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Timestamp: 2019-03-21 03:50:53+00:00
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Elenco articoli per l'Anno di Pubblicazione 2013
Compensazioni orizzontali: aumento dal prossimo 1° gennaio
Dopo quasi quattro anni di attesa da parte di tutti i contribuenti che vantano crediti ingenti verso l’erario – in particolare di quelli che hanno maturato, o matureranno al termine della prossima dichiarazione annuale, un’eccedenza detraibile ai fini dell’imposta sul valore aggiunto – è prossimo a diventare finalmente effettivo ed operativo l’innalzamento a 700 mila Euro, dai 516 mila attuali, dell’importo massimo delle compensazioni effettuabili in “orizzontale”, vale a dire con debiti tributari e contributivi di natura e/o tipologia diversa da quella del credito. Tutto si deve ad una disposizione contenuta nel decreto legge 35/2013.
Cooperative sociali: chiarimenti a termine?
La risoluzione n. 93/E emanata la scorsa settimana entra nel merito delle modifiche al regime Iva applicabile alle cooperative sociali apportate dai commi da 488 a 490 dell’articolo 1 della legge n. 228 del 2012, senza fare menzione dell’ulteriore intervento in itinere – a carattere abrogativo e parzialmente restauratore della situazione previgente - contenuto nel testo attuale della legge di stabilità in corso di definitiva approvazione in Parlamento.
Invariato l’anticipo Iva all’erario
Il prossimo 27 dicembre coincide, come ogni anno, con il termine entro cui effettuare l’ultimo adempimento per il periodo di imposta in corso, ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, costituito dall’eventuale anticipazione allo Stato di una parte dell’imposta sul valore aggiunto risultante a debito per l’ultimo mese o trimestre dell’esercizio, in osservanza di un obbligo che non è variato rispetto a quanto stabilito per i dodici mesi precedenti e, più in generale, per il pregresso.
Il regime sanzionatorio delle compensazioni eccedenti
Una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano in tema di compensazioni Iva eccedenti il limite legale – i cui contenuti essenziali sono stati pubblicati sul Sole 24 Ore del 25 novembre scorso – fornisce lo spunto per mettere in luce alcuni aspetti controversi del trattamento riservato dal legislatore al caso di specie, con riguardo sia all’entità della sanzione applicabile che alle modalità ed ai termini di accertamento dell’irregolarità eventualmente commessa.
Le coop sociali si riprendono l’agevolazione
Salvo modifiche, sempre possibili, in sede di approvazione definitiva dell’attuale testo della legge di stabilità per il 2014, il rapporto tra i comuni ed il mondo delle cooperative vedrà un parziale ritorno alle condizioni precedenti l’emanazione dei commi da 488 a 490 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012 n. 228, a tutto beneficio delle cooperative cosiddette “sociali”, le quali saranno le uniche a poter continuare ad applicare il numero 41 bis della Tabella A – Parte II allegata al D.P.R. 633/72 anche ai contratti stipulati o rinnovati o prorogati dopo il 31 dicembre 2013.
Il punto dell’Agenzia sul rapporto tra Iva e contributi
Uno degli argomenti più controversi nel campo dell’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto alle operazioni, attive o passive, realizzate dagli enti locali è certamente quello legato al regime tributario dei cosiddetti “contributi” - intendendosi per tali tutte quelle somme che vengono erogate da enti e/o organismi pubblici, nazionali o comunitari, a titolo generico di “finanziamento” di un’attività esercitata dal beneficiario - come testimoniato dall’ultimo intervento sulla questione da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Tempi supplementari per la dichiarazione Iva
Con la scadenza del termine ordinario di presentazione della dichiarazione Iva per il 2012 si aprono diversi scenari, ovviamente eventuali, che attengono tanto al caso di mancato invio tempestivo – anche se causato dallo scarto del file telematico, non seguito da una nuova trasmissione entro i cinque giorni lavorativi successivi – quanto a quello, più frequente, di errori e di sopravvenute necessità di modifica del modello originario, tra le quali spicca l’apposizione “postuma” del visto di conformità.
Modello polivalente anche per gli acquisti da San Marino
Il “Modello di comunicazione polivalente” approvato con provvedimento del 10 ottobre scorso - che avrebbe dovuto essere utilizzato dalle Pubbliche Amministrazioni per l’invio dei dati sulle operazioni rilevanti ai fini Iva (cosiddetto “spesometro”) - potrebbe comunque interessare i comuni per via di altre situazioni nei confronti delle quali la normativa vigente prevede un obbligo di informazione. Una tra queste – verosimilmente la più probabile – è quella dell’acquisto di beni effettuato presso operatori residenti nella Repubblica di San Marino, senza addebito di imposta sul valore aggiunto, di cui all’articolo 16, lettera c), del D.M. 24 dicembre 1993.
