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Timestamp: 2018-08-18 19:47:47+00:00
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Il preavviso di revoca nella segnalazione alla Centrale d’Allarme Interbancaria degli assegni non pagati per difetto di provvista - Studio Legale Tidona e Associati
15 luglio 2011 | By Studio In Diritto bancario
Il preavviso di revoca nella segnalazione alla Centrale d’Allarme Interbancaria degli assegni non pagati per difetto di provvista
L’art. 9 bis della Legge 386/1990 prevede che il trattario deve inviare al traente un preavviso di revoca, nel caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, di un assegno per difetto di provvista.
Con il preavviso di revoca il trattario deve comunicare al traente che, decorso il termine di sessanta giorni dalla data di scadenza della presentazione del titolo senza che abbia fornito la prova dell’avvenuto pagamento del titolo – oltre gli accessori di cui si dirà in seguito -, il suo nominativo sarà iscritto nell’archivio di cui all’articolo 10-bis (Archivio della Centrale d’Allarme Interbancaria) della Legge n. 386/1990 e che dalla stessa data gli sarà revocata ogni autorizzazione (per l’intero sistema bancario e postale) ad emettere assegni.
L’iscrizione del nominativo del traente nell’archivio della Centrale d’Allarme Interbancaria non può aver luogo se non sono decorsi almeno dieci giorni dalla data di ricevimento della comunicazione.
Sulla rigorosità della prova dell’invio del preavviso si segnala la sentenza del Tribunale di Bari del 3 aprile 2007:
“Va disposto l’accoglimento del ricorso d’urgenza diretto a conseguire l’ordine di cancellazione della segnalazione alla Centrale d’Allarme Interbancaria in quanto la richiesta di revoca della suddetta segnalazione effettuata dall’istituto di credito interessato mediante dichiarazione resa a verbale d’udienza dal funzionario delegato della banca, accompagnata dalla produzione informe di una serie di e-mail, non tranquillizzano sulla intervenuta revoca della segnalazione, trattandosi di documenti che pur avendo un valore indiziario, sono comunque privi di qualsiasi elemento attestante la loro effettiva provenienza”.
Gli assegni emessi dal traente dopo il preavviso di revoca ma prima dell’iscrizione nell’archivio (quindi anteriormente alla revoca di sistema) devono essere pagati dal trattario, nei limiti della provvista eventualmente ricostituita (così si rileva a contrario dall’art. 9, 4° comma, della Legge n. 386/1990).
La comunicazione si ha per effettuata ove consti l’impossibilità di eseguirla presso il domicilio eletto.
Eventuali variazioni del domicilio eletto devono essere comunicate dal cliente con una dichiarazione presentata direttamente alla banca o all’ufficio postale, ovvero mediante telegramma o lettera raccomandata con avviso di ricevimento, o con altro mezzo concordato dalle parti, di cui sia certa la data di ricevimento.
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 50 dell’11 febbraio 2011, ha dichiarato manifestamente inammissibile, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., la questione di legittimità costituzionale degli artt. 8-bis e 9-bis della Legge n. 386/1990 (Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari), nella parte in cui non prevedono che il procedimento amministrativo sanzionatorio di cui all’art. 8-bis, nei confronti del traente che abbia emesso un assegno senza provvista, debba essere preceduto dalla comunicazione al medesimo del preavviso di revoca dell’autorizzazione ad emettere assegni, ai sensi dell’art. 9-bis, anche nell’ipotesi in cui egli sia il rappresentante della persona giuridica venuto a cessare dalle sue funzioni nel periodo intercorrente tra l’emissione dell’assegno e la scadenza per il pagamento.
Se la comunicazione non sia effettuata entro il termine di dieci giorni dalla data di presentazione del titolo al pagamento, il trattario (la banca o l’ufficio postale) è obbligato a pagare gli assegni emessi dal traente dopo tale data e fino al giorno successivo alla comunicazione, anche se manca o è insufficiente la provvista, nel limite di lire venti milioni (ora € 10329.14) per ogni assegno.
La centrale d’allarme interbancaria (c.a.i.): operatività e casi pratici