Source: http://www.alomar.it/focus/diritti-sociali-e-invalidita/
Timestamp: 2019-08-24 03:22:26+00:00
Document Index: 135877022

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 80', 'art. 3']

Diritti sociali e invalidità | Focus | Alomar - Associazione Lombarda Malati Reumatici
Aggiornato al giorno 1 marzo 2019
A cura di Paolo Zani
Referente ALOMAR diritti sociali
Grado riconosciuto fino al 33%
Grado riconosciuto dal 34%
ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale; la concessione di ausili e protesi è correlata alla diagnosi indicata nel verbale di riconoscimento di invalidità civile
Grado riconosciuto dal 46%
Legge 12 marzo 1999 n° 68 art. 1 comma 1 “a”
iscrizione agli elenchi provinciali del lavoro e della massima occupazione per il collocamento obbligatorio; l’iscrizione può essere richiesta dai lavoratori non occupati (o part-time) allegando verbale di riconoscimento
Grado riconosciuto dal 51%
Decreto Legislativo 18 luglio 2011 n° 119 art. 7
solo per i lavoratori dipendenti, anche dipendenti pubblici
congedo per cure: può essere concesso ogni anno un congedo straordinario retribuito, per cure, non superiore a trenta giorni, su richiesta del medico curante dell’invalido e previa autorizzazione del medico competente ASL. I permessi possono essere richiesti anche a giorni singoli o multipli; i giorni fruiti non incidono sul periodo di comporto (conservazione del posto)
Grado riconosciuto dal 60% - Legge 12 marzo 1999 n. 68 art. 4 comma 3 bis
iscrizione al fine dell’assunzione obbligatoria per lavoratori collocati per vie ordinarie e già invalidi e non collocati obbligatoriamente: è un’opportunità per gli invalidi collocati per via ordinaria che possono essere considerati tra i collocati obbligatoriamente; il datore di lavoro ha il vantaggio di adempiere all’obbligo delle assunzioni obbligatorie utilizzando un lavoratore già in forza
Grado riconosciuto dal 67%
fornitura gratuita di protesi, presidi, ausili come previsto dal decreto ministeriale 27/08/99 n° 322 in connessione alle infermità invalidanti;
tessera di esenzione dal pagamento del ticket per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, di diagnostica strumentale e di laboratorio;
eventuali agevolazioni per tessere tranviarie;
agevolazioni per graduatorie case popolari;
agevolazioni canone telefonico in base ai redditi posseduti (ISEE);
esenzione obbligo reperibilità alle visite fiscali
Grado riconosciuto dal 74%
Legge n° 232/2016 art. 1 commi da 166 a 186
Legge n° 232/2016 art. 1 commi da 199 a 205
assegno mensile per 13 mensilità pari a 285,66 euro (per l’anno 2019) in presenza di redditi personali inferiori a 4.906,72 euro purchè inoccupati, occupati saltuariamente, o presso cooperative sociali; al compimento dei 67 anni di età (per il 2019) l’assegno si trasforma automaticamente in assegno sociale;
fruizione A.Pe social con 30 anni di contributi + 63 anni di età, e con i requisiti richiesti;
possibilità accesso alla pensione anticipata con 41 anni di contributi se lavoratori precoci (52 contributi settimanali da lavoro effettivo prima del compimento del diciannovesimo anno di età)
Grado riconosciuto dal 75%
Legge 23 dicembre 2000 n° 388 art. 80 comma 3
riconoscimento di un’anzianità figurativa pari a due mesi per ogni anno di lavoro svolto, dopo il riconoscimento di questo grado di invalidità, nella misura massima di 60 mesi. Il massimo accreditabile lo si raggiunge lavorando 30 anni nella condizione di invalido al 75%
Grado riconosciuto 100%
pensione di inabilità per 13 mensilità pari a 285,66 euro (per l’anno 2019) in presenza di redditi personali inferiori a 16.814,34 euro. Al compimento dei 67 anni di età (per il 2019) la pensione si trasforma automaticamente in assegno sociale
Grado riconosciuto 100% con impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore
Grado riconosciuto 100% con impossibilità a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita propri dell’età
indennità di accompagnamento per 12 mensilità pari a 517,84 euro mensili (per l’anno 2019) senza alcun limite di reddito né personale né coniugale a condizione di non essere ricoverato in istituto con pagamento della retta a totale carico dello Stato (o di Ente Pubblico).
Lo sappiamo: una malattia reumatica cambia radicalmente la vita di una persona. Le azioni della vita quotidiana possono diventare difficoltose a causa del dolore cronico e anche la vita lavorativa ne risente.
Abbiamo chiesto al nostro esperto in diritti sociali, il dott. Paolo Zani, di rispondere alle domande che più frequentemente ci sentiamo rivolgere da chi ha una malattia reumatica. Ecco il suo contributo.
Ho una malattia reumatica: posso chiedere/ottenere i benefici connessi all’invalidità civile?
Attenzione però: non è tanto la patologia, in questo caso una malattia reumatica, a determinare il grado di invalidità civile quanto gli effetti invalidanti che la patologia produce.
Esistono delle tabelle ministeriali che determinano il grado di invalidità in base alla patologia ma generalmente, tranne ben identificati casi, la tabella stabilisce un 'range' (= valore minimo e massimo) entro il quale inquadrare il grado di invalidità.
Esempio: una sclerodermia con lieve compromissione viscerale determina la riconoscibilità di un grado collocato tra il 41 e il 50 %.
Inoltre, in generale non si è affetti da un'unica patologia e quindi il grado stabilito dalla Commissione deve tener conto, come detto, degli effetti complessivi che tali patologie determinano.
In ogni caso è sempre opportuno, in caso di malattia reumatica, presentare domanda di invalidità civile.
Ho un lavoro a turni e mi è stata diagnosticata una malattia reumatica: posso ottenere dal mio capo di lavorare solo di giorno?
La diagnosi di malattia reumatica non è sufficiente per chiedere il cambio di orario o orari facilitati.
Per poter ottenere qualche beneficio, scarso per la verità, bisogna essere riconosciuti portatori di handicap ai sensi e per gli effetti della legge 104/1992.
E dirò di più: il riconoscimento deve essere ai sensi dell'art. 3 comma 3 della legge (portatore di handicap grave).
Tutto questo al netto di eventuali condizioni di miglior favore previste nei contratti collettivi di lavoro di categoria.
Il consiglio è di presentare domanda di riconoscimento dei benefici ex legge 104/1992.