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Timestamp: 2019-04-19 23:28:32+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 595', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 57', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 25', 'art. 5', 'art. 16', 'sentenza ']

Secondo la più recente giurisprudenza della Corte Suprema di Cassazione non sussiste alcun obbligo di registrazione per i blog in quanto questi sono un espressione della libertà di opinione, diritto ampiamente riconosciuto dalla nostra Costituzione e dalle normative internazionali. L'utente che desidera approfondire le argomentazioni in tema di stampa e obblighi per i gestori di blog, potrà leggere le sentenze che seguono, l'utente troverà molteplici riferimenti normativi e giurisprudenziali. Lo staff di Tele Rofrano pur ricercando una sempre migliore qualità dei contenuti non può garantirne l'esattezza o correttezza, l'utente viene caldamente invitato a inviare segnalazione di errori da questa pagina qui.
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Sentenza n. 2297/2013
Procedimento 2309/2009 RGA
Procedimento n. 1219/2005 RGR
Il Tribunale riteneva in questo modo integrato il delitto di diffamazione sulla base del principio – consolidato nella giurisprudenza di legittimità – per cui l'immissione di notizie o immagini in rete è attività che integra l'ipotesi di un offerta delle stesse incertam personam e implica la fruibilità di esse da parte di un numero solitamente elevato e non accertabile di utenti; una comunicazione di questo tipo, pertanto, doveva intendersi effettuata potenzialmente erga omnes, con la conseguenza che, nell'ipotesi in cui essa fosse offensiva dell'onore altrui o dell'altrui reputazione, era integrata l'ipotesi di reato di cui all'art. 595 c.p., senza che avesse importanza per una diversa qualificazione della condotta, l'eventualità che tra i fruitori del messaggio vi fosse anche la persona offessa.
operativià nel massimo grado delle già concesse circostanti attenuanti generiche e riduzione della pena al minimo edittale.
Con motivi aggiunti il 8.6.2011, il difensore dell'appellante rappresentava che uno dei riferimenti giurisprudenziali – sentenza n. 553 del Tribunale di Aosta del 26.5.2006 – richiamati nella sentenza appellata, era stato riformato dalla Corte di Appello di Torino, con sentenza del 23.4.2010 che aveva escluso ogni responsabilità del gestore del blog per eventuali scritti diffamatori postati da terzi in quanto non “era dato ravvisare, nel gestore di un blog un obbligo giuridico di impedire che taluno iserisca un commento diffamatorio né di far si che i commenti possano essere postati solo previo un proprio controllo sul contenuto degli stessi”.
in assenza di una disciplina specifica, di settore, non è possibile applicare le disposizioni incriminatrici o le aggravanti in tema di carta stampata al diverso settore dell'informazione diffusa attraverso internet; alcuni giudici di merito – tra cui anche la sentenza n. 553 del Tribunale di Aosta citata nella sentenza appellata – valorizzando l'aspetto finalistico dell'informazione, assumevano una sostanziale equivalenza dei mezzi di trasmissione della carta stampata e dell'informazione online, così giustificando un'esegesi estensiva dell'art. 1 della legge 47/1948 e individuando una responsabilità per omesso controllo ex art. 57 in capo al gestore del sito internet; la giurisprudenza di merito prevalente e la giurisprudenza di leggittimità (Cfr. Cass. Pen. Sez. V, 1.10.2010 n. 35511 e id 29.11.2011 n. 44126), però, hanno giustamente sottolineato l'impossibilità di reperire all'interno dell'ordinamento una norma giuridica che permetta l'estensione tout court della disciplina prevista per la stampa ad internet, senza al contempo infrangere il divieto di analogia in malam partem: infatti, il dato letterale sancito nell'art. 1 della legge 47/1948 non è riferibile all'informazione via web, caratterizzata da elementi ontologicamente differenti rispetto all'informazione classica e, pertanto, non assumibile all'interno della della medesima fattispecie astratta; perché possa parlarsi di stampa in senso giuridico, ai sensi dell'art. 1 della legge 47/1948 occorrono che via sia una riproduzione tipografica e che il prodotto di tale attività tipografica sia destinato alla pubblicazione attraverso una effettiva distribuzione tra il pubblico; le pubblicazioni rese note mediante la rete informatica difettano di entrambi i requisiti in quanto non consistono in molteplici riproduzioni su più supporti fisici di uno stesso testo redatto dall'originale;
su ricorso proposto da Ruta Carlo, nato a Ragusa il 26/0(/1953 avverso la sentenza del 02/05/2011 della Corte di Appello di Catania visti gli atti, il provvedimento denunziato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere Mario Gentile; udito il Pubblico Ministero, in persona del sostituto Procuratore Generale Aldo Policastro che ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso; udito l’avv. Giuseppe Arnone, difensore di fiducia del ricorrente, che ha concluso chiedendo l’accoglimento del ricorso.