La Corte UE “spiega” i contratti che non menzionano l’IVA
La giurisprudenza della Corte di Giustizia ha fornito un importante contributo, diretto o indiretto, per la soluzione dei problemi che sorgono in sede di interpretazione di quei contratti a titolo oneroso che, all’atto di determinare il prezzo della cessione o del servizio che ne formano l’oggetto, omettono di citare espressamente l’imposta sul valore aggiunto, vuoi per mera dimenticanza o, molto più spesso, per una valutazione errata dei presupposti impositivi, facendo così nascere, molto spesso, discussioni e liti tra le parti.
Comuni fuori dallo spesometro fino al 2014
La tanto attesa modifica al provvedimento del 2 agosto 2013 in materia di definizione del cosiddetto “spesometro” è alla fine arrivata, ancorché a ridosso della scadenza prevista, sotto forma di esonero assoluto per tutti gli enti locali e gli altri organismi di diritto pubblico per gli anni 2012-2013. L’intervento, che risale al 5 novembre scorso, ripristina di fatto la condizione di esclusione totale dall’adempimento già concessa per il biennio 2010-2011.
Bacini comunali: anche il rimborso dei mutui sconta l’aumento
L’innalzamento della tassazione Iva ordinaria dal 21 al 22 per cento, applicabile alle operazioni effettuate a partire dallo scorso mese di ottobre, può comportare qualche problema di individuazione delle cessioni e delle prestazioni che devono essere assoggettate alla vecchia o alla nuova aliquota, tra cui il rimborso dei mutui accesi dai comuni proprietari delle infrastrutture relative al servizio idrico integrato, affidate in concessione d’uso gratuito.
Iva sulle opere di urbanizzazione: “decide” il TU dell’edilizia
L’entrata in vigore del Testo Unico dell’edilizia ha comportato una sostanziale modifica dell’impostazione scelta dal legislatore al fine di individuare le opere da assimilare a quelle di urbanizzazione primaria e secondaria. Da ciò deriva che tutte le volte in cui il legislatore opera un riferimento a tale normativa, allo scopo di introdurre nell’ordinamento giuridico altre opere da assimilare “ad ogni effetto” a quelle ivi già elencate, il rinvio riguarda anche le disposizioni del D.P.R. 633/72, nonostante in esso permanga il richiamo alla legge n. 847 del 1964. L’importante principio è espresso nella risoluzione n. 69/E del 16 ottobre scorso.
Spesometro: approvato il modello polivalente
Con la pubblicazione del cosiddetto “Modello di comunicazione polivalente” e delle relative istruzioni di compilazione, avvenuta il 10 ottobre scorso, prosegue la marcia di avvicinamento alle scadenze programmate del 12 e 21 novembre quali termini ultimi per adempiere all’obbligo di invio telematico dei dati sulle fatture, attive e passive, emesse e ricevute nel corso del 2012 il quale, ad oggi, annovera tra le proprie fila anche gli enti locali, sebbene solo con riferimento alle attività rientranti nell’articolo 4 del D.P.R. 633/72
Il ricevimento di fatture ad aliquota errata al 21%
L’innalzamento della tassazione ordinaria ai fini Iva dal 21 al 22 per cento, entrato in vigore all’inizio del corrente mese di ottobre, trascina con sé problematiche di vario genere, tra le quali spicca, per frequenza e diffusione, il comportamento da tenere a fronte del ricevimento di una fattura d’acquisto recante la vecchia aliquota del 21% in luogo di quella aumentata di un punto percentuale dall’articolo 40, comma 1-ter del decreto legge 6 luglio 2011 n. 98.
Senza sconti il trasferimento del patrimonio immobiliare comunale
Il trattamento ai fini Iva del trasferimento, da parte di un ente locale, del proprio patrimonio immobiliare ad una società interamente posseduta non può beneficiare delle agevolazioni previste, nella forma dell’esenzione o dell’esonero da ogni tributo, dalle varie leggi speciali emanate nel corso degli anni, e ciò anche qualora l’operazione abbia luogo col dichiarato intento di migliorare l’efficienza dei beni, nonché, in ultima analisi, di aumentarne il valore.
Servizi in “house”: la riscossione dei tributi è imponibile
La risposta ad un interpello presentato da un Comune – il cui esito e contenuti essenziali sono stati resi noti grazie ad un articolo apparso sulla stampa specializzata pochi giorni or sono – conferma purtroppo l’impossibilità di sottrarre al prelievo, peraltro con aliquota ordinaria, l’importo del servizio di riscossione dei tributi svolto da una società in favore dell’ente locale, ancorché tre le parti intercorra un rapporto cosiddetto “in house”.
Niente reato per le compensazioni Iva ante dichiarazione
L’ipotesi delittuosa consistente nell’indebita compensazione di crediti fiscali - disciplinata dall’articolo 10-quater del D. Lgs. 74/2000 e sanzionata con la pena della reclusione da sei mesi a due anni - non ricorre qualora il contribuente utilizzi crediti effettivamente esistenti, ma non ancora utilizzabili in quanto non emergenti da una dichiarazione annuale regolarmente presentata, senza porre in essere artifici di sorta. A stabilire questo importante principio – peraltro disatteso, molto spesso, dagli organi verificatori - è la Corte di Cassazione Penale nell’ambito della sentenza 37350/2013.
