Source: http://lbconsultingsrl.it/index.php/area-partners/antiriciclaggio
Timestamp: 2017-12-16 07:31:40+00:00
Document Index: 37797941

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 41', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 41', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 115', 'art. 134', 'art.5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 127', 'art. 126', 'art. 115', 'art. 2', 'art. 648', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 127', 'art. 126', 'art. 115', 'art. 2', 'art. 107', 'art. 106', 'art. 155', 'art. 155', 'art. 2', 'art. 134', 'art. 5', 'art. 2', 'art.1', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 150', 'art. 151', 'art.49']

HomeUTILITYANTIRICICLAGGIO
L'opera di prevenzione svolta nella lotta al riciclaggio del denaro di provenienza illecita è svolta dalla Direzione V mediante un'attività normativo - interpretativa e un'attività sanzionatoria.
I Attività normativo - interpretativa.- Predisposizione degli schemi di provvedimento necessari per dare attuazione alla legge antiriciclaggio e al testo Unico bancario. Risoluzione delle questioni rilevate in sede operativa nell'ambito di applicazione delle suddette leggi. Il Comitato antiriciclaggio, composto da rappresentanti del MEF, della Banca d' italia, dell'Ufficio italiano dei cambi e della Guardia di finanza a tutt'oggi ha emanato 96 pareri ai quali è stata data attuazione nell'ambito delle categorie interessate.
- Collabora con le altre autorità competenti nella lotta al riciclaggio nonché con le omologhe autorità di altri paesi e con gli organismi internazionali di settore e fornisce il proprio contributo alla predisposizione di provvedimenti normativi a livello internazionale.
II Attività sanzionatoria.
Il rispetto della normativa antiriciclaggio è assicurata da un articolato sistema di sanzioni pecuniarie. Le infrazioni amministrative della normativa antiriciclaggio sono segnalate al MEF da banche, uffici della P.A. e in genere da organi di vigilanza e controllo. Secondo la vigente normativa le fattispecie illecite concernono: - l'inosservanza del divieto di effettuare tra soggetti diversi, senza il tramite degli intermediari abilitati, trasferimenti a qualsiasi titolo di denaro contante, di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore quando il valore da trasferire è complessivamente superiore ad € 5.000,00; - l'inosservanza dell'obbligo di indicare il nome o la ragione sociale del beneficiario e/o di apporre la clausola di non trasferibilità sui vaglia postali e cambiari, sugli assegni postali, bancari e circolari emessi per importi superiori ad € 5.000,00; - l'omessa comunicazione al MEF da parte dei funzionari delle amministrazioni pubbliche, dei pubblici ufficiali e degli intermediari abilitati delle sopraspecificate violazioni delle quali abbiano avuto notizia in relazione ai loro compiti di servizio e nei limiti delle loro attribuzioni. Tale segnalazione deve essere effettuata al MEF entro 30 giorni dalla data in cui se ne è avuta notizia;- l'omessa segnalazione di operazioni sospette, salvo che il fatto costituisca reato, da parte degli intermediari. Tutte le fasi del procedimento sanzionatorio si svolgono nell'ambito della Direzione V e comprendono atti di contestazione, istruttorie, audizioni personali e relazioni illustrative alla Commissione Consultiva, predisposizione dei decreti sanzionatori , contenzioso, fase esecutiva, rappresentanza in giudizio dell'Amministrazione. Il procedimento è soggetto a rigorosi termini di decadenza e di prescrizione.
DECRETO 17 Febbraio 2011: determinazione degli indicatori di anomalia al fine di agevolare l'individuazione delle operazioni sospette di riciclaggio da arte di talune categorie di operatori non finanziari
Vista la legge 25 gennaio 2006, n. 29, recante «Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2005» - ed in particolare l'art. 22;
Visto il decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, recante «Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo nonchè della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione» e successive modificazioni; Visto l'art. 41, comma 2, lettera c), del citato decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, che, al fine di agevolare l'individuazione delle operazioni sospette, dispone che, su proposta dell'Unita' di informazione finanziaria, sono emanati e periodicamente aggiornati, con decreto del Ministro dell'interno, indicatori di anomalia per i soggetti indicati nell'art. 10, comma 2, lettere e) e g) e per quelli indicati nell'art. 14 dello stesso decreto;
Visto l'art. 41, comma 3, del citato decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, che dispone che gli indicatori di anomalia, elaborati ai sensi del comma 2, sono sottoposti, prima della loro emanazione, al Comitato di sicurezza finanziaria per assicurarne il coordinamento;
Visto il decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109, recante «Misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo e l'attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale, in attuazione della direttiva 2005/60/CE» e successive modificazioni;
Considerato che il Comitato di sicurezza finanziaria si e' pronunciato favorevolmente nella riunione del 30 ottobre 2009;
Su proposta della Unità di informazione finanziaria, di cui all'art. 6 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231;
Decreta: Art.1 Definizioni
b) «riciclaggio»: in conformità con l'art. 2, comma 1, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, «le seguenti azioni, se commesse intenzionalmente, costituiscono riciclaggio: la conversione o il trasferimento di beni, effettuati essendo a conoscenza che essi provengono da un'attività criminosa o da una partecipazione a tale attività, allo scopo di occultare o dissimulare l'origine illecita dei beni medesimi o di aiutare chiunque sia coinvolto in tale attività a sottrarsi alle conseguenze giuridiche delle proprie azioni;
c) «UIF»: l'Unita' di Informazione Finanziaria, cioè la struttura nazionale incaricata di ricevere dai soggetti obbligati, di richiedere, ai medesimi, di analizzare e di comunicare alle autorità competenti le informazioni che riguardano ipotesi di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo;
1. Il presente decreto si applica ai soggetti che, secondo le norme di settore rispettivamente applicabili, svolgono le attività di seguito elencate, il cui esercizio resta subordinato a licenze, autorizzazioni, iscrizioni in albi o registri, ovvero alla preventiva dichiarazione di inizio di attività specificamente richieste dalle norme pure di seguito riportate: a) recupero di crediti per conto terzi, in presenza della licenza di cui all'art. 115 del TULPS; b) custodia e trasporto di denaro contante e di titoli o valori a mezzo di guardie particolari giurate, in presenza della licenza di cui all'art. 134 del TULPS; c) trasporto di denaro contante, titoli o valori senza l'impiego di guardie particolari giurate, in presenza dell'iscrizione nell'albo delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l'autotrasporto di cose per conto di terzi, di cui alla legge 6 giugno 1974, n. 298;
d) gestione di case da gioco, in presenza delle autorizzazioni concesse dalle leggi in vigore, nonchè al requisito di cui all'art.5, comma 3, del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30; e) offerta, attraverso la rete internet e altre reti telematiche o di telecomunicazione, di giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro, in presenza delle autorizzazioni concesse dal Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, ai sensi dell'art. 1, comma 539, della legge 23 dicembre 2005, n. 266; f) agenzia di affari in mediazione immobiliare, in presenza dell'iscrizione nell'apposita sezione del ruolo istituito presso la camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, ai sensi della legge 3 febbraio 1989, n. 39; g) commercio, comprese l'esportazione e l'importazione, di oro per finalità industriali o di investimento, per il quale e' previstala dichiarazione di cui all'art. 1 della legge 17 gennaio 2000, n. 7; h) fabbricazione, mediazione e commercio, comprese l'esportazione e l'importazione di oggetti preziosi, per i quali e' prevista la licenza di cui all'art. 127 del TULPS; i) fabbricazione di oggetti preziosi da parte di imprese artigiane, all'iscrizione nel registro degli assegnatari dei marchi di identificazione tenuto dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura; l) commercio di cose antiche di cui alla dichiarazione preventiva prevista dall'art. 126 del TULPS; m) esercizio di case d'asta o galleria d'arte per il quale e' prevista la licenza dall'art. 115 del TULPS. 2. Sono compresi nell'ambito di applicazione i soggetti aventi la propria sede legale in Italia nonchè gli stabilimenti italiani (ad esempio: sedi, succursali, filiali) di soggetti aventi sede legale all'estero.
