Source: http://docplayer.it/1984254-Legge-regionale-n-18-del-21-03-1984-regione-piemonte-legge-generale-in-materia-di-opere-e-lavori-pubblici.html
Timestamp: 2017-01-20 10:14:59+00:00
Document Index: 54083911

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 24', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 22']

⭐LEGGE REGIONALE N. 18 DEL REGIONE PIEMONTE. Legge generale in materia di opere e lavori pubblici
LEGGE REGIONALE N. 18 DEL REGIONE PIEMONTE. Legge generale in materia di opere e lavori pubblici
Download "LEGGE REGIONALE N. 18 DEL 21-03-1984 REGIONE PIEMONTE. Legge generale in materia di opere e lavori pubblici"
1 LEGGE REGIONALE N. 18 DEL REGIONE PIEMONTE Legge generale in materia di opere e lavori pubblici Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PIEMONTE N. 13 del 28 marzo 1984 Il Consiglio Regionale ha approvato. Il Commissario del Governo ha apposto il visto. Il Presidente della Giunta Regionale promulga la seguente legge: Titolo I DISPOSIZIONI GENERALI ARTICOLO 1 Obiettivi Con la presente legge la Regione disciplina e coordina la programmazione delle iniziative in materia di opere e lavori pubblici e di interesse pubblico, ai fini di un equilibrato sviluppo del territorio e detta norme intese a razionalizzare e a snellire le procedure e le modalità di intervento nel settore.2 ARTICOLO 2 Ambito di intervento Le norme della presente legge si applicano alle opere e ai lavori pubblici e di interesse pubblico che si realizzano sul territorio regionale, con o senza intervento finanziario della Regione, ad esclusione degli interventi di competenza dello Stato. La Regione può promuovere tutti gli interventi necessari all' acquisizione, alla realizzazione e all' efficienza funzionale delle opere, in coerenza con gli obiettivi del Piano regionale di sviluppo e del Programma pluriennale di attività e di spesa, di cui alla legge regionale 19 agosto 1977, n. 43, ed in conformità alle disposizioni della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 e successive modificazioni ed integrazioni. ARTICOLO 3 Soggetti attuatori I soggetti attuatori degli interventi di cui alla presente legge, sono: - la Regione, nei limiti previsti dall' articolo 9; - gli Enti locali territoriali; - gli Enti pubblici operanti nel territorio regionale, ivi compresi i Consorzi pubblici e le Comunità Montane; - le Società pubbliche e a partecipazione pubblica, istituzionalmente preposte alla realizzazione di opere e lavori pubblici e di interesse pubblico. I programmi degli interventi di competenza regionale sono coordinati, anche mediante apposite convenzioni, con quelli di competenza dello Stato e degli Enti Locali territoriali, ai sensi dell' articolo 11 del DPR 24 luglio 1977, n Titolo II PROGRAMMAZIONE3 ARTICOLO 4 Procedure di programmazione Il Consiglio Regionale, su proposta della Giunta, approva il Piano pluriennale delle opere e dei lavori pubblici, ed i Programmi di intervento annuali e pluriennali. Il Piano pluriennale ha una validità di 3 o 5 anni e, comunque, non superiore a quella del Piano Regionale di Sviluppo e viene aggiornato annualmente. La Giunta Regionale, entro il 31 ottobre di ogni anno, presenta la proposta di Piano pluriennale e/ o di aggiornamento del medesimo, con i Programmi di intervento annuali e pluriennali, al Consiglio Regionale, che l' approva contestualmente al bilancio. ARTICOLO 5 Piano pluriennale delle opere e dei lavori pubblici Il Piano pluriennale delle opere e dei lavori pubblici per le finalità di cui all' articolo 1, definisce: 1. gli obiettivi di assetto e di sviluppo della dotazione di opere pubbliche nel territorio della Regione da perseguire nel periodo di validità del Piano; 2. gli indirizzi generali per la programmazione degli interventi e relative priorità di settori e tipologia di opere; 3. i soggetti direttamente o indirettamente interessati alle realizzazioni ed i necessari coordinamenti fra gli stessi; 4. il quadro di riferimento finanziario che indichi la prevedibile disponibilità di risorse per il periodo di validità del Piano, tenuto conto dei programmi della Cassa Depositi e Prestiti e delle condizioni e possibilità di accesso al sistema creditizio.4 ARTICOLO 6 Programmi di intervento annuali e pluriennali Il Piano pluriennale delle opere e dei lavori pubblici viene attuato mediante Programmi annuali e pluriennali che determinano le condizioni di realizzazione degli interventi. In particolare i Programmi e pluriennali indicano, tenuto conto dei piani e dei programmi di settore: 1. i criteri di programmazione e di priorità degli interventi; 2. gli interventi di opere pubbliche strutturali ed infrastrutturali da realizzare a cura della Regione e quelli da realizzarsi a cura di altri soggetti pubblici e privati, con l' indicazione dei prevedibili tempi e costi, della localizzazione, della valutazione dell' impatto ambientale, della dotazione progettuale e della dimensione delle aree acquisite e da acquisire; 3. il piano di finanziamento complessivo per la realizzazione degli interventi previsti, comprendente: a. la ripartizione delle risorse disponibili fra i tipi di intervento finanziario di cui al successivo articolo 10: b. la misura, le condizioni finanziarie e le modalità di erogazione dei contributi. ARTICOLO 7 Criteri per la formazione del Piano pluriennale delle opere e dei lavori pubblici e dei Programmi di intervento annuali e pluriennali Il Piano pluriennale delle opere e dei lavori pubblici, con i Programmi di intervento annuali e pluriennali ed i loro aggiornamenti, sono predisposti in base alle indicazioni circa la consistenza del fabbisogno, che derivano: a. dai rilevamenti dello stato di fatto e dalla verifica dello stato di attuazione dei programmi precedenti; b. dalle previsioni degli strumenti urbanistici generali ed esecutivi degli Enti locali previsti dalla legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 e successive modifiche ed integrazioni; c. dalle previsioni degli strumenti amministrativi di programmazione degli Enti locali, ed in particolare, per quanto riguarda i Comuni, del Programma Operativo delle opere e degli interventi pubblici, di cui all' articolo 37 bis della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 e successive modifiche ed integrazioni;5 d. dai Programmi pluriennali di intervento e di spesa approvati dai Comitati Comprensoriali. Il Piano pluriennale e i Programmi di intervento annuali e pluriennali comprendono anche i lavori, le opere pubbliche e di interesse pubblico programmati autonomamente con proprie risorse dai soggetti di cui all' art. 3. Gli interessati sono tenuti a dare comunicazione dei programmi di intervento, che intendono realizzare, nelle forme e con le procedure stabilite dalla presente legge e dal regolamento di attuazione di cui all' art. 32. ARTICOLO 8 Attività di promozione per la predisposizione dei Piani e dei Programmi d' intervento Per l' attuazione della presente legge la Giunta Regionale, avvalendosi del Comitato Regionale per le Opere Pubbliche di cui al titolo IV, promuove e coordina: 1) studi di fattibilità e consulenza sulle opere di interesse regionale; 2) la predisposizione di regolamenti, capitolati generali e speciali di appalto e disciplinari tipo; 3) la definizione di standards tipologici, tecnologici, ed economici relativi a tipi e componenti edilizi ed alle soluzioni tecnologiche di impianti e di attrezzature; 4) l' unificazione delle procedure istruttorie degli uffici regionali centrali e periferici; 5) tutte le modalità di concorso organizzativo previsto dall' articolo 14. La Giunta Regionale provvede alla raccolta, all' aggiornamento ed all' elaborazione dei dati fisici e finanziari relativi alle opere pubbliche d' interesse regionale che usufruiscono o non di contributo da parte della Regione. Titolo III OPERATIVITA'6 ARTICOLO 9 Modalità di intervento Gli interventi di cui alla presente legge possono essere realizzati direttamente dalla Regione o dai soggetti