Source: http://www.federica.unina.it/sociologia/diritto-degli-enti-locali/fonti-diritto-parte-quarta/
Timestamp: 2017-08-19 20:32:34+00:00
Document Index: 34080202

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 141', 'art 51', 'art. 117', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 51', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 48']

Le Fonti del diritto - parte quarta, Stefano D'Alfonso « Diritto degli Enti Locali « Sociologia « Federica e-Learning
Stefano D'Alfonso » 7.Le Fonti del diritto - parte quarta
Statuti: accesso
Accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi.
Legge 7 agosto 1990, n. 241 sulla trasparenza e sul procedimento amministrativo per situazioni giuridiche soggettive collegate ad atti adottati dal comune.
Art. 10 TUEL “Diritto di accesso e di informazione”.
assicura ai cittadini, singoli e associati, il diritto di accesso agli atti amministrativi;
disciplina il rilascio di copie di atti;
individua i responsabili dei procedimenti;
assicura ai cittadini l’informazione sullo stato degli atti e delle procedure e sull’ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardino;
assicura il diritto dei cittadini di accedere, in generale, alle informazioni di cui è in possesso l’amministrazione.
Statuti: accesso (segue)
Deve essere garantito il diritto di accesso alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni alle strutture ed ai servizi al fine di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini all’attività dell’amministrazione.
La normativa sull’accesso impatta con la disciplina della tutela dei dati personali.
Codice in materia di protezione dei dati personali. (c.d. CODICE DELLA PRIVACY) d.lgs n. 196/2003
Definizione di “trattamento” (art. 4). Molto ampia.
Dati giudiziari: così come identificati dalla legge
es. casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, o la qualità di imputato o di indagato.
Comunicazione: il dare conoscenza dei dati personali a uno o più soggetti determinati diversi dall’interessato, dal rappresentante del titolare nel territorio dello Stato, dal responsabile e dagli incaricati, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione;
I presupposti, le modalità, i limiti per l’esercizio del diritto di accesso a documenti amministrativi contenenti dati personali, e la relativa tutela giurisdizionale, restano disciplinati dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, anche per ciò che concerne i tipi di dati sensibili e giudiziari e le operazioni di trattamento eseguibili in esecuzione di una richiesta di accesso.
Bilanciamento di interessi.
Orientamenti giurisprudenziali: Prevalenza del diritto di accesso.
Contenuti Statuti Decentramento
Riferimento art. 17 Tuel
Circoscrizioni di decentramento, quali organismi di partecipazione, di consultazione e di gestione di servizi di base, nonché di esercizio delle funzioni delegate dal comune.
Gli organi delle circoscrizioni rappresentano le esigenze della popolazione delle circoscrizioni nell’ambito dell’unità del comune e sono eletti nelle forme stabilite dallo statuto e dal regolamento.
La disciplina è cambiata di recente.
Nel 2009 e 2010 interventi normativi volti a ridurre i costi della politica e più in generale della p.a.
Contenuti Statuti Decentramento (segue)
In precedenza l’art. 17 Tuel prevedeva:
I comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti articolano il loro territorio per istituire le circoscrizioni di decentramento.
I comuni con popolazione tra i 30.000 ed i 100.000 abitanti possono istituire le circoscrizioni.
Nei comuni con popolazione superiore a 300.000 abitanti, lo statuto può prevedere particolari e più accentuate forme di decentramento di funzioni e di autonomia organizzativa e funzionale, determinando, altresì, anche con il rinvio alla normativa applicabile ai comuni aventi uguale popolazione, gli organi di tali forme di decentramento, lo status dei componenti e le relative modalità di elezione, nomina o designazione.
Riduzione costi politica. L’ambito degli enti locali. Le circoscrizioni di decentramento.
Tre interventi legislativi arco temporale molto ristretto:
1. L. 23 dicembre 2009, n. 191 (FINANZIARIA 2010);
2. D.l. 25 gennaio 2010, n. 2 Interventi urgenti concernenti enti locali e regioni;
3. L. di conversione 26 marzo 2010, n. 42.
Prima soppressione tout court. Successivamente progressiva riduzione rigidità interventi.
Soppressione delle circoscrizioni di decentramento comunale «tranne che per i comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti, che hanno facoltà di articolare il loro territorio in circoscrizioni, la cui popolazione media non può essere inferiore a 30.000 abitanti.
Resta invece inalterata la disciplina per i comuni con popolazione superiore ai 300.000 abitanti.
Procedimento previsto per l’approvazione e la modifica dello Statuto.
Gli statuti sono deliberati dal consiglio con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati.
Maggioranza qualificata e dilatazione dei tempi. Ratio legis: richiesta una maggioranza più ampia; consenso più diffuso; si tende a ricomprendere anche l’opposizione e le minoranze nella determinazione dello statuto.
