Source: https://www.avvocatolomaistro.it/decreto-banche-pegno-mobiliare-non-possessorio/
Timestamp: 2019-08-17 13:45:14+00:00
Document Index: 87818963

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 10', 'art. 490', 'art. 492', 'art. 492', 'art. 48', 'art. 106', 'art. 2839', 'art. 568', 'art. 51', 'art. 1349', 'art. 2668', 'art. 47', 'art. 2214', 'art. 2668', 'art. 2855', 'art. 182', 'art. 67', 'art. 24', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 83', 'art. 492', 'in fine', 'art. 615', 'art. 503', 'art. 568', 'art. 532', 'art. 540', 'art. 164', 'art. 560', 'art. 617', 'art. 68', 'in fine', 'art. 569', 'art. 161', 'art. 587', 'art. 560', 'art. 588', 'art. 590', 'art. 591', 'art. 596', 'in fine', 'art. 596', 'in fine', 'art. 510', 'art. 512', 'art. 574', 'art. 615', 'in fine', 'art. 648', 'art. 2929', 'art. 2812', 'art. 16', 'art. 591', 'art. 23', 'in fine', 'art. 161', 'art. 560', 'art. 155', 'in fine', 'art. 179', 'art. 16', 'art. 179', 'art. 179', 'art. 179', 'art. 40', 'art. 95', 'in fine', 'art. 104', 'in fine', 'art. 110', 'art. 110', 'in fine', 'art. 98', 'art. 574', 'art. 98', 'art. 98', 'in fine', 'art. 163', 'art. 175', 'in fine', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 25', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 76', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 96', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 176', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 33', 'art. 26', 'art. 1']

Decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, coordinato con la legge di conversione 30 giugno 2016, n. 119 - Avvocato Cristian Lomaistro
Decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, coordinato con la legge di conversione 30 giugno 2016, n. 119
Testo del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 102 del 3 maggio 2016), coordinato con la legge di conversione 30 giugno 2016, n. 119 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: “Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione.”.
(GU n. 153 del 2-7-2016)
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, nonche’ dell’art. 10, comma 3, del medesimo testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge di conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui riportati.
1. Gli imprenditori iscritti nel registro delle imprese possono costituire un pegno non possessorio per garantire i crediti ((concessi a loro o a terzi)), presenti o futuri, se determinati o determinabili e con la previsione dell’importo massimo garantito, inerenti all’esercizio dell’impresa.
2. Il pegno non possessorio puo’ essere costituito su beni mobili((, anche immateriali,)) destinati all’esercizio dell’impresa ((e sui crediti derivanti da o inerenti a tale esercizio)), a esclusione dei beni mobili registrati. I beni mobili possono essere esistenti o futuri, determinati o determinabili anche mediante riferimento a una o piu’ categorie merceologiche o a un valore complessivo. Ove non sia diversamente disposto nel contratto, il debitore o il terzo concedente il pegno e’ autorizzato a trasformare o alienare, nel rispetto della loro destinazione economica, o comunque a disporre dei beni gravati da pegno. In tal caso il pegno si trasferisce, rispettivamente, al prodotto risultante dalla trasformazione, al corrispettivo della cessione del bene gravato o al bene sostitutivo acquistato con tale corrispettivo, senza che cio’ comporti costituzione di una nuova garanzia. ((Se il prodotto risultante dalla trasformazione ingloba, anche per unione o commistione, piu’ beni appartenenti a diverse categorie merceologiche e oggetto di diversi pegni non possessori, le facolta’ previste dal comma 7 spettano a ciascun creditore pignoratizio con obbligo da parte sua di restituire al datore della garanzia, secondo criteri di proporzionalita’, sulla base delle stime effettuate con le modalita’ di cui al comma 7, lettera a), il valore del bene riferibile alle altre categorie merceologiche che si sono unite o mescolate. E’ fatta salva la possibilita’ per il creditore di promuovere azioni conservative o inibitorie nel caso di abuso nell’utilizzo dei beni da parte del debitore o del terzo concedente il pegno.))
3. Il contratto costitutivo, a pena di nullita’, deve risultare da atto scritto con indicazione del creditore, del debitore e dell’eventuale terzo concedente il pegno, la descrizione del bene dato in garanzia, del credito garantito e l’indicazione dell’importo massimo garantito.
4. Il pegno non possessorio ((ha effetto verso i terzi))
esclusivamente con la iscrizione in un registro informatizzato costituito presso l’Agenzia delle entrate e denominato «registro dei pegni non possessori»; ((dal momento)) dell’iscrizione il pegno prende grado ed e’ opponibile ai terzi e nelle procedure ((esecutive e)) concorsuali.
5. Il pegno non possessorio, anche se anteriormente costituito ed iscritto, non e’ opponibile a chi abbia finanziato l’acquisto di un bene determinato che sia destinato all’esercizio dell’impresa e sia garantito da riserva della proprieta’ sul bene medesimo o da un pegno anche non possessorio ((successivo)), a condizione che il pegno non possessorio sia iscritto nel registro in conformita’ al comma 6 e che al momento della sua iscrizione il creditore ne informi i titolari di pegno non possessorio iscritto anteriormente.
6. L’iscrizione deve indicare il creditore, il debitore, se presente il terzo datore del pegno, la descrizione del bene dato in garanzia e del credito garantito secondo quanto previsto dal comma 1 e, per il pegno non possessorio che garantisce il finanziamento per l’acquisto di un bene determinato, la specifica individuazione del medesimo bene. L’iscrizione ha una durata di dieci anni, rinnovabile per mezzo di ((una nuova iscrizione)) nel registro effettuata prima della scadenza del decimo anno. La cancellazione della iscrizione puo’ essere richiesta di comune accordo da creditore pignoratizio e datore del pegno o domandata giudizialmente. Le operazioni di iscrizione, consultazione, modifica, rinnovo o cancellazione presso il registro, gli obblighi a carico di chi effettua tali operazioni nonche’ le modalita’ di accesso al registro stesso sono regolati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia, da adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, prevedendo modalita’ esclusivamente informatiche. Con il medesimo decreto sono stabiliti i diritti di visura e di certificato, in misura idonea a garantire almeno la copertura dei costi di allestimento, gestione e di evoluzione del registro. Al fine di consentire l’avvio della attivita’ previste dal presente articolo, e’ autorizzata la spesa di € 200.000 per l’anno 2016 e di € 100.000 per l’anno 2017.
