Source: http://www.unina.it/ateneo/attiNorme/statuto/articoliStatuto.jsp
Timestamp: 2014-03-10 18:56:42+00:00
Document Index: 160409215

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 23', 'art.19', 'art. 24', 'art. 16', 'art.1', 'art.1', 'art.1', 'art.2', 'art.29', 'art. 30', 'art.2', 'art. 49']

Bilancio d'Ateneo
Emanato con D.R. n.1660 del 15 maggio 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n.132 del 08/06/2012 e modificato con DR/2013/2897 del 04/09/2013 e con DR/2014/451 del 14/02/2014
3. L'Università � organizzata secondo i criteri di efficienza, di efficacia, di valutazione e di riconoscimento del merito, di trasparenza e di semplificazione e di decentramento funzionale ed organizzativo.
4. I poteri di indirizzo e di controllo spettano agli organi di governo dell'Università, l'attività amministrativa e tecnica � svolta dai dirigenti, con autonomi poteri di spesa e di gestione delle risorse umane e strumentali.
6. Il sigillo ufficiale, raffigurante l'Imperatore Federico II assiso sul trono, � custodito dal Rettore.
1. L'Università, a riconoscimento dell'inderogabile funzione e vocazione pubblica, afferma il proprio carattere laico, pluralistico ed indipendente da ogni orientamento ideologico, politico ed economico. 2. Fini primari dell'Università sono la ricerca e la didattica che l'Ateneo persegue promuovendo l'organizzazione, l'elaborazione e la trasmissione delle conoscenze, la formazione culturale e professionale, la crescita della coscienza civile degli studenti. Il miglioramento della qualità dei processi formativi viene assicurato anche con l'ausilio delle tecniche di apprendimento a distanza e di altre tecnologie innovative.
4. L'Università si impegna ad assicurare parità e pari opportunità di genere, rafforzando la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici e garantendo l'assenza di qualunque forma di violenza morale o psicologica, di discriminazione diretta e indiretta relativa al genere, all'età, all'orientamento sessuale, all'origine etnica, alla disabilità, alla religione e alla lingua. A garanzia dell'effettività delle tutele riconosciute � istituito il �Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni�.
10. L'Università concorre allo sviluppo della cultura, del benessere sociale ed economico e del livello produttivo del Paese, anche attraverso forme di collaborazione con soggetti nazionali ed internazionali, pubblici e privati, che promuovono attività culturali e di ricerca. A tal fine sostiene in particolare programmi europei e di cooperazione e favorisce la pi� ampia fruizione delle proprie strutture.
11. L'Università garantisce il principio dell'accesso pieno ed aperto alla letteratura scientifica e promuove la libera diffusione in rete dei risultati delle ricerche prodotte in Ateneo, per assicurarne la pi� ampia diffusione; partecipa al processo di costruzione ed implementazione dello �spazio europeo dell'apprendimento permanente�.
13. L'Università pu� partecipare, per una migliore realizzazione delle proprie finalità istituzionali e nei limiti delle stesse, a consorzi e ad altre forme associative di diritto privato, ivi comprese le società di capitali, anche mediante partecipazione finanziaria secondo la disciplina dettata con Regolamento di Ateneo.
2. L'Università adotta criteri e fissa principi che consentano una equilibrata distribuzione delle risorse finanziarie destinate alla ricerca, tenuto conto di tutte le fonti di finanziamento, delle obiettive articolazioni dei settori di ricerca e delle loro effettive esigenze, nonch� della qualità e della produttività delle ricerche, valutate secondo specifici criteri ed indicatori disancorati da logiche esclusivamente economiche. L'Università incoraggia e favorisce, comunque, la ricerca di base in ogni disciplina.
4. L'Università promuove la valutazione bioetica della ricerca sperimentale, con particolare riguardo alla sperimentazione clinica riferita ai problemi biomedici connessi con la vita e la salute dell'uomo, nonch� la valutazione etico-scientifica della sperimentazione animale. 5. L'Università promuove la gestione in qualità delle attività di ricerca, didattiche e di servizio, garantendo il loro sviluppo organico e uniforme. A tal fine l'Università incentiva, anche attraverso meccanismi premiali, la certificazione di qualità e
l'accreditamento delle sue strutture e delle attività collegate.
6. L'Università pu� beneficiare di contributi, lasciti e donazioni.
7. L'Università, nel rispetto delle funzioni istituzionali di ricerca e di insegnamento e nei limiti e con le modalità fissate da Regolamento, pu� svolgere attività di ricerca, di consulenza e di servizio nell'interesse prevalente di soggetti pubblici e privati, anche dotandosi di apposite risorse umane e strumentali, i cui oneri finanziari ed economici siano previsti nei relativi contratti e assunti secondo la normativa vigente. I proventi derivanti da contratti e convenzioni per conto terzi sono ripartiti secondo le modalità disciplinate con Regolamento di Ateneo, che dovrà riservarne una quota a copertura delle spese di carattere generale delle strutture interessate, una quota destinata al finanziamento della ricerca scientifica ed una quota destinata al Fondo comune di Ateneo. Nessun professore e ricercatore, senza il proprio consenso, pu� essere tenuto a svolgere attività di ricerca, di consulenza e di servizio per conto terzi, oggetto di contratti e convenzioni stipulati nell'interesse prevalente del committente.
8. L'Università pu� commissionare a proprie strutture lo svolgimento di attività di ricerca, di consulenza e di servizio.
2. L�Universit�, in attuazione dei principi di autonomia, di decentramento e di sussidiariet�, si articola in Dipartimenti e Scuole. I Centri di ricerca, i Centri di Servizio interdipartimentali ed i Centri di Servizio costituiscono ulteriori articolazioni dell�Ateneo.
3. In attuazione dei principi di efficienza, efficacia e semplificazione, � ammessa la delega delle funzioni. Gli atti di delega, in forma scritta obbligatoria, devono riguardare materie determinate, oggetto e durata definiti e sono pubblicati nell�Albo Ufficiale on line di Ateneo.
4. Ai professori o ricercatori che ricoprano incarichi e funzioni ufficiali, non rientranti nei compiti istituzionali, pu� essere riconosciuta una indennit� di funzione nella misura determinata dal Consiglio di Amministrazione, sentito il Collegio dei Revisori dei Conti.
3. L'accesso ai documenti amministrativi � disciplinato secondo modalità stabilite da Regolamento ai sensi della normativa nazionale vigente.
4. Gli appartenenti alla comunità universitaria di cui all'art. 9 comma 2, possono consultare, nel rispetto delle previsioni di legge, i verbali delle adunanze degli organi collegiali dell'Università concernenti l'organizzazione, gli indicatori relativi agli
andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, i risultati dell'attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti. Tale consultazione pu� essere effettuata negli uffici presso i quali i verbali sono custoditi o mediante accesso al sito web di Ateneo nell'area riservata al personale, secondo modalità stabilite da Regolamento.
1. L'Università favorisce le attività sociali, culturali, ricreative e sportive, anche quelle autogestite dagli studenti, attraverso la predisposizione, nei limiti consentiti dalle disposizioni di legge vigenti in materia e compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, di strutture e servizi necessari al loro svolgimento. Collabora, altres�, con gli enti sportivi universitari legalmente riconosciuti.
Articolo 9 - Comunità Universitaria 1. L'Università realizza i fini istituzionali attraverso la sua comunità.
2. La comunità universitaria � formata dagli studenti, dai professori, dai ricercatori, dal personale dirigente e tecnico-amministrativo e da tutti coloro che trascorrono periodi di ricerca, di insegnamento e di studio presso l'Università e/o concorrono allo svolgimento delle sue funzioni istituzionali.
3. I valori fondamentali della Comunità Universitaria sono determinati dal Codice Etico dell'Ateneo.
5. Tutti coloro che hanno conseguito un titolo di studio presso l'Università Federico II possono continuare a far parte della comunità universitaria attraverso l'Associazione Federiciana �Ex Alumni�.
