Source: http://www.scuola7.it/2018/90/
Timestamp: 2018-12-13 00:55:25+00:00
Document Index: 15834917

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 1']

Scuola7 - n. 90
Scuola7 21 maggio 2018, n. 90
21 maggio 2018, n. 90
Le competenze chiave per la cittadinanza (G. Cerini, S. Loiero, M. Spinosi)
Elenco docenti II fascia d’istituto: novità e integrazioni (A. Bottino)
Inclusione e BES (L. Rondanini)
Olimpiadi e valorizzazione delle eccellenze (L. Ceccacci)
Parliamo diLe competenze chiave per la cittadinanza
I nuovi scenari per la scuola del primo ciclo
La seconda direzione attiene alla necessità di potenziare gli strumenti cognitivi di base che permettono di essere in sintonia con i nuovi scenari; soprattutto le competenze linguistiche, sia la lingua italiana, sia l’inglese e le altre lingue dell'Unione europea.
Parliamone: una nuova pubblicazione Tecnodid – Giunti Scuola
Giancarlo Cerini - Silvana Loiero - Mariella Spinosi
Elenco docenti II fascia d’istituto: novità e integrazioni
Chi ha diritto ad inserirsi nella II fascia (abilitati)
Nel rispetto di quanto previsto dall’art. 3 del decreto ministeriale 326 del 3.6.2015, il Direttore generale per il personale scolastico, con provvedimento n. 784 del 11.5.2018, ha dettato le disposizioni per l’inserimento nell’elenco aggiuntivo alla II fascia d’istituto, compilata per il triennio 2017/2020, del personale docente di ogni ordine e grado inserito nelle graduatorie d’istituto di III fascia, che abbia conseguito l’abilitazione nel periodo successivo alla data del 24.6.2017 (termine di scadenza fissato all’epoca per l’inserimento in graduatoria) ed entro il 1° febbraio 2018. La domanda va indirizzata alla scuola presso la quale è stata chiesta a suo tempo l’iscrizione in graduatoria. Nel caso in cui il docente non sia inserito in graduatoria potrà destinare la domanda ad una scuola a sua scelta in un’unica provincia. La domanda va inoltrata a partire dal 15 maggio ed entro il 4 giugno, compilando il modello A3.
Variazione sedi
Con la nota prot. n. 22975 del 14.5.2018 il Miur ha previsto, per coloro che chiedano l’inserimento nell’elenco aggiuntivo alla II fascia, la possibilità, limitatamente ai nuovi insegnamenti per i quali si chieda l’inserimento nell’elenco aggiuntivo, di sostituire una o più sedi a suo tempo scelte; tale richiesta va prodotta nel periodo dal 7 giugno ed entro le ore 14 del 27 giugno 2018.
Il titolo di specializzazione
Il personale docente di ogni ordine e grado, inserito nelle graduatorie d’istituto o elenchi aggiuntivi, e che abbia conseguito, nel medesimo periodo, il titolo di specializzazione per l’insegnamento su posti di sostegno, può chiedere di inserire il predetto titolo di specializzazione nelle graduatorie o elenchi aggiuntivi in cui sia inserito. La domanda deve essere inviata entro le ore 14 del 4 giugno 2018, esclusivamente in modalità telematica, compilando il modello A5 disponibile sul portale POLIS del sito internet del Ministero.
Il predetto personale, che abbia conseguito l’abilitazione o la specializzazione entro il 1° febbraio 2018, in attesa di essere inserito negli elenchi aggiuntivi può chiedere, a decorrere dal 15 maggio 2018, compilando il modello A5 disponibile sul portale POLIS del sito internet del Ministero, la precedenza assoluta nel conferimento delle supplenze al personale inserito in III fascia d’istituto.
Riconoscimento servizio sezioni primavera
Il decreto direttoriale n. 784 del 11.5.2018 prevede inoltre, nel rispetto di quanto previsto dal DM n. 335 del 23.4.2018, limitatamente alle graduatorie d’istituto di II fascia per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria, che il personale ivi inserito e che abbia prestato servizio nelle sezioni primavera dall’anno scolastico 2007/2008 e fino alla data del 24.6.2017, possa chiedere, compilando il modello A1/S, la valutazione del predetto servizio, a condizione che non abbia già conseguito, per ciascun anno scolastico, la valutazione massima possibile.
L’istanza va trasmessa all’istituzione scolastica presso la quale è stata prodotta a suo tempo la domanda di inserimento in graduatoria d’istituto, entro il termine del 4 giugno 2018, con raccomandata postale a/r oppure consegnandola a mano, oppure inviandola all’indirizzo di posta elettronica della scuola, utilizzando la propria PEC.
