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Timestamp: 2019-09-22 19:10:47+00:00
Document Index: 57435738

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 2', 'sentenza ', 'art. 644', 'art 3', 'art. 2943']

settembre | 2010 | Il Rovescio del Diritto
LA COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO RIENTRA NEL TASSO GLOBALE ANTIUSURA. PARTONO LE AZIONI LEGALI.
La Corte di Cassazione penale individua la Commissione di Massimo Scoperto come elemento rilevante al fine della determinazione del tasso di usura bancaria. La sentenza n. 12028 depositata il 26 marzo ha infatti interpretato in modo estensivo quanto disposto dall’articolo 644 del codice penale, norma che impone come determinanti “tutti gli oneri che un utente sopporti in connessione con un suo uso del credito”.
La CMS, legata all’erogazione del credito e determinata dall’utilizzo dello scoperto di conto corrente, diviene quindi fondamentale soprattutto per i clienti che si sono visti addebitare tassi ai confini della soglia di usura; ora sanno di poter non escludere la suddetta CMS dal calcolo.
Si apre la strada a nuove azioni legali; a tal proposito è opportuno ricordare che le istruzioni diramate dalla Banca d’Italia, relative ai tassi effettivi globali medi prevedono, oltre alla commissione di massimo scoperto, gli oneri per la messa a disposizione dei fondi, le penali e gli oneri applicati nel caso di passaggio a debito di conti non affidati.
Grazie alla sentenza della Corte di Cassazione la Commissione di Massimo Scoperto (precedentemente considerata un interesse in senso tecnico calcolato ed espresso in termini percentuali) è oggi posta in relazione come onere allo “scoperto del conto corrente”, offrendo la concreta possibilità per il correntista usurato non solo di recuperare i tassi pagati e non dovuti ma, inoltre, di richiedere ed ottenere un risarcimento dei danni morali per aver subito le conseguenze del reato penale.
NOI AVEVAMO RAGIONE !!!
La Cassazione penale con la sentenza n. 12028/10, nella camera di consiglio del 19/02/2010, ha finalmente affrontato e risolto la difformità tra il dettato legislativo in tema di verifica della usurari età dei tassi di interesse ai sensi dell’art 2 legge 108/96 e la procedura amministrativa di rilevazione del tasso effettivo globale medio in applicazione delle Istruzioni della Banca d’Italia. In particolare, il riferimento è alla commissione di massimo scoperto che la legge anti usura vuole che sia inserita nel calcolo del costo del finanziamento e che le istruzioni della banca d’Italia (fino all’entrata in vigore della legge 2.del2009) hanno escluso e rilevato a parte edulcorando i risultati sulla usurarietà dei tassi applicati dalle banche ai rapporti di finanziamento.
La Suprema Corte con questa innovativa sentenza, prende atto: “della legittime perplessità in ordine alla conformità al dettato legislativo del metodo di rilevazione adottato dalla Banca D’Italia(e fatto proprio dal Ministro competente)nella parte in cui esclude la CMS dal calcolo del TEG.”. Prende coscienza che tali perplessità sono emerse dinanzi ai giudici di merito ma il problema, afferma: “non è mai stato compiutamente esaminato da questa Corte”.
Finalmente, la Corte ha voluto emanare una sentenza di interpretazione autentica dell’art. 644 c.p puntualizzando cosa rientra nel calcolo degli oneri connessi alla erogazione del credito, correggendo una prassi amministrativa difforme.
Finalmente la Corte di legittimità ha ribadito e fortificato (ove ve ne fosse stato bisogno) il dettato legislativo:della 108/96: la Commissione di massimo scoperto DEVE essere ricompresa nella determinazione del tasso effettivo globale(costo del finanziamento per l’utilizzatore)praticato dall’intermediario finanziario nei confronti dell’utilizzatore.
Non solo ma anche: “gli oneri per la messa a disposizione fondi, le penali e gli oneri applicati nel caso di passaggio a debito di conti non affidati o negli sconfinamenti sui conti correnti affidati rispetto al fido accordato”, entrano a far parte dell’indicatore del costo del credito ai fini della verifica della usurarietà del tasso di interesse praticato.
Avevamo ragione e ce lo hanno riconosciuto!
Avv. Gaia D’Elia-Comitas Roma
Per ulteriori informazioni: info@studiolegaleorlando.net
19 settembre 2010 3 commenti
Il documento dei veltroniani, sullo stato del PD e sulle prospettive del centrosinistra, non va interpretato come una guerra tra bande all’interno del partito democratico. Si tratta piuttosto dell’ultimo rantolo di uno dei mentecatti che da un ventennio si sono accampati sul terreno della politica italiana. I più attenti ai rapporti tra cordate di potere all’interno del PD registrano, dopo il documento dei veltroniani, lo stato dei nuovi rapporti tra i personaggi più influenti del maggior partito di centrosinistra. Operazione completamente inutile, dal punto di vista storico come da quello che riguarda il presente. Dal punto di vista storico perchè il PD nel futuro sarà guardato per quello che è, un’operazione politica minore senza sostanza e prospettiva; dal punto di vista del presente perchè il baricentro della politica italiana è oggi ben lontano dalle sedi (e dalle menti) della corrente veltroniana.
