Source: https://www.affarilegali.net/le-regole-sullimmigrazione-in-germania/
Timestamp: 2019-02-17 03:22:07+00:00
Document Index: 13779832

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 43', 'art. 45', 'art. 15', 'art. 53', 'art. 54', 'art. 55', 'art. 58', 'art. 14', 'art. 54', 'art. 61']

Le regole sull'immigrazione in Germania
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Le regole sull’immigrazione in Germania
Nella Repubblica federale di Germania l’ingresso ed il soggiorno dei cittadini stranieri non appartenenti ai paesi dell’Unione europea sono disciplinati dalla Aufenthaltsgesetz del 30 luglio 2004 (Gesetz über den Aufenthalt, die Erwerbstätigkeit und die Integration von Ausländern im Bundesgebiet)(1) . In tale legge sono contemplati due tipi fondamentali di permesso di soggiorno, temporaneo (Aufenthaltserlaubnis), la cui durata non è predeterminata ma collegata ai motivi del soggiorno, (art. 7) o permanente (Niederlassungserlaubnis).
Per ottenere il rilascio di qualsiasi tipo di permesso di soggiorno il richiedente deve dimostrare di essere in regola con il passaporto o con altro documento di ingresso e di possedere adeguati mezzi di sussistenza. Devono essere note le sue generalità e la nazionalità; inoltre, la presenza del richiedente non deve rappresentare una pericolo per gli interessi della Repubblica federale e non devono sussistere validi motivi per l’adozione di un provvedimento di espulsione (art. 5).
Per il rilascio del permesso di soggiorno permanente (art. 9), che abilita allo svolgimento di qualsiasi attività economica e di lavoro, salvi i casi disciplinati da normative speciali, sono richiesti ulteriori requisiti. In particolare, il richiedente deve essere in possesso di un permesso temporaneo da almeno cinque anni, disporre di adeguati mezzi di sussistenza, aver versato contributi pensionistici per un minimo di 60 mesi, disporre di una situazione abitativa adeguata; deve altresì essere in possesso di tutte le autorizzazioni prescritte per svolgere attività di lavoro dipendente o autonomo, non avere subito condanne penali negli ultimi tre anni e, oltre ad una conoscenza adeguata del tedesco, avere una conoscenza di base dell’ordinamento della repubblica federale, nonché della storia e della cultura tedesca.
La conoscenza del tedesco non è richiesta come condizione per ottenere il permesso di risiedere anche temporaneamente nel territorio della Repubblica federale: tuttavia, la disciplina dell’immigrazione tende ad assecondare l’impegno degli immigrati ad acquisire una adeguata competenza linguistica, ed a tal fine prevede attività formative per l’integrazione (Integrationskurs, art. 43), organizzate dall’Ufficio federale per l’immigrazione e i rifugiati (Bundesamt für Migration und Flüchtlinge) in collaborazione con gli altri soggetti pubblici competenti, a livello federale e locale, e articolate in corsi di lingua tedesca, iniziali ed avanzati, e corsi di orientamento, volti ad impartire una conoscenza di base del sistema giuridico, della cultura e della storia della Germania. La frequenza ai corsi (che è obbligatoria solo in una serie di casi, indicati dall’articolo 44a della Aufenthaltsgesetz) può essere accompagnata da ulteriori programmi di integrazione, organizzati dai competenti organi della Federazione e dei Länder (art. 45).
L’ingresso nel territorio della Repubblica federale può essere vietato nel caso in cui vi siano i presupposti per l’adozione di una misura di espulsione; vi siano fondate ragioni per ritenere che gli effettivi motivi del soggiorno siano diversi da quelli dichiarati, ovvero nel caso in cui non ricorrano le condizioni di ingresso specificamente previste dalla Convenzione di Schengen (art. 15). Ai sensi dell’articolo 5, il permesso di soggiorno può comunque essere rifiutato laddove ricorrano i motivi di espulsione indicati all’articolo 54, numeri 5 e 5a (circostanze che inducono a ritenere che l’interessato abbia fatto parte o faccia parte come membro attivo di un’organizzazione che sostiene il terrorismo, ovvero che la sua presenza in territorio tedesco costituisca una minaccia per l’ordinamento democratico o per la sicurezza della Repubblica federale ovvero che abbia preso parte ad azioni violente o abbia pubblicamente incitato alla violenza o abbia minacciato il ricorso ad essa per finalità politiche).
Contro il provvedimento di rigetto della domanda è comunque consentito il ricorso all’autorità giudiziaria amministrativa.
