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Timestamp: 2017-02-25 04:55:30+00:00
Document Index: 144438026

Matched Legal Cases: ['art. 1022', 'art.540', 'art.1022', 'art.1022', 'art. 1021', 'art 1022', 'art. 1022', 'art. 1021', 'art.1022', 'art.540', 'art. 1022', 'art.1022', 'art.1021', 'art.540', 'art.1022', 'art. 1022', 'art.1022', 'art. 540', 'art. 1022', 'art. 1025', 'art. 540', 'art. 732', 'art. 1022', 'art.1022', 'art.1022', 'art.540', 'art. 540', 'art.540', 'art.1022', 'art. 1022', 'art. 1021', 'art. 1021', 'art. 540', 'art. 540', 'art. 542', 'art. 540', 'art. 540']

Successione - equiparazione dei figli e rappresentazione dei figli. | propit.it - Forum per la Casa
Successione - equiparazione dei figli e rappresentazione dei figli.
Discussione in 'Successione, Eredità, Donazione e Famiglia' iniziata da bruna valenti, 25 Marzo 2015.
bruna valenti
sono figlia di primo matrimonio. mio padre, rimasto vedovo, si risposa in regime di separazione dei beni e acquista un appartamento intestato solo a lui. con la seconda moglie ha un'altra figlia.
muore e l'eredità viene suddivisa 1/3 ciascuno alle eredi: io, la matrigna e la sorellastra.
la matrigna acquisisce il diritto di abitazione della casa coniugale e io che sono proprietaria per un terzo, penso di avere diritto ad un contributo per l'utilizzo di una mia proprietà, considerato che non ho nessun legame parentale e tantomeno affettivo con la matrigna.
desidero un parere. grazie
bruna valenti,
bruna valenti ha scritto:
penso di avere diritto ad un contributo per l'utilizzo di una mia proprietà, considerato che non ho nessun legame parentale e tantomeno affettivo con la matrigna.Clicca per allargare...
Il diritto di abitazione fa si che la moglie di tuo padre non ha il dovere di pagare alcunchè fino al soddisfo di quanto prevede l'art. 1022 del codice civile che regola in materia.
Corretta la risposta, ma non il rinvio normativo.
La disposizione cui far riferimento e' l'art.540 del Cc che al 2' comma cosi' dispone:
"Al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Tali diritti gravano sulla porzione disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli".
L'art.1022 riguarda il diritto d' uso in generale.
L'art.1022 riguarda il diritto d' uso in generale.Clicca per allargare...
Riguarda il diritto di abitazione. È l'art. 1021 c.c. che riguarda il diritto d'uso.
vi ringrazio delle risposte ma non ho capito chiaramente andrò a leggere l'art 1022 e 1021 c.c. e anche il 540. mi pare comunque che la risposta al mio quesito sia negativa.
cosa vuol dire: "fino al soddisfo di quanto prevede l'art. 1022". adesso li vado a leggere grazie comunque della gentilezza.
Riguarda il diritto di abitazione. È l'art. 1021 c.c. che riguarda il diritto d'uso.Clicca per allargare...
Risposi a @salves che citava l'art.1022; non un errore se parlai di diritto d'uso in generale: ciò per distinguere tal diritto (che è un diritto d'uso su immobile con destinazione d'abitazione) dall'altro dir. d'uso sull' abitazione avente invece natura successoria (ex art.540)
Suvvia è alquanto grandicello, non faccia il bambino che colto con le mani nella marmellata....
P.S. E non chiami la maestra.....
cosa vuol dire: "fino al soddisfo di quanto prevede l'art. 1022". adesso li vado a leggere grazie comunque della gentilezza.Clicca per allargare...
Certo la risposta è negativa: il diritto d'uso dell'abitazione non può essere da lei limitato, nè se ne può chiedere un controvalore adducendo che grava su una parte della proprietà da Lei ereditata; lei ha ereditato una quota gravata da un onere disposto per legge. Lasci perdere l'art.1022 è specifico per altra ipotesi, non consideri nemmeno l'art.1021. Unico riferimeno l'art.540CC
Risposi a @salves che citava l'art.1022; non un errore se parlai di diritto d'uso in generaleClicca per allargare...
A chiunque si risponda, se si afferma che l'art. 1022 c.c. riguarda il diritto d'uso, si compie un errore. Ora puoi pulirti le dita imbrattate di marmellata.
Lasci perdere l'art.1022 è specifico per altra ipotesiClicca per allargare...
Invece non lo deve lasciar perdere. Poiché quell'articolo specifica quali siano i diritti dell'habitator. Sia se quel diritto gli sia stato attribuito con un atto inter vivos o mortis causa, sia se gli derivi in forza del prelegato ex art. 540, comma 2 c.c., come nella fattispecie in discussione.
La tigre ha colpito ancora? martin per un punto a perso cappa
non devo lasciar perdere l'art. 1022? e quindi? credo sia una discussione tra di voi, per quanto mi riguarda ha capito che non posso chiedere nulla alla vedova di mio padre, che ha un diritto acquisito.
diritto di abitazione, e rimane tale fino alla sua dipartita, la quale si paga tutte le spese di IMU e resto
Spese straordinarie? Le sostiene il coniuge superstite? Vendita della casa coniugale? Può vendere da sola? E intascarsi il ricavato senza dividerlo con nessuno?
Spese straordinarie? Le sostiene il coniuge superstite?Clicca per allargare...
Ex art. 1025 c.c., "chi ha il diritto di abitazione e occupa tutta la casa è tenuto alle spese di coltura, alle riparazioni ordinarie e al pagamento dei tributi come l'usufruttuario.
Se non raccoglie che una parte dei frutti o non occupa che una parte della casa, contribuisce in proporzione di ciò che gode".
Vendita della casa coniugale? Può vendere da sola? E intascarsi il ricavato senza dividerlo con nessuno?Clicca per allargare...
Nella presente discussione, la matrigna, oltre a essere titolare del diritto di abitazione, è anche comproprietaria.
Infatti i diritti d'uso e di abitazione riservati al coniuge ex art. 540, comma 2 c.c. gli spettano in aggiunta alla quota di legittima a cui ha diritto.
Pertanto può vendere la sua quota di comproprietà. Nel caso volesse cedere la sua quota o parte di essa a estranei, dovrà osservare le norme riguardanti la prelazione spettante agli altri coeredi (art. 732 c.c.).
non devo lasciar perdere l'art. 1022? e quindi? credo sia una discussione tra di voi, per quanto mi riguarda ha capito che non posso chiedere nulla alla vedova di mio padre, che ha un diritto acquisito.Clicca per allargare...
Ha colto bene, la sua affermazione nell'evidenziato in bleu è quanto le interessa.
Lasci perdere il resto della discussione, non fa che ingenerare confusione.
L'unico motivo per cui viene svolta è per aver ripreso @Nemesis in altre occasioni.
Il suo delirio, di voler riprendere ad ogni costo il sottoscritto, trae in inganno chi ha posto il quesito iniziale ed abbisogna invece di non essere confuso.
Lei fa tutto ciò:
1) Riportando malamente le norme di diritto sostanziale:
Invece non lo deve lasciar perdere. Poiché quell'articolo specifica quali siano i diritti dell'habitator.....Clicca per allargare...
Il coerede, per comprendere il peso gravante sulla propria quota, non deve riferirsi all'art.1022 CC.
- perchè tal disposizione disciplina il solo diritto di abitazione
- perchè al coniuge superstite spetta non solo il diritto di abitazionesulla casa familiare, ma anche il diritto di uso sui mobili che la corredano.
Sprovveduto il coerede che Le si affidasse: con l’errato rimando all'art.1022CC si priverebbe di una parte del proprio diritto (definito nell'art.540CC).
Già in altra sede le dissi di non ingenerare danno: non perseveri....
2) Confondendo un istituto giuridico con una pronuncia della giurisprudenza:
...gli derivi in forza del prelegato ex art. 540, comma 2 c.c., come nella fattispecie in discussioneClicca per allargare...
