Source: https://job.fanpage.it/come-leggere-la-certificazione-unica-2020/
Timestamp: 2020-07-13 05:16:51+00:00
Document Index: 52444651

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 13', 'art.55', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 50', 'art. 67', 'art. 2', 'art. 51', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 24', 'art. 53', 'art. 67', 'art. 19', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 69']

Come leggere la Certificazione Unica 2020
I lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi, i collaboratori, i pensionati italiani e tutti i percipienti di redditi nell’anno d’imposta 2019 hanno ricevuto dal datore di lavoro o scaricato online dall’Inps, la Certificazione Unica dei redditi CU 2020, l’ex modello CUD. Dai dati fiscali relativi al reddito imponibile percepito, ai dati previdenziali nei quali è possibile verificare i contributi fiscali, dai dati dei familiari, a quelli relativi al TFR nella CU, vediamo come leggere il nuovo modello di Certificazione Unica 2020, chiamato anche CU 2020, anche nella sezione relativa ai redditi dei lavoratori autonomi, provvigioni e redditi diversi, nonché nella sezione relativa alla Certificazione Redditi – Locazioni brevi.
Dichiarazioni fiscaliFiscoguide 27 maggio 2020 11:51
Tutti i datori di lavoro e gli enti previdenziali (Inps, ex Inpdap, ex Enpals, ecc.) devono consegnare entro il 31 marzo ai contribuenti (lavoratori dipendenti e autonomi, pensionati, percettori di ammortizzatori sociali come la Naspi, la mobilità, ecc.) il nuovo modello di Certificazione Unica 2020 (CU 2020) contenente i dati contenente i dati relativi ai redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati e ai redditi di lavoro autonomo percepiti dai contribuenti entro il 2019.
La Certificazione Unica 2020 certifica i redditi relativi all'anno d'imposta 2019.
entro il 31 marzo 2020 (termine prorogato per emergenza Coronavirus), e generalmente entro il 7 marzo 2020, i dati delle certificazioni uniche vanno trasmessi telematicamente all'Agenzia delle Entrate
Entro il 2 novembre 2020 (perché il 31 ottobre 2020 è sabato) vanno trasmesse le certificazioni contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata;
entro il 30 aprile 2020 (emergenza Coronavirus post Decreto Liquidità), e generalmente entro il 31 marzo di ogni anno, vanno consegnate due copie della Certificazione Unica 2020 ai lavoratori, ai pensionati, ai collaboratori, ai titolari di redditi di lavoro autonomo e in generale a tutti i contribuenti verso i quali sono stati erogati dei redditi.
Nel modello CU 2020, che da da qualche anno sostituisce il vecchio modello CUD, sono certificati tutti i dati fiscali dell’anno 2019, dal reddito imponibile percepito alla tassazione applicata nelle buste paga o nella rata di pensione, nonché i dati previdenziali.
Da alcuni anni esistono due versioni di Certificazione Unica 2020:
Vediamo in questo approfondimento, punto dopo punto, come leggere la Certificazione Unica 2020 – modello CU 2020 per controllare i relativi dati inseriti che riguardano lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, pensionati, agenti di commercio e tutti i contribuenti percettori di redditi nell‘anno d'imposta 2020.
Il CUD 2020 si chiama Certificazione Unica 2020
Come controllare la tassazione nella Certificazione Unica 2020
Dalle buste paga alla Certificazione Unica 2020
Ritenute Irpef nella Certificazione unica 2020
Addizionali regionali e comunali nella Certificazione unica 2020
Welfare aziendale nella Certificazione unica 2020
Previdenza complementare nella Certificazione unica 2020
Oneri deducibili nella Certificazione unica 2020
Altri dati: Reddito frontalieri nella Certificazione unica 2020
Altri dati - Pensione orfani
Altri dati: Redditi esenti nella CU 2020 (docenti e ricercatori)
Redditi assoggettati a ritenuta a titolo di imposta CU 2020
Arretrati in busta paga nella Certificazione unica 2020
Elenco annotazioni CU 2020
Quando conviene presentare il 730/2020
Quando è obbligatorio presentare il Modello Redditi 2020
Redditi dichiarati nella Certificazione lavoro autonomo 2020
Causali CU 2020: elenco completo
Certificazione redditi - Locazioni brevi 2020
Ritenuta del 21% sulle locazioni brevi nella Certificazione unica 2020
Dal CUD 2020 alla Certificazione Unica 2020 è il primo passaggio fondamentale. Molti lavoratori cercano su internet “come leggere il CUD”, per sapere come orientarsi tra le voci del modello e capire se sono correttamente indicate da parte del datore di lavoro. Va subito detto che dall’anno 2015, quindi da alcuni anni, il modello di certificazione dei redditi è cambiato. Il vecchio modello CUD è stato sostituito dal nuovo modello di certificazione, oggi chiamato per i redditi dello scorso anno d'imposta 2019, Certificazione Unica 2020.
La “Certificazione Unica 2020” cosa è? nello specifico come si legge nel modello è la “Certificazione di cui all’art. 4, commi 6-ter e 6-quater, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, relativo all’anno 2019”, per i dipendenti e pensionati non è altro che il nuovo CUD 2020 contenente i dati fiscali e previdenziali relativi ai redditi prodotti nell’anno 2019.
Perchè si chiama Certificazione Unica dei redditi (CU 2020) e non più CUD? Perché è un modello più completo rispetto al passato ed è rilasciato anche ai lavoratori autonomi. Infatti essendo destinato sia ai lavoratori dipendenti che agli autonomi, la Certificazione dei redditi è diventata appunto “Unica”.
Infatti aprendo il PDF del modello sintetico della Certificazione Unica 2020 sul sito dell'Agenzia delle Entrate si può notare che nelle 10 pagine del modello vi sono tre certificazioni nel modello:
"Certificazione lavoro dipendente, assimilati ed assistenza fiscale" (da pagina 1 a pagina 6) che è quella parte compilata in caso di certificazione dei redditi a lavoratori dipendenti, collaboratori, pensionati e percettori di redditi assimilati a quello dipendente;
"Certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi" (pagina 7) che è la certificazione che il sostituto d'imposta rilascia ai vari percipienti di redditi di lavoro autonomo, ivi compreso titolari di partita IVA, professionisti ecc.;
Il modello CU 2020 deve essere consegnato, in duplice copia, al contribuente (dipendente, pensionato, percettore di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente nonché percettore di redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi), entro il 31 marzo e non più entro 28 febbraio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono i redditi certificati ovvero entro 12 giorni dalla richiesta del dipendente in caso di cessazione del rapporto di lavoro.
