Source: http://www.mobbible.com/risorse/giurisprudenza/379-sentenza-del-tribunale-di-torino-del-30121999
Timestamp: 2019-03-23 16:17:41+00:00
Document Index: 148601555

Matched Legal Cases: ['art. 2087', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 2087', 'art. 32', 'art. 2103']

Sentenza del Tribunale di Torino del 30/12/1999
Responsabilità ai sensi dell'art. 2087 c.c. e art. 32 Cost. - Il mobbing come fatto notorio - Danno psichico temporaneo.
A distanza di un mese e mezzo dalla prima decisione il Tribunale di Torino torna a pronunziarsi relativamente ad un altro caso di mobbing. La fattispecie è relativa ad una lavoratrice che viene indotta dal presidente della società per cui lavorava a dimettersi, in quanto la società stessa era venuta a conoscenza della circostanza che il di lei convivente aveva iniziato a prestare attività lavorativa per una società concorrente. Dopo un colloquio richiesto dalla società resistente avente ad oggetto tale circostanza, la ricorrente entrava in malattia; cosicché la società assumeva a tempo indeterminato un'altra lavoratrice con attribuzione a quest'ultima delle mansioni già assegnate alla dipendente assente; inoltre la stessa società , al rientro della malattia, attribuiva alla ricorrente mansioni dequalificanti. In seguito al comportamento del datore di lavoro la ricorrente accusava sindrome ansioso-depressiva, insonnia, ansia, inappetenza e crisi di pianto.
Il Tribunale di Torino, con tale decisione riafferma i principi già enunciati nella precedente sentenza del 16.11.1999, per quanto attiene a) la qualificazione del mobbing come fatto notorio; b) l'accertamento del danno e del relativo nesso causale, sulla base dei certificati clinici e delle univoche testimonianze, ritenendo superfluo l'ausilio della consulenza d'ufficio; c) l'accertamento della responsabilità del datore di lavoro ex art. 2087 c.c. in combinato disposto con l'art. 32 Cos; d) l'accertamento della mancanza di postumi di natura permanente. Il caso de quo è una tipica ipotesi di mobbing orizzontale; il mobber, infatti, è il datore di lavoro e non un preposto. Lo schema giuridico che il Tribunale applica è arricchito dall'art. 2103 c.c, stante il danno da dequalificazione subito dalla dipendente rimasta vittima di pratiche di mobbing.