Source: http://www.regione.lazio.it/rl_comitato_ssl/?vw=contenutidettaglio&id=131
Timestamp: 2018-06-20 22:56:10+00:00
Document Index: 180623104

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 64', 'art. 340', 'art. 340', 'art. 301', 'art. 302', 'art. 10', 'art. 20', 'art. 321']

Regione Lazio - SALUTE e SICUREZZA SUL LAVORO - Procedure per le attività di vigilanza e controllo
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La presente procedura è stata redatta in attuazione del Progetto 5.3. del PRP 2014/2018 adottato in via definitiva con DCA U00593 del 16/12/2015 dal gruppo di lavoro sottoelencato (che opererà fino alla vigenza del piano), coordinato dal Dirigente dell’Ufficio regionale Sicurezza nei luoghi di lavoro e composto da Tecnici della Prevenzione operanti nei Servizi PreSAL delle ASL del Lazio ed è il risultato di un impegno tecnico-professionale di alto livello di tali professionisti.
ASL ROMA 1 (ex RMA e RME) Paolo Centracchio, Alessandro Palmeri, Carlo Taffi
ASL ROMA 2 (ex RMB e RMC) Patrizio Dutto, Raffaele Laurelli
ASL ROMA 3 Romeo Marziali
ASL ROMA 4 Giorgio Becchetti
ASL ROMA 5 Mario Di Francesco
ASL ROMA 6 Massimo Campagna, Massimo Barbato
ASL FROSINONE Rossella Pistilli
ASL LATINA Roberto Lupelli
ASL RIETI Domenico Giuliani, Lorella Fieno
ASL VITERBO Sandro Celli
Inoltre le procedure messe in atto permettono una uniforme programmazione degli interventi preventivi e di controllo, e perseguire comportamenti ispirati alla massima trasparenza nei metodi, assicurando efficienza, appropriatezza ed equità su tutto il territorio regionale.
PROCEDURA REGIONALE PER LE ATTIVITA' DI VIGILANZA E CONTROLLO
L’attività di vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è svolta dalla Azienda Sanitaria Locale competente per territorio ( Art 13, comma 1 del D.lgs 81/08) attraverso lo specifico Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPreSAL) che opera nei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali. La vigilanza, in sinergia con altre attività (conoscenza del territorio, dei processi lavorativi e delle organizzazioni lavorative; informazione; formazione e assistenza ai soggetti del mondo del lavoro; promozione della salute e della sicurezza sul lavoro etc.), persegue l’obiettivo generale della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, ed in particolare, di contrastare efficacemente il fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali o correlate al lavoro. La vigilanza è uno strumento complesso di prevenzione, che integra in sè funzioni e attività coordinate; richiede ampie e specifiche competenze tecniche e multidisciplinari comprendenti anche le funzioni di Polizia Amministrativa, di Polizia Giudiziaria (P.G) ed il coordinamento con l'Autorità Giudiziaria (A.G.). Per tale motivo la vigilanza non coincide esclusivamente con le funzioni di attività di polizia giudiziaria, poichè nel suo sviluppo può produrre differenti atti che non necessariamente sono di P.G.
Nello svolgimento di tale attività, devono essere ricercate le strategie atte a svolgere l’intervento, caso per caso, adottando comportamenti e metodi ispirati alla massima trasparenza operativa e procedurale, all’efficienza, all’appropriatezza, all’equità ed omogeneità su tutto il territorio regionale.
Lo scopo della presente linea d’indirizzo, è di mettere a disposizione degli Operatori dei Servizi PreSAL, delle Aziende Sanitarie Locali della Regione, delle aziende e dei lavoratori uno strumento semplice ma completo per vigilare sull'applicazione delle norme di igiene e sicurezza previste dalla legislazione vigente al fine di garantire: · omogeneità di comportamento tra gli operatori sull’intero ambito regionale; · migliore efficacia degli interventi; · trasparenza ed equità dell’attività di vigilanza.
3.Modalità di intervento
Il Servizio PreSAL svolge la propria attività di controllo e vigilanza essenzialmente: · in base alla periodica programmazione dell’attività del Servizio PreSAL; · a seguito di segnalazione; · su delega dell’A.G.; · a vista ( essenzialmente per i cantieri edili), ossia su iniziativa dell’operatore del servizio PreSAL qualora ne ravvisi la necessità.
