Source: http://briguglio.blogspot.it/2008/
Timestamp: 2018-05-23 07:16:51+00:00
Document Index: 170521879

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 8', 'art. 35', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 656', 'sentenza ', 'art. 37', 'art. 20', 'art. 10']

circolare Ministero dell'interno e libera circolazione comunitari
Le mando il testo di una circolare appena emanata dal Ministero dell'interno, a seguito della pubblicazione in G.U. del D. Lgs. 160/2008 (ricongiungimento familiare).
Nella circolare viene esplicitamente fissata la soglia minima di risorse di cui il cittadino comunitario (non lavoratore ne' studente) che intenda soggiornare in Italia per piu' di tre mesi deve disporre per se' e per i familiari.
Il motivo per cui la circolare fa seguito alla pubblicazione del D. Lgs. 160/2009 e' che l'art. 9, co. 3 D. Lgs. 30/2008 (che ha dato attuazione alla Direttiva 38/2004) aggancia tale soglia a quella prevista per il ricongiungimento familiare dello straniero (appena modificata, appunto, dal D. Lgs. 160/2008):
Mi sembra evidente come si configuri (meglio: si rafforzi) un'ulteriore violazione del diritto comunitario. Precisamente, risulta violato l'art. 8, co. 4 Direttiva 38/2004:
Formalità amministrative per i cittadini dell'Unione
4. Gli Stati membri si astengono dal fissare l'importo preciso delle risorse che considerano sufficienti, ma devono tener conto della situazione personale dell'interessato. In ogni caso, tale importo non può essere superiore al livello delle risorse al di sotto del quale i cittadini dello Stato membro ospitante beneficiano di prestazioni di assistenza sociale o, qualora non possa trovare applicazione tale criterio, alla pensione minima sociale
erogata dallo Stato membro ospitante.
Per un verso, infatti, si procede ad una quantificazione precisa delle risorse. Per l'altro, non viene dato alcun rilievo alla situazione personale dell'interessato (ad esempio, alla disponibilita' di risorse "in natura", difficilmente quantificabili, quali la fruizione di ospitalita' da parte terzi, e simili).
Mi auguro che queste considerazioni possano risultare utili al lavoro della Commissione.
si e' concluso ieri l'esame da parte delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia del Senato del disegno di legge di conversione del decreto-legge 151/2008, che autorizza la costruzione di nuovi CIE (ex CPT).
Dovrebbe riprendere ora l'esame del ddl "sicurezza" (A.S. 733).
Alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/ottobre/somm-as-733-straniero.html troverete un sommario delle principali disposizioni in materia di condizione giuridica dello straniero contenute nel ddl presentato dal Governo.
Alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/ottobre/emend-as-733-peggiori.html ho riportato, degli emendamenti in discussione al Senato, quelli che, a mio parere, peggiorerebbero in modo grave tale condizione.
Mi auguro che questi documenti possano servire a chi voglia levare la propria voce contro questa riforma dissennata.
Ritengo in proposito, come vi ho gia' detto, che l'opinione degli organismi ecclesiali abbia buone probabilita' di essere tenuta in considerazione dal Governo e dalla maggioranza, soprattutto in relazione a emendamenti che siano espressione di un solo gruppo.
Tra questi, brillano per negativita' gli emendamenti leghisti presentati da Bricolo: si tratta di emendamenti preparati per hobby, nelle lunghe pause tra un pensiero e il successivo. Dal nome dell'autore deriva - credo - la parola bricolage.
lettera emendamenti "pacchetto sicurezza" su minori non accompagnati
vi giro un messaggio di Elena Rozzi relativo agli emendamenti del Governo al ddl sicurezza (A.S. 733) in materia di minori non accompagnati.
I documenti originariamente allegati al messaggio di Elena possono essere scaricati dai link seguenti:
http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/ottobre/emend-as-733-minori.html
http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/ottobre/lett-emend-as-733-minori.html
Raccomando di far avere le adesioni direttamente a Elena (elena.rozzi@gmail.com), e non a me.
Date: Mon, 27 Oct 2008 13:32:25 +0100
From: "Elena Rozzi" <elena.rozzi@gmail.com>
To: elena.rozzi@gmail.com
Subject: lettera emendamenti "pacchetto sicurezza" su minori non accompagnati
stanno per essere esaminati in Commissione Affari Costituzionali al Senato due emendamenti al "pacchetto sicurezza" riguardanti i minori non accompagnati (testo in allegato, o alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/ottobre/emend-as-733-minori.html).
