Source: http://www.mondomediazione.it/1/mediazione_avvocati_ancora_sul_piede_di_guerra_5932784.html
Timestamp: 2020-05-30 14:44:33+00:00
Document Index: 30095251

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 5', 'art. 47', 'art. 52', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 47']

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Mediazione, avvocati ancora sul piede di guerra
Tratto da Eutekne.info il quotidiano del Commercialista, l'articolo riferisce dell'ennesimo tentativo da parte dell'OUA di rallentare l'introduzione della riforma.
Articolo tratto da Eutekne.info il quotidiano del commercialista del giorno 27 Aprile 2011 e consultabile direttamente qui
L’OUA proclama un nuovo sciopero e parla di contrasto del DLgs. 28/2010 con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea
Sulla mediazione obbligatoria, gli avvocati non ci stanno e proclamano una nuova giornata di sciopero, in programma il 23 giugno 2011. Lo ha reso noto ieri, con un comunicato stampa, l’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana (OUA): “La mediaconciliazione – ha spiegato il presidente dell’OUA Maurizio de Tilla – è stata rinviata dal TAR del Lazio alla Corte Costituzionale e l’OUA denuncia da mesi i molteplici profili di incostituzionalità”.
L’OUA – si legge nel comunicato stampa – forte dell’adesione compatta degli Ordini e delle associazioni forensi (con la posizione di distinguo degli Ordini di Roma e di Venezia su 165 Consigli), ha sottolineato “la mancata apertura di un qualunque canale di dialogo da parte del Ministero della Giustizia” e ricordato che “la risposta alle decise e massicce proteste dell’avvocatura, nonché alle critiche avanzate da tutti gli operatori della giustizia, passa per l’approvazione dei Ddl. bipartisan, all’esame del Senato per la modifica della mediaconciliazione, presentati da Benedetti, Valentini e Della Monica”.
L’OUA ha messo, inoltre, a disposizione degli avvocati, una serie di atti e documenti da esibire in tutte le procedure di mediazione e nei giudizi che riguardano le materie per le quali è fissata l’obbligatorietà. Oltre all’ordinanza n. 3202 del 12 aprile 2011, con cui il TAR del Lazio ha dichiarato “rilevante e non manifestamente infondata” la questione di legittimità costituzionale di alcuni articoli del DLgs. 4 marzo 2010 n. 28, disponendo, quindi, la sospensione del giudizio, con trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale, sono infatti disponibili sul sito dell’Organismo:
- un documento che solleva sette questioni di incostituzionalità del DLgs. n. 28/2010;
- un parere che solleva le questioni di incostituzionalità agli artt. 3, commi 1, 25 e 102, comma 1 Cost.;
- un documento-delibera che, facendo propria la delibera adottata dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, denuncia il contrasto dell’obbligatorietà della mediazione con l’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in base al quale ogni individuo, i cui diritti e le cui libertà siano stati violati, ha diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice.
Oltre alle questioni di incostituzionalità, già esposte in altre occasioni, l’OUA aggiunge dunque l’istanza di disapplicazione dell’art. 5, comma 1 del DLgs. n. 28/2010, proposta dall’Ordine degli Avvocati di Firenze.
Come si legge nel documento, la disciplina che introduce l’obbligatorietà della mediazione merita di essere disapplicata per contrasto con il citato art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, la cui portata, ai sensi dell’art. 52, terzo comma, della Carta, corrisponde a quella dell’art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Il diritto di “ricorso effettivo dinanzi a un giudice”, come sostenuto anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, può essere sottoposto a limitazioni, a condizione che esse rispondano a uno scopo legittimo, siano proporzionate rispetto allo scopo e non colpiscano il diritto di accesso al giudice nella sua essenza.
Secondo gli avvocati, l’art. 5 del DLgs. n. 28/2010, che introduce l’obbligo di esperire il procedimento di mediazione prima di esercitare in giudizio un’azione, non assicura le stesse garanzie previste dalla procedura giudiziaria: infatti, pur essendo la mediazione obbligatoria una procedura alternativa (quanto a risultato) e una fase antecedente obbligatoria della procedura giudiziaria, non assicura alle parti l’esercizio della “facoltà di farsi consigliare, difendere e rappresentare” (art. 47, comma 2 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione). In altri termini, la mediazione – prosegue il documento-delibera – non prevede che la parte sia assistita da avvocato.
Inoltre, anche a causa dei costi della mediazionie, ritenuti rilevanti, per l’OUA l’obbligatorietà rappresenta un’interferenza non ragionevole e non proporzionata rispetto allo scopo perseguito, tale da rendere eccessivamente difficile e oneroso l’esercizio del diritto di accesso al giudice in contrasto con il diritto fondamentale assicurato dagli artt. 24 Cost., 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
Per tali motivi, il giudice potrebbe dichiarare la disapplicazione della norma nazionale per contrasto con un principio generale fondamentale dell’ordinamento europeo.
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