Vediamo il dettaglio di tutti i dati del modello, per leggere e controllare il modello di Certificazione Unica 2020 ricevuto dal proprio datore di lavoro o dall’Inps o dal sostituto d'imposta. Ecco come si legge il vecchio e storico modello CUD.
Nella prima pagina della Certificazione Unica 2020 ci sono i “dati anagrafici” sia del datore di lavoro o dell’ente pensionistico o altro sostituto d’imposta che ha erogato il reddito o il compenso, sia del dipendente o pensionato o altro percettore delle somme (lavoratore autonomo e altri).
Dati relativi al dipendente, pensionato o altro percettore delle somme. Il sostituto d’imposta indica tra i dati anche il domicilio fiscale all’1/1/2019 e all’1/1/2020, solo se diverso da quello del 2019. Laddove il lavoratore dovesse accorgersi che vi è indicato un comune sbagliato, occorre immediatamente avvertire il datore di lavoro in quanto il calcolo delle addizionali comunali nel nuovo anno d'imposta 2020 dipende dal comune indicato come domicilio fiscale nella Certificazione unica 2020.
La sezione dati anagrafici accoglie infine la data di consegna della Certificazione Unica (la scadenza per la consegna per il 2020 è il 31 marzo 2020) e la firma del sostituto d’imposta (ossia la firma del datore di lavoro o ente pensionistico).
Arrotondamenti importi nella Certificazione Unica 2020. Prima di affrontare le sezioni relative ai dati fiscali, è necessario precisare che la certificazione è compilata in euro esponendo i dati in centesimi, arrotondando per eccesso se la terza cifra decimale è uguale o superiore a cinque o per difetto se inferiore a detto limite. Ad esempio: 55,505 diventa 55,51; 65,626 diventa 65,63; 65,493 diventa 65,49.
La prima parte della sezione a pagina 2 della Certificazione Unica 2020 ci sono delle caselle riguardanti i “Dati per la eventuale compilazione della dichiarazione dei redditi”. Questi dati sono da utilizzare per la presentazione del modello 730/2020 o anche del modello 730 precompilato 2020.
I punti da 1 a 4 della sezione dati fiscali sono molto importanti e la distinzione tra contratto a tempo indeterminato o determinato è tra le novità della Certificazione unica degli ultimi anni. In questi punti il datore di lavoro o l’Inps o il sostituto d’imposta certifica l’ammontare del reddito imponibile fiscale percepito dal lavoratore o dal pensionato nell’anno 2019.
Si tratta di una sorta di reddito complessivo indicato nell'ex CUD, ma il contribuente deve sapere che nella CU viene indicato il reddito specifico, mentre il reddito complessivo va poi dichiarato nel 730 tenendo conto di tutti i redditi percepiti, anche per redditi da fabbricati ad esempio.
Il punto 2 – Redditi di lavoro dipendente e assimilati con contratto a tempo determinato comprende il reddito imponibile fiscale dell’anno percepito dai lavoratori che hanno un contratto a termine. In questo punto ci sarà la somma dei redditi di tutti i contratti a termine avuti con lo stesso datore dell’anno nell’anno 2019, quindi il reddito totale annuo dal punto di vista fiscale. In questo punto va indicato anche le somme corrisposte a titolo di borse di studio.
In entrambi i punti, come precisano le istruzioni del modello, va indicato infatti “il totale dei redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati per i quali è possibile fruire della detrazione di cui all’art. 13, comma 1 del TUIR (sarebbe la detrazione per lavoro dipendente) al netto degli oneri deducibili di cui all’art. 10 del TUIR e di disposizioni particolari, evidenziati ai punti 431 e 412, nonché dei contributi previdenziali e assistenziali che non hanno concorso a formare il reddito".
Leggendo i dati fiscali che sono contenuti a pagina 2 della Certificazione Unica 2020, avendo appreso come è stata compilata la sezione relativa ai redditi imponibili dal punto di vista fiscale dichiarati nei punti da 1 a 4, si può controllare la tassazione applicata dal datore di lavoro o dall'ente pensionistico nella busta paga, nella rata di pensione o nell'erogazione della prestazione pensionistica a sostegno del reddito.
L’imponibile fiscale dei punti da 1 a 4 è generalmente pari all’”Imponibile previdenziale”, inserito al punto 4 dei dati previdenziali ed assistenziali Inps a pagina 4 della Certificazione Unica 2020, meno i “Contributi a carico del lavoratore trattenuti”, inseriti al punto 6 successivo.
Si tratta quindi dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) che il lavoratore ha pagato in tutte le buste paga dell’anno 2019. Oppure delle trattenute a titolo di Irpef nelle rate di pensione percepite per tutto l'anno 2019 dal pensionato.
La Certificazione Unica 2020, infatti, serve anche per certificare che l’Irpef è stata trattenuta dal datore di lavoro o ente pensionistico, il quale si è assunto l’obbligo di versarla all’Agenzia delle Entrate quale sostituto di imposta.
Nel punto 21 si ha evidenza di che importo si è pagato come imposta. Ovviamente il lavoratore o pensionato può ricalcolare il tutto in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi (730 2020 o Modello Redditi Persone fisiche 2020, che è l'ex modello Unico PF 2020).
Abbiamo capito quali sono i dati indicati nella sezione "Dati fiscali" della Certificazione unica 2020, soprattutto riguardo all'imponibile fiscale, all'imponibile previdenziale relativo ai redditi percepiti dal datore di lavoro o dall'Inps o ente previdenziale nell'anno 2019. Abbiamo capito quale è la tassazione e dove si legge la tassazione pagata nella Certificazione unica 2020, così abbiamo capito come individuare tutte le detrazioni fiscali che il sostituto d'imposta ha applicato durante l'anno 2019 (in particolare le detrazioni applicata dal datore di lavoro negli stipendi o dall'Inps nelle rate di pensione).
Ora però bisogna controllare se questi dati sono corrispondenti con quanto indicato nelle buste paga da gennaio a dicembre 2019 calcolate dal datore di lavoro, ivi compreso il conguaglio fiscale di fine anno.
Il lavoratore può ovviamente controllare anche che i dati certificati dal datore di lavoro nel nuovo modello CUD 2020 siano uguali (e quindi esatti) a quelli indicati nelle buste paga dell’anno, ossia lì dove il datore di lavoro ha applicato la tassazione.
La cifra indicata nel punto 1 o 2 – redditi da lavoro dipendente, essendo l’imponibile fiscale annuo del lavoratore, è di conseguenza la sommatoria di tutte gli imponibili fiscali nelle buste paga dell’anno. La stessa cifra indicata nel punto 1 o 2 generalmente è possibile leggerla anche nella parte centrale della busta paga di dicembre quale imponibile fiscale o Irpef annuo, in sede di calcolo del conguaglio fiscale di fine anno. Perché nel conguaglio, il datore di lavoro calcola tutti i redditi e quindi generalmente sono indicati nella busta paga "finale" di dicembre. Ma è bene sapere che il conguaglio fiscale può essere anche stato fatto entro febbraio 2020.
