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Timestamp: 2018-04-22 10:57:29+00:00
Document Index: 48356904

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 34', 'art. 63', 'art 22', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 24', 'art. 54', 'art. 26', 'art. 45', 'art.9', 'art.7', 'art. 30', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 57', 'art. 33', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 38', 'art. 59', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 49', 'art. 53', 'art. 59', 'art. 54', 'art. 59', 'art. 19']

ACCORDO INTEGRATIVO REGIONALE PER LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI CON I MEDICI DI MEDICINA GENERALE - PDF
ACCORDO INTEGRATIVO REGIONALE PER LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI CON I MEDICI DI MEDICINA GENERALE
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Angelica Volpe
1 REGIONE BASILICATA ACCORDO INTEGRATIVO REGIONALE PER LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI CON I MEDICI DI MEDICINA GENERALE AI SENSI DELL ACCORDO COLLETTIVO NAZIONALE E PER GLI EFFETTI DELL ART. 8, COMMA 1, DEL D.LGS. N. 502 DEL 1992 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI E INTEGRAZIONI 1
2 PREMESSA L Accordo Collettivo Nazionale della medicina generale reso esecutivo in data 23 marzo 2005 pone le basi per avviare un processo di forte innovazione dell assetto organizzativo della medicina generale nel territorio così come delineato nel P.S.N e condiviso dalle Regioni nell intesa Stato Regioni del Si impone, pertanto, la necessità di una reinterpretazione del rapporto territorioospedale, potenziando e riorganizzando l offerta di prestazioni sul territorio, riservando l assistenza ospedaliera sempre più alle patologie acute, modificando il tradizionale sistema di offerta sanitaria fondata prioritariamente sull ospedale a favore del territorio che deve caratterizzarsi come soggetto attivo che intercetta il bisogno sanitario e si fa carico in modo unitario e continuativo delle necessità sanitarie e socio-assistenziali dei cittadini. Inoltre il contesto economico-finanziario del S.S. richiede che le scelte di politica sanitaria siano incentrate sulle valutazioni di appropriatezza nell utilizzo delle risorse con riguardo sia all appropriatezza dei ricoveri ospedalieri che alla appropriatezza delle prescrizioni farmaceutiche con lo scopo di razionalizzare la spesa nel rispetto dei LEA. Nell ambito del Servizio Sanitario Regionale l Accordo Integrativo Regionale in applicazione del D.P.R. 270/00 approvato con DGR n. 1640/01 e ss.mm. aveva come obiettivo il riequilibrio a livello di risorse tra il macrolivello ospedaliero e quello territoriale con una precisa scelta di maggiore investimento sulla medicina territoriale. La Regione si pone in una prospettiva di continuità e di consolidamento del processo di programmazione e gestione nella medicina convenzionale avviato con l AIR L accordo regionale recepisce ed integra gli obiettivi e le linee programmatiche definite dall ACN del in particolare, così come di seguito riportato: Perseguimento dell appropriatezza delle cure e dell uso delle risorse da condividere con il comparto medico ospedaliero e specialistico ambulatoriale attraverso l individuazione di percorsi assistenziali integrati nell ottica dell assistenza globale alla persona. Potenziamento della medicina sul territorio intesa quale sistema in grado di intercettare direttamente la domanda di salute del cittadino e di assicurare interventi appropriati ed efficaci anche attraverso l ottimizzazione degli istituti già operativi (es. disponibilità telefonica). Organizzazione capillare dei medici sul territorio per garantire la continuità dell assistenza (h24). Individuazione di forme di integrazione tra la Continuità Assistenziale e Medicina di Base. Coinvolgimento del medico sul territorio nelle attività di prevenzione individuate dalla programmazione regionale e aziendale. Attività di promozione della nascita delle Utap quale strutture in cui sperimentare la realizzazione della continuità dell assistenza tra servizi territoriali e tra questi e l ospedale. 2
3 Rivisitazione delle forme associative per poter valorizzare i modelli organizzativi che di più assolvono alla funzione di migliore accessibilità ai servizi e migliore presa in carico del paziente. Definizione di un modello di formazione coerente con gli obiettivi di integrazione territorio-ospedale. Adeguamento software ai fini dell erogazione dell indennità informatica e compatibilità per connessione in rete Medici di Assistenza Primaria e di Continuità Assistenza. Definizione accordo per l accesso alla indennità ai sensi dell art. 1 comma 277 della L. 266/05. Attivazione programmi per il governo clinico e adozione di un sistema premiante correlato al raggiungimento degli obiettivi secondo percentuali di raggiungimento del risultato. Organizzazione a regime dell emergenza sanitaria territoriale, nelle more dell attivazione di quanto previsto dall art. 17 comma 2 L.R. 5/05. 3
4 CAPO I PRINCIPI GENERALI Art. 1 - Campo di applicazione (Art. 13 ACN del 23 marzo 2005) L accordo regionale di cui all art. 8 del D.L.vo n. 502/92 e successive modificazioni ed integrazioni realizza livelli assistenziali aggiuntivi previsti dalla programmazione regionale, rispetto all Accordo Collettivo Nazionale e coerenti con i livelli essenziali ed uniformi di assistenza. Il presente accordo regola il rapporto esistente fra le Azienda Sanitarie Locali della Regione Basilicata e i medici di medicina generale in esse operanti per lo svolgimento dei compiti relativi a: a. Assistenza Primaria b. Continuità Assistenziale c. Emergenza Sanitaria Territoriale d. Medicina dei Servizi Art. 2 Graduatoria Regionale (Art. 15 ACN del 23 marzo DGR n 134 del 06/02/06) Fermo restando quanto disciplinato dall ACN del 23 marzo 2005 in materia di graduatoria, è prevista la formulazione di una graduatoria unica regionale per tutte le attività disciplinate dal predetto Accordo. Art. 3 Titoli per la formazione delle graduatorie (Art. 16 ACN del 23 marzo 2005) Per il conferimento degli incarichi di assistenza primaria e di continuità assistenziale rilevati, secondo le procedure di cui all Accordo Collettivo Nazionale, la Regione fatto salvo il disposto di cui all art. 34, comma 2, lettera a), e dell art. 63, comma 2, lettera a), riserva nel proprio ambito per gli incarichi rilevati a partire dall anno 2006: a) una percentuale dell 60% per i medici in possesso dell attestato di formazione in medicina generale. b) una percentuale del 40% a favore dei medici in possesso di titolo equipollente. Art. 4 Formazione continua (Art. 20 ACN del 23 marzo 2005) Le parti concordano di rinviare la disciplina sulla formazione continua all imminente attivazione del Sistema Regionale di Educazione Continua. Art. 5 Diritti sindacali (Art. 21 ACN del 23 marzo 2005) 1. Ai medici componenti di parte medica convenzionati presenti nel Comitato Regionale dalla data di pubblicazione del presente accordo, spetta una indennità sostitutiva del rimborso per spese di viaggio e di sostituzione omnicomprensiva di 130. L indennità viene corrisposta dall Azienda di iscrizione del medico previa certificazione attestante la partecipazione a ciascuna seduta inviata dalla Regione alle singole Aziende e/o mediante presentazione, da parte del medico interessato, di apposito attestato rilasciato a termine della riunione stessa. 4