Il primo emendamento riguarda il rilascio del permesso di soggiorno ai minori stranieri non accompagnati al compimento dei 18 anni. Se venisse approvata la modifica proposta, non potrebbe più essere rilasciato un permesso di soggiorno ai minori che, pur affidati o sottoposti a tutela, siano entrati in Italia dopo il compimento dei 15 anni e/o non possano dimostrare di aver partecipato a un progetto di integrazione per almeno 2 anni.
Il secondo emendamento prevede invece l'applicazione delle norme in materia di rimpatrio assistito previste dal T.U. 286/98 ai minori non accompagnati cittadini dell'Unione Europea che esercitano la prostituzione.
Intendiamo inviare ai membri della Commissione Affari Costituzionali e p.c. della Commissione Infanzia la lettera allegata (o alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/ottobre/lett-emend-as-733-minori.html), per segnalare le gravi conseguenze pratiche che avrebbero tali disposizioni e la loro incompatibilità con la Costituzione, la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e la normativa europea.
Dato che gli emendamenti saranno probabilmente esaminati già mercoledì 29 ottobre, la lettera va inviata al più tardi martedì pomeriggio.
Scusandoci per la brevissima scadenza, preghiamo dunque tutte le associazioni che volessero aderire, di comunicare le adesioni entro martedì 28 ottobre mattina, all'indirizzo elena.rozzi@gmail.com
Vi preghiamo inoltre di far circolare l'appello a quanti possano essere interessati.
decreti legislativi; a.s. 733; comunitari
1) Sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale il D. Lgs. 159/2008 (asilo) e il D. Lgs. 160/2008 (ricongiungimento). Entreranno in vigore il 5/11/2008. Alla pagina di Ottobre 2008 del mio sito (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio), potrete trovare, oltre al testo dei decreti,
a) la versione aggiornata del quadro completo della normativa sullo straniero (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/ottobre/sinottico-normativa-19.html)
b) la versione aggiornata dei due documenti sintetici sulla riforma in corso:
http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/ottobre/sommario-riforma-22-10.html
http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/ottobre/riforma-stran-22-10.html
Sempre grato a chi vorra' segnalarmi lacune o errori...
2) Sono stati depositati gli emendamenti al ddl sicurezza (A.S. 733). Sul mio sito potrete trovarne, sempre alla pagina di Ottobre 2008, una versione (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/ottobre/emend-as-733.html) che mi e' stata inviata da Rolando Magnano (che ringrazio). Non tenete conto della evidenziazione in verde di alcuni emendamenti.
Per comodita', ho estratto da tale versione i soli emendamenti relativi alla condizione dello straniero (e del cittadino dell'Unione europea). Li potete trovare nel file http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/ottobre/emend-as-733-stranieri.html.
Molti di questi emendamenti avrebbero, se approvati, effetti disastrosi. Nel giorni scorsi avete avuto probabilmente notizia della levata di scudi di molti organismi attivi nel settore della sanita' (Societa' Italiana di Medicina delle Migrazioni, MSF, Ordine dei medici della Provincia di Roma, etc.) o comunque in quello del diritto dello straniero (ASGI) in relazione all'emendamento della Lega che punta a modificare l'art. 35 T.U.
Sarebbe opportuno che le poche voci capaci di farsi ascoltare in questo momento buio (penso soprattutto agli organismi della Chiesa Cattolica) procedessero, magari con l'aiuto dei tecnici (penso all'ASGI), ad una analisi attenta di questi emendamenti e ad una conseguente presa di posizione contro quelli inaccettabili. Questo potrebbe creare disorientamento nella maggioranza e indurla a lasciar cadere le proposte peggiori.
Faccio osservare comunque come, accanto ad emendamenti di singoli gruppi, ve ne sono alcuni del Governo, sulle cui chances di approvazione e' difficile nutrire dubbi. In particolare, tra questi, mi sembra molto grave l'emendamento 18.22, che modifica i commi 1 e 1-bis dell'art. 32 T.U.. In conseguenza di tale emendamento, il rilascio di un permesso al minore non accompagnato che compia 18 sarebbe possibile solo a condizione che sussistano i requisiti di tre anni di soggiorno pregresso in Italia e di partecipazione ad un progetto di inserimento per non meno di due anni, e che il minore sia stato affidato ex art. 2 L. 184/1983 o sottoposto a tutela. Viene in questo modo azzerato l'effetto dell'orientamento positivo della giurisprudenza, che aveva reso possibile il rilascio del permesso, per chi fosse affidato o sottoposto a tutela, anche in assenza dei requisiti relativi a soggiorno e progetto di inserimento.
