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Timestamp: 2017-09-24 14:39:04+00:00
Document Index: 102544350

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 95', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 118', 'sentenza ', 'art. 117', 'art. 7', 'art. 20', 'art. 19', 'art. 9']

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L’organizzazione dei beni culturali e del paesaggio : il livello statalePowerPoint Presentation
L’organizzazione dei beni culturali e del paesaggio : il livello statale
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L’organizzazione dei beni culturali e del paesaggio : il livello statale - PowerPoint PPT Presentation
L’organizzazione dei beni culturali e del paesaggio : il livello statale. A L’evoluzione storica fino al 1998. A. L’evoluzione dalla nascita della Costituzione. Le direzioni generali (“scavi e monumenti”, “accademie e biblioteche”, “belle arti”, archivi”)  vari ministeri. 1948.
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L’organizzazione dei
beni culturali e del paesaggio:
il livello statale
AL’evoluzione storica fino al 1998
L’evoluzione dalla nascita della Costituzione
Le direzioni generali (“scavi e monumenti”, “accademie
e biblioteche”, “belle arti”, archivi”)  vari ministeri
Lavori delle Commissioni Franceschini e Papaldo
Regioni > Toscana: proposta di legge sulla “riforma
dell’amministrazione dei beni culturali e naturali”
IV Governo Rumor: Ministri senza portafoglio:
Beni culturali e Ecologia
Il primo Ministero per i beni culturali
ed ambientali (1974-75)
Situazione di emergenza: Istituzione con d.l. n. 657
del 1974 (convertito in Legge n. 5 del 1975)
Struttura organizzativa articolata
Le competenze del Ministero del 1974 (l.382/75)
-	le attribuzioni allora spettanti al Ministero della P. I. nel campo delle antichità e belle arti, delle accademie e biblioteche, della diffusione della cultura e della sicurezza del patrimonio culturale (il Ministero aveva 2 direzioni generali: “antichità e belle arti”; “accademie e bibloteche”);
- le attribuzioni spettanti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri relative ai servizi della Discoteca di Stato, nonché quelle della divisione I (editoria libraria e diffusione della cultura) dei servizi delle informazioni e della proprietà letteraria, artistica e scientifica, di cui al D.P.C.M. 14 maggio 1973;
- le attribuzioni spettanti al Ministero dell’Interno in materia di archivi di Stato, salvo quelle relative agli atti inaccessibili, di cui all’art. 21 del D.P.R. n. 1409 del 1963;
- la promozione e la diffusione dell’arte e della cultura, la direzione e coordinazione di iniziative a riguardo.
L’organizzazione del Ministero (D.P.R. 905/75)
Lavori della Commissione Giannini
4 Uffici centrali: beni ambientali e paesaggistici; beni archeologici,
architettonici, artistici e storici; beni archivistici; beni librari,
le Istituzioni culturali e l’editoria.
Direzione generale per gli aff. gen. e amm. e del personale
Consiglio Nazionale per i b.c. e amb. e il Comitato regionale per i b.c.
Struttura periferica (le Soprintendenze)
Lacune e debolezze del Ministero del ‘74
Scarsa creatività sulle competenze
e mera operazione di trasferimento di uffici
Modello burocratico superato e pesante
Conflitto con le istanze “regionaliste”
BIl nuovo Ministero per i Beni e le attività culturali del 1998: struttura centrale e periferica
Le origini della nascita del Ministero
per i Beni e le Attività Culturali del 1998
Referendum abrogativo del Ministero del turismo e
d. lgs. n. 29 del 1993 art. 95 Cost.
legge finanziaria del 1994
Il dibattito degli anni ’90 sul ministero unico per la
Le competenze del Ministero
D.lgs. 20 ottobre 1998 n. 368 (artt. 11 e 12 l. 59/97)
Introduzione delle “attività” > art. 2, co.2, lett.b
Eliminazione dei “beni ambientali”
Accorpamenti di nuovi uffici e competenze
-Dipartimento dello spettacolo
-Ufficio per i rapporti con gli organismi sportivi della
-Sport e impiantistica; vigilianza su CONI e Ist.cr.sportivo
Attribuzioni già spettanti al soppresso
Ministero del 1974
Diffusione dell’arte e della cultura italiana
all’estero  art. 2, co. 2, lett f
L’organizzazione del Mbac (art. 6)
Regolamento > d.p.r. n. 441 del 2000
Dipende direttamente
6 Direzioni generali
Vecchia normativa (dpr 805
del 1975)
5 istituti centrali
Schema di riepilogo: Mbac
Segretario generale > direzione e coordinamento
Direzioni generali > centri di responsabilità amministrativa -competenti per i singoli settori – autonomia nella gestione del personale
Istituti centrali> attività di ricerca (catalogazione e conservazione) – collegamento con organismi periferici - autonomia amministrativa e contabile -
Soprintendente regionale Raccordo soprintendenze di settore – Mbac – raccordo enti territoriali – poteri di proposta verso il Ministero – altri poteri (emana la dichiarazione dell’interesse)
Soprintendenze > competenti per i singoli settori – diepndenti dalle rispettive direzioni generali (ruolo esecutivo) – poteri di vigilanza, controllo – attività di ricerca
Archivi di Stato e biblioteche statali > conservazione, tutela e valorizzazione
Consiglio Nazionale per i beni culturali e ambientali  comitati tecnico-scientifici – composizione mista – funzioni consultive e di programmazione
C La riforma del 2004 (d. lgs. n. 3 del 2004): struttura centrale e periferica
Il contesto generale della riforma “Urbani”
del 2004: d. lgs. 8 gennaio 2004, n. 3
Emanazione del Codice dei beni culturali e del
paesaggio (d.lgs. n. 42 del 2004): autonomia
dei procedimenti e differenze di impostazione
Riforma Costituzionale del Titolo V, Parte II,
Il Ministero del 2004: le funzioni
Continuità (formale e sostanziale) con il Ministero del 1998: tutto l'impianto organizzativo del ministero e le attribuzioni delle sue varie parti rispecchiano sempre l'idea che nel ministero si assommino di massima tutte le funzioni in tema di tutela e di valorizzazione, di programmazione, di gestione e di controllo, anche se non vanno dimenticate le aperture in favore di forme di collaborazione con soggetti privati.
