Source: http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=urn:nir:regione.emilia.romagna:legge:1996-09-02;37&dl=LR/6/1996/LR_1996_37_s1/LR_1996_37_s1_v1.xml&dl_db=y&dl_t=text/xml&dl_a=y&dl_id=10&pr=idx,0;artic,1;articparziale,0&ev=1
Timestamp: 2020-04-09 01:58:27+00:00
Document Index: 169205269

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art.\n3', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 18', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 15', 'art 17', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 2']

1. La Regione Emilia-Romagna riconosce il valore sociale e la funzione dell'attività di volontariato come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo, ne sostiene lo sviluppo salvaguardandone l'autonomia e ne favorisce l'apporto originale per il conseguimento delle finalità di carattere sociale, civile e culturale individuate dalle leggi dello Stato e dallo Statuto regionale.
2. La presente legge, in attuazione della legge 11 agosto 1991, n. 266 "Legge quadro sul volontariato", disciplina i rapporti fra le istituzioni pubbliche e le organizzazioni di volontariato, nonchè l'istituzione e la tenuta del Registro regionale delle organizzazioni stesse.
1. Le organizzazioni di volontariato sono iscritte su richiesta del legale rappresentante.
2. La Giunta regionale entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge stabilisce, con delibera da pubblicare sul Bollettino ufficiale regionale, le procedure e la documentazione necessaria per l'iscrizione nel Registro istituito all'art. 2 e attribuisce la competenza per l'adozione dei provvedimenti regionali di iscrizione, cancellazione e rigetto.
3. All'iscrizione delle organizzazioni di cui al comma 4 dell'art. 2 provvede il soggetto individuato con la deliberazione regionale di cui al comma 2. All'iscrizione delle organizzazioni di cui al comma 5 dell'art. 2 provvedono le Province.
4. La Regione e le Province, oltre alla documentazione prevista dalla delibera di cui al comma 2, possono acquisire pareri e dati conoscitivi utili per l'accertamento del possesso dei requisiti di cui all'art.
3. Il parere del Comune, in cui l'organizzazione ha sede, è obbligatorio e deve essere espresso entro trenta giorni dal ricevimento della domanda. Trascorso tale termine Regione e Provincia prescindono dal parere.
5. L'iscrizione è disposta entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda, fatta salva la sospensione dei termini per eventuali documentazioni integrative.
6. Il provvedimento, con il quale viene disposta l'iscrizione o il diniego in difformità dal parere del Comune, deve essere adeguatamente motivato.
7. Il provvedimento di iscrizione o di diniego è comunicato alla organizzazione di volontariato richiedente e agli enti intervenuti nel procedimento. Il provvedimento di iscrizione è pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale. Il provvedimento di iscrizione nelle sezioni del Registro tenute presso ciascuna Provincia è, altresì, comunicato alla Regione.
8. Contro il provvedimento di diniego è esperibile ricorso ai sensi del comma 5 dell'art. 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266 .
9. L'elenco delle organizzazioni di volontariato iscritte nel Registro è pubblicato semestralmente sul Bollettino ufficiale della Regione e trasmesso annualmente all'Osservatorio nazionale ai sensi del comma 6 dell'art. 6 della legge n. 266 del 1991 .
1. La cancellazione di un'organizzazione dal Registro è disposta per accertata perdita dei requisiti e delle condizioni necessarie per l'iscrizione, ovvero per richiesta espressa dall'organizzazione interessata.
3. La cancellazione è disposta con atto motivato da pubblicarsi per estratto sul Bollettino ufficiale della Regione. Contro il provvedimento di cancellazione sono esperibili i ricorsi giurisdizionali previsti dal comma 5 dell'art. 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266 .
4. I provvedimenti di cancellazione sono comunicati all'organizzazione interessata e al Comune competente e, nel caso di organizzazione di cui al comma 5 dell'art. 2, alla Regione.
1. Gli aderenti alle organizzazioni di volontariato iscritte nel Registro regionale hanno titolo ad accedere alle strutture e ai servizi pubblici o privati convenzionati con enti pubblici, operanti nei settori di loro interesse per lo svolgimento delle loro attività, purché queste siano compatibili con le disposizioni degli statuti e dei regolamenti degli enti stessi. L'eventuale diniego all'accesso deve essere motivato.
2. L'accesso è in ogni caso subordinato ad accordi tra la struttura o il servizio e l'organizzazione di volontariato, in ordine alle modalità di presenza del volontariato e alle modalità di rapporto tra i volontari e il personale della struttura o servizio.
b) il rispetto da parte del volontario della normativa specifica riguardante l'attività svolta e delle norme per l'utilizzo delle attrezzature della struttura o servizio;
a) partecipano alle fasi della programmazione pubblica nei settori cui si riferisce la loro attività;
b) possono proporre, ciascuna per il proprio ambito territoriale di attività, programmi e iniziative di intervento alla Regione e agli enti locali nelle materie di loro interesse;
1. Le organizzazioni di volontariato iscritte nel Registro regionale realizzano la formazione dei volontari aderenti attraverso specifici momenti di studio e promuovendo, anche in forma associata, corsi di formazione e aggiornamento professionale ai sensi dell'art. 10 della L.R. 24 luglio 1979, n.19 e successive modificazioni.
