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Timestamp: 2018-08-14 19:20:22+00:00
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Piano di lottizzazione - PRG
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Consiglio di Stato 10/10/2011 n. 5501
Comune di Pescopagano, rappresentato e difeso dall`avv. Aldo Sinisi, con domicilio eletto presso Rossella Allamprese in Roma, via F. D`Ovidio, 131;
Bruno Giacomo, rappresentato e difeso dall`avv. Pietro Pesacane, con domicilio eletto presso Stefania Di Ciommo in Roma, via Tacito, 41;
della sentenza del T.A.R. BASILICATA - POTENZA: SEZIONE I n. 00429/2004, resa tra le parti, concernente ADOZIONE PIANO DI LOTTIZZAZIONE.
Relatore nell`udienza pubblica del giorno 12 luglio 2011 il Cons. Umberto Realfonzo e uditi per le parti gli avvocati Bruno Rocco e Pietro Pesacane costituitosi nell`interesse di Giacomo Bruno;
-- i ricorrenti in primo grado erano proprietari di un fabbricato per civile abitazione in via Sciamarra, edificato in forza di singole concessioni edilizie del 1985 e del 1998, su un suolo che, nello strumento urbanistico, era ricompreso in zona territoriale omogenea B (residenziale);
-- che il piano di lottizzazione previsto dal PdF prima e dal PRG poi per l’area in questione, era rimasto inattuato per l’opposizione dei proprietari delle aree interessate i quali, non avevano completato le opere di urbanizzazione; non avevano ritenuto di dover cedere le aree al Comune e non avevano aderito ad altre proposte di soluzione.
Chiamata all`udienza pubblica, uditi i patrocinatori delle parti, la causa è stata ritenuta in decisione.
1. §. Per ragioni di economia processuale le due rubriche di gravame possono essere esaminate congiuntamente.
1. 1. Per l’amministrazione comunale appellante erroneamente il Tar avrebbe dichiarato che la lottizzazione realizzata d’ufficio dal Comune, violerebbe l’articolo 19 del NTA del PRG, che, nella zona oggetto del piano di lottizzazione, invece prevederebbe solamente concessione diretta, in quanto:
-- tale conclusione presupporrebbe una formulazione diversa del medesimo articolo 19, il quale non dispone, in via assoluta ed esclusiva, l’edificazione con la sola concessione singola;
-- il penultimo comma del medesimo articolo infatti contempla una prima eccezione alla regola della concessione diretta “nel caso di piano di recupero di lottizzazione convenzionata…”;
-- l’ultimo comma poi, consentendo l’applicabilità delle NTA di attuazione anche ai “piani di lottizzazione approvati ed in fase di realizzazione…” rappresenterebbe una vera e propria norma transitoria, che negherebbe il principio dell’esclusività dell’attuazione del piano regolatore per concessione diretta.
1.2. L’affermazione per cui la lottizzazione per iniziativa pubblica sarebbe uno strumento urbanistico residuale, cui si può accedere solo se non è configurabile altro modo per procedere all’identificazione dell’area sarebbe assolutamente inesatta, in quanto al contrario l’ordinamento non opererebbe nessuna discriminazione e metterebbe su di un piano paritetico tutti gli strumenti attuativi del PRG (cfr. Consiglio di Stato n. 363/1983; Tar Lazio n. 44/1976).
2. §. L’appello è fondato per l’unitaria considerazione del secondo profilo del primo motivo e del secondo capo di doglianza.
2.1. In primo luogo deve infatti affermarsi la legittimità del ricorso al Piano di lottizzazione d’ufficio da parte del Comune.
In linea generale la formazione d`ufficio del piano di lottizzazione ai sensi del penultimo comma dell’art. 28 L. 17 agosto 1942 n. 1150, è sempre legittima nel caso in cui i proprietari delle aree non abbiano realizzato le opere di urbanizzazione ovvero non abbiano accettato di stipulare la convenzione. In tali ipotesi, il piano di lottizzazione d`ufficio è infatti preordinato a rimuovere gli ostacoli e le limitazioni alla realizzazione delle previsioni del P.R.G., che nascono dall`inerzia o dall’opposizione dei proprietari delle aree interessate, i quali, impedendo di attuare le previsioni urbanistiche del comparto, finiscono per dar luogo, di fatto, ad una sorta di arbitrario vincolo inedificabilità con durata di indeterminata.
Per questo la lottizzazione d`ufficio ha pari dignità, partecipa della medesima natura e produce gli stessi effetti, tra i quali anche quello di conferire valore di pubblica utilità alle opere di urbanizzazione in esso previste, del piano particolareggiato ad iniziativa privata.
Tale facoltà d’iniziativa di ufficio costituisce dunque l’esplicazione di un potere ampiamente discrezionale del Comune relativamente all`an, al quid ed al quomodo (arg. ex Consiglio Stato, sez. V, 21 maggio 2010 , n. 3217).
2.2. Quest’ultima ineludibile circostanza porta a dover integralmente disattendere l’interpretazione del primo giudice dell’art. 19 delle NTA.
La circostanza che per una determinata zona di espansione lo strumento urbanistico non subordini necessariamente l`edificazione alla preventiva approvazione di un piano di lottizzazione, non preclude infatti l`esercizio di un potere di valutazione da parte dell’Amministrazione comunale in relazione agli interventi complessivi da realizzare. Il Comune ha il potere-dovere di verificare se le costruzioni edificande siano assentibili con concessioni singole ovvero se, al contrario, lo sviluppo della previsione urbanistica non necessiti della predisposizione di un piano di lottizzazione, al fine di raccordare i nuovi fabbricati col preesistente aggregato abitativo e di completare le urbanizzazioni (cfr. Consiglio Stato, sez. VI, 03 dicembre 2004 , n. 7847).
Infatti, anche quanto possono essere imposte opere di urbanizzazione all`atto del rilascio del singolo provvedimento permissivo, la diversità dei presupposti di fatto e delle differenti esigenze che sorreggono, da un lato, la concessione singola e, dall’altro, la lottizzazione, comportano che l’amministrazione possa, e debba, sempre valutare i riflessi discendenti dall`aumento insediativo sui servizi essenziali viari, elettrici, igienici, idrici e fognari (cfr. Consiglio Stato, sez. V, 25 ottobre 1989, n. 669).
Il Comune può dunque sempre giudicare necessario il piano di lottizzazione per l`edificazione quando ritenga che, essendo la zona priva di sufficienti infrastrutture, non possa farsi luogo a singola concessione edilizia (cfr. Consiglio Stato, sez. V, 06 marzo 1984 , n. 223).
L’art. 19 delle N.T.A. del Comune di Pescopagano, proprio con riferimento all’area oggetto del piano, riserva dunque al Comune la possibilità di rilasciare concessioni edilizie, ma tale affermazione non esclude affatto la possibilità di procedere, anche in via autoritativa, alla lottizzazione convenzionata o d’ufficio. La relativa valutazione, prima dell`adozione dell`uno o dell`altro provvedimento, deve intervenire con riferimento alla situazione di fatto preesistente e tenuto conto della distinta finalità ed ambiti che si intendono perseguire con la concessione singola e con lo strumento attuativo.
3.§. In accoglimento dell’appello deve dunque essere pronunciato l’annullamento della sentenza di cui in epigrafe. Per l’effetto deve essere riconosciuta la piena legittimità degli atti impugnati in primo grado.
1. accoglie l`appello e, per l’effetto, annulla la sentenza di cui in epigrafe.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 12 luglio 2011 con l`intervento dei magistrati: