Source: https://www.scribd.com/document/78379977/Orazio-Fergnani-DENUNCIA-UFFICIALE-CONTRO-I-PIU-GRANDI-EVASORI-FISCALI-IN-ITALIA
Timestamp: 2018-04-25 06:22:10+00:00
Document Index: 115111229

Matched Legal Cases: ['art.81', 'art.110', 'art.112', 'art.328', 'art.416', 'art.476', 'art.477', 'art.479', 'art.480', 'art.481', 'art.482', 'art.483', 'art.484', 'art.489', 'art. 493', 'art. 12', 'art. 1813', 'art. 416', 'art. 408']

Description: Sono in atto dal 1992 (ed anche da prima marginalmente) manipolazioni e travisazioni plateali delle leggi, della Costituzione e della conseguente pressione fiscale dai modi irrituali ed usurpativi ...
Sono in atto dal 1992 (ed anche da prima marginalmente) manipolazioni e travisazioni plateali delle leggi, della Costituzione e della conseguente pressione fiscale dai modi irrituali ed usurpativi di ogni diritto proprio del cittadino presunto “debitore”, usate a seguito della legge 130 del 1999 per la “cartolarizzazione” e l’esazione fiscale ed adottate dalle bande criminali che hanno occupato, modificato le istituzioni dello Stato e le sue leggi incostituzionalmente e contro gli interessi dei cittadini e dello Stato stesso. Tutto questo quando esistono soggetti platealmente ed indiscutibilmente evasori parziali o totali “ALL’INGROSSO”, incredibilmente (in tutte le sue accezioni), che vengono impunemente tralasciati dall’essere perseguiti perché “too big to enchain” ….. per calare invece la mannaia dell’inquisizione e dell’indagine sui poveri, disgraziati privati cittadini, artigiani, commercianti al minuto, professionisti, lavoratori autonomi ...
ORAZIO FERGNANI VIA DI BACCANELLO, 16 00060 FORMELLO – ROMA MOBILE 392 654 68 68 – 06 83985377
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ROMA, 08/09/2011 Al Comando stazione dei Carabinieri SEDE Alla Procura Della Repubblica Competente E, p.c. Ad Altri
QUERELA/DENUNCIA CONTRO I PIU’ GRANDI EVASORI FISCALI: 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) Tutti i governatori e dirigenti della Banca Centrale Europea a partire dall’anno 2002; Tutti gli appartenenti al consiglio d’amministrazione della .B.C.E.; Tutti i governatori, consiglieri ed alti dirigenti della Banca d’Italia a partire dall’anno 1992; Tutti gli appartenenti ai consigli d’amministrazione delle banche commerciali private operanti sul territorio italiano a partire dall’anno 1992; Tutti i titolari e dirigenti del ministero dell’ Economia a partire dall’anno 1992; Tutti i titolari e dirigenti del ministero delle Finanze a partire dall’anno 1992; Tutti i titolari e dirigenti del ministero del Tesoro a partire dall’anno 1992; Tutti i titolari e dirigenti del ministero del Bilancio a partire dall’anno 1992; Tutti i ragionieri generali dello Stato a partire dall’anno 1992; Tutti i consiglieri e i direttori generali della Corte dei Conti a partire dall’anno 1992; Tutti gli appartenenti ai consigli d’amministrazione delle società commerciali turistiche e commerciali operanti sul territorio italiano riconducibili al controllo della chiesa cattolica a partire dall’anno 1992; Tutti i consiglieri d’amministrazione dei gestori delle sale bingo e “giochi”, giochi “on-line” etc.; Tutti i consiglieri e i direttori generali dei ministeri, istituti, apparati dello Stato, amministratori e quant’altri responsabili degli enti periferici e degli enti locali a partire dall’anno 1992; ed eventuali altri, secondo il ruolo ed il grado di responsabilità risultante dalle indagini.