di cui al precedente articolo 3. La Regione, su richiesta specifica dei Comuni, può anche intervenire direttamente nei casi di somma urgenza o di pronto intervento. In tali casi la Regione provvede avvalendosi preferenzialmente delle proprie strutture ovvero degli Enti strumentali regionali. La Regione, per l' attuazione degli interventi, può fornire ai soggetti di cui al precedente articolo 3 i concorsi finanziari ed organizzativi di cui ai successivi articoli. ARTICOLO 10 Interventi finanziari La Regione concede contributi in capitale, contributi costanti in annualità e presta garanzie fidejussorie, fino al 100% dei costi di realizzazione delle opere. Nel Piano pluriennale di intervento e nei Programmi annuali, di cui i precedenti articoli 5 e 6, sono determinati la misura ed il tipo di concorso, nonchè le modalità e le condizioni di ammissione e di erogazione delle agevolazioni regionali. ARTICOLO 117 Contributi in capitale I contributi in conto capitale possono essere erogati, fino alla costituzione di un fondo di rotazione da istituirsi con apposita legge, nella misura del 30% del contributo concesso alla stipula del contratto dei lavori da parte degli Enti o equivalente dichiarazione nel caso di esecuzione in amministrazione diretta; un 30% del contributo previa presentazione dello stato di avanzamento emesso al raggiungimento del 30% dei lavori in contratto; un ulteriore 30% a presentazione dello stato finale; il 10% od il minor importo necessario, a presentazione del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione, nonchè del quadro economico di tutte le spese sostenute per la realizzazione dell' opera. L' erogazione del contributo in conto capitale può essere disposta in una unica soluzione nei casi di acquisizione di immobili e di opere infrastrutturali, con l' obbligo della presentazione di idonea documentazione che attesti l' acquisita disponibilità dei beni stessi. ARTICOLO 12 Fidejussioni e contributi in annualità La Regione incentiva la realizzazione delle opere inserite nei programmi operativi comunali e da finanziarsi attraverso l' accensione di mutuo, con: a) prestazioni di garanzie fidejussorie ai soggetti di cui al precedente articolo 3, beneficiari e non del contributo regionale, carenti di cespiti delegabili o di altra idonea garanzia; b) contributi in annualità per le sole opere che non beneficano del finanziamento creditizio da parte della Cassa Depositi e Prestiti e/ o per le quali lo Stato non è tenuto ad assicurare il finanziamento ai sensi delle disposizioni vigenti in materia di finanzia locale o di specifiche leggi di settore. La Regione concede altresì contributi in annualità e presta garanzie fidejussorie a Società di intervento o Consorzi appositamente costituiti per la realizzazione di opere e lavori pubblici e di interesse pubblico. La Regione concede agli Enti di cui all' art. 3 anche contributi annui per contratti di locazione finanziaria (leasing), appositamente stipulati per la realizzazione di opere previste nei piani e nei programmi di cui agli articoli 5 e 6 e nei limiti fissati dall' art. 10.8 ARTICOLO 13 Contributi suppletivi La Regione può concedere contributi suppletivi per aggiudicazione dei lavori con aumento sul prezzo di appalto, lavori imprevisti, danni di forza maggiore, tacitazione di riserve, revisione dei prezzi contrattuali. La Giunta Regionale prevede annualmente, nell' ambito degli appositi stanziamenti di bilancio, gli importi necessari per tali maggiori oneri. Sull' ammissibilità a contributo delle maggiori spese decide la Giunta Regionale. Per importi superiori a 100 milioni ovvero al 50% del costo progettuale dell' opera è obbligatorio il parere del Comitato Regionale per le Opere Pubbliche. In caso di mancato rispetto degli adempimenti amministrativi e dei termini contrattuali, determinati da comportamenti od omissioni da parte dei soggetti attuatori, i conseguenti maggiori oneri di qualsiasi natura restano a carico dei soggetti stessi. ARTICOLO 14 Concorso organizzativo La Regione può fornire la consulenza ed anche l' assistenza tecnico - amministrativa in tutte le fasi di realizzazione delle opere e dei lavori di competenza dei soggetti di cui al precedente articolo 3, anche in coordinamento, mediante apposite convenzioni, con le Province. La Regione agevola inoltre, mediante la concessione di contributi: a) la costituzione o il potenziamento di uffici tecnici intercomunali, anche in accordo con quanto disposto dall' articolo 75 della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 e successive modifiche ed integrazioni;9 b) il convenzionamento dei Comuni singoli od associati e delle Comunità Montane con la Provincia per l' affidamento alla stessa della progettazione e dell' esecuzione di opere pubbliche di interesse comunale o comunitario, ai sensi del 1º comma dell' art. 11 del DL 28 febbraio 1983, n. 55, convertito in legge 26 aprile 1983, n ARTICOLO 15 Ammissione ai contributi Ai sensi dell' articolo 37 bis della legge regionale 56/ 77 e successive modificazioni, è vincolante, per la concessione del contributo, la presentazione da parte del Comune interessato del Programma Operativo delle opere e degli interventi pubblici, nel quale è incluso l' intervento per cui si richiede il finanziamento, con riferimento al Piano pluriennale di cui all' articolo 5. Per gli altri soggetti di cui all' articolo 3, l' ammissione a contributo avverrà in conformità a leggi e piani di settore secondo le modalità previste nel regolamento di cui al successivo articolo 32. Il programma Operativo e i suoi aggiornamenti costituiscono a tutti gli effetti domanda di contributo e devono pervenire alla Regione entro e non oltre il 31 luglio di ogni anno. L' approvazione dei Programmi di intervento annuali e pluriennali costituisce titolo per l' ammissione ai contributi di cui all' articolo 10 per le opere e gli interventi in essi previsti. ARTICOLO 16 Adempimenti dei soggetti beneficiari10 I soggetti ammessi a contributo devono rispettare, per l' espletamento di tutti gli adempimenti di loro competenza, i termini loro assegnati nei provvedimenti regionali di ammissione e di concessione di contributo. Qualora i soggetti beneficiari di contributo regionale non provvedano entro i termini previsti per i singoli adempimenti, la Giunta Regionale li diffida ad adempiere assegnando ad essi un ulteriore termine non superiore a 60 giorni. Scaduto tale termine il contributo è revocato. ARTICOLO 17 Procedure per l' aggiudicazione dei lavori Per le procedure di aggiudicazione delle opere e dei lavori pubblici si applicano le norme stabilite dalle leggi vigenti. La licitazione privata, ai sensi della legge 2 febbraio 1973, n. 14, e successive modificazioni ed integrazioni, costituisce il metodo normale di aggiudicazione degli appalti. Gli appalti di opere e lavori pubblici di importo superiore a 1 miliardo di lire, ovvero con tempo utile di realizzazione progettuale superiore a 300 giorni, sono aggiudicati in base ai criteri previsti dall' art. 24 della legge 8 agosto 1977, n. 584 e successive modificazioni ed integrazioni. I lavori, assistiti da intervento finanziario regionale, da realizzarsi dai soggetti indicati nell' art. 3 e la cui esecuzione riveste, comunque, carattere di urgenza, possono essere affidati a trattativa privata. Il carattere di urgenza è decretato dal Presidente della Giunta Regionale, su richiesta degli Enti interessati, previo parere del responsabile del Servizio Opere Pubbliche e Difesa del Suolo competente per territorio o derl responsabile del Servizio Tecnico a tutela della pubblica incolumità. In questo caso i lavori devono iniziare entro e non oltre 60 giorni dalla data di dichiarazione di urgenza. In caso contrario la dichiarazione di urgenza decade e la relativa procedura diviene non applicabile. Gli interventi di pronto soccorso necessari a seguito di calamità naturali sono disciplinati dalla legge regionale 29 giugno 1978, n. 38. Possono, altresì, essere