5 2. Ai medici componenti di parte medica convenzionati presenti nel Comitato Aziendale dalla data di pubblicazione del presente accordo, spetta una indennità sostitutiva del rimborso per spese di viaggio e di sostituzione omnicomprensiva di Ai medici componenti di parte medica convenzionati presenti nell Ufficio di Coordinamento distrettuale e nelle Commissioni Regionali e Aziendali istituite per le problematiche relative al Governo Clinico spettano le stesse indennità previste per la partecipazione al Comitato Aziendale. Art. 6 Rappresentatività sindacale (Art. 22 ACN del 23 marzo 2005) 1. La consistenza associativa su base regionale ed aziendale di tutte le organizzazioni sindacali, rilevate ai sensi del comma 2 dell art 22 dell ACN del 23 marzo 2005, deve essere trasmessa entro il 28 febbraio anche alle Segreterie Regionali delle organizzazioni sindacali interessate. 2. Le organizzazioni sindacali firmatarie dell ACN, in possesso dei requisiti di rappresentatività cui al comma 6 art. 22 dell ACN del 23 marzo 2005 a livello nazionale, sono legittimate alla trattativa e alla stipula dell Accordo Regionale. 3. Gli Accordi Aziendali sono stipulati dalle organizzazioni sindacali firmatarie dell Accordo Regionale. Art. 7 - Comitato aziendale (Art. 23 ACN del 23 marzo 2005) A livello aziendale è costituito un comitato aziendale permanente composto da rappresentanti dell Azienda e Rappresentanti delle organizzazioni sindacali firmatarie dell accordo regionale. Nella composizione del comitato aziendale il numero di rappresentanti per singola organizzazione sindacale viene individuato in 1 rappresentante per ciascuna frazione di 0-20 iscritti, per un max di tre rappresentanti per sigla. Il Comitato Aziendale viene di norma convocato ogni sessanta giorni mediante lettera AR spedita almeno 10 giorni prima (in via eccezionale ed urgente anche per fax) comprendente l ordine del giorno; copia della lettera di convocazione viene inviata anche alla Segreteria Provinciale delle OO.SS. presenti nel Comitato. In caso di protratte non convocazioni del Comitato, lo stesso viene convocato entro 15 giorni su richiesta di una o più OO.SS. Art. 8 - Osservatorio consultivo permanente Il Comitato Regionale, oltre ai compiti previsti dall art. 24 dell ACN del 23 marzo 2005, assume anche il ruolo di osservatorio permanente su eventuali problemi che dovessero insorgere nella fase di applicazione del presente accordo e provvede al monitoraggio dei risultati raggiunti al fine di migliorare l assetto funzionale della medicina generale. Art. 9 - Programmazione e monitoraggio delle attività (Art. 25 ACN del 23 marzo 2005) 1. Ad integrazione di quanto previsto dal comma 2 dell art. 25 dell ACN del 23 marzo 2005, in ogni Azienda viene istituito il Fondo aziendale per l assistenza primaria, al fine di promuovere l attuazione degli obiettivi di salute fissati dalla programmazione sociosanitaria regionale da conseguire attraverso l applicazione, in sede aziendale, degli indirizzi dell Accordo regionale. Il fondo, alimentato così come definito dal comma 6 lettera B dell art. 24 del presente accordo, è costituito da: 1.1 Risorse certe e definite, pari ad un compenso forfetario annuo per assistito in carico ai medici di assistenza primaria costituite da 3,08 annue ad assistite. 5
6 1.2 Risorse derivanti dai processi aziendali conseguenti alla razionalizzazione realizzati nei singoli distretti su specifici indicatori concordati fra Azienda e OO.SS. 1.3 Criteri d assegnazione del Fondo: a. Le risorse certe e definite vengono assegnate ai medici di assistenza primaria trattandosi di un incentivo economico finalizzato a produrre la motivazione ed ad acquisire il consenso indispensabili per aderire al Patto tra il Distretto e i medici stessi. b. I contenuti del Patto, di durata annuale e rinnovabile, vengono definiti dall Azienda attraverso il Comitato aziendale entro 90 giorni dalla pubblicazione del presente Accordo. c. Nel caso in cui l Azienda non definisca i contenuti del Patto entro il termine stabilito, l incentivo economico viene comunque corrisposto ai medici di assistenza primaria. d. L adesione al Patto da parte dei singoli medici e dei rappresentanti delle forme associative mediche compreso le Equipe di assistenza medica territoriale costituisce elemento fondamentale per il diritto al compenso. e. Il Patto deve prevedere indicatori di risultato concordati contestualmente per verificare, dopo un anno di attività, il livello di conseguimento degli obiettivi prefissati, che devono essere praticabili e raggiungibili. f. Il compenso di cui al precedente punto 1.1 viene erogato ai singoli medici di medicina generale nella misura del: 40% per l adesione al Patto frazionabile mensilmente. 60% per il raggiungimento degli obiettivi ottimali stabiliti. La quota variabile al raggiungimento degli obiettivi viene corrisposto ai medici aventi diritto entro il 31 marzo dell anno successivo. Le risorse disponibili e non impiegate vanno ad incrementare il Fondo Aziendale per l assistenza primaria disponibile per l anno successivo. 1.4 Aree prioritarie di intervento per la medicina generale: a. Prevenzione primaria e secondaria. Il pacchetto di attività preventive affidato ai MMG viene definito in ciascuna Azienda in linea con il Piano Regionale della Prevenzione. A titolo esemplificativo si segnalano: a.1. Interventi di profilassi vaccinale mirati sulla popolazione adulta. a.2. Campagne di screening oncologico. a. 3. Sorveglianza e prevenzione degli incidenti stradali, domestici e sugli ambienti di lavoro. a.4. Interventi di supporto a campagne regionali od aziendale sugli stili di vita. a. 5. Sorveglianza sulle malattie cardiovascolari (utilizzo della carta del rischio cardiovascolare). b. Percorsi diagnostico-assistenziali riguardanti patologie sociali: - la Regione Basilicata ha tra i Suoi interessi primari l adozione di linee guida condivise e concordate per patologie di particolare rilevanza. E auspicabile che oltre ai progetti Diabete Mellito ed Ipertensione arteriosa a livello Aziendale vengano definiti ed avviati processi assistenziali riguardanti altre patologie sociali, come: malattie broncopolmonari; malattie cardiovascolari; malattie gastrointestinali; malattie osteoarticolari; malattie psichiatriche. c. Programmi-progetti tesi all abbattimento dei tempi d attesa. d. Programmi di attività e livelli di spesa programmati (budget). 6