Triplice livello di pubblicazione.
Comune Affissione all’albo pretorio dell’ente per trenta giorni consecutivi.
Regione Pubblicazione Bollettino Ufficiale della Regione.
Ministro dell’interno inviato per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti. Il Ministero dell’interno cura adeguate forme di pubblicità degli statuti stessi.
Appare utile visitare la sezione del sito Ministero dell’interno dedicata agli enti locali, ed ivi quella dedicata alla raccolta degli statuti provinciali e comunali classificati per regione.
Contenuti statuto Stemma e Gonfalone
Norma introdotta per la prima volta con Tuel.
Prima di competenza statale (Ministro).
Limiti. Eventuali simboli in contrasto con il dettato costituzionale (es. unità nazionale) potrebbero condurre all’applicazione dell’art. 141 TUEL “Scioglimento e sospensione dei consigli comunali e provinciali”.
Contenuti statuto Residuale Parità uomo donna
Quanto ulteriormente previsto dal TUEL.
Assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna.
Promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune e della provincia, nonché degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti.
Questione anche affrontata dalla Corte costituzionale. Ha dichiarato illegittima la l. 81/1993 sul punto. Sentenza 422/1995.
Contenuti statuto Residuale Parità uomo donna (segue)
In particolare la Corte specifica l’illegittimità costituzionale della “norma di legge che imponga nella presentazione delle candidature alle cariche pubbliche elettive qualsiasi forma di quote in ragione del sesso dei candidati, pur riconoscendosi che misure siffatte, costituzionalmente illegittime se imposte per legge, possono invece essere valutate positivamente ove siano liberamente adottate da partiti politici, associazioni o gruppi che partecipano alle elezioni, anche con apposite previsioni dei rispettivi statuti o regolamenti concernenti la presentazione delle candidature. Come è significativamente avvenuto con l’appello del Parlamento europeo (risoluzione n. 169 del 1988) affinchè siano stabilite quote di riserva per le candidature femminili, appello indirizzato ai partiti politici e non ai governi e ai parlamenti nazionali, con implicita conferma, in questo campo, dell’impraticabilità, della via di soluzioni legislative”.
Il principio rinviene copertura costituzionale: art 51.
Contesto storico prima della Costituzione.
Solo nel 1945 alle donne è riconosciuto elettorato attivo e passivo: d.lgs.lgt. 1 febbraio 1945, n. 23 per l’elezione dell’Assemblea costituente.
Così l’art. 117 Cost. – per le regioni – prevede “Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive”.
Meritevole di richiamo la recente sentenza della Corte costituzionale sulla legge elettorale regionale della Campania n. 4/2009
Art. 4, co. 3 “Scheda elettorale”
“L’elettore può esprimere, nelle apposite righe della scheda, uno o due voti di preferenza (…). Nel caso di espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza”.
sent. C. cost. 4/2010
La Corte costituzionale è intervenuta in materia.
Fondamento legislazione regionale sulla parità di accesso alle cariche elettive art. 5 “Valore della differenza di genere”, comma 3, Statuto Regione Campania.
«Al fine di conseguire il riequilibrio della rappresentanza dei sessi, la legge elettorale regionale promuove condizioni di parità per l’accesso di uomini e donne alla carica di consigliere regionale mediante azioni positive».
Finalità → ottenere un riequilibrio della rappresentanza politica dei due sessi nel Consiglio regionale, in armonia con l’art. 51, primo comma, Cost.
Contenuti sentenza 4/2010
Si riportano alcuni contenuti della sentenza della Corte costituzionale.
Interpretata la norma.
“Doppia preferenza è meramente facoltativa per l’elettore, il quale ben può esprimerne una sola, indirizzando la sua scelta verso un candidato dell’uno o dell’altro sesso.
Solo se decide di avvalersi della possibilità di esprimere una seconda preferenza, la scelta dovrà cadere su un candidato della stessa lista, ma di sesso diverso da quello del candidato oggetto della prima preferenza.
Nel caso di espressione di due preferenze per candidati dello stesso sesso, l’invalidità colpisce soltanto la seconda preferenza, ferma restando pertanto la prima scelta dell’elettore”.
Contenuti sentenza 4/2010 (segue)
La regola censurata non è in alcun modo idonea a prefigurare un risultato elettorale o ad alterare artificiosamente la composizione della rappresentanza consiliare.
La nuova regola rende maggiormente possibile il riequilibrio, che però non impone. Si tratta quindi di una Misura promozionale ma non coattiva.
È Rispettato art. 48 Cost. → non vi è compressione o condizionamento scelte elettore ma solo fissazione criteri per l’esercizio della scelta.
I diritti fondamentali di elettorato attivo e passivo rimangono inalterati.
Statuti provinciali e comunali