Entro il 6 giugno gli Uffici provinciali sono invitati a completare l’attività di acquisizione delle nuove domande di inserimento nelle graduatorie permanenti del personale A.T.A. per l’a.s. 2018/19. Dal 7 al 27 giugno saranno disponibili le funzioni di scelta delle sedi.
Con nota 16 maggio 2018 il Miur comunica che le funzioni relative alle graduatorie provinciali permanenti e alle graduatorie d'istituto di prima e seconda fascia del personale A.T.A. sono state riattivate per il nuovo anno scolastico 2018/19, a valle delle attività propedeutiche necessarie alla predisposizione delle banche dati e finalizzate a:
L’istanza Polis di scelta delle sedi (allegato G) effettuerà il controllo che sul SIDI la domanda sia presente e con almeno una graduatoria valida, o con riserva sulla stessa provincia in cui l’aspirante intende presentare le sedi.
Una circolare “pedagogica”
Il Miur, con la nota del 17.5.2018, n. 1143 "L'autonomia scolastica quale fondamento per il successo formativo di ognuno", offre alle scuole un documento di approfondimento riguardante il diritto allo studio in vista del successo formativo di ogni alunna/o.
Il tema non è certamente nuovo. Considerati gli sviluppi che conosceremo meglio nel corso dell'a.s. 2018-2019, ritengo opportuno inquadrare il contributo del Ministero nel complesso quadro di attuazione del D.Lgs. n. 66/2017 relativo alla promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, in cui si afferma che l'inclusione "è impegno fondamentale di tutte le componenti della comunità scolastica, le quali ... concorrono ad assicurare il successo formativo degli studenti" (art. 1).
Il documento sviluppa una serie di riflessioni che richiamano le funzioni del dirigente, dei docenti, delle famiglie e, soprattutto, dei contesti di apprendimento. L'inclusione, infatti, rientra in un lavoro di paziente tessitura, che persone con diversi profili di responsabilità devono concretizzare, nell'ottica di un miglioramento continuo delle strategie che ogni giorno a scuola, in classe e negli altri ambienti di vita mettono in pratica. Se migliorano le persone, migliorano anche i contesti e le organizzazioni.
La sfida dell’inclusione si gioca in classe
Nel nostro sistema d'istruzione il perno di una scuola inclusiva è rappresentato dalla gestione della classe, ambiente nel quale si promuovono relazioni amicali, acquisizione di regole, passione per lo studio, rapporti con adulti, cura di interessi, attitudini e comportamenti improntati ad una cittadinanza attiva.
Nel documento del Miur si sottolinea che non bisogna guardare alla classe "come ad un insieme di singole persone", ma come ambiente di autentiche relazioni, nel quale ognuno deve saper "prendersi cura" di sé e dell'altro. In questa sfida gli studenti sono una componente di prim'ordine nella costruzione di una scuola che guarda alle diversità come risorsa, e non come ostacolo.
Scuola e comunità per un sistema curante
La finalità generale è quella di costruire un “sistema curante” (vedi Fig. 1) nel quale tutti gli attori della più ampia comunità locale, nell’ambito delle rispettive competenze, promuovano ed assicurino i presupposti affinché i giovani, esposti ad un rischio più elevato di vulnerabilità personale e sociale, possano trovare i supporti necessari per la piena realizzazione di se stessi.
Fig. 1 – Verso un sistema curante
Per quanto concerne la scuola, è dal microsistema-classe che bisogna partire: il futuro di un/a alunno/a si costruisce all'interno dell'aula in cui ragazzi e ragazze trascorrono buona parte del tempo scolastico.
Che fare? Tre obiettivi per una scuola inclusiva
La scuola è luogo di sincerità e di reciproca valorizzazione: i docenti devono insegnare, gli studenti devono imparare; sappiamo bene che anche i primi hanno molto da apprendere, e i secondi molto da consigliare.
Nella nota del Miur si cita spesso don Lorenzo Milani. Provocatoriamente, però, il Priore di Barbiana voleva una scuola "monarchica": l'insegnante, nella visione milaniana, dev’essere una figura autorevole, anche autoritaria, che sa porsi e imporsi allo stesso tempo.
Che cosa possiamo fare allora per raggiungere la finalità di una scuola realmente inclusiva, partendo dal microsistema classe/sezione?
Tra i possibili obiettivi, tre risultano sicuramente irrinunciabili.