3) Ho segnalato alla Commissione europea i seguenti ulteriori elementi di conflitto tra la normativa italiana in materia di libera circolazione dei cittadini comunitari e dei loro familiari e il diritto comunitario:
a) la previsione (art. 5, co. 5 bis D. Lgs. 30/2008, introdotto dal D. Lgs. 32/2008), di una dichiarazione di presenza "facoltativa", finalizzata a definire la data di ingresso. La disposizione prevede che, in mancanza di dichiarazione, si presume un soggiorno pregresso di durata superiore a tre mesi, con onere di prova contraria a carico del cittadino comunitario. La disposizione e' palesemente illegittima perche' finisce per sanzionare con l'allontanamento il cittadino comunitario che, semplicemente, non sia in grado di fornire tale prova;
b) la previsione (art. 13, co. 1 D. Lgs. 30/2008) della possibilita' di negare il diritto di soggiorno breve (durata minore di tre mesi) al cittadino dell'Unione e ai suoi familiari che non siano in grado di dimostrare la disponibilita' delle risorse previste per il ricongiungimento del cittadino straniero con i propri familiari. La disposizione e' illegittima, dal momento che l'art. 14, co. 1 della Direttiva 38/2004 esige, perche' sia negato tale diritto, che la persona sia effettivamente diventata un onere eccessivo per l'assistenza pubblica, non essendo sufficiente il semplice rischio che lo diventi;
c) il condizionamento (art. 10, co. 3 D. Lgs. 30/2008) del rilascio della carta di soggiorno per familiare di cittadino dell'Unione alla presentazione "del passaporto o documento equivalente, in corso di validita', nonche' del visto di ingresso, qualora richiesto". Tale condizionamento contrasta sia con art. 5, co. 4 e art. 10 co. 2 della Direttiva 38/2004, sia con la recente sentenza della Corte di Giustizia C-127-2008.
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Sent: Wednesday, July 09, 2008 2:06 PM
Subject: ancora sulla riforma in corso
vi segnalo alcune questioni relative alla riforma della normativa sullo straniero all'esame del Parlamento:
1) Il Ministro Maroni, nel corso di un'audizione presso la Commissione affari costituzionali del Senato, ha spiegato la finalita' dell'introduzione del reato di ingresso clandestino. Sostiene Maroni - a ragione - che la Direttiva rimpatri stabilisce che le decisioni di rimpatrio debbono di norma prevedere un certo lasso di tempo, non inferiore a sette giorni, durante il quale l'interessato puo' rimpatriare volontariamente. Maroni ritiene che questa previsione consenta una elusione generalizzata dei provvedimenti di rimpatrio, azzerandone l'efficacia. Sostiene ancora Maroni (e in questo si inganna) che la direttiva consente di derogare a questo regime ordinario solo se la decisione di rimpatrio consegue alla decisione di un giudice. L'assegnare rilevanza penale ad una parte almeno delle posizioni di soggiorno illegale consentirebbe - e' questa la sua idea - di far precedere la decisione di rimpatrio da una pronuncia di condanna da parte del giudice e, quindi, di dar luogo ad un accompagnamento coattivo (con possibile detenzione nelle more dell'esecuzione).
L'errore di Maroni sta paradossalmente nella sopravvalutazione dell'indulgenza della Direttiva rimpatri. L'art. 7, co. 4 della direttiva, infatti, prevede che la deroga possa scattare in tutti i casi in cui sussista il rischio di fuga. L'amministrazione potrebbe allora legittimamente dar luogo alla forma coattiva di allontanamento anche sulla base della valutazione di esistenza di un tale rischio, senza bisogno di far diventare l'ingresso clandestino un delitto.
2) Il Senato ha apportato un emendamento al decreto-legge 92/2008, in base al quale viene modificato l'art. 656 c.p.p. nel senso di impedire la sospensione condizionale della pena in vari casi, incluso quello in cui si debba applicare l'aggravante di cui all'articolo 61, primo comma, numero 11-bis) c.p. Si tratta dell'aggravante di soggiorno illegale, introdotta da altra disposizione dello stesso decreto-legge.
