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Timestamp: 2020-01-20 23:54:43+00:00
Document Index: 14456298

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 60', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 63', 'art. 60', 'art. 63', 'art. 18']

Normativa di settore dei veicoli storici ed analisi delle proposte di modifica
Approfondimento a cura della Dott.ssa Maristella Giuliano - Comitato di Redazione della Rivista Giuridica della Circolazione e dei Trasporti ACI
La normativa attualmente vigente in Italia in materia di veicoli storici, è contenuta nell’art. 60 del Codice della Strada di cui al D. legis. 30 aprile 1992 n. 285 e negli artt. 214 e 215 Regolamento di esecuzione e di attuazione del Codice della Strada - Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, prevede che gli stessi sono classificati in:
I veicoli d’epoca (motoveicoli e autoveicoli) cancellati dal P.R.A. e iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri. Si tratta di veicoli non adeguati per la circolazione perché non posseggono i requisiti, i dispositivi e gli equipaggiamenti richiesti dalla legge per l'ammissione alla circolazione e pertanto sono destinati alla conservazione in musei o in locali pubblici o privati. La loro circolazione è consentita soltanto in occasione di manifestazioni e raduni, con apposite autorizzazioni del Dipartimento per i Trasporti Terrestri, quali il foglio di via e la targa provvisoria.
I motoveicoli e gli autoveicoli di interesse storico e collezionistico sono i veicoli costruiti da almeno 20 anni e iscritti in uno dei Registri elencati nell’art. 60 del codice della strada (Registri ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI) i quali rilasciano al momento dell’iscrizione il Certificato di Rilevanza storica del veicolo che è una certificazione attestante la rispettiva data di costruzione nonché le caratteristiche tecniche. I veicoli d'interesse storico o collezionistico devono conservare le caratteristiche originarie di fabbricazione, salvo le eventuali modifiche imposte per la circolazione. Sono iscritti al P.R.A. e la loro circolazione è subordinata alla verifica delle prescrizioni dettate per tali veicoli sui sistemi di frenatura, sui dispositivi di segnalazione acustica, silenziatori e tubi di scarico, segnalazione visiva e d'illuminazione nonché sui pneumatici e sistemi equivalenti sulle sospensioni, sui vetri e specchi retrovisori e sul campo di visibilità del conducente. I requisiti sono previsti dal Regolamento di attuazione al codice della strada. In merito ai dispositivi di ritenuta e di protezione (cd cinture di sicurezza) la loro obbligatorietà è soggetta ala condizione che i veicoli siano predisposti fin dall'origine con gli specifici punti di attacco.
Il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 17 dicembre 2009 stabilisce le modalità per l’iscrizione di un veicolo in uno dei Registri di cui all’art. 60 CdS, al fine di acquisire la qualifica di veicolo di interesse storico e collezionistico; le modalità per effettuare la riammissione alla circolazione di veicoli di interesse storico e collezionistico precedentemente cessati dalla circolazione o di origine sconosciuta; e le procedure per effettuare la revisione periodica alla quale sono soggetti tali veicoli.
In particolare l’iscrizione ad un Registro di un veicolo avente data di costruzione risalente almeno a venti anni prima della richiesta è subordinata al rilascio, da parte del Registro presso cui è richiesta l’iscrizione, di Certificato di Rilevanza Storica e collezionistica Il Certificato di Rilevanza Storica e collezionistica attesta la data di costruzione, la marca, il modello e le caratteristiche tecniche del veicolo, con specifica indicazione di tutte quelle utili per la verifica dell’idoneità alla circolazione, la sussistenza ed elencazione delle originarie caratteristiche di fabbricazione, nonché la specifica indicazione di quelle modificate o sostituite. Come ogni altro veicolo, anche i veicoli di interesse storico e collezionistico per poter circolare devono possedere la carta di circolazione.
I veicoli di interesse storico e collezionistico (perché destinati alla circolazione su strada) sono sottoposti ogni 2 anni a revisione, al fine di accertare che sussistano in essi le condizioni di sicurezza per la circolazione e di silenziosità e che non producano emissioni inquinanti superiori ai limiti prescritti
In merito alla tassazione dei veicoli storici, l’articolo 63, comma 1-bis, della legge 342/2000, modificato dall’articolo 1, comma 1048, della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019) ha cambiato la previgente disciplina, introdotta con la Legge di Stabilità 2015, che prevedeva l’abolizione dell’esenzione del pagamento della tassa automobilistica per i veicoli compresi tra i 20 e i 29 anni, introducendo un nuovo regime fiscale.