Primo obiettivo: il gruppo docente
Costruire il team dei docenti (scuola dell'infanzia e primaria) e il consiglio di classe (secondaria di 1° e 2° grado) come gruppo professionale.
La corresponsabilità educativa è cosa diversa dalla contitolarità. I docenti sono contitolari della classe sul piano giuridico, ma possono essere disuniti su quello della gestione educativa, degli orientamenti didattici, delle convinzioni inerenti alla valutazione, dell'idea che hanno dei loro studenti, ...
Spesso team e consigli di classe sono un aggregato più che un gruppo professionalmente maturo. Una comunità si riconosce dalla capacità di ascolto dei diversi punti di vista dei propri componenti, di sintesi di tale diversità, e dalla capacità di attuare interventi tempestivi in tempi che non dovranno essere né troppo brevi né troppo lunghi.
Secondo obiettivo: costruire il gruppo classe
La comunità professionale è la condizione indispensabile per perseguire il secondo obiettivo di una scuola capace di valorizzare le diversità: la classe come gruppo. Gli alunni sono infatti una risorsa straordinaria di un progetto inclusivo di scuola; devono però essere educati a sostenersi reciprocamente, a lavorare insieme, a vivere un vero senso di appartenenza, sincero, senza infingimenti o logiche prevaricatorie. Spetta principalmente alla scuola e alla famiglia educare studenti e figli a coltivare sentimenti di vicinanza, di solidarietà e di sincera gruppalità.
Nelle Indicazioni per il curricolo 2012 si sottolinea a più riprese questa istanza. Nel paragrafo "L'ambiente di apprendimento" si afferma: "Imparare non è solo un processo individuale. La dimensione sociale dell'apprendimento svolge un ruolo significativo".
Terzo obiettivo: la relazione insegnanti-studenti-saperi
Il terzo obiettivo si pone come integrazione dei primi due: il duplice legame di fedeltà tra insegnanti e studenti (dimensione relazionale) e tra questi ultimi e i saperi (dimensione culturale). Legami interpersonali e apprendimenti significativi rappresentano il completamento del costrutto stesso di gruppo, che si pone su un duplice piano:
- di base, caratterizzato dalla dimensione affettiva, emotiva e, più in generale, dal benessere psicologico che si prova quando si sta e si lavora insieme;
- del compito, orientato alla capacità di saper imparare, studiare, progettare e affrontare un lavoro, portarlo a termine, sia a livello individuale che di gruppo.
Una didattica inclusiva integra questi due livelli soprattutto nella vita della classe, dove le diversità vanno realmente (non solo formalmente!) riconosciute e valorizzate.
Olimpiadi e valorizzazione delle eccellenze
Temi, opportunità, iniziative
Il programma annuale di promozione dell’eccellenza
Sono in fase di svolgimento le fasi conclusive delle azioni previste dal Programma annuale di promozione dell'eccellenza 2017-2018[1], che con apposito decreto viene definito e reso noto entro il 31 agosto di ciascun anno, in base a quanto stabilito dal D.M. 182 del 19 marzo 2015, art. 3, per informare adeguatamente scuole, docenti, studenti e famiglie sulle iniziative che verranno proposte in corso d'anno[2].
Il Programma 2017-2018 ha previsto forme di competizione variamente definite (olimpiadi, giochi, certamina, concorsi), articolate su sette tematiche: gli ambiti più rappresentati per numero di competizioni sono quelli scientifico tecnologico (12), linguistico letterario (11), tecnico professionale (10) e logico matematico (9); sono anche presenti quattro competizioni afferenti al settore artistico musicale, due allo storico filosofico, una all'economico sociale.
Le Olimpiadi delle lingue e civiltà classiche
La Direzione Generale per gli Ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione indice annualmente, a partire dalla prima edizione del 2011-2012, le Olimpiadi Nazionali delle Lingue e Civiltà Classiche (http://www.olimpiadiclassiche.it/site/index.php), suddivise nelle tre sezioni di Lingua Greca, Lingua Latina, Civiltà Classiche, con l'obiettivo di promuovere e incentivare lo studio di un patrimonio fondamento della moderna cultura europea.