Chiarito in via generale come è possibile controllare la tassazione applicata attraverso la lettura dei punti indicati nel nuovo modello CUD per il 2020, ossia la Certificazione Unica 2020, approfondiamo altri punti chiave.
Dati relativi al rapporto di lavoro. Nel punto 8 va indicata la data di inizio del rapporto di lavoro, nel punto 9 la data di cessazione. Nella ipotesi in cui il rapporto di lavoro, intercorso con lo stesso sostituto d’imposta venga interrotto e successivamente ripreso nel corso dell’anno, sarà barrato il punto 10 e quindi il lavoratore è in forza al 31/12/2019.
Le istruzioni della Certificazione unica 2020 stabiliscono che "In presenza di una pluralità di rapporti di lavoro nel corso dell’anno, l’informazione indicata nei punti 6 e 7 (ossia i giorni di calcolo della detrazione per lavoro dipendente) dovrà essere fornita per ogni rapporto, indicando altresì il relativo importo. In caso di conguaglio di redditi di lavoro dipendente e pensione, dovrà essere data sempre distinta indicazione del periodo, con riferimento a ciascuno dei redditi conguagliati".
Nel caso di conguaglio di redditi di lavoro dipendente e pensione, nei punti 6 e 7 devono essere indicati i giorni per i quali teoricamente competono le detrazioni da riconoscere ai sensi dell’art. 13 del TUIR la cui somma non deve eccedere giorni 365. Si precisa che nel caso in cui il contribuente richieda la non applicazione delle detrazioni a lui spettanti, il sostituto d’imposta deve comunque indicare nei punti 6 e/o 7 il relativo numero di giorni".
Periodi particolari CU 2020 punto 11. Nel punto 11 – periodi particolari deve essere riportato:
Coloro che hanno avuto nell'anno 2019 un solo contratto a tempo determinato o un solo contratto a tempo indeterminato, quest'ultimo anche iniziato o finito in corso dell'anno, troveranno nei punti 6 e 7 e nei punti 8 e 9 rispettivamente il numero dei giorni di lavoro dipendente lavorati dal punto di vista fiscale e le date di inizio del rapporto di lavoro, anche riferita agli anni precedenti al 2019, e di cessazione del rapporto di lavoro, intesa quest'ultima come la data di termine del rapporto in caso di tempo determinato o la data di cessazione per licenziamento o dimissioni o risoluzione consensuale in caso di indeterminato.
Nel caso di più rapporti di lavoro con lo stesso datore di lavoro, è bene considerare che nella casella relativa ai giorni di detrazione spettante verranno indicati i giorni totali relativi a tutto il periodo lavorato nell'anno 2019, che poi sono anche calcolati nel conguaglio fiscale di fine anno, il quale dovrebbe tener conto di tutti i redditi intercorsi tra le parti nell'anno d'imposta.
Nel caso di più rapporti di lavoro con datori di lavoro diversi (esempio due part-time, anche coincidenti, o più contratti a termine o indeterminato con diversi datori di lavoro) o anche nel caso di rapporti di lavoro e prestazioni a sostegno del reddito (Naspi), il lavoratore riceverà più di un modello di Certificazione Unica 2020, da diversi sostituti d'imposta, e dovrà, probabilmente, presentare il modello 730 o il modello Redditi per ricalcolare l'imposizione fiscale, ivi compreso le detrazioni fiscali e i relativi periodo di spettanza degli stessi, a meno che non abbia richiesto un conguaglio fiscale ad un sostituto comunicando tutti gli altri redditi precedenti.
Per quanto riguarda la sezione ritenute, oltre al punto 21 – Ritenute Irpef, cifra che rappresenta l’Irpef pagata e trattenuta in busta paga o sulla rata di pensione, ci sono anche il punto 22 dove viene indicato l’ammontare dell’addizionale regionale all’IRPEF, nonché l’eventuale acconto 2019, saldo 2019 e Acconto 2020 dell’Addizionale comunale all’Irpef trattenuta in busta paga (punti da 26 a 29).
Nel punto 22 viene indicato l’ammontare dell’addizionale regionale all’IRPEF dovuta dal lavoratore dipendente in base al reddito da lavoro dipendente dell'anno 2019. In particolare, il datore di lavoro nella busta paga di dicembre calcola l'importo dell'addizionale regionale e, laddove il rapporto di lavoro non sia finito al 31 dicembre 2019, ma continui nel 2020, trattiene l'addizionale regionale indicato nella Certificazione unica 2020, in undici rate da gennaio a novembre 2020.
Nel punto 26 è indicato l’acconto addizionale regionale relativo all’anno d’imposta di riferimento della Certificazione unica (nel caso di Certificazione unica 2020, l’anno d’imposta è il 2019) già pagato nelle buste paga da gennaio a dicembre 2019. Tale importo va sottrarsi nel calcolo dell’addizionale comunale e quindi nel calcolo dell’importo del saldo di cui al punto 27.
Nel punto 27 è indicato il saldo dell’addizionale comunale che viene trattenuto nelle buste paga da gennaio a novembre 2020 (11 rate), al netto dell’acconto già versato, eventualmente indicato nella Certificazione unica dell’anno precedente nel punto 26.
Il bonus di 80 euro di Renzi spetta nel 2019 da gennaio a dicembre in busta paga per un totale di 960 euro. Ovviamente la cifra di 960 euro riguarda coloro che hanno lavorato tutto l'anno (365 giorni). Mentre coloro che hanno lavorato un periodo inferiore, il calcolo del bonus Irpef dipende dal numero di giorni di detrazione spettante nel punto 6 nella sezione "Dati Fiscali" della Certificazione unica.
Tornando a quanto indicato nella Certificazione Unica 2020, i lavoratori con meno di 24.600 euro di reddito imponibile fiscale (punto 1 – Redditi di lavoro dipendente e assimilati) avranno indicato “1” nel punto 391 – codice bonus, che indicata che il bonus Irpef è stato erogato.
Mentre nel punto 392 – Bonus erogato viene indicata la cifra di 960 euro, se il lavoratore ha lavorato tutto l’anno 2019 presso quel datore di lavoro ed ha percepito un reddito inferiore a 24.600 euro.
Ovviamente chi ha avuto diritto ad una cifra inferiore troverà la relativa cifra percepita nelle buste paga da gennaio a dicembre 2019 e il ricalcolo del bonus in sede di conguaglio fiscale.