7 1.5 A livello di singole aziende vengono concordate con le OO.SS. massimo 3 aree di intervento per la medicina generale come impegno minimo da garantire per la maturazione al diritto del compenso di cui sopra. 2. Così come previsto dal comma 4 dell Art. 25 ACN del 23 marzo 2005, il Direttore di Distretto è coadiuvato, per il monitoraggio delle iniziative previste dal Programmazione per le attività Territoriali riguardanti la Medicina Generale, da un medico di medicina generale membro di diritto dell Ufficio di Coordinamento delle Attività Distrettuali designato dalle OO.SS. maggiormente rappresentative a livello aziendale e da due rappresentanti dei medici di medicina generale eletti tra quelli operanti nel distretto. La elezione dei componenti elettivi si svolgerà in tutte le Aziende della Regione ed in tutti i Distretti entro e non oltre 90 giorni dalla data di pubblicazione del presente Accordo secondo le procedure previste dall allegato O dell ACN del 23 marzo Art Equipes territoriali ed UTAP (Art. 26 ACN del 23 marzo 2005) In coerenza con l Intesa Stato-Regioni del 29 luglio 2004, la Regione Basilicata e le Aziende promuovono la realizzazione di forme di integrazione professionale dell attività dei singoli operatori tra loro, la continuità dell assistenza, la presa in carico del paziente e il conseguimento degli obiettivi e dei programmi distrettuali. L equipes (forma organizzativa funzionale) e l Utap (forma organizzativa strutturale) vengono a rappresentare il riferimento unico di un territorio, una modalità di riappropriazione da parte del territorio di una propria struttura e la restituzione delle competenze alla Comunità in termini di Governo e Gestione della Salute. L attivazione di tali forme associative è potenzialmente in grado di gestire con efficacia ed efficienza le necessità di salute di una comunità: Mantenendo la persona nel proprio ambiente di vita e al proprio domicilio. Individuando soluzioni efficaci a garantire la continuità dell assistenza e il ruolo degli altri operatori sanitari nella gestione della cronicità e a sostenere comportamenti in grado di promuovere stile di vita sani. Mantenendo a livello territoriale gli interventi di competenza dell assistenza primaria. Assicurando un approccio integrato socio-sanitario volto anche all elaborazione di nuovi modelli di integrazione del sanitario col sociale. A. UTAP (Unità territoriali di assistenza primaria): sono strutture territoriali ad alta integrazione multidisciplinare ed interprofessionale, in grado di dare risposte complesse al bisogno di salute delle persone. La partecipazione dei medici e degli altri operatori sanitari è facoltativa, volontaria ed ha carattere sperimentale. Requisiti specifici per la forma organizzativa UTAP 1. Struttura idonea per una popolazione di riferimento pari a abitanti. 2. Ciascuna UTAP comprende un congruo numero di: Medici di Assistenza Primaria (da 6 a 10 medici, limite massimo Medicina di Rete ex art. 54 ACN). Medici di Continuità Assistenziale. Specialisti ambulatoriali. Infermieri (min. 2) Collaboratori di studio (min. 2). Assistenti sociali. Altri operatori, quali i Pediatri di Libera Scelta, saranno inseriti in base alle 7
8 disponibilità. 3. La sede è unica (modello cittadino) e comprende locali idonei per gli studi dei Medici di Assistenza Primaria, per l attività specialistica, per la continuità assistenziale, per il personale infermieristico, per il personale di studio, per la sosta d attesa dei pazienti, per funzioni di primo intervento e di medicazione, nonché per ogni altra eventuale attività prevista. Pur essendo la sede dell UTAP unica è possibile prevedere studi medici periferici (modello rurale o montano): nella decisione del mantenimento degli studi periferici saranno valutate la localizzazione della sede centrale e delle sedi periferiche, i collegamenti viari, la numerosità e la composizione della popolazione. 4. Requisiti Funzionali: si prevedono i seguenti modelli organizzativi a seconda delle professionalità coinvolte: Modello Base: Collaborazione ed integrazione professionale di MMG, PLS e MCA, specialisti di varie specialità di base e di personale dell assistenza sanitaria infermieristica. Modello socio-sanitario: Modello Avanzato con presenza di operatori sociali per la risposta integrata ai bisogni socio sanitari. 5. L UTAP può configurarsi secondo le seguenti tipologie: a. UTAP integrata: modello ad alta integrazione fra UTAP e Distretto nella condizione in cui l Azienda metta a disposizione la sede dell UTAP e definisca un accordo che, oltre a regolamentare l uso della sede e delle attrezzature adeguate, individui forme di integrazione più avanzate fra gli operatori sanitari territoriali. Con specifici accordi possono trovare spazio all interno di tale modello, anche competenze di carattere assistenziale messe a disposizione dai Comuni. b. UTAP aggregata: modello di aggregazione di medici che si organizza autonomamente mettendo a disposizione la sede acquisita con mezzi propri dei medici stessi. 6. Il progetto sperimentale dell UTAP, comprendente strutturazione, compiti, funzioni, sistemi di valutazione, compensi per i singoli partecipanti, dovrà essere preventivamente esaminato dal Comitato Regionale, che potrà esprimere osservazioni e richiedere integrazioni al progetto stesso. L esito delle verifiche aziendali dei risultati ottenuti sarà oggetto di comunicazione al Comitato Regionale. 7. Le Aziende, mediante accordi con le OO.SS. definiscono le modalità di attuazione delle UTAP sulla scorta delle precedenti linee guida. In tale contesto le Aziende individuano le risorse necessarie e il sistema incentivante più appropriato al proprio modello organizzativo. 8. La Regione s impegna a dar corso nel 2008 alla sperimentazione di almeno una UTAP mediante il pieno coinvolgimento delle Aziende Sanitarie. B. Equipes territoriali: B Il progressivo invecchiamento della popolazione, l aumento della prevalenza delle patologie croniche, l allungamento dell aspettativa di vita, il progressivo e costante venir meno del sistema famiglia come risposta alla sempre più crescente richiesta di presa in carico dei cosiddetti pazienti fragili (anziani soli, soggetti diversamente abili, pazienti psichiatrici, ect), sono fattori che impongono una revisione dell assistenza territoriale. In tale contesto superando la fase dell assistenza ospedaliera, come unica risposta alle necessità assistenziali, si determina la necessità della cosiddetta presa in carico globale del cittadino-paziente nel suo ambito naturale. La riorganizzazione dell assistenza territoriale presuppone il passaggio progressivo e graduale dalle forme associative semplici (medicina in associazione medicina in rete medicina di gruppo) a quelle più complesse. D altro canto la situazione orografica della 8
9 nostra regione e le crescenti difficoltà legate alla situazione economica nazionale e regionale, condizionano fortemente lo sviluppo delle forme associative complesse, per cui in questa fase la Regione Basilicata in aderenza a quanto previsto dall art. 26 dell ACN del 23 marzo 2005 individua nell Equipe di assistenza territoriale il modello organizzativo più idoneo a fornire adeguate risposte ai nuovi bisogni della popolazione. In coerenza con quanto previsto dal comma 3 dell art. 45 dell ACN del 23 marzo 2005, l Equipe di assistenza territoriale rappresenta una forma organizzativa prevalentemente funzionale che si caratterizza per la partecipazione di tutti i medici e per la prevalenza delle attività di cure domiciliari. Con il presente accordo si individuano due tipologie di Equipes: a. Funzionale b. Semistrutturale. Requisiti specifici comuni delle Equipes 1. L Equipe di assistenza territoriale è riferita ad una popolazione minima di 5000 assistiti e massima di e composta da un minimo di 5 medici di assistenza primaria ad un massimo di 10, singoli od associati; fanno parte dell Equipe anche Medici di Continuità Assistenziale, Pediatri di Libera Scelta nonché operatori non medici. Il territorio di riferimento può comprendere al proprio interno più ambiti territoriali di scelta, purché appartenenti allo stesso Distretto. 2. Entro 90 giorni dalla data di pubblicazione del presente accordo i medici di assistenza primaria, i pediatri di libera scelta e i medici di continuità assistenziale provvedono autonomamente ad aggregarsi in Equipes funzionali di assistenza territoriale con un accordo interno che viene proposto al Direttore di Distretto. In mancanza di accordo o qualora l aggregazione realizzata non rispetti i criteri precedentemente individuati o qualora non corrisponde alla programmazione aziendale l Ufficio di Coordinamento distrettuale può disporre con atto proprio la composizione delle Equipes di assistenza territoriale. 3. Ciascun medico componente l Equipe di assistenza territoriale è impegnato a fornire la propria opera solo nei confronti degli assistiti che li hanno preventivamente scelti, salvi gli obblighi assunti verso gli assistiti degli altri medici associati. 4. All interno dell Equipe di assistenza territoriale i medici nominano un referente con funzioni di raccordo e di collegamento organizzativo con l Ufficio di Coordinamento distrettuale. Requisiti specifici delle due tipologie di Equipes a. Equipes funzionale. 1. La costituzione dell Equipe funzionale in senso stretto è finalizzata a: 1.1 Valutare specifici bisogni di assistenza della popolazione assistita. 1.2 Realizzare progetti di razionalizzazione. 1.3 Verificare gli effetti degli stessi. 1.4 Facilitare, attraverso la figura del suo rappresentante, la comunicazione fra singoli medici e Ufficio di Coordinamento distrettuale per: - il coinvolgimento dei medici nelle varie fasi del budgeting distrettuale. - la realizzazione dei progetti concordati con obiettivi specifici di cui all art.9 del presente accordo. - la rilevazione di problemi emergenti nell erogazione delle prestazioni di secondo livello. 1.5 Svolgere analisi e valutazione di protocolli e percorsi assistenziali. 9
10 2. Ciascuna Equipe di assistenza territoriale si impegna ad eseguire riunioni bimestrali di: - Verifica degli obiettivi raggiunti. - Discussione di reports di attività trasmesse dall Azienda. - Applicazione di linee guida aziendali, criteri orientativi diagnostico-terapeutici. - Revisione periodica della qualità dell attività e promozione di comportamenti uniformi e coerenti con gli obiettivi. 3. Per ogni riunione va redatto un verbale, trasmesso poi al Direttore di Distretto, che indichi le decisioni assunte dalle stesse. E facoltà dei medici componenti dell Equipe richiedere, attraverso il rappresentante dell Equipe stessa la disponibilità di un locale aziendale. 4. Almeno una delle riunioni sarà allargata agli operatori socio-sanitari di riferimento dell Equipe di Assistenza territoriale. 5. In caso di mancata partecipazione da parte del medico di Assistenza Primaria alle attività dell Equipe e di ingiustificata assenza in 2 consecutive o in 4 (annuali) riunioni bimestrali, e di almeno 3 riunioni (annuali) dell Equipe da parte del medico di Continuità Assistenziale è prevista per il medico inadempiente l applicazione delle procedure disciplinari previste dal comma 2 dell art.7 e dall art. 30 dell ACN del 23 marzo b. L Equipes semistrutturale (Nuclei di Cure Primarie Territoriali, NCPT) prevede, nell ambito di programmi e progetti aziendali integrati, nuove modalità di erogazione della continuità dell assistenza: Condivisione dei fattori produttivi comuni (locali, sistemi informatizzati, tecnologia di studio ecc.) Integrazione e coordinamento delle competenze (PLS, Medici di Continuità Assistenziale, Specialisti ambulatoriali, Infermieri professionali, Assistenti sociali, Terapisti della riabilitazione, addetti ai servizi amministrativi, ecc) Ambulatori per patologia, articolati anche in più studi, secondo il modello generale della medicina di iniziativa e con particolare attenzione alla prevenzione ed alla educazione sanitaria. I programmi e i progetti aziendali integrati prevedono l organico coinvolgimento dei Medici di Continuità Assistenziale. I MMG (Assistenza Primaria e Continuità Assistenziale) componenti dei NCPT oltre a quanto previsto per le forme funzionali (precedente comma a) partecipano alle decisioni organizzative, alla realizzazione degli obiettivi ed alla loro valutazione. In particolare l attività presuppone la: Gestione in modo coordinato dell attività urgente riferita all assistenza domiciliare h24 e ambulatoriale h12, anche con modalità di accessibilità agli studi. Partecipazione ad incontri di formazione ed aggiornamento, nell ambito dell ECM, promossi dal Distretto, finalizzati alla programmazione dei piani assistenziali e valutazione dei risultati. Utilizzazione, senza oneri a carico dei singoli medici, delle sedi di riferimento e delle eventuali attrezzature aziendali, per lo svolgimento delle attività previste dal presente accordo. Condivisione e utilizzazione di strumenti di lavoro realizzati sulla base delle evidenze di efficacia ed efficienza. Partecipazione al funzionamento del piano regionale Medicina in rete. c. Per la realizzazione delle attività previste dai precedenti comma (Equipes) a ciascun medico dell Equipes viene riconosciuta: 10
11 1. Per la realizzazione delle finalità previste dall Equipes funzionale una quota capitaria annua pari a 1,00, per la disponibilità all integrazione che retribuisce l accettazione della logica interprofessionale. 2. Per la partecipazione e per la realizzazione delle finalità previste dall Equipes semistrutturale una ulteriore quota capitaria annua pari a 0,20. Le forme di compenso di cui sopra sono erogate dopo la sottoscrizione del contratto di adesione fra le Equipes e il Direttore di Distretto. Art Appropriatezza delle Cure e dell uso delle risorse (Art. 27 ACN del 23 marzo 2005) Al fine di armonizzare le attività orientate ad assicurare una maggiore appropriatezza delle cure dell uso delle risorse, è istituito entro 90 giorni dalla data di pubblicazione del presente accordo, un Osservatorio Regionale per l appropriatezza delle prestazioni sanitarie. Detto Osservatorio è presieduto dall Assessore Regionale alla Sanità e Solidarietà Sociale o Suo delegato ed è composto da: 1. Un rappresentante per ciascuna Azienda Territoriale ed Ospedaliera. 2. Dirigente dell Ufficio Pianificazione Sanitaria e Verifica Obiettivi del Dipartimento della Sicurezza Sociale; 3. Dirigente dell ufficio delle Politiche del Farmaco del Dipartimento della Sicurezza Sociale; 4. 