Articolo 10 � Studenti
1. Sono studenti dell'Università coloro che risultano regolarmente iscritti ai corsi di laurea, di laurea magistrale, di specializzazione e di dottorato di ricerca. Fatta eccezione per l'elettorato attivo e passivo in ordine alla rappresentanza all'interno degli Organi collegiali, sono equiparati agli studenti: gli iscritti ai master universitari ed ai corsi di perfezionamento, nonch� gli studenti stranieri la cui mobilità sia prevista e disciplinata da accordi e convenzioni internazionali.
2. Al fine di consentire un proficuo rapporto tra docenti e studenti e favorire un miglior inserimento degli studenti nella comunità universitaria, l'Università pu� determinare, con le procedure e nei casi previsti dalla vigente normativa, il numero massimo delle iscrizioni ai corsi di studio, che viene fissato dal Consiglio di Amministrazione, sentiti il Nucleo di Valutazione, il Consiglio degli Studenti e il Senato accademico.
4. Il numero massimo e le modalità di ammissione alle Scuole di specializzazione ed ai corsi di dottorato di ricerca sono definiti sulla base delle norme di legge nonch� delle risorse economiche, didattiche e strutturali dell'Università.
7. L'Università pu� stabilire collaborazioni studentesche per la gestione di servizi per i quali, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, � possibile il ricorso a singoli studenti, alle associazioni studentesche, nonch� alle cooperative studentesche.
2. I professori e i ricercatori sono, altres�, tenuti a contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell'Università e al processo decisionale, anche assumendo funzioni organizzative, di coordinamento della ricerca e di governo. Tutte le suddette attività
concorrono al quadro complessivo di valutazione delle attività istituzionali svolte da ciascun professore e ricercatore.
3. Ai professori e ai ricercatori pu� essere riconosciuta la titolarità di fondi finalizzati di ricerca.
4. La carica di Rettore, Prorettore, Direttore di Dipartimento, Presidente di Scuola, Coordinatore del Nucleo di Valutazione e Coordinatore di Corso di studio � riservata ai professori a tempo pieno. E' altres� riservata ai ricercatori e professori a tempo pieno la carica di componenti del Consiglio di Amministrazione. Un Regolamento di Ateneo disciplina le modalità di svolgimento delle attività per i professori e i ricercatori a tempo pieno e a tempo definito.
1. Il personale tecnico-amministrativo e il personale dirigente dell'Ateneo, secondo quanto disposto dall'art. 23, comma 1, del D.Lgs. 30/3/2001 n.165 e s.m.i., svolgono i compiti propri delle rispettive aree di competenza, nell'ambito dell'Amministrazione
centrale e delle altre strutture previste dal presente Statuto.
2. Il personale partecipa alla gestione dell'Università attraverso le proprie rappresentanze negli Organi collegiali, ove previsto dal presente Statuto. 3. L'Università, nel rispetto delle previsioni normative vigenti, garantisce periodicamente lo svolgimento di corsi di formazione e aggiornamento professionale, volti a promuovere il miglioramento dei servizi e ad accrescere le buone pratiche, favorendo la pi� ampia partecipazione.
g) esercitano, nei casi previsti dalla legge, l'azione disciplinare nei confronti del
personale tecnico-amministrativo che da essi dipende.
5. Per particolari esigenze di carattere specialistico, l'Università pu� affidare a personale dipendente, nei limiti previsti dalla vigente normativa e sulla base di criteri predefiniti e valutazioni comparative per titoli, prestazioni lavorative non rientranti tra le funzioni o mansioni svolte da detto personale in ragione dell'ufficio; tali prestazioni non costituiscono obbligo per il dipendente e possono essere assegnate solo previo assenso dell'interessato.
6. Gli incarichi dirigenziali a tempo determinato a personale non appartenente al ruolo della dirigenza sono disciplinati dall'art.19, commi 6, 6 bis, e 6 ter, del D.Lgs. 30/3/2001 n.165 e s. m. i. con le modalità stabilite da apposito Regolamento di
1. Il Rettore ha la rappresentanza legale dell'Università, esercita le funzioni di indirizzo, iniziativa e coordinamento delle attività scientifiche e didattiche, � responsabile del perseguimento delle finalità dell'Università secondo criteri di qualità e nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza, trasparenza e promozione del merito.
m) esercita ogni ulteriore funzione non espressamente attribuita ad altri Organi dal presente Statuto.
3. L'ufficio di Rettore � incompatibile con ogni altra carica elettiva dell'Università, con incarichi elettivi presso altre Università italiane, statali, non statali legalmente riconosciute e telematiche, incarichi e nomine presso Fondazioni universitarie ed
incarichi di natura politica e sindacale.
1. Il Rettore � eletto tra i professori ordinari a tempo pieno in servizio presso le Università italiane.
3. Il Rettore dura in carica sei anni; il mandato non � rinnovabile.
5. L'elezione � indetta dal Decano dei professori ordinari. Nel caso di pari anzianità nel ruolo prevale la maggiore anzianità anagrafica.
6. Il corpo elettorale � convocato dal Decano non prima di centottanta giorni dalla scadenza del mandato del Rettore in carica e in modo che le operazioni elettorali siano completate in tempo utile rispetto al termine di scadenza. Il Decreto di convocazione
riporta il calendario delle votazioni, con l'indicazione di tre date, compresa quella dell'eventuale turno di ballottaggio. L'avviso di convocazione � pubblicato nell'Albo Ufficiale on line dell'Università disponibile sul sito internet istituzionale della stessa,
almeno trenta giorni prima della data fissata per la prima votazione ed � inviato negli stessi termini agli aventi diritto al voto.
7. Ciascuna votazione � valida se vi partecipa la metà pi� uno degli aventi diritto. Nelle prime due votazioni risulta eletto il candidato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti. Qualora per due votazioni nessun candidato abbia conseguito tale
maggioranza, si procede a votazione di ballottaggio tra i due candidati pi� votati nella seconda votazione; risulta eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità prevale il pi� anziano nel ruolo e, in caso di ulteriore parità, il pi� anziano per età anagrafica. L'eletto � proclamato dal Decano ed � nominato con Decreto del Ministro competente per l'Università.
10. Il Rettore � obbligato alle dimissioni in caso di motivata mozione di sfiducia proposta dal Senato accademico e approvata dal corpo elettorale. La mozione di sfiducia deve essere proposta dal Senato accademico � comunque non prima che siano trascorsi due anni
dall'inizio del mandato del Rettore � a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti. La votazione del corpo elettorale sulla mozione di sfiducia � valida se vi prende parte la metà pi� uno degli aventi diritto al voto, come individuati dal precedente comma 4. Il
corpo elettorale � convocato secondo modalità analoghe a quelle previste per l'elezione del Rettore. La mozione deve essere approvata con la maggioranza dei tre quinti dei votanti.
2. Il Prorettore pu� richiedere al Rettore una limitazione dell'attività didattica.
4. Il Rettore pu� delegare specifiche funzioni a professori e ricercatori in servizio presso l'Ateneo, tra quelli esperti nel settore oggetto della delega. La delega viene resa pubblica sul sito internet dell'Ateneo. Il Rettore pu� revocare la delega.
1. Il Senato accademico � l'organo che esercita la funzione di alta vigilanza sulla ricerca, la didattica e i servizi agli studenti. Il Senato accademico promuove e coordina la complessiva programmazione strategica a garanzia della politica culturale dell'Ateneo.
a) formula proposte ed esprime pareri obbligatori in materia di didattica, di ricerca e di servizi agli studenti e di attività culturali nel quadro del documento di programmazione triennale di Ateneo ai sensi della normativa vigente, nonch� in materia di attivazione, modifica o soppressione di corsi di studio, sedi, Dipartimenti e Scuole;
t) pu� proporre al corpo elettorale, con la maggioranza di almeno due terzi dei suoi componenti, una motivata mozione di sfiducia al Rettore non prima che siano trascorsi due anni dall'inizio del suo mandato. L'adunanza convocata per la mozione di sfiducia � presieduta dal Decano del Senato che provvede alla convocazione quando ne facciano richiesta i componenti nella percentuale di cui
al successivo comma 3);
u) pu� conferire alle Scuole specifiche deleghe nei settori di propria competenza, per finalità di maggiore efficacia ed efficienza;
3. Il Senato accademico � convocato dal Rettore di sua iniziativa o su motivata richiesta di almeno un terzo dei componenti con diritto di voto.
