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Timestamp: 2016-10-24 05:12:54+00:00
Document Index: 37418202

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 49', 'art. 8', 'art. 42', 'art. 49', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 100', 'art. 89', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 105', 'art. 109', 'art. 109']

Il 15 aprile 2011 il Giudice delegato del Tribunale amministrativo del Cantone Ticino ha confermato la decisione con cui la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni dapprima e il Consiglio di Stato poi hanno rifiutato di rinnovare il permesso di dimora di A.A.________, cittadina dominicana. Ricordato che aveva ricevuto l'autorizzazione di soggiorno in seguito al suo matrimonio celebrato il 4 maggio 2007 con il cittadino svizzero B.A.________, la Corte cantonale ha osservato che con la cessazione della vita comune, prodottasi il 16 giugno 2009, era venuto meno il motivo per cui il permesso di dimora le era stato accordato. Ha poi precisato che quand'anche si ammettesse, come addotto dall'insorgente ma non corroborato da alcun mezzo di prova, che i consorti avevano ripreso a convivere, ci� appariva dettato dalle necessit� della causa. Infine ha giudicato che l'interessata non poteva prevalersi n� dell'art. 42 cpv. 1 in relazione con l'art. 50 cpv. 1 lett. a della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr; RS 142.20), la coabitazione della coppia non essendo durata tre anni, n� dell'art. 50 cpv. 1 lett. b LStr, non sussistendovi gravi motivi personali atti a giustificare il prosieguo del soggiorno in Svizzera. Ella non poteva neanche appellarsi agli art. 49 LStr e 76 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 sull'ammissione, il soggiorno e l'attivit� lucrativa (OASA; RS 142.201) oppure all'art. 8 CEDU. Il provvedimento querelato, peraltro rispettoso del principio della proporzionalit�, andava pertanto confermato.
Secondo l'art. 42 cpv. 1 LStr, i coniugi stranieri di cittadini svizzeri hanno di principio diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora se coabitano o intendono coabitare con loro. La ricorrente, sposata con un cittadino svizzero dal 2007, pu� quindi invocare detta norma. Dal profilo della ricevibilit�, la questione a sapere se i coniugi coabitino, oppure se sussistano gli estremi di cui agli art. 49 e 50 LStr, non � determinante (DTF 136 II 1 consid. 2.1.2 non pubblicato; sentenza 2C_388/2009 del 9 dicembre 2009 consid. 1). Siccome suo marito, cittadino svizzero, ha il diritto di risiedere stabilmente in Svizzera, ella pu� altres� richiamarsi al diritto al ricongiungimento familiare garantito dall'art. 8 CEDU. Dal profilo dell'ammissibilit� del gravame, non occorre verificare se esso esista effettivamente (sentenze 2D_138/2008 del 10 giugno 2009 consid. 2.2 e 2D_98/2008 del 12 dicembre 2008 consid. 1.2). Tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) e presentato da persona legittimata ad agire (art. 89 cpv. 1 LTF), il ricorso � quindi ricevibile.
La ricorrente non rimette in discussione la sentenza impugnata riguardo al fatto che nulla pu� dedurre dall'art. 50 cpv. 1 lett. b LStr o dall'art. 8 CEDU oppure sulla problematica dell'inattendibilit� della ripresa della convivenza nonch� della proporzionalit� del provvedimento impugnato. In merito a questi aspetti, che non occorre pi� di conseguenza riesaminare in questa sede, ci si limita a rinviare ai pertinenti considerandi del giudizio contestato (cfr. sentenza cantonale pag. 6 consid. 3.1 e 3.3, pag. 7 consid. 4 e 5).
3.1 La ricorrente fa valere che � sposata da pi� tre anni e che anche in assenza di una convivenza con il consorte, cessata nel 2009, ha sempre mantenuto rapporti stretti con lui e lo frequenta ancora. Adduce poi di essere del tutto integrata, dato che parla perfettamente l'italiano e il francese e un poco il tedesco, e di avere sempre avuto un'attivit� lavorativa, a piena soddisfazione del datore di lavoro, ci� che peraltro le ha permesso di contribuire alle necessit� economiche della coppia. Premesse queste considerazioni ritiene pertanto adempiuti i presupposti dell'art. 50 cpv. 1 lett. a LStr. A torto.
3.2 Come ben spiegato nella sentenza querelata (cfr. consid. 2.3 pag. 4) affinch� l'art. 50 cpv. 1 lett. a LStr si applichi occorre che la coabitazione della coppia - e non solo il matrimonio dal profilo formale - sia durata almeno tre anni, ci� che non � manifestamente il caso della ricorrente. Come constatato in modo vincolante dalla Corte cantonale (art. 105 cpv. 2 LTF) e peraltro non contestato dall'interessata, ella si � sposata nel maggio 2007 e ha cessato di convivere con il marito nel giugno 2009. In queste condizioni il fatto che i coniugi si frequentino ancora ed abbiano mantenuto dei contatti non � n� sufficiente n� determinante. Dato poi che le esigenze poste dalla norma invocata sono cumulative, in assenza di un'unione coniugale durata almeno tre anni non occorre esaminare se l'integrazione della ricorrente sia avvenuta con successo. Su questo punto il ricorso si rivela del tutto infondato.
3.3 Da quel che precede discende che l'impugnativa risulta manifestamente infondata e pu� essere evasa secondo la procedura semplificata prevista dall'art. 109 LTF. Per il resto � rinviato alle pertinenti considerazioni del giudizio impugnato (art. 109 cpv. 3 LTF).
Comunicazione alla patrocinatrice della ricorrente, alla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni, al Consiglio di Stato e al Giudice delegato del Tribunale amministrativo del Cantone Ticino, nonch� all'Ufficio federale della migrazione.