Source: http://www.mglabfactory.it/tag/free-lance-ritenuta-dacconto/
Timestamp: 2018-03-22 19:58:12+00:00
Document Index: 77975836

Matched Legal Cases: ['art.61', 'art. 2222', 'art.61', 'art.62', 'art.69', 'art. 2222']

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Buttarsi come freelance ma col paracadute!
Di questi tempi trovare un lavoro stabile e duraturo col tempo, sembra diventare impossibile, anzi è proprio questo il lavoro più occupato oggi “il cerca lavoro”.
Ecco perché ho deciso di intraprendere questa strada in attesa di un’occupazione stabile e sicura. Ma se andrà bene e andrà avanti meglio .
Se volete iniziare questa strada da freelance, meglio iniziare con il paracadute!.
Non c’è bisogno di aprirsi una partita iva per il momento basti pensare all’esistenza della ritenuta d’acconto. Ecco un’articolo di web-magazine.it molto utile che vi consiglio di leggere e studiare prima di intraprendere questa strada.
Inoltre vi allego in fondo all’articolo un link col file zip con tutto i documenti necessari ( da modificare con i vostri dati ) utili per la ritenuta
Prima di scrivervi delle prestazioni occasionali, come da nostra scaletta, volevo chiarirvi le mie intenzioni.
Il percorso dei miei articoli vorrebbe seguire un ipotetico free-lance, dal momento in cui, ancora indeciso sul da farsi, si propone sul mercato con delle prestazioni occasionali, fino a quando decide di aprire la partita Iva. Esamineremo quindi, i regimi fiscali agevolati per piccoli contribuenti fino ad arrivare ad un’attività svolta con una struttura propria o addirittura una propria agenzia.
In fondo ognuno dovrebbe aspirare a realizzarsi professionalmente nel proprio ambito lavorativo!
Iniziamo quindi il nostro percorso immaginando un web designer che dopo aver seguito dei corsi o dopo aver avuto delle esperienze (più o meno felici..) come lavoratore dipendente, cerchi dei clienti per conto proprio.
Ovviamente non potrà avere certezze sulle proprie entrate e potrebbe essere inutile e prematuro pensare ad una partita Iva, ai contributi previdenziali, ecc..
Il problema iniziale, però, sta nel riuscire ad avere un minimo di strategia(anche fiscale), perché ci si potrebbe trovare costretti a cambiare in corso la propria direzione. Non programmare niente e vivere alla giornata non è indicato nel lungo termine.
In fondo cosa costa farsi una chiacchierata con qualcuno che possa indirizzarvi sia pur minimamente?
Le prestazioni occasionali sono state previste in una più ampia riforma del mercato del lavoro che partendo dalla legge n.30 del 14 febbraio 2003 (legge delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro) è sfociata in quella chiamata legge Biagi cioè il D.lgs. (decreto legislativo) n°.276 del 2003.
Cosa sono secondo la legge le prestazioni occasionali?
Il quadro normativo di riferimento è dato dall’articolo 2222 c.c. (del codice civile) e dall’art.61 del D.lgs. (decreto legislativo) n°.276 del 2003 (legge Biagi).
art. 2222 c.c.: Contratto d’opera
“Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con un servizio prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente,…”
In altre parole sono delle prestazioni fornite, in cambio di un compenso (mi sembra ovvio), da lavoratori autonomi, ma senza un carattere di continuità e senza entrare a far parte dell’organizzazione del committente (altrimenti si avrebbe una collaborazione coordinata e continuativa o un’assunzione).
Passiamo ora all’art.61 del D.lgs. n°.276 del 2003 (legge Biagi):
“… le prestazioni occasionali, intendendosi per tali i rapporti di durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell’anno solare con lo stesso committente, salvo che il compenso complessivamente percepito nel medesimo anno solare sia superiore a 5 mila euro…”
Quindi le prestazioni occasionali non possono superare come durata del rapporto i 30 giorni in un anno per ogni cliente (committente) e i 5000 € come compensi annui totali (cioè per tutti i clienti).
