Source: https://interlink.miur.it/1998/faq.html
Timestamp: 2019-03-25 11:42:13+00:00
Document Index: 88025912

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art.3', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 7', 'art.7', 'art. 7', 'art. 23']

Art. 7, D.M. 21-6-1999, n. 313
F.A.Q. - Le domande più frequenti
Mutuo riconoscimento dei titoli di studio/Spendibilità
Criteri di valutazione della commissione (murst)
Conservatori e accademie di belle arti
Garanzie da parte dell'Ateno
Numero partners
Numero moduli, numero caratteri e allegati
Presenza di piu' universita' italiane in uno stesso progetto
Risorse locali disponibili/sedi
Progetti integrati di livelli diversi
Progetti basati su videoconferenza
Corsi: denominazioni, equivalenze
1. E’ possibile compilare i modelli informatici o cartacei in una lingua diversa dall’Italiano?
- No, solo in Italiano.
Per quanto riguarda il dottorato si fa riferimento al D.M. 224 del 30/4/99 (Regolamento in materia di dottorato di ricerca) ed in particolare agli articoli 5 e 6.
2. Lo straniero è ammesso anche senza concorso?
- Si, se lo prevede l’accordo di cooperazione interuniversitaria.
- Si, se lo permette il Regolamento d’Ateneo.
- Si, se lo studente è già iscritto ad un dottorato all’estero e quindi si configura come uno studente di scambio.
3. Sono previste modalità di ammissione ai dottorati diverse dal concorso pubblico (per esempio non prevedendo termini perentori per la presentazione delle domande)?
- Si, sulla base dell’accordo di cooperazione interuniversitaria (art. 5.5 del Regolamento 30/4/99, D.M. n. 224: "Nel caso di dottorati istituiti a seguito di accordi di cooperazione interuniversitaria internazionale, la Commissione e le modalità di ammissione sono definite secondo quanto previsto negli accordi stessi").
4. Ammettendo le regole del concorso pubblico, è possibile prevedere nell’accordo un concorso per titoli invece che per esami o per titoli ed esami, come è richiesto dal DM 30.4.99?
- Si, sulla base dell’accordo di cooperazione interuniversitaria o in base al Regolamento d’Ateneo.
5. Progetto di internazionalizzazione dei dottorati significa applicarlo soltanto a quelli già esistenti o si internazionalizza anche creando dottorati che non esistono nelle Università partners?
- L’accordo di cooperazione interuniversitaria può ovviamente essere concluso solo se anche nell’Università partner esiste un dottorato di ricerca analogo.
6. Che si deve fare, programmare un nuovo ciclo con una riserva di posti per dottorati internazionali?
Le ipotesi sono varie, sempre nel rispetto del Regolamento d'Ateneo:
- Si può istituire un nuovo corso sulla base dell’accordo di cooperazione interuniversitaria;
- Si possono ampliare i posti di un corso di dottorato nazionale.
7. Ad iter concorsuale concluso (graduatoria di merito definitiva) come si fa ad internazionalizzare dottorati già esistenti?
- Non si può intervenire sull’iter già concluso, perché la progettazione va fatta a priori e congiuntamente.
8. C’è un tetto massimo di studenti per il dottorato?
9. E' possibile incrementare l’entità della borsa?
- L'entità della borsa è fissata dai D.M. 11.9.98 e 14.12.98, in 20.450.000 annui lordi a decorrere dal 2000, con possibilità di elevazione della borsa in proporzione ed in relazione ai consentiti periodi di permanenza all'estero presso università o istituti di ricerca ( art.3 D.M.11.9.98).
10. In cosa consiste precisamente il co-finanziamento? (-50% a carico dell’Univ.; -50% a carico delle singole Facoltà; -50% a carico dell’Univ. e 50% a carico delle singole Facoltà?)
- Ciò che interessa al Murst è che vi sia un impegno dell'Ateneo pari almeno al 50%, a prescindere dalle ripartizioni interne.
11. L’Ateneo può modificare il finanziamento in seguito?
- Si, solo con un incremento, che non implica un maggiore co-finanziamento da parte del Murst.
12. I fondi di ricerca possono essere inseriti a cofinanziamento (per esempio per borse di dottorato)?
- Dipende dall’Ateneo, purché siano congruenti con il progetto di ricerca.
13. E’ possibile richiedere un finanziamento per un coordinatore tecnico del progetto?
- No, è al di fuori delle previsioni di finanziamento da parte del Murst; può essere imputato alla quota d’Ateneo.
14. Eventuali borse per studenti o altri fondi forniti al progetto da partner stranieri possono rientrare nel co-finanziamento?
- No, il contributo del partner estero non rientra nel 50% di co-finanziamento dell'Ateneo. E' necessario tuttavia conoscere quali sono gli impegni da parte dei partner esteri, in quanto possono costituire elemento di giudizio da parte della Commissione.