1. La Corte di Appello di Catania, con sentenza emessa il 02/05/2011, confermava la sentenza del Tribunale di Modica, in data 08/05/2008, appellata da Carlo Ruta, imputato del reato di cui agli artt. 5 e 16 L. 08 febbraio 1948 n. 47, per avere intrapreso la pubblicazione del giornale di informazione civile, denominato Accade in Sicilia e diffuso in via telematica sul sito www.Accadeinsicilia.net, senza che fosse intervenuta tempestiva registrazione presso la cancelleria del Tribunale di Modica; fatti commessi dal 16/12/2003 al 07/12/2004; e condannato alla pena di euro 150,00 di multa.
1.1. Ai sensi dell’art. 1 L. 47/1948 (disposizione sulla stampa) sono considerati stampe o stampati tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisici/chimici, in qualsiasi modo destinati alla pubblicazione.
1.4. La pubblicazione di un giornale o altro periodico, senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall'art. 5, costituisce illecito penale punito ai sensi dell'art. 16 citata legge n. 47/1948
3.2. La normativa di cui alla L. 07 marzo 2001 n. 62 (inerente alla disciplina sull'editoria e sui prodotti editoriali, con modifiche alla L. 05 agosto 1981 n. 416) ha introdotto la registrazione dei giornali on line soltanto per ragioni amministrative ed esclusivamente ai fini della possibilità di usufruire delle provvidenze economiche previste per l'editoria.
3.3. Detta disciplina è stata ribadita dalla successiva normativa di cui al d. lgs 09 aprile 2003 n. 70, che esplicitamente ha prescritto, con la disposizione di cui all'art. 7, comma 3, che la registrazione della testata editoriale telematica è obbligatoria esclusivamente per le attività per le quali i prestatori di servizio intendono avvalersi delle provvidenze previste dalla L. 07 marzo 2001 n. 62.
3.4. L'estensione dell'obbligo di registrazione per il giornale on line – previsto dalla citata L. n. 62/2001, ripetesi, ai soli fini delle provvidenze economiche – anche in riferimento alla norma di cui all'art. 5 L. 47/1948, con conseguente applicabilità (in caso di omessa registrazione) della sanzione penale di cui all'art. 16 citata legge sulla stampa, costituisce interpretazione analogica in “malam partem” non consentita ai sensi dell'art. 25, comma secondo, Costituzione e 14 delle Disposizioni sulla legge generale (vedi sulla materia de qua sez. III sent. N. 10535 del 11/12/2008, depositata il 10/03/2009; sez. V n. 35511/2010 del 16/07/2010).
4. Alla luce delle argomentazioni finora svolte, consegue che – non sussistendo nei confronti di Carlo Ruta l'obbligo della registrazione del giornale on line denominato “Accade in Sicilia”, ai sensi dell'art. 5 L. 47/1948 – lo stesso va assolto del reato di cui all'art. 16 citata legge n. 47/1948, come contestato in atti, perché il fatto non sussiste, con conseguente annullamento, senza rinvio, della sentenza della Corte di Appello di Catania, in data 2/5/2011.
Il componente estensore, Mario Gentile
Il Presidente, Saverio Felice Mannino