Iva ordinaria al ventidue per cento
Entra in vigore oggi, 1° ottobre 2013, l'aumento dell’aliquota Iva ordinaria di un punto percentuale previsto dal comma 1-ter dell’articolo 40 del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, al termine di una lunga serie di provvedimenti che hanno apportato modifiche e sostituzioni alla norma originaria allo scopo di scongiurare, differendolo il più possibile, l’ulteriore incremento dell’imposta programmato dalla cosiddetta “Legge di stabilità” di due anni fa.
Le agevolazioni Iva e le concessioni
L’estensione dell’agevolazione disposta dalla Tabella A, parte terza, del D.P.R. 633/72 con riguardo alla cessione o alla costruzione di un impianto o di un’opera - ad esempio delle strutture ivi indicate ai numeri 127-quinquies e 127-septies – anche al differente caso dell’affidamento a terzi dell’uso del bene a titolo di concessione è stata negata dall’Agenzia delle Entrate, ma può trovare supporto e fondamento nella giurisprudenza della Corte di Giustizia.
Il fisco “riconosce” il ravvedimento parziale
La circolare n. 27/E del 2 agosto scorso dovrebbe aver posto fine alla situazione, a dir poco paradossale, che si era venuta a creare a seguito dell’atteggiamento tenuto da alcuni uffici locali in sede interpretazione delle norme sul ravvedimento operoso, ad oggi criticato per un apparente eccesso di rigore e formalismo, ma in realtà privo di giustificazioni proprio sul piano giuridico, anche per palese contrarietà a vari principi generali dell’ordinamento.
Immobili comunali: imponibile la destinazione “istituzionale”
L’utilizzo “promiscuo” di un immobile comunale – ipotesi che si concretizza allorquando l’ente proprietario svolga, al suo interno o attraverso di esso, attività sia commerciali che escluse dall’imposta - può essere gestito attraverso l’autofatturazione dell’impiego istituzionale, sempre che sia stata a suo tempo interamente detratta l’Iva gravante sull’acquisto o sulle spese di costruzione, ma senza possibilità di qualificare la fattispecie realizzata come una locazione e, pertanto, senza poter invocare il regime di esenzione. Il principio è stabilito in due sentenze “gemelle” della Corte di Giustizia (cause riunite C-210/11 e C-211/11).
Termini e contenuti degli elenchi Iva
In attesa dei necessari chiarimenti da parte dell’Amministrazione finanziaria e fatta salva, nel frattempo, un’eventuale modifica del Provvedimento direttoriale del 2 agosto che escluda del tutto gli enti locali dall’obbligo di comunicazione all’anagrafe tributaria dei dati sui clienti e sui fornitori, è opportuno che i responsabili comunali inizino ad acquisire confidenza con i termini e le modalità dell’adempimento, nonché, soprattutto, con il contenuto del modello.
Elenchi Iva senza esonero per gli enti locali
I comuni, nonché le province, le regioni e tutte le altre pubbliche amministrazioni in generale, che svolgono attività commerciali sono esonerati dall’obbligo di comunicazione telematica delle operazioni, attive e passive, rilevanti ai fini dell’Iva, introdotto dall’articolo 21 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 – la cui scadenza, per i dati relativi al 2012, è fissata al giorno 12 ovvero 21 del mese di novembre dell’anno in corso, a seconda della periodicità della liquidazione - solo con riferimento alle attività istituzionali diverse da quelle previste dall’articolo 4 del D.P.R. 633/72.
Iva detraibile anche senza autofattura
Il fisco non può precludere, al di fuori dei casi di frode, l'esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta sul valore aggiunto che avrebbe dovuto essere indicata nel corpo dell’autofattura prevista dall’articolo 17 del D.P.R. 633/72 - a fronte dell’acquisto di servizi da soggetti non residenti e privi di rappresentante fiscale o non identificati in Italia – a condizione che qualora vi fosse stato il corretto adempimento non si sarebbe comunque prodotto alcun debito d'imposta. Il principio, elaborato in primis dalla Corte di Giustizia, è stato ripreso dalla sentenza n. 80838/2013 della Suprema Corte di Cassazione.
L’accertamento “sprint” è nullo senza motivata urgenza
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che l’avviso di accertamento, ovvero qualunque altro atto recante una pretesa impositiva, che venga notificato prima del termine di sessanta giorni dalla verbalizzazione delle operazioni di chiusura di un accesso, di un’ispezione o di una verifica condotte nei locali destinati all'esercizio dell’attività deve essere considerato nullo, a meno che l’Ufficio non dimostri, anche in sede giudiziale, l’esistenza di particolari motivi per procedere con urgenza. La pronuncia mette la parola fine ai contrasti giurisprudenziali sorti in seno alla stessa Suprema Corte all’indomani dell’ordinanza della Corte Costituzionale n. 244 del 24 luglio 2009 che aveva sancito l’illegittimità degli atti emanati prima della scadenza del termine previsto dal settimo comma dell’articolo 12 della legge 212/2000.
