Source: http://www.anolf.it/archivio/circolari/mingiu_riconos_libere_profes.htm
Timestamp: 2019-09-22 05:57:12+00:00
Document Index: 37068508

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 48', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 1', 'art.39', 'art.17', 'art.49', 'art. 49', 'art.39']

Documentazione per la presentazione della domanda di riconoscimento di titolo professionale straniero (extra-comunitario)
Modulo 1 (istanza presentata dall'Italia - straniero in possesso di permesso di soggiorno)
Modulo 2 (istanza presentata dall'estero per conseguire il visto d'ingresso)
D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 115 (1).
Attuazione della direttiva n. 89/48/CEE relativa ad un sistema generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni (2).
(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 18 febbraio 1992, n. 40.
Visto l'art. 8 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante delega al Governo per l'attuazione della direttiva n.89/48/CEE Consiglio del 21 dicembre 1988, relativa ad un sistema generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni;
Sulla proposta del Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie, di concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, della pubblica istruzione, dei lavori pubblici, dell'industria, del commercio e dell'artigianato, della sanità, dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica e per la funzione pubblica;
Art. 1. Riconoscimento dei titoli di formazione professionale acquisiti nella Comunità europea.
3. I titoli sono ammessi al riconoscimento se includono l'attestazione che il richiedente ha seguito con successo un ciclo di studi postsecondari di durata minima di tre anni o di durata equivalente a tempo parziale, in una università o in un istituto di istruzione superiore o in altro istituto dello stesso livello di formazione.
Art 2. Professioni.
a) le attività per il cui esercizio è richiesta la iscrizione in albi, registri ed elenchi, tenuti da amministrazioni o enti pubblici, se la iscrizione è subordinata al possesso di una formazione professionale rispondente al requisito di cui al comma 3 dell'art. 1;
b) i rapporti di impiego pubblico o privato, se l'accesso ai medesimi è subordinato, da disposizioni legislative o regolamentari, al possesso di una formazione professionale rispondente al requisito di cui al comma 3 dell'art. 1;
c) le attività esercitate con l'impiego di un titolo professionale il cui uso è riservato a chi possiede una formazione professionale rispondente al requisito di cui al comma 3 dell'art. 1;
Art 3. Formazioni professionali non abilitanti nel Paese di provenienza.
1. Il cittadino comunitario può ottenere il riconoscimento ai sensi dell'art. 1 anche nel caso in cui la professione da esercitare in Italia corrisponde, nel Paese di provenienza, ad una professione il cui esercizio non è subordinato al possesso di titoli di formazione professionale. A tal fine è necessario che il richiedente:
a) sia in possesso di titoli rispondenti al requisito di cui all'art. 1, comma 3, di cui sia attestata la idoneità ad assicurare la sua formazione professionale;
Art 4. Titoli professionali assimilati.
Art 5. Composizione e durata della formazione professionale.
1. La formazione professionale attestata dai titoli oggetto di riconoscimento rispondenti ai requisiti di cui all'art. 1, comma 3, o all'art. 4 del presente decreto può consistere:
Art 6. Misure compensative.
2. Il riconoscimento è subordinato al superamento di una prova attitudinale se riguarda le professioni di procuratore legale (2/a), di avvocato, di commercialista e di consulente per la proprietà industriale.
3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie, di concerto con i Ministri interessati, osservata la procedura comunitaria di preventiva comunicazione e in assenza di tempestiva opposizione della Commissione delle Comunità europee, possono essere individuati, con riferimento alle situazioni previste dagli articoli 3 e 4, altri casi
di obbligatorietà della prova attitudinale.
(2/a) Il termine &laquo;procuratore legale&raquo; deve intendersi sostituito con il termine &laquo;avvocato&raquo; per effetto del disposto dell'art. 3, L. 24 febbraio 1997, n. 27, riportata alla voce Avvocato e procuratore, in seguito alla soppressione dell'albo dei procuratori legali stabilita dalla stessa legge.
Art 7. Tirocinio di adattamento.
Il tirocinio di adattamento consiste nell'esercizio in Italia dell'attività corrispondente alla professione in relazione alla quale è richiesto il riconoscimento, svolto sotto la responsabilità di un professionista abilitato.
Art 8. Prova attitudinale.
Art 9. Disposizioni applicative delle misure compensative.
1. Con decreti del Ministro competente ai sensi dell'art. 11, di concerto con il Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie e con il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, sentito il Consiglio di Stato, sono emanate disposizioni e direttive generali per l'applicazione degli articoli 5, 6, 7 e 8, con riferimento alle singole professioni e alle relative formazioni professionali.
Art 10. Requisiti formali dei titoli.
Art 11. Competenze per il riconoscimento.
a) il Ministero titolare della vigilanza sulle professioni di cui all'art. 2, lettera a), individuato nell'allegato A del presente decreto. L'allegato può essere modificato o integrato, tenuto conto delle disposizioni vigenti o sopravvenute nei vari settori professionali, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri;
d) il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica per il personale ricercatore universitario;
e) il Ministero della pubblica istruzione per il personale docente delle scuole ed istituti di istruzione secondaria ed artistica compresi i conservatori, le accademie e gli istituti superiori per le industrie artistiche;
Art 12. Procedura di riconoscimento.