A pagina 4 della Certificazione Unica 2020, ci sono dei degli ulteriori dati anagrafici, ossia i “dati relativi al coniuge e ai familiari a carico”. Nella Certificazione Unica, oltre ai dati del lavoratore, è prevista l’indicazione dei dati relativi ai familiari che nel 2019 sono stati fiscalmente a carico del sostituito (lavoratore, pensionato, ecc.), ai fini della corretta verifica dell’attribuzione delle detrazioni fiscali.
Per i datori di lavoro e per i lavoratori vi è la possibilità di godere delle agevolazioni fiscali relative alla detassazione di straordinari e premi di risultato e tale possibilità è valsa anche per l'anno d'imposta 2019. Quindi è stato possibile erogare i premi di risultato detassati anche per l'anno d'imposta 2019, che è l'anno di riferimento della Certificazione unica 2020.
Con l’art.55 del decreto legge n. 50 del 24 aprile 2017, è stato previsto che anche in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro, il limite degli importi dei premi e somme erogati dal sostituto d’imposta sui quali è possibile applicare la tassazione agevolata è pari a euro 3.000. La legge di conversione del 21 giugno 2017, n. 96 ha previsto la decorrenza della predetta norma a partire dal 24 aprile 2017.
Nei punti 572 e 592 viene indicato l’ammontare del premio di risultato per il quale è prevista l’applicazione dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali nella misura del 10 per cento.
Nei punti 573 e 593 viene indicato l’ammontare del premio di risultato che il sostituito ha scelto che gli venga corrisposto sotto forma di benefit.
Nel caso in cui il sostituito abbia scelto la tassazione sostitutiva del premio di risultato, la somma di quanto riportato nei punti 572, 573, 579, 592, 593 e 599 non deve essere superiore a 3.000 euro o 4.000 euro coerentemente con quanto indicato nei punti 571 e 591.
Nel caso in cui la somma dei premi di risultato con codice 2 sia superiore o uguale a 3.000 euro, in quanto il sostituto ha provveduto ad un coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro (limite elevabile a 4.000 euro), devono essere compilati i soli punti da 571 a 581. In presenza di somme erogate per premi di risultato codificate sia con il codice 1 che con il codice 2, se la somma dei premi con il codice 2 è inferiore a 3.000 euro devono essere compilati i punti da 571 a 601 riportando per ciascun codice il relativo importo di premio erogato. In tal caso il limite massimo agevolabile è pari a 3000 euro.
Le istruzioni chiariscono gli aspetti particolari connessi alle correzioni di operazioni a tassazione ordinaria; l'importo di premi non eccedenti i 3.000 euro o 4.000 euro tassati in modo ordinario devono essere esposti al punto 1 della CU 2020 ed anche nei punti 578 e 598.
I premi percepiti in caso di precedenti rapporti di lavoro sono inseriti nella CU di conguaglio nei punti da 581 a 601.
La compilazione del rigo C4 del 730 precompilato proporrà la compilazione effettuata dal sostituto nel prospetto “Somme erogate per premi di risultato” della Certificazione Unica 2020.
Dal 2016, e anche per l'anno d'imposta 2019, i premi di risultato percepiti in denaro scontano un'imposta sostitutiva del 10%; i premi percepiti sotto forma di benefit o di rimborso di spese di rilevanza sociale sostenute dal lavoratore, non subiscono alcuna imposta (cfr. articolo 1, comma 184 della L. n. 208/2015).
Nella Certificazione unica 2020 sono annotati con evidenza i rimborsi effettuati dal datore di lavoro in applicazione dell'articolo 51, comma 2, lett. f-bis) e f-ter), Tuir a seguito delle pratiche di “welfare aziendale”.
Dove si trovano i dati del Welfare aziendale nella Certificazione unica 2020. La sezione dove si può trovare le evidenze dei piani di Welfare aziendale è la sezione "Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – Art. 51 TUIR" a pagina 4 della Certificazione unica 2020, punti da 701 a 706 del modello.
Un’altra sezione importante per i lavoratori dipendenti, e che è importantissimo controllare ogni anno, è quella relativa ai dati del TFR. La sezione, che è nella parte bassa a pagina 4 della Certificazione Unica 2020 è denominata “Trattamento di fine rapporto, indennità equipollenti, altre indennità e prestazioni in forma di capitale soggette a tassazione separata” ed è la sezione che risponde alle domande "dove si legge il TFR maturato sul CUD" . Vediamo quindi come vedere il TFR maturato sull'ex CUD, che ricordiamo non è più il CUD ma la Certificazione Unica.
Approfondiamo ora come leggere il TFR nella Certificazione unica 2020.
Se il lavoratore ha ricevuto l’anticipazione del TFR oppure il pagamento del TFR in quanto è finito il rapporto di lavoro durante l’anno 2019, troverà la relativa somma indicata nel punto 801 – Indennità, acconti, anticipazioni e somme erogate nell’anno. Gli eventuali acconti ricevuti negli anni precedenti saranno indicati nel punto 802. La detrazione del punto 803 è quella spettante in base a quanto stabilito dal decreto del 20 marzo 2008.
Se il lavoratore ha percepito il TFR o un anticipazione del TFR nell'anno 2019, troverà la cifra lorda percepita nel punto 801 della CU 2020. Il dato nel punto 801 CU 2020 non va indicato nel 730/2020. Così come tutti i dati del TFR, essendo a tassazione separata, non vanno dichiarati nel 730.
Il TFR certificato dal datore di lavoro nei punti 809 e 810 rappresenta il proprio TFR accantonato al 31/12/2019. Si tratta di dati importanti in quanto consentono al lavoratore di conoscere quale l’importo del proprio TFR.
Per poter controllare il corretto aggiornamento del TFR, che ricordiamo è progressivo nel suo importo anno dopo anno, attraverso le proprie buste paga dell’anno 2019, si può partire dal dato indicato nel modello Certificazione Unica 2020, poi se nelle buste paga da gennaio a dicembre 2019 c’è indicato il TFR maturato mese per mese, è possibile sommare il dato estrapolato dal punto 810 del modello di certificazione 2020, con i vari importi del TFR mensile da gennaio a dicembre 2019 (se nella busta paga c’è indicato l’imponibile TFR basta dividerlo per 13,5), e si confronta la somma ottenuta con l’importo certificato dal datore di lavoro nel punto 810 della Certificazione Unica 2020.
Si tratta del riepilogo della posizione previdenziale del lavoratore o del collaboratore nell’arco dell’anno 2019. In questa sezione infatti deve essere indicati e certificati i dati previdenziali Inps contenuti nelle denunce individuali dei lavoratori dipendenti (uniemens trasmessi mensilmente all'Istituto per ogni lavoratore).
In questa sezione devono essere certificati i compensi corrisposti durante l’anno 2019 ai collaboratori coordinati e continuativi o figure assimilate iscritti alla gestione separata INPS di cui all’art. 2, comma 26, L. 8 agosto 1995, n. 335.
