Source: http://www.corecomlombardia.it/opencms/download/pdf/deliberazioni/Deliberazione_n_13_2017.html
Timestamp: 2019-04-18 23:15:59+00:00
Document Index: 184047862

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 14', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 11']

ATTI 1.21.1. – 2015/1914/GU14
Deliberazione n. 13 del 27 marzo 2017
VISTA l’istanza presentata in data 31/03/2015 con cui l'utente XXX, titolare della …omissis… ha chiesto l’intervento del Co.Re.Com. Lombardia per la definizione della controversia in essere con l’operatore H3G s.p.a., ai sensi degli artt. 14 e ss. del Regolamento;
L'istante ha chiesto la definizione della controversia in essere con l’operatore H3G S.p.a. (d’ora in avanti “H3G”), ai sensi degli art. 14 e ss. del Regolamento, in relazione a servizi di rete mobile.
Nell’istanza introduttiva del procedimento, l'istante, sig. XXX, titolare della …omissis… ha dichiarato quanto segue:
di avere aderito a un’offerta commerciale presentata da H3G e avente ad oggetto servizi di telefonia mobile;
di essere stato costretto a recedere anticipatamente dal contratto a causa della scarsa copertura del segnale presso la propria abitazione e presso la propria sede lavorativa;
di avere ricevuto rassicurazioni dall’operatore del call-center di H3G circa il fatto che non gli sarebbero state addebitate penali per recesso anticipato;
che il telefono fornito da H3G ha evidenziato da subito gravissimi vizi, tali da renderlo inutilizzabile.
storno della posizione debitoria ammontante a circa € 700,00;
riconoscimento di un equo indennizzo, valutato in € 100,00.
preliminarmente si eccepisce l’inammissibilità e/o improcedibilità ex art. 14, comma I Delibera 173/07/CONS della contestazione relativa al mancato funzionamento del terminale in quanto non sottoposta al preventivo tentativo di conciliazione;
In merito alla contestata mancanza di segnale presso l’abitazione e presso la sede lavorativa del sig XXX, si rileva come l'assenza e/o la precarietà del segnale radiomobile non impedisca la completa e totale fruizione dei servizi voce ed sms grazie al “roaming GSM”, ossia grazie all'appoggio dell'utenza H3G sulle frequenza di altri Operatori di telefonia mobile.
Sia nel comune di XXX (BS) – ove risiede l’istante - sia nel comune di XXX(BS) - in cui ha sede l’impresa individuale - la rete “3” è disponibile ed è possibile, <<(...) navigare in Internet grazie alla Rete veloce fino a 42 mega>>. Inoltre, nel comune di XXX (BS) è altresì <<(...) attivo il servizio Dati 4G LTE con velocità fino a 100 mega. Se non presente la copertura 4G LTE, è possibile navigare con la Rete veloce fino a 42 mega di “3”>>. Si evidenzia che per “copertura” deve intendersi quella definita all'art. 8 della Delibera n. 2/01/CONS ("Licenza individuale per il servizio di comunicazioni mobili pubblico di terza generazione UMTS”) e che, nel rispetto della citata normativa, H3G S.p.A. indica sul proprio sito, tramite una mappa geografica, le zone che possono dirsi coperte dal proprio segnale. E’ a tutti noto, infatti, che gli Operatori di telefonia mobile non possono assicurare la cosiddetta “copertura indoor”, ovvero la piena e totale copertura di rete all’interno degli stabili, stante l’innumerevole quantità di fattori capaci di interferire all’interno degli immobili con il segnale telefonico (es. i materiali edili, gli elementi strutturali).
Non sono mai pervenuti al Gestore reclami aventi ad oggetto la problematica relativa alla copertura da parte del sig. XXX prima del deposito dell’istanza di conciliazione. La portabilità presso altro gestore del numero oggetto di contestazione non pare dunque dipesa da alcun inadempimento di H3G S.p.A. ma da una mera scelta discrezionale dell'utente.
