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Timestamp: 2018-04-25 10:46:51+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 16']

Regole tecniche disciplinanti l’accessibilità, anche la lingua dei segni (Newsletter della Storia dei Sordi n. 533 del 4 luglio 2008) | Storia dei Sordi
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Regole tecniche disciplinanti l’accessibilità, anche la lingua dei segni (Newsletter della Storia dei Sordi n. 533 del 4 luglio 2008)
Pubblicato il Lug 2, 2008 in Accessibilità
Con Decreto del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella pubblica Amministrazione sotto il Governo Prodi in data 30 aprile 2008 ha disposto le Regole tecniche disciplinanti l’accessibilità agli strumenti didattici e formativi a favore degli alunni disabili. Ecco il testo del decreto:
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DECRETO 30 APRILE 2008 – REGOLE TECNICHE DISCIPLINANTI L’ACCESSIBILITÀ AGLI STRUMENTI DIDATTICI E FORMATIVI A FAVORE DEGLI ALUNNI DISABILI. (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 12 giugno 2008)
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 1° marzo 2005, n. 75, recante «Regolamento di attuazione della legge 9 gennaio 2004, n. 4, per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici» ed in particolare l’art. 2, comma 2, che prevede l’emanazione di un apposito decreto del Ministro per l’innovazione e le tecnologie, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per dettare le specifiche regole tecniche che disciplinano l’accessibilità, da parte degli utenti, agli strumenti didattici e formativi di cui all’art. 5, comma 1, della legge 9 gennaio 2004, n. 4;
Vista la legge 17 luglio 2006, n. 233, di conversione in legge con modificazioni del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, con la quale è stato, tra l’altro, istituito il Ministero della pubblica istruzione (art. 1, comma 7);
Sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo
Sentito il Centro nazionale per l’informatica nella pubblica
amministrazione (CNIPA) di cui al decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39 e successive modificazioni;
d) software didattico: programmi applicativi informatici finalizzati espressamente a supportare gli apprendimenti e deliberatamente realizzati con tale finalità. Sono tali, ad esempio, i programmi basati sull’alternanza spiegazione – verifica (tutoriali), e quelli basati sullo schema: domanda – risposta – verifica (eserciziari), gli ambienti aperti orientati alla costruzione autonoma del sapere (in cui si perseguono specifici obiettivi di apprendimento senza vincolare lo studente con esplicite richieste), i programmi per effettuare prove o valutazioni, gli ambienti di simulazione riproduzioni simulate di fenomeni che consentono l’interattività da parte dello studente), i giochi educativi con contenuti di apprendimento offerti in modalità gioco), i corsi interattivi di lingua straniera;
e) fruibilità: ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettera f), del decreto del Presidente della Repubblica 1° marzo 2005, n. 75, la caratteristica dei servizi di rispondere a criteri di facilità e semplicità d’uso, di efficienza, di rispondenza alle esigenze dell’utente, di gradevolezza e di soddisfazione nell’uso del prodotto;
h) interfaccia utente: ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettera v),
del decreto ministeriale 8 luglio 2005, programma informatico che gestisce il rapporto dell’utente da, e verso, un elaboratore in modo interattivo, realizzato attraverso una rappresentazione basata su metafore grafiche (interfaccia grafica), oppure attraverso comandi impartiti in modo testuale (interfaccia testuale).
c) le istruzioni d’uso indicanti, fra l’altro, l’organizzazione del contenuto del supporto digitale, le modalità di installazione e di utilizzo del materiale fornito.
4. La copia del testo di cui al precedente comma 3, punto a), é redatta seguendo le linee guida per l’accessibilità pubblicate e rese disponibili dal produttore del programma di lettura e rispettando le «Linee guida editoriali per i libri di testo», di cui all’allegato «A», che fa parte integrante del presente decreto.
5. Al software didattico si applicano i requisiti di accessibilità definiti nell’allegato «D» del citato decreto ministeriale 8 luglio
8. Il presente decreto ha efficacia a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009 ed e’ periodicamente aggiornato per il tempestivo recepimento delle normative internazionali dell’Unione europea in materia di accessibilità e delle innovazioni tecnologiche nel frattempo intervenute.
Enunciato: preservare le caratteristiche logiche e strutturali del libro di testo originale nella corrispondente versione elettronica. Garantire che il corretto ordine di lettura sia
preservato anche quando il testo eventualmente suddiviso in blocchi o in colonne venga presentato in modo linearizzato.
Enunciato: evitare di utilizzare immagini o altri elementi
grafici per rappresentare contenuti testuali. Dotare le immagini, i grafici e le tabelle utilizzate a scopo didattico di didascalie esaurienti che forniscano informazioni equivalenti commisurate alla funzione esercitata dall’oggetto originale nello specifico contesto.
Collegare esplicitamente le didascalie all’immagine a cui si riferiscono tramite numerazione sequenziale contestualizzata all’organizzazione del libro.
Enunciato: garantire che il libro di testo non contenga
protezioni o altri vincoli che inibiscano o limitino le funzioni di
gestione del programma di lettura, la personalizzazione della modalità di visualizzazione, ivi compresi i colori del testo e dello sfondo, e l’interfacciamento con le tecnologie assistive.
