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Timestamp: 2019-12-08 03:13:55+00:00
Document Index: 33551026

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ART. 54 DEL DPR. 1092-73 / PENSIONI MILITARI / Dopo che tutte e 3 le Sezioni Giurisdizionali Centrali di Appello della CORTE dei CONTI si schierano a favore dei ricorrenti, ora l'INPS cosa fara? E PREVIMIL continuera' a scoraggiare i ricorrenti? | | Forzearmate.eu InfoDifesa e Forze di Polizia
1 Dicembre 2019 4 Dicembre 2019 teamDIPENDENTI STATALI, FORZE ARMATE, FORZE POLIZIA
In poche parole questa sentenza chiude la disputa dei ricorsi contrari dell’INPS considerando ormai appurata la decisione unanime delle tre Sezioni Centrali di appello. E il Magistrato, proprio per questi motivi, non ritiene necessario il deferimento della questione alle Sezioni Riunite di questa Corte.
PREVIMIL E LA SUA INFORMAZIONE ORMAI OBSOLETA DA TEMPO
Sulla pagina della Difesa-PREVIMIL, e’ ancora disponibile la nota sulla questione dell’art. 54, sbandierando come tesi negativa una sentenza della Corte dei Conti del Veneto, da sempre contraria, all’art. 54; anche se questa Sezione della Corte dei Conti si e’ ravveduta qualche mese fa sulla questione dell’addebito dei 1000 euro ai ricorrenti, viste le sentenze positive che ormai stanno uscendo nelle altre Regioni italiane. Qualcosa si sta muovendo anche li… Per vedere cosa scrive PREVIMIL ai suoi dipendenti militari collegati qui >>>
Si suggeriscono due cose: aggiornare la pagina con l’ultima sentenza positiva della Corte dei Conti Centrale di appello. Oppure togliere quella notizia ormai obsoleta e superata.
I COSTI DI QUESTO CONTENZIOSO.
I costi sono molto alti, sia per i ricorrenti che per l’INPS. Oltre che intasare le Sezioni della Giustizia Amministrativa.
Da quello che sappiamo sono quasi 1000 le sentenze sull’art. 54. Molte altre ne arriveranno. Gli interessati sono circa 4.000 persone. Tenendo conto dell’addebito fatto dall’ultima sentenza, l’INPS deve dare al ricorrente 1.000 euro. Se moltiplichiamo questa cifra per i 1.000 ricorrenti, il costo per l’INPS solo per addebito di legge sara’ di circa 1 milione di euro. Poi ci vanno aggiunte le spese di primo grado, e i suoi avvocati patrocinanti. Che vanno pagati. Poi ci sono le spese causate alla Giustizia Amministrativa, intasando le Sezione con ricorsi infondati. Un costo che si spalmera’ sui conti dell’INPS e dei cittadini.
IL RUOLO DEI NUOVI SINDACATI MILITARI.
Essendo organismi riconosciuti con apposito decreto del Ministero della Difesa, perche’ non chiedere un incontro all’INPS per cercare di risolvere questa situazione alla luce delle sezioni al completo della Corte dei Conti? Oltre che risolvere un problema avrebbero una ottima ricaduta sui militari, possibili sostenitori, avvicinandoli ai nuovi organismi sindacali.
ORA COSA FARA’ L’INPS?
Difficile prevederlo, tanto i soldi per opporsi nessuno ce li mette di tasca sua. Vedremo cosa si inventera’. La cosa piu’ giusta da fare non e’ altro che quella di diramare una circolare chiarendo la situazione e ricalcolando la pensione a tutti gli aventi diritto, ricorrenti e non ricorrenti, includendo i benefici dell’art. 54. PUNTO.
DOVE TROVO L’ULTIMA SENTENZA?
PRECEDENTE SERVIZIO SEMPRE SU QUESTO ARGOMENTO
Qui puoi legegre il nostro precedente articolo sull’art. 54 >>>
CHI E’ INTERESSATO ALL’ART. 54?
One thought on “ART. 54 DEL DPR. 1092-73 / PENSIONI MILITARI / Dopo che tutte e 3 le Sezioni Giurisdizionali Centrali di Appello della CORTE dei CONTI si schierano a favore dei ricorrenti, ora l’INPS cosa fara? E PREVIMIL continuera’ a scoraggiare i ricorrenti?”
MAURIZIO DE GIORGI ha detto:
2 Dicembre 2019 alle 14:43
Buongiorno. Contribuisco a questa notizia riportando quanto saputo in virtù del tam-tam militare e quanto vissuto personalmente:
1. tale ricorso si può fare solo quando transitati in riserva: sarà vero? Non capisco il razionale, ma pare che non sia possibile farla mentre si è in ausiliaria;
2. per quanto riguarda il riscatto di periodi non operativi ante-1995, teniamo presente la vergognosa circolare 119 del 18 dicembre 2018 con cui la Gabriella Di Michele, Direttore Generale INPS, ha “finalmente” interpretato il decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 165 (più di venti anni per capire una legge!): “L’operatore della Struttura territoriale competente procederà all’esame e alla definizione della domanda di cui all’articolo 5, comma 3, del decreto legislativo n. 165/1997, a condizione che il militare, alla data di presentazione della domanda di riscatto, non abbia già maturato il periodo massimo di maggiorazioni pari a cinque anni, indipendentemente dalla collocazione temporale delle maggiorazioni medesime”.