Inoltre, si evidenzia che il rapporto contrattuale relativo all'utenza in contestazione si è protratto dal 30.09.2010 al 04.03.2013 e l'istante ha deciso di attivare nell'aprile 2012 altre due utenze (+39 XXX e +39 XXX), senza lamentare alcunché in merito a presunti disservizi di rete.
Tutti i corrispettivi richiesti all'istante sono legittimi e, dunque, dovuti, in quanto connessi con la risoluzione anticipata del contratto per volontà esclusiva dell’istante. Gli importi portati dalla Fattura n. 1389019742 di Euro 243,03 sono riconducibili alla scelta di interrompere, prima della scadenza naturale del vincolo contrattuale fissata in trenta mesi, il contratto ex art. 11.2 Regolamento di Servizio Vendita a Rate PRO, secondo cui, in caso di risoluzione del contratto, il Cliente si obbliga al pagamento di un corrispettivo, di importo diverso, a seconda dello sconto mensile praticato sul canone mensile e del numero delle rate mensili previste per l'acquisto del terminale.
La Fattura n. 1388014940 di Euro 261,32 risulta dovuta ex art. 11.2 Regolamento di Servizio Vendita a Rate PRO, secondo cui, in caso di risoluzione del contratto, il Cliente “sarà soggetto al versamento in un’unica soluzione delle rate residue, e non ancora corrisposte, relative all’acquisto del Terminale”;
La Fattura n. 1375006770 di Euro 36,84, insoluta per la residua somma di Euro 23,93, è inerente i costi e i consumi generati nel mese di febbraio 2013
In base a tali premesse, H3G conclude richiedendo il rigetto richieste avanzate dal cliente.
In via preliminare, si osserva che l’istanza, in linea generale, soddisfa i requisiti di ammissibilità e procedibilità previsti dall’art. 14 Regolamento.
Sempre preliminarmente si ritiene debba essere accolta l’eccezione formulata da H3G in merito all’inammissibilità della contestazione relativa al mancato funzionamento del terminale fornito dall’operatore. Invero, dalla documentazione acquisita agli atti (modello UG) tale contestazione, non risulta essere stata sottoposta a preventivo tentativo di conciliazione, in violazione di quanto previsto dall’art. 14 del Regolamento di cui alla Del. 173/07/CONS e dell’art. III.1.2 delle c.d Linee Guida in materia di risoluzione delle controversie tra utenti ed operatori di comunicazioni elettroniche approvate con Del. 276/13/CONS.
In merito alla richiesta di indennizzo per mancanza di copertura di rete all’interno dell’abitazione e del posto di lavoro
L’utente ha lamentato l’assenza di copertura della rete “3” solo all’interno della propria abitazione e del luogo di lavoro: dunque né all’esterno di tali locali, né in altre zone della città di residenza o all’interno di altri edifici.
Se è indubbio che una simile situazione possa avere arrecato disagi all’utente, è altresì vero che la stessa non possa essere ricondotta a una condotta inadempiente dell’operatore. E’ noto, infatti, come tutti gli operatori misurino la copertura di rete in termini di percentuale di popolazione coperta outdoor, non potendo garantire la presenza di segnale all’interno degli edifici proprio a causa della possibile presenza di barriere che impediscono la penetrazione delle frequenze (del resto la telefonia mobile nasce per garantire servizi telefonici “in mobilità”, consentendo a chi ne usufruisce di essere reperibile in movimento, in diversi luoghi geografici: in questo si differenzia dalla telefonia fissa, che intende assicurare la fruizione dei servizi di telefonia presso l’immobile in cui viene introdotta).
Chiarito ciò in merito alla c.d. copertura di rete, va evidenziato che la condotta di H3G è risultata conforme a quanto contrattualmente pattuito.