Se capisco bene (e se invece capisco male prego chi ne sa piu' di me di correggermi), in nessun caso lo straniero che soggiorni illegalmente potra' godere della sospensione condizionale della pena. Se tale pena sara' inferiore a due anni, il giudice adottera' la misura dell'espulsione sostitutiva della pena. Se sara' superiore, si dara' comunque luogo alla detenzione.
Mi aspetto che questo provvedimento fara' crescere, ceteris paribus, l'affollamento degli istituti penitenziari.
3) Nel corso dell'esame degli schemi di decreto legislativo su ricongiungimento, asilo e libera circolazione dei cittadini comunitari, l'On. Zaccaria ha chiesto che su tali schemi fosse acquisito il parere del Comitato per la legislazione. Il Comitato doveva valutare se gli schemi siano compatibili con la delega in base alla quale sono stati adottati. Tale delega (contenuta nelle Leggi Comunitarie degli anni scorsi) e' di tipo "correttivo e integrativo" rispetto ai decreti legislativi adottati in attuazione delle direttive europee. La questione sollevata dall'On. Zaccaria e' se sia legittimo apportare correzioni e integrazioni tali da capovolgere l'orientamento dei decreti legislativi approvati in attuazione della delega principale.
Il Comitato, nel parere, ha dato rilievo alla giurisprudenza della Corte costituzionale e del Consiglo di Stato, osservando quanto segue:
"... al riguardo va ricordato che i parametri ordinamentali di esercizio della potestà delegata integrativa e correttiva sono stati esplicitati dalle supreme magistrature, e segnatamente dalla Corte Costituzionale (in particolare, si veda la sentenza n. 206 del 2001: «Nulla induce a far ritenere che siffatta potestà delegata possa essere esercitata solo per «fatti sopravvenuti»: ciò che conta, invece, è che si intervenga solo in funzione di correzione o integrazione delle norme delegate già emanate, e non già in funzione di un esercizio tardivo, per la prima volta, della delega «principale»; e che si rispettino pienamente i medesimi principi e criteri direttivi già imposti per l'esercizio della medesima delega «principale»»); nonché dal Consiglio di Stato, con l'ulteriore precisazione che «ovviamente, deve ritenersi non solo possibile, ma doveroso un intervento volto a garantire la qualità formale, e in particolare l'eliminazione di illegittimità costituzionali o comunitarie nonché di errori tecnici, illogicità, contraddizioni. (...) Quanto alla possibilità di attribuire una efficacia estensiva del potere del Governo all'endiadi «correzione e integrazione» non sembra che si possa andare oltre al semplice ampliamento dell'oggetto del primo decreto legislativo a quei profili della materia delegata - come individuato nei criteri base - trascurati in prima attuazione» (parere espresso dall'Adunanza plenaria del 6 giugno 2007, su uno schema di decreto legislativo contenente modifiche al decreto del Presidente della Repubblica n. 163 del 2006)".
e, in seguito:
"l'esercizio della potestà delegata di tipo «correttivo e integrativo» richiede quindi nel caso specifico che si presti particolare attenzione - nel contesto di una complessiva valutazione sulla conformità alle disposizioni di delega - alla valutazione della conformità alle prescrizioni comunitarie, valutazione che spetta alle Commissioni assegnatarie del provvedimento, ed in particolare alla Commissione Politiche dell'Unione europea".
Alla luce di queste affermazioni appare molto difficile sostenere che l'esercizio della delega correttiva sia stato, nel caso dei decreti legislativi in esame, appropriata. La Commissione Politiche dell'Unione europea, pero', ha appena dato parere favorevole, accontentandosi di chiarimenti governativi di spessore evanescente.
il Consiglio dei Ministri ha deciso di inviare i testi dei decreti legislativi in materia di ricongiungimento, asilo e circolazione dei cittadini comunitari alla Commissione europea, per averne un parere.
La decisione mi sembra saggia.
Maroni ha dichiarato, in conferenza stampa, che sono state recepite tutte le indicazioni date dalle commissioni parlamentari, salvo quella relativa ai requisiti di reddito per il ricongiungimento. Anche questo fatto mi sembra positivo.
Alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/agosto/lettera-commissione.html troverete la bozza di una nota che vorrei mandare alla Commissione europea in relazione allo schema di decreto legislativo sulla libera circolazioen dei cittadini comunitari.
