Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/480
Timestamp: 2020-07-12 16:20:44+00:00
Document Index: 60334133

Matched Legal Cases: ['art. 654', 'art. 480', 'art. 654', 'art. 38', 'art. 1424', 'art, 41', 'art. 480', 'art. 553', 'art. 553', 'art. 480', 'art. 95', 'art. 480', 'art. 156', 'art. 617', 'art. 480', 'art. 480', 'art. 480', 'art. 480']

Forma del precetto
Nell'espropriazione forzata promossa mediante ingiunzione esecutiva, il precetto deve contenere l'indicazione delle parti, della data di notifica del decreto ingiuntivo, nonché del provvedimento che ha disposto l'esecutorietà e l'apposizione della formula esecutiva, poiché la completa identificazione del titolo sostituisce, ai sensi dell'art. 654 c.p.c., la notifica dello stesso, sicché, in assenza di tali indicazioni, l'atto è viziato ex art. 480 c.p.c., producendosi una nullità equivalente a quella che colpisce il precetto non preceduto dalla notifica del titolo esecutivo, non suscettibile di sanatoria per raggiungimento dello scopo con la mera proposizione dell'opposizione agli atti esecutivi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 29 Novembre 2019, n. 31226. Segue...
Nell'espropriazione forzata minacciata ex art. 654 c.p.c. in virtù di decreto ingiuntivo esecutivo, l'omessa menzione nell'atto di precetto del provvedimento di dichiarazione di esecutorietà del provvedimento monitorio comporta la nullità - deducibile con l'opposizione agli atti esecutivi - del precetto stesso, non potendo l'indicazione di tale provvedimento evincersi dalla menzione dell'apposizione della formula esecutiva. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto la nullità del precetto recante la menzione del numero, data e autorità del decreto ingiuntivo, della mancata opposizione e dell'apposizione della formula esecutiva, ma privo della indicazione del provvedimento di dichiarazione di esecutorietà). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 30 Settembre 2019, n. 24226. Segue...
Superamento del limite di finanziabilità e conseguente inoperatività dell’esenzione dell’obbligo della preventiva notificazione del titolo esecutivo contrattuale.
In tema di credito fondiario, il limite di finanziabilità previsto dal secondo comma dell’art. 38 del dlgs 1 settembre 1993, n. 385, come stabilito dalla Banca d’Italia su delibera del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, non esaurisce i suoi effetti sul piano della condotta dell’istituto di credito mutuante, ma è elemento essenziale per la valida qualificazione del contratto di mutuo come fondiario e quindi per l’applicabilità della relativa disciplina di privilegio, sostanziale e processuale, in favore del creditore; pertanto, il superamento di tale limite comporta certamente, tanto ove sia necessario inferirne la nullità dell’intero contratto, salva la sua conversione ai sensi dell’art. 1424 c.c., quanto ove sia sufficiente la riqualificazione di quello come mutuo ordinario con disapplicazione della disciplina speciale di privilegio, la non operatività della norma che esenta il creditore fondiario dall’obbligo di previa notifica del titolo esecutivo, ai sensi del primo comma dell’art, 41 del richiamato d.lgs. n. 385 del 1993. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 28 Giugno 2019, n. 17439. Segue...
Processo esecutivo - Irregolarità formali del precetto - Proposizione dell’opposizione agli atti esecutivi - Sanatoria - Fondamento - Limiti - Fattispecie.
La nullità del precetto, derivante dalla mancata indicazione della data di notificazione del titolo esecutivo, è sanata, per il raggiungimento dello scopo, dalla proposizione dell'opposizione agli atti esecutivi, in tutti i casi in cui questa si limiti a lamentare l'esistenza della irregolarità formale in sé considerata, senza dedurre che essa abbia causato pregiudizio ai diritti tutelati dal regolare svolgimento della procedura esecutiva. (Nella specie, l'opponente ha lamentato esclusivamente la mancata indicazione nel precetto della data di precedente notifica dei titoli esecutivi, senza contestare che questa fosse stata effettuata, e, conseguentemente, di essere stato messo in condizione di adempiere spontaneamente prima ancora della notifica del precetto, né di essere stato efficacemente richiamato alla sua posizione di parte inadempiente, con la notifica del precetto, e messo in condizione di adempiere nel termine indicato nel precetto stesso, evitando l'esecuzione forzata). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 18 Luglio 2018, n. 19105. Segue...
Espropriazione forzata – Atto di precetto – Criteri di quantificazione del credito – Indicazione della somma domandata in base al titolo esecutivo e del procedimento logico-giuridico e del calcolo matematico seguiti per determinarla – Necessità – Esclusione.
Per quanto attiene all'asserita indeterminatezza del credito e alla mancata indicazione dei criteri di quantificazione si evidenzia che non è necessario che tali elementi siano specificati nel precetto, ben potendo l'intimazione solo riportare la somma intimata.
L'intimazione di adempiere l'obbligo risultante dal titolo esecutivo - contenuta nel precetto a norma dell'art. 480, comma 1, c.p.c. - non richiede, quale requisito formale a pena di nullità, oltre alla indicazione della somma domandata in base al titolo esecutivo, anche quella del procedimento logico-giuridico e del calcolo matematico seguiti per determinarla. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 06 Luglio 2018. Segue...