1. Il Senato accademico � composto da:
2. Per la componente di cui alla lett. b) e per quella di cui alla lett. c) occorre garantire la rappresentanza delle diverse aree culturali individuate nell'Ateneo; per i membri di cui alla lett. c) deve essere, altres�, garantita la presenza di almeno tre professori ordinari, tre professori associati, tre ricercatori di cui almeno uno a tempo indeterminato.
3. I componenti elettivi del Senato accademico durano in carica 4 anni, ad eccezione degli studenti, il cui mandato � biennale, nonch� dei Direttori di Dipartimento, il cui mandato � triennale, e dei ricercatori di cui all'art. 24 comma 3, lettera b) della Legge 240/2010, la cui carica � correlata alla durata del contratto. Il mandato di tutti i componenti � rinnovabile una sola volta..
5. Alle adunanze del Senato accademico possono partecipare, senza diritto di voto, il Pro Rettore ed i Presidenti delle Scuole se convocati. Alle adunanze del Senato Accademico partecipa, senza diritto di voto, il Direttore Generale con funzione di Segretario
1. Il Consiglio di Amministrazione � l'organo di indirizzo strategico e di programmazione finanziaria dell'Università.
o) attribuisce ai Dipartimenti, sulla base della loro richiesta e sentito il parere della Scuola o del Senato accademico nel caso di Dipartimenti non afferenti a Scuole, risorse per i posti di professore e ricercatore, sulla base della valutazione effettuata dal Nucleo di Valutazione e del documento di programmazione triennale. Il Consiglio di Amministrazione pu� altres� destinare ai Dipartimenti ulteriori disponibilità, per esigenze di riequilibrio o di valorizzazione di aree scientifiche, attribuendole con vincolo di utilizzo per ruolo e/o settore scientifico-disciplinare o area;
Articolo 20 - Composizione del Consiglio di Amministrazione 1. Il Consiglio di Amministrazione � composto da:
d) 3 personalità eminenti per aver operato o per operare nel sistema della ricerca pubblica o privata e/o nel mondo della cultura, non appartenenti ai ruoli dell'Ateneo a decorrere dai tre anni precedenti la designazione. Tali membri non devono essere professori o ricercatori di Università che abbiano stipulato un accordo di programma o federativo con l'Ateneo Federico II, n� devono ricoprire,
o aver ricoperto, cariche politico-elettive nei tre anni che precedono la nomina; non devono, altres�, trovarsi in una posizione di conflitto di interessi, attuale o potenziale, con l'Ateneo. Tali membri non possono accedere ai ruoli dell'Ateneo.
7. I componenti di cui alla lettera b) durano in carica due anni; i componenti di cui alle lett. c) e d) durano in carica quattro anni. Il mandato � rinnovabile una sola volta.
1. Il Collegio dei Revisori dei Conti � composto da tre componenti effettivi e due supplenti ed � nominato con Decreto del Rettore. 2. Un membro effettivo, con funzioni di Presidente, deve essere scelto tra i magistrati amministrativi e contabili e gli avvocati dello Stato ed � designato dal Rettore.
8. Ai componenti effettivi e supplenti del Collegio dei Revisori � corrisposta una indennità di carica annuale, nella misura determinata dal Consiglio di Amministrazione e non modificabile per l'intero periodo di durata del loro ufficio.
1. Il Nucleo di Valutazione ha il compito di valutare le attività didattiche, di ricerca, di trasferimento delle conoscenze, nonch� quelle relative agli interventi di sostegno al diritto allo studio e quelle attinenti all'attività gestionale ed organizzativa svolta dai professori e ricercatori ed alla complessiva organizzazione funzionale ed amministrativa, per garantire il costante miglioramento del livello di qualità, efficacia ed efficienza. 2. Il Nucleo � organo indipendente e l'Ateneo ne assicura l'autonomia operativa, il diritto di accesso ai dati e alle informazioni necessari, nonch� la pubblicità e la diffusione degli atti, nel rispetto della normativa a tutela della riservatezza.
e) esprime pareri e valutazioni sulla sostenibilità della organizzazione delle attività di didattica e di ricerca, nonch� sui progetti culturali, scientifici e didattici posti alla base delle proposte di costituzione di Dipartimenti e di Scuole;
Articolo 23 - Composizione del Nucleo di Valutazione 1. Il Nucleo di Valutazione � composto da sette membri:
c) cinque componenti non appartenenti ai ruoli dell'Ateneo a decorrere dai tre anni precedenti la designazione. Tali membri, inoltre, non devono essere professori o ricercatori di Università che abbiano stipulato un accordo di programma o
federativo con l'Ateneo, n� debbono ricoprire, o aver ricoperto, cariche politicoelettive nei tre anni precedenti l'assunzione della carica; non devono, altres�, trovarsi in una posizione di conflitto di interessi, attuale o potenziale, con l'Ateneo.
3. La funzione di Coordinatore del Nucleo � attribuita al professore di ruolo dell'Ateneo designato dal Senato accademico. 4. I componenti esterni sono scelti dal Rettore, previa emanazione di un avviso pubblicato sul sito web di Ateneo ed esame dei curricula dei soggetti che hanno manifestato la propria disponibilità. I curricula dei candidati sono resi pubblici sul sito web dell'Ateneo. Dall'esame dei curricula degli aspiranti deve risultare che l'esperienza maturata sia coerente con le aree culturali presenti nell'Ateneo.
6. I componenti durano in carica quattro anni, con l�eccezione del rappresentante degli studenti che dura in carica due anni. L�incarico non pu� essere rinnovato.
1. Fatte salve le competenze attribuite dalle vigenti disposizioni ad altri soggetti, organi o strutture, il Direttore generale assicura, sulla base degli indirizzi forniti dal Consiglio di Amministrazione, la complessiva gestione ed organizzazione dei servizi, delle risorse strumentali e del personale dirigente e tecnico-amministrativo dell'Ateneo, nonch� lo svolgimento, in quanto compatibili, dei compiti di cui all'art. 16 del D. Lgs. 30/3/2001 n.165 e s.m.i..
2. L'incarico di Direttore generale dell'Ateneo � conferito dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Rettore, sentito il Senato accademico, mediante contratto di lavoro a tempo determinato di diritto privato.
4. Il contratto ha la durata di tre anni. L'incarico pu� essere rinnovato, tenendo conto del grado di raggiungimento degli obiettivi assegnati al Direttore generale dal Rettore, nonch� dell'economicità, efficienza ed efficacia e funzionalità delle prestazioni rese, anche per il tramite dei Dirigenti, dall'apparato amministrativo di competenza esclusiva del Direttore generale. Il trattamento economico spettante al Direttore generale � definito in conformità ai criteri e parametri fissati dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Qualora l'incarico sia conferito ad un dipendente pubblico, lo stesso � collocato in aspettativa senza assegni per tutta la durata del contratto.