5 MMG (delegati dalle OO.SS.); 5. Presidente dell Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri del capoluogo; 6. Eventuali esperti che l Osservatorio riterrà opportuno. Compiti dell Osservatorio sono: Fornire indirizzi generali relativi all individuazione di strumenti, delle metodologie e degli indicatori per la valutazione degli obiettivi di appropriatezza correlati ai diversi regimi assistenziali; Individuazione di linee guida di priorità in merito ad iniziative di educazione sanitaria e promozione della salute, di prevenzione individuale e su gruppo di popolazione, secondo le evidenze scientifiche. Elaborare linee guida per assicurare l appropriatezza delle cure e delle risorse messe a disposizione delle Aziende per l erogazione dei livelli essenziali d assistenza. Art Esercizio del diritto di sciopero (Art. 31 ACN del 23 marzo 2005) 1. In osservanza di quanto previsto dal comma 14 dell art. 31 dell ACN del 23 marzo 2005) per l effettuazione delle prestazioni professionali indispensabili, in occasione di sciopero della categoria, è riconosciuta ai medici di medicina generale una percentuale del 30% del compenso previsto per essi dai rispettivi Capi dell ACN nazionale e dell accordo integrativo. La Pronta Disponibilità Telefonica per i medici di Assistenza Primaria è considerata prestazione sanitaria indispensabile conservando il diritto al compenso per intero. 2. Relativamente all esercizio del diritto di sciopero per i medici di Continuità Assistenziale e dell Emergenza Sanitaria Territoriale, il contingente di cui all art. 31 comma 11 dell ACN del 23 marzo 2005 è assimilato ai medici in turno durante le ore di sciopero. Resta fermo quanto previsto dal predetto articolo sul diritto di comunicare entro 72 ore da parte del medico in turno la volontà di aderire allo sciopero chiedendo la sostituzione ove possibile. 3. Il medico convenzionato è tenuto a comunicare alla Azienda la propria non adesione all agitazione entro le 24 ore precedenti mediante comunicazione scritta (a mezzo telegramma, fax, protocollo a mano o raccomandata). 11
12 Art. 13 Assistenza ai turisti (Art. 32 ACN del 23 marzo 2005) 1. Le Aziende che intendono organizzare nelle località a forte flusso turistico un servizio di assistenza sanitaria rivolta alle persone non residenti, concordano con le OO.SS. a livello di Accordo Aziendale, contenuti e modalità di attuazione del servizio, prevedendo prioritariamente l utilizzazione dei medici di medicina generale convenzionati ai sensi dell ACN del 23 marzo In caso di indisponibilità di medici di cui al comma 1, l Azienda utilizza i medici prioritariamente inseriti nella graduatoria regionale e poi i medici inseriti nell apposito elenco di cui alla norma finale n. 5 dell ACN del 23 marzo 2005, dando la preferenza ai medici residenti nella AUSL, quindi a quelli residenti nella Regione ed in caso di carenza ad altri che si dichiarino disponibili. 3. Le prestazioni di cui al presente articolo sono retribuite dal cittadino non residente in Regione sulla base del disposto di cui all art. 57 dell ACN: a. visita ambulatoriale: 15,00 b. visita domiciliare: 25,00 I medici di Continuità Assistenziale rilasceranno la ricevuta su notulario predisposto dall Azienda. 12
13 CAPO II ASSISTENZA PRIMARIA Art. 14 Rapporto ottimale (Art. 33 ACN del 23 marzo 2005) a. L ambito territoriale ai fini dell acquisizione delle scelte deve comprendere una popolazione residente non inferiore a 5000 abitanti. b. Gli ambiti sono proposti da ciascun Azienda, acquisito il parere obbligatorio del Comitato Aziendale, sono approvati con provvedimento della Giunta Regionale, previo parere del Comitato Regionale. c. Dalla data di pubblicazione del presente accordo, per ciascun ambito territoriale può essere iscritto un medico ogni abitanti residenti o frazione di 1000 superiore a 500, detratta la popolazione di età compresa fra 0 e 14 anni, risultante alla data del 31 dicembre dell anno precedente. d. Dalla data di pubblicazione del presente accordo, le zone carenti, a partire dal semestre Settembre 2007-Marzo 2008, vengono rilevate tenendo conto di tutta la popolazione residente all interno dell ambito territoriale di scelta. e. Entro 120 giorni dalla data di pubblicazione del presente accordo, verranno definiti i criteri e le procedure atte a garantire l assistenza primaria in tutti i comuni della Regione. f. Ai fini della determinazione dei medici iscrivibili nell elenco il meccanismo previsto dall art. 33 comma 11 dell ACN del 23 marzo 2005 viene applicato per le scelte effettuate al di fuori dell ambito territoriale di scelta. Art Instaurazione del rapporto convenzionale (Art. 35 ACN del 23 marzo 2005) 1. Al fine di favorire l inserimento dei medici negli ambiti carenti, laddove l Azienda abbia locali eventualmente disponibili e non altrimenti utilizzati, gli stessi possono essere dati ai medici che ne facciano specifica richiesta. In caso di zone disagiate tali locali vengono forniti al medico in comodato d uso gratuito, mentre restano a carico del medico le spese relative all utilizzo della struttura (luce, gas, acqua, telefono etc.). Nelle altre situazioni la determinazione dell eventuale canone di locazione è riservata ad una trattativa privata fra medico e Azienda. 2. Nel caso di esercizio dell attività convenzionata in più studi, l orario di studio complessivo, così come determinato sulla base di quanto disposto dall art. 36 dell ACN del 23 marzo 2005, può essere frazionato, previo parere del Comitato Aziendale, fra tutti gli studi; fatta salva l apertura dello studio principale per cinque giorni alla settimana, così come previsto dal comma 5 dell art. 36 dell ACN del 23 marzo Art Incarichi provvisori (Art. 38 ACN del 23 marzo 2005) Ai fini degli incarichi provvisori di cui all art. 38 dell ACN del 23 marzo 2005, in coerenza con le determinazioni regionali in materia di individuazione del rapporto ottimale per singolo comune ricompreso nell ambito territoriale di scelta, è comunque garantito l incarico provvisorio nel caso in cui si determini carenza assistenziale nei comuni in cui è iscrivile un solo medico. Art. 17-Fondo a riparto per la qualità dell assistenza (Art. 46 ACN del 23 marzo 2005) 13