affidati con le procedure della trattativa privata i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria di cui ai programmi annuali di intervento d' importo a base d' asta non maggiore di 100 milioni. Il ricorso alla trattativa privata da parte dei soggetti di cui all' art. 3, può avvenire anche per l' affidamento dei lavori per indagini preliminari sulle opere oggetto della11 presente legge. ARTICOLO 18 Pareri e approvazione progetti I progetti delle opere di competenza dei soggetti di cui al precedente articolo 3 non sono sottoposti ad alcun parere tecnico previsto dall' articolo 285 del RD 3 marzo 1937, n. 383 e successive modificazioni, nè ad approvazione da parte degli organi dell' Amministrazione Regionale e vengono approvati dai soggetti medesimi, salvo quanto disposto nei commi successivi. Sono sottoposti al parere del Servizio Opere Pubbliche e Difesa del Suolo competente per territorio o delle competenti sezioni del Comitato Regionale per le Opere Pubbliche, i progetti delle opere igienico - sanitarie che per legge devono essere approvati con decreto del Presidente della Giunta Regionale, nonchè i progetti delle opere degli interventi ricadenti nell' ambito di applicazione del RD 25 luglio 1904, n I progetti di sistemazione forestale sono sottoposti al parere del Servizio della forestazione ed economia montana competente per territorio. I piani ed i programmi di cui agli articoli 5 e 6 individuano i progetti rilevanti o per interesse regionale o per particolari caratteristiche tecniche o per incidenza sull' ambiente naturale, la cui approvazione da parte degli organi competenti è subordinata al parere del Comitato Regionale per le Opere Pubbiche. Non occorre parere sui progetti stralciati da progetti esecutivi generali sui quali si è già espresso favorevolmente il Comitato Regionale per le Opere Pubbliche, purchè l' Ente interessato con apposita deliberazione garantisca il rispetto dei requisiti tecnici dell' opera. I soggetti di cui al precedente articolo 3 hanno facoltà di richiedere che il Comitato Regionale per le Opere Pubbliche si pronunci sui progetti di opere di loro pertinenza. Il parere viene reso nei termini di cui al successivo art. 25 e non ha carattere vincolante. Il decreto di approvazione dei progetti di opere da realizzarsi in zone soggette a vincolo idrogeologico costituisce anche autorizzazione ai sensi della legge regionale 12 agosto 1981, n. 27.12 ARTICOLO 19 Programma dei lavori e revisione prezzi Il programma di cui all' articolo 1 della legge 10 dicembre 1981, n. 741, deve essere predisposto per le opere e lavori pubblici di importo a base d' asta superiore a 500 milioni di lire ovvero per quelli con tempo utile di realizzazione progettuale superiore a 300 giorni. La norma di cui al precedente comma si applica per le opere ed i lavori pubblici da aggiudicarsi, affidarsi o concedersi dopo l' entrata in vigore della presente legge. Al fine di evitare quanto più possibile il ricorso a finanziamenti suppletivi, i progetti devono comprendere, tra le somme a disposizione dell' Amministrazione, una quota per revisione prezzi da determinarsi sulla base della durata progettuale dei lavori e del prevedibile andamento dei costi considerati. Per richiedere la revisione prezzi su opere e lavori pubblici, assistiti da contributi regionali, è necessaria la predisposizione congiuntamente al progetto, del programma che definisce lo sviluppo esecutivo dei lavori e determina il riferimento per i computi revisionali. ARTICOLO 20 Pubblica utilità L' approvazione dei progetti per l' esecuzione di opere e lavori pubblici e di interesse pubblico della Regione o degli Enti territoriali equivale a dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza delle opere stesse. Gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità e di urgenza ed indifferibilità cessano se le opere non hanno avuto inizio entro tre anni dall' approvazione del progetto, ai sensi della legge 3 gennaio 1978, n. 1.13 ARTICOLO 21 Collaudi Per tutte le opere di competenza dei soggetti di cui all' articolo 3 della presente legge, realizzate con il concorso della Regione e per le quali è previsto l' atto di collaudo, la nomina del collaudatore è disposta dagli Enti medesimi che provvedono altresì all' approvazione degli atti di collaudo. Per i lavori non eccedenti l' importo di L. 500 milioni, IVA esclusa, ivi compresi quelli eseguiti direttamente dalla Regione, si può prescindere dal formale atto di collaudo, sostituendolo con il certificato del direttore dei lavori che ne attesta la regolare esecuzione. La stazione appaltante può comunque, anche su richiesta dell' Impresa che esegue i lavori, disporre per il formale atto di colaudo per i lavori non eccedenti i 500 milioni. L' atto di colaudo è, comunque, obbligatorio ove vengano avanzate riserve da parte dell' appaltatore. ARTICOLO 22 Albo collaudatori E' istituito uno speciale Albo dei collaudatori le cui modalità di formazione e di tenuta sono stabilite da apposito regolamento approvato dal Consiglio Regionale. All' Albo possono essere iscritti, a richiesta: a) i liberi professionisti, in possesso dei requisiti previsti dai rispettivi ordinamenti professionali; b) i dipendenti dello Stato, dalla Regione e da Enti pubblici, in possesso dell' abilitazione all' esercizio della professione, in ruolo da almeno cinque anni, anche sulla base di quanto previsto dai rispettivi regolamenti del personale. Per i colaudi delle opere in conglomerato cementizio14 armato, normale e precompresso ed a struttura metallica sono fatti salvi i disposti della legge 5 novembre 1971, n Titolo Iv ORGANI CONSULTIVI ARTICOLO 23 Comitato Regionale per le Opere Pubbliche E' istituito il Comitato Regionale per le Opere Pubbliche con funzioni consultive e di coordinamento tecnico in materia di opere e lavori pubblici e di interesse pubblico. Il Comitato opera presso gli uffici centrali della Regione e resta in carica per la durata della legislatura regionale. Per lo svolgimento delle funzioni di competenza, il Comitato si avvale delle strutture tecniche regionali, centrali e periferiche. ARTICOLO 24 Sezioni del Comitato Il Comitato è articolato in sezioni per settori tipologici di opere e svolge le funzioni consultive previste dalle specifiche leggi regionali di settore, nonchè quelle degli altri organi consultivi previsti dalla legislazione statale. Le competenze di ciascuna sezione, le modalità di organizzazione funzionale delle stesse nonchè del Comitato in seduta plenaria, sono definite dal regolamento di attuazione della presente legge.15 ARTICOLO 25 Compiti e pareri del Comitato Il Comitato Regionale per le Opere Pubbliche nell' ambito delle sue funzioni consultive, esprime parere su: 1) il Piano pluriennale delle opere e dei lavori pubblici e i Programmi di intervento annuali e pluriennali; 2) i progetti rilevanti o per interesse regionale o per particolari caratteristiche tecniche o per incidenza sull' ambiente naturale, di cui all' articolo 18, secondo comma; 3) i progetti sui quali i soggetti di cui all' art. 3 hanno richiesto il parere ai sensi dell' art. 18; 4) l' ammissibilità ai contributi suppletivi previsti all' articolo 13: 5) le proposte di risoluzioni o rescissioni di contratti per opere finanziate dalla Regione ed a seguito di vertenze sorte con le Imprese in corso d' opera o in sede di collaudo per maggiori compensi o per l' esonero da penalità contrattuali; 6) ogni altra questione in materia di opere e lavori pubblici richiesta dalla legislazione statale e dagli organi regionali, e dai soggetti attuatori di cui all' art. 3. I pareri del Comitato Regionale devono essere forniti entro un tempo massimo di 60 giorni a decorrere dalla data di ricevimento della documentazione relativa completa. I pareri di cui al punto 1 del presente articolo devono essere forniti entro un termine di 30 giorni. ARTICOLO 26 Presidenza e organizzazione del Comitato Il Comitato Regionale per le Opere