La separazione delle attività immobiliari
La circolare n. 22/2013 conferma che la separazione delle operazioni realizzate all’interno delle attività di “locazione” e di “cessione” di beni immobili, tra loro eventualmente distinguibili, non è basata solo sul regime Iva applicato alla singola fattispecie, ma anche sulla categoria catastale del fabbricato, ossia abitativo ovvero diverso dall’abitativo. Si tratta di un’interpretazione letterale che può generare complicazioni nell’ambito del sub-settore destinato ad accogliere le transazioni aventi ad oggetto gli immobili strumentali, considerato che in esso può verificarsi una situazione di contemporanea presenza di cessioni/prestazioni esenti ed imponibili, con quanto di conseguenza sul versante dell’esercizio della detrazione.
La Corte UE “amplia” l’Iva sulle attività occasionali
Una recente sentenza della Corte di Giustizia entra nel merito di un concetto – quello, appunto, della cosiddetta “occasionalità” dell’attività condotta da una persona fisica o da un ente non commerciale - che, nel corso del tempo, è divenuto basilare nell’ambito della gestione dell’Iva applicata agli enti locali, in quanto assunto ad elemento discriminante tra attività rilevanti ai fini del tributo ed attività escluse per carenza del presupposto soggettivo. La decisione nella causa C 62/12 potrebbe quindi mettere la parola fine ad un approccio che, ancora oggi, risulta molto diffuso tra gli operatori comunali, anche in ragione di quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate a mezzo della prassi sull’argomento.
L’affidamento gratuito dell’impianto sportivo
Le implicazioni ai fini Iva dell’affidamento di un impianto sportivo comunale ad una società dilettantistica sono numerose e complesse - in quanto dipendono dalle modalità con le quali tale operazione ha luogo, in primis l’eventuale previsione di un canone di affitto o di concessione in favore dell’ente proprietario e la disciplina convenzionale delle spese di manutenzione straordinaria – e possono condurre ad aggravi di spesa qualora il godimento della struttura avvenga a titolo completamente gratuito e l’atto non sia redatto con le dovute attenzioni al versante fiscale.
Credito Iva senza dichiarazione: l’Agenzia semplifica
Gli effetti sulle modalità di “gestione” del credito Iva annuale provocati dalla mancata presentazione della dichiarazione – ipotesi cui va parificata la trasmissione con un ritardo superiore a 90 giorni – sono al centro di un nuovo intervento da parte dell’Amministrazione finanziaria teso a semplificare gli adempimenti dei contribuenti che abbiano ricevuto una comunicazione di irregolarità proprio a seguito della riscontrata assenza della denuncia annuale nella quale avrebbe dovuto essere esposta l’eccedenza riportata “a nuovo” nel quadro VL
Rischio detrazione per la fattura troppo “sintetica”
Il possesso di fatture incomplete sul piano della descrizione dell’operazione effettuata non legittima l’esercizio della detrazione dell’imposta ivi indicata a meno di non provvedere ad una rettifica “spontanea” di tali documenti, vale a dire prima che abbia inizio una qualche attività di accertamento da parte delle autorità fiscali competenti, a nulla valendo l’eventuale produzione postuma di informazioni dirette a dimostrare l’effettività, la natura e l’importo delle cessioni o prestazioni fatturate.
L’opzione Iva sulla locazione di immobili strumentali
Il rebus del trattamento ai fini Iva dei contratti di locazione di immobili, in modo particolare di quelli aventi natura strumentale, in corso al 26 giugno 2012 è stato finalmente risolto dall’Agenzia delle Entrate attraverso la circolare n. 22/E del 28 giugno 2013, la quale ha l’indubbio pregio di convalidare, in estrema sintesi e sostanza, qualunque comportamento tenuto dagli operatori nel corso degli ultimi dodici mesi in assenza di una norma transitoria e di qualsivoglia indicazione a livello di prassi.
La Corte di Giustizia “riscrive” l’Iva sul fotovoltaico
L’articolata e, per certi aspetti, anche complessa disciplina Iva della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici – che in ambito domestico è stata “definita” dall’Agenzia delle Entrate, attraverso varie circolari e risoluzioni, e quindi soltanto a livello di prassi – dovrà tenere conto, in futuro, della conclusione raggiunta dalla Corte di Giustizia nella sentenza C-219/12, di fatto destinata ad attrarre al tributo qualunque cessione al gestore della rete, a prescindere da ogni considerazione legata all’ubicazione ed alla potenza dell’installazione.
Le permute di servizi
Le operazioni di scambio, e in particolare quelle aventi ad oggetto prestazioni di servizio, sono sempre più frequenti anche in ambito comunale - a causa della crisi di liquidità che affligge non soltanto le amministrazioni locali, ma anche i vari interlocutori professionali degli enti - e presentano sovente, soprattutto sul piano tributario Iva, aspetti di problematicità connessi all’effettiva qualificazione della fattispecie come “permuta” e, in caso affermativo, all’individuazione del momento impositivo.