15. Il budget del progetto (fondi Murst più co-finanziamento) può coprire spese eleggibili dei partners stranieri?
- In principio si, a condizione che anche da parte dei partner esteri vi siano contributi ed apporti che tendano a stabilire forme di reciprocità.
16. I contributi finanziari di soggetti esterni entrano nel computo del 50%?
- Si, esclusi i contributi dei partner esteri.
17. I Fondi ottenuti dal coordinatore dalla Commissione Europea per attività di ricerca possono rientrare nel co-finanziamento dell’Ateneo?
- Si, purché finalizzati agli stessi scopi.
18. Oltre alle spese di viaggio e soggiorno, nel calcolare il contributo finanziario è compresa la borsa di studio dello studente straniero in Italia?
- No, in principio ogni parte sovvenziona i propri studenti, su base di reciprocità.
19. E possibile prevedere per l’Università impegni di spesa pluriennali?
- Sì, basta rispettare le regole contabili
- Sì, sul piano contabile le Università possono assumere impegni anche pluriennali.
20. Alla voce “previsioni di spesa-personale docente italiano” è prevista l’ammissione al co-finanziamento dell’attività di tutoring e orientamento: quali sono i docenti ammessi? Solo esterni (con contratti supplenze) o anche interni?
- Si possono prevedere spese per attività di tutoring ed orientamento nel rispetto del regolamento relativo al fondo di incentivazione di Ateneo.
21. E per quanto riguarda i docenti stranieri (docenti esterni al partner straniero)?
- Gli stranieri no.
MUTUO RICONOSCIMENTO DEI TITOLI DI STUDIO / SPENDIBILITA’
Per tutto quello che riguarda i titoli si fa riferimento al REGOLAMENTO sull’AUTONOMIA (decreto 3 novembre1999, n. 509) ed in particolare all'art. 3 ed all'art. 11. In via transitoria potranno essere adottate delibere da parte dei competenti organi accademici in attuazione delle norme previste dall'art. 3.
22. Per riconoscimento dei titoli si intende: 1) titolo congiunto a firma dei Rettori delle Univv. Partners; 2) titolo normalmente rilasciato dalle singole Univv. Partners; 3) titolo normalmente rilasciato dalle singole Univv. Partners equipollente al titolo rilasciato nei diversi Paesi partners.
- un titolo congiunto a firma dei Rettori delle Università partners (D.M. 509/99, art. 3, comma 9), oppure;
- titoli singolarmente rilasciati dalle Università partners.
23. I governi riconosceranno il doppio titolo?
- Non c'è bisogno di un riconoscimento formale da parte dei Governi (vedi D.M. 509/99 citato).
24. Quali sono gli organi deputati al riconoscimento?
- a regime saranno i Regolamenti didattici di Ateneo a disciplinare le modalità per il rilascio dei titoli congiunti (D.M. 509/99 , art. 11, comma 7, lettera n).
25. Cosa vuol dire spendibilità sia nell’ambito accademico che lavorativo?
- è richiesta una breve descrizione in merito alle verifiche condotte relativamente alla possibilità di utilizzare i nuovi titoli sia ai fini del proseguimento degli studi sia sul mercato del lavoro, anche nei Paesi Partners.
26. L’ammontare dei crediti annuali 1) sono stabiliti dall’Ateneo 2) sono stabiliti dai proponenti il progetto 3) o in altro modo?
- Si deve far riferimento al D.M. 509/99 e in particolare all'art. 5 e all'art. 7. L'ammontare dei crediti annuali è fissato in 60, e può essere inferiore solo nel caso in cui il percorso formativo sia a tempo parziale.
27. La durata del progetto è libera?
- Si, ma si suppone venga sviluppata entro l'arco di un triennio.
28. Nel caso di iniziative pluriennali e che si ripeteranno nel tempo (ad es. un corso di Master biennale che sarà offerto regolarmente ogni anno) come va strutturata la richiesta?
- La richiesta di finanziamento si intende solo per il primo corso.
29. La durata dei corsi integrati di Master può essere di due anni o deve limitarsi a uno?
- Il D.M. 509/99, art. 7, comma stabilisce: "Per conseguire il master universitario lo studente deve aver acquisito almeno 60 crediti". Vale comunque la stessa risposta fornita alla domanda 24.
30. L’impegno per l’intero progetto deve essere entro il 2000? In questo caso possono non essere spesi entro il 31.12.2000, impegnandoli in un piano pluriennale di spesa?
31. Spese di promozione iniziative all’estero?
- Possono essere previste ma non nella quota di finanziamento richiesta al Murst
32. Il computo dei costi indiretti nelle previsioni di spesa devono essere considerati nella voce “altro”?
- Non sono imputabili.
33. Priorità solo l’art.7 ?
- I criteri principali sono quelli individuati nell'art. 7 e verranno integrati sulla base delle proposte pervenute (completezza delle domande, sostenibilità dei progetti, richieste finanziarie, interdisciplinarietà, grado di maturazione dei progetti, equilibrio fra aree geografiche e disciplinari, etc.)