Pubbliche, costitito con deliberazione del Consiglio Regionale, è presieduto dal Presidente della Giunta Regionale o da un Assessore delegato. Le sezioni nelle quali si articola il Comitato Regionale16 sono presiedute dagli Assessori delegati dal Presidente della Giunta Regionale. Ai lavori delle sezioni del Comitato possono partecipare tutti gli Assessori regionali interessati alle materie in discussione, con diritto di voto. E' istituito presso la Giunta Regionale il servizio di segreteria del Comitato Regionale per le Opere Pubbliche, al fine di assicurare l' organizzazione funzionale e lo svolgimento delle competenze del Comitato stesso. L' organico di tale servizio sarà definito con legge. ARTICOLO 27 Composizione delle sezioni del Comitato Ogni sezione del Comitato Regionale per le Opere Pubbliche è composta dai seguenti membri effettivi con diritto di voto: a) 5 esperti di particolare competenza, nominati dal Consiglio Regionale con voto limitato a tre nominativi; b) 4 esperti in rappresentanza dei Comuni, delle Amministrazioni provinciali e delle Comunità Montane di cui 2 designati dalla sezione regionale dell' ANCI, 1 designato dalla sezione regionale del' UPI e 1 dalla delegazione regionale dell' UNCEM; c) un rappresentante dell' Unione dell' edilizia del Piemonte e della Valle d' Aosta; d) 6 funzionari dell' Amministrazione Regionale, designati dalla Giunta, di cui almeno uno esperto in discipline giuridico - amministrative. Le funzioni di segretario sono espletate da un funzionario appartenente all' assessorato cui è affidata la presidenza della sezione del Comitato.17 ARTICOLO 28 Funzionamento del Comitato e delle sezioni Sono invitati a partecipare alle sedute, di volta in volta, quali membri aggiunti per le sole materie di competenza e senza diritto al voto, un funzionario del Servizio Opere Pubbliche e Difesa del Suolo competente per territorio, ove questi non faccia parte della sezione quale membro effettivo, i funzionari di Enti pubblici ed altri esperti di settori interessati. Qualora ne facciano richiesta al momento della trasmissione degli atti, sono invitati, senza diritto di voto, i rappresentanti degli Enti pubblici e delle Amministrazioni pubbliche interessate agli oggetti posti all' ordine del giorno. Possono partecipare, senza diritto di voto, i Consiglieri regionali. I Presidenti del Comitato e delle sezioni nominano i relatori fra i membri effettivi. Per la validità delle adunanze è richiesta la presenza della maggioranza assoluta dei membri effettivi ed i pareri sono validi quando siano adottati con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente. ARTICOLO 29 Seduta plenaria e relazione sull' attività del Comitato Il Comitato è convocato in seduta plenaria dal Presidente della Giunta Regionale o dall' Assessore delegato per questioni di rilevante interesse generale o su richiesta di una delle sezioni, di un Assessore regionale o del Presidente del Consiglio Regionale. Il Presidente del Comitato presenta annualmente al Consiglio Regionale una relazione sull' attività svolta dalle sezioni del Comitato stesso.18 ARTICOLO 30 Compensi dei membri del Comitato Ai componenti del Comitato, che non siano amministratori o dipendenti regionali, sono riconosciuti per ogni giornata di seduta di Comitato i compensi di cui alla legge 26 luglio 1978, n. 417 e alle leggi regionali vigenti, con i limiti e le modalità ivi previste. Le spese per il funzionamento del Comitato sono inoltrate trimestralmente dagli interessati alla segreteria del Comitato Regionale per le Opere Pubbliche stesso e vistate dal Presidente per la successiva liquidazione a norma di legge. ARTICOLO 31 Banca dati Tutti i soggetti attuatori di cui all' art. 3 della presente legge devono - entro il 31 dicembre di ogni anno e per ogni contratto di appalto per il quale sia stato approvato il certificato di collaudo o il certificato di regolare ultimazione dei lavori - inviare alla Presidenza della Regione Piemonte, una scheda, predisposta dalla Regione, contenente i seguenti dati: a) indicazione delle Ditte aggiudicatarie; b) modalità di appalto prescelta; c) nome del progettista, nome del direttore dei lavori, nome del collaudatore; d) prezzo iniziale dell' appalto, costo finale dell' opera; e) numero e importo delle perizie suppletive, con relativa stipulazione di nuovi prezzi; f) importo della revisione prezzi; g) importo delle riserve iscritte in contabilità ; h) interessi pagati e/ o richiesti per ritardi nei pagamenti delle rate di acconto e revisionali; i) tempo previsto per l' esecuzione - tempo effettivamente impiegato; l) nome delle Ditte subappaltatrici e importi di lavoro da loro eseguito; m) per le opere assistite da contributo regionale, il numero della legge che consente il finanziamento dell' opera. Per contratti d' appalto stipulati dalla Regione, la scheda verrà compilata dai servizi competenti e trasmessa, entro il 31 dicembre di ogni anno, alla Presidenza della Regione. I dati verranno pubblicati sul BUR entro il 30 giugno19 dell' anno successivo. Titolo V DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI ARTICOLO 32 Regolamento di attuazione Entro sessanta giorni dall' entrata in vigore della presente legge, la Giunta Regionale presenta la proposta del Regolamento di attuazione al Consiglio Regionale che lo approva entro i successivi novanta giorni, previa consultazione con gli Enti e organismi interessati. ARTICOLO 33 Entrata in vigore della presente legge e abrogazione di norme preesistenti La presente legge si applica a tutte le opere pubbliche e lavori pubblici e di interesse pubblico, ivi compresi quelli per i quali non sia ancora intervenuta l' approvazione dei progetti da parte degli organi regionale già preposti, a decorrere dalla data di entrata in vigore del Regolamento di attuazione di cui all' art. 32. Sino a tale data continuano ad applicarsi le norme di finanziamento, di programmazione, procedurali e di disciplina degli organi consultivi previsti dalle leggi regionali vigenti. Fatto salvo il disposto del 1º comma, sono abrogate le norme di finanziamento, programmazione, procedurali e di istituzioni di organi consultivi, limitatamente alle competenze ai medesimi attribuite in materia di opere e lavori pubblici e di interesse pubblico, previste dalle leggi regionali: - 15 gennaio 1973, n. 3 e successive modificazioni20 - 9 aprile 1975, n aprile 1975, n. 23 e successive modificazioni - 16 maggio 1975, n. 28 e successive modificazioni - 4 giugno 1975, n giugno 1975, n novembre 1975, n ottobre 1976, n giugno 1978, n giugno 1978, n. 38 e successive modificazioni - 12 ottobre 1978, n. 63 e successive modificazioni - 19 dicembre 1978, n marzo 1979, n agosto 1979, n febbraio 1980, n. 9 e successive modificazioni - 6 marzo 1980, n maggio 1980, n maggio 1980, n febbraio 1982, n. 6 e da ogni altra legge regionale nelle materie di cui all' art. 2 del DPR 15 gennaio 1972, n. 8, in contrasto con la presente legge. ARTICOLO 34 Disposizioni finanziarie Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge, si provvede mediante l' istituzione di apposito capitolo nello stato di previsione del bilancio annuale e pluriennale. La presente legge regionale sarà pubblicata nel << Bollettino Ufficiale >> della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Piemonte. Data a Torino, addì 21 marzo 1984 Documenti analoghi
L.R. 26 Giugno 1980, n. 88 Norme in materia di opere e lavori pubblici (1). TITOLO I OPERE INCLUSE NEI PROGRAMMI REGIONALI Capo I PROGRAMMAZIONE Art. 1 (Ambito di applicazione della legge) I programmi Dettagli LEGGE REGIONALE N. 50 DEL 13-04-1995 REGIONE MARCHE. Norme di attuazione per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale.
LEGGE REGIONALE N. 50 DEL 13-04-1995 REGIONE MARCHE Norme di attuazione per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MARCHE N. 29 del 27 aprile Dettagli LEGGE REGIONALE N. 88 DEL 26-06-1980 REGIONE LAZIO. Norme in materia di opere e lavori pubblici.