Il proprio imponibile previdenziale, indicato nel punto 4 è la somma della retribuzione lorda indicata in ogni busta paga dell'anno emessa dal datore di lavoro sostituto d'imposta. Rappresenta quindi la propria retribuzione annua lorda, ossia la propria RAL. Quest'ultima infatti è la somma annua dello stipendio lordo. La RAL comprende quindi la propria retribuzione sia al lordo delle imposte, che al lordo dei contributi previdenziali pagati a proprio carico. Quindi il punto 5 è una sorta di RAL indicata nell'ex CUD.
Questa sezione è riservata alla certificazione dei compensi corrisposti, durante l’anno 2019, agli iscritti alla Gestione Separata INPS, di cui all’art. 2, comma 26, L. 8 agosto 1995, n. 335, che hanno prodotto redditi disciplinati dall’art. 50 comma 1 lett. c bis del TUIR, dall’art. 67 comma 1 lett. l) e chi se pur esente ai fini fiscali ha prodotto redditi per i quali sono dovuti i contributi alla suddetta gestione, quali i Dottoranti di ricerca o particolari figure come gli assistenti parlamentari.
Al punto 43 – Compensi corrisposti al parasubordinato – in questa sezione troviamo il totale dei compensi corrisposti nell’anno, nei limiti del massimale contributivo annuo di cui all’art. 2, co.18, della L. n. 335 dell’8 agosto 1995, pari per l’anno 2019 ad euro 102.543,00.
Sono considerate erogate nel 2019 anche le somme corrisposte entro il giorno 12 del mese di gennaio 2020 ma relative all’anno 2019 così come previsto dall’ art. 51, co.1, DPR n. 917 del 22 dicembre 1986.
Nel punto 44 – Contributi dovuti – indicare il totale dei contributi dovuti all’INPS in base alle aliquote vigenti nella Gestione Separata nell’anno 2019. Nel caso di collaborazioni coordinate e continuativa (cococo) l'aliquota Inps è del 34,23%.
Nel punto 45– Contributi a carico del collaboratore – qui viene indicato il il totale dei contributi trattenuti al lavoratore per la quota a suo carico ed effettivamente trattenuta nella busta paga o notula. Si tratta di 1/3 dell'aliquota del 34,23% trattenuta nella busta paga del collaboratore coordinato e continuativo (cococo).
Nel punto 46 – Contributi versati – indicare il totale dei contributi effettivamente versati dall’azienda committente.
I punti 47 e 48 – Mesi per i quali è stata presentata la denuncia UNIEMENS – riguardano le denunce dei compensi effettivamente erogate ai parasubordinati trasmesse con il flusso telematico UNIEMENS, come previsto dall’art. 44 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269 convertito con la L. 24 novembre 2003, n. 326.
Da qualche anno il modello di Certificazione Unica 2020 si conclude con i dati assicurativi Inail quindi viene indicata anche la posizione assicurativa territoriale (PAT Inail del datore di lavoro).
Acconti 2019 dichiarante e coniuge. I punti da 121 a 133 accolgono gli acconti 2019 del dichiarante. Ai fini dell’eventuale compilazione della dichiarazione dei redditi da parte del sostituito, nei punti 121, 122, 123, 124 e 125 sono indicati gli importi del primo e secondo o unico acconto relativi all’IRPEF, dell’acconto di addizionale comunale all’IRPEF nonché della prima e della seconda o unica rata relative alla cedolare secca trattenuti dal sostituto al sostituito che si è avvalso dell’assistenza fiscale nel periodo d’imposta per il quale è consegnata la certificazione.
Nei punti da 321 a 333 gli acconti 2019 coniuge, nel caso in cui il sostituto (datore di lavoro o Inps) presti assistenza fiscale anche al coniuge del sostituito (dipendente o pensionato).
Per i soggetti che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, nei punti 64, 74, 84, e 94 – crediti non rimborsati da assistenza fiscale 730/2019 dichiarante vanno indicati, rispettivamente, gli eventuali crediti di IRPEF (sia da tassazione ordinaria, separata e sostitutiva per premi di produttività e contributo di solidarietà), di addizionale regionale all’IRPEF, di addizionale comunale all’IRPEF nonché il credito di cedolare secca riferiti al sostituito e relativi all’anno precedente non rimborsati per qualsiasi motivo dal sostituto. Per i soggetti che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, nei punti 263, 273, 283 e 293 vanno indicati gli stessi dati ma riferibili ai crediti non rimborsati del coniuge.
Nei punti da 411 a 423 vanno indicati i dati relativi alla previdenza complementare. Il punto 411 viene compilato qualora il sostituto ha versato contributi e/o TFR presso una forma di previdenza complementare o individuale.
Nel punto 412 va indicato l’importo dei contributi e premi versato dal lavoratore e dal datore di lavoro alle forme pensionistiche complementari, dedotto dai punti 1, 2, 3, 4 e 5.
Nel punto 413 va indicato l’importo dei contributi e premi non dedotto dai citati punti 1, 2, 3, 4 e 5.
Nel punto 415 va indicata la data di iscrizione al fondo di previdenza complementare. I punti da 416 a 420 riguardano i contributi di previdenza complementare lavoratori di prima occupazione, mentre i punti da 421 a 423 i contributi previdenza complementare per familiari a carico.
Nel punto 455 va indicato l’ammontare dei redditi di lavoro dipendente da contratto a tempo indeterminato corrisposti al dipendente residente nel territorio dello Stato che presta in via continuativa la propria attività nelle zone di frontiera e in altri paesi limitrofi. Tale importo deve essere considerato al lordo della quota esente (euro 7.500,00). Nel caso di un contratto a tempo determinato (o contratto a termine) il punto compilato è il punto 456.
Altri dati – Pensione orfani
Con riferimento alle pensioni a favore dei superstiti di assicurato e pensionato, limitatamente a quelle percepite dagli orfani, l’art. 1, comma 249 della legge 232 dell’11 dicembre 2016 ha previsto la loro concorrenza al reddito complessivo per l’importo eccedente euro 1.000. Pertanto nel punto 457 va riportato l’importo di tali pensioni al lordo della quota esente percepito dagli orfani residenti in comuni non Campione d’Italia.
Nel punto 458 per il personale di bordo imbarcato, va indicato il numero complessivo di giorni per i quali spetta il credito d’imposta.
Nel punto 459 va indicato l’importo degli ulteriori redditi, diversi da quelli certificati nei punti 1, 2, 3, 4 e 5, che il percipiente abbia comunicato al sostituto d’imposta ai fini della corretta applicazione delle detrazioni di cui ai punti 362, 367 e 369. Nel punto 461 va indicato il numero complessivo dei giorni di pensione. Il dato, che assume rilievo solo ai fini statistici, è diretto a conoscere il periodo di effettivo pensionamento e potrebbe quindi non coincidere con il numero di giorni compresi nel periodo di pensione, indicati nel punto 7, per i quali il percipiente ha diritto alla detrazione di cui all’art. 13 comma 3 del TUIR.