Espropriazione presso terzi - Ordinanza ex art. 553 c.p.c. - Natura - Titolo esecutivo nei confronti del terzo e a favore dell’assegnatario - Mancata notifica - Efficacia nei confronti del terzo - Notifica contestualmente all'atto di precetto - Ammissibilità - Fondamento - Conseguenze.
L'ordinanza con la quale il giudice dell'esecuzione, ai sensi dell'art. 553 c.p.c., assegna in pagamento al creditore procedente la somma di cui il terzo pignorato si è dichiarato debitore nei confronti del debitore espropriato, ha efficacia di titolo esecutivo nei confronti del terzo ed a favore dell'assegnatario anche prima della sua comunicazione o notificazione al terzo, e il creditore assegnatario può procedere alla notificazione di detta ordinanza anche unitamente all'intimazione dell'atto di precetto ma, in tale ultimo caso, laddove il terzo debitore intimato provveda all'integrale pagamento di tutte le somme dovute in un termine ragionevole (anche eventualmente superiore a quello di dieci giorni previsto dall'art. 480 c.p.c.), da accertarsi in concreto in base a tutte le circostanze rilevanti nella singola fattispecie, dovrà ritenersi inapplicabile l'art. 95 c.p.c., e le spese di precetto e funzionali all'intimazione resteranno a carico del creditore intimante; laddove invece il pagamento avvenga in un termine ragionevole, ma non sia integrale, le spese di precetto e di esecuzione saranno ripetibili dal creditore nei limiti di quanto necessario per il recupero delle sole somme effettivamente non pagate con tempestività dal debitore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 12 Aprile 2018, n. 9173. Segue...
Esecuzione civile – Precetto – Mancato avvertimento art. 480, II comma cod. proc. civ. – Nullità – Non sussiste.
La prescrizione secondo cui il precetto deve contenere l’avvertimento che il debitore può, con l’ausilio di un OCC, o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore, non va rispettata a pena di nullità del precetto. Difatti a mente dall’art. 156 c.p.c., la nullità derivante dall’inosservanza di un atto processuale non può essere pronunciata se non quando sia comminata dalla legge, il che all’evidenza non è nel caso di specie. (Antonino Gugliotta) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 21 Ottobre 2016. Segue...
Espropriazione forzata - Contenuto del titolo esecutivo - Contratto di finanziamento stipulato avanti al pubblico ufficiale - Pagamenti parziali e modifica dei parametri iniziali - Necessità di attualizzazione del credito - Necessaria indicazione del precetto - Mancanza - Impossibilità del precetto di raggiungere lo scopo.
Il titolo esecutivo in base al quale si procede deve contenere in sé tutti gli elementi certi positivi idonei alla determinazione del quantum, non essendo consentito di attingerli aliunde. Pertanto, se anche l'originario contratto di finanziamento contenuto nell'atto notarile costituisce titolo certo e liquido al momento della stipula, detto requisito viene meno laddove nel tempo trascorso siano intervenuti pagamenti parziali o si siano modificati i parametri iniziali, così da rendere necessaria un'attualizzazione del credito la quale dovrà essere desumibile dalla semplice lettura del titolo che deve essere specificamente indicate nel precetto, pena l'impossibilità dello stesso di raggiungere lo scopo suo proprio, che è quello di far conoscere con certezza la quantificazione del credito nonché di assegnare al debitore un termine per adempiere e di preannunciare, per il caso di mancato adempimento, esercizio dell'azione esecutiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 14 Marzo 2016. Segue...
Espropriazione forzata - Atto di precetto - Omessa indicazione dell’avviso relativo alla possibilità di attivare la procedura di sovraindebitamento - Opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c..
Il vizio della mancata indicazione nell’atto di precetto del requisito di cui all’articolo 480, comma 2, c.p.c. (consistente nell’avvertimento della possibilità per il debitore di porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore) può essere dedotto con lo strumento della opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell’articolo 617 c.p.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18 Febbraio 2016. Segue...
Opposizione a precetto – Omissione dell’avvertimento introdotto nel nuovo art. 480, secondo comma, c.p.c. – Sovraindebitamento – Esclusa la nullità.
Il mancato inserimento nel precetto dell’avvertimento sulla possibilità di porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento nei modi stabiliti dal novellato art. 480, secondo comma, c.p.c. non determina la nullità del precetto, in quanto tale sanzione non è stata espressamente prevista dal legislatore, né tantomeno sarebbero giustificabili i diversi riflessi che tale omissione potrebbe determinare nella fase esecutiva. (Cristiano D'Ettorre) (riproduzione riservata) Tribunale Frosinone, 28 Gennaio 2016. Segue...
Opposizione a precetto - Omissione dell’'avvertimento introdotto nel nuovo art. 480, secondo comma, c.p.c. - Sanabilità - Sussistenza.
L’'omesso avvertimento - come introdotto nel nuovo art. 480, secondo comma, c.p.c. - che il debitore può, con l’'ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovra indebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore, in difetto di espressa sanzione di nullità testuale, può essere sanato, per raggiungimento dello scopo, fino all'’avvio della procedura esecutiva per applicazione analogica degli artt. 156, co. II e III c.p.c.. (Nunzio Salice) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 10 Novembre 2015. Segue...