Source: https://www.comunikafood.it/vendere-online-normativa-per-vendere-prodotti-tipici-alimentari-online/
Timestamp: 2019-12-15 05:58:48+00:00
Document Index: 39765238

Matched Legal Cases: ['art 21', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 71']

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GUIDA PRATICA PER INIZIARE A VENDERE ONLINE CON UN E-COMMERCE
Prima di avviare un e-commerce per vendere online serve fare una dettagliata analisi delle opportunità, delle condizioni commerciali e di normative per avviare l’impresa commerciale.
Di seguito troverai una serie di informazioni utili per avviare l’attività di vendita online tramite un e-commerce, iniziando dalla normativa in materia e con alcuni articoli che ti offrono uno spunto di riflessione per vendere online alimentari, olio, vino ed altro ancora.
Il mio consiglio prima di pensare a vendere online è quello di studiare cosa stanno facendo gli altri prima di te e analizzare il loro modello di vendita online.
Ottieni subito delle risposte sulla normativa per vendere online
COSA SERVE PER VENDERE ONLINE ED AVVIARE UN E-COMMERCE
Per avviare un commercio on-line la prima operazione è l’apertura di Partita Iva.
Il costo è quello di avvio impresa. Potete recarvi di persona all’ Agenzia dell’Entrate di zona , riempire un modulo e vi iscrivete all’ INPS nelle forma più adatta alle vostre condizioni di partenza. Ma il mio consiglio è di affidarti ad un consulente per svolgere questa attività.
Se hai aperto un negozio su piattaforme online tipo EBAY, o hai un sito e-commerce, devi recarti al Comune di residenza, o residenza della sede dichiarata ( solo per società), e richiedere il modulo di comunicazione di inizio attività di commercio elettronico.
Ricordate di farlo in duplice copia.
Il comune ha tempo 30 giorni per accettare o respingere la tua richiesta, se richiedete la vendita di prodotti alimentari siete soggetti alla Autorizzazione sanitaria nei locali dove svolgete l’ attività, quindi potrebbe passare più tempo per l’approvazione.
Dopo 30 giorni dalla comunicazione potete recarvi alla Camera di Commercio ed iscrivere la società. In questo caso il costo di iscrizione varia a seconda di alcuni fattori che l’impiegato stesso vi elencherà.
A questo punto siete dei Professionisti in regola e vi servirà SOLO un commercialista di fiducia. Tenete presente che ne esistono anche molti Online.
VUOI SAPERE COME VENDERE ONLINE?
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ALCUNI ARTICOLI PER RIFLETTERE SULLA VENDITA ONLINE E SUI MODELLI DI VENDITA ONLINE
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DI SEGUITO ALCUNI APPROFONDIMENTI SUL TEMA “VENDERE ONLINE E NORMATIVA E-COMMERCE”
Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 – Disciplina della vendita di beni tramite mezzo elettronico. Commercio elettronico
Che requisiti bisogna avere per poter avviare un’attività commerciale e a chi bisogna rivolgersi?
Cosa devo fare per vendere prodotti via Internet?
Ci sono finanziamenti o agevolazioni per chi intende svolgere un’attività di e-commerce?
Ci sono obblighi o requisiti particolari per la vendita di generi alimentari?
Quali indicazioni devono obbligatoriamente riportare i prodotti alimentari confezionati?
[Risorse, informazioni, domande e risposte tratte del sito Confcommercio.it]
NORMATIVA SULLA VENDITA ONLINE. INIZIA A VENDERE ONLINE STUDIANDO LA NORMATIVA IN MATERIA
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La presente circolare intende fornire alcune indicazioni sulla disciplina applicabile all’attività di vendita tramite mezzo elettronico, denominata “commercio elettronico”, nei limiti e per gli effetti di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.
In via preliminare, va sottolineato che i termini della nozione di “commercio elettronico” sono assai più articolati, come risulta dalla definizione data nella Comunicazione della Commissione UE “Un’iniziativa europea in materia di commercio elettronico”, in base alla quale per tale deve intendersi “lo svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica e comprende attività diverse quali: la commercializzazione di beni e servizi per via elettronica; la distribuzione on-line di contenuti digitali; l’effettuazione per via elettronica di operazioni finanziarie e di borsa; gli appalti pubblici per via elettronica ed altre procedure di tipo transattivo delle Pubbliche Amministrazioni”.
Ciò premesso e restringendo il campo della presente circolare alla parte di “commercio elettronico” inteso come attività di vendita di beni, si fa presente quanto segue.