Per le ipotesi dei reati p. e p. dagli articoli: 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) 17) Concorso formale in reato continuato (art.81 c.p.); Pene per coloro che concorrono nel reato (art.110 c.p.); Circostanze aggravanti (art.112 c.p.); Omissione di atti d’ufficio (art.328 c.p.); Associazione a delinquere (art.416 bis); Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.476 c.p.); Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati (art.477 c.p.); Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.479 c.p.); Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati (art.480 c.p.); Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.481 c.p.); Falsità materiale commessa dal privato (art.482 c.p.); Falsità ideologica commessa dal privato in atti pubblici (art.483 c.p.); Falsità in registri e notificazioni (art.484 c.p.); Uso di atto falso (art.489 c.p.); Falsità commesse da pubblici impiegati incaricati di un pubblico servizio (art. 493 c.p.); Omessa ed infedele dichiarazione ai fini delle imposte sul reddito o sul valore aggiunto d.l. 429 del 10 luglio 1982 artt. 1; 4 Ed eventuali altre fattispecie di reato che venissero rilevate nel corso delle indagini.-
1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono all'arresto di chiunque colto in flagranza di un delitto non colposo, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni. 2. Anche fuori dei casi previsti dal comma 1, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono all'arresto di chiunque è colto in flagranza di uno dei seguenti delitti non colposi, consumati o tentati: a) delitti contro la personalità dello Stato previsti nel titolo I del libro II del codice penale per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni; e) delitto di furto, quando ricorre la circostanza aggravante prevista dall'articolo 4 della legge 8 agosto 1977 n. 533 o taluna delle circostanze aggravanti previste dall'articolo 625 comma 1 numeri 1, 2 prima ipotesi e 4 seconda ipotesi del codice penale (1); l) delitti di promozione, costituzione, direzione e organizzazione delle associazioni segrete previste dall'articolo 1 della legge 25 gennaio 1982 n. 17, delle associazioni di carattere militare previste dall'articolo 1 della legge 17 aprile 1956 n. 561, delle associazioni, dei movimenti o dei gruppi previsti dagli articoli 1 e 2 della legge 20 giugno 1952 n. 645, delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 13 ottobre 1975, n. 654 (3); l-bis) delitti di partecipazione, promozione, direzione e organizzazione della associazione di tipo mafioso prevista dall'articolo 416 bis del codice penale (4); m) delitti di promozione, direzione, costituzione e organizzazione della associazione per delinquere prevista dall'articolo 416 commi 1 e 3 del codice penale, se l'associazione è diretta alla commissione di più delitti fra quelli previsti dal comma 1 o dalle lettere a), b), c), d), f), g), i) del presente comma. Persone offese: la Repubblica italiana, tutti i Cittadini italiani, tutti i Contribuenti italiani
PREMESSA Sono in atto dal 1992 (ed anche da prima marginalmente) manipolazioni e travisazioni plateali delle leggi, della Costituzione e della conseguente pressione fiscale dai modi irrituali ed usurpativi di ogni diritto proprio del cittadino presunto “debitore”, usate a seguito della legge 130 del 1999 per la “cartolarizzazione” e l’esazione fiscale ed adottate dalle bande criminali che hanno occupato, modificato le istituzioni dello Stato e le sue leggi incostituzionalmente e contro gli interessi dei cittadini e dello Stato stesso. Tutto questo quando esistono soggetti platealmente ed indiscutibilmente evasori parziali o totali “ALL’INGROSSO”, incredibilmente (in tutte le sue accezioni), che vengono impunemente tralasciati dall’essere perseguiti perché “too big to enchain” ….. per calare invece la mannaia dell’inquisizione e dell’indagine sui poveri, disgraziati privati cittadini, artigiani, commercianti al minuto, professionisti, lavoratori autonomi , etc., etc.-.
