ultimo come prova di identificazione e registrazione dei cani, nonché all’utilizzo d i etichette adesive per effettuare le modifiche inerenti all’identificazione del proprietario e dell’animale, da una parte, e disposizioni relative alla determinazione di un numero unico per gatti e furetti, dall’altra, non costituiscono regole tecniche ai sensi dell’art. 1 della direttiva 98/34, che, conformemente all’art. 8 della medesima direttiva, devono essere oggetto di una previa comunicazione alla Commissione.
Sulle spese 72. Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.
1. Articles 3(b), 4(2), 5 and the second paragraph of Article 17 of Regulation No 998/2003 of the European Parliament and of the Council of 26 May 2003 on the animal health requirements applicable to the non-commercial movement of pet animals and amending Council Directive 92/65/EEC and the articles of and annexes to Commission Decision 2003/803/EC of 26 November 2003 establishing a model passport for the intra-Community movements of dogs, cats and ferrets must be interpreted as meaning that they do not preclude national legislation which lays down a numbering system for pet passports comprising a unique number consisting of the two-letter ISO code for the Member State concerned followed by the identification number of the authorised distributor consisting of two digits and a serial number consisting of nine digits, provided that that legislation guarantees the uniqueness of that identification number. 1) Gli artt. 3, lett. b), 4, n. 2, 5 e 17, secondo comma, del regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 26 maggio 2003, n. 998, relativo alle condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia, e che modifica la direttiva 92/65/CEE del Consiglio, nonché gli articoli e gli allegati della decisione della Commissione 26 novembre 2003, 2003/803/CE, che stabilisce un modello di passaporto per i movimenti intracomunitari di cani, gatti e furetti, devono essere interpretati nel senso che non ostano a una normativa nazionale che prevede una numerazione per i passaporti per animali da compagnia composta da un numero unico contenente il codice ISO a due caratteri dello Stato membro interessato seguito dal numero di riconoscimento a due cifre del distributore autorizzato e da una serie di nove cifre, dal momento che detta normativa nazionale garantisce l’unicità di tale numero di identificazione. 2. Articles 3(b), 4(2), 5 and the second paragraph of Article 17 of Regulation No 998/2003 and the articles of and annexes to Decision 2003/803 must be interpreted as: 2) Gli artt. 3, lett. b), 4, n. 2, 5 e 17, secondo comma, del regolamento n. 998/2003, nonché gli articoli e gli allegati della decisione 2003/803 devono essere interpretati nel senso che: – not precluding legislation, such as that at issue in the main proceedings, under which a pet passport is used not only as a travel document pursuant to European Union legislation but also as proof of identification and registration of dogs at a national level, – non ostano a una normativa, come quella oggetto della causa principale, in applicazione della quale il passaporto per animali da compagnia è utilizzato non soltanto come documento di viaggio, conformemente alla normativa dell’Unione, ma anche come prova di identificazione e registrazione dei cani a livello nazionale, e – precluding legislation, such as that at issue in the main proceedings, under which only one field is available in the pet passport for entry of the identity and address of the owner of the animal and to which any later amendments are made by affixing self-adhesive stickers. – ostano a una normativa nazionale, come quella oggetto della causa principale, che prevede un solo campo nel passaporto per animali da compagnia destinato a contenere l’indicazione dell’identità e dell’indirizzo del proprietario dell’animale, le cui modifiche successive si effettuano mediante l’apposizione di etichette adesive. 3. National provisions, such as those in the legislation at issue in the main proceedings, concerning the pet passport and relating to its use as proof of identification and registration of dogs, and to the use of self-adhesive stickers to amend the identity details of the owner and the animal, on the one hand, and to those relating to the determination of a unique number for cats and ferrets, on the other, do not constitute technical standards within the meaning of Article 1 of Directive 98/34 of the European Parliament and of the Council laying down a procedure for the provision of information in the field of technical standards and regulations and of rules on Information Society services, as amended by Directive 98/48/EC of the European Parliament and of the Council of 20 July 1998, which, in accordance with Article 8 thereof, must be communicated in advance to the Commission. 3) Disposizioni nazionali, come quelle enunciate nella normativa oggetto della causa principale, relative al passaporto per animali da compagnia e afferenti all’uso di quest’ultimo come prova di identificazione e registrazione dei cani, nonché all’utilizzo di etichette adesive per effettuare le modifiche inerenti all’identificazione del proprietario e dell’animale, da una parte, e disposizioni relative alla determinazione di un numero unico per gatti e furetti, dall’altra, non costituiscono regole tecniche ai sensi dell’art. 1 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 giugno 1998, 98/34/CE, che prevede una procedura d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell’informazione, come modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 20 luglio 1998, 98/48/CE, le quali, conformemente all’art. 8 della medesima direttiva, devono essere oggetto di una previa comunicazione alla Commissione europea. 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