1. Al fine di agevolare gli operatori nell'individuazione di operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo,si forniscono nell'allegato 1, che forma parte integrante del presente decreto, indicatori esemplificativi di anomalia suddivisi in indicatori generali, che si applicano in quanto compatibili a tutti i destinatari del presente decreto, e indicatori specifici per categoria di soggetti di cui al precedente art. 2. 2. Gli indicatori di anomalia sono volti a ridurre i margini di incertezza connessi con valutazioni soggettive e hanno lo scopo di contribuire al contenimento degli oneri e al corretto e omogeneo adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette. 3. La mera ricorrenza di operazioni o comportamenti descritti in uno o o piu' indicatori di anomalia non e' motivo di per Se sufficiente per l'individuazione e la segnalazione di operazioni sospette, per le quali e' necessario una valutazione concreta specifica.
4. L'impossibilita' di ricondurre operazioni o comportamenti della clientela ad uno o più degli indicatori previsti nell'allegato 1 del presente decreto, può non essere sufficiente ad escludere che l'operazione sia sospetta.
Gli operatori valutano pertanto con la massima attenzione ulteriori comportamenti e caratteristiche dell'operazione che, sebbene non descritti negli indicatori, siano egualmente sintomatici di profili di sospetto.
7. Gli operatori utilizzano la casistica quale strumento operativo per la valutazione della sussistenza di un'operazione sospetta,selezionando gli indicatori in relazione all'attivita' concretamente svolta.
Art. 4 Obbligo di segnalazione di operazioni sospette
ALLEGATO 1 : Indicatori generali di anomalia connessi all'identità o all'atteggiamento del cliente.
1. Il cliente fornisce informazioni palesemente inesatte, incomplete ovvero false con riguardo a: la propria identità o quella dell'eventuale titolare effettivo; lo scopo e la natura della operazione richiesta; l'attività esercitata; la situazione economica e patrimoniale propria o dell'eventuale gruppo societario di appartenenza; il potere di rappresentanza, l'identità dei delegati alla firma, la struttura di proprietà o di controllo societario.
4) Il cliente dimostra di non avere adeguata conoscenza della natura, dell'oggetto o dello scopo dell'operazione richiesta, suscitando il dubbio che egli possa agire con finalita' illecite per conto di un soggetto terzo(persona fisica, giuridica o ente di fatto)
5. Il cliente richiede prestazioni tese a dissimulare l'origine illecita di capitali ed e' noto per essere stato sottoposto a
procedimento penale o a provvedimenti di sequestro, ovvero e'notoriamente contiguo (ad esempio, familiare, convivente ovvero associato) a soggetti sottoposti a procedimento penale o a provvedimenti di sequestro, ovvero richiede di effettuare operazioni con soggetti noti per essere state sottoposti a procedimenti penali o a provvedimenti di sequestro.
Indicatori specifici di anomalia relativi alle attivita' di:
i) commercio, comprese l'esportazione e l'importazione, di oro per finalita' industriali o di investimento; ii) fabbricazione, mediazione e commercio, comprese l'esportazione e l'importazione di oggetti preziosi; iii) fabbricazione di oggetti preziosi da parte di
imprese artigiane; iv) commercio di cose antiche; v) esercizio di case d'asta o galleria d'arte.
20.Frequenti operazioni di acquisto o vendita di beni di valore in nome o a favore di terzi, quando i rapporti non appaiono giustificati.
i) recupero di crediti per conto terzi; ii) custodia e trasporto di denaro contante e di titoli o valori a mezzo di guardie particolari giurate; iii) trasporto di denaro contante, titoli o valori senza l'impiego di guardie particolari giurate.
21.Richiesta di estinzione di un'obbligazione effettuata da terzo estraneo al rapporto negoziale con il cliente in assenza di ragionevoli motivi.
25.Frequente richiesta, in assenza di ragionevoli motivi, di trasferire denaro contante in favore di un medesimo beneficiario.
i) gestione di case da gioco;
ii) offerta, attraverso la rete internet e altre reti telematiche o di telecomunicazione, di giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro.
Indicatori specifici di anomalia relativi all'attività di agenzia di affari in mediazione immobiliare.
32.Ripetuto ricorso a contratti a favore di terzo, contratti per persona da nominare o ad intestazioni fiduciarie, aventi ad oggetto diritti su beni immobili.
33.Richiesta di acquisto o vendita di beni immobili in contanti, soprattutto se per importi molto rilevanti.
34.Rifiuto di, o riluttanza a, fornire indicazioni precise delle modalita' di pagamento del corrispettivo di un acquisto o una vendita immobiliare.
35.Acquisto o vendita di un bene immobile ad un prezzo molto superiore al suo valore di mercato.
36.Acquisto di un bene immobile senza disporre di, ne' acquisire, adeguate informazioni sulla localizzazione o sullo stato dello stesso, ovvero sull'equita' delle condizioni contrattuali.
37.Acquisto e successiva vendita di uno o piu' immobili in un ristretto arco di tempo, ovvero vendita e successivo acquisto, soprattutto se la seconda transazione e' effettuata per importi molto differenti rispetto alla transazione iniziale.