14 Il fondo a riparto per la qualità dell assistenza (art. 59 lettera B ACN del 23 marzo 2005), finalizzato ad incentivare assetti organizzativi, strutturali e obiettivi assistenziali di qualità dell assistenza, viene determinato ogni anno entro il 28 febbraio. A tal fine le singole aziende trasmettono in Regione, entro il 31 gennaio, i dati riferiti al 31 dicembre sulle forme associative, sui collaboratori di studio e sul personale infermieristico. Art. 18 Apertura studi medici. Attività integrative di assistenza (Art. 36 e 47 ACN del 23 marzo 2005) A. APERTURA STUDIO PROFESSIONALE. Il Medico di Assistenza Primaria assicura l apertura dello studio professionale per 5 giorni alla settimana, preferibilmente dal Lunedì al Venerdì, prevedendo l apertura per almeno due fasce pomeridiane o mattutine alla settimana e comunque con apertura il lunedì e il venerdì pomeriggio, secondo un congruo orario non inferiore a: - 10 ore settimanali fino a 500 assistiti ore settimanali fino a 1000 assistiti ore settimanali fino a 1500 assistiti. B. PRONTA DISPONIBILITA TELEFONICA Al fine di migliorare la fruibilità delle prestazioni sanitarie, riducendo le difficoltà dei cittadini nell accesso al servizio, mirando ad un utilizzo appropriato delle risorse umane, economiche, tecnologiche e logistiche disponibili con l obbiettivo di creare nel territorio le opportunità per soddisfare la maggior parte dei bisogni reali del cittadino decongestionando anche i servizi di Pronto Soccorso la pronta disponibilità telefonica diurna, quale attività aggiuntiva d assistenza, è così articolata: 1. Il MMG s impegna a garantire una disponibilità telefonica di dodici ore giornaliere comprensive degli orari di studio dal lunedì al venerdì (continuità dell assistenza estesa alle ore diurne - h12) dalle 8,00-20,00 e dalle ore 8,00 alle ore 10,00 il sabato mattina. I requisiti di apertura delle forme associative devono comunque essere garantite. 2. L adesione dei medici è facoltativa e deve essere comunicata all Azienda di appartenenza. Il diritto alla corresponsione decorre dal mese successivo. 3. Ai medici che già percepiscono il compenso per la pronta disponibilità telefonica è confermato il diritto al beneficio senza soluzione di continuità. 4. In caso di sostituzione di un medico aderente a questa attività, il sostituto accetterà implicitamente la disponibilità telefonica. 5. Oltre alle utenze telefoniche fisse, la disponibilità telefonica deve intendersi erogata in maniera diretta con telefonia mobile e personale e non attraverso apparecchi di segreteria telefonica, o con il ricorso a numerazioni speciali (840-0; 848-8; 199-1; 0878). 6. Il medico potrà sempre recedere da questa forma di attività integrativa con preavviso di 30 giorni al Direttore del Distretto. 7. A livello aziendale devono essere concordate adeguate forme d informazione all utenza e di pubblicazione della forma di assistenza aggiuntiva. 8. I medici che aderiscono al progetto dovranno mettere in atto adeguate procedure di informazione ai propri assistiti, dandone contestuale comunicazione di adesione trasmessa all Azienda. 9. In caso di inadempienze dei Medici di Assistenza Primaria che aderiscono a questa attività aggiuntiva d assistenza saranno attivate le procedure previste dall art. 30 dell ACN del 23 marzo
15 C. ATTIVITÀ INTEGRATIVA D ASSISTENZA PER LE MEDICINE DI GRUPPO La Medicina di Gruppo è la forma di associazionismo medico che indubbiamente meglio garantisce l obiettivo di un reale miglioramento del livello qualitativo dell assistenza: 1. I medici del gruppo che intendono espletare quest attività integrativa s impegnano a garantire la copertura assistenziale diurna dalle ore 8 alle ore 20 con una turnazione interna tale da garantire la costante presenza di almeno un medico nella struttura per 5 giorni a settimana, più il sabato dalle ore 8 alle L adesione dei medici è facoltativa e deve essere comunicata all Azienda di appartenenza. Il diritto alla corresponsione decorre dal mese successivo. 3. Ai medici che già percepiscono il compenso per tale istituto è confermato il diritto allo stesso senza soluzione di continuità. 4. I medici del gruppo possono recedere da questa forma di attività integrativa con preavviso di 30 giorni all Azienda. 5. A livello aziendale debbono essere concordate adeguate forme d informazione all utenza e di pubblicazione della forma di assistenza aggiuntiva. 6. I medici che aderiscono al progetto dovranno mettere in atto adeguate procedure di informazione ai propri assistiti, dandone contestuale comunicazione di adesione trasmessa all Azienda. 7. In caso di inadempienze dei Medici di Assistenza Primaria che aderiscono a questa attività aggiuntiva d assistenza saranno attivate le procedure previste dall art. 30 dell ACN del 23 marzo Le parti si impegnano a concordare un progetto specifico di monitoraggio degli effetti e dei risultati nell ambito dei programmi di innovazione informatica in essere presso la Regione Basilicata. Art. 19 Rapporti fra il medico di famiglia e l ospedale (Art. 49 ACN del 23 marzo 2005) Al fine di una corretta e puntuale osservanza di tutto il dispositivo dell art. 49 (commi 1, 2, 3, 4 e 5) è istituita in ogni Azienda una commissione (come prevista dal comma 7) composta da due medici di MG, da un pediatra di libera scelta e da uno specialista ambulatoriale interno (presenti negli uffici di coordinamento delle attività distrettuali), da due medici ospedalieri e due funzionari dirigenti medici dell Azienda. Per quanto riguarda l Azienda Ospedaliera S. Carlo, la commissione è costituita da due medici di MG designati dalle OO.SS., da un pediatra di libera scelta, da uno specialista ambulatoriale interno, da due medici designati dalla Direzione Sanitaria dell Azienda Ospedaliera, da due medici designati dalla Direzione Sanitaria dell AUSL 2, da un medico designato dall Ordine dei Medici della città Capoluogo e da un medico della Regione che funge da presidente. Art. 20 Assistenza farmaceutica e modulario (Art. 50 dell ACN del 23 marzo 2005) 1. Per un maggior coinvolgimento dei MMG nelle problematiche relative alla corretta prescrizione di medicinali, è confermata nella Commissione Regionale di Controllo della spesa farmaceutica la presenza di almeno un MMG, designato dalle OO.SS maggiormente rappresentative. 2. In armonia con quanto previsto dalla normativa vigente in materia di sanzioni nei confronti dei medici in ordine alle regolarità prescrittiva, assume particolare importanza la responsabilizzazione di tutti i medici del SSR al puntuale rispetto degli obblighi prescrittivi 15
16 (predisposizione dei piano diagnostico-terapeutici, rispetto delle note AIFA, dispensazione dei farmaci alla dimissione ospedaliera), così come previsto dalla DGR 939 del 26/06/2006 ed eventuali successive disposizioni. 3. Non rientra nei compiti del Medico di Assistenza Primaria trasmettere al Servizio farmaceutico dell AUSL il Piano Diagnostico-Terapeutico predisposto dai centri ospedalieri individuati dalla Regione. 