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Timestamp: 2020-06-05 20:00:01+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 640 del 12/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 640 del 12/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 12/01/2017, (ud. 03/11/2016, dep.12/01/2017), n. 640
sul ricorso 18547-2015 proposto da:
C.E., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso
la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato c difeso dall’avvocato MARIA
ELENA CONCAROTTI giusta procura speciale in calce al ricorso;
PREFETTURA DI PIACENZA, CF. (OMISSIS), in persona del Prefetto in
avverso la sentenza n. 15/2015 del TRIBUNALE di PIACENZA, emessa e
depositata l’8/01/2015;
“1. C.E. propose opposizione, davanti al Giudice di pace di Fiorenzuola d’Arda, avverso il verbale col quale gli era stata irrogata la sanzione amministrativa della revoca della patente di guida per aver guidato con patente sospesa di validità.
Il Giudice di pace rigettò il ricorso.
2. La pronuncia è stata sottoposta ad appello da parte dell’attore soccombente e il Tribunale di Piacenza, con sentenza dell’8 gennaio 2015, ha dichiarato inammissibile l’appello, compensando integralmente le spese di giudizio.
3. Contro la sentenza d’appello ricorre C.E. con atto affidato ad un unico motivo.
Resiste il Prefetto di Piacenza con controricorso, mentre il Ministero dell’interno non ha svolto attività difensiva in questa sede.
5. Il primo ed unico motivo di ricorso denuncia nullità della sentenza ed omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio.
Si rileva, in proposito, che il ricorso risulta redatto con una tecnica non rispettosa dell’art. 366 c.p.c., comma 1, nn. 3) e 6).
Esso, infatti, da un lato non contiene una sommaria esposizione dei fatti della causa, in particolare in ordine alle ragioni di fatto e di diritto poste a fondamento dell’opposizione avverso la sanzione irrogata; da un altro lato, poi, fa riferimento ad atti del presente e di altro procedimento, lamentando anche un errore personale del difensore, senza indicare in alcun modo nè se nè dove tali atti siano stati messi a disposizione di questa Corte; per altro aspetto, poi, il ricorso richiama circostanze di fatto non esaminabili in questa sede.
E’ appena il caso di aggiungere, infine, che non vi è alcuna contraddizione, in astratto, fra la decisione di sospendere l’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado e quella, emessa con la successiva sentenza definitiva, di ritenere l’appello inammissibile per inidoneità della censura relativa alla contestazione del verbale dei Carabinieri.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in complessivi Euro 3.000, di cui Euro 200 per spese, oltre spese generali ed accessori di legge.