ALLEGATO 2 La segnalazione di operazioni sospette
1. Principi generali Ai fini dell'adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette gli operatori devono fare riferimento allanozione di riciclaggio riportata nelle definizioni del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, e successive modificazioni,diversa da quella prevista dall'art. 648 bis del codice penale. La disciplina in tema di adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette non prevede soglie minime di importo delle operazioni da segnalare. Gli operatori inoltrano segnalazioni alla UIF anche nel caso in cui la prestazione o l'operazione sia stata rifiutata ovvero non sia stata eseguita per motivi di sospetto. Il controllo costante deve essere condotto per l'intera durata della relazione con il cliente e non puo' essere limitato alla fase di inizio ovvero di conclusione del rapporto; la mera decisione da parte del cliente di concludere il rapporto non puo' costituire elemento fondante di una segnalazione. Prima di effettuare la segnalazione di operazione sospetta alla UIF ai sensi dell'articolo 41 e al fine di consentire l'eventualeesercizio del potere di sospensione di cui all'articolo 6, comma 7, lettera c), gli enti e le persone soggetti al presente decreto si astengono dall'eseguire le operazioni per le quali sospettano vi sia una relazione con il riciclaggio o con il finanziamento del terrorismo. Qualora l'astensione non sia possibile in quanto sussiste un obbligo di legge di ricevere l'atto, ovvero l'esecuzione dell'operazione per sua natura non possa essere rinviata o l'astensione possa ostacolare le indagini, permane l'obbligo di immediata segnalazione di operazione sospetta ai sensi dell'articolo 41 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231. Le segnalazioni di operazioni sospette non costituiscono violazione di obblighi di segretezza, del segreto professionale o di eventualirestrizioni alla comunicazione di informazioni imposte in sede contrattuale o da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative; se poste in essere in buona fede e per le finalita' previste dalla normativa non comportano responsabilita' di alcun tipo per gli operatori e per i loro collaboratori o dipendenti. Le disposizioni a garanzia del segnalante si estendono agli atti connessi alla segnalazione e all'attivita' di approfondimento. In particolare, nessuna responsabilita' deriva dal rispetto dell'obbligo di sospendere le operazioni disposto dalla UIF. La segnalazione e' un atto distinto dalla denuncia di fatti penalmente rilevanti. Non si deve procedere alla segnalazione di fatti che attengono esclusivamente a violazioni delle norme sull'uso del contante e dei titoli al portatore contenute nell'art. 49 del decreto, che vanno comunicate al Ministero dell'economia e delle finanze, con lemodalita' indicate nella Circolare del Ministero dell'economia e delle finanze n. 80414 del 1°agosto 2008. Da tali violazioni non consegue, infatti, necessariamente una valutazione di sospetto, con conseguente obbligo di segnalazione. 2. L'analisi delle operazioni da segnalare La segnalazione di operazioni sospette si fonda su una compiuta valutazione, da parte degli operatori, delle informazioni raccolte,registrate e conservate nell'ambito dell'adeguata verifica della clientela, nonche' di quelle disponibili in virtu' dell'attivita'professionale prestata. A tal fine gli operatori valutano complessivamente, nel tempo, i rapporti intrattenuti con i clienti, avendo riguardo alle operazioni compiute o richieste nello svolgimento dell'incarico. Cio' consente di individuare eventuali incongruenze rispetto alla capacita' economica del cliente e alle prestazioni di solito richieste dallo stesso. L'operatore, prima di inoltrare la segnalazione, compie una valutazione globale dell'operazione sulla base di tutti gli elementi oggettivi e soggettivi conosciuti in ragione delle funzioni esercitate a seguito del conferimento dell'incarico; in ogni caso, e'tenuto a valutare le operazioni che presentano profili di eventuale anomalia anche in assenza di un impulso riveniente da collaboratori o dipendenti. Sono escluse dall'area valutativa indagini esterne o comunque estranee all'adempimento dell'incarico, fermo restando l'obbligo, a carico dell'operatore, di chiedere al cliente informazioni sullo scopo e sulla natura prevista del rapporto o della prestazioneprofessionale. 3. La sospensione delle operazioni La UIF puo' sospendere le operazioni sospette, di propria iniziativa o su richiesta degli organi investigativi e dell'Autorita'giudiziaria, per un massimo di cinque giorni lavorativi, purche' cio' non pregiudichi il corso delle indagini, dandone immediata notizia ai suddetti organi. Il provvedimento di sospensione e' comunicato immediatamente al segnalante. Il mancato rispetto del provvedimento di sospensione e'punito con sanzione amministrativa pecuniaria ai sensi del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231. Gli operatori possono preavvisare telefonicamente o via fax la UIF, anche per ricevere istruzioni sul comportamento da tenere, conparticolare riguardo al mantenimento della riservatezza, ai rapporti con il soggetto segnalato e alla gestione delle operazioni.
Gli operatori sono chiamati a segnalare anche operazioni che possono essere riconducibili al finanziamento del terrorismo. L'individuazione dei flussi finanziari destinati ad attivita' di terrorismo, ove manchino indicatori di rischio correlati al profilo soggettivo del cliente, presenta evidenti difficolta', in considerazione del fatto che le risorse impiegate nel finanziamento del terrorismo sono spesso di importo molto contenuto e possono essere anche di provenienza lecita. Qualora i fondi utilizzati dai terroristi abbiano una provenienza illecita, i tradizionali indicatori di anomalia di ausilio nella individuazione di attivita' di riciclaggio consentono, altresi', di rilevare attivita' potenzialmente riconducibili al finanziamento del terrorismo. In questo caso, a seguito della rilevazione e successiva trasmissione della segnalazione spettera' alla UIF, in sede diapprofondimento economico-finanziario, ovvero alle autorita' investigative, attraverso lo sviluppo delle relative indagini,confermare il fondamento della segnalazione, individuando un'eventuale connessione con il fenomeno del finanziamento delterrorismo. L'obbligo di segnalazione di operazioni sospette va distinto da quello di congelamento di fondi e risorse economiche. Gli obblighi di congelamento sorgono qualora i soggetti riconducibili al finanziamento del terrorismo siano specificamente designati all'interno di regolamenti comunitari ovvero in appositi decreti emanati dal Ministero dell'economia e delle finanze. La materia relativa agli obblighi di congelamento e alle modalita' operative per eseguire tali misure e' regolata dal d.lgs. n. 109 del2007. 5. La procedura di segnalazione Per una piu' efficace rilevazione e valutazione delle operazioni, e' opportuno che gli operatori - in particolare se operanti nell'ambito di strutture associate o societarie - si avvalgano di procedure interne che prevedano una regolamentazione dell'iter valutativo seguito. Tali procedure, infatti, garantiscono omogeneita' di comportamenti, assicurano la pronta ricostruibilita' a posteriori delle motivazioni delle decisioni assunte in caso di richieste da parte delle autorita' competenti, consentono la ripartizione delle rispettive responsabilita'. Le misure eventualmente adottate sono modulate tenendo conto delle specificita' dell'attivita' svolta e delle dimensioni organizzative e operative. Le procedure previste favoriscono la diffusione e la conoscenza dei presupposti e della procedura di segnalazione delle operazionisospette tra i propri dipendenti e collaboratori. La scelta in merito all'adozione di programmi informatici di ausilio per la valutazione delle operazioni e' rimessa all'autonomia organizzativa dei segnalanti. 6. La tutela della riservatezza Tutte le informazioni relative alle segnalazioni di operazioni sospette, in ordine sia al contenuto sia alla effettuazione delle stesse, sono soggette a un regime di rigorosa riservatezza in base alla legge. Gli operatori adottano adeguate misure per assicurare la massima riservatezza delle informazioni relative alle segnalazioni di operazioni sospette. Gli operatori che svolgono la propria attivita' attraverso strutture aziendali nelle quali operano piu' persone non indicano,nella segnalazione, il nominativo della persona che ha rilevato il sospetto, ne' usano indicazioni che, sia pure impersonali, siano comunque atte alla individuazione del soggetto segnalante. Gli atti e i documenti in cui sono indicate le generalita' dei segnalanti sono custoditi sotto la diretta responsabilita' deltitolare dell'attivita' o del legale rappresentante o del loro delegato. La UIF e gli organi investigativi possono richiedere ulteriori informazioni, ai fini dell'analisi finanziaria o dell'approfondimento investigativo, al soggetto che ha eseguito la segnalazione e a quegli operatori ai quali la segnalazione e' direttamente collegata. La trasmissione delle segnalazioni di operazioni sospette, le eventuali richieste di approfondimenti e gli scambi di informazioni in merito alle operazioni segnalate, tra la UIF e gli organi investigativi avvengono per via telematica, con modalita' idonee a garantire la riservatezza e l'integrita' delle informazioni trasmesse. L'identita' dell'operatore che ha effettuato la segnalazione puo' essere rivelata solo qualora l'autorita' giudiziaria, con decreto motivato, lo ritenga indispensabile ai fini dell'accertamento dei reati per i quali si procede. Gli operatori che effettuano la segnalazione e chiunque ne sia a conoscenza non possono dare comunicazione dell'avvenuta segnalazione e del contenuto della stessa fuori dei casi previsti dall'articolo 46 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231. La violazione del divieto di comunicazione e' sanzionata penalmente ai sensi del medesimo decreto legislativo n. 231 del 2007. 7. Flusso di ritorno L'UIF comunica agli operatori l'avvenuta archiviazione della segnalazione e i casi in cui le segnalazioni non hanno ulteriore corso in sede di approfondimento investigativo. Anche il flusso informativo di ritorno e' sottoposto a un regime di rigorosa riservatezza e al divieto di comunicazione penalmentesanzionato ai sensi del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231. 8. Formazione Gli operatori adottano misure di adeguata formazione del personale e dei collaboratori ai fini della corretta individuazione deglielementi di sospetto. Periodici programmi di formazione sono volti a consentire di riconoscere attivita' potenzialmente connesse con il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, anche attraverso la valutazione dell'esito delle segnalazioni acquisito in fase di feedback. La formazione deve avere carattere di continuita' e sistematicita', nonche' tenere conto dell'evoluzione della normativa in materia di antiriciclaggio.