7. Al verificarsi di un evento che determina l’escussione del pegno, il creditore, ((previa intimazione notificata, anche direttamente dal creditore a mezzo di posta elettronica certificata, al debitore e all’eventuale terzo concedente il pegno, e)) previo avviso scritto agli eventuali titolari di un pegno non possessorio ((trascritto nonche’ al debitore del credito oggetto del pegno)), ha facolta’ di procedere:
a) alla vendita dei beni oggetto del pegno trattenendo il corrispettivo a soddisfacimento del credito fino a concorrenza della somma garantita e con l’obbligo di informare immediatamente per iscritto il datore della garanzia dell’importo ricavato e di restituire contestualmente l’eccedenza; la vendita e’ effettuata dal creditore tramite procedure competitive anche avvalendosi di soggetti specializzati, sulla base di stime effettuate, salvo il caso di beni di non apprezzabile valore, da parte di operatori esperti, assicurando, con adeguate forme di pubblicita’, la massima informazione e partecipazione degli interessati; l’operatore esperto e’ nominato di comune accordo tra le parti o, in mancanza, e’ designato dal giudice; in ogni caso e’ effettuata, a cura del creditore, la pubblicita’ sul portale delle vendite pubbliche di cui all’art. 490 del codice di procedura civile;
b) alla escussione ((o cessione)) dei crediti oggetto di pegno fino a concorrenza della somma garantita((, dandone comunicazione al datore della garanzia));
c) ove previsto nel contratto di pegno e iscritto nel registro ((di cui al comma 4)), alla locazione del bene oggetto del pegno imputando i canoni a soddisfacimento del proprio credito fino a concorrenza della somma garantita, a condizione che il contratto preveda i criteri e le modalita’ di ((determinazione)) del corrispettivo della locazione; ((il creditore pignoratizio comunica immediatamente per iscritto al datore della garanzia stessa il corrispettivo e le altre condizioni della locazione pattuite con il relativo conduttore));
d) ove previsto nel contratto di pegno e iscritto nel registro ((di cui al comma 4)), all’appropriazione dei beni oggetto del pegno fino a concorrenza della somma garantita, a condizione che il contratto preveda anticipatamente i criteri e le modalita’ di valutazione del valore del bene oggetto di pegno e dell’obbligazione garantita; il creditore pignoratizio comunica immediatamente per iscritto al datore della garanzia il valore attribuito al bene ai fini dell’appropriazione.
((7-bis. Il debitore e l’eventuale terzo concedente il pegno hanno diritto di proporre opposizione entro cinque giorni dall’intimazione di cui al comma 7. L’opposizione si propone con ricorso a norma delle disposizioni di cui al libro quarto, titolo I, capo III-bis, del codice di procedura civile. Ove concorrano gravi motivi, il giudice, su istanza dell’opponente, puo’ inibire, con provvedimento d’urgenza, al creditore di procedere a norma del comma 7.
7-ter. Se il titolo non dispone diversamente, il datore della garanzia deve consegnare il bene mobile oggetto del pegno al creditore entro quindici giorni dalla notificazione dell’intimazione di cui al comma 7. Se la consegna non ha luogo nel termine stabilito, il creditore puo’ fare istanza, anche verbale, all’ufficiale giudiziario perche’ proceda, anche non munito di titolo esecutivo e di precetto, a norma delle disposizioni di cui al libro terzo, titolo III, del codice di procedura civile, in quanto compatibili. A tal fine, il creditore presenta copia della nota di iscrizione del pegno nel registro di cui al comma 4 e dell’intimazione notificata ai sensi del comma 7. L’ufficiale giudiziario, ove non sia di immediata identificazione, si avvale su istanza del creditore e con spese liquidate dall’ufficiale giudiziario e anticipate dal creditore e comunque a carico del medesimo, di un esperto stimatore o di un commercialista da lui scelto, per la corretta individuazione, anche mediante esame delle scritture contabili, del bene mobile oggetto del pegno, tenendo conto delle eventuali operazioni di trasformazione o di alienazione poste in essere a norma del comma 2. Quando risulta che il pegno si e’ trasferito sul corrispettivo ricavato dall’alienazione del bene, l’ufficiale giudiziario ricerca, mediante esame delle scritture contabili ovvero a norma dell’art. 492-bis del codice di procedura civile, i crediti del datore della garanzia, nei limiti della somma garantita ai sensi del comma 2. I crediti rinvenuti a norma del periodo precedente sono riscossi dal creditore in forza del contratto di pegno e del verbale delle operazioni di ricerca redatto dall’ufficiale giudiziario. Nel caso di cui al presente comma l’autorizzazione del presidente del tribunale di cui all’art. 492-bis del codice di procedura civile e’ concessa, su istanza del creditore, verificate l’iscrizione del pegno nel registro di cui al comma 4 e la notificazione dell’intimazione.
7-quater. Quando il bene o il credito gia’ oggetto del pegno iscritto ai sensi del comma 4 sia sottoposto ad esecuzione forzata per espropriazione, il giudice dell’esecuzione, su istanza del creditore, lo autorizza all’escussione del pegno, stabilendo con proprio decreto il tempo e le modalita’ dell’escussione a norma del comma 7. L’eventuale eccedenza e’ corrisposta in favore della procedura esecutiva, fatti salvi i crediti degli aventi diritto a prelazione anteriore a quella del creditore istante.))
8. In caso di fallimento del debitore il creditore puo’ procedere a norma del comma 7 solo dopo che il suo credito e’ stato ammesso al passivo con prelazione.
9. Entro tre mesi dalla comunicazione ((di cui alle lettere a), b), c) e d) del comma 7)), il debitore puo’ agire in giudizio per il risarcimento del danno ((quando l’escussione)) e’ avvenuta in violazione dei criteri e delle modalita’ di cui ((alle predette lettere a), b), c) e d) )) e non corrispondono ai valori correnti di mercato il prezzo della vendita, ((il corrispettivo della cessione,))
il corrispettivo della locazione ovvero il valore comunicato a norma della disposizione ((di cui alla lettera d) )).
10. Agli effetti di cui agli articoli 66 e 67 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 il pegno non possessorio e’ equiparato al pegno.
((10-bis. Per quanto non previsto dal presente articolo, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui al libro sesto, titolo III, capo III, del codice civile.))
1. Al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, dopo l’art. 48 e’ aggiunto il seguente articolo:
«Art. 48-bis. – (Finanziamento alle imprese garantito da trasferimento di bene immobile sospensivamente condizionato). – 1. Il contratto di finanziamento concluso tra un imprenditore e una banca o altro soggetto autorizzato a concedere finanziamenti nei confronti del pubblico ((ai sensi dell’art. 106)) puo’ essere garantito dal trasferimento, in favore del creditore o di una societa’ dallo stesso controllata o al medesimo collegata ai sensi delle vigenti disposizioni di legge e autorizzata ad acquistare, detenere, gestire e trasferire diritti reali immobiliari, della proprieta’ di un immobile o di un altro diritto immobiliare dell’imprenditore o di un terzo, sospensivamente condizionato all’inadempimento del debitore a norma del comma 5. ((La nota di trascrizione del trasferimento sospensivamente condizionato di cui al presente comma deve indicare gli elementi di cui all’art. 2839, secondo comma, numeri 4), 5) e 6), del codice civile.))
4. Il patto di cui al comma 1 puo’ essere stipulato al momento della conclusione del contratto di finanziamento o, anche per i contratti in corso ((alla data di entrata in vigore della presente disposizione)), per atto notarile, in sede di successiva modificazione delle condizioni contrattuali. Qualora il finanziamento sia gia’ garantito da ipoteca, il trasferimento sospensivamente condizionato all’inadempimento, una volta trascritto, prevale sulle trascrizioni e iscrizioni eseguite successivamente all’iscrizione ipotecaria. ((Fatti salvi gli effetti dell’aggiudicazione, anche provvisoria, e dell’assegnazione, la disposizione di cui al periodo precedente si applica anche quando l’immobile e’ stato sottoposto ad espropriazione forzata in forza di pignoramento trascritto prima della trascrizione del patto di cui al comma 1 ma successivamente all’iscrizione dell’ipoteca; in tal caso, si applica il comma 10.))
