Source: https://www.tidona.com/la-mala-gestio-nei-servizi-finanziari-compendio-delle-disposizioni-relative-ai-servizi-su-titoli-e-derivati-offerti-dagli-intermediari-finanziari/
Timestamp: 2019-12-06 00:39:43+00:00
Document Index: 180749152

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 29', 'art. 61', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 26', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 21']

La “mala gestio” nei servizi finanziari. Compendio delle disposizioni relative ai servizi su titoli e derivati offerti dagli intermediari finanziari | Studio Legale Tidona e Associati | Diritto Bancario e Finanziario
27 Novembre 2006 In Diritto bancario
▪ Informativa e Adeguatezza delle Operazioni: Comunicazione Consob n. DI/99065403 del ’99, Comunicazione Consob n. DI/98080595 del ’98, Comunicazione Consob n. DI/30396 del ’00, Tr. Roma, Giudice Costa 18/2/02, Tr. Milano, Giudice Raineri 3/4/04, Tr. Monza – sez. Desio 27/7/04, Tr. Parma, Sez. I, Pres. Rota 22/09/04, Tr. Roma, 8/10/04, Tr. Roma 27/10/04, Tr. Monza 16/12/04, Tr. Taranto, Sez.III Civile Giudice Cavallone n. 2273 del 27/10/04, Tr. Lecce 29/10/04, Tr. Parma 15/11/04, Tr. Treviso, 26/11/04, Tr. Milano 2/12/04, Tr. Milano 3/12/04 Tr. Pistoia 3/12/04, Tr. Mantova, Sez. II Giudice Bernardi 10/12/04, Tr. Roma 15/12/04, Tr. Ancona 30/12/04, Tr. Monza 27/1/05, Tr. Milano 28/1/05, Tr. Mantova Sez. II Giudice Bernardi 3/2/05, Tr. Modena 11/2/05, Tr. Mantova 12/2/05, Tr. Bergamo 16/2/05, Tr. Ferrara Pres. Stigliano n.217 del 25/2/05, Tr. Santa Maria Capua Vetere 1/3/05, Tr. Roma 11/3/05, Tr. Mantova 15/3/05, Tr. Modena 29/3/05, Tr. Napoli 6/4/05, Tr. Mantova 12/4/05, Tr. Genova 18/4/05, Tr. Milano 29/4/05, Tr. Trani, Sez. I n. 559 del 10/6/05, Tr. Roma 21/12/05.
d) prevedere la frequenza, il tipo e i contenuti della documentazione da fornire all’investitore a rendiconto dell’attività svolta;
e) indicare e disciplinare, nei rapporti di negoziazione e ricezione e trasmissione di ordini, le modalità di costituzione e ricostituzione della provvista o garanzia delle operazioni disposte, specificando separatamente i mezzi costituiti per l’esecuzione delle operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari derivati e warrant;
f) indicare le altre condizioni contrattuali eventualmente convenute con l’investitore per la prestazione del servizio.
“1. Nella prestazione dei propri servizi, gli intermediari autorizzati rilasciano agli investitori, all’atto del ricevimento degli ordini presso la propria sede legale o le proprie dipendenze, una attestazione cartacea contenente:
a) il nome dell’investitore;
b) l’orario, qualora rilevante con riferimento alle modalità di esecuzione, e la data di ricevimento dell’ordine;
c) gli elementi essenziali dell’ordine e le eventuali istruzioni accessorie.
Se tuttavia l’operazione non è adeguata, l’art. 29 del Regolamento prevede che l’ordine – qualora non sia telefonico e quindi soggetto a registrazione – debba assumere la forma scritta e riportare espressamente le circostanze e le ragioni dell’inadeguatezza, nonché la volontà dell’investitore a procedere comunque all’esecuzione dell’operazione.
Dal quadro regolamentare sopra definito – continua il chiarimento Consob – emerge che la valutazione dell’adeguatezza delle operazioni rappresenta un momento essenziale della corretta prestazione dei servizi d’investimento nei confronti degli investitori non qualificati; l’apprezzamento dei profili di adeguatezza può risultare più o meno complesso, a seconda del tipo di operazioni considerato e delle caratteristiche dell’investitore, ma non può essere omesso.
Infatti, nel caso un’operazione disposta dal cliente si configuri come inadeguata, l’intermediario è tenuto al rispetto degli ulteriori adempimenti dettati dall’art. 29, comma 3, del reg. Consob n. 11522/98 e, in particolare, a informare il cliente dell’inadeguatezza dell’operazione disposta e delle ragioni per cui non è opportuno procedere alla sua esecuzione. Inoltre, qualora l’investitore intenda comunque dar corso all’operazione, l’intermediario può eseguire l’operazione stessa solo sulla base di un ordine impartito per iscritto ovvero, nel caso di ordini telefonici, registrato su nastro magnetico o su altro supporto equivalente, in cui sia fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute.”
