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Timestamp: 2020-08-04 23:55:59+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 17478 del 01/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17478 del 01/09/2016
Cassazione civile sez. lav., 01/09/2016, (ud. 21/07/2016, dep. 01/09/2016), n.17478
sul ricorso 26077/2010 proposto da:
G.C., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in
avverso la sentenza n. 4634/2009 della CORTE D’APPELLO di BARI,
depositata il 05/01/2010 R.G.N. 2120/00;
21/07/2016 dal Consigliere Dott. IRENE TRICOMI;
1. G.C., inserita nella graduatoria permanente provinciale di Foggia ad esaurimento per il conferimento delle supplenze del personale ATA, profilo di collaboratore scolastico, aveva presentato domanda per l’aggiornamento o la permanenza in detta graduatoria, ma le era stato negato il diritto di precedenza di cui del D.M. n. 75 del 2001, art. 4, comma 2, con la conseguenza che non aveva ricevuto incarichi di supplenza annuale negli anni scolastici indicati.
3. Il Tribunale aveva accolto la domanda e la Corte di Appello di Bari, adita dagli originari convenuti, con la sentenza n. 4634/2009, in riforma della sentenza di primo grado, ha respinto la domanda.
6. Avverso detta sentenza G.C. ha proposto ricorso per cassazione fondato su due motivi. Il Ministero intimato ha resistito con controricorso.
10. Con il secondo motivo la parte ricorrente, denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione del D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 401, commi 1 e 3, L. n. 124 del 1999, art. 4, commi 1, 2, 5, 6 e 11 e art. 6, comma 7, D.M. n. 123 del 2000, art. 2, commi 1 e 4 e del D.M. n. 430 del 2000, art. 2, comma 1, in combinato disposto, oltre alla falsa applicazione del D.M. n. 75 del 2001, art. 1, comma 2 e art. 4, comma 2.
12. Le questioni oggetto del presente giudizio sono già state scrutinate da questa Corte, in relazione a controversie del tutto sovrapponibili a quella oggetto del presente giudizio, quanto ad argomentazioni motivazionali della sentenza impugnata ed ai motivi di ricorso, nelle decisioni di questa Corte n.i 8537, 8538,8539, 8540, 8541, 8542, 8543, 8656, 8657, 8658, 8704, 8705, 8707, 8708, 9351 del 20012 e, in senso conforme, nella sentenza n. 698 del 2013.
15. Queste ultime resistono alle osservazioni critiche di parte ricorrente, che nella memoria depositata ex art. 378 c.p.c., ha fatto unicamente leva sulla asserita omessa considerazione di quanto disposto della L. n. 124 del 1999, art. 6, comma 7. La disposizione citata, peraltro, non risulta applicabile alla fattispecie, perchè chiaramente riferibile alle graduatorie permanenti di cui del D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 553, relative ai concorsi per titoli dei responsabili amministrativi. Il legislatore, infatti, modificato l’art. 553 del T.U. (prevedendo la periodica integrazione delle graduatorie da effettuarsi “secondo le modalità definite dal regolamento di cui dell’art. 401, al comma 3”), ha dettato al comma 6 la disciplina della “prima integrazione delle graduatorie permanenti di cui all’art. 553 del T.U.” ed ha, poi, previsto al comma 7 che “il regolamento di cui dell’art. 401, al comma 3 del T.U….. stabilisce anche le modalità della prima integrazione delle graduatorie permanenti”. I commi citati, pertanto, sono strettamente correlati e riguardano i soli responsabili amministrativi, in linea con l’impianto sistematico del T.U. che agli artt. 550 e seguenti disciplina diversamente le assunzioni del personale ATA, differenziandone le modalità in relazione alla qualifica funzionale.
16. Da ultimo, va rilevato che il primo motivo, nella parte in cui addebita alla sentenza vizi motivazionali, presenta assorbenti profili di inammissibilità perchè non specifica in quale parte dell’argomentare in fatto e perchè la sentenza sia insufficiente e contraddittoria e quali siano i fatti controversi che la Corte territoriale avrebbe omesso di considerare (cfr. Cass. 4596/2015, 4980/2014, 4849/2009, 11457/2007).
17. Quanto alle richieste di rinvio pregiudiziale, formulate in sede di note di replica alle requisitorie orali del P.G. alla udienza del 21 luglio, e relative al contrasto con le clausole 4 n. 1 e 5 nn. 1 e 2 dell’Accordo Quadro sul Lavoro a tempo determinato CES-UNICE-CEE allegato alla direttiva 70/99/CE della “prassi” amministrativa seguita dal CSA di Foggia nell’elaborazione delle graduatorie provinciali ad esaurimento al momento dell’entrata in vigore della su detta direttiva e del suo recepimento con il D.Lgs. 368 del 2001, osserva il Collegio che il mancato riconoscimento dell’invocato “diritto di precedenza” non rileva sul piano del contrasto tra la normativa nazionale di cui alle pagine che precedono e le invocate clausole 4 e 5, posto che quanto alla clausola 4 – essa afferma la non discriminazione tra contratto a tempo determinato e contratto a tempo indeterminato e – quanto alla clausola 5 ed alla applicazione al personale scolastico – non vi è che da far richiamo alla giurisprudenza della Corte di giustizia europea di cui alla sentenza 26 novembre 2017 in causa C-2213, Mascolo.
Condanna la parte ricorrente alla refusione delle spese del giudizio di legittimità in favore della parte controricorrente, liquidate in Euro 2.800,00, oltre spese prenotate a debito.