5. Per gli effetti del presente articolo, si ha inadempimento quando il mancato pagamento si protrae per oltre nove mesi dalla scadenza di almeno tre rate, anche non consecutive, nel caso di obbligo di rimborso a rate mensili; o per oltre ((nove mesi)) dalla scadenza anche di una sola rata, quando il debitore e’ tenuto al rimborso rateale secondo termini di scadenza superiori al periodo mensile; ovvero, per oltre nove mesi, quando non e’ prevista la restituzione mediante pagamenti da effettuarsi in via rateale, dalla scadenza del rimborso previsto nel contratto di finanziamento.
((Qualora alla data di scadenza della prima delle rate, anche non mensili, non pagate di cui al primo periodo il debitore abbia gia’ rimborsato il finanziamento ricevuto in misura almeno pari all’85 per cento della quota capitale, il periodo di inadempimento di cui al medesimo primo periodo e’ elevato da nove a dodici mesi)). ((Al verificarsi dell’inadempimento)) di cui al presente comma, il creditore e’ tenuto a notificare al debitore e, se diverso, al titolare del diritto reale immobiliare, nonche’ a coloro che hanno diritti derivanti da titolo iscritto o trascritto sull’immobile una dichiarazione di volersi avvalere degli effetti del patto di cui al medesimo comma, secondo quanto previsto dal presente articolo((, precisando l’ammontare del credito per cui procede)).
6. Decorsi sessanta giorni dalla notificazione della dichiarazione di cui al comma 5, il creditore chiede al presidente del tribunale del luogo nel quale si trova l’immobile la nomina di un perito per la stima, con relazione giurata, del diritto reale immobiliare oggetto del patto di cui al comma 1. ((Il perito procede in conformita’ ai criteri di cui all’art. 568 del codice di procedura civile. Non puo’ procedersi alla nomina di un perito per il quale ricorre una delle condizioni di cui all’art. 51 del codice di procedura civile.)) Si applica l’art. 1349, primo comma, del codice civile. ((Entro sessanta giorni dalla nomina, il perito comunica, ove possibile a mezzo di posta elettronica certificata, la relazione giurata di stima al debitore, e, se diverso, al titolare del diritto reale immobiliare, al creditore nonche’ a coloro che hanno diritti derivanti da titolo iscritto o trascritto sull’immobile. I destinatari della comunicazione di cui al periodo precedente possono, entro dieci giorni dalla medesima comunicazione, inviare note al perito; in tal caso il perito, entro i successivi dieci giorni, effettua una nuova comunicazione della relazione rendendo gli eventuali chiarimenti.))
8. La condizione sospensiva di inadempimento, verificatisi i presupposti di cui al comma 5, si considera avverata al momento della comunicazione al creditore del valore di stima di cui al comma 6 ovvero al momento dell’avvenuto versamento all’imprenditore ((della differenza di cui al comma 2)), qualora il valore di stima sia superiore all’ammontare del debito inadempiuto, comprensivo di tutte le spese ed i costi del trasferimento. Il contratto di finanziamento ((o la sua modificazione a norma del comma 4)) contiene l’espressa previsione di un ((apposito conto corrente bancario senza spese)), intestato al titolare del diritto reale immobiliare, sul quale il creditore deve accreditare l’importo pari alla differenza tra il valore di stima e l’ammontare del debito inadempiuto.
9. Ai fini pubblicitari connessi all’annotazione di cancellazione della condizione sospensiva ((ai sensi dell’art. 2668, terzo comma del codice civile)), il creditore, anche unilateralmente, rende nell’atto notarile di avveramento della condizione una dichiarazione, a norma dell’art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, con cui attesta l’inadempimento del debitore a norma del comma 5, producendo altresi’ estratto autentico delle scritture contabili di cui all’art. 2214 del codice civile.
10. Puo’ farsi luogo al trasferimento a norma del presente articolo anche quando il diritto reale immobiliare gia’ oggetto del patto di cui al comma 1 sia sottoposto ad esecuzione forzata per espropriazione. In tal caso l’accertamento dell’inadempimento del debitore e’ compiuto, su istanza del creditore, dal giudice dell’esecuzione e il valore di stima e’ determinato dall’esperto nominato dallo stesso giudice. Il giudice dell’esecuzione provvede all’accertamento dell’inadempimento con ordinanza, fissando il termine entro il quale il creditore deve versare una somma non inferiore alle spese di esecuzione e, ove vi siano, ai crediti aventi diritto di prelazione anteriore a quello dell’istante ovvero pari all’eventuale differenza tra il valore di stima del bene e l’ammontare del debito inadempiuto. Avvenuto il versamento, il giudice dell’esecuzione, con decreto, da’ atto dell’avveramento della condizione. Il decreto e’ annotato ai fini della cancellazione della condizione, a norma dell’art. 2668 del codice civile. Alla distribuzione della somma ricavata si provvede in conformita’ alle disposizioni di cui al libro terzo, titolo II, capo IV del codice di procedura civile.
12. Quando, dopo la trascrizione del patto di cui al comma 1, sopravviene il fallimento del titolare del diritto reale immobiliare, il creditore, se e’ stato ammesso al passivo, puo’ fare istanza al giudice delegato perche’, sentiti il curatore e il comitato dei creditori, provveda a norma del comma 10, in quanto compatibile. 13. Entro trenta giorni dall’estinzione dell’obbligazione garantita il creditore provvede, mediante atto notarile, a dare pubblicita’ nei registri immobiliari del mancato definitivo avveramento della condizione sospensiva.».
((13-bis. Ai fini del concorso tra i creditori, il patto a scopo di garanzia di cui al comma 1 e’ equiparato all’ipoteca.
13-ter. La trascrizione del patto di cui al comma 1 produce gli effetti di cui all’art. 2855 del codice civile, avendo riguardo, in luogo del pignoramento, alla notificazione della dichiarazione di cui al comma 5».))
1. E’ istituito presso il Ministero della giustizia un registro elettronico delle procedure di espropriazione forzata immobiliari, delle procedure d’insolvenza e degli strumenti di gestione della crisi. Il registro e’ accessibile dalla Banca d’Italia, che utilizza i dati e le informazioni in esso contenuti nello svolgimento delle funzioni di vigilanza, a tutela della sana e prudente gestione degli intermediari vigilati e della stabilita’ complessiva.