Eccone un campione rappresentativo ma non esaustivo 1) B.C.E. (REALIZZA GUADAGNO DA STATO ITALIANO, MA NON DICHIARA REDDITO NE’ IN ITALIA NE’ IN NESSUN ALTRO STATO AL MONDO) DAL 2002 HA REALIZZATO, CALCOLANDO A SPANNE (MA A RICHIESTA SI PUO’ CALCOLARE CON ESTREMA ESATTEZZA); EVASIONE STIMATA : 2.500 MILIARDI DI EURO 2) BANKITALIA (NON DICHIARA REDDITO ESTERO SU ESTERO); EVASIONE STIMATA : 500 MILIARDI DI EURO 3) BANCHE COMMERCIALI CHE NON EMETTONO PER PRASSI NE’ FATTURA NE’ SCONTRINO FISCALE; EVASIONE STIMATA : 3.500 MILIARDI DI EURO 4) BENI DELLA CHIESA CATTOLICA (30% DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE ITALIANO) I.C.I. OMESSA FATTURAZIONE; EVASIONE STIMATA : 200 MILIARDI DI EURO 5) GESTORI DELLE SALE BINGO E "GIOCHI” PER UN PROCEDIMENTO DELLA CORTE DEI CONTI RELATIVO AL MANCATO COLLEGAMENTO ALLA RETE INTERNET DEI MONOPOLI DI STATO E ALLA MANOMISSIONE DEI SISTEMI DI CONTROLLO DI VINCITE E INCASSI NELLE MACCHINE DA GIOCO (SLOT MACHINE E I VIDEOGIOCHI), CHE SONO STATI OGGETTO DI AZIONI ESECUTIVE DI RECUPERO DEL CREDITO.E QUINDI EVASIONE FISCALE CONCLAMATA NON PAGATA AI MONOPOLI DI STATO. EVASIONE CERTA E DEFINITIVA : 98 MILIARDI DI EURO 6) STATO EVASIONE CANONE RAI SUI MONITORS, COMPUTERS, CELLULARI, IPHONE…, CONSIDERANDO ALMENO UN MILIONE DI APPARECCHI …. EVASIONE STIMATA : 2 MILIARDI DI EURO 7) GESTORI AUTOSTRADALI CHE NON EMETTONO AI PRIVATI, CHE SONO LA GRANDE MAGGIORANZA… MAI NE’ FATTURA NE’ SCONTRINO FISCALE; EVASIONE STIMATA : 150 MILIONI DI EURO
A) EVASIONE MEDIANTE SIGNORAGGIO PRIMARIO La Banca d’Italia è in realtà una S.P.A. a capitale privato ed autocratica, la cui compagine proprietaria è sempre stata illegittima rispetto allo statuto previgente,
nazionali e all’U.E.; inoltre le assicura la segretezza massonica assoluta delle sue procedure e discussioni interne. L’indebito arricchimento è grosso modo pari al debito pubblico contratto dallo Stato e dalle P.A. verso le banche suddette, infatti il cosiddetto “debito pubblico” non è dello Stato verso le banche, ma delle Banche verso lo Stato ed i cittadini. Il profitto così realizzato a spese dei cittadini è stimabile, in Italia, intorno ai 60/80 miliardi di euro l’anno. la B.C.E., autocratica, a proprietà e gestione privata, non sottoposta a controllo (MENO CHE MAI FISCALE) di organi democratici nazionali o comunitari, con dirigenti esonerati da ogni responsabilità (art. 12 del protocollo SEBC). B) EVASIONE MEDIANTE SIGNORAGGIO SECONDARIO O CREDITIZIO Notoriamente, solo L’8% circa della liquidità è denaro contante (M0, banconote + monete metalliche); il resto è credito, quasi-denaro …. scritturale, esistente solo come annotazioni della banca, lettere di credito, sight deposits, fideiussioni, assegni circolari, etc. – ossia come promesse di pagamento che la banca emette a costo zero, perché esse non sono coperte e garantite da oro né da riserve frazionarie in valuta legale. Quindi la banca presta proprie Promesse di Pagamento Scoperte – nel senso che sono promesse di pagamento di valuta legale che la banca non ha, o ha all’1 per 1.000. Gli assegni circolari sono tutti scoperti, come pure gli altri strumenti emessi dalle banche. Il sistema bancario è basato sulla frode e si sostiene e mantiene solo perché la gente non lo sa. In cambio dell’emissione di tali promesse di pagamento di soldi non posseduti, create a costo zero per essa, la banca si fa dare dal mutuatario (che tale non è, perché il mutuo esige la dazione reale di valuta legale, ex art. 1813 cc, non di promesse di pagamento denominate in valuta legale che, per di più, la banca non ha, e che non esiste nemmeno, dato la che la valuta legale è solo l’8% della liquidità complessiva): a) interessi corrispettivi, che possono divenire interessi di mora; b) la promessa di rimborso del (mai prestato) capitale; c) una garanzia reale. Orbene, ottenuto ciò, la banca mette a capitale – ossia, incamera come cespiti – il credito verso il mutuatario per il supposto capitale, nonché l’interesse capitalizzato. Ma non dichiara in bilancio e nei redditi tali utili, sicché
su di essi non paga le tasse.