I testi che contengono tutta la storia, l'evoluzione delle norme che nel nostro paese disciplinano le misure di contrasto al riciclaggio di denaro sono contenute in numerosi Decreti, Leggi, regolamenti, pareri, comunicati e circolari di cui non si riporta l'elenco globale. Tuttavia è opportuno e utile elencare i principali testi cui viene sovente fatto riferimento: · Legge 197/1991 (Legge ´antiriciclaggio´)· Decreto del Ministro del Tesoro 7/7/1992 (Specifiche AUI)· Decreto Legislativo 385/1993 (Testo unico legge bancaria)· Decreto Legislativo 374/1999 (Estensione dei soggetti interessati)· Circolare UIC del 20/10/2000 (Specifiche AUI) (abrogata)· Decalogo Banca d´Italia del 12/01/2001 (Decalogo norme di comportamento ai fini della rilevazione delle operazioni sospette)· Gazzetta Ufficiale del 15/11/2001 (Misure di contrasto al terrorismo internazionale)· Decreto Legislativo 56/2004 (Recepimento della II direttiva europea in materia di ´antiriciclaggio´)· D.M. 141/2006 + Provvedimento UIC del 24 Febbraio 2006 (Regolamenti attuativi per i professionisti inerenti le modalità di tenuta AUI)· D.M. 142/2006 + Provvedimento UIC del 24 Febbraio 2006 (Regolamenti attuativi per gli intermediari finanziari inerenti le modalità di tenuta AUI)· D.M. 143/2006 + Provvedimento UIC del 24 Febbraio 2006 (Regolamenti attuativi per gli operatori non finanziari inerenti le modalità di tenuta AUI)· Decreto Legislativo 109/2007 recepimento III Direttiva Europea in materia di contrasto al finanziamento al terrorismo· Decreto Legislativo 231/2007 recepimento III Direttiva Europea in materia contrasto al riciclaggio proveniente da attività illecite, contrasto al finanziamento al terrorismo, etc.· Decreto 29/2009 decreto unificato volto alla regolamentazione dei soggetti operanti nel settore finanziario, etc.· Decreto Legislativo 151/2009 Rettifiche e correzioni al D.Lgs 231/2007.· Provvedimento Banca d'Italia del 23/12/2009 disposizioni attuative per la tenuta dell'AUI Archivio Unico Informativo. Significative variazioni concettuali sulle regole di registrazione.L´elenco completo dei riferimenti normativi è disponibile sul sito dell´Unità d'Informazione Finanziaria.
È opportuno premettere che la normativa antiriciclaggio si rivolge generalmente a tutti i soggetti che operano nel settore finanziario (L.197/91 - D.Lgs.385/93) e a soggetti che sono stati successivamente ricompresi (D.Lgs.374/99 - D.Lgs.56/2004 - D.Lgs. 231/2007). La normativa antiriciclaggio prevede misure restrittive al fine di ridurre al minimo i rischi di riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite e di finanziamento al terrorismo, ne elenchiamo le principali:Limitazione dell´uso del denaro contante Adeguata verifica della clientela Istituzione Archivio Unico Informatico Segnalazione delle operazioni sospette Segnalazione delle infrazioni di cui all´ art. 49 del D.Lgs. 231/2007 Invio mensile dei dati aggregati
· Operazioni effettuate in contanti con lo stesso soggetto per importo superiore a Euro 12.500,00 nell'arco della stessa giornata da parte di intermediari NON abilitati:·
Dal 1% al 40% dell´importo dell'operazione;·
OMESSA ISTITUZIONE ARCHIVIO UNICO INFORMATICO:·
AMMENDA DA Euro 50.000,00 A Euro 500.000,00.
SOGGETTI INTERESSATI Elenco dei soggetti di cui all'Articolo 10 del Decreto Legislativo 231/2007 ·
- Società di gestione accentrata di strumenti finanziari;·
- Società di gestione dei mercati regolamentati di strumenti finanziari e ai soggetti che gestiscono strutture per la negoziazione di strumenti finanziari e dei fondi interbancari;·
- Società di gestione dei servizi di liquidazione delle operazioni su strumenti finanziari;·
- Società di gestione dei sistemi di compensazione e garanzia delle operazioni in strumenti finanziari;·
- E alle seguenti attività, il cui esercizio resta subordinato al possesso di licenze, da autorizzazioni, iscrizioni in albi o registri, ovvero alla preventiva dichiarazione di inizio attività specificamente richieste dalle norme a fianco di esse riportate: o
- Commercio, comprese l'esportazione e l'importazione, di oro per finalità industriali o di investimento, per il quale è prevista la dichiarazione di cui all'articolo 1 della legge 7 gennaio 2000, n. 7;o
- Fabbricazione, mediazione e commercio, l'esportazione e l'importazione di oggetti preziosi, per il quale è prevista la licenza di cui all'art. 127 del TULPS;o
- Fabbricazione di oggetti preziosi da parte di imprese artigiane, all'iscrizione nel registro degli assegnatari dei marchi di identificazione tenuto dalle camere di commercio, industri, artigianato e agricoltura;o
- Commercio di cose antiche di cui alla dichiarazione preventiva prevista dall'art. 126 del TULPS;o
- Esercizio de case d'asta o galleria d'arte per il quale è prevista la licenza di cui all'art. 115 del TULPS;· - Succursali italiane dei precedenti soggetti aventi sede legale in uno stato estero·
- Gli uffici della pubblica amministrazione
· - * Banche;· - * Poste Italiane;· - * Istituti di moneta elettronica (IMEL);· - * Società di intermediazione mobiliare (SIM);· - * Società di gestione del risparmio (SGR);· - * Società di investimento a capitale variabile (SICAV);· - * Imprese di assicurazione che operano in Italia nei rami dei cui all'art. 2, comma 1 del CAP;· - Agenti di Cambio;· - Società che svolgono il servizio di riscossione dei tributi;· - * Società finanziarie al pubblico iscritte nell'elenco speciale Banca D'Italia (ex. art. 107 D.Lgs. 385/93);· - Società finanziarie al pubblico iscritte nell'elenco generale (ex. art. 106 D.Lgs. 385/93);· - * Succursali italiane dei precedenti aventi sede legale in uno stato estero nonché le società del risparmio armonizzate e delle imprese di investimento;· - * Cassa Depositi e Prestiti;· - * Società Fiduciarie di cui alla legge 23 novembre 1939 n. 66;· - Soggetti operanti iscritti nelle sezioni dell'elenco generale previste dall'art. 155 comma 4 del TUB;· - Soggetti operanti iscritti nelle sezioni dell'elenco generale previste dall'art. 155 comma 5 del TUB; Altri soggetti esercenti attività finanziaria · - Promotori finanziari iscritti nell'albo previsto dall'articolo 31 del TUF;· - Intermediari assicurativi di cui all'articolo 109 comma 2 lettere a) e b) del CAP che operano nei rami dei cui all'art. 2, comma 1 del CAP;· - Mediatori creditizi iscritti nell'albo previsto dall'articolo 16 del legge 7 marzo 1996 n. 108;· - Agenti in attività finanziaria iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 3 del decreto 3 del decreto legislativo 374/99;Professionisti · - Soggetti iscritti nell´albo dei dottori commercialisti, nell´albo dei ragionieri e dei periti commerciali e nell´albo dei consulenti del lavoro;· - Ogni altro soggetto che rende i servizi forniti da periti, consulenti e altri soggetti che svolgono in maniera professionale le attività in materia di contabilità e tributi;· - Notai e agli avvocati quando, in nome o per conto di propri clienti, compiono qualsiasi operazione di natura finanziaria o immobiliare e quando assistono i propri clienti nella progettazione o nella realizzazione di operazioni riguardanti: o - il trasferimento a qualsiasi titolo diritti reali su beni immobili o attività economiche;o - la gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni;o - l´organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, alla gestione o all´amministrazione di società o - la costituzione, la gestione o l´amministrazione di società, enti, trust o strutture