Source: http://dirittoegiustizia.it/news/15/0000078094/Ancora_decisioni_quadro_GAI_in_Gazzetta_Ufficiale.html?coc=56
Timestamp: 2020-05-25 20:59:37+00:00
Document Index: 37053152

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 7', 'art. 324', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 3']

Ancora decisioni quadro GAI in Gazzetta Ufficiale - PENALE e PROCESSO | Diritto e Giustizia
L’esecuzione nell’UE di provvedimenti di blocco dei beni o di sequestro probatorio. E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell’11 marzo scorso, il d. lgs. n. 35/2016, avente ad oggetto l’attuazione della decisione quadro 2003/577/GAI del Consiglio, del 22 luglio 2003, concernente l’esecuzione, nell’Unione Europea, dei provvedimenti di blocco dei beni o di sequestro probatorio.
Il provvedimento è composto da due Titoli, di cui il primo si concentra sulle disposizioni generali, in particolare le definizioni di alcune terminologie necessarie; il Titolo II, relativo alle norme di recepimento interno, risulta diviso in tre Capi, concernenti rispettivamente la richiesta di riconoscimento e di esecuzione, l’iniziativa di riconoscimento e le disposizioni finali.
L’art. 3 del decreto fornisce un’elencazione dei reati per cui è necessario far luogo al riconoscimento e all’esecuzione di un provvedimento di blocco o di sequestro. Le norme successive (artt. 4 e 5) disciplinano la procedura di ricezione della richiesta, prevedendo che il procuratore della Repubblica presso il tribunale nel cui territorio si trova il bene, o la prova, riceva il provvedimento di sequestro o di blocco dall'autorità dello Stato di emissione e provveda senza ritardo a riconoscere, con proprio decreto o ordinanza, il provvedimento di blocco o di sequestro, disponendo anche che venga data immediata esecuzione al provvedimento.
L’art. 7 tratteggia le ipotesi in cui è possibile, per l’Autorità procedente, rinviare l’esecuzione del provvedimento di blocco o di sequestro.
L'indagato o imputato può proporre richiesta di riesame, come avverso il decreto di riconoscimento ed esecuzione del provvedimento di blocco o di sequestro, ai sensi dell'art. 324 c.p.p. (art. 9).
La richiesta di riconoscimento del provvedimento di blocco o di sequestro deve essere corredata da una richiesta di trasferimento della prova nello Stato di emissione, ovvero da una richiesta di confisca.
Il documento di blocco o di sequestro viene trasmesso con allegato un certificato (redatto secondo un formulario allegato al decreto ed opportunamente tradotto), con cui l’autorità competente attesta l'esattezza delle informazioni contenute nel provvedimento (artt. 11 e 12).
L’entrata in vigore del provvedimento è prevista per il 26 marzo 2016.
Il reciproco riconoscimento alle decisioni sulle misure alternative alla detenzione cautelare. Sempre la Gazzetta Ufficiale dell’11 marzo scorso, n. 59, fa spazio al d. lgs. n. 36/2016, relativo all’attuazione della decisione quadro 2009/829/GAI del Consiglio, del 23 ottobre 2009, riferita all’applicazione tra gli Stati membri dell’UE del reciproco riconoscimento alle decisioni sulle misure alternative alla detenzione cautelare.
Il provvedimento è composto da quattro Capi, contenenti disposizioni generali, trasmissione all’estero, trasmissione dall’estero e disposizioni transitorie e finali.
L’art. 3 del decreto individua le autorità competenti (singola autorità giudiziaria e Ministero della Giustizia), mentre la norma successiva delinea le misure cautelari coinvolte dal provvedimento.
L’art. 5 prevede che il pubblico ministero presso il giudice che ha emesso la decisione sulle misure cautelari trasmetta la decisione, sulle misure cautelari, all'autorità competente dello Stato membro in cui l'interessato ha la propria residenza legale e abituale.
La trasmissione all'estero deve essere disposta immediatamente dopo la decisione sulle misure cautelari, con indicazione del periodo di applicazione.
L’art. 8 del decreto chiarisce gli effetti del provvedimento.
L’art. 9 attribuisce la competenza a decidere sul riconoscimento e sulla sorveglianza di una decisione sulle misure cautelari, adottata in altro Stato membro dell'Unione, alla Corte d’Appello nel cui distretto la persona interessata ha la propria residenza legale e abituale, mentre l’art. 10 delinea le condizioni necessarie per il riconoscimento.
Gli artt. 12 e 13 illustrano la disciplina della procedura di riconoscimento e i motivi per opporre rifiuto al medesimo.
Il reciproco riconoscimento alle sanzioni pecuniarie. Con il d. lgs. n. 37/2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 60, del 12 marzo 2016, si dà attuazione alla decisione quadro 2005/214/GAI del Consiglio, del 24 febbraio 2005, inerente all’applicazione, tra Stati membri dell’UE, del reciproco riconoscimento alle sanzioni pecuniarie.
Il decreto, strutturato in quattro Capi (disposizioni generali, trasmissione all’estero, trasmissione dall’estero e disposizioni finali), individua, con l’art. 3, le autorità competenti, in relazione al disposto degli artt. 4 e 8; in particolare, individuando l’organo competente, per la trasmissione all’estero, nel pubblico ministero presso il tribunale che ha emesso la decisione sulla sanzione pecuniaria, e, per quanto riguarda la competenza a decidere sul riconoscimento, nel caso di trasmissione dall’estero, nella Corte d’Appello nel cui distretto la persona condannata dispone di beni ovvero di reddito (oppure risiede abitualmente o ha sede legale, nell’ipotesi di persona giuridica).
Gli artt. 5 e 6 delineano la procedura di trasmissione all’estero, prevedendo che sia inviato il provvedimento, unitamente ad un certificato (allegato al decreto).
Gli artt. 9 e 10 si occupano di definire le condizioni per il riconoscimento del provvedimento proveniente dall’estero e dei reati coinvolti dalla procedura.
Il procedimento ed i motivi di rifiuto sono regolati dalle norme successive (artt. 11 e 12).
Il provvedimento entrerà in vigore il 27 marzo 2016.
Qui il d. lgs. n. 37/2016, pubblicato in G.U. del 12 marzo 2016, n. 60
Qui il d. lgs. n. 36/2016, pubblicato in G.U. dell’11 marzo 2016, n. 59