2. Le organizzazioni di volontariato iscritte nel Registro regionale possono altresì realizzare, nel rispetto dei requisiti, dei criteri e delle modalità stabilite dalla normativa statale e regionale, interventi formativi previsti nei programmi annuali delle attività di formazione professionale approvati dalle Province ai sensi dell'art. 18 della L.R. n. 19 del 1979 e successive modificazioni.
3. I volontari aderenti alle organizzazioni iscritte nel Registro sono ammessi, su richiesta delle organizzazioni stesse, ai corsi di qualificazione ed aggiornamento promossi dalla Regione e dagli enti locali nei singoli settori di intervento, con modalità tali da agevolare l'accesso e la fruizione dei corsi medesimi.
4. La Regione e gli enti locali sono tenuti a dare, tramite i Centri di servizio di cui al successivo art. 14, preventiva informazione circa l'avvio dei corsi di cui al comma 3 alle organizzazioni di volontariato iscritte nel Registro regionale, interessate per settore di attività.
5. Per agevolare altre iniziative di formazione e aggiornamento non riconducibili ai commi precedenti, la Regione:
a) eroga, sentito il Comitato di gestione del fondo di cui all'art. 15 della legge 11 agosto 1991, n. 266 , contributi ai Centri di servizio di cui al successivo art. 14, a fronte di specifici progetti elaborati dai Centri stessi in accordo con le Province;
b) eroga contributi al Comitato di cui sopra per lo svolgimento di corsi destinati ai responsabili e dirigenti dei Centri di servizio.
1. Le disposizioni di cui al comma 3 dell'art. 7 della L.R. 10 aprile 1989, n. 11 "Disciplina dei beni regionali" si estendono alle organizzazioni iscritte al Registro di cui all'art. 2, anche se prive di personalità giuridica. L'uso degli spazi e delle attrezzature può essere concesso a titolo gratuito alle seguenti condizioni:
b) l'organizzazione concessionaria s'impegna a restituire il bene nelle medesime condizioni in cui è stato consegnato, salvo il normale deperimento d'uso.
2. Gli enti pubblici del territorio regionale, nel rispetto delle normative di settore, possono offrire alle organizzazioni di volontariato di cui alla presente legge analoghe opportunità per l'uso di spazi e attrezzature di loro proprietà o a loro disposizione.
1. Per garantire la circolazione delle informazioni utili allo svolgimento delle attività di volontariato, la Regione può stipulare accordi con i Centri di servizio di cui al successivo art. 14 per consentire l'accesso ai servizi di documentazione, informativi ed informatici.
3. Analoghi accordi possono essere stipulati da parte degli enti pubblici del territorio regionale.
1. Nella scelta delle organizzazioni di volontariato con cui stipulare convenzioni, la Regione, gli enti locali e gli altri enti pubblici si attengono a criteri di priorità comprovanti l'attitudine e la capacità operativa delle organizzazioni, considerando nel loro complesso:
c) l'offerta di modalità a carattere innovativo e/o sperimentale per lo svolgimento delle attività di pubblico interesse;
e) il tipo e la qualità della formazione curata dall'organizzazione;
f) partecipazione a corsi di formazione dei volontari negli specifici settori d'intervento;
g) attività innovative per la soluzione di problematiche connesse ad emergenze sociali o sanitarie o ambientali.
1. I Centri di servizio sono istituiti dal Comitato di gestione del fondo speciale regionale per il volontariato e sono gestiti da organizzazioni di volontariato, ai sensi dell'art. 15 della legge 11 agosto 1991, n. 266 , in forma associata. L'istituzione dei Centri di servizio deve avvenire d'intesa con la Provincia e il Comune in cui avranno sede, previa valutazione dei progetti operativi presentati dai soggetti richiedenti.
2. Il Comitato di gestione istituisce i Centri di servizio nel numero massimo di uno per provincia, tenendo conto delle esigenze locali, della presenza di organizzazioni di volontariato e delle richieste delle stesse.
3. Le modalità di funzionamento dei Centri di servizio sono disciplinate da appositi regolamenti approvati dal competente organo del soggetto gestore.
4. Il soggetto gestore presenta annualmente al Comitato di gestione una relazione tecnico-contabile sulla gestione del Centro di servizio, anche ai fini della ripartizione del fondo speciale regionale, e una relazione sull'andamento dell'attività svolta al Comitato paritetico regionale di cui all'art. 18.
5. I Centri sono finanziati dal fondo di cui al comma 4 e tramite risorse autonomamente reperite.
6. Allo scopo di contenere i costi di gestione e favorire lo sviluppo delle attività di volontariato, le Province ed i Comuni possono concorrere ad individuare ed assicurare gli spazi necessari per le sedi e le attività dei Centri di servizio.