I requisiti tecnici per l’accessibilità degli applicativi in
generale sono già definiti nel decreto ministeriale M.I.T. 8 luglio 2006, allegato D (Requisiti tecnici di accessibilità per l’ambiente operativo, le applicazioni e i prodotti a scaffale).
In aggiunta ai suddetti requisiti, dati gli scopi particolari e
la natura stessa del software didattico e al fine di favorire il
raggiungimento dell’obiettivo di integrazione sul quale e’ costituito il sistema scolastico italiano, si e’ reputato opportuno individuare una serie di fattori aggiuntivi valorizzanti che potessero meglio descrivere la capacità del prodotto di adattarsi alle specifiche esigenze del singolo progetto educativo.
La personalizzazione della didattica, che e’ alla base del
processo di integrazione nella nostra scuola, richiede infatti strumenti flessibili e quindi adattabili alle particolari esigenze di ciascun alunno affinche’ tutti possano partecipare nel modo più significativo possibile alle attività della classe, pur con modalità ed eventualmente con obiettivi diversi.
Fermo restando dunque il rispetto degli 11 requisiti di
accessibilità definiti nell’allegato D del decreto ministeriale citato, si indicano qui di seguito gli ulteriori fattori che è opportuno considerare nella progettazione del software didattico.
Il programma dovrà mantenere i valori impostati, a livello del sistema operativo, del numero dei colori, del livello di contrasto e degli attributi del carattere, delle impostazioni del mouse ed è in grado di funzionare perfettamente, adeguandosi automaticamente, alle impostazioni preesistenti. In alternativa prevede un menu di personalizzazione che consente di impostare manualmente i valori e le caratteristiche desiderati.
Il software si adatterà dinamicamente alle dimensioni reali dello schermo, rispettando le scelte dall’utente.
In tutte le attività che prevedono un tempo di esecuzione o di consultazione e’ importante poter regolare la durata predefinita nonché disattivare completamente la temporizzazione.
Si ricorda che per consentire l’osservanza dell’art. 16, terzo comma, delle legge n. 104/92, la possibilità di regolare i tempi di esecuzione e’ da considerarsi requisito irrinunciabile quando il software didattico e’ usato per valutazioni formali di profitto nella scuola secondaria di secondo grado.
3 – Regolazione della velocità.
Se sono presenti oggetti dinamici, caratterizzati da movimento, variazione di forma, colore o altro, e’ opportuno poter regolare la velocità degli spostamenti e degli altri eventi soprattutto quando si chiede all’utente di riconoscerli, comprenderne il significato, intercettarli o intervenire su di essi.
Per ogni testo, sia in fase di lettura che di scrittura, deve
essere possibile definire il tipo di carattere, le dimensioni, il
colore dei caratteri e dello sfondo.
Il programma prevede la personalizzazione degli attributi del testo scritto, compreso quello dei bottoni e dei menu: tipo, stile, colore del corpo e dello sfondo. L’ingrandimento dei caratteri avviene sempre riorganizzando l’impaginazione del documento affinché non si debba mai ricorrere allo scorrimento orizzontale della finestra per poter leggere l’intera riga.
In caso di documenti lunghi, e’ importante poter agire anche sui parametri di formattazione del paragrafo che condizionano la difficoltà di lettura, in particolare la lunghezza della riga e delle dimensioni dell’interlinea.
Vanno sempre osservate le regole di leggibilità grafica.
E’ utile prevedere la possibilità di scegliere tra una scrittura
interamente in maiuscolo e una maiuscolo/minuscolo.
E’ utile che eventuali testi inseriti nel software didattico possano essere esportati in modo accessibile ed editabile, nel rispetto dei diritto dell’autore, per essere adattati alle esigenze del singolo alunno, intervenendo nella presentazione grafica, nonché predisponendo stampe alternative in braille o ingrandite.
E’ utile poter personalizzare i fondamentali elementi costitutivi dei disegni, in particolare lo spessore delle linee, i colori principali e le dimensioni di eventuali testi inglobati. Questo é particolarmente importante quando il disegno ha una elevata funzione informativa, ad esempio nel caso di grafici, diagrammi, carte geografiche, mappe concettuali o altro. In questi casi inoltre il testo alternativo, necessario per tutte le immagini significative, deve essere particolarmente dettagliato ed esaustivo.
Per tutte le immagini complesse o importanti dal punto di vista dell’informazione e’ prevista la possibilità di ingrandimento a tutto schermo, senza eccessiva perdita di definizione.
L’utente potrà regolare facilmente il volume dei suoni nonché disattivarli totalmente.
E’ utile poter personalizzare le modalità di erogazione del feedback, soprattutto quando si fa uso di effetti speciali di forte impatto percettivo che possono risultare problematici per alcune tipologie di utenti.
8 – Livelli di difficoltà e gradualità.
All’interno dei differenti livelli di difficoltà che il software offre all’utente, e’ opportuno prevedere elementi di facilitazione che consentano all’insegnante di definire per gli alunni con ritardi o disturbi di apprendimento un percorso almeno in parte simile a quello dei compagni.
“Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 13 del 17 gennaio 2004
Art. 4. (Obblighi per l’accessibilità)
Art. 6. (Verifica dell’accessibilità su richiesta)
Newsletter della Storia dei Sordi n. 533 del 4 luglio 2008