analoghe;· - Prestatori di servizi relativi a società e trust ad esclusione dei soggetti riportati nei primi tre punti. Revisori contabili · - * Società di revisione iscritte nell'albo speciale previsto dall'articolo 161 del TUF· - I soggetti iscritti nel registro dei revisori contabili; Altri soggetti, ovvero soggetti che svolgono attività di: · - Recupero crediti conto terzi;· - Custodia e trasporto di denaro contante e di titoli o valori a mezzo di guardie particolari giurate, alla licenza di cui all´art. 134 del T.U.L.P.S.;· - Il trasporto di denaro contante, titoli o valori senza l´impiego di guardie particolari giurate, all'iscrizione nell´albo delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l´autotrasporto di cose per conto di terzi, di cui alla legge 6 giugno 1974, n. 298;· - Gestione di case da gioco, alle autorizzazioni concesse dalle leggi in vigore, nonché al requisito di cui all´art. 5, comma 3, del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30;· - Offerta, attraverso la rete internet e altre reti telematiche o di telecomunicazione, di giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro, in presenza delle autorizzazioni concesse dal Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ai sensi dell'articolo 1 comma 535 della legge 23 dicembre 2005 n. 266;· - Agenzia di affari in mediazione immobiliare, all´iscrizione nell´apposita sezione del ruolo istituito presso la camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, ai sensi della legge 3 febbraio l989, n. 39;
I mediatori creditizi e gli agenti in attività finanziaria sono esonerati dall’obbligo di istituzione dell’archivio unico informatico e sono quindi sottoposti solo all’obbligo di identificazione della clientela e di segnalazione delle operazioni sospette ?Ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettere c) e d), del decreto 231/2007 i mediatori creditizi iscritti nell’albo previsto dall’articolo 16 della legge 7 marzo 1996, n.108, e gli agenti in attività finanziaria, iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 3 del decreto legislativo 25 settembre 1999, n.374, rientrano nella categoria dei soggetti esercenti attività finanziaria ai quali il medesimo decreto 231/2007 impone obblighi di adeguata verifica della clientela e di segnalazione delle operazioni sospette.
Riguardo all’obbligo di registrazione dei dati e delle informazioni acquisiti ai fini dell’adeguata verifica, i suddetti soggetti adempiono all’obbligo mediante la comunicazione di cui all’articolo 36, comma 4, che impone ai soggetti esercenti attività finanziaria, l’obbligo di inoltrare all’intermediario i suddetti dati entro 30 giorni dalla acquisizione degli stessi; l’obbligo di registrazione, pertanto, è assolto con tale comunicazione (articolo 11, comma 5). Si evidenzia che per gli agenti in attività finanziaria di cui all’articolo 11, comma 3, lettera d), è previsto un regime più stringente in quanto gli stessi sono tenuti, ai sensi dell’articolo 15, comma 4, ad effettuare l’identificazione e l’adeguata verifica della clientela anche per operazioni inferiori a 15.000,00 euro. A tal fine il comma 2 bis dell’articolo 36 (comma introdotto dall’articolo 20 del d.lgs. 151/2009) prevede per gli intermediari di cui all’articolo 11, comma 1, l’obbligo di registrare anche tale tipologia di operazioni.
Riguardo all’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette lo stesso è adempiuto mediante la trasmissione della segnalazione al titolare dell’attività o al legale rappresentante, o a un suo delegato, dell’intermediario di riferimento (articolo 42, comma 3). Quale è il periodo di conservazione dei dati registrati ? L’articolo 36, comma 1, del d.lgs. 231/2007 prevede la conservazione dei dati acquisiti per un periodo pari a dieci anni dalla data di esecuzione dell’operazione o della cessazione del rapporto continuativo o della prestazione professionale. Qual è la normativa vigente in materia di antiriciclaggio?Elenco, non esaustivo, dei principali provvedimenti in materia di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo:
· d.lgs. 22 giugno 2007, n.109 “Misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo e l'attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale, in attuazione della direttiva 2005/60/CE”;· d.lgs. 21 novembre 2007, n.231 “Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo nonché della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione”;· Circolare del Ministero dell’economia e delle finanze n. 125367 del 19 dicembre 2007 “Chiarimenti in merito al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231”;· Art. 32 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112;· Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 12 agosto 2008 “Individuazione degli Stati extracomunitari e dei territori stranieri che impongono obblighi equivalenti a quelli previsti dalla Direttiva 2005/60/CE”;· Circolare del Ministero dell’economia e delle finanze n. 116098 del 17 dicembre 2008 “Chiarimenti in merito al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231”;· d.lgs. 25 settembre 2009, n. 151 “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, recante attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, nonché della direttiva 2006/70/CE che reca misure di esecuzione”;· d.l. 3 maggio 1991 n. 143 “Provvedimenti urgenti per limitare l'uso del contante e dei titoli al portatore nelle transazioni e prevenire l'utilizzazione del sistema finanziario a scopo di riciclaggio”, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 5 luglio 1991, n. 197, limitatamente al Capo I articolo 5, commi 14 e 15;· d.lgs. 25 settembre 1999, n.374 “Estensione delle disposizioni in materia di riciclaggio dei capitali di provenienza illecita ed attività finanziarie particolarmente suscettibili di utilizzazione a fini di riciclaggio, a norma dell'articolo 15 della L. 6 febbraio 1996, n. 52”, limitatamente agli articolo 2 e 3;· Decreti ministeriali del Ministero dell’economia e delle finanze n. 141, n.142 e n. 143 del 3 febbraio 2006, secondo le indicazioni di applicabilità contenute nella circolare n. 125367 del 19.12.2007, emanata dal MEF - Dipartimento I - Direzione V;· Provvedimenti UIC del 24 febbraio 2006 contenenti “Istruzioni applicative in materia di obblighi di identificazione , registrazione e conservazione nonché di segnalazione delle operazioni sospette, secondo le indicazioni di applicabilità contenute nella circolare n. 125367 del 19.12.2007, emanata dal MEF - Dipartimento I - Direzione V;· Decreto del Ministero della Giustizia del 16.04.2010 “Determinazione indicatori di anomalia al fine di agevolare l’individuazione di operazioni sospette di riciclaggio da parte di talune categorie di professionisti e dei revisori contabili”.· Provvedimento della Banca d’Italia recante “Disposizioni attuative per la tenuta dell’AUI e per le modalità semplificate di registrazione di cui all’articolo 37, commi 7 e 8, del D.lgs. 231/2007 (il provvedimento è in vigore dal 1° giugno 2010).· Quale è il contenuto degli obblighi di identificazione nei confronti di clienti acquisiti a seguito di acquisizione/fusione tra soggetti sottoposti agli obblighi antiriciclaggio e in particolare dei clienti per i quali rimangono in vigore contratti stipulati dal vecchio soggetto ?L’articolo 22 del decreto richiede l’applicazione degli obblighi di adeguata verifica a tutti i nuovi clienti e, previa valutazione del rischio presente, anche della clientela già acquisita.