1. I Centri di servizio svolgono, a favore di tutte le organizzazioni di volontariato iscritte e non iscritte al Registro di cui all'art. 2, i seguenti compiti:
c) offrono iniziative di formazione e qualificazione nei confronti degli aderenti ad organizzazioni di volontariato;
e) contribuiscono all'attuazione dei progetti promossi dalle organizzazioni di volontariato fornendo alle organizzazioni interessate prestazioni o servizi previsti dagli stessi progetti.
2. Le attività di cui al comma 1 sono garantite dai Centri con la messa a disposizione di appositi servizi e secondo le modalità previste dal Comitato di gestione.
Partecipazione al Comitato di gestione del fondo speciale regionale
1. Il Presidente della Giunta regionale, o un suo delegato, è componente del Comitato di gestione del fondo speciale costituito presso la Regione ai sensi dell'art. 15 della legge 11 agosto 1991, n. 266 . Lo stesso Presidente nomina quali componenti del medesimo Comitato quattro rappresentanti delle organizzazioni di volontariato iscritte al Registro regionale, designati nell'ambito della Conferenza di cui all'art 17.
1. La Regione indice una Conferenza biennale del volontariato, costituita dalle organizzazioni di volontariato iscritte nel Registro regionale, dagli enti locali e dalle aziende sanitarie di cui alla L.R. 12 maggio 1994, n. 19.
2. Sono invitate a partecipare alla Conferenza le Fondazioni di cui alla lettera c), comma 1, dell'art. 2 della legge 30 luglio 1990, n. 218 , nonchè, tramite pubblico avviso, le organizzazioni di volontariato non iscritte al Registro di cui all'art. 2 della presente legge.
3. Alla Conferenza regionale del volontariato vengono presentate una relazione della Giunta regionale, anche sulla base delle valutazioni espresse dalle singole Province, sulla realtà del volontariato nella regione Emilia-Romagna ed un rapporto sul funzionamento dei Centri di servizio da parte del Comitato di gestione del fondo speciale regionale.
4. Nell'ambito della Conferenza, le organizzazioni di volontariato iscritte nel Registro regionale designano i propri rappresentanti nel Comitato di gestione del fondo speciale regionale, assicurando la rappresentanza dei territori provinciali e dei diversi ambiti di attività, anche attraverso il criterio della rotazione.
Comitato paritetico regionale per i rapporti tra volontariato e istituzioni pubbliche
1. E' istituito un Comitato paritetico come organo consultivo della Regione, per attuare un raccordo e un confronto costanti tra il volontariato e le istituzioni pubbliche di cui al comma 1 dell'art. 17, la cui composizione, le modalità di nomina dei componenti e di funzionamento sono determinate con delibera della Giunta regionale, su proposta formulata dal Presidente della Giunta regionale d'intesa con il Presidente del Consiglio regionale.
2. Per la realizzazione degli obiettivi di cui al comma 1 il Comitato adotta iniziative di proposta, di impulso, di sensibilizzazione, di verifica e di valutazione. In preparazione della Conferenza biennale il Comitato individua e propone le problematiche di rilievo da sottoporre all'attenzione della Conferenza stessa e alla discussione a livello provinciale.
Comitati di coordinamento provinciali
1. Le Province possono costituire Comitati di coordinamento provinciali composti da rappresentanti degli enti locali, delle organizzazioni di volontariato iscritte e non iscritte nel Registro regionale.
2. I Comitati di coordinamento provinciali svolgono funzioni consultive, di coordinamento e di raccordo con il mondo del volontariato presente sul territorio. Gli stessi Comitati forniscono inoltre indicazioni e suggerimenti per l'azione del Centro di servizio istituito sul territorio provinciale.
1. Agli oneri finanziari di cui al comma 5 dell'art. 9 della presente legge, la Regione fa fronte mediante l'istituzione di apposito capitolo nella parte spesa del bilancio di previsione che sarà dotato della necessaria disponibilità a norma del comma primo dell'art. 11, della L.R. 6 luglio 1977, n. 31.
1. Gli albi e i registri regionali, provinciali, comunali e di aziende sanitarie locali, previsti da leggi regionali per l'iscrizione di associazioni, organizzazioni, gruppi e raggruppamenti di volontariato, si intendono sostituiti con il Registro regionale di cui alla presente legge e ne è parimenti sostituita la relativa disciplina.
Abrogazione della L.R. 31 maggio 1993, n. 26
1. La L.R. 31 maggio 1993, n. 26 "Norme regionali d'attuazione della legge 11 agosto 1991, n. 266 - Legge quadro sul volontariato" è abrogata.
1. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale provvede con atto ricognitivo ad attribuire alla sezione regionale o alle singole sezioni provinciali del Registro le iscrizioni effettuate ai sensi della delibera del Consiglio regionale n. 801 del 16 gennaio 1992 e della L.R. 31 maggio 1993, n. 26.
2. Entro lo stesso termine di cui al comma 1, le istanze in corso di istruttoria presso la Regione sono trasmesse alle Province territorialmente interessate ai sensi del comma 4 dell'art. 2, a cura del Servizio regionale competente in materia di volontariato.
Bologna, 2 settembre 1996 ANTONIO LA FORGIA