1. La domanda di riconoscimento deve essere presentata al Ministero competente, corredata della documentazione relativa ai titoli da riconoscere, rispondente ai requisiti indicati all'art. 10.
Nella conferenza sono sentiti un rappresentante dell'ordine o della categoria professionale ed un docente universitario in rappresentanza delle università designato dal Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica.
8. I precedenti commi 4 e 7 non si applicano se la domanda di riconoscimento ha per oggetto titoli identici a quelli su cui è stato provveduto con precedente decreto.
Art 13. Effetti del riconoscimento.
4. Alla individuazione si provvede secondo criteri conformi alla interpretazione dell'art. 48, ultimo comma, del trattato CEE risultante dalle sentenze che la Corte di giustizia delle Comunità europee emette.
Art 14. Uso del titolo professionale e del titolo di studio.
1. I cittadini di uno Stato membro della Comunità europea che sono stati ammessi all'esercizio di una professione ai sensi del presente decreto, fermo il diritto all'uso del corrispondente titolo professionale previsto in Italia, hanno diritto di far uso del titolo di studio conseguito nel Paese di origine o di provenienza nella lingua di tale Stato. Il titolo di studio deve essere seguito dal nome e dalla sede
dell'istituto o della commissione che lo ha rilasciato.
Art 15. Esecuzione delle misure compensative.
a) il Ministro per la funzione pubblica in relazione all'accesso a rapporti o qualifiche di pubblico impiego e il Ministro della pubblica istruzione nei casi di cui alla lettera e) dell'art. 11;
Art 16. Prova dei requisiti non professionali.
1. Nei casi in cui per l'ammissione all'esercizio della professione sono richiesti requisiti di onorabilità, di moralità, di assenza di dichiarazione di fallimento, di assenza di condanne penali, i soggetti che hanno ottenuto il riconoscimento ai sensi dell'art. 1 possono avvalersi, ai fini della relativa prova, di documenti rilasciati dalle autorità competenti del Paese di origine o di provenienza, che attestano il
possesso dei requisiti medesimi.
Art 17. Certificazioni per il riconoscimento dei titoli rilasciati in Italia.
1. Ai fini del riconoscimento in altri Paesi della Comunità europea, il valore abilitante all'esercizio della professione dei titoli di formazione professionale di cui agli articoli 1 e 4 conseguiti in Italia è certificato dai Ministeri competenti a norma dell'art. 11.
Art 18. Relazione alla Commissione delle Comunità europee.
Art 19. Materie non regolate.
Professione Ministero vigilante
Attuario Ministero di grazia e giustizia
Ragioniere e perito commerciale (3)
Consulente proprietà industriale Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato
Tecnico sanitario di radiologia medica Ministero della sanità
Docenti di scuole e istituti statali d'istruzione secondaria ed artistica compresi i conservatori, le accademie e gli istituti superiori per le industrie artistiche Ministero della pubblica istruzione
Esperto in materia di pianificazione Ministero dei lavori pubblici
(3) Professione inserita dall'art. 1, D.M. 22 aprile 1993 (Gazz. Uff. 4 maggio 1993, n. 102).
DOCUMENTI PER LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI RICONOSCIMENTO DI TITOLO PROFESSIONALE STRANIERO (EXTRA-COMUNITARIO).
Art. 39 e 49 del D.P.R. 394/99 (Regolamento di attuazione del testo unico sull'immigrazione).
Istanze presentate dall'Italia - (per i cittadini italiani, e per le istanze inoltrate dall'estero ex art.39, non sarà naturalmente necessario presentare il permesso di soggiorno di cui al punto 1).
La domanda deve essere inoltrata direttamente a questo Ministero, anche tramite procuratore.
Il richiedente dovrà presentare la domanda congiuntamente ai seguenti documenti:
1) permesso di soggiorno;
2) certificato di cittadinanza o copia autentica del passaporto (una copia del passaporto è comunque necessaria come documento di identità);
3) certificato, diploma o altri titoli di studio;
4) certificato comprovante il percorso formativo (inclusi gli esami sostenuti) rilasciato dall'Istituzione che ha curato la formazione;
5) - nel caso in cui la professione sia regolamentata nel Paese d'origine, certificato rilasciato dall'ente competente in data non anteriore a tre mesi da cui risulti che il richiedente è abilitato all'esercizio della professione nel Paese di origine, con relativo certificato di iscrizione all'ordine professionale se tale iscrizione costituisce un requisito fondamentale per l'accesso e/o esercizio alla professione;
- nel caso in cui invece la professione non sia regolamentata, il richiedente dovrà dimostrare il possesso di almeno due anni di esperienza professionale, con adeguata certificazione rilasciata dall'ente presso cui è stata svolta. Nel caso in cui si tratti di esercizio della libera professione, l'attività dovrà essere dimostrata con adeguata certificazione fiscale.
