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Timestamp: 2017-04-29 01:31:10+00:00
Document Index: 147294375

Matched Legal Cases: ['art.45', 'art. 21', 'art. 2222', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 2222', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 2222', 'art. 21', 'art. 36', 'art. 99']

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Cassetta di pronto soccorso in un studio di consulenza aziendale
Author :: Geom. Schembri
Data :: mar 02/03/2015 @ 06:53
*** Quesito ***
La contatto per domandarLe se è necessaria la cassetta di pronto soccorso in un studio di consulenza aziendale.
Il D.Lgs. 81/08 stabilisce all’art.45 che “Il datore di lavoro, tenendo conto della natura della attività e delle dimensioni dell’azienda o della unità produttiva, sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza”e che “Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione, individuati in relazione alla natura dell’attività, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio sono individuati dal Decreto Ministeriale 15 luglio 2003, n. 388.
Tale norma è applicabile anche agli studi di consulenza aziendale atteso che il campo di applicazione del D.Lgs. 81/08 è riferito “a tutti i settori di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio” .
Il D.M. 388/2003 stabilisce anche i requisiti, le modalità di formazione degli addetti nonché le attrezzature minime necessarie per gli interventi di pronto soccorso. In particolare il D.M. 388/2003 suddivide le “aziende o unità produttive” in 3 gruppi (A, B, C), in base alla tipologia di attività svolta, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio, obbligando il datore di lavoro a porre in essere adempimenti diversificati a seconda della categoria di appartenenza. Ad esempio, piccoli studi di consulenza, a seconda che impieghino più o meno di tre lavoratori dipendenti, rientrano nel gruppo B ovvero C.
Per le attività comprese nel gruppo B è prescritta la tenuta di una cassetta di pronto soccorso, mentre per le attività comprese nel gruppo C è prescritta la tenuta di un pacchetto di medicazione, da presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodita in un posto facilmente accessibile ed individuabile con segnaletica appropriata. Il contenuto della cassetta di pronto soccorso e del pacchetto di medicazione è specificato negli allegati 1 e 2 del D.M. 388/2004.
Per la redazione di Sicurezzalavoroweb – Geom. Schembri
N.B.) Le risposte ai quesiti sono espressione di pareri strettamente personali dell’autore. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee e non vincolano né fanno assumere responsabilità all’esperto e/o alla redazione di www.Sicurezzalavoroweb.it conseguenti al possibile loro utilizzo.
Cantieri edili: liberi professionisti e tesserini
Author :: Ing. Porreca
Data :: dom 04/06/2014 @ 10:07
Chiarimenti circa l’art. 21 del Testo Unico: le professioni intellettuali sono tenute agli stessi obblighi dei lavoratori autonomi? I liberi professionisti devono munirsi di tessera di riconoscimento? A cura di G. Porreca.
I lavoratori autonomi, che compiono opere e servizi ai sensi dell'art. 2222 del codice civile, sono sicuramente tenuti agli obblighi previsti dall'art. 21 del D. Lgs. n. 81/2008, a frequentare quindi un corso di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro ed a farsi rilasciare un'idoneità sanitaria da un medico competente oltre che ad utilizzareattrezzature di lavoro e D.P.I.
La domanda è questa: anche le attività professionali, contemplate in particolare dagli articoli 2229 e 2230 del c.c. e rientranti nell'ambito delle norme che attengono al lavoro autonomo, sono ugualmente soggette agli obblighi dell’art. 21 del Testo Unico?
In pratica gli ingegneri, i consulenti, gli avvocati, i geometri ecc. che svolgono attività autonoma libero professionale devono munirsi di tessera di riconoscimento quando si recano nei luoghi di lavoro del "committente" sia che si svolgono attività edili che in regime di appalto o subappalto?
“1. I componenti dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile, i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell'articolo 2222 del codice civile, i piccoli imprenditori di cui all'articolo 2083 del codice civile e i soci delle società semplici operanti nelsettore agricolo devono:
ed al comma 2:
“2. I soggetti di cui al comma 1, relativamente ai rischi propri delle attività svolte e con oneri a proprio carico hanno facoltà di:
b) partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte, secondo le previsioni di cui all'articolo 37, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali”. Ora il Titolo III del codice civile che riguarda i lavoratori autonomi è costituito da due Capi, dal Capo I, contenente alcune disposizioni generali sui contratti d’opera, costituito dagli articoli dal 2222 al 2228 e comprendenti quindi l’art. 2222 al quale fa riferimento il citato art. 21 del D.Lgs. n. 81/2008, e dal Capo II, contenente gli articoli dal 2229 al 2238, riguardante le professioni intellettuali fra le quali si ritiene che siano inserite le attività segnalate nel quesito in esame e quindi quelle dell’ingegnere, dell’architetto, del geometra, del coordinatore per la sicurezza, del direttore dei lavori, ecc.
Per quanto sopra detto, facendo il citato art. 21 del D. Lgs. n. 81/2008 esplicito riferimento ai lavoratori autonomi di cui all’art. 2222 del codice civile, si ritiene che le disposizioni in esso contenute si applichino ai prestatori d’opera di cui al Capo I del Titolo III e non anche a chi svolge attività di professione intellettuale di cui al Capo II dello stesso Titolo, pur essendo questi ultimi comunque dei lavoratori autonomi.
Ciò detto, quindi, per quanto riguarda in particolare l’obbligo di munirsi di tesserino di riconoscimento ed in risposta al quesito formulato, si ritiene che i professionisti sopraindicatinon siano soggetti né agli obblighi dell’art. 21 comma 1 lettera c) del D. Lgs. n. 81/2008 né a quelli di cui al comma 3 dell’art. 36 bis, così come inserito con la legge 4/8/2006 n. 248 (legge Bersani), e quindi in definitiva non sono tenuti a munirsi degli stessi né nell’ambito deicantieri temporanei o mobili né in quei luoghi nei quali vengono svolti dei lavori in regime di appalto e di subappalto.
Sugli obblighi del lavoratore autonomo prestatore d'opera o di servizi previsti dal D. Lgs. n. 81/2008 si consulti un approfondimento curato dallo scrivente dal titolo “Decreto 81/08: sugli obblighi del lavoratore autonomo”.
Data :: gio 09/26/2013 @ 08:39
Sono obbligato trasmettere la notifica preliminare nel caso di sostituzione di lucernari ad un'altezza di 10 metri, quando ho solo un'impresa e la durata dei lavori è di giorni 5 con tre operai?
L’ art. 99 del D.Lgs. 81/08 elenca i casi in cui il committente o il responsabile dei lavori, prima dell’inizio dei lavori, trasmette all’Azienda Unità Sanitaria Locale e alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competenti la notifica preliminare elaborata conformemente all’ ALLEGATO XII, nonché gli eventuali aggiornamenti:
a) cantieri di cui all’ articolo 90, comma 3, quindi nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea;
c) cantieri in cui opera un’unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a duecento uomini – giorno.
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