d) nell'ambito della programmazione del personale e nel rispetto delle indicazioni date dagli organi di governo dell'Università, provvede al reclutamento del personale tecnico-amministrativo e dirigente, stipula i conseguenti contratti individuali di lavoro subordinato, adotta tutti gli atti di gestione dello stesso che non siano di competenza delle strutture dotate di autonomia amministrativa e contabile, ivi compresi quelli attinenti all'attribuzione dei trattamenti economici, anche accessori. Resta ferma la specifica disciplina prevista dal Protocollo Università � Regione stipulato ai sensi dell'art.1 del D.Lgs. 21/12/1999 n.517 e s.m.i. per il personale universitario tecnico-amministrativo utilizzato dall'Azienda ospedaliera universitaria Federico II;
e) procede, anche mediante mobilità, all'assegnazione del personale tecnicoamministrativo agli uffici, alle Ripartizioni ed alle strutture dell'Ateneo, fatta eccezione per il personale tecnico�amministrativo utilizzato presso l'Azienda ospedaliera universitaria Federico II, secondo quanto previsto nel Protocollo di Intesa Regione � Università, stipulato, ai sensi dell'art.1 del D.Lgs. 21/12/1999 n.517 e s.m.i., per la disciplina del rapporto tra servizio sanitario regionale e Università per lo svolgimento delle attività assistenziali;
g) è responsabile del raggiungimento degli obiettivi strategici assegnati dal Rettore sulla base degli indirizzi formulati dal Consiglio di Amministrazione, nonché delle prestazioni rese, anche per il tramite dei Dirigenti, dall’apparato amministrativo di
propria esclusiva competenza;
h) indirizza, coordina, controlla e valuta l’attività degli altri dirigenti, assegnando loro gli obiettivi operativi e di comportamento, secondo il modello di valutazione adottato dal Nucleo di Valutazione e approvato dal Consiglio di Amministrazione, compatibilmente con quanto previsto dal D. Lgs. 27/10/2009 n. 150. Il Direttore generale, con provvedimento motivato, può procedere alla sostituzione dei dirigenti in caso di loro inerzia o ritardo. Con provvedimento motivato, per particolari esigenze di necessità ed urgenza, può avocare a sé specifici atti di competenza dei Dirigenti;
i) esercita, nei casi previsti dalla legge, l’azione disciplinare nei confronti del personale tecnico-amministrativo e dirigente, fermo restando quanto previsto dal Protocollo di Intesa Regione – Università stipulato ai sensi dell’art.1 del D.Lgs. 21/12/1999 n.517 e s.m.i. per il personale universitario tecnico-amministrativo utilizzato presso l’Azienda ospedaliera universitaria Federico II;
n) nell’ambito degli atti di propria competenza, fornisce pareri e consulenze agli organi di governo dell’Università ed agli organi delle altre strutture di Ateneo.
8. Il Direttore generale pu� nominare � nell'ambito dei Dirigenti in servizio presso l'Ateneo � un proprio Vicario che esercita, in caso di assenza o impedimento, tutte le funzioni di competenza del Direttore generale.
Articolo 25 - Consiglio degli Studenti 1. Al fine di valorizzare e favorire la partecipazione studentesca nell'ambito dei processi decisionali degli organi di governo dell'Università, il Consiglio degli Studenti esprime parere su:
3. Il Consiglio pu� esprimere parere su ogni altra questione sottoposta allo stesso dagli organi di governo dell'Ateneo; formula, altres�, proposte agli Organi di governo dell'Università su tutto quanto attiene alle libertà, alla formazione culturale e professionale ed allo sviluppo della coscienza civile degli studenti.
1. Il Consiglio degli studenti � composto, in numero non superiore a 45, dai rappresentanti degli studenti in seno al Senato accademico ed al Consiglio di Amministrazione e da una equilibrata rappresentanza elettiva degli studenti afferenti alle diverse strutture didattiche.
2. La prima adunanza del Consiglio degli studenti � convocata dal Rettore.
3. Il Consiglio elegge al proprio interno il Presidente, che convoca le adunanze e provvede a trasmettere pareri e proposte agli organi competenti. Il Presidente � membro del Senato accademico.
4. Le modalit� di elezione, nonch� di organizzazione e funzionamento del Consiglio degli studenti di Ateneo sono stabilite con Regolamento di Ateneo. I membri durano in carica due anni e sono rieleggibili una sola volta.
Articolo 27 - Comitato Unico di Garanzia 1. È istituito il “Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni”, di seguito CUG, che:
a) promuove le pari opportunità per tutte le componenti che studiano e lavorano nell’Università, proponendo misure e azioni dirette a prevenire e a contrastare ogni forma di discriminazione fondata sul genere, sull’orientamento sessuale, l’origine etnica, la religione, le convinzioni personali e politiche, le condizioni di disabilità, l’età;
b) promuove, in particolare, la parità effettiva fra i generi, individuando le eventuali discriminazioni, dirette e indirette, nella formazione professionale, nell’accesso al lavoro, nelle condizioni di lavoro, nelle progressioni di carriera e nella retribuzione e proponendo le iniziative necessarie a rimuoverle;
f) assicura l’adozione di politiche di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.
2. Il CUG assume, altresì, nell’ambito di competenza, compiti consultivi e di monitoraggio.
3. Ciascuna delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello di Amministrazione indica un componente del CUG ed il collegio è integrato da ulteriori componenti in egual numero, nominati dal Rettore a seguito di procedura elettorale ed appartenenti, nella misura del cinquanta per cento per ciascuna categoria, ai ruoli dei professori/ricercatori e del personale dirigente/tecnico-amministrativo. Nel caso in cui il numero dei componenti di spettanza sindacale sia dispari, al fine di rendere paritaria la composizione del CUG, avrà diritto ad un ulteriore seggio la componente meno rappresentata complessivamente tra quelle dei professori/ricercatori e del personale dirigente/tecnico-amministrativo. Sono altresì membri del CUG due studenti eletti in
rappresentanza della componente studentesca iscritta ai corsi di studio ed un componente eletto in rappresentanza dei dottorandi e degli specializzandi. La componente studentesca partecipa alle riunioni del CUG con pieni diritti, fatta eccezione per le deliberazioni inerenti il benessere organizzativo e la gestione del rapporto di lavoro. In ogni caso la composizione complessiva del CUG dovrà assicurare, nel complesso, compatibilmente con il numero dei componenti del CUG medesimo, la presenza paritaria di entrambi i generi.
b) adeguate esperienze nell’ambito delle pari opportunità o del mobbing, del contrasto alle discriminazioni;
9. Il CUG è organo indipendente e l’Ateneo ne assicura l'autonomia operativa, il diritto di accesso ai dati e alle informazioni necessari, nonché la pubblicità e la diffusione degli atti, nel rispetto della normativa a tutela della riservatezza.
1. Il Collegio di Disciplina � competente a svolgere la fase istruttoria dei procedimenti disciplinari nei confronti dei professori e dei ricercatori e ad esprimere parere conclusivo sulla proposta avanzata dal Rettore, sia in relazione alla rilevanza dei fatti sul piano disciplinare sia in relazione al tipo di sanzione da irrogare.
2. Il Collegio di Disciplina � composto da tre professori di prima fascia, di cui uno presidente, due professori di seconda fascia e due ricercatori, tutti in regime di tempo pieno. I membri del collegio vengono eletti direttamente dai rispettivi corpi elettorali e durano in carica quattro anni. Per ciascuna categoria di membri sono eletti altrettanti membri supplenti che sostituiscono i titolari in caso di impedimento o di assenza. Il mandato � rinnovabile una sola volta.
3. Il presidente, in caso di assenza o impedimento, � sostituito dal professore pi� anziano nel ruolo. A parità di anzianità nel ruolo prevale il pi� anziano di età.
5. L'avvio del procedimento disciplinare spetta al Rettore che, per ogni fatto che possa dar luogo all'irrogazione di una sanzione pi� grave della censura tra quelle previste dall'articolo 87 del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore di cui al R.D.
31/8/1933 n. 1592, entro trenta giorni dal momento della conoscenza dei fatti, trasmette gli atti al Collegio, formulando motivata proposta.
6. Il Collegio, uditi il Rettore o un suo delegato, nonch� il professore o il ricercatore sottoposto ad azione disciplinare, eventualmente assistito da un difensore di fiducia, entro trenta giorni esprime parere sulla proposta avanzata dal Rettore, sia in relazione alla rilevanza dei fatti sul piano disciplinare sia in relazione al tipo di sanzione da irrogare e trasmette gli atti al Consiglio di Amministrazione.
8. Il procedimento si estingue se la decisione di cui al comma precedente non intervenga nel termine di centottanta giorni dalla data di avvio del procedimento stesso. Tale termine � sospeso fino alla ricostituzione del collegio di disciplina ovvero del Consiglio
di Amministrazione nel caso in cui siano in corso le operazioni preordinate alla formazione dello stesso che ne impediscono il regolare funzionamento. Il termine �, altres�, sospeso, per non pi� di due volte e per un periodo non superiore a sessanta
giorni in relazione a ciascuna sospensione, ove il collegio ritenga di dover acquisire ulteriori atti o documenti per motivi istruttori; il Rettore dà esecuzione alle richieste istruttorie avanzate dal collegio.
