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Timestamp: 2020-07-16 14:01:17+00:00
Document Index: 136930865

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 17', 'art.6', 'art.16', 'art. 17', 'art. 2953']

Aprile 2019 - Pagina 30 di 58 - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 aprile 2019, n. 10047 – Licenziamento per riduzione del personale, la comunicazione ex art. 4 comma 9 della legge nr. 223 del 1991, anche in presenza di criteri stabiliti in sede di accordo sindacale, non può limitarsi ad una presa d’atto degli stessi ma deve indicare il modo in cui quei criteri sono stati applicati
il 12 Aprile, 2019in lavoro, LAVORO - GIURISPRUDENZAtags: cassazione sez. lavoro, licenziamenti
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 aprile 2019, n. 10047 Licenziamento – Procedura di riduzione del personale – Puntuale indicazione delle modalità di applicazione dei criteri di scelta Fatti di causa 1. Il Tribunale di Verbania, con sentenza del 3.8.2017, respingeva la domanda di impugnativa del licenziamento intimato a P.P., nell’ambito di una procedura di […]
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 aprile 2019, n. 10240 – Illegittimità della C.I.G. per inadempienza del datore di lavoro agli obblighi di comunicazione previsti dall’art. 1 comma 7 della legge n. 223 del 1991 con specifico riferimento, in sede di avvio della procedura, all’indicazione delle ragioni della sospensione, dei criteri di scelta dei lavoratori da sospendere e di quelli adottabili per la rotazione
il 12 Aprile, 2019in lavoro, LAVORO - GIURISPRUDENZAtags: cassazione sez. lavoro, lavoro sostegno al reddito
enucleati i principi secondo cui: a) la specificità dei criteri di scelta consiste nell’idoneità dei medesimi ad operare la selezione e nel contempo a consentire la verifica della corrispondenza della scelta ai criteri; b) la comunicazione di apertura della procedura di trattamento di integrazione salariale, la cui genericità renda impossibile qualunque valutazione coerente tra il criterio indicato e la selezione dei lavoratori da sospendere, viola l’obbligo di comunicazione previsto dall’art. 1, settimo comma I. 223/1991; c) la mancata specificazione dei criteri di scelta (o la mancata indicazione delle ragioni che impediscono il ricorso alla rotazione) determina l’inefficacia dei provvedimenti aziendali che può essere fatta valere giudizialmente dai lavoratori, in quanto la regolamentazione della materia è finalizzata alla tutela, oltre che degli interessi pubblici e collettivi, soprattutto di quelli dei singoli lavoratori
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 aprile 2019, n. 10052 – Pensionamento anticipato dei lavoratori addetti ai pubblici servizi di trasporto
il 12 Aprile, 2019in LAVORO - GIURISPRUDENZAtags: cassazione sez. lavoro, PENSIONI
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 aprile 2019, n. 10052 Lavoratori addetti ai pubblici servizi di trasporto – Pensionamento anticipato – Determinazione della misura – Maggiorazione contributiva figurativa Rilevato che 1. la Corte d’Appello di Roma confermava la decisione del Tribunale della stessa sede che aveva accolto la domanda proposta da G.G., ritenendo che la […]
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 aprile 2019, n. 10023 – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo per la soppressione della posizione lavorativa occupata dal dipendente obbliga il datore di lavoro alla assegnazione al lavoratore di altre mansioni professionalmente equivalenti – ove disponibili nella organizzazione aziendale – nonché – previo consenso di quest’ultimo – anche di mansioni di contenuto professionale inferiore
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 aprile 2019, n. 10023 Licenziamento per giustificato motivo oggettivo – Soppressione della posizione lavorativa – Attribuzione a mansioni inferiori – Consenso Rilevato che con sentenza del 21 marzo 2017 numero 10729 la Corte d’Appello di Roma, per quanto ancora in discussione, confermava la sentenza del Tribunale della stessa sede, […]
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 aprile 2019, n. 10238 – In tema di processo del lavoro, il dispositivo letto in udienza e depositato in cancelleria ha una rilevanza autonoma poiché racchiude gli elementi del comando giudiziale che non possono essere mutati in sede di redazione della motivazione e non è suscettibile di interpretazione per mezzo della motivazione medesima