La revoca del rimborso Iva non è sanzionabile
La revoca di un rimborso Iva già erogato al soggetto passivo – quale conseguenza dell’effettuazione di ulteriori controlli, sempre da parte dell’Ufficio, diversi e successivi rispetto a quelli eseguiti durante la fase istruttoria che precede il riconoscimento del credito chiesto in restituzione ai sensi dell’articolo 30 del D.P.R. 633/72 – non può essere causa legittima di irrogazione delle sanzioni previste in caso di indebita detrazione del tributo. Il principio è stato enunciato dalla Commissione Provinciale di Genova.
I passaggi delle aziende comunali
La volontà delle parti di definire il trasferimento di proprietà di un coacervo di beni e di diritti qualificato, nell’atto di cessione, come un’azienda o un ramo di essa non è sufficiente a sottrarre l’operazione dal campo di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto – attraendola, al contempo, all’ambito dell’imposta di registro - giacché la valutazione sullo status in questione deve essere condotta in termini squisitamente oggettivi, attribuendo importanza decisiva al collegamento funzionale con lo svolgimento dell’attività d’impresa. Lo stabilisce la sentenza della Corte di Cassazione n. 10740/2013.
Iva o registro nelle operazioni immobiliari
La recentissima e corposa circolare n. 18/E, emanata il 29 maggio scorso con riferimento all’imposta di registro, contiene numerose precisazioni che esplicano, di riflesso, la propria validità anche ai fini dell’imposta sul valore aggiunto - in virtù del noto principio di alternatività tra le due diverse forme di prelievo – e che meritano di essere evidenziate nonostante non rappresentino novità in senso assoluto, ma, piuttosto, semplici conferme di prese di posizione già assunte in passato dalla stessa amministrazione finanziaria.
Le commissioni annullano gli accertamenti senza contraddittorio
La giurisprudenza di merito appare sempre più schierata a favore di un’interpretazione rigorosa e garantista dell’articolo 12, ultimo comma, della legge 212/2000 in tema di corretto svolgimento dell’azione di controllo e di verifica da parte degli organi dell’Amministrazione finanziaria, il cui fulcro essenziale viene individuato nell’intangibilità del diritto del contribuente di instaurare, in ogni caso, un contraddittorio preliminare all’eventuale emanazione dell’atto impositivo. Ultima in ordine di tempo a pronunciarsi sull’argomento è stata la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia.
Il trasporto in proprio escluso dal regime speciale dei viaggi
La fornitura del trasporto con mezzi propri da parte di un comune organizzatore di un viaggio turistico non rientra nel regime speciale disciplinato dall’articolo 74 ter del D.P.R. 633/72, ancorché si tratti di una prestazione oggettivamente qualificabile come “accessoria” rispetto a quelle di vitto ed alloggio e, quindi, come tale, di un servizio sostanzialmente indispensabile per la fruizione dell’intero pacchetto offerto al viaggiatore. La conclusione è tratta dalla sentenza della Corte di Giustizia nella causa C 557/11, peraltro in linea con la precedente giurisprudenza del medesimo organo comunitario.
L’errore scusabile e il ravvedimento
L’insufficiente versamento di interessi in sede di definizione del ravvedimento operoso non pregiudica l’efficacia dell’istituto premiale in quanto l’errore commesso dal contribuente – a maggior ragione se di lieve entità – può essere qualificato come “scusabile” e, come tale, non idoneo a travolgere l’intero adempimento. Con questa enunciazione di principio la CTR della Lombardia ha nuovamente “perdonato” una parziale omissione nel pagamento degli accessori, così proseguendo su una linea interpretativa sicuramente più favorevole ai contribuenti, ma, al contempo, di dubbia conformità alla giurisprudenza della Corte di Cassazione.
Aspetti e possibili criticità dell’aumento Iva al 22%
L'aumento dell’aliquota Iva ordinaria di un punto percentuale, e quindi dal 21 al 22%, che la cosiddetta “Legge di stabilità” ha previsto debba entrare in vigore - salvo ripensamenti dell’ultima ora da parte dell’Esecutivo, che peraltro appaiono improbabili, sebbene da più parti invocati - a partire da lunedì 1° luglio 2013 deve essere analizzato per tempo, in modo da consentire agli enti locali acquirenti o committenti di tentare di minimizzarne l’impatto economico, per quanto possibile.
Primi chiarimenti sulle novità della fatturazione
La circolare 12/E del 3 maggio scorso ha fornito i primi chiarimenti sulle novità della fatturazione introdotte - dal decreto legge 216/2012 e dalla legge di stabilità - a partire dall’inizio di quest’anno, in modo particolare con riferimento agli ulteriori elementi obbligatori che devono essere indicati nel corpo del documento ed alla registrazione della cosiddetta “fattura semplificata”, attualmente ammessa per importi non superiori alla soglia di cento Euro.