c) ai procedimenti di omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, nonche’ ai piani di risanamento di cui all’art. 67, terzo comma, lettera d), del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, quando vengano fatti oggetto di pubblicazione nel registro delle imprese;
a) relativamente alle procedure di cui al comma 2, nella sezione del registro ad accesso pubblico sono rese disponibili in forma elettronica, in relazione alla tipologia di procedura o di strumento di cui al comma 2, le informazioni e i documenti di cui all’art. 24, paragrafo 2, del Regolamento (UE) 2015/848 e le altre informazioni rilevanti in merito ai tempi e all’andamento di ciascuna procedura o strumento; all’interno di questa sezione possono essere altresi’ collocate le informazioni e i provvedimenti ((di cui all’art. 28, quarto comma, secondo periodo,)) del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;
b) relativamente alle procedure di espropriazione forzata immobiliare, nella sezione del registro ad accesso pubblico sono rese disponibili in forma elettronica le informazioni e i documenti individuati con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, ((da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto)). Nella individuazione delle informazioni il decreto tiene conto, a fini di tutela della stabilita’ finanziaria, anche della loro rilevanza per una migliore gestione dei crediti deteriorati da parte degli intermediari creditizi e finanziari;
((4. Con il decreto di cui al comma 3, lettera b), sentita la Banca d’Italia per gli aspetti rilevanti ai fini di tutela della stabilita’ finanziaria, sono altresi’ adottate le disposizioni per l’attuazione del registro, prevedendo:
a) le modalita’ di pubblicazione, rettifica, aggiornamento e consultazione dei dati e dei documenti da inserire nel registro, nonche’ i tempi massimi della loro conservazione;
c) le categorie di soggetti che sono legittimati, in presenza di un legittimo interesse, ad accedere, anche mediante un avvocato munito di procura, alla sezione del registro ad accesso limitato; il contributo dovuto per l’accesso, da determinare in misura tale da assicurare almeno la copertura dei costi del servizio, e i casi di esenzione; e’ sempre consentito l’accesso gratuito all’autorita’ giudiziaria;
d) le eventuali limitate eccezioni alla pubblicazione di documenti con riferimento alle esigenze di riservatezza delle informazioni ivi contenute o all’assenza di valore informativo di tali documenti per i terzi. 5. Il registro deve consentire la ricerca dei dati secondo ciascuna tipologia di informazione e di documento in esso contenuti e di tribunale e numero di ruolo dei procedimenti. Le disposizioni contenute nel decreto di cui al comma 3, lettera b), assicurano che il registro sia conforme alle disposizioni del regolamento (UE)
2015/848.))
6. Su richiesta del debitore, del curatore, del commissario giudiziale, di un creditore, di chiunque vi abbia interesse o d’ufficio, il giudice delegato o il tribunale competenti possono limitare la pubblicazione di un documento o di una o piu’ sue parti, quando sia dimostrata l’esistenza di uno specifico e meritevole interesse alla riservatezza dell’informazione in esso contenuta. La richiesta di cui al presente comma sospende gli obblighi di pubblicazione dei documenti o della parte di essi, oggetto della richiesta di esenzione e, qualora la pubblicazione sia gia’ avvenuta, sospende temporaneamente l’accesso ad essi da parte degli interessati. Nelle more della decisione, il giudice puo’ imporre una cauzione al creditore o terzo richiedente.
7. In attuazione degli obiettivi di cui al presente articolo, il Ministero della giustizia, per la progressiva implementazione e digitalizzazione degli archivi e della piattaforma tecnologica ed informativa dell’Amministrazione della Giustizia, in coerenza con le linee del Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione di cui all’art. 1, commi 513 e 515, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, puo’ avvalersi della Societa’ di cui all’art. 83, comma 15, del decreto-legge 24 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Ai fini della realizzazione dei predetti servizi di interesse generale, la Societa’ provvedera’, tramite Consip S.p.A., all’acquisizione dei beni e servizi occorrenti.
8. Per l’istituzione del registro e’ autorizzata la spesa di 3,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016-2018. Il Ministero della giustizia, il Ministero dell’economia e delle finanze e la Banca d’Italia disciplinano con apposita convenzione, da stipulare entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, i rispettivi compiti rispetto alla realizzazione, al funzionamento e al monitoraggio del registro, nonche’ l’eventuale entita’ della contribuzione finanziaria da parte della Banca d’Italia.
a) all’art. 492, terzo comma, e’ aggiunto in fine il seguente periodo: «Il pignoramento deve contenere l’avvertimento che, a norma dell’art. 615, secondo comma, terzo periodo, l’opposizione e’ inammissibile se e’ proposta dopo che e’ stata disposta la vendita o l’assegnazione a norma degli articoli 530, 552 e 569, salvo che sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero che l’opponente dimostri di non aver potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile.»;
b) all’art. 503, secondo comma, dopo le parole «dell’art. 568»
sono aggiunte le seguenti: «nonche’, nel caso di beni mobili, degli articoli 518 e 540-bis»;
c) all’art. 532, secondo comma, il secondo e il terzo periodo sono sostituiti dai seguenti: «Il giudice fissa altresi’ il numero complessivo, non superiore a tre, degli esperimenti di vendita, i criteri per determinare i relativi ribassi, le modalita’ di deposito della somma ricavata dalla vendita e il termine finale non superiore a sei mesi, alla cui scadenza il soggetto incaricato della vendita deve restituire gli atti in cancelleria. Quando gli atti sono restituiti a norma del periodo precedente, il giudice, se non vi sono istanze a norma dell’art. 540-bis, dispone la chiusura anticipata del processo esecutivo, anche quando non sussistono i presupposti di cui all’art. 164-bis delle disposizioni di attuazione del presente codice.»;
d) all’art. 560:
((01) il terzo comma e’ sostituito dal seguente: «Il giudice dell’esecuzione dispone, con provvedimento impugnabile per opposizione ai sensi dell’art. 617, la liberazione dell’immobile pignorato senza oneri per l’aggiudicatario o l’assegnatario o l’acquirente, quando non ritiene di autorizzare il debitore a continuare ad abitare lo stesso, o parte dello stesso, ovvero quando revoca l’autorizzazione, se concessa in precedenza, ovvero quando provvede all’aggiudicazione o all’assegnazione dell’immobile. Per il terzo che vanta la titolarita’ di un diritto di godimento del bene opponibile alla procedura, il termine per l’opposizione decorre dal giorno in cui si e’ perfezionata nei confronti del terzo la notificazione del provvedimento»;))
1) il quarto comma e’ sostituito dal seguente: «Il provvedimento e’ attuato dal custode secondo le disposizioni del giudice dell’esecuzione immobiliare, senza l’osservanza delle formalita’ di cui agli articoli 605 e seguenti, anche successivamente alla pronuncia del decreto di trasferimento nell’interesse dell’aggiudicatario o dell’assegnatario se questi non lo esentano.