I soggetti obbligati devono stabilire tempi e modalità di acquisizione di dati aggiornati sulla clientela sulla base di un’autonoma valutazione del rischio; tale valutazione dovrà comunque aver luogo nei casi di revisione del rapporto continuativo/prestazione professionale (ad es., scadenza della documentazione identificativa precedentemente esibita dal cliente, rinnovo del fido, rinegoziazione delle condizioni contrattuali, modifica del profilo di rischio del cliente per la prestazione di servizi di investimento, rilascio/rinnovo di strumenti di pagamento) in occasione del primo contatto utile con i clienti.
L’acquisizione di dati aggiornati rilevanti ai fini degli obblighi di adeguata verifica di cui all’articolo 18 del d.lgs. n. 231/2007 deve comunque avvenire in tutti i casi in cui vi è sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo ovvero se vi sono dubbi sulla veridicità dei dati precedentemente acquisiti, ai sensi di quanto disposto dall’articolo 15, comma 1, lettera c) e d), 16, comma 1, lettere d) ed e), 17, comma 1, lettere c) e d) del citato decreto. Quali sono le modalità di assolvimento dell’obbligo di conservazione dei documenti ?All’articolo 36 del decreto 231/2007 sono espressamente indicati la tipologia di documenti e informazioni che devono essere oggetto di conservazione e registrazione.
Quale è la disciplina degli obblighi di adeguata verifica della clientela nei rapporti intrattenuti per le società fiduciarie ? L’articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 231/2007 non consente di applicare il regime semplificato di adeguata verifica della clientela nei rapporti intrattenuti con le società fiduciarie e, pertanto, nei confronti delle stesse trovano sempre piena applicazione gli obblighi di cui al Titolo II, Capo I, Sezione I del decreto legislativo 231/2007. Di conseguenza, ai sensi dell’articolo 18, lettere a) e b) i soggetti destinatari degli obblighi di adeguata verifica della clientela devono identificare sia la società fiduciaria propria cliente, sia il fiduciante, ovvero altro soggetto che risulti essere il titolare effettivo del rapporto. Le società fiduciarie sono a loro volta tenute, ai sensi dell’articolo 21 del citato decreto, a fornire tutte le informazioni necessarie per il concreto adempimento dell’obbligo di adeguata verifica agli altri soggetti destinatari; questi ultimi, peraltro, pur in assenza di una specifica disposizione in tal senso, sono tenuti a trattare le informazioni acquisite con le dovute cautele al fine di garantire la riservatezza dei dati.
Qualora i soggetti destinatari non siano in grado di identificare il fiduciante-titolare effettivo, in base all’articolo 23, comma 1, sussiste l’obbligo di astenersi dall’instaurazione del rapporto continuativo o dall’eseguire l’operazione richiesta ovvero di porre fine al rapporto in essere. In tale circostanza, dovrà altresì essere valutata la necessità di effettuare una segnalazione di operazione sospetta alla UIF. I mediatori creditizi e gli agenti in attività finanziaria sono esonerati dall’obbligo di istituzione dell’archivio unico informatico e sono quindi sottoposti solo all’obbligo di identificazione della clientela e di segnalazione delle operazioni sospette ?Ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettere c) e d), del decreto 231/2007 i mediatori creditizi iscritti nell’albo previsto dall’articolo 16 della legge 7 marzo 1996, n.108, e gli agenti in attività finanziaria, iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 3 del decreto legislativo 25 settembre 1999, n.374, rientrano nella categoria dei soggetti esercenti attività finanziaria ai quali il medesimo decreto 231/2007 impone obblighi di adeguata verifica della clientela e di segnalazione delle operazioni sospette. Riguardo all’obbligo di registrazione dei dati e delle informazioni acquisiti ai fini dell’adeguata verifica, i suddetti soggetti adempiono all’obbligo mediante la comunicazione di cui all’articolo 36, comma 4, che impone ai soggetti esercenti attività finanziaria, l’obbligo di inoltrare all’intermediario i suddetti dati entro 30 giorni dalla acquisizione degli stessi; l’obbligo di registrazione, pertanto, è assolto con tale comunicazione (articolo 11, comma 5). Si evidenzia che per gli agenti in attività finanziaria di cui all’articolo 11, comma 3, lettera d), è previsto un regime più stringente in quanto gli stessi sono tenuti, ai sensi dell’articolo 15, comma 4, ad effettuare l’identificazione e l’adeguata verifica della clientela anche per operazioni inferiori a 15.000,00 euro.
A tal fine il comma 2 bis dell’articolo 36 (comma introdotto dall’articolo 20 del d.lgs. 151/2009) prevede per gli intermediari di cui all’articolo 11, comma 1, l’obbligo di registrare anche tale tipologia di operazioni. Riguardo all’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette lo stesso è adempiuto mediante la trasmissione della segnalazione al titolare dell’attività o al legale rappresentante, o a un suo delegato, dell’intermediario di riferimento (articolo 42, comma 3).
Quali soggetti sono sottoposti all’obbligo di istituire l’AUI ?L’istituzione dell’archivio unico informatico è obbligatoria per i soli soggetti indicati dall’articolo 37, comma 1, del decreto legislativo 231/2007. Agli altri soggetti obbligati alla registrazione e conservazione dei dati e delle informazioni acquisiti ai fini dell’adeguata verifica della clientela, gli articoli 38 e 39 del decreto concedono la possibilità di assolvere al suddetto obbligo adottando, in alternativa all’AUI, registri cartacei della clientela ai fini antiriciclaggio ovvero registri informatici diversi dall’AUI (a condizione che sia comunque assicurata la storicità dei dati e delle informazioni).
Qualora sia utilizzato l’archivio informatico previsto dal d.m. 141/2006, la registrazione delle informazioni relative alla prestazione professionale fornita è volta ad assicurare la conservazione dei dati con modalità standardizzate. A tal fine sono state predisposte le tabelle inserite nell’allegato A del Provvedimento UIC, contenenti la descrizione di possibili tipologie di prestazioni professionali oggetto di registrazione.
Quale è il periodo di conservazione dei dati registrati ?L’articolo 36, comma 1, del d.lgs. 231/2007 prevede la conservazione dei dati acquisiti per un periodo pari a dieci anni dalla data di esecuzione dell’operazione o della cessazione del rapporto continuativo o della prestazione professionale. È possibile per il notaio ricevere il pagamento di cambiali ed assegni, a lui consegnati per l’elevazione dell’eventuale protesto, in denaro contante qualora l’importo dei suddetti pagamenti sia pari o superiore al limite di legge ?Sì è possibile per il notaio ricevere il pagamento di cambiali ed assegni in denaro contante per importi pari o superiori al limite di legge, potendosi considerare, in tale circostanza, il notaio quale “mandatario” dell’istituto di credito che ha richiesto l’elevazione del protesto. Ciò anche in considerazione del fatto che, di norma, tale consegna avviene presso il suddetto istituto e che viene privilegiato il pagamento in denaro contante al fine di consentire al debitore di onorare al più presto il titolo soggetto a protesto.
Che conseguenze comporta, ai sensi dell’articolo 49, il pagamento di una fattura commerciale mediante l’emissione di più assegni bancari ?Il pagamento di una fattura d’importo complessivo superiore a 12.500 euro, effettuato mediante l’emissione di più assegni bancari ciascuno d’importo inferiore al limite di legge, ma complessivamente d’importo superiore al suddetto limite, muniti dell’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario ma privi della clausola di non trasferibilità, non configura l’ipotesi del cumulo e, pertanto, non dà luogo a violazione. Nell’ipotesi suddetta gli assegni non sono tra loro cumulabili in quanto si tratta di mezzi di pagamento che, a differenza del contante ovvero dei titoli al portatore, lasciano traccia dell’operazione sia presso la banca in cui sono tratti sia presso quella che procede alla negoziazione.
