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Timestamp: 2019-02-21 08:57:04+00:00
Document Index: 34370226

Matched Legal Cases: ['art. 131', 'art. 10', 'art. 26', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 3']

(Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1947, n. 298). *
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale. 1
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. 2
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici. 3
P A R T EI
DIRITTIE DOVERIDEI CITTADINI
RAPPORTICIVILI
Non può in alcun caso essere ammessa per reati politici. 4
Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra. 5
RAPPORTIETICO-SOCIALI
RAPPORTIECONOMICI
Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano. 6
RAPPORTIPOLITICI
La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge. 7
P A R T EII
ORDINAMENTODELLA REPUBBLICA
ILPARLAMENTO
Art. 56. 8
Art. 57. 9
La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni. 10
Art. 68. 11
La legge determina le modalità di attuazione del referendum . 12
L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo adotta, se non con determinazione di principî e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
Art. 79. 13
ILPRESIDENTE DELLAREPUBBLICA
Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura. 14
Art. 96. 15
LAMAGISTRATURA
I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni 16 se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall’ordinamento giudiziario o con il loro consenso.
Art. 111. 17
TITOLOV 18
LE REGIONI,LE PROVINCIE, I COMUNI
Art. 114. 19
Abrogato. 20
Art. 116. 21
Art. 117. 22
Art. 118. 23
Art. 119. 24
Art. 120. 25
Art. 121. 26
Art. 122. 27
Art. 123. 28
Abrogato. 29
Art. 125. 30
Art. 126. 31
Art. 127. 32
Abrogato. 33
Abrogato. 34
Abrogato. 35
Art. 131. 36
Art. 132. 37
sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione. 38
Art. 135. 39
La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme stabilite dalla legge, il Presidente, che rimane in carica per un triennio, ed è rieleggibile, fermi in ogni caso i termini di scadenza dall’ufficio di giudice. 40
L’ufficio di giudice della Corte è incompatibile con quello di membro del Parlamento, di un Consiglio regionale, con l’esercizio della professione di avvocato e con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge. 41
Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica, intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari. 42
La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinché, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali. 43
Una legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di proponibilità dei giudizi di legittimità costituzionale, e le garanzie d’indipendenza dei giudici della Corte. 44
Con legge ordinaria sono stabilite le altre norme necessarie per la costituzione e il funzionamento della Corte. 45
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti. 46
DISPOSIZIONITRANSITORIE EFINALI
Per la prima elezione del Senato il Molise è considerato come Regione a sé stante, con il numero dei senatori che gli compete in base alla sua popolazione. 47
Fino a cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione si possono, con leggi costituzionali, formare altre Regioni, a modificazione dell’elenco di cui all’art. 131, anche senza il concorso delle condizioni richieste dal primo comma dell’articolo 132, fermo rimanendo tuttavia l’obbligo di sentire le popolazioni interessate. 49
Con l’entrata in vigore della Costituzione si ha per convertito in legge il decreto legislativo luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151, sull’ordinamento provvisorio dello Stato. 50
Fino al giorno delle elezioni delle nuove Camere, l’Assemblea Costituente può essere convocata, quando vi sia necessità di deliberare nelle materie attribuite alla sua competenza dagli articoli 2, primo e secondo comma, e 3, comma primo e secondo, del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98. 51
A regolare tali rapporti sono intervenute le leggi 11 agosto 1984, n. 449, 22 novembre 1988, n. 516, 22 novembre 1988, n. 517 e 8 marzo 1989, n. 101 (G.U. 13 agosto 1984, n. 222; 2 dicembre 1988, n. 283; 23 marzo 1989, n. 69), emesse sulla base di previe «intese » intercorse, rispettivamente, con la Tavola valdese, le Chiese cristiane avventiste, le Assemblee di Dio e le Comunità ebraiche, e più di recente le leggi 5 ottobre 1993, n. 409 (G.U. 11 ottobre 1993, n. 239), 12 aprile 1995, n. 116 (G.U. 22 aprile 1995, n. 94), 29 novembre 1995, n. 520 (G.U. 7 dicembre 1995, n. 286), 20 dicembre 1996, nn. 637 e 638 (G.U. 21 dicembre 1996, n. 299), per la regolamentazione dei rapporti con altre confessioni o per la modifica delle precedenti intese.
A norma dell’articolo unico della legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1 (G.U. 3 luglio 1967, n. 164), «l’ultimo comma dell’art. 10 della Costituzione non si applica ai delitti di genocidio ».
A norma dell’articolo unico della legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1 «l’ultimo comma dell’art. 26 della Costituzione non si applica ai delitti di genocidio ». Cfr. art. 10.
Cfr. Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali - «Protocollo n. 6 sull’abolizione della pena di morte» (adottato a Strasburgo il 28 aprile 1983), reso esecutivo con legge 2 gennaio 1989, n. 8 (G.U. 16 gennaio 1989, n. 12, suppl. ord.), nonché legge 13 ottobre 1994, n. 589 sull’«Abolizione della pena di morte nel codice penale militare di guerra » (G.U. 25 ottobre 1994, n. 250).
Articolo così sostituito dapprima con l’art. 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, recante «Modificazioni agli artt. 56, 57 e 60 della Costituzione » (G.U. 12 febbraio 1963, n. 40) e poi modificato, nei commi secondo e quarto, con l’art. 1 della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1, recante «Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione concernenti il numero dei deputati e senatori in rappresentanza degli italiani all’estero» (G.U. 24 gennaio 2001, n. 19). Si vedano, inoltre, le disposizioni transitorie nell’art. 3 della legge n. 1 del 2001.
« Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale.
La ripartizione dei seggi tra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti ».
Comma così sostituito con l’art. 3 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, recante «Modificazioni agli articoli 56, 57 e 60 della Costituzione ».
« La Camera dei deputati è eletta per cinque anni, il Senato della Repubblica per sei.
La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra ».
« I membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.
Eguale autorizzazione è richiesta per trarre in arresto o mantenere in detenzione un membro del Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile» .
« L’amnistia e l’indulto sono concessi dal Presidente della Repubblica su legge di delegazione delle Camere.
Non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla proposta di delegazione» .
« Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato ».
« Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri sono posti in stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni ».
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata con l’art. 1 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (G.U. 24 ottobre2001, n. 248). Il testo originario era il seguente:
Con l’art. 9, comma 2, della legge cost. n. 3 del 2001, supra cit .
Può essere sciolto quando, per dimissioni o per impossibilità di formare una maggioranza,non sia in grado di funzionare.
Con l’art. 9, comma 2, della legge cost. n. 3 del 2001, supra cit . Il testo dell’articolo abrogato era il seguente:
Il secondo comma di questo articolo è stato così modificato dall’art. 9, comma 1, della legge cost. n. 3 del 2001, supra cit . Nella formulazione originaria esso così recitava:
« sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica ed i Ministri, a norma della Costituzione ».
« La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative.
Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica e contro i Ministri intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri eletti, all’inizio di ogni legislatura, dal Parlamento in seduta comune tra i cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a senatore ».
« I giudici della Corte costituzionale nominati nella prima composizione della Corte stessa non sono soggetti alla parziale rinnovazione e durano in carica dodici anni» .
50 (Nota alla XV delle disposizioni transitorie e finali).
Il decreto, emanato come «decreto legge luogotenenziale », del 25 giugno 1944, n. 151 intitolato «Assemblea per la nuova Costituzione dello Stato, giuramento dei membri del Governo e facoltà del Governo di emanare norme giuridiche » (G.U. 8 luglio 1944, n. 39, serie speciale), conteneva le seguenti disposizioni:
I modi e le procedure saranno stabiliti con successivo provvedimento ».
Art. 2 - «E’ abrogata la disposizione concernente la elezione di una nuova Camera dei Deputati e la sua convocazione entro quattro mesi dalla cessazione dell’attuale stato di guerra, contenuta nel comma terzo dell’articolo unico del R. decreto-legge 2 agosto 1943, n. 175, con cui venne dichiarata chiusa la sessione parlamentare e sciolta la Camera dei fasci e delle corporazioni ».
Art. 3 - «I Ministri e Sottosegretari di Stato giurano sul loro onore di esercitare la loro funzione nell’interesse supremo della Nazione e di non compiere, fino alla convocazione dell’Assemblea Costituente, atti che comunque pregiudichino la soluzione della questione istituzionale ».
« Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri;
« Sulla proposta di ...
« Abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: ... ».
« Sentito il Consiglio dei Ministri;
« Abbiamo decretato e decretiamo... ».
Ordiniamo, a chiunque spetti, di osservare il presente decreto e di farlo osservare come legge dello Stato ».
51 (Nota alla XVII delle disposizioni transitorie e finali).
Il testo del decreto legislativo luogotenenziale 16 marzo 1946, n. 98, recante «Integrazioni e modifiche al decreto legislativo luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151, relativo all’Assemblea per la nuova costituzione dello Stato, al giuramento dei membri del Governo ed alla facoltà del Governo di emanare norme giuridiche » (G. U. 23 marzo 1946, n. 69), conteneva le seguenti disposizioni:
Art. 1 - «Contemporaneamente alle elezioni per l’Assemblea Costituente il popolo sarà chiamato a decidere mediante referendum sulla forma istituzionale dello Stato (Repubblica o Monarchia) ».
Qualora la maggioranza degli elettori votanti si pronunci in favore della Monarchia, continuerà l’attuale regime Luogotenenziale fino alla entrata in vigore delle deliberazioni dell’Assemblea sulla nuova Costituzione e sul Capo dello Stato ».
Il rigetto di una proposta governativa da parte dell’Assemblea non porta come conseguenza le dimissioni del Governo. Queste sono obbligatorie soltanto in seguito alla votazione di un’apposita mozione di sfiducia, intervenuta non prima di due giorni dalla sua presentazione e adottata a maggioranza assoluta dei Membri dell’Assemblea ».
Finché non avrà deliberato il proprio regolamento interno l’Assemblea Costituente applicherà il regolamento interno della Camera dei deputati in data 1° luglio 1900 e successive modificazioni fino al 1922 ».
Art. 5 - «Fino a quando non sia entrata in funzione la nuova Costituzione le attribuzioni del Capo dello Stato sono regolate dalle norme finora vigenti, in quanto applicabili ».
Art. 6 - «I provvedimenti legislativi che non siano di competenza dell’Assemblea Costituente ai sensi del primo comma dell’art. 3, deliberati nel periodo ivi indicato, devono essere sottoposti a ratifica del nuovo Parlamento entro un anno dalla sua entrata in funzione ».
Nessuno degli impegni da essi precedentemente assunti, anche con giuramento, limita la libertà di opinione e di voto dei dipendenti civili e militari dello Stato ».
Per la risposta al referendum dovranno essere indicati due distinti contrassegni ».
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare come legge dello Stato ».
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A cura del Servizio Studi
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