il 12 Aprile, 2019in LAVORO - GIURISPRUDENZAtags: cassazione sez. lavoro
In tema di processo del lavoro, il dispositivo letto in udienza e depositato in cancelleria ha una rilevanza autonoma poiché racchiude gli elementi del comando giudiziale che non possono essere mutati in sede di redazione della motivazione e non è suscettibile di interpretazione per mezzo della motivazione medesima
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 aprile 2019, n. 10235 – L’apposizione del termine per ragioni sostitutive è dunque legittima, se l’enunciazione dell’esigenza di sostituire lavoratori assenti – da sola insufficiente ad assolvere l’onere di specificazione delle ragioni stesse – risulti integrata dall’indicazione di elementi ulteriori
il 12 Aprile, 2019in lavoro, LAVORO - GIURISPRUDENZAtags: cassazione sez. lavoro, lavoro
il contratto a termine, se in una situazione aziendale elementare è configurabile come strumento idoneo a consentire la sostituzione di un singolo lavoratore addetto a specifica e ben determinata mansione, allo stesso modo in una situazione aziendale complessa è configurabile come strumento di inserimento del lavoratore assunto in un processo in cui la sostituzione sia riferita non ad una singola persona, ma ad una funzione produttiva specifica che sia occasionalmente scoperta; in quest’ultimo caso, il requisito della specificità può ritenersi soddisfatto non tanto con l’indicazione nominativa del lavoratore o dei lavoratori sostituiti, quanto con la verifica della corrispondenza quantitativa tra il numero dei lavoratori assunti con contratto a termine per lo svolgimento di una data funzione aziendale e scoperture che per quella stessa funzione si sono realizzate per il periodo dell’assunzione
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 aprile 2019, n. 10149 – Trattamento tributario delle prestazioni erogate in forma di capitale ad un soggetto che risulti iscritto ad un Fondo di previdenza complementare aziendale a capitalizzazione di versamenti e a causa previdenziale prevalente
il 12 Aprile, 2019in TRIBUTI, TRIBUTI - GIURISPRUDENZAtags: cassazione tributi, TUIR
In tema di fondi previdenziali integrativi, le prestazioni erogate in forma di capitale ad un soggetto che risulti iscritto, in epoca antecedente all’entrata in vigore del D.lgs. n. 124 del 1993, ad un Fondo di previdenza complementare aziendale a capitalizzazione di versamenti e a causa previdenziale prevalente, sono soggette al seguente trattamento tributario: a) per gli importi maturati fino al 31 dicembre 2000, la prestazione è assoggettata al regime di tassazione separata di cui al d.P.R. n. 917/1986, art. 16, comma Io, lett. a), e art. 17 (T.U.I.R.), solo per quanta riguarda la “sorte capitale” corrispondente all’attribuzione patrimoniale conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro mentre alle somme provenienti dalla liquidazione del c.d. rendimento si applica la ritenuta del 12,50%, prevista dalla L.n. 482 del 1985, art.6; b) per gli importi maturati a decorrere dal 1 gennaio 2001 si applica interamente il regime di tassazione separata di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art.16, comma Io, lett. a), e art. 17 t.u.i.r.
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 aprile 2019, n. 10042 – Il credito previdenziale è assoggettato per legge ad una disciplina specifica, improntata al principio di “ordine pubblico” della irrinunciabilità della prescrizione
il 12 Aprile, 2019in LAVORO - GIURISPRUDENZAtags: cassazione sez. lavoro, CONTRIBUTI PREV
la scadenza del termine perentorio sancito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo, o comunque di riscossione coattiva, produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito, ma non anche la cd. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 c.c.; il termine breve si applica con riguardo a tutti gli atti – in ogni modo denominati – di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali, ovvero di crediti relativi ad entrate dello Stato, tributarie ed extratributarie, nonché di crediti delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri Enti locali, nonché delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie o amministrative e così via