Per l’attuazione dell’ordine il giudice puo’ avvalersi della forza pubblica e nominare ausiliari ai sensi dell’art. 68. ((Quando nell’immobile si trovano beni mobili che non debbono essere consegnati ovvero documenti inerenti lo svolgimento di attivita’ imprenditoriale o professionale, il custode intima alla parte tenuta al rilascio ovvero al soggetto al quale gli stessi risultano appartenere di asportarli, assegnandogli il relativo termine, non inferiore a trenta giorni, salvi i casi di urgenza. Dell’intimazione si da’ atto a verbale ovvero, se il soggetto intimato non e’ presente, mediante atto notificato dal custode. Qualora l’asporto non sia eseguito entro il termine assegnato, i beni o i documenti sono considerati abbandonati e il custode, salvo diversa disposizione del giudice dell’esecuzione, ne dispone lo smaltimento o la distruzione»;))
2) al quinto comma, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo:
((«Gli interessati a presentare l’offerta di acquisto hanno diritto di esaminare i beni in vendita entro quindici giorni dalla richiesta.)) La richiesta e’ formulata mediante il portale delle vendite pubbliche e non puo’ essere resa nota a persona diversa dal custode. La disamina dei beni si svolge con modalita’ idonee a garantire la riservatezza dell’identita’ degli interessati e ad impedire che essi abbiano contatti tra loro.»;
e) all’art. 569, quarto comma, le parole «puo’ stabilire » sono sostituite dalle seguenti: «stabilisce, salvo che sia pregiudizievole per gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento della procedura,» e dopo le parole «con modalita’ telematiche» sono aggiunte le seguenti: «, nel rispetto della normativa regolamentare di cui all’art. 161-ter delle disposizioni per l’attuazione del presente codice»;
((e-bis) all’art. 587, primo comma, le parole: «costituisce titolo esecutivo per il rilascio» sono sostituite dalle seguenti: «e’ attuato dal custode a norma dell’art. 560, quarto comma»;))
f) all’art. 588, dopo le parole «istanza di assegnazione » sono aggiunte le seguenti: «, per se’ o a favore di un terzo,»;
g) dopo l’art. 590, e’ inserito il seguente:
Art. 590-bis. – (Assegnazione a favore di un terzo). – «Il creditore che e’ rimasto assegnatario a favore di un terzo deve dichiarare in cancelleria, nei cinque giorni dalla pronuncia in udienza del provvedimento di assegnazione ovvero dalla comunicazione, il nome del terzo a favore del quale deve essere trasferito l’immobile, depositando la dichiarazione del terzo di volerne profittare. In mancanza, il trasferimento e’ fatto a favore del creditore. In ogni caso, gli obblighi derivanti dalla presentazione dell’istanza di assegnazione a norma del presente articolo sono esclusivamente a carico del creditore.»;
h) all’art. 591, secondo comma, dopo le parole «fino al limite di un quarto» sono aggiunte le seguenti: ((«e, dopo il quarto tentativo di vendita andato deserto, fino al limite della meta’»));
i) all’art. 596, primo comma:
2) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Il progetto di distribuzione parziale non puo’ superare il novanta per cento delle somme da ripartire. ».
((i-bis) all’art. 596, dopo il secondo comma e’ aggiunto, in fine, il seguente:
«Il giudice dell’esecuzione puo’ disporre la distribuzione, anche parziale, delle somme ricavate, in favore di creditori aventi diritto all’accantonamento a norma dell’art. 510, terzo comma, ovvero di creditori i cui crediti costituiscano oggetto di controversia a norma dell’art. 512, qualora sia presentata una fideiussione autonoma, irrevocabile e a prima richiesta, rilasciata da uno dei soggetti di cui all’art. 574, primo comma, secondo periodo, idonea a garantire la restituzione alla procedura delle somme che risultino ripartite in eccesso, anche in forza di provvedimenti provvisoriamente esecutivi sopravvenuti, oltre agli interessi, al tasso applicato dalla Banca centrale europea alle sue piu’ recenti operazioni di rifinanziamento principali, a decorrere dal pagamento e sino all’effettiva restituzione. La fideiussione e’ escussa dal custode o dal professionista delegato su autorizzazione del giudice.
Le disposizioni del presente comma si applicano anche ai creditori che avrebbero diritto alla distribuzione delle somme ricavate nel caso in cui risulti insussistente, in tutto o in parte, il credito del soggetto avente diritto all’accantonamento ovvero oggetto di controversia a norma del primo periodo del presente comma»;))
l) all’art. 615, secondo comma, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nell’esecuzione per espropriazione l’opposizione e’ inammissibile se e’ proposta dopo che e’ stata disposta la vendita o l’assegnazione a norma degli articoli 530, 552, 569, salvo che sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero l’opponente dimostri di non aver potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile.»;
m) all’art. 648, primo comma, la parola «concede» e’ sostituita dalle seguenti: «deve concedere».
((1-bis. All’art. 2929-bis del codice civile, i commi secondo e terzo sono sostituiti dai seguenti:
«Quando il bene, per effetto o in conseguenza dell’atto, e’ stato trasferito a un terzo, il creditore promuove l’azione esecutiva nelle forme dell’espropriazione contro il terzo proprietario ed e’ preferito ai creditori personali di costui nella distribuzione del ricavato. Se con l’atto e’ stato riservato o costituito alcuno dei diritti di cui al primo comma dell’art. 2812, il creditore pignora la cosa come libera nei confronti del proprietario. Tali diritti si estinguono con la vendita del bene e i terzi titolari sono ammessi a far valere le loro ragioni sul ricavato, con preferenza rispetto ai creditori cui i diritti sono opponibili.
L’azione esecutiva di cui al presente articolo non puo’ esercitarsi in pregiudizio dei diritti acquistati a titolo oneroso dall’avente causa del contraente immediato, salvi gli effetti della trascrizione del pignoramento».))
2. All’art. 16-bis del decreto-legge 18 ottobre 2012 n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, sono apportate le seguenti modificazioni:
((a) il comma 9-sexies e’ sostituito dal seguente:
«9-sexies. Il professionista delegato a norma dell’art. 591-bis del codice di procedura civile, entro trenta giorni dalla notifica dell’ordinanza di vendita, deposita un rapporto riepilogativo iniziale delle attivita’ svolte. A decorrere dal deposito del rapporto riepilogativo iniziale, il professionista deposita, con cadenza semestrale, un rapporto riepilogativo periodico delle attivita’ svolte. Entro dieci giorni dalla comunicazione dell’approvazione del progetto di distribuzione, il professionista delegato deposita un rapporto riepilogativo finale delle attivita’ svolte successivamente al deposito del rapporto di cui al periodo precedente»;))
((2-bis. All’art. 23, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per il rilascio dell’immobile il concedente puo’ avvalersi del procedimento per convalida di sfratto, di cui al libro quarto, titolo I, capo II, del codice di procedura civile».))
((3-bis. Con decreto del Ministro della giustizia, da adottare entro il 30 giugno 2017, e’ accertata la piena funzionalita’ del portale delle vendite pubbliche previsto dall’art. 161-quater delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368. Il portale e’ operativo a decorrere dalla pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale.))
((4-bis. La richiesta di visita di cui all’art. 560, quinto comma, quarto periodo, del codice di procedura civile, introdotto dal comma 1, lettera d), numero 2), del presente articolo, e’ formulata esclusivamente mediante il portale delle vendite pubbliche a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di cui al comma 3-bis.
5. La disposizione di cui al comma 1, lettera e), si applica alle vendite forzate di beni immobili disposte dal giudice dell’esecuzione o dal professionista delegato dopo il novantesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di cui al comma 3-bis.))
1. All’art. 155-sexies delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Ai fini del recupero o della cessione dei crediti, il curatore, il commissario e il liquidatore giudiziale possono avvalersi delle medesime disposizioni anche per accedere ai dati relativi ai soggetti nei cui confronti la procedura ha ragioni di credito, anche in mancanza di titolo esecutivo nei loro confronti. Quando di tali disposizioni ci si avvale nell’ambito di procedure concorsuali e di procedimenti in materia di famiglia, l’autorizzazione spetta al giudice del procedimento.».
((Art. 5 bis
Elenco dei professionisti che provvedono alle operazioni di vendita dei beni pignorati
1. L’art. 179-ter delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 179-ter (Elenco dei professionisti che provvedono alle operazioni di vendita). – Presso ogni tribunale e’ istituito un elenco dei professionisti che provvedono alle operazioni di vendita.
Possono ottenere l’iscrizione nell’elenco i professionisti di cui agli articoli 534-bis e 591-bis, primo comma, del codice, che dimostrano di aver assolto gli obblighi di prima formazione, stabiliti con decreto avente natura non regolamentare del Ministro della giustizia. Con il medesimo decreto sono stabiliti gli obblighi di formazione periodica da assolvere ai fini della conferma dell’iscrizione, sono fissate le modalita’ per la verifica dell’effettivo assolvimento degli obblighi formativi e sono individuati il contenuto e le modalita’ di presentazione delle domande.