6) dichiarazione di valore "in loco", rilasciata dalla competente rappresentanza diplomatico consolare italiana nel Paese in cui è stato rilasciato il titolo di cui si chiede il riconoscimento, che attesti:
a) natura giuridica e livello dell'istituzione che ha rilasciato il titolo;
b) contenuto (indirizzo formativo);
c) completezza e regolarità del percorso di studi complessivo seguito dal richiedente nel Paese di origine, con specifica del numero complessivo di anni di studio previsti dall'ordinamento locale per il suo conseguimento;
d) il valore del titolo ai fini dell'accesso in loco all'attività professionale corrispondente a quella per la quale si chiede il riconoscimento in Italia; la dichiarazione deve inoltre attestare se la professione interessata è regolamentata o meno, quali sono gli eventuali soggetti od autorità statali aventi competenza sulla professione in tale Paese, e se il richiedente è in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla legislazione locale per l'esercizio della professione;
7) certificato penale o estratto del casellario giudiziale (o documento di analoga rilevanza giuridica previsto dall'ordinamento locale) rilasciato dall'autorità competente nel Paese in cui è stato acquisito il titolo professionale in data non anteriore a tre mesi; nel caso in cui il richiedente sia iscritto ad un ordine professionale, dichiarazione che non è stato sottoposto in passato, né lo è attualmente, a procedimento disciplinare; non è necessario presentare il certificato penale per chi abbia conseguito la cittadinanza italiana; in questo caso, dovrà essere presentato un certificato (storico-anagrafico) che attesti la residenza in Italia a partire dal momento in cui è stata conseguita la cittadinanza stessa.
8) attestato/i relativi ad eventuale esperienza professionale effettuata, con descrizione il più possibile dettagliata delle attività svolte, rilasciati dall' ente presso cui è stata svolta. Nel caso in cui si tratti di esercizio della libera professione, l'attività dovrà essere dimostrata con adeguata certificazione fiscale.
9) due marche da bollo da Lire 20.000.
I titoli di studio e professionali di cui si chiede il riconoscimento, nonché la certificazione di cui al punto 7, devono essere presentati in copia autentica di originale che risulti già legalizzato a cura della competente rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel Paese in cui è stato formato il documento (ai sensi dell'art.17 della L. 15/1968), salvi i casi di esonero previsti da accordi e convenzioni internazionali.
Per i Paesi aderenti alla Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961, l'originale (di cui si presenta la copia autentica) dovrà risultare provvisto del timbro "Apostille" a cura della competente autorità locale. L'apposizione di tale timbro esclude naturalmente la necessità di effettuare la legalizzazione di cui sopra.
La traduzione deve essere ufficiale, e può essere effettuata in Italia a cura della competente autorità giudiziaria, oppure dalla autorità diplomatica o consolare del Paese di origine accreditata in Italia (o, viceversa, dall'autorità consolare italiana nel Paese in cui è stato formato il documento).
Per informazioni è possibile rivolgersi al reparto internazionale dell'Ufficio VII - Direzione Generale degli Affari Civili e delle Libere Professioni:
Dott.ssa Emanuela Ronzitti - Sig.ra Stefania Napoleoni - Dott.ssa Franca Mancini
Tel. 06-68852314 - Fax 06-68897350
ISTANZA DI RICONOSCIMENTO DI TITOLO PROFESSIONALE CONSEGUITO IN PAESE EXTRA-COMUNITARIO
(istanza presentata dall'Italia - straniero in possesso di permesso di soggiorno)
(art.49 D.P.R. 394/1999)
e Libere Professioni - Ufficio VII
Il/la sottoscritto/a __________________________________________________________________________________
nato/a il ___________________________ a _____________________________ cittadino/a_______________________
residente in (1) _____________________________________________________________________________________
in possesso del titolo professionale di __________________________________________________________________
rilasciato da _______________________________________________________________________________________
a compimento di un corso di studi di __________________________ anni, comprendente le materie sostenute presso
l'Università/l'Istituto __________________________________ con sede in ____________________________________
ed iscritto (2) nell'albo professionale di __________________________________ dal ___________________________
ai sensi e per gli effetti dell' art. 49 del D.P.R. 394/99, il riconoscimento del proprio titolo professionale di __________
ai fini dell'iscrizione/esercizio della professione di _________________________________________________________
1. Indicare eventuale indirizzo e recapito telefonico in Italia.
2. Se previsto dalla normativa dello Stato di provenienza.
ISTANZA PER LA DICHIARAZIONE CHE NON SUSSISTONO MOTIVI OSTATIVI AL RILASCIO DEL TITOLO ABILITATIVO PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' PROFESSIONALE
(TITOLO PROFESSIONALE CONSEGUITO IN PAESE EXTRA-COMUNITARIO)
(istanza presentata dall'estero per conseguire il visto di ingresso)
(art.39/49 D.P.R. 394/1999)