Contraddizione: tra potenziale flessibilità delle funzioni (nuovo Codice) e attuale rigidità delle strutture.
Impatto della riforma esclusivamente sull’assetto interno del Ministero nelle principali novità: 1)passaggio dal modello a segretario generale a quello dipartimentale; 2) istituzione delle direzioni regionali
Riserva delle funzioni amministrative in materia di tutela: incoerenza con l’impostazione del Codice (artt. 1, 2 ess.); fatte salve le funzioni amm.ve già attribuite alle Regioni nel 1972; non attuazione del principio dell’art. 118, comma 3, Cost.
Esercizio delle funzioni amministrative di valorizzazione: Il Codice interviene poi nel campo della valorizzazione, riservando sempre allo Stato e, per esso, al ministero, le funzioni amministrative in ordine ai beni di appartenenza statale e alla relativa gestione, come poi è stato avallato da una recente sentenza della Corte costituzionale (Corte cost. 19 dicembre 2003 - 20 gennaio 2004, n. 26). Riserva inoltre al ministero - per quanto da esercitarsi in forma concordata con le regioni - penetranti funzioni amministrative di regolazione e di coordinamento con riguardo in generale alla valorizzazione, sebbene questa sia materia di competenza legislativa concorrente fra Stato e regioni per cui non dovrebbe essere ammessa in materia, ai sensi dell'art. 117 Cost., alcuna potestà regolamentare statale.
Il Ministero del 2004: l’organizzazione centrale
D.lgs. n. 3 del 2004: i principi generali
d.P.R. 8 giugno del 2004, n. 173; il regolamento
Organizzazione imponente: Oggi, vi sono dieci direzioni generali, distribuite in quattro dipartimenti: quindi, quattordici uffici dirigenziali generali, cui si aggiungono quattro posizioni di dirigente generale presso l'ufficio di gabinetto e il servizio di controllo interno; nelle regioni, altri diciassette uffici dirigenziali generali.
Parziale continuità: resta il Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali (al di là delle modificazioni che hanno riguardato il numero dei rappresentanti delle regioni), i comitati tecnico-scientifici e, rispetto ad epoca più recente, i comitati regionali di coordinamento (decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112), con compiti di armonizzazione e coordinamento, nel territorio regionale, delle iniziative dello Stato, della regione, degli enti locali e di altri possibili soggetti pubblici e privati in materia di beni culturali (ma queste commissioni risultano istituite in non più di quattro o cinque regioni).
Crescita in termini di dipendenti ma non di personale tecnico: i concorsi a carriere direttive sono fermi, in molti casi, da vent'anni e più, ma aumenta il personale addetto a compiti di vigilanza e custodia. Oggi, è il terzo ministero (esclusi la Difesa e gli Interni) in ordine di grandezza (dopo l'Istruzione e l'Economia e finanze), quanto a dotazione di personale, ma, per il resto, gestisce lo 0,3 per cento del bilancio nazionale.
Le novità organizzative del Ministero del 2004
Soppressione del segretario generale:
esigenze non di governo uniforme ma di gestione differenziata
4 Dipartimenti:
"beni culturali e paesaggio";
"beni archivistici e librari" (quasi che non siano "beni culturali");
"spettacolo e sport";
"ricerca, innovazione e organizzazione".
Catena procedimentale appesantita tra capi-dipartimento, direttori
generali e Ministro;
non è chiaro “chi fa che cosa”;
mero e squilibrato assemblaggio della dimensione dipartimentale.
Il Ministero del 2004: l’organizzazione periferica
Dal soprintendente regionale al direttore regionale: art. 7 d.lgs. n. 368/1998 e art. 20, reg. del 2004
Restano le soprintendenze di settore: art. 19 reg. 2004
Scarso collegamento con i livelli istituzionali territoriali
Il Ministero del 2006: Dal d.l. n. 181 del 2006 di riforma del Governo al nuovo regolamento
Il d.l. n. 181 del 2006 ha modificato il numero e i modelli organizzativi dei ministeri, tra cui il MiBAC
Il regolamento (in via di approvazione) di attuazione della riforma prevede un sostanziale ritorno al modello ministeriale del 1998
Restano le direzioni regionali (n.17)
Vengono eliminati i dipartimenti e ripristinato il Segretario generale con compiti prevalentemente di coordinamento
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