Dove si possono reperire i pareri del Comitato Antiriciclaggio?I pareri del Comitato Antiriciclaggio possono essere reperiti nel sito internet del Dipartimento del Tesoro alla pagina Pareri del Comitato Antiriciclaggio ovvero contattando il Dipartimento del Tesoro, Direzione V, Uff. VII, Via XX settembre 97, 00187 Roma, Tel. 06 4761 4521 06 4761 4521 . Dove si possono reperire tutti i decreti relativi alla misura dei tassi effettivi globali medi, ai fini della legge 7 marzo 1996, n.108 (legge sull'usura)?I decreti relativi ai tassi antiusura applicati fino ad oggi ai sensi della legge 7 marzo 1996, n.108, si possono reperire sul sito internet del Dipartimento del Tesoro alla pagina Categorie operazioni creditizie e tassi ovvero contattando il Dipartimento del Tesoro, Direzione V, Uff. VII, Via XX settembre 97, 00187 Roma, Tel. 06 4761 4521 06 4761 4521 .
Ho contratto in passato un mutuo il cui tasso è ora al di sopra del c.d. "tasso soglia"; cosa posso fare?Si ricorda, in via preliminare, che ai fini della determinazione degli interessi usurari ai sensi dell'art. 2 della legge 7 marzo 1996, n.108 (legge sull'usura), i tassi effettivi globali medi rilevati per ciascuna categoria, in questo caso "Mutui", devono essere aumentati della metà. Qualora si verifichi questa circostanza, si può chiedere alla banca la rinegoziazione del mutuo medesimo. Vorrei accedere ai fondi antiusura, come posso fare?I singoli non possono accedere direttamente ai fondi antiusura ma devono rivolgersi ai consorzi o cooperative di garanzia collettiva fidi denominati "Confidi" o alle associazioni e fondazioni antiusura riconosciute dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Per maggiori informazioni ci si può rivolgere al Dipartimento del Tesoro, Direzione V, Uff. V, Via XX Settembre 97, 00187 Roma, Tel. 06 4761 4275 06 4761 4275.
Dove si può prendere visione di tutte le leggi correnti sui mutui, in particolare di quelle relative alla determinazione del loro costo, ai tassi ad essi applicati, alle modalità di apertura di apertura di mutui agevolati e alla rinegoziazione degli stessi?Trattandosi di contratti di diritto privato, le condizioni vengono stabilite tra le parti, per cui, per avere informazioni, bisogna rivolgersi alle banche o consultare i relativi siti Internet.
La legge 24 del 28/2/2001 ha preso in considerazione i mutui a tasso fisso non agevolato stipulati prima dell'entrata in vigore della legge 108/1996, prevedendo la sostituzione del tasso di interesse, salvo diverso accordo più favorevole al debitore, con un tasso determinato sulla base delle disposizioni della legge stessa (art.1, commi 2 e 3). Antiriciclaggio L'opera di prevenzione svolta nella lotta al riciclaggio del denaro di provenienza illecita è svolta dalla Direzione V mediante un'attività normativo-interpretativa e un'attività sanzionatoria. I Attività normativo-interpretativa.- Predisposizione degli schemi di provvedimento necessari per dare attuazione alla legge antiriciclaggio e al testo Unico bancario. Risoluzione delle questioni rilevate in sede operativa nell'ambito di applicazione delle suddette leggi. Il Comitato antiriciclaggio, composto da rappresentanti del MEF, della Banca d' Italia, dell'Ufficio italiano dei cambi e della Guardia di finanza a tutt'oggi ha emanato 96 pareri ai quali è stata data attuazione nell'ambito delle categorie interessate.
Il rispetto della normativa antiriciclaggio è assicurata da un articolato sistema di sanzioni pecuniarie. Le infrazioni amministrative della normativa antiriciclaggio sono segnalate al MEF da banche, uffici della P.A. e in genere da organi di vigilanza e controllo. Secondo la vigente normativa le fattispecie illecite concernono:- l'inosservanza del divieto di effettuare tra soggetti diversi, senza il tramite degli intermediari abilitati, trasferimenti a qualsiasi titolo di denaro contante, di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore quando il valore da trasferire è complessivamente superiore ad € 5.000,00;- l'inosservanza dell'obbligo di indicare il nome o la ragione sociale del beneficiario e/o di apporre la clausola di non trasferibilità sui vaglia postali e cambiari, sugli assegni postali, bancari e circolari emessi per importi superiori ad € 5.000,00;- l'omessa comunicazione al MEF da parte dei funzionari delle amministrazioni pubbliche, dei pubblici ufficiali e degli intermediari abilitati delle sopra specificate violazioni delle quali abbiano avuto notizia in relazione ai loro compiti di servizio e nei limiti delle loro attribuzioni. Tale segnalazione deve essere effettuata al MEF entro 30 giorni dalla data in cui se ne è avuta notizia;- l'omessa segnalazione di operazioni sospette, salvo che il fatto costituisca reato, da parte degli intermediari. Tutte le fasi del procedimento sanzionatorio si svolgono nell'ambito della Direzione V e comprendono atti di contestazione, istruttorie, audizioni personali e relazioni illustrative alla Commissione Consultiva, predisposizione dei decreti sanzionatori , contenzioso, fase esecutiva, rappresentanza in giudizio dell'Amministrazione. Il procedimento è soggetto a rigorosi termini di decadenza e di prescrizione. Normativa di Riferimento ·
( PDF, 4768 Kb ) in Nuova Finestra· Assegni e pagamenti in contanti
( PDF, 402 Kb ) in Nuova Finestra· Limiti all'uso del contante e dei titoli al portatore - nuove disposizioni
( PDF, 163 Kb ) in Nuova Finestra· Articolo 20, decreto legge 31 maggio 2010, n. 78
( PDF, 10 Kb ) in Nuova Finestra· Circolare connessa allo scudo fiscale ai fini antiriciclaggio
( PDF, 131 Kb ) in Nuova Finestra· Circolare del 17 dicembre 2008
( PDF, 45 Kb ) in Nuova Finestra· Decreto 12 agosto 2008 - Paesi Terzi Equivalenti
( PDF, 191 Kb ) in Nuova Finestra· Decentramento - Decreto di delega n. 77967
( PDF, 39 Kb ) in Nuova Finestra· Comunicato per art. 49
( PDF, 20 Kb ) in Nuova Finestra· Articolo 49
( PDF, 20 Kb ) in Nuova Finestra· Decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, circolare esplicativa sull’art. 49
( PDF, 278 Kb ) in Nuova Finestra· Nota di chiarimenti al Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231
( PDF, 64 Kb ) in Nuova Finestra· Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231 di recepimento della III Direttiva CE antiriciclaggio
( PDF, 340 Kb ) in Nuova Finestra· Decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 - Integrazione
( PDF, 222 Kb ) in Nuova Finestra· Schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2005/60/CE, approvato dal Consiglio dei Ministri del 27/7/2007
( PDF, 234 Kb ) in Nuova Finestra· DM 10 aprile 2007, n. 60
( PDF, 25 Kb ) in Nuova Finestra· Decentramento - Decreto di Delega
( PDF, 77 Kb ) in Nuova Finestra· Provvedimento UIC 24 febbraio 2006 - Intermediari Finanziari
( PDF, 984 Kb ) in Nuova Finestra· Provvedimento UIC 24 febbraio 2006 - Operatori non Finanziari
( PDF, 301 Kb ) in Nuova Finestra· Provvedimento UIC 24 febbraio 2006 - Professionisti
( PDF, 246 Kb ) in Nuova Finestra· DECRETO 3 febbraio 2006, n. 143
( PDF, 27 Kb ) in Nuova Finestra· DECRETO 3 febbraio 2006, n. 142