34.	Come si fa se tutte le domande vanno ai Cons. di facoltà o ai Cons. di dipartimento?
- Le priorità vengono stabilite dal Rettore o dall’organo universitario deputato
35.	Con la riforma delle Accademie e dei Conservatori (legge 508/99), possono presentare progetti?
- Non possono presentare progetti ma possono partecipare come partner di Università.
GARANZIE DA PARTE DELL’ATENEO
36.	Nel caso di finanziamento, la garanzia entro dicembre di realizzare il progetto è sufficiente?
- Su questo punto si rimanda all'art. 23, commi 2 e 3 del d.m. 21/6/99. In ogni caso il Ministero attiverà forme di valutazione e monitoraggio delle iniziative finanziate.
37.	Il peso attribuito alla partecipazione di più Università è maggiore rispetto ad un progetto bilaterale?
38. Se si vuole chiedere l’attivazione di un intero corso di studi consecutivi (laurea triennale, master, dottorato) si deve presentare una richiesta separata per ciascun livello, cioè in questo esempio 3 moduli distinti?
39. I campi previsti nei moduli devono essere compilati tutti obbligatoriamente per ogni tipologia di proposta (master, dottorato etc.)?
40. Nella redazione del Curriculum Sintetico completo delle esperienze internazionali del Coordinatore queste devono riferirsi a rapporti con Univv. straniere relativi esclusivamente ad attività didattiche o è possibile includere anche eventuali collaborazioni per attività di ricerca?
- Si, purché siano attestazioni di esperienze internazionali.
PRESENZA DI PIU’ UNIVERSITA’ ITALIANE IN UNO STESSO PROGETTO
41. Chi riceve il finanziamento?
- L'Università che coordina e che è garante delle Università partners.
42. Che impegno devono assumere quelle che non coordinano il progetto?
- Gli impegni definiti dall'accordo specifico per il progetto.
43.	Se più Univv. propongono un programma di corsi coordinati, uno per ciascuna sede, che vengano seguiti da studenti già iscritti a dottorati nazionali (italiani e ad esempio da tutti i Paesi europei), come va fatta la domanda? Il programma sarebbe unico ma la spesa a carico di tutte le Univv. partecipanti. Serve una domanda unica dettagliata o tante distinte domande quante sono le Univv.?
- E' necessaria un'unica domanda da parte dell'Università coordinatrice.
RISORSE LOCALI DISPONIBILI / SEDI
44. Cosa si intende per risorse locali disponibili? 1) Risorse finanziarie che l’Ateneo mette a disposizione o analoghe risorse della facoltà? 2) Strutture di vario genere?
- 1) NO; 2) SI, solo le strutture.
45.	Se un partner non ha una vera sede, come localizzarlo?
- Indicare la sede dell’organismo di riferimento.
46.	Ad esempio 1° livello con master?
- Si debbono presentare 2 distinte domande.
47.	Sono validi?
- Si, è una nuova metodologia
48.	Un breve corso per laureati può essere organizzato e svolto all’estero?
49.	Nella scheda del singolo progetto alla voce “studenti interessati” vanno indicati quelli complessivamente compresi nella rete?
- Quelli coinvolti nel progetto.
50.	E’ possibile predisporre borse di studio anche per stranieri?
- Sì, ma solo a condizioni di reciprocità delle spese sostenute.
51.	Borse di studio studenti italiani?
- In Italia no, all’estero si.
52.	Si deve indicare quanto personale è complessivamente impegnato (cioè anche quello di altre Univv.)?
- Solo i docenti coinvolti nel progetto italiano
53.	Come regolarsi per compensi ai docenti?
-	Non possono essere imputati al progetto costi relativi ai compensi al personale docente d'Ateneo.
54.	Per personale docente coinvolto (scheda singolo progetto) nel caso di un progetto di master si intendono tutti i docenti che terranno lezione?
- Sì, tutti quelli coinvolti nel progetto, dalla progettazione alla docenza.
55.	Riguarda costi per la partecipazione di docenti/non docenti e studenti per approfondire la conoscenza della lingua straniera del partner?
56.	Se un master consiste in un corso biennale successivo al corso triennale di baccalaureato, dal partner straniero questo titolo verrebbe denominato, in inglese,“M.A.”; nel modulo va indicato come master o come laurea specialistica?
- In attesa della nuova normativa sulla laurea specialistica, indicare “master universitario biennale", secondo le leggi vigenti.
57.	E’ possibile presentare in un unico progetto programmi di studio dello stesso livello relativi a più corsi di laurea?
58.	Esiste un titolo generale per chi fa un master in Italia (come accade in Francia)? O è l’Univ. che organizza il master che può attribuirgli un nome specifico?
-	No;
-	Si, è solo l’Università che organizza il master che può attribuirgli un nome specifico.
59.	Esiste un limite (ad es. per un master la tassa di 4.000.000 è eccessiva)?
- Non esiste per il master; esiste per il dottorato.