LEGGE REGIONALE N. 88 DEL 26-06-1980 REGIONE LAZIO Norme in materia di opere e lavori pubblici. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO N. 21 del 30 luglio 1980 Il Consiglio regionale ha approvato. Dettagli LEGGE REGIONALE N. 18 DEL 9-06-1994 REGIONE PIEMONTE
LEGGE REGIONALE N. 18 DEL 9-06-1994 REGIONE PIEMONTE Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381 > Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PIEMONTE Dettagli LEGGE REGIONALE N. 82 DEL 16-09-1982 REGIONE ABRUZZO
Legge 1982082 Pagina 1 di 11 LEGGE REGIONALE N. 82 DEL 16-09-1982 REGIONE ABRUZZO Provvidenze regionali per l' edilizia abitativa: agevolazioni finanziarie a cooperative edilizie per la costruzione di Dettagli LEGGE REGIONALE N. 10 DEL 9-03-1995 REGIONE VENETO. Norme per il riordinamento degli enti di edilizia residenziale pubblica
Legge 1995010 Pagina 1 di 11 LEGGE REGIONALE N. 10 DEL 9-03-1995 REGIONE VENETO Norme per il riordinamento degli enti di edilizia residenziale pubblica Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE VENETO Dettagli Documento scaricato da www.gestione-rifiuti.it
Legge 1980033 Pagina 1 di 9 LEGGE REGIONALE N. 33 DEL 24-04-1980 REGIONE PUGLIA Dettagli TITOLO I OPERE INCLUSE NEI PROGRAMMI REGIONALI. Capo I PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI. Art. 1 (Norme generali) Art. 2 (Finalita')
L.R. 16 Febbraio 1981, n. 12 Norme in materia di edilizia scolastica (1). TITOLO I OPERE INCLUSE NEI PROGRAMMI REGIONALI Capo I PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI Art. 1 (Norme generali) I programmi di edilizia Dettagli Legge Regionale Piemonte 8 novembre 1989, n. 64
Legge Regionale Piemonte 8 novembre 1989, n. 64 Interventi regionali a favore degli immigrati extra-comunitari residenti in Piemonte pubblicata su B.U.R. Piemonte n. 46 del 15 novembre 1989 Art. 1 (Finalità) Dettagli LEGISLAZIONE SU RICERCA E INNOVAZIONE. VENETO Legge Regionale n.3 del 28/1/1997
LEGISLAZIONE SU RICERCA E INNOVAZIONE VENETO Legge Regionale n.3 del 28/1/1997 Anno legislazione:1997 Oggetto legislazione: promozione della diffusione di strumenti, metodologie e sistemi finalizzati a Dettagli STATUTO DELL I.R.C.A.C. TITOLO I ISTITUZIONE - FINALITA E COMPITI - MEZZI FINANZIARI CAPO I ISTITUZIONE ART. 1
STATUTO DELL I.R.C.A.C. TITOLO I ISTITUZIONE - FINALITA E COMPITI - MEZZI FINANZIARI CAPO I ISTITUZIONE ART. 1 L Istituto Regionale per il Credito alla Cooperazione (I.R.C.A.C.), istituito con la legge Dettagli Interventi regionali per agevolare l accesso al credito alle imprese artigiane
LEGGE REGIONALE 16 dicembre 1996, N. 34 Interventi regionali per agevolare l accesso al credito alle imprese artigiane (BURL n. 51, 1º suppl. ord. del 19 Dicembre 1996 ) urn:nir:regione.lombardia:legge:1996-12-16;34 Dettagli Art.3 Dalle provvidenze della presente legge sono esclusi gli alberghi e le altre opere che siano classificabili superiori alla seconda categoria.
Legge Regionale 18 marzo 1964, n. 8 Provvidenze a favore dell industria alberghiera e turistica. Il Consiglio Regionale ha approvato Il Presidente della Giunta Regionale promulga la seguente legge: Art.1 Dettagli Disciplina organica sul volontariato e sulle associazioni di promozione sociale e norme sull associazionismo. Il Consiglio regionale ha approvato Il
Disciplina organica sul volontariato e sulle associazioni di promozione sociale e norme sull associazionismo. Il Consiglio regionale ha approvato Il Presidente della Regione promulga la seguente legge: Dettagli LEGGE REGIONALE N. 82 DEL 24-05-1985 REGIONE LAZIO Norme in favore dei rom.
LEGGE REGIONALE N. 82 DEL 24-05-1985 REGIONE LAZIO Norme in favore dei rom. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO N. 16 del 10 giugno 1985 Il Consiglio regionale ha approvato. Il Presidente della Dettagli 9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa a carico del bilancio regionale.
9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa a carico del bilancio regionale. Art. 27 Adeguamento della legge regionale n.3/2007 alla normativa nazionale 1. Alla legge Dettagli STATUTO DELL ASSOCIAZIONE AGENZIA PER L ENERGIA ENERVEST
STATUTO DELL ASSOCIAZIONE AGENZIA PER L ENERGIA ENERVEST Art. 1 - COSTITUZIONE È costituita, ai sensi e per gli effetti degli articoli da 14 a 35 del Codice Civile, l Associazione denominata: ASSOCIAZIONE Dettagli 2002 - Aggiornamento CE0601ur11 VOCE E 6.1 LRG/XI,1. TURISMO ED INDUSTRIA ALBERGHIERA L.R. 27 giugno 1988,n. 36
LEGGE REGIONALE 27 giugno 1988,n. 36 «Incentivi per l ammodernamento,potenziamento e qualificazione delle strutture ed infrastrutture turistiche in Lombardia». (B.U. 29 giugno 1988, n. 26, 2º suppl. ord.) Dettagli INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010)
REGIONE LIGURIA LEGGE REGIONALE 7 DICEMBRE 2010 N. 19 INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010) Il Consiglio regionale Dettagli Art. 1 (Finalità) Art. 2 (2) (Soggetti beneficiari)
L.R. 01 Settembre 1999, n. 19 Istituzione del prestito d'onore (1) Art. 1 (Finalità) 1. La presente legge disciplina la concessione di finanziamenti a favore di soggetti inoccupati e disoccupati per la Dettagli LEGGE REGIONALE N. 3 DEL 1-02-1977 REGIONE PUGLIA
Legge 1977003 Pagina 1 di 9 LEGGE REGIONALE N. 3 DEL 1-02-1977 REGIONE PUGLIA Dettagli COMUNE DI NAVE Provincia di Brescia
COMUNE DI NAVE Provincia di Brescia REGOLAMENTO COMUNALE PER LA COSTITUZIONE E LA RIPARTIZIONE DEL FONDO INTERNO PER PROGETTAZIONE O ATTI DI PIANIFICAZIONE (Art.18, commi 1 e 2, Legge 11 febbraio 1994 Dettagli LEGGE REGIONALE N. 95 DEL 5-12-1977 REGIONE SICILIA. Interventi in favore delle cooperative edilizie.
Legge 1977095 Pagina 1 di 7 LEGGE REGIONALE N. 95 DEL 5-12-1977 REGIONE SICILIA Interventi in favore delle cooperative edilizie. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIA N. 55 del 10 dicembre Dettagli Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 35 del 4 maggio 2012 15
Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 35 del 4 maggio 2012 15 LEGGE REGIONALE 27 aprile 2012, n. 17 Disposizioni in materia di risorse idriche. Il Consiglio regionale ha approvato Il Presidente Dettagli LEGGE REGIONALE N. 40 DEL 10-04-2000 REGIONE BASILICATA NORME PER LA TUTELA DEL CONSUMATORE E DELL UTENTE. IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato
LEGGE REGIONALE N. 40 DEL 10-04-2000 REGIONE BASILICATA NORME PER LA TUTELA DEL CONSUMATORE E DELL UTENTE IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato IL COMMISSARIO DEL GOVERNO ha apposto il visto IL PRESIDENTE Dettagli RIFORMA DEI CONSORZI PER LO SVILUPPO INDUSTRIALE TITOLO I CONSORZI
Page 1 of 8 RIFORMA DEI CONSORZI PER LO SVILUPPO INDUSTRIALE TITOLO I CONSORZI Art. 1 Finalità 1) La Regione Abruzzo con la presente proposta di legge disciplina l'assetto, le funzioni e la gestione dei Dettagli Valorizzazione e promozione del volontariato (B.U. 7 settembre 1994, n. 36)
Legge regionale 29 agosto 1994, n. 38. Valorizzazione e promozione del volontariato (B.U. 7 settembre 1994, n. 36) Il Consiglio regionale ha approvato. Il Commissario del Governo ha apposto il visto. IL Dettagli Legge Regionale 11 dicembre 1998, n. 91. Titolo I - FINALITÀ. Art. 01 - Finalità
Norme per la difesa del suolo. (1) Bollettino Ufficiale n. 43, parte prima, del 21.12.1998 Legge Regionale 11 dicembre 1998, n. 91 Titolo I - FINALITÀ Art. 01 - Finalità 1. La Regione Toscana, per soddisfare Dettagli LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 20-07-2001 REGIONE BASILICATA
LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 20-07-2001 REGIONE BASILICATA "PROMOZIONE DELL'ACCESSO AL LAVORO DELLE PERSONE DISABILI". Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE BASILICATA N. 49 del 24 luglio 2001 IL CONSIGLIO Dettagli BILANCIO DI PREVISIONE PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2016/2018" IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Promulga
770 N. 6 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE BASILICATA - 9-2-2016 Parte I Legge Regionale 9 febbraio 2016, n. 4 BILANCIO DI PREVISIONE PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2016/2018" IL CONSIGLIO REGIONALE ha Dettagli NORME PER LA PROMOZIONE E LA DISCIPLINA DEL VOLONTARIATO IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA
LEGGE REGIONALE 26 luglio 2012, n. 33 NORME PER LA PROMOZIONE E LA DISCIPLINA DEL VOLONTARIATO la seguente legge: IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA CAPO Dettagli COMUNE DI AURANO Provincia del Verbano Cusio Ossola
COMUNE DI AURANO Provincia del Verbano Cusio Ossola D E T E R M I N A Z I O N E D I L I Q U I D A Z I O N E N. 18 Data: 16/4/2013 OGGETTO: APPROVAZIONE E LIQUIDAZIONE PARCELLA DELLE SPESE TECNICHE PER Dettagli DISCIPLINA DELLA PROFESSIONE DI MAESTRO DI SCI E DELL' ESERCIZIO DELLE SCUOLE DI SCI IN BASILICATA IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8-3- 1991, N.
LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 29-03-1993 DISCIPLINA DELLA PROFESSIONE DI MAESTRO DI SCI E DELL' ESERCIZIO DELLE SCUOLE DI SCI IN BASILICATA IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8-3- 1991, N. 91 Il Consiglio Regionale Dettagli ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE promulga la seguente legge: ARTICOLO 1 (Finalità)
LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 5-07-2001 REGIONE LAZIO Promozione di interventi volti a favorire un sistema integrato di sicurezza nell ambito del territorio regionale. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE Dettagli Giunta Regionale della Campania. Interventi a sostegno dei diritti degli immigrati stranieri in campania provenienti da paesi extra comunitari
Legge regionale n. 33 del 3 novembre 1994 Interventi a sostegno dei diritti degli immigrati stranieri in campania provenienti da paesi extra comunitari Il Consiglio Regionale ha approvato. Il Commissario Dettagli Bando per lo sviluppo dei sistemi di bigliettazione elettronica interoperabili di trasporto pubblico locale in Regione Lombardia Sommario
Bando per lo sviluppo dei sistemi di bigliettazione elettronica interoperabili di trasporto pubblico locale in Regione Lombardia Sommario 1. Obiettivi 2 2. Dotazione finanziaria 2 3. Soggetti beneficiari Dettagli CONVENZIONE TRA LA REGIONE PUGLIA, L ISTITUTO PER IL CREDITO SPORTIVO ED IL COMITATO OLIMPICO NAZIONALE ITALIANO
Regione Puglia Assessorato allo Sport Allegato A DGR n. del CONVENZIONE TRA LA REGIONE PUGLIA, L ISTITUTO PER IL CREDITO SPORTIVO ED IL COMITATO OLIMPICO NAZIONALE ITALIANO Con la presente scrittura privata Dettagli L.R. 4/2001, art. 7 B.U.R n. 3/10/2001, n. 40. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 26 luglio 2001, n. 0281/Pres.
L.R. 4/2001, art. 7 B.U.R n. 3/10/2001, n. 40 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 26 luglio 2001, n. 0281/Pres. Regolamento per l attuazione dei prestiti partecipativi a favore delle imprese commerciali, Dettagli A. TITOLO REGIONE SICILIA L.R. 20 dicembre 1975, n. 79 Nuove norme per l incentivazione dell attività edilizia delle cooperative nella Regione
A. TITOLO REGIONE SICILIA L.R. 20 dicembre 1975, n. 79 Nuove norme per l incentivazione dell attività edilizia delle cooperative nella Regione Modificata con L.R. 1 agosto 1977, n. 79 Modifiche alla legge Dettagli 1) il riconoscimento delle associazioni dei produttori agricoli e delle relative unioni regionali;
L.R. 29 maggio 1980, n. 77 Norme concernenti l associazione dei produttori agricoli nella Regione e le relative unioni in attuazione della L. 20 ottobre 1978, n. 674 sull associazionismo dei produttori Dettagli Legge Regionale n. 37 del 30 05 1984 - -
(IX Legislatura) Legge Regionale n. 37 del 30 05 1984 - - Ulteriori provvedimenti a favore delle cooperative di abitazione. (Gazzetta Ufficiale Regione Siciliana 02 06 1984 n. 24) la seguente legge: Regione Dettagli STATUTO FONDAZIONE TORINO MUSEI
STATUTO FONDAZIONE TORINO MUSEI Articolo 1 Costituzione, sede, Fondatori 1.1 È costituita una fondazione denominata "Torino Musei", con sede in Torino, via Magenta, 31 presso la Galleria Civica d Arte Dettagli Statuto dell Azienda Speciale PromoFirenze
Statuto dell Azienda Speciale PromoFirenze ART. 1 Denominazione E' costituita, ai sensi dell art. 2, comma 5, Legge 29 dicembre 1993, n. 580 PromoFirenze Azienda speciale della Camera di Commercio Industria Dettagli Legge Regionale Marche 2 marzo 1998, n. 2
Legge Regionale Marche 2 marzo 1998, n. 2 Interventi a sostegno dei diritti degli immigrati pubblicata su B.U.R. MARCHE n. 23 del 12 marzo 1998 Capo I Principi generali Art. 1 (Finalità) 1. La Regione, Dettagli L.R. 15/2005, art. 4, commi 17 e 20 B.U.R. 2/8/2006, n. 31. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 20 luglio 2006, n. 0218/Pres.
L.R. 15/2005, art. 4, commi 17 e 20 B.U.R. 2/8/2006, n. 31 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 20 luglio 2006, n. 0218/Pres. Regolamento di esecuzione dell articolo 4, comma 20, della legge regionale Dettagli Art. 1. Art. 2. Art. 3
1 ATTO DI ORGANIZZAZIONE RELATIVO ALLA SCUOLA REGIONALE DI POLIZIA LOCALE ED ALL OSSERVATORIO REGIONALE DI POLIZIA LOCALE DI CUI ALLA L.R. 2 AGOSTO 1997, N. 83 (Approvato con DGR n. 883 del 10.10.2001 Dettagli www.cipecomitato.it/it/documenti/finanza_di_progetto_100_domande_e_risposte.pdf
www.cipecomitato.it/it/documenti/finanza_di_progetto_100_domande_e_risposte.pdf 22 19 CHE COS È IL PROJECT FINANCING? Per Project Financing (PF Finanza di Progetto) si intende il finanziamento di un progetto Dettagli Legge Regionale 26 febbraio 2002 n. 7. (Pubblicata sul BUR n. 10 del 06/03/2002) Testo coordinato e aggiornato alla L.R. 02/02/2005, n.1.
Legge Regionale 26 febbraio 2002 n. 7 (Pubblicata sul BUR n. 10 del 06/03/2002) Testo coordinato e aggiornato alla L.R. 02/02/2005, n.1. Oggetto: Nuova disciplina degli interventi regionali in materia Dettagli BOLLETTINO UFFICIALE REGIONE UMBRIA N. 10 DEL 4 MARZO 2005
LEGGE REGIONALE 17 FEBBRAIO 2005, N. 9 «Norme sulla cooperazione sociale». BOLLETTINO UFFICIALE REGIONE UMBRIA N. 10 DEL 4 MARZO 2005 IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato. LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Dettagli COMUNE DI CASTELTERMINI PROVINCIA DI AGRIGENTO
COMUNE DI CASTELTERMINI PROVINCIA DI AGRIGENTO AREA QUATTRO SETTORE LL.PP. DETERMINAZIONE N 141 DEL 2/10/2015 OGGETTO: Progetto di videosorveglianza del territorio del Comune di Casteltermini Obiettivo Dettagli CAPITOLATO SPECIALE DI APPALTO
CAPITOLATO SPECIALE DI APPALTO PROCEDURA APERTA PER LA CONTRAZIONE DI LEASING IMMOBILIARE FINALIZZATO ALL ACQUISTO DELL IMMOBILE PROVANA S.P.A. DESTINATO A NUOVA SEDE UFFICI COMUNALI. (leasing immobiliare Dettagli REGOLAMENTO PER L ALIENAZIONE DEGLI IMMOBILI DI PROPRIETA COMUNALE
COMUNE DI OLEGGIO PROVINCIA DI NOVARA REGOLAMENTO PER L ALIENAZIONE DEGLI IMMOBILI DI PROPRIETA COMUNALE Approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 25 del 22.06.2011 Pagina 1 di 8 INDICE ART. Dettagli REGOLAMENTO PER L AFFIDAMENTO DI SERVIZI SOCIALI A SOGGETTI TERZI ART.1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO
REGOLAMENTO PER L AFFIDAMENTO DI SERVIZI SOCIALI A SOGGETTI TERZI ART.1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO 1. Il Comune di Bari, nell esercizio delle sue funzioni, provvede alla gestione dei servizi sociali, qualificati Dettagli P R O V I N C I A D I C A G L I A R I
Approvato con delibera della Giunta Comunale n. 85 del 12/07/2012 COMUNE DI VILLASOR P R O V I N C I A D I C A G L I A R I REGOLAMENTO PER LA RIPARTIZIONE DELL INCENTIVO DI CUI ALL ART 92 DEL DECRETO LEGISLATIVO Dettagli Regione Valle d'aosta Legge regionale 24 giugno 2002, n. 11 - Testo vigente
Regione Valle d'aosta Legge regionale 24 giugno 2002, n. 11 - Testo vigente Disciplina degli interventi e degli strumenti diretti alla delocalizzazione degli immobili siti in zone a rischio idrogeologico. Dettagli Legge regionale 11 marzo n 2015, n. 4. Misure straordinarie in favore dei comuni per fronteggiare l'emergenza abitativa.