Non si limiti ad un banale e superficiale copia/incolla, ma indichi i precisi estremi della questione. Da lungo tempo si dibatte, in dottrina e giurisprudenza (con ciò dimostrando come il legislatore nulla abbia sancito), su quale sia la natura dei diritti riconosciuti ex art.540CC ; di recente con Cassazione Sezioni Unite n. 4847 del 27 febbraio 2013 si è espresso tal orientamento:
“il valore capitale di tali diritti deve essere stralciato dall’asse ereditario per poi procedere alla divisione di quest’ultimo tra tutti i coeredi secondo le norme della successione legittima, non tenendo conto dell’attribuzione dei suddetti diritti, secondo un meccanismo assimilabile al prelegato”
Se quindi proprio intende far bella figura, dimostrando la sua padronanza nella materia, provi almeno a citare nei termini il dispositivo e senza falsarne il valore. Affermare, come da lei fatto, l’esistenza di un prelegato non è giuridicamente corretto; infatti, non a caso i giudici hanno sancito che il tutto si configuri con un meccanismo assimilabile al prelegato (il che significa che prelegato non c’è).
Avesse scritto tutto ciò una massaia, avrei bonariamente compreso; da un esperto del diritto, qual lei è, lecito invece attendersi ben altro....
Il coerede, per comprendere il peso gravante sulla propria quota, non deve riferirsi all'art.1022 CC.Clicca per allargare...
Il coerede deve sapere (anche) che cosa sia permesso fare all'habitator (altro coerede), ex art. 1022, che quindi è opportuno che conosca.
perchè al coniuge superstite spetta ex non solo il diritto di abitazionesulla casa familiare, ma anche il diritto di uso sui mobili che la corredano.Clicca per allargare...
Quindi è altrettanto opportuno che conosca anche l'art. 1021 c.c.
Le quali cose (conoscere che cosa prevedano i due articoli 1021 e 1022 c.c.) avevi improvvidamente sconsigliato di verificare.
Ad maiora.Clicca per allargare...
Sì, certamente. Nel frattempo, finirai il primo vasetto di marmellata.
La tigre ha colpito ancora? martin per un punto a perso cappaClicca per allargare...
In realtà è un colpo a salve...che metaforicamente è come sparare alla Luna andando a caccia di Leoni.
Quindi è altrettanto opportuno che conosca anche l'art. 1021 c.c.Clicca per allargare...
Una persona che abbia un minimo di comprensione della lingua italiana non necessita di leggere gli Art. 1021-1022 e/o seguenti del CC per capire cosa possa singificare il "diritto di abitazione".
Basta l' art. 540 per capire di cosa può disporre il coniuge superstite in qualità di erede limitatamente all' immobile di residenza.
Dispositivo dell'art. 540 Codice Civile
A favore del coniuge è riservata la metà del patrimonio dell'altro coniuge, salve le disposizioni dell'articolo 542 per il caso di concorso con i figli (1) [548 c.c.].
Al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare (2) [144 c.c.] e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni (3). Tali diritti gravano sulla porzione disponibile [556 c.c.] e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli (4) [566 c.c.].
(1) Se al de cuius succede solo il coniuge (in assenza di figli), a questo spetta 1/2 del patrimonio.
Qualora vi sia concorso tra il coniuge e i figli, si applicano le disposizioni di cui all'art. 542 del c.c.: in presenza di un solo figlio a questo e al coniuge spetta 1/3 del patrimonio ciascuno, se vi sono più figli a questi spetta 1/2 del patrimonio (da dividere in quote uguali tra i figli) e al coniuge 1/3.
(2) Per casa si intende quella abitata in maniera prevalente e duratura dalla famiglia. Restano, pertanto, escluse le seconde case.
La norma non si applica al coniuge separato, in quanto in tal caso difetta il requisito della coabitazione.
(3) Dubbio è se il diritto spetti anche sugli immobili in comproprietà con terzi.
(4) I diritti d'uso e d'abitazione spettano al coniuge superstite in aggiunta alla quota di legittima a cui ha diritto in base agli articoli 540, 542 e 544 del c.c.. Il valore di tali diritti deve essere scomputato dall'asse ereditario prima di procedere alla divisione dello stesso in quote, con un meccanismo simile a quello previsto per il prelegato.
Art. 540 codice civile - Riserva a favore del coniuge - Brocardi.it
Basta l' art. 540Clicca per allargare...
No. Poiché l'art. 540 riserva quei diritti, ma non specifica che cosa si possa fare e che cosa non si possa fare con quei diritti. Per esempio, che l'habitator può abitarla limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia.
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