Pertanto la legislazione vigente prevede che sono esentati dal pagamento delle tasse automobilistiche i veicoli ed i motoveicoli, esclusi quelli adibiti ad uso professionale, a decorrere dall'anno in cui si compie il trentesimo anno dalla loro immatricolazione. Mentre i veicoli di interesse storico e collezionistico con anzianità di immatricolazione compresa tra i 20 e i 29, sono assoggettati al pagamento della tassa automobilistica con una riduzione pari al 50% se ricorrono le seguenti condizioni:
- possesso del Certificato di Rilevanza Storica rilasciato da uno del suddetti Registri storici di cui all’art. 60 del codice della strada
- aggiornamento della carta di circolazione con l’indicazione del relativo Certificato di Rilevanza Storica.
In merito alle pronunce della Corte Costituzionale emesse nell’anno 2019, si segnala la sentenza 20 maggio 2019, n. 122 che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 7, c. 2, della legge della Regione Emilia-Romagna 21.12.2012 n. 15 (Norme in materia di tributi regionali), nella parte in cui, subordina anche l'esenzione fiscale dei veicoli "di particolare interesse storico e collezionistico" di cui all'art. 63, c. 2, della legge 21.11.2000 n. 342 (Misure in materia fiscale) all'iscrizione in uno dei Registri previsti dall'art. 60 CdS anziché alla individuazione dei requisiti di storicità. La Corte evidenzia che la portata di una disciplina fiscale statale non può essere fatta discendere dai requisiti aggiuntivi introdotti da un ente privato di tipo associativo quale è l’ASI.
Sempre in tale ambito si ricorda la pronuncia n. 3837 del 15 febbraio 2013, con la quale la VI Sezione Civile della Corte di Cassazione ha stabilito che la determinazione dell’ASI in merito all’iscrizione nel proprio Registro di un veicolo con un’età compresa tra i 20 e i 29 anni, non possa costituire il requisito idoneo ad ottenere l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica, in quanto si conferirebbe all’accertamento dell’ASI un valore autorizzatorio che mal si concilia con la natura privata dell’ASI stesso. In caso contrario il legislatore avrebbe precostituito in favore di singoli soggetti privati, una vera e propria rendita di posizione.
Un'interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 63 L. 342/2000- nell'ottica della libertà di associazione ex art. 18 Cost. – comporta che anche la mera autocertificazione dell'esistenza dei presupposti di fatto, in assenza di iscrizione al Registro, sia idonea ad ottenere l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica, non potendo essere imposta a nessuno l’adesione obbligatoria ad un’associazione quale è l'ASI. Pertanto è consentito a tutti i soggetti che rientrano nelle condizioni di legge, anche se non aderenti all'associazione stessa, di godere dell'esenzione.
Dall’inizio della 18ª Legislatura sino ad oggi, alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica sono state presentate n. 2 proposte di legge e n. 1 disegno di legge in tema di veicoli storici. Di seguito si riporta una breve sintesi degli atti in questione:
-	C.843 recante “Modifiche al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e altre disposizioni concernenti la disciplina dei veicoli di interesse storico e collezionistico e delle relative associazioni amatoriali” presentata dall’ On. Sandra Savino (FI) il 2 luglio 2018. L’atto è stato assegnato l’11 dicembre 2018, alla 9ª Commissione permanente (Trasporti, poste e telecomunicazioni) in sede referente, ma l’esame non è ancora iniziato.
La proposta di legge ripropone un testo unificato approvato dal comitato ristretto della Commissione Lavori pubblici e comunicazioni del Senato della Repubblica nella XVI legislatura (atto Senato n. 946) e ripresentato dalla stessa proponente nella XVII legislatura (atto Camera n. 1721). L’atto è finalizzato al riconoscimento delle associazioni di amatoriali di collezionisti di veicoli di interesse storico e collezionistico e all'individuazione dei criteri per la classificazione di veicoli stessi. Attualmente sono associazioni riconosciute: Automotoclub Storico Italiano (ASI), Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico della Federazione motociclistica italiana (FMI). Le nuove associazioni possono essere riconosciute se sono in possesso dei seguenti requisiti:
b) hanno sedi operative in almeno dieci regioni italiane e da almeno tre anni svolgono attività a sostegno e tutela degli interessi generali della motorizzazione storica italiani.
