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Timestamp: 2020-04-02 01:33:40+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 3172 del 07/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3172 del 07/02/2017
Cassazione civile, sez. lav., 07/02/2017, (ud. 25/10/2016, dep.07/02/2017), n. 3172
sul ricorso 20777-2011 proposto da:
CALIULO, che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati
SURF S.R.L., C.F. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA TACITO 23, presso lo
studio dell’avvocato CINZIA DE MICHELI, che la rappresenta e difende
unitamente all’avvocato GIOVANNI CANIGGIA, giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 621/2011 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 11/07/2011 R.G.N. 1093/2010;
Con sentenza n. 621/2011, la Corte d’Appello di Torino respingeva l’appello proposto dall’INPS avverso la sentenza con cui il Tribunale di Alessandria lo aveva condannato a pagare a Surf srl la somma di 218331,15 pari al 90% dei contributi indebitamente versati in eccedenza nel quadriennio 1994-1997, in quanto impresa danneggiata dagli eventi alluvionali del 1994 ed in ossequio alla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90. La Corte territoriale, per quanto qui rileva, riteneva che il D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater, (conv. con L. n. 17 del 2007), nel prorogare al 31.7.2007 il termine di presentazione delle domande di cui alla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, – che a sua volta aveva esteso ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994 e destinatari di provvedimenti agevolativi in materia di versamento di somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi, i benefici di cui alla L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, – avesse fugato ogni dubbio in ordine all’applicabilità delle disposizioni recate dalla norma ult. cit. anche ai contributi previdenziali e, sotto altro ma connesso profilo, considerava che non potevano distinguersi, ai fini dell’accesso ai benefici in questione, la posizione di coloro che a tale data non avessero ancora provveduto al pagamento dei contributi e quella di coloro che, come l’azienda in epigrafe, vi avessero già provveduto, dovendo in tale caso riconoscersi il loro diritto a ripetere quanto versato in eccesso rispetto al dovuto.
Per la cassazione di tale pronuncia ricorre l’INPS con un motivo. Surf srl ha resistito con controricorso, illustrato da memoria.
1. Con l’unico motivo di ricorso l’INPS ha dedotto violazione e falsa applicazione degli artt. 107 e 108 del Trattato sul Funzionamento della Unione Europea (in prosieguo: TFUE) nonchè delle norme di diritto comunitario in tema di divieto di erogazione dei benefici prima della valutazione della Commissione Europea e, in connessione con queste, della L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, D.L. n. 300 del 2006, art. 3 quater, comma 1 per avere la Corte di merito riconosciuto la spettanza del beneficio nonostante fosse stato istituito da disposizioni di legge adottate in contrasto con il divieto di aiuti di Stato stabilito dall’ordinamento comunitario.
2. Preliminarmente va respinta l’eccezione di inammissibilità del ricorso per difetto di autosufficienza sollevata nel controricorso: il ricorso espone con sommarietà e sufficiente precisione lo svolgimento del processo, riassume l’iter motivazionale seguito dal giudice d’appello, enuncia con chiarezza le censure che ad esso vengono mosse, correttamente inquadrate nella violazione di legge (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) ed indica gli atti sui quali il ricorso si fonda, consentendo così una valutazione autosufficiente, ossia fondata sul solo contenuto del ricorso.
3. L’esame della censura su cui si fonda il ricorso richiede una breve ricognizione della normativa interna sul tema, dei precedenti di questa Corte di legittimità al riguardo e degli effetti derivanti dalla decisione resa in subiecta materia dalla Commissione dell’Unione Europea in data 14.8.2015, n. 195/2016.
Così deciso Roma, nella camera di consiglio, il 25 ottobre 2016.