E’ istituita presso ciascuna corte di appello una commissione, la cui composizione e’ disciplinata dal decreto di cui al primo comma.
Con il medesimo decreto sono disciplinate le modalita’ di funzionamento della commissione. L’incarico di componente della commissione ha durata triennale, puo’ essere rinnovato una sola volta e non comporta alcuna indennita’ o retribuzione a carico dello Stato, ne’ alcun tipo di rimborso spese.
La commissione esercita le funzioni di cui al terzo comma, anche tenendo conto delle risultanze dei rapporti riepilogativi di cui all’art. 16-bis, commi 9-sexies e 9-septies, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. Valuta altresi’ i motivi per i quali sia stato revocato l’incarico in una o piu’ procedure esecutive.
Quando ricorrono speciali ragioni, l’incarico puo’ essere conferito a persona non iscritta in alcun elenco; nel provvedimento di conferimento dell’incarico devono essere analiticamente indicati i motivi della scelta. Per quanto non disposto diversamente dal presente articolo, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 13 e seguenti in quanto compatibili. I professionisti cancellati dall’elenco non possono essere reinseriti nel triennio in corso e nel triennio successivo».
2. Per l’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, e’ autorizzata la spesa di € 41.600 per l’anno 2016 e di € 72.800 per l’anno 2017, cui si provvede mediante corrispondente riduzione, per gli anni 2016 e 2017, dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2016, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della giustizia.
3. Con decreto del Ministro della giustizia, da adottare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti gli importi delle quote di partecipazione individuale ai corsi di formazione e di aggiornamento di cui all’art. 179-ter delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al citato regio decreto n. 1368 del 1941, nonche’ le modalita’ di pagamento delle stesse, da versare su apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, ai fini della successiva riassegnazione allo stato di previsione della spesa del Ministero della giustizia.
Gli importi sono stabiliti in misura tale da garantire l’integrale copertura delle spese connesse all’organizzazione ed al funzionamento dei corsi.
5. Sino alla scadenza del dodicesimo mese successivo all’emanazione del decreto del Ministro della giustizia di cui al citato art. 179-ter, primo comma, delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le operazioni di vendita continuano ad essere delegate ad uno dei professionisti iscritti nell’elenco di cui al predetto art. 179-ter, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.))
a) all’art. 40, dopo il quarto comma, e’ aggiunto il seguente:
«Il comitato dei creditori si considera costituito con l’accettazione, anche per via telematica, della nomina da parte dei suoi componenti, senza necessita’ di convocazione dinanzi al curatore ed anche prima della elezione del suo presidente.»;
b) all’art. 95, terzo comma, e’ aggiunto in fine il seguente periodo: «In relazione al numero dei creditori e alla entita’ del passivo, il giudice delegato puo’ stabilire che l’udienza sia svolta in via telematica con modalita’ idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione dei creditori, anche utilizzando le strutture informatiche messe a disposizione della procedura da soggetti terzi.»;
c) all’art. 104-ter, decimo comma, e’ inserito, in fine, il seguente periodo: «E’ altresi’ giusta causa di revoca, in presenza di somme disponibili per la ripartizione, il mancato rispetto dell’obbligo di cui all’art. 110 primo comma.»;
((c-bis) all’art. 110:
1) al primo comma sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:
«Nel caso in cui siano in corso giudizi di cui all’art. 98, il curatore, nel progetto di ripartizione di cui al presente comma, indica, per ciascun creditore, le somme immediatamente ripartibili nonche’ le somme ripartibili soltanto previo rilascio in favore della procedura di una fideiussione autonoma, irrevocabile e a prima richiesta, rilasciata da uno dei soggetti di cui all’art. 574, primo comma, secondo periodo, del codice di procedura civile, idonea a garantire la restituzione alla procedura delle somme che risultino ripartite in eccesso, anche in forza di provvedimenti provvisoriamente esecutivi resi nell’ambito dei giudizi di cui all’art. 98, oltre agli interessi, al tasso applicato dalla Banca centrale europea alle sue piu’ recenti operazioni di rifinanziamento principali, a decorrere dal pagamento e sino all’effettiva restituzione. Le disposizioni del periodo precedente si applicano anche ai creditori che avrebbero diritto alla ripartizione delle somme ricavate nel caso in cui risulti insussistente, in tutto o in parte, il credito avente diritto all’accantonamento ovvero oggetto di controversia a norma dell’art. 98»;
2) al quarto comma, secondo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «; non si fa luogo ad accantonamento qualora sia presentata in favore della procedura una fideiussione a norma del terzo periodo del primo comma, idonea a garantire la restituzione di somme che, in forza del provvedimento che decide il reclamo, risultino ripartite in eccesso, oltre agli interessi nella misura prevista dal predetto terzo periodo del primo comma»;))
d) all’art. 163, secondo comma, dopo il n. 2) e’ aggiunto il seguente: «2-bis) in relazione al numero dei creditori e alla entita’ del passivo, puo’ stabilire che l’adunanza sia svolta in via telematica con modalita’ idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione dei creditori, anche utilizzando le strutture informatiche messe a disposizione della procedura da soggetti terzi»;
e) all’art. 175 comma secondo, e’ inserito, in fine, il seguente periodo: «Quando il tribunale ha disposto che l’adunanza sia svolta in via telematica, la discussione sulla proposta del debitore e sulle eventuali proposte concorrenti e’ disciplinata con decreto, non soggetto a reclamo, reso dal giudice delegato almeno dieci giorni prima dell’adunanza.».
1. Le azioni rappresentative dell’intero capitale sociale della Societa’ per la Gestione di Attivita’ S.G.A. S.p.A., istituita nel quadro degli interventi di risanamento, ristrutturazione e privatizzazione del Banco di Napoli di cui al decreto-legge 24 settembre 1996, n. 497, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1 della legge 19 novembre 1996, n. 588 (di seguito anche «SGA»), per le quali e’ attribuito al Ministero dell’economia e delle finanze il diritto di pegno ai sensi dell’art. 3, comma 6-bis, del decreto-legge 24 settembre 1996, n. 497, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1 della legge 19 novembre 1996, n. 588, sono interamente trasferite al Ministero dell’economia e delle finanze. A fronte del trasferimento, sara’ riconosciuto un corrispettivo non superiore ad € 600.000 pari al valore nominale delle azioni trasferite, determinato sulla base di una relazione giurata di stima prodotta da uno o piu’ soggetti di adeguata esperienza e qualificazione professionale nominati dal Ministero dell’economia e delle finanze.