I comuni e la fattura elettronica
L’emanazione della circolare 12/E e l’imminente uscita sulla Gazzetta Ufficiale del provvedimento di attuazione del sistema di fatturazione elettronica verso le pubbliche amministrazioni rappresentano un’occasione per fare il punto della situazione su un tema di interesse generale, i cui futuri sviluppi appaiono destinati a mutare radicalmente le abitudini non soltanto degli enti locali, ma anche dei relativi fornitori di beni e servizi.
Il pagamento degli oneri di urbanizzazione
La cessione di un’area o di un’opera a scomputo di contributi di urbanizzazione o in esecuzione di convenzioni di lottizzazione è sempre stata una fattispecie molto diffusa nei rapporti tra comuni ed imprese edili, ma con la situazione di grave crisi in atto è diventata ormai una regola priva di eccezioni, anche perché gli enti possono beneficiare di una disposizione ad hoc che permette al titolare della concessione edificatoria di non assoggettare ad Iva il valore del bene trasferito. Diviene quindi importante analizzare la prassi emanata sull’argomento, dal momento che l’interpretazione della norma risulta particolarmente rigorosa, in parte anche in maniera discutibile.
La Cassazione ribadisce: Iva solo sulla “Tia2”
La Cassazione conferma che l’intervento del legislatore nell’annosa e delicata questione della natura della tariffa di igiene urbana prevista dal decreto 22/97 e del conseguente eventuale assoggettamento ad Iva del relativo ammontare non può produrre alcun effetto su tale entrata, e ciò anche qualora si voglia ammettere la possibilità di sovvertire, con una semplice norma, i criteri distintivi individuati dalla Corte Costituzionale nella sentenza numero 238 del 24 luglio 2009. La precisazione è contenuta, in via incidentale, all’interno della sentenza n. 8383, del 5 aprile scorso, avente ad oggetto, in realtà, la corretta determinazione della tariffa in base al regolamento comunale.
La pubblicità in cambio di servizi
La conclusione di accordi che prevedono l’effettuazione di servizi, da parte di imprese, in favore del comune – quali, ad esempio, la cura e la manutenzione di spazi ed aree verdi – dietro l’impegno, da parte di quest’ultimo, di rendere noto il nome o il marchio dell’azienda prestatrice, di regola con l’utilizzo di cartelli o di altre forme di segnalazione in cui si rivolge un ringraziamento pubblico, presentano alcuni aspetti problematici sotto il profilo dell’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto.
Fatture passive: effetti della cessione del credito
Una risposta fornita alla manifestazione Telefisco – successivamente trasfusa all’interno della circolare n. 1/2013 - a proposito della corretta applicazione del cosiddetto “regime Iva per cassa” sembra porre fine ad un dubbio che concerne le conseguenze sul differimento dell’esigibilità dell’imposta dell’eventuale cessione a terzi, da parte del fornitore dell’ente locale, del credito documentato dalla fattura emessa con fruizione della deroga concessa dal quinto comma dell’articolo 6 del D.P.R. 633/72.
L'ente locale e gli "intangibili"
Le crescenti difficoltà che caratterizzano la gestione finanziaria della maggior parte delle amministrazioni territoriali inducono a considerare ogni possibilità di sfruttamento economico dei beni di proprietà dell’ente, ivi compresi quelli cosiddetti “intangibili” in quanto non costituiti da asset materiali, ma da alcuni diritti di utilizzo, in esclusiva, di immagini o segni distintivi, primo fra tutti l’eventuale marchio comunale registrato.
Installazioni radiomobili a trattamento variabile
Il trattamento ai fini Iva dei corrispettivi riconosciuti dalle società di telefonia mobile a fronte della concessione del diritto di occupazione temporanea di un’area di proprietà comunale o di un lastrico di un edificio facente parte del patrimonio dell’ente non può essere rigidamente inquadrato in una categoria – imponibile o escluso da imposizione – in quanto l’applicazione o meno del tributo dipende dalle circostanze del caso concreto.
Acquedotti “affidati” e diritto alla detrazione
L’affidamento gratuito della rete idrica comunale determina una situazione delicata sotto il profilo fiscale, in quanto l’interruzione dell’utilizzo diretto dell’acquedotto potrebbe teoricamente pregiudicare il diritto alla detrazione rispetto agli investimenti già realizzati nonché alle eventuali spese rimaste a carico dell’ente. Il nodo risiede nella necessità di trovare il giusto equilibrio tra il principio di neutralità e quello di inerenza. Ad oggi la soluzione sembra provenire dalla risoluzione n. 104/2010, ma sono già diverse le pronunce delle commissioni tributarie che pervengono ad una conclusione opposta, segno che il parere espresso dall’Agenzia non è affatto esente da critiche.
