Source: https://www.legacooppuglia.it/riforma-lavoro-il-testo-definitivo/
Timestamp: 2020-06-05 12:18:22+00:00
Document Index: 74653463

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 34', 'art. 70', 'art. 17', 'art. 414', 'art. 416', 'art. 421', 'sentenza ', 'sentenza ']

Riforma lavoro: il testo definitivo | Legacoop Puglia
Riforma lavoro: il testo definitivo
Contratti e licenziamenti. Il testo definitivo di riforma del ministro Fornero in materia di lavoro è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Pubblichiamo una scheda riepiloga con i punti salienti in materia, realizzata dal responsabile Ufficio Legislazione e Lavoro di Legacoop Puglia, avvocato Massimiliano Maggio. Si tratta di un aggiornamento rispetto a quanto pubblicato sul nostro sito (https://www.legacooppuglia.it/2012/04/riforma-lavoro-le-modifiche-apportate/), in data 6 aprile 2012, quando il testo era ancora un disegno di legge. Di seguito la scheda utile ai lavoratori e soci delle cooperative sulla riforma del mercato del lavoro.
CONTRATTI: Le modifiche alla disciplina attualmente in vigore. La legge si applicherà, se non espressamente previsto il contrario, anche alle PP.AA..
Contratto a tempo determinato: a) viene inserito un “cappello” all’art. 1 del D. Lgs. n. 368/01 con cui si afferma che “la forma comune di rapporto di lavoro è il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato”; b) Se il primo rapporto a tempo determinato è di durata non superiore a dodici mesi, si può prescindere dalle causali di cui al comma 1 dell’art. 1 (questo primo contratto sarà comunque improrogabile); c) i termini di prosecuzione del rapporto oltre la scadenza ai quali la legge lega la trasformazione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato (dalla scadenza dei termini iniziali) sono 30 gg. (per i contratti inferiori a 6 mesi) e 50 gg. (per gli altri); d) i periodi di “vacanza contrattuale” di cui all’art. 5, comma 3, sono 60 gg. (per i contratti fino a 6 mesi) e 90 gg. (per gli altri); d) vengono modificati i termini per l’impugnazione – anche stragiudiziale (120 giorni anziché 60) e per la proposizione del ricorso (180 giorni anziché 270); e) E’, infine, previsto un maggior onere contributivo (aliquota aggiuntiva del 1,4%), che andrà a finanziare il tesoretto per l’ASPI (il nuovo ammortizzatore sociale).
Cambia, di conseguenza, anche la disciplina della somministrazione di lavoro (artt. 20 e segg., D. Lgs. n. 276/03) nella parte in cui richiamava espressamente queste parti del D. Lgs. n. 368/01.
Contratto di inserimento completamente cancellato.
Lavoro intermittente (“a chiamata”): a) vengono rivisitati i limiti di età previsti dall’art. 34, comma 2, D. Lgs. n. 276/2003: 24 anni invece che 25 per il limite minimo; 55 invece che 45 per quello massimo; b) il datore è obbligato a comunicare a mezzo fax o PEC alla Direzione Territoriale del Lavoro competente la durata della prestazione prima dell’inizio della stessa.
Lavoro a progetto: giro di vite sui contratti a progetto. a) Il lavoro a progetto non può riguardare l’esecuzione di compiti “meramente esecutivi o ripetitivi” (che possono essere individuati dalla contrattazione collettiva); b) il progetto deve prevedere il risultato finale (oltreché essere funzionalmente collegato a esso) che si intende conseguire; d) Se la prestazione del collaboratore è analoga a quella di altri lavoratori dipendenti del committente, il rapporto di considera di lavoro subordinato a tempo indeterminato, così come se il progetto manchi o sia assolutamente generico all’interno del contratto.
Aumenterà progressivamente, altresì, l’aliquota contributiva fino a toccare, nel 2018, il 33% (al pari del lavoro subordinato).
“Partite Iva”: il lavoro autonomo “a partita iva” si considererà a progetto (con tutto ciò che ne consegue in ordine alle sanzioni previste per le irregolarità relative a questa disciplina) quando ricorreranno due di questi tre presupposti: a) durata della collaborazione superiore a 8 mesi; b) corrispettivo derivante dallo stesso committente (o da più committenti tra essi collegati) costituisca più del 80% dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nell’arco dello stesso anno solare; c) postazione di lavoro presso la sede del committente a disposizione del collaboratore. Sono chiaramente escluse da questa previsione le collaborazioni coordinate e continuative il cui contenuto concreto sia riconducibile alle attività professionali intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali (che, comunque, non è circostanza di per sé idonea a determinare l’esclusione dal campo di applicazione della disciplina).
Saranno, in ogni caso, considerate valide le “partita iva” che produrranno un reddito annuo di almeno € 18.000.
– Lavoro accessorio: sono escluse dal ricorso al lavoro accessorio (di cui all’art. 70, D. Lgs. n. 276/03) le prestazioni rese nei confronti di committenti imprenditori commerciali e professionisti (escluse le attività agricole).
Stage: non sono ammessi tirocini formativi o stage completamente gratuiti ma è previsto il riconoscimento “di una congrua indennità, anche in forma forfettaria, in relazione alla prestazione svolta”.
LICENZIAMENTI: cosa cambia Le principali modifiche alla L. n. 604/66:
LA TUTELA GIUDIZIALE CONTRO I LICENZIAMENTI: la nuova procedura “d’urgenza”
L’art. 17 prevede, in particolare, che il ricorso (che dovrà riguardare esclusivamente il licenziamento e tutte le domande ad esso strettamente connesse) e il decreto di fissazione di udienza (non oltre 30 giorni dal deposito del ricorso), dovrà essere notificato a cura del ricorrente anche a mezzo P.E.C.;
Entro 30 giorni dalla notifica dell’ordinanza, potrà essere proposta opposizione, nelle forme di cui all’art. 414 c.p.c.. In tal caso il giudice fissa con decreto (da notificarsi all’opposto entro 40 giorni prima della data dell’udienza) udienza entro i successivi 60 giorni, assegnando all’opposto termine per costituirsi fino a 10 giorni prima dell’udienza.L’opposto dovrà costituirsi a norma e con le decadenze di cui all’art. 416 c.p.c..
In caso di chiamata di terzo, il giudice fissa una nuova udienza entro i successivi 60 giorni, disponendo che siano notificati al terzo sia il ricorso introduttivo dell’opponente, sia l’atto di costituzione dell’opposto.Il terzo dovrà costituirsi almeno 10 giorni prima dell’udienza.
All’udienza il giudice sente le parti e procede ai sensi dell’art. 421 c.p.c.. Provvede con sentenza (provvisoriamente esecutiva) al rigetto o accoglimento della domanda.Contro la sentenza è proponibile appello, entro 30 giorni dalla data di comunicazione o notificazione se anteriore.
LA NUOVA DISIPLINA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI: L’ “ASpI”