Il predetto decreto n. 114 contiene un esplicito riferimento al commercio elettronico solo nell’art 21.
Ai sensi dell’art. 5, comma 1, del citato decreto “l’attività commerciale può essere esercitata con riferimento ai seguenti settori merceologici: alimentare e non alimentare”.
L’art. 4, comma 1, denomina quale commercio all’ingrosso “l’attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci per nome e per conto proprio e le rivende ad altri commercianti all’ingrosso e al dettaglio o ad utilizzatori professionali o ad utilizzatori in grande (..) e dispone che detta attività “può assumere la forma di commercio interno, di importazione e di esportazione” (cfr. lett. a).
Il medesimo articolo denomina, altresì, quale commercio al dettaglio “l’attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione direttamente al consumatore finale” (cfr. lett. b).
Per forme speciali di vendita s’intendono, a norma del predetto art. 4, comma 1, le “vendite a favore di dipendenti da parte di enti, imprese, pubblici o privati, di soci di cooperative di consumo, di aderenti a circoli privati, nonché la vendita nelle scuole, negli ospedali e nelle strutture militari esclusivamente a favore di coloro che hanno titolo ad accedervi” (cfr. punto 1); la “vendita per mezzo di apparecchi automatici” (cfr. punto 2); la “vendita per corrispondenza o tramite televisione o altri sistemi di comunicazione” e le “vendite presso il domicilio di consumatori” (cfr. punto 4).
Il punto 3 della lettera h), del predetto art. 4, comma 1, indica, pertanto, tra le forme speciali di vendita quella effettuata “tramite (..) altri sistemi di comunicazione”.
In caso di società si richiama l’attenzione sul comma 6 del predetto art. 5 il quale dispone che il “possesso di uno dei requisiti di cui al comma 5 è richiesto con riferimento al legale rappresentante o ad altra persona specificamente preposta all’attività commerciale”.
E’ vietato inviare prodotti al consumatore se non a seguito di specifica richiesta (cfr. comma 2).
E’ consentito l’invio di campioni di prodotti o di omaggi al consumatore solo se non vi siano spese o vincoli a carico del medesimo (cfr. comma 2).
Il contratto concluso va eseguito entro 30 giorni dal giorno successivo a quello in cui il consumatore ha trasmesso l’ordinazione
Per avviare un’attività di vendita sono necessari i seguenti requisiti morali:
non aver riportato una condanna definitiva per delitto non colposo, per cui sia prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni;
non aver avuto una condanna per delitti contro la Pubblica amministrazione, l’economia, l’industria e il commercio, ovvero per ricettazione, riciclaggio, emissione di assegni a vuoto, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, sequestro di persona a scopo di estorsione o rapina;
non aver riportato due o più condanne a pena detentiva o pecuniaria, nel quinquennio precedente all’inizio dell’attività;
non essere stati sottoposti alle misure di prevenzione previste dalla legge 27 dicembre 1956 n. 1423 (sorveglianza speciale, divieto di soggiorno, obbligo di soggiorno);
non essere stati dichiarati “delinquenti abituali, professionali o per tendenza”.
I corsi professionali vengono organizzati dalle Associazioni di categoria e dagli enti da esse costituiti, come ad esempio i Centri di assistenza tecnica (CAT), nonché dalle Camere di commercio.
inviare una comunicazione di inizio attività al Comune dove l’imprenditore individuale risiede oppure la società ha la sede legale utilizzando il modello ministeriale COM. 6 o COM. 6 BIS per il commercio elettronico (più due fotocopie del modello COM. completamente compilato e firmato);
attendere trenta giorni prima di iniziare l’attività;
attenersi nelle vendite a quanto previsto nei Decreti Legislativi 50/92 e 185/2000, in materia di contratti a distanza, e a tutti gli ulteriori obblighi informativi previsti dal citato decreto legislativo 70/03.
Nel caso di vendita di generi alimentari sono necessari i requisiti professionali (ved. domanda n. 4) e il rispetto delle disposizioni igienico-sanitarie (ved. domanda n. 8).
Gli esercizi di vendita di alimenti e bevande non necessitano di autorizzazione sanitaria (è sufficiente richiedere all’ASL un semplice nulla osta) ma sono tuttavia tenuti a rispettare i requisiti igienico-sanitari e devono essere forniti di idonei mezzi di conservazione degli alimenti (ved. D.P.R. 327/80).
L’autorizzazione sanitaria è invece necessaria per tutte le attività che forniscono al pubblico alimenti preparati, cotti o comunque manipolati (quali ad es. ristoranti, bar, trattorie, pizzerie, panifici, latterie, cantine, ecc.).
I prodotti alimentari confezionati, destinati al consumatore, devono riportare le seguenti indicazioni:
La denominazione di vendita; la denominazione comporta una indicazione relativa allo stato fisico in cui si trova il prodotto alimentare o al trattamento specifico da esso subito (ad esempio: in polvere, concentrato, liofilizzato, surgelato, affumicato) se l’omissione di tale indicazione può creare confusione nell’acquirente;
l’elenco degli ingredienti; l’elenco é costituito dalla enumerazione di tutti gli ingredienti del prodotto alimentare, in ordine di peso decrescente al momento della loro utilizzazione;
la quantità netta o, nel caso di prodotti preconfezionati in quantità unitarie costanti, la quantità nominale; la quantità dei prodotti alimentari preconfezionati deve essere espressa in unità di volume per i prodotti liquidi ed in unità di massa per gli altri prodotti, utilizzando per i primi il litro (l o L), il centilitro (cl) o il millilitro (ml) e per gli altri il chilogrammo (kg) o il grammo (g), salvo deroghe stabilite da norme specifiche;
il termine minimo di conservazione o, nel caso di prodotti molto deperibili dal punto di vista microbiologico, la data di scadenza. Il termine minimo di conservazione è la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione; esso va indicato con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” quando la data contiene l’indicazione del giorno, o con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro la fine” negli altri casi, seguita dalla data oppure dalla indicazione del punto della confezione in cui essa figura. La data di scadenza é la data entro la quale il prodotto alimentare va consumato; essa va indicata con la dicitura “da consumarsi entro” seguita dalla data oppure dalla indicazione del punto della confezione in cui essa figura;
il titolo alcolometrico volumico effettivo per le bevande aventi un contenuto alcolico superiore a 1,2% in volume;
Le indicazioni devono essere riportate in lingua italiana; é consentito riportarle anche in più lingue. Nel caso di menzioni che non abbiano corrispondenti termini italiani (es. formaggio greco feta) é consentito riportare le menzioni originarie.
Alcune fonti sulla normativa e-commerce e vendita online:
Diritti e Risposte per Vendere Online
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19 commenti su “Vendere Online – Normativa E-commerce Vendere Alimentari Online”
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7 anni fa | 15-10-2012
Mi trovo in puglia e vorrei vendere prodotti alimentari di terzi tramite ecommerce.
Ho bisogno di rispettare questi requisiti?
“Sono necessari solo per la vendita di generi alimentari (salvo eccezioni come ad es. la regione Puglia, che richiede i requisiti professionali anche per il settore non alimentare) i seguenti requisiti professionali:
I corsi professionali vengono organizzati dalle Associazioni di categoria e dagli enti da esse costituiti, come ad esempio i Centri di assistenza tecnica (CAT), nonché dalle Camere di commercio.”
sì, devi rispettare almeno uno dei requisiti da te riportati e previsti dalla Legge. Non è una questione di regione. Per approfondimenti ti rimando all’art. 71, comma 6 del decreto legislativo 26 marzo 2010.
Ti ricordo anche che devi avere obbligatoriamente il manuale di autocontrollo HACCP.
Inoltre il REC non esiste più.
Ecommerce Alimentare: Quali Prodotti Si Vendono di Più Online
questo vale anche soltanto per la fatturazione? anche se il fornitore spedisse direttamente al cliente finale?
Vale anche per la rivendita dei confetti (sempre spediti direttamente al cliente finale) venduti in un sito di bomboniere?
Sì, vale anche per la rivendita.
Oggi ho chiesto dei chiarimenti e me li avete dati praticamente in tempo reale e in maniera chiara e semplice. Grazie!
Grazie, ci fa piacere dare un aiuto a chi ha bisogno di informazioni, per questo lo facciamo per lavoro 🙂
io ho creato un sito web (non ancora online) che abbina la prenotazione di appartamenti (come airbnb) e l’acquisto di prodotti alimentari e bevande alcoliche da far trovare in appartamento tipo frigobar di una camera d’hotel. Io comprerei i prodotti dai fornitori (direttamente dai produttori o tramite canali distributivi -es.supermercati) e li metterei a disposizione dei clienti in casa. Devo attenermi a tutte l regole della normativa sopra citata? la società da creare sarà una srl probabilmente
Le consiglio di chiedere meglio al suo commercialista.