Gli operatori dei Servizi, per esplicare l’intervento di vigilanza, possono visitare i luoghi di lavoro in virtù di un potere conferitogli da specifiche norme di legge (art. 21 L.833/78; art. 64 DPR 303/56); si tratta di una facoltà (?) potere (?) di accesso indispensabile che, se negata, configura commissione di reato nei confronti degli Operatori dei Servizi di Vigilanza per violazione dell’art. 340 CP e/o 452 septies CP.
L’attività di vigilanza è prevalentemente una attività di natura amministrativa fino all’eventuale configurazione di indizi di reato rientranti nella sfera di competenza. La stessa si concretizza con azioni di sopralluogo, e sono possibili, per gli operatori dei Servizi, tutti gli accertamenti e gli approfondimenti ritenuti utili per adempiere allo specifico mandato ricevuto: si potrà fare richiesta di documentazione, acquisire informazioni dai soggetti aziendali, chiedere informazioni sui processi produttivi, sulle sostanze, sulle attrezzature, sulla formazione, fotografare luoghi, effettuare misure e quanto necessario nei limiti della riservatezza e del segreto professionale connessi con il ruolo.
Tale attività amministrativa non deve essere eseguita con le garanzie previste dal codice di procedura penale ed avrà, in particolare, la finalità di verificare, rispetto alle specifiche attività lavorative, la corretta applicazione di tutte le misure di prevenzione e protezione dei lavoratori atte a eliminare o ridurre tutti i rischi ad esse collegate.
L’attività espletata a seguito di delega dell'A.G., e comunque in tutte le circostanza in cui emergano indizi di reato, dovrà essere finalizzata ad assicurare gli elementi probatori indispensabili e costituenti eventuali reati afferenti a violazioni a specifici precetti legislativi (attività di Polizia Giudiziaria; a tal fine vanno compiuti tutti gli accertamenti utili allo scopo e, in particolare, l’ Ufficiale di Polizia Giudiziaria (UPG) dovrà procedere, specificamente a quanto connesso al reato, all’accertamento dei luoghi e delle cose anche in riferimento a prescrizioni operative contenute nei documenti di sicurezza (DVR, DUVRI, PSC, POS, PIMUS, ecc.)
4.Criteri per la programmazione della vigilanza
4.1 Vigilanza programmata
L’attività di vigilanza va collocata all’interno della programmazione complessiva delle attività dei Servizi quale strumento per il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione. La programmazione deve tener conto delle indicazioni dettate in merito dagli specifici Piani Nazionali e Regionali di prevenzione, utilizzando, tra l'altro, le fonti informative presenti nelle banche dati previste nel Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP).
L'individuazione e la scelta delle attività lavorative da controllare è effettuata con i seguenti criteri:
la selezione, una volta definita la programmazione del Servizio, verrà eseguita secondo i criteri del comparto di riferimento In caso di eccedenza numerica delle imprese selezionate, l'ulteriore selezione può avvenire tramite la definizione di ulteriori criteri.
Per quanto riguarda specificatamente il settore delle costruzioni la programmazione è effettuata sulla base della banca dati delle Notifiche Preliminari dei cantieri attivati sul territorio o banche dati INAIL.
Se sono stati attivati sistemi on line di ricezione e archiviazione informatiche delle Notifiche Preliminari e sono stati predisposti programmi informatici ad essi collegati, (attraverso specifici algoritmi, che potranno essere sviluppati anche mediante programmi specifici) si potrà dare priorità ai cantieri a maggior rischio infortunistico, prendendo in considerazione: tipologia di lavorazione svolte che comportano rischi gravi; dimensione e complessità del cantiere; tipologia del cantiere (lavori speciali, lavori pubblici, rimozione amianto, …), presenza di più imprese.
4.2 Vigilanza su segnalazione
Alle segnalazioni che abbiano autore identificabile e contenuti circostanziati, si dà seguito con interventi opportuni, ivi compreso un intervento di vigilanza. Le segnalazioni anonime ma dettagliate, relative a rischi gravi ed imminenti, sono comunque oggetto di una valutazione per un eventuale intervento entro breve tempo.
4.3 Vigilanza su delega dell’A.G.
Oltre agli atti posti in essere in piena autonomia, i Servizi svolgono anche l'attività di Polizia Giudiziaria(P.G.) su delega dell'Autorità Giudiziaria.
Quest’ultima può, infatti, emanare direttive, intese come indicazioni di carattere generale, eventualmente richiamando protocolli di indagine già concordati o comunque sperimentati in altre indagini, o conferire deleghe su specifiche attività d'indagine.