Si tratta di una sezione importante perché nei punti da 462 a 465 della CU 2020 vi sono i redditi esenti da imposizione fiscale da parte di docenti e ricercatori.
Nel punto 462 va indicato il codice 1 neel caso di somme che non hanno concorso a formare il reddito imponibile (90% dell’ammontare erogato), relativo ai compensi percepiti dai docenti e dai ricercatori in base a quanto stabilito dal D.L. 29 novembre 2008, n. 185 convertito, con modificazioni dalla L. n. 2 del 28 gennaio 2009.
Nel punto 463 viene indicato l'ammontare corrispondente al codice esposto nel punto 462.
Il punto 464 della CU 2020 indica i codici (ex punto 468 cu 2019) e in particolare ecco l'elenco codici:
punto 464 CU 2020 codice 3 – nel caso di redditi esentati in tutto o in parte da imposizione in Italia in quanto il percipiente risiede in uno Stato estero con cui è in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte dirette;
punto 464 CU 2020 codice 4 – nel caso di retribuzioni corrisposte a dipendenti residenti nel territorio dello Stato da Enti e Organismi internazionali nonché da rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni;
punto 464 CU 2020 codice 5 – nel caso di somme corrisposte che non hanno concorso a formare il reddito imponibile (50% dell’ammontare erogato), relative ai compensi percepiti dai lavoratori impatriati che sono rientrati in Italia dall’estero fino al 29 aprile 2019 in base a quanto stabilito dall’articolo 16 del D.lgs. n. 147 del 2015 modificato dalla legge n. 232 dell’11 dicembre 2016;
punto 464 CU 2020 codice 6 – nel caso di somme corrisposte per borse e assegni di studio o per attività di ricerca esenti sulla base di specifiche disposizioni normative (ad esempio le borse di studio per dottorato di ricerca corrisposte dalle università e dagli istituti d’istruzione universitaria previste dalla legge 30 novembre 1989, n. 398; le borse di studio per attività di ricerca post-lauream, previsti dalla legge n. 210/1998; gli assegni di ricerca previsti dalla Legge n. 240/2010);
punto 464 CU 2020 codice 7 – nel caso di erogazione di somme esenti o che non hanno concorso a formare il reddito imponibile da parte dell’INAIL;
punto 464 CU 2020 codice 8 – nel caso di erogazione di somme esenti o che non hanno concorso a formare il reddito imponibile da parte dell’INPS;
punto 464 CU 2020 codice 9 – nel caso di somme corrisposte che non hanno concorso a formare il reddito imponibile (70% dell’ammontare erogato), relative ai compensi percepiti dai lavoratori impatriati in base a quanto stabilito dal comma1, dell’articolo 16 del D.lgs. n. 147 del 2015 modificato dal D.L. 30 aprile 2019, n. 34;
punto 464 CU 2020 codice 10 – nel caso di somme corrisposte che non hanno concorso a formare il reddito imponibile 90% dell’ammontare erogato), relative ai compensi percepiti dai lavoratori impatriati in base a quanto stabilito dal comma 5-bis, dell’articolo 16 del D.lgs. n. 147 del 2015 modificato dal D.L. 30 aprile 2019, n. 34;
punto 464 CU 2020 codice 11 – nel caso di somme corrisposte che non hanno concorso a formare il reddito imponibile (50% dell’ammontare erogato), relative ai compensi percepiti dai lavoratori impatriati in base a quanto stabilito dal comma 5-quater, dell’articolo 16 del D.lgs. n. 147 del 2015 modificato dal D.L. 30 aprile 2019, n. 34.
I punti 469 e 471 devono essere utilizzati in caso di incapienza delle retribuzioni, erogate fino a febbraio 2020, a subire il prelievo delle ritenute conseguenti alle operazioni di conguaglio di fine anno. In particolare, nel punto 469 va indicato l’importo dell’IRPEF che il sostituito ha chiesto di trattenere nei periodi di paga successivi a quello entro il quale devono terminare gli effetti economici delle operazioni di conguaglio fiscale di fine anno (28 febbraio).
Nel punto 470 viene indicato l’importo dell’Irpef trattenuto dal sostituto successivamente al 28 febbraio 2019 a causa di incapienza in sede di conguaglio.
Nei punti da 484 a 495 vanno indicati gli importi complessivi dei redditi assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta e le relative ritenute operate e sospese.
Compensi relativi agli anni precedenti. Nei punti da 511 a 518 vanno indicati gli importi complessivi degli emolumenti arretrati di redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati relativi ad anni precedenti soggetti a tassazione separata, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del dipendente, e le relative ritenute operate e sospese. Si tratta degli arretrati anni precedenti percepiti dal lavoratore in busta paga.
Dati relativi ai conguagli in caso di redditi erogati da altri soggetti. Qualora i redditi corrisposti da più soggetti siano conguagliati nella certificazione unica, dovrà essere compilata questa sezione esponendo i dati relativi alle diverse tipologie reddituali erogate da ciascun sostituto. E’ il caso in cui il lavoratore ha avuto più rapporti di lavoro nell’anno con due datori di lavoro diversi e chiede all’ultimo datore di lavoro, con il quale ha il rapporto di lavoro in corso, di considerare nel conguaglio fiscale di fine anno 2019 anche i redditi percepiti dall’altro datore di lavoro precedente.
Nei punti da 536 a 566, vanno specificati i dati relativi ai redditi erogati da ciascun sostituto (quindi ciascun datore di lavoro nell’anno 2019). Qualora vi siano redditi corrisposti da più soggetti devono essere utilizzati più moduli, esponendo i dati relativi a ciascun sostituto nei punti da 536 a 566.
I codici delle annotazioni della tabella C delle istruzioni della Certificazione unica 2020 fornite dall'Agenzia delle Entrate non vanno utilizzate relativamente ai redditi di lavoro autonomo. Resta fermo l’utilizzo dello spazio riservato alle annotazioni per qualsiasi altra informazione che il sostituto intenda fornire al sostituito.
Ecco l'elenco delle annotazioni della Certificazione unica 2020 e cosa significano:
Codice BB – Saldo 2019 dell’addizionale comunale all’IRPEF non operata in quanto in possesso dei requisiti reddituali per usufruire interamente della fascia di esenzione deliberata;
Codice BN – Acconto 2020 dell’addizionale comunale all’IRPEF non operata in quanto in possesso dei requisiti reddituali per usufruire interamente della fascia di esenzione deliberata;
Codice BO – Trattamento economico accessorio percepito dal personale del comparto sicurezza e difesa che non ha fruito della detrazione. Per usufruire di tale agevolazione il contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi.
