Source: https://patrimonio.archivio.senato.it/inventario/archivi-del-senato-del-regno/ufficio-ragioneria
Timestamp: 2019-12-13 04:56:42+00:00
Document Index: 99755885

Matched Legal Cases: ['art. 112', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 112', 'art. 113', 'art. 7']

Ufficio di Ragioneria - Patrimonio dell'Archivio storico Senato della Repubblica
Ufficio di Ragioneria1848 - 1951
Il regolamento del 1876 prevedeva, all'art. 112, la figura di un ragioniere addetto alla Questura al quale «spetta la tenuta dei registri di contabilità, la estensione dei mandati di pagamento, la compilazione dei rendiconti delle spese e dei progetti di bilancio e tutte quelle altre attribuzioni designate dal Regolamento di contabilità interna».
Il Consiglio di presidenza, nella seduta del 27 marzo 1941, approvò il Regolamento interno degli uffici e del personale che prevedeva l'istituzione di un autonomo Ufficio di ragioneria. L'art. 10 affidava all'ufficio il controllo sulle spese, la sovrintendenza ai servizi di cassa, la tenuta delle scritture contabili, la gestione del fondo per le pensioni e per i prestiti al personale, la compilazione del conto riassuntivo del patrimonio del Senato.
Col Regolamento di amministrazione e di contabilità del 1853, per la prima volta fu regolamentata la procedura: i mandati erano stesi e spediti dal direttore degli Uffici di segreteria e firmati dal Questore e dal Presidente del Senato (artt. 9 e 10). Nel caso di spese oltre quelle previste in bilancio, proposte dalla Questura e approvate dal Consiglio di presidenza o con voto del Senato, al mandato era allegato l'atto di approvazione (art. 8). I mandati erano spediti quando l'economo del Senato presentava la nota spese «debitamente liquidata e munita del visto della Questura» (art. 10). I mandati potevano comprendere solo un articolo di spesa ad eccezione delle spese minute e degli stipendi, «a condizione però che si riferiscano allo stesso capitolo del bilancio» (art. 11).
In seguito alle modifiche apportate al regolamento del Senato, il 10 marzo 1874 dal Comitato segreto e il 18 maggio 1876 dall'Assemblea, l'estensione dei mandati di pagamento fu affidata al ragioniere addetto alla Questura (art. 112) e il pagamento delle spese regolarmente autorizzate al cassiere (art. 113). Col Regolamento interno degli uffici e del personale del Senato approvato dal Consiglio di presidenza il 5 luglio 1929 fu ribadito, all'art. 7, che l'emissione dei mandati competeva al Servizio di ragioneria e cassa annesso alla Questura. I mandati erano successivamente vistati dai Questori.
registri 392 circa, volumi 794 circa, buste due