2. Successivamente all’acquisizione da parte del Ministero dell’economia e delle finanze, la SGA puo’ acquistare sul mercato crediti, partecipazioni e altre attivita’ finanziarie, nonche’ compiere le ulteriori attivita’ previste dallo statuto, fermo il rispetto dei requisiti e degli obblighi previsti dalla normativa applicabile allo svolgimento di determinate tipologie di servizi nei confronti del pubblico. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge sono abrogati i commi 6 e 6-bis dell’art. 3 del decreto-legge 24 settembre 1996, n. 497, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1 della legge 19 novembre 1996, n. 588. Lo statuto della SGA e’ adeguato alle disposizioni del presente articolo.
a) «investitore»: la persona fisica, l’imprenditore individuale, anche agricolo, e il coltivatore diretto, o il suo successore mortis causa, che ha acquistato gli strumenti finanziari subordinati indicati nell’art. 1, comma 855, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (di seguito: «Legge di stabilita’ per il 2016»), nell’ambito di un rapporto negoziale diretto con la Banca in liquidazione che li ha emessi;
c) «Nuova Banca»: la Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.a., la Nuova Banca delle Marche S.p.a., la (( Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio S.p.a. )), la Nuova Cassa di risparmio di Chieti S.p.a., istituite dall’art. 1 del decreto-legge 22 novembre 2015, n. 183;
d) «Fondo di solidarieta’»: il Fondo istituito dall’art. 1, comma 855, della legge di stabilita’ per il 2016;
e) «Fondo»: il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi quale gestore del Fondo di solidarieta’ di cui alla lettera d);
f) «prestazione dei servizi e delle attivita’ di investimento relativi alla sottoscrizione o al collocamento degli strumenti finanziari subordinati»: la prestazione di ciascuno dei servizi ed attivita’ di cui all’art. 1, comma 5, e all’art. 25-bis del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58, ove nella prestazione di tale servizi o attivita’ sono stati in qualsiasi forma e con qualsiasi modalita’ acquistati o sottoscritti dall’investitore i suddetti strumenti finanziari subordinati, nell’ambito di un rapporto negoziale con la Banca in liquidazione;
g) «MTS»: il Mercato telematico all’ingrosso dei titoli di Stato (MTS) gestito dalla Societa’ per il Mercato dei Titoli di Stato – MTS S.p.A.
1. Gli investitori che hanno acquistato gli strumenti finanziari di cui all’art. 8, comma 1, lettera a) entro la data del 12 giugno 2014 e che li detenevano alla data della risoluzione delle Banche in liquidazione possono chiedere al Fondo l’erogazione di un indennizzo forfettario dell’ammontare determinato ai sensi del comma 3, al ricorrere di una delle seguenti condizioni:
a) patrimonio mobiliare di proprieta’ dell’investitore di valore inferiore a 100.000 euro;
b) ammontare del reddito ((complessivo)) dell’investitore ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche nell’anno ((2014))
a) patrimonio mobiliare posseduto al 31 dicembre 2015, esclusi gli strumenti finanziari di cui all’art. 8, comma 1, lettera a), calcolato secondo i criteri e le istruzioni approvati con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Direzione generale per l’inclusione e le politiche sociali di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze 29 dicembre 2015, n. 363, recante approvazione del modello tipo di dichiarazione sostitutiva unica (DSU), nonche’ delle relative istruzioni per la compilazione, ai sensi dell’art. 10, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159;
b) il corrispettivo pagato per l’acquisto degli strumenti finanziari di cui all’art. 8, comma 1, lettera a), detenuti alla data della risoluzione delle Banche in liquidazione, al netto degli oneri e spese direttamente connessi all’operazione di acquisto.
3. L’importo dell’indennizzo forfetario e’ pari all’80 per cento del corrispettivo pagato per l’acquisto degli strumenti finanziari di cui all’art. 8, comma 1, lettera a), acquistati entro il 12 giugno 2014 e detenuti alla data della risoluzione delle Banche in liquidazione, al netto di:
b) la differenza, se positiva, tra il rendimento degli strumenti finanziari subordinati e il rendimento di mercato di un Buono del tesoro poliennale in corso di emissione di durata finanziaria equivalente oppure il rendimento ricavato tramite interpolazione lineare di Buoni del tesoro poliennali in corso di emissione aventi durata finanziaria piu’ vicina.
4. Ai fini del calcolo della differenza di cui al comma 3, lettera b), il rendimento degli strumenti finanziari subordinati e’ rilevato alla data di acquisto o di sottoscrizione, mentre il rendimento del Buono del tesoro poliennale di durata finanziaria equivalente o dei BTP usati per l’interpolazione e’ determinato sulla base della loro quotazione di chiusura, alla medesima data, nel mercato regolamentato dei titoli di Stato MTS.
5. L’importo di cui al comma 3, lettera b), e’ calcolato moltiplicando tra loro:
6. L’istanza di erogazione dell’indennizzo forfetario deve essere presentata, a pena di decadenza, ((entro sei mesi)) dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. La presentazione di tale istanza non consente il ricorso alla procedura arbitrale di cui all’art. 1, commi da 857 a 860 della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
7. L’istanza di erogazione dell’indennizzo forfetario e’ indirizzata al Fondo. Nell’istanza sono indicati: 7. Identico.
c) gli strumenti finanziari subordinati acquistati, con indicazione della quantita’, del controvalore, della data di acquisto, del corrispettivo pagato, degli oneri e spese direttamente connessi all’operazione di acquisto e, ove disponibile, del codice ISIN.
d) (( (soppressa) ));
e) una dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare, calcolato ai sensi del comma 2, ovvero sull’ammontare del reddito di cui al comma 1, lettera b), resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, contenente espressa dichiarazione di consapevolezza delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni non veritiere e falsita’ negli atti a norma dell’art. 76 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000.
((8-bis. Ai fini del reperimento dei documenti, anche in copia, di cui alle lettere a), b) e c) del comma 8, le banche di cui all’art. 8, comma 1, lettere b) e c), sono tenute a consegnarne copia all’investitore, entro quindici giorni dalla data della sua richiesta.))
10. Gli investitori che intendono accedere alle risorse del Fondo di solidarieta’ e che non hanno presentato l’istanza di erogazione dell’indennizzo forfetario di cui ai commi da 1 a 9, possono esperire, in via alternativa a tale istanza, la procedura arbitrale di cui all’art. 1, commi da 857 a 860 della legge 28 dicembre 2015, n. 208. L’attivazione della procedura arbitrale preclude la possibilita’ di esperire la procedura di cui ai commi da 1 a 9. Ove questa sia stata gia’ attivata la relativa istanza e’ improcedibile.
L’istanza di erogazione dell’indennizzo forfetario di cui ai commi da 1 a 9 in relazione a strumenti finanziari acquistati entro la data del 12 giugno 2014 non preclude l’accesso, da parte dei medesimi investitori, alla procedura arbitrale in relazione a strumenti finanziari acquistati oltre la suddetta data.
1. All’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 856 e’ sostituito dal seguente: «856. Il Fondo di solidarieta’ e’ alimentato, sulla base delle esigenze finanziarie connesse alla corresponsione delle prestazioni dal Fondo interbancario di tutela dei depositi istituito ai sensi dell’art. 96 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385.»;
1. Le imprese interessate dalle disposizioni di cui all’art. 2, commi da 55 a 57, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, come successivamente integrato dal decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, possono optare, con riferimento all’ammontare di attivita’ per imposte anticipate pari alla differenza di cui al successivo comma 2, per il mantenimento dell’applicazione delle predette disposizioni al ricorrere delle condizioni ivi previste. ((L’opzione e’ irrevocabile, comporta l’obbligo del pagamento di un canone annuo fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2029 e si considera esercitata con il versamento di cui al comma 7. Il canone e’ deducibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP nell’esercizio in cui avviene il pagamento.))
2. Il canone e’ determinato annualmente applicando l’aliquota dell’1,5 per cento alla differenza tra l’ammontare delle attivita’ per imposte anticipate e le imposte versate.