Deduzione anche sull’acquisto “finanziato”
Uno degli equivoci più diffusi tra i responsabili degli uffici comunali preposti alla gestione dell’Iva è quello riguardante la detrazione del tributo gravante su beni acquistati con il finanziamento o contributo da parte di altri soggetti pubblici, sempreché destinati, ovviamente, ad attività a carattere commerciale ed imponibili. Non sono per nulla infrequenti, infatti, i casi nei quali l’amministrazione locale sceglie, erroneamente, di astenersi dall’esercitare il diritto alla deduzione in quanto la provvista necessaria al pagamento di tutto o parte del prezzo indicato nella fattura passiva arriva da terzi.
Il versamento dell’Iva annuale
Il 18 marzo scorso è scaduto il termine per effettuare il versamento di quanto dovuto dai soggetti passivi che vantano un’eccedenza a debito verso l’erario al termine del periodo di imposta 2012, nel cui calcolo occorre tenere conto di elementi non risultanti dalle liquidazioni periodiche, ma rimandati per legge alla redazione della dichiarazione. Per gli enti locali la “separazione” - avvenuta ormai da qualche anno - del Modello Irap dal Modello Unico ha fatto venir meno la possibilità di adempiere all’obbligo in questione beneficiando del maggior termine previsto per il pagamento delle somme indicate nella dichiarazione unificata.
Spese immobiliari detraibili con titolo giuridico
La decisione assunta dalla Cassazione nel procedimento n. 419 del 31 gennaio scorso, in tema di diritto alla detrazione dell’imposta assolta su spese di costruzione e ristrutturazione di un immobile strumentale, sembra sommessamente superare l’empasse interpretativa determinata dal confronto delle conclusioni contenute nelle sentenze 805/2011 e 2939/2006, facendo così sostanziale ritorno alla posizione assunta con la sentenza n. 1577/2007. Il tema è di grandissimo interesse per tutti i soggetti proprietari di fabbricati ad uso commerciale che non sono, da questi stessi soggetti, utilizzati nell’esercizio di una propria attività a carattere imprenditoriale – cioè diretta alla produzione di beni e servizi offerti sul mercato – ma che vengono concessi in godimento a terzi.
Iva al 10% sulla manutenzione degli impianti di riscaldamento
La revisione periodica obbligatoria degli impianti di riscaldamento, siano essi condominiali o ad uso esclusivo, installati in fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata ed il controllo delle relative emissioni costituiscono prestazioni soggette ad Iva con aliquota ridotta del 10% in quanto operazioni riconducibili nell’alveo degli interventi di manutenzione ordinaria. E’ questa la condivisibile conclusione raggiunta dall’Agenzia delle Entrate al termine della risoluzione n. 15/E del 4 marzo scorso, nella quale la stessa Amministrazione fornisce alcune “direttive” per il rimborso della maggiore imposta versata dalle imprese esecutrici dei lavori.
Le nuove forme di gestione della crisi e l’Iva
Le nuove forme di composizione della crisi da sovraindebitamento - introdotte e disciplinate dal D.L. 179/2012, in modifica della legge 3/2012 - rivolte agli imprenditori non fallibili, ai professionisti ed ai semplici consumatori, richiedono una prima riflessione sulle conseguenze di natura squisitamente fiscale, le quali si sostanziano e risolvono nella possibilità di recuperare, al verificarsi di determinate condizioni, almeno una parte dell’esposizione originaria, vale a dire l’intero importo, o una sua frazione, dell’imposta sul valore aggiunto applicata alla cessione o prestazione fatturata al debitore ammesso alla procedura.
Iva applicabile su tutti i parcheggi comunali
La gestione diretta di parcheggi comunali a pagamento, in qualunque modo organizzata ed ovunque ubicata – aree coperte o scoperte, di proprietà o meno, demaniali disponibili o indisponibili, zone blu o simili, con custodia o senza custodito, silos ecc… - costituisce sempre e comunque un’attività rilevante ai fini Iva, ancorché eventualmente esercitata con l’uso di poteri propri della pubblica autorità, quale effetto obbligato dalla corretta interpretazione fornita dalla Corte di Giustizia alle regole comunitarie che individuano la soggettività passiva degli organismi di diritto pubblico e, in modo particolare, la distorsione della concorrenza. Lo precisa l’Agenzia delle Entrate in risposta a due distinti, ma analoghi, interpelli.
Momento di esigibilità e reversali d’incasso
Un chiarimento contenuto nella circolare 1/2013 a proposito del momento di esigibilità dell’imposta in caso di pagamento non effettuato a mezzo di denaro contante rischia di mettere ulteriormente in difficoltà il consolidato comportamento degli enti locali sul versante della tempistica di annotazione dei corrispettivi – relativi alle prestazioni rese all’utenza in regime di rilevanza Iva - che vengono incassati a mezzo conti correnti bancari o postali, ovvero tramite tesoreria o, più in generale, con intervento di un soggetto formalmente terzo.