In merito ai criteri per la classificazione dei veicoli storici, la proposta di legge prevede che il veicolo debba avere un’età non inferiore a venticinque anni e che debba essere conservato in maniera appropriata e rispettosa dell'ambiente e in condizioni storicamente corrette, e che debba essere un modello di veicolo inserito in un apposito elenco dei modelli di veicoli, individuati per marca e per anno di produzione, elaborato da una commissione, composta da delle associazioni e delle case costruttrici di veicoli, italiane o estere, maggiormente rappresentative. La commissione ha altresì il compito di individuare i modelli di veicoli di età compresa tra i venti e i venticinque anni, di cui deve essere promossa e incentivata la conservazione. Le associazioni riconosciute rilasciano il certificato di interesse storico e collezionistico ai veicoli che presentano i requisiti prescritti. Nel caso di rilascio del certificato di interesse storico e collezionistico in carenza dei requisiti, l’associazione è soggetta alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 5.000. Nell'ipotesi di ulteriore reiterazione nei tre anni successivi all'ultima violazione, l'associazione è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.500 a euro 15.000 e con la sanzione amministrativa accessoria della sospensione dall'attività di certificazione. L'iscrizione di un veicolo in uno dei registri delle associazioni comporta il rilascio di una targa supplementare di identificazione recante la lettera «H» (Historicum), da affiancare alla targa posteriore del veicolo. La targa supplementare riporta gli estremi di immatricolazione e del certificato di interesse storico e collezionistico rilasciato dalle associazioni. La proposta di legge, inoltre prevede la facoltà del richiedente di poter ottenere, a proprie spese, targhe e carta di circolazione conformi a quelle rilasciate all'atto della prima immatricolazione e la revisione ogni quattro anni.
-	S.819 recante “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dei veicoli storici” presentato dalla Senatrice Simona Pergreffi (Lega – Partito Sardo d'Azione) e altri, il 26 settembre 2018. In data 19 dicembre 2018, l’atto è stato assegnato alla 8ª Commissione permanente del Senato (Lavori pubblici, comunicazioni) in sede redigente, ma l’esame non è ancora iniziato. Il disegno di legge si prefigge di modificare la normativa vigente al fine di introdurre norme che favoriscano il pluralismo associativo, prevedendo una speciale disciplina delle associazioni di amatori di veicoli di interesse storico, con specifiche caratteristiche che ne consentono l’autorizzazione da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a certificare la storicità dei veicoli. Prevede, altresì, l'istituzione di una commissione, composta dai rappresentanti delle associazioni, che ha il compito di identificare i veicoli di età inferiore a trenta anni di cui va promossa e incentivata la conservazione.
Il disegno di legge, modificando l'articolo 60 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, definisce il veicolo storico, sulla base dei parametri europei, come qualsiasi veicolo stradale a motore di età superiore a trenta anni, conservato in maniera appropriata e rispettosa dell'ambiente e in condizioni storicamente corrette. Inoltre prevede per i veicoli storici l'attribuzione di una targa di identificazione contraddistinta dalla lettera H (historicum) che ha anche lo scopo di individuare i veicoli stessi come veicoli meno inquinanti, esonerandoli da qualunque tipo di restrizione per la circolazione stradale.
-	C.1366 recante “Modifiche al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e altre disposizioni concernenti le caratteristiche dei veicoli, la disciplina della circolazione stradale, la tutela dei veicoli storici e il regime sanzionatorio delle violazioni”. L’atto presentato alla Camera dei deputati il 14 novembre 2018, dall’ On. Elena Maccanti (Lega), è stato assegnato alla 9ª Commissione permanente della camera (Trasporti, poste e telecomunicazioni) in sede referente, il 5 dicembre 2018. La proposta di legge è passata all’esame dell’Assemblea lo scorso 15 luglio ed attualmente il dibattito è sospeso. L’atto è stato abbinato all’atto C 24 e abb. in materia di riforma dl codice della strada, la Commissione ha redatto un Testo Unificato delle proposte di legge abbinate nel quale sono previste disposizioni in materia di veicoli storici. In particolare, si prevede la modifica dell'articolo 60 del codice della strada comprendendo tra i veicoli storici anche le macchine agricole la cui data di costruzione sia precedente di almeno quaranta anni a quella di richiesta di riconoscimento nella categoria in questione. Per quanto riguarda le tasse automobilistiche per auto e moto storiche, la disposizione in esame mira a ripristinare (a partire dal 1° gennaio 2019) il regime di esenzione – previsto prima dell'entrata in vigore della legge di stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190) – per i veicoli ultraventennali: a tale proposito è prevista un'apposita copertura finanziaria quantificata in 80 milioni di euro annui a decorrere dal 2019. Inoltre, per gli autoveicoli e i motoveicoli storici è previsto l'obbligo di revisione ogni quattro anni.
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