4. La prescrizione farmaceutica e specialistica sul modulario del SSN oltre che ai cittadini che hanno esercitato preventivamente il diritto di scelta del MMG può essere effettuata per: - i pazienti degli altri medici in associazione; - per le visite occasionali di cittadini afferenti ad ambiti territoriali diversi da quello del medico. Art Assistenza domiciliare programmata Residenzialità (Art. 53 ACN del 23 marzo 2005) Il processo di invecchiamento della popolazione sollecita un deciso ripensamento delle politiche di Welfare, in generale, e delle politiche sanitarie, in particolare, al fine di assicurare ai cittadini la massima tutela e qualità della vita nelle situazioni di non autosufficienza. La Regione Basilicata, con l adozione delle linee guida per l ADI e con l approvazione del precedente accordo integrativo regionale per la medicina generale (DGR 1640 del 24/7/2001) ha inteso dare un forte impulso al settore elevandolo a componente strategica delle politiche sanitarie regionali. I destinatari delle cure domiciliari sono principalmente quelle persone, soprattutto ma non solo anziane, che presentano bisogni complessi sia di natura socioassistenziali che sanitari e che pertanto richiedono interventi multidisciplinari altrettanto complessi ed integrati al proprio domicilio. L assistenza domiciliare (livello assistenziale da garantire al cittadino da parte del medico) fornisce, in relazione ai bisogni dell utente, un insieme di prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative, socioassistenziali rese a domicilio dell utente nel rispetto di standards minimi di assistenza, eventualmente in forma integrata e secondo piani individuali programmati definiti con la partecipazione delle figure interessate nel singolo caso e con il totale coinvolgimento del medico curante. Gli obiettivi dell assistenza domiciliare possono essere così riassunti: a) Garantire un intervento qualificato e coerente ai bisogni di salute dell utente. b) Migliorare la qualità di vita dell utente fornendo risposte globali e continuative basate sull integrazione dei servizi sanitari e socio-assistenziali. c) Mantenere per quanto possibile l utente nel proprio ambiente familiare e sociale, evitando e/o ritardando l istituzionalizzazione. d) Favorire la deospedalizzazione evitando ricoveri non necessari o troppo prolungati con riduzione dei disagi di ordine psicologico, economico e sociale sia per l utente che per i propri familiari. e) Sostenere la famiglia, trasmettendo le eventuali competenze necessarie per l autonomia di intervento. f) Evitare o ridurre i rischi di isolamento o di emarginazione sociale. g) Facilitare l accesso all erogazione dei presidi e degli ausili. h) Assicurare continuità terapeutica nel momento critico della dimissione ospedaliera. L assistenza domiciliare, così come esplicitato dall art. 53 dell ACN del 23 marzo 2005 deve essere assicurata con interventi a domicilio di: a) Assistenza domiciliare programmata nei confronti dei pazienti non ambulabili (ADP); b) Assistenza domiciliare integrata (ADI); c) Assistenza domiciliare nei confronti di pazienti ospiti in residenze protette e collettività 16
17 (ADR). L assistenza domiciliare è altresì rivolta ai malati in fase critica (DGR n. 196 del 7/2/2000) inclusa nel setting assistenziale della rete regionale delle cure palliative (DGR n del 1/8/2005). 1. L assistenza domiciliare programmata nei confronti dei pazienti non ambulabili (ADP), disciplinata dall allegato G dell ACN del 23 marzo 2005, è particolarmente utile nel prevenire il ricorso a forme di assistenza più complessa (ricovero ospedaliero, ADI, ecc.) in soggetti anziani non ambulabili affetti da patologie croniche e soggetti a scompenso. 1.1 Questa attività è svolta assicurando la presenza programmata del MMG al domicilio dell assistito non ambulabile per: Monitoraggio dello stato di salute; Controllo sulle condizioni igieniche e sul conforto ambientale e suggerimenti al paziente e ai familiari; Indicazioni ai familiari o a chi per essi circa le caratteristiche fisiche e psichiche del singolo paziente; Indicazioni circa il trattamento dietetico da annotare sulla scheda degli accessi fornita dal Distretto, che, tenuta a domicilio, serva anche ad annotare gli accessi del MMG e le eventuali considerazioni cliniche, la terapia, gli accertamenti diagnostici e quant altro utile ed opportuno; Collaborazione con il personale dei servizi sociali comunali per le necessità del soggetto nei rapporti con la famiglia e con l ambiente esterno; Predisposizione ed attivazione di programmi individuali con carattere di prevenzione o di riabilitazione e loro verifica periodica. 1.2 Le caratteristiche dei casi soggetti ad intervento riguardano pazienti con impossibilità a raggiungere lo studio del medico, quali ad esempio: a) Impossibilità permanente a deambulare (grandi anziani con deficit della deambulazione, portatori di protesi agli arti inferiori con grande difficoltà a deambulare); b) Impossibilità di essere trasportato in ambulatorio con mezzi comuni (paziente non autosufficiente o paziente abitante in un piano alto e senza ascensore); c) Impossibilità per gravi patologie che necessitino di controlli ravvicinati sia in relazione alla situazione socio ambientale che al quadro clinico, quali : insufficienza cardiaca in stato avanzato; insufficienza respiratoria con grave limitazione funzionale; arteriopatia obliterante degli arti inferiori in stato avanzato con grave limitazione funzionale; cerebropatici e cerebrolesi con forme gravi; paraplegici e tetraplegici. 1.3 La segnalazione del caso bisognevole di assistenza domiciliare deve essere effettuata dal medico curante sull apposita scheda che va inoltrata all Azienda sanitaria competente (Centro di coordinamento delle cure domiciliari). 1.4 La scheda va compilata dettagliatamente al fine di fornire al medico responsabile la possibilità di autorizzare sollecitamente il programma assistenziale proposto. 1.5 In caso di ricovero il MMG annota sulla scheda domiciliare il giorno e il motivo del ricovero e l ADP si intende automaticamente sospesa; l ADP prosegue automaticamente, alla dimissione, senza contestale comunicazione nel caso in cui le condizioni cliniche non abbiano subito variazioni. 17
18 1.6 L Azienda autorizza o meno il programma proposto entro 15 giorni dalla segnalazione. In caso di mancato riscontro entro il termine innanzi indicato, il programma, salvo eventuali successivi controlli, si intende a tutti gli effetti approvato. 1.7 In relazione alle condizioni di salute di ogni soggetto e ai conseguenti bisogni sanitari e socio-assistenziali che comportano gli interventi domiciliari, il medico di medicina generale e il direttore di Distretto, concordano: La durata con relativa decorrenza dell ADP; I momenti di verifica comune all interno del periodo di attivazione. 1.8 Si conviene che nel programma di ADP rientrino quei pazienti a più bassa intensità assistenziale per cui è prevedibile un accesso mensile; nelle condizioni in cui non è possibile l attivazione del servizio ADI si dovrà concordare un numero superiore di accessi mensili di ADP. 1.9 In attesa che la Regione stabilisca l entità complessiva della spesa per compensi riferiti alle prestazioni di cui alla lettera C dell art. 59 dell ACN del 23 marzo 2005, si ribadisce che i compensi corrisposti al medico per le prestazioni di assistenza programmata di cui al protocollo G) non possono superare il 20 % dei compensi mensili relativi alla Quota Capitaria (lettera A Art. 59 ACN del 23 marzo 2005). 2. L ADI (disciplinata dall allegato H dell ACN del 23 marzo 2005) e l ASSISTENZA DOMICILIARE RIVOLTA AI MALATI IN FASE CRITICA (disciplinata dalla DGR n. 196 del 7/2/2000) comprese LE CURE PALLIATIVE (disciplinata dalla DGR 1650/05), d ora in avanti intese come ADI, sono le forme di assistenza domiciliare che più necessitano di una razionale organizzazione. 