Il controllo del credito compensabile
Il modo migliore per utilizzare l’eccedenza che si genera nell’ambito della gestione dell’Iva è sicuramente quello di compensarne l’importo con i debiti di natura tributaria ovvero contributiva, entro il limite massimo annuale tuttora fissato in Euro 516.456,90, nonostante l’innalzamento disposto dal decreto anti-crisi del luglio 2009. L’efficacia di tale strumento è stata però mano a mano condizionata dall’entrata in vigore di una serie di provvedimenti che, specie nel corso degli ultimi anni, hanno sottoposto l’esercizio del diritto al rispetto di una serie di vincoli e divieti.
Deduzione possibile anche con inattività
La Corte di Cassazione conferma il principio generale stabilito dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia in tema di definizione del diritto alla detrazione in caso di inoperatività del soggetto passivo ed ammette, sebbene solo incidentalmente, il rimborso dell’imposta addebitata ad una società che non ha mai svolto l’attività programmata e che ha deliberato lo scioglimento e la messa in liquidazione in data addirittura precedente a quella di emissione della fattura passiva da cui ha avuto origine l’istanza rivolta al fisco.
Abolito anche il quadro VR
Il modello Iva annuale per il periodo di imposta 2012 contiene una novità importante legata al rimborso dell’eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione stessa, ossia l’eliminazione del quadro VR e la conseguente valenza esclusiva della scelta effettuata in sede di compilazione del quadro VX, alla quale occorre prestare, pertanto, la dovuta attenzione. L’abolizione completa un percorso normativo, teso alla semplificazione della procedura, avviato, nel corso del 2009, con l’abrogazione del modello VR.
Case galleggianti: possibile l’esenzione Iva
La nozione di affitto e di locazione di beni immobili comprende la concessione del godimento di una casa galleggiante, compresa l’area per lo stazionamento ed il pontile ad essa attigui, ove la stessa risulti immobilizzata mediante ormeggi non facilmente rimovibili fissati all’argine ed al bacino di un fiume o di un lago, occupi un’area circoscritta e identificabile delle acque e sia destinata, a termini di contratto, a non essere rimossa o spostata. Il principio è stato espresso dalla Corte di Giustizia e può interessare tutti gli enti locali ai quali sia stata affidata la competenza al rilascio delle concessioni demaniali per l’occupazione temporanea di aree fluviali o lacuali.
Cooperative: ancora cambiamenti alla tassazione Iva
La legge di stabilità per il 2013 interviene, ancora una volta nel giro di pochi anni, sulla tassazione di alcune prestazioni tipicamente commissionate dalla generalità degli enti locali – quali sono i servizi di natura assistenziale, socio-sanitaria ed educativa – ponendo le premesse per una seria revisione delle politiche di gestione di tali attività, di norma rese in regime di rilevanza tributaria agli effetti del pagamento di un corrispettivo da parte dell’utenza.
La permuta tra immobili e diritto di superficie
La sentenza della Corte di Giustizia nella causa C 549/11 affronta gli aspetti Iva connessi ad una situazione estremamente diffusa nel ramo immobiliare – quale è la costituzione di un diritto di superficie, a vantaggio di una società, in cambio di servizi di costruzione – e che riguarda anche gli enti locali proprietari di aree edificabili, ponendo peraltro in seria crisi la disciplina interna in materia di operazioni permutative.
Le novità della “fattura elettronica”
Con il recepimento nel corpo del D.P.R. 633/72 delle disposizioni di semplificazione dell’utilizzo della cosiddetta “fattura elettronica” contenute nella direttiva 2010/45/UE, il percorso di avvicinamento del documento digitale/informatico a quello cartaceo può dirsi definitivamente compiuto, stante la sostanziale equiparazione tra le due forme di fatturazione ricavabile dall’impianto normativo vigente dal 1° gennaio 2013. Peraltro esiste anche una “sovrapposizione” legislativa che riguarda, in particolare, proprio le pubbliche amministrazioni, e che può essere fonte di qualche equivoco.
Accertamento: la giurisprudenza sul “raddoppio”
Con lo spirare del 31 dicembre di ciascun anno è normale, per tutti i contribuenti, voltare lo sguardo al passato allo scopo di individuare il periodo di imposta per il quale l’Amministrazione finanziaria è decaduta dal potere di accertamento. Nello svolgere questo tipo di attività ricognitoria, tuttavia, i soggetti passivi devono tenere conto dell’attuale vigenza delle disposizioni introdotte dai commi 24 e 25 dell’articolo 37 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223 e, soprattutto, dell’interpretazione che di esse è stata data dalla Corte Costituzionale. Allo stato, pertanto, l’unica vera novità nel panorama dello specifico problema è rappresentata dalle varie pronunce di merito intervenute sino ad oggi.
La “fattura semplificata” e le altre novità documentali
L’inizio del nuovo anno è coinciso con l’entrata in vigore di numerose novità in tema di fatturazione, quale conseguenza della sostituzione dei primi sei commi dell’articolo 21 e dell’inserimento di un nuovo articolo – il 21 bis del D.P.R. 633/72, espressamente dedicato alla cosiddetta “fattura semplificata” - ad opera del D.L. 216/2012, vale a dire del provvedimento di recepimento della direttiva comunitaria 45/2010.