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Timestamp: 2020-06-01 13:03:19+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 384', 'sentenza ', 'art. 52']

PapàSeparatiBrescia Blog - N.6855- Se l’ex coniuge beneficiario forma una nuova famiglia, l’assegno di divorzio va eliminato
Pubblicato Domenica, 19 Aprile 2015 14:56
ASSEGNO DIVORZILE – FORMAZIONE DI UNA NUOVA FAMIGLIA DI FATTO – PERDITA – SUSSISTE – CARATTERE – DEFINITIVITÀ – SUSSISTE (art. 5 l. 898 del 1970)
La formazione di una nuova famiglia di fatto da parte del coniuge divorziato determina la perdita definitiva dell’assegno divorzile di cui il medesimo benefici. Infatti, il parametro dell’adeguatezza dei mezzi rispetto al tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale da uno dei partner, non può che venir meno di fronte all’ esistenza di una vera e propria famiglia, ancorché di fatto. Si rescinde così ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale e, con ciò, ogni presupposto per la riconoscibilità di un assegno divorzile, fondato sulla conservazione di esso, pur dovendosi ribadire che non vi è né identità, né analogia tra il nuovo matrimonio del coniuge divorziato, che fa automaticamente cessare il suo diritto all’assegno, e la fattispecie in esame che necessita di un accertamento e di una pronuncia giurisdizionale. La perdita dell’assegno è definitiva e non si realizza una fase di quiescenza (che può terminare con la fine della convivenza). Infatti, una famiglia di fatto, espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, da parte del coniuge, eventualmente potenziata dalla nascita di figli (ciò che dovrebbe escludere ogni residua solidarietà post-matrimoniale con l’altro coniuge) deve essere caratterizzata dalla assunzione piena di un rischio, in relazione alle vicende successive della famiglia di fatto, mettendosi in conto la possibilità di una cessazione del rapporto tra conviventi (ferma restando evidentemente la permanenza di ogni obbligo verso i figli).
Costituitosi il contraddittorio, la (omissis) dichiarava di non opporsi al divorzio, e chiedeva assegno per sé. Il Tribunale di Brindisi, con sentenza non definitiva in data 3/7/2006, dichiarava la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Con sentenza definitiva in data 31/05/2010, poneva a carico del (omissis) assegno divorzile di €. 1.000,00 mensili a favore della moglie, con decorrenza dal mese successivo alla pubblicazione della sentenza.
Nella specie, il giudice a quo ritiene pacifica ( anche perché già oggetto di esame sia nel corso del giudizio di separazione che del primo grado del presente giudizio di divorzio la convivenza more uxorio instaurata dalla (omissis) con (omissis) da cui erano nati due figli ,uno dei quali morto alla nascita. Aggiunge il giudice a quo che la relazione stabile tra (omissis) e (omissis) e dunque anche l’apporto economico di questo alla famiglia di fatto, era venuto meno dal gennaio 2003. Ma tale circostanza, come si diceva, non potrebbe costituire titolo per ottenere l’assegno divorzile. Accolto il primo motivo del ricorso, rimane assorbito il secondo.
Va cassata la sentenza impugnata. Può decidersi nel merito, ai sensi dell’art. 384 c.p.c, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto.
La Corte accoglie il primo motivo del ricorso, assorbito il secondo; cassa la sentenza impugnata;
decidendo nel merito, rigetta la domanda di assegno divorzile; compensa le spese tra le parti per tutti i gradi del procedimento. In caso di diffusione, omettere generalità ed altri dati identificativi, a norma dell’art. 52 D.Lgs.
196/03, in quanto imposto dalla legge.
Fonte: http://www.papaseparatiliguria.it/?p=8598