Il volume di utili così sottratti all’imposizione in Italia è stimabile in circa 700 miliardi di euro l’anno. Tutta questa creazione di denaro apporta al sistema bancario un pari reddito, detto reddito monetario o signoraggio. Un reddito che dovrebbe andare invece allo Stato, dato che la creazione di denaro è un atto sovrano. C) EVIDENZIAZIONE DI FALSI CONTABILI, IN BILANCIO, ED EVASIONE FISCALE I bilanci e le dichiarazioni dei redditi delle banche centrali di emissione sono falsi, rispetto alla realtà economica e giuridica, in quanto:
a) nel conto dei profitti e delle perdite non dichiarano il signoraggio monetario realizzato durante l’anno precedente con lo scambiare valuta legale da esse a costo zero creata ed emessa contro titoli del debito pubblico o altri titoli; b) nel conto patrimoniale non dichiarano il signoraggio realizzato e accumulato nelle annate pregresse nel predetto modo; c) nel conto patrimoniale, appostano come voce passiva le banconote in circolazione, mentre le banconote non costituiscono alcuna obbligazione reale per la banca che le ha emesse, e non possono quindi considerarsi una passività. E’ come se si pretendesse di responsabilizzare il tipografo per avergli fatto stampare sui nostri bigliettini da visita il titolo che non ci competeva. Ed ancora più….. i bilanci delle banche non di emissione sono falsi in quanto non dichiarano l’incremento di valore realizzato come incremento di potere d’acquisto attraverso la concessione dei crediti di vario titolo e la creazione di liquidità a costo zero per le banche, con pari aumento del loro potere d’acquisto – come si è descritto nel precedente capitolo. È vero che le regole contabili elaborate dai contabili delle banche internazionali ed adottati dalle stesse, noti come International Accounting Standards, consentono, anzi impongono quanto sopra; ma è anche vero che esse sono regole falsanti elaborate dai banchieri privati pro domo sua, al fine di nascondere il “core business” della loro attività, il loro principale reddito, e e cioè il fatto che, creando liquidità dal nulla a costo zero, sottraggono depauperano, avviliscono, inibiscono unilateralmente e ingiustificatamente il potere d’acquisto alla società economica, imprenditoriale, civile. APPROFONDIMENTO La Banca d’Italia, prima e dopo l’istituzione della Banca Centrale Europea, opera ed è partecipata in una sostanziale illegittimità rispetto alla legge costituzionale, penale e civile. I bilanci sono sistematicamente e oggettivamente contrari alla realtà economica, in quanto non indicano nel conto economico di gestione il reddito monetario; e in quanto indicano pure nella situazione patrimoniale, tra le passività, il valore della cartamoneta circolante, sebbene questa non costituisca debito per la banca di emissione. Per documentare quanto sopra, iniziamo dalle aberrazioni del bilancio della B.C.E., analoghe a quelle del bilancio della B.d.I. Riproduciamo qui di seguito, dal bilancio contenuto nel Rapporto Annuale della B.C.E. per il 2004, lo stato patrimoniale e il conto economico di gestione. La voce” Banconote in circolazione – 40.100.852.165” – è la massima voce del passivo, ed è pari alla massima voce attiva “Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in Euro all’interno dell’Eurosistema – 40.100.852.165”. Essa risulta aumentata di oltre 5 miliardi nel corso dell’esercizio 2004. Come si vedrà, dal conto economico di gestione risulta però una perdita di esercizio di € 1.636.028.702. (VEDI IL BILANCIO DELLA BCE ). Se il bilancio 2004 fosse stato redatto conformemente alla realtà economico-giuridica, ossia alla inesigibilità verso la banca emittente delle banconote emesse, la voce passiva “Banconote in circolazione” dello stato patrimoniale, di oltre quaranta miliardi di Euro, sarebbe stata soppressa, e si sarebbe messa, nel conto economico, tra i ricavi, la posta “Sopravvenienza attiva € 40.100.852.165”; la quale porterebbe a un utile di esercizio di € 38.464.823.463 – utile da riportarsi nello stato patrimoniale in luogo della perdita. Anzi, l’utile di esercizio sarebbe molto maggiore, perché questa enorme variazione del patrimonio netto attivo porterebbe a ricavi proporzionalmente maggiori (circa €