Codice CA – Agevolazione riconosciuta ai residenti a Campione d’Italia rispettivamente sui redditi di lavoro dipendente con contratto a tempo indeterminato, importo (…); redditi di lavoro dipendente con contratto a tempo determinato, importo (…); redditi da pensione, importo (…); redditi da pensione percepiti dagli orfani, importo (…); altri redditi assimilati, importo (…); assegni periodici corrisposti dal coniuge importo (…);
Codice CB – Detrazione riconosciuta in base a quanto previsto dall’art. 24, del DL n. 4 del 2019, importo (…).
Codice CC – In presenza di contributi per previdenza complementare certificati in più certificazioni uniche non conguagliate, verificare che non siano superati i limiti di deducibilità previsti dalle norme.
Codice CD – Importi sospesi di cui al decreto ministeriale 1° settembre 2016 e dai commi 1-bis, 10 e 10-bis per i quali è stata prevista la ripresa della riscossione e versati dal sostituto: IRPEF 2016, importo (…); Tassazione separata 2016, importo (…); Imposta sostitutiva sui premi di risultato 2016, importo (…); Addizionale regionale all’Irpef 2016, importo (…); Saldo Addizionale comunale all’Irpef 2016, importo (…); Irpef 2017, importo (…); Acconto Addizionale comunale 2017, importo (…); Tassazione separata 2017, importo (…); Imposta sostitutiva sui premi di risultato 2017, importo (…);
Codice CE – Importi sospesi di cui al decreto ministeriale 1° settembre 2016 e dai commi 1-bis, 10 e 10-bis per i quali è stata prevista la ripresa della riscossione, tramite il sostituto d’imposta ma che residuano al momento della cessazione del rapporto di lavoro: : IRPEF 2016, importo (…); Tassazione separata 2016, importo (…); Imposta sostitutiva sui premi di risultato 2016, importo (…); Addizionale regionale all’Irpef 2016, importo (…); Saldo Addizionale comunale all’Irpef 2016, importo (…); Irpef 2017, importo (…); Acconto Addizionale comunale 2017,
importo (…); Tassazione separata 2017, importo (…); Imposta sostitutiva sui premi di risultato 2017, importo (…).
Codice CL – Presenza di importi non trattenuti in sede di assistenza fiscale. Il sostituito dovrà procedere autonomamente al versamento degli importi.
Codice CQ – Il 70% delle somme percepite dai lavoratori impatriati che trasferiscono la residenza in Italia che non hanno fruito dell’abbattimento della base imponibile, importo (…). Per usufruire dell’agevolazione il contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi;
Codice CR – Il 90% delle somme percepite dai lavoratori impatriati che trasferiscono la residenza in Italia che non hanno fruito dell’abbattimento della base imponibile, importo (…). Per usufruire dell’agevolazione il contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi;
Codice CS – Il 50% delle somme percepite dai lavoratori impatriati che trasferiscono la residenza in Italia che non hanno fruito dell’abbattimento della base imponibile, importo (…). Per usufruire dell’agevolazione il contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi.
Ora è bene chiarire al lavoratore, al pensionato o al contribuente che ha ricevuto la Certificazione Unica 2020 quale è l’utilizzo della certificazione.
Coloro che hanno ricevuto la Certificazione Unica 2020 devono, in ogni caso, presentare:
il quadro RM del Modello Redditi 2020 Persone fisiche (ex modello Unico PF):
– se hanno percepito nel 2019 redditi di capitale di fonte estera sui quali non siano state applicate le ritenute a titolo d’imposta nei casi previsti dalla normativa italiana, oppure interessi, premi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari, pubblici e privati, per i quali non sia stata applicata l’imposta sostitutiva prevista dal D.Lgs. 1° aprile 1996, n. 239 e successive modificazioni;
– se hanno percepito nel 2019 indennità di fine rapporto da soggetti che non rivestono la qualifica di sostituto d’imposta;
il quadro RT del Modello Redditi Persone fisiche 2020 (ex modello Unico PF):
– se nel 2019 hanno realizzato minusvalenze derivanti da partecipazioni qualificate;
– se nel 2019 hanno realizzato plusvalenze o minusvalenze derivanti da partecipazioni non qualificate ovvero intendono effettuare compensazioni;
– se nel 2019 hanno realizzato altri redditi diversi di natura finanziaria per determinare e versare l’imposta sostitutiva dovuta;
il modulo RW, se nel 2019 hanno detenuto investimenti all’estero ovvero attività estere di natura finanziaria o hanno effettuato trasferimenti da o verso l’estero di denaro, titoli e attività finanziarie;
il quadro AC del Mod. Redditi Persone Fisiche 2020 se esercenti le funzioni di amministratore di condominio per evidenziare l’elenco dei fornitori del condominio e le relative forniture.
Il contribuente non è esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi qualora il sostituto abbia certificato sia redditi di lavoro dipendente che redditi di lavoro autonomo. Quindi se ha ricevuto due Certificazione Unica 2020, una come dipendente e l'altra come autonomo.
Dopo aver ampiamente trattato tutte le sezioni della Certificazione unica 2020 riguardante i lavoratori dipendenti, i collaboratori ed i pensionati, occupiamoci ora della certificazione del lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi, ossia la Certificazione unica 2020 lavoratori autonomi.
Nello specifico, la sezione "Certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi", secondo quando indicato nelle istruzioni del modello di Certificazione Unica 2020, va utilizzata per indicare:
le corresponsioni di somme erogate nel corso del 2019 riferite a redditi di lavoro autonomo di cui all’art. 53 del TUIR o redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, dello stesso TUIR, cui si sono rese applicabili le disposizioni degli artt. 25 del D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973 e 33, comma 4, del D.P.R. 4 febbraio 1988, n. 42;
le provvigioni comunque denominate per prestazioni, anche occasionali, inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento d’affari, corrisposte nel 2019, nonché provvigioni derivanti da vendita a domicilio di cui all’art. 19 del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114, assoggettate a ritenuta a titolo d’imposta, cui si sono rese applicabili le disposizioni contenute nell’art. 25-bis del D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973;
i corrispettivi erogati nel 2019 per prestazioni relative a contratti d’appalto cui si sono resi applicabili le disposizioni contenute nell’art. 25-ter del D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973.
Vediamo ora le tipologie reddituali da indicare nel modello 730/REDDITI Persone Fisiche 2020.