10. Il Collegio di Disciplina vigila sul rispetto del Codice Etico.
3. Il Dipartimento � costituito da professori e ricercatori sulla base dell'appartenenza ad una medesima area scientifico-disciplinare ovvero a settori omogenei dal punto di vista culturale, didattico e scientifico, secondo i criteri stabiliti nella proposta di costituzione, al fine di condividere un progetto di formazione e ricerca, sul quale esprime parere il Nucleo di Valutazione. Nel progetto vanno individuati i settori scientifico-disciplinari di riferimento del Dipartimento, che devono essere indicati nel Regolamento di funzionamento della struttura. I professori e i ricercatori devono afferire ad un solo Dipartimento. I professori e i ricercatori afferiscono al Dipartimento che ne ha proposto la chiamata; la successiva richiesta di afferenza ad altro Dipartimento pu� essere formulata sulla base dei medesimi criteri previsti in sede di prima costituzione dei Dipartimenti. Nel rispetto dello stato giuridico dei professori e ricercatori e della libertà di insegnamento, il Dipartimento cui si chiede l'afferenza si esprime sulla coerenza della richiesta di afferenza con il progetto culturale, con la dimensione organizzativa e con gli
obiettivi formativi dell'ordinamento didattico secondo quanto previsto dall'art.2, comma 6, del presente Statuto. Su tale richiesta delibera il Consiglio di Amministrazione, sentiti il Dipartimento di destinazione ed il Senato accademico.
4. La proposta di costituzione del Dipartimento � approvata dal Consiglio di Amministrazione, previo parere del Nucleo di Valutazione, sentito il Senato accademico.
5. Il numero minimo di professori e ricercatori per la costituzione di un Dipartimento � di cinquanta unità. Qualora dopo la sua costituzione il numero degli afferenti al Dipartimento dovesse scendere sotto la soglia indicata, sarà concesso un periodo di tre
anni per il riequilibrio della consistenza numerica, oltre il quale il Dipartimento sarà automaticamente disattivato. In nessun caso, comunque, � possibile scendere sotto la soglia di quaranta componenti.
6. I Dipartimenti hanno autonomia gestionale, organizzativa, regolamentare. Hanno altres� autonomia di spesa, secondo quanto previsto dal Regolamento di Amministrazione e Contabilità. Dispongono degli spazi, delle strutture e del personale tecnicoamministrativo occorrenti al proprio funzionamento, nonch� di una dotazione ordinaria assegnata dal Consiglio di Amministrazione, sulla base della valutazione effettuata dal Nucleo di Valutazione. Modalità di funzionamento e di esercizio delle loro attività sono definite da ciascun Dipartimento con apposito Regolamento.
7. I Dipartimenti, in ragione di specifiche esigenze di carattere scientifico ed organizzativo possono essere strutturati in sezioni che ne rappresentano una mera articolazione. L�organizzazione amministrativa � definita con provvedimento del Direttore Generale, sentito il Direttore del Dipartimento.
8. Uno o pi� Dipartimenti possono proporre al Consiglio di Amministrazione l'istituzione e l'attivazione dei corsi di studio, secondo le procedure disciplinate dalla normativa vigente e purch� siano in grado di soddisfare i requisiti di sostenibilità di seguito prefissati. Per i corsi di laurea e di laurea magistrale � necessario che il Dipartimento o l'insieme di dipartimenti assicuri la copertura di almeno i due terzi dei Crediti Formativi Universitari delle materie caratterizzanti con i professori e ricercatori ad esso afferenti. Motivate deroghe a tale soglia potranno essere autorizzate, in casi particolari, dal Consiglio di Amministrazione, su parere favorevole del Nucleo di Valutazione, sempre che il Dipartimento proponente o l'insieme di dipartimenti assicuri la copertura di pi� del 50% dei Crediti Formativi Universitari delle materie caratterizzanti. Il Consiglio di Amministrazione delibera l'attivazione del corso e lo incardina nel Dipartimento proponente. Il Senato esprime parere preventivo sull'attivazione del Corso e approva il relativo Regolamento Didattico. In caso di proposizione da parte di un insieme di dipartimenti il corso sarà coordinato dalla Scuola cui appartengono i Dipartimenti che concorrono alla sua attivazione ovvero dalla Scuola individuata di comune accordo
qualora i Dipartimenti appartengano a Scuole diverse. Nell'area medica la Scuola formula la proposta didattica integrata con il necessario contributo di tutti i Dipartimenti ad essa afferenti, nel rispetto dei vincoli normativi.
9. Il Dipartimento pu� proporre al Consiglio di Amministrazione l'istituzione di uno o pi� corsi di dottorato anche in collaborazione con altri Dipartimenti, Scuole e altri Atenei. Un Dipartimento non inserito in una Scuola pu� proporre al Consiglio di
Amministrazione l'istituzione di una Scuola di Dottorato, anche in collaborazione con altri Dipartimenti.
10. Il Dipartimento pu� proporre al Consiglio di Amministrazione l'istituzione di Scuole di Specializzazione con l'obiettivo di favorire la formazione professionalizzante nei settori previsti dalla legge. Nell'area medica le Scuole di Specializzazione sono istituite su proposta della Scuola, secondo la procedura prevista dalla normativa vigente.
11. Il Dipartimento pu� proporre al Consiglio di Amministrazione l'istituzione di corsi di Master universitario, che, una volta istituti, sono organizzati e gestiti dal Dipartimento proponente al pari di un corso di studio.
12. Il Consiglio di Dipartimento, per ciascuno dei corsi di studio in esso incardinati, istituisce una Commissione per il Coordinamento didattico. A tale Commissione prendono parte tutti i professori e i ricercatori afferenti al Corso di studio. Alla medesima Commissione il Dipartimento stesso pu� delegare parte delle proprie funzioni in ordine alle attività didattiche. Qualora il Dipartimento non istituisca la Commissione, tali funzioni vengono esercitate dal Consiglio di Dipartimento: alle adunanze del Consiglio convocate esclusivamente per esercitare la funzione di coordinamento delle attività didattiche, partecipano tutti i professori e ricercatori del Corso di Studio. Le modalità di partecipazione sono fissate dal regolamento. Il Coordinatore � individuato ai sensi dell'articolo 46, comma 2. La funzione di coordinatore pu� essere esercitata dal Direttore di Dipartimento. Il Consiglio di Dipartimento approva i Manifesti degli Studi dei corsi incardinati nel Dipartimento previo parere delle Commissioni per il Coordinamento didattico.
a) svolgono le attivit� didattiche relative agli insegnamenti dei settori scientifico-disciplinari funzionali al progetto culturale del Dipartimento, mettendo a disposizione spazi, attrezzature e personale propri;
b) assegnano i compiti didattici a ciascun professore e ricercatore ad essi afferenti nel rispetto della normativa vigente. I Dipartimenti che fanno parte di una Scuola, per l�assegnazione di tali compiti didattici, devono tener conto del coordinamento fissato dalla Scuola. Il Senato accademico, laddove necessario, esercita il coordinamento didattico tra Scuole o tra Dipartimenti che non afferiscono a Scuole. I Dipartimenti comunicano al Senato accademico la distribuzione dei carichi didattici relativi ai professori e ricercatori afferenti a ciascuno di essi ai fini della funzione di alta vigilanza spettante al medesimo Senato accademico;
c) nei propri settori scientifico-disciplinari di riferimento, sulla base delle proprie esigenze di ricerca e di didattica, richiedono al Consiglio di Amministrazione le risorse per l�attivazione dei procedimenti di chiamata di professori ordinari, associati e ricercatori. Su tali richieste, ai soli fini del coordinamento, della razionalizzazione e dell�equilibrio delle attivit� didattiche, esprime parere il Consiglio di Scuola, ove costituita. Per i Dipartimenti non appartenenti ad una Scuola, tale parere viene espresso dal Senato accademico. La strategia di reclutamento dei Dipartimenti viene valutata dal Nucleo di Valutazione che nell�area medica e veterinaria terr� conto anche dell�attivit� integrata di didattica, di ricerca e clinico-assistenziale;
d) richiedono strutture, personale tecnico-amministrativo e risorse finanziarie al Consiglio di Amministrazione sulla base dell'attivit� di ricerca svolta o programmata e dei necessari servizi di supporto alla didattica; su tali richieste la Scuola formula al Consiglio di Amministrazione proposte organizzative e pareri. Per i Dipartimenti non afferenti ad una Scuola tale funzione � svolta dal Senato accademico;
e) nell�ambito delle proprie competenze e nei limiti fissati dal Regolamento di Ateneo in materia, i Dipartimenti possono stipulare contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati per attivit� di ricerca, di consulenza e di servizio in conto terzi.
