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Timestamp: 2019-09-24 09:13:22+00:00
Document Index: 58221528

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 1', 'art. 49', 'art. 12', 'art. 54', 'art. 49']

L’avv. Simonetta Rottin, si è laureata in Giurisprudenza, iscritta all’ordine prima a Venezia poi trasferimento a Udine. Avvocato Cassazionista assiste enti pubblici e soggetti privati sia in sede giudiziale, sia in sede di consulenza-procedimentale, in materie di diritto amministrativo, in particolare nelle procedure di evidenza pubblica e durante l’esecuzione dei contratti pubblici, in materia urbanistica ed edilizia, in materia espropriativa, ambientale e delle concessioni demaniali con una buona esperienza nella gestione di procedimenti in conferenza di servizi e nel processo tributario.
Collaborazioni con diversi importanti studi legali in Italia, attualmente di reati ambientali e e materia ambientale dove ha ottenuto recentemente l’approvazione di attività di recupero delle ceneri di pirite “caso per caso”. Recente il successo alla Corte Costituzionale che ha riconosciuto il pieno diritto di difesa al contribuente contro le esecuzioni tributarie. A tutto ciò si aggiunge la docenza presso enti pubblici che si occupano di attività formativa e di aggiornamento dei pubblici funzionari, in materia di diritto amministrativo, in particolare in materia di contratti pubblici e di procedimenti amministrativi.
Autrice di pubblicazioni in materia urbanistica (Riforma urbanistica e disciplina dell’attività edilizia e del paesaggio in collaborazione con il collega avv. Antonio Mansi) e deontologica (Fondamento e funzione della giustizia disciplinare, Rivista Amministrativa della Repubblica Italiana). A fine 2018 "Il distretto turistico quale strumento propulsore dell’economia" nell’ambito dell’opera collettiva "Scritti giuridici in onore di Ivone Cacciavillani", e - in collaborazione con l’avv. Ivone Cacciavillani - "La responsabilità acustica", entrambi editi da Editoriale Scientifica Napoli.
Ha affrontato il tema della serata partendo dal fatto che negli ultimi decenni dottrina e giurisprudenza hanno molto dibattuto sulla necessità di istituire meccanismi concorrenziali per il rilascio ed il rinnovo delle concessioni demaniali marittime, a ciò stimolate soprattutto dalla normativa europea, rappresentata quest’ultima soprattutto dalla cd. Direttiva Bolkestein 2006/123/UE.
Sono state al centro di tale dibattito in particolare due norme interne: l’art. 37, comma 2, del Codice della navigazione che prevedeva in cd diritto di insistenza, ossia una preferenza accordata al concessionario uscente nell’attribuzione delle concessioni in sede di rinnovo; e l’art. 1, co. 2, del d.l. 400/1993 che prevedeva il rinnovo automatico sessennale delle concessioni in scadenza. Entrambe, tali norme, sono state considerate suscettibili di determinare restrizioni all’accesso nel mercato delle concessioni in parola.
Con la Direttiva Bolkestein -recepita con d. lgs. 59/2010- l’introduzione di meccanismi competitivi nell’ambito del rinnovo delle concessioni diventa necessario, anche a fronte di una procedura di infrazione nel frattempo avviata contro l’Italia che stimola nel 2009 l’emanazione di una legge che “cancella” sia il diritto di insistenza che il rinnovo automatico: si tratta della cd. legge comunitaria d.lgs. 25/2010 che contestualmente introduce la prima proroga ex lege, sino a fine 2015, delle concessioni in scadenza. Termine che nel 2012 viene prorogato sino al 31 dicembre 2020.
Nel frattempo, nel 2016 la Corte di Giustizia UE, nell’ambito di un rinvio pregiudiziale operato da due TAR italiani, esprime la assoluta contrarietà del sistema della proroga ex lege rispetto sia alla Direttiva Bolkestein che all’art. 49 del TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea).
Anche l’ennesima proroga introdotta con la ultima legge di stabilità per il 2019 è a forte rischio di sopravvivenza; nelle more è prevista l’emanazione di un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri con il compito di fissare termini e modalità per una riforma organica della materia (termine in scadenza, sempre che venga rispettato) che si auspica possa affrontare finalmente i punti nodali della materia, spesso affrontata -anche su “terreni di competenza statale”- a livello regionale (cfr. Corte costituzionale n. 109/2018).
Resta aperto, tra gli altri, il tema della durata delle concessioni che dovrebbe essere affrontato compatibilmente con i contenuti della Direttiva Bolkestein (cfr. art. 12 e 62° Considerando ove si parla di “durata limitata adeguata che tenga conto della necessità di ammortizzare gli investimenti effettuati e consenta una equa remunerazione dei capitali investiti”) e quello della previsione di “un indennizzo”, nell’ambito del rinnovo delle concessioni scadute, a favore del “concessionario uscente”, ove quest’ultimo non abbia recuperato integralmente i costi dell’investimento effettuato. A tal proposito, la legge regionale Veneto n. 33/2002, con l’art. 54, ha introdotto un vero e proprio “avviamento” che deve essere corrisposto al concessionario “uscente” dal nuovo concessionario risultante vincitore dal confronto concorrenziale. Una disposizione speculare a questa era stata introdotta anche dall’art. 49 della legge regionale del Friuli Venezia Giulia che è stata dichiarata incostituzionale con decisione della Corte n. 109/2018.
Si auspica che la questione venga adeguatamente disciplinata dal legislatore statale in occasione della preannunciata riforma organica del settore.
In tale occasione, dovrebbe altresì essere adeguatamente affrontato il tema dei servizi di interesse generale (sig) esclusi dall’ambito di applicazione della Direttiva Bolkestein.
Numerose le domande alle quali la relatrice ha risposto esaustivamente ed un meritatissimi applauso finale a conclusione di un incontro estremamente interessante.