Gli ambiti di intervento e i compiti degli operatori con qualifica di U.P.G. vengono, in questo caso, circoscritti e ben definiti dalla delega, limitandoli al compimento di specifici atti ed attività, con un margine di autonomia molto limitato.
Gli operatori con qualifica di U.P.G. devono, quindi, muoversi essenzialmente nel rispetto delle direttive impartite dall'Autorità Giudiziaria.
4.4 Vigilanza a vista
L'attività di vigilanza e controllo a vista (essenzialmente in edilizia) è eseguita sfruttando il monitoraggio del territorio per la ricerca e scelta prioritaria dei cantieri:
· che si presentano al di sotto del Minimo Etico di Sicurezza *
· dove è presente il rischio elettrico (presenza di linee aeree)
· dove è presente il rischio caduta di materiale dall’alto (condizioni non sanabili immediatamente)
· dove si effettuano demolizioni (lavori con demolizioni pericolose prive di misure di prevenzione, condizioni non sanabili immediatamente)
· dove è presente il rischio di ribaltamento o investimento da macchine operatrici.
* MINIMO ETICO DI SICUREZZAinteso come situazione nella quale vi sia il riscontro di una "scarsa o nessuna osservanza" delle prescrizioni contro i rischi gravi di infortunio, e coesistono due condizioni:
1. grave ed imminente pericolo di infortunio, direttamente riscontrato
2. la situazione non sia sanabile con interventi facili ed immediati.
A. Lavoro in quota sopra i 3 metri in totale assenza di opere provvisionali o con estese carenze di protezioni, non sanabili nell'immediatezza con interventi facilmente praticabili
B. lavori di scavo superiori al metro e mezzo, in trincee, o a fronte aperto ma con postazioni di lavoro a piè di scavo, senza alcun tipo di protezione ( mancanza di studio geologico che indichi la tenuta dello scavo), assenze di puntellature, armature o similie con estensione tale da permettere una facile ed immediata messa in sicurezza
C. Lavori in quota su superfici "non portanti" (ad. Esempio Eternit) senza alcun tipo di protezione collettiva o individuale e non facilmente ed immediatamente sanabili
Se durante i vari interventi programmati vengono avvistati cantieri o altre attività lavorative che già dall’esterno appaiono al di sotto del minimo etico di sicurezza, questi avranno priorità di intervento rispetto a quelli programmati, e quindi gli operatori vi eseguiranno immediatamente o nel più breve tempo possibile l’intervento ispettivo.
5.Scelta delle coppie di operatori
Gli interventi di vigilanza, compresivi degli atti conseguenti, devono essere eseguiti da 2 operatori di cui almeno uno con qualifica di UPG.
E’ responsabilità del Servizio PreSAL, in funzione della sua organizzazione, assicurare che gli operatori ruotino in modo da non creare coppie “fisse” e anche rispetto alle varie aree di intervento, in modo da svolgere la propria attività su tutto il territorio di competenza.
6.Modalità di accesso
Gli operatori che effettuano l'accesso dovranno:
a) qualificarsi mostrando il tesserino di UPG;
b) indossare un idoneo abbigliamento che evidenzi l’appartenenza all’Azienda ASL;
c) essere dotati di tutti i DPI necessari in ragione del luogo da ispezionare;
d) chiedere di conferire, fatti salvi gli interventi di vigilanza con necessità di urgenza, con: un rappresentante dell’azienda (Datore di lavoro, dirigente, preposto, RSPP), il Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza (RLS);
e) se l'accesso avviene in un cantiere va verificata la necessità di conferire con il Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione (CSE) e con il Committente/Responsabile dei lavori.
7.Il sopralluogo
Premesso che una buona preparazione del sopralluogo assicura un’adeguata efficacia dell’attività ispettiva, gli incaricati del controllo devono ricercare presso gli archivi del Servizio l'eventuale documentazione già esistente relativa all'azienda oggetto dell’ispezione, annotando le aree e/o gli elementi specifici da analizzare con maggior cura durante il sopralluogo.
Gli operatori, al momento dell'accesso, dichiarano le finalità del sopralluogo al rappresentante dell’Azienda visitata.
Al termine dello stesso, qualora non si sia reso necessario redigere nessun atto (prescrizione, sequestro, ecc.) da consegnare, è rilasciato un documento che da atto del sopralluogo effettuato (contenente almeno i riferimenti del Servizio, data dell’intervento, ora di inizio e di fine intervento, nominativi degli operatori e degli intervenuti, motivo dell’intervento).