1.000.000.000 al t.u.s. del 2,5%) come interessi attivi (e ciò non solo per l’anno 2004, ma anche per tutti gli anni precedenti in cui la voce passiva fasulla era presente). Inoltre, tutto l’incremento annuale della massa di banconote circolanti – circa € 5.200.000.000 – andrebbe ad aggiungersi agli utili di gestione. Si noti che, in questa riscrittura del bilancio, si sommerebbero, per l’anno 2004, alcune voci attive straordinarie (la sopravvenienza attiva del controvalore delle banconote circolanti e la conseguente sopravvenienza attiva degli interessi attivi per tutti gli anni precedenti al 2004), e alcune ordinarie, ossia destinate a ripetersi (gli interessi attivi o gli altri utili derivanti dal maggiore capitale netto; il profitto del signoraggio, ossia dell’emissione di nuove banconote). La gigantesca somma delle passività inesistenti costituisce il valore non manifesto del patrimonio della B.C.E., quindi del patrimonio delle Banche Centrali che ne fanno parte. La quota competente alla Banca d’Italia, al netto, è € 4.796.563.485,84 – pari alla stima del patrimonio di Banca d’Italia come stimata nel proprio bilancio consolidato dalla sua partecipante Banca Popolare di Lodi. Il bilancio della Banca d’Italia è fatto secondo i medesimi metodi che occultano reddito e “negano” cespiti patrimoniali. E’ da tener presente che gli accordi del Sistema Europeo delle Banche Centrali riservano alla B.C.E. l’emissione dell’8% della cartamoneta Euro, e il restante 92% alle Banche Centrali partecipanti della B.C.E., per quota. La Banca d’Italia, stante il 14,85% di proprietà azionaria della BdI, emette in proprio, dunque, circa il 10% della emissione complessiva di Euro ossia, in base ai dati del su riprodotto bilancio della B.C.E., ha emesso nel 2004 € 6.500.000.000, che costituiscono sua voce di profitto, la quale
come tale andrebbe fiscalmente dichiarata.
D) ELUSIONE/EVASIONE SUI CREDITI “INCAGLIATI”. L’altro aspetto eclatante della assoluta delinquenzialità ed illegalità comportamentale strutturale e standardizzata delle banche commerciali e di tutto il mondo economico – finanziario che ruota loro intorno è stato l’atto di approvazione del D. Lgs 385/1993, meglio conosciuto come T.U.B. - Testo Unico Bancario. Tutto il vandalico progetto studiato e voluto da molto lontano nel tempo e nello spazio prende però forma, consistenza e materia in particolare dalla legge 130/1999 fatta dal governo D’Alema, quella delle “cartolarizzazioni” e successivamente supportato, modificato, integrato da tutti i successivi governi che si sono alternati al potere (di “sinistra”, di “centro”, di “destra”, “tecnici”) che hanno dovuto modificare il senso e il dettato di alcuni articoli del codice civile per dare una parvenza di legalità e costituzionalità ad un simile immondo parto. Le banche italiane nel loro complesso avevano migliaia di miliardi di lire di crediti ipotecari e chirografari di difficile se non impossibile esigibilità. Con la legge 130/1999 gli si è consentito di vendere questi crediti a terzi e di mettere in perdita la differenza fra il credito vantato (ad esempio 100.000€) e il prezzo di cessione del credito (ad esempio 40.000€), defalcando dall’imponibile fiscale i 60.000€. E a chi li vendevano questi crediti “certi e liberi” le banche? A se stesse. Tutte le banche crearono delle Srl con capitale di venti milioni di lire alle quali vendettero crediti per migliaia di miliardi di lire, gli ipotecari al 40% del loro valore nominale, i chirografari al 10% del loro valore nominale, che pagarono con delle “obbligazioni”, cioè con delle “cambiali” (nobilitate anche col nome di Derivati ed Hedge Fund). Cambiali che erano garantite dal credito acquistato e che rimaneva al 100% nei riguardi dell’ignaro debitore.