Nella sontuosa cornice del Salone degli affreschi dell'Almo Collegio Borromeo di Pavia, alla presenza di Carmela Palumbo (Capo Dipartimento per la Programmazione), di Edvige Mastantuono (Dirigente Direzione generale Ordinamenti scolastici) e di illustri accademici componenti del Comitato istituzionale dei garanti (i professori Franco Montanari, Giuliano Pisani, Renzo Tosi[3]), nella mattinata dell’11 maggio scorso sono stati proclamati i vincitori delle Olimpiadi delle Lingue e Civiltà classiche 2017-2018. La cerimonia di premiazione, introdotta da una performance teatrale tratta dalle Eumenidi di Eschilo degli allievi del liceo Taramelli-Foscolo di Pavia, ha visto la presenza di circa 140 giovani talenti, ragazze e ragazzi innamorati del mondo antico e appassionati della cultura umanistica provenienti da tutte le regioni italiane, che hanno potuto esprimersi sfidandosi tra pari in un appuntamento che si rinnova da alcuni anni nel mese di maggio.
Il quadro normativo per incentivare l’eccellenza
Le disposizioni per incentivare l'eccellenza degli studenti sono contenute nel D.Lgs. 262 del 29 dicembre 2007. L'obiettivo che si persegue è quello di promuovere l’innalzamento dei livelli di apprendimento e le pari opportunità di pieno sviluppo delle capacità (art. 1). La trasparenza, la visibilità e la riconoscibilità sono elementi fondamentali in questo percorso di valorizzazione, che ha come passaggio ineludibile una fase di certificazione formale (art. 6) che, oltre a garantire l'acquisizione di credito formativo, consente di godere di varie forme di incentivo, che spaziano dall'accesso a iniziative altamente qualificate a viaggi d'istruzione e benefici di natura economica (art. 4).
Inoltre, in base a quanto stabilito all'art. 2, comma 6, anche i risultati conseguiti nell’esame di Stato conclusivo del corso di studi della secondaria di secondo grado costituiscono titolo d'ingresso nel territorio delle eccellenze, nello specifico la votazione di 100 con l’attribuzione della lode, come indicato dal Programma 2007-2008; gli studenti così individuati possono quindi accedere, come i vincitori delle varie competizioni, ai riconoscimenti e ai premi previsti.
È importante anche aggiungere che i nominativi degli studenti meritevoli, appunto a garanzia di un’adeguata visibilità e per favorire una loro riconoscibilità, vengono poi pubblicati dall'Indire, con regolari aggiornamenti, nell'Albo nazionale delle eccellenze (http://www.bdp.it/eccellenze/).
Le caratteristiche delle competizioni
Incentivare le eccellenze significa ovviamente valorizzare i risultati “eccellenti”, in termini di conoscenze e competenze, raggiunti dagli studenti delle scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie in competizioni di carattere nazionale e internazionale, sia per quanto riguarda specifiche discipline sia in aree pluridisciplinari, ivi compresi anche i settori avanzati di carattere tecnico e professionale. Sono contemplate tanto le prestazioni individuali che quelle di gruppo e in team, laddove la dimensione collaborativa risulti motivata da aspetti peculiari della competizione, e laddove l'aggregazione degli studenti in squadre sia definita sulla base di criteri specifici di carattere meritocratico, come precisa il D.M. 182 del 19 marzo 2015, all’art. 6.
La procedura di carattere competitivo, affinché possa condurre al riconoscimento di "autentici livelli elevati di conoscenza e di competenza" deve come indispensabile prerequisito avere a riferimento un'autorità scientifica significativa, che goda di prestigio intersoggettivamente condiviso e chiaramente individuabile; deve inoltre prevedere selezioni successive, che partano dal piccolo (in alcuni casi anche dalla dimensione di istituto, come per le Olimpiadi di Italiano), per giungere a un molto più ampio ambito territoriale (D.Lgs. 262 del 29 dicembre 2007, art. 3).
I requisiti per il riconoscimento delle competizioni sono elencati all’art. 5 del D.M. 182/2015; come indicato nei vari Programmi annuali, per le caratteristiche delle gare nel dettaglio è necessaria la consultazione dei bandi dei singoli soggetti accreditati all'individuazione delle eccellenze.
I soggetti accreditati
È sempre il D.Lgs. 262 del 29 dicembre 2007, all’art. 3, comma 2, a stabilire che, oltre ai responsabili dei diversi livelli del sistema di istruzione, possano concorrere all'individuazione delle eccellenze altri soggetti pubblici e privati, accreditati a questo scopo dall'amministrazione scolastica. L’elenco, a partire dal D.M. 11715 del 28 luglio 2008, è stato più volte aggiornato; quello attualmente valido è allegato al recente D.M. 708 del 26 aprile 2018.
Le modalità per le procedure di accreditamento (che resta effettivo per un arco temporale definito), per i soggetti interni o esterni all'amministrazione scolastica interessati a cooperare con il Miur nel promuovere e organizzare le competizioni, vengono definite dal D.M. 182/2015. Di tali procedure è responsabile una Commissione Tecnica, che ha anche l'onere di strutturare i contenuti del Programma annuale (art. 7).
I dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado svolgono un ruolo strategico nel processo di individuazione delle eccellenze: essi sono in primo luogo i soggetti incaricati di fungere da snodo informativo, fondamentale per una diffusione capillare dell'ampia varietà di iniziative contenute nei Programmi annuali tra i propri allievi, i propri insegnanti e nel bacino territoriale di riferimento. È grazie a loro che può essere promossa e incentivata su tutto il territorio nazionale la partecipazione degli studenti più meritevoli alle competizioni (come indicato nella circolare DGOSV 9068 del 25 luglio 2017).
Inoltre la normativa prevede, nell’ottica del miglioramento continuo, che le iniziative di valorizzazione delle eccellenze siano oggetto di monitoraggio. I dirigenti scolastici sono quindi incaricati di fornire i dati di diretta competenza della scuola attraverso la compilazione di un questionario, articolato in due sezioni: 100 e lode e Competizioni[4]. Viene richiesto di indicare in che modo sono stati utilizzati gli incentivi, quali sono stati i benefici ottenuti e, per quanto riguarda il settore delle competizioni, si richiedono anche informazioni sulla metodologia didattica adottata e sui materiali prodotti dai docenti coinvolti nelle iniziative.
Per valorizzare gli studenti eccellenti è indispensabile che le scuole sappiano coinvolgere i propri allievi in percorsi di studio di elevata qualità, e offrire loro occasioni per approfondire la preparazione individuale e il confronto con altre realtà scolastiche, nazionali e internazionali. Le iniziative di valorizzazione delle eccellenze possono essere, inoltre, opportunità di arricchimento professionale per gli insegnanti, in quanto costituiscono contesti ideali per favorire la collaborazione tra mondo della scuola, accademia, professionalità qualificata e ricerca. Il dialogo e il confronto sono elementi preziosi di queste comunità di studiosi a vari livelli.
Ed è proprio quello che ho potuto vedere realizzarsi durante la cerimonia di premiazione dell'11 maggio a Pavia, quando molti degli studenti vincitori, nel momento in cui veniva loro data l'opportunità di comunicare con il pubblico presente, in diversi casi hanno ritenuto opportuno ringraziare, oltre ai propri docenti e ai familiari, anche i "compagni di viaggio" incontrati e divenuti sodali durante i tre giorni della competizione, in cui sono stati condivisi timori, speranze, ma anche - più prosaicamente - camerate e tavole da pranzo.
Lo sviluppo professionale dei docenti come sfida
La fase nazionale di questa gara è stata anche l’occasione per consolidare tra docenti quella rete di relazioni interna e di interscambio con il mondo scientifico a cui fa riferimento il D.Lgs. 262/2007, art. 1, comma 5, laddove si afferma che “l'iniziativa di valorizzazione delle eccellenze è tesa a rinsaldare i rapporti tra il mondo della scuola e le comunità scientifiche ed accademiche, ed a creare situazioni di dialogo e di cooperazione tra docenti della scuola, ricercatori e docenti universitari, esperti tecnico-professionali di settore”.
Appare quindi importante sottolineare che le competizioni rappresentano un’opportunità per tutta la comunità scolastica: esse sono occasione non solo di valorizzazione delle eccellenze degli studenti, ma anche di valorizzazione professionale dei docenti, in linea con i principi del Piano per la formazione dei docenti 2016-2019. Anche in questi termini “di anno in anno la valorizzazione delle eccellenze potrà offrire esempi concreti di riconoscimento del merito, di affermazione della cultura del confronto e di ricerca verso l'innalzamento dei risultati” (http://www.miur.gov.it/tematiche-e-servizi/scuola/eccellenze/valorizzazione-delle-eccellenze).
[1] È possibile consultare tutti i Programmi a partire dall'a.s. 2006-2007 all'indirizzo http://www.miur.gov.it/tematiche-e-servizi/scuola/eccellenze/valorizzazione-delle-eccellenze/competizioni.
[2] Per l'a.s. ancora in corso si vedano il D.M. 253 del 28 aprile 2017 e la circolare DGOSV n. 9068 del 25 luglio 2017.
[3] Per l'elenco completo si veda http://www.olimpiadiclassiche.it/site/garanti2017.php
[4] Si veda la nota Miur DGOSV 16861 del 18 dicembre 2017 per le iniziative del Programma 2016-2017, definito con D.M. 554 del 6 luglio 2016.