( PDF, 32 Kb ) in Nuova Finestra· DECRETO 3 febbraio 2006, n. 141
( PDF, 26 Kb ) in Nuova Finestra· L. 25 gennaio 2006 n. 29, disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. Legge comunitaria 2005
( PDF, 261 Kb ) in Nuova Finestra· D.Lgs 20 febbraio 2004 n. 56
( PDF, 87 Kb ) in Nuova Finestra· L. 24 novembre 1981, n. 689, Capo I
( PDF, 367 Kb ) in Nuova Finestra· D.M. 21 luglio 2000
( PDF, 107 Kb ) in Nuova Finestra· L. 23 dicembre 2000, n. 388 art. 150
( PDF, 81 Kb ) in Nuova Finestra· L. 23 dicembre 2000, n. 388 art. 151
( PDF, 77 Kb ) in Nuova Finestra· D.L. 3 maggio 1991, n. 143
( PDF, 407 Kb ) in Nuova Finestra· Parere Consiglio di Stato su ''complessivamente''
( PDF, 413 Kb ) in Nuova Finestra· D.L. 15 dicembre 1979, n. 625
( PDF, 171 Kb ) in Nuova Finestra· D.L.gs 25 settembre 1999, n. 374
( PDF, 174 Kb ) in Nuova Finestra
DOCUMENTAZIONE· Antiriciclaggio - Relazione al parlamento - 2008
( PDF, 1352 Kb ) in Nuova Finestra· Brochure esplicativa dell'art.49
( PDF, 6076 Kb ) in Nuova Finestra· Antiriciclaggio - Violazioni di Natura Amministrativa
( PDF, 226 Kb ) in Nuova Finestra· Decorrenza dei termini di efficacia degli obblighi - D.Lgs 56/2004 - NOTA INTERPRETATIVA
( PDF, 50 Kb ) in Nuova Finestra· Comunicato per Decreto Legislativo Antiriciclaggio
( PDF, 12 Kb ) in Nuova Finestra· Applicabilità della legge 289/2002 alle sanzioni in materia valutaria ed antiriciclaggio
( PDF, 111 Kb ) in Nuova Finestra· Certificati di deposito - nota esplicativa
( PDF, 94 Kb ) in Nuova Finestra
Relazione al Parlamento 2007·
( PDF, 405 Kb ) in Nuova Finestra·
( Collegamento a Pagina Interna ) Comitato antiriciclaggio
Il Comitato antiriciclaggio è stato costituito con decreto del ministro del Tesoro dell'8 giugno 1993. Con l'emanazione del D.L. 3/5/1991 n.143, convertito, con modificazioni, nella L. 5/7/1991 n.197 si è avvertita l'opportunità, al fine di dare uniformità e tempestività all'azione amministrativa in vista del raggiungimento degli obiettivi della legge stessa, di costituire un comitato con il compito di: · Risolvere le problematiche conseguenti all'applicazione della normativa nonché eventuali questioni di carattere generale riscontrate sul piano operativo;· Formulare, anche in seguito alla conoscenza di problematiche in sede di applicazione della legge, proposte di modifica o integrazione delle norme in vigore nonché di emissione di nuove norme;
· Proporre modifiche della disciplina vigente anche in considerazione delle esigenze che si manifestano nel sistema finanziario. Il Comitato antiriciclaggio opera all’interno della Direzione V del Dipartimento del Tesoro, è presieduto dal Dirigente generale della Direzione ed è composto da rappresentanti del Ministero dell'economia e delle finanze, della Banca d'Italia, dell'Ufficio Italiano dei Cambi e della Guardia di Finanza. I rappresentanti delle diverse amministrazioni sono espressione, ai più alti livelli di competenza, delle varie strutture impegnate direttamente nel contrasto del riciclaggio. Il modello organizzativo del Comitato garantisce un efficace coordinamento tra le autorità partecipanti finalizzato a permettere un'univoca interpretazione della normativa: in tal senso il Comitato può essere considerato un collegio di riferimento strategico per l'interpretazione della legislazione antiriciclaggio
Servizio Compliance 18/01/2012
1. Quali sono i documenti validi ai fini dell’identificazione della clientela?
I documenti che possono essere utilizzati per l’identificazione del Cliente sono: la carta di identità, il passaporto, la patente di guida, la patente nautica, il porto d’armi, le tessere di riconoscimento rilasciate da un’amministrazione dello Stato, purchè munite di fotografia e di timbro o di altra segnatura equivalente.
2. Come mi devo comportare se il documento è deteriorato ovvero scomposto nelle sue parti?
Il documento deteriorato ovvero scomposto nelle sue parti non è valido ai fini dell’identificazione.
Occorrerà pertanto chiedere al Cliente un diverso documento ovvero, in assenza, astenersi
dal proseguire con l’operazione di finanziamento poiché non è possibile identificare il Cliente secondo le modalità previste dalla normativa.
3. Se la carta di identità utilizzata per l’identificazione del Cliente riporta la vecchia residenza, che informazione devo riportare sulla scheda di adeguata verifica? La vecchia residenza oppure quella nuova?
Il modulo in oggetto deve riportare i dati anagrafici così come verificati sul documento. Se il cliente dichiara di avere una residenza differente, l’incaricato dovrà inserire sul modulo, sotto l’indirizzo o in altra parte leggibile, la nuova residenza.
4. Devo compilare tutti i dati del datore di lavoro? E se il Cliente non sa dove è la sede legale dell’azienda?
Si ricorda che – a parte i dati anagrafici del richiedente che devono risultare dal documento di riconoscimento visionato dall’agente in originale – tutti gli altri campi recepiscono dichiarazioni del Cliente, che sottoscrive il modulo stesso per dichiararne la veridicità.
Impatti della normativa sulla trasparenza ed in materia assicurativa nella redazione dell’informativa contrattuale
Se il Cliente non sa o non ricorda dove sia la sede legale della propria Società datoriale, l’agente potrà inserire la sede della dipendenza dove il Cliente dichiara di prestare servizio.
5. Se al momento della richiesta di finanziamento non sono in grado di sapere con certezza se il Cliente potrà accedere ad un contratto di cessione piuttosto che ad una delegazione di pagamento, come posso compilare la scheda nella parte “natura dell’operazione”? E se il Cliente invece chiede di effettuare entrambe le operazioni, quante schede di adeguata verifica devo compilare?
Si ricorda che – a parte i dati anagrafici del richiedente che devono risultare dal documento di riconoscimento visionato dall’agente in originale – tutti gli altri campi recepiscono dichiarazioni del Cliente.
Pertanto, l’agente segnerà sul modulo la richiesta del Cliente.
Se il Cliente chiede di effettuare sia un’operazione di cessione sia un’operazione di delegazione, sebbene il momento dell’identificazione sia unico, occorre identificare il Cliente – per motivi procedurali interni che ineriscono, tra l’altro, le valutazioni sul rischio antiriciclaggio – attraverso due distinti moduli.
6. Se al momento della richiesta di finanziamento non sono in grado di sapere con esattezza quanto sarà l’importo erogato, come posso compilare la scheda nella parte “importo stimato”? Ci sono conseguenze se poi l’importo erogato rientra in uno scaglione differente?
Pertanto, in questa sede, l’agente dovrà indicare l’importo richiesto dal Cliente, in coerenza con quanto indicato nella richiesta di preventivo.
7. Il campo “numero pratica” come deve essere compilato?
Come da istruzioni già rilasciate sulla modalità di compilazione della scheda di adeguata verifica, si ricorda che non si deve procedere attualmente alla compilazione di tale riquadro, in quanto sarà inserito tramite codice a barre a seguito dell’introduzione del sistema di archiviazione documentale.