15. Il Consiglio di Dipartimento � composto da:
b) un segretario con voto consultivo e con funzioni verbalizzanti scelto tra gli appartenenti almeno alla categoria D secondo le modalit� indicate nel Regolamento di Ateneo in materia;
c) rappresentanti degli studenti iscritti ai corsi di laurea, di laurea magistrale e di dottorato di ricerca incardinati nel Dipartimento in numero pari al 15% dei professori e dei ricercatori, secondo modalit� stabilite dal Regolamento che deve prevedere la presenza di almeno un rappresentante per i corsi di dottorato. Tali rappresentanti durano in carica due anni; il mandato � rinnovabile una sola volta. Le modalit� di partecipazione alle sedute sono fissate da apposito Regolamento. (comma modificato con DR/2014/451 del 14/02/2014)
c) l'incarico � rinnovabile per una sola volta.
18. Fanno parte della Giunta il Direttore e il segretario di cui al precedente comma 15 lett. b), quest�ultimo con voto consultivo e con funzioni verbalizzanti. I membri della Giunta restano in carica tre anni; il loro mandato � rinnovabile una sola volta.
22. Il Regolamento disciplina il funzionamento del Consiglio del Dipartimento. Composizione, modalità di elezione della Giunta di Dipartimento nonch� le regole di funzionamento della stessa sono disciplinate dal Regolamento di funzionamento del Dipartimento, garantendo una equilibrata rappresentanza delle componenti.
1. Le Scuole sono strutture di coordinamento costituite da pi� Dipartimenti che vi aderiscono sulla base di criteri di affinità culturale, didattica, scientifica e disciplinare. Ciascun Dipartimento pu� fare parte di una sola Scuola. Nell'area medica la Scuola deve garantire il principio di inscindibilità delle funzioni assistenziali da quelle di insegnamento e di ricerca e realizzare la piena integrazione delle attività assistenziali, formative e di ricerca svolte in collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale.
2. La richiesta di afferenza di un Dipartimento ad una Scuola � deliberata dal Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Senato accademico.
4. Le Scuole favoriscono al loro interno la ricerca interdisciplinare, promuovendo l'internazionalizzazione e i grandi progetti di ricerca che coinvolgano le aree culturali dei vari Dipartimenti afferenti. Promuovono ed incoraggiano le attività di trasferimento
delle conoscenze sul territorio, amplificando e coordinando le singole iniziative dei Dipartimenti.
5. La Scuola, nell'assolvimento dei propri compiti istituzionali, per un pi� efficace ed efficiente funzionamento, pu� ricevere dal Senato accademico deleghe nei settori di propria competenza.
7. Le Scuole sono dotate di autonomia organizzativa e gestionale e di spesa in relazione alle funzioni ad esse assegnate e nei limiti delle norme vigenti. Dispongono di spazi, strutture e personale tecnico-amministrativo occorrenti al proprio funzionamento.
Hanno autonomia regolamentare nelle materie di propria competenza. Modalità di funzionamento e di esercizio delle loro attività sono definite da apposito regolamento approvato dal Senato Accademico, previo parere del Consiglio di Amministrazione.
8. Una Scuola pu� essere costituita se il numero complessivo dei professori e ricercatori dei Dipartimenti costituenti � pari ad almeno 300 unità.
9. Il Consiglio � l'organo deliberante della Scuola. Fanno parte del Consiglio della Scuola:
b) rappresentanti dei professori e dei ricercatori afferenti ai Dipartimenti costituenti la Scuola in misura pari al 10% dei componenti dei Consigli dei Dipartimenti stessi cos� individuati:
b1) coordinatori dei corsi di studio, di dottorato e delle scuole di specializzazione nella misura prevista dal regolamento della scuola; in ogni caso, il loro numero, non pu� essere superiore al 50% dei componenti di cui alla lettera b);
c) rappresentanti degli studenti iscritti ai corsi di laurea, di laurea magistrale e di
dottorato di ricerca incardinati nei Dipartimenti aderenti alla Scuola in numero pari al 15% dei professori e dei
ricercatori componenti del Consiglio della Scuola, secondo modalit� stabilite dal Regolamento di Ateneo,
purch� sia prevista la presenza di almeno un rappresentante per i corsi di dottorato e di scuola di
specializzazione. Tali rappresentanti durano in carica due anni; il mandato � rinnovabile una sola volta. Le
modalit� di partecipazione alle sedute sono fissate da apposito Regolamento. (comma modificato con DR/2014/451 del 14/02/2014)
11. La carica ha durata di tre anni ed � rinnovabile per una sola volta.
12. La Scuola pu� proporre al Consiglio di Amministrazione l'istituzione di una o pi� Scuole di Dottorato anche in collaborazione con Dipartimenti esterni alla Scuola, con altre Scuole e altri Atenei.
13. La Scuola pu� proporre al Consiglio di Amministrazione l'istituzione, secondo la procedura prevista dalla normativa vigente, di Scuole di Specializzazione con l'obiettivo di favorire la formazione professionalizzante post lauream nei settori previsti dalla
legge, ivi compresa l'area medica e quella veterinaria di concerto con i competenti Ministeri.
14. Il Consiglio della Scuola verifica la distribuzione dei carichi didattici, compresi contratti e affidamenti di incarichi di insegnamento, effettuata dai Dipartimenti per garantire il soddisfacimento ottimale dei fabbisogni; nel caso di Dipartimenti non afferenti ad una Scuola tale funzione � esercitata dal Senato accademico.
15. Ai soli fini del coordinamento, della razionalizzazione e dell'equilibrio delle attività didattiche, le Scuole esprimono parere al Consiglio di Amministrazione in ordine alle richieste di risorse formulate dai Dipartimenti afferenti per l'attivazione dei
procedimenti di chiamata di professori ordinari, associati e ricercatori. In assenza della Scuola tale funzione � esercitata dal Senato accademico.
16. Nell'area medica la Scuola � l'unica struttura competente ad esprimere pareri al Rettore, al Senato accademico e al Consiglio di Amministrazione su tutte le deliberazioni dell'Università attinenti i rapporti con il Servizio sanitario nazionale e regionale e sulla programmazione in materia di reclutamento dei Dipartimenti tenendo conto della congruità e del necessario equilibrio delle aree per la dovuta integrazione delle attività didattiche, di ricerca e clinico-assistenziali.
17. Nell'area medica, al fine di promuovere l'approfondimento e la diffusione di tematiche etiche, deontologiche e giuridiche concernenti la ricerca biomedica di base ed applicata e la prassi clinico-assistenziale nei suoi aspetti diagnostici e terapeutici, � istituito il Centro di Bioetica per la sperimentazione biomedica disciplinato da apposito Regolamento. Al Centro afferisce il Comitato Etico per le attività biomediche.
18. Al fine di realizzare economie di scala e di scopo e migliorare l'efficienza nell'uso delle risorse e delle strutture, le Scuole formulano proposte organizzative ed esprimono pareri sulle richieste di strutture, grandi attrezzature e personale tecnicoamministrativo avanzate dai Dipartimenti, esprimendosi sulla base dell'attività di ricerca svolta e programmata e dei necessari servizi di supporto alla didattica. Per i Dipartimenti non afferenti ad una Scuola tale funzione � svolta dal Senato accademico.