La Repubblica federale detta una disciplina molto dettagliata dei casi in cui è prevista l’espulsione: in particolare, essa è obbligatoria nei casi condanne penali definitive ad almeno tre anni di reclusione (ovvero a due anni quando la condanna riguardi il traffico di droga o atti di grave turbamento dell’ordine pubblico compiuti nel corso di manifestazioni o cortei) e di condanne per traffico illegale di persone (art. 53). L’espulsione è poi prevista, di regola, negli altri seguenti casi: condanna definitiva ad almeno due anni di reclusione; comprovata partecipazione al traffico clandestino di persone; produzione, importazione e spaccio di sostanze stupefacenti; partecipazione ad atti di violenza commessi durante manifestazioni pubbliche non autorizzate, che abbiano comunque posto a repentaglio la sicurezza pubblica; comprovata appartenenza, presente o passata, come membro attivo, ad organizzazioni fiancheggiatrici del terrorismo; svolgimento di attività volte a mettere in pericolo le basi della convivenza democratica nella Repubblica federale; partecipazione ad atti violenti o incitamento o minaccia di ricorrere alla violenza per fini politici; rilascio di false dichiarazioni rese a pubbliche autorità circa precedenti periodi di permanenza in Germania ovvero rilascio di informazioni false e incomplete su aspetti rilevanti circa i rapporti con persone implicate in atti di terrorismo; appartenenza ad organizzazioni dichiarate illegali in quanto i loro fini sono in contrasto con la legge penale, con l’ordinamento costituzionale dello Stato o con l’ordinamento internazionale (art. 54). L’art. 55 regola poi i numerosi casi in cui l’autorità amministrativa può discrezionalmente adottare un provvedimento di espulsione, laddove la permanenza di un cittadino straniero possa comportare un pregiudizio per l’ordine pubblico o comunque per rilevanti interessi della Repubblica federale.
In generale il provvedimento di espulsione è preceduto da un preavviso scritto. La legge tedesca prevede però che le autorità del Land territorialmente competente possano emettere un ordine di espulsione con effetto immediato, senza preavviso, qualora venga ravvisato un grave pericolo per la sicurezza della Federazione e in caso di minaccia terroristica. Il Ministro dell’interno del governo federale può assumere la diretta responsabilità dell’ordine di espulsione in caso di interesse speciale della Federazione: in tal caso le autorità del Land sono avvertite ed il provvedimento viene eseguito dalla polizia federale (art. 58a). Dopo l’ordine di espulsione, lo straniero ha comunque la possibilità di contattare un legale di propria fiducia e ha diritto ad essere informato sul provvedimento, sulle sue conseguenze e sulle possibilità di ricorso. Anche in caso di ordine immediato di allontanamento, entro sette giorni è possibile presentare un ricorso secondo quanto previsto dalla legislazione vigente in materia di procedimenti amministrativi: non si procede quindi all’esecuzione dell’espulsione nel termine qui sopra ricordato e, in caso di presentazione del ricorso, fino alla decisione sullo stesso.
Secondo l’articolo 14 della Aufenthaltsgesetz si verifica un ingresso illegale quando il cittadino straniero non sia in possesso di un passaporto o di altro documento valido per l’ingresso nel territorio della Repubblica federale; non sia in possesso di alcun tipo di permesso di soggiorno e non sia altrimenti autorizzato a fare il suo ingresso nel territorio tedesco; ovvero sia stato destinatario di un provvedimento di allontanamento dal territorio tedesco.
Come in Francia, l’immigrazione illegale è reato: l’articolo 95, recante le sanzioni, prevede la reclusione (Freiheitstrafe), da uno a tre anni, e la sanzione pecuniaria (Geldstrafe).
La pena detentiva fino ad un anno è prevista per le seguenti fattispecie: residenza in territorio tedesco senza passaporto o altro documento di identità valido; residenza in territorio tedesco senza permesso di soggiorno o in pendenza di un provvedimento esecutivo di allontanamento; ingresso illegale come previsto dall’art. 14; rilascio di dichiarazioni false o incomplete relativamente ai propri dati personali ai sensi dell’articolo 49, comma 2; violazione delle disposizioni di tutela della sicurezza interna (artt. 46, 47 e 49); mancata ottemperanza all’obbligo di registrazione in violazione delle disposizioni che prevedono limitazioni territoriali al soggiorno (art. 54a); violazione ripetuta del limite di validità territoriale del permesso di soggiorno (art. 61, comma 1); appartenenza ad una associazione o gruppo la cui esistenza, obiettivi o attività siano tenute volutamente segrete alle autorità.
Con la reclusione fino a 3 anni è invece punito lo straniero che: già espulso, ricondotto alla frontiera o allontanato dal territorio federale, entri o soggiorni nuovamente in territorio tedesco, contravvenendo all’articolo 11, comma 1; ovvero a chi utilizzi o fornisca false informazione al fine di procurare per sé o per altri un permesso di soggiorno o una sospensione temporanea di un provvedimento di espulsione, ed utilizzi tali documenti per fine di frode.
In ogni caso, il giudice può comminare una pena pecuniaria in alternativa alla reclusione.
(1) La Aufenthaltsgesetz è parte di un più ampio insieme di misure contenute nella legge sul controllo e la limitazione dell’immigrazione, Gesetz zur Steuerung und Begrenzung der Zuwanderung und zur Regelung des Aufenthalts und der Integration von Unionsbürgern und Ausländern (Zuwanderungsgesetz), varata sempre il 30 luglio 2004 e comprendente oltre alle norme riguardanti rispettivamente il soggiorno degli stranieri, anche altre relative al soggiorno e alla circolazione dei cittadini comunitari, nonché disposizioni in materia di l’asilo e di status dei profughi di etnia tedesca.
Fonte: Senato.it (19.06.2008)