Il documento, rilasciato in copia, deve essere controfirmato dalla persona presente al sopralluogo opportunamente identificata tramite documento in corso di validità.
E’ responsabilità di ciascun operatore tutelare prioritariamente la propria salute e sicurezza e quella del collega; pertanto, durante il sopralluogo gli operatori indossano correttamente i necessari DPI prevedibili in ragione del luogo da ispezionare, adottando tutte le cautele dettate dalla conoscenza del comparto, evitando accuratamente di esporsi a rischi gravi per le condizioni di sicurezza presenti.
Si devono fornire tutti i chiarimenti necessari e le indicazioni operative sulla corretta applicazione delle norme, rispondendo nel modo più completo, chiaro ed accurato possibile alle richieste di informazioni che vengono poste.
Il sopralluogo deve essere condotto in modo da arrecare la minore turbativa possibile allo svolgimento delle attività in corso nell’Azienda visitata, tenendo conto delle finalità e delle esigenze dell’accertamento, cercando di instaurare un clima di condivisione delle finalità tra operatori e soggetti ispezionati.
Se risulta impossibile concludere il sopralluogo al primo accesso, potrà esserne previsto uno successivo e/o una verifica documentale più approfondita.
Se nel corso del sopralluogo vengono accertate violazioni alle norme di riferimento, gli accertatori provvedono alla contestazione della/e violazione/i secondo i dettami del D.Lgs. 81/08, del C.P. e del C.P.P., e della Legge 689/81.
In relazione alla natura della/e contestazione/i dovrà essere valutata l’eventuale responsabilità di tutte le figure della prevenzione afferenti allo specifico luogo di lavoro; se il sopralluogo è eseguito in un cantiere, in particolare va sempre verificata la eventuale responsabilità del Committente, dei Coordinatori della Sicurezza (CSP e CSE) e del datore di lavoro dell’Impresa Affidataria.
Nel caso di diniego all’accesso, gli Operatori UPG incaricati dell’intervento di vigilanza, dopo aver esperito ogni opportuno tentativo per convincere i soggetti coinvolti a consentire l’accesso, essendo prioritaria la tutela della sicurezza e salute dei lavoratori, provvederanno a contattare con urgenza un Organo di Pubblica Sicurezza (Carabinieri, Polizia di Stato etc.) per ottenere immediato supporto operativo affinché sia consentito l’accesso e l’intervento necessario nei luoghi di lavoro; successivamente, messa in sicurezza la situazione lavorativa ove necessario, gli Operatori UPG dei Servizi potranno provvedere a redigere notizia di reato per violazione dell’art. 340 CP e/o 452 septies CP.
Per quanto riguarda le norme comportamentali che devono essere adottate dagli operatori, si rimanda al Codice di Comportamento della Pubblica Amministrazione, nonché al Codice di comportamento e ai regolamenti in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione delle Aziende ASL di appartenenza.
Come strumento operativo di omogeneità nella vigilanza nel comparto Edilizia può essere utilizzata la “Scheda Regionale Cantieri” allegata, che riporta i punti comuni da osservare su tutto il territorio regionale.
8.Documentazione relativa e conseguente attività di vigilanza
A seguito del sopralluogo effettuato si procederà, di norma, alla compilazione dei seguenti atti:
· specifico documento che attesti il sopralluogo effettuato;
· eventuale verbale di sanzione amministrativa (ex art. 301 bis D.Lgs. 81/08);
· eventuale verbale di prescrizione (ex D.Lgs. 758 /94);
· eventuale verbale di disposizione ex art. 302 bis del D.Lgs 81/08 (ex art. 10 DPR 520/55)
· eventuale verbale di richiesta documentazione integrativa;
In caso di pericolo grave ed imminente, gli operatori dovranno adottare un provvedimento per interrompere la situazione di pericolo e ripristinare le condizioni di sicurezza:
· Imposizione di specifiche misure atte a far cessare il pericolo ex art. 20 comma 3 del D.Lgs 758/94 da riportare sul verbale di prescrizione;
· Verbale di sequestro preventivo ex art. 321 CP.
9.Riferimenti
· Piani nazionali;
· Piani regionali;
· Linee guida;
Allegato - Scheda regionale di intervento in cantiere (pdf 53,60KB)