20. Le Scuole, nel caso di particolari condizioni di localizzazione territoriale delle strutture afferenti, possono delegare alcune delle funzioni di cui al comma precedente ai Dipartimenti interessati. Il Consiglio di Amministrazione per le stesse motivazioni pu� assegnare alcune delle predette funzioni direttamente ai Dipartimenti.
1. Il Consiglio di Amministrazione, previo parere del Senato Accademico, pu� istituire Centri speciali per la didattica, collocati ad un livello interscuola, in relazione alla particolare complessit� organizzativa della didattica derivante dalla presenza diffusa in molteplici strutture delle competenze necessarie a realizzare l�attivit� formativa in determinati ambiti culturali, allo scopo di assicurare le necessarie attivit� di coordinamento dei relativi corsi di studio incardinati in pi� Dipartimenti afferenti a Scuole diverse.
2. Le modalit� di organizzazione e funzionamento di tali Centri sono disciplinate in sede di proposta istitutiva sul modello dipartimentale.
1. E' istituita una Commissione paritetica docenti-studenti in ciascun Dipartimento ovvero in ciascuna Scuola. La Commissione � composta in egual numero da professori, ricercatori e studenti, tra cui un dottorando.
Articolo 33 - Centri di ricerca 1. I Centri di ricerca sono strutture aggregative interdipartimentali o interuniversitarie, istituite per la promozione e la realizzazione di ricerche interdisciplinari e multidisciplinari di rilevante interesse scientifico, sulla base di un progetto condiviso, anche sotto il profilo finanziario, tra pi� Dipartimenti, anche di Atenei diversi. I Centri di ricerca possono essere incardinati nelle Scuole quando il progetto istitutivo le individui come sede elettiva per la gestione e l'organizzazione delle attività di comune interesse e possono concorrere allo svolgimento di attività didattiche integrative secondo quanto previsto nel Regolamento del Centro.
2. L'istituzione e l'attivazione dei Centri di ricerca � deliberata dal Consiglio di Amministrazione, senza maggiori oneri a carico del bilancio dell'Università, su proposta di almeno due Dipartimenti e sentito il Senato accademico ovvero, su delega dello stesso, i Consigli delle Scuole alle quali afferiscono i Dipartimenti proponenti.
3. Le strutture proponenti devono determinare preventivamente il fabbisogno economico e le risorse acquisibili per il funzionamento dei Centri, garantirne l'efficienza, anche attraverso la ripartizione di quote tra le medesime strutture proponenti e l'attribuzione di spazi a carico delle stesse, nonch� verificare la sussistenza di un'adeguata capacità attrattiva di risorse dall'esterno.
5. L'attività dei Centri, la sostenibilità finanziaria e l'efficienza degli stessi sono sottoposte a verifica triennale da parte del Nucleo di Valutazione di Ateneo. Nel caso di valutazione negativa, il Nucleo di Valutazione assume le determinazioni conseguenti sottoponendole al Consiglio di Amministrazione, che delibera sentito il Senato accademico. Il Senato accademico pu� delegare tale funzione ai Consigli delle Scuole alle quali afferiscono i Dipartimenti che hanno proposto l'istituzione del Centro. L'eventuale disattivazione del Centro interdipartimentale � disposta con Decreto del Rettore.
Articolo 34 - Centri di servizio interdipartimentali 1. I Centri di servizio interdipartimentali sono strutture organizzative costituite allo scopo di sviluppare e potenziare i servizi per le attività di ricerca e di didattica, anche attraverso la migliore utilizzazione di risorse strumentali, laboratori e attrezzature complesse di interesse comune a pi� Dipartimenti dell'Università.
2. L'istituzione e l'attivazione dei Centri di servizio interdipartimentali � deliberata dal Consiglio di Amministrazione, senza maggiori oneri a carico del bilancio dell'Università, su proposta motivata e dettagliata di almeno due Dipartimenti e sentito il Senato accademico ovvero, su delega dello stesso, i Consigli delle Scuole alle quali afferiscono i Dipartimenti proponenti.
Articolo 35 - Centri di servizio dell'Ateneo 1. I Centri di servizio dell'Ateneo sono strutture organizzative dirette alla realizzazione di scopi specifici di interesse generale per l'Università, attraverso la gestione e l'utilizzazione di servizi comuni, al fine di promuoverne la qualità dei processi.
3. L'istituzione dei Centri di servizio dell'Ateneo � deliberata dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Rettore, sentito il Senato accademico. La proposta istitutiva deve indicare le finalità istituzionali, nonch� le modalità di organizzazione e
funzionamento del Centro sul modello dipartimentale. Tale proposta deve altres� contenere la previsione del fabbisogno economico e di personale occorrente per il suo funzionamento.
4. I Centri di servizio dell'Ateneo dispongono di spazi, strutture e personale tecnicoamministrativo, occorrenti al proprio funzionamento, nonch� di una dotazione ordinaria assegnata dal Consiglio di Amministrazione. I Centri hanno autonomia gestionale, organizzativa e di spesa e possono svolgere, nei limiti delle proprie disponibilità e nel rispetto delle priorità istituzionali, attività in conto terzi a favore di enti pubblici e privati, secondo quanto stabilito con apposite convenzioni.
5. I Direttori dei Centri di servizio dell'Ateneo sono nominati dal Rettore tra i professori di ruolo dell'Università con specifica qualificazione nelle materie oggetto dell'attività dei Centri medesimi. L'incarico ha durata triennale e pu� essere rinnovato.
1. L'AZienda agraria e zootecnica � una struttura ausiliaria per le attività dell'Università nell'ambito della ricerca, della didattica e della sperimentazione, nei settori disciplinari inclusi nell'area delle scienze agrarie e di quelle veterinarie. L'Azienda, in particolare, � costituita allo scopo di organizzare, coordinare e implementare, anche mediante l'adozione di tecnologie innovative, i servizi a sostegno dei programmi di ricerca applicata e della didattica pratica.
2. L'Azienda ha autonomia gestionale, organizzativa e di spesa, dispone di spazi, strutture e personale tecnico-amministrativo occorrenti al proprio funzionamento, nonch� di una dotazione ordinaria assegnata dal Consiglio di Amministrazione.
Articolo 37 - Orto botanico 1. L'Orto botanico dell'Università ha lo scopo di introdurre, curare e conservare specie vegetali da diffondere e proteggere, nonch� di assicurarne la ricerca e la divulgazione.
2. L'Orto ha, altres�, lo scopo di raccogliere e conservare collezioni di semi e di legni, oltre che collezioni di piante fossili e di oggetti di interesse etnobotanico nell'annesso Museo di Paleobotanica ed Etnobotanica.
1. L'Azienda ospedaliera universitaria � costituita, con autonoma personalità giuridica, dall'Università d'intesa con la Regione. Essa opera con le modalità e secondo quanto disposto dalla normativa vigente che disciplina i rapporti tra Servizio sanitario regionale e Università.
3. La gestione dell'Azienda ospedaliera universitaria � informata al principio dell'autonomia economico-finanziaria.
4. Il patrimonio immobiliare e mobiliare concesso in uso all'Azienda ospedaliera universitaria resta di proprietà dell'Ateneo e non pu� essere modificato nella propria consistenza e configurazione in mancanza di apposita autorizzazione del Consiglio di
Amministrazione dell'Università.
1. Il Sistema bibliotecario di Ateneo � volto ad organizzare la raccolta, la conservazione, l'arricchimento, la classificazione e la fruizione del patrimonio bibliotecario e documentale dell'Università, garantendo la razionalizzazione e l'efficacia dei servizi resi all'utenza. Il Sistema bibliotecario di Ateneo � formato dalle biblioteche dell'Ateneo, nonch� dai centri di documentazione dell'Università, inclusa la Biblioteca Digitale, ed � coordinato dal Centro di Ateneo per le Biblioteche.
1. Il Sistema museale dell'Università, costituito da Centri Museali e da Musei Dipartimentali, organizza e coordina, anche mediante tecnologie innovative, la raccolta, la conservazione, l'arricchimento, la catalogazione, lo studio e la fruizione dei beni di
interesse scientifico, storico e artistico dell'Università.