2.1 Le patologie che consentono l avvio dell ADI sono quelle per le quali l intervento domiciliare si presenta alternativo al ricovero ospedaliero determinabile da ragioni sociali o da motivi di organizzazione sanitaria. Pertanto le ipotesi di attivazione dell intervento si riferiscono a : malati terminali: pazienti oncologici o affetti da altra malattia in fase evolutiva irreversibi; malati progressivamente invalidanti; accidenti vascolari acuti nella fase di post ospedalizzazione; gravi fratture negli anziani nella fase di post ospedalizzazione; riabilitazione di vasculopatici; riabilitazione in neurolesi; malattie acute temporaneamente invalidanti nell anziano; dimissioni protette da strutture ospedaliere. 2.2 L ADI è svolta assicurando a domicilio del paziente le seguenti prestazioni: Medicina Generale; Medicina Specialistica; Infermieristiche; Riabilitative; Fornitura di presidi ed ausili se previsti nel piano individuale di trattamento (PIT); Fornitura di farmaci se previsti nel PIT; Aiuto domestico da parte dei familiari o servizi competenti comunali; Assistenza psicologica; Assistenza sociale. Per tale ultime necessità, la Unità di Valutazione Distrettuale ed il MMG attiveranno la Unità Operativa Zonale secondo le disposizioni contenute nei protocolli d intesa siglati con i Comuni e nel regolamento di attività delle stesse, con il coinvolgimento dei 18
19 tecnici psicologi ed assistenti sociali dei Comuni. Il Medico di medicina Generale è tenuto a partecipare alle UOZ per la stesura del piano globale di intervento. 2.3 Criteri di eleggibilità: Consenso alle cure domiciliari; Diagnosi di malattia cronica invalidante; Non autosufficienza parziale o totale o rischio di perdita dell autonomia; Ambiente abitativo e familiare idoneo; Necessità di trattamenti orientati al miglioramento della qualità della vita e al controllo dei sintomi. Per garantire l uniformità di accesso alle cure domiciliari, sono individuati come requisiti essenziali per l accesso: la presenza di condizioni cliniche e la necessità di interventi assistenziali compatibili con la permanenza del paziente al proprio domicilio; la disponibilità di una idonea condizione abitativa, di un valido supporto familiare e/o di una rete di aiuto informale, che permetta al paziente di ricevere un sostegno continuativo per lo svolgimento delle attività della vita quotidiana. 2.4 Criteri di esclusione: soggetti con autonomia e autosufficienza giudicate soddisfacenti; gravi condizioni cliniche che richiedono elevato impegno sanitario con stretto monitoraggio clinico; soggetti che per le patologie minimali possono essere trattati a domicilio dal MMG in ADP o mediante il pagamento di prestazioni aggiuntive; soggetti il cui team familiare è scarsamente o per nulla collaborante. 2.5 Criteri di priorità: Soggetti in area critica; Soggetti dimessi che necessitano di continuità di cure domiciliari; Soggetti già assistiti (in ADP) che aggravatisi, necessitano di ulteriori interventi oltre quello del MMG. 2.6 Procedure per l attivazione ADI: Le procedure per l attivazione della valutazione multidimensionale per l ammissione in ADI possono essere promosse da: medico curante dell assistito; medico del reparto ospedaliero all atto della dimissione; servizi sociali; associazioni di volontariato; familiari dell assistito. La segnalazione, redatta su apposita scheda, deve essere compilata in maniera dettagliata e soprattutto circostanziando il più possibile il tipo di intervento richiesto; la scheda sanitaria dell assistito è comunque compilata dal medico curante anche quando la segnalazione dovesse provenire da altri servizi. Entro 24/48 ore dalla segnalazione il medico dell UV dispone la valutazione multidimensionale che sarà effettuata dal case manager, eletto fra i componenti dell UV, che si recherà al domicilio del paziente, concordando preventivamente al medico curante e al paziente il giorno della visita. L UV, il medico curante e un medico di continuità assistenziale concorderanno il piano di trattamento individualizzato (PIT) che dovrà prevedere: 1) la durata presumibile del periodo di erogazione dell assistenza integrata; 2) gli interventi degli altri operatori sanitari compresi gli accessi della Continuità Assistenziale e le consulenze specialistiche; 19
20 3) la cadenza degli accessi del medico di medicina generale al domicilio del paziente in relazione alla specificità del processo morboso in corso e alla variabilità del caso clinico; 4) i momenti di verifica comune all interno del periodo di effettuazione del servizio; 5) le richieste di intervento degli operatori del servizio sociale. In tal caso verrà attuata specifica riunione della UOZ, con i tecnici del Comune sede di residenza dell assistito. 2.7 Azioni del medico curante del paziente in ADI: Monitorare la durata del programma di assistenza: La durata del programma di assistenza è legata soprattutto agli obiettivi stabiliti dalla U.V. e comunque non dovrà essere superiore a tre mesi, rinnovabili dopo valutazione e verifica da parte della stessa Unità di Valutazione. Rafforzare il proprio ruolo filtro nell ADI. Il MMG, nell ambito del PIT: ha la responsabilità unica e complessiva del paziente; ha la responsabilità della cartella clinica domiciliare su cui i vari operatori riportano i propri interventi; chiede l attivazione delle eventuali consulenze specialistiche e degli altri interventi già programmati nel PIT; 3.8 Programmazione degli accessi del MMG per assistito in ADI: A seconda della complessità assistenziale possono essere quindi individuati tre livelli di ADI: a. LIVELLO I : a bassa intensità sanitaria Rivolto a persone non autosufficienti affetti da patologie cronico-degenerative Stabilizzate 1-2 accessi mensili b. LIVELLO II: a media intensità sanitaria Rivolto alle dimissioni protette o pazienti affetti da polipatologie, in alternativa al Ricovero 2 4 accessi mensili c. LIVELLO III: ad alta intensità sanitaria Rivolto ai malati terminali 5-10 accessi mensili (salvo accordi diversi nell ambito dell UV) 3.9 Programmi ADI sperimentali: A livello aziendale possono essere sperimentate,in base a situazioni oggettive di carenza della struttura pubblica, programmi di gestione dell ADI che coinvolgano, ad esempio, le forme associative mediche, comprese le forme associative di cui alla lettera b del comma 3 dell art. 54 dell ACN del 23 marzo L assistenza nei confronti dei pazienti ospiti in residenze protette e collettività (ADR) è rimandata alla trattativa aziendale, al fine di garantire il rispetto degli standards previsti dal piano socio-assistenziale regionale vigente. Art. 22 Forme associative dell assistenza primaria (Art. 54 ACN del 23 marzo 2005) PREMESSA Con i precedenti accordi integrativi per la Medicina Generale (DGR n 5515/97, DGR 1640/ 01 e DGR 1833/03) la Regione Basilicata per certi versi è stata antesignana rispetto al quadro normativo nazionale relativo alle forme associative. La medicina in associazione, ad esempio, ha superato il limite del 40 % degli assistiti nell ambito regionale e, pertanto, così come previsto dal comma 5 della lettera B dell art. 59 dell ACN del 23 marzo 2005, non sarà più possibile la costituzione di nuove forme di medicine in associazione. 20
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