Vi saro' grato se vorrete farmi avere osservazioni e/o recapiti utili.
decreto-legge 112/2008: conflitto con la normativa comunitaria
Sent: Friday, June 27, 2008 6:50 PM
Subject: decreto-legge 112/2008: conflitto con la normativa comunitaria
alla pagina di giugno 2008 del mio sito (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio) troverete il testo del decreto-legge 112/2008 (recante disposizioni urgenti in materia economico-finanziaria).
Alemno due disposizioni hanno un effetto diretto sugli stranieri e/o i cittadini comunitari:
1) l'art. 37, co. 2:
2. Il comma 2 dell'articolo 1 del testo unico delle disposizioni
dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n.
286, e successive modificazioni, e' sostituito dal seguente: «2. Il
presente testo unico non si applica ai cittadini degli Stati membri
dell'Unione europea, salvo quanto previsto dalle norme di attuazione
dell'ordinamento comunitario».
2) l'art. 20, co. 10:
10. A decorrere dal 1° gennaio 2009, l'assegno sociale di cui
all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e'
corrisposto agli aventi diritto a condizione che abbiano soggiornato
legalmente, in via continuativa, per almeno cinque anni nel
Della prima disposizione vi ho gia' detto in un precedente messaggio. E' finalizzata in primo luogo a negare l'accesso alle prestazioni sanitarie ai cittadini comunitari che soggiornano di fatto in Italia per tempi lunghi pur essendo privi dei requisiti che integrano il diritto di soggiorno. Si trattera' di vedere se il trattamento meno favorevole riservato in questo modo ai cittadini comunitari rispetto a quello (codice STP) previsto per cittadini stranieri in condizioni soggettivamente analoghe sia costituzionalmente legittimo.
La seconda disposizione e' mirata in primo luogo ad evitare che i genitori a carico ricongiunti con il cittadino straniero che chieda il permesso CE per soggiornanti di lungo periodo (slp) possano ottenere da subito l'assegno sociale.
Paradossalmente, questa disposizione potrebbe evitare un'altra (piu' dannosa) restrizione: il D. Lgs. 5/2007, infatti, ha soppresso la disposizione che prevedeva esplicitamente che in caso di ricongiungimento con straniero gia' titolare di permesso CE slp (al tempo, "carta di soggiorno") al familiare appena entrato fosse rilasciato analogo permesso. L'ambiguita' creatasi a seguito di tale soppressione sta inducendo molte questure a negare il rilascio del permesso CE slp al familiare appena entrato, imponendogli una autonoma attesa di cinque anni. La ragione di questa scelta (legittima, ma oggettivamente dannosa) e' proprio quella di evitare che lo Stato debba da subito sobbarcarsi un onere assistenziale. Il fatto che ora l'assegno sociale sia esplicitamente negato per tutti i primi cinque anni di soggiorno potrebbe indurre le questure a rilasciare comunque il permesso CE slp, non comportando questo fatto oneri particolari per lo Stato.
(Rileggendo queste ultime righe alla luce dei comportamenti del Governo di questi ultimi tempi resto commosso dalla mia ingenuita'...)
Ringrazio, in ogni caso, Francesca Colecchia e Silvia Canciani per avermi segnalato la disposizione di cui al punto 2).
Osservo infine come l'applicazione di tale disposizione ai cittadini comunitari con diritto di soggiorno in Italia sia in contraddizione con l'art. 10 bis del Regolamento CEE 1408/71 (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/aprile/reg-cee-1408-1971.pdf), che garantisce la parita' di trattamento anche con riferimento ad alcune prestazioni a carattere non contributivo. Tra queste, per quanto riguarda l'Italia, e' incluso l'assegno sociale (All. II bis al Regolamento). La stessa disposizione dovrebbe quindi essere immediatamente disapplicata con riferimento ai cittadini comunitari e ai loro familiari.
Su queste mie affermazioni chiedo ovviamente il conforto degli esperti.
Regolamento CEE 1408/71:
Articolo 10 bis (10)
Prestazioni speciali a carattere non contributivo
1. Nonostante le disposizioni dell'articolo 10 e il titolo III, le persone alle quali il presente regolamento è applicabile, beneficiano delle prestazioni speciali in denaro a carattere non contributivo di cui all'articolo 4, paragrafo 2 bis esclusivamente nel territorio dello Stato membro nel quale esse risiedono ed in base alla legislazione di tale Stato, purché tali prestazioni siano menzionate nell'allegato II bis. Tali prestazioni sono erogate dall'istituzione del luogo di residenza ed a suo carico.
h) Assegno sociale (legge n. 335 dell'8 agosto 1995)
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