4. Altri Musei e Centri museali possono essere costituiti con apposita convenzione o tra pi� Università, o con soggetti pubblici e privati.
1. L'Università organizza e disciplina, con Regolamento, il servizio di tutorato finalizzato a rimuovere, per tutto il corso degli studi, gli ostacoli alla proficua frequenza e a rendere gli studenti attivamente partecipi del processo formativo, secondo le esigenze e le attitudini dei singoli. Il servizio di tutorato � obbligatorio nei corsi erogati con la modalità della formazione a distanza.
b) fornire ai Dipartimenti, alle Scuole ed al servizio di tutorato dati ed analisi su ritardi e tendenziali abbandoni, affinch� se ne rimuovano le cause;
Articolo 42 - Altri servizi per gli studenti 1. L'Università, anche in collaborazione con ordini professionali, enti e istituzioni pubbliche e private, organizza servizi volti a garantire a studenti e laureati informazioni sulle borse di studio, sugli scambi culturali e sulle opportunità di lavoro in Italia e all'estero. I servizi sono gestiti dall'Amministrazione anche con la collaborazione degli studenti, secondo le modalità previste dalla normativa vigente.
2. L'Università istituisce per laureati e dottori di ricerca borse di studio anche per l'estero e pu� fornire sussidi per tirocini pratici presso strutture anche non universitarie, italiane e straniere, collaborando a curare i relativi adempimenti amministrativi.
1. L'Università pu� attivare, anche in collaborazione con soggetti pubblici o privati, corsi di master universitario di primo e di secondo livello e corsi di perfezionamento tecnicoscientifico post lauream, nonch� corsi di aggiornamento per la formazione continua.
Articolo 45 - Attività didattica 1. L'attività didattica � erogata dai Dipartimenti.
4. L'attività didattica � disciplinata, nel rispetto della libertà di insegnamento, dalle normative di legge, dal Regolamento didattico di Ateneo e dai Regolamenti dei singoli corsi di studio istituiti da Dipartimenti. I Regolamenti garantiscono l'adozione di percorsi formativi coerenti e adeguati al valore legale dei titoli di studio rilasciati ed alla loro valenza nell'ambito dell'Unione europea.
1. I Dipartimenti nominano un Coordinatore ed istituiscono una Commissione per il coordinamento didattico dei corsi di laurea e di laurea magistrale con lo scopo di assicurare unitarietà all'organizzazione dei corsi. In alternativa, il Dipartimento pu�
esercitare direttamente tale funzione secondo quanto disciplinato dagli art.29, comma 12.
2. Il Coordinatore � eletto dal Consiglio del Dipartimento, a maggioranza degli aventi diritto al voto, tra i professori a tempo pieno responsabili di un insegnamento nel relativo corso di studio. Dura in carica tre anni ed il mandato � rinnovabile una sola
volta. In caso di impedimento o di assenza, ne assume le funzioni il Decano dei professori della Commissione di coordinamento.
4. La Commissione per il coordinamento didattico dei corsi di laurea e di laurea magistrale � istituita dal Dipartimento in cui il corso � incardinato. Ne fanno parte tutti i professori, inclusi i professori a contratto, e i ricercatori responsabili di un insegnamento nel corso di studio, anche se non afferenti al Dipartimento. Fanno parte della Commissione i rappresentanti degli studenti del corso di laurea eletti nel Consiglio di Dipartimento, iscritti al corso stesso.
Articolo 47 - Dottorato di ricerca 1. Un Dipartimento o una Scuola, o un insieme coordinato di queste strutture, propone l'attivazione dei corsi di Dottorato di ricerca nel rispetto della normativa vigente, prevedendo quanto necessario per l'organizzazione ed il funzionamento degli stessi. La
proposta di attivazione viene strutturata secondo quanto previsto da apposito Regolamento in materia.
2. Il Senato Accademico, qualora l�iniziativa per costituire i nuovi Dipartimenti non sia assunta entro 3 mesi dal termine di costituzione del Consiglio di Amministrazione e del Nucleo di Valutazione e comunque non oltre il 31/10/2012, adotta le determinazioni pi� idonee perch� si provveda alla costituzione stessa.
3. Nel caso in cui singoli professori e ricercatori non abbiano aderito ad alcun Dipartimento entro il termine di cui al comma 1 del presente articolo, provvede il Senato Accademico sulla base di criteri di affinit� scientifico-disciplinare e/o didattica.
Articolo 50 1. Per l�ipotesi in cui pi� Dipartimenti, raggruppati in relazione a criteri di affinit� disciplinari, intendano affidare funzioni di coordinamento e razionalizzazione delle attivit� didattiche e di gestione dei servizi ad un'unica struttura di raccordo, al fine di consentire il tempestivo avvio del processo di organizzazione dell�Ateneo, vengono individuate le seguenti Scuole che, in sede di prima applicazione, possono essere istituite entro 30 giorni dal termine ultimo previsto per la costituzione dei Dipartimenti:
In sede di istituzione delle predette Scuole, il limite numerico di cui all�art. 30 comma 8 pu� essere derogato con delibera del Consiglio di Amministrazione.
2. E' possibile procedere alla modifica della denominazione delle suindicate Scuole. L'articolazione delle Scuole pu� essere oggetto di variazioni trascorsi 24 mesi dalla loro costituzione.
Articolo 52 1. Gli attuali organi collegiali e monocratici elettivi, decadono al momento della costituzione di quelli previsti dal presente Statuto, ai sensi dell'art.2, comma 9 della Legge 240/2010, come modificato dall'art. 49 del decreto legge 9/2/2012 n.5,
convertito, con modificazioni, in legge 4/4/2012, n.35.
1. Nella composizione degli organi collegiali va rispettato il principio delle pari opportunit�.
2. E' fatto divieto ai componenti degli organi di governo dell'Ateneo di ricoprire ogni altra carica presso altre Università italiane statali, non statali e telematiche, presso Fondazioni universitarie, nonch� incarichi di natura politica, pena decadenza. E' fatto altres� divieto, per i componenti del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, fatta eccezione per il Rettore - limitatamente al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione - e per i Direttori di dipartimento, limitatamente allo stesso Senato - qualora risultino eletti a farne parte - pena la decadenza: di essere componente di altri organi dell'Università salvo che del Consiglio di dipartimento; di ricoprire il ruolo di Direttore o Presidente delle scuole di specializzazione o di far parte
del consiglio di amministrazione delle scuole di specializzazione; di svolgere funzioni inerenti alla programmazione, al finanziamento e alla valutazione delle attività universitarie nel Ministero e nell'ANVUR.
Articolo 55 1. L�elettorato passivo per le cariche accademiche e il conferimento di incarichi in strutture previste dal presente Statuto sono riservati a professori e ricercatori a tempo indeterminato che assicurino un numero di anni di servizio pari alla durata del mandato prima del collocamento a riposo. Per i ricercatori a tempo determinato la durata residua del contratto deve essere pari ad almeno due anni.
Articolo 56 1. La sostituzione dei componenti degli organi collegiali, in caso di cessazione anticipata dalla carica, avviene immediatamente e comunque non oltre 60 giorni. Lo svolgimento di tali funzioni per un periodo inferiore ai 12 mesi non viene computato ai fini dell'applicazione delle disposizioni sui limiti del mandato.
Articolo 57 1. Il funzionamento dell'Università � disciplinato, oltre che dalle norme in materia di ordinamento universitario, diritto allo studio, stato giuridico e trattamento economico del personale universitario, dal presente Statuto e dai Regolamenti emanati ai sensi della vigente normativa, anche dai Regolamenti di Ateneo, vigenti al momento della entrata in vigore del presente Statuto, che non siano incompatibili con lo stesso e con la Legge 240/2010.
Articolo 58 1. Le modifiche del presente Statuto sono deliberate, previo parere favorevole del Consiglio di Amministrazione, dal Senato accademico con la maggioranza assoluta dei componenti. Esse sono trasmesse al Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della