REGIONE PIEMONTE BU10S2 12/03/2015 Legge regionale 11 marzo n 2015, n. 4. Misure straordinarie in favore dei comuni per fronteggiare l'emergenza abitativa. Il Consiglio regionale ha approvato IL PRESIDENTE Dettagli LEGGE REGIONALE N. 2 DEL 3-01-1985 REGIONE CAMPANIA
LEGGE REGIONALE N. 2 DEL 3-01-1985 REGIONE CAMPANIA >. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE Dettagli PARTE SECONDA. DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 27 luglio 2015, n.1515. di un programma di recupero e razionalizzazione
32941 PARTE SECONDA Deliberazioni del Consiglio e della Giunta DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 27 luglio 2015, n.1515 Programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia Dettagli Presidenza del Consiglio dei Ministri
Criteri per la concessione da parte del Dipartimento della Protezione Civile dei contributi per il finanziamento di progetti presentati dalle Organizzazioni di Volontariato di Protezione Civile nel triennio Dettagli IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Promulga
Parte I N. 4 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE BASILICATA - 31-1-2015 253 Parte I LEGGI, DECRETI E REGOLAMENTI DELLA REGIONE Legge Regionale 27 gennaio 2015, n. 6 BILANCIO DI PREVISIONE PLURIENNALE Dettagli COMUNE DI NULE PROVINCIA DI SASSARI
COMUNE DI NULE PROVINCIA DI SASSARI LR 37/98 ART. 19 INIZIATIVE PER LO SVILUPPO E L OCCUPAZIONE ANNUALITA 2006 OGGETTO CONCESSIONE CONTRIBUTI, NELLA FORMA DEL DE MINIMIS, PER LA COSTITUZIONE DI NUOVE IMPRESE. Dettagli L.R. 12/2003, art. 4 B.U.R. 24/3/2010, n. 12 L.R. 14/2002, art. 23. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 marzo 2010, n. 051/ Pres.
L.R. 12/2003, art. 4 B.U.R. 24/3/2010, n. 12 L.R. 14/2002, art. 23 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 marzo 2010, n. 051/ Pres. Regolamento per l acquisizione in economia di lavori e servizi attinenti Dettagli LEGGE REGIONALE N. 3 DEL 17-01-1989 REGIONE SARDEGNA Interventi regionali in materia di protezione civile.
LEGGE REGIONALE N. 3 DEL 17-01-1989 REGIONE SARDEGNA Interventi regionali in materia di protezione civile. (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE SARDEGNA N. 4 del 30 gennaio 1989) ARTICOLO 1 Il Consiglio Dettagli LEGGE REGIONALE N. 21 DEL 27-08-1992 REGIONE LIGURIA Interventi a tutela delle popolazioni zingare e nomadi.
LEGGE REGIONALE N. 21 DEL 27-08-1992 REGIONE LIGURIA Interventi a tutela delle popolazioni zingare e nomadi. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA N. 16 del 9 settembre 1992 Il Consiglio Regionale Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI E ALTRI BENEFICI ECONOMICI A ENTI, ASSOCIAZIONI ED ORGANISMI VARI
COMUNE DI ZERO BRANCO PROVINCIA DI TREVISO REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI E ALTRI BENEFICI ECONOMICI A ENTI, ASSOCIAZIONI ED ORGANISMI VARI Approvato con deliberazione consiliare Dettagli LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 4-07-1986 REGIONE LOMBARDIA. Promozione dei programmi integrati di recupero del patrimonio edilizio esistente
Legge 1986022 Pagina 1 di 5 LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 4-07-1986 REGIONE LOMBARDIA Promozione dei programmi integrati di recupero del patrimonio edilizio esistente Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE Dettagli Art. 3 - Iscrizione, modifiche e cancellazione nell Albo delle imprese artigiane.
Emilia-Romagna L.R. 9-2-2010 n. 1 Norme per la tutela, la promozione, lo sviluppo e la valorizzazione dell artigianato. Pubblicata nel B.U. Emilia-Romagna 9 febbraio 2010, n. 16. Epigrafe Premessa Art. Dettagli Comune di Sinnai Provincia di Cagliari
Comune di Sinnai Provincia di Cagliari REGOLAMENTO PER L ASSEGNAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE IMPRESE DI NUOVA FORMAZIONE L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, Art. 19 1 Art. 1 Oggetto del Regolamento Principi 1) Il Dettagli d) definisce le misure di promozione, sostegno e sviluppo della cooperazione sociale;
Legge Regionale 17 febbraio 2005, n. 9 "Norme sulla cooperazione sociale" B.U.R. 4 marzo 2005, n. 10 Art.1 (Oggetto e finalità) 1. Con la presente legge la Regione riconosce il rilevante valore e la finalità Dettagli (Testo coordinato con le modifiche di cui alle LL.RR. 26 agosto 1992, n. 18, 16 gennaio 1995, n. 2 e 2 maggio 2001, n. 7)
LEGGE REGIONALE 12 aprile 1990, n. 21 Norme in materia di edilizia di culto e disciplina urbanistica dei servizi religiosi. (BUR n. 31 del 14 aprile 1990) (Testo coordinato con le modifiche di cui alle Dettagli vista la legge regionale 13 ottobre 2004, n. 23 avente ad oggetto: Interventi per lo sviluppo e la promozione della cooperazione ;
REGIONE PIEMONTE BU28 11/07/2013 Deliberazione della Giunta Regionale 20 giugno 2013, n. 6-5984 Contratto di Prestito - Regione Piemonte Loan for SMEs tra Finpiemonte e Banca Europea degli investimenti. Dettagli 2002 - Aggiornamento CT0702us05 VOCE T 7.2 LST/V,1
LEGGE 24 marzo 1989, n. 122 «Disposizioni in materia di parcheggi, programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate, nonché modificazioni di alcune norme del testo unico sulla disciplina della Dettagli Agenzia Territoriale per la Casa della Provincia di Alessandria
S T A T U T O Approvato dal Consiglio di Amministrazione con delibera n. 560/1 del 20/6/1996 modificato con delibera n. 74 del 19/12/2012 e vistato dalla Regione Piemonte (nota prot. n. del ) Agenzia Territoriale Dettagli Raccolta Normativa della Regione Toscana 1
Legge Regionale 24 novembre 1997, n. 87 Disciplina dei rapporti tra le cooperative sociali e gli enti pubblici che operano nell ambito regionale. (Bollettino Ufficiale n. 42, parte prima, del 26.11.1997) Dettagli STATUTO AUTORITA D AMBITO DELLA PROVINCIA DI MILANO
All. n. 2 delibera n. 01/09 STATUTO AUTORITA D AMBITO DELLA PROVINCIA DI MILANO INDICE Articolo 1 Costituzione e denominazione Articolo 2 Durata e Sede Articolo 3 Finalità Articolo 4 Funzioni Articolo Dettagli LA GIUNTA COMUNALE. Ritenuto che il progetto preliminare-definitivo sopra descritto rientri nelle tipologie ammesse a contributo dal D.M.
