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Timestamp: 2020-06-07 05:47:08+00:00
Document Index: 169740345

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 366', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 384']

Sentenza Cassazione Civile n. 8932 del 06/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8932 del 06/04/2017
Cassazione civile, sez. lav., 06/04/2017, (ud. 15/02/2017, dep.06/04/2017), n. 8932
sul ricorso 8061-2012 proposto da:
P.I. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA,
avverso la sentenza n. 455/2011 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositata il 15/12/2011 R.G.N. 85/2011.
1. che con sentenza in data 15.12.2011 la Corte di Appello di Perugia, adita dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in riforma della sentenza del Tribunale di Terni, che aveva parzialmente accolto il ricorso, ha ritenuto la legittimità dei termini apposti ai contratti di lavoro intercorsi fra l’appellante e Isabella Proietti, docente, e ha respinto le domande di conversione del rapporto e di risarcimento del danno;
2. che avverso tale sentenza Isabella Proietti ha proposto ricorso affidato a quattro motivi, articolati in più punti, al quale ha opposto difese il MIUR con controricorso.
3. che entrambe le parti hanno depositato memorie per l’udienza pubblica del 7.11.2012 e successivamente il Ministero ha depositato memoria ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., comma 1.
12. che la combinata lettura della parte motiva e di quella narrativa dalla sentenza, nella quale, precisato che la Proietti aveva riferito di essere stata assunta a tempo indeterminato in data 25.8.2004, si fa generico riferimento “supplenze su organico di diritto” (pg. 9), senza altra precisazione quanto al numero dei contratti, non consente di ritenere che i contratti a termine stipulati in relazione a posti su “organico di diritto” abbiano avuto durata superiore a trentasei mesi; il ricorso, d’altra parte difettando, quanto alla tipologia delle supplenze, dei requisiti imposti dall’art. 366 c.p.c., nn. 3 e 6, non consente di ricostruire la vicenda al fine della individuazione delle norme di diritto applicabili;
13. che la ricorrente, infatti, muovendo dal presupposto erroneo della assoluta equiparabilità delle due tipologie di supplenza, a pag. 2 del ricorso ha asserito di essere stata assunta prima della stipula del contratto in data 25.8.2004, senza nulla opporre in ordine alla accertata natura a tempo indeterminato di detta assunzione, con “n. 13 contratti a tempo determinato” e non ha indicato la durata dei singoli rapporti, il tempo in cui sono stati conclusi, nè ha precisato se i contratti siano stati stipulati ai sensi della L. n. 124 del 1991, art. 4, comma 1 o del comma 2;
14. che comunque il fatto, come detto accertato dalla sentenza, che la ricorrente è stata assunta a tempo indeterminato dal 25.8.2004, secondo il sistema previgente alle modifiche apportate dalla L. n. 107 del 2015, attesta che la medesima ha ottenuto il medesimo “bene della vita” per il riconoscimento del quale ha agito in giudizio, con la conseguenza che dalla stabilizzazione devono derivare gli stessi effetti che la pronuncia della Corte Costituzionale ha ricollegato al piano di stabilizzazione straordinario;
15. che la ricorrente, pur avendo domandato il risarcimento del danno non solo in via subordinata ma anche “aggiuntiva” rispetto alla domanda principale di conversione del rapporto, ha poi argomentato solo sulla necessità di individuare un parametro di liquidazione idoneo a rendere il risarcimento stesso misura adeguata, dissuasiva e sanzionatoria, rispetto alla ritenuta violazione del diritto dell’Unione;
16. che la ricorrente, quindi, non ha allegato danni diversi e ulteriori rispetto alla mancata conversione del rapporto, sicchè, una volta affermata la adeguatezza della stabilizzazione, in linea con quanto ritenuto dalla Corte di Giustizia (essendo venuto meno ogni carattere aleatorio della misura), non vi è spazio alcuno per l’accoglimento della domanda, alla luce del principio di diritto enunciato alla lettera F;
17. che, quindi, la sentenza impugnata, seppur erronea nella parte in cui ha escluso qualsiasi profilo di contrasto fra la normativa speciale del settore scolastico e la direttiva 1999/70/CE, deve essere confermata, ex art. 384 c.p.c., comma 4, perchè il suo dispositivo è conforme a diritto sulla base della diversa motivazione qui enunciata;
18. che la complessità della questione giuridica, risolta sulla base delle pronunce della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia intervenute in corso di causa, giustifica la integrale compensazione delle spese del giudizio di legittimità.