Insomma le banche vendettero a se stesse i crediti sottraendo al fisco tra il 40% o il 90% dell’imponibile, ma il credito rimaneva al 100% “certo e libero” in quota a una società di proprietà della stessa banca, che però non ci pagava le tasse perchè nella messa a bilancio a questo “attivo” si sottraeva il “passivo” delle obbligazioni emesse, e per di più le banche avevano già recuperato fiscalmente questi crediti poiché avevano già conseguito il beneficio degli ammortamenti attraverso il dispositivo degli accantonamenti annuali al fondo di svalutazione crediti ed al fondo di rischio, mediamente del 70% (accantonamento del 5% annuo sul Fondo Svalutazione Crediti (FSV) e di un altro 5% annuo sul Fondo Rischio Crediti (FRC). Le operazioni di cartolarizzazione a partire dal 1999 sono state attuate dalle maggiori banche nazionali, per un ammontare stimato di oltre 300 miliardi di euro, pari a circa 580.000 miliardi di lire, con elusione fiscale derivata che ha aperto una voragine nei conti pubblici di almeno 150 miliardi di euro, pari a 290.000 miliardi di lire. Crediti “incagliati”, già portati in ammortamento per il 70/80% (e quindi sottratti al fisco), sono ridiventati “veri e liberi”, cioè esigibili e al 100% del loro valore iniziale, più ovviamente gli interessi, le spese, etc., e contemporaneamente sottraendo al fisco la stratosferica cifra di altri 150 miliardi di €, che per “risanare i conti pubblici” lo Stato deve richiedere ai cittadini. Oltre che cornuti pure maziati. La Legge Bancaria del 1936 aveva messo vincoli severissimi alle Banche, regolandone l’attività fin nei più minimi dettagli, necessità derivata dal disastro del dopo I Guerra Mondiale ed il successivo crack del 1929, e quindi ci aveva messo al sicuro da scandali e malversazioni per circa sessanta anni, addirittura le sei maggiori banche italiane erano state salvate dall’intervento dello Stato, nazionalizzate (e quindi di proprietà del Tesoro, cioè degli italiani), insomma diventarono le B.I.N. - Banche di Interesse Nazionale che fecero più che onestamente il loro mestiere finanziando lo sviluppo del paese, sia le grandi opere pubbliche del regime sia la ricostruzione e il miracolo economico del dopoguerra. Questa condizione diciamo così “social-fascista” non poteva star bene a chi aspirava a ritornarne padrone. Tutta questa serie di violazioni, strategicamente, organicamente e funzionalmente strutturate per la loro stessa natura e per l’alto livello di consapevolezza, informazione e potere di chi l’ha compiuta, non possono che essere intenzionali e pianificate, a danno dello Stato e a beneficio dei privati finanzieri. Va inoltre valutata la ravvisabilità dei reati di falso in bilancio e di false comunicazioni sociali nelle operazioni suddescritte circa il reddito da signoraggio non dichiarato e la abusiva appostazione nella situazione patrimoniale di passività inesistenti. In relazione al comportamento associato dei soggetti autori e beneficiari dei reati succitati, si può ipotizzare il reato di associazione per delinquere e anche l’applicabilità dell’art. 416 bis del Codice Penale, sul reato di Associazione di tipo mafioso 416 bis CP. È vero che, in ambito bancario e monetario e istituzionale, i predetti comportamenti di reato vengono compiuti da molti anni senza che vengano perseguiti, ma ciò non impedisce di perseguirli ora, perché in materia penale non esiste la desuetudine delle norme, e quantomeno questa procura dovrebbe ragguagliarcene. E) IMMOBILI, ATTIVITA’ TURISTICHE E COMMERCIALI DI ENTI ED ISTITUZIONI RICONDUCIBILI ALLA CHIESA CATTOLICA. Che dire…. È sotto gli occhi di tutti l’immenso patrimonio immobiliare nelle disponibilità della chiesa cattolica, che giustamente (dal suo punto di vista) cerca di far rendere al massimo. Convertendo così da decenni abazie, conventi, eremi, ospitaletti, e quant’altro in agriturismi, bed and breakfast, ostelli, pensioni, e alberghi di varia natura e livello qualitativo. Parrebbe che circa il 30% di tutto il patrimonio immobiliare italiano sia riferibile alla chiesa cattolica ….