Nella sezione "Dati relativi alle somme erogate" la prima cosa che viene indicata è la "Tipologia reddituale" che viene comunicata tramite una "Causale" secondo il seguente elenco di causali (le quali sono da indicare nel modello di dichiarazione dei redditi):
F – indennità corrisposte ai giudici onorari di pace e ai vice procuratori onorari;
causale N CU 2020 – indennità di trasferta, rimborso forfetario di spese, premi e compensi erogati: nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche; in relazione a rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi a favore di società e associazioni sportive dilettantistiche e di cori, bande e filodrammatiche da parte del direttore e dei collaboratori tecnici;
Nella sezione "Dati relativi alle somme erogate" come abbiamo detto viene indicata è la "Tipologia reddituale" che viene comunicata tramite una "Causale", secondo il seguente elenco di causali che riguarda "Tipologie reddituali da indicare esclusivamente nel modello REDDITI Persone Fisiche 2020 in quanto assoggettate a ritenuta a titolo d’acconto ovvero tipologie reddituali da non indicare in nessun modello di dichiarazione in quanto la tassazione si è resa già definitiva":
J – compensi corrisposti ai raccoglitori occasionali di tartufi non identificati ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, in relazione alla cessione di tartufi;
W – corrispettivi erogati nel 2019 per prestazioni relative a contratti d’appalto cui si sono resi applicabili le disposizioni contenute nell’art. 25-ter del D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973;
Nella sezione 2 – Anno va indicato l'anno di erogazione del compenso. Nella maggior parte dei casi è il 2019 ovviamente, trattando di Certificazione unica 2020.
Cosa sono le anticipazioni. Per le somme contraddistinte al punto 1 dai codici “G”, “H” ed “I” riportare nel punto 2, l’anno in cui è sorto il diritto alla percezione e per le anticipazioni, l’anno 2019, barrando la casella di cui al punto 3. Nei punti 18 e 19 riportare invece l’eventuale ammontare, rispettivamente, delle somme corrisposte negli anni precedenti a titolo di anticipazione e le relative ritenute.
In relazione alle somme individuate dal codice “N” del punto 1, quindi indennità di trasferta, rimborsi forfettari di spese e compensi erogati, devono essere ricomprese nell’importo da esporre nel punto 4 anche le somme che non hanno concorso a formare il reddito (fino a euro 10.000,00 ai sensi dell’art. 69, comma 2, del TUIR) che devono essere inoltre riportate nel successivo punto 7. Tali modalità devono essere eseguite anche in caso di erogazione di compensi di ammontare non eccedente euro 10.000,00.
Il punto 8 evidenzia l'imponibile, che è poi la differenza tra il punto 4 e le somme non incluse nell'imponibile indicate dal punto 5 al punto 7. Chiaramente se al lavoratore autonomo è stato erogato un compenso interamente imponibile nella Certificazione unica 2020 al punto 4 – Ammontare lordo corrisposto e nel punto 8 – imponibile ci sarà indicata la stessa cifra.
La Certificazione Unica 2020 relativamente al lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi si conclude con due sezioni riguardanti le "Somme liquidate a seguito di pignoramento presso terzi" e le "Somme corrisposte a titolo di indennità di esproprio, altre indennità ed interessi".
Certificazione redditi – Locazioni brevi 2020
Qualora il corrispettivo percepito si riferisca ad un periodo di locazione che riguarda due periodi d’imposta (2017 e 2018 ovvero 2018 e 2019) si dovranno compilare due distinti righi, riportando per ciascun rigo il numero di giorni relativo all’anno riportato nel punto 4.
Nel punto 4 riportare l’anno relativo al periodo di locazione che si sta indicando. In particolare nel caso di un contratto di locazione per un periodo che ha ricompreso sia il 2018 che il 2019 e il pagamento è stato effettuato nel 2019 dovranno essere compilati due righi riportando in modo distinto l’importo di competenza del 2018 e l’importo di competenza del 2019.
Qualora il contratto di locazione ricada in un periodo che ha ricompreso sia il 2019 che il 2020 e il pagamento è stato effettuato anticipatamente nel 2019, anche in questo caso è necessario compilare due righi riportando in modo distinto l’importo di competenza del 2019 e l’importo di competenza del 2020.
I corrispettivi percepiti a fronte di locazioni brevi possono assumere la qualifica alternativamente di redditi fondiari e redditi diversi per i quali è previsto, ai fini della tassazione una imputazione rispettivamente per competenza e per cassa. Pertanto, nella compilazione della Certificazione Unica è necessario coordinare il principio di cassa seguito nella CU, con la natura dei predetti corrispettivi percepiti, tenuto conto della successiva tassazione in sede di dichiarazione dei redditi. Nel caso in cui è barrato il punto 16 riportare nel punto 4 sempre il valore 2019.
Corrispettivo di 2.000 euro percepito il 20 dicembre 2019 dal locatore proprietario dell’unità immobiliare relativamente ad un contratto di locazione breve di 20 gg dal 24 dicembre 2019 al 12 gennaio 2020. In questo caso il reddito percepito è di natura fondiaria, quindi, in sede di dichiarazione tale reddito è imputato in base al criterio di competenza. Nel caso di esposizione in forma analitica, la CU verrà così compilata:
Primo rigo (riguardante la parte di locazione relativa al 2019)
Punto 5: indicare 8 giorni di dicembre 2019;
Secondo rigo (riguardante la parte di locazione relativa al 2020):
Punto 4: indicare anno 2020;
Punto 5: indicare 12 giorni di gennaio 2020;
Corrispettivo di 2.000 euro percepito il 20 dicembre 2019 dal locatore non proprietario dell’unità immobiliare relativamente ad un contratto di locazione breve di 20 gg dal 24 dicembre 2019 al 12 gennaio 2020. Questa è l’ipotesi di contratto di sublocazione o di comodato, per i quali la norma ha previsto per i relativi corrispettivi l’inquadramento a redditi diversi. Pertanto, in sede di dichiarazione tale reddito è imputato in base al criterio di cassa. In tal caso la compilazione sarà la seguente:
In caso di locatore non proprietario dell’unità immobiliare evidenziato con la barratura del punto 16, nella compilazione della presente sezione sarà possibile riportare solo l’anno 2019 al punto 4.
Corrispettivo di 2.000 euro percepito il 13 gennaio 2019 dal locatore proprietario dell’unità immobiliare relativamente ad un contratto di locazione breve di 20 gg dal 24 dicembre 2018 al 12 gennaio 2019. In questo caso il reddito percepito è di natura fondiaria, quindi, in sede di dichiarazione tale reddito è imputato in base al criterio di competenza. Nel caso di esposizione in forma analitica, la CU verrà così compilata.
Secondo rigo (riguardante la parte di locazione relativa al 2019):
I punti da 101 a 116, da 201 a 216, da 301 a 316 e da 401 a 416 devono essere compilati in analogia alle istruzioni fornite nei punti a 1 a 16.