Delibera G.C. n. 08 del 11 maggio 2015 Oggetto: Approvazione richiesta contributo finanziario di cui al D.M. 06/03/2015, riguardante il progetto preliminare-definitivo "RIQUALIFICAZIONE DELL EDIFICIO DI Dettagli NUOVO REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DELLA CASSA CONGUAGLIO PER IL SETTORE ELETTRICO
NUOVO REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DELLA CASSA CONGUAGLIO PER IL SETTORE ELETTRICO TITOLO I - FUNZIONI E ORGANI Articolo 1 (Funzioni) 1.1 La Cassa conguaglio per il settore elettrico, Dettagli Comune di Livorno TITOLO I GENERALITA
Comune di Livorno ALLEGATO N.3 SOCIETÀ DI TRASFORMAZIONE URBANA PORTA A MARE S.P.A. SCHEMA DI STATUTO APPROVATO CON DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 127/17.07.2003. TITOLO I GENERALITA ARTICOLO Dettagli USTATUTO. UArt. 1U. UArt. 2U
USTATUTO UArt. 1U (Denominazione) 1. L Istituto Autonomo per le Case Popolari della Provincia di Novara in forza della Legge Regionale n. 11 del 26.04.1993 ha assunto la denominazione di Agenzia Territoriale Dettagli STATUTO ARTICOLO 1 ARTICOLO 2
STATUTO ARTICOLO 1 E costituita l associazione denominata: "CONSIGLIO ITALIANO PER I RIFUGIATI ONLUS". Il "C.I.R. ONLUS" identifica a tutti gli effetti l Associazione. L Associazione (di seguito nominata Dettagli soggetti in condizioni di povertà e limitato reddito, secondo il principio di universalità e di inclusione sociale.
Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 85 del 21-06-2013 20905 votazione ed unico voto espresso per ciascun consigliere ; Segretario: funzionario del Comune. Art. 73 Pubblicità delle spese elettorali Dettagli SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA. DISEGNO DI LEGGE presentato dal Ministro dell economia e delle finanze (SINISCALCO)
SENATO DELLA REPUBBLICA N. 3223-B XIV LEGISLATURA DISEGNO DI LEGGE presentato dal Ministro dell economia e delle finanze (SINISCALCO) (V. Stampato Camera n. 5310-bis) approvato dalla Camera dei deputati Dettagli LEGGE REGIONALE N. 32 DEL 20-04-1985 REGIONE LOMBARDIA. Promozione di interventi agevolati di edilizia residenziale.
Legge 1985032 Pagina 1 di 9 LEGGE REGIONALE N. 32 DEL 20-04-1985 REGIONE LOMBARDIA Promozione di interventi agevolati di edilizia residenziale. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LOMBARDIA N. 17 Dettagli LEGGE REGIONALE N. 13 DEL 10-06-1996 REGIONE LOMBARDIA
LEGGE REGIONALE N. 13 DEL 10-06-1996 REGIONE LOMBARDIA Norme per il riordino degli enti di edilizia residenziale pubblica ed istituzione delle aziende lombarde per l' edilizia residenziale (ALER) Fonte: Dettagli LEGGE REGIONALE N. 40 DEL 10-04-1990 REGIONE LAZIO
Legge 1990040 Pagina 1 di 6 LEGGE REGIONALE N. 40 DEL 10-04-1990 REGIONE LAZIO Istituzione dell' osservatorio del sistema abitativo laziale e provvidenze per il recupero del patrimonio edilizio esistente. Dettagli LEGGE REGIONALE N. 10 DEL 22-02-1993 REGIONE EMILIA-ROMAGNA
LEGGE REGIONALE N. 10 DEL 22-02-1993 REGIONE EMILIA-ROMAGNA Norme in materia di opere relative a linee ed impianti elettrici fino a 150 mila volts. Delega di funzioni amministrative Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE Dettagli IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE. Visto l articolo 121 della Costituzione (come modificato dalla legge costituzionale 22 novembre 1999, n.
REGIONE PIEMONTE BU30 26/07/2012 Decreto del Presidente della Giunta Regionale 23 luglio 2012, n. 5/R Regolamento regionale del volontariato di protezione civile. Abrogazione del regolamento regionale Dettagli LEGGE REGIONALE N. 23 DEL 28-03-1995 REGIONE SICILIA
Legge 1995023 Pagina 1 di 9 LEGGE REGIONALE N. 23 DEL 28-03-1995 REGIONE SICILIA Norme per i consorzi fidi di garanzia collettiva tra piccole e medie imprese. Norme interpretative e di modifica delle leggi Dettagli Piano nazionale di edilizia abitativa
ALLEGATO Piano nazionale di edilizia abitativa Art. 1 (Linee d intervento) 1. Il piano è articolato in sei linee di intervento, di seguito indicate: a) costituzione di un sistema integrato nazionale e Dettagli **************** REGOLAMENTO DELLA ISTITUZIONE MUSEO DI STORIA NATURALE BELLONA DEL COMUNE DI MONTEBELLUNA ****************
**************** REGOLAMENTO DELLA ISTITUZIONE MUSEO DI STORIA NATURALE BELLONA DEL COMUNE DI MONTEBELLUNA **************** 1 Art. 1 Finalità dell Istituzione Ai sensi dell art. 22, comma 3, lettera d) Dettagli N. REP. 608876 del 02/09/2014 DETERMINAZIONE N. 848/142 del 02/09/2014 Pag. 1/6
N. REP. 608876 del 02/09/2014 DETERMINAZIONE N. 848/142 del 02/09/2014 Pag. 1/6 Oggetto: Scuola IV Novembre lavori di manutenzione straordinaria della copertura. Variazione di q.t.e. e determinazione a Dettagli AZIENDA SPECIALE PER L ESERCIZIO DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI SERVIZIO IDRICO INTEGRATO UFFICIO D AMBITO DELLA PROVINCIA DI MILANO STATUTO
AZIENDA SPECIALE PER L ESERCIZIO DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI SERVIZIO IDRICO INTEGRATO UFFICIO D AMBITO DELLA PROVINCIA DI MILANO STATUTO Approvato con delibera del Consiglio Provinciale n. 23 dell 11.04.2013 Dettagli Decreto Legislativo 30 gennaio 2006, n. 26
Decreto Legislativo 30 gennaio 2006, n. 26 Istituzione della scuola superiore della magistratura, nonché disposizioni in tema di tirocinio e formazione dei magistrati ordinari aggiornamento professionale Dettagli NUOVO REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DELLA CASSA CONGUAGLIO PER IL SETTORE ELETTRICO TITOLO I - FUNZIONI E ORGANI
Allegato A NUOVO REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DELLA CASSA CONGUAGLIO PER IL SETTORE ELETTRICO TITOLO I - FUNZIONI E ORGANI Articolo 1 (Funzioni) 1.1 La Cassa conguaglio per il settore Dettagli LEGGE REGIONALE N. 56 DEL 28-11-1986 REGIONE VALLE D'AOSTA. Norme per la concessione di finanziamenti agevolati a favore delle cooperative edilizie.
Legge 1986056 Pagina 1 di 12 LEGGE REGIONALE N. 56 DEL 28-11-1986 REGIONE VALLE D'AOSTA Norme per la concessione di finanziamenti agevolati a favore delle cooperative edilizie. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE Dettagli LEGGE REGIONALE N. 3 DEL 10-08-2010 REGIONE LAZIO. Assestamento del bilancio annuale e pluriennale 2010-2012 della Regione Lazio
LEGGE REGIONALE N. 3 DEL 10-08-2010 REGIONE LAZIO Assestamento del bilancio annuale e pluriennale 2010-2012 della Regione Lazio Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO N. 31 del 21 agosto 2010 Dettagli Parte I LEGGI, DECRETI E REGOLAMENTI DELLA REGIONE
Parte I N. 14 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE BASILICATA - 30-4-2014 2399 Parte I LEGGI, DECRETI E REGOLAMENTI DELLA REGIONE Legge Regionale 30 aprile 2014, n. 9 BILANCIO DI PREVISIONE PER L ESERCIZIO Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back