Fino a questa soglia di 5000 € non si è obbligati all’iscrizione alla gestione separata (non si pagano i contributi insomma).
Superata questa soglia si pagano i contributi sulla somma eccedente i 5000 €, cioè se si hanno compensi per 6000 € i contributi si pagano sui 1000 € in eccesso, in quanto i 5000 € segnano anche una soglia di esenzione.
Le prestazioni occasionali sono soggette ad una ritenuta a titolo di acconto del 20 %.
Passiamo a quella che chiameremo impropriamente la “fatturazione” di una prestazione occasionale.
Nel compenso vanno incluse tutte le somme percepite dal cliente, quindi anche quelle che vi vengono rimborsate per spese da voi sostenute per conto del cliente, ma dovrete conservare documenti che attestino queste vostre spese anticipate per poterli dedurre in dichiarazione.
Es.: Realizzate il layout di una pagina web, un programmino per giocare i numeri del superenalotto, qualsiasi cosa e chiedete un compenso di 800 €.
Nella ricevuta oltre all’intestazione in cui indicherete i vostri dati anagrafici e il codice fiscale andrete a scrivere i vari importi:
Tanto ci è dovuto per prestazione da noi eseguita per Vs conto dal giorno 10 al giorno 15 Gennaio.
Compenso 800
Ritenuta 20% 160
Netto da percepire 640
Che fine fanno le ritenute?
I vostri clienti chiameranno il loro “fantastico” dottore commercialista, diranno di dover saldare una prestazione occasionale e il dottore preparerà un f24(modello per pagare le tasse) con le vostre ritenute da saldare entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento della prestazione.
Insomma i vostri clienti verseranno al fisco i 160 per vostro conto.
State attenti perché sul vostro compenso grava la ritenuta del 20%, per cui se 800 è quello che volete incassare vi conviene fare due conti prima di contrattare con il cliente.
Nel caso da me scritto il compenso è di 800 e su questo grava la ritenuta del 20% = 160
vi restano 640.
Se volete incassare 800 dovete considerare che 800 è l’80% di quello che dovete chiedere
(100%-20% che è la ritenuta..)
quindi con dei semplici calcoli dovete fare così:
800 : 80 = x : 100 da cui x = (800*100) /80= 1000
1000 è il compenso che dovete chiedere per incassare 800.
Per chi ha meno dimestichezza con la matematica prenda una “bella” calcolatrice, decida quanto vuole incassare ad es.1000 divida per 4 l’importo e moltiplichi il risultato per 5.
1000 / 4= 250
250 * 5=1250
1250 è il compenso da chiedere per trovarsi mille in tasca.
Operazioni che potrete ripetere per qualsiasi importo.(diviso 4, moltiplicato 5).
Le prestazioni occasionali possono tramutarsi in 2 diverse situazioni:
superamento del limite temporale o economico (più di 30 giorni o più di 5000 € ) e legame a uno o più progetti specifici; si devono applicare le disposizioni del lavoro a progetto secondo quanto stabilito dall’art.62 all’art.69 del D.lgs.276/2003.
superamento del limite dei 5000 € da uno stesso cliente nell’anno, ma per lavori episodici e non legati a nessun particolare progetto, si seguono i dettati dell’art. 2222c.c.; sarete, comunque, soggetti all’iscrizione alla gestione separata dell’INPS e dovrete pagare i contributi per la somma che eccede i 5000 €.
Resto a vostra disposizione per eventuali domande e chiarimenti, alla prossima settimana!
A causa delle tante richieste ricevute pubblichiamo un modello di ricevuta diprestazione occasionale che può essere prelevato e utilizzato liberamente. Vi basta cambiare i dati personali e relativi al lavoro commissionato, i più esperti inoltre potranno cimentarsi nella creazione di temi grafici e intestazioni personalizzate!
LINK PER IL DOWNLOAD DEL MATERIALE UTILE
Questo articolo è stato pubblicato in Consigli Utili e taggato come free lance ritenuta d'acconto il 23 novembre 2011 da emmegraphic