3. L’ammontare delle attivita’ per imposte anticipate di cui al comma 2 e’ determinato ogni anno sommando algebricamente:
a) la differenza, positiva o negativa, tra le attivita’ per imposte anticipate cui si applicano i commi da 55 a 57 del citato art. 2 del decreto-legge n. 225 del 2010, iscritte in bilancio alla fine dell’esercizio e quelle iscritte alla fine dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2007;
b) le attivita’ per imposte anticipate trasformate in credito d’imposta ai sensi delle disposizioni di cui ai predetti commi da 55 a 57 dell’art. 2 del citato decreto-legge n. 225 del 2010.
4. Ai fini della determinazione delle imposte versate di cui al comma 2 si tiene conto dell’IRES, comprese le relative addizionali, versata con riferimento al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008 e ai successivi, e dell’IRAP versata con riferimento ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2013 e ai successivi. Si tiene altresi’ conto dell’imposta sostitutiva di cui all’art. 15, commi 10, 10-bis e 10-ter del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e dell’imposta sostitutiva di cui all’art. 176, comma 2-ter, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, versate con riferimento al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008 e successivi, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014.
5. Se le imposte versate di cui al comma 4 superano le attivita’ per imposte anticipate di cui al comma 3, il canone non e’ dovuto.
6. In caso di partecipazione delle imprese di cui al comma 1 al consolidato nazionale di cui agli articoli 117 e seguenti del predetto testo unico delle imposte sui redditi, ai fini della determinazione della differenza di cui al comma 2, per imposte versate si intendono l’IRES ((versata in proprio o in qualita’ di consolidanti)), le addizionali all’IRES, l’IRAP e le imposte sostitutive di cui al comma 4 versate dai soggetti partecipanti al consolidato che rientrano tra le imprese di cui al comma 1;
l’ammontare delle attivita’ per imposte anticipate di cui al comma 3 e’ dato dalla somma dell’ammontare delle attivita’ per imposte anticipate di cui al comma 3 delle singole imprese di cui al comma 1 partecipanti al consolidato.
7. Il versamento del canone e’ effettuato per ciascun esercizio entro il termine per il versamento a saldo delle imposte sui redditi a decorrere dal periodo d’imposta in corso al ((31 dicembre 2016. Per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2015 il versamento e’ effettuato, in ogni caso, entro il 31 luglio 2016 senza applicazione dell’art. 17, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435)). In caso di partecipazione delle imprese di cui al comma 1 al consolidato nazionale di cui agli articoli 117 e seguenti del citato testo unico delle imposte sul redditi, il versamento e’ effettuato dalla consolidante.
8. Qualora a partire dall’esercizio in corso al 31 dicembre 2008 le imprese di cui al comma 1 abbiano incrementato le attivita’ per imposte anticipate cui si applicano i commi da 55 a 57 dell’art. 2 del citato decreto-legge n. 225 del 2010, in qualita’ di societa’ incorporante o risultante da una o piu’ fusioni o in qualita’ di beneficiaria di una o piu’ scissioni, ai fini della determinazione dell’ammontare delle attivita’ per imposte anticipate di cui al comma 3, si tiene conto anche delle attivita’ per imposte anticipate iscritte alla fine dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2007 nei bilanci delle societa’ incorporate, fuse o scisse e delle attivita’ per imposte anticipate trasformate in credito d’imposta dalle societa’ incorporate, fuse o scisse; ai fini della determinazione delle imposte versate di cui al comma 4 si tiene conto anche delle imposte versate dalle societa’ incorporate, fuse o scisse.
9. A partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015, le imprese interessate dalle disposizioni di cui all’art. 2, commi da 55 a 57, del citato decreto-legge n. 225 del 2010, che non abbiano esercitato l’opzione entro i termini ((di cui al comma 7)) e che incorporino o risultino da una o piu’ fusioni di altre imprese, oppure siano beneficiarie di una o piu’ scissioni possono esercitare l’opzione di cui al medesimo comma 1 entro un mese dalla chiusura dell’esercizio in corso alla data in cui ha effetto la fusione o la scissione.
10. Se non e’ effettuata l’opzione di cui al comma 1, i commi da 55 a 57 dell’art. 2 del citato decreto-legge n. 225 del 2010, si applicano all’ammontare delle attivita’ per imposte anticipate iscritte in bilancio diminuite della differenza, se positiva, di cui al comma 2. In caso di partecipazione al consolidato fiscale, la predetta differenza viene attribuita alle societa’ partecipanti in proporzione alle attivita’ per imposte anticipate di cui ai citati commi da 55 a 57 detenute da ciascuna di esse.
11. Ai fini dell’accertamento, delle sanzioni e della riscossione del canone di cui al comma 1, nonche’ per il relativo contenzioso, si applicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi.
12. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite le disposizioni attuative del presente articolo
a) quanto a 124,3 milioni di euro per l’anno 2016, al Fondo di cui all’art. 1, comma 1240, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni;
b) quanto a 100 milioni di euro per l’anno 2016, al Fondo di cui all’art. 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato ai sensi dell’art. 1, comma 639, della legge 28 dicembre 2015, n. 208;
c) quanto a 101,7 milioni di euro per l’anno 2017, in 128 milioni di euro per l’anno 2018, in 104,8 milioni di euro per l’anno 2019, in 80,7 milioni di euro per l’anno 2020, in 58,6 milioni di euro per l’anno 2021, in 39,1 milioni di euro per l’anno 2022, in 32,2 milioni di euro per l’anno 2023, in 22 milioni di euro per l’anno 2024, in 17,6 milioni di euro per l’anno 2025, in 15,8 milioni di euro per l’anno 2026, in 14,8 milioni di euro per l’anno 2027 e in 3,8 milioni di euro per l’anno 2028, al Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all’art. 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
14. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Fondo di solidarieta’ per la riconversione e riqualificazione professionale del personale del credito
1. Limitatamente agli anni 2016 e 2017, ferma restando la modalita’ di finanziamento prevista dall’art. 33, comma 3, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, la finalita’ di cui al comma 9 lettera b) dell’art. 26 del medesimo decreto n. 148 del 2015, con riferimento al Fondo di solidarieta’ per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell’occupazione e del reddito del personale del credito, puo’ essere riconosciuta, nel quadro dei processi di agevolazione all’esodo, in relazione a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi sette anni. L’operativita’ delle disposizioni di cui al primo periodo e’ subordinata all’emanazione del regolamento di adeguamento della disciplina del Fondo, da adottarsi con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Dall’attuazione di quanto previsto dal presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
((Art. 12 bis
Modifiche alla disciplina della cessione dei crediti di impresa
1. All’art. 1, comma 1, lettera c), della legge 21 febbraio 1991, n. 52, le parole: «o un soggetto, costituito in forma societaria, che svolge l’attivita’ di acquisto di crediti da soggetti del proprio gruppo che non siano intermediari finanziari» sono sostituite dalle seguenti: «o un soggetto, costituito in forma di societa’ di capitali, che svolge l’attivita’ di acquisto di crediti, vantati nei confronti di terzi, da soggetti del gruppo di appartenenza che non siano intermediari finanziari oppure di crediti vantati da terzi nei confronti di soggetti del gruppo di appartenenza, ferme restando le riserve di attivita’ previste ai sensi del citato testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia».))