Se così fosse circa il 30% dell’ I.C.I. sarebbe evaso e soprattutto è certamente evasa la dichiarazione I.V.A. ed ovviamente anche la dichiarazione dei relativi redditi …. Nonché sull’omissione di fatturazione …. Che metodicamente avviene… come può testimoniare chi ha avuto modo di soggiornare nei luoghi qui elencati. F) EVASIONE A CARICO DEI GESTORI DELLE SALE BINGO E "GIOCHI”
In questo caso c’è ancora meno da elucubrare….. c’è una serie di sentenze passate in giudicato…. Per ina truffa allo Stato…. E si deve recuperare il maltolto ….. 98 milione di euro….. G) EVASIONE A CARICO DELLO STATO PER MANCATO PAGAMENTO CANONE R.A.I. Lo Stato evade a se stesso il canone R.A.I. sulla tassa di possesso di qualunque apparecchio dotato di schermo video… fra cui ovviamente i PC i notebook, i palmari. I videocitofoni, i monitor dei circuiti di sorveglianza, etc., etc. H) EVASIONE AD OPERA DEI GESTORI AUTOSTRADALI Qui non c’è nulla da disquisire… basta soltanto dichiarare che a fronte di circa trenta milioni di transiti annui vengono emesse qualche centinaio di migliaia di fatture e qualche milione di scontrini fiscali…. Una minima parte del volume degli introiti….. ed il resto?? Tutto ciò premesso, e con riserva di fornire ulteriori chiarimenti, se del caso. CHIEDIAMO A codesto PM di acquisire i bilanci tutti della BCE e della Banca d’Italia al fine di verificare, secondo quanto sopra esposto, se essi siano o non siano falsi e se ricorrano omissioni di appostazioni di profitti e/o attivi patrimoniali occultati mediante false appostazioni di passività inesistenti., di valutare se si configurino le ipotesi di reato in in calce evidenziate e finora descritte, e di procedere per la penale punizione dei colpevoli, nonché preliminarmente, richiedere gli opportuni sequestri di documenti cartacei e telematici, azioni, partecipazioni, valori mobiliari e immobiliari, nonché crediti, ai fini di: a) assicurare la prova dei reati; b) impedirne la soppressione e l’inquinamento; c) impedire la continuazione dei reati; d) assicurare la solvibilità dei responsabili nei confronti dello Stato e dei cittadini cui deve essere risarcito l’ingente ed immane danno cagionato con i comportamenti che si descrivono. Sollecito pure l’esecuzione di opportune perizie per la conferma della qui fornita ricostruzione. i dirigenti delle banche e dei ministeri, i governatori, i finanzieri, i direttori generali, i ministri, i presidenti della Camera, del Senato, il Presidente del consiglio, il Presidente della Repubblica ed i loro esperti e consiglieri, non possono pretendere essere considerati inconsapevoli di ciò che stanno facendo, perché è il loro mestiere. Ricordiamo, sottolineiamo ed enfatizziamo ad uso di chi legge rammentando l’ obbligatorietà dell’azione penale in caso di evidenti violazioni di legge e l’altrettanto obbligatorio arresto in caso di flagranza di reato, e qui se ne sono verificate a josa, ricordo altresì il giuramento prestato nei confronti della Legge, delle Istituzioni, della Repubblica, dello Stato e dei Cittadini italiani tutti, a cui l’operato di questo giudice si deve uniformare e deve rispondere, e di cui noi a nostra volta saremo severi giudici. Chiediamo quindi la punizione nei termini di legge per tutti i reati sopra contestati, e quant’altro ravvisabile nell’esposizione dei fatti a scaturenti dalle indagini, il ripristino della legalità, della giustizia e le più severe sanzioni e condanne previste dalla LEGGE.
Ci riserviamo inoltre di costituirci parte civile nell’instaurando procedimento penale; e, ai sensi dell’ex art. 408 c.p.p., chiediamo di essere avvisati in caso di richiesta di archiviazione. IN FEDE.
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