Infatti l’art. 61 del menzionato Regolamento stabilisce che: “Nella prestazione dei servizi di negoziazione, gli intermediari autorizzati inviano al domicilio dell’investitore per ogni operazione eseguita, entro il settimo giorno lavorativo successivo a quello di esecuzione, una nota relativa all’operazione stessa in cui sono distintamente riportate le seguenti informazioni: a) l’orario, qualora rilevante con riferimento alle modalità di esecuzione, e la data di esecuzione dell’operazione; b) il tipo di operazione; c) il mercato regolamentato in cui l’operazione è stata eseguita ovvero se la stessa è stata eseguita fuori mercato; d) lo strumento finanziario e le quantità oggetto dell’operazione; e) il prezzo praticato, unitario e totale; f) se la controparte dell’investitore è costituita dall’intermediario; g) le commissioni e le spese addebitate; h) gli eventuali effetti fiscali; i) il termine e le modalità di liquidazione dell’operazione.”
Mentre l’art. 30 del T.U.F. regola, al 6 comma, l’efficacia del contratto di collocamento fra emittente e risparmiatore, l’art. 30 del Regolamento Consob – nel prescrivere un apposito contratto scritto, fra intermediario e risparmiatore, come documento preliminare ad ogni forma di servizio finanziario – introduce esplicitamente una deroga per i servizi di collocamento. Ne consegue che il rapporto del servizio di investimento prestato dall’intermediario collocatore può non assumere un’evidenza formale, assumendo invece rilevanza il contratto diretto fra il soggetto emittente e risparmiatore.
Tuttavia nell’attività di collocamento mediante offerta fuori sede viene sovente a determinarsi, attraverso il promotore finanziario, una serie di pregnanti rapporti fra intermediario ed investitore. Secondo alcuni, qualora l’intermediario svolga, successivamente al collocamento, un’attività continuativa di assistenza al cliente, quale si configura nel caso di offerta fuori sede e a distanza, attività caratterizzata spesso dal fatto che l’intermediario riceve, attraverso i promotori finanziari, le disposizioni successive del cliente relative ai servizi finanziari, si può ritenere travalicato il servizio di collocamento. In tali circostanze il contratto – tra intermediario e risparmiatore – assume le caratteristiche di una accordo-quadro contenente le obbligazioni gravanti sull’intermediario nell’esercizio del servizio che si può qualificare promozionale e assistenziale[9]. Per tale accordo-quadro la Consob ha previsto la forma scritta. Mentre nelle OPA e nelle OPV il contratto si risolve in un unico atto, nel collocamento di Fondi – ad esempio – si configura più spesso un rapporto di durata con il risparmiatore che, se svolto nei termini sopra menzionati, richiederebbe la forma scritta di un accordo-quadro fra intermediario e cliente.
In tali circostanze, la minore trasparenza delle operazioni e la labile informazione di cui dispone il risparmiatore, rendono più pregnanti e significativi gli obblighi generali di comportamento posti a carico degli intermediari; soprattutto se il servizio di investimento è prestato nella fase di grey market, quando anche lo stesso intermediario non dispone ancora delle informazioni riportate nell’ “Offering Circular”. I differenti “doveri” – dovere di assumere adeguate informazioni sullo strumento finanziario (art. 26), dovere di completa e corretta informazione al cliente risparmiatore (art. 28), dovere di acquisire informazioni dal cliente risparmiatore (art. 28), dovere di procedere alla valutazione dell’adeguatezza dell’operazione (art. 29) – vanno opportunamente impiegati di concerto nel perseguimento dell’interesse e tutela del risparmiatore. In tali doveri, per altro, è pregnante l’interesse generale connesso al regolare e corretto svolgimento del mercato. Frequentemente i Tribunali, nell’esaminare i casi sopra descritti, hanno fatto discendere, dalla violazione delle prescrizioni previste dall’art. 21 del T.U.F. e dei menzionati articoli del Regolamento Consob n. 11522/98, la nullità del contratto di acquisto posto in essere dal privato risparmiatore.
Anche successivamente all’emissione l’Offering Circular rimane nelle disponibilità dei membri del consorzio e degli investitori istituzionali che ne facciano richiesta: non è prevista alcuna consegna al risparmiatore. Per altro la formulazione inglese del documento e l’estremo tecnicismo del contenuto ne renderebbe assai ardua una corretta valutazione. Unica fonte di informazione rimane pertanto l’intermediario, a cui viene rimessa – in misura più pregnante – la valutazione di adeguatezza dell’operazione alle esigenze del risparmiatore.
[5] Cfr. R. Lener, Forma contrattuale e tutela del contraente “non qualificato” nel mercato finanziario, Milano, 1996. – F. Annunziata, La disciplina del mercato mobiliare, Torino, 2001
[6] La Consob, in una comunicazione del 26/2/99 (n. DI/99013791) ha individuato come copertura le operazioni su strumenti finanziari derivati che: i) siano esplicitamente poste in essere per ridurre la rischiosità di altre posizioni detenute dal cliente; ii) presentino una elevata correlazione – per scadenza, tasso, tipologia, ecc.. – con la posizione coperta; iii) trovino evidenza, per gli aspetti di copertura, nei documenti interni dell’intermediario e le cui caratteristiche siano condivise e approvate dalla funzione interna di controllo.
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