In base all’art. 4.2 delle Condizioni generali di abbonamento – conosciute o conoscibili dall’utente – “3” fornisce i Servizi UMTS, «secondo i propri standard tecnici, nelle aree coperte dalla propria rete, nonché in quelle coperte dalle reti degli operatori nazionali GSM e/o GPRS con i quali abbia concluso accordi di Roaming nazionale e degli operatori esteri GSM e/o PCS e/o GPRS e/o UMTS con i quali abbia concluso accordi di Roaming internazionale, nei limiti della loro operatività, nel rispetto delle prescrizioni, legislative ed amministrative, vigenti in materia». H3G, dunque, si impegna ad offrire i propri servizi nelle aree coperte dalla propria rete e prevede, nei casi di carenza di tale copertura, il c.d. “roaming GSM”, ossia l’appoggio dell’utenza H3G sulle frequenze di altri gestori di telefonia mobile.
Ora: l’operatore H3G indica sul proprio sito la “mappa” della copertura di rete “3”, in ottemperanza a quanto prescritto dall’Agcom e dal citato art. 4.2 delle Condizioni generali di abbonamento e in base a tale mappa, la zona in cui sono collocate tanto l’abitazione quanto il luogo di lavoro del sig. XXX risultano coperte dalla rete “3”. Ciò viene indirettamente confermato sia dal fatto che la contestazione dell’utente non è genericamente riferita alla mancanza di copertura di rete, ma, giova ribadirlo, solo ed esclusivamente alla carenza di segnale all’interno di specifici edifici, sia dal fatto che, come precisato da H3G e non contestato dall’istante, l’utente ha fruito dei servizi di H3G dal 2010 al 2013 e non ha mai sporto alcun reclamo in merito alle difficoltà di fruizione dei servizi di telefonia in mobilità offerti da H3G. Non solo: nell'aprile 2012 l'istante ha deciso di attivare altre due utenze (+39 XXX e +39 XXX), senza lamentare alcunché in merito a presunti disservizi di rete.
Alla luce di quanto sin qui esposto, non può dunque essere accolta la richiesta di indennizzo formulata dalla parte istante.
In merito alla richiesta di storno degli importi insoluti
Anche tale richiesta non merita accoglimento. Invero, va preliminarmente sottolineato ancora una volta che non vi è agli atti alcun reclamo nel quale il sig. XXX risulti avere portato a conoscenza l’operatore degli asseriti disagi, per consentire allo stesso operatore di adottare tutte le misure necessarie a risolvere il presunto disservizio.
La decisione di recedere unilateralmente dal contratto giunge dunque all’operatore come il frutto di una libera scelta dell’utente, non determinata da una lamentata impossibilità/difficoltà di fruizione dei servizi. Inoltre, in base a quanto acclarato al punto che precede in merito alla legittimità e correttezza della condotta dell’operatore, e alla non imputabilità allo stesso degli eventuali disservizi patiti dall’utente all’interno di alcuni edifici, il recesso dal contratto non può essere ricondotto ad un inadempimento, totale o parziale, dell’operatore. Ne consegue la legittimità della fatturazione emessa a chiusura del rapporto contrattuale, atteso che, come chiarito e documentalmente provato dalla parte resistente, gli importi esposti nelle fatture n. 1389019742 di Euro 243,03 e n. 1388014940 di Euro 261,32 sono riconducibili, rispettivamente, ad un riallineamento delle migliori condizioni tariffarie fruite dal Cliente con l’adesione alla promozione commerciale denominata “Vendita Rate PRO” (in base alla quale l’utente ha comunque beneficiato e goduto di sconti sul canone, ossia di condizioni tariffarie più favorevoli rispetto al piano tariffario base), e al pagamento delle rate residue del terminale acquistati, ex art. 11.2 Regolamento di Servizio Vendita a Rate PRO, secondo cui, in caso di risoluzione del contratto, il Cliente “sarà soggetto al versamento in un’unica soluzione delle rate residue, e non ancora corrisposte, relative all’acquisto del Terminale”.
Sulla base di tutto quanto evidenziato si qui, si rigetta la richiesta di storno dell’insoluto formulata dall’utente.
Il rigetto dell'istanza presentata dal sig. XXX, titolare della …omissis…, nei confronti della società H3G S.p.a. per le motivazioni di cui in premessa;