In sostanza qual’è il significato del documento dei veltroniani che agita il PD? Un punto, rispetto ad altri più tattici e negoziabili, sembra caratterizzare la visione del futuro del sistema politico italiano da parte di Veltroni. Quello della difesa del sistema elettorale maggioritario a sostegno di un decisionismo istituzionale e politico di stampo ultraliberista. Il fatto che il documento sia stato firmato da Ichino, e da qualche altro falco pro-Marchionne, è uno degli elementi decisivi per la comprensione di questo documento. Veltroni punta a mantenere vivo il mito del sistema che “decide”, identificato con il maggioritario, per dare espressione a quello che di prassi viene chiamato il “coraggio necessario”. A disintegrare il resto del welfare, dei diritti collettivi, dei contratti di lavoro, destrutturando il sistema pensionistico fino alla soluzione finale. Sempre in nome della “crescita” e del “futuro dei giovani” si intende.
Non a caso la genesi del documento veltroniano si è accompagnata ad un attacco al Prc, e alle ipotesi di accordo di quel partito con il PD. Nel delirio veltroniano l’attacco ai “comunisti” significa ribadire la natura liberista e di destra, interpretazione autentica della “vocazione maggioritaria del PD”, del centrosinistra. Che, una volta caduto Berlusconi, dovrebbe procedere come Blair dopo la fine del governo conservatore. Un liberismo che succede ad un altro, senza soluzione di continuità.
Il fatto che questo processo politico oggi ha portato la Gran Bretagna all’orlo del disastro economico e sociale è qualcosa su cui i tanti “esperti” italiani del laburismo inglese preferiscono soprassedere. E’ da documenti come questo che si comprende, in prospettiva storica, l’anima reazionaria e di destra del veltronismo. Anima rivestita di un dispositivo spettacolare sorridente, dialogante e di centrosinistra. Dispositivo efficace per prendere voti che sono stati spesi per una politica degna della famiglia Le Pen. Perchè fuori dal raggio d’azione del telecomando, e delle telecamere dove si erogano sorrisi, il veltronismo ha sempre rivelato un’anima nera da destra italiana. Chi ricorda le pressioni per l’approvazione della legge Treu, quella che ha fatto nascere il precariato in Italia, da parte del vicepresidente del consiglio Veltroni? Chi ricorda che il bombardamento della popolazione jugoslava del 1999, con il centrosinistra al governo, trovò un convinto avvocato nel segretario dell’allora Pds Veltroni? Chi ricorda il nuovo grande sacco della speculazione immobiliare romana con il sindaco Veltroni? Chi ricorda la richiesta di Veltroni di cacciata dei rumeni da Roma perchè UNO di loro, proprio secondo una logica da Le Pen, aveva stuprato una donna? Chi ricorda le frasi su Mediaset “patrimonio del paese”?
E’ bene ricordare tutto questo perchè la destra reazionaria di Veltroni cerca di rialzare la testa. Secondo un progetto politico tipico dei mentecatti. Ovvero quello di ripetere a memoria il frasario della fase politica appena trascorsa senza capire che una stagione è finita. Senza capire che le dinamiche centrifughe del sistema politico italiano sono destinate, come classicamente accade, a disintegrare i residui delle stagioni precedenti. E nella parte del residuo Veltroni si trova benissimo, duellando con un altra coppia di esponenti di destra (Bersani e D’Alema) in un cupio dissolvi all’insegna della più scatenata mediocrità politica.
C’è solo da auspicare che Veltroni incontri, prima o poi, il tipo di giustizia popolare più adatta al giudizio sulle nefandezze che da decenni ha rifilato a questo paese.
Per Senza Soste, Bill Shankly. 17 settembre 2010
Pubblico gli ultimi quesiti postati, ai quali per l’esemplare semplicità, è stata data risposta a titolo gratuito. Chi fosse interessato ad un consulto professionale può usare l’apposita rubrica avendo cura di indicare gli estremi anagrafici onde essere ricontattato. Per il pagamento clicca qui
1) Ma le spese per opposizioni a sanzioni amministrative(contributo unificato)non sono da considerare incostituzionali,dato che per le multe e previsto in a maniera alternativa il ricorso al prefetto gratuito?non c e violazione dell art 3 e 24 costituzione?
2) L’Inps mi chiede (agosto 2010) – in qualità di erede di Alò Cataldo decededuto il 22 settembre 2009 – la restituzione di una somma per “conguaglio negativo per ritenute erariali su pensione” (non meglio precisate) riferite al periodo “dal 01/01/1999 al 31/12/1999″. Precisa, altresì, che con questa comunicazione si intende interrotto qualsiaqsi termine prescrizionale (ex art. 2943 CC).
3) piccolo quesito mi viene notificato, nel 2005, un avviso di pagamento da parte dell’agenzia delle dogane per imposte non pagate relative al 1993. Rimango inerte e nel 2010 ho ricevuto cartella esattoriale che non ho impugnato. Adesso mi è stato pignorato lo stipendio. Con quale strumento processuale, posto che i termini per il ricorso alla commissione tributaria è scaduto, per far valere la prescrizione del credito erariale?
4) buona sera avvocato,
5) buongiorno, ho chiesto l e/c a equitalia e mi trovo delle cartelle pendenti ventennali (1988) e alcune decennali di aziende cessate da tempo memorabile, la data di notifica riportata e’ del 1991 (inps) e 2004 (tributi comunali) 2005 (inail).
